1
Maggio 2009 •
INDUSTRIA BOTTI, TINI
E BARILI (BARRIQUES)
COMMERCIO INDUSTRIA LEGNAMI
Viale Italia, 200 - 31015 CONEGLIANO
Tel. 0438 366411 - www.garbellotto.com
Viale Italia, 200 - 31015 CONEGLIANO
Tel. 0438 366411 - www.garbellotto.com
ANNO XXXVI
n.4
semilavorati - elementi - parchetti
listoni - legna da brucio
MAGGIO 2009
mensile
€ 1,00
Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB TV
Fondato nel 1974 dal Comm. REDO CESCON
Terremoto, dalla tragedia
l’orgoglio di una nazione
UNA STORIA MAI RACCONTATA
Se non sei dei loro,
prima o poi
la paghi
Il coraggio
e la forza
del nostro Paese
www.ilpiave.it
il tuo quotidiano on line
C
Gianluca Versace
C
Alessandro Biz
risi. Parola all’ordine del giorno
di questi tempi. Ma qualcosa
forse sta cambiando. Il periodo
non è dei migliori, intendiamoci. L’avvento del terremoto ha aggiunto danno
al danno. Ma arrivati a questo punto,
credo che siamo all’inizio della risalita. Abbiamo un Governo, un Premier e
dei Ministri eccellenti che si prodigano
per far rinascere l’Italia. I nostri imprenditori sono un condensato di volontà,
tenacia e fantasia. Dagli artigiani alla
grande industria. La Fiat che sembrava
condannata quando il mercato tirava,
oggi è l’unica casa automobilistica che
si permette di pensare di diventare un
colosso planetario allargando le proprie
quote (e competenze) a Chrysler e Opel.
E se da una parte c’è chi sparla per invidia e supponenza come il tedesco
Gunter Verheugen vicepresidente della
Commissione Europea, dall’altra parte
(dell’Oceano) giungono gli attestati di
stima e fiducia al da parte del Presidente
Usa. Ci adatteremo alla crisi mondiale,
magari cambieremo un po’ la nostra vita
riscoprendo le passeggiate, i cibi tipici a
km zero, i monumenti della nostra città.
Ma dopo lo scossone iniziale qualcosa
cambierà. Sta già cambiando. I prezzi
delle materie prime, dell’energia, del
carburante e i mutui sono più accessibili.
E quando è dura per tutto il mondo, il
nostro talento può fare la differenza.
Un grande
impegno per
ricostruire
Ritrovata
l’unità degli
italiani
Volontari
d’Europa in
Abruzzo
di Valentino Venturelli
di Adriano Gionco
di Mattia Perencin
pag. 3
pag. 3
pag. 3
Dal G8 agricoltura unità di intenti
segue a pag. 17
La ricerca
di energie alternative
U
William Pinarello
n convegno ad altissimo livello organizzato a Venezia dal
Distretto veneto dei Lions ha
segue a pag. 2
IL PIAVE MORMORA
5 MAGGIO, FU VERA GLORIA?
PER IL VENETO TRADIMENTO
ED ETERNA SOFFERENZA
ari lettori del “Piave”,
tra le ultime righe che ho scritto per queste colonne e queste nuove, che provo a
metter giù, c’è di mezzo il terremoto in Abruzzo.
Faccio fatica. Ho lo stranguglione.
No, niente dovrebbe essere come prima.
Ho avvertito subito, dentro, un rovello acuto. Un
assillo. Come una sferzata morale. La consapevolezza della caducità, della effimerità, se non
della inanità gonfia di superbia del mio mestiere.
Se lo facciamo – come purtroppo succede, eccome se succede! – in modo autoreferenziale, tronfio, stando al carro dei potenti, parassita, lecchino, codino, vigliacco. Forti con i deboli e deboli,
debolissimi con i forti.
La persuasione sgomenta, cioè, che noi troppe
volte siamo molto al di sotto di quel che dovremmo essere, mettendo in agenda argomenti secondari, inutili, fatui, sciocchi, sterili. E imponendoli
a tutti gli ascoltatori e i lettori. Con una forma di
subornazione, di manipolazione, di raggiro che
non ci fanno onore. E che sono lo stigma del nostro tradimento. Di noi stessi, prima ancora che
degli altri.
Ed ecco che, tutt’ad un tratto, improvvisamente,
Madre Terra si arrabbia e ci scuote dalle fondamenta come per un’ipotesi di estinzione. E ci
costringe - volenti nolenti - a stare schisci, come
usa dire un mio collega di Milano. Traduco dallo
slang meneghino: voliamo basso. Ridimensioniamoci. Abbassiamo la cresta. Le ali. L’ingegno. Sgonfiamo la boria. E proviamo a rendere
un servizio al prossimo, che è già tanto. Altro che
mosche cocchiere.
Occupiamoci delle cose importanti. Essenziali.
Indispensabili.
Mi ri-capita di rivelare su questo foglio (…chissà
perché? Forse mi ispira l’aria di libertà che soffia
dalla sua testata), cose che non ho mai detto.
servizi di Roberto Momo e Andrea Catra a pag 4
Grandezze e miserie del giornalismo:
istruzioni per l’uso
Indro Montanelli
In occasione del centenario della nascita di Montanelli (22.04.1909)
pubblichiamo una parte del testo dell’ultima lezione di giornalismo da lui
tenuta all’Università di Torino nel maggio del 1997, per ricordare il grande
maestro, e rivedere a distanza di anni la sua firma sulle colonne
del “Piave”, in cui scrisse negli anni Ottanta.
S
o che molti di voi sono
interessati al giornalismo e ai mezzi di comunicazione. Io questa passione
ho cominciato a coltivarla già
dal ginnasio, non ho mai voluto far altro che il giornalista,
con gran disperazione di mio
padre. Lui, da bravo preside di un liceo, lo considerava
con molto disprezzo come un
mestiere piuttosto aleatorio.
Quando cominciai, circa 60
anni fa, avevamo come tocco tecnologico la macchina da
scrivere Olivetti Lettera 22,
sulla quale continuo a scrivere.
I giornali sono diventati i megafoni della televisione, per questo troviamo titoli a otto o nove
colonne su Pippo Baudo o la Pa-
rietti. La televisione aizza quel
pessimo incentivo tipico dei cattivi giornalisti, la ricerca a tutti i
costi dello scoop. Ricordate che
esso è la scorciatoia dei somari.
Consente di arrivare prima, ma
male. Il pubblico è uno strano
animale, sembra uno che capisce
poco ma si ricorda, e se vi giocate la sua fiducia siete perduti.
Chi di voi vorrà fare questo mestiere, si ricordi di scegliere il proprio padrone, il lettore. Si metta
al suo servizio e parli la sua lingua, non quella dell’accademia.
Il giornalismo si fa per il giornalismo, e per nessun’altra cosa.
2
primo piano
• Maggio 2009
DALLA PRIMA
La ricerca di energie alternative
(...) affrontato i problemi ambientali e le connesse ricerche
di energie alternative.
Il panel dei relatori comprendeva Pier Francesco Ghetti rettore
della Università Ca’ Fpscari di
Venezia, Camillo Dejak ordinario di chimica fisica e già
componente dell’ENEA . Alessandro Ortis presidente dell’Autority per l’energia, Giovanni
Maria Zuppi direttore dell’Istituto di geologia ambientale e
geoingegneria del CNR,Piero
Martin docente di fisica della
materia e ricercatore di fusione
nucleare all’ITER di Padova,
Bruno Coppi notissimo docente
e ricercatore di fisica dei plasmi
al MIT di Boston. Da parte dei
vari relatori dopo aver variamente affrontato i problemi
ambientali con rilevazioni che
hanno spaziato, per i vari aspetti, su dati storici e sui più recenti
mutamenti che stanno determinando vere e proprie emergenze, hanno illustrato gli impegni
internazionali e del nostro paese
per rispettare le note deliberazioni di Kyoto del 20-20-20. Per
l’Italia , in particolare si tratta di
arrivare a ridurre entro il 2020
di un ulteriore 17% le emissioni
di anidride carbonica. Obiettivo
arduo data la nostra preponderante dipendenza dai combustibili fossili (petrolio e carbone )
nella produzione di energia.
Interessantissime le informazioni fornite sugli studi, le ricerche, i progressi e le frenate
per la fusione nucleare.
In particolare il prof. Coppi ha
documentato i nuovi indirizzi
della amministrazione Obama
– per la quale fa parte della
Commissione per l’energia e
l’ambiente- ed i notevoli ostacoli che si frappongono ad un
sostanziale cambiamento della
politica energetica.
Un dato caratterizza peraltro il
nuovo approccio della politica
americana ai problemi dell’ambiente ed alla ricerca di energie
alternative, la consapevolezza,
l’impegno annunciato e continuamente confermato di volervi
far fronte con uno sforzo, anche
economico inimmaginabile fino
a ieri.
Direttore
Responsabile
Alessandro Biz
Fondato nel 1974
dal Comm. Redo Cescon (1929 - 2007)
Reg. Tribunale Treviso n.264
Iscritto all’USPI
Supervisione
giornalistica
Gianluca Versace
Le concrete possibilità di poter
disporre nel breve periodo di
energie alternative in grado di
ridurre in modo significativo
la dipendenza dal petrolio e dal
carbone sono molto limitate .
E’ pertanto necessario procedere da subito ad ogni forma di
risparmio energetico possibile
contrastando la deforestazione a
livello planetario ed inducendo
nella popolazione la cultura del
risparmio energetico.
La adozione di nuovi sistemi di
costruzione, coibentazione e riscaldamento possono costituire
. se unite al quotidiano consapevole risparmio da parte di tutti
possono già essere un passo importante per il raggiungimento
di traguardi che la scienza potrà
aiutare a concretizzare solo nei
prossimi decenni.
E’ questo un impegno al quale è
chiamata la governance a livello nazionale, regionale e locale
dando concreti esempi ed adottando programmi di incentivazione e promozione.
William Pinarello
Direzione
Alessandro Biz
Roberto Momo
Andrea Catra
Mattia Perencin
Fabio Celant
Davide Pessot
Giovanni Cescon
Fabiano Zucco
Graziano Mattiuzzi
Edito da
Stampa
Associazione Culturale Il Piave
T.E.T.
V.le Monfenera 8/B
31100 Treviso
via Friuli 7 - Quaternario 3
San Vendemiano (TV) Italia
Tel. 0438 1791484 - 349 4081615
Fax 0438 6945889
e-mail: [email protected]
Pubblicità
Publimedia 0438 1791423
Abbonanamenti
Italia € 12,00 - Sostenitore € 50,00
Estero € 100,00
I dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per
l’invio della pubblicazione e non vengono
ceduti a terzi per alcun motivo.
3
Un grande impegno per ricostruire
primo piano
Maggio 2009 •
L
’Aquila è stata devastata dal terremoto.
Compromesso anche il
suo splendore artistico e il suo
stile di vita. Chi pensa al suo
futuro palesa una città nuova,
provvista di sistemi antisismici. Addio pietrisco e mattoni.
Addio colate di cemento povero e sabbia sopra i limiti
consentiti. Addio alle speculazioni sul materiale edilizio!
Tutti noi speriamo che la sua
storia ricominci, dopo la tremenda lezione che ha messo
in luce l’intreccio tra edilizia,
mafia e controlli mai esercitati. Certamente un terremoto
viene quando viene: fa parte
delle imperscrutabili leggi di
naturali, come la morte o la
vita. Né lo si può prevedere
in base a segnali anticipatori
affidabili, per quanto l’evento
potesse essere atteso in quella
dorsale appenninica ad alta sismicità. Quello che è successo
all’Aquila poteva accadere in
Toscana, in Sicilia, in Campania o in Alto Adige, in gran
parte delle nostre terre, tutte ad
alto rischio sismico. Il loro destino é di essere violentate dai
terremoti, assieme alla gente
che le abita e all’arte che le nobilita. Contro i rischi sismici in
Italia si è fatto poco (anche se
una predisposizione di legge
del ‘95 avrebbe previsto per le
costruzioni caratteristiche antisismiche) per i soliti interessi
incrociati di speculatori, clientele politiche e cittadini interessati al ribasso. Nell’Irpinia,
nel Belice e in altre zone terremotate è pesata una ulteriore
sciagura: il “partito dei terremotati”, nato tra popolazione,
politici e amministratori locali
che non pensano alla ricostruzione, ma a spremere benefici
e soldi con qualsiasi pretesto
per gonfiare le spese. Basti
pensare che nell’Irpinia ci fu
una dilatazione strabiliante
dei comuni terremotati: dai 36
iniziali si giunse a ben 687; le
case distrutte passarono da circa 28 mila a 474 mila. Troppa
gente ha voluto rifarsi la casa;
troppi comuni hanno speculato
sui fondi per il terremoto per
progetti clientelari o forme di
sperpero del nostro denaro,
all’insegna del “cosi fan tutti”.
Già è polemica sulle disposizioni per la ricostruzione e il
recupero dei beni artistici. Da
tutti, per ora, ci sarà un collegamento tra il piano della
ricostruzione dei centri con
il rispetto delle norme antisismiche. Lo “schok” del sisma
non giustifica più rinvii. Si è
rimasti senza parole per la polverizzazione di edifici recenti come ospedali, condomini
nuovi, scuole. E si è rilevato
che quasi sempre c’erano carenze e imbrogli nelle strutture
edilizie. I soliti “furbetti” del
quartierino hanno costruito le
loro fortune con queste costruzioni al risparmio, non preoccupandosi delle caratteristiche
sismiche del territorio.
E si sta rimettendo in moto
il gioco dello scaricabarile e
della ricerca di chi è stato il
più irresponsabile. Non basta
accusare le imprese edilizie di
aver agito cinicamente, se chi
lo afferma avrebbe dovuto effettuare i suoi controlli; se era
nelle condizioni di non poterli
effettuare, segnalare tutto piuttosto che tenere un silenzio
sospetto.
Si scopre che nemmeno l’Ospedale dell’Aquila possedeva la
certificazione d’ agibilità.
Le risposte della solidarietà e
gli interventi della protezione
civile sono stati commoventi di
fronte al dramma, malgrado lo
sciacallaggio parolaio di tanti
speculatori mediatici. Invece,
i controlli seri sono tutti da
inventare, dato che quelli del
passato, manovrati da mafia e
politica, hanno solo gonfiato le
tasche della malavita e la speculazione sulle disgrazie.
Chi pensa al
futuro dell’Aquila
palesa una città
nuova provvista di
sistemi antisismici
“
Un terremoto viene
quando viene.
Né lo si può
prevedere in base a
segnali anticipatori
’’
Si è rimasti senza
parole per la
polverizzazione
di edifici recenti,
quasi sempre
c’erano carenze e
imbrogli
nelle strutture
Ma come impostare un sistema
di controlli sulla ricostruzione
che eviti le vergogne del passato? Già la camorra ed i politici
corruttibili scaldano i motori e
fiutano affari nella ricostruzione, con il drenaggio degli aiuti
degli italiani.
Il controllo dovrebbe essere
impietoso, quasi fanatico perché un solo euro non finisca
nelle solite mani dei soliti noti
o al partito del terremoto. Ci
vuole un controllo effettuato
da una commissione di citta-
dini e di tecnici che, al primo
sospetto di collusione, escluda
subito le ditte dai lavori e le
denunci alla magistratura.
Bisogna avere il massimo
riguardo all’etica nella ricostruzione e tanti sospetti per
deviazioni dalle pratiche corrette: essere impietosi verso
chi convalida abusi o vanifica
i controlli con procedure burocratiche adatte al solo fine
di coprire speculazioni edilizie. Questo è ciò che dalla
tragedia dell’edilizia fatiscente
tutti ormai hanno appreso: é
un impegno degli Italiani per
l’Aquila. Per vederla risorgere darebbero l’anima, ma non
dimenticano gli sciacalli della speculazione. I controlli,
come si è visto, non sono stati
esercitati nella maggior parte
dei casi. Con l’attuale prassi i
controlli sono formali, fonte di
guadagno passivo a chi mette
le mani sulla ricostruzione e
non garantiscono nulla. Si calcola che le spese per i membri
di commissioni costituite per
altri eventi sismici si sia speso il 25% dei contributi. Poi
c’è quello che viene estorto
da amministratori collusi; poi
le tangenti sugli appalti e subappalti: Poi, chissà quale altra
ruberia! Né possiamo affidarci
al merito professionale delle
imprese che saranno chiamate a ricostruire: il sistema di
valutazione é tutto ancora da
inventare. La garanzia di onestà e professionalità non è stata
mai in auge in Italia, a causa
delle ipocrisie del buonismo
e del comprensionismo verso
i bisogni sociali che allargano
sempre più i “casi da trattare”.
A ciò si aggiunga l’inefficace
controllo di organi statali, regionali o comunali condizionato da un potere mafioso è in
grado di far saltare ogni livello
di verifica. Come si vede, c’è
molto da fare per non ritrovarci nelle vergogne del passato!
Valentino Venturelli
Ritrovata l’unità degli italiani
dopo la Prima Guerra Mondiale
N
on si era vista tanta sollecita manifestazione e
partecipazione per un
evento negativo, luttuoso e improvviso in Italia.
E’ vero: il Vajont e il Friuli, ormai alcuni decenni orsono furono oggetto di grande attenzione,
ma mai con la diffusione estesa
dal Governo alle Unità Pubbliche di Emergenza, ai Volontari,
ai Militari e alle Forze dell’Ordine, Unità di Crisi, Pompieri
ecc… e alle iniziative varie e
concrete da tutte le Regioni della Nazione.La presenza è stata
immediata ed efficiente, non si
è pianta addosso la gente del
luogo. E’ apparsa immediatamente contagiosa la decisione,
la fermezza e la credibilità della
presenza continua dei responsabili politici (primo il Capo del
Governo) che hanno invitato
le popolazioni del luogo a rimboccarsi le maniche perché non
sarebbero state lasciate sole e
tutti gli italiani erano pronti a
dare una mano.Credibilità e fiducia, la “pozione magica” che
ha galvanizzato i cittadini di un
senso di appartenenza comune
che non si verificava così massiccio dalla Prima Guerra Mondiale, quando da ogni Regione
i giovani soldati scoprirono la
parola Patria.Spiace alla bandiere rosse con falce e martello di
tutti i tempi, che attendono ogni
anno il 25 Aprile per occupare e
monopolizzare piazze e manifestazioni in nome della libertà. In
quel 25 Aprile del 1945 (che io
ben ricordo) le cose non andarono proprio come i comunisti
continuano a tentare di convincere che l’Italia fu liberata da
loro. I tedeschi ebbero sul nostro suolo circa 130.000 morti,
le varie componenti partigiane
complessivamente circa 15.000
vittime, gli americani 120.000
che con i loro alleati raggiungono circa i 150.000 morti, dieci
volte tanto…..completamente
dimenticati. Per non parlare di
Cefalonia…..ecc.
