GRAMMATICA
ITALIANA
DELL'USO
MODERNO
ITALIANA
GEAMMATICA
DELL'USO
lilODERNO
COMPILATA
DA
FORNAGiAPJ
RAFFAELLO
SCRITTCRA
E
l'KOIiINZIA
FORMAZIONE
DELLE
PAROLE
G.
DISCORSO
-
Edizione
Seconda
•IN
DEL
PARTI
-
FIRENZE
C. SANSONI,
1882
EDITORE
METRICA
E
FLESSIONI
Tip.
o:
T,it.
Tampserp^'
Piazza
l'Arno
CAKA
ALLA
E
TENEEATA
MEMORIA
FORNACIARI
LUIGI
DI
MIO
PADRE
CONSEGUÌ
CHE
PER
ED
IN
BELLA
STUDII
QUESTI
ME
FINO
NE
INFUSE
ANNI
DAGLI
l'
CONSACRO
AMORE
RICONOSCENTE
PRIMI
FAMA
DI
SPIEGAZIONE
ALCUNE
agget.
agg.
Piti
ABBREVIATURE
aggettivo
antiq.
antiquato
avv.
avverbio
cap.
capitolo
cfr.
confronta
corap.
comparativo
cong.
congiuntivo
teniiu.
femminile
flit.
futuro
imp.
im["eratvvo
imperf.
imperfetto
ind.
indie
indicativo
inf.
iiUìii.
infinito
loc.
cit.
luogo
citato
niasch.
maschile
P.
Parte
part.
participio
pass.
passato
pers.
p.
FREQUENTI
persona
es.
pi.
plur.
per
esempio
plurale
poet.
poetico,
poeticamente
prep.
preposizione
pres.
presente
rem.
remoto
sost.
sostantivo
trap.
trapassato
CAPITOLI
DE'
INDICE
Pag.
Prefazione
1
Preliminari
Prima
Parte
Pronunzia
Capitolo
I
-
II
-
»
III
-
»
IV
»
V
»
-
Le
lettere
Le
vocali
VI
-
VII
8
»
VIII
»
IX
La
..."
23
più
di
più
X
-
parola
Incontro
parole
»
XI
.
..."
esso
in
parola:
una
iato,
33
prodotte
in
consonanti
una
parola:
terazioni
al39
conseguono
ne
43
sillabe
e
l' accen
come
L' elisione
delle
nel
48
to
segno
.
»
vocali
da
alterazioni
L' accento
..."
20
vocali
di
di
Incontro
Le
.,.-
3
dell'Alfabeto
che
"
scrittura
consonanti
Le
Incontro
-
e
Mutamenti
ed
»
xiii
parole.
57
grafico
Il
delle
troncamento
62
discorso
delle
parole
nel
discorso,
e
strofo
l'apo68
DE'CAPirOLI
INDICE
Seconda
Parte
Capitolo
I
II
»
III
»
IV
y,
Y
»
VI
»
VII
Il
-
Vili.
IX
»
X
»
XI
»
XII
»
XIII...
y"
Del
-
83
de' nomi
90
94
de' nomi
numero
de' nomi, tratte
dal
9S
i suoi
10(3
gradi
110
de' nomi
Alterazioni
-
de' nomi.
significato
L'aggettivo ed
.
declinaxione
sul genere
norme
loro
declinazione
terza
e
quinta
e
Alcune
..."
»
seconda
Irregolaritànel
-
81
;
Quarta
-
75
77
nome
Prima,
-
....
.
Pag.
L' articolo
-
....
"
flessioni
e
Preliminari
-
»
discorso
del
Parti
pronome
in
generale
lltì
..."
I
pronomi personalipuri
Ili!
..."
1
pronomi possessivi
122
.
Pronomi
dimostrativi
determinati
124
XIV...-
Pronomi
dimostrativi
indeterminati
131
»
XV
Pronomi
")
XVI
quantitativipuri
relativi ed interrogativi
»
XVII..
»
XVIII
»
XIX...
»
XX
-
..."
-
Pronomi
-
I numerali
..
136
139
Il verbo.
-
134
Modi,
.
tempi
e
144
persone
conjugazionidel verbo. I verbi ausiliarii,
Prospetto delle conjugazionide' verbi regolari
Le
-
..."
158
...;...?
»
XXI
»
XXII..
»
XXIII
«
XXIV
sulla formazione
.
de'
tempi
nelle
171
conjugazioni
nella conjugazione
Le irregolarità
-
.
-
178
irregolaritànella conjugazione
Segue
delle
Verbi
difettivi
.
186
193
.
»
XXV..-
»
XXVI
»
XXVII
"
XXVIII
»
XXIX
y
XXX
»
XXXI
/APPENDICE
Osservazioni
.
151
Uso
Il verbo
.
Il verbo
-
riflessivi. 196
201
passivo
impersonale
207
212
-
La
preposizione
217
-
La
congiunzione
.
.
-
L'
.
ALLA
co' verbi. Verbi
L' avverbio
-
.
delle enclitiche
Parte
221
,
od
interj'^zione
Seconda
-
Dizionarietto
irregolari
224
esclamazione
delle forme
bali
ver-
227
INLUCE
CAPITOLI
DE'
Terza
Parte
Formazione
Capitolo
Le
I.
delle
parole
Derivazione
flessioni.
impropria
..
»
Suiìfissi.
II..
I
III
Suffissi
di
nomi
collettivi,
personali
Derivazione
251
Pag.
2ó9
propria
locali
ed
astraili.
2Gi
.
»
IV.
Suffissi
di
nomi
»
V..
Suffissi
di
aggettivi
VI.
Suffissi
graduali
VII
Suffissi
di
27o
di
verbi
271
alterati
nomi
di
e
281
avverbii
285
,
»
VII!
Formazione
IX.
Composizione
di
Composizione
di
X..
288
composizione
per
nomi
di
e
fra
verbi
loro
292
..
nomi
verbi
e
con
295
prefissi.
.
XI.
Composizioni
Parte
Capitolo
I.
Della
.
il
ed
metrica
del
e
verso
in
ritmo
generale
309
.
II..
»
Quarta
metrica
La
306
improprie
Del
Il
III
Varie
verso.
ritmo
e
specie
di
versi
314
la
parola
324
la
strofa
331
principali
335
.
IV
La
rima
Le
strofe
e
.
»
V..
VI
Verso
sciolto,
e
strofa
senza
rima
352
.
Indice
•^"'"
alfabetico
delle
materie
PREFAZIONE
Da
un
albero
un
Poi,
il
A^olger
anche
molti
tornò
rami,
ad
le
quel
secoli
dal
novello
tronco
fecondo
e
germogliò
grande
e
ombra
sua
tutte
Tuttavia
secco.
un
di
la
come
declinazione,
a
antico
rigoglioso
diffondere
d'Europa.
e
crebbe
e
da
modo,
rnolto
ceppo
volgono
cose
nobile
albero
e
che, partendosi
ombreggiare
dopo
divenne
medesimo
ceppo
tal
sull'Occidente
umane
isterilì
in
arido
si levava
in varii
bellissimi
del
larga parte
suolo
europeo.
l' enigma.
Spieghiamo
romana,
dalle
che
e
del
popolazioni
albero
in
mediante
scuola
gli
la
si
territorio
di
prese
del
greco
si
colla
ingentilì e
Roma.
fu la
più
sostanza
scrittori
confacevano
la
era
gua
lin-
volgare parlato anticamente
rampollò
ne
ceppo
una
regolare, rigettò quelli
e
bene
che
ritenne
sé
il
ossia
Quel
sua
si
Il
stoso
mae-
lingua latina,
pura
forma
elementi
natura,
ed
eletta;
nata
determiche
ed
men
alla
perfezionò. Morto
PREFAZIONE
varii modi
Italia
in
nelle favelle
dette
^
Come
si formassero
della letteratura tali
mezzo
dire. Fra
a
un
tutte
uno,
che
a
poco
varietà del
a
da
determinato
e
divenne
poco
Rozzo
degli altri.
la
principiocome
o
parte
troppo esuberante
.
miglianti,
so-
di sopra,
di
nazione,
esso
e
povero
quei popoli,male
di forme
ricevette
e
lungo
lingua letteraria
anch'
civiltà di
per
vernacoli
volgare detto
nazione
trionfò
e
favelle,sarebbe
e
venzale,
pro-
valac-
e
si coltivassero
di dialetti
gruppo
fu in ciascuna
ne
ce
e
mente
vaga-
francese,
romane,
spagnuola, portoghese,italiana
ca.
e
pronunziato e
innestato, si differenziò
diversi tronchi
su
dilfuso
già
volgare romano,
Europa, essendo in
stesso
in
Impero Occidentale,lo
delP
il latino colla caduta
dagli scrittori aumento
regolepiù.determinate, per le quali cose
maticali,
gram-
di voci
valse
l'esempio dell'idioma latino, di
principalmente
quelloche, per quanto dicemmo, potea chiamarsi
ché
il maggior fratello di queste nuove
lingue.Poiil latino,prima nei libri della Chiesa,poscia
nelle opere
ed
considerato
era
coltura.
In
stesse
dei Classici,stava
come
loro
il fondamento
lato,
a
d'
ogni
^
Italia,e
non
è
questo il luogo da
dirne
ragioni,fu il parlare toscano, e segnatamente
l'
quello di Firenze, che a poco a poco escluse dalletterario glialtri dialetti d'Italia;
e divenne
uso
stesso
esso
lingua nazionale italiana. Anch'esso,
!e
PREFAZIONE
xv
sull' esempio del latino,si arricchì
principalmente
tori,
si regolò,coli' opera e coli'autorità degli scrite
tutto con
e
quella di Dante Alighieri,
sopra
gueva
che nel libro della Volgare Eloquenza già distinr uso
dall' uso plebeo della lingua
corretto
guite
senascente.
più costantemente
Sopra le norme
lui nelle immortali
da
illustri
seguaci
Petrarca
Crebbe
dunque
l' uso
:
principali
italiana.
grammatica
due
lingua da
la nostra
che
toscano
da' suoi
e
opere,
rono
Boccaccio, si stabili-
e
della
i fondamenti
sue
la
per
fonti
stessa
sua
de'
primi scrittori,per
loro
a
seguirlocoreputazionedi Firenze, traeva
credeano
che non
potersirisuscitare l'idioma
vitahtà,
la
del
Lazio;
studio
l'eccellenza
per
d'altro canto
e
degliscrittori
antichi
e
che
a
in
tornavano
a
mano
meta
Cosi
la
e
i classici
che
mano
onore.
poteva, le declinazioni
dove
divenne
lingua
facevano
ripudiòdi quelle flessioni che non si concolla grammatica latina e raddrizzò,fin
italiana
suir
latino,a cui si pose
maggiore,
sempre
modello
il
idioma
quell'
voci dotte, di
esempio
di
numero
di
la forma
loro
e
^
:
da
termini
le
conjugazioni
esso
prese
gran
servandone
astratti,con-
naturale, perchè
tratti
sot-
al
capriccioe all'ignoranzadel volgo,a cui
l'
soggiacquero le voci primitive
già canonizzate daluso
sbandi
;
e
così
si emendò
del tutto
di trarre
da
esso
e
le varietà
nuove
si arricchì. ^ Né
del
però
parlare, o cessò
maniere, costrutti biz-
PREFAZIONE
XVI
zarri
e
la sintassi
vivaci. Anche
lungamente
fra le
il
deggiarono
periodo ondue sorgenti;
perchè
sul periodo latino;
e
gliinformarono
altri preser norma
principalmentedall'uso vivo,
dettarono
come
parlavano.Da un lato 1' arte un
ziosa:
po' burbanzosa; dall'altro la natura un po' licenEd
in pochi il giusto mezzo.
anche
oggi
alcuni scrittori
le due
scuole
non
tien l'occhio
del
sono
agli
autori
tutto
estinte:
l'una
che
piiìritrassero
dal latino,l'altra che vuol riprodurre,
quanto più
si può, il volgare di Firenze.
fedelmente
Di questa doppia inclinazione,
maggiore sino
ab antico nella nostra
lingua che nelle altre sorelle,
che
dovea
La
in
Italia si
risentirsi
storia delle
può
e
si risenti anche
la Grammatica.
grammatiche itahane fatte
forse dividere
in tre
principali
periodi.
periodo di compilazione,che va dal Fortunio e dal Bembo
(1516-1525) fino al Buommatmetodo
tei (1623-1643), con
analitico
un
ancora
al latino,ora
al volgare
incerto, troppo ligioora
e
d'una
provincia o d'una città. Il secondo
col Buommattei
periodo,che cominciando
giunge
al Corticelli (1745), con
metodo
un
più compiuto
e
rità
sistematico,e poggiato quasi tutto sull'autodei Trecentisti
toscani. Il terzo
periodo che
dal Corticelli fino al Gherardini
va
(1825-47)
ed al Mòise (1867-1879); periodo nel quale si è
tenuto
maggior conto del parlar italiano in generale,
di un
di scrittori: si
e
più largonumero
Il
PREFAZIONE
XVIII
vivo
l'esempiounico dello sciiver
moderno, parendogligiustamente che, ove questa
di Firenze
criterio
le
fosse
come
discrepanzee
più
reso
facile
le incertezze
forestieri il
dei
grammatici, e
parbre e scrivere
^
correttamente.
Nò
a
diminuite
adottato, sarebbero
stato
si deve
tacere
d'
altro difetto
un
bile
appunta-
alle nostre
grammatiche. Ognun sa oramai
abbiano, anche
gli studii della filologia
quanto
nel
dello
campo
liana,trasformato
riposavano molte
lingue romanze
perciòdell'ita
e
i criterii ed
il metodo
cui
su
grammaticali;rettificato
false spiegazionidi cangiamenti di suono
tante
dole
per effetto della pronunzia; meglio chiarita l'indi ciascuna
di esse,
lettera,
gliaccozzamenti
i dittonghi,
e quant'altro si riferisce alla struttura
delle parole ed alla loro filiazione e formazione.
Ora di questinuovi studii,la pii^i
parte dei nostri
moderni
grammatici ed i più autorevoli non hanno
0 potuto 0
voluto trarne
li
sia che non
profitto,
sia che
conoscessero,
li
teorie
come
disprezzasseroe
modernissimi
in
merce
ne
parte
diffidassero
(e fra questi ricordo
con
:
niera
stra-
altri
il
onore
valsi largamente del meprof.De Mattio) si sono
todo
hanno
serbato (o almeno
scientifico,
ma
non
ci pare) tutta quella chiarezza e facilità che ad
uso
dei
non
sarebbe
filologi
loro lavori per
una
l'organismo del
stata
parte ricordano
latino
e
necessaria,
e
troppo spesso
somigliano a granima-
i
PREFAZIONE
tiche
sicura
Tali
di
per F altra difettano
comparate,
della
viva
considerazioni
lingua toscana.
mi
mossero
alla parte
ora
per
a
tentare,
intitolata BelV
Essa
colti scrittori
sia
le
per
mente
chiara-
indicare
e
tezze,
le dubbiezze, le incerpossibile,
gittima
lea
ambiguità; né però mi condanno
da
certe
forme, parlatesi da' più, ma
siato
quasi tutti gli scrittori fuggite,e
dei bene
educati
forse
di
sanno
errore
che
al gusto
ancorché
mio
un
talvoha
Non
empirico:
impossibilefare
né
tal natura,
supposto che
obbligatoa
è il mio
chi
all'uso
nienza
conve-
una
studia
conoscere
lavoro
nò
al
tifico,
scien-
scientifico
non
perché eregrammatica italiana di
col latino,ed io ho
il confronto
senza
nella
(debbo confessarlo)anche
propriogusto. ^
delti
sano
pos-
^
giorno entrare risolutamente
lingualetteraria;né mi costringoin modo
vivo, da rinunciare alla ragione ed alla
e
è
dei
restringoall'uso più comune
parlatorimoderni, evitando, più
che io mi
che mi
moderno^
uso
stringendom
re-
una
etimologica,
grammatica, della lingua italiana.
nuova
gnizione
co-
una
sia
non
questo Manuale
quellalingua: neanche si
può dire prettamente empirico, perchè, quanto
mei
permetteva
campo
il
italiano,ho
delle trasformazioni
le
teorie
sulla
parole, trattata
uscire dal
proposito di non
le ragioni linguistiche
dato
foniche, ampliatoe rettificato
formazione
con
metodo
e
composizionedelle
più razionale la me-
PREFAZIONE
XX
trica,e nell' ordine
e
della parte
disposizione
le flessioni ho
concerne
insieme
colla comodità
naturale
struttura
quasi
per
del
tutto
la
della
di
mira,
impara, anche la
Insomma
tenendo
io,man-
terminologiaora
intrinseca
sua
pure in gran
mantenendo
e
chi
delle forme.
(senza discutere
uso
tenuto
sempre
che
in
tezza),
esat-
parte l'ordine
che il
seguito dagli altri grammatici,^ho cercato
fedele al
non
presente Manuale, benché
sempre
fosse,per quanto
linguaggio che usa la filologia,
si poteva, sorretto
ad
iniziare
da
basi
piìielevati
servisse
scientifiche,
studii
e conlinguistici,
ciliasse
la chiarezza colla facilità e colla semplicità.
Al quale intento mi sono
tornati
di grande
aiuto i preziosi
consigliche, quante volte ne 1' ho
mi ha suggeriti
il prof.Napoleone Caix,
richiesto,
con
dotto
quellabenignitàe larghezzache il vero
usa
a
chi, costretto
verso
insegnamento,non
ad
laborioso
un
può fare,come
e
minuto
vorrebbe,studii
profondi.
Debbo
infine
essermi
prevenire due
obiezioni
che potrebber
fatte. Taluni
disapproveranno
che, in una grammatica dell'uso moderno, io abbia
di
cosi
registratoforme poetiche e, non
spesso
quate.
rado, alcune pure delle plebee ed erronee, o antiMi spaccio subito di quest'ultime,facendo
notare
che
i solecismi
sono
accennati
per
una
ragione, cioè perchè si fuggano da chi li
adopera parlando o sentendoli parlareai Toscani
nuona
PREFAZIONE
medesimi;
mi
che le voci
e
hanno
antiquateche ho riportate
giuoco per ispìegarecerte
ricorrere
senza
linguistiche,
fatto buon
mutazioni
foniche
al latino.
Restano
e
le forme
lingua,cominciando
da
moderni, abbonda
poesia, tantoché
un
per
xxi
poetiche.La
Dante
di voci
si possa
venendo
e
maniere
e
dire
nostra
fino
riserbate
ai
alla
questa quasi
aver
idioma
poetico a parte; e ciò primieramente
ch'io
anragione della rima (poiché convengo
la
che molte
non
le userei
perché se
la
delle voci
fuor
lingua
della
stessa
assai
dicemmo,
come
de' nostri
di
poetichequi registrate
rima), e in secondo luogo
si è
prosa
conforme
servata
con-
all'uso
ciò doveva
classici,
dere
maggiormente accaper quella della poesia, che è soggetta più
della prima all' arbitrio degliscrittori. Io pertanto
non
poteva rigettarequesta parte di lingua che
anch'
rientra
stessi,se
nel
non
di alcuni
parere
nell' uso
essa
caso
critici
degliscrittori
che anch'io, seguendo il
novellini,la condannassi
moderno
una
vana
ingombro, una difficoltà,
pompa
rettorica della quale fosse utile spogliarela nostra
poesia.Ma essendoché, anzi, io la reputi
una
un
ricchezza, una
ornamento,
perfezione;
come
un
essendoché
mi
paia un
bel
pregio
il poter
molte
distinguere anche
parole la poesia dalla
al greco,
cosi
lingue);
al latino
io doveva
e
chi
del nostro
nella
accoglierlae
a
di
mune
(pregio co-
prosa
sa
forma
ma
idio-
quante altre
non
lasciarmi
PREFAZIONE
trascinare
in
anche
Un'
signoreggiante.
fare
le
tutte
rispetto
altri
come
sdrucciole
anzi
la
per
esempi
situazione
nella
e
i
si
con
questo
dove
lascerò
dall'uso,
sistema
aifatto
che
supponendo
sufficientemente
E
la
Avverto
Sintassi
appunto
tuttora
però
che
potrà
pubblicata
alla
inseiit'3
quale
della
tassi,
Sin-
ammessi
non
studioso
i
nuare
conti-
non
trattato
gli accenti
è
manca
le
ai
supplire
quella
nell
ne
sia
mai
ora-
pratico.
che
sono
di
la
getti
sog-
bene
però
lo
mologica
eti-
vanno
stampasser
nel
negli
affinchè
cui
cangiamenti
flessione,
tato
più. adat-
voluto
accenti,
negli
cotesto
grammatica
una
deflettori, intendendo
mente
essa
di
paradigmi
tronche,
il
e
su
segnarlo,
biasimare
migliore
si potrebbe
segnato
voci
libri, ho
de'
abbondare
loro
Senza
comune
nei
e
sulle
il
mi
di
invece
soltanto
stimandolo
tica
democra-
tonico
accento
bisdrucciole.
mania
obiezione
altra
cade,
fanno,
e
metodo
alF
dove
parole
dalla
questo
a
necessario
questo
pimento
com-
libretto.
pii^iindispensabili regole
luoghi loro,
il Maestro
Sintassi
sto
il
italiana
lavorando.
e
che
finché
dell'
di
nente
al rimanon
uso
sia
derno
mo-
iNOTE
'
Vedi
delle
dialetti
d'Italia,
Dante
3
vésta,
pòrte,
vèste,
jìòrta
con
scritto
stessa
ragione
e
*
i verbi
sim.
assai
furono
della
lingua
anche
Alessandro
1868; Vincenzo
1869;
Firenze,
prof.
G.
e
degli
Serie
I,
Manzoni,
Sulla
Pasquini,
Della
le
e
Giuliani,
B.
Opere
latine
Firenze, 1878;
eremita,
pianéta,
latine
cacciati
greche,
o
spogliarono
alcune
di
fecero,
de'
fu
voci
più fedelmente
(Vedi
ecc.
La
verbi).
fénno,
favorita
certamente
latine
che
prevalènza
derivate
non
più tardi
nell'uso
pianeta,
lènto,
fumé,
Per
ecc.
erronee;
ecc.
quali
la
es.
p.
finiscìiino
ecc.
modi
e
a;)?d-
per
de' nomi,
Teorica
terèsse:
in-
ecc.
più
formi
con-
dagli scrittori.
in
conservano
facciano
comùno
póme,
come
de'
lòde,
,
crédino,
il Nannucci,
lòdo,
e
a
sparirono
fumo,
possono;
dissono,
amònno,
posto
interesso,
dólce:
forme
zioni,
asser-
loda
eremita,
gióvane,
(ìa^pómo,
queste
es.
il
dólco,
gióvana,
,
latino
introdotte
e
lasciarono
e
di
conjugazioni. P.
confessóre,
ecc.
conferma
a
ecc.
ecc.
(indicat. ) invece
critica
M'dte
della
Antologia,
—
esempii
forme
vere
furono
ecc.
dissero,
Analisi
Storia
(Nxiova
declinazioni
vèrme,
\)"T crédano
al
Secoli
Italiano
molti
grande:
e
alle
(agg. ),
rono,
dice
formazione
Italia,
fessòro, giovano
lènte
simili
primi
Grammatica
La
dal
citare
nelle
turpe
,
comune,
e
in
tiirpa, grànda,
davanti
possano
1872.
Milano,
annotate
potrebbero
specialmente
vèrmo,
alla
segg.
e
Si
Vedi
varii,
lingua
Alighieri
192
pag.
I
sulla
Saggio
dell'
10).
e
scritti
della
imifìcazione
ispecie
9
fase.
lingua italiana
di
Bartoli,
Parma,
ecc.,
in
letterari/,
XXVII,
voi.
Caix,
Napoleone
Vedi,
idiomi
Adolfo
e
Introduzione
Diaz,
Italiana.
Letteratura
de'
Federigo
Romane;
Lingue
2
tutti
per
le
italiano
primitive,
dagli scrittori,
mentre
la
segno
queste
loro
che
erano
f" rma
quelle
già
NOTE
XXIV
popolo.Si confrontino,
del
nell'uso
móglie, muliebre; chièsa,
es.
p.
cio,
ecclesiàstico; séte, sitibóndo; sélva, silvèstre; fióre, florido;ghiàc-
glaciale;ecc. Spesso si è introdotto il solo derivato,
non
affatto la voce
primitiva,p. es. puerile e virile, mentre
né pùero,
ne
Spesso
viro.
alterata
1' una
forme,
due
italiano sotto
medesima
una
latina
voce
dal
guasta
e
mancando
abbiamo
è passata
in
popolo, l'altra
pei'chèformata dagli scrittori;
p. es. piève e plèbe;
chiòstro
e cldustro, claustrale; bièco
piùvico antiquato,e pùbblico;
flèbile;e tante altre,alcune delle
e obliquo; piego e plico; fiévolee
(Parte I, cap. iii-vi).
qualipuoi vedere in questa Grammatica
vicina
5
al latino,
alle
Intorno
e
dispute che
accese
chi tutta
toscana
lingua, volendola
scrittori d'ogni parte d'Italia,puoi
del
Napione,
del
del Gelmetti, del
nella
fa fede
ne
e
che
chi
riconoscere
noi
a
incertezze
Manzoni,
vicini.
più
nel voi. Ili
II torto
diritto del
e
voleva
rimettere
in
può, che
buoni
le
però anche
nato.
determi-
o
si
non
da
usate
provenute
negli scrittori
vivo
uso
un
risentono
in
anche
ammette,
danno
davanti
mettono
da
autori,
grammatiche
i modi
plurali
alla grande maggioranza
si trovano
ne' poeti,
uso
eccezioni
disusate
in
solo
Toscana,
questo
con
dove
lo
segnare
ma
per
accanto
non
si danno
non
nello
dico bensì
la via maestra,
stile
e
a
semplicemente,
E
quante
forme
E
o
quante
legittime,
come
nelle flessioni de' verbi ?
e
si possano
o
anche
quelle dell'uso,
ancora
il
sostengo
e
altri
a.
fino
e
accennandola?
timidamente
tali forme
la convenienza
richieggano;
deve
che
con
di certi nomi,
ina
si)ecialmentenei jjlurali
dico
riga
dirébbono
davanti
si pongono
non
o
farèbbono,
regolare altrui
di in
o
la differenza
tacendone
prosa,
per
eccezionali
poetiche o
Non
Trissino,del
del
criterio
Se
che
dagli
ed
scògli,de' stivali (ignoti ai Toscani
degli scrittori)per la ragione che spesso
C'è
i singolaricorrispondenti.
danno
cattivo suono
come
non
fóssino. Alcuni
e
delle
plebee,perchè
ne
nostra
121-154.
anche
taluno
ci è stato
moderne:
i
abbastanza.
tempi
tarono
agi-
del Cesarotti,
xvi;
Biamonti,
il supremo
senza
Bartoli
legittimareforme
sec.
del
fa, dal prof Caix
esempii
messo
moderni,
Il libro di Daniello
cerca
le opere
vedere
pag.
molti
potrebbero citare
grammatica, dall' aver
come
formata
riepilogata,poco
Si
si antichi
chi
fiorentina,
di tanti altri ne'
e
antico si
della
e
di altri nel
e
Hiilebrandt,
di Carlo
dell' itofe
6
anche
o
ab
il nome
del Perticari, del
Monti,
Pasquini
questione fu
La
del Muzio,
del Varchi,
Tolomei,
fino
Italia sulla natura
agitano in
si
tuttora
ed
lunghe
usar
mai,
cialmente
spe-
bisogno
stesso
di
che
buona
matica
gram-
le deviazioni
una
rietà
va-
accenprincipali
PRELIMINARI
È
1.
§
le
lingua
una
lo stato
è
più compiuto
La
2.
cui la
ha
Grammatica
\di Sintassi.
lingua
nel
mente
principal-
perfetto
alle
dei
corso
due
cui
a
quali
secoli, ovvero
lingua
essa
logia
grandi parti 1' Etimo-
considerare
nel
L'
e
la
della
Sintassi
Nelle
loro
Etimologia
V
flessioni:
4°
ci
e
e
scrittura:
3'^ formazione
e
il loro
si
uso
possono'
fonetica ; le
secondo
il
derivazioni
nel
armonico
di
parole
riare
va-
d'una
verso.
svolgersi in quattro
2'
parti
del
scorso
di-
delle
composizione
metrica.
di
insegnare
dell'uso
moderno,
proponiamo
moderna,
o
nelle
KORNACIABI
parole
pertanto deve
pronunzia
studia
forma
loro
valore
le
struttura
significato;le filiazioni
parti:
Noi
:
dall' altra ; il loro
3.
parole:
cose
accidentali
del
parola
La
discorso.
quattro
variazioni
studia
L'Etimologia
si compone.
collocamento
§
e
ha
può
,
e
e
Grammatica
La
trasformazioni
soggetta
sificare
clas-
e
arrivare.
potuta
§
esporre
secondochè
le successive
andata
è
lingua.
moderna]
o
oggetto
per
Grammatica
d'una
regole
storica
essere
della
ufficio
—
quattro parti qui
Oi-omin
it/tì
la Grammatica
e
per
ora
liana
itaV Etimologia
accennate.
'
PARTE
PRIMA
PRONUNZIA
SCRITTURA
E
CAPITOLO
Le
§
segni
La
1.
di
parola
pronunzia,
fabeto;
V accento,
una
che
sono
consta
che
dell'Alfabeto
di tre
tutte
o
posa
della
sillaba sopra
da
lettere
l'A^
costituiscono
una
o
che, facendo
o
più lettere;
via
le altre, distinguele
via
care
spic-
minciamo
parole. Co-
lettere
L'alfabeto
le
voce
elementi; le
insieme
sillabe, risultanti
le
dalle
§ 2.
lettere
I
italiano
seguenti:
contiene
ventidue
lettere,
PARTE
PRIMA
h
acca
I
i
i
J
j
jé
L
1
èlle
m
èmme
N
n
ènne
0
0
0
P
p
pi
Q
q
qu
R
r
èrre
S
s
èsse
T
t
ti
U
u
u
V
V
vu
Z
z
zèta
.
