Corso di Scrittura (non) creativa
Cosa non è questo corso?
Un corso di recupero
Un corso completo sulla scrittura argomentata
A cosa serve questo corso?
Riconoscere la struttura dei testi
Organizzare il proprio pensiero in modo argomentato
Programma del corso
Data
Argomento
Docente
20/10
Laboratorio sul testo argomentativo: tecniche e strategie Durigon-Cescon
27/10
Laboratorio: analisi
argomentativo
3/11
L’argomentazione filosofica
Tondo
10/11
L’argomentazione scientifica
Gregorio
(ricercatrice
all’Università di Trieste)
17/11
Laboratorio sulla scrittura documentata: analisi di un Durigon-Cescon
dossier
24/11
La scrittura documentata: analisi di un dossier
Durigon-Cescon
1/12
L’articolo di giornale: caratteristiche stilistiche
Polzot (giornalista de
Messaggero Veneto)
6/12
La tesina per l’esame: consigli di stesura
Durigon-Cescon
e
produzione
di
un
testo Durigon-Cescon
Il
Cosa significa
argomentare?
<<Chi parla male, pensa male, e vive
male. Bisogna trovare le parole giuste:
le parole sono importanti!>>
¡ Esporre il proprio punto di vista in modo
persuasivo, come se si stesse parlando ad una
persona che vogliamo portare dalla nostra parte.
¡ Per fare questo dobbiamo esporre nel modo
migliore le nostre ragioni, in modo che diventino
“buone ragioni” e persuadano l’interlocutore.
Significato etico dell’argomentare
Lo scopo non è avere ragione, ma riuscire ad ottenerla.
È l’arte del dialogo, della discussione per ottenere il consenso,
accettando il dissenso.
Per questo argomentare è riflettere, confrontare le idee, accettare il
dialogo e la pluralità delle opinioni.
Ci aiuta a difenderci da chi ci inganna, a giudicare le persone da
quello che dicono prima di come appaiono.
Addurre ragioni spinge alla consapevolezza e alla libertà di scelta.
Chi parla male, pensa male (Palombella rossa, 1989): usare le parole in
modo appropriato aiuta a pensare prima ancora che a esprimersi.
“Etica” dell’argomentazione…
• <<…il potere democratico è ancora nelle mani di chi ascolta i
politici, gli intellettuali, i manipolatori dell’opinione pubblica.
Quanto più si impara a valutarne gli argomenti e a conoscere la
fragilità e insieme l’imprescindibilità della verità, tanto più si
indebolisce il veleno che infetta la comunicazione pubblica. Il
solco è dunque ancora quello tracciato dall’antico precetto di
ispirazione socratica: “insegnate ai cittadini ad argomentare
bene, a seguire la dialettica dei concetti, e prevarranno i
migliori”>>
•
Franca D’Agostini (Verità avvelenata)
Testo argomentativo: cos’è?
ž
Ogni volta che esprimiamo un’opinione
sostenendola con una o più ragioni,
sviluppiamo un’argomentazione
ž
L’idea sostenuta (il proprio punto di vista) si
chiama tesi
ž
Sostenere una tesi significa renderla vera e
credibile con una serie di argomenti e di
prove, in modo che risulti convincente
Struttura logica del testo argomentativo
1. Si parte da un problema
Quale cibo nutriente e leggero è adatto
a essere consumato durante la giornata?
2. Si formula una tesi
Sicuramente... la mela è un cibo molto
adatto.
3. Si trovano argomenti a sostegno della
Infatti... la mela è ricca di sostanze
tesi
nutritive salutari ed è facile da digerire.
4. Si convalidano gli argomenti con
prove, esempi, opinioni
Perché... fornisce acqua, sali minerali,
vitamine, zuccheri, fibre.
