Intervista a
Walter Santinelli
‘A Madonna de’ Frati
ritorna all’antico splendore
Gli Omega
La vera storia del gruppo
Santuario della Madonna
di Uliano.
Otto secoli di storia e
tanta fede
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più
importanti
Campo de’ fiori
2
SOMMARIO
Editoriale:
Vota Antonio!!! ........................................3
Curriculum vitae:
Francesca Cama.......................................4
Walter Santinelli ..................................5
Collezionismo:
Ferri da stiro................. .......................6-7
Suonare Suonare:
Mamma, mi compri una chitarra?...........8-9
Occhi di bimbo.....................................11
Roma che se n’è andata:
Visita alle sette chiese........................12-13
Cinema News:
Hannah Montana....................................14
G.B. Casti, poeta libertino...................15
Ecologia e ambiente:
Le tempeste solari .................................16
Come eravamo:
Gli esami non finiscono mai.....................17
Piazza di Siena....................................18
Una “Fabrica” di ricordi:
A Madonna de’ frati ..........................20-21
Civita Castellana 4/12/1798..............22
Ceral:
La persona e i suoi disturbi ....................23
Le guide di Campo de’ fiori:
Tarano ..................................................24
Il compito della filosofia.....................25
Altro che acqua in galleria .................26
Ass. Artistica IVNA:
Gustavo Pozzi.........................................28
Albero genealogico ............................29
100 anni sempre verdi:
Rosa Tion...............................................30
Il Fumetto:
Fortified School.......................................31
La storia del cimitero di Civita
Castellana ...........................................32
La rubrica dei perchè..........................33
Le storie di Max:
Gli Omega.........................................34-35
Il mondo del Jazz:
La swing era ........................................36
Civita Castellana a fine ‘800...............37
Nel cuore.............................................39
Elena Bonelli........................................40
L’angolo del Bon Ton:
I liquori..................................................42
Lette a Napoli......................................43
Il diario dei Girasoli............................44
Madonna di Uliano..............................45
Agenda ......................................46-47-48
Vita cittadina ......................................49
Messaggi....................................50-51-52
I nostri amici ......................................53
Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59
Annunci Gratuiti ............................60-61
Oroscopo..............................................62
Selezione Offerte Immobiliari.......63-64
Foto di copertina di Bruno Sisti
Nel mare tempestoso di Internet, naviga in acque calme
Campo de’ fiori
3
Vota Antonio!!!
Vota Antonio La Trippa!!!!
di Sandro Anselmi
Il desiderio di vincere che è stato, per giorni e giorni, l’unico motivo di vita per molti candidati alle elezioni amministrative, ha finalmente liberato le loro menti dai suoi tentacoli!
Dopo i caroselli assordanti di musiche e parole, dopo i pranzi e le cene, i concerti rock e le marce in fa, si provvede ora
a ripulire la città dalle montagne di cartelloni e manifesti che l’hanno tappezzata in maniera selvaggia.
Così le speranze di molti sono state vanificate dalle vittorie degli altri ed alla fine, come in ogni partita, ci sono stati vincitori e vinti.
Ho scoperto, però, che tutti e due i candidati delle più forti coalizioni politiche avevano qualcosa che li accomunava, qualcosa che, spero, li abbia fatti veri nelle loro promesse: quell’ angelo che è nella radice dei loro nomi!
Io che considero la politica una materia difficile, da studiare con grande rigore ed applicare con grande onestà, auguro al
neo eletto sindaco e a tutta la sua giunta di lavorare con grande impegno e massima trasparenza a favore di TUTTI i cittadini, e che possano traghettare, in questo periodo di magra economia, la nostra cittadina in un mare più calmo, sicuro
e pescoso.
Mi auguro possano realizzare il loro programma elettorale, sentendo sempre la voce del popolo che rappresentano e dare
priorità alle cose che risulteranno più urgenti e necessarie.
“La fatica è l’alimento degli spiriti generosi”, diceva Seneca, e per superare questo momento particolare, bisognerà lavorare senza prendere riposo, ed arrivare comunque. AD MAIORA.
Totò nel film
“Gli onorevoli”
di Sergio Corbucci
Campo de’ fiori
4
CURRICULUM VITAE
Francesca Cama
di Sandro Alessi
Non potevamo esimerci dal dedicare questa puntata ad
un’ artista completa incontrata allo stadio delle Terme di
Caracalla in occasione dello spettacolo dedicato a “Race
for the Cure” dove la nostra danzatrice si esibiva ed il sottoscritto era incaricato alla presentazione.
Francesca Cama, nasce a Roma il 23/05/1988 e subito
viene attratta dal mondo della danza iniziando fin da piccola a frequentare le migliori scuole di danza romane partecipando con piccole apparizioni al programma Rai “Uno
Mattina”.
Si specializza in Danza Classica, Moderna, Acrobatica e
Video Dance presso la Santinelli Dance Academy ed inizia a partecipare a spettacoli di grande spessore tra cui
“Notte Mediterranea” e “Napoli prima e dopo” inserendosi nel corpo di ballo. Importante la partecipazione nel
2008 al corpo di ballo di “Vieni avanti cretino” con la regia
di Pierfrancesco Pingitore e le coreografie di Claudio
Ferraro. Viene chiamata come acrobata a realizzare il
nuovo video musicale del cantante americano Hip Hop
Coolio nel nuovo video di J-Ax colonna sonora del film “Ti
Stramo” con la regia di Pino Insegno.
Artista solare ed eclettica, siamo sicuri che la giovane
Francesca percorrerà parecchia strada nel mondo dello
spettacolo.
Campo de’ fiori
a
ist
v
r
e
t
l’in
5
Walter Santinelli
una vita a passi di Valzer, Tango e Latino Americani
di Sandro Alessi
La storia del Maestro Walter Santinelli è la
storia del ballo a Roma ed in Italia.
Due scuole avviatissime nel centro della
città dove adesso insegnano soprattutto le
figlie Paola e Stefania.
Maestro Santinelli, come fu la sua iniziazione al ballo?
“Mio padre Antonio e mia madre Enrica
Lucia, alla fine della seconda guerra mondiale, misero in piedi una grande struttura
per impartire lezioni di ballo ed addirittura
inventarono i corsi per corrispondenza per
gli amanti dei cosiddetti Balli di Società.
Dal 1945 furono riconosciuti come maestri
di grande valore partecipando con le loro
esibizioni alle più grandi manifestazione di
Roma e dintorni.”
Infatti il primogenito Walter inizia a muovere i primi passi nel mondo del ballo all’età di dieci anni e, ben presto, anche lui
segue le orme dei genitori.
Incontra Gina Antonelli che gli sarà partner nella vita e nel lavoro ed insieme
diventano professionisti ed esperti di walzer, tango e danze latino-americane.
“Insieme partecipammo a numerose competizioni in tutto il mondo e perfino ai
Campionati del Mondo per Professionisti di
danze latino americane “Royal Albert Hall”
nel 1972 in rappresentanza dell’ Italia ai
Campionati Europei”.
Negli anni ’70 la febbre per il ballo sale, e
le loro esibizioni, sempre più numerose,
danno il via alle stagioni danzanti presso i
più prestigiosi locali romani. E’ in questi
anni che nasce la scuola “Santinelli Dance
Studio” dove Walter e Gina insegnano ai
giovani il campionario di danze di società.
Arriviamo negli anni ’80 e
nelle stessa
scuola iniziano
a seguire i
primi corsi di
danza Paola e
Stefania che
seguono
le
orme dei genitori: esibizioni
di danza e ginnastica artistica acrobatica,
fino ad insegnare i nuovi
stili di danza
provenienti da
tutto il mondo.
Qual è
il
foto di Domenico Costantini
segreto
di
questo successo famigliare artistico?
“Ognuno di noi ha raggiunto il successo
attraverso un percorso fatto di duro lavoro, grande tenacia e costanza. Non sempre è stato facile!”
In qualità di Presidente FITD quando
è arrivato il ballo in Italia?
“Possiamo dire che il ballo c’e sempre
stato, ma a livello organizzativo vero e
proprio, esiste dagli anni 40 con la creazione delle prime associazioni nazionali,
mentre in Inghilterra lo troviamo già da
oltre cento anni.
Dobbiamo quindi ringraziare le iniziative
dei maestri di ballo che tanto hanno contribuito alla sua crescita.”
Di cosa si occupa la FITD?
“La Federazione
rilascia diplomi
ufficiali
dopo
esami specializzati, e si occupa
di formazione di
nuovi maestri in
tutta la penisola,
mentre per gli
allievi vengono
organizzati ogni
anno campionati
italiani e regionali
da cui escono
veri campioni di
ballo.
La FITD ha oggi
iscritti circa 1.000
maestri professionisti, e 10.000
allievi nel settore promozionale ed amatoriale.”
Come vi rapportate con il CONI?
“Il nostro rapporto con il Coni avviene
attraverso la CSAIN, ente promozionale, in
accordo con le regolamentazioni ufficiali.
Vorrei ricordare che il ballo fa parte delle
discipline sportive attraverso la FIDS che
fu fondata da me nel 1971 e si occupa di
organizzare le competizioni di tutte le
discipline dilettantistiche.”
Che differenza esiste tra il professionale ed il dilettantistico ?
“Possiamo affermare che il professionista
è il maestro di ballo, che noi chiamiamo
tecnico federale, mentre i dilettanti sono
gli allievi che seguono l’iter formativo.”
Cosa c’è di nuovo nell’aria?
“Per quanto riguarda la nostra
Federazione, siamo i primi in Italia che, a
fianco del diploma classico, rilasciamo
anche attestati di attività fisico-motoria di
base, rivolta ai maestri FITD insieme a
nozioni di pronto soccorso.
Aggiungeremo anche una scuola di salute
e l’ opportunità di avere un questionario
per ogni allievo, opportuno a segnalare
quella che deve essere l’alimentazione giusta. Insomma, per noi il Maestro del futuro non dovrà essere quello capace di insegnare solamente i passi di ballo, ma si
dovrà occupare di tante cose contingenti il
ballo.”
Ringraziamo il Maestro Walter Santinelli
che ci insegna subito alcuni passi di
salsa….
Campo de’ fiori
6
o
ism
n
o
i
z
le
Col
FERRI DA STIRO
La storia del ferro
da stiro è, al pari di
tante altre, la storia
della civiltà : nasce
infatti dalla necessità di vincere la resistenza delle fibre
con cui erano tessuti i vestiti dell’uomo,
vestiti che, dopo la
lavatura in acqua e
l’esposizione al sole,
di Alfonso Tozzi
assumevano forme
impresentabili spesso da renderli non corrispondenti alla funzione per la quale erano stati preparati.
Gli artigiani dell’epoca si arrovellarono
parecchio per trovare degli strumenti adatti allo scopo, ma senza risultati concreti,
fino a quando non si scoprì che il calore,
trasmesso da un corpo pesante, agiva in
modo determinante sul tessuto inumidito;
nacquero così nel Medioevo i primi ferri da
stiro veri e propri dai più elementari, costituiti da un pezzo di ferro appiattito e manico ricurvo, ai più elaborati a pietra infuocata, a carbone, ad acqua, ad alcool; nacquero altresì ferri dalle fogge più disparate : quadrati, rotondi, a forma di scatolone
con manico intarsiato, ecc. tutti opera di
piccoli ed oscuri artigiani i quali, molto
spesso, unendo l’estro all’inventiva personale, riuscivano a modellare la materia
realizzando delle vere e proprie opere d’arte dalle forme belle ed irripetibili, oggi
oggetto di ricerca e di “culto”.
Alcuni di questi esemplari sono anche
diventati parte integrante di arredamento,
mentre altri troneggiano in collezioni
importanti o in musei.
I precursori dei ferri da stiro si ebbero nell’antica Cina dove venivano usate delle
scodelline di metallo da riempire con carbonella accesa. Generalmente tali scodelline avevano artistiche incisioni e manici
d’avorio.
Nell’antica Roma invece i patrizi e gli alti
magistrati, non conoscendo l’invenzione
della scodellina cinese, si facevano stirare
le toghe mediante una pietra levigata di
forma ovoidale che veniva arroventata con
le fiamme e quindi usata con apposita presina di stoffa imbottita per non scottarsi le
mani.
I primi ferri da stiro veri e propri apparvero nel Medio Evo in forma semplice : il
ferro con base liscia e manico grezzo veniva riscaldato sul fuoco e quindi utilizzato.
Nel Settecento si ebbero ferri da stiro ric-
camente incisi e più elaborati : per farli
riscaldare bisognava inserire all’interno un
pezzo di ferro acciaioso arroventato (o pietra infuocata) che sprigionavano un calore
costante per almeno 15-18 minuti consecutivi.
Ma l’estro degli inventori di allora, non
soddisfatti di questa realizzazione, si sviluppò ancora di più nell’Ottocento facendo
apparire sul mercato nuovi ferri da stiro
con forme insolite e con piccoli fori per circolare l’aria. Tali ferri vennero subito chiamati dal popolo le “vaporiere”.
Al posto del ferro arroventato o della pietra infuocata veniva inserita la carbonella,
proprio come facevano i cinesi molti secoli prima, in modo da prolungare il calore
per almeno 50-60 minuti.
Altri ferri da stiro, muniti con un apposito
serbatoio collocato sul retro, da riempire
con alcool o benzina, facevano sprigionare
una trentina di fiammelle che arroventavano il ferro mantenendolo ad un calore
costante.
Negli anni ’30 di questo secolo venne ideato in Germania un ferro da stiro alquanto
originale ma complicato : per scaldarlo
bisognava girare la pancia in su e infilare
quindi nel manico (rosso) un combustibile
solido a forma di tavoletta (il “meta”) che
sprigionava un calore a tutto il ferro.
L’invenzione, senz’altro diversa dalle precedenti, non ebbe però successo e fallì
miseramente nel giro di qualche anno.
Nel corso degli anni Il rivoluzionario procedimento a caldo passò attraverso fasi
sempre più perfezionate: dal ferro da stiro
“pieno” a quello “a braci”, a quello “a lingotto”.
Il primo è il più antico e comporta di essere riscaldato direttamente sul fuoco; il tipo
“a braci” supera l’inconveniente del primo,
ma presenta il rischio che le braci, poste
all’interno, fuoriescano dalle aperture laterali; il ferro “a lingotto” nasce per ultimo,
ed essendo costituito da un contenitore
chiuso, risolve anche l’inconveniente creato dalle braci, fu quindi il tipo maggiormente usato.
Nell’Ottocento i ferri da stiro vengono prodotti per lo più su scala industriale e principalmente in ghisa, diversificandosi in
numerosi modelli che, a grandi linee, ricalcano le forme e le modalità di funzionamento dei tre tipi principali.
Nel corso della sua storia sono stati fabbricati tantissimi ferri da stiro, molti dei
quali però, almeno per noi italiani, sono
andati a finire nelle “raccolte del ferro”,
operate durante gli anni 40 dal regime
fascista e trasformati in attrezzi bellici, altri
sono stati conservati nelle famiglie per il
loro valore “affettivo” ed estetico.
In Italia la raccolta dei ferri da stiro annovera numerosi cultori, punto di riferimento
per tutti gli “aficionados” del settore, in
campo europeo, è il “CLUB DES AMIS DES
FERS A REPASSER ANCIENNES” con sede
a Roubaix (Francia), ma i collezionisti possono trovare pezzi interessanti con la
modica spesa di 10-20 euro in tutti i mercatini di antiquariato o partecipando alle
aste periodicamente indette in cui è possibile aggiudicarsi qualche esemplare particolare anche con 50-100 euro.
Fra i collezionisti italiani più grandi mi limito a segnalare:
Giampaolo Piccioni – Passo di Trenta
(MC); Enrico Del Pizzo – Lama dei Peligni
(CH); Carla Boromei – Firenze; Romano
Ghirelli – Casina – (RE); -Annalberta
Freschi – Milano e Silvio Del Mestre –
Sedagliano (UD), tutti con raccolte numerose di sommo interesse.
Campo de’ fiori
7
Campo de’ fiori
8
di Carlo Cattani
Mamma mi compri una chitarra ?
Bruno Rubino ci racconta la sua F I A BA
(parte4)
Carlo :…..Bruno …mentre provi pure
questo infuso di fiori di biancospino, coni
di luppolo, e infiorescenze di tiglio, perché
non mi parli degli studi sullo strumento e
di qualche aneddoto a riguardo ?
Bruno:Slurp…slurp….buona ‘sta roba
….dai,.versa ancora !…….Beh , sono un
irriducibile autodidatta ma questo non mi
ha impedito di chiedere consigli ai musicisti più preparati di me o che in qualche
modo abbia ritenuto interessanti. L’unico
aneddoto che mi viene in mente, è quello
che mi ha dato la conferma del fatto che
bisogna dare il giusto peso alle critiche
altrui….mi spiego …. un musicista, che
suonava tutt’altro genere con un’altra
band, mi disse <tutti parlano di te e dei
Fiaba ma, secondo me, non vali la metà
del batterista degli Arabesque. >…a parte
la critica non richiesta, ciò mi fece riflettere molto …… (nda: come abbiamo appreso poco sopra ,il batterista degli
Arabesque era sempre Bruno …)
Carlo:Quante ore passi allo strumento per
“mantenere la forma “?
Bruno:AAAArrrgh! Non tocco mai la
batteria,
tranne
quando
suoniamo…prometto che rimedierò….
da ragazzino entravo da solo in sala
prove : fuori era giorno e quando uscivo era buio…altri tempi !
Carlo:come ci si prepara per un concerto ?
Bruno:dopo i primi , almeno vale per
me, si impara a mangiare bene
….quando hai appreso prima a non
emozionarti tanto da farti chiudere lo
stomaco, ti rilassi e fai un quarto d’ora
almeno di riscaldamento, se puoi con il
tuo strumento. Io, per i concerti fatti
nelle piazze, mi sono spesso trovato ad
allenarmi con le bacchette sullo sterzo
della macchina !
Carlo:ci sono stati incontri “artistici” di
rilievo per la tua formazione ?
Bruno:devo dire che sotto questo punto
di vista, vivere in un’isola è assai penalizzante….. non ho avuto modo di approfondire personalmente conoscenze con artisti
interessanti famosi….. ho incontrato sconosciuti i cui nomi non direbbero molto ai
più, ma che sicuramente non hanno nien-
te da invidiare ai più conosciuti.
La mia delusione è che le poche
volte che ho incontrato personaggi famosi, con i quali si
sarebbe potuto allacciare un bel
rapporto e realizzare collaborazioni, questi non hanno dimostrato l’umiltà necessaria affinchè ciò avvenisse.
Carlo:parlami di come ti sei
ritrovato a comporre e quale è
stata la tua prima “costruzione
musicale”
Bruno:ho semplicemente scritto ciò che mi sarebbe piaciuto
ascoltare. Non ricordo quale sia
stata la mia prima composizione
e a quale età l’abbia scritta…..
una delle mie prime canzoni in
Italiano penso sia stata “Viene
l’angelo”,
a
17
anni…credo…(nda: brano confluito nell’album di esordio dei Fiaba “XII
L’APPICCATO” del 1994 )
Carlo: parliamo dello strumento :quante
Bruno Rubino & Giuseppe Brancato
Radio Rock Roma 10-11-2005
batterie sono passate sotto le tue mani ?
Cita marche,fornisci qualche giudizio e
,naturalmente, parliamo della tua
“Drumtree”…la “batteria-albero” :come
l’hai realizzata e di cosa si compone ?
Bruno: ho suonato e registrato un po’ con
tutto: Yamaha, Premier, Tama, Remo; ho
anche avuto la TD20 della Roland….. con
questa e un set di piatti veri abbiamo
potuto aprire con i Fiaba la data di Fish
(nda : il mai dimenticato ex cantante dei
Marrillion, fuoriuscito nel 1988 dopo 4
album ) in Italia a S.Giuliano del Sannio in
Molise nell’agosto del 2004; l’ho usata
anche per registrare il singolo dei
Fiaba “Il Lustrastelle” (2006) ; in passato ho utilizzato pads con convertitore midi e una batteria elettronica come
centralina…… non avevamo grossi
budget e per realizzare il primo album
dei Fiaba nel 1994 , avevamo solo un
otto tracce a cassette….. non avremmo mai potuto fare un lavoro del
genere con una batteria acustica.
Sono i suoni vintage che abbiamo
usato in ”XII L’Appiccato” , nel brano
“I Sogni di Marzia” e che abbiamo
recuperato per registrare “Il Bambino
coi Sonagli” (2007) , singolo e seguito
narrativo del precedente “I Sogni di
Marzia” . Ogni strumento ha la sua dignità, poi è un fatto di mezzi economici e
gusto. Il rack della mia batteria è autocostruito. Vidi quella dei Queensryche con le
catene saldate e mi dispiacque non aver
avuto la stessa idea prima, era proprio l’epoca de “I Sogni di Marzia” e avevo usato
la mia camera da letto come scenografia
per la copertina con tanto di rami e terra,
quando steso sul letto a pensare tutto
Campo de’ fiori
questo, vidi un rovo che pendeva da sopra
il tetto…. così mi venne l’idea dei rami
come supporti. I rack per le elettroacustiche costavano parecchio e pensai di
costruirmene uno da solo ma allora ritornai a suonare l’acustica e tenendo quell’idea realizzai la mia attuale batteria in ferro
saldato e pasta di cellulosa. Il mio set ?
Toms da 8”-12”-13”, timpano da 16”, cassa
da 22”, rullante 14”, un charleston da 12”,
due splash da 6,5”, crash 15”,16”, ride da
20”, china 18”, una Quijada (nda: strumento di origini africane : l’originale è una
mandibola d’asino da sfregare lungo ciò
maestro non è chi insegna, ma colui
dal quale si può apprendere !
Carlo: c’è un evento memorabile della tua
“storia artistica” e hai un “sogno nel cassetto” ?
Bruno:a parte l’emozione e la trepidazione per la pubblicazione del primo album
dei Fiaba nel 1994 , la prima cosa che mi
viene in mente è la copertina disegnata da
John Howe per il nostro singolo “Il
Lustrastelle”. Avevo letto da ragazzino
un fumetto da lui illustrato, scritto su una
storia di Claude Clemént “Il Lustrastelle”; i
Fiaba ancora non esistevano e pensai <<
un giorno scriverò una
canzone su questa storia e chiederò a questo
disegnatore di realizzarmi la copertina del
disco>>. Passano diversi anni …... avevo appena scritto il brano “promessomi” e non sapevo
che ormai John fosse
conosciuto come uno
dei più grandi disegnatori del mondo ; era
appena uscita la trilogia
del Signore degli anelli e
lui era l’art design insieme ad Alan Lee…poco
male: contattai John
……. dopo qualche mese
uscì il singolo con la
Bruno Rubino sotto una neve .... FIABESCA
copertina firmata da lui !
Un’altra cosa che mi
viene in mente è quanche resta …del sorriso del povero animale
do cercai di contattare Dario Spada,
…) e ,per finire …... una campana in
autore del libro “Il Piccolo Popolo”, un
bronzo di una scuola elementare !
Carlo: Hai qualche consiglio da suggerire
per chi inizia lo studio dello strumento ?
Bruno:senz’altro avere pazienza ! Meglio
studiare poco ma concentrati che studiare
molto ma distrattamente; cercare di divertirsi facendo gli esercizi; capire anche dall’ascolto senza bisogno di partiture cosa fa
lo strumento in un brano che si sta studiando; se si ha difficoltà a seguire il
metronomo, pensarlo come un percussionista che sta suonando con te e non come
un orologio che ti controlla e, quando si
suona insieme agli altri (lo studio migliore), non suonare da soli ma prestare
attenzione a tutti e pensare il brano dal
punto di vista di chi ascolta e non da quello dello strumento che stai suonando. Un
ultimo consiglio per i batteristi neofiti,
attenzione a non accelerare nei passaggi
durante l’esecuzione ……un difetto che
molti di noi hanno…… un passaggio eseBruno Rubino in concerto
guito con la giusta intenzione oltre ad
essere corretto a livello di tempo suona
molto molto meglio. Come in ogni buona
opera che per me ha rappresentato una
tradizione l’allievo sceglie il maestro ed il
vera e propria enciclopedia da consultare
maestro sceglie l’allievo……. bisogna
per scrivere in modo filologicamente corapprendere da chiunque possa insegnarti
retto gran parte dei testi delle canzoni dei
qualcosa senza remore e non è sempre
Fiaba .
detto che sia una persona più preparata di
Lasciai un messaggio sulla sua segreteria
te !.... magari è solo qualcuno che può tratelefonica e mi richiamò; avevo quel libro
smetterti ciò di cui tu hai bisogno…….il
9
sin da bambino e mi sembrava doveroso
fargli i complimenti per il lavoro e ringraziarlo per questa inesauribile fonte di ispirazione. Non appena gli spiegai il tutto e
gli dissi che ero il batterista dei Fiaba, mi
rispose << pensi un po’! Io ho un suo
disco a casa mia!>>. Questi sono piccoli segnali, ma è la prova che dopo tanti
sacrifici qualcosa ritorna !
Mi chiedevi riguardo a un sogno nel cassetto……se ti dico un videoclip realizzato
insieme a Ridley Scott ?
Carlo:e allora ,parlami anche della tua
passione
come “videomaker” …quindi
delle cose che hai fatto in tal senso etc
Bruno:professionalmente ho lavorato
insieme al mio amico Pierluigi Cavarra
(nda: manager della band ) alla realizzazione di diversi spot regionali e videoclip
per gruppi e solisti oltre ai video realizzati per illustrare alcune canzoni dei Fiaba
(nda: ad esempio, cercate su Youtube per
“I sogni di Marzia” www.youtube.com/watch?v=x_EnbW-iSMk e per
“Angelica e il folletto del salice”
www.youtube.com/watch?v=O8eGAOq9N
0c&feature=related ). Ho realizzato svariati corti : il cinema è per me una passione
grande almeno quanto quella per la musica. Attualmente, mi sto accingendo a realizzare il mio primo lungometraggio, è una
cosa comunque fatta solo per passione e
senza nessun tipo di compromesso.
Carlo:Ultime cose in casa Fiaba? Ho notizia di un brano realizzato per un tributo
a Branduardi …
Bruno:qualcuno ha messo su Youtube
(www.youtube.com/watch?v=luFVIYPW6c
M ) lo spezzone di un nostro live dove
suonavamo , “Ballo in fa diesis minore”, un
pezzo storico di Angelo Branduardi con
l’incipit che fa
< Sono io io son di tutti voi Sono io la
morte e porto corona, io Son di tutti voi
signora e padrona…> eccetera, eccetera
…. la nostra versione è piaciuta e ci è
stato chiesto di registrarlo per una prossima compilation di tributo a Branduardi.
In ultimo in ultimo,permettimi un annuncio: stiamo cercando una produzione esecutiva per il nostro nuovo album, chi fosse
interessato può mandare una mail a
[email protected]
Carlo: e permettetemi di farvi una
proposta : ho notizia che la nostra
rivista è letta anche da amici all’estero e il sito di “Campo” è visitato da
varie parti del mondo …..allora perché qualcuno dei nostri lettori, bravi
nel disegno ,non si cimenta in una
illustrazione ispirandosi al mondo
musicale dei Fiaba ? Chissà che non
si possa arrivare alla pubblicazione di
una copertina per un prossimo album
della band ? Allora,VIA da questo
momento …le vs proposte in forma di
files
elettronici
all’email
[email protected] (indirizzi web
del gruppo : www.fiabaweb.com www.myspace.com/fiabaweb)
……ho visto uno gnomo ! E voi ?
