“Primo Rapporto sull’Innovazione della provincia di Reggio Emilia” Osservatorio Innovazione Unioncamere Emilia-Romagna dr. Valerio Vanelli – Università di Bologna ing. Luca Valli – Direttore CISE 23 giugno 2011 Presentazione dei principali risultati contenuti nel primo rapporto sull’innovazione della provincia di Reggio Emilia Dati tratti da Osservatorio Innovazione Unioncamere Emilia-Romagna volto allo studio del grado di innovazione delle imprese emiliano-romagnole, all’analisi dei punti di forza, delle aree di miglioramento e delle criticità, nonché delle esigenze espresse dalle imprese del territorio. L’indagine viene realizzata tramite un questionario strutturato (attivato per la prima volta nel 2006). La rilevazione è stata realizzata fra luglio 2010 e aprile 2011 e ha visto coinvolte: 1.841 imprese e a livello emiliano-romagnolo, di cui 216 per la provincia di Reggio Emilia I dati di RE sono confrontati con quelli delle province limitrofe, con quelli regionali e sono poi messi a confronto anche con quelli nazionali ed europei dell’EIS (European Innovation Scoreboard), divenuto da quest’anno IUS (Innovation Union Scoreboard) Le caratteristiche del campione Varie dimensioni rilevate e utilizzate in sede di analisi per caratterizzare il campione e studiare al meglio i processi di innovazione - Dimensioni (netta prevalenza della piccola e della micro impresa); - Settore economico di attività: prevalenza della meccanica (oltre 22% dei casi, contro il 19,8% medio regionale). Segue la metallurgia (18,5%). Peso consistente (e maggiore di quello registrato a livello regionale) anche per il tessile/moda (16%) e per l’agro-alimentare. Andamento medio ultimi tre anni di fatturato, investimenti, occupazione ed esportazioni REGGIO EMILIA EMILIA-ROMAGNA Esportazione Esportazione Occupazione Occupazione Investimenti Investimenti Fatturato Fatturato 0% 20% Forte diminuzione 40% Diminuzione 60% Stabile 80% Aumento 100% Forte aumento 0% Forte diminuzione 20% Diminuzione 40% 60% Stabile Aumento 80% 100% Forte aumento Fatturato: circa il 60% delle imprese interpellate dichiara di aver subito una flessione, di cui circa un terzo consistente. Occupazione: dato reggiano in linea con quello regionale, con una contrazione limitata a circa un quarto delle imprese coinvolte nell’indagine (dunque flessione inferiore a quella rilevata per il fatturato). Investimenti: situazione decisamente meno negativa: oltre il 42% delle imprese reggiane (47% per ER) in questi ultimi tre anni ha mantenuto costante il livello degli investimenti Esportazioni: elevata stabilità e segnali maggiormente positivi per le imprese di Reggio (da altre elaborazioni risulta la provincia con più elevata incidenza export su fatturato) Il grado di apertura Indici di apertura a monte e a valle delle imprese del campione provinciale e regionale Indice di apertura a monte (fornitori) Apertura Re ER Indice di apertura a valle (clienti) Re ER Nulla 50,3 54,6 54,6 52,7 Marginale 43,0 40,6 27,6 31,4 6,7 4,8 17,8 15,9 100,0 100,0 100,0 100,0 163 1.838 163 1.838 Significativa Totale N. casi Sia le imprese Re che quelle dell’ER mostrano una più spiccata apertura in termini di clienti che non in termini di fornitori. Imprese reggiane con una apertura a valle (e anche a monte) leggermente più elevata rispetto a media dell’Emilia-Romagna. Al crescere delle dimensioni aziendali aumenta il grado di penetrazione in mercati sempre più ampi. Settore economico: sia a livello provinciale che regionale sono le imprese della meccanica a mostrare maggior apertura (oltre 32% di casi con apertura significativa). Minor internazionalizzazione da parte delle imprese manifatturiere tradizionali. Innovazione / 1 Gli ambiti per il miglioramento della competitività % Molto+Abbastanza Re ER Differenza Materiali 59,4 58,2 + 1,2 Informatica 46,2 45,7 + 0,5 Energia 37,4 41,5 – 4,1 Ingegnerizz.proc.produtt. 