Convegno della Banca d’Italia
su “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e
sistema dei pagamenti”
Information and Communication Technologies
(ICT)
Aspetti statistici e di metodo
Claudio Quintano
Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Napoli, 21 settembre 2004
prof.Claudio Quintano Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
1
Intervento al Convegno della Banca d’Italia su
“Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e sistema dei pagamenti”,
Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Napoli, 21 settembre 2004
STRUTTURA DELLA PRESENTAZIONE

ICT: ambiguità e definizioni

Punti critici dell’analisi

Le fonti: un problema primario

Attività di ricerca dell’Istituto di Statistica
dell’Università degli Studi di Napoli ”Parthenope”

Sistema di Indicatori (Benchmarking)

Il grado di diffusione dell’ ICT nelle regioni italiane

Alcune risposte agli organizzatori del Convegno:



e
Matematica
Ostacoli allo sviluppo dei servizi di rete
Ostacoli per l’introduzione dell’ICT nei distretti industriali
Strategie di promozione dell’ICT nell’esperienza universitaria
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ICT: AMBIGUITÀ E DEFINIZIONI






Non vi è concordanza completa nelle definizioni
Alcune interpretazioni delle stesse possono dare luogo
ad ambiguità
Definizione di e-business e di e-commerce
E-business: è ogni processo che una organizzazione
commerciale conduce attraverso una rete mediata da
computer
E-commerce: è ogni transazione completata
attraverso una rete mediata da computer che
coinvolge il trasferimento di proprietà o di diritto
all’uso di beni e servizi
Ci sono difficoltà nella delimitazione dei due ambiti
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ICT: AMBIGUITÀ E DEFINIZIONI
Ci sono difficoltà nella caratterizzazione di alcuni casi


Un cliente va in libreria e chiede un libro fuori catalogo
l’impiegato scarica una copia elettronica e la stampa per
lui. Non sarebbe e-commerce poiché l’accordo non si è
raggiunto tramite la rete. Comunque il diritto d’accesso
alla copia archiviata è una transazione di e-commerce.
Un acquisto effettuato in un magazzino mediante un
chiosco computerizzato di una merce non in stock è ecommerce.
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ICT: AMBIGUITÀ E DEFINIZIONI


Un cliente fa una ricerca in internet per scegliere un
articolo ma piazza l’ordine per telefono con un
operatore, non è e-commerce perché l’accordo non si è
ottenuto via rete, né alcuno dei dispositivi era
computerizzato
Invece, l’acquisto di un cd scelto da un chiosco non è ecommerce.
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PUNTI CRITICI DELLE ANALISI


L’interesse dovrebbe essere puntato sull’e-business
inteso come uso produttivo dell’ICT
In pratica sono comuni le indagini sulla diffusione
degli “oggetti” ICT (software, hardware, accessi
in rete, transazioni, e-mail, ecc.), meno frequenti
quelle sulla loro integrazione nel processo
produttivo, cioè, sull’uso delle tecnologie per la
crescita della produttività.
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PUNTI CRITICI DELLE ANALISI


Per qualche studioso, addirittura, non vi è prova
sicura che la crescita degli investimenti ICT sia
legata all’aumento della produttività (E. Likanen ,
2003 - E. Dal Bosco, 2004)
Nella maggior parte delle analisi alle comunicazioni
è posta minore attenzione. Per queste ultime
esistono invece analisi approfondite indipendenti
(per esempio sul “mobile”)
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PUNTI CRITICI DELLE ANALISI
Le linee evolutive dell’analisi
suddividersi su tre temi
infrastrutture
sembrano
oggi

Le

Le attività (dati meno frequenti su: B2B, B2C,

L’impatto
implementazioni di
miglioramento dei
proprietarie, etc…)
(dati
disponibili
su:
reti fisiche più veloci,
protocolli, diffusione reti
etc…)
sulla
produttività
(difficile da
determinare – quasi sempre indagini qualitative sul
tipo delle variabili congiunturali)
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO



Sono abbastanza frequenti indagini sulla diffusione
E’ da poco che stanno avviandosi analisi sistematiche sull’ebusiness e quindi sull’impatto
Quasi sempre si presentano problematiche le disaggregazioni
settoriali e regionali (si usano procedure top-down o indagini
regionali sporadiche)
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Requisiti di qualità che si richiedono all’offerta
informativa dell’ICT




