Insegnamento di Organizzazione sanitaria (Corso di Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico) Maurizio Ettore Maccarini Strumenti didattici Alberto ONETTI – Andreas GREULICH, La gestione delle aziende ospedaliere. Teoria, strumenti e casi. Insubria University Press, 2005 (in corso di pubblicazione) Maurizio E. MACCARINI, Il sistema sanitario europeo: solidarietà e sussidiarietà – Capitolo 5 (pp. 133-163). In: L. VIOLINI (a cura di), Sussidiarietà e decentramento, Approfondimenti sulle esperienze europee e sulle politiche regionali in Italia, Guerini e Associati, Milano, 2003. Maurizio E. MACCARINI – Alberto ONETTI, Health Expenditure and Organisational Model (Section 1). In: INTERNATIONAL CENTER FOR STUDIES AND RESEARCH IN BIOMEDICINE; Health Systems in Industrialised Countries, Cacucci Editore, Bari, 2000. 2 Indice INTRODUZIONE PARTE I – Il sistema sanitario: spesa sanitaria e modelli organizzativi Uno schema di classificazione dei sistemi sanitari PARTE II – La definizione della strategia per un ospedale Che cos’è la strategia? La definizione della strategia per un ospedale: analisi competitiva e scelte di posizionamento L’analisi delle attività ospedaliere (processi) La catena del valore Il posizionamento competitivo L’analisi esterna: le specificità del settore sanitario L’analisi esterna: le dinamiche competitive La pianificazione strategica PARTE III – La gestione in un ospedale (cenni) 3 INTRODUZIONE Economia sanitaria e strategia L’Economia L’economia come scienza non si caratterizza attraverso una delimitazione del proprio oggetto di studio a quei soli fenomeni del vivere associato che nel linguaggio corrente si conviene di definire “economici”, ma si estende, come metodo di analisi basato sulla teoria della scelta, a pressoché ogni azione umana.” Grillo M., Introduzione, in Coase R. H., Impresa, mercato e diritto, Il Mulino, Bologna, 1995. 5 L’Economia della salute L’economia della salute è stata definita come l’applicazione degli strumenti di analisi propri della scienza economica a quel particolare bene, di estremo valore per l’uomo, rappresentato dalla salute. Brenna A., Manuale di Economia Sanitaria, Cis Editore, Milano, 1999. 6 L’Economia sanitaria L’economia sanitaria (o economia dei servizi sanitari) rappresenta l’applicazione degli strumenti di analisi propri della scienza economica ai servizi sanitari. Brenna A., Manuale di Economia Sanitaria, Cis Editore, Milano, 1999. 7 Equità e universalità Il contributo classico): dell’economista (approccio L’organizzazione di sistemi integrati di produzione sanitarie in grado di assicurare un livello di servizio adeguato su tutto il territorio nazionale; L’ideazione di meccanismi di finanziamento in grado di socializzare e redistribuire il costo delle prestazioni sanitarie. 8 I modelli di sistema sanitario Sistemi sanitari solidaristici Sistemi sanitari individualistici Il rischio economico è Il rischio economico grava sul redistribuito singolo individuo sistema responsabilizzante per l’individuo sistema iniquo a livello sociale Molteplicità degli acquirenti/ /finanziatori dai “sani” ai “malati” dai “ricchi” ai “poveri” Unico acquirente o sistema integrato di acquirenti il potere contrattuale è detenuto dall’unico compratore il potere contrattuale è prezzi più bassi onorari detenuto dai produttori/venditori di cure professionali relativi più bassi prezzi più alti Due forme diverse: INSURANCE-BASED MODEL onorari professionali relativi più sistemi mutualistici obbligatori per la totalità elevati della popolazione (Europa continentale) TAX BASED MODEL servizi sanitari nazionali (Nord Europa, Paesi 9 mediterranei) Anni settanta Viene apertamente teorizzata la traduzione sul piano politico del principio base della tradizionale deontologia medica: Il professionista deve dedicare ogni possibile sforzo per migliorare le condizioni di salute di ogni paziente Presuppone la disponibilità di risorse umane, finanziarie, tecnologiche e organizzative infinite e infinitamente flessibili nel tempo e nello spazio. 10 Spesa sanitaria come variabile indipendente L’entità della spesa sanitaria pubblica assume di fatto il ruolo di variabile indipendente rispetto alla programmazione economica del paese, compromettendo la possibilità di controllo dei conti pubblici. 