Annalisa Prassone Dottorato in “Scienze, tecnologie e processi chimici” XX Ciclo Fotobioreattori a microalghe per la depurazione di acque di scarico civili 1 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP FITODEPURAZIONE Tecnologie ecocompatibili per il trattamento dei reflui SISTEMI DI DEPURAZIONE NATURALI FITODEPURAZIONE Tecnica di trattamento dei reflui con l’impiego di alghe e piante superiori Ricostruzione habitat naturale in ambiente controllato MAGGIORE EFFICACIA RIMOZIONE INQUINANTI 2 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Sistemi esistenti in commercio INDOOR •Grandi sacche in polietilene •Impianti con elementi piani o tubolari •Utilizzo luce artificiale Visione dei tubi trasparenti illuminati artificialmente (BioFence- Cellpharm) 3 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP OUTDOOR • Vasche all’aria aperta • Sottili pannelli o tubi disposti orizzontalmente • Utilizzo luce solare Vasche all’aria aperta. Yaeyama Giappone Sottili pannelli. Scandicci, Firenze Italia 4 Fotobioreattore tubolare. Almeria - Spagna 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Obiettivo è stato Progettazione e realizzazione di fotobioreattori in grado di ottimizzare la crescita della biomassa l’abbattimento dei nutrienti Per raggiungere tale obiettivo Sono stati costruiti in laboratorio due impianti che sviluppano lo stesso processo con differenti caratteristiche, soprattutto per quanto riguarda il sistema di illuminamento Sono stati installati due impianti presso il depuratore di Assago 5 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Gli impianti realizzati presso i laboratori del DICHEP sono previsti per utilizzazioni di tipo INDOOR. Sono possibili due alternative per la ricircolazione del liquido: pompe air-lift Le pompe, di qualsiasi tipo, possono provocare danni alla biomassa algale in circolazione, pertanto si è preferito utilizzare l’air-lift. Parametri fondamentali di progetto sono stati: • velocità dell’aria in ingresso • turbolenza • dimensione dei microvortici • cicli luce/ buio 6 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP I parametri fluidodinamici nella letteratura Velocità dell’aria in ingresso UG La formazione di bolle da un singolo orifizio è stato oggetto di numerosi studi, sia sperimentali che teorici (Kumar et al., 1999) e (Clift et al., 1978). La produzione di bolle si può dividere in tre differenti tipologie: regime di singole bolle Bubble flow regime regime intermedio Churn turbulent flow regime “jet”. Secondo Chisti (1989), il passaggio da una tipologia all’altra è funzione della velocità di ingresso dell’aria nel riser UG, in particolare si verifica: Bubble flow regime per una velocità del gas UG 0,05 [m/s] Churn turbulent flow per UG 0,05 [m/s] Regime “jet” per UG 0,05 [m/s]. Le condizioni di processo ottimali si sviluppano in Churn turbulent flow. 7 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Turbolenza Secondo Chisti (1999) e Acién Fernandez et al. (2001), la velocità del flusso nei reattori tubolari deve essere sufficientemente alta da assicurare un flusso turbolento, ovvero un numero di Reynolds > 2500, idonea ad evitare la stagnazione delle cellule algali. Un’eccessiva turbolenza può tuttavia danneggiare le cellule, ciò pone un limite superiore alla velocità. In generale l’input di energia che consente lo scorrimento del liquido nell’impianto deve essere tale da determinare microvortici di dimensioni maggiori di quelle delle cellule algali. Il parametro è rappresentato semplicemente dal valore del numero di Reynolds che si verifica nel Riser, la cui formula è: Re U L d r L 4 RU L L ove: R = raggio idraulico = Ω/p [m] Ω = superficie bagnata [m2] p = perimetro bagnato [m] ρ = densità del fluido [kg m-3] µL= viscosità dinamica della coltura algale [kg m-1 s-1]; νL= viscosità cinematica assunta pari a 9,6 · 10-7 [m2/s]. 