Dispensa ad uso Didattico – Convegno AiFOS: Spazi ed ambienti confinati – la Formazione tra teoria a pratica 1. SPAZI ED AMBIENTI CONFINATI: DEFINIZIONI E CARATTERISTICHE Per spazio confinato si intende: “un qualsiasi ambiente limitato, in cui il pericolo di morte o di infortunio grave è molto elevato, a causa della presenza di sostanze o condizioni di pericolo” (ad es. mancanza di ossigeno). Gli spazi confinati sono facilmente identificabili proprio per la presenza di aperture di dimensioni ridotte, come nel caso di: • serbatoi; • silos; • recipienti adibiti a reattori; • sistemi di drenaggio chiusi; • reti fognarie Altri tipi di spazi confinati, non altrettanto facili da identificare ma ugualmente pericolosi, potrebbero essere: • cisterne aperte; • vasche; • camere di combustione all'interno di forni; • tubazioni; • ambienti con ventilazione insufficiente o assente. 2. CENNI NORMATIVI L’argomento degli “ambienti confinati” vede un’evoluzione normativa, in ambito di salute e sicurezza sul lavoro, che si può riassumere nei seguenti punti: ¾ DPR 19/03/1956, n. 303, «Norme generali per l’igiene del lavoro». ¾ D. Lgs. n. 277 del 15/08/1991, «Attuazione delle direttive europee, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell’art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212» . ¾ D. Lgs. n. 626 del 19/09/1994, D. Lgs. n. 242/96 «Attuazione delle direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro». ¾ D.M. 26/02/2004, «Definizione di una prima lista di valori limite indicativi di esposizione professionale agli agenti chimici». Vediamo i contenuti nel dettaglio: DPR 19.03.1956, n. 303, Art. 25 ‐ Lavori in ambienti sospetti di inquinamento È vietato far entrare i lavoratori nei pozzi neri, nelle fogne, nei camini, come pure in fosse, in gallerie, ed in generale in ambienti ed in recipienti, condutture, caldaie e simili, dove possano esservi gas deleteri, se non sia stata preventivamente accertata l’esistenza delle condizioni necessarie per la vita, oppure se l’atmosfera non sia stata sicuramente risanata mediante ventilazione o con altri mezzi. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. D. Lgs. 15 .08.1991, n. 277 Art. 1 ‐ Attività soggette 1. Il presente decreto prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione durante il lavoro agli agenti chimici e fisici. Art. 4 ‐ Misure di tutela 1. Le misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro nella materia di cui all'art. 1, comma 1, sono le seguenti: a) la valutazione da parte del datore di lavoro dei rischi per la salute e la sicurezza; b) utilizzazione limitata dell’agente sul luogo di lavoro; c) limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono o possono essere esposti; d) controllo dell’esposizione dei lavoratori mediante la misurazioni dell’agente. D. Lgs. 19.09.1994 n. 626 Titolo VII‐bis ‐ Protezione da agenti chimici Art. 72‐bis ‐ Campo di applicazione 1. Il presente titolo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici. 2. I requisiti individuati dal presente titolo si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro. D. Lgs. 2008 n. 81 La normativa fin qui citata è stata abrogata con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/08, che attualmente costituisce il riferimento normativo principale che regola i lavori all’interno di ambienti confinati in cui possono essere presenti agenti chimici asfissianti, tossici o infiammabili. In particolare, il Titolo I “Principi comuni” costituisce il riferimento per quanto riguarda gli aspetti generali di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili a tutte le attività lavorative (responsabilità dei vari soggetti, necessità di eseguire la valutazione dei rischi specifici, necessità di formazione e informazione ecc.). Gli aspetti più specifici per i “Luoghi di lavoro”, vengono invece affrontati nel Titolo II e, con riferimento al caso in esame, nell’art. 66. Articolo 66, comma 1 ‐ Lavori in ambienti sospetti di inquinamento È vietato consentire l’accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, dove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell’atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. Maggiori indicazioni tecniche in merito alle misure di sicurezza e alle procedure da adottare sono contenute nell’allegato IV “Requisiti dei luoghi di lavoro”, capo 3 “Vasche, canalizzazioni, tubazioni, serbatoi, recipienti, silos”. Per la gestione dei rischi legati agli agenti chimici pericolosi che possono essere presenti, occorre infine, fare riferimento ai successivi titoli del D. Lgs. n. 81/08. Vale la pena sottolineare che nel capo II “Sanzioni” del medesimo titolo sono previste delle sanzioni specifiche, che si vanno ad aggiungere a quelle eventualmente applicabili al datore di lavoro e al dirigente indicate dall’art. 55 del Titolo I ed alle altre sanzioni dei Titoli specifici applicabili. ‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐ Il tema della sicurezza negli spazi confinati, per le peculiarità che presentano tali ambienti, non può essere rilegato a poche disposizioni normative. Consapevole di questo, il Consiglio dei ministri ha provveduto a stendere un apposito decreto, sottoforma di D. P. R., approvato il 3 agosto 2011. In attesa che tale testo diventi normativa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato una nota ufficiale sull’argomento. La riportiamo di seguito: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Approvazione definitiva del decreto per la tutela della salute e sicurezza negli “ambienti confinati” Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, introduce innovative misure di innalzamento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o con possibile presenza di gas (c.d. “ambienti