REALIZZARE UNA BIBLIOTECA
La realizzazione di una biblioteca è il risultato di una sinergia di
competenze e professionalità differenti e si sviluppa in fasi
successive.
Sottovalutare l’importanza di uno degli attori in gioco o di una
delle fasi del processo, improvvisarsi in competenze non pertinenti
e porre scarsa cura nella programmazione può facilmente condurre
al fallimento, immediato o differito, con conseguente spreco di
denaro e di tempo.
Le fasi che si succedono sono di carattere:
- Amministrativo
- Tecnico
- Finanziario.
LE FASI DEL PROCESSO
IL GRUPPO DI LAVORO
La buona composizione del gruppo di lavoro è il presupposto
fondamentale per il successo del progetto. Gli “attori” necessari durante
tutto il processo avranno differenti prerogative.
L’amministrazione pubblica. Deve essere presente in varie fasi del
processo ma specialmente all’inizio per chiarire:
1. obiettivi da conseguire;
2. Disponibilità finanziaria;
3. Tempi e scadenze da rispettare.
Il responsabile del procedimento. In veste di supervisore del lavoro
svolto specialmente nella fase di progettazione, il responsabile deve
assumere un ruolo attivo di dialogo e collaborazione con i progettisti e
consulenti, spesso estranei al contesto in cui intervengono.
LE FASI DEL PROCESSO
Lo staff bibliotecario. Il personale della biblioteca è una risorsa
insostituibile per la comprensione delle reali necessità, una fonte di dati
relativi al contesto socio-culturale, all’utenza reale e al servizio svolto.
Rappresenta assieme ai cittadini la reale utenza dell’edificio.
Il consulente biblioteconomico. Esperto nella programmazione e
gestione dei servizi bibliotecari, in Italia troppo spesso sottovalutato nello
sviluppo dei progetti.
Il consulente per il programma edilizio. Deve essere un architetto con
competenze specifiche nel settore delle biblioteche, un tecnico esperto in
grado di comprendere il linguaggio del consulente biblioteconomico e di
definire i requisiti spaziali, dimensionali, tecnici e ambientali.
Il progettista. Figura chiave del processo, che lascia l’impronta più
evidente sull’edificio. Spesso un buon programma biblioteconomico può
essere inficiato dalla scarsa funzionalità del progetto architettonico. Il
progettista può coincidere con l’architetto consulente del programma
edilizio.
LE FASI DEL PROCESSO
I rappresentanti della comunità locale. I rappresentanti di gruppi di
interesse particolari, i cosiddetti stakeholders, dovrebbero essere
coinvolti nella fase di programmazione e di organizzazione e avviamento
della biblioteca. Sono anzitutto i cittadini, ma anche gruppi, associazioni,
fondazioni e enti locali.
Altri consulenti. Può essere utile o indispensabile interpellare altri
esperti per eseguire studi più specifici e accurati (indagini urbanistiche e
studi viabilistici, consulenze giuridiche, studi di fattibilità elaborazione del
piano finanziario, indagini geologiche, etc.).
STUDI E ANALISI PRELIMINARI
Questa fase comprende l’analisi dei dati demografici, socio-economici,
urbanistici, biblioteconomici ed è finalizzata alla comprensione del
contesto locale. Analisi finalizzate a programmare e dimensionare spazi
e servizi con una previsione di circa venti anni e allo stesso modo
considerare le trasformazioni del ventennio precedente.
LE FASI DEL PROCESSO
PROGRAMMA FINANZIARIO
Definisce gli investimenti per l’avviamento della biblioteca (spese
tecniche, costi di realizzazione, acquisizione o aggiornamento del
patrimonio documentario) e la sua gestione a regime e individua le
possibili fonti di finanziamento. Nell’elaborazione del programma sarà
utile analizzare i costi di avviamento e gestione di altre biblioteche simili,
mediante sopralluoghi, interviste e valutazioni tecniche.