RILEVANZA: adeguatezza dell’informazione prodotta
rispetto alla necessità informativa degli utenti
ACCURATEZZA: grado di corrispondenza tra valori
stimati e valori reali
TRASPARENZA: possibilità di accedere a tutte le
informazioni relative agli strumenti di indagine utilizzati
ACCESSIBILITÀ: semplicità per l’utente di reperire e
acquisire l’informazione disponibile in base alla proprie
esigenze
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Requisiti di qualità che si richiedono all’offerta
informativa dell’ICT

TEMPESTIVITÀ: intervallo di tempo tra la nascita
dell’esigenza informativa e la disponibilità dei risultati

CONFRONTABILITÀ: possibilità di confrontare nel
tempo e nello spazio le statistiche prodotte
Per le fonti considerate in questa overview non sono state
individuate indicazioni sulla qualità dei dati. Le fonti più
importanti forniscono solo le Note Metodologiche
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
Sono quasi tutte fonti sulla diffusione. Poche e
sporadiche quelle sull’impatto.
Vi sono molte indagini messe in atto da istituti di
ricerca privati i cui risultati non sono accessibili se
non per i soggetti che le hanno commissionate.
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
ISTAT – “L’uso delle tecnologie
comunicazione nelle imprese”





dell’informazione
e
della
Indagine campionaria per le imprese da 10 a 249 addetti e censuaria per
le imprese con almeno 250 addetti
Disegno di campionamento: tipo casuale stratificato (strati omogenei a
livello di attività economica, macroripartizione e classe di addetti)
Popolazione: imprese industria e servizi con almeno 10 addetti
Cadenza annuale a partire dal 2000
Si occupa di misurare la diffusione e l’utilizzo delle ICT, la presenza delle
imprese sul web e l’impiego del commercio elettronico; acquisisce inoltre
informazioni su motivazioni, benefici e ostacoli relativi all’impiego delle
tecnologie informatiche. Vengono evidenziate, inoltre, le relazioni tra
imprese e banche e quelle tra imprese e P.A. tramite internet.
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
ISTAT – “Statistiche sull’ innovazione delle imprese”












Campionaria: 1 stadio, stratificazione per attività, addetti, ripartizione geografica
Popolazione: imprese industria e servizi con almeno 10 addetti
Cadenza: sporadica (?) - l’ultima riguarda 1998-2000
Non è specificatamente dedicata all’ICT
Si occupa di innovazione di processo, di prodotto, di R & S
Per quanto riguarda l’ICT solo 5 domande sulla diffusione:
dei PC
della posta elettronica
dei siti web
dell’ e-commerce
nessuna domanda sulle comunicazioni
qualità dei dati (non misurata) – paragonabile a quella dell’indagine sulle Piccole
e Medie imprese
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
Assinform – Rapporto sul mercato dell’informatica e delle
telecomunicazioni in Italia – Indagine ICT su professioni e carriere










E’ una fonte di informazione molto citata, aggiornata annualmente e disaggregata a livello
regionale (ma non settoriale). E’ una integrazione di fonti
rilevazioni ad hoc per l’elaborazione del Rapporto Assinform
database dell’Associazione e della società NetConsulting;
ricerche effettuate a livello locale, provinciale o regionale. Assinform osserva che tale fonte
si è rivelata in realtà molto scarsa, a dimostrazione dell’attuale gap informativo presente a
livello locale sulla struttura e sulle caratteristiche della domanda di Information Technology;
le fonti ufficiali disponibili attraverso i database di Unioncamere, ISTAT, Banca d’Italia
le informazioni fornite sono ottenute da un modello che permette di cogliere le relazioni
della spesa IT con alcuni indicatori macroeconomici
PIL regionale
valore degli investimenti in macchinari e attrezzature a livello regionale;
numero degli occupati per Regione;
numero delle imprese attive per Regione
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
ALTRE FONTI SPORADICHE
Indagini Banca d’Italia dalle quali è possibile estrapolare
informazioni sulla diffusione e sull’uso di tecnologie ICT
 Indagine sulle imprese industriali (campione stratificato 3051
imprese con almeno 20 addetti, anno 2003)
 Indagine sulle imprese dei servizi (30.000 società di capitale
con fatturato superiore a 5 miliardi di lire, anno 1999)
 Indagine sui bilanci delle famiglie italiane
 Indagine sulla informatizzazione degli enti territoriali (19
regioni, 99 province, 278 comuni, anno 2002)
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Fonti nazionali
ALTRE FONTI SPORADICHE