confinati”), quali silos, cisterne, pozzi, cunicoli e simili. Il provvedimento, fortemente voluto dal Ministro Sacconi, è il risultato di un lavoro che ha coinvolto Stato, Regioni e parti sociali nell’intento, da tutti condiviso, di predisporre strumenti maggiormente efficaci di contrasto degli infortuni in tali contesti lavorativi. Ciò in quanto le dinamiche e le conseguenze degli infortuni che si sono drammaticamente succeduti negli ultimi anni in occasione di simili lavorazioni – tra i quali, solo a volere ricordare alcuni tra gli episodi più recenti, le stragi di Molfetta (3 maggio 2008, 5 morti), Mineo (11 luglio 2008, 6 morti), Sarroch (26 maggio 2009, 3 morti) e Capua (11 settembre 2010, 3 morti) – richiedono l’innalzamento delle tutele a garanzia della salute e sicurezza degli operatori impegnati negli “ambienti confinati”. Pertanto, il provvedimento impedisce che in simili contesti possano operare soggetti non adeguatamente formati, addestrati o, comunque, perfettamente a conoscenza dei rischi delle lavorazioni e di quelli propri degli ambienti nei quali si svolga l’attività lavorativa. Più nel dettaglio, in via di estrema sintesi, le misure previste dal provvedimento sono le seguenti: ‐ imposizione alle imprese e ai lavoratori autonomi, in aggiunta agli obblighi già su di essi gravanti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dell’obbligo di procedere a specifica informazione, formazione e addestramento – oggetto di verifica di apprendimento e aggiornamento – relativamente ai rischi che sono propri degli “ambienti confinati” e alle peculiari procedure di sicurezza ed emergenza che in tali contesti debbono applicarsi; ciò con riferimento a tutto il personale impiegato, compreso il datore di lavoro; ‐ imposizione ai datori di lavoro delle imprese e ai lavoratori autonomi dell’obbligo di possedere dispositivi di protezione individuale (es.: maschere protettive, imbracature di sicurezza, etc.), strumentazione e attrezzature di lavoro (es.: rilevatori di gasi, respiratori, etc.) idonei a prevenire i rischi propri delle attività lavorative in parola e di aver effettuato, sempre in relazione a tutto il personale impiegato, attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi; ‐ obbligo di presenza di personale esperto, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale in attività in “ambienti confinati”, assunta con contratto di lavoro subordinato o con altri contratti (in questo secondo caso, necessariamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D. Lgs. n. 276/2003) con la necessità che il preposto, che sovrintende sul gruppo di lavoro, abbia in ogni caso tale esperienza (in modo che alla formazione e addestramento il “capo‐gruppo” affianchi l’esperienza maturata in concreto); ‐ integrale rispetto degli obblighi in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e relativi alla parte economica e normativa della contrattazione di settore, compreso il versamento dell’eventuale contributo all’ente bilaterale di riferimento; ‐ applicazione delle regole della qualificazione non solo nei riguardi dell’impresa appaltatrice ma nei confronti di qualunque soggetto della “filiera”, incluse le eventuali imprese subappaltatici. Peraltro, il subappalto è consentito solo a condizione che sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente (il quale dovrà, quindi, verificare il possesso da parte dell’impresa subappaltatrice dei requisiti di qualificazione) e che venga certificato, ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D. Lgs. n. 276/2003. Fermi restando i requisiti appena riassunti, il provvedimento impone che quando i lavori siano svolti attraverso lo strumento dell’appalto, debba essere garantito che: ‐ prima dell’accesso nei luoghi di lavoro, tutti i lavoratori che verranno impiegati nelle attività (compreso, eventualmente, il datore di lavoro) siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi che possano essere presenti nell’area di lavoro (compresi quelli legati ai precedenti utilizzi). E’ previsto che tale attività debba essere svolta per un periodo sufficiente e adeguato allo scopo della medesima e, comunque, non inferiore ad un giorno; ‐ il datore di lavoro committente individui un proprio rappresentante, adeguatamente formato, addestrato ed edotto di tutti i rischi dell’ambiente in cui debba svolgersi l’attività dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi, che vigili sulle attività che in tali contesti si realizzino; ‐ durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o “confinati” sia adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o ridurre al minimo i rischi propri di tali attività. Tali procedure potranno anche essere le buone prassi, in corso di approvazione da parte della Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro. 3. RISCHI E PERICOLI E MISURE DI PREVENZIONE MEZZI DI PROTEZIONE
La legislazione ribadisce che, a seguito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro ha l’obbligo, come prima azione, di identificare ed applicare tutti quei Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC), metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro, che sono in grado di eliminare e/o ridurre i rischi. I rischi residui, che non possono essere soppressi o sufficientemente ridotti dalle sopracitate misure, devono essere eliminati o ridotti mediante l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Vanno predisposti sistemi per il ricambio di aria. Si deve valutare se, durante la permanenza e l’attività lavorativa, le condizioni di vivibilità possono cambiare in maniera incontrollabile; in tale caso va usata una maschera con autorespiratore e/o una tuta completa con caratteristiche tali da proteggere l’operatore da sostanze pericolose. Nel caso invece che non sia ipotizzabile una modifica delle condizioni si possono usare sistemi di protezione meno invasivi come le maschere antigas. I DPI da utilizzare devono poi proteggere anche dai rischi legati alla attività svolta nello spazio confinato, per cui va previsto l’utilizzo combinato di DPI diversi ed atti a proteggere da rischi diversi. PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE
Per la protezione delle vie respiratorie dell’operatore la scelta dei dispositivi dipende dal tipo di sostanza presente e dalla sua concentrazione. Per esempio, in caso di presenza di tracce di gas non pericolosi per la salute ma solo sgradevoli all’olfatto, potrebbe essere sufficiente una maschera con apposito filtro. In altri casi, invece, si richiede l’utilizzo dell’alimentazione forzata di aria respirabile all’operatore tramite una stazione esterna con bombole d’aria, oppure con autorespiratori portatili o attraverso linee di aria compressa idonea alla respirazione. È importante assicurarsi che i tubi di alimentazione siano robusti, non creino intralcio all’operatore e non ci siano sollecitazioni meccaniche che possano compromettere la funzionalità della linea. INFORMAZIONI OPERATIVE, ISTRUZIONI E ADDESTRAMENTO
L'addestramento di tutte le persone coinvolte nel programma va tenuto rinnovato almeno annualmente e proporzionale alla complessità del dispositivo e alla portata dei rischi per la salute/vita, contro i quali il dispositivo è utilizzato. Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare che ciascun portatore (colui che indossa i DPI), e le altre persone coinvolte nel programma, ricevano le informazioni, le istruzioni e l'addestramento necessari. ‐ Portatori L'addestramento deve includere informazioni su: • pericoli contro i quali il dispositivo deve essere utilizzato, ed effetti probabili sulla salute, derivanti dall'esposizione a tali pericoli; • perché il dispositivo è necessario per il lavoro e quando utilizzarlo; • responsabilità del portatore per l'uso e la manutenzione corretti del dispositivo di protezione individuale; • ragioni della scelta di un tipo particolare di dispositivo e la prova di adattamento dei facciali, dove necessario; • rischi per il portatore, se il dispositivo non è indossato e utilizzato correttamente e/o non è sempre indossato nell'area contaminata; • come funziona il dispositivo, che cosa può fare e che cosa non può fare, comprese le limitazioni; • come riconoscere i difetti del dispositivo; • ispezione e controlli pre‐utilizzo richiesti e come eseguirli; • metodo per indossare e togliere il dispositivo e controllo dell'adattamento; • procedure pratiche di emergenza quando si indossa il dispositivo; • rimozione, pulizia, disinfezione e ispezione del dispositivo dopo l'uso; • istruzioni sul corretto immagazzinamento; • informazioni sulle segnalazioni di addestramento (ad esempio, segnalazioni sui difetti, necessità di manutenzione, ricevere e montare parti di ricambio, dove possibile). ‐ Supervisori I supervisori vanno addestrati a controllare il corretto utilizzo dei DPVR, alla definizione del dispositivo corretto, a fare osservare il suo uso adeguato, alla gestione dei reclami relativi al dispositivo utilizzato, inclusa la registrazione di tali reclami, alla la gestione di infortuni e di incidenti collegati al dispositivo, alla verifica dell'efficacia del programma del dispositivo e l'azione come funzione di esempio. MANUTENZIONE
Ad eccezione dei dispositivi monouso, si richiede che la manutenzione dei DPVR sia eseguita da persone competenti e conformemente alle istruzioni del fabbricante. Un programma di manutenzione completo deve includere: ispezioni di routine per l'individuazione dei difetti; sostituzione di parti, se necessaria; controllo delle prestazioni. Dove il dispositivo non è utilizzato in maniera personale, il datore di lavoro dovrebbe garantire che il dispositivo sia adeguatamente pulito e disinfettato. Nei lavori dove esiste rischio di caduta dall’alto, come nei lavori in quota, lavori effettuati su bordi di vasche o lavori effettuati in prossimità di superfici calpestabili, devono essere adottati DPC. I rischi residui devono essere eliminati e/o ridotti mediante l’uso di DPI di arresto della caduta. Per l’effettuazione dei lavori è necessario quindi, disporre di idonei DPI di lavoro e di pronto intervento, incluse le linee di vita collocate intorno al punto di accesso degli spazi confinati. I DPI da usare sui luoghi di lavoro sopraelevati, si possono suddividere come segue: • Dispositivi individuali per il posizionamento sul lavoro e la prevenzione della caduta dall’alto; • Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto ‐ sistemi di arresto caduta; • Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto ‐ dispositivi di discesa. Il dispositivo di discesa comprende un dispositivo di ancoraggio al quale viene collegato la combinazione di un sistema di arresto della caduta, di un dispositivo di recupero e di un argano. I dispositivi di ancoraggio sono generalmente distinti in: dispositivi a tre piedi (treppiedi), dispositivi a quattro piedi, dispositivi monopiede e gru con braccio. • Treppiedi Il dispositivo di ancoraggio a treppiedi consiste in un‘attrezzatura a tre montanti inclinati e convergenti in uno stesso punto, dove è posizionata una carrucola, nella cui gola passa la fune dell’argano, fissato ad un montante; al gancio della fune viene agganciato il sistema di arresto caduta. • Dispositivo di ancoraggio a quattro piedi: consiste in un’attrezzatura a quattro montanti inclinati e convergenti in un stesso punto, dove è montato un braccio portante il dispositivo di arresto caduta e di recupero. Il braccio può ruotare di 360°. In caso di recupero, l’operatore qualificato può sollevare