§ 2. Mancano
alla
lingua
italiana
K
k
X
X
Y
W
quali, all'occorrenza,
K
con
e,
X
con
so
Y
con
i,
W
con
§ 3.
V
Le
ss,
il loro
in
una
o
e,
ypsilon
w
vu
e
con
altre; e
doppio
cioè:
chièsa.
Sèrse, esémpio. Alessandro.
in
fisica.
in
semplice, come
come
Vienna.
in vocali, o suoni
distinguono
consonanti, o suoni accompagnanti.
di per sé stesse, non
pronunziarsi,di verun' altra lettera
suono
proprio segno.
di sé
icse
y
Cleopatra
come
seguenti lettere:
kàppa
si sostituiscono
vocali, avendo
per
un
in
come
le
lettere si
in
e
Le
I
H
M
^e
CAP.
—
Al contrario
le consonanti
soluti;
as-
sognano,
abbioltre
sognano,
abbi-
bene
avvertite, di prendere dopo
per esser
vocale almeno, che, come
abbiam
veduto, è
0
un
i,
o
un
u.
LETTERE
LE
§
segni delle
4. I
Ve
ma
Y
e
o
dirsi che
i suoni
Dei
soffio ed
suono,
nelle
ne
spiranti,T
più
sono
che
elementi
tre
s,
ff, 2^, l"
la
suono
nelle
pronunzia delle consonanti,
prevale nelle liquide,il soffio
ciò segue
Da
mute.
affini alle vocali, mentre
dell'altre
due suoni
(h), j.
z,
l'ormano
articolazione
u\
m.
n,
articolazione, il
i, o,
classi, e cioè:
in tre
(qu),
liquide:r, l,
spiranti:f, v,
vedremo,
come
si dividono
e
e,
chiuso; onde
aperto e suono
non
cinque siano, ma sette.
vocali
t, d,
mute:
cinque a,
sono
avere,
ó), suono
consonanti
Le
vocali
possono
differenti (è é, ò
può
DELL'ALFABETO
le mute
che
più
le
liquide
delle
altre
differiscono
che
Avvertasi
tanto
s
z
come
hanno
due
suoni, il
ed il molle ; e che il e e il ^ hanno pure due suoni,
Da ciò segue che i suoni conil gutturaleed il palatale.
sonanti
duro
diciassette sieno,
non
§
le lettere
5. Fra
sono
ma
ventuno.
considerate
di genere
minile
fem-
termina
in a od e, p. es. h, z
quelleil cui nome
schile
{deca, zèta), l, m {èlle,èmme)', e di genere mail nome
finito in altra vocale,
quelle che hanno
si fanno tutte
comunemente
p. es. h, V {hi, vii).Ma
lotterà. Cosi pure,
femminili,sottintendendo l'appellativo
varia al pluralela terminazione
ne
se
per regola generale,non
e
§
segni
6.
si dice
Oltre
fanno
costituiscono
ai
due
segni
parte della
la
èrre, due
zèta,
ordinarli
delle
scrittura
e,
ecc.
lettere, altri
bene
adoperati,
vere.
ortografìa, cioè, il retto modo di scriEssi sono:
la lettera majuscola,V accento, V apostrofo,
ed i segni d'interpunzione.
La lettera majuscola si adopera soltanto come
ziale
inidi parola nei seguenti casi: in principiodi
pe-
PARTE
riodo
nomi
nei
diverso;
0
PRIVA
CAP.
—
I
proprii,cognomi
o
nomi
sopran-
individualmente ; nei nomi
indicanti persona o cosa
di patria e nazione
di
usati sostantivamente
; nei nomi
accompagnati da nome
proprio e
riferiti a qualche particolarepersona;
nei nomi
lativi
appelquando siano usati in un senso
specialeo storico,
finalmente in altri casi per giovare alla chiarezza o
e
alla forza dell'espressione.
dignità 0
titolo
7. U
§
non
(ora detto
(')ora
grave (')}
si segna in alto, a destra di chi legge,sopra
la vocale
di una
sillaba,per indicare che vi si deve fare una
accento
gagliardaposa
Il segno
od
r
valore
accentata
ha
si pone
non
sopra
una
che
sillaba
tònica; le altre
o
la posa
lo, polvere
su
di
non
rado,
d'ogni
ma
rola,
pa-
accentate
poi.
su
tutte le
paroleche porteremo per esempio in questa
Grammatica
(eccettuatii monosillabi di pronunzia
od in prinl'acuto in mezzo
equivoca)noi useremo
cipio
di parola, ed il grave
tanto
solin fine; eccettuando
Ve
Yo aperte che, dovendo
e
accento,
avere
avranno
grave \ e V
accento, l'avranno
sempre
avere
le
voce
Cosi p.
es.
vedremo,
si fa sentire
dicesi
In
non
della
quella sillaba
(Itone.
voce.
dell'accento, come
l'appoggiatura
e
colla
acuto
parolenon
date
per
e
e
Y
o
sempre
,
,
acuto.
Intuite
esempio,seguiremo l'uso
invalso in Italia,di segnare
in mezzo
e
ed in
grave,
vendo
do-
che
chiuse
ormai
sull'ultima sillaba l'accento
principionon
porre alcuno
remo
accento, fuorché nei casi di equivoco, nei qualiscriveil grave.
per regola l'acuto, e per eccezione
L'accento
detto circonflesso {") si usa
qualche
volta come
la prosegno grafico,non
nunzia.
per modificare
h'
per
apostrofo (') si
indicare
che
se
ne
parola,
segna in alto dopo una
è tolta la vocale finale; o in
CAPITOLO
vocali.
Le
scrittura,
la
fedelmente
vocali
Le
2.
molli
in
e
di
L'è
bastanza
ab-
Diciamo
prima
ed
chiuso
o
due
avere
possono
con
sempre
la
loro
di
sopra
cade,
con
ora
esempio
quando
ossia
con
ora
con
Si pronunciano
cade
es.
tale
allora
accentate,
sono
P.
quando
posa
si pronunciano
stretto.
suono
rità,
ve-
Per
,
largo bèllo, fòrte:
suono
o,
suono
non
accento.
Ma
oràcolo.
largo
suono
o
voce
un
aperto.
chiuso, quando
della
bontà,
speranza;
od
largo
suono
posa
forti, a,
o
diversi,
suoni
suono
un
in dure
u.
,
con
stretto
suono
amóre.
véro,
§
segue
distingue
non
quella.
distinguono
si
dolci, i,
o
To
e
stretto
vi
italiano
in
vocali.
§
e\
lettere
questa
ma
variazioni
le
tutte
delle
delle
pronunzia
La
I.
§
II
3.
sicure
Di
in
quenti.
tutti
i
Perciò
che
daTerenza
tal
casi, essendo
rimandiamo
con
si possono
non
un
le
Vocabolarii
ai
segno
eccezioni
distinguono
l'un
dare
regole
troppo
della
suono
fre
nunzia,
Prodal
r altro.
L'unica
matica,
è
cosa
la
possibile ad
pronunzia
dell'
apprendersi
£?
e
dell'
o
in
dalla
Grani
certe
paroL-
VOCALI
LE
9
zioni
frequentissimonel discorso,e in certe terminae
suffissidi formazione.
Ecco
regolesulla pronunpertanto alcune principali
cia
le varie partidel discorso.
dell'e, distribuite secondo
d'uso
§
4. Nomi
L' è ha
in
aggettivl
e
largo:
nomi
propriio
suono
fine ai
P.
Giosuè, Mosè,
es.
nelle terminazioni
d' origine forestiera.
comuni
Noè;
caffè, canapè:
-èo, -èa, -èi, -èe. P.es. cibrèo,
rèa. Ciò
palèo; ebrèo, ebrèa, ebrèi, ebrèe; assemblèa
in -èjo,-èja. P. es. legulèjo:
vale anche
per le forme
nei suffissi nominali
o
aggettivaliseguenti:
,
diminutivi.
-èlio, -élla, ecc.
P.
bambinello,
es.
campanèlli; donzèlla, bèlle:
-èndo, -ènda, ecc. P. es. stupèndo, orrèndi; faccènda,
leggènde:
-ènte, i; ed -ènza,
potènte; clemènza,
-ènse, i. P.
e.
P.
es.
clemènte, sapiènte,
sapiènza, potènza:
es.
ostiènse, lateranènse,
estènse,
forènsi:
i ed
-èstro,
-èstre, i. P.
es.
cilèstro
,
pedèstre
,
:
caìnpjèstre
-olènto,
i,
a,
P.
e.
es.
sonnolènto, corpulènto
;
succolènto:
-esimo,
i, e in
a,
in
P.
es.
ha
suono
fine ai
nomi
('
numerale.
P.
es.
mo,
ventesi-
millèsimo.
centesimo,
§ 5. L'
senso
stretto
:
comuni, troncati
d'una
sillaba.
fé {fède),ìnercé
nei suffissi
-aménto,
ahbelliménio
{mercéde) re {rège, poet.).
nominali
e
aggettivaliseguenti:
-iménto, -mento,
struménto
,
:
i. P.
es.
ornaménto.
IO
PRIMA
PARTE
-éccio,
panneréccio
abhacléssa
P.
e.
casereccio, goderéccio,
es.
:
-éfice,i.
-ésa,
i,
a,
II
GAP.
—
P.
carnéfice, oréfice,pontéfice:
es,
ed -èssa,
e
e.
P.
es.
marchésa
,
contéssa,
:
-esco,
i, e. P.
a,
es.
barbarésco
,
valleresco
gentilésco ca,
:
-ése, i. P.
inglése,
cortése, arnése, palése; francése,
es,
lucchése:
tésimo,
-esimo, a, i, e, d'originegreca. P. es. incanbattésimo, cristianésimo; quarésima.
I numerali
in -esimo,
-éto, a, i, e, in
uliveto, jAnéta:
senso
larga (vedi sopra),
collettivo. P. es. fruttéto,
hanno
è
diminutivo. P.
-étto, a, i, e, in senso
donnétta, cassétta, palétto:
-ézza,
§
P,
e.
es.
bellézza, chiarézza,
es.
6.
pronomi,
L'è
ha
nelle
in
ométto,
purézza:
onorévole, caritatévole.
-évole, i. P.
Articoli,
es.
numerali.
largo:
pronominali,lèi, colèi, costèi,mìei:
suono
voci
quasi tutti
i numerali.
P.
es.
sèi, sètte, dièci,
cento; sèsto, sèttimo, tèrzo; ventesimo, centesimo,
nio,
millèsimo
bimèsti^e, bièn; quadèrna, quarantèna,
e
§
simih,
7, L'é^ ha
in
suono
stretto:
pronominali o articolari,tanto
sole,quanto in composizione.P. es. me,
te, se, mèco,
le, gliele,égli,éi; quésto, quello, esso, stésso, désso,
medésimo
(vedi il § 11):
nelle seguentivoci numerali, tre, trédici,sédici,
vénti, trénta, sémpAice (contrariodi dóppio).
tutte
le voci
LE
8. Verbi
§
L'è
ha
nel
11
VOCALI
participii.
e
largo:
suono
del verbo
passato remoto
(pers.1
avere
3
e
plur.): èbbi, ebbe, ebbero:
nel passato remoto
dell'indicativo -ètti,-ètte,-ètP. es. temetti, temette,
(1 e 3 sing.e 3 plur.).
3
sing.e
tero
temettero; stetti,stette, stettero:
condizionale -èi, -ebbe,
modo
del
nell'imperfetto
-ebbero
(1 e 3 sing. e
3
plur.). P.
rebbe,
loderei, lode-
es.
loderebbero:
mente,
participio
presente e nel gerundio.P. es. tetemendo
(cfr.di sopra il § 4):
nei participii
passaticho terminano in -ènto o negli
che ne
derivano:
p. es. spènto (da spèngere),
nel
agg.
derivati da
intènto, contènto
§ 9.
L'^
nel
anche
presente
temóa;
contenére.
plur,e quindi
temete, prendete:
dell' indicativo 2 pers.
temeva
temevi;
o
P.
temevo,
es.
meva
te-
temevano
teméa;
teméano:
nel
passato
Ciò
dell'indicativo in -éi, -àsti,
remoto
potei, potesti ecc.
vale anche per le forme poetichepotéo, feméo, féo:
nel futuro dell' indicativo 1 e 2 pers. plur.P. es.
-é, -émmo,
-éste, -érono.
temeremo
temere
te
,
neir
P.
e
stretto:
suono
P. es.
nell'imperativo.
dell'indicativo.
nell'imperfetto
o
0
ha
intèndere
es.
P.
es.
:
del
imperfetto
condizionale
2
sing.e
del congiuntivo.P.
nell'imperfetto
2
plur.
es.
temessi,
temeste, temessero:
nell'infinito in -ère.
nei suffissi verbali
sonnecchio:
e
credereste:
crederesti, crederemmo,
temesse, temessimo,
1
P.
es.
temere,
-aggio, -écchio.
volére:
P.
es.
séggio,
pas-
PRIMA
PARTE
12
stiè
eccettua
tronche
forme
nelle
e
die
—
II
ve' per vedi ;
la
per
GAP.
ragione
fé
per
accennata
fece.Si
al § 1 1 :
e suoi composti
passatoremoto del verbo crescere
(1 e 3 pers. sing.e 3 plur.): crébbi, crébbe,
nel
crébbero
:
nel
passato
dell'indicativo
remoto
(1
3
e
sing.e
passato del verbo onéttere
plur.)e nel participio
suoi composti: méssi, méssero,
mésso;
commésse,
3
commésso
:
passatiremoti dell'indicativo ( 1
passatiterminati
plur.)e nei participii
nei
3
P.
ecc.
-eso
scési, scése, scesero,
es.
prése, prèsero, prèso. Si
al § 11.
accennata
§ 10. Avverbi!,
ha
L'è
in
cèrio
e
suono
sèmpre
,
preposizioni,
sing.e
in -esi
ecc.
scéso; prèsi,
chièsi
eccettua
3
e
per
congiunzioni,
la
gione
ra-
riezioni.
inte-
largo:
prèsso bène, mèglio, pèggio, vèrso,
,
:
nelle
Uè
ha
interiezioni deh,
ahimè,
eh, che.
stretto:
suono
avverbiali e preposizioniarticolate
particelle
nello, negli, nella ecc. dello, degli,dèi, de' ecc. nelle
congiunzionie e se, che tanto sola quanto in composizione.
P. es. perché; affinché:
e nella prenegliavverbii, meno, déntro, méntre
posizion
nelle
sènza
nei
:
suffissi avverbiali -m"?nfó;
fortemente, umilmente,
nelle interiezioni affé, ehi.
§
11.
in
Oltre
a
il
P.
es.
tamente
al-
altrim,énti:
si deve
speciali
dittongoiè ha suono
queste norme
generale, che
ménti.
tire
avver-
largo.
LE
VOCALI
13
chièsa, chièdere, barbière, piede, schiètto,miei.
P.es.
del
Ve
dittongoappartenga ad
dei suffissicollV stretta (vedi sopra, § 5). P. es.
uno
vecchiétto da vècchio ; fischiéttoda fischio;vecchiézza.
Si eccettuano
ancora
chiérico, biétta e poche altre.
Si deve pure avvertire che l'e susseguitada z scempia
ha sempre
suono
largo. P. es. facèzia, inèzia,
Si eccettua
il
caso
che
scrèzio.
La
ragione
del
stretto
suono
corrispondente i latino che
siccus, sécco; mittere,
12.
§
di molte
sia breve
méttere;
per
e
si trova
accentate
P.
natura.
es.
in
un
ligniim,legno;
licilus, lécito.
Soggiungiamo qui
simili che dal differente
le
suono
più
comuni
della
e
fra le parole
prendono
un
diverso:
significato
accétta
(riceve)
(scure)
affètto (passione)
affètto (taglio)
co^/è^a(compagno d'ufficio)
colléga (legainsieme)
bèi (bevi)
bèi (belh,o da beare)
cèsto (sortad'arme)
césto (riferito
all'erba)
che (interiezione)
che (congiunz.
o pronome)
corrèsse
{à^ corrèggere) corrèsse
(da córrere)
crèdo (partedella Messa) crédo
(da crédere)
Créta (nome d'isola)
créta
(terra)
détte (da dare)
détte (da dire)
ésca (da uscire)
ésca (nutrimento)
èsse
èsse (pronome)
(lettera)
lègge (da lèggere)
légge{^Ye^crizìone)
mèle
mèle
(delleapi)
(pomi)
mèsse
mésse
(biada)
(sacrifizio)
mèta
méta
(scopo)
(sterco)
mèzzo
mézzo
(metà)
(fradicio)
pèsca (frutto)
pésca (da pescare)
pèste (morbo)
péste (traccie)
accètta
'
14
tèma
vènti
Mézzo
è
primo
téma
vénti
anche
differiscono
mézzo
e
molle,
secondo
nel
GAP.
—
séte
(da èssere)
(argomento)
(da vènto)
séte
nel
PRIMA
PARTE
è
II
(nome)
(da temere)
(numerale)
pel diverso
della
suono
z
che
dura.
le forme
lére),
poetiche calèsse (dal verbo casimile a calèsse
simile
fèllo(sleale)
(veicolo);
a
fèllo(per lo fé); péra (invece di perisca ) simile a
di frutto; stèmmi
(per m2 stette)simile
péra, nome
a stèmmi
vècchio)simile
(armi gentilizie);
vèglio {"^er
a
suto).
vèglio (da veglidre);tèlo (dardo) simile a télo (tes-
Aggiungi
Alcune
forme
dai
comune,
dell' accento
§ 13.
Ecco
dell' o.
nunzia
L'd
ha
ora
in fine ai
nelle
es.
e
sono
alcune
tografia
nell'or-
distinte, anche
vedremo
come
segni grafici,
dell' apostrofo,
Nomi
—
suono
italiana. P.
simili
regole simili
circa
lando
par-
la prr-
aggettivi.
e
largo:
d' originenon
nomi propriio appellativi
Bernabò, Angiò, Pò, roccocò, falò:
òo, òa, òi, òe. P.
terminazioni
es.
Piròo,
eròe, eròi, Stòa. Così pure nelle terminazioni
Savòja, hòja, giòja; eccettuati
sójo ecc. di cui vedi più oltre.
P.
es.
nei
nomi
in cui ò
è derivata
da
òjo,òja.
i suffissi tójoe
P.
du.
sòro
te-
es.
lòro
óra {dura),al(tesduro),ristòro {restàuro),
{Iduro ) còsa {cdusa ).Eccettua fóce{per fduce)
,
,
còda
derivato
da
cduda):
nelle terminazioni
P.
es.
-ònso,
intÒTìso, respònso
Al
,
a,
i, e. -òntico, a, i, e.
fònso ;
el-
anacreòntica
,
lespòntico.
nei seguenti suffissi:
-atòrio, -itòrio, -tòrio, -Orio,
purgatòrio
,
a,
dormitòrio, responsòrio. Si
i,
e.
P.
conserva
es.
il
16
parte
Verbi
16.
§
L'ó
ha
e
prima
cap.
—
ii
participii.
largo:
del presente. P. es. do,
in fine alla prima persona
sto, vo (per ràdo), fo (per faccio), fo' per vàglio:
in fine alla terza persona
singolaredel passato
dell'indicativo. P. es. andò, parlò:
remoto
in fine alla prima persona
singolaredel futuro
dell'indicativo. P. es. dirò
farò :
nei passatiremoti che terminano
in -òssi, -osse,
mòssi
-ossero:
{adimuòvere) scòssi (da scuòtere).
suono
,
,
17.
L'ó
nel
presente dell'indicativo terminante
§
P.
ha
stretto:
suono
dóno, séno, abbandóno.
es.
Si eccettuano
la
al §
ragione accennata
che terminano
nei passatiremoti
P. es. pósi (da pórre), nascósi
-oserò.
con
uò
per
passatiin
participii
nei
nascósto;
-òso
in -óno.
le forme
19:
in
-òsi, -òse,
(da
ed -osto. P.
es.
dere):
nascón-
nascóso,
pósto:
nei
pere),
participii
passatiin -òtto. P. es. rótto (da romcondótto
(da condurre):
neir imperfettodel congiuntivodel verbo èssere :
fòssi,fòsse,fossetto.
18.
§
L'ò
ha
AVVERBII,
suono
PREPOSIZIONI,
CONGIUNZIONI,
RIEZIONI.
INTE-
largo:
negli avv. e prep.
talvòlta e simili,però,
mo,
acciò
òggi, fuòri, pòi, tòsto,
e
simili;7i07i, no.
nelle interiezioni doli, to'
oibò
,
e
talvolta anche
nei
composti qua-
in oh.
L'ó
ha
suono
stretto:
negliavverbii
e
prep.
:
óra
e
LE
VOCALI
17
cóme, dóve, ónde, dòpo, sótto, sópra, cóntro,
óltre, e composti;fórse, mólto ecc.; sólo, con.
lóra
ecc.;
nell'interiezioni òhi
§ 19. Oltre
in
che si
a
talvolta anche
anche
norme
nuòce, nóce; vuole, suòle, nuòvo,
Si deve
ha
pure
ragione del
La
§
turtur,
20.
simili,che
suono
largo.P.
stretto
latina,breve
corrispondenteu
*'ótto ;
avvertire che l'o
suono
sempre
in oh.
si deve avvertire,
speciali,
il dittongouò ha suono
largo,
quando Vu vada perduta.P. es.
queste
generale,che
conserva
e
per
es.
di molte
natura.
ruòta, ròta.
pia
susseguitada z scemòzio, negòzio,equinòzio.
o
P.
accentate
es.
si trova
in
una
vulttis, vólto; ruptus,
tórtora.
Soggiungiamo qui le più comuni fra le parole
dal differente suono
dell'o prendono un significa
diverso:
(da accògliere) accórre (da accórrere)
bòtte (percosse)
bótte (vaso)
cògli (da cògliere)
cògli (prep.articolata)
còllo (parte del corpo)
còllo (prep. articolata)
còlto (da cògliere)
cólto (coltivato)
còppa (tazza)
còppa (parte del capo)
córre
córre
(da cògliere)
(da córrere)
Còrso (di Corsica)
córso
(da córrere)
fòro (piazza)
fóro (buco)
fòsse (scavi)
fòsse (da èssere)
indòtto
indótto (da indurre)
(non dotto)
mòzzo
mózzo
(dellaruota)
(servo di stalla,
o da
mozzare
)
pòrsi (da pòrgere)
pòrsi (da pórre)
pòse (attitudini)
póse (da pórre)
pòsta (luogo fisso)
ptósta (partic.da jjórre)
accòrre
•
FoRNACiARi
—
Gramm.
ital.
18
PARTE
PRIMA
(fortezza)
ròcca
Ródano
rodi
ròsa
(fiore)
scopo (fine)
scòrsi
(da scòrgere)
sòrta
(specie)
tòcco (pezzo)
tórre (da tògliere)
tórvi (da tògliere)
tòrta (da tòrcere)
tòsco (veleno)
vólgo (da vòlgere)
vòlto (da vòlgere)
vóto (vuoto)
5
ha
z
molle:
-,
y
ì^odere
,
^ da
proprii
\
Mózzo
ì
ródano
nomi
II
(da filare)
rócca
]
Ròdi
GAP.
—
\
(prudore)
scopo (da scopare)
scórsi
(da scórrere)
sórta
(da sórgere)
tócco (da toccare)
tórre
(edifizio)
tórvi (aggettivo)
tórta (vivanda)
tòsco (toscano)
vólgo (plebe)
vólto (viso)
vóto (desiderio
o promessa)
rósa
ha
ìnózzo
z
dura:
ha
ròsa
s
molle,
rósa
ha
dura.
a
ad
Aggiungi le forme poetichefora per sarebbe simile
mili
fora da forare; nóce per nuòce, sòie per suòle sinóce albero, e sóle astro; óra per àura, simile
a
óra
indicante il tempo.
§ 21.
rima.
P.
La
es.
differenza
di
dell' e
suono
e
dell' o
non
impedisce
la
:
Il Sol
Ch'
in
montava
eran
Mosse
su
quelle stélle
con
lui
divino
quando l'Amor
bèlle.
prima quelle cose
con
da
(D.iNTE, Inf., I, 38).
Vedi
la bestia, per
Aiutami
Ch'ella
da
mi
cu' io mi
famoso
lei,~
fa tremar
volsi
saggio,
le
vene
e
i
pólsi.
(Ivi, 88).
§
sitono
22.
Le
vocali
si avvicinano
molli
più
i ed
u
sono
alle consonanti
quelleche pel
; si perchèsono
LE
accompagnate
da
altra le labbra.
affine,j
u
ha
23.
§
con
molli unite
che
si richiede
i\ ed
scrittura.
vocali dure
a
una
sola
si fondono
emissione
di
che
sulla vocale
fiato;
Perchè
dura
la
voce
qual posa
di
voce
,
po'più
posi un
talvolta cade
sulla
parola, come
in
una
in
consonante
una
si scriveva
non
nella
esse
ciascuna
produce il dittongo,cioè, doppio suono.
si
ciò avvenga
si
Anticamente
Vocali
volte
spesse
onde
Infatti hanno
si scambiavano
v
e
v.
e
soffiamento,sì perchè nella
l'
parte il palato, in quella del-
certo
un
pronunziadell'una
19
VOCALI
che sulla molle, la
stessa
dov' è l'accento
vocale
piòvere, andai;
talvolta cade
P.
precedentea quell'accento.
vocale
della
es.
sopra
Eu-ròpa,
pio-vano.
Se
le due
vocali
facendosi
allora, non
si ha
quelle,non
si trovano
la posa
dopo da
della
voce
sillaba
su
P.
propriamenteil dittongo.
tonica,
di
nessuna
es.
vàrio,
Italia.
stesi
dittonghisi distinguonoin due specie,diSono
raccolti.
distesi,quando la vocale dura
e
in àura. Europa, oihò: sono
precedealla molle, come
raccolti,quando la vocale molle precedealla dura, come
in flato, lietissimo, piòvere, fiume.
il dittongoanche
dall' unione delle due
Può
nascere
§ 24.
I
nel disteso la posa cade sempre
su
u
colili: nel raccolto può cadere sull'unao
vocali molli
in
fui,
:
in ^;m,
come
l'altra,
sul-
giti; qui, guisa, nei qualicasi
peraltroil dittongoè solo apparente, perchè Vu, piuttosto
che colla vocale, si fonde colla precedenteconsonante
solo suono.
in un
(Vedi cap. iv, § 4).
di vocali senza
Altri accozzamenti
le condizioni qui
veri dittonghi,come
vedremo
non
sono
a
espresse,
suo
luogo.
come
2n
CAPITOLO
III
di vocali.
Mutamenti
§ 1.
si hanno
due
parola medesima
delle quali è da riguardarsi come
diversa, T una
della parola, l'altra come
perchè corrisponde all'origine
vocale
della
Spesso
di
una
è
più spesso
atona,
parola. Diciamo
§ 2. Nella
volte
i,
in
prima
sillaba
hanno
tutte
risidvro;
restàuro,
repartire
Ciò
,
le
e
vocale
tonica
molte
si attenua
decèmbre,
dicèmbre;
usato
meno
cangiati in
;
di
ne-
ed, in
ri,
e
o
divóto; deserto, disérto;
rispónso;
ricuperare; respònso,
recuperare,
talvolta in fine di
lùnge, lungi. Le
forme
affinità si trova
focilepoco
forme
devóto,
es.
Tal
mutata.
ripartire.
pure
Simile
P.
l'è atona
si trovano
o
cale
vo-
primitiva,
è la stessa
poet. ; leone, liane
che,
re
con
atone.
parola,
doppie
le forme.
due
e
d'una
ditnónio
póte, nipóte; demònio,
generale, i prefisside
anche
delle vocali
prima
mostrano
come
talvolta
ma
forme
usato
e
parola:
in
in casi
e
sono
mani;
do-
poetiche.
analoghi fra
fucile: molino
domane,
avanti;
avente,
o
usato
poco
ed
e
Onde
it.
abbiamo
niuliao;
olivo
ed
ulivo; obbedire, ubbidire; officio,
uffizio.
in a.
volte, pur nella prima sillaba,e ed i si rafforzano
le doppie forme
denaro, danaro;
meraviglia, maraviglia;
§ 3. Altre
Quindi
selvatico, salvàtico; hinaffidre, annaffiare; sterpare
con
strappare
metatesi; tenàglia antiq. tanàglia.
,
Talora
§ 4.
che
r
nel cambiamento
loro
tende
segue
a
o
cambiare
di vocali
alone
influisce la
nante
conso-
precede :
in
e
la vocale
doppie forme: guarnire, guernire;
e
sceverare;
gherófano; separare,
le
e
precedente, come
arbore
poet. àlbero
i suffissi -eria,
attestano
; garofano,
-erello,
-eréo
DI
MUTAMENTI
rio,
P.
rvhdre
da
es.
e
ecc.
Si
ecc.