PROGRAMMA BIBLIOTECONOMICO
Definisce profilo e servizi della biblioteca, in particolare:
-Modello biblioteconomico
-Servizi erogati
-Utenza
-Funzionalità degli spazi
-Aree funzionali e loro contenuti
LE FASI DEL PROCESSO
PROGRAMMA EDILIZIO PRESTAZIONALE
Finalizzato alle definizione dei requisiti spaziali, tecnici e ambientali in
risposta alle esigenze evidenziate dal programma biblioteconomico; è
articolato in:
-descrizione delle unità ambientali e dei loro requisiti spaziali;
-dimensionamento delle unità ambientali;
-definizione della distribuzione interna (anche attraverso organigrammi);
-definizione dei requisiti tecnici delle unità ambientali.
DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE
Finalizzato all’avvio della progettazione, alla verifica del progetto
preliminare, e alla validazione del progetto esecutivo. Costituisce parte
integrante dei documenti di concorso del progettista.
LE FASI DEL PROCESSO
PROGETTO ARCHITETTONICO
La fase più importante che può inficiare le fasi precedenti e successive o
determinarne il successo. Si articola in :
-progetto preliminare
-progetto definitivo
-progetto esecutivo
REALIZZAZIONE DEI LAVORI EDILI
È la fase esecutiva del processo, quella in cui l’edificio viene materialmente
costruito.
PROGETTO DEGLI INTERNI
Correlato al programma funzionale. Dovrebbe essere lasciato all’iniziativa
dell’architetto, che dovrebbe elaborarlo in stretta collaborazione con il
consulente biblioteconomico e con lo staff della biblioteca.
LE FASI DEL PROCESSO
AVVIAMENTO DELLA BIBLIOTECA
Fase transitoria in cui nel caso di nuova realizzazione si dovrà prevedere a
pianificare una serie di attività:
-elaborazione di un programma di formazione o aggiornamento del
personale
-riorganizzazione o creazione del catalogo
-realizzazione della struttura informatica
-riordino e ampliamento delle collezioni
-definizione di un piano strategico di attività di promozione e
comunicazione
-pianificazione del trasferimento di materiali e attrezzature.
LE FASI DEL PROCESSO
GESTIONE E VALUTAZIONE DELLA BIBLIOTECA
Dopo un certo periodo dall’avviamento della nuova sede sarebbe bene
procedere a una sua
valutazione funzionale
per correggere gli errori inevitabili e apportare i necessari miglioramenti
all’architettura degli spazi e dei servizi.
L’attività di valutazione dovrebbe diventare
attività sistematica
da ripetere a intervalli di tempo.
LE FASI DEL PROCESSO
Indicatori utili a questo tipo di valutazione sono
-indicatori di accessibilità per valutare il livello di accessibilità del
servizio e l’adeguatezza e la corrispondenza degli spazi e dei tempi
dell’offerta bibliotecaria rispetto alle richieste reali e potenziali
-indicatori di efficienza, per valutare la produttività del servizio
mettendo in rapporto risorse utilizzate con risultati ottenuti
-indicatori di efficacia, per valutare il grado di conseguimento degli
obiettivi di servizio
-indicatori di economia, per rapportare le spese ordinarie con alcuni
parametri e verificare l’adeguatezza delle risorse economiche di cui essa
dispone o l’efficienza dei servizi rispetto al loro costo.
MISSIONE DELLA BIBLIOTECA
Missione fondamentale e generica
essere un centro di diffusione della conoscenza finalizzato a garantire il
libero, indiscriminato e democratico accesso alla cultura e
all’informazione.
fungere da centro di socializzazione per la comunità locale.
MA NON SOLO
Definire la propria missione significa
INDIVIDUARE OBIETTIVI CONCRETI PER LA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI
SPECIFICI DELLA COMUNITÀ.
Obiettivi da raggiungere in un lasso di tempo ragionevole e misurabili dopo
quest’arco temporale.
LA MISSIONE NON È DEFINITA UNA VOLTA PER TUTTE.
DEVE ESSERE RIMESSA PERIODICAMENTE IN DISCUSSIONE PER VERIFICARNE
LA RISPONDENZA AI CAMBIAMENTI AVVENUTI NEL CONTESTO SOCIALE E
RIAFFERMARE IL LEGAME TRA BIBLIOTECA E SOCIETÀ.
IL PROGRAMMA FUNZIONALE BIBLIOTECONOMICO
Fase chiave del progetto. Ha il fine di evitare che il progetto si riveli in
seguito inefficiente, sottodimensionato o sovradimensionato,
inadeguato a soddisfare le esigenze della comunità da servire.