5. Si individuano eventuali antitesi
Invece... la banana è un cibo nutriente
ma non leggero
6. Si confutano le antitesi con prove,
esempi, opinioni
Infatti... contiene molto potassio ed è
difficile da digerire
7. Si formula una conclusione che
rinforza la tesi
Quindi... la mela va benissimo.
Le parole
dell’argomentazione
ž
Tesi
ž
Antitesi
ž
Argomento
ž
Scaletta
ž
Inferenza
ž
Fallacia
Testo argomentativo: come?
ž
Introduzione
ž
Tesi o idea centrale
—Argomenti a sostegno
della tesi
—Confutazione delle tesi
contrarie
ž
Conclusioni
ESERCIZIO 1 (sostenere tesi oralmente, 3min a testa)
Tesi: a scuola è preferibile la
settimana corta (fino venerdì) con
due rientri pomeridiani
Antitesi: meglio la settimana
lunga (fino sabato) e i
pomeriggi liberi
•
•
•
•
•
•
•
Possibilità di viaggiare nel
weekend
Spazio per rielaborare quanto
appreso in settimana
Lo “stacco” ven-lun consente
di riposare
Si dorme di più
Più tempo per stare in famiglia
(in settimana i genitori/fratelli
lavorano)
Meno compiti a casa
•
•
•
•
•
Pomeriggi liberi
Più tempo per studiare durante
la settimana
Eccessivo “stacco” fra venerdì
e lunedì
Giornate con 7 ore di lezione
troppo faticose (calo del livello
di attenzione)
Possibilità di svolgere attività
sportive/musicali
extrascolastiche
Meglio gestire i compiti a casa
che restare a scuola
Testo argomentativo: come?
ž
Il discorso è normalmente in terza persona (ma anche la
prima può essere utilizzata!)
ž
È articolato in paragrafi (ogni paragrafo corrisponde a un
argomento della scaletta)
ž
Le frasi sono collegate con connettivi (poiché, quindi,
sebbene …)
ž
La subordinazione è da preferire alla coordinazione
(evita frasi lunghe e complesse!)
ž
È preferibile utilizzare il presente indicativo
ž
Importanza della punteggiatura
•
Testo argomentativo: come?
ž
L’introduzione può essere in forma interrogativa, può
essere già la tesi, può collegarsi ad un fatto
ž
Prevenire le critiche è una parte importante nella
costruzione di un argomento convincente
ž
Nella conclusione si può scegliere di ripetere la tesi
oppure di immaginare scenari possibili per il futuro
ž
Evitare di far emergere dichiarazioni nuove nelle
conclusioni.
Testo
Coerenza
Struttura
logica
dei
contenuti sul piano del
significato
Esempi:
Coesione
Rispetto delle relazioni tra le parti del
testo,
collegamento
tra
le
componenti superficiali del testo
(parole e frasi)
“Pettinatevi. Lavori in corso” → testo non coerente (manca un
collegamento logico); “Rallentare. Lavori in corso” → testo coerente ma non coeso
(c’è un collegamento logico ma non c’è un collegamento linguistico. Potrebbe
essere: “rallentare perché ci sono lavori in corso”)
I connettivi
•
segnalano le parti in cui si articola
il testo
• permettono di riconoscere le
relazioni tra le componenti
dell'argomentazione.
• Determinano la coesione del testo
• congiunzioni, avverbi, locuzioni…
• possono anche mancare
• Evitano lo stress cognitivo del
lettore!
I connettivi
•
•
•
•
•
tesi  connettivi conclusivi (quindi, perciò, dunque, in
conclusione, concludendo, insomma)
argomenti che sostengono la tesi  connettori di causa e di
effetto (dato che, poiché, perché, infatti, perciò…); aggiuntivi
(e, anche, inoltre, per di più), temporali (dopo che,
successivamente, prima…), di chiarimento (cioè, ossia, vale a
dire…), di esempio (per esempio, in concreto…), di analogia o
contrasto (come, analogamente, al contrario, diversamente…),
le obiezioni  espressioni concessive (anche se è vero, se è
vero che, sebbene, qualcuno potrebbe dire che, pur
ammettendo che)
la confutazione di obiezioni  connettori avversativi (ma, bensì,
invece, per altro, tuttavia)
Connettori di richiamo (come abbiamo detto…)
Ordine degli argomenti
ž
Occorre alternare in modo equilibrato gli argomenti, seguendo un
ordine logico ed efficace.
