Il dolo
Criterio generale di attribuzione della
responsabilità per i delitti (non per le
contravvenzioni) (cfr. art. 42, 2° comma c.p.).
La disciplina del dolo emerge anche dagli artt.
43; art. 47 art. 59 e, di riflesso, dagli artt. 5 e 44
La definizione del dolo (art. 43
c.p.)
• Dolo come rappresentazione e volontà (43 c.p.): “volontà di
realizzazione” del fatto.
Concetto diverso dal movente e dai desideri.
Il dolo sussiste anche quando si realizza ciò che non si vorrebbe
affatto realizzare (es. morte dell’agente di scorta, caso
Erdemovic). Il dolo è indipendente dai motivi (nobili o ignobili).
Al contrario, non basta il mero desiderio (è volontà di realizzazione,
è dominio causale) anche quando per puro caso questo si
dovesse realizzare:
“non c’è dolo senza colpa” - esempio: il caso dello “zio ricco”.
L’oggetto del dolo: il fatto tipico
Edipo Re.
Due esempi:
Edipo e sua madre.
Art. 564?
Edipo e suo padre.
Art. 575?
Perché
(segue) L’oggetto del dolo
• Dolo generico e c.d. reati a dolo specifico
I reati a dolo specifico tra oggettivismo e
soggettivismo
Oggetto del dolo e condizioni obiettive di punibilità
(art. 44 c.p.).
La rappresentazione
• Il contrario del dolo: l’errore sul fatto (esclude il
dolo)
Esempi:
Il cacciatore e il cinghiale (575?)
Una partita di pallone in piazza e la finestra rotta (635?)
Il codice all’esame (624?): due varianti
L’errore sugli elementi normativi.
• Lo stato di dubbio (cfr. art. 368 c.p.)
(Segue) La rappresentazione e
l’errore
• Errore sul fatto e errore sul precetto (art. 47 e art. 5). Quale è la
differenza di disciplina?
Esempi: Invasione di terreni; il codice all’esame; il concetto di armi,
quello di rifiuto.
Un criterio di distinzione (cfr. art. 2 c.p.):
Elemento normativo(non integra)  errore sul fatto (art. 47.3  co.)
Norma definitoria (integra)  errore sul precetto (art. 5 )
• Errore sulla situazione scriminante (art. 59, 4° comma, c.p.) e
errore sulla norma scriminante (art. 5 c.p.).
Una domanda:
La sentenza n. 322 del 2007 della Corte costituzionale In
tema di error aetatis (art. 609 sexies c.p.)
La Corte ritiene che la norma, come formulata, sia
in contrasto con la Costituzione.
Perché non ha dichiarato l’illegittimità
costituzionale della norma (ed ha invece emesso
una sentenza di inammissibilità)?
La risposta: il par. 3.1. Del considerato in
diritto della sent. n. 322 del 2007:
Il giudice a quo (…) denuncia l’incostituzionalità dell’art. 609-sexies cod.
pen. nella sua globalità, chiedendone quindi l’eliminazione. Una
simile pronuncia – relativamente al delitto di atti sessuali con
minorenne (...) – avrebbe l’effetto di rendere applicabili all’età
infraquattordicenne dell’offeso le disposizioni generali in tema di
imputazione dolosa e di errore, di cui agli artt. 43 e 47 cod. pen.; con
la conseguenza che l’età infraquattordicenne dovrebbe rientrare nella
componente rappresentativa del dolo, mentre l’errore su di essa
scuserebbe anche se colposo, non essendo prevista, per i delitti
sessuali dianzi indicati, la punibilità a titolo di colpa.
Il problema essenziale
• Dolo come volontà e rappresentazione = il dolo è
volontà di realizzazione
Ergo: esigenza di ricerca degli stati psicologici effettivi
Ma
Impossibilità di indagare direttamente nella psiche delle persone
Quindi
La ricerca del dolo è sempre per via indiretta: si possono provare (solo)
elementi oggettivi significativi del dolo.
