25 novembre 2012
Redazione: Via de’Pucci 2
50122 Firenze
tel. 055 277661
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Notiziario locale
Direttore responsabile
Andrea Fagioli
Coordinatore diocesano
Riccardo Bigi
Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983
NOTIZIARIO DELLA DIOCESI DI FIRENZE
LA RIFLESSIONE
on l’avvicinarsi del Natale, in molte case si comincia a pensare al presepe, una tradizione che aiuta le famiglie a prepararsi alla nascita di
Gesù. Quest’anno Firenze si arricchisce di un nuovo appuntamento. Sabato 8 dicembre alle ore 16 nella Chiesa dei Santi Michele e Gaetano (via
Tornabuoni) il Cardinale Giuseppe Betori benedirà i Bambinelli dei presepi dei fiorentini. È una bella novità sia per i bambini che per gli adulti:
nella festa dell’Immacolata Concezione di Maria, giorno tradizionalmente dedicato in famiglia all’allestimento del presepe, l’Arcivescovo darà la
sua benedizione alle statuette di Gesù Bambino e a tutte le persone presenti. Sono invitate famiglie, scuole, parrocchie: tutti possono partecipare.
L’iniziativa è promossa dal comitato «Capannucce in città», la manifestazione che da undici anni premia tutti i bambini che realizzano il presepe
nelle loro case, parrocchie e scuole. La premiazione si svolgerà, sempre alla presenza del Cardinale Betori, il 5 gennaio nella chiesa di San Gaetano
alle 16. Informazioni: tel. 338 7593538, www.capannucceincitta.it
C
.........
«SERENO
CORAGGIO»,
LO STILE
DELLA CHIESA
DI STEFANO
Sabato 8 dicembre la benedizione
dei «Bambinelli» del presepe
MANETTI*
ereno coraggio» è
l’atteggiamento che pervade il
messaggio che i Vescovi riuniti nel
Sinodo sulla nuova
evangelizzazione hanno rivolto al
popolo di Dio alla fine dei lavori.
Se n’è parlato alla riunione del
vicariato di Porta Romana dell’8
novembre a S. Ilario a Colombaia,
interrogandoci sul significato e
valore per la pastorale degli
orientamenti e delle indicazioni
dell’ultimo Sinodo dei Vescovi.
Qualcuno di noi ha potuto
ascoltare la testimonianza del
nostro Cardinale che ha partecipato
al Sinodo e che è l’estensore del
messaggio conclusivo dell’assise.
Si rimane favorevolmente colpiti
dal tono sereno e «ottimista» (non
ingenuo) che pervade il messaggio.
Pur essendo consapevoli di non
essere la maggioranza religiosa nel
mondo e delle enormi sfide che la
nuova evangelizzazione deve
affrontare i Vescovi hanno evitato
decisamente il tono apologetico o
vittimistico a favore di parole
colme di speranza che danno
piuttosto l’idea di uno sguardo
sorridente su questo nostro mondo
con i gravi problemi che
l’attraversano, con la volontà di
farsene carico in virtù della fede
nella «forza dello Spirito del
Signore che può rinnovare la sua
Chiesa e rendere splendente la sua
veste, se ci lasceremo plasmare da
lui». Infatti, si dice nel messaggio,
«in questi giorni più volte tra noi
Vescovi si sono levate voci a
ricordare che, per poter
evangelizzare il mondo, la Chiesa
deve anzitutto porsi in ascolto della
Parola. L’invito ad evangelizzare si
traduce in un appello alla
conversione. Sentiamo
sinceramente di dover convertire
anzitutto noi stessi alla potenza di
Cristo, che solo è capace di fare
nuove tutte le cose».
Una Chiesa non impaurita ritrova
la libertà di essere umile, facendo
per così dire un passo indietro a
favore del suo Signore che ama
questo mondo e incessantemente
agisce in esso per condurlo alla
meta. Da questa rinnovata fiducia
nella potenza del Vangelo deriva il
senso di speranza che pervade il
documento anche quando, per
esempio, ricorda i «nemici storici»
della Chiesa contemporanea:
«anche nelle forme più aspre di
ateismo e agnosticismo sentiamo
di poter riconoscere, pur in modi
contraddittori, non un vuoto, ma
una nostalgia, un’attesa che attende
una risposta adeguata». «Non ci
nascondiamo - dicono i Vescovi - i
problemi che tali sfide pongono,
ma essi non ci impauriscono. Di
fronte agli interrogativi che le
culture dominanti pongono alla
fede e alla Chiesa rinnoviamo la
nostra fiducia nel Signore, certi che
anche in questi contesti il Vangelo è
portatore di luce e capace di sanare
ogni debolezza dell’uomo. Non
siamo noi a condurre l’opera
dell’evangelizzazione, ma Dio».
«S
Segue a pagina IV
La proposta dell’Opera
di Santa Croce:
«Riportiamo in chiesa
il Cristo di Cimabue»
opo il restauro dell’opera d’arte, restauriamo anche il suo significato riportandola
nel luogo per cui è nata». Così Stefania Fuscagni, Presidente dell’Opera di Santa
Croce, spiega la sua proposta. Un’idea destinata a suscitare ampio dibattito sull’arte sacra.
«D
A pagina III
■ L’INCONTRO In PalazzoVecchio le testimonianze del mondo del volontariato di ispirazione cattolica
«La gratuità contagia il mondo»
DI STEFANIA
MORETTI
n anno fa in
occasione dell’Anno
Europeo del
Volontariato
abbiamo deciso, assieme al settore
delle Opere Sociali della
Compagnia delle Opere,
organizzatore dell’evento, e a
Vol.To.Net, la rete del Volontariato
Toscano, di concretizzare un
momento che unisse tutte le
associazioni di volontariato di
ispirazione cattolica del territorio in
un incontro dove portare le nostre
esperienze e confrontarci sulle
questioni che tutti i giorni ci
troviamo ad affrontare». Con queste
parole, sabato 17 novembre nel
Salone dei Cinquecento in Palazzo
Vecchio, il Provveditore della
Misericordia di Firenze Andrea
Ceccherini ha spiegato la nascita
dell’appuntamento «All’origine della
gratuità», giunto alla seconda
edizione e che ha riunito esponenti
dell’associazionismo e delle
organizzazioni che danno il loro
contributo sul territorio. «Con
gratuità – ha continuato Ceccherini identifichiamo un concetto più
profondo rispetto alla parola
volontariato, che coinvolge degli
aspetti del sentire umano che hanno
delle radici ben precise». Dalla
volontà di mettere assieme tutti gli
elementi che storicamente
caratterizzano il volontariato
cattolico e creare un momento di
condivisione delle esperienze
maturate e delle sfide ancora da
affrontare è nato quest’evento.
«Assieme alla Misericordia di
Firenze abbiamo deciso di dare
continuità a un appuntamento che
parli della gratuità – ha spiegato il
responsabile CdO Opere Sociali,
Luigi Paccosi, organizzatore
dell’evento –, un po’ perché in
questo periodo si percepisce ancora
di più la necessità di esperienze
positive, un po’ perché le nostre
opere, vecchie e nuove, grandi e
piccole, hanno bisogno di
alimentarsi vedendo l’esperienza di
chi vive l’impeto di gratuità che ha
dato vita all’aiuto verso chi ha
bisogno. Vedere in altri questa
volontà è il modo per rinsaldare
l’esperienza e ricomprendere il
significato per cui sono nate le
nostre opere».
Quest’anno l’incontro è stato
arricchito da un premio che portasse
«U
«Il Gesù della storia nelle parole
del Papa»: l’incontro alla Calza
Nel fascicolo regionale alle pagine 12 e 13
gratitudine e riconoscenza a piccole
realtà, genuine e vere ma poco
conosciute, che donano agli altri le
proprie energie e il proprio tempo.
La targa, unitamente a un
contributo di mille euro per
l’acquisto di un furgone, è stata
consegnata dal Provveditore Andrea
Ceccherini all’associazione «Cinque
Pani e Due Pesci» che si occupa di
accoglienza in famiglia di bambini.
L’incontro è stato organizzato dal
settore delle Opere Sociali della
Compagnia delle Opere e promosso
con la Venerabile Arciconfraternita
della Misericordia di Firenze e da
Vol.To.Net, la rete del Volontariato
Toscano e sostenuta da associazioni
come il Cesvot e da molte altre
organizzazioni operanti nel
volontariato e conosciute nel
territorio. Preziosa la collaborazione
dell’Arcidiocesi, che ha reso ancora
più ricca e significativa l’iniziativa
attraverso il saluto del cardinale
Giuseppe Betori. «Guardandovi e di
fronte a un’iniziativa come questa –
ha esordito l’arcivescovo – sento
immediatamente il contraccolpo
che genera nel cuore dell’uomo la
visione di un popolo che si muove,
del mio popolo fiorentino che
riscopre le sue radici storiche e le
proietta nei bisogni contemporanei.
E questo per me, Pastore di questa
Chiesa, è di grande conforto. Il fatto
che poi abbiate deciso di incontravi
non per discutere in astratto ma per
ascoltare le testimonianze di
persone che hanno fatto della
gratuità l’espressione della loro vita
mi spinge a sottolineare, sulla scia
della recente Assemblea del Sinodo
dei Vescovi sulla nuova
evangelizzazione, che una delle sfide
attuali della Chiesa è proprio
ripartire dalla vitalità della società
per creare processi coerenti con il
Vangelo che raccolgano il consenso
di credenti e non».
«Ma oggi – ha proseguito – non
siamo a celebrare qualche fatto,
oppure a raccontarci quanto siamo
bravi, come se il senso del nostro
agire venisse dato dal successo o
solamente dal consenso di tutti.
Siamo qui anche per testimoniare
una sovrabbondanza, una pienezza
che abbiamo ricevuto dall’incontro
con Cristo. Ognuno di noi la
desidera, la chiede, la sperimenta, la
coglie nell’esperienza di tutti i giorni
e, una volta scoperta, chiede
continuamente che riaccada, ed è
questa la radice della gratuità. È
sempre successo così nella storia
della Chiesa. Le “opere” sono
sempre più grandi della capacità di
coloro che le fanno. La gratuità
indica una pienezza che non è in
nostro possesso: non è come la
generosità, assimilabile alla capacità
del singolo; la gratuità è invece il
paradigma della Croce, quel dono
totale, possibile solo dal rapporto
con Dio e che spesso assume il volto
degli ultimi, dei poveri». Dopo aver
citato quanto a loro proposito
afferma il messaggio al popolo di
Dio dei Vescovi del recente Sinodo,
il cardinale ha aggiunto: «La gratuità
avviene per iniziativa di un Dio che
incide nella storia grazie a persone
che gli dicono sì, ora, in questo
momento. Non basta un devoto
ricordo. C’è sempre bisogno di
aderire alla chiamata di un Altro, di
un Bene più grande. È una costante
della storia della Chiesa: la
Misericordia di Firenze con i suoi
800 anni di vita lo ha testimoniato
anche di recente, oltre che nei suoi
quotidiani servizi anche nelle
purtroppo numerose occasioni in
cui è stata chiamata al soccorso di
popolazioni vittime di calamità, ma
vorrei aggiungere ancora quando ha
deciso di rientrare nella
Confederazione ponendo fine a una
inaccettabile lacerazione del
movimento molto dolorosa per la
città. È stato come un ripartire dalle
origini, non fermandosi al blasone,
ma cogliendo nell’unità il valore di
un cammino sempre fedele alla
virtù della carità. Colgo l’occasione
per ringraziare il provveditore
Andrea Ceccherini e tutti i suoi
Fratelli, i miei Confratelli. È la stessa
unità che vedo oggi in questo salone
e che permette ad antiche realtà di
stare insieme a nuove, e cogliere
nella sovrabbondanza degli altri una
motivazione per ripartire nel
proprio cammino al servizio del
bene comune. Sperando anche
contro ogni speranza». E ha
concluso: «Nessuno si senta escluso
nella testimonianza in modo tale
che altri, incontrandolo, possano a
loro volta, perché colpiti, contagiare
il resto del mondo».
All’incontro sono intervenuti anche
il vicesindaco di Firenze Dario
Nardella e Natale Bazzanti del
Cesvot Firenze, mentre hanno
parlato della loro esperienza
nell’aiutare gli altri anche Oleksandr
Filonenko, dell’agenzia ucraina
Emmaus Kharkov, Elisa Barraco
della Cooperativa Sociale Parsifal di
Palermo e Fabio Lenzi, di IRIS Idee
& Reti di Firenze.
TOSCANA OGGI
II
FIRENZE
25 novembre 2012
Vita
DIOCESANA
Al via gli «Esercizi
spirituali nel quotidiano»
nche quest’anno la
Chiesa fiorentina
promuove nella
settimana precedente
l’Avvento gli «Esercizi
spirituali nel
quotidiano». Il tema
proposto quest’anno è
«Una fede più preziosa
dell’oro» (1Pt 1,7)
Il cammino in
preparazione all’Avvento
sarà guidato giorno
dopo giorno dai cinque
capitoli della prima
lettera di Pietro,
secondo il seguente
itinerario.
