PERCORSO di
INDIVIDUAZIONE e
CERTIFICAZIONE DIAGNOSTICA
DEGLI ALUNNI DISABILI
(ex L. 104 / 1992)
Isp. Luigi Favro
Torino 16.12.2014
Principale normativa di riferimento:
- L. 104/1992
- L. 423/93
- D.P.R. 24 febbraio 1994
- Circ. Reg. Piemonte 11/SAP 1995 + Allegati
- DPCM n.185 / 23.02. 2006
- Intesa Governo / Regioni / EE.LL. 20 marzo 2008
- L. n.122/2010, art. 10 Riduzione della spesa in materia
di invalidità, c.5
- L. n. 111/2011, art. 19 Razionalizzazione della spesa
relativa all'organizzazione scolastica, c.11
- DGR Piemonte n. 34/2010 + Allegati
- DGR Piemonte n. 15/2013 + Allegati
- Circ. UST Torino n. 31/21.02.2014
 L. n. 104/1992 definisce
- chi è persona con handicap (art.3 “Soggetti aventi diritto”, c.1)
- quali sono le condizioni di gravità (art.3,c.3)
- quali sono gli organismi che devono accertare lo
stato di handicap (art.4 “Accertamento dell'handicap”, c.1)
 L. n. 423/1993, distingue il percorso di individuazione
dell’handicap ai fini dell’integrazione scolastica dagli
accertamenti finalizzati ad altri scopi (art.2)
 D.P.R. 24 febbraio 1994 (Atto di indirizzo alle Regioni),art.2,
regola il compito delle ASL nella predisposizione della
diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale
previsti dalla L. 104/1992 e necessari all’integrazione
scolastica degli alunni in situazione di handicap, inoltre
ribadisce che l’individuazione dell’alunno come persona
handicappata compete al medico specialista nella patologia
denunciata o allo psicologo dell’età evolutiva dell’ASL
Di fatto, il percorso della certificazione di handicap ai fini
dell’integrazione scolastica si è andato sempre più
differenziando dal percorso generale del riconoscimento
dell’handicap per ottenere gli altri benefici previsti dalla
L. 104/1992:
- quello scolastico “monocratico” -in genere affidato ai Servizi di
NPI o di Psicologia dell’età evolutiva- fin da subito caratterizzato
in senso progettuale (= sfocia necessariamente nella redazione
di un progetto di interventi psico-socio-sanitari e scolastici
mirati/modulati sulle caratteristiche dell’alunno, nonché la
contestuale attivazione di una Unità Multidisciplinare)
- quello standard, “collegiale”, sempre ai sensi dell’art. 4 L. 104/92
ma tendenzialmente finalizzato ad ottenere una certificazione
che consenta all’interessato di accedere ad una serie di
provvidenze / servizi / agevolazioni stabiliti per legge e non
modulabili sulle caratteristiche dell’individuo
 Due documenti normativi menzionano l’ICF come
linguaggio comune e modello concettuale da utilizzare
nel processo certificatorio e progettuale finalizzato
all’integrazione scolastica / progetto di vita degli
alunni con disabilità:
- l’ Intesa tra il Governo, le regioni e gli Enti Locali in
merito alle modalità e ai criteri per l’accoglienza
scolastica e la presa in carico dell’alunno con
disabilità (Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri)
- 20 marzo 2008
- MIUR, Linee guida per l’integrazione scolastica
degli alunni con disabilità (2009)
 Importanti, dal punto di vista della responsabilità
personale (anche pecuniaria) nella certificazione per
l’integrazione scolastica degli alunni disabili:
- Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
(DPCM) n.185 / 23 febbraio 2006 (Regolamento recante
modalità e criteri per l'individuazione dell'alunno come
soggetto in situazione di handicap, ai sensi dell'articolo 35,
c.7, della L. n. 289 / 27.12. 2002, art. 2 c. 1 e 2)
- L. n.122/2010 Conversione in legge, con modificazioni,
del decreto-legge 31.5.2010, n. 78, recante misure urgenti in
materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività
economica (art.10 Riduzione della spesa in materia di invalidità, c. 5)
- L. n. 111/2011 Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 6.7.2011, n. 98 recante
disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria (art. 19
Razionalizzazione della spesa relativa all'organizzazione scolastica,
c.11)
N.B. Tutta la normativa citata
. si rifà costantemente all’ art. 3, commi 1 e 3, della L.
