Informazioni generali sui mercati regolamentati:
Il mercato finanziario è il mercato sul quale viene negoziato
capitale a medio termine e a lungo termine. Su questo
mercato si incontrano coloro che necessitano di capitale e
coloro che ne dispongono. In senso stretto, si tratta del
mercato sul quale vengono emessi e scambiati titoli di
credito. Si suddivide a sua volta in due settori: il mercato
primario, anche detto mercato delle emissioni e mercato
secondario nel quale avvengono negoziazioni di titoli che
sono già stati emessi in precedenza.
La borsa valori è un mercato regolamentato
che ha il compito di gestire e disciplinare le
negoziazioni dei valori mobiliari e dei
cambi. Lo scambio dei titoli avviene
secondo regole precise e sotto il controllo di
specifici organi di vigilanza (borsa italiana,
CONSOB, banca d’Italia)
Sono il risultato del rapporto tra la quotazione di tutti i titoli o di un
gruppo di essi in un determinato momento e la quotazione degli stessi
titoli in un momento precedente che viene preso come base. La loro
funzione è quella di fornire un’indicazione sintetica sull’andamento del
mercato azionario.
Gli indici, a seconda dei titoli sui quali sono calcolati, si dividono in
generali e settoriali:
-indici generali: sono calcolati sui prezzi di tutti i titoli del listino (ad
esempio MIB, MIBTEL, MEDIOBANCA)
-Indici settoriali: sono calcolati sui prezzi dei titoli di un comparto
(industriale, assicurativo, bancario)
L’investitore non è costretto a scegliere una sola attività
finanziaria, anzi dovrebbe impiegare la sua ricchezza
diversificando il tipo di investimenti in modo di ridurre il
rischio. Infatti se utilizziamo tutta la nostra somma per
acquistare un solo titolo, corriamo il rischio di perdere gran
parte del nostro capitale investito, nel caso in cui il titolo
abbia un cattivo andamento. Acquistando tanti titoli diversi, i
titoli con un buon andamento compenseranno quelli che si
riveleranno negativi, diminuendo il rischio. Però, il prezzo da
pagare per avere un rischio minore, è un rendimento che non
sarà mai molto elevato in quanto in un portafoglio
diversificato, non tutti i titoli andranno bene.
Diversificazione del rischio
La diversificazione può avvenire in diverse aree geografiche o in
diversi settori.
-diversificazione geografica : i titoli appartenenti allo stesso
paese, sono correlati tra loro, perché risentono dell’andamento
economico del paese. Per questo è opportuno diversificare
acquistando titoli di stati diversi.
-diversificazione settoriale : per ridurre il rischio, è
opportuno,inoltre, investire in diversi settori, perché i titoli
all’interno di un determinato settore sono condizionati dal
settore stesso
Perché i privati investono?
Per speculare Gli speculatori agiscono soprattutto nel breve periodo,
infatti cercheranno di acquistare titoli ad un costo minore nella
speranza che questo aumenti per poterle rivendere(previsioni di rialzo).
La speculazione risulta sicuramente rischiosa, in quanto non è presente
la diversificazione dell’investimento. Gli speculatori acquisteranno
soprattutto azioni, il cui valore, nel breve periodo, oscilla
maggiormente di quello delle obbligazioni
Per investire il proprio risparmio Altri soggetti non puntano alla
speculazione, ma preferiscono mantenere il proprio risparmi
affidandosi così ad investimenti più sicuri che garantiscono un minimo
guadagno, ma soprattutto la conservazione del proprio risparmio. I
soggetti che si muovono in quest’ottica, preferiranno investire in
obbligazioni, oppure in investimenti diversificati, come i fondi comuni.
Come costruire un buon portafoglio con le obbligazioni
Le obbligazioni rappresentano un titolo di credito emesso da una società da un ente pubblico per raccogliere finanziamenti.
Non esistono investimenti senza rischio ( Risk Free ) e anche investendo in titoli di Stato e in obbligazioni si può assistere ad
un’erosione del capitale.
