www.umbriaradio.it
1,10 euro
CONTIENE I.P.
N. 14
Periodico settimanale - Poste
Italiane S.p.A.
Spedizione in Abbonamento
Postale D.L. 353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1,
DCB Fil. di Perugia Uff. A/P GIOR-
Venerdì
11 Aprile 2014
NALE LOCALE ROC
l’editoriale
il fatto
Fecondazione eterologa,
i veri problemi in gioco
di Elio Bromuri
I
giudici della Corte costituzionale bocciano la
norma contenuta nella legge 40 del 2004 secondo
cui era proibito usare la fecondazione eterologa.
Ciò significa che una coppia sterile può ricorrere a
un donatore esterno per avere un figlio. Sono dieci
anni che si discute e si combatte su fronti opposti su
questa legge in generale, e su questa norma in
particolare. Non entro nei particolari, che non mi
competono e nei quali non saprei districarmi. Da
quello che ho letto, posso trascrivere che da questo
momento sarà possibile ricorrere a donatori di
ovociti e spermatozoi quando uno dei due partner è
sterile. Sarà lecita l’ovodonazione; qualsiasi uomo
fertile potrà donare il proprio sperma. La sentenza
ha valore di legge e non è oppugnabile: non potrà
essere di nuovo annullata. Tale decisione vale per
tutti i cittadini italiani che hanno problemi di
sterilità. I primi a sollevare il dubbio di
costituzionalità della procreazione eterologa sono
stati gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini,
legali del procedimento di Firenze, che hanno
seguito 17 casi su 29, rispettivamente segretario
dell’associazione “Luca Coscioni” e docente
dell’Università di Firenze. Sembra che la prossima
battaglia che sarà ingaggiata contro la legge 40 sarà
per l’abolizione del divieto di fare ricerca sugli
embrioni. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin
intanto prende tempo, in attesa di verificare le
conseguenze che tale sentenza potrà portare in
concreto, e le modalità con cui potrà essere adottata
la pratica della procreazione eterologa, per quanto
ad esempio riguarda l’anonimato del donatore
esterno, che si concretizza nella domanda se i bimbi
nati abbiano diritto a conoscere i veri genitori.
Questo tipo di problemi scalda i dibattiti, che poi si
allargano e vanno a toccare altri temi della sfera
della sessualità, affettività, procreazione. C’è un
clima di rincorsa su questi temi, esaltati e
sbandierati come grandi conquiste di libertà,
liberazione dai tabù, emancipazione, esaltazione di
vittorie di civiltà, conquiste di potere, aumento della
sfera dei diritti... Manca un qualche accenno al
diritto dei figli, ad esempio sapere da quale ceppo
biologico si proviene, in quale utero ci si è formati e
quindi chi siano i “veri” (biologici) genitori. Non dice
la scienza medica che conoscere i propri antenati
aiuta a conoscere se stessi, per tutto il patrimonio
genetico, tendenze, malattie, durata della vita? Un
tale faceva il calcolo: mio padre è vissuto 96 anni e
mia madre 80... Siamo nel campo dell’empirico,
evidentemente, ma scivoliamo in un ambito freddo,
asettico, forse meno umano, poco umano,
disumano? Penso che, anziché grida di vittoria da
una parte, e lamentele e rivalse dall’altra, si
dovrebbero affrontare questi temi con sobrietà e
modestia, come ricorsi di necessità per difetti,
sofferenze, mancanze, frustrazioni, e quindi
cercando in molti casi soluzioni ponderate. È
sempre una sconfitta quando un difetto della natura
costringe a snaturare un processo perdendo
qualcosa della natura stessa. Non si tratta quindi di
condannare alcuno, ma di introdurre una mentalità
diversa nel campo dei diritti e delle pretese, perché
il limite del comportamento umano non sia eluso
con superficialità, e non ci si presti a soddisfare
speculazioni e interessi economici.
DIOCESI PERUGIA
StarCup: riparte
il torneo di calcio
degli oratori
17
DIOCESI CASTELLO
Gli insegnanti di
Religione dicono
“gioie e dolori”
18
Questa domenica inizia la celebrazione della Pasqua con il rito delle Palme. Ci
accostiamo al Mistero con una riflessione liturgica di padre Viola sulla Croce,
anticipando la “novità” del Giovedì santo di Papa Francesco, e dando uno sguardo agli
eventi della Settimana santa in Umbria
2 - 9 - 28
13
Parola a...
Mons. Benedetto
Tuzia offre una serie di
commenti a margine del
recente Convegno nazionale della Caritas sulle nuove
“periferie” sociali
Elezioni europee
3
Contro la disaffezione al voto
e il populismo anti-Ue scendono in campo i Vescovi del
Continente e l’associazione
laicale “Iniziativa dei cristiani
per l’Europa”
TODI
Libro di Debora
Bartolini contro la
tratta delle donne
20
Università
Inaugurazione dell’anno
accademico: le linee guida
del magnifico rettore
Moriconi, le risorse offerte
dal ministro dell’Istruzione
Stefania Giannini
5
La Voce / Umbria Radio
Trent’anni fa il nostro settimanale iniziava il nuovo
corso e nasceva la radio cattolica regionale. Se ne parlerà
al Festival internazionale del
giornalismo
7
DIOCESI TERNI
Veglia dei giovani
in vista della Pasqua
e della Gmg
23
FOSSATO DI VICO
Le Acli in assemblea
e meditazione a
Fonte Avellana
24
GUBBIO
Va a François
Dolbeau il premio
Bandiera 2014
26
LA VOCE FEDE&CULTURA
2
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Si conclude con l’aspetto liturgico la serie di riflessioni sulla
Croce proposte da esperti in preparazione al Venerdì santo
“Santo che soffri,
Dio che ci sai deboli”
L’
altare interamente
spoglio, senza croce,
senza luci, senza
tovaglie; le vesti liturgiche del
colore del sangue; il silenzio
dell’assemblea; la
prostrazione dei ministri: così
la comunità cristiana inizia la
celebrazione della Passione
del suo Signore. Tutto penetra
dentro di noi e scuote nel
profondo il nostro mondo
interiore: la forza austera della
pietra dell’altare, che lascia le
vesti della mensa per mostrare
la nudità del sacrificio; le vesti
intrise di quel sangue nel
quale il Figlio ha inaugurato il
mistero pasquale; l’intensità di
un silenzio che amplifica ogni
gesto e ogni parola; la
drammaticità del corpo nella
polvere della terra, a mostrare
fragilità, penitenza, supplica
intensa, consegna totale.
L’azione liturgica del Venerdì
santo si apre invitandoci a
fissare gli occhi del cuore
sulla Passione del Signore,
evento nel quale si concentra
tutta la storia. Di questa
celebrazione noi abbiamo
bisogno per vivere. Ungaretti,
contemplando l’orrore della
città di Roma devastata dalla
guerra, scrive: “Vedo ora nella
notte triste, imparo, / so che
l’inferno s’apre sulla terra / su
misura di quanto / l’uomo si
sottrae, folle, alla purezza
della Tua passione”. Il mistero
di questo giorno è dominato
dalla Croce perché non accada
che ci sottraiamo alla purezza
della Passione del Signore,
senza la quale il dolore del
mondo altro non sarebbe che
l’inferno sulla terra.
“Dentro” la Passione
Tre sono i momenti di questa
celebrazione: la liturgia della
Parola; l’adorazione della
santa croce; la santa
comunione. Non si tratta di
stare a guardare da spettatori
uno strano genere di
rappresentazione della
Passione: l’azione celebrativa
ci fa partecipi dell’evento della
morte di Gesù che si rende
presente. Ci viene anzitutto
Senza la purezza
della Passione del
Signore - dice il poeta
- il dolore del mondo
altro non sarebbe che
l’inferno sulla terra
annunciata una Parola che ci
permette di fare nostri scrutandoli “da dentro” - i
sentimenti di Gesù nella sua
Passione. È per noi una
possibilità inaudita: non si
tratta di immaginare lo stato
d’animo di Gesù, sperando
che i nostri cuori pietrificati
possano avvertire un qualche
coinvolgimento emotivo. La
Parola del quarto Canto del
Servo sofferente del profeta
Isaia ci permette di conoscere
da dentro il contenuto preciso
dell’obbedienza del Figlio. Per
questo ci impressiona la
perfetta corrispondenza tra
questa Parola e la descrizione
della Passione di Gesù, della
quale Giovanni ci mostra il
senso glorioso. Gesù
obbedisce alla Parola del
Servo versetto per versetto:
per questo si carica delle
nostre sofferenze e come
agnello condotto al macello
non apre la bocca. Torna alla
mente ancora il poeta: “Santo,
Santo che soffri, / maestro e
fratello e Dio che ci sai
deboli”. La compagnia che
Gesù ci offre con la sua
Passione è l’unica vera
consolazione capace di dare
senso al nostro dolore con il
suo amore: “D’un pianto solo
mio non piango più, / ecco Ti
chiamo, Santo, / Santo, Santo
che soffri”. Questa sua
solidarietà con noi peccatori,
al punto da imparare
l’obbedienza da ciò che patì
(cfr Eb 5,8), è la novità del
sacerdozio di Cristo, che come annuncia la seconda
lettura - è divenuto “causa di
salvezza eterna per coloro che
gli obbediscono” (Eb 5,9).
Sì, proprio adorazione
L’obbedienza di Gesù è,
dunque, la nostra forza, e la
Chiesa nel Venerdì santo ne
manifesta una piena
consapevolezza: per questo la
liturgia della Parola si
conclude con la preghiera
universale nella quale
invochiamo l’efficacia del
sacrificio di Cristo sulla
Chiesa e sul mondo intero.
Una esortazione indica
l’intenzione per la quale
pregare, a questa segue la
preghiera silenziosa
dell’assemblea che viene
raccolta dall’orazione del
sacerdote. Il silenzio orante
dell’assemblea è il respiro di
questa solenne preghiera della
Chiesa. Alla liturgia della
Parola segue l’adorazione
della santa croce. Il Messale ci
offre due possibilità: in
entrambe abbiamo una
progressiva ostensione del
“legno della croce al quale fu
appeso il Salvatore del
mondo”. La croce viene poi
offerta all’adorazione di tutti i
fedeli. Quando mai ci capita di
accostare alla parola “croce” il
verbo “adorare”? Tutti gli altri
giorni dell’anno usiamo il
termine “croce” come
sinonimo di disgrazia,
sfortuna, maledizione: il
Venerdì santo ci insegna ad
Papa Francesco all’adorazione della Croce nel Venerdì Santo del 2013
adorarla, cioè a riconoscere
nella nostra croce, in forza
della sua, il luogo della
glorificazione di Dio in noi.
Inginocchiarsi davanti al
legno della croce e baciarlo,
più che essere espressione
della nostra compassione per
le sofferenze di Gesù, è
l’adorazione stupita della sua
compassione per noi, che con
il suo amore fa nuove tutte le
cose, anche la nostra morte. Ci
viene dato di adorare - nelle
sue piaghe che lui ha preso da
noi - le nostre stesse ferite
divenute nel suo corpo
manifestazione dell’amore.
Amore che va gustato
In questo giorno, come nel
sabato che segue, la Chiesa
non celebra l’eucaristia ma
tiene fissi gli occhi del cuore
sul contenuto stesso
dell’eucaristia, vale a dire la
croce del Signore. Se il
Signore non avesse anticipato
nel pane spezzato la consegna
della sua morte, noi non
avremmo potuto
comprenderla. Senza il pane
spezzato, la morte in croce di
Gesù sarebbe rimasta per noi
il fatto aberrante della
condanna di un uomo giusto;
ma senza la sua morte, il pane
spezzato non sarebbe stato
altro che un rito vuoto. Per
questo abbiamo bisogno di
mangiare il suo Corpo
eucaristico che la Chiesa
custodisce dalla celebrazione
della Cena del Signore, per
gustare l’amore del suo dono
per noi. L’azione liturgica si
conclude con un’orazione sul
popolo carica di speranza:
“Scenda, o Padre, la tua
benedizione su questo popolo,
che ha commemorato la
morte del tuo Figlio nella
speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la
consolazione, si accresca la
fede, si rafforzi la certezza
della redenzione eterna”.
L’assemblea si scioglie in
silenzio, l’altare torna a essere
spoglio in attesa che nella
Veglia pasquale
l’acclamazione alla luce di
Cristo rompa il silenzio e
l’altare venga ornato come
tavola del banchetto per la
festa della risurrezione del
Signore, nel quale tutti noi
viviamo eternamente.
Padre Vittorio Viola, ofm
docente di Liturgia all’Istituto
teologico di Assisi,
coordinatore della
Commissione Ceu per la
liturgia
LA VOCE ELEZIONI EUROPEE
VENERDÌ 11 APRILE 2014
VERSO IL VOTO DI MAGGIO. L’appello dell’Iniziativa dei cristiani per l’Europa
All’Europa serve nuovo slancio
L’intento è
“contrastare la
disillusione” e
“diffondere fiducia e
speranza”. Creato
anche un sito internet
per sensibilizzare
sul tema
“S
tualità, con le delicatissime situazioni createsi in Ucraina e sulle
sponde mediterranee. Vi sono popoli - è il messaggio - “che rischiano la loro vita per godere dei
diritti e delle libertà di cui noi già
beneficiamo” e per questo, “l’astensione” dal voto di maggio “sarebbe una grave colpa morale”.
Nell’appello si sottolinea poi il valore della fraternità, che richiede
giustizia verso i più deboli, l’apertura internazionale (“no a un Continente indifferente alle miserie e
alle speranze del mondo”), la solidarietà verso i migranti, il rispetto
dell’ambiente.
Il documento - intitolato Per
un’Europa dei valori e della fraternità - è stato presentato da Jérôme Vignon a nome delle Semaines sociales de France (Settimane
sociali di Francia), e da Stefan Vesper del Zentralkomite der deutschen Katholiken (Comitato centrale dei cattolici tedeschi). Il testo
invita i cittadini Ue a sostenere il
disegno di costruzione dell’Europa unita, sottolinea la crescente
importanza dell’Europarlamento
nel processo legislativo e politico
dell’Ue, ricorda le attuali difficoltà
legate alla lunga recessione. L’appello ribadisce la necessità di
un’Europa “vicina ai cittadini”,
mette in guardia da una legislazione comunitaria incomprensibile per gli stessi cittadini, indica la
via di un altro modello di sviluppo
fondato sulla solidarietà.
“Infòrmati, ascolta, agisci” sono i
tre verbi che scandiscono l’organizzazione del sito web promosso
dall’Iniziativa dei cristiani per
l’Europa per “aiutare i credenti a
diventare soggetti responsabili e
protagonisti” nel processo di integrazione
europea.
Il
sito
(www.theeuropeexperience.eu)
s’intitola “The Europe Experience
- Get informed, get inspired, go
ahead!” ed è stato presentato da
Johanna Touzel, coordinatrice
del progetto, e da alcune personalità del laicato europeo. Alla presentazione era presente padre Patrick Daly, segretario generale della Comece, Commissione degli
episcopati della Comunità europea.
Una parte del sito - disponibile in
7 lingue - è di carattere informativo (Fatti un’idea delle politiche europee e pensa alle sfide che ne derivano); quindi figura una parte di
approfondimento (Confrontati con
la dottrina sociale cristiana e guarda come la pensano le Ong cristiane; vi sono riportati testi preparati
da un’équipe di teologi di vari Paesi europei); infine un angolo interattivo (Mettiti nei panni di un eurodeputato e fai le tue proposte).
In particolare l’attenzione si concentra su cinque grandi tematiche
inerenti le competenze Ue: politiche economiche e sociali; migrazioni e asilo; sostenibilità; politiche
per i giovani e la famiglia; l’Ue nel
mondo. Gli organizzatori hanno
espresso la possibilità che il sito diventi, al di là delle prossime elezioni, “un punto di riferimento stabile” per il confronto sul processo
d’integrazione, provando anche a
mettere in rete gruppi locali e associazioni nazionali di cristiani impegnati in campo culturale, sociale e politico”.
ì alla dimensione effettivamente europea dei
programmi elettorali, no
alle liste che prendono in ostaggio
l’Europa per egoistici fini nazionali. Sì a una seria analisi dei limiti
dell’Ue, no alle tentazioni populiste. Sì a una nuova comprensione
degli interessi nazionali”, ma al
contempo “sì a una identità europea che valorizzi le specificità nazionali e regionali”. Sono alcuni
dei punti fermi indicati nell’appello in vista delle elezioni per l’Europarlamento diffuso il 2 aprile a
Bruxelles dall’Iniziativa dei cristiani per l’Europa (Ixe), che raccoglie numerose organizzazioni
laicali di vari Stati.
L’intento, hanno spiegato i promotori, è di “contrastare la disillusione e lo scoraggiamento” che sono
stati alimentati dalla crisi, di
“diffondere fiducia e speranza” legate al progetto europeo, di mettere in guardia dai pericoli derivanti dai nazionalismi, dalla xenofobia e dai movimenti populisti che
si rafforzano in prossimità del voto di maggio.
Il palazzo della sede del Parlamento Europea di Strasburgo
Per l’Ixe, le “prossime elezioni
rappresentano
un’opportunità
concreta, alla nostra portata, per
domandare un nuovo soffio, un
nuovo slancio per l’Europa... È il
Parlamento europeo che incarna
direttamente i popoli. Competente
oggi sulla totalità delle politiche
dell’Unione, esso deve diventare la
voce della comune coscienza europea”. Il testo ricorda però che la
crisi ha portato l’Ue “sulla soglia
di una crisi esistenziale”, che si
evidenzia con modalità differenti,
legate fra l’altro alla mancanza di
lavoro da una parte, e dalla diffusione del populismo dall’altra.
Il documento richiama alcuni dati storici (fra cui gli anniversari
delle guerre mondiali e della caduta del Muro di Berlino) e di at-
Dichiarazione dei Vescovi Ue
O
ltre all’Ixe - vedi articolo qui sopra - anche i Vescovi europei
(Comece) hanno rilasciato una Dichiarazione in vista delle
prossime elezioni europee. Il testo completo lo si può leggere
sul nostro sito www.lavoce.it. La Comece invita gli episcopati dei
singoli Paesi dell’Ue a fare propria e rilanciare la Dichiarazione. Tra i
punti che essa sottolinea, l’“incremento della povertà per un grande
numero di cittadini” al punto che “la situazione è drammatica, per
molti addirittura tragica”. Per questo, a maggior ragione, “Noi Vescovi
europei chiederemmo che il Progetto europeo non venga messo a
rischio o abbandonato... Abbiamo troppo da perdere da un eventuale
deragliamento del Progetto europeo”. La Dichiarazione della Comece
elenca una serie di aree specifiche che dovrebbero calamitare
l’attenzione delle istituzioni Ue: il principio di sussidiarietà, il principio
di solidarietà, “una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto
della dignità umana” (“La vita umana deve essere protetta dal
momento del concepimento fino a quello della morte naturale”), la
famiglia, il fenomeno dell’immigrazione (“La responsabilità
dell’accoglienza e dell’integrazione... deve essere condivisa”),
l’ecologia, la libertà religiosa, la salvaguardia della domenica, la cura
degli anziani e le “nuove opportunità per i giovani”.
A Strasburgo “corro per la famiglia”
Il Forum delle associazioni
familiari propone ai candidati
alle elezioni Ue di firmare il
“manifesto” per la famiglia
“I
n qualità di candidato alle elezioni
europee, mi impegno a tener conto
sistematicamente delle necessità
della famiglia nel momento in cui dovrò
assumere decisioni politiche che abbiano
un impatto sulla società, al fine di rafforzare
l’istituzione familiare, per il bene
dell’Europa e nel pieno rispetto, oggi e in
futuro, del principio di sussidiarietà”. Sono
le prime righe del Manifesto per la famiglia
che la Fafce (Federation of Catholic Family
Associations in Europe: Federazione
europea delle associazioni familiari
cattoliche) lancia in vista delle elezioni per
il Parlamento europeo del 22-25 maggio.
Un documento in dodici punti che ribadisce
la centralità della famiglia nella società
europea e chiede, ai candidati
all’Assemblea Ue che lo sottoscriveranno,
un atteggiamento coerente, a tutela
dell’istituto familiare, basato sul principio di
sussidiarietà.
In Italia il manifesto è rilanciato dal Forum
delle associazioni familiari. Il presidente
Francesco Belletti spiega: “Dobbiamo
essere consapevoli che le decisioni prese a
Bruxelles sono di fondamentale importanza
anche per noi, per la nostra vita quotidiana.
Siamo convinti europeisti, e proprio per
questo desideriamo cambiare l’Europa
affinché l’Europa faccia gli interessi dei
popoli europei”. Il manifesto è diffuso
mediante una campagna paneuropea
intitolata “Vote for Family 2014 - Corro per
la famiglia, anche in Europa”. Lo scopo
dichiarato è “di incoraggiare i candidati a
sostenere e promuovere politiche a misura
di famiglia”. A chi ambisce a un posto a
Strasburgo viene chiesto di sottoscrivere il
manifesto per poi “impegnarsi a difendere,
se eletti, la famiglia basata sul matrimonio
tra uomo e donna e la vita dal
concepimento al termine naturale, a
riconoscere la famiglia come soggetto
sociale”, a “sostenere politiche di
conciliazione famiglia-lavoro”.
“La campagna - aggiunge Belletti - è
un’occasione per convincere i candidati che
i valori della famiglia e della vita sono
irrinunciabili per costruire un’Europa più
giusta, più solidale, più rispettosa dei diritti
della persona”. Il presidente del Forum
prosegue: “Vogliamo mandare” al
Parlamento Ue “persone che abbiano a
cuore un’Europa che parte dal basso, e che
riconosce che sono prima di tutto i cittadini
e le famiglie a costruire la società”. Dopo le
elezioni, spiega Belletti, dovrà essere
compito delle associazioni delle famiglie
non lasciar soli gli eletti, aiutandoli “a
perseguire questi obiettivi, ma anche
verificando che alla firma del manifesto
corrisponda poi un impegno concreto”. I
nomi dei candidati che sottoscriveranno il
manifesto verranno resi noti in tutta Europa
il 15 maggio in occasione della Giornata
internazionale della famiglia.
Gianni Borsa
3
ABAT JOUR
A cura di Angelo M. Fanucci
La Chiesa
in cammino
Così canta l’intitolazione
della Preghiera eucaristica
V/D: “La Chiesa in cammino”. Bene. Ma l’intestazione
aggiunge: “... verso l’unità”.
Come “in cammino verso
l’unità”? Ma non era già unita, la Chiesa, come diciamo
ogni domenica al termine
delle lettura: “Credo la
Chiesa una, ecc.”. Allora?
Continua il testo sacro: “Per
mezzo del tuo Figlio, splendore d’eterna gloria fatto
uomo per noi, hai raccolto
tutte le genti nell’unità della
Chiesa”. “Hai raccolto”: già
fatto. E grazie a questo fatto
compiuto, il Padre “continua a radunare in una sola
famiglia i popoli della Terra, e offre a tutti gli uomini
la beata speranza del Suo
regno”.
Occorre fare un passo indietro, e riprendere in mano
i testi del Concilio. Il Concilio ha introdotto distinzioni
fondamentali nel cuore della nostra comprensione del
mondo e della sua storia,
prima fra tutte la distinzione
fra Chiesa e Regno.
La Chiesa, oggi come mai
per il passato, è il pusillus
grex (piccolo gregge) del
quale ha parlato Gesù. Su
questo fatto ha influito molto la crescita esponenziale
della popolazione mondiale,
ma forse molto maggiore è
stato l’effetto della cultura
delle autonomie, che ha sottratto alla Chiesa competenze che ieri le venivano attribuite, visto che scelte diverse non erano possibili. Oggi
la filosofia, le scienze, la politica rivendicano un proprio ambito esclusivo e delle leggi proprie, che le autorizzano a parlare come parlano le realtà umane adulte.
Il Regno è tutt’altra cosa: il
Regno è la crescita complessiva della verità e del
bene, a qualsiasi titolo, nelle coscienze e nelle strutture; una crescita che il suo
spazio lo chiede innanzitutto alla coscienza di ogni uomo, e poi alle strutture che
lo accolgono.
La Chiesa è il cuore del Regno, ed è veramente Chiesa
solo quando ne provoca in
massimo grado la crescita
nella verità e nel bene. Da
lei si irradia la forza di Dio.
Il cui tragitto solo per una
minima parte è visibile,
mentre tutto il resto è un
percorso di tipo carsico, s’inabissa, riaffiora, s’inabissa
di nuovo… solo all’ultimo
tutto sarà chiaro.
In questo senso, grazie alla
natura carsica di gran parte
del suo percorso, la Chiesa
vive in funzione del Regno.
E aveva ragione la Preghiera V/C a concludere chiedendo al Padre una Chiesa
esemplare sul piano della
verità e della libertà, della
giustizia e della pace, ma
con una finalità precisa:
“Perché tutti gli uomini si
aprano alla speranza di un
mondo nuovo”.
La Chiesa in funzione del
Regno. E il cuore esce fuori
dall’archivio parrocchiale e
se ne va per il mondo cantando le lodi del Dio onnipotente nella misericordia.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
4
SetteGIORNI
AMMINISTRATIVE. Definiti
i cinque nomi in lizza
a cura di Enzo Ferrini
CALCIATORE TORNA IN
CAMPO DOPO TUMORE
“Dio mi ha fatto provare questa cosa per farmi scoprire il vero senso della vita”. La “cosa” è quella “pallina” (come la chiama lui) di
3 centimetri nel cranio. Un tumore benigno
che gli è stato rimosso all’ospedale di Perugia. Così tra qualche mese Carlo Vicedomini, giovane centrocampista del Castel Rigone (Seconda Divisione), dopo tante paure e
un intervento chirurgico di otto ore, potrà
tornare ad allenarsi e alla sua vita normale.
“Vorrei che la mia storia - ha detto ancora
Vicedomini - servisse anche a dare forza a
chi deve affrontare un problema di salute:
non bisogna lasciarsi travolgere dalla paura.
A me questa forza è venuta dalla fede e dalla mia famiglia”.
TRENI PUNTUALI,
UTENTI SODDISFATTI?
Parliamo ancora di ‘fede’, ma non religiosa.
Si può credere alle statistiche? Quelle di Trenitalia affermano che nel primo trimestre di
quest’anno, su 100 treni regionali umbri, 91
sono stati puntuali (nel 2008 erano 85) e che
sono soddisfatti del servizio (puntualità, pulizia, comfort) 85 viaggiatori su 100 (erano
70 nel 2010). Un resoconto fedele della situazione? La risposta a viaggiatori abituali e
pendolari.
SUPERSTRADE TRA
RITARDI E POLEMICHE
Dalle ferrovie alle strade. Per gli umbri, la
marcia di avvicinamento alle spiagge marchigiane è ancora lenta e faticosa. Il progetto “Quadrilatero”, per una spesa prevista
di più di due miliardi di euro, procede a singhiozzo. La superstrada Foligno - Civitanova
Marche dovrebbe essere completata nel
2015, mentre per la Perugia- Ancona (i cui
primi cantieri risalgono agli anni ’70 del secolo scorso) non ci sono neanche previsioni.
La situazione è stata illustrata dall’amministratore delegato della Quadrilatero, Eutimio Mucilli. I cantieri sulla Perugia-Ancona
sono fermi da tanto tempo dopo una serie
di vertenze legali e amministrative e per le
difficoltà finanziarie delle varie aziende che
si sono succedute nello svolgimento dei lavori. Per la E45 invece ci sarebbe il progetto
di trasformarla in autostrada. Non tutti sono daccordo, e si è anche formato un comitato (“No E45 autostrada”) per promuovere
una petizione popolare contro la trasformazione. Intanto però, mentre si discute,
qualcuno intervenga a tappare le buche!
SI VUOL PRIVATIZZARE
ISOLA POLVESE
Che bello il Trasimeno, con così tanta acqua
che non si vedeva da più di vent’anni! E allora è il momento di... cedere ai privati l’isola Polvese, perché la Provincia di Perugia
non ha più soldi “per gestire in proprio un
patrimonio di tale portata”. Parole dell’assessore provinciale Piero Mignini, il quale
ha annunciato che l’ente intende affidarne
la “gestione e l’uso” a privati per 21 anni,
con l’impegno di mettere in sicurezza una
serie di edifici e di realizzare opere - anche
impianti sportivi - per renderla più appetibile ai turisti. Sempre che con la riforma delle Province varata dal Parlamento il progetto di “privatizzazione” sia ancora realizzabile.
MULTATA PESCHERIA
A CAUSA DEL... LATINO
Una multa di 1.166 euro è arrivata al titolare di una pescheria di Foligno, che nel cartellino dei vari tipi di pesce in vendita aveva scritto solo il nome italiano e non quello
scientifico in latino. Violando così una normativa europea. Ma - si chiede il Corriere
dell’Umbria che ha pubblicato la notizia “chi è mai entrato in pescheria chiedendo
una Spaurus aurata (orata) o una Soleas vulgaris (sogliola)?”.
VENERDÌ 11 APRILE 2014
I candidati di Perugia
D
opo tante discussioni, il quadro dei
candidati per la carica di sindaco di Perugia
appare chiaro: in lizza ci
saranno Wladimiro Boccali (centrosinistra), Cristina
Rosetti (M5S), Urbano Barelli e Dramane Waguè
con le loro liste civiche e
Andrea Romizi (centrodestra). Sul nome di quest’ultimo, avvocato e consigliere comunale di Forza Italia, c’è stato l’accordo
tra le varie componenti del
centrodestra, rimasto un
po’ spiazzato dalla rinuncia di Corrado Zaganelli.
“Mi piacerebbe che nei
prossimi giorni – ha scritto Romizi sulla sua pagiPalazzo dei Priori sede del Comune di Perugia
na Facebook – non si parlasse tanto e solo del mio
nome, frutto di una difficile e accidentata convergenza tra parti, ma Per Romizi “Quello che
del progetto che da qui nasce. Quello che conta è la ferma e diffusa
conta è ciò che, pur consapevole dei miei
limiti, ho accettato di rappresentare: la volontà di rifondare Perugia,
ferma e diffusa volontà di tante persone di economicamente,
rifondare Perugia, economicamente, socialmente e culturalmente. Per questo ho socialmente, culturalmente”
deciso di esserci”. Lo sostiene apertamente l’on. Pietro Laffranco: “Una scel- Boccali è sicuro che la consultazione
ta congrua alla sfida del 25 maggio, allor- elettorale “non sarà un referendum su di
quando i cittadini dovranno decidere se me, bensì una scelta su quella che è la più
lasciare il capoluogo regionale al suo de- seria proposta per la città”. Rimarca l’imstino di irreversibile declino, conferman- portanza della candidatura di Perugia codo Boccali, oppure riaccendere la spe- me capitale europea della cultura. Il proranza di un nuovo rinascimento civile, vo- gramma con cui chiedere un secondo
tando l’alfiere del cambiamento, Romizi. mandato ai cittadini è in fase di stesura
Andrea, che dimostra il coraggio politico ma il sindaco uscente sottolinea la necesdella sfida qual è certamente la corsa per sità di realizzare opere molto importanti
diventare primo cittadino merita il soste- per far tornare a girare l’economia. Per il
gno di tutti coloro che amano Perugia”.
2015 lavoriamo per togliere la tassa di
soggiorno con il sostegno di Regione e Camera di commercio. Sempre per il bilancio 2015 ho in mente una revisione della
fiscalità in senso progressivo a favore delle categorie produttive. Ci sono le condizioni per un abbassamento della pressione fiscale già nel 2015”. Boccali intende
fare una campagna elettorale “non strabica, rivolta a tutti i cittadini”, segnata da
iniziative, assemblee e incontri diretti con
le persone e non sembra preoccupato dal
confronto con gli altri candidati.
Lancia una frecciata alla Rosetti: “Non vedo tanti elementi di novità – ha detto – se
uno fa attività politica mascherata dietro
un’associazione alimentata con fondi
pubblici”. Riferendosi a Romizi si limita a
dire: “L’ho sentito intervenire un paio di
volte in Consiglio comunale”.
E. Q.
Consiglieri regionali. Per i vitalizi oltre 3 milioni
di euro sottratti alle famiglie ed alle imprese
N
ell’ultima seduta del Consiglio regionale tenutosi il 1°
aprile, è stato approvato il
“Bilancio di previsione dell’assemblea legislativa regionale per l’esercizio finanziario 2014”, l’atto che stabilisce e indirizza la spesa pubblica
da parte di un organismo istituzionale importante per tutti i cittadini
umbri.
“Ma, ancora una volta - denunciano
in un comunicato Cisl regionale, Cittadinanzattiva e Libera Legambien-
te - come ormai avviene da molti anni, abbiamo dovuto registrare, nero
su bianco, che il Consiglio regionale
con risorse pubbliche frutto delle imposte e tasse pagate dai cittadini, ripianerà il fondo previdenza dei componenti l’Assemblea regionale con oltre 3.000.000 (tre milioni e oltre) di
euro.
L’importo esorbitante ed eccessivo,
rispetto ai contributi versati, dei Vitalizi non viene messo in discussione, nonostante le diecimila firme rac-
La sede del consiglio regionale
colte dalle nostre organizzazioni”.
“In Umbria, invece, - continuano regna l’immobilismo, non vi è nessuna volontà politica di legiferare per
riportare i vitalizi all’effettivo versato
dai Consiglieri”. “Denunciamo inol-
tre - prosegue la nota - che rispetto ai
3 milioni del 2014, nei prossimi anni
la spesa aumenterà di oltre il 20%,
grazie ad una legge che dice di abolire i vitalizi, ma, invece, aumenta la
spesa a carico dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. I Consiglieri
regionali devono percepire il vitalizio
rapportato all’effettivo versato, come
il resto dei cittadini italiani”.
“Le Associazioni scriventi - concludono - continuano a sentirsi impegnate
ed intraprenderanno altre strade per
raggiungere l’obiettivo di sconfiggere
il privilegio e destinare le risorse recuperate a finalità di interesse generale.
Regione. Presentati i dati del Rapporto
La formazione in Umbria
I
n Umbria, nel biennio 2011-2012,
sono circa 7mila i lavoratori, oltre
metà dei quali presenti in aziende in
crisi o in difficoltà, formati con gli
interventi di formazione continua di
Regione e Province. È uno dei dati del
secondo Rapporto sulla formazione
continua in Umbria, presentato nel
corso di un incontro nella sede
dell’Agenzia Umbria Ricerche, a Perugia.
L’obiettivo, è stato ricordato, è quello di
riportare le diverse componenti della
formazione continua realizzate in
Umbria, sia sul versante di quella
finanziata attraverso il Fondo sociale
europeo sia su quello dei Fondi paritetici
interprofessionali. Nel biennio 2011-2012
la programmazione della Regione
Umbria in materia di politiche formative
e occupazionali rivolte alle persone
occupate è stata fortemente influenzata
dalla presenza della crisi economica. La
Regione ha concentrato l’attenzione sulle
attività necessarie a contrastarne e
mitigarne gli effetti sia sui lavoratori che
sull’intero sistema economico e sociale
umbro. Sono 265 i corsi collettivi di
formazione continua conclusi nel
biennio di riferimento e gestiti dalla
Regione Umbria e dalla Provincia di
Perugia (quelli finanziati dalla Provincia
di Terni si sono conclusi nel 2010),
finanziati nel periodo tra il 2008 e il 2010,
i quali hanno riguardato 3340 lavoratori.
Sono state erogate 6027 ore di
formazione, concentrate principalmente
nel 2011 (5206). In prevalenza, si è
trattato di corsi per l’aggiornamento in
tema di salute e sicurezza del lavoro (il
20,4% del totale); seguono i corsi per
l’aggiornamento di competenze in
gestione e amministrazione aziendale
(17 per cento) e in assistenza all’infanzia
e servizi per i giovani (11,3 per cento). I
corsi o moduli formativi per i dipendenti
delle imprese interessate dagli
ammortizzatori sociali in deroga, con
frequenza obbligatoria, sono stati circa
1900 corsi e le partecipazioni sono state
circa 19000. I lavoratori coinvolti sono
stati 3704. Nel biennio di riferimento del
secondo Rapporto, analizzando le fasce
di età dei 3704 destinatari (provenienti
dalle 1987 unità produttive coinvolte in
richiesta di ammortizzatori sociali in
deroga), si rileva una presenza quasi
omogenea delle tre classi di età tra i 25 e
34 anni, tra i 35 e 44 anni e tra i 45 e i 54
anni, segno che la crisi ha colpito
principalmente e in modo indistinto dai
25 ai 54 anni. Dal punto di vista del
genere, non si hanno forti differenze: il
52,6 per cento sono uomini. La maggior
parte ha bassi titoli di studio. Sono quasi
700 le aziende che sicuramente hanno
visto i propri lavoratori partecipare alle
attività finanziate dai Fondi paritetici
interprofessionali, circa 2000 quelle che
hanno visto i propri dipendenti
partecipare alle attività di formazione
continua regionali e provinciali e “solo”
262 quelle interessate dalla cassa
integrazione in deroga. La pubblicazione
è disponibile “on line” nel sito
dell’Agenzia Umbria Ricerche (www.aurumbria.it).
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
VENERDÌ 11 APRILE 2014
❖ REGIONE
Fondi per i centri
di Perugia e Terni
Centro commerciale naturale e innovazione:
sono queste le chiavi di volta su cui scommette
un bando della Regione di prossima uscita,
con una dotazione di circa 2 milioni di euro,
per il rilancio del centro storico di Perugia e
Terni e delle imprese commerciali in esso
operanti. Per una ottimale gestione del bando
e degli interventi che grazie a questo
finanziamento (derivante dal FSC - Fondo
sviluppo e coesione) si potranno mettere in
campo è stata costituita una task-force
istituzioni-associazioni d’impresa, i cui
rappresentanti hanno sottoscritto
formalmente un protocollo d’intesa che è alla
base della successiva fase di collaborazione
operativa per la concreta creazione dei centri
commerciali naturali e che è stato presentato
in una conferenza stampa. La pubblicazione
del bando è prevista per i prossimi mesi - ma
fin da subito si lavorerà per dare attuazione al
programma di finanziamento. Una parte delle
risorse disponibili - che saranno equamente
divise tra i due capoluoghi - sarà destinata ad
investimenti di tipo innovativo messi in campo
dalle imprese commerciali. Un’altra parte
andrà invece a finanziare progetti e azioni
d’insieme del centro commerciale naturale
sempre attinenti all’innovazione e al concetto
di “smart city.
❖ SENATO ACCADEMICO
Ricevuto dalla Marini
e dal sindaco Boccali
Il Senato accademico dell’Università degli Studi di
Perugia, guidato dal Rettore dell’Università degli
Studi di Perugia, Franco Moriconi, come
consuetudine in occasione dell’inaugurazione del
nuovo anno accademico, è stato ricevuto nella
stessa giornata a Palazzo Donini dalla Presidenza
della Regione Umbria. Nel corso del cordiale
“brindisi” i rappresentanti delle due istituzioni
hanno sottolineato l’importanza e la positività delle
relazioni tra l’Università e la Regione Umbria e la
cooperazione che tra i due enti si è sviluppata
soprattutto in questi ultimi tempi per garantire
5
all’Umbria la centralità del ruolo dell’Ateneo nei
percorsi di formazioni degli studenti e dell’attività
della ricerca scientifica, anche in relazione al
sistema delle imprese umbre. La presidenza della
Regione ha manifestato al Rettore tutta l’attenzione
che la Regione ha verso l’Università ed ha inoltre
sottolineato quanto sia importante una università
autorevole e di alto livello per lo sviluppo
complessivo dell’Umbria. Il Senato accademico è
stato poi ricevuto dall’Amministrazione comunale
(presente il sindaco Boccali) si è parlato del
progetto comune di costruzione di una città
universitaria e di città-regione europea, in una
visione condivisa che metta a sistema le Istituzioni
locali, le due Università (degli Studi italiani e per
Stranieri) gli Istituti di Alta formazione e le altre
risorse del territorio.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI
All’inaugurazione
ufficiale del nuovo anno
accademico il rettore
Moriconi indica le linee
guida per il futuro
C’
è il senso forte della crisi, ma c’è anche, altrettanto forte, la determinazione al rilancio nell’inaugurazione dell’anno accademico 20132014 dell’Università degli studi di
Perugia. Sia nelle parole dell’ex
rettore dell’Università per Stranieri, ora ministro del Miur, Stefania Giannini, sia in quelle del rettore dell’ateneo perugino, Franco
Moriconi.
La crisi, si diceva, è l’immancabile punto di inizio di tutti i discorsi.