Prima si trova il coraggio di
sciogliere definitivamente questo equivoco, meglio sarà finalmente per tutti gli italiani e per
la Storia.
Adriano Gionco
Volontari d’Europa in Abruzzo
H
anno
svolto
dieci
giorni di servizio di
Protezione
Civile
nell’Aquilano, i cinque giovani
dell’associazione
Volontari
d’Europa Samuele Pillonetto,
Nicola Pillonetto, Alberto De
Negri, Isidoro Bertazzon, e Flamur Ramushi. Al loro arrivo
hanno ricevuto i ringraziamenti
da parte delle Amministrazioni
Comunali di Sernaglia e Vidor
dove l’associazione opera. “Siamo partiti con i nostri mezzi lo
stesso giorno in cui è avvenuto il
sisma, insieme ad altri volontari
trevigiani Federazione Italiana
Ricetrasmissioni per svolgere
servizio di emergenza radio
per i collegamenti. I Volontari
d’Europa oltre al servizio radio hanno allestito tendopoli ed
hanno collaborato con il personale della Protezione Civile,
della Prefettura e del Comune
di Pizzoli. Hanno presenziato
ai Funerali di Stato delle vittime del terremoto. Il presidente
Samuele Pillonetto: “Ho avuto
la possibilità di vedere di persona il centro dell’Aquila e di
Onna, frazione più colpita dal
sisma, uno scenario indescrivi-
bile. Degli edifici sono rimaste
solo macerie e dolore per le vittime, per noi volontari che torniamo alle nostre case resta una
intensa esperienza di vita”.
Mattia Perencin
4
primo piano
• Maggio 2009
Vertice G8 fruttuoso e determinante
Zaia: Un momento spartiacque
nella storia dell’agricoltura
Massima condivisione degli obiettivi
da raggiungere e una comune visione del mondo.
Un enorme passo avanti.
Cison di Valmarino TV - Castelbrando. Questo primo G8
dell’Agricoltura ha aperto un
nuovo corso per combattere la
fame e difendere la sicurezza
alimentare. I risultati verranno
presentati, il prossimo giugno
a L’Aquila, al G8 dei Capi di
Stato e di Governo. Il Vertice
si è chiuso con l’impegno per
ridurre gli effetti negativi della
crisi su povertà e fame, incoraggiare una produzione alimentare sostenibile, aumentare
gli investimenti in agricoltura e
ricerca, monitorare i prezzi delle
materie prime agricole e vigilare sulla speculazione.Fra gli
impegni contenuti nella dichiarazione finale importante per il
nostro Paese la tutela dei prodotti tipici di qualità, l’evitare la
concorrenza sleale e lo sviluppo
rurale rafforzando il ruolo delle
famiglie agricole e dei piccoli
agricoltori facilitando il loro accesso alla terra. Crescita e sviluppo passano inevitabilmente
da un aumento della produzione
agricola, che va quindi bilancia-
Un elogio agli Sherpa
I
n ambito G8, un ruolo fondamentale è stato svolto dagli Sherpa, dal nome delle guide che aiutano gli scalatori a raggiungere le vette himalayane, che rappresentano personalmente i rispettivi Capi di Stato e di
Governo per tutte le questioni che formano l’agenda del Vertice.
A loro il Ministro Zaia al termine del G8 ha voluto rivolgere un personale ringraziamento per il lavoro svolto.
L
ta con la produzione di energia
rinnovabile da biomasse.
I Paesi del G3, G5 e le Organizzazioni, i cui rappresentanti
hanno partecipato alla conferenza stampa finale, si sono sentiti
rappresentanti dalla Presidenza e
dal documento della stessa.
“L’apprezzamento di tutti i Paesi presenti al vertice per questa
iniziativa è stato unanime.- ha
dichiarato il Ministro Luca Zaia
– Vogliamo un mondo in cui la
fame non sia più una piaga per
140 Mln di bambini e non uccida un Mld di persone all’anno;
in cui l’accesso al cibo e ad alimenti salubri sia un fatto normale. Sono molto soddisfatto che
gli occhi del mondo siano stati
puntati per tre giorni su un settore determinante per il nostro
futuro e lavoreremo perché sia
anche il cuore dell’agenda politica del futuro”.
Roberto Momo
Aiuti per rilanciare
l’economia
a Regione Veneto, nel
corso del Consiglio Regionale
straordinario
del 15 Aprile 2009 convocato
in seduta straordinaria per dibattere la crisi, ha dettato delle
linee guida e messo in atto dei
provvedimenti per rilanciare l’
economia locale e nazionale.
Piani di supporto finanziario
a favore delle piccole e medie
imprese, interventi a sostegno
del reddito e dell’ occupazione
con la destinazione di risorse
maggiori per affrontare le sempre maggiori richieste, interventi al settore edilizio privato e
pubblico con la possibilità per
il privato di ampliamento degli
edifici entro il 20% del volume
e il rinnovamento dell’ esistente
mediante ricostruzione e demolizione e per il pubblico nell’
edilizia scolastica con lo stanziamento di circa 70 milioni di
euro e nell’ impiantistica sportiva di circa 29 milioni di euro,
interventi poi nel settore dell’
industria dove la Regione per
la finalità di attrarre gli investimenti e lo sviluppo d’ impresa
ha dimostrato il proprio interesse a condividere i seguenti progetti: polo idrogeno e distretti
energetici, energia sostenibile
e filiera agro- alimentare, per
il settore dell’ agricoltura con
strumenti tipo “interventi a favore delle imprese agricole per
il credito di esercizio” finalizza-
ti a far uscire dal difficile momento economico e finanziario
e riguadagnare competitività
ed infine per l’ innovazione e
la ricerca sono stati diversi gli
interventi per finanziarne le
attività, i processi e le reti di
innovazione e per la creazione
di imprese ad alto contenuto
tecnologico.
Il provvedimento più importante ,a nostro avviso, è comunque
quello intrapreso per supportare dal punto di vista finanziario le piccole e medie imprese
tramite una sinergia forte tra
sistema bancario,confidi, enti
pubblici e mondo associativo,
per permettere alle piccole
imprese di ottenere finanziamenti per crisi di liquidità con
scadenze più lunghe di quelle
attuali. Ricordiamo l’ accordo
ultimo della Camera di Commercio di Treviso concluso con
15.000 Istituti di Credito della
provincia che consentirà di erogare alle imprese del territorio ,
tramite i Consorzi di Garanzia
Fidi, finanziamenti fino a 60
milioni di Euro con condizioni
particolarmente vantaggiose
per fronteggiare la scarsa liquidità, per consolidare le passività
da breve a medio termine o anche per acquistare macchinari.
La Regione poi ha istituito un
tavolo tecnico di monitoraggio
sulla situazione del credito e i
risultati delle iniziative a soste-
GARBELLOTTO spa
I-31015 CONEGLIANO (TV)
Viale Italia, 200 Tel 0438 366411
BOTTI E BARILI (BARRIQUES)
per affinamento vini e liquori, di qualsiasi legname, capacità e formati
gno poste in essere dalla Regione e attivato un tavolo tecnico
in concerto con l’ Assessorato
alle politiche del lavoro, la
commissione regionale e i comitati di coordinamento istituzionali all’ interno dei quali le
parti sociali e le Provincie del
Veneto , assieme alla Regione,
si sono impegnati a monitorare
l’ andamento dei livelli occupazionali, al fine di intervenire
con tempestività e utilizzare
preventivamente gli strumenti
delle politiche del lavoro quali
gli ammortizzatori sociali.
Non si può certamente sottovalutare la crisi, ma gli indicatori
mostrano una sostanziale tenuta
della nostra Regione, per le imprese che lavorano nel settore
dell’ industria, dei servizi, dell’
export e del turismo sono stati
registrate delle flessioni molto
deboli. Il fattore determinante
è ritornare ad avere fiducia e
quanto è stato scritto in questo
articolo sta a dimostrare che le
parti politiche sono sensibili ed
attente a questo momento economico congiunturale.
La nostra imprenditoria ha anche bisogno di questo..
Cinzia Perin
STUDIO T.F.T.
Tutela Fiscale Tributaria
Via Roma n. 231
Fontanelle (TV)
A
l G8 dell Agricoltura ha
partecipato anche Letizia
Moratti non in qualità di
Sindaco di Milano ma di Alto
Commissario per l’Expo 2015,
il cui tema sarà proprio ‘feding
the planet’, nutrire il pianeta. La
Moratti ha illustrato alcuni progetti relativi alla manifestazione
internazionale che verrà ospitata
nel capoluogo lombardo per a
raggiungere il primo obiettivo
del Millennio: sradicare la fame
nel mondo. A questo servirà il
Centro per lo sviluppo sostenibile che avrà l’obiettivo di puntare
sul capitale umano nei Paesi in
via di sviluppo e in tutte le aree
vulnerabili con lo scopo di ottenere sicurezza alimentare e incremento della produttività grazie anche alla meccanizzazione
e ad uno sviluppo di un’agricoltura urbana e familiare che possa
contare inoltre su strumenti innovativi come il microcredito.
A. B.
L’opera di Balljana ambasciatrice
di Treviso nel Mondo
e pronta ad entrare nel Guinness dei Primati
L
a bottiglia di Prosecco
Conegliano Valdobbiadene pronta a battere il
record della più grande bottiglia di spumante del mondo
è stata ospitata all’interno di
Castelbrando a Cison di Valmarino, al G8 dell’Agricoltura. La realizzazione, una
vera opera d’arte appoggiata
su un basamento di granito e
decorata da una vite in bronzo battuto è frutto dell’opera
dello scultore trevigiano Carlo Balljana. La bottiglia rappresenta simbolicamente il
biglietto da visita della Marca
Trevigiana, territorio dove si
produce il 95% del Prosecco
ed in particolare l’eccellenza
del “Conegliano e Valdobbia-
dene doc”,
fiore
all’occhiello
degli oltre
100 prodotti tipici
trevigiani.
La
bottiglia
in
esposizione
dalla
capacità
di 140 litri
è pronta a
battere il guiness dei primati.
I francesi al momento detengono il record con una bottiglia di Champagne da 117 litri
realizzata nel 1998.
Quest’opera, quindi, rappresenta al meglio l’orgoglio del-
la nostra terra per aver dato
nuova dignità all’agricoltura,
in particolare alle difficili
lavorazioni di collina che non
consentono la meccanizzazione in campo.
Andrea Catra
ARPA
S
Efficienza, efficacia, legalità!
l’amministrazione pubblica
come esempio
i è svolta a Firenze il 19
- 20 marzo 2009 il Seminario Tecnico dal titolo
“La gestione degli appalti pubblici: sicurezza e regolarità del
lavoro”. Organizzato dal ARPAT (ARPA Toscana) e ARPA
Piemonte in collaborazione
con Regione Toscana e Piemonte. Gli autorevoli relatori
con i vari temi tecnici, vedi invito allegato, hanno illustrato
la materia ai bel 250 presenti
delle ARPA di tutta Italia. Il
messaggio è stato quello che
l’Ente Pubblico deve dare ed
LEGNAMI E SEMILAVORATI:
Rovere, Castagno, Faggio Nat Ev, Frassino, Ciliegio eur/amer
Tiglio, Olivo, Acero, Ontano, Pero, Betulla, Acacia, Noce eur/amer
Toulipier, Carpino, Pioppo, Noce boliviana, Cedro, Lenga.
ELEMENTI PER SERRAMENTI
PANNELLI IN CASTAGNO FINGER/JOINT 19 mm
TRAVATURE IN CASTAGNO E ROVERE
essere l’esempio dell’efficienza, efficacia e del rispetto
delle normative. La normativa
attuale impone : efficienza ,
efficacia ed economicità dando
per scontato la legalità. Questo però non avviene in tutte
le strutture pubbliche è quindi
necessario “ridare credibitilità
alle Istituzioni” perchè senza
di queste non c’è la difesa della democrazia e delle fasce più
deboli.
Sono i Primi cittadini, i Presidenti di Province e Regioni , e
tutti i Presidenti dei vari Enti
dello Stato a dover dare il buon
esempio . Questo è il momento
giusto con un Governo centrale, che col Ministro Brunetta
in prima fila, sostiene questo
modo di operare che darà senza dubbio buoni risultati. Tanti
anni di democrazia hanno assopito i valori per i quali è nata.
Ora c’è l’entusiasmo per rilanciare quelle idee per i quali i
nostri nonni hanno combattuto,
sudato e sofferto per dare agli
italiani del domani un’Italia
fondata su pilastri solidi e certi
e non sul nulla.
PARCHETTI, LISTONI ED ASSITI
DI LEGNI EUROPEI (i più sicuri)
Rovere, Castagno, Frassino, Ciliegio, Olmo, Acero, Acacia,
PREZZI IMBATTIBILI
svendesi anche al minuto
LEGNA DA BRUCIO
secca e scorzi (ottimi prezzi)
ecc.
cultura
Maggio 2009 •
LA RUBRICA DELL’ARTE
LA CORRISPONDENZA DEL DR. ROSPONI
a cura di Mara Campaner
I volti di Manuel Borsato
I
volti dell’Artista Manuel
Borsato ci accolgono con
tutta la loro grazia, nelle
esposizioni in vari locali della
provincia di Treviso. La sua è
una mostra itinerante: 20 opere
prenderanno vita e si sposteranno nel territorio della Marca
trevigiana, di luogo in luogo, lasciando le tracce di questo ventiseienne. Nonostante la giovane età egli riesce ad imprimere
nelle tavole una grande professionalità e un grande vigore.
Nasce come autodidatta, ma
con il tempo sente il bisogno di
confrontarsi con il mondo dell’arte e dei suoi maestri, come
Sergio Favotto e Massimo Lorenzon. Da loro apprende molto, riuscendo ad elaborare poi
un proprio stile ed una propria
personalità pittorica. La sua è
una pittura incentrata sulla rappresentazione dei volti astratti
in un misto tra l’informale e il
figurativo, che traccia con mano
veloce sulla tela, lasciando un
segno nitido che in alcuni casi
può risultare violento. Con la
stessa velocità dona alle figure
una parvenza di occhi, bocca
e naso, plasmando fisionomie
note o a noi assomiglianti, ma
anche dei perfetti sconosciuti.
La sua pittura, in uno stile molto primitivo, potrebbe ricordare
il segno di un bambino alle sue
prime esperienze con il colore.
Manuel invece ha bisogno di
trovare l’ispirazione, ha bisogno di esprimere un determinato
sentimento che sente nell’istante della creazione. Proprio in
questo momento della sua vita
si sta interrogando se i suoi personaggi hanno veramente un
anima già formata o se hanno
bisogno di ricercarla.
Un’importanza fondamentale
nella sua tela è data dal colore:
in alcuni casi sgargiante, gioioso, imprevedibile, in altri controllato, cupo, freddo. Tutto è
in sintonia con il proprio stato
d’animo. Proprio intingendo i
suoi pennelli negli smalti acrilici riporta con grande determinazione ed ampie pennellate
nelle sue tavole i volti, con gli
ovali imperfetti di uomini e
donne. Con questi segni ci lascia stupefatti, senza parole, in
ammirazione quasi da poterci
riconoscere in questi, o riconoscere le persone che ogni giorno
ci passano accanto.
Manuel realizza una pittura di
superficie, su cui emerge la visione di tutti i dati della sensibilità, quelli più esteriori legati
ai rimandi culturali e quelli più
interni legati alla condizione
psicologica.
La sua mostra personale “Sulle
tracce del colore” è visitabile nel mese di maggio presso
il ristorante i “Due mondi” di
Treviso e il “Caffè Roma” di
Montebelluna. Per ulteriori informazioni www.sopralerighe.it
o 340 2594486.
Mara Campaner
L’ANGOLO DELLA POESIA
Riccioli
D’Oro
Cantando stanca
la ragazza più non ha
i riccioli d’oro
della sua primavera,
che si confondevano
con il biondo del grano,
sul quale era distesa,
le braccia aperte
per accogliermi con amore.
Quante primavere
e quante estati
hanno cantato
da quei giorni giovani
dal sapore di miele,
dai baci rubati
dai morsi delle mele.
Sono grigi ora
quei riccioli d’oro
e più piccolo
si è fatto il mio cuore,
che chiama l’autunno
e sfugge la primavera.
Cantando stanca,
senza più riccioli d’oro,
forse è più felice,
la ragazza di un tempo
e la tristezza, anche la sua,
è tutta mia
5
Cantico di libertà
In verbo non sta la ragione,
allorchè con grida insanguinate
e a braccia alzate,
e a mani tese,
si roboava il mondo.
In cima al monte, solitario
il pensiero a recitar la storia,
e deriso, e di scherno ai lazzi,
e non di forza avvezzo
ma di coraggio pregno.
Il brulicar di folla,
imprigiona della mente ogni sentire,
e di ogni cuore il dire
si assopisce nel sonno dei più.
E quindi un solo grido
dalle gole mute,
una sola voce senza padrone
a vagare sulla bocca .
di un duce.
Quanta forza appare ai molti
e quanta importanza,
e quale menzognera verità.
Solo dopo il silenzio,
il passo leggero, nell’acciottolato
richiama il pensiero,
e al ritorno delle stelle
le nubi si rifondono nella notte.
Oh! Cuore, perché tremi alla verità?
Perché fuggi alla luce,
Licio Gelli che timida, che dolce, che gentile
ti rifrange la luna.
Il prato è verde,
e gli alberi e l’acque,
non muovono contro di te,
ma ti sollevano al dire
in musica dolce il loro canto.
Chi ha osannato alla morte,
chi al risucchio del demone
che dominar non può
al tempo la ragione?
Dopo il pianto,
non vi è più voce,
non più grida di sostegno
alla follia,
non più occhi iniettati di sangue.
E così, dal monte,
come limpida acqua di ruscello
scroscia al piano, e per ciascuno,
il vigore del pensiero di pace,
non più assiso, non più solo,
ma della vita amore,
a sapidare la terra di libertà.
Adriano Gionco
Sorridimi
Amore
Sorridi,
Sorridimi amore,
scoprimi l’anima,
aprimi il cuore,
avvolgimi di bene,
stringiamoci in questa follia.
Scambiamoci pensieri
e uniamoli in sentimenti.
Mescoliamoci con l’amore
lasciamoci trasportare via.
Come la scia di un profumo
io seguirò il tuo respiro.