8 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP La determinazione del numero di Reynolds e degli altri parametri richiede la conoscenza della velocità di risalita del liquido nel Riser UL. Chisti (1989-2000) ha individuato la seguente relazione, basata sul principio di conservazione dell’energia, valida per determinare UL nel caso di un fluido contenente una coltura algale, in condizioni simili, anche se non del tutto identiche a quelle degli impianti in esame 2 g ( r d )hr UL kT 1 r 2 g = accelerazione di gravità [m/s2] r = hold up nel Riser d = hold up nel Downcomer hr = altezza di lavoro del Riser [m] Ar k B Ad 2 1 2 1 d Kr = coefficiente d’attrito nel Riser Kt = coefficiente d’attrito nel Downcomer Ar = sezione retta del Riser [m2] Ad = sezione retta nel Downcomer [m2] 9 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Dimensione dei microvortici La grandezza dei microvortici è stimata applicando la teoria isotropica locale di Kolmogoroff (Kawase et Moo-Young, 1990): L 3 4 1 4 ( ) ove: λ = lunghezza dei microvortici [μm]; µL = viscosità dinamica del fluido [kg m-1s-1]; ξ = dissipazione di energia per unità di massa [ Js-1kg-1]; ρ = densità fluido [kgm-3]. La dissipazione di energia dentro al tubo dipende dalla caduta di pressione, cioè dalle perdite di carico : 2C f U L3 4R ove: R = raggio idraulico UL = velocità del liquido nel Riser [m/s]; Cf = coefficiente d’attrito di Fanning. Il fattore di attrito deve essere stimato usando l’equazione di Blasius: Cf = 0,0791 Re - 0,25 10 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Cicli di luce/buio Degen et al. (2001) hanno studiato l’utilizzo della luce nei fotobioreattori, affermando che la conversione di energia radiante in energia chimica e conseguentemente in biomassa, può essere incrementata se le alghe compiono ripetutamente un ciclo fra fase luminosa e fase buia (o comunque meno luminosa), con un rapporto temporale luce/buio considerato ottimale di 1/10. Questo aumento di produttività dovuto a cicli luce/buio di determinata frequenza è conosciuto come effetto “flashing-light” (Kok, 1956 e Terry, 1986). In funzione dei parametri desunti dalla letteratura sono stati realizzati gli impianti denominati D1 e D2 che presentano le seguenti caratteristiche. 11 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Insufflazione CO2 Impianto D1 Idrociclone Downcomer Sistema illuminante Spurgo Fotobioreattore Riser Insufflazione Aria 60 Nl/h Airlift Caratteristiche sistema illuminante Caratteristiche del Riser Posizionamento delle lampade Assiale esterno Numero di lampade 4 disposte in due gruppi Altezza totale colonna 220,00 cm Tipo Osram L58W/20 Altezza di lavoro 152,50 cm Watt Diametro interno 6,00 cm µEinstein/m2s Sezione retta 28,27 cm2 17 cm Volume totale 6220,35 cm3 152,5 cm Volume di lavoro 4311,83 cm312 Potenza Intensità luminosa alla sup. della lampada* Distanza dal fotobioreattore Lunghezza illuminata del fotobioreattore 58 500 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP I parametri calcolati sono: IMPIANTO D1 Velocità dell’aria in ingresso UG 0,073 m/s Velocità del liquido UL 0,073 m/s Numero di Reynolds Re 4563 Dimensione dei microvortici 290 Rapporto luce/buio m 4,48 13 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Insufflazione CO2 Impianto D2 Raffreddatore interno Fotobioreattore con sistema illuminante incorporato Riser Downcomer Insufflazione aria 30 Nl/h Caratteristiche sistema illuminante