Sport
Cari lettori la nostra città (Salerno) sta
crescendo e non è dimostrato solo dalla
costruzione di infrastrutture e dalle code
alla posta, si capisce anche dallo sport.
Da qualche anno infatti, sono nate società
sportive che accontentano un pò tutta la
popolazione e che si occupano dei
cosiddetti sport minori come il Rugby e
il Baseball note già da tempo a Salerno.
Ultima nata, sei mesi fa, è la squadra degli
Eagles Salerno del presidente Vincenzo
Cusati. Per chi conoscesse poco o nulla di
questo affascinante sport, vi riassumo
brevemente le componenti e le finalità.
Si gioca con due squadre di undici
giocatori ognuna in un campo della
grandezza pressappoco di quello di calcio.
Alle due estremità ci sono delle aree
denominate End Zone dove appunto,
come il nome suggerisce, il gioco finisce,
dove avvengono i Touch Down quelli che
nel calcio sono i goal. Si gioca con palloni
ovali di ventotto cm. L’ equipaggiamento
di ogni giocatore è molto numeroso e
consiste in protezioni che ricoprono la
maggior parte della superficie dell’atleta,
casco, paraspalle, gomitiere, ginocchiere,
conchiglia , questi sono soltanto quelli
obbligatori. Perché tutte queste
protezioni? Questo sport fa della forza
fisica la sua ragion d’essere ed è per
questo che è praticato
principalmente da fisici
massicci. Ma ogni cosa
ha i suoi pregi e difetti
quindi anche fisici agili
e snelli possono essere
utili, soprattutto perché
lo scopo del gioco è
correre con la palla nell’
End Zone. Ogni segnatura corrisponde a
sei punti più un Extra Point che si assegna
solo in caso si riesce a calciare il pallone
tra due paletti di cinque metri di
larghezza, posti a tre metri d’altezza al
centro di entrambi le End Zone. Si può
arrivare all’End Zone in due modi, tramite
una corsa, un giocatore cerca di portare
il pallone più lontano possibile o tramite
un lancio, un giocatore lancerà il pallone
e altri cercheranno di riceverlo e bloccarlo
al volo prima che cadi a terra. Come avrete
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capito ci sarà una squadra che attaccherà
e l’altra che si difenderà tutto ciò tra
botte da orbi. La squadra che attacca ha
a disposizione quattro tentativi per
avanzare di dieci Yards (circa dieci metri),
fino ad arrivare al Touch Dawn e in questo
frangente la difesa cercherà di respingere
gli attacchi. Se l’attacco fallisce il gioco
cambia di mano e la squadra che
difendeva la sua metà campo ora avrà la
possibilità di attaccare. Siccome il
dispendio d’energia è elevato, ogni
squadra si avvale minimo di due reparti:
attacco e difesa appunto, quindi ventidue
giocatori più riserve e giocatori speciali
che entrano solo in condizioni particolari
di gioco fanno in modo di far salire il
numero dei componenti a circa cinquanta.
Spero di aver chiarito abbastanza ma vi
assicuro che ho spiegato davvero poco
anche perché ho tralasciato le regole. Per
saperne di più o per diventare un
giocatore la squadra degli Eagles Salerno
si allena martedì e giovedì allo Stadio
Vestiti alle ore 20. Sabato 8 aprile si è
disputata la prima partita della storia
degli Eagles. In terra nemica hanno
incontrato i Dragons Brindisi purtroppo
registrando una sconfitta, punteggio
finale 14-13 per la squadra pugliese. Il
Coach Pironti però anche se con un po’
d’amaro in bocca per la
vittoria sfiorata si ritiene
soddisfatto della squadra
che a solo sei mesi di vita
ha risposto bene contro
una squadra vecchia di sei
anni. Ricordo che Faiano
vanta ben due giocatori
(Diego Taiani e Paolo
Ciaparrone) e spera che ben presto
aumentino.
La prossima partita degli Eagles si
disputerà a Bari conto i Trucks il 1 maggio.