Serena Dal Pos
“Il tostapane”
I
l mio nome è Francesco, ma
qualcuno, e specialmente all’estero, mi chiama “Franz”
e basta! Ho circa quarant’anni, e
già mi mancano in bocca diversi
denti, di cui 2 davanti, che sfigurano il sorriso del mio bel volto
di veneto antico, sicchè non rido
mai, cosicché tutti mi scambiano
per serio! Io sono il nipote del
“ribelle”, nonché comandante dei
partigiani, che mitra inglese alla
mano, bloccò con suo fratello
macchinista delle Ferrovie fasciste, con un italiano ex ufficiale
pilota della regia aeronautica e un
liceale del “Flaminio” – di soli 17
anni e sfuggito alla distratta sua
mamma – un generalone nazista
che lesto scappava per i campi,
al di sopra della strada “Pontebbana”. Costui, il feroce caporione delle “SS”, quel 29 aprile del
1945, se la dava in macchina in
mezzo all’erba e al frumento, lasciando vilmente sotto le bombe
degli aerei inglesi la sua enorme
colonna d’armati, intrappolata
sul Menarè, lì fra Pordenone e
Treviso, e in una improponibile
fuga verso una Germania già in
cenere. Loro, i nazisti, erano carichi d’armi e con parecchi fascisti
al seguito, ma come sempre d’ingombro!; erano inoltre carichi di
tacchini, faraoni, polli, galline,
uova, salami, grosse soppresse,
formaggi con la muffa, burro,
vini raboso (“vin da viajo”!),
marmellata, farine da pane e di
polenta bianca, ma anche e pure
di cassette militari zeppe di sterline inglesi e di oro in moneta
(lire-oro del re fuggiasco al Sud,
antichi franchi d’oro di napoleone I e III, sterline-oro della regina
Vittoria, e 1 chilo e ½ di zecchinioro di Venezia, la bella, e razziati
a Diamante,una grossa e sgraziata principessa ubriacona dell’entroterra veneto, e che voleva sposare un bell’ufficiale delle “SS”).
Quindi nelle benedette!casse in
fuga anche fasci di dollari americani, ma non di rubli russi, se
non una manciata d’oro. Si narra,
si racconta e si parla che colà, al
Menare, lì, come già sappiamo,
fra Pordenone e Treviso, un popolo affamato, mischiato a donne, diverse già spie dei fascisti
(una fece fare 30 mesi di confino-carcere a mio zio, che poi fu il
I
comandante, l’eroe partigiano, e
che infine le risparmiò la vita solo
perché è tuttora racchia vivente, e
già da esso, mio zio, respinta ai
“bei” tempi di quando c’era “lui”
appunto perché racchia!) di notte,
sfidando gli scoppi susseguenti
gli incessanti bombardamenti,
tutto si rubò e tutto si mangiò o
in gran parte poi investì in appartamenti, case, terra, fabbriche,
campi già coltivati e bel vivere (a
Venezia, soprattutto!). Non mangiai però io!, nipote diretto dell’Eroe, che nel dopoguerra visse
a Milano facendo il portinaio ai
ricchi borghesi, e morì in pieno
boom economico dell’”Itaglietta”
senza neppure un abito da metter
nella cassa di morto, e fu addirittura inumato, - per eclatante povertà – a spese del Municipio in
fossa comune! Non mangiò neppure mio padre, giacchè mi lasciò
in eredità solo la sua miseria di
manovale edile, essendo stato a
suo tempo epurato come fascista
dalle Ferrovie, ignorando (volutamente?) “lor signori” che Egli
fu infiltrato nell’azienda ferroviaria da suo fratello, l’Eroe, per
conoscere il via vai dei convogli
da e per la Germania. Oggi, certi
filosofanti dicono che la povertà
sia un valore più grande d’avere
degli “schei” rubati, e che presto
o poi di tutto si debba render conto!!! Sarà, sarà,…ma io intanto
dovetti con cotali improvvidi e
sprovveduti zio e papà, acquistare per la pagnotta quotidiana
– e/o poco più – la cittadinanza
francese facendomi loro soldato
e combattente, sicchè ora sono
“capo-pilota” d’elicottero e rifornitore d’acqua, pane e companatico agli alleati, infognati
negli avamposti distanti 100km.
da Kabul-capitale, in terra afgana. L’altro dì, rischiando davvero
la mia pelle, come del resto fece
65 anni fa quel fegatoccio di mio
zio, l’Eroe, bombardai viveri,
anche di conforto (gin, birra, chinotto, spumante italiano di mele,
ma non la grappa, che non la vuole proprio nessuno! E neanche in
punto di morte!) sopra una missine interalleata (fanti inglesi e rari
alpini veneti, mi pare!) spintasi
oltre il dovuto a spiare delle bande ribelli armate soprattutto di
scoregge “atomiche” – le fanno
a tutte le ore! – e quindi di coltello e schioppi russi. Buttai poi
giù segretamente – come da loro
voluto ma non concesso dagli
alti loro comandi – anche un moderno tostapane, alimentato da
batterie solari, che laggiù il sole
non manca mai e poi mai! Succede, e lo seppi allo spaccio del
mio campo dopo il mio tribolato
rientro, che i “nostri” circondati
dai bellicosi locali in armi e già
a corto di cartucce, e finite pure
le bombe a mano, nella “cazzata
di salvarsi la vita” tirarono anche
il famoso “tostapane!” rovente
però come non mai. Il quale colpì
giusto in testa (ma fu mira venete o inglese a ferire?) il figlio del
“capo-tribù”, che gocciolò sangue dal naso. Ferito lieve dunque,
ma che tuttavia si ritirò con tutta
la sua cospicua banda di ribelli.
Motivo del fatto? Banale per noi,
ma sostanziale per questo popolo
della sabbia che combatte per la
sua Patria (come lo fu mio zio,
l’Eroe). Gli è che da quest’ “infernale” ordigno, il nostro “tostapane” appunto, - considerato
di ribelli e sul momento un’arma
anomala se non segreta del corrotto Occidente – scivolò fuori
dalle sue viscere metalliche un
unto, schifosissimo e mal cotto
toast di soppressa “plasticosa”,
che tuttavia sempre di maiale è e
resta! Quindi d’animale immondo e sporco, che vive tutte le sue
sante giornate tutto affogato nel
suo letame (di porco). Uno sconcio davvero per l’antica cultura
di questo fiero e pulito popolo
della sabbia! Insomma un insulto fisico, ma specialmente “morale” nonché “etico”, sicché di
tutta fretta mi spedirono col mio
elicottero sull’avamposto a recuperare gli ignari eroi della nostra
Coalizione occidentale.
Storie d’un italo-francese,
ebbro
di “torchio rosso”
(mix dei peggiori
vinacci del Piave,
ma eccellente per
stomaci forti e pelosi),
raccolte per Voi,
ma solo per Voi,
dal vostro
dr. Felix F. Rosponi
I fili d’Oro
fili d’oro che danno forma ad una matassa dorata,
sembrano essere un piccolo
Sole, ma ingannano, o meglio,
stanno ad indicare un’altra verità, una delle tante. E’ possibile
ricondurli alla forma originaria
ma non senza costanza e perseveranza. L’oro intrecciato con
l’argento forma un tutt’uno, ma
due sono, e resteranno tali, le
materie d’origine. Nell’operazione di scioglimento della matassa ci si rende consapevoli di
come tutto sia soggiogato alle
leggi di ritorno ciclico all’essenza originaria. Ci si interroga su cosa sia meglio fare. Gli
strumenti divinatori sono posti
sul tavolo di lavoro, così come
il sacerdote ripone sull’altare il
calice, la campanella, il Libro
Sacro, o così come il mastro
scalpellino i propri strumenti di
lavoro, il martello, la squadra,
il filo a piombo. Colui che vede
chiaro, già coglie la risposta dai
simboli. Arcane metodologie,
spontanee nel rendersi note a
chi è degno della loro comprensione. Volontà di conoscenza
che viene ingannata da una iniziale manifestazione simbolica
che dista dalla verità come il
Sole dalla Notte. Stai prendendo nota dei tuoi confusi pensieri
ma di ciò che il tuo demone ti
suggerisce, ma, non temere, sei
comunque libero di agire. Puoi
quindi alzarti, uscire dalla porta
interrompendo il dialogo, entrare nella successiva dove tutto
tace, e poi?
Vedi, questa è la manifestazione della tua Volontà. Sia quindi
fatta la tua Volontà. Ascendi, discendi, avanza, indietreggia…
fai ciò che vuoi, ma desidera e
realizza l’opera.
Loris Vendrame
www.labottegadiermes.it
6
mondo
• Maggio 2009
MOLDAVIA
USA
Moldavia,
il futuro
nel biologico
Obama accende
le speranze al Vertice
delle Americhe
L
S
i è concluso il 19 aprile scorso il V Vertice delle
Americhe all’Hyatt Hotel di Port-of-Spain nell’
isola di Trinidad al quale hanno preso parte 34
paesi delle Americhe con l’eccezione di Cuba, assente
perchè non membro dell’ OSA (Organizzazione degli
Stati Americani). Pur non presente, Cuba è stato il paese di cui si è più discusso a questo vertice a seguito
dell’apertura che Raul Castro aveva fatto la settimana precedente il summit agli USA dicendosi disposto
a aprire il dialogo su tutti i temi sospesi tra il paese
caraibico ed il potente vicino e della formale richiesta
dei paesi sudamericani dell’Unosur di sospendere l’embargo economico a Cuba. L’evento si potrebbe ribattezzare Vertice della speranza avendo raggiunto alcuni
impensabili obiettivi come l’affermazione da parte del
Presidente Obama di riapertura di dialogo con Cuba e
Venezuela e di un futuro confronto sereno con tutti i
paesi americani, piccoli e grandi, da partner paritari.
Nei tre giorni di vertice è apparso lontano il momento (giugno 2008) che aveva visto il barile di petrolio
raggiungere il prezzo record di 140 dollari, come pure
le minacce di Aminejad, i toni aggressivi di Chavez e i
proclami nazionalisti di Putin. Allora si era alla vigilia
della crisi finanziaria ma Iran, Venezuela e Russia, importanti paesi produttori di oro nero, pensavano di essere immuni dai suoi danni collaterali. Ora non più. La
debolezza dei prezzi del petrolio e del gas ha riportato
questi paesi su un sentiero di una maggior ragionevolezza. Le parole di di Obama “Ho molto da imparare ed
ho molto desiderio di ascoltare” ha impressionato favorevolmente il suo uditorio. Ora non resta che attendere
che il disgelo delle relazioni inframericane dia i frutti
concreti che tutti si attendono.
Pierpaolo De Nardi
Corrispondente del Piave
Mar del Plata - Argentina
AUSTRIA
Programmato il 17° incontro
italo – austriaco della pace
A
ricordo dei caduti e
delle vittime civili
della Grande Guerra
è stato programmato a Marchtrenk (Austria), per il 9 ottobre 2009 presso il Cimitero
militare italiano della Prima
Guerra Mondiale il 17° incontro italo – austriaco della
pace. Ricorda il Com. Mario
Eichta ideatore degli incontri della pace italo-austriaci
:“Ho fatto in modo che l‘incontro di quest’anno fosse
programmato a Marchtrenk,
cittadina a circa venticinque
chilometri da Linz.” E proprio nel campo di prigionia di
Marchtrenk furono deportati
25.000 soldati Italiani e Rus-
si; 1.879 di quei prigionieri,
pur curati nell’ospedale del
campo, morirono soprattutto
di tifo e di tbc e sono ancora
lì sepolti nel Cimitero Militare che al tempo era annesso
al campo di prigionia. Il Cimitero di Marchtrenk viene
ancor oggi encomiabilmente
curato dalla associazione volontaristica della Croce Nera
Austriaca.
La cerimonia internazionale,
che si terrà nel pomeriggio
del 9 ottobre p.v., è ufficialmente parte integrante del
programma generale che la
Croce Nera Austriaca ha previsto per celebrare i 90 anni
di fondazione e permetterà di
partecipare al 17° Incontro
italo austriaco della Pace a
tutte le delegazioni ufficiali
anche estere (autorità civili,
militari, religiose e diplomatiche), con cui la Croce Nera
da anni collabora.
Fabiano Zucco
[email protected]
a
Repubblica
Moldova ha esportato nel 2008
beni per un valore di oltre un miliardo e mezzo
di milioni di dollari,
mentre le importazioni
hanno sfiorato i quattro
milioni e novecentomila dollari. Gli ultimi
dati dell’Ufficio Nazionale della Statistica
UNS confermano che
le esportazioni sono
aumentate del 19% e le
importazioni del 32,8%
rispetto al 2007.
L’Istituto italiano di
certificazione e etica
in agricoltura stipulerà
contratti per l’acquisto
di prodotti ecologicamente puri, fabbricati
dalle società della Re-
pubblica Moldova che
hanno già effettuato
la conversione dei terreni per la produzione.
Nel 2009 una ventina
di società inizieranno
a produrre i prodotti
ecologici, che verranno
venduti con il marchio
“Made in Moldova”. Le
coltivazioni riguarderanno grano, orzo, soia,
girasole, patate, cetrioli,
pesche.
Altre 25 aziende stanno
effettuando la conversione del suolo. I prodotti ecologici sono i
prodotti del futuro e la
Moldavia potrebbe diventare un importante
fornitore di tali prodotti
sul mercato europeo.
Benedetto Saverio
I
Maggio 2009 •
Alcune visioni di insieme della mostra permanente di Sacile 450mq di spazio
Il saluto
del
Presidente
Finalmente dopo quasi
tre anni dal concepimento del progetto di realizzare un centro culturale
polifunzionale di grandi
dimensioni autogestito
dai partecipanti, sìamo
riusciti, anche con un po’
di fortuna a localizzare,
in quel di Sacile (Pn) lungo la SS13 Pontebbana,
allestire e inaugurare il
giorno 11 ottobre 2008
alla presenza delle autorità comunali e regionali, la più grande mostra
d’arte permanente del
nord-est. A tutt’oggi sono
più di 120 gli artisti alcuni
dei quali conosciuti nel
circuito
internazionale
dell’arte, provenienti da
tutta la penisola che espongono o hanno esposto nella nostra splendida
sede. Siamo tutti molto
felici di aver suscitato
inizialmente perplessità
sulla materializzazione
del progetto, parecchie
persone artisti e gente
comune non avrebbe
scommesso nemmeno
una lira sul fatto che ci
saremmo riusciti, tutti
sono stati smentiti dai
fatti, siamo un gruppo
molto motivato, ma soprattutto gli associati
credono nei progetti futuri
dell’associazione.
Concludo ringraziando
tutti gli artisti partecipanti, i soci fondatori e
tutti coloro i quali periodicamente ci vengono a
visitare, e che contribuiscono in maniera sensibile al nostro successo.
Flavio Cian
LE TELEVENDITE
Con le televendite si raggiungono
le case degli italiani e non solo
Apparire in televisione è
un po’ il sogno di tutti dalla massaia al politico più o
meno importante, lo vediamo e lo notiamo tutti i giorni nei programmi di intrattenimento sia mattutini che
pomeridiani, molte volte
consciamente o inconsciamente pensiamo di esser
lì e poter dire la nostra
se si tratta di programmi
dibattito, o di partecipare
ad un quiz, diventiamo per
un certo periodo breve, o
lungo, personaggi famosi
o criticati, il ruolo della televisione è fondamentale,
ci porta a conoscenza di
nuovi prodotti o di offerte
attraverso gli spot televisivi. Anche l’arte è da anni
un prodotto che viene proposto in televisione, è un
modo semplice ed efficace
di far conoscere l’artista e
quanto produce a tutti gli
italiani e non solo, quando l’artista viene proposto
nei canali satellitari di SKY.
Apparire in televisione per
l’artista significa risparmiare in spostamenti, allestimenti, rinfreschi, spese
pubblicitarie che reclamizzano la mostra personale
in quel posto, più o meno
visitato ecc…, qui in televisione il consumatore, l’appassionato d’arte, il collezionista può “visitare” la
Vostra personale galleria
senza spostarsi da casa,
può, a seconda del Vostro
valore artistico, richiedere
di visionarlo a casa, oppure
di acquistarlo direttamente
in televendita. Nella peggiore delle ipotesi, ovvero
se l’opera non viene venduta si ha un “ritorno” sottoforma di pubblicità, certo
però se l’opera non viene
venduta ci si pone anche
delle domande, apparire
in tv costa sicuramente
molto ma molto meno che
una mostra personale, a
meno che non si sia artisti di fama internazionale,
da museo per intenderci,
dove si è pagati dall’Ente
organizzatore per esporre.
Molti artisti sono diventati
famosi proprio grazie alle
televendite, ometto i loro
nomi, ovviamente, ma
di recente proprio in una
famosa trasmissione di
televendita si è ricordato
quanto Vi ho descritto ora.
LIBERARTE sta affrontando ora il mercato delle
televendite, o meglio teleproposte trasmissioni riservate solo agli associati,
la nostra formula si discosta dal normale cliché che
ora vediamo, sfruttiamo il
nostro salone di 144mq,
l’abbiamo trasformato in
set televisivo per presentare le opere degli associati anche di fronte ad
un pubblico di invitati (necessaria la prenotazione).
Siamo anche certi che la
nostra formula di televendita avrà successo pertanto seguiteci sul canale 932
di SKY il venerdì dalle ore
20,00 alle 21,00. Informazioni per partecipare al
3389380567 Cian Flavio.
II
• Maggio 2009
IL CATALOGO
IL CERTIFICATO
DI AUTENTICITA’
Una innovativa
e unica forma
per certificare
e catalogare l’arte
L’Opera d’arte da Voi prodotta deve essere goduta
dal compratore, che sempre più diventa esigente,
a cominciare dal confezionamento, che deve essere sempre e comunque
elegante a prescindere dal
valore, anzi più l’opera ha
valore meglio deve essere
confezionata, dalla firma
dell’artista autore, particolare di estrema e assoluta
rilevanza, è il certificato di
garanzia che riveste una
notevole importanza per il
compratore. Quante volte
ho assistito a scenette del
tipo “C’è l’ho solo io…vedi
il certificato di garanzia, firmato e datato dall’artista?”
Forse sarà capitato anche
a Voi, ma il nostro Istituto
l’I.C.C.O.A, (Istituto per la
Certificazione e Catalogazione delle Opere d’Arte)
ha realizzato qualcosa di
straordinario, un certificato
che scoraggerà tutti i falsari, (dovete sempre tener
conto che il domani non si
può di certo prevedere, alle
volte vale di più un incontro
che una personale per far
carriera nell’arte), abbiamo
applicato al certificato di
garanzia un OLOGRAMMA numerato. Cos’è un
ologramma? L’ologramma
lo vedete tutti i giorni sulle
banconote è quel bollino
che luccica e cambia di
colore, non è FALSIFICABILE come lo può essere
un’opera d’arte, (vedi i cinesi cosa sanno fare e non
solo) bene, noi li abbiamo
realizzati con un numero
seriale, uno viene applicato al certificato di garanzia,
l’altro, con lo stesso numero, viene da noi catalogato. Il compratore e anche
il venditore, gallerista,
collezionista, artista ecc…
sarà ben felice di mostrarlo perché è garanzia sia
per il venditore che per il
compratore dell’autenticità
dell’opera, siamo anche
consapevoli che tale sistema quando sarà adottato
da tutti ,sia artisti che mercanti, non farà altro che
spazzare via i falsi ed i falsari, perché per falsificare
un OLOGRAMMA bisogna
essere in possesso del
MASTER (la matrice originale quindi), e comunque
non sapendo che strade
possono prendere le Vostre opere, si può sempre
richiedere una misura al
nostro Istituto per maggior
sicurezza. Richiedetelo e
certificate le Vostre Opere
il compratore ha bisogno
di certezze, e poi il mercanteggiare viene meno,
una volta che l’opera è
certificata e catalogata.