Martedì 27 novembre:
«Sarete santi, perché io sono santo» (1Pt
1,1-25). Dio, il Santo, a immagine del
quale siamo creati
Mercoledì 28 novembre: «Voi siete stirpe
eletta, sacerdozio regale, nazione santa»
(1Pt 2,1-10). L’identità dei credenti
Giovedì 29 novembre: «Perché ne seguiate
le orme» (1Pt 2,11-4,6). Vivere da credenti
al modo di Cristo
Venerdì 20 novembre: «Soprattutto
conservate tra voi una carità fervente» (1Pt
4,7-5,14). Credenti in attesa della parusia.
Ogni vicariato e parrocchia imposterà
questa settimana nelle
forme che riterrà più
adeguate alla propria
situazione (luoghi,
orari, tipi di iniziative,
relatori…) al fine di
vivere al meglio questo
tempo di preghiera e
riflessione comunitaria.
A
AGENDA
DEL CARDINALE
omenica 25 novembre: in San
Pietro, Messa del Santo Padre
con i nuovi cardinali. A Prato,
Messa di inizio del ministero
episcopale del vescovo Franco
Agostinelli. Lunedì 26 novembre:
Assemblea della Conferenza episcopale
toscana a Quercianella (Livorno).
Martedì 27 novembre: udienze.
Giovedì 29 novembre: a Lecceto
incontro con i preti giovani.
All’Immacolata Concezione alla
Ginestra, Messa e Cresime. Venerdì 30
novembre e sabato 1 dicembre: a
Roma, forum del Progetto Culturale.
Sabato 1 dicembre: Veglia di Avvento
in Cattedrale. Domenica 2 dicembre: a
Citerna (Perugia) Messa per la riapertura
della chiesa di San Francesco dopo i
restauri. A Città di Castello, incontro sul
Sinodo per la nuova evangelizzazione.
D
Agenda
del Vescovo ausiliare
omenica 25 novembre: presiede le
all’Assemblea Diocesana
DLodi
dell’Azione Cattolica, presso il
Seminario Arcivescovile. Celebrazione
delle Cresime, presso la parrocchia di S.
Cresci a Campi. Partecipa alla
concelebrazione Eucaristica per
l’ingresso di Mons. Agostinelli nella
Diocesi di Prato. Lunedì 26 novembre:
Assemblea della Conferenza episcopale
toscana a Quercianella (Livorno).
Martedì 27 novembre: incontra i
bambini della scuola elementare delle
Suore Stabilite nella Carità, a
Sammontana. Udienze su
appuntamento. Mercoledì 28
novembre: udienze su appuntamento.
Giovedì 29 novembre: partecipa
all’incontro con i preti giovani. Venerdì
30 novembre: tiene una relazione al
Movimento Scienza e Vita sulla
Sacrosanctum Concilium. Sabato 1
dicembre: Cresime a S. Stefano a
Campi. Partecipa alla Veglia di Avvento
in Cattedrale. Domenica 2 dicembre:
celebrazione Eucaristica con mandato ai
Visitatori della Missione popolare in
preparazione della Visita Pastorale,
presso S. Verdiana a Castelfiorentino.
Cresime nella parrocchia di S. Francesco
a Savonarola.
Incontri di spiritualità
per presbiteri e religiosi
rosegue il ciclo di incontri di
spiritualità rivolti a presbiteri, diaconi
e religiosi in Seminario dal titolo «La
fede nella vita del presbitero». Martedì 4
dicembre mons. Renato Corti, Vescovo
emerito di Novara, parlerà sul tema
«Quando la fede del presbitero è messa alla
prova». L’incontri inizia alle 10,30 e si
conclude con il pranzo.
P
Triduo eucaristico
in Cattedrale
Avvento si apre, in Cattedrale, con
un triduo di preghiera. Domenica 2
dicembre, alle 10 Lodi mattutine, alle
10,30 Messa capitolare seguita
dall’Adorazione eucaristica all’altare del
Santissimo Sacramento fino alle 12,30.
L’Adorazione riprenderà alle 15,30 fino
ai vespri delle 17,15. Lunedì 3 e martedì
4 dicembre, Ufficio delle letture e Lodi
mattutine alle 8, alle 8,30 Messa e
adorazione fino alle ore 12.
L’Adorazione riprenderà alle 15,30 fino
ai vespri delle 17,15.
L’
La veglia
di Avvento
La settimana di Esercizi
spirituali nel quotidiano
si concluderà come ogni
anno con la Veglia di Avvento presieduta dal cardinale Giuseppe Betori (sabato 1 dicembre, ore 21-22.30 in Cattedrale).
L’ufficio liturgico sta preparando un
sussidio per la preghiera e la meditazione.
Chi desidera ricevere il sussidio (che sarà
anche scaricabile dal sito diocesano:
www.firenze.chiesacattolica.it) è invitato a
prenotarlo al più presto, telefonando
all’ufficio missionario (055 27.63.730 ore 9.30-12.30). Nel sito sarà
prossimamente disponibile anche il
sussidio per la preghiera delle famiglie in
Avvento e la Novena di Natale.
Ufficio
LITURGICO
Incontri dei Ministri
straordinari della Comunione
all’eremo di Lecceto
Sabato 24 novembre, 9.30-17
La tua fede ti ha salvata. Va’ in pace (Lc 8,48)
Una fede che risana
d. BENEDETTO ROSSI, docente di Sacra
Scrittura
Iscrizione entro venerdì 16 novembre
Sabato 16 marzo, 9.30-17
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo
annunciamo anche a voi, perché anche voi
siate in comunione con noi (1Gv 1,3)
Una fede che genera comunione
mons. GIANCARLO CORTI, Proposto
della Cattedrale
Iscrizione entro venerdì 8 marzo.
Sabato 4 maggio, 9.30-17
La preghiera fatta con fede salverà il malato
(Gc 5,15)
Una fede che sostiene nella malattia
dott.ssa LAURA GIACHETTI, medico
internista
Iscrizione entro venerdì 26 aprile.
SEDE: Eremo di Lecceto, Via san Salvatore,
54 Malmantile - tel. 055878053
Contributo spese: 17 euro (per ciascun
incontro, pranzo compreso)
Iscrizioni presso l’ufficio liturgico
diocesano (0552763747 [email protected])
Adorazione eucaristica perpetua
una realtà che cresce in Toscana
DI
EMANUELE PICCINI
opo Pistoia e Prato
quest’anno il III°
Convegno
dell’Adorazione
Eucaristica perpetua in Toscana
ha fatto tappa a Firenze. Sabato
scorso nella Basilica di S.
Lorenzo gli «Adoratori
eucaristici» e fedeli di diverse
parrocchie toscane hanno
vissuto un intenso pomeriggio
di spiritualità animato
musicalmente dal coro
dell’Arcidiocesi fiorentina.
L’incontro si è aperto con il
rosario alle 15 ed è proseguito
con la meditazione di mons.
Claudio Maniago, vescovo
ausiliare di Firenze. In seguito
una partecipata e sentita
adorazione eucaristica ha
coinvolto i fedeli, i quali hanno
preso poi parte alla
concelebrazione eucaristica,
presieduta dal cardinale
Giuseppe Betori, Arcivescovo di
Firenze.
Ad accogliere i numerosi
intervenuti padre Giordano
Favillini di Pistoia, il quale, nel
descrivere il «percorso di
adorazione eucaristica» che da
tre anni accomuna alcune
parrocchie toscane, ha
affermato: «Si tratta di una
comunione fra parrocchie che
dà voce alla realtà
dell’adorazione eucaristica
perpetua. L’obiettivo è di riunirci
tutti insieme una volta l’anno
per condividere le nostre
esperienze e promuovere
l’adorazione eucaristica perpetua
o giornaliera almeno in una
cappella di ogni Vicariato o
D
Si è svolto
sabato scorso
in San Lorenzo
il convegno
regionale degli
«adoratori».
Sempre di più
le chiese
in cui viene
praticata
questa forma
di preghiera
Unità Pastorale perché con essa
le parrocchie si ravvivano e
stanno vicino a chi soffre. È
significativo come molte
persone, dedite assiduamente
alla famiglia ed al lavoro,
trovino il tempo per incontrare
Gesù nell’adorazione eucaristica.
L’adorazione eucaristica
perpetua è una "luce nelle
chiese, un segno molto forte per
i non vicini e non credenti"; è un
segno che rientra nella nuova
evangelizzazione: qualsiasi
attività pastorale o forma
d’evangelizzazione se non nasce
dalla preghiera non dà frutto!».
In linea con questa prospettiva
tutti i «centri toscani
d’adorazione perpetua». Degna
d’attenzione la chiesa del
Corpus Domini di via Rucellai a
Firenze ove da 110 anni, giorno e
notte laici e consacrati si
alternano nella continua
preghiera. In questo luogo
quindi si concretizzò il sogno di
«Bettina», la Beata Teresa Maria
della Croce (fondatrice
dell’ordine delle suore
carmelitane di S. Teresa d’Avila a
Firenze, e beatificata da
Giovanni Paolo II nel 1986) che
nel 1902 ha dato vita a Firenze la
prima adorazione perpetua.
Nondimeno l’esperienza portata
avanti a S. Martino a Campi in
cui accanto alla cappella
eucaristica esiste pure un luogo
di cura, un «pronto soccorso»
per le ferite spirituali, morali,
psicologiche della famiglia.
L’Adorazione eucaristica non è
una devozione più o meno
opzionale dei cristiani, ma il
prolungamento dell’azione
liturgica di Cristo che si offre a
noi nelle specie del pane e del
vino ed è singolare perciò come
agli 8 centri degli adoratori
perpetui toscani- in cui si
testimonia ciò -, quali S. Paolo
Apostolo a Pistoia, Sacra
Famiglia e «chiesino» di S. Paolo
a Prato, S.Bernardo Abate a
Donoratico, S. Martino a Campi
Bisenzio, Santo Stefano a
Lamporecchio, chiesa del
Il ConcilioVaticano II,cinquant’anni dopo:
l’assemblea diocesana di Azione cattolica
Azione Cattolica di Firenze si riunisce
questa domenica 25 novembre
nell’aula magna del Seminario (Lungarno
Soderini, 19) per l’assemblea diocesana.
«È appena l’aurora...». Il Concilio Vaticano II
dono per crescere nella fede. Sarà questo il
tema della giornata, che prevede arrivi e
accoglienza alle 9, alle 9,30 le Lodi
presiedute dal Vescovo Ausiliare Claudio
Maniago. La mattina proseguirà con
l’intervento di Giovanni Grandi, docente
di Antropologia applicata all’Università di
Padova e Presidente del Centro Studi
L’
Maritain di Trieste. Nella mattina ci
saranno anche attività sul Concilio
Vaticano II per ragazzi e giovanissimi.
Dopo il pranzo, un momento di animazione curato dall’Acr e «Fontane di luce»,
percorso esperienziale sul Concilio. Alle
16,30 la Celebrazione Eucaristica nella
Chiesa di San Frediano in Cestello con la
consegna delle tessere ai presidenti parrocchiali. Per informazioni e comunicazioni
Segreteria diocesana A.C.
Tel. 055
22.80.266, cell. 334 90.00.225, [email protected]
Corpus Domini in via Rucellai a
Firenze, S. Maria a Scandicci, se
ne siano ultimamente altri: S.
Pierino in Palco e le suore
calasanziane di via Faenza a
Firenze, S. Andrea Corsini a
Montevarchi, il monastero di S.
Maria degli Angeli a Fiesole.
Secondo la prospettiva degli
adoratori perpetui le «chiese
dovrebbero restare sempre
aperte» per dar modo a
chiunque, in qualunque
momento della giornata, di
ricevere amore e conforto da
Gesù. A motivo di ciò - come ha
evidenziato don Roberto Gulino
- è particolarmente significativa
l’Adorazione Eucaristica nella
nuova Cappella della Stazione di
Santa Maria Novella, luogo di
passaggio per migliaia di
persone ogni giorno, che
prenderà avvio dal 6 dicembre.
Per qualsiasi informazione o
impegno diretto all’iniziativa è
possibile telefonare all’Ufficio
Liturgico della Diocesi di Firenze
(055 2763747).
Firenze incontra Taizè
iovedì 13 dicembre sarà a
Firenze frère John, uno dei
frati di Taizè, la comunità
ecumenica del sud della Francia
che da molti anni ha diffuso
soprattutto tra i giovani uno stile
di preghiera basato sul silenzio e
il canto. L’incontro con frère John
si svolgerà alle 20,45 nella chiesa
di San Marco Vecchio (via
Faentina 139); alle 21,30 la
preghiera, alle 22,30 agape
fraterna (momento di convivialità
al quale tutti sono invitati a
partecipare portando qualcosa).
