www.umbriaradio.it 1,10 euro CONTIENE I.P. N. 14 Periodico settimanale - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Fil. di Perugia Uff. A/P GIOR- Venerdì 11 Aprile 2014 NALE LOCALE ROC l’editoriale il fatto Fecondazione eterologa, i veri problemi in gioco di Elio Bromuri I giudici della Corte costituzionale bocciano la norma contenuta nella legge 40 del 2004 secondo cui era proibito usare la fecondazione eterologa. Ciò significa che una coppia sterile può ricorrere a un donatore esterno per avere un figlio. Sono dieci anni che si discute e si combatte su fronti opposti su questa legge in generale, e su questa norma in particolare. Non entro nei particolari, che non mi competono e nei quali non saprei districarmi. Da quello che ho letto, posso trascrivere che da questo momento sarà possibile ricorrere a donatori di ovociti e spermatozoi quando uno dei due partner è sterile. Sarà lecita l’ovodonazione; qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio sperma. La sentenza ha valore di legge e non è oppugnabile: non potrà essere di nuovo annullata. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. I primi a sollevare il dubbio di costituzionalità della procreazione eterologa sono stati gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali del procedimento di Firenze, che hanno seguito 17 casi su 29, rispettivamente segretario dell’associazione “Luca Coscioni” e docente dell’Università di Firenze. Sembra che la prossima battaglia che sarà ingaggiata contro la legge 40 sarà per l’abolizione del divieto di fare ricerca sugli embrioni. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin intanto prende tempo, in attesa di verificare le conseguenze che tale sentenza potrà portare in concreto, e le modalità con cui potrà essere adottata la pratica della procreazione eterologa, per quanto ad esempio riguarda l’anonimato del donatore esterno, che si concretizza nella domanda se i bimbi nati abbiano diritto a conoscere i veri genitori. Questo tipo di problemi scalda i dibattiti, che poi si allargano e vanno a toccare altri temi della sfera della sessualità, affettività, procreazione. C’è un clima di rincorsa su questi temi, esaltati e sbandierati come grandi conquiste di libertà, liberazione dai tabù, emancipazione, esaltazione di vittorie di civiltà, conquiste di potere, aumento della sfera dei diritti... Manca un qualche accenno al diritto dei figli, ad esempio sapere da quale ceppo biologico si proviene, in quale utero ci si è formati e quindi chi siano i “veri” (biologici) genitori. Non dice la scienza medica che conoscere i propri antenati aiuta a conoscere se stessi, per tutto il patrimonio genetico, tendenze, malattie, durata della vita? Un tale faceva il calcolo: mio padre è vissuto 96 anni e mia madre 80... Siamo nel campo dell’empirico, evidentemente, ma scivoliamo in un ambito freddo, asettico, forse meno umano, poco umano, disumano? Penso che, anziché grida di vittoria da una parte, e lamentele e rivalse dall’altra, si dovrebbero affrontare questi temi con sobrietà e modestia, come ricorsi di necessità per difetti, sofferenze, mancanze, frustrazioni, e quindi cercando in molti casi soluzioni ponderate. È sempre una sconfitta quando un difetto della natura costringe a snaturare un processo perdendo qualcosa della natura stessa. Non si tratta quindi di condannare alcuno, ma di introdurre una mentalità diversa nel campo dei diritti e delle pretese, perché il limite del comportamento umano non sia eluso con superficialità, e non ci si presti a soddisfare speculazioni e interessi economici. DIOCESI PERUGIA StarCup: riparte il torneo di calcio degli oratori 17 DIOCESI CASTELLO Gli insegnanti di Religione dicono “gioie e dolori” 18 Questa domenica inizia la celebrazione della Pasqua con il rito delle Palme. Ci accostiamo al Mistero con una riflessione liturgica di padre Viola sulla Croce, anticipando la “novità” del Giovedì santo di Papa Francesco, e dando uno sguardo agli eventi della Settimana santa in Umbria 2 - 9 - 28 13 Parola a... Mons. Benedetto Tuzia offre una serie di commenti a margine del recente Convegno nazionale della Caritas sulle nuove “periferie” sociali Elezioni europee 3 Contro la disaffezione al voto e il populismo anti-Ue scendono in campo i Vescovi del Continente e l’associazione laicale “Iniziativa dei cristiani per l’Europa” TODI Libro di Debora Bartolini contro la tratta delle donne 20 Università Inaugurazione dell’anno accademico: le linee guida del magnifico rettore Moriconi, le risorse offerte dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini 5 La Voce / Umbria Radio Trent’anni fa il nostro settimanale iniziava il nuovo corso e nasceva la radio cattolica regionale. Se ne parlerà al Festival internazionale del giornalismo 7 DIOCESI TERNI Veglia dei giovani in vista della Pasqua e della Gmg 23 FOSSATO DI VICO Le Acli in assemblea e meditazione a Fonte Avellana 24 GUBBIO Va a François Dolbeau il premio Bandiera 2014 26 LA VOCE FEDE&CULTURA 2 VENERDÌ 11 APRILE 2014 Si conclude con l’aspetto liturgico la serie di riflessioni sulla Croce proposte da esperti in preparazione al Venerdì santo “Santo che soffri, Dio che ci sai deboli” L’ altare interamente spoglio, senza croce, senza luci, senza tovaglie; le vesti liturgiche del colore del sangue; il silenzio dell’assemblea; la prostrazione dei ministri: così la comunità cristiana inizia la celebrazione della Passione del suo Signore. Tutto penetra dentro di noi e scuote nel profondo il nostro mondo interiore: la forza austera della pietra dell’altare, che lascia le vesti della mensa per mostrare la nudità del sacrificio; le vesti intrise di quel sangue nel quale il Figlio ha inaugurato il mistero pasquale; l’intensità di un silenzio che amplifica ogni gesto e ogni parola; la drammaticità del corpo nella polvere della terra, a mostrare fragilità, penitenza, supplica intensa, consegna totale. L’azione liturgica del Venerdì santo si apre invitandoci a fissare gli occhi del cuore sulla Passione del Signore, evento nel quale si concentra tutta la storia. Di questa celebrazione noi abbiamo bisogno per vivere. Ungaretti, contemplando l’orrore della città di Roma devastata dalla guerra, scrive: “Vedo ora nella notte triste, imparo, / so che l’inferno s’apre sulla terra / su misura di quanto / l’uomo si sottrae, folle, alla purezza della Tua passione”. Il mistero di questo giorno è dominato dalla Croce perché non accada che ci sottraiamo alla purezza della Passione del Signore, senza la quale il dolore del mondo altro non sarebbe che l’inferno sulla terra. “Dentro” la Passione Tre sono i momenti di questa celebrazione: la liturgia della Parola; l’adorazione della santa croce; la santa comunione. Non si tratta di stare a guardare da spettatori uno strano genere di rappresentazione della Passione: l’azione celebrativa ci fa partecipi dell’evento della morte di Gesù che si rende presente. Ci viene anzitutto Senza la purezza della Passione del Signore - dice il poeta - il dolore del mondo altro non sarebbe che l’inferno sulla terra annunciata una Parola che ci permette di fare nostri scrutandoli “da dentro” - i sentimenti di Gesù nella sua Passione. È per noi una possibilità inaudita: non si tratta di immaginare lo stato d’animo di Gesù, sperando che i nostri cuori pietrificati possano avvertire un qualche coinvolgimento emotivo. La Parola del quarto Canto del Servo sofferente del profeta Isaia ci permette di conoscere da dentro il contenuto preciso dell’obbedienza del Figlio. Per questo ci impressiona la perfetta corrispondenza tra questa Parola e la descrizione della Passione di Gesù, della quale Giovanni ci mostra il senso glorioso. Gesù obbedisce alla Parola del Servo versetto per versetto: per questo si carica delle nostre sofferenze e come agnello condotto al macello non apre la bocca. Torna alla mente ancora il poeta: “Santo, Santo che soffri, / maestro e fratello e Dio che ci sai deboli”. La compagnia che Gesù ci offre con la sua Passione è l’unica vera consolazione capace di dare senso al nostro dolore con il suo amore: “D’un pianto solo mio non piango più, / ecco Ti chiamo, Santo, / Santo, Santo che soffri”. Questa sua solidarietà con noi peccatori, al punto da imparare l’obbedienza da ciò che patì (cfr Eb 5,8), è la novità del sacerdozio di Cristo, che come annuncia la seconda lettura - è divenuto “causa di salvezza eterna per coloro che gli obbediscono” (Eb 5,9). Sì, proprio adorazione L’obbedienza di Gesù è, dunque, la nostra forza, e la Chiesa nel Venerdì santo ne manifesta una piena consapevolezza: per questo la liturgia della Parola si conclude con la preghiera universale nella quale invochiamo l’efficacia del sacrificio di Cristo sulla Chiesa e sul mondo intero. Una esortazione indica l’intenzione per la quale pregare, a questa segue la preghiera silenziosa dell’assemblea che viene raccolta dall’orazione del sacerdote. Il silenzio orante dell’assemblea è il respiro di questa solenne preghiera della Chiesa. Alla liturgia della Parola segue l’adorazione della santa croce. Il Messale ci offre due possibilità: in entrambe abbiamo una progressiva ostensione del “legno della croce al quale fu appeso il Salvatore del mondo”. La croce viene poi offerta all’adorazione di tutti i fedeli. Quando mai ci capita di accostare alla parola “croce” il verbo “adorare”? Tutti gli altri giorni dell’anno usiamo il termine “croce” come sinonimo di disgrazia, sfortuna, maledizione: il Venerdì santo ci insegna ad Papa Francesco all’adorazione della Croce nel Venerdì Santo del 2013 adorarla, cioè a riconoscere nella nostra croce, in forza della sua, il luogo della glorificazione di Dio in noi. Inginocchiarsi davanti al legno della croce e baciarlo, più che essere espressione della nostra compassione per le sofferenze di Gesù, è l’adorazione stupita della sua compassione per noi, che con il suo amore fa nuove tutte le cose, anche la nostra morte. Ci viene dato di adorare - nelle sue piaghe che lui ha preso da noi - le nostre stesse ferite divenute nel suo corpo manifestazione dell’amore. Amore che va gustato In questo giorno, come nel sabato che segue, la Chiesa non celebra l’eucaristia ma tiene fissi gli occhi del cuore sul contenuto stesso dell’eucaristia, vale a dire la croce del Signore. Se il Signore non avesse anticipato nel pane spezzato la consegna della sua morte, noi non avremmo potuto comprenderla. Senza il pane spezzato, la morte in croce di Gesù sarebbe rimasta per noi il fatto aberrante della condanna di un uomo giusto; ma senza la sua morte, il pane spezzato non sarebbe stato altro che un rito vuoto. Per questo abbiamo bisogno di mangiare il suo Corpo eucaristico che la Chiesa custodisce dalla celebrazione della Cena del Signore, per gustare l’amore del suo dono per noi. L’azione liturgica si conclude con un’orazione sul popolo carica di speranza: “Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna”. L’assemblea si scioglie in silenzio, l’altare torna a essere spoglio in attesa che nella Veglia pasquale l’acclamazione alla luce di Cristo rompa il silenzio e l’altare venga ornato come tavola del banchetto per la festa della risurrezione del Signore, nel quale tutti noi viviamo eternamente. Padre Vittorio Viola, ofm docente di Liturgia all’Istituto teologico di Assisi, coordinatore della Commissione Ceu per la liturgia LA VOCE ELEZIONI EUROPEE VENERDÌ 11 APRILE 2014 VERSO IL VOTO DI MAGGIO. L’appello dell’Iniziativa dei cristiani per l’Europa All’Europa serve nuovo slancio L’intento è “contrastare la disillusione” e “diffondere fiducia e speranza”. Creato anche un sito internet per sensibilizzare sul tema “S tualità, con le delicatissime situazioni createsi in Ucraina e sulle sponde mediterranee. Vi sono popoli - è il messaggio - “che rischiano la loro vita per godere dei diritti e delle libertà di cui noi già beneficiamo” e per questo, “l’astensione” dal voto di maggio “sarebbe una grave colpa morale”. Nell’appello si sottolinea poi il valore della fraternità, che richiede giustizia verso i più deboli, l’apertura internazionale (“no a un Continente indifferente alle miserie e alle speranze del mondo”), la solidarietà verso i migranti, il rispetto dell’ambiente. Il documento - intitolato Per un’Europa dei valori e della fraternità - è stato presentato da Jérôme Vignon a nome delle Semaines sociales de France (Settimane sociali di Francia), e da Stefan Vesper del Zentralkomite der deutschen Katholiken (Comitato centrale dei cattolici tedeschi). Il testo invita i cittadini Ue a sostenere il disegno di costruzione dell’Europa unita, sottolinea la crescente importanza dell’Europarlamento nel processo legislativo e politico dell’Ue, ricorda le attuali difficoltà legate alla lunga recessione. L’appello ribadisce la necessità di un’Europa “vicina ai cittadini”, mette in guardia da una legislazione comunitaria incomprensibile per gli stessi cittadini, indica la via di un altro modello di sviluppo fondato sulla solidarietà. “Infòrmati, ascolta, agisci” sono i tre verbi che scandiscono l’organizzazione del sito web promosso dall’Iniziativa dei cristiani per l’Europa per “aiutare i credenti a diventare soggetti responsabili e protagonisti” nel processo di integrazione europea. Il sito (www.theeuropeexperience.eu) s’intitola “The Europe Experience - Get informed, get inspired, go ahead!” ed è stato presentato da Johanna Touzel, coordinatrice del progetto, e da alcune personalità del laicato europeo. Alla presentazione era presente padre Patrick Daly, segretario generale della Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea. Una parte del sito - disponibile in 7 lingue - è di carattere informativo (Fatti un’idea delle politiche europee e pensa alle sfide che ne derivano); quindi figura una parte di approfondimento (Confrontati con la dottrina sociale cristiana e guarda come la pensano le Ong cristiane; vi sono riportati testi preparati da un’équipe di teologi di vari Paesi europei); infine un angolo interattivo (Mettiti nei panni di un eurodeputato e fai le tue proposte). In particolare l’attenzione si concentra su cinque grandi tematiche inerenti le competenze Ue: politiche economiche e sociali; migrazioni e asilo; sostenibilità; politiche per i giovani e la famiglia; l’Ue nel mondo. Gli organizzatori hanno espresso la possibilità che il sito diventi, al di là delle prossime elezioni, “un punto di riferimento stabile” per il confronto sul processo d’integrazione, provando anche a mettere in rete gruppi locali e associazioni nazionali di cristiani impegnati in campo culturale, sociale e politico”. ì alla dimensione effettivamente europea dei programmi elettorali, no alle liste che prendono in ostaggio l’Europa per egoistici fini nazionali. Sì a una seria analisi dei limiti dell’Ue, no alle tentazioni populiste. Sì a una nuova comprensione degli interessi nazionali”, ma al contempo “sì a una identità europea che valorizzi le specificità nazionali e regionali”. Sono alcuni dei punti fermi indicati nell’appello in vista delle elezioni per l’Europarlamento diffuso il 2 aprile a Bruxelles dall’Iniziativa dei cristiani per l’Europa (Ixe), che raccoglie numerose organizzazioni laicali di vari Stati. L’intento, hanno spiegato i promotori, è di “contrastare la disillusione e lo scoraggiamento” che sono stati alimentati dalla crisi, di “diffondere fiducia e speranza” legate al progetto europeo, di mettere in guardia dai pericoli derivanti dai nazionalismi, dalla xenofobia e dai movimenti populisti che si rafforzano in prossimità del voto di maggio. Il palazzo della sede del Parlamento Europea di Strasburgo Per l’Ixe, le “prossime elezioni rappresentano un’opportunità concreta, alla nostra portata, per domandare un nuovo soffio, un nuovo slancio per l’Europa... È il Parlamento europeo che incarna direttamente i popoli. Competente oggi sulla totalità delle politiche dell’Unione, esso deve diventare la voce della comune coscienza europea”. Il testo ricorda però che la crisi ha portato l’Ue “sulla soglia di una crisi esistenziale”, che si evidenzia con modalità differenti, legate fra l’altro alla mancanza di lavoro da una parte, e dalla diffusione del populismo dall’altra. Il documento richiama alcuni dati storici (fra cui gli anniversari delle guerre mondiali e della caduta del Muro di Berlino) e di at- Dichiarazione dei Vescovi Ue O ltre all’Ixe - vedi articolo qui sopra - anche i Vescovi europei (Comece) hanno rilasciato una Dichiarazione in vista delle prossime elezioni europee. Il testo completo lo si può leggere sul nostro sito www.lavoce.it. La Comece invita gli episcopati dei singoli Paesi dell’Ue a fare propria e rilanciare la Dichiarazione. Tra i punti che essa sottolinea, l’“incremento della povertà per un grande numero di cittadini” al punto che “la situazione è drammatica, per molti addirittura tragica”. Per questo, a maggior ragione, “Noi Vescovi europei chiederemmo che il Progetto europeo non venga messo a rischio o abbandonato... Abbiamo troppo da perdere da un eventuale deragliamento del Progetto europeo”. La Dichiarazione della Comece elenca una serie di aree specifiche che dovrebbero calamitare l’attenzione delle istituzioni Ue: il principio di sussidiarietà, il principio di solidarietà, “una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto della dignità umana” (“La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale”), la famiglia, il fenomeno dell’immigrazione (“La responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione... deve essere condivisa”), l’ecologia, la libertà religiosa, la salvaguardia della domenica, la cura degli anziani e le “nuove opportunità per i giovani”. A Strasburgo “corro per la famiglia” Il Forum delle associazioni familiari propone ai candidati alle elezioni Ue di firmare il “manifesto” per la famiglia “I n qualità di candidato alle elezioni europee, mi impegno a tener conto sistematicamente delle necessità della famiglia nel momento in cui dovrò assumere decisioni politiche che abbiano un impatto sulla società, al fine di rafforzare l’istituzione familiare, per il bene dell’Europa e nel pieno rispetto, oggi e in futuro, del principio di sussidiarietà”. Sono le prime righe del Manifesto per la famiglia che la Fafce (Federation of Catholic Family Associations in Europe: Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche) lancia in vista delle elezioni per il Parlamento europeo del 22-25 maggio. Un documento in dodici punti che ribadisce la centralità della famiglia nella società europea e chiede, ai candidati all’Assemblea Ue che lo sottoscriveranno, un atteggiamento coerente, a tutela dell’istituto familiare, basato sul principio di sussidiarietà. In Italia il manifesto è rilanciato dal Forum delle associazioni familiari. Il presidente Francesco Belletti spiega: “Dobbiamo essere consapevoli che le decisioni prese a Bruxelles sono di fondamentale importanza anche per noi, per la nostra vita quotidiana. Siamo convinti europeisti, e proprio per questo desideriamo cambiare l’Europa affinché l’Europa faccia gli interessi dei popoli europei”. Il manifesto è diffuso mediante una campagna paneuropea intitolata “Vote for Family 2014 - Corro per la famiglia, anche in Europa”. Lo scopo dichiarato è “di incoraggiare i candidati a sostenere e promuovere politiche a misura di famiglia”. A chi ambisce a un posto a Strasburgo viene chiesto di sottoscrivere il manifesto per poi “impegnarsi a difendere, se eletti, la famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna e la vita dal concepimento al termine naturale, a riconoscere la famiglia come soggetto sociale”, a “sostenere politiche di conciliazione famiglia-lavoro”. “La campagna - aggiunge Belletti - è un’occasione per convincere i candidati che i valori della famiglia e della vita sono irrinunciabili per costruire un’Europa più giusta, più solidale, più rispettosa dei diritti della persona”. Il presidente del Forum prosegue: “Vogliamo mandare” al Parlamento Ue “persone che abbiano a cuore un’Europa che parte dal basso, e che riconosce che sono prima di tutto i cittadini e le famiglie a costruire la società”. Dopo le elezioni, spiega Belletti, dovrà essere compito delle associazioni delle famiglie non lasciar soli gli eletti, aiutandoli “a perseguire questi obiettivi, ma anche verificando che alla firma del manifesto corrisponda poi un impegno concreto”. I nomi dei candidati che sottoscriveranno il manifesto verranno resi noti in tutta Europa il 15 maggio in occasione della Giornata internazionale della famiglia. Gianni Borsa 3 ABAT JOUR A cura di Angelo M. Fanucci La Chiesa in cammino Così canta l’intitolazione della Preghiera eucaristica V/D: “La Chiesa in cammino”. Bene. Ma l’intestazione aggiunge: “... verso l’unità”. Come “in cammino verso l’unità”? Ma non era già unita, la Chiesa, come diciamo ogni domenica al termine delle lettura: “Credo la Chiesa una, ecc.”. Allora? Continua il testo sacro: “Per mezzo del tuo Figlio, splendore d’eterna gloria fatto uomo per noi, hai raccolto tutte le genti nell’unità della Chiesa”. “Hai raccolto”: già fatto. E grazie a questo fatto compiuto, il Padre “continua a radunare in una sola famiglia i popoli della Terra, e offre a tutti gli uomini la beata speranza del Suo regno”. Occorre fare un passo indietro, e riprendere in mano i testi del Concilio. Il Concilio ha introdotto distinzioni fondamentali nel cuore della nostra comprensione del mondo e della sua storia, prima fra tutte la distinzione fra Chiesa e Regno. La Chiesa, oggi come mai per il passato, è il pusillus grex (piccolo gregge) del quale ha parlato Gesù. Su questo fatto ha influito molto la crescita esponenziale della popolazione mondiale, ma forse molto maggiore è stato l’effetto della cultura delle autonomie, che ha sottratto alla Chiesa competenze che ieri le venivano attribuite, visto che scelte diverse non erano possibili. Oggi la filosofia, le scienze, la politica rivendicano un proprio ambito esclusivo e delle leggi proprie, che le autorizzano a parlare come parlano le realtà umane adulte. Il Regno è tutt’altra cosa: il Regno è la crescita complessiva della verità e del bene, a qualsiasi titolo, nelle coscienze e nelle strutture; una crescita che il suo spazio lo chiede innanzitutto alla coscienza di ogni uomo, e poi alle strutture che lo accolgono. La Chiesa è il cuore del Regno, ed è veramente Chiesa solo quando ne provoca in massimo grado la crescita nella verità e nel bene. Da lei si irradia la forza di Dio. Il cui tragitto solo per una minima parte è visibile, mentre tutto il resto è un percorso di tipo carsico, s’inabissa, riaffiora, s’inabissa di nuovo… solo all’ultimo tutto sarà chiaro. In questo senso, grazie alla natura carsica di gran parte del suo percorso, la Chiesa vive in funzione del Regno. E aveva ragione la Preghiera V/C a concludere chiedendo al Padre una Chiesa esemplare sul piano della verità e della libertà, della giustizia e della pace, ma con una finalità precisa: “Perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo”. La Chiesa in funzione del Regno. E il cuore esce fuori dall’archivio parrocchiale e se ne va per il mondo cantando le lodi del Dio onnipotente nella misericordia. LA VOCE ACCADE IN UMBRIA 4 SetteGIORNI AMMINISTRATIVE. Definiti i cinque nomi in lizza a cura di Enzo Ferrini CALCIATORE TORNA IN CAMPO DOPO TUMORE “Dio mi ha fatto provare questa cosa per farmi scoprire il vero senso della vita”. La “cosa” è quella “pallina” (come la chiama lui) di 3 centimetri nel cranio. Un tumore benigno che gli è stato rimosso all’ospedale di Perugia. Così tra qualche mese Carlo Vicedomini, giovane centrocampista del Castel Rigone (Seconda Divisione), dopo tante paure e un intervento chirurgico di otto ore, potrà tornare ad allenarsi e alla sua vita normale. “Vorrei che la mia storia - ha detto ancora Vicedomini - servisse anche a dare forza a chi deve affrontare un problema di salute: non bisogna lasciarsi travolgere dalla paura. A me questa forza è venuta dalla fede e dalla mia famiglia”. TRENI PUNTUALI, UTENTI SODDISFATTI? Parliamo ancora di ‘fede’, ma non religiosa. Si può credere alle statistiche? Quelle di Trenitalia affermano che nel primo trimestre di quest’anno, su 100 treni regionali umbri, 91 sono stati puntuali (nel 2008 erano 85) e che sono soddisfatti del servizio (puntualità, pulizia, comfort) 85 viaggiatori su 100 (erano 70 nel 2010). Un resoconto fedele della situazione? La risposta a viaggiatori abituali e pendolari. SUPERSTRADE TRA RITARDI E POLEMICHE Dalle ferrovie alle strade. Per gli umbri, la marcia di avvicinamento alle spiagge marchigiane è ancora lenta e faticosa. Il progetto “Quadrilatero”, per una spesa prevista di più di due miliardi di euro, procede a singhiozzo. La superstrada Foligno - Civitanova Marche dovrebbe essere completata nel 2015, mentre per la Perugia- Ancona (i cui primi cantieri risalgono agli anni ’70 del secolo scorso) non ci sono neanche previsioni. La situazione è stata illustrata dall’amministratore delegato della Quadrilatero, Eutimio Mucilli. I cantieri sulla Perugia-Ancona sono fermi da tanto tempo dopo una serie di vertenze legali e amministrative e per le difficoltà finanziarie delle varie aziende che si sono succedute nello svolgimento dei lavori. Per la E45 invece ci sarebbe il progetto di trasformarla in autostrada. Non tutti sono daccordo, e si è anche formato un comitato (“No E45 autostrada”) per promuovere una petizione popolare contro la trasformazione. Intanto però, mentre si discute, qualcuno intervenga a tappare le buche! SI VUOL PRIVATIZZARE ISOLA POLVESE Che bello il Trasimeno, con così tanta acqua che non si vedeva da più di vent’anni! E allora è il momento di... cedere ai privati l’isola Polvese, perché la Provincia di Perugia non ha più soldi “per gestire in proprio un patrimonio di tale portata”. Parole dell’assessore provinciale Piero Mignini, il quale ha annunciato che l’ente intende affidarne la “gestione e l’uso” a privati per 21 anni, con l’impegno di mettere in sicurezza una serie di edifici e di realizzare opere - anche impianti sportivi - per renderla più appetibile ai turisti. Sempre che con la riforma delle Province varata dal Parlamento il progetto di “privatizzazione” sia ancora realizzabile. MULTATA PESCHERIA A CAUSA DEL... LATINO Una multa di 1.166 euro è arrivata al titolare di una pescheria di Foligno, che nel cartellino dei vari tipi di pesce in vendita aveva scritto solo il nome italiano e non quello scientifico in latino. Violando così una normativa europea. Ma - si chiede il Corriere dell’Umbria che ha pubblicato la notizia “chi è mai entrato in pescheria chiedendo una Spaurus aurata (orata) o una Soleas vulgaris (sogliola)?”. VENERDÌ 11 APRILE 2014 I candidati di Perugia D opo tante discussioni, il quadro dei candidati per la carica di sindaco di Perugia appare chiaro: in lizza ci saranno Wladimiro Boccali (centrosinistra), Cristina Rosetti (M5S), Urbano Barelli e Dramane Waguè con le loro liste civiche e Andrea Romizi (centrodestra). Sul nome di quest’ultimo, avvocato e consigliere comunale di Forza Italia, c’è stato l’accordo tra le varie componenti del centrodestra, rimasto un po’ spiazzato dalla rinuncia di Corrado Zaganelli. “Mi piacerebbe che nei prossimi giorni – ha scritto Romizi sulla sua pagiPalazzo dei Priori sede del Comune di Perugia na Facebook – non si parlasse tanto e solo del mio nome, frutto di una difficile e accidentata convergenza tra parti, ma Per Romizi “Quello che del progetto che da qui nasce. Quello che conta è la ferma e diffusa conta è ciò che, pur consapevole dei miei limiti, ho accettato di rappresentare: la volontà di rifondare Perugia, ferma e diffusa volontà di tante persone di economicamente, rifondare Perugia, economicamente, socialmente e culturalmente. Per questo ho socialmente, culturalmente” deciso di esserci”. Lo sostiene apertamente l’on. Pietro Laffranco: “Una scel- Boccali è sicuro che la consultazione ta congrua alla sfida del 25 maggio, allor- elettorale “non sarà un referendum su di quando i cittadini dovranno decidere se me, bensì una scelta su quella che è la più lasciare il capoluogo regionale al suo de- seria proposta per la città”. Rimarca l’imstino di irreversibile declino, conferman- portanza della candidatura di Perugia codo Boccali, oppure riaccendere la spe- me capitale europea della cultura. Il proranza di un nuovo rinascimento civile, vo- gramma con cui chiedere un secondo tando l’alfiere del cambiamento, Romizi. mandato ai cittadini è in fase di stesura Andrea, che dimostra il coraggio politico ma il sindaco uscente sottolinea la necesdella sfida qual è certamente la corsa per sità di realizzare opere molto importanti diventare primo cittadino merita il soste- per far tornare a girare l’economia. Per il gno di tutti coloro che amano Perugia”. 2015 lavoriamo per togliere la tassa di soggiorno con il sostegno di Regione e Camera di commercio. Sempre per il bilancio 2015 ho in mente una revisione della fiscalità in senso progressivo a favore delle categorie produttive. Ci sono le condizioni per un abbassamento della pressione fiscale già nel 2015”. Boccali intende fare una campagna elettorale “non strabica, rivolta a tutti i cittadini”, segnata da iniziative, assemblee e incontri diretti con le persone e non sembra preoccupato dal confronto con gli altri candidati. Lancia una frecciata alla Rosetti: “Non vedo tanti elementi di novità – ha detto – se uno fa attività politica mascherata dietro un’associazione alimentata con fondi pubblici”. Riferendosi a Romizi si limita a dire: “L’ho sentito intervenire un paio di volte in Consiglio comunale”. E. Q. Consiglieri regionali. Per i vitalizi oltre 3 milioni di euro sottratti alle famiglie ed alle imprese N ell’ultima seduta del Consiglio regionale tenutosi il 1° aprile, è stato approvato il “Bilancio di previsione dell’assemblea legislativa regionale per l’esercizio finanziario 2014”, l’atto che stabilisce e indirizza la spesa pubblica da parte di un organismo istituzionale importante per tutti i cittadini umbri. “Ma, ancora una volta - denunciano in un comunicato Cisl regionale, Cittadinanzattiva e Libera Legambien- te - come ormai avviene da molti anni, abbiamo dovuto registrare, nero su bianco, che il Consiglio regionale con risorse pubbliche frutto delle imposte e tasse pagate dai cittadini, ripianerà il fondo previdenza dei componenti l’Assemblea regionale con oltre 3.000.000 (tre milioni e oltre) di euro. L’importo esorbitante ed eccessivo, rispetto ai contributi versati, dei Vitalizi non viene messo in discussione, nonostante le diecimila firme rac- La sede del consiglio regionale colte dalle nostre organizzazioni”. “In Umbria, invece, - continuano regna l’immobilismo, non vi è nessuna volontà politica di legiferare per riportare i vitalizi all’effettivo versato dai Consiglieri”. “Denunciamo inol- tre - prosegue la nota - che rispetto ai 3 milioni del 2014, nei prossimi anni la spesa aumenterà di oltre il 20%, grazie ad una legge che dice di abolire i vitalizi, ma, invece, aumenta la spesa a carico dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. I Consiglieri regionali devono percepire il vitalizio rapportato all’effettivo versato, come il resto dei cittadini italiani”. “Le Associazioni scriventi - concludono - continuano a sentirsi impegnate ed intraprenderanno altre strade per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere il privilegio e destinare le risorse recuperate a finalità di interesse generale. Regione. Presentati i dati del Rapporto La formazione in Umbria I n Umbria, nel biennio 2011-2012, sono circa 7mila i lavoratori, oltre metà dei quali presenti in aziende in crisi o in difficoltà, formati con gli interventi di formazione continua di Regione e Province. È uno dei dati del secondo Rapporto sulla formazione continua in Umbria, presentato nel corso di un incontro nella sede dell’Agenzia Umbria Ricerche, a Perugia. L’obiettivo, è stato ricordato, è quello di riportare le diverse componenti della formazione continua realizzate in Umbria, sia sul versante di quella finanziata attraverso il Fondo sociale europeo sia su quello dei Fondi paritetici interprofessionali. Nel biennio 2011-2012 la programmazione della Regione Umbria in materia di politiche formative e occupazionali rivolte alle persone occupate è stata fortemente influenzata dalla presenza della crisi economica. La Regione ha concentrato l’attenzione sulle attività necessarie a contrastarne e mitigarne gli effetti sia sui lavoratori che sull’intero sistema economico e sociale umbro. Sono 265 i corsi collettivi di formazione continua conclusi nel biennio di riferimento e gestiti dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia (quelli finanziati dalla Provincia di Terni si sono conclusi nel 2010), finanziati nel periodo tra il 2008 e il 2010, i quali hanno riguardato 3340 lavoratori. Sono state erogate 6027 ore di formazione, concentrate principalmente nel 2011 (5206). In prevalenza, si è trattato di corsi per l’aggiornamento in tema di salute e sicurezza del lavoro (il 20,4% del totale); seguono i corsi per l’aggiornamento di competenze in gestione e amministrazione aziendale (17 per cento) e in assistenza all’infanzia e servizi per i giovani (11,3 per cento). I corsi o moduli formativi per i dipendenti delle imprese interessate dagli ammortizzatori sociali in deroga, con frequenza obbligatoria, sono stati circa 1900 corsi e le partecipazioni sono state circa 19000. I lavoratori coinvolti sono stati 3704. Nel biennio di riferimento del secondo Rapporto, analizzando le fasce di età dei 3704 destinatari (provenienti dalle 1987 unità produttive coinvolte in richiesta di ammortizzatori sociali in deroga), si rileva una presenza quasi omogenea delle tre classi di età tra i 25 e 34 anni, tra i 35 e 44 anni e tra i 45 e i 54 anni, segno che la crisi ha colpito principalmente e in modo indistinto dai 25 ai 54 anni. Dal punto di vista del genere, non si hanno forti differenze: il 52,6 per cento sono uomini. La maggior parte ha bassi titoli di studio. Sono quasi 700 le aziende che sicuramente hanno visto i propri lavoratori partecipare alle attività finanziate dai Fondi paritetici interprofessionali, circa 2000 quelle che hanno visto i propri dipendenti partecipare alle attività di formazione continua regionali e provinciali e “solo” 262 quelle interessate dalla cassa integrazione in deroga. La pubblicazione è disponibile “on line” nel sito dell’Agenzia Umbria Ricerche (www.aurumbria.it). LA VOCE ACCADE IN UMBRIA VENERDÌ 11 APRILE 2014 ❖ REGIONE Fondi per i centri di Perugia e Terni Centro commerciale naturale e innovazione: sono queste le chiavi di volta su cui scommette un bando della Regione di prossima uscita, con una dotazione di circa 2 milioni di euro, per il rilancio del centro storico di Perugia e Terni e delle imprese commerciali in esso operanti. Per una ottimale gestione del bando e degli interventi che grazie a questo finanziamento (derivante dal FSC - Fondo sviluppo e coesione) si potranno mettere in campo è stata costituita una task-force istituzioni-associazioni d’impresa, i cui rappresentanti hanno sottoscritto formalmente un protocollo d’intesa che è alla base della successiva fase di collaborazione operativa per la concreta creazione dei centri commerciali naturali e che è stato presentato in una conferenza stampa. La pubblicazione del bando è prevista per i prossimi mesi - ma fin da subito si lavorerà per dare attuazione al programma di finanziamento. Una parte delle risorse disponibili - che saranno equamente divise tra i due capoluoghi - sarà destinata ad investimenti di tipo innovativo messi in campo dalle imprese commerciali. Un’altra parte andrà invece a finanziare progetti e azioni d’insieme del centro commerciale naturale sempre attinenti all’innovazione e al concetto di “smart city. ❖ SENATO ACCADEMICO Ricevuto dalla Marini e dal sindaco Boccali Il Senato accademico dell’Università degli Studi di Perugia, guidato dal Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Franco Moriconi, come consuetudine in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, è stato ricevuto nella stessa giornata a Palazzo Donini dalla Presidenza della Regione Umbria. Nel corso del cordiale “brindisi” i rappresentanti delle due istituzioni hanno sottolineato l’importanza e la positività delle relazioni tra l’Università e la Regione Umbria e la cooperazione che tra i due enti si è sviluppata soprattutto in questi ultimi tempi per garantire 5 all’Umbria la centralità del ruolo dell’Ateneo nei percorsi di formazioni degli studenti e dell’attività della ricerca scientifica, anche in relazione al sistema delle imprese umbre. La presidenza della Regione ha manifestato al Rettore tutta l’attenzione che la Regione ha verso l’Università ed ha inoltre sottolineato quanto sia importante una università autorevole e di alto livello per lo sviluppo complessivo dell’Umbria. Il Senato accademico è stato poi ricevuto dall’Amministrazione comunale (presente il sindaco Boccali) si è parlato del progetto comune di costruzione di una città universitaria e di città-regione europea, in una visione condivisa che metta a sistema le Istituzioni locali, le due Università (degli Studi italiani e per Stranieri) gli Istituti di Alta formazione e le altre risorse del territorio. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI All’inaugurazione ufficiale del nuovo anno accademico il rettore Moriconi indica le linee guida per il futuro C’ è il senso forte della crisi, ma c’è anche, altrettanto forte, la determinazione al rilancio nell’inaugurazione dell’anno accademico 20132014 dell’Università degli studi di Perugia. Sia nelle parole dell’ex rettore dell’Università per Stranieri, ora ministro del Miur, Stefania Giannini, sia in quelle del rettore dell’ateneo perugino, Franco Moriconi. La crisi, si diceva, è l’immancabile punto di inizio di tutti i discorsi. Cinquecentomila posti di lavoro persi negli ultimi anni – ricordano Giannini e Moriconi -, tre milioni di disoccupati, nelle Università il 20% di iscritti in meno in dieci anni e il boom di abbandoni (il 40% degli iscritti). Dati che fissano gli obiettivi imprescindibili del futuro: in una parola, rinascere. Il rettore Moriconi lo sottolinea con forza: l’Università è il luogo della cultura e del sapere su cui si basa tutta la storia e la grandezza dell’Europa, “è solo da qui che possiamo ripartire: dalla fiducia che dobbiamo ai giovani che si affidano a noi e dalla forza che ricaviamo dalle nostre ricerche”. Come farlo? Il “magnifico” elenca i vari punti della sua attività, ribadendo alcuni degli impegni chiave del suo mandato, già sottolineati dal pro-rettore Fabrizio Fi- Il Ministro Stefania Giannini con il Rettore Franco Moriconi di un Fondo minimo iniziale per la ricerca di base, è stato avviato un a strada per rilanciare il mondo processo di incendell’Università italiana c’è. Lo ha ribadito tivazione per molcon forza il ministro Stefania Giannini nel suo tiplicare la parteciintervento all’inaugurazione dell’anno pazione dei riceraccademico. Le risorse ci sono: “Grazie ai Fondi catori ai bandi eueuropei, con il cofinanziamento nazionale, ci ropei”. sono 55 miliardi di euro a disposizione della Imprescindibile, ricerca. Dobbiamo creare progetti per attirarli”. infine, il legame Tre gli ingredienti per farlo: ricerca, con il mondo del internazionalizzazione e mobilità. “Questa non lavoro per trasferiè fuga dei cervelli, è arricchimento - ha re i risultati della ribadito -. Ai rettori dico: non abbiate ricerca in concrete timidezza, investite in mobilità, e il Ministero attività produttive sarà al vostro fianco”. e occupazionali: “È già stato stanziato – sottolinea il magnifico – un primo deciso – spiega il rettore – di de- sostanziale finanziamento per la stinare il ricavato del 5 per mille realizzazione di quell’incubatore per incentivare esperienze inter- d’impresa che aspettavamo da nazionali dei nostri laureati più tanti anni, struttura essenziale per meritevoli”. E poi i servizi: il ri- la tutela e la valorizzazione dei ritorno delle Segreterie nei rispetti- sultati della ricerca, per il suo travi dipartimenti, sconti sui traspor- sferimento al mondo delle impreti e un ambulatorio medico gra- se e dell’economia in generale, nonché per l’impulso all’imprentuito per i fuori sede. Sul fronte della ricerca, “oltre allo ditorialità e all’occupazione giostanziamento - spiega Moriconi -, vanile”. Laura Lana per la prima volta dopo vari anni, “Le risorse ci sono” L gorilli nell’intervista a La Voce della scorsa settimana. In primis, la sinergia con la città. “Non mi stancherò mai – sottolinea Moriconi – di promuovere l’idea di ‘Perugia città universitaria’ quale progetto complessivo da realizzare con il concorso di tutte le istituzioni cittadine e territoriali. Proprio in questa direzione va il progetto di realizzazione nell’area della Pallotta di una ‘città dello sport’ che possa costituire nell’ambiente naturale che la circonda un punto di riferimento per le attività sportive e ricreative, nonché di tutela della salute e del benessere”. IN BREVE ❖ PUBBLICHE ASSISTENZE L’associazione nazionale festeggia i 110 anni a Spoleto L’Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas) sabato 12 aprile torna a Spoleto per festeggiare i 110 anni dopo la fondazione nella città umbra. Presso la Sala Consiliare del Comune di Spoleto autorità locali di Regione, Provincia e Comune si ritroveranno insieme alle delegazioni delle pubbliche assistenze provenienti da tutta Italia per ricordare la fondazione del movimento di volontariato che è oggi è il più grande d’Italia (876 pubbliche assistenze e 90mila volontari). Dalle origini del volontariato delle società operaie di Mutuo soccorso della fine dell’Ottocento alla nascita della federazione nazionale Pubbliche assistenze, dal decreto firmato da Vittorio Emanuele che nel 1911 dichiara la Federazione nazionale pubbliche assistenze Ente morale, passando per la chiusura delle associazioni durante il fascismo, i congressi, gli interventi dei volontari durante terremoti e alluvioni, fino alla riforma del sistema sanitario e l’obiezione di coscienza. “Centodieci anni di vita sono una meta significativa per una libera associazione di volontariato: attesta un’operosità nel tempo, è testimonianza di valori vissuti e un momento propulsivo per reinterpretare un cammino percorso”, dichiara il presidente di Anpas Fabrizio Pregliasco. Anpas è un organizzazione di volontariato laica che si occupa di soccorso e trasporto sanitario, protezione civile e ambientale, servizi sociali, cultura e cooperazione internazionale. Nata nel 1904 proprio a Spoleto (dove si svolse il primo congresso delle Pubbliche assistenze, un evento che coinvolse tutta la cittadinanza con manifestazioni culturali, turistiche e sportive) oggi conta novantamila volontari attivi e quattrocentomila soci in tutte le regioni d’Italia con l’ausilio di 7.333 mezzi. I due pilastri Il rettore, ovviamente, batte più volte sui due pilastri dell’ateneo: didattica e ricerca, studenti e docenti. Nel primo ambito, Moriconi punta a rivedere l’offerta formativa sulla base delle esigenze concrete del mercato e della società, come avvenuto per il nuovo corso di laurea magistrale in Geologia degli idrocarburi, totalmente in inglese e organizzato in stretta collaborazione con l’Eni, tanto da aver avuto richieste di iscrizione da ogni parte del mondo. Si punta poi a incentivare l’internazionalizzazione del sapere. “Abbiamo Celebrazione per studenti e docenti per l’inaugurazione Messa all’Università con il card. Gualtiero Bassetti U na nota caratteristica di Perugia è che la sua antica, famosa e nobile Università degli Studi ufficialmente istituita con bolla papale del 1308 celebra l’inizio dell’Anno accademico nella Chiesa dell’Università o Cappella universitaria. Questo avviene da ben 56 anni, da quando l’illuminato rettore Giuseppe Ermini tra le varie costruzioni e ricostruzioni di ambienti per la ricerca e la didattica delle varie facoltà fece edificare un’imponente aula magna, restituendo la chiesa alla sua funzione religiosa. Da allora nella Chiesa dell’Università hanno celebrato la messa di inizio Anno accademico i vescovi Parente, Lambruschini, Pagani, Antonelli, Chiaretti e oggi Bassetti, e vi hanno partecipato i Rettori Ermini, Dozza, Calzoni, Bistoni e oggi Moriconi. Questa storia i perugini la stanno recependo sia pure gradualmente e con fatica, legandosi affettivamente all’Università come ad un bene prezioso e utile per la vita cittadina. Nota caratteristica dell’inaugurazione di quest’anno è stata la messa celebrata dal cardinale. È la prima volta che l’inaugurazione avviene con un cardinale, accolto e applaudito dalle numerose persone presenti. Bassetti ha parlato con il cuore dichiarandosi disposto a pregare e collaborare con docenti, studenti e amministrativi per tutto quello che sarà considerato utile. Nel corso dell’omelia nella quale ha affrontato la famosa frase del Vangelo secondo Giovanni “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (8,32), ha raccomandato ai docenti di farsi carico degli studenti e di intrattenere con loro un rapporto di docente discente, declinazione laica del rapporto maestro - discepolo. Il discorso di Bassetti è stato molto apprezzato dai docenti presenti che lo hanno ringraziato riconoscendo il richiamo più che opportuno, anche se le condizioni attuali dell’Università rendono questo rapporto difficile e problematico. Il cardinale Gualtiero Bassetti in un momento della celebrazione nella chiesa dell’Università LA VOCE ATTUALITÀ 6 La Corte Costituzionale cancella il divieto alla fecondazione eterologa. Scienza & Vita: così avanza la “babele procreativa” “C on la sentenza della Corte costituzionale, che travalica la funzione politica del Parlamento su temi complessi che riguardano la società civile e i propri modelli di riferimento culturali, prosegue lo smantellamento progressivo a mezzo giudiziario della legge 40. Una normativa forse da rivedere dopo dieci anni, ma che ha avuto il merito di porre un quadro di riferimento scientifico ed etico in tema di procreazione assistita”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita. “In tal modo si apre un inesorabile vuoto normativo che prelude al ritorno a quel far west procreatico che in questi ultimi dieci anni era stato possibile contenere. Con la cancellazione del divieto di fecondazione eterologa viene legittimata ogni pratica di riproduzione umana, con il solo pretesto che tutti, comunque, hanno diritto a veder garantiti i propri desideri. La cultura giuridica si rimette in tal senso al dominio della tecnoscienza, legittimandone lo strapotere. Questa sentenza apre inoltre lo scandalo del mercato dei gameti: nessuno garantisce che non avverrà - come già ora all’estero - con lo sfruttamento di chi si trova in difficoltà economiche”. “Una VENERDÌ 11 APRILE 2014 sentenza nel solco di quella pronunciata ieri in materia di utero in affitto e che, anche in questo caso, rimette in questione i capisaldi della civiltà occidentale al cui interno l’esperienza della trasmissione della vita viene segnata dall’accoglimento del dono senza la pretesa di determinarlo in modo spersonalizzante. In questo modo invece non vi è riguardo per i diritti dei bambini, chiamati al mondo a tutti i costi in virtù di un non identificato ‘diritto alla genitorialità’”. CHIESA IN UMBRIA. Per gli incontri educativi proposti dalla Cresu, il direttore di “Avvenire” ha intervistato don Ciotti, fondatore di “Libera” Da sinistra Annarita Caponera, Marco Tarquinio, don Luigino Ciotti e mons. Domenico Sorrentino Scuola e educazione contro la mafia I nsieme sulla strada, con sobrietà, con semplicità ma con forza, con il morso del più. Basta essere cristiani ad intermittenza! Basta commuoversi, occorre muoversi, e anche la politica deve fare la sua parte perché la Chiesa non può essere una “ortopedia sociale”. Don Luigi Ciotti, coordinatore di Libera, ad Assisi relatore nel terzo incontro della Commissione regionale Ceu per l’Educazione, la scuola e l’Università (Cresu), intervistato dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha dato di che riflettere ai professori presenti come ai volontari di Libera che in Umbria portano avanti l’impegno di don Ciotti per una società libera dalle mafie. Anche questo incontro della Cresu ha avuto come punto di partenza la visita di Papa Francesco ad Assisi. “Esattamente sei mesi fa - ha ricordato Tarquinio - ero nella sala della Spoliazione dove Papa Francesco ha spiazzato tutti, anche noi giornalisti, riportandoci all’essenziale con il di- scorso sulla spoliazione, dicendo che ci riguarda tutti”. Tornare all’essenziale e dunque si è rivolto a don Ciotti chiedendogli dove fosse nata la sua storia, la sua vocazione. Il leader del gruppo Abele, introdotto da Annarita Caponera coordinatrice della Cresu, dal vescovo mons. Domenico Sorrentino e sollecitato dalle domande di Tarquinio è un fiume in piena. Racconta della sua vocazione vissuta “sulla strada” così come era nata con l’incontro, a 17 anni a Torino, con un barbone che incontra ogni giorno all’uscita di scuola. Legge e sottolinea un libro, sempre sulla stessa panchina, finchè un giorno gli si avvicina per offrirgli un caffè e quell’uomo non risponde neppure quando gli chiede se preferisce un tè. “Testardo lui, testardo io” racconta don Ciotti, finchè dodici giorni dopo rompe il silenzio per dirgli, indicando dei ragazzi che uscivano dal bar di fronte, “Dovresti fare qualcosa per loro”. Quel barbone era un medico e ogni giorno vedeva Corso per insegnare agli adulti il linguaggio dei ragazzi U n percorso dedicato ai genitori, agli educatori e, più in generale, agli adulti, per comprendere i nuovi linguaggi dei giovani con un occhio particolare al gergo della Rete: è il progetto di sostegno alla genitorialità organizzato dall’assessorato regionale alle Politiche sociali, con la direzione scientifica di “Mi fido di te” onlus. L’iniziativa si intitola “Cosa (non) ci vogliono dire: mondo giovanile, nuovi linguaggi”. Il progetto, che si articolerà in una serie di incontri sul territorio regionale, nasce dall’esigenza di analizzare il bisogno naturale alla comunicazione e la deriva che questa assume in età adolescenziale, per poi fornire agli insegnanti, ai genitori e a tutti gli adulti interessati gli strumenti per interpretare questa esigenza. Negli incontri, la cui partecipazione è gratuita, saranno trattati vari temi che percorrono un itinerario verso la comprensione della complessità e la ricchezza della comunicazione giovanile, anche attraverso l’analisi dei nuovi linguaggi della Rete e degli strumenti offerti dalla tecnica. Gli incontri prevedono una parte teorica con esperti, e una parte basata su esperienze, con l’obiettivo di rimettere in contatto due generazioni che hanno sviluppato linguaggi differenti. “In questa società - ha detto don Ciotti - c’è chi ha scelto la legalità ‘malleabile’, ma noi dobbiamo essere come Francesco, andando avanti con la ricchezza d’animo e di spirito” quei ragazzi farsi la “bomba” mescolando alcol e farmaci, lo “sballo” prima che arrivasse l’eroina. “Cinque mesi dopo il barbone non c’era più, era lassù. Certi incontri ti cambiano la vita. Lì ho iniziato e tre anni dopo è nato il Gruppo Abele”. Don Ciotti è appassionato, è coinvolgente nel ripercorre la sua storia di uomo sanamente testardo che parla sempre al plurale; è sconvolgente nel raccontare i problemi di una società dove si è persa la ricchezza dell’umanità e che deve recuperare il significato della parola responsabilità. “Mai parlare di una persona, siamo un gruppo che lotta, che fa piccole, piccolissime cose perché in questa società il gruppo di maggioranza ce lo ha Dio”. Arriva in profondità, al centro dei problemi, racconta della mafia e dell’ultimo incontro con il Papa. È una catechesi a tutto tondo, quella di don Ciotti che snocciola numeri sulla crisi “9 milioni di persone in povertà relativa, 5 milioni in povertà assoluta, 7 milioni che vivono il disagio lavorativo” e mette in evidenza le fragilità di una società in cui il “confine tra inclusione ed esclusione è sempre più incerto, frammentato, fluido. Non possiamo pensare però di fare sviluppo - ha tuonato il leader di Libera - senza una maggiore educazione, con l’attuale fragilizzazione dei servizi e la diminuzione di risorse. Noi continueremo a fare la nostra parte ma non possiamo essere quelli dell’ortopedia sociale. La testimonianza cristiana - ha continuato deve saldarsi alla responsabilità civile”. Poi il richiamo alla Chiesa e ai cristiani, ad immischiarsi, come ha sottolineato anche Tarquinio, “a far sentire la propria voce, a riprendersi il valore e il senso delle parole, a raccontare e testimoniare i volti, le storie, le persone”. “In questa società - ha detto ancora don Ciotti - c’è chi ha scelto la legalità malleabile e sostenibile ma dobbiamo essere come Francesco che si è spogliato delle cose inutili, andando avanti con la ricchezza d’animo e di spirito. Dobbiamo essere ricchi di umanità e contrastare chi vive un’anoressia esistenziale”. Un richiamo poi all’importanza dell’educazione che ”deve essere il primo investimento per il futuro”. In questo contesto sia Tarquinio con una sfilata di numeri allarmanti che don Ciotti hanno tuonato contro la vergogna del gioco che porta una miseria nelle casse dello Stato ma tanta disperazione in chi ci cade. L’esortazione poi a recuperare le relazioni dirette a dispetto della dilagante e preoccupante diffusione degli strumenti virtuali soprattutto tra i giovani. Meeting nazionale ad Assisi con relatori illustri Scuole impegnate per la pace I l 14 e 15 aprile si svolgerà ad Assisi il Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo. Vi parteciperanno 3.000 studenti, insegnanti, amministratori locali ed esperti provenienti da tutta Italia. L’evento è promosso dalla rivista San Francesco patrono d’Italia, dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani e dalla Tavola della pace, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. Sarà il punto di intersezione di tanti percorsi: quello iniziato da 151 scuole e 64 enti locali all’inizio dell’anno scolastico, intitolato “Pace, fraternità e dialogo. Sui passi di Francesco”; il programma “La mia scuola per la pace” che dal 1995 promuove l’inserimento permanente dell’educazione alla pace e ai diritti umani nella scuola italiana; la Marcia per la pace Perugia-Assisi che con il passare degli anni ha assunto una dimensione sempre più educativa, centrata sulla promozione del protagonismo dei giovani; e ancora, l’opera dei tanti insegnanti che da tempo sono impegnati nel lavoro quotidiano dell’educazione alla cittadinanza democratica, quella degli amministratori locali e delle associazioni che cercano di sostenere il lavoro degli insegnanti “di buona volontà” facendo “sistema” sul territorio. Lunedì 14, dopo l’accoglienza da parte di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento, l’introduzione sarà affidata a padre Enzo Fortunato direttore di San Francesco patrono d’Italia, Flavio Lotti direttore del Coordinamento enti locali per la pace, il sindaco Ricci, Eros Brega presidente del Consiglio regionale, e il vescovo Sorrentino. Agli interventi di studenti e insegnanti parteciperà il giornalista delle “Iene” Giulio Golia; interverrà quindi il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Alla sera, incontro con la scrittrice Susanna Tamaro. Martedì 15, assemblea plenaria con il card. Bassetti, la governatrice Marini, la Tamaro, Giuseppe Giulietti di “Articolo 21” e Vincenzo Morgante del Tgr. Alla sera, conversazione con Aldo Nove e Lorenzo Cherubini (il cantante Jovanotti). LA VOCE ACCADE IN UMBRIA VENERDÌ 11 APRILE 2014 ❖ PREMIO Giovani innovatori Premiare il coraggio di giovani imprenditori e manager che fanno innovazione dando la possibilità di condividere la loro storia e avere un sostegno finanziario per assumere nuove risorse in azienda. È quanto si propone Unioncamere con il Premio “Giovani innovatori d’impresa” il cui bando, aperto sino al 4 maggio, è disponibile online su www.innovatoridimpresa.it. L’iniziativa parte del progetto We4Italy (la piattaforma online che prevede attività e strumenti finalizzati a valorizzare la condivisione di storie e progetti dei giovani imprenditori), è diretta alle imprese gestite o guidate da giovani imprenditori con meno di 40 anni che si siano particolarmente distinte per la propria capacità di introdurre nuove idee in grado di migliorare le performance economiche e produttive dell’azienda o la qualità della vita delle persone che ci lavorano. Le imprese vincitrici beneficeranno di un cofinanziamento di 38mila euro che dovrà essere destinato all’assunzione di nuovi collaboratori. Possono candidarsi al riconoscimento le imprese di tutti i settori economici. Per partecipare al Premio è necessario presentare la propria candidatura tramite il sito internet www.innovatoridimpresa.it entro il 4 maggio 2014. 7 ❖ LIBRO ne mostra un lato piuttosto discutibile rispetto alla Capitini discute fondamentale ispirazione, aperta, pacifista e tollerante di Capitini. Il la religione di Pio XII testo infatti è aspro, fortemente critico e considerato Con la prefazione di Goffredo Fofi indubbiamente molto lontano dai è stato ripubblicato un testo di primi lavori che esaltano la Aldo Capitini intitolato Discuto la compresenza, la compassione e la religione di Pio XII (edizioni Aldo Capitini nuova spiritualità di stampo dell’Asino, pp. 146, euro 12). Con francescano e gandiano. Questa questo testo Capitini mette sotto presa di posizione mostra, se ce ne fosse accusa praticamente tutto il dogma cristiano ancora bisogno, la grande distanza dal attribuendolo a Pio XII quando in realtà è pensiero cattolico di colui che ha inventato lo soltanto la verità fondamentale della Chiesa “sbattezzo” e cioè la richiesta di essere cattolica. Probabilmente si tratta di un testo cancellato dalla lista parrocchiale dei che anziché esaltare l’intelligenza, battesimi. l’ispirazione, la genialità dell’autore perugino LA VOCE - UMBRIA RADIO Tavola rotonda con grandi nomi, poi la “Messa in Si minore” in cattedrale Il 3 maggio, in chiusura del Festival del giornalismo, si celebra il 30° anniversario della “nuova” Voce e della Radio Aria di novità, con la Messa N el dicembre 2013 abbiamo dedicato un ricordo al primo numero de La Voce uscito 60 anni prima; e con l’incontro di preghiera presieduto da padre Bruno Pennacchini, svoltosi nella deliziosa cappella di Santa Chiara a Santa Maria degli Angeli, abbiamo iniziato una riflessione sul nostro impegno di comunicazione sociale ispirata cristianamente e con l’intento di diffondere il “profumo del Vangelo” nella società attuale. Ora siamo qui a presentare una seconda fase di questo ricordo, che si svolgerà sabato 3 maggio. Sarà inserito nella giornata conclusiva del Festival internazionale del giornalismo. Tale contesto risulta per noi importante per veicolare l’idea che i cristiani non sono una categoria separata dal mondo e chiusa in una “riserva protetta”, ma, come dice la Lettera a Diogneto, vivono nel mondo, pienamente inseriti, non distinguibili per segni esteriori ma per il senso del loro dire e agire. In questa occasione si vuol ricordare, oltre al 60° di fondazione del settimanale cattolico regionale, anche il suo rilancio avvenuto per opera di mons. Pagani e dei Vescovi umbri nel 1983, che D portò a pubblicare nel gennaio 1984 il primo numero con la firma del nuovo direttore don Elio Bromuri. Questa nuova fase fu un segnale di novità per l’impostazione del giornale e per i collaboratori sia periferici che centrali. C’era aria di entusiasmo e voglia di novità e di futuro. Non possiamo non ricordare don Antonio Santantoni, Marco Tarquinio, Luca Diotallevi, Daris Giancarlini, Maurizio Maio e collaboratori volontari di primo piano come don Remo Bistoni, don Agostino Rossi, don Nazareno Amantini e tanti altri. L’entusiasmo e la volontà di incidere nella società con gli strumenti della comunicazione sociale portò il vescovo Pagani a mettere in campo una radio rinnovata e ampliata nel suo raggio di azione, e soprattutto con un direttore che avesse provate capacità. L’uomo giusto per questo compito fu individuato in don Giulio Giommini, un prete già esperto nella pastorale parrocchiale e della comunicazione che aveva fondato una radio nella sua parrocchia di Castiglione del Lago. Il 1984 è pertanto anche l’anno della radio e siamo ora per farne memoria. A questo scopo il 3 maggio si terrà una Umbria e coloro che svolgono il compito della comunicazione sono dentro questo orizzonte. L’orizzonte del Bello, del Sacro, di ciò che eleva l’anima e può suggerire pensieri di bontà e di pace a ogni persona, travalicando i confini della fede cristiana. Risposta più elaborata: un coro e un’orchestra espressioni del nostro territorio, hanno preparato questa esecuzione già realizzata alcuni mesi fa nella basilica di San Pietro a Perugia. È sembrato giusto valorizzare l’impegno e la preparazione e la competenza che, per una volta, fa dell’Umbria non solo un palcoscenico per attori e protagonisti, venuti da fuori, ma una SABATO 3 MAGGIO espressione in prima Sala del Dottorato, ore 18 persona di una Celebrazione dei 60 anni del settimanale propria vitalità. La La Voce e dei 30 anni dell’emittente Chiesa umbra vuole Umbria Radio. Intervengono: situarsi anche sul Marco Tarquinio, direttore Avvenire fronte della Paolo Bustaffa, già direttore Sir valorizzazione delle Antonio Preziosi, già direttore di Radio risorse, delle energie Uno e del Giornale radio e della collaborazione Elio Bromuri, direttore La Voce regionale. È segno Paolo Giulietti, direttore Umbria Radio anche di un momento felice segnato dal Cattedrale, ore 21 fatto che la porpora J. S.Bach, Messa in Si minore - BWV 232 cardinalizia, posta Saluto del card. Gualtiero Bassetti ai sulle spalle partecipanti dell’arcivescovo Esecuzione a cura del coro Accademia Bassetti insieme alle degli Unisoni e dell’Orchestra da camera responsabilità che di Perugia, direttore: Leonardo Lollini, comporta, fa salire di solisti: Marinella Pennicchi (soprano), M. un gradino tutta la Grazia Pittavini (soprano), Gloria nostra storia Banditelli (contralto), Baltazar Zuniga ecclesiale e civile, (tenore), Mauro Borgioni (basso). che si vuole così esaltare. Il programma tavola rotonda per fare il punto sulla comunicazione della Chiesa in Umbria oggi nei confronti anche delle nuove tecnologie e della nuova cultura dei media. L’iniziativa però più incisiva ed eclatante sarà l’esecuzione della Messa in Si minore di Bach nel duomo di San Lorenzo alle ore 21. Qualcuno si domanderà che cosa c’entra Bach con questa ricorrenza. La risposta può essere brevissima come può anche dilungarsi molto. Brevissima: è la musica religiosa più bella, alta e profonda che sia stata mai scritta da un uomo. Vogliamo dire a tutti che la Chiesa in I settimanali cattolici hanno radici locali e ponti europei ire Europa per dire confini superati, muri abbattuti, frontiere dilatate. Anche questa è una visione - non certo l’unica - della costruzione europea, che a partire dalle prime Comunità economiche (Ceca, Cee), negli anni Cinquanta del ’900, ha via via Se n’è discusso al preso forma, accrescen- convegno di Gorizia. do il numero dei Paesi partecipanti, la popola- I giornali più vicini zione, le competenze del- alla gente possono le istituzioni che hanno sede a Bruxelles e Stra- offrire una sorta sburgo. di “principio di È però convinzione diffu- sussidiarietà sa che l’informazione a disposizione dei lettori informativa” italiani sulle vicende europee sia molto modesta, frammentaria, incompleta, troppe volte corso di realizzazione nelle sfere di sua marcata da “pre-giudizi” e da uno stricompetenza; verificare i risultati della sciante messaggio euroscettico. Così è complessiva azione Ue. Quando, il 25 difficile rendersi conto del lavoro svolto maggio, gli elettori dovranno esprimere da Commissione, Europarlamento e il loro voto per il nuovo Parlamento euConsiglio Ue; comprendere la direzione ropeo, sulla base di quali informazioni che assumono le politiche comunitarie; potranno scegliere i loro rappresentanvalutare gli innumerevoli progetti Ue in ti, tenuto anche conto che la campagna elettorale rischia di svolgersi, come avvenuto in passato, non attorno a una seria discussione politica sull’Europa ma sulle beghe nazionali? Anche di questo si è discusso al convegno promosso a Gorizia dal settimanale cattolico Voce isontina, in collaborazione con la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) e con l’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali. Una tre-giorni non a caso intitolata “Europa e confini”, che ha analizzato nel corso di una tavola rotonda il tema “In Europa da giornalisti cattolici”. Ne è emerso il convincimento che il deficit informativo esiste, eccome, ma che possa essere colmato anche grazie al contributo dei giornali del territorio quali sono i settimanali diocesani, vicinissimi - per loro storia e vocazione - ai lettori, alle famiglie, ai soggetti vivi delle città e regioni italiane. Giornali radicati nella comunità cristiana, interpreti delle specificità territoriali del Bel Paese, senza per questo cadere nella tentazione dei particolarismi che attraversano la Penisola. Giornali capaci di essere, al contempo, “di confine”, nel raccontare una determinata e circoscritta realtà diocesana, e al contempo “ponti” fra la realtà locale e quella più ampia, facendo proprio quell’universalismo che è un tratto caratterizzante la fede cristiana. L’Europa che ha sempre avuto dalla Chiesa cattolica un’attenzione benevola e forti incoraggiamenti. I settimanali diocesani possono essere, con il loro compito informativo, parte viva di quella Ecclesia in Europa tratteggiata da Giovanni Paolo II con la sua esortazione apostolica del 2003. I giornali “vicini alla gente” interpreterebbero in tal senso, e in maniera originale, una sorta di “principio di sussidiarietà informativa”, portando nelle case dei lettori quell’Europa così apparentemente lontana e che invece è ormai parte della nostra vita quotidiana. Gianni Borsa LA VOCE CHIESA&RELIGIONE 8 VENERDÌ 11 APRILE 2014 Terminate le riflessioni sui sacramenti, iniziano quelle sui sette doni dello Spirito santo PAPA FRANCESCO. Le catechesi del mercoledì Con gli occhi di Dio T erminate le riflessioni sui sacravedere le situazioni, le congiunture, i promenti, Papa Francesco ha cominblemi, tutto, con gli occhi di Dio. Alcune ciato questo mercoledì una serie di volte noi vediamo le cose secondo il noudienze che hanno per tema i sette doni stro piacere o secondo la situazione del nodello Spirito santo (testi completi, come stro cuore, con amore o con odio, con insempre, sul sito www.vatican.va). vidia… No, questo non è l’occhio di Dio... “Voi sapete - ha esordito BerQuando siamo in comunione goglio - che lo Spirito santo cocon il Signore, lo Spirito santo è stituisce l’anima, la linfa vitale “La sapienza è la come se trasfigurasse il nostro della Chiesa e di ogni singolo grazia di poter cuore e gli facesse percepire tutcristiano: è l’Amore di Dio che to il Suo calore e la Sua predilefa del nostro cuore la sua di- vedere ogni cosa zione”. mora ed entra in comunione con gli occhi di Lo Spirito rende il cristiano sacon noi. Lo Spirito santo sta piente “non nel senso che ha sempre con noi, sempre è in Dio. È vedere il una risposta per ogni cosa, che noi, nel nostro cuore. sa tutto, ma nel senso che sa di mondo, vedere Lo Spirito stesso è il dono di le situazioni, i Dio, sa come agisce Dio, conoDio per eccellenza (cfr Gv sce quando una cosa è di Dio e 4,10), è un regalo di Dio, e a problemi, tutto, quando non è di Dio; ha questa sua volta comunica a chi lo ac- con gli occhi saggezza che Dio dà ai nostri coglie diversi doni spirituali. cuori. Il cuore dell’uomo saggio La Chiesa ne individua sette, di Dio” in questo senso ha il gusto e il numero che simbolicamente sapore di Dio. E quanto è impordice pienezza, completezza... I doni dello tante che nelle nostre comunità ci siano Spirito santo sono: sapienza, intelletto, cristiani così! Tutto in loro parla di Dio e consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore diventa un segno bello e vivo della Sua di Dio”. presenza e del Suo amore”. Ha quindi cominciato ad approfondire il “E questa - ha aggiunto - è una cosa che dono della sapienza. “Ma non si tratta semnon possiamo improvvisare, che non posplicemente della saggezza umana, che è siamo procurarci da noi stessi: è un dono frutto della conoscenza e dell’esperienza... che Dio fa a coloro che si rendono docili alLa sapienza è questo: è la grazia di poter lo Spirito santo. Noi abbiamo dentro di noi, vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È nel nostro cuore, lo Spirito santo; possiamo semplicemente questo: è vedere il mondo, ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo... Que- Commento alla liturgia della Domenica bambino e lo rimprovera dolcemente e gli dice: ‘Questo non si fa, per questo…’, e gli spiega con tanta pazienza, questo è sapienza di Dio? Sì!... Ecco, questo è il dono della sapienza. Che venga a casa, che venga con i bambini, che venga con tutti noi!” Ma tutto questo - ha ribadito Francesco - “non si impara: questo è un regalo dello Spirito santo. Per questo, dobbiamo chiedeIcona bizantina della “Divina Sapienza” o “Sophia” re al Signore che ci dia lo Spirito santo e ci dia il dono della saggezza, di quelsta è la sapienza che ci regala lo Spirito la saggezza di Dio che ci insegna a guarsanto, e tutti noi possiamo averla. Soltan- dare con gli occhi di Dio, a sentire con il to, dobbiamo chiederla allo Spirito santo. cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio. Pensate a una mamma, a casa sua, con i E così, con questa saggezza, andiamo bambini, che quando uno fa una cosa l’al- avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo tro ne pensa un’altra, e la povera mamma la Chiesa, e tutti ci santifichiamo. Chieva da una parte all’altra, con i problemi dei diamo oggi la grazia della sapienza. E bambini. E quando le mamme si stancano chiediamola alla Madonna, che è la Sede e sgridano i bambini, quella è sapienza? della Sapienza, di questo dono: che Lei ci No! Invece, quando la mamma prende il dia questa grazia. Grazie!”. DOMENICA DELLE PALME - ANNO A “FIRMATO” Famiglia Vangelo Portiamo Gesù... come l’asina I ntroducendo la liturgia delle Palme, il celebrante annuncia che “Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e resurrezione”. Il Signore prepara con cura questo momento, mandando due discepoli nel villaggio di fronte a quello dove si trova per prendere un’asina e un puledro. Come i discepoli, anche noi siamo chiamati a preparare l’entrata gloriosa di Gesù: essi vengono mandati non da soli ma a due a due (Mc 6,7), nelle “città e nei luoghi dove stava per recarsi (Lc Nel suo ingresso a Gerusalemme, Gesù sceglie uno stile che invita all’umiltà. E soprattutto, è Lui a portare noi 10,1). Non si annuncia il Signore da soli ma insieme. È la comunità che “si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all’umiliazione se è necessario e della Domenica assume la vita umana, toccando PRIMA LETTURA la carne Dal libro del profeta Isaia 50,4-7 sofferente di SALMO RESPONSORIALE Cristo nel popolo” (Evangelii Salmo 21 gaudium, 24). È SECONDA LETTURA quindi la Dalla Lettera ai Filippesi 2,6-11 comunità che evangelizza e che VANGELO è chiamata ad Da Matteo 21,1-11 e 26,14 - 27,66 andare avanti per LA PAROLA preparare l’arrivo del Signore. Con quale atteggiamento dobbiamo portare agli altri Gesù? Come l’asina e il puledro che i discepoli sono andati a prendere. Quanto sarebbe stato più glorioso agli occhi del mondo un ingresso a cavallo, o meglio ancora in carrozza! Gesù ci sconvolge anche su questo aspetto. Il puledro è il figlio di un animale umile, “figlio di una bestia da soma” (Gn 49,11). La scelta di un asino rappresenta l’orientamento di fondo di Gesù. Non è esibizionista, non sfoggia potenza, non si impone. Come l’asina, egli avanza lentamente, discretamente. La comunità cristiana è chiamata a essere come l’asina e il puledro che hanno portato Gesù, consapevole che in realtà è Lui che la porta. È infatti l’Agnello che si è immolato e ha preso su di sé il peso del nostro peccato. Lui cerca l’asina e il puledro, ovvero utilizza la nostra povertà per fare il suo ingresso nella gloria, e la trasforma, la redime con la sua misericordia. Gesù entra pertanto in Gerusalemme, Q uando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: “Andate nella borgata che è di fronte a voi; troverete un’asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà”. Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta: “Dite alla figlia di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un’asina, e un asinello, puledro d’asina”. I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato. come il Messia preannunciato dai profeti Isaia e Zaccaria: il Salvatore che porta la pace. Il Vangelo stesso sottolinea che solo la folla festeggia la sua entrata; i capi non lo accolgono perché non lo riconoscono e non si aprono alla salvezza. Mentre infatti viene gridato “osanna”, appare evidente il freddo rifiuto delle autorità: la città si interroga su chi sia quell’uomo a cui inneggia la folla e che viene acclamato figlio di Davide e ritenuto profeta. Dio ci ha lasciato liberi di accoglierlo o meno, ma, ogni volta che permettiamo a Gesù di entrare nella nostra vita, abbiamo l’occasione di sperimentare gioia e salvezza. Tutto ciò è negato a chi lo rifiuta. Accogliere o rifiutare la venuta del Signore è questione di vita o di morte, perché in lui SPAZIO CRUCIVERBA PER GRANDI E PICCINI A cura di Michela Massaro (Le soluzioni del cruciverba nel prossimo numero) CRUCIVERBA ORIZZONTALE Inserisci orizzontalmente nella griglia le parole secondo il numero di riferimento. A lavoro ultimato, nelle caselle in grigio, troverai la frase-chiave del Vangelo (5, 1, 6). 1. Lo erano i Dodici quando Gesù disse che uno di loro lo avrebbe tradito. 2. Così pianse Pietro dopo aver rinnegato tre volte Gesù. 3. Per trenta “...” d’argento Giuda tradì Gesù. 4. Implorare, invocare. 5. Levigate... con anagramma. 6. Bisogna pregare e vegliare per non entrarvi. 7. Furono crocifissi con Gesù. 8. Canoro… con anagramma e spine. 9. Cicale… con anagramma 10. Così la folla voleva Gesù. 11. Anagramma di “ridotta”. 