L’importanza di essere presenti
in riviste e cataloghi
I cataloghi nacquero insieme con le raccolte di libri ( sec. VII a.C. ) in tavoletta
di argilla poi in papiro.Il catalogo serve
a dare una visione ampia de proprio
creare, e una visibilita’ che raccoglie
tutta la produzione della nostra opera
ed è una grande forma di propaganda
.Capire l’importanza , la valenza storica
nel contesto culturale del nostro tempo
così vario ,ignorato; può sembrare una
provocazione ,come dire che le lancette dell’orologio possono correre all’indietro sul nostro intero percorso artistico .Il catalogo serve per far conoscere
e valorizzare il nostro talento artistico a
confrontarsi e comunicare con gli altri
e renderli partecipi del nostro operato.
Serve a documentare e rendere visibile
e diffondere il nostro percorso di ricerca
autonoma ,di minuzioso lavoro il catalogo è il nostro biglietto da visita . Su di
esso vengono pubblicate le nostre opere si evidenzia lo spessore artistico del
pittore , viene spiegata la nostra tecnica
pittorica il nostro pensiero è una guida
che sa influenzare i gusti degli investitori e stimolare nuove proposte . Essere presenti in un catalogo per un artista
riveste certamente una grande importanza, in più cataloghi si è presenti, più
visibilità e credibilità artistica si ottiene.
Naturalmente si tiene presente anche
la casa editrice del catalogo dove apparire, molte sono le case editrici specializzate, alcune delle quali meno note
ai più però maggiormente prestigiose,
Electa ad esempio, molto meno nota
di Mondatori, ma certamente punto di
riferimento per l’arte contemporanea.
Cito questi due esempi possiamo dire
agli antipodi uno dall’altro perché la
prima seleziona l’artista che dev’esser
pubblicato, la seconda invece scatena
la propria forza vendita e fa leva sul
prestigio del proprio nome per stimo-
lare gli artisti
tutti, in alcuni
casi, altri, per
esser presenti,
sono come ben
avrete
avuto
modo di verificare molteplici
sono le proposte che vi vengono o sono
state fatte, dal
comperare una
copia del catalogo ad esempio a 100 Euro
e le successive a 20 Euro,
(solo per citarne una) all’acquisto di una
pagina a colori
con recensione. Anche noi
abbiamo in programma per questo
2009 la realizzazione di un catalogo,
il primo motivo sorge perché quando
si richiedono spazi pubblici per l’organizzazione di una personale o di una
piccola collettiva in palazzi o spazi di
comuni importanti, Padova, Treviso,
Venezia, ecc… la prima cosa che ci
viene chiesta è il catalogo dell’artista o
degli artisti da presentare, molti di voi
non affrontano la spesa di una catalogo
oppure lo fanno stampandone poche
copie in digitale (per fortuna che la tecnologia e l’informatica ci viene incontro) alcuni più fortunati hanno uno o più
sponsor e allora si stampa in tipografia,
ma poi succede che le opere vengono
vendute e bisogna ristamparne ancora
e così, ora con la crisi economica (autentica scusa per potenziali sponsor di
defilarsi e non impegnarsi in sponsoriz-
zazioni. ndr) diventa sempre più difficile
ottenere contributi, abbiamo deciso allora di realizzare il primo nostro catalogo titolandolo ANNUARIO ARTE 2009
ovviamente selezionando i partecipanti
e riservato solo ai nostri associati. Il secondo motivo per il quale lo andiamo a
realizzare è che si potrà esser presenti
ad un costo molto basso, e proprio per
coloro che partecipano alle televendite un motivo in più per dar maggior
risalto alle proprie opere.Il catalogo si
può considerare il registro delle nostre
opere ed ha grande importanza storica: in esso sono contenuti numerosi
dati le nostre esposizioni,mostre personali o collettive ,premi,riconoscimenti,
attestati,critiche recensioni è un aperitivo
illustrato per dissetare la nostra mente.
VILLA VARDA DAL 19 SETTEMBRE AL 20 OTTOBRE 2009
Artisti della nostra terra
Nella prestigiosa Villa Varda di
Brugnera (Pn) si terrà dal 19
settembre fino al 20 ottobre
una collettiva d’arte cui parteciperanno artisti famosi ed
emergenti della provincia di
Pordenone, l’evento è legato
alla inaugurazione dei nuovi
spazi espositivi al piano superiore della villa, per l’occasione
LIBERARTE e stata contatata
per organizzare l’evento che
sarà patrocinato dal Comune
di Brugnera e avrà inoltre il
sostegno della Presidenza del
Consiglio Regionale del Fvg.
Partecipano, Baldassin Giancarlo, Basso Valentina Lucilla,
Bellet Luciano, Bernabei Stefano, Bortoluzzi Marino, Bozzer Enzo, Celant Esilio, Coassin Umberto, De Vido Gildo,
Delle Vedove Luisa, Dirindin
Guerrino, Gasperina Arianna,
Giacuzzo Fiorenzo, Pasqual
Alberto, Rosolen Dario Siega Graziella, Spagnol Aldo,
Vavassori Nicolas, Zambon
Tamara, Zille Romina, ospite d’onore con le sue opere
BRUNO FAEL nato a Sacile ma residente da 50 anni a
Milano, artista di fama internazionale.
Presenzieranno
all’inaugurazione Il Presidente del Consiglio regionale del
FVG Dott. Edouard Ballaman,
il Sindaco di Brugnera e altre
importanti autorità. La presentazione critica è stata affidata
al Dott. Andrea Diprè e alla
Dott.ssa Mara Campaner una
giovane ed emergente critica
d’arte selezionata dall’Associazione Culturale LIBERARTE. Ricco buffet al termine.
Maddalena Ruggi
La
sostenibilità
fiscale
Inno del Popolo Veneto
Na bandiera, na lengua, na storia
Na bandiera, na łengua, na storia
Le ne dà civiltà, forsa e gloria
(e gloria!)
e’l futuro splendor łe tien alto
Del gran popoło fiol de San Marco
(San Marco!)
P
ar sostenibilità fiscałe se intende esar boni de ripagar el debito
ke se ga su ła gropa. El debito
el vien finansià da sparagnadori ke
cronpa Bot e Btp (obligasioni del stato
talian), e i xe disposti a inprestarghe
skei al stato fin ke i se fida de riaverli
indrio.
Ma se el stato talian el xe senpre in
roso (el fa senpre deficit) par cosa se
fideła ła xente? Parké łe entrate tributarie (T) łe crese a seconda del redito
nasional (el famigerato Pil, prodoto
interno lordo). Ałora, se l’economia
nasional ła crese pì in presia del debito, grosomodo l’indebitamento el xe
considerà sostenibiłe.
Xe intuitivo ke se el Pil crese de pì del
debito, el raporto debito/Pil el va xo
anca se in vałori asołuti el debito no’l
cała. Donca se pol parlar de indebitamento sostenibiłe, e ki ke ga Bots no
ga da preocuparse.
Par rasicurar i investitori, ma anca par
oblighi europei, de tanto in tanto el
Ministero del Texoro talian el publica
el Programma di Stabilità dell’Italia
dove vien spiegà co previxioni baxà
su standard europei ke xe tuto a posto.
Sto ultimo documento xe del Novenbre 2007 e a p.54 ghe xe on capitoło so
ła sostenibiłità del debito.
Ve riporto el grafico de previxion ke i
ga fato pa’l debito publico. Fin on ano
fa’ i prevedeva ke el debito/Pil całava
da 104% a 95% entro el 2011. Dopo,
grasie a na cresita de l’economia in
media del 1,7%, e on baso taso de interese sul debito del 3%, entro el 2021 el
debito talian rivava soto el 60%, rientrando ntei parametri de Maastricht.
previxion pa’l debito publico
Invese el debito Pil xe esploxo da
104% a 112%, ła cresità xe stà negativa
del 1% ntel 2008 e xe previsto on cało
del 2% ntel 2009. I interesi sul debito i
xe pitosto alti al 4.5%.
A Febraro 2009, dei macroeconomisti
taliani i taca parlar de rischio paese e
de default del debito (vedi articoło). I
sostien ke se l’Italia no ła crese de almanco 1,5% ogni ano, no ghe ła fa.
Da Febraro ła situasion ła xe ndà in
pexo. IlSole24Ore riporta ke el debito
talian in vałori asołuti el xe rivà a 1708
miliardi de euro. Ke łe entrate tributarie (el T de prima) el xe całà del 7,2%
ntei primi do mexi del 2009. Sincoe
miliardi de manco de l’ano pasà pa’l
bimestre (30 miliardi de manco par tuto
el 2009?). Ste ultime cifre fa senbrar łe
previxion de l’OCSE de on deficit del
5-6% tanto otimistike.
Tornando ała sostenibiłità del debito,
gavémo i interesi na volta e mexa pì alti
del previsto (4,5% invese del 3%), on
G (spexa publica) esploxiva (casa integrasion, teremoti, poitici eternamente
magnoni), on T (entrate tributarie) ke
xe drio atrofixarse (-7,2%!!).
Par conpletar sto bel cuadreto, pararia
ke el governo no ga gnanca i skei pai
teremotà. I tira fora proposte (ła tasa
sui riki, nantro 5×1000) ke al masimo
te tira fora a poki sentenari de milioni, co ke semo drio parlar de buxi da
diexene de miliardi par mantegner na
aparensa de sostenibività de on debito
ormai de do milioni de milioni de euri.
prof. Lodovico Pizzati
Università Cà Foscari Venezia
Dip. di Scienze Economiche
Na nasiòn, un cor soło, na voxe
Cei e veci, toxati e tòxe
Che ‘ntel cor i conserva ‘l Leon
No i se cima mai vinti,
I fa su i fondamenti
De un nòvo doman.
Ne dà łustro ‘ntel mòndo ła nostra onestà
E ła voja de far e de dare ba man.
Fen fiorire ła tera dai mònti al mar
Defandèmo ła paxe e ła łibartà.
Titi insieme co un soło cuor
Tuti insieme na soła Nasino
Rento el cor conservèmo el Leon
No sarèmo mai vinti,
Fon su i fondamenti
De un nòvo doman.
Viva! Viva! Viva! Libartà!
Sempre! Sempre! Sempre! Libartà!
Par tera, par mar: San Marco!
È stato realizzato in un cd l’Inno del Popolo veneto. Per informazioni consultare il sito www. raixevenete. net
O
Il 25 aprile
Io ho festeggiato San Marco
gni anno il tormentone del 25
aprile, con la solita scia di polemiche storiche e politiche.
Per farla finalmente finita – 64 anni
dovrebbero essere abbastanza anche
per le astiosità più feroci – sarebbe
sufficiente spogliare la ricorrenza i
ogni significato ideologico e tornare
a festeggiare il 25 aprile per quello
che è sempre stato: il giorno di San
Marco, quello del Vangelo, del Leone
e di mille anni di civiltà. Anzi si può
fare di più e di meglio; cominciare i
festeggiamenti il 22 aprile, riprendendo una antichissima tradizione popolare, quella delle Rogazioni. Una festa
pagana, ripresa dal Cristianesimo, che
voleva celebrare il ritorno della primavera e l’unione fisica e simbolica della comunità con il loro territorio. La
chiusura della straordinaria concentrazione di simboli avviene il 25 con San
Marco, non a caso rappresentato da un
Leone alato, simbolo solare, di vita e
di rinascita. Un proverbio bellunese,
che trova corrispondenza in un area
molti vasta, dice: “San Giorgio dinze,
San Marco fora” (Fino a san Giorgio
gli animali rimangono nelle stalle , da
San Marco in poi passano nei prati).
E’ una vera festa di passaggio, ricordata da riti antichi e simboli eterni. È
una festa da andare per campi ad accogliere la nuova primavera e celebrare
l’antichità della nostra cultura. Senza
bandiere di partito, slogan truculenti,
canti di guerra: questa terra è assai più
antica di ogni ricorrenza politica. È la
sua festa.
Gilberto Oneto
Aprile 2009
Speciale
Cimadolmo
Torna la stagione dell’asparago
I
Il Comune
l comune di Cimadolmo è situato nel
nord-est d’Italia e dista circa 20 km da
Treviso, capolugo di provincia.
Cimadolmo conta oltre 3000 abitanti per
una superficie di poco più di 17 km quadrati. Il comune sorge ad un’altitudine di
32 metri sopra il livello del mare e gli abitanti sono distribuiti in poco meno di 1200
nuclei familiari, con una media, per nucleo
familiare, di 2,79 abitanti.
La località presenta un folto numero di attività industriali con 755 addetti pari a circa
il 55% della forza lavoro. Variegate sono
anche le attività di servizio: 152, con un numero di occupati pari a 520, che rappresentano quasi il 40% della forza lavoro. Una
piccola percentuale di lavoratori è dedita,
infine, alle attività amministrative.
L’asparago
di Cimadolmo:
l’oro bianco
della Marca
L
’asparago bianco di Cimadolmo è uno
dei piatti più rappresentativi della provincia di Treviso. L’I.G.P. (indicazione geografica protetta, che indica un prodotto
coltivato in una ben determinata area geografica) conta circa 200 produttori e comprende 11 comuni (Breda di Piave, Cimadolmo,
Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada sul
Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San
Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, Vazzola)
è conosciuto in tutto il mondo e richiesto dai
maggiori chef internazionali.
La coltivazione dell’asparago ha origini risalenti all’alto medioevo, grazie alle condizioni
ambientali: il terreno reso fertile dal corso del
Piave e l’abbondanza di acqua sono stati i fattori determinanti assieme alla passione che
da sempre contraddistingue il popolo
veneto. I terreni coltivati ad asparago ammontano complessivamente a circa 100 ettari,
per una produzione annua intorno agli 8000
quintali, che comporta un giro d’affari di 2,5
milioni di euro. La bontà dell’asparago ha
varcato i confini nazionali arrivando anche
nei mercati americani, tedeschi, svizzeri, austriaci per giungere fino ad Hong Kong.
Le proprietà nutrizionali dell’asparago IGP
sono fondamentali: pochi grassi, ricchezza di
vitamine, sali minerali e selenio, conferiscono ottime proprietà diuretiche, ottime per le
diete a basso contenuto calorico.
Giovanni L. Giusto
IL PIAVE • 10
XXXIV Mostra Asparago Bianco
di Cimadolmo I.G.P.”
U
no degli eventi più importanti della Marca,
che richiama appassionati, curiosi e turisti Veneti e da
tutta Italia.
Il vernissage averrà Giovedì 7
per poi concludersi domenica 17
maggio: 11 giorni che presentano un programma variegato: è
previsto ogni giorno l’alternarsi
di situazioni enogastronomiche
e di intrattenimento musicale e
non solo.
Durante la manifestazione è possibile assaporare due tra le più
conosciute prelibatezze a base di
asparagi: “sparasi e vovi” (asparagi e uova) e il risotto con gli
asparagi.
INAUGURAZIONE
Giovedì 7 ore 19.30
Apertura stand gastronomico in
concomitanza alla
IL PROGRAMMA
XVII MOSTRA DEI VINI con
degustazione “in caneva”, con
serata musicale anni ‘80.
MOSTRA DELL’INCISORE
NICVES CAIS
Venerdi 8 ore 19.00
Inaugurazione presso la biblioteca Agostinetti. La serata
proseguirà all’insegna della gastronomia e della musica con
il concerto dei “Retrospettiva”,
coverband conosciuta in tutto il
Veneto.
PRANZO
Domenica 10
Su prenotazione. Il pubblico
potrà gustare l’invitante incontro tra l’asparago bianco ed il
pesce proveniente direttamente
da Caorle. Nella giornata mercatini, auto d’epoca, giochi per
bambini e carrozze storiche.
PRESENTAZIONE
RICERCA ING. VECELLI
venerdì 15
Cesare Vecelli, ingegnere esperto nelcampo minerario nei primi
del ‘900.
CORSA PODISTICA
Sabato 16 al mattino
ESCURSIONE SULLE TERRE DELL’ASPARAGO
Domenica 17
Escursione guidata sulle terre
dell’asparago e con le premiazioni delle attività collaterali, come
il torneo di calcio e la gimkana
motociclistica “vecchie glorie”
memorial Franco Visentin. A
fine sera stand gastronomico e
ballo liscio con orchestra
Giovanni L. Giusto
L
La storia
e prime tracce di civiltà risalgono al
148 a.C., quando i Romani costruirono un presidio militare lungo la via
Postumia arteria di collegamento tra Aquileia e Genova. Il paese, collocato in posizione
strategica, diventò ben presto sede di un importante mercato.
Il nome Cimadolmo deriva dai frati Nonantolani che, alla fine dell’epoca medioevale, introdussero l’albero dell’olmo, pianta in grado
di assorbire l’umidità del suolo.
Anni fondamentali per lo sviluppo dell’insediamento furono il 1152 e il 1339, quando vi
furono due devastanti inondazioni, a seguito
delle quali il mercato locale venne trasferito
nel vicino centro abitato di Oderzo.
Sul finire del 1800 fu costruita la grande diga.
Il territorio di Cimadolmo è stato di proprietà
della famiglia veneziana dei Papadopoli, originaria di Corfù, elevata alla dignità di conti.
Vi nacque e scrisse Giacomo Agostinetti.
Giovanni L. Giusto
Maggio 2009 •
Incontro con Giuseppe Donadel, candidato sindaco a Colle Umberto
per la lista “LEGA NORD - PROPOSTA 13.56”
11
G
iuseppe Donadel, noto
a tutti come uomo di
sport nel mondo del
calcio, si presenta alle prossime elezioni amministrative di
Colle Umberto come candidato
sindaco alla guida della lista
Lega Nord - Proposta 13.56
Proposta 13.56, cosa
rappresenta il nome della
lista civica abbinata alla
Lega Nord?
Proposta 13.56 è la lista civica
a cui abbiamo dato vita nell’intento di rappresentare tutto
il territorio comunale e tutti i
cittadini. La cifra 13.56 rappresenta la superficie del nostro comune espressa in km quadrati.