Posizionamento delle lampade Airlift Assiale interno Numero di lampade 1 Tipo Spurgo SylvaniaGroLuxF30W/GRO Caratteristiche del Riser Altezza totale utile colonna 87,00 cm Altezza di lavoro 80,00 cm Lunghezza effettiva delle lampade 87 cm Diametro interno 3,50 cm Potenza 30 Watt Diametro lampada 2,60 cm µEinstein/m2s Sezione retta 4,31 cm2 Volume totale 375,13 cm3 Volume di lavoro 344,95 cm3 Intensità lampada luminosa alla sup. della Lunghezza illuminata del fotobioreattore 200 80 cm 14 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP I parametri calcolati sono: IMPIANTO D2 Velocità dell’aria in ingresso UG 0,054 m/s Velocità del liquido UL 0,036 m/s Numero di Reynolds Re 3375 Dimensione dei microvortici 300 Rapporto luce/buio m 15,7 15 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Parametri illuminotecnici Le misure illuminotecniche sono state eseguite ad intervalli regolari lungo lo sviluppo assiale del fotobioreattore sia dal lato illuminato, che da quello diametralmente opposto, definito come buio. Andamento dell'intensità luminosa in funzione della posizione assiale 160,00 Intensità luminosa [uE/m2 s] Si è constatata la costanza delle condizioni di illuminamento lungo l’intera lunghezza del fotobioreattore, fatta eccezione per le zone terminali, che risultano lievemente meno illuminate. La scarsa rilevanza di questi fenomeni permette tuttavia di ritenere costanti i parametri illuminotecnici lungo l’intero fotobioreattore. 140,00 120,00 100,00 Io I 80,00 60,00 40,00 20,00 0,00 0 20 40 60 80 100 120 140 160 posizione a partire dall'alto della colonna [cm] Per le misure illuminotecniche, si è utilizzato un radiometro collegando ad esso una sonda radiometrica per la misura delle radiazioni nella banda PAR (Photosyntetically Active Radiation). In tale intervallo gli organismi, quali le alghe, utilizzano l’energia raggiante disponibile, in funzione dei tipi di pigmenti che corredano il loro apparato fotosintetico. 16 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Calcolo dei coefficienti di assorbimento delle cellule algali L’attenuazione luminosa provocata dalla biomassa all’interno del fotobioreattore genera un profilo di illuminazione eterogeneo; perciò è di fondamentale importanza stabilire una legge matematica che permetta la valutazione dell’intensità luminosa media da cui dipende la crescita delle alghe. L’ attenuazione è abitualmente espressa dalla legge di Lambert-Beer: I = Io· e –L·Ka·SS ove: Io = intensità di luce incidente [ μE m-2s-1 ] I = intensità di luce attenuata dalla biomassa [ μE m-2s-1 ] SS = concentrazione della biomassa [ cell/l ] o [ g/l ] L = lunghezza del cammino percorso dalla luce [ cm ] Ka = coefficiente di assorbimento delle cellule [ cm·OD ] -1 o [ m2g-117] 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP I grafici seguenti mostrano l’attenuazione della luce, rispettivamente dell’impianto D1 e D2, per diverse concentrazioni della biomassa. Attenuazione luce D1 0 1 2 3 4 5 6 7 0,00 -0,20 -0,40 ln (I/Io) La distanza percorsa dalla luce è pari al diametro del fotobioreattore (6 cm) nell’impianto D1, mentre è pari alla distanza tra il neon e la superficie esterna del reattore tubolare (0,45 cm) nell’impianto D2. -0,60 SS = 0,184 -0,80 SS = 0,209 SS = 0,242 -1,00 SS = 0,340 -1,20 SS = 0,489 -1,40 -1,60 -1,80 distanza [cm] Attenuazione luce D2 0 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 0,3 0,35 0,4 0,45 0,5 0,00 -0,10 SS = 0,079 ln (I/Io) -0,20 SS = 0,122 SS = 0,126 -0,30 SS = 0,158 -0,40 SS = 0,223 SS = 0,248 -0,50 SS = 0,270 -0,60 -0,70 distanza [cm] All’aumentare della concentrazione algale, in entrambi gli impianti, aumenta l’attenuazione della luce e quindi il coeff. di assorbimento Ka. Per ogni concentrazione di cellule è stato quindi determinato il coeff. Di assorbimento. 