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N.8 - Aprile 2008
Periodico di attualità giuridica e cronaca universitaria
In nome del popolo italiano?
"P
uò dirsi libera solo quella costituzione in cui
nessun governante possa abusare del potere a lui confidato. L'unica garanzia contro tale
abuso è che il potere arresti il
potere" […] "Quando nella stessa
persona o nello stesso corpo di
magistratura il potere legislativo
è unito al potere esecutivo, non
vi è libertà, poiché si può temere
che lo stesso monarca, o lo stesso
senato, facciano leggi tiranniche
per eseguirle tirannicamente.
Non vi è nemmeno libertà se il
potere giudiziario non è separato
dal potere legislativo e dall'esecutivo".
Nel libro XI de "Lo spirito delle
leggi", Montesquieu tracciò la
teoria della separazione dei poteri.
Partendo dalla considerazione che
"Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente",
l'autore illuminista analizza i tre
generi di poteri che vi sono in
ogni Stato: esecutivo, legislativo
e giudiziario. Era il 1748 quando
nacque tale teoria, ma giunti al
2008 possiamo dire di vivere in
uno stato che garantisce quella
libertà oggetto del pensiero illuminista? Da bravi studenti di giurisprudenza ed avendo a cuore le
Illustrazione di Vauro
http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/
senzanome/blog/giustizia_vauro.gif
questioni diritto, nel numero precedente ricordavamo le figure dei
giudici Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, simbolo di giustizia e
indipendenza "dai poteri forti",
adesso appare doveroso continuare su questo filone per continuare
a parlare di quello che è ormai
diventato "il caso De Magistris",
ma sarebbe più appropriato parlare di "caso Italia". Caso che vede
in questo preciso momento storico, ante elezioni politiche, una
notevole quantità di magistrati in
aspettativa per ragioni elettorali.
Precisato questo aspetto vediamo
cosa sta accadendo nel nostro bel
Paese. Si tratta di un caso che
continuerà a dominare di sicuro
la scena politica e mediatica, che
vede un magistrato costretto a
rinunciare al suo lavoro a seguito
dell'avocazione di due importanti
inchieste, la Poseidon e la Why
Not, che hanno ad oggetto la gestione dei finanziamenti europei
in Calabria, avocate dalla Procura
di Catanzaro in maniera, per molti
se non per tutti, illegittima. Senza
avere la pretesa di fornire una
soluzione a tutta la vicenda, si
può senz'altro ritenere che la
Continua a pag. 2
Respira Cagliari, respira...
osa può succedere quando
mi viene voglia di prendere
una boccata d'aria? Che
cosa inalo in realtà, quando passeggio su e giù per Cagliari?
Quante e quali altre sostanze mischiate all'ossigeno, accumulo
dentro il mio organismo, quando
respiro a pieni polmoni nel caotico
traffico della nostra città e del suo
hinterland? E se non ho voglia di
uscire e apro la finestra della mia
stanza per far cambiare l'aria, sto
in realtà peggiorando la situazione? Dopo aver capito qualcosa in
più sull'emergenza acqua, ho cer-
C
cato di dare una risposta a tutte
queste domande, quantificando e
qualificando parte degli odorini
che respiro assieme a voi, ed è
per questo che mi sono rivolto al
signor Luigi Ena, responsabile
del Settore Antinquinamento Atmosferico della Regione Sardegna, che mi ha aiutato a fare un
po' di chiarezza sull'argomento,
spiegandomi in maniera chiara ed
esaustiva, l'inventario regionale
delle sorgenti di emissione del
documento sulla valutazione della
qualità dell'aria ambiente in Sardegna.
Continua a pag. 4 - 5
EDITORIALE
Nel segno della continuità
Siamo solo all'inizio del 2008 e
già si registrano i primi risultati
ottenuti da un direttivo giovane
ed esplosivo. Non si poteva iniziare in modo migliore. Eseguito
il cambio della guardia nel mese
di febbraio, il nuovo direttivo di
ELSA Cagliari si appresta a portare a termine diverse importanti
attività, avviate già alla fine
dell'anno passato. Segno, questo,
che il lavoro svolto negli anni
precedenti e l'esperienza maturata
all'interno del Network ha reso
ormai stabile "la pianta". Il board
cagliaritano dovrà vedersela con
un gran numero di attività che
vanno dall'area Seminari e Conferenze a quella delle Attività Accademiche, senza dimenticare la
preziosa opera di marketing che
ha garantito un'adeguata circolazione del logo e la presa di contatti
preziosi. La continuità con i diret-
Continua a pag. 3
ALL'INTERNO
ELSA Cagliari
ELSA Cagliari in pillole
p. 5
Attualità
Alliga alla pumarola
p. 6-7
Dal mondo
L'Islam e il divieto
d'adozione
p. 8-9
N.8 - Aprile 2008
2
In nome del popolo italiano
>> Continua da pag. 1
situazione che si è venuta a creare
nella giustizia italiana sia quanto
meno preoccupante.
E' preoccupante il fatto un magistrato abbandoni un'associazione,
che ha per scopo quello di tutelare
gli interessi morali ed economici
dei magistrati, il prestigio ed il
rispetto della funzione giudiziaria,
ossia l'ANM (Associazione Nazionale Magistrati), con la motivazione che questa non tuteli nei
dovuti modi l'autonomia della magistratura (cosa che ha fatto anche
la dottoressa Ilda Boccassini). E'
preoccupante che un magistrato
denunci che l'ordine a cui appartiene sia troppo vicino al potere
politico, a detrimento del principio
che tutela l'autonomia della magistratura.
E' impensabile che un magistrato
dopo aver indagato un ministro
della giustizia e un premier venga
poi trasferito dalle sue funzioni e
dalla sede ad opera di un CSM
che ha motivato la decisione facendo riferimento a capi d'accusa
privi di sostanza come "insuffi-
ciente diligenza, correttezza e rispetto della dignità della persone".
Ma il peggio doveva ancora arrivare (e a questo punto siamo in
grado di rispondere alla domanda
fatta sopra).
La Procura generale di Catanzaro
ha chiesto al gip l'archiviazione
per le accuse riguardanti il Presidente del Consiglio Romano Prodi
e l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. Prima ancora
l'indagine, condotta da Luigi De
Magistris, era stata avocata dal
procuratore facente funzioni Dolcino Favi, con la motivazione di
un evidente conflitto d'interessi,
in quanto De Magistris aveva
iscritto nel registro degli indagati
il ministro Clemente Mastella,
dopo che questo aveva chiesto il
trasferimento del pm. Il punto è
che non sembrava esistessero ragioni giuridiche per poter giustificare l'avocazione, in quanto non
c'è stata inerzia del pm nell'esercitare l'azione penale o nella richiesta di archiviazione, né situazioni di incompatibilità previste
dal codice di procedura penale.
Vorrei far notare un profilo che
ha del paradossale. La vicenda de
Magistris, dopo l'avocazione
dell'Inchiesta "Why Not" (20 ottobre 2007), subisce un'accelerazione tale che, nel giro di qualche mese, egli viene condannato
dal CSM nei termini (18 gennaio
2008) e con delle motivazioni che,
a detta di un gran numero di esperti, cadono come le perle di una
collana cui è stato reciso il filo.
A fronte di questa sorprendente
rapidità, si riscontra la situazione
paradossale in cui ci sono mafiosi
ancora in circolazione soltanto
perchè un giudice ha bisogno di
otto anni per scrivere una sentenza. Quel che è peggio è che la
stessa sorte toccata al pm Luigi
De Magistris, potrebbe toccare
anche al gip Clementina Forleo,
per la quale la Procura generale
della Cassazione ha disposto il
rinvio a giudizio in data 27 giugno
2008 davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli
(CSM), dove la Dott.ssa Forleo
sarà processata per le sue "pressioni" sulla vicenda Unipol-BNL.
Adesso non resta che aspettare di
vedere in che modo il pm De Magistris dimostrerà la correttezza
del suo operato e quanto grave e
CONSIGLIO DIRETTIVO
Presidente
Segretario Generale
Tesoriere
Vice Presidente Attività Accademiche
Vice Presidente Seminari e Conferenze
Vice Presidente Marketing
Vice Presidente STEP
Nicola Ibba
Pierluigi Serra
Iosè Manca
Luca Picasso
Alessandro Orgiana
Ignazio Nocco
Eleonora Cao
infondata sia questa sentenza
emessa dall'organo di autogoverno. Per noi studenti, malgrado le
vicende appena descritte, è preferibile immaginare che esistano
anche delle situazioni "normali",
al fine di sentirci più stimolati
nell'intraprendere in futuro la professione per cui ci stiamo preparando e sapere che si possa fare
affidamento sul rispetto e sull'applicazione effettiva dei principi,
sanciti dalla nostra Carta fondamentale e dalle leggi. Noi stiamo
studiando per applicare la legge
in nome del Popolo Italiano.
Francesco Deidda
Presidente Onorario di
ELSA Cagliari
Da un’idea di Efisio Boi
e Francesco Deidda
338 4436554
340 7192214
349 7545611
340 7915308
340 6729593
349 0681456
346 4129363
Direttore Responsabile
Giuseppe Amisani
Redazione
Francesco Deidda e Iosè Manca
Collaboratori
Nicla Saba, Giorgio Mangiaracina,
Marco Spiga, Rossana Deplano,
Francesco Paolo De Bonis,
Pierluigi Serra
Directors
Director IM Nicla Saba
Director S&C Rossana Deplano
Director Human Rights Anna Linzas
Director MCC Federica Deplano
Director MKT Alessandra Erika Obinu
Director CI and Graphics Federica Mattana
Director BEE Marco Spiga
Director P&P Andrea Uroni
349 6057516
340 7170277
349 8657989
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328 9677044
340 0965838
348 0839608
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Grafica e impaginazione
Federica Mattana
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Presidente Onorario
Presidente Onorario Francesco Deidda
339 4511804
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Sindaco Fabrizio Cancedda
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IL TRIBUNALE DI CAGLIARI N. 32/04
N.8 - Aprile 2008
Editoriale
>> Continua da pag. 1
tivi passati ha permesso di sviluppare velocemente e in maniera
assai precisa i progetti per alcuni
prossimi eventi. Peraltro si registrano già ad oggi non poche
attività che hanno visto partecipare un buon numero di studenti,
professori e personaggi delle istituzioni locali. Tra le attività svolte
e quelle in corso di svolgimento,
al momento in cui si scrive, vanno
menzionate le visite alla Corte dei
Conti ed al Consiglio Regionale
assieme al prof. Andrea Pubusa
(ordinario della cattedra di Diritto
Amministrativo), i seminari in
materia di teleamministrazione,
ossia un dibattito inerente la tematica dell'Attività Amministrativa Informatizzata sempre con la
cattedra di diritto amministrativo
e la partecipazione del prof. Giovanni Duni (corso attributivo di
6 crediti liberi). Ancora merita
attenzione l'interessante convegno
svoltosi presso l'aula "Cosseddu"
dell'ERSU, sulla "Crisi delle
aziende agricole in Sardegna",
che ha visto tra i partecipanti esponenti del mondo politico regionale
e nazionale.
Per quanto riguarda l'area attività
accademiche si terranno due colloqui di orientamento professionale (COP) il primo dedicato alle
modalità di accesso e alle prospettive di carriera nell'Esercito, mentre il secondo appuntamento
verterà sulla professione del notaio, in cui verranno illustrati i concorsi e l'iter formativo. Sul fronte
3
internazionale l'offerta degli scambi bilaterali si espande sino a piazzare una nuova bandierina in terra
medio-orientale. Per il mese di
agosto ELSA Cagliari si prepara
ad ospitare, oltre gli ormai consueti ospiti bavaresi di ELSA Monaco, anche i colleghi di ELSA
Ankara (Turchia).
In particolare meritano di essere
ricordati i risultati del nostro ultimo study visit in Germania. Accompagnati dalla dott.ssa Valentina Corona abbiamo proseguito
nell'opera di consolidamento dei
rapporti con l'istituzione universitaria bavarese, con cui è stato
programmato l'arrivo a Cagliari
del prof. Peter Huber (docente di
diritto amministrativo), grazie al
programma di "visitng professor",
per il mese di ottobre. Il professore
tedesco collaborerà durante la sua
visita presso la nostra Facoltà con
la cattedra del prof. Andrea Pubusa (diritto Amministrativo) e grazie al prezioso contributo del prof.
Giovanni Duni potremo continuare gli incontri aventi ad oggetto
il tema della "teleamministrazione".
Un altro obbiettivo raggiunto è
rappresentato dall'imminente incontro con i colleghi della Facoltà
di Giurisprudenza di Friburgo.
Già nel mese di aprile 15 soci di
ELSA Cagliari saranno ospitati
dai ragazzi di ELSA Friburg, i
quali ci restituiranno la visita nel
mese di maggio. Naturalmente in
occasione di questi study visit
risulterà di grande ausilio il contributo scientifico dei nostri professori, che ci aiuteranno a rendere
migliore l'accoglienza dei colleghi
stranieri presso la nostra Facoltà.
Le nostre attività non si fermano
certo qui. Questo è un anno particolarmente importante per tutta
l'ELSA Cagliari in quanto nel mese di maggio ricorre il quindicesimo anniversario dalla sua costituzione. Per l'occasione verranno organizzate delle giornate
all'insegna della cultura giuridica
in collaborazione con le istituzioni
universitarie, politiche e professionali. Ma la perla del 2008 sarà
la pubblicazione di un libro sui
60 anni della Costituzione, per la
quale è doveroso ringraziare la
dott.ssa Rossana Deplano che ha
avuto questa encomiabile iniziativa. Il libro sarà curato da alcuni
membri del direttivo di ELSA
Cagliari e si è giunti ad ottenere
un gran numero di collaboratori
tra studenti (anche stranieri), cultori di materia, professori e rappresentanti delle istituzioni: uno
fra tutti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ci
ha già inviato il suo contributo.
Per quanto riguarda la collaborazione con l'ELSA Italia, la sezione
di cagliaritana intende dare esecuzione al Piano Operativo Annuale (POA) previsto per l'anno
2007/2008. In particolare è stata
data l'adesione in ordine all'organizzazione del convegno, su scala
nazionale, in materia di intercettazioni telefoniche. A tale progetto
hanno aderito anche altre sezioni
locali, tra le quali ELSA Siena
che collaborerà con la cattedra
del Prof. Paolo Tonini. Lo scopo
di tale ciclo di convegni è quello
di redigere una raccolta degli atti
che verranno divulgati in tutte le
facoltà in cui l'ELSA opera. Come
sempre riceveremo la collaborazione della cattedra del prof. Leonardo Filippi, il quale si è già
dichiarato disponibile per sedere
al tavolo dei relatori di questo
convegno di studi che, offrirà
spunti di riflessione sugli ultimi
orientamenti sostanziali e giurisprudenziali in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali.
Infine, come ogni estate verrà
proposta all'intero Network nazionale ed internazionale una settimana all'insegna di mare e cultura,
dal 4 all'11 agosto, durante la quale sarà possibile coltivare meglio
i rapporti con le altre sezioni straniere al fine di incrementare le
attività in comune.
Prima di chiudere con questo editoriale faccio come mio solito un
appello a tutti gli studenti, affinché continuino a far sentire la loro
presenza all'università durante
il corso del proprio ciclo di studi,
cercando di allargare i propri orizzonti non soltanto attraverso il
superamento degli esami (riducendo il ruolo della Facoltà a quello
di mero "esamificio"), bensì guardandosi anche intorno per cogliere
in tempo utile tutte le altre opportunità che la nostra Facoltà offre
e naturalmente senza lasciarsi
sfuggire gli eventi che ciclicamente vengono organizzati dall'ELSA
Cagliari.
Francesco Deidda
Vice Presidente Seminari e
Conferenze di ELSA Italia
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Via Robert Koch 5 09121 Cagliari - tel 070 504292 - fax 070 5511735
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N.8 - Aprile 2008
4
Respira Cagliari, respira
>> Continua da pag. 1
Tagliamo subito la testa al toro:
come respiriamo qui a Cagliari?
"Benino," dice il signor Ena "Certo" aggiunge, "non bisogna abbassare la guardia, ma non dobbiamo
neanche lasciarci prendere da facili allarmismi."
Durante la realizzazione di tale
inventario, sono stati individuati
e realizzati diversi punti fondamentali. Ce li può riassumere
brevemente?
L'obiettivo principale ha stabilito
che la qualità dell'aria-ambiente
deve evitare, prevenire o ridurre
gli effetti dannosi per la salute
umana e per l'ambiente nel suo
complesso; valutata poi la qualità
dell'aria sul territorio nazionale,
siamo stati in grado di ottenere
informazioni adeguate su tale
qualità e le abbiamo rese pubbliche, con particolare riferimento
al superamento delle soglie di
allarme; bisogna infine mantenere
la qualità dell'aria laddove è buona, e migliorarla negli altri casi.
Come si è articolato il progetto?
Il progetto si è sviluppato in tre
fasi: la prima fase ha riguardato
la realizzazione dell'inventario
regionale delle sorgenti di emissione in atmosfera; la seconda ha
tenuto conto di una prima valutazione della qualità dell'aria e individuazione delle aree potenzialmente critiche per la salute umana
e per gli ecosistemi, fornendo una
proposta preliminare di zonizzazione; l'ultima fase ha approfondito i risultati della situazione
precedente, fornendo una valutazione conclusiva della qualità
dell'aria ambiente, una proposta
definitiva di zonizzazione e
l'individuazione delle possibili
misure da attuare per il raggiungimento degli obiettivi di risanamento di cui al Dlgs n. 351/99.
Concretamente, come l'avete
realizzato questo inventario?
L'inventario ha richiesto un notevolissimo e capillare lavoro di
monitoraggio sulle emissioni, (dati diretti), o su dati da cui poter
stimare le emissioni, (dati indiretti,
denominati generalmente indicatori di attività). I dati diretti sono
costituiti essenzialmente dalle
emissioni delle principali industrie, che li hanno forniti compilando un corretto questionario loro
inviato, mentre i dati indiretti sono
costituiti dai censimenti ISTAT
della popolazione e dell'agricoltura, dai dati ACI sul parco auto
veicolare regionale, dai dati sul
consumo di combustibili prove-
nienti dal Bollettino Petrolifero,
dalla carta dell'uso del suolo della
R.A.S., dalle statistiche sugli incendi boschivi, dalle statistiche
sul traffico stradale, aereo e portuale, ecc.
Cosa s'intende per "zonizzazione?"
Negli ultimi anni l'Unione Europea ha adottato importanti Direttive in merito alla qualità dell'aria,
ad esempio la 1996/62/CE, nota
come direttiva madre, e la
1999/30/CE, nota come direttiva
figlia; queste direttive definiscono
la base legislativa per la valutazione e la gestione della qualità
dell'aria negli Stati Membri. La
criticità ambientali del territorio,
come richiesto dall'art. 4 del DM
261/2002. Le criticità sono state
determinate dall'analisi di variabili inerenti allo stato di qualità
dell'aria, (per quanto conosciuto),
la vulnerabilità ambientale cioè
la presenza di recettori sensibili
e le pressioni sul territorio, (ad
esempio le emissioni).
Prendiamo in esame alcune sostanze inquinanti molto conosciute. Partiamo dell'ozono.
Stiamo parlando di un elemento
molto difficile da monitorare: la
maggior parte dell'ozono presente
in Sardegna è di origine esterna,
prodotto soprattutto in alcune aree
direttiva madre 1996/62/CE è stata recepita dall'Italia attraverso il
d.lgs. 351/1999; le direttive tecniche per l'elaborazione preliminare
della qualità dell'aria indicata in
alcuni articoli del d.lgs. sono contenute nel D.M. 261/2002. Il d.lgs.
n. 351/1999 obbliga l'Italia a suddividere il proprio territorio in
zone relative ai livelli di qualità
dell'aria; tale operazione è comunemente indicata con il termine
zonizzazione.
Che cosa prevede il Dlgs n.
351/1999?
Tale decreto, soprattutto all'art.
cinque, analizza una valutazione
preliminare sulla qualità dell'aria
e un'individuazione delle zone nel
caso in cui non siano disponibili
misure rappresentative dei livelli
degli inquinanti di riferimento. E'
il caso della Sardegna, dove la
rete di monitoraggio pubblica,
non copre l'intero territorio regionale e le stazioni di monitoraggio
esistenti sono spesso non rappresentative del territorio circostante,
perché poste generalmente su pun
ti di massima ricaduta.
Nell'ambito di questo progetto la
valutazione preliminare è stata
fatta ricorrendo a una metodologia
che tiene in considerazione le
dell'Italia continentale, della Francia e della Spagna dove sono presenti elevate fonti emissive di
precursori, e trasportato dai venti
verso le coste sarde senza subire
sostanziali riduzioni, principalmente perché in mare aperto non
si deposita e non ci sono sorgenti
emissive di ossidi di azoto. Lo
studio prevede valori elevati nel
periodo estivo, con una situazione
che migliora nel passare dalla
costa verso l'interno.
Parlando di polveri sottili però
le reti di monitoraggio riportano
vari superamenti, come mai?
I modelli predicono nelle principali aree industriali, come nel
resto del territorio regionale, il
non superamento dei valori limite
nei due scenari del 2005 e 2010,
in disaccordo con i dati delle reti
di monitoraggio che riportano,
invece vari superamenti. Tali differenze sono dovute, almeno in
parte, al fatto che la maggior
parte dei modelli di simulazione
atmosferica ora disponibili, è in
grado di simulare la dispersione
atmosferica delle polveri sottili
esclusivamente trattando questo
inquinante come primario. In
realtà una frazione importante
delle polveri fini ha un'origine
secondaria e oltre al trasporto in
atmosfera per avvezione e diffusione, molti altri fenomeni chimico fisici interessano la formazione
e l'evoluzione delle polveri. I modelli in grado di trattare anche
questi fenomeni sono ancora allo
stadio sperimentale e per il momento inutilizzabili.
E l'anidride solforosa?
I modelli indicano che l'anidride
solforosa, è problematica per alcune zone industriali della Sardegna. La zona più interessata da
questo tipo d'inquinamento è quella di Portoscuso, seguita da quella
di Sarroch e dalla zona Porto Torres-Sassari. Nel caso di Portoscuso e di Sarroch i modelli indicano
il maggior numero di superamenti
nelle vicinanze dei centri abitati,
mentre nel caso di Porto Torres e
Sassari questi sono stimati lontano
da essi, in due zone ai confini tra
il territorio di Porto Torres e di
Sassari e di Porto Torres e Stintino.
Parliamo ora di aree industriali
e di eventuali misure di risanamento.
Definiamo le tre aree industriali
da risanare: Portoscuso, Sarroch
e Porto Torres, allo scopo di individuare obiettivi di riduzione delle
emissioni di anidride solforosa e
alle polveri sottili. Tutte le misure
in ambito industriale dovranno
necessariamente essere adottate
dalle aziende e dovranno essere
imposte dalla regione Sardegna e
dallo Stato, (secondo la tipologia
dell'azienda), con un controllo
delle autorizzazioni alle emissioni
di cui al DPR 203/88. I costi delle
misure ricadranno sulle aziende,
salvo che lo stato, la Regione o
altri soggetti pubblici non decidano di incoraggiarle e/o di finanziarle in tutto o in parte sulla base
di considerazioni che esulano dagli scopi dello studio.
Quali sono le misure proposte
per la riduzione delle emissioni?
Anzitutto l'adozione della migliore
tecnologia disponibile, in un'ottica
di tutela complessiva dell'ambiente secondo quanto indicato dalla
Direttiva 99/61/CE sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento, accolta dal d.lgs. n.
372 del 4 agosto 1999.
Le migliori tecnologie disponibili
per ogni settore sono indicate
dall'European Integrated Pollution
Prevention and Control Bureau,
(http://eippcb.jrc.es/pages/FActivi
ties.htm). Un altro metodo possibile per ridurre le emissioni è il
passaggio all'uso di combustibili
meno inquinanti negli impianti
industriali; il passaggio da com-
N.8 - Aprile 2008
bustibili ad alto tenore di zolfo a
combustibili a basso tenore, permette di abbattere drasticamente
le emissioni di anidride solforosa.
Il passaggio all'alimentazione a
gas metano degli impianti industriali ora alimentati con olio combustibile o altri combustibili pesanti è potenzialmente importante
per la diminuzione delle emissioni
in atmosfera di biossido di zolfo,
ossidi di azoto, anidride carbonica
e polveri fini. In particolare la
combustione del gas metano assicura emissioni in sostanza nulle
di biossido di zolfo. Questo passaggio potrebbe essere intrapreso
appena la metanizzazione in Sardegna sarà effettuata, possibilmente con priorità per la zona di
Portoscuso e, a seguire, di Sarroch
e Porto Torres.
E per quanto concerne le aree
urbane?
5
Le misure di risanamento in area
urbana riguardano l'inquinamento
da polveri sottili nell'agglomerato
di Cagliari e nelle città di Sassari
e Olbia. Per vari motivi, comunque, in ambito urbano la stima
delle riduzioni non può raggiungere lo stesso grado di precisione
ottenuto in ambito industriale.
Perché?
Il motivo principale è che per le
aree industriali sussiste una conoscenza sufficientemente dettagliata e completa delle fonti emissive,
che sono in numero limitato e
puntuale, mentre per le aree urbane sono veramente numerose e
diffuse, (traffico, riscaldamento
degli edifici, ecc.). Un livello di
dettaglio paragonabile si potrebbe
raggiungere solo con un accurato
censimento comunale delle fonti
fisse e con informazioni di dettaglio sul traffico. Il secondo motivo
è che i modelli di simulazione
dell'inquinamento atmosferico sono intrinsecamente meno precisi
e affidabili quando sono applicati
alle polveri fini piuttosto che a
inquinanti come l'anidride solforosa, com'è avvenuto per le aree
industriali per quantificare le riduzioni delle emissioni. Il terzo
motivo è che anche la rete di monitoraggio, laddove esistente, non
fornisce in questo periodo un quadro sufficientemente chiaro e affidabile della situazione.
Soluzioni spicce per diminuire
il poco inquinamento che ci rimane?
Fermo restando che comunque
bisogna educare la gente al consumo intelligente, e al risparmio
e di conseguenza alla diminuzione
dell'inquinamento atmosferico,
utilizzando meno la macchina e
più i mezzi pubblici e la bici, (an-
che se da noi le piste ciclabili sono
ancora troppo poche), non bisogna
dimenticare che con l'avvento del
metano in Sardegna la presenza
di agenti inquinanti nei combustibili sarà drasticamente diminuita,
di conseguenza la qualità dell'aria
sarà ancora migliore.
Per saperne di più consultate
pure il sito internet dell'Assessorato Antinquinamento Atmosferico della Regione Sardegna. Ringrazio ancora il Signor
Ena per la sua disponibilità sfociata per quanto mi riguarda,
in una costruttiva e interessante
chiacchierata, e vi rinnovo l'invito a leggere le nuove inchieste
sui prossimi numeri del Filo.
Josè Manca
Tesoriere ELSA Cagliari
ELSA Cagliari in pillole
Colloquio di Orientamento Professionale (C.O.P.)
Nel mese di Dicembre ha avuto luogo il tradizionale appuntamento con il COP (Colloquio di Orientamento Professionale),
quest'anno articolato in tre giornate: la prima dedicata all'accesso
alle professioni di Avvocato e Magistrato; la seconda, dedicata
all'ingresso nel mondo delle Imprese; a chiudere il ciclo di
colloqui formativi sono intervenute le Forze dell'Ordine (Polizia
di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza), che
collaborano con l'ELSA dal lontano 2003. La partecipazione di
numerosi soci, interessati a conoscere nei particolari gli sbocchi
lavorativi che la laurea in Giurisprudenza offre, ponendo anche
dei quesiti ai relatori presenti, ha premiato il duro lavoro svolto
da ELSA Cagliari.
Monaco, quest'anno abbiamo ricevuto un'altra richiesta di
gemellaggio con la sezione di ELSA Friburgo. Ad usufruire di
questo study visit saranno come sempre i soci che intederanno
dare il loro contributo per accogliere i colleghi della sezione
straniera, in occasione della loro visita estiva a Cagliari.
La perla di questo evento interno all'area Seminari e Conferenze
è offerto senz'altro dal coinvolgimento delle istituzioni universitarie,
con cui l'ELSA ha potuto siglare i primi accordi di scambio anche
tra gli stessi professori della Facoltà bavarese e di Cagliari.
Infatti, per il mese di ottobre, è previsto l'arrivo del Prof. Peter
Huber (Ordinario della cattedra di Diritto Amministrativo della
LMU)
Pubblicazione sui 60 anni della Costituzione
Simulazione Processuale Penalistica (MCC 2008)
Anche quest'anno, in collaborazione con la Cattedra di Diritto
Processuale Penale, nella persona del Prof. Leonardo Filippi,
si rinnova l'appuntamento con il Processo Penale Simulato, per
il quale verranno richiesti dei crediti formativi. La simulazione
dovrebbe svolgersi intorno al mese di maggio: per iscrizioni ed
ulteriori informazioni vi invitiamo a passare presso la nostra
sede. Nel mese di Aprile, si terranno i lavori della Moot Court
Competition Nazionale (NMCC), organizzata dai colleghi di
ELSA Padova. Prenderà parte ai lavori anche il nostro professore
Angelo Luminoso in qualità di giurato insieme ad altri professori
di chiara fama come Cesare Massimo Bianca e Giorgio Cian.
Il termine per l'iscrizione delle squadre, è previsto per il 17
Febbraio 2008.
In occasione dei sessant'anni della Costituzione e dello Statuto
Sardo, della Dichiarazione dei Diritti dell'uomo, in concomitanza
con l'anniversario di ELSA Cagliari, che quest'anno celebra 15
anni , verrà scritto un libro di celebrazione di queste carte dei
diritti, che potrà vantare contributi di noti docenti, ricercatori,
neo laureati e rappresentatnti delle Istituzioni.
International Council Meeting (ICM) di ELSA International
Nel mese di Novembre, la sezione locale di ELSA Reggio
Calabria, ha organizzato il 52° ICM (International Council
Meeting), che ha visto la partecipazione di 270 persone provenienti da tutte le sedi europee dell'ELSA, tra cui tre delegati del
nostro direttivo di locale.
XXXVIII Assemblea Nazionale di ELSA Italia
Ciclo di Seminari e Conferenze.
Dal 14 al 17 Dicembre, due delegati del direttivo locale, hanno
preso parte ai lavori dell'Assemblea Nazionale, che quest'anno
ha avuto luogo a Palmi, in provincia di Reggio Calabria. La
prossima assemblea nazionale si terà nel mese di maggio: la
sede è ancora in fase di definizione.
Per quanto riguarda invece i Seminari e le Conferenze, alcuni
di essi attributivi di crediti, il programma è ricco di eventi.
È previsto infatti un ciclo di Seminari, in collaborazione con la
Cattedra di Diritto Amministrativo, nella persona del Prof. Andrea
Pubusa, per i quali verrà chiesta l'attribuzione di 6 crediti formativi.
Le date verranno pubblicate prossimamente sul nostro sito
internet.
Scambio Bilaterale con Monaco di Baviera ed ELSA Friburgo
Come di consueto anche nel 2007 le due sezioni gemelle hanno
realizzato lo scambio a condizioni di reciprocità, nei mesi di
agosto e settembre. Grazie alla buona pubblicità resa da ELSA
Nicla Saba
Director Segreteria generale di ELSA Cagliari
N.8 - Aprile 2008
6
Alliga alla pummarola
Q
uesto titolo è più che eloquente e non ha bisogno
di ulteriori commenti da
parte nostra. Permetteteci però di
farvi leggere tre semplici lettere
spediteci da dei nostri soci, che,
con le loro semplici ma argute
riflessioni, hanno analizzato e
sviluppato in tre direzioni diverse
ma in modo veramente brillante
ed esaustivo, il grave problema
della spazzatura campana arrivata,
e che continuerà ad arrivare nei
prossimi giorni, qui da noi in Sardegna.
Lettera 1
Carissimi amici dell'Isola, non
parlo da campano, ma da cittadino
italiano innamorato della vostra
terra e del vostro popolo. Un paio
di premesse sono doverose.
La prima e più importante è quella
che non mi sento tirato in ballo
in quanto inquinatore: la mondezza (alliga) che vi sta arrivando è
delle altre quattro province. La
provincia di Salerno dove io vivo,
non è mai stata così pulita poiché
le autorità nei limiti dei poteri, si
sono mosse per tempo.
La seconda - la enuncio per chi
non mi conoscesse direttamente
o non avesse avuto modo di parlare su questo argomento - è quella
che io penso ed ho sempre pensato
che voi avete un rapporto fisico
e psicologico con la vostra terra
che nessun altro ha. Lo dimostra
l'amore che vi è nel vostro sguardo, la fierezza quando solo pensate alla Sardegna o la mostrate
ad un ospite. Se mi è consentito
sembrate indiani d'America che
di certo avevano molto più rispetto
al suolo su cui vivevano delle
popolazioni europee. E poi, lo
ripeto in modo giocoso, Gavino
Ledda fece la corte a mia madre
e poco ci mancava che sarei potuto essere uno di voi. Ciò non
leva che anche una persona o, in
questo caso un popolo che ammiro, possa commettere errori o più
precisamente incappare in contraddizioni di pensiero. Qualcuno
affermò che gli italiani quando
diventano nazionalisti, poi diventano fascisti, poiché sebbene i due
concetti possano essere ben distinti, la linea che li separa è davvero
tenue. Lo stesso può dirsi per
l'autonomia, (sarda o trentina che
sia), che se non bene gestita può
sfociare in bieco indipendentismo
e xenofobia. Il più grande uomo
che la Sardegna ha dato all'uma-
nità, Gramsci, ha sempre sostenuto le ragioni del suo popolo, ma
non ha mai invitato all'odio o alla
separazione da altri popoli. Eppure vi è da dire che comprendo la
reazione viscerale che molti di
voi hanno avuto. La Sardegna è
stata per secoli martoriata da gente
che l'ha trattata da colonia anziché
da terra condivisa. Come giusta
risposta, avete sviluppato quasi
un archetipo junghiano di diffidenza nei confronti dei continentali, e ciò in larga parte a buona
ragione. È giunto il tempo che vi
riappropriate della vostra terra e
dei vostri destini. Lo Statuto e
l'autonomia che portate avanti
sono i giusti mezzi per fare questo,
eppure c'è bisogno di definire i
parametri di questa collaborazio-
avrei potuto protestare per uno
scempio di una costa che mi appartiene quantomeno come luogo
dello spirito? La Sardegna non è
un bene esclusivo dei Sardi, ma
è un bene meraviglioso, ancora
per molti versi fortunatamente
puro e vergine, di tutta l'umanità
e per l'umanità stessa va preservata, ed anche migliorata, quantomeno nel senso di renderla fruibile, (nel rispetto dell'ambiente),
a chiunque sia interessato.
Ma mi occorre arrivare al punto.
Non conosco come voi gestiate i
vostri rifiuti. Se abbiate superato
il concetto di discarica e riusciate
a riciclare e a bruciare tutto. Non
so dunque se abbiate risolto o
meno il problema, ovvero se siate
in una situazione che possa diven-
delle malattie del fegato. Se arrivassero dei sardi per farsi curare
potrei dire che Salerno non è il
lazzaretto d'Italia, sostenendo che
i soldi, (già di per sé pochi), impiegati per curare gli "stranieri"
vengono a ledere le ragioni degli
autoctoni? Ed è così che vi lascio,
senza risposte ma con tante domande, tranne un solo pensiero.
"Quando il muro che si erge con
il proprio vicino è troppo alto,
non si riesce più a vederlo. Si sa
che è là dall'altra parte e semmai
si sente qualche rumore. Ci si
arrovella il cervello su cosa stia
facendo…nasce il sospetto e poi
la paura". Voi fratellini (per età
più giovani), siete il futuro della
vostra terra e della nostra nazione.
Cerchiamo di non aver paura.
Francescopaolo De Bonis
Socio onorario di ELSA Cagliari
Lettera 2
ne. Cos' è l'autonomia di un popolo? Partendo dal basso si può
dire che, se una strada a Cagliari
necessita di manutenzione è ovvio
che questi siano affari dei cagliaritani. Non altrettanto ovvio è che
probabilmente le statali CagliariPorto Torres ed Abbasanta-Olbia,
(che a mio avviso sono una vera
schifezza), forse bisogna che diventino un'autostrada a tre corsie
e questo per il bene della nazione
ovvero per consentire spostamenti
rapidi e sicuri a tutti i turisti, (che
poi arricchiscono voi), ai pendolari, ed ai trasporti di merci dall'interno all'esterno.
Ancora, in tema di coste io sono
uno di quelli che erigerebbe al
vostro Soru una statua per il solo
fatto che adesso non si possa costruire a meno di due chilometri
dal mare. Ma consideriamo la
situazione specularmente opposta.
Se il vostro governatore avesse
deciso di fare una sola colata di
cemento su tutto il perimetro isolano, io nel rispetto del principio
di autonomia Sarda, non avrei
avuto il diritto di intervenire? Non
tare critica da un momento all'altro. Ed è proprio questa informazione che non arriva al continente.
Chi protesta lo fa perché sostiene
che siate a malapena autosufficienti o perché vuole stabilire un
principio pur trovandosi nella situazione di poter aiutare? Nel primo caso queste persone hanno la
mia massima solidarietà ed auguro
loro di poter vincere. Nel secondo
auguro buon lavoro agli psichiatri.
Tra le tante persone in buona fede
che protestano nel napoletano per
la situazione, vi sono infiltrati
malavitosi che da tale situazione
possono trarre profitto. Indipendenza? Dopo che i sardi sono stati
italiani ancor prima di tutti gli
altri italiani? Dopo tutto il sangue
che i figli della vostra madre terra
hanno dato? L'unica affermazione
che viene fatta è "la Sardegna non
è la pattumiera d'Italia" Grazie e
c'era bisogno che lo dicevate? Ma
quali sono le reali condizioni? E
dove finisce quello che il Presidente della Repubblica, chiamava
il dovere di solidarietà? Salerno
è polo di eccellenza per la cura
Vorrei citare 2 sondaggi che ho
trovato in rete. Uno è del Sole 24
Ore, (http://www.ilsole24ore.com/
fc?cmd=sondaggio&chId=30&s
ezId=11904&id_sondaggio=264
9&azione=risultati). Alla domanda "Siete favorevoli o meno a che
la vostra Regione accolga i rifiuti
campani?" il 21% dei votanti ha
risposto SI, il 79% NO. Il secondo
sondaggio è di Quotidiano.net
(http://sondaggi.quotidiano.net/
?sondaggio=767&risultati=1).
Qui, alla domanda "Sei d'accordo
che i rifiuti campani vengano
smaltiti nella tua regione?" il
91,19% risponde NO, l´8,18%
dice SI, lo 0,62% risponde NON
SO. I votanti sono 3861.
Si tratta in entrambi i casi di sondaggi nazionali. Questo è un primo dato su cui riflettere. Perché
non si può certo dire che l'Italia
sia un popolo di egoisti e menefreghisti. In tantissime occasioni
si è dimostrato di essere molto
sensibili alle varie istanze sociali
e alle emergenze. Io credo che
l'Italiano è stanco, stufo. Di tante
cose. Ma forse di una in particolare: del continuo, procrastinato
rinvio del cambiamento. Della
svolta, eternamente promessa e
mai attuata. Peggio: di mese in
mese si scopre che si cade sempre
più in basso. La gente, se posso
ergermi ad interprete di questo
dissenso fortissimo, non vuole
quei rifiuti perché non è possibile
vedere che dopo 14 anni di emergenze e piani straordinari finan-
N.8 - Aprile 2008
ziati con MILARDI di EURO, la
situazione non solo non è migliorata. No, è al tracollo totale.
L'emergenza è talmente grande
che i bambini non vanno a scuola,
l'immondizia si accumula in continuazione e si è ormai al rischio
epidemia. E quindi si, occorre
risolvere l'emergenza, impegniamoci tutti. Solidarizziamo. Ci si
aspetterebbe che i primi a muoversi fossero gli amministratori
della regione Campania. Ci si
aspetta che la gente della Campania sia solidale, disposta a risolvere quest'emergenza. Invece no,
qui cominciano quella serie di
paradossi che rende tutto ancora
più assurdo. L'immondezza di Napoli e dintorni, lì non la vuole
nessuno. Sindaco e Governatore
tergiversano, dicono che loro sono
dalla parte della gente. Gente che
protesa...scende per strada, fa le
barricate. Allora interviene il Governo Nazionale che chiede alle
altre Regioni di prendersi la loro
parte e portarla a casa. Si nomina
l´ennesimo Commissario Straordinario, gli si affianca l´Esercito
e gli si conferiscono poteri straordinari per risolvere l´emergenza
anche in barba a tutte le norme di
tutela ambientale e in deroga ai
divieti di smaltimento dei rifiuti.
Qui è insorto il PRC il quale, oltre
a preoccuparsi per l'uso dell'esercito, contesta che non si possono
violare le leggi ambientali per
risolvere l'emergenza. L'art. 2 della Cost, il dovere generale di
solidarietà, legittima decisioni
unilaterali prese anche in deroga
ai divieti delle leggi nazionali e
regionali per lo smaltimento dei
rifiuti? Siccome si parla di dovere
costituzionale alla solidarietà mi
sono chiesto se prima della
solidarietà non vi è il rispetto delle
leggi. Mi riferisco alla norma del
Dlgs n 152 del 2006, art 182, comma 5, la quale in virtù del principio di autosufficienza, vieta lo
smaltimento dei rifiuti urbani di
provenienza extraregionale. Tale
divieto può comodamente essere
aggirato con accordi regionali...
il che vuol dire che se la Campa-
7
nia non esce dall'emergenza mai,
la norma in questione non ha ragione d'esistere. Oltretutto, se Soru era convinto della bontà della
sua scelta, perché non rendere
partecipi la sua maggioranza e gli
enti locali in primis, ma anche la
popolazione sarda? Invece a quanto sembra nemmeno l´Ass. all´Ambiente era a conoscenza del
quantitativo di rifiuti. Questi
dichiarò "solo una nave", il giorno
dopo il Governatore parla di 810 navi. La stessa maggioranza
in Consiglio, pur condividendo
nel merito la scelta, rimprovera
Soru di non averla concertata.
Perché non spiegarlo alla gente?
Magari la si convince che è davvero cosa buona e giusta. Si dice
che sono normali rifiuti urbani.
Gli stessi che si producono in tutte
le città: solo che sono rimasti 20
giorni per strada!! Come fanno le
persone a fidarsi di chi non gli
dice ancora oggi quanti rifiuti
arriveranno, dove verranno messi.
Io mi rendo conto a mente fredda
che la prima reazione campanilista, quella che dice "io sono Sardo
e mi oppongo" appare esagerata.
L'amarezza però di vedere la propria regione tirata in ballo solo
quando è strumentale agli altri...quella resta. Io però sono preoccupato perché dopo anni di
violazione delle leggi, di amministrazioni corrotte che hanno
"smaltito" miliardi di EURO facendo affari con la camorra, amministrazioni che sono ancora al
loro posto e che sono responsabili
di questo disastro, che non alzano
un dito per tentare un rimedio...dopo tutto ciò si pensa che
il modo migliore per risolvere
l'emergenza sia la violazione delle
leggi di tutela ambientale.
P.Q.M.
IO NON CI STO!
Pierluigi Serra
Segretario di ELSA Cagliari
Lettera 3
Vorrei condividere con voi alcune
riflessioni a proposito dei fatti
accaduti a Cagliari la sera dell'11
gennaio, in seguito all'arrivo della
prima nave di rifiuti proveniente
da Napoli.
Ora, posto che gli atti di manifesta
inciviltà consumati davanti alla
casa del Governatore in ogni caso
non sono idonei a proteggere né
l'ambiente né la salute dei sardi e
neanche a garantire maggiore condivisione delle scelte di interesse
multi-livello, (coinvolgenti Stato,
Regione ed enti locali), sarebbe
stato opportuno riflettere bene sul
senso della decisione incriminata.
La Sardegna - nella persona del
Presidente della Regione - ha accettato, prima ma non unica tra
le Regioni italiane, di accollarsi
l'onere di smaltimento di una
quantità tutto sommato contenuta
di rifiuti solidi urbani non nocivi,
provenienti da Napoli e hinterland. Motivo: per solidarietà nei
confronti di una Regione che versa in un vergognoso stato di emergenza nazionale da 15 anni. Ecco
lo scandalo: un gesto concreto di
solidarietà nei confronti di una
Regione in seria difficoltà. Eppure
l'articolo 2 della Costituzione afferma che "La Repubblica…richiede l'adem-pimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale". Il soggetto
della frase è "la Repubblica", (non
il Governatore della Sardegna),
la quale "richiede", (nell'interesse
di tutti), "l'adempimento", (cioè
fatti concreti), dei "doveri inderogabili", (cioè non gentili concessioni), di "solidarietà" (che ci rende tutti partecipi di una stessa
situazione).
Sono parole tanto pesanti quanto
lungimiranti, che non lasciano
spazio alla discrezionalità dei rappresentanti istituzionali pro tempore, ma esigono da loro assunzioni nette di responsabilità
nell'interesse di tutti gli italiani:
non a caso l'articolo 5 della Costituzione afferma che la Repubblica
è "una e indivisibile", il che significa che il comunitarismo egoista
non trova spazio nell'architettura costituzionale. Rileggendo in
quest'ottica ciò che è accaduto,
possiamo valutare i fatti senza
ricorrere a strumentalizzazioni
politiche: infatti, prima che la
decisione politica presa dal Governatore della Sardegna, io approvo, senza la minima esitazione
e con convinzione profonda, il
testo della Costituzione repubblicana del 1948. E questo non significa accettare l'attuale situazione di degrado della Campania. Né
difendere tout court la scelta del
Presidente Soru.
Chi si impegna soltanto a parole
è portatore di una dignità fatta di
vuoto; chi al contrario si assume
la responsabilità di prendere decisioni concrete, senza mettere in
pericolo le persone e il territorio
che rappresenta, pone in essere
un gesto nobile e dà effettività ai
principi di solidarietà e di unità
nazionale. C'è una bella differenza. E allora, c'era proprio bisogno
di creare questo allarmismo tanto
esasperato quanto ingiustificato?
Per sanzionare civilmente le scelte
del Governatore esiste la doppia
via del Consiglio regionale e delle
prossime elezioni. E ancora, era
proprio necessario tutto questo
disordine? Il dissenso è una cosa,
la violenza un'altra. Cerchiamo
di non confondere il piano dei
valori con quello della speculazione politica.
Qualche volta, prima di agire soprattutto ricorrendo alla violenza - sarebbe opportuno fare un
po' di pulizia mentale, specie in
tema di rifiuti. Della serie: molto
rumore per nulla.
Rossana Deplano
Director Seminari e Conferenze
di ELSA Cagliari
E voi cari lettori da che parte state? Fateci sentire la vostra sul
nostro sito, (www.elsacagliari.it),
dove abbiamo aperto un sondaggio ad hoc sull'argomento. I risultati li pubblicheremo sul prossimo
numero.
Iosè Manca e Francesco Deidda
Redazione "Il Filo"
V.le Ciusa 21, 09131 Cagliari - centralino: 07040921 - fax: 07042832
N.8 - Aprile 2008
8
L'islam e il divieto dell'adozione
Q
uali presupposti di natura
religiosa stanno alla base
del divieto dell'adozione
legittimante, istituto che non trova
spazio alcuno negli ordinamenti
della quasi assoluta maggioranza
dei Paesi islamici (ad esclusione
di Tunisia, Turchia, Somalia, Indonesia e l'Iraq) che per tale ragione hanno in gran parte posto
riserve all'articolo 21 della Convenzione sui diritti del fanciullo
del 1989, relativo all'adozione?
Per trovare le risposte più appropriate, va fatta una premessa fondamentale.
Tutta la produzione giurisprudenziale islamica, dal VII secolo fino
ai giorni nostri, rientra in una
cornice di legittimazione šaraitica,
dalla quale non si può in modo
alcuno prescindere, soprattutto
per quanto concerne le norme che
regolano i rapporti tra genitori e
figli e la materia successoria, norme che appunto traggono origine
dalle fonti di diritto islamico, le
prime delle quali sono il Corano
e la Sunna (detti, fatti e silenzi
inerenti alla vita del Profeta).
Per tale ragione la materia più
controversa nelle relazioni tra Stati
occidentali e Stati di religione
islamica è proprio quella relativa
alla sfera familiare la cui concezione dei rapporti tra coniugi,
genitori e figli segue dinamiche
del tutto estranee a quelle delineate dai codici occidentali: si pensi
ai matrimoni interreligiosi, alle
problematiche legate alle separazioni, all'affidamento di minori,
alle adozioni che coinvolgono
bambini provenienti da Paesi islamici, ai numerosi casi di legal
kidnapping, che vedono coinvolti
sempre più spesso nostri connazionali.
Senza entrare nel dettaglio di tematiche tanto complesse che non
trovano ancora risposta univoche
nelle norme afferenti al diritto
internazionale privato, si cercherà
brevemente di discutere i fondamenti religiosi che stanno alla
base del divieto categorico all'adozione.
Secondo una tradizione a cui si
riferisce il giurista David Santillana, "il figlio appartiene al talamo" (al-walad li'l-firaš). È pertanto di diritto attribuito al padre
quel figlio nato durante il matrimonio dopo sei mesi o 180 giorni
dalla consumazione effettiva o
presunta. La paternità può risultare
anche dal riconoscimento del
bambino da parte del padre, ma
non dall'adozione. L'adozione "legittimante" (tabanni) era particolarmente diffusa nell'Arabia preislamica durante il periodo della
gahiliyya (periodo dell'ignoranza,
ovvero quello che precede la predicazione del Profeta iniziata nel
610 d. C.).
Nella famiglia preislamica entravano a far parte coloro i quali
erano aggregati mediante tale istituto, e i figli adottivi prendevano
il nome del padre ed erano equiparati ai figli naturali.
La motivazione della diffusione
di questa pratica è in primo luogo
socioeconomica; infatti il prestigio
di una tribù beduina era rappresentato dalla sua grandezza, che
ne determinava anche la forza.
Essendo praticato l'infanticidio
delle bambine, la cui nascita era
considerata tutt'altro che un bene,
il numero degli affiliati ai clan
che componeva la tribù diminuiva, e l'adozione di maschi, di cui
spesso si conosceva il padre naturale, che cedeva il bambino come
merce, serviva a colmare quel
calo numerico. Spesso i bambini
adottati erano figli di schiavi. Anche il Profeta ne aveva uno, si
tratta di Zayd ibn Haritah, uno
schiavo che apparteneva alla tribù
dei Quda'a, e solo dopo entrò a
far parte di quella dei Qurayšiti a
pieno titolo con l'adozione, prendendo il nome di Zayd ibn
Muhammad.
Questa pratica fu ridotta dall'Islam
in riconoscimento o confessione
(iqrar) di paternità (istilhaq). Secondo alcuni studiosi, il Profeta
voleva limitare il potere del clan
e della tribù, dare un nuovo ordine
sociale, dando maggiore importanza al nucleo familiare in senso
stretto, anche per non disperdere
l'eredità. Muhammad prima, il
Califfo 'Umar e i giuristi medievali poi, consolidarono quel divieto. Ma per quale ragione ad un
certo momento l'adozione venne
vietata? Il divieto trae origine da
un episodio che riguarda la vita
del Profeta Muhammad, episodio
particolarmente dibattuto in seno
al mondo accademico.
L'avvenimento al quale si fa riferimento è il matrimonio tra il Profeta Muhammad e Zaynab bint
Jahsh, moglie del già citato Zayd
Ibn Haritah. Essendo i figli adottivi equiparati ai figli naturali, ed
essendo le mogli di questi in grado
proibito a tutti i familiari del marito, le nozze poterono aver luogo
solamente una volta che al Profeta
furono rivelati i versetti che riguardano il divieto dell'istituto
dell'adozione (sono vietate le relazioni tra ascendenti e discendenti, la balia ed il bambino che ha
allattato, e due persone che siano
stati allattati dalla stessa balia l'allattamento è equiparato alla
parentela naturale - e i parenti
affini, il marito di una donna e
sua madre, quello tra una vedova
o una ripudiata e il padre del marito, quello tra figliastra o figlia
della moglie se il matrimonio con
questa è stato consumato, quello
tra marito e sorella, o nipote o zia
paterna della moglie, finché dura
il matrimonio).
Dio non ha posto nelle viscere
dell'uomo due cuori, né ha fatto
delle mogli vostre che ripudiate
con il zihar delle madri, né dei
vostri figli adottivi dei veri figli.
Questo lo dite voi con la vostra
bocca, ma Dio dice la verità e
guida sulla via! - Chiamate i
vostri figli adottivi dal nome
dei loro veri padri: questo è più
equo agli occhi di Dio. E se
non conoscete i loro padri, siano essi vostri fratelli nella religione e vostri protetti.
(Corano XXXIII,4-6)
Il divieto fu applicato in maniera
retroattiva, ed ebbe effetto immediato anche sulla relazione che
legava Muhammad a Zayd, al
quale non solo fu nuovamente
conferito il patronimico che portava prima di entrare a far parte
della nuova famiglia che lo accolse a pieno titolo, ma fu nuovamente accolto nella tribù che lo cedette
in adozione. E Muhammad poté
finalmente sposarne la moglie
precedentemente ripudiata.
Alla luce di questo episodio emblematico, si è diffusa l'idea che
il divieto dell'adozione perde
l'alone di sacralità e trova motivazioni strettamente terrene.
Di fronte alle accuse di studiosi
occidentali nonché di fronte allo
smarrimento di tanti credenti, numerose autorità religiose sono
intervenute in difesa del comportamento del Profeta, sottolineando
che i suoi matrimoni rivestivano
un ruolo sociale, e le contrarie
argomentazioni degli orientalisti
occidentali non sarebbero che calunnie e accuse oltraggiose. I matrimoni infatti, in primo luogo
creavano legami solidi con le altre
tribù, favorendone la conversione,
e permettevano alle numerose vedove dei combattenti musulmani
di trovare l'appoggio di un altro
marito, che le avrebbero accolte
e protette nella famiglia allargata.
Per quel che riguarda l'episodio
specifico delle nozze tra Muhammad e Zaynab, i religiosi tendono
a concentrare l'attenzione sulla
magnanimità del primo, che prese
in sposa la giovane donna triste e
sconsolata appena ripudiata da
Zayd. Sposando la donna che era
stata la moglie di suo figlio adottivo (sposare la moglie ripudiata
di un figlio adottivo era stato proibito fino a quel momento), era
dimostrazione del fatto che con
quest'ultimo non esisteva nessun
tipo di rapporto di sangue, e, secondo alcuni giuristi islamici, il
vero significato che soggiace
all'episodio è quello di invalidare
l'adozione, che da quel momento
in poi, venne considerata contro
natura, tassativamente proibita, e
pertanto fu proibito cambiare lignaggio e identità.
Questo non impedì che i musulmani continuassero ad assicurare
protezione agli orfani e ai trovatelli, considerati categoria debole
per eccellenza. Muhammad era
solito affermare: "La casa migliore
dei Musulmani è quella dove ci
si prende cura di un orfano". I
musulmani avrebbero potuto
prendersi carico dei bambini più
svantaggiati, offrendo loro tutto
il supporto materiale e spirituale
necessario ad una crescita serena,
ma avrebbero dovuto continuare
a chiamarli con il nome dei loro
padri biologici. Nel caso in cui
nulla si sapeva della famiglia
d'origine del minore, restava proibito conferire al bambino il nome
di chi se ne prendeva cura. In
questo caso particolare i cognomi
che potevano essere conferiti senza violare le prescrizioni coraniche, erano cognomi quali ibn o
N.8 - Aprile 2008
bint Abdullah (servo di Dio) o ibn
o bint Amat Allah (serva di Dio).
Nulla impediva, di creare relazioni
più strette attraverso il vincolo
matrimoniale tra le persone che
si erano prese cura del bambino
e i suoi parenti, e il bambino e la
bambina stessi, ormai cresciuti.
La Šari'a ha imposto di non recidere mai i legami con i genitori
biologici per numerosi motivi: i
minori hanno diritto di ereditare
dai propri parenti biologici; non
possono sposare parenti in grado
proibito; non possono sposare i
fratelli o sorelle di latte, come
sancito dal Corano.
Creare relazioni parentali artificiali significa dar luogo a filiazione illegittima, considerato atto
9
gravissimo della religione islamica. Inoltre alcuni istituti e norme
šaraitiche come il matrimonio, la
custodia, la tutela, le punizioni,
sono strettamente legate alle relazioni di sangue. Questo spiegherebbe anche il motivo del fatto
che le donne sposate continuino
a mantenere il proprio cognome.
Secondo numerosi teologi e studiosi musulmani, l'adozione è
considerata un pratica delle
società occidentali corrotte e perverse, dove sono diffuse le relazioni sessuali extraconiugali, e
dove molte ragazze madri, prive
di supporto non sono in grado di
allevare il proprio bambino e preferiscono cederlo ad estranei. Nelle società occidentali si pratiche-
rebbe inoltre la compravendita di
bambini da parte delle coppie sterili, e, infine, molte donne, per
non rinunciare alla bellezza del
proprio corpo, eviterebbero la gravidanza e opterebbero per la via
più semplice dell'adozione.
L'adozione priverebbe l'adottato,
secondo le argomentazioni egli
stessi teologi, di conoscere la propria famiglia e, in casi estremi, di
sposare un parente biologico.
L'adozione è stata sostituita, nel
diritto di famiglia islamico, dalla
kafala, una particolare forma di
protezione rivolta all'infanzia, un
istituto impiegato già in epoca
medievale introdotto formalmente
nei codici alla fine del colonialismo e che consiste nel curare,
educare e offrire protezione a un
minore, come si farebbe con un
vero figlio. La kafala non sottrae
l'adottato alla sua famiglia naturale, non crea vincoli di parentela
e non conferisce diritti reciproci
di successione.
La mancanza di un preciso inquadramento della kafala nel nostro
ordinamento determina numerose
difficoltà interpretative sotto il
profilo del diritto di famiglia ed
impedisce a numerosi bambini in
stato di abbandono provvenienti
da Paesi musulmani di entrare a
far parte di a pieno titolo delle
famiglie italiane pronte ad accoglierli.
Dott.ssa Sara Cossu
La professione di Consulente del lavoro
I
l consulente del lavoro è un
libero professionista che si
occupa, in particolar modo,
di offrire alle imprese un servizio
fondamentale che solo egli, in
quanto abilitato, può svolgere,
ossia le buste paga. Naturalmente
il lavoro del consulente non si
ferma a questo, egli infatti si occupa di tutte quelle problematiche
inerenti la soluzione delle casistiche del mondo del lavoro quali:
la sicurezza; le assunzioni e la
ricerca del personale; i licenziamenti; le trattative sindacali; la
redazione dei contratti; l'assistenza
ai datori di lavoro in merito ai
contratti collettivi e alla normativa
lavoristica cui essi devono adempiere; tutto ciò che riguarda la
previdenza sociale e la prevenzione degli infortuni (INPS e INAIL).
Inoltre negli ultimi anni, con
l'espansione dell'immigrazione
comunitaria ed extra-comunitaria
i consulenti sono tenuti alla conoscenza delle leggi in materia di
immigrazione e di accordi bilaterali con le Nazioni originarie degli
immigrati, al fine di agevolare il
loro inserimento nel rispetto delle
normative italiane e straniere.
Il diritto del lavoro, in sostanza,
la fa padrone! Per accedere alla
professione è necessario un praticantato formativo teorico-pratico
di due anni da svolgersi presso lo
studio di un consulente del lavoro
iscritto all'albo da almeno due
anni o presso lo studio di altro
professionista abilitato che abbia
comunicato la sua attività all'albo
da almeno tre anni.
Nel periodo di praticantato si svolge attività di affiancamento al
professionista al fine di imparare
il mestiere sul campo, così come
per la pratica di avvocato.
Per poter svolgere i due anni di
pratica, col conseguimento dei
quali si potrà accedere all'esame
di Stato, è necessario aver compiuto il diciottesimo anno di età
e avere un titolo di studio quale
una laurea triennale, quadriennale
o quinquennale in Giurisprudenza,
Economia o Scienze Politiche.
Proprio presso la nostra facoltà è
attivo il corso di laurea in Servizi
Giuridici con la possibilità di scegliere come percorso formativo
quello di Consulente del lavoro,
così da formare efficientemente
un futuro consulente nelle materie
oggetto della professione. Durante
il periodo di tirocinio non può
coesistere la pratica di diverse
professioni, quali, ad esempio,
quella di avvocato, ma è ammesso
che il praticante possa svolgere
attività lavorativa part-time. Esso
inoltre svolge la pratica gratuitamente con una presenza in studio
di almeno 4 ore giornaliere. Per
svolgere la pratica è necessaria
l'iscrizione all'albo dei praticanti;
fatta richiesta la commissione si
riunisce e delibera entro 60 giorni
da questa, ed al praticante viene
consegnato il c.d. "Libretto della
pratica" in cui devono essere annotate tutte le attività svolte durante il praticantato.
Allo scadere dell'anno di tirocinio,
deve essere presentato all'Albo il
libretto debitamente compilato di
tutte le attività svolte e le nozioni
imparate, nonché tre tesine nelle
materie di Diritto del lavoro, Diritto Tributario e Legislazione
Sociale, che saranno poi le materie
oggetto di Esame di Stato.
Al termine dei due anni formativi,
il praticante è ammesso a sostenere l'Esame di Stato, che si svolge
solitamente nel mese di novembre, e che verte su una prova scritta ed una teorico pratica delle
materie sopra citate. Una volta
passato l'Esame di Stato, ci si
iscriverà all'Albo dei Consulenti
del lavoro per poter cominciare
ad esercitare. Chi scrive è al termine del secondo anno di pratica
e invita tutti coloro che abbiano
una particolare predisposizione o
"simpatia" per il diritto del lavoro
a farci un pensierino! Per maggiori
informazioni potete visitare i siti:
- www.consulentidellavoro.it (Albo nazionale)
- www.consulentilavoro.cagliari.it
(albo provinciale)
o recarvi nella sede dell'albo provinciale dei Consulenti del Lavoro
in Via Sonnino, 37 a Cagliari.
Marco Spiga
Director Area Presidenza
N.8 - Aprile 2008
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Referendum:
strumento di Democrazia diretta…a cosa?
asta con la politica gestita
nelle oscure stanze del potere dai soliti vecchi e noti
personaggi, oggi c'è bisogno di
vera partecipazione democratica
e le nuove norme appena varate
dal consiglio regionale della Sardegna si pongono chiaramente in
questa direzione.
Saranno solo un ricordo i vecchi
sbarramenti delle 30.000 firme,
perchè da oggi ne basteranno 5
per promuovere un referendum
regionale e per il quorum sarà
sufficiente un numero minimo di
4 voti. "Un grande risultato per
una Sardegna veramente democratica, anche se la previsione di
un quorum appare fortemente limitante; lotteremo perché i sardi
siano veramente liberi", questi i
commenti degli schieramenti più
democratici di destra e di sinistra
alla legge appena varata dal consiglio.
A chi ha fatto notare che in questo
modo "si potrebbe avere un abuso
dello strumento del referendum"
è stato giustamente risposto "sei
un fascista, stalinista, nazista,
B
Gheddafi e non condividi i valori
democratici". L'elenco dei referendum regionali in programma
per giugno 2008 è già lungo,
ecco quelli più importanti:
Referendum per l'abrogazione
della legge salva coste: una bambina che regge un blocchetto di
cemento mentre guarda verso
l'orizzonte è il simbolo della grande campagna referendaria lanciata
per rivendicare il diritto di ogni
sardo ad asfaltare la propria terra senza limiti o divieti "calati
dall'alto e senza previo confronto".
Lo slogan, ideato da un consorzio
di impresari edili pluripregiudicati, è invece una raffinata frase a
doppio senso "Per COSTRUIRE
il futuro"…"DEMOLISCI la legge blocca-sviluppo".
Referendum per l'abrogazione
del decreto salva coste abbinato
all'importantissimo referendum
per l'abrogazione degli atti consiliari e dei verbali delle sedute riguardanti la discussione in Consiglio della legge salvacoste; qualcuno ingenuamente ha osservato
che dal momento dell'entrata in
vigore della legge salva coste, il
decreto e gli atti preparatori avrebbero perso qualsiasi efficacia,
pertanto questo referendum sarebbe perfettamente inutile.