il lavoratore dallo spazio confinato e allontanarlo rapidamente dall’apertura. • Dispositivo di ancoraggio monopiede: consiste in un’attrezzatura ad un montante che dispone di un braccio su cui è fissato il sistema di arresto caduta con il dispositivo di recupero. Il fissaggio del dispositivo di ancoraggio viene eseguito sia in sommità che alla base. Tale dispositivo viene usato nelle situazioni in cui non è possibile usare l’attrezzatura a treppiedi, quella a quattro piedi o la gru a braccio. • Dispositivo di ancoraggio con gru a braccio: può essere permanentemente montato e viene usato dove non è possibile usare sia il dispositivo a tre piedi che quello a quattro piedi. Il braccio della gru, dotata del sistema di arresto caduta con dispositivo di recupero, è amovibile e può ruotare di 360° e la base del dispositivo può essere saldata o imbullonata ad una superficie. Devono essere utilizzati i seguenti tipi di imbracature: • Imbracature con attacco frontale: non sono adatte per il recupero del lavoratore con sollevamento verticale in spazi confinati, poiché lo stesso è appeso in posizione verticale. • Imbracatura con attacco dorsale: sono adatte per il recupero con sollevamento verticale del lavoratore, poiché lo stesso è appeso in posizione quasi verticale. GAS E VAPORI CONTAMINANTI Dove sono selezionati dispositivi filtranti, è fondamentale che il filtro sia di classificazione appropriata (tipo e classe) per i contaminanti e le concentrazioni presenti. La selezione del filtro corretto dovrebbe seguire i consigli pubblicati dal fabbricante. Si deve inoltre prevedere un programma di sostituzione dei filtri perché quelli contro gas/vapori diventano presto saturati di contaminanti e, di conseguenza, non offrono più protezione. I filtri antigas o contro i vapori non offrono protezione contro contaminanti particolati. Se si incontrano contemporaneamente contaminanti particolati e gas/vapori, devono essere selezionati dispositivi filtranti adeguati e idonei, con filtri combinati o respiratori. RILEVATORI DI GAS E MISURE DI ESPLOSIVITÀ
Viviamo in un ambiente saturo di gas, ma quali gas sono pericolosi? Metano, Anidride Carbonica, Ossido di carbonio … Sono tutti potenzialmente pericolosi ma l’ossigeno, inteso come carenza di ossigeno, è sicuramente la causa dei maggiori incidenti mortali. Quali rilevatori di gas esistono:
Rilevatori gas FISSI: Strumentazione, installata in luoghi o ambienti ove possono generarsi miscele esplosive, tossiche o sottossigenanti, a protezione dell’ambiente di lavoro e del personale operante al suo interno.
Rilevatori gas MOBILI: Strumenti per la protezione individuale dell’operatore preposti a segnalare la presenza di gas e miscele potenzialmente pericolose. Entrambi sono strumenti di misura che preavvisano la formazione di atmosfere potenzialmente pericolose, avvisando precocemente quindi consentono di disporre di maggiori tempi per l’adozione di misure correttive o l’evacuazione dal luogo potenzialmente a rischio. Devono inoltre essere: di facile interpretazione, affidabili, compatti. E possibilmente: di facile installazione, prevedere investimenti contenuti, interfacciabili ad altri sistemi di prevenzione. Quali gas?
I gas captati possono essere molteplici. I sensori più diffusi vengono impiegati per la misurazione di: • Gas Infiammabili C2H2 CH4 C3H8 H2 etc Misura il L.E.L (Lower Explosive Limit) in % riferito al 0‐100% • Gas tossici CO H2S Cl2 HCL HF NH3 Misura il valore istantaneo il TWA( esposizione nelle 8 ore) e STEL (esposizione di 15min) in ppm o ppb • Gas asfissianti misurando per differenza O2. Misura il valore istantaneo in % Misuratori di esplosività:
Gli esplosimetri consentono di riconoscere, quantificare e monitorare le concentrazioni di gas tossici o esplosivi presenti nell'aria e rappresentano la dotazione personale indispensabile per tutti coloro che devono lavorare in pozzetti, camerette, cunicoli, cisterne, serbatoi, canalizzazioni ed impianti fognari o di trattamento acque, discariche rifiuti o in generale in aree a rischio. 4. PROCEDURE OPERATIVE Nel caso in cui non sia possibile evitare l’ingresso nello spazio confinato, bisognerà assicurarsi di disporre di adeguate procedure operative per la sicurezza nei suddetti spazi. In questa categoria si classificano le richieste di soccorso per persone intrappolate in impianti industriali, all’interno di silos, serbatoi, ecc. Gestione della sala operativa Domande primarie: • Località, indirizzo, numero civico • Telefono del richiedente • Quante persone sono intrappolate? • Dove sono intrappolate? • Sono ferite? Come? Domande secondarie: •
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• Riesce a vedere/conosce la profondità/altezza? • Riesce a comunicare con le persone? Enti/persone da allertare: • Nuclei soccorso speleo alpinistico • A.U.S.L. – 118 ‐ P.S. – CC. • Può descrivermi le dimensioni di accesso al cunicolo/serbatoio? Ci sono vapori tossici? C’è fumo? Ci sono state esplosioni? Qual è esattamente il problema? Di che tipo di serbatoio o cunicolo si tratta? La zona è raggiungibile con mezzi pesanti? • Prefettura, Isp. Reg., C.O.M.I. • Tecnici/responsabili stabilimento/impianto Procedura generale di intervento Pianificazione
