Quadro europeo linee di cambiamento
politiche sociali
Rescaling
Localizzazione
Integrazione
Negoziazione e partecipazione
Territorializzazione
Attivazione
Territorializzazione
2 fenomeni principali:
• il processo di riorganizzazione territoriale che ha
toccato la politica e le politiche (rescaling e
multilevel governance);
• l’orientamento ad assumere il territorio come
riferimento di politiche e interventi
Tramonto dell’idea naturalizzata del territorio;
mobilizzazione di nuovi attori e arene;
politicizzazione di issues
Territorializzazione
•
Ri-territorializzazione e de-territorializzazione
lo Stato moderno ha preso forma attraverso la
neutralizzazione delle dinamiche localistiche e territoriali e
la scala statale/nazionale è alla base della modernità
politica e della democrazia moderna (Ferrarese, 2010).
Oggi il rapporto fra stato/decision-making e territorio è più
complicato, grazie al doppio movimento che da un lato
riterritorializza, attraverso processi di decentramento e
forme di federalismo, dall’altro de-territorializza,
agganciando i processi decisionali a livelli e organizzazioni
sovranazionali.
Territorializzazione
Regionalizzazione: il contesto è nuovo, l’Unione europea
e il mercato globale (Keating, 1997).
Fattori: il cambiamento funzionale, la riorganizzazione
istituzionale, la mobilitazione politica (ib)
Capacità di azione collettiva espresse in o da un territorio
Il territorio è in fase di re-invenzione (ib).
Città come attori politici: ruolo della UE
Territorializzazione
Welfare locale e welfare urbano:
i. attori: ruolo che nei processi decisionali assumono i governi e gli
amministratori locali, le reti pubblico-private, le città stesse come attori
collettivi riconoscibili all’esterno come tali;
ii. rispetto all’agenda e alle issues, l’esigenza di prendere in conto
l’interdipendenza fra i fattori da cui dipende il ben-essere, per esempio
l’abitazione, il lavoro, l’accesso ai servizi sanitari, ecc.;
iiio agli approcci di policy, l’idea che la scala locale implichi la possibilità di
realizzare interventi integrati e più rispondenti ai bisogni e alle domande
specifiche di una collettività
questione sociale e questione urbana (lavoro, insicurezza, minoranze
etniche); place e people (Donzelot et al. 2003)
Risorse e sussidiarietà
Le politiche (non solo locali) come strumenti di riorganizzazione delle
società locali
Territorializzazione
Politiche basate sul territorio (politiche contro l’esclusione
sociale):
• il territorio come risorse e problemi specifici e interdipendenti su
cui intervenire in modo integrato,
• capacità di azione da attivare
Targeting e discriminazione positiva
Territorializzazione
Integrazione e attivazione-empowerment (interventi sui quartieri,
inclusione sociale e riqualificazione urbana)
Politiche locali e territorializzate sono o dovrebbero essere anche più
facilmente integrabili, soprattutto in presenza di problemi che, per la
loro natura multidimensionale, rendono evidente l’inadeguatezza degli
stili d’azione tradizionali, di tipo settoriale. Le esperienze che
mostrano una maggiore portata innovativa sono proprio quelle che
attraversano i confini tradizionali fra settori di policy riconoscendo il
rapporto di interdipendenza fra i problemi: ad esempio fra lavoro e
assistenza o fra inclusione sociale e riqualificazione urbana.
il territorio come posta in gioco di una riorganizzazione politica; il
territorio come strumento di policy.
Problemi e opportunità
Problemi e opportunità:
• Institution-building, interazioni di tipo contrattuale e
quasi istituzioni
• “quasi-istituzioni”: la loro esistenza è condizionata dalla volontà
dei diversi partners che concorrono alla loro costruzione (Vino,
2003).