104/92 per individuare i criteri utili a definire una
persona come handicappata o come handicappata in
situazione di gravità (eccetto la L. 111/2011, che fa esplicito
riferimento all’art. 4 della L.104 per individuare l’organo collegiale
. prevede che l’accertamento avvenga in modo
collegiale da parte di apposite Commissioni mediche
dell’ASL
 La D.G.R. 34/2010
Linee di indirizzo integrate per ASL, Enti Gestori
delle funzioni socio-assistenziali, Istituzioni scolastiche ed Enti di formazione
professionale circa il diritto all’educazione, istruzione e formazione
professionale degli alunni con disabilità o con Esigenze Educative Speciali
aveva l’intento di:
• sostituire con gradualità, dall’a.s.12/13, la Circ. Reg.
11/Sap/1995 (Linee di indirizzo e di coordinamento relative ai compiti
delle USL in materia di alunni portatori di handicap)
• garantire la collegialità della certificazione, collegando
il processo di attestazione sanitaria con quello della
progettazione attraverso un organismo ( l’ UMVD-minori)
in grado di operare a livello più prossimo possibile ai
bisogni espressi (distretto socio-sanitario)
“L’UMVD-minori con l’integrazione del Medico legale, svolge le funzioni di
organo per gli ‘accertamenti collegiali” per l’individuazione dell’alunno con
disabilità ai sensi dell’art. 2 del D.P.C.M. n. 185 del 23.2.2006. Ai fini di tale
accertamento saranno individuate, a livello di ASL, tutte le modalità atte ad
evitare ai minori la ripetizione di visite o valutazioni.”
• prevedere nuove modalità nel percorso di integrazione
scolastica sin dalla certificazione sanitaria
• indicare una nuova cultura inclusiva scolastica, fondata
sulla esplicitata integrazione delle persone che a vario
titolo s’occupano dell’alunno disabile, inclusi i genitori
e -per quanto possibile- il disabile stesso
• ribadire la distinzione del percorso per alunni disabili
e per alunni con EES
• prevedere iniziative di informazione-formazione
integrata e di accompagnamento per operatori sanitari,
socio-assistenziali, scolastici (USR e FP regionale)
• indicare percorsi chiari e trasparenti per la persona
disabile, i suoi famigliari e tutti gli operatori coinvolti,
con una modulistica che aiuti tutti nello svolgimento
delle varie attività
• definire progetti e obiettivi adatti alle caratteristiche
del singolo disabile
• riconoscere nell’ICF il linguaggio per migliorare la
comunicazione tra gli interlocutori e lo strumento per
un approccio globale alla comprensione della salute
delle persone
• dettagliare nell’All. 1 il percorso di certificazione sia
per l’alunno disabile che per l’alunno con EES
• tracciare comuni modalità organizzative ed operative
per assicurare il diritto all’integrazione scolastica degli
alunni con disabilità o con esigenze educative speciali
• definire un percorso di certificazione sanitaria
integrata
• avvicinare i luoghi delle decisioni (i distretti socio-sanitari)
• dettagliare nell’All. 1 il
Percorso di certificazione sanitaria integrata
- FAMIGLIA (esercente potestà parentale)
(A)
- MEDICO SPECIALISTA compila Diagnosi clinica (ICD10) (A)
- Medico specialista + Famiglia + eventuale Insegnante
compilano un iniziale Profilo di Funzionamento ICF
(B)
- UMVD + ML compilano Verbale/Certificazione di disabilita
o di EES
(C)
- Scuola / Ag. formativa
- UMVD + Esperto UST/Ag + Operatori Enti Territoriali
compilano la bozza del Profilo di Funzionamento + Risorse (D)
- NPI
- EQUIPE MULTIDISCIPLINARE completa il Profilo di
Funzionamento, propone progetto multidisciplinare e definisce
gli elementi per PEI/PFI