Campo de’ fiori
11
Occhi di bimbo
Come proteggerli dal sole dell’estate
I filtri contro i raggi ultravioletti nel caso
degli occhiali da sole non sono certo un
lusso superfluo, bensì una necessità. Con
la riduzione dello strato di ozono aumentano le radiazioni ultraviolette. E la cosa crea
sempre più problemi anche ai nostri occhi:
le vacanze si avvicinano. Per i nostri bimbi
pronti zoccoli, costume e crema solare, ok!
Ma gli occhiali da sole? Mai lasciare i bambini al sole senza crema protettiva, perché
la loro pelle è delicata, ma i loro occhi sono
ancora più sensibili alle pericolose radiazioni ultraviolette, presenti oggi più che
mai nella luce del sole, per colpa dell’inquinamento atmosferico e del buco dell’ozono In vacanza gli occhiali da sole per i
bambini non dovrebbero mai mancare: la
loro vista è delicata e va difesa. Secondo
un’indagine della Commissione Difesa
Vista, l’11 per cento dei bambini in età scolare non porta gli occhiali da sole nemmeno al mare o in montagna, mentre gli
esperti raccomandano di fare indossare gli
occhiali da sole perché i raggi U.V. d’estate sono più intensi. Il cristallino dei bambini è più trasparente e lascia passare una
maggiore quantità di raggi dannosi, assieme alla luce solare. I danni provocati dagli
UV si sommano con il tempo, e il modo
migliore per evitare in futuro danni irreparabili quali cataratte o degenerazioni
maculari, è iniziare la protezione sin da
bambini! Quando iniziare ad usare gli
occhiali da sole? Gli occhiali da sole sono
consigliati dagli otto mesi in poi, quando il
bambino comincia a stare seduto. E se
proprio non li vuole mettere, si può ripiegare sul cappellino: con visiera e di colore
chiaro riesce a respingere il 60 per cento
dei raggi ultravioletti. A patto, però, di non
tenere il bambino in spiaggia nelle ore più
calde.
Gli occhi dei bambini...
Gli occhi dei bambini richiedono una pro-
tezione maggiore! La realtà è che i bambini sono più a rischio degli effetti nocivi
sugli occhi dovuti all’esposizione ai raggi
UV rispetto agli adulti, e questo per diverse ragioni.
Ad esempio, non tutti sanno che
- un bambino riceve, in media, tre volte l’esposizione ai raggi UV rispetto a un adulto
- Il cristallino dell’occhio di un bambino al
di sotto dei 10 anni permette l’assorbimento di una quantità 6 volte maggiore di
radiazioni ultraviolette rispetto agli occhi di
un adulto
- La protezione della pelle nei primi 18 anni
di vita può diminuire il rischio di tumori
della pelle di oltre il 50%.!
Si calcola che a 12 anni l’occhio ha assorbito oltre 2/3 delle radiazioni ultraviolette
che assorirà in tutto il corso della vita!
- Non è mai troppo presto per cominciare
a prendersi cura degli occhi dei propri figli.
Ecco perché prendersi cura degli occhi dei
bambini è così importante.
QUALI OCCHIALI DA SOLE
SCEGLIERE PER I BAMBINI
Gli occhiali da sole vanno acquistati dall’ottico che, assieme all’etichetta con marchio
CE, rilascia certificazione di garanzia con le
caratteristiche delle lenti (infrangibili, con
filtro solare al 100 per cento) e della montatura (anallergica, materiale atossico,
forme arrotondate), scegliendo la montatura di misura adeguata per adattarsi alle
dimensioni del viso. Gli occhiali da sole
devono coprire bene tutto l’occhio. Come
colori, marroni, verdi o grigio sono ideali in
città, mentre per il mare o la montagna
sono preferibili più scuri.
GLI OCCHIALI DA SOLE PER I
BAMBINI MIOPI E ASTIGMATICI
Per i bambini con difetti visivi l’ideale sono
le lenti fotocromatiche: sono infrangibili,
graduate e si adattano da sole alle condizioni di luminosità. In pratica diventano scure se il bambino è in una zona illuminata e si schiariscono se va all’ombra.
Quelle di ultima generazione lo fanno in
tempi rapidissimi e proteggono in modo
molto efficace da Uv e luce blu. I bambini hanno bisogno di prodotti ottici sicuri e antiurto e sono pertanto ottimi candidati per queste lenti, disponibili in
materiali robusti, leggeri, antiurto e
inscalfibili per tutta la gamma di materiali ottici e di marchi.
Contro i danni agli occhi provocati dalla
luce possono proteggere soltanto degli
occhiali da sole con filtro protettivo contro i raggi ultravioletti.
Un paio di occhiali semplicemente oscurati ma senza alcuna azione filtrante non
soltanto è inutile ma anche estremamente pericoloso, perché dietro agli
occhiali scuri le pupille si dilatano facendo così arrivare indisturbate radiazioni
ultraviolette ancora più dannose al cristallino e alla retina.
La sensibilità dei bambini...
Per i bambini sono quindi indicati filtri di
qualità, perché gli occhiali per loro vengono spesso considerati soltanto come
dei giocattoli, anche se proprio i loro
occhi sono i più sensibili.
di Paolo Balzamo
ASSICURA IL TUO MUTUO
Difendi le persone a te più care da un disagio
economico, consentendo loro di ricevere una
copertura finanziaria,
anche in caso di prematura scomparsa.
Rivolgiti per un preventivo gratuito al tuo
Agente Groupama di fiducia Sandro Anselmi
Piazza della Liberazione 2 01033
Civita Castellana - Tel. 0761.513117
Campo de’ fiori
12
Roma che se n’è andata:
Visita alle sette Chiese, il pelle
Un certo numero di
religiosi,
all’ora
della passeggiata
pomeridiana, avevano cominciato a
ritrovarsi sul sagrato della chiesa di
San Girolamo della
Carità
in
via
Monserrato
a
di Riccardo Consoli
pochi passi da
Piazza Farnese; questo incontro quotidiano non passò inosservato ai romani che
non tardarono a individuare quei religiosi
come “ … gli amici di Padre Filippo Neri, il
fiorentino … “.
Secondo tradizione questa chiesa, sorta
sulla casa dove era vissuto San Girolamo,
fu tenuta dai Minori Osservanti fino al
1534 quando si trasferirono sull’Isola
Tiberina e fu da allora che Clemente VII,
Giulio de’ Medici, 1523 - 1534 la concesse
ad una Confraternita di nobili fiorentini
all’insegna della carità titolo attribuito, da
qui in avanti, alla medesima chiesa; nel
Convento posto accanto abitò per oltre
trent’anni Filippo Neri e la camera dove
egli visse così a lungo ospitò frequenti
incontri e colloqui di ben quattro Santi
Filippo Neri, Firenze 1515 - Roma 1595,
fondatore della Congregazione degli
Oratoriani, Carlo Borromeo, Ignazio da
Lodola e Felice da Cantalice.
Correva il 25 febbraio dell’anno 1552, giorno di giovedì grasso, quando Padre
Filippo, per la prima volta, oppose ai
festeggiamenti del Carnevale romano la
meditazione della Passione e la devozione
nei confronti dei luoghi più sacri di Roma,
nasceva così il Pellegrinaggio alle sette
Chiese.
Tutto era cominciato nel maggio dell’anno
precedente allorquando Padre Filippo Neri,
novello sacerdote, aveva preso dimora nel
luogo innanzi descritto e, nella chiesa di
San Girolamo della Carità, s’intrattenevano con lui diverse persone, non solo religiosi, che poi uscivano per una passeggiata; a volte, superato Ponte Sant’Angelo, si
dirigevano verso San Pietro per una visita
alla tomba dell’Apostolo, oppure si dirigevano verso l’Esquilino alla volta di Santa
Maria Maggiore, la domenica poi, Padre
Filippo attendeva i suoi figlioli sul sagrato
della chiesa per una scampagnata, il cammino, in questo caso, diventava più lungo
e le mete erano diverse: San Paolo, le
Catacombe di San Sebastiano, San
Giovanni in Laterano, Santa Croce in
Gerusalemme.
Padre Filippo e i suoi amici amavano definire queste passeggiate “visite” come se si
andasse a far visita alla casa di un amico,
con la differenza che le case visitate erano
luoghi cari alla memoria cristiana, è con
questa spontaneità che nasceva la Visita
alle sette Chiese, il pellegrinaggio più
famoso di Roma.
A onor del vero alcuni studiosi dell’epoca
sostenevano che il Padre Filippo Neri non
avrebbe inventato nulla di nuovo essendosi limitato piuttosto a riesumare quella che
era stata una antichissima tradizione;
ovviamente non è dato sapere quali siano
state le origini di questa secolare tradizione tipicamente romana, tuttavia un primo
limite è costituito dalla data di fondazione
delle sette basiliche oltre il quale, non possibile risalire.
Ma vediamo di conoscere meglio le sette
basiliche meta di questo pellegrinaggio,
cinque di esse: San Pietro, San Paolo, San
Giovanni, Santa Croce e San Lorenzo,
furono erette per iniziativa di Costantino,
Santa Maria Maggiore risale alla prima
metà del V secolo e il culto di San
Sebastiano risale alla prima metà del II
secolo, sarebbe quindi errato pensare ad
una tradizione antecedente a queste date.
Tuttavia è possibile che, prima del Santo
fiorentino, gruppi di fedeli abbiano compiuto quell’itinerario allo scopo di acquisire
indulgenze, comunque Padre Filippo non
poteva di certo contare su una tradizione
consolidata e la sua vera innovazione fu
quella di costituire una visita collettiva,
una occasione di aggregazione spirituale e
di rinnovamento proprio in un periodo
durante il quale il Carnevale di Roma, di
cui ho trattato in altra sede, sembrava
volesse respingere il pensiero della penitenza e della stessa vita cristiana.
La tradizione che più da vicino ci interessa
e quella della c.d.stationes allorquando
venne introdotta la consuetudine in base
alla quale il Pontefice non diceva Messa
sempre nel medesimo luogo, ma presso
una chiesa di particolare prestigio dove
celebrava l’Eucarestia; nasceva in tal
modo una particolare tradizione di processioni che attraversavano la città sino a raggiungere il luogo prescelto, si costituirono
così le c.d. “chiese principali” a partire
dalla basilica costantiniana per eccellenza
ossia San Giovanni e, a seguire, le già citate San Pietro, San Paolo, Santa Croce e
San Lorenzo.
Alcuni testi del seicento, trattando delle
sette chiese, mettono in evidenza la circostanza che, ogni tratta dell’itinerario, costituirebbe una sorta di anticipazione della
Via Crucis così individuata: dal Cenacolo al
Getsemani, dall’orto alla casa di Anna, da
questa alla casa di Caifa, da li a quella di
Pilato, a quella di Erode, di nuovo da
Erode a Pilato e, infine, dal palazzo di
Pilato al Calvario.
Il Pellegrinaggio alle sette Basiliche, iniziato da Padre Filippo Neri, ebbe un tale successo che, in pochi anni, con il crescere
della popolarità di quel sacerdote, arrivò a
coinvolgere centinaia di persone fino a
raggiungere, sotto il pontificato di Pio IV,
Giovan Angelo de’ Medici, 1560 - 1565, il
numero di seimila partecipanti; senza
volere, quasi senza accorgersene, Padre
Filippo aveva coinvolto tutta Roma.
Il percorso, lungo sedici miglia, fu originariamente affrontato in due giorni con partenza, il mercoledì sera da San Girolamo
della Carità da dove, attraversato ponte
Sant’Angelo, si faceva visita agli ammalati
dell’ospedale Santo Spirito, quindi il corteo
si raccoglieva presso la basilica di San
Pietro; il mattino seguente l’appuntamento era fissato presso la basilica di San
Paolo da dove, percorsa via della Sette
Chiese, si giungeva a San Sebastiano, qui
si per partecipare alla Santa Messa a cui
faceva seguito l’omelia di Padre Filippo o
di altri sacerdoti, quindi, una refezione.
Il lungo cammino era continuamente rallegrato da melodie e preghiere che spezzavano, in un festoso clima di giubilo, le lunghe pause di contemplazione e di silenzio,
famoso il “ … canto delle vanità … “ la cui
composizione è attribuita a tale Giovanni
Animuccia, uno dei compagni di Padre
Filippo Neri; il canto così ammoniva “ …
vanità di vanità / ogni cosa è vanità / tutto
il mondo è ciò che ha/ ogni cosa è vanità
… “ L’apostolo di Roma, come venne
chiamato Filippo Neri, aveva concepito una
celebrazione spirituale piuttosto moderna
e perfettamente in linea con lo spirito del
tempo, da un lato una forte accentuazione
dell’aspetto penitenziale e di riflessione
sulla fragilità dell’uomo, dall’altro lato la
fede vissuta nel suo aspetto gioioso e
festivo, anche con la collaborazione delle
arti e, questa mescolanza tipicamente
romana fra il sacro e il profano, consentiva a Padre Filippo di chiamare la visita alle
sette chiese il “ … Carnevale cristiano … “
Una refezione si diceva, orbene con il passare degli anni il luogo prescelto divenne
Villa Celimontana di proprietà dei Mattei,
Campo de’ fiori
13
luoghi, figure, personaggi
grinaggio più famoso di Roma
una villa che veniva
aperta al pubblico
una volta l’anno proprio in occasione
della
processione,
infatti, dopo la visita
di San Sebastiano, i
fedeli entravano a
Villa Celimontana per
riposarsi e rifocillarsi
grazie all’ospitalità dei
proprietari che per
l’occasione aprivano
le porte ai “filippini”
offrendo loro una
refezione
gratuita
costituita da una
pagnotta, vino, un
uovo sodo, due fette
di salame, un pezzo
di formaggio e due
mele per ciascuno dei
partecipanti, il tutto
dentro un cestello.
I
personaggi
di
riguardo trovavano
posto sui gradoni del
teatro interno alla
villa, mentre il popolo
si accomodava sul
prato
antistante,
dopo la benedizione
un bambino recitava
un sermone accompagnato da suoni e da
canti usanza, questa, che durò fino alla
fine dell’ottocento.
Il Celio all’epoca risultava scarsamente
edificato, l’intero colle era infatti occupato
da Monasteri, Ville, tra cui Villa
Celimontana e soprattutto vigneti, l’unica
zona edificata si poteva riscontrare lungo
la Via San Giovanni in Laterano strada percorsa dai cortei papali in occasione del c.d.
“ … possesso … “ allorquando il Pontefice
nuovo eletto, quale Vescovo di Roma, si
muoveva solennemente dal Vaticano perraggiungere la sua cattedrale di San
Giovanni in Laterano.
La visita alle sette chiese non poteva di
certo sfuggire a Giggi Zanazzo, cultore
degli usi e dei costumi popolari romani
dell’ottocento, ne ho trattato in altra sede;
egli così scriveva sulla visita “ … se ne
ponno visità cinque in una giornata e l’antre dua in un antra … “
Con il passare del tempo la visita divenne
tradizione consolidata e l’idea di Padre
Filippo Neri trovò consenso anche fuori
dalla città dei Papi, infatti, Gregorio XIII,
Ugo Boncompagni, 1572 - 1585, su preghiera dell’arcivescovo di Milano Carlo
Borromeo, estese anche alle sette principali chiese della città lombarda le medesime indulgenze delle sette basiliche romane.
Nel 1999 alcuni studiosi decisero di dare
vita al volume dal titolo “I luoghi giubilari
di Roma”, ma per loro si pose immediatamente il problema di quale fosse il legame
fra il Giubileo e l’itinerario delle Sette chiese infatti, malgrado i due itinerari di pellegrinaggio fossero seguiti da innumerevoli
pellegrini, le Sette chiese non erano mai
state inserite tutte insieme nella venerazione degli Anni Santi.
Soltanto nell’anno 2000, in occasione del
grande Giubileo indetto da Giovanni Paolo
II, tutte le chiese delle famose peregrinazioni “filippine” sono indicate, per la prima
volta, come luoghi nei quali recarsi per
ricevere l’indulgenza propria del Giubileo.
Antonio Lafrèry - Le
sette chiese di Roma - Incisione del 1575
Le Sette Chiese di Roma
Per essere venuto l’anno del santo
Jubileo
concesso da Nostro Sig. Gregorio XIII
secondo
l’anticho consueto è fatto questo disegno
con il
circuito de Roma, dove si vedono dette
chiese
cavate dal naturale, et se non poste nel
suo luogo ogni persona iuditiosa conoscerà
depender la causa per non haver più spatio.
Di queste sette chiese quattro sono le
privilegiate
segnate con li Santi à che son
dedicate, et con una et in esse si piglia il
Santo Jubileo, il quale i Dio ci dia la sua
santa
Pace per poterlo acquistare nel presente
anno 1575
Ant. Lafrèy. Romae
14
Campo de’ fiori
HANNAH MONTANA: THE MOVIE
Hannah Montana: the
Usa,
2009.
movie,
Genere:
commedia;
regia: Peter Chelsom;
di
sceneggiatura:
Dan
Maria Cristina Berendsen; interpreti:
Caponi
Miley Cyrus, Billy Ray
Cyrus,
Vanessa
Williams, Emily Osment, Jason Gunn,
Melora Hardin; fotografia: David
Hennings; distribuzione: Walt Disney
Studios Motion Pictures; durata: 102
minuti .
Il personaggio Hannah Montana
Hannah Montana è una platinata pop star
adolescente in grado di fare il tutto esaurito ai suoi concerti. Inoltre, ha milioni di
sostenitori suoi coetanei che seguono con
venerazione e trepidazione ogni sua esibizione canora. Di giorno, al contrario, la
giovane appende al chiodo i suoi variopinti abiti di scena e la bionda capigliatura,
per assumere le sue vere fattezze. Difatti,
Miley Stewart è la sua effettiva identità
ovvero quella di una ragazzina come
tante, costretta ad barcamenarsi tra la
scuola, i compagni e i problemi tipici della
sua età. Soltanto gli amici intimi e la sua
famiglia sono a conoscenza di questo
segreto e lo custodiscono, non facendone
parola a nessuno. Insomma, Miley Stewart
e Hannah Montana sono due facce della
stessa medaglia, esattamente come
superman e il suo alter ego Clark Kent o
spiderman e Peter Parker.
Fama di Hannah Montana in Italia
Il personaggio di Hannah Montana è stato
lanciato negli Stati Uniti su Disney Channel
nel 2006 e sin dalla sua prima apparizione
la serie ha riscosso un incredibile successo, fino al punto da diventare un vero e
proprio
fenomeno
mediatico.
L’acclamazione definitiva l’ha avuta quest’anno, guadagnandosi un’ambita nomination agli Emmy Awards, ovvero i noti
riconoscimenti dedicati alla produzione
televisiva statunitense e internazionale,
rivolti al settore dell’intrattenimento. In
Italia, la sitcom è arrivata su Disney
Channel Italia solo il 21 settembre 2006 e
da allora non si contano più le migliaia di
fan di Hannah Montana, giunta oramai alla
terza stagione televisiva. Queste ammiratrici sono da ricercare essenzialmente in
un target di pubblico che oscilla fra gli 8 ai
16 anni di età; già le diciassettenni, infatti, iniziano a storcere il naso di fronte ad
un personaggio come Hannah Montana
che è stato annoverato tra i cento spettacoli più influenti a livello mondiale. E non
è poco, assolutamente. Ora, la fortunata
serie televisiva di Disney Channel Hannah
Montana tenta il colpaccio, sbarcando
addirittura sul grande schermo.
Successo di Hannah Montana: the
movie in America
In America il film è uscito il 10 aprile, racimolando la cifra record di ben 34 milioni di
dollari nel primo week end di programmazione. Da noi, invece, si è dovuto attendere fino al 30 dello scorso mese, per poter
apprezzare la pellicola.
Hannah Montana: the movie ovvero
un musical per teen ager
Il suo punto di forza si polarizza nella
accorta fattura confezionata dal regista
Peter Chelsom e nei nuovi tredici brani
musicali, tutti assolutamente inediti. Tra
questi, il più riuscito anche per quanto
riguarda coreografia, è quello a base di un
perfetto mix tra hip hop e musica country.
Sembra proprio che questa sia la stagione
calda dei musical cinematografici, come
già suggeritoci dal successo planetario del
musical Mamma mia!, ispirato alle musiche
degli ABBA e da High School Musical 3
Senior Year.
Trama di Hannah
Montana: the movie
Il film Hannah Montana
the movie riprende,
allargandolo, lo spunto
della serie televisiva
relativo alla doppia personalità della teen ager
Miley Cyrus. La trama
della pellicola parte dai
capricci della giovane
pop star che, al vertice
della fama, inizia a
dimenticare i valori con
cui è stata educata. Per
questo motivo, il padre
prende una decisione drastica, riconducendola per circa un paio di settimane
nella sua cittadina di origine, Crowley
Corners in Tennessee. Qui a contatto con
le sue radici e con gli splendidi scenari
naturali, Miley pian piano ritrova se stessa
e aiuta il suo paesino in gravi difficoltà
economiche, organizzando un concerto in
cui si esibirà Hannah Montana. In tutto
questo, Miley sarà tallonata da un paparazzo alla ricerca dei possibili scheletri nell’armadio di Hannah Montana. Senza rivelare il finale, posso solo anticipare che
Miley a questo punto si troverà di fronte
ad un bivio e dovrà prendere una decisione, scegliendo finalmente se essere
Hannah Montana a tempo pieno o semplicemente Miley, la ragazza della porta
accanto. Hannah Montana the movie è la
commedia musicale più attesa dai giovanissimi in questo inizio anno 2009. L’attrice
in erba Miley Cyrus, a parte il proprio assodato status di mini star, si dimostra abba-
stanza versatile sia nel recitare sia nel cantare. La morale finale classica targata
Disney non manca in una trama alquanto
insulsa tutta basata sulla contrapposizione
tra i morigerati costumi campagnoli e le
lusinghe tentatrici del mondo dello showbusiness. Come se non bastasse, a fiaccare ulteriormente il film interviene una sceneggiatura incoerente a cui non mancano
siparietti comici solo in parte riusciti.
Assolutamente sconsigliato a tutti coloro
che hanno superato da tempo la soglia
della maturità.
Miley Cyrus: gavetta e curiosità.
Miley Cyrus, per chi ancora non lo sapesse, è il nome dell’attrice che impersona
Hannah Montana. Figlia del famoso cantante country Billy Ray Cyrus, Miley ancora bambina inizia a suonare la chitarra e a
scrivere testi musicali spinta dal padre.
Piccola curiosità: l’interprete che ha il
ruolo del padre di Hannah Montana sia
nella serie tv sia nel film è proprio Billy Ray
Cyrus, il genitore di Miley Cyrus. Nel 2005
l’attrice allora tredicenne vince il provino
indetto dalla Disney per trovare la protagonista di Hannah Montana e da
quel momento la sua vita è cambiata completamente. Ultimamente
gira la voce che Miley Cyrus sarebbe pronta ad abbandonare il personaggio che l’ha resa famosa, per
cimentarsi in un film drammatico
hollywoodiano.
Hannah Montana: the movie è
un film adatto a una determinata fascia di pubblico: 6-15
anni. Altri film che posso essere
considerati dei “capisaldi” del
genere.
Prima di Hannah Montana, abbiamo
avuto il pessimo film delle Bratz, le
famose bambole rivali di Barbie. Il
flop di questa pellicola è dipeso dal suo
essere una sorta di ibrido technicolor fra
un chiassoso cartone animato e un serial
televisivo per teenager; il tutto farcito con
la buona parabola dell’essere solamente
se stessi. Diversa sorte è toccata ad un
altro dei capisaldi di questo genere come
High School Musical III che non ha tradito
le aspettative di tutti i suoi fans, regalando un sano intrattenimento, scoppiettanti
passi di danza e graziose canzoni pop. Ma
la commedia non è il solo genere per questa tipologia di film che abbracciano una
fascia di pubblico che va dai 6 ai 15 anni
di età. Anche il fantastico è un ottimo
campo per queste pellicole, basti vedere il
successo della saga di Harry Porter, giunto
ormai al sesto episodio con Harry Porter e
il principe mezzo sangue in uscita a luglio
o le gesta dei vampiri di Twilight che riverdiscono il genere film di ragazzi per ragazzi.
Campo de’ fiori
15
Nacque ad Acquapendente, si fece monaco a Montefiascone.
G.B. Casti, poeta libertino
di Secondiano Zeroli
Così il PARINI
descrive il librettista e poeta del
‘700,
l’abate
GIOVAN BATTISTA CASTI, nato
ad Acquapendete (Vt), nel
1724 e morto a
Parigi nel 1803:
“Un prete brutto, vecchio e puzzolente
Dal mal moderno tutto quanto guasto
E che, per bizzarria dell’accidente
Dal nome del casato è detto casto”.
Eppure l’esuberante aquesiano era uomo
ricchissimo d’ingegno, tanto che appena
quindicenne fu nominato professore d’eloquenza presso il seminario vescovile di
Montefiascone, dove pochi anni più tardi
riceverà l’abito monacale. Il Casti è soprattutto legato al poema in sesta rima intitolato: “Gli animali parlanti”, scritto tra
Vienna e Parigi. Il tema era molto in voga
nel Settecento e riguardava un insieme di
favole con protagonisti gli animali, in cui ci
si innestavano scene rivoltanti e allusioni
clamorose verso i “vips” dell’epoca.
L’abate di Acquapendente , come già
detto, fu anche librettista e a questo proposito sono rimaste epiche le sfide con il
suo rivale LORENZO DA PONTE, sfide che
avevano come obiettivo quello di diventare poeti di corte. E la corte era quella di
Vienna, dominata dal capriccioso imperatore Giuseppe II: i due contendenti furono
nella capitale asburgica nel 1783, per con-
tendersi il posto lascIato vacante da Pietro
METASTASIO. In un primo tempo la sfida
fu appannaggio del Da Ponte, ma successivamente (nel ’92) il Casti venne richiamato e nominato poeta cesareo. Tutte
queste vicende si possono ricavare leggendo il bel libro di Pierluigi PANZA
“Italiani nell’Opera. Casti, Salieri, Da
Ponte, Mozart”. Su quest’ultimo l’autore ha
parole di grandissima ammirazione e non
manca di formulare delle ipotesi sulla
natura di alcune sue opere liriche, sulla
scelta delle cantanti (donne facilmente
conquistabili dal compositore e dal librettista…) e nella controversa amicizia con
Salieri. Per Pierluigi Panza, non vi fu omicidio, anzi il Salieri fu fatto accomodare ai
piedi del letto di morte, mentre il grande
Amadeus componeva la partitura del suo
celeberrimo REQUIEM.
Ma per tornare al Nostro, fanno rabbrividire le cattiverie, le vigliaccherie, le calunnie, che seminò, le donne che concupì, i
tormenti che gli arrecò la sifilide, sua snervante compagna di viaggio. Il Panza non
concede sconti, il suo è davvero un ritratto senza filtri: “conobbi il sortilegio delle
più sconce meretrici… Non si può descrivere quanto godevano quando le si legava
al legno delle navi nei porti, quando, di
notte, contorcevano le loro gonfie mammelle e le facevano urlare dal dolore. Ero
sacerdote, sì, ma scaltro, scanzonato…”
Così si esprime il Casti in una lettera a Da
Ponte, poco prima di morire a Parigi.
Stiamo, in bella sostanza, parlando d’un
vero “tombeur de femme”, d’un abate
molto sui generis, che però scrisse prege-
volissimi libretti per opere musicati, da
PAISIELLO e SALIERI. Come ogni
Casanova che si rispetti anch’egli conobbe
però l’onta di essere respinto da una
donna, esattamente la Marchesa LEPRI,
alla quale indirizzò questi dolenti versi:
“Quanta, o ingannevole donna maligna, in
te perfidia corre ed alligna, so di qual indole, fille, tu sei, né son dimentico dei mali
miei. Il ciel mi fulmini, il suol m’ingoi, s’io
torni, o fillide, ne’ lacci tuoi”.