Articolato in:
1. Modello biblioteconomico
• Definizione del profilo di comunità,
• definizione della missione della biblioteca,
• definizione della fisionomia bibliotecaria e del modello
biblioteconomico;
• proposte di localizzazione,
• definizione delle classi di utenza,
• definizione dei servizi offerti;
• valutazione di tempi e modi d’uso dei servizi offerti;
• valutazione dell’utenza potenziale dei servizi offerti.
IL PROGRAMMA FUNZIONALE BIBLIOTECONOMICO
2. Programma delle collezioni (su base almeno ventennale).
• Dimensionamento generale del patrimonio documentario;
• dimensionamento e partizione delle sezioni previste;
• definizione di incrementi e scarti;
• definizione del punto di equilibrio previsto.
3. Programma funzionale.
• Descrizione delle funzioni e delle attività;
• dimensionamento dei numeri di posti a sedere,
• dimensionamento delle dotazioni (arredi, attrezzature, etc.),
• definizione delle esigenze del personale,
• descrizione delle unità funzionali e delle esigenze previste a livello
di caratteristiche spaziali, tecniche, ambientali e di dotazioni
d’arredo;
• Definizione dell’organizzazione funzionale (organigrammi e
matrici)
LA FISIONOMIA DEL SERVIZIO
Deve essere:
•Fortemente orientata all’utente
•Promuovere l’uso della biblioteca da parte delle classi di utenza
individuate
•Richiamare quegli utenti potenziali che ancora non ne usufruiscono
•“User-friendly”, cioè amichevole, centrata sull’utente in tutti i suoi
aspetti.
Per soddisfare questi requisiti occorre puntare allo sviluppo delle capacità
relazionali e di ascolto, attraverso l’utile strumento della
CARTA DEI SERVIZI
In cui vengono esplicitati diritti e doveri degli utenti.
La carta potrebbe anche costituire una dichiarazione d’intenti della
biblioteca stessa.
ASPETTI RELATIVI ALLA LOCALIZZAZIONE
La localizzazione di una biblioteca è uno dei presupposti fondamentali del
suo successo, strettamente correlata alla sua localizzazione nel tessuto
urbano.
La scelta non dovrà dipendere solo da ragioni di opportunità politica o
economica, ma dovrà derivare da:
-considerazioni inerenti le caratteristiche demografiche del bacino di utenza
-le prospettive di sviluppo della città
-la morfologia urbana
-la geografia e orografia del territorio
-l’assetto viabilistico e dei trasporti
-le prospettive di pianificazione
-la localizzazione di altri servizi sociali, culturali e di svago.
DEFINIZIONE DELL’UTENZA
La biblioteca pubblica è biblioteca “per tutti”.
Il servizio però non potrà mai essere completamente neutro e finirà dunque
per privilegiare alcuni utenti.
È necessario che la scelta sia
consapevole e rispondente a obiettivi precisi
emersi dagli studi preliminari (demografici, socio-economici e inerenti al
sistema bibliotecario esistente) e fondamentali per la
definizione qualitativa e quantitativa dei servizi da offrire.
DIMENSIONAMENTO DELLA BIBLIOTECA
Definito bacino e classi di utenza si procede con la stima:
-del patrimonio documentario,
-dei posti a sedere,
-della superficie necessaria ad accogliere quanto previsto.
Utilizzo di standard e indici parametrici.
Stima sommaria delle dimensioni della biblioteca in modo da verificare la
fattibilità dell’intervento sulla base delle risorse della committenza.
Queste prime stime dovranno poi essere ripetute e aggiornate in corso
d’opera, poiché suscettibili di modifiche significative.
OBIETTIVI PREVISTI NELLA CONVENZIONE
SAMARATE - CSBNO
“ …nella redazione dello studio si prevedono le seguenti principali attività:
1. Attività di raccolta, analisi e comparazione dei dati disponibili relativi
all'attuale funzionamento della biblioteca;
2. Focus group con: personale della biblioteca; dirigente del settore cultura;
direttori di tre biblioteche di dimensioni comparabili con Samarate;
coordinatore del Consorzio Panizzi; direttore del Consorzio Sistema
Bibliotecario Nord-Ovest (Csbno); obiettivi di questi incontri saranno:
-descrivere le attività svolte finora dalla biblioteca:
-confrontare in maniera libera questa attività con altre esperienze;
-cogliere gli aspetti di criticità;
-dare una prima indicazione su possibili linee di confronto e di sviluppo.