12. Giuseppe di Arimatea ne fece scavare uno nuovo nella roccia. SOLUZIONE DEL CRITTOCRUCIVERBA DEL NUMERO SCORSO: La frase chiave è: Gli amici di Gesù “riviviamo” e scorgiamo la sua presenza dappertutto. “Tutto ciò che mi circondava mi parlava di Lui, il cielo mi parlava di Lui, la terra mi parlava di Lui, il mare mi parlava di Lui… Era come il Personaggio più importante che entrava nella mia vita e con cui avrei dovuto vivere per sempre” (Carlo Carretto). La folla esulta e inneggia al suo Re manifestando tutta la gioia e venerandolo. “Stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami degli alberi e li stendevano sulla strada” (Mt 21,8). I mantelli che vengono stesi al passaggio di Gesù dalla gente che lo circonda sono un simbolo importante: sono un bene inalienabile. Anche nei pegni dati dai poveri il mantello non può essere preso o trattenuto per più di un giorno. Sta scritto nel libro dell’Esodo: “Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo?” (22,25-26). Stendere il mantello sotto i piedi di Gesù vuol dire affidargli tutta la propria vita. Anche noi dovremmo stendere i nostri mantelli davanti a Gesù: niente infatti è più prezioso della sua amicizia! Silvia Reali Alessandro Pacchioni LA VOCE CHIESA&RELIGIONE VENERDÌ 11 APRILE 2014 PAPA. Messa del Giovedì santo alla Fondazione Don Gnocchi Il Pane spezzato che dona senso e vigore 9 BREVI DA S. MARTA Spunti dalle omelie mattutine di Papa Francesco nella cappella di casa Santa Marta. Testi completi su www.vatican.va, sezione “Meditazioni quotidiane”. Giovedì 3 aprile Mosè maestro di preghiera La “Don Gnocchi” L a Fondazione “Don Carlo Gnocchi” sorge in via Casal del Marmo, nella zona Casalotti-Boccea. Fino al 2003, prima di essere acquisito dalla Fondazione, era noto come istituto “Madre Nasi” del Cottolengo. Da allora, il Centro ha proseguito l’attività di cura e assistenza a favore dei più svantaggiati, attivando anche nuovi ambiti d’intervento, con una ristrutturazione durata fino al 2009. Oggi è una struttura riabilitativa che dispone di 150 posti letto suddivisi tra una residenza sanitaria assistenziale, un reparto di riabilitazione estensiva e un reparto “in solvenza” per la riabilitazione neuromotoria. Incontro con Benedetto XVI dopo la beatificazione di don Carlo Gnocchi il 10 marzo 2010 Papa Francesco presiederà il Giovedì santo, 17 aprile, alle 17.30 la messa in Coena Domini in uno dei luoghi simbolo della solidarietà a Roma, il Centro “Santa Maria della Provvidenza” della Fondazione “Don Carlo Gnocchi”. Alla celebrazione parteciperanno gli ospiti del Centro, accompagnati dai loro familiari, dal personale e dai responsabili. Un commento del Sir, l’agenzia di stampa della Cei. cristiani vivono nell’attesa di Colui che deve tornare e cui rivolgiamo il nostro grido: Marana thà! Vieni Signore Gesù! Viviamo nella storia, nello svolgersi del tempo, di ogni minuto che, una volta scandito, non può più tornare. Si crea così un vuoto?... Il Signore Gesù, il Maestro che tanto ha attirato le folle, le ha magnetizzate e ha annunziato loro il regno di Dio, ci ha gettati in baratro vischioso? Se così fosse, sarebbe la negazione assoluta e dimostrabile della falsità della sua incarnazione. Così non è. Fra di noi, Egli ha voluto rimanere con il dono supremo, per noi inimmaginabile, della Sua presenza nel pane e nel vino eucaristici. Ogni giorno Egli è fra i suoi, fra coloro che lo riconoscono, e anche fra coloro che non lo riconoscono ma che Egli attende. Ogni I domenica si dona e rinnova la promessa di stare con noi, di essere Pane che nutre, sostiene, Via su cui poter camminare con sicurezza. Il Giovedì santo di ogni anno rinnova questo misterioso legame in modo solenne, esponendosi agli occhi di tutti e tutti sollecitando ad avvicinarsi. In ogni cattedrale, in ogni duomo, Egli è fra i suoi: poveri e affamati pellegrini nella storia, stracolma di inciampi e difficoltà. Quale cattedrale, quale duomo, antico e bagnato nella preghiera che si inanella nei secoli, oppure moderno che sfida l’assenteismo odierno con il suo richiamo a questa Presenza, regge al confronto con la cattedrale viva, in carne e ossa, di chi soffre ed è povero nella propria umanità dolente? Francesco non rimarrà nello splendore di San Pietro ma si porterà nel luogo del dolore che grida sempre il suo, troppo spesso inascoltato “perché? Perché a me?”. A questa umanità ferita e dolorante, il Vescovo di Roma spezzerà il Pane che dona senso, che dona vigore, che soccorre gratuitamente e non ti promette una rivincita post mortem ma ti indica qui, proprio, qui, la chiave non risolutiva ma donante di ogni sofferenza che Egli, il Cristo crocifisso, ha assunto nella Passione. La Fondazione “Don Carlo Gnocchi” non è un luogo povero, misero, abbandonato, anzi è un luogo specializzato, all’avanguardia, ma è il luogo per eccellenza in cui Egli, Pane sempre presente alla storia e nella storia di ciascuno e di ciascuna, si offre nella povertà e nella quotidianità del segno, perché ogni povero, nostro fratello, colpito nella sua umanità e privo della salute, sia posto al centro del mistero, al posto d’onore. Grande segno di misericordia, di quell’utero del Creatore che si commuove e condivide la propria sorte fino a perdere la vita. Ultimo Lui, che pende dal legno maledetto, ultimi i malati; Ultimo Lui, che arranca per giungere al Golgota e subire l’infamia; ultimi fra gli ultimi: gli oppressi dai lacci della mafia, della ’ndrangheta, dell’usura, delle slot machine, della droga. La Via crucis al Colosseo, che emergerà da un territorio colpito e guidata dal Pastore che ne conosce le cicatrici, sarà, miracolosamente, segno di guarigione; e il Pane che risplenderà sulla mensa dell’altare sarà Luce vera che illumina e porta, nell’alchimia dell’amore di Dio, a una trasformazione piena e totale. Il dono di Francesco nel segno della Bellezza assoluta e gratuita, si china sugli ultimi fra gli ultimi. Cristiana Dobner VITA CONSACRATA. Nota della Cei sull’Ordo virginum Carisma da incoraggiare L’ Ordo virginum è una particolare espressione di vita consacrata rifiorita nella stagione post-conciliare. In Italia oggi è presente in 113 diocesi: alle circa 500 consacrate se ne affiancano quasi altrettante in fase di discernimento e di formazione. Tra i tratti distintivi che concorrono a descriverne il carisma vi sono la sequela di Cristo vergine, povero e obbediente, la dedizione alla Chiesa particolare e la vita nel mondo, nonché un rapporto specifico con il vescovo, responsabile del discernimento, dell’ammissione alla consacrazione (e della sua celebrazione), della formazione e dell’accompagnamento. La Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata della Cei dedica ora una Nota pastorale, L’Ordo virginum nella Chiesa in Italia, che offre orientamenti e indicazioni per elaborare criteri comuni e attivare prassi condivise. Essa esprime “un’attenzione incoraggiante” nei confronti delle vergini consacrate, insieme con l’aspettativa che “con il tempo questa esperienza evangelica consenta di portarne a più compiuta maturità i percorsi formativi, il loro stile di presenza nella Chiesa, le forme della loro missione e i tratti della loro spiritualità”, come sottolinea nell’introduzione alla Nota mons. Francesco Lambiasi, presidente della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata. La Nota pastorale consta di tre Ordo virginum in Umbria ha avuto capitoli: “La vocazione all’Ordo inizio a Perugia quando l’allora virginum”; “Il discernimento e arcivescovo mons. Ennio Antonelli comprese la formazione”; “La vita e la teil desiderio espressogli da due ragazze di stimonianza delle vergini conconsacrarsi restando però nel mondo a tutti sacrate”. Segue una breve congli effetti. Le stesse ricevettero la clusione, nella quale si precisa consacrazione il 30 maggio 1998 durante la che le indicazioni della Nota veglia di Pentecoste, in cattedrale, per le possono servire al vescovo diomani di mons. Giuseppe Chiaretti. cesano “per stabilire, secondo la Attualmente nelle dicoesi dell’Umbria ci sua competenza, norme più sono 13 consacrate (6 a Perugia, 1 a Gubbio, concrete per la propria diocesi, 1 a Terni, 3 ad Assisi e 2 a Orvieto) e a per dare un volto stabile e orgaPerugia 3 candidate che hanno fatto un nico all’Ordo, per far conoscere anno di discernimento e stanno seguendo i e proporre ai fedeli questa spedue anni di formazione specifica. ciale forma di vita consacrata”. (Nella foto alcune consacrate umbre) Gigliola Alfaro In Umbria ci sono 13 consacrate Ordo virginum L’ Pregare è come parlare con un amico: per questo “la preghiera deve essere libera, coraggiosa, insistente”, anche a costo di arrivare a ‘rimproverare’ il Signore. Questo piccolo manuale di preghiera è stato suggerito al Papa dal passo di Esodo 32,7-14. La preghiera di Mosè è “una vera lotta con Dio, la lotta del capo del popolo per salvare il suo popolo, che è il popolo di Dio”. Mosè “parla liberamente davanti al Signore”. E così “ci insegna come pregare: senza paura, liberamente, anche con insistenza”. Mosè “insiste, è coraggioso: la preghiera deve essere così!”. Si deve anche saper “negoziare” con Dio”. Alla fine, “il nostro Dio è misericordioso, sa perdonare, torna indietro nelle sue decisioni, è un Padre!”. Tutte cose che Mosè già “sapeva, ma le sapeva più o meno oscuramente. È nella preghiera che le ritrova”. Ed è “questo che fa la preghiera in noi: ci cambia il cuore, ci fa capire meglio com’è il nostro Dio”. Venerdì 4 aprile Cristiani perseguitati È un fatto - ha sottolineato Bergoglio - che “sempre nella storia della salvezza, nel tempo di Israele e anche nella Chiesa, i profeti sono stati perseguitati”. Infatti il profeta è un uomo “che dice: ‘Voi avete sbagliato strada, tornate alla strada di Dio!’ Questo è il messaggio di un profeta. E non fa piacere alle persone che hanno il potere su quella strada sbagliata”. Nella Chiesa ci sono “perseguitati da fuori e perseguitati da dentro... Quando noi leggiamo la vita dei santi” ci troviamo di fronte a tante “incomprensioni e persecuzioni. Anche tanti pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati. Ancora oggi i cristiani sono perseguitati. Oso dire che forse ci sono tanti o più martiri adesso che nei primi tempi”. E sono perseguitati “perché a questa società mondana, a questa società tranquilla che non vuole problemi, dicono la verità e annunciano Gesù Cristo”. Addirittura in alcune parti “c’è la pena di morte, c’è il carcere per avere il Vangelo a casa, per insegnare il catechismo. Mi diceva un cattolico di questi Paesi che loro non possono pregare insieme: è vietato! Si può pregare soltanto da solo e nascosto”. Lunedì 7 aprile Il perdono in una carezza Commentando il brano evangelico dell’adultera, Papa Francesco ha rimarcato: “Gesù perdona. Ma qui c’è qualcosa di più del perdono. Perché, come confessore, Gesù va oltre la legge... Non le dice: non è peccato l’adulterio. Ma non la condanna con la legge. Questo è il mistero della misericordia di Gesù. La misericordia è qualcosa di difficile da capire: non cancella i peccati”, perché a cancellare i peccati “è il perdono di Dio”. Ma “la misericordia è il modo in cui perdona Dio”. Gesù consiglia alla donna “di non peccare più. Qui si vede l’atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore dai nemici, difende il peccatore da una condanna giusta... Così è la misericordia di Dio: una grande luce di amore, di tenerezza. Dio perdona non con un decreto, ma con una carezza”. Martedì 8 aprile La croce non è un ciondolo “Il cristianesimo - ha detto Francesco martedì non è una dottrina filosofica, non è un programma di vita per sopravvivere, per essere educati, per fare la pace. Queste sono conseguenze. Il cristianesimo è una Persona, una persona innalzata sulla croce, una persona che annientò se stessa per salvarci; si è fatta peccato. E così come nel deserto è stato innalzato il peccato, qui è stato innalzato Dio, fatto uomo e fatto peccato per noi. E tutti i nostri peccati erano lì. Non si capisce il cristianesimo senza capire questa umiliazione profonda del Figlio di Dio, che umiliò se stesso facendosi servo fino alla morte e morte di croce, per servire... Questo è il mistero della Croce. Non è un ornamento, che noi dobbiamo mettere sempre nelle chiese, sull’altare, lì. Non è un simbolo che ci distingue dagli altri. La Croce è il mistero dell’amore di Dio”. LA VOCE CULTURA 10 VENERDÌ 11 APRILE 2014 LIBRI. Dal “Diario” di un grande scrittore polacco IN BREVE ❖ LIBRO Don Mazzolari il parroco d’Italia Ancora un libro su don Primo Mazzolari. Lo ha scritto Bruno Bignami, presidente della fondazione dedicata al sacerdote. L’autore è convinto che i destini del mondo si maturano in periferia. Il titolo Don Primo Mazzolari parroco d’Italia (Edizioni Dehoniane Bologna, pag. 194, euro 15) ricorda quello che fece il sacerdote: don Primo non si ritirò nella sua Bozzolo, bassa padana, ma decise di partecipare con convinzione alla vita del paese. Tempi dolorosi quelli dei primi del Novecento. Mazzolari è soldato e cappellano militare nella prima guerra mondiale; ancora, antifascista, è resistente fino alla fine, sostenitore delle istanze della pace, costruttore di riconciliazione in diverse piazze italiane, saggista, promotore del dialogo tra differenti anime della società. La sua voce inconfondibile raggiunge la Sicilia e la Sardegna. Un fiume di persone giunge da ogni parte alla canonica di Bozzolo per ascoltare la parola dell’arciprete. L’autore del volume, ricostruisce, utilizzando un’ampia documentazione, l’azione pastorale di don Mazzolari nelle sue parrocchie. I successi, le crisi, le fatiche e le tensioni suscitate dai suoi interventi e dai suoi scritti sono tutti evocati nel testo. Il coraggioso esporsi di don Primo diventa un monito efficace anche per ogni cristiano che “deve proclamare, deve parlare, deve prendere posizione e non può restare neutrale. Deve schierarsi”. (F. M.) ❖ AMICI DELLA MUSICA Viaggio nelle epoche con Strauss Prosegue il programma di “Viaggio nelle epoche della storia musicale” promossa dagli “Amici della musica”. Tema degli incontri (Sala delle Conferenze della Galleria nazionale dell’Umbria) è “Richard Strauss, tra crepuscolo del Romanticismo e alba del Novecento”. L’11 aprile, ore 17.30, Stefano Ragni “Le sanguinarie: Salome e Elektra”. Prossimo incontro il 24 aprile, ore 17.30, con Alberto Batisti “Il cavaliere della rosa”. Ingresso libero. Pagine sull’Umbria, belle e sconosciute “P ubblicare delle pagine inedite di uno scrittore considerato tra i maggiori della sua terra, la Polonia, è certo un punto di orgoglio e di soddisfazione”, scrive Rita Fanelli Marini a nome dell’associazione Orfini Numeister di Foligno presentando un recente libro del concittadino Arnaldo Picuti intitolato Pagine sull’Umbria scritte da Gustaw Herling, uno dei più grandi scrittori polacchi del secolo scorso. Noto soprattutto per le memorie degli anni da lui trascorsi in un gulag sovietico, al termine delle guerra Herling si stabilì definitivamente a Napoli, ove sposò una figlia di Benedetto Croce, partecipando attivamente alla vita letteraria italiana con saggi e articoli su riviste e giornali nonostante l’ostracismo – per i suoi trascorsi politici - da parte di certa intellighenzia politicamente connotata. In seguito a varie visite ad alcune città dell’Umbria - “regione che prediligo di più in Italia” e “le città a cui mi sento più legato”, come si legge nel suo Diario scritto di notte - scrive: “Sarei volentieri andato ad abitare in questi piccoli centri ‘a misura d’uomo’, poiché non amo e rifuggo dal senso di anonimato delle grandi metropoli. (…) C’è in ogni cosa un che di irreale, di sonnolento, di rallentato, ed è così che rimarrà impressa nella mia memoria tutta l’Um- bria. Una regione a parte, un paese ove il tempo trascina, poi si ferma e di nuovo riprende il suo pigro corso”. “Di Assisi - scrive - sono stato letteralmente innamorato”. Di Todi ricorda “la meravigliosa piazza con la gradinata che sale alla cattedrale”; di Spello “i rocciosi corridoi delle stradine”, di Bettona “le mura in origine etrusche”; di Perugia “il piccolo oratorio dei camaldolesi, San Severo, che viene aperto soltanto facendone richiesta al guardiano”; di Orvieto, gli anziani sulle panchine “tendere l’orecchio alle voci del tempo che passa osservando immobili la facciata del Duomo”. E vede Bevagna come un “gioiello in miniatura, con la sua piazza che ha tutto il diritto di comparire nella prima fila delle celebri piazze delle rinomate cittadine umbre”. In occasione di un settimanale soggiorno in un monastero di quest’ultima cittadina, di Foligno scrive: “Ecco la sua piazza, la grande piazza che, nella città deturpata dagli edifici moderni, riluce come una perla in un intarsio di scadente fattura. Qui, annuncia una lapide sulla parete della cattedrale, nell’anno 1206 il giovane figlio di un mercante di Assisi, il futuro san Francesco, ‘compì il primo passo verso la sua vita evangelica, vendendo le merci e il cavallo che possedeva per ricavarne i denari necessari per ricostruire la chiesa di S. Damiano nella vicina Assisi.’ E di fronte, Piazza Silvestri a Bevagna nel palazzo del Comune, il bibliofilo Orfini offrì al mondo nell’anno 1472 il primo esemplare a stampa della Divina Commedia”. Il nuovo libro dell’avv. Picuti, appassionato anch’egli della storia e delle tradizioni di questa regione come testimonia anche la sua splendida “guida” della collana Le città d’arte, dedicata a Nocera Umbra, è arricchito da dieci originali disegni dell’artista folignate Luigi Frappi. Queste pagine che Herlig dedica all’Umbria come dichiarazioni d’amore per il suo peculiare ambiente naturale e lo straordinario patrimonio artistico meritavano dunque di essere pubblicate. Non tanto per solleticare l’orgoglio di esserci nati o di viverci, quanto per ricordare che solo apprezzando il patrimonio dei padri è possibile assicurare un degno futuro ai figli. Vittorio Peri Intervista al maestro Fabio Lombrici che da un anno e mezzo dirige la formazione bandistica La Filarmonica di Pila compie 90 anni. I progetti on si può certo parlare di una È stata riaperta la scuola di musica, semplice banda musicale che oggi conta circa 25 iscritti tra quando si parla della propedeutica musicale, flauto, sax, Filarmonica di Pila… una storia lunga novant’anni. Abbiamo incontrato il clarinetti, trombe e percussioni. In maestro Fabio Lombrici al quale gli programma un saggio il 31 maggio abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza. “Non è facile per me - dice - parlare sulla Filarmonica di Pila, non per mancanza di idee o argomenti, ma per il semplice fatto che in questo anno e mezzo ho conosciuto augurando una persone meravigliose con le quali ho condiviso belle esperienze musicali che non saprei da dove o da chi cominciare… Provo a partire vi ricorda che è a disposizione per dall’inizio. Quando Andrea Cavallucci mi ha presentato qualsiasi evento civile e religioso, il presidente Cesare Miseria pubblico e privato, offrendo un ampio e insieme mi hanno chiamato proponendomi di repertorio di brani e marce, che dirigere la Filarmonica di spaziano dal classico al moderno. Pila sinceramente ho pensato: ‘O scherzano o sono matti’. L’unica esperienza che avevo fino a quel momento era la Per informazioni e contatti: gestione di un gruppo Silvia Miseria (segreteria): 349.6965230 giovanile, e subentrare alla e-mail: [email protected] direzione di una vera sede: Via della Torre, 13 - 06132 Pila (PG) filarmonica con 90 anni di N La Filarmonica di Pila buona Pasqua a tutti storia alle spalle e soprattutto succedere al m° Paolo Ciacci mi sembrava follia, però vista la fiducia che sia Andrea sia Cesare mi hanno dato ho detto fra me e me ‘perché non provare?’. Così è nata questa avventura”. Oggi come valuta tale esperienza? “A distanza di un anno posso dire che ho fatto davvero bene ad accettare questa sfida. Ad oggi abbiamo all’attivo una decina di concerti svolti, abbiamo ripreso vecchie tradizioni come il concerto di Santa Cecilia e ne vogliamo riprendere altre come il concerto per il Ss. Crocifisso, abbiamo avviato collaborazioni con realtà pilesi quali la compagnia teatrale Astrolampo di Luca Biancalana con la quale abbiamo realizzato un progetto, ‘L’arte è donna’, per la festa della donna che abbiamo eseguito sia al sodalizio di San Martino sia a Pila nella stagione teatrale. Stiamo portando avanti un progetto con la poetessa Anna Maria Farabbi Salmi, presentato a Pila il 2 febbraio e replicato domenica scorsa a Castel del Piano. Abbiamo ricostituito la scuola di musica che oggi conta circa 25 iscritti tra propedeutica musicale, flauto, sax, clarinetti, trombe e percussioni. Con le giovani leve abbiamo in programma un saggio finale che terremo il 31 maggio, e molto altro ancora…”. Altro da aggiungere? “Voglio ringraziare i colleghi e le colleghe Alice Boggi, Lucia Alunni, Arianna Felicioni, Filippo Pambianco e Cesare Vincenti, i ragazzi che si impegnano nello studio e tutti i genitori per la disponibilità che dimostrano. Infine ma non per ultimi voglio ringraziare il presidente Cesare Miseria per averci creduto, Silvia Miseria per la disponibilità e professionalità con le quali adempie ai lavori di segreteria, Mario Terradura per la presenza e l’aiuto fondamentale, e soprattutto tutti i musicanti che siano storici, riavvicinati o nuovi. Li ringrazio, oltre che per l’impegno, l’entusiasmo, la pazienza e la voglia di mettersi in gioco che hanno; soprattutto per il bell’ambiente che siamo riusciti a ricreare insieme, è un piacere lavorare con loro. La banda è lo specchio della società, dentro ci si trova di tutto, e vedere signori di quasi 80 anni che danno consigli e scherzano con i più giovani o danno del ‘lei’ a un maestro che ha quasi un quarto dei loro anni, oltre che farmi sorridere, mi fa pensare che la società dovrebbe guardare più alle bande musicali per trovare davvero buoni esempi di civile convivenza”. Marta Ginettelli VENERDÌ 11 APRILE 2014 LA VOCE CULTURA Museo diocesano di Spoleto: inaugurata la mostra “Ave Verum Corpus, Temi ed iconografie della Passio Christi” IN BREVE ❖ GALLERIA NAZIONALE Visite guidate gratuite G iovedì 10 aprile presso la Sala Barberini del Museo diocesano di Spoleto, è stata inaugurata la mostra “Ave Verum Corpus, Temi ed iconografie della Passio Christi”, visitabile fino al 7 settembre. Con l’occasione sono stati presentati il restauro e il nuovo allestimento dell’opera “Deposizione di Cristo” proveniente dalla chiesa di S. Giuseppe di Arimatea in Roccatamburo di Poggiodomo, che negli ultimi anni era esposta al Museo civico e diocesano la “Castellina” in Norcia: si tratta di un gruppo di sculture lignee policrome della metà del XIII secolo. È stato illustrato anche il restauro di due piccoli, preziosi manufatti del XIV secolo della collezione del Museo diocesano di Spoleto: un dittico-reliquiario in vetro graffito e dorato con la storia di Gesù e una piccola croce bifacciale d’altare dipinta a tempera su tela. “La mostra – afferma la dott.ssa Stefania Nardicchi, conservatore del Museo diocesano è di natura iconografica ed iconologica e si pone come obiettivo la comprensione dell’intimo rapporto esistente nel medioevo fra i testi sacri, la scultura lignea e la musica. Viene proposto – prosegue - lo studio di alcuni ‘usi’ delle opere d’arte sacra che sono giunti quasi inalterati fino a noi e l’analisi particolare di un’epoca in cui le statue erano ‘impiegate’ nelle chiese sia per l’allestimento di scene 11 Particolare dell’immagine della locandina pubblicitaria dell’evento L’uso dell’arte sacra nelle “Passio Christi” In mostra la “Deposizione di Cristo” della chiesa di S. Giuseppe di Arimatea di Roccatamburo di Poggiodomo tridimensionali che per la partecipazione in processioni e sacre rappresentazioni, realizzate soprattutto in occasione della Settimana santa. L’ambizione della mostra – conclude la Nardicchi - è documentare al visitatore che, qualunque sia stato il loro uso in antico, le sculture erano dei ‘personaggi’ di un teatro partecipato da attori e fedeli, capace di fissare i principali contenuti della fede cristiana e, allo stesso tempo, di coinvolgere emotivamente e di appassionare gli uditori attraverso una sorta di ‘visibile parlare’”. Alla presentazione sono intervenuti mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni storici, artistici e etnoantropologici dell’Umbria; Giovanna Sapori, professore ordinario di Storia dell’Arte moderna all’Università di Roma Tre; Bruno Bruni, restauratore Coo.be.c. Spoleto. Al termine, il coro dei Laudesi Umbri ha eseguito un’elevazione spirituale sulla Passio Christi. “Una Domenica a Quadri” è la nuova iniziativa proposta dalla Galleria nazionale dell’Umbria da aprile a dicembre 2014. Ogni ultima domenica del mese offrirà a tutti i visitatori una visita guidata gratuita a tema. Ingresso a pagamento. Il 27 aprile alle 16.30 la visita riguarderà la Pala del Signorelli che, in occasione della grande mostra dedicata all’artista nel 2012, è stata sottoposta a restauro. Saranno illustrate le tecniche diagnostiche che sono state utilizzate e le operazioni di restauro, durate quasi un anno, che hanno portato la Pala all’antico splendore prima che rientrasse nel percorso espositivo della Galleria nazionale. Prenotazione allo 075.58668415. ❖ DODECAPOLI ETRUSCA Candidatura Patrimonio Unesco È stato firmato a Chiusi il 1° aprile, con Perugia quale città capofila del progetto, il protocollo d’intesa con le altre città di origini etrusche facenti parte dell’antica Dodecapoli etrusca (risalente al 750 a. C): Arezzo, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Grosseto, Piombino, Tarquinia, Volterra, Castiglione della Pescaia, Formello e Montalto di Castro. L’accordo prevede di candidare la Dodecapoli all’iscrizione al patrimonio Unesco. Si tratta di valorizzare l’idea stessa di città, che in Italia fu reinventata dagli Etruschi e poi trasmessa a Roma, non soltanto come conformazione urbanistica ma anche come modello di convivenza e di organizzazione sociale. Con una delibera dell’ottobre 2012, il Comune di Perugia decise di avviare questo percorso insieme alle altre città della Dodecapoli, elaborando un progetto che valorizzasse i singoli luoghi, ma soprattutto l’idea di rete di città, anche in relazione al territorio ed al paesaggio. La direzione del progetto è stata affidata a Mario Torelli, etruscologo di fama mondiale, e a Paola Falini (Università La Sapienza). Del Comitato scientifico fanno parte anche Francesco Scoppola (Direttore Mibac Umbria), Giovannangelo Camporeale (Università di Firenze), Isabella Lapi (Direttore generale Mibac Toscana) e Alfonsina Russo (Soprintendente ai beni archeologici dell’Etruria meridionale). I soggetti istituzionali responsabili della candidatura sono: Comune e Università di Perugia, Regione Umbria e Regione Toscana. Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano esclusivamente il pensiero di chi le scrive. 12 LA VOCE LETTERE&OPINIONI Papa Francesco offre “assist” al comunismo... IL PUNTO Fecondazione eterologa sì o no? I n questo numero de La Voce ci sono altre informazioni a proposito della sentenza della Corte costituzionale sulla fecondazione artificiale eterologa. Mi limito quindi a qualche annotazione collaterale. Anzitutto, che cosa ha detto la Corte? Ha detto che, se la legge ammette la fecondazione artificiale “omologa” (ossia all’interno della coppia), il principio di uguaglianza non consente di vietare la fecondazione artificiale “eterologa” (ossia con l’intervento di un estraneo destinato a rimanere anonimo) alle coppie che altrimenti non potrebbero procreare. Ma il principio di uguaglianza, benché fondamentale, può essere molto controverso. Infatti esso obbliga a trattare in modo uguale situazioni uguali, e non vieta - e a volte anzi impone - di trattare in modo diverso situazioni diverse. Quindi il problema diventa quello di stabilire chi è uguale e chi è diverso; ossia di stabilire quali siano le differenze che contano e quelle che non contano. Le persone sono tutte uguali, e non è accettabile che una persona sia trattata in modo diverso solo perché diverso è il colore della sua pelle; ma è normale che chi ha una laurea in Medicina possa fare il medico e chi non ce l’ha, no. Quindi, quando la Corte applica il principio di uguaglianza fa, in realtà, una scelta etica, perché vede che una differenza c’è, ma dice che non deve contare. Altri potrebbero fare la scelta etica opposta. Insomma, queste decisioni sono uno dei tanti modi nei quali l’etica e il diritto, che pure sono cose diverse, interferiscono fra loro. Ma è anche vero che non tutto ciò che viene condannato dall’etica debba essere condannato anche dal diritto. Come la legge rinuncia a punire l’adulterio, così può ammettere anche la fecondazione eterologa, che può essere vista come una forma speciale di adulterio. Ma tutto questo è secondario davanti al valore della nuova creatura che nasce, quale che sia il modo in cui è stata concepita. Il delitto inaccettabile è l’aborto, non la fecondazione eterologa. Pier Giorgio Lignani AVVISO AGLI ABBONATI Purtroppo ci vengono segnalati ritardi e mancate consegne del settimanale. Qualora non riceviate il giornale entro il venerdì o il sabato vi preghiamo di segnalarcelo (tel. 075 5720397; email: [email protected]) così che possiamo sollecitare Poste Italiane per un più puntuale recapito ed un migliore servizio. Perugia Maria Rita Valli piazza IV Novembre, 6 Tel. 075 572.78.71 [email protected] Orvieto - Todi Michela Massaro Via S. Lorenzo, 18 - todi 3339340325 [email protected] Terni Elisabetta Lomoro piazza Duomo, 9 Tel/fax 0744 546.525 [email protected] Assisi Roldano Boccali Tel. 330417028 [email protected] Gubbio Giampiero Bedini via Monteverdi,2 Tel. 075 927.21.16 [email protected] Città di Castello Moreno Migliorati, piazza Gabriotti,10 Tel. 075 8550167 [email protected] G entile Direttore, ennesimo assist di Papa Bergoglio al comunismo (volontario o involontario, lo dirà la storia): “La povertà è la bandiera del Vangelo, non del comunismo: è la povertà senza ideologia” è concetto che riconosce al comunismo una naturale opzione per i poveri, quando ogni evidenzia mostra che il comunismo è la più sicura fabbrica di poveri, mentre la Chiesa nei secoli ha creato o favorito, tra tante altre cose, il credito, le università, i commerci, base del benessere di massa e del primato europeo e occidentale, che hanno ridotto la povertà a fenomeno assolutamente marginale e relativo. Luigi Fressoia Perugia Credo che si tratti di una svista interpretare la frase di Papa Bergoglio come un “assist” al comunismo, che la Chiesa ha condannato e osteggiato teoricamente e praticamente a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino a oggi. È indubbio però che il comunismo abbia monopolizzato e persino strumentalizzato il discorso sui poveri in contrasto con i ricchi e i “padroni”, anche se - come lei dice - negli Stati in cui si è imposto non ha risolto il problemi della povertà e della giustizia sociale, ma semmai li ha aggravati, come è successo nell’Unione Sovietica e nei Paesi dell’Est Europa. Ora, però, se dico che neppure il capitalismo ha risolto i problemi realizzando ricchezza e benessere per tutti come pretendeva e pretende di fare, non per questo faccio un “assist” al comunismo. Secondo il pensiero sociale cattolico, elaborato dalla “Rerum novarum” (1891) di Leone XIII alla “Deus Caritas est” di Benedetto XVI (2005) e all’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” di Papa Francesco, soprattutto nel secondo capitolo, si trovano i principi fondamentali propri dell’agire sociale e politico rivolti al perseguimento del bene comune al di fuori delle ideologie del passato. Purtroppo sui cristiani si abbatte sempre la condanna riduttiva e liquidatoria di posizioni ideologiche o politiche o economiche che non ci appartengono. salvarsi. La tragedia è avvenuta quando l’impianto era ormai chiuso. I due giovani hanno però pregato il titolare di riaprirlo per permettere loro di fare un lancio in coppia. Ma secondo lei, che cosa spinge questi giovani a misurarsi e mettersi in situazioni di così elevato pericolo? Che cosa vogliono dimostrare? A. M. Non so rispondere. Noto che molti hanno “paura di avere paura” e vogliono dimostrare a se stessi e agli altri di averla superata. Vogliono dimostrarsi coraggiosi, forti, superuomini, amanti del rischio, e invece sono solo temerari e sciocchi. Mettere a rischio la vita si può e si deve fare solo se e quando è richiesto da una situazione di emergenza per salvare qualcuno, per difendere una persona in pericolo, seguendo il buon senso e la capacità di discernimento. La vita è un valore sacro e prezioso che non si deve mettere a repentaglio. Si pensi alla leggerezza con cui ciò avviene nella guida di auto e moto e nell’amore alla velocità. Non si deve tentare Dio né la sorte. Il mito della velocità e della novità D a qualche tempo si parla molto di “innovazione”, “creatività”, “energia”, “cambiamento”, “giovinezza”, “velocità”. Capita così in politica ma anche nelle arti, nello spettacolo, nella didattica, nel giornalismo, nei media. Osservando l’uso di queste parole ci si rende conto di un fenomeno: il tramonto di ogni “ismo” (progressismo, riformismo, moderatismo, comunismo, ecc.) tramonto coevo a quello delle ideologie. Ogni “ismo” allude a un sistema di pensiero; invece l’innovazione veloce ha più l’apparenza di un fatto: un fatto non ancora compiuto, un fatto nel suo compiersi, ma un fatto concreto. Se tutti sono per la veloce innovazione, e neppure i conservatori tengono alla conservazione, significa che la disputa politica oggi è tutta sulla “genuinità della velocità e della novità”. Il desiderio di creatività assegna un valore massimo alla velocità verso il nuovo, ma “nuovo” è un aggettivo che ha diversi significati e applicazioni. Non è lo stesso se viene anteposto o posposto. Chi oggi guida il Governo è un nuovo politico o un politico nuovo? Il Jobs Act è un restyling di vecchie strategie liberiste o una veloce e concreta novità? Le Province saranno davvero abolite o resteranno lì dove sono, mascherate da qualcos’altro? La strategia di Beppe Grillo, per esempio, è tutta tesa a negare la novità e la velocità di ciò che nuovo e veloce, almeno sembra. Il Presidente del Consiglio con l’eloquio, col modo di apparire, col modo di proporre è invece tutto teso a sembrare nuovo e veloce a tutti i costi. I moduli comunicativi trasferiti in politica da altri ambiti hanno questa funzione: assegnare una credibile marca di novità alle proprie azioni. Ma “apparire” non è, di per sé, “essere”. Nella società contemporanea, però, è proprio l’“apparire nuovo” ad essere privilegiato. Per questo i richiami alle esperienze del passato, alla “tradizione riformista” e all’“anima progressista”, non hanno successo: parlano di continuità e non di stacchi, di identità e non di trasformazioni. Ciò che è davvero nuovo, ma non appare tale, non ha valore nell’odierno ambito politico. Ma fuori dalla “retorica dei crono-programmi”, l’innovazione e la velocità debbono dotarsi di criteri e tempi di verifica e di efficacia. È vero, cresce il clima di aspettativa che l’ex Sindaco ha saputo attivare positivamente attorno a sé, ma aumentano anche le perplessità, perché si teme prevalga quella fretta che è nemica della velocità. Fretta e frenesia infatti non sono sinonimi di HUMOUR Disegni di Marcello Cruciani Che cosa spinge tanti giovani a “buttarsi”? C aro Direttore, ho letto (Sir) che la settimana scorsa in due giorni si sono sfracellati a terra, dopo un lancio, ben tre giovani che si sono buttati con l’ormai triste sport fasullo detto balcony jumping. Mi è venuito in mente che qualche anno fa (2002) una tragedia simile è già accaduta a Terni. Due giovani sono morti durante un lancio di bungee jumping a Ponte Canale, in una gola tra Polino e Arrone in provincia di Terni. I moschettoni che assicurano la fune elastica alla base di lancio hanno ceduto e i ragazzi sono precipitati nel vuoto senza alcuna possibilità di Materiale fotografico - Archivio La Voce - Enrico Milanesi (Città di Castello) - Gavirati (Gubbio) - Giancarlo Belfiore ASSOCIATO ALL’UNIONE DELLA STAMPA PERIODICA ITALIANA ISCRITTO ALLA FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI VENERDÌ 11 APRILE 2014 Si raccomanda di non superare le trenta righe dattiloscritte celerità ma di guai. La gatta veloce è prudente. Quella frettolosa fa i gattini ciechi. La velocità si nutre di tempo. Perfino il più stringato e veloce aforisma è frutto di un lungo tempo meditativo; ed è così che in pochissime righe può trovare dimora il senso di una vita intera. Pier Luigi Galassi Perugia Con celerità intanto Renzi ha ottenuto un risultato: tutti gli enti pubblici stanno facendo risparmi e revisioni di costi. Sarà, non sarà, sufficiente per risolvere i problemi? Intanto cambia il trend. Non è poco in un’Italia spendacciona, scialacquona, sbruffona impersonata da gente senza faccia. Urgono politiche europee a favore dell’acqua C aro Direttore, più volte si è parlato della necessità di risparmiare l’acqua, dal momento che viviamo in un momento in cui se ne spreca tanta e, seguitando così, alla fine ci verrebbe a mancare. In tempi rapidi i Paesi europei potrebbero concentrare i loro sforzi nella difesa dell’ambiente e sviluppare un nuovo modo di produrre. Dovrebbero disincentivare le produzioni industriali inquinanti e che necessitano di quantità enormi di acqua. Dovrebbero agevolare la ricerca e le produzioni ecocompatibili come la plastica