Due conseguenze (una “buona” e una “cattiva”):
a) Dolo e fatto
• Il dolo ci dice molto sulle condotte tipiche
e simmetricamente le modalità ci dicono molto sul dolo
• Il dolo ci dice molto anche sull’offesa
(rapporto molto stretto tra disvalore di azione e disvalore
di intenzione
Insomma. Il dolo “tipizza” (cfr. Marinucci e Dolcini). In
altre parole è una tecnica di selezione delle condotte
penalmente rilevanti
b) Dolo e prova
per via indiretta è “più facile” provare la rappresentazione
che la volizione
Conseguenza:
Il dolo è il regno delle presunzioni
Tendenza a ipervalorizzare il momento rappresentativo (corollario:
“normativizzazione del dolo”)
In primis differenza di disciplina tra il dolo nei reati di evento e il dolo
nei reati di condotta
Differenza di disciplina a seconda del tipo di tipizzazione a cui è
chiamato il dolo.
L’intensità del dolo
• 1. Dolo intenzionale
(la realizzazione del fatto è il risultato che
l’agente aveva di mira), la volontà di
realizzazione è piena
Es. Art. 323 c.p.
Memo: Differenza tra intenzione e motivo (e
in generale gli aspetti affettivi)
2. Dolo diretto
(rappresentazione certa del fatto tipico)
Il dolo diretto esclude il dubbio (es. art. 368 c.p.,
art. 434 c.p.
Anche qui il fine e gli stati affettivi non rilevano
L’esempio della nave
Alcuni casi
1. Il caso di Cremona della morte da
contagio da HIV della moglie (caso
Lucini)
2. I sassi dal cavalcavia
3. Il caso Lucidi
4. Il caso Beti
5. Il caso mega
6. Il caso Vasile o il caso Ignatic
7. Il caso ThyssenKrupp
3. Dolo eventuale
Una premessa: la portata della questione (dolo
eventuale e colpa cosciente cfr. art. 61 n. 3) Ergo:
la mera rappresentazione non può integrare il dolo.
Aspetti emozionali (dolo eventuale e desiderio
dell’agente): non risolutivi (ma indizianti). Es.
sequestro di persona e morte dell’ostaggio
Aspetti probabilistici (dolo eventuale e probabilità di
successo): non risolutivi (ma indizianti). Es:
Contagio da HIV e ThyssenKrupp
Un punto chiave:
accettazione del rischio o accettazione
dell’evento?
Accettazione dell’evento e oggetto del dolo
Accettazione dell’evento e funzione del dolo (excursus: la pubblicità
progresso)
Una buona pista di partenza per valutare l’accettazione dell’evento: “Si
ha dolo eventuale se il soggetto avesse agito comunque anche se
avesse previsto come certo il risultato della sua azione” (c.d. formula
di Frank) agisco comunque: “costi quel che costi”.
Il dolo come scelta del comportamento che accetta di sacrificare il bene
giuridico tutelato dalla norma
Ipotesi: la geometria variabile tra il momento rappresentativo e quello
volitivo (se uno scende l’altro deve salire).
Collaudo
•
•
•
•
I sassi dal cavalcavia
Farsi scudo con un ostaggio
Il caso di Cremona da contagio da HIV
I pirati della strada Beti (suv), Vasile, Lucidi,
autotreno, mega ( )
• Il caso della ThyssenKrupp
• Il caso Marta Russo (dolo eventuale di evento e
ragionevole dubbio)
• Il caso della ricettazione (dolo eventuale di
condotta e ragionevole dubbio).
Corte d’Assise d’Appello di Milano,
sez. I, 24 aprile 2002, n. 23 (1)
Cristina si trova in ospedale nel reparto di rianimazione
in bilico tra la vita e la morte. E ’ sottoposta a
ventilazione forzata a causa di forte compromissione
della funzione respiratoria autonoma. Il marito
Angelo, disperato per le condizioni della moglie, entra
nell’ospedale impugnando una pistola, raggiunge il
letto della moglie e stacca i tubi dell’apparecchio di
ventilazione. Sotto l ’ arma puntata da Angelo un
medico accerta con l’elettrocardiografo il decesso di
Cristina. Angelo depone l’arma, abbraccia la moglie e
si consegna agli agenti.
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