Osservatorio Federcomin che contiene una sintesi dei dati di mercato ICT
e dati previsionali. La fonte fornisce un confronto ragionato tra dati e
previsioni provenienti da differenti istituti di ricerca
Capitalia
European and Information Technology Observatory (EITO)
International Data Corporation (IDC)
Mate IT Research
Nielsen Media Research
SIRMI - Consulenze e ricerche di mercato
Indagine Mediocredito. E’ un’indagine abbastanza completa e molto
citata ma non è stata aggiornata.
Vi sono, inoltre, molte monografie che riportano sintesi di dati rilevati da
enti o istituzioni private
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali

EUROPEAN COMMISSION
La Commisione Europea ha avviato nel 2001 il progetto
”e-Business W@tch” con lo scopo di analizzare
l’adozione, lo sviluppo e l’impatto delle pratiche di ebusiness nei differenti settori dell’economia europea.
L’iniziativa consiste sia nella creazione di un portale
dedicato
alle
tematiche
dell’e-business
(http://www.ebusiness-watch.org),
sia
nella
pubblicazione annuale del “The European e-Business
Report” basato su dati raccolti attraverso un indagine ad
hoc.
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali
PROGETTO ”E-BUSINESS W@TCH”





Indagine completa (e-business - impatto)
Cadenza annuale dal 2002
9264 interviste CATI in 15 Paesi
Disaggreggata per settori (15)
5 moduli
1.
Informazioni strutturali
2.
Infrastrutture ICT e sviluppo delle capacità
informatiche all’interno dell’impresa
3.
Attività
di
e-commerce
e
di
e-business
(implementazione dell’ICT in tutti i comparti aziendali)
4.
Impatto dell’e-business
5.
Consapevolezza dell’importanza dell’e-business
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali
Organisation for Economic Cooperation and Development
(OECD)









Studio d’indicatori e strumenti d’analisi che permettono di esaminare
l’impatto dell’ICT sulla crescita economica, sulla produttività aziendale
e sul benessere sociale.
Sviluppo di uno schema di riferimento che raccoglie dati, provenienti
dai paesi membri, relativi alle seguenti macrocategorie
Investimenti in ICT
Infrastrutture ICT
Accesso ed utilizzo dell’ICT da parte delle famiglie
Accesso ed utilizzo dell’ICT da parte delle imprese
Accesso ed utilizzo dell’ICT da parte del settore pubblico
E-commerce
Grado di formazione ed istruzione sull’utilizzo dell’ICT
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali
Organisation for Economic Cooperation and
Development (OECD)
Costruzione di un database sull’offerta e sull’utilizzo d’ICT che
raccoglie i dati relativi al settore presso i paesi membri
Pubblicazioni di reports analitici tra cui
 The Economic Impact of ICT: Measurement, Evidence and
Implications (2004)
 Measuring the Information Economy (July 2002)
 Measuring the ICT Sector (October 2000).
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali
United Nations Conference on Trade and Development
(UNCTAD)
Organizzazione di seminari e meetings che permettono scambio e condivisione di
conoscenze ed esperienze significative tra policy makers, istituzioni ed
organizzazioni internazionali.


UNCTAD XI: “ICT as an Enabler for Growth, Development and
Competitiveness” (São Paulo, June 2004): Incontro tra rappresentanti dei
governi, del settore imprenditoriale e del settore consumer sul ruolo dell’ICT
come fattore di crescita e competitività nei paesi in via di sviluppo
Expert Meeting on Measuring Electronic Commerce: analizza la
situazione e le prospettive a livello nazionale ed internazionale nel comparto
degli indicatori e delle statistiche sull’ITC, raccogliendo dati provenienti dai
paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo e presentando indicatori
significativi per la misura dell’e-commerce
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LE FONTI: UN PROBLEMA PRIMARIO
Alcune principali fonti internazionali
United Nations Conference on Trade and Development
(UNCTAD)
Pubblicazione di reports e studi analitici riguardanti il comparto
ICT
 Information Society Measurements: The Case of e-Business
(2003)
 E-commerce and Development Report (2002)

Electronic commerce strategies for development: The Basic
Elements of an Enabling Environment for E-commerce
(2002)