11 Manovre di contenimento della spesa sanitaria Problemi strutturali: invecchiamento della popolazione rallentamento del ritmo di crescita economico meccanismo del terzo pagante ruolo del progresso tecnologico necessità di preservare il modello sociale spesa sanitaria pubblica, privata e complessiva 12 Soluzione Economista aziendale vs. economista pubblico Razionalità economica a livello di unità governabili (non di sistema) Riforma manageriale: Azienda come luogo nel quale perseguire efficienza, efficacia ed equilibrio di bilancio 13 Azienda: le condizioni per l’esistenza La moderna teoria economicoaziendale ravvisa l’esistenza di azienda solo laddove fattori produttivi organizzati siano posti nella sfera di controllo di un soggetto 14 Azienda: le condizioni per l’esistenza individuazione di un responsabile aziendale che operi con un elevato grado di autonomia e responsabilità organizzativa e gestionale misurazione dei risultati in termini economici e finanziari secondo schemi condivisi introduzione degli strumenti di controllo di gestione, quali budget, contabilità analitica, reporting 15 Azienda: i due fronti dell’aziendalizzazione Tecniche gestionali budget contabilità analitica reporting activity based management reingenerizzazione gestione per processi total quality management outsourcing networking project financing ecc.. Elaborazione strategica punti di forza, punti di debolezza definizione di business (tecnologia, funzioni servite, area geografica) posizionamento strategico sistema del valore (make or buy) integrazione, disintegrazione alleanze e altre relazioni con il mondo esterno competitori diretti e indiretti 16 PARTE I Il sistema sanitario: spesa sanitaria e modelli organizzativi L’emergere di nuovi modelli di competizione in sanità di Maurizio Ettore Maccarini IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ Il principio di sussidiarietà rappresenta un principio complementare a quello di responsabilità Esso afferma che le comunità di ordine superiore debbono farsi carico delle problematiche che non possono essere convenientemente affrontate dalle comunità di ordine inferiore COROLLARIO IMPORTANTE Le comunità di ordine superiore non devono però occuparsi delle questioni che le comunità di ordine inferiore sono in grado di affrontare e risolvere con le loro forze 19 SUSSIDIARIETA’ SUSSIDIARIETA’ ORIZZONTALE Principio che regola i rapporti tra gli enti pubblici territoriali Quartiere, Comune, Comprensorio, Provincia, Regione, Stato, Organizzazioni internazionali SUSSIDIARIETA’ ORIZZONTALE Riguarda il rapporto tra ente pubblico e le organizzazioni di varia natura all’interno delle quali i cittadini liberamente si aggregano 20 UNIONE EUROPEA E SUSSIDIARIETA’ Con il recente rilancio del principio di sussidiarietà, l’Europa sembra aver trovato un metodo adeguato per affrontare la crisi generalizzata dei sistemi sanitari. Non si tratta ancora di una soluzione compiuta, bensì di un metodo per affrontare la complessa questione della riforma sanitaria che sembra rivelarsi efficace. 21 I punti di riferimento del modello europeo il federalismo (sussidiarietà verticale), che consiste nel permettere alle singole comunità nazionali e locali di sperimentare in modo flessibile i modelli e i tentativi di risposta che questi ultimi ritengono adeguati; la sussidiarietà orizzontale, che mira a valorizzare e inserire all’interno del sistema sanitario pubblico tutte le istituzioni e gli organismi che operano efficacemente sul territorio, anche se questi ultimi non appartengono all’amministrazione pubblica; il solidarismo, che rappresenta il quadro di riferimento all’interno del quale le amministrazioni nazionali e locali si muovono per sperimentare i loro modelli, e coinvolgere le istituzioni private. 22 Europa: laboratorio istituzionale L’Europa si trasforma pertanto in un “laboratorio istituzionale” all’interno del quale, molto più di quanto accada in altre aree del mondo, si assiste a un progressivo e complesso processo di trasformazione, che tende a ridurre le distanze tra i due modelli tradizionali (INSURANCE-BASED MODEL e TAX BASED MODEL) a fare emergere soluzioni concrete che rappresentano commistioni tra i vecchi modelli e le nuove soluzioni, teorizzate ma non ancora compiutamente realizzate. 