Cinquecentomila posti di lavoro
persi negli ultimi anni – ricordano
Giannini e Moriconi -, tre milioni
di disoccupati, nelle Università il
20% di iscritti in meno in dieci
anni e il boom di abbandoni (il
40% degli iscritti). Dati che fissano gli obiettivi imprescindibili del
futuro: in una parola, rinascere.
Il rettore Moriconi lo sottolinea
con forza: l’Università è il luogo
della cultura e del sapere su cui si
basa tutta la storia e la grandezza
dell’Europa, “è solo da qui che
possiamo ripartire: dalla fiducia
che dobbiamo ai giovani che si affidano a noi e dalla forza che ricaviamo dalle nostre ricerche”.
Come farlo? Il “magnifico” elenca
i vari punti della sua attività, ribadendo alcuni degli impegni chiave del suo mandato, già sottolineati dal pro-rettore Fabrizio Fi-
Il Ministro Stefania Giannini con il Rettore Franco Moriconi
di un Fondo minimo iniziale per la
ricerca di base, è
stato avviato un
a strada per rilanciare il mondo
processo di incendell’Università italiana c’è. Lo ha ribadito
tivazione per molcon forza il ministro Stefania Giannini nel suo
tiplicare la parteciintervento all’inaugurazione dell’anno
pazione dei riceraccademico. Le risorse ci sono: “Grazie ai Fondi
catori ai bandi eueuropei, con il cofinanziamento nazionale, ci
ropei”.
sono 55 miliardi di euro a disposizione della
Imprescindibile,
ricerca. Dobbiamo creare progetti per attirarli”.
infine, il legame
Tre gli ingredienti per farlo: ricerca,
con il mondo del
internazionalizzazione e mobilità. “Questa non
lavoro per trasferiè fuga dei cervelli, è arricchimento - ha
re i risultati della
ribadito -. Ai rettori dico: non abbiate
ricerca in concrete
timidezza, investite in mobilità, e il Ministero
attività produttive
sarà al vostro fianco”.
e occupazionali: “È
già stato stanziato
– sottolinea il magnifico – un primo
deciso – spiega il rettore – di de- sostanziale finanziamento per la
stinare il ricavato del 5 per mille realizzazione di quell’incubatore
per incentivare esperienze inter- d’impresa che aspettavamo da
nazionali dei nostri laureati più tanti anni, struttura essenziale per
meritevoli”. E poi i servizi: il ri- la tutela e la valorizzazione dei ritorno delle Segreterie nei rispetti- sultati della ricerca, per il suo travi dipartimenti, sconti sui traspor- sferimento al mondo delle impreti e un ambulatorio medico gra- se e dell’economia in generale,
nonché per l’impulso all’imprentuito per i fuori sede.
Sul fronte della ricerca, “oltre allo ditorialità e all’occupazione giostanziamento - spiega Moriconi -, vanile”.
Laura Lana
per la prima volta dopo vari anni,
“Le risorse ci sono”
L
gorilli nell’intervista a La Voce
della scorsa settimana. In primis,
la sinergia con la città. “Non mi
stancherò mai – sottolinea Moriconi – di promuovere l’idea di ‘Perugia città universitaria’ quale
progetto complessivo da realizzare con il concorso di tutte le istituzioni cittadine e territoriali. Proprio in questa direzione va il progetto di realizzazione nell’area
della Pallotta di una ‘città dello
sport’ che possa costituire nell’ambiente naturale che la circonda un punto di riferimento per le
attività sportive e ricreative, nonché di tutela della salute e del benessere”.
IN BREVE
❖ PUBBLICHE ASSISTENZE
L’associazione nazionale
festeggia i 110 anni a Spoleto
L’Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas) sabato 12
aprile torna a Spoleto per festeggiare i 110 anni dopo la fondazione
nella città umbra. Presso la Sala Consiliare del Comune di Spoleto
autorità locali di Regione, Provincia e Comune si ritroveranno
insieme alle delegazioni delle pubbliche assistenze provenienti da
tutta Italia per ricordare la fondazione del movimento di
volontariato che è oggi è il più grande d’Italia (876 pubbliche
assistenze e 90mila volontari). Dalle origini del volontariato delle
società operaie di Mutuo soccorso della fine dell’Ottocento alla
nascita della federazione nazionale Pubbliche assistenze, dal
decreto firmato da Vittorio Emanuele che nel 1911 dichiara la
Federazione nazionale pubbliche assistenze Ente morale, passando
per la chiusura delle associazioni durante il fascismo, i congressi, gli
interventi dei volontari durante terremoti e alluvioni, fino alla
riforma del sistema sanitario e l’obiezione di coscienza. “Centodieci
anni di vita sono una meta significativa per una libera associazione
di volontariato: attesta un’operosità nel tempo, è testimonianza di
valori vissuti e un momento propulsivo per reinterpretare un
cammino percorso”, dichiara il presidente di Anpas Fabrizio
Pregliasco. Anpas è un organizzazione di volontariato laica che si
occupa di soccorso e trasporto sanitario, protezione civile e
ambientale, servizi sociali, cultura e cooperazione internazionale.
Nata nel 1904 proprio a Spoleto (dove si svolse il primo congresso
delle Pubbliche assistenze, un evento che coinvolse tutta la
cittadinanza con manifestazioni culturali, turistiche e sportive) oggi
conta novantamila volontari attivi e quattrocentomila soci in tutte
le regioni d’Italia con l’ausilio di 7.333 mezzi.
I due pilastri
Il rettore, ovviamente, batte più
volte sui due pilastri dell’ateneo:
didattica e ricerca, studenti e docenti. Nel primo ambito, Moriconi
punta a rivedere l’offerta formativa sulla base delle esigenze concrete del mercato e della società,
come avvenuto per il nuovo corso
di laurea magistrale in Geologia
degli idrocarburi, totalmente in
inglese e organizzato in stretta
collaborazione con l’Eni, tanto da
aver avuto richieste di iscrizione
da ogni parte del mondo. Si punta
poi a incentivare l’internazionalizzazione del sapere. “Abbiamo
Celebrazione per studenti e docenti per l’inaugurazione
Messa all’Università
con il card. Gualtiero Bassetti
U
na nota caratteristica di Perugia è che
la sua antica, famosa e nobile Università degli Studi ufficialmente istituita
con bolla papale del 1308 celebra l’inizio dell’Anno accademico nella Chiesa dell’Università o Cappella universitaria. Questo avviene
da ben 56 anni, da quando l’illuminato rettore
Giuseppe Ermini tra le varie costruzioni e ricostruzioni di ambienti per la ricerca e la didattica delle varie facoltà fece edificare un’imponente aula magna, restituendo la chiesa alla sua funzione religiosa. Da allora nella Chiesa dell’Università hanno celebrato la messa di
inizio Anno accademico i vescovi Parente,
Lambruschini, Pagani, Antonelli, Chiaretti e
oggi Bassetti, e vi hanno partecipato i Rettori
Ermini, Dozza, Calzoni, Bistoni e oggi Moriconi. Questa storia i perugini la stanno recependo sia pure gradualmente e con fatica, legandosi affettivamente all’Università come ad
un bene prezioso e utile per la vita cittadina.
Nota caratteristica dell’inaugurazione di quest’anno è stata la messa celebrata dal cardinale. È la prima volta che l’inaugurazione avviene con un cardinale, accolto e applaudito dalle numerose persone presenti.
Bassetti ha parlato con il cuore
dichiarandosi
disposto a pregare e collaborare con docenti,
studenti e amministrativi per
tutto quello che
sarà considerato
utile. Nel corso
dell’omelia nella
quale ha affrontato la famosa
frase del Vangelo secondo Giovanni “conoscerete la verità e la
verità vi farà liberi (8,32), ha raccomandato ai
docenti di farsi carico degli studenti e di intrattenere con loro un rapporto di docente discente, declinazione laica del rapporto maestro - discepolo. Il discorso di Bassetti è stato
molto apprezzato dai docenti presenti che lo
hanno ringraziato riconoscendo il richiamo
più che opportuno, anche se le condizioni attuali dell’Università rendono questo rapporto
difficile e problematico.
Il cardinale
Gualtiero
Bassetti in un
momento
della
celebrazione
nella chiesa
dell’Università
LA VOCE ATTUALITÀ
6
La Corte Costituzionale cancella il divieto
alla fecondazione eterologa. Scienza &
Vita: così avanza la “babele procreativa”
“C
on la sentenza della Corte
costituzionale, che travalica
la funzione politica del
Parlamento su temi complessi che
riguardano la società civile e i propri
modelli di riferimento culturali,
prosegue lo smantellamento
progressivo a mezzo giudiziario della
legge 40. Una normativa forse da
rivedere dopo dieci anni, ma che ha
avuto il merito di porre un quadro di
riferimento scientifico ed etico in
tema di procreazione assistita”,
commentano Paola Ricci Sindoni e
Domenico Coviello, Presidente e
copresidente nazionali
dell’Associazione Scienza & Vita. “In
tal modo si apre un inesorabile vuoto
normativo che prelude al ritorno a
quel far west procreatico che in questi
ultimi dieci anni era stato possibile
contenere. Con la cancellazione del
divieto di fecondazione eterologa
viene legittimata ogni pratica di
riproduzione umana, con il solo
pretesto che tutti, comunque, hanno
diritto a veder garantiti i propri
desideri. La cultura giuridica si
rimette in tal senso al dominio della
tecnoscienza, legittimandone lo
strapotere. Questa sentenza apre
inoltre lo scandalo del mercato dei
gameti: nessuno garantisce che non
avverrà - come già ora all’estero - con
lo sfruttamento di chi si trova in
difficoltà economiche”. “Una
VENERDÌ 11 APRILE 2014
sentenza nel solco di quella
pronunciata ieri in materia di utero in
affitto e che, anche in questo caso,
rimette in questione i capisaldi della
civiltà occidentale al cui interno
l’esperienza della trasmissione della
vita viene segnata dall’accoglimento
del dono senza la pretesa di
determinarlo in modo
spersonalizzante. In questo modo
invece non vi è riguardo per i diritti
dei bambini, chiamati al mondo a tutti
i costi in virtù di un non identificato
‘diritto alla genitorialità’”.
CHIESA IN UMBRIA.
Per gli incontri
educativi proposti
dalla Cresu,
il direttore di
“Avvenire” ha
intervistato don
Ciotti, fondatore
di “Libera”
Da sinistra
Annarita
Caponera,
Marco
Tarquinio,
don Luigino
Ciotti e mons.
Domenico
Sorrentino
Scuola e educazione contro la mafia
I
nsieme sulla strada, con
sobrietà, con semplicità ma
con forza, con il morso del
più. Basta essere cristiani ad
intermittenza! Basta commuoversi, occorre muoversi, e anche la politica deve fare la sua
parte perché la Chiesa non
può essere una “ortopedia sociale”.
Don Luigi Ciotti, coordinatore
di Libera, ad Assisi relatore
nel terzo incontro della Commissione regionale Ceu per
l’Educazione, la scuola e l’Università (Cresu), intervistato
dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha dato di che
riflettere ai professori presenti come ai volontari di Libera
che in Umbria portano avanti
l’impegno di don Ciotti per
una società libera dalle mafie.
Anche questo incontro della
Cresu ha avuto come punto di
partenza la visita di Papa
Francesco ad Assisi.
“Esattamente sei mesi fa - ha
ricordato Tarquinio - ero nella
sala della Spoliazione dove Papa Francesco ha spiazzato tutti, anche noi giornalisti, riportandoci all’essenziale con il di-
scorso sulla spoliazione, dicendo che ci riguarda tutti”.
Tornare all’essenziale e dunque si è rivolto a don Ciotti
chiedendogli dove fosse nata
la sua storia, la sua vocazione.
Il leader del gruppo Abele, introdotto da Annarita Caponera coordinatrice della Cresu,
dal vescovo mons. Domenico
Sorrentino e sollecitato dalle
domande di Tarquinio è un
fiume in piena.
Racconta della sua vocazione
vissuta “sulla strada” così come era nata con l’incontro, a
17 anni a Torino, con un barbone che incontra ogni giorno
all’uscita di scuola. Legge e
sottolinea un libro, sempre
sulla stessa panchina, finchè
un giorno gli si avvicina per
offrirgli un caffè e quell’uomo
non risponde neppure quando
gli chiede se preferisce un tè.
“Testardo lui, testardo io” racconta don Ciotti, finchè dodici
giorni dopo rompe il silenzio
per dirgli, indicando dei ragazzi che uscivano dal bar di
fronte, “Dovresti fare qualcosa
per loro”. Quel barbone era un
medico e ogni giorno vedeva
Corso per insegnare agli adulti
il linguaggio dei ragazzi
U
n percorso dedicato ai genitori, agli educatori
e, più in generale, agli adulti, per comprendere i nuovi linguaggi dei giovani con un occhio
particolare al gergo della Rete: è il progetto di sostegno alla genitorialità organizzato dall’assessorato regionale alle Politiche sociali, con la direzione scientifica di “Mi fido di te” onlus. L’iniziativa si intitola “Cosa (non) ci vogliono dire: mondo giovanile, nuovi linguaggi”.
Il progetto, che si articolerà in una serie di incontri sul
territorio regionale, nasce dall’esigenza di analizzare
il bisogno naturale alla comunicazione e la deriva che
questa assume in età adolescenziale, per poi fornire
agli insegnanti, ai genitori e a tutti gli adulti interessati gli strumenti per interpretare questa esigenza.
Negli incontri, la cui partecipazione è gratuita, saranno trattati vari temi che percorrono un itinerario verso la comprensione della complessità e la ricchezza
della comunicazione giovanile, anche attraverso l’analisi dei nuovi linguaggi della Rete e degli strumenti
offerti dalla tecnica. Gli incontri prevedono una parte
teorica con esperti, e una parte basata su esperienze,
con l’obiettivo di rimettere in contatto due generazioni che hanno sviluppato linguaggi differenti.
“In questa società - ha detto
don Ciotti - c’è chi ha scelto la
legalità ‘malleabile’, ma noi
dobbiamo essere come
Francesco, andando avanti con
la ricchezza d’animo
e di spirito”
quei ragazzi farsi la “bomba”
mescolando alcol e farmaci, lo
“sballo” prima che arrivasse
l’eroina. “Cinque mesi dopo il
barbone non c’era più, era lassù. Certi incontri ti cambiano
la vita. Lì ho iniziato e tre anni dopo è nato il Gruppo Abele”.
Don Ciotti è appassionato, è
coinvolgente nel ripercorre la
sua storia di uomo sanamente
testardo che parla sempre al
plurale; è sconvolgente nel
raccontare i problemi di una
società dove si è persa la ricchezza dell’umanità e che deve recuperare il significato
della parola responsabilità.
“Mai parlare di una persona,
siamo un gruppo che lotta, che
fa piccole, piccolissime cose
perché in questa società il
gruppo di maggioranza ce lo
ha Dio”. Arriva in profondità,
al centro dei problemi, racconta della mafia e dell’ultimo
incontro con il Papa.
È una catechesi a tutto tondo,
quella di don Ciotti che snocciola numeri sulla crisi “9 milioni di persone in povertà relativa, 5 milioni in povertà assoluta, 7 milioni che vivono il
disagio lavorativo” e mette in
evidenza le fragilità di una società in cui il “confine tra inclusione ed esclusione è sempre più incerto, frammentato,
fluido. Non possiamo pensare
però di fare sviluppo - ha tuonato il leader di Libera - senza
una maggiore educazione, con
l’attuale fragilizzazione dei
servizi e la diminuzione di risorse. Noi continueremo a fare la nostra parte ma non possiamo essere quelli dell’ortopedia sociale. La testimonianza cristiana - ha continuato deve saldarsi alla responsabilità civile”. Poi il richiamo alla
Chiesa e ai cristiani, ad immischiarsi, come ha sottolineato
anche Tarquinio, “a far sentire
la propria voce, a riprendersi il
valore e il senso delle parole, a
raccontare e testimoniare i
volti, le storie, le persone”.
“In questa società - ha detto
ancora don Ciotti - c’è chi ha
scelto la legalità malleabile e
sostenibile ma dobbiamo essere come Francesco che si è
spogliato delle cose inutili, andando avanti con la ricchezza
d’animo e di spirito. Dobbiamo essere ricchi di umanità e
contrastare chi vive un’anoressia esistenziale”. Un richiamo poi all’importanza dell’educazione che ”deve essere il
primo investimento per il futuro”.
In questo contesto sia Tarquinio con una sfilata di numeri
allarmanti che don Ciotti hanno tuonato contro la vergogna
del gioco che porta una miseria nelle casse dello Stato ma
tanta disperazione in chi ci cade. L’esortazione poi a recuperare le relazioni dirette a dispetto della dilagante e preoccupante diffusione degli strumenti virtuali soprattutto tra i
giovani.
Meeting nazionale ad Assisi con relatori illustri
Scuole impegnate per la pace
I
l 14 e 15 aprile si svolgerà ad
Assisi il Meeting nazionale delle
scuole per la pace, la fraternità e il
dialogo. Vi parteciperanno 3.000
studenti, insegnanti, amministratori
locali ed esperti provenienti da tutta
Italia. L’evento è promosso dalla
rivista San Francesco patrono d’Italia,
dal Coordinamento nazionale degli
enti locali per la pace e i diritti umani
e dalla Tavola della pace, in
collaborazione con il ministero
dell’Istruzione. Sarà il punto di
intersezione di tanti percorsi: quello
iniziato da 151 scuole e 64 enti locali
all’inizio dell’anno scolastico,
intitolato “Pace, fraternità e dialogo.
Sui passi di Francesco”; il programma
“La mia scuola per la pace” che dal
1995 promuove l’inserimento
permanente dell’educazione alla pace
e ai diritti umani nella scuola italiana;
la Marcia per la pace Perugia-Assisi
che con il passare degli anni ha
assunto una dimensione sempre più
educativa, centrata sulla promozione
del protagonismo dei giovani; e
ancora, l’opera dei tanti insegnanti
che da tempo sono impegnati nel
lavoro quotidiano dell’educazione alla
cittadinanza democratica, quella degli
amministratori locali e delle
associazioni che cercano di sostenere
il lavoro degli insegnanti “di buona
volontà” facendo “sistema” sul
territorio. Lunedì 14, dopo
l’accoglienza da parte di padre Mauro
Gambetti, custode del Sacro
Convento, l’introduzione sarà affidata
a padre Enzo Fortunato direttore di
San Francesco patrono d’Italia, Flavio
Lotti direttore del Coordinamento
enti locali per la pace, il sindaco Ricci,
Eros Brega presidente del Consiglio
regionale, e il vescovo Sorrentino.
Agli interventi di studenti e insegnanti
parteciperà il giornalista delle “Iene”
Giulio Golia; interverrà quindi il
ministro dell’Istruzione Stefania
Giannini. Alla sera, incontro con la
scrittrice Susanna Tamaro. Martedì
15, assemblea plenaria con il card.
Bassetti, la governatrice Marini, la
Tamaro, Giuseppe Giulietti di
“Articolo 21” e Vincenzo Morgante del
Tgr. Alla sera, conversazione con
Aldo Nove e Lorenzo Cherubini (il
cantante Jovanotti).
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
VENERDÌ 11 APRILE 2014
❖ PREMIO
Giovani
innovatori
Premiare il coraggio di giovani
imprenditori e manager che
fanno innovazione dando la
possibilità di condividere la
loro storia e avere un sostegno
finanziario per assumere
nuove risorse in azienda. È
quanto si propone
Unioncamere con il Premio
“Giovani innovatori
d’impresa” il cui bando,
aperto sino al 4 maggio, è
disponibile online su
www.innovatoridimpresa.it.
L’iniziativa parte del progetto
We4Italy (la piattaforma
online che prevede attività e
strumenti finalizzati a
valorizzare la condivisione di
storie e progetti dei giovani
imprenditori), è diretta alle
imprese gestite o guidate da
giovani imprenditori con
meno di 40 anni che si siano
particolarmente distinte per la
propria capacità di introdurre
nuove idee in grado di
migliorare le performance
economiche e produttive
dell’azienda o la qualità della
vita delle persone che ci
lavorano. Le imprese vincitrici
beneficeranno di un
cofinanziamento di 38mila
euro che dovrà essere
destinato all’assunzione di
nuovi collaboratori. Possono
candidarsi al riconoscimento
le imprese di tutti i settori
economici. Per partecipare al
Premio è necessario
presentare la propria
candidatura tramite il sito
internet
www.innovatoridimpresa.it
entro il 4 maggio 2014.
7
❖ LIBRO
ne mostra un lato piuttosto
discutibile rispetto alla
Capitini discute
fondamentale ispirazione, aperta,
pacifista e tollerante di Capitini. Il
la religione di Pio XII
testo infatti è aspro, fortemente
critico e considerato
Con la prefazione di Goffredo Fofi
indubbiamente molto lontano dai
è stato ripubblicato un testo di
primi lavori che esaltano la
Aldo Capitini intitolato Discuto la
compresenza, la compassione e la
religione di Pio XII (edizioni
Aldo Capitini
nuova spiritualità di stampo
dell’Asino, pp. 146, euro 12). Con
francescano e gandiano. Questa
questo testo Capitini mette sotto
presa di posizione mostra, se ce ne fosse
accusa praticamente tutto il dogma cristiano
ancora bisogno, la grande distanza dal
attribuendolo a Pio XII quando in realtà è
pensiero cattolico di colui che ha inventato lo
soltanto la verità fondamentale della Chiesa
“sbattezzo” e cioè la richiesta di essere
cattolica. Probabilmente si tratta di un testo
cancellato dalla lista parrocchiale dei
che anziché esaltare l’intelligenza,
battesimi.
l’ispirazione, la genialità dell’autore perugino
LA VOCE - UMBRIA RADIO
Tavola rotonda con
grandi nomi, poi la
“Messa in Si minore”
in cattedrale
Il 3 maggio, in chiusura del Festival del
giornalismo, si celebra il 30° anniversario
della “nuova” Voce e della Radio
Aria di novità,
con la Messa
N
el dicembre 2013
abbiamo dedicato un
ricordo al primo numero
de La Voce uscito 60 anni prima;
e con l’incontro di preghiera
presieduto da padre Bruno
Pennacchini, svoltosi nella
deliziosa cappella di Santa
Chiara a Santa Maria degli
Angeli, abbiamo iniziato una
riflessione sul nostro impegno
di comunicazione sociale
ispirata cristianamente e con
l’intento di diffondere il
“profumo del Vangelo” nella
società attuale. Ora siamo qui a
presentare una seconda fase di
questo ricordo, che si svolgerà
sabato 3 maggio. Sarà inserito
nella giornata conclusiva del
Festival internazionale del
giornalismo. Tale contesto
risulta per noi importante per
veicolare l’idea che i cristiani
non sono una categoria
separata dal mondo e chiusa in
una “riserva protetta”, ma,
come dice la Lettera a Diogneto,
vivono nel mondo, pienamente
inseriti, non distinguibili per
segni esteriori ma per il senso
del loro dire e agire. In questa
occasione si vuol ricordare,
oltre al 60° di fondazione del
settimanale cattolico regionale,
anche il suo rilancio avvenuto
per opera di mons. Pagani e dei
Vescovi umbri nel 1983, che
D
portò a pubblicare nel gennaio
1984 il primo numero con la
firma del nuovo direttore don
Elio Bromuri. Questa nuova
fase fu un segnale di novità per
l’impostazione del giornale e
per i collaboratori sia periferici
che centrali. C’era aria di
entusiasmo e voglia di novità e
di futuro. Non possiamo non
ricordare don Antonio
Santantoni, Marco Tarquinio,
Luca Diotallevi, Daris
Giancarlini, Maurizio Maio e
collaboratori volontari di primo
piano come don Remo Bistoni,
don Agostino Rossi, don
Nazareno Amantini e tanti altri.
L’entusiasmo e la volontà di
incidere nella società con gli
strumenti della comunicazione
sociale portò il vescovo Pagani a
mettere in campo una radio
rinnovata e ampliata nel suo
raggio di azione, e soprattutto
con un direttore che avesse
provate capacità. L’uomo giusto
per questo compito fu
individuato in don Giulio
Giommini, un prete già esperto
nella pastorale parrocchiale e
della comunicazione che aveva
fondato una radio nella sua
parrocchia di Castiglione del
Lago. Il 1984 è pertanto anche
l’anno della radio e siamo ora
per farne memoria. A questo
scopo il 3 maggio si terrà una
Umbria e coloro che svolgono il
compito della comunicazione
sono dentro questo orizzonte.
L’orizzonte del Bello, del Sacro,
di ciò che eleva l’anima e può
suggerire pensieri di bontà e di
pace a ogni persona,
travalicando i confini della fede
cristiana. Risposta più elaborata:
un coro e un’orchestra
espressioni del nostro territorio,
hanno preparato questa
esecuzione già realizzata alcuni
mesi fa nella basilica di San
Pietro a Perugia. È sembrato
giusto valorizzare l’impegno e
la preparazione e la
competenza che, per una volta,
fa dell’Umbria non
solo un palcoscenico
per attori e
protagonisti, venuti
da fuori, ma una
SABATO 3 MAGGIO
espressione in prima
Sala del Dottorato, ore 18
persona di una
Celebrazione dei 60 anni del settimanale
propria vitalità. La
La Voce e dei 30 anni dell’emittente
Chiesa umbra vuole
Umbria Radio. Intervengono:
situarsi anche sul
Marco Tarquinio, direttore Avvenire
fronte della
Paolo Bustaffa, già direttore Sir
valorizzazione delle
Antonio Preziosi, già direttore di Radio
risorse, delle energie
Uno e del Giornale radio
e della collaborazione
Elio Bromuri, direttore La Voce
regionale. È segno
Paolo Giulietti, direttore Umbria Radio
anche di un momento
felice segnato dal
Cattedrale, ore 21
fatto che la porpora
J. S.Bach, Messa in Si minore - BWV 232
cardinalizia, posta
Saluto del card. Gualtiero Bassetti ai
sulle spalle
partecipanti
dell’arcivescovo
Esecuzione a cura del coro Accademia
Bassetti insieme alle
degli Unisoni e dell’Orchestra da camera
responsabilità che
di Perugia, direttore: Leonardo Lollini,
comporta, fa salire di
solisti: Marinella Pennicchi (soprano), M.
un gradino tutta la
Grazia Pittavini (soprano), Gloria
nostra storia
Banditelli (contralto), Baltazar Zuniga
ecclesiale e civile,
(tenore), Mauro Borgioni (basso).
che si vuole così
esaltare.
Il programma
tavola rotonda per fare il punto
sulla comunicazione della
Chiesa in Umbria oggi nei
confronti anche delle nuove
tecnologie e della nuova cultura
dei media. L’iniziativa però più
incisiva ed eclatante sarà
l’esecuzione della Messa in Si
minore di Bach nel duomo di
San Lorenzo alle ore 21.
Qualcuno si domanderà che
cosa c’entra Bach con questa
ricorrenza. La risposta può
essere brevissima come può
anche dilungarsi molto.
Brevissima: è la musica
religiosa più bella, alta e
profonda che sia stata mai
scritta da un uomo. Vogliamo
dire a tutti che la Chiesa in
I settimanali cattolici hanno
radici locali e ponti europei
ire Europa per dire confini superati, muri abbattuti, frontiere dilatate. Anche questa è una visione - non certo l’unica - della costruzione
europea, che a partire dalle prime Comunità economiche (Ceca, Cee), negli anni Cinquanta del ’900, ha via via Se n’è discusso al
preso forma, accrescen- convegno di Gorizia.
do il numero dei Paesi
partecipanti, la popola- I giornali più vicini
zione, le competenze del- alla gente possono
le istituzioni che hanno
sede a Bruxelles e Stra- offrire una sorta
sburgo.
di “principio di
È però convinzione diffu- sussidiarietà
sa che l’informazione a
disposizione dei lettori informativa”
italiani sulle vicende europee sia molto modesta,
frammentaria, incompleta, troppe volte
corso di realizzazione nelle sfere di sua
marcata da “pre-giudizi” e da uno stricompetenza; verificare i risultati della
sciante messaggio euroscettico. Così è
complessiva azione Ue. Quando, il 25
difficile rendersi conto del lavoro svolto
maggio, gli elettori dovranno esprimere
da Commissione, Europarlamento e
il loro voto per il nuovo Parlamento euConsiglio Ue; comprendere la direzione
ropeo, sulla base di quali informazioni
che assumono le politiche comunitarie;
potranno scegliere i loro rappresentanvalutare gli innumerevoli progetti Ue in
ti, tenuto anche conto che la campagna
elettorale rischia di svolgersi, come avvenuto in passato, non attorno a una seria discussione politica sull’Europa ma
sulle beghe nazionali?
Anche di questo si è discusso al convegno promosso a Gorizia dal settimanale
cattolico Voce isontina, in collaborazione
con la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) e con l’Ufficio Cei per
le comunicazioni sociali. Una tre-giorni
non a caso intitolata “Europa e confini”,
che ha analizzato nel corso di una tavola rotonda il tema “In Europa da giornalisti cattolici”. Ne è emerso il convincimento che il deficit informativo esiste,
eccome, ma che possa essere colmato
anche grazie al contributo dei giornali
del territorio quali sono i settimanali diocesani, vicinissimi - per loro storia e vocazione - ai lettori, alle famiglie, ai soggetti vivi delle città e regioni italiane.
Giornali radicati nella comunità cristiana, interpreti delle specificità territoriali del Bel Paese, senza per questo cadere nella tentazione dei particolarismi
che attraversano la Penisola. Giornali
capaci di essere, al contempo, “di confine”, nel raccontare una determinata e
circoscritta realtà diocesana, e al contempo “ponti” fra la realtà locale e quella più ampia, facendo proprio quell’universalismo che è un tratto caratterizzante la fede cristiana.
L’Europa che ha sempre avuto dalla
Chiesa cattolica un’attenzione benevola
e forti incoraggiamenti. I settimanali
diocesani possono essere, con il loro
compito informativo, parte viva di quella Ecclesia in Europa tratteggiata da Giovanni Paolo II con la sua esortazione
apostolica del 2003. I giornali “vicini alla gente” interpreterebbero in tal senso,
e in maniera originale, una sorta di
“principio di sussidiarietà informativa”,
portando nelle case dei lettori quell’Europa così apparentemente lontana e che
invece è ormai parte della nostra vita
quotidiana.
Gianni Borsa
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
8
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Terminate le
riflessioni sui
sacramenti,
iniziano quelle
sui sette doni
dello Spirito
santo
PAPA FRANCESCO. Le catechesi del mercoledì
Con gli occhi di Dio
T
erminate le riflessioni sui sacravedere le situazioni, le congiunture, i promenti, Papa Francesco ha cominblemi, tutto, con gli occhi di Dio. Alcune
ciato questo mercoledì una serie di
volte noi vediamo le cose secondo il noudienze che hanno per tema i sette doni
stro piacere o secondo la situazione del nodello Spirito santo (testi completi, come
stro cuore, con amore o con odio, con insempre, sul sito www.vatican.va).
vidia… No, questo non è l’occhio di Dio...
“Voi sapete - ha esordito BerQuando siamo in comunione
goglio - che lo Spirito santo cocon il Signore, lo Spirito santo è
stituisce l’anima, la linfa vitale “La sapienza è la
come se trasfigurasse il nostro
della Chiesa e di ogni singolo grazia di poter
cuore e gli facesse percepire tutcristiano: è l’Amore di Dio che
to il Suo calore e la Sua predilefa del nostro cuore la sua di- vedere ogni cosa
zione”.
mora ed entra in comunione con gli occhi di
Lo Spirito rende il cristiano sacon noi. Lo Spirito santo sta
piente “non nel senso che ha
sempre con noi, sempre è in Dio. È vedere il
una risposta per ogni cosa, che
noi, nel nostro cuore.
sa tutto, ma nel senso che sa di
mondo, vedere
Lo Spirito stesso è il dono di le situazioni, i
Dio, sa come agisce Dio, conoDio per eccellenza (cfr Gv
sce quando una cosa è di Dio e
4,10), è un regalo di Dio, e a problemi, tutto,
quando non è di Dio; ha questa
sua volta comunica a chi lo ac- con gli occhi
saggezza che Dio dà ai nostri
coglie diversi doni spirituali.
cuori. Il cuore dell’uomo saggio
La Chiesa ne individua sette, di Dio”
in questo senso ha il gusto e il
numero che simbolicamente
sapore di Dio. E quanto è impordice pienezza, completezza... I doni dello
tante che nelle nostre comunità ci siano
Spirito santo sono: sapienza, intelletto,
cristiani così! Tutto in loro parla di Dio e
consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore
diventa un segno bello e vivo della Sua
di Dio”.
presenza e del Suo amore”.
Ha quindi cominciato ad approfondire il
“E questa - ha aggiunto - è una cosa che
dono della sapienza. “Ma non si tratta semnon possiamo improvvisare, che non posplicemente della saggezza umana, che è
siamo procurarci da noi stessi: è un dono
frutto della conoscenza e dell’esperienza...
che Dio fa a coloro che si rendono docili alLa sapienza è questo: è la grazia di poter
lo Spirito santo. Noi abbiamo dentro di noi,
vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È
nel nostro cuore, lo Spirito santo; possiamo
semplicemente questo: è vedere il mondo,
ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo... Que-
Commento alla liturgia della Domenica
bambino e lo rimprovera
dolcemente e gli dice:
‘Questo non si fa, per questo…’, e gli spiega con tanta pazienza, questo è sapienza di Dio? Sì!... Ecco,
questo è il dono della sapienza. Che venga a casa,
che venga con i bambini,
che venga con tutti noi!”
Ma tutto questo - ha ribadito Francesco - “non si
impara: questo è un regalo dello Spirito santo. Per
questo, dobbiamo chiedeIcona bizantina della “Divina Sapienza” o “Sophia”
re al Signore che ci dia lo
Spirito santo e ci dia il dono della saggezza, di quelsta è la sapienza che ci regala lo Spirito la saggezza di Dio che ci insegna a guarsanto, e tutti noi possiamo averla. Soltan- dare con gli occhi di Dio, a sentire con il
to, dobbiamo chiederla allo Spirito santo.
cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio.
Pensate a una mamma, a casa sua, con i E così, con questa saggezza, andiamo
bambini, che quando uno fa una cosa l’al- avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo
tro ne pensa un’altra, e la povera mamma la Chiesa, e tutti ci santifichiamo. Chieva da una parte all’altra, con i problemi dei diamo oggi la grazia della sapienza. E
bambini. E quando le mamme si stancano chiediamola alla Madonna, che è la Sede
e sgridano i bambini, quella è sapienza? della Sapienza, di questo dono: che Lei ci
No! Invece, quando la mamma prende il dia questa grazia. Grazie!”.
DOMENICA DELLE PALME - ANNO A
“FIRMATO” Famiglia
Vangelo
Portiamo Gesù... come l’asina
I
ntroducendo la liturgia
delle Palme, il celebrante
annuncia che “Gesù entra
in Gerusalemme per dare
compimento al mistero della
sua morte e resurrezione”. Il
Signore prepara con cura
questo momento, mandando
due discepoli nel villaggio di
fronte a quello dove si trova
per prendere un’asina e un
puledro. Come i discepoli,
anche noi siamo chiamati a
preparare l’entrata gloriosa di
Gesù: essi vengono mandati
non da soli ma a due a due (Mc
6,7), nelle “città e nei luoghi
dove stava per recarsi (Lc
Nel suo ingresso
a Gerusalemme,
Gesù sceglie uno
stile che invita
all’umiltà. E
soprattutto, è Lui
a portare noi
10,1). Non si annuncia il
Signore da soli ma insieme. È
la comunità che “si mette
mediante opere e gesti nella
vita quotidiana degli altri,
accorcia le
distanze, si
abbassa fino
all’umiliazione se
è necessario e
della Domenica
assume la vita
umana, toccando
PRIMA LETTURA
la carne
Dal libro del profeta Isaia 50,4-7
sofferente di
SALMO RESPONSORIALE
Cristo nel popolo”
(Evangelii
Salmo 21
gaudium, 24). È
SECONDA LETTURA
quindi la
Dalla Lettera ai Filippesi 2,6-11
comunità che
evangelizza e che
VANGELO
è chiamata ad
Da Matteo 21,1-11 e 26,14 - 27,66
andare avanti per
LA PAROLA
preparare l’arrivo del
Signore. Con quale
atteggiamento dobbiamo
portare agli altri Gesù? Come
l’asina e il puledro che i
discepoli sono andati a
prendere. Quanto sarebbe
stato più glorioso agli occhi
del mondo un ingresso a
cavallo, o meglio ancora in
carrozza! Gesù ci sconvolge
anche su questo aspetto. Il
puledro è il figlio di un
animale umile, “figlio di una
bestia da soma” (Gn 49,11). La
scelta di un asino rappresenta
l’orientamento di fondo di
Gesù. Non è esibizionista, non
sfoggia potenza, non si impone.
Come l’asina, egli avanza
lentamente, discretamente. La
comunità cristiana è chiamata
a essere come l’asina e il
puledro che hanno portato
Gesù, consapevole che in realtà
è Lui che la porta. È infatti
l’Agnello che si è immolato e
ha preso su di sé il peso del
nostro peccato. Lui cerca
l’asina e il puledro, ovvero
utilizza la nostra povertà per
fare il suo ingresso nella gloria,
e la trasforma, la redime con la
sua misericordia. Gesù entra
pertanto in Gerusalemme,
Q
uando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a
Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due
discepoli, dicendo loro: “Andate nella borgata che è di
fronte a voi; troverete un’asina legata, e un puledro con essa;
scioglieteli e conduceteli da me. Se qualcuno vi dice qualcosa,
direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà”. Questo
avvenne affinché si adempisse la parola del profeta: “Dite alla
figlia di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto e montato
sopra un’asina, e un asinello, puledro d’asina”. I discepoli
andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato.
come il Messia preannunciato
dai profeti Isaia e Zaccaria: il
Salvatore che porta la pace. Il
Vangelo stesso sottolinea che
solo la folla festeggia la sua
entrata; i capi non lo accolgono
perché non lo riconoscono e
non si aprono alla salvezza.
Mentre infatti viene gridato
“osanna”, appare evidente il
freddo rifiuto delle autorità: la
città si interroga su chi sia
quell’uomo a cui inneggia la
folla e che viene acclamato
figlio di Davide e ritenuto
profeta. Dio ci ha lasciato liberi
di accoglierlo o meno, ma, ogni
volta che permettiamo a Gesù
di entrare nella nostra vita,
abbiamo l’occasione di
sperimentare gioia e salvezza.
Tutto ciò è negato a chi lo
rifiuta. Accogliere o rifiutare la
venuta del Signore è questione
di vita o di morte, perché in lui
SPAZIO CRUCIVERBA PER GRANDI E PICCINI
A cura di Michela Massaro
(Le soluzioni del cruciverba nel prossimo numero)
CRUCIVERBA ORIZZONTALE
Inserisci orizzontalmente nella griglia le parole secondo il numero
di riferimento. A lavoro ultimato, nelle caselle in grigio, troverai la
frase-chiave del Vangelo (5, 1, 6).
1. Lo erano i Dodici quando Gesù disse che uno di loro lo avrebbe tradito. 2. Così pianse Pietro dopo aver rinnegato tre volte Gesù. 3. Per trenta “...” d’argento Giuda tradì Gesù. 4. Implorare, invocare. 5. Levigate... con anagramma. 6. Bisogna pregare e vegliare per non entrarvi. 7. Furono crocifissi con Gesù. 8. Canoro…
con anagramma e spine. 9. Cicale… con anagramma 10. Così la
folla voleva Gesù. 11. Anagramma di “ridotta”. 12. Giuseppe di
Arimatea ne fece scavare uno nuovo nella roccia.
SOLUZIONE DEL
CRITTOCRUCIVERBA
DEL
NUMERO
SCORSO:
La frase
chiave è:
Gli amici
di Gesù
“riviviamo” e scorgiamo la sua
presenza dappertutto. “Tutto
ciò che mi circondava mi
parlava di Lui, il cielo mi
parlava di Lui, la terra mi
parlava di Lui, il mare mi
parlava di Lui… Era come il
Personaggio più importante
che entrava nella mia vita e
con cui avrei dovuto vivere per
sempre” (Carlo Carretto). La
folla esulta e inneggia al suo Re
manifestando tutta la gioia e
venerandolo. “Stese i propri
mantelli sulla strada, mentre
altri tagliavano rami degli
alberi e li stendevano sulla
strada” (Mt 21,8). I mantelli
che vengono stesi al passaggio
di Gesù dalla gente che lo
circonda sono un simbolo
importante: sono un bene
inalienabile. Anche nei pegni
dati dai poveri il mantello non
può essere preso o trattenuto
per più di un giorno. Sta scritto
nel libro dell’Esodo: “Se prendi
in pegno il mantello del tuo
prossimo, glielo renderai prima
del tramonto del sole, perché è
la sua sola coperta, è il
mantello per la sua pelle; come
potrebbe coprirsi dormendo?”