ecologica e biodegradabile. Dovrebbero favorire i carburanti ecologici. Dovrebbero produrre nuovi materiali ecologici in particolare per imballaggi ed edilizia. Dovrebbero recuperare e trasformare ciò che rimane degli scarti. Questi prodotti innovativi, insieme alla produzione di energia rinnovabile, ridurrebbero drasticamente l’inquinamento e il consumo d’acqua. I Paesi europei dovrebbero investire di più sui trasporti di merci e di persone su rotaia e, dove è possibile, sulle vie fluviali e marittime, per abbassare i costi, inquinamento e incidenti. Dovrebbero evitare la formazione di metropoli costose, inefficenti e ingestibili. Dovrebbero impedire la costruzione di nuove autostrade e nuove colate di cemento lungo le coste, lungo le arterie stradali in pianura, in collina e in montagna. L’acqua, se cade sull’asfalto e sul cemento, va sprecata; se invece si deposita sulla terra torna in circolo. Bisogna incentivare le coltivazioni agricole con metodi di irrigazione che consentano il risparmio di acqua. Bisogna estendere le zone verdi, le zone umide e i boschi. Per avere più occupazione stabile in Europa bisogna valorizzare le bellezze naturali, i laghi, i fiumi, le lagune e i golfi. L’aumento ingiustificato del costo dell’acqua e le mancate opere infrastrutturali hanno provocato in molti Stati proteste e contestazioni nei confronti delle multinazionali straniere. I conflitti fra Stati a causa dell’acqua finora sono stati contenuti, ma in futuro le dispute aumenteranno, perché del petrolio, teoricamente, se ne potrà fare a meno, dell’acqua no! Salvatore Bottino Nocera Umbra Certo, tutto è legato a “dovrebbero”. Direttore responsabile: Elio Bromuri Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia tel. 075/57.27.871 • fax 075/57.31.066 [email protected] Amministrazione e Pubblicità: tel. 075/57.20.397 • fax 075/57.31.066 [email protected] Registrazione: Tribunale di Perugia N°145 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione N° 1.304 La testata “La Voce” fruisce dei Contributi Statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l., Via Selice 187/189, Imola (Bo) Abbonamenti Annuale Annuale + on-line Annuale solo on line Semestrale Sostenitore Benemerito 43 e 55 e 35 e 23 e 68 e 150 e Versamento in c/c postale n. 11941069 Bonifico Bancario conto Unicredit Codice Iban IT 25 D 02008 03027 000029471611 intestato a: Chiesa di San Severo a Porta Sole - La Voce Piazza IV Novembre, 6 06123 Perugia Desideriamo informarLa che i dati da lei forniti saranno trattati secondo le indicazioni del D. Lgs n. 196 del 30 giugno 2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”).Per ricevere l’informativa in dettaglio può rivolgersi presso gli uffici del settimanale “La Voce” o contattarci al numero 075.5720397. Per informazioni sull’abbonamento: [email protected] Stampato su carta riciclata 13 VENERDÌ 11 APRILE 2014 “C on il Vangelo nelle periferie esistenziali” era il tema del 37º Convegno nazionale delle Caritas che si è svolto recentemente a Cagliari. Il titolo del convegno si collegava in forma diretta al magistero di Papa Francesco, collocando in modo inequivocabile il tema della povertà, anzi, dei poveri al centro della riflessione ecclesiale. Il Papa ci sprona a ricercare Cristo nella “carne viva” delle persone, attraverso un’uscita da noi stessi, nell’incontro, nell’accoglienza fraterna, nella solidarietà e nel servizio. Questo rappresenta un costante stimolo di verifica per la comunità cristiana. La situazione di crisi stagnante, confermata dai molteplici rapporti sulla povertà, interroga in modo insistente le nostre comunità in ordine a quali siano gli strumenti, i luoghi e i percorsi da animare al fine di rimanere testimoni credibili dell’Evangelo e annunciatori di liberazione nelle periferie esistenziali e sociali dell’umanità. Ripetuti gli inviti che ci giungono da parte di Papa Francesco a essere cristiani in grado di incontrare gli uomini là dove sono, a tornare ad abitare i Le “periferie” umane: cantieri di carità † Benedetto Tuzia* contesti esistenziali più periferici e lontani per incontrarvi l’Uomo negli ultimi. È stato detto che il Convegno dello scorso anno a Montesilvano era “il calcio di inizio”, Cagliari la continuazione della partita. A Montesilvano ci si era interrogati intorno al “da dove” arriviamo e al “verso” dove sentiamo di dover camminare, ma non ci si era ancora interrogati rispetto al “come” poter arrivare là dove pensiamo che sia lo scenario del futuro. Il lavoro svolto dai convegnisti ha cercato di trasformare lo scenario intravisto lo scorso anno in piste di lavoro più concrete, guidati da altri interrogativi, inerenti appunto al “come” arrivare a un porto sicuro. Il convegno è stato illuminato dalla meditazione del priore di Bose, Enzo Bianchi: una riflessione che ha indicato la via della ricerca di Cristo attraverso l’incontro con il volto del prossimo, a partire da quello più deturpato, facendogli dono non solo dei beni ma soprattutto di noi stessi. In una parola: la pratica della misericordia, la carezza di Dio sulle ferite delle nostre miserie. “La povertà è di tutti. È quasi una ‘parola prima’, grazie e attorno alla quale si può costruire il lessico dell’umano. Senza la povertà non saremmo umani, ma pieni di noi stessi e dunque vuoti…”. Sono alcuni passaggi di una seconda relazione che invita i partecipanti a scoprire la povertà come dato antropologico, originario di ogni uomo. A Cagliari si sono ritrovate anche le Caritas umbre, con i loro responsabili e i loro direttori; Caritas da tanti anni impegnate a Un momento del Convegno della Caritas a Cagliari (foto F.M. Carloni) promuovere la carità nelle rispettive Chiese. Un servizio di animazione che, attraverso la pedagogia dei fatti, fornisce sostegno immediato a quanti si trovano nella necessità: dall’offrire un pasto al contributo per l’affitto della casa, dall’aiuto per la perdita di lavoro al sostegno della famiglia, dalla vicinanza a chi è nella malattia all’accompagnamento di chi è fragile psicologicamente. L’auspicio è che la Caritas prosegua “con passione e con equilibrio” il proprio lavoro, che coniuga testimonianza e servizio, profezia e realismo, condivisione sugli altri valori, “senza cui è difficile immaginare autentica prossimità evangelica”. Il “convenire” a Cagliari delle Caritas diocesane e, poi, l’occasione per lo scambio di esperienze e speranze ha riacceso nei cuori di ciascuno le motivazioni profonde per seguire Gesù nel servizio alla Chiesa e agli uomini. * Vescovo di Orvieto - Todi La Voce & Umbria Radio 30 anni da protagonisti SABATO 3 MAGGIO Perugia - Sala del Dottorato, ore 18 Celebrazione dei 60 anni del settimanale La Voce e dei 30 anni dell’emittente Umbria Radio Intervengono: Marco Tarquinio, direttore Avvenire Paolo Bustaffa, coordinatore di Eurocom - Giornalisti per l’Europa Antonio Preziosi, già direttore di Radio Uno Elio Bromuri, direttore La Voce Paolo Giulietti, direttore Umbria Radio Cattedrale di San Lorenzo, ore 21 J. S.Bach, Messa in Si minore - BWV 232 Saluto del card. Gualtiero Bassetti ai partecipanti Esecuzione a cura del coro Accademia degli Unisoni e dell’Orchestra da camera di Perugia, direttore: Leonardo Lollini, solisti: Marinella Pennicchi (soprano), M. Grazia Pittavini (soprano), Gloria Banditelli (contralto), Baltazar Zuniga (tenore), Mauro Borgioni (basso). LA VOCE 14 Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve VENERDÌ 11 APRILE 2014 LA VOCE Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve La voce degli studenti A tu per tu con i problemi delle comunità immigrate U Il Vescovo incontra i cattolici di origine straniera che vivono nel capoluogo P roseguendo la visita pastorale, il card. Bassetti ha visitato alcune comunità cattoliche di immigrati presenti a Perugia. La sintesi di queste giornate è nelle parole del Vescovo: “Il percorso d’integrazione è difficile, ma si può fare”. Infatti, provando a fare un bilancio insieme all’ incaricato pastorale dei migranti padre Jean Koutua, da questa serie di incontri è emerso che le maggiori difficoltà sono legate al tema dell’integrazione. A soffrirne maggiormente è la comunità africana. Come precisato da padre Jean, “chi emigra dall’Africa sente molto la differenza dovuta al colore della pelle. E purtroppo a volte, solo per questo motivo, subisce discriminazioni”. Anche il Cardinale ha tenuto a sottolineare che “gli africani sono coloro che, tra gli immigrati, ricevono più umiliazioni”. A confermarlo è stata la testimonianza di una ragazza secondo cui le persone di colore vengono percepite come esclusivamente bisognose di aiuto. “Sarebbe necessario - ha aggiunto - trovare un modo per far sì che le comunità si integrino con le parrocchie. Bisognerebbe far capire che anche noi immigrati abbiamo qualcosa da offrire”. La comunità africana è rappresentata a Perugia da gruppi del Camerun, Costa d’Avorio, Togo, Benin e Nigeria. Si riunisce regolarmente a Villaggio San Francesco per celebrare la liturgia. Come specifica padre Jean, l’unica distinzione tra anglofoni e francofoni: “In Africa, anche all’interno della stessa nazione, ci sono molteplici etnie. Per questo si è cercato di evitare ulteriori divisioni”. “Di passaggio” dall’Est Le popolazioni dell’Europa dell’Est sembrano invece meglio integrate. Dalla Polonia e dall’Ucraina arrivano principalmente donne che lavorano come badanti. Tuttavia anche in queste comunità si riscontrano problematiche, sebbene di natura diversa rispetto a quelle africana. Come afferma padre Jean: “Non sempre le famiglie presso le quali queste persone prestano servizio concedono loro del tempo per andare a messa, e questo è un duro colpo per l’immigrato”. Lo stesso incaricato pastorale ha poi rimarcato: “Per ogni immigrato la presenza di un Padre è fondamentale”, ad evidenziare la necessità di un sacerdote che faccia loro da guida. La comunità ucraina è presente a Perugia da dieci anni; la chiesa è il suo principale punto di riferimento e può contare su don Igor Kupra. Padre Jean ha sottolineato che non si può dire la stessa cosa per la comunità polacca: “Non ha un Padre, una guida su cui fare affidamento. Attualmente c’è padre Miroslav, appartenente ai Missionari di Gesù Misericordioso, ma la sua presenza a Perugia è legata solo a motivi di studio”. Da questi incontri è emerso anche che sono molto diversi i motivi che hanno spinto le persone a emigrare. Ci sono infatti coloro che vengono nel nostro Paese con lo scopo di lavorare, guadagnare, permettere ai loro figli di studiare, e poi fare ritorno nella loro terra natale (ucraini e polacchi). Invece, coloro che provengono dall’Africa e dall’America Latina cercano una permanenza più stabile e, per questo motivo, a spostarsi è l’intera famiglia, figli compresi. Tuttavia, negli ultimi anni, a causa della crisi che attanaglia il nostro Paese, si è registrato che molti emigranti africani vengono qui solamente “di passaggio” poiché sperano di raggiungere altri Paesi come Francia, Belgio e Inghilterra. Le difficoltà dei “latinos” Proseguendo nel bilancio, padre Jean ha affermato che gli immigrati provenienti dall’America Latina (Perù, Ecuador, Brasile, Messico) presentano principalmente due problematiche. “Questa comunità, che fa capo alla chiesa di San Sisto, è molto frammentata al suo interno. Ognuno tende a creare la propria associazione e a venerare la propria ‘statuetta’. È accettabile che ognuno abbia la propria devozione, ma non si deve mai perdere di vista il fatto che si deve essere un’unica comunità cristiana”. L’altro problema inerente questa comunità, evidenziato da padre Jean, è l’educazione dei giovani: “Molti genitori sono impegnati tutto il giorno con il lavoro e non riescono a dedicarsi a sufficienza ai propri figli. Il risultato è che i ragazzi sono spesso abbandonati a se stessi, frequentano cattive compagnie ed entrano, talvolta, in alcuni mondi pericolosi come quello della droga. Molte ragazze, seppure giovanissime, sono già madri”. Ecumenismo romeno In queste giornate, il card. Bassetti ha incontrato anche la Chiesa ortodossa romena, coordinata da padre Ionut Radu. Lo stesso Radu ha sottolineato come questa collaborazione tra le due Chiese sia fondamentale: “Se oggi possiamo parlare di comunità ortodossa romena e festeggiare i cinque anni dalla prima liturgia per fedeli ortodossi a Perugia, è solo grazie all’aiuto che ci offre la Chiesa cattolica”. Come spiegato dallo stesso sacerdote, in Italia ci sono comunità ortodosse che, pur essendo numerose, non hanno un luogo dove celebrare il proprio culto. Qui a Perugia, invece, hanno a loro disposizione la chiesa di San Fiorenzo, nella quale celebrano la liturgia, si incontrano e fanno catechismo ai loro figli. Come ribadito dal Cardinale, “questi incontri dimostrano l’unità della nostra Chiesa. Abbiamo tradizioni proprie e cerimonie diverse, ma rimaniamo pur sempre una sola Chiesa”. Michele Mencaroni IMMIGRATI A PERUGIA Secondo i dati Istat, risalenti al 2011 (data dell’ultimo censimento), i cittadini non comunitari residenti a Perugia sono 52.582. Tra questi i più numerosi sono gli albanesi (12.999), seguiti da marocchini (9.609) e ucraini (3.361). Rilevante anche la presenza asiatica con cinesi (1.912) e filippini (1.055). I dati dell’Istat circa i residenti stranieri in generale - inclusi i cittadini Ue - attestano che le prima collettività estera nella nostra regione per numerosità è quella romena. Il ministero degli Interni ha invece analizzato i motivi del soggiorno nella nostra regione, e dall’elaborazione dell’Istat è emerso che il principale motivo è quello familiare, seguito dal lavoro, dallo studio e, infine, da quello di asilo politico o umanitario. Bassetti risponde al saluto dei carcerati che lo chiamano da dietro le sbarre delle celle mentre sta lasciando il carcere di Capanne A nche ora ch’è Cardinale Gualtiero Bassetti fa il possibile per continuare ad essere l’arcivescovo della diocesi perugino pievese. Così, quando gli chiediamo di poterlo incontrare per tirare le fila di questa prima parte della Visita pastorale dedicata alle “Attenzioni d’ambiente” (gli appuntamenti si sono conclusi questa settimana), non dice di no e riesce a ritagliarsi un po’ di tempo in una giornata piena, iniziata al mattino presto. Tra l’altro è una giornata particolare perché il 7 aprile è il suo compleanno. Anche per questo il telefono squilla, ripetutamente. Lo chiamano per fargli gli auguri. Prima di arrivare in episcopio è passato in ospedale a far visita a dei malati, e prima ancora è stato a Città della Pieve dove i preti che erano seminaristi negli anni in cui è stato Rettore del Seminario di Firenze si sono dati appuntamento per far festa con il loro vecchio rettore oggi cardinale. In tutto un’ottantina, che quando è entrato hanno cominciato a dirsi “ecco il Cardinale!”. E lui, Bassetti, s’è girato verso la porta per vedere il Cardinale che arrivava! Il discorso sulla Visita pastorale inizia proprio con una battuta sull’età. “La visita pastorale è stata preparata molto bene dal Vicario e dai responsabili pastorali. Solo che - fa pausa, e sorride - il programma era calibrato sulle sue forze e non su quelle d’uno di 72 anni!”. Nonostante la fatica, però, gli si è Il vescovo Bassetti racconta parole ed emozioni della Visita pastorale fatta tra immigrati, lavoratori, malati, studenti confermata come buona “l’intuizione venuta dal Consiglio presbiterale di anteporre alla Visita pastorale nelle parrocchie questo periodo di incontri con il mondo del lavoro, della salute, dell’università e degli immigrati”. Nella visita alle parrocchie incontrerà le realtà ecclesiali, gruppi dei catechisti, della Caritas, per la liturgia e così via, e potrà verificare anche “se e come funzionano le unità pastorali” la cui realizzazione rappresenta “la sfida più impegnativa perchè la tentazione è di proseguire come prima evitando il nuovo che è difficile da affrontare, fa problema”. Ma in questo modo “non si evangelizza” se è vero, come dice Papa Francesco, che nelle nostre parrocchie “c’è molta attività pastorale e poca evangelizzazione”. Tema che affronterà nella sua prossima Lettera pastorale, alla quale sta lavorando. La Visita è stata ricca di incontri ai quali l’Arcivescovo si è presentato come uno che ascolta e così ha raccolto emozioni, problemi, racconti, richieste di aiuto. “Sono un pastore” dice Bassetti quando gli chiedo se la parola che meglio rappresenta questi incontri può essere “misericordia”. “A stare con tanta gente ho capito che il cuore di Dio è più grande del tetto della Chiesa. La Chiesa deve imitare, annunciare la misericordia di Dio, ma non è la misericordia di Dio”. Bassetti non fa un bilancio di questi mesi perchè “sarà compito del Vicario e dei responsabili degli uffici pastorali”, ma i volti incontrati, le voci ascoltate ora sono parte della sua vita. Ha in mente le “situazioni di povertà e fragilità inimmaginabili” di cui hanno parlato i medici di famiglia “che conoscono le situazioni familiari come i nostri preti, anzi rispetto a loro hanno un monitoraggio della situazione più ampio perché incontrano tutti, anche credenti di altre religioni e non credenti”. Ha nel cuore i volti delle madri che tra le mura dell’ospedale “vivono in simbiosi con i loro bambini malati”, e in particolare quel bambino di 7 o 8 anni di cui gli avevano detto “non sa più cos’è un sorriso”, tanto era il tempo che la malattia lo teneva in ospedale. “M’è venuto spontaneo mettergli sulla testa lo zucchetto rosso e lui m’ha guardato allo specchio e ha sorriso divertito. Per dare consolazione a quella giornata - racconta Bassetti - sarebbe bastato il sorriso di quel bimbo!”. Anche l’incontro con i carcerati gli ha regalato sorprese, come quelle persone “anche di religione musulmana, In corsia accanto ai malati in modo semplice e fraterno Nel corso della visita pastorale, il card. Bassetti ha riservato una quindicina di incontri al mondo della sanità I l senso della morte e del dolore, la vocazione di medico, l’assistenza quotidiana delle persone malate, la dignità umana a prescindere dallo stato fisico, le fragilità, fisiche e psicologiche, della nostra contemporaneità. Attraverso i circa quindici incontri che l’arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti, ha riservato al mondo della sanità si è esplorata nel profondo la dimensione più difficile e delicata della vita umana. “Il Cardinale – racconta il dott. Stefano Cusco, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute – ha saputo incontrare l’uomo in modo diretto, fraterno e discreto. Questa sua grande umanità è stata percepita e apprezzata, tanto che l’Arcivescovo ha ricevuto una grande accoglienza in tutti gli incontri. Sicuramente – continua – una delle punte più significative della visita è stata la giornata trascorsa all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia il 25 febbraio, in particolare durante le visite ai reparti più difficili, come quelli di Ematologia e Oncoematologia pediatrica, dove i bambini hanno preparato un piccolo spettacolo per il Cardinale e gli hanno scritto una lettera. L’Arcivescovo è entrato nelle stanze e ha visitato i malati in maniera semplice e fraterna, volutamente con pochissime persone al seguito. Lo stesso si può dire per la visita all’hospice di Monteluce e al Csm per il mondo della malattia psichica, così complesso e ancora poco compreso e conosciuto. Un altro appuntamento molto interessante – aggiunge il dott. Cusco – è stato quello con i medici di famiglia, che sempre più del parroco diventano ricettori dei bisogni dei loro pazienti. Attraverso le loro esperienze, i medici hanno esposto le fragilità e le povertà con cui si trovano tutti i giorni a dover fare i conti: anziani soli, giovani coppie in difficoltà, disabili…”. Volendo delineare un filo rosso che ha unito i vari incontri, sono tre i punti da sottolineare secondo il dottor Cusco. “Per prima cosa, è emerso con grande forza – spiega – la richiesta del significato profondo dell’esistenza umana e del valore della dignità dell’uomo, a prescindere dal suo stato di salute, e la volontà di riscoprire nei medici, soprattutto in quelli cattolici, la vocazione e motivazione al servizio, incontrando l’uomo e non la malattia. In secondo luogo, è evidente la solitudine e la fragilità crescente che sta investendo la nostra società nei suoi vari livelli. Molto importante, infine – conclude Cusco –, anche la richiesta dei vari operatori sanitari di potersi riconoscere, di fare rete per mantenere un filo conduttore tra di loro e aiutarsi a vicenda. L’esperienza della collaborazione con la Caritas già attiva in vari settori ed emersa nel corso degli incontri è un esempio concreto di questa spinta all’unione e alla condivisione”. L. L. uomini, che mi chiedevano come si fa a cambiare? Cosa vuol dire convertirsi e rientrare in se stessi? Qualcuno - aggiunge - mi ha anche parlato dell’importanza della confessione!”. E gli immigrati, prosegue Bassetti “mi hanno fatto capire che la crisi che viviamo tutti e che mi hanno ben raccontato i lavoratori che ho incontrato, per loro è dieci volte peggiore perché per la lingua hanno difficoltà a farsi capire dalla gente, sono più soli e a volte hanno difficoltà anche ad avvicinare i sacerdoti che pensano che vadano solo a chiedere l’elemosina”. Ed è con gli occhi degli immigrati che guarda alle devozioni popolari, come la processione dei “Milagros” per fare un esempio, che “per loro sono un modo importante di vivere la fede”. Negli incontri con il mondo dell’univerità ha incontrato molti giovani che lo hanno accolto con curiosità e con interesse. Non ha ricevuto nè contestazioni nè offese. “Oggi i giovani non sono più arrabbiati ma sono fragili”. Tra i tanti ricorda le parole di uno studente, rappresentante della sinistra universitaria, che si è definito agnostico. “Mi ha detto - racconta Bassetti - ‘noi siamo come gocce d’acqua e le gocce si disperdono. Voi Chiesa, voi professori e educatori, dovete essere come due mani che si congiungono e raccolgono le gocce d’acqua’”. Maria Rita Valli Gli incontri del card. Gualtiero Bassetti con il mondo dell’Università e dei collegi cattolici, in ascolto dei “discenti” e dei docenti na sfida educativa che passa, prima di tutto, attraverso la crescita umana. È questa la grande meta a cui punta l’Università, tanto più in una città accademica per eccellenza come Perugia, terra di ben quattro atenei (inclusi Conservatorio e Accademia). A essi, dove si formano giovani menti, professionisti ma soprattutto uomini del futuro provenienti da ogni parte d’Italia e nel caso dell’Università per Stranieri - del mondo, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti non poteva non dedicare la propria attenzione. Studenti, docenti, personale, collegi si sono raccontati nei vari incontri iniziati il mercoledì delle Ceneri con la tradizionale celebrazione nella Chiesa dell’Università e terminati mercoledì scorso con la visita al Conservatorio. In mezzo la visita all’Università degli studi, alla Stranieri, all’Accademia, nonché all’Onaosi; l’incontro con gli studenti in mensa, fuori sede, con le associazioni, i confronti con docenti, ricercatori e con i gestori dei collegi cattolici. Gli studenti I veri protagonisti delle “attenzioni di ambiente” del mondo universitario sono stati i ragazzi. Con loro il Cardinale ha condiviso momenti di riflessione e scambio che lo hanno piacevolmente colpito, come lui stesso ha ribadito in varie occasioni. I ragazzi hanno interrogato l’Arcivescovo su grandi temi di carattere etico, ma hanno anche manifestato le loro fragilità. “Non vogliamo essere solo dei numeri - è stato l’appello di molti - ma persone capaci di realizzarsi professionalmente e umanamente. Non pretendiamo di essere il cambiamento, ma vogliamo farne parte”. Un appello a cui Bassetti ha risposto con la metafora dell’acqua: “Ciascuno di noi è una goccia - ha ribadito in più occasioni -, ma queste gocce per non disperdersi, hanno bisogno di un contenitore. Io, la Chiesa, vi dò queste mani per raccoglierle e farle diventare qualcosa di più grande”. Tante anche le esperienze di accoglienza e fratellanza, come nel caso dei ragazzi di altri Paesi che studiano alla Stranieri o dei giovani fuori sede ospitati nei nove collegi cattolici della città. Per tutti Perugia ha saputo essere una “seconda famiglia”, piena di rapporti umani sinceri, affetto e tolleranza. I docenti L’incontro principale che ha riguardato il mondo docente è stato quello che si è svolto il 1° aprile al centro Mater Gratiae di Montemorcino. In quell’occasione (ma le stesse tematiche sono state riprese anche in altri incontri) professori e ricercatori hanno raccontato la loro esperienza educativa. L’esiguo numero di professori ha consentito una analisi approfondita della situazione. Cosa è emerso? Di sicuro il cambiamento che ha investito in questi anni il mondo accademico – costretto a ritmi molto veloci e a una carenza di risorse ormai consolidata – e quello studentesco. Agli occhi dei loro docenti, i ragazzi appaiono sempre più fragili, soli e in cerca di punti fissi, ed è sempre più forte l’esigenza di istituire, al fianco del lavoro già in corso da parte della Pastorale universitaria, nuovi percorsi di sostegno per gli studenti, affinché non si scoraggino, non abbandonino gli studi, possano diventare uomini e donne soddisfatti e appagati professionalmente e umanamente. Dalle testimonianze dei professori sono risultate anche le difficoltà della professione di educatori. Storie di ricercatori e docenti precari, non retribuiti o attualmente senza lavoro nei vari atenei della città, a riprova di una sofferenza dei professionisti della cultura che sta investendo tutto il nostro Paese. Laura Lana VISITA PASTORALE. Gli incontri con dipendenti e imprese Tra i lavoratori che lottano contro la crisi A gricoltura, impresa, commercio, artigianato, cooperative e terzo settore. Il mondo del lavoro è stato sicuramente il settore più eterogeneo che l’Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve abbia deciso di incontrare nell’ambito della visita pastorale. Eterogeneo e complesso, nelle diversità di esigenze e di vissuti fra i vari settori, ma anche nella difficoltà della contingenza economica attuale che ha colpito tutti gli ambiti, senza distinzioni. La mancanza di lavoro, il crescente peso fiscale, il gravoso obbligo della burocrazia, il senso di scoraggiamento e sfiducia, la voglia, al contempo, di portare avanti la propria professione svolta con passione e determinazione. Tutto questo (e molto di più) è stato oggetto dei vari incontri a cui il card. Bassetti ha partecipato per tutto il mese di marzo: la visita alle aziende Trafomec e Clam, Confcoperative, il Circolo dipendenti di Perugia, il mondo dell’agricoltura, del pubblico impiego, la piccola e media im- presa. Un tessuto economico e sociale che costituisce la spina dorsale della città di Perugia e che è in una sofferenza comune e prolungata. Quante le testimonianze di fatica di fronte ai conti che non tornano, e quante quelle di compassione verso i tantissimi che ogni giorno bussano alle porte delle diverse attività in cerca di un lavoro. Ma non solo. Se c’è un dato incontrovertibile è la passione dei lavoratori che si sono raccontati all’Arcivescovo; la determinazione, la creatività di rinnovarsi, il coraggio di fare scelte difficili e di scommettere su se stessi e il proprio futuro. A dare una parola unitaria sulle varie esperienze è mons. Fausto Sciurpa, direttore dell’ufficio per i Problemi sociali e il lavoro, che ha seguito i vari incontri al fianco dell’Arcivescovo. Sono tre, secondo la sua visione, i punti da mettere in evidenza. “In primo luogo – sottolinea mons. Sciurpa – il grande apprezzamento che questi incontri hanno riscosso. I presenti hanno sentito un’attenzione importante e positiva da parte del Cardinale nei loro confronti e ne sono rimasti colpiti, tanto da chiedere ulteriori incontri futuri. Quello che si è percepito è stata la vicinanza della Chiesa, nella figura dell’arcivescovo, in un momento così difficile, la sensazione di una presenza reale che prescinde anche da quello che poi, fattivamente, si può e si potrà fare”. “In secondo luogo – continua don Fausto – è innegabile che emergono delle forti preoccupazioni legate alla crisi. La lamentela più frequente che abbiamo sentito è stata quella nei confronti dei troppi vincoli burocratici che lo Stato impone e che aggravano un’attività lavorativa quotidiana già impegnativa, sottraendo energie e costituendo degli inciampi al motore economico. Il problema centrale resta, comunque, il lavoro che non c’è. Abbiamo sentito chiaramente la pesantezza della situazione attuale, i cui problemi vanno al di là della nostra città e assumono una dimensione sovranazionale”. “In ultima analisi – conclude mons. Sciurpa – la nota positiva che abbiamo percepito nel corso di questi incontri nel mondo del lavoro è stata la maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, delle realtà e delle persone che li circondano. Una maggiore solidarietà e una maggiore condivisione tra gli operatori sono punti emersi fortemente nel corso delle visite. Le difficoltà comuni hanno risvegliato l’idea di aiutarsi gli uni gli altri, così da trovare e dare più spazio a tutti”. L. L. 15 LA VOCE 14 Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve VENERDÌ 11 APRILE 2014 LA VOCE Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve La voce degli studenti A tu per tu con i problemi delle comunità immigrate U Il Vescovo incontra i cattolici di origine straniera che vivono nel capoluogo P roseguendo la visita pastorale, il card. Bassetti ha visitato alcune comunità cattoliche di immigrati presenti a Perugia. La sintesi di queste giornate è nelle parole del Vescovo: “Il percorso d’integrazione è difficile, ma si può fare”. Infatti, provando a fare un bilancio insieme all’ incaricato pastorale dei migranti padre Jean Koutua, da questa serie di incontri è emerso che le maggiori difficoltà sono legate al tema dell’integrazione. A soffrirne maggiormente è la comunità africana. Come precisato da padre Jean, “chi emigra dall’Africa sente molto la differenza dovuta al colore della pelle. E purtroppo a volte, solo per questo motivo, subisce discriminazioni”. Anche il Cardinale ha tenuto a sottolineare che “gli africani sono coloro che, tra gli immigrati, ricevono più umiliazioni”. A confermarlo è stata la testimonianza di una ragazza secondo cui le persone di colore vengono percepite come esclusivamente bisognose di aiuto. “Sarebbe necessario - ha aggiunto - trovare un modo per far sì che le comunità si integrino con le parrocchie. Bisognerebbe far capire che anche noi immigrati abbiamo qualcosa da offrire”. La comunità africana è rappresentata a Perugia da gruppi del Camerun, Costa d’Avorio, Togo, Benin e Nigeria. Si riunisce regolarmente a Villaggio San Francesco per celebrare la liturgia. Come specifica padre Jean, l’unica distinzione tra anglofoni e francofoni: “In Africa, anche all’interno della stessa nazione, ci sono molteplici etnie. Per questo si è cercato di evitare ulteriori divisioni”. “Di passaggio” dall’Est Le popolazioni dell’Europa dell’Est sembrano invece meglio integrate. Dalla Polonia e dall’Ucraina arrivano principalmente donne che lavorano come badanti. Tuttavia anche in queste comunità si riscontrano problematiche, sebbene di natura diversa rispetto a quelle africana. Come afferma padre Jean: “Non sempre le famiglie presso le quali queste persone prestano servizio concedono loro del tempo per andare a messa, e questo è un duro colpo per l’immigrato”. Lo stesso incaricato pastorale ha poi rimarcato: “Per ogni immigrato la presenza di un Padre è fondamentale”, ad evidenziare la necessità di un sacerdote che faccia loro da guida. La comunità ucraina è presente a Perugia da dieci anni; la chiesa è il suo principale punto di riferimento e può contare su don Igor Kupra. Padre Jean ha sottolineato che non si può dire la stessa cosa per la comunità polacca: “Non ha un Padre, una guida su cui fare affidamento. Attualmente c’è padre Miroslav, appartenente ai Missionari di Gesù Misericordioso, ma la sua presenza a Perugia è legata solo a motivi di studio”. Da questi incontri è emerso anche che sono molto diversi i motivi che hanno spinto le persone a emigrare. Ci sono infatti coloro che vengono nel nostro Paese con lo scopo di lavorare, guadagnare, permettere ai loro figli di studiare, e poi fare ritorno nella loro terra natale (ucraini e polacchi). Invece, coloro che provengono dall’Africa e dall’America Latina cercano una permanenza più stabile e, per questo motivo, a spostarsi è l’intera famiglia, figli compresi. Tuttavia, negli ultimi anni, a causa della crisi che attanaglia il nostro Paese, si è registrato che molti emigranti africani vengono qui solamente “di passaggio” poiché sperano di raggiungere altri Paesi come Francia, Belgio e Inghilterra. Le difficoltà dei “latinos” Proseguendo nel bilancio, padre Jean ha affermato che gli immigrati provenienti dall’America Latina (Perù, Ecuador, Brasile, Messico) presentano principalmente due problematiche. “Questa comunità, che fa capo alla chiesa di San Sisto, è molto frammentata al suo interno. Ognuno tende a creare la propria associazione e a venerare la propria ‘statuetta’. È accettabile che ognuno abbia la propria devozione, ma non si deve mai perdere di vista il fatto che si deve essere un’unica comunità cristiana”. L’altro problema inerente questa comunità, evidenziato da padre Jean, è l’educazione dei giovani: “Molti genitori sono impegnati tutto il giorno con il lavoro e non riescono a dedicarsi a sufficienza ai propri figli. Il risultato è che i ragazzi sono spesso abbandonati a se stessi, frequentano cattive compagnie ed entrano, talvolta, in alcuni mondi pericolosi come quello della droga. Molte ragazze, seppure giovanissime, sono già madri”. Ecumenismo romeno In queste giornate, il card. Bassetti ha incontrato anche la Chiesa ortodossa romena, coordinata da padre Ionut Radu. Lo stesso Radu ha sottolineato come questa collaborazione tra le due Chiese sia fondamentale: “Se oggi possiamo parlare di comunità ortodossa romena e festeggiare i cinque anni dalla prima liturgia per fedeli ortodossi a Perugia, è solo grazie all’aiuto che ci offre la Chiesa cattolica”. Come spiegato dallo stesso sacerdote, in Italia ci sono comunità ortodosse che, pur essendo numerose, non hanno un luogo dove celebrare il proprio culto. Qui a Perugia, invece, hanno a loro disposizione la chiesa di San Fiorenzo, nella quale celebrano la liturgia, si incontrano e fanno catechismo ai loro figli. Come ribadito dal Cardinale, “questi incontri dimostrano l’unità della nostra Chiesa. Abbiamo tradizioni proprie e cerimonie diverse, ma rimaniamo pur sempre una sola Chiesa”. Michele Mencaroni IMMIGRATI A PERUGIA Secondo i dati Istat, risalenti al 2011 (data dell’ultimo censimento), i cittadini non comunitari residenti a Perugia sono 52.582. Tra questi i più numerosi sono gli albanesi (12.999), seguiti da marocchini (9.609) e ucraini (3.361). Rilevante anche la presenza asiatica con cinesi (1.912) e filippini (1.055). I dati dell’Istat circa i residenti stranieri in generale - inclusi i cittadini Ue - attestano che le prima collettività estera nella nostra regione per numerosità è quella romena. Il ministero degli Interni ha invece analizzato i motivi del soggiorno nella nostra regione, e dall’elaborazione dell’Istat è emerso che il principale motivo è quello familiare, seguito dal lavoro, dallo studio e, infine, da quello di asilo politico o umanitario. Bassetti risponde al saluto dei carcerati che lo chiamano da dietro le sbarre delle celle mentre sta lasciando il carcere di Capanne A nche ora ch’è Cardinale Gualtiero Bassetti fa il possibile per continuare ad essere l’arcivescovo della diocesi perugino pievese. Così, quando gli chiediamo di poterlo incontrare per tirare le fila di questa prima parte della Visita pastorale dedicata alle “Attenzioni d’ambiente” (gli appuntamenti si sono conclusi questa settimana), non dice di no e riesce a ritagliarsi un po’ di tempo in una giornata piena, iniziata al mattino presto. Tra l’altro è una giornata particolare perché il 7 aprile è il suo compleanno. Anche per questo il telefono squilla, ripetutamente. Lo chiamano per fargli gli auguri. Prima di arrivare in episcopio è passato in ospedale a far visita a dei malati, e prima ancora è stato a Città della Pieve dove i preti che erano seminaristi negli anni in cui è stato Rettore del Seminario di Firenze si sono dati appuntamento per far festa con il loro vecchio rettore oggi cardinale. In tutto un’ottantina, che quando è entrato hanno cominciato a dirsi “ecco il Cardinale!”. E lui, Bassetti, s’è girato verso la porta per vedere il Cardinale che arrivava! Il discorso sulla Visita pastorale inizia proprio con una battuta sull’età. “La visita pastorale è stata preparata molto bene dal Vicario e dai responsabili pastorali. Solo che - fa pausa, e sorride - il programma era calibrato sulle sue forze e non su quelle d’uno di 72 anni!”