Valutazioni primarie • Cercare dei testimoni per determinare esattamente che cosa è successo. • Valutare i pericoli presenti per i soccorritori. • Se non sono disponibili dei testimoni diretti, il R.O.S. deve cercare degli indizi che indichino l’accaduto. • Valutare la posizione e le condizioni della/e vittime, determinandone anche il numero • Determinare da quanto tempo le persone si trovano intrappolate, il meccanismo delle ferite • Decidere rapidamente se operare in modalità salvataggio o in modalità recupero. • Stabilire prima possibile un contatto con la vittima. • Procurarsi eventuali documenti relativi all’autorizzazione a svolgere il lavoro (in caso di manutenzioni, ecc.) e verificarne le modalità ricavando informazioni relative al tipo di spazio confinato Valutazioni secondarie Tipo di spazio confinato Il R.O.S. deve determinare: • la natura dello spazio confinato. Ciò può essere fatto consultando personale informato (dello stabilimento, ecc.) • il tipo di prodotti presenti/immagazzinati nello spazio • i pericoli conosciuti presenti: meccanici, elettrici, ecc. • la posizione ed il numero delle vittime coinvolte • il diagramma/schema dello spazio confinato, compresi i punti di ingresso ed uscita. • La stabilità strutturale dello spazio confinato. Personale disponibile • Il R.O.S. deve stabilire se ha a disposizione sulla scena un numero adeguato di persone addestrate per eseguire il salvataggio o il recupero. (almeno 8 persone ?) • Il R.O.S. deve considerare l’effetto di temperature estreme sul personale e deve prendere in considerazione un’adeguata rotazione. Equipaggiamento/attrezzature a disposizione Assicurarsi di avere a disposizione un’adeguata dotazione di attrezzature che possono comprendere: − Attrezzature per il monitoraggio dell’atmosfera − Illuminazione e radio antideflagranti, attrezzi antiscintilla − Protezione delle vie respiratorie, linee di alimentazione dell’aria − Attrezzature/sistemi per la rimozione delle vittime − Equipaggiamento di ventilazione. (1)È l’andamento delle possibilità di sopravvivenza della persona. Dipende, tra l’altro, da: aria a disposizione, entità delle ferite, tempo trascorso, condizioni ambientali Fasi dell’intervento Messa in sicurezza della zona in generale • Stabilire un perimetro. • Bloccare tutto il traffico non necessario • Accertarsi che i veicoli di soccorso, se hanno il motore acceso, siano posizionati sottovento rispetto alla posizione delle vittime • Assicurare un’adeguata ventilazione generale dell’area/spazio • Incaricare un responsabile del controllo degli accessi all’area • Incaricare un responsabile della sicurezza delle operazioni • Incaricare un responsabile per la riabilitazione/rotazione del personale. Messa in sicurezza dell’area di salvataggio • Il R.O.S. deve incaricare un responsabile che valuti la presenza di sostanze pericolose per determinare esattamente quali pericoli e quali prodotti si trovano nello spazio confinato. • Le utenze di servizio, elettricità, gas, acqua, devono essere intercettate e bloccate. Se non è possibile garantire la sicura permanenza della chiusura e dei blocchi, è necessario presidiare direttamente, per evitare riattivazioni inavvertite. • Può essere necessario svuotare/prosciugare lo spazio confinato prima di entrarvi. • Qualsiasi equipaggiamento / attrezzatura di lavorazione o di processo va disattivato prima di entrare. Se possibile tutti gli interruttori disattivati vanno opportunamente segnalati per evitare eventuali riattivazioni non volute. Ventilazione • Il R.O.S. deve assicurarsi di garantire che ci sia una appropriata ventilazione dello spazio confinato, determinandone il tipo più idoneo (ad aspirazione o a pressione positiva). • Nel caso in cui ci sia soltanto un punto di ingresso può essere migliore la ventilazione ad aspirazione (“pressione negativa”). • Verificare le condizioni di non esplosività / aggressività dell’atmosfera nel punto di esalazione dell’impianto di aspirazione. • Tenere sempre conto degli effetti dell’esalazione dell’impianto di aspirazione/ventilazione. Possibili settori di suddivisione dell’intervento • Sicurezza delle operazioni • Controllo degli accessi • Ventilazione • Estricazione • Salvataggio • Sostanze pericolose • Trattamento sanitario • Area di attesa / personale e mezzi di rinforzo • Risorse Ingresso nello spazio confinato Selezione del personale • Selezionare appropriatamente il personale da impiegare. Minimo due persone. • Se il tempo a disposizione lo consente, tutto il personale pronto per operare deve essere monitorato prima dell’ingresso (registrare pressione arteriosa, battito cardiaco, ecc.). Settore salvataggio • Il R.O.S. deve predisporre del personale di supporto fuori dallo spazio confinato, con un rapporto di minimo di 2:1 (2 persone di supporto per ognuna che entra). Questo deve includere il personale di riserva in attesa pronto ad intervenire e fornire assistenza immediata in prossimità dello spazio confinato. • Tutto il personale che entra e quello di riserva in attesa deve essere adeguatamente addestrato in tecniche di ingresso negli spazi confinati. Selezione dell’equipaggiamento protettivo • Il personale che entra e quello di riserva in attesa devono indossare gli appropriati indumenti protettivi. Questi possono comprendere: elmetti, guanti, occhiali, appropriate calzature, tute, nomex,. • È obbligatorio l’uso di imbragature per ogni operatore che entra. • Tutto il personale che entra deve essere munito di apparato autorespiratore autonomo o con linea esterna. • È necessario monitorare continuamente i limiti di infiammabilità e il livello di ossigeno. Comunicazioni ed illuminazione • Se lo spazio confinato ha un’atmosfera esplosiva, il personale che entra deve disporre di apparati di comunicazione a prova di esplosione (a sicurezza intrinseca). Se questo tipo di apparato non è disponibile, il R.O.S. può decidere di usare altri adeguati sistemi di comunicazione di tipo faccia‐faccia. • Se il personale entra in uno spazio confinato con scarsa/nulla visibilità, il R.O.S. deve assicurarsi che venga impiegato un appropriato sistema di illuminazione. Se non sono disponibili lampade o illuminazione antideflagranti, vanno impiegati bastoncini luminosi ad innesco chimico tipo “starlight””cyalume” ecc.. Configurazione dello spazio confinato • Prima dell’ingresso nello spazio confinato il R.O.S. deve procurarsi uno schema/disegno/progetto che descriva la configurazione dello spazio confinato al personale che entra, per prendere adeguata conoscenza. • Tutto il personale deve essere a conoscenza del piano di intervento deciso dal R.O.S. e del piano di “scorta”. • Porre attenzione all’impiego di corde per evitare il rischio di restare intrappolati o impediti nei movimenti all’interno dello spazio confinato. Tecniche di intervento