• Sperimentazioni di nuove pratiche della cittadinanza, innovazioni
ai confini della cittadinanza sociale e della cittadinanza politica
• Aumento delle diseguaglianze e localismo
• Miopia
Contratti di quartiere
I Contratti di quartiere sono stati introdotti alla fine del
1998 per favorire la riqualificazione dei quartieri di edilizia
pubblica. Nati per iniziativa del Ministero dei lavori
pubblici e oggi ancora di competenza di questo ministero
(nel frattempo rinominato Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti), questi programmi si collocano nel filone dei
programmi urbani complessi recuperandone come ideachiave la necessità di superare la centralità dell’intervento
urbanistico-architettonico a favore del trattamento
integrato delle dimensioni fisiche, sociali ed economiche
della riqualificazione
Contratti di quartiere
Doppia anima (Bricolcoli, 2007).
Competizione e discriminazione positiva
Milano, Gratosoglio
Brescia, San Polo
Trieste, Rozzol Melara
Milano, quartiere Feltre
Torino, via Arquata
Contratti di quartiere
Mentre la prima edizione ha coinvolto principalmente il ministero –
competente per il finanziamento, l’emanazione del bando e la
selezione dei progetti – e i comuni – in qualità di proponenti – la
seconda tornata, lanciata ufficialmente nel 2001, riconosce un
maggiore protagonismo alle regioni, che condividono con il livello
centrale responsabilità e poteri di finanziamento, di definizione dei
criteri di ammissione e di valutazione.
Maggiore rilievo agli obiettivi sociali ed economici e rafforzamento
del ruolo dei cittadini nella definizione degli obiettivi del contratto,
ruolo che molti bandi regionali hanno assunto come uno dei criteri
prioritari di assegnazione dei finanziamenti.
Fase attuale: bandi regionali
Bando attuativo della Regione Lombardia
per la presentazione delle proposte di
Contratti di quartiere (2008)
I Comuni possono presentare, in forma singola o associata, una o più proposte
di Contratto di Quartiere.
2.2 Ogni Contratto di Quartiere deve fare riferimento ad un ambito, avente
rilevanza territoriale tale da incidere sul contesto urbano, definito e
riconoscibile spazialmente, caratterizzato dalla prevalente presenza di
patrimonio di edilizia residenziale pubblica, e alle sue immediate adiacenze,
vale a dire alle aree confinanti con il perimetro individuato e strettamente
relazionate con esso in termini di collegamenti viabilistici e trasportistici.
2.3 Caratteristica imprescindibile per l’individuazione dell’ambito di cui al
paragrafo 2.2. è la compresenza delle seguenti condizioni:
prevalente presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano;
carenza e/o obsolescenza dei servizi e delle infrastrutture;
scarsa coesione sociale e/o marcato disagio sociale e abitativo
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Contratti di quartiere (2008)
3. Finalità dei Contratti di Quartiere
3.1 I Contratti di Quartiere, promuovendo la partecipazione
degli abitanti, anche in forma associata, preferibilmente
rappresentativa, alla definizione degli obiettivi, sono
finalizzati alla riqualificazione sociale ed edilizia dei
quartieri di edilizia residenziale pubblica degradati, e ad
attualizzarne e incrementarne, anche con il concorso di
investimenti privati, la dotazione infrastrutturale,
prevedendo, nel contempo, misure ed interventi per
favorire l’integrazione sociale e l’occupazione.
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per la presentazione delle proposte di
Contratti di quartiere (2008)
4. Contenuti e caratteristiche dei Contratti di Quartiere
4.1 I Contratti di Quartiere devono rispondere in prima istanza a tutte le condizioni
individuate al paragrafo 2.3.
