Life Coaching
Health Coaching
Le competenze del Coaching
nella relazione Persona - Malattia
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“Il cervello è un mago e la malattia
una delle sue magie:
il trucco c’è ma non si vede.
Una volta scoperto, la magia scompare”!
Giorgio Mambretti
Tratto da
“Una chiave per capire…
un cervello per guarire”
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Premessa:
Questo è un corso pratico
di pratica.

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Ambiti di Competenza
Coaching
Counselling
Coaching
Sport
coaching
Single
coaching
Business
coaching
Team
coaching
Managing
coaching
Life
coaching
Career
Coaching
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Wellness
coaching
Health
coaching
Ambiti di Competenza
Coaching
Counselling
Coaching
Sport
coaching
Single
coaching
Business
coaching
Team
coaching
Managing
coaching
Life
coaching
Career
Coaching
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Wellness
coaching
Health
coaching
Health Coach
Professionista che si occupa di accompagnare e
sostenere la persona nel suo percorso di
“guarigione”, o di consapevolezza, dallo stato di
malattia-malessere, allo stato desiderato di
risoluzione del conflitto o della causa sintomatica,
ovviamente il tutto in conformità alle leggi
biologiche che ne regolano l’esistenza.
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Health Coach
Coadiuva la persona nel rendersi consapevole sul
proprio percorso di malessere e sulle eventuali
cause scatenanti la malattia, con il fine di poter
formulare un obiettivo “percorso di guarigione”
individuale, il più possibile congeniale alla persona
stessa, affinché lei stessa ne assuma il totale
controllo nonché la responsabilità nell’azione o nel
non agire.
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Health Coach
Il ruolo dell’health coach si pone al di fuori delle
dinamiche terapeuta – paziente, in quanto la sua
azione si sviluppa al di sopra, o, eventualmente, “a
monte”, della successiva scelta terapeutica, che
avverrà appunto all’interno di un progetto risolutivo
finalizzato, concordato con la persona.
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Health Coach
L’attore non è il coach, né tantomeno la strategia,
la tecnica o la medicina impiegata, ma resta
sempre la persona che, individuato un percorso,
decide di perseguirlo attraverso un metodo fattivo
ed efficace, attuando così di fatto la “cura” con
l’intento formale di risolvere un “problema”, o
meglio, con l’intento primo di comprendere il
sintomo e poi, solo in seconda battuta,
eventualmente di risolverlo.
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Health coaching
e Costruttivismo
Persona al Centro
Cambio di Prospettiva = Finalità Fattiva
Trasposizione concettuale
Realtà = Malattia
Intervento professionale regolato e legittimato
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Dubbio o certezza…?
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Approccio Classico alla Malattia
– La malattia o il malessere accadono e vengono scoperti a livello
sintomatico o di laboratorio.
– La malattia o il malessere si formano indipendentemente dalla volontà del
soggetto (non è lui che sceglie, salvo alcuni casi dove si riscontra palese la
responsabilità vedi fumo): è il mondo esterno ad essere o a fornire la causa
scatenante la malattia o il malessere.
– Il soggetto è un passivo osservatore che deve subire senza poter fare nulla.
– La malattia o il malessere possono essere descritti in maniera oggettiva,
distinti dal soggetto che li subisce. La persona non esiste, ma viene
riconosciuta nel sintomo (sei un’epatite virale, sei una polmonite, sei un
cancro del colon)
– Il soggetto nel suo subire la malattia o il malessere, è completamente
deresponsabilizzato, e legittimato ad affidarsi nelle mani di un
professionista che risolva il “problema” al suo posto.
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Approccio Costruttivista alla Malattia
– La malattia o il malessere sono un’invenzione del soggetto: un programma
risolutivo per una situazione di stress imprevista e improvvisa, oppure
troppo a lungo compensata con grande dispendio di energie.
– Sono le emozioni che prova il soggetto in relazione al suo vissuto le cause
primarie che possono portarlo qualora necessario a produrre malattia o
malessere.
– Il soggetto è l’attore di tutto il processo psico-elettrico-somatico, e se messo
in condizioni di farlo, può gestire il processo stesso.