Eravamo nel diciottesimo secolo, un tempo
pieno di grandi energie e di insuperabili
geni. Un posticino in quel funebro proscenio, lo ha, nel bene e nel male, occupato
anche il nostro poeta e librettista libertino,
Giovanni Battista Casti, abate di
Acquapendente.
Campo de’ fiori
16
Ecologia e Ambiente
Le tempeste solari
Le tempeste solari
non sono altro che
ondate di energia
elettromagnetica,
la composizione di
questo vento solare è
per il 73% di idrogeno e del 25% di elio
con il resto formato
di Giovanni
da tracce. Questo
Francola
vento ha una velocità
che va dai 200 Km al
secondo ai 900 Km al secondo, tenendo
così una media di 550 Km/sec. In questa
attività il Sole perde circa 800 Kg al secondo di materia che, pur essendo insignificante rispetto alla massa del Sole, è pur
sempre una perdita. Questi non sono altro
che numeri per far capire di quale e di
quanta energia è composta una tempesta
solare, ma la cosa che in questi ultimi
decenni preoccupa maggiormente è il
fatto che queste tempeste solari si sono
ulteriormente intensificate, infatti si è
passati da 30 tempeste solari ogni
anno a 300 tempeste al mese. Anche
la NAS ha pubblicato un vero dossier al
riguardo, dove si parla esplicitamente dei
potenziali rischi
che
potrebbero
verificarsi
nei
prossimi anni. Già
nel 1859 si verificò
un fenomeno di
tale attività che
mise fuori uso
tutti i sistemi di
comunicazione
esistenti sia negli
Stati Uniti che in
Europa. E’ chiaro
a tutti che se 150
anni fa andarono
in tilt soltanto le
reti del telegrafo, in un mondo in cui le
telecomunicazioni sono basi fondanti di
innumerevoli attività umane, una replica di
questo evento, potrebbe causare una
devastazione, in termini sociali ed economici, più ampia e catastrofica. Tutto nasce
dal fatto che la così detta “fase attiva” che
il sole attraversa ogni 11 anni, generando
appunto queste tempeste magnetiche,
potrebbe essere sempre più intensa e
potente, essendo così capace di mettere fuori uso i satelliti e sonde spazia-
li, o addirittura interrompere ogni
rete di energia elettrica. Ma quel che è
peggio immaginare, stando a quel dossier,
è che, qualora si verificasse una così
potente tempesta solare, i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e perdere il totale controllo della situazione su
tutta la Terra.
Naturalmente ci si augura che il Sole,
fonte di energia e di vita, continui le sue
attività senza dover segnare la fine di una
civiltà.
Perché gli italiani non leggono? E’ una domanda che torna spesso, per spiegare perché non si legge o si legge poco in questo nostro
Paese e si organizzano ricerche e dibattiti, dove emerge che i bambini e i ragazzi sono tra i maggiori lettori (ma i nostri bambini leggono meno dei loro coetanei europei). Molti editori si sono affrettati nel manifestare soddisfazione per le vendite natalizie e ottimismo per quelle future. Ma la realtà è che nel periodo di Natale il libro si vende perché come regalo costa poco e fa bella figura. Non
vediamo davanti a noi momenti di grande ripresa e molte sono le librerie che, in Italia, hanno chiuso i battenti. La lettura non si può
imporre, ma si può fare molto per promuoverla. Editori e librai hanno bisogno l’uno dell’altro e c’è bisogno dell’attenzione delle
Istituzioni, delle biblioteche, delle scuole, dei premi letterari e dei media. Perché leggere? Perché i libri rendono migliori.
Perché ogni volta che si legge un libro ci si arricchisce un po’ e si acquisisce qualcosa che prima non si aveva. Leggere
ti fa vivere in altri luoghi, in altri tempi, ti fa fare un’infinità di esperienze, che mai potresti fare nella realtà. Certo vorremmo sempre avere in mano quel tipo di libro per il quale vorresti che l’autore fosse un tuo amico, perché è riuscito a mettere nero
su bianco tante sensazioni che senti tue, nel cuore e nella pelle. Non è sempre così, ma anche le peggiori letture, magari in un periodo diverso, diventano più comprensibili, più digeribili.Quindi leggere non è mai tempo perso!
Le mie favole. Da Pinocchio a Harry Potter (passando per
Berlusconi) - Margherita Hack. C’è un filo segreto che lega le
favole alle stelle. Tutte e due sono lontane, ma tutte e due da quella distanze splendono di luce propria, e possono svelare tanti misteri. Una bella conferma del gemellaggio la dà Margherita Hack con
Le mie favole (Edizioni dell’Altana). Acuta e controcorrente come
sempre, l’astrofisica più famosa d’Italia racconta a modo suo gli eroi
dell’Odissea e della Bibbia, di Collodi e di Lewis Carroll. Eroi incantati che sembrano sfidare le leggi della scienza e, invece, le hanno
intuite senza saperlo. Come Alice, il cui Paese delle Meraviglie anticipa l’antimateria e perfino la relatività di Einstein.
ATTENZIONE
Non dimenticate dal mese di giugno in
poi, sono aperte le iscrizioni per prenotare i libri di testo per scuole elementari,
medie, superiori, testi universitari.
GRANDE NOVITA’ PER PREMIARE
LA CLIENTELA:
chi ordinerà i libri di testo entro e non
oltre il 20 agosto 2009 avrà uno sconto
del 10% sul prezzo di copertina!
Campo de’ fiori
17
Come eravamo
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI !
E’ proprio vero che
nella vita, non si finisce mai di imparare.
Gli esami ai quali
veniamo sottoposti,
si susseguono in
modo continuo nell’arco di una intera
esistenza, e noi,
di Alessandro Soli
quasi senza rendercene conto, riusciamo, bene o male, a superarli tutti. La terminologia “esame”, ci fa subito pensare ad
un ambito scolastico, dove fin da piccoli,
veniamo messi a confronto prima con noi
stessi, poi col nostro prossimo, spinti dalla
necessità di imparare per conoscere il
mondo che ci circonda.
Quanti esami, quanto studio, quante
paure, quante delusioni, quante soddisfazioni, hanno caratterizzato la nostra infanzia e adolescenza. Siamo cresciuti a “pane
e ojo”, a “pane burro e marmellata”, noi
che siamo i figli di quella guerra che, dopo
tante distruzioni, ha cambiato il modo di
vivere di tutti, con il progresso che, facendo passi da gigante, ci ha messo di fronte
ad altri esami più difficili di quelli dei nostri
padri. Certo, andando avanti con l’età, rimpiangiamo quel tipo di esami, perché non
dobbiamo più affrontare una traduzione
dal greco, o un irrisolvibile compito di
matematica. Ora si tratta di esami clinici,
ne vale della nostra salute, non dobbiamo
affidarci alle nostre capacità intellettive,
per la soluzione del problema, siamo totalmente nelle mani del medico.
La paura è diversa, non c’entra il non essere preparato, non c’entra l’essere bocciato.
Abbiamo paura della malattia, abbiamo
paura di non farcela, ora veramente speriamo di essere rimandati, siamo disposti
anche a ripetere l’anno, ora più che mai
siamo attaccati alla vita.
Com’è diversa l’attesa degli esiti dell’esame: allora andavamo col cuore in gola a
3
6
7
4
8
9
10
5
1
2
Civita Castellana 1962 - Classe II media. 1. Renzo Alessandrucci, 2. Franco Aimola, 3. Erina,
4. Rita Capozucchi, 5. Ponti, 6. Adriana Baldasserini, 7. Liana Fantera, 8. Daniela Costantini,
9. Nadia De Angelis, 10. Delia De Angelis. Foto del Sig. Franco Aimola
consultare “ i quadri” appesi nell’androne
della scuola, cercando sempre di essere i
primi, sperando di non incontrare nessun
compagno che ti spifferava i risultati.
Avevi sì un po’ di paura, specialmente se
non eri sicuro al cento per cento di quello
che avevi fatto. Poi entravi, e scorrendo
rapidamente la riga col tuo nome, quasi
non leggevi neanche i voti, ma guardavi
solo che fossero tutti di colore nero, quello della sufficienza, perché i dolori e lo scoramento cominciavano col rosso.
Ora invece, l’attesa dell’esame, è trepidante ma non angosciosa, la paura ti arriva
quando il laboratorio di analisi, consegnandoti i risultati in una cartellina chiusa,
li nasconde agli occhi di tutti. Allora esci,
apri, e cominci a leggere, cerchi di capirci
qualcosa, guardi i valori e se vedi asterischi e crocette, non vedi l’ora di andare dal
dottore, per una spiegazione.
Quanto vorresti invece andare dal tuo vecchio professore di liceo a farti spiegare il
perché di quella sottolineatura in matita
blu, e sentirti dire:- Non preoccuparti, farai
meglio al prossimo compito in classe!.
Invece oggi, speri solo che dopo la fila
fatta in ambulatorio, il tuo medico ti dica:
- Coraggio, stai attento a questo, non
mangiare quello, la cosa non è grave,
prendi questa medicina, poi fra quindici venti giorni, faremo un altro esame.
E’ proprio vero, “gli esami non finiscono
mai”
Campo de’ fiori
18
PIAZZA DI SIENA:
quattro giorni di emozioni nel cuore di Roma
Il concorso di Piazza
di Siena è ormai un
appuntamento fisso
per la città di Roma
ed è il più significativo biglietto da visita dell’equitazione
italiana nel mondo.
Si
svolge
nella
di Ilaria Becchetti
splendida cornice di
Villa Borghese da 76 anni a questa parte.
Cavalli e cavalieri sono i protagonisti assoluti di una manifestazione che va oltre la
competizione sportiva e che è contemporaneamente spettacolo, costume ed impatto mediatico. La manifestazione, svoltasi
dal 28 al 31 maggio, ha visto l’alternarsi di
gare sempre più emozionanti, tra le quali
la Coppa delle Nazioni (a squadre), il Gran
Premio Città di Roma (individuale) e la
Potenza. Quest’ultima è sicuramente la
categoria più apprezzata dal pubblico,
dove la forza e il coraggio del cavallo eccellono. I concorrenti, infatti, devono affrontare nell’ordine una “triplice” e un “muro”,
due tipi diversi di ostacoli la cui
altezza
viene
progressivamente aumentata
ad ogni barrage successivo
fino alla conclusione della
prova. Le gare si sono svolte
nel famoso ovale di Piazza di
Siena, un campo di pianta ellittica (150x50) con una superficie di gara apprezzata da tutti
i cavalieri ed in grado di garantire ottime performance. Al
compimento del suo 75° anno
di età, nel 2007, Piazza di
Siena si è presentata con una
nuova veste: il suo tradizionale
campo in erba, per la prima
volta, ha lasciato il posto ad
un tecnologico fondo sabbioso che ha riscontrato grande
successo. L’interesse generale per questo concorso
ippico è testimoniato dalla
grandissima affluenza di pubblico che
con entusiasmo crescente gremisce ogni
anno le tribune nelle giornate di gare e
dalla presenza di importantissimi sponsor
che mai rinunciano alla visibilità cha una
vetrina come Piazza di Siena può dare
loro. Attesissimo come sempre il Carosello
dei Carabinieri. La domenica sera, al termine delle gare, quando tutto quello che
per quattro giorni è stato il centro del
mondo equestre sta lentamente restituendo Piazza di Siena ai romani, uno squillo di
tromba
preannuncia
l’arrivo
del
Reggimento dei Carabinieri a cavallo che
fa il suo ingresso in campo per il celebre
Carosello con l’accompagnamento musicale della Fanfara a cavallo. Si tratta di
centoquarantacinque cavalli, divisi equamente tra quelli di mantello sauro e quelli
di mantello grigio che si esibiscono in formazioni di linea, frazionamento in squadriglie, incroci in diagonale, attraversamenti
a pettine; tutte figure che ricalcano le battaglie del passato. Non a caso il Carosello
si conclude con la spettacolare carica che
vede due formazioni fronteggiarsi ed
incrociarsi sul campo ad alta velocità e con
le spade dei cavalieri sguainate. Uno spettacolo davvero suggestivo che merita di
essere visto almeno una volta nella vita.
20
Campo de’ fiori
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
‘A Madonna de’ Frati
ritorna all’antico splendore
Santa Maria della Pietà,
“ ‘a Madonna de’ Frati ”,
questa
chiesa,
un
tempo fuori il paese,
era immersa nelle campagne e fino agli inizi
del ‘900 i giovani ci
andavano a giocare a
di
ruzzola con le forme di
Sandro Anselmi
formaggio, sfruttando il
terreno pianeggiante
davanti al grande portale. Anch’io me la
ricordo quando ancora c’era soltanto la
strada che lambiva il lato sud-est e nella
sua facciata, per chi proveniva da Roma,
c’era la scritta Fabrica di Roma composta
da piccoli catarifrangenti incastonati nell’insegna blu. Ricordo che alle spalle dell’edificio, nel lato nord, dove ora corre l’altra strada che ha completamente isolato il
complesso monumentale, c’era tutta campagna, ed era, questa, ad un livello più
alto rispetto al piano della chiesa.
Lì secoli addietro c’era l’orto dei frati.
Sopra questi prati che cominciavano dal
piazzale fuori porta (Piazzale Garibaldi), ed
occupavano quasi interamente i due lati
della strada, s’insediavano, durante le
feste patronali, i caroselli, le macchinette a
scontro ed il circo, ma quando poi la famiglia Ruggeri, negli anni ’60, vendette i terreni che confinavano con la villa, vi nacque
un’intensa zona abitata, che cambiò radicalmente la fisionomia dei luoghi.
Alle spalle dell’edificio, vicino dove è ora la
fontana, per anni vi si fermavano i carabinieri per controllare i veicoli in transito.
Era quella una posizione strategica, perché
chi usciva dal paese e faceva la curva, se
li trovava davanti senza averli potuti scorgere prima.
Ed allora quante volte abbiamo sentito dire
che “giù ‘a Madonna de’ Frati fioccavano e
contravenzioni”. Tra i tanti
episodi di gente fermata, è
rimasto famoso quello di
Duilio Di Menichi, “Lello de
Chiona”.
Era stato appena reso obbligatorio l’uso del triangolo
segnalatore di sosta, quando i carabinieri si trovarono
a fermare Lello per un controllo e chiederglielo.
Il malcapitato, a questa
richiesta, cascò letteralmente dalle nuvole poiché non
ne conosceva nemmeno l’esistenza e così, tutto solerte
pensò bene di mostrargli “il
triangolo ed anche la cote”,
che aveva riposti nel “tascapane” (attrezzi questi che
servivano per arrotare le
falci). Possiamo immaginare il seguito...
Nella chiesa c’era riposta la statua di Sant’
Antonio Abate, ed ogni anno tutto il paese
seguiva la sua processione, e lì arrivano
anche quelle del Corpus Domini e dei Santi
Patroni. Durante l’estate vi si è sempre
celebrate la messa vespertina della domenica, ed ora, con la riapertura, il parroco
ha deciso di celebrarvela tutti i giorni.
1968 - demolizione degli altari
Ricci Vittorio con alcuni operai
Campo de’ fiori
21
Il giorno 7 giugno è stata riaperta al culto la chiesa della Madonna della Pietà. Dopo l’importante
lavoro di consolidamento e restauro, diretto
dall’Architetto Giuseppe Cencelli, il monumento è
tornato al suo antico splendore. L’aggiunta di una
suggestiva illuminazione esterna, ha arricchito l’elegante prospetto dandogli un fascino nuovo, particolare. Ha concelebrato il Vescovo S.E. Romano
Rossi insieme al parroco del paese don Terzilio e ai
parroci don Maurizio, don Mauro, don Pasquale e
don Agostino.
Presenti tutte le autorità ed un foltissimo pubblico
di fedeli.
Cenni storici. A causa della mancanza di documentazione certa, la costruzione della chiesa si fa
risalire al periodo compreso fra la fine dell’epidemia
di peste, che si diffuse in Italia a partire dal 1523,
e il pontificato di Paolo III Farnese (1534 – 1549),
il quale formò ufficialmente il Ducato di Castro e
Ronciglione, per il proprio figlio Pierluigi.
Durante la sua costruzione, il progetto originario deve aver subito delle variazioni.
L’impianto ottogonale doveva inizialmente essere coperto da una cupola a padiglione mai realizzata e la navata unica coperta a volta. La tipologia dell’ottagono richiama altre strutture della
zona, realizzate dall’architetto Antonio da
Sangallo il Giovane.
Nel XVI secolo divenne la seconda chiesa di
Fabrica per importanza, dopo la chiesa di San
Silvestro. Dal 1554 in poi, infatti, ebbero inizio
una serie di riparazioni, viste le condizioni ancora precarie della struttura, tanto che la comunità decise di mettere a riparo il fonte battesimale, trasportandolo nella chiesa di San Silvestro.
Poco dopo venne edificato un corpo di fabbrica
affiancato alla tribuna ottogonale, destinato a
convento per i frati. Da qui la denominazione
Madonna dei Frati, utilizzata ancor oggi dai
fabrichesi.
Nel 1603, infatti, il Vescovo Andrea Longo assegnò la chiesa agli agostiniani, a condizione che mantenessero nel convento un priore con un altro sacerdote ed un frate laico. Risale al
1561, stando ad un documento conservato presso l’Archivio diocesano di Nepi, la demolizione della volta della navata, impoverendo
ulteriormente la chiesa nella veste di decoro architettonico e liturgico, tanto che il convento fu chiuso per volere del pontefice e i frati
furono mandati ad allargare la già consistente comunità che si trovava presso Santa Maria del Soccorso, nel vicino paese di Corchiano.
Subito dopo, nel 1660, la comunità di Fabrica avviò importanti lavori per consolidare il tetto, le celle dei frati ed una piccola cappella,
forse dedicata a San Lorenzo. Tutto questo con una spesa di 35 scudi per muratori e falegnami e poco meno di uno scudo per l’eremita della Madonna che viveva nei pressi del Convento. Nel 1675, però, gli Agostiniani riuscirono a riappropriarsi del convento, pagando
otto scudi alla Curia Romana. Ma nel 1785 gli stessi lasciarono definitivamente la chiesa in quanto non amministravano più i sacramenti
ed erano diventati solo un peso per la comunità. Nel 1794 , Papa Pio VI elevò la chiesa di San Silvestro a Collegiata, e pensò di far passare i beni del convento tra i beni dell’arcipretura e del capitolo, ma il Comune si oppose e il convento, con annesso l’orto, rimase tra
i beni comunali, mentre la chiesa rimase alla parrocchia. Nel secolo successivo, la chiesa venne utilizzata anche come cimitero. Solo nel
1968 si ebbero i primi lavori inerenti al presbiterio, in seguito allo spostamento dell’altare maggiore versus populum.
In seguito alla demolizione della tela dell’altare, si scoprì un dipinto sottostante, che riproduceva la Vergine con il Bambino e i Santi.
Immagine che tutt’ora si ammira. Nel 1978, a seguito di un crollo, venne rifatta una porzione del tetto della Tribuna e nell’ ’82 venne
eseguita la consacrazione dell’altare maggiore.
Da ultimo i lavori di restauro svolti tra il 2008 e il 2009.
Campo de’ fiori
22
Civita Castellana 4 dicembre 1798
un’importante pagina di Storia, un giorno decisivo nello scontro tra le truppe francesi e napoletane
Sabato 9 maggio, presso la Sala
Conferenze dell’Hotel Relais Falisco di
Civita Castella, si è tenuta la Conferenza
sul tema “La battaglia di Civita Castellana,
4 dicembre 1798”. Dopo una breve introduzione all’argomento da parte dallAvv.
Alessandro Fortuna, la parola è passata al
relatore Dott. Riccardo Consoli, che ha
magistralmente argomentato la vicenda
storica, supportato da splendide diapositive. Tra i presenti, piuttosto numerosi, il
Vescovo Emerito di Civita Castellana, Sua
Eccellenza Divo Zadi, il Sidaco uscente
Dott. Massimo Giampieri e altri personaggi noti della cittadina. Al termine della conferenza è stata scoperta un’epigrafe commemorativa dell’importante episodio storico, realizzata da Fausto Mancini e Ulisse
Frezza e posta in Piazza Duomo.
Il 4 dicembre 1798 è una data assolutamente importante per Civita Castellana,
quel giorno il suo territorio fu teatro di una
importante pagina di storia. Quì, infatti, si
combattè una cruenta battaglia tra le truppe francesi, facenti parte dell’armata di
Roma del generale Jean Etienne Vachier Championnet al comando del generale
Etienne Jacques Joseph Alexandre
Macdonald, e quelle napoletane al comando del barone generale Karl Mack von
Lieberick. A valle del trattato di
Campoformio le intenzioni della Francia
sull’Italia sono sempre più chiare.
Giuseppe
Bonaparte,
fratello
di
Napoleone, è ambasciatore a Roma e la
sua residenza diventa un alveare di attività sovversive. Un giovane ufficiale francese si dimostra utile alla causa della
Francia, è questi il ventisettenne generale
Duphot che fa parte dello Stato Maggiore
di Giuseppe Bonaparte; il 27 dicembre
1797, a Villa Medici, sede dell’Accademia di
Francia, i giacobini romani, coadiuvati da
gruppi di esuli napoletani, provocano un
tumulto che viene disperso dalla polizia. Il
giorno dopo si affollano nuovamente
davanti all’Ambasciata Francese, interviene un plotone di cavalleria e il generale
Duphot, con alcuni ufficiali, scese in strada. I suoi ordini, gridati in francese, non
vengono capiti e vedendolo con la spada
sguarnita, un caporale romano spara, uccidendolo. Il generale Louis Alexandre
Berthier riceve l’ordine di marciare su
Roma, dove entra il 10 febbraio 179 senza
trovare alcuna resistenza, il 15 febbraio
1798, davanti ad una folla riunita presso il
Foro Romano, circondato da un distaccamento di cavalleria francese, agli ordini del
generale Murat, proclama la nuova
Repubblica Romana. Pio VI, che si rifiuta
di abdicare, viene trattato barbaramente
dal commissario francese cittadino Haller.
Rinchiuso in
una carrozza,
è
trasferito
prima a Siena,
quindi
in
Francia, dove
morirà nell’agosto 179. I
francesi, intanto, si danno a
depredare
palazzi e ville
della nobiltà
romana, non
sono risparmiate neanche
le chiese. A
Napoli regna Ferdinando IV di Borbone
con la regina Maria Carolina d’Asburgo
Lorena, figlia della regina d’Austria Maria
Teresa e sorella della sfortunata regina di
Francia Maria Antonietta. Presso la Corte
di Napoli è accreditato l’inglese Sir John
Francis Edward Acton, che contribuirà alla
riorganizzazione della flotta di SM il Re
delle Due Sicilie. Nè Maria Carolina nè
Acton hanno alcuna fiducia nel trattato di
Campoformio, ma decidono di tentare una
politica di pace. Il marchese Marzio
Mastrilli di Gallo viene richiamato da
Vienna e viene nominato Consigliere di
Stato, incaricato degli Affari Esteri della
Marina; a Napoli la Corte è indignata per la
persecuzione nei confronti del Papa, tutti
si chiedono perché mai la Francia, avendo
invaso l’Italia settentrionale, dovrebbe
risparmiare soltanto il Regno delle Due
Sicilie. Napoleone lascia l’armata d’Italia
sotto
il
comando
del
generale
Championnet, per assumere in prima persona il comando della spedizione in Egitto.
Da parte sua l’ammiraglio Nelson, fallito
un primo inseguimento della flotta francese, fa ritorno a Siracusa per rifornirsi.
Dopo quattro giorni riprende la caccia e il
1° agosto 1798, nella baia di Aboukir, in
prossimità della foce del Nilo, riesce a
distruggere la flotta francese, quindi, fa
ritorno a Napoli. Nelson, che non ha mai
cessato di disprezzare i francesi, trova in
Maria Carolina una vera compagna di fede.
E’ ormai chiaro che i francesi presto invaderanno il Regno delle Due Sicilie, la
Regina sa di poter contare sulla flotta britannica, è preoccupata per la mancanza di
un bravo generale che possa prendere il
comando dell’esercito napoletano. Ne
chiede uno a suo genero, l’imperatore
d’Austria, il quale convince il generale
Mack ad assumere l’impegnativo incarico;
quando questi giunge a Napoli, il 9 ottobre
1798 è presentato a Corte e la regina dice:
“ … generale siete per noi in terra quello
che Nelson, il mio eroe, è stato sul mare …
“ Da parte sua il generale Mack sostiene di
essere “ … dispiaciuto per il fatto che un
così superbo esercito non si troverà di
fronte un nemico degno della sua bravura
… “ Ferdinando IV, sempre molto titubante, è affrontato da un Nelson esasperato
per tale mancanza di coraggio. Egli deve
scegliere: o avanzare verso Roma fidando
nell’aiuto di Dio per una giusta causa,
pronto a morire con la spada in pugno, o
rimanersene tranquillo a Napoli consapevole del fatto che sarà certamente cacciato dal suo Regno. Ferdinando è molto agitato, ma alla fine cede, egli andrà avanti
confidando in Dio e in Nelson. Il giorno d’inizio delle operazioni militari, l’armata
napoletana è forte di circa 60.000 uomini
in armi, mentre l’esercito del generale
Championnet si compone di circa 20.000
francesi e 7.000 alleati ma, al momento
dell’invasione, può contare soltanto su
18.000 uomini. Il generale Mack prevede
che l’armata napoletana si scontrerà solo
con le forze repubblicane disposte sul territorio della Repubblica Romana. Egli
pensa, infatti, che Austria e Piemonte
entreranno in guerra attaccando le forze
francesi dislocate nell’Italia settentrionale,
quindi elabora il suo piano di guerra e
decide che l’attacco decisivo sarà portato
contro Roma e si concluderà con la battaglia sotto le sue mura.
Campo de’ fiori
23
STUDIO DI CONSULENZA
Neuropsichiatrica, Psicologica, Logopedica,
Psicopedagogica
Via T. Tasso 6/A - Civita Castellana (VT)
Tel. 0761.517522 Cell. 335.6984281-284
www.centroceral.com
[email protected]
Il termine personalità
deriva dal latino persona, cioè maschera,
oggetto indossato dagli
attori antichi, che recitavano nei grandi anfiteatri, per farsi sentire da
tutto
il
pubblico.
Parlando
attraverso
(per-) la piccola apertudella Dott.ssa
ra ad imbuto della
Maura Brugnoni
maschera, riuscivano
infatti a diffondere
meglio il suono (sona-) della loro voce.
Etimologicamente, dunque, per personalità si
intende l’amplificazione delle caratteristiche
individuali del personaggio rappresentato dall’attore, così che il pubblico possa aspettarsi
determinati comportamenti e atteggiamenti da
lui. Questo significato è in parte rimasto nell’uso corrente del termine, spesso con una connotazione negativa o per sottolineare il “carisma”, cioè le capacità di adattamento e affermazione sociale, di un individuo. Espressioni
come “un uomo senza personalità” o “una personalità spiccata” appartengono infatti al gergo
comune. Con il tempo, il concetto di personalità ha perso la sua connotazione di apparenza
per rappresentare non tanto la maschera,
quanto la persona reale con le sue più profonde caratteristiche. Oggi, il termine personalità
indica una modalità strutturata di pensiero,
sentimento e comportamento che caratterizza
il tipo di adattamento e lo stile di vita di un soggetto e che risulta contemporaneamente da
fattori genetici, dello sviluppo e dell’esperienza
sociale. Per molti anni la psichiatria ha descritto la personalità come una categoria chiusa,
stabile e immutabile. Attualmente, invece, si
tende a studiare il concetto di personalità in
relazione alle sue possibilità trasformative in
risposta a eventi esterni specifici, al modo in
cui l’individuo li affronta, alle diverse fasi della
vita o di un percorso terapeutico. Nella primissima infanzia il bambino manifesta un’ampia
gamma di modalità comportamentali, volte a
comunicare i suoi bisogni o a esprimere gli
affetti. Anche se in parte derivate dalla disposizione costituzionale, con il passare del tempo e
grazie all’influenza esercitata dalle risposte
ambientali, tali modalità diventano sempre più
strutturate, specifiche e selettive. Si può dunque affermare che lo sviluppo psico-biologico, il
contesto psicoaffettivo e l’ambiente socio-culturale contribuiscono alla formazione di una
serie di tratti di personalità profondamente
impressi e tendenzialmente stabili. I tratti della
personalità sono modi costanti di percepire,
rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di sé stessi, che si manifestano in un ampio
spettro di contesti sociali e personali. Solo
quando tali tratti appaiono rigidi, non adattativi e causano una significativa compromissione
del funzionamento sociale o lavorativo, oppure
una sofferenza soggettiva, costituiscono i
cosiddetti disturbi di personalità . Un disturbo
della personalità viene dunque diagnosticato
solo se i tratti presentati dall’individuo interferiscono significativamente con il suo funzionamento sociale. I disturbi della personalità possono dunque essere visti come esagerazioni o
distorsioni di tratti sottostanti, al punto che il
comportamento che ne consegue diventa rigi-
do e fonte di disadattamento. Gli esperti distinguono i disturbi della personalità in tre gruppi.