E-Finance and Small and Medium-Size Enterprises (SMEs) in
Developing and Transition Economies (2001)
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ATTIVITÀ DI RICERCA DELL’ISTITUTO DI
STATISTICA E MATEMATICA DELL’UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI NAPOLI “PARTHENOPE”
Nell’ambito di un progetto MURST 40% dal titolo “L’
evoluzione dei sistemi produttivi localizzati e la
crescita economica del territorio” è in fase avanzata
la progettazione di un’indagine e del relativo
questionario da somministrare alle imprese dei
Distretti Industriali Campani.
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ATTIVITÀ DI RICERCA DELL’ISTITUTO DI
STATISTICA E MATEMATICA DELL’UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI NAPOLI “PARTHENOPE”
L’indagine ha lo scopo di rilevare informazioni relative a





grado di diffusione delle ICT (hardware, software,
tecnologie di rete, sicurezza informatica)
introduzione delle tecniche e delle relative piattaforme
B2C e B2B
percezione degli imprenditori in merito all’impatto delle
ICT sulle performances dell’impresa
difficoltà nello sviluppo delle tecnologie informatiche
all’interno dell’impresa
formazione del personale ed alle esigenze di formazione
esterna
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
L’avvento e la diffusione delle nuove tecnologie ha
comportato una ridefinizione dei processi organizzativi e
produttivi aziendali, creando nuovi fattori di
competitività e crescita.
Queste profonde trasformazioni hanno generato nuovi
bisogni statistici, rendendo necessario l’elaborazione di
nuovi strumenti d’analisi in grado di
 determinare il grado di diffusione dell’ICT
 quantificare
l’impatto sulle funzioni economiche
dell’impresa
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
È di fondamentale importanza integrare a livello nazionale
e regionale le informazioni statistiche esistenti,
delineando un sistema flessibile di raccolta e
organizzazione dei dati che permetta di ricavare
 analisi multidimensionali del fenomeno ICT (diffusione,
impatto, readiness, B2B, B2C, etc…)
 costruzioni di appositi indicatori di sintesi
 opportunità di benchmarking a livello internazionale
 elementi indispensabili per sostenere e supportare i
processi decisionali sia nel settore pubblico, sia in quello
privato.
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
Il benchmarking può essere definito come un processo
a 3 fasi
Definizione degli indicatori
 Misura e analisi
 Sviluppo di linee strategiche

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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
Elementi cruciale per costruire benchmarking affidabili
sono



Elevata qualità dei dati
“Alimentazione” continua e coerente delle basi
informative
Creazione d’indicatori di readiness, di intensity e di
impact
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
PRINCIPALI DIFFICOLTÀ




Difficoltà nella definizione e nel consenso circa indicatori
adeguati e significativi
Costo della raccolta dati
Enormi sforzi di coordinamento
Difficoltà di applicare benchmark pan-Europei a regioni
con diverse stadi di sviluppo dell’Information Society
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
PROGETTI EUROPEI
BISER (www.biser-eu.com)
 Benchmarking EU Regions in the Information Society
 Indicatori statistici per il benchmarking a livello
regionale (NUTS2)
 Progetto
in corso nell’ambito del Programma
Europeo IST (Information Society Technology)
 10 dominii coperti
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
PROGETTI EUROPEI
SIBIS (www.sibis-eu.org)
 Statistical
Indicators for Benchmarking the
Information Society in Europe
 Progetto in corso nell’ambito del Programma IST
(Information Society Technology)
 Nove temi coperti sulle linee di e-Europe 2002
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SISTEMA DI INDICATORI (BENCHMARKING)
PROGETTI EUROPEI
IBIS (www.isimm.it)

Con il progetto IBIS (International Benchmarking of the
Information Society) e’ stato realizzato un database
strutturato che permette il monitoraggio ed il
benchmarking
dello
sviluppo
della
Società
dell’Informazione, per l’Italia, rispetto ai principali Paesi
europei, in maniera altamente flessibile e modulare. Il
sistema consente infatti sia un'analisi specifica su singoli
elementi, che un'osservazione più complessa e articolata
a vari livelli
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IL GRADO DI DIFFUSIONE DELL’ ICT NELLE REGIONI
ITALIANE
Utilizzando dati provenienti da diverse fonti nazionali è stato
analizzato il grado di diffusione delle ICT a livello regionale.
Le variabili utilizzate nell’analisi possono essere distinte in due
raggruppamenti
VARIABILI STRUTTURALI che contraddistinguono lo status
economico imprenditoriale delle diverse regioni italiane