– In virtù di quanto sopra scritto, la malattia o il malessere sono degli eventi
di costruzione soggettiva: la persona esiste per ciò che prova, non per ciò
che è.
– Il soggetto nell’essersi creato la malattia o il malessere, in funzione della
risoluzione di un conflitto, ne è totalmente responsabile, e/o
responsabilizzabile.
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Se non sai dove stai andando, potresti arrivare
da qualche altra parte.
Yogi Berra
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La Malattia è un processo di
massima performance?
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S
A
F
R
E
S.F.E.R.A. e progetto “malattia”.
Sincronia Corpo-Mente => Malattia = progetto chiaro, indispensabile, automotivante
Forza => Punti di forza della malattia = sintomi invalidanti precisi e finalizzati all’obiettivo
Energia => la giusta energia, né più né meno, risparmio e automantenimento
Ritmo => il giusto ritmo “armonico”, i tempi della malattia si impongono ai nostri modificandoli
Attivazione => efficacia nell’obiettivo, si autoalimenta e si autodetermina fine a se stessa
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S
A
F
R
E
S.F.E.R.A. e progetto “guarigione”.
Sincronia Corpo-Mente => Guarigione = comprensione delle motivazioni, consapevolezza
Forza => Punti di forza della guarigione = rigenerazione dei propri tempi, spazi, modi e luoghi
Energia => la giusta energia, né più né meno, comodità, concentrazione dell’autointeresse
Ritmo => i tempi della persona in recupero si impongono a quelli della malattia e degli altri
Attivazione => efficacia nell’obiettivo, si autoalimenta e si autodetermina fine a se stesso
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MODELLO E METODO
I metodi sono le colonne portanti di tutto il sistema healthcoaching, in quanto restano elementi pratici di facile
comprensione, nei quali e attraverso i quali procedere nel
processo di cambiamento.
Così come “la potenza non è nulla senza il controllo”, così
senza un metodo applicativo organizzato anche la migliore
delle informazioni può finire nel dimenticatoio.
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MODELLO E METODO
Non è importante definire il concetto di metodo,
quanto trascrivere il significato e l’impatto che ha
destato o generato nella persona “cliente”.
Definizioni raccolte intervistando vari clienti i relazione
al metodo:
Il metodo è… “una valvola di sicurezza”, “un porto in
cui tornare per fare le riparazioni”, “la bussola che
guida durante la tempesta”, “la rete per un trapezista”,
ecc.
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MODELLO E METODO
- Modello S.F.E.R.A.
controllo sull’attore, sia il cliente, sia il
professionista
- Il ciclo PDCA o Ruota di Deming
controllo sul processo, sia del cliente, sia del
professionista
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Health Coaching: finalità e range operativo
Generalmente si tende a cambiare con lentezza, perché non si sa a cosa
si va incontro.
Se quasi tutti possono essere counsellor, molto pochi sono in grado di
diventare coach; il coach deve essere in grado di far fare i “salti” al cliente.
L’health
coach
DEVE
necessariamente
avere
competenze trasversali nei due ambiti, e il suo operato
tenderà a rappresentare un po’ l’unione dei due.
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Health Coach & Counsellor
=
COMPLEMENTARIETÁ
COUNSELLOR
HEALTH COACH
RELAZIONE
RISORSE
METAFORE
IPNOSI
PERSONA
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METODO
(OBIETTIVO)
PERSONA
HEALTH
COACH
COUNSELLOR
CAMBIO DI PROSPETTIVA:
DA VITTIMA A IDEATORE-ATTORE DEL
PROPRIO PROCESSO DI GUARIGIONE,
NEL QUI ED ORA, RIPERCORRENDO
UN’ANALISI EMOZIONALE DEL PRIMA,
PER GIUNGERE AD UN MANTENIMENTO
DI QUESTO STATO NEL PROGRESSIVO POI.
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Il ciclo PDCA nell’health Coaching
Quando l’immagine di sé nel futuro coincide con quella presente,
non si può più tornare indietro e non si vuole più tornare indietro.
Solo con la costante capacità di mantenere una stabilità in sé, il
cambiamento diventa stabile.
Per mantenere è necessario essere al centro della propria attenzione.