,
sc.aréccio, boscheréccio; casaréccio, casereccio, ed
consonanti
§ 5. Le
in
officina,fucina
le consonanti
§ 6. La
débile
; divizia
i od
tendono
e,
a
biarle
cam-
scipdre a.ni\({.
sciupdre;
antiq.ubriaco:
i,
tendono
u
e,
cambiarle
a
in
dinidni,
poet. dovizia; eremita,
manovale;
continuo,
rom.ito
o:
ino,
mim-
domdni;
afer. ;
con
continovo
antiq.;
antiq.
l tende
consonante
a
(gli antichi
in
mutare
la sillaba accentata.
poet. débole
Ciò
dissero
la vocale
o
si vede
anche
nelle
nóbole
cui stia
con
doppie
iJ,tolee
,
forme
i\m.
per
utile);angelo, dngiolo; scàndalo, scàndalo
poco usato:
le
le consonanti
nasali n,m,
tendono
a
mutare
gutturalic,^ e
la vocale che loro precede dopo la sillaba accentata.
Quindi
nòbile
in
di
poet. rovèscio; diventare, doventdre;
ìnanudle,
dopo
contatto
le
tuttora
usano
altre.
devo, dovére; pievano, piovano;
Cdpova
Cdpua,
di
contatto
rivèscio
rovina;
ruina,
fa. contatto
doppie forme
nelle
a
domanda
dimanda,
a
«
e
menomo;
cheria
beccdro, bec-
aferesi;ribèlle, rxibèllo;ebridco
con
w
riverso,
es.
p.
b, p,
si vede
Ciò
u.
primitiva.
a
ritbaria; da
non
birreria
)
di
scioccherèllo; pazzaì-èllo,pazzerèllo ; bo-
sr.ioccarèllo
forme
doppie
ruberia
si trae,
birrdjo { birrdro
; da
un'attenuamento
iniziiile è spesso
Ve
dove
ecc.
21
VOCALI
a
ed
doppie
forme
Quindi
pure
le
crònica, crònaca;
tòyiica,tònaca; pdm.pino, pompano
Girolamo.
Geronimo,
giovine, gióvane; canònico, calònaco, \)\e:h.;
di
invece
sim.
quelle due
tendenze
medesimo;
per
similazione
della
opposte
la
Per
si debbono
maladétto
antiquati prolago, astròlogoe
della
in
invece
prima
\iev m.aledétto
;
e
di
si
favorito
è
atona
si chiamano
di
cerca
da
zione
assimila-
ripetereun
suono
AU'asfuggirnela ripetizione.
i
in
cangiamenti
primitivo selvatico.
parte
del
vocale
lingua, che
la seconda, invece,
in salvatico
come
affatto
mutamento
dissimilazione.
e
modi
prologo, astròlogo ecc.
generale il
§ 7. In
in
spiegansi i
;
le terminazioni
-ère
notati
a
Altri
invece
al § 3,
esempi
di -èro,
sono
come
corrièra, corì'ière;cavalièro, cavalière; leggiero, leggiere poco
altri moltissimi.
usato;
e
invece
del
jjrimitivonimico;
§ 8. Le
vanno
Dalla
vocali
pur
in certe
dissimilazione
litigare,leticare, ed
toniche, quellecioè
esse
forme
le
nascono
soggette
doppie:
a
su
cui
cade
cambiamenti,
che
(ovme, nemico
altre.
l'accento
tuttora
della rola,
pasi manifestano
22
PARTE
PRIMA
mutamenti
davanti
due
a
forme
vocale:
§
y.
doppia
Dèi,
da
cócere,
cuocere;
lève
doppia
muòjo
mòro,
semplice
benché
o
10.
i
la
maggior
usate,
in
parlando,
cippo,
significato.
ino.
Cosi
ed
luto
d. P.
latina;
sepólcro; spelùnca
per
Quanto
§
12.
nella
posto
yesi delle
alle
voci
Talora
una
stessa
vocali
per
e
vocale,
nella
per
il che
bailo.
di
Ma
in
panière;
bocca
della
rispidrmo
plebe
invece
e
sono
di
a
come
^:
principe,
delle
quali
nòvero;
nùmero,
fra ù
poeti
filso. I
in
hanno
regolarmente
passa
alternativa
di
tnetatesi.
come
od
in
rima,
scólto,
mitiva
pri-
ducono
ricon-
sepùlcra
ecc.
III.
agevolezza
lingua scritta,
però in significatodiverso;
usano
molte
per
la Parte
dicesi
regolarmente
sincope); avarizia,
gómito;
scùlto
spelónca;
vedi
Firenze.
specialmente
usano,
con
lice, léce poetiche,
fóndere,
condótto;
forme
vizio, vézzo;
è spesso
verbi
;
lingua poetica»
consonanti
latina)
cùbito
Le
passa
(con
,
Nei
di
lémbo,
buòno
loco, luògo;
mòta.
forme
nétto
breve
u
derivate,
parola;
due
doppie
{ovrae
doppie
condurre,
Vù
bóno
es.
non
,
latina)
limbo,
ad
poet. lóto.
es.
sovente
si
le
spiegansi
P.
alla
popolo
franchézza;
;
(corrispondente
conio;
cùneo,
le
(-isia)
diverso
u
latina)
breve
uó.
rimaste
a
nitido,
( dall' antiq.jjrénczpe)
11.
dal
dinanzi
céppo;
prènce
§
altre.
ed
o
ròta,
parte,
i breve
si trova
franchigia
avarézza;
ad
riscontrando
apparisce
ad
dittongo
tuòno;
per
(corrispondente
plico, piego;
nel
tòno,
seguita da
non
fòco, fuòco; òìno,uómo;
nuòvo;
ad
mio.
latina)
breve
e
davanti
fero poet. fièro; altèro, altièro;
es.
passa
cuòre;
specialmente quando
tuttora
ad
(corrispondente
consonante,
sono,
poet. ; miei,
liève; tepido, tièpido
tonica
o
novo,
ancora
Saracino:
quest' origine :
esse
rio
rèo,
in ie. P.
poet.
core,
;
ecc.
in saracèno,
come
n,
pur
Dii;
passa
parimente
seguita
MUTAMENTI
—
ad
(che corrisponda
intiero;
Cosi
§
Dio,
consonante,
intéro,
davanti
hanno
diritto
e
tonica
e
in i:
e
Ili
rispètto, rispitto antiq.; dispétto, dispitto Sintìq.:le
t:
profitto
altra
e,
di
GAP.
—
in
in bàlio
muta
Rare
le meta-
sono
schiòppo, scòppio,
dall'antiquato
frequenti.P.
insparmio
di
pronunzia,
es.
e
che
tivo
primi-
pianère
vece
in-
24
PARTE
davanti
sogno
a,
a.
PRIMA
o
ed
GAP.
—
P.
u.
IV
pòca; pòchi,
^^^^(^o,
es.
pòche\ luògo, luòghi',dròga, dròghe;
fra le
Anche
che
è
tende
e
loco
gastigo;
sacro,
ad
ammollirsi
è
; acuto
c/i; e la molle,
vocale
da
o
r,
della q
Si
da
della
e
perde
es.
talora
lecite in div.
4. La
vocale
in bocca
assume
particolare,p.
dgro; lacrima,
acre,
sugo;
forme:
castigo;
làgrima;
agv.to antiq.
,
gutturale preceduta
e
quindi le doppie
in g:
poet. luogo; succo,
sagro
La
pure
che
gusto.
gh.
La
da
la dura,
gutturali abbiamo
cura,
la còsa,
la
del
accentata
non
popolo
(la
crésta
e
palatale:la querela,
g
fra
due
vocali.
signif.,sciagurato
P.
es.
toscano
e
un
seguita pur
suono
rato
aspi-
ecc.). Ciò
hosa
avviene
più oltre.
gale,
regale poet. reale; le-
la
cena.
Vedi
sciaurdto.
,
gutturaleq è sempre
seguita dalla
vocale li che si pronuncia quasi come
tongo
ditv, e forma
raccolto con
la vocale
seguente. Si ha pertanto
sillaba. Quindi
in un'unica
qua, que, qui, quo, sempre
la qu
è da ritenersi come
un
nesso
grafico,venutoci
tale e quale dal latino,e quasi soltanto in paroleschiettamente
§
terza
latine.
La
popolarmente passò in e. Antiquo poet. antico; obliquo.
Mèco; quièto,e quèto poet. chéto; liquóre, licóre poet. Il volgo storpia
qui
sovente
Al
molle
P.
qu
es.
in
chi;
e
duro
quésto
e
quello
in chesto
e
chéllo.
corrispondeesattamente
dittongo raccolto con a,
gic che forma
guari, lingue, languire, seguo. Vedi
nesso
b. C
qu
davanti
e
g
e
ed
e,
il
i, o.
§
9.
turai
perdono il loro naadiro pala/ale tale cioè,
suono,
per prenderne un
che si forma
nella cavità del palato.P. es. céra, cibo;
ciabatta, scóncio, cucio, acciuga. Per evitare equivoci,
sole queste due palatali,
toporrem
sotquando scriveremo
%
ad
il nesso
i
,
loro
La
,c tende
ad
un
segno
ammollirsi
ciucco, giucco ; brace,
bràgia.
così
,
:
e
in /g: dùce,
g.
dòge;
ducènto,
dugènto;
CONSONANTI
LE
la g
Anche
Sono
6.
vocali talora si
lògica, làica
guaina;
poet. ; vagina,
§
due
tra
25
regina^
es.
reina
usato.
poco
affini tra
pure
dilegua. P.
loro
t
d
"
che
si chiamano
dentali, perchè nella loro pronunzia hanno gran
parte i denti. La fZ,a differenza della t, si pronunzia
affacciando
un
perciò è
stessi,e
la
poco
lingua all'aperturadei
molle,
consonante
denti
la ^ è
mentre
sonante
con-
dura.
La
tende
t
ammollirsi
ad
sini. le
giovenlùde e
tùte,
peradóre; servitóre,
la
servidóre
e
es.
altre
pietàte, pietàde; giovenpoetiche; imperatóre, im-
simili in gran
che
liquide (vedi cap.
r
copia;
lito poet.
lido;
la Z; che
e
si
tende
r
scambiarsi
a
pellegrino;
elido; peregrino,
valicare; àrbore
il suffisso
-are
l:
con
che
vocabolo
con
generale
afHni tra
§ 4) sono
dicono dinche' linguali, perchè
principalmentedalla
nascono
care)
e
le consonanti
Fra
7.
chiamammo
loro
une
p.
le
nudrire.
nutrire,
§
in d:
i,
vibrazione
ciriègiapoco
della
usato,
lingua:
ciliègia;àrido,
(con sincope dal latino
varcare
vari-
poet. àlbero; scarpèllo, scalpèllo.Aggiungi
in diverse
parole si
col suffisso -àie. P,
alterna
singol-àre,plur-àle; particol-àre, gener-àle;
r
passa talora in d. Quindi le doppie forme
es.
ecc.
:
raro,
ràdo; pròra,
pròda (in altro senso); armàrio,
armàdio;
ferire, fedire poet.
La più parte di questimutamenti
fra r, l, d si debbono
e scambi
alla dissiìnilazione
vicine
loro tendono
r
tra
per la quale due
a
sfuggirsi.
§
8. Le
altre due
liquiden
maggior proprietà consonanti
suono
si forma
la
nel
seconda
è
naso.
La
labiale, e
ed
si chiamano
m
con
nasali, perchè il loro
prima
serba
è
affine alle dentali,
affinità colle
biali
la-
mute.
Forma
con
lampadina).
d
ed
n:
làmpada,
làmpanu
(latnpanitio e
non
mai
26
PARTE
Forme
verbéna,
Forme
calònaco
antiq.Girolamo;
gì
e
b:
e
v
fiévole
ciàre; flèbile,
òpra,
e
p
per
le
parte principale
picciolaapertura fra i
seconda
è molle.
altro
senso.
sópra,
sovra
in
v:
altro
in
bóce
vóce,
Con
e
m.
i loro
v:
e
bo-
il moderno
antiq. donde
fonia,
sin-
còrbo
còrvo,
senso;
nòvero.
nùmero,
derivati; ripa, riva;
poet.; ricuperare, ricoverare; sapere,
òvra
la
e
hanno
nèrbo
nèrvo,
serbare;
conservare,
con
^,
biali
la-
sfera, spèra; fiòcco,biòccolo;
significato.
in div.
con
due
labiali mute:
fé
léno;
ve-
v.
spiranti
bisogna distinguerele
gutturaleh\ le due dentali s e
con
Forme
il cap.
le
zampogna
poet.;
vedi
gn,
f, v\ la
palatalej.
Nella pronunzia òì f e v
il soffio scappa
labbra, ma
denti. La prima è dura, la
Forme
poet.
ven"ao
plebeo.
modo
ai nessi
9. Fra
Forme
ciihilo,gómito;
Jacopo, Giacomo;
m:
ed Z: Gerònhno
w
canònico,
§
ed
IV
CAP.
—
vermèna.
con
Quanto
labiale
muta
con
PRIMA
pare,
poet.; sti-
savére
stivare.
Forme
v
con
e
gu
o
g:
de-vastdre, guastare;
róvo, rògo (in altro senso); pdrvolo
La
forme
V
in
aveva,
mezzo
avéa;
a
due
udiva,
vocali
udia
poet. pàrgolo;
talora
ecc.
vagina, gimina;
e
si
ségo.
sevo,
dilegua. Quindi
nei 'nomi
rivo,
rio
le
doppie
poet.;
tivo,
na-
a
v
perduta sottentra
giulivo, giulio poet. Talora
g
nicvola (nii-ola),nugola; c/iioco antiq.{chiò-o), chiòdo.
natio;
o
d. P.
es.
rato
gutturaleaspiorigineera un suono
liano,
che, rimasto in altre lingue, si è perduto in itanel § 3 di
eccettuati quei casi che accennammo
questo capitolo:
che quea. e e g indica
ste
posposta immediatamente
lettere hanno
suono
gutturalenon palatale davanti
ad e ed i. Vedi
addietro § 3.
Del resto, si usa
semplicementecome
segno grafico
delle quattro persone
del verso
in principio
avere; ho,
§
10.
Uh
in
,
,
equivoco con
per evitare
in certe interiezioni. P. es.
hai, ha, hanno,
uguale;
suono
27
CONSONANTI
LE
ed
parole di
ah, ahi,
deh, oh, ohi, hùi.
due
Le
11.
§
spirantidentali s e z difieriscono in
posta
prima è spirantesemplice,l'altra è com-
questo, che la
di
un'
che
duro
12.
ha di
s
muta
dentale. Ambedue
gradazionidi suono,
tiene del palatale
; e un
La
quasi ronzante.
§
d'una
e
due
avere
suono
5
s
dicesi anche
natura
sua
vale
a
sono
posdire
un
molle
suono
e
sibilante.
duro ;
suono
e
tale lo
serva
con-
quando si trova doppia.P. es. cassa, disse,
rósso ; 0 quando segue ad un' altra consonante.
P. es.
piànse, pólso, gèlso, órso. Lo conserva
pure quando
in principio
di parola, o della seconda
si trova
parte
d'una
parola composta. P. es. sapere, sénno, séte, so'
pra, subito; venti-sèi, cinquanta-sètte credendosi,
sempre
,
risòlvere,
altresì,
davanti
a
parola, s
pigliasuono
aspro
stessa.
sbandire,
sia in
consonante,
si fonde
di
risuscitare,
P.
in
un
unico
dolce, secondo
o
es.
sdégno,
presentire:
che
principio
suono
con
la natura
in
mezzo
quella,e
della
sonante
con-
scala
spillo, sfèrza, destrézza,
slanciare, dismésso, snodare,
disviare.
sradicare
,
§
in
13. Al contrario
due
vocali
V
s
è
molle, per regolagenerale,
della stessa
parola.P. es. tesòro,
Molte però sono
le eccezioni,e prinspàsimo, usura.
cipali
le voci seguenti (compresi i derivati );
i suffissi aggettivali
òso, a, i, e. P. es. bramóso,
golóso, bramosia, golosità:
i participii,
i passatiremoti
e
dell'indicativo in
mezzo
a
-éso, ési;
e
i nomi
in -ésa, -ése, P.
es.
accéso, io
ac-
PARTE
28
PRIMA
CAP.
—
IV
jjéso,imprésa, difésa,scésa, arnése.
cèsi, appreso,
però Ys molle blèso,
marchése, fjaése palése
chièsa, cortése, Francése,
Teresa, Agnese, e parecchievoci d'originegreca.
Calabrése
Danése,
ecc.
Conservano
,
,
le seguenti:
sono
più comuni
asino,
fuso (arneseper filare),
còsa, raso,
naso,
casa,
desidèrio
e verbo
(non desire),riso nome
susùrro,
(ma non deriso ); e i passatiremoti pósi (donde altresì
e
simili; rimasi,
20Òsa e ripòso), rispósi, nascósi
§
14.
Altre eccezioni
(ma
chiùsi, chiùso
da
-elùso
non
i suoi
né
ródere.
di
differenza
La
dell' s
suono
rendei
Indi
impedisce
non
§ lo.
Vi
quale
scialira
s
Che
si movieno
incontro
Che
foran
da
dura
vinte
pigliaalcune
seguente
con
sp,
P.
es.
:
noi
a
novelle
volte
il
sì tardi.
spòse.
Pia-g., xxix,
suono
schiacciato
58).
sci
davanti
sparisce: in-sipidn, scipido e scipito; saliva,
antiq.;vessica, vescica;
Forme
la rima.
1" aspetto all' altre cose.
(Dante,
al
róso
derivati),
sch.st:
separare,
spvma,
sceverare;
schiuma,
sivmmia
sirócco, sciròcco.
{Ò."stixmia);
stiantare; raschici re
spièdo, schidióne ; schiaffo,stidffo; schiantare
rastidre; fischiare,fistiare;schioccare, stioccdre; schiavo, stidvo.
si suole adoperare nelle scritture.
sti è plateale,
La forma
e
non
,
16.
si scrive
,
semplice,ora
raddoppiata,
che ciò apparisca dalla pronunzia.Quindi bisogna
senza
tener
semplicein principiodi
per regola di scriverla
di parola quando
parola,p. es. zana, zèlo; e in mezzo
stia dopo consonante, o davanti a due vocali, p. es.
verla
calza, affezióne, profezia. Al contrario si deve scridi parola quando sia preraddoppiata in mezzo
ceduta
da vocale
e
seguita da vocale semplice,p. es.
§
z
ora
LE
rózzo, piazza;
doppia:
scritta
in tutti i derivati
e
p.
29
CONSONANTI
pazzia
es.
da
da pazzo
parole dove
; carrozzière
è
da
carròzza.
17.
§
il
2; conserva
nelle
principiodi parola,
parole ove la z deriva
zèta.
Nondimeno,
più
in
anche
dolce
suono
in
p.
es.
(quasicls)per
lo
zàino, zanzara;
dal greco,
p. es.
principio,hanno
e
zèffiro,
z
aspra
zàzzera, zappa,
seguenti parole: zana,
zampa,
zécca, zéppa, zólla, zéppo, zio, zitto,zòccolo, zólfo,
che
zòppo, zucca, zùcchero, zuffa,zùfolo,zuppa, e qualle
altra.
Negli altri casi prevalela z aspra (quasits),
fra le parole
p. es. pèzzo, piazza. Ecco le più comuni
eccettuate
(compresii derivati):
gazzino,
z doppia:bazza, bazzècola, bazzòtto, gazza, manazzarèno
brézza, frizbizza, bizzèffe,
zo
ghiribizzo lézzo, mèzzo, olézzo, ribrézzo, zizzola
(della ruota), rózzo,
dozzina, ghiòzzo, mòzzo
lire,
buzzo, inuzzosózzo, zòzza
aguzzino, azzurro,
§
18.
—
,
,
,
—
—
ruzzo.
Aggiungi
le voci
greche
ed
orientali,come
ed
zizzània, orizzónte. Làzzaro;
-izzàre, -ezzàre, in parola greca,
p.
es.
armonizzarle
,
z
nome
i suffissi in
al modo
greco,
carbonizzare, lampezzàre:
semplice davanti
ziànzo,
o
zone,
amàz-
a
due
vocali:
aziènda,
Na-
greco:
{l, n,r):
semplicedopo un'altra consonante
zèlla,
Belzebù
benzina, donbrónzo, pranzo, manzo,
frónzolo,gàìiza, gónzo, romanzo, ramanzina,
z
—
arzènte, zóne,
zénzero, zonzo
gararzigògolo, orza, òrzo, scòrza, svèrza, vere
verzière, sfarzo.
ronzare,
zura
zanzara,
—
30
PARTE
La
differenza
di
M'andava
Pur:
per
guarda
z
l'aere
il mio
che
CAP.
—
della
suono
io
Ascoltando
PRIMA
da
impedisce
non
amaro
Duca
e
che
la rima.
P.
es.
:
sózzo
diceva
tu
me
IV
sia mózzo.
non
(Dante, Purg.,
xvi,
13).
precedutada consonante,
nelle voci calza, marzo,
come
somigliatanto al
jmizo,
dell' 5 dura, che torna
scrivendo, non
suono
difficile,
iscambiare
l'una
coli'altra lettera. Nelle parolederivate
dal latino la z italiana corrisponde
f, e
per solito ad una
talvolta ad una
Chi non
e.
sappiail latino,può ritenere
che i nomi
astratti in -ióize vogliono la s
per norma,
quando il participio
passato del verbo da cui derivano,
finisce in so; vogliono invece la ;^, quando esso
cipio
partiè in to. Esempii: apprèso estéso ; apj) '"672810716,
§
10. Il
della
suono
z
dura
,
estensióne
Talrolta
—
il d
zióne.
attènto, distinto; attenzióne, distin-
si
cambia
in
z
dolce.
P.
es.
verdura,
verzùra;
pèndolo, penzolo; frónda, fronzuto.
j somiglianella pronunziaad una g fortemente
È sempre
di
attenuata.
seguitada vocale, e, in mezzo
parola, preceduta pur da vocale. P. es. jèìia,jònico;
nòja, notdjo. Seguita da i, diventa vocale, ed una
delle i sparisce.Quindi il pluraledi notdjo e simili
rezza,
nomi, si pronunzia come
notai, quantunque, per chiasi scriva notaj.Il pluraledella voce
àjo si scrive
si pronunzia dji, per non
confonderlo
di prep.
e
con
artic, od dhi interiezione.
Alcuni
scrivono
posta.
a
parola comj anche in mezzo
P. es. con- jug azióne, oh-jètto,ab-jètto,inter-jezione.
In principiodi parola j non
di rado
si vocalizza
entrando a far dittongocolla vocale seguente. Cosi jèri
§
20.
32
PARTE
PRIMA
—
GAP.
IV
—
LE
CONSONANTI
o
—
«
3
._
-«"
^
S
CJ
2
c
:s
co
a)
K
*S
-r
"^
=
e-
ci
ti
e
»
—
te
-o
i_
o
c
*
CS
•-
£^ci
I
5
§
"
«3
33
CAPITOLO
Incontro
di
più
vocali
iato,ed alterazioni
§ 1. In
talora
altro
tre
o
Qualunque
vocale
uu,
dei
può incontrare
di due
che
aspro
vocali
dicesi iato,
di bocca,
trovare
di due
contatto
a
quale
voce
suol
dentro
una
però dove si veggono
sempre
si può dire che siavi l'iato.
anzi
od
aa,
italiane.
pronunziate nasce
quel
una
straordinaria
due
vocali
caso.
scritte
affatto,quando la prima vocale sia
manca
e
pai-larein
parola sé stessa,
gliaccozzamenti
latina, indicante
farsi in tal
due,
vocali.
distintamente
§ 2. Non
Questo
prodotte.
esso
si possono
parola
una
Si eccettuano
soltanto
qualsisia.
occorrono
quali non
esempii in Voci
Dall'incontro
apertura
da
dell'incontro
ora
vocale
un'altra
suono
in
quattro vocali. Di questi ultimi casi dovremo
luogo. Diciamo
ou,
parola
stessa
una
V
un
tatto,
con-
a
u
non
dopo q e spesso anche dopo g. P. es. non è alcun iato in
quando, quello: guarda, guisa. Cosi pure quando la prima vocale
sia i non
accentata, dopo e e ^ (vedi cap. iv, § 5), dopo gì forma
ammollita
di l (vedi qui sotto il § 12), dopo cch e ggh. Onde
non
accentata,-
è
alcun
iato
in
sciènza, provincia, piàggia,prègio, poiché vien
di
staccarlo dal suono
pronunziare quell'zsenza
figlio,figliuòlo;òcchio; ragghio; dove pure
assorbe
In
una
generale non
sola
§ 3. Ma
sentiva
precedente; né
la
consonante
in
dente
prece-
Vi.
si ha
iato
richieste dal
con
latto
quando
le due
vocali,avendo
Dittongo, vengano
pronunziate,quasi
emissione
di fiato. (Vedi cap. ii, § 23).
le
dizioni
con-
fossero una,
nel
della nostra
periodo di formazione
lingua, pronunciandosi
le vocali più distintamente
che oggi non
si faccia, l'iato si
di più e riusciva
più aspro all'orecchio. Perciò molto di fre-
FoKNAci
Mu
—
Gramm.
Hai.
3
34
pari:,
quelite si
lendo
materia
esse
possa
le due
alterazioni
E
Ijrevemente.
delle vocali
prima
la
§ 4. Se
della
posa
qui
o
lasciando
ai prep.
modi
vdimi
in
(se
una
duemila.
atona,
tesòro
per
in
chiòstro
Pòlo.
au
aldàce,
fràude, làude,
§ 7. Alcune
passò talora
fondendosi
o,
frequentiesempii
composti
la vocale
ròco
òro;
Metàro
terza
una
tòro;
,
pòsa
; fduce,
ebbe
caso
Agósto Aa. Augusto;
poet.
in al. Quindi
ecc.
cento;
sei-
bita
assor-
tauro,
in questo
\n
come
in
vocali
anche
per
viene
; pàusa
,
Talvolta
secénto
maèstro.
per
e., àuro,
esaldire, frdlde, làide,
Yi
accentata
delle due
P.
cedente
pre-
sparisce
P. es.
a'
dell'apostrofo.
di parola levdtni per le-
nei
e
luogo la contrazione
per assorbimento,
agiirio, antiq. ^ev augurio; l^etàuro,
Anticamente
abbiamo
; ràuco
,
fóce; fràude, fròde; Pàolo,
o.
la vocale
ambedue.
da
mezzo
fusione
passò
quando
in mastro
come
sonante
qualche con-
di
la seguente,
il segno
in
e
la
sosteneva
(di rado e), dove
i
Talvolta
in di( che
; cldustro
,
vói;
loro,
fra
diversa
con
parola)
la
no.
o
inserzione
assorbimento
dura
casi;
quella
parola, o anche
si rimediò
allora
dittongo disteso;
per
altri simili;
contrazione
esempio
tesàuro
per
precedente
§ 6. Della
abbiamo
di
termine
per
che
assorbe
vocale,
per
poetici,ed
dumila
da
sola
artic. ; va'
due
contrazione,
accentata)
vocale
una
di
della
o
Dicesi
vocali.
contrazione
di
distinzione
del
dura
a
toccarne
contatto
a
non
necessario
dall'accento
vocale
(quasi sempre
produce una
essa,
negli accozzi
vocali
storica,
all'iato;è
sia accentata,
contrazione,
per
le due
§ 5. Della
per
delle
dalla
una
iato
richiesta
all'iato
con
fare
si deve
prima
voce
fra
c"ntrarietà
formanti
richiesta
minore,
dalla
tal
poiché in molte voci vivono
iato, e quellapopolare colle
forme, quellaoriginariacoir
prodotte
inse-
ora
Quantunque
alla Grammatica
noudimeno,
pur
delle vocali,
in altri modi.
ora
appartenersi
moderno:
V
CAI'.
—
togliendo una
consonante,
una
parere
quella dell'uso
tuttora
.......1
di evitarlo, ora
cercò
fra di
i
le forme
arcaiche
audace,
per
rentine
fio-
esaudire,
ecc.
volte
dopo
che
prese
la vocale
si inserì
accentata
coitso-
una
nante:
talora
rimasto
trdere
traggo,
\\\\
j
al
verso,
trdggi, tràgge;
la forma
contratta
il
si lece
mentre
li arre,
di g
snono
la l'orma
in
e
prosa
nel
o
pur
si
/j.
Cosi
dal
primitivo
poeticatrdggere,
atlopera
presente 2*
e
soltanto
pres.
nito
all'infi-
3''"persona
trai
e
forme
trae
(da
simili al latino. I.a
primitivo strùere
un
PIÙ
DI
IN'CONTRO
si inserì
talora
35
ecc.
il verbo
origine ha
stessa
slriiggere
strvjere):
e
d,
una
VOCALI
nella fot ma
come
antiquata làdico
per
chiòvo; e più spesso una
(per chióo) dall'antiq.
Pdvolo
o
Pégola modi plebei'pev Paolo; nuvolo
làico, ed in chiòdo
in
(7, come
una
nàtilo
si dice nóifo ;
oggi, contraendo,
che
ni(ola\
nugola (per
o
v
per
invece
di nùvola.
§ 8. Ma
(h'Ile due
il
più frequente di
caso
vocali
contatto
a
nella consonante
la
e
i
affine
passati remoti
si trova
colla
e
col
parvi
alcuna
aveva
v
col lat. belua,
belva
voce
non
l'iato fu
tórre
di
voce:
derivata
parili:
italiana
dólvi
prima
biato
cam-
u
si confronti
qualche traccia,se
voce
latino
di
posa
la
quando
helhttnn;
antiq. col
poet. ed
latino doliti:
di
rogundre
aleresi
da
contiìtovo
elettudrio;
da
accentata,
la
consonante
j,
prosa
o
quale,
ha
div.
ecc.
ecc.
a
dato
signif.
; latlovdro
orinolo
vina
ro-
con
(oriolo);
'
vocale
precedente,vedremo
della stretta
luogo a
molti
forme
esempii
Spesso
questa
si
Vi
nelle
che
si
ancora
non
colla
tiene
parole, come
in
adoperano
i modi
state
sono
p.
si attenuò
raddoppiò la labiale che
si strinse più intimamente
p.
es.
sappia, dùbbio,
oltre al
cui
con
§ 10. Molte
si tolse l'iato proveniente
scimmia
altre
e
raddoppiate,e
debbia,
colla vocale
tante
ciò per
col
altre
causa
e
si evitò
evangclo per evangélio; estràneo,
domino
antiq.; chièsa, dalla forma
Buémme
desia
le
venne
parole
della seguente
la
antiq.da
perdita
resta
demmia,
ven-
che
lora,
i. Ta-
dell'i
Boemia.
la vocale
antiq.strano;
che
e
simili; si vedrà
l'iato elidendo
strànio
seguente,
latino
della labiale, si ebbe
debba;
volte
precedeva all'è, col q\ialprocedimento
si riscontrino
raddoppiamento
es.
o
vocale.
l'iato. Se
scemarsi
seguente:
che
relazione
cambiamenti
doppie,
(talvoltae)
in .verso.
da
labiali
i
dopo
si trovano
cagione
numerose
Molteplicifurono
in
in
ciascfieùno;
l'orma plebea per
più frequentid'iato
le
ci attestano
le
mannàie
perdita della
o
P arcaico
per
in
esempii
poco.
§ 9. I casi
a
""
orivólo
continuo:
di elisione,
fra
eiaschediino
manovale
riitna;
abbiamo
(g, d, v),
consonanti
raimdre;
per
da
di
inserzione
i,
come
dominio,
in ecclesiàstico.
PARTE
36
Dopo
cimitèro;
cimitério,
delle
-èrio, -èro,
in
per lo
rimasta,
più,
si
pur
calendàrio
di cui la forma
in -òro,
forma
antiquatatnortòro,
voce
in
la forma
-djo,come
mi'.òjousato
iè. P.
scrisse
la forma,
soltanto
anche
ma
Anzi
e
Vi
§ 12.
volte
con
gì
pronunziare
e
(con
e
si
pur
role,
pala
ora
poet.
nella
e
,
anzi
-aro, che
i
vedi
gn:
zione;
attra-
pronunziò
raro
primièro,
per
in
o
esempio
barbaro
con
carìiière
venne
antiq.da
rio),
và-
oggi più
mune.
co-
-ière
si usa,
si
e
suppongono
si
in altro
usa
cavalière
eoo
(venditore di
gière
carndjo; orolomili.
usato, con
usurdjo ed a.\tre siinvece
di
forma
fièra
fèria,
originaria.
seguita da
e
si
(come
non
Confrontisi
è in
l'iato per
adopera oggidì, non
forme
moltissime
usata.
n,
di
avemmo
mòro
ai, che
venne
che
in -àrio,
queste consonanti
da
in alcune
,
fu tolto
{primàiro)
che
sapere
l ed
Dopo
nàrio
lu-
di mòro,
-drio
ne
e
attrazione
attrazione
Simile
—
poet.
invece
con
somaro;
vegetali);somière
con
orologidjo; iisiirière, poco
barbe
suffisso
un
onorario,
ci resta
simili;ora,
(venditore di cavalli); barbière
cavallaro
-djo (da
pur
antiquata,primàro
si è mai
non
o
senso,
(che
terminazione
primàrio,
precedenteforma
una
di
da
è
orio
nella prosa
ora
per
j. Quindi
eà
parlatorio, responsório)
attrasse
àa.
es.
di
forma
mili,
fornàjo; gennàro,
gennujo e silunga la più frequentemente usata
per mortòrio
nella
Va
poiché
seconda;
quasi sempre,
serbatójo,spogliatójo,ammazzatójo, ecc. ecc.,
sempre
§ 11. Talora
simili
la
prese
parole, come
in concistoro, tnartóro
come
altre
tante
e
péro;
im-
all'originelatina, è
-aro
tante
è di gran
j
dormentòrio,
come
in
imperio,
comunemente
i che
frequenta,in
terminazione
dalla
oggidì.Cosi
ad
davanti
conserva
con
conforme
prima
ecc.): forndro,
,
,
forme
doppie
adoperandosi
verso,
perdette la r
doppie forme, tanto
pure le
latino -Cirio che
e
la
si
invece
ora
le
vitupèrio, vitupero,
quali
al
V
GAP.
—
donde
elise l'z:
si
ora
r,
PRIMA
ne
,
altra vocale, si fuse
ammollì
cap.
iv,
con
§
il
più
(ammollimento
il suono
le
22). Quindi
doppie
delle
presentat
rap-
forme
scrivere, esilio, esigilo;òlio, àglio pleb.: familiare
dittongo ià)
e
faìniglidre (come
famiglia). Quindi,
canto
ac-
i presenti
agli infiniti volare, dolere, solére, valere, abbiamo
derivati voglia, dòglia, vàglia.
voglio, dòglio, sòglia,vàglio; e i nomi
in -glio,-glia supAnzi può dirsi che tutte le parole terminate
pongono
una
l'iato. Di
n
forma
ammollita
latina
con
abbiamo
semplice
esempio
l che
si è
poi
in moltissime
ammollita
voci
per
terminate
le doppie forme
attestano
in -^no, -gna, come
Campania, campagna;
in
diverso senso,
di-laniàrsi , lagnarsi
Si confrontino
ecc.
venire,
te-
rimanére,
nome
ritégno; (lat.-neo
le
si
procedimento
stesso
forme
éi
animali
da
in
nota
iato. P.
si
al
importa
si trova
bàlia, pallio, calunnia
Nelle voci
ed
di
ad
i ed n,
si
sono
qui
(e
in
dal
potrebbero
Ai
l;
stiglio;régno,
o
Itdglia),
altre d' origine
e
perciò
deve
(Vedi
tolo
capi-
^:
suono'
scrivere
l
ed
n.
o
ed
a
(nei presenti de' verbi ) invece
si ebbe
l'indurimento
spesso
di i in
e
così
da
venire,
tenére,
rimanére,
presenti vengo, tengo, rimango, rimanga (da renzo,
coli'ammollimento
restate,
per lo più, alla poesia le forme
Dopo
con
zz.
scambiano
o
ce
rono
conserva-
non
poche
i
15.
lazione
assimi-
j
dell' ammollimento
e
valére, salire, togliere,cògliere,ecc.
doleo, dòlio, ecc.);
§
per
quindi
i presenti più
dolgo, valgo, salgo, salga, tòlgo, tòlga, colgo (da
àa. dolere,
usitati
anche
Italia
es.
e
e
22).
§ 14. Dinanzi
in g:
voci
svèllere,
esempi in gnudo
qualche altra voce.
in
e
a
c.alitgna)ji
non
gutturale separata
g
ammollite
n
§
IV,
nel verso;
effetto dell' ammollimento
è
non
pronunciarsicon
l
accanto
negligènte,Anglia, geroglificoe
gli
greca,
(e
P.
per
abbiamo
parecchie
T ammollimento.
fare
l'iato, senza
che
dire
doppiate,
rad-
quégli; capei,
(-gli),quali (-gli).Lo
svégliere poet.
che
se
es.
égli, quéi,
per
togliereda tàllere, forma
in sciogliereda solvere
poet. Di n
col
lat. omnis;
per nudo; ógni confrontato
Non
col
e
églida. élli; gitegli
trova
capégli per capélli,ed
volta
pluraledi tali voci l sia tal-
(-gli), tali
latina
§ 13.
rimdgno,
tégno,
di queste lettere,specialmente
T
può avvenire anche senza
più usato di quelli;e presso gliantichi
simili. Cosi spiegasicome
altre forme
sparita,onde
animai,
idi, qvài
ecc.
-nio).
o
l'ammollimento
che
VOCALI
presenti poeticirégno,
coi
nére,
Notisi
PIÙ
DI
INCONTRO
tègno, rimdgno,
{-ceo, -ciò) l'iato
e
Ciò
si vede
si scambiarono
rticcio, amorazzo;
nei
usano
) essendo
ecc.
doglio,vaglio,
ecc.
produsse
le
doppie
suffissi -àccio, -àccio,
-tizzo,
con
si
ecc.
-ózzo,
forme
-ùccio
P.
-tizzo.
con
che
es.
si
amo-
popolaccio, piopoldzzo; fanciulloccia fanciulloz,
za;
campaniiccio
dopo
doppia
usate
z
in
,
canipaniizzo,
volte
moltissimi
i scomparve,
onde
altri:
si ebbero
le
torme
con
alle forme oggi
accanto
ecc.
giustezza, avarèzza,
spazzo,
giustizia avarizia, spazio, ecc.
i latinismi consttinzia, presenzia e uva.
antiquatisono
ac-
iliv. senso,
Affatto
canto
z,
,
molte
e
alle forme
,
regolaricostanza
,
presènza,
ecc.
PRIMA
PARTE
38
in
ragióne
della
invece
Talvolta
altro
si
z
pose
onde
le
doppie
gitarnigióne
in
jg\
franchézza,
palàgio;
palazzo,
ecc.
—
guarnizióne,
senso:
prègio;
prèzzo,
INCONTRO
V
CAP.
—
forme
razióne,
altro
senso,
ecc.
franchigia
in
:
altro
ecc.
senso
16.
§
come
Dopo
si
vede
in
altro
senso;
molli
serviènte)
In
ràggio
§
doppie
(da
ràdio)
e
s
di
talora
càscio,
regolari
talvolta
cv.scio,
bàcio,
senso
jg^g
altro
;
si
;
cènte
sac-
mèdio
e
^g
Li'isa,
'mansióne,
in
muto
raggiante;
sàggio;
quindi
zz:
in
e
si
j,
le
e
piòggia.
doppie
(
mèzzo
non
forme
mèggio).
apparisce
come
cf.
dia,
inviseri-ènte
(Az. plória)
piòva
pure
Anastàgio;
e
sdvio
pose
senso
i^passò
pigióne;
pensióne,
differenza
in
razzo
Anastasio,
forme
altro
di
cci,
sapiènte,
per
radiante
cangiare;
e
in
invece
caso
Dopo
17.
cambiare
piccióne;
passando
i,
sèggio;
e
cosi
antiq.:
talvolta
sèdia
risultandone
forte,
pippióne,
sdccia
r,
sergènte
e
qualche
b,
forme
z.n\À(\.;
invéggia.
( da
d,
palatale
forme
sappia,
doppie
le
Quindi
in
passò
doppie
nelle
le
dopo
i
p,
dalle
,
Luigia;
tutti
magióne
occasione,
e
tre
con
gióne;
ca-
qualche
significato:
invece
ecc.
càcio,
di
(da
si
g
un
cucio.
pose
se
primitivo
come
-si-),
nelle
donde
voci
antiquate
poi
uscirono
bàscio,
le
voci
guire
Gli accozzi
3.
n,
m,
le consonanti, fuorché
tutte
dolró
venne
nella
si vede
come
rimembrare,
in
% 5.
si
r
paragonato
aggiunse
brulicare;
mdntrice
es.
Altre
da
r-
agro,
la
mezzo
si
v
si fece, in
muta
da
es.
p.
trova
buon
per
parola
blj, ecc.
péllo
Quindi le doppie forme
muta.
arò,
antiq.;
érpetre
care,
bulipete;
èr-
per
suono,
vocale
una
:
antiq.
ecc.
consonanti,
eccetto
b.
una
P.
h,j,
eccettuate
le dentali
Si
da per
es.
e
si
e
m,
simila;
as-
ed
l si
qualche
altra
sembiante
atlèta
e
r;
d, t, le nasali
assem-b-lèa;
7). Atlante
il §
sotto
gruppi pi, bl,
spesso
le
per
greca.
in
si assimilò
Popolarmente
gi'arddrlo, guarddllo.
§ 7. I
(sino, rimem-rare).
ad
Quanto
suono,
ri
di
•
istil popolare,
avrò,
es.
la forma
conservano
sem-rare)
Ir, vedi qui sopra il § 4. NI
lo, còllo. Fra m.
in-lécito, illécito;da con
v.
(vedi qui
jem-b-lante
voce
la
b,
una
agiterò e magherò.
es.
integro, intéro:
négro, néro;
di
in
principio
parola. Talvolta anche
nàai in
perdette.P.
la q,
da
si perdette.P.
può precedere tutte
può seguire tutte le consonanti,
la 3,
,
cilèstro;valènte, valèntre
,
% 6. l
n,
una
talvolta
sem-lare
talvolta,per agevolezza di
si inseri
si trova
non
vr
(simulare,
dopo
da
vorrò:
mantice:
magro
volte, la
inseri
guastamenti plebei,come
molti
e
per
fra ^ ed
p.
; celèste
si
r
se
regolare, irregolare;
e
rimemordre
a
talora
in.
poi
e
può
e
inoltre q, l,
P. es. da dolere
assimilazione.
ed
m
sembrare
voce
rin-tronàre
tonare,
Tra
corrómpere.
rompere,
e
da
j
e
ed
volére, volrò
da
poi orrévole;
e
medesime,
produssero
nr
li
eccetto
queste
poi dorrò;
e
onrévole
onorévole,
con
Ir,
TI
GAP.
—
le consonanti
può precedere tutte
r
e
PRIMA
PARTE
40
II: p.
es.
la prep.
comunemente
usa
da vedérlo,
vedéllo; da
axiìc. pél accorciamento
lo.
ci,
si ammollirono
gì (con g gutturale)./? in principiodi
in pi,bi, chi, gki, fi passando
per plj,
Quindi le doppie forme
in
senso
quo,
diverso; plèbe, piève; obli-
aferesi ; cldustro,
chiòstro; glande, ghidnda; flato,
lo stesso
di parola talora si tenne
lora
procedimento, tafiato.In mezzo
davanti
la gutturale,restando
ad l ammollita
il
invece
sparve
Quindi le doppie forme spècchio,spèglio(da spedo),
nesso
grafico(7Z.
orécchia, oréglia (da orécla); véglia,
vecchio, vèglio (da vedo);
bièco
con
végghia, ecc. delle quali forme
Fra
g-l si inserì talvolta
Inghilése per Inglése.
la seconda
una
vocale,
è
come
plebea
nel
e
poetica.
mod^^
popolare
INCONTRO
§ 8.
ad
l,
in
S7n
di
mezzo
produsse,
enigma,
enimma.
Donde
lo
per
Nella
altre consonanti
che
fu premessa,
ft e le
La
da
e
dògma, damma;
dal
antiquata aiigttménto
forma
rinforzo,
per
moderna
lat. avg-
è auménto,
può precedere tutte
liquidel, r. Può seguire
in
atnbedne;
rèndita
davanti
in
da
per
a
con
dita
per-
b
le consonanti, eccettuate
le labiali p
solo le consonanti
e
si assimila,
neologismo
cambiandosi
possibile,impossibilee
e
ed s;
?•
si vede
come
rèddito
a
da ebridco, ubriaco;
vapóre.
rinforzo, ad
accanto
e
p
6 in imhriaco
a
con
n
fu premessa,
n
poet. cristiancsitno
cristianésmo
l'assimilazione:
più,
confrontarsi
da
in vampa,
9.
le
:
))?,
es.
6
e
quasi soltanto in voci greche.
sima;
doppie forme fantasma e fanta-
forma
fu inserita xxn" u.
di g
P.
le labiali p
crèsima:
e
gm
mentvm
e
può seguire ad
poet. battésimo;
simili; crism.a
%
che
consonante
si trova
parola
interpose i.
vi si
battésmo
da
affinità. Non
stretta
41
ecc.
s:
r,
Spesso
CONSONANTI
altra
può precedere
non
serba
cui
con
m
PIÙ
DI
in ameìidùe
dal
preso
nella
loro
inpossihile; da
non
di rado
Adi.
latino.
affine
in
l:
m.
bócca,
e
imboccare:
ad
davanti
il gruppo
il gruppo
scrive
e
si
si assimila.
r
che
gn
dicemmo
come
suono,
l ed
potrebbe
nel cap.
davanti
ng
pronunzia
piàngere, piagnere,
ad
ecc.;
n
forma
e
6:
sempre
unico
un
§ 12.
i ed
talvolta
e
le
Angelo
§ 4
sopra
scrivei'si
v,
Quindi
grn.
Vedi
eA
si ammollisce
in
che si
nj
iovmQ
Ao\-ì\"\e
spèngere.sjìègnere;
Agnolo (invece di dgnelo); e molte
altre.
§ IO.
può precedere tutte le consonanti,
s
può seguire alcuna
s
talvolta
consonante:
p.
consonante,
si
parole
in
altro
incomincianti
premisero
per
istiììnlre ; spésso,
isperciìiza,
rinforzo,
per
l,
n,
a
parola
cominciante
quando
da
buon
senso:
suono
ispesso;stólto
le
seguita
s
per
nn
,
da
i. Quindi
altra
consonante
stare,
istólto ; stanza,
Non
veder
pura)
im-
istanza; sp"erànza,
forme
isperate timi
{s
istdre; stimare,
spesso
scrittori.
la
Non
r:
quali
allungatesi trovano
Oggi quest'aggiunta dell'i resta
come
parola precedente finisca per. consonante.
ecc.
z.
maniglia, smaniglia; bièco, sbièco; piàggia, spiaggia;
es.
smània
mania,
prepose,
eccettuate
h,j,
eccettuate
lo cielo.
forma
P.
es.
negli
tichi
an-
mobile
PARTE
42
INXONTRO
11.
molte
davanti
n
si
volte
finite
in
perdette.
énse
può
12.
dietro
soltanto
tener
soltanto
l,
n,
seguire
§
13.
terza
due
h
Tre
nei
che
l,
ad
le
uu'r
e
che
la
n,
di
due
rado
prima
entrare,
(in
cittadinanza
tutte
l
rado
chése,
Luc-
due
e
vedi
(
di
mezzo
una
precedere
può
quello
vedi
seguenti
prime
seguenti
di
voci
qui
le
forme.
7):
§
sopra,
s:
r,
r
non
consonanti
di
n,
di
Le
tosare.
parola):
seguire
può
nissuna
può
consonante:
r.
edj,
casi
che
l,
nomi
serbano
e
r
soltanto
doppia)
soltanto
Quanto
Alcune
ecc.
a.
i
fece
si
quindi
dall'originario
o;^eso;
poet.
come
popolo:
s\
r,
(lettera
z
ése,
del
intònso,
e
soltanto
precedere
può
V
in
iSanése,ecc.
precedere
offcnso
tonsura
forma
/? può
da
es.
con
presero
Pistoiése,
§
P.
all'orecchio
dura
riesce
s
confrontare
da
tonsure,
ad
ecc.
—
—
§
le
VI
GAP.
TRIIIA
sia
muta
ómbra,
detto
abbiamo
in
seguito
delle
parola
una
altre
si
non
lettere.
vare
tro-
possono
:
siano
l:
che
p.
es.
o
una
f
sbracato,
un'/"
o
accluso,
attrarre,
liquida
una
geminate,
mute
o
nasale
seguite
strano,
r,
e
la
elùvio:
(l,
da
geminata,
r,
od
n,
m)
l. P.
es.
splendóre,
o
un's,
óltre,
e
prèndere,
sor-
sfracellare.
"3
CAPITOLO
sillabe.
Le
1. Si dice sillaba
§
lettere
(dellequali una
fino
a
ó-ra;
§
d'una
comprensione di
almeno
sia vocale) in
la
o
una
più
sola
una
di fiato.
emissione
Una
VII
sillaba può contenere
sei lettere tra vocali
schiòp-po,
vocale
unita
sola
vocale, ed anche
consonanti.
P.
a-mi-co,
es.
schìan-tà-re.
sillabe che
2. Le
e
una
risultano
con
una
sola
d'una
sola
vocale
o
mano
cons'onante, si chia-
sempiici.Quelle che risultano o di pitivocali, o
d'una
vocale con
sonanti
più consonanti, o di più vocali e condi complesse.P. es.
insieme, prendono il nome
è-de~ra
suò-le, piè-de:
o-nó-re, òn~ta\ uò-mo,
spi-a, stroz-zd-re, stuò-lo.
,
§
I). Vocali.
una
I
dittonghi(vedi cap.
sillaba sola. P.
c-ròi-co\ raccolti:
es.
ii,
§23)
distesi: au-ròra,
mano
for-
rei-tà,
bid-simo, pio-vèvdo, fìii-tdre.
cale,
dittongo si fonde insieme un'altra voche
donde risulta il trittongo o triplice
suono,
forma
sola sillaba. Ciò può avvenire
anch'esso
o
una
nei dittonghidistesi quando la loro vocale
dura faccia
insieme
vocale molle che la
una
dittongo raccolto con
preceda: p. es. arrab-biài\ mièi\ suoi, o nel dittongo
raccolto no preceduto da i\ p. es. besliuòla, assiuolo;
ma
non
cale
pi-uòlo. (Vedi qui sotto § 4). Se però la vomolle è m\
u
quéi.
preceduta da (/ o ^, come
Talora
col
44
PARTE
guài', 0
PRIMA
—
GAP.
VII
precedutada gì o e, come
ciai,
spogliai,cacallora il trittongoè solo apparente (cap.v, ^ 2).
Per la stessa ragione il trittongo
è solo apparente
in quiète, e sono
apparentii così detti quadrittonghi
(sillabe di quattro vocali ) che alcuni vogliono trovare
in figliuòi,lacciuòi
simili.
e
i
m\
,
Una
4.
§
formano
vocale
dura
né
dittongo,
si
con
molle
una
pronunciano
in
•cialmente
nei
seguenti
casi
sempre
sillaba;ma
una
costituiscono due sillabe diverse.
spesso
non
Ciò accade
spe-
:
nelle
parole derivate o composte, in cui i appartenga
al prefisso,o alla prima parte e l'altra vocale
alla seconda
parte della parola.P. es. ri-lià,ri-avére;
ri-ardere, ri-àrso; ri-èsco, ri-uscire', chi-iinque:
in altre parole, come
di-aspro, li-ùto, ìi-óne
(poet.per leone);pi-nòlo; e molte di quellevoci dove
i è preceduta da r, e non
seguita da e. P. es. tri-ònfo,
settentri-óne
tri-drio, ori-uòlo, ecc.:
nelle parole derivate, quando la parola primitiva
,
,
richiedeva
l'accento
suH'z.
P.
xia, vi-àle; Dio,
es.
indi-àio; spi-a. spi-àre
Queste osservazioni
parola derivata
P.
§
con
es.
non
vi-a-tó-re,
4. La
esse
valgono anche se
alcuna
posa più su
due
vocale
sillabe
delle due
della
cali.
vo-
ri-ar-dé-va.
appoggiata sopra
u
T accento
distinte,ove
non
a,
sia
e,
i forma
precedutada
Yu
unico
si fonde in un
suono
g 0 q, nel qual caso
colla consonante.
(Vedi cap. v, § 2 ).Esempi: arcu-àto,
consu-èto, acu-ire.
Al contrario
u-guà-le, quà-dro.
guèr-ra, que-sfióne. oc-quisto. Si ecceitudi argu-i-re
ove
gu
resta
diviso
da
/:
LE
forma
ch'esso
neanpreceduto da g o q, non
di
che stia invece
dittongo,fuorché nel caso
nelle voci ròta, ruòta; vóto, vuòto
sempUce o, come
uò,
un
45
SILLABE
non
tuòno; sorèlla, suòra,
tonare,
simili,dove
tu-óso, flessu-óso,e
volte accade
5. Molte
§
che
Al contrario
ecc.
è
uo
due
comuni
primitivo.
mare
for-
vocali, senza
propriamente dittongo,vengano
sola sillaba.
scrivendo, unite in una
un-
pronunziate e,
Ecco
i casi più
:
centata.
ia, te, io, postiin una
parola dopo la sillaba acP. es. àb-hia, dhbia-no, ò-dia
grà-zia glòria
,
prò-prio
,
,
:
precedutida ^ e g e posti parimente
in una
parola dopo la sillaba accentata. P. es.
ambigu-o,
lin-gua, lin-gue, cin-que. Si eccettuano
contigu-o, irrigu-o ed altre simili voci, che in latino
hanno
doppio u dopo g.
Tali
Ili, uo
uè.
uà,
di vocali vengono
accozzamenti
detti da alcuni
dittonghi iniproprii.
al verso,
Quanto
due
vocali
0
tempo
no
il
solo
e
valgono
vi discer-nea-
non
suoli al -mioche
Andiam
Che
rado
Ond'ella
sulla sillaba
sdrucciolo
00
si
in fine di
dittongo disteso.
la
Confuso
verace
veruna
di
accentata
ordinariamente
verso
biavi
(abiu
un
es.
cosa.
conforto.
esser
lunga ne sospinge.
incognito indistinto.
questa
d'un
verso
sempre
P.
norma.
es.
pi-o sospiro.
la vocale
Quando
verso.
d'un
P.
sillaba. P.
dubbiare
appresso
pronuncia
Che
un'
violata
penultima
pronunziano
mezzo
la -via-
fa-céa-no
si trova
contrario
si
sola
una
per
In
regole speciali.
prima delle quali sia
la
dittongo disteso)
Che
Al
alcune
sono
qualunque siano,
r
Di
vi
piano
distinta
o
dalla
suU'autepenultima
vocale
es.
via abbandonà-i
si tacea
lo stuol
accentata
giudà-ico.
cada
d'uno
seguente, siavi
o
46
l'RIMA
PARTE
sillabe. P.
di due
il valore
io si
prendono
verso
spesso
es.
di
Vergin
dove
in fin cK
senz'accento
vocali
due
Anche
VII
GAP.
—
encomio
servo
il vocabolo
che
in modo
pronuncia distintamente,
diventa
sdrucciolo.
di
divisione
dittongo in
un
alcun
con
due
delle due
prima
vocale
in
in
Due
7.
puntoHni (
P.
es.
consonanti
davanti
consonante
con
la
con
davanti
consecutive
sillaba
)
••
pa.ssìòne.
es.
sillaba
sempre
de-si-cle-ìm-re.
parola,formano
una
vocali. P.
due
con
care
indi-
si suole
non
la
dieresi
e
una,
sineresi
si segna
sola
in
parola, forma
una
medesima.
§
sillabe. La
Una
§ 6. Consonanti.
sillabe
due
di
la dieresi
ma
segno;
la
posti sopra
la fusione
sineresi
Si chiama
a
cale
vo-
vocale
vocale nei
essa
a
guenti
se-
casi:
che
delle consonanti
una
mute
h,
d, g, p, t,
P. es. hrè-ve,
e,
r.
spirantif e v precedano una
de-créto, d.rd-go,sa-gre-siia prè-te, in-trù-so,
o
le
ri-
,
Di rado
trò-vo.
che
è usato
delle consonanti
una
le-vriè-re:
in ò-vra,
come
vr,
b,
mute
g, p,
e,
e
la
re-clù-so,
spirante/"precedanouna l. P. es. o-bli-qiio,
glò-ria, de-plò-ro, ef-fiù-vio:
che una
consonante
s preceda un'altra
qualsisia,
fuorché sé stessa, o l'/iola z. P. es. Ti-she, tasca,
di-sdù-ro, sgo-làre, ecc.:
eh e gh valgono per consonanti
semplici.
gn,
§
8.
formano
Tre
consonanti
sillaba
che
qui
una
con
accennati
simiU
gruppi cn,
non
si
nel
preceda uno
s
di-scré-to,
I
essa
consecutive
usano
dei
cm,
gruppi
comincianti
et, ps, pt, pn,
fuorché
per
a
vocale
caso:
per s.
s fra-tato, e-sclù-dere
cs,
non
solo
davanti
ritrarre
di due
P.
,
es.
nare,
sbra-
sdra-jo.
ti,gm
la
nanti
conso-
ed altri
pronunzia
48
CAPITOLO
La
solo
parola e
sillaba
1. Una
§
accento,
e
nella
dalle antecedenti
vocabolo
§
0
voce
2. Le
monosillabi
o
più
o
;
o
dissillabi;o
sillabe
anche
unite
fra loro
d'
o,
con
una
nome
sillabe,e si chiamano
e
più
la
ma
un
rate
sepa-
parola,
o
chiamata.
vien
essere
tnonosillabe
di tre
pronunciatesotto
seguenti,formano
e
come
di due
l'accento.
scrittura
parole posson
si dicono
allora
Vili
sillaba sola, e
sostantivo,
dissillabe,
(qualcherara volta
vocabolo
generale,che
sillabe
fino ad
undici),ed allora con
dette polisilsono
labe,
può comprendere anche i dissillabi,
0
polisillabi.
Esempi: è, va, ciò, deh; bèl-lo;
o-nó-re\ ge-ne-rd-le; ra-pi-da-mén-te; or-ri-bilis-si-mo
;
a-ma-ris-si-ma-méìi-te
; co-stan-ti-no-
; vi-tupo-li-id-no; vi-tu-pe-ro-sis-si-ma-7nén-le
pe-re-vo-lis-si-ma-mén-te ; pre-ci-pi-te-vo-lis-si-
me-vol-mén-te.
che
non
se
parole italiane non cominciano
da vocale o dittongo,
sola consonante, o da
una
o da
dar principio
che possono
dei gruppi di consonanti
uno
ad una
sillaba (vedi cap. vii § 7 e 8 ) eccettuato
vr.
Non
che in vocale, o in consonante
terminano
liquida
accade nelle voci tronche, e
semplice(l,m,n,r), come
in alcune preposizioni
{in, con, per, sur). Si eccet-
§
3. Le
LA
49
L' ACCENTO
ad
congiunzionied, od, e la preposizione
adoperano soltanto dinanzi a parola cominciante
le
tuano
si
E
PAROLA
che
per
vocale.
4. Si dice accento
§
tonico
quella posa
si fa sopra
o
più chiarezza,accento
che, leggendo,
appoggiatura di voce
o,
per
parola,e che dà
distinta. Ogni parola,
sillaba d'una
una
alla
parola stessa unità e forma
quando si pronuncia sola, lascia
ma
nel
del discorso molte
contesto
talmente
le
con
seguenti,che
avverte, quasi formassero
dal
modo
senso
sentire il suo
del
uniscono
parole si
il loro
tutto
un
accento;
accento
pende
di-
Ciò
esse.
con
si
non
riguardain alcun
quale studia le parole in sé
discorso,e
la
non
Etimologia, la
stesse, non
già nella loro collocazione.
V accento
tonico d'una parolada quella
Distinguasi
che si fa sulla vocale dura
certa appoggiaturadi voce
nel dittongo.
(Vedi cap. ii, § 23).
5. L' accento
§
d' una
parolapuò
sillaba,che ne' monosillabi
sulla terz' ultima, e
0
Una
tronca,
finir le
unica;
di rado
o
sulla
o
tima
sull'ul-
penultima,
quart'ultima.
sulla
sull'ultima si chiama
accentata
parolapolisillaba
perchè non essendo solito nella lingua italiana
scono
parolecon sillaba accentata, quelleche cosi fini-
si considerano
non
è
trovarsi
sono.
come
tronche, anche
se
realmente
Esempii:virtù, andò, perché; libertà,arnór,
temer, morir.
Una
chiama
accentata sulla penultima,si
parola polisillaba
piana. Esempii: bellézza,onore, pazzia,scrivo,
mónte.
sulla terz'ultima,
accentata
parola polisillaba
sdrucciola.
si chiama
Esempii: bàlsamo, bellissimo,
lèggere,scrivere, ùtile.
Una
FoENACiARi
—
Gramm.
Hai.
4
50
PARTE
l'na
bisdrucciola.
6.
La
linguasono
di
in
Vili
CAP.
—
sulla
accentata
parola polisillaba
si chiama
§
PRLMA
suono
fine, come
Es.
:
quartultima
recitano, partendosene
più gran parte delle parole nella nostra
piane. Quindi è che, per varietà ed agevolezza
più spesso delle altre,mozzate
vengono,
P. es. amóre,
vedremo.
amor; fatale,
fatai.
Le
parole sdrucciole
molte
sono
esse,
pur
ma
in
È da notarsi che la penultima sillaba di
queste parole,poche eccezioni fatte,è aperta, ossia esce
che da consonante
in vocale, e l'ultima non
comincia
minor
numero.
semphce o da muta con liquida.P. es. it-mi-le, splènde-re, sór-ge-re, àr-hi-tro, cè-le-hre. Le eccezioni
sono
non
o paroled'origine
quasi tutte nomi geografici,
latina,o verbi composti.P. es. Lè-pan-to Tà-ran-to\
créder-lo.
In alcune vi è la ;:; dopsè-rnel-le, chi-fel-le;
pia,
che nella pronunzia non
differisce dalla z sem^\\"i%\ jjòliz-za,Alhiz-zi.
Le parole bisdrucciole sono
lo più
Per
assai rare.
che terze persone
non
sono
pluralidi presentiverbali
colla prima persona
sdrucciola
verbi composti.P. es.
o
,
,
da
seminano
Le
parolesdrucciole
troncano
pure.
seminano,
§
sémina', andandosene.
7.
P.
es.
séminan;
e
più
spesso
le bisdrucciole
mòbile, mòbil\ lèggere,lègger\
scorticano, scórlican.
Alcune
in
possono
sulla
si
sdrucciole,
parole che in prosa sono
divenir piane, trasportando
il loro acverso
cento
:
penultima sillaba. Ecco le più frequenti
cèrehro
cerèbro
fèretro
fùnebre
feretro
funebre
LA
PAROLA
E
lùgubre
pàlpebra
terza
quanto
§
tenèbra
slmile
situile
ùmile
wnile
cong.
imp.)
penetro
peyiètro
cèlebì^o
celebro
separo
separo
educo
educo
evito
evito
nutrico
nutrico
imito
imito
incito
incito
implico
implico
si
nomi
respettivamenteanche
conserva
plurale: penetrano
persona
Alcuni
In
tenebra
che
accento
lugubre
palpebra
(pres. indie,
i verbi
51
L'ACCENTO
geminazione
proprii con
e
penetrano,
dell'ultima
Ettore
Ettórre
Annibale
Annibdlle
Davide
Davidde,
generale i
nomi
proprii nel
verso
nella
ecc.
consonante:
-tte.
molta
ammettono
libertà
all'accentuazione.
parole ampliandosio accorciandosi
talvolta
grammaticale,sia pei suffissi,
8. Le
flessione
l'accento
sulla
P.
vano
conser-
sillaba,talvolta lo
medesima
un'altra.
sopra
«ia per
es.
amare,
ama,
sportano
tra-
amano,
disputare, disputano;pjerdondre
perdona; grato, grazia; amóre, amoróso;
pazzo,
amava,
amarono;
pjazzia;onore, onorévole; barba, barbière.
parlerà a
suo
luogo.
,
Di ciò si
52
PARTE
§
9. Nelle
bèlla
ménte;
PRIMA
CXP.
—
regolageneraleresta
soltanto l'accento dell'ultima
parte. P. es. capo, po'
polo; capopòpolo: pòrta, tandièra; portabandièra',
In
sentire
quasi
ambedue
per
bellamente.
qualche
verso
le due
parolecomposte
Vili
rara
gli accenti.
volta, per
P.
naturalménte
Con
gole
parole
stessero
§
10.
Vi
§
11.
L'accento
del metro,
si fanno
es.
Nemica
tre
necessità
di pace:
caninaménte
ancora
divise
latra;
Tuna
dall'altra.
alcune
parolemonosillabe, sole o aggruppat
che nella pronuncia si attaccano
affatto colla
cento
parola antecedente o seguente, onde restano prive d'acproprio.Si dividono in enclitiche e proclitiche.
U enclitiche
(così dette dall' appoggiarsisulla parola
le particelle
sono
antecedente)
pronominalio avverbiali
che possono
a
un
mi, ti, si, vi, ne
affiggersi
ecc.,
verbo.
Le proclitiche(cosidette dall' appoggiarsisulla
parolaseguente)sono
gliarticoli il, lo, la ecc., e i pronomi
e' o gli per egli;la per ella, oltre alla prep. di.
mdngia-lo,
(Vedi pag. 120, 126, 190). P. es. ùma-mi,
vedér-lo, partirsene, godersela; il sóle, le stélle',
e' ride, gli è grande, la,pària; di cèrto.
d'una
sono
quando
parola, produce sulla
cade
sulla vocale
consonante
finale
iniziale della
le segue, un
come
effetto,
parola che immediatamente
si raddoppiasse.P. es. se crédi;
se
quellaconsonante
fa bène; andò via; da lóro; può tacére; qua venne,
si pronunziano precisamente come
fosse scritto secse
crédi, fabbène, andovvia
ecc.
Da
la geminazione
questa forza dell'accento nasce
della consonante
iniziale nelle particelle
e
pronominali
in
avverbiali o in altre parole,quando le si attaccano
fine a tali sillabe accentate. P. es. fò-mmi; di-mmi,
LA
PAROLA
53
L'ACCENTO
E
da-vvéro,
suvvia, dirò-llo, vd-n7ie; da-hhène,
a-c-
su-ddétto.
cànto,
cale
pochi monosillabi,benché finitiin vodavanti a parola che cominci
in h, trovandosi
0
fanno raddoppiarela
ne
non
per qualunque consonante
le enclitiche suddette (vedi sopra,
pronunzia. Tali sono
zioni
§ 10); gU articoli la, le, i\ la prep. di\ e le esclama-
Alcuni
12.
%
,
ah, eh, ih, oh, uh.
ne
ci
va,
P.
vi dimòra,
guadagna,
i
le còse, i numeri,
ah
maraviglia,
uh
che
dolóre.
Così
trecènto, tremila;
tì^e milióni
13.
§
si
Le
non
pronuncia
abbiano
dona;
di
se
na,
la dòn-
Parigi;
ràbbia, oh bèlla,
composizione.P. es.
quando si trova separato:
in
tremmilióni.
parole contratte
ancorché
in fine
l'accento
e-
segnate di
sulla vocale
strofo,
apo-
finale,
ziale
iniproducono il raddoppiamento della consonante
nella parola seguente. P. es. si scrive e si pronunzia
dati
fa' prèsto; va' via; mi vorrà' bène?; guar-
non
da'
Se
P.
ma
ne
ih che
ire
pure
ve
gióvani; vengo
habhèo,
eh
lòdo, si créde,
mi
es.
es.
§
cattivi; lo fare' volentièri.
una
clitica,
encon
peraltrotali parole si compongono
iniziale.
ne
raddoppiano anch'esse la consonante
fammi {fa'mi); fallo{fa'lo);vattene (va' te ne).
14.
Alcune
ciò
non
parole accentate
ostante
anche
sulla
chiedon
penultimari-
sulla vocale
finale
una
raddoppiare la pronunzia
della consonante
iniziale nella parola seguente. Tali parole
dóve, cóme, sópra, qualche. P. es. dóve
sono:
crédi, sópra té, qualche còsa si pronunsèi, cóme
ziano
fossero scritte: dovessèi,
se
precisamente come
comeccrédi, sopratté, qualcheccòsa. In composizione
sì scrive la consonante
doppia. P. es. dove-cche-ssia
certa
appoggiatura,che
fa
,
PARTE
54
PRIMA
—
GAP.
Vili
della posizione
prealtro che
sopra-ttùtto.Lo stesso avviene
cantra
(che separata non si usa
verso): conira-ppórre contra-ddire.
come-cché,
in
,
paroleDìo, Dèi, Dèa, Dèe, precedute da
alcuna
qualunque altra parola finita in vocale, senza
poggiatur
interruzione di senso,
pronunziatecon un'apvengono
doppiasse
la consonante
si radse
gagliarda,come
Dèa
il buòno
P. es.
Dio, fórse Dio, una
fossero
scritte il buonoddiOf
se
si pronunziano come
nel
Cosi pure la parola santo, ma
forseddio,unaddèa.
che sussegua alla voce
care
solo caso
spirito usata a signifiPersone:
la terza delle Divine
Spirito Santo si
pronunzia Spiritossdnto.
§
15.
Le
§
16.
Nella
flessione di alcuni
verbi
l'accento
slocandos
tra-
penultima sillaba dell'infinito ad un' o
ed
le amplia nei dittonghiuo
od un' e precedenti,
siano seguite da consonante
semplice.
ie, purché esse
siedo
ir
suòno, i, a, ecc.; sedére
Esempi: sonare,
muore,
morire, muòjo, muori,
muòjono.
e, ecc.;
slocarsi
Siccome
questo dittongoin tali verbi si perde col tradell'accento (p. es. suòno, sonate; siedo, sediamo),
vien detto comunemente
dittongo mobile.
dell' o e dell'e non
la dittongazione
è d' obIn verso
bhgo, potendosidire: io sono, tu mòri, ecc.
Cfr. quello che fu detto nel cap. iii, § 9.
dalla
,
§
17.
tendendo
Spesso
a
mettere
la forza
dell'accento
in rihevo
in
parola,
una
la sillaba dove
,
esso
posa,
scapitodelle altre, fece cadere qualche sillaba,o in
principio,0 dentro la parola stessa od in fine.
La
sillaba in principio
si chiama
caduta d' una
aferesi; quellanel mezzo
sincope; quellain fine apocope.
a
56
PARTE
GAP.
PRIMA
(fatta
la
diede,
Uè
s
stette
^ev
ve'
guarda;
per
le
che
une
di
contrazione
le
andarono,
21.
§
nelle
della
forza
fde
amò
e
in
es.
plebeo,
un
ha
per
udì,
si
e
éìie
oggi
è;
usato,
le
guà
come
Tanto
ecc.
oggi
nemente,
comu-
al
soltanto
verso.
anddro
apocopi
udirò
rono,
udi-
per
fa;
cadute
per
torre
fdne
puole
per
italiano
e
su
l'iato
/a;
e
(invece
per
dirà,
disuso:
sarà;
volta,
sua
riposo
e
disposto
un
e,
parole
in
in
sfogo
poco
di
soltanto
affatto
sarde
dare
per
aggiunta
quasi
trova
dirde,
giùe
quasi
Questa
alla
sviluppò
l'orecchio
verbali
per
per
anch'
accentata
finale
e
sull'ultima.
e
sue
vocale
essendo
forme
Anticamente
P.
lingua,
paragoge,
specialmente
hde,
in
l'accento
grammatici
usate
poterono,
per
finita
dell'accento,
sopportare
tògli,
per
somiglianti.
parola
La
origini
alla
altre
le
e
per
poetiche
potére
die
fece,
per
concesse
esclusivamente
pure
per
sono
egiùso
suso
fé
imperativi,
to'
forme
altre
eccetto
Sono
vedi;
per
o);
diversi
e
;
ecc.
—
in
ao
PAROLA
LA
Vili
—
a
dai
detta
antiquate
p.
amóe,
es.
èe
e
è;
per
itdie
per
giù.
si
dallo
di
aggiunse
stesso
puone)
talvolta
principio
per
può.
la
nasce
sillaba
il
ne,
modo
57
IX
CAPITOLO
L'accento
1. L'accento
§
cap. I, §
(') si
usa
4),
dei
come
segno
scritto in
può essere
quali quello che dicesi
scriverlo sull'ultima
accento
grafico.
acuto
(') sulle
sillaba,e
sillabe
tre modi
(vedi
accento
grave
cesi
quello che di-
precedenti.Il
confless
cir-
(*) si scrive soltanto alcune volte sopra i
in fine di parola, per indicare che un'altra i è sparita.
in italiano,per regola generale,non
si
L'accento
segna che sulla vocale finale delle parole,quando sopra
cada l'appoggiaturadella voce.
di essa
cade sopra altra silSe l'appoggiaturadella voce
laba,
vi si segna
E
accento.
per regola generale non
però è necessario valersi o del parlar vivo toscano, o
laba
de' vocabolarii di pronunzia,per imparare su
qual sildebba
appoggiarsila voce.
§
cade
2. L'accento
cale
(grave) si segna pertanto sulla vofinale delle parolepolisillabe,
quando sopra di essa
l'appoggiaturadella voce.
Esempii: bontà, virtù,
7nercé\ amò, udì, temè', amerò,
tribù, Cor fu.
udirò, temerò;
di questa Grammatica
nell'esemplificazione
dalla regola,soltanto per e ed o di suono
sulle qualisegnamo
l'acuto. Vedi cap.
sempre
Noi
stà;
co-
partiam
ci dito,
streti,
§
7.
58
PARTE
3.
§
altre
di
di
Fuori
PRIMA
questo
da
e
qui
altri
che
è da
IX
l'accento
si segna
es.
cune
al-
parolaper impedire equivoci
finiscono in
che
dittongonon
di
che quindi potrebbero parere
e
ciò, già, può, die, stiè. Al contrario
g,
preceduto
due
qua
accento:
senza
sui
GAP.
cioè:
sui monosillabi
sillabe. P.
caso,
volte in fine di
pronunzia; e
—
monosillabi
di
uguali, ma
per poiché, dà
èssere, fé per
di luogo), né
che
potrebbero scambiarsi con
i seguenti:
senso
diverso, e sono
dal verbo dare, di per giórno
verbi
fède, Fra per frate, là e li (avmazione
sì affernegazione, sé pronome,
r
:
su
tutti i monosillabi
fine ad altra
della
parola,quando
P.
voce.
lassù,
-er,
P.
temerò,
conservano
l'appoggiatura
tré,
rista, ri- fa, ri-sò, vice-ré, ventibensì, lune-dì, perché:
sillaba dei
-ir, per
es.
enclitici,attaccati in
es.
sull'ultima
-ar,
non
amar,
non
passati remoti
confonderli
temer, nutrir,
poeticiin
viato.
coli'infinito abbreinvece
di
amaro
^
nutrirò, poeticianch'essi.
(acuto,fuorché sopra ^ ed o larghe)
tima
si segna alcune
volte o sulla penultima o sulla terz' uldi parolepolisillabe
usate di rado, quando possono
facilmente scambiarsi con
altre d'uso più frequente,che
differiscono solo per l'accento, od anche pel suono
ne
nistra
qui sotto a silargo 0 stretto dell'e e dell'o. Porremo
le parolepiù rare, segnate d'accento, e accanto
l'accento
non
le più frequentisulle qualicomunemente
§
4. L'accento
si pone:
àncora
halia
(str.navale)
(potere)
ancóra
bàlia
(anche)
(nutrice)
L'ACCENTO
COME
compito {lavoroassegnato)
impari ( poet.
intimo
per
guale)
disu-
SEGNO
5C
GRAFICO
compAto (da compire)
impari (da imparare)
intimo
(familiare)
e^
maledico
malèdico, i (aggett.)
(verbo)
malvagia (vino)
malvagia (cattiva)
martire
màrtire
tirio
(martirizzato)
(poet. per mar)
pànico (paura)
panico (sortadi biada)
pistola (epistola)
pistòla (arme da fuoco)
predica (da predire)
prèdica (discorsosacro)
)
séguito (prosecuzione)
seguito (participio
a
stropiccio
stropicciosinonimo
siibito
subito (da subire)
Giulio (nome proprio)
giulio (poet.^ev giulivo)
confonderlo
con
gorgóglio.
gorgoglio per non
§
(da
intimar
5. L'accento
od
(grave) si
larghe, per evitare
parole ugualmente accentate,
su
e
0
strette. Tali
in alcune
faciliequivocicon
che
abbiano
Ve
parole
altre
e
l'o
sono:
(sortad'arme)
dèi, dèe (devi,deve)
détte (da dare)
mèsse
(da miètere)
accòrre
(da accògliere)
córre
(da cògliere)
indòtto (non dotto)
scoiasi,e, ero (dascòrgere)
tòcco (pezzo)
tórre (togliere)
tórvi (da tògliere)
vòlto (da vòlgere)
óra (per àura)
cèsto
segna
césto
dèi
(d'erba)
prepos.
artic.
(da dire)
mésse
(sacrifìcii)
accórre
{à^ accórrere)
córre
(da córrere)
indótto
(da indurre)
scórsi ecc. (da scórrere)
tócco (da toccare)
tórre (edifizio)
tórvi (aggettivo)
vólto (viso)
óra
(tempo)
détte
PARTE
60
PRIMA
—
GAP.
IX
§ 6. Oltre a quellerecate al § 4, sono nella nostra
lingua molte altre parolesimili in tutto fra loro eccetfacili a distinguersi
dal contochè per F accento, ma
testo
alcune:
del discorso. Eccone
ambito
(da ambire)
bellico (partedel corpo)
cànone
(regola)
empAa (per empjiva)
(circuito)
bèllico (guerresco)
canone
(grosso cane)
émpia (cong. da empire,
agg. da émpio)
nettare
(bevanda)
sjjiàno(da spianare)
tèndiìie (ìegameniode muàmbito
nettare
(verbo)
spiano (da sj^iàre)
tendine
(cortine)
scoli )
Oltre
finiti in
e
§
due
tenére
(agg. plur.)
tènere
queste, si debbono
a
od
(verbo)
annoverare
molti
nomi
sportando
più diminutivi,che, tral'accento indietro,prendono un'altro significato
divengono tempi di verbi. P. es. :
-ano
7. Altri si
i che
P.
nocciuòlo
si
es.
-ino, per
lo
distinguonoo
conservano
in
dal
dittongouo,
o
dai
scola.
fine,o dalla iniziale maiu-
:
«(^cc/o^o (osso
delle frutta)
(albero)
picciuòlo(gambo de' frutti) picciolo (piccolo
)
COME
L'ACCENTO
( auspicii
augiirii
desidera
(nome)
priìicipii
(da
benèfici
stropiccìi
2^^"incipio)
(da
principi
(da
dèe
dèe
In
invece
rima,
ecc.
col
dei
circonflesso
due
i,
)
(verbo)
dèi,
Dèe
Dèi,
(agg.
desideri
stropicci
stropiccio)
61
(sacerdoti)
àuguri
)
(nome)
benefica
GRAFICO
SEGNO
si
scrive
sull'ultima.
(da
principe)
stropiccio)
(artic.)
(da
o
dèi,
dovére).
principi,
fici,
bene-
X
CAPITOLO
delle
Il troncamento
§
1.
Le
principio)coir
apocope
(Vedi
§ 10,
v,
quando
che
un' altra
ad
si
vocale)
cominci
da
r elisione
uscente
che
un'altra
cominci
attaccandosi
§
2.
in
il troncamento
(di
davanti
rado
per
che
però
Si
segue.
in vocale
la
con
che
voce
luogo
aver
ha
done
preceden-
vocale, perde l'ultima
per
può
ha
in vocale
quella
sillabicamente
Il troncamento
rado
sillaba, rimanendo
sillabicamente
indipendente
quando una
parola
Si
consonante
fine d'una
in
scema
dificano
mo-
coli' elisione.
e
uscente
per
si
di
(e
§ 20).
cap. viii,
parola
una
fine
in
troncamento,
o
e
discorso.
discorso
nel
accidentalmente
talora
nel
parole
incontrandosi
parole
cap.
parole.
delle
Incontro
nelle
cale,
vo-
segue.
seguenti
condizioni:
V
e
che
l,
è
n,
che
la
abbia
r,
parola
davanti
m,
semplice, si toglie
rumor
da
doppia,
si
come
rumóre,
caxdl
2°
che
da
da
la
altra
soltanto
pòpol
cavallo,
la
da
pòpolo.
e
fardn
cioè
non
a
la
da
Se
la
liquide
liquida
finale,come
vocale
finale
raonosillaba,
delle
una
doppie.
o
parola seguente
consonante,
sia
non
finale
semplici
la vocale
toghe
in
troncarsi
alla vocale
eccez.
per
da
Se
la
in
liquida è
seconda
liquida,
faranno:
cominci
dire, per
per
s
s
guita
se-
impura.
PRIMA
PARTE
64
GAP.
—
X
Esempii:sovrdn-o, umàn-o,pidn-o, mchi-o;
serén-o, frén-o, pièn-o; vicin-o, chin-o, vin-o\ per-ìio.
nomi
in
comunemente
uno
il pronome
eccettuato
si troncano
non
I
dón-o.
huòn-o,
dón-o,
,
ùn-o
e
i suoi
zione,
però si possono troncare con discrecomposti.In verso
sieno dissillabi. P, es. dispecialmentese non
giùn-o, prùn-o.
i dissillabi sàn-o
Anche
vdn-o
e
in prosa
non
si
soglionotroncare.
solo in alcune
-ìlio si tronca
parole: demòn-w,
Antòn-io.
6.
§
nei
tanto
-ne
maschili
come
ne' femminili.
Esempi: cdn-e, pdn-e; òèn-e; sermón-e, bastcjn-e,
religión-e, opinìón-e, ragiòn-e\ vérgin-e, origia-e,
che in
testùggin-e,vordgin-e. È però da osservare
le voci che, come
queste,
prosa difficilmente si troncano
accentate
siano
si tronca
-ni
i
talvolta
si tronca
-nno
P.
in domdn-i.
ne' nomi
verso
Di
rado
P.
plurali.
in
e.
cdn-i:
vulcdn-i,
dòn-no.
terz'ultima:
frequentementein
e
prosa,
sulla
es.
Bòn
nella
soltanto
Giovanni
:
in
parola antiquata
si tronca panverso
no
poeticaper possono.
voce
Esempii: limildr-e, altdr-e,mdr-e; pior
Non
si sogliono troncare, in prosa, le
cér-e\ dolór-e.
Téver-e,
parole coli'accento sulla terz' ultima, come
§
7.
-re.
gèner-e,
céner-e:
si tronca
negliaggettivi,eccettuati leggièr-o, pòver-o ma. quest'ultimodavanti a parola òhe
In verso
cominci per vocale. P. es. pòver uòmo.
-èro
si tronca
spesso: p. es. austèr-o, intiér-o, alticr-o,
Di rado si troncano
in prosa i pronomi
fìèr-o,miser-o.
-ro
non
,
DELLE
INCONTRO
i nomi
sièr-o,
quando
verso
Di
è sostantivo.
in
i nomi
verso
di rado
Più
anche
il
in prosa,
volta neir
davanti
i nomi
come
dissillabi,
riguardandosi
chidr-o, clùr-o,mùr-o.
poetici
a
tiquati
an-
Si
spesso, anche
di.
e qualche
ficòr-i,
troncano
rali
spesso i plu-
nell'avverbio
si tronca
avv.
verso
accidr-o, sicur-o.
pdr-o (^«Jo)troncato
nome
8. -ri
§
es.
in
i
ancora
i troncamenti
eccettua
ne'
si tronca
quentemen
frein prosa, ma
in -irò, -òro.
polisillabi
es.
0
cavalièr-o, pen-
rado
sospir-o, tesòr-o. Di rado
P.
ed -uro.
aggettiviin -aro
P.
es.
i dissillabi: vér-o
di rado
ma
(ère),p.
in -èro
anche
Più spesso si troncano,
lór-0, coIór-0, costór~o.
in prosa,
G5
PAROLE
ièr-i. In
verso
si
che si sono
posi limitdr-i, i re-
-ère, -irò, -òro
dei sostantivi in -are,
P. es.
singolare.
goldr-i, i cavalièr-i, i sospir-i,i tesòr-i. Non si
i
in -uri, né, in generale,
soglionotroncare i plurali
troncare
al
dissillabiterminati in -ri.
9. Verbi.
§
la
èssere:
Si posson
1=" pers. sing. pres. ind., soltanto nel verbo
usò con lode io li
il Tasso
io són-o. In verso
perdón-o (Ger.
o
troncare:
Lib.
e.
xii,
st.
la S"" pers. sing.pres. ind.
P. es. vdl-e, cdl-e
-re.
-ne,
66):
purchétermini
in -le
^oet. vuòl-e, duòl-e;
tièn-e, sostièn-e, vièn-e; miiòr-e, pdr-e.
Per
zione
ecce-
parlar famigliare:
la P
purché l'accento posi
pers. plur.in mo,
sulla penultima.
P. es. faccidm-o,andavdni-o,dirém-o.
fonderle
Non
si troncano
le forme con
doppia m, per non conaltre simili che hanno
con
m
semplice:
occór-re
§
-ro.
nel
o in
10. tutte le terze pers. plur.in -no,
-uno,
P. es. dman-o,
anddvan-o, anddron-o, sian-o
.
FoRNAciARi
—
Gramm.
Hai.
?""
66
PARTE
avràn-no\disser-o
rado
Di
i
GAP.
—
avrebbe
r-o,
,
dissillabi,
vanno,
simili, che
e
interi
però
PRIMA
dolcezza
per
X
credessero; anddr-o.
no
fanno, danno, stansi
preferiscelasciare
:
P. es. amdr-e, vegli infiniti in -re, -rre.
dér-e, pór-re, condiir-re, fuggir-e.
le seconde pers. sing.del
Più di rado si troncano
in -ni, -ri. P. es. vièn-i, iièn-i,
pres. ind. ed imp.
miiòr-i.
Quando si troncano, si suole apporvi il segno
vien'
iien'.
dell'apostrofo
tutti
,
§.
Troncamenti
11.
femminile
l'aggettivo
de' femminili
nella frase
sóla
nór-a,
allór-a, ognór-a
Inoltre suòr-a
ecc.
sòl
una
l'avverbio
si tronca
-ra
composti ancór-a,
i suoi
quando
è
premesso
Teresa:
vòlta:
-óra
e
poet. /?•
a
un
proprio di donna. P. es. Suor
l'aggettivosing.santo si tronca in San davanti
che cominci per cons.
nome
plice,
sempropriod'uomo
da liquida.
P. es. San Giood /"seguite
vanni,
0 per muta
San
Jacopo, San Francesco, San Pròspero,
nome
a
in
Si può troncare
irregolari.
un
Plàcido:
San
V
aggettivosing.grande
in gran
si tronca
tanto
davanti
a
maschile
un
nome
che femminile
che
cc-
semplice,o per muta od f seguite da
na,
es.
fréddo : gran dòngran pjensièro gran
al masch.
virtìi. Di rado si tronca
plurale:
gran
al femminile.
i gran
prègi; e più di rado ancora
Altro esempio di troncamenti
è Fra
irregolari
per
che cominci come
propriod' uomo
frate davanti a nome
Giovanni, Fra
Pròspero.
sopra: p. es. Fra
minci
per
P.
liquida.
§
12.
cons.
,
Non
dinanzi
si suol
a
fare
parola che
(almeno
cominci
camento
prosa) il tronper vocale, come
in
INCONTRO
lodél'ol
Zino
suoi
dinanzi
a
il
a
vocale:
a
parola
composte,
al
vedi
alcun
la
per
pronome
troncano
pur
nissiin
si
uo
fa
peto.
im-
per
Io
uomo.
della
Parte
si
altro,
cominciante
troncamento
il
eccettua
regolarmente
nòbil
troncamento:
Quanto
Si
ìiòmo,
un
67
PAROLE
casa.
che
composti,
Davanti
più
andar
azióne,
e
DELLE
III
prima
di
questa
parte
nelle
Grammatica.
role
pa-
68
CAPITOLO
L'elisione
delle
e
§
colle
1. L'elisione
XI
parole nel discorso,
l'apostrofo.
(vedi cap.
x,
§ 1) può
aver
luogo
seguenticondizioni:
che la parola da elidersi termini in semplicevo
cale non
accentata, e che la seguente cominci per vocale
tutto altro, tiitt'altro \ tutto
o
per dittongo,p. es.
uòmo, tùtt'uòmo; lo ha, l'ha. Si eccettua la cong.
che e i suoi composti (vedi più sotto § 5):
i monosillabi
che la parola da ehdersi (eccettuati
lo, la, gli, le) abbia davanti alla vocale finale o una
sola consonante
non
liquida,o due consonanti
lunque
quaquida
esse
siano; perchè se vi fosse una
semplice li{l, r, n; quanto ad )7i vedi cap. x, § 5), questa
in sillaba colla vocale precedente,anziché
si unirebbe
tro,
colla iniziale della parola seguente. Esempii: pòco alpò-c'dl-tro] qudn-do anche, qudn-cV dn-chc ;
quello ingrato, quél-I'in-grdto ; sènza altro, sénnò-hil-aniz' dl-tro. Se invece diciamo fa-tàl-uomo,
il troncamento
abbiamo
l'elisione,ma
non
(vetli
ma,
cap. x):
la menoma
interruzione di
che si appoggi, senza
od il pi-oalla parola seguente, come
l'aggettivo
senso,
L'ELISIONE
al
il verbo
Il segno
2.
G9
ecc.
complemento,
suo
ecc.
soggetto, l'avverbio all'aggettivo,
dell'elisione è Y apostrofo (').Vedi indietro,
suo
in fine.
6
pag.
§
PAROLE
al
sostantivo,la preposizione
al
nome
DELLE
Quindi
deriva che, dovendosi
ne
spezzare
una
parola elisa in fine di riga, bisogna trasportare nella
che fa sillaba colla volinea sottoposta la consonante
cale
iniziale della parolaseguente.Se pertanto,arrivati
linea, dobbiamo
in fine d'una
che
necessario
la
terminata
la linea
3. h' elisione
seguenti:
negU articoh
tiit-,cominciamo
con
la sillaba V al-tro.
seguente con
§
scrivere tutt' altro, sarà
Vedi
cap. vii, § 10.
si suol fare comunemente
lo
soli
e
la, gli, le
e
nelle parole
weX fenmiinile indetermi
in
composizione.L' articolo ^/«
si elide soltanto dinanzi a parola cominciante
per i;
l'art, le solo davanti a parola che cominci
pere", ma
davanti ad un
non
pluraleche sia simde al singolare:
l'età che sarebbe
le età non
singolare.Esempii: le
V èpoche, V amóre,
V innocènza,
ànime, le usanze,
alcun' altra, gV ingégni, gV imperatóri;
un'anima,
deve
l'èrbe, l'eresie, l'anima; mentre
scriversi gli
del gli.
angeli, gli eremiti, per non alterare il suono
Vedi
cap. iv, § 12.
ima,
§
d'
4.
nella
e
preposizionedi.
èrbe, d' òdio, d' uòmo.
elide fuorché
in
—
La
poche locuzioni
Esempii: d'amóre,
da non
si
preposizione
avverbiali,come
sono
d'altrónde, d' altra parte, d'ora
in
innanzi
d' allóra
,
poi:
nelle
mi,
particelleenclitiche pronominali
ti, si, ri, ci,
ne,
ed
biali
avver-
lo, la, gli, le. Esempii:
70
PARTE
m'accòrgo,
m'
ha
V
a
GAP.
—
espóni, s'intènde,
détto, v' ho
dinanzi
PRIMA
parola cominciante
n'udii,
s'onora,
tanto
si elide sol-
ci
particella
La
scritto.
XI
per
i od
e.
P.
es.
vare
inségna, c'entra; ma ci avéa, ci odia, per conseralla e la sua
pronunzia (vedi cap. iv, § 5). Gli e
le vanno
soggettialla regola degli articoli simili. Vedi
qui sopra al § 3:
e'
5.
§
nel
ch'odio, ch'udiva;
cominciante
alcuni
la
si elidono
P.
es.
o
pronome
congiunzione che:
Davanti
eh' èra, eh' intési.
V h resta
per a, o, u,
ch'altri,
a
rola
pa-
inutile,e perciò
tolgonoscrivendo e' altri, e' odo.
alcune congiunzionicomposte
ancora
—
Di rado
da che.
'perché, heiiché,comecché:
tro,
pronomi ógni, quésto, quello, cotesto, alecc.
Esempii:ógn' uòmo, ógn' ànima, quést'anno,
V àltr' anno.
Egli si
quell'azióne, cotést' umóre
elide soltanto dinanzi a parola cominciante
per i. P. es.
égV intése :
nei
—
,
seguenti:
pronomi, avverbii e particelle
nulla, niènte, pòco, mólto, tutto, tanto, quanto,
cóme, sènza, dóve, ónde, prèsso, anche, óltre, ecc.
Esempii: nidi' altro, niènV affatto pòc'altro, tdnt'è,
cóm' égli,sénz' aldino, quand'anche,
quànt' avéano
La cong. condizionale s^
anch'essi, óltr' a quésto.
può elidersi,
specialmentedavanti a parola cominciante
per e. P. es. s'egli:
negli aggettivisanto, hello, grande e pochi
il loro sostantivo;
altri,quando precedono immediatamente
§
6.
nei
,
,
—
ed in molti numerali:
P.
es.
secóndo, tèrzo, quarto,
dècimo; quattro, cinque, ^q,q,. vénti, trénta, cento,
mille; mèzzo,
grand' ànima;
trèni'
amici,
ecc.
Esempi: sant'uòmo,
secónd'
anno, térz' ùltimo
ceni' altre
còse, miU'ànni,
bell'angelo,
vénV
anni
,
,
mèzz
óra.
PARTE
"S'erbi. La
PRIMA
prima persona
di rado
XI
GAP.
sing. del
pr-es. indicai. :
vo'
voglio
or
—
imperativiseguenti:
anche
alcune
sèi
pers. seconde
sing.del
se'
pres. indie.
:
L'
od
o
DELLE
ELISIONE
sài
sa'
fai
fa'
condizionali,
alcuni
qualche
PAROLE
es.:
p.
farei
fare'
vorrei
vorré'
passato
dell'indie,
remoto
per
poeti
altresì
contraggono
esempio
alcune
éi:
forme,
poetiche
esse
stesse:
:
fvalèi
frate'
capei
ììHil
cape'
( (ia
ma'
mali)
tdi
ta
qitdi
Le
in
potè'
potei
I
73
ecc.
voci
segnate
q\a'
di
apostrofo
se
precedono
a
parole
,
comincianti
appoggiatura
la
per
consonante,
d'accento,
pronunzia.
Vedi
non
e
però
addietro
fanno
non
su
ne
cap.
nissuna
questa
fanno
viii,
piare
raddop§
13.
SECONDA
PARTE
DISCORSO
DEL
PARTI
E
FLESSIONI
CAPITOLO
I
Preliminari.
1.
^
che
ha
parola,
La
discorso, può
nel
articolo,
considerata
avverbio;
verbo,
di
essere
sostantivo,
nome
secondo
il
significato
maniere,
nove
aggettivo;
nome
preposizione,
cioè:
me,
prono-
congivMzione,
interjezione.
§
2.
Le
prime quattro
vale
finale
secondo
la
buòno,
buòna,
ecc.
secondo
dm-o,
discorso
La
sintassi.
quinta parte
a
il
modo,
dm-i;
invariabili.
P.
buòni,
vale
non
dire
il genere
secondo
té,
a
cambiano
il
e
es.
si
Io
per
numero
clinabil
de-
sono
la
vocale
talvolta
anche
più
e
libro,
buòne;
libri;
quésti,
casa,
una
la persona.
am-dva.
declinano,
più
o
né
Le
si
case;
quésto;
del discorso, il verbo,
tempo,
am-erèi;
discorso
del
,
dire, cambia
il
parti
è
lettere
P.
es.
altre
conjugano,
tu,
gabile,
coniuin
fine,
am-dre,
parti
ma
del
sono
76
SECONDA
PARTE
Quella
3.
§
detto,
abbiam
che,
parola
secondo
chiamasi
ecc.
PRELIMINAPJ
—
della
cambiare
può
I
ultima
parte
il modo
GAP.
—
come
il genere,
flessione
il
mero,
nu-
il mutarsi
e
di
,
quella, flettersi: nelle
anche
prime
nella
declinazione
la
nelle
finale,
vocale
lettere.
flessione
la
P.
si
parti
chiama
quinta conjiigazione.
,
parole declinabili
quattro
comprende
Nelle
regolarmente
conjugabili può comprendere
am-crèbbero
es.
tem-éssero.
recchie
pa-
Quella
,
della
parte
4.
§
o
tema.
Di
queste
qualche
lìarti formali
e
alcuni
sostanza,
una
qualità
fa
parli
di indicare
il
di
modo
un
il
sono
Infatti
inerente
come
si soffre.
o
alcune
per
T ufficio
fanno
principali,
di
mezzo
chiama
si
di
dicale
ra-
sentare
rappre-
semplicemente
o
rapporti,
e
son
dette
particelle.
o
o
dette
sono
l'ufBcio
avverbii.
una
sì
e
parti principali
Le
immutata,
resta
parti del discorso
idea,
fanno
parti: altre
che
parola
ad
L'avverbio
sostantivo
nome
pensato
essere
la diversa
alla
rappresenta
Il verbo
nxaniera
azione
un
il
o
mente
L'aggettivo
sostanza.
come
sostanza.
una
l'aggettivo, il verbo
sostantivo,
nome
mentre
dell'azione
grado
stessa.
parti formali
Le
alcuni
la
avverbii,
il pronome
di
con
d'un
d'una
indica
senza
cosa
la
il
nome
quaiitità
luogo, tempo,
nome
e
numero,
o
verbo,
o
d'un'
azione
interjezione
determinarlo
ossia
verso
dipendenza
finalmente
con
indica
alcuna
dei
mezzo
L' avverbio
La
altra
e
cosa
razionale
un
idea.
moto
intevjezione.
le
indica
veci
nel
indica
fra
o
azione.
o
La
del
verbo
il
la direzione
o
fatti
In-
rapporti di personalità,
preposizione
lo scopo
la
facendo
ora
l'articolo),
(compreso
congiunzione,
per
quantità.
d'un
reciproca
la
preposizione,
accompagnandosi.
esso
di
L'
di
il pronome
particellesono
indica
dipendenza,
ora
o
la
i rapporti
compimento
dipendenza
congiunzione
più giudizii della
sentimento
nome,
mente.
dell'animo,
77
CAPITOLO
II
L' articolo.
S
1. Per
lei discorso
colleghicol
dall'articolo, benché
anzi
pronome,
Si chiamano
orticoli
razionale
l'ordine
parti
si
esso
distingua da quello.
certe
che, premesse
voci
indicano
la
dinariament
or-
rappresentata
cosa
distinta dalle altre della medesima
stesso, come
nome
le
trattare
a
,
secondo
si
non
al nome,
dal
cominciamo
deglistadiosi
comodità
specie.
Gli articoli si declinano
la flessione secondo
e
secondo
§
il
variano
cioè
il genere
(maschilee femminile),
(singolaree plurale).
numero
2. Si hanno
il nome;
come
due
articoli diversi
o
particolare
genericodi indicare
indica una
in particolare
si
cosa
quelloche indica una cosa
secondo
una
cosa.
chiama
in
il modo
Quello che
articolo determinato;
generale,articolo
indeterminato.
§
3. L' articolo determinato
dimostrativo
nella
sua
fr:Mna
seguenti),premesso ad un
pel maschile, una
pel femminile.
è
non
altro che
enclitica
nome.
Ha
il pronome
pitoli
(vedii ca-
due
forme
SECONDA
PARTE
78
4. Si
§
purché
prima
da
non
impura,
s
forma
che
mascliile
nome
a
la
lisa
CAR
—
II
(sing. ?7,plur./)
cominci
da
né
consonante,
per
da
né
z,
vanti
da-
j.
P.
il
es.
pane, i pani; il bravo, i bravi; il clèro, i clèri.
forma
la seconda
vanti
Si usa
(sing. lo, plur.gli) dache cominci
maschile
impura o per
lo stùdio, gli stùdii; lo scòglio,gli
z 0 per j. P. es.
scògli; lo zùcchero, gli zùccJieri;lo zèro, gli zèri;
lo Jònico, gli J ònici. Si usa
pure questa seconda forma
nome
a
davanti
in tal
ma
che cominci
maschile
nome
a
s
per
vocale
per
si apostrofalo in
caso
o
tongo,
dit-
davanti
V
a
gV solo davanti a nomi
geli;
pluraliche comincino per i. Esempii: V angelo, gli anl'uòmo, gli uòmini;
l'ingégno, gV ingégni;
V intellètto,gV intellètti.
singolari,e gli
tutti i nomi
5. L'articolo
§
del
Nel
e
Dio.
nome
si
verso
gli (nella forma
P.
consonante.
Nel
es.
si
verso
cominci
Nel
Di
z.
per
comincianti
nomi
§
6.
davanti
pure
al
plurale
poet.
Bii
l'uso antico di adoprare lo
può talvolta conservare
che cominci
antiq.li) anche davanti a nome
per
lo
lo valóre,
può
rado
in
per
il, i anche
li
sàggi.
davanti
a
nome
che
prosa.
l'art, i davanti
usato
s
desire; li volumi,
la forma
usare
all'elisione
Quanto
usa
Esempii: gli Bèi, gli
si trova
verso
5'^^si
in
impura.
P.
i Dèi,
es.
inversa, vedi
L' articolo la
Parte
le si
al
usa
plur.Dèi
nome
ed
a
i stólti.
I, cap.
xi,
davanti
a
§ 9.
nomi
minili,
fem-
,
tanto
se
cominciano
per
consonante,
quanto per
si apostrofacolle
questo caso
restrizioni indicate nella Parte I, cap. xi, § 3. Esempii:
le ànime ; l'erba,l'èrbe;
ladònyia, le dònne; V ànima
vocale
0
dittongo; ma
in
,
l'uova.
§
7. L' articolo determinato
in fine ad
alcune
regolarmente
dalle quali
monosillabe
preposizioni
si attacca
PARTE
80
SECONDA
da,
da
né
z,
zèro,
si
es.
può
usare
zèlo,
v.n
femm.
Il
Ma
L"
II
—
irn
uòmo,
al
contrario:
L'articolo
10.
supplire
P.
es.
lazzo,
pa-
imo
rado
ciò
a
si
nome
ànima,
un
un'
cominci
fa
in
prosa.
minile
femcazióne,
un'edu-
urna.
,
indeterminato
molti
in
che
nome
davanti
òpera
un'
imprésa
a
Di
sempre
vocale.
per
davanti
,
può
un
stùdio,
uno
zèffiro.
un
elide
si
cominci
un
Si
angelo;
un
anche
xin
zaffiro,
xin
una
che
§
ARTICOLO
Jònico.
verso
P.
z.
es.
cane.
uno
Nel
P.
j.
un
per
GAP.
—
casi
di
manca
colle
preposizioni
plurale.
late
artico-
seguenti:
maschile
de'
dèi,
ovvero
coi
\
femminile
degli,
pronomi
delle,
dégV
plurali:
masch.
femm.
alcuni
Esempii:
arnési;
posseggo
vedo
posseggo
alciine
de'
dell'
alcune.
lumi;
delle
case.
studio
case,
de'
ovvero
libri;
vedo
compro
alcuni
degli
lumi;
81
III
CAPITOLO
Il
1.
§
Nome,
una
significa
un'altra
e
il
e
senso
generale,è quellaparolache
come
esistente
in
cosa
nome.
da
o
in
Quindi si distingue
cosa.
sé, o in
sostantivo,
per
nome
aggettivo.
Il nome
secondo
e
può variare secondo il genere
Il genere può essere
numero.
mascjiile,femminile,
Il numero
comune.
singolare e plurale.
può essere
nome
§ 2. La
e
poi, per
di genere
quel
comune
l'altro. La
dell'uno
concetto
e
sostantivo
nome
che, anche
di per
Il
nome
stesso.
col
sostantivo
o
cui
Il
modo
pertanto in
FoRNACiABi
pluraleè
ci si
può presentare
accorda
il genere
nel
essere
Gramm.
un
in
unita ad altre della
come
dagli
articoli
il numero
del
accompagnato
conoscere
ora
tolta dal
e
genere
manca
nel
e
di
un
coli'articolo maschile,
e
numero
sostantivo
diventa
stantivo
so-
vedremo.
come
indica
concreto
—
e
Dicesi
attribuito
sostantivo,o semplicementenome,
nome
di
cose
singolare
sempre
dell'animale,
inanimate.
viene
riferisce,e, quando
medesimo,
quellaparolache
0
quasi
soli, fanno
si
nell' uso
in
aggettivo si
nome
a
è
sottinteso,si unisce
esso
§ 3.
sé
nome
cui
a
due sessi
alle
più, poiché ogni cosa
della sua specie,o
sola
modi; o come
specie medesima.
espresso
è tolta dai
distinzione
dei
due
Il
di genere
similitudine, attribuita anche
or
genere,
distinzione
una
sostanza
reale
,
concepitocome
e
ital.
astratto.
sostanza.
Sono
nomi
o
è
una
lità
quaSi divide
concreti,
6
82
PARTE
cavallo,
uòmo,
Al
i
nomi
riuniscono
ne
insieme
formassero
solo
collègio
più
uomini
che
riunisce
che
nomi
que'
P.
I nomi
Ràdano.
e,
Tutti
i
4.
I
che
una
hanno
riunisce
Si
più
dati
sol-
duale.
indivi-
Róma;
Pò,
l'iniziale
dicono
un
proprii
cosa
scola
maiu-
ticolo.
dell'ar-
abbisognano
si
in
dicono
o
sempre
proprii
non
queste
se
Italia,
non
che
nomi
come
persona
generale,
nomi
quei
riunisce
più studiosi.
proprii
della
nomi
classi
cinque
esèrcito
collettivi
anche
pellativi
ap-
comuni.
o
§
;
nomi
che
x^àpolo,
Marglierita;
regola
per
simili,
es.
distinguono
Pietro,
es.
P.
i
collettivi
sostanze
sola.
ne,
stagió-
azióne.
dicono
più
una
concetto
;
Si
j/roprii.
tèmpo,
riferiscono
si
NOME
—
astratti,
virtù,
concreto
IL
Ili
libro:
casa,
nome
GAP.
—
bellézza,
calóre,
e
SECONDA
lingua
italiana
declinazioni
o
si
secondo
la
dividono
loro
flessione
,
che
La
anche
dal
variare
può
singolare
al
I.
sing.
in
a,
plur.
in
e
II.
sing.
in
a,
plur.
in
i
III.
sing.
in
0,
plur.
in
i
IV.
sing.
in
e
V.
sing.
e
prima,
ai
nomi
terza
od
plur.
e
ìw
à, è,i,
quarta
aggettivi,
plurale:
i, plur. in
come
i
ò,
declinazione
vedremo.
ù
coli' accento.
sono
in
comuni
83
IV
CAPITOLO
Prima, seconda
e
declinazione
terza
de' nomi.
§ 1 La prima classe o declinazione comprende tutti
il
que'norai che uscendo nel singolarein a, formano
.
pluralecangiando quell'ain
Tutti
i nomi
di
e.
Esempii:
questa declinazione
sono
femminili.
in -ca,
o
singolare termina
-ga, per
formare il plurale,oltre a cangiare Va in e, bisogna
servare
premettereall'e un' /i; e ciò perchè la e o ^ possano conPer esempio :
inalterato il loro suono
gutturale.
§
§
2.
Se
3. Se
l'accento
il
fatica
fatiche
bacca
bacche
léga
léghe.
il singolaretermina
suU'?),nel pluraleè
in
da
-eia,
o
-già (senza
preferirsi
per
amor
di
84
PARTE
esattezza, di
SECONDA
Vi, benché
conservare
si faccia molto
GAP.
—
sentire
(vedi Parte
IV
nella
pronunzianon
I, cap. v, § 2). P. es.
provincia
provincie
bisàccia
bisdccie
franchigia
règgia
franchigie
règgie.
:
è necessario conservare
1'/, quando il
ogni caso
Quindi
pluralepotessescambiarsi con qualchealtro nome.
si scrive le feròcie,le sagàcie, le contumàcie
per didagli aggettiviil feróce, il
stmguerlipiù nettamente
In
sagace,
il contumace;
per evitare
e
bene
sarà
scrivere
confusione
ogni possibile
con
le cajnicie
dumento
il càmice, in-
sacerdotale.
§
4.
seconda
La
classe
o
declinazione
comprende
quei nomi che uscendo nel singolarein a, formano
pluralecangiando quell'ain i. Esempii:
tutti
il
§
5.
derivano
ta. I nomi
nista
I nomi
di
questa
declinazione
più dal greco
di professione,
come
per
lo
si possono
attribuire anche
e
sono
terminano
maschili,
in
ma
o
artista, fiorista,piar
a
donna, nel qual caso
nella
divengono femminili e fanno il pluralein e, come
sta,
prima declinazione: l'artista.,le artiste', la pianile pianiste. Cosi pure fratHcida, omicida, ecc.
il fantasma,
Ala, ali (poet.àie) è femminile. Il nome
ma,
plur. i fantasìui,possiedeanche un'altra forche appartienealla prima declinazione,ed è la fantàsima,
plur.le fantàsimc (vediParte I, cap. vi, § 8).
chi
pluralein
§ 6.
quei nomi
La
classe
o
queiro
liipo
péro
§
7.
declinazione
nel
uscendo
pluralecambiando
DECLINAZIONE
comprende
libri
castèllo
castèlli
pericolo
jjericoli
bàlsamo
bàlsami.
il
Si eccettua
questa declinazione
di
mano
nome
di donna
terminati
Èco,
in
in o,
tutti
singolarein o, formano
in i. Esempii:
lupi
péri
libro
I nomi
85
ecc.
singolarein ca, o ga fanno
Bèlga, plur. Bèlgi.
giù. Eccettua
o
terza
che
TERZA
il
hanno
che
I nomi
il
E
SECONDA
PRIMA,
sono
il
raaschih.
plur.mani, i nomi proprii
p. es. Clòto^ Clio, Sà/fo,ecc.
di donna, diventa
origineè pur esso un nome
la ripercussionedel
maschile
quando significa
vóce.
bell'eco, gli èchi della sua
itn
suono:
i nomi
di città finiti in o soglionofarsi femAnche
minili.
Vedi più oltre.
§
in 0,
che
8. Alcuni
nell'uso
finitioriginariamenteal
nomi
più
comune
(vedi Parte I, cap.
in -ièro. Esempii:
iii,
cambiano
§ 7). Tali
singolare
questa vocale
sono
i nomi
bicchièro
bicchière
forestièro
forestière
cavalièro
cavalière
sparvièro
consiglièro
sparvière
consiglière
cucinièro
cucinière
mestièro
mestière
scudiero
scudière.
in
e
uscenti
SECONDA
PARTE
86
ière è poco usata, come
chière
nocInverso,
in rima,
e specialmente
per nocchièro.
libertà nell'uso
vi è molta
per destro
del
stile invece
9. Se
§
mettono
il
Fddio,
es.
in -io, nel
singolaretermina
due
sempre
forme.
scolare
/. P.
calpesta.
Se il singolaretermina
si
per regola generale,
P.
delle due
più usato che scolaro ;
voci poetiche,
póme antiq.per pómo,
poetico siilo.
esempiisono
desire
IV
la forma
In altri invece
Altri
CAP.
—
pluralesi
oblio, oblii\ calpjestio,
es.
(senzaaccento),allora,
nel plurale due
mettono
/.
in io
Fàbii\ stàdio, stùdii; òlio, olii; prèmio,
prèmii; demònio,
demònii', contràrio
contrd,
rii; Cassio, Cdssii; sàvio, sàvii; giudizio,giudizii.
que'casi ne' quali al plurale manca
affatto l'iato, perchè la prima i entra nella pronunzia
della consonante
precedente(vedi Parte I, cap. v, § 2).
I plurali
dunque dei nomi terminati in -ciò, -gio,-chio,
sola i, ponendone due
una
-ghio, -glio conservano
soltanto quando vi fosse rischio d'equivoco.Quindi da
làccio, làcci; da ràggio, ràggi; da òcchio, òcchi;
da ragghio, ragghi; da figlio,
figli.Ma si scrive heneficiiper non confonderlo con henèfìci;e giiidicii
])er
Le due /, possono, quando
iscambiarlo con
gii'idici.
non
Si eccettuano
la rima
lo richieda,contrarsi
il circonflesso. P.
es.
mH,
in
una
sola i, assumendo
stùdi, rosòli.
singolaretermina in jo, il pluraleesce in j
i. P. es. lihràjo,libràj;ciiòjo,
che si pronunziacome
Cllòj.
in io o
I cognomi personaliderivati da un
nome
Jo si scrivono sempre con una sola /. P. es. Pancràzi
nerai.
Savi, Bicchierai, Pa(con z semplice),Protonotàri
Se
il
,
88
PARTE
11.
§
Termina
hanno
non
.
SECONDA
in chi
P.
-ico.
es.
IV
GAP.
—
negli altri
che
al
:
ubriaco
ubriachi
opaco
vigliaccocatafalco
fuggiasco
opachi
vigliacchi
catafalchi
fuggiaschi
animalésco
animaléschi
baiòcco
baiòcchi
caduco
caduchi
bifólco
bifólchi
adunco
adunchi
Etrusco
Etruschi
almanacco
almanacchi
àbbaco
àbbachi
fóndaco
fóndachi
stomaco
stomachi.
Si eccettuano
intrinseco
singolare
sindaco, austriaco, equivoco,
pochi altri,che nel pluraleescono
mònaco,
e
in ci.
In
per
(e talora in prosa)
verso
caduchi
\
monachi
bièchi;pratichi
§
tutti i
12.
Se
per
il
si trovano
irregolarità,
p.
es.
cadùci
pudici per piidichi; biéci
piràtici;
parroci per pcirrochi, ecc.
per
mònaci;
singolaretermina
dissillabi e in quasi tutti
pluralein
termina
polisillabi
in go,
i
per
il
SECONDA
PRIMA,
nomi
Si
epilogo
epiloghi
diàlogo
diàloghi.
teologhi,
le
in
greci
es.
trovano
DECLINAZIONE
pèlaghi
sono
P.
TERZA
pèlago
Poche
i
E
eccezioni
-òlogo
nei
indicanti
fra
polisillabi,
una
89
ecc.
classe
le
di
quali
ziati.
scien-
:
anche
astròloghi,
qui
ecc.
frequenti
irregolarità.
P.
es.
pélagi
poet.
90
CAPITOLO
Quarta
§
1. La
e
quinta
quarta
classe
V
declinazione
o
de' nomi.
declinazione
comprende
tutti
quei nomi che, uscendo nel singolarein e od i, formano
il plurale cambiando
queire in i, o ritenendo V i del
singolare.Esempii :
Quanto
ai nomi
composti
guardaboschi, storcileggi,ecc.,
§
mente
2. I nomi
di
che
vedi
finiscono
la Parte
un
plurale,come
III.
questa declinazione
quali sono
quali femminili, quali comuni; e però vuoisi
alla diversa terminazione
del singolare.
Ecco
regole più generali:
Sono
maschili
i nomi
terminati
-ière, -are, -ire derivati da
-aro,
con
quelliche
por
cune
al-
in
una
(vedi qui addietro, cap.
non
appartengono veramente
-irò
schili,
ma-
forma
iv,
a
in
-ièro,
§ 8),
come
questa classe,
QUARTA
alla
ma
quando
E
Sono
terza.
si
DECLINAZIONE
QUINTA
usano
pure
maschili
P.
nomi.
come
91
NOMI
DE'
gli infiniti
mangiare, il
tutti
es.
il
bére, il dormire:
-óre.
Ma
P.
3. -óne.
Si eccettuano
in
sdrucciola
fólgore voce
§
dolóre, bevitóre, pastóre, onore.
es.
P.
di genere
canzóne,
femminili,e
tenzóne
più
sotto
comune:
bastóne, ragazzóne.
padróne,
es.
iòne, di cui vedi
è
molti nomi
:
Si eccettuano
canale, occhiale^ messale.
cambiale, morale, decretale,
capitale (città),
di genere
femminile:
vestale, che sono
-ale.
P.
-ice
es.
P.
accento.
senza
oréfice, giùdice. Si
es.
pór,iicefemminile:
eccettua
-ile.
P.
fucile, sedile, aprile.
es.
Si eccettua
bile femminile.
§ 1. -dme, -ime, -iime, in
bestiame, concime, legume:
collettivo.
senso
P.
es.
P. es. aiutante,
participiale.
accidènte, istante. Si eccettuano
sorgènte, patènte,
corrènte, tangente, femminili. Fante, quando
-ante,
vale
serva,
-ènte
frónte
§ 5. Sono
-ice
femminile:
Si
pÓ7ite,mónte.
più femminili.
es.
lo
per
natura
di genere
è
-óìite. P.
e
di
femminili
(coiraccento
i nomi
eccettuano
terminati
P.
sull'/).
es.
poet. Si
veritdte
piede,
padùle
es.
che
-ine
eccettuano
séte, malachite,
eccettuano
ed
altri
è di genere
in
radice, cornice:
-ale, -ete, -ite, -ote, -iite\ -ade,
-òde, -iide. P.
/onfó
-ède, -ide,
dòte, cute, sède,
cerdòte,
frate,primate, prète, sache sono
maschili; palude o
comune:
P. es. vérgine, origine. Si
(senz'accento).
abdòmine, àrgine, càrdine, cércine, in-
92
PARTE
SECONDA
V
GAP.
—
guine, lèndine, órdine, pèttine, tùrìyine,ed altri che
maschili;e màrgine quando vale orlo o contorno :
sono
-ie. P. es. barbàrie, spècie,móglie, intempèrie,
canizie
:
-iòne
nei nomi
astratti
e
collettivi. P.
azióne,
es.
ribellióne
questióne comunióne
opinióne, unióne,
processióne,nazióne, cagióne, ustióne. I nomi di lor
,
concreti
natura
,
,
-si. P.
maschili:
sono
anàlisi
es.
che
brindisi
6.
§
Il
è
è
femminile, ma
può farsi maschile, specialmentenel
che
si soffre in
nel
sing.divenir
nel
si
e
Frónte
§
lare
singo-
di pena
femminile può
senso
degli avi), spe{il cenere
cialmente
minili
fólgore o fónte per lo più femin genere
maschile: fine è maschile
anche
femminile,
ma
sempre
trave
e
maschile
sono
nel
di
senso
ambedue
di
sono
in prosa
che
7. I nomi
benché
nel
maschile
verso:
gregge
e
fune
scopo:
Céìiere
carcere.
usano
cettua
ec-
maschile.
carcere
nome
Si
sintesi, ènfasi, cHsi.
,
i
generi.
femminili.
sempre
nel
singolareterminano in ie non
nel plurale.P. es. barbàrie, spjècie,sèrie,
variano
effigie,prrogènie. Si eccettuano
móglie e superficie
che formano
il pluralemógli e super fici.
Alcuni
femminili
nomi
oltre alla terminazione
sono
arme,
cansone
anna;
della declinazione
in e, anche
e
quarta,
terminazione
una
sòrte
canzona;
hanno
e
nel
in
i
sòrta:
a.
più
golare,
sin-
Tali
sono
poeticiod antiquati,p. es. dota, froda, loda, vésta, per dòte, ecc.
Altri hanno
nel singoiare anche
la terminazione
in caddcome
o
cadavere
poet. per
vero
consolo
vérmo
raro;
poet.,
Alcuni
forma
; viscero
per
vòmero
viscere,
confino, ribèllo poetici,salcio
(più
vòmere,
per
che
usato
sàlce),
ecc.
nomi
latina tutta
voràgine; imago
di questa
declinazione
speciale,limitata
per
al
imàgine; mdrgo
possono
singolare. P.
per
in
avere
màrgine,
es.
ecc.
verso
vordgo
una
per
§
quei
8. La
quinta
(siavi 0
al
plurale.P.
classe
uscendo
che
nomi
DECLINAZIONE
QUINTA
E
QUARTA
o
DE'
declinazione
9?
NOMI
comprende
nel
singolare in vocale
segnato l'accento)punto non
no
tutti
tata
accen-
variano
es.:
la
il
verità, le verità
caffè, i caffè
ré
lunedì
falò
virtù
,
quali nomi sono
viriùte; pie da piede;
molti
§
voci
de'
9. Sono
femminili
tronche
,
ré
da
i nomi
vit^tù
come
da
rège poet.
astratti. P.
es.
verità,
voluttà, virtù, fé, mercé:
quasi tutti gli altri. P. es. ré, pie.
Pascià, podestà.,lunedi, martedì, giurì, Perù, bali,
maschili
sono
baccalà
:
di genere
sono
P.
es.
§
alcuni
comune
d'animali.
nomi
gru.
10.
A
riferire anche
questa
medesima
que'nomi
,
dechnazione
comunque
si possono
accentati
che
hanno
,
in consonante;
origine e forma forestiera,e terminano
nomi proprii,corna
David, Natan, Agilùlf; o appel0
lativi,
òmnibus
come
specie di carrozza;
bdgher yettura; gibus specie di cappello.Talora
questi e simili
nomi
e
il
si fanno
italiani assumendo
trasportandoanche
pluralein i. P. es.
talora
i
in fine
l'accento
Daviddi,
Ettore
dai nomi
; ed
un
o
o
un
e,
allora hanno
i Natdnni,
i
bdgherCosi
ri, ecc.
e
Annibale, originalmente
finiti in r ed l, sono
derivate le forme poetiche
Ettòrre
ed Annibdlle
(vedi Parte I, cap. viii, § 7).
94
•
CAPITOLO
nel
Irregolarità
§
1. Alcuni
nomi
della terza
declinazione,oltre al
in ?",hanno
ancora
un
rale
plu-
significato
però suole essere,
altro del pluralein i, particolare
e ristretto.
gli esempii più usitati:
femminile
Eccone
de' nomi.
numero
pluraleregolare maschile
air
rispetto
VI
in a, il cui
anelli, anèlla
bràccio, bràcci, braccia
anello,
(quelledel corpo)
budèllo, budèlli, budella (tuttol'insieme degl'intestini
calcagno, calcagni, calcagna (tuttee due insieme)
di quantità)
carro, carri, càrra (come misura
castèllo, castèlli, castella (poco usato in prosa)
d'una città)
di mura
cérchio, cérchi, cérehia (in senso
ceì^vèllo,cervèlli, cervella
(la materia del cervello)
ciglio,cigli,ciglia (quellesole degli occhi)
grossi)
coltèllo, coltèlli,coltèlla (coltelli
còrno, còrni, còma
(quellesole del capo)
cuàjo, cuòj cuòja (l'insiemedella pelled'un corpo
animale )
in complesso)
dito, diti, dita (quelledella mano
filo,fili,fila (come componenti un tutto)
(quellesole
fondamènta
fondaménto, fondaménti
d'un
edifizio)
frutto, frutti,frutta (quelleposte in tavola)
fuso, fusi, fusa (in qualche frase figurata)
gèsto, gèsti,gèsta (per imprese)
,
,
96
SECONDA
PARTE
tomàja
tin dja
cen
migliàja.
tomàjo
Un djo
cen
migliàjo
§
§
VI
CAP.
—
sono:
pluraliirregolari
3. Altri
Dio
Dèi
hùe
buoi
uòmo
uòmini
'mille
mila.
4. Alcuni
nomi
del
mancano
singolare.P.
es.
:
le nózze
gli
annali
le ìnisse
le calènde
le
(le carézze,
spèzie (aromi)
le
esèquie
le inaine
le sarte
i
vézzi)
(corde)
le rèdini
le réni
le
stoviglie
i maccheróni
anche
(in verso
le tenebre
la
tenebra)
i
pòsteH
le fòrbici
le cesóje
i calzóni
i vdnni
0
le brache
poet. per
dli
le mutande.
§
5. Alcuni
pochi non
possono
uòpo
prò (vanta-ggio)
aver
plurale.P.
dimane
téma
(timore).
es.:
IRREGOLARITÀ
hanno
Non
lo
per
NEL
NUMERO
DE'
97
NOMI
più bisogno di pluralepròle,
gènie,
pro-
stirpe.
nel pluraleun
significato
§ 6. Altri nomi hanno
P. es. :
parte diverso da quello del singolare.
in
fasto (pompa)
seccume
(nome astratto)
mòlla
(quellache mette
in moto
una
macchina)
ròstro
(becco)
e
così la
più parte
dei nomi
fasti(gloriepubbliche)
seccumi
(fruttasecche)
'tnòlle (per attizzare il
fuoco)
Ròstri
(tribuna)
che
indicano
materia, che
nel
pluralepassano a significare
oggettifabbricati di
Varo, gli
quellamateria, o varie speciedi essa, come
òri; r
le uve;
uva,
e
molti
nomi
astratti p.
es.
la bellézza,
le bellézze
(cosebelle),le gentilézze(maniere
Del
l'ira, le ire (glisfoghidi collera),
ecc.
gentili),
che si spetta alla Sintassi il parlare più diffusamente.
propriidi persona formano il plur.colle
regoledate per glialtri nomi, eccettuati i maschili in a
ed i femminili in o che al pluralenon
variano ; p. es. gli
Elia, i Tobia, le Saffo,le Èro. I nomi geografici
vanno
soggettialla regola generale.
I cognomi di famigliacompresi in una
sola parola,,
finiti in o al singolare,
fare il plurale
sono
se
possono
in /. P. es. l'Ariosto, gli Ariòsti; il Tasso, i Tassi,
Quelli finitiin altra vocale non
soglionomutare.
§
7. I nomi
FoRNACiARi
—
Gramm.
ital
dS
CAPITOLO
Alcune
1. II genere
vocale
dal loro
de' nomi
cui terminano
con
dal loro
non
al
femminile, secondo
significato.
soltanto dalla
si desume
sono
il diverso
quindi maschili,
Sono
nomi,
singolare,ma spesso anche
tal propositoalcune regole
Ecco su
significato.
generali.
I nomi
propriidi persona
o
de'
sul genere
norme
tratte
§
VII
sesso
di genere
maschile
delle persone
desime.
me-
benché
terminati
in
a
cibiade,
Elia, Isaia, Mattia, Enea, Socrate, Alnati
Sofocle,e simili. Sono femminili,benché termi-
od e, i nomi
ino, i nomi
§
ma
2. Alcuni
nel
maschile,
Saffo, Ciato, Atropo,
nomi
femminile
P.
es.
propriisono
cangiano in a
e
simili.
comuni
la vocale
:
Camillo
Camilla
Francesco
Francesca
Raffaello
Raffaella
Teodoro
Teodora
Caterino
Caterina
Giuseppe
Giuseppa
Giovanni
Giovanna
Luigi
Luigia.
ai due
sessi,
finale del
ALCUNE
§
che
3.
NTORME
ai nomi
Quanto
I nomi
se
DE'
GENERE
alle persone,
alle
avvertire
della seconda
brava
donna.
P.
cambiano
es.
un
99
ecc.
di
professione
talvolta anche agli
e
norme
seguenti:
e
declinazione,terminati
-cida, al singolarenon
riferiti a
NOMI
di condizione
si attribuiscono
animali, conviene
o
SUL
in -sfa
terminazione, anche
braco
artisla,
o
ima
omicida, la dònna
artista, V uòmo
fratricida'.
cambiano
però nel plurale(vedi Parte II, cap. iv, § 5).
Altri diversamente
terminati
prendono al femminile la
terminazione
èssa plur.e. Tali sono:
yoèta
poetéssa
profetéssa
profèta
2'jatridrca
patrio.rchèssa
jjdpa
papjéssà
dùca
§
4.
riferiti
in
a.
a
P.
duchéssa.
della
I nomi
donna, si modificano
es.
declinazione,quando
cambiando
Y
o
(e)
sèrvo
serva
discépolo
discépola
o
scolare
finale
scolara
àngiolo
dngiola
forndjo
lavanddjo
forndja
lavanddja.
(ère)
camerièro
prigion
ièro
ton ière
con
camerièra
prrigionièra
can
ton ièra
cucinière
cucinièra
consiglière
consigliera.
Ciò vale
sono
:
scolaro
0
terza
anche
di relazione
per molti nomi
personale.P. e.i. :
figliuòlo
di
parentela,di età,
figliuola
100
PARTE
SECONDA
—
CAP.
zio
zia
Spòso
Spòsa
cugino
cugina
suòcero
suòcera
fanciullo
fanciulla
ragazzo
ragazza
gioì:inélto
giovinetta
donzèllo
donzèlla
(antiq.)
amica.
amico
§
5. Si eccettuano
i
dalla
distinguersi
§
capjitdna:
nave
(ìuédicaa.gg. o ^oet}
mèdico
medichéssa
canònico
canonie/léssa
filòsofo
filosoféssa
diàvolo
diavoléssa.
6.
I
della
nomi
quarta declinazione
cosi al maschio
servono
quando
cambiamento,
-ante
seguenti:
capitanéssa
capitano
per
o
VII
-ènte,
la forma
hanno
in
come
alla femmina
come
finiti in
e
senz' alcun
in
partecipiate
parénte, amante,
cantante,
sòrte,
conspecialeparentela come
quando indicano una
cése,
Inglése, Frannipjóte;o nazione e patria,come
benché
ecc.
questi sono
Chinése, Piemontése
piuttostoaggettiviche sostantivi.
o
,
7. Gli altri nomi
§
cambiano
-èssa.
P.
es.
di condizione
la terminazione
e
-e
professione
larmente
regodel maschile
in
:
abate
àbbadéssa
cónte
contéssa
(vedi P. I, cap.
iv,
§ 6)
NORME
ALCUNE
§
-dorè
di
al femminile
che
)
§
cucitóre
cucitrice
pittóre
impera tóre
pnttrice
impera trice.
nel
corpo
simili in
nomi
la terminazione
ciò per
trice, ma
della
da
§
parola.Esempii:
uccisóre
ucciditrice
difensóre
difenditrice
invasóre
invaditrice
posseditrice;
ragione eufonica,non
né
potendosi pronunciare
nica
possessrice. Per altra ragione eufosi fa nutrice, invece
nutritore
cantóre, cantatrice, (più comune
10.
al
qualche altro
p)ercotitrice
la Parte
vedi
hanno
-sóre
'con
:
percussóre
invasrice
da
es.
is titu trice
molti
-tóre
minazion
questa ter-
(di rado -drice).P.
possessóre
un
cambiano
is titu tóre
cambiamento
e
professionein
uditìHce
Anche
9.
101
ecc.
uditóre
femminile
né
NOMI
,
in -trice
«
DE'
GENERE
i nomi
Si eccettuano
8.
rado
( di
SUL
é
cantante):
III.
Alcuni
femminile
di nuiritrice;
di tali nomi
in -torà
più
formano
in -tóre
usato
nel
anche
parlar familiare.
Esempii:
stiratóre
stiratóra
rammendatóre
rammendatóra
102
SECONDA
PARTE
§
e
§
cioè
difettivi
affatto diversa
forma
sesso
Sono
12.
di
13.
—
dal
GAP.
hanno
nel
femminile
maschile, i seguenti nomi
una
di
parentela:
I nomi
deglianimali, per rispettoal
dividere in tre classi:
ài possono
alcuni hanno
terminazione
una
6
VII
pel femminile ; e
date pei nomi
lupo
cavallo
genere,
pelmaschile
gole
questiseguono generalmente le redi professione
o condizione.
Esempii:
lupa
cavalla
distinta
104
PARTE
SECONDA
GAP.
—
VII
scimmia
baléna
róndine
vólpe
tórtora
formica
lucèrtola
vipera
mósca.
si confondano
Non
femminile
questicoi cUfettim,che hanno
affatto diversa
forma
una
montóne
dal maschile. P.es.:
pècora
hiie
vacca
pòrco
tròja
?
di città
I nomi
§ IG.
e
scròfa.
o
villaggio paesi,andrebbero
essendo
soggettialle regole della terminazione,
femminili quelliuscenti in a eà e,
natura
in i, 0,
riferendoli
ricca
moderno
l'uso
ma
u;
Milano,
al
è
al
sottinteso
nome
bèlla
li suol
Firenze,
di lor
maschih
quelli
fare tutti femminili
P,
città.
sono
es.
è
poli,
popolóse Nà-
Si eccettua Càiro che è maschile.
Parigi e Londra.
femminili
anche
di piccoleisole sono
I nomi
non
finiti in a. P. es. Lèmno,
Ròdi, Negropónte, Corfii.
La
famósa Ròdi.
§
in
Austria,
eccettua
«
e
sono
Bengala
che
in ci,
il
è
sono
e
femminili,
Italia, Còlchide,
Portogallo,
Canada.
de
in
altre lettere, o
il
di continenti, Stati
I nomi
17.
nanti
provincietermi-
America,
come
Eliade, Elide,
maschile.
Quelli terminati
maschili,
Giajjpóne,
il
ecc.
come
Perii,
il
il
Si
in
Brasile,
Chili, il
NORME
ALCUNE
sono
V
il
Si
di
e
ci'
lo
minati,
ter-
comunque
Giura,
il
alcune
di
catene
Sierra
la
esempio
per
105
ecc.
Spinga,
eccettuano
Oro,
NOMI
monti,
femminili;
sono
Còsta
la
laghi
Garda.
che
montagne,
DE'
GENERE
solito maschili:
per
Elicóna,
Nevàcla,
di
nomi
I
18.
§
SUL
le. Cevènne,
le
femminili
se
Ande,
le
Dofrine.
in
a,
Tevere,
Si
eccettuano
ed
altri
che
di
P.
es.
il
mèlo,
Si
eccettuano
in
a,
che
I
nomi
del
le
la
la
pina,
P.
es.
castagna,
femminile
diventa
maschile.
genere
castagno.
ed
altri
cangiano
e
la
ecc.
; p.
la
mèla,
es.
in
a
péra,
quando
Nóce
Il nóce
pòrta
cedro,
chio,
pistàc-
nóci.
fico, dàttero,
che
ananasso
frutto,
bacca
di frutto
nomi
frutto
frutto
denotano
del
della
limóne,
tanto
il medesimo
conservano
e
Alcuni
uva
a.
pinOj, nóce,
femminili,
sono
d'albero.
nome
Si eccettuano
o
Niagàra
il
vite, elee, palma
quèrcia,
frutto
il frutto
indica
di
aràncio,
Guadalquivir.
finiti in
sono
nante.
conso-
Guadiàna;
Volga,
il
in
femminili.
sono
del
il
terminati
o
la
Pò,
benché
albero
péro,
la
il
l'Adda,
nomi
vocali
altre
Lòira,
Tànaro,
maschili,
I
l'arància,
in
la
sono
20.
finale
il
Mèlla,
il
§
Yo
sono
Senna,
la
es.
il
l'Arno,
fiumi
quand'escono
maschili
P.
di
nomi
I
19.
§
làuro
vite.
sono
;
l'albero
quanto
genere.
difettivi. P.
ghianda
frutto
es,
còccola
della quèrcia;
il
106
CAPITOLO
Vili
L'aggettivoed
nome
ad
inerente
come
ad
gradi.
aggetiivo,o semplicemente aggettivo
quellaparolache rappresenta una qualitào proprietà
§
è
1. Il
i suoi
un
sostantivo
nome
con
comune
Quindi si riferisce sempre
espresso o sottinteso,ed ha a
sostanza.
una
o
ed il numero
il genere
esso
(vedi
bèllo;
es.
cap. Ili, § 2).
L' aggettivopreceduto immediatamente
P.
maschile
determinato
la
Vuòmo
può
stanza
II
,
grande.
dall' articolo
riferirsi ad
non
Parte
alcun
nome
to.
astratsignificato
P. es. il hello, il buòno, il possibile,il miràbile,
ed
per dire la bellézza, la bontà, la possibilità,ecc.
i particolari
in plurale
: i possibili,
gli universali
per dire le possibilità,le universalità, ecc.
espresso né sottinteso,ed
assumere
un
,
§
2. Gli
il diverso
aggettivisi
modo
cui
con
dividono
formano
in due
i
classi,secondo
generi
maschile
e
una
prima classe ha due terminazioni
pel femminile; la seconda ne ha una
pel maschile, una
ad
ambedue
guono
i generi, i quali si distinsola, comune
femminile.
La
soltanto
dal
nome
accompagnati.
o
dall'articolo
con
cui
gono
ven-
L'AGGETTIVO
ED
I SUOI
GRADI
107
Accompagnando agliaggettivigliavverbii più,
meno;
tanto, cosi, in corrispondenza di di e che;
quanto, cóme, si ha quel costrutto che dicesi comparativo;
stessa
il diverso grado di una
cioè si paragona
qualitàin più sostanze. P. es. V òro è pili prezióso
bèlla della ròsa;
che il fèrro; la violétta è meno
un'erba
tanto vérde
quanto lo smeraldo.
§
3.
si premette
agli avverbi piito meno
l'articolo determinato, si fa allora \\ comparativo assoluto
altri lo chiamano, il superlativo relativo;
0, come
cioè, si afferma che una
qualitàtrovasi in una
ad un
sostanza
alto, che in quagrado più o meno
lunque
al piìio meno
In questo caso
altra somigliante.
§
4.
Quando
108
PARTE
corrispondedi
ad
verbo.
un
V òro
Si
fra riferito ad un nome
; che riferito
Èì^a il più felicedi {fra) Hit li gli uòmini-,
è il più xjreziòso de' metalli \ il più bèi
di
avverta
pili
la
o
medesimo
ovvero
di
più necessaria
la più necessaria
5.
§
virtù
fra
bianch-issimo
P.
si
un
terminat
degetto
sog-
dice:
l'uòmo
ma,
l'uòmo
sventura;
più felice;ne si dice la virtù
giustizia; ma la virtù più necessaria
il
tutte.
una
-issiìno, elidendo
;
ad
appoggia
Non
es.
T articolo
meno
qualitàpossedutain
sostanza, si appicca all'aggettivo
una
la vocale
dell'aggettivostesso. P.
accentate
non
o
si
soggètto alla
affermare
da
supremo
il suffisso
simo
è la
Abolendo
grado
finali
tutte
?più
a
articolo.
uòmo
un
rosa.
assoluto
comparativo
tutti è sentire
più felice,ecc.
la
è
ripetere avanti
il
col
felicedi
veduto
non
quando
costruito
Vili
CAP.
—
o
eh' io abbia
fióre
il
SECONDA
vérde, verd-issimo
;
; piccolo,pticcol-issinio
; savio
le vocali
o
es.
bianco,
buòno, buon-issav-issimo
; pAo,
,
pi-issimo.
mano
forGli aggettiviacre, integro, celebre, salubre
col suffisso -èrrimo
irregolarmenteil superlativo
elidendo la vocale finale e Vr che la precede: ac-èrmeno
salub-è7''rÌ7no. Si usa
anche, alrimo, celeb-èrriìno
,
nel
misèrrimo.
verso,
perlativo
Benèfico, munifico, magnifico fanno il loro subenefiicentissimo,munificentissimo, magni-
ficentissimo.
§ 6. Altre
o
nel
maniere
ripeteredue
grande
-arci-,
stra-,
Non
hanno
P.
al
si avvicinano
superlativo consistono
l'aggettivo,p. es. vérde vérde; bèllo bèllo;
sólo o Dell'annettergli
in principio i prefissi
arciricco, arcibèllo; stragrande.
es.
superlativoquegli aggettiviche
d'aumento,
si trovano
volle
sólo
grande;
che
etèrno,
come
anch'
essi
fatti
in
finito,italiano,
superlativi ciò
ecc.
accade
,
e
il loro
significatoviene
modificato.
Chi
capaci
qualità in-
indicano
dicesse
una
Se
per
pure
volta
tal-
eccezione,
musica
eter-
L' AGGETTIVO
vorrebbe
nissima
eccezione
Per
issimo.
Abbiamo
e
dal
superlativi:
secondi
es.
in
i
primi
certo
un
=
più
buono
peggióre
=
più
cattivo
minóre
il
quadro
superióre
inferióre
òttimo
più grande
più
=
==
massimo
minimo
alto
suprèmo
?
più
basso
hi
fimo
=
più
inoltrato
ùltimo
=
interiore
=
più
interno
intimo
=
il
=
;
che
due
uomini
il
giunióre.
Gli
anch'essi
di
senióre
il
usano
ugual
lor
più
=ì\
postrèmo
interno
nome,
natura
giunióre
apposizione
come
vissuti
pròssimo
voci
più addietro,
poet. )
più vecchio,
=
aggettivi primo,
di
esterno
avanzato
più addietro
si
più
il più inoltrato
(voce
giovane
simo
altis-
=
bassissimo
=
ulterióre
Aggiungi
sómmo
o
estrèmo
più
piccolissimo
=
esterno
=
i
grandissimo
=
più
posterióre
{-óre);
cattivissimo
=
=
=
-ióre
buonissimo
=
esteìHóre
anterióre
comparativi
:
pèssimo
più piccolo
=
il
superlativo
migliòre
=
di
in
comparativo
maggióre
talvolta
assume
numero
terminati
sono
Eccone
-imo.
sostantivo
nome
italia-
uno
Italia.
padronissimo.
padì^óne,
latino
chiamiamo
dell'
qualche
ICO
GRADI
Quando
aniantissimo
anche
P.
SUOI
I
hinghissima.
dire
intendiajno
nissimo,
suffisso
dire
ED
in età
ed
per
superlative.
più
distinguere
diversa.
altri
=z
simili
Plinio
sono
no
CAPITOLO
Alterazioni
dei nomi.
sostantivi, e più di rado anche
nomi
§1.1
IX
possono,
di certi suffissi che
mezzo
per
gliaggettivi
loro
la grandezza,la piccolezza,
la
significare
che rappresentano.
meschinità
e la malvagità delle cose
Cosi in una
parola sola vengonsi ad esprimere due o più
diciamo:
concetti. Quando
ornane, librone; donnina,
dicessimo uòmo
hctnicino:
se
bellino,è come
grande;
dònna
libro grande;
piccola; piccolo lume; ttn
po' bèllo.
di accrescitivi,
Questi suffissi prendono il nome
dim.inutiti, vezzeggiativi,sjjregiativi peggiorativi.
si attaccano,
,
a
tata
tratproprietà dei nomi italiani dovrebbe
rigore esser
quando parleremo Della formazione delle parole; ma, siccome
Questa
questi suEBssi,
a
differenza
il nome,
siccome
il loro
uso
il trattarne
§
usato
o
di
2.
per
degli altri, non
conservandone
anche
qui, seguendo
qualitàè -óne,
la vocale
il concetto
il
modificare
riormente
este-
principale, e
crediamo
niente
conve-
degli altri grammatici.
costume
Il snffi'^so
Accrescitivi.
denotare
intatto
che
dell' arbitrario; cosi
molto'
tiene
fanno
una
a,
notevole
che
finale. P.
es.
più frequentemente
grandezza di sostanza
si attacca
al nome,
:
naso
nasóne
animale
animatone
done
eliden-
112
SECONDA
PARTE
IX
GAP.
avarone
avaì^ona
ignorantóne
ignorantóna
saccentóne
saccentóna
sémplice
semplicióne
semplicióna
ubriaco
ubriacóne
ubriacóna.
avaro
ignordn
saccèn
omóne,
6.
te
te
Eccezioni:
§
—
uòmo
orninone.
—
Diminutivi,
ha
Tórre
due
forme
d'accrescimento,
inframmette
^'EZZEGGIATIVI
:
torrióne.
dispregiativi.
lì
,
"nffisso
più frequentemente usato per
di sostanza
di qualitàè -ino,
o
bicchière
bicchierino
lume
lumino
piede
pòvero
un'z
piedino
poverino
denotare
a:
lezza,
picco-
DEI
ALTERAZIONI
Se
si
dònna
donnina
hello
hellino
-ma
caro
carino
-ina.
§
P.
in
termina
es.
:
bastoncino
coróna
corondna
poltróne
poltroncino,
sostantivi
7. Alcuni
anche
è
femminili
a.
assumere
possono
con
quest'ultimo
'significato
differente:
maggiore, o in senso
quanto -^no,
-ina
Affine ad -ino
ma
-icino, talora
con
varietà
di
senso.
esempio :
lume
lumino
lumicino
frate
fratina
fraticino
libro
librino
libriccino.
§. 8. Altri suffissipiù comunemente
a\
-óne, -óna,
bastóne
di diminuzione
Per
diminuirsi
da
nome
il suffisso -cino.
usa
tanto
il
113
NOMI
-ùccio, a;
iccio, a;
uzzo,
astro,
uzzolo;
a.
P.
e
es.
per
usati
alcuni
:
libro
librétto
stanza
stanzetta
uòmo
ométto
dònna
donnétta
agro
agrétto
furbétto
furbo
FoRNACiARi
—
Gramm.
ital.
-étto,
che
aggettiviansono
-étta
-étta
»
114
PARTE
§
a;
—
suffissi per denotare
-èlio, a. P. es. :
affini -cèllo, a (dopo nomi
quelli
-creilo, a.
Da
GAP.
9. Altri
sono
e
SECONDA
giovine
Da
ìnadaìnigèlfa.
P.
si fa
es.
piccolezzao
finitiin
ziosita
gra-
-óne),-icèllOy
:
giovincèllo; Aa. dònna,
acqua,
IX
in
un
senso
donzèlla; da ìnaddma-
si
speciale,
fa
acquerello.
ALTERAZIONI
10.
§
è
esempio:
e
il
affine
suo
ramente
ra-
-icciiiòlOya.
?
querciuòlo
libro
libricciuòlo
pòrta
porticciuòla.
Peggiorativi.
biasimo
è
Il suffisso
-àccio,
più
tare
per deno-
usato
a:
uòmo
omàccio
dònna
donnàccia
pòpolo
popolàccio
buòno
bonàccio
cattivo
ccdtivàccio.
Altri suffissi
-ónzolo
a
più
specie ma
quèrcia
11.
§
nòlo,
115
NOMI
della stessa
suffisso
Altro
usato
Per
DEI
sono
peggiorativio dispregiativi
-astro,
:
filòsofo
poetastro
filosofastro
mèilico
medicónzolo
poèta
prefó'n^o^o.
prète
^
lo
Circa
i suffissi
I nomi
che
h
12.
un
plurale in
qualche volta
conservano
§
hanno
composti, vedi
anche
la
Parte
(vedi Parte
a
forme
nelle
le ditina,
dita
le braccia
le braccina,
le
le
ciglia
Anche
prendere questi
i nomi
Pietro
Pietrino
Maria
Mariina
es.
II, cap.
vi,
vi.
§
1)
alterate:
elicóna, ditdccia
braccióna
cìglióna.
proprii
suffissi. P.
III, cap.
di
persona
possono
:
Pietróne
Pietrùccio
Mariella
Mariiiccia,
116
CAPITOLO
Del
che
e
Si
1.
§
a
serve
indicare
tiene le veci
lo considera
persona,
o
idee
con
dico
io
Se
nel
quésti
che
ili possesso
o
generalidi qualitào
quest'uòmo, indico
ha
ch'esso
ha
alcuno
care
indi-
con
alcuni
fornito
pronomi personali di
mentre
ecc.
la
è
maschile
persona,
varie
terminazione
la relazione
sarei costretto
le veci di
i
mentre
quellidi
pronomi
cosa
i: per
un
essa
nome
I
es.
il loro
una
cosa
cosa
e
(cioè,
si hanno
particolare
tri,
égli,quésti, gitegli,alcosa
pronomi
segno
termina
finiti in e,
persona.