ž
In ordine di importanza crescente: alla fine gli argomenti più
probanti e convincenti (pro: gli ultimi si ricordano di più; contro: inizio
noioso)
ž
In ordine di importanza decrescente: all’inizio gli argomenti più
probanti e convincenti (pro: inizio coinvolgente; contro: parte finale
debole)
ž
Ordine misto: gli argomenti più convincenti iniziano e concludono
ž
Raggruppare gli argomenti secondo l'idea comune che
sviluppano (es: aspetto morale, aspetto scientifico, aspetto
economico).
Esercizio sui connettivi
Esercizio:
Individuare
la
struttura argomentativa di un
testo
•
•
•
•
•
Leggi il testo
Formula un titolo adeguato
Individua la struttura del testo
Per ogni elemento della struttura scrivi una breve frase che
ne riassuma il contenuto
Il registro linguistico utilizzato è informale-colloquiale;
formale–ufficiale; formale–tecnico; formale medio?
INTRODUZIONE DEL PROBLEMA (+ESEMPIO)
Tra gli interrogativi che spesso i genitori pongono allo
psicoterapeuta, molti riguardano il giusto comportamento
da tenere per farsi rispettare dai figli adolescenti.
Sembra essere questa la maggiore preoccupazione di
Marco, 50 anni, direttore commerciale a Bologna e di
Isabella, 46 anni, insegnante: «Dopo aver ottenuto le
chiavi di casa, nostra figlia Lucia vuole rientrare quando le
pare e frequenta compagnie che ci preoccupano. Ma ha
solo 16 anni! Siamo o non siamo chiamati ad esercitare la
nostra autorità di genitori, dicendo anche dei no?».
TESI (INTERVENTO AUTOREVOLE) CONTRO ANTITESI
«Assolutamente sì», risponde Laura Calabresi,
psicologa a Milano e presidente dell’Associazione
Progetto Psiche. « I “no” sono fondamentali fin da
bambini, sono una possibilità di crescita che non si
può negare a nessuno. E tuttavia, più che in
termini di autorità, è meglio abituarsi a pensare in
termini di autorevolezza:
ARGOMENTO 1 PRO TESI (E CONTRO ANTITESI)
l’autorità presuppone l’esercizio del puro controllo,
l’autorevolezza prevede un tipo di controllo che contempli
la possibilità, per l’altro, di agire anche secondo la propria
autonomia individuale. E’ il principio del rispetto, non
abbastanza diffuso nell’universo di relazioni degli adulti
per essere trasmesso con serenità nel rapporto con i figli.
Spesso non ci è stato insegnato ad agire rispettando
l’altro e quindi ci è naturale ripetere, nel ruolo di genitori,
meccanismi psicologici che abbiamo appreso nel ruolo di
figli.
ARGOMENTO CONTRO ANTITESI
Per questo motivo, ci sono anche genitori repressivi che usano il
no come strumento di potere. Perché hanno elaborato solo
quello.
Ma oggi è forse più frequente incontrare un’altra categoria di
genitori autoritari, quelli che di primo acchito non lo sembrano
affatto: sono, per esempio, le mamme che sussurrano “mettiti il
golfino (perché io ho freddo)” o “esci pure, tanto ormai sono
abituata a passare le serate da sola”, quelle che sanno ottenere
da un figlio qualunque cosa colpevolizzandolo, senza affrontare
mai lo scontro diretto.