- SCUOLA + EQUIPE SOCIOSANITARIA redige PEI / PFI
(E)
MODULISTICA
All. A - Modulo di consenso informato
All. B - Profilo descrittivo di funzionamento
della persona dell’alunno, punto di
vista della persona e progetto
multidisciplinare
All. C - Schema di verbale UMVD minori
All. D - NPINET
All. E - Piano Educativo Individualizzato
La DGR n. 34/2010 è stata modificata ed integrata dalla
DGR n. 15-6181/2013
Tutela del diritto allo studio degli alunni e studenti con disabilità:
indicazioni per l’individuazione dell’alunno / studente come
soggetto in situazione di handicap. Linee di indirizzo in merito
all’accoglienza e presa in carico dell’alunno / studente con
disabilità: modifiche ed integrazioni alla DGR 34/2010
Allegati . All. A - Protocollo d’intesa Regione Piemonte / INPS
()
. All. B - Profilo descrittivo di funzionamento ()
- Parte 1 (Diagnosi Funzionale - Aspetti
sanitari)
- Parte 2 (Progetto multidisciplinare)
. All. C - Consenso informato
FINALITA’ E CONTENUTI
 adeguare la normativa regionale a quella nazionale
(art 10, comma 5, L. 122/2010; art. 19, comma 11, L.111/2011;
Accordo Stato-Regioni del 24 .07. 2012)
 normare - la sola disabilità
- nuove modalità di individuazione
dell’alunno/studente disabile
- diverso percorso di certificazione sanitaria
 recepire in normativa le indicazioni del protocollo
d’intesa Regione Piemonte-INPS (26 giugno 2012)
ridefinenti il percorso per l’ottenimento del diritto allo
studio di cui agli artt.12 e 13 della L.104/92
(= il docente di sostegno)
 sostituire le UMVD-minori con l’istituzione
- del Gruppo Disabilità Minori (GDM)
- dell’Unità Multidisciplinare Integrata (UMI)
 modificare modulistica e competenze per sua
redazione
 in vigore dal 1° settembre 2013 e riguarda solo
- nuove certificazioni
- revisioni/aggiornamenti del Profilo descrittivo di
funzionamento
 famiglia - inizia le procedure per il diritto al docente
di sostegno
- sottoscrive il consenso informato
- partecipa alla definizione del Profilo
descrittivo di funzionamento e del
percorso educativo/formativo
 NUOVA TEMPISTICA
- entro 5 marzo famiglia presenta alla scuola
. verbale provvisorio rilasciato dalla Commissione
Integrata ex art. 4 L. 104/92
. profilo descrittivo di funzionamento Parte 1
(D.F.- aspetti sanitari) (se il minore è conosciuto
dai servizi NPI dell’ASL d’appartenenza)
- entro il 15 giugno famiglia presenta alla scuola
il profilo descrittivo di funzionamento Parte 2
(comprensivo del Progetto multidisciplinare e
Punto di vista della’alunno)
- possibili deroghe per condizioni eccezionali
- profilo di funzionamento rivisto al passaggio di
ciclo scolastico o per esigenze medico-legali
ISTITUZIONE NUOVI COLLEGI SANITARI
 GRUPPO DISABILITA’ MINORI (GDM)
. in ogni ASL
. avvia la presa in carico (clinica ed istituzionale)
degli alunni disabili
. composto da - NPI (coordina e avvia procedura
medico-legale)
- psicologo
- operatori della riabilitazione
. lavora secondo il principio dell’integrazione
multi-professionale
. formula la Diagnosi Funzionale e concorre alla
definizione del Profilo descrittivo di funzionamento
. predispone e presenta alla Commissione Integrata
ex art 4 L.1049/92 la Parte 1 (Diagnosi funzionale
-aspetti sanitari) del Profilo descrittivo di
funzionamento
(“che deve contenere una descrizione quali-quantitativa della
patologia che consenta di evidenziare in modo chiaro il livello
di compromissione delle funzionalità”)
sottoscritta da tutti gli operatori sanitari coinvolti
nell’accertamento diagnostico
 UNITA’ MULTIDISCIPLINARE INTEGRATA
(UMI)