4.2 Inoltre devono:
essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti od adottati anche mediante il ricorso
alle procedure di cui alla legge regionale 23/1997;
contenere una serie coordinata di azioni, espresse in progetti di massima o preliminari
indirizzate a:
valorizzare e incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
incrementare la funzionalità del contesto urbano, anche attraverso l’introduzione di
destinazioni d‘uso ed utenze diversificate all’interno dei quartieri esistenti di edilizia
residenziale pubblica;
adeguare e/o accrescere la dotazione di opere infrastrutturali e a servizi secondo la
previsione di cui alla l.r. 1/2001, anche di interesse comunale o sovracomunale, al fine
di migliorare le dotazioni del quartiere e la sua integrazione con la città;
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Contratti di quartiere (2008)
incentivare soluzioni costruttive tese ad assicurare la qualità del
manufatto edilizio e del servizio residenziale offerto, promuovendo
anche interventi finalizzati al risparmio delle risorse energetiche e/o
naturali;
migliorare la qualità abitativa ed insediativa dei quartieri degradati,
mediante un intervento di riqualificazione complessivo e definitivo,
che comprenda un’adeguata progettazione ed utilizzazione degli
spazi comuni;
promuovere la partecipazione ed il coinvolgimento degli abitanti
anche in forma associata, preferibilmente rappresentativa,
nell’individuazione e nella definizione degli obiettivi e degli
interventi, ed eventualmente anche nella gestione di questi ultimi,
valorizzandone, ove possibile, l’autonoma capacità di risposta, in
attuazione del principio di sussidiarietà;
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perseguire l’approccio integrato e coordinato delle problematiche
sociali e di bisogno degli abitanti insediati o da insediare, da parte
delle amministrazioni ed enti pubblici, nonché dei soggetti pubblici
e privati coinvolti, attraverso lo sviluppo di specifici servizi e
progetti tesi a incrementare l’occupazione e a favorire
l’integrazione sociale in settori quali la promozione della
formazione professionale giovanile, il recupero dell’evasione
scolastica, l’assistenza agli anziani, la realizzazione di strutture per
l’accoglienza e la partecipazione sociale, prevedendo specifici
progetti di accompagnamento sociale anche con riferimento ai Piani
di Zona di cui all’articolo 19 della L. 328/2000. E’ inoltre possibile
prevedere anche la promozione di attività di prevenzione sociale,
attraverso la proposizione di Patti locali di sicurezza urbana previsti
dalla L.R. 14 aprile 2003, n. 4.
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per la presentazione delle proposte di
Contratti di quartiere (2008)
4.3 Le proposte di Contratto di Quartiere devono
altresì rispondere ai seguenti obiettivi:
capacità del Contratto di proporre soluzioni tese a
risolvere in modo definitivo la condizione di
degrado edilizio e di disagio sociale del quartiere
fattibilità e rapidità della realizzazione
sviluppo del partenariato tra soggetti pubblici e tra
questi e i soggetti privati
capacità della proposta di generare addizionalità di
risorse pubbliche e private
ALLEGATO A al decreto dirigenziale n. 4448 del
05/05/2008
2° Programma Regionale Contratti di Quartiere
I soggetti componenti il parternariato devono essere:
- Enti pubblici;
- Enti privati quali, ad esempio:
• Cooperative, Organizzazioni di volontariato, Associazioni senza scopo di lucro,
Associazioni di promozione sociale e Associazioni di solidarietà familiare (iscritte
negli albi o nei registri regionali ai sensi della L.R. n. 1/2008);
• Fondazioni, Enti di patronato, Enti ecclesiastici ed altri Enti di diritto pubblico e
privato che operano in ambito sociale e gli Enti accreditati in ambito sanitario o
socio sanitario, Organizzazioni sindacali;
• Associazioni di categoria, Associazioni di inquilini, Enti no profit, Camere di
commercio e/o Unioncamere Lombardia, Grandi Imprese, Micro imprese, Piccole e
Medie imprese singole o associate appartenenti al settore del commercio, imprese
artigiane singole o associate (tutte le imprese devono essere iscritte nei registri
camerali), Aziende erogatrici di servizi;
• Soggetti che, alla data di presentazione della proposta, dispongano di patrimonio
immobiliare localizzato nel quartiere e si impegnino a destinarlo all’erogazione di
servizi abitativi di edilizia residenziale pubblica.