Attenzione all’attore e non al processo.
Il “guadagno” inteso come Benessere, aiuta in questo senso: quando
stiamo bene (in qualsiasi ambito) facciamo fatica a rinunciarci, e in
questo senso la sensorialità della persona offre grandi spunti di
“autocontrollo” .
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STRATEGIE di FONDO
Le strategie vengono attuate con l’impiego degli strumenti opportuni, ma
sviluppano delle dinamiche proprie, finalizzate ad un progetto o ad un
modello, dal quale traggono e al quale forniscono sostentamento.
Parlare di strumenti o metodologie singole risulta assai riduttivo, mentre
contestualizzare il tutto attraverso una strategia sposta l’attenzione ad
un livello superiore, metaforicamente parlando, un po’ come se
parlassimo semplicemente di parola oppure del pensiero che “muove”
le parole.
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STRATEGIE di FONDO
Le strategie che applica l’health-coach poggiano le
basi necessariamente sui principi fondamentali che
regolano il cambiamento in un’ottica costruttivista
(Von Foerster ripresi da Rogers), vale a dire il
Principio Etico e il Principio Estetico.
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PRINCIPI FONDAMENTALI
del COSTRUTTIVISMO
Von Foerster ripresi da Rogers
PRINCIPIO ETICO
“aumenta le tue possibilità di scelta”.
PRINCIPIO ESTETICO
“Se vuoi conoscere, devi agire”
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Il cambiamento in un’ottica costruttivista
Sintomo = spia
La parte sana segnala così la necessità di un
cambiamento.
L’obiettivo -> comprensione del significato di quel
disagio -> poter iniziare percorso di cambiamento.
Per fare sì che una persona risolva un problema,
quando non è capace di farlo con le proprie risorse
o forze occorre farle abbassare la critica per
favorire il cambiamento dello stato mentale
inadeguato all’obiettivo che si persegue.
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Il cambiamento in un’ottica costruttivista
Il CAMBIAMENTO non va inteso soltanto in senso di
cambiamento fisico o psicologico
CAMBIAMENTO MENTALE
Le persone che sono prossime ad un cambiamento
passano attraverso un periodo più o meno breve di
confusione o di crisi, che è uno stato fisiologico del
processo di cambiamento assolutamente necessario per
la completa evoluzione del processo.
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Il cambiamento in un’ottica costruttivista
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Il cambiamento in un’ottica costruttivista
Nel processo di cambiamento , quando la
persona non è fortemente motivata, può
percepire un pericolo per sé o per
l’equilibrio
del
proprio
sistema
di
appartenenza, avendo la tentazione di
tornare indietro, fissando e consolidando
ancor di più il disagio e lo stato mentale di
partenza.
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STRATEGIE di FONDO
Tutta l’attività svolta all’interno delle relazioni d’aiuto ruota
intorno a questi semplici pensieri: aprire la mente della
persona al cambiamento, aiutarla a destrutturare credenze
limitanti, modificare le proprie mappe mentali, proporre
spunti per sconfiggere le reticenze al cambiamento, liberarsi
dal giogo del tempo e dei sensi di colpa, liberarsi da tutto ciò
che ne ammala lo spirito e consuma più energia di quanta ne
rilascia.
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STRATEGIE di FONDO
Il tutto potenziando il senso di autoefficacia e rendendo
maggiormente consapevole la persona di ciò che sta
accadendo, sia dentro che fuori, al fine di riprendere le
redini del proprio presente e, reagendo fattivamente,
consentendole di riguardare con fiducia al proprio futuro.
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STRATEGIE di FONDO
Ovviamente questi fini strategici dovranno essere
necessariamente incorniciati nell’ecologia della
persona, così come nei suoi spazi, nei suoi luoghi,
nei suoi tempi e con le sue modalità, e così da
facilitare questo processo di cambiamento e da
limitare gli interventi preservativi e inibitori della
critica
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STRATEGIE OPERATIVE
Le “strategie operative” consentono di semplificare e
qualificare l’operato dell’Health Coach, rendendolo
sempre più efficace, e impedendogli di incedere
disordinatamente.