. Nonostante la fatica, però, gli si è Il vescovo Bassetti racconta parole ed emozioni della Visita pastorale fatta tra immigrati, lavoratori, malati, studenti confermata come buona “l’intuizione venuta dal Consiglio presbiterale di anteporre alla Visita pastorale nelle parrocchie questo periodo di incontri con il mondo del lavoro, della salute, dell’università e degli immigrati”. Nella visita alle parrocchie incontrerà le realtà ecclesiali, gruppi dei catechisti, della Caritas, per la liturgia e così via, e potrà verificare anche “se e come funzionano le unità pastorali” la cui realizzazione rappresenta “la sfida più impegnativa perchè la tentazione è di proseguire come prima evitando il nuovo che è difficile da affrontare, fa problema”. Ma in questo modo “non si evangelizza” se è vero, come dice Papa Francesco, che nelle nostre parrocchie “c’è molta attività pastorale e poca evangelizzazione”. Tema che affronterà nella sua prossima Lettera pastorale, alla quale sta lavorando. La Visita è stata ricca di incontri ai quali l’Arcivescovo si è presentato come uno che ascolta e così ha raccolto emozioni, problemi, racconti, richieste di aiuto. “Sono un pastore” dice Bassetti quando gli chiedo se la parola che meglio rappresenta questi incontri può essere “misericordia”. “A stare con tanta gente ho capito che il cuore di Dio è più grande del tetto della Chiesa. La Chiesa deve imitare, annunciare la misericordia di Dio, ma non è la misericordia di Dio”. Bassetti non fa un bilancio di questi mesi perchè “sarà compito del Vicario e dei responsabili degli uffici pastorali”, ma i volti incontrati, le voci ascoltate ora sono parte della sua vita. Ha in mente le “situazioni di povertà e fragilità inimmaginabili” di cui hanno parlato i medici di famiglia “che conoscono le situazioni familiari come i nostri preti, anzi rispetto a loro hanno un monitoraggio della situazione più ampio perché incontrano tutti, anche credenti di altre religioni e non credenti”. Ha nel cuore i volti delle madri che tra le mura dell’ospedale “vivono in simbiosi con i loro bambini malati”, e in particolare quel bambino di 7 o 8 anni di cui gli avevano detto “non sa più cos’è un sorriso”, tanto era il tempo che la malattia lo teneva in ospedale. “M’è venuto spontaneo mettergli sulla testa lo zucchetto rosso e lui m’ha guardato allo specchio e ha sorriso divertito. Per dare consolazione a quella giornata - racconta Bassetti - sarebbe bastato il sorriso di quel bimbo!”. Anche l’incontro con i carcerati gli ha regalato sorprese, come quelle persone “anche di religione musulmana, In corsia accanto ai malati in modo semplice e fraterno Nel corso della visita pastorale, il card. Bassetti ha riservato una quindicina di incontri al mondo della sanità I l senso della morte e del dolore, la vocazione di medico, l’assistenza quotidiana delle persone malate, la dignità umana a prescindere dallo stato fisico, le fragilità, fisiche e psicologiche, della nostra contemporaneità. Attraverso i circa quindici incontri che l’arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti, ha riservato al mondo della sanità si è esplorata nel profondo la dimensione più difficile e delicata della vita umana. “Il Cardinale – racconta il dott. Stefano Cusco, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute – ha saputo incontrare l’uomo in modo diretto, fraterno e discreto. Questa sua grande umanità è stata percepita e apprezzata, tanto che l’Arcivescovo ha ricevuto una grande accoglienza in tutti gli incontri. Sicuramente – continua – una delle punte più significative della visita è stata la giornata trascorsa all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia il 25 febbraio, in particolare durante le visite ai reparti più difficili, come quelli di Ematologia e Oncoematologia pediatrica, dove i bambini hanno preparato un piccolo spettacolo per il Cardinale e gli hanno scritto una lettera. L’Arcivescovo è entrato nelle stanze e ha visitato i malati in maniera semplice e fraterna, volutamente con pochissime persone al seguito. Lo stesso si può dire per la visita all’hospice di Monteluce e al Csm per il mondo della malattia psichica, così complesso e ancora poco compreso e conosciuto. Un altro appuntamento molto interessante – aggiunge il dott. Cusco – è stato quello con i medici di famiglia, che sempre più del parroco diventano ricettori dei bisogni dei loro pazienti. Attraverso le loro esperienze, i medici hanno esposto le fragilità e le povertà con cui si trovano tutti i giorni a dover fare i conti: anziani soli, giovani coppie in difficoltà, disabili…”. Volendo delineare un filo rosso che ha unito i vari incontri, sono tre i punti da sottolineare secondo il dottor Cusco. “Per prima cosa, è emerso con grande forza – spiega – la richiesta del significato profondo dell’esistenza umana e del valore della dignità dell’uomo, a prescindere dal suo stato di salute, e la volontà di riscoprire nei medici, soprattutto in quelli cattolici, la vocazione e motivazione al servizio, incontrando l’uomo e non la malattia. In secondo luogo, è evidente la solitudine e la fragilità crescente che sta investendo la nostra società nei suoi vari livelli. Molto importante, infine – conclude Cusco –, anche la richiesta dei vari operatori sanitari di potersi riconoscere, di fare rete per mantenere un filo conduttore tra di loro e aiutarsi a vicenda. L’esperienza della collaborazione con la Caritas già attiva in vari settori ed emersa nel corso degli incontri è un esempio concreto di questa spinta all’unione e alla condivisione”. L. L. uomini, che mi chiedevano come si fa a cambiare? Cosa vuol dire convertirsi e rientrare in se stessi? Qualcuno - aggiunge - mi ha anche parlato dell’importanza della confessione!”. E gli immigrati, prosegue Bassetti “mi hanno fatto capire che la crisi che viviamo tutti e che mi hanno ben raccontato i lavoratori che ho incontrato, per loro è dieci volte peggiore perché per la lingua hanno difficoltà a farsi capire dalla gente, sono più soli e a volte hanno difficoltà anche ad avvicinare i sacerdoti che pensano che vadano solo a chiedere l’elemosina”. Ed è con gli occhi degli immigrati che guarda alle devozioni popolari, come la processione dei “Milagros” per fare un esempio, che “per loro sono un modo importante di vivere la fede”. Negli incontri con il mondo dell’univerità ha incontrato molti giovani che lo hanno accolto con curiosità e con interesse. Non ha ricevuto nè contestazioni nè offese. “Oggi i giovani non sono più arrabbiati ma sono fragili”. Tra i tanti ricorda le parole di uno studente, rappresentante della sinistra universitaria, che si è definito agnostico. “Mi ha detto - racconta Bassetti - ‘noi siamo come gocce d’acqua e le gocce si disperdono. Voi Chiesa, voi professori e educatori, dovete essere come due mani che si congiungono e raccolgono le gocce d’acqua’”. Maria Rita Valli Gli incontri del card. Gualtiero Bassetti con il mondo dell’Università e dei collegi cattolici, in ascolto dei “discenti” e dei docenti na sfida educativa che passa, prima di tutto, attraverso la crescita umana. È questa la grande meta a cui punta l’Università, tanto più in una città accademica per eccellenza come Perugia, terra di ben quattro atenei (inclusi Conservatorio e Accademia). A essi, dove si formano giovani menti, professionisti ma soprattutto uomini del futuro provenienti da ogni parte d’Italia e nel caso dell’Università per Stranieri - del mondo, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti non poteva non dedicare la propria attenzione. Studenti, docenti, personale, collegi si sono raccontati nei vari incontri iniziati il mercoledì delle Ceneri con la tradizionale celebrazione nella Chiesa dell’Università e terminati mercoledì scorso con la visita al Conservatorio. In mezzo la visita all’Università degli studi, alla Stranieri, all’Accademia, nonché all’Onaosi; l’incontro con gli studenti in mensa, fuori sede, con le associazioni, i confronti con docenti, ricercatori e con i gestori dei collegi cattolici. Gli studenti I veri protagonisti delle “attenzioni di ambiente” del mondo universitario sono stati i ragazzi. Con loro il Cardinale ha condiviso momenti di riflessione e scambio che lo hanno piacevolmente colpito, come lui stesso ha ribadito in varie occasioni. I ragazzi hanno interrogato l’Arcivescovo su grandi temi di carattere etico, ma hanno anche manifestato le loro fragilità. “Non vogliamo essere solo dei numeri - è stato l’appello di molti - ma persone capaci di realizzarsi professionalmente e umanamente. Non pretendiamo di essere il cambiamento, ma vogliamo farne parte”. Un appello a cui Bassetti ha risposto con la metafora dell’acqua: “Ciascuno di noi è una goccia - ha ribadito in più occasioni -, ma queste gocce per non disperdersi, hanno bisogno di un contenitore. Io, la Chiesa, vi dò queste mani per raccoglierle e farle diventare qualcosa di più grande”. Tante anche le esperienze di accoglienza e fratellanza, come nel caso dei ragazzi di altri Paesi che studiano alla Stranieri o dei giovani fuori sede ospitati nei nove collegi cattolici della città. Per tutti Perugia ha saputo essere una “seconda famiglia”, piena di rapporti umani sinceri, affetto e tolleranza. I docenti L’incontro principale che ha riguardato il mondo docente è stato quello che si è svolto il 1° aprile al centro Mater Gratiae di Montemorcino. In quell’occasione (ma le stesse tematiche sono state riprese anche in altri incontri) professori e ricercatori hanno raccontato la loro esperienza educativa. L’esiguo numero di professori ha consentito una analisi approfondita della situazione. Cosa è emerso? Di sicuro il cambiamento che ha investito in questi anni il mondo accademico – costretto a ritmi molto veloci e a una carenza di risorse ormai consolidata – e quello studentesco. Agli occhi dei loro docenti, i ragazzi appaiono sempre più fragili, soli e in cerca di punti fissi, ed è sempre più forte l’esigenza di istituire, al fianco del lavoro già in corso da parte della Pastorale universitaria, nuovi percorsi di sostegno per gli studenti, affinché non si scoraggino, non abbandonino gli studi, possano diventare uomini e donne soddisfatti e appagati professionalmente e umanamente. Dalle testimonianze dei professori sono risultate anche le difficoltà della professione di educatori. Storie di ricercatori e docenti precari, non retribuiti o attualmente senza lavoro nei vari atenei della città, a riprova di una sofferenza dei professionisti della cultura che sta investendo tutto il nostro Paese. Laura Lana VISITA PASTORALE. Gli incontri con dipendenti e imprese Tra i lavoratori che lottano contro la crisi A gricoltura, impresa, commercio, artigianato, cooperative e terzo settore. Il mondo del lavoro è stato sicuramente il settore più eterogeneo che l’Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve abbia deciso di incontrare nell’ambito della visita pastorale. Eterogeneo e complesso, nelle diversità di esigenze e di vissuti fra i vari settori, ma anche nella difficoltà della contingenza economica attuale che ha colpito tutti gli ambiti, senza distinzioni. La mancanza di lavoro, il crescente peso fiscale, il gravoso obbligo della burocrazia, il senso di scoraggiamento e sfiducia, la voglia, al contempo, di portare avanti la propria professione svolta con passione e determinazione. Tutto questo (e molto di più) è stato oggetto dei vari incontri a cui il card. Bassetti ha partecipato per tutto il mese di marzo: la visita alle aziende Trafomec e Clam, Confcoperative, il Circolo dipendenti di Perugia, il mondo dell’agricoltura, del pubblico impiego, la piccola e media im- presa. Un tessuto economico e sociale che costituisce la spina dorsale della città di Perugia e che è in una sofferenza comune e prolungata. Quante le testimonianze di fatica di fronte ai conti che non tornano, e quante quelle di compassione verso i tantissimi che ogni giorno bussano alle porte delle diverse attività in cerca di un lavoro. Ma non solo. Se c’è un dato incontrovertibile è la passione dei lavoratori che si sono raccontati all’Arcivescovo; la determinazione, la creatività di rinnovarsi, il coraggio di fare scelte difficili e di scommettere su se stessi e il proprio futuro. A dare una parola unitaria sulle varie esperienze è mons. Fausto Sciurpa, direttore dell’ufficio per i Problemi sociali e il lavoro, che ha seguito i vari incontri al fianco dell’Arcivescovo. Sono tre, secondo la sua visione, i punti da mettere in evidenza. “In primo luogo – sottolinea mons. Sciurpa – il grande apprezzamento che questi incontri hanno riscosso. I presenti hanno sentito un’attenzione importante e positiva da parte del Cardinale nei loro confronti e ne sono rimasti colpiti, tanto da chiedere ulteriori incontri futuri. Quello che si è percepito è stata la vicinanza della Chiesa, nella figura dell’arcivescovo, in un momento così difficile, la sensazione di una presenza reale che prescinde anche da quello che poi, fattivamente, si può e si potrà fare”. “In secondo luogo – continua don Fausto – è innegabile che emergono delle forti preoccupazioni legate alla crisi. La lamentela più frequente che abbiamo sentito è stata quella nei confronti dei troppi vincoli burocratici che lo Stato impone e che aggravano un’attività lavorativa quotidiana già impegnativa, sottraendo energie e costituendo degli inciampi al motore economico. Il problema centrale resta, comunque, il lavoro che non c’è. Abbiamo sentito chiaramente la pesantezza della situazione attuale, i cui problemi vanno al di là della nostra città e assumono una dimensione sovranazionale”. “In ultima analisi – conclude mons. Sciurpa – la nota positiva che abbiamo percepito nel corso di questi incontri nel mondo del lavoro è stata la maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, delle realtà e delle persone che li circondano. Una maggiore solidarietà e una maggiore condivisione tra gli operatori sono punti emersi fortemente nel corso delle visite. Le difficoltà comuni hanno risvegliato l’idea di aiutarsi gli uni gli altri, così da trovare e dare più spazio a tutti”. L. L. 15 LA VOCE Perugia .Città della Pieve 16 BREVI ❖ FUCI PERUGIA Frassati raccontato dall’amico Sermarini Chi fosse entrato a conferenza iniziata avrebbe pensato che il relatore stava parlando di un amico di nome Pier Giorgio. E non avrebbe sbagliato perché per il relatore, invitato dal Gruppo Fuci di Perugia “Giuseppe Toniolo” a parlare nella sala del Dottorato, martedì scorso, Pier Giorgio Frassati è realmente un amico. “Ho un debito di gratitudine per Piergiorgio, perchè incontrarlo ha dato tanto alla mia formazione umana e spirituale” ha detto Marco Sermarini, fondatore della “Compagnia dei Tipi loschi del beato Pier Giorgio Frassati” così chiamata dal vescovo di allora, mons. Giuseppe Chiaretti. Dal racconto di Sermarini, vivace e colorato di sentimenti, è emerso un Pier Giorgio molto normale e nello stesso tempo molto appassionato e determinato a raggiungere in ogni cosa la santità, e questo senza rinunciare agli amici, alla montagna, agli studi universitari, vivendo fino in fondo e con passione, ogni attimo della sua giovane vita interrotta a 25 anni, da una meningite fulminante probabilmente contratta nelle visite che qotidianamente faceva ai poveri, nelle loro case, portando, da volontario della San Vincenzo, cibo e vestiario e, sopratutto, l’annuncio di un Dio misericordioso. ❖ CONCERTO Della Corale Frà Giovanni da Pian di Carmine Sabato 12 aprile, alle ore 21, nella chiesa San Giovanni Battista di Magione, si tiene il concerto della corale Frà Giovanni da Pian di Carpine “Passio Domini: Meditazioni Musicali sulla Passione di Cristo” diretta dal maestro Sergio Briziarelli. In programma brani di Morales, Carissimi, Martini, Witt, Duruflé, Pärt, Gjeilo, Mealor. Al saxofono, Fabio Lombrici; organo Jacopo Zembi; mezzosoprano Damiana Pinti, lettori Simonetta Ferranti, Maria Vittoria Taravelli, Matteo Castellani, luci Francesco Moretti, Giacomo Biancalana, regia Damiana Pinti, direttore Sergio Briziarelli. La corale è nata nel 1999 ad opera di alcuni giovani nella parrocchia di Magione, dove tuttora svolge il servizio liturgico. Ingresso libero. ❖ ACCADEMIA DÒNCA Carducci a Perugia con lettura di poesie Lunedì 14 aprile, alle 17, al teatro Morlacchi di Perugia nell’ambito degli incontri dell’Accademia del Dònca, Sandro Allegrini presenta “Carducci a Perugia: tra storia, fiction e poesia”. Saranno presenti il magistrato A. Cannavale e Marcello Fruttini, biografo carducciano. Lettura di poesie dedicate a personaggi e al paesaggio umbro. A VENERDÌ 11 APRILE 2014 DIOCESI. I riti della Settimana santa presieduti dal Vescovo L’ arcivescovo, card. Gualtiero Bassetti apre a Perugia la Settimana santa presiedendo la celebrazione delle Palme nella cattedrale di San Lorenzo. Una settimana intensa anche per le celebrazioni che farà per i carcerati e per i lavoratori. Il mercoledì santo celebrerà a messa degli oli insieme a tutti i parroci della diocesi, rendendo questo appuntamento immagine concreta dell’unità della Chiesa locale attorno al proprio vescovo. La Settimana santa avrà il suo culmine nella Veglia pasquale, celebrazione nella quale fin dai primi secoli la Chiesa accoglie quanti hanno chiesto di divenire cristiani ricevendo il battesimo. Nella Veglia pasquale, in cattedrale di San Lorenzo, tredici giovani adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima, eucaristia). Tra loro, dieci donne, di età media 35 anni, di nazionalità italiana ed estera (in maggioranza di Paesi del Continente africano) che hanno svolto il loro percorso di fede, denominato catecumenato, nelle rispettive comunità parrocchiali. I catecumeni sono stati seguiti nella loro preparazione dai parroci e dagli accompagnatori. Nella Veglia pasquale, in cattedrale di San Lorenzo, 13 giovani adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana CELEBRAZIONI IN CATTEDRALE 13 aprile - domenica delle Palme Ore 10.30, in piazza IV Novembre benedizione delle palme, processione e messa in Passione Domini presieduta dal Cardinale arcivescovo. 16 aprile - Mercoledì santo Ore 17, messa crismale. Sono invitati a partecipare anche tutti i fedeli laici e i ragazzi che nell’arco dell’anno riceveranno il sacramento della confermazione. 17 aprile - Giovedì santo Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine; anima il gruppo corale Armonioso Incanto. Ore 18, messa in Coena Domini e lavanda dei piedi presieduta dal Cardinale. Ore 21-24, adorazione eucaristica all’altare della Reposizione. La preghiera sarà animata dai seminaristi della diocesi. 18 aprile - Venerdì santo Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine; anima il gruppo corale Armonioso Incanto. Ore 18, celebrazione della Passione del Signore presieduta dal Cardinale. Ore 21, tradizionale Via crucis per le vie del centro storico (in zona del Verzaro). 19 Aprile - Sabato santo Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine; anima il gruppo corale Armonioso Incanto. Ore 22, Veglia pasquale nella notte santa presieduta dal Cardinale. Confessioni Durante i giorni del Triduo, in cattedrale, i confessori saranno disponibili dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18; il Sabato santo, fino alle ore 19. Al Centro ecumenico di Perugia, il secondo incontro di approfondimento sugli “evangelicali” U na locandina affissa alla porta della chiesa di San Martino in via del Verzaro a Perugia ha incuriosito alcuni, che si sono chiesti di che cosa si trattasse. La locandina proponeva una relazione su “Il dialogo tra cattolici ed evangelicali”. La parola “evangelicali” è sembrata una storpiatura o un errore di battitura. Invece è un nome che si è imposto in ambito anglosassone: evangelicals, e poi è tracimato anche nell’italiano. Si tratta di “evangelici”, sì, ma che non amano essere identificati come tali perché può essere equivoco, inducendo a pensare che si tratti di una qualche denominazione legata alla Riforma protestante. Gli evangelicali insomma sono evangelici ma non protestanti; non sono luterani o riformati o battisti, e via di seguito. Sono e pretendono di essere una cosa nuova, non facilmente etichettabile, perché molto informale e lontana da ogni forma istituzionale. Ciò nonostante, si sono dati una confederazione mondiale ossia l’Alleanza mondiale, e un programma basato sul Documento di Losanna (1974). In Italia vi sono le Assemblee di Dio (Adi). La cosa che può particolarmente interessare è che hanno condiviso con i cattolici due documenti, anzi Rapporti, che non hanno valore dottrinale e autoritario per nessuno, ma sono espressioni di un modo di pensare la fede che corrisponde alle esigenze dell’uomo di oggi, “spogliandola” dalle incrostazioni del passato. Questi due Rapporti (pubblicati rispettivamente sull’Enchiridion oecumenicum n. 3 e 7) riportano le riflessioni fatte da un gruppo misto di cat- tolici e evangelicali sulla missione, il primo, e il secondo sulla koinonia, che vuol dire comunione e quindi il senso dell’unità della Chiesa. Preghiera in un centro di culto Nel primo Rapporto è significativo l’incontro tra queste due componenti del cristianesimo sull’urgenza di evangelizzare saggio cristiano sta lavorando in il mondo: “Tutta la Chiesa, tutto il profondità e va a cercare nuovi diVangelo per tutto il mondo” è l’ap- scepoli che nel dialogo riescono a farpello degli evangelicali, che hanno si apprezzare, e ad apprezzare quegli riconosciuto come anche i cattolici, altri cristiani che non conoscevano e con il Vaticano II e l’insegnamento di disprezzavano. In questo modo crePaolo VI sull’evangelizzazione sce il desiderio di unità nella testi(Evangelii nuntiandi), condividono la monianza della carità, nell’annunzio stessa ansia di portare il messaggio del Vangelo e nella ricerca del regno di Dio. Questa nuova componente di Cristo a tutto il mondo. Nei due incontri sul tema svolti al cristiana sembra che oggi sia rappreCentro ecumenico, le questioni af- sentata da circa 600 milioni di perfrontate hanno mostrato che, al di là sone in tutto il mondo. E. B. delle diverse denominazioni, il mes- Settimana santa: le Quarant’ore più “illustri” erano a Castel Rigone ll’avvicinarsi della Settimana santa, molte sono le devozioni antiche e moderne che accompagnano i fedeli in questo sacro tempo. Una tra le più belle manifestazioni della pietà popolare delle nostre parrocchie di campagna era la celebrazione delle Da un reticolo ligneo Quarant’ore: una fuoriuscivano puntali speciale supplica con di ferro in cui si preghiere, canti e adorazione praticata infilavano lunghe per 40 ore consecutive candele; veniva posto davanti al Santissimo Sacramento. L’origine, dietro l’altare maggiore, secondo alcuni, si fa creando simboli risalire a Giuseppe eucaristici Plantanida che le L’Altare delle Quarantore introdusse in memoria delle ore che Gesù Cristo passò nel Sepolcro. organizzarle in tutto il suo territorio Clemente VIII, sulla scia della grande secondo un orario fisso. Il parroco riforma tridentina, nel 1592 ne divideva il numero delle famiglie per 40 introdusse l’obbligo in Roma, da dove e componeva la lista con i turni di l’uso si allargò in tutto il mondo cattolico; adorazione che ogni famiglia del paese con il tempo, molti Papi le arricchirono doveva compiere, per il tempo di un’ora di indulgenze. Un tempo il Diritto (la cosiddetta “Ora santa”). Normalmente canonico comandava al Vescovo di le Quarant’ore di adorazione erano distribuite in tre giorni: lunedì, martedì e mercoledì santo, ma non di rado Ordini o congregazioni religiose avevano la facoltà di celebrarle in modo ininterrotto per 40 ore di fila. Nella zona del Trasimeno erano tra la più famose quelle celebrate presso il santuario della Madonna dei miracoli a Castel Rigone. Rinomatissime per la costruzione del reticolo ligneo dal quale fuoriuscivano i puntali in ferro nei quali si infilavano le lunghe candele, che veniva posto dietro l’altare maggiore, creando immagini e simboli eucaristici. Si tenevano a partire dalla domenica di Pasqua, dopo la messa solenne della Risurrezione, e si chiudevano coi vespri solenni il martedì di Pasqua. Vi era un vero e proprio comitato che provvedeva alla paratura dell’altare maggiore. Ma dopo le riforme liturgiche del Concilio Vaticano II tale tradizione venne meno, addirittura censurata tanto da parlare, per quanto concerneva la preparazione del “castello dei lumi”, di “espressione anti-liturgica” e sconsigliarne la costruzione. Davanti all’incomprensibilità di un tale atteggiamento, e non volendo perdere questa pia tradizione, i castelrigonesi si impuntarono e, ricostituito il comitato, con il premesso dell’allora vicario generale mons. Antonio Fedeli, ricostruirono la “macchina” e celebrarono le santissime Quarant’ore con grande solennità. Le ultime si sono tenute nel 1982, prima della chiusura del tempio per lavori di consolidamento. Attualmente, dopo i grandi lavori di restauro - che hanno tra l’altro restituito alla collocazione originaria, sopra l’altare, la grande macchina di legno policromo, opera del perugino Bernardino di Lazzaro del 1528, che incornicia la pala raffigurante l’epifania (copia dell’originale dell’Alfani) - le Quarant’ore non si sono più tenute anche a causa del danno arrecato alle opere d’arte dal fumo delle candele. Umberto Benini LA VOCE Perugia .Città della Pieve VENERDÌ 11 APRILE 2014 Star Cup: palla e “altro” al centro D Presto al via la 9a edizione del torneo degli oratori, con testimonianze di vita cristiana al 24 al 27 aprile, al Green Club di Olmo, Perugia, si svolgerà la Star Cup, il torneo di calcio a 5 riservato agli oratori della diocesi. La manifestazione, giunta alla nona edizione, è dedicata ai gruppi parrocchiali che durante l’anno si riuniscono per portare avanti un cammino spirituale. Le adesioni hanno superato ogni previsione. “Quest’anno - dice il presidente del comitato organizzatore, Francesco Biancalana - ben 93 squadre si affronteranno sul campo, 61 quelle maschili e 32 quelle femminili. Se teniamo conto anche degli accompagnatori, siamo riusciti a coinvolgere circa 1.000 ragazzi”. Lo slogan che fa da sfondo alla manifestazione è “Il primo torneo che si gioca dentro e fuori dal campo”, mentre il motto scelto per l’edizione 2014 è “Play your life” (gioca la tua vita). È stato estratto dal discorso di Papa Francesco del 4 ottobre ad Assisi nel quale il Pontefice aveva esortato i giovani a “non aver paura di fare scelte definitive”. Quindi “gioca la tua vita” si può tradurre con “non aver paura di mettersi in gioco”. La Pastorale giovanile, promotrice e organizzatrice del torneo, lavora affinché il torneo non si limiti alla mera competizione. Come sottolineato da don Riccardo Pascolini, responsabile dell’ufficio diocesano di Pastorale giovanile e Coordinamento oratori: “In questi quattro giorni vogliamo creare occasioni nelle quali i ragazzi possano cogliere la presenza di Dio”. Ed è proprio per questo scopo che, oltre alle partite, ogni giorno sono previsti per i partecipanti alcuni momenti di riflessione e di condivisione. Il 24 aprile gli “atleti” saranno divisi in gruppi e ascolteranno le esperienze di suor Roberta Vinerba, don Luca Delunghi, Marco Briziarelli e don Alessandro Scarda, che, fin da giovani, hanno deciso di dedicare la propria vita a Dio. Per il pomeriggio del 25 aprile è prevista la testimonianza di Simona Atzori, ballerina e pittrice priva degli arti superiori, che è riuscita ad affrontare la sua “diversità” attraverso la fede. La stessa sostiene che “il fatto di essere nata così, ho sempre pensato che fosse il modo in cui Dio mi aveva disegnata”. Il giorno seguente a parlare ai giovani sarà invece don Davide Banzato della comunità Nuovi orizzonti, noto per la sua partecipazione ad alcuni programmi televisivi. Nel corso della manifestazione sarà inoltre lasciato spazio anche alla proiezione, in diretta, della canonizzazione di Karol Wojtyla (domenica 27). Oltre a questi eventi, sarà messa a disposizione dei ragazzi una cappella nella quale sarà esposto il Santissimo per l’adorazione e sarà anche possibile confessarsi. Michele Mencaroni Perugia ricorda mons. Frattegiani Presentata la biografia del sacerdote, prima vicario da noi, poi diventato vescovo di Camerino Mons. Bruno Frattegiani S i faceva chiamare “don Bruno” anche quando era diventato presidente del Tribunale ecclesiastico regionale dell’Umbria, vicario generale della diocesi di Perugia, e poi anche arcivescovo di Camerino (1964). Questa caratteristica che lo ha accompagnato per tutta la vita è messa bene in evidenza nel libro di un sacerdote che ha collaborato con lui per tutti gli anni del suo episcopato nella diocesi marchigiana (1964-1989), mons. Giu- seppe Tozzi, nel volume intitolato Lieti attingerete alla sorgente. L’episcopato camerinese di mons. Bruno Frattegiani (Camerino 2013, pp. 305). Questo lavoro di ricerca mette in evidenza la personalità di questo vescovo che ha svolto il suo ministero in un periodo segnato dal Concilio Vaticano II, cui prese parte nella quarta sessione, la parte decisiva della conclusione cui diede un contributo con alcuni interventi. L’at- tuazione del Concilio nella sua diocesi è stato per Frattegiani un impegno fervente e gioioso, in quanto era in perfetta sintonia con il clima e lo spirito che il Vaticano II stava portando nella Chiesa e nel mondo. L’autore, invitato a presentare il libro a Perugia insieme allo storico mons. Mario Sensi e all’avv. Giuseppe De Rosa, ha illustrato, anche con episodi inediti, gli aspetti salienti tuttora attuali del suo stile pastorale e soprattutto della sua ricca umanità. La presentazione a Perugia nella sala del Dottorato si è tenuta sabato 5 aprile e ha aperto una riflessione anche sulla parte di vita di Frattegiani svolta nella diocesi perugina e nel suo amato paese Migiana di Montemalbe, dove tuttora sono vive le sue radici. Non poteva mancare un cenno su questo periodo perugino già grazie a don Remo Bistoni con un agile libretto con il Poveri cipressi del Monumentale! U n cimitero monumentale che fa letteralmente piangere. I quattro giganteschi cipressi all’ingresso: rasi al suolo, volatilizzati. Altrettanto dicasi per un tratto di oltre 100 metri nel viale centrale, con venti piante secolari abbattute, a far capo dalla tomba Calderini fino alla maestosa piramide Vitalucci. Anche nei vialetti laterali c’è stata qualche caduta, tanto che si vedono tombe fasciate da pesanti teli in plastica, in attesa d’intervento. Ma il grosso delle sepolture, al monumentale di Perugia, è salvo. Grazie - si dice - all’azione tempestiva ed efficace dei vigili del fuoco. “Le piogge - dichiara un esperto - insistenti e abbondanti, che hanno marcato l’inverno scorso sono state la causa scatenante dell’instabilità dei cipressi”. Ma perché il cipresso domina nei cimiteri? Oltre a essere da sempre collegato all’oltretomba, viene identificato, in quanto sempreverde, come simbolo di vita eterna. È inoltre ritenuto uno dei quattro legni (insieme a palma, cedro e ulivo) con cui sarebbe stata costruita la croce di Gesù. quale ha reso una affezionata, spigliata e fresca memoria dell’amico don Bruno. Il legame che Frattegiani ha sempre avuto con la sua diocesi si può ravvisare anche solo osservando il suo stemma episcopale, nel quale è raffigurata la stupenda Fontana maggiore di Perugia. Notiamo che Frattegiani ha avuto sempre il contatto con il nostro settimanale, di cui è stato anche per un periodo non breve una “penna nera” di spiccata efficacia. Nella presentazione del volume a Perugia, un ricordo tra lo storico e il personale è stato reso da don Elio Bromuri, che ha illustrato alcuni momenti ‘caldi’ di quando Frattegiani era vicario dell’arcivescovo Parente, divenuto poi cardinale ed ha ricordato di averlo sostituito nell’insegnamento alla Stranieri quando divenne vescovo. Al monumentale, dunque, è stata un’ecatombe. Ma anche a Monterone, nei pressi del crematorio, sono avvenuti distacchi consistenti. Gli operai del Comune sono al lavoro. Ma esiste l’obbligo del reimpianto, specie in siti come il cimitero di Perugia, soggetti a vincolo ambientale-paesaggistico. Gli alberi monumentali sono censiti e tutelati da leggi nazionali e regionali. Comunque, non c’è da farne un dramma. “I cipressi verranno ricostituiti – si assicura – utilizzando essenze già adulte e dotate di un apparato radicale consistente”. Sandro Allegrini [email protected] 17 BREVI ❖ PONTE S. GIOVANNI Messa del card. Bassetti Parole di conforto per chi soffre e di speranza per chi è in difficoltà, nell’omelia rivolta dal card. Gualtiero Bassetti ai fedeli raccolti in preghiera durante l’ormai tradizionale celebrazione eucaristica che conclude, ogni anno, la benedizione pasquale di abitazioni, aziende, attività commerciali e artigianali di Ponte San Giovanni. Alle 7 in punto, con una chiesa gremita, è iniziata la concelebrazione: il Cardinale era attorniato dai parroci di Ponte San Giovanni e delle frazioni del territorio. Durante la celebrazione è stato ricordato mons. Annibale Valigi, scomparso proprio il 4 aprile di 5 anni fa, parroco di Ponte San Giovanni per oltre 50 anni. Al termine della celebrazione il parroco, don Gianluca Alunni, ha ringraziato il card. Bassetti e tutti i numerosi presenti a sottolineare l’interesse per questa celebrazione e l’apprezzamento per la vicinanza e l’operato del Vescovo di Perugia nei confronti di Ponte San Giovanni. ❖ UNITRE Cuccini presidente nazionale Gustavo Cuccini è il nuovo presidente dell’Associazione nazionale delle Università delle Tre Età. Succede a Irma Maria Re che, dopo trentadue anni, lascia l’alto incarico e rimane presidente onoraria a vita. Gustavo Cuccini, fin da giovanissimo attivo nell’associazionismo e nel volontariato, dal 1990 è in Unitre come docente e direttore dei corsi della sede di Perugia. Eletto consigliere nazionale Unitre nel 2000, dal 2003 è vice presidente vicario nazionale. Già docente di Estetica e Storia dell’arte presso l’Università per Stranieri di Perugia, ha insegnato Arte Sacra presso l’Istituto Teologico di Assisi, Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense e al momento continua la sua attività di docenza nel Corso triennale di formazione in Arteterapia presso il Centro culturale internazionale della Pro Civitate Christiana di Assisi. ❖ PASSIGNANO Formazione sul turismo Si è svolto giovedì 10 aprile a Passignano sul Trasimeno l’evento conclusivo del progetto “Comunicare intorno al Lago: favorire le dinamiche interculturali del turismo e delle migrazioni” che la Cooperativa Frontiera Lavoro ha attivato e realizzato nell’Ambito territoriale del Trasimeno coinvolgendo gli otto comuni che circondano il lago. Il progetto prevedeva 8 percorsi formativi di cui 3 di lingua inglese, 2 di lingua italiana per migranti, 2 di informatica e 1 sulle tecniche del disegno e della pittura. Si è rivolto a 120 allievi, di cui il 66% di sesso femminile e il 34% di sesso maschile, con età compresa tra i 25 e i 64 anni residenti nella Provincia di Perugia. Gli allievi che hanno terminato la formazione sono stati 111. CASTIGLIONE DEL LAGO. Gli abitanti di Porto ricordano Amelia Arcangeli e la sua missione A I lavori di ripristino dopo i danni del maltempo @ poco più di un mese dalla morte di Amelia Arcangeli, l’associazione per lo Zambia ha voluto ricordare la sua figura di generosa animatrice, che ha svolto un’azione di beneficenza eccezionale per aiutare i missionari francescani con i quali è stata a contatto per tanti anni, trascorrendo presso di loro i periodi di vacanza dai suoi impegni professionali. La signora Miranda Goga con gli abitanti di Porto sono stati i protagonisti di questa serata che ha visto riunite insieme 120 persone, convenute dalle varie parrocchie della VII Zona pastorale. Se ne era parlato il 22 febbraio, il giorno del Concistoro a Roma in cui il nostro arcivescovo Gualtiero ha ricevuto le insegne cardinalizie. Le persone che avevano accolto l’invito a ritrovarsi insieme per continuare l’opera di Amelia hanno partecipato con entusiasmo alla cena che i portolani hanno preparato e offerto. Nel corso della serata don Piero ha voluto ricordare Amelia e ha presentato i nipoti della benefattrice, Marco e Paola. Poi ha preso la parola la signora Miranda ricordando il bene che Amelia è riuscita a compiere, e invitando i presenti a farsi portavoce per continuare e sostenere questa iniziativa. Tra gli altri, erano presenti il presidente della Crediumbria, Palmiro Giovagnola, e il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino, il quale ha avuto parole di compiacimento per l’iniziativa e di augurio perché continui questo gemellaggio tra l’Umbria e lo Zambia nel nome di Amelia. Dopo il dolce e il caffè, una pesca di beneficenza che ha divertito tutti ha concluso la serata che di Quaresima aveva... solo il periodo. Nessuno infatti ha fatto digiuno, mentre tutti hanno potuto gustare le buone cose che dagli abitanti di Porto ci sono state preparate. LA VOCE Città di Castello 18 BREVI ❖ CORALE ABBATINI INSEGNANTI DI RELIGIONE. Incontro del tempo di Quaresima con il Vescovo Concerto di Pasqua I ❖ MONTONE - CLARISSE Incontro sulla Parola Domenica 13 aprile alle ore 18, presso la cappella del monastero “S. Agnese” di Montone le Clarisse proporranno un incontro per condividere un tempo dedicato alla catechesi e alla preghiera. Nella prima parte sarà proposta la meditazione sull’apostolo Pietro; a seguire la preghiera e l’adorazione eucaristica silenziosa. Tutti sono invitati a partecipare. ❖ GIOVEDÌ SANTO La messa crismale Giovedì santo 17 aprile alle ore 10.30 in cattedrale il Vescovo presiederà la messa