Rimozione della vittima Attrezzature per la rimozione delle vittime • Se possibile, il personale che entra deve portare con sè un apparato di respirazione ausiliario per la vittima. • I soccorritori non devono assolutamente rimuovere il proprio apparato autorespiratore per darlo alla vittima. Valutazione delle condizioni delle vittime • Dopo aver raggiunto la vittima, deve essere effettuata una valutazione primaria delle sue condizioni. Se necessario, iniziare il trattamento sanitario appena possibile. • Va effettuata una valutazione secondaria rapida ma approfondita. Qualora il tempo lo permetta, il personale deve tentare di trattare le ferite più gravi prima della rimozione. • Se la vittima è cosciente, può essere incoraggiata ad indossare un autorespiratore. Immobilizzazione della vittima • Se indicato, provvedere all’immobilizzazione della spina dorsale. Tenere comunque conto della successiva necessità di movimentare il paziente attraverso spazi angusti. • Dopo il trattamento di ferite gravi, la vittima deve essere adeguatamente immobilizzata prima della sua rimozione. Questa operazione può richiedere: KED (kendrick extrication devices – estricatore spinale / giubbetto immobilizzatore), barelle a cucchiaio, tavole di legno ecc. • Assicurarsi di avere stretto bene tutti i lacci e le cinghie. Sistema di rimozione • Prima di iniziare la rimozione della vittima è necessario pianificare l’appropriata modalità di rimozione. Questo può comprendere trasporto orizzontale o verticale, con l’uso di corde, cavi, carrucole o altri accessori che offrano, come minimo, un vantaggio meccanico di 2:1. •
Come regola generale i soccorritori devono operare in modo da evitare che la vittima si trovi tra loro e la via di uscita. A volte la situazione può precludere l’uso di questo accorgimento in quanto che un soccorritore può essere costretto a tirare la vittima mentre l’altro la spinge. Trasferimento alle cure mediche • Immediatamente dopo aver raggiunto l’ uscita, gli operatori devono trasferire la vittima al personale addetto al trattamento sanitario. • Se la vittima è contaminata dal prodotto all’interno dello spazio confinato, va stabilito un corridoio di decontaminazione ed utilizzato prima del trasporto della vittima. • I soccorritori non devono rimuovere il proprio apparato autorespiratore per darlo alla vittima. • Come regola generale i soccorritori devono operare in modo da evitare che la vittima si trovi tra loro e la via di uscita • Se necessario, prevedere adeguati sistemi di decontaminazione per il personale e per le vittime Condizioni ambientali da considerare: Caldo (considerare la rotazione del personale), Freddo (considerare gli effetti dell’ipotermia sulle vittime e sui soccorritori), Pioggia (considerare gli effetti della pioggia sul “profilo dei pericoli”), Ora del giorno (c’è sufficiente illuminazione per un prolungamento dell’intervento nelle ore notturne?) Al termine dell’intervento
• Verificare la presenza di tutto il personale • Rimuovere gli attrezzi e l’equipaggiamento utilizzato per il salvataggio/recupero. In caso di un decesso, il R.O.S. può decidere di lasciare tutto in posto per scopi investigativi. • Se il personale e l’equipaggiamento sono stati contaminati durante il salvataggio/recupero, vanno seguite le appropriate procedure prima di rimettere in servizio l’equipaggiamento. • Proteggere la scena. Prima di lasciare l’area e riconsegnare il sito ai responsabili va effettuata una lettura finale con strumenti per determinare i livelli di contaminazione. Questa lettura va registrata sul rapporto di intervento. • Considerare la necessità di fare un immediato debriefing del personale, per alleggerire particolari situazioni di stress accumulato. Comunicazioni, adempimenti amministrativi e di polizia giudiziaria
• Considerare il coinvolgimento emotivo dei familiari e degli amici: tenere informata la famiglia. • Se necessario individuare un addetto ai media. • Avvisare servizio sanitario per infortuni sul lavoro. Rientro in sede, manutenzione mezzi, attrezzature
• Verificare accuratamente lo stato dei materiali, in particolare materiali di tipo speleo/alpinistico. • Prima di rimettere in servizio le attrezzature che sono state contaminate provvedere alla decontaminazione secondo le istruzioni del produttore. Igiene e salute del personale operativo
• Monitorare le condizioni del personale che ha operato • Se c’è stata potenziale esposizione a sostanze pericolose, concordare controlli sanitari appropriati Revisione critica dell’intervento
Punti chiave per la revisione critica • È stato possibile identificare rapidamente tutti gli aspetti dell’intervento? • Adeguato dispiegamento di risorse • Disponibilità di informazioni in loco • Disponibilità di personale opportunamente specializzato • Velocità delle operazioni • Rischi a cui si sono esposti i soccorritori Note per l’addestramento:
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Per l’addestramento all’uso di tecniche speciali riferirsi all’apposito manuale. Nella simulazione, applicare condizioni di sicurezza aggiuntive per gli operatori. Prendere conoscenza dei possibili scenari che si possono incontrare sul proprio territorio. Programmare addestramento congiunto con altri Enti che possono essere direttamente coinvolti nella gestione e nell’esecuzione di interventi di questo tipo 5. MODULI UTILI a) MODULO DI REGISTRAZIONE PER INGRESSO IN SPAZI CONFINATI b) LISTA DI VERIFICA ACCESSO IN SPAZI CONFINATI Data_____________________ Tipologia ITEM_______________________ Descrizione Attività _____________________________________________________________ •
Accessibilità allo spazio confinato
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Impedimento caduta nel vuoto
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Ventilazione garantita da
•
Illuminazione garantita da
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Modalità comunicazione ed allarme
garantita da
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Modalità di comunicazione con
organizzazione soccorso ed addetti
garantita
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Probabile presenza prodotti contenuti
nell’item/che conteneva l’item
Riferimenti delle schede di sicurezza allegate •
Fattori microclimatici previsti nell’item
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D.P.I. Idonei
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Orari di lavori previsti
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Turno di riposo
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Supervisore/Preposto esterno
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Personale idoneo
Firma preposto c) LISTA DI CONTROLLO PER SPAZI CONFINATI Data:________________________ Tipologia ITEM______________________ Descrizione attività: CONFORMITA’ RISCHI NOTE POSITIVA NEGATIVA ▪
H2S ▪
CO ▪
O2 ▪
EX ▪
CIECATURA ▪
ASFISSIA ▪
TOSSICITA’ ▪
CADUTA NEL VUOTO ▪
ANNEGAMENTO ▪
SOSTANZE COMBUSTIBILI ▪
ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE ▪
ALTRI RISCHI ▪
MICROCLIMA ▪
PROCEDURE D’EMERGENZA ▪
CONDIZIONI LAVORATIVE SE NEGATIVE VEDI NOTE Note: dove le condizioni non siano quelle previste dalle procedure applicative, sarà fatto divieto di accesso al personale Firma del Preposto 1. BIBLIOGRAFIA •
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Lavoro in spazi confinati di Antonio Fucile ‐ Rivista Ambiente & Sicurezza Guida operativa. Rischi specifici nell’accesso a silos, vasche e fosse biologiche, collettori fognari, depuratori e serbatoi utilizzati per lo stoccaggio e il trasporto di sostanze pericolose. ‐ ISPESL Rilevatori di Gas ‐ Davide Simonato Norme di sicurezza per lavorare negli spazi confinati ‐ Health and Safety Executive (HSE) Programma del corso SPAZI ED AMBIENTI CONFINATI La Formazione tra Teoria e Pratica (D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 art. 66 e Decreto Spazi Confinati) Data 31 gennaio 2012 Orari 9:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00 Sede del corso AiFOS ,Direzione Nazionale, via Branze 45, 25123 Brescia c/o CSMT ‐ Università degli Studi di Brescia Tel. 030.6595031 – Fax 030.6595040 [email protected] www.aifos.it IN AULA ARGOMENTI DEL CORSO Introduzione al corso Presentazione dl corso Principi generali • Definizioni e caratteristiche ed esempi di “Spazi Confinati” • Infortuni negli ultimi anni (l’importanza della sensibilizzazione) • Evoluzione normativa • D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (art. 66 – Allegato IV) • D.P.R in fase di pubblicazione • Obblighi dei soggetti responsabili • Principali Rischi e Pericoli Anossia, gas, fumi, vapori, liquidi, rischio incendio ed esplosione, polvere, microclima, claustrofobia, caduta dall’alto … • Principali ruoli e mansioni • Dispositivi di protezione individuali APVR (Uso, tipologia, filtri ….) Imbracature di sicurezza, tripode • Rilevatori di gas • Misuratori di esplosività • Procedure ed istruzioni operative • Tecniche di primo soccorso Normativa di Riferimento Valutazione dei Rischi Misure di Prevenzione e Protezione Gestione delle emergenze IN LABORATORIO ARGOMENTI DEL CORSO Parte pratica •
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Addestramento all’utilizzo dei DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI APVR e DPI di III categoria Addestramento all’utilizzo di Rilevatori gas e atmosfere esplosive Gestione di un Emergenza con tecniche di primo soccorso (in caso di incendio/esplosione, anossia, presenza di gas tossici, recupero infortunato) ASPETTI METODOLOGICI ED ORGANIZZATIVI Datori di lavoro, Dirigenti, RSPP con incarico interno, Preposti, Lavoratori dipendenti e Destinatari e Lavoratori autonomi che operano in qualsiasi tipologia di spazio confinato, trasporto, Requisiti di cantine vinicole, aziende di fornitura e gestione rifiuti, acqua, gas, elettricità, lavorazioni ammissione Obiettivi e Finalità del corso Metodologia didattica Frequenza al corso Registro Docenti elettriche, telefonia, aziende di pulizia , aziende di manutenzione, aziende agricole, aziende chimiche e petrolifere, industrie in genere. Il corso può essere organizzato anche per aziende specifiche. Il corso è a numero chiuso. Il corso ha l’obiettivo di formare i partecipanti riguardo i concetti di pericolo, danno e prevenzione che si riscontrano in una attività lavorativa svolta in uno spazio confinato. Sarà data molta importanza all’utilizzo dei dispositivi e delle strumentazioni messe a disposizione per affrontare il rischio esalazioni di gas tossici (dispositivi di protezione individuali respiratori e rilevatori di GAS) Il corso è caratterizzato dal’alternarsi di una lezione teorica in aula ed una pratica “sul campo”. Anche nel modulo teorico si privilegiano metodologie didattiche interattive, che pongano l’attenzione sul bisogno del partecipante. La visione e l’utilizzo dei dispositivi di protezioni individuali aiuteranno il partecipante nella prova pratica d’addestramento L’attestato di partecipazione verrà rilasciato a fronte della