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STRATEGIE OPERATIVE
-La suddivisione del lavoro in fasi, quella di
analisi-raccolta dati e quella di ottimizzazione,
consentono di individuare due momenti
operativi distinti, caratterizzati da strumenti
dedicati e da tempi determinati.
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STRATEGIE OPERATIVE
L’uso di domande investigative consente un
avvicinamento per gradi al problema partendo da
tutto quello che sta intorno e che la persona non
sa ancora essere correlato alla sua problematica;
attraverso l’uso strategico di questo “strumento” si
può valutare la coerenza del problema del cliente,
evidenziare i punti deboli di ciò che viene definito,
e infine sono utili nello smontare le
generalizzazioni utilizzate nelle descrizioni.
Es: cosa intende per “ho sempre la pancia gonfia”?
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STRATEGIE OPERATIVE
L’uso di domande riflessive (domande potenti) consentono
di favorire l’introspezione personale generando un
cambiamento di livello logico nel soggetto; non hanno
una risposta immediata perché portano in una dimensione
diversa ancora sconosciuta, dove il tempo di latenza
definisce la profondità della domanda, e dove la risposta
non immediata perché non si basa su una conoscenza già
acquisita, si basa su un “mondo” diverso totalmente nuovo.
Es: Come cambierebbe la sua vita senza questo fastidio?
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STRATEGIE OPERATIVE
-La riqualificazione fisico-nutrizionale dà più enfasi
al concetto di persona-attrice del cambiamento: se
è vero che il cambiamento è come una gara di rally,
non si può pensare di iniziare una competizione senza
aver prima provveduto a mettere olio e benzina e
controllato i freni.
La persona potrà così percepire con chiarezza
l’attenzione del professionista al concetto di corpomente, tanto declamato, ma sovente disatteso.
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STRATEGIE OPERATIVE
- I protocolli per la Definizione dell’obiettivo
principale e degli obiettivi correlati possono mettere in
luce e soprattutto rendere consapevole la persona
dei propri limiti, delle proprie conoscenze, dei
propri punti di forza, delle proprie credenze, e del
senso di autoefficacia.
- L’uso di metafore e di un linguaggio semplice
facilita la relazione e aiuta a canalizzare
informazioni che possono far lavorare l’inconscio.
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STRATEGIE OPERATIVE
- L’impiego di tecniche ipnotiche facilita la
sincronia tra persona e health-coach, e muove
emotivamente verso il cambiamento senza far
entrare in gioco la critica.
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Coach  definizione di un obiettivo
X definizione di un obiettivo  conoscere ed essere consapevole degli elementi che
costituiscono la situazione o il vissuto “problema”.
La domanda fondamentale è...
“La malattia è frutto della sfortuna e
del destino o è qualcos’altro?”
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Dinamiche relazionali FINALIZZATE
COMUNICAZIONE
RELAZIONE
CAMBIO DI PROSPETTIVA
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Dinamiche relazionali FINALIZZATE
SINTOMO  SANZIONE
REINCORNICIARE
SINTOMO  COMUNICAZIONE
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Cambiare prospettiva…
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FINALITÁ OPERATIVE:
CAMBIAMENTO PROSPETTIVE
DA “VIA DA...”
DA “PROBLEMA”
DA “SINTOMO = SANZIONE”
DA “MALATTIA”
A“
A “VERSO...”
A “SOLUZIONE”
A “SINTOMO = COMUNICAZIONE”
GUARIGIONE”
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Obiettivo COMUNICAZIONE
Approccio scientifico = spiegazione dettagliata
Coach - Terapeuta
sx
Personadx
Approccio remissivo = autodefinizione strategie
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Approccio materno = accoglienza
Approccio paterno = aggressione responsabilizzazione
Obiettivo COMUNICAZIONE
DUBBIO = MOVIMENTO => RICERCA
CERTEZZE = OBBLIGHI => LIMITI
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Accoglienza: i presupposti di una buona relazione
“Buongiorno… Qual buon vento?...”
“È venuta qui da me… per cercare di risolvere
un problema, è corretto?...”
“fare un passo verso la risoluzione di un
problema, è una buona cosa, quindi... è un
buon vento, è d’accordo con me?”
