INTRODUZIONE
In fianco alla chiesa di
SAN MARINO si trova un
chiostro nel quale i monaci
benedettini
coltivavano
erbe officinali per la cura
degli abitanti della città di
Pavia.
Un po’ di storia: la chiesa di San Marino si trova in via Siro Comi.
Secondo la leggenda, la chiesa venne fondata verso la metà del VII
sec. d.C. quando il re Astolfo decise di costruire una nuova chiesa
per le reliquie dei santi, saccheggiati a Roma.
L’imperatore germanico
Carlo III concesse
speciali privilegi ai
benedettini che
vivevano nel monastero
situato vicino alla
chiesa. Per tutto l’alto
medioevo il complesso
ricevette molte
donazioni dagli
imperatori del sacro
romano impero: tra i
quali Federico I ed
Enrico IV. Con il
passare degli anni il
monastero divenne
sempre più ricco e
venne in possesso di
terre a Lecco, Bergamo
e cascine a Ottobiano.
TIPI DI PIANTE COLTINATE NEI
MONASTERI NEL MEDIOEVO
Dalla nostra ricerca sui libri e via internet abb iamo scoperto che esisto no p iante med icinali,
officinali e aro matiche e si d ifferenziano in base alle prop rietà curative presenti al loro interno
Piante medicinali
Piante officinali
Piante aromatiche
U na
p ianta
med icinale
secondo
l ’organizzazio ne
mo nd iale della sanità, è un
organismo
vegetale
che
contiene in uno dei suo i
organi so stanze che po sso no
essere
ut ilizzate a
fini
terapeutici o che so no i
precursori d i emisintesi d i
specie farmaceutiche.
Le p iante o le erbe med icinali
sono rimed i chela natura ha
partorito
ancora
prima
dell’avvenuta dell ’uo mo
Le p iante e le erbe o fficinali
prendo no il lo ro no me dalla
paro la latina o fficina in
riferimento
agli
antichi
lavorato ri farmace utici do ve
si procedeva all ’estrazio ne d i
droghe trad izio nalmente usate
nella med icina popo lare. L ’
espressio ne p iante o fficinali,
così co me la co nosciamo
oggi, identifica sia le p iante
med icinali sia le p iante
aro matiche.
Sono q uelle p iante che per il
lo ro partico lari princip i attivi,
vengo no usate per rendere p iù
appetib ili
i
cib i,
per
aro matizzare i liq uori ed
entrare nella co mposizio ne
dei prodotti co smetici
GLI STUDI DELLE PIANTE
MEDICHE
Già nell'antichità si utilizzavano med icinali naturali, gli Egizi per esemp io utilizzavano la
maggiorana, l'edera e la mirra. Nell'antica Grecia, alcuni stud iosi sperimentaro no nuo ve ricette
med icinali. Nell'antica Ro ma si tro vavano degli o rti med icinali ( li si co ltivavano p iante curative).
Nel XI sec. a.C. in S icilia, grazie ai Saraceni furo no introdotte nuo ve tecniche d i irrigazio ne che
consentiro no d i prod urre nuo ve p iante o fficinali.
Gli Arab i furo no i p rimi ad organizzare una farmacopea, cioè un elenco d i ricette descriventi le
proporzio ni e co mposizio ni chimiche d i tinture e d istillati. Ai seco li XI, XII, XIII, risalgo no i primi
testi farmaceutici e in q uesto periodo si d iffuse l'uso d i sp ez ie e dro ghe e la scuo la salernitana
introd usse la prima anestesia, detta spo ngia so nnifera, imbevuta d i opp io, succo d i mandrago ra che
doveva essere insp irata dal paziente. La scuo la d i Salerno era famosa per la scelta delle erbe; le sue
ricette terapeutiche so no usate ancora o ggi. La bo tanica intesa co me scienza nacq ue agli inizi del
500 e in q uesto periodo si d iffusero i p rimi erbari secchi; nel 1533 a Pado va venne istituita la prima
cattedra d i “Botanica Sperimentale”. P ietro Andrea Mattio li nel 1551 scrisse il p iù significativo
testo d i med icina e botanica dell'epoca. Nel 700 una grande sp inta al p rogresso della bo t anica fu
data da Carl Vo n Linee che identificò le specie dei viventi d ividendo le in base alle classi, agli
ord ini e ai generi.