G
TOSCANA OGGI
FIRENZE
25 novembre 2012
«Restauriamo
Cimabue
rimettendolo
in chiesa»
DI
RICCARDO BIGI
a proposta è di quelle che
colpiscono, per tanti
motivi: spostare il
Crocifisso di Cimabue dal
Cenacolo di Santa Croce, uno
spazio «musealizzato», e
riportarlo all’interno
della basilica. Colpisce
perché riguarda
un’opera fondamentale
nella storia dell’arte;
colpisce perché, dopo
l’Alluvione, è diventato
il simbolo più evidente
dei danni provocati
dall’Arno in quel 4
novembre del 1966, ma
anche dei grandi sforzi
compiuti per
restaurarlo. Un
salvataggio rimasto
purtroppo incompleto:
una parte consistente
della pittura è andata
persa, ma il lavoro
compiuto dall’Opificio
delle Pietre Dure rende
comunque possibile
apprezzare ancora oggi
quest’opera grandiosa e
sublime.
Dopo il restauro, il Crocifisso
fu collocato negli spazi del
Cenacolo dei frati di Santa
Croce, adibito a museo. Una
collocazione che univa la
possibilità di conservarla nelle
migliori condizioni di
sicurezza, e allo stesso tempo di
offrirla all’ammirazione dei
milioni di visitatori che ogni
anno entrano in Santa Croce.
Perché allora proporre, oggi, di
riportarlo all’interno della
basilica? «Il restauro di
un’opera d’arte - spiega Stefania
Fuscagni, presidente dell’Opera
di Santa Croce - non deve
fermarsi all’aspetto artistico.
Dobbiamo restaurare anche il
senso dell’opera, fare in modo
che chi la ammira possa
cogliere il significato reale, il
messaggio che l’artista e il
committente volevano far
giungere attraverso di essa».
La proposta giunge in un
momento non casuale: proprio
in questo periodo infatti si sta
concludendo la lunga
operazione di restauro della
«Leggenda della vera croce», lo
splendido ciclo di affreschi
trecenteschi di Agnolo Gaddi
che decora Cappella Maggiore
della basilica. «Santa Croce può
diventare - afferma la
presidente Fuscagni - il luogo
per un percorso di riflessione
L
«La crisi della fede»:
Enzo Bianchi
ai Convegni
di Santo Spirito
rosegue il nuovo ciclo dei «Convegni di
Santo Spirito: martedì 27 novembre
alle ore 17,30 il priore di Bose Enzo
Bianchi parlerà su «La crisi della fede
oggi» nella sala capitolare del Convento di
Santo Spirito (piazza S.Spirito,30 ).
Moderatore dell’incontro il Vescovo
agostiniano Giovanni Scanavino.
P
in BREVE
Proseguono gli incontri
nelle parrocchie
sulla Dottrina sociale
La proposta di Stefania Fuscagni,
presidente dell’Opera di Santa Croce:
fare in modo che chi ammira quest’opera,
sfregiata dall’Alluvione, possa coglierne
non solo la bellezza ma anche il vero significato
una parte sopraelevata, lontana
da una eventuale nuova
alluvione».
L’Opera di Santa Croce d’altra
parte ha iniziato già da tempo a
cercare di dare un significato
più pieno alle opere d’arte che
la Basilica e il Cenacolo
custodiscono: «Tutto il
personale è assunto
direttamente e riceve una
preparazione specifica per
essere non solo un personale di
presidio e di vigilanza ma
anche di accoglienza. Uno
spazio sacro richiede attenzioni
diverse rispetto a un museo».
L’ingresso alla chiesa, così come
al Cenacolo, attualmente è a
pagamento: ma gli spazi e i
tempi della preghiera sono
sempre stati preservati, senza
dimenticare poi che per i
fiorentini l’accesso è gratuito
anche nelle parti «museali».
Tra i tentativi riusciti, Stefania
Fuscagni cita il ritorno in
basilica dell’urna della Beata
Umiliana dei Cerchi: «Un’opera
di arte orafa di una bellezza
incredibile, ma anche un
contenitore di reliquie che non
potevano restare in un museo.
Abbiamo coinvolto esperti e
tecnici in un seminario di studi,
e alla fine l’abbiamo riportata
in una cappella del transetto,
dentro una teca di sicurezza. Il
giorno dopo, sull’altare c’erano
dei lumini. Segno che
l’operazione era riuscita:
restituire a quest’opera il suo
doppio scopo, che unisce
bellezza e devozione».
Anche per il Crocifisso di
Cimabue il percorso sarà
simile: «Entro il mese di
dicembre vorremmo
organizzare un seminario con
esperti, coinvolgendo le
Soprintendenze, l’Università,
magari anche la Facoltà
Teologica. Lì formalizzeremo la
proposta e cercheremo le
soluzioni tecniche».
Un’operazione particolarmente
significativa, fra l’altro, in un
quartiere come Santa Croce di
cui spesso le cronache cittadine
parlano per tutti altri motivi: il
degrado, la «movida» dei
giovani, le polemiche tra
abitanti e gestori dei locali
notturni... «Sono convinta conclude Stefania Fuscagni che si debba cercare di tenere
insieme la vita di questo
quartiere, con i suoi abitanti e
con la gente che viene qui a
cercare la bellezza dell’arte o il
divertimento. È un compito
difficile, che spetta al Comune
e su cui non sta a noi offrire
soluzioni: posso dire però che il
fatto che l’assessore alla cultura
Sergio Givone abbia mostrato
di avere ben presente tutto
questo ci fa piacere».
■ SCIENZA & VITA Venerdì 30 novemmbre l’incontro sulla «Sacrosanctum Concilium»
Così il Concilio ha cambiato la liturgia
L’associazione Scienza & Vita organizza, in
collaborazione con Toscana Oggi, un incontro
sulla Costituzione del Concilio Vaticano II
sulla liturgia «Sacrosanctum Concilium»
guidato dal vescovo ausiliare Claudio
Maniago. L’incontro si svolge venerdì 30
novembre alle ore 17 presso l’Oratorio San
Filippo Neri, via dell’Anguillara 25 a Firenze.
DI
MARCELLO MASOTTI*
enedetto XVI ha aperto l’«Anno della
fede». Scienza &Vita Firenze, nella
consapevolezza della distinzione che,
rispetto alla religione deve accompagnare
le attività laiche del mondo, vuole però
B
sottolineare il ruolo che la religione
correttamente interpretata e
coerentemente vissuta riveste negli
impegni umani volti alla costruzione
della città terrena: dalla scienza alla
politica.
L’idea di Dio dà all’uomo il senso del
limite, essenziale anche negli
ordinamenti umani e nella democrazia: la
ragione non è contraddetta ma potenziata
dalla fede e la preghiera a Dio purifica le
intenzioni umane.
In concomitanza col l’inizio dell’«Anno
della fede»e nell’invito della Chiesa alla
preghiera, Scienza &Vita propone la
riflessione sulla Costituzione conciliare
sulla sacra Liturgia: «Sacrosanctum
opo il primo incontro, proseguono
le lezioni sulla Dottrina Sociale
tenute da monsignor Gastone Simoni
(vescovo emerito di Prato) e promosse
dal circolo «Alberto Migone» del
Collegamento Sociale Cristiano. Gli
incontri si svolgono in maniera
itinerante: «La scelta di coinvolgere le
parrocchie della Diocesi in questo
programma di approfondimento della
dottrina sociale cristiana - spiega il
promotore Marco Parrini - è parte
integrante e qualificante del nostro
progetto, attraverso il quale ci
proponiamo di avvicinare il maggior
numero possibile di parroci e
parrocchiani a questa parte, tanto
preziosa quanto poco conosciuta, del
Magistero della Chiesa».
Il prossimo appuntamento è a Sesto
Fiorentino nella parrocchia
dell’Immacolata, (Piazza San Francesco
40) e si svolgerà lunedi 3 dicembre. Al
centro dell’incontro un fondamentale
documento di Paolo VI, l’Octogesima
Adveniens. Gli incontri dei mesi di
gennaio, febbraio e marzo saranno
invece dedicati alle encicliche sociali di
Giovanni Paolo II: « Laborem Excersens»,
«Sollecitudo Rei Socialis» e «Centesimus
Annus». In aprile sarà preso in esame la
Nota della Congregazione della
Dottrina della Fede sui «cattolici in
politica» mentre maggio e giugno
saranno dedicati alla «Deus Caritas est» e
alla «Caritas in Veritate» di Benedetto
XVI.
D
Il alto, il Crocifisso di Cimabue, con i segni evidenti lasciati dall’Alluvione.
Sopra, l’opera durante i restauri del 1966.
A sinistra Stefania Fuscagni, presidente dell’Opera di Santa Croce
sulla croce: dagli affreschi al
Crocifisso di Cimabue,
passando per le storie di San
Francesco, per le opere di
Dante e di Giotto...»
La grande croce di Cimabue
quindi, con il suo «Christus
patiens», il Cristo raffigurato
nella sua umanità e nella sua
sofferenza, diventa un
elemento centrale di questo
percorso: «Dal 1200 ad oggi
quest’opera è una delle
espressioni più alte di
umanesimo cristiano. Gli
storici la considerano
l’espressione artistica di una
vera e propria rivoluzione
religiosa, filosofica, culturale.
Lì, su quella croce, è nata gran
parte della cultura occidentale,
da lì si è propagata nel
quartiere, nella città, in Italia, in
Europa... A me piacerebbe
adesso risacralizzare quel
Cristo, sofferente anche per le
ferite dell’Alluvione».
Il percorso ovviamente è lungo:
deve coinvolgere tutte le
istituzioni competenti, il
Ministero, le Soprintendenze, il
Comune, oltre alla stessa Opera
di Santa Croce e alla comunità
dei frati. «È un percorso sottolinea Fuscagni - che passa
anche attraverso una maggiore
sicurezza per l’opera: la
collocazione che abbiamo in
mente ad esempio sarebbe in
III
Concilium».
Nel documento fra l’altro si evidenzia
che «la vita spirituale tuttavia non si
esaurisce nella partecipazione alla sola
liturgia»…perché il cristiano «benché
chiamato alla preghiera in comune, è
sempre tenuto a entrare nella sua stanza
per pregare il Padre in segreto».
Ma si afferma che la Liturgia, «mediante
la quale, specialmente nel divino
Sacrificio dell’Eucarestia, si attua l’opera
della nostra redenzione, contribuisce in
sommo grado a che i fedeli esprimano
nella loro vita e manifestino agli altri il
mistero di Cristo e la genuina natura della
vera Chiesa….».
*Presidente di Scienza &Vita Firenze
«Violenza stradale»:
le proposte
dell’associazione
«Lorenzo Guarnieri
a violenza stradale vale da 1,5 a 2
punti di PIL italiano, ovvero dai 24 ai
31 miliardi di euro l’anno. È il calcolo
fatto su valutazioni che contano i costi
della mancata produttività, i danni
biologici e morali, i danni patrimoniali,
i costi amministrativi e solo i costi
sanitari diretti in acuto (spesa di accesso
e cura in ospedale). Il dato, ottenuto
dall’incrocio dati di Ania, ministero dei
Trasporti, Irpet e Aci è stato presentato
da Stefano Guarnieri, presidente
dell’Associazione intestata al figlio
Lorenzo, morto a soli 17 anni, nel 2010,
in un incidente stradale a Firenze. Nella
sola Firenze, costa 357 milioni l’anno,
pari al 50% del bilancio del Comune. Le
cifre sono state rese note nel corso di
una tavola rotonda su «Violenza
stradale: un problema di salute e
economia», alla quale hanno preso
parte il presidente della Commissione
trasporti della Camera Mario Valducci e
l’assessore al bilancio del Comune di
Firenze Alessandro Petretto, in
occasione dell’inaugurazione della
nuova sede dell’associazione a Firenze.
Il prossimo 10 dicembre Stefano e
Stefania Guarnieri, in quello che
sarebbe stato il ventesimo compleanno
del figlio, presenteranno un libro,
testimonianza della loro storia dal
giorno dell’incidente di Lorenzo, il 2
giugno 2010.
L
Incontri per genitori
e adulti in San Lorenzo
rosegue il ciclo «Parola e immagini»,
incontri per genitori e adulti guidati
da mons. Fabrizio Porcinai nella
basilica di San Lorenzo a Firenze.
Domenica 2 dicembre, «Prendendola
per mano»: il gesto, i gesti. Gli incontri
si svolgono nella Cappella dei Canonici
alle 10, e prevedono la partecipazione
alla Messa delle 11 seguita da uno
scambio conclusivo.