% regionale unità locali settore industria (ISTAT, 2001)
% regionale unità locali settore commercio (ISTAT, 2001)
% regionale unità locali settore altri servizi (ISTAT, 2001)
% regionale addetti settore industria (ISTAT, 2001)
% regionale addetti settore commercio (ISTAT, 2001)
% regionale addetti settore altri servizi (ISTAT, 2001)
PIL pro-capite regionale (ISTAT, 2002)
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IL GRADO DI DIFFUSIONE DELL’ICT NELLE REGIONI ITALIANE
VARIABILI “INNOVATIVE”, indicatori del grado di penetrazione presso le
imprese, le famiglie e la P.A. delle nuove tecnologie dell’informazione e
della comunicazione











Spesa regionale aziende in ICT per unità locale (ASSINFORM, 2003)
Spesa regionale aziende in ICT per addetto (ASSINFORM, 2003)
Spesa regionale famiglie in ICT per famiglie residenti (ASSINFORM, 2003)
Percentuale di famiglie con accesso a internet (ISTAT, 2002)
Indice diffusione dell'informatizzazione nei comuni: Popolazione residente in
comuni con anagrafe collegata al SAIA (Sistema di Accesso e Interscambio
Anagrafico) sul totale della popolazione regionale (ISTAT, 2001)
Spesa regionale IT sul valore aggiunto regionale (ASSINFORM, 2003)
Spese per ricerca e sviluppo delle imprese pubbliche e private in percentuale del
PIL (ISTAT, 2001)
Spese per ricerca e sviluppo Pubblica Amministrazione e Università in percentuale
del PIL (ISTAT, 2001)
%laureati in discipline tecnico-scientifiche sul totale dei laureati (ISTAT, 2002)
% regionale unità locali divisione informatica (ISTAT, 2001)
% regionale addetti divisione informatica (ISTAT, 2001)
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Intervento al Convegno della Banca d’Italia su
“Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e sistema dei pagamenti”,
Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Napoli, 21 settembre 2004
Grado di diffusione dell’ICT nelle regioni italiane.
Variabili strutturali e innovative.
Risultati dell’analisi fattoriale, periodo 2001-2003
Varianza totale spiegata
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Grado di diffusione dell’ICT nelle regioni italiane.
Variabili strutturali e innovative.
Risultati dell’analisi fattoriale, periodo 2001-2003
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Grado di diffusione dell’ICT nelle regioni italiane. Variabili strutturali e
innovative. Risultati dell’analisi fattoriale, periodo 2001-2003
Matrice
delle
componenti
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Grado di diffusione dell’ICT nelle regioni italiane.
Variabili strutturali e innovative.
Risultati dell’analisi fattoriale, periodo 2001-2003
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Grado di diffusione dell’ICT nelle regioni italiane.
Variabili strutturali e innovative.
Risultati dell’analisi fattoriale, periodo 2001-2003
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OSTACOLI ALLO SVILUPPO DEI SERVIZI IN RETE
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Per le imprese




Avere mezzi e accessi in rete non significa essere in grado di
utilizzarli al meglio
La diffusione dell’hardware, degli strumenti di produttività
individuale, d’internet, della posta elettronica, ecc... è già elevata
Le piattaforme più complesse (B2B, B2C, intranet, ecc...)
richiedono competenze non presenti in generale nelle PMI
La formazione del personale (in servizio e non) è assolutamente
insufficiente. Basta vedere la brochure dei corsi di formazione
regionali e anche universitari. Occorrerebbero corsi su
 sistemi informativi aziendali
 gestione reti LAN e WAN
 piattaforme transazionali avanzate
 sicurezza
riservati a personale già in possesso di un background consistente
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OSTACOLI ALLO SVILUPPO DEI SERVIZI IN
RETE
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Per le famiglie





insufficiente diffusione (ancora) dei mezzi di pagamento elettronici
Accesso in rete troppo lenti
Scarso ricorso ai conti correnti on line
Sfiducia e timore per i pagamenti on line
Struttura dei siti e-commerce ed e-banking non sempre chiara ed user
friendly
Ritardi rilevanti nella diffusione delle firme elettroniche
In sostanza è ancora troppo forte il ritardo nella formazione di una cultura
informatica accettabile. Gli approcci alla didattica delle due “I” inglese e
informatica rimangono rozzi e superficiali. Quello della formazione è
ancora il vero (e forse unico) collo di bottiglia