Una unione ideale con la Lega
Nord, che fra i grandi partiti è
quello che più ha saputo salvaguardare il territorio. Il fatto
di essere alla guida della Provincia e di sostenere il governo
della Regione è la dimostrazione della capacità degli uomini
della Lega Nord e della loro
dedizione al territorio premiata dal consenso degli elettori.
Quale sarà la linea guida
della vostra Amministrazione?
La nostra Amministrazione
dovrà essere in grado di infondere nei cittadini la convinzione che il Comune è anche
la loro casa, centro di idee,
attività e iniziative. Con noi il
cittadino diventa protagonista.
Una politica fondata sui
valori umani.
Vogliamo unire la competenza
professionale ai valori morali
ed etici. Non siamo per una
politica di potere ma di credibilità, di capacità di aggregazione e condivisione. Concetti
di spessore umano, forse non
facili da descrivere a parole,
ma che saranno alla base della nostra Amministrazione per
far nascere e crescere tutte le
iniziative che porteremo avanti nei prossimi cinque anni.
Vogliamo investire nella crescita economica, sociale e
culturale del paese destinan-
giovani….
Vorremmo rivolgerci a voi giovani per trasmettervi l’importanza dei valori dell’ impegno e
del sacrificio per il raggiungi-
solen nel calcio, don Costantino Vendrame missionario
salesiano in India prossimo
alla beatificazione, Tiziano
Vecelio che nei periodi di vacanza risiedeva a Colle Umberto tanto per citare i più noti.
Negli ultimi tempi per i
giovani si prospetta anche
il problema del lavoro…
Aiuteremo i giovani ad entrare nel mondo del lavoro
con un progetto innovativo
che ci impegneremo ad attuare entro il primo anno.
Per gli anziani
Per gli anziani l’obiettivo è creare nuovi interessi. L’obiettivo è
coinvolgere loro e tutte le fasce
di età della popolazione, attraverso le associazione che saranno protagoniste delle attività.
do risorse alle attività virtuose, eliminando gli sprechi.
Quali sono gli intenti alla
base del vostro programma?
Il nostro programma parte dalla constatazione che il nostro
paese negli ultimi anni è cambiato molto. La nostra azione
si impegnerà a far emergere
i valori, orientando la nostra
attenzione ai giovani, ai diritti
dei cittadini ed alla sicurezza
delle persone, dei beni e degli
spazi. Guarderemo al territorio
per un potenziamento del turismo leggero, creando itinerari
culturali, favorendo le piccole
attività commerciali e produttive. Vogliamo salvaguardare e
tutelare il patrimonio paesaggistico ed urbanistico incentivando il recupero dei centri
storici e dei borghi. In sintesi
migliorare la qualità della vita.
Un messaggio diretto ai
mento di un obiettivo, qualsiasi
esso sia. Questo per aiutarvi
a crescere e a trovare il giusto ruolo da protagonisti in un
vuoto sociale come l’attuale.
In questo cammino non vi lasceremo soli, ci impegneremo a
proporvi come modelli uomini
e donne collumbertesi che hanno saputo avere un sogno ed il
coraggio per realizzarlo. Non
inneggeremo tanto alle loro
imprese sportive e di vita, ma
vi presenteremo persone vere,
pulite, capaci che hanno saputo
trovare in se stesse la forza e la
motivazione al punto da diventare esempi per la comunità.
Ogni progetto porterà il nome
di un uomo o una donna di Colle Umberto che con il loro operato saranno maestri di vita.
Alcuni esempi?
Ottavio Bottecchia nel ciclismo, Irene Pigatti nell’alpinismo, Fausto Braga nel teatro
di burattini, don Antonio Ro-
Dai cittadini emerge
sempre più la richiesta di
maggiore sicurezza. Che
risposta avete?
I cittadini saranno più sicuri
grazie ad un innovativo servizio di vigilanza notturna che
realizzato in sinergia con la
regione Veneto. Una soluzione
seria, concreta ed efficace che
avrò modo di spiegare nei dettagli durante gli incontri che
faremo in campagna elettorale.
Quali sono i progetti per
l’agricoltura?
Risolveremo un problema che
coinvolge tutti gli agricoltori
del settore viticolo. L’obiettivo
è utilizzare i residui di potatura
con un progetto intercomunale
per creare un centro di raccolta
di biomasse per produrre energia e contenere la diffusione di
malattie che colpiscono le viti.
Ambiente.
Estendere, come già avviene in
modo efficace nella viticoltura, i metodi di lotta guidata ai
parassiti anche alle altre cul-
ture per colpire i particolare la
mosca bianca dell’olivo ed altri
fitofagi delle piante da frutto.
Quali sono gli obiettivi
immediati?
Da subito l’adozione del pat
(piano urbanistico del territorio) in modo concertato tramite
una commissione urbanistica
che sia rappresentativa delle associazioni di categoria, dei cittadini e delle minoranze presenti
in consiglio comunale, oltre alla
carta dei servizi dei cittadini
e al perseguire le dinamiche
corrette per l’inserimento dei
giovani nel mondo del lavoro
Come si immagina Colle
Umberto domani?
Mi aspetto una Colle Umberto
che sappia recuperare i valori
dello stare insieme, e condividere l’importanza del superamento dei pregiudizi, capace
di diventare comunità vera.
Da uomo di sport come
trasferisce questa esperienza nella sua squadra
politica?
Ci sono due modi di fare sport
come ci possono essere due modi
amministrare un paese. Ci sono
gli sport individuali e ci sono
gli sport di squadra dai quali fin da ragazzo ho capito che
la fatica, l’impegno, la passione,
i momenti difficili e il successo
vengono condivisi. Mi aspetto quindi una squadra che con
umiltà lavori al servizio del
cittadino e che trovi la propria
gratificazione nel mettersi a disposizione del proprio paese per
migliorare la qualità della vita.
Un messaggio ai cittadini….
Dateci fiducia vi sorprenderemo,
dateci fiducia non vi deluderemo.
A.B.
immobili
residenziali
industriali
commerciali
la sicurezza della tua casa
SORGENTE AGENZIA IMMOBILIARE
Sacile PN • San Fior TV
Tel e Fax 0434 735684 Cell 348 7275848
comunicazione elettorale da parte del “Gruppo Lega Nord - Proposta 13.56”
“Migliorare la qualità della vita è la nostra priorità”
12
veneto
• Maggio 2009
Marcello Pera
al Barbarigo
Padova
verso
le elezioni
I
n questi ultimi tempi
che precedono le elezioni amministrative di
Padova il sindaco Zanonato
ha dato disposizione di aprire numerosi cantieri in varie
zone della città per cercare
facili consensi alla riconferma come primo cittadino.
Nulla impediva di allestire
prima questi cantieri, ma
sarebbe stato solo a vantaggio della cittadinanza a
discapito della pubblicità
pre-elettorale! I problemi
di Padova in questi cinque
anni non sono stati risolti
ma solo messi in “standby”.
Le prostitute si sono spostate di zona o ricevono in casa
(con immensa gioia dei coninquilini), la zona Anelli
è ancora pericolosa per la
presenza di spacciatori e
di immigrati irregolari. La
costruzione della moschea
ormai è cosa fatta, ma Zanonato se ne guarda dall’affronatare l’argomento,
preferendo non informare la
cittadinanza per non perdere consensi. La mano dura
contro l’acquisto di piccole dosi di droga è servita
solo di facciata per dimostrare di essere un sindaco
trasversale tradendo così i
suoi compagni di coalizione
da sempre impegnati per la
legalizzazione delle droghe
leggere. Non parliamo dei
Verdi che sono usciti dalla
Giunta Zanonato, coerentemente, dopo che la politica “verde” di Zanonato è
stata quella di permettere
l’installazione di numerose
antenne ripetitori in molte
parti della città. Possiamo
riconfermare questa Giunta? A mio avviso dobbiamo
cambiarla.
Alberto Franceschi
L
o scorso 30 marzo, lAssociazione ex allievi dell’Istituto vescovile Barbarigo ha
avuto come illustre ospite il sen.
Marcello Pera. L’ex presidente del
Senato ha presentato presso l’aula
magna della facoltà teologica del
Triveneto, alla presenza di un pubblico numeroso, il suo ultimo libro:
Perchè dobbiamo dirci cristiani
- Mondadori -2008. All’incontro
sono intervenuti don Andrea Toniolo, preside della facoltà teologica, Alberto Franceschi, presidente
dell’Associazione ex allievi, don
Gaudenzio Zambon, direttore dell’istituto di scienze religiose. Il sen.
Pera ha sostenuto che se l’Europa
ALTA PADOVANA
Il Camposampierese delinea
la metropoli in estensione
L’
Alta Padovana, oltre al Camposampierese preso come modello di
studio, comprende anche il Cittadellese. Insieme contano circa 215
mila abitanti con 26600 imprese in media una ogni otto persone.
Fare sistema, evitare le duplicazioni, perseguire fusioni tra enti pubblici e
livelli amministrativi uguali. E’ quantosi è parlato al teatro civico A. Rossi di
Borgoricco (Pd) dal 03 al 05 aprile durante il “Festival delle Citta’-Impresa”.
E’ emerso uno spaccato interessante del Nord Est produttivo che non
si arrende. L’Unione dei Comuni del Camposampierese (Camposam
piero,Loreggia,Piombino Dese,Trebaseleghe,Massanzago, Borgoricco, Villanova di C.S.Piero, Campodarsego, S.Giorgio delle Pertiche,
S.Giustina in Colle, Villa del Conte), sostenuta da amministratori comunali, imprenditori, sindacati e rappresentanti politici dotati di sensibilita’ e lungimiranza, ha intrapreso un percorso innovativo per dare
al Veneto un assetto amministrativo metropolitano. I Sindaci riuniti
nella Villa Baglioni di Massanzago, hanno dichiarato di voler fare due
passi indietro per poi farne uno, piu’ lungo, in avanti verso un federalismo funzionale. Infine un invito è stato rivolto alla Regione affinche’
sostenga il progetto nei modi piu’ appropriati poiche’,una volta a regime, ridurra’ drasticamente il numero dei Comuni e degli enti inutili.
Giorgio Gasparini
Vanzo Floreale
seconda edizione
S
oggi è senz’anima non è perché non
ne abbia avuta una, ma perché rifiuta
quella che la sua storia le ha dato. La
sua posizione è quella del laico e liberale che si rivolge al cristianesimo
per chiedergli le ragioni della speranza. Sostiene che si tratta di coltivare
una fede in valori e principi che caratterizzano la nostra civiltà, e di riaffermare i capisaldi di una tradizione
della quale siamo figli, con la quale
siamo cresciuti, e senza la quale saremmo tutti più poveri.
Claudia Carraro
abato 23 e domenica 24 maggio, dalle ore 9.00 fino
al tramonto, il parco di Villa Giustiniani a Vanzo
di San Pietro Viminario (PD), sarà teatro della seconda edizione di Vanzo Floreale di Primavera, evento di
interesse per gli appassionati di florovivaismo e giardinaggio, e per i collezionisti di piante speciali, rare, preziose e
insolite. La protagonista assoluta di questa edizione di primavera sarà la rosa. Il parco della villa accoglie infatti uno
splendido roseto di rose antiche, perfezionato nei secoli.
Il parco di Villa Giustiniani, con i suoi tre ettari di superficie, ospiterà anche decine di stand. Tra le novità di primavera
2009, novecento varietà di fruttiferi antichi e rari, bonsai con
l’illustrazione delle antiche tecniche giapponesi e cinesi, e
poi piante ricche di fascino ornamentale, come le camelie, gli
ibridi di orchidea, le piante aromatiche ed officinali, cactacee,
tropicali, acquatiche e carnivore, e poi sementi e bulbi. Ampio spazio sarà dedicato anche all’arredo da giardino, cesti e
oggetti di paglia di Toscana, sete e lini dipinti a mano, vasi e
sottovasi in terracotta con antiche decorazioni, cappelli realizzati a mano per ogni evento e circostanza, miele e prodotti
biologici, abbigliamenti e arredi per il giardino e il terrazzo.
Oltre all’esposizione in sé, gli ospiti potranno apprezzare la
cornice di verde naturale in cui è inserita, l’immenso parco
di alberi secolari, e l’imponente struttura seicentesca della
villa veneta. Da sempre dimora della famiglia Giustiniani, la
struttura è stata costruita in diverse fasi tra il XV e il XVII
secolo, e nel Seicento, per volere del doge Marcantonio Giustiniani, è stato realizzato l’ampliamento in stile palladiano.
Accanto alla villa è possibile visitare la trecentesca chiesa di
San Matteo, recentemente restaurata. Ricco stand gastronomico con piatti tipici della regione Veneto. L’ingresso alla
mostra è a pagamento: intero € 6 e ridotto € 4. I bambini fino
a 12 anni hanno ingresso gratuito. Contatti: Villa Giustiniani,
Vanzo di San Pietro Viminario – Padova Tel. 0429.719202.
Con Il Piave passi una giornata
in mezzo ai fiori!
Ritaglia questo coupon,
presentalo alla cassa di Vanzo Floreale,
la mostra che si tiene nel Parco di Villa Giustiniani,
a San Pietro Viminario, il 23 e il 24 maggio,
e potrai acquistare
2 BIGLIETTI AL PREZZO DI 1.
Inserire rettangolo tratteggiato con simbolo
della forbice con all’interno scritto:
Buono paga 1 x 2 persone
Valido per la 2ª edizione di Vanzo Floreale
Redazione di Padova - Direttore dott. Alberto Franceschi - Tel 333 2893662
1° Trofeo
di boxe
Ruga
L
oscorso4aprile,pressola
palestra dell’università
di Scienze Motorie
di Verona, la Commissione
sport della 6^ Circoscrizione
e l’Assessorato allo Sport del
Comune di VR, nel tentativo
di rimettere in auge uno sport
troppo spesso trascurato dai
media, hanno contribuito a realizzare la prima edizione del
Trofeo di boxe Ruga. La manifestazione è stata resa possibile
grazie all’attenta organizzazione dell’Accademia pugilistica veronese Ruga e ha attirato
appassionati di boxe, ma anche
famiglie e giovani. Sul ring gli
atleti, dando prova di grande
disciplina e sportività, hanno
ricevuto applausi da un pubblico entusiasta.
Michela Danzi
Vinitaly 2009:
un’altra storia d’amore a Verona
L
’edizione 2009 del Vinitaly
si è conclusa con cifre da
record: 4.200 espositori, 45.000 operatori provenienti
da 110 paesi di tutto il mondo,
150.000 visitatori, 2.400 giornalisti. Sembrano stupiti gli stessi
organizzatori della 43^ fiera internazionale del prodotto che ha
reso così famose le nostre terre
nel mondo intero. Passeggiando
tra i vari stands ho conosciuto
alcuni piccoli produttori che, per
alleviare i costi commerciali, si
sono uniti in piccole associazioni.
La leggera flessione delle vendite
non ha tuttavia intaccato l’amore che accompagna da sempre
la produzione del vino italiano.
Sono stato piacevolmente sorpreso nel constatare l’elevata presenza di vini autoctoni prodotti solo
ed esclusivamente in determinate
zone del belpaese; è il caso del Ve-
spolino piemontese e del Latinia
sardo, del famoso Passito di Pantelleria e del Langhe Nebbiolo.
Per quel che concerne il mercato, abbiamo registrato le testimonianze dei vari espositori
i quali, nonostante il momento
di flessione, assicurano in molti
casi un aumento delle possibilità di vendita in Paesi ritenuti
off-limits fino a poco tempo fa.
Per Sandro Boscaini, presidente
di Masi - «Vinitaly è andato bene
soprattutto perché era evidente
l’entusiasmo e la voglia di superare la crisi, che va monitorata ma di
cui, oggi, conosciamo il perimetro. Gli ultimi tre anni sono stati
imperiali per il business del vino
per cui un ridimensionamento
era nell’aria, ma l’entusiasmo di
questo Vinitaly è un segnale che
se ne può uscire e anche bene. il
vino resiste: un lusso di fronte al
quale si può dire ‘vorrei e posso’».
«Sono proprio i momenti difficili
che mettono alla prova le nostre
convinzioni e i nostri valori – ha
detto Vittorio Moretti, patron di
Bellavista, Contadi Castaldi e Petra (Gruppo Moretti) – e dobbiamo
avere l’audacia di andare avanti
credendo nel progresso e nella
crescita del settore vitivinicolo».
«La perfetta macchina organizzativa di Vinitaly – ha dichiarato
Gianluca Bisol, direttore generale
dell’azienda Bisol - è riuscita a
stupirci un’altra volta: mai avremmo pensato quest’anno di incontrare un pubblico professionale
così numeroso, con grande interesse dall’estero sia da parte dei
mercati storici, quali Usa, Europa
e Sud America, ma soprattutto da
Cina, Russia e Corea del Sud».
«Vinitaly non ha il potere di
cancellare la crisi generale – ha
detto Fausto Peratoner, amministratore delegato della cantina La Vis -, nonostante questo
c’è un forte segnale positivo per
il futuro del vino: dagli Usa al
Nord Europa, ai Paesi dell’Est,
all’asia; i buyer di questi Paesi
li abbiamo incontrati in fiera».
Redazione di Verona - Direttore Federico Maccadanza - Tel 349 8345014
Ottimismo e perseveranza sono
le parole chiave di grandi e piccoli produttori; li ritroveremo
tutti alla prossima edizione di
quella storia d’amore che italiani e stranieri chiamano Vinitaly.
Federico Maccadanza
Maggio 2009 •
13
AMMINISTRATIVE PADOVA
14
venezia
• Maggio 2009
Redazione di Venezia - Direttore dott. Alessio Conforti - Tel 340 7064851
FRANCESCA ZACCARIOTTO
CANDIDATO DEL CENTRO DESTRA
ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
JESOLO : “PROGETTARE PER QUALIFICARE.
QUALIFICARE PER MIGLIORARE”
L
Prende vita lo Skyline,
con l’inaugurazione
della “Torre Aquileia”
’arrivo della primavera porta con sé i primi
risultati del Piano Regolatore Generale di Jesolo,
progettato nel 1996 dall’autorevole architetto Kenzo Tange.
Il 7 Maggio aprirà i battenti la
“Torre Aquileia”, un colosso di
ventidue piani che sarà destinato a segnare inevitabilmente
l’inizio di una nuova epoca per
Jesolo. “L’intervento-si legge
nel comunicato ufficiale- è stato
reso possibile grazie alla straordinaria collaborazione tra l’amministrazione pubblica e l’iniziativa privata: un rapporto di
fiducia che, a Jesolo, consente
ad alcuni imprenditori di credere in un progetto che costruisca
le premesse di un futuro, anche
economico, diverso da oggi”.