Propensione al rischio
BASSA
MEDIA
ELEVATA
-Durata breve
-Durata media
-Durata lunga
-Caratteristiche
semplici
-Caratteristiche
relativamente
complesse
-Caratteristiche
complesse
-Rendimento basso
-Rendimento
medio-basso
-Rendimento
elevato
Difesa del Capitale
In linea con l’inflazione
Elevata maggiorazione su inflazione
-Cedola variabile
-Cedola fissa lunga
-Rendimento di poco
superiore all’inflazione
-Rendimento molto superiore
all’inflazione, ma possibilità di subire
perdite rilevanti.
-Prezzi stabili
L’Asset Allocation
Quando il gestore decide la Asset allocation, stabilisce
quanta parte del fondo sarà investita in azioni e quanta
in obbligazioni, quanta sarà investita in Italia e quanta
all'estero ("Country allocation"), quali categorie di
imprese saranno oggetto del suo interesse. E' la fase
più strategica e importante della gestione, poiché è
ormai dimostrato che da questa scelta iniziale dipende
quasi tutto il destino del fondo. Nel caso dei fondi
specializzati tale scelta è fatta a monte, sicché
conosciamo l'asset allocation al momento della
sottoscrizione.
La scelta del Fondo
Dopo aver quantificato le varie componenti
del portafoglio (obbligazionarie, azionarie,
monetarie) si devono scegliere i fondi che
rappresentano queste componenti. Esistono
5 macrocategorie: Fondi liquidità, fondi
obbligazionari, fondi bilanciati, fondi
azionari e fondi flessibili.
-I fondi liquidità raccolgono il denaro dei risparmiatori e lo investono in
strumenti monetari, cioè titoli di stato italiani ed esteri e obbligazioni con
vita residua (il tempo che manca alla scadenza del titolo) inferiori a 1 anno. I
fondi monetari sono l'alternativa alla liquidità di conto corrente: permettono
di percepire un piccolo interesse dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e
prezzo di vendita. Quindi i fondi monetari o i fondi liquidità, sono sicuri, e in
pochi giorni possono essere smobilizzati e tornare sul conto corrente.
- I fondi obbligazionari investono in titoli di stato e obbligazioni private
con una vita residua di 3 - 5 anni. Il rendimento per il risparmiatore è dato
dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Il rischio derivante
dai fondi comuni obbligazionari e che uno degli emittenti delle obbligazioni
acquistate non paghi interessi o rimborsi il capitale: in realtà tale rischio è
piuttosto remoto.
- I fondi bilanciati sono fondi che investono una parte del patrimonio in
obbligazioni e
una parte in azioni. Le percentuali investite in azioni e obbligazioni sono
stabilite dal regolamento del fondo.
Di norma la stessa sgr (societa di gestione del risparmio) ha diversi fondi
comuni bilanciati, con diverse percentuali dedicate alla componente
azionaria.
- I fondi azionari investono per almeno il 70% del portafoglio in
azioni. A differenza dell’investimento in singoli titoli azionari, questi
fondi offrono il vantaggio della diversificazione del rischio: il buon
andamento di alcuni titoli verrà compensato da quello negativo di altri.
Nonostante ciò nel breve periodo tali fondi sono prodotti rischiosi, su
cui è possibile ottenere elevati guadagni ma che possono portare anche
ad elevate perdite.
-I fondi flessibili possono ricorrere ad investimenti di vario tipo, la cui
composizione può variare a seconda delle aspettative del gestore.
La scelta del gestore
I fondi scelti possono non appartenere ad un’unica società di
gestione, anzi è sempre meglio avere più gestori e confrontarli
con i benchmark (parametri di riferimento) e con i concorrenti,
senza però dimenticare che un’eccessiva dispersione del proprio
patrimonio potrebbe aumentare i costi.
Il parametro più semplice per valutare un fondo comune, e quindi il
suo gestore, è la performance in un determinato periodo
temporale, ovvero l’aumento in termini percentuali del valore
della quota.
Un altro fattore molto importante è la struttura commissionale del
fondo; dare il proprio denaro in gestione a dei professionisti ha
un onere e, in caso di discesa dei mercati, questo costo potrebbe
superare la performance del fondo stesso.
Infine vi è il rating, che rappresenta il metro di valutazione della
bontà di un prodotto.