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OSTACOLI ALLA DIFFUSIONE DELL’ ICT NEI
DISTRETTI INDUSTRIALI
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Le nuove tecnologie non rappresentano ancora un
elemento qualificante della competitività a livello dei
sistemi territoriali; infatti, mentre nelle grandi realtà
imprenditoriali l’applicazione dell’ICT ha ridisegnato i
sistemi organizzativi di fornitura, di distribuzione e
assistenza, nei distretti industriali italiani è invece
prevalso un forte scetticismo e un atteggiamento
sostanzialmente passivo.
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OSTACOLI ALLA DIFFUSIONE DELL’ ICT NEI
DISTRETTI INDUSTRIALI
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Principali ostacoli per ordine d’importanza (“I distretti
Produttivi Digitali” Federcomin, 2003)




timore di perdere competitività attraverso la diffusione di
strumenti di comunicazione e di condivisione di informazioni
timore di perdere la propria autonomia di gestione,
introducendo nuove tecnologie condivise
investimenti necessari all’implementazione dell’ICT
difficoltà nel reperire risorse umane in possesso delle
competenze necessarie allo sviluppo tecnologico
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
OBIETTIVI
 Aumentare l’efficienza delle strutture didattiche e di
ricerca
 Diminuire i tempi di attesa
 “Allontanare” gli studenti dagli sportelli
 Aumentare la trasparenza
 Favorire il rapporto ed i confronti tra gli altri Atenei
 Permettere
il monitoraggio delle carriere degli
studenti
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Strumenti - Adeguamenti infrastrutturali
Progetto GARR – G, pensato per



aumentare la velocità della rete universitaria di
ricerca, considerato che la domanda di traffico
cresce di un fattore 2.2 ogni anno
rendersi indipendenti dalle reti pubbliche
utilizzare nuove e più efficienti tecnologie
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
STRUMENTI– ADEGUAMENTI TECNICO-NORMATIVI
Anagrafe nazionale degli studenti universitari
Una banca dati ministeriale che raccoglierà i dati
dagli Atenei per consentire un monitoraggio in modo
unitario e costante, sulla base di dati omogenei ed
affidabili, dello svolgersi delle carriere di tutti gli
studenti universitari.
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
STRUMENTI– ADEGUAMENTI TECNICO-NORMATIVI

Protocollo elettronico e gestione documentale
realizzazione di un sistema aperto informatico che, dimesse
le funzioni classiche di registrazione e certificazione, si
integra con i sistemi di: tracciamento ed esecuzione
automatica dei flussi di lavoro (workflow); archiviazione e
conservazione dei documenti; controllo di gestione; posta
elettronica e di supporto al lavoro di gruppo (groupware);
accesso agli atti amministrativi (portali web); autenticazione,
autorizzazione e sicurezza gestiti con firma digitale.
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Sistemi locali di promozione della cultura informatica
Nel caso dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”



Gestione via Web delle immatricolazioni
dei Piani di Studio individuali
delle prenotazioni esami
Apertura del sistema informativo della Segreteria
Studenti all’accesso via rete o dai chioschi elettronici
Sistemi sperimentali di segreteria virtuale
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STRATEGIE DI PROMOZIONE DELL’ICT
NELL’ESPERIENZA UNIVERSITARIA
QUESITO DEGLI ORGANIZZATORI DEL CONVEGNO
Incentivi



I sistemi nazionali (impiegati) sono stati presentati con notevole
anticipo attraverso briefing e corsi di formazione. Sono stati sottolineati
gli aspetti positivi delle innovazioni in termini di riduzione dei carichi di
lavoro, di trasparenza delle procedure e di valutazione dei risultati
raggiunti dall’Ateneo
I sistemi locali (studenti) sono stati introdotti con progressione nel
tempo, prevedendo sistemi di aiuto e di consulenza da parte di studenti
“tutor” attivati nell’ambito di altri progetti collegati. Sono stati sottolineati
i vantaggi in termini di riduzione delle file di attesa e degli spostamenti
non necessari
Un interessante esperimento (riuscito) è stato quello di fornire servizi di
informazione di segreteria sotto forma di forum. L’intervento di
moderatori “istituzionali” (studenti “tutor”) è stato quasi totalmente
sostituito da quelli “volontari” partecipanti al forum
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dipartimento studi aziendali e quantitativi