crismale. Sarà il giorno adatto per ricordare l’istituzione del sacerdozio ordinato. In modo particolare sarà fatta memoria di alcuni giubilei che cadono nel corso dell’anno: il prossimo 70º di sacerdozio di mons. Benni Benso (3 giugno 1944), il 50º di mons. Gino Capacci (29 giugno 1964), il 10º anno di sacerdozio di don Francesco Mariucci (26 settembre 2004). Una preghiera partciolare sarà fatta per i seminaristi David e Simone che il 7 giugno saranno ordinati sacerdoti. ❖ DIOCESI Per Madre Speranza lo quella della nostra Europa. Nell’ultima parte dell’incontro il responsabile dell’ufficio Scuola diocesano, Alessandro Manfucci, ha portato a conoscenza degli Irc i dati diocesani circa coloro che si avvalgono dell’insegnamento della Religione cattolica: l’88,9% degli studenti. Sono dati che ricalcano quelli nazionali e che stanno a testimoniare di un insegnamento che ‘tiene’ nel suo complesso, anche se presenta una parabola discendente che negli ultimi 20 anni ha fatto perdere 5 punti percentuali tra gli avvalentesi. Gli insegnanti si ritroveranno prossimamente per un incontro di aggiornamento didattico sulle nuove tecnologie e un confronto su nuovi testi per l’insegnamento, che devono sempre più essere usati insieme alle strumentazioni tecnologiche e al Web per coinvolgere maggiormente i bambini e i ragazzi. A. M. DIOCESI. La scomparsa di don Piero Luigi Guerri, uomo della gioia e della fraternità S i sono svolti domenica scorsa i funerali di don Piero Luigi Guerri, morto proprio una settimana fa. Nato a Monte Santa Maria Tiberina il 6 maggio 1929, don Luigi (così era da tutti conosciuto) aveva compiuto la preparazione al sacerdozio nei seminari di Città di Castello e di Assisi ed era stato ordinato prete il 28 giugno 1953 dal vescovo Filippo Maria Cipriani. Negli ultimi mesi si era ritirato nella casa parrocchiale di Titta dove è stato amorevolmente assistito ❖ IN LIBRERIA Guide alla preghiera In vista alle celebrazioni della Settimana santa può essere utile il sussidio di Domenico Cravero e Luca Gazzoni intitolato La Croce: celebrazioni di fronte al Crocifisso nell’anno liturgico (Elledici, pag. 280, euro 19). La croce, ne siamo tutti consapevoli, da duemila anni accompagna e orienta la vita del cristiano. La si ritrova veramente dappertutto, in casa, nelle vie, al collo, sulle tombe… È simbolo che dice morte, sofferenza, dolore, silenzio, amore… Questo sussidio mescola insieme liturgia e devozione e accompagna la preghiera dei fedeli per varie circostanze. Sono 10 schemi di preghiera organizzati attorno a cinque situazioni in cui si può pregare: in cammino, in ginocchio, in silenzio, in letizia, in pace. I testi si propongono di accompagnare i fedeli a penetrare sempre più in profondità il mistero che è proprio del Venerdì santo. Fulvio Rampi ha pubblicato il volume Inni per l’assemblea liturgica (Elledici, pag. 150, con cd musicale allegato, euro 19.90). Il volume raccoglie 106 inni e valorizza la forma musicale consegnataci dalla Tradizione. Dagli inni si può forse ripartire per un progetto di canto per l’assemblea aperto al futuro e confortato dalla plurisecolare esperienza ecclesiale. La provenienza dei testi è varia: si passa dall’innario di Bose agli inni del breviario, fino alle ispirate composizioni di David Maria Turoldo. Il repertorio segue i tempi e le principali ricorrenze dell’anno liturgico. (Francesco Mariucci) Vangelo nelle scuole l 29 marzo presso la sala conferenze della parrocchia degli Zoccolanti si è svolto l’incontro di Quaresima degli insegnanti di Religione della nostra diocesi con il Vescovo. L’occasione è stata preziosa visto che mons. Domenico Cancian, dopo aver ricordato l’importanza per l’insegnante di Religione di fare vita ecclesiale, in quanto il suo è un mandato che viene dalla Chiesa stessa, ha coinvolto tutti i doUn momento dell’incontro dei docenti Irc con il Vescovo centi invitandoli a parlare della loro esperienza a scuola tra fatiche, gratificazioni e motivazioni. Mons. Cancian ha Cosicché l’incontro si è trasformato piacevolmente in un confronto aperto e coinvolto i docenti sincero sul ruolo strategico dell’inse- invitandoli a parlare della gnante di Religione oggi nella scuola loro esperienza tra pubblica. Alcuni insegnanti hanno messo in evi- fatiche e gratificazioni denza la fatica e a volte l’inefficacia di questo insegnamento che va ad incontrare bambini e ragazzi che vivono e re- nella direzione di cercare ciò che è nelspirano una scristianizzazione progres- l’uomo vi è di più bello e profondo. La siva della società. Dall’altra, il Vescovo ricerca della pienezza di vita presuppoha voluto sottolineare come proprio per ne una sincerità del cuore che è propria questo sostrato cristiano che viene sem- dei “lontani” da Dio o di chi noi giudipre più a mancare l’insegnante di Reli- chiamo tali ma che in realtà sono molgione può diventare punto di riferi- to vicini a incontrare Dio. mento per chi cerca orizzonti di senso Il Vescovo ha confermato questo ‘piccopiù ampi e una ricerca della pienezza lo esercito’ di insegnanti che quotidiache va oltre il vivere quotidiano. namente tenta di trasmettere cultura Del resto lo stesso Gesù è andato alla cristiana a scuola e di far conoscere, ricerca dei più lontani, e i suoi incontri, contro questo analfabetismo religioso, da Zaccheo alla samaritana, dalla pec- la persona di Gesù come colui che ha catrice a Matteo, sono andati sempre cambiato la Storia dell’uomo, e non so- Sabato 12 aprile alle ore 21.15 presso il Campanile cilindrico della cattedrale di Città di Castello la schola cantorum “Anton Maria Abbatini” proporrà l’evento culturale “Passio al Campanile cilindrico” inserito nell’ambito del programma di “Pasqua in Altotevere Umbro” realizzato dalla Direzione del Museo del duomo. L’ufficio diocesano Evangelizzazione e catechesi e l’Ufficio liturgico hanno intenzione di organizzare, in occasione dell’evento della beatificazione di Madre Speranza il 31 maggio, uno o più pullman dalla diocesi per Collevalenza. Le persone, i gruppi o le parrocchie interessate possono comunicarlo, fornendo nominativi e recapiti telefonici, entro il 15 aprile alla e-mail dell’Ufficio catechistico [email protected], oppure presso la libreria Sacro Cuore o contattando direttamente don Paolo Martinelli al cell. 347 6479119. Secondo la disponibilità dei bus, i partecipanti verranno selezionati in base all’ordine di prenotazione. Il programma di massima prevede la partenza da Città di Castello alle ore 7 circa; la partecipazione alla messa di beatificazione a Collevalenza, il pranzo al sacco in luogo limitrofo, quindi il ritorno in sede. VENERDÌ 11 APRILE 2014 dal personale e dai parrocchiani. Tutto il paese si è stretto attorno a don Luigi durante la celebrazione del funerale, presieduto dal Vescovo. Durante il lungo servizio pastorale don Luigi Guerri è stato parroco a S. Martin Pereto, poi a Trestina, quindi a Paterna, Riosecco, Marzano, Belvedere e di Userna - Titta dal 1984 al 2013. Per lunghi anni ha abitato in Seminario vescovile, svolgendovi il compito di rettore e servendo la comunità di preti là residente. Don Luigi Guerri Tra l’altro è stato direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale familiare. Il sacerdozio esercitato da don Luigi è stato caratterizzato dalla semplicità e dalla gioia, dall’attenzione alle radici, ma anche dall’apertura alle novità, dalla passione per la storia e dalla riflessione sul presente. Pienamente inserito nel presbiterio diocesano, amava trascorrere il tempo insieme ai confratelli, ricordando aneddoti e fatti del passato grazie a una eccezionale memoria. Una naturale affabilità gli rendeva facile le relazioni umane, che ha coltivato a fondo. Ha avuto attenzione anche per le vocazioni sacerdotali e lo scorso 31 agosto ha vissuto la gioia di vedere ordinati diaconi futuri preti, David e Simone, due seminaristi ai quali impartì il battesimo. ❦ A TE LA PAROLA Lettere in redazione Il mio “sì” per sempre a Gesù tra le Clarisse Suor Maria Filomena di Gesù ci ha inviato una lunga lettera ricca di considerazioni dopo la sua professione solenne dei voti tra le Clarisse di Città di Castello. Volentieri ne pubblichiamo ampi stralci. I l 25 marzo, Annunciazione del Signore, con la professione solenne ho pronunciato il mio “sì” per sempre all’amore del Signore tra le Clarisse del monastero di Santa Cecilia a Città di Castello. L’“eccomi” della Vergine si è incrociato con il mio, il mio “sì” nel “sì” di Gesù e di Maria! È stato un momento intenso di grazia e di gioia quello che ho vissuto durante la celebrazione, una grazia e una gioia che toccano il cuore e fanno sgorgare un’immensa gratitudine al Signore per il dono piú prezioso che mi ha fatto: essere Sua sposa sulle orme della nostra Madre santa Chiara. […] Nella celebrazione eucaristica, che è stata presieduta dal Vescovo di Città di Castello, ho colto sempre piú il significato e il profondo contenuto della mia offerta e di ciò che mi apprestavo a compiere. Tutta la liturgia ha espresso il dialogo tra lo Sposo, Cristo Gesú, e io la Sua sposa, tra il Suo dono di grazia e il mio definitivo impegno. Molto bello e incisivo è stato il momento della prostrazione durante il canto delle litanie: io, polvere e terra, a contatto con la terra, ho visto con chiarezza da dove sono venuta e dove Dio mi ha innalzata: terra che fiorisce! Dall’abisso della mia miseria ho percepito che tutta la mia piccolezza era totalmente presa dal Signore: io tanto piccina e misera, ma, allo stesso tempo, tanto grande per dignità ed elezione! […] Quella del 25 marzo è stata per me una tappa quanto mai significativa, frutto di un lungo cammino sostenuto dalla fede e dalla speranza nel Signore, che ha i Suoi tempi, ma che porta sempre a compimento ciò che chiede. Un percorso spirituale che si collega a un progetto che Dio ha coltivato per me sin dall’eternità. Sì, la mia storia, come la storia di ognuno di noi, è una storia amata da Dio, avvolta dalla Sua misericordia e guidata e protetta dalla Sua provvidenza. Da sempre Dio ha pensato a me e mi ha chiamata all’esistenza perché su di me si realizzasse il Professione di suor M. Filomena suo progetto di amore: essere piú intimamente unita a Lui: “Ti farò mia sposa per sempre!”. Il Suo amore chiede e concede la soprannaturale intimità e pervade di tenerezza e amabilità. Il legarsi con un sì definitivo a Dio, alla Sua volontà, ci libera e alimenta la capacità di donazione, e ci fa gustare già in questa vita la gioia del Regno. Questa unione con il Signore significa anche partecipazione alla Sua missione di salvezza. […] Ringrazio ancora il Signore per questo dono straordinario e assolutamente gratuito di cui mi ha voluta arricchire. Sr. Maria Filomena di Gesù VENERDÌ 11 APRILE 2014 LA VOCE Città di Castello DIOCESI. L’evento “Famiglie in gioco” organizzato da Pastorale familiare e dal Csi ❖ MOSTRA Lampade d’artista Mons. Cancian con i ragazzi durante la celebrazione Il seme del battesimo Mons. Cancian ha affrontato la domanda: “In che cosa consiste la vita eterna?”. Per portare avanti il lavoro dello scomparso don Luigi, si pensa a un evento fisso spesso riempie le nostre espressioni verbali ma non le nostre azioni. Nella vita eterna vivremo e saremo sempre nell’amore di Dio. Prima dell’offertorio i bambini hanno consegnato al Vescovo dei disegni: da un lato del foglio era raffigurata la Sacra Famiglia con al centro Gesù, e dall’altro lato i bambini avevano illustrato la propria famiglia con genitori, fratelli e anche amici. Durante la messa è stata più volte richiamata la figura di don Luigi Guerri, scomparso pochi giorni prima; un omaggio a un sacerdote che è stato esempio di un amore quotidiano costante e CULTURA. Come tornare ad apprezzare la musica anziché ridurla a sottofondo anonimo V enerdì scorso nell’ambito di “Accordi della mente - Accordi dell’anima” promosso dall’associazione “Le fatiche di Ercole” è intervenuto presso il Museo del duomo il prof. Marco Moschini sul tema “Lo spirito della musica”. Docente di Filosofia teoretica all’Università di Perugia, Moschini è stato introdotto da Errico Landi, presidente dell’associazione promotrice dell’iniziativa, e da Saulo Scopa per la Usl Umbria 1. “Far cogliere - ha detto - lo spirito della musica è uno sforzo culturale importante, ha detto il relatore. Oggi infatti si è fatto di tutto per trasformare la cultura in business, dalle notti bianche ai canali televisivi dedicati, ma tutto questo clamore non favorisce lo spirito culturale. Siamo sottoposti a una sovraesposizione eccessiva alla musica, che non è vissuta come un tempo raro e prezioso ma come un sottofondo anonimo a ogni istante della nostra giornata”. Nella necessità di recuperare una gioioso nelle piccole cose, e che tanto impegno ha profuso a favore della pastorale familiare. Per continuare il cammino sulle orme lasciate da don Luigi, il Vescovo e gli organizzatori hanno proposto la creazione di un evento commemorativo. L’occasione potrebbe essere proprio l’appuntamento con “Famiglie in gioco” da ripetersi annualmente magari presso la stessa sede della pista di atletica, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, che si è rivelata la cornice perfetta anche in una giornata come quella di domenica scorsa con condizioni climatiche non proprio ideali. Sabina Ronconi dimensione di semplicità per cogliere al meglio il senso della musica e dell’arte, Moschini ha citato il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer il quale affermava che, senza arte, filosofia e religione nella vita resterebbero soltanto una moltitudine di pensieri tediosi e negativi; da qui l’esigenza di ritrovare una visione del mondo che esuli dalla mera rappresentazione che l’uomo stesso ne fa. La relazione del prof. Moschini è stata intervallata da momenti musicali realizzati dagli studenti delle classi di viola, violoncello e clarinetto della Scuola di musica “Giacomo Puccini”. S. R. CITTÀ DI CASTELLO. Incontro sul futuro dell’economia Imprese: che cosa tenere d’occhio l 7 aprile si è tePolinori si è soffermanuta, a cura del to sul problema della Partito democratisostenibilità in relazioco, una riunione per ne all’energia, e ha aftrattare il tema delfermato come sia nel’economia nel mocessario un consumo mento attuale. Vi intelligente a base locahanno partecipato le, a seconda delle vecUn momento dell’incontro Paolo Polinori, dochie e nuove energie. cente di Economia L’ing. Renzacci ha parpolitica all’Università di Perugia, l’on. Matteo lato della competizione dei Paesi europei e osColaninno, membro della commissione Finanze, servato come in Italia si sia fatto poco. Tra i pasEnrico Carloni, assessore comunale alle Politi- si necessari, il rafforzamento della legalità e il che economiche, Gabrio Renzacci, presidente di sostegno alle imprese. Agire inoltre sulla leva Sviluppumbria. Coordinatrice Rossella Cestini, della formazione dei giovani, con la convinziosegretaria del Pd di Città di Castello. ne che dare stimoli alle imprese è un vantaggio Nel salutare i presenti, quest’ultima ha fatto pre- per tutti: gli utili delle imprese tornano nelle cassente come l’Europa tenda a mantenere il rigo- se dello Stato. re per quanto riguarda la spesa pubblica, ma bi- L’on. Colaninno ha riferito della situazione delsogna anche lavorare alla sua crescita e sono le imprese nell’Alta Valle del Tevere e del numolti gli aspetti che vanno ‘aggrediti’ a questo fi- mero di quelle chiuse dal 2008. Ha menzionato ne: alleggerimento della macchina pubblica, le troppe norme e micro-competenze che danconsiderazione del sistema credito, far partire i neggiano l’imprenditoria. Ha ricordando che la settori manifatturieri e di impresa. competizione sarà sempre più dura, e additato L’assessore Carloni ha osservato che, se il mon- come strategia vincente quella di andare nei do sta crescendo da diversi anni, l’Italia cresce mercati del mondo e intercettare ciò che il conpoco. Necessario trovare nella capacità proget- sumatore vuole. Molti e articolati gli interventi. tuale strategie di medio-lungo periodo. Il prof. Eleonora Rose I [email protected] 19 BREVI I nsolita messa quella di domenica 6 aprile celebrata dal vescovo mons. Domenico Cancian nella pista di atletica della Cittadella dello sport “Belvedere”, dove si è svolta la manifestazione “Famiglie in gioco” organizzata dall’ufficio diocesano per la Pastorale familiare e dal gruppo locale del Centro sportivo italiano (Csi). Durante la mattinata i bambini e le loro famiglie si sono sfidati in giochi e attività sportive fino alle 12 quando è iniziata la celebrazione liturgica. Mons. Cancian ha subito ringraziato la comunità Magnificat che ha animato la messa, il Csi e l’oratorio Don Bosco, sempre presenti e disponibili con il loro contributo, e naturalmente tutti i bambini che hanno partecipato ai giochi. Nel commento al Vangelo della risurrezione di Lazzaro, a pochi giorni dalla Pasqua, il Vescovo ha offerto una riflessione sul significato della vita eterna. “In che cosa consiste la vita eterna?” ha chiesto. Il cristiano - ha risposto già con il battesimo è inserito nel progetto di vita eterna che Dio ha voluto per lui. Come un piccolo seme che può diventare un albero, se curato con costanza, il sacramento del battesimo ci conduce alla vita eterna che significa Amore: quel sentimento perfetto con la A maiuscola che viene dal Padre, non quello che troppo @ È stata inaugurata il 5 aprile la collettiva di arte contemporanea “Luci al colmo” presso il Quadrilatero di palazzo Bufalini. L’evento, organizzato da “Immagina arte contemporanea” in collaborazione con il gruppo Fai e l’associazione Artefare, si sviluppa intorno al soggetto dell’illuminazione: sono esposte 22 lampade d’artista ovvero interpretazioni sul tema realizzate da artisti, locali e non. La mostra resterà visibile fino al 19 aprile nei giorni di giovedì, sabato e domenica con orario 10-12.30 e 16-19.30 e nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì solo in orario pomeridiano. I volontari del Fai saranno presenti per offrire dettagli storici e artistici riguardanti la sede espositiva e informazioni di carattere generale sulle attività dell’associazione. Presso lo spazio espositivo di “Immagina” in corso Vittorio Emanuele 52 è visitabile la sezione della mostra a tema libero, non riferita alle lampade. ❖ CASTELLO Saperi tradizionali Il 5 aprile il comitato “Dichiariamo illegale la povertà” di Città di Castello ha organizzato, nell’ambito di un ciclo di 6 lezioni itineranti nazionali, il quinto incontro sul tema “Educazione, bene comune”. Ha partecipato il prof. Riccardo Petrella in collegamento skype e sono seguiti interventi da parte dei ragazzi del doposcuola della parrocchia di Riosecco e di soggetti che operano nella società come testimoni di saperi, di abilità e di conoscenze concrete. L’ambito è stato quello della cultura in senso stretto ma anche dell’agricoltura, dell’artigianato e del sociale in un confronto che mira alla costruzione di una proposta di rinascita di quelle attività che, oltre a essere “mezzi di produzione”, costituiscono fondamenta del vivere comune, elementi della tradizione e della storia del territorio. L’iniziativa era patrocinata dai Comuni di on solo il concorso organizzato Castello, Sansepolcro e San dal programma Rai Alle falde Giustino, con l’associazione del Kilimangiaro e i servizi televisivi Insieme, L’altrapagina, Caritas, dedicati: Montone continua a far Alto Tevere senza frontiere e parlare di sé e stavolta grazie a Altrocioccolato. un’eccellenza locale. Sabato scorso alle ore 20.30, presso la suggestiva “Locanda del Capitano” nel pieno centro storico, è stata organizzata una serata speciale che ha visto in Libro & scalinata cucina la creazione di piatti dello Avanti alla chiesa delle chef e patron della locanda Propositura di Anghiari si è Giancarlo Polito. Di origine celebrato il ringraziamento pugliese, ma stabilitosi nel borgo di ufficiale al maestro Felice Acquisti Braccio Fortebraccio da molti anni, che ha contributo, con parte dei Polito ha portato in giro per il ricavi della vendita del suo libro, ai mondo il nome di Montone nelle lavori della scalinata di Santa sue numerose apparizioni televisive, Maria delle Grazie. Un esempio di teatrali e con una sua recente sincero amore verso la terra di pubblicazione. Ad accompagnarlo, Baldaccio e di produttiva in una serata molto interessante, collaborazione con sono stati Fausto Arrighi, per 35 l’Amministrazione comunale e anni direttore generale della Guida l’assessorato ai Lavori pubblici. Michelin, e il giornalista “Qualche tempo fa - ha ricordato gastronomico Davide Di Corato. Era durante la cerimonia l’assessore presente alla serata anche uno dei Fabrizio Scartoni - in nome della critici enogastronomici più bella amicizia che ci lega, il autorevoli e amati d’Italia, Luigi maestro Felice Acquisti mi Cremona, ingegnere ‘convertito’ alla contattò per parlarmi di un bel tavola per gusto, amante dei piatti progetto che stava per portare a di qualità in qualunque forma, termine. Stava ultimando il suo raffinata o casereccia. Per questo libro Storia di un maestrino dalla evento unico, che mai ha visto in Valtiberina alla Val di Fiemme. Mi Umbria una partecipazione così disse che con il ricavato della nutrita della “grande tavola”, sono vendita avrebbe voluto fare intervenuti anche la presidente qualcosa per la sua amata della Regione Catiuscia Marini e Anghiari. Io gli dissi che stavamo dell’assessore al Turismo Fabrizio rimettendo apposto la scalinata Bracco. “Polito - ha affermato davanti alla chiesa della Bracco - è uno chef che sa Propositura e lui, con la generosità interpretare l’anima del luogo e dei che lo contraddistingue, si offrì prodotti del territorio, con cui entra per contribuire donando al in sintonia cucinando. Il suo Comune metà del ricavato impegno costante nell’ambito ottenuto dalla vendita del suo culinario diventa negli anni sempre libro (l’altra metà è stata devoluta più una promozione per Montone e all’Anffas di Cavalese). Un gesto il suo territorio”. forte che ci inorgoglisce perché Roberto Persico fatto con estremo amore verso il nostro paese”. Lo chef promuove Montone N ❖ ANGHIARI LA VOCE Orvieto .Todi 20 BREVI ❖ ORVIETO Le celebrazioni della settimana santa Nella cattedrale di Orvieto i riti della Settimana santa si aprono con la solenne celebrazione della messa delle Palme, domenica 13 aprile, presieduta dal Vescovo alle ore 11. Il mercoledì santo 16 aprile, poi, alle ore 17 mons. Tuzia presiederà la messa del crisma, con la partecipazione dei ragazzi che quest’anno riceveranno la Cresima. Offriranno l’olio le parrocchie di Orvieto e di Bolsena. Giovedì santo 17 aprile alle ore 18 il Vescovo presiederà la celebrazione della messa in Coena Domini, con la lavanda dei piedi, e al termine la riposizione del SS. Sacramento. Alle ore 21.30 si svolge la veglia di preghiera comunitaria. Venerdì santo 18 aprile alle ore 15 il Vescovo presiede l’Azione liturgica della passione del Signore. Alle ore 21 via Crucis da piazza san Giovenale alla chiesa di S. Andrea. La solenne Veglia pasquale della Risurrezione di sabato 19 aprile avrà luogo alle ore 23.15, è unica per tutta la città e sarà presieduta da mons. Tuzia. Il giorno di Pasqua, 20 aprile, il Vescovo presiederà una solenne liturgia eucaristica alle ore 17.30 con il Capitolo della cattedrale e il presbiterio cittadino. Tale liturgia sarà preceduta dai vespri solenni. In duomo saranno presenti sempre dei confessori per il sacramento della Penitenza. ❖ TODI Le celebrazioni della settimana santa A Todi la benedizione delle palme di domenica 13 aprile si svolgerà alle ore 11 nella chiesa del Monte in piazza Garibaldi, seguirà la processione in duomo per la celebrazione della messa. Mercoledì santo 16 aprile alle ore 21 nella chiesa del SS. Crocifisso si svolgerà la celebrazione della penitenza con vari confessori. Giovedì santo 17 aprile, la celebrazione della Coena Domini con la lavanda dei piedi e la riposizione del SS. Sacramento si svolgerà in duomo alle ore 18, alle ore 21 nella chiesa del SS. Crocifisso e sempre alle 21 nella chiesa della Consolazione. Venerdì santo 18 aprile alle ore 18 in duomo, celebrazione della Passione del Signore. La processione del Cristo morto partirà alle ore 20.45 dalla chiesa di San Filippo, poi sosterà in piazza del Mercato Vecchio per la rappresentazione della Passione del Signore con dei quadri viventi e la lettura delle Laudi di Jacopone riguardanti la passione del Signore; la conclusione in duomo con il bacio del Cristo morto; la celebrazione sarà presieduta dal Vescovo. La solenne Veglia pasquale della Resurrezione si svolge in duomo alle ore 22 iniziando dal sacrato con la benedizione del fuoco nuovo. Domenica 20 aprile alle ore 11.30 in duomo il Vescovo presiederà la solenne messa di Pasqua. ❖ SCUOLA PAROLA Incontro con Vittorino Andreoli Martedì 15 aprile alle ore 21 nella Sala del Consiglio comunale di Todi si svolge un incontro con il professor Vittorino Andreoli. Tale iniziativa è sorta nell’ambito della Scuola della Parola promossa dall’Azione cattolica diocesana. Il professore è uno fra i più autorevoli studiosi italiani della psiche, autore di numerose pubblicazioni di grande successo e collaboratore di rubriche giornalistiche e televisive. Punto di riferimento per capire i giovani, il disagio, la malattia, la società. Pur definendosi non credente è molto sensibile alle domande che la fede suscita ed ha una visione antropologica cristiana. Nell’ambito del cammino della Scuola della Parola che affronta il tema “I giorni dell’amore”, il professore parlerà sui “Valori e modelli per ricostruire le dinamiche familiari”. Il tavolo dei relatori alla presentazione del libro Da Todi, romanzo contro lo sfruttamento S abato 5 aprile, alla presenza di un vasto pubblico, presso la sala del Consiglio dei palazzi comunali di Todi si è svolto un incontro dedicato al tema della tratta e dello sfruttamento della prostituzione. Erano presenti il sindaco di Todi Carlo Rossini, il direttore della Caritas diocesana Marcello Rinaldi, la scrittrice e giornalista Vanna Ugolini e la prof.ssa Carla Maria Cavallini, oltre alla presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha voluto portare il suo contributo a conclusione dell’incontro. L’assessorato alla Cultura e la Biblioteca comunale hanno voluto promuovere questo appuntamento, dal titolo “Restiamo umani”, in occasione della presentazione del romanzo Strade di Debora Bartolini, giovane scrittrice tuderte che ha recentemente pubblicato questa sua opera prima. Partendo dalla sua esperienza come volontaria prima e poi come operatrice e mediatrice linguistica per conto dell’istituto Crispolti di Todi nell’ambito dei progetti regionali “Non si tratta” e “Fuori dal labirinto”, e ispirandosi alle storie vere di tante vittime della tratta che ha avuto modo di conoscere, la Bartolini ha voluto scrivere di un tema così arduo e complesso, anche per scardinare la visione che la maggior parte delle persone ha di questo fenomeno. Il romanzo racconta le storie di tre donne e i loro percorsi di vita, in cui si intrecciano violenza, sopruso, ribellione, fino al racconto della “svolta” della vita di queste donne che, in modi diversi tra loro, riusciranno a liberarsi dalle catene della schiavitù e riappropriarsi delle loro esistenze. Inoltre, come hanno ricordato i relatori, in particolare il direttore della Caritas, Rinaldi, l’attenzione al fenomeno della tratta e l’aiuto alle vittime è stata una delle primarie istanze della rifondata Caritas diocesana intorno agli anni che precedettero il Giubileo del 2000, per espresso volere dell’allora vescovo mons. Grandoni. Da quella che fu una sensibilità della Caritas locale, nacquero poi i progetti dedicati all’aiuto e al recupero delle vittime della tratta, dal primo “Elena e Flora”, più di dieci anni fa, presso l’istituto Crispolti. Anche il sindaco Rossini ha af- Il Giubileo della Parrocchia di S.Andrea L a parrocchia di Sant’Andrea in Orvieto festeggia il primo giubileo parrocchiale, a mille anni dalla consacrazione dell’attuale chiesa Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo, avvenuta nel 1013 a opera di papa Benedetto VIII. Per celebrare il giubileo, il parroco e il Consiglio pastorale hanno organizzato diversi eventi nel periodo 2013-2014, tra i quali il pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli Apostoli. Il 2 aprile scorso, circa 80 persone della parrocchia si sono recate a Roma per assistere all’udienza generale di Papa Francesco e per visitare la tomba di Pietro. Se la fede è anche storia e memoria, allora la visita all’antico luogo storico della nostra fede, come fermato l’impegno costante dell’Amministrazione comunale, che contribuisce con 20 mila euro all’anno, soprattutto erogati in servizi, ai progetti locali a sostegno delle vittime della tratta a Todi. Un contributo forse piccolo, ma significativo di un’attenzione particolare alla tutela dei diritti umani. Comunque, come ha ricordato la giornalista Vanna Ugolini, che da anni si interessa al fenomeno della prostituzione nella nostra Regione (suo il libro-denuncia Tania e le altre del 2007), l’Umbria resta una delle regioni maggiormente interessate dal traffico di esseri umani, in base all’ultimo rapporto della Direzione nazionale antimafia. C’è però la consapevolezza del problema e la volontà da parte delle istituzioni regionali di intervenire per contrastare il fenomeno della tratta. La presidente Marini ha confermato che la Regione Umbria continuerà a impiegare risorse economiche e progettuali per contrastare questa piaga, come sta già facendo mediante i progetti “Free Women” e “Fuori dal labirinto”, che operano in diverse realtà (Perugia, Todi, Terni, Narni) grazie all’operato di soggetti del terzo settore (associazioni e cooperative) e grazie al contributo di istituti diocesani o delle Caritas. Francesca Carnevalini La presentazione del libro “Strade” della tuderte Debora Bartolini è stata l’occasione per tornare a parlare del fenomeno della “tratta” e della prostituzione Nel programma delle celebrazioni, l’udienza dal Papa e la preghiera presso la tomba di san Pietro S. Andrea di Orvieto compie 1.000 anni VENERDÌ 11 APRILE 2014 cristiani e occidentali, là dove da più di duemila anni si fa memoria ininterrotta dell’Apostolo, costituiva il momento culminante del pellegrinaggio. Dopo la visita alla basilica vaticana, la comunità parrocchiale ha quindi sostato nel punto più prossimo alla tomba di Pietro per raccogliersi in riflessione e preghiera. La giornata del pellegrinaggio ha avuto come conclusione la celebrazione della messa nella chiesa di Santa Maria in Traspontina. In questa occasione la comunità ha ricevuto l’affettuosa accoglienza di mons. Giovanni Marra, già amministratore apostolico della diocesi Orvieto - Todi, il quale ha celebrato la liturgia con il parroco, don Luca Conticelli, e con don Danilo Innocenzi. Le parole pronunciate da mons. Marra nell’omelia e nel saluto finale sono state motivo di riflessione su temi forti come la Pasqua, il Giubileo eucaristico 2013-2014 e il giubileo parrocchiale. Le iniziative per i festeggiamenti possono essere consultate sul sito della parrocchia www.santandrea-orvieto.it. Paolo Zanetti Diocesi - 25 aprile Giubileo della famiglia e per i bambini S arà una giornata importante quella del 25 aprile a Orvieto, in cui si svolgeranno in contemporanea il Giubileo della famiglia e il Giubileo dei bambini della prima comunione. Le famiglie arrivano a questo atteso evento dopo un percorso di preparazione fatto di diversi incontri organizzati dal competente ufficio pastorale diocesano e tenutisi a Montesanto di Todi. Tema dell’evento giubilare sarà “L’eucaristia modello e fonte dell’amore sponsale”. La giornata, illuminata dalla parola del card. Ennio Antonelli e del vescovo diocesano Benedetto Tuzia e arricchita da testimonianze, sarà condivisa con tanti genitori dei bambini della prima comunione. Questi ultimi vivranno il loro giubileo approfondendo, invece, il tema “Date loro voi stessi da mangiare”, attraverso attività e momenti di gioco. Per tutti l’inizio è alle ore 9.30 e la conclusione con la messa alle ore 16.30. Il pranzo è al sacco e sarà curato uno spazio per gli altri bambini che verranno con le loro famiglie. Ulteriori info su www.diocesiorvietotodi.it. M. M. LA VOCE Orvieto . Todi VENERDÌ 11 APRILE 2014 ❖ DIOCESI Crocifisso pellegrinante Il 5 aprile si è aperta la peregrinatio dell’Amore Misericordioso anche nella Vicaria della città di Orvieto. Dopo l’accoglienza del Crocifisso e dell’immagine di Madre Speranza, i fedeli della Vicaria hanno varcato la soglia della Porta santa e hanno meditato sulla figura della nostra beata; a seguire, la messa presieduta dal Vescovo. Le immagini hanno poi visitato Sferracavallo il 6 aprile, S. Giovenale il 7, l’8 S. Andrea, S. Domenico il 9, Ponte del Sole il 10, l’11 Orvieto Scalo; sarà ora la volta di Ciconia il giorno 12. Degna di nota per l’alto valore ecclesiale, la Via crucis animata dai giovani di Orvieto, Orvieto Scalo, Ciconia nella chiesa parrocchiale della Stazione venerdì 11 alle 21. Anche a Todi, nella vicaria di San Fortunato e San Filippo Benizi, le immagini del Crocifisso dell’Amore Misericordioso e di Madre Speranza, portate processionalmente da una rappresentanza di Ancelle e Figli dell’Amore Misericordioso, sono state accolte il 5 aprile. Dopo il momento iniziale, svoltosi in piazza del Popolo alla presenza di mons. Benedetto Tuzia, di padre Aurelio Perez, superiore generale Fam, del sindaco Carlo Rossini e di tutte le autorità civili, i numerosi fedeli intervenuti si sono recati in duomo, dove il Vescovo ha presieduto una veglia di preghiera. La festa di sabato è stata un momento di autentica speranza che il Signore ha donato attraverso Madre Speranza, con la quale Todi (nel cui Comune è la frazione di Collevalenza) e la Chiesa locale hanno un legame del tutto speciale. Nei giorni successivi le immagini hanno visitato le varie parrocchie della Vicaria. Sulla peregrinatio nelle due Vicarie, approfondimenti sul prossimo numero. @ [email protected] 21 ❖ CASTEL VISCARDO ❖ MASSA MARTANA Concerto di primavera Piazza rifatta Si è svolto il 5 aprile presso il Museo delle terrecotte di Castel Viscardo il “Concerto di primavera”, tenuto dalla giovane pianista alleronese Flavia Possamai. Sono state eseguite musiche di Mozart, Brahms e Debussy. L’evento era promosso dal Comune e dall’associazione turistica Pro loco Castel Viscardo. Duplice la finalità degli organizzatori: avvicinare il pubblico, soprattutto quello più giovane, alla musica classica; e valorizzare lo spazio del Museo, recentemente ristrutturato, rendendolo sempre più centro di aggregazione per realizzare appuntamenti musicali e culturali, convegni e giornate didattiche. Sabato 5 aprile è stata ufficialmente inaugurata a Massa Martana la nuova piazza di Santa Maria della Pace. Per l’occasione sono intervenuti il sindaco Maria Pia Bruscolotti, il direttore dei lavori ing. Umberto Tassi, l’architetto Anna di Bene, soprintendente ai Beni architettonici dell’Umbria, padre Alessio Maglione, padre provinciale Frati Tor, e Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria. DIOCESI. La “peregrinatio” dell’immagine del Crocifisso di Collevalenza nelle Vicarie di Santa Cristina e di San Martino Per tante persone, piccoli e grandi, l’evento ha significato una riscoperta del messaggio di amore di Madre Speranza L’ Gaglietole, Piedicolle, Ripabianca, Ilci, Pantalla) si sviluppa quasi a forma circolare; la peregrinatio, partita da Ammeto sabato 29 marzo, è terminata sabato 5 aprile a Ripabianca. Certamente, Fratta Todina ha vissuto con più intensità questa visita. Le Ancelle dell’Amore Misericordioso, infatti, lì hanno e gestiscono il Centro Speranza, voluto da Madre Speranza stessa, che dal 1984 opera per la riabilitazione e l’educazione di bambini e adulti con gravi disabilità. In tutte le parrocchie del territorio, inoltre, i bambini sono stati i veri protagonisti di questi incontri e, attraverso loro, anche le famiglie si sono sentite coinvolte. I piccoli hanno conosciuto la vita e le opere che Madre Speranza ha potuto realizzare grazie a una fede forte e incondizionata nel Gesù sofferente e misericordioso. I grandi hanno riscoperto e ritrovato questa suora che ricordano di aver visto direttamente o conosciuto attraverso i racconti e la fede dei propri genitori. Luigi Burla Anna Elena Franzoni uomo ha bisogno di essere amato e di amare. Affidarsi completamente a Dio, accogliendo il Suo immenso amore e crescendo quindi nell’amore e nel servizio ai fratelli, è quanto ci insegnano, con il loro esempio, i grandi santi dell’Umbria: san Francesco, santa Chiara, san Benedetto, santa Rita, santa Scolastica, sant’Angela da Foligno. Fino a giungere al nostro tempo con un esempio splendido di santità: Madre Speranza di Gesù (Alhama Valera) che, nata in Spagna, ha culminato il suo cammino proprio in terra umbra, vivendo a Collevalenza. Qui ha portato a termine la sua opera più grande, il santuario dell’Amore Misericordioso, da dove si irradia ininterrottamente l’opera di misericordia e speranza. È molto bello allora che, per prepararci nel modo migliore alla sua beatificazione, che si terrà il 31 maggio a Collevalenza, la diocesi di Orvieto - Todi le abbia dedicato la