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Obiettivo COMUNICAZIONE
La METAFORA
CANONE COMUNICATIVO D’ECCELLENZA
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Obiettivo COMUNICAZIONE
finalizzata a destrutturare le credenze
Che cos’è lo STRESS?
Lo stress è la risposta adattativa che l’organismo
produce nel tentativo di compensare una qualsivoglia
sollecitazione che lo “colpisce” nel suo intero.
Lo stress è una reazione, un processo psicofisiologico globale, costante e non specifico
d’adattamento a qualsiasi stimolo (stressor),
perturbazione o cambiamento del suo stato.
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METODICA OPERATIVA: IL SISTEMA “UOMO”
Relazione verticale “causa-effetto” di Selye
PSICHE
= emotività ±
CERVELLO = tastiera = impulsi elettrici (Elettroencefalogramma)
SOMA
= corpo (organi) = conseguenze = SINTOMI

La Natura e la Vita offrono un piano evolutivo sinergico, che richiederebbe
delle soluzioni olistiche, mentre la nostra società applica delle soluzione
settoriali specifiche
Es.
psicologo- psicoterapeuta,
neurologo- psichiatra,
medico- medico specialista
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METODICA OPERATIVA: IL SISTEMA “UOMO”
EVENTO STRESSANTE

TRAUMA

RISPOSTA EMOZIONALE
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METAFORE OPERATIVE: IL SISTEMA “UOMO”
Cosa sono in concreto le emozioni?
“SBERLA”
PASSIVITÁ (me la tengo)
REATTIVITÁ (la restituisco)

IMPOSSIBILE CANCELLARE
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METAFORE OPERATIVE: IL SISTEMA “UOMO”
IL GESTO?
COS’È IMPORTANTE
DI UNA “SBERLA”?
QUELLO CHE SIGNIFICA PER ME
AVERLA RICEVUTA?

SONO IO CHE NE ATTRIBUISCO L’IMPORTANZA!
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METAFORE OPERATIVE: IL SISTEMA “UOMO”
Vissuto (corde):
MI HAI FATTO MALE
MI HAI LESO
MI HAI DELUSO
MI HAI TRADITO
DA TE NON ME LO ASPETTAVO
IMPORTANZA
ATTRIBUITA
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Emozioni (campanellini):
PAURA
RANCORE
GIOIA
ODIO
VERGOGNA
…
Relazione Emozioni - Sintomi
EMOZIONE
AMIGDALA
“bianco e nero”
CORTEX
IPOTALAMO
CORPO = ORGANI
ASSEMBLA PEPTIDI
(proteine)
SEGNALE SULL’ORGANO
DI RIFERIMENTO
“BERSAGLIO EMOZIONALE”
NEUROPEPTIDI
NEURORMONI
CONDIZIONANO I NOSTRI COMPORTAMENTI
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METAFORE OPERATIVE: LA MANIGLIA DELL’AUTO
Questa metafora è semplicissima, e proprio per questo molto efficace.
Consiste nel formulare alla persona le seguenti domande:
“Se le facessi vedere la maniglia di un’autovettura..., lei mi riuscirebbe a
descrivere l’autovettura (marca, modello, ecc)?...”
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METAFORE OPERATIVE: LA MANIGLIA DELL’AUTO
“Oppure, è più facile, vedendo un’autovettura nel suo complesso...,
individuare quale parte viene comunemente definita “maniglia”?...”.
La risposta è evidente, e sottintende un concetto molto importante: da un
dettaglio, o una sola informazione, non si potrà mai percepire il tutto,
mentre conoscendo il tutto si potrà facilmente definire un dettaglio.
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METAFORE OPERATIVE: IL CRUSCOTTO DELL’AUTO
“Che cosa farebbe nel caso in cui..., mentre sta viaggiando sulla sua auto...,
all’improvviso sul cruscotto si accendesse la spia rossa dell’olio?...”.