(22,25-26). Stendere il mantello
sotto i piedi di Gesù vuol dire
affidargli tutta la propria vita.
Anche noi dovremmo stendere
i nostri mantelli davanti a
Gesù: niente infatti è più
prezioso della sua
amicizia!
Silvia Reali
Alessandro Pacchioni
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
VENERDÌ 11 APRILE 2014
PAPA. Messa
del Giovedì santo
alla Fondazione
Don Gnocchi
Il Pane spezzato che
dona senso e vigore
9
BREVI DA S. MARTA
Spunti dalle omelie mattutine di Papa
Francesco nella cappella di casa Santa Marta.
Testi completi su www.vatican.va, sezione
“Meditazioni quotidiane”.
Giovedì 3 aprile
Mosè maestro di preghiera
La “Don Gnocchi”
L
a Fondazione “Don Carlo Gnocchi”
sorge in via Casal del Marmo, nella
zona Casalotti-Boccea. Fino al 2003,
prima di essere acquisito dalla
Fondazione, era noto come istituto
“Madre Nasi” del Cottolengo. Da allora, il
Centro ha proseguito l’attività di cura e
assistenza a favore dei più svantaggiati,
attivando anche nuovi ambiti
d’intervento, con una ristrutturazione
durata fino al 2009. Oggi è una struttura
riabilitativa che dispone di 150 posti letto
suddivisi tra una residenza sanitaria
assistenziale, un reparto di riabilitazione
estensiva e un reparto “in solvenza” per la
riabilitazione neuromotoria.
Incontro con Benedetto XVI dopo la beatificazione di don Carlo Gnocchi il 10 marzo 2010
Papa Francesco presiederà il Giovedì
santo, 17 aprile, alle 17.30 la messa in
Coena Domini in uno dei luoghi simbolo della solidarietà a Roma, il Centro
“Santa Maria della Provvidenza” della
Fondazione “Don Carlo Gnocchi”. Alla
celebrazione parteciperanno gli ospiti
del Centro, accompagnati dai loro familiari, dal personale e dai responsabili. Un commento del Sir, l’agenzia di
stampa della Cei.
cristiani vivono nell’attesa di Colui
che deve tornare e cui rivolgiamo il
nostro grido: Marana thà! Vieni Signore Gesù! Viviamo nella storia, nello
svolgersi del tempo, di ogni minuto
che, una volta scandito, non può più
tornare. Si crea così un vuoto?... Il Signore Gesù, il Maestro che tanto ha attirato le folle, le ha magnetizzate e ha
annunziato loro il regno di Dio, ci ha
gettati in baratro vischioso? Se così fosse, sarebbe la negazione assoluta e dimostrabile della falsità della sua incarnazione.
Così non è. Fra di noi, Egli ha voluto rimanere con il dono supremo, per noi
inimmaginabile, della Sua presenza nel
pane e nel vino eucaristici. Ogni giorno
Egli è fra i suoi, fra coloro che lo riconoscono, e anche fra coloro che non lo
riconoscono ma che Egli attende. Ogni
I
domenica si dona e rinnova la promessa di stare con noi, di essere Pane che
nutre, sostiene, Via su cui poter camminare con sicurezza.
Il Giovedì santo di ogni anno rinnova
questo misterioso legame in modo solenne, esponendosi agli occhi di tutti e
tutti sollecitando ad avvicinarsi. In ogni
cattedrale, in ogni duomo, Egli è fra i
suoi: poveri e affamati pellegrini nella
storia, stracolma di inciampi e difficoltà. Quale cattedrale, quale duomo,
antico e bagnato nella preghiera che si
inanella nei secoli, oppure moderno
che sfida l’assenteismo odierno con il
suo richiamo a questa Presenza, regge
al confronto con la cattedrale viva, in
carne e ossa, di chi soffre ed è povero
nella propria umanità dolente?
Francesco non rimarrà nello splendore
di San Pietro ma si porterà nel luogo
del dolore che grida sempre il suo,
troppo spesso inascoltato “perché? Perché a me?”. A questa umanità ferita e
dolorante, il Vescovo di Roma spezzerà
il Pane che dona senso, che dona vigore, che soccorre gratuitamente e non ti
promette una rivincita post mortem ma
ti indica qui, proprio, qui, la chiave non
risolutiva ma donante di ogni sofferenza che Egli, il Cristo crocifisso, ha assunto nella Passione.
La Fondazione “Don Carlo Gnocchi”
non è un luogo povero, misero, abbandonato, anzi è un luogo specializzato,
all’avanguardia, ma è il luogo per eccellenza in cui Egli, Pane sempre presente alla storia e nella storia di ciascuno e di ciascuna, si offre nella povertà e nella quotidianità del segno,
perché ogni povero, nostro fratello, colpito nella sua umanità e privo della salute, sia posto al centro del mistero, al
posto d’onore. Grande segno di misericordia, di quell’utero del Creatore che
si commuove e condivide la propria
sorte fino a perdere la vita.
Ultimo Lui, che pende dal legno maledetto, ultimi i malati; Ultimo Lui, che
arranca per giungere al Golgota e subire l’infamia; ultimi fra gli ultimi: gli
oppressi dai lacci della mafia, della
’ndrangheta, dell’usura, delle slot machine, della droga.
La Via crucis al Colosseo, che emergerà
da un territorio colpito e guidata dal Pastore che ne conosce le cicatrici, sarà,
miracolosamente, segno di guarigione;
e il Pane che risplenderà sulla mensa
dell’altare sarà Luce vera che illumina
e porta, nell’alchimia dell’amore di Dio,
a una trasformazione piena e totale.
Il dono di Francesco nel segno della
Bellezza assoluta e gratuita, si china sugli ultimi fra gli ultimi.
Cristiana Dobner
VITA CONSACRATA. Nota della Cei sull’Ordo virginum
Carisma da incoraggiare
L’
Ordo virginum è una particolare espressione di vita consacrata rifiorita nella stagione
post-conciliare. In Italia oggi è presente in 113 diocesi: alle circa 500
consacrate se ne affiancano quasi altrettante in fase di discernimento e di
formazione. Tra i tratti distintivi che
concorrono a descriverne il carisma vi
sono la sequela di Cristo vergine, povero e obbediente, la dedizione alla
Chiesa particolare e la vita nel mondo,
nonché un rapporto specifico con il
vescovo, responsabile del discernimento, dell’ammissione alla consacrazione (e della sua celebrazione),
della formazione e dell’accompagnamento.
La Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata della Cei dedica ora una Nota pastorale, L’Ordo virginum nella Chiesa in Italia, che offre
orientamenti e indicazioni per elaborare criteri comuni e attivare prassi
condivise. Essa esprime “un’attenzione incoraggiante” nei confronti delle
vergini consacrate, insieme con l’aspettativa che “con il tempo questa
esperienza evangelica consenta di
portarne a più compiuta maturità i
percorsi formativi, il loro stile di presenza nella Chiesa, le forme della loro missione e i tratti della loro spiritualità”, come sottolinea nell’introduzione alla Nota mons.
Francesco Lambiasi, presidente della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata.
La Nota pastorale consta di tre
Ordo virginum in Umbria ha avuto
capitoli: “La vocazione all’Ordo
inizio a Perugia quando l’allora
virginum”; “Il discernimento e
arcivescovo mons. Ennio Antonelli comprese
la formazione”; “La vita e la teil desiderio espressogli da due ragazze di
stimonianza delle vergini conconsacrarsi restando però nel mondo a tutti
sacrate”. Segue una breve congli effetti. Le stesse ricevettero la
clusione, nella quale si precisa
consacrazione il 30 maggio 1998 durante la
che le indicazioni della Nota
veglia di Pentecoste, in cattedrale, per le
possono servire al vescovo diomani di mons. Giuseppe Chiaretti.
cesano “per stabilire, secondo la
Attualmente nelle dicoesi dell’Umbria ci
sua competenza, norme più
sono 13 consacrate (6 a Perugia, 1 a Gubbio,
concrete per la propria diocesi,
1 a Terni, 3 ad Assisi e 2 a Orvieto) e a
per dare un volto stabile e orgaPerugia 3 candidate che hanno fatto un
nico all’Ordo, per far conoscere
anno di discernimento e stanno seguendo i
e proporre ai fedeli questa spedue anni di formazione specifica.
ciale forma di vita consacrata”.
(Nella foto alcune consacrate umbre)
Gigliola Alfaro
In Umbria ci sono 13
consacrate Ordo virginum
L’
Pregare è come parlare con un amico: per
questo “la preghiera deve essere libera,
coraggiosa, insistente”, anche a costo di arrivare
a ‘rimproverare’ il Signore. Questo piccolo
manuale di preghiera è stato suggerito al Papa
dal passo di Esodo 32,7-14. La preghiera di Mosè
è “una vera lotta con Dio, la lotta del capo del
popolo per salvare il suo popolo, che è il popolo
di Dio”. Mosè “parla liberamente davanti al
Signore”. E così “ci insegna come pregare: senza
paura, liberamente, anche con insistenza”.
Mosè “insiste, è coraggioso: la preghiera deve
essere così!”. Si deve anche saper “negoziare”
con Dio”. Alla fine, “il nostro Dio è
misericordioso, sa perdonare, torna indietro
nelle sue decisioni, è un Padre!”. Tutte cose che
Mosè già “sapeva, ma le sapeva più o meno
oscuramente. È nella preghiera che le ritrova”.
Ed è “questo che fa la preghiera in noi: ci
cambia il cuore, ci fa capire meglio com’è il
nostro Dio”.
Venerdì 4 aprile
Cristiani perseguitati
È un fatto - ha sottolineato Bergoglio - che
“sempre nella storia della salvezza, nel tempo
di Israele e anche nella Chiesa, i profeti sono
stati perseguitati”. Infatti il profeta è un uomo
“che dice: ‘Voi avete sbagliato strada, tornate
alla strada di Dio!’ Questo è il messaggio di un
profeta. E non fa piacere alle persone che
hanno il potere su quella strada sbagliata”.
Nella Chiesa ci sono “perseguitati da fuori e
perseguitati da dentro... Quando noi leggiamo
la vita dei santi” ci troviamo di fronte a tante
“incomprensioni e persecuzioni. Anche tanti
pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati.
Ancora oggi i cristiani sono perseguitati. Oso
dire che forse ci sono tanti o più martiri adesso
che nei primi tempi”. E sono perseguitati
“perché a questa società mondana, a questa
società tranquilla che non vuole problemi,
dicono la verità e annunciano Gesù Cristo”.
Addirittura in alcune parti “c’è la pena di morte,
c’è il carcere per avere il Vangelo a casa, per
insegnare il catechismo. Mi diceva un cattolico
di questi Paesi che loro non possono pregare
insieme: è vietato! Si può pregare soltanto da
solo e nascosto”.
Lunedì 7 aprile
Il perdono in una carezza
Commentando il brano evangelico
dell’adultera, Papa Francesco ha rimarcato:
“Gesù perdona. Ma qui c’è qualcosa di più del
perdono. Perché, come confessore, Gesù va
oltre la legge... Non le dice: non è peccato
l’adulterio. Ma non la condanna con la legge.
Questo è il mistero della misericordia di Gesù.
La misericordia è qualcosa di difficile da capire:
non cancella i peccati”, perché a cancellare i
peccati “è il perdono di Dio”. Ma “la
misericordia è il modo in cui perdona Dio”.
Gesù consiglia alla donna “di non peccare più.
Qui si vede l’atteggiamento misericordioso di
Gesù: difende il peccatore dai nemici, difende il
peccatore da una condanna giusta... Così è la
misericordia di Dio: una grande luce di amore,
di tenerezza. Dio perdona non con un decreto,
ma con una carezza”.
Martedì 8 aprile
La croce non è un ciondolo
“Il cristianesimo - ha detto Francesco martedì non è una dottrina filosofica, non è un
programma di vita per sopravvivere, per essere
educati, per fare la pace. Queste sono
conseguenze. Il cristianesimo è una Persona,
una persona innalzata sulla croce, una persona
che annientò se stessa per salvarci; si è fatta
peccato. E così come nel deserto è stato
innalzato il peccato, qui è stato innalzato Dio,
fatto uomo e fatto peccato per noi. E tutti i
nostri peccati erano lì. Non si capisce il
cristianesimo senza capire questa umiliazione
profonda del Figlio di Dio, che umiliò se stesso
facendosi servo fino alla morte e morte di
croce, per servire... Questo è il mistero della
Croce. Non è un ornamento, che noi dobbiamo
mettere sempre nelle chiese, sull’altare, lì. Non
è un simbolo che ci distingue dagli altri. La
Croce è il mistero dell’amore di Dio”.
LA VOCE CULTURA
10
VENERDÌ 11 APRILE 2014
LIBRI. Dal “Diario” di un grande scrittore polacco
IN BREVE
❖ LIBRO
Don Mazzolari il parroco d’Italia
Ancora un libro su don Primo Mazzolari. Lo ha scritto
Bruno Bignami, presidente della fondazione dedicata al
sacerdote. L’autore è convinto che i destini del mondo si
maturano in periferia. Il titolo Don Primo Mazzolari
parroco d’Italia (Edizioni Dehoniane Bologna, pag. 194,
euro 15) ricorda quello che fece il sacerdote: don Primo
non si ritirò nella sua Bozzolo, bassa padana, ma decise
di partecipare con convinzione alla vita del paese. Tempi
dolorosi quelli dei primi del Novecento. Mazzolari è
soldato e cappellano militare nella prima guerra
mondiale; ancora, antifascista, è resistente fino alla fine,
sostenitore delle istanze della pace, costruttore di
riconciliazione in diverse piazze italiane, saggista,
promotore del dialogo tra differenti anime della società.
La sua voce inconfondibile raggiunge la Sicilia e la
Sardegna. Un fiume di persone giunge da ogni parte alla
canonica di Bozzolo per ascoltare la parola dell’arciprete.
L’autore del volume, ricostruisce, utilizzando un’ampia
documentazione, l’azione pastorale di don Mazzolari
nelle sue parrocchie. I successi, le crisi, le fatiche e le
tensioni suscitate dai suoi interventi e dai suoi scritti sono
tutti evocati nel testo. Il coraggioso esporsi di don Primo
diventa un monito efficace anche per ogni cristiano che
“deve proclamare, deve parlare, deve prendere posizione
e non può restare neutrale. Deve schierarsi”. (F. M.)
❖ AMICI DELLA MUSICA
Viaggio nelle epoche con Strauss
Prosegue il programma di “Viaggio nelle epoche della
storia musicale” promossa dagli “Amici della musica”.
Tema degli incontri (Sala delle Conferenze della Galleria
nazionale dell’Umbria) è “Richard Strauss, tra crepuscolo
del Romanticismo e alba del Novecento”. L’11 aprile, ore
17.30, Stefano Ragni “Le sanguinarie: Salome e Elektra”.
Prossimo incontro il 24 aprile, ore 17.30, con Alberto
Batisti “Il cavaliere della rosa”. Ingresso libero.
Pagine sull’Umbria,
belle e sconosciute
“P
ubblicare delle pagine inedite
di uno scrittore considerato
tra i maggiori della sua terra,
la Polonia, è certo un punto di orgoglio
e di soddisfazione”, scrive Rita Fanelli
Marini a nome dell’associazione Orfini
Numeister di Foligno presentando un
recente libro del concittadino Arnaldo
Picuti intitolato Pagine sull’Umbria
scritte da Gustaw Herling, uno dei più
grandi scrittori polacchi del secolo scorso.
Noto soprattutto per le memorie degli
anni da lui trascorsi in un gulag sovietico, al termine delle guerra Herling si
stabilì definitivamente a Napoli, ove
sposò una figlia di Benedetto Croce,
partecipando attivamente alla vita letteraria italiana con saggi e articoli su riviste e giornali nonostante l’ostracismo
– per i suoi trascorsi politici - da parte di
certa intellighenzia politicamente connotata.
In seguito a varie visite ad alcune città
dell’Umbria - “regione che prediligo di
più in Italia” e “le città a cui mi sento più
legato”, come si legge nel suo Diario
scritto di notte - scrive: “Sarei volentieri andato ad abitare in questi piccoli
centri ‘a misura d’uomo’, poiché non
amo e rifuggo dal senso di anonimato
delle grandi metropoli. (…) C’è in ogni
cosa un che di irreale, di sonnolento, di
rallentato, ed è così che rimarrà impressa nella mia memoria tutta l’Um-
bria. Una regione a parte, un paese ove
il tempo trascina, poi si ferma e di nuovo riprende il suo pigro corso”.
“Di Assisi - scrive - sono stato letteralmente innamorato”. Di Todi ricorda “la
meravigliosa piazza con la gradinata
che sale alla cattedrale”; di Spello “i rocciosi corridoi delle stradine”, di Bettona
“le mura in origine etrusche”; di Perugia “il piccolo oratorio dei camaldolesi,
San Severo, che viene aperto soltanto
facendone richiesta al guardiano”; di
Orvieto, gli anziani sulle panchine “tendere l’orecchio alle voci del tempo che
passa osservando immobili la facciata
del Duomo”. E vede Bevagna come un
“gioiello in miniatura, con la sua piazza che ha tutto il diritto di comparire
nella prima fila delle celebri piazze delle rinomate cittadine umbre”.
In occasione di un settimanale soggiorno in un monastero di quest’ultima cittadina, di Foligno scrive: “Ecco la sua
piazza, la grande piazza che, nella città
deturpata dagli edifici moderni, riluce
come una perla in un intarsio di scadente fattura. Qui, annuncia una lapide
sulla parete della cattedrale, nell’anno
1206 il giovane figlio di un mercante di
Assisi, il futuro san Francesco, ‘compì il
primo passo verso la sua vita evangelica, vendendo le merci e il cavallo che
possedeva per ricavarne i denari necessari per ricostruire la chiesa di S. Damiano nella vicina Assisi.’ E di fronte,
Piazza Silvestri a Bevagna
nel palazzo del Comune, il bibliofilo Orfini offrì al mondo nell’anno 1472 il primo esemplare a stampa della Divina
Commedia”.
Il nuovo libro dell’avv. Picuti, appassionato anch’egli della storia e delle tradizioni di questa regione come testimonia anche la sua splendida “guida” della collana Le città d’arte, dedicata a Nocera Umbra, è arricchito da dieci originali disegni dell’artista folignate Luigi
Frappi.
Queste pagine che Herlig dedica all’Umbria come dichiarazioni d’amore
per il suo peculiare ambiente naturale
e lo straordinario patrimonio artistico
meritavano dunque di essere pubblicate. Non tanto per solleticare l’orgoglio di
esserci nati o di viverci, quanto per ricordare che solo apprezzando il patrimonio dei padri è possibile assicurare
un degno futuro ai figli.
Vittorio Peri
Intervista al
maestro Fabio
Lombrici che
da un anno e
mezzo dirige
la formazione
bandistica
La Filarmonica di Pila compie 90 anni. I progetti
on si può certo parlare di una
È stata riaperta la scuola di musica,
semplice banda musicale
che oggi conta circa 25 iscritti tra
quando si parla della
propedeutica musicale, flauto, sax,
Filarmonica di Pila… una storia lunga
novant’anni. Abbiamo incontrato il
clarinetti, trombe e percussioni. In
maestro Fabio Lombrici al quale gli
programma un saggio il 31 maggio
abbiamo chiesto di raccontarci la sua
esperienza. “Non è facile per me - dice
- parlare sulla Filarmonica
di Pila, non per mancanza di
idee o argomenti, ma per il
semplice fatto che in questo
anno e mezzo ho conosciuto
augurando una
persone meravigliose con le
quali ho condiviso belle
esperienze musicali che non
saprei da dove o da chi
cominciare… Provo a partire
vi ricorda che è a disposizione per
dall’inizio. Quando Andrea
Cavallucci mi ha presentato
qualsiasi evento civile e religioso,
il presidente Cesare Miseria
pubblico e privato, offrendo un ampio
e insieme mi hanno
chiamato proponendomi di
repertorio di brani e marce, che
dirigere la Filarmonica di
spaziano dal classico al moderno.
Pila sinceramente ho
pensato: ‘O scherzano o
sono matti’. L’unica
esperienza che avevo fino a
quel momento era la
Per informazioni e contatti:
gestione di un gruppo
Silvia Miseria (segreteria): 349.6965230
giovanile, e subentrare alla
e-mail: [email protected]
direzione di una vera
sede: Via della Torre, 13 - 06132 Pila (PG)
filarmonica con 90 anni di
N
La Filarmonica di Pila
buona Pasqua a tutti
storia alle spalle e soprattutto
succedere al m° Paolo Ciacci mi
sembrava follia, però vista la fiducia
che sia Andrea sia Cesare mi hanno
dato ho detto fra me e me ‘perché non
provare?’. Così è nata questa
avventura”. Oggi come valuta tale
esperienza? “A distanza di un anno
posso dire che ho fatto davvero bene
ad accettare questa sfida. Ad oggi
abbiamo all’attivo una decina di
concerti svolti, abbiamo ripreso
vecchie tradizioni come il concerto di
Santa Cecilia e ne vogliamo riprendere
altre come il concerto per il Ss.
Crocifisso, abbiamo avviato
collaborazioni con realtà pilesi quali la
compagnia teatrale Astrolampo di
Luca Biancalana con la quale abbiamo
realizzato un progetto, ‘L’arte è donna’,
per la festa della donna che abbiamo
eseguito sia al sodalizio di San Martino
sia a Pila nella stagione teatrale.
Stiamo portando avanti un progetto
con la poetessa Anna Maria Farabbi
Salmi, presentato a Pila il 2 febbraio e
replicato domenica scorsa a Castel del
Piano. Abbiamo ricostituito la scuola di
musica che oggi conta circa 25 iscritti
tra propedeutica musicale, flauto, sax,
clarinetti, trombe e percussioni. Con le
giovani leve abbiamo in programma
un saggio finale che terremo il 31
maggio, e molto altro ancora…”. Altro
da aggiungere? “Voglio ringraziare i
colleghi e le colleghe Alice Boggi,
Lucia Alunni, Arianna Felicioni,
Filippo Pambianco e Cesare Vincenti, i
ragazzi che si impegnano nello studio
e tutti i genitori per la disponibilità che
dimostrano. Infine ma non per ultimi
voglio ringraziare il presidente Cesare
Miseria per averci creduto, Silvia
Miseria per la disponibilità e
professionalità con le quali adempie ai
lavori di segreteria, Mario Terradura
per la presenza e l’aiuto fondamentale,
e soprattutto tutti i musicanti che siano
storici, riavvicinati o nuovi. Li
ringrazio, oltre che per l’impegno,
l’entusiasmo, la pazienza e la voglia di
mettersi in gioco che hanno;
soprattutto per il bell’ambiente che
siamo riusciti a ricreare insieme, è un
piacere lavorare con loro. La banda è
lo specchio della società, dentro ci si
trova di tutto, e vedere signori di quasi
80 anni che danno consigli e
scherzano con i più giovani o danno
del ‘lei’ a un maestro che ha quasi un
quarto dei loro anni, oltre che farmi
sorridere, mi fa pensare che la società
dovrebbe guardare più alle bande
musicali per trovare davvero buoni
esempi di civile convivenza”.
Marta Ginettelli
VENERDÌ 11 APRILE 2014
LA VOCE CULTURA
Museo diocesano di Spoleto:
inaugurata la mostra “Ave
Verum Corpus, Temi ed
iconografie della Passio
Christi”
IN BREVE
❖ GALLERIA NAZIONALE
Visite guidate gratuite
G
iovedì 10 aprile presso la
Sala Barberini del Museo
diocesano di Spoleto, è stata
inaugurata la mostra “Ave Verum
Corpus, Temi ed iconografie della
Passio Christi”, visitabile fino al 7
settembre. Con l’occasione sono
stati presentati il restauro e il nuovo
allestimento dell’opera
“Deposizione di Cristo” proveniente
dalla chiesa di S. Giuseppe di
Arimatea in Roccatamburo di
Poggiodomo, che negli ultimi anni
era esposta al Museo civico e
diocesano la “Castellina” in Norcia:
si tratta di un gruppo di sculture
lignee policrome della metà del XIII
secolo. È stato illustrato anche il
restauro di due piccoli, preziosi
manufatti del XIV secolo della
collezione del Museo diocesano di
Spoleto: un dittico-reliquiario in
vetro graffito e dorato con la storia
di Gesù e una piccola croce
bifacciale d’altare dipinta a tempera
su tela. “La mostra – afferma la
dott.ssa Stefania Nardicchi,
conservatore del Museo diocesano è di natura iconografica ed
iconologica e si pone come
obiettivo la comprensione
dell’intimo rapporto esistente nel
medioevo fra i testi sacri, la
scultura lignea e la musica. Viene
proposto – prosegue - lo studio di
alcuni ‘usi’ delle opere d’arte sacra
che sono giunti quasi inalterati fino
a noi e l’analisi particolare di
un’epoca in cui le statue erano
‘impiegate’ nelle chiese sia per
l’allestimento di scene
11
Particolare dell’immagine della locandina pubblicitaria dell’evento
L’uso dell’arte sacra
nelle “Passio Christi”
In mostra la “Deposizione
di Cristo” della chiesa di
S. Giuseppe di Arimatea
di Roccatamburo di
Poggiodomo
tridimensionali che per la
partecipazione in processioni e
sacre rappresentazioni, realizzate
soprattutto in occasione della
Settimana santa. L’ambizione della
mostra – conclude la Nardicchi - è
documentare al visitatore che,
qualunque sia stato il loro uso in
antico, le sculture erano dei
‘personaggi’ di un teatro
partecipato da attori e fedeli,
capace di fissare i principali
contenuti della fede cristiana e, allo
stesso tempo, di coinvolgere
emotivamente e di appassionare gli
uditori attraverso una sorta di
‘visibile parlare’”. Alla
presentazione sono intervenuti
mons. Renato Boccardo,
arcivescovo di Spoleto-Norcia,
Fabio De Chirico, soprintendente
per i Beni storici, artistici e
etnoantropologici dell’Umbria;
Giovanna Sapori, professore
ordinario di Storia dell’Arte
moderna all’Università di Roma
Tre; Bruno Bruni, restauratore
Coo.be.c. Spoleto. Al termine, il
coro dei Laudesi Umbri ha eseguito
un’elevazione spirituale sulla
Passio Christi.
“Una Domenica a Quadri” è la nuova iniziativa proposta
dalla Galleria nazionale dell’Umbria da aprile a dicembre
2014. Ogni ultima domenica del mese offrirà a tutti i
visitatori una visita guidata gratuita a tema. Ingresso a
pagamento. Il 27 aprile alle 16.30 la visita riguarderà la
Pala del Signorelli che, in occasione della grande mostra
dedicata all’artista nel 2012, è stata sottoposta a restauro.
Saranno illustrate le tecniche diagnostiche che sono state
utilizzate e le operazioni di restauro, durate quasi un
anno, che hanno portato la Pala all’antico splendore
prima che rientrasse nel percorso espositivo della Galleria
nazionale. Prenotazione allo 075.58668415.
❖ DODECAPOLI ETRUSCA
Candidatura Patrimonio Unesco
È stato firmato a Chiusi il 1° aprile, con Perugia quale
città capofila del progetto, il protocollo d’intesa con le
altre città di origini etrusche facenti parte dell’antica
Dodecapoli etrusca (risalente al 750 a. C): Arezzo,
Cerveteri, Chiusi, Cortona, Grosseto, Piombino, Tarquinia,
Volterra, Castiglione della Pescaia, Formello e Montalto di
Castro. L’accordo prevede di candidare la Dodecapoli
all’iscrizione al patrimonio Unesco. Si tratta di valorizzare
l’idea stessa di città, che in Italia fu reinventata dagli
Etruschi e poi trasmessa a Roma, non soltanto come
conformazione urbanistica ma anche come modello di
convivenza e di organizzazione sociale. Con una delibera
dell’ottobre 2012, il Comune di Perugia decise di avviare
questo percorso insieme alle altre città della Dodecapoli,
elaborando un progetto che valorizzasse i singoli luoghi,
ma soprattutto l’idea di rete di città, anche in relazione al
territorio ed al paesaggio. La direzione del progetto è
stata affidata a Mario Torelli, etruscologo di fama
mondiale, e a Paola Falini (Università La Sapienza). Del
Comitato scientifico fanno parte anche Francesco
Scoppola (Direttore Mibac Umbria), Giovannangelo
Camporeale (Università di Firenze), Isabella Lapi
(Direttore generale Mibac Toscana) e Alfonsina Russo
(Soprintendente ai beni archeologici dell’Etruria
meridionale). I soggetti istituzionali responsabili della
candidatura sono: Comune e Università di Perugia,
Regione Umbria e Regione Toscana.
Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano
esclusivamente il pensiero di chi le scrive.
12
LA VOCE LETTERE&OPINIONI
Papa Francesco offre
“assist” al comunismo...
IL PUNTO
Fecondazione
eterologa sì o no?
I
n questo numero de La Voce
ci sono altre informazioni a
proposito della sentenza della
Corte costituzionale sulla
fecondazione artificiale
eterologa. Mi limito quindi a
qualche annotazione collaterale.
Anzitutto, che cosa ha detto la
Corte? Ha detto che, se la legge
ammette la fecondazione
artificiale “omologa” (ossia
all’interno della coppia), il
principio di uguaglianza non
consente di vietare la
fecondazione artificiale
“eterologa” (ossia con
l’intervento di un estraneo
destinato a rimanere anonimo)
alle coppie che altrimenti non
potrebbero procreare. Ma il
principio di uguaglianza, benché
fondamentale, può essere molto
controverso. Infatti esso obbliga a
trattare in modo uguale
situazioni uguali, e non vieta - e a
volte anzi impone - di trattare in
modo diverso situazioni diverse.
Quindi il problema diventa quello
di stabilire chi è uguale e chi è
diverso; ossia di stabilire quali
siano le differenze che contano e
quelle che non contano. Le
persone sono tutte uguali, e non è
accettabile che una persona sia
trattata in modo diverso solo
perché diverso è il colore della
sua pelle; ma è normale che chi
ha una laurea in Medicina possa
fare il medico e chi non ce l’ha,
no. Quindi, quando la Corte
applica il principio di
uguaglianza fa, in realtà, una
scelta etica, perché vede che una
differenza c’è, ma dice che non
deve contare. Altri potrebbero
fare la scelta etica opposta.
Insomma, queste decisioni sono
uno dei tanti modi nei quali
l’etica e il diritto, che pure sono
cose diverse, interferiscono fra
loro. Ma è anche vero che non
tutto ciò che viene condannato
dall’etica debba essere
condannato anche dal diritto.
Come la legge rinuncia a punire
l’adulterio, così può ammettere
anche la fecondazione eterologa,
che può essere vista come una
forma speciale di adulterio. Ma
tutto questo è secondario davanti
al valore della nuova creatura
che nasce, quale che sia il modo
in cui è stata concepita. Il delitto
inaccettabile è l’aborto, non la
fecondazione eterologa.
Pier Giorgio Lignani
AVVISO AGLI ABBONATI
Purtroppo ci vengono segnalati ritardi e mancate consegne del settimanale. Qualora non riceviate il giornale
entro il venerdì o il sabato vi preghiamo di segnalarcelo (tel. 075 5720397;
email: [email protected])
così che possiamo sollecitare Poste
Italiane per un più puntuale recapito
ed un migliore servizio.
Perugia
Maria Rita Valli
piazza IV Novembre, 6
Tel. 075 572.78.71
[email protected]
Orvieto - Todi
Michela Massaro
Via S. Lorenzo, 18 - todi
3339340325
[email protected]
Terni
Elisabetta Lomoro
piazza Duomo, 9
Tel/fax 0744 546.525
[email protected]
Assisi
Roldano Boccali
Tel. 330417028
[email protected]
Gubbio
Giampiero Bedini
via Monteverdi,2
Tel. 075 927.21.16
[email protected]
Città di Castello
Moreno Migliorati,
piazza Gabriotti,10
Tel. 075 8550167
[email protected]
G
entile Direttore,
ennesimo assist di Papa Bergoglio
al comunismo (volontario o
involontario, lo dirà la storia): “La
povertà è la bandiera del Vangelo, non
del comunismo: è la povertà senza
ideologia” è concetto che riconosce al
comunismo una naturale opzione per i
poveri, quando ogni evidenzia mostra
che il comunismo è la più sicura
fabbrica di poveri, mentre la Chiesa nei
secoli ha creato o favorito, tra tante
altre cose, il credito, le università, i
commerci, base del benessere di massa
e del primato europeo e occidentale,
che hanno ridotto la povertà a
fenomeno assolutamente marginale e
relativo.
Luigi Fressoia
Perugia
Credo che si tratti di una svista
interpretare la frase di Papa
Bergoglio come un “assist” al
comunismo, che la Chiesa ha
condannato e osteggiato
teoricamente e praticamente a
partire dalla seconda metà
dell’Ottocento fino a oggi. È
indubbio però che il comunismo
abbia monopolizzato e persino
strumentalizzato il discorso sui
poveri in contrasto con i ricchi e i
“padroni”, anche se - come lei dice
- negli Stati in cui si è imposto
non ha risolto il problemi della
povertà e della giustizia sociale,
ma semmai li ha aggravati, come
è successo nell’Unione Sovietica e
nei Paesi dell’Est Europa. Ora,
però, se dico che neppure il
capitalismo ha risolto i problemi
realizzando ricchezza e benessere
per tutti come pretendeva e
pretende di fare, non per questo
faccio un “assist” al comunismo.
Secondo il pensiero sociale
cattolico, elaborato dalla “Rerum
novarum” (1891) di Leone XIII
alla “Deus Caritas est” di
Benedetto XVI (2005) e
all’esortazione apostolica
“Evangelii gaudium” di Papa
Francesco, soprattutto nel
secondo capitolo, si trovano i
principi fondamentali propri
dell’agire sociale e politico rivolti
al perseguimento del bene
comune al di fuori delle ideologie
del passato. Purtroppo sui
cristiani si abbatte sempre la
condanna riduttiva e liquidatoria
di posizioni ideologiche o
politiche o economiche che non ci
appartengono.
salvarsi. La tragedia è avvenuta quando
l’impianto era ormai chiuso. I due
giovani hanno però pregato il titolare
di riaprirlo per permettere loro di fare
un lancio in coppia. Ma secondo lei,
che cosa spinge questi giovani a
misurarsi e mettersi in situazioni di
così elevato pericolo? Che cosa
vogliono dimostrare?
A. M.
Non so rispondere. Noto che molti
hanno “paura di avere paura” e
vogliono dimostrare a se stessi e
agli altri di averla superata.
Vogliono dimostrarsi coraggiosi,
forti, superuomini, amanti del
rischio, e invece sono solo
temerari e sciocchi. Mettere a
rischio la vita si può e si deve fare
solo se e quando è richiesto da
una situazione di emergenza per
salvare qualcuno, per difendere
una persona in pericolo,
seguendo il buon senso e la
capacità di discernimento. La
vita è un valore sacro e prezioso
che non si deve mettere a
repentaglio. Si pensi alla
leggerezza con cui ciò avviene
nella guida di auto e moto e
nell’amore alla velocità. Non si
deve tentare Dio né la sorte.
Il mito della velocità
e della novità
D
a qualche tempo si parla molto di
“innovazione”, “creatività”,
“energia”, “cambiamento”,
“giovinezza”, “velocità”. Capita così in
politica ma anche nelle arti, nello
spettacolo, nella didattica, nel
giornalismo, nei media. Osservando
l’uso di queste parole ci si rende conto
di un fenomeno: il tramonto di ogni
“ismo” (progressismo, riformismo,
moderatismo, comunismo, ecc.)
tramonto coevo a quello delle
ideologie. Ogni “ismo” allude a un
sistema di pensiero; invece
l’innovazione veloce ha più l’apparenza
di un fatto: un fatto non ancora
compiuto, un fatto nel suo compiersi,
ma un fatto concreto. Se tutti sono per
la veloce innovazione, e neppure i
conservatori tengono alla
conservazione, significa che la disputa
politica oggi è tutta sulla “genuinità
della velocità e della novità”. Il
desiderio di creatività assegna un
valore massimo alla velocità verso il
nuovo, ma “nuovo” è un aggettivo che
ha diversi significati e applicazioni.
Non è lo stesso se viene anteposto o
posposto. Chi oggi guida il Governo è
un nuovo politico o un politico nuovo?
Il Jobs Act è un restyling di vecchie
strategie liberiste o una veloce e
concreta novità? Le Province saranno
davvero abolite o resteranno lì dove
sono, mascherate da qualcos’altro? La
strategia di Beppe Grillo, per esempio,
è tutta tesa a negare la novità e la
velocità di ciò che nuovo e veloce,
almeno sembra. Il Presidente del
Consiglio con l’eloquio, col modo di
apparire, col modo di proporre è
invece tutto teso a sembrare nuovo e
veloce a tutti i costi. I moduli
comunicativi trasferiti in politica da
altri ambiti hanno questa funzione:
assegnare una credibile marca di
novità alle proprie azioni. Ma
“apparire” non è, di per sé, “essere”.
Nella società contemporanea, però, è
proprio l’“apparire nuovo” ad essere
privilegiato. Per questo i richiami alle
esperienze del passato, alla “tradizione
riformista” e all’“anima progressista”,
non hanno successo: parlano di
continuità e non di stacchi, di identità
e non di trasformazioni. Ciò che è
davvero nuovo, ma non appare tale,
non ha valore nell’odierno ambito
politico. Ma fuori dalla “retorica dei
crono-programmi”, l’innovazione e la
velocità debbono dotarsi di criteri e
tempi di verifica e di efficacia. È vero,
cresce il clima di aspettativa che l’ex
Sindaco ha saputo attivare
positivamente attorno a sé, ma
aumentano anche le perplessità,
perché si teme prevalga quella fretta
che è nemica della velocità. Fretta e
frenesia infatti non sono sinonimi di
HUMOUR
Disegni di Marcello Cruciani
Che cosa spinge tanti
giovani a “buttarsi”?
C
aro Direttore,
ho letto (Sir) che la settimana
scorsa in due giorni si sono sfracellati a
terra, dopo un lancio, ben tre giovani
che si sono buttati con l’ormai triste
sport fasullo detto balcony jumping. Mi
è venuito in mente che qualche anno
fa (2002) una tragedia simile è già
accaduta a Terni. Due giovani sono
morti durante un lancio di bungee
jumping a Ponte Canale, in una gola tra
Polino e Arrone in provincia di Terni. I
moschettoni che assicurano la fune
elastica alla base di lancio hanno
ceduto e i ragazzi sono precipitati nel
vuoto senza alcuna possibilità di
Materiale fotografico
- Archivio La Voce
- Enrico Milanesi (Città
di Castello)
- Gavirati (Gubbio)
- Giancarlo Belfiore
ASSOCIATO
ALL’UNIONE
DELLA STAMPA
PERIODICA
ITALIANA
ISCRITTO ALLA
FEDERAZIONE
ITALIANA
SETTIMANALI
CATTOLICI
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Si raccomanda di non superare
le trenta righe dattiloscritte
celerità ma di guai. La gatta veloce è
prudente. Quella frettolosa fa i gattini
ciechi. La velocità si nutre di tempo.
Perfino il più stringato e veloce
aforisma è frutto di un lungo tempo
meditativo; ed è così che in pochissime
righe può trovare dimora il senso di
una vita intera.
Pier Luigi Galassi
Perugia
Con celerità intanto Renzi ha
ottenuto un risultato: tutti gli enti
pubblici stanno facendo risparmi
e revisioni di costi. Sarà, non
sarà, sufficiente per risolvere i
problemi? Intanto cambia il
trend. Non è poco in un’Italia
spendacciona, scialacquona,
sbruffona impersonata da gente
senza faccia.
Urgono politiche europee
a favore dell’acqua
C
aro Direttore,
più volte si è parlato della
necessità di risparmiare l’acqua, dal
momento che viviamo in un momento
in cui se ne spreca tanta e, seguitando
così, alla fine ci verrebbe a mancare. In
tempi rapidi i Paesi europei potrebbero
concentrare i loro sforzi nella difesa
dell’ambiente e sviluppare un nuovo
modo di produrre. Dovrebbero
disincentivare le produzioni industriali
inquinanti e che necessitano di
quantità enormi di acqua. Dovrebbero
agevolare la ricerca e le produzioni
ecocompatibili come la plastica
ecologica e biodegradabile.