SOCIETA’ DI GESTIONE DEL RISPARMIO
Nell'ambito del risparmio gestito le SGR (Società di Gestione del
Risparmio) sono società autorizzate a promuovere, istituire,
organizzare e gestire il patrimonio di un fondo comune (gestione
collettiva del risparmio), mantenendo separato il proprio
patrimonio da quello del fondo. Una SGR può gestire anche fondi
istituiti da altre società di gestione
Il promotore finanziario è l'unico operatore dell'industria del risparmio gestito
autorizzato ad incontrare i risparmiatori al di fuori della sede di una banca, di una
Sim o di una SGR e ad offrire loro strumenti finanziari e servizi di investimento.
Per svolgere la professione è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori
finanziari istituito presso la Consob. Non solo: per mantenere questo status è
necessario rispettare regole di comportamento severe, studiate in modo da garantire
la massima affidabilità al risparmiatore.
Il promotore è il professionista in grado di offrire consigli di investimento finalizzati
alla scelta dei prodotti e dei servizi finanziari adatti alle richieste del cliente: dopo
averne analizzato le esigenze di investimento, il promotore propone le soluzioni
adeguate tra quelle offerte dalla società, raccoglie le disposizioni per l'investimento,
consegna i documenti previsti.
In seguito, il promotore aggiorna periodicamente l'analisi della situazione
finanziaria del cliente e suggerisce le opportune modifiche in funzione
dell'andamento dei mercati oppure delle esigenze in evoluzione del cliente stesso.
……………
continua 
Il promotore è la figura di riferimento a disposizione dei risparmiatori per
chiarire ogni loro dubbio circa gli investimenti realizzati e, soprattutto, è in grado
di offrire un'assistenza personalizzata e continua non disponibile attraverso uno
sportello bancario.
Il promotore finanziario che esercita l'attività per conto di una società consiglia,
suggerisce, assiste i suoi clienti: presta quella che viene definita consulenza
finalizzata al collocamento di strumenti finanziari e servizi di investimento.
È libero di definire l'architettura finanziaria, l'asset allocation più indicata
rispetto alla situazione economica del cliente, ai suoi obiettivi di investimento e alla
sua propensione al rischio.
Ma nella fase successiva è vincolato a proporre al risparmiatore la soluzione di
investimento migliore tra i prodotti distribuiti dalla propria società.
In questo caso, il compenso per le sue prestazioni professionali viene riconosciuto e
pagato, in forma di provvigioni, dalla società (mai dal cliente).
Simulazione di investimenti
Mr Brown possiede 100.000,00€ da investire e si rivolge ad alcuni intermediari bancari.
Mr Brown ha una famiglia, quindi non vuole un investimento rischioso, bensì un investimento che
gli permetta un minimo di guadagno e che gli garantisca il suo risparmio.
Date le sue esigenze, Mr. Brown potrebbe investire diversificando il proprio risparmio.
Portafoglio a reddito fisso
Azioni 0%
Obbligazioni 85%
Liquidità 15%
Portafoglio con rischio minore
Azioni 21%
Obbligazioni 37%
Liquidità 42%
Mr. Brown potrebbe investire il proprio risparmio in un
portafoglio costituito da obbligazioni e titoli facilmente
liquidabili rispettivamente per 85000€ e 15000€.
In questo modo il rischio è abbastanza basso e viene
garantito un profitto medio ma costante.
Se l’obiettivo è quello di diminuire il rischio, anche se può
sembrare paradossale, Mr. Brown potrebbe aggiungere delle
azioni al suo portafoglio.
Questo perché il rendimento delle azioni non è correlato a
quello delle obbligazioni.
Di conseguenza per il principio della diversificazione del
rischio, i titoli con un andamento positivo compenseranno
quelli con andamento negativo.
In questo caso Mr. Brown potrebbe investire 21000€ in azioni,
37000€ in obbligazioni e 42000€ in titoli facilmente liquidabili.
Portafoglio con rischio maggiore
Azioni 60%
Liquidità 10%
Obbligazioni 30%
Il Sig. Gucci vuole costruire il
suo portafoglio su una base di
200.000,00€. La sua
propensione al rischio è alta,
di conseguenza vorrebbe
investire in titoli che gli
consentano di speculare nel
breve periodo, senza curarsi
troppo del rendimento
costante.
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