Siete tutti invitati, lo spettacolo non
mancherà, anzi è garantito se volete
passare una giornata diversa. La squadra
ci metterà tutto l’ orgoglio che serve per
tenere alto il nome della città a noi non
resta altro che gridare…GO EAGLES GO!
Kalel
16 aprile 2006 - Anno III - Numero 8
Pontecagnano Faiano ed i "Faianesi"
Il Faianese vero non è quello che borbotta ma è quello che difende la sua cultura
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Educare sulle orme di Don Bosco
L'insegnamento dei figli si avvale di varie dottrine ma soprattutto di tanto amore
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Vergine dei Fujenti
Un tradizionale rito del lunedi in Albis
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Galleria Carrefour
Il 30% degli spazi riservati ai Commercianti
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Assegnamo gli "Oscar" a tutti
Marco Travaglio e gli Oscar della Politica ripresi da Amedeo Ceresoli
Pagina 7
Elezioni Politiche 2006
Commenti ed osservazioni sui risultati
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L'Isola Pedonale
Interessante proposta di Nino Altamura
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Eagles Salerno e non solo calcio...
Kalel ci guida alla scoperta di una realtà del "Football Salernitano"
Pagina 8
LA REDAZIONE DI WWW.FAIANO.IT
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Adduono Carmine ([email protected])
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Primo Piano
Cari cittadini di Pontecagnano…
In questo periodo abbiamo sentito e
sentiremo sempre più, fino alle prossime
elezioni, questa frase dai politici che ci
rappresentano e ci rappresenteranno.
Eppure sarà perché i comizi sono studiati
per tenere sempre alta l’attenzione di
chi ascolta e quindi si evitano frasi inutili
o poco incisive, o perché Pontecagnano
è già di per sé lungo da pronunciare, ma
non si ode quasi mai il nome del nostro
comune al completo: PONTECAGNANO
FAIANO.
Con questo non voglio dire che i nostri
politici si dimenticano, o almeno lo spero,
di quel piccolo agglomerato che è Faiano,
anche se tanto piccolo non lo è più con
l’edilizia al galoppo che ci dà ancora più
importanza economica e sociale, a cui
contribuiscono le attività di ristoro,
artigianali, commerciali che lo
contraddistinguono e che garantiscono
in sinergia con il sole, l’acqua, l’aria, la
natura, uno stile di vita che sicuramente
appaga i nostri sensi, a differenza di
quanto possa fare una città caotica… è
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impossibile, mi ripeto, non si può
dimenticare!
Sarà allora che sono loro stessi, i
“faianesi” a dimenticare il loro paese?
Beh in effetti qualche dubbio c’è! Basti
pensare alle scorse manifestazioni contro
la centrale termoelettrica (tema in questo
periodo in letargo!) in cui la
rappresentanza faianese era minima, o
ai tanti incontri ed eventi che si
organizzano a Faiano e che spesso non
destano nemmeno curiosità. E la cosa più
terribile è sentire dire che a Faiano non
c’è niente, non si fa niente, non cambia
mai niente. Eppure Faiano nel suo aspetto
è cambiato e come, e si può ben vedere,
saranno allora i Faianesi, includo anche
la sottoscritta, che non cambiano? Io
spero che quanto stia dicendo non sia
vero, sia solo una mia “svista”, ma se
almeno qualcuno condivide ciò, allora
dico che dobbiamo sicuramente fare di
più e soprattutto in questo periodo, far
capire a chi ci parla che abbiamo una
nostra identità che va rispettata e
abbiamo delle necessità che vanno
ascoltate ancora di più per un paese che
sta crescendo, basti pensare che gli stessi
collegamenti con Pontecagnano non sono
pianifiacati al meglio!
Ora non sto qui a elencare ciò che
potrebbe essere migliorato, non è mio
compito, ma vorrei solo far pensare a chi
legge che Faiano c’è, e i faianesi pure, e
allora dobbiamo essere presenti e far
sentire la nostra voce! Migliorare si può,
basta crederci!