32,7 32,9 – 0,2 Impatto ambientale 28,0 29,3 – 1,3 Telecomunicazioni 25,1 25,4 – 0,3 Logistica 20,4 21,0 – 0,6 Salute/wellness 15,7 15,5 + 0,2 Nanotecnologie 14,0 12,7 + 1,3 Bioingegneria 8,2 11,5 – 3,3 Medicina 2,8 5,6 – 2,8 Altro 2,6 4,8 – 2,2 Testo domanda: «Secondo la sua opinione, da quali dei seguenti ambiti di ricerca la vostra azienda potrebbe ricevere maggiori benefici per aumentare la propria competitività?». Innovazione / 2 Le previsioni di investimento 50 % Molto+Abbast. 40 30 20 10 0 . i t. e T ita nti tt. ato ico ott tic a re e liz z dut nal o e IC o cl ie e rc en d g et odu r ea g is rod c ia s r r v e r p n v e o m p e r . p t e i o i . o p L c u v u en oc gn es nc utt z. p pos pro nuo in n iso . pr str mio na l si g ie ma to r z a b o t a r e o n a a r v p n s o d i f e e p F In utt lup rizz co p er cl ie io n am ./ris Svi rod io ne lior gne va z i in t izz p t l o e e g . a i t l i a t g z i n M do in es ure ie r ali z z io Re pro z. la er g l og lo c Ra n o p e o p u d D e s lup eto As ogi Svi i/m dol t o n t me me tru nti/ S e um Str Re ER L’aspetto su cui maggiormente le aziende intendono investire è il fattore umano, impegnandosi nella formazione del proprio personale interno (circa 47% per entrambi campioni). Seguono miglioramento dei processi di produzione e sviluppo di nuovi prodotti. Innovazione / 3 L’effettiva portata dell’innovazione Innovazione introdotta nell’ultimo triennio nelle imprese Tipo di innovazione Re ER Innovazione di prod. di tipo incrementale 14,8 15,3 5,1 6,7 Innovazione di proc. di tipo incrementale 18,1 16,1 Innovazione di processo di tipo radicale 6,5 5,7 Innovazione organizzativa 8,8 10,7 Innovazione di marketing 0,0 2,4 57,4 57,9 Innovazione di prodotto di tipo radicale Nessuna innovazione introdotta Oltre il 57% delle imprese di Re e del resto dell’E-R dichiara di non avere introdotto alcuna innovazione in azienda negli ultimi tre anni. Entrambi i valore sono in crescita rispetto a indagine 2009. Prevale innovazione di processo e di prodotto di tipo incrementale. Innovazioni radicali introdotte da una minoranza di imprese. L’innovazione è generata principalmente all’interno dell’azienda (oltre 82% per imprese RE e 72% per quelle emiliano-romagnole); in collaborazione con altri soggetti nel 20% dei casi; esternalizzata nel 2,4% dei casi a Re e nel 7,8% in ER. Innovazione radicale di processo meno frequentemente interna. Maggiore innovazione di processo e/o di prodotto al crescere delle dimensioni delle imprese e del grado di specializzazione e dotazione tecnologica. Innovazione / 4 Caratteristiche delle imprese che non hanno introdotto alcuna innovazione nell’ultimo triennio La quota percentuale di imprese che non ha introdotto alcuna innovazione nell’ultimo triennio è più elevata fra la piccola impresa. Non si rilevano, né a livello provinciale né regionale, relazioni nitide rispetto al settore economico di attività. A livello regionale (assai meno per la provincia di Re), si registra un’incidenza più elevata di casi che non hanno introdotto alcuna innovazione fra le aziende del manifatturiero