Dovrebbero favorire i carburanti
ecologici. Dovrebbero produrre nuovi
materiali ecologici in particolare per
imballaggi ed edilizia. Dovrebbero
recuperare e trasformare ciò che
rimane degli scarti. Questi prodotti
innovativi, insieme alla produzione di
energia rinnovabile, ridurrebbero
drasticamente l’inquinamento e il
consumo d’acqua. I Paesi europei
dovrebbero investire di più sui trasporti
di merci e di persone su rotaia e, dove
è possibile, sulle vie fluviali e
marittime, per abbassare i costi,
inquinamento e incidenti. Dovrebbero
evitare la formazione di metropoli
costose, inefficenti e ingestibili.
Dovrebbero impedire la costruzione di
nuove autostrade e nuove colate di
cemento lungo le coste, lungo le
arterie stradali in pianura, in collina e
in montagna. L’acqua, se cade
sull’asfalto e sul cemento, va sprecata;
se invece si deposita sulla terra torna in
circolo. Bisogna incentivare le
coltivazioni agricole con metodi di
irrigazione che consentano il risparmio
di acqua. Bisogna estendere le zone
verdi, le zone umide e i boschi. Per
avere più occupazione stabile in
Europa bisogna valorizzare le bellezze
naturali, i laghi, i fiumi, le lagune e i
golfi. L’aumento ingiustificato del costo
dell’acqua e le mancate opere
infrastrutturali hanno provocato in
molti Stati proteste e contestazioni nei
confronti delle multinazionali
straniere. I conflitti fra Stati a causa
dell’acqua finora sono stati contenuti,
ma in futuro le dispute aumenteranno,
perché del petrolio, teoricamente, se
ne potrà fare a meno, dell’acqua no!
Salvatore Bottino
Nocera Umbra
Certo, tutto è legato a
“dovrebbero”.
Direttore responsabile: Elio Bromuri
Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia
tel. 075/57.27.871 • fax 075/57.31.066
[email protected]
Amministrazione e Pubblicità: tel. 075/57.20.397 • fax 075/57.31.066
[email protected]
Registrazione: Tribunale di Perugia N°145
Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione N° 1.304
La testata “La Voce” fruisce dei Contributi Statali diretti
di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250.
Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l., Via Selice 187/189, Imola (Bo)
Abbonamenti
Annuale
Annuale + on-line
Annuale solo on line
Semestrale
Sostenitore
Benemerito
43 e
55 e
35 e
23 e
68 e
150 e
Versamento
in c/c postale n. 11941069
Bonifico Bancario conto
Unicredit Codice Iban
IT 25 D 02008 03027
000029471611 intestato a:
Chiesa di San Severo a Porta
Sole - La Voce
Piazza IV Novembre, 6 06123
Perugia
Desideriamo informarLa
che i dati da lei forniti
saranno trattati secondo le
indicazioni del D. Lgs n. 196
del 30 giugno 2003 (“Codice
in materia di protezione dei
dati personali”).Per ricevere
l’informativa in dettaglio
può rivolgersi presso gli
uffici del settimanale “La
Voce” o contattarci al numero 075.5720397.
Per informazioni
sull’abbonamento:
[email protected]
Stampato su carta riciclata
13
VENERDÌ 11 APRILE 2014
“C
on il Vangelo nelle
periferie
esistenziali” era il
tema del 37º Convegno
nazionale delle Caritas che si è
svolto recentemente a
Cagliari. Il titolo del convegno
si collegava in forma diretta al
magistero di Papa Francesco,
collocando in modo
inequivocabile il tema della
povertà, anzi, dei poveri al
centro della riflessione
ecclesiale. Il Papa ci sprona a
ricercare Cristo nella “carne
viva” delle persone, attraverso
un’uscita da noi stessi,
nell’incontro, nell’accoglienza
fraterna, nella solidarietà e nel
servizio. Questo rappresenta
un costante stimolo di verifica
per la comunità cristiana. La
situazione di crisi stagnante,
confermata dai molteplici
rapporti sulla povertà,
interroga in modo insistente le
nostre comunità in ordine a
quali siano gli strumenti, i
luoghi e i percorsi da animare
al fine di rimanere testimoni
credibili dell’Evangelo e
annunciatori di liberazione
nelle periferie esistenziali e
sociali dell’umanità. Ripetuti
gli inviti che ci giungono da
parte di Papa Francesco a
essere cristiani in grado di
incontrare gli uomini là dove
sono, a tornare ad abitare i
Le “periferie” umane:
cantieri di carità
† Benedetto Tuzia*
contesti esistenziali
più periferici e lontani
per incontrarvi
l’Uomo negli ultimi. È
stato detto che il
Convegno dello
scorso anno a
Montesilvano era “il
calcio di inizio”,
Cagliari la continuazione della
partita. A Montesilvano ci si
era interrogati intorno al “da
dove” arriviamo e al “verso”
dove sentiamo di dover
camminare, ma non ci si era
ancora interrogati rispetto al
“come” poter arrivare là dove
pensiamo che sia lo scenario
del futuro. Il lavoro svolto dai
convegnisti ha cercato di
trasformare lo scenario
intravisto lo scorso anno in
piste di lavoro più concrete,
guidati da altri interrogativi,
inerenti appunto al “come”
arrivare a un porto sicuro.
Il convegno è stato illuminato
dalla meditazione del priore di
Bose, Enzo Bianchi: una
riflessione che ha
indicato la via della
ricerca di Cristo
attraverso l’incontro
con il volto del
prossimo, a partire da
quello più deturpato,
facendogli dono non
solo dei beni ma
soprattutto di noi stessi. In una
parola: la pratica della
misericordia, la carezza di Dio
sulle ferite delle nostre
miserie. “La povertà è di tutti.
È quasi una ‘parola prima’,
grazie e attorno alla quale si
può costruire il lessico
dell’umano. Senza la povertà
non saremmo umani, ma pieni
di noi stessi e dunque vuoti…”.
Sono alcuni passaggi di una
seconda relazione che invita i
partecipanti a scoprire la
povertà come dato
antropologico, originario di
ogni uomo. A Cagliari si sono
ritrovate anche le Caritas
umbre, con i loro responsabili
e i loro direttori; Caritas da
tanti anni impegnate a
Un momento del Convegno della Caritas a Cagliari (foto F.M. Carloni)
promuovere la carità nelle
rispettive Chiese. Un servizio
di animazione che, attraverso
la pedagogia dei fatti, fornisce
sostegno immediato a quanti
si trovano nella necessità:
dall’offrire un pasto al
contributo per l’affitto della
casa, dall’aiuto per la perdita
di lavoro al sostegno della
famiglia, dalla vicinanza a chi
è nella malattia
all’accompagnamento di chi è
fragile psicologicamente.
L’auspicio è che la Caritas
prosegua “con passione e con
equilibrio” il proprio lavoro,
che coniuga testimonianza e
servizio, profezia e realismo,
condivisione sugli altri valori,
“senza cui è difficile
immaginare autentica
prossimità evangelica”. Il
“convenire” a Cagliari delle
Caritas diocesane e, poi,
l’occasione per lo scambio di
esperienze e speranze ha
riacceso nei cuori di ciascuno
le motivazioni profonde per
seguire Gesù nel servizio alla
Chiesa e agli uomini.
* Vescovo di Orvieto - Todi
La Voce & Umbria Radio
30 anni da protagonisti
SABATO 3 MAGGIO
Perugia - Sala del Dottorato, ore 18
Celebrazione dei 60 anni del settimanale La Voce
e dei 30 anni dell’emittente Umbria Radio
Intervengono:
Marco Tarquinio, direttore Avvenire
Paolo Bustaffa, coordinatore di Eurocom - Giornalisti per
l’Europa
Antonio Preziosi, già direttore di Radio Uno
Elio Bromuri, direttore La Voce
Paolo Giulietti, direttore Umbria Radio
Cattedrale di San Lorenzo, ore 21
J. S.Bach, Messa in Si minore - BWV 232
Saluto del card. Gualtiero Bassetti ai partecipanti
Esecuzione a cura del coro Accademia degli Unisoni
e dell’Orchestra da camera di Perugia,
direttore: Leonardo Lollini,
solisti: Marinella Pennicchi (soprano), M. Grazia Pittavini
(soprano), Gloria Banditelli (contralto), Baltazar Zuniga (tenore),
Mauro Borgioni (basso).
LA VOCE
14
Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve
VENERDÌ 11 APRILE 2014
LA VOCE
Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve
La voce degli studenti
A tu per tu con i problemi
delle comunità immigrate
U
Il Vescovo incontra
i cattolici di origine
straniera che vivono
nel capoluogo
P
roseguendo la visita pastorale,
il card. Bassetti ha visitato alcune comunità cattoliche di
immigrati presenti a Perugia. La sintesi di queste giornate è nelle parole
del Vescovo: “Il percorso d’integrazione è difficile, ma si può fare”. Infatti, provando a fare un bilancio insieme all’ incaricato pastorale dei
migranti padre Jean Koutua, da
questa serie di incontri è emerso che
le maggiori difficoltà sono legate al
tema dell’integrazione.
A soffrirne maggiormente è la comunità africana. Come precisato da
padre Jean, “chi emigra dall’Africa
sente molto la differenza dovuta al
colore della pelle. E purtroppo a volte, solo per questo motivo, subisce
discriminazioni”. Anche il Cardinale
ha tenuto a sottolineare che “gli africani sono coloro che, tra gli immigrati, ricevono più umiliazioni”. A
confermarlo è stata la testimonianza
di una ragazza secondo cui le persone di colore vengono percepite come esclusivamente bisognose di aiuto. “Sarebbe necessario - ha aggiunto - trovare un modo per far sì che le
comunità si integrino con le parrocchie. Bisognerebbe far capire che anche noi immigrati abbiamo qualcosa
da offrire”.
La comunità africana è rappresentata a Perugia da gruppi del Camerun,
Costa d’Avorio, Togo, Benin e Nigeria. Si riunisce regolarmente a Villaggio San Francesco per celebrare
la liturgia. Come specifica padre
Jean, l’unica distinzione tra anglofoni e francofoni: “In Africa, anche all’interno della stessa nazione, ci sono
molteplici etnie. Per questo si è cercato di evitare ulteriori divisioni”.
“Di passaggio” dall’Est
Le popolazioni dell’Europa dell’Est
sembrano invece meglio integrate.
Dalla Polonia e dall’Ucraina arrivano
principalmente donne che lavorano
come badanti. Tuttavia anche in queste comunità si riscontrano problematiche, sebbene di natura diversa
rispetto a quelle africana. Come afferma padre Jean: “Non sempre le
famiglie presso le quali queste persone prestano servizio concedono loro del tempo per andare a messa, e
questo è un duro colpo per l’immigrato”. Lo stesso incaricato pastorale ha poi rimarcato: “Per ogni immigrato la presenza di un Padre è fondamentale”, ad evidenziare la necessità di un sacerdote che faccia loro da guida.
La comunità ucraina è presente a Perugia da dieci anni; la chiesa è il suo
principale punto di riferimento e può
contare su don Igor Kupra. Padre
Jean ha sottolineato che non si può
dire la stessa cosa per la comunità
polacca: “Non ha un Padre, una guida su cui fare affidamento. Attualmente c’è padre Miroslav, appartenente ai Missionari di Gesù Misericordioso, ma la sua presenza a Perugia è legata solo a motivi di studio”.
Da questi incontri è emerso anche
che sono molto diversi i motivi che
hanno spinto le persone a emigrare.
Ci sono infatti coloro che vengono
nel nostro Paese con lo scopo di lavorare, guadagnare, permettere ai
loro figli di studiare, e poi fare ritorno nella loro terra natale (ucraini e
polacchi). Invece, coloro che provengono dall’Africa e dall’America
Latina cercano una permanenza più
stabile e, per questo motivo, a spostarsi è l’intera famiglia, figli compresi. Tuttavia, negli ultimi anni, a
causa della crisi che attanaglia il nostro Paese, si è registrato che molti
emigranti africani vengono qui solamente “di passaggio” poiché sperano
di raggiungere altri Paesi come
Francia, Belgio e Inghilterra.
Le difficoltà dei “latinos”
Proseguendo nel bilancio, padre
Jean ha affermato che gli immigrati
provenienti dall’America Latina (Perù, Ecuador, Brasile, Messico) presentano principalmente due problematiche. “Questa comunità, che fa
capo alla chiesa di San Sisto, è molto
frammentata al suo interno. Ognuno
tende a creare la propria associazione e a venerare la propria ‘statuetta’.
È accettabile che ognuno abbia la
propria devozione, ma non si deve
mai perdere di vista il fatto che si deve essere un’unica comunità cristiana”.
L’altro problema inerente questa comunità, evidenziato da padre Jean, è
l’educazione dei giovani: “Molti genitori sono impegnati tutto il giorno
con il lavoro e non riescono a dedicarsi a sufficienza ai propri figli. Il risultato è che i ragazzi sono spesso
abbandonati a se stessi, frequentano
cattive compagnie ed entrano, talvolta, in alcuni mondi pericolosi come quello della droga. Molte ragazze, seppure giovanissime, sono già
madri”.
Ecumenismo romeno
In queste giornate, il card. Bassetti
ha incontrato anche la Chiesa ortodossa romena, coordinata da padre
Ionut Radu. Lo stesso Radu ha sottolineato come questa collaborazione tra le due Chiese sia fondamentale: “Se oggi possiamo parlare di comunità ortodossa romena e festeggiare i cinque anni dalla prima liturgia per fedeli ortodossi a Perugia, è
solo grazie all’aiuto che ci offre la
Chiesa cattolica”.
Come spiegato dallo stesso sacerdote, in Italia ci sono comunità ortodosse che, pur essendo numerose,
non hanno un luogo dove celebrare
il proprio culto. Qui a Perugia, invece, hanno a loro disposizione la chiesa di San Fiorenzo, nella quale celebrano la liturgia, si incontrano e fanno catechismo ai loro figli. Come ribadito dal Cardinale, “questi incontri
dimostrano l’unità della nostra Chiesa. Abbiamo tradizioni proprie e cerimonie diverse, ma rimaniamo pur
sempre una sola Chiesa”.
Michele Mencaroni
IMMIGRATI A PERUGIA
Secondo i dati Istat, risalenti al 2011 (data
dell’ultimo censimento), i cittadini non
comunitari residenti a Perugia sono
52.582. Tra questi i più numerosi sono gli
albanesi (12.999), seguiti da marocchini
(9.609) e ucraini (3.361). Rilevante anche la
presenza asiatica con cinesi (1.912) e
filippini (1.055). I dati dell’Istat circa i
residenti stranieri in generale - inclusi i
cittadini Ue - attestano che le prima
collettività estera nella nostra regione per
numerosità è quella romena. Il ministero
degli Interni ha invece analizzato i motivi
del soggiorno nella nostra regione, e
dall’elaborazione dell’Istat è emerso che il
principale motivo è quello familiare,
seguito dal lavoro, dallo studio e, infine, da
quello di asilo politico o umanitario.
Bassetti risponde al saluto dei carcerati che lo chiamano da dietro le sbarre delle celle mentre sta lasciando il carcere di Capanne
A
nche ora ch’è Cardinale Gualtiero
Bassetti fa il possibile per continuare ad
essere l’arcivescovo della diocesi
perugino pievese. Così, quando gli chiediamo di
poterlo incontrare per tirare le fila di questa
prima parte della Visita pastorale dedicata alle
“Attenzioni d’ambiente” (gli appuntamenti si
sono conclusi questa settimana), non dice di no
e riesce a ritagliarsi un po’ di tempo in una
giornata piena, iniziata al mattino presto. Tra
l’altro è una giornata particolare perché il 7
aprile è il suo compleanno. Anche per questo il
telefono squilla, ripetutamente. Lo chiamano
per fargli gli auguri. Prima di arrivare in
episcopio è passato in ospedale a far visita a dei
malati, e prima ancora è stato a Città della Pieve
dove i preti che erano seminaristi negli anni in
cui è stato Rettore del Seminario di Firenze si
sono dati appuntamento per far festa con il loro
vecchio rettore oggi cardinale. In tutto
un’ottantina, che quando è entrato hanno
cominciato a dirsi “ecco il Cardinale!”. E lui,
Bassetti, s’è girato verso la porta per vedere il
Cardinale che arrivava! Il discorso sulla Visita
pastorale inizia proprio con una battuta sull’età.
“La visita pastorale è stata preparata molto
bene dal Vicario e dai responsabili pastorali.
Solo che - fa pausa, e sorride - il programma era
calibrato sulle sue forze e non su quelle d’uno
di 72 anni!”. Nonostante la fatica, però, gli si è
Il vescovo Bassetti racconta
parole ed emozioni della Visita
pastorale fatta tra immigrati,
lavoratori, malati, studenti
confermata come buona “l’intuizione venuta dal
Consiglio presbiterale di anteporre alla Visita
pastorale nelle parrocchie questo periodo di
incontri con il mondo del lavoro, della salute,
dell’università e degli immigrati”. Nella visita
alle parrocchie incontrerà le realtà ecclesiali,
gruppi dei catechisti, della Caritas, per la
liturgia e così via, e potrà verificare anche “se e
come funzionano le unità pastorali” la cui
realizzazione rappresenta “la sfida più
impegnativa perchè la tentazione è di
proseguire come prima evitando il nuovo che è
difficile da affrontare, fa problema”. Ma in
questo modo “non si evangelizza” se è vero,
come dice Papa Francesco, che nelle nostre
parrocchie “c’è molta attività pastorale e poca
evangelizzazione”. Tema che affronterà nella
sua prossima Lettera pastorale, alla quale sta
lavorando. La Visita è stata ricca di incontri ai
quali l’Arcivescovo si è presentato come uno
che ascolta e così ha raccolto emozioni,
problemi, racconti, richieste di aiuto. “Sono un
pastore” dice Bassetti quando gli chiedo se la
parola che meglio rappresenta questi incontri
può essere “misericordia”. “A stare con tanta
gente ho capito che il cuore di Dio è più grande
del tetto della Chiesa. La Chiesa deve imitare,
annunciare la misericordia di Dio, ma non è la
misericordia di Dio”. Bassetti non fa un bilancio
di questi mesi perchè “sarà compito del Vicario
e dei responsabili degli uffici pastorali”, ma i
volti incontrati, le voci ascoltate ora sono parte
della sua vita. Ha in mente le “situazioni di
povertà e fragilità inimmaginabili” di cui hanno
parlato i medici di famiglia “che conoscono le
situazioni familiari come i nostri preti, anzi
rispetto a loro hanno un monitoraggio della
situazione più ampio perché incontrano tutti,
anche credenti di altre religioni e non credenti”.
Ha nel cuore i volti delle madri che tra le mura
dell’ospedale “vivono in simbiosi con i loro
bambini malati”, e in particolare quel bambino
di 7 o 8 anni di cui gli avevano detto “non sa più
cos’è un sorriso”, tanto era il tempo che la
malattia lo teneva in ospedale. “M’è venuto
spontaneo mettergli sulla testa lo zucchetto
rosso e lui m’ha guardato allo specchio e ha
sorriso divertito. Per dare consolazione a quella
giornata - racconta Bassetti - sarebbe bastato il
sorriso di quel bimbo!”. Anche l’incontro con i
carcerati gli ha regalato sorprese, come quelle
persone “anche di religione musulmana,
In corsia accanto ai malati in modo semplice e fraterno
Nel corso
della visita
pastorale, il
card. Bassetti
ha riservato
una quindicina
di incontri al
mondo della
sanità
I
l senso della morte e del
dolore, la vocazione di medico,
l’assistenza quotidiana delle
persone malate, la dignità umana
a prescindere dallo stato fisico, le
fragilità, fisiche e psicologiche,
della nostra contemporaneità.
Attraverso i circa quindici incontri
che l’arcivescovo di Perugia - Città
della Pieve, mons. Gualtiero
Bassetti, ha riservato al mondo
della sanità si è esplorata nel
profondo la dimensione più
difficile e delicata della vita
umana. “Il Cardinale – racconta il
dott. Stefano Cusco,
direttore dell’ufficio
diocesano per la
Pastorale della salute –
ha saputo incontrare
l’uomo in modo diretto,
fraterno e discreto.
Questa sua grande
umanità è stata
percepita e apprezzata,
tanto che l’Arcivescovo
ha ricevuto una grande
accoglienza in tutti gli
incontri. Sicuramente –
continua – una delle
punte più significative
della visita è stata la giornata
trascorsa all’ospedale Santa Maria
della Misericordia di Perugia il 25
febbraio, in particolare durante le
visite ai reparti più difficili, come
quelli di Ematologia e
Oncoematologia pediatrica, dove i
bambini hanno preparato un
piccolo spettacolo per il Cardinale
e gli hanno scritto una lettera.
L’Arcivescovo è entrato nelle
stanze e ha visitato i malati in
maniera semplice e fraterna,
volutamente con pochissime
persone al seguito. Lo stesso si
può dire per la visita all’hospice di
Monteluce e al Csm per il mondo
della malattia psichica, così
complesso e ancora poco
compreso e conosciuto. Un altro
appuntamento molto interessante
– aggiunge il dott. Cusco – è stato
quello con i medici di famiglia,
che sempre più del parroco
diventano ricettori dei bisogni dei
loro pazienti. Attraverso le loro
esperienze, i medici hanno
esposto le fragilità e le povertà con
cui si trovano tutti i giorni a dover
fare i conti: anziani soli, giovani
coppie in difficoltà, disabili…”.
Volendo delineare un filo rosso
che ha unito i vari incontri, sono
tre i punti da sottolineare secondo
il dottor Cusco. “Per prima cosa, è
emerso con grande forza – spiega
– la richiesta del significato
profondo dell’esistenza umana e
del valore della dignità dell’uomo,
a prescindere dal suo stato di
salute, e la volontà di riscoprire
nei medici, soprattutto in quelli
cattolici, la vocazione e
motivazione al servizio,
incontrando l’uomo e non la
malattia. In secondo luogo, è
evidente la solitudine e la fragilità
crescente che sta investendo la
nostra società nei suoi vari livelli.
Molto importante, infine –
conclude Cusco –, anche la
richiesta dei vari operatori sanitari
di potersi riconoscere, di fare rete
per mantenere un filo conduttore
tra di loro e aiutarsi a vicenda.
L’esperienza della collaborazione
con la Caritas già attiva in vari
settori ed emersa nel corso degli
incontri è un esempio concreto di
questa spinta all’unione e alla
condivisione”.
L. L.
uomini, che mi chiedevano come si fa a
cambiare? Cosa vuol dire convertirsi e rientrare
in se stessi? Qualcuno - aggiunge - mi ha anche
parlato dell’importanza della confessione!”. E
gli immigrati, prosegue Bassetti “mi hanno fatto
capire che la crisi che viviamo tutti e che mi
hanno ben raccontato i lavoratori che ho
incontrato, per loro è dieci volte peggiore
perché per la lingua hanno difficoltà a farsi
capire dalla gente, sono più soli e a volte hanno
difficoltà anche ad avvicinare i sacerdoti che
pensano che vadano solo a chiedere
l’elemosina”. Ed è con gli occhi degli immigrati
che guarda alle devozioni popolari, come la
processione dei “Milagros” per fare un esempio,
che “per loro sono un modo importante di
vivere la fede”. Negli incontri con il mondo
dell’univerità ha incontrato molti giovani che lo
hanno accolto con curiosità e con interesse.
Non ha ricevuto nè contestazioni nè offese.
“Oggi i giovani non sono più arrabbiati ma sono
fragili”. Tra i tanti ricorda le parole di uno
studente, rappresentante della sinistra
universitaria, che si è definito agnostico. “Mi ha
detto - racconta Bassetti - ‘noi siamo come
gocce d’acqua e le gocce si disperdono. Voi
Chiesa, voi professori e educatori, dovete essere
come due mani che si congiungono e
raccolgono le gocce d’acqua’”.
Maria Rita Valli
Gli incontri del
card. Gualtiero
Bassetti con il mondo
dell’Università
e dei collegi cattolici,
in ascolto dei
“discenti” e dei
docenti
na sfida
educativa che
passa, prima di
tutto, attraverso la
crescita umana. È
questa la grande meta
a cui punta
l’Università, tanto più
in una città
accademica per
eccellenza come
Perugia, terra di ben
quattro atenei (inclusi
Conservatorio e
Accademia). A essi,
dove si formano
giovani menti,
professionisti ma
soprattutto uomini del
futuro provenienti da
ogni parte d’Italia e nel caso
dell’Università per
Stranieri - del mondo,
il cardinale
arcivescovo Gualtiero
Bassetti non poteva
non dedicare la
propria attenzione.
Studenti, docenti,
personale, collegi si
sono raccontati nei
vari incontri iniziati il
mercoledì delle Ceneri
con la tradizionale
celebrazione nella
Chiesa dell’Università e terminati
mercoledì scorso con la visita al
Conservatorio. In mezzo la visita
all’Università degli studi, alla Stranieri,
all’Accademia, nonché all’Onaosi;
l’incontro con gli studenti in mensa, fuori
sede, con le associazioni, i confronti con
docenti, ricercatori e con i gestori dei
collegi cattolici.
Gli studenti
I veri protagonisti delle “attenzioni di
ambiente” del mondo universitario sono
stati i ragazzi. Con loro il Cardinale ha
condiviso momenti di riflessione e scambio
che lo hanno piacevolmente colpito, come
lui stesso ha ribadito in varie occasioni. I
ragazzi hanno interrogato l’Arcivescovo su
grandi temi di carattere etico, ma hanno
anche manifestato le loro fragilità. “Non
vogliamo essere solo dei numeri - è stato
l’appello di molti - ma persone capaci di
realizzarsi professionalmente e
umanamente. Non pretendiamo di essere il
cambiamento, ma vogliamo farne parte”.
Un appello a cui Bassetti ha risposto con la
metafora dell’acqua: “Ciascuno di noi è
una goccia - ha ribadito in più occasioni -,
ma queste gocce per
non disperdersi,
hanno bisogno di un
contenitore. Io, la
Chiesa, vi dò queste
mani per raccoglierle
e farle diventare
qualcosa di più
grande”. Tante anche
le esperienze di
accoglienza e
fratellanza, come nel
caso dei ragazzi di
altri Paesi che
studiano alla Stranieri
o dei giovani fuori
sede ospitati nei nove
collegi cattolici della
città. Per tutti Perugia
ha saputo essere una
“seconda famiglia”,
piena di rapporti
umani sinceri, affetto
e tolleranza.
I docenti
L’incontro principale
che ha riguardato il
mondo docente è stato
quello che si è svolto
il 1° aprile al centro
Mater Gratiae di
Montemorcino. In
quell’occasione (ma le
stesse tematiche sono
state riprese anche in
altri incontri) professori e ricercatori
hanno raccontato la loro esperienza
educativa. L’esiguo numero di professori
ha consentito una analisi approfondita
della situazione. Cosa è emerso? Di sicuro
il cambiamento che ha investito in questi
anni il mondo accademico – costretto a
ritmi molto veloci e a una carenza di
risorse ormai consolidata – e quello
studentesco. Agli occhi dei loro docenti, i
ragazzi appaiono sempre più fragili, soli e
in cerca di punti fissi, ed è sempre più forte
l’esigenza di istituire, al fianco del lavoro
già in corso da parte della Pastorale
universitaria, nuovi percorsi di sostegno
per gli studenti, affinché non si scoraggino,
non abbandonino gli studi, possano
diventare uomini e donne soddisfatti e
appagati professionalmente e
umanamente. Dalle testimonianze dei
professori sono risultate anche le difficoltà
della professione di educatori. Storie di
ricercatori e docenti precari, non retribuiti
o attualmente senza lavoro nei vari atenei
della città, a riprova di una sofferenza dei
professionisti della cultura che sta
investendo tutto il nostro Paese.
Laura Lana
VISITA PASTORALE. Gli incontri con dipendenti e imprese
Tra i lavoratori che lottano contro la crisi
A
gricoltura, impresa, commercio,
artigianato, cooperative e terzo settore. Il mondo del lavoro è stato sicuramente il settore più eterogeneo che
l’Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve abbia deciso di incontrare nell’ambito della visita
pastorale. Eterogeneo e complesso, nelle diversità di esigenze e di vissuti fra i vari settori,
ma anche nella difficoltà della contingenza economica attuale che ha colpito tutti gli ambiti,
senza distinzioni.
La mancanza di lavoro, il crescente peso fiscale, il gravoso obbligo della burocrazia, il senso
di scoraggiamento e sfiducia, la voglia, al contempo, di portare avanti la propria professione
svolta con passione e determinazione. Tutto
questo (e molto di più) è stato oggetto dei vari
incontri a cui il card. Bassetti ha partecipato
per tutto il mese di marzo: la visita alle aziende
Trafomec e Clam, Confcoperative, il Circolo dipendenti di Perugia, il mondo dell’agricoltura,
del pubblico impiego, la piccola e media im-
presa. Un tessuto economico e sociale che costituisce la spina dorsale della città di Perugia
e che è in una sofferenza comune e prolungata.
Quante le testimonianze di fatica di fronte ai
conti che non tornano, e quante quelle di compassione verso i tantissimi che ogni giorno bussano alle porte delle diverse attività in cerca di
un lavoro. Ma non solo. Se c’è un dato incontrovertibile è la passione dei lavoratori che si
sono raccontati all’Arcivescovo; la determinazione, la creatività di rinnovarsi, il coraggio di
fare scelte difficili e di scommettere su se stessi e il proprio futuro.
A dare una parola unitaria sulle varie esperienze è mons. Fausto Sciurpa, direttore dell’ufficio per i Problemi sociali e il lavoro, che ha
seguito i vari incontri al fianco dell’Arcivescovo. Sono tre, secondo la sua visione, i punti da
mettere in evidenza. “In primo luogo – sottolinea mons. Sciurpa – il grande apprezzamento
che questi incontri hanno riscosso. I presenti
hanno sentito un’attenzione importante e positiva da parte del Cardinale nei loro confronti e
ne sono rimasti colpiti, tanto da chiedere ulteriori incontri futuri. Quello che si è percepito è
stata la vicinanza della Chiesa, nella figura dell’arcivescovo, in un momento così difficile, la
sensazione di una presenza reale che prescinde anche da quello che poi, fattivamente, si può
e si potrà fare”.
“In secondo luogo – continua don Fausto – è innegabile che emergono delle forti preoccupazioni legate alla crisi. La lamentela più frequente che abbiamo sentito è stata quella nei
confronti dei troppi vincoli burocratici che lo
Stato impone e che aggravano un’attività lavorativa quotidiana già impegnativa, sottraendo
energie e costituendo degli inciampi al motore
economico. Il problema centrale resta, comunque, il lavoro che non c’è. Abbiamo sentito chiaramente la pesantezza della situazione attuale,
i cui problemi vanno al di là della nostra città e
assumono una dimensione sovranazionale”.
“In ultima analisi – conclude mons. Sciurpa – la
nota positiva che abbiamo percepito nel corso
di questi incontri nel mondo del lavoro è stata
la maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, delle realtà e delle persone che li circondano. Una maggiore solidarietà e una maggiore condivisione tra gli operatori sono punti
emersi fortemente nel corso delle visite. Le difficoltà comuni hanno risvegliato l’idea di aiutarsi gli uni gli altri, così da trovare e dare più
spazio a tutti”.
L. L.
15
LA VOCE
14
Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve
VENERDÌ 11 APRILE 2014
LA VOCE
Visita Pastorale Perugia.Città della Pieve
La voce degli studenti
A tu per tu con i problemi
delle comunità immigrate
U
Il Vescovo incontra
i cattolici di origine
straniera che vivono
nel capoluogo
P
roseguendo la visita pastorale,
il card. Bassetti ha visitato alcune comunità cattoliche di
immigrati presenti a Perugia. La sintesi di queste giornate è nelle parole
del Vescovo: “Il percorso d’integrazione è difficile, ma si può fare”. Infatti, provando a fare un bilancio insieme all’ incaricato pastorale dei
migranti padre Jean Koutua, da
questa serie di incontri è emerso che
le maggiori difficoltà sono legate al
tema dell’integrazione.
A soffrirne maggiormente è la comunità africana. Come precisato da
padre Jean, “chi emigra dall’Africa
sente molto la differenza dovuta al
colore della pelle. E purtroppo a volte, solo per questo motivo, subisce
discriminazioni”. Anche il Cardinale
ha tenuto a sottolineare che “gli africani sono coloro che, tra gli immigrati, ricevono più umiliazioni”. A
confermarlo è stata la testimonianza
di una ragazza secondo cui le persone di colore vengono percepite come esclusivamente bisognose di aiuto. “Sarebbe necessario - ha aggiunto - trovare un modo per far sì che le
comunità si integrino con le parrocchie. Bisognerebbe far capire che anche noi immigrati abbiamo qualcosa
da offrire”.
La comunità africana è rappresentata a Perugia da gruppi del Camerun,
Costa d’Avorio, Togo, Benin e Nigeria. Si riunisce regolarmente a Villaggio San Francesco per celebrare
la liturgia. Come specifica padre
Jean, l’unica distinzione tra anglofoni e francofoni: “In Africa, anche all’interno della stessa nazione, ci sono
molteplici etnie. Per questo si è cercato di evitare ulteriori divisioni”.
“Di passaggio” dall’Est
Le popolazioni dell’Europa dell’Est
sembrano invece meglio integrate.
Dalla Polonia e dall’Ucraina arrivano
principalmente donne che lavorano
come badanti. Tuttavia anche in queste comunità si riscontrano problematiche, sebbene di natura diversa
rispetto a quelle africana. Come afferma padre Jean: “Non sempre le
famiglie presso le quali queste persone prestano servizio concedono loro del tempo per andare a messa, e
questo è un duro colpo per l’immigrato”. Lo stesso incaricato pastorale ha poi rimarcato: “Per ogni immigrato la presenza di un Padre è fondamentale”, ad evidenziare la necessità di un sacerdote che faccia loro da guida.
La comunità ucraina è presente a Perugia da dieci anni; la chiesa è il suo
principale punto di riferimento e può
contare su don Igor Kupra. Padre
Jean ha sottolineato che non si può
dire la stessa cosa per la comunità
polacca: “Non ha un Padre, una guida su cui fare affidamento. Attualmente c’è padre Miroslav, appartenente ai Missionari di Gesù Misericordioso, ma la sua presenza a Perugia è legata solo a motivi di studio”.
Da questi incontri è emerso anche
che sono molto diversi i motivi che
hanno spinto le persone a emigrare.
Ci sono infatti coloro che vengono
nel nostro Paese con lo scopo di lavorare, guadagnare, permettere ai
loro figli di studiare, e poi fare ritorno nella loro terra natale (ucraini e
polacchi). Invece, coloro che provengono dall’Africa e dall’America
Latina cercano una permanenza più
stabile e, per questo motivo, a spostarsi è l’intera famiglia, figli compresi. Tuttavia, negli ultimi anni, a
causa della crisi che attanaglia il nostro Paese, si è registrato che molti
emigranti africani vengono qui solamente “di passaggio” poiché sperano
di raggiungere altri Paesi come
Francia, Belgio e Inghilterra.
Le difficoltà dei “latinos”
Proseguendo nel bilancio, padre
Jean ha affermato che gli immigrati
provenienti dall’America Latina (Perù, Ecuador, Brasile, Messico) presentano principalmente due problematiche. “Questa comunità, che fa
capo alla chiesa di San Sisto, è molto
frammentata al suo interno. Ognuno
tende a creare la propria associazione e a venerare la propria ‘statuetta’.
È accettabile che ognuno abbia la
propria devozione, ma non si deve
mai perdere di vista il fatto che si deve essere un’unica comunità cristiana”.
L’altro problema inerente questa comunità, evidenziato da padre Jean, è
l’educazione dei giovani: “Molti genitori sono impegnati tutto il giorno
con il lavoro e non riescono a dedicarsi a sufficienza ai propri figli. Il risultato è che i ragazzi sono spesso
abbandonati a se stessi, frequentano
cattive compagnie ed entrano, talvolta, in alcuni mondi pericolosi come quello della droga. Molte ragazze, seppure giovanissime, sono già
madri”.
Ecumenismo romeno
In queste giornate, il card. Bassetti
ha incontrato anche la Chiesa ortodossa romena, coordinata da padre
Ionut Radu. Lo stesso Radu ha sottolineato come questa collaborazione tra le due Chiese sia fondamentale: “Se oggi possiamo parlare di comunità ortodossa romena e festeggiare i cinque anni dalla prima liturgia per fedeli ortodossi a Perugia, è
solo grazie all’aiuto che ci offre la
Chiesa cattolica”.
Come spiegato dallo stesso sacerdote, in Italia ci sono comunità ortodosse che, pur essendo numerose,
non hanno un luogo dove celebrare
il proprio culto. Qui a Perugia, invece, hanno a loro disposizione la chiesa di San Fiorenzo, nella quale celebrano la liturgia, si incontrano e fanno catechismo ai loro figli. Come ribadito dal Cardinale, “questi incontri
dimostrano l’unità della nostra Chiesa. Abbiamo tradizioni proprie e cerimonie diverse, ma rimaniamo pur
sempre una sola Chiesa”.
Michele Mencaroni
IMMIGRATI A PERUGIA
Secondo i dati Istat, risalenti al 2011 (data
dell’ultimo censimento), i cittadini non
comunitari residenti a Perugia sono
52.582. Tra questi i più numerosi sono gli
albanesi (12.999), seguiti da marocchini
(9.609) e ucraini (3.361). Rilevante anche la
presenza asiatica con cinesi (1.912) e
filippini (1.055). I dati dell’Istat circa i
residenti stranieri in generale - inclusi i
cittadini Ue - attestano che le prima
collettività estera nella nostra regione per
numerosità è quella romena. Il ministero
degli Interni ha invece analizzato i motivi
del soggiorno nella nostra regione, e
dall’elaborazione dell’Istat è emerso che il
principale motivo è quello familiare,
seguito dal lavoro, dallo studio e, infine, da
quello di asilo politico o umanitario.
Bassetti risponde al saluto dei carcerati che lo chiamano da dietro le sbarre delle celle mentre sta lasciando il carcere di Capanne
A
nche ora ch’è Cardinale Gualtiero
Bassetti fa il possibile per continuare ad
essere l’arcivescovo della diocesi
perugino pievese. Così, quando gli chiediamo di
poterlo incontrare per tirare le fila di questa
prima parte della Visita pastorale dedicata alle
“Attenzioni d’ambiente” (gli appuntamenti si
sono conclusi questa settimana), non dice di no
e riesce a ritagliarsi un po’ di tempo in una
giornata piena, iniziata al mattino presto. Tra
l’altro è una giornata particolare perché il 7
aprile è il suo compleanno. Anche per questo il
telefono squilla, ripetutamente. Lo chiamano
per fargli gli auguri. Prima di arrivare in
episcopio è passato in ospedale a far visita a dei
malati, e prima ancora è stato a Città della Pieve
dove i preti che erano seminaristi negli anni in
cui è stato Rettore del Seminario di Firenze si
sono dati appuntamento per far festa con il loro
vecchio rettore oggi cardinale. In tutto
un’ottantina, che quando è entrato hanno
cominciato a dirsi “ecco il Cardinale!”. E lui,
Bassetti, s’è girato verso la porta per vedere il
Cardinale che arrivava! Il discorso sulla Visita
pastorale inizia proprio con una battuta sull’età.
“La visita pastorale è stata preparata molto
bene dal Vicario e dai responsabili pastorali.