Annalisa Davide
Cartolibreria A. Malangone
Via C. Pisacane, 24 - 84093 Faiano (Sa) - Tel. 089/201179
Laureando in architettura, risolve problemi di condensa superficiale e interstiziale
in edifici ex novi e in muratura portante.
Esperto in ricostruzione fotografica, realizza anche disegni in 3D di interni ed esterni.
INFO:
Alessandro Pisaturo, Via Solferino 8, Faiano (SA) - cell. 3207904173
Osservazioni
OSCAR ELETTORALE
Premio miglior comico protagonista «Avete
capito bene, aboliremo l’Ici... Aboliremo anche
la tassa sui rifiuti...» (Silvio Berlusconi, FI).
Premio migliore azienda protagonista «Nella
prima seduta del consiglio d’amministrazione
della prossima legislatura... » (S.B.)
Premio Bollirò «Nella Cina di Mao i comunisti
non mangiavano i bambini: lì bollivano per
concimare i campi» (S.B.)
Premio Scudo Umano «Ecco le prove:
mangiavano i bambini» (titolo di “Libero”).
Premio (H)ar(d)core «Era tardi, mi era passato
il sonno. Ho fatto zapping in tv e sono finito su
un canale dove si vedevano delle signorine che
invitavano a telefonare. Ho voluto tastare il
polso della situazione: “Mi consenta, signorina,
ma lei il 9 e 10 aprile per chi voterà?”. Sette su
9 hanno detto Berlusconi» (S.B.)
Premio National Geographic «Il cimitero
americano dove giurai fedeltà alla libertà è
quello di Anzio a Nettuno» (S.B.).
Premio Tassa di Successione «Sono una
vittima, mi sacrifico per tutti. Io sono il Gesù
Cristo della politica. Solo Napoleone ha fatto
più di me. Combatto il comunismo come Churchill
combatteva il nazismo. Va bene, paragonatemi
a Mosè. Napoleone? Churchill? Gesù? Ma io non
mi sono mai paragonato a nessuno: al solito, le
mie parole sono state travisate» (S.B.)
Premio Còtton Fiock «Mi stropiccio gli occhi
e le orecchie!» (S.B.)
Premio Gerovital «Sotto il mio governo ho
l’orgoglio di aver incrementato le aspettative di
vita dai 78 agli 80 anni. Nessuno mi ha mai
battuto sui 100 metri, non sono mica un anziano»
(SB.)
Premio Faccia di Bronzo «Ho fatto una sola
legge ad personam: la Carta Oro per gli anziani»
(S.B.).
Premio Mani di Fata «Oggi il merletto viene
spesso accompagnato da un ricamo. E nella
bellezza del lenzuolo o della tovaglia da tavola,
l’uno non può fare a meno dell’altro. Ecco, mi
piace il merletto, ma anche il ricamo. Fa eccezione
il punto a croce. Sa, in questi cinque anni ho
portato la croce e non ho potuto cantare, nè
comunicare le tante riforme varate dal mio
governo» (S.B. su “Ricamo Italiano”).
Premio Miss Italia «Le donne belle stanno
tutte con noi» (Rocco Buttiglione, Udc).
Premio Putin. «L’Europarlamento deve indagare
sui presunti legami di Prodi col Kgb» (titolo de
“Il Giornale”).
Premio Finestra sul Porcile «La legge elettorale
l’ho scritta io, ma è una porcata» (Roberto
Calderoli, Ln).
Premio Pallottoliere «Ben 500 milioni di italiani
hanno smesso di fumare grazie alla nostra legge...
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Sotto il mio governo hanno trovato lavoro 531
donne» (S.B.).
Premio Voce dell’Innocenza «Noi abbiamo
governato ‘na schifezza, ma questi faranno
peggio» (Gianfranco Rotondi, Dc).
Premio Richiamo della Foresta « La Moratti
ha scelto di venire da noi perché ce l’abbiamo
duro» (Umberto Bossi, Ln).