23 Due chiavi di lettura della trasformazione in atto Il cambiamento delle priorità di programmazione in materia sanitaria Le strategie di contenimento dei costi e di miglioramento del servizio adottate 24 Il cambiamento delle priorità di programmazione in materia sanitaria Nel nuovo contesto internazionale di competizione tra sistemi, l’obiettivo tradizionale di estensione delle opportunità di fruizione dei servizi sanitari cede progressivamente la sua posizione prioritaria all’obiettivo del contenimento della spesa sanitaria pubblica e complessiva. La disputa intellettuale e politica per stabilire quale dei due modelli istituzionali sia il più adatto a garantire i valori tipici della socialità europea, si è trasformata progressivamente in una sorta di “mutuo riconoscimento” della idoneità (almeno potenziale) di entrambi i modelli sperimentati in Europa a garantire il perseguimento dei diritti sociali e dei valori solidaristici che caratterizzano la società europea. Entrambi gli approcci però risultano deboli e insufficienti quando si tratta di conseguire gli obiettivi di contenimento della spesa e di soddisfazione delle esigenze degli utenti, secondo la più moderna accezione di “customer satisfaction”. 25 Le strategie di contenimento dei costi e di miglioramento del servizio adottate Le strategie che si proponevano di perseguire il contenimento dei costi e il miglioramento del servizio attraverso la regolazione sono state progressivamente superate da approcci che mirano a conseguire gli stessi obiettivi attraverso la competizione, stimolando negli operatori comportamenti efficienti e virtuosi e in linea con gli obiettivi generali. In questo contesto l’introduzione di meccanismi di competizione all’interno di entrambi i modelli istituzionali adottati rappresenta una prospettiva più promettente rispetto al dibattito sulla superiorità dell’uno o dell’altro modello istituzionale. L’esperienza storica ha mostrato, inoltre, come i fallimenti dello “stato” come meccanismo regolatore dei rapporti siano altrettanto frequenti dei fallimenti del “mercato”. 26 I nuovi modelli della competizione in sanità Il modello della competizione pubblica (o dei mercati pianificati) Il modello dei mercati misti (o mercati interni) Il paradigma della managed competition 27 La competizione pubblica Il paradigma della competizione pubblica (o dei mercati pianificati) prevede l’introduzione di meccanismi competitivi all’interno di un sistema sanitario pubblico sul versante dell’erogazione dei servizi sanitari. Il meccanismo concorrenziale introdotto si fonda sulla libertà di scelta del paziente che può decidere di farsi curare dove desidera e da chi desidera nell’ambito del panel degli erogatori pubblici a disposizione (medici, ospedali o altre tipologie di erogatori). 28 La competizione pubblica (2) I tre elementi cardine del modello sono: la presenza di istituzioni fornitrici di servizi a proprietà e gestione pubblica; la libera scelta da parte del paziente delle istituzioni alle quale rivolgersi; il finanziamento degli erogatori per mezzo di budget flessibili, collegati al volume di assistenza erogata (quota di “mercato” acquisita). 29 I mercati misti Il paradigma dei mercati misti (o mercati interni) si fonda sul principio base della separazione di ruoli tra finanziatore (acquirente) ed erogatori (fornitori) di servizi sanitari, cioè fra la domanda e l’offerta di cure. Le istituzioni finanziatrici sono chiamate a remunerare gli erogatori per le prestazioni rese da questi ultimi a favore dei pazienti. Svolgono cioè il ruolo di third party payors. L’erogazione di servizi sanitari viene svolta sia da istituzioni pubbliche sia da istituzioni private o semplici professionisti ammessi al mercato interno, il che amplia le opportunità di scelta del paziente. Il meccanismo di finanziamento si fonda sulla remunerazione delle prestazioni erogate nell’ambito di un rapporto contrattuale tra l’amministrazione finanziatrice e i singoli erogatori. 30 I mercati misti (2) I requisiti base del modello dei mercati misti sono: il pluralismo delle istituzioni fornitrici di servizi (pubbliche, private e non profit); la presenza di un soggetto terzo pagante (third party payor) indipendente; la libera scelta da parte del paziente del medico e del luogo di cura; il finanziamento a prestazione degli erogatori, in base a tariffe prestabilite. 