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ALTRE METAFORE OPERATIVE
Pregiudizio e Sintomo / Il cambiamento di prospettiva:
“L’extracomunitario”;
Le dinamiche elettrico cerebrali: L’interruttore, Il Campanello;
Traduzione / definizione dei canoni comunicativi del corpo: Il
concerto allo Stadio;
Il cambiamento di prospettiva: Il gioco delle mani;
Relazione verticale di Selye: Le funzioni fisiologiche, l’accusa;
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METODICA OPERATIVA: IL SISTEMA “UOMO”
EVENTO STRESSANTE

TRAUMA

RISPOSTA EMOZIONALE
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METODICA OPERATIVA: IL SISTEMA “UOMO”
EVENTO
STRESSANTE
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METODICA OPERATIVA: IL SISTEMA “UOMO”
Autosvalutazione  Midollo Cerebrale  Organi Connettivi (ossa,
muscoli, …)
Rancore  Corteccia Temporale DX  Vie Biliari
Territorio  Corteccia Perinsulare DX  Arterie Coronariche…
Porcata  Tronco cerebrale  Intestino
Opportunità  Corteccia Temporale SX  Retto
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CODICI DI COMUNICAZIONE
CORPO
SE’ (ESTERNO)
SEGNALI:
1) Malessere leggero
Stanchezza
“sono stressato!”, “ho bisogno di una vacanza…”
2) Aumento del volume
“Fuori forma”
Aumento delle dimensioni del bersaglio
3) Malessere forte
Senso di inadeguatezza generale
4) Malattia
Forse sarebbe meglio se ti fermassi…
5) Conseguenze degenerative
Tumori
STOP !!!
STRUMENTI:
A) CORTOCIRCUITI ELETTRICI DA STRESS (Epifisi)
B) CORTOCIRCUITI OSSIDATIVI (FOGLIETTI EMBRIONALI CEREBRALI)
C) INTOLLERANZE E ALLERGIE
D) INTOLLERANZE AMBIENTALI E/O PERSONALI
E) FATTORI ESTERNI
F) ACIDOSI TISSUTALI
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BIBLIOGRAFIA
Counselling
·Bounous G., Chisotti M., Sacchettino P., Vercelli G. – Manuale di counselling – l’approccio ipnotico costruttivista. – Ed. Libreria Cortina - Torino 2007
·Bounous G., Vercelli G. – Ghiande dello stesso ramo – Ed. Libreria Cortina - Torino 2004
·Cavallier F.J.P. – Manuale di visualizzazione – Ed. Xenia – Milano 1993
Coaching
·Vercelli G. – Vincere con la mente – Ed. Ponte alle grazie - Milano 2006
Naturopatia
·Kieffer D. – Encyclopédie de revitalisation naturelle – Ed. Sully – Vannes (F) 2003
·Kieffer D. – L’homme empoisonné – Ed. Jacques Grancher – Paris 1993
·Servan-Schreiber D. – Guérir – Ed. Robert Laffont – Paris 2003
·Sanfo V. – Naturopatia e competenze del naturopata – Ed. A.E.Me.Tra. – Torino 2004
·Tenca C. – Avere un naturopata in casa – Ed. il punto d’incontro – Vicenza 4004
·Lezaeta Acharan M. – La medicina naturale alla portata di tutti – Ed. Edizioni di medicina naturale – Conegliano (Tv-I) 2003
Metamedicina
·Rainville C. – Metamedicina: ogni sintomo è un messaggio – Ed. Amrita – Torino 2000
·Rainville C. – Metamedicina delle relazioni affettive – Ed. Amrita – Torino 2005
·Charpentier Gerard – le malattie e le loro emozioni – Ed. il punto d’incontro – Vicenza 2000
·Odoul M. – Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché – Ed. il punto d’incontro – Vicenza 2001
·Dethlefsen T., Dahlke R. – Malattia e destino – Ed. Mediterranee – Roma 2000
·Dahlke R. – Malattia linguaggio dell’anima – Ed. Mediterranee – Roma 1996
·Dahlke R. – Malattia come simbolo – Ed Mediterranee – Roma 2005
Nuova Medicina Germanica
·Mambretti G. – Una chiave per capire… un cervello per guarire – Ed. L’arciere – Cuneo 2006
·Mambretti G, Séraphin J – La medicina sottosopra – Ed. amrita – Torino 1999
·Hamer R. G. – Introduzione alla nuova medicina – Ed. Amici di Dirk – Alhaurin el Grande (E) 2002
·Hamer R. G. – Il capovolgimento diagnostico – Ed. Amici di Dirk – Alhaurin el Grande (E) 2001
·Hamer R. G. – Testamento per una nuova medicina – Ed. Amici di Dirk – Alhaurin el Grande (E) 2003
Varie
Bottaccioli F. – Psiconeuroimmunologia – Ed. Red – Novara 2003
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Obiettivo GUARIGIONE
Definire l’obiettivo in relazione all’intervista e alla raccolta
delle informazioni.