Il gruppo A include i disturbi di personalità
paranoide, schizoide e schizotipico, caratterizzati da atteggiamenti diffidenti, distaccati o
eccentrici. Il gruppo B include i disturbi di personalità antisociale, borderline, istrionico e narcisistico. Gli individui con queste caratteristiche
appaiono imprevedibili, inaffidabili, impulsivi.
Infine il gruppo C include i disturbi di personalità evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo. Gli individui appartenenti a questo sottogruppo appaiono paurosi, inibiti, perfezionisti.
Spesso i soggetti che rientrano in tali categorie
non sono consapevoli del loro disturbo, malgrado le reazioni e le lamentale di parenti ed
amici. Altre volte attribuiscono correttamente le
conseguenze sul piano affettivo e sociale del
loro comportamento al proprio modo di funzionare a livello cognitivo, emotivo e relazionale.
In ogni caso i disturbi di personalità sono fonte
di sofferenza e fatica a vivere. La psicoterapia
individuale e, a seconda del disturbo e del soggetto, anche quella di gruppo, possono favorire il riconoscimento, la comprensione e la
modificazione dei comportamenti disfunzionali.
Generalmente l’irrigidimento dei tratti di personalità è una conseguenza del bisogno dell’individuo di difendersi per facilitare il proprio adattamento al mondo esterno. Comprendere perché è stato necessario adottare così massicciamente tali difese e mettere in luce che esse,
con il tempo, hanno perso la loro funzione protettiva e possono essere modificate con alternative più funzionali, può contribuire alla modificazione dei tratti di personalità più rigidi e
patologici, nonché al miglioramento della qualità della vita.
CORSI PER GENITORI E INSEGNANTI
(anche on-line)
Dal 1991 il CERAL svolge attività di consulenza
nell’ambito dei disturbi della sfera psicologica,
emotivo – relazionale, cognitiva, linguistica,
foniatrica, sessuologica, delle funzioni buccali,
del comportamento, dell’attenzione, dell’apprendimento e dell’adattamento sociale in età
evolutiva e adulta. L’equipe è formata dal
Neuropsichiatra, Psicologi, Logopedisti e
Neuropsicologi che in modo specifico intervengono nelle varie fasi di trattamento. Una delle
attività che il CERAL svolge con particolare
attenzione è quella divulgativa e formativa per
genitori ed insegnanti. Il compito che si prefigge non è quello di trasferire ricette per un pronto utilizzo, bensì offrire ai genitori e agli insegnanti, attraverso dei corsi in piccoli gruppi o
incontri individuali degli strumenti di conoscenza da utilizzare per migliorare la relazione con
bambini e adolescenti. Per realizzare ciò la
pedagogia ha sempre posto l’accento sull’autoeducazione, cioè sulla capacità di ciascuno,
bambino o adulto, di dominare gli eventi, di
risolvere i propri problemi, di porsi come protagonista della propria storia. L’Organizzazione
Mondiale della Sanità definisce la salute come
uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che non consiste soltanto in assenza di malattie o di infermità, ma è strettamente
correlato ad una crescita armonica ed alla capacità di esprimere un progetto di vita adeguato.
Il ns. Studio propone attività formative per geni-
tori, insegnanti, operatori socio-culturali, ecc., al
fine di offrire strumenti di conoscenza da utilizzare per migliorare la relazione con i bambini e
adolescenti. Si terranno degli incontri di gruppo
dove per naturale dinamica si sviluppa l’interazione, il confronto e la discussione dei temi
affrontati (individuali o della coppia genitoriale
ove richiesto). L’iniziativa offre opportunità di
arricchimento, di conoscenza per sostenere i
bambini ed adolescenti nelle varie fasi di crescita cognitiva ed emotiva, per porsi in un rapporto di reciprocità, dando e ricevendo, secondo
modalità specifiche e originali, dei singoli e delle
diverse età.
SCELTE EDUCATIVE CHE FAVORISCONO L’AUTOREGOLAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEL
BAMBINO E DELL’ADOLESCENTE
ACCRESCIMENTO DI CONOSCENZE E STRATEGIE PER AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA
DELL’INTERVENTO EDUCATIVO
I genitori e la scuola devono affrontare richieste
e bisogni in un mondo in continuo e accelerato
divenire, per i quali non hanno più punti di riferimento stabili come le modalità educative trasmesse dai nostri genitori o docenti. Il corso si
propone di fornire un contributo per affrontare
queste problematiche che spesso rendono insicuro e difficile il nostro intervento educativo. Il
primo scopo del corso è esaminare alcuni aspetti dello sviluppo proprio del bambino e dell’adolescente come le emozioni, le cognizioni e i
comportamenti che a vicenda si influenzano e
altri aspetti che riguardano il rapporto del bam-
bino con gli altri. Il secondo scopo è proporre
alcune metodologie educative che si possono
utilizzare per aiutare i bambini e i ragazzi a crescere più serenamente e in armonia nelle relazioni esterne.
SVILUPPO DEL LINGUAGGIO E DEL PENSIERO
FORME E FUNZIONI DEL
LINGUAGGIO IL
GIOCO NELLE SUE FASI EVOLUTIVE COME CRESCITA
COGNITIVA ED AFFETTIVA DEL BAMBINO Lo sviluppo del linguaggio è guidato dall’evoluzione del pensiero. La strutturazione di un
ambiente favorevole in cui il bambino possa
esprimere le proprie potenzialità intellettive è
condizione necessaria per l’autoregolazione del
comportamento, la riflessività attraverso la condivisione del gioco è condizione necessaria perchè il bambino possa esprimere la propria
potenzialità cognitiva ed affettiva. Il bambino
impara a comunicare interagendo con le persone che lo circondano, costruendo espressione
verbali appropriate alle situazioni e assorbendo
le regole strutturali del sistema linguistico del
proprio ambiente .
Questi meccanismi di
apprendimento sono apparentemente semplici
ma nascondono operazioni cognitive complicate,
organizzate sistematicamente e obbedienti a
regole precise.
L’ADOLESCENZA E I SUOI COMPITI DI SVILUPPO: Durata dei corsi: n° 8 incontri di 2 ore
con cadenza settimanale da svolgersi nei bimestri GENNAIO-FEBBRAIO/MAGGIO-GIUGNO
MARZO-APRILE/SETTEMBRE-OTTOBRE
NOVEMBRE-DICEMBRE
La personalità e i suoi disturbi
Campo de’ fiori
24
o
n
Tara
Le guide di Campo de’ fiori
...continua dal n.59
FESTE E TRADIZIONI L’Amministrazione
comunale, negli ultimi
hanno, ha particolarmente curato l’aspetto
folclorico del paese,
organizzando, sovente, spettacoli musicali.
di
Ha invitato gruppi,
Ermelinda Benedetti
cori, orchestre, bande
ed artisti vari di grande spessore e professionalità, che si sono esibiti nella splendida cornice della monumentale chiesa di
Tarano.
Festa
di
Sant’Antonio
Abate
Festeggiamenti in onore del Santo protettore degli animali, con processione e tradizionale benedizione del bestiame. Cade il
17 di gennaio ed è particolarmente sentita
nella zona di Santo Polo.
Festa di San Biagio Festeggiamenti in
onore del Santo, nella omonima contrada.
Si celebra la domenica più prossima al 3
febbraio. Alla solenne processione seguono i giochi popolari.
Festa di San Giorgio Festa in onore del
Santo Patrono protettore della cittadina, il
23 Aprile. Un lungo corteo con il Gonfalone
del comune e le Autorità, accompagnato
dalla banda musicale, attraversa i quattro centri abitati che costituiscono il comune di Tarano. Ad essa è associata la Sagra
delle fave col pecorino, animata da serate
musicali e spettacoli di intrattenimento.
Festa della Madonna Festa per la chiusura del mese dedicato alla Madonna, con
solenne processione l’ultimo giorno del
mese.
Festa di Sant’Antonio di Padova Festa
Complesso Bandistico San Polo Sabino
in onore del Santo, che cade il 13 di
Giugno.
Festa
di
San
Barnaba
Festeggiamenti in onore del Santo
Protettore della frazione di Santo
Polo, all’interno dei quali si inserisce
anche la commemorazione del miracolo della Madonna della Noce. La
festa ricorre l’11 giugno, ma nei tre
giorni precedenti si svolgono le solenni processioni penitenziarie secondo
l’antica usanza nata a seguito del
miracolo del 1505. Una rievocazione San Polo, frazione di Tarano
storica in costumi dell’epoca e l’apervoluta dal gruppo bandistico del paese che
tura delle cantine con degustazione di proesiste da ben 131 anni, essendo stato fondotti tipici locali, contornano la parte relidato nel lontano 1878.
giosa della festa, durante la quale il conSAPORI TIPICI Tra i piatti tradizionali
fratello che aveva tenuto in casa la statua
del paese si annoverano i fagioli con le
del Santo la riconsegna ad un nuovo concotiche, gli strozzapreti, l’acquacotta
fratello, lasciando un’offerta al Santo. Gli
e i picchiarelli, un particolare tipo di
altri 130 fedeli, che fanno parte della
pasta fatta con acqua e farina e tagliata a
Confraternita, hanno il dovere di far visita
mo’ di fettuccine. Ottima è la porchetta
al Santo, in attesa di poterlo avere in casa
locale, condita con aglio e rosmarino che
propria.
sostituisce il più comune finocchio selvatiFesta popolare della trebbiatura
co. Per quanto riguarda i dolci, caratteriRievocazione dell’antico modo di trebbiastici sono le ciambelle con l’anice e i
re, con le “trebbie piazzate”, nel mese di
tozzetti con le nocciole. La zona di
luglio.
Tarano è particolarmente conosciuta ed
Festa della Madonna del Carmine E’
apprezzata per la produzione di olio di
una festa esclusivamente religiosa e si
oliva e di vino, nonché per i tartufi.
festeggia intorno alla metà del mese di
luglio.
Festa di San Cristoforo Festeggiamenti
in onore del Santo, nella frazione di Borgo
Nuovo. Si festeggia l’ultima domenica di
luglio, e alla processione seguono i giochi
popolari.
Festa di Santa Cecilia Festeggiamenti
in onore della Santa protettrice dei musicisti, il 22 Novembre. La festa è fortemente
Campo de’ fiori
25
Il compito della filosofia nel nostro tempo
Ciò che è necessario dire, prima di
iniziare qualsiasi
ragionamento
sulla filosofia contemporanea, è che
non tutto ciò che
negli ultimi anni è
passato per filosofia lo era veramente. Anzi, la magdel Prof.
gior parte delle
Massimo Marsicola
idee che sono
transitate per il libri e tra le persone, erano
delle semplici opinioni (doxa).
E da sempre, occorre ribadirlo, la filosofia
non coincide affatto con l’opinione che una
persona può avere su questo o quel tema,
su questo o quell’aspetto della vita. Al
massimo è episteme.
Edmund Husserl scrisse la fenomenologia
trascendentale sulla base di una preoccupante riflessione riguardo alla crisi delle
scienze europee. Crisi dovuta ad una esasperata separazione tra l’oggettività empirica e la trascendentalità soggettiva; tra la
necessità della divaricazione disciplinare e
la specializzazione settoriale interna a ciascuna disciplina;tra l’approfondimento che
allontana dall’origine e l’ineluttabile, progressiva perdita di ogni visione unitaria del
sapere. Insomma, alla necessità di avere
una visione del mondo si contrappone una
frammentazione del sapere che esprime
dall’interno l’incapacità della scienza di
comunicarla.
Husserl, per rimediare, propone, come è
noto, il metodo dell’epochè, che qualcuno
traduce con “messa tra parentesi; sospensione del giudizio”. In realtà, l’epochè husserliana vuole essere un metodo che consente di ripartire da zero, facendo a meno
delle conoscenze fin qui acquisite, per
essere guidati unicamente dalle essenze.
La uniche possono garantire insieme la
validità del rapporto soggetto conoscitoreoggetto conosciuto e l’universalità oggettiva della conoscenza.
Ma per far questo occorre ripartire su basi
nuove. Occorre salvare i principi cardini
della filosofia che sono riscontrabili nell’ambito dello sviluppo del pensiero filoso-
fico e rigettare le non filosofie, facilmente
riconoscibili per il fatto che non erano
orientate verso l’essere, verso il fondamento, verso il Principio.
Ripartire su basi nuove significa scrivere
una nuova pagina di antropologia che dica
finalmente in maniera univoca ma valida
per tutti, chi è l’uomo.
Dopo di questi preliminari passi sarà possibile scrivere la filosofia come scienza
rigorosa che, per quanto mi riguarda,
coincide con la metafisica della storia, già
da me annunciata ed alla quale lavoro da
qualche tempo.
Sebbene ciascuno ha il diritto-dovere di
avere una propria filosofia e confermare
ad essa il proprio stile di vita (filosofia personale), questa, assai raramente coincide
con la filosofia.
La filosofia personale infatti può essere
sbagliata e può condurre fuori strada
quando non è orientata dalla vera sapienza, verso la vera sapienza. Troppo usato
ed abusato, dunque, il termine “filosofia”
in questo nostro tempo.
Usato ed abusato specialmente da chi non
conosce , né intende affrontare
la fatica di conoscere, questa
disciplina. La filosofia come
scienza rigorosa, muovendosi
nel solco della metafisica tradizionale, prima della Critica della
ragion pura di Kant, è disciplina
volta a portare alla luce ciò che
altrimenti è nascosta. E’ aletheia: manifestazione della verità stessa come non nascondimento.
Suo compito non è quello di formulare o di abbracciare opinioni, ma di combattere le opinioni
perché si affermi la verità così
com’è. Accompagna il grande
tema dell’essere, tema che
Heidegger, ha avuto il merito di
riproporre a partire dalla constatazione del suo oblio.
L’essere è rimasto nell’oblio
perché al suo posto è stato
innalzato l’ente (la realtà del
mondo fisico), quale utilizzabile
dalla scienza e dalla tecnica,
dominio del nostro tempo. E poiché l’essere coincide con il Principio e il
Fondamento, è tutt’uno con Dio. All’oblio
dell’essere corrisponde così l’oblio di Dio; il
“silenzio di Dio”.
L’affermazione del nichilismo a partire dal
relativismo, espressione della reificazione
della parte sul tutto. Alla luce di quanto
abbiamo detto fin qui, possiamo concludere che la verità non può essere messa a
tacere, imbavagliata o negata.
Essa grida prima nell’intimo delle coscienze, poi nelle piazze e sopra i tetti per proclamare che tra i rinnovati compiti della
filosofia ci sono quello di smascherare le
non filosofie e, poiché il filosofo risponde
alla chiamata della verità, non può non
rispondere accompagnando lo sforzo dello
Spirito di verità che si manifesta in ogni
tempo a conforto e a supporto dell’uomo.
Accanto a quello di continuare a presentare lo svelamento dell’essere, rimane dunque il compito di accompagnare la teologia
nella costante e sempre nuova epifania del
Signore, vero fulcro della significatività
dell’esistenza umana.
Edmund Husserl
266
Campo de’ fiori
“…Il 28 ottobre quella ferrovia si deve aprire!
Altro che acqua in galleria!...”
Premessa: tutte le
informazioni storiche contenute in
questo
articolo,
sono state fornite
dal mio stimatissimo
amico
Francesco Paolo
Faggiani, testimodi Arnaldo Ricci
ne oculare degli
[email protected]
avvenimenti da lui
narrati, il quale, ci
ha lasciato, ritornando alla casa del padre,
alla bella età di 96 anni, il 5 febbraio 2007.
Questo personaggio è già stato da me
descritto, in un articolo pubblicato sul N°
XXXVI di Campo de’ fiori.
Siamo nell’agosto del 1932 ed i lavori di
realizzazione della nuova ferrovia elettrica
Roma – Civita Castellana – Viterbo (iniziati
nel 1928 ) volgevano ormai al termine,
Erano le ore 19 del 28 agosto 1932 e
l’Ing. Besenzanica, progettista, nonché
realizzatore della nuova e modernissima
ferrovia, era intento a controllare gli schemi elettrici di alcune sottostazioni di alimentazione. Il giovane disegnatore
Francesco Paolo (chiamato affettuosamente Paolino ) gli era, come sempre, vicino;
pronto a stendere sul tavolo, gli schemi
che gli venivano
richiesti. (Francesco
Paolo espletava la funzione di aiutante
disegnatore ). Ormai erano mesi che si
lavorava fino alle 22 per rispettare i termini di consegna ; la ferrovia doveva essere
inaugurata ed entrare in esercizio il 28
ottobre 1932. Francesco Paolo stava
salutando l’ingegnere, erano le ore 22
circa, quando arriva all’improvviso il geometra capo cantiere operante all’interno
della galleria. Il geometra si ferma di fronte all’Ing Besenzanica ed in forma agitata,
lo mette al corrente di una notevole quantità di acqua che da un’ora filtrava in galleria dall’alto, rischiando di allagare i binari,
nascondendoli sott’acqua. L’evento si era
verificato proprio all’altezza dell’ attuale
stazione di Piazza Euclide, che a quei
tempi, non era ancora esistente e nemmeno prevista!
Immediatamente Besenzanica chiama al
telefono il suo direttore dei lavori; un certo
Ing. Pianesani, il quale era già andato a
casa, dove non aveva il telefono; non
potendo rintracciare il suo vice, si rivolse al
capo cantiere dicendogli….ci vediamo
domani mattina alle 07.00 qui nel mio ufficio insieme a Pianesani…….
Ore 07.00 del 29 agosto: L’Ingegnere
arriva puntualmente in ufficio dove ad
attenderlo, era L’ing Pianesani, già messo
al corrente della situazione dal geometra
capocantiere. Normalmente i due ingegneri si davano del tu; in quella occasione
però Besenzanica si rivolse a Pianesani
dicendo:…..Lei mi deve risolvere il problema dell’acqua in galleria……al più presto……..può fare quello che ritiene opportuno…ma lo deve risolvere!...... Pianesani
capì immediatamente che questa volta
L’ing. Besenzanica era veramente agitato e
rispose: …..farò tutto il possibile ed anche
l’impossibile…….. dopodichè si diresse in
galleria. L’acqua veniva giù copiosa dalle
pareti della galleria, tanto che i binari
erano spariti dalla vista, completamente
allagati. Si lavorò ininterrottamente per
circa una settimana, per tentare di arginare l’acqua ma essa fuoriusciva sempre più
copiosa, da qualsiasi fessura delle pareti.
Il 05 settembre Pianesani decise di utilizzare delle potenti pompe per risucchiare l’acqua in grossi serbatoi montati su
carri merci. Riapparvero di nuovo i binari;
ovviamente questa non era la soluzione,
ma dava la possibilità alle maestranze di
non lavorare immersi nell’acqua!
10 0ttobre ore 12.00 : dopo vari lavori
di impermeabilizzazione delle pareti, sembrava che la fuoriuscita dell’acqua si fosse
fermata; ne fù data immediatamente
comunicazione a Besenzanica il quale, tirò
un sospiro di sollievo; l’indomani però alle
ore 06,00 i binari erano di nuovo sott’acqua!
Il 15 ottobre alle ore 12.00 l’Ingegner
Pianesani si presentò spontaneamente a
Besenzanica e disse: Ernesto…..non sò più
cosa fare….a mio avviso bisogna rimandaInaugurazione Ferrovia della Roma Nord
re la data di inaugurazione fino alla risoluzione del problema!………gli rispose
Besenzanica…….ma come faccio…è tutto
già stabilito con il direttore delle ferrovie
concesse del ministero…..ma non
solo…deve venire Mussolini a fare l’inaugurazione, il quale ha già mobilitato tutti
quelli del partito!....
L’Ingegner Pianesani non rispose, rimase
zitto per un lungo minuto, poi disse…….mi
dimetto fin da questo momento dal mio
incarico!.....
12.15 del 15 0ttobre 1932. L’aiutante
disegnatore Francesco Paolo Faggiani
stava lavorando nell’ufficio di Besenzanica,
chino sul tavolo da disegno a tre metri dai
due ingegneri.
Racconta Francesco Paolo, che dopo quel
colloquio, Pianesani non si fece più vivo;
sparì dalla circolazione!
Praticamente, Besenzanica rimase senza il
suo direttore dei lavori!
Ore 07.00 del 16 ottobre: L’ingegnere
dice al suo dipendente Francesco
Paolo…..mi faccia avere al più presto un
paio di stivaloni….vado in galleria!.....
Alle ore 10.00 Ernesto Besenzanica, il
più importante e famoso progettista nonchè realizzatore di ferrovie italiane del
tempo, era immerso nell’acqua che gli arrivava fino alla pancia ( era alto un metro e
sessantatre ) e dava disposizioni alle proprie maestranze, in modo diretto, come
agisce un capomastro.
25 0ttobre 1932 ore 10.00: si stava
pompando acqua nei carri serbatoio per
poter lavorare alla risoluzione del problema ma l’Ingegner Besenzanica ed il suo
Campo de’ fiori
giovane aiutante non erano presenti come
nei giorni precedenti; tutti si domandavano, chissà cosa succede?
Ormai l’Ingegnere si era reso conto che la
data dell’inaugurazione doveva essere
rimandata e sapeva perfettamente che ad
opporsi, sarebbe stato Mussolini, più che
le autorità ministeriali delle ferrovie concesse!
Ore 12.00: Mussolini riceve nel suo studio l’Ingegnere, mentre il giovane
Francesco Paolo che aveva con se due
borse piene di documenti e disegni( altre
borse erano in auto ) fu fatto accomodare
in una stanza attigua, con la porta aperta,
pronto a portare al suo capo eventuali
documenti richiesti.
All’inizio i due parlarono amichevolmente,
poi iniziarono ad alzare la voce; l’usciere
chiuse la porta e Francesco Paolo non
seppe mai cosa si dissero.
Fu evidente che Besenzanica chiese a
Mussolini di rimandare la data di inaugurazione ottenendo in risposta, un netto rifiuto.
Alle ore 1500 Besenzanica e Faggiani
erano di nuovo in galleria dove il problema
dell’acqua era rimasto lo stesso.
Ore 07.00 del 26 ottobre 1932: l’ ingegnere aveva appena indossato i suoi buffi
stivaloni, quando si avvicina un operaio,
che come raccontava Francesco Paolo,
aveva abbondantemente superato i cinquant’anni, il quale in modo molto rispettoso disse:……. Signor Ingegnere, se permette voglio comunicare una mia espe-
rienza che ho avuto, nel risolvere un problema simile, all’interno della mia cantina…..L’ingegnere che ormai non sapeva
più che pesci prendere, gli rispose dandogli del tu: …..dimmi…….
L’operaio illustrò la situazione che si era
verificata circa un anno prima, nella sua
cantina riempita di acqua filtrante dalle
pareti
Egli disse di aver risolto il problema, facendo dei fori con una trivella a mano, sul
pavimento. Al quarto foro, l’acqua alta
mezzo metro, venne risucchiata con forza
ed in dieci minuti sparì.
Probabilmente aveva trovato una via d’uscita nel sottosuolo.
Immediatamente Besenzanica dette ordine di fare la stessa cosa.
Fece fare dei buchi con una potente trivella a motore con la punta lunga due metri,
al centro tra un binario e l’altro; al sesto
buco, come d’incanto l’acqua iniziò a
defluire come quando si stappa un lavandino. Dopo due ore l’acqua era completamente assorbita! I binari erano liberi!
Adesso era più facile tamponare le pareti,
ed anche se, la fuoriuscita dell’acqua non
si fosse risolta immediatamente, l’assorbimento della stessa sotto i binari, non
avrebbe reso visibile il problema!
Ore 12. 00 del 27 ottobre 1932:
Besenzanica chiama Mussolini al telefono
e gli dice: ……..Eccellenza……qui è tutto
pronto…….vi aspetto domani mattina per
rispose:
la
cerimonia…..Mussolini
……Ernesto……non ho mai avuto alcun
27
dubbio sulle tue capacità!
L’inaugurazione avvenne poi come previsto il 28 ottobre 1932, e tutto filò liscio.
Francesco Paolo Faggiani diceva:…….se
non ci fosse stato quell’operaio vecchietto………chissà cosa sarebbe accaduto?
Purtroppo quel problema dell’acqua all’altezza di Piazza Euclide si ripresentò, nel
corso degli anni varie volte. Mi ricordo,
eravamo a metà degli anni settanta ( io
facevo il pendolare con la Roma Nord ) e
per giorni quando si transitava ad Euclide,
si vedeva acqua che scorreva copiosamente dalle pareti.
Sono tanti anni che non viaggio più con
quella ferrovia, per cui non posso dire se
il problema, attualmente, sia stato definitivamente risolto!
Allegata a questo articolo ripropongo la
foto della cena di inaugurazione della
Roma Nord, dove sono ritratti , insieme a
molte maestranze, l’Ingegner Ernesto
Besenzanica, che era già vicino alla settantina ed il giovane Francesco Paolo
Faggiani che aveva circa venti anni.
La foto è già stata pubblicata su questa
rivista nel numero XXXVI a pagina 48, allegata all’articolo intitolato Per ricordare l’amico Paolo Faggiani.
Paolo è seduto al tavolo rivolto al fotografo, in basso a sinistra, accanto all’uomo
con baffetti. L’ingegner Besenzanica è al
centro della foto, seduto ( si vede solo la
testa ) con accanto un signore in piedi
sulla sua destra.
ABBONATI A
CAMPO DE’ FIORI
Compila e spedisci il coupon che trovi a pagina 62
Campo de’ fiori
28
Associazione Artistica Ivna
Artisti di Vignanello, Vallerano, Corchiano, Civita Castellana condividono l’arte
IL TRIS ARTISTICO DI GUSTAVO POZZI
La scintilla artistica di
Gustavo Pozzi è la sua
innata passione per il
canto fin dalla più tenera età, che dà origine
alla ricerca personale
nell’esplorare gli aspetti
a cura della
più
vari
dell’arte.
Prof.ssa
L’ambiente parrocchiale
Maria Cristina
della sua infanzia lo
Bigarelli
sprona dapprima a prendersi cura della sua
voce, a 12 anni costituisce il primo complesso musicale che gli da l’opportunità di
entrare in contatto con il territorio viterbese al di fuori del paesino. Amplierà i suoi
orizzonti, quando ormai ragazzo, viene
conosciuto nella capitale per poi prendere
parte a trasmissioni televisive su emittenti
private sorte di recente. A ventisette anni
Gustavo Pozzi inizia la sua carriera di cantante e cantautore di musica leggera partecipando a Roma alla trasmissione intitolata “La grande occasione” allestita da
Telefantasy .