Milano
I quartieri: Gratosoglio, Mazzini,
Molise-Calvairate, Ponte Lambro e
San Siro.
Milano
San Siro - Contratto di Quartiere II
Gli obiettivi dell’Amministrazione comunale per il Contratto di quartiere San Siro sono:
Liberare spazi di vita e di socialità: riqualificare il patrimonio abitativo con l’obiettivo
di mettere gli abitanti in condizione di vivere bene nelle proprie abitazioni;
Vivere bene a San Siro: valorizzare e adeguare gli spazi pubblici attualmente
inutilizzati per fini sociali e ricreativi;
Far convivere le differenze: mitigare gli elementi problematici e di conflitto;
Mettere in rete il quartiere: valorizzare e potenziare la rete degli attori locali;
Costruire ponti per uscire dall’isolamento: lavorare sui punti di integrazione col
contesto urbano;
Un elemento fondamentale del progetto è il Laboratorio di Quartiere, luogo della
partecipazione e del coinvolgimento del territorio, aperto a tutte le realtà locali che a
diverso titolo desiderano partecipare all’attuazione del programma, contribuendo alle
attività di informazione, animazione e condivisione degli obiettivi prefissati.
La gestione delle attività svolte all’interno del Laboratorio di Quartiere è affidata ad una
società di consulenti esterni, Società Metodi, incaricati dal Comune di Milano a gestire
il piano di accompagnamento sociale.
Milano
per la Dotazione di infrastrutture e servizi:
- Adeguamento/incremento infrastrutture e servizi a scala
urbana e di quartiere:
Riqualificazione della viabilità e razionalizzazione della
sosta, seguendo le prescrizioni del PGTU per l’attuazione
delle isole ambientali.
Recupero e riqualificazione di stabili adibiti a servizi
pubblici, scuole, centri di aggregazione, biblioteche,
mercati comunali.
Riqualificazione degli spazi pubblici di aggregazione,
come piazze e aree verdi attrezzate.
www.alersistemamilano.it/ita/contratti.htm
Milano
per lo Sviluppo Sociale comprende:
Progetti integrati per la risoluzione delle problematiche sociali:
Elaborazione di Patti Locali di Sicurezza Urbana, finalizzati a risolvere le problematiche
relative alla sicurezza nei quartieri.
Utilizzo dei fondi della Legge 266/94 da destinare ad incentivi per l’imprenditoria e
attività di animazione economica, al fine di risolvere problematiche occupazionali.
Sviluppo e sostegni di servizi alla persona, quali il Portierato Sociale, servizi per
anziani, per persone con grave disagio psichico, minori e stranieri.
- Partecipazione e coinvolgimento degli abitanti:
Sviluppo del Piano di Accompagnamento Sociale quale strumento per la promozione
della partecipazione e del coinvolgimento degli abitanti. In particolare consiste nel
delineare un processo che aiuti a sostenere ed affrontare il passaggio dai progetti
preliminari, contenuti nelle proposte dei Contratti di Quartiere (CdQ), alla loro
attuazione. Raccogliere il contributo di idee, competenze ed esperienze, per affinare il
disegno degli spazi soggetti ad interventi e l’organizzazione del loro uso, raccogliere e
mediare i conflitti in merito alle azioni promosse dal CdQ attraverso un lavoro
progressivo su differenti livelli di partecipazione quali l’informazione, la Consultazione
e la Co-progettazione.
-
www.alersistemamilano.it/ita/contratti.htm
Casi
Torino Contratto di quartiere: via Arquata
L'area di via Arquata è connotata da un insediamento di edilizia popolare (Iacp) degli anni '20,
che comprende 42 palazzine con circa 900 alloggi, 160 dei quali ceduti in proprietà ai residenti
Redattori del progetto:Comune di Torino, Avventura urbana, ATC di Torino, Azienda
sanitaria loc. 1, Tavolo sociale
Soggetti coinvolti:Regione Piemonte, Circoscrizione 1, ATC di Torino, AEM SpA, Azienda
sanitaria loc. 1, Provveditorato agli Studi, Istituti scolastici, Comitato spontaneo di quartiere,
Cooperative sociali, Organizzazioni sindacali, Associazioni di volontariato
.
http://www.contrattidiquartiere.net/Torino.htm.