31 I mercati misti (2) Per il buon funzionamento del modello occorre prevedere meccanismi in grado: di realizzare una reale parità di trattamento tra le diverse categorie di operatori (pubblici e privati accreditati) che operano sul mercato interno; di configurare l’accreditamento come un diritto per gli operatori privati che soddisfano i requisiti; di ottenere una totale indipendenza dell’amministrazione pubblica che svolge il ruolo di third party payor e le amministrazioni pubbliche erogatrici dei servizi. 32 La managed competition Il paradigma della managed competition si fonda sulla netta separazione di due funzioni: la regolazione del mercato, che è svolta da soggetti detti sponsor; l’offerta di piani assicurativi integrati (managed care plans), che consiste nell’organizzare e remunerare un network di erogatori di servizi di cura, e può essere svolta da Managed Care Organizations (MCOs) o da compagnie di assicurazione. 33 Lo sponsor La funzione dello sponsor è quella di agire da agente collettivo della domanda di assicurazione sanitaria. Il suo scopo è quello di accrescere il potere contrattuale degli acquirenti al fine di esercitare una maggiore pressione competitiva sul mercato e controbilanciare il potere contrattuale dei soggetti che offrono i piani assicurativi integrati. Il ruolo di regolatore del mercato consiste nell’indurre la competizione sui prezzi, sulla qualità dei servizi erogati e sull’estensione della coperture offerte. Inoltre, la sua forza contrattuale consente allo sponsor di imporre alle controparti il rispetto di regole di equità e di non discriminazione nei confronti degli utenti. 34 Lo sponsor in Europa I principi della managed competition si prestano ad essere introdotti in qualunque schema istituzionale, come dimostra il fatto che nei concreti tentativi di applicazione di questo modello il ruolo di sponsor è stato di volta in volta affidato sia a soggetti pubblici (stato, enti pubblici territoriali, specifici programmi pubblici) sia a soggetti privati (mutue, datori di lavoro, e alle loro espressioni collettive). Nel contesto europeo, pertanto, la managed competition non potrebbe prescindere dalla previsione di un penetrante intervento dello stato in qualità di regolatore dell’offerta di schemi alternativi di coperture sanitarie in competizione tra loro. 35 La competizione tra erogatori Il secondo livello di competizione è quello tra produttori/erogatori di servizi sanitari. Questi ultimi competono tra loro per assicurarsi le risorse finanziarie delle MCO, o dei diversi soggetti che offrono i piani assicurativi. La competizione tra erogatori nell’ambito di uno schema di finanziamento ricalca esattamente lo schema dei mercati interni descritto al paragrafo precedente 36 CONCLUSIONI Si è sostenuto da più parti che l’enfasi nei confronti della competizione, della privatizzazione e del contenimento dei costi nei sistemi sanitari europei avesse avviato una fase di convergenza del modello solidaristico europeo verso il modello individualista statunitense, che da più tempo era impegnato su questi fronti. Il bilancio ad oltre un decennio dalla prima introduzione di meccanismi di competizione nei sistemi sanitari di molti paesi d’Europa sembra smentire radicalmente questa ipotesi. Si può invece affermare che l’Europa, valorizzando la sua organizzazione fondata sul pluralismo istituzionale e sulla sussidiarietà abbia assunto un ruolo di laboratorio d’avanguardia, facendo proprie e sperimentando soluzioni innovative, frutto anche di idee nate oltreoceano, ma destinate a produrre soluzioni più fertili in un contesto solidarista. 37 CONCLUSIONI (2) La disamina dei nuovi paradigmi di competizione in sanità - immuni da cedimenti a una visione mercantile dell’erogazione di prestazioni sanitarie evidenzia chiaramente come questi si collochino perfettamente nel solco della tradizione sussidiaria e solidale che rappresenta il comune denominatore del nostro continente. 38 PARTE II La definizione della strategia per un ospedale 1. Che cos’è la strategia? 