M O N AC I
C O LTIVA
TO RI
I mo nac i ha nno se mpre
co ltivato
negli
orti.
Inizia lme nte co ltiva va no le
erbe med ic ina li in un o rto
bota nico ad uso esc lus ivo
de lla farmac ia interna, c he
a llora s i c hia ma va spe zieria .
A ve va no una d ieta basa ta s ui
ve geta li ed era no q uind i
portati ad interes sars i d i
pia nte
ed
erbe;
sperime nta va no s u d i lo ro le
proprie tà te rape utic he de lle
spec ie
ve ge ta li
c he
cresce va no attorno a loro o
che loro s tess i co ltiva va no.
IL R UO LO
DE L
VE R DE
N ELL E
C ER TO S E
Incorpo rato ne lla ce lla de l
certos ino, è se mpre pre se nte
un
giard ine tto
c he
il
certos ino co ltiva per vivere
a co nta tto co n la natura. I
mo naste ri de gli ere miti e de i
certos ini, c hius i verso il
mo ndo e ste rno fa nno na scere
il “ giard ino c la us tra le ” che è
in pra tica un orto p rod uttivo,
ind ispe ns ab ile
per
la
sopra vive nza de i mo nac i.
AG RIFO GLIO
STO RIA
Il no me latino de la p ianta llex aq uifo lium deriva da acrifo gliu m in
riferimento alle fo glie sp inose. L ’ agrifo glio protegge d al male e garantisce
feco nd ità d ella vita . In parte è un p resagio ricavato facilme nte dalle fo glie
sp inose e coriacee e dai frutti rossi .Per primo l ’hanno usato i C elti , latini e i
greci .
L’agrifoglio è una p ianta semp reverde, p uò raggiungere un ’ altezza d i 20 m.
PRO VEN IEN ZA
Q uesta p ianta si tro va in E uropa centrale merid io nale.
M E TO DO DI
C O LTIVA ZIO N E
Grand isco no posizio ni o mb reggiate o d i sottobosco, terreno acido o semi acido , fertile e ricco d i humus. La mo ltip licazio ne a vviene co n la semina dei
semi freschi per mezzo d i talea semilegnosa ,per margo tta o per innesto.
PRO PRIET A’
Presenta prop rietà d iuretiche, febbrifughe e lassative.
USO
C ontiene sapo nine, la xantina teobro mina e un p igmento giallo, l ’ilexatina.
O ggi giorno l’agrifo glio viene usato raramente in fito terap ia per la vita della
sua tossicità . hai ino ltre un effetto simile a q uello della sero to nina.
C URIO SIT A’
V iene utilizzato anche per le decorazio ni natalizie.
M A TRIC A RIA
C HAM O M IL LA
L.C AM O M IL LA
S
P TO
RO RIA
P RIET A’
US O
C URIO S IT A’
La
Matricaria
chamomilla
è conosciuta
fin dai temp
i più antichi.
Med
icina popolare:
si utilizzava
come sedativo
per favorire
il
sonno. In commercio : si trova la “camomilla setacciata”,
costituita da soli fiori gialli, che si usano per la preparazione d i
infus i.
olio essenziale, tintura , estratto, acqua distillata aromatica ,
decotto.
Impieghi: profumeria , bevande salutarie, liquoreria. Fitoterap ia e
fitocosmesi.
Princ ip i attivi: o lio essenziale (contenente la sostanza calmante
chiamata azulene ) , apigenina , sostanze amare, flavonoid i,
lattoni sequiterpenic i, curarine sequiterpenic i, muc illagini,
polisaccaridi.
I fiori in infuso e tintura: sono utilizzati per d ifficoltà digestive,
BASILICO
STO RIA
Il nome deriva dal latino basilikon (“pianta reale,maestosa”) da
basileus “re”. Alcune interpretazioni ritengono così chiamata
PRO VEN IEN ZA
Originario dell’ India
piantare il basilico in una zona ombreggiata e lontano dalle
correnti d’aria, fare attenzione che non venga raggiunto
M ETO DO DI
CO LTIVA ZIO N E
USO
Il basilico è utilizzato tipicamente nelle cucine italiane e nelle
Tipico e molto ricercato il basilico genovese, o basilico gigante,
col quale viene preparato il vero pesto. Le sue dimens ioni sono
CURIO SITA’
A seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente.
PRO PRIETA’
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