Contestualizzarlo e scriverlo su di un foglio di carta.
Esprimere l’obiettivo in senso e in termini positivi (il “NON”
compromette l’efficacia)
Esempio scritto da proporre al cliente: “provi a NON pensare ad un
cane nero con una macchia bianca sul petto, a NON ricordare di aver
visto un cane nero con una macchia bianca sul petto, a NON accettare
l’idea di un cane nero con una macchia bianca sul petto”.
Esempio
di
formulazione:
“NON voglio più essere grasso”
“Voglio essere in forma”
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Obiettivo GUARIGIONE
Obiettivo  formulato in termini di RISULTATO, non di processo
Esempio di formulazione:
“Voglio dimagrire”
“Voglio perdere 5 chili entro Natale”
1) Consente di VISUALIZZARE nel presente una realtà trasformata dalla
nostra azione.
2) L’obiettivo può essere quantificato, rendendolo quindi misurabile.
3) La scadenza temporale consente di verificare se in un momento ben
individuato della nostra vita (no futuro vago e impreciso) se l’obiettivo sia
stato raggiunto o meno.
È importante sapere quando l’obiettivo sarà raggiunto.
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Obiettivo GUARIGIONE
4) Implica lo stabilire i CRITERI DI MISURAZIONE dei propri
progressi: in base a questi criteri, si saprà SE e IN CHE MISURA
l’obiettivo è stato raggiunto.
5) Definire nei dettagli, specificandoli e motivandoli gli elementi seguenti: i
luoghi atti, più adatti, o avversi all’obiettivo o a dove si svolge l’azione;
le persone che vogliamo al nostro fianco, o al contrario quelle che non
vogliamo o non possiamo coinvolgere nella realizzazione dell’obiettivo.
Queste informazioni sono molto importanti in quanto vengono
elaborate normalmente inconsciamente dal cervello e che, purtroppo,
hanno il potere di condizionare in modo determinante i processi
decisionali e/o possono inficiare la nostra azione.
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Obiettivo GUARIGIONE
6) Definire nel dettaglio, quali risorse specifiche o “strumenti” saranno
necessari
per poter raggiungere l’obiettivo e sottolineare quali risorse siano già a
disposizione e quali debbano essere acquisite o sviluppate o migliorate.
Si
possono
dividere
le
risorse
in
5
categorie:
A) oggetti / azioni (dal farmaco o rimedio omeopatico, al singolo esame
clinico,
ecc)
B)
persone
(amici,
colleghi,
familiari)
C)
modelli
(terapeuti,
libri,
corsi,
sacerdoti)
D) qualità personali (determinazione, costanza, conoscenza, ecc) già
sviluppate
o
da
sviluppare
E) risorse economiche (già disponibili o da procurare)
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Obiettivo GUARIGIONE
7) Definire nel dettaglio, se la realizzazione dell’obiettivo dipende
interamente dalla persona attrice, oppure se dipende da un lavoro
corale, oppure se si è totalmente subordinati alle altre persone coinvolte
nella
sua
realizzazione.
Questi elementi consentiranno di comprendere se il processo per il
raggiungimento dell’obiettivo di guarigione può essere iniziato e
mantenuto dalla persona o dal gruppo di persone che desiderano
realizzare tale obiettivo; inoltre si potrà verificare quanto tale processo
è controllabile; se il risultato potrà essere condizionato da
fattori esterni e quanto e in quale maniera si potrà eventualmente
influenzarli.
La fase di controllo dell’obiettivo (o degli obiettivi) è un momento
determinante, che se fallita può pregiudicare il successo finale.
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