P
IV
TOSCANA OGGI
FIRENZE
25 novembre 2012
Microcredito:
a Ricorboli
un «raggio»
di speranza
omenica scorsa è stato organizzato
momento di incontro
Dun
comunitario, con un pranzo preparato
in collaborazione con alcuni
parrocchiani, seguito nel pomeriggio
dalla proiezione di un film.
Lo scopo - oltre a quello di ritrovarsi
insieme - era quello di richiamare
l’attenzione sullo scopo e le attività
promosse dall’Associazione
parrocchiale «Il Raggio», che ha
compiuto un anno dalla sua
costituzione.
L’Associazione che ha scelto il campo
d’azione della promozione sociale, ha
recentemente aperto uno sportello
operativo presso il Centro Polivalente
« Il Porto» di P.zza Elia dalla Costa
dove è stato attivato un punto di
ascolto (un altro è in parrocchia) per
accogliere le situazioni che di volta in
volta vengono presentate dalle persone
in difficoltà.
Lo scopo non è quello di fare
«elemosina» ma di venire incontro nell’ambito del Quartiere 3 - alle varie
necessità attraverso interventi di
microcredito di prossimità, come
momento per instaurare un rapporto
con le persone condividendo e
cercando di venire incontro alla loro
situazione di difficoltà.
L’associazione sta curando anche il
progetto per la realizzazione di
un’attività agricola nella zona di
Vicchio per il sostegno e inserimento
di persone che a vario titolo hanno
necessità. Al momento è stato
realizzato un pollaio ed è previsto
l’acquisto di altri animali domestici
(pecore, capre) e l’impianto di
coltivazioni di frutti di bosco. Il
progetto, prima di essere una semplice
attività produttiva, vuol essere «agricultura».
L’Associazione promuove anche
attività di preparazione alla maternità
nel periodo della gravidanza,
attraverso un percorso sonorosensoriale.
In parrocchia segue un gruppo di
persone (giovani, mamme, nonne)
che si sono dichiarate disponibili a
tenere attivo un punto di riferimento
per le famiglie che nella mattinata
hanno la necessità lasciare i bambini.
Con queste iniziative promosse da «Il
Raggio» la comunità parrocchiale cerca
di far germogliare e realizzare il
desiderio di condividere le sfide, i
sogni, la vita con chi è più in difficoltà.
Per rimanere in tema la serata si è
conclusa con la proiezione del film
«Mannaggia alla miseria» di Lina
Wertmüller, che racconta il tentativo
di tre simpatici giovani di organizzare
in un rione di Napoli il sistema del
microcredito ideato da Muhammad
Yunus, il banchiere dei poveri.
Giancarlo Degl’Innocenti
SEGUE dalla prima
«Sereno coraggio»,
lo stile della Chiesa
Segue dalla prima
Da dove è venuta questa forza ai
membri del Sinodo? Quale la fonte di
questa «serena certezza» (altra
espressione tipica del messaggio)?
Certamente dal fatto stesso di
ritrovarsi insieme come vescovi di tutte
le chiese del mondo. Il lavoro del
Sinodo è soprattutto di ascolto
reciproco, non di discussione su temi.
Ogni Vescovo ha disposizione alcuni
minuti per raccontare la vita della sua
chiesa: il Sinodo diventa pertanto una
sorta di epifania della Chiesa che vive
in questo mondo e dunque epifania
della presenza del Signore Risorto in
lei. Ma un ruolo decisivo è venuto, così
ci raccontava il cardinale, dalle Chiese
che sono sotto il martello della
persecuzione. Esse hanno toccato con
mano la potenza del Vangelo proprio
grazie alle situazioni di grande
difficoltà in cui vivono e nelle quali
sperimentano la gioia che viene dal
Risorto. Dalle loro testimonianze si è
ravvivata la consapevolezza che la vera
ricchezza della Chiesa è, ed è sempre
stata, la Croce. Recepito il messaggio,
siamo potuti ritornare a condividere le
fatiche e le gioie del nostro apostolato
qui a Firenze con un supplemento di
serenità in più.
Mons. Stefano Manetti
Rettore del Seminario
■ VICARIATO DI PORTA ROMANA Un calendario fotografico per sostenere progetti di carità
Quei figli «nella stanza accanto»:
se dal dolore nasce l’amore
DI STEFANO LICCIOLI
na mostra fotografica
ed un concerto. Sono
gli eventi organizzati
quest’anno
dall’Associazione della «Stanza
accanto» per accompagnare
l’uscita degli ormai tradizionali
calendari realizzati da
quest’associazione che da alcuni
anni riunisce genitori che hanno
perso i propri figli o, per
parafrasare appunto la poesia di
Peguy, i cui figli ora vivono nella
«stanza accanto». Uomini e
donne colpiti da questa immane
tragedia, che si riuniscono per
sostenersi a vicenda, «per essere
l’uno la stampella dell’altro».
Nei suggestivi spazi delle
Leopoldine, antico monastero
delle monache camaldolesi in
piazza Tasso, messi a
disposizione
dall’amministrazione comunale,
venerdì 16 novembre è stata
inaugurata questa mostra di
fotografie di Andrea Ulivi che si
è conclusa giovedì scorso. Sui
pannelli espositivi originalmente
allestiti dagli architetti Silvia
Recami e Francesca Blasi, le
immagini della vita dei monaci
di San Miniato al Monte,
insieme a quelle dei volti dei
genitori che hanno perduto un
figlio, ma che sono riusciti a non
arrendersi al dolore e alla morte.
Il giorno dell’inaugurazione, a
commentare queste fotografie,
sono intervenuti il filosofo
Sergio Givone, assessore alla
cultura ed alla contemporaneità
del Comune di Firenze, il
fotografo Ulivi e dom Bernardo,
priore di San Miniato al Monte,
che con premura segue i passi
della «Stanza accanto», nata da
un primo gruppo di genitori,
molti dei quali hanno i figli
sepolti nel vicino cimitero delle
Porte Sante.
«Voi genitori - ha detto padre
Bernardo, rivolgendosi ai padri
ed alle madri dell’Associazione siete la vera cattedra di amore e
di speranza a San Miniato al
Monte. Voi, radicati in un dolore
che forse altrove taglierebbe le
gambe e le ali a chiunque, nel
vostro stare insieme siete
diventati vettori di una speranza
che sa scavalcare ogni crinale». Il
vostro sperare, ha aggiunto il
priore ringraziandoli per
l’organizzazione, è un
patrimonio prezioso della nostra
città, per tutti, credenti e non
credenti.
C’è un’alchimia della sofferenza,
ha affermato Sergio Givone
citando Dostoevskij: le lacrime
di dolore possono trasformarsi
in lacrime di tenerezza e di pietà.
«Quello che ho visto in questa
mostra, le immagini dei gesti dei
U
monaci, sono un riflesso di
quest’alchimia del dolore, lo
riflettono come in uno
specchio». Un ringraziamento,
dunque, da parte di Givone sia al
fotografo sia ai genitori che
hanno organizzato tutto, «i veri
protagonisti», li ha definiti.
«Volevo che il mio fotografare ha confessato Ulivi - potesse
essere come una preghiera.
Effettivamente è stato così. Ho
vissuto tre giorni con i monaci di
San Miniato, ho guardato quello
San Leone Magno compie 75 anni:
parrocchia in festa tra passato e futuro
an Leone Magno compie 75 anni e per festeggiare questo grande
traguardo il parroco e i parrocchiani stanno preparando una serie di
attività molto diverse che lo caratterizzeranno.
Con l’inizio dell’anno pastorale, la comunità è stata invitata a
partecipare a due giorni di riflessione e preparazione a San Casciano e
da questo fine settimana sono scaturiti degli spunti interessanti per
programmare il giubileo parrocchiale. Le attività coinvolgeranno tutti i
gruppi parrocchiali a partire dal coro che sta già organizzando un
concerto per il mese di dicembre.
Intanto alcune persone della parrocchia sono state incaricate di svolgere
un’indagine sul territorio e stanno raccogliendo dati relativi a tutto ciò
che ha contraddistinto questi anni e quindi ad esempio i parroci che si
sono succeduti, gli istituti religiosi esistenti, quelli che si sono chiusi e le
maggiori attività che sono state fatte.
San Leone, guidata e sostenuta dal parroco padre Antonio Pinna dei frati
mercedari, ha visto nel corso della storia susseguirsi, infatti, vicende
diverse sulle quali grazie a quest’articolo ho potuto riflettere. Io, che sono
nata e vissuta in questa parrocchia, ho sempre pensato che a San Leone
ci fosse un forte senso di appartenenza e le Due Strade con il Villaggio
San Francesco costituissero un agglomerato di case alle pendici della
chiesa i cui residenti hanno sempre avuto qualcosa da condividere. Una
condivisione che certe volte è stata polemica, altre attiva, mentre in
alcune occasioni si è tenuto un atteggiamento di distaccamento ed
allontanamento da quanto deciso o fatto così come accade in famiglia
dove ogni tanto le decisioni prese dai genitori non sono seguite dai figli.
Adesso che mi sono trasferita e il mio nuovo parroco è anch’egli un ex
parrocchiano (don Michele Scudiero), ho pensato a quanto questa
parrocchia mi abbia dato e cosa in questi 75 anni di vita abbia diffuso
nella comunità fiorentina. Il risultato è stato, che pur non essendo una
delle parrocchie più grandi del vicariato di Porta Romana e collocandosi
forse tra le piccole della diocesi, vi sono vissute, vi vivono e vi vivranno
persone attive che mi auguro parteciperanno ad accrescere la fede e i
valori cristiani nel territorio.
Silvia Borghesi
S
che facevano, ho visto il loro
essere all’interno di un luogo
sacro". Wim Wenders, ha
ricordato, sosteneva che ci sono
luoghi che noi fotografiamo
perché non ci
dimentichino:"Sono luoghi cioè
che hanno un memoria e questo
in San Miniato è evidente, c’è
una memoria che pervade il
tutto ed è una luce che spero sia
emersa».
Alcuni di questi scatti formano il
calendario 2013 realizzato dalla
«Stanza accanto» per essere
venduto e raccogliere così fondi
a sostegno di un progetto di
amore e di promozione sociale e
culturale portato avanti, in una
poverissima regione del
Nicaragua, dall’oblato fr. Alessio
Cioni. «Noi siamo genitori - ha
detto Loredana Recami,
responsabile dell’Associazione che non vivono nel ricordo dei
loro figli, ma vogliono che i loro
figli continuino a vivere nel
ricordo delle cose che facciamo.
In questi anni ci siamo riuniti
per sostenerci gli uni con gli altri,
stando insieme e condividendo
la stessa esperienza. Questo però
non ci chiude, ma ci apre agli
altri, anche attraverso queste
cose che facciamo, che ci fanno
sentire utili e vivi».
A sostegno del progetto in
Nicaragua anche il concerto
lirico - sacro di Dom Guglielmo
Gambina organizzato sabato 17
novembre a San Miniato al
Monte. Le immagini di Ulivi
compaiono anche sul sito:
www.sanminiatoalmonte.it Il
calendario è reperibile presso la
basilica di San Miniato. Per
informazioni sulla «Stanza
accanto»: www.lastanzaaccanto.it
Catechesi biblica: i «Lunedì con San Paolo»
el numero di Toscana Oggi del 28
ottobre scorso è già stata pubblicata
la locandina del Corso annuale del
«Lunedì con San Paolo», che in questo
Anno della fede propone un cammino
con «Paolo grande campione della
fede». Vogliamo riproporla nella
«Pagina vicariale» di novembre,
corredandola di alcune note sulla
natura, articolazione e finalità
dell’iniziativa, frutto della
collaborazione tra il Vicariato di Porta
Romana e il Centro Culturale San Paolo,
ormai alla sua sesta edizione.
Per il terzo anno il Corso ha una
impostazione itinerante, espletandosi,
incontro dopo incontro, in sette
parrocchie diverse del nostro Vicariato.
Ciascuno incontro vuole essere
un’esperienza di preghiera e di ascolto
attraverso un tempo di Adorazione
eucaristica e un tempo di
approfondimento biblico. In ciascuna
parrocchia designata l’incontro può
essere preceduto, accompagnato e
seguito da una Mostra su San Paolo,
costituita da dodici icone, che
N
esprimono, con l’efficacia del linguaggio
iconografico, le tappe più significative
della meravigliosa esperienza di fede in
Cristo Gesù di Paolo e della sua grande
missione in favore di tutte le genti. In
ogni parrocchia la Mostra potrà
rimanere esposta circa una settimana,
con la possibilità di attirare l’attenzione
di un notevole numero di fedeli e di
poter essere visitata da eventuali gruppi
del Catechismo, opportunamente
guidati dal Parroco o dai loro catechisti.