Progettata dall’architetto spagnolo Carlos Ferrater, la “Torre
Aquileia” è il primo segno di
una città che si appresta a diventare la “city beach del terzo
millennio”. Elegante ed imponente, caratterizza con i suoi oltre 73 metri di altezza il centro
pulsante della città, in piazza
Mazzini. Dai suoi 22 piani si
ammira da diverse prospettive
un panorama unico: il mare, il
verde, la laguna ed il campanile
veneziano di San Marco. Entro
il 2012 venti strutture architettoniche cambieranno il profilo
della città. Un progetto che parte da lontano, frutto di un impegno ambizioso dell’amministrazione comunale, che sempre ha
creduto nel nuovo rifacimento
cittadino, convincendo e spingendo tutti gli enti preposti all’approvazione del Prg. Al tempo stesso, vi sono comunque
oggettive difficoltà incontrate
dal Comune nei confronti della
Soprintendenza di Venezia, che
più volte ha posto in essere diversi vincoli nella realizzazione
di alcuni interventi urbanistici,
come per esempio le torri di
Piazza Drago e della nascente
Piazza Brescia. Tuttavia tutto
lascia presagire alla normale
realizzazione di quanto stabilito, magari con qualche revisione in merito all’altezza di alcuni
“Il Leone di San Marco
deve tornare a ruggire e Venezia
riappropriarsi della storia gloriosa”
grattacieli, dal momento che il
Tar ha recentemente affermato
l’impossibilità di costruire alti
edifici come quelli previsti “a
meno di 300 metri dalla battigia”. Lo stesso concetto è poi
ribadito nella legge Galasso
del 1985 e dal Codice dei Beni
Culturali. Nonostante ciò, in
città sono tutti pronti all’inaugurazione della “Torre Aquileia”, avvenimento che farà da
apripista al cambiamento cittadino, assoluto protagonista
della località balneare che da
oggi al 2012 muterà complessivamente il proprio aspetto :
“ Jesolo- commenta il Sindaco
Calzavara- ormai può a pieno
diritto vantare un “Lungomare
delle Stelle...dell’Architettura”.
Una spiaggia, seppur famosa,
ha l’ambizione di diventare la
prima. Ai posteri lasciamo l’ardua sentenza. Nel frattempo,
accingiamoci a contemplare un
panorama cittadino che si rinnova.
Alessio Conforti
Mestre-Venezia. L’ufficialità
si era fatta attendere ma alla
fine le ipotesi più accreditate
sono state rispettate: Francesca Zaccariotto, sindaco di
San Donà di P., è il candidato alla Presidenza della Provincia di Venezia, sostenuta
dalla Lega Nord e dal Pdl. Si
presenta compatto il centro
destra alle votazioni del 6 e 7
Giugno, in una battaglia elettorale che si preannuncia interessante, dal momento che
da anni la Provincia di Venezia è in mano al centro sinistra, che ricandida il Presidente uscente Davide Zoggia.
“Vogliamo che la nostra Provincia- commenta Francesca
Zaccariotto- torni agli splendori storici che orgogliosamente ci portano a ricordare
la Serenissima Repubblica
di Venezia. Attualmente la
Provincia di Venezia è tra le
ultime a livello di rendimento sia in Italia che all’inter-
no
della
n o s t r a
regione.
Alla presentazione
ufficiale
non poteva
mancare il
Ministro
leghista
Luca Zaia,
che
nel
dare il suo
sostegno
alla Zaccariotto auspica come
il
nuovo
insediamento provinciale
possa essere in linea con la
regione ed il governo centrale. Da qui si aprono scenari
interessanti,
individuabili
anche a breve termine, dal
momento che tra un anno
esatto vi saranno le comunali
a Venezia: la possibilità di un
cambiamento ai vertici della
politica veneziana diviene di
giorno in giorno sempre più
concreta.
Alessio Conforti
Luca Zaia:“la cucina jesolana
non deve esser messa in discussione”
Jesolo. Vietato fare di tutta un’erba un fascio. Questo il messaggio lanciato dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia,
in merito alla vicenda del ritrovamento di
cibi avariati in alcuni alberghi del litorale
da parte della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza nel mese di Aprile.
“E’giusto che ci siano i sequestri e che chi
ha commesso l’illecito paghi, perché va a
minare la salute dei turisti ed anche l’immagine delle località della costa veneziana.” Tra queste c’è anche Jesolo, dove le
forze dell’ordine hanno trovato diversi casi
sparsi in alcune zone della città e dove la
stessa amministrazione comunale,in accordo con le associazioni di categoria, ha deciso di costituirsi parte civile in un eventuale
processo penale.
Ma questo non deve assolutamente andare
a minare le innumerevoli qualità enogastromiche che Jesolo e la costa veneziana
vantano, figlie di ricette venete che hanno
fanno la storia e che di fatto vengono copiate in tutto il mondo. Inevitabilmente il
risvolto mediatico ha contribuito a minare
l’immagine della località balneare, dal momento che l’attività gastronomica, soprattutto quella ittica, è sempre stata un punto
chiave per l’attrazione turistica. Allo stesso
tempo non deve essere nemmeno messo in
discussione l’operato degli stessi albergatori jesonali, che per anni hanno contribuito a rinomare la località grazie all’ospitalità
e all’offerta turistica. “E’ giusto- commenta
Zaia- infliggere sanzioni, ma non bisogna
credere che tutti gli albergatori siano delinquenti, in quanto gli stessi sono una chiave
di volta fondamentale per il turismo, dal
momento che hanno permesso attraverso la
loro attività di favorire la crescita esponenziale del turismo in Veneto, che di fatto ha
il primato nazionale”.
Il risvolto della vicenda attende l’esito delle indagini giudiziarie, che porteranno i
“furbetti” a pagare per le loro azioni. Nel
frattempo la costa veneziana continuerà a
far gustare fresche prelibatezze ai propri
turisti, sicura che l’operato di pochi non
mina la serietà e la passione, coltivata per
anni, degli imprenditori turistici.
Alessio Conforti
Presentato a Marghera
il centro Idrogeno
È
stato inaugurato nei
giorni scorsi a Marghera, presso la sede di
Venezia Tecnologie, il Centro
Idrogeno, il nuovo laboratorio di ricerca realizzato da
Veneto Innovazione, uno dei
dieci progetti di ricerca e sperimentazione sugli utilizzi dell’idrogeno previsti nell’ambito
dell’Accordo di Programma
sottoscritto nel marzo 2005 da
Regione del Veneto e Ministero dell’Ambiente e finanziato
con dieci milioni di euro (metà
della Regione e metà del Ministero). All’inaugurazione sono
intervenuti l’Assessore regionale alla Legge speciale per
Venezia e Riconversione del
polo industriale di Marghera,
Renzo Marangon, il Presidente
di Veneto Innovazione, Giorgio
Simonetto, l’Amministratore
Delegato di Venezia Tecnologie, Luigi d’Elia, il Magnifico Rettore dell’Università di
Trento, Davide Bassi e il prof.
Paolo Mazzoldi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova. L’obiettivo del
Centro Idrogeno, per la realizzazione del quale è stata messa a disposizione la somma di
un milione di euro, è quello di
rendere disponibili competenze
e apparecchiature al servizio
di progetti di ricerca, sviluppo sperimentazione e trasferimento tecnologico sul sistema
idrogeno. Previste, infatti, attività sperimentali su sistemi
per la produzione e stoccaggio
di idrogeno, test di valutazione
dell’efficienza energetica dei sistemi che utilizzano l’idrogeno,
attività di supporto alla ricerca
industriale e allo sviluppo di
nuove applicazioni nel settore
energetico e dei trasporti, sensoristica per l’idrogeno. “Con
l’inaugurazione di questo centro – ha sottolineato l’Assessore Marangon - vengono smentiti coloro i quali erano convinti
che la tecnologia a Venezia fosse un capitolo chiuso. Sin dal
2003 – ha proseguito – la Giunta regionale ha lavorato per avviare un’importante iniziativa
nell’ambito dell’innovazione e
della riqualificazione di Porto
Marghera e quello odierno è
una delle tappe di questo percorso. Inoltre, uno dei cardini
del PTRC che di recente è stato
approvato, è quello dello sviluppo sostenibile e un’energia
pulita come l’idrogeno rappre-
senta una componente chiave
per un sistema energetico sostenibile, in quanto il suo impiego come vettore energetico
a basso costo può contribuire
alla diversificazione delle fonti e quindi alla sicurezza degli
approvvigionamenti, ed alla
riduzione delle emissioni, sia a
livello locale che globale (gas
serra)”. Porto Marghera è il
luogo in cui si produce la maggior parte dell’idrogeno italiano come risultato di lavorazioni già esistenti e la presenza di
questa energia pulita e a basso
costo, utilizzabile per la ricerca
grazie ai finanziamenti di Stato
e Regione, permette al Veneto
di essere all’avanguardia nello
studio e nello sviluppo di questa fonte energetica.
Andrea Catra
III
Maggio 2009 •
In continua crescita
l’attività del sodalizio sacilese
Prosegue con successo a
Sacile l’attività del centro culturale LIBERARTE, la struttura espositiva permanente
più grande della regione. Con
una cadenza poco più che
settimanale,
LIBERARTE
sta costruendosi uno spazio
di riferimento per gli artisti di
fama nazionale e internazionale (senza comunque mai
dimenticare le realtà locali).
Recentemente il centro artistico sacilese (ottimamente
posizionato lungo la SS 13
Pontebbana. Ndr ) ha avuto
il critico d’arte Andrea Diprè
(divenuto anche socio di LIBERARTE) impegnato in
programmi di critica artistica
in televisione. Dando una valutazione complessivamente
molto positiva dell’attività fin
qui svolta dall’associazione
sacilese. Diprè ha auspica-
to che il centro possa anche
contare a un continuo, seppur graduale, miglioramento. Và ricordato che Diprè
è cofondatore dell’ICCOA
(Istituto per la Certificazione
e Catalogazione delle Opere
d’Arte). E’ della scorsa settimana, intanto, la visita di
Bruno Fael, artista originario
di Sacile di fama internazionale ( in Egitto, una via del
Cairo porta il suo nome) di
cui l’associazione rende disponibile un book fotografico di 400 pagine. Di lui, il
presidente di Liberarte, Cian
Flavio, dice: “Oltre ad essere
un grande artista , nella sua
visita qui ha dimostrato di
essere soprattutto un uomo
dotato di una sensibilità e di
una delicatezza esemplari, e
soprattutto capace di essere
umile e disponibile con tutti.
La sua lezione di semplicità
e umiltà dovrebbe essere di
esempio per tutte le generazioni emergenti di artisti.”
Entrambi gli ospiti intervenuti
agli incontri nella sede di LIBERARTE, hanno raccontato, attraverso una seri di
aneddoti , il percorso di vita
e artistico che li ha portati
all’attuale livello di notorietà
internazionale, suscitando
un forte interesse nel pubblico, LIBERARTE ospiterà Cip
Barcellini (per lungo tempo
braccio destro di Giorgio
Strehler al Piccolo di Milano) e Stefano Bernabei due
presenze di caratura internazionale che rendono evidente lo sforzo del sodalizio
di crescere continuamente.
MAURIZIO CAPOBIANCO
(Messaggero Veneto
del 21.03.2009)
Da sinistra: Bruno Fael, la moglie Ivonne e il Presidente di LIBERARTE Cian Flavio
Sacile, la tradizione e l’arte,
connotati di un’unica identità
L’insieme della storia, della
cultura, e con essa le tradizioni e l’arte, e della lingua
costituisce per ogni Comunità un bene da custodire e
tutelare. Occorre riscoprire
ciò che caratterizza la trama più intima dei nostri territori, l’essenza identitaria,
salvaguardandone le peculiarità, numerosissime ed
affascinanti, che ne sono la
spina dorsale e che troppo
spesso vengono relegate in
un ruolo di secondaria importanza rispetto ad alternative estranee che di certo
non ci appartengono. Ov-
viamente, nella complessità
di un contesto così delineato, non devono mancare
le occasioni e la voglia di
confronto, soprattutto nell’ambito
dell’espressione
artistica che, ancorché contemporanea, rappresenta
sempre il frutto di un’evoluzione spirituale che coinvolge l’uomo e la società. E
dal confronto tra tradizione
ed innovazione nasce nel
cittadino una migliore consapevolezza della propria
radice culturale, attraverso
il caleidoscopio dei cambiamenti di ogni ordine nel cor-
so del tempo. Sacile, culla
di un patrimonio artistico
e culturale che ben viene
evocato dall’appellativo di
giardino della Serenissima,
sembra aver subito negli
ultimi anni gli effetti di un
impoverimento dovuto alla
contrazione proprio delle
risorse da destinare al settore artistico culturale. Città
natale di pittori, musicisti ed
artisti, pare di udirla soffrire
nel vedere questi ultimi per
nulla rispettati e valorizzati
con iniziative a loro dedicate. C’è bisogno di una
politica culturale, in armo-
nico equilibrio tra tradizione e modernità, rivolta alla
salvaguardia della nostra
identità, ma contemporaneamente pronta a cogliere
le modificazioni in atto nel
sistema e nell’assetto della società. E’ fondamentale
tener presente sempre che
la cultura non può e non
deve essere considerata
un costo, ma, al contrario,
un vero investimento per
l’Amministrazione comunale, e non si vuole intendere
solo nell’ottica di un ritorno
turistico, ma soprattutto in
termini di valorizzazione
collettiva e di immagine
per l’intero corpo sociale.
La cultura deve essere considerata un elemento fondante della nostra comunità
sacilese. Il saperla valorizzare, nel pieno rispetto
della tradizione, ma anche
in una contemporanea prospettiva di innovazione,
costituisce un validissimo
strumento per promuovere l’intero territorio e diffonderne la conoscenza e
l’apprezzamento anche al
di fuori dell’ambito locale.
Vannia Gava
Lega Nord Sacile
Maggio 2009 •
pordenone - alto livenza
Lions Club Sacile,
le nuove cariche
E
lette le nuove cariche
del Lions Club di Sacile per l’ano sionistico
2009/2010. Presidente Vittore Furlanetto, vice presidente
Mario Valente, past presidente
Susanna Toffoli, segretario Pinuccia Dall’Agnese, tesoriere
Giorgio Piai, cerimoniere Alessandro Jesse, censore Giorgio
Martini, consigliere 1 anno
Zanoni Vices Vinci Dora, Domenico De Feo, Federico De
Colle, consigliere 2 anni Gianni Camol, Federico Camarotto,
Giuseppe Maraglino, Giuseppe
Nadin. Comitato soci presidente Andrea De Filippo, vice Gabriele Sabetta, componente Ettore Polesel, revisore dei conti
Andrea Feltrin.
UN AMBIENTE PULITO
DIPENDE ANCHE DA TE
belluno
15
Mons. Gregorio nominato vescovo
di Sosnowiec in Polonia
D
a anni era figlio adottivo della terra veneta:
era infatti “cappellano
aggiunto” della parrocchia di
Fonzaso dove arrivava, in ogni
momento libero dai suoi incarichi romani, per collaborare con
l’arciprete Don Alberto Vallotto.
Mons. Grzegorz Kaszak è nato
il 24 febbraio 1964 a Choszczno (arcidiocesi di SzczecinKamie�) Terminati gli studi
presso il Seminario Maggiore
di Szczecin, è stato ordinato
sacerdote il 18 giugno 1989.
Per sei mesi ha esercitato il
ministero di cappellano nella
parrocchia di Sant’Adalberto a
�winouj�cie-Warszów, quindi
a Roma ha iniziato gli studi di
Teologia morale presso la Pontificia Università della Santa
Croce. Per 10 anni (1992-2002)
ha lavorato presso il Pontificio Consiglio per la Famiglia.
In quel periodo, nel 1998, ha
conseguito il Dottorato in Teologia morale con una tesi dal
titolo: “Amore responsabile e
contraccezione nelle Catechesi
di Giovanni Paolo II”. Negli
anni 2002-2007 è stato rettore
del Pontificio Istituto Ecclesiastico Polacco a Roma. Nel
2007 Mons. Kaszak è stato
nominato segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
Lo scorso mese di febbraio il
Santo Padre Benedetto XVI
lo ha nominato Vescovo di
Sosnowiec una diocesi polacca con una popolazione di
810.000, ed un clero formato da
404 sacerdoti e da 199 religiosi.
Nel suo viaggio di rientro da
Roma, la consueta tappa “obbligata” a Fonzaso, con il suo
familiare sorriso e la sua vitalità dominata dalla vera Fede.
Fabiano Zucco
A Feltre la sezione Ari intitolata
all’ing. Ernesto Francia
LA RUBRICA DEL BENESSERE
Joga
benessere per il corpo
e per la mente
nella foto: il Pres. Pasqualino De Bacco e le due figlie dell’Ing. Francia, Eolina e Cristina
S
Sui giornali, alla radio e
in televisione ci si chiede
sempre di più perchè la
salute nel mondo d’oggi
sia un bene così ricercato,
soprattutto dopo una certa età. Succede che, con
l’aumento dell’aspettativa
della vita media delle persone, non migliora necessariamente anche la qualità, anzi di solito diminuisce
in modo vertiginoso, subendo l’organismo una serie di malanni concatenati
e andando spesso in “default”. Molta gente finisce
per invecchiare male, cade
in mano a specialisti e chirurghi o peggio finisce in
casa di riposo come un’auto dallo sfascia-carrozze.
La stagione più preziosa e
profiqua della vita va sprecata. Occorre far fronte a
questa situazione.
Per molti anni ho praticato esercizi yoga, intendo
Hatha Yoga, lo yoga ginnastico dell’India vedica,
quella del maestro Patanjali, per intenderci.. Ne
ho tratto beneficio, visto
che a 55 anni, assieme a
un costante lavoro fisico e
a una dieta vegetariana, il
mio corpo è ancora abbastanza giovanile e senza
malanni. Ripeto spesso
una serie di posizioni concatenate che vanno sotto
il nome di “Saluto al Sole”.
Posizioni di compressione
e stiramento di varie zone
del corpo che lavorano sui
muscoli, su vari organi interni e sul sitema endocrino. Abbino alle posizioni
una adeguata respirazione armoniosa e profonda.
Dopo le sequenze, ripetute
diverse volte con piccoli intervalli tra l’una e l’altra, mi
stendo su un tappeto pulito, mi copro con un leggero
telo di lana e mi rilasso totalmente. E’ una sensazione, il rilassamento, spesso
molto piacevole, specie
se anche la mente è rilassata, cioè se non ci sono
“lavori in corso”. Possono
succerdere anche cose interessanti, come ricevere
“messaggi”che è poi interessante decifrare.