venerazione che si deve ai suoi figli santi. Con gioia, la Vicaria di S. Cristina (parrocchie di Bolsena, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Monterubiaglio, Viceno, Momento di preghiera a Bolsena, vicaria di S. Cristina Fedeli in preghiera nella vicaria di San Martino Accogliamo l’Amore Canale, Porano, Sugano, Torre S. Severo, Allerona, Allerona Scalo) ha partecipato alla solenne peregrinatio che si sta tenendo durante la Quaresima, accogliendo il Crocifisso dell’Amore Misericordioso e l’immagine di Madre Speranza e avendo così l’opportunità di incontrare una donna che ha donato tutta se stessa per far conoscere al mondo l’amore e la misericordia di Gesù. Nella Vicaria il Crocifisso e l’immagine di Madre Speranza sono stati accolti il 28 marzo a Castel Giorgio, poi il cammino è proseguito nelle altre parrocchie. A Bolsena, le due immagini sono state accolte il 4 aprile sul sagrato della basilica da numerosi fedeli. È seguita la messa e l’esposizione del Santissimo Sacramento. Il giorno successivo la venerazione è proseguita con la meditazione sull’opera di Madre Speranza, con la celebrazione delle messe in basilica e infine con la partenza del Crocifisso e dell’immagine della Madre per il duomo di Orvieto. I fedeli di tutta la Vicaria hanno così potuto conoscere le opere buone di una donna che ha accolto appieno l’insegnamento di Gesù e ha avuto la forza di annunciare instancabilmente quell’amore misericordioso che spesso appare, a noi deboli peccatori, tanto difficile da accogliere e vivere. Contemporaneamente la peregrinatio delle due immagini ha attraversato tutta la Vicaria di S. Martino I papa e martire. Questo cammino è stato pensato come compendio di tre aspetti cari a Madre Speranza e a Papa Francesco: la misericordia, l’eucarestia e l’amore. Attraverso il sacramento della riconciliazione si è sperimentata la misericordia che il Padre ha per i suoi figli; con l’adorazione eucaristica si sono vissuti momenti forti ed intensi di colloquio con Dio attraverso suo Figlio; e infine le testimonianze, che sono state momenti di condivisione e di amore autentico e pratico. La Vicaria di S. Martino I (parrocchie di Ammeto, Fratta Todina, Montecastello di Vibio, Spineta, Casalalta, Collazzone, Collepepe, MADRE SPERANZA Verso la beatificazione “Non dimentichiamo che il rigore e il bastone non aiutano mai i deboli” “N el nostro lavoro educativo - scrive Madre Speranza nei Consigli pratici del 1933 - dobbiamo sforzarci di far capire a chi ci è affidato che Gesù è per tutti un Padre buono, che ci ama di amore infinito, senza distinzioni. L’uomo più perverso, il più miserabile e perfino il più abbandonato è amato con immensa tenerezza da Gesù, che è per lui un Padre e una tenera Madre”. E nei Consigli del 1941 esorterà le educatrici: “Dobbiamo essere pazienti anche con le persone maleMadre Speranza ducate. Esse sono sgarbate, grossolane, scorrette, ma noi, incontrandole, pensiamo che se abbiamo avuto un’educazione più raffinata dobbiamo trasmetterla a chi non ce l’ha, compatendole e usando loro carità”. Madre Speranza ricorderà poi, alle superiore e alle sue figlie, che tutta l’attività educativa per portare frutto dovrà essere pervasa d’amore per tutti i soggetti affidati dalla Provvidenza e sempre improntata a spirito materno, perché “il nostro spirito umano è fatto in modo tale che si ribella al rigore, ma cede alla bontà; per questo vi raccomando che comandiate sempre con mitezza e mai per forza; te- nete presente che la durezza manda tutto in rovina: rende aspri i cuori, allontana la carità, genera odio, rende il bene antipatico al punto che nessuno lo gradisce; invece la mitezza fa ciò che desidera del cuore dell’educando e lo modella secondo i suoi progetti”. “È molto facile irritarci, comandare con cattivo viso, minacciare e castigare; in questo non abbiamo bisogno di maestri perché la nostra natura lo porta con sé; mentre ci è molto difficile dominare le passioni, moderare il temperamento, sopportare con pazienza e carità i difetti del nostro prossimo, sopportare che il fuoco dell’impetuosità e della collera sia passato, prendere le cose con pazienza, pregare prima di fare una correzione e scegliere con vera carità i mezzi di correzione. Tutto questo esige una virtù risoluta e un grande amore al nostro Dio; se amiamo il nostro prossimo facilmente riusciremo a sopportare i suoi difetti; se non lo amiamo, non avremo pazienza per sopportare le sue debolezze e non staremo lavorando per la sua correzione”. Per correggere, scrive la Madre, “aspettiamo che la pace e la serenità si siano ristabilite nella nostra anima; non dimentichiamo che il rigore e il bastone non aiutano mai i deboli: sono più adatti a uccidere un vivo che a risuscitare un morto”. (Continua) Antonio Colasanto ❖ DIOCESI Verso l’ordinazione sacerdotale di Emanuele e Lorenzo F ervono i preparativi per l’ordinazione presbiterale di don Emanuele Frenguelli e don Lorenzo Romagna, presieduta dal Vescovo in cattedrale domenica 4 maggio alle ore 17. La preparazione spirituale a questo grande appuntamento diocesano è stata affidata agli uffici di Pastorale vocazionale, giovanile, catechetica e scolastica, che hanno proposto una novena vocazionale per tutte e nove le Vicarie della diocesi e che vedrà coinvolti tutti i fedeli, in maniera particolare i consacrati, i giovani, i catechisti e gli insegnanti di Religione. Si comincia a Castel Giorgio, il 23 aprile, poi sarà la volta di Fratta Todina (il 24), Ciconia (il 26), Fabro Scalo (il 28), S. Terenziano (il 29), S. Venanzo (il 30), Baschi (il 1° maggio), Acquasparta (il 2) e per concludere, la solenne veglia preparatoria presieduta da mons. Tuzia, sabato 3 maggio alle 21.30 nel tempio della Consolazione a Todi, con la partecipazione dei due ordinandi. In queste giornate i sacerdoti di ogni Vicaria celebreranno insieme la messa e animeranno momenti di preghiera, adorazione eucaristica e incontri vocazionali, conditi da momenti di fraternità e svago. Possa essere questa un’occasione per ridare vita a una pastorale che abbia interesse per ogni vocazione, dettata dall’amore vero per Dio e per il prossimo, e che riparta dall’attenzione alla preghiera come fonte primaria per capire e abbracciare la volontà di Dio tramite la mediazione della Chiesa. Possa anche essere un momento propizio per far riscoprire a tutti la bellezza dell’essere preti e l’importanza del sacerdozio ministeriale per la trasmissione di una fede autentica, basata sui sacramenti, sulla carità e sul vivere la Chiesa come la più grande di tutte le famiglie. Don Danilo Innocenzi LA VOCE Terni.Narni.Amelia 22 BREVI ❖ NARNI Percorso verde La zona lungo la vecchia ferrovia che da Narni arriva a Orte, ora dismessa e liberata anche dai binari, sarà recuperata con la realizzazione di una percorso cilopedonale. Un’oasi ecologica lungo un tratto del fiume Nera particolarmente bello paesaggisticamente. Sei km attrezzati per arrivare alla stazione di Nera Montoro partendo dal romano ponte di Augusto, dove sono disponibili i parcheggi per i visitatori, fin dentro l’oasi di San Liberato, che oggi è la prima tappa della migrazione per moltissime specie di uccelli. Incontro di preghiera e approfondimento nel tempo di Quaresima, rivolto agli operatori e volontari impegnati in ambito caritativo Un momento dell’incontro ❖ SCUOLE Il buon uso di internet Ha fatto tappa a Terni la campagna itinerante “Un vita da social”, progetto della Polizia - in collaborazione con il ministero dell’Istruzione - sulla sicurezza nell’uso della Rete, rivolto agli utilizzatori dei social network e in particolare agli oltre 200 alunni delle scuole medie e superiori che hanno aderito all’iniziativa, ai loro insegnanti e ai loro familiari. Guardare a internet come un’opportunità e non un pericolo, quindi, il messaggio della polizia e in particolare di questa iniziativa itinerante. In piazza Ridolfi a Terni ha sostato un autoarticolato contenente materiale didattico, allestito con tecnologie di ultima generazione, all’interno del quale i poliziotti hanno illustrato le principali insidie della Rete, fornendo consigli per una navigazione sicura. I ragazzi hanno seguito con attenzione i consigli, partecipando attivamente alla lezione, con interventi mirati e anche con esercitazioni pratiche. ❖ IMPRESE Servizio informativo Nasce un nuovo strumento di comunicazione a servizio delle imprese e del territorio. Si chiama TerniEconomia, messo a punto dalla Camera di commercio di Terni per offrire un canale di comunicazione diretto alle imprese, in grado di rispondere alle esigenze oggi sempre più richieste di tempestività dell’informazione ed efficacia del servizio. Una newsletter on-line verrà spedita con cadenza mensile alle mail delle imprese provinciali, delle associazioni di categoria, consulenti del lavoro e rappresentanti dei consumatori, proponendo informazioni riguardanti l’apertura di bandi, la concessione di contributi, l’organizzazione di seminari e percorsi formativi e le informazioni più aggiornate in ambito normativo e di adempimenti a carico delle imprese. Un focus è previsto anche per le news di carattere nazionale, in particolare riguardanti bandi europei a sostegno dell’occupazione o dell’innovazione. ❖ TECNOLOGIA VENERDÌ 11 APRILE 2014 La carità riparte da Cristo “L e comunità cristiane devono ripartire da Cristo” è l’incontro di preghiera e approfondimento nel tempo di Quaresima, organizzato dalla commissione diocesana per la Pastorale della carità e dalla Caritas diocesana, rivolto agli operatori e volontari impegnati a vario titolo in ambito caritativo, sia in parrocchia che nelle associazioni e movimenti. L’incontro è stato presieduto da mons. Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della diocesi, che ha proposto una riflessione sulla Quaresima, tempo di grazia e propizio per una profonda revisione di vita che significa anche uscire dagli schemi usuali. “Ripartire da Cristo - ha detto il Vescovo - significa imitarlo: uscire da sé per andare incontro agli altri. Il cuore dell’operatore della carità, riscaldato da Cristo, vive sempre il movimento di sistole / diastole: unione con Gesù e incontro con l’altro. Se manca uno di questi movimenti, il cuore del Viene ristrutturato l’ospedale di Terni F ervono i lavori di ristrutturazione e qualificazione dell’ospedale “Santa Maria” di Terni a colle Obito. Da tempo questi lavori si sarebbero dovuti L’Ospedale di Terni iniziare: l’ospedale è stato costruito cinquant’anni fa, i lavori sono necessari per evitare ulteriore degrado per il trascorrere del tempo, l’invecchiamento delle strutture, e per provvedere al rifacimento degli impianti per adeguarli alle nuove cristiano si ferma. Ripartire da Cristo significa non avere paura di andare con Lui nelle ‘periferie’. Non dobbiamo avere paura di uscire dai nostri schemi, perché lo Spirito di Gesù ci rende creativi. Ma per essere creativi bisogna saper cambiare, in modo da adeguarsi alle circostanze, per annunciare il Vangelo di sempre, che non cambia”. “Indubbiamente, per entrare nella prospettiva di una piena testimonianza cristiana, è necessario farsi ‘piccoli’ come san Francesco: spogliarsi delle zavorre che appesantiscono la nostra esistenza. Anzitutto, san Francesco ci dice che essere cristiani significa avere un rapporto vitale con la persona di Gesù. In san Francesco, questo rapporto è iniziato dal suo sguardo su Gesù in croce. Il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimenti; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ri-creato, di- normative e ritrovati tecnologici. Il direttore dell’azienda ospedaliera Andrea Casciari, nominato da poco più di un anno, dimostra solerzia e iniziativa per affrontare i nodi ancora irrisolti. Per ora si tratta di manutenzione ordinaria per un importo complessivo di 17 milioni di euro; presto si avvierà la ristrutturazione straordinaria per un importo previsto di circa 30 milioni. Lungo è l’elenco particolareggiato dei lavori in corso, che interessano quasi tutti i reparti, e l’adattamento per installare nuove strumentazioni diagnostiche e curative. Inoltre il 14 aprile venta nuova creatura. Da qui parte tutto: è l’esperienza della grazia che trasforma, l’essere amati senza merito, pur essendo peccatori”. L’incontro è proseguito con l’intervento di Paolo Carloni, vicario per la Pastorale della carità: “Le diverse vocazioni nel servizio alla carità trovano nella comunione intorno alla eucarestia l’unità nella diversità”, una riflessione su come vivere e testimoniare il proprio essere cristiano nella quotidianità e a servizio dei più bisognosi, nella comunità parrocchiale, nel quartiere, in città, nel mondo. La conclusione al direttore della Caritas Claudio Daminato che, facendo riferimento al recente convegno nazionale tenutosi a Cagliari, ha ricordato come anche in quell’assise sia stata ribadita “la necessità, seguendo gli inviti del Papa, di non dimenticarsi di comunicare la speranza, anche quando non ci sono possibilità materiali di sostegno”. E. L. sarà inaugurata la Pet-Tac acquistata ben tre anni fa dalla Fondazione Carit e da allora in attesa di installazione. L’attesa così lunga è dipesa da problemi tecnici e legali della ditta cui erano stati affidati i lavori di muratura e altro necessari al posizionamento e funzionamento della modernissima Pet-Tac. Altra buona notizia è che, sempre all’ospedale, è finalmente possibile partorire senza dolore mediante una coordinazione tra i reparti di Ostetricia e Anestesiologia. Pur prendendo atto di quanto si sta facendo, si deve evidenziare che molti sono ancora i problemi da risolvere per una sanità sempre più efficiente, e la strada intrapresa lascia ben sperare. Oltre che all’azienda ospedaliera occorre porre attenzione all’azienda territoriale Asl 2, cui è affidata la sanità cosiddetta di base, la prevenzione e cura, la veteriniara e la vigilanza sui generi alimentari. Complessivamente la Regione dell’Umbria in quanto a sanità è prima fra tutta le regioni d’Italia; però ciò non autorizza alcuno a sedersi sugli allori, in quanto la qualità della vita dei cittadini è uno dei primi compiti della politica propriamente intesa. Nicola Molè Terni al Maker Day I maker dell’associazione HackLab Terni hanno presentato i loro progetti e tenuto workshop legati al mondo della tecnologia creativa durante ArduinoDay - MakerDay 2014, importante evento internazionale svoltosi a Roma su iniziativa della Camera di commercio della Capitale e dell’associazione per la divulgazione scientifica DiScienza. L’evento è dedicato alla rivoluzione dei maker, un fenomeno connesso ai nuovi strumenti tecnologici accessibili e condivisibili con tutti. L’HackLab Terni ha suscitato grande interesse da parte di tutta la platea intervenuta e tra i vari progetti presentati hanno ricevuto particolare attenzione “Insettoteca” - in pratica un terrario telecontrollato via internet - e l’esibizione del Chaotic Robots Show, nel quale piccoli veicoli in grado di muoversi nello spazio circostante tracciano percorsi imprevedibili, seguendo traiettorie “caotiche” in senso fisico-matematico. Anche i laboratori per i ragazzi hanno riscosso grande successo, con giochi interattivi progettati dall’HackLab, come il Kumit. (Claudia Sensi) Terni, bilancio sociale di mandato A l termine dei cinque anni di attività dell’Amministrazione comunale uscente, è stato presentato il bilancio sociale di mandato: 44 pagine che ripercorrono le azioni salienti dal 2009 al 2014, partendo dagli obiettivi programmatici del Sindaco. Aspetti positivi riguardano il recupero dei simboli della città, da quello - in via di completamento - della fontana di piazza Tacito all’avvio del restauro del Verdi, alle grandi trasformazioni urbane come il completamento di corso del Popolo, l’area della stazione ferroviaria, le piscine comunali di viale dello Stadio, il parco di Cardeto e il completamento della Terni-Rieti. Il bilancio dà conto del lavoro svolto per la scuola, intensa sia come edifici che attività progettuali e iniziative formative. Poi la collaborazione tra il Comune e il mondo del lavoro, le grandi imprese come le piccole, e le grandi vertenze per la chimica e per la siderurgia. E ancora, il potenziamento dello Sportello unico delle attività produttive, la sensibilizzazione sui programmi comunitari quali fonti di finanziamento anche per la progettualità imprenditoriale. Un capitolo è dedicato al turismo, con un’attenzione particolare alle emergenze naturalistico-architettoniche del territorio, a cominciare dalla cascata delle Marmore con la risistemazione dei sentieri, il recupero della specola di Pio VI, la riqualificazione dell’infopoint e l’ampliamento dei parcheggi. Investimenti fatti anche su Carsulae, inserita in un progetto di promozione della via Flaminia insieme al porto dell’antica Otricoli e al ponte di Augusto di Narni, e interessata da un piano per il ripristino funzionale del suo teatro romano, o Piediluco con interventi tesi alla valorizzazione del centro federale e olimpico di Palazzo Spada sede del Comune diTerni canottaggio. Molte le promesse non mantenute: in primis il palazzetto dello sport, poi la messa in sicurezza di villa Palma, la precaria manutenzione del verde e delle strade, ma anche le critiche sulle politiche ambientali, che non sempre hanno ottenuto gli effetti sperati, dalla riduzione di rifiuti all’installazione di impianti per la depurazione e il filtraggio del particolato da parte delle grandi aziende, all’inquinamento ambientale e veicolare. LA VOCE Terni.Narni.Amelia VENERDÌ 11 APRILE 2014 Le Beatitudini rendono felici A ospitare l’evento sarà la parrocchia di San Matteo. Il tema della Gmg, indicato da Papa Francesco, è “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli” conclude don Matteo. A guidare la riflessione dopo l’accoglienza sarà una coppia che ha scelto di fondare la famiglia sulla carità, vissuta nell’accoglienza e nella povertà, e che su questo darà testimonianza. Poi gli stessi ragazzi, suddivisi in gruppi, condivideranno le loro impressioni e produrranno cappellano militare della Guardia di finanza dell’Umbria don Vincenzo Arturo Grillo. “Celebrare la Pasqua ha detto il Vescovo - significa andare verso la vita. Dio si è fatto carne per amore, per poter far sì che il riscatto del nostro peccato fosse totale e aprirci la strada verso la gioia piena. È necessario allora cercare la verità e viverla nella carità, con stile, chiedendo al Signore di vivere bene questa Pasqua che significa il ❖ ECUMENISMO Saggio di don Enzo Greco sullo “spirito di Assisi” I l dialogo tra le religioni è un segno dei tempi che la Chiesa cattolica ha accolto come dono del Signore a partire dal rinnovamento avviato con il Vaticano II. La vicinanza dei mondi e dei popoli ha reso il dialogo tra la Chiesa cattolica e le altre religioni una vera necessità, per evitare lo “scontro di civiltà” e camminare insieme agli uomini e alle donne di buona volontà che credono in Dio. L’intuizione profetica di Giovanni Paolo II, fece soffiare “lo spirito di Assisi”: un dialogo tra fratelli e sorelle, tra popoli e culture, tra le religioni. Da questo dialogo può nascere una nuova fraternità universale, riconciliata. Di tutto questo parla don Vincenzo Greco, direttore dell’ufficio Ecumenismo della diocesi, nel saggio Assisi, icona di pace. Lo spirito di Assisi da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, editrice Tau, che ha per canovaccio la profezia di Assisi, quella luce del Poverello che continua ancora oggi a illuminare comunità, popoli, Chiese e leader religiosi affinché l’impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato tocchi il cuore dei potenti e dei semplici, di ogni essere vivente. Ci si augura che questo breve saggio, scritto con linguaggio semplice e immediato - introducendo alla profezia della pace che parte da Assisi - raggiunga i cuori di quanti, credenti e non credenti, sono alla ricerca del senso della vita e impegnati concretamente per la pace e la giustizia, riconoscendo che ogni persona umana è per noi fratello o sorella, perché Dio è Padre di tutti. ❖ SAMBUCETOLE ❖ CONVEGNO Giovani in processione con le palme e la Croce Famiglia a rischio eventuali quesiti da sottoporre. Si arriverà così al momento della cena frugale, offerta dal servizio diocesano di Pastorale giovanile, grazie alla collaborazione di volontari della parrocchia ospitante. Alle 21 nella chiesa parrocchiale l’incontro con il vescovo Ernesto Vecchi, che presiederà una veglia di preghiera nella quale benedirà i rami di ulivo che verranno consegnati ai rappresentanti di ogni parrocchia o associazione presenti, con l’impegno di portarli il giorno dopo nelle proprie parrocchie per la domenica delle Palme. Il Vescovo ne presiederà la celebrazione nella cattedrale di Terni alle ore 10.30, mentre la celebrazione della messa crismale del mercoledì santo si terrà nella cattedrale di Terni alle ore 17. DIOCESI. Celebrazione pasquale del Vescovo per gli appartenenti alla Guardia di finanza L BREVI Il Consiglio pastorale di Sambucetole organizza per sabato 12 aprile alle ore 21.30 presso il santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza il concerto “Solo grazie” ideato e diretto dal maestro Adriano Grassi; si esibirà la corale di Sambucetole. L’evento si inserisce nella cornice dei festeggiamenti per la beatificazione di Madre Speranza e in onore del 99enne don Giuseppe Marinozzi, già parroco di Sambucetole, ora ospite della casa di Collevalenza. Sarà un pellegrinaggio quaresimale con partenza alle ore 15 da Sambucetole e sosta alle catacombe di Massa Martana, per proseguire per il santuario dove ci si raccoglierà in preghiera insieme a don Marinozzi. La serata si concluderà con la cena presso la Casa del pellegrino. A a prima celebrazione del Vescovo in preparazione alla Pasqua è stata quella per la Guardia di finanza, con i finanzieri in servizio e in pensione, alla presenza del comandante regionale della Finanza gen. Cristiano Zaccagnini, del comandante provinciale di Terni col. Amedeo Farruggio. Il vescovo Ernesto Vecchi ha presieduto nella cattedrale di Terni la messa, concelebrata dal [email protected] 23 Concerto “doppio” PASTORALE GIOVANILE. Veglia di preghiera sabato 12, alla vigilia delle Palme, per la Giornata dei giovani lla vigilia della domenica delle Palme, sabato 12 aprile, i giovani della diocesi si incontreranno per riflettere e pregare insieme in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù, che come tradizione, si celebra quest’anno nelle singole diocesi. Sarà la parrocchia di San Matteo a Terni ad ospitare i giovani e ragazzi delle varie parrocchie, associazioni e movimenti della diocesi, a cominciare dalle ore 18 con un primo momento di accoglienza con musica ed animazione. “‘Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli’ è il tema su cui rifletteremo - spiega don Matteo Antonelli della Consulta di pastorale giovanile - come indicato da Papa Francesco che ha scelto questo versetto delle Beatitudini per la prossima Gmg. Riscoprire il significato delle Beatitudini e cercare di viverle nella propria vita è, infatti, l’unico mezzo possibile perché la vita di ognuno possa dirsi veramente felice”. Ed è su questo tema i giovani e i ragazzi di Terni - Narni - Amelia si ritroveranno per celebrare la giornata loro dedicata. “Sarà una bella occasione, come lo è stata negli anni passati per vivere in comunione la preparazione alla Pasqua, a simboleggiare l’unità di tutti i giovani della diocesi, attorno a Cristo crocifisso e risorto, annunciato loro, dal Vescovo, suo vicario nella nostra Chiesa diocesana” @ Mons.Vecchi durante la liturgia passaggio dalla morte alla vita, dall’egoismo all’amore. Questo passaggio non è indolore, ma con la grazia di Dio possiamo farlo, soprattutto se manteniamo il rapporto con l’eucarestia che è la nostra salvezza, che è il pane per la vita del mondo. Contemplare Cristo crocifisso significa vedere l’amore di Dio che si sacrifica per me, ed è un invito a fare altrettanto nel donare e nel diffondere l’amore”. È stato quindi il col. Farruggio a sottolineare l’importanza della celebrazione del precetto pasquale nella comunione e condivisione: “Qui attingiamo quelle energie per servire la nostra comunità, quelle energie che servono per svolgere il nostro lavoro con il cuore e il buon senso, nel migliore dei modi a servizio del bene comune”. E. L. ALVIANO. A tre mesi dall’inizio dell’Anno mariano Il rosario ci fa sentire Chiesa T re mesi sono trascorsi dall’inizio dell’Anno mariano ad Alviano, che hanno portato il rosario nelle famiglie con grande partecipazione. “Questi appuntamenti stanno divenendo veri eventi - spiega Luca Regoli. - In questi primi tre mesi hanno preso parte alla recita del rosario più di 2.000 persone. Ogni incontro è un appuntamento in cui, oltre alla preghiera, le persone si fermano a parlare e a confrontarsi su tematiche varie, dalla vita alla fede. Inoltre stiamo arricchendo l’Anno mariano da tanti piccoli o grandi momenti comunitari, concerti, testimonianze, catechesi”. Paola Barberi dà la sua testimonianza ricordando come “questo inizio di Anno mariano parrocchiale ci ha fatto riscoprire la bellezza della comunità, di essere Chiesa. È una preghiera semplice, che in queste sere sta unendo bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani nello stare insieme tra loro, con Maria e Gesù. Mettendo insieme gioie, tristezze, fatiche, conquiste, amicizie, preoccupazioni, desideri, progetti, speranze, delusioni, incomprensioni, facendoci sentire tutti meno soli e parte di qualcosa di più grande. Sono sicura che ciò che conta non sono quanti rosari abbiamo detto, quante volte la mente durante la recita ha vagato altrove: in fondo il pensiero va sempre a persone care, a preoccupazioni, e forse è un modo anche questo di pregare nella preghiera. Credo che l’importante sia esserci e provare a ritagliarci nelle nostre strapiene giornate una mezz’ora per il nostro rapporto con Lui, grazie a Lei”. “Infine - aggiunge - credo che ci siano tante maniere per partecipare in modo proficuo a quest’Anno mariano parrocchiale: uno comunitario e uno più personale, come unirsi in preghiera da casa, recitare una decina ogni tanto, leggere una pagina in più di Vangelo, partecipare a una messa infrasettimanale, pregare invece di arrabbiarsi per una situazione che non ci va giù, una confessione in più...”. Per Pasqua inoltre, sabato 19 aprile alle ore 21 ritrovo presso la chiesa delle Rondini e alle 21.30 partenza tradizionale fiaccolata animata dai ragazzi della Gifra e dai giovani; ore 22 Veglia pasquale con celebrazione della messa. “Sarà ancora possibile dire mamma e papà? La famiglia al tempo della questione antropologica” è il tema dell’incontro che si terrà domenica 13 aprile alle ore 16.30 presso la sala convegni del Museo diocesano, promosso dal movimento Manif pour tous Italia. Interverranno Jacopo Gucciardi coordinatore Lmpt “Terni”, Gianfranco Amato presidente Giuristi per la vita, Assuntina Morresi Comitato nazionale bioetica, Simone Pillon consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari. ❖ IST. LEONINO Concerto di Pasqua In occasione della Pasqua, l’istituto Leonino con il patrocinio del Comune e della diocesi, organizza un concerto del gruppo vocale “Giovanni Francesco Anerio”, composto dagli studenti della scuola diretti dal maestro Luca Garbini. Il concerto si terrà martedì 15 aprile alle ore 21 a palazzo Gazzoli a Terni. Un evento con scopo benefico per il completamento delle dotazioni multimediali dell’istituto Leonino. INCONTRI IN DIOCESI VENERDÌ 11 APRILE, ore 17, sala parrocchiale San Francesco, incontro in preparazione alla Pasqua dell’associazione Maestri cattolici, il gruppo Insegnanti in laboratorio, l’associazione Salesiani cooperatori e la Commissione pastorale familiare: “Educare è dare vita” a cura di don Humberto Bravo, salesiano. SABATO 12, ore 11, Terni, Sant’Antonio, messa per gli studenti dell’istituto Leonino presieduta dal vescovo Ernesto Vecchi. Ore 18, Terni, San Matteo, Giornata della gioventù diocesana, con veglia della celebrazione delle Palme. DOMENICA 13, ore 10.45, Terni, cattedrale, il Vescovo presiede la celebrazione della domenica delle Palme. Ore 16, Terni, Acciaieria, celebrazione in fabbrica in preparazione alla Pasqua. MARTEDÌ 15, ore 10.30, Narni, il Vescovo presiede la celebrazione in preparazione alla Pasqua per i lavoratori dell’Alcantara. MERCOLEDÌ 16, ore 17 in cattedrale di Terni, messa crismale con benedizione degli oli sacri: il sacro crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi. GIOVEDÌ 17, ore 18.30 in cattedrale di Terni messa in “Coena Domini” presieduta dal Vescovo, in cui si ricorda l’istituzione dell’eucaristia da parte di Gesù nell’Ultima Cena e la lavanda dei piedi. VENERDÌ 18, ore 18.30 nella cattedrale di Terni il Vescovo presiede la celebrazione della Passione del Signore. Ore 21, Terni, processione del Cristo morto dalla chiesa di San Francesco alla cattedrale di Terni. LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo 24 BREVI ❖ PASQUA Il Vescovo con i bambini Una benedizione pasquale caratterizzata dall’allegria, dai colori, dalla simpatia e curiosità dei bambini della scuola Sant’Antonio di Assisi che venerdì 4 aprile hanno ricevuto la visita del Vescovo e del parroco don Cesare Provenzi. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale presente l’assessore all’Istruzione Francesco Mignani. Accolti dalla dirigente scolastica Tecla Bacci e dalle altre insegnanti del plesso, i piccoli allievi hanno salutato con partecipazione i graditi ospiti, in particolare il Vescovo che, prima dell’aspersione, ha sottolineato il valore dell’acqua e la sua importanza quale “segno di vita”. Poi lo scambio degli auguri e dei piccoli doni pasquali realizzati dai bambini che hanno allietato l’incontro con applausi e canti. ❖ PREMIO LETTERARIO A Vittorio Cimino Una nuova lusinghiera affermazione ha premiato le fatiche letterarie di Vittorio Cimino (n. Casalnuovo di Napoli, 1926) residente in Umbria dal 1960, attualmente inserito ed attivo a Bastia Umbra. Con il suo recente romanzo autobiografico Il peso del silenzio - Viaggio nella memoria è stato classificato all’ottavo posto della graduatoria del premio letterario nazionale organizzato a Rende (Cs) dall’associazione Gueci (derivazione del nome del padre della fondatrice, Guerino Cittadino, morto per malasanità nel 2003) al quale hanno partecipato 740 autori di tutta Italia valutati da una giuria che ha selezionato i 30 finalisti. Il patrocinio dell’Unesco ha conferito particolare rilevo alla manifestazione, giunta alla sua terza edizione. ❖ S. M. DEGLI ANGELI/1 Direttivo della Pro loco A seguito della tornata elettorale avvenuta alla presenza dell’assessore comunale Moreno Massucci, si è insediato il 20 marzo il nuovo Consiglio direttivo della Pro loco di Santa Maria degli Angeli che ha ratificato la conferma alla presidenza Moreno Bastianini, alla vice presidenza Adelio Tacconi e Marcello Betti, e nel compito fondamentale di tesoriere Lanfranco Martelli. Collaboreranno nella gestione del dinamico sodalizio altri 9 consiglieri, tra i quali alcuni esordienti, mentre la funzione di addetto stampa sarà condiviso tra Lollini Elisa e Tacconi Maria Elena. ❖ S. M. DEGLI ANGELI/2 Tornano le carrozzelle Con recente delibera della Giunta municipale di Assisi sono state accolte due richieste di attivazione di un servizio di piazza a trazione animale. Torneranno quindi in funzione le carrozzelle tanto amate dai turisti nel secolo scorso, ma la novità risulterà gradita anche ai residenti, specialmente a coloro che per motivi anagrafici non hanno mai provato il piacere di una passeggiata insolita e suggestiva cullata dal battito ritmico degli zoccoli. ❖ ASSISI Visite dal Caucaso I ministri degli Esteri degli Stati caucasici dellìOssezia del Sud (David Sanakoev) e dell’Abkhazia (Viacheslav Chirikiba) sono giunti ad Assisi in visita ufficiale e sono stati ricevuti nella residenza municipale dall’assessore Francesco Mignani, che non ha mancato di sottolineare l’importanza dell’incontro quale occasione di interscambio culturale e commerciale. ❖ AUTISMO Giornata mondiale Nella serata del 2 aprile, i monumenti di Assisi (Rocca maggiore e facciata della basilica superiore di San Francesco) e di Bastia Umbra (Rocca baglionesca e Conservone di via San Costanzo) sono stati illuminati di luce blu in adesione al progetto internazionale “Light it up blue” lanciato in tutto il mondo per richiamare l’attenzione sul problema dell’autismo e sulla necessità di interventi adeguati alla gravità del fenomeno. a cura di Pio de Giuli VENERDÌ 11 APRILE 2014 Rivoluzione nella “Chiesa” ACLI. Il circolo “Ora et labora” di Fossato di Vico tiene l’assemblea a Fonte Avellana, con una meditazione del priore L’ annuale assemblea per l’approvazione delle linee programmatiche e del bilancio del circolo Acli “Ora et labora” di Fossato di Vico, come è ormai tradizione da lunghi anIl tavolo dei pertecipanti all’assemblea ni, è stata l’occasione per una riflessione ben più profonda e meno contingente. Teatro dell’iniziativa, l’eremo di Fonte Avella- mentato, tanto che “occorre un risvena, lo scorso 30 marzo. glio e una riflessione di tutta la Chiesa, Anche per questo, a guidare l’iniziativa occorre un nuovo sentire, un nuovo deè stato il priore don Gianni Giacomel- siderio”. li, che è stato protagonista di una ri- Non si può che convenire, osserva il flessione che, prendendo spunto dall’e- priore di Fonte Avellana, sull’invettiva sortazione Evangelii gaudium di Papa di Papa Francesco contro l’economia Francesco, è giunta a delineare quella dell’esclusione e l’idolatria del denaro, che, a livello ecclesiale, si sta delinean- contro il consumismo che svuota di do come una “rivoluzione” che supera ogni dimensione umana l’oggetto da perfino il Concilio Vaticano II. possedere e lo trasforma in reale fetici“Il grande rischio del mondo attuale - è smo. Il cristiano, al contrario, non può l’esordio dell’esortazione apostolica -, prescindere dalla dimensione umana di con la sua molteplice e opprimente of- ogni sua azione. Anche la Chiesa, di paferta di consumo, è una tristezza indi- ri passo, deve prendere le distanze netvidualista che scaturisce dal cuore co- tamente da ogni possibile compromesmodo e avaro, dalla ricerca malata di so con tale ideologia disumanizzante. piaceri superficiali, dalla coscienza iso- “Siamo nel pieno di una rivoluzione lata”. Ma il tempo contemporaneo – os- non violenta, pacifica - osserva don serva don Giacomelli – mostra anche Gianni - ma determinata a resettare il una realtà ecclesiale ugualmente tor- modello di Chiesa vecchia e arcaica fondato sul ministero pietrino”. Non una rivoluzione “di facciata” ma un cammino comune, che vede la Chiesa muoversi, in primo luogo, tramite le sue associazioni, specie quelle che fanno leva sul volontariato e sul servizio, verso quelli che sono “gli scarti” di questa società di consumismo disumanizzante, vale a dire le vittime dell’economia del profitto: i precari, i disoccupati - specialmente i giovani - e i pensionati”. “Questi saranno, in primo luogo, gli obiettivi dell’azione pastorale della Chiesa. Un organismo che dovrà rinunciare al suo verticismo e al suo gerarchismo, per tornare a essere la chiesa con la ‘c’ minuscola”. La chiesa degli ultimi e per gli ultimi, ha concluso don Giacomelli. Pierluigi Gioia GUALDO TADINO. Due “zoccolanti” all’inseguimento di un ladro N on puoi farla a un frate, recitava un antico proverbio toscano. Ed è andata proprio così a Gualdo Tadino, ma non con un frate, bensì con due: per la precisione, padre Mario ed Emidio, i due francescani che risiedono da qualche anno all’interno del convento della Santissima Annunziata, più comunemente conosciuto come “gli Zoccoianti”. Sabato scorso, mentre uno dei due si dedicava ai lavori dell’orto, un uomo - risultato poi essere un pregiudicato già noto alle forze dell’ordine per vari furti - si è introdotto nella chiesa e quindi in sagrestia, dove, dopo aver rovistato, è riuscito ad appropriarsi di un portafogli con un centinaio di euro all’interno. Messo in allarme dalla presenza della bicicletta, il frate è rientrato Il convento degli “Zoccolanti” in fretta dall’orto in sagrestia, ha scoperto il furto e ha dato l’allarme al confratello, mentre l’uomo si dileguava in bicicletta. A questo punto, dopo aver DIOCESI. Anniversari don Brunacci e mons. Goretti Doppia memoria N asceva nel 1914 don Aldo Brunacci, e nel 1929 il vescovo emerito Sergio Goretti: entrambi nello stesso mese e nello stesso giorno, il 2 aprile. Tale coincidenza ha suggerito un ricordo dei due personaggi nel corso di una messa officiata presso la cappella di “Casa Papa Giovanni” in Assisi dall’assistente spirituale don Luigi Merli. Lo stesso celebrante, nell’intervento letto ai presenti, ha menzionato la generosità di don Aldo volta soprattutto a perseguitati e sofferenti, la sua fede cristallina, la squisita cultura, la lungimiranza testimoniata dalle opere volute e realizzate. Altrettanto significative le parole destinate al vescovo emerito Goretti, particolarmente impegnato nell’organizzazione della Giornata interreligiosa del 1986, fautore delle unità pastorali, “pur non sempre riuscendo in questo intento”, concretamente partecipe al tragico evento del terremo- to del 1997, coerente