Questo potrà permettere che l’incontro
del «Lunedì con San Paolo» possa
diventare un’occasione preziosa per
un’abbondante seminagione e per un
maggiore coinvolgimento, non solo di
coloro che costituiscono ormai lo
zoccolo duro di questa esperienza, ma
anche di numerose nuove presenze che
potranno aprirsi alla splendida e
profonda spiritualità dell’Apostolo
Paolo, nel suo cammino di piena
conformazione a Cristo Gesù e di totale
dedizione alla missione di annunciare e
testimoniare
Cristo stesso e il suo Vangelo.
TOSCANA OGGI
FIRENZE
25 novembre 2012
Gioia, emozione
e... sano orgoglio
nella Divina liturgia
con cui è stata
inaugurata la nuova
opera nella chiesa
dei Santi Simone
e Giuda, voluta
dalla comunità ucraina
di rito Greco-cattolico.
Betori: «La vostra
presenza è di stimolo
per la fede»
DI ANNA
Questo fine settimana
il secondo convegno
degli scrittori cattolici
È
La Divina Liturgia con cui è stata inaugurata la nuova iconostasi
nella chiesa dei Santi Simone e Giuda.
Sotto, il cardinale Betori benedice i tre autori dell’opera;
a sinistra, mons. Dionisio Lachovicz con alcuni bambini della comunità (foto di Anna Zucconi)
La nuova iconostasi,
«teologia per immagini»
La nuova iconostasi, opera di
tre giovani artisti ucraini, che
erano presenti alla Celebrazione
fide culturali e letterarie in Italia a
cinquant’anni dal Concilio
Vaticano II» è il tema della seconda
edizione del convegno degli scrittori di
ispirazione cristiana in programma il
24 e 25 novembre a Firenze (Cenacolo
Santa Croce e Convitto della Calza).
Sabato 24 novembre alle 10, nel
Cenacolo, la presentazione del
convegno con il cardinale Giuseppe
Betori, don Vincenzo Arnone; Padre
Antonio Di Marcantonio, Stefania
Fuscagni e l’assessore alla cultura
Sergio Givone. Quindi gli interventi di
padre Bartolomeo Sorge, Direttore di
«Aggiornamenti sociali», di Pietro
Gibellini (Università di Venezia) e
Pasquale Maffeo. Alle 16, tavola
rotonda con gli scrittori padre
Ferdinando Castelli, Davide Rondoni,
Alessandro Zaccuri. Domenica 25
novembre, al Convitto della Calza, alle
10,30 intervento di Alessandro Zaccuri
e tavola rotonda con gli scrittori
Liliana Cantatore, Neria De Giovanni,
Pietro Gibellini. Alle 12,30 le
conclusioni di don Vincenzo Arnone.
Per informazioni tel. 339-6575095.
«S
ZUCCONI
domenica e la comunità
Greco-Cattolica ucraina di
Firenze, con la
celebrazione solenne della
Divina Liturgia di San Giovanni
Crisostomo, festeggia il 10°
anniversario della fondazione e
l’inaugurazione della nuova
iconostasi. Nella
chiesa dei Santi
Simone e Giuda si
respira un clima
di gioia, di
emozione e...
forse anche un po’
di sano orgoglio:
quel piccolo
gruppetto di
donne che dieci
anni fa si
raccoglieva per la
Liturgia (nel
primo anno ospitata in Santa
Maria Maggiore) si confonde
oggi nella moltitudine di fedeli
riuniti in nome della fede.
È impossibile non notare una
grande differenza: col passare
degli anni, la Comunità è
diventata più... giovane! Più
giovane d’età, perché ne fanno
parte anche diverse coppie con
bambini, e più giovane di
«spirito», come sottolinea mons.
Hlib Lonchyna, Esarca
Apostolico per i greco-cattolici
ucraini in Gran Bretagna, nella
sua omelia: «ringraziamo Dio
per il dono di poter celebrare i
divini misteri nel nostro rito e
secondo i nostri costumi
lontano dalla nostra Patria». È
un grande dono, sì, perché
permette di crescere nella fede e
di trovare quella «consolazione»
della quale il cuore di chi vive
lontano dagli affetti familiari e
dalla propria terra ha un estremo
bisogno per restare giovane e
non indurirsi tra le mille
difficoltà della vita quotidiana,
la sofferenza e la nostalgia.
Insieme all’Esarca concelebrano
mons. Dionisio Lachovicz,
Visitatore Apostolico per i grecocattolici ucraini in Italia e
Spagna, e il card. Giuseppe
Betori, Arcivescovo di Firenze. Al
nostro Cardinale e a tutta la
Chiesa fiorentina, mons.
Lonchyna rivolge parole di
gratitudine per la comprensione
delle necessità più profonde dei
fedeli e per l’ospitalità che ne
deriva.
Sottolineando l’importanza
della fede in quest’anno in cui la
Chiesa celebra l’Anno della Fede,
l’Esarca ha messo in evidenza la
tentazione di tanti di considerare
i fatti raccontati nei Vangeli
come cose avvenute nel passato,
a persone forse più degne di noi
e in circostanze molto diverse da
quelle che viviamo oggi. Non è
così: ciò che è stato scritto 2000
anni fa succede oggi, nella nostra
vita! Quando la donna malata
gli tocca il lembo del mantello,
credendo che il Maestro la possa
guarire, Gesù risponde con un
miracolo mette in evidenza che è
stata la fede a salvarla. «Gesù
viene a sanarci dai nostri peccati,
a ridonarci la vita quando la
perdiamo a causa della
lontananza da Lui. Egli ama
ciascuno di noi e vuol venire
nella nostra vita di oggi ogni
giorno, nelle nostre malattie, nei
nostri problemi, nelle tragedie,
nelle nostre crisi e anche nei
nostri peccati. Gesù sta con noi
per risanarci. Dobbiamo avere la
stessa fede di quella donna e
anche noi vivremo il miracolo di
essere guariti dalla fede».
V
in BREVE
Elena Giannarelli spiega
il concetto di libertà
nel cristianesimo antico
dedicato al tema della libertà il
nuovo ciclo di incontri di spiritualità
nella sala Chiostrini del convento di
San Marco (ingresso da via della
Dogana 3r). Venerdì 23 novembre alle
17 Elena Giannarelli parla su «Il
concetto di libertà nel cristianesimo
antico: linee di lettura».
È
Gerusalemme: incontro
con il rabbino Levi,
Cardini e Arnone
associazione Agata Smeralda
organizza un incontro di
presentazione di due libri su
Gerusalemme. Uno di Franco Cardini:
«Gerusalemme. Una storia» (Edizioni il
Mulino) e uno di Vincenzo Arnone,
«Gerusalemme. Dove volano i poeti»
(Pazzini editore). Introduce Mauro
Barsi, presidente di Agata Smeralda;
oltre agli autori interviene il Rabbino
capo di Firenze Jospeh Levi. Martedì 27
novembre alle 17, Cenacolo delle
Mantellate (via San Gallo 105, Firenze).
L’
e hanno avuto un meritato
riconoscimento, senza
contrastare assolutamente con
l’architettura e le opere d’arte
della Chiesa, contribuisce in
maniera importante allo
svolgimento della celebrazione
in rito bizantino. La «balaustra»
ornata di icone che separa il
presbiterio dai fedeli, è
l’elemento che caratterizza lo
spazio sacro. È «teologia per
immagini» che rappresenta il
ciclo della vita, della morte e
della resurrezione di Cristo,
secondo un sistema pittorico
orientale che vede le scene poste
uno accanto all’altra. Al centro si
trovano le porte regali, così
chiamate perché consentono
l’accesso al Regno di Dio. Non
può mai mancare l’icona del
santo titolare della chiesa e, in
questo caso, sono due: i Santi
Simone e Giuda.
Partecipano alla Celebrazione
anche il Console onorario
d’Ucraina Angelo Vidaich e il
suo collaboratore Eugenio
Campani; la soprintendente al
Polo museale Cristina Acidini, la
soprintendente Alessandra
Marino, Maria Matilde Simari,
funzionaria della
stessa
Soprintendenza per il
Quartiere di San
Giovanni, e mons.
Timothy Verdon, direttore
dell’Ufficio Arte Sacra
dell’Arcidiocesi. Tra i
concelebranti, oltre ai sacerdoti
ucraini responsabili di altre
comunità in Italia, un caro
amico e compagno di studi di
padre Volodymyr, venuto
appositamente da Leopoli, padre
Stefano Messina, direttore
dell’Ufficio Migrantes di Firenze,
don Rino Perbellini, suo
predecessore, don Gianni Guida,
«parroco» della Comunità
Filippina (è presente anche una
piccola delegazione della sua
comunità con suor Maria Erlita),
don Fulvio Capitani, parroco di
San Jacopino, dove padre
Volodymyr è cappellano.
Tra i canti e l’incenso, con cui
viene cosparso più volte anche il
popolo, perché i fedeli con il
Battesimo diventano fratelli di
Gesù e quindi familiari di Dio,
di conseguenza degni di essere
omaggiati con il fumo sacro, si
giunge alla Comunione che si
riceve sotto le due specie: il
sacerdote con un cucchiaino
mette nelle bocca del fedele un
pezzetto di pane imbevuto nel
Pellegrinaggio a piedi
dal Monte alle Croci
al convento dell’Incontro
omenica 25 novembre l’associzione «Obiettivo Francesco» organizza un pellegrinaggio a piedi dal convento di
San Salvatore al Monte alle Croci di Firenze fino al convento
dell’Incontro a Villamagna (Bagno a Ripoli). Per informazioni e iscrizioni www.conventoincontro.it, oppure telefonare
al n. 333.9734472. Il programma: alle 10 ritrovo e partenza
da S. Salvatore al Monte; alle 12 sosta alla parrocchia della
Pentecoste di Bagno a Ripoli per il pranzo. Alle 16 arrivo all’Incontro, alle 16,30 la Messa seguita da una merenda. Alle
18 il rientro con mezzi messi a disposizione dall’organizzazione. Si raccomanda di segnalare la partecipazione al n.
333.9734472 o all’indirizzo e-mail [email protected]
D
vino consacrato. La fila dei
comunicandi è lunghissima:
all’altare si avvicinano anche le
coppie con bambini
piccolissimi, poiché - secondo la
tradizione orientale - nella stessa
cerimonia sono state impartite ai
piccoli anche la Prima
Comunione e la Cresima.
«Gravi ed oggettive ragioni vi
hanno impedito di compiere
insieme questo pellegrinaggio
alla Sede di Pietro. L’ultima visita
«ad limina» dei Vescovi grecocattolici risale al 1937. Ora,
dopo che le vostre rispettive
Chiese hanno ritrovato la piena
libertà, voi siete qui a
rappresentare comunità rinate e
vibranti nella fede, che mai
hanno smesso di sentirsi in
piena comunione con il
Successore di Pietro»: così
iniziava l’intervento che
Benedetto XVI ha rivolto ai
presuli della Chiesa GrecoCattolica dell’Ucraina nel 2008.
La Celebrazione solenne di
domenica, che padre Volodymyr
Voloshyn, referente delle
Comunità Greco-Cattoliche
ucraine di Firenze e Prato, ha
preparato con tanta cura e
entusiasmo, ha fatto risuonare
con forza la fede di questa parte
della nostra Chiesa, che è e
desidera sempre più che si
riconosca essere in piena
comunione con il «Successore di
Pietro».
Al termine della celebrazione, il
Cardinale Betori ha espresso la
gratitudine della Chiesa
fiorentina sottolineando il fatto
che la presenza dei fedeli ucraini
«è di stimolo per la fede, che si
esprime soprattutto attraverso la
Liturgia, ora arricchita
dall’Iconostasi. Nasce in questo
modo il dialogo tra la Chiesa
d’Oriente e la Chiesa
d’Occidente. La radice della fede
è la stessa», ricorda l’Arcivescovo:
il Concilio di Nicea del 325
confessa, infatti, Gesù Cristo
come «Dio vero da Dio vero,
generato non creato,
consostanziale al Padre, per
mezzo del quale tutte le cose
furono originate, quelle nel cielo
e quelle nella terra».
Serra Club:
«A cinquant’anni
dal Concilio»
iovedì 22 novembre alle ore 21,30
presso la parrocchia di San Piero in
Palco (Firenze, piazza Cardinale Elia
Dalla Costa n. 17) si svolge l’incontro
mensile del Serra Club con la
partecipazione di padre Giovanni
Roncari, assistente della Consulta
diocesana delle aggregazioni laicali, sul
tema «A 50 anni dal Concilio».
G
Weekend contemplativo
al convento di Arcetri
abato 24 e domenica 25 novembre
al monastero dei Padri Carmelitani di
Arcetri avrà luogo il secondo Weekend
Contemplativo sull’argomento «Il
combattimento spirituale e la Croce».