- completa il Profilo descrittivo di funzionamento (Parte 2)
avvalendosi dei contributi di quanti sono coinvolti
nella cura / educazione / sostegno, inclusi famigliari
e soggetto
- composta da . GDM (NPI, psicologo, operatori
riabilitazione)
. rappresentanti designati dal C. d C /
Agenzia formativa regionale
. operatore dei servizi sociali
. Famiglia
- individua al suo interno il referente del caso
- concorda il Progetto Multidisciplinare (che contiene
azioni mirate all’inclusione dell’alunno/studente nei differenti
contesti -sanitario, sociale, scolastico, formativo-)
. su base P.M. assegnate ore di sostegno (USR)
. se necessita, P.M. integrato o modificato da
docenti, famiglia, referente del caso
. P.M. e Profilo Descrittivo di Funzionamento
costituiscono guida e riferimento per compilazione
del PEI/PFI (a cura di UMI + referente del caso)
- USR proporrà indicazioni per PEI secondo ICF
- Assessorato Regionale F. P. proporrà indicazioni per
PFI secondo ICF
ALLEGATI a DGR n. 15 / 2013
ALL. A - PROTOCOLLO D’ INTESA TRA LA REGIONE
PIEMONTE E L’INPS PER L’INDIVIDUAZIONE
DELL’ALUNNO COME SOGGETTO IN
SITUAZIONE DI HANDICAP AL FINE DELLA
PROGRAMMAZIONE DELLE ORE DI
SOSTEGNO ()
ALL. B - PROFILO DESCRITTIVO DI
FUNZIONAMENTO ()
- PROGETTO MULTIDISCIPLINARE ()
- PUNTO DI VISTA DELLA PERSONA ()
ALL. C - CONSENSO INFORMATO
ALL. A - INTESA Regione Piemonte/INPS
Nuova PROCEDURA ASL – INPS
NELLA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO
SANITARIO DELLO STATO DI DISABILITA’
per il diritto allo studio di cui agli artt. 12 e 13 della L.
104/92 (con docente per le attività di sostegno)
• Genitori
NPI territoriale per accertamento
sussistenza delle ‘condizioni patologiche’
• NPI - invia all’INPS il certificato medico telematico
(procedura INVCIV2010)
- riferisce a M.L. territoriale
- rilascia a genitori copia di certificato medico
NPI
• Genitori
inoltrano all’INPS domanda corredata
da certificato medico NPI (direttamente per via informatica
o tramite Patronato)
• Medicina Legale ASL concorda con M.L. INPS e
NPI ASL procedure, data, sede delle sedute per
esame del caso
• Amministrativo ASL carica in INVCIV2010 la seduta e
trasmette all’INPS (amministrativi) elenco minori con
giorno / ora seduta per ciascun soggetto convocato
• Amministrativo INPS sposta la visita nella seduta
concordata da ASL e INPS per i minori calendarizzati
in automatico in altra seduta; assegna la visita ai
minori inclusi nell’elenco ai quali non era stata
assegnata la visita
• La Commissione sanitaria integrata INPS / NPI
- effettua visita al minore, pronunciandosi ai fini della
L. 104/92 (ed eventuale Invalidità Civile)
- redige in procedura PABI il verbale ex L. 104/92
(ed eventuale Inv. Civ.)
- rilascia ai genitori Verbale provvisorio e
Profilo descrittivo di funzionamento (Parte 1 aspetti sanitari)
• Successivamente l’INPS validerà il verbale secondo
consuete modalità
• Per l’alunno riconosciuto dalla Commissione
integrata INPS-ASL ex art.4 L.104/92 come
‘in condizione di handicap’ l’Unità Multidisciplinare
Integrata (UMI) costituita presso NPI territoriale
- completa il Profilo descrittivo di funzionamento
dell’alunno - Parte 2
- concorda il Progetto multidisciplinare
- individua un referente del caso
• Sulla base del Profilo descrittivo di funzionamento e
del Progetto multidisciplinare
- l’USR tramite UST assegna ore di sostegno
- la scuola (Docenti) sviluppano e stendono il PEI
All. B parte 1 DGR 15/2013
REGIONE PIEMONTE
ASL…
PROFILO DESCRITTIVO DI FUNZIONAMENTO
(DIAGNOSI FUNZIONALE – ASPETTI SANITARI)
Cognome……………… Nome…………….