2. La definizione della strategia per un ospedale: analisi competitiva e scelte di posizionamento 2.1. L’analisi delle attività ospedaliere (processi) 2.2. La catena del valore 2.3. Il posizionamento competitivo 2.4. L’analisi esterna: le specificità del settore sanitario 2.5. L’analisi esterna: le dinamiche competitive 2.6. La pianificazione strategica 1. Cosa significa fare strategia? la strategia non e’ un regolamento, un piano o un insieme di istruzioni ma… e’ il tema unificante che indirizza e rende coerenti le decisioni adottate da un’ organizzazione o da una persona la strategia rappresenta il tentativo di dare razionalità all’azione la radice della strategia può essere l’intuizione (che non si insegna o e’ molto difficile insegnare) ma, successivamente, anche l’intuizione deve essere tradotta in un piano razionale d’azione La strategia va continuamente rimodellata (“strategia emergente”) 40 2. L’analisi dell’attività ospedaliera L’ospedale è un’azienda multiprodotto e multiprocesso Multiprodotto In un certo senso il numero di linee di produzione coincide con il numero di pazienti ricoverati (ciascun paziente presenta esigenze peculiari) E’ possibile raggruppare i pazienti/linee di produzione in classi omogenee sulla base di criteri condivisi Multiprocesso Svolge una pluralità di attività mediche e chirurgiche, di base e specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, di ricerca scientifica e di formazione 41 L’analisi per processi L’ospedale è un’azienda che pone in essere uno o più processi produttivi al fine di conseguire i propri obiettivi istituzionali Gli obiettivi istituzionali di un ospedale consistono nella risoluzione delle problematiche sanitarie di cui i pazienti sono portatori. I “prodotti” dell’ospedale possono essere interpretati come il risultato della combinazione di uno o più processi produttivi 42 La catena del valore La catena del valore (Porter, 1985) analizza le diverse attività aziendali in funzione del contributo apportato da ciascuna al conseguimento degli obiettivi Occorre pertanto analizzare le attività ospedaliere in considerazione: del loro posizionamento all’interno della combinazione produttiva complessiva posta in essere dall’ospedale del ruolo svolto da ciascuna nella realizzazione dei risultati aziendali L’individuazione e la ricomposizione dei processi svolti all’interno dell’ospedale risultano essenziali: per definire le strategie per verificarne l’attuazione 43 La catena del valore (2) La catena del valore (Porter, 1985) analizza le diverse attività aziendali in funzione del contributo apportato da ciascuna al conseguimento degli obiettivi aiuta ad individuare quali siano le fonti del vantaggio competitivo, pervenendo ad una distinzione delle funzioni in due gruppi: – attività primarie – attività di supporto 44 ATTIVITA’ INFRASTRUTTURALI DI SUPPORTO ATTIVITA’ La catena del valore generica GESTIONE DELLE RISORSE UMANE SVILUPPO DELLA TECNOLOGIA PRIMARIE ATTIVITA’ APPROVVIGIONAMENTO Logistica in entrata Attività operative Logistica in uscita Marketing e vendite Servizi 45 La catena del valore in ospedale Occorre pertanto analizzare le attività ospedaliere in considerazione: del loro posizionamento all’interno della combinazione produttiva complessiva posta in essere dall’ospedale del ruolo svolto da ciascuna nella realizzazione dei risultati aziendali L’individuazione e la ricomposizione dei processi svolti all’interno dell’ospedale risultano essenziali: per definire le strategie per verificarne l’attuazione 46 La catena del valore per una azienda sanitaria 47 La catena del valore in ospedale ATTIVITA’ PRIMARIE Attività strettamente necessarie all’erogazione del servizio (o dei servizi) oggetto di fornitura da parte dell’ospedale ATTIVITA’ DI SUPPORTO Attività avente carattere infrastrutturale e finalizzate ad ottimizzare lo svolgimento di singole attività primarie o dell’intero processo di produzione dei servizi 48 Le attività primarie Il processo di erogazione del trattamento ospedaliero può essere scomposto nelle seguenti fasi operative: Ad esempio l’attività di riabilitazione può essere erogata sia prima sia dopo la dimissione del paziente Prenotazione/accettazione Diagnosi Ad esempio l’attività diagnostica, che logicamente dovrebbe precedere il momento del ricovero, in molti casi viene effettuata dopo lo stesso (urgenze) Anamnesi Terapia Riabilitazione Dimissione La successione delle fasi non risponde ad un rigido ordine sequenziale in quanto sono possibili anticipi o ripetizioni di fasi operative 49 La filiera produttiva in sanità Le fasi del trattamento ospedaliero si inseriscono nel più generale processo produttivo sanitario che prevede: Prevenzione Diagnosi Terapia Riabilitazione PREVENZIONE Primaria: interventi volti a rimuovere il rischio malattia (non fanno capo solo all’amministrazione sanitaria Secondaria: profilassi