Relatore: padre Gabriele Morra,
licenziato in Teologia Spirituale. Alle 10
di sabato verrà celebrata la Messa e dalle
11 si terrà il primo incontro con
relazione e dibattito. Per prenotazioni e
ulteriori informazioni ci si può rivolgere
ai seguenti recapiti: Padre Superiore del
convento: tel.055.220029; Padre
Tomaso: [email protected]
S
I Maya e la fine del mondo:
«Una profezia avvenuta»
Maya e la fine del mondo, una
profezia avvenuta». È un titolo
provocatorio quello dell’incontro
organizzato dall’associazione Amici del
Guatemala che si svolgerà martedì 4
dicembre alle 18 nella sala delle vetrate
alle Murate, in via Ghibellina a Firenze.
Dante Liano, scrittore guatemalteco,
parlerà dei Maya ieri e oggi: la fine del
mondo dell’oppressione e della
schiavitù, la nascita del nuovo mondo
di uomini liberi.
«I
VI
TOSCANA OGGI
Le lezioni
dell’Università
delle mamme
e difficoltà più comuni
bizze, no,
«Lnell’educazione:
ostinazione, ribellione» è il titolo del
prossimo incontro organizzato
dall’«Università delle mamme» e in
programma il 27 novembre dalle 10
alle 12 presso il Centro culturale
Poggio Alto in via Cristoforo Landino
12. L’associazione è presieduta da
Anna Borgia d’Oriano
([email protected]). L’incontro
successivo, l’11 dicembre, sarà su
«L’importanza del corpo: sviluppare
una corretta immagine di sé. Bellezza
e generosità». Per info: Margerita
Bufalini 349-5933210 oppure
www.luniversitadellemamme.it
Grande successo
per la Biennale
enogastronomica
i è conclusa domenica 18
novembre, dopo 16 giorni no stop
di appuntamenti, la terza edizione
della Biennale Enogastronomica
Fiorentina, ideata e organizzata da
Confesercenti Firenze e Studio
Umami, con la direzione artistica del
giornalista e critico enogastronomico
Leonardo Romanelli e il contributo
della Camera di Commercio di
Firenze. L’evento, nato dalla volontà
di promuovere e valorizzare la cucina
tradizionale fiorentina e i prodotti
tipici del territorio, ha registrato
quest’anno 12.000 visitatori fra
partecipanti alle singole iniziative e
turisti curiosi di ammirare la sala
dell’ex Tribunale in Piazza San
Firenze, aperta per la prima volta al
pubblico proprio in occasione della
Biennale.
Con oltre 34 appuntamenti e 420
aziende partecipanti, oltre 1.000
persone partecipanti ad eventi a
numero chiuso, 30.000 visitatori al
mercato dei Sapori e dei Mestieri in
p.zza della Repubblica e p.zza
Strozzi, il ruolo principale della
Biennale è stato interpretato anche
quest’anno dagli 80 ristoratori
fiorentini aderenti all’iniziativa «Un
piatto tipico al ristorante» con
preparazioni e ricette legate alla
cucina fiorentina che per l’intera
durata dell’evento sono state
proposte seguendo due strade: con
un’interpretazione fedele alla
tradizione da parte di alcuni
ristoratori o attraverso rivisitazioni in
chiave contemporanea da parte di
altri.
Assegnato anche il premio «Piatto
della Biennale» tra gli studenti
fiorentini dell’istituto alberghiero
Buontalenti: Giulia Balugani e Irene
Marchi hanno vinto con la
«carbonara di cavolo nero».
S
«Io credo»: alle Oblate
Margherita Hack
e don Pierluigi Di Piazza
iovedì 22 novembre alle ore
17.30 alla biblioteca delle Oblate
(via dell’Oriuolo, Firenze)
Margherita Hack e don Pierluigi Di
Piazza, insieme alla curatrice
Marinella Chirico, presentano il libro
Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete.
Durante un incontro tra Margherita
Hack e don Pierluigi Di Piazza,
sentendo l’astrofisica parlare con
fervore delle stelle e dell’universo, un
gruppo di Indios ha chiesto come
potesse, una donna capace di
spiegare così bene i misteri del cielo,
non credere in Dio. Da qui è nata
l’idea di un confronto tra due
persone molto diverse tra loro per
formazione, età, sesso, esperienze.
Due persone che però si scoprono,
dialogando con rispetto e sensibilità
sui temi della fede e dell’ateismo,
della scienza e delle religioni,
dell’amore e della passione, della vita
e della morte, delle leggi e dell’etica,
della globalizzazione,
dell’educazione, della speranza,
molto più vicine di quanto
sospettassero all’inizio. Don Pierluigi
e Margherita ritrovano, in un
impegno condiviso nei confronti
dell’umanità, nell’accettazione del
diverso, nella gratuità con cui si
danno, un valore comune che da
sempre è alla base delle loro scelte e
azioni. Ingresso libero - per
informazioni tel. 055 683388
[email protected] L’incontro è
promosso dal circolo Vie Nuove e
dall’Associazione culturale
Testimonianze, in collaborazione con
la casa editrice «Nuova Dimensione».
G
FIRENZE
25 novembre 2012
Il «Rigiocattolo»: vecchi balocchi e solidarietà
Firenze si prepara «Il Rigiocattolo»,
appuntamento tradizionale e sempre
nuovo della Comunità di Sant’Egidio che
consente di rimettere in gioco soffitte e
giocattoli per un progetto di solidarietà.
Dal 10 novembre al 2 dicembre chiunque
può portare i giocattoli nuovi e vecchi
(purché in buono stato) nei seguenti
centri di raccolta: via Pistoiese 583, San
A
Donnino (Campi Bisenzio), in fondo a
via Villari, a Firenze, sabato e domenica
dalle 16 alle 18; in via Fanfani 17, nel
Salone parrocchiale, il mercoledì dalle ore
17.30 alle 18.30; in via Santa Monaca 4,
presso la chiesa di Santa Monica, il
giovedì dalle 17.30 alle 18.30; in via della
Pergola 8 (chiesa di San Tommaso), il
martedì dalle 18 alle 19. Una volta
riaggiustati e confezionati diventeranno
«Rigiocattoli» e saranno venduti a
dicembre, nel centro di Firenze, in due
giorni di festa di strada. Il ricavato andrà a
sostenere il progetto Dream, programma
internazionale per la cura dell’Aids in
Africa. Per informazioni e contatti: tel.
055.234.27.12, mail:
[email protected]
■ CINEFORUM Al via l’ormai consueta rassegna commentata da Francesco Mininni
Se il cinema parla di fede:
quattro film per l’Avvento
DI FRANCESCO
MININNI
i sente dire «Ammiro la tua
fede» e in alcuni casi anche
«Invidio la tua fede». Ma
più frequentemente «Vorrei
avere la tua fede». Come se la
fede fosse un dono che ad alcuni
tocca e ad altri no. Sappiamo
bene, invece, (o almeno
dovremmo saperlo) che la fede è
insita in ognuno di noi che,
venuti al mondo come
emanazione dell’amore di Dio,
ce la ritroviamo insieme a
speranza e carità a formare il kit
di sopravvivenza dell’essere
umano. Tocca poi a ciascuno di
noi, naturalmente,
annaffiare le piantine
e far sì che crescano e
divengano più forti
per avvicinarci
sempre più a quella
che, da sempre, è la
nostra naturale,
inevitabile
destinazione. E
proprio di fede si
parlerà nel cineforum
d’avvento della
parrocchia di San
Piero in Palco, con
quattro film molto
diversi l’uno dall’altro
che richiedono la
fattiva collaborazione
dello spettatore
opportunamente
stimolato dalle
osservazioni del
curatore e
moderatore (il
sottoscritto). Si
comincia giovedì 29
novembre con
quello che
storicamente è il testo
base della fede
rappresentata al
cinema e che, non a
caso, è riproposto da
emittenti pubbliche e
private ogni Natale: «La vita è
meravigliosa» di Frank Capra che,
nel 1946, incassò il fiasco
commerciale più bruciante della
sua carriera, ma fece comunque
S
IL PROGRAMMA.........
Le proiezioni al cinema «Il Palco»
ingresso gratis agli abbonati di Toscana Oggi
on l’Avvento torna anche l’appuntamento con il cineforum organizzato dalla
parrocchia di San Piero in Palco in collaborazione con il centro culturale San
Paolo e con Toscana Oggi. A guidare la lettura dei film, come sempre, il critico
cinematografico del nostro settimanale, Francesco Mininni.
Quest’anno il tema è «Percorsi di fede»: si inizia giovedì 29 novembre con un
grande classico, «La vita è meravigliosa» di Frank Capra. Giovedì 6 dicembre
«Ordet» di Carl Theodor Dreyer. Giovedì 13 dicembre «La nona configurazione»
di William Peter Blatty. Giovedì 20 dicembre «Il ragazzo con la bicicletta» dei
fratelli Dardenne.
Le proiezioni, nel cinema teatro «Il Palco» (piazza Elia Dalla Costa 25, Firenze)
iniziano (puntuali!) alle 20,30. Ingresso con tessera cineforum (12 euro).
L’ingresso è gratuito per tutti gli abbonati a Toscana Oggi.
C
in tempo a
vedere il suo
film crescere
negli anni e arrivare a un
autentico amore incondizionato
da parte di ogni tipo di pubblico.
Per quale motivo la storia della
profonda crisi di George Bailey,
americano onesto
portato dagli eventi
sull’orlo del suicidio e
aiutato da Dio che gli
invia l’angelo
Clarence (ancora in
attesa delle ali) per
fargli capire il valore
della vita e del bene
seminato sul
cammino, non
incontrò il favore del
pubblico americano
si spiega con la
tempistica. Nel 1946
gli Stati Uniti
uscivano da una
guerra durissima e
vittoriosa e avevano
fatto quadrato
intorno ai valori
storici dell’unità
nazionale. Cosa mai
poteva importare a
tutti dei problemi di
uno solo? Fosse stato
realizzato due anni
prima, sarebbe stato
subito un successone.
Si continua giovedì 6
dicembre con un capolavoro
della storia del cinema, «Ordet»
di Carl Theodor Dreyer, che nel
1955 vinse il Festival di Venezia
raccontando una storia
complessa e rigorosa che si
prendeva l’enorme
responsabilità di mettere in
scena l’episodio di una
resurrezione un po’ per fede e un
po’ per polemica nei confronti
dei credenti tiepidi ritenuti
incapaci di operare miracoli (o
anche soltanto di ammetterne la
possibilità). Più della polemica,
però, conta la straordinaria
escalation drammatica del film,
che conduce lo spettatore a un
climax tra i più emozionanti di
sempre. Si prosegue giovedì 13
dicembre con «La nona
configurazione» (1980) di
William Peter Blatty. Nella
certezza che nessuno del
pubblico avrà la più pallida idea
di cosa si tratti, il curatore ha
scommesso su un film diretto
dallo scrittore de «L’esorcista» che,
invece di terrorizzare il mondo
con la possessione diabolica, è
andato alla ricerca di una prova
dell’esistenza di Dio. E lo fa in
un modo che, fino a pochi
minuti dalla conclusione,
potrebbe indurre il pubblico a
chiedersi cosa mai stia vedendo
o perché mai un film così,
ambientato in un castello tra i
monti dove sono ricoverati
militari colpiti da traumi di
guerra, debba figurare in una
rassegna sulla fede. Si conclude
giovedì 20 dicembre, in tempo
per gli auguri natalizi, con «Il
ragazzo con la bicicletta» (2011) di
Jean-Pierre e Luc Dardenne, la
storia di un adolescente che non
ha mai metabolizzato il fatto di
essere stato abbandonato dal
padre e che si aggrappa
disperatamente all’affetto di una
donna che gli ha dimostrato
interesse e amore. I Dardenne,
come loro abitudine, fanno
attraversare al personaggio una
serie di esperienze che
potrebbero portarlo a perdersi.
Ma questa volta, diversamente
dal solito, concludono con un
episodio che ogni spettatore
dovrà decidere individualmente
come interpretare. Don Vittorio
e Francesco Mininni vi aspettano
a San Piero in Palco. È superfluo
aggiungere che hanno fede che
sarete in tanti.
Maria Cristina Ogier,la malattia offerta per gli altri
il 2 ottobre 2012 il giorno in cui
l’Arcidiocesi di Firenze ha emesso il
decreto edittale con il quale viene
annunciato ufficialmente, alla comunità
ecclesiale, la richiesta di dare inizio alla
causa di beatificazione di Maria Cristina
Ogier.
Ma chi è esattamente Maria Cristina? È
una giovane ragazza, nata nel 1955, che a
soli 18 anni muore a causa di un tumore.
Nonostante la malattia, diagnosticatale
quando aveva 4 anni, decide di offrire la
sua vita a Dio e ai bisognosi. Comincia
così il suo cammino verso la santità, dopo
aver promesso a Gesù Cristo «di aiutarlo
nella salvezza del mondo». La vicinanza
spirituale di Padre Pio da Pietrelcina e la
mistica sintonia con gli umili
insegnamenti di San Francesco la portano
ad aderire all’ordine dei Terziari
francescani. Per dieci anni consecutivi,
presta servizio a Lourdes e a Loreto come
la più giovane dama dell’Unitalsi.