Un altro mezzo utilissimo
per prevenire l’invecchiamento, sono, secondo
l’esperienza di molti, i cosiddetti “Cinque Tibetani”. Sembra che possano
allungare di molto la vita
attiva. Cinque esercizi tramandati dai monaci tibetani attraverso i secoli e
fortunosamente arrivati a
noi attraverso un ufficiale
dell’esercito di Sua Maestà
Britannica, di cui ora non
ricordo il nome, ai tempi
del colonialismo. Cinque
posizioni di cui solo la
prima è dinamica, mentre le altre sono statiche,
nel senso che si limitano
a tendere e a rilassare il
corpo, come nello yoga. La
tensione va fatta in modo
lento e progressivo, senza
strappi. Dopo ogni tensione devono seguire alcuni
secondi o minuti di rilassamento. Il beneficio deriva
dall’alternanza di tensione
e rilassamento.
E’ senz’altro utile la supervisione di un maestro
yoga, indispensabile per
chi inizia. Sui “Cinque Tibetani” è da tempo in stampa
un simpatico libretto che
racconta anche la storia di
questa straordinaria scoperta culturale ed è scitto
da chi è venuto in contatto
con lo scopritore ormai un
secolo fa. La Casa Editrice
si chiama Edizioni Mediterranee e il titolo dell’opera
è appunto “I Cinque Tibetani”.
Enrico Lancellotti
i è svolta di recente la cerimonia di intitolazione
della sezione Ari di Feltre
all’Ingegnere Ernesto Francia. Il
presidente, Pasqualino De Bacco ed il segretario Luigi Pontil
così ricordato Ernesto Francia
come tecnico della Motorizzazione Civile e del Genio Civile di
Belluno, fondatore della sezione nel 1967, radioamatore dal
1968 con il nominativo I3ECF e
presidente nel 1973; ideatore e
sperimentatore di diversi modelli di antenne con in particolare
quella formata da un sostegno
autoportante in alluminio; ideatore di uno dei primi ponti radio
della provincia di Belluno; instancabile insegnante delle proprie conoscenze per far in modo
che diverse persone si presentassero preparati all’esame per
il conseguimento della patente
presso l’Ispettorato delle poste
e telecomunicazioni di Venezia
predisponendo loro importanti
dispense Si è sempre prodigato
a mettere in contatto emigranti
in diversi paesi europei con i
famigliari feltrini in quegli anni
in cui i mezzi di comunicazione
erano agli albori; personaggio
di grande altruismo dimostrato
soprattutto in occasione del
terremoto del Friuli del 1976.
Importante anche l’attuale
impegno
della
Sezione
Ari di Feltre nell’ambito
dell’associazionismo non solo
di Feltre ma all’interno di tutto il
feltrino, con la divulgazione del
mondo della radio nelle scuole.
Fabiano Zucco
R i c o r d i
Giochi dell’adoloescenza nella
prima metà del secolo scorso
Tra i due conflitti mondiali vi fu un lungo
periodo di relativa pace ed anche i bambini
ebbero a godere di un clima disteso e spensierato; nei campi e nelle calli veneziane ma
soprattutto nei patronati parrocchiali e salesiani fiorirono i giochi.
Il campanon, un rettangolo segnato con il
gesso e tanti quadrati dove si doveva saltare
con una sola gamba; poi i giochi con il tacco,
con i tappi delle bottiglie. Il salto sulla groppa del compagno, lo schiaffo sulla mano che
proteggeva l’orecchio per individuare poi il
“colpevole” ma soprattutto il pallone era ed è
ancora il protagonista principale.
Il secondo conflitto mondiale del 1939 – 1945
spazzò via tutto, si salvò solo il calcio nato
nel Granducato di Toscana e se non c’era un
pallone di cuoio si giocava con un pallone di
stracci o di carta di giornale.
I giovani, bambini e ragazzi avevano ben altro da pensare: il cibo che era tesserato rigo-
rosamente. Un etto di pane al giorno, altro
che giochi…
Poi finita la guerra si tornò nei campi e nei
patronati e ci si contò.
Tanti amici che da bambini avevano battagliato per il gioco con le spade di legno e le
micidiali fionde non risposero all’appello. I ragazzi della via Paal erano rimasti sul monte
Feltro nell’ultima battaglia.
Ora si riprendeva con la mazza e il pindolo
(difficilmente traducibile). Nei banchetti non
si vendeva più il castagnaccio ma lo zucchero filato. Le bambine non pettinavano più le
bambole, non giocavano più con il cerchio.
Di 80 anni fa ricordo solo il profumo della
pasta e dei fagioli uscire dalla cucina della
scuola. E la nostalgia di un calcio che non
ho mai giocato mentre sotto il cuscino non
c’erano i “Gormiti” ma un pezzo di pane.
Salvatore Lumine
16
marca trevigiana
opitergino - mottense
Oderzo
L’
quartier del piave - vallata
A teatro va in scena
il Pianeta Tirac
Associazione di volontari “Compagnia Macedonia” di Vittorio Veneto, impegnata
in attività di integrazione delle persone disabili, porterà in scena sabato 9 maggio
2009 al Teatro Brandolini di Oderzo, alle ore 20.30, lo spettacolo teatrale dal titolo “Il Pianeta Tirac”. Una commedia musicale che mette in evidenza l’importanza di vivere
in pace e di come i paesi industrializzati si sentano superiori nei confronti degli abitanti del
cosiddetto “terzo mondo”.La storia è divertente e bizzarra e il racconto è accompagnato da
tanta musica e balletti, con canti e musiche rigorosamente dal vivo.Lo spettacolo teatrale viene realizzato con il Patrocinio del Comune di Oderzo. Per informazioni tel. 0438 - 561416
III Edizione Festa dello Sport
L’
Assessorato allo Sport del Comune di Oderzo organizza la III^ Edizione della FESTA DELLO SPORT sabato16 e domenica 17 maggio 2009. Per richiedere informazioni e mail [email protected] oppure chiamare al numero 0422/812242
Ponte di Piave
Arriva la videosorveglianza:
tempi duri per i malviventi
È
stato presentato ufficialmente al COSP
provinciale
(Comitato Ordine Sicurezza
Pubblica), il progetto di
videosorveglianza
predisposto
dall’Amministrazione comunale di Ponte di
Piave. Il Comandante della
Polizia Municipale, Segato,
ha illustrato ogni dettaglio
relativo all’imminente attivazione dei quattro dispositivi che verranno installati
(due nei pressi delle Scuole, uno in Piazza Garibaldi
ed uno nei pressi dell’area
dell’Albergo
all’Angelo
/parcheggio Bar Sessolo).
I lavori sono già iniziati.
• Maggio 2009
Col San Martino
“Spenti i riflettori sulla 53ª
Mostra del Prosecco Doc”
C
on il lunedì
di Pasquetta, come
vuole la tradizione,
si è abbassato
il sipario sulla
Mostra del Prosecco Doc di Col
San Martino. Mai
come quest’anno
la kermesse del
vino ha registrato
numeri tanto alti
quanto a presenze
e a vendita di Prosecco. A fornire
i dati finali è il
presidente
della
Pro Loco Alberto
Follador, che non nasconde la
soddisfazione: “50 mila visitatori e 25 mila bottiglie vendute durante la manifestazione
che quest’anno è stata baciata dal sole e dal successo.
Si è bevuto con moderazione e
civiltà durante tutto il periodo
di apertura della Mostra e questo è senz’altro un ulteriore motivo d’orgoglio per la Pro Loco
di Col San Martino: “Chiudo
soddisfatto così come ho aperto
questa 53° edizione, che rimarrà negli annuali per i numeri
da record e per essere stata
inaugurata dal ministro per le
Politiche Agricole Luca Zaia.”
Servizio di trasporto per anziani:
confermata la convenzione con l’Auser
I
l Comune di Pieve di Soligo
ha
recentemente
confermato la convenzione con l’AUSER Volontariato Destra e Sinistra Piave per
l’organizzazione e la gestione
del sevizio di trasporto ed accompagnamento per anziani dai
65 anni in su che non hanno la
possibilità di spostarsi autonomamente. Il servizio permette
loro di essere accompagnati
presso i presidi ospedalieri e
gli ambulatori del territorio,
nonché per le commissioni
fondamentali del vivere quotidiano e altre necessità rilevate come fondamentali dai
servizi sociali del Comune.
Anche le persone disabili o con
invalidità potranno usufruire del
servizio, che si può prenotare
con una chiamata telefonica e
viene integrato con il Prontobus, il bus navetta che collega
il centro di Pieve con le frazioni
di Barbisano e SolighettoAd
oggi le persone che lo utiliz-
zano sono 35, per un totale di
110 trasporti dalla data di attivazione. I volontari coinvolti
sono sette ed il loro lavoro è
prezioso per il raggiungimento
degli obbiettivi sociali del progetto che prendono in considerazione le dimensioni del vivere quotidiano dell’anziano.
Per
informazioni:
ufficio
Servizi Sociali 0438.985342 s
[email protected]
Mattia Perencin
INIZIATIVA TERRITORIALE DEL COMITATO IMPRENDITORI VENETI PIAVE 2000
Comunicazione del Comitato Imprenditori Veneti “Piave 2000”
PERICOLO CAVE, A SAN VENDEMIANO PROBLEMA IRRISOLTO
”Nel web invitiamo a digitare: PERICOLO CAVE
in cui è possibile vedere
nove filmati sull’ assassinio dell’ambiente e la
storia-cultura veneta. A
breve ne seguiranno altri,
grazie ai portali di youtube
e google. Segnaliamo inoltre per ulteriori approfondimenti storici il sito
www.museodelpiavevincenzocolognese.it
che
ha raccolto oltre 250 mila
contatti in un paio di mesi.
A circa due km in linea
d’aria dal cuore della città
del Cima e di tanti artisti,
uomini di cultura e ingegno, di vita e fede cristiana,
si è avuto il coraggio di
realizzare una prima discarica, poi una seconda
pericolosissima, coperta
con enormi teli provvisori
ancorati con pneumatici
logorati, che oltre ad essere potenzialmente inquinanti, con il ristagno
d’acqua creano l’ambiente
ideale per l’incubazioni
della
zanzara
tigre.
Queste
enormi
quantità di pneumatici sono
visibili dalla torre del
castello (o nei filmati).
All’On. Guido Dussin di San
Vendemiano
vorremmo
rivolgere il nostro appello.
Con lui avevamo collaborato all’inzio degli anni Novanta nella protesta contro
la discarica, quando agli
albori della carriera politica
l’attenzione e la sensibilità da lui dimostrata con-
tribui a creare il consenso
per l’elezione alla carica di
sindaco prima, e di parlamentare poi. Purtroppo a
distanza di anni nonostante
le proteste con barricate ed
i mega cartelli all’incrocio
della frazione del paese,
la discarica, che aprì i
battenti con il benestare
dei politici di allora, continua a persistere a pochi
metri da orti e abitazioni.
Vorremo poter avere risposta alle seguenti domande
Per quale motivo è stato
tolto il cartello all’ingresso
della pericolosa discarica
che identificava la proprietà, la tipologia del rifiuto
pericoloso contenuto, le
dimensioni, la profondità, le
caratteristiche e la resisten-
za della tenuta ai liquidi inquinanti sottostanti? Sono
mai stati fatti carotaggi nelle
zone perimetrali della discarica per valutare eventuale inquinamento in falda?
Dai teli e pneumatici, con
il cambio delle temperature stagionali, che tipo
di
esalazioni
vengono
rilasciate in atmosfera?
Vengono eseguite analisi
sull’inquinamento riversato
nelle acque del
ruio laterale durante le piogge?
I teli in superficie sono a garanzia stagna e
con quale grado
di tenuta sul
calpestio?
Chi
è la persona o
l’ente
pubblico
responsabile al
controllo e alla
manutenzione
periodica della
grande
discarica? C’e’ un bilancio annuale di spesa?
E’ sottoposta a controlli di
ente certificato con analisi
dell’aria e scarico dei liquidi dai pozzi con analisi
chimiche e con dati resi
pubblici? La discarica è lasciata in balia di se stessa?
Chiediamo una risposta
all’On. Guido Dussin, che
rappresentando il nuovo
corso della politica e facendo parte della maggioranza di Governo si trova nella
condizione di poter avere
dei mezzi, come si prefiggeva da giovane, per ottenere cambiamenti e dare
risposta alle esigenze dei
cittadini. Si chiede un suo
intervento per far asportare
al piu’ presto i rifiuti pericolosi dalle due discariche,
recuperando i rifiuti che in
parte possono essere riutilizzati, come si fa nei paesi
più civili, per il riciclo e la
produzione di energia termica ed elettrica. Le cave
possono essere riempite
con lo sghiaiamento di
fiumi, torrenti e dei laghi
di S. Croce, Cadore, ecc.
utilizzando la via ferrovia
per i trasporti del materiale.
Per queste vergognose
cave e pericolose discariche
va ricordata la recente
scandalosa scoperta della
raccolta rifiuti a Conegliano,
ex Perla del Veneto e dintorni. Purtroppo da questi
carrozzoni ancora nessuno
dirigente o politico ha avuto
il coraggio di dimettersi.
I nostri avi per secoli hanno
tenuto integro e curato il
nostro meraviglioso territorio, ma nell’ultimo mezzo
secolo con politiche lontane dalle nostre tradizioni,
stiamo assistendo alla distruzione eterna con cave,
discariche, inquinamento
degli acquiferi del PIAVE.
COMITATO
IMPRENDITORI VENETI
PIAVE 2000
Maggio 2009 •
17
Redazione di Treviso - Direttore dott. Valentino Venturelli - Tel 328 2858971
Superbe 2009 al via...
in un vortice di eventi
L’AVVOCATO
RISPONDE
Avv. Barbara Lenisa
Conegliano
Rassegna abbinata a RetEventi ,cartellone di
appuntamenti culturali della Provincia di Treviso
È POSSIBILE DETRARRE LE SPESE MEDICHE DALLA DICHIARAZIONE
DEI REDDITI?
Si. Le spese sanitarie ed in particolare generiche, specialistiche, medicinali, analisi, farmaci, protesi ecc. possono essere detratte dalle imposte da pagare annualmente da ciascun contribuente nel limite del 19% al netto della franchigia di € 129,11.
In pratica ciascun contribuente dovrà sommare tutte le spese mediche e sanitarie sostenute e detrarre la predetta franchigia: la detrazione spettante sarà pari al 19% dell’importo così sostenuto
IL DATORE DI LAVORO PUÒ CONTROLLARE IL DIPENDENTE MEDIANTE
INVESTIGATORI PRIVATI?
CALENDARIO MANIFESTAZIONI
LE CALANDRINE – Cimadolmo, 28/29 aprile
CASA BRUSADA – Crocetta del Montello, 07 maggio
VILLA RAZZOLINI LOREDAN – Asolo,14 maggio
VILLA CASTAGNA – Crocetta del Montello, 19 maggio
DA DOMENICO ALLA GRAVE – Spresiano, 26 maggio
PARCO GAMBRINUS – San Polo di Piave, 04 giugno
AL BACARETO – Mogliano Veneto
Costo serate: da 55 a 65 euro a persona,
a seconda del ristorante.
Info: Carry On – tel. 0438 24007; [email protected]
L
a 22esima edizione della manifestazione enogastronomica trevigiana
Superbe ha debuttato martedì
28 aprile 2009 al Ristorante Le
Calandrine di Cimadolmo.
Quest’anno la storica rassegna, promossa dall’omonima
Associazione che coinvolge
sette importanti ristoranti nella
valorizzazione
dell’Asparago
Bianco di Cimadolmo IGP e
delle erbette spontanee, e organizzata in collaborazione con la
Provincia di Treviso, ha siglato
un gemellaggio con RetEventi,
il ricco cartellone coordinato
dalla Provincia, che racchiude
l’offerta culturale del territorio,
e raggruppa 95 comuni e oltre
cento Associazioni.
Sì. E’ ammesso il controllo mediante investigatori privati per accertare l’illecito del lavoratore dipendente che durante l’orario di lavoro svolto fuori dall’azienda si dedichi ad altre attività invece di lavorare. Il Garante per la privacy, ha evidenziato che
non violano le norme sulla privacy l’investigatore privato che nel rispetto delle leggi
ed in base ad un preciso incarico, raccoglie informazioni utili alle suddette indagini.
Chi desidera può inviare i propri quesiti alla redazione
all’indirizzo e-mail: [email protected]
XIII torneo Memorial Saccon,
a San Vendemiano un calcio di…marca e oltre!
S
an Vendemiano. Prenderà il via il 18 maggio e
vedrà la sua conclusione il 6 giugno il 13° torneo di
calcio categoria “giovanissimi”
dedicato alla memoria dell’indimenticato socio e sportivo
Antonio Saccon. La manifestazione organizzata dal Milan
Club San Vendemmiano “Gianni Nardi” è frutto di un importante e concreto coinvolgimen-
to di un gruppo di amici che
hanno lavorato sinergicamente
alla riuscita dell’iniziativa. Basti pensare – ha ricordato il presidente Fabrizio Martina – che
agli albori del torneo, erano solamente 3 le formazioni locali
iscritte, ed il tutto si svolgeva
in un’unica serata; ora invece le
squadre coinvolte provengono
da ambito regionale e nazionale. Questa edizione – fanno
sapere Guido Dussin e Sonia
Brescancin,
rispettivamente
assessore allo sport e sindaco
– si presenta prestigiosa e qualificata, sia per la qualità delle
squadre partecipanti, espressione della loro significativa
professionalità, sia per il particolare interessamento ed accredito nel mondo sportivo dei
nostri amici “rosoneri” e non.
R. M.
DALLA PRIMA
UNA STORIA MAI RACCONTATA
Se non sei dei loro, prima o poi la paghi
(...) Lo scoop, penso io, non è menti di straniamento, di stupo- darti a invischiare in cose più
far dire a qualcuno qualcosa che re, di amarezza, quando alcuni grandi di te? Pensaci bene! Ma
non ha mai detto prima. Bensì potenti della sinistra Monfalco- lascia perdere, ma chi credi di
qualcosa che quel qualcuno non nese e Goriziana (la mia terra di essere, Don Chisciotte?”.
nascita), imposero l’ostracismo Poi più duri, violenti, minacpensava di poter dire.
Bene. A proposito di giornali- sul mio uscio di casa. Come ciosi: “Guarda che ti fai male.
smo schierato. Militante. Fa- all’epoca greca, si sfregava la Stai toccando dei fili dell’alta
zioso. Al carro dei vincitori. conchiglia ed il reprobo era “se- tensione: alla fine ci prenderai
Dei padroni della cultura. Ecco, gnato” a vita. Da evitare. Isola- la scossa. Noi te lo diciamo, poi
avrete capito, quel
non venire a piangere
“Per me cronista idealista
giornalismo che sanqua. Uomo avvisato
toreggia, travagliegsalvato…”. Poi
e illuso di poter cercare la verità mezzo
gia, gadlernereggia,
dicono che la mafia al
scalfareggia. Giornaanche in tv, era irrinunciabile profondo Nord non
lismo un po’ flatulenc’è.
dare voce a chi se l’era vista
te di ideologia stantia,
Ma chi li dava, questi
ma tanto ormai ci siaavvisi al giovanissimo
sottratta con la prepotenza...
mo assuefatti, a quel
navigante
dell’eteFinchè non mi fu
tipico olezzo.
re? Sindacalisti di
Sono quelli con la
sinistra, che credevo
presentato il conto”
verità in tasca. Quelli
buoni
conoscenti.
con la puzza sotto il naso ver- re. Emarginare. Zittire. Ridurre Esponenti dei movimenti gioso chi non la pensa come loro. a morto che cammina.
vanili della sinistra. Un giovane
Sprizzanti disprezzo snob da La mia colpa: dopo aver fon- politico comunista che avrebbe
ogni poro per la gente comune, dato una televisioncina locale, fatto strada. Le voci giunsero
se non vota come loro coman- Tele GSG, aver iniziato a fare alle orecchie di mio zio, Matore e ore di diretta – con tanto teo, che era stato sindaco diccì
dano di fare.