Alla fine dell’ incontro sarà redatto un primo report per l'Amministrazione
Comunale.
3. Attività di raccolta dati della Carta delle Collezioni.
L'attività si concluderà con la redazione della Carta stessa.
OBIETTIVI PREVISTI NELLA CONVENZIONE
SAMARATE - CSBNO
4. Disegno linee del bacino di utenza attuale e potenziale.
Si prevede di verificare fin dove arriva l'attrattività dell'attuale struttura
della biblioteca rispetto alla popolazione della città. Si simulerà, poi,
l'impatto della nuova struttura sul territorio.
5. Analisi bisogni tecnologici.
Obiettivo dell'analisi è disegnare i bisogni di tecnologia che una struttura di
questo tipo avrà nei prossimi anni. Ciò per prevedere da subito le
strutture (cablaggi, impianti, ecc.) che possano consentire alla
biblioteca di essere una vetrina dell'innovazione.
6. Incontro con gli stakeholders della città per rilevare aspettative e attese
e per verificare gli orientamenti progettuali dell'opera (circa 8 incontri).
7. Ricerca sui bisogni culturali e sulle aspettative dei cittadini di Samarate.
OBIETTIVI PREVISTI NELLA CONVENZIONE
SAMARATE - CSBNO
8. Focus goup con dirigenti ed amministratori.
Obiettivo del focus è la discussione dei documenti consegnati e dei risultati
della ricerca al
fine di predisporre, quindi, un nuovo documento che accompagnerà la
realizzazione del
progetto e potrà costituire la base della progettazione del servizio, della
distribuzione degli
spazi, della scelta degli arredi e delle attrezzature tecnologiche.
9. Redazione piano di distribuzione e sviluppo quali - quantitativo degli
spazi e dei servizi.
10. Definizione e disegno di un modello gestionale capace di integrare e
gestire tutte le
indicazioni ed obiettivi del progetto.
11. Redazione del documento architettonico da utilizzare come riferimento
per il concorso di progettazione. [..]”
DOCUMENTI PREVISTI NELLA CONVENZIONE
SAMARATE - CSBNO
Lo studio biblioteconomico sarà costituito dai seguenti principali capitoli:
-La biblioteca pubblica: inquadramento di un segmento in trasformazione in
Italia e in Europa
-Analisi di comunità: il bacino di utenza e il territorio limitrofo
-La biblioteca di Samarate: obiettivi e vision
-schema distributivo: quali spazi quali funzioni
-i bisogni tecnologici
-modello gestionale
Allo studio saranno altresì allegati i seguenti documenti:
-La carta delle collezioni
-Risultato dell'indagine sui consumi culturali nel comune di Samarate
-Il documento tecnico/architettonico
DEFINIZIONE DEL PROFILO DI COMUNITA’
Analisi dei dati demografici: fornisce indicazioni significative per il tipo di
servizi e di spazi da prevedere nel medio e nel lungo periodo.
Analisi dei dati socio-economici: consente l’individuazione dei fattori
sociali, culturali ed economici caratterizzanti il contesto locale. Su di essi
sarà possibile individuare potenzialità e criticità rilevanti ai fini del
progetto.
Analisi degli aspetti urbanistici e ambientali: mette in luce tutti i dati e le
future linee di sviluppo territoriali che influiranno direttamente sul
progetto. Su di esse è possibile ragionare considerando i futuri effetti
indotti che il progetto potrà apportare.
Comprensione del contesto locale e delle istanze di tipo sociale, culturale,
economico e ambientale.
Definire e calcolare l’utenza potenziale e attendibile; programmare e
dimensionare spazi e servizi, ipotizzare il ruolo della biblioteca pubblica.
Attraverso il profilo di comunità il territorio può interpretare se stesso.
Punti di forza e punti di debolezza interni al sistema
+
Opportunità e minacce derivanti dal contesto esterno.
SWOT ANALYSIS
Valori guida per
•Verificare la corrispondenza tra fabbisogni e obiettivi;
•Raggiungere un consenso sulle strategie;
•Orientare le strategie di sviluppo territoriali;
•Apportare valore aggiunto territoriale.