Solo che - fa pausa, e sorride - il programma era
calibrato sulle sue forze e non su quelle d’uno
di 72 anni!”. Nonostante la fatica, però, gli si è
Il vescovo Bassetti racconta
parole ed emozioni della Visita
pastorale fatta tra immigrati,
lavoratori, malati, studenti
confermata come buona “l’intuizione venuta dal
Consiglio presbiterale di anteporre alla Visita
pastorale nelle parrocchie questo periodo di
incontri con il mondo del lavoro, della salute,
dell’università e degli immigrati”. Nella visita
alle parrocchie incontrerà le realtà ecclesiali,
gruppi dei catechisti, della Caritas, per la
liturgia e così via, e potrà verificare anche “se e
come funzionano le unità pastorali” la cui
realizzazione rappresenta “la sfida più
impegnativa perchè la tentazione è di
proseguire come prima evitando il nuovo che è
difficile da affrontare, fa problema”. Ma in
questo modo “non si evangelizza” se è vero,
come dice Papa Francesco, che nelle nostre
parrocchie “c’è molta attività pastorale e poca
evangelizzazione”. Tema che affronterà nella
sua prossima Lettera pastorale, alla quale sta
lavorando. La Visita è stata ricca di incontri ai
quali l’Arcivescovo si è presentato come uno
che ascolta e così ha raccolto emozioni,
problemi, racconti, richieste di aiuto. “Sono un
pastore” dice Bassetti quando gli chiedo se la
parola che meglio rappresenta questi incontri
può essere “misericordia”. “A stare con tanta
gente ho capito che il cuore di Dio è più grande
del tetto della Chiesa. La Chiesa deve imitare,
annunciare la misericordia di Dio, ma non è la
misericordia di Dio”. Bassetti non fa un bilancio
di questi mesi perchè “sarà compito del Vicario
e dei responsabili degli uffici pastorali”, ma i
volti incontrati, le voci ascoltate ora sono parte
della sua vita. Ha in mente le “situazioni di
povertà e fragilità inimmaginabili” di cui hanno
parlato i medici di famiglia “che conoscono le
situazioni familiari come i nostri preti, anzi
rispetto a loro hanno un monitoraggio della
situazione più ampio perché incontrano tutti,
anche credenti di altre religioni e non credenti”.
Ha nel cuore i volti delle madri che tra le mura
dell’ospedale “vivono in simbiosi con i loro
bambini malati”, e in particolare quel bambino
di 7 o 8 anni di cui gli avevano detto “non sa più
cos’è un sorriso”, tanto era il tempo che la
malattia lo teneva in ospedale. “M’è venuto
spontaneo mettergli sulla testa lo zucchetto
rosso e lui m’ha guardato allo specchio e ha
sorriso divertito. Per dare consolazione a quella
giornata - racconta Bassetti - sarebbe bastato il
sorriso di quel bimbo!”. Anche l’incontro con i
carcerati gli ha regalato sorprese, come quelle
persone “anche di religione musulmana,
In corsia accanto ai malati in modo semplice e fraterno
Nel corso
della visita
pastorale, il
card. Bassetti
ha riservato
una quindicina
di incontri al
mondo della
sanità
I
l senso della morte e del
dolore, la vocazione di medico,
l’assistenza quotidiana delle
persone malate, la dignità umana
a prescindere dallo stato fisico, le
fragilità, fisiche e psicologiche,
della nostra contemporaneità.
Attraverso i circa quindici incontri
che l’arcivescovo di Perugia - Città
della Pieve, mons. Gualtiero
Bassetti, ha riservato al mondo
della sanità si è esplorata nel
profondo la dimensione più
difficile e delicata della vita
umana. “Il Cardinale – racconta il
dott. Stefano Cusco,
direttore dell’ufficio
diocesano per la
Pastorale della salute –
ha saputo incontrare
l’uomo in modo diretto,
fraterno e discreto.
Questa sua grande
umanità è stata
percepita e apprezzata,
tanto che l’Arcivescovo
ha ricevuto una grande
accoglienza in tutti gli
incontri. Sicuramente –
continua – una delle
punte più significative
della visita è stata la giornata
trascorsa all’ospedale Santa Maria
della Misericordia di Perugia il 25
febbraio, in particolare durante le
visite ai reparti più difficili, come
quelli di Ematologia e
Oncoematologia pediatrica, dove i
bambini hanno preparato un
piccolo spettacolo per il Cardinale
e gli hanno scritto una lettera.
L’Arcivescovo è entrato nelle
stanze e ha visitato i malati in
maniera semplice e fraterna,
volutamente con pochissime
persone al seguito. Lo stesso si
può dire per la visita all’hospice di
Monteluce e al Csm per il mondo
della malattia psichica, così
complesso e ancora poco
compreso e conosciuto. Un altro
appuntamento molto interessante
– aggiunge il dott. Cusco – è stato
quello con i medici di famiglia,
che sempre più del parroco
diventano ricettori dei bisogni dei
loro pazienti. Attraverso le loro
esperienze, i medici hanno
esposto le fragilità e le povertà con
cui si trovano tutti i giorni a dover
fare i conti: anziani soli, giovani
coppie in difficoltà, disabili…”.
Volendo delineare un filo rosso
che ha unito i vari incontri, sono
tre i punti da sottolineare secondo
il dottor Cusco. “Per prima cosa, è
emerso con grande forza – spiega
– la richiesta del significato
profondo dell’esistenza umana e
del valore della dignità dell’uomo,
a prescindere dal suo stato di
salute, e la volontà di riscoprire
nei medici, soprattutto in quelli
cattolici, la vocazione e
motivazione al servizio,
incontrando l’uomo e non la
malattia. In secondo luogo, è
evidente la solitudine e la fragilità
crescente che sta investendo la
nostra società nei suoi vari livelli.
Molto importante, infine –
conclude Cusco –, anche la
richiesta dei vari operatori sanitari
di potersi riconoscere, di fare rete
per mantenere un filo conduttore
tra di loro e aiutarsi a vicenda.
L’esperienza della collaborazione
con la Caritas già attiva in vari
settori ed emersa nel corso degli
incontri è un esempio concreto di
questa spinta all’unione e alla
condivisione”.
L. L.
uomini, che mi chiedevano come si fa a
cambiare? Cosa vuol dire convertirsi e rientrare
in se stessi? Qualcuno - aggiunge - mi ha anche
parlato dell’importanza della confessione!”. E
gli immigrati, prosegue Bassetti “mi hanno fatto
capire che la crisi che viviamo tutti e che mi
hanno ben raccontato i lavoratori che ho
incontrato, per loro è dieci volte peggiore
perché per la lingua hanno difficoltà a farsi
capire dalla gente, sono più soli e a volte hanno
difficoltà anche ad avvicinare i sacerdoti che
pensano che vadano solo a chiedere
l’elemosina”. Ed è con gli occhi degli immigrati
che guarda alle devozioni popolari, come la
processione dei “Milagros” per fare un esempio,
che “per loro sono un modo importante di
vivere la fede”. Negli incontri con il mondo
dell’univerità ha incontrato molti giovani che lo
hanno accolto con curiosità e con interesse.
Non ha ricevuto nè contestazioni nè offese.
“Oggi i giovani non sono più arrabbiati ma sono
fragili”. Tra i tanti ricorda le parole di uno
studente, rappresentante della sinistra
universitaria, che si è definito agnostico. “Mi ha
detto - racconta Bassetti - ‘noi siamo come
gocce d’acqua e le gocce si disperdono. Voi
Chiesa, voi professori e educatori, dovete essere
come due mani che si congiungono e
raccolgono le gocce d’acqua’”.
Maria Rita Valli
Gli incontri del
card. Gualtiero
Bassetti con il mondo
dell’Università
e dei collegi cattolici,
in ascolto dei
“discenti” e dei
docenti
na sfida
educativa che
passa, prima di
tutto, attraverso la
crescita umana. È
questa la grande meta
a cui punta
l’Università, tanto più
in una città
accademica per
eccellenza come
Perugia, terra di ben
quattro atenei (inclusi
Conservatorio e
Accademia). A essi,
dove si formano
giovani menti,
professionisti ma
soprattutto uomini del
futuro provenienti da
ogni parte d’Italia e nel caso
dell’Università per
Stranieri - del mondo,
il cardinale
arcivescovo Gualtiero
Bassetti non poteva
non dedicare la
propria attenzione.
Studenti, docenti,
personale, collegi si
sono raccontati nei
vari incontri iniziati il
mercoledì delle Ceneri
con la tradizionale
celebrazione nella
Chiesa dell’Università e terminati
mercoledì scorso con la visita al
Conservatorio. In mezzo la visita
all’Università degli studi, alla Stranieri,
all’Accademia, nonché all’Onaosi;
l’incontro con gli studenti in mensa, fuori
sede, con le associazioni, i confronti con
docenti, ricercatori e con i gestori dei
collegi cattolici.
Gli studenti
I veri protagonisti delle “attenzioni di
ambiente” del mondo universitario sono
stati i ragazzi. Con loro il Cardinale ha
condiviso momenti di riflessione e scambio
che lo hanno piacevolmente colpito, come
lui stesso ha ribadito in varie occasioni. I
ragazzi hanno interrogato l’Arcivescovo su
grandi temi di carattere etico, ma hanno
anche manifestato le loro fragilità. “Non
vogliamo essere solo dei numeri - è stato
l’appello di molti - ma persone capaci di
realizzarsi professionalmente e
umanamente. Non pretendiamo di essere il
cambiamento, ma vogliamo farne parte”.
Un appello a cui Bassetti ha risposto con la
metafora dell’acqua: “Ciascuno di noi è
una goccia - ha ribadito in più occasioni -,
ma queste gocce per
non disperdersi,
hanno bisogno di un
contenitore. Io, la
Chiesa, vi dò queste
mani per raccoglierle
e farle diventare
qualcosa di più
grande”. Tante anche
le esperienze di
accoglienza e
fratellanza, come nel
caso dei ragazzi di
altri Paesi che
studiano alla Stranieri
o dei giovani fuori
sede ospitati nei nove
collegi cattolici della
città. Per tutti Perugia
ha saputo essere una
“seconda famiglia”,
piena di rapporti
umani sinceri, affetto
e tolleranza.
I docenti
L’incontro principale
che ha riguardato il
mondo docente è stato
quello che si è svolto
il 1° aprile al centro
Mater Gratiae di
Montemorcino. In
quell’occasione (ma le
stesse tematiche sono
state riprese anche in
altri incontri) professori e ricercatori
hanno raccontato la loro esperienza
educativa. L’esiguo numero di professori
ha consentito una analisi approfondita
della situazione. Cosa è emerso? Di sicuro
il cambiamento che ha investito in questi
anni il mondo accademico – costretto a
ritmi molto veloci e a una carenza di
risorse ormai consolidata – e quello
studentesco. Agli occhi dei loro docenti, i
ragazzi appaiono sempre più fragili, soli e
in cerca di punti fissi, ed è sempre più forte
l’esigenza di istituire, al fianco del lavoro
già in corso da parte della Pastorale
universitaria, nuovi percorsi di sostegno
per gli studenti, affinché non si scoraggino,
non abbandonino gli studi, possano
diventare uomini e donne soddisfatti e
appagati professionalmente e
umanamente. Dalle testimonianze dei
professori sono risultate anche le difficoltà
della professione di educatori. Storie di
ricercatori e docenti precari, non retribuiti
o attualmente senza lavoro nei vari atenei
della città, a riprova di una sofferenza dei
professionisti della cultura che sta
investendo tutto il nostro Paese.
Laura Lana
VISITA PASTORALE. Gli incontri con dipendenti e imprese
Tra i lavoratori che lottano contro la crisi
A
gricoltura, impresa, commercio,
artigianato, cooperative e terzo settore. Il mondo del lavoro è stato sicuramente il settore più eterogeneo che
l’Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve abbia deciso di incontrare nell’ambito della visita
pastorale. Eterogeneo e complesso, nelle diversità di esigenze e di vissuti fra i vari settori,
ma anche nella difficoltà della contingenza economica attuale che ha colpito tutti gli ambiti,
senza distinzioni.
La mancanza di lavoro, il crescente peso fiscale, il gravoso obbligo della burocrazia, il senso
di scoraggiamento e sfiducia, la voglia, al contempo, di portare avanti la propria professione
svolta con passione e determinazione. Tutto
questo (e molto di più) è stato oggetto dei vari
incontri a cui il card. Bassetti ha partecipato
per tutto il mese di marzo: la visita alle aziende
Trafomec e Clam, Confcoperative, il Circolo dipendenti di Perugia, il mondo dell’agricoltura,
del pubblico impiego, la piccola e media im-
presa. Un tessuto economico e sociale che costituisce la spina dorsale della città di Perugia
e che è in una sofferenza comune e prolungata.
Quante le testimonianze di fatica di fronte ai
conti che non tornano, e quante quelle di compassione verso i tantissimi che ogni giorno bussano alle porte delle diverse attività in cerca di
un lavoro. Ma non solo. Se c’è un dato incontrovertibile è la passione dei lavoratori che si
sono raccontati all’Arcivescovo; la determinazione, la creatività di rinnovarsi, il coraggio di
fare scelte difficili e di scommettere su se stessi e il proprio futuro.
A dare una parola unitaria sulle varie esperienze è mons. Fausto Sciurpa, direttore dell’ufficio per i Problemi sociali e il lavoro, che ha
seguito i vari incontri al fianco dell’Arcivescovo. Sono tre, secondo la sua visione, i punti da
mettere in evidenza. “In primo luogo – sottolinea mons. Sciurpa – il grande apprezzamento
che questi incontri hanno riscosso. I presenti
hanno sentito un’attenzione importante e positiva da parte del Cardinale nei loro confronti e
ne sono rimasti colpiti, tanto da chiedere ulteriori incontri futuri. Quello che si è percepito è
stata la vicinanza della Chiesa, nella figura dell’arcivescovo, in un momento così difficile, la
sensazione di una presenza reale che prescinde anche da quello che poi, fattivamente, si può
e si potrà fare”.
“In secondo luogo – continua don Fausto – è innegabile che emergono delle forti preoccupazioni legate alla crisi. La lamentela più frequente che abbiamo sentito è stata quella nei
confronti dei troppi vincoli burocratici che lo
Stato impone e che aggravano un’attività lavorativa quotidiana già impegnativa, sottraendo
energie e costituendo degli inciampi al motore
economico. Il problema centrale resta, comunque, il lavoro che non c’è. Abbiamo sentito chiaramente la pesantezza della situazione attuale,
i cui problemi vanno al di là della nostra città e
assumono una dimensione sovranazionale”.
“In ultima analisi – conclude mons. Sciurpa – la
nota positiva che abbiamo percepito nel corso
di questi incontri nel mondo del lavoro è stata
la maggiore consapevolezza, da parte degli operatori, delle realtà e delle persone che li circondano. Una maggiore solidarietà e una maggiore condivisione tra gli operatori sono punti
emersi fortemente nel corso delle visite. Le difficoltà comuni hanno risvegliato l’idea di aiutarsi gli uni gli altri, così da trovare e dare più
spazio a tutti”.
L. L.
15
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
16
BREVI
❖ FUCI PERUGIA
Frassati raccontato
dall’amico Sermarini
Chi fosse entrato a conferenza iniziata
avrebbe pensato che il relatore stava
parlando di un amico di nome Pier Giorgio.
E non avrebbe sbagliato perché per il
relatore, invitato dal Gruppo Fuci di Perugia
“Giuseppe Toniolo” a parlare nella sala del
Dottorato, martedì scorso, Pier Giorgio
Frassati è realmente un amico. “Ho un
debito di gratitudine per Piergiorgio, perchè
incontrarlo ha dato tanto alla mia
formazione umana e spirituale” ha detto
Marco Sermarini, fondatore della
“Compagnia dei Tipi loschi del beato Pier
Giorgio Frassati” così chiamata dal vescovo
di allora, mons. Giuseppe Chiaretti. Dal
racconto di Sermarini, vivace e colorato di
sentimenti, è emerso un Pier Giorgio molto
normale e nello stesso tempo molto
appassionato e determinato a raggiungere
in ogni cosa la santità, e questo senza
rinunciare agli amici, alla montagna, agli
studi universitari, vivendo fino in fondo e
con passione, ogni attimo della sua giovane
vita interrotta a 25 anni, da una meningite
fulminante probabilmente contratta nelle
visite che qotidianamente faceva ai poveri,
nelle loro case, portando, da volontario della
San Vincenzo, cibo e vestiario e, sopratutto,
l’annuncio di un Dio misericordioso.
❖ CONCERTO
Della Corale Frà Giovanni
da Pian di Carmine
Sabato 12 aprile, alle ore 21, nella chiesa
San Giovanni Battista di Magione, si tiene il
concerto della corale Frà Giovanni da Pian di
Carpine “Passio Domini: Meditazioni
Musicali sulla Passione di Cristo” diretta dal
maestro Sergio Briziarelli. In programma
brani di Morales, Carissimi, Martini, Witt,
Duruflé, Pärt, Gjeilo, Mealor. Al saxofono,
Fabio Lombrici; organo Jacopo Zembi;
mezzosoprano Damiana Pinti, lettori
Simonetta Ferranti, Maria Vittoria Taravelli,
Matteo Castellani, luci Francesco Moretti,
Giacomo Biancalana, regia Damiana Pinti,
direttore Sergio Briziarelli. La corale è nata
nel 1999 ad opera di alcuni giovani nella
parrocchia di Magione, dove tuttora svolge il
servizio liturgico. Ingresso libero.
❖ ACCADEMIA DÒNCA
Carducci a Perugia
con lettura di poesie
Lunedì 14 aprile, alle 17, al teatro Morlacchi
di Perugia nell’ambito degli incontri
dell’Accademia del Dònca, Sandro Allegrini
presenta “Carducci a Perugia: tra storia,
fiction e poesia”. Saranno presenti il
magistrato A. Cannavale e Marcello Fruttini,
biografo carducciano. Lettura di poesie
dedicate a personaggi e al paesaggio umbro.
A
VENERDÌ 11 APRILE 2014
DIOCESI. I riti della
Settimana santa
presieduti dal Vescovo
L’
arcivescovo, card. Gualtiero
Bassetti apre a Perugia la
Settimana santa presiedendo la
celebrazione delle Palme nella
cattedrale di San Lorenzo. Una
settimana intensa anche per le
celebrazioni che farà per i carcerati e
per i lavoratori. Il mercoledì santo
celebrerà a messa degli oli insieme a
tutti i parroci della diocesi, rendendo
questo appuntamento immagine
concreta dell’unità della Chiesa locale
attorno al proprio vescovo. La Settimana
santa avrà il suo culmine nella Veglia
pasquale, celebrazione nella quale fin
dai primi secoli la Chiesa accoglie
quanti hanno chiesto di divenire
cristiani ricevendo il battesimo. Nella
Veglia pasquale, in cattedrale di San
Lorenzo, tredici giovani adulti
riceveranno i sacramenti
dell’iniziazione cristiana (battesimo,
cresima, eucaristia). Tra loro, dieci
donne, di età media 35 anni, di
nazionalità italiana ed estera (in
maggioranza di Paesi del Continente
africano) che hanno svolto il loro
percorso di fede, denominato
catecumenato, nelle rispettive comunità
parrocchiali. I catecumeni sono stati
seguiti nella loro preparazione dai
parroci e dagli accompagnatori.
Nella Veglia pasquale, in
cattedrale di San Lorenzo,
13 giovani adulti riceveranno
i sacramenti dell’iniziazione
cristiana
CELEBRAZIONI IN CATTEDRALE
13 aprile - domenica delle Palme
Ore 10.30, in piazza IV Novembre benedizione
delle palme, processione e messa in Passione
Domini presieduta dal Cardinale arcivescovo.
16 aprile - Mercoledì santo
Ore 17, messa crismale. Sono invitati a
partecipare anche tutti i fedeli laici e i ragazzi
che nell’arco dell’anno riceveranno il
sacramento della confermazione.
17 aprile - Giovedì santo
Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine;
anima il gruppo corale Armonioso Incanto.
Ore 18, messa in Coena Domini e lavanda
dei piedi presieduta dal Cardinale.
Ore 21-24, adorazione eucaristica all’altare della
Reposizione. La preghiera sarà animata dai
seminaristi della diocesi.
18 aprile - Venerdì santo
Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine;
anima il gruppo corale Armonioso Incanto.
Ore 18, celebrazione della Passione del Signore
presieduta dal Cardinale.
Ore 21, tradizionale Via crucis per le vie del
centro storico (in zona del Verzaro).
19 Aprile - Sabato santo
Ore 9, ufficio delle letture e lodi mattutine;
anima il gruppo corale Armonioso Incanto.
Ore 22, Veglia pasquale nella notte santa
presieduta dal Cardinale.
Confessioni
Durante i giorni del Triduo, in
cattedrale, i confessori saranno
disponibili dalle ore 10 alle 12 e dalle 16
alle 18; il Sabato santo, fino alle ore 19.
Al Centro ecumenico di Perugia, il secondo
incontro di approfondimento sugli “evangelicali”
U
na locandina affissa alla porta della chiesa di San Martino
in via del Verzaro a Perugia
ha incuriosito alcuni, che si sono
chiesti di che cosa si trattasse. La locandina proponeva una relazione su
“Il dialogo tra cattolici ed evangelicali”. La parola “evangelicali” è sembrata una storpiatura o un errore di
battitura. Invece è un nome che si è
imposto in ambito anglosassone:
evangelicals, e poi è tracimato anche
nell’italiano.
Si tratta di “evangelici”, sì, ma che
non amano essere identificati come
tali perché può essere equivoco, inducendo a pensare che si tratti di una
qualche denominazione legata alla
Riforma protestante. Gli evangelicali
insomma sono evangelici ma non
protestanti; non sono luterani o riformati o battisti, e via di seguito. Sono
e pretendono di essere una cosa nuova, non facilmente etichettabile, perché molto informale e lontana da
ogni forma istituzionale. Ciò nonostante, si sono dati una confederazione mondiale ossia l’Alleanza mondiale, e un programma basato sul
Documento di Losanna (1974). In Italia vi sono le Assemblee di Dio (Adi).
La cosa che può particolarmente interessare è che hanno condiviso con
i cattolici due documenti, anzi Rapporti, che non hanno valore dottrinale e autoritario per nessuno, ma
sono espressioni di un modo di pensare la fede che corrisponde alle esigenze dell’uomo di oggi, “spogliandola” dalle incrostazioni del passato.
Questi due Rapporti (pubblicati rispettivamente sull’Enchiridion oecumenicum n. 3 e 7) riportano le riflessioni fatte da un gruppo misto di cat-
tolici e evangelicali sulla missione, il primo, e il secondo
sulla koinonia, che vuol dire
comunione e quindi il senso
dell’unità della Chiesa.
Preghiera in un centro di culto
Nel primo Rapporto è significativo l’incontro tra queste
due componenti del cristianesimo sull’urgenza di evangelizzare saggio cristiano sta lavorando in
il mondo: “Tutta la Chiesa, tutto il profondità e va a cercare nuovi diVangelo per tutto il mondo” è l’ap- scepoli che nel dialogo riescono a farpello degli evangelicali, che hanno si apprezzare, e ad apprezzare quegli
riconosciuto come anche i cattolici, altri cristiani che non conoscevano e
con il Vaticano II e l’insegnamento di disprezzavano. In questo modo crePaolo VI sull’evangelizzazione sce il desiderio di unità nella testi(Evangelii nuntiandi), condividono la monianza della carità, nell’annunzio
stessa ansia di portare il messaggio del Vangelo e nella ricerca del regno
di Dio. Questa nuova componente
di Cristo a tutto il mondo.
Nei due incontri sul tema svolti al cristiana sembra che oggi sia rappreCentro ecumenico, le questioni af- sentata da circa 600 milioni di perfrontate hanno mostrato che, al di là sone in tutto il mondo.
E. B.
delle diverse denominazioni, il mes-
Settimana santa: le Quarant’ore
più “illustri” erano a Castel Rigone
ll’avvicinarsi della Settimana santa,
molte sono le devozioni antiche e
moderne che accompagnano i
fedeli in questo sacro tempo. Una tra le
più belle manifestazioni della pietà
popolare delle nostre parrocchie di
campagna era la
celebrazione delle
Da un reticolo ligneo
Quarant’ore: una
fuoriuscivano puntali
speciale supplica con
di ferro in cui si
preghiere, canti e
adorazione praticata
infilavano lunghe
per 40 ore consecutive
candele; veniva posto
davanti al Santissimo
Sacramento. L’origine,
dietro l’altare maggiore,
secondo alcuni, si fa
creando simboli
risalire a Giuseppe
eucaristici
Plantanida che le
L’Altare delle Quarantore
introdusse in
memoria delle ore che
Gesù Cristo passò nel Sepolcro.
organizzarle in tutto il suo territorio
Clemente VIII, sulla scia della grande
secondo un orario fisso. Il parroco
riforma tridentina, nel 1592 ne
divideva il numero delle famiglie per 40
introdusse l’obbligo in Roma, da dove
e componeva la lista con i turni di
l’uso si allargò in tutto il mondo cattolico;
adorazione che ogni famiglia del paese
con il tempo, molti Papi le arricchirono
doveva compiere, per il tempo di un’ora
di indulgenze. Un tempo il Diritto
(la cosiddetta “Ora santa”). Normalmente
canonico comandava al Vescovo di
le Quarant’ore di adorazione erano
distribuite in tre giorni: lunedì, martedì e
mercoledì santo, ma non di rado Ordini o
congregazioni religiose avevano la
facoltà di celebrarle in modo ininterrotto
per 40 ore di fila. Nella zona del
Trasimeno erano tra la più famose quelle
celebrate presso il santuario della
Madonna dei miracoli a Castel Rigone.
Rinomatissime per la costruzione del
reticolo ligneo dal quale fuoriuscivano i
puntali in ferro nei quali si infilavano le
lunghe candele, che veniva posto dietro
l’altare maggiore, creando immagini e
simboli eucaristici. Si tenevano a partire
dalla domenica di Pasqua, dopo la messa
solenne della Risurrezione, e si
chiudevano coi vespri solenni il martedì
di Pasqua. Vi era un vero e proprio
comitato che provvedeva alla paratura
dell’altare maggiore. Ma dopo le riforme
liturgiche del Concilio Vaticano II tale
tradizione venne meno, addirittura
censurata tanto da parlare, per quanto
concerneva la preparazione del “castello
dei lumi”, di “espressione anti-liturgica”
e sconsigliarne la costruzione. Davanti
all’incomprensibilità di un tale
atteggiamento, e non volendo perdere
questa pia tradizione, i castelrigonesi si
impuntarono e, ricostituito il comitato,
con il premesso dell’allora vicario
generale mons. Antonio Fedeli,
ricostruirono la “macchina” e
celebrarono le santissime Quarant’ore
con grande solennità. Le ultime si sono
tenute nel 1982, prima della chiusura del
tempio per lavori di consolidamento.
Attualmente, dopo i grandi lavori di
restauro - che hanno tra l’altro restituito
alla collocazione originaria, sopra
l’altare, la grande macchina di legno
policromo, opera del perugino
Bernardino di Lazzaro del 1528, che
incornicia la pala raffigurante l’epifania
(copia dell’originale dell’Alfani) - le
Quarant’ore non si sono più tenute anche
a causa del danno arrecato alle opere
d’arte dal fumo delle candele.
Umberto Benini
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Star Cup: palla
e “altro” al centro
D
Presto al via la 9a
edizione del torneo
degli oratori, con
testimonianze di vita
cristiana
al 24 al 27 aprile, al Green Club di
Olmo, Perugia, si svolgerà la Star
Cup, il torneo di calcio a 5 riservato
agli oratori della diocesi. La
manifestazione, giunta alla nona edizione,
è dedicata ai gruppi parrocchiali che
durante l’anno si riuniscono per portare
avanti un cammino spirituale. Le adesioni
hanno superato ogni previsione.
“Quest’anno - dice il presidente del
comitato organizzatore, Francesco
Biancalana - ben 93 squadre si
affronteranno sul campo, 61 quelle
maschili e 32 quelle femminili. Se teniamo
conto anche degli accompagnatori, siamo
riusciti a coinvolgere circa 1.000 ragazzi”.
Lo slogan che fa da sfondo alla
manifestazione è “Il primo torneo che si
gioca dentro e fuori dal campo”, mentre il
motto scelto per l’edizione 2014 è “Play
your life” (gioca la tua vita). È stato
estratto dal discorso di Papa Francesco del
4 ottobre ad Assisi nel quale il Pontefice
aveva esortato i giovani a “non aver paura
di fare scelte definitive”. Quindi “gioca la
tua vita” si può tradurre con “non aver
paura di mettersi in gioco”. La Pastorale
giovanile, promotrice e organizzatrice del
torneo, lavora affinché il torneo non si
limiti alla mera competizione. Come
sottolineato da don Riccardo Pascolini,
responsabile dell’ufficio diocesano di
Pastorale giovanile e Coordinamento
oratori: “In questi quattro giorni vogliamo
creare occasioni nelle quali i ragazzi
possano cogliere la presenza di Dio”. Ed è
proprio per questo scopo che, oltre alle
partite, ogni giorno sono previsti per i
partecipanti alcuni momenti di riflessione
e di condivisione. Il 24 aprile gli “atleti”
saranno divisi in gruppi e ascolteranno le
esperienze di suor Roberta Vinerba, don
Luca Delunghi, Marco Briziarelli e don
Alessandro Scarda, che, fin da giovani,
hanno deciso di dedicare la propria vita a
Dio. Per il pomeriggio del 25 aprile è
prevista la testimonianza di Simona
Atzori, ballerina e pittrice priva degli arti
superiori, che è riuscita ad affrontare la
sua “diversità” attraverso la fede. La stessa
sostiene che “il fatto di essere nata così, ho
sempre pensato che fosse il modo in cui
Dio mi aveva disegnata”. Il giorno
seguente a parlare ai giovani sarà invece
don Davide Banzato della comunità Nuovi
orizzonti, noto per la sua partecipazione ad
alcuni programmi televisivi. Nel corso
della manifestazione sarà inoltre lasciato
spazio anche alla proiezione, in diretta,
della canonizzazione di Karol Wojtyla
(domenica 27). Oltre a questi eventi, sarà
messa a disposizione dei ragazzi una
cappella nella quale sarà esposto il
Santissimo per l’adorazione e sarà anche
possibile confessarsi.
Michele Mencaroni
Perugia ricorda mons. Frattegiani
Presentata la biografia
del sacerdote, prima
vicario da noi, poi
diventato vescovo di
Camerino
Mons. Bruno Frattegiani
S
i faceva chiamare “don Bruno”
anche quando era diventato
presidente del Tribunale ecclesiastico regionale dell’Umbria, vicario generale della diocesi di Perugia, e poi anche arcivescovo di Camerino (1964). Questa caratteristica
che lo ha accompagnato per tutta
la vita è messa bene in evidenza nel
libro di un sacerdote che ha collaborato con lui per tutti gli anni del
suo episcopato nella diocesi marchigiana (1964-1989), mons. Giu-
seppe Tozzi, nel volume intitolato
Lieti attingerete alla sorgente. L’episcopato camerinese di mons. Bruno
Frattegiani (Camerino 2013, pp.
305).
Questo lavoro di ricerca mette in
evidenza la personalità di questo vescovo che ha svolto il suo ministero
in un periodo segnato dal Concilio
Vaticano II, cui prese parte nella
quarta sessione, la parte decisiva
della conclusione cui diede un contributo con alcuni interventi. L’at-
tuazione del Concilio nella sua diocesi è stato per Frattegiani un impegno fervente e gioioso, in quanto
era in perfetta sintonia con il clima
e lo spirito che il Vaticano II stava
portando nella Chiesa e nel mondo.
L’autore, invitato a presentare il libro a Perugia insieme allo storico
mons. Mario Sensi e all’avv. Giuseppe De Rosa, ha illustrato, anche con
episodi inediti, gli aspetti salienti
tuttora attuali del suo stile pastorale e soprattutto della sua ricca umanità. La presentazione a Perugia nella sala del Dottorato si è tenuta sabato 5 aprile e ha aperto una riflessione anche sulla parte di vita di
Frattegiani svolta nella diocesi perugina e nel suo amato paese Migiana di Montemalbe, dove tuttora
sono vive le sue radici. Non poteva
mancare un cenno su questo periodo perugino già grazie a don Remo
Bistoni con un agile libretto con il
Poveri cipressi del Monumentale!
U
n cimitero monumentale che fa letteralmente piangere. I quattro giganteschi cipressi all’ingresso: rasi al suolo,
volatilizzati. Altrettanto dicasi per un tratto di
oltre 100 metri nel viale centrale, con venti
piante secolari abbattute, a far capo dalla tomba Calderini fino alla maestosa piramide Vitalucci. Anche nei vialetti laterali c’è stata
qualche caduta, tanto che si vedono tombe fasciate da pesanti teli in plastica, in attesa d’intervento.
Ma il grosso delle sepolture, al monumentale
di Perugia, è salvo. Grazie - si dice - all’azione tempestiva ed efficace dei vigili del fuoco.
“Le piogge - dichiara un esperto - insistenti e
abbondanti, che hanno marcato l’inverno
scorso sono state la causa scatenante dell’instabilità dei cipressi”.
Ma perché il cipresso domina nei cimiteri?
Oltre a essere da sempre collegato all’oltretomba, viene identificato, in quanto sempreverde, come simbolo di vita eterna. È inoltre
ritenuto uno dei quattro legni (insieme a palma, cedro e ulivo) con cui sarebbe stata costruita la croce di Gesù.
quale ha reso una affezionata, spigliata e fresca memoria dell’amico
don Bruno.
Il legame che Frattegiani ha sempre
avuto con la sua diocesi si può ravvisare anche solo osservando il suo
stemma episcopale, nel quale è raffigurata la stupenda Fontana maggiore di Perugia. Notiamo che Frattegiani ha avuto sempre il contatto
con il nostro settimanale, di cui è
stato anche per un periodo non breve una “penna nera” di spiccata efficacia.
Nella presentazione del volume a
Perugia, un ricordo tra lo storico e il
personale è stato reso da don Elio
Bromuri, che ha illustrato alcuni
momenti ‘caldi’ di quando Frattegiani era vicario dell’arcivescovo Parente, divenuto poi cardinale ed ha
ricordato di averlo sostituito nell’insegnamento alla Stranieri quando
divenne vescovo.
Al monumentale, dunque, è stata un’ecatombe. Ma anche a Monterone, nei pressi del crematorio, sono avvenuti distacchi consistenti.
Gli operai del Comune sono al lavoro. Ma esiste l’obbligo del reimpianto, specie in siti come il cimitero di Perugia, soggetti a vincolo
ambientale-paesaggistico. Gli alberi monumentali sono censiti e tutelati da leggi nazionali e regionali. Comunque, non c’è da farne
un dramma. “I cipressi verranno ricostituiti –
si assicura – utilizzando essenze già adulte e
dotate di un apparato radicale consistente”.
Sandro Allegrini
[email protected] 17
BREVI
❖ PONTE S. GIOVANNI
Messa del card. Bassetti
Parole di conforto per chi soffre e di speranza
per chi è in difficoltà, nell’omelia rivolta dal
card. Gualtiero Bassetti ai fedeli raccolti in
preghiera durante l’ormai tradizionale
celebrazione eucaristica che conclude, ogni
anno, la benedizione pasquale di abitazioni,
aziende, attività commerciali e artigianali di
Ponte San Giovanni. Alle 7 in punto, con una
chiesa gremita, è iniziata la concelebrazione:
il Cardinale era attorniato dai parroci di Ponte
San Giovanni e delle frazioni del territorio.
Durante la celebrazione è stato ricordato
mons. Annibale Valigi, scomparso proprio il 4
aprile di 5 anni fa, parroco di Ponte San
Giovanni per oltre 50 anni. Al termine della
celebrazione il parroco, don Gianluca Alunni,
ha ringraziato il card. Bassetti e tutti i
numerosi presenti a sottolineare l’interesse
per questa celebrazione e l’apprezzamento
per la vicinanza e l’operato del Vescovo di
Perugia nei confronti di Ponte San Giovanni.
❖ UNITRE
Cuccini presidente nazionale
Gustavo Cuccini è il nuovo presidente
dell’Associazione nazionale delle Università
delle Tre Età. Succede a Irma Maria Re che,
dopo trentadue anni, lascia l’alto incarico e
rimane presidente onoraria a vita. Gustavo
Cuccini, fin da giovanissimo attivo
nell’associazionismo e nel volontariato, dal
1990 è in Unitre come docente e direttore dei
corsi della sede di Perugia. Eletto consigliere
nazionale Unitre nel 2000, dal 2003 è vice
presidente vicario nazionale. Già docente di
Estetica e Storia dell’arte presso l’Università
per Stranieri di Perugia, ha insegnato Arte
Sacra presso l’Istituto Teologico di Assisi,
Facoltà di Teologia della Pontificia Università
Lateranense e al momento continua la sua
attività di docenza nel Corso triennale di
formazione in Arteterapia presso il Centro
culturale internazionale della Pro Civitate
Christiana di Assisi.
❖ PASSIGNANO
Formazione sul turismo
Si è svolto giovedì 10 aprile a Passignano sul
Trasimeno l’evento conclusivo del progetto
“Comunicare intorno al Lago: favorire le
dinamiche interculturali del turismo e delle
migrazioni” che la Cooperativa Frontiera
Lavoro ha attivato e realizzato nell’Ambito
territoriale del Trasimeno coinvolgendo gli
otto comuni che circondano il lago. Il progetto
prevedeva 8 percorsi formativi di cui 3 di
lingua inglese, 2 di lingua italiana per
migranti, 2 di informatica e 1 sulle tecniche
del disegno e della pittura. Si è rivolto a 120
allievi, di cui il 66% di sesso femminile e il 34%
di sesso maschile, con età compresa tra i 25 e i
64 anni residenti nella Provincia di Perugia.
Gli allievi che hanno terminato la formazione
sono stati 111.
CASTIGLIONE DEL LAGO. Gli abitanti di Porto
ricordano Amelia Arcangeli e la sua missione
A
I lavori di ripristino dopo i danni del maltempo
@
poco più di un mese dalla morte
di Amelia Arcangeli,
l’associazione per lo Zambia ha
voluto ricordare la sua figura di
generosa animatrice, che ha svolto
un’azione di beneficenza eccezionale
per aiutare i missionari francescani con
i quali è stata a contatto per tanti anni,
trascorrendo presso di loro i periodi di
vacanza dai suoi impegni professionali.
La signora Miranda Goga con gli
abitanti di Porto sono stati i
protagonisti di questa serata che ha
visto riunite insieme 120 persone,
convenute dalle varie parrocchie della
VII Zona pastorale. Se ne era parlato il
22 febbraio, il giorno del Concistoro a
Roma in cui il nostro arcivescovo
Gualtiero ha ricevuto le insegne
cardinalizie. Le persone che avevano
accolto l’invito a ritrovarsi insieme per
continuare l’opera di Amelia hanno
partecipato con entusiasmo alla cena
che i portolani hanno preparato e
offerto. Nel corso della serata don
Piero ha voluto ricordare Amelia e ha
presentato i nipoti della benefattrice,
Marco e Paola. Poi ha preso la parola
la signora Miranda ricordando il bene
che Amelia è riuscita a compiere, e
invitando i presenti a farsi portavoce
per continuare e sostenere questa
iniziativa. Tra gli altri, erano presenti il
presidente della Crediumbria, Palmiro
Giovagnola, e il sindaco di Castiglione
del Lago Sergio Batino, il quale ha
avuto parole di compiacimento per
l’iniziativa e di augurio perché continui
questo gemellaggio tra l’Umbria e lo
Zambia nel nome di Amelia. Dopo il
dolce e il caffè, una pesca di
beneficenza che ha divertito tutti ha
concluso la serata che di Quaresima
aveva... solo il periodo. Nessuno infatti
ha fatto digiuno, mentre tutti hanno
potuto gustare le buone cose che dagli
abitanti di Porto ci sono state
preparate.
LA VOCE Città di Castello
18
BREVI
❖ CORALE ABBATINI
INSEGNANTI DI RELIGIONE.
Incontro del tempo di
Quaresima con il Vescovo
Concerto di Pasqua
I
❖ MONTONE - CLARISSE
Incontro sulla Parola
Domenica 13 aprile alle ore 18, presso la
cappella del monastero “S. Agnese” di Montone
le Clarisse proporranno un incontro per
condividere un tempo dedicato alla catechesi e
alla preghiera. Nella prima parte sarà proposta
la meditazione sull’apostolo Pietro; a seguire la
preghiera e l’adorazione eucaristica silenziosa.
Tutti sono invitati a partecipare.
❖ GIOVEDÌ SANTO
La messa crismale
Giovedì santo 17 aprile alle ore 10.30 in
cattedrale il Vescovo presiederà la messa
crismale. Sarà il giorno adatto per ricordare
l’istituzione del sacerdozio ordinato. In modo
particolare sarà fatta memoria di alcuni giubilei
che cadono nel corso dell’anno: il prossimo 70º
di sacerdozio di mons. Benni Benso (3 giugno
1944), il 50º di mons. Gino Capacci (29 giugno
1964), il 10º anno di sacerdozio di don
Francesco Mariucci (26 settembre 2004). Una
preghiera partciolare sarà fatta per i seminaristi
David e Simone che il 7 giugno saranno ordinati
sacerdoti.