L’Italia conosce Pozzi e Pozzi conosce
l’Italia: il suo fortunato tour non si ferma
negli studi televisivi, infatti, partecipando a
concorsi e selezioni, vince numerosi premi
e ottiene riconoscimenti che arricchiscono
il suo curriculum nell’ambito provinciale,
regionale e nazionale. Cantando le canzoni di Morandi al Teatro Tenda vince le
nazionali, evento che lo incoraggia ad incidere un disco che raggiunge in poco
tempo 25.000 copie in tutta Italia.
Successivamente viene premiato con il
Disco d’Argento. Le sue opere canore,
musica e parole, sono oggi raccolte anche
in Cd distribuiti da More Record Production
& DISCOPIU’ di Milano. La voce, il canto,
la musica e le parole sono l’accompagnamento per l’introduzione alla pittura e alla
poesia. Il sorprendente successo musicale
nella vita di Pozzi non rimane “figlio unico”
come espressione artistica, ma funge da
accompagnamento dell’ispirazione pittorica e della musa ispiratrice poetica. Questi
tre canali si fondono, si completano
seguendo lo stesso binario del cuore, sviluppando il talento variegato che fornisce
un tris di facce dando forma solida poliedrica al suo modo di essere artista.
Gustavo Pozzi cantante, pittore e poeta
con innumerevoli riconoscimenti, con
un’unica forte motivazione, la gioia di vivere,
con tante fonti d’ispirazione!
“Dipingere è un po’ come
cantare” per Pozzi. Nei
fiori, nei paesaggi, nei
soggetti dipinti è come se
ci fosse lo spirito del
canto, per non parlare
della poesia nella quale
Gustavo “canta” la vita e
ci racconta della sua spiritualità, della sua profondità di ideali. Quanta
anima c’è in una canzone
con musica e parole!
Quanto sentimento in un
quadro! Opere pittoriche,
inizialmente disegnate a
matita, abbozzate poi elaborate con colori ad olio, acrilici o a tempera su tela, che
ritraggono il mare, i monti dal vero senza
filtri e senza supporti virtuali.
Tutto è riproposto con cura, con tono
pacato e benevolo, attento al dono divino
del sussulto vitale degli ambienti che
accolgono il vigore e la vivacità degli esseri. Tra i riconoscimenti importanti ce n’è
uno ottenuto per la Poesia “Dedicata a
Wojtyla”, consegnata personalmente al
Papa, tradotta e stampata in quattro lingue da varie accademie e associazioni artistico-culturali in Italia delle quali Gustavo
Pozzi è membro. L’originale della poesia al
papa è stato scritto in gotico e ogni lettera iniziale è in oro su pergamena bianca.
Gli spettacoli che attualmente svolge sul
territorio nazionale abbinano il canto, il
convivio con declamazione di poesie in
una cornice artistico pittorica prodotta da
Gustavo stesso.
L’amalgama tra musica, parole,
pittura, poesia si incanalano
tutte in un unico “ ingegnoso
slogan” spirituale che predilige
il sentimento religioso e la
Divinità. La musicalità tocca la
metrica delle poesie, delle
quartine a rima alternata e la
sua voce, secondo la critica
fatta a Firenze, rappresenta
“un animo sensibilmente
umano che canta dal cuore
quanto sia grande l’essenza
della vita”. Gustavo Pozzi, cantautore,
poeta, pittore, scrittore, è Senatore
Accademico e Gran Collare U.I.A.L.
dell’Accademia Toscana “Il Macchiavello”
e fa della sua Arte la sua Vita e della sua
Vita un’Opera d’Arte, anche e soprattutto
nei difficili momenti che lo hanno colpito,
che lo hanno fatto soffrire, ma che sono
stati motivo di grande coraggio, di fede e
di testimonianza di Amore, pescando nell’ottimismo del suo pensiero nell’ “Alba di
un nuovo giorno”, poesia nella quale
sogna, “… sente gioia per nuovi eventi” e
la stessa alba “accarezza il creato/coi raggi
vivi
e
splendidi/dal
sole illuminato !”;
trova
il
coraggio
per dire e
dirci che
n o n ostante
tutto “E’
un nuovo
giorno”
poema
nel quale
“…splende il sol e / c o i
raggi e calore/ e tutto più bello sa-rà!”
Nota per la lettura: il numero prima del nome indica la generazione,dai giorni nostri andando a ritroso.
Albero Genealogico
Potete richiedere l’elbero genealogico della
vostra famiglia di
Fabrica di Roma, rivolgendovi presso la nostra
redazione. Verrà elaborato dal nostro collaboratore Geneg e potrete
vederlo pubblicato sulle
pagine di Campo de’
fiori.
Campo de’ fiori
30
100 ANNI SEMPRE VERDI
Fortunatamente, di tanto in tanto, si
incontra qualcuno che “c’è arrivato”, ed
per noi fonte di meraviglia e di grande
ammirazione. 100 anni, infatti, sono un
traguardo straordinario, un vero inno alla
vita e la signora Rosa Tion li ha compiuti il
26 Aprile.
Raccontare tutti i 36.500 giorni della sua
vita sarebbe impossibile, ma si può certamente dire a coloro che non la conoscono,
chi è e come è arrivata fin qui. Rosa è nata
a Reana, un paese in provincia di Udine,
nel 1909, in una famiglia piuttosto numerosa, come, del resto, molte famiglie dell’epoca. La compagnia di due fratelli e cinque sorelle, ai quali si aggiunsero ben presto due cugini rimasti orfani dei genitori,
allietava le sue giornate e insieme giocavano e crescevano. Appena abile al lavoro,
viene assunta presso una fabbrica di lavorazione del cotone, che raggiungeva ogni
giorno con la sua bicicletta e impara anche
a lavorare le foglie di granturco essiccate e
colorate, realizzando sedie di paglia e gra-
Rosa Tion
ziose borse da signora.
Durante un breve soggiorno a
Roma, presso una delle sue sorelle,
sposata con un carabiniere, conosce
un giovane di origine abruzzese,
anche lui arruolato nelle forze dell’ordine, Vincenzo Leonetti, che
diventa presto suo marito.
Lei lo segue fedelmente nei suoi vari
trasferimenti, fino a che da Gallese,
non viene definitivamente a stabilirsi a Civita Castellana, dove ricopre il
ruolo di brigadiere dei carabinieri
per diversi anni. Dalla loro unione
nascono tre splendide figlie: Marisa,
Carla e Onelia e mentre Rosa si
occupa di farle crescere brave ed
educate, riprende a lavorare a casa,
rispolverando i segreti del mestiere
che aveva appreso da giovane.
Realizza, così, borse
da vendere nell’emporio di Cassietto
Rosa Tion, la figlia Marisa e il marito Vincenzo Leonetti
Cassieri, in Corso
Bruno Buozzi. Nel
1983, rimane vedova e,
sola, cerca di riempire le
sue giornate lavorando a
maglia, giocando a carte e
guardando soap opera in
tivù, le sue più grandi passioni. Rosa è circondata
dall’affetto dei suoi cinque
nipoti e otto pronipoti, che
la viziano e la riempiono
d’attenzioni.
Ha sempre curato molto il
suo aspetto fisico e non lo
trascura nemmeno a questa età. E’ molto golosa e
ha l’abitudine di terminare
tutti i suoi pasti con un
pezzettino di formaggio ed
un frutto. Un’abitudine
questa
che,
magari,
potrebbe essere anche uno
dei segreti della sua longevità! Ultimamente non è
più in grado di lavorare con i ferri e i suoi
ultimi lavori sono stati dedicati alla nipote
Martina. Continua, invece, a giocare a
Ramino, contando tutti i punti realizzati al
termine di ogni partita, senza perderne
nemmeno uno! E non fa affatto fatica a
seguire le trame delle innumerevoli ed
intricatissime telenovele, nelle puntate
quotidiane. Soffre un po’ d’insonnia, ma
del resto, come si suol dire, chi dorme non
piglia pesci. Alla luce di questo ci viene
spontaneo pensare che sia una donna
veramente speciale, con un carattere
forte, che l’ha senz’altro aiutata a spegnere le sue 100 candeline. Le auguriamo,
allora, di poter continuare a mangiare
ancora tanti dolci, formaggio e frutta, di
vincere tante sfide a Ramino e, perchè no,
di arrivare a vedere la fine delle innumerevoli telenovele, magari proprio della interminabile Beautiful, se una fine l’avrà!
di Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
31
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
FORTIFIED SCHOOL di Takeshi Narumi e Shinichi Hiromoto
edito da Starcomics – 7 volumi, conclusa
Innovativo e spettacolare. Questo manga mi ha
attirato subito per i suoi
disegni graffianti, sporchi… in qualche modo,
rivoluzionari. E la storia
non è da meno: ci catapulta in un mondo dove
andare a scuola diventa
di
Daniele Vessella un incubo, altro che 3 in
matematica… qui si
rischia la vita ogni istante! La scuola in
questione è situata su un altopiano, protetta da alte mura e circondata da un folto
bosco dove risiedono belve feroci. Tutto
questo per non far scappare gli studenti, i
più problematici del Giappone, che vengono portati lì per cercare di raddrizzarli
anche con metodi poco ortodossi. Tre sono
i protagonisti della storia: Itsuki Takizawa,
Gentaro Masuda e Mei Mato. I tre novellini, appena mettono i piedi in classe, vengono presi di mira dal comitato disciplinare studentesco e dai professori. Questo
costringe il trio a compattarsi e formare
una solida amicizia per aiutarsi a vicenda
contro le angherie subite. I tre si fidano
l’uno dell’altro e Itsuki decide di rivelare ai
due amici il vero motivo della sua venuta
nell’istituto: truccando il suo profilo e fingendosi una criminale, si è fatta portare lì
per scoprire la verità su suo fratello, apparentemente suicidatosi dopo pochi mesi di
permanenza nell’istituto, ma la cosa non
l’ha mai convinta. Gentaro e Mei decidono
quindi di aiutarla a scoprire la verità sulla
morte del fratello ed ha così inizio la loro
indagine; così, i tre si accorgono che il
liceo correttivo non è solo un luogo di terrore: avvengono, infatti, morti misteriose
ed inspiegabili sparizioni in una scuola
senza regole dove vige la legge del più
forte. Pathos, colpi di scena, azione, dinamismo sono gli ingredienti di Fortified
School che miscelati dal disegno di
Hiromoto danno vita a un
fumetto
magnificamente
visionario. Hiromoto col suo
stile violento riesce a calarci
perfettamente in un mondo
traboccante da studenti
sbandati. L’universo di
Fortified School è contraddistinto da un’atmosfera irreale e allucinante, ed è proprio
questo il punto di forza del
fumetto: i due autori usano
immagini forti che emozionano, colpendo il cuore del
lettore. La follia delle vicende narrate, la fluidità della
trama e l’abilità del disegnatore fanno di Fortified
School un ottimo prodotto,
anche se non privo di difetti. Gli ultimi numeri si muovono con troppa rapidità…
troppi eventi da chiudere e
gli autori lo fanno nel peggiore dei modi, allontanandosi dall’ambiente pseudoscolastico per sfociare nel
fantasy, che in quel contesto
non c’entra assolutamente
nulla. Troppo repentino il
finale di un prodotto che per
le splendide promesse iniziali sa di occasione sprecata, nonostante
risulti comunque estremamente apprezzabile. Peccato. Fortified School meritava più
spazio, anche per sviluppare la tanta carne
messa al fuoco e caratterizzare al meglio
alcuni personaggi secondari che rimangono senza spessore. Un capolavoro manca-
to? Penso di sì. Ma nonostante queste pecche, è uno dei migliori shonen pubblicati
nel nostro paese.
Lascio
l’indirizzo
del
mio
blog:
http://danielevessella.blogspot.com/
Campo de’ fiori
32
LA STORIA DEL CIMITERO DI
CIVITA CASTELLANA
di Enea Cisbani
... continua dal numero 59
Una tavola di rilievo degli inizi del ‘900,
mostra chiaramente la situazione planimetrica del Cimitero Monumentale di San
Lorenzo subito dopo la conclusione dei
lavori di ristrutturazione nel 1896: l’attuale
via della Repubblica, la strada di collegamento detta “Dei Cappuccini”, oggi viale
Mons. Tenderini, l’ampio piazzale di arrivo
con i due accessi al Convento e al
Cimitero, il lungo viale dei cipressi affiancato da ampie zone a prato e, infine, l’imponente complesso a pianta quadrata con
corte centrale, che costituisce il fulcro dell’intero sistema architettonico e tipologico.
Lo stesso grafico evidenzia, inoltre, la
situazione urbanistica dell’area circostante
oggi densamente abitata: ampie distese di
territorio pianeggiante e in parte collinare,
interrotte da rare e modeste costruzioni e
solcate dal lungo rettifilo della Variante
Flaminia, diretta continuazione del Ponte
Clementino. Un rilievo architettonico successivo del 1904, illustra in dettaglio la
situazione tipologica del Convento dei
Padri Cappuccini e l’assoluta originalità,
esecutiva e tipologica, dell’impianto
Berniniano, perfettamente aderente ai
principi
costruttivi
dell’Ordine
Francescano: la Chiesa, dalla pianta a
croce greca, caratterizzata dall’ampia e
unica navata centrale con la volta a botte
e quattro Cappelle laterali, due per lato, la
zona terminale detta transetto, con l’Altare
Maggiore isolato e il Coro retrostante con
gli stalli lignei dei Conventuali e, infine, i
vasti ambienti della sacrestia; il
Convento, ad “L”, posto sul versante sudest, con le celle dei religiosi, la biblioteca,
il refettorio e la zona dei servizi tecnici; i
Magazzini, per la conservazione dei prodotti e delle derrate agricole.
L’originalità dell’impianto, assolutamente
inedito, è nell’utilizzo da parte del Bernini
del Quadrato, come modulo generatore
dell’intera struttura, con tutti gli evidenti
riflessi simbolici e religiosi.
L’Ex Convento, subito dopo la sua dismissione, viene utilizzato dal Comune come
Lazzaretto, per il ricovero dei malati di
colera, le cui epidemie erano allora fre-
quenti in Civita Castellana date le precarie
condizioni igieniche della Città. Tra il 1920
e 1940, il Cimitero viene ulteriormente
ampliato costruendo nuove aree cimiteriali sul lato nord, dove la continuità architettonica e visiva dei portici della corte quadrata, viene interrotta dall’esecuzione di
ampie scalee in marmo per collegare il
campo superiore delle sepolture con quelle del campo inferiore. Nei portici della
grande corte quadrata sono conservate le
Tombe dei Civitonici “Illustri”: CASIMIRO
MARCANTONI, ULDERICO MIDOSSI e
ATTILIO BONANNI. Sempre in quegli anni,
si realizzano le Tombe di Famiglia nelle
zone prospettanti il viale interno con i
cipressi, in quelle stesse aree anticamente
destinate dai Francescani alla sepoltura
dei Confratelli. Le Tombe di Famiglia costituiscono episodi architettonici rilevanti
sotto l’aspetto artistico e compositivo, in
una perfetta fusione e rielaborazione di
forme classiche e medioevali e nell’uso
sapiente dei materiali costruttivi quali
ferro, bronzo e marmi. Nel 1930, il
Comune sopprime il Lazzaretto data ormai
la sua cessata funzione e utilità, trasformando l’antico Convento sia in abitazione
per il custode, che per ospitare
gli uffici cimiteriali. Sempre nel
1930 viene realizzato l’ingresso
marmoreo con il cancello in ferro
battuto, di fatto sistemando adeguatamente la zona d’ingresso
sul viale Tenderini. La Chiesa di
San Lorenzo, nel contempo,
viene sempre utilizzata per officiare le funzioni religiose e celebrative.
Esiste, poi, il Cimitero di San
Lorenzo “segreto”, caratterizzato
da ampi sotterranei: l’Ossario
posto al disotto della stessa
Chiesa, realizzato nel 1624 e collegato alle vaste gallerie della
zona monumentale utilizzate per
le sepolture. Nel frattempo, il
vecchio Cimitero di San
Giorgio con l’omonima Chiesa,
soppresso nel 1893, è al centro
di varie proposte di utilizzazione
da parte delle Autorità Comunali
del tempo: rimessaggio per i carri
Comunali, utilizzo dell’area come campo
militare per le truppe di passaggio e come
sito dove realizzare case popolari vista la
notevole richiesta abitativa. E’ il Sindaco
Ulderico MIDOSSI, che comunque ne
intuisce le grandi potenzialità facendo realizzare sia la Scuola d’Arte che le Scuole
Elementari. Nel 1914 la Chiesa di San
Giorgio viene trasformata in Scuola e in un
locale attiguo ospitato fino al 1925 il
Carro Mortuario del Cimitero di San
Lorenzo. Una presenza mal tollerata dalla
stessa scuola - tanto da dare origine a un
lungo contenzioso legale con il Comune che non accettava la sua presenza all’interno degli spazi collettivi frequentati dai
giovani allievi. Nel 1928 l’annosa controversia viene risolta, grazie alla disponibilità di un cittadino, che dona il locale per il
rimessaggio del Carro Funebre Comunale
posto su via Minolfo Masci nel piano terra
dell’antica stazione di posta.
Il 10
Giugno 1940, è la data che segna la
svolta
nell’utilizzo
del
Complesso
Conventuale di San Lorenzo.
continua sul prossimo numero ...
Per la vostra pubblicità su Campo de’ fiori
0761.513117
o [email protected]
Campo de’ fiori è la migliore vetrina pubblicitaria!
Campo de’ fiori è la rivista più letta ed amata
San Lorenzo
Campo de’ fiori
La rubrica
33
dei perchè?
Perchè si dice “fare la siesta”?
Tutti sappiamo che il termine spagnolo "siesta" sta per il riposo pomeridiano successivo al
pranzo, meglio se effettuato su di un'amaca all'ombra delle palme di una bella isola tropicale
nelle afose giornate d'estate. Tuttavia l'origine di questo termine è da ricercarsi nel lontano
Medioevo... Durante il Medioevo, infatti, nei conventi si effettuavano diversi momenti di raccoglimento al fine di pregare: uno di questi era prossimo al pranzo ed era chiamato "Sesta".
Successivamente all'abbondante pasto veniva effettuato un riposo e da qui venne l'uso del termine che, nell'idioma spagnolo, mutò nell'attuale e conosciuto termine "siesta". In italiano
potremmo definire la siesta come il pisolino pomeridiano (con o senza amaca)!
Modi di dire
Perchè si dice “volere la botte piena e la moglie ubriaca”?
Questo modo di dire viene rivolto all'indirizzo delle persone che vogliono ottenere solo
guadagno, in ogni tipo di situazione, senza rimetterci qualcosa, senza compiere alcuna
rinuncia o sacrificio... Si dice quindi "volere la botte piena e la moglie ubriaca" e si capisce benissimo che se la moglie è ubriaca, la botte non potrà mai essere piena... ma qualcuno ancora pensa che avere entrambe le cose possa essere un'ipotesi reale!
WWW.CAMPODEFIORI.BIZ
[email protected]
Campo de’ fiori è la migliore vetrina pubblicitaria!
Campo de’ fiori è la rivista più letta ed amata.
Campo de’ fiori
34
i
ie d
r
o
t
s
Le
Max
Gli Omega
Gruppo musicale civitonico dei mitici anni ‘70
Primi anni ’70: un
senso di innovazione, di cambiamento
e di libertà di
espressione arriva
anche
a
Civita
Castellana come eco
dei mitici anni ’60 e
delle relative rivoluzioni, pervadendo
di Amalia Cesarini
gli animi dei giovani
dell’epoca e portandoli a cavalcare una sorta di onda creativa,
fomentando sogni che fino ad allora erano
sopiti. La musica della Beat Generation
ormai aveva seminato e il raccolto era
molto vario, lo si riscontrava nell’animo di
tutti; ogni cosa sembrava possibile e la
parola d’ordine era : LIBERTA’ E CREATIVITA’. Nasce così una generazione di “artisti”, forse un po’ sfacciati ma senza dubbio
“genuini”. Eccoli là allora, a rinchiudersi
dentro cantine e vecchi casali, adattati e
insonorizzati alla meglio con cartoni di
uova e un po’ di polistirolo alle pareti,
imbracciando tutto ciò che poteva assomigliare a uno strumento musicale, cercando
di tirarne fuori più note possibili e soprattutto che si avvicinassero a quelle dei
gruppi più in voga: Beatles, Rolling
Stones, Deep Purple, Santana e in particolare i nostri Nomadi, Formula Tre,
Camaleonti, Dik Dik ecc… C’era chi si dilettava con la chitarra, che tra l’altro rendeva
“piacioni”, aiutando a rimorchiare le ragazze, (anche se poi in realtà chi sapeva suonarla finiva immancabilmente sempre a
suonare la colonna sonora di quelli che
“limonavano”) e chi andava in giro con vari
tipi di congas perché rendevano tutto un
po’ esotico. Così tutti davano sfogo alla
loro arte creando piccoli complessi musicali (già, perché allora si chiamavano così,
non band, gruppi e tantomeno cover
band). Ebbene, la faccia tosta di questa
generazione è ben rappresentata dagli
Omega, che senza saper suonare nessuno
strumento,prima hanno deciso di formare
il complesso e poi sono andati a scuola di
musica!!! Marcello Silveri ( Marcellino),
batteria; Benigno Branca, chitarra; Claudio
Annesi, basso; Tonino Menichelli (Billy),
voce e chitarra acustica; Angelo Pescitelli
(Gnolo) tastiere, un bel giorno decidono di
avventurarsi nel campo della musica,
fanno una bella colletta e comprano gli
strumenti (usati ovviamente): una batteria Hollywood grigio perla, un basso
Fender, una chitarra elettrica Fender e
una tastiera Hammond! Vanno a scuola e
in poco tempo riescono a tirar fuori un
brano che allora andava alla grande: Io mi
fermo qui, dei Dik Dik!
Avranno pensato veramente
di
fermarsi
lì???
Assolutamente no, quello
era solo l’inizio! Infatti
hanno cominciato a tirare
fuori altri brani dei Dik Dik,
Nomadi ecc… fino a sconfinare nei Santana e i Beatles,
ottenendo un modesto
repertorio che ha permesso
loro di far fronte al primo
concerto, nel piazzale della
Chiesa di San Lorenzo,
all’interno di una rassegna
musicale che comprendeva i
complessi locali più famosi!
Quel concerto lo fecero col
nome di Rothman’s, riferito
appunto alle sigarette che
fumava la maggior parte di
loro. Ciò accadeva nell’estate del 1974. Da lì in poi
cominciarono ad allargare il
loro orizzonte, facendo
esperienze anche in altri
gruppi e annettendo per
brevi periodi componenti di
altri complessi, creandosi
Inizio anni ‘70. Da sx:Angelo Pescitelli, Claudio Annesi,
così un bel bagaglio di espeBenigno Branca e Marcellino Silveri.
rienze al punto di decidere
di cambiare il nome in
OMEGA: l’ultima lettera dell’alfabeto
richiesti, si sono “allargati” annettendo
greco, sperando man mano di risalire le
altri due pezzi “grossi” : un cantante melovarie lettere fino ad arrivare all’Alfa!!! Non
dico col vocione e un sax, rispettivamente
hanno più assunto il nome delle lettere
Francesco Anesini (Gnecco) e Roberto Mei
ascendenti, ma senza dubbio hanno
(Sardarello). Adesso si che potevano particominciato ad avere la loro importanza nel
re veramente! Grazie a Francesco si
loro ambito, e visto che erano parecchio
aggiungono canzoni melodiche, romane-
Un veglione
Campo de’ fiori
35
1
2
3
4
7
5
6
Gli Omega con Maria Carta ad una festa dell’Unità
sche e brani di Demis Roussos e grazie a
Sardarello si inseriscono i classici del liscio:
valzer, mazurke, tanghi ecc… Spesso si
univa a loro un’altra chitarra, quella di
Giorgio Angeletti…e sette! Così in un’atmosfera molto tranquilla, senza grandi
pretese di definizione dei suoni, solo per la
voglia di suonare e spesso solo con il compenso della cena, affrontavano le varie
feste patronali, le feste de l’unità e i numerosissimi veglioni per i quali erano molto
richiesti. Alla fine degli anni ’70, con la
maturità acquisita, riuscirono a gettare le
basi per un Festival canoro per bambini,
che , in collaborazione con la parrocchia di
San Luigi a Sassacci, portarono avanti per
parecchie edizioni: l’Usignolo d’Argento,
una manifestazione che richiamò un notevole numero di partecipanti di un’età compresa dai 5 ai 15 anni. A metà degli anni
’80 però le serate cominciano a rallentare,
sia perché comincia a diminuire la disponibilità di qualcuno di loro per problemi legati alla famiglia e al lavoro, sia perché le
leggi fiscali relative alle serate cominciano
ad essere più rigorose richiedendo troppi obblighi ai musicisti, alle associazioni e ai gestori dei locali e rendendo ciò che
poteva essere divertimento un
vero e proprio lavoro. Così,
come l’alba che pur mettendoci davanti un giorno bello e
luminoso, rapisce i nostri
Gli Omega al completo: 1. Angelo Pescitelli, 2. Tonino
sogni, la vita ha preso il
Menichelli (Billy),3. Benigno Branca, 4. Francesco
sopravvento sugli Omega,
Anesini, 5. Giorgio Angeletti, 6. Roberto Mei,
lasciando ai loro sogni un
7. Marcellino Silveri.
tempo
molto
esiguo
ma…attenzione…anche se sotto
mentite spoglie ( coro della cattedrale) sotto altri nomi (Giovedì
gnocchi, Yamagna, Tempi supplementari) o addirittura all’interno di
compagnie
teatrali
(I
Nunseponnoguardà), la loro presenza fluttua sempre nell’aria civitonica!!!
Marcellino Silveri, alias Al Capone!
Gruppo teatrale
civitonico
I
Nunseponnogua
rdà.
Da sx: Raffaele
Micheli, Marco
Manoni,
Pasqualino
Spaziano,
Mauro
Agostinelli,
Marcellino
Silveri
(Omega),
Benigno Branca
(Omega).
In basso:
Sandro (Max) e
Cecilia Anselmi.
Attenzione!!!
Benigno Branca pronto per una serata
all’Arabesk, a Febbraio del 2009.
di Riccardo Consoli
... continua dal numero 59
Benjamin David Goodman era nato a
Chicago nel 1909 in una famiglia di ebrei
immigrati polacchi molto poveri e con un
numero imprecisato di figli, tra i quali,
Benny risaltava subito all’occhio per essere assai piccolo e mingherlino.
Il padre, di professione sarto, era assillato
da una vita piena di stenti, prima in patria
e successivamente in America, tuttavia,
malgrado il suo magro bilancio non mancò
di far frequentare a tre dei suoi figli,
Harry, Fred e Benjamin le lezioni di
musica che si tenevano regolarmente
presso la Sinagoga e, poichè Benjamin
era il più gracile dei fratelli, venne avviato
allo studio del sottile e leggero clarinetto.
A tal proposito Benny Goodman, nella
sua autobiografia dal titolo The Kingdom
of Swing, scrive:
“ … si dice che io abbia scelto di suonare il
clarinetto perché aveva i tasti splendenti,
… in verità, se il mio peso fosse stato due
libbre in più e la mia statura due pollici in
più, oggi probabilmente suonerei una
tromba e non un clarinetto … ”.
Buon per noi! Avendo Benny dimostrato
ben presto una notevolissima abilità come
strumentista, con un altro grosso sacrificio
da parte di papà Goodman, venne prima
affidato privatamente all’insegnante della
stessa Sinagoga e, successivamente, a
Franz Schoeppe ex insegnante del
Chicago Musical College che avrebbe
fatto di Benny quel virtuoso che tutti
conoscono.