Ipotesi di futuri scenari progettuali
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
-Presenza Agusta Westland/ museo e
Garda s.p.a.
-Buona dotazione infrastrutture
sportive
-Fervido associazionismo culturale
-Politiche ambientali sovracomunali
(A21L)
-Sensibilità per le tematiche della
mobilità sostenibile (PTO)
PUNTI DI DEBOLEZZA
-Sistema dei trasporti locale
-Verde pubblico (villa Montevecchia)
-Invecchiamento della popolazione
-Carenza di spazi pubblici per le
attività culturali e i momenti di
ritrovo.
OPPORTUNITA’
-Aeroporto Malpensa 2000
-Parco Regionale del Ticino
MINACCE
-Traffico, rete infrastrutturale
sottodimensionata
-Forte attrazione costituita da Busto
Arsizio e Gallarate
PUNTI DI FORZA
-Collaborazione attiva con le realtà industriali (Augusta Westland/museo;
Garda s.p.a.) di valenza internazionale presenti sul territorio. Possibilità di
un coinvolgimento degli stessi all’interno delle strategie progettuali.
-La buona dotazione di infrastrutture sportive potrebbe essere una risorsa
importante per la creazione di eventi in rete con il futuro centro
polivalente.
-Il fervido associazionismo culturale attualmente responsabile di un
corposo calendario di eventi. Possibilità di sviluppare positive sinergie
cooperative per il pieno e totale funzionamento dell’auditorium e degli
spazi modulari della biblioteca.
-La sensibilità per le politiche della mobilità sostenibile (PTO) e le
politiche ambientali possono attivare delle virtuose reti territoriali in
grado di “allargare” sino a “dissolvere” i confini amministrativi. Possibilità
di rilanciare il locale nel globale.
PUNTI DI DEBOLEZZA
-Il sistema dei trasporti locale non è al momento in grado di soddisfare le
reali esigenze di mobilità. Il PTO potrebbe essere il giusto strumento per
attrarre l’attenzione e innescare degli effetti indotti virtuosi. Importante
per il fattore di attrazione che costituirà il centro culturale polivalente.
-Il parco di Villa Montevecchio è attualmente l’unico parco pubblico
presente. La progettazione di uno spazio verde annesso al centro
culturale dovrà costituire un altro importante luogo di recupero del
benessere e del contatto “uomo-natura”.
-I dati statistici mostrano un indice di vecchiaia costantemente in crescita
negli ultimi anni, contrapposto a un trend di riduzione della popolazione
compresa tra 0 e 13 anni. Durante la fase di progettazione del centro
occorrerà tenere presente questo dato e i fabbisogni da soddisfare ad esso
annessi.
-La mancanza di spazi pubblici per le attività culturali e i momenti di
ritrovo implica l’obbligo di strategie progettuali rivolte a soddisfare questa
importante carenza, affinché gli eventi non siano più “meteo-dipendenti”.
OPPORTUNITA’/MINACCE
-Il territorio di Samarate confina con l’aeroporto Malpensa 2000. Una
sfida per l’amministrazione dovrebbe essere quella di reinterpretare a
proprio vantaggio la presenza di questa “ingombrante” infrastruttura,
quindi trasformare questo elemento di rottura in opportunità per la città:
l’aeroporto come Porta della Città, dal e verso il mondo.
-Il territorio comunale ricade all’interno del Parco Regionale del Ticino. Se
l’amministrazione sarà in grado di implementare le proprie infrastrutture
ambientali sarà possibile ricreare dei percorsi verdi all’interno di una reale
“rete ecologica”.
-Busto A. e Gallarate esercitano una forte attrazione sui comuni che
attorno ad esso gravitano. Samarate attualmente subisce in maniera
passiva la presenza di questi due centri. Una sfida futura sarà quella di
trasformare questa minaccia in opportunità: sia offrendo servizi di
qualità sul proprio territorio, sia aprendo i propri confini e creando delle
fervide reti di relazioni all’esterno. Samarate dovrà puntare sulle proprie
identità locali, proponendo nuove eccellenze e vocazioni territoriali.
POSSIBILI SCENARI PROGETTUALI
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le fasi del processo - Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest