www.elsacagliari.it www.forumgiurisprudenza.redir.it [email protected] N.8 - Aprile 2008 Periodico di attualità giuridica e cronaca universitaria In nome del popolo italiano? "P uò dirsi libera solo quella costituzione in cui nessun governante possa abusare del potere a lui confidato. L'unica garanzia contro tale abuso è che il potere arresti il potere" […] "Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non vi è libertà, poiché si può temere che lo stesso monarca, o lo stesso senato, facciano leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. Non vi è nemmeno libertà se il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo e dall'esecutivo". Nel libro XI de "Lo spirito delle leggi", Montesquieu tracciò la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che "Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente", l'autore illuminista analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: esecutivo, legislativo e giudiziario. Era il 1748 quando nacque tale teoria, ma giunti al 2008 possiamo dire di vivere in uno stato che garantisce quella libertà oggetto del pensiero illuminista? Da bravi studenti di giurisprudenza ed avendo a cuore le Illustrazione di Vauro http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/ senzanome/blog/giustizia_vauro.gif questioni diritto, nel numero precedente ricordavamo le figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simbolo di giustizia e indipendenza "dai poteri forti", adesso appare doveroso continuare su questo filone per continuare a parlare di quello che è ormai diventato "il caso De Magistris", ma sarebbe più appropriato parlare di "caso Italia". Caso che vede in questo preciso momento storico, ante elezioni politiche, una notevole quantità di magistrati in aspettativa per ragioni elettorali. Precisato questo aspetto vediamo cosa sta accadendo nel nostro bel Paese. Si tratta di un caso che continuerà a dominare di sicuro la scena politica e mediatica, che vede un magistrato costretto a rinunciare al suo lavoro a seguito dell'avocazione di due importanti inchieste, la Poseidon e la Why Not, che hanno ad oggetto la gestione dei finanziamenti europei in Calabria, avocate dalla Procura di Catanzaro in maniera, per molti se non per tutti, illegittima. Senza avere la pretesa di fornire una soluzione a tutta la vicenda, si può senz'altro ritenere che la Continua a pag. 2 Respira Cagliari, respira... osa può succedere quando mi viene voglia di prendere una boccata d'aria? Che cosa inalo in realtà, quando passeggio su e giù per Cagliari? Quante e quali altre sostanze mischiate all'ossigeno, accumulo dentro il mio organismo, quando respiro a pieni polmoni nel caotico traffico della nostra città e del suo hinterland? E se non ho voglia di uscire e apro la finestra della mia stanza per far cambiare l'aria, sto in realtà peggiorando la situazione? Dopo aver capito qualcosa in più sull'emergenza acqua, ho cer- C cato di dare una risposta a tutte queste domande, quantificando e qualificando parte degli odorini che respiro assieme a voi, ed è per questo che mi sono rivolto al signor Luigi Ena, responsabile del Settore Antinquinamento Atmosferico della Regione Sardegna, che mi ha aiutato a fare un po' di chiarezza sull'argomento, spiegandomi in maniera chiara ed esaustiva, l'inventario regionale delle sorgenti di emissione del documento sulla valutazione della qualità dell'aria ambiente in Sardegna. Continua a pag. 4 - 5 EDITORIALE Nel segno della continuità Siamo solo all'inizio del 2008 e già si registrano i primi risultati ottenuti da un direttivo giovane ed esplosivo. Non si poteva iniziare in modo migliore. Eseguito il cambio della guardia nel mese di febbraio, il nuovo direttivo di ELSA Cagliari si appresta a portare a termine diverse importanti attività, avviate già alla fine dell'anno passato. Segno, questo, che il lavoro svolto negli anni precedenti e l'esperienza maturata all'interno del Network ha reso ormai stabile "la pianta". Il board cagliaritano dovrà vedersela con un gran numero di attività che vanno dall'area Seminari e Conferenze a quella delle Attività Accademiche, senza dimenticare la preziosa opera di marketing che ha garantito un'adeguata circolazione del logo e la presa di contatti preziosi. La continuità con i diret- Continua a pag. 3 ALL'INTERNO ELSA Cagliari ELSA Cagliari in pillole p. 5 Attualità Alliga alla pumarola p. 6-7 Dal mondo L'Islam e il divieto d'adozione p. 8-9 N.8 - Aprile 2008 2 In nome del popolo italiano >> Continua da pag. 1 situazione che si è venuta a creare nella giustizia italiana sia quanto meno preoccupante. E' preoccupante il fatto un magistrato abbandoni un'associazione, che ha per scopo quello di tutelare gli interessi morali ed economici dei magistrati, il prestigio ed il rispetto della funzione giudiziaria, ossia l'ANM (Associazione Nazionale Magistrati), con la motivazione che questa non tuteli nei dovuti modi l'autonomia della magistratura (cosa che ha fatto anche la dottoressa Ilda Boccassini). E' preoccupante che un magistrato denunci che l'ordine a cui appartiene sia troppo vicino al potere politico, a detrimento del principio che tutela l'autonomia della magistratura. E' impensabile che un magistrato dopo aver indagato un ministro della giustizia e un premier venga poi trasferito dalle sue funzioni e dalla sede ad opera di un CSM che ha motivato la decisione facendo riferimento a capi d'accusa privi di sostanza come "insuffi- ciente diligenza, correttezza e rispetto della dignità della persone". Ma il peggio doveva ancora arrivare (e a questo punto siamo in grado di rispondere alla domanda fatta sopra). La Procura generale di Catanzaro ha chiesto al gip l'archiviazione per le accuse riguardanti il Presidente del Consiglio Romano Prodi e l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Prima ancora l'indagine, condotta da Luigi De Magistris, era stata avocata dal procuratore facente funzioni Dolcino Favi, con la motivazione di un evidente conflitto d'interessi, in quanto De Magistris aveva iscritto nel registro degli indagati il ministro Clemente Mastella, dopo che questo aveva chiesto il trasferimento del pm. Il punto è che non sembrava esistessero ragioni giuridiche per poter giustificare l'avocazione, in quanto non c'è stata inerzia del pm nell'esercitare l'azione penale o nella richiesta di archiviazione, né situazioni di incompatibilità previste dal codice di procedura penale. Vorrei far notare un profilo che ha del paradossale. La vicenda de Magistris, dopo l'avocazione dell'Inchiesta "Why Not" (20 ottobre 2007), subisce un'accelerazione tale che, nel giro di qualche mese, egli viene condannato dal CSM nei termini (18 gennaio 2008) e con delle motivazioni che, a detta di un gran numero di esperti, cadono come le perle di una collana cui è stato reciso il filo. A fronte di questa sorprendente rapidità, si riscontra la situazione paradossale in cui ci sono mafiosi ancora in circolazione soltanto perchè un giudice ha bisogno di otto anni per scrivere una sentenza. Quel che è peggio è che la stessa sorte toccata al pm Luigi De Magistris, potrebbe toccare anche al gip Clementina Forleo, per la quale la Procura generale della Cassazione ha disposto il rinvio a giudizio in data 27 giugno 2008 davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli (CSM), dove la Dott.ssa Forleo sarà processata per le sue "pressioni" sulla vicenda Unipol-BNL. Adesso non resta che aspettare di vedere in che modo il pm De Magistris dimostrerà la correttezza del suo operato e quanto grave e CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente Segretario Generale Tesoriere Vice Presidente Attività Accademiche Vice Presidente Seminari e Conferenze Vice Presidente Marketing Vice Presidente STEP Nicola Ibba Pierluigi Serra Iosè Manca Luca Picasso Alessandro Orgiana Ignazio Nocco Eleonora Cao infondata sia questa sentenza emessa dall'organo di autogoverno. Per noi studenti, malgrado le vicende appena descritte, è preferibile immaginare che esistano anche delle situazioni "normali", al fine di sentirci più stimolati nell'intraprendere in futuro la professione per cui ci stiamo preparando e sapere che si possa fare affidamento sul rispetto e sull'applicazione effettiva dei principi, sanciti dalla nostra Carta fondamentale e dalle leggi. Noi stiamo studiando per applicare la legge in nome del Popolo Italiano. Francesco Deidda Presidente Onorario di ELSA Cagliari Da un’idea di Efisio Boi e Francesco Deidda 338 4436554 340 7192214 349 7545611 340 7915308 340 6729593 349 0681456 346 4129363 Direttore Responsabile Giuseppe Amisani Redazione Francesco Deidda e Iosè Manca Collaboratori Nicla Saba, Giorgio Mangiaracina, Marco Spiga, Rossana Deplano, Francesco Paolo De Bonis, Pierluigi Serra Directors Director IM Nicla Saba Director S&C Rossana Deplano Director Human Rights Anna Linzas Director MCC Federica Deplano Director MKT Alessandra Erika Obinu Director CI and Graphics Federica Mattana Director BEE Marco Spiga Director P&P Andrea Uroni 349 6057516 340 7170277 349 8657989 349 8396287 328 9677044 340 0965838 348 0839608 348 7548990 Grafica e impaginazione Federica Mattana [email protected] Presidente Onorario Presidente Onorario Francesco Deidda 339 4511804 Sede ELSA Cagliari Via Nicolodi, 102 c.p. Viale S. Ignazio, 17 c/o Facoltà di Giurisprudenza Cagliari Tel/Fax: 070 6753960 [email protected] www.elsacagliari.it Collegio dei sindaci Sindaco Davide Cicu Sindaco Fabrizio Cancedda Sindaco Giorgio Mangiaracina Sindaco Carlo Sotgiu Orari di ricevimento Lunedì - mercoledì - venerdì dalle ore 10 alle ore 13 Via Nicolodi, 10 c/o Facoltà di Giurisprudenza - Tel. 070 6753960 www.elsacagliari.it - [email protected] Per l'invio di articoli [email protected] Per la pubblicità Ignazio Nocco [email protected] 3490681456 Stampa OFFICINE GRAFICHE TIEMME Tel. 070 948128-9 - ASSEMINI (CA) Tiratura 3000 copie TESTATA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI CAGLIARI N. 32/04 N.8 - Aprile 2008 Editoriale >> Continua da pag. 1 tivi passati ha permesso di sviluppare velocemente e in maniera assai precisa i progetti per alcuni prossimi eventi. Peraltro si registrano già ad oggi non poche attività che hanno visto partecipare un buon numero di studenti, professori e personaggi delle istituzioni locali. Tra le attività svolte e quelle in corso di svolgimento, al momento in cui si scrive, vanno menzionate le visite alla Corte dei Conti ed al Consiglio Regionale assieme al prof. Andrea Pubusa (ordinario della cattedra di Diritto Amministrativo), i seminari in materia di teleamministrazione, ossia un dibattito inerente la tematica dell'Attività Amministrativa Informatizzata sempre con la cattedra di diritto amministrativo e la partecipazione del prof. Giovanni Duni (corso attributivo di 6 crediti liberi). Ancora merita attenzione l'interessante convegno svoltosi presso l'aula "Cosseddu" dell'ERSU, sulla "Crisi delle aziende agricole in Sardegna", che ha visto tra i partecipanti esponenti del mondo politico regionale e nazionale. Per quanto riguarda l'area attività accademiche si terranno due colloqui di orientamento professionale (COP) il primo dedicato alle modalità di accesso e alle prospettive di carriera nell'Esercito, mentre il secondo appuntamento verterà sulla professione del notaio, in cui verranno illustrati i concorsi e l'iter formativo. Sul fronte 3 internazionale l'offerta degli scambi bilaterali si espande sino a piazzare una nuova bandierina in terra medio-orientale. Per il mese di agosto ELSA Cagliari si prepara ad ospitare, oltre gli ormai consueti ospiti bavaresi di ELSA Monaco, anche i colleghi di ELSA Ankara (Turchia). In particolare meritano di essere ricordati i risultati del nostro ultimo study visit in Germania. Accompagnati dalla dott.ssa Valentina Corona abbiamo proseguito nell'opera di consolidamento dei rapporti con l'istituzione universitaria bavarese, con cui è stato programmato l'arrivo a Cagliari del prof. Peter Huber (docente di diritto amministrativo), grazie al programma di "visitng professor", per il mese di ottobre. Il professore tedesco collaborerà durante la sua visita presso la nostra Facoltà con la cattedra del prof. Andrea Pubusa (diritto Amministrativo) e grazie al prezioso contributo del prof. Giovanni Duni potremo continuare gli incontri aventi ad oggetto il tema della "teleamministrazione". Un altro obbiettivo raggiunto è rappresentato dall'imminente incontro con i colleghi della Facoltà di Giurisprudenza di Friburgo. Già nel mese di aprile 15 soci di ELSA Cagliari saranno ospitati dai ragazzi di ELSA Friburg, i quali ci restituiranno la visita nel mese di maggio. Naturalmente in occasione di questi study visit risulterà di grande ausilio il contributo scientifico dei nostri professori, che ci aiuteranno a rendere migliore l'accoglienza dei colleghi stranieri presso la nostra Facoltà. Le nostre attività non si fermano certo qui. Questo è un anno particolarmente importante per tutta l'ELSA Cagliari in quanto nel mese di maggio ricorre il quindicesimo anniversario dalla sua costituzione. Per l'occasione verranno organizzate delle giornate all'insegna della cultura giuridica in collaborazione con le istituzioni universitarie, politiche e professionali. Ma la perla del 2008 sarà la pubblicazione di un libro sui 60 anni della Costituzione, per la quale è doveroso ringraziare la dott.ssa Rossana Deplano che ha avuto questa encomiabile iniziativa. Il libro sarà curato da alcuni membri del direttivo di ELSA Cagliari e si è giunti ad ottenere un gran numero di collaboratori tra studenti (anche stranieri), cultori di materia, professori e rappresentanti delle istituzioni: uno fra tutti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ci ha già inviato il suo contributo. Per quanto riguarda la collaborazione con l'ELSA Italia, la sezione di cagliaritana intende dare esecuzione al Piano Operativo Annuale (POA) previsto per l'anno 2007/2008. In particolare è stata data l'adesione in ordine all'organizzazione del convegno, su scala nazionale, in materia di intercettazioni telefoniche. A tale progetto hanno aderito anche altre sezioni locali, tra le quali ELSA Siena che collaborerà con la cattedra del Prof. Paolo Tonini. Lo scopo di tale ciclo di convegni è quello di redigere una raccolta degli atti che verranno divulgati in tutte le facoltà in cui l'ELSA opera. Come sempre riceveremo la collaborazione della cattedra del prof. Leonardo Filippi, il quale si è già dichiarato disponibile per sedere al tavolo dei relatori di questo convegno di studi che, offrirà spunti di riflessione sugli ultimi orientamenti sostanziali e giurisprudenziali in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Infine, come ogni estate verrà proposta all'intero Network nazionale ed internazionale una settimana all'insegna di mare e cultura, dal 4 all'11 agosto, durante la quale sarà possibile coltivare meglio i rapporti con le altre sezioni straniere al fine di incrementare le attività in comune. Prima di chiudere con questo editoriale faccio come mio solito un appello a tutti gli studenti, affinché continuino a far sentire la loro presenza all'università durante il corso del proprio ciclo di studi, cercando di allargare i propri orizzonti non soltanto attraverso il superamento degli esami (riducendo il ruolo della Facoltà a quello di mero "esamificio"), bensì guardandosi anche intorno per cogliere in tempo utile tutte le altre opportunità che la nostra Facoltà offre e naturalmente senza lasciarsi sfuggire gli eventi che ciclicamente vengono organizzati dall'ELSA Cagliari. Francesco Deidda Vice Presidente Seminari e Conferenze di ELSA Italia [email protected] Via Robert Koch 5 09121 Cagliari - tel 070 504292 - fax 070 5511735 www.abclex.it N.8 - Aprile 2008 4 Respira Cagliari, respira >> Continua da pag. 1 Tagliamo subito la testa al toro: come respiriamo qui a Cagliari? "Benino," dice il signor Ena "Certo" aggiunge, "non bisogna abbassare la guardia, ma non dobbiamo neanche lasciarci prendere da facili allarmismi." Durante la realizzazione di tale inventario, sono stati individuati e realizzati diversi punti fondamentali. Ce li può riassumere brevemente? L'obiettivo principale ha stabilito che la qualità dell'aria-ambiente deve evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso; valutata poi la qualità dell'aria sul territorio nazionale, siamo stati in grado di ottenere informazioni adeguate su tale qualità e le abbiamo rese pubbliche, con particolare riferimento al superamento delle soglie di allarme; bisogna infine mantenere la qualità dell'aria laddove è buona, e migliorarla negli altri casi. Come si è articolato il progetto? Il progetto si è sviluppato in tre fasi: la prima fase ha riguardato la realizzazione dell'inventario regionale delle sorgenti di emissione in atmosfera; la seconda ha tenuto conto di una prima valutazione della qualità dell'aria e individuazione delle aree potenzialmente critiche per la salute umana e per gli ecosistemi, fornendo una proposta preliminare di zonizzazione; l'ultima fase ha approfondito i risultati della situazione precedente, fornendo una valutazione conclusiva della qualità dell'aria ambiente, una proposta definitiva di zonizzazione e l'individuazione delle possibili misure da attuare per il raggiungimento degli obiettivi di risanamento di cui al Dlgs n. 351/99. Concretamente, come l'avete realizzato questo inventario? L'inventario ha richiesto un notevolissimo e capillare lavoro di monitoraggio sulle emissioni, (dati diretti), o su dati da cui poter stimare le emissioni, (dati indiretti, denominati generalmente indicatori di attività). I dati diretti sono costituiti essenzialmente dalle emissioni delle principali industrie, che li hanno forniti compilando un corretto questionario loro inviato, mentre i dati indiretti sono costituiti dai censimenti ISTAT della popolazione e dell'agricoltura, dai dati ACI sul parco auto veicolare regionale, dai dati sul consumo di combustibili prove- nienti dal Bollettino Petrolifero, dalla carta dell'uso del suolo della R.A.S., dalle statistiche sugli incendi boschivi, dalle statistiche sul traffico stradale, aereo e portuale, ecc. Cosa s'intende per "zonizzazione?" Negli ultimi anni l'Unione Europea ha adottato importanti Direttive in merito alla qualità dell'aria, ad esempio la 1996/62/CE, nota come direttiva madre, e la 1999/30/CE, nota come direttiva figlia; queste direttive definiscono la base legislativa per la valutazione e la gestione della qualità dell'aria negli Stati Membri. La criticità ambientali del territorio, come richiesto dall'art. 4 del DM 261/2002. Le criticità sono state determinate dall'analisi di variabili inerenti allo stato di qualità dell'aria, (per quanto conosciuto), la vulnerabilità ambientale cioè la presenza di recettori sensibili e le pressioni sul territorio, (ad esempio le emissioni). Prendiamo in esame alcune sostanze inquinanti molto conosciute. Partiamo dell'ozono. Stiamo parlando di un elemento molto difficile da monitorare: la maggior parte dell'ozono presente in Sardegna è di origine esterna, prodotto soprattutto in alcune aree direttiva madre 1996/62/CE è stata recepita dall'Italia attraverso il d.lgs. 351/1999; le direttive tecniche per l'elaborazione preliminare della qualità dell'aria indicata in alcuni articoli del d.lgs. sono contenute nel D.M. 261/2002. Il d.lgs. n. 351/1999 obbliga l'Italia a suddividere il proprio territorio in zone relative ai livelli di qualità dell'aria; tale operazione è comunemente indicata con il termine zonizzazione. Che cosa prevede il Dlgs n. 351/1999? Tale decreto, soprattutto all'art. cinque, analizza una valutazione preliminare sulla qualità dell'aria e un'individuazione delle zone nel caso in cui non siano disponibili misure rappresentative dei livelli degli inquinanti di riferimento. E' il caso della Sardegna, dove la rete di monitoraggio pubblica, non copre l'intero territorio regionale e le stazioni di monitoraggio esistenti sono spesso non rappresentative del territorio circostante, perché poste generalmente su pun ti di massima ricaduta. Nell'ambito di questo progetto la valutazione preliminare è stata fatta ricorrendo a una metodologia che tiene in considerazione le dell'Italia continentale, della Francia e della Spagna dove sono presenti elevate fonti emissive di precursori, e trasportato dai venti verso le coste sarde senza subire sostanziali riduzioni, principalmente perché in mare aperto non si deposita e non ci sono sorgenti emissive di ossidi di azoto. Lo studio prevede valori elevati nel periodo estivo, con una situazione che migliora nel passare dalla costa verso l'interno. Parlando di polveri sottili però le reti di monitoraggio riportano vari superamenti, come mai? I modelli predicono nelle principali aree industriali, come nel resto del territorio regionale, il non superamento dei valori limite nei due scenari del 2005 e 2010, in disaccordo con i dati delle reti di monitoraggio che riportano, invece vari superamenti. Tali differenze sono dovute, almeno in parte, al fatto che la maggior parte dei modelli di simulazione atmosferica ora disponibili, è in grado di simulare la dispersione atmosferica delle polveri sottili esclusivamente trattando questo inquinante come primario. In realtà una frazione importante delle polveri fini ha un'origine secondaria e oltre al trasporto in atmosfera per avvezione e diffusione, molti altri fenomeni chimico fisici interessano la formazione e l'evoluzione delle polveri. I modelli in grado di trattare anche questi fenomeni sono ancora allo stadio sperimentale e per il momento inutilizzabili. E l'anidride solforosa? I modelli indicano che l'anidride solforosa, è problematica per alcune zone industriali della Sardegna. La zona più interessata da questo tipo d'inquinamento è quella di Portoscuso, seguita da quella di Sarroch e dalla zona Porto Torres-Sassari. Nel caso di Portoscuso e di Sarroch i modelli indicano il maggior numero di superamenti nelle vicinanze dei centri abitati, mentre nel caso di Porto Torres e Sassari questi sono stimati lontano da essi, in due zone ai confini tra il territorio di Porto Torres e di Sassari e di Porto Torres e Stintino. Parliamo ora di aree industriali e di eventuali misure di risanamento. Definiamo le tre aree industriali da risanare: Portoscuso, Sarroch e Porto Torres, allo scopo di individuare obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride solforosa e alle polveri sottili. Tutte le misure in ambito industriale dovranno necessariamente essere adottate dalle aziende e dovranno essere imposte dalla regione Sardegna e dallo Stato, (secondo la tipologia dell'azienda), con un controllo delle autorizzazioni alle emissioni di cui al DPR 203/88. I costi delle misure ricadranno sulle aziende, salvo che lo stato, la Regione o altri soggetti pubblici non decidano di incoraggiarle e/o di finanziarle in tutto o in parte sulla base di considerazioni che esulano dagli scopi dello studio. Quali sono le misure proposte per la riduzione delle emissioni? Anzitutto l'adozione della migliore tecnologia disponibile, in un'ottica di tutela complessiva dell'ambiente secondo quanto indicato dalla Direttiva 99/61/CE sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento, accolta dal d.lgs. n. 372 del 4 agosto 1999. Le migliori tecnologie disponibili per ogni settore sono indicate dall'European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau, (http://eippcb.jrc.es/pages/FActivi ties.htm). Un altro metodo possibile per ridurre le emissioni è il passaggio all'uso di combustibili meno inquinanti negli impianti industriali; il passaggio da com- N.8 - Aprile 2008 bustibili ad alto tenore di zolfo a combustibili a basso tenore, permette di abbattere drasticamente le emissioni di anidride solforosa. Il passaggio all'alimentazione a gas metano degli impianti industriali ora alimentati con olio combustibile o altri combustibili pesanti è potenzialmente importante per la diminuzione delle emissioni in atmosfera di biossido di zolfo, ossidi di azoto, anidride carbonica e polveri fini. In particolare la combustione del gas metano assicura emissioni in sostanza nulle di biossido di zolfo. Questo passaggio potrebbe essere intrapreso appena la metanizzazione in Sardegna sarà effettuata, possibilmente con priorità per la zona di Portoscuso e, a seguire, di Sarroch e Porto Torres. E per quanto concerne le aree urbane? 5 Le misure di risanamento in area urbana riguardano l'inquinamento da polveri sottili nell'agglomerato di Cagliari e nelle città di Sassari e Olbia. Per vari motivi, comunque, in ambito urbano la stima delle riduzioni non può raggiungere lo stesso grado di precisione ottenuto in ambito industriale. Perché? Il motivo principale è che per le aree industriali sussiste una conoscenza sufficientemente dettagliata e completa delle fonti emissive, che sono in numero limitato e puntuale, mentre per le aree urbane sono veramente numerose e diffuse, (traffico, riscaldamento degli edifici, ecc.). Un livello di dettaglio paragonabile si potrebbe raggiungere solo con un accurato censimento comunale delle fonti fisse e con informazioni di dettaglio sul traffico. Il secondo motivo è che i modelli di simulazione dell'inquinamento atmosferico sono intrinsecamente meno precisi e affidabili quando sono applicati alle polveri fini piuttosto che a inquinanti come l'anidride solforosa, com'è avvenuto per le aree industriali per quantificare le riduzioni delle emissioni. Il terzo motivo è che anche la rete di monitoraggio, laddove esistente, non fornisce in questo periodo un quadro sufficientemente chiaro e affidabile della situazione. Soluzioni spicce per diminuire il poco inquinamento che ci rimane? Fermo restando che comunque bisogna educare la gente al consumo intelligente, e al risparmio e di conseguenza alla diminuzione dell'inquinamento atmosferico, utilizzando meno la macchina e più i mezzi pubblici e la bici, (an- che se da noi le piste ciclabili sono ancora troppo poche), non bisogna dimenticare che con l'avvento del metano in Sardegna la presenza di agenti inquinanti nei combustibili sarà drasticamente diminuita, di conseguenza la qualità dell'aria sarà ancora migliore. Per saperne di più consultate pure il sito internet dell'Assessorato Antinquinamento Atmosferico della Regione Sardegna. Ringrazio ancora il Signor Ena per la sua disponibilità sfociata per quanto mi riguarda, in una costruttiva e interessante chiacchierata, e vi rinnovo l'invito a leggere le nuove inchieste sui prossimi numeri del Filo. Josè Manca Tesoriere ELSA Cagliari ELSA Cagliari in pillole Colloquio di Orientamento Professionale (C.O.P.) Nel mese di Dicembre ha avuto luogo il tradizionale appuntamento con il COP (Colloquio di Orientamento Professionale), quest'anno articolato in tre giornate: la prima dedicata all'accesso alle professioni di Avvocato e Magistrato; la seconda, dedicata all'ingresso nel mondo delle Imprese; a chiudere il ciclo di colloqui formativi sono intervenute le Forze dell'Ordine (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza), che collaborano con l'ELSA dal lontano 2003. La partecipazione di numerosi soci, interessati a conoscere nei particolari gli sbocchi lavorativi che la laurea in Giurisprudenza offre, ponendo anche dei quesiti ai relatori presenti, ha premiato il duro lavoro svolto da ELSA Cagliari. Monaco, quest'anno abbiamo ricevuto un'altra richiesta di gemellaggio con la sezione di ELSA Friburgo. Ad usufruire di questo study visit saranno come sempre i soci che intederanno dare il loro contributo per accogliere i colleghi della sezione straniera, in occasione della loro visita estiva a Cagliari. La perla di questo evento interno all'area Seminari e Conferenze è offerto senz'altro dal coinvolgimento delle istituzioni universitarie, con cui l'ELSA ha potuto siglare i primi accordi di scambio anche tra gli stessi professori della Facoltà bavarese e di Cagliari. Infatti, per il mese di ottobre, è previsto l'arrivo del Prof. Peter Huber (Ordinario della cattedra di Diritto Amministrativo della LMU) Pubblicazione sui 60 anni della Costituzione Simulazione Processuale Penalistica (MCC 2008) Anche quest'anno, in collaborazione con la Cattedra di Diritto Processuale Penale, nella persona del Prof. Leonardo Filippi, si rinnova l'appuntamento con il Processo Penale Simulato, per il quale verranno richiesti dei crediti formativi. La simulazione dovrebbe svolgersi intorno al mese di maggio: per iscrizioni ed ulteriori informazioni vi invitiamo a passare presso la nostra sede. Nel mese di Aprile, si terranno i lavori della Moot Court Competition Nazionale (NMCC), organizzata dai colleghi di ELSA Padova. Prenderà parte ai lavori anche il nostro professore Angelo Luminoso in qualità di giurato insieme ad altri professori di chiara fama come Cesare Massimo Bianca e Giorgio Cian. Il termine per l'iscrizione delle squadre, è previsto per il 17 Febbraio 2008. In occasione dei sessant'anni della Costituzione e dello Statuto Sardo, della Dichiarazione dei Diritti dell'uomo, in concomitanza con l'anniversario di ELSA Cagliari, che quest'anno celebra 15 anni , verrà scritto un libro di celebrazione di queste carte dei diritti, che potrà vantare contributi di noti docenti, ricercatori, neo laureati e rappresentatnti delle Istituzioni. International Council Meeting (ICM) di ELSA International Nel mese di Novembre, la sezione locale di ELSA Reggio Calabria, ha organizzato il 52° ICM (International Council Meeting), che ha visto la partecipazione di 270 persone provenienti da tutte le sedi europee dell'ELSA, tra cui tre delegati del nostro direttivo di locale. XXXVIII Assemblea Nazionale di ELSA Italia Ciclo di Seminari e Conferenze. Dal 14 al 17 Dicembre, due delegati del direttivo locale, hanno preso parte ai lavori dell'Assemblea Nazionale, che quest'anno ha avuto luogo a Palmi, in provincia di Reggio Calabria. La prossima assemblea nazionale si terà nel mese di maggio: la sede è ancora in fase di definizione. Per quanto riguarda invece i Seminari e le Conferenze, alcuni di essi attributivi di crediti, il programma è ricco di eventi. È previsto infatti un ciclo di Seminari, in collaborazione con la Cattedra di Diritto Amministrativo, nella persona del Prof. Andrea Pubusa, per i quali verrà chiesta l'attribuzione di 6 crediti formativi. Le date verranno pubblicate prossimamente sul nostro sito internet. Scambio Bilaterale con Monaco di Baviera ed ELSA Friburgo Come di consueto anche nel 2007 le due sezioni gemelle hanno realizzato lo scambio a condizioni di reciprocità, nei mesi di agosto e settembre. Grazie alla buona pubblicità resa da ELSA Nicla Saba Director Segreteria generale di ELSA Cagliari N.8 - Aprile 2008 6 Alliga alla pummarola Q uesto titolo è più che eloquente e non ha bisogno di ulteriori commenti da parte nostra. Permetteteci però di farvi leggere tre semplici lettere spediteci da dei nostri soci, che, con le loro semplici ma argute riflessioni, hanno analizzato e sviluppato in tre direzioni diverse ma in modo veramente brillante ed esaustivo, il grave problema della spazzatura campana arrivata, e che continuerà ad arrivare nei prossimi giorni, qui da noi in Sardegna. Lettera 1 Carissimi amici dell'Isola, non parlo da campano, ma da cittadino italiano innamorato della vostra terra e del vostro popolo. Un paio di premesse sono doverose. La prima e più importante è quella che non mi sento tirato in ballo in quanto inquinatore: la mondezza (alliga) che vi sta arrivando è delle altre quattro province. La provincia di Salerno dove io vivo, non è mai stata così pulita poiché le autorità nei limiti dei poteri, si sono mosse per tempo. La seconda - la enuncio per chi non mi conoscesse direttamente o non avesse avuto modo di parlare su questo argomento - è quella che io penso ed ho sempre pensato che voi avete un rapporto fisico e psicologico con la vostra terra che nessun altro ha. Lo dimostra l'amore che vi è nel vostro sguardo, la fierezza quando solo pensate alla Sardegna o la mostrate ad un ospite. Se mi è consentito sembrate indiani d'America che di certo avevano molto più rispetto al suolo su cui vivevano delle popolazioni europee. E poi, lo ripeto in modo giocoso, Gavino Ledda fece la corte a mia madre e poco ci mancava che sarei potuto essere uno di voi. Ciò non leva che anche una persona o, in questo caso un popolo che ammiro, possa commettere errori o più precisamente incappare in contraddizioni di pensiero. Qualcuno affermò che gli italiani quando diventano nazionalisti, poi diventano fascisti, poiché sebbene i due concetti possano essere ben distinti, la linea che li separa è davvero tenue. Lo stesso può dirsi per l'autonomia, (sarda o trentina che sia), che se non bene gestita può sfociare in bieco indipendentismo e xenofobia. Il più grande uomo che la Sardegna ha dato all'uma- nità, Gramsci, ha sempre sostenuto le ragioni del suo popolo, ma non ha mai invitato all'odio o alla separazione da altri popoli. Eppure vi è da dire che comprendo la reazione viscerale che molti di voi hanno avuto. La Sardegna è stata per secoli martoriata da gente che l'ha trattata da colonia anziché da terra condivisa. Come giusta risposta, avete sviluppato quasi un archetipo junghiano di diffidenza nei confronti dei continentali, e ciò in larga parte a buona ragione. È giunto il tempo che vi riappropriate della vostra terra e dei vostri destini. Lo Statuto e l'autonomia che portate avanti sono i giusti mezzi per fare questo, eppure c'è bisogno di definire i parametri di questa collaborazio- avrei potuto protestare per uno scempio di una costa che mi appartiene quantomeno come luogo dello spirito? La Sardegna non è un bene esclusivo dei Sardi, ma è un bene meraviglioso, ancora per molti versi fortunatamente puro e vergine, di tutta l'umanità e per l'umanità stessa va preservata, ed anche migliorata, quantomeno nel senso di renderla fruibile, (nel rispetto dell'ambiente), a chiunque sia interessato. Ma mi occorre arrivare al punto. Non conosco come voi gestiate i vostri rifiuti. Se abbiate superato il concetto di discarica e riusciate a riciclare e a bruciare tutto. Non so dunque se abbiate risolto o meno il problema, ovvero se siate in una situazione che possa diven- delle malattie del fegato. Se arrivassero dei sardi per farsi curare potrei dire che Salerno non è il lazzaretto d'Italia, sostenendo che i soldi, (già di per sé pochi), impiegati per curare gli "stranieri" vengono a ledere le ragioni degli autoctoni? Ed è così che vi lascio, senza risposte ma con tante domande, tranne un solo pensiero. "Quando il muro che si erge con il proprio vicino è troppo alto, non si riesce più a vederlo. Si sa che è là dall'altra parte e semmai si sente qualche rumore. Ci si arrovella il cervello su cosa stia facendo…nasce il sospetto e poi la paura". Voi fratellini (per età più giovani), siete il futuro della vostra terra e della nostra nazione. Cerchiamo di non aver paura. Francescopaolo De Bonis Socio onorario di ELSA Cagliari Lettera 2 ne. Cos' è l'autonomia di un popolo? Partendo dal basso si può dire che, se una strada a Cagliari necessita di manutenzione è ovvio che questi siano affari dei cagliaritani. Non altrettanto ovvio è che probabilmente le statali CagliariPorto Torres ed Abbasanta-Olbia, (che a mio avviso sono una vera schifezza), forse bisogna che diventino un'autostrada a tre corsie e questo per il bene della nazione ovvero per consentire spostamenti rapidi e sicuri a tutti i turisti, (che poi arricchiscono voi), ai pendolari, ed ai trasporti di merci dall'interno all'esterno. Ancora, in tema di coste io sono uno di quelli che erigerebbe al vostro Soru una statua per il solo fatto che adesso non si possa costruire a meno di due chilometri dal mare. Ma consideriamo la situazione specularmente opposta. Se il vostro governatore avesse deciso di fare una sola colata di cemento su tutto il perimetro isolano, io nel rispetto del principio di autonomia Sarda, non avrei avuto il diritto di intervenire? Non tare critica da un momento all'altro. Ed è proprio questa informazione che non arriva al continente. Chi protesta lo fa perché sostiene che siate a malapena autosufficienti o perché vuole stabilire un principio pur trovandosi nella situazione di poter aiutare? Nel primo caso queste persone hanno la mia massima solidarietà ed auguro loro di poter vincere. Nel secondo auguro buon lavoro agli psichiatri. Tra le tante persone in buona fede che protestano nel napoletano per la situazione, vi sono infiltrati malavitosi che da tale situazione possono trarre profitto. Indipendenza? Dopo che i sardi sono stati italiani ancor prima di tutti gli altri italiani? Dopo tutto il sangue che i figli della vostra madre terra hanno dato? L'unica affermazione che viene fatta è "la Sardegna non è la pattumiera d'Italia" Grazie e c'era bisogno che lo dicevate? Ma quali sono le reali condizioni? E dove finisce quello che il Presidente della Repubblica, chiamava il dovere di solidarietà? Salerno è polo di eccellenza per la cura Vorrei citare 2 sondaggi che ho trovato in rete. Uno è del Sole 24 Ore, (http://www.ilsole24ore.com/ fc?cmd=sondaggio&chId=30&s ezId=11904&id_sondaggio=264 9&azione=risultati). Alla domanda "Siete favorevoli o meno a che la vostra Regione accolga i rifiuti campani?" il 21% dei votanti ha risposto SI, il 79% NO. Il secondo sondaggio è di Quotidiano.net (http://sondaggi.quotidiano.net/ ?sondaggio=767&risultati=1). Qui, alla domanda "Sei d'accordo che i rifiuti campani vengano smaltiti nella tua regione?" il 91,19% risponde NO, l´8,18% dice SI, lo 0,62% risponde NON SO. I votanti sono 3861. Si tratta in entrambi i casi di sondaggi nazionali. Questo è un primo dato su cui riflettere. Perché non si può certo dire che l'Italia sia un popolo di egoisti e menefreghisti. In tantissime occasioni si è dimostrato di essere molto sensibili alle varie istanze sociali e alle emergenze. Io credo che l'Italiano è stanco, stufo. Di tante cose. Ma forse di una in particolare: del continuo, procrastinato rinvio del cambiamento. Della svolta, eternamente promessa e mai attuata. Peggio: di mese in mese si scopre che si cade sempre più in basso. La gente, se posso ergermi ad interprete di questo dissenso fortissimo, non vuole quei rifiuti perché non è possibile vedere che dopo 14 anni di emergenze e piani straordinari finan- N.8 - Aprile 2008 ziati con MILARDI di EURO, la situazione non solo non è migliorata. No, è al tracollo totale. L'emergenza è talmente grande che i bambini non vanno a scuola, l'immondizia si accumula in continuazione e si è ormai al rischio epidemia. E quindi si, occorre risolvere l'emergenza, impegniamoci tutti. Solidarizziamo. Ci si aspetterebbe che i primi a muoversi fossero gli amministratori della regione Campania. Ci si aspetta che la gente della Campania sia solidale, disposta a risolvere quest'emergenza. Invece no, qui cominciano quella serie di paradossi che rende tutto ancora più assurdo. L'immondezza di Napoli e dintorni, lì non la vuole nessuno. Sindaco e Governatore tergiversano, dicono che loro sono dalla parte della gente. Gente che protesa...scende per strada, fa le barricate. Allora interviene il Governo Nazionale che chiede alle altre Regioni di prendersi la loro parte e portarla a casa. Si nomina l´ennesimo Commissario Straordinario, gli si affianca l´Esercito e gli si conferiscono poteri straordinari per risolvere l´emergenza anche in barba a tutte le norme di tutela ambientale e in deroga ai divieti di smaltimento dei rifiuti. Qui è insorto il PRC il quale, oltre a preoccuparsi per l'uso dell'esercito, contesta che non si possono violare le leggi ambientali per risolvere l'emergenza. L'art. 2 della Cost, il dovere generale di solidarietà, legittima decisioni unilaterali prese anche in deroga ai divieti delle leggi nazionali e regionali per lo smaltimento dei rifiuti? Siccome si parla di dovere costituzionale alla solidarietà mi sono chiesto se prima della solidarietà non vi è il rispetto delle leggi. Mi riferisco alla norma del Dlgs n 152 del 2006, art 182, comma 5, la quale in virtù del principio di autosufficienza, vieta lo smaltimento dei rifiuti urbani di provenienza extraregionale. Tale divieto può comodamente essere aggirato con accordi regionali... il che vuol dire che se la Campa- 7 nia non esce dall'emergenza mai, la norma in questione non ha ragione d'esistere. Oltretutto, se Soru era convinto della bontà della sua scelta, perché non rendere partecipi la sua maggioranza e gli enti locali in primis, ma anche la popolazione sarda? Invece a quanto sembra nemmeno l´Ass. all´Ambiente era a conoscenza del quantitativo di rifiuti. Questi dichiarò "solo una nave", il giorno dopo il Governatore parla di 810 navi. La stessa maggioranza in Consiglio, pur condividendo nel merito la scelta, rimprovera Soru di non averla concertata. Perché non spiegarlo alla gente? Magari la si convince che è davvero cosa buona e giusta. Si dice che sono normali rifiuti urbani. Gli stessi che si producono in tutte le città: solo che sono rimasti 20 giorni per strada!! Come fanno le persone a fidarsi di chi non gli dice ancora oggi quanti rifiuti arriveranno, dove verranno messi. Io mi rendo conto a mente fredda che la prima reazione campanilista, quella che dice "io sono Sardo e mi oppongo" appare esagerata. L'amarezza però di vedere la propria regione tirata in ballo solo quando è strumentale agli altri...quella resta. Io però sono preoccupato perché dopo anni di violazione delle leggi, di amministrazioni corrotte che hanno "smaltito" miliardi di EURO facendo affari con la camorra, amministrazioni che sono ancora al loro posto e che sono responsabili di questo disastro, che non alzano un dito per tentare un rimedio...dopo tutto ciò si pensa che il modo migliore per risolvere l'emergenza sia la violazione delle leggi di tutela ambientale. P.Q.M. IO NON CI STO! Pierluigi Serra Segretario di ELSA Cagliari Lettera 3 Vorrei condividere con voi alcune riflessioni a proposito dei fatti accaduti a Cagliari la sera dell'11 gennaio, in seguito all'arrivo della prima nave di rifiuti proveniente da Napoli. Ora, posto che gli atti di manifesta inciviltà consumati davanti alla casa del Governatore in ogni caso non sono idonei a proteggere né l'ambiente né la salute dei sardi e neanche a garantire maggiore condivisione delle scelte di interesse multi-livello, (coinvolgenti Stato, Regione ed enti locali), sarebbe stato opportuno riflettere bene sul senso della decisione incriminata. La Sardegna - nella persona del Presidente della Regione - ha accettato, prima ma non unica tra le Regioni italiane, di accollarsi l'onere di smaltimento di una quantità tutto sommato contenuta di rifiuti solidi urbani non nocivi, provenienti da Napoli e hinterland. Motivo: per solidarietà nei confronti di una Regione che versa in un vergognoso stato di emergenza nazionale da 15 anni. Ecco lo scandalo: un gesto concreto di solidarietà nei confronti di una Regione in seria difficoltà. Eppure l'articolo 2 della Costituzione afferma che "La Repubblica…richiede l'adem-pimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". Il soggetto della frase è "la Repubblica", (non il Governatore della Sardegna), la quale "richiede", (nell'interesse di tutti), "l'adempimento", (cioè fatti concreti), dei "doveri inderogabili", (cioè non gentili concessioni), di "solidarietà" (che ci rende tutti partecipi di una stessa situazione). Sono parole tanto pesanti quanto lungimiranti, che non lasciano spazio alla discrezionalità dei rappresentanti istituzionali pro tempore, ma esigono da loro assunzioni nette di responsabilità nell'interesse di tutti gli italiani: non a caso l'articolo 5 della Costituzione afferma che la Repubblica è "una e indivisibile", il che significa che il comunitarismo egoista non trova spazio nell'architettura costituzionale. Rileggendo in quest'ottica ciò che è accaduto, possiamo valutare i fatti senza ricorrere a strumentalizzazioni politiche: infatti, prima che la decisione politica presa dal Governatore della Sardegna, io approvo, senza la minima esitazione e con convinzione profonda, il testo della Costituzione repubblicana del 1948. E questo non significa accettare l'attuale situazione di degrado della Campania. Né difendere tout court la scelta del Presidente Soru. Chi si impegna soltanto a parole è portatore di una dignità fatta di vuoto; chi al contrario si assume la responsabilità di prendere decisioni concrete, senza mettere in pericolo le persone e il territorio che rappresenta, pone in essere un gesto nobile e dà effettività ai principi di solidarietà e di unità nazionale. C'è una bella differenza. E allora, c'era proprio bisogno di creare questo allarmismo tanto esasperato quanto ingiustificato? Per sanzionare civilmente le scelte del Governatore esiste la doppia via del Consiglio regionale e delle prossime elezioni. E ancora, era proprio necessario tutto questo disordine? Il dissenso è una cosa, la violenza un'altra. Cerchiamo di non confondere il piano dei valori con quello della speculazione politica. Qualche volta, prima di agire soprattutto ricorrendo alla violenza - sarebbe opportuno fare un po' di pulizia mentale, specie in tema di rifiuti. Della serie: molto rumore per nulla. Rossana Deplano Director Seminari e Conferenze di ELSA Cagliari E voi cari lettori da che parte state? Fateci sentire la vostra sul nostro sito, (www.elsacagliari.it), dove abbiamo aperto un sondaggio ad hoc sull'argomento. I risultati li pubblicheremo sul prossimo numero. Iosè Manca e Francesco Deidda Redazione "Il Filo" V.le Ciusa 21, 09131 Cagliari - centralino: 07040921 - fax: 07042832 N.8 - Aprile 2008 8 L'islam e il divieto dell'adozione Q uali presupposti di natura religiosa stanno alla base del divieto dell'adozione legittimante, istituto che non trova spazio alcuno negli ordinamenti della quasi assoluta maggioranza dei Paesi islamici (ad esclusione di Tunisia, Turchia, Somalia, Indonesia e l'Iraq) che per tale ragione hanno in gran parte posto riserve all'articolo 21 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, relativo all'adozione? Per trovare le risposte più appropriate, va fatta una premessa fondamentale. Tutta la produzione giurisprudenziale islamica, dal VII secolo fino ai giorni nostri, rientra in una cornice di legittimazione šaraitica, dalla quale non si può in modo alcuno prescindere, soprattutto per quanto concerne le norme che regolano i rapporti tra genitori e figli e la materia successoria, norme che appunto traggono origine dalle fonti di diritto islamico, le prime delle quali sono il Corano e la Sunna (detti, fatti e silenzi inerenti alla vita del Profeta). Per tale ragione la materia più controversa nelle relazioni tra Stati occidentali e Stati di religione islamica è proprio quella relativa alla sfera familiare la cui concezione dei rapporti tra coniugi, genitori e figli segue dinamiche del tutto estranee a quelle delineate dai codici occidentali: si pensi ai matrimoni interreligiosi, alle problematiche legate alle separazioni, all'affidamento di minori, alle adozioni che coinvolgono bambini provenienti da Paesi islamici, ai numerosi casi di legal kidnapping, che vedono coinvolti sempre più spesso nostri connazionali. Senza entrare nel dettaglio di tematiche tanto complesse che non trovano ancora risposta univoche nelle norme afferenti al diritto internazionale privato, si cercherà brevemente di discutere i fondamenti religiosi che stanno alla base del divieto categorico all'adozione. Secondo una tradizione a cui si riferisce il giurista David Santillana, "il figlio appartiene al talamo" (al-walad li'l-firaš). È pertanto di diritto attribuito al padre quel figlio nato durante il matrimonio dopo sei mesi o 180 giorni dalla consumazione effettiva o presunta. La paternità può risultare anche dal riconoscimento del bambino da parte del padre, ma non dall'adozione. L'adozione "legittimante" (tabanni) era particolarmente diffusa nell'Arabia preislamica durante il periodo della gahiliyya (periodo dell'ignoranza, ovvero quello che precede la predicazione del Profeta iniziata nel 610 d. C.). Nella famiglia preislamica entravano a far parte coloro i quali erano aggregati mediante tale istituto, e i figli adottivi prendevano il nome del padre ed erano equiparati ai figli naturali. La motivazione della diffusione di questa pratica è in primo luogo socioeconomica; infatti il prestigio di una tribù beduina era rappresentato dalla sua grandezza, che ne determinava anche la forza. Essendo praticato l'infanticidio delle bambine, la cui nascita era considerata tutt'altro che un bene, il numero degli affiliati ai clan che componeva la tribù diminuiva, e l'adozione di maschi, di cui spesso si conosceva il padre naturale, che cedeva il bambino come merce, serviva a colmare quel calo numerico. Spesso i bambini adottati erano figli di schiavi. Anche il Profeta ne aveva uno, si tratta di Zayd ibn Haritah, uno schiavo che apparteneva alla tribù dei Quda'a, e solo dopo entrò a far parte di quella dei Qurayšiti a pieno titolo con l'adozione, prendendo il nome di Zayd ibn Muhammad. Questa pratica fu ridotta dall'Islam in riconoscimento o confessione (iqrar) di paternità (istilhaq). Secondo alcuni studiosi, il Profeta voleva limitare il potere del clan e della tribù, dare un nuovo ordine sociale, dando maggiore importanza al nucleo familiare in senso stretto, anche per non disperdere l'eredità. Muhammad prima, il Califfo 'Umar e i giuristi medievali poi, consolidarono quel divieto. Ma per quale ragione ad un certo momento l'adozione venne vietata? Il divieto trae origine da un episodio che riguarda la vita del Profeta Muhammad, episodio particolarmente dibattuto in seno al mondo accademico. L'avvenimento al quale si fa riferimento è il matrimonio tra il Profeta Muhammad e Zaynab bint Jahsh, moglie del già citato Zayd Ibn Haritah. Essendo i figli adottivi equiparati ai figli naturali, ed essendo le mogli di questi in grado proibito a tutti i familiari del marito, le nozze poterono aver luogo solamente una volta che al Profeta furono rivelati i versetti che riguardano il divieto dell'istituto dell'adozione (sono vietate le relazioni tra ascendenti e discendenti, la balia ed il bambino che ha allattato, e due persone che siano stati allattati dalla stessa balia l'allattamento è equiparato alla parentela naturale - e i parenti affini, il marito di una donna e sua madre, quello tra una vedova o una ripudiata e il padre del marito, quello tra figliastra o figlia della moglie se il matrimonio con questa è stato consumato, quello tra marito e sorella, o nipote o zia paterna della moglie, finché dura il matrimonio). Dio non ha posto nelle viscere dell'uomo due cuori, né ha fatto delle mogli vostre che ripudiate con il zihar delle madri, né dei vostri figli adottivi dei veri figli. Questo lo dite voi con la vostra bocca, ma Dio dice la verità e guida sulla via! - Chiamate i vostri figli adottivi dal nome dei loro veri padri: questo è più equo agli occhi di Dio. E se non conoscete i loro padri, siano essi vostri fratelli nella religione e vostri protetti. (Corano XXXIII,4-6) Il divieto fu applicato in maniera retroattiva, ed ebbe effetto immediato anche sulla relazione che legava Muhammad a Zayd, al quale non solo fu nuovamente conferito il patronimico che portava prima di entrare a far parte della nuova famiglia che lo accolse a pieno titolo, ma fu nuovamente accolto nella tribù che lo cedette in adozione. E Muhammad poté finalmente sposarne la moglie precedentemente ripudiata. Alla luce di questo episodio emblematico, si è diffusa l'idea che il divieto dell'adozione perde l'alone di sacralità e trova motivazioni strettamente terrene. Di fronte alle accuse di studiosi occidentali nonché di fronte allo smarrimento di tanti credenti, numerose autorità religiose sono intervenute in difesa del comportamento del Profeta, sottolineando che i suoi matrimoni rivestivano un ruolo sociale, e le contrarie argomentazioni degli orientalisti occidentali non sarebbero che calunnie e accuse oltraggiose. I matrimoni infatti, in primo luogo creavano legami solidi con le altre tribù, favorendone la conversione, e permettevano alle numerose vedove dei combattenti musulmani di trovare l'appoggio di un altro marito, che le avrebbero accolte e protette nella famiglia allargata. Per quel che riguarda l'episodio specifico delle nozze tra Muhammad e Zaynab, i religiosi tendono a concentrare l'attenzione sulla magnanimità del primo, che prese in sposa la giovane donna triste e sconsolata appena ripudiata da Zayd. Sposando la donna che era stata la moglie di suo figlio adottivo (sposare la moglie ripudiata di un figlio adottivo era stato proibito fino a quel momento), era dimostrazione del fatto che con quest'ultimo non esisteva nessun tipo di rapporto di sangue, e, secondo alcuni giuristi islamici, il vero significato che soggiace all'episodio è quello di invalidare l'adozione, che da quel momento in poi, venne considerata contro natura, tassativamente proibita, e pertanto fu proibito cambiare lignaggio e identità. Questo non impedì che i musulmani continuassero ad assicurare protezione agli orfani e ai trovatelli, considerati categoria debole per eccellenza. Muhammad era solito affermare: "La casa migliore dei Musulmani è quella dove ci si prende cura di un orfano". I musulmani avrebbero potuto prendersi carico dei bambini più svantaggiati, offrendo loro tutto il supporto materiale e spirituale necessario ad una crescita serena, ma avrebbero dovuto continuare a chiamarli con il nome dei loro padri biologici. Nel caso in cui nulla si sapeva della famiglia d'origine del minore, restava proibito conferire al bambino il nome di chi se ne prendeva cura. In questo caso particolare i cognomi che potevano essere conferiti senza violare le prescrizioni coraniche, erano cognomi quali ibn o N.8 - Aprile 2008 bint Abdullah (servo di Dio) o ibn o bint Amat Allah (serva di Dio). Nulla impediva, di creare relazioni più strette attraverso il vincolo matrimoniale tra le persone che si erano prese cura del bambino e i suoi parenti, e il bambino e la bambina stessi, ormai cresciuti. La Šari'a ha imposto di non recidere mai i legami con i genitori biologici per numerosi motivi: i minori hanno diritto di ereditare dai propri parenti biologici; non possono sposare parenti in grado proibito; non possono sposare i fratelli o sorelle di latte, come sancito dal Corano. Creare relazioni parentali artificiali significa dar luogo a filiazione illegittima, considerato atto 9 gravissimo della religione islamica. Inoltre alcuni istituti e norme šaraitiche come il matrimonio, la custodia, la tutela, le punizioni, sono strettamente legate alle relazioni di sangue. Questo spiegherebbe anche il motivo del fatto che le donne sposate continuino a mantenere il proprio cognome. Secondo numerosi teologi e studiosi musulmani, l'adozione è considerata un pratica delle società occidentali corrotte e perverse, dove sono diffuse le relazioni sessuali extraconiugali, e dove molte ragazze madri, prive di supporto non sono in grado di allevare il proprio bambino e preferiscono cederlo ad estranei. Nelle società occidentali si pratiche- rebbe inoltre la compravendita di bambini da parte delle coppie sterili, e, infine, molte donne, per non rinunciare alla bellezza del proprio corpo, eviterebbero la gravidanza e opterebbero per la via più semplice dell'adozione. L'adozione priverebbe l'adottato, secondo le argomentazioni egli stessi teologi, di conoscere la propria famiglia e, in casi estremi, di sposare un parente biologico. L'adozione è stata sostituita, nel diritto di famiglia islamico, dalla kafala, una particolare forma di protezione rivolta all'infanzia, un istituto impiegato già in epoca medievale introdotto formalmente nei codici alla fine del colonialismo e che consiste nel curare, educare e offrire protezione a un minore, come si farebbe con un vero figlio. La kafala non sottrae l'adottato alla sua famiglia naturale, non crea vincoli di parentela e non conferisce diritti reciproci di successione. La mancanza di un preciso inquadramento della kafala nel nostro ordinamento determina numerose difficoltà interpretative sotto il profilo del diritto di famiglia ed impedisce a numerosi bambini in stato di abbandono provvenienti da Paesi musulmani di entrare a far parte di a pieno titolo delle famiglie italiane pronte ad accoglierli. Dott.ssa Sara Cossu La professione di Consulente del lavoro I l consulente del lavoro è un libero professionista che si occupa, in particolar modo, di offrire alle imprese un servizio fondamentale che solo egli, in quanto abilitato, può svolgere, ossia le buste paga. Naturalmente il lavoro del consulente non si ferma a questo, egli infatti si occupa di tutte quelle problematiche inerenti la soluzione delle casistiche del mondo del lavoro quali: la sicurezza; le assunzioni e la ricerca del personale; i licenziamenti; le trattative sindacali; la redazione dei contratti; l'assistenza ai datori di lavoro in merito ai contratti collettivi e alla normativa lavoristica cui essi devono adempiere; tutto ciò che riguarda la previdenza sociale e la prevenzione degli infortuni (INPS e INAIL). Inoltre negli ultimi anni, con l'espansione dell'immigrazione comunitaria ed extra-comunitaria i consulenti sono tenuti alla conoscenza delle leggi in materia di immigrazione e di accordi bilaterali con le Nazioni originarie degli immigrati, al fine di agevolare il loro inserimento nel rispetto delle normative italiane e straniere. Il diritto del lavoro, in sostanza, la fa padrone! Per accedere alla professione è necessario un praticantato formativo teorico-pratico di due anni da svolgersi presso lo studio di un consulente del lavoro iscritto all'albo da almeno due anni o presso lo studio di altro professionista abilitato che abbia comunicato la sua attività all'albo da almeno tre anni. Nel periodo di praticantato si svolge attività di affiancamento al professionista al fine di imparare il mestiere sul campo, così come per la pratica di avvocato. Per poter svolgere i due anni di pratica, col conseguimento dei quali si potrà accedere all'esame di Stato, è necessario aver compiuto il diciottesimo anno di età e avere un titolo di studio quale una laurea triennale, quadriennale o quinquennale in Giurisprudenza, Economia o Scienze Politiche. Proprio presso la nostra facoltà è attivo il corso di laurea in Servizi Giuridici con la possibilità di scegliere come percorso formativo quello di Consulente del lavoro, così da formare efficientemente un futuro consulente nelle materie oggetto della professione. Durante il periodo di tirocinio non può coesistere la pratica di diverse professioni, quali, ad esempio, quella di avvocato, ma è ammesso che il praticante possa svolgere attività lavorativa part-time. Esso inoltre svolge la pratica gratuitamente con una presenza in studio di almeno 4 ore giornaliere. Per svolgere la pratica è necessaria l'iscrizione all'albo dei praticanti; fatta richiesta la commissione si riunisce e delibera entro 60 giorni da questa, ed al praticante viene consegnato il c.d. "Libretto della pratica" in cui devono essere annotate tutte le attività svolte durante il praticantato. Allo scadere dell'anno di tirocinio, deve essere presentato all'Albo il libretto debitamente compilato di tutte le attività svolte e le nozioni imparate, nonché tre tesine nelle materie di Diritto del lavoro, Diritto Tributario e Legislazione Sociale, che saranno poi le materie oggetto di Esame di Stato. Al termine dei due anni formativi, il praticante è ammesso a sostenere l'Esame di Stato, che si svolge solitamente nel mese di novembre, e che verte su una prova scritta ed una teorico pratica delle materie sopra citate. Una volta passato l'Esame di Stato, ci si iscriverà all'Albo dei Consulenti del lavoro per poter cominciare ad esercitare. Chi scrive è al termine del secondo anno di pratica e invita tutti coloro che abbiano una particolare predisposizione o "simpatia" per il diritto del lavoro a farci un pensierino! Per maggiori informazioni potete visitare i siti: - www.consulentidellavoro.it (Albo nazionale) - www.consulentilavoro.cagliari.it (albo provinciale) o recarvi nella sede dell'albo provinciale dei Consulenti del Lavoro in Via Sonnino, 37 a Cagliari. Marco Spiga Director Area Presidenza N.8 - Aprile 2008 10 Referendum: strumento di Democrazia diretta…a cosa? asta con la politica gestita nelle oscure stanze del potere dai soliti vecchi e noti personaggi, oggi c'è bisogno di vera partecipazione democratica e le nuove norme appena varate dal consiglio regionale della Sardegna si pongono chiaramente in questa direzione. Saranno solo un ricordo i vecchi sbarramenti delle 30.000 firme, perchè da oggi ne basteranno 5 per promuovere un referendum regionale e per il quorum sarà sufficiente un numero minimo di 4 voti. "Un grande risultato per una Sardegna veramente democratica, anche se la previsione di un quorum appare fortemente limitante; lotteremo perché i sardi siano veramente liberi", questi i commenti degli schieramenti più democratici di destra e di sinistra alla legge appena varata dal consiglio. A chi ha fatto notare che in questo modo "si potrebbe avere un abuso dello strumento del referendum" è stato giustamente risposto "sei un fascista, stalinista, nazista, B Gheddafi e non condividi i valori democratici". L'elenco dei referendum regionali in programma per giugno 2008 è già lungo, ecco quelli più importanti: Referendum per l'abrogazione della legge salva coste: una bambina che regge un blocchetto di cemento mentre guarda verso l'orizzonte è il simbolo della grande campagna referendaria lanciata per rivendicare il diritto di ogni sardo ad asfaltare la propria terra senza limiti o divieti "calati dall'alto e senza previo confronto". Lo slogan, ideato da un consorzio di impresari edili pluripregiudicati, è invece una raffinata frase a doppio senso "Per COSTRUIRE il futuro"…"DEMOLISCI la legge blocca-sviluppo". Referendum per l'abrogazione del decreto salva coste abbinato all'importantissimo referendum per l'abrogazione degli atti consiliari e dei verbali delle sedute riguardanti la discussione in Consiglio della legge salvacoste; qualcuno ingenuamente ha osservato che dal momento dell'entrata in vigore della legge salva coste, il decreto e gli atti preparatori avrebbero perso qualsiasi efficacia, pertanto questo referendum sarebbe perfettamente inutile. Condivisibilmente, si è ribattuto che in questo modo si dimentica come il referendum costituisca in ogni caso un potente strumento di