18 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Coeff. di assorbimento D1 0,35 Ka [cm-1] 0,30 In base alla legge di Lambert - Beer per gli impianti D1 e D2 sono stati calcolati rispettivamente: Ka1 = 0,0874 [m2/g] Ka2 = 0,4447 [m2/g] y = 0,8740x R2 = 0,9300 0,25 0,20 Ka Lineare (Ka) 0,15 0,10 0,05 0,00 0,00 0,05 0,10 0,15 0,20 0,25 0,30 0,35 0,40 SS [g/l] Coeff. di assorbimento D2 1,20 Per cui risulta: Ka2 >> Ka1. Ka [cm-1] 1,00 y = 4,4469x R2 = 0,8868 0,80 0,60 Ka Lineare (Ka) 0,40 0,20 0,00 0,00 0,05 0,10 0,15 SS [g/l] 0,20 0,25 0,30 19 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Crescita della biomassa in funzione della luce emessa Normalizzando la crescita di biomassa in funzione della luce emessa, si evidenziano le migliori prestazioni dell’impianto D2 rispetto all’impianto D1. Crescita normalizzata della biomassa in funzione della luce emessa negli impianti base SS norm / I0 [m2 sec/ E] 0,025 0,020 0,015 D1 D2 0,010 0,005 0,000 0 1 2 3 Tempo [giorni] 20 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Entrambi gli impianti hanno dimostrato la loro validità in termini di: produzione di biomassa abbattimento dei nutrienti Tale validità è stata conseguita grazie all’ottimizzazione di: parametri fluidodinamici parametri illuminotecnici tecnica di gestione Al momento del trasferimento di questi impianti in una realtà industriale, la scelta definitiva dovrà prendere in considerazione aspetti specifici quali: finalità cui l’impianto dovrà assolvere: prevalente produzione di biomassa o abbattimento dei nutrienti disponibilità di spazio per l’installazione: gli impianti tipo D2 sono più compatti Gli impianti tipo D2 presentano consumi energetici più contenuti. E’ tuttavia da tenere presente la maggior complessità dal punto di vista realizzativo e manutentivo del fotobioreattore di tipo D2, dovuta all’inserimento del sistema illuminante all’interno del fotobioreattore. Perfettamente analoghe ed ugualmente semplici sono invece le tecniche gestionali di processo. 21 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP IMPIANTO DI ASSAGO POPOLAZIONE Data SERVITA pH N-NO3 [mg/l] N-NO2 [mg/l] 140000 N-NH4 AEP-PO4 [mg/l] PORTATA ORARIA DI 25/09/07 7.18 CALCOLO QC TOC [mg/l] 5.275 1.081 3744 [m3/ora]0.589 10.975 7.664 7.29 BOD02/10/07 TOT IN INGRESSO 6.664 0.691 11760 3.414 1.152 [kg/giorno] 9.457 09/10/07 DI SOLIDI 7.09 APPORTO SOSPESI TOTALI 9.122 0.497 8.374 0.836 17/10/07 7.12 APPORTO DI AZOTO 13/11/07 7.16 APPORTO DI FOFORO [mg/l] 3.171 1.526 15.885 9.146 1.848 35.540 10220 [kg/giorno] 1540 [kg/giorno] 1.428 0.041 21.584 0 14.502 238 [kg/giorno] 22 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP L’alga impiegata Specie: Scenedesmus Classe: Chlorophyceae pirenoide nucleo citoplasma parete cloroplasto INTERVALLI OTTIMALI DI CRESCITA: T = 15 - 30 °C pH = 5 - 9 23 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Impianto tubolare a sviluppo orizzontale Diametro interno singolo tubo 41 mm Lunghezza singolo tubo 2 mm Numero tubi 6 Volume totale tubi 15.06 l Volume vasca downcomer 18.13 l Volume totale lavoro 34 l Modalità illuminazione luce naturale Messa in ricircolo della biomassa mediante pompa esterna 24 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Dati di partenza pH 6.90 Concentrazione biomassa 0.11 g/l Concentrazione di N-NO3 27.22 mg/l Concentrazione di N-NH4 19.02 mg/l Concentrazione di P-PO4 5.92 mg/l La prima fase della durata di circa 7 giorni è stata caratterizzata dall’adattamento della specie algale alle nuove condizioni sperimentali e da una successiva crescita della biomassa. Indice del corretto funzionamento del sistema è stato l’andamento crescente del pH, da un valore iniziale di 6.5 a un valore di 8.06; poiché il sistema non viene aerato, all’aumentare della biomassa viene meno la fonte di carbonio sottoforma di CO2. 25 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP La seconda fase, della durata di circa 2 mesi, ha riguardato l’abbattimento dei nutrienti presenti nel refluo di alimentazione. Abbattimento campagna completa completa N-NH34 [mg/l] [mg/l] Abbattimento Abbattimentocampagna campagna completaN-NO P-PO4 [mg/l] 8-ott 1515-o ott tt 1-ott 8-8-o ot t t t 24-set 1-1-o ot t t t 17-set 2424 -s-se et t 10-set 1717 -s-se et t 3-set 1010 -s-se et t 2727 -a-a gogo 5,000 20,000 15,000 4,000 15,000 3,000 10,000 10,000 2,000 5,000 1,000 5,000 0,000 0,000 0,000 27-ago 3-3-s se e tt conc 4 [mg/l] concN-NH [mg/l] N-NO conc P-PO4 3[mg/l] 25,000 30,000 7,000 25,000 6,000 20,000 15-ott data data data La campagna è stata suddivisa in cicli della durata di circa 7 giorni. Tale suddivisione è avvenuta in corrispondenza di spurghi e successive alimentazioni effettuati per garantire l’equilibrio del sistema. 26 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Dall’analisi dei dati raccolti durante l’intera campagna di sperimentazione si è verificato che sono state raggiunte efficienze di abbattimento dell’ordine di: • 100% N-NH4 • 90% N-NO3 • 100% P-PO168 4 tempo h Abb di nitrati Abb dei fosfati Abb % N-NH4 Abb % N-NO3 conc. nutrienti [mg/l] Abb. di ammonio Cinetiche di abbattimento [mg/l] 3,93 P-PO4 g N-NH4 / Kg biom d 8,54 g N-NO3 / Kg biom d 0,90 g P-PO4 / Kg biom d giornaliero 100,00 % giornaliero 2-ott-07 90,70 8,00 7,00 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 N-NH4 N-NO3 9-ott-07 % data Abb % P-PO4 giornaliero 100,00 % Durante la sperimentazione non si è riscontrata crescita eccessiva di biomassa in quanto il sistema biologico è stato tenuto in carenza di nutrienti, la concentrazione massima raggiunta è stata di 0.27 g/l. 27 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Impianto air-lift a sviluppo verticale Diametro interno downcomer 80 mm Diametro interno riser 35 mm Altezza reattore (esclusa la zona di separazione) 1640 mm Altezza riser 1350 mm Volume di lavoro 9.5 l Modalità illuminazione luce naturale Messa in ricircolo della biomassa mediante air-lift con immissione aria a bolle 28 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Dati di partenza pH 7.33 Concentrazione biomassa 0.017 g/l Concentrazione di N-NO3 5.49 mg/l Concentrazione di N-NH4 9.15 mg/l Concentrazione di P-PO4 0.19 mg/l Per quanto riguarda la gestione dell’impianto a sviluppo verticale si sono adoperate le stesse modalità operative dell’impianto precedentemente descritto. Anche in questo caso la fase di adattamento della biomassa è stata della durata di circa 7 giorni. L’andamento crescente del pH conferma il buon funzionamento del sistema. 29 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP La seconda fase, della durata di circa 2 mesi, ha riguardato l’abbattimento dei nutrienti presenti nel refluo di alimentazione. 1-o1 tt-o tt 13 1-o3 tt-o tt 15 1-o5 tt-o tt 17 1-o7 tt-o tt tt 9- 9 otto 9-ott 11 tt t 5- 5 ot-o t t 2-ott 7- 7 ot-o t t 252 -s5-s et e t 272 -s7-s et e t 0,000 25-set 3- 3 ot-o t t 0,000 1- 1 ot-o t tt 10,000 0,400 7,000 0,350 6,000 8,000 0,300 5,000 0,250 4,000 6,000 0,200 3,000 0,150 4,000 2,000 0,100 1,000 2,000 0,050 0,000 292 -s9-s et e t conc 4 [mg/l] [mg/l] conc N-NO concN-NH P-PO 4 3 [mg/l] Abbattimento completaN-NO N-NH [mg/l] 4 [mg/l] P-PO completa campagna Abbattimento campagna completa Abbattimentocampagna 34[mg/l] 16-ott data data data La campagna è stata suddivisa in cicli della durata di circa 7 giorni. Tale suddivisione è avvenuta in corrispondenza di spurghi e successive alimentazioni effettuati per garantire l’equilibrio del sistema. 