Adottare queste strategie significa scegliere una modalità
coercitiva più sofisticata, più subdola e nascosta, che crea un
condizionamento molto pericoloso e difficile da abbattere».
ARGOMENTO 2 PRO TESI + ESEMPIO
Detto questo – e non a caso, dato che la riflessione sui nostri figli deve interessare prima di tutto
noi stessi – è comunque certo che gli adolescenti per definizione hanno bisogno di limiti. « Li
chiedono. Li chiedono a gran voce attraverso i loro comportamenti trasgressivi, la loro
ambivalenza, i loro silenzi, le loro malcelate menzogne, il loro alzare la posta in gioco su molte
questioni per loro brucianti», precisa Calabresi.
« Io mi sarei salvato se mi avessero bloccato da ragazzino, costringendomi anche al carcere
minorile. Non facevo che alzare il tiro e i miei genitori mi assecondavano. Non capivano che io
chiedevo disperatamente di essere incatenato», dice Roberto, 26 anni, operatore in un call
center a Roma, tossicodipendente da 13 anni. Fa venire la pelle d’oca. Oggi sta tentando di
mettersele da solo, le catene della guarigione, ma è una strada molto più lunga e faticosa di
quella che avrebbe percorso, allacciato anche con la forza a figure affettive capaci di dire di no.
Per amore. Un caso estremo, che però dice con chiarezza come la provocazione sia per i
ragazzi uno strumento per misurare se stessi, superando il confine del lecito e scoprendo così i
limiti propri e altrui. I nostri. Perché sfidarci, chiedendo sempre di più o manifestando
atteggiamenti fuori norma, è anche un modo di capire fino a che punto noi siamo in grado di
tenerli e contenerli, di fornire il sostegno e la protezione che permetteranno loro di essere
uomini e donne saldi sulle proprie gambe. «Rifiutarsi di vestire sempre l’abito del genitore
buono, opporre resistenza là dove lo riteniamo necessario significa impegnarsi ad assumere il
carico della tensione e del dolore che ne derivano».
CONCLUSIONE CHE RAFFORZA TESI
(+FRASE EFFICACE)
Ci vuole un’incredibile dose di equilibrio e di
maturità, che magari ancora non abbiamo…
Vorrà dire che faremo fatica insieme ai nostri
figli per imparare quanto un no oggi
contenga, in potenza, infiniti sì di domani.
INTRODUZIONE DEL PROBLEMA (+ESEMPIO)
Come educare i giovani? E’ giusto comportarsi in modo autoritario?
TESI (+INTERVENTO AUTOREVOLE) CONTRO ANTITESI
I genitori devono rapportarsi con i figli in modo autorevole ma non
autoritario
ARGOMENTO 1 PRO TESI (E CONTRO ANTITESI)
Educare con autorevolezza significa lasciare anche autonomia ai figli;
educare in modo autoritario implica solo controllo
ARGOMENTO CONTRO ANTITESI
Ci sono genitori che usano il no come strumento di potere o che si
impongono suscitando nel figlio un sentimento di colpevolezza.
ARGOMENTO 2 PRO TESI + ESEMPIO
I giovani hanno bisogno di limiti e manifestano questo bisogno attraverso
la provocazione
CONCLUSIONE CHE RAFFORZA TESI (+FRASE EFFICACE)
Un no oggi contenga, in potenza, infiniti sì di domani.
COME SOTTOLINEARE I CONCETTI PRINCIPALI
•
•
•
•
•
climax  parole di significato affine vengono disposte
in ordine di intensità crescente
ripetizione  vengono ripetuti più volte parole, gruppi
di parole, strutture sintattiche
amplificazione  si insiste su un termine
precisandone il significato, descrivendone le
caratteristiche, enumerandone i particolari
iperbole  un concetto viene messo in risalto da
parole o immagini volutamente esagerate
litote  un concetto viene affermato negandone il
contrario
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Cs(n)c II_201011