A soli quattordici anni cominciò a guadagnare qualche dollaro suonando qua e là
ispirandosi a tale Ted Lewis, un clarinettista dell’epoca, ma guardando allo stile di
Leon Rappolo che, da quando aveva
avuto occasione di ascoltare i New
Orleans Rhythm Kings era divenuto il
suo idolo.
Poiché a quell’epoca le leggi del Michigan
non obbligavano i ragazzi a frequentare le
scuole fino a diciotto anni, Benny abbandonò gli studi per accettare gli ingaggi che
gli venivano via via proposti, militò così in
numerose orchestre, da quella di Kekelah
Jacob Synagogue, a quella di Ben
Pollack e di Paul Whiteman; ciò fino al
1934, allorquando il clarinettista riuscì a
mettere in piedi una sua formazione nella
quale i punti di forza erano costituiti dai
fratelli Jack e Carlie Teagarden e da
suo fratello Harry.
Agli inizi non riuscì ad imporre un suo particolare stile, anche a causa dei proprietari dei vari locali nei quali la formazione si
esibisce che esigevano che venisse eseguita musica Sweet - musica dolce che, a
loro ed al pubblico, piaceva.
Benny Goodman non è di certo l’uomo
più rappresentativo del momento, ma è lui
che consente al Jazz di raggiungere un
pubblico sempre più vasto e che per primo
tenta quello che nessuno prima di lui
aveva osato tentare, ossia presentare
complessi in bianco e nero, vale a dire formazioni miste di musicisti bianchi e di
colore che porta il Jazz nelle sale da concerto.
Il successo è assicurato da una grande
orchestra che Benny Goodman riunisce
nel 1934, che suona arrangiamenti di noti
musicisti negri e che, grazie al successo
ottenuto, concepisce l’idea di tentare una
nuova forma musicale che egli stesso battezza Jazz da camera.
Nulla a che vedere naturalmente con la
tradizionale musica da camera, ma piuttosto un certo senso di intimità e di compostezza che richiama quella musica; gli
artefici sono, oltre che lo stesso Benny
Goodman, il pianista negro Teddy
Wilson, salottiero e piacevole, il vibrafonista nero Lionel Hampton e il batterista
bianco Gene Krupa.
Sono questi i dominatori degli anni trenta,
anche se al loro fianco militano altre grandi orchestre, spesso decisamente migliori,
oltre che alcune formazioni bianche di
tutto rispetto.
Ben presto però il nome di Benny
Goodman sarebbe divenuto noto in tutti
gli Stati Uniti ogni sabato sera, infatti, la
NBC trasmette un’ora di Jazz con l’orchestra del clarinettista che propone esecuzioni decisamente raffinate oltre che squisitamente orchestrate.
Non si tratta di certo di un nuovo genere
musicale dal momento che la musica proposta da Benny Goodman altro non è
che il Jazz già suonato in alcuni locali
dalle orchestre di Fletcher Henderson,
Cab Calloway, Jimmie Lunceford e
Chick Webb tuttavia, mai come in quegli
anni, essa corrisponde perfettamente al
gusto ed alle esigenze di un pubblico giovane in cerca di emozioni, un pubblico che
rappresenta tutti gli americani senza
distinzione di razza.
Anche per questo lo Swing e di conseguenza il Jazz, ebbero un successo mai
conosciuto prima di allora; naturalmente
fondamentale fu la diffusione radiofonica
dei programmi di musica Swing cui si è
fatto cenno che portava questa musica in
tutte le case americane.
continua sul prossimo numero ...
Benjamin Goodman
Campo de’ fiori
37
Civita Castellana
a fine Ottocento
Civita entrò a far parte del Regno d’Italia il
12 settembre, poco prima della presa di
Roma nel 1870, con l’entrata in città del
Regio Esercito e la resa della “Bastiglia
Pontificia” e fu governata, per parecchi
anni, dalle famiglie piu in vista e benestanti: Coluzzi, Morelli, Feroldi De Rosa,
Trocchi, Ciotti, Midossi per citarne alcuni.
Costoro si adoperarono per ingrandire e
modernizzare la nostra città che usciva da
una profonda crisi economica essendo
venuto a mancare il ruolo che aveva svolto come punto strategico dello stato
Pontificio e i vantaggi che ne aveva tratto,la carica di Sindaco fu quindi svolta da
questi cittadini,anche perché il 60 per
cento della popolazione era analfabeta. Il
primo cittadino era eletto con nomina
regia,cioè dal Re,poiché soltanto nei
Comuni con 10.000 abitanti il Consiglio
Comunale poteva eleggere il proprio sindaco, furono infatti eletti con nomina
regia: Ferdinando Giunti reg. delegato
straordinario 1871, Marco Morelli 1873,
Giovan Battista Montanari 1874,Domenico
Coluzzi 1876, Antonio Riccioni 1894, poi
ancora Domenico Coluzzi, le cariche di
consigliere erano svolte da padre in
figlio,da fratello a fratello. La legge 29
luglio 1896, n. 346 (Di Rudini) fece si che
l’elezione dei Sindaci da parte di tutti i
Consigli comunali, confermando la durata
triennale della carica, poteva avvenire
anche nei Comuni che contava 5000 abitanti come Civita: Giovanni Arrigoni nel
1897 fu il primo Sindaco eletto dai consiglieri. Iniziarono cosi dopo il 1870 una
serie di cambiamenti: nel Carcere
Mandamentale che si trovava dove ora è
l’ufficio anagrafe in Corso Bruno Buozzi vi
venne trasferita la Pretura, che si trovava
in Piazza di Massa nei locali del Sig. Petrini
in affitto per la somma di L. 1080 annue,
il palazzo fu modificato venne costruita la
scala,allargato il portone, fu rialzato il
secondo piano, costruito il cornicione si
rimosse anche la gradinata della chiesa di
San Francesco per uniformarla alla
Pretura,poiché la sagrestia doveva essere
adattata a biblioteca ed ospitare circa
6.000 volumi. Il Carcere quindi fu trasferito alle due Torri di via Vinciolino,si acquistarono gli stabili adiacenti,fu costruito
anche l’alloggio per il custode,il costo fu di
L. 10.021. Le Mole del Treia che erano
state devastate dall’alluvione del 1861
furono riattivate ,i mugnai ne avevano
approfittato formando una Società e
facendo pagare L.150 al quintale per la
molitura traendone cosi profitto e recando
danno ai contadini costretti a sottostare a
ciò per ben 17 anni. La Caserma Militare
Enrico Cosenz che si trovava a palazzo
Andosilla, trasformato poi nel 1899 per
ospitare la
scuola elementare, fu
ampliata
unendo il
palazzo della Pretura e
la Caserma
fu trasferita
nel convento
delle
Clarisse traslocate nel
Seminario. Nel 1878 e gli inizi del 1879 vi
furono altre alluvioni con scarsi raccolti, il
Comune acquistò grano da distribuire
durante i mesi invernali alle famiglie bisognose. Il demanio donò al Comune la
Chiesa e il Convento dei Cappuccini compresa la biblioteca e si decise di costruirvi
il nuovo cimitero che si trovava presso la
Chiesa di San Giorgio, fu comperato un
carro funebre per la somma di L. 682,il
trasporto delle salme fu appaltato per la
somma di L. 300,furono piantati gli alberi
nel viale. Venne deciso di costruire il
Mattatoio Pubblico,il maestro muratore
Domenico Paolelli si offri di costruirlo nell’orto di sua proprietà e di godere della
tassa di mattazione sino all’estinzione del
debito, la proposta non venne accettata e
si deliberò di costruirlo vicino al ponte
Terrano. Venne allargata la strada della via
Flaminia dall’angolo della casa del signor
Arigoni alla chiesa di S. Giovanni demolendo edifici,in quanto stretta e in cattive condizioni essendo di vitale importanza per il
passaggio dei carri,del bestiame e per
l’Artiglieria dell’esercito. Si ottenne la fermata delle 6,29 antimeridiane alla stazione di Borghetto, i civitonici potevano cosi
recarsi a Roma in mattinata e rientrare la
sera .Nel 1877 venne inaugurato il primo
asilo infantile,le strade di via Posterula e la
salita del ponte Clementino essendo molto
scomode per la salita fu tolto il selciato per
renderle il più possibile pianeggianti con
l’inconveniente che durante le giornate di
tramontana si alzava un gran polverone
costringendo la Spazzatura Pubblica ad
innaffiarle . La Polizia Urbana controllava
la sanità dei cibi e con bilancette tascabili
e controllavano che non ci fossero frodi nei
pesi, il servizio di spazzatura urbana era in
appalto,gli spazzini erano tre con carrettini
a mano, mal pagati,accumulavano il letame per poi rivenderlo cercando cosi di
arrotondare lo stipendio. Il servizio sanitario era affidato a due medici più il medico
chirurgo che eseguiva la vaccinazione del
vaiolo,le malattie che predominavano
erano la polmonite, pleuro polmonite,
pleurite, faringite, febbri malariche e cataralli, C’era la Banda Municipale diretta dal
maestro Antonio Cavicchioli. Gli istituti di
beneficenza
erano
l’Ospedale,
l’Orfanatrofio, il Monte Frumentario e
Pegni gestito dalla congregazione di
Carità,vi era una banca :la Cassa di
Risparmio. Si pagava la tassa sul bestiame,la tassa di famiglia o Fuocatico che era
divisa in 20 classi, 700 erano gli iscritti,la
prima pagava L.100 e vi appartenevano
soltanto quattro famiglie, l’ultima L. 1 vi
appartenevano 397 famiglie. Il matrimonio
civile diventò obbligatorio definitivamente
nel sistema giuridico italiano con la promulgazione del Codice Civile del Regno
d’Italia nel 1865, in vigore dal 1 gennaio
1866 ma i Civitonici preferivano il matrimonio religioso,infatti nel 1878 erano soltanto 83 quelli celebrati con rito civile e
non si preoccupavano di denunciare il
cambio di residenza come esigeva la
legge. Nel 1878 vi furono 251 nascite,250
morti e furono celebrati 36 matrimoni.
Nonostante la Legge sulla istruzione obbligatoria le scuole elementari per i bambini
dai sei a nove anni non erano molto frequentate i genitori renitenti venivano
denunciati al Regio Pretore,vi erano inoltre
le scuole ginnasiali dall’anno scolastico
1876/77. Venne fatto un nuovo regolamento di igiene pubblica che vietava di di
fare i lavori agricoli come per esempio sfogliare il granoturco o spellare gli animali
per le vie interne di Civita. L’illuminazione
notturna prima ad olio poi a petrolio infine il 15 settembre nel 1890 fu inaugurata
quella elettrica,era di quaranta lampioni
oltre al disco dell’orologio comunale che
nei mesi gennaio,febbraio,marzo novembre e dicembre erano accesi tutta la
notte,negli altri mesi secondo le tavole
lunarie per la spesa di L. 2000, ne fu
aggiunto un altro nella stretta via Febo.
Vennero appaltati i lavori di fognatura e la
conduttura di acqua potabile. Nel 1895 si
impiantava la rete telefonica mandamentale per circa 60 chilometri, univa per 17
chilometri Civita a Magliano Sabino,15 chilometri Civita, Faleria,e Calcata,14 chilometri Civita, Nepi, e Castel Sant’Elia, 18
chilometri Civita, Fabrica di Roma e
Corchiano.
Francesca Pelinga
38
Campo de’ fiori
Al reparto di Ginecologia di
Civita Castellana.
Con affetto e profondo rispetto voglio
ringraziare il reparto di Ginecologia di
Civita Castellana., per la sua grande
professionalità e per l’umanità ricevuta da tutto il personale medico e
infermieristico del reparto.
Un grazie sincero.
Lorella Zeppilli
Corchiano - 2 Giugno 2009. Festa dei giovani della classe 1954.
Foto Severina Iannoni
Civita Castellana
Giugno 2009.
Renato Conti,
classe 1911,
e Flavio Biagiola,
classe 1930.
“Ultimo avamposto
a difesa di Piazza
Matteotti”.
Foto Alberto Sacchi
campodefiori.biz
Campo de’ fiori
39
Nel cuore
Ricordo Enrico
Occorre tanta fede per accettare quello che spesso non riusciamo a capire, e la
morte di Enrico, è comunque una di quelle cose incomprensibili, che ci lasciano
increduli ed attoniti.
Non si può accettare che una persona, già provata da dispiaceri incolmabili, possa
morire così!
Aveva sofferto immensamente quando aveva perso la sua dolce Daniela e s’era trovato solo con la sua piccola Sara ancora da crescere.
Aveva dovuto trovare il coraggio e la forza per farlo, riuscendovi nel migliore dei
modi.
Aveva allora riversato tutto il suo amore su quella figlia tanto desiderata, ed ogni
volta che ci incontravamo me ne parlava, a volte preoccupato per l’inquietudine
adolescenziale, a volte entusiasta per le innumerevoli soddisfazioni che gli dava.
Povero Enrico, lo conobbi quando ancora avevo l’ufficio in via della Repubblica e fermava spesso la sua vespa davanti alla vetrina per entrare a scambiare due chiacEnrico
chiere.
Ciccarella
Mi colpì immediatamente la sua mitezza e la sua grande educazione, e già allora mi
parlava della sua profonda fede cristiana e dell’amore per il prossimo.
Ebbi modo di conoscerlo ancor più quando mia figlia, all’età di dieci anni, entrò a far parte del coro della cattedrale, sotto la
giuda dell’insuperato Don Giuseppe. Allora Enrico che faceva già parte di questo prestigioso sodalizio per esserne un basso dalla
voce pura e possente, l’aiutò molto, con la sua accoglienza e cordialità, a superare le resistenze e le paure iniziali che una bambina come Cecilia poteva avere.
Me lo ricordo in quegli anni accompagnare alla messa della domenica Tonino, quel ragazzo down al quale si era tanto affezionato, ed ancor più forte ho l’immagine di lui con la madre ed il fratello Ermanno che andavano, immancabilmente sotto braccio,
per via Garibaldi fino a fermarsi alla pasticceria Etrusca per il rito della colazione, un’icona questa di una Civita che non c’è più.
Enrico è stato un appassionato lettore di Campo de’ fiori e me lo
ricordava sempre con apprezzamenti calorosi. E’ stato un mio sincero estimatore quando anch’io entrai a far parte del coro e lì ha
proseguito la sua attività, dopo la morte di Don Giuseppe, con i
Maestri Enrico Mazzoni, prima, e Laura Ammannato, dopo.
I tanti viaggi con il treno bianco a Lourdes con la divisa
dell’UNITALSI e gli altrettanti pellegrinaggi, gli davano arricchimenA Liliana la mia vita
to e gioia, così pure la vicinanza e l’amicizia con la Curia, lo riempivano di soddisfazione.
Il 7 Gennaio te ne sei andata,
Anche il giorno prima di morire, Cecilia mi aveva riportato, felice, i
e con me non sei restata,
suoi saluti, che non mancava mai di inviarmi.
a te sono stato sempre affezionato
e per di più ti ho sempre amata.
Quarantacinque anni di matrimonio e di felicità
Ho cantato assieme al tuo coro per accompagnarti nel tuo ultimo
con tanti accordi e serenità.
viaggio, e siamo stati tutti presi da un’incontrollabile emozione
Ti porgo sulla tomba questo fiore,
quando abbiamo intonato Madonna Nera, il brano che amavi
che tu lo passa donare al Signore
tanto…
e con la tua dolcezza e il tuo sorriso
il Signore ti possa accogliere in Paradiso.
Ciao Enrico
Antonio Guglielmo
Sandro Anselmi
Campo de’ fiori
40
ELENA BONELLI Chiuso CON GRAN SUCCESSO
il suo tour ROMA IN THE WORLD
Sabato 25 e domenica 26 Maggio, il
TEATRO ELISEO ha registarato
straesaurito ed il pubblico era letteralmente andato in visibilio. Alla fine
dello spettacolo una gigantesca bottiglia di champagne è stata stappata
in scena per brindare alla chiusura
del progetto “Roma in the world - la
canzone romana nel mondo” che da
6 anni sta calcando i più bei palcoscenici mondiali.
Elena Bonelli e la sua New Band sono
stati accolti da scroscianti applausi e standing ovation. L’artista romana ha avvolto
la platea facendola partecipare per tutto lo
spettacolo col canto di canzoni del reper-
torio romano quale
“Barcarolo Romano” di
Romolo Balzani, “Tanto
pe Cantà” di Ettore
Petrolini, “Sinnò me
moro”
di
Carlo
Rustichelli ma anche
inediti scritti in romanesco dalla Bonelli e musicati da Mariella Nava,
presente in sala e Pippo
Caruso. Nella totale
attenzione del pubblico
che ha seguito con passione la performance
della Bonelli l’attrice ha
tenuto quasi due ore di
spettacolo, intervallando
alle canzoni romane,
brani recitati e citazioni
dei grandi personaggi
della romanità. Molto
suggestiva la proiezione
in cui la Bonelli interpretava la grande Anna
Magnani intervistata da
Carlo Lizzani, e “Le mantellate” girate dentro il carcere. Straordinaria l’interpretazione di “Chitarra Romana” in fado portoghese che da l’idea di sentire una Amalia
Rodriguez capitolina, e molto divertente e
apprezzata dal pubblico una “Roma nun fa
la stupida” in swing americano. Il pubblico
ha battuto il tempo di tutte le canzoni e
ha omaggiato l’artista con una standing
ovation. Alla fine l’attrice ha ringraziato
tutto il pubblico che, tornando assiduamente ai suoi spettacoli, l’ha seguita per 6
anni e stappando una enorme bottiglia di
champagne in scena, ha brindato con tutti
al successo dell’operazione. Molto efficace
ed affiatata la NewBand diretta
da
Giandomenico Anellino–Chitarra, Roberto
Mezzetti–Percussioni, Roberto Magnanensi
– Fisarmonica, Luca Perroni–Piano,
Alessandro
Mazza–Basso,
Riccardo
Medile–Chitarra, coordinati dalla Bonelli
che di questo allestimento ha curato
anche la regia. Aveva già scaldato 20000
romani che l’hanno applaudita in Piazza
Campidoglio, ma ieri sera la Bonelli,
avvolta da un seducente abito di Donna
Karan, ha trasformato la serata in due ore
di magia regalando al pubblico ogni genere di emozione. Ad applaudirla molta
gente di spettacolo quali:, Renato
Balestra, Battaglia e Miseferi, Stelvio
Cipriani, lo stilista Paolo di Pofi, gli
scenografi Dante e Francesca Ferretti
e Gaetano Castelli, l’autore tv Cesare
Lanza, Amedeo Minghi, Mariella
Nava, Dario Salvatori, Maria Monsè,
Catena Fiorello, Vittorio del GF, il
Vice
Presidente
del
Consiglio
Comunale On. Mirko Coratti, il
Senatore Mario Baldassarri, Lella
Bertinotti Fagno, Gianni Bisiach, il
principe Carlo Giovannelli, nonchè il
figlio di Romolo Balzani Remo ed altri.
Protegge i tuoi valori
Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25
01033 Civita Castellana (VT)
Tel.0761.599444 Fax 0761.599369
[email protected]
Campo de’ fiori
42
L’angolo del Bon Ton
Subito dopo il servizio
del caffè, o anche contemporaneamente a
tavola o in salotto,
vengono offerti liquori
e digestivi.
I bicchieri di diversi
tipi, a seconda dei
liquori che si vorranno
di Letizia Chilelli
servire, verranno posizionati su di un tavolo di servizio o su di un
mobile bar.
Spesso vengono offerte più qualità di
liquori, se invece si opterà per un liquore
solo, si dovrà scegliere qualcosa di molto
particolare come un buon nocino o un ottimo limoncello fatto in casa o un amaro,
una tequila o un liquore caratteristico
acquistato in un viaggio, un famoso
cognac, una vodka ghiacciata oppure dell’eccellente whisky.
Il whisky, si potrà servire al naturale, come
digestivo e se ne verseranno circa due
dita, oppure con ghiaccio che metteremo
nel bicchiere prima di versarlo, si potrà
aggiungere anche soda o acqua naturale
in quantità uguale al volume del whisky.
Altro discorso per il cognac, se lo si serve
nell’apposito bicchiere a tulipano possiamo
procedere così:
- Versare il cognac in ogni bicchiere servendolo da destra;
- Prendere il bicchiere per lo stelo, alzarlo
e inclinarlo avvicinandolo al collo della bottiglia che terremo con la mano destra,
quindi lo verseremo;
- La bottiglia non va tenuta in mano ma
adagiata nell’apposito supporto (cannoncino) di ferro o di legno; alziamo il bicchiere
e lo avviciniamo alla bottiglia inclinando
sia il bicchiere, sia il “cannoncino”.
Se ospiteremo, invece, i nostri amici per
un drink serale, magari il sabato sera, predisporremmo tutto in cucina, in questo
caso gli accessori saranno ridotti al minimo: non si offrono bevande miscelate, è di
rigore il secchiello del ghiaccio.
I liquori da offrire saranno: brandy,
cognac, vodka, grappa, limoncello o
amari. Nel servizio dei liquori non dovrà
mancare poi dell’acqua minerale fresca,
graditi saranno anche dei piccoli assaggi di
cioccolatini o marron glacè.
TIPI DI BICCHIERI
Vediamo in questa rassegna i bicchieri che
non possono mancare per il servizio dei
liquori.
- Bicchiere tradizionale da cocktail secco
che ha la forma di una piccola coppa conica svasata con gambo corto. Va tenuto
sino all’ultimo nel freezer e lo si riempie
con miscele concentrate molto alcoliche,
ma in quantità modeste;
- Il Tumbler o bicchiere da whisky, con
forma a cilindro, molto capace si usa molto
per i long drinks e le preparazioni on the
rocks;
- Il Ballon da brandy
o cognac, con forma
panciuta ma con
imboccatura stretta,
che serve per canalizzare verso il naso i
sentori del liquore, si
tiene il corto gambo
tra il dito medio e
l’anulare e si sorregge il bicchiere con il
palmo per scaldare il
contenuto per poterne apprezzare così i
profumi e il sapore.
Di solito viene scelta
la misura media che
corrisponde
alla
capacità di un bicchiere da vino normale;
- Il Tulipano, è il “vecchio” bicchiere da
Marsala, leggermente panciuto e con la
bocca che tende a restringersi terminando
dritta, si usa per i vini ad alta gradazione
alcolica o per liquori come amari, creme o
il brandy in assenza del ballon;
- Il Gotto, bicchiere basso e tozzo, di cristallo e spesso inciso alla base, si usa per
il vermut serviti freddissimi ma senza
ghiaccio;
- I bicchieri da vodka, con base cilindrica
da cui parte una parte stretta e alta, che
vengono tenuti nel freezer fino all’ultimo
secondo prima del servizio o ancora
meglio se vengono immersi in una coppa
piena di ghiaccio tritato.
Si usano solo per il servizio della vodka;
- Il Calice grande che corrisponde al bicchiere da acqua del servizio da tavola, si
usa per le composizioni che richiedono
impiego di frutta fresca, che viene tagliata
a fette o a spicchi.
Ultimo consiglio: se gli invitati sono numerosi, è obbligatorio riempire prima tutti i
bicchieri e poi servire, per evitare di far
attendere troppo gli ospiti che avremmo
servito per ultimi.
(Bibliografia: “La mia cucina”).
Campo de’ fiori
Lette a Napoli
Pane fresco caldo
Vendesi gelateria, liquido tutto
Si vendono letti a castello per bambini di legno
Si vendono mobili del 700 nuovi
Carne bovina, ovina, caprina, suina, pollina e coniglina
Polli arrosto anche vivi
Si ammazzano galline in faccia
Se mi cercate sono al cimitero ... vivo
Non andate altrove a farvi rubare, provate da noi
Al reparto bambini 3 al prezzo di 2
Si vendono impermeabili per bambini di gomma
Si smacchiano antilopi
Si riparano biciclette anche rotte
43
Campo de’ fiori
44
Il diario dei
Giras
questa pagina è dei ragazzi speciali
li
Domenica 10 Maggio 2009 - Pratica di Mare (Roma) - Zoo Marine.
I ragazzi del Centro Rosa Merlini Frezza di Civita Castellana, le loro famiglie e gli accompagnatori, in gita.
Alcuni momenti di questa divertente giornata.
Campo de’ fiori
45
Madonna di Uliano
Otto secoli di storia e tanta fede
S
L’interno del Santuario
i respira veramente un’aria di grande tranquillità, come è difficile trovare. Chi, tra le
mie conoscenze, vi è già stato ed è solito
ritornarvi, me lo aveva raccontato, aveva
cercato di descrivermelo, ma pur avendo
provato ad immaginarlo, non avevo potuto
minimamente avvicinarmi alla realtà.
Forse, se mai l’avessi provata, avevo
dimenticato che potesse esietere una pace
tale, immersa, come tutti, nel caos di ogni
giorno. Sono rimasti veramente pochi i
luoghi al mondo dove poter ascolatre quel
silenzio e, allo stesso tempo, parlare ed
ascoltare noi stessi e pregare quel
Signore, unico artefice di tanta pace.
Sto parlano del Santuario della Madonna
di Uliano, situato a circa sette km dal centro del paese di Magliano Sabina (Ri), ed
eretto sul Colle di Chiorano, sotto il quale
si apre un’apia vallata, solcata da un piccolo torrente, le cui acque, nel lontano
1242 riportarono alla vita un neonato
morto soffocato e guarirono le piaghe
della madre, sfregiata dal marito, perchè
causa involontaria della morte del loro piccolo.
Questa è la storia del primo di una lunga
serie di miracoli compiuti dalla Madonna
per mezzo di quelle acque (storia che
abbiamo già riportato nel n. 52 di Campo
de’ fiori). L’originaria chiesa, voluta da
Giuliano per ringraziare Maria Santissima
della grazia ricevuta, non esiste più ormai
da tempo, così l’effige della Madonna di
Uliano venne conservata in varie chiese
del paese. Fino a che nel 1967, l’allora parroco di Magliano Sabina, don Attilio
Falcetta, volle costruire un nuovo santuario, esclusivamente dedicato alla Madonna
del miracolo, non molto distante dal primo
e dal luogo dello straordinario avvenimento.
Ben presto, per mantenere vivo il ricordo
dell’accaduto, alcuni fedeli maglianesi si
riunirono dando vita ad una compagnia di
confratelli e consorelle, chiamati a pagare
la somma di 50 cent., che si sarebbero
presi cura del santuario e avrebbero ono-
rato la Vergine di Uliano in tutte le festivicausa dell’inaccessibilità a quei luoghi.
tà dedicate alla Madonna, particolarmente
Le consorelle, al contrario, si trovano a fetnel giorno dell’Annunziata.
seggiare la Madonna di Uliano nella seconSiccome però tale giorno cadeva nella stada domenica di ottobre. Si arriva procesiogione piovosa si decise di festeggiare la
nalmente con l’Urna, si celebra la messa,
ricorrenza il secondo giorno dopo la
si estraggono le dodici nuove “festarole”
Pasqua. Tutto ciò permise di mantenere la
che per un anno, a turno, la terranno in
chiesa di Santa Maria di Ulliano in buono
casa, si offre un piccolo rinfresco ai fedeli
stato per circa tre secoli e mezzzo, e di
intervenuti e si conclude con il pranzo
essere restaurata nel 1735 per volere di
annuale.
una signora assai devota alla Madonna.