espressione democratica. Chiesto a gran voce da tutti i sardi, questo referendum che si terrà il 28 aprile (Sa die de sa Sardigna) proprio per sottolinearne l'enorme portata simbolica e democratica, costerà 45 milioni di euro. Gli emigrati saranno riportati in patria anche coattivamente se necessario, per esercitare il diritto di voto. Scuole, uffici e ospedali resteranno chiusi per 3 settimane per le operazioni di scrutinio. Referendum per la valorizzazione delle coste: è senza alcun dubbio questa la proposta referendaria nella quale sono riposte le più grandi aspettative. Constatato il grande numero di referendum aventi il medesimo oggetto, è stato intelligentemente osservato che il vero vantaggio non si ha ponendo limiti e divieti, ma "valorizzando" adeguatamente questa grande risorsa naturale. Ed ecco allora la proposta, frutto di un compromesso che lascia soddisfatte sia la destra che la sinistra sarda: spianare completamente la fascia di 2 km dal mare e sostituirla con un'unica colossale banchina di cemento armato. Tra gli altri enormi vantaggi dell'operazione, l'approdo all'isola risulterà incredibilmente agevolato ed anche quelle zone che, un po' per incapacità delle popolazioni locali, non erano accessibili, saranno così subito raggiungibili dal turista anche in auto. Giganteschi nuraghi in vetro e acciaio, progettati da Renzo Piano e disseminati un po' ovunque, abbelliranno l'opera e daranno subito al turista l'immagine di una Sardegna che, pur valorizzando le tradizioni, è finalmente moderna e democratica. Giorgio Mangiaracina Sindaco di ELSA Cagliari Se gli speaker sono gli studenti Anche a Cagliari una webradio degli studenti universitari ecnologia fa rima con partecipazione. Forse non sempre, ma nel caso di Unicaradio.it è proprio così: sono Internet e i nuovi media a trasformare in realtà il desiderio di condividere le esperienze e sperimentare un modo democratico di comunicare. Certo, direbbero i sociologi della scienza, i dispositivi tecnologici non sono costituiti solo da materia, ma dagli usi che noi ne facciamo. E proprio negli utilizzi potenziali risiede il punto di forza della neonata web radio degli universitari cagliaritani: in questo spazio, le tecnologie legate al web sono fatte proprie dagli studenti e utilizzate per dare modi e ritmi del tutto nuovi ad una delle T Via Cocco Ortu, 93 più grandi conquiste dell'umanità: la libertà d'espressione. Così prende forma un vero e proprio laboratorio multimediale, dove si incontrano musica e informazione, vita universitaria e creatività. La sperimentazione dei nuovi protocolli di trasmissione dati è dunque uno dei fronti più importanti su cui si sviluppa il progetto, curato dall'Associazione Sinistra Universitaria. L'altro fronte è quello della didattica. Interviste ai docenti, lezioni speciali che vanno in onda, conferenze che è possibile seguire con un semplice click: sono solo alcuni esempi di come Unicaradio riesca a farsi nodo della rete che collega studenti, docenti ed eventi nell'Ateneo. Il tutto con un palin- sesto che 24 ore su 24 riflette i bioritmi della vita universitaria, alternando in modo sequenziale i momenti di studio e svago. In più, a dicembre è stata inaugurata la nuova piattaforma mobile (www.unicaradio.it/mobile) che permette a qualsiasi studente di ascoltare sul proprio cellulare i programmi in diretta di Unicaradio o i podcast. Unico requisito: aver installato sul proprio cellulare il sistema operativo Symbian. Il progetto Unicaradio.it vede inoltre la collaborazione dell'Associazione Operatori Radiofonici Universitari (www.raduni.org), che ogni settimana realizza un notiziario con i contributi degli studenti degli Atenei italiani. Cooperazione quindi non solo tra universitari del capoluogo sardo, ma studenti impegnati in progetti analoghi in altre città d'Italia. Per citarne solo alcune: Pavia, Teramo, Milano, Torino, Palermo, Firenze. E gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti. Uno di questi è la collaborazione con importanti docenti di comunicazione. Altri sono da immaginare e concretizzare insieme, continuando a esplorare le risorse comunicative che questo spazio offre. E mettendole al servizio di quella Università ideale che tutti desideriamo costruire. Se vuoi partecipare, invia una mail a [email protected] La redazione di unicaradio.it Tel. 070 4560031 N.8 - Aprile 2008 11 British Institutes, è la più grande scuola d'inglese presente in Italia con più di 200 sedi. Da oltre 25 anni, si occupa dell'insegnamento dell'inglese come lingua straniera, nonché di attività culturali e corsi all'estero. Accreditata dal Ministero Istruzione Università e Ricerca con decreto del 31 marzo 2003 prot. 2953/C/3, è l'unico Ente formatore e certificatore con sedi d'esame proprie, in grado di rilasciare un certificato di studio europeo che attesta il livello di conoscenza linguistica conseguito. Forte di un'esperienza maturata in oltre 25 anni nel campo dell'insegnamento si avvale della collaborazione di docenti di madrelingua inglese, laureati, qualificati ed abilitati all'insegnamento della lingua. I ns. corsi si articolano su sette diversi livelli di apprendimento come previsto dalla normativa del Quadro Europeo di Strasburgo nel 1997 e si sviluppano con una metodologia denominata English Comunicative Method (E.C.M.), un metodo razionale che prevede un primo approccio diretto nella conversazione, per poi passare ad un'analisi grammaticale e sintattica delle nozioni acquisite, che permette di raggiungere il pieno possesso dell' Inglese nelle sue particolarità idiomatiche e culturali. Un test preliminare accerta la competenza iniziale dello studente per indirizzarlo, in base al livello di conoscenza linguistica, nel corso più appropriato. Durante il corso vengono effettuati 2 Progress Check nei quali si verificano i progressi dello studente. Al termine del corso si terrà l'esame ufficiale con il quale si valuteranno le 4 abilità linguistiche acquisite relative al livello di apprendimento elementare A1. Al superamento di tale esame si potrà accedere al livello pre-intermedio A2. Corso di lingua inglese 2008 Il programma Struttura e servizi Il programma di studio prevede un totale di 125 ore di apprendimento così suddivise: Oltre le lezioni programmate i partecipanti potranno usufruire, in un contesto piacevolmente britannico, di una serie di attività integrative atte a rendere più proficuo ed interessante l'apprendimento linguistico: - 100 ore di lezione in aula con docente madrelingua - 25 ore di autoapprendimento in aula multimediale con CD ROM Durata e frequenza Corso Base: 7 mesi Il gruppo sarà formato da 10 persone, esclusivamente studenti regolarmente iscritti alla facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, le lezioni si terranno presso la nostra sede in via Dante 89 a Cagliari. Il corso si sviluppa in un arco di tempo di circa 7 mesi con una frequenza di 2 volte alla settimana con le seguenti possibilità di giorni e orari: - giorni: lunedi - mercoledi o martedi - giovedi - orari: 11.00 - 12.30 o 17.00 - 18.30 Corso Intensivo: 3 mesi Il gruppo sarà formato da 12 persone, esclusivamente studenti regolarmente iscritti alla facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, le lezioni si terranno presso la nostra sede in via Dante 89 a Cagliari. Il corso si sviluppa in un arco di tempo di circa 3 mesi con una frequenza di 3 volte alla settimana con le seguenti possibilità di giorni e orari: - giorni: lunedi - mercoledi - venerdi - orari: 11.00 - 12.30 o 17.00 - 18.30 British Cafè: è un ambiente stimolante e confortevole riservato alla socializzazione ed al dialogo in lingua inglese, dove esperti collaboratori di madrelingua guidano le conversazioni in base al livello di competenza linguistica. La sala inoltre è dotata di una TV al plasma con ricezione satellitare. Sala multimediale: la sala, attrezzata di computers, è accessibile agli studenti durante gli orari di apertura della scuola, per migliorare le capacità di ascolto ed esercitarsi con programmi interattivi supplementari, inoltre è possibile usufruire del collegamento ad internet. Biblioteca: vengono messi a disposizione degli studenti simpatici manuali di lettura divisi in base al livello di competenza, per la consultazione in sede o per il prestito a casa. Il corrispettivo per i gruppi così formati è di € 420,00 ed è comprensivo dei libri di testo del certificato di studio europeo e dei servizi integrativi sopraelencati. Si fa presente che il costo dello stesso corso per gli esterni è di € 800,00. British Institutes Ente culturale per la diffusione della lingua inglese - Mi - Decreto n. 17.622/01 - L.R. n. 28/96 Autor. M.P.I. con D.M. 20.03.87 e D.M. 07.07.98-Accred.Min Lav ex DM n 166/01 Decreto RL n 14.305/02 Accreditato MIUR Decret prot.2953/03 Direzione e Sede d'Esami British Institutes Via Dante, 89 - 09128 Cagliari tel 070 / 407999 Fax 070/4560128 - www.britishinstitutes.it - [email protected]