Insomma. Quelli lì. In combut- di telefonate del pubblico, come della città dei cantieri per sette
ta con i ras locali della sinistra faccio anche adesso a Canale anni, a cavallo dei tumultuosi e
lottizzatoria e spartitoria, che Italia -, sulle …foibe.
frontisti Settanta. Ricordo come
non si muove foglia se non vo- Credo – ma lungi da me fare la fosse adesso che si presentò a
gliono. Quelli con le mani sulla pepita sulla spazzatura, giacché casa mia. Mi prese in disparte
città.
cadrei nel vizio di chi aborrisco e guardandomi negli occhi mi
Già negli anni ’80, me ne ca- e mi provoca l’orticaria –, di es- sussurrò: “Gianluca, o le lasci
pitarono di tutti i colori. Poi, sere stato uno dei primi a usare stare, ‘ste cose, o te la fanno
il tempo è galantuomo. Tutto la tv per parlare di un argomen- pagare”.
passa. Ed edulcora, stempera, to tabù. Letteralmente rimosso Però per me, cronista idealista
smussa. Il gioco dei ricordi, e proibito. Specialmente in quel e illuso di poter cercare la vecredo siate d’accordo con me, territorio di confine con l’ex Ju- rità anche in tv, era liberatorio,
ci guida. Più di quanto noi pen- goslavia. Non so se mi spiego.
essenziale, irrinunciabile dare
siamo o ci illudiamo di riuscire Mi arrivarono avvertimenti, pri- voce a chi se l’era vista sottratta
a guidarlo.
ma blandi e paternalisti – “ma con la prepotenza, il sopruso, la
Ma io continuo a rimembrare, sei giovane, ma dài, dove ti vai violenza ammantata da ideolopervicacemente, perfino i senti- a cacciare, ma ti conviene an- gia comunista. Perciò perseve-
rai. Finché mi fu presentato il me, mi sono un po’ rotto. Me ne ne di non mandare il cervello
conto. E dovetti allontanarmi devo fare una ragione. Ascolta- all’ammasso. E infine costoro
dalla mia terra bisiaca, per tu- temi. C’è chi può e chi non può. colpivano. Subdolamente, alle
spalle, stando nell’ombra: “Va
telare la mia famiglia, i parenti, E io “non può”.
i collaboratori più stretti e leali. Ma torniamo a bomba. Pure isolato. Neutralizzato. EmargiCi sono momenti in cui l’esilio nell’emittente fondata da Lu- nato. Nessuno deve più accetè un calice amaro che va ingur- cio Garbo feci me stesso: sono tare un suo invito ad andare in
gitato per preservare beni supe- proprio monotono, ne conven- trasmissione”. Lancia il sasso e
riori al nostro stesso habeas cor- go. Finché a qualcuno – aridàje nascondi la mano. Che cuor di
– non piacque più. Potrei fare leone, questi giovani deputati
pus. Persino alla nostra libertà.
Arrivai a Padova. A Limena, pe- nomi e cognomi. Ma perdonate sinistresi e sinistrati.
riferia Ovest. Ebbi la direzione la mia reticenza imbarazzata, è La calunnia malmostosa è la
di due emittenti regionali. Con- meglio stendere un velo pieto- loro arma preferita. E la usano a
segna: farle lievitare. Cresce- so.
mani basse. Senza ritegno. Tanre. Farle diventare conosciute, C’era di mezzo perfino una ca- to, alla lunga (pensano) qualfamiliari. Rete Nord e Grande marilla di colleghi rosi dall’in- cosa resterà. E loro si beeranno
Italia tv. Così feci, dal 1993 in vidia (una cosa che non si può di aver ucciso il nemico senza
avanti. Con i soliti ingredienti: nascondere, a somiglianza della spargimento di sangue.
informazione libera, spregiu- zoppìa di piede e della gravi- Questa è la storia.
dicata, impertinente,
Com’è finita, mi chiedesenza filtri né marte?
“Ci
sono
momenti
in
cui
chette. Poi approdai
Mi viene in mente quella
l’esilio è un calice amaro
a Serenissima. E pure
scena folgorante del film
lì, notizie, commenti,
“La meglio gioventù” di
che va ingurgitato
dialogo col pubblico,
Marco Tullio Giordana.
che per fortuna mi
per preservare beni superiori Esame di medicina. Il
apprezza (me lo dice
professore fa allo studenper strada, il vero ter- al nostro stesso habeas corpus.” te, che sta promuovendo:
mometro) e mi segue
“Lasci l’Italia finché è
danza di panza, mi spiegava in tempo. L’Italia è un Paese di
da sempre.
C’è una frase ricorrente che mi mia nonna). Che sublimarono dinosauri. Da distruggere, un
rivolgete, ingenuamente, e che in complesso di superiorità posto bellissimo e maledetto.
prima apprezzavo, mentre ades- deontologica e antropologica. Mi dia retta. Vada via”. E lo stuso – chissà perché - mi sballa Qualcuno di loro non c’è più. dente: “Mi scusi e allora perché
clamorosamente i valori di mi- Dio l’abbia in gloria. Costoro lei rimane?”. “Mio caro, io sono
nima e massima della pressio- insufflavano veleni contro di uno dei dinosauri da distruggene. La frase è questa: “Ma come me alla solita compagnia di giro re”.
mai dottor Versace lei non è di politici di sinistra – soprattutancora alla Rai o a Mediaset?”. to giovani, che sono i più livoPrima rispondevo, articolavo, rosi, cinici, cattivi e rancorosi -,
subordinavo, chiosavo. Ora fac- convinti di essere stati investiti
Gianluca
cio un sorrisetto stanco e tiro della missione divina di ripuliVersace
Canale
dritto a costo di sembrare ma- re il mondo dai non-comunisti.
leducato o scostante. Capite a Cioè da chi ha l’improntitudiItalia
18
conegliano
• Maggio 2009
BOWLING
Il poliziotto
Una disciplina in costante ascesa
di quartiere
Conegliano. Il poliziotto di quartiere sarà presto
attivo anche nella città di Conegliano. Il progetto è
stato seguito nei dettagli dal vicesindaco ed assessore
alla tutela dell’ordine pubblico Paola Mirto Bettiol.
Quanto prima il territorio sarà presidiato da un nuovo agente supplementare, per garantire al massimo la
tranquillità dei cittadini.
“Si dovrà attendere però la fine del G8 sull’agricoltura. Solo dopo il meeting organizzato dal Ministro
Luca Zaia, l’attenzione sarà focalizzata sulla pianificazione della figura del poliziotto di quartiere”, spiega l’assessore.
Da tempo era stata presentata la richiesta da parte
del Comune di Conegliano, per avere sul territorio
un supporto aggiuntivo di un professionista della sicurezza, a tutela della quiete e della serenità di tutti
i cittadini. Il Questore di Treviso si è quindi attivato,
facendosi portavoce dell’istanza presso il Prefetto, il
quale in breve tempo ha avvallato la richiesta.
La decisione definitiva è poi arrivata nella prima settimana di aprile, dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. “Conegliano potrà quindi beneficiare di maggiori risorse umane, da destinare ad un
controllo serrato del territorio – sottolinea il sindaco
Alberto Maniero – un ringraziamento per questo va al
Prefetto e al Comitato, che hanno dimostrato particolare attenzione per la nostra realtà”.
L’iniziativa prevede una concertazione tra Polizia di
Stato, Carabinieri, Polizia Comunale e vigile di quartiere, servizio già in atto da più di un anno a Conegliano. La città sin dal 2002 ha infatti investito molto
sul piano della sicurezza, più di un milione e cinquecento mila euro. Tutte le azioni messe in essere hanno
lo scopo di dare al paese un controllo efficace, investendo quindi su personale qualificato e attrezzature
d’ausilio, come telecamere per monitorare le diverse
aree del territorio e strumenti per il rilevamento delle
impronte digitali, o per i falsi documentali. Gli sforzi concreti fatti sul fronte sicurezza sono la ragione
principale ad aver convito il Comitato provinciale ad
avvallare la richiesta.
Tra breve, quando avranno inizio i primi incontri per
pianificare la figura del poliziotto di quartiere, si potrà sapere con certezza se sarà messo a disposizione un unico agente o una pattuglia. È ancora presto
per conoscere ogni dettaglio della nuova figura, ma
è certo che questa avrà mansioni prettamente diurne:
dal controllo del mercato settimanale, alla vigilanza
sui parcheggiatori e venditori abusivi. Altre saranno
comunque le mansioni che dovrà svolgere, sempre
in sinergia con tutte le forze di polizia presenti sul
territorio.
Da anni l’amministrazione comunale di Conegliano
è attiva per garantire l’ordine, come ente capofila del
progetto sicurezza, al quale partecipano una decina di
paesi limitrofi, membri della convenzione stipulata.
Conegliano si sta impegnando su questo fronte a
360°. Ne è un ulteriore esempio l’impegno dell’amministrazione comunale nella formazione della cittadinanza femminile per quanto concerne l’autodifesa.
Dal 2007 ad oggi sono quattrocento le persone che
hanno partecipato ai corsi organizzati, compreso
anche il personale di polizia locale. Le lezioni sono
pensate soprattutto per le studentesse tra i quindici
e venticinque anni e le titolari o collaboratrici delle
attività commerciali della città.
“Visto il grande successo abbiamo programmato un
nuovo corso per venticinque persone – spiega l’assessore Paola Mirto Bettiol – e se le domande dovessero
essere superiori, provvederemo a pianificarne un secondo, sempre nell’anno”.
Le lezioni di difesa personale si svolgeranno nei quattro sabati di maggio, dalle ore 9 alle 10 per le signore
e dalle ore 14 alle 15 per le ragazze. Ad insegnare
come difendersi due esperti: il Maestro Bruno Carmeni, VIII Dan di Judo e Ermes Tondato, insegnante
di metodo globale di autodifesa I livello. Il corso si
svolgerà presso il Judo Club di Conegliano.
Un progetto importante quindi quello che Conegliano
ha intrapreso sulla sicurezza: dall’implementazione
del personale preposto a garantire l’ordine, all’acquisto della strumentazione idonea, per meglio effettuare la vigilanza, alla formazione dei cittadini. Una rete
sempre più ramificata, che sta dando ottimi risultati
ed estende a macchia d’olio la cultura della sicurezza.
In questo contesto il poliziotto di quartiere non sarà
solo un servizio ulteriore offerto al paese, ma anche
un valore aggiunto per Conegliano, comune lungimirante e modello per tante altre amministrazioni.
Ylenia Dal Bianco
San Vendemiano. Ai recenti campionati italiani di Bowling svoltisi in terra marchigiana e precisamente nella splendida cittadina
di Fano, Franco Vanzella e Gastone Pertegato si sono piazzati al
secondo posto in questa disciplina il tutto, il tutto per la comprensibile soddisfazione del responsabile provinciale Renato Tonon. Non
molto si può dire ma nonostante tutto soddisfacente anche il comportamento di squadra nella finale di Coppa Italia con squadre a 4
a Milano; infatti dopo le fasi di qualificazione, i vari Carnio, Vettoretti, Vanzella e Zambon, nonostante non fossero entrati nei dodici,
sono stati esclusi dalla finalissima. Non miglior sorte è toccata alla
formazione comprendente Tonon, Zanchetta, Zardin e Volpe i quali
si sono visti sfumare la finale per soli 30 birilli.
Il tempo di rientrare alla finale regionale di doppio in categoria MA
grande vittoria dei due Franco, vale a dire Vanzella e Zambon. Il
sanvendemianese Vanzella ha realizzato il suo primo 300 ufficiale
unitamente al gran regolarista Zambon, hanno sbaragliato la concorrenza dei compagni del team Brotto e Squizzato e dei Top Bowlers
di Campodarsego Tosato e Maniero. Una nota di merito a Franco
Zambon autore della migliore media con 222 birilli a partita.
Va ricordato anche nella MB il Team di Castelfranco il podio con il
primo posto di Carlo Altoè e Antonio Dal Mas i quali hanno preceduto Broetto e Allegro. Infine ennesima conferma se mai ce ne fosse
ancora bisogno, di Daniela Moretton e Lucilla Brendolan le quali in
coppia hanno vinto nel settore femminile.
Roberto Momo
Godega S.U. Fiera
dei Osei, le classifiche
È
calato il sipario sulla Fiera
Ornitologica che anche quest’anno, complice il bel tempo, ha visto la presenza di oltre 500
espositori, provenienti da ogni parte
del Triveneto e anche dalla Toscana
confluire a Godega di S.U. per una
manifestazione che ha registrato la
presenza di ben 15 mila visitatri.
Prispolone: 1 O. Zanetti (Maniago)
2 S. Ciani (Pistoia) 3 L. Campardo
(San Fior).
Merli: 1 G.Rossi (Venegazzù) 2 D.
Campardo (Pordenone) 3 G. Puliti
(Gorizia).
Fringuelli: 1 F.Manna (Gorizia) 2
P.Bagagli (Pisa) 3 D. Visentin (San
Fior).
Numerose le autorità presenti all’evento dal Ministro delle Politiche
Agricole Luca Zaia, al Presidente
della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, al Vice presidente della
Regione Veneto Franco Manzato al
Sindaco di Godega S.U. Alessandro
Bonet per citarne alcuni.
La manifestazione comprendeva
oltre al consueto Campionato interregionale primaverile degli uccelli
e la Rassegna canina regionale di
bellezza, anche una gara di tiro con
la carabina valida per il campionato Regionale. Il tutto sotto l’abile e
sapiente regia del presidente della
Confederazione Veneto Gianpietro
Zava.
Ecco in ordine le classifiche degli
espositori.
Tordi: 1 F.Francalcini (Pistoia), 2
B.Da Re (Godeva) 3 B. Bariviera
(S.Lucia di P.).
Cesene: 1 A. Carnet (Caneva) 2
M.P. Gon (idem) 3 G. Bessega
(idem).
Allodole: 1 A. Campardo (San Fior)
2°. Zecchinon (Maerne) 3 G. Bessega (Caneva).
Sasselli: 1 C. Dalla Santa (San Vendemiano), 2 P. Faretti (Orsago) 3 C.
Zuccolin (San Fior).
Peppole: 1M.P. Gon (Caneva) 2 G.
Bessega (idem) 3 E. Pivetta (Prata).
Quaglie: 1 M. Mazzer (Vazzola) 2
G. Guolo (Montebelluna) 3 G. Giacomazzi (Oderzo).
Lucherini: G. Battiston (San Fior) 2
L. Zonda (Codroipo) 3 P. Goi (Gemona).
Cardellini: 1 P. Goi (Gemona) 2 G
Bessega (Caneva) 3 E. Pivetta Prata
di Pn).
Mutati: G. Polizzari (Montebelluna) 2 Centro Fauna (Istrana) 3°.
Biadene (Montebelluna).
Canarini: M. Gazzola (Montebelluna) 2 G. Casarin(idem) .
Ibridi: G. Polizzari (Montebelluna)
2 O. Macoratti (Codroipo)
R.M.
I pianeti e l’invenzione
cosmica di Maurizio
D’Agostini a Casa Cima
N
egli spazi di Casa Cima a Conegliano viene presentato per la
prima volta il ciclo scultoreo dedicato ai Pianeti in terracotta
e bronzo dell’artista Maurizio D’Agostini, realizzato fra il
2002 e il 2009. L’opera è una rivisitazione in scultura dei Pianeti
di Gustav Holst, una suite musicale in cui il musicista interpreta le
caratteristiche delle divinità mitologiche che sovraintendono ai corpi
celesti, ma anche alle peculiarità astrologiche e fisico-astronomiche
di ciascun pianeta del Sistema Solare.
Maurizio D’Agostini dagli anni Settanta si esprime come scultore,
ma è stato un maestro orafo, un uomo di teatro, un promotore culturale. La sua vita artistica è stata molto complessa e ha avuto modo
di confrontarsi con vari generi d’arte, mostrandosi molto sensibile e
raffinato. Proprio con la scultura dimostra, con le sue mani sapienti,
la capacità di plasmarla e toccarla, donandole una bellezza naturale, una propria espressività. Le sue figure sono magiche, ci portano
all’interno di un sogno; la materia sprigiona il suo massimo punto
d’unione avuto con lo scultore; le sue donne, figure ricorrenti nella
sua statuaria, si lasciano amare e coinvolgere.
I Pianeti di D’Agostini sono anche un omaggio al padre del metodo
scientifico Galileo Galilei, che quest’anno compie il quattrocentesimo anniversario delle prime osservazioni scientifiche. Proprio a
Costozza, città nella quale aveva soggiornato Galileo Galilei, per insegnare astronomia ai nobili di Trento, Maurizio ha plasmato le sue
opere nella casa-atelier.
Accanto ai pianeti, Casa Cima ospita, al piano superiore, le opere
cosmiche, come le definisce l’artista, caratterizzate dalla forma a spirale. Infine al completamento del percorso le incisioni a bulino, in
cui D’Agostini recupera e assembla le modalità surrealista di Max
Ernst, le prospettive di Escher, le creazioni futuristiche di Depero e
le macchine celebri di Picabia.
La mostra rimarrà aperta dal 1° maggio al 14 giugno, dal martedì alla
domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Per visite su richiesta fuori orario chiamare il numero 0438 22494.
Mara Campaner
ABBONATI A “IL PIAVE”
12 numeri a soli 12 euro! (in Italia)
12 numeri e tessera d’onore 50 euro
Inviaci abbonati
i tuoi dati e aò
riceverai
Piaveil giornale
direttamente a casa
Puoi inviare l’importo in redazione
o fare un bonifico intestato ad
Associazione Culturale Il Piave
iban: IT12 U089 0461 6300 1900 0003 895
Il Piave - via Friuli 7 - 31020 San Vendemiano (TV)
e- mail: redazione. [email protected] tel: 0438
1791484 fax 0438 6945889
Maggio 2009 •
23
Scarica

Terremoto, dalla tragedia l`orgoglio di una nazione