Con il passare del tempo molte cose camNei secoli successevi, invece, il luogo di
biano. Importante è però che a restare
devozione venne piano piano trascurato e
salda sia la fede, la devozione e l’amore
la chiesa, accanto alla villa di Giuliano,
verso la Madonna.
venne sconsacrata e venduta
Pierino e Natalina, i due presidenti, sosteAnche il luogo vero e proprio del miracolo,
nuti da altri fedeli compagni, si stanno
dove era stata fatta costruire una fonte,
muovendo quanto più possono per riaprinella quale i malati erano soliti recarsi per
re l’antico passo che porta direttamente
bagnarsi con l’acqua miracolosa, è oggi
alla polla d’acqua miracolosa, ormai
praticamente inaccessibile, poichè le erbe
abbandonata da oltre trent’anni.
e gli spini hanno, purtroppo, coperto il
Sarebbe un vero peccato lasciar cadere
sentiero. E’ possibile però prendere un po’
nell’oblio un avvenimento di tale grandezdi quell’acqua miracolosa tramite un
za, una tradizione così antica e sentita.
impianto idrico, che, grazie ad una pompa,
Non sarebbe giusto privare tante persone
fa arrivare l’acqua alle fontanelle poste nel
della possibilità di recarsi in quel luogo e,
cortile antistante il nuovo santuario.
magari, ricevere la stessa grazia che
Studi approfonditi hanno rivelato che queDorotea ricevette quasi otto secoli fa, per
sta acqua è acidula e ferruginosa e quindi
intercessione di Maria.
particolarmente indicata per la cura di
Riscopriamo e conserviamo le cose belle,
malattie intestinali, essendo purgante e
condividiamo ciò che Dio ci dà di straordidiuretica.
nario. Crediamoci.
Nonostante le vicissitudine del Santuario, i
confratellii e le consorelle della Madonna
di Uliano si susseguirono di generazione in
Ermelinda Benedetti
generazione, mantenendo sempre viva la
fede e la devozione per Maria Santissima.
Attualmente, sono a capo
del gruppo rispettivamente Pierino Marciani e
Natalina Taizani. Le cariche vengono rinnovate
ogni tre anni per gli uomini ed ogni cinque per le
donne. I confratelli hanno
mantenuto l’antica tradizine di festeggiare la
ricorrenza del miracolo il
giorno successivo alla
Pasqua, quando, dopo la
benedizione delle ciambelle, si parte dalla chiesa
di San Pietro per arrivare,
dopo le soste presso la
chiesa
di
Madonna
Alcune Consorelle e Confratelle della Madonna di Uliano
Grande e quella della
Madonna degli Angeli, al Santuario, per
celebrare la santa messa. Al termine, si
estraggono i nomi di dodici confratelli, che
Il Santuario della Madonna di Uliano è visiavranno il compito e l’onore di tenere per
tabile tutti i sabati e le domeniche dalle
un mese in casa propria l’Urna.
ore 16.00 nel periodo estivo e dalle ore
Si è perduta l’abitudine di fermarsi tutti
15.00 durante il periodo invernale.
insieme a mangiare all’aperto sui prati che
circondano il Santuario, a ridosso del
fiume e della polla miracolosa, anche a
46
Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
FESTA DI SAN LUIGI
GONZAGA
17 - 21 GIUGNO 2009
SASSACCI, CIVITA
CASTELLANA
Mercoledì 17 giugno
Ore 12.00 Apertura festeggiamenti
Ore 21.15 Chiesa di San Luigi Gonzaga, Sassacci:
Concerto dell’Orchestra da Camera “Le Metamorfosi
Musicali”, 6° edizione in memoria di
Giovanni Colamedici
Giovedì 18 giugno
Ore 19.30 Apertura stand gastronomico
Ore 21.30 Esibizione di danza contemporanea Modern
Jazz e Classica della scuola Blu Life di Civita
Castellana
Venerdì 19 giugno
Ore 17.00 Un pomeriggio per i bambini con animatori in Piazza,
scivoli gonfiabili, baby dance, regali, clown, giocolieri, musica e palloncini artistici.
Ore 19.00 Apertura stand gastronomico
Ore 21.00 Inizio serata musicale con i Money For Band Cover
Dire Straits
Ore 22.30 La serata continua con il gruppo
Tempisupplementari
Sabato 20 giugno
Ore 17.00 Un pomeriggio per i bambini con animatori in Piazza,
scivoli gonfiabili, baby dance, regali, clown, giocolieri, musica e palloncini artistici.
Ore 19.00 Apertura stand gastronomico
Ore 21.00 La compagnia teatrale La bottega delle chiac-
chiere presenta “Alleluia Brava Gente”, commedia
musicale di Garinei e Giovannini
Domenica 21 giugno
Ore 8.30 Santa Messa
Ore 11.00 Messa Solenne
Ore 17.00 Esibizione Trial offerto da “Top Trial Mito Show”
Ore 17.30 La Banda Musicale Muzio Clementi di Civita Castellana
percorrerò le vie della frazione
Ore 19.00 Santa Messa e solenne processione
Ore 19.30 Apertura stand gastronomico
Ore 21.30 Serata musicale con i Skartoon Band Clyde e la
sua banda, le sigle dei cartoni animate come non le avete
mai sentite.
Ore 24.00 Chiusura dei festeggiamenti con grandioso
spettacolo pirotecnico.
Il Salotto dei Singles
Evento speciale di cultura a arte per comitive. Per tutte le
domeniche del periodo estivo fino a settembre.
ABBAZIA DI FARFA
Domenica 14 giugno - Domenica 21giugno - Domenica
28 Giugno 2009 oasi nel giardino dell'abbazia di Farfa
torneo di Brunch e Burraco per tutti., ore 12,30 E.16.
Telefonare ad Adriana 333-7806648.
Vi aspetto in tanti!
Campo de’ fiori
AGENDA
47
Tutti gli appuntamenti più importanti
3° Raduno Bandistico
Il raduno bandistico, promosso dal Comune di
Corchiano e dalla locale Banda Musicale “G.
Verdi”, vuole creare nuove sinergie e collaborazioni
con altre realtà bandistiche del territorio. Protagoniste
di questa edizione, oltre alla banda del paese organizzatore dell’iniziativa, l’associazione “Amici della
musica” di Allumiere e la Banda Musicale
“G.Porri” di Vasanello. La manifestazione avrà luogo
domenica 5 Luglio 2009, a Corchiano, e rispetterà il
seguente programma:
ore 17.30 Partenza delle bande dai diversi siti del
paese
ore 17.45 Arrivo in Piazza del Bersagliere ed esibizione delle singole bande
ore 18.45 Le bande, inquadrate in formazione unica,
sfileranno lungo Via Roma, sino a raggiungere Piazza
IV Novembre
ore 19.00 Concerto delle singole bande , con maxi esibizione finale in Piazza Pina Piovani e premiazione.
48
Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
L’Associazione Fab(b)rica delle
donne organizza una filiera alimentare
che si propone di far conoscere e valorizzare nel settore agro-alimentare del
nostro territorio le attività e la produzione al femminile e di indirizzare i consumi verso le produzioni locali.
L’evento che avrà luogo a Fabrica di
Roma (Vt) nei giorni 25, 26 e 27 giugno
è
patrocinato
dall’Assessorato
all’Agricoltura della Regione Lazio, dalla Provincia di Viterbo, dal
Comune di Fabrica di Roma, dalla Consigliera di Parità e dalla Delegata
alle Pari Opportunità della Provincia di Viterbo. La manifestazione
seguirà il seguente programma:
25 giugno – ore 21,00 – Sala della Biblioteca
Inaugurazione e presentazione di una mostra in tema.
Proiezione del film documento “Terra Madre” di Ermanno Olmi.
Degustazione di prodotti locali e artigianali.
26 giugno – ore 17,00 – Sala della Biblioteca
La cittadinanza incontra: l’Associazione Slow food “Buono, pulito e
giusto”, i nuovi criteri di scelta; le donne del settore impresa e etica.
Proiezione di un filmato storico anni ’50, sull’ultima sagra delle
pesche a Fabrica di Roma.
Degustazione di prodotti locali e artigianali.
27 giugno – ore 17,00/ 22,00 – Piazza del Duomo
Mostra dei prodotti delle aziende e cooperative di donne agricoltrici e
artigiane: vendita e degustazione.
Pietro
Sarandrea
in collettiva al
Museo Crocetti
Via Cassia, 492
Roma
Dal 2 luglio al
26 luglio 2009
Inaugurazione
giovedì 2 luglio
alle ore 19.00
Orario
mostra:
dalle ore
11.00 alle
ore 18.00
compresi
festivi.
Chiuso il
martedì e il
mercoledì
Campo de’ fiori
49
Vita cittadina
Domenica 24 maggio si è svolto alla sala Cicuti, gremita di spettatori, come ogni anno lo spettacolo teatrale della scuola
dell’Infanzia “GRAMSCI”che è una scuola colorata dalla presenza
di tante culture e di tante religioni che convivono pacificamente nel
rispetto reciproco e chi meglio del Circo con la sua allegria ed artisti
di ogni parte del mondo può rappresentarli. I bambini di tre, quattro, cinque anni si sono esibiti con le musiche tradizionali del circo,le
coreografie sono state realizzate dalle sorelle Francesca e Sara
Antonelli. Le insegnanti hanno curato i costumi e la scenografia in
collaborazione con la scenografa Licia Liberati. Alla fine dello spettacolo i bambini di cinque anni hanno ricevuto il diploma di licenza di
scuola dell’Infanzia. I piccoli artisti hanno riscosso un grande successo dimostrando che la scuola serve anche ad insegnarci a vivere
insieme che ci sono altri popoli,altre modi di vivere che sono validi
tanto quanto i nostri e che il miscuglio è arricchimento reciproco.
Pelinga Francesca
Corchiano - 31 maggio 2009. Infiorata in occasione della
chiusura del mese Mariano.
Civita Castellana - 16 maggio - Palazzo Montalto
Belei. Presentazione del libro “BOOM (il tonfo)
economico” di Antonio Orlando. Da sx Fabrizio
Anzellini, Antonio Delli Iaconi, Luigi Annesi,
Antonio Orlando, Augusto Ciarrocchi.
San Giovanni Rotondo (Fg) - 31 maggio 2009 57° Raduno Nazionale Bersaglieri.Nella foto in basso un
gruppo di ex bersaglieri di Corchiano, che hanno partecipato
al raduno. Da sx: Massimo Zannotti, Paolo Bernabei,
Domenico Ceccarelli, ... , Romeo Campanelli.
La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Auguri a Daniele e Michela sposi il
23 Maggio, gli amici delle Forre del
Treja partecipano con gioia alla loro
felicità.
Sei
meraviglioso
mio grande
dolce Michel,
da mamma
Fiorella, papà
Bruno e da
tutti quelli che
ti conoscono
Il 17 Giugno è il nostro 7° anniversario, volevo ringraziarti per
Tanti auguri a Ivan
ogni minuto passato insieme, sei
Pirri di Corchiano
che il 24 maggio ha davvero speciale ed io sono molto
fortunata ad averti accanto.
ricevuto la
Ti Amo dal profondo del cuore.
sua Prima Comunione,
da papà Massimo,
mamma Viviana e
dalla sorellina
Melissa.
Tanti auguri a Filippo
Carosi che il 7 Luglio
compi 1 anno, ti voglio
tanto bene cucciolo
dalla tua cuginetta
Asia.
Verena e Antonio insieme da 36 anni
il 10 Giugno, siete ancora bellissimi!!
Auguri, gli amici delle Forre del
Treja.
Cara Trilli, il 24
Giugno sarà il tuo
compleanno, 3 anni
sono importanti e
vanno festeggiati in
grande!” Ti facciamo
tanti auguri e ti mandiamo un mare di
bacioni. Ti vogliamo
davvero tanto
bene,sei la nostra cucciolina. Ancora tanti
baci da zio Marco e
zia Elisa.
Verena 58 anni non avere il tempo di
sentirli!
Sei davvero in gamba, auguri dagli
amici delle Forre del Treja.
Tanti auguri a Matteo Longo che compie 2
Un grandissimo
abbraccio forte forte dalla anni il 10 Giugno, da mamma Lorena, papà
Alessandro, i nonni Antonio, Maddalena,
zia Fiorella, da Michel e
Renzo e
zio Bruno
Daniela, gli
zii Giovanni
e Loredana
e le cuginette Sara
e Martina.
Tantissimi auguri alla
nostra piccola Sofia che il
14 Giugno compirà 5 anni.
Auguri dalla mamma, dal
papà, dalla sorellina
Rebecca, dai nonni e da
tutti coloro cha la amano.
P.S.
Sei un dono meraviglioso!!!
1° Febbraio 1959
Tanti auguri ad Angelo
e Sabrina per il loro
primo anno di matrimonio, il 22 giugno.
Auguri dal papà, la
mamma, la sorella, il
fratello, il cognato
Francesco, la nipote
Vanessa e i suoceri
Ridolfi.
Febbraio 2009
Tanti Auguri Armando Antonelli e Maria Luisa Ripani
per i loro 50 Anni di Matrimonio da parte degli figli
Massimo e Claudio, delle nuore Filomena e Gabriela e
dei nipoti Stefano, Tiziano, Andrea, Viola e Aurora.
Tantissimi
auguri di
buon compleanno!!!!
Sono 26 !!!!
Ti voglio un casino
di bene!!!!
Valentina e Davide
Michela
Maggio
annuncia la
nascita
della sorella Rebecca.
Tanti auguri dai
genitori, i
nonni
e gli zii.
Tanti auguri al
piccolo cucciolo
Filippo Carosi
che compie
1 anno
da mamma,
papà, i nonni, gli
zii e
i cugini.
Congratulazioni a Federico Rosella
che il 4 marzo ha conseguito
la laurea in Comunicazione
Interlinguistica
applicata,
presso
l’Università di
Trieste.
Tanti auguri
dalla mamma, il
papà e gli amici
di Trieste e
di Civita
Castellana.
Tanti auguri di buon
compleanno a Matteo
Ferrari di Monza che
compie gli anni il
30 Giugno
52
Campo de’ fiori
Tanti auguri a zio marco per i suoi 40 anni da
Martina, Lavinia e tutti i parenti.
Ciao zia Titti, non ti aspettavi questa sorpresa per il tuo compleanno, vero? Però in
fondo al nostro cuoricino
sentivamo il bisogno di
dirti che ti vogliamo
tanto bene perché sei
una persona tanto speciale! Auguroni dai tuoi nipotini Simone, Sofia, Giada
e Rebecca e da tutti
coloro che ti amano
L’8 Maggio
Maggiorino Di
Berardino festeggia
il suo 85° anno di
età e il 31 Agosto
sua moglie Giuditta
Di Clemente festeggia i suoi 84 anni.
Tanti auguri dai
figlie e dai nipoti.
Tanti auguri a
Michele Moscioni
che il 19 Giugno
compie gli anni, da
mamma, papà,
Roberto e tutta la
redazione di Campo
de’ fiori.
Campo de’ fiori
Ciao sono Puzzola,
anche se assomiglia ad
una piccola iena in
miniatura. Sono di taglia
piccola, mini, avrò 7/8
mesi e non vedo l’ora di
trovare una casa e una
famiglia tutta mia.
Verrò consegnata
sterilizzata.
Ti aspetto! 3389383581
Ciao, sono VASCO, cane
simil corso di circa 2 anni,
taglia medio/grande, ma so
vivere in appartamento perchè attualmente sono in stallo presso un volontario del canile e mi comporto benissimo. Mi trovo a Roma ma mi portano dove sei tu! Sono
buono come il pane, conosco il guinzaglio ma cerco
disperatamente una famiglia che mi sappia dare l’affetto
che io contraccambierò senza voler nulla in cambio.
Fate presto perchè il volontario a fine giugno se ne va e
allora dovrò ritornare in Canile...Vi prego: non fatemi tornare là. FEDERICO: 3337788516
53
CIAO A TUTTI IL MIO
NOME E’ NATAL, HO
CIRCA 40 GIORNI E
SONO UN BEL
MASCHIETTO. QUALCUNO MI HA GETTATO NEL
CASSONETTO DELLA
SPAZZATURA MA PER
FORTUNA SONO PASSATE DI LI’ DUE FATINE
BUONE E MI HANNO
RACCOLTO E PORTATO
DAL VETERINARIO.
SONO IN OTTIMA SALUTE, SIMPATICO E MOLTO AFFETTUOSO. CERCO UNA
FAMIGLIA CHE POSSA ADOTTARMI ED AMARMI RICAMBIERO’ CON FEDELTA’ E AMORE INCONDIZIONATO.
PER INFORMAZIONI TELEFONARE A MANJLA
333.5095345/ 06.66512452
IL CUCCIOLO VERRA’ DATO IN AFFIDAMENTO DOPO LE
OPPORTUNE VERIFICHE.
Non siamo riusciti a contarli: potrebbero essere 34 o 5 di taglia piccola (
simil volpini) e non ne
conosciamo il sesso.
Cercano casa e se volete
adottarli, vi portiamo sul
posto a sceglierli, e potrete così visionare anche i
genitori
(di taglia piccola).
Angela: 3389383581
Trovata ieri pomeriggio 8 maggio a
Vallerano VT cane di taglia piccola tipo
chihuahua età presumibile 3/4 anni femmina mantello marrone chiaro con due
striscie più chiare sun dorso trasversali,
ha un microchip Country 982 982009106549970 che non risulta registrato nella Regione Lazio. Come accadeva molto tempo fa le persone mettevano
il microchip al cane, lo avevano trascritto dal veterinario nel libretto, ma
non andavano a registrarlo all’anagrafe canina della ASL di
competenza territoriale, ecco il risultato NON si riesce ad identificare il proprietario. Associazione Garibaldi Onlus-Vetralla 3389383581
Smarrita simil
maremmana
bianca nella
riserva naturale
del lago di Vico
(zona Santa
Lucia). E’ paurosa e si spaventa, se l’avvistate non tentate di prenderla
altrimenti scappa. Ha microchip ed è
sterilizzata, risponde al nome di Bianca.
AVVISATECI A TUTTE LE ORE
3393501334 - 3384072822 - 3391748952
3478996299 - 3386133572
54
Campo de’ fiori
Album d
Campo de’ fiori
Civita Castellana - 1958. Da sx Alberto Piccolo, Antonio Madeddu e
Francesco Vizzaccaro.
Campo de’ fiori
Civita Castellana - 6 Giugno 1949. Ristorante Albergo Bar
Flaminio. Da sx Armando Bravini, Maurizio Fani, Flora Bravini e
Mario Bravini. Foto del Sig. Ulisse Frezza.
Campo de’ fiori
Civita Castellana - 1964. In piedi da sx: Luigi Cimarra, Massimo Bruzziches, Giuseppe Conti, Luciano Paolelli, Marco Marchetti, Angelo Rossini,
Vincenzo Crescenzi. In basso da sx: Domenico Paolelli, Giuseppe Profili, Giampaolo Pellegrini, Filippo Sopranzi, Alberto Sacchi.
Campo de’ fiori
55
dei ricordi
Campo de’ fiori
Maestro Celestino Morelli - Banda Virgilio Mazzocchi - Via della Repubblica Osteria di Moriconi
Campo de’ fiori
4 aprile 1954 campionato juniores Fabrica di Roma - foto del prof. Vinicio Testa
Campo de’ fiori
56
Album de
Campo de’ fiori
5
4
6
8
3
7
9
1
2
10
11
Fabrica di Roma - 1944. Matrimonio di Augusto Anselmi e Alba Iannoni.
1. Paolo Celeste, 2. Lisandro Iannoni, 3. Francesca Tranquilli, 4. Laurina Alessi, 5. Silvestro Anselmi, 6. Vera Iannoni, 7. Marisa Anselmi,
8. Augusto Testa, 9. Rosa Anselmi, 10. Tommaso Anselmi, 11. Mario Iannoni.
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Anni ‘60. Lucia Francola e le sue sartine. Da sx Rina Tabacchini, Lucia Francola, Luciana Beccaccioli, Nadia Ricci.
Campo de’ fiori
57
ei ricordi
Campo de’ fiori
Fine anni ‘50 - I fondatori della Ceramica Flaminia con una delegazione bulgara - foto della Sig.ra Doriana Gai
18
17
19
9
13
12
10
20
14
11
21
22
Campo de’ fiori
16
15
8
6
1
2
3
4
7
5
Civita Castellana - 1960 -‘61. Terza media. 1. Piero Basili, 2. Delio Sansonetti, 3. Franco Acqua, 4. Franco Zarghetta, 5. Franco Pedica,
6. Leonardo Ciavarella, 7. Concordia, 8. Angelo Corradi, 9. Gianni Manocchio, 10. Gianni Calisti, 11. Mario Quadraccia, 12. Amedeo Ferrelli,
13. Sandro Anselmi, 14. Felice Savioli, 15. Eligio Di Lorenzi, 16. Prof. Pandimiglio, 17. Aldo Del Priore, 18. Guido Spinelli, 19. De Mattia,
20. Walter, 21. Massimo Mariotti, 22. Francesco Sacchetti.
Campo de’ fiori
58
Album d
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Maggio 1947 - Fabrichesi ad Assisi
foto della sig.ra Verena Baldassi
1933 Reclute Enzo Tribolati - Pressi (Beccacciò)
Campo de’ fiori
4
3
2
1
6
5
7
8
Fabrica di Roma - ragazze prima metà anni sessanta - foto della Sig.ra Piera Pulcinelli. 1. Rosaria Ricci, 2. Lina Grandi, 3. Paola Marcelli,
4. Carla Cuneo, 5. Stefania Lapico, 6. Ede Zanatta, 7. Bianca Marcelli, 8. Piera Pulcinelli
Campo de’ fiori
59
dei ricordi
Campo de’ fiori
Pietro Morzelli - Nazzareno Balducci - Francesco Nelli (Frasca) - 1953 - tiro a segno
Campo de’ fiori
1966 - Famiglia di Tabacchini Giacinto e Serafina Bedini - fot della sig. Laura Argelli
60
Campo de’ fiori
Annunci
LAVORO
CERCO
-RIPETIZIONI D’INGLESE a bambini e
ragazzi di scuole medie e superiori e università.
7 € l’ora. Annamaria. Tel. 0761.613110.
-RAGAZZO italiano 36 anni, diplomato, cerca
lavoro per Civita e dintorni come: carpentiere
manuale, pavimentista, commesso supermarket, benzinaio, barista, per agenzie immobiliari
e assicurative con buona esperienza, serio e
buoni propositi. Tel. 338.1141726.
- LAVORI DI VERNICIATURA di balconi,
cancelli, inferriate, saracinesche garage, €
30,00 al mq, lavoro e vernice compresa. Tel.
338.4912768 dopo le ore 16.00 o sms.
-MANICURE, PEDICURE, CAPELLI a domicilio, Civita Castellana e dintorni. Prezzi modici,
ottimo servizio. Tel. 0761.513419 328.8088647.
-SIGNORA 40enne, cerca lavoro come badante, lungo orario, anche di notte.
Tel. 329.9526312.
-BADANTE lungo orario, lavori domestici, pulizie, anche di notte. Tel. 328.2080987.
-MURATORE italiano, lunga esperienza, esegue lavori di resaturo appartamenti, pavimenti,
rivestimenti, muri, tetti, impermeabilizzazioni
terrazzi, materiali termo acustici, piccoli lavori.
Tel. 329.1966311.
-LAUREANDA in architettura impartisce ripetizioni in tutte le materie, per le scuole elementari e medie. Esperienza pluriennale, massima
serietà. Tel. 0761.515526 333.5620583
-RAGAZZA cerca lavoro come donna delle pulizie o baby sitter, zona Fabrica di Roma e dintorni. Tel. 389.0928982.
-LAUREANDO in ingegneria impartisce ripetizioni di matematica per elementari e medie.
Max serietà. Tel. 333.9119941
-SIGNORA cerca lavoro: aiuto anziani, stiratrice (per tintorie e in casa). Tel. 339.7069630.
-RAGAZZO di 17 anni e mezzo, di Civita
Castellana, cerca lavoro come apprendista.
Tel. 339.7069630
-ESPERTA cuoca e pizzaiola, cucina umbra e
romana, cerca lavoro. Tel. 340.5264582.
-RAGAZZA di 34 anni cerca lavoro come cameriera, badante, baby-sitter, aiuto pulizie ecc.
Tel. 329.8398079.
-RAGAZZA cerca lavoro come pulizie o babysitter zona Fabrica di Roma e vicinanze.
Tel. 339.7266316.
-STUDENTESSA universitaria realizza cd con
foto digitali, con musica e effetti speciali, il tutto
a prezzi modici. Tel. 0761.517286.
-SIGNORA 49enne italiana di Civita Castellana,
bella presenza, cerca lavoro come baby sitter
esperienza con bambini poichè mamma di due
figli grandi.
Disponibile anche come badante e accompagnatrice o donna pulizie anche paesi vicini. Tel.
0761515179 - 347.4016708.
-SI ESEGUONO piccole riparazioni di cucito.
Tel. 0761.517286
-RAGAZZA italiana 34 anni, cerca lavoro come
badante, baby-sitter, aiuto pulizie e lavori domestici, commessa con esperienza, patentata, max
serietà. Civita Castellana e dintorni.
T. 329.2213347
-ADDETTA PULIZIE cerca lavoro, automunita,
italiana, sposata, disponibilità zona Civita
Castellana, Nepi e limitrofe. T. 392.7553672
-DIPLOMATA turismo cerca lavoro zona
Civita Castellana, Nepi, Monterosi e limitrofe.
Esperienza come segretaria aziendale, receptionist, cameriera. Automunita, Italiana.
T. 333.6950441
-AUTISTA 48enne offresi per viaggi città,
nazionali ed esteri, con auto propria o senza.
Anche per week-end e festivi esperto e referenziato. Max serietà no perditempo.
Tel. 333.2741653
-HOSTESS diplomata operatrice turistica offresi per meeting, congressi, viaggi cittò, nazionali, esteri, disponibile shopping, teatro e tempo
libero, pranzi e cene di lavoro. Max serietà
esclusi perditempo Tel. 339.5887933
e-mai: [email protected]
-LAUREATA in matematica
ed abilitata
all’insegnamento, impartisce ripetizioni di matematica e fisica per scuole medie inferiori e superiori. Zona Civita Castellana T. 339.8540427
-LAUREATA in lettere classiche impartisce
ripetizioni di latino, greco, inglese agli studenti
delle scuole superiori, di tutte le materie per
aiuto nello svolgimento dei compiti agli studenti delle scuole medie. Tel. 339.7731426.
-SIGNORA Italiana 35enne, cerca lavoro
come pulizia della casa, stiro e piccole commissioni. Zona Civita Castellana e Fabrica di Roma
Tel. 393.2814542.
OFFRO
- CERCASI BADANTE per signora anziana di
Vallerano, giorno e notte con vitto e alloggio.
Tel. 392.8277640.
-TRASPORTI, traslochi, pulizia cantine, box,
uffci. Furgoni piccoli e grandi. Preventivi gratuiti. Orario no stop. Prezzi bassi. Tel.
338.2660789
-BADANTE CERCASI giorno e notte, italiana,
seria per signora anziana di civita Castellana .
Tel. 0761.516897.
-CERCHI UN’ATTIVITA’ dinamica, divertente,
che ti permetta di gestire il tuo tempo guadagnando secondo il tuo lavoro e le tue necessita?
Chiama al numero 393.1750663.
-AGENZIA ENEL ricerca n. 2 persone full time,
automunite, anche senza esperienza, ambosesso, per zone Caprarola-Gallese-Fabrica di Roma
Tel. 340.8335843 - 338.5850027
-CERCASI per ristorante, addetto alla cucina,
uomo, specializzato nella griglia e pizza e aiuto
cuoco. Tel. 0761.513398.
-TIPOLITOGRAFIA SEA cerca macchinista
litografico con esperienza, formato 70x100.
Zona industriale Settevene (VT).
T. 0761.527323.
VEICOLI
VENDO
- Y10 buonissimo stato Km. 93.000 motore fire
€ 1000,00 compreso passaggio.
Tel. 338.9069553.
- AUDI A4 cabrio, anno 2004, come nuova,
interni in pelle, cambio automatico, fari allo
xeno, frigo bar, via sat TV, navigatore, DVD,
vendo € 17.000,00 non trattabili.
Tel. 320.8907290.
- MERCEDES CLASSE E 220 CDI Classic,
accessoriata, blu metallizzato, anno 2004.
Ottimo stato. Tel. 328.9582342.
- APRILIA SR 50 DITECH GP ONE km
14.000, come nuovo. Completamente originale.
Vendo a € 1.000,00 trattabili. Tel. 0761.572801.
- CAMPER ELNAGH Clipper 10 su 2000TDJ
2004, posti omologati 6, radiocd, 2 antifurti,
pannello solare, 2 batterie, tendalino portabici,
stufa, boiler oscuranti, zanzariere, frigo, doccia
separata, predisposizione per 2 bombole.
50000 Km. Tagliandati. Ottimo stato, visibile a
Fiano Romano. Tel. 3475330488.
- Honda Hornet 600 nera immatricolata ad
ottobre 2005 perfette condizioni con faro barracuda appena montato e gomma posteriore
all'80%. Tagliandi documentati sempre Honda.
Monta tamponi paramotore, puntale, semimanubrio dorato e portatarga recllinato. Fornisco
manubrio e sottocodone originali completo di
frecce fumè.Disponibile per ogni prova. 3.800
trattabili. tel. 3395011237
- APRILIA SR D-Tech REPLICA Noriyuki
Haga del 2003. Ottimo stato, con gomme
nuove. Prezzo interessante! Vendo. Prezzo interessante. Tel. 348.3897772.
-HONDA DOMINATOR 650 ENDURO anno
1992, km 37.000, revisionata nel 2008. Sempre
garage. Ottimo stato. No perditempo.
Vendo € 1.300,00. Tel. 348.8944737.
-APRILIA 25 SORTER cc 125 del 1999, colore
grigio metallizzato, parabrezza e bauletto, km
6.500 originali, ottimo stato. Vendo € 1.500,00.
Tel. 338.5480346- 339.8210509.
-CAMPER Miller Illinois su Ducato 2.8 JTD
anno 2005, km 18.000, gomme nuove, vetri
elettrici, chiusura centralizzata, antifurto, aria
condizionata, ant.tv, radio cd, tendalino porta
bici, 4 posti, generatore Truma 6000, frigo
135lt, 4 poltrone, tavolo 2 lettini, ottimo affare.
Vendo € 33.000,00 T. 329.8110589
-OPEL MERIVA Club 1.400, colore bianco, 90
cv , 11/2008, km 1.500, di serie: ESP plus TCP
puls, ABS con EDB, airbag frontale e laterale,
chiusura centralizzata, immobilizer, flex space,
servo sterzo. Dotata di pack one (clima, radio cd
6 casse, cerchi da 15”, volante regolabile).
Vendo € 13.000,00 causa inutilizzo.
T. 349.5044305
-PEUGEOT 206 cc 1100, benzina, unico proprietario € 2000,00. Tel. 338.9743126.
-LYBRA jtd 1.9 colore bianco, anno 2001 tenuta sempre bene, come nuova. Accessoriata di
tutto, computer di bordo, 4 airbag, sedili riscaldabili, aria condizionata, revisionata fino al
2010, gomme frizione cinta distribuzione ecc.
nuove. Vendo € 5.500,00 Tel. 338.2660789.
-FIAT STILO grigio argento anno 2007 Km.
5000, 3 porte multijet 120 Dinamic € 15.000,00
finanziabili. Tel. 333.8231699.
-TRATTORE
Valpadana 30 cv con fresa,
buono stato. T. 0761.516089 o.p.
-SCOOTER Malaguti Madison cc 200, Maggio
2003, blu metalizzato. Buono stato Km. 15350
con portabauletto e bauletto. Causa inutilizzo,
sempre in garage. Tel. 333.6441609.
-MOTO BMW F650 anno 1997, colore beige,
ottime condizioni vendo € 1700,00.
Tel. 3471142794.
OGGETTISTICA/HOBBISTICA/
COLLEZIONISMO
CERCO
-LAMETTE DA BARBA complete di bustine,
acquisto qualsiasi quantità o scambio con fran-
Campo de’ fiori
Gratuiti
cobolli. Alfonso Tozzi Via Pescaglia, 27 - 00146
Roma. Tel. 06.55285165
VENDO
-SET DA BAGNO in ferro battuto, composto da
bacinella + portasapone e caraffa per acqua.
Tutto in ceramica d’epoca. Vendo ad amatore.
Prezzo da concordare. Tel. 333.3073166.
-POLAROID del 1988 da collezione, condizioni
estetiche ottime e pentax k1000. Analogica,
perfettamente funzionante, con obiettivo
50mm. Vendo € 110,00 trattabili.
Tel. 338.1032635
-ANTICHE MONETE romane o greche acquistate regolarmente dietro fattura da numismatici di fama internazionale, investite piccole
somme per pezzi che non svaluteranno mai.
Telefonate da casa, sarete ricontattati
368.7482606 o sms.
ABBIGLIAMENTO/SPORT
-SCI DA NEVE marca Rossignol, lunghezza
1,77 m, completi di tacchi per scarponi regolabili + 2 stecche. Lame in ottimo stato. Vendo
causa inutilizzo ad € 150. Tel. 338.4912768
dopo le h 16.00 0 sms.
-2 CANNE da pesca marca silstar da 3 mt + 1
mulinello, ottime per fiume e laghetto, ottimo
stato. Vendo € 60,00 Tel. 338.4912768 o.p. o
sms.
-DUE ATTREZZI GINNICI:Fun Stepper adatto per addominali, glutei etc., e piccola panca
per addominali. Entrambi poco ingombranti utilizzabili in poco spazio. Vendo prezzo totale €
65,00. T. 0761.508487 - 349.2242295
ARREDAMENTO
-CAMERETTA in legno chiaro e lucido composta da letto singolo, comodino e scrivania, stile
moderno, ottimo stato. Prezzo da concordare.
Tel. 320.3558182 o.p.
-CUCINA componibile 180x87 stile americana
nuova, usata pochi giorni, colore rossa e nera,
forno cucina marca Candy inox Vendo € 350,00
Tel.329.7753685
-MOBILI DA PARRUCCHIERE 2 mobili con
lavabi in ceramica, 2 poltrone in pelle girevoli
per taglio, 2 mobili in legno con specchio, 2
caschi asciugacapelli. Tel. 389.4392409.
ATTIVITA’ ARTISTICHE
- PIANO BAR duo tastierista fisarmonicista,
liscio e latino americano, musica revival dagli
anni ‘80 in poi, per tutte le occasioni, cerimonie,
matrimoni e feste. Tony & Oronzo. Tel.
329.7350638.
-CERCHIAMO tastierista rock-hardrock per
cover e medley vari artisti. Sala prove a
Corchiano. Tel. 335.7430739
VARIE
- LEGNA DI NOCCIOLO, ottima per camini e
termocamini. Vendo a soli € 30,00 al metro.
Tel. 0761.573221.
- STUFA A PELLET buonissimo stato, termoventilata, color mattone (marrone). Scalda 110
mq. € 900,00 trattabili. Tel. 329.0147412
- TERMOSTUFA a legna con forno, usata una
sola stagione. Tel. 339.3318675.
- VIAGGIO in Italia mare o montagna, di una
settimana, per due adulti e tre bambini, anche
solo due adulti, valido fino al 23/08/2009.
€ 150,00. Tel. 348.8102896 o.p.
- FOTO ORIGINALI ventennio dei paesi
Monteromano, Civitella Dagliano, Bagnoreggio.
Vari formati. Condizioni ottime. Si inviano fotocopie. Tel. 339.6228244.
- TECAR TERAPIA, laser, tens, terapie manuali, massaggi ecc. oggi è possibile avere tutto al
Vostro domicilio evitando inutili quanto dannosi
spostamenti. Esperienza ultraventennale.
Tel. 334.8316111 - [email protected]
- SERIO E TRADIZIONALISTA, 49enne, celibe, in uniforme, cerca anima gemella, esclusivamente nel proprio paese nativo (Fabrica di
Roma). Solo nubili o vedove, no maleducate o
con
dituazioni
affettive
poco
chiare.
Tel.330.831603.
-GATTINI simpatici, coccolini, bellissimi, affettuosi. Regalo a chi li sappia veramente amare.
ANNUNCI ECONOMICI GRATUITI PER PRIVATI
a pagamento per ditte o società- Tel. Fax 0761.513117
Cedola da ritagliare e spedire
L’annuncio sarà ripetuto per 3 uscite, salvo diversa decisione della redazione
61
Tel. 333.3073166.
-MI CHIAMO MAURO, sono alto 1,70 , occhi
verdi, capelli castani, 37 anni. Cerco donna per
convivere. Sms 320.9260665.
-VENTILATORE a 3 pale da soffitto, a corrente, colore bianco, tre velocità. Nuovissimo
vendo € 50,00. Tel. 338.4912768 o.p. o sms.
-SET UNICO DA BAGNO in ferro battuto anni
30/40, composto da bacinella più porta sapone
più caraffa per acqua in ceramica antica dipinta
a mano. Vendo a vero amatore.
Prezzo da concordare. Tel. 333.3073166
-FILM VHS generi vari tutti originali.
Permuto o vendo 333.3073166.
-TERMOSTUFA
A
LEGNA
modello
Castelmonte perfettamente nuova. Volume
riscaldabile fino a 330mc, capacità media 9,3
Kw. Prezzo di listino € 2550, si offre a € 2100
(compresa garanzia). Tel. 0761.573160.
-PISCINA accessoriata mod. Ultra Frame rigida 488x122 perfetta e visibile. Vendo € 280,00.
Tel. 0761.574602 o.p.
ELETTRONICA/ELETTRICITA’
-TELEFONO PALMARE
Asus P320, perfetto.
Connessione internet wifi,
installato
Windows
Professional
6,
Telecamera-fotocamera 2
megapixel,memoria
espandibile, con custodia
originale, scatola, 2 caricabatterie, accessori vari. Vendo causa inutilizzo
a € 210,00 trattabili. Tel. 333.7644562.
-MONITOR per computer + 2 tastiere +
mouse e tappetino + 2 casse amplificate + prolunga da 10 mt per collegamento internet da
telefono fisso. Tutto in ottimo stato vendo €
100,00. Tel. 338.4912768 o.p. o sms
Compilate qui il vs annuncio gratuito e speditelo in busta chiusa a
Campo de’ fiori - P.za della Liberazione n. 2 - 01033 Civita
Castellana (VT) oppure mandate un Fax al n. 0761.513117 o
una e-mail a [email protected]
(scrivere in stampatello e senza abbreviazioni) ..................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................
Gli annunci gratuiti sono esclusivamente riservati a privati. Campo de’ fiori non è responsabile
per la qualitià e la veridicità delle inserzioni. A garanzia dei lettori, Campo de’ fiori si riserva il diritto di NON PUBBLICARE annunci non conformi al
presente regolamento o che, a suo insindacabile giudizio, risultino non chiari o che possono prestarsi ad interpretazioni equivoche.
Gli inserzionisti prendono atto che, a richiesta dell’Autorità Giudiziaria, Campo de’ fiori fornirà tutte le notizie riportate con la presente cedola.
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di “tutela dei dati personali”.
COMMITTENTE: NOME................................................COGNOME..............................................Via...............................................................
Città......................................................Tel...................................Firma................................................................
Campo de’ fiori
62
Oroscopo Giugno
ARIETE: Finalmente comincerai a raccogliere frutti nel campo lavorativo; l’estate ti porta grosse quantità di novità in tutti i
campi, la salute, generalmente buona ti spinge a maggiori attività.
Vivi bene ma con moderazione.
TORO: La tua voglia di
vivere ti accende e questo
mese è ottimo per ‘amore
serio ma anche per le
avventure… il lavoro ha
bisogno di essere revisionato, come la salute, niente di serio, ma è
meglio non trascurare.
GEMELLI: Le ultime esperienze ti spingono a fare il
punto della situazione,
molte sono le cose da eliminare, ma dopo, avrai
una visione più chiara…
denaro in arrivo; l’amore và rivalutato e
comunque vanno prese in considerazione
le cose vere e durature.
CANCRO: Finanza da
tenere sotto controllo.
L’amore invece va al galoppo, forse sarà necessario
smussare qualche angolo,
ma ne vale la pena. Per i
single ci sono novità importanti, occhi
di Gaetano Grasso
aperti state per non essere più soli.
LEONE: Lavoro un po’ in
stallo e la salute crea qualche problema di lieve entità, dovrai invece stare
attento nei rapporti di coppia, devi mettercela tutta e
mantenere vivo il dialogo, ogni cosa va
chiarita.
VERGINE: Finalmente le
cose cominciano a girare
per il verso giusto, il lavoro
presenta nuove prospettive, l’amore può portare
all’altare e … perché no, un
bebè sarebbe un dono stupendo… pensaci.
BILANCIA: Incomincia a
rivedersi il sole, e anche tu
come lui tornerai a sorridere. Ci saranno tantissimi
incontri nei vari settori
della
vita
(l’amore?).
Viaggi, cambiamenti, avventure galanti,
insomma non avrai motivo per annoiarti.
SCORPIONE: C’è agitazione tutto intorno a te,
rifletti bene prima di parlare e di agire, tieni sotto
controllo la tua impulsività.
Cerca di non farti nuovi
nemici quelli che hai sono sufficienti …
occhio alla dieta e alla salute.
SAGITTARIO: Questo è
un momento di paura nel
quale dovrai al luogo riflettere e valutare per poi scegliere. L’estate ti porta
grosse novità ma dovrai
prepararti, e avere cura del tuo corpo,
dimagrire un po’ e cercare di eliminare gli
effetti del tempo.
CAPRICORNO:
Puoi
cominciare a tirare un
sospiro di sollievo, l’amore
incomincia ad andare per il
verso giusto, la famiglia
diventa più armoniosa, e
gli investimenti nella casa sono ottimali…
approfitta del momento, ma con saggezza.
ACQUARIO:
Dovrai
accettare un momentino di
pausa, nelle tue cose, la
tua mente vulcanica lo
userà per riorganizzarsi.
Nella coppia evita gli attacchi di gelosia, possono essere molto dannosi. I vari problemi comunque non devono impedirti di dedicarti al partner e cura
molto il dialogo.
PESCI: Incontri preziosi e
in gran quantità, la gioia
entra finalmente in te con
l’amore, per chi è solo la
persona giusta, per chi è in
coppia, riaccende l’amore e
la passione, periodo da non sprecare. Il
lavoro presenta problemi, ma soprattutto
la possibilità di risolverli.
SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL VOSTRO ABBONAMENTO
CARTOLINA DI ABBONAMENTO ANNUALE
SI desidero abbonarmi a : Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00
I miei dati
Nome___ ____
__________________________________ Cognome________________________________________________
data di nascita_______________ __________Città________________________________________________________Prov._______
Via_______________________________________________________________Telefono____________________________________
Desidero regalare l’abbonamento a: Campo de’ fiori (12 numeri) a € 25,00
Il regalo è per:
Nome_______________________________Cognome_________________________________________________________________
data di nascita___________________________Città______________________________________________________Prov.________
Via_________________________________________________________________Telefono__________________________________
effettuerò il pagamento con c/c postale n. 42315580 intestato alla Associazione Accademia Internazionale D’Italia - P.za
della Liberazione n. 2 - Civita Castellana
Data______________Firma__________________________________
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo quanto disposto dalla legge n. 675 del 31.12.1996 in materia di
“Tutela dei dati personali”. Titolare del trattamento dei dati è Campo de’ fiori - P.za della Liberazione,2 - 01033 Civita
Castellana (VT)
Data______________Firma__________________________________
Per abbonarti puoi spedire questa cartolina a Campo de’ fiori - P.za della Liberazione, 2 - 01033 Civita
Castellana (VT) o puoi trasmetterla per fax allo 0761 . 513117
Campo de’ fiori
63
Sandro Anselmi
P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita
Castellana (VT)
Tel./Fax 0761.51.31.17
e-mail : [email protected]
Stime Immobili e Preventivi Mutui Gratuiti
Mutui per abitare
VENDO
Fabrica di Roma
Località Parco Falisco
ultimo lotto edificabile di ca. 1000
mq. Ottimo investimento
Centro Commerciale Falerii Novi
Negozio di 50 mq completo di
arredamento per attività di profumeria. Ottimo investimento.
Faleri, appartamento p. terra di mq
130 intonacato, portico di 100 mq,
giardino 380 mq, terrazzo 400 mq.
Località Pian del Trullo
Porzione di bifamiliare su 3 livelli,
giardino, garage. Da ultimare.
Faleri Novi. Bbifamiliare 240 mq su
3 livelli. PT: portico, salone, cucina,
bagno. P1: 4 camere, bagno. PS:
sala hobby, cucina, garage. Lotto
730 mq. Divisibile in 2 unità.
CEDO
Civita Castellana
Avviata lavanderia/tintoria.
In zona centrale.
Attività distribuzione e vendita
porta a porta surgelati,
5 furgoni frigo, ottimo portafoglio
clienti, concessionario Viterbo e
Roma. Tratt. riservate
Bar - Gelateria - Ricevitoria
Avviato. Posizione centrale
Trattative riservate
In zona centrale
Attività di alimentari avviata.
Località Sassacci
Attività di taglio legna con deposito
ed attrezzature. Tratt. Riservate.
Centralissimo Bar-gastronomiapasticceria avviato, comprensivo di
laboratorio. Giardino interno 25 mq.
Ricevitoria SISA - Superenalotto
Ottimo investimento
Avviato negozio di bomboniere, liste
nozze, articoli da regalo, argenteria
e cristallo
Fabrica di Roma
Negozio di abbigliamento da cerimonia uomo/donna con merce e
stigliatura. Avviatissimo.
Trattative riservate.
Avviatissima trattoria
bar - pizzeria completamente arredato, 50 coperti
corte esterna. Tratt. Riservate
Chiosco di fiori 4x3 mt
con tettoia esterna
Campo de’ fiori
Periodico Sociale di
Arte, Cultura,
Spettacolo ed
Attualità
c/c postale
ed Attualità edito
n.42315580
dall’Associazione
Accademia
Tel. e Fax
Internazionale
0761.513117
D’Italia
e-mail:
(A.I.D.I.)
senza fini di lucro [email protected]
Reg.Trib. VT n. 351 Redazione di Roma:
Viale G. Mazzini 140
del 2/6/89
Presidente
Fondatore:
Sandro Anselmi
Direttore Editoriale:
Sandro Anselmi
Direttore
Responsabile:
Stefano De Santis
Consulente
Editoriale:
Enrico De Santis
Segreteria di
Redazione
Coord
Impaginazione e
Grafica:
Cristina
Evangelisti
Sonia Bonamin
Corchiano
Negozio di abbigliamento
sportivo con due marchi
in esclusiva. Tratt. Riservate.
Ermelinda
Benedetti
Italia: 12 numeri
€ 25,00
Estero: 12 numeri
€ 60,00
Per il pagamento
effettuare i
versamenti sul c/c
postale n. 42315580
intestato
all’Associazione
Accademia
Internazionale
D’Italia.
L’abbonamento
andrà in corso dal
primo numero
raggiungibile e
può avere inizio in
qualsiasi momento
dell’anno ed avrà,
comunque, validità
per 12 numeri.
Stampa:
La realizzazione di
questo giornale e la
stesura degli articoli
sono liberi e gratuiti
ed impegnano
esclusivamente
chi li firma.
Testi, foto, lettere e
disegni, anche se non
pubblicati, non saranno restituiti
se non dopo
preventiva ed
esplicita richiesta da
parte di chi li
fornisce. I diritti di
riproduzione e di pubblicazione, anche parziale, sono riservati
in tutti i paesi.
Si garantisce la
massima riservatezza
dei dati forniti
dagli abbonati e la
possibilità di
richiederne gratuitamente la rettifica o la
cancellazione scrivendo all’editore.
Le informazioni
custodite nello
archivio di Campo
de’ fiori verranno
utilizzate al solo
scopo di inviare
agli abbonati il
giornale e gli
allegati, anche
pubblicitari (legge
675/96 tutela dati
personali).
Cedesi attività di pizzeria al piatto e
da asporto. Avviatissima.
Campo de’ fiori è distribuito a Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Vignanello, Vallerano, Canepina,
Vasanello, Soriano Nel Cimino, Vitorchiano, Bagnaia, Viterbo, Montefiascone, Carbognano, Caprarola,
Ronciglione, Sutri, Capranica, Cura di Vetralla, Blera, Monte Romano, Tarquinia, Civitavecchia, Orte, Gallese,
Magliano Sabina, Collevecchio, Tarano, Torri in Sabina, Calvi nell’Umbria, Stimigliano, Poggio Mirteto,
Otricoli, Narni, Terni, Amelia, Nepi, Castel Sant’Elia, Monterosi, Anguillara, Trevignano, Bracciano, Canale
Monterano, Mazzano, Campagnano, Sacrofano, Olgiata, Faleria, Calcata, S.Oreste, Nazzano, Civitella San
Paolo, Torrita Tiberina, Rignano Flaminio, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Ostia, Nettuno, Anzio,
Fregene. A Roma nei teatri, nei migliori alberghi e locali, sui taxi e in tutte le stazioni MET.RO. Spedito a tutti
gli abbonati in Italia e all’estero, inviato ad Istituzioni Culturali e sedi Universitarie italiane e straniere, a personaggi politici, della cultura, dello sport e dello spettacolo.
Abbonamenti
Rimborso spese
spedizione
Garanzia di
riservatezza per
gli abbonati
Varie
Civita Castellana.
VENDESI AVVIATA ATTIVITA’
COMMERCIALE DI FRANCHISING
Lo Studio Legale dell’ Avv.
ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI
Aldo Piras
BAMBINI DA 0 A 14 ANNI.
Patrocinante
in
Cassazione,
ha stipulato una conCOMPLETAMENTE ARREDATO.
venzione
con
Campo
de’fiori
con la quale, tutti i
OTTIMA POSIZIONE.
lettori,
avranno
diritto
a
n.
3
consulenze
gratuite.
Info Tel. 0761.599190 - 347.9069170 Per
informazioni
rivolgersi
in
redazione
338.4623896
Direzione
Amministrazione
Redazione
Pubblicità ed
Abbonamenti:
Piazza della
Liberazione, 2
01033 Civita
Castellana (VT)
Sandro Anselmi
P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT) Tel./Fax
0761.51.31.17
e-mail : [email protected]
Da 40 anni al vostro servizio
Pubblicizza una selezione di offerte immobiliari
VENDO
Civita Castellana
Località San
Giovanni
Appartamento
130 mq. ca.
composto da
salone con terrazzo, cucina abitabile, studio, 2 camere, balcone,
cantina, panoramico.
Appartamento di 100 mq arredato cucina con camino, salone, tre
camere, due bagni, ripostiglio,
garage 22 mq, due ampi balconi.
Appartamento 97 mq ca., secondo piano, con ascensore, composto da cucina, ripostiglio, salone,
2 bagni, 3 camere, balconi.
Garage 20 mq ca.
Piazza della Liberazione
Rifinitissimo appartamento
155 mq. ca., salone doppio,
veranda chiusa con camino, cucina, quattro camere, due bagni
ripostigli, tre balconi, terrazzo,
garage 40 mq. Trattative in sede.
Via Giovanni XXII appartamento
al piano primo, completamente
ristrutturato: salone, cucina,
bagno, due camere, balcone,
magazzino, posto auto.
Via della Repubblica. Bilocale di
65 mq al piano secondo.
Via del Forte
Appartamento di 108 mq, salone
con camino, sala, 3 camere, cucina, veranda chiusa, bagno, ripostiglio, magazzino al piano terra.
Fabrica di Roma
Via San Rocco appartamento 65
mq. ca. salone con camino in
peperino, cucina, balcone, 2
camere , bagno. €100.000,00
Faleri Novi - appartamento piano
terra di 130 mq da finire, portico
100 mq, giardino 380 mq.
Tre casali con
6.000 mq di
terreno,
frazionabili.
Licenza di
Agriturismo
Centro storico. Locale commerciale di 50 mq. al piano terra.
Impianto sportivo
con piscina, campi
tennis e calcetto, bar.
Ampi locali e
parcheggio.
Vignanello
Terreno 6.800 mq con ulivi,
nocciole e piccolo annesso
Roma
Corchiano
Via San Pantaleo Campano
appartamento 90 mq,balconi 30
mq, posto auto, vasto
giardino e piscina condominiali.
Ascensore e risc. autonomo.
Locale commerciale piano terra, 50
mq+22 di deposito. Ristrutturato.
AFFITTO
Locale commerciale 284 mq+39 mq soppalchi+41 mq tettoia chiusa. H 4,20 mt.
Civita Castellana
Villa di 100 mq ca. con portico, su due
livelli composta da piano terra: ingresso,
cucinino, tinello, sala, 2 camere, bagno.
Piano seminterrato: taverna con bagno e
camino di 40 mq ca. + cantina con grotta
di 20 mq ca.
Sottotetto e giardino circostante.
Terreno agricolo di 1.500/3.000 mq in
prossimità del centro abitato.
Gallese Scalo
Capannone industriale di mq 1.750 c.
trasformabile in residenziale con terreno
di 10.000 mq c. Trattative riservate.
Soriano nel cimino
Appartamento mq 90 su due livelli,
taverna, cucina, 2 bagni, camera, 2 camerette, frazionabile, da ristrutturare.
Sutri
Località Montebono
a 800 mt dal paese, rifinitissima villa singola su
2 piani, di 130 mq
cadauno con terreno di 7.700 mq, divisibile in 2 unità indipendenti.
Villa unifamiliare prestigiosa su tre livelli di mq
400, con giardino di mq
3000 più terreno attiguo
di mq 8000.
Panoramicissima
Magliano Sabina
Magazzini al piano terra di mq 81/22/35
contigui con piazzale condominiale
recintato, con cancello automatico.
Possibilità vendita frazionata
Calvi dell’Umbria
Contrada Pacifici Terreno panoramico di
10.000 mq. ca. con ulivi e progetto per
edificare n. 5 bifamiliari. € 220.000,00
Via del Forte locale commerciale
di 70 mq con bagno.
€ 500,00 trattabili
Via Nepesina appartamento 60
mq: cucina, soggiorno, 2 camere,
bagno e giardino.
Via Mazzini, locale commerciale
di mq 150 circa con parcheggio
di proprietà
Locale commerciale ristorazione
al piano terra, doppia entrata,
bagno e antibagno, dotato di
canna fumaria, laboratorio,
magazzino, cantina.
Località San Giovanni
Appartamento arredato di 100
mq composto da: salone, cucina
e tinello, 2 camere, 2 bagni.
Corso Bruno Buozzi, 3 locali commerciali varie metrature
Centro Storico bilocale 120 mq,
piano terra composto da: bagno,
antibagno, laboratorio, cantina
con canna fumaria.
Via della Repubblica appartamento di 108 mq, secondo piano
con ascensore e 2 terrazzi.
Adatto per studio medico
Via Garibaldi, monolocale
ammobiliato
Appartamento 80 mq piano
terra: 2 camere, soggiorno, cucina abitabile, bagno, ripostiglio,
piccolo giardino.
Fabrica di Roma
Appartamento al primo piano di
110 mq, uso ufficio. 5 stanze e 2
bagni, box 20 mq.
Campagnano di Roma
Locale di 400 mq al piano primo,
uso ufficio con parcheggio.
Appartamento p. rialzato di 100 mq. ca.
salone con armadio a muro, cucina abitabile con terrazzo, 2 camera, balcone,
bagno, ripostiglio. Autonomo.
In prossimità Ufficio Postale
importante e luminoso
locale commerciale di 160 mq
con parcheggio privato.
Scarica

Tutti gli appuntamenti più importanti