e concreto nella promozione della carità e della solidarietà. Gli articoli destinati da don Luigi - su incarico dell’allora vicario mons. Orlando Gori - al vescovo Goretti in occasione del 25° di episcopato e del 50° di sacerdozio evidenziano inoltre i rapporti “premurosi” con l’intero presbiterio, confermati nell’ultima lettera pastorale. Era “titubante” Goretti per la nomina episcopale, così ha riferito il celebrante, ma venne incoraggiato da Giovanni Paolo II in prima persona. La rievocazione del presule trova pieno riscontro nell’opuscolo curato da p. Giovanni Raia intitolato Sergio Goretti, vescovo e padre, essenziale nel contenuto, reso agile anche grazie a un sapiente corredo di piccole foto, introdotto dalla presentazione del vescovo Sorrentino e concluso da una affettuosa testimonianza di don Cesare Provenzi. Francesco Frascarelli avvertito i carabinieri, i due frati si sono dati all’inseguimento dell’uomo, mentre i carabinieri facevano la stessa cosa. L’inseguimento ha dato i suoi frutti, visto che alla fine il pregiudicato è stato intercettato dai carabinieri mentre tentava di allontanarsi lungo la statale Flaminia, ed è finito in carcere. Dopo tanti personaggi della finzione letteraria e cinematografica, insomma, anche nella realtà tonaca e saio nascondono, spesso, un buon fiuto da detective. Pie. Gio. ❖ GUALDO TADINO Easp ridimensionato, anzi a rischio chiusura “L’ accordo di programma tra Comune di Gualdo Tadino, Regione Umbria e Asl n. 1 sulla destinazione dell’ex ospedale Calai è da considerarsi, allo stato attuale, niente più che carta straccia, e l’Easp rischia, nella migliore delle ipotesi, un forte ridimensionamento se non addirittura la chiusura”. Lo ha denunciato il consigliere regionale Udc Sandra Monacelli. A seguito di un colloquio con il direttore generale della Asl, è venuta a conoscenza dell’intenzione dell’Azienda sanitaria di dare seguito a quanto previsto dalla programmazione 20142016 del Prina (Piano regionale integrato per la non autosufficienza). L’ospedale di Branca diventerebbe così l’unica sede comprensoriale per la Residenza sanitaria assistenziale (Rsa), oggi presente sul territorio in strutture come l’Easp di Gualdo. “È - ha concluso Monacelli - una situazione esplosiva per la città, già fortemente gravata dalla crisi economica e sociale, che vedeva nella riapertura del Calai una luce per il proprio futuro. Tra l’altro il trasferimento della Rsa all’ospedale Branca indebolirà il nosocomio stesso, il quale si vedrà diminuire i posti-letto fino al limite imposto dalla legge, rischiando così esso stesso un grave ridimensionamento. Ciò porterà anche alla soppressione del servizio di guardia medica nei comuni Gualdo Tadino, Gubbio e Scheggia, unitamente a quelli di vaccinazione e prelievo”. Marta Ginettelli LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo VENERDÌ 11 APRILE 2014 @ [email protected] 25 ASSISI. Nasce l’Associazione notai cattolici. Presto ad Assisi anche il primo Convegno BREVI ❖ BASTIA/1 Settimana santa Un momento dell’incontro presso l’Istituto Serafico di Assisi dove si è costituita per atto pubblico notarile l’Ainc,Associazione italiana notai cattolici Notai al servizio della gente I l 5 aprile presso l’Istituto Serafico di Assisi si è costituita per atto pubblico notarile l’Ainc, Associazione italiana notai cattolici. Si è trattato di un duplice evento: è la prima associazione che vede il notariato di uno dei Paesi latini perseguire finalità e obiettivi ispirati ai valori cristiani. Inoltre, questa è l’associazione costituita per atto pubblico in Italia con il più alto numero nella storia di partecipanti all’atto notarile. Oltre 300 notai provenienti da ogni parte d’Italia hanno partecipato di persona o per procura. L’iniziativa è nata dal bisogno di creare nuove sinergie tra il mondo cattolico e il mondo del notariato. Le numerose adesioni testimoniano l’enorme entusiasmo animato da notai di fede cattolica, pronti a “uscire” dai loro uffici per andare incontro alla gente. “Si respira che questa iniziativa nasce con una chiara ispirazione - ha dichiarato mons. Domenico Sorrentino - in cui persone come voi non hanno nessuna remora e nessun imbarazzo a presentarsi con il grande dono della fede”. Obiettivo principale dell’Ainc è dare vita ad un’organizzazione stabile e costante che possa giorno per giorno essere attivo nel tessuto delle relazioni tra il mondo notarile e il mondo cattolico. “La disponibilità del mondo notarile - ha dichiarato il notaio Roberto Cogliandro, promotore dell’iniziativa - a scendere tra la gente è il momento in cui il notaio si sveste da una sorte di forma arcaica che lo tiene dietro la scrivania, e tramite le Conferenze episcopali regionali offre un segnale tangibile di vicinanza e disponibilità. A tal fine gli associati saranno impegnati in attività di consulenza notarile non solo alle istituzioni ecclesiastiche, ma alle persone e alle famiglie proprio nelle loro parrocchie. L’associazione curerà la promozione di iniziative sociali d’ispirazione cristiana, senza trascurare la promozione del coordinamento tra le organizzazioni laicali cattoliche proprio perché, in un periodo storico di crisi sociale ed economica, è necessario creare nuove sinergie e rendere testimonianza attraverso gesti tangibili”. Tra le iniziative in programma, il I° Convegno nazionale di notai cattolici si terrà ad Assisi il 9-10 maggio, sul tema “Valori cristiani, etica e notariato a sostegno della famiglia”, al quale prenderanno parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio nazionale del notariato M. D’Errico, il prof. A. Marini, presidente emerito della Corte costituzionale e componente del Consiglio supuperiore della magistratura, R. Bonanni segretatio Cisl, il prof. A. Riccardi, il prof. A. Giannola, l’economista C. Passera, il card. G. Bassetti, mons. D. Sorrentino, M. Milone, direttore di Rai Vaticano. Dalla costituzione dell’Ainc un gesto tangibile a favore dell’ambiente: è stato un evento a impatto zero, in coerenza con i valori che ne hanno portato alla costituzione, tra i quali la custodia del creato. Marta Ginettelli La parrocchia di S. Michele Arcangelo in Bastia Umbra rende noto il programma delle celebrazioni della Settimana santa. Domenica 13 aprile: alle ore 10.45, presso le Benedettine, benedizione delle palme con una breve processione fino alla chiesa parrocchiale e messa alle ore 11. Alle 15 nella chiesa parrocchiale inizieranno le Quarantore. Lunedì 14 aprile: ore 21 celebrazione comunitaria della confessione. Giovedì 17 aprile: ore 21 lavanda dei piedi; seguirà una breve processione con il Santissimo Sacramento dalla chiesa parrocchiale fino alla chiesa di S. Rocco, dove ci sarà l’adorazione fino a mezzanotte. Venerdì 18 aprile: ore 21 celebrazione della morte del Signore; seguirà la processione per le vie del paese. Sabato 19 aprile: ore 22 Veglia pasquale. Domenica 20 aprile (Pasqua del Signore): ore 17 messa vespertina e poi in piazza Mazzini la “Rinchinata”; seguirà la processione. ❖ BASTIA/2 Papa benedice prima pietra La prima pietra della nuova chiesa della parrocchia di San Marco di Bastia Umbra è stata benedetta da Papa Francesco. Mercoledì 9 aprile, a margine della consueta udienza, una delegazione della nostra diocesi, guidata da mons. Domenico Sorrentino, ha incontrato il Pontefice proprio per fargli benedire la prima pietra della futura chiesa che verrà costruita in zona XXV Aprile. Ad accompagnare il vescovo c’era anche mons. Marcello Bartolucci, originario di Bastia, per diversi anni parroco a Valfabbrica e ora segretario della Congregazione per le cause dei santi. Insieme a loro anche il parroco don Francesco Santini e un pullman di pellegrini di Bastia, che aspettano con emozione l’avvio dei lavori del nuovo edificio religioso in una zona in forte espansione demografica. “Questo incontro - ha commentato il vescovo mons. Sorrentino rappresenta un momento di speranza per questa comunità che è cresciuta nelle sue relazioni ma ora ha bisogno di una struttura adeguata. Con la benedizione del Santo Padre speriamo di andare avanti con speditezza nella realizzazione della chiesa e del centro parrocchiale”. ❖ BASTIA/3 Dolci per la Caritas BASTIA. “Censimento” della parrocchia nell’Ottocento È Antonio Mencarelli stato ultimato e verrà presto consegnato alle stampe il nuovo lavoro del prof. Antonio Mencarelli, scrupoloso e apprezzato studioso di storia locale, nonché ricercatore universitario a Perugia. Si tratta di un’indagine a tutto tondo in merito al censimento pontificio della parrocchia di Bastia Umbra nell’anno 1853, in quella che allora era chiamata la parrocchia di S. Croce e S. Michele Arcangelo. La comunità parrocchiale contava 406 famiglie mentre il totale degli abitanti era di 2.379. C’era una Collegiata, cioè un gruppo di 10 sacerdoti, il cui capo era il parroco con titolo di priore. Il censimento riveste una grande importanza nel campo de- mografico, economico, sociale, toponomastico. I nomi di alcune vie, ad esempio non esistono più, come la via Papale, che andava dalla chiesina di S. Rocco allo sbocco in piazza dell’Aggiunta (che oggi costituisce il tratto urbano di via Roma), oppure la via Solitaria, un tratto che metteva in comunicazione la circonvallazione a partire dal campo del Mercato fino alla Porta romana. Si possono conoscere i mestieri, la condizione delle famiglie. Molti risultano gli “esposti” provenienti dall’ospedale degli orfani di Perugia; tante le vedove, le persone di condizione povera. Particolarmente estesa la campagna, dove vivevano le famiglie con numerosa prole, coloni, braccianti e piccoli possidenti. Interessante conoscere i cognomi, o scomparsi o restati nel tempo. R. B. Iniziative di solidarietà Caritas a Bastia Umbra ancano pochi pomeriggio 12 aprile e rigiorni alla Pamarrà aperta fino a qualsqua. Gli operatoche giorno dopo la Pasqua, ri della Caritas parrocchiaseguendo i seguenti orari: le di Bastia sono in continei giorni festivi si potrà vinuo movimento per orgasitare, prima e dopo le cenizzare attività finalizzate lebrazioni liturgiche e in a sostenere le numerose riquelli feriali, di pomerigchieste d’aiuto che giungogio, dalle ore 15.30 fino alno dalle famiglie che si le 19. La Caritas, in collatrovano in situazioni disaborazione con i ragazzi giate. Si è appena conclusa dell’Operazione Mato la Festa del dolce, organizGrosso, invitano la comuLa parrocchia di Bastia zata dai giovani della Canità a venire alla “pesca”, rità, il cui ricavato va a suppoiché acquistando un biportare le necessità delle povertà locali. glietto, da un lato, si possono vincere meTerminata un’iniziativa, un’altra se ne sta ravigliosi premi, e dall’altro si può compredisponendo: la Pesca di solidarietà, piere un gesto di fraternità verso i più biche è organizzata con i ragazzi dell’Ope- sognosi. razione Mato Grosso. La pesca, collocata Il salvadanaio Caritas, altro segno imporpresso il fonte battesimale, aprirà sabato tante, consegnato ai bambini, ragazzi del M catechismo dell’iniziazione cristiana e alle loro famiglie potrà essere riportato il Giovedì santo. La somma che verrà raccolta è destinata per il progetto Javarì in collaborazione con la Caritas diocesana. È attivo il Centro di distribuzione indumenti per bambini fino a 12 anni circa, situato in via dell’Arco, a Bastia. In questo punto, la Caritas distribuisce vestiario per neonati, carrozzine, passeggini per coloro che ne facciano richiesta, per aiutare le molte famiglie con bambini che si trovano a vivere in condizioni economiche di precarietà. Altra iniziativa considerevole è quella prevista per domenica 27 aprile. In tale giornata è programmato un pranzo di solidarietà insieme all’Unitalsi al Centro San Michele. Chi volesse partecipare, può contattare la Caritas. O. S. La parrocchia S. Marco Evangelista in Bastia organizza la Festa del dolce. La Caritas invita tutti a preparare un dolce che sarà offerto per raccogliere fondi da destinare alle famiglie in difficoltà di Bastia. Il dolce (senza panna né creme) dovrà essere portato sabato 12 aprile, dalle ore 14.30 in poi, nelle sale adiacenti alla chiesa di San Marco. I dolci saranno venduti domenica 13 all’uscita delle messe del mattino, fuori dalla chiesa. ❖ ROTARY Concerto delle Palme Rispettando una tradizione iniziata nel 1996, il Rotary club di Assisi offrirà alla città e ai suoi ospiti, nella serata di sabato 12 aprile (ore 18, sala della Conciliazione), il “Concerto delle Palme” con l’eloquente sottotitolo “Musiche e poesia per la pace in Medio Oriente”. L’evento, organizzato, come nelle precedenti 15 edizioni, dalla valente musicologa Paola Maurizi, socia del club e docente presso il Conservatorio di Perugia, avrà come protagonista il coro Città di Bastia diretto dal maestro Piero Caraba, docente e direttore del Conservatorio di Perugia, ideatore dell’articolato palinsesto che comprende 12 brani musicali che spaziano dal Cinquecento ai nostri giorni (con lo Stabat Mater dello stesso maestro Caraba). Al vasto repertorio musicale del coro - accompagnato da Ilaria Ronchi (flauto) e Agnese Menna (violoncello) sono abbinate, per le voci recitanti di Federica Ascioti e Simone Marcelli, letture tratte dal libro Contro il fanatismo di Amos Oz, scrittore e saggista nato a Gerusalemme nel 1939, e brani poetici dei maggiori poeti palestinesi e dell’italiano Alfonso Ottobre. Da questa polifonica antologia, nata dalla calibrata fusione di preghiera (aperta dalla struggente invocazione del Salmo 55) e poesia, verrà espresso il dolore per l’assenza di pace e l’anelito a un mondo migliore. (Pio de Giuli) LA VOCE Gubbio @ 26 [email protected] BREVI ❖ GIOVANI - AC Incontro sul tema giovani e famiglia Sabato 12 aprile, alle ore 16.30 nei locali della chiesa della Misericordia in via Baldassini, si terrà un incontro-dibattito, organizzato dall’ufficio diocesano Pastorale sociale e lavoro, presieduto da Matteo Andresini, in collaborazione con l’Università Cattolica Sacro Cuore, il servizio di Pastorale giovanile e l’Azione cattolica, sulla questione giovani e famiglia. Interventi di Rita Bichi, docente dell’Università Cattolica e di Paolo Montesperelli dell’Università di Perugia. ❖ UMBERTIDE/1 Tre grandi della canzone italiana Tre serate tra musica e teatro per omaggiare tre personaggi che hanno fatto la storia della canzone italiana: Paolo Conte, Ivan Graziani e Rino Gaetano. Sono i “Tributi” che l’Accademia dei Riuniti e il Comune di Umbertide hanno promosso per venerdì 11 e giovedì 24 aprile alle ore 21.15 al teatro dei Riuniti. La rassegna è una novità assoluta, finalizzata ad approcciare il teatro in maniera inusuale e mira ad essere riproposta con cadenza annuale. Per informazioni e prenotazioni, tel. 075 9412697. ❖ UMBERTIDE/2 I celebri “bronzetti” andranno a Santa Croce Sono stati presentati in anteprima presso il museo di Santa Croce i famosi bronzetti di Monte Acuto, figure dalle forme antropomorfe e animali risalenti al VI-IV secolo a.C., rinvenute durante gli scavi avvenuti tra il 1986 e il 1995; andranno ad arricchire il Museo mediante la realizzazione di un’apposita sezione archeologica. I bronzetti costituiscono soltanto una piccola parte della collezione di reperti archeologici oggi conservata presso la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria che, nel prossimo autunno, sarà collocata a Santa Croce insieme ad altri reperti risalenti all’epoca romana. (F. C.) Ci ha restituito un tesoro GUBBIO. Allo studioso François Dolbeau il premio Bandiera 2014 I l rapporto di un popolo con il suo santo patrono: è stato questo il filo conduttore della consegna al prof. François Dolbeau, studioso e ricercatore francese di fama internazionale, dell’edizione 2013 (la ventottesima in ordine di tempo) del premio “Bandiera Gubbio”. Il prestigioso riconoscimento, istituito dal gruppo Sbandieratori con l’avallo della civica amministrazione, viene riservato alla città a quanti hanno contribuito a valorizzarne il patrimonio di storia, arte, cultura e tradizione che trova nella “bandiera” sintesi e documentata testimonianza. Dolbeau ha meritato il riconoscimento per aver scoperto nel 1977 nella Biblioteca universitaria di Bologna la Vita di sant’Ubaldo scritta dal priore tifernate Giordano, coevo del patrono di Gubbio. Un documento fondamentale a lungo inseguito, tradotto da don Angelo Fanucci e pubblicato dalla famiglia dei Santantoniari nel 1979. “Sono felice - scrisse allora Dolbeau di aver riportato l’attenzione sulla biografia eccezionale di un santo eccezionale” che “ha lasciato a noi moderni un quadruplice messaggio: di concordia all’interno della città, di resistenza contro i nemici esterni, di compassione verso i malati, di liberazione nei confronti degli ostaggi”. Il premio gli è stato consegnato dal prof. Da sinistra: il prof. Sebastiani ed il prof. Dolbeau in Piazza Grande a Gubbio con gli Sbandieratori Dolbeau ha meritato il riconoscimento per aver scoperto nel 1977 nella Biblioteca universitaria di Bologna la “Vita di sant’Ubaldo” scritta dal priore Giordano Giuseppe Sebastiani, fondatore e anima degli Sbandieratori, mentre la motivazione “per averci restituito la parte più preziosa del nostro spirito” è stata letta dal dirigente comunale Raul Caldarelli, in rappresentanza del commissario Maria Luisa D’Alessandro, impossibilitata a intervenire. La cerimonia è stata introdotta da un brano di “Lume della fede” eseguito dai Cantores beati Ubaldi, cui ha fatto seguito un efficace saluto del prof. Sebastiani, un’efficace presentazione del prof. Cesare Mirabelli (premio Bandiera 2006), presidente emerito della Corte costituzionale, che è riuscito a descrivere con efficacia la personalità del premiato. Da parte sua Dolbeau si è detto onorato del riconoscimento, così come ha gradito la nomina a presidente onorario del Centro studi ubaldiani conferitagli nei locali attigui alla basilica del Patrono, presenti il vescovo Ceccobelli, l’emerito Bottaccioli, il rettore Panfili, il presidente dei Santubaldari, Minelli, lo studioso prof. Barbi. “Da nessuna parte - ha commentato Dolbeau - ho trovato lo stesso affetto che gli eugubini nutrono per il loro Patrono”. Giampiero Bedini DIOCESI. Orari dei riti della Settimana santa a Gubbio e a Umbertide Q ui di seguito i riti della Settimana santa a Gubbio e Umbertide. GUBBIO - con il Vescovo - 13 aprile domenica delle Palme, ore 10.45 cappella Ranghiasci (Piazza grande), benedizione dei rami di ulivo, processione al duomo e messa. 16 aprile: Mercoledì santo, ore 18 cattedrale, messa crismale. 17 aprile Giovedì santo, ore 18 chiesa di San Giovanni, messa nella Cena del Signore e adorazione eucaristica fino a mezzanotte. 18 aprile Venerdì santo, chiesa di San Domenico, ore ❖ GUBBIO Il Coro della Madonna va finalmente dal Papa Nel 1963 due studenti universitari di Lettere classiche, Franco Salciarini e don Angelo M. Fanucci, ricostituirono il “Coro della Madonna”, il gruppo che durante la processione del Cristo morto canta il bellissimo Miserere vicino alla “Madonna delle sette spade”. Da quel momento il prof. Salciarini ne prese la direzione e lo portò ai livelli di perfezione che oggi conosciamo. Nel 2013 si doveva celebrare il cinquantenario di quell’evento: secondo gli accordi presi con la Prefettura della Casa Pontificia, il Coro della Madonna ne avrebbe cantato un versetto durante l’udienza di Papa Benedetto XVI nella sala Nervi: il Papa lo avrebbe poi ripetuto in italiano e commentato. Questo doveva accadere il 13 marzo 2013, ma prima di quel giorno, il 28 febbraio Papa Benedetto aveva rinunciato al Papato; e proprio quel giorno, il 13 marzo, veniva eletto Papa Francesco. Quod differtur non aufertur (quello che si rinvia non viene cancellato): così il 2 aprile 2014, alle 3 del mattino, un nutrito gruppo di cantori è partito da Gubbio per essere puntuale all’incontro con Papa Francesco, nell’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. Al Papa gli eugubini hanno donato una “battistrangola” e un cd con l’intero canto appassionato, il canto di Davide peccatore pentito. Nel pomeriggio il Coro della Madonna si è trasferito a Santa Maria Maggiore, accolto dal card. Ennio Antonelli, dove ha eseguito per intero il Miserere. Grande commozione: era anche l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale del Cardinale. VENERDÌ 11 APRILE 2014 17.30 celebrazione della Passione del Signore; ore 19 processione del Cristo morto da S. Croce (con la novità introdotta nell’itinerario: il “giro” dell’edificio scolastico anche per rendere omaggio ai 40 Martiri). 19 aprile Sabato santo, ore 22 cattedrale, Veglia pasquale nella notte santa. 20 aprile domenica di Pasqua, ore 11.15 cattedrale, messa solenne. UMBERTIDE, 13 aprile, domenica delle Palme: a Cristo Risorto ore 9.30, al UMBERTIDE. Convegno organizzato dall’Aimet Energia e cittadinanza L a Azienda intercomunale metano (Aimet) ha organizzato nei giorni scorsi al museo Santa Croce di Umbertide il convegno “Aimet incontra il territorio. Il ruolo dell’operatore energetico e la responsabilità sociale dell’impresa”. La Aimet è una società pubblico-privata che si occupa della vendita di gas metano e, dallo scorso anno, anche di energia elettrica, e che oggi è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 10.000 clienti. Nata nel 2002 per volontà dei “Comuni soci” di Umbertide, San Giustino e Montone, dal dicembre 2012 ha visto l’ingresso di un socio industriale, Italtrading spa, soggetto tra i 10 maggiori player nazionali nel settore energetico. Grazie al nuovo assetto societario, Aimet è riuscita a potenziare l’offerta ai clienti e ad ampliare il territorio di riferimento. Il convegno è nato come occasione di confronto e riflessione sugli sviluppi futuri dell’approvvigionamento energetico, facendo proprio lo slogan di Expo Milano 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” ed essere un momento di incontro tra i vari soggetti interessati, a diverso titolo, alle politiche energetiche. All’iniziativa hanno partecipato Matteo Baldelli e Patrizio Nonnato, rispettivamente presidente e amministratore delegato Aimet, Fabrizio Longa amministratore delegato Gruppo energetico italiano, Marco Locchi sindaco di Umbertide, Wladimiro Boccali presidente Anci Umbria, Giampiero Giulietti deputato, Gianluca Rossi commissione Finanza e tesoro del Senato; ha coordinato i lavori il giornalista del Tg Uno Alessio Zucchini. Al termine degli interventi, una partecipata tavola rotonda, alla quale sono intervenuti associazioni di categoria e rappresentanti del tessuto imprenditoriale umbertidese. Fabrizio Ciocchetti Parco Ranieri, Collegiata a San Francesco alle ore 11, e a Santa Maria alle ore 10.30. 17 aprile, Giovedì santo, ore 18 a Cristo Risorto e San Francesco, 20.30 a Santa Maria. Veglia di preghiera interparrocchiale: San Francesco ore 22. 18 aprile, Venerdì santo, liturgia della Passione e preghiera universale della Chiesa a San Francesco alle 17; alle 20.45 processione del Cristo morto. Il 19 aprile, Sabato santo, nel pomeriggio, in tutte le parrocchie si terranno le confessioni e la solenne Veglia pasquale alle ore 23 a San Francesco e Cristo Risorto, alle 21.30 a Santa Maria. Venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 aprile le “40 ore” nella chiesa di San Francesco. Gubbio Il Vescovo rilancia l’ipotesi Lumsa G razie alla collaborazione tra diocesi, Comune di Gubbio, Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, sembrano riaprirsi prospettive interessanti per una significativa presenza in città della Lumsa Libera università Maria Santissima Assunta, riprendendo un progetto impostato da anni che ha come sede il complesso di San Domenico in Mons. Ceccobelli piazza San Martino. Mercoledì mattina il vescovo mons. Mario Ceccobelli si è incontrato a Roma con la prof.ssa Carmela Di Agresti, madre generale delle Missionarie della Scuola, l’Ordine religioso che ha istituito la Lumsa, fondato a Gubbio dalla venerabile Luigia Tincani nel 1924, proprio nel quartiere di San Martino dove ha avuto la casa madre fino al 1954. Mons. Ceccobelli ha illustrato nella circostanza un articolato progetto elaborato dalla diocesi con l’apporto dell’ufficio Beni culturali. Un colloquio dal quale pendono grandi aspettative. LA VOCE SPAZIOCSI VENERDÌ 11 APRILE 2014 ‘Sussidia’ per il bene comune C’è il presidente del Coni Tanti i progetti nei quali Sussidia è impegnata in favore delle famiglie e degli immigrati di lavoro e di formazione, messo a conoscenza famiglie e giovani coppie circa contributi, sgravi fiscali e agevolazioni e altre possibilità offerte da parte di Regione e Comuni. Sussidia si è impegnata a collaborare alla stesura di progetti rivolti ai giovani con il progetto “Coworking & start up”, alla stesura di progetti per le famiglie e cittadini migranti con “Family Village”, ha prospettato interventi anche a favore di anziani con “I colori della sicurezza” e con “Terzo tempo”, così come e sul tema della fruizione culturale con “Maratona della cultura”. Nella prospettiva di impegno che abbiamo delineato, superando i particolarismi di ogni singola associazione, con Sussidia viene posposta una raccolta fondi attraverso un unico codice fiscale (C. F. 94146010544) con l’obiettivo di mitato - territoriale o regionale che sia - il consulente è fondamentale, serve ad orientare e a ricordare costantemente la direzione e stare vicino alle persone. Il Csi valorizza la dimensione spirituale anche nelle finali nazionali e interregionali e regionali, garantendo la messa e l’ ascolto e lettura del Vangelo. La Chiesa abbia il coraggio - continua don Alessio - di fare propria anche la scelta dello sport tra le varie attività pastorali. Allo stesso tempo, chi propone lo sport in parrocchia si senta parte della Chiesa. Negli itenerari sportivi del Csi, starebbe bene più attenzione pastorale ed ecclesiale per capire che non si è parte di una “società sportiva” ma di una comunità più grande. Secondo passo verso le finali L e finali regionali rappresentano il secondo passo per le squadre che mirano alle finali nazionali degli sport di squadra. Partecipano di diritto alle finali regionali i vincitori dei campionati territoriali e le miglior classificate della classifica “fair play”. Particolare da sottolineare, la coppa Fair Play (“gioco corretto”), che tiene conto sia della media punti sia delle sanzioni accumulate dalla squadra. Da alcuni anni la Presidenza regionale ha deciso di svolgere le finali in modo residenziale, scegliendo location che, oltre ad avere ottimi impianti sportivi, siano anche luoghi con un valore culturale, paesaggistico e spirituale ❖ DAL PAPA ❖ CSI UMBRIA CSI nazionale: seminario per riflettere sui gruppi sportivi e sul farsi missionari in parrocchia N BREVI DAL CSI A oggi, si sono registrati sul sito www.societasportivedalpapa.org (scaricando l’apposito pass) più di 14.000 persone per l’evento del 7 giugno a Roma con il Papa. L’obiettivo è arrivare a quota 30 mila. L’infopoint è attivo presso la segreteria Csi Umbria il martedì e il giovedì dalle ore 17 alle 20 in strada Bellocchio San Faustino 22/A, Perugia, tel. 075 5156071. S egli ultimi giorni di marzo si è svolto a Roma il seminario per riflettere sui gruppi sportivi in parrocchia e sul farsi missionari in parrocchia. Promotore don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Csi. Ecco alcune sue riflessioni sullo sport come mezzo di educazione, e sui rapporti tra sport e parrocchie. Secondo don Alessio, per essere educativo lo sport deve mettere al centro il ragazzo e non l’atleta. Il ragazzo che vuole e deve crescere. Bisogna rivedere il concetto di agonismo, che deve esserci, ma non deve essere scambiato con “vittoria a tutti i costi”. La più grande vittoria è guardarsi alle spalle ed essere consapevoli di aver dato tutto, il massimo. Nel rapporto con le parrocchie, e all’interno del Co- [email protected] 27 Superata quota 14.000 L’associazione nata da Csi Umbria, Azione cattolica di Perugia, Acli provinciali di Perugia: come funziona u iniziativa dell’Azione cattolica diocesana di Perugia, insieme alle Acli provinciali di Perugia e al Centro sportivo italiano - Comitato regionale è stata costituita l’associazione Sussidia (www.sussidia.eu). Sussidia si ispira ai principi della dottrina sociale della Chiesa e si pone come scopo quello di “dare le gambe” al bene comune, perché non resti un principio ispiratore generale, ma diventi una prassi consolidata da promuovere e realizzare all’interno del nostro tessuto comunitario e territoriale. Pensiamo che essere concreti oggi significhi informare, comunicare, condividere, contribuire a nuove forme di progettualità sociale e lavorativa. Pensiamo che significhi soprattutto partecipare con l’altro le proprie risorse per metterle a disposizione del bene di tutti. Quel bene, che è di tutti e di ciascuno, va individuato a partire dalla lettura della realtà e delle sue urgenze, che mutano al mutare del contesto. In questo primo anno il nostro impegno si è rivolto al mondo del lavoro, con una particolare attenzione alla condizione giovanile; si è rivolto alla famiglia e alla persona, con particolare riferimento a quelle più fragili. Una campagna di comunicazione continua attraverso il nostro profilo Facebook: ha veicolato, settimana dopo settimana, opportunità @ aggiunto. Ecco spiegata la scelta di Cascia e Roccaporena di quest’anno, mentre l’anno scorso era stata scelta Norcia. Le finali a carattere residenziale permettono agli atleti di vivere due giorni in stretto contatto e di passare da avversari ad amici, pur contendendosi la vittoria finale. Due giorni che permettono anche far conoscere meglio (dove fosse necessario) il progetto e le finalità del Csi. I campioni regionali rappresenteranno l’Umbria alle finali interregionali, che quest’anno si svolgeranno a Tortoreto l’1-2 giugno. Le finali vedranno la partecipazione dei campioni regionali di Lazio, Marche, Abruzzo e Molise. I vincitori approderanno alle finali nazionali: un percorso tortuoso e impegnativo, come d’altronde la vita di tutti i giorni, ma al tempo stesso pieno di soddisfazioni, divertimento, gioco e fede. L’attività non finisce qui: in tutti i Comitati territoriali umbri ripartono i campionati; in alcuni le iscrizioni sono tuttora aperte. I tornei accompagneranno le squadre fino alla pausa estiva, perché solamente attraverso un attività continuativa e seria si ottengono i risultati che il Csi si prefissa, ovvero educare attraverso lo sport; e lo sport è per tutti, più o meno dotati, bravi e meno bravi. Tutti hanno il diritto al gioco, e per tutto l’anno. C. M. realizzare un Fondo unico per erogare finanziamenti e contributi alle buone idee di bene comune. Abbiamo voluto superare la visione classica del 5xmille, rendendolo uno strumento di redistribuzione di risorse non a uno specifico target, né tantomeno ad uso esclusivo delle associazioni affiliate, ma in favore di buona occupabilità, progettualità sostenibili per definire una nuova mappa del bene comune. Siamo ancora in attesa di conoscere l’entità del contributo dell’anno 2013, ma sappiamo che l’88% di esso andrà a beneficio di molti, secondo criteri di trasparenza e di merito. Invitiamo fin da ora ogni singolo e le altre associazioni laicali a contribuire a questo progetto, consapevoli che, se ognuno sosterrà il bene di tutti, questo si trasformerà in bene comune. Alessandro Moretti Il Presidente del Coni regionale, Domenico Ignozza, sarà presente sabato 12 aprile alle ore 10 al Palatennistavolo di Terni per i Campionato nazionale Csi di tennistavolo, e successivamente si sposterà a Cascia per presenziare alle Finali regionali degli sport di squadra del Csi Umbria. ❖ CITTÀ DI CASTELLO Festa della famiglia Si è svolta a Città di Castello nella giornata del 6 aprile la manifestazione sportiva per le famiglie organizzata da Pastorale familiare e Csi, “Famiglie in festa - La partita più bella”. Le gare (pallavolo, pallacanestro, hockey su prato, corsa a piedi e con i sacchi) si sono svolte alla Cittadella dello sport “Belvedere” dalle ore 9.30 in poi. Alle ore 12, restando all’aperto e approfittando delle tribune della pista di atletica, si è celebrata la messa presieduta da mons. Domenico Cancian, ricordando nell’occasione il ritorno al Padre di don Luigi Guerri. Diverse le famiglie che hanno partecipato all’evento con i propri figli; si è rimasti soddisfatti di questo appuntamento, proponendo di ripeterlo e dedicarlo proprio a don Luigi. 28 LA VOCE EVENTI IN UMBRIA CIVITELLA D’ARNA Domenica 13 aprile, ore 21, Civitella d’Arna, La mì passione in dialetto perugino: La Passione di Cristo come era recitata nella campagna perugina. Lo spettacolo, che ha carattere itinerante, sarà messo in scena dal “Gruppo teatrale Arna” con la partecipazione di oltre 50 tra attori e figuranti. VALLO DI NERA Domenica 20 aprile, ore 10, colazione di Pasqua in piazza San Giovanni con salumi, formaggi, uova sode, frittate, pizze di pasqua dolci e salate, uova di cioccolata. FOLIGNO Sacra rappresentazione a Fiamenga Settimana santa in Umbria La Passione di Gesù viene ancora rievocata in molti paesi della regione con rappresentazioni in costume e la partecipazione della comunità della Santa Spina è visitabile durante tutto il pomeriggio presso la Chiesa Collegiata. Il borgo in questa giornata propone atmosfere medievali tra mercatini ed arcieri, dame e cavalieri. MONTEFALCO Domenica 18 aprile, ore 21, a Fiamenga, processione penitenziale e Sacra rappresentazione, “Tentato in ogni modo, rimase fedele” (cfr Ebrei, 2,18), dramma sacro in otto quadri. Tra le manifestazioni di antica tradizione religiosa e popolare legate al Venerdì Santo, quella di Fiamenga ha sempre avuto una vasta risonanza e un forte richiamo. La sua origine risale al 1867, quando l’allora parroco padre Benedetti introdusse la Processione della Penitenza nella notte del Venerdì santo. Dal 1974 la processione cominciò ad essere integrata da una Sacra rappresentazione ideata e diretta da Francesco Fratini con la partecipazione di alcuni giovani del paese. È stato inoltre creato un centro di documentazione del dramma sacro. Ogni anno, con scenografie e testi diversi, il dramma viene riproposto. Venerdì 18 aprile, ore 21, chiesa di San Bartolomeo, rievocazione della Passione - Sacra Rappresentazione. Drammatizzazione di alcune scene della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Al termine, recita della Lauda di Jacopone da Todi, “Pianto della Vergine”. Sabato 19 aprile, ore 22.30, chiesa di San Bartolomeo, Gloria del Cristo Risorto, rievocazione di una antica usanza di tradizione religiosa e popolare. La notte del Sabato Santo, al Gloria della messa della veglia pasquale, la stupenda statua lignea settecentesca del Cristo Risorto, tra scoppi di mortaretti e squilli di trombe, irrompe improvvisamente nella chiesa che, come d’incanto, si incendia di luci mentre si sciolgono Confraternite. Gli ostiari attendono al difficile compito di spalancare, con perfetto sincronismo, d’un colpo, i battenti della grande porta della chiesa. SPELLO “Alleluia Pascha nostrum” a Spello Venerdì 18 aprile, ore 20.30, Collegiata Santa Maria Maggiore, “Alleluia Pascha nostrum” - Via Crucis d’autore. In occasione della tradizionale processione del Venerdì santo, il centro storico si trasforma in un unico spazio espositivo. Le 14 stazioni della Passione del Cristo ispirano artisti nazionali ed internazionali dando vita alla mistica e suggestiva Via Crucis d’Autore giunta alla sua XVI edizione con la direzione artistica del maestro Elvio Marchionni. Quest’anno per la prima volta sarà accompagnata da canti processionali medievali. Rappresentazione sacra Visitatio Sepulchri Domenica 20 aprile, ore 17.30, chiesa S. Maria Maggiore, la processione del Cristo Risorto sarà accompagnata da brani vocali processionali medioevali. Al termine la sacra rappresentazione “Visitatio Sepulchri” all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore. COLLEVALENZA Domenica 13 aprile, ore 16, e venerdì 18, Piazzale antistante la Basilica dell’Amore Misericordioso, sacra rappresentazione, in costume, il 13 dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e il 18 della via Crucis che terminerà con la Crocifissione e Resurrezione. CITTÀ DELLA PIEVE MONTONE Lunedì 21 aprile, a partire dalle ore 10.30, a Montone, celebrazioni per la rievocazione storica della Donazione della Santa Spina. Si comincia con la Lettura del proclama del Gran Gonfaloniero, a cui seguirà l’arrivo del conte Braccio Fortebraccio e dei suoi soldati a cavallo e corteo storico della Donazione della Santa Spina, accompagnato dai tamburi e le chiarine del Castello. Il reliquiario VENERDÌ 11 APRILE 2014 Parte del centro storico di Montefalco le campane di tutti i campanili della città. La statua del Cristo viene portata a spalla, di corsa, fino ai piedi dell’altare da uomini che indossano i camici e le cappe delle Domenica 20 e lunedì 21 aprile alle ore 16 - 19 - palazzo Orca, Via Roma, XXIV Edizione dei “I Quadri Viventi”. Nel suggestivo scenario dei sotterranei di Palazzo Orca, vengono rappresentate le scene salienti della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. Alla luce soffusa di torce e candele, circa 40 figuranti interpretano sei “Quadri Viventi”’ incentrati su: “L’Ultima Cena”, “L’Orto del Getsemani”, “L’Ecce Homo”, “La Flagellazione”, “La Pietà sul Cristo Morto”, “La Resurrezione”.