❖ DIOCESI
Per Madre Speranza
lo quella della nostra Europa. Nell’ultima parte dell’incontro il responsabile
dell’ufficio Scuola diocesano, Alessandro Manfucci, ha portato a conoscenza
degli Irc i dati diocesani circa coloro che
si avvalgono dell’insegnamento della
Religione cattolica: l’88,9% degli studenti. Sono dati che ricalcano quelli nazionali e che stanno a testimoniare di
un insegnamento che ‘tiene’ nel suo
complesso, anche se presenta una
parabola discendente che negli ultimi
20 anni ha fatto perdere 5 punti percentuali tra gli avvalentesi.
Gli insegnanti si ritroveranno prossimamente per un incontro di aggiornamento didattico sulle nuove tecnologie
e un confronto su nuovi testi per l’insegnamento, che devono sempre più essere usati insieme alle strumentazioni
tecnologiche e al Web per coinvolgere
maggiormente i bambini e i ragazzi.
A. M.
DIOCESI. La scomparsa di don Piero Luigi
Guerri, uomo della gioia e della fraternità
S
i sono svolti domenica
scorsa i funerali di don
Piero Luigi Guerri,
morto proprio una settimana
fa. Nato a Monte Santa Maria
Tiberina il 6 maggio 1929, don
Luigi (così era da tutti
conosciuto) aveva compiuto la
preparazione al sacerdozio
nei seminari di Città di
Castello e di Assisi ed era stato
ordinato prete il 28 giugno
1953 dal vescovo Filippo
Maria Cipriani. Negli ultimi
mesi si era ritirato nella casa
parrocchiale di Titta dove è
stato amorevolmente assistito
❖ IN LIBRERIA
Guide alla preghiera
In vista alle celebrazioni della Settimana santa
può essere utile il sussidio di Domenico Cravero
e Luca Gazzoni intitolato La Croce: celebrazioni
di fronte al Crocifisso nell’anno liturgico (Elledici,
pag. 280, euro 19). La croce, ne siamo tutti
consapevoli, da duemila anni accompagna e
orienta la vita del cristiano. La si ritrova
veramente dappertutto, in casa, nelle vie, al
collo, sulle tombe… È simbolo che dice morte,
sofferenza, dolore, silenzio, amore… Questo
sussidio mescola insieme liturgia e devozione e
accompagna la preghiera dei fedeli per varie
circostanze. Sono 10 schemi di preghiera
organizzati attorno a cinque situazioni in cui si
può pregare: in cammino, in ginocchio, in
silenzio, in letizia, in pace. I testi si propongono
di accompagnare i fedeli a penetrare sempre
più in profondità il mistero che è proprio del
Venerdì santo. Fulvio Rampi ha pubblicato il
volume Inni per l’assemblea liturgica (Elledici,
pag. 150, con cd musicale allegato, euro 19.90).
Il volume raccoglie 106 inni e valorizza la forma
musicale consegnataci dalla Tradizione. Dagli
inni si può forse ripartire per un progetto di
canto per l’assemblea aperto al futuro e
confortato dalla plurisecolare esperienza
ecclesiale. La provenienza dei testi è varia: si
passa dall’innario di Bose agli inni del breviario,
fino alle ispirate composizioni di David Maria
Turoldo. Il repertorio segue i tempi e le
principali ricorrenze dell’anno liturgico.
(Francesco Mariucci)
Vangelo nelle scuole
l 29 marzo presso
la sala conferenze
della parrocchia
degli Zoccolanti si è
svolto l’incontro di
Quaresima degli insegnanti di Religione
della nostra diocesi
con il Vescovo. L’occasione è stata preziosa
visto che mons. Domenico Cancian, dopo aver ricordato l’importanza per l’insegnante di Religione di
fare vita ecclesiale, in
quanto il suo è un
mandato che viene
dalla Chiesa stessa,
ha coinvolto tutti i doUn momento dell’incontro dei docenti Irc con il Vescovo
centi invitandoli a
parlare della loro
esperienza a scuola
tra fatiche, gratificazioni e motivazioni. Mons. Cancian ha
Cosicché l’incontro si è trasformato piacevolmente in un confronto aperto e coinvolto i docenti
sincero sul ruolo strategico dell’inse- invitandoli a parlare della
gnante di Religione oggi nella scuola
loro esperienza tra
pubblica.
Alcuni insegnanti hanno messo in evi- fatiche e gratificazioni
denza la fatica e a volte l’inefficacia di
questo insegnamento che va ad incontrare bambini e ragazzi che vivono e re- nella direzione di cercare ciò che è nelspirano una scristianizzazione progres- l’uomo vi è di più bello e profondo. La
siva della società. Dall’altra, il Vescovo ricerca della pienezza di vita presuppoha voluto sottolineare come proprio per ne una sincerità del cuore che è propria
questo sostrato cristiano che viene sem- dei “lontani” da Dio o di chi noi giudipre più a mancare l’insegnante di Reli- chiamo tali ma che in realtà sono molgione può diventare punto di riferi- to vicini a incontrare Dio.
mento per chi cerca orizzonti di senso Il Vescovo ha confermato questo ‘piccopiù ampi e una ricerca della pienezza lo esercito’ di insegnanti che quotidiache va oltre il vivere quotidiano.
namente tenta di trasmettere cultura
Del resto lo stesso Gesù è andato alla cristiana a scuola e di far conoscere,
ricerca dei più lontani, e i suoi incontri, contro questo analfabetismo religioso,
da Zaccheo alla samaritana, dalla pec- la persona di Gesù come colui che ha
catrice a Matteo, sono andati sempre cambiato la Storia dell’uomo, e non so-
Sabato 12 aprile alle ore 21.15 presso il
Campanile cilindrico della cattedrale di Città di
Castello la schola cantorum “Anton Maria
Abbatini” proporrà l’evento culturale “Passio al
Campanile cilindrico” inserito nell’ambito del
programma di “Pasqua in Altotevere Umbro”
realizzato dalla Direzione del Museo del
duomo.
L’ufficio diocesano Evangelizzazione e catechesi
e l’Ufficio liturgico hanno intenzione di
organizzare, in occasione dell’evento della
beatificazione di Madre Speranza il 31 maggio,
uno o più pullman dalla diocesi per
Collevalenza. Le persone, i gruppi o le
parrocchie interessate possono comunicarlo,
fornendo nominativi e recapiti telefonici, entro
il 15 aprile alla e-mail dell’Ufficio catechistico
[email protected], oppure presso la
libreria Sacro Cuore o contattando direttamente
don Paolo Martinelli al cell. 347 6479119.
Secondo la disponibilità dei bus, i partecipanti
verranno selezionati in base all’ordine di
prenotazione. Il programma di massima
prevede la partenza da Città di Castello alle ore
7 circa; la partecipazione alla messa di
beatificazione a Collevalenza, il pranzo al sacco
in luogo limitrofo, quindi il ritorno in sede.
VENERDÌ 11 APRILE 2014
dal personale e dai
parrocchiani. Tutto il paese si
è stretto attorno a don Luigi
durante la celebrazione del
funerale, presieduto dal
Vescovo. Durante il lungo
servizio pastorale don Luigi
Guerri è stato parroco a S.
Martin Pereto, poi a Trestina,
quindi a Paterna, Riosecco,
Marzano, Belvedere e di
Userna - Titta dal 1984 al
2013. Per lunghi anni ha
abitato in Seminario vescovile,
svolgendovi il compito di
rettore e servendo la
comunità di preti là residente.
Don Luigi Guerri
Tra l’altro è stato direttore
dell’ufficio diocesano per la
Pastorale familiare. Il
sacerdozio esercitato da don
Luigi è stato caratterizzato
dalla semplicità e dalla gioia,
dall’attenzione alle radici, ma
anche dall’apertura alle
novità, dalla passione per la
storia e dalla riflessione sul
presente. Pienamente inserito
nel presbiterio diocesano,
amava trascorrere il tempo
insieme ai confratelli,
ricordando aneddoti e fatti del
passato grazie a una
eccezionale memoria. Una
naturale affabilità gli rendeva
facile le relazioni umane, che
ha coltivato a fondo. Ha avuto
attenzione anche per le
vocazioni sacerdotali e lo
scorso 31 agosto ha vissuto la
gioia di vedere ordinati
diaconi futuri preti, David e
Simone, due seminaristi ai
quali impartì il battesimo.
❦ A TE LA PAROLA Lettere in redazione
Il mio “sì” per sempre
a Gesù tra le Clarisse
Suor Maria Filomena di Gesù ci ha inviato una
lunga lettera ricca di considerazioni dopo la sua
professione solenne dei voti tra le Clarisse di Città
di Castello. Volentieri ne pubblichiamo ampi
stralci.
I
l 25 marzo, Annunciazione del Signore, con
la professione solenne ho pronunciato il
mio “sì” per sempre all’amore del Signore tra
le Clarisse del monastero di Santa Cecilia a
Città di Castello. L’“eccomi” della Vergine si è
incrociato con il mio, il mio “sì” nel “sì” di
Gesù e di Maria! È stato un momento intenso
di grazia e di gioia quello che ho vissuto
durante la celebrazione, una grazia e una
gioia che toccano il cuore e fanno sgorgare
un’immensa gratitudine al Signore per il dono
piú prezioso che mi ha fatto: essere Sua sposa
sulle orme della nostra Madre santa Chiara.
[…] Nella celebrazione eucaristica, che è stata
presieduta dal Vescovo di Città di Castello, ho
colto sempre piú il significato e il profondo
contenuto della mia offerta e di ciò che mi
apprestavo a compiere. Tutta la liturgia ha
espresso il dialogo tra lo Sposo, Cristo Gesú, e
io la Sua sposa, tra il Suo dono di grazia e il
mio definitivo impegno. Molto bello e incisivo
è stato il momento della prostrazione durante
il canto delle litanie: io, polvere e terra, a
contatto con la terra, ho visto con chiarezza
da dove sono venuta e dove Dio mi ha
innalzata: terra che fiorisce! Dall’abisso della
mia miseria ho percepito che tutta la mia
piccolezza era totalmente presa dal Signore:
io tanto piccina e misera, ma, allo stesso
tempo, tanto grande per dignità ed elezione!
[…] Quella del 25 marzo è stata per me una
tappa quanto mai significativa, frutto di un
lungo cammino sostenuto dalla fede e dalla
speranza nel Signore, che ha i Suoi tempi, ma
che porta sempre a compimento ciò che
chiede. Un percorso spirituale che si collega a
un progetto che Dio ha coltivato per me sin
dall’eternità. Sì, la mia storia, come la storia
di ognuno di noi, è una storia amata da Dio,
avvolta dalla Sua misericordia e guidata e
protetta dalla Sua provvidenza. Da sempre
Dio ha pensato a me e mi ha chiamata
all’esistenza perché su di me si realizzasse il
Professione di suor M. Filomena
suo progetto di amore: essere piú
intimamente unita a Lui: “Ti farò mia sposa
per sempre!”. Il Suo amore chiede e concede
la soprannaturale intimità e pervade di
tenerezza e amabilità. Il legarsi con un sì
definitivo a Dio, alla Sua volontà, ci libera e
alimenta la capacità di donazione, e ci fa
gustare già in questa vita la gioia del Regno.
Questa unione con il Signore significa anche
partecipazione alla Sua missione di salvezza.
[…] Ringrazio ancora il Signore per questo
dono straordinario e assolutamente gratuito
di cui mi ha voluta arricchire.
Sr. Maria Filomena di Gesù
VENERDÌ 11 APRILE 2014
LA VOCE Città di Castello
DIOCESI. L’evento
“Famiglie in gioco”
organizzato da
Pastorale familiare
e dal Csi
❖ MOSTRA
Lampade d’artista
Mons. Cancian con i ragazzi durante la celebrazione
Il seme del battesimo
Mons. Cancian
ha affrontato la
domanda: “In
che cosa consiste
la vita eterna?”.
Per portare
avanti il lavoro
dello scomparso
don Luigi, si
pensa a un
evento fisso
spesso riempie le nostre espressioni verbali ma non le nostre
azioni. Nella vita eterna vivremo
e saremo sempre nell’amore di
Dio.
Prima dell’offertorio i bambini
hanno consegnato al Vescovo dei
disegni: da un lato del foglio era
raffigurata la Sacra Famiglia con
al centro Gesù, e dall’altro lato i
bambini avevano illustrato la propria famiglia con genitori, fratelli e anche amici.
Durante la messa è stata più volte richiamata la figura di don Luigi Guerri, scomparso pochi giorni prima; un omaggio a un sacerdote che è stato esempio di un
amore quotidiano costante e
CULTURA. Come tornare ad apprezzare la
musica anziché ridurla a sottofondo anonimo
V
enerdì scorso nell’ambito di
“Accordi della mente - Accordi
dell’anima” promosso
dall’associazione “Le fatiche di Ercole”
è intervenuto presso il Museo del
duomo il prof. Marco Moschini sul
tema “Lo spirito della musica”. Docente
di Filosofia teoretica all’Università di
Perugia, Moschini è stato introdotto da
Errico Landi, presidente
dell’associazione promotrice
dell’iniziativa, e da Saulo Scopa per la
Usl Umbria 1. “Far cogliere - ha detto -
lo spirito della musica è uno sforzo
culturale importante, ha detto il
relatore. Oggi infatti si è fatto di tutto
per trasformare la cultura in business,
dalle notti bianche ai canali televisivi
dedicati, ma tutto questo clamore non
favorisce lo spirito culturale. Siamo
sottoposti a una sovraesposizione
eccessiva alla musica, che non è vissuta
come un tempo raro e prezioso ma
come un sottofondo anonimo a ogni
istante della nostra giornata”. Nella
necessità di recuperare una
gioioso nelle piccole cose, e che
tanto impegno ha profuso a favore della pastorale familiare.
Per continuare il cammino sulle
orme lasciate da don Luigi, il Vescovo e gli organizzatori hanno
proposto la creazione di un evento commemorativo. L’occasione
potrebbe essere proprio l’appuntamento con “Famiglie in gioco”
da ripetersi annualmente magari
presso la stessa sede della pista di
atletica, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, che
si è rivelata la cornice perfetta anche in una giornata come quella
di domenica scorsa con condizioni climatiche non proprio ideali.
Sabina Ronconi
dimensione di semplicità per cogliere
al meglio il senso della musica e
dell’arte, Moschini ha citato il filosofo
tedesco Arthur Schopenhauer il quale
affermava che, senza arte, filosofia e
religione nella vita resterebbero
soltanto una moltitudine di pensieri
tediosi e negativi; da qui l’esigenza di
ritrovare una visione del mondo che
esuli dalla mera rappresentazione che
l’uomo stesso ne fa. La relazione del
prof. Moschini è stata intervallata da
momenti musicali realizzati dagli
studenti delle classi di viola, violoncello
e clarinetto della Scuola di musica
“Giacomo Puccini”.
S. R.
CITTÀ DI CASTELLO. Incontro sul futuro dell’economia
Imprese: che cosa tenere d’occhio
l 7 aprile si è tePolinori si è soffermanuta, a cura del
to sul problema della
Partito democratisostenibilità in relazioco, una riunione per
ne all’energia, e ha aftrattare il tema delfermato come sia nel’economia nel mocessario un consumo
mento attuale. Vi
intelligente a base locahanno partecipato
le, a seconda delle vecUn momento dell’incontro
Paolo Polinori, dochie e nuove energie.
cente di Economia
L’ing. Renzacci ha parpolitica all’Università di Perugia, l’on. Matteo lato della competizione dei Paesi europei e osColaninno, membro della commissione Finanze, servato come in Italia si sia fatto poco. Tra i pasEnrico Carloni, assessore comunale alle Politi- si necessari, il rafforzamento della legalità e il
che economiche, Gabrio Renzacci, presidente di sostegno alle imprese. Agire inoltre sulla leva
Sviluppumbria. Coordinatrice Rossella Cestini, della formazione dei giovani, con la convinziosegretaria del Pd di Città di Castello.
ne che dare stimoli alle imprese è un vantaggio
Nel salutare i presenti, quest’ultima ha fatto pre- per tutti: gli utili delle imprese tornano nelle cassente come l’Europa tenda a mantenere il rigo- se dello Stato.
re per quanto riguarda la spesa pubblica, ma bi- L’on. Colaninno ha riferito della situazione delsogna anche lavorare alla sua crescita e sono le imprese nell’Alta Valle del Tevere e del numolti gli aspetti che vanno ‘aggrediti’ a questo fi- mero di quelle chiuse dal 2008. Ha menzionato
ne: alleggerimento della macchina pubblica, le troppe norme e micro-competenze che danconsiderazione del sistema credito, far partire i neggiano l’imprenditoria. Ha ricordando che la
settori manifatturieri e di impresa.
competizione sarà sempre più dura, e additato
L’assessore Carloni ha osservato che, se il mon- come strategia vincente quella di andare nei
do sta crescendo da diversi anni, l’Italia cresce mercati del mondo e intercettare ciò che il conpoco. Necessario trovare nella capacità proget- sumatore vuole. Molti e articolati gli interventi.
tuale strategie di medio-lungo periodo. Il prof.
Eleonora Rose
I
[email protected] 19
BREVI
I
nsolita messa quella di domenica 6 aprile celebrata dal vescovo mons. Domenico Cancian nella pista di atletica della
Cittadella dello sport “Belvedere”,
dove si è svolta la manifestazione
“Famiglie in gioco” organizzata
dall’ufficio diocesano per la Pastorale familiare e dal gruppo locale del Centro sportivo italiano
(Csi).
Durante la mattinata i bambini e
le loro famiglie si sono sfidati in
giochi e attività sportive fino alle
12 quando è iniziata la celebrazione liturgica. Mons. Cancian ha
subito ringraziato la comunità
Magnificat che ha animato la
messa, il Csi e l’oratorio Don Bosco, sempre presenti e disponibili con il loro contributo, e naturalmente tutti i bambini che hanno partecipato ai giochi.
Nel commento al Vangelo della
risurrezione di Lazzaro, a pochi
giorni dalla Pasqua, il Vescovo ha
offerto una riflessione sul significato della vita eterna. “In che cosa consiste la vita eterna?” ha
chiesto. Il cristiano - ha risposto già con il battesimo è inserito nel
progetto di vita eterna che Dio ha
voluto per lui. Come un piccolo
seme che può diventare un albero, se curato con costanza, il sacramento del battesimo ci conduce alla vita eterna che significa
Amore: quel sentimento perfetto
con la A maiuscola che viene dal
Padre, non quello che troppo
@
È stata inaugurata il 5 aprile la collettiva
di arte contemporanea “Luci al colmo”
presso il Quadrilatero di palazzo Bufalini.
L’evento, organizzato da “Immagina arte
contemporanea” in collaborazione con il
gruppo Fai e l’associazione Artefare, si
sviluppa intorno al soggetto
dell’illuminazione: sono esposte 22
lampade d’artista ovvero interpretazioni
sul tema realizzate da artisti, locali e non.
La mostra resterà visibile fino al 19 aprile
nei giorni di giovedì, sabato e domenica
con orario 10-12.30 e 16-19.30 e nei giorni
di martedì, mercoledì e venerdì solo in
orario pomeridiano. I volontari del Fai
saranno presenti per offrire dettagli storici
e artistici riguardanti la sede espositiva e
informazioni di carattere generale sulle
attività dell’associazione. Presso lo spazio
espositivo di “Immagina” in corso Vittorio
Emanuele 52 è visitabile la sezione della
mostra a tema libero, non riferita alle
lampade.
❖ CASTELLO
Saperi tradizionali
Il 5 aprile il comitato “Dichiariamo illegale
la povertà” di Città di Castello ha
organizzato, nell’ambito di un ciclo di 6
lezioni itineranti nazionali, il quinto
incontro sul tema “Educazione, bene
comune”. Ha partecipato il prof. Riccardo
Petrella in collegamento skype e sono
seguiti interventi da parte dei ragazzi del
doposcuola della parrocchia di Riosecco e
di soggetti che operano nella società come
testimoni di saperi, di abilità e di
conoscenze concrete. L’ambito è stato
quello della cultura in senso stretto ma
anche dell’agricoltura, dell’artigianato e
del sociale in un confronto che mira alla
costruzione di una proposta di
rinascita di quelle attività che,
oltre a essere “mezzi di
produzione”, costituiscono
fondamenta del vivere comune,
elementi della tradizione e della
storia del territorio. L’iniziativa era
patrocinata dai Comuni di
on solo il concorso organizzato
Castello, Sansepolcro e San
dal programma Rai Alle falde
Giustino, con l’associazione
del Kilimangiaro e i servizi televisivi
Insieme, L’altrapagina, Caritas,
dedicati: Montone continua a far
Alto Tevere senza frontiere e
parlare di sé e stavolta grazie a
Altrocioccolato.
un’eccellenza locale. Sabato scorso
alle ore 20.30, presso la suggestiva
“Locanda del Capitano” nel pieno
centro storico, è stata organizzata
una serata speciale che ha visto in
Libro & scalinata
cucina la creazione di piatti dello
Avanti alla chiesa delle
chef e patron della locanda
Propositura di Anghiari si è
Giancarlo Polito. Di origine
celebrato il ringraziamento
pugliese, ma stabilitosi nel borgo di
ufficiale al maestro Felice Acquisti
Braccio Fortebraccio da molti anni,
che ha contributo, con parte dei
Polito ha portato in giro per il
ricavi della vendita del suo libro, ai
mondo il nome di Montone nelle
lavori della scalinata di Santa
sue numerose apparizioni televisive,
Maria delle Grazie. Un esempio di
teatrali e con una sua recente
sincero amore verso la terra di
pubblicazione. Ad accompagnarlo,
Baldaccio e di produttiva
in una serata molto interessante,
collaborazione con
sono stati Fausto Arrighi, per 35
l’Amministrazione comunale e
anni direttore generale della Guida
l’assessorato ai Lavori pubblici.
Michelin, e il giornalista
“Qualche tempo fa - ha ricordato
gastronomico Davide Di Corato. Era
durante la cerimonia l’assessore
presente alla serata anche uno dei
Fabrizio Scartoni - in nome della
critici enogastronomici più
bella amicizia che ci lega, il
autorevoli e amati d’Italia, Luigi
maestro Felice Acquisti mi
Cremona, ingegnere ‘convertito’ alla
contattò per parlarmi di un bel
tavola per gusto, amante dei piatti
progetto che stava per portare a
di qualità in qualunque forma,
termine. Stava ultimando il suo
raffinata o casereccia. Per questo
libro Storia di un maestrino dalla
evento unico, che mai ha visto in
Valtiberina alla Val di Fiemme. Mi
Umbria una partecipazione così
disse che con il ricavato della
nutrita della “grande tavola”, sono
vendita avrebbe voluto fare
intervenuti anche la presidente
qualcosa per la sua amata
della Regione Catiuscia Marini e
Anghiari. Io gli dissi che stavamo
dell’assessore al Turismo Fabrizio
rimettendo apposto la scalinata
Bracco. “Polito - ha affermato
davanti alla chiesa della
Bracco - è uno chef che sa
Propositura e lui, con la generosità
interpretare l’anima del luogo e dei
che lo contraddistingue, si offrì
prodotti del territorio, con cui entra
per contribuire donando al
in sintonia cucinando. Il suo
Comune metà del ricavato
impegno costante nell’ambito
ottenuto dalla vendita del suo
culinario diventa negli anni sempre
libro (l’altra metà è stata devoluta
più una promozione per Montone e
all’Anffas di Cavalese). Un gesto
il suo territorio”.
forte che ci inorgoglisce perché
Roberto Persico
fatto con estremo amore verso il
nostro paese”.
Lo chef promuove
Montone
N
❖ ANGHIARI
LA VOCE Orvieto .Todi
20
BREVI
❖ ORVIETO
Le celebrazioni
della settimana santa
Nella cattedrale di Orvieto i riti
della Settimana santa si aprono
con la solenne celebrazione della
messa delle Palme, domenica 13
aprile, presieduta dal Vescovo
alle ore 11. Il mercoledì santo 16
aprile, poi, alle ore 17 mons.
Tuzia presiederà la messa del
crisma, con la partecipazione dei
ragazzi che quest’anno
riceveranno la Cresima.
Offriranno l’olio le parrocchie di
Orvieto e di Bolsena. Giovedì
santo 17 aprile alle ore 18 il
Vescovo presiederà la
celebrazione della messa in
Coena Domini, con la lavanda dei
piedi, e al termine la riposizione
del SS. Sacramento. Alle ore 21.30
si svolge la veglia di preghiera
comunitaria. Venerdì santo 18
aprile alle ore 15 il Vescovo
presiede l’Azione liturgica della
passione del Signore. Alle ore 21
via Crucis da piazza san Giovenale
alla chiesa di S. Andrea. La
solenne Veglia pasquale della
Risurrezione di sabato 19 aprile
avrà luogo alle ore 23.15, è unica
per tutta la città e sarà presieduta
da mons. Tuzia. Il giorno di
Pasqua, 20 aprile, il Vescovo
presiederà una solenne liturgia
eucaristica alle ore 17.30 con il
Capitolo della cattedrale e il
presbiterio cittadino. Tale liturgia
sarà preceduta dai vespri solenni.
In duomo saranno presenti
sempre dei confessori per il
sacramento della Penitenza.
❖ TODI
Le celebrazioni
della settimana santa
A Todi la benedizione delle palme
di domenica 13 aprile si svolgerà
alle ore 11 nella chiesa del Monte
in piazza Garibaldi, seguirà la
processione in duomo per la
celebrazione della messa.
Mercoledì santo 16 aprile alle
ore 21 nella chiesa del SS.
Crocifisso si svolgerà la
celebrazione della penitenza con
vari confessori. Giovedì santo 17
aprile, la celebrazione della
Coena Domini con la lavanda dei
piedi e la riposizione del SS.
Sacramento si svolgerà in duomo
alle ore 18, alle ore 21 nella
chiesa del SS. Crocifisso e sempre
alle 21 nella chiesa della
Consolazione. Venerdì santo 18
aprile alle ore 18 in duomo,
celebrazione della Passione del
Signore. La processione del Cristo
morto partirà alle ore 20.45 dalla
chiesa di San Filippo, poi sosterà
in piazza del Mercato Vecchio per
la rappresentazione della
Passione del Signore con dei
quadri viventi e la lettura delle
Laudi di Jacopone riguardanti la
passione del Signore; la
conclusione in duomo con il
bacio del Cristo morto; la
celebrazione sarà presieduta dal
Vescovo. La solenne Veglia
pasquale della Resurrezione si
svolge in duomo alle ore 22
iniziando dal sacrato con la
benedizione del fuoco nuovo.
Domenica 20 aprile alle ore 11.30
in duomo il Vescovo presiederà la
solenne messa di Pasqua.
❖ SCUOLA PAROLA
Incontro con
Vittorino Andreoli
Martedì 15
aprile alle
ore 21 nella
Sala del
Consiglio
comunale di
Todi si svolge
un incontro
con il
professor Vittorino Andreoli. Tale
iniziativa è sorta nell’ambito della
Scuola della Parola promossa
dall’Azione cattolica diocesana. Il
professore è uno fra i più
autorevoli studiosi italiani della
psiche, autore di numerose
pubblicazioni di grande successo
e collaboratore di rubriche
giornalistiche e televisive. Punto
di riferimento per capire i
giovani, il disagio, la malattia, la
società. Pur definendosi non
credente è molto sensibile alle
domande che la fede suscita ed
ha una visione antropologica
cristiana. Nell’ambito del
cammino della Scuola della
Parola che affronta il tema “I
giorni dell’amore”, il professore
parlerà sui “Valori e modelli per
ricostruire le dinamiche
familiari”.
Il tavolo dei
relatori alla
presentazione
del libro
Da Todi, romanzo
contro lo sfruttamento
S
abato 5 aprile, alla presenza di un vasto pubblico,
presso la sala del Consiglio
dei palazzi comunali di Todi si è
svolto un incontro dedicato al
tema della tratta e dello sfruttamento della prostituzione.
Erano presenti il sindaco di Todi Carlo Rossini, il direttore della Caritas diocesana Marcello
Rinaldi, la scrittrice e giornalista Vanna Ugolini e la prof.ssa
Carla Maria Cavallini, oltre alla
presidente della Regione Catiuscia Marini, che ha voluto portare il suo contributo a conclusione dell’incontro.
L’assessorato alla Cultura e la
Biblioteca comunale hanno voluto promuovere questo appuntamento, dal titolo “Restiamo
umani”, in occasione della presentazione del romanzo Strade
di Debora Bartolini, giovane
scrittrice tuderte che ha recentemente pubblicato questa sua
opera prima.
Partendo dalla sua esperienza
come volontaria prima e poi come operatrice e mediatrice linguistica per conto dell’istituto
Crispolti di Todi nell’ambito dei
progetti regionali “Non si tratta” e “Fuori dal labirinto”, e ispirandosi alle storie vere di tante
vittime della tratta che ha avuto
modo di conoscere, la Bartolini
ha voluto scrivere di un tema
così arduo e complesso, anche
per scardinare la visione che la
maggior parte delle persone ha
di questo fenomeno.
Il romanzo racconta le storie di
tre donne e i loro percorsi di vita, in cui si intrecciano violenza,
sopruso, ribellione, fino al racconto della “svolta” della vita di
queste donne che, in modi diversi tra loro, riusciranno a liberarsi dalle catene della schiavitù e riappropriarsi delle loro
esistenze.
Inoltre, come hanno ricordato i
relatori, in particolare il direttore della Caritas, Rinaldi, l’attenzione al fenomeno della tratta e l’aiuto alle vittime è stata
una delle primarie istanze della
rifondata Caritas diocesana intorno agli anni che precedettero
il Giubileo del 2000, per espresso volere dell’allora vescovo
mons. Grandoni. Da quella che
fu una sensibilità della Caritas
locale, nacquero poi i progetti
dedicati all’aiuto e al recupero
delle vittime della tratta, dal primo “Elena e Flora”, più di dieci
anni fa, presso l’istituto Crispolti.
Anche il sindaco Rossini ha af-
Il Giubileo della Parrocchia di S.Andrea
L
a parrocchia di Sant’Andrea in Orvieto
festeggia il primo giubileo parrocchiale, a
mille anni dalla consacrazione dell’attuale
chiesa Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo,
avvenuta nel 1013 a opera di papa Benedetto VIII.
Per celebrare il giubileo, il parroco e il Consiglio
pastorale hanno organizzato diversi eventi nel
periodo 2013-2014, tra i quali il pellegrinaggio a
Roma sulle tombe degli Apostoli. Il 2 aprile scorso,
circa 80 persone della parrocchia si sono recate a
Roma per assistere all’udienza generale di Papa
Francesco e per visitare la tomba di Pietro. Se la
fede è anche storia e memoria, allora la visita
all’antico luogo storico della nostra fede, come
fermato l’impegno costante dell’Amministrazione comunale, che
contribuisce con 20 mila
euro all’anno, soprattutto erogati in servizi, ai
progetti locali a sostegno
delle vittime della tratta
a Todi. Un contributo
forse piccolo, ma significativo di un’attenzione
particolare alla tutela dei diritti
umani.
Comunque, come ha ricordato la
giornalista Vanna Ugolini, che da
anni si interessa al fenomeno della
prostituzione nella nostra Regione
(suo il libro-denuncia Tania e le altre del 2007), l’Umbria resta una
delle regioni maggiormente interessate dal traffico di esseri umani,
in base all’ultimo rapporto della
Direzione nazionale antimafia.
C’è però la consapevolezza del problema e la volontà da parte delle
istituzioni regionali di intervenire
per contrastare il fenomeno della
tratta. La presidente Marini ha
confermato che la Regione Umbria
continuerà a impiegare risorse
economiche e progettuali per contrastare questa piaga, come sta già
facendo mediante i progetti “Free
Women” e “Fuori dal labirinto”,
che operano in diverse realtà (Perugia, Todi, Terni, Narni) grazie all’operato di soggetti del terzo settore (associazioni e cooperative) e
grazie al contributo di istituti diocesani o delle Caritas.
Francesca Carnevalini
La presentazione del libro
“Strade” della tuderte Debora
Bartolini è stata l’occasione
per tornare a parlare
del fenomeno della “tratta”
e della prostituzione
Nel programma
delle celebrazioni,
l’udienza dal Papa
e la preghiera
presso la tomba
di san Pietro
S. Andrea di Orvieto
compie 1.000 anni
VENERDÌ 11 APRILE 2014
cristiani e occidentali, là dove da più di duemila
anni si fa memoria ininterrotta dell’Apostolo,
costituiva il momento culminante del
pellegrinaggio. Dopo la visita alla basilica vaticana,
la comunità parrocchiale ha quindi sostato nel
punto più prossimo alla tomba di Pietro per
raccogliersi in riflessione e preghiera. La giornata
del pellegrinaggio ha avuto come conclusione la
celebrazione della messa nella chiesa di Santa
Maria in Traspontina. In questa occasione la
comunità ha ricevuto l’affettuosa accoglienza di
mons. Giovanni Marra, già amministratore
apostolico della diocesi Orvieto - Todi, il quale ha
celebrato la liturgia con il parroco, don Luca
Conticelli, e con don Danilo Innocenzi. Le parole
pronunciate da mons. Marra nell’omelia e nel
saluto finale sono state motivo di riflessione su
temi forti come la Pasqua, il Giubileo eucaristico
2013-2014 e il giubileo parrocchiale. Le iniziative
per i festeggiamenti possono essere consultate sul
sito della parrocchia www.santandrea-orvieto.it.
Paolo Zanetti
Diocesi - 25 aprile
Giubileo della famiglia
e per i bambini
S
arà una giornata
importante quella del 25
aprile a Orvieto, in cui
si svolgeranno in
contemporanea il Giubileo
della famiglia e il Giubileo
dei bambini della prima
comunione. Le famiglie
arrivano a questo atteso
evento dopo un percorso di
preparazione fatto di diversi
incontri organizzati dal competente ufficio pastorale
diocesano e tenutisi a Montesanto di Todi. Tema
dell’evento giubilare sarà “L’eucaristia modello e
fonte dell’amore sponsale”. La giornata, illuminata
dalla parola del card. Ennio Antonelli e del vescovo
diocesano Benedetto Tuzia e arricchita da
testimonianze, sarà condivisa con tanti genitori dei
bambini della prima comunione. Questi ultimi
vivranno il loro giubileo approfondendo, invece, il
tema “Date loro voi stessi da mangiare”, attraverso
attività e momenti di gioco. Per tutti l’inizio è alle ore
9.30 e la conclusione con la messa alle ore 16.30. Il
pranzo è al sacco e sarà curato uno spazio per gli altri
bambini che verranno con le loro famiglie. Ulteriori
info su www.diocesiorvietotodi.it.
M. M.
LA VOCE Orvieto . Todi
VENERDÌ 11 APRILE 2014
❖ DIOCESI
Crocifisso pellegrinante
Il 5 aprile si è aperta la peregrinatio dell’Amore
Misericordioso anche nella Vicaria della città di Orvieto.
Dopo l’accoglienza del Crocifisso e dell’immagine di
Madre Speranza, i fedeli della Vicaria hanno varcato la
soglia della Porta santa e hanno meditato sulla figura
della nostra beata; a seguire, la messa presieduta dal
Vescovo. Le immagini hanno poi visitato Sferracavallo il 6
aprile, S. Giovenale il 7, l’8 S. Andrea, S. Domenico il 9,
Ponte del Sole il 10, l’11 Orvieto Scalo; sarà ora la volta di
Ciconia il giorno 12. Degna di nota per l’alto valore
ecclesiale, la Via crucis animata dai giovani di Orvieto,
Orvieto Scalo, Ciconia nella chiesa parrocchiale della
Stazione venerdì 11 alle 21. Anche a Todi, nella vicaria di
San Fortunato e San Filippo Benizi, le immagini del
Crocifisso dell’Amore Misericordioso e di Madre Speranza,
portate processionalmente da una rappresentanza di
Ancelle e Figli dell’Amore Misericordioso, sono state
accolte il 5 aprile. Dopo il momento iniziale, svoltosi in
piazza del Popolo alla presenza di mons. Benedetto
Tuzia, di padre Aurelio Perez, superiore generale Fam, del
sindaco Carlo Rossini e di tutte le autorità civili, i
numerosi fedeli intervenuti si sono recati in duomo, dove
il Vescovo ha presieduto una veglia di preghiera. La festa
di sabato è stata un momento di autentica speranza che
il Signore ha donato attraverso Madre Speranza, con la
quale Todi (nel cui Comune è la frazione di Collevalenza)
e la Chiesa locale hanno un legame del tutto speciale. Nei
giorni successivi le immagini hanno visitato le varie
parrocchie della Vicaria. Sulla peregrinatio nelle due
Vicarie, approfondimenti sul prossimo numero.
@
[email protected] 21
❖ CASTEL VISCARDO
❖ MASSA MARTANA
Concerto di primavera
Piazza rifatta
Si è svolto il 5 aprile presso il Museo delle
terrecotte di Castel Viscardo il “Concerto di
primavera”, tenuto dalla giovane pianista
alleronese Flavia Possamai. Sono state eseguite
musiche di Mozart, Brahms e Debussy. L’evento era
promosso dal Comune e dall’associazione turistica
Pro loco Castel Viscardo. Duplice la finalità degli
organizzatori: avvicinare il pubblico, soprattutto
quello più giovane, alla musica classica; e
valorizzare lo spazio del Museo, recentemente
ristrutturato, rendendolo sempre più centro di
aggregazione per realizzare appuntamenti musicali
e culturali, convegni e giornate didattiche.
Sabato 5 aprile è stata
ufficialmente inaugurata a Massa
Martana la nuova piazza di Santa
Maria della Pace. Per l’occasione
sono intervenuti il sindaco Maria
Pia Bruscolotti, il direttore dei
lavori ing. Umberto Tassi,
l’architetto Anna di Bene,
soprintendente ai Beni
architettonici dell’Umbria, padre
Alessio Maglione, padre provinciale
Frati Tor, e Catiuscia Marini,
presidente della Regione Umbria.
DIOCESI. La
“peregrinatio”
dell’immagine del
Crocifisso di
Collevalenza nelle
Vicarie di Santa
Cristina e di San
Martino
Per tante persone,
piccoli e grandi,
l’evento ha
significato una
riscoperta del
messaggio di amore
di Madre Speranza
L’
Gaglietole, Piedicolle,
Ripabianca, Ilci, Pantalla) si
sviluppa quasi a forma circolare;
la peregrinatio, partita da
Ammeto sabato 29 marzo, è
terminata sabato 5 aprile a
Ripabianca. Certamente, Fratta
Todina ha vissuto con più
intensità questa visita. Le Ancelle
dell’Amore Misericordioso,
infatti, lì hanno e gestiscono il
Centro Speranza, voluto da
Madre Speranza stessa, che dal
1984 opera per la riabilitazione e
l’educazione di bambini e adulti
con gravi disabilità. In tutte le
parrocchie del territorio, inoltre, i
bambini sono stati i veri
protagonisti di questi incontri e,
attraverso loro, anche le famiglie
si sono sentite coinvolte. I piccoli
hanno conosciuto la vita e le
opere che Madre Speranza ha
potuto realizzare grazie a una
fede forte e incondizionata nel
Gesù sofferente e misericordioso.
I grandi hanno riscoperto e
ritrovato questa suora che
ricordano di aver visto
direttamente o conosciuto
attraverso i racconti e la fede dei
propri genitori.
Luigi Burla
Anna Elena Franzoni
uomo ha bisogno di
essere amato e di amare.
Affidarsi completamente
a Dio, accogliendo il Suo
immenso amore e crescendo
quindi nell’amore e nel servizio
ai fratelli, è quanto ci insegnano,
con il loro esempio, i grandi santi
dell’Umbria: san Francesco,
santa Chiara, san Benedetto,
santa Rita, santa Scolastica,
sant’Angela da Foligno. Fino a
giungere al nostro tempo con un
esempio splendido di santità:
Madre Speranza di Gesù (Alhama
Valera) che, nata in Spagna, ha
culminato il suo cammino
proprio in terra umbra, vivendo a
Collevalenza. Qui ha portato a
termine la sua opera più grande,
il santuario dell’Amore
Misericordioso, da dove si irradia
ininterrottamente l’opera di
misericordia e speranza. È molto
bello allora che, per prepararci
nel modo migliore alla sua
beatificazione, che si terrà il 31
maggio a Collevalenza, la diocesi
di Orvieto - Todi le abbia dedicato
la venerazione che si deve ai suoi
figli santi. Con gioia, la Vicaria di
S. Cristina (parrocchie di
Bolsena, Castel Giorgio, Castel
Viscardo, Monterubiaglio, Viceno,
Momento di preghiera a Bolsena, vicaria di S. Cristina
Fedeli in preghiera nella vicaria di San Martino
Accogliamo l’Amore
Canale, Porano, Sugano, Torre S.