Nato a …………………. (……) il………….
Residente a ………………………………….
Scuola frequentata…………………………..
BREVE ANAMNESI E DIAGNOSI CLINICA …………..
CODIFICA ICD-10……….
FUNZIONI CORPOREE (ICF) (a cura di operatore sanitario)
Descrivere solo le menomazioni e/o gli eventuali punti di forza
nelle funzioni corporee, quando significativi, attraverso una forma
narrativa facendo esplicito riferimento al codice ICF completo
del qualificatore. Utilizzare come traccia la checklist PMT
STRUTTURE CORPOREE (a cura di operatore sanitario)
Descrivere solo le caratteristiche delle menomazioni significative,
di cui si ha documentata evidenza, attraverso una forma narrativa
e facendo esplicito riferimento al codice ICF completo dei suoi
qualificatori. Utilizzare come traccia la checklist PMT
Firma del medico specialista (Ente… Qualifica… Firma…)
Firma dello psicologo (Ente… Qualifica… Firma…)
Firma di altri operatori concorrenti alla stesura del Profilo
(Ente… Qualifica… Firma…)
All. B parte 2 DGR 15/2013
REGIONE PIEMONTE
ASL/UMI…
PROFILO DESCRITTIVO DI
FUNZIONAMENTO DELLA PERSONA
E PROGETTOMULTIDISCIPLINARE
Aggiornato al…
DA ALLEGATO B) PARTE 1 – PROFILO DESCRITTIVO DI
FUNZIONAMENTO (DIAGNOSI FUNZIONALE- ASPETTI SANITARI)
Cognome… Nome…
Nato a … il…
Residente a …
Scuola frequentata…
BREVE ANAMNESI E DIAGNOSI CLINICA …
CODIFICA ICD 10…
FUNZIONI CORPOREE (ICF) (a cura di operatore sanitario)
Descrivere solo le menomazioni e/o gli eventuali punti di forza
nelle funzioni corporee, quando significativi, attraverso una forma
narrativa facendo esplicito riferimento al codice ICF completo del
qualificatore. Utilizzare come traccia la checklist PMT
STRUTTURE CORPOREE (a cura di operatore sanitario)
Descrivere solo le caratteristiche delle menomazioni significative,
di cui si ha documentata evidenza, attraverso una forma narrativa
e facendo esplicito riferimento al codice ICF completo dei suoi
qualificatori. Utilizzare come traccia la checklist PMT
Parte 2: profilo descrittivo di funzionamento
(a cura dell’Unità Multidisciplinare Integrata)
ATTIVITA’ E PARTECIPAZIONE
Descrivere solo l’entità delle limitazioni e gli eventuali punti di
forza delle attività e della partecipazione che appaiono
significative per la persona
La descrizione deve essere fatta in forma narrativa facendo
esplicito riferimento al codice ICF completo dei suoi qualificatori in
termini di Performance (ciò che la persona fa nel suo ambiente facilitatori e barriere compresi-), Performance 1 (ciò che la
persona fa con facilitatori e barriere strumentali, senza l’influenza
delle persone) e Capacità (ciò che la persona sarebbe in grado di
fare da sola, senza facilitatori né barriere di alcun tipo). In caso di
differenze tra Performance, Performance1 e Capacità descrivere i
Fattori Ambientali che ne sono responsabili e la loro modalità di
interazione con le persone
Utilizzare come traccia la checklistPMT ed il Breve elenco dei
fattori ambientali
d1 APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE
CONOSCENZE
d2 COMPITI E RICHIESTE GENERALI
d3 COMUNICAZIONE
d4 MOBILITA’
d5 CURA DELLA PROPRIA PERSONA
d6 VITA DOMESTICA
d7 INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
d8 AREE DI VITA PRINCIPALI