tradizionale. Molto rilevante la relazione con l’indice di apertura a valle: fra le imprese con apertura a valle nulla la percentuale che non ha introdotto alcuna innovazione nell’ultimo triennio è superiore al 66%; fra le aziende con grado di apertura limitato, la percentuale di imprese che non hanno innovato si riduce al 50% circa; fra quelle con grado di apertura significativo non hanno innovato il 36-37% dei casi. Innovazione / 5 Le aree di investimento: In cosa le imprese hanno effettivamente investito? % imprese che hanno investito nelle seguenti aree/ambiti. % ordine decrescente per Re Aree di investimento Re ER Differenza Acquisto nuovi macchinari e attrezzature 24,1 25,3 – 1,2 Sviluppo/Design nuovi prodotti effettuato internamente 22,7 16,9 + 5,8 Acquisto nuovo software 13,9 13,4 + 0,5 Acquisto servizi informatici (assistenza, consulenza, ecc.) 13,4 15,5 – 2,1 Acquisto nuovo hardware informatico 12,0 15,2 – 3,2 Sviluppo nuovi macchinari effettuato internamente 9,7 8,7 + 1,0 Marketing per nuovi prodotti/servizi 8,3 5,7 + 2,6 Sviluppo/Design nuovi prodotti commissionato all’esterno 6,0 5,5 + 0,5 Sviluppo di nuovo software effettuato internamente 6,0 6,6 – 0,6 Assunzione/formazione personale 5,1 4,6 + 0,5 Acquisto di nuove tecnologie (brevetti, marchi, licenze, ecc.) 2,8 2,3 + 0,5 Assunzione/formazione personale R&S 2,3 4,6 – 2,3 Sviluppo nuovi macchinari in collaboraz. con aziende/istituz. 0,9 2,3 – 1,4 Gli ostacoli all’innovazione Innovazione / 6 Ostacoli all’innovazione. % risposte Molto+Abbastanza (ordine decrescente % Re) Molto+Abb. Ostacoli all’innovazione Re ER 1°(tema Eccessiva pressione fiscale 78,6 78,7 nazionale) Rischio percepito troppo elevato 51,6 47,8 Difficoltà strategiche di mercato 42,9 39,8 Difficoltà reperire personale qualificato 41,4 39,9 Difficoltà reperire finanziamenti 37,4 36,1 Difficoltà di riorganizzazione del processo produttivo 25,8 27,7 Difficoltà di riorganizzazione aziendale 25,6 25,0 Mancanza di stimoli interni 24,9 21,1 Difficoltà nel reperire partner 18,2 17,0 Mancanza informazioni su attività di centri di ricerca/università 11,7 13,1 Att.ricerca di univ./centri non coincidente con bisogni impresa 10,4 10,5 Difficoltà nel relazionarsi con centri di ricerca/università 8,5 9,3 2°: Rischio percepito troppo elevato, più a Reggio che nel resto della regione e soprattutto da piccola impresa e da settore metallurgico e tessile. 3°: Difficoltà strategiche di mercato (concorrenza imprese leader nel comparto, difficoltà a capire il mercato, ecc.), soprattutto per piccola impresa. Maggiori difficoltà registrate per imprese del metallurgico e della moda. 4°: difficoltà reperimento personale qualificato I benefici dell’innovazione introdotta Innovazione / 7 Principali ricadute derivate dall’innovazione introdotta. (ordine decrescente % Re) Benefici Re ER Miglioramento risultato economico 31,5 28,7 Conquista di quote di mercato 29,2 29,1 Miglioramento qualità prodotti/servizi 29,2 37,2 Più efficienza nell'uso di materiali e materie prime 19,1 20,3 Miglior organizzazione aziendale 16,8 22,9 Maggior efficienza energetica 16,8 15,9 … I benefici per la collettività: 24,5% delle imprese di Re e 30,7% di quelle ER ritiene che le innovazioni introdotte abbiano portato a benefici per collettività e territorio di riferimento. Queste ricadute sono essenzialmente: - ambientali (minor inquinamento, risparmio energetico, smaltimento rifiuti, ecc.); - economico-sociali (maggiore occupazione, assunzione personale in loco, ecc.).