30 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP In questa tipologia impiantistica si sono raggiunte efficienze di abbattimento di circa: • 93 % N-NH4 • 2 % N-NO3 • 100% P-PO4 Cinetiche di abbattimento [mg/l] tempo 168 N-NH4 Abb. di ammonio 10,00 N-NO3 h P-PO4 17,18 g N-NH4 / Kg biom d Abb. di nitrati 0,22 g N-NO3 / Kg biom d Abb. dei fosfati 0,38 g P-PO4 / Kg biom d Abb. % N-NH giornaliero 93,33 % conc. nutrienti [mg/l] 9,00 8,00 7,00 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 4 0,00 2-ott-07 Abb. % N-NO3 giornaliero Abb. % P-PO4 giornaliero 9-ott-07 data 1,95 % 100,00 % 31 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Analogamente presso i laboratori del DICheP si è proceduto ad una sperimentazione in batch con la stessa coltura algale e lo stesso refluo di alimentazione. Essa ha riguardato un fermentatore di capacità 5 l, dotato di agitazione a 170 rpm e di insufflazione di CO2 mediante elettrovalvola automatizzata che attacca a valori di pH superiori a 8.2 e stacca a valori inferiori a 6.5. 32 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Per una valutazione più approfondita delle cinetiche di rimozione si sono effettuate stime orarie delle concentrazioni dei nutrienti. Abbattimenti pressocchè totali sono stati raggiunti in sei ore. Cinetica abbattimento P-PO Cinetica abbattimento N-NO [mg/l] 4 3 [mg/l] Cinetica abbattimento N-NH 4 [mg/l] 2,000 16,000 1,800 20,000 14,000 1,600 12,000 1,400 15,000 10,000 1,200 6 h Abb. % N-NH4 98.51 % 87.94 % conc concN-NO [mg/l] P-PO34[mg/l] conc N-NH4 [mg/l] tempo 1,000 10,000 8,000 0,800 6,000 Abb. % N-NO3 5,000 0,600 4,000 0,400 0,000 0,200 2,000 Abb. 0,000 % P-PO4 11,30 0,000 11,30 11,30 98.55 13,30 13,30 13,30 15,30 h.h. h. 15,30 15,30 % 17,30 17,30 17,30 33 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP E’ stata inoltre stimata quotidianamente la biomassa algale, che ha raggiunto un valore massimo di 1.112 g/l. La crescita della biomassa è stata valutata in funzione del tasso specifico di crescita nella fase esponenziale. Tale tasso è espresso dalla seguente relazione: µ = ln C/C0* 1/t dove: µ = tasso specifico esponenziale di crescita della biomassa espresso in giorni-1 C = concentrazione di biomassa espressa in milligrammi/litro C0 = concentrazione iniziale di biomassa espressa in milligrammi/litro t = tempo di generazione espresso in giorni. Il valore massimo di tale tasso è stato 0.324 giorni-1. 34 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP Si può concludere che entrambi le tipologie impiantistiche risultano valide ed efficienti per l’abbattimento dei nutrienti, pur presentando dei limiti di gestione che potrebbero essere superati effettuando nuove sperimentazioni. A tale riguardo sarebbe necessario prevedere alimentazioni in continuo del refluo agli impianti. Per quanto riguardo la produzione di biomassa gli impianti non sono stati particolarmente efficienti a causa della bassa concentrazione di nutrienti nel refluo di alimentazione proveniente dal sedimentatore secondario. E’ attualmente in atto una fase riguardante l’ottimizzazione del contenuto lipidico dell’alga, anche cambiando la specie algale in uso, così da poter verificare la possibilità di estrarre biodiesel o combustibili alternativi dalla biomassa algale. 35 12 dicembre 2007 - Incontri del Dottorato di Ingegneria Chimica e dei Materiali – DICHeP