d9 VITA SOCIALE, CIVILE E DI COMUNITA’
FATTORI CONTESTUALI PERSONALI
Fare una descrizione sintetica del soggetto e di
ogni altra informazione rilevante non descritta in
precedenza, includendo tutti i Fattori Personali
che possono avere un impatto sul funzionamento
(es. stili di vita, abitudini, contesto sociale,
educazione, eventi della vita, ecc) non
descrivibili nelle dimensioni precedentemente
prese in esame
(A cura dell’interessato e/o della famiglia)
PUNTO DI VISTA DELLA PERSONA
Mi presento
1. I miei punti di forza (cosa so fare, cosa mi piace fare, gli aspetti
positivi del mio carattere, cosa devi conoscere di me, modi con i quali posso
comunicare con te,…)
2. Cose che trovo difficili (cosa proprio non riesco a fare, cosa posso
fare se ricevo aiuto,…)
3. Ciò che è più importante fare per aiutarmi e come
PUNTO DI VISTA DI CHI RAPPRESENTA LA PERSONA
1. I suoi punti di forza (cosa sa fare, cosa gli piace fare, gli aspetti
positivi del suo carattere,…)
2. Cose che trova difficili (cosa proprio non riesce a fare, cosa può
fare se riceve aiuto, gli aspetti problematici del suo carattere,…)
3. Ciò che è più importante fare per aiutarlo e come
ELEMENTI PER LA DEFINIZIONE DEL
PROGETTO MULTIDISCIPLINARE PER
L’INCLUSIONE SCOLASTICO-FORMATIVA
A) LE COSE PIÙ IMPORTANTI DA FARE
B) AZIONI SOCIALI ATTIVABILI DIRETTAMENTE
PER LA PERSONA (riportare ad es. le azioni attivate)
C) AZIONI SANITARIE ATTIVABILI DIRETTAMENTE
PER LA PERSONA (riportare ad es. i trattamenti o le
azioni attivate)
D) AZIONI SCOLASTICHE ATTIVABILI
DIRETTAMENTE PER LA PERSONA
(riportare ad es. le azioni attivate)
L’alunno necessita di
 Assistenza sanitaria a scuola
Si / No
Specificare…
 Utilizzo di prodotti, adattamenti ambientali e
tecnologie
Si / No
Specificare…
 Assistenza di base (CCNL Comparto Scuola)
Si / No
Specificare…
 Assistenza specialistica (nota 30/11/2001 prot.3390) Si / No
Specificare…
Referenti responsabili per i vari interventi:…
IDONEITA’ ALLA FREQUENZA DELLE STRUTTURE
FORMATIVE IN CUI SIANO PREVISTE ATTIVITA’ DI
LABORATORI (Istituti Tecnici, Professionali, Artistici e FP)
richiesta in relazione all’incolumità dell’alunno/a
(CM 400 del 31.12.91)
IDONEO / NON IDONEO
Firma del Referente del caso (Ente… Qualifica… Firma…)
I componenti dell’équipe:…… (Ente… Qualifica… Firma…)
…… (Ente… Qualifica… Firma…)
…… (Ente… Qualifica… Firma…)
Il / I genitore / i…
Il Responsabile…
Data…
Questo documento è sottoposto al segreto professionale
(art.622 C.P.)
PUNTI D’ATTENZIONE PER IL D.S.
SULL’INCLUSIONE SCOLASTICA
DEGLI ALUNNI DISABILI
- Informazione puntuale, accurata e comprensibile in POF
sulle modalità d’accoglienza e sui reciproci impegni
(scuola / famiglia) per l’inclusione di ciascun alunno
- Ricerca di collaborazioni con famiglia e istituzioni
- Rispetto tempistica prevista dall’all.A) DGR 15/2013
- Verifica presentazione e completezza documentazione/
su modulistica (in particolare . Verbale commissione integrata
. All.B, almeno parte 1^ sanitaria )
- Costituzione Gruppi di Lavoro d’Istituto
- Redazione PAI
- Elaborazione/verifica/aggiornamento… singoli PEI
- Vigilanza
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CERTIFICAZIONE DIAGNOSTICA DGR 15-2013-