Condivisibilmente, si è ribattuto
che in questo modo si dimentica
come il referendum costituisca in
ogni caso un potente strumento
di espressione democratica. Chiesto a gran voce da tutti i sardi,
questo referendum che si terrà il
28 aprile (Sa die de sa Sardigna)
proprio per sottolinearne l'enorme
portata simbolica e democratica,
costerà 45 milioni di euro. Gli
emigrati saranno riportati in patria
anche coattivamente se necessario, per esercitare il diritto di voto.
Scuole, uffici e ospedali resteranno chiusi per 3 settimane per le
operazioni di scrutinio.
Referendum per la valorizzazione delle coste: è senza alcun dubbio questa la proposta referendaria
nella quale sono riposte le più
grandi aspettative.
Constatato il grande numero di
referendum aventi il medesimo
oggetto, è stato intelligentemente
osservato che il vero vantaggio
non si ha ponendo limiti e divieti,
ma "valorizzando" adeguatamente
questa grande risorsa naturale.
Ed ecco allora la proposta, frutto
di un compromesso che lascia
soddisfatte sia la destra che la
sinistra sarda: spianare completamente la fascia di 2 km dal mare
e sostituirla con un'unica colossale banchina di cemento armato.
Tra gli altri enormi vantaggi
dell'operazione, l'approdo all'isola
risulterà incredibilmente agevolato ed anche quelle zone che, un
po' per incapacità delle popolazioni locali, non erano accessibili,
saranno così subito raggiungibili dal turista anche in auto.
Giganteschi nuraghi in vetro e
acciaio, progettati da Renzo Piano
e disseminati un po' ovunque, abbelliranno l'opera e daranno subito
al turista l'immagine di una Sardegna che, pur valorizzando le
tradizioni, è finalmente moderna
e democratica.
Giorgio Mangiaracina
Sindaco di ELSA Cagliari
Se gli speaker sono gli studenti
Anche a Cagliari una webradio degli studenti universitari
ecnologia fa rima con partecipazione. Forse non
sempre, ma nel caso di
Unicaradio.it è proprio così: sono
Internet e i nuovi media a trasformare in realtà il desiderio di condividere le esperienze e sperimentare un modo democratico di
comunicare. Certo, direbbero i
sociologi della scienza, i dispositivi tecnologici non sono costituiti
solo da materia, ma dagli usi che
noi ne facciamo. E proprio negli
utilizzi potenziali risiede il punto
di forza della neonata web radio
degli universitari cagliaritani: in
questo spazio, le tecnologie legate
al web sono fatte proprie dagli
studenti e utilizzate per dare modi
e ritmi del tutto nuovi ad una delle
T
Via Cocco Ortu, 93
più grandi conquiste dell'umanità:
la libertà d'espressione. Così prende forma un vero e proprio laboratorio multimediale, dove si incontrano musica e informazione,
vita universitaria e creatività. La
sperimentazione dei nuovi protocolli di trasmissione dati è dunque
uno dei fronti più importanti su
cui si sviluppa il progetto, curato
dall'Associazione Sinistra Universitaria. L'altro fronte è quello della
didattica. Interviste ai docenti,
lezioni speciali che vanno in onda,
conferenze che è possibile seguire
con un semplice click: sono solo
alcuni esempi di come Unicaradio
riesca a farsi nodo della rete che
collega studenti, docenti ed eventi
nell'Ateneo. Il tutto con un palin-
sesto che 24 ore su 24 riflette i
bioritmi della vita universitaria,
alternando in modo sequenziale i
momenti di studio e svago.
In più, a dicembre è stata inaugurata la nuova piattaforma mobile
(www.unicaradio.it/mobile) che
permette a qualsiasi studente di
ascoltare sul proprio cellulare i
programmi in diretta di Unicaradio o i podcast. Unico requisito:
aver installato sul proprio cellulare
il sistema operativo Symbian. Il
progetto Unicaradio.it vede inoltre
la collaborazione dell'Associazione Operatori Radiofonici Universitari (www.raduni.org), che ogni
settimana realizza un notiziario
con i contributi degli studenti degli Atenei italiani. Cooperazione
quindi non solo tra universitari
del capoluogo sardo, ma studenti
impegnati in progetti analoghi in
altre città d'Italia. Per citarne solo
alcune: Pavia, Teramo, Milano,
Torino, Palermo, Firenze. E gli
obiettivi da raggiungere sono ancora tanti. Uno di questi è la collaborazione con importanti docenti di comunicazione. Altri sono
da immaginare e concretizzare
insieme, continuando a esplorare
le risorse comunicative che questo
spazio offre. E mettendole al servizio di quella Università ideale
che tutti desideriamo costruire.
Se vuoi partecipare, invia una
mail a [email protected]
La redazione di unicaradio.it
Tel. 070 4560031
N.8 - Aprile 2008
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British Institutes, è la più grande scuola d'inglese presente in Italia con più di 200
sedi. Da oltre 25 anni, si occupa dell'insegnamento dell'inglese come lingua straniera,
nonché di attività culturali e corsi all'estero. Accreditata dal Ministero Istruzione
Università e Ricerca con decreto del 31 marzo 2003 prot. 2953/C/3, è l'unico Ente
formatore e certificatore con sedi d'esame proprie, in grado di rilasciare un certificato
di studio europeo che attesta il livello di conoscenza linguistica conseguito.
Forte di un'esperienza maturata in oltre 25 anni nel campo dell'insegnamento si avvale
della collaborazione di docenti di madrelingua inglese, laureati, qualificati ed abilitati
all'insegnamento della lingua.
I ns. corsi si articolano su sette diversi livelli di apprendimento come previsto dalla normativa
del Quadro Europeo di Strasburgo nel 1997 e si sviluppano con una metodologia denominata
English Comunicative Method (E.C.M.), un metodo razionale che prevede un primo approccio
diretto nella conversazione, per poi passare ad un'analisi grammaticale e sintattica delle nozioni
acquisite, che permette di raggiungere il pieno possesso dell' Inglese nelle sue particolarità idiomatiche
e culturali.
Un test preliminare accerta la competenza iniziale dello studente per indirizzarlo, in base al livello
di conoscenza linguistica, nel corso più appropriato.
Durante il corso vengono effettuati 2 Progress Check nei quali si verificano i progressi dello studente.
Al termine del corso si terrà l'esame ufficiale con il quale si valuteranno le 4 abilità linguistiche
acquisite relative al livello di apprendimento elementare A1. Al superamento di tale esame si potrà
accedere al livello pre-intermedio A2.
Corso di lingua inglese 2008
Il programma
Struttura e servizi
Il programma di studio prevede un totale di 125 ore di apprendimento così suddivise:
Oltre le lezioni programmate i partecipanti potranno usufruire,
in un contesto piacevolmente britannico, di una serie di attività
integrative atte a rendere più proficuo ed interessante
l'apprendimento linguistico:
- 100 ore di lezione in aula con docente madrelingua
- 25 ore di autoapprendimento in aula multimediale con
CD ROM
Durata e frequenza
Corso Base: 7 mesi
Il gruppo sarà formato da 10 persone, esclusivamente studenti
regolarmente iscritti alla facoltà di Giurisprudenza di Cagliari,
le lezioni si terranno presso la nostra sede in via Dante 89 a
Cagliari. Il corso si sviluppa in un arco di tempo di circa 7 mesi
con una frequenza di 2 volte alla settimana con le seguenti
possibilità di giorni e orari:
- giorni: lunedi - mercoledi o martedi - giovedi
- orari: 11.00 - 12.30 o 17.00 - 18.30
Corso Intensivo: 3 mesi
Il gruppo sarà formato da 12 persone, esclusivamente studenti
regolarmente iscritti alla facoltà di Giurisprudenza di Cagliari,
le lezioni si terranno presso la nostra sede in via Dante 89 a
Cagliari. Il corso si sviluppa in un arco di tempo di circa 3 mesi
con una frequenza di 3 volte alla settimana con le seguenti
possibilità di giorni e orari:
- giorni: lunedi - mercoledi - venerdi
- orari: 11.00 - 12.30 o 17.00 - 18.30
British Cafè:
è un ambiente stimolante e confortevole riservato alla socializzazione ed al dialogo in lingua inglese, dove esperti collaboratori
di madrelingua guidano le conversazioni in base al livello di
competenza linguistica. La sala inoltre è dotata di una TV al
plasma con ricezione satellitare.
Sala multimediale:
la sala, attrezzata di computers, è accessibile agli studenti
durante gli orari di apertura della scuola, per migliorare le
capacità di ascolto ed esercitarsi con programmi interattivi
supplementari, inoltre è possibile usufruire del collegamento
ad internet.
Biblioteca:
vengono messi a disposizione degli studenti simpatici manuali
di lettura divisi in base al livello di competenza, per la consultazione in sede o per il prestito a casa.
Il corrispettivo per i gruppi così formati è di € 420,00 ed è
comprensivo dei libri di testo del certificato di studio europeo
e dei servizi integrativi sopraelencati. Si fa presente che il costo
dello stesso corso per gli esterni è di € 800,00.
British Institutes
Ente culturale per la diffusione della lingua inglese - Mi - Decreto n. 17.622/01 - L.R. n. 28/96
Autor. M.P.I. con D.M. 20.03.87 e D.M. 07.07.98-Accred.Min Lav ex DM n 166/01 Decreto RL n 14.305/02
Accreditato MIUR Decret prot.2953/03
Direzione e Sede d'Esami British Institutes
Via Dante, 89 - 09128 Cagliari tel 070 / 407999 Fax 070/4560128 - www.britishinstitutes.it - [email protected]
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numero 8 - ELSA Cagliari