.
.
Casi
QUALITA' PROGETTUALE
Sociale:Centro d'incontro in locali commerciali ristrutturati; centro di aggregazione
giovanile; locale per pubblico spettacolo (cinema); sostegno alla società bocciofila
esistente.
Urbanistica:Separazione tra flussi veicolari rallentati e percorsi pedonali. Creazione di
spazi per la sosta. Creazione di piazzette attrezzate, sistemazione del verde anche in
funzione antirumore e recupero di spazi comuni da adibire a Centro per giovani.
Edilizia:Inserimento di ascensori all'interno dei fabbricati, ristrutturazione degli alloggi
liberi, rifacimento e messa a norma dei servizi igienici. Possibili accorpamenti tra unità
abitative.
Viabilità:Trasformazione della viabilità secondaria in viabilità a priorità pedonale;
sistemazione dei parcheggi; creazione di posti auto condominiali e sistemazione dei
cortili. Nello spazio pubblico è prevista la realizzazione di zone pedonali attrezzate.
http://www.contrattidiquartiere.net/Torino.htm.
Casi
PARTECIPAZIONE E CONCERTAZIONE
Percorsi di progettazione partecipata:Le metodologie
proposte di tipo negoziale e partecipativo, sono volte a
creare nel quartiere azioni di sviluppo locale su un piano
ordinario - con attività di/ascolto, cantieri/evento, focus
group legati all'individuazione di problemi, risorse e
strategie - e su un piano contingente con attività di gestione
creativa dei conflitti e di ascolto attivo sono volte a
promuovere azioni negoziali per identificare soluzioni
progettuali specifiche e verificarne la fattibilità.
http://www.contrattidiquartiere.net/Torino.htm.
Casi
SOSTEGNO ECONOMICO E SOCIALE Creazione di
occupazione per la rivitalizzazione economico-produttiva
dell'area:Automanutenzione del quartiere, assistenza domiciliare di
condominio, attività culturali e ricreative, servizio di lavanderia,
sportello di segretariato sociale, formazione professionale, spesa a
domicilio, formazione al lavoro, creazione di partnership tra attori
locali e inserimenti lavorativi in imprese sociali. Oltre agli operatori
istituzionali sono attive quattro cooperative e una associazione operanti
nel settore dei servizi alle persone, tre associazioni di volontariato dei
pensionati e il Forum del terzo settore. Progetto occupazionale
multiregionale che vede coinvolte 35 donne disoccupate del quartiere.
http://www.contrattidiquartiere.net/Torino.htm
Contratti di quartiere
Cosa abbiamo imparato dai migliori CDQ?
a riconoscere gli effetti negativi che le politiche settoriali producono quando sono
disgiunte,
La partecipazione degli abitanti può costituire un terreno di ridefinizione dei problemi e
delle soluzioni
Le azioni in ambito sociale ed economico richiedono una buona regia pubblica,
altrimenti si hanno solo accompagnamento e comunicazione invece che sviluppo,
Buone politiche integrate di quartiere aiutano a ridimensionare le problematiche di
sicurezza urbana,
L’intervento su alloggi e l’eventuale rilocalizzazione degli abitanti richiede
coordinamento e integrazione delle politiche di welfare locale. Non si tratta solo di fare
accompagnamento sociale ai progetti, ma è l’occasione per ridefinire le connessioni tra
politiche sociali e politiche urbane
Bricocoli, M., 2005, Contratti di quartiere in prospettiva, Territorio, 33, pp. 9-14.
La partecipazione mantiene le sue promesse se e quando hanno luogo congiuntamente
processi di apprendimento istituzionale e processi di apprendimento sociale.
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slides_25_novembre(1) - Dipartimento di Sociologia