Premio Programma di Protezione «Temo per
la mia incolumità fisica. Giro con la scorta»
(Marcello Dell’Utri, FI).
Premio Erede De Gasperi «Al Senato non mi
dispiace Pippo Franco. L’ho conosciuto a una
tavola rotonda all’Università di Padova e parlò
in modo splendido» (Giulio Andreotti).
Premio Bicamerale con Svista. «Berlusconi, se
davvero ama la politica, ceda le aziende ai suoi
figli» (Massimo D’Alema, Ds).
Premio Dolcenera «Meglio fascisti che froci»
(Alessandra Mussolini, As).
Premio Cedrata Tassoni «A volte mi capita di
parlare col cedro del, mio giardino. Sono un
panteista» (Roberto Castelli, Ln).
Premio Olivolì Olivolà «Non benedirò gli ulivi
la Domenica delle Palme per non schierarmi con
il centrosinistra!» (don Paolo Perla, parroco a
Castelnuovo di Porto, Roma)
Premio Troppa grazia Sant’Antonio
«Difendiamo i valori della famiglia»
(Pierferdinando Casini, detentore di due
famiglie).
Premio Miglior Attore Non Protagonista
«L’Udc è pronta a guidare il Paese»
(Pierferdinando Casini, Udc).
Premio Miglior Comparsa «Il 10 aprile sarò il
nuovo presidente del Consiglio» (Gianfranco
Fini, An).
Premio Cimice «Sento puzza di servizi segreti,
ho sospetti su un politico» (Francesco Storace,
An).
Premio HammametJunior «Mia sorella Stefania
mi ricorda la bambina del film L’Esorcista, che
cammina con la testa girata all’indietro» (Bobo
Craxi, Unione).
Premio Tacchi a Spillo/1 «La lombosciatalgia
di Berlusconi? Saranno i tacchi, io ne so qualcosa»
(Vladimir Luxuria, Prc).
Premio Tacchi a Spillo/2 «Berlusconi mi sembra
di altezza normale» (Mara Carfagna, FI).
Premio Libertà Provvisoria «Io, Cesare, dico
a voi Legionari Azzurri che dovrete percorrere
il territorio in lungo e in largo, ogni via, ogni
piazza, ogni quartiere, nel nome del nostro
leader per propagandare la libertà e la giustizia»
(Cesare Previti, FI).
TRATTO DAL SITO :
http://vivamarcotravaglio.splinder.com
Amedeo Ceresoli
Miti & Leggende
La Vergine dei Fujenti
Come abbiamo già visto in precedenti articoli,
i napoletani mantengono ancora vive alcune
antiche tradizioni popolari, questa che ora
andrò per narrarvi ne è un esempio.
Il lunedì in Albis di ogni anno, una schiera
di pellegrini, si reca a piedi al Santuario delle
Madonna dell’Arco, a 12 km da Napoli.
Questo concitato e drammatico rito, ricco di
elementi penitenziali cattolici innestati su
culti pre-cristiani di fertilità e di passaggio
stagionale, segna l’inizio delle celebrazioni
della stagione calda, quella in cui la natura
rinasce, come il Cristo che risorge.
Fujenti, detti anche “battenti”, è il nome di
questi pellegrini, devoti dell’immagine
dolente della Vergine dal volto ferito. È
proprio la ferita, simbolo di un
dolore antico, all’origine di
questo culto. Si narra infatti
che il lunedì in Albis del 1500,
un giocatore di palla a maglio,
furioso per aver sbagliato un
colpo, e perduta così la
scommessa con un suo
avversario, colpì con la palla di
legno un’immagine della
Vergine dipinta sotto l’arco di un acquedotto
romano. La Madonna prese allora a
sanguinare e l’empio, si mise a correre e a
saltellare. Fu punito con l’impiccagione, e
sul luogo dell’accaduto fu costruita una
cappella dedicata all’icona prodigiosa.
I Fujenti, (dal napoletano “fujre” indica
appunto coloro che corrono), sono scalzi per
voto e, devono compiere di corsa almeno
l’ultimo tratto del pellegrinaggio, forse in
ricordo della corsa frenetica dello scellerato
giocatore e in espiazione del suo peccato.
I devoti sono organizzati in associazioni,
diffuse a Napoli e in provincia. Quel giorno
vestono tutti ritualmente di bianco, simbolo
di purezza, e portano sull’abito una fascia
azzurra, il colore della “Mamma Celeste”, e
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un’altra rossa ai fianchi, simbolo del sangue.
Ciascuna associazione il giorno della festa è
rappresentata da una propria squadra,
ovvero paranza, che ha il compito di portare
a spalla un “tosello”, una pesante macchina
da festa e consistente, di solito, in una statua
della Madonna dell’Arco in trono. Seguono
poi devoti del gruppo. Così schierato, il corteo
prende la strada del santuario all’alba del
lunedì fermandosi lungo la strada davanti a
ogni edicola votiva della Madonna.
Ha inizio la lunga marcia dei fujenti.
Molte ore e molte miglia di fatica segnano
l’antico cammino del dolore e della speranza,
della penitenza e della gratitudine.
Al cospetto della Madonna ferita, vinti dalla
stanchezza, dall’emozione e dalla sofferenza
alcuni devoti sembrano preda di un furore
rituale, altri entrano
violentemente in trance, come
accadeva nel mondo antico
nei templi delle divinità
femminili della fertilità, infine
alcuni “battenti” intonano un
canto che inizia con la
formula: “Chi è devoto”.
Molti fujenti urlano,
camminano sulle ginocchia,
altri ancora avanzano trascinandosi sulle
braccia fino all’altare; molti iniziano un
concitato dialogo con l’immagine, che
obbedisce a una scrittura rituale.
Una dopo l’altra le squadre dei devoti
scorrono davanti all’immagine, dall’alba fino
al tramonto, mentre fuori giunge il battito
ostinato degli strumenti che accompagnano
le tarantelle e le tammurriate. Quando il rito
si avvia alla sua conclusione i pellegrini
prendono la strada del ritorno per riporre i
loro toselli fino all’anno successivo. Molti
di essi affollano la grande fiera che si svolge
nelle vie circostanti il santuario, sciogliendo
la tensione del rito nell’animazione della
festa.
Tiziana Giordano
P.zza Garibaldi 69 - Faiano (Sa) - Tel./Fax 089-201905 - Cell 3922106325
Il punto
Educare in famiglia secondo lo
stile di Don Bosco
Due sono i sistemi in ogni tempo usati
nella educazione della gioventù:
Preventivo e Repressivo: così diceva Don
Bosco.
Il sistema Repressivo consiste nel far
conoscere la legge ai sudditi, poi
sorvegliare e punire i trasgressori con il
meritato castigo…Opposto è il sistema
Preventivo, che consiste nel far conoscere
le prescrizioni e i regolamenti e poi
sorvegliare con attenzione, dando consigli
e correggendo amorevolmente,così come
scrive Don Bosco nelle prime righe del
libretto sul sistema educativo. Questa
seconda via è più rischiosa e soprattutto
più faticosa. E’ la via del rispetto della
persona e della sua libertà e soprattutto
dei suoi ritmi di crescita e di maturazione.
I ragazzi reagiscono male quando
vengono semplicemente
“costretti”. Bisogna
pensare ai figli come a
palline di gomma: più
vengono schiacciati, più
schizzano lontano. Nessun
genitore desidera una
reazione violenta dei
ragazzi, oppure il loro
isolamento. Eppure noi
incoraggiamo proprio
questi comportamenti
quando costringiamo
semplicemente i ragazzi.
L’educatore deve decidere
di diventare un dirigente
autorevole. Non un deposta. Deve
ottenere il meglio dai suoi figli, averli
come alleati nel difficile compito
dell’educazione.
Significa anche saper vedere, conoscere
il temperamento e il carattere dei figli,
scegliere le strategie e le tattiche nel
modo opportuno. I genitori devono
quindi essere presenti nella vita dei loro
figli, non in modo saltuario né solo
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quando si manifesta qualche problema.
“I ragazzi devono conoscere… “, afferma
Don Bosco.
In qualche modo anche i genitori devono
essere insegnanti di vita. Le informazioni,
per essere veramente tali,devono essere
utilizzabili. Possibilmente subito. E’
importante che avvenga una vera
comunione. I genitori devono spiegare
chiaramente idee e sentimenti, scegliere
le parole e le azioni giuste, ridurre al
minimo le possibili barriere. In questo
modo di vedere, l’autorità e la libertà
non sono due concetti contrapposti, ma
al contrario uno è in funzione dell’altro.
Primo incoraggiamento è l’ascolto.
Significa prestare vera attenzione non
solo ai “fatti” che riguardano i figli, ma
anche ai loro valori e ai loro desideri.
Mandare messaggi chiari. Fare caso anche
ai particolari. I ragazzi affidano spesso le
loro richieste di aiuto a piccoli segni che
è importante imparare a
conoscere. Aiutare i ragazzi
ad incoraggiarsi da soli. E’
essenziale. Il fine
dell’educazione è proprio la
costruzione di una persona
che ha fiducia in se stessa.
Si tratta di riconoscere e di
approvare apertamente i
comportamenti efficaci. I figli
sono molto sensibili
all’approvazione e alla stima
dei genitori: Un’attività
gestita in modo responsabile,
il mantenere gli impegni,
porsi degli obiettivi, la cura
di se stessi e degli altri, sono
comportamenti che spesso non vengono
riconosciuti nei propri figli
Il sistema è parlare col linguaggio del
cuore sia in tempo della educazione, sia
dopo di essa.
Il segreto sta tutto in quel “guadagnare
il cuore”.
Genitori felici con il sistema di Don Bosco.
Nino Altamura
Politiche 2006
Dopo quasi 20 ore di scrutini, i risultati
finali assegnano sia la Camera che il Senato
al centro-sinistra
LA CRONACA - Elezioni al cardiopalma, scrutinio
al fotofinish. Sino all’ultimo voto. Lo ha detto
anche un noto giornalista, intorno alla
mezzanotte tra il 10 e l’11 Aprile: “Chi avrebbe
mai pensato di dover contare anche 1300 voti!”.
Ad indicare quanto la “tenzione” sia stata
combattuta ed incerta sino all’ultimo.
Gli exit polls del primo pomeriggio, sia quelli
delle 15, sia quelli delle 15 e 45, assegnavano
all’Unione il 55% ad entrambe le Camere, contro
il 45% della Cdl. Solo per ricordarlo, gli exit polls
si basano sulle dichiarazioni rilasciate dagli
elettori intervistati all’uscita dei seggi. In base
alle loro risposte, si stilano i primi “possibili”
risultati.
È un tripudio del centro-sinistra, Marini
(Margherita) intorno alle 17 canta vittoria,
Gasparri (AN) che ammette la sconfitta, ignaro
di quello che stava per succedere.
Facendo zapping tra le varie reti, pubbliche e
private, con le prime proiezioni (che si basano
sui primi dati effettivi dei seggi e non su
dichiarazioni degli elettori) danno invece una
situazione diversa: l’Unione è sempre in testa,
con il 53-54% alla Camera e con il 51% al Senato,
che preoccupa molto di più lo schieramento di
centro-sinistra. Cominciano ad arrivare anche i
primi dati dal Viminale, il Ministero dell’Interno:
sostanzialmente confermano le proiezioni,
spazzando via quanto avevano rivelato gli exit
polls. La Cdl è allora in rimonta, addirittura ha
quasi pareggiato. Il culmine si registra intorno
alle 20 e 30, quando sia sulle reti RAI che su
quelle Mediaset (senza dimenticare La7) le
successive proiezioni danno un vantaggio della
Cdl sia alla Camera che al Senato. Il Viminale
conferma il vantaggio della Cdl ad entrambe le
Camere.
Inizia quindi la maratona televisiva del primetime: Bruno Vespa parte con il primo giro di
Porta a Porta. Esponenti del centro sinistra e del
centro destra. Il clima è differente: a sinistra c’è
prudenza, a destra pure, si dichiara, ma si legge
sui volti degli esponenti della Cdl una grande
soddisfazione per il risultato parziale. Vorrei
vedere, stando agli exit polls, si profilava una
schiacciante vittoria dell’Unione. Nell’Unione,
naturalmente, c’è sorpresa e un po’ di delusione.
Sembra impossibile quello che dice Gavino
Angius, che crede nella vittoria del centro sinistra.
Seconda edizione del programma di Vespa, alle
23 e 30 circa. Il Viminale dà un vantaggio seppur
risicato dell’Unione alla Camera e della Cdl al
Senato. Stando alla nuova legge elettorale, la
questione Senato è incerta sino all’ultimo voto.
Effettivamente è stata una legge sbagliata.
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Lazio, Campania e Piemonte sono incerte e
decisive. Alle 01 e 30 la situazione è ancora di
sostanziale pareggio, forse un vantaggio risicato
per la Cdl. Si parla di un governo di coalizione,
come in Germania. Si parla, nessuno ne ha
intenzione effettivamente.
Intorno alle 03 e 30 la svolta: inaspettatamente
l’Unione, secondo il Viminale, torna in testa alla
Camera e anche al Senato. Alle 14 dell’11 Aprile
cominciano ad arrivare anche i risultati dei voti
all’estero, fortemente voluti dal Ministro degli
italiani all’estero, Mirko Tremaglia. All’estero
vince l’Unione. Il Senato passa al centro-sinistra,
la Camera largamente al centro-sinistra. I tg
riportano i festeggiamenti e le esultanze dello
schieramento, con Prodi che alle 03 e 30 del
mattino annuncia “Abbiamo vinto!” con quel
tono pacato che dà tanto fastidio a chi è abituato
alla comunicazione urlata. Intorno alle 18 e 30,
i dati definitivi: 340 deputati all’Unione contro
i 277 della Cdl, 158 senatori all’Unione contro i
156 alla Cdl. Il seggio rimanente, quello
indipendente, si schiera comunque con l’Unione.
Quindi, 159 a 156.
E ORA? – Personalmente sono soddisfatto della
vittoria del centro-sinistra; Prodi ha dichiarato
che governerà cinque anni, Berlusconi e il centrodestra, ovviamente, fanno leva sull’eterogeneità
della coalizione di centro-sinistra. Spero che il
centro-sinistra abbia imparato dai suoi errori,
che non vengano commessi gli errori fatti dieci
anni fa, durante il primo mandato di Romano
Prodi, né che ci si culli sugli allori, perché
l’opposizione, almeno per adesso, resta
compatta.
L’Italia non è in una situazione rosea, l’economia
non va, ci sono pochi posti di lavoro, il lavoro
precario non permette ai giovani di progettare
un futuro, a volte non li fa entrare affatto nel
mondo del lavoro, c’è una legge elettorale (a
mio avviso) da cambiare, insomma ce ne è di
lavoro da fare. Prodi ha dichiarato che la priorità
sarà riaggiustare l’economia: si badi, non sarà
una questione di giorni, lo sappiano gli elettori
e lo sappiano gli alleati (e gli avversari) del
Professore. Il nuovo governo dovrà avere il tempo
di lavorare e di attuare e varare riforme e leggi,
sempre (si spera) nell’interesse del Paese. Cosa
che, a mio avviso, il centro-destra non ha fatto,
e se lo ha fatto, non lo ha saputo comunicare.