e diagnosi precoce DIAGNOSI e RIABILITAZIONE Sono svolte in molti casi al di fuori dell’ospedale 50 L’area di azione tipica dell’ospedale L’area di azione tipica dell’ospedale per acuti è focalizzata sugli interventi “a malattia manifesta” (Brenna, 1999) Pertanto la gestione caratteristica dell’azienda ospedaliera tipicamente non si posizione né all’inizio (assistenza ambulatoriale) né al termine del processo di cura (medicina riabilitativa) Ciò non esclude che l’ospedale possa estendere il proprio raggio d’azione sia a monte sia a valle della filiera produttiva sanitaria integrando le attività tipiche dei centri ambulatoriali e/o degli istituti di riabilitazione 51 La filiera produttiva in sanità PREVENZIONE ASSISTENZA PRIMARIA AMMINISTRAZIONE SANITARIA MEDICI AMBULATORIALI ASSISTENZA STAZIONARIA OSPEDALI ASSISTENZA RIABILITATIVA ISTITUTI DI RIABILITAZIONE 52 Il processo di trattamento ospedaliero standard Individuare un processo di trattamento ospedaliero standard è possibile solo a livello teorico 53 54 La pianificazione strategica ANALISI ESTERNA MISSION OBIETTIVI STRATEGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA ANALISI INTERNA 55 Le specificità del settore sanitario (1) La sanità è una funzione di pubblico interesse soggetta a stringente regolamentazione In sanità i modelli di mercato funzionano male (Robinson and Luft, 1985 and 1987; Zwanziger and Melnick, 1998; Arnould and DeBrock, 2002) in quanto presuppongono transazioni frequenti e l’assenza di asimmetrie informative (Arrow, 1963). 56 Le specificità del settore sanitario (2) Le scelte di posizionamento strategico sono, in particolare per le aziende operanti all’interno del sistema di protezione sociale, esposte a vincoli politici e regolamentari Le tariffe sono fissate per via regolamentare (fatta eccezione per i servizi out-of-the-pocket). Ciò limita le leve strategiche a disposizIone del management con due ordini di conseguenze: Essendo fissati i prezzi, l’aumento delle entrate può avvenire solo attraverso un aumento dei volumi delle prestazioni erogate, strategia recentemente contrastata dalla previsione di tetti L’unica leva di intervento significativa nel breve periodo resta il taglio dei costi (Fontana e Lorenzoni, 2002) 57 I controlli sull’attività ospedaliera • Insediamento • (autorizzazione e accreditamento) • Specializzazione (pianificazione ospedaliera) • Qualità e contenuto di prestazioni (standard di prestazione) • Investimenti (autorizzazione) • Prezzi di prestazioni (tariffario) CONTROLLI ALL‘ENTRATA Volumi di prestazioni (budget) CONTROLLI SULL‘ATTIVITA‘ 58 Le specificità del settore sanitario (3) La presenza di meccanismi assicurativi (third party payment) impatta sulla relazione di clientela: c’è una dissociazione tra chi fruisce del servizio (paziente) e chi paga (payer). Ciò può creare incentivi alla proliferazione delle prestazioni (abuso del consumo) oltre a rendere complessa la definizione di piani di marketing efficaci. 59 Le specificità del settore sanitario (4) Le prestazioni sanitarie sono prestazioni di servizi e risentono delle peculiarità a queste associate. Dissociazione tra momento della produzione e momento del consumo Immaterialità e difficoltà di valutazione Inoltre sono prestazioni complesse esposte a forti asimmetrie informative. Necessità di intermediazione nella scelta (gatekeeping) Fattori soggettivi ed emotivi (“experience goods” o “credence goods”) con forti componenti fiduciarie Difficoltà di valutazione dell’efficacia clinica anche a consutivo (se non su orizzonti di medio-lungo periodo) 60 Le specificità del settore sanitario (5) Nelle aziende sanitarie c’è una forte separazione tra funzioni sanitarie e funzioni amministrative Questa separazione origina da differenti background culturali e da obiettivi/priorità diverse Le decisioni prese dai medici non sempre sono le più convenienti Alcuni aspetti della relazione medico-paziente possono non essere più sotto il controllo del medico diventando di comptenza di altri che hanno prioirità diverse Ciò può generare tensioni che possono compromettere l’efficacia delle strategie e anche la definizione delle stesse 61 Determinanti della dinamica concorrenziale QUADRO REGOLAMENTARE POTERE CONTRATTUALE FORNITORI CONCORRENZA INTERNA AL SETTORE POTERE CONTRATTUALE MEDICI POTERE CONTRATTUALE PAZIENTI POTERE CONTRATTUALE FINANZIATORI 62