Severo, Allerona, Allerona Scalo)
ha partecipato alla solenne
peregrinatio che si sta tenendo
durante la Quaresima,
accogliendo il Crocifisso
dell’Amore Misericordioso e
l’immagine di Madre Speranza e
avendo così l’opportunità di
incontrare una donna che ha
donato tutta se stessa per far
conoscere al mondo l’amore e la
misericordia di Gesù. Nella
Vicaria il Crocifisso e l’immagine
di Madre Speranza sono stati
accolti il 28 marzo a Castel
Giorgio, poi il cammino è
proseguito nelle altre parrocchie.
A Bolsena, le due immagini sono
state accolte il 4 aprile sul sagrato
della basilica da numerosi fedeli.
È seguita la messa e l’esposizione
del Santissimo Sacramento. Il
giorno successivo la venerazione
è proseguita con la meditazione
sull’opera di Madre Speranza,
con la celebrazione delle messe
in basilica e infine con la
partenza del Crocifisso e
dell’immagine della Madre per il
duomo di Orvieto. I fedeli di tutta
la Vicaria hanno così potuto
conoscere le opere buone di una
donna che ha accolto appieno
l’insegnamento di Gesù e ha
avuto la forza di annunciare
instancabilmente quell’amore
misericordioso che spesso
appare, a noi deboli peccatori,
tanto difficile da accogliere e
vivere.
Contemporaneamente la
peregrinatio delle due immagini
ha attraversato tutta la Vicaria di
S. Martino I papa e martire.
Questo cammino è stato pensato
come compendio di tre aspetti
cari a Madre Speranza e a Papa
Francesco: la misericordia,
l’eucarestia e l’amore. Attraverso
il sacramento della
riconciliazione si è sperimentata
la misericordia che il Padre ha
per i suoi figli; con l’adorazione
eucaristica si sono vissuti
momenti forti ed intensi di
colloquio con Dio attraverso suo
Figlio; e infine le testimonianze,
che sono state momenti di
condivisione e di amore
autentico e pratico. La Vicaria di
S. Martino I (parrocchie di
Ammeto, Fratta Todina,
Montecastello di Vibio, Spineta,
Casalalta, Collazzone, Collepepe,
MADRE SPERANZA Verso la beatificazione
“Non dimentichiamo che il rigore
e il bastone non aiutano mai i deboli”
“N
el nostro lavoro educativo - scrive Madre Speranza nei Consigli pratici del
1933 - dobbiamo sforzarci di far capire a
chi ci è affidato che Gesù è per tutti un Padre buono, che ci ama di
amore infinito, senza distinzioni.
L’uomo più perverso, il più miserabile e perfino il più abbandonato è amato con immensa tenerezza da Gesù, che è per lui un Padre
e una tenera Madre”.
E nei Consigli del 1941 esorterà le
educatrici: “Dobbiamo essere pazienti anche con le persone maleMadre Speranza
ducate. Esse sono sgarbate, grossolane, scorrette, ma noi, incontrandole, pensiamo che se abbiamo avuto un’educazione più raffinata dobbiamo trasmetterla a chi
non ce l’ha, compatendole e usando loro carità”.
Madre Speranza ricorderà poi, alle superiore e alle
sue figlie, che tutta l’attività educativa per portare
frutto dovrà essere pervasa d’amore per tutti i soggetti affidati dalla Provvidenza e sempre improntata a spirito materno, perché “il nostro spirito umano è fatto in modo tale che si ribella al rigore, ma
cede alla bontà; per questo vi raccomando che comandiate sempre con mitezza e mai per forza; te-
nete presente che la durezza manda tutto in rovina:
rende aspri i cuori, allontana la carità, genera odio,
rende il bene antipatico al punto che nessuno lo
gradisce; invece la mitezza fa ciò che desidera del
cuore dell’educando e lo modella secondo i suoi
progetti”.
“È molto facile irritarci, comandare con cattivo viso, minacciare e castigare; in questo non abbiamo
bisogno di maestri perché la nostra natura lo porta
con sé; mentre ci è molto difficile dominare le passioni, moderare il temperamento, sopportare con
pazienza e carità i difetti del nostro prossimo, sopportare che il fuoco dell’impetuosità e della collera
sia passato, prendere le cose con pazienza, pregare
prima di fare una correzione e scegliere con vera
carità i mezzi di correzione. Tutto questo esige una
virtù risoluta e un grande amore al nostro Dio; se
amiamo il nostro prossimo facilmente riusciremo a
sopportare i suoi difetti; se non lo amiamo, non
avremo pazienza per sopportare le sue debolezze e
non staremo lavorando per la sua correzione”.
Per correggere, scrive la Madre, “aspettiamo che la
pace e la serenità si siano ristabilite nella nostra
anima; non dimentichiamo che il rigore e il bastone non aiutano mai i deboli: sono più adatti a uccidere un vivo che a risuscitare un morto”. (Continua)
Antonio Colasanto
❖ DIOCESI
Verso l’ordinazione sacerdotale
di Emanuele e Lorenzo
F
ervono i preparativi per l’ordinazione presbiterale di don
Emanuele Frenguelli e don Lorenzo Romagna, presieduta dal
Vescovo in cattedrale domenica 4 maggio alle ore 17. La
preparazione spirituale a questo grande appuntamento diocesano
è stata affidata agli uffici di Pastorale vocazionale, giovanile,
catechetica e scolastica, che hanno proposto una novena
vocazionale per tutte e nove le Vicarie della diocesi e che vedrà
coinvolti tutti i fedeli, in maniera particolare i consacrati, i giovani,
i catechisti e gli insegnanti di Religione. Si comincia a Castel
Giorgio, il 23 aprile, poi sarà la volta di Fratta Todina (il 24),
Ciconia (il 26), Fabro Scalo (il 28), S. Terenziano (il 29), S. Venanzo
(il 30), Baschi (il 1° maggio), Acquasparta (il 2) e per concludere, la
solenne veglia preparatoria presieduta da mons. Tuzia, sabato 3
maggio alle 21.30 nel tempio della Consolazione a Todi, con la
partecipazione dei due ordinandi. In queste giornate i sacerdoti di
ogni Vicaria celebreranno insieme la messa e animeranno
momenti di preghiera, adorazione eucaristica e incontri
vocazionali, conditi da momenti di fraternità e svago. Possa essere
questa un’occasione per ridare vita a una pastorale che abbia
interesse per ogni vocazione, dettata dall’amore vero per Dio e per
il prossimo, e che riparta dall’attenzione alla preghiera come fonte
primaria per capire e abbracciare la volontà di Dio tramite la
mediazione della Chiesa. Possa anche essere un momento
propizio per far riscoprire a tutti la bellezza dell’essere preti e
l’importanza del sacerdozio ministeriale per la trasmissione di una
fede autentica, basata sui sacramenti, sulla carità e sul vivere la
Chiesa come la più grande di tutte le famiglie.
Don Danilo Innocenzi
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
22
BREVI
❖ NARNI
Percorso verde
La zona lungo la vecchia ferrovia che da
Narni arriva a Orte, ora dismessa e liberata
anche dai binari, sarà recuperata con la
realizzazione di una percorso cilopedonale. Un’oasi ecologica lungo un tratto
del fiume Nera particolarmente bello
paesaggisticamente. Sei km attrezzati per
arrivare alla stazione di Nera Montoro
partendo dal romano ponte di Augusto,
dove sono disponibili i parcheggi per i
visitatori, fin dentro l’oasi di San Liberato,
che oggi è la prima tappa della migrazione
per moltissime specie di uccelli.
Incontro di
preghiera e
approfondimento
nel tempo di
Quaresima,
rivolto agli
operatori e
volontari
impegnati in
ambito caritativo
Un momento dell’incontro
❖ SCUOLE
Il buon uso di internet
Ha fatto tappa a Terni la campagna
itinerante “Un vita da social”, progetto della
Polizia - in collaborazione con il ministero
dell’Istruzione - sulla sicurezza nell’uso
della Rete, rivolto agli utilizzatori dei social
network e in particolare agli oltre 200
alunni delle scuole medie e superiori che
hanno aderito all’iniziativa, ai loro
insegnanti e ai loro familiari. Guardare a
internet come un’opportunità e non un
pericolo, quindi, il messaggio della polizia e
in particolare di questa iniziativa itinerante.
In piazza Ridolfi a Terni ha sostato un
autoarticolato contenente materiale
didattico, allestito con tecnologie di ultima
generazione, all’interno del quale i
poliziotti hanno illustrato le principali
insidie della Rete, fornendo consigli per
una navigazione sicura. I ragazzi hanno
seguito con attenzione i consigli,
partecipando attivamente alla lezione, con
interventi mirati e anche con esercitazioni
pratiche.
❖ IMPRESE
Servizio informativo
Nasce un nuovo strumento di
comunicazione a servizio delle imprese e
del territorio. Si chiama TerniEconomia,
messo a punto dalla Camera di commercio
di Terni per offrire un canale di
comunicazione diretto alle imprese, in
grado di rispondere alle esigenze oggi
sempre più richieste di tempestività
dell’informazione ed efficacia del servizio.
Una newsletter on-line verrà spedita con
cadenza mensile alle mail delle imprese
provinciali, delle associazioni di categoria,
consulenti del lavoro e rappresentanti dei
consumatori, proponendo informazioni
riguardanti l’apertura di bandi, la
concessione di contributi, l’organizzazione
di seminari e percorsi formativi e le
informazioni più aggiornate in ambito
normativo e di adempimenti a carico delle
imprese. Un focus è previsto anche per le
news di carattere nazionale, in particolare
riguardanti bandi europei a sostegno
dell’occupazione o dell’innovazione.
❖ TECNOLOGIA
VENERDÌ 11 APRILE 2014
La carità riparte da Cristo
“L
e comunità cristiane devono
ripartire da Cristo” è l’incontro di preghiera e approfondimento nel tempo di Quaresima, organizzato dalla commissione diocesana
per la Pastorale della carità e dalla Caritas diocesana, rivolto agli operatori e volontari impegnati a vario titolo in ambito caritativo, sia in parrocchia che nelle
associazioni e movimenti.
L’incontro è stato presieduto da mons.
Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della diocesi, che ha proposto
una riflessione sulla Quaresima, tempo
di grazia e propizio per una profonda revisione di vita che significa anche uscire dagli schemi usuali. “Ripartire da Cristo - ha detto il Vescovo - significa imitarlo: uscire da sé per andare incontro
agli altri. Il cuore dell’operatore della carità, riscaldato da Cristo, vive sempre il
movimento di sistole / diastole: unione
con Gesù e incontro con l’altro. Se manca uno di questi movimenti, il cuore del
Viene ristrutturato
l’ospedale di Terni
F
ervono i lavori
di ristrutturazione e
qualificazione
dell’ospedale “Santa
Maria” di Terni a colle
Obito. Da tempo
questi lavori si
sarebbero dovuti
L’Ospedale di Terni
iniziare: l’ospedale è
stato costruito
cinquant’anni fa, i lavori sono necessari per evitare
ulteriore degrado per il trascorrere del tempo,
l’invecchiamento delle strutture, e per provvedere al
rifacimento degli impianti per adeguarli alle nuove
cristiano si ferma. Ripartire da Cristo significa non avere paura di andare con
Lui nelle ‘periferie’. Non dobbiamo avere paura di uscire dai nostri schemi, perché lo Spirito di Gesù ci rende creativi.
Ma per essere creativi bisogna saper
cambiare, in modo da adeguarsi alle circostanze, per annunciare il Vangelo di
sempre, che non cambia”.
“Indubbiamente, per entrare nella prospettiva di una piena testimonianza cristiana, è necessario farsi ‘piccoli’ come
san Francesco: spogliarsi delle zavorre
che appesantiscono la nostra esistenza.
Anzitutto, san Francesco ci dice che essere cristiani significa avere un rapporto vitale con la persona di Gesù. In san
Francesco, questo rapporto è iniziato dal
suo sguardo su Gesù in croce. Il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimenti; paradossalmente ci parla di una
morte che è vita, che genera vita, perché
ci parla di amore. Chi si lascia guardare
da Gesù crocifisso viene ri-creato, di-
normative e ritrovati
tecnologici. Il direttore
dell’azienda ospedaliera
Andrea Casciari, nominato da
poco più di un anno, dimostra
solerzia e iniziativa per
affrontare i nodi ancora
irrisolti. Per ora si tratta di
manutenzione ordinaria per
un importo complessivo di 17
milioni di euro; presto si
avvierà la ristrutturazione
straordinaria per un importo
previsto di circa 30 milioni.
Lungo è l’elenco
particolareggiato dei lavori in
corso, che interessano quasi
tutti i reparti, e l’adattamento
per installare nuove
strumentazioni diagnostiche e
curative. Inoltre il 14 aprile
venta nuova creatura. Da qui parte tutto: è l’esperienza della grazia che trasforma, l’essere amati senza merito, pur
essendo peccatori”.
L’incontro è proseguito con l’intervento
di Paolo Carloni, vicario per la Pastorale della carità: “Le diverse vocazioni nel
servizio alla carità trovano nella comunione intorno alla eucarestia l’unità nella diversità”, una riflessione su come vivere e testimoniare il proprio essere cristiano nella quotidianità e a servizio dei
più bisognosi, nella comunità parrocchiale, nel quartiere, in città, nel mondo.
La conclusione al direttore della Caritas
Claudio Daminato che, facendo riferimento al recente convegno nazionale tenutosi a Cagliari, ha ricordato come anche in quell’assise sia stata ribadita “la
necessità, seguendo gli inviti del Papa, di
non dimenticarsi di comunicare la speranza, anche quando non ci sono possibilità materiali di sostegno”.
E. L.
sarà inaugurata la Pet-Tac
acquistata ben tre anni fa dalla
Fondazione Carit e da allora in
attesa di installazione. L’attesa
così lunga è dipesa da
problemi tecnici e legali della
ditta cui erano stati affidati i
lavori di muratura e altro
necessari al posizionamento e
funzionamento della
modernissima Pet-Tac. Altra
buona notizia è che, sempre
all’ospedale, è finalmente
possibile partorire senza
dolore mediante una
coordinazione tra i reparti di
Ostetricia e Anestesiologia. Pur
prendendo atto di quanto si
sta facendo, si deve
evidenziare che molti sono
ancora i problemi da risolvere
per una sanità sempre più
efficiente, e la strada
intrapresa lascia ben sperare.
Oltre che all’azienda
ospedaliera occorre porre
attenzione all’azienda
territoriale Asl 2, cui è affidata
la sanità cosiddetta di base, la
prevenzione e cura, la
veteriniara e la vigilanza sui
generi alimentari.
Complessivamente la Regione
dell’Umbria in quanto a sanità
è prima fra tutta le regioni
d’Italia; però ciò non autorizza
alcuno a sedersi sugli allori, in
quanto la qualità della vita dei
cittadini è uno dei primi
compiti della politica
propriamente intesa.
Nicola Molè
Terni al Maker Day
I maker dell’associazione HackLab Terni
hanno presentato i loro progetti e tenuto
workshop legati al mondo della tecnologia
creativa durante ArduinoDay - MakerDay
2014, importante evento internazionale
svoltosi a Roma su iniziativa della Camera
di commercio della Capitale e
dell’associazione per la divulgazione
scientifica DiScienza. L’evento è dedicato
alla rivoluzione dei maker, un fenomeno
connesso ai nuovi strumenti tecnologici
accessibili e condivisibili con tutti.
L’HackLab Terni ha suscitato grande
interesse da parte di tutta la platea
intervenuta e tra i vari progetti presentati
hanno ricevuto particolare attenzione
“Insettoteca” - in pratica un terrario
telecontrollato via internet - e l’esibizione
del Chaotic Robots Show, nel quale piccoli
veicoli in grado di muoversi nello spazio
circostante tracciano percorsi imprevedibili,
seguendo traiettorie “caotiche” in senso
fisico-matematico. Anche i laboratori per i
ragazzi hanno riscosso grande successo, con
giochi interattivi progettati dall’HackLab,
come il Kumit. (Claudia Sensi)
Terni, bilancio sociale di mandato
A
l termine dei cinque anni di attività
dell’Amministrazione
comunale
uscente, è stato presentato il bilancio
sociale di mandato: 44 pagine che ripercorrono le azioni salienti dal 2009 al 2014,
partendo dagli obiettivi programmatici del
Sindaco. Aspetti positivi riguardano il recupero dei simboli della città, da quello - in
via di completamento - della fontana di
piazza Tacito all’avvio del restauro del Verdi, alle grandi trasformazioni urbane come
il completamento di corso del Popolo, l’area
della stazione ferroviaria, le piscine comunali di viale dello Stadio, il parco di Cardeto e il completamento della Terni-Rieti.
Il bilancio dà conto del lavoro svolto per la
scuola, intensa sia come edifici che attività
progettuali e iniziative formative. Poi la collaborazione tra il Comune e il mondo del
lavoro, le grandi imprese come le piccole,
e le grandi vertenze per la chimica e per la
siderurgia.
E ancora, il potenziamento dello Sportello
unico delle attività produttive, la sensibilizzazione sui programmi comunitari quali
fonti di finanziamento anche per la progettualità imprenditoriale.
Un capitolo è dedicato al turismo, con
un’attenzione particolare alle emergenze
naturalistico-architettoniche del territorio,
a cominciare dalla cascata delle Marmore
con la risistemazione dei sentieri, il recupero della specola di Pio VI, la riqualificazione dell’infopoint e l’ampliamento dei
parcheggi. Investimenti fatti anche su Carsulae, inserita in un progetto di promozione della via Flaminia insieme al porto dell’antica Otricoli e al ponte di Augusto di
Narni, e interessata da un piano per il ripristino funzionale del suo teatro romano,
o Piediluco con interventi tesi alla valorizzazione del centro federale e olimpico di
Palazzo Spada sede del Comune diTerni
canottaggio.
Molte le promesse non mantenute: in primis il palazzetto dello sport, poi la messa in
sicurezza di villa Palma, la precaria manutenzione del verde e delle strade, ma anche le critiche sulle politiche ambientali,
che non sempre hanno ottenuto gli effetti
sperati, dalla riduzione di rifiuti all’installazione di impianti per la depurazione e il
filtraggio del particolato da parte delle
grandi aziende, all’inquinamento ambientale e veicolare.
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Le Beatitudini rendono felici
A ospitare l’evento sarà la
parrocchia di San Matteo.
Il tema della Gmg, indicato
da Papa Francesco, è “Beati
i poveri in spirito, perché
di essi è il Regno dei cieli”
conclude don Matteo.
A guidare la riflessione dopo l’accoglienza sarà una coppia che ha scelto di fondare la famiglia sulla carità, vissuta nell’accoglienza e nella povertà, e che su
questo darà testimonianza. Poi gli stessi
ragazzi, suddivisi in gruppi, condivideranno le loro impressioni e produrranno
cappellano militare della Guardia di
finanza dell’Umbria don Vincenzo
Arturo Grillo. “Celebrare la Pasqua ha detto il Vescovo - significa andare
verso la vita. Dio si è fatto carne per
amore, per poter far sì che il riscatto
del nostro peccato fosse totale e
aprirci la strada verso la gioia piena.
È necessario allora cercare la verità e
viverla nella carità, con stile,
chiedendo al Signore di vivere bene
questa Pasqua che significa il
❖ ECUMENISMO
Saggio di don Enzo Greco
sullo “spirito di Assisi”
I
l dialogo tra le religioni è un segno dei tempi che
la Chiesa cattolica ha accolto come dono del
Signore a partire dal rinnovamento avviato con il
Vaticano II. La vicinanza dei mondi e dei popoli ha
reso il dialogo tra la Chiesa cattolica e le altre religioni
una vera necessità, per evitare lo “scontro di civiltà” e
camminare insieme agli uomini e alle donne di
buona volontà che credono in Dio. L’intuizione
profetica di Giovanni Paolo II, fece soffiare “lo spirito
di Assisi”: un dialogo tra fratelli e sorelle, tra popoli e
culture, tra le religioni. Da questo dialogo può
nascere una nuova fraternità universale, riconciliata.
Di tutto questo parla don Vincenzo Greco,
direttore dell’ufficio Ecumenismo della diocesi, nel
saggio Assisi, icona di pace. Lo spirito di Assisi
da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, editrice
Tau, che ha per canovaccio la profezia di Assisi, quella
luce del Poverello che continua ancora oggi a
illuminare comunità, popoli, Chiese e leader religiosi
affinché l’impegno per la pace, la giustizia e la
salvaguardia del creato tocchi il cuore dei potenti e
dei semplici, di ogni essere vivente. Ci si augura che
questo breve saggio, scritto con linguaggio semplice e
immediato - introducendo alla profezia della pace
che parte da Assisi - raggiunga i cuori di quanti,
credenti e non credenti, sono alla ricerca del senso
della vita e impegnati concretamente per la pace e la
giustizia, riconoscendo che ogni persona umana è per
noi fratello o sorella, perché Dio è Padre di tutti.
❖ SAMBUCETOLE
❖ CONVEGNO
Giovani in processione con le palme e la Croce
Famiglia a rischio
eventuali quesiti da sottoporre. Si arriverà
così al momento della cena frugale, offerta dal servizio diocesano di Pastorale
giovanile, grazie alla collaborazione di
volontari della parrocchia ospitante.
Alle 21 nella chiesa parrocchiale l’incontro con il vescovo Ernesto Vecchi, che
presiederà una veglia di preghiera nella
quale benedirà i rami di ulivo che verranno consegnati ai rappresentanti di
ogni parrocchia o associazione presenti,
con l’impegno di portarli il giorno dopo
nelle proprie parrocchie per la domenica delle Palme. Il Vescovo ne presiederà
la celebrazione nella cattedrale di Terni
alle ore 10.30, mentre la celebrazione della messa crismale del mercoledì santo si
terrà nella cattedrale di Terni alle ore 17.
DIOCESI. Celebrazione pasquale del Vescovo
per gli appartenenti alla Guardia di finanza
L
BREVI
Il Consiglio pastorale di Sambucetole
organizza per sabato 12 aprile alle ore 21.30
presso il santuario dell’Amore
Misericordioso di Collevalenza il concerto
“Solo grazie” ideato e diretto dal maestro
Adriano Grassi; si esibirà la corale di
Sambucetole. L’evento si inserisce nella
cornice dei festeggiamenti per la
beatificazione di Madre Speranza e in onore
del 99enne don Giuseppe Marinozzi, già
parroco di Sambucetole, ora ospite della
casa di Collevalenza. Sarà un pellegrinaggio
quaresimale con partenza alle ore 15 da
Sambucetole e sosta alle catacombe di
Massa Martana, per proseguire per il
santuario dove ci si raccoglierà in preghiera
insieme a don Marinozzi. La serata si
concluderà con la cena presso la Casa del
pellegrino.
A
a prima celebrazione del
Vescovo in preparazione alla
Pasqua è stata quella per la
Guardia di finanza, con i finanzieri
in servizio e in pensione, alla
presenza del comandante regionale
della Finanza gen. Cristiano
Zaccagnini, del comandante
provinciale di Terni col. Amedeo
Farruggio. Il vescovo Ernesto Vecchi
ha presieduto nella cattedrale di
Terni la messa, concelebrata dal
[email protected] 23
Concerto “doppio”
PASTORALE GIOVANILE.
Veglia di preghiera
sabato 12, alla vigilia
delle Palme, per la
Giornata dei giovani
lla vigilia della domenica delle Palme, sabato 12 aprile, i giovani della diocesi si incontreranno per riflettere e pregare insieme in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù,
che come tradizione, si celebra quest’anno nelle singole diocesi.
Sarà la parrocchia di San Matteo a Terni
ad ospitare i giovani e ragazzi delle varie
parrocchie, associazioni e movimenti della diocesi, a cominciare dalle ore 18 con
un primo momento di accoglienza con
musica ed animazione.
“‘Beati i poveri in spirito, perché di essi è
il Regno dei cieli’ è il tema su cui rifletteremo - spiega don Matteo Antonelli della Consulta di pastorale giovanile - come
indicato da Papa Francesco che ha scelto
questo versetto delle Beatitudini per la
prossima Gmg. Riscoprire il significato
delle Beatitudini e cercare di viverle nella propria vita è, infatti, l’unico mezzo
possibile perché la vita di ognuno possa
dirsi veramente felice”.
Ed è su questo tema i giovani e i ragazzi
di Terni - Narni - Amelia si ritroveranno
per celebrare la giornata loro dedicata.
“Sarà una bella occasione, come lo è stata negli anni passati per vivere in comunione la preparazione alla Pasqua, a simboleggiare l’unità di tutti i giovani della
diocesi, attorno a Cristo crocifisso e risorto, annunciato loro, dal Vescovo, suo
vicario nella nostra Chiesa diocesana”
@
Mons.Vecchi durante la liturgia
passaggio dalla morte alla vita,
dall’egoismo all’amore. Questo
passaggio non è indolore, ma con la
grazia di Dio possiamo farlo,
soprattutto se manteniamo il
rapporto con l’eucarestia che è la
nostra salvezza, che è il pane per la
vita del mondo. Contemplare Cristo
crocifisso significa vedere l’amore di
Dio che si sacrifica per me, ed è un
invito a fare altrettanto nel donare e
nel diffondere l’amore”. È stato
quindi il col. Farruggio a
sottolineare l’importanza della
celebrazione del precetto pasquale
nella comunione e condivisione:
“Qui attingiamo quelle energie per
servire la nostra comunità, quelle
energie che servono per svolgere il
nostro lavoro con il cuore e il buon
senso, nel migliore dei modi a
servizio del bene comune”.
E. L.
ALVIANO. A tre mesi dall’inizio dell’Anno mariano
Il rosario ci fa sentire Chiesa
T
re mesi sono trascorsi dall’inizio
dell’Anno mariano ad Alviano, che
hanno portato il rosario nelle famiglie con grande partecipazione. “Questi appuntamenti stanno divenendo veri
eventi - spiega Luca Regoli. - In questi
primi tre mesi hanno preso parte alla recita del rosario più di 2.000 persone.
Ogni incontro è un appuntamento in cui,
oltre alla preghiera, le persone si fermano a parlare e a confrontarsi su tematiche varie, dalla vita alla fede. Inoltre stiamo arricchendo l’Anno mariano da tanti piccoli o grandi momenti comunitari,
concerti, testimonianze, catechesi”.
Paola Barberi dà la sua testimonianza
ricordando come “questo inizio di Anno
mariano parrocchiale ci ha fatto riscoprire la bellezza della comunità, di essere Chiesa. È una preghiera semplice, che
in queste sere sta unendo bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani nello stare insieme tra loro, con Maria e Gesù.
Mettendo insieme gioie, tristezze, fatiche, conquiste, amicizie, preoccupazioni, desideri, progetti, speranze, delusioni, incomprensioni, facendoci sentire
tutti meno soli e parte di qualcosa di più
grande. Sono sicura che ciò che conta
non sono quanti rosari abbiamo detto,
quante volte la mente durante la recita
ha vagato altrove: in fondo il pensiero va
sempre a persone care, a preoccupazioni, e forse è un modo anche questo di
pregare nella preghiera. Credo che l’importante sia esserci e provare a ritagliarci nelle nostre strapiene giornate una
mezz’ora per il nostro rapporto con Lui,
grazie a Lei”.
“Infine - aggiunge - credo che ci siano
tante maniere per partecipare in modo
proficuo a quest’Anno mariano parrocchiale: uno comunitario e uno più personale, come unirsi in preghiera da casa, recitare una decina ogni tanto, leggere una pagina in più di Vangelo, partecipare a una messa infrasettimanale,
pregare invece di arrabbiarsi per una situazione che non ci va giù, una confessione in più...”.
Per Pasqua inoltre, sabato 19 aprile alle
ore 21 ritrovo presso la chiesa delle Rondini e alle 21.30 partenza tradizionale
fiaccolata animata dai ragazzi della Gifra
e dai giovani; ore 22 Veglia pasquale con
celebrazione della messa.
“Sarà ancora possibile dire mamma e papà?
La famiglia al tempo della questione
antropologica” è il tema dell’incontro che si
terrà domenica 13 aprile alle ore 16.30
presso la sala convegni del Museo
diocesano, promosso dal movimento Manif
pour tous Italia. Interverranno Jacopo
Gucciardi coordinatore Lmpt “Terni”,
Gianfranco Amato presidente Giuristi per la
vita, Assuntina Morresi Comitato nazionale
bioetica, Simone Pillon consigliere nazionale
del Forum delle associazioni familiari.
❖ IST. LEONINO
Concerto di Pasqua
In occasione della Pasqua, l’istituto Leonino
con il patrocinio del Comune e della diocesi,
organizza un concerto del gruppo vocale
“Giovanni Francesco Anerio”, composto
dagli studenti della scuola diretti dal
maestro Luca Garbini. Il concerto si terrà
martedì 15 aprile alle ore 21 a palazzo
Gazzoli a Terni. Un evento con scopo
benefico per il completamento delle
dotazioni multimediali dell’istituto Leonino.
INCONTRI
IN DIOCESI
VENERDÌ 11 APRILE, ore 17, sala
parrocchiale San Francesco, incontro in
preparazione alla Pasqua
dell’associazione Maestri cattolici, il
gruppo Insegnanti in laboratorio,
l’associazione Salesiani cooperatori e la
Commissione pastorale familiare:
“Educare è dare vita” a cura di don
Humberto Bravo, salesiano.
SABATO 12, ore 11, Terni, Sant’Antonio,
messa per gli studenti dell’istituto
Leonino presieduta dal vescovo Ernesto
Vecchi.
Ore 18, Terni, San Matteo, Giornata della
gioventù diocesana, con veglia della
celebrazione delle Palme.
DOMENICA 13, ore 10.45, Terni, cattedrale,
il Vescovo presiede la celebrazione della
domenica delle Palme.
Ore 16, Terni, Acciaieria, celebrazione in
fabbrica in preparazione alla Pasqua.
MARTEDÌ 15, ore 10.30, Narni, il Vescovo
presiede la celebrazione in
preparazione alla Pasqua per i
lavoratori dell’Alcantara.
MERCOLEDÌ 16, ore 17 in cattedrale di
Terni, messa crismale con benedizione
degli oli sacri: il sacro crisma, l’olio dei
catecumeni e l’olio degli infermi.
GIOVEDÌ 17, ore 18.30 in cattedrale di
Terni messa in “Coena Domini”
presieduta dal Vescovo, in cui si ricorda
l’istituzione dell’eucaristia da parte di
Gesù nell’Ultima Cena e la lavanda dei
piedi.
VENERDÌ 18, ore 18.30 nella cattedrale di
Terni il Vescovo presiede la celebrazione
della Passione del Signore.
Ore 21, Terni, processione del Cristo morto
dalla chiesa di San Francesco alla
cattedrale di Terni.
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
24
BREVI
❖ PASQUA
Il Vescovo con i bambini
Una benedizione pasquale caratterizzata
dall’allegria, dai colori, dalla simpatia e curiosità
dei bambini della scuola Sant’Antonio di Assisi
che venerdì 4 aprile hanno ricevuto la visita del
Vescovo e del parroco don Cesare Provenzi. In
rappresentanza dell’Amministrazione comunale
presente l’assessore all’Istruzione Francesco
Mignani. Accolti dalla dirigente scolastica Tecla
Bacci e dalle altre insegnanti del plesso, i piccoli
allievi hanno salutato con partecipazione i
graditi ospiti, in particolare il Vescovo che, prima
dell’aspersione, ha sottolineato il valore
dell’acqua e la sua importanza quale “segno di
vita”. Poi lo scambio degli auguri e dei piccoli
doni pasquali realizzati dai bambini che hanno
allietato l’incontro con applausi e canti.
❖ PREMIO LETTERARIO
A Vittorio Cimino
Una nuova lusinghiera affermazione ha
premiato le fatiche letterarie di Vittorio Cimino
(n. Casalnuovo di Napoli, 1926) residente in
Umbria dal 1960, attualmente inserito ed attivo
a Bastia Umbra. Con il suo recente romanzo
autobiografico Il peso del silenzio - Viaggio nella
memoria è stato classificato all’ottavo posto della
graduatoria del premio letterario nazionale
organizzato a Rende (Cs) dall’associazione Gueci
(derivazione del nome del padre della
fondatrice, Guerino Cittadino, morto per
malasanità nel 2003) al quale hanno partecipato
740 autori di tutta Italia valutati da una giuria
che ha selezionato i 30 finalisti. Il patrocinio
dell’Unesco ha conferito particolare rilevo alla
manifestazione, giunta alla sua terza edizione.
❖ S. M. DEGLI ANGELI/1
Direttivo della Pro loco
A seguito della tornata elettorale avvenuta alla
presenza dell’assessore comunale Moreno
Massucci, si è insediato il 20 marzo il nuovo
Consiglio direttivo della Pro loco di Santa Maria
degli Angeli che ha ratificato la conferma alla
presidenza Moreno Bastianini, alla vice
presidenza Adelio Tacconi e Marcello Betti, e nel
compito fondamentale di tesoriere Lanfranco
Martelli. Collaboreranno nella gestione del
dinamico sodalizio altri 9 consiglieri, tra i quali
alcuni esordienti, mentre la funzione di addetto
stampa sarà condiviso tra Lollini Elisa e Tacconi
Maria Elena.
❖ S. M. DEGLI ANGELI/2
Tornano le carrozzelle
Con recente delibera della Giunta municipale di
Assisi sono state accolte due richieste di
attivazione di un servizio di piazza a trazione
animale. Torneranno quindi in funzione le
carrozzelle tanto amate dai turisti nel secolo
scorso, ma la novità risulterà gradita anche ai
residenti, specialmente a coloro che per motivi
anagrafici non hanno mai provato il piacere di
una passeggiata insolita e suggestiva cullata dal
battito ritmico degli zoccoli.
❖ ASSISI
Visite dal Caucaso
I ministri degli Esteri degli Stati caucasici
dellìOssezia del Sud (David Sanakoev) e
dell’Abkhazia (Viacheslav Chirikiba) sono giunti
ad Assisi in visita ufficiale e sono stati ricevuti
nella residenza municipale dall’assessore
Francesco Mignani, che non ha mancato di
sottolineare l’importanza dell’incontro quale
occasione di interscambio culturale e
commerciale.
❖ AUTISMO
Giornata mondiale
Nella serata del 2 aprile, i monumenti di Assisi
(Rocca maggiore e facciata della basilica
superiore di San Francesco) e di Bastia Umbra
(Rocca baglionesca e Conservone di via San
Costanzo) sono stati illuminati di luce blu in
adesione al progetto internazionale “Light it up
blue” lanciato in tutto il mondo per richiamare
l’attenzione sul problema dell’autismo e sulla
necessità di interventi adeguati alla gravità del
fenomeno.
a cura di Pio de Giuli
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Rivoluzione nella “Chiesa”
ACLI. Il circolo
“Ora et labora” di
Fossato di Vico
tiene l’assemblea a
Fonte Avellana, con
una meditazione
del priore
L’
annuale assemblea
per l’approvazione
delle linee programmatiche e del bilancio del
circolo Acli “Ora et labora” di
Fossato di Vico, come è ormai tradizione da lunghi anIl tavolo dei pertecipanti all’assemblea
ni, è stata l’occasione per una
riflessione ben più profonda
e meno contingente. Teatro
dell’iniziativa, l’eremo di Fonte Avella- mentato, tanto che “occorre un risvena, lo scorso 30 marzo.
glio e una riflessione di tutta la Chiesa,
Anche per questo, a guidare l’iniziativa occorre un nuovo sentire, un nuovo deè stato il priore don Gianni Giacomel- siderio”.
li, che è stato protagonista di una ri- Non si può che convenire, osserva il
flessione che, prendendo spunto dall’e- priore di Fonte Avellana, sull’invettiva
sortazione Evangelii gaudium di Papa di Papa Francesco contro l’economia
Francesco, è giunta a delineare quella dell’esclusione e l’idolatria del denaro,
che, a livello ecclesiale, si sta delinean- contro il consumismo che svuota di
do come una “rivoluzione” che supera ogni dimensione umana l’oggetto da
perfino il Concilio Vaticano II.
possedere e lo trasforma in reale fetici“Il grande rischio del mondo attuale - è smo. Il cristiano, al contrario, non può
l’esordio dell’esortazione apostolica -, prescindere dalla dimensione umana di
con la sua molteplice e opprimente of- ogni sua azione. Anche la Chiesa, di paferta di consumo, è una tristezza indi- ri passo, deve prendere le distanze netvidualista che scaturisce dal cuore co- tamente da ogni possibile compromesmodo e avaro, dalla ricerca malata di so con tale ideologia disumanizzante.
piaceri superficiali, dalla coscienza iso- “Siamo nel pieno di una rivoluzione
lata”. Ma il tempo contemporaneo – os- non violenta, pacifica - osserva don
serva don Giacomelli – mostra anche Gianni - ma determinata a resettare il
una realtà ecclesiale ugualmente tor- modello di Chiesa vecchia e arcaica
fondato sul ministero pietrino”. Non
una rivoluzione “di facciata” ma un
cammino comune, che vede la Chiesa
muoversi, in primo luogo, tramite le
sue associazioni, specie quelle che fanno leva sul volontariato e sul servizio,
verso quelli che sono “gli scarti” di questa società di consumismo disumanizzante, vale a dire le vittime dell’economia del profitto: i precari, i disoccupati
- specialmente i giovani - e i pensionati”.
“Questi saranno, in primo luogo, gli
obiettivi dell’azione pastorale della
Chiesa. Un organismo che dovrà rinunciare al suo verticismo e al suo gerarchismo, per tornare a essere la chiesa con la ‘c’ minuscola”. La chiesa degli ultimi e per gli ultimi, ha concluso
don Giacomelli.
Pierluigi Gioia
GUALDO TADINO. Due “zoccolanti”
all’inseguimento di un ladro
N
on puoi farla a un frate,
recitava un antico
proverbio toscano. Ed è
andata proprio così a Gualdo
Tadino, ma non con un frate,
bensì con due: per la precisione,
padre Mario ed Emidio, i due
francescani che risiedono da
qualche anno all’interno del
convento della Santissima
Annunziata, più comunemente
conosciuto come “gli Zoccoianti”.
Sabato scorso, mentre uno dei
due si dedicava ai lavori dell’orto,
un uomo - risultato poi essere un
pregiudicato già noto alle forze
dell’ordine per vari furti - si è
introdotto nella chiesa e quindi
in sagrestia, dove, dopo aver
rovistato, è riuscito ad
appropriarsi di un portafogli con
un centinaio di euro all’interno.
Messo in allarme dalla presenza
della bicicletta, il frate è rientrato
Il convento degli “Zoccolanti”
in fretta dall’orto in sagrestia, ha
scoperto il furto e ha dato
l’allarme al confratello, mentre
l’uomo si dileguava in bicicletta.
A questo punto, dopo aver
DIOCESI. Anniversari don Brunacci e mons. Goretti
Doppia memoria
N
asceva nel 1914 don Aldo
Brunacci, e nel 1929 il vescovo emerito Sergio Goretti: entrambi nello stesso mese
e nello stesso giorno, il 2 aprile.
Tale coincidenza ha suggerito un
ricordo dei due personaggi nel
corso di una messa officiata
presso la cappella di “Casa Papa
Giovanni” in Assisi dall’assistente spirituale don Luigi Merli.
Lo stesso celebrante, nell’intervento letto ai presenti, ha menzionato la generosità di don Aldo
volta soprattutto a perseguitati e
sofferenti, la sua fede cristallina,
la squisita cultura, la lungimiranza testimoniata dalle opere
volute e realizzate.
Altrettanto significative le parole
destinate al vescovo emerito Goretti, particolarmente impegnato
nell’organizzazione della Giornata interreligiosa del 1986, fautore delle unità pastorali, “pur
non sempre riuscendo in questo
intento”, concretamente partecipe al tragico evento del terremo-
to del 1997, coerente e concreto
nella promozione della carità e
della solidarietà. Gli articoli destinati da don Luigi - su incarico
dell’allora vicario mons. Orlando
Gori - al vescovo Goretti in occasione del 25° di episcopato e del
50° di sacerdozio evidenziano
inoltre i rapporti “premurosi”
con l’intero presbiterio, confermati nell’ultima lettera pastorale.
Era “titubante” Goretti per la nomina episcopale, così ha riferito
il celebrante, ma venne incoraggiato da Giovanni Paolo II in prima persona.
La rievocazione del presule trova
pieno riscontro nell’opuscolo curato da p. Giovanni Raia intitolato Sergio Goretti, vescovo e padre, essenziale nel contenuto, reso agile anche grazie a un sapiente corredo di piccole foto, introdotto dalla presentazione del
vescovo Sorrentino e concluso da
una affettuosa testimonianza di
don Cesare Provenzi.