Sorge così in Maria Cristina, dal contatto
diretto con la sofferenza, sua e dei suoi
prossimi, il desiderio di prendersi cura dei
È
«suoi malati», gli handicappati, offrendo
loro una casa decorosa ed assistenza. Ma
la malattia la porta via troppo presto. In
suo nome, però,
nascono due case
famiglia, il Centro di
Aiuto alla Vita e
numerose associazioni
di volontariato, volte
all’educazione dei
giovani e
all’accoglienza
dell’infanzia disagiata,
in Italia e in tutto il
mondo.
La vita e l’eredità che
Maria Cristina Ogier
ha lasciato,
realizzando il suo
sogno nell’al di là, ci
fa comprendere il
perché sia stata aperta
la sua causa di beatificazione, ma
soprattutto deve essere motivo per
riflettere su cosa significa essere santi,
oggi. Benedetto XVI, a conclusione del
Sinodo, ha voluto sottolineare che i veri
protagonisti della nuova evangelizzazione
sono proprio i santi. Che cosa si intende
dunque per santità? Sanctus è
colui che sancisce un
qualcosa, rendendolo stabile,
inviolabile, con-fermandolo.
Trattenendo, dunque, quel
qualcosa con la propria vita. E
quel «qualcosa», altro non che
la Croce di Cristo, fatta
propria e portata sulle proprie
spalle. Sanctus è colui che
trattiene la sofferenza. Cristo
soffre la sofferenza degli
uomini, non scende dalla
Croce ma la abita. Santo è
dunque colui che ri-conferma
l’agire di Cristo, nel suo
piccolo, giorno per giorno.
Maria Cristina Ogier,
nonostante la giovanissima
età, ha dato un senso al suo male
trasformandolo con ancora più energia in
motivo per aiutare gli altri,
incamminandosi così verso la santità.
TOSCANA OGGI
CRONACHE
25 novembre 2012
■ FUCI L'incontro con il professore Giuseppe Argiolas: «La crisi nasce dall'aver dato più importanza
alle merci che alle persone».La proposta di Chiara Lubich: creare imprese che condividono i loro profitti
Studenti universitari a lezione
di «economia di comunione»
DI ANDREA
CUMINATTO
n occasione della Settimana
dell’Università, il gruppo
Fuci di Firenze ha
organizzato un incontro con
Giuseppe Argiolas, ricercatore di
Economia e gestione delle
imprese, docente di
Responsabilità sociale delle
organizzazioni all’Università di
Cagliari, professore di
Management ed economia di
comunione presso l’Istituto
universitario Sophia a
Loppiano. «Oltre la crisi, ragioni
di speranza: verso un’economia
di comunione», questo il titolo
della lezione cui hanno
partecipato numerosi studenti
di diverse facoltà, che aveva lo
scopo di riflettere sul presente e
sul futuro con una luce si
speranza, partendo dalla visione
della crisi che stiamo
attualmente vivendo.
Il professore ha iniziato il suo
intervento facendo un quadro
generale sulla crisi in corso,
spiegando come una crisi
finanziaria si sia trasformata in
I
crisi economica, coinvolgendo
non solo le banche ma tutti noi.
«Quando parliamo di cultura si
pensa al sapere, alle conoscenze
- afferma - ma la cultura non è
una sommatoria di tante
nozioni: è l’insieme dei principi
che guidano le persone nelle
proprie azioni e che queste
persone ritengono così
importanti come capisaldi per
la propria vita, da trasmetterli
alle generazioni successive».
Dalla relazione si evince che sia
proprio la cultura che permea la
società in cui viviamo, ad aver
determinato la crisi. Il bisogno
continuo di maggiori ricchezze
ha incentivato così tanto il
mercato dei prestiti, che tutte le
grandi banche si sono trovate a
doversi chiedere soldi a vicenda,
per i troppi prestiti fatti senza
garanzie. Di conseguenza tutto
si è bloccato, trasformando una
crisi finanziaria in crisi
economica poiché le imprese,
senza prestiti dalle banche, non
potevano più investire nel
processo di produzione.
«In tutto questo c’è il paradosso
del rapporto fra reddito e felicità
- ha specificato Argiolas - perché
degli studi hanno dimostrato
che nel momento in cui i redditi
salivano, la felicità non saliva di
pari passo, anzi
paradossalmente scendeva. Che
cos’è allora il capitalismo
consumista e finanziario? È la
priorità delle merci sulle
persone, degli strumenti sulle
relazioni. È la priorità dei prezzi
sui valori: il denaro come
misuratore universale di tutto. È
così che il consumismo diventa
una nuova religione nichilista».
Spiegando poi la
«responsabilità sociale
d’impresa» e le sue sfaccettature,
l’economista ha fatto notare
come «di fronte a
comportamenti antisociali delle
imprese la gente inizia a stare
più attenta. I casi Nestlé, Nike o
Parmalat ne sono esempi
lampanti: nascono associazioni
di consumatori per indirizzare
la domanda, e allo stesso tempo
si vede sempre di più un
incontro tra la sensibilità sociale
delle comunità e l’azione delle
istituzioni».
Il punto centrale dell’intervento
si è trovato parlando
dell’esperienza di Chiara Lubich
che, sorvolando San Paolo in
Brasile, si accorse dell’enorme
differenza fra il centro città fatto
di grattacieli e le favelas intorno.
La fondatrice dei Focolarini vide
il frutto dell’ingegno, tante
capacità produttive di un
popolo, circondate dal
fallimento, e si chiese come
fosse possibile essere capaci di
produrre tanto e allo stesso
tempo di non saper produrre
condivisione. «Qui nasce l’idea
dell’economia di comunione spiega Argiolas - cioè della
creazione di imprese che
producano utili, i quali siano
poi messi in comunione in una
tripartizione: per i poveri, per la
cultura e per l’impresa stessa.
Gli effetti sono una
redistribuzione globale della
ricchezza, nuove relazioni, un
cambiamento culturale.
Attualmente ci sono oltre 800
imprese nel mondo che
praticano questa esperienza».
■ CASTELFIORENTINO La mostra, all’oratorio di San Carlo, sarà aperta fino al 13 gennaio
«Umili splendori»: il sacro, con semplicità
DI
ELENA VERDIANI
mili splendori; suggestioni
in carta e paglia dal Seicento
all’Ottocento» è il titolo della
mostra che, allestita
nell’Oratorio di San Carlo,
viene inaugurata a
Castelfiorentino sabato
24 novembre alle ore
17.
Protagonisti
dell’esposizione sono
piccoli quadretti
devozionali di aspetto
prezioso, raffinati
reliquiari che
celebrano il sacro
mediante l’utilizzo di
semplici materiali
come la carta e la
paglia. Invenzioni in
paglia e in carta
arrotolata (papiers
roulès) frutto
dell’ingegno e della
creatività scaturita
dalle abili e pazienti
mani di comunità
conventuali italiane ed
estere. Una mostra
definita «esemplare
poiché sviluppa una
sensibilità verso oggetti
considerati per molto tempo
esclusivamente prodotti di arte
popolare», dove emerge invece il
valore di una creatività che si unisce
all’intuizione delle possibilità decorative
di materiali poveri e fragili come la paglia e
la carta.
Gli oggetti in mostra provengono tutti dalla
Prepositura di Santa Verdiana. Sono presenti
undici quadretti in paglia di manifattura
«U
toscana, dove l’utilizzo contemporaneo di
carta, stoffe di vario tipo e stampe colorate è
unito a quello della paglia, impiegata per
creare motivi decorativi che richiamano la
ricchezza e la sontuosità dei broccati più
preziosi, o applicata in piccoli pezzi con carte
di colori vivaci per raffigurare fiori e
dettagli architettonici.
Di grande interesse e finezza sono
anche i numerosi quadretti,
reliquiari e altaroli realizzati con
la tecnica dei papiers roulès,
composizioni di carta
arrotolata la cui origine risale
al periodo Barocco, quando il
Concilio di Trento sancì
l’importanza del culto dei
santi e le reliquie divennero
oggetto di grande devozione
pubblica e privata. Sono
presenti papiers roulès di
manifattura italiana, francese
e tedesca. Adiacente
all’Oratorio di San Carlo, nel
Museo Benozzo Gozzoli, è
stata allestita un’appendice
della mostra con
l’esposizione di pianete,
reliquiari ed arredi sacri,
datati dalla fine Quattrocento
al Seicento, ai quali si sono
ispirati gli artefici degli «umili
splendori» riprendendo le
stesse decorazioni,
riproducendole e simulandole
poi con la carta e la paglia.
La mostra, organizzata
dall’Assessorato alla Cultura del
Comune di Castelfiorentino
unitamente al Museo BeGo, vede anche la
pubblicazione di un catalogo, grazie al
contributo della Banca di Credito
Cooperativo di Cambiano. Resterà aperta
fino al 13 Gennaio 2013 con il seguente
orario di apertura: giovedì dalle 16 alle 19,
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e
dalle 16 alle 19.
VII
Due giorni
con le Clarisse
di San Casciano
per meditare
il «Padre nostro»
Le Clarisse di San Casciano Val di Pesa
propongono un ciclo di sette incontri
per giovani (dai 18 ai 35 anni) per
approfondire la bellezza del Padre
Nostro, la preghiera che Gesù ci ha
insegnato, e scoprire la via di Dio per
ognuno di noi. Gli incontri si
svolgono nell’ascolto e nella
condivisione della Parola,
partecipando agli orari del
monastero, con momenti di silenzio,
adorazione eucaristica e preghiera
personale e la possibilità di dialogo
personale con una Clarissa. Gli
incontri si svolgono a cadenza
mensile, iniziano con i primi vespri
del sabato (ore 17,30) e si
concludono nel pomeriggio della
domenica. Il primo sarà nei giorni 1 e
2 dicembre, sul tema «Sia santificato il
tuo nome». Per informazioni:
Monastero dell’Immacolata, viale San
Francesco 40/a San Casciano Val di
Pesa, tel. 055.820858,
www.clarissesancasc.altervista.org
A Montelupo le catechesi
di padre Giovanni Roncari
ella settimana degli «Esercizi
spirituali nel quotidiano, che la
Diocesi di Firenze propone tra il 26
ed il 30 novembre, alla pieve di San
Giovanni Evangelista a Montelupo
questo periodo di arricchimento
spirituale sarà caratterizzato dalla
catechesi (alle ore 21,15) del
cappuccino padre Giovanni Roncari,
assistente spirituale della Consulta
delle aggregazioni laicali.
N
in TEATRO
Il nuovo show di Panariello
parte dal Mandela Forum.
Al Lumière una commedia
sulle difficoltà
della vita matrimoniale
a poetica dell’Ariosto, coniugata nel
«Furioso Orlando» di Marco Baliani e
portata in scena da Stefano Accorsi
(ancora fino a questa domenica) sul
palco della Pergola, lascerà da martedì il
posto a Orso Maria Guerrini e
Sebastiano Somma, interpreti de «Il
giorno della civetta» di Leonardo
Sciascia. Primo esempio di poliziesco
sociale, manifesto di denuncia contro la
mafia, il romanzo vide la luce nel 1961,
ispirato all’omicidio del sindacalista
Accursio Miraglia, avvenuto a Sciacca
nel 1947. Molti anni sono passati ma
quel sistema di collusioni tra criminalità
e poteri politico ed economico non solo
è ancora in piedi ma si è fatto persino
più raffinato e globale. «Da qui
l’esigenza di ambientare lo spettacolo in
una Sicilia trasfigurata, territorio
dell’anima prima ancora che elemento
geografico - spiega il regista Fabrizio
Catalano - Ovunque infatti oggi chi ha
il potere ne abusa e in pochi protestano,
in pochi si oppongono». Repliche fino a
domenica 2 dicembre.
Impegnata è anche la prima proposta
del Teatro Puccini che con «Occidente
estremo» ospita mercoledì sul palco il
giornalista e scrittore Federico Rampini.
In prima persona, come nel libro, il suo
racconto partirà dal sogno americano
per analizzare le ragioni del declino
dell’occidente, l’ascesa della Cina e la
crisi profonda che avvilisce la nostra
Europa. Cambio di genere da venerdì
30, quando sulla stessa scena tornerà
l’istrione Paolo Poli con «Aquiloni»,
nuovo spettacolo ispirato alle opere di
Giovanni Pascoli.
Sempre il 30 debutta al Mandela Forum
il live show di Giorgio Panariello «In
[email protected]» (fino a domenica 2) e la
stessa sera arriva da Roma al Teatro
Lumière la divertente commedia sulle
dinamiche di coppia di Adriano
Bennicelli «Insieme a te non ci sto più».