Un paradosso, per uno che, lo si deve ammettere,
è un genio della comunicazione. Ma non un
uomo di Stato. È ora di rimboccarsi le maniche:
ci sarà tanto da lavorare, e l’Unione dovrà
lavorare come si deve, se vuole migliorare la
situazione del paese. Da parte nostra, cosa dire?
Il nostro lo abbiamo fatto… caro centro-sinistra,
tocca a voi.
Marco De Simone
Iniziative
NUOVA ISOLA PEDONALE
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ma opinioni che accarezzano più persone.
Nino Altamura
Tutti i cittadini, hanno il dovere di
contribuire alla crescita della propria
comunità, con idee nuove, e perché no a
volte anche con trovate bizzarre. Ciò che
ciascuno dà personalmente e partecipare
al raggiungimento di un fine comune è
soddisfazione. Cooperare, prendere parte
è gioia per tutti. Nei giorni scorsi,
soffermandomi per un bel po’ di tempo
davanti alla farmacia, e accendendo sì il
motore della fantasia, ma nello stesso
tempo pensavo quale poteva essere la
soluzione più idonea, per far sì, che,
davanti alla chiesa ci fosse spazio senza
essere disturbati da auto in sosta e da
quelle di passaggio. Permettendo così ai
cittadini di soffermarsi, senza essere di
intralcio al traffico. A voi la riflessione
sulla proposta che vi propongo:
ISOLA PEDONALE… il tratto Via C.
Pisacane, che va dalla macelleria Attanasio
fin su all’azienda Marmi Battipaglia.
Quindi tutta la parte antistante l’entrata
della chiesa S.Benedetto diventerebbe
una bella piazzetta “festiva”. Ribadisco
FESTIVA, perché, la proposta è scaturita
in considerazione che nei giorni festivi
non si danneggerebbe alcuna attività
commerciale, e per continuare l’idea, Isola
Pedonale, dalle ore 08.00 alle ore13.00.
Uno spazio, dove incontrarsi diventa un
appuntamento. Per un invito?: “ci
vediamo domenica mattina alla piazzetta
davanti alla chiesa”. Ritorniamo a fare
piazza. Spero che questa proposta non
viaggi nel vuoto, ma venga valutata con
serietà. L’idea di regalare lo spazio su
citato ai cittadini non è frutto di
considerazione personale, ne un capriccio,
30% DEGLI SPAZI CARREFOUR AGLI
OPERATORI COMMERCIALI LOCALI
Con una lettera agli operatori
commerciali, artigiani, paracommerciali
e/o coloro che svolgono attività di servizio
nel territorio comunale, l'amministrazione
comunale informa che il 30% degli spazi
riservati agli esercizi commerciali
all'interno della Galleria Carrefour, sarà
destinata agli operatori locali. Tale
iniziativa rientra in convenzione stipulata
tra l'amministrazione comunale di
Pontecagnano Faiano e la concessionaria
incaricata di assegnare le unità
commerciali previste nella adiacente
struttura dell'ipermercato Carrefour. La
nota a firma del Sindaco Dario Del Gais
e dell'Assessore alle Attività Produttive
Giuseppe D'Ascoli, è accompagnata da
un apposito schema di domanda, nel
quale l'operatore commerciale manifesta
il proprio interesse a valutare l'affitto di
un punto vendita richiedendo i metri
quadrati che intende utilizzare per la
propria attività. Le domande dovranno
essere inviate entro, e non oltre il 5
maggio alla "Cogest Italia S.r.l.", società
di gestione dei centri commerciali e
complessi polivalenti. Quest'ultima
organizzerà gli incontri con gli operatori
interessati in modo da trovare un punto
di incontro e soddisfare le loro esigenze.
Gli uffici competenti forniranno tutte le
informazioni utili alla corretta
compilazione del modulo. Tale iniziativa
rientra tra gli obiettivi primari di sviluppo
produttivo del contesto territoriale che
si realizza attraverso la ricettività a nuove
iniziative imprenditoriali senza mai
tralasciare i piccoli imprenditori locali che
rappresentano il motore dell'economia
cittadina.
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