Francesco Frascarelli
avvertito i carabinieri, i due frati
si sono dati all’inseguimento
dell’uomo, mentre i carabinieri
facevano la stessa cosa.
L’inseguimento ha dato i suoi
frutti, visto che alla fine il
pregiudicato è stato intercettato
dai carabinieri mentre tentava di
allontanarsi lungo la statale
Flaminia, ed è finito in carcere.
Dopo tanti personaggi della
finzione letteraria e
cinematografica, insomma,
anche nella realtà tonaca e saio
nascondono, spesso, un buon
fiuto da detective.
Pie. Gio.
❖ GUALDO TADINO
Easp ridimensionato,
anzi a rischio chiusura
“L’
accordo di programma tra Comune di Gualdo
Tadino, Regione Umbria e Asl n. 1 sulla
destinazione dell’ex ospedale Calai
è da considerarsi, allo stato attuale,
niente più che carta straccia, e
l’Easp rischia, nella migliore delle
ipotesi, un forte
ridimensionamento se non
addirittura la chiusura”. Lo ha denunciato il consigliere
regionale Udc Sandra Monacelli. A seguito di un
colloquio con il direttore generale della Asl, è venuta a
conoscenza dell’intenzione dell’Azienda sanitaria di dare
seguito a quanto previsto dalla programmazione 20142016 del Prina (Piano regionale integrato per la non
autosufficienza). L’ospedale di Branca diventerebbe così
l’unica sede comprensoriale per la Residenza sanitaria
assistenziale (Rsa), oggi presente sul territorio in strutture
come l’Easp di Gualdo. “È - ha concluso Monacelli - una
situazione esplosiva per la città, già fortemente gravata
dalla crisi economica e sociale, che vedeva nella
riapertura del Calai una luce per il proprio futuro. Tra
l’altro il trasferimento della Rsa all’ospedale Branca
indebolirà il nosocomio stesso, il quale si vedrà diminuire
i posti-letto fino al limite imposto dalla legge, rischiando
così esso stesso un grave ridimensionamento. Ciò porterà
anche alla soppressione del servizio di guardia medica
nei comuni Gualdo Tadino, Gubbio e Scheggia,
unitamente a quelli di vaccinazione e prelievo”.
Marta Ginettelli
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
VENERDÌ 11 APRILE 2014
@
[email protected] 25
ASSISI. Nasce l’Associazione notai cattolici. Presto ad Assisi anche il primo Convegno
BREVI
❖ BASTIA/1
Settimana santa
Un momento dell’incontro presso l’Istituto Serafico di Assisi dove si è costituita per atto pubblico notarile l’Ainc,Associazione italiana notai cattolici
Notai al servizio della gente
I
l 5 aprile presso l’Istituto Serafico
di Assisi si è costituita per atto
pubblico notarile l’Ainc,
Associazione italiana notai cattolici. Si
è trattato di un duplice evento: è la
prima associazione che vede il
notariato di uno dei Paesi latini
perseguire finalità e obiettivi ispirati
ai valori cristiani. Inoltre, questa è
l’associazione costituita per atto
pubblico in Italia con il più alto
numero nella storia di partecipanti
all’atto notarile. Oltre 300 notai
provenienti da ogni parte d’Italia
hanno partecipato di persona o per
procura. L’iniziativa è nata dal
bisogno di creare nuove sinergie tra il
mondo cattolico e il mondo del
notariato. Le numerose adesioni
testimoniano l’enorme entusiasmo
animato da notai di fede cattolica,
pronti a “uscire” dai loro uffici per
andare incontro alla gente. “Si respira
che questa iniziativa nasce con una
chiara ispirazione - ha dichiarato
mons. Domenico Sorrentino - in cui
persone come voi non hanno nessuna
remora e nessun imbarazzo a
presentarsi con il grande dono della
fede”. Obiettivo principale dell’Ainc è
dare vita ad un’organizzazione stabile
e costante che possa giorno per giorno
essere attivo nel tessuto delle
relazioni tra il mondo notarile e il
mondo cattolico. “La disponibilità del
mondo notarile - ha dichiarato il
notaio Roberto Cogliandro,
promotore dell’iniziativa - a scendere
tra la gente è il momento in cui il
notaio si sveste da una sorte di forma
arcaica che lo tiene dietro la scrivania,
e tramite le Conferenze episcopali
regionali offre un segnale tangibile di
vicinanza e disponibilità. A tal fine gli
associati saranno impegnati in attività
di consulenza notarile non solo alle
istituzioni ecclesiastiche, ma alle
persone e alle famiglie proprio nelle
loro parrocchie. L’associazione curerà
la promozione di iniziative sociali
d’ispirazione cristiana, senza
trascurare la promozione del
coordinamento tra le organizzazioni
laicali cattoliche proprio perché, in un
periodo storico di crisi sociale ed
economica, è necessario creare nuove
sinergie e rendere testimonianza
attraverso gesti tangibili”. Tra le
iniziative in programma, il I°
Convegno nazionale di notai cattolici
si terrà ad Assisi il 9-10 maggio, sul
tema “Valori cristiani, etica e notariato
a sostegno della famiglia”, al quale
prenderanno parte, tra gli altri, il
presidente del Consiglio nazionale del
notariato M. D’Errico, il prof. A.
Marini, presidente emerito della Corte
costituzionale e componente del
Consiglio supuperiore della
magistratura, R. Bonanni segretatio
Cisl, il prof. A. Riccardi, il prof. A.
Giannola, l’economista C. Passera, il
card. G. Bassetti, mons. D. Sorrentino,
M. Milone, direttore di Rai Vaticano.
Dalla costituzione dell’Ainc un gesto
tangibile a favore dell’ambiente: è
stato un evento a impatto zero, in
coerenza con i valori che ne hanno
portato alla costituzione, tra i quali la
custodia del creato.
Marta Ginettelli
La parrocchia di S. Michele Arcangelo in Bastia
Umbra rende noto il programma delle
celebrazioni della Settimana santa. Domenica
13 aprile: alle ore 10.45, presso le Benedettine,
benedizione delle palme con una breve
processione fino alla chiesa parrocchiale e
messa alle ore 11. Alle 15 nella chiesa
parrocchiale inizieranno le Quarantore. Lunedì
14 aprile: ore 21 celebrazione comunitaria della
confessione. Giovedì 17 aprile: ore 21 lavanda
dei piedi; seguirà una breve processione con il
Santissimo Sacramento dalla chiesa
parrocchiale fino alla chiesa di S. Rocco, dove ci
sarà l’adorazione fino a mezzanotte. Venerdì 18
aprile: ore 21 celebrazione della morte del
Signore; seguirà la processione per le vie del
paese. Sabato 19 aprile: ore 22 Veglia pasquale.
Domenica 20 aprile (Pasqua del Signore): ore 17
messa vespertina e poi in piazza Mazzini la
“Rinchinata”; seguirà la processione.
❖ BASTIA/2
Papa benedice prima pietra
La prima pietra della nuova chiesa della
parrocchia di San Marco di Bastia Umbra è stata
benedetta da Papa Francesco. Mercoledì 9
aprile, a margine della consueta udienza, una
delegazione della nostra diocesi, guidata da
mons. Domenico Sorrentino, ha incontrato il
Pontefice proprio per fargli benedire la prima
pietra della futura chiesa che verrà costruita in
zona XXV Aprile. Ad accompagnare il vescovo
c’era anche mons. Marcello Bartolucci,
originario di Bastia, per diversi anni parroco a
Valfabbrica e ora segretario della
Congregazione per le cause dei santi. Insieme a
loro anche il parroco don Francesco Santini e
un pullman di pellegrini di Bastia, che
aspettano con emozione l’avvio dei lavori del
nuovo edificio religioso in una zona in forte
espansione demografica. “Questo incontro - ha
commentato il vescovo mons. Sorrentino rappresenta un momento di speranza per
questa comunità che è cresciuta nelle sue
relazioni ma ora ha bisogno di una struttura
adeguata. Con la benedizione del Santo Padre
speriamo di andare avanti con speditezza nella
realizzazione della chiesa e del centro
parrocchiale”.
❖ BASTIA/3
Dolci per la Caritas
BASTIA. “Censimento” della
parrocchia nell’Ottocento
È
Antonio Mencarelli
stato ultimato e verrà presto consegnato alle stampe il
nuovo lavoro del prof. Antonio Mencarelli, scrupoloso
e apprezzato studioso di storia locale, nonché ricercatore universitario a Perugia. Si tratta di un’indagine a tutto tondo in merito al censimento pontificio della parrocchia di Bastia Umbra nell’anno 1853, in quella che allora era chiamata
la parrocchia di S. Croce e S. Michele Arcangelo. La comunità
parrocchiale contava 406 famiglie mentre il totale degli abitanti era di 2.379. C’era una Collegiata, cioè un gruppo di 10
sacerdoti, il cui capo era il parroco con titolo di priore.
Il censimento riveste una grande importanza nel campo de-
mografico, economico, sociale, toponomastico. I nomi di alcune vie, ad esempio non esistono più, come la via Papale, che
andava dalla chiesina di S. Rocco allo sbocco in piazza dell’Aggiunta (che oggi costituisce il tratto urbano di via Roma),
oppure la via Solitaria, un tratto che metteva in comunicazione la circonvallazione a partire dal campo del Mercato fino alla Porta romana.
Si possono conoscere i mestieri, la condizione delle famiglie.
Molti risultano gli “esposti” provenienti dall’ospedale degli orfani di Perugia; tante le vedove, le persone di condizione povera. Particolarmente estesa la campagna, dove vivevano le famiglie con numerosa prole, coloni, braccianti e piccoli possidenti. Interessante conoscere i cognomi, o scomparsi o restati nel tempo.
R. B.
Iniziative di solidarietà Caritas a Bastia Umbra
ancano
pochi
pomeriggio 12 aprile e rigiorni alla Pamarrà aperta fino a qualsqua. Gli operatoche giorno dopo la Pasqua,
ri della Caritas parrocchiaseguendo i seguenti orari:
le di Bastia sono in continei giorni festivi si potrà vinuo movimento per orgasitare, prima e dopo le cenizzare attività finalizzate
lebrazioni liturgiche e in
a sostenere le numerose riquelli feriali, di pomerigchieste d’aiuto che giungogio, dalle ore 15.30 fino alno dalle famiglie che si
le 19. La Caritas, in collatrovano in situazioni disaborazione con i ragazzi
giate. Si è appena conclusa
dell’Operazione
Mato
la Festa del dolce, organizGrosso, invitano la comuLa parrocchia di Bastia
zata dai giovani della Canità a venire alla “pesca”,
rità, il cui ricavato va a suppoiché acquistando un biportare le necessità delle povertà locali.
glietto, da un lato, si possono vincere meTerminata un’iniziativa, un’altra se ne sta ravigliosi premi, e dall’altro si può compredisponendo: la Pesca di solidarietà, piere un gesto di fraternità verso i più biche è organizzata con i ragazzi dell’Ope- sognosi.
razione Mato Grosso. La pesca, collocata Il salvadanaio Caritas, altro segno imporpresso il fonte battesimale, aprirà sabato tante, consegnato ai bambini, ragazzi del
M
catechismo dell’iniziazione cristiana e alle loro famiglie potrà essere riportato il
Giovedì santo. La somma che verrà raccolta è destinata per il progetto Javarì in
collaborazione con la Caritas diocesana.
È attivo il Centro di distribuzione indumenti per bambini fino a 12 anni circa, situato in via dell’Arco, a Bastia. In questo
punto, la Caritas distribuisce vestiario per
neonati, carrozzine, passeggini per coloro
che ne facciano richiesta, per aiutare le
molte famiglie con bambini che si trovano
a vivere in condizioni economiche di precarietà.
Altra iniziativa considerevole è quella prevista per domenica 27 aprile. In tale giornata è programmato un pranzo di solidarietà insieme all’Unitalsi al Centro San Michele. Chi volesse partecipare, può contattare la Caritas.
O. S.
La parrocchia S. Marco Evangelista in Bastia
organizza la Festa del dolce. La Caritas invita
tutti a preparare un dolce che sarà offerto per
raccogliere fondi da destinare alle famiglie in
difficoltà di Bastia. Il dolce (senza panna né
creme) dovrà essere portato sabato 12 aprile,
dalle ore 14.30 in poi, nelle sale adiacenti alla
chiesa di San Marco. I dolci saranno venduti
domenica 13 all’uscita delle messe del mattino,
fuori dalla chiesa.
❖ ROTARY
Concerto delle Palme
Rispettando una tradizione iniziata nel 1996, il
Rotary club di Assisi offrirà alla città e ai suoi
ospiti, nella serata di sabato 12 aprile (ore 18,
sala della Conciliazione), il “Concerto delle
Palme” con l’eloquente sottotitolo “Musiche e
poesia per la pace in Medio Oriente”. L’evento,
organizzato, come nelle precedenti 15 edizioni,
dalla valente musicologa Paola Maurizi, socia
del club e docente presso il Conservatorio di
Perugia, avrà come protagonista il coro Città di
Bastia diretto dal maestro Piero Caraba,
docente e direttore del Conservatorio di
Perugia, ideatore dell’articolato palinsesto che
comprende 12 brani musicali che spaziano dal
Cinquecento ai nostri giorni (con lo Stabat Mater
dello stesso maestro Caraba). Al vasto repertorio
musicale del coro - accompagnato da Ilaria
Ronchi (flauto) e Agnese Menna (violoncello) sono abbinate, per le voci recitanti di Federica
Ascioti e Simone Marcelli, letture tratte dal libro
Contro il fanatismo di Amos Oz, scrittore e
saggista nato a Gerusalemme nel 1939, e brani
poetici dei maggiori poeti palestinesi e
dell’italiano Alfonso Ottobre. Da questa
polifonica antologia, nata dalla calibrata
fusione di preghiera (aperta dalla struggente
invocazione del Salmo 55) e poesia, verrà
espresso il dolore per l’assenza di pace e
l’anelito a un mondo migliore. (Pio de Giuli)
LA VOCE Gubbio
@
26 [email protected]
BREVI
❖ GIOVANI - AC
Incontro sul tema
giovani e famiglia
Sabato 12 aprile, alle ore 16.30 nei locali
della chiesa della Misericordia in via
Baldassini, si terrà un incontro-dibattito,
organizzato dall’ufficio diocesano
Pastorale sociale e lavoro, presieduto da
Matteo Andresini, in collaborazione con
l’Università Cattolica Sacro Cuore, il
servizio di Pastorale giovanile e l’Azione
cattolica, sulla questione giovani e
famiglia. Interventi di Rita Bichi, docente
dell’Università Cattolica e di Paolo
Montesperelli dell’Università di Perugia.
❖ UMBERTIDE/1
Tre grandi della
canzone italiana
Tre serate tra musica e teatro per
omaggiare tre personaggi che hanno fatto
la storia della canzone italiana: Paolo
Conte, Ivan Graziani e Rino Gaetano. Sono
i “Tributi” che l’Accademia dei Riuniti e il
Comune di Umbertide hanno promosso
per venerdì 11 e giovedì 24 aprile alle ore
21.15 al teatro dei Riuniti. La rassegna è
una novità assoluta, finalizzata ad
approcciare il teatro in maniera inusuale
e mira ad essere riproposta con cadenza
annuale. Per informazioni e prenotazioni,
tel. 075 9412697.
❖ UMBERTIDE/2
I celebri “bronzetti”
andranno a Santa Croce
Sono stati presentati in anteprima presso
il museo di Santa Croce i famosi bronzetti
di Monte Acuto, figure dalle forme
antropomorfe e animali risalenti al VI-IV
secolo a.C., rinvenute durante gli scavi
avvenuti tra il 1986 e il 1995; andranno
ad arricchire il Museo mediante la
realizzazione di un’apposita sezione
archeologica. I bronzetti costituiscono
soltanto una piccola parte della
collezione di reperti archeologici oggi
conservata presso la Soprintendenza per i
beni archeologici dell’Umbria che, nel
prossimo autunno, sarà collocata a Santa
Croce insieme ad altri reperti risalenti
all’epoca romana. (F. C.)
Ci ha restituito un tesoro
GUBBIO. Allo
studioso François
Dolbeau il premio
Bandiera 2014
I
l rapporto di un popolo con il suo
santo patrono: è stato questo il filo
conduttore della consegna al prof.
François Dolbeau, studioso e ricercatore francese di fama internazionale,
dell’edizione 2013 (la ventottesima in
ordine di tempo) del premio “Bandiera
Gubbio”. Il prestigioso riconoscimento,
istituito dal gruppo Sbandieratori con
l’avallo della civica amministrazione,
viene riservato alla città a quanti hanno
contribuito a valorizzarne il patrimonio
di storia, arte, cultura e tradizione che
trova nella “bandiera” sintesi e documentata testimonianza.
Dolbeau ha meritato il riconoscimento
per aver scoperto nel 1977 nella Biblioteca universitaria di Bologna la Vita di
sant’Ubaldo scritta dal priore tifernate
Giordano, coevo del patrono di Gubbio.
Un documento fondamentale a lungo
inseguito, tradotto da don Angelo Fanucci e pubblicato dalla famiglia dei
Santantoniari nel 1979.
“Sono felice - scrisse allora Dolbeau di aver riportato l’attenzione sulla biografia eccezionale di un santo eccezionale” che “ha lasciato a noi moderni un
quadruplice messaggio: di concordia all’interno della città, di resistenza contro i nemici esterni, di compassione verso i malati, di liberazione nei confronti
degli ostaggi”.
Il premio gli è stato consegnato dal prof.
Da sinistra: il prof. Sebastiani ed il prof. Dolbeau in Piazza Grande a Gubbio con gli Sbandieratori
Dolbeau ha meritato il
riconoscimento per aver
scoperto nel 1977 nella
Biblioteca universitaria di
Bologna
la “Vita di sant’Ubaldo” scritta
dal priore Giordano
Giuseppe Sebastiani, fondatore e anima
degli Sbandieratori, mentre la motivazione “per averci restituito la parte più
preziosa del nostro spirito” è stata letta
dal dirigente comunale Raul Caldarelli,
in rappresentanza del commissario Maria Luisa D’Alessandro, impossibilitata
a intervenire.
La cerimonia è stata introdotta da un
brano di “Lume della fede” eseguito dai
Cantores beati Ubaldi, cui ha fatto seguito un efficace saluto del prof. Sebastiani, un’efficace presentazione del
prof. Cesare Mirabelli (premio Bandiera 2006), presidente emerito della Corte costituzionale, che è riuscito a descrivere con efficacia la personalità del
premiato.
Da parte sua Dolbeau si è detto onorato del riconoscimento, così come ha
gradito la nomina a presidente onorario
del Centro studi ubaldiani conferitagli
nei locali attigui alla basilica del Patrono, presenti il vescovo Ceccobelli, l’emerito Bottaccioli, il rettore Panfili, il
presidente dei Santubaldari, Minelli, lo
studioso prof. Barbi. “Da nessuna parte
- ha commentato Dolbeau - ho trovato
lo stesso affetto che gli eugubini nutrono per il loro Patrono”.
Giampiero Bedini
DIOCESI. Orari dei riti della Settimana
santa a Gubbio e a Umbertide
Q
ui di seguito i riti della Settimana santa a Gubbio e Umbertide.
GUBBIO - con il Vescovo - 13
aprile domenica delle Palme, ore 10.45
cappella Ranghiasci (Piazza grande), benedizione dei rami di ulivo, processione al duomo e messa. 16 aprile: Mercoledì santo, ore 18 cattedrale, messa
crismale. 17 aprile Giovedì santo, ore 18
chiesa di San Giovanni, messa nella Cena del Signore e adorazione eucaristica
fino a mezzanotte. 18 aprile Venerdì
santo, chiesa di San Domenico, ore
❖ GUBBIO
Il Coro della Madonna
va finalmente dal Papa
Nel 1963 due studenti universitari di
Lettere classiche, Franco Salciarini e don
Angelo M. Fanucci, ricostituirono il “Coro
della Madonna”, il gruppo che durante la
processione del Cristo morto canta il
bellissimo Miserere vicino alla “Madonna
delle sette spade”. Da quel momento il
prof. Salciarini ne prese la direzione e lo
portò ai livelli di perfezione che oggi
conosciamo. Nel 2013 si doveva celebrare
il cinquantenario di quell’evento:
secondo gli accordi presi con la Prefettura
della Casa Pontificia, il Coro della
Madonna ne avrebbe cantato un versetto
durante l’udienza di Papa Benedetto XVI
nella sala Nervi: il Papa lo avrebbe poi
ripetuto in italiano e commentato. Questo
doveva accadere il 13 marzo 2013, ma
prima di quel giorno, il 28 febbraio Papa
Benedetto aveva rinunciato al Papato; e
proprio quel giorno, il 13 marzo, veniva
eletto Papa Francesco. Quod differtur non
aufertur (quello che si rinvia non viene
cancellato): così il 2 aprile 2014, alle 3 del
mattino, un nutrito gruppo di cantori è
partito da Gubbio per essere puntuale
all’incontro con Papa Francesco,
nell’udienza generale del mercoledì in
piazza San Pietro. Al Papa gli eugubini
hanno donato una “battistrangola” e un
cd con l’intero canto appassionato, il
canto di Davide peccatore pentito. Nel
pomeriggio il Coro della Madonna si è
trasferito a Santa Maria Maggiore, accolto
dal card. Ennio Antonelli, dove ha
eseguito per intero il Miserere. Grande
commozione: era anche l’anniversario
dell’ordinazione sacerdotale del
Cardinale.
VENERDÌ 11 APRILE 2014
17.30 celebrazione della Passione del
Signore; ore 19 processione del Cristo
morto da S. Croce (con la novità introdotta nell’itinerario: il “giro” dell’edificio scolastico anche per rendere omaggio ai 40 Martiri). 19 aprile Sabato santo, ore 22 cattedrale, Veglia pasquale
nella notte santa. 20 aprile domenica di
Pasqua, ore 11.15 cattedrale, messa solenne.
UMBERTIDE, 13 aprile, domenica delle Palme: a Cristo Risorto ore 9.30, al
UMBERTIDE. Convegno organizzato dall’Aimet
Energia e cittadinanza
L
a Azienda intercomunale
metano (Aimet) ha
organizzato nei giorni scorsi
al museo Santa Croce di Umbertide
il convegno “Aimet incontra il
territorio. Il ruolo dell’operatore
energetico e la responsabilità
sociale dell’impresa”. La Aimet è
una società pubblico-privata che si
occupa della vendita di gas metano
e, dallo scorso anno, anche di
energia elettrica, e che oggi è in
grado di soddisfare il fabbisogno
energetico di oltre 10.000 clienti.
Nata nel 2002 per volontà dei
“Comuni soci” di Umbertide, San
Giustino e Montone, dal dicembre
2012 ha visto l’ingresso di un socio
industriale, Italtrading spa,
soggetto tra i 10 maggiori player
nazionali nel settore energetico.
Grazie al nuovo assetto societario,
Aimet è riuscita a potenziare
l’offerta ai clienti e ad ampliare il
territorio di riferimento. Il
convegno è nato come occasione di
confronto e riflessione sugli
sviluppi futuri
dell’approvvigionamento
energetico, facendo proprio lo
slogan di Expo Milano 2015
“Nutrire il pianeta. Energia per la
vita” ed essere un momento di
incontro tra i vari soggetti
interessati, a diverso titolo, alle
politiche energetiche. All’iniziativa
hanno partecipato Matteo Baldelli
e Patrizio Nonnato, rispettivamente
presidente e amministratore
delegato Aimet, Fabrizio Longa
amministratore delegato Gruppo
energetico italiano, Marco Locchi
sindaco di Umbertide, Wladimiro
Boccali presidente Anci Umbria,
Giampiero Giulietti deputato,
Gianluca Rossi commissione
Finanza e tesoro del Senato; ha
coordinato i lavori il giornalista del
Tg Uno Alessio Zucchini. Al
termine degli interventi, una
partecipata tavola rotonda, alla
quale sono intervenuti associazioni
di categoria e rappresentanti del
tessuto imprenditoriale
umbertidese.
Fabrizio Ciocchetti
Parco Ranieri, Collegiata a San Francesco alle ore 11, e a Santa Maria alle ore
10.30. 17 aprile, Giovedì santo, ore 18 a
Cristo Risorto e San Francesco, 20.30 a
Santa Maria. Veglia di preghiera interparrocchiale: San Francesco ore 22. 18
aprile, Venerdì santo, liturgia della Passione e preghiera universale della Chiesa a San Francesco alle 17; alle 20.45
processione del Cristo morto. Il 19 aprile, Sabato santo, nel pomeriggio, in tutte le parrocchie si terranno le confessioni e la solenne Veglia pasquale alle
ore 23 a San Francesco e Cristo Risorto,
alle 21.30 a Santa Maria. Venerdì 25,
sabato 26 e domenica 27 aprile le “40
ore” nella chiesa di San Francesco.
Gubbio
Il Vescovo rilancia
l’ipotesi Lumsa
G
razie alla collaborazione tra diocesi,
Comune di Gubbio, Fondazione Cassa
di risparmio di Perugia, sembrano
riaprirsi prospettive
interessanti per una
significativa presenza in
città della Lumsa Libera università Maria
Santissima Assunta,
riprendendo un progetto
impostato da anni che ha
come sede il complesso
di San Domenico in
Mons. Ceccobelli
piazza San Martino.
Mercoledì mattina il
vescovo mons. Mario Ceccobelli si è
incontrato a Roma con la prof.ssa Carmela Di
Agresti, madre generale delle Missionarie
della Scuola, l’Ordine religioso che ha istituito
la Lumsa, fondato a Gubbio dalla venerabile
Luigia Tincani nel 1924, proprio nel quartiere
di San Martino dove ha avuto la casa madre
fino al 1954. Mons. Ceccobelli ha illustrato
nella circostanza un articolato progetto
elaborato dalla diocesi con l’apporto
dell’ufficio Beni culturali. Un colloquio dal
quale pendono grandi aspettative.
LA VOCE SPAZIOCSI
VENERDÌ 11 APRILE 2014
‘Sussidia’ per il bene comune
C’è il presidente del Coni
Tanti i progetti nei quali Sussidia è impegnata in favore delle famiglie e degli immigrati
di lavoro e di formazione, messo a
conoscenza famiglie e giovani coppie
circa contributi, sgravi fiscali e
agevolazioni e altre possibilità offerte
da parte di Regione e Comuni. Sussidia
si è impegnata a collaborare alla
stesura di progetti rivolti ai giovani con
il progetto “Coworking & start up”, alla
stesura di progetti per le famiglie e
cittadini migranti con “Family Village”,
ha prospettato interventi anche a
favore di anziani con “I colori della
sicurezza” e con “Terzo tempo”, così
come e sul tema della fruizione
culturale con “Maratona della cultura”.
Nella prospettiva di impegno che
abbiamo delineato, superando i
particolarismi di ogni singola
associazione, con Sussidia viene
posposta una raccolta fondi attraverso
un unico codice fiscale (C. F.
94146010544) con l’obiettivo di
mitato - territoriale o regionale che sia - il
consulente è fondamentale, serve ad orientare e a ricordare costantemente la direzione e stare vicino alle persone. Il Csi valorizza
la dimensione spirituale anche nelle finali
nazionali e interregionali e regionali, garantendo la messa e l’ ascolto e lettura del Vangelo.
La Chiesa abbia il coraggio - continua don
Alessio - di fare propria anche la scelta dello
sport tra le varie attività pastorali. Allo stesso tempo, chi propone lo sport in parrocchia
si senta parte della Chiesa. Negli itenerari
sportivi del Csi, starebbe bene più attenzione pastorale ed ecclesiale per capire che non
si è parte di una “società sportiva” ma di una
comunità più grande.
Secondo passo verso le finali
L
e finali regionali
rappresentano il secondo
passo per le squadre che
mirano alle finali nazionali
degli sport di squadra.
Partecipano di diritto alle finali
regionali i vincitori dei
campionati territoriali e le
miglior classificate della
classifica “fair play”. Particolare
da sottolineare, la coppa Fair
Play (“gioco corretto”), che
tiene conto sia della media
punti sia delle sanzioni
accumulate dalla squadra. Da
alcuni anni la Presidenza
regionale ha deciso di svolgere
le finali in modo residenziale,
scegliendo location che, oltre
ad avere ottimi impianti
sportivi, siano anche luoghi con
un valore culturale,
paesaggistico e spirituale
❖ DAL PAPA
❖ CSI UMBRIA
CSI nazionale: seminario per riflettere sui gruppi
sportivi e sul farsi missionari in parrocchia
N
BREVI DAL CSI
A oggi, si sono registrati sul sito
www.societasportivedalpapa.org (scaricando
l’apposito pass) più di 14.000 persone per
l’evento del 7 giugno a Roma con il Papa.
L’obiettivo è arrivare a quota 30 mila.
L’infopoint è attivo presso la segreteria Csi
Umbria il martedì e il giovedì dalle ore 17 alle
20 in strada Bellocchio San Faustino 22/A,
Perugia, tel. 075 5156071.
S
egli ultimi giorni di marzo si è svolto
a Roma il seminario per riflettere sui
gruppi sportivi in parrocchia e sul farsi missionari in parrocchia. Promotore don
Alessio Albertini, consulente ecclesiastico
nazionale del Csi. Ecco alcune sue riflessioni
sullo sport come mezzo di educazione, e sui
rapporti tra sport e parrocchie.
Secondo don Alessio, per essere educativo lo
sport deve mettere al centro il ragazzo e non
l’atleta. Il ragazzo che vuole e deve crescere.
Bisogna rivedere il concetto di agonismo, che
deve esserci, ma non deve essere scambiato
con “vittoria a tutti i costi”. La più grande vittoria è guardarsi alle spalle ed essere consapevoli di aver dato tutto, il massimo. Nel rapporto con le parrocchie, e all’interno del Co-
[email protected] 27
Superata quota 14.000
L’associazione nata da Csi
Umbria, Azione cattolica di
Perugia, Acli provinciali
di Perugia: come funziona
u iniziativa dell’Azione cattolica
diocesana di Perugia, insieme alle
Acli provinciali di Perugia e al
Centro sportivo italiano - Comitato
regionale è stata costituita
l’associazione Sussidia
(www.sussidia.eu). Sussidia si ispira ai
principi della dottrina sociale della
Chiesa e si pone come scopo quello di
“dare le gambe” al bene comune,
perché non resti un principio ispiratore
generale, ma diventi una prassi
consolidata da promuovere e realizzare
all’interno del nostro tessuto
comunitario e territoriale. Pensiamo
che essere concreti oggi significhi
informare, comunicare, condividere,
contribuire a nuove forme di
progettualità sociale e lavorativa.
Pensiamo che significhi soprattutto
partecipare con l’altro le proprie risorse
per metterle a disposizione del bene di
tutti. Quel bene, che è di tutti e di
ciascuno, va individuato a partire dalla
lettura della realtà e delle sue urgenze,
che mutano al mutare del contesto. In
questo primo anno il nostro impegno si
è rivolto al mondo del lavoro, con una
particolare attenzione alla condizione
giovanile; si è rivolto alla famiglia e alla
persona, con particolare riferimento a
quelle più fragili. Una campagna di
comunicazione continua attraverso il
nostro profilo Facebook: ha veicolato,
settimana dopo settimana, opportunità
@
aggiunto. Ecco spiegata la
scelta di Cascia e Roccaporena
di quest’anno, mentre l’anno
scorso era stata scelta Norcia.
Le finali a carattere residenziale
permettono agli atleti di vivere
due giorni in stretto contatto e
di passare da avversari ad
amici, pur contendendosi la
vittoria finale. Due giorni che
permettono anche far
conoscere meglio (dove fosse
necessario) il progetto e le
finalità del Csi. I campioni
regionali rappresenteranno
l’Umbria alle finali
interregionali, che quest’anno
si svolgeranno a Tortoreto l’1-2
giugno. Le finali vedranno la
partecipazione dei campioni
regionali di Lazio, Marche,
Abruzzo e Molise. I vincitori
approderanno alle finali
nazionali: un percorso tortuoso
e impegnativo, come
d’altronde la vita di tutti i
giorni, ma al tempo stesso
pieno di soddisfazioni,
divertimento, gioco e fede.
L’attività non finisce qui: in
tutti i Comitati territoriali
umbri ripartono i campionati;
in alcuni le iscrizioni sono
tuttora aperte. I tornei
accompagneranno le squadre
fino alla pausa estiva, perché
solamente attraverso un
attività continuativa e seria si
ottengono i risultati che il Csi si
prefissa, ovvero educare
attraverso lo sport; e lo sport è
per tutti, più o meno dotati,
bravi e meno bravi. Tutti hanno
il diritto al gioco, e per tutto
l’anno.
C. M.
realizzare un Fondo unico per erogare
finanziamenti e contributi alle buone
idee di bene comune. Abbiamo voluto
superare la visione classica del 5xmille,
rendendolo uno strumento di
redistribuzione di risorse non a uno
specifico target, né tantomeno ad uso
esclusivo delle associazioni affiliate, ma
in favore di buona occupabilità,
progettualità sostenibili per definire
una nuova mappa del bene comune.
Siamo ancora in attesa di conoscere
l’entità del contributo dell’anno 2013,
ma sappiamo che l’88% di esso andrà a
beneficio di molti, secondo criteri di
trasparenza e di merito. Invitiamo fin
da ora ogni singolo e le altre
associazioni laicali a contribuire a
questo progetto, consapevoli che, se
ognuno sosterrà il bene di tutti, questo
si trasformerà in bene comune.
Alessandro Moretti
Il Presidente del Coni regionale, Domenico
Ignozza, sarà presente sabato 12 aprile alle ore
10 al Palatennistavolo di Terni per i
Campionato nazionale Csi di tennistavolo, e
successivamente si sposterà a Cascia per
presenziare alle Finali regionali degli sport di
squadra del Csi Umbria.
❖ CITTÀ DI CASTELLO
Festa della famiglia
Si è svolta a Città di Castello nella giornata del
6 aprile la manifestazione sportiva per le
famiglie organizzata da Pastorale familiare e
Csi, “Famiglie in festa - La partita più bella”. Le
gare (pallavolo, pallacanestro, hockey su prato,
corsa a piedi e con i sacchi) si sono svolte alla
Cittadella dello sport “Belvedere” dalle ore
9.30 in poi. Alle ore 12, restando all’aperto e
approfittando delle tribune della pista di
atletica, si è celebrata la messa presieduta da
mons. Domenico Cancian, ricordando
nell’occasione il ritorno al Padre di don Luigi
Guerri. Diverse le famiglie che hanno
partecipato all’evento con i propri figli; si è
rimasti soddisfatti di questo appuntamento,
proponendo di ripeterlo e dedicarlo proprio a
don Luigi.
28
LA VOCE EVENTI IN UMBRIA
CIVITELLA D’ARNA
Domenica 13 aprile, ore 21,
Civitella d’Arna, La mì passione in
dialetto perugino: La Passione di
Cristo come era recitata nella
campagna perugina. Lo spettacolo,
che ha carattere itinerante, sarà
messo in scena dal “Gruppo
teatrale Arna” con la
partecipazione di oltre 50 tra attori
e figuranti.
VALLO DI NERA
Domenica 20 aprile, ore 10,
colazione di Pasqua in piazza San
Giovanni con salumi, formaggi,
uova sode, frittate, pizze di pasqua
dolci e salate, uova di cioccolata.
FOLIGNO
Sacra rappresentazione a Fiamenga
Settimana
santa
in Umbria
La Passione di Gesù
viene ancora rievocata
in molti paesi
della regione con
rappresentazioni
in costume e la
partecipazione
della comunità
della Santa Spina è visitabile
durante tutto il pomeriggio presso
la Chiesa Collegiata. Il borgo in
questa giornata propone atmosfere
medievali tra mercatini ed arcieri,
dame e cavalieri.
MONTEFALCO
Domenica 18 aprile, ore 21, a
Fiamenga, processione
penitenziale e Sacra
rappresentazione, “Tentato in ogni
modo, rimase fedele” (cfr Ebrei,
2,18), dramma sacro in otto quadri.
Tra le manifestazioni di antica
tradizione religiosa e popolare
legate al Venerdì Santo, quella di
Fiamenga ha sempre avuto una
vasta risonanza e un forte
richiamo. La sua origine risale al
1867, quando l’allora parroco padre
Benedetti introdusse la Processione
della Penitenza nella notte del
Venerdì santo. Dal 1974 la
processione cominciò ad essere
integrata da una Sacra
rappresentazione ideata e diretta
da Francesco Fratini con la
partecipazione di alcuni giovani del
paese. È stato inoltre creato un
centro di documentazione del
dramma sacro. Ogni anno, con
scenografie e testi diversi, il
dramma viene riproposto.
Venerdì 18 aprile, ore 21, chiesa di
San Bartolomeo, rievocazione della
Passione - Sacra Rappresentazione.
Drammatizzazione di alcune scene
della Passione di Nostro Signore
Gesù Cristo. Al termine, recita
della Lauda di Jacopone da Todi,
“Pianto della Vergine”.
Sabato 19 aprile, ore 22.30, chiesa
di San Bartolomeo, Gloria del
Cristo Risorto, rievocazione di una
antica usanza di tradizione
religiosa e popolare. La notte del
Sabato Santo, al Gloria della messa
della veglia pasquale, la stupenda
statua lignea settecentesca del
Cristo Risorto, tra scoppi di
mortaretti e squilli di trombe,
irrompe improvvisamente nella
chiesa che, come d’incanto, si
incendia di luci mentre si sciolgono
Confraternite. Gli ostiari attendono
al difficile compito di spalancare,
con perfetto sincronismo, d’un
colpo, i battenti della grande porta
della chiesa.
SPELLO
“Alleluia Pascha nostrum” a Spello
Venerdì 18 aprile, ore 20.30,
Collegiata Santa Maria Maggiore,
“Alleluia Pascha nostrum” - Via
Crucis d’autore. In occasione della
tradizionale processione del
Venerdì santo, il centro storico si
trasforma in un unico spazio
espositivo. Le 14 stazioni della
Passione del Cristo ispirano artisti
nazionali ed internazionali dando
vita alla mistica e suggestiva Via
Crucis d’Autore giunta alla sua XVI
edizione con la direzione artistica
del maestro Elvio Marchionni.
Quest’anno per la prima volta sarà
accompagnata da canti
processionali medievali.
Rappresentazione sacra Visitatio
Sepulchri
Domenica 20 aprile, ore 17.30,
chiesa S. Maria Maggiore, la
processione del Cristo Risorto sarà
accompagnata da brani vocali
processionali medioevali. Al
termine la sacra rappresentazione
“Visitatio Sepulchri” all’interno
della chiesa di Santa Maria
Maggiore.
COLLEVALENZA
Domenica 13 aprile, ore 16, e
venerdì 18, Piazzale antistante la
Basilica dell’Amore Misericordioso,
sacra rappresentazione, in
costume, il 13 dell’ingresso di Gesù
a Gerusalemme e il 18 della via
Crucis che terminerà con la
Crocifissione e Resurrezione.
CITTÀ DELLA PIEVE
MONTONE
Lunedì 21 aprile, a partire dalle
ore 10.30, a Montone, celebrazioni
per la rievocazione storica della
Donazione della Santa Spina. Si
comincia con la Lettura del
proclama del Gran Gonfaloniero, a
cui seguirà l’arrivo del conte
Braccio Fortebraccio e dei suoi
soldati a cavallo e corteo storico
della Donazione della Santa Spina,
accompagnato dai tamburi e le
chiarine del Castello. Il reliquiario
VENERDÌ 11 APRILE 2014
Parte del centro storico di Montefalco
le campane di tutti i campanili
della città. La statua del Cristo
viene portata a spalla, di corsa, fino
ai piedi dell’altare da uomini che
indossano i camici e le cappe delle
Domenica 20 e lunedì 21 aprile
alle ore 16 - 19 - palazzo Orca, Via
Roma, XXIV Edizione dei “I Quadri
Viventi”. Nel suggestivo scenario
dei sotterranei di Palazzo Orca,
vengono rappresentate le scene
salienti della Passione, Morte e
Resurrezione di Cristo. Alla luce
soffusa di torce e candele, circa 40
figuranti interpretano sei “Quadri
Viventi”’ incentrati su: “L’Ultima
Cena”, “L’Orto del Getsemani”,
“L’Ecce Homo”, “La Flagellazione”,
“La Pietà sul Cristo Morto”, “La
Resurrezione”.
Scarica

IN BREVE - La Voce