Cinque giovani attori, in un successo
che ha già conquistato la Capitale,
raccontano, con brio, la struttura del
matrimonio come una complessa
architettura necessaria di continue
attenzioni. Firma la regia Michele La
Ginestra. Replica sabato primo
dicembre.
Marco Predieri
L
VIII
TOSCANA OGGI
La scrittrice per bambini
Paola Zannoner
alla «Festa del libro»
della scuola paritaria
«Maria de Mattias»
una delle scrittrici per ragazzi più
amate. Paola Zannoner, toscana, ha
accettato l’invito dell’istituto Maria de
Mattias di Firenze, scuola paritaria che
accoglie bambini dall’infanzia alla primaria
di primo grado, ed è intervenuta mercoledì
scorso per parlare di scrittura creativa per i
più piccoli durante la due giorni «Un libro
per amico» che la scuola organizza
abitualmente per stimolare i suoi alunni e
le famiglie al valore della lettura. La festa
del libro si è svolta nella bella sede
dell’istituto Maria de Mattias, sulla collina
adiacente a Porta Romana ed è aperta a
tutti.
La scuola, che appartiene alla rete di istituti
paritari «Liberi di Educare», da tempo
organizza eventi incentrati sulla lettura,
come questo, in collaborazione con la
libreria Castalia che ha sede lungo via
Senese. In questa occasione però l’evento è
stato arricchito dalla presenza di Zannoner,
che si è confrontata con i bambini e i loro
genitori sul mestiere dello scrittore, su cosa
significhi fare un mestiere come il suo e
perché lo si scelga, e così via.
Prima di diventare scrittrice, Paola
Zannoner è stata bibliotecaria, traduttrice,
redattrice editoriale e ha diretto collane di
narrativa per la scuola. I suoi romanzi
hanno ricevuto premi e riconoscimenti tra
cui il prestigioso Bancarellino.
È
Semafori
LETTERARI
di Michele Brancale
Nelle poesie
di don Sergio
Pacciani
un «gioco virtuale»
di ricordi personali
a poesia di Sergio Pacciani ne Il gioco
virtuale (Edizioni Masso delle Fate)
esprime una lunga macerazione,
scavata da un certo tormento. Un po’
come nelle sue incisioni - è un artista
di valore - nei suoi disegni, si delinea
un paesaggio che rappresenta la
ricchezza dorata della cornice e il
quadro evocativo dell’assenza. Di
alcuni la presenza è invocata. Sotto
questo profilo «Wintertime» riassume
il tema principale della raccolta. Sono
lunghe giornate assolate, penombre
autunnali, serate invernali, in cui si
cerca chi chiami il proprio nome per
amore: «Ed il silenzio della noia/ ad
ogni inizio, ad ogni fine intorno, /alla
porta del cuore se nessuno/ batte, dice
il mio nome per amore».
Pudico nei riferimenti personali,
Pacciani avverte l’autunno delle cose,
la frammentazione, la percussività di
ricordi che rendono anche se stessi
una lontananza.
Alternati a disegni e incisioni, questi
versi che si vogliono presentare come
«gioco virtuale», fanno i conti con la
misura stretta e patologica del tempo.
L’autore avverte di essere per certi versi
un sopravvissuto e una sorta di
fastidio: «In questi scritti che seguono
oltre un trentennio (1950-1980, ndr)
del mio percorso più ’personale’, che
ho accumulato senza neppure
accorgermene, ritrovo chiare notizie di
un vissuto più interiore che espresso,
come avviene in un diario intimo che
si affida a un ’vero’ molto elaborato e
poco ’storico’, che è soltanto mio e
che, a pensarci bene, sento talvolta
ingombrante e fastidioso. Ma tant’è:
indietro non si torna. Vederli stampati
è una liberazione».
Dunque il percorso descritto rende
conto dell’autore fino al 1980, quando
Pacciani si sente spinto a «cercare il
nostro volto fuori di noi stessi» e a
sottolineare il rapporto da non
banalizzare tra esistenza e tempo:
«…ciò che resta/ è sempre meno, se
non è mai stato».
Pacciani utilizza con efficacia
soprattutto gli endecasillabi, anche se
non disdegna di utilizzare altre misure
di versificazione. Non c’è
improvvisazione, né gioco
d’emozione. Emerge invece una
levigazione stilistica che dà la misura
di rigore con cui l’autore ha trattato le
forme e i contenuti del libro, che porta
la prefazione di Carlo Lapucci.
L
FIRENZE
25 novembre 2012
Conoscere
il Duomo?
È un gioco
da ragazzi!
i chiama «Il
GiocaDuomo»: è tratta di
un libretto che propone,
attraverso giochi e attività,
un percorso intorno alla
Cattedrale, al Battistero e al
Campanile, per poi proseguire
all’interno del Duomo fino a
concludersi davanti all’Arca di
San Zanobi, gioiello di arte
sacra (realizzata da Lorenzo
Ghiberti) tanto prezioso
quanto poco conosciuto, che
custodisce il corpo del
copatrono della Chiesa
fiorentina.
Il libretto (16 pagine, tutte a
colori, curate da Rossella
Tarchi, storica dell’arte, e
Riccardo Bigi, giornalista di
Toscana Oggi) è pensato per
bambini e ragazzi dagli 8 agli
11 anni. L’obiettivo è quello di
stimolare bambini e ragazzi,
attraverso il gioco, ad
approfondire la conoscenza
della Cattedrale e dei
monumenti che la circondano:
una «caccia al tesoro» alla
scoperta del valore artistico e
S
Come acquistarlo
z «Il GiocaDuomo» viene proposto a
un prezzo di copertina di 3 euro. Può
essere ordinato contattando il
settimanale Toscana Oggi al numero
055.2776636 o scrivendo a [email protected]
indicando il numero di copie richiesto e l’indirizzo a cui spedirlo. Per
scolaresche e gruppi di catechismo, viene messa a disposizione una
copia omaggio ogni dieci copie acquistate
z «Il GiocaDuomo» è anche in vendita alla libreria San Paolo di
Firenze, alla Libreria San Paolo di Empoli, alla libreria Elledici di
Firenze e alla libreria La Cometa di Scandicci.
storico, ma anche del senso
religioso del Duomo.
A «guidare» bambini e ragazzi
in questo percorso sono due
personaggi rappresentati
attraverso i disegni
dell’illustratrice Teresa Santoni:
l’angelo Serafino e il vescovo
Zanobi.
Nell’Anno della fede, questo
libretto può costituire un utile
sussidio per una visita alla
Cattedrale, cuore della
cristianità fiorentina, da
concludersi con la recita del
«Credo», simbolo della fede
che come cristiani professiamo,
davanti alla tomba di San
Zanobi, uno dei padri della
Chiesa di Firenze.
Il percorso proposto ha una
durata di circa 2 ore: i ragazzi,
seguendo le
indicazioni del libretto,
possono compierlo da soli (con
la supervisione degli
insegnanti) senza bisogno di
guide turistiche o
accompagnatori. Per
organizzare meglio la visita, si
può utilizzare come base
«logistica» il Centro Arte e
Cultura dell’Opera del Duomo,
davanti al Battistero (dove sono
disponibili anche i bagni). Per
l’accesso all’Arca di San Zanobi
(soprattutto nel caso di gruppi)
è consigliabile prendere
contatti con la sacrestia della
Cattedrale, al numero di
telefono riportato sul libretto.
La Porta del Paradiso svela i suoi segreti
a Porta del Paradiso di Lorenzo
de Gli Stipiti della Porta del Paradiso: la
Ghiberti è uno dei massimi capolavori
varietas naturale e i significati teologici; il 12
della storia dell’arte mondiale. Alla luce
febbraio, Doria Liscia con Ghiberti,
del restauro, terminato da due mesi e
Michelozzo e Bernardo Cellini. Le impronte
durato 27 anni, quest’opera straordinaria
del fiorino sulla Porta del Paradiso; il 26
necessita di una rilettura e quindi di una
febbraio, Margaret Haines su I committenti
riscoperta: questo è l’obiettivo del ciclo di
di Ghiberti in Piazza Duomo: uomini e
10 conferenze che si si
istituzioni con l’artista; il
sono aperte lo scorso
marzo Francesco
Al
Centro
Arte
e Cultura 19
20 novembre e
Gurrieri, L’architettura
dell’Opera del Duomo,
proseguiranno fino al 4
nelle formelle della Porta del
giugno presso il Centro
Paradiso; il 16 aprile,
fino a giugno,
Arte e Cultura
Cristina Acidini, Formelle
un ciclo di conferenze
dell’Opera di Santa
in viaggio: esperienze
per riscoprire
Maria del Fiore, il
espositive nel tempo del
martedì alle ore 17. Le
restauro; il 7 maggio,
quest’opera
conferenze, ad ingresso
Bruno Santi con la
straordinaria,
gratuito, sono a cura di
conferenza Tra tardogotico
mons. Timothy Verdon
e primo Rinascimento:
appena tornata dal suo
direttore del Museo
Ghiberti e la pittura del suo
lunghissimo restauro
dell’Opera di Santa
tempo; il 21 maggio,
Maria del Fiore, dove la
Antonio Natali con
Porta del Paradiso è conservata.
Ghiberti «compagno» di Michelozzo ed
«La Porta del Paradiso e la fede dei
infine, il 4 giugno, Lorenzo Fabbri con
fiorentini» è il titolo della prima
Lorenzo Ghiberti nella Firenze del suo tempo.
conferenza, che proprio mons. Verdon ha
Tra gli argomenti che saranno affrontati,
tenuto lo scorso 20 novembre. Martedì 11
quello delle immagini impresse sul retro
dicembre sarà la volta di Anna Maria
dell’anta destra della Porta del Paradiso.
Giusti con Restaurare il «Paradiso» un
Si tratta di 40 figure realizzate con
percorso di esperienze e conoscenza. Il 15
punzoni metallici, raffiguranti particolari
gennaio 2013, Giovanni Serafini parlerà
del Battista o elementi del giglio
L
fiorentino. È stata la studiosa di oreficeria
quattrocentesca, Doria Liscia, a dare una
risposta: si tratta di prove per la moneta
cittadina, il Fiorino, e in alcuni casi del
«soldino» di minor valore. Il Fiorino
veniva ridisegnato ogni sei mesi da un
incisore scelto dai Signori della Zecca, il
cui incarico era semestrale, e i simboli
obbligatori per le due facce della moneta
erano proprio il Battista e il giglio
fiorentino. Gli stemmi incisi sulla Porta
del Paradiso vanno dal primo semestre
del 1448 (che iniziava il 25 marzo,
secondo lo «stile fiorentino) al primo
semestre del 1449 incluso. È un momento
interessante: dopo aver avuto l’incarico
per il primo semestre del 1448,
Michelozzo, da lungo tempo incisore per
la Zecca, non è riconfermato e al suo
posto, per i due semestri successivi, è
incaricato Cennini. Entrambi sono stati
collaboratori del Ghiberti alla Porta del
Paradiso, ma proprio il 2 aprile 1448,
mentre Michelozzo non lavora più alla
Porta, Il Cennini entra far parte della
«squadra» del Ghiberti. Rimane un
mistero come mai il Ghiberti abbia
permesso di usare la Porta del Paradiso
come una lavagna.
Il programma è scaricabile dal sito:
www.operaduomo.firenze.it
■ EMPOLI L’esecuzione della Corale Santa Cecilia, appuntamento finale dei «Concerti di Sant’Andrea»
In Collegiata la Messa tedesca,«testamento spirituale» di Schubert
iunge al termine la trentottesima
edizioni di «Concerti di Sant’Andrea»:
domenica 25 novembre alle ore 16, presso
la Collegiata di Empoli si terrà il concerto
conclusivo. Come esige la migliore
tradizione, protagonista di questo
appuntamento, sarà il Coro della Pia
Società Corale «Santa Cecilia», l’istituzione
musicale più antica della città con i suoi
due secoli di storia, che con la direzione di
Ennio Clari, accompagnata dall’ensemble
di fiati «Arte dei Suoni» e da Lorenzo
Ancillotti che siederà al grande organo
sinfonico, eseguirà la Deutsche Messe D872
di Franz Schubert.
Composta a Vienna nel 1826, è ritenuta un
caposaldo della musica sacra teutonica, la
Messa Tedesca è un vero e proprio
testamento spirituale del celebre
compositore austriaco. Linearità melodica
desunta dai temi popolari e luterani ed
G
elegantissima armonizzazione sono le
peculiarità di quest’opera d’arte musicale.
«Concerti di Sant’Andrea 2012» è
organizzato dall’Associazione «Mons.
Giovanni Cavini», con il Patrocinio della
Collegiata di Sant’Andrea, del Comune di
Empoli e della Arciconfraternita della
Misericordia. La Direzione artistica è
affidata dal 2004 al Maestro Lorenzo
Ancillotti. Ingresso libero.
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