frequenza del 95% delle ore totali. E’ stato predisposto un Registro delle presenze per ogni lezione del corso sul quale ogni partecipante apporrà la propria firma all’inizio e alla fine di ogni lezione. Tutti i docenti hanno svolto specifica formazione ai fini dell’erogazione e dell’organizzazione del corso. Al termine del corso verrà consegnato l’Attestato individuale ad ogni partecipante, numerato, rilasciato e autenticato da AiFOS con bollino olografo apposto a cura del C.F.A. che lo valida quale documento unico in originale. AiFOS è un’azienda certificata dal sistema di gestione di qualità ISO9001:2008 dal RINA spa con certificato n. 18025/08/S settore EA37. L’Attestato è inserito nel registro nazionale dell’associazione. La responsabilità dell’emissione dell’Attestato finale è del Direttore del C.F.A. che ne appone firma autografa e ne rilascia l’originale. Tutti i documenti del corso, programma, registro con firme degli utenti, lezioni, verbali Archivio documenti delle esercitazioni, test di verifica nonché la copia dell’Attestato saranno conservati, nei presso il C.F.A. termini previsti dalla legge, dal Centro di Formazione AiFOS che ha organizzato il corso. AiFOS fa parte del Coordinamento Nazionale Associazioni imprenditori (CNAI), operante su AIFOS tutto il territorio nazionale ed è soggetto ope legis (art. 32, comma 4 del D.Lgs. 9 Aprile Soggetto Formatore nazionale 2008, n. 81 e Accordo Stato Regioni del 26/01/2006) per la realizzazione dei corsi di formazione e ne rilascia gli Attestati di Verifica dell’apprendimento. Struttura formativa di diretta ed esclusiva emanazione di AiFOS cui sono stati C.F.A. Centro di Formazione demandati tutti i compiti amministrativi, organizzativi e di supporto alla didattica ed allo sviluppo del corso (Linee Guide 5 ottobre 2006 interpretative dell’Accordo Stato Regioni AiFOS del 26 gennaio 2006) Attestato relativo al corso SPAZI ED AMBIENTI CONFINATI – La formazione tra teoria e pratica Compilare TUTTI i campi del modulo in STAMPATELLO e inviare via e‐mail a [email protected] o al fax 0306595040 ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ cognome e nome titolo di studio Ragione sociale dell’azienda Posizione ricoperta nell’azienda: □ Lavoratore □Preposto □Dirigente □Datore di Lavoro □R.S.P.P. Interno Anni di esperienza sul campo “spazi confinati”: □ meno di 3 anni □ 3 anni o più ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ nato a prov. in data codice fiscale ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ residente in (città e Provincia) via n. civico cap ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ cellulare mail @ ESTREMI RELATIVI ALLA FATTURAZIONE .......................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................... Azienda/ditta/ente ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ Sede a via n. civico cap telefono fisso fax mail @ ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ P. IVA referente Barrare con una X la scelta: Il partecipante è: □ Socio AiFOS □ Non Socio AiFOS □ **Ho partecipato al convegno del 28/10/2011 Quota di iscrizione
Iscrizioni multiple*
€ 180,00 + IVA (€ 217,80) € 160,00 + IVA (€ 193,60) n. tessera ____ n. tessera ____ / ____ / ____
€ 230,00 + IVA (€ 278,30) € 200,00 + IVA (€ 242,00) € 160,00 + IVA (€193,60) / * Almeno 3 iscrizioni della stessa azienda **□ Dichiaro di aver partecipato al convegno “SPAZI ED AMBIENTI CONFINATI. LA FORMAZIONE TRA TEORIA E PRATICA” del 28/10/2011 tenutosi a Brescia. Oppure: il sig. _______________________ ha partecipato al convegno “SPAZI ED AMBIENTI CONFINATI. LA FORMAZIONE TRA TEORIA E PRATICA” del 28/10/2011 tenutosi a Brescia. □ Dichiaro di essere in possesso dei requisiti come da programma del corso. Modalità di pagamento: (N.B. Allegare la ricevuta di avvenuto pagamento) Accredito bancario a favore di Aifos Banco Posta ‐ IBAN IT80 R076 0111 2000 0007 4894 502 causale: iscrizione “Corso Spazi confinati” La quota di iscrizione comprende: partecipazione al corso con materiale didattico, esecuzione prova pratica, Attestato e servizi vari come previsti dal programma del corso. Firmando la presente si dichiara di aver preso visione e di accettare le informazioni generali, il programma, le modalità organizzative del corso in oggetto. L’iscrizione è effettiva esclusivamente ad avvenuto pagamento della quota di iscrizione del corso. Aifos si riserva la facoltà, per cause non dipendenti dalla propria volontà, di annullare o modificare le date del corso dandone tempestiva comunicazione. Nel caso di annullamento verrà restituita l’intera quota versata. Le iscrizione vengono raccolte in ordine cronologico. Il corso è a numero chiuso. Massimo 20 partecipanti. ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ luogo e data firma del richiedente CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI AI SENSI DEL D.LGS N. 196 DEL 30/06/03 Autorizziamo AiFOS ad inserire i presenti dati personali nella propria banca dati onde consentire il regolare svolgimento del rapporto contrattuale, per assolvere ad obblighi di natura contabile, civilistica e fiscale, per effettuare operazioni connesse alla formazione e all’organizzazione interna (registrazione partecipanti, accoglienza e assistenza, orientamento didattico, rilascio attestato e libretto curriculum), per favorire tempestive segnalazioni inerenti ai servizi e alle iniziative di formazione. ................................................................................................................................................................................................................................................... luogo e data firma del richiedente 
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Dispensa del convegno