Vuoisi
in
o:
come
élla
tale,
vertire
peraltroav-
riferirsi che
possono
in molti casi riferirsi anche
a
persona,
di persona
possono
specialmentequando
con
specie, e
corrispondentedi
il pronome
proprio, ma
per
dico il
se
volte la persona
umana
di volontà) dalla cosa.
Onde
nntiq.,quésto, quello, altro, ecc.
quale, che, esprimono parimente
che,
quantità.
distingue molte
ragionevole
l'essere
nome
o
l'uomo
me:
che
persone
esso, coliti tengono
c|ualificare;
già nominata.
persona
§ 2. Il pronome
di
cosa
quello.Io, tu, égli ten-
con
delle diverse
le veci
gono
Home
a
un' altra
con
tue, aggiungo al
libro, le còse
mio
a
sostantivo,
discorso. Diciamo
in relazione
della vicinanza
mezzo
nel
declinabile
quella voce
semplicementeil nome
pronome
soltanto
o
generale.
non
ne
determina,
semplicemente, perchè esso
una
ma
l'aggettivo,
qualitào proprietàspec'nle,
come
a
in
pronome
chiama
ne
spesso
X
non
di
sia
non
qualificatapoco
conaizione.
avanti
col
PRONOME
DEL
anzi
nome,
vale
Al
i
contrario
costui,
io
i
usati anch'essi
sostantivi.
singolare
ed
pronomi
astratto:
p.
medésima
altra
còsa,
di le mie
invece
il che
còsa;
Ciò
ecc.
invece
ha
indicare
per
sempre
di
volta
(e tal-
quésUi
es.
valore
hanno
di
vengano
spesso
spessissimo nel maschile
indeterminato
concetto
un
invece
di quésta
còsa
il ìnedésimo
còse;
la
dònna.
voglio quésto
non
di persona
adoperano
quello, ecc.
quésto,
es.
il mio
ecc.
rose,
sostantivi,
come
si
cosa
P.
aggettivi,benché
sono
cosa
di
pronomi
quésti.
nome
sottintendono.
lo
respettivi)
cotésta
col
égli medésimo;
stésso;
"di
I
persóna;
aitila
si accompagnano
o
sostantivi, i pronomi
§ 4.
vale
valgono cotést'iiòmo,
cosa
Quindi
cotesto.
come
col
personale),o
libro, quel palazzo;
cibo; dammi
si accompagnano
altri
es.
costèi
di
pronomi
pronome
un
non
le veci. P.
fanno
ne
uòmo:
qtiest'
con
di persona
pronomi
3. I
§
117
GENERALE
IN
qual còsa,
di la
invece
altro
ecc.
quéste
o
di
invece
significato.
questo
5. I
pronomi personalidistinguonotalvolta colla
diversa
la posizionedi soggetto da quella
terminazione
di oggetto nel discorso ; vale a dire distinguonola
sona
perche regge
il verbo, da quellache glifa da oggetto
P. e. io è diverso da me
da te ; égli
o da termine.
; tu
da lui, tanto nella forma
che nel significato
; e le preposizioni
§
non
p.
es.
6.
I
§
Classi:
da
da
-
te, da
che
lui,
colla forma
e
-
ordinatamente
Quantitativi
-
di ciascuna
ad
alla
un
nome
Parte
che cominci
I, cap.
xi,
§
per
4
e
vocale
elidono
vocale,
segg.
lativi.
Re-
-
classe.
pronomi capaci di troncamento,
quando sono
davanti ad un
aggettivi si troncano
sempre
(sing.e plur.) che non cominci per
; e quellicapaci di elisione si
date
non
oggettiva;
già da io, ecc.
dividere nelle seguenti
possono
Possessivi
Dimostrativi, tanto
quanto indeterminati
Parleremo
come
me,
pronomi si
Personali
puri
determinati
I
costruirsi
possono
o
per
usati
nome
s
pura
im-
vanti
dasempre
colle regole
118
CAPITOLO
I
XI
pronomi personalipuri.
pronomi personalipuri quelliche
la persona
che parla
unicamente
a
servono
distinguere
parla (seconda)e quella
(prima), quella a cui essa
della fanaleparla (terza):le persone
cosi accennate
sono
dunque tre, ma ciascuna delle tre può rappresentare
tre
niere
mapiù di un solo individuo. Quindi abbiamo
il singolare
di pronomi personaU, ed in ciascuna
ed il plurale.
Si dicono
§
1.
§
2. Pronome
di
prima
persona:
plur.nói
sing.io
nói.
me
di seconda
Pronome
persona:
plur.vói
sing. tu
vói.
té
Forme
antiquate o poetiche: nui,
Pronome
di terza
persona:
maschile
femmioìle
sing.égli,éi plur.èglino
lui
Forme
tid.
lóro
sing.élla
lèi
plur.éllcncf
lóro.
antiquate: sing. élli, éUo\ poetiche: plur.égli,èlle.
PARTE
120
SECONDA
pronomi me, té,
I
sé
GAP.
—
XI
colla preposizione
si compongono
con:
=
con
me
téco
=
con
te
séco
=
con
sé,
l'ari: nòsco,
poeticie
Modi
Quando
6.
§
mèco
ad
accanto
accorciate
debbonsi
avviene
spesso
la interjezione
lora,
ècco, al-
o
certe
prive d'accento. Quelle, fra di esse,
anteporre al verbo si chiamano
sempre
oggetto
si
proclitiche
davanti); quelleche
appoggiano
termine
o
e
che
si prepongono
si chiamano
enclitiche
ora
al verbo,
si pospongono
(cioè che si appoggiano di dietro)quantunque
ora
anch'esse
sovente
altro che
le
clitiche,
en-
in fine.
7. Prochtiche:
la
le
si
Gli
vocale
ed .'
es.
L'uso
/iella prosa
==
If;.^^^
élla
=.
élleno
=
può adoperaredinanzi
h, ed
od
p.
per consonante:
e' dice, e' crédono.
p.
ammette
non
attaccate
9^'
per
si usino
proclitiche.
come
ècco
interjezione
sempre
§.
che
,
da
La
forme
e
(cioèche
fanno
vói.
con
dopo
pronomi, si adoperano
di essi
invece
nói,
con
molto avvertiti,come
verbo
un
per
flessiv
pronomi personali(compreso il ritenere nel discorso una
daria
parte secon-
esser
non
vòsco
i
debbono
e
lóro.
con
la vuol
delle
e' dinanzi
a
a
un
un
verbo
che comnici
Acerbo che cominci
gli è bèllo; gli hanno gridato:
La e le si adoprano senza
ne:
distinziopartire; l'è bèlla: le par lan pòco.
es.
proclilicheè più frequente nel parlar famigliare che
eletta.
§
8.
Enclitiche:
P
pers.
mi
=
me
mi
r=^
a
ci, più di
2*
pers.
3^
Jiiii^strativi
di
l'uso
Il
di
esprimere
per
con
e
o
Dal
che
vói
gnoria.
Eccellenza,
o
alla
con
la
Lèi
mi
stimati
secondo
3*
persona
è
molto
vedi
his.
6
§
xiii,
cap.
co' verbi,
o
in
Italia
si
ecc.
di
persona
il cap.
usa
xxv
rità,
superio-
certa
non
il
vói
siete
ma
Amico,
es.
singolare,
una
il verbo,
invece
spesso
numero
invece
ora
per
plur.
sesso
a
si
(se
stimate
uomo),
Più
participio
amato:
al
piuttosto
cara
(donne).
che
(se
questi
quindi
ed
loro
nomi,
pro-
maschili
come
genere
donna)
di
Élla
pronomi
però
col
( 5i-
grammaticale,
dai
e
il
l'uso
venne
terza
considerati
volgere
titolo
suo
)
spesso
quanto
o
al
ecc.
sostituito
riferiscono,
si
accorda
stesse,
o
vengono
cui
la
di
xvi,
oi
t/tó,
rispetto,
Lóro.
sottintesi,
o
Sa»
Maestà,
di
secolo
dignità
sua
sottinteso,
Lèi,
dal
fino
alla
persona
sia
persone
o
a
ma
con
il
cavo
vói,
regolarmente
persona)
(uomini);
vedi
persona
Altezza,
espressi
in
^sempre
pronomi
onèsta.
più popolarmente.
femminili
de'
sé
a
singolare:
il titolo
quando
vói
5.
§
xiii,
confidenza,
persona,
parlando
siano
2*
di
invalso
non
e,
sé,
a
te
enclitiche
cap.
direttamente
siete
costume,
adoperare,
medesime
enclitiche
resta
discorso
anche
vói,
si accorda
esso
Giuliétta,
?=.
minor
ora
l'attributo,
?o
vi
=
nói
II.
parlando
ecc.
a
delle
plurale
pronome
tu,
=
più enclitiche:
Parte
questa
ti
si
di
Gruppi
Circa
te
vedi
a
nói,
=
=
locali:
Riflessivo:
ne
me
ti
le
usa
pers.
rado
121
PURI
PERSONALI
PRONOMI
I
il discorso
al
numero
titolo.
; lóro
non
P.
es.
sono
122
CAPITOLO
I
XII
pronomi possessivi.
pronomi possessiviindicano le relazioni di
che le tre persone
)
già dette (cap. preced.
possesso
hanno verso
qualchealtra persona o cosa. Essi pertanto
corrispondonoai tre pronomi personalipuri,ed al lora
diverso numero
singolareo plurale.
Possessivi
di prima persona:
§
1.
I
masch.
lemm.
me) sing. mio
plur. tnièì
mia
mie
noi) sing,nòstro
plur.nòstri
Possessivi
di seconda
Giòstra
nòstre.
persona:
masch.
femm.
te) sing. tuo
plur. tuoi
tiia
tue
voi) sing.vòstro
plur.vòstri
Possessivi
di terza
masch.
sé) sing.suo
plur.suoi
persona
vòstra
vòstre.
(dal riflessivo):
femm.
sua
sue.
PRONOMI
I
Quando
il
più
persone,
còse
lóro
suo,
e
§
i
prima
persona,
e
si
3.
la
le
I
per
non
padre,
tuoi,
la
forme
enclitiche:
secondo,
so
Ma
si
coli'
es.
né
prése
a
accompagnati
nepóte,
sua
armi,
sorèlla.
sostantivi
da
forme
fratèllo,
dònna
dama,
e
dònna,
mia
la
per
quali
ecc.
aggettivi,
gli
presso
nome
sue
le
di
natura
dal
davanti
regolarmente
a
:
ma
moglie;
per
articolo
e
terza;
premise
hanno
fiorentina
Anticamente
sue.
mo
ma-ddm,a
e
plebe
mia
mogliè-ma,
di
spesso
La
la
le
farlo.
(ùe,
per
accompagnati
p.
suoi.
mie,
possessivi
erano
tuo
e
suoi,
ma-dònna
voci
valsero
di
tuoi
per
esempio
sempre
alterati
sili
si
a
prèsero
es.
permesso
signore.
«uo
pronomi
l'articolo,
omette
e
ebbero
per
nome:
costruiscono
talora
mio
e
signórso,
quando
si
to
provennero
§
tùi
miei,
per
è
verso
P.
fóro.
riferisce
si
persona
gli antichi
possessivi
al
fratello;
onde
sua
pronomi
attaccavano
tuo
in
terza
usare
Ma
poetiche:
tua,
anche
si
siie.
non
Forme
mia,
usa
conviene
anc'oggi
2.
di
possessivo
si
123
POSSESSIVI
chi,
anti-
omettevano
ecc.:
di
aggettivo
oggi
tela
paren; p.
es.
124
CAPITOLO
Pronomi
§1.1
0
e
in
articoli,per
determinati.
dimostrativi
determinato,
generale; e però
e
e
dimostrativi
pronomi
in modo
XTTT
o
in modo
si dividono
dimostrativi
cose
accennano
in
non
sone
per-
indeterminato
dimostrativi
indeterminati.
quanto dicemmo,
e
minali,
deter-
Anche
gli
altro che pronomi
sono
dimostrativi,e operano, in un modo più semplice
questa
più uniforme, quello stesso a cui servono
foggia di pronomi.
Diciamo
innanzi
tutto
dei
pronomi
determinati.
determinati
un
specificano
oggetto
di identità,
secondo certe relazioni generali,
o di luogo, o
di qualitàe quantità.Possiamo
guere
0
pertanto distinin locali, identici, e qualitativi
i dimostrativi
o
quantitativi.
§
2. I
§
3. Dimostrativi
pronomi
poiché variano secondo
alla prima persona,
Sono
locali.
determinati
il
luogo
o
vicino
che
alla
tre,
accennano
o
seconda,
o
cino
vialla
terza.
locale di prima persona:
Pronome
di
masch.
sing. quésto
plur.quésti
di persona
cosa
femm.
masch.
quésta
quésti
Quéste
{costóro)
femm.
{costèi)
{costóro).
§
di terza
locale
4. Pronome
di
125
DETERMINATI
DIMOSTRATIVI
PRONOMI
persona:
cosa
masch.
femm.
sing. quello, quél
plur. quelli, quéi, qué'
quella
quelle
di persona
femm.
masch.
sing. (quégli, quéi)
plur.colóro
Colili, colèi
e
colui
colèi
colóro.
quégli
si riferiscono
riferire
si possono
all'apostrofezione
di
quello,quella
Intorno
P. I, cap. XI,
ecc.,
vedi
5
§
e
7. Intorno
P. I, cap. x,
a
cosa
a
ed
persona
a
persona.
questi pronomi
al troncamento
;
vedi
di quello,
§ 4. Quéi, qué' plurale si
adopera davanti a parola che cominci per consonante,
purché non da s impura: p. es. quéi libri, qué' bravi',
non
ma
quéi stiidii. Quégli singolare è raro:
quéi
pur singolare,è poetico.
dimostrativo
Pronome
locale
quésta
.,,
ciò
di
senso
astratto:
,
còsa
quella
)
quéste
)
=
^
,
còse
.,,
quelle
§
come
pronomi dimostrativi locali sì di persona
di cosa,
debbano
esser
quando non
posti in ri5.
I
.
126
PARTE
lievo,come
SECONDA
avviene
forme
la
=
gli
le
il
=
=
XIII
a
un
sostituiti
vengono
enclitiche obiettive
sing. lo,
accanto
spesso
rinterjezione
ècco,
GAP.
—
verbo,
dopo
dalle seguenti
e
pronominali:
quello, lui
quella, lèi
a
quello, a lui {a lóro)
a
quella, a lèi
=:
plur. li (apostr.gì')
quelli, lóro
le
quelle, lóro.
=
=
Il
della
nel
di
senso
prosa
quello. Uà
elegante,ma
parlata:gli
de' buoni
per a lóro
scrittori.
Esempii: amo
la
virtù
e
la
trovai
l'onore
si trova
non
dalla
è usato
non
e
dell' uso
è
poetico e
nella lingua
maggior parte
vàgliopèrderlo: lòdo
glierle
quelle pére? va' a cò-
non
seguo: vedi
e
gli amici
li salutai.
quelle di prima e
seconda persona (vedi pag. 121), quanto quelledei pronomi
in due, ma
dimostrativi,si possono aggruppare
§ 6.
colle
enclitiche,tanto
alle forme
dimostrative
alla seconda,
ed
riflessive:
e
preceda le forme dimostrative
i gruppigli si, le si (vedi appresso):
eccettuano
che le forme
terminanti
in i, quando precedono
forma
dimostrativa, mutino
quest'2hi e,
che
una
forme
seguenti avvertenze:
cke preceda la prima persona
ambedue
si
Le
la riflessiva
•
•
P
persona:
mi
ti: me
mi
vi
(raro)
mi
si
=
té
a
=
a
me
ovvero
me
sé
a
a
vói
me
té
PARTE
128
lo,
ce
le in
e
GAP.
-
XIII
cél, tèi, vài, sci
mèi,
Gli
SECONDA
di
invece
me
lo,-
ecc.
di termine
senso
(a ecc.) si riferiscono
a
cose,
per le quali
a
persone che
più propriamente
le particelle
avverbiali enclitiche ci,
si preferiscono
all'uso di queste e della particella
ed
vi. Intorno
ne,
vedi P. II,
alla loro unione colle particelle
pronominali,
§ 7.
cap, XXVIII,
Esempii: caro
mi
si accòsta.
padre, 7ni
Signóri, mi
hai
Tu
ci
L'amico
hèl
un
si
ti arrèndo.
dò
vi
libro,
dóno
e
non
ma
offerse cóme
Quésto
jjer
vuoi
cane
cissimo.
ami-
melo.
dar-
fratèllo.Sèi
io
Egli ti ama,
bèlle giòje, ma
un
ignorante: non ti si da rètta.
te gli concèdo
figlio.Ho delle
per
il vestito di Lucia:
cóme
non
voglio dàrvele. Guarda
Mi
chiède il permésso, ma
le avviene!
io glielo
se
cappèllo e se lo mise in
nègo. Pietro comprò un
Lasciàtoglisi cader sópra, lo bag.nò di là-capo.
si èra ancóra
difèttonon
gynme. Il cómte che del suo
mài
avveduto, udendoselo
rimpirover are, arrossì.
stòria
Quella
Quella
gli s' imprèsse neW ànimo.
gliela ho prestata, ma
pèzza che gli ho data, non
donata.
Quésta ròba è di chi se la prènde. Quésto
mòtto
gli si attribuisce da mólti, sènza
ch'egli la
abbia détto. Se ima
fanciiillaè onèsta, facilménte
la piòggia
le si offrono buòni
partiti.Chiediamo
un
^
ma
Iddio
ce
non
7.
accennano
medesima,
le la
Dimostrativi
la
e
concède.
novella
gèlo. La
Astolfo ascosa
di
§
la
la
ci
giunse quella sera
Che
tenne
tòlse lità
quaMa
tanto
ecc.
determinati
identità di
sono
Non
identici.
Questi
sé
con
persona
due aggettivi.
quattro: due sostantivi,
una
cosa
o
DIMOSTRATIVI
PRONOMI
èssa
sing.esso
plur.èssi
èsse.
adopera, per Io più, come
già nominata, e in senso
parlarepiù scelto si usa anclie
libro; èssa Beatrice.
dimostrativo
Si
TT
di
femm.
sing. désso
dèssa
plur.dessi
desse:
quello stesso, quello appunto,
per lo più a persona, coi verbi essere,
mi par
désso.
égli è désso: non
Questi due possono
parere:
avanti
nome
un
èglino stéssi:
adopera
invece
Forme
Cosi
Mi
che ad
: mA
pronome
èssa medésima.
anche
É antiquato stèssi
un
nome,
dopo
o
stésso
,
me
il
superlativo stessissimo e
poetiche: medésmo, medésma,
al singolare:
disse
'1
possono
—
poggiars
ap-
med.èsimo
più
ecc.
di rado
con
volse
Gì-anun.
(tal.
:
me-
sincope.
M.aestro, od egli stessi
(Dante, Inf., ix,
FoRNACiARi
es.
p.
gliaggettivi:per esempio lo stésso
virtìi ; la
conforto stésso : la medésima
il
ad
iesimissìmo.
il loro
avere
si riferisce
ma
tutti
come
cirtìi medésima:
Si
nel
aggettivo:esso
come
masc.
zonforto;
di persona
sostantivo, ma
vale
di sé
129
DETERMINATI
5S ).
9
PARTE
130
§
SECONDA
Pronomi
8.
XIII
GAP.
—
dimostrativi
?l-
femm.
sing. tale
plur. tali
Si
tale
tali.
poetiche: cotale,
adopera
il
donna',
al
unito
spnza,
e
p.
cotdU.
Forma
nome
e
egli
es.
tede, i tali; la
il-
solo; coli' articolo
è
tal
téle:
9.
è
Pronomi
cosiffatta
cosiffatte.
da
composto
dimostrativi
adopera
unito
tanti
sono
anche
0
non
senza
tanta
tante.
al
ecc.
nome
solo:
e
spregiati
che
td7ite virtii:
fanti
lo meritano.
non
,
Forma
Lo
e
cosi
femm.
poetica: cotanto,
uòmini;
parole
quantit.à:
di
sing. tanto
plur. tanti
Si
due
col sostantivo
masc.
Forma
tal
uomo\
femm.
fatto. Si adopera quasi sempre
articolo: cosiffatte còse.
§.
tal
terminat
de-
còsa.
sing. cosiffatto
plur. cosiffatti
pronome
altrettale,i.
composta:
masc.
Questo
ecc.
qualità:
di
masc.
Forme
PRONOMI
—
composta:
altrettanti,
altrettanto,
stésso, il medésimo,
in
quello
più.
senso
sono
astratto
per
me
e
lo
tanto
si
indeterminato
stésso:
ecc.
usano
:
dammene
p.
spesso
es.
quésto
tanto
e
13L
Pronomi
dimostrativi
indeterminati.
indeterminato
in modo
•ed in
XIV
Questi pronomi
1.
§
CAPITOLO
si
facente
come
2. Pronomi
una
cosa
o
persona
distinguonoin particolari
paratament
esprimono un oggetto se-
collettivi,secondochè
0
§
:
accennano
parte di
indeterminati
tutto.
un
particolari:
I.
sing.uno
plur.gli
le ime.
una
Quando
si
adopera
si chiama
sta in
e
Forma
indeterminato
articolo
antiquata uoìn
di
per
di
pronome
dagliarticoli o
ógni, ecc. Aitilo
ad
un
da'
altrid
in
itóm
dice,
stantivo,
so-
(vediP. II,
créde,
uòm
minato
deteraltre.
ecc.
di persona
altra
masc.
altri
altre
si
adopera per lo più preceduto
pronomi quésto, quello, qualche,
cosa
,
forma
uno:
cosa
sing. altro,
plur. altri,
La
singolaredavanti
l'articolo
pluraleha sempre
con
gli altri, le
corrispondenza
II.
altro
al
§ 9). Nel
II,
cap.
imi
senso
astratto
vale
altra
còsa.
comunemente
come
oggi si usa
pronome
sessivo.
posNello stile più scelto si può anche usare
invece di altìn come
oggetto 0 termine:
dispidccio;sto con
p. es. offèndo altrid; altrid
?altrùi. E antiquato usarlo come
soggetto: altrid crede.
]32
SECONDA
PARTE
3.
§.
Si
femm.
masc.
III.
sing.qualche
soltanto
usa
XIV
GAP.
—
qualche.
al
davanti
nome.
IV.
cèrta
sing.cèrto
cèrte.
piar, cèrti
Si usa
al nome
lo
: talora
per lo più davanti
Nel singolareè preceduto quasi sempre
un
cèrto, ima cèrta. Si
(tronconel maschile),
uno
la frase
anche
4. Pronomi
§
riferita
tale, ecc.
un
composti
con
sing. alcuno
plur.alcuni
alcuna
=
si
per
lo
§
o
qualcuno
qualcheclùno
col
più
a
nome
con
usa
e
qualchecUma.
taluno
e qualcuno
senza:
il
senza
nome
si riferiscona-
e
collettivi:
indeterminati
femni.
uiasc.
soltanto
ógni.
davanti
al
In
nome.
composizione"
imo
sing.ognuno
si
certime
qualcuna
sing. ógni
Si
o
persona.
5. Pronomi
?'?•
talune
certuni
comunemente
usano
còsa
taluna
plur. taluni
usa
seguenti;
alciine.
sinsr. taluno
si
i
sono
alcuna
Alcunché
Alcuno
usa
feitim.
masc.
sinsr.
da
persona.
a
uno
tintende.
sot-
usa
sempre
IL
ognuna
il
senza
sing.ciascuno
nome
o
:
ciascheduno,
ciascuna
'ichcdima.
Si
usa
Forme
davanti
al
nome
o
senza
antiquate:cadauno, cadùno,
di
catimo.
esso.
o
eia-
DIMOSTRATIVI
PRONOMI
§
frasi
6. Altri collettivi indeterminati
di
più veramente,
o,
seguenti:
di persona
cosa
checchessia
chicchessia
qualùnciue sia
si sia
chiunque sia
qual si sia
si
chi
qual
qual
vòglia
di
pronomi
si
adopera sempre
si
Checchessia
altri
i
pronominali,sono
i33
INDETERMINATI
cosa
il nome.
senza
Gli
sottintendere
o
avere
possono
vòglia.
il
nome.
pronomi indeterminati appartengono anche
composti da uno):
pronomi negativi (che sono
§
i
7. Ai
I.
femm.
masc.
nissùìio,
sing. nessuno,
niiino
niàna
nissùni,
plur. nessuni,
fcnin.
masc.
lo sottintendono.
pronomi
Se
i
pronomi
p.
direbbe
più
es.
non
verune.
essendovene
bisogno.
al
accompagnano
di nissùna
Invece
negativi
che
vi è
Invece
di
spesso
aldino
sono
stesso
nessuno:
non
nulla
dopo
nessuno
:
p.
del
es.
posposti al
sono
il verbo
parla:
nessuno
alcune
^ilci'.ni,
veruna
còsa
si
verbo
che
nome
a
adoperano
invariabili ?z?'(^/a,
niènte.
richiedono
?né:
nulla
nùllos
neùna:
sing.veruno
plur. veruni
il plurale,non
rado si usa
I pronomi negativio si
Di
i
niiine.
antiquate: neimo,
II,
nissune^
nessune,
niiini
Forme
nissùnay
nessuna,
da
loro
pende,
di-
sia
preceduto dalle negat. non
voglio dir niènte. Ai contrariosi
o
vi dico.
un
non
parlar
verbo
vi
è
preceduto
alcuno.
familiare:
non
da
negazione
Pùnti
—
ne
ho
e
pùnte
pùnti.
si
usa
pec
134
CAPITOLO
Pronomi
XV
quantitativi
puri.
soltanto
§ 1 Questi pronomi accennano
indeterminata, intera o collettiva;e sono
.
I.
una
i
quantità
seguenti:
fenira.
pòca
sing.xjòco
plur.pòchi
''
,
)
comp.^
,
poche
mencp
)
n.
sing. alquanto
plur.alquanti
alquanta
alquante
plur.parécchi
Xjarécchie.
sing. mólto
plur. mólti
mólta
)
mólte
r'^^-^'"''
III.
IV.
medesimo
Nel
e
senso
femminile
assai
schile
singolaree plurale,ma-
:
V.
sing.tròppo
tròppa
tròpjpa
tròppe
VI.
sing. tutto
plur. tidti
tutta
tutte.
136
CAPITOLO
Pronomi
§
1. I
in
relativi ed
relativi
pronomi
la relazione
fra
interrogativi.
sono
quelliche esprimono
teso
pronome
espresso o sottinin
proposizione,ed un verbo contenuto
una
un' altra. P.
XVI
es.
un
nome
lèggo
io
:
o
libri,che
i
tu
mi
hai
galati:
re-
dunque, al
il legame logico
pari delle congiunzioni,a significare
fra due proposizioni.
io ascólto
§
tu dici.
quanto
Servono
2. I
relativi
pronomi relativi si dividono in relativi puri,
di qualità e relativi di quantità.
Relativi
?•?•
puri:
masc.
e
fenim.
masc.
sing. che
e
femm.
plur.che
il che
=
la
qual
còsa.
U.
sing.cid
Che
plur. citi.
si
preposizione,
adopera regolarmente senza
tanto come
soggetto che come
oggetto.Cid si adopera
solo come
oggetto, e dopo le preposizioni:
p: es. di
invece di a cid si può dire
cid, da cid, con cid, ecc.:
È raro
cid.
oggi l'uso del che relativo dopo preposizioni
che riferito quasi
p. es. di che, a che, con
—
sempre
a
cosa,
non
a
persona.
RELATIVI
PRONOMI
Modi
il
cui, la cui,
antiquato: cliènte.
Modo
composto
l'avverbio
§
Si scriva:
ecc.
Modo
Invece
137
INTERROGATIVI
cui, la di ciii,ecc.
il di
errati:
ED
di di
qualùnque còsa che.
cui, dei quali, delle quali può usarsi
ónde
riferito,per lo più, a
3. Relativi
checché
:
=
cosa.
qualità:
di
masc.
e
feinra.
sing.quale
plur.quali.
ha
Quando
relativo
unicamente
senso
=
che,
sume
as-
l'articolo determinato:
femin.
masc.
sing.il quale
plur. i quali
la
quale
le
quali
qual còsa.
composta: qual-ùnque,
la
Forma
§
4. Relativi
di
sempre
aggettivo.
quantità:
feram.
masc.
sing. quanto
quanta
plur.quanti
quante.
La forma
composta quant-ùnque oggi si usa solo
avverbio.
Gli antichi l'adopravano anche
come
come
guardo,
:
vòlte, mèco
pensando, riquantunque
pronome
ecc.
Quanto
si
usa
anche
in
senso
astratto.
lativo
respecialeil pronome
dino
personale chi, equivalentea colui che od aldie:
fa, non
falla; chi tròppo
p. es. chi non
ti fidare di chi hai offéso.
ha; non
vuole, niente
Forma
sostantivo.
composta: chi-ùnque, sempre
§
5. Ha
una
natura
tutta
138
SECONDA
PARTE
§ 6.
I
i due
e
relativi
pronomi
Chi,
di
un
nella
loro
imo,
che,
relativi
equivalendo
quale
colui
a
che, racchiude
in sé
corrispondente.
fra
corrispondenza
talora
prendono
loro
il
senso
indeterminati:
pronomi
quale
quale
chi
chi
equivalenti ad alcuno,
I
7.
reciproca dipendenza,
il
quanto.
in
strativo,
dimo-
:
ecc.
veduto,
ecc.
corrispondente
tanto
il dimostrativo
§
ciascuno
quale
abbiamo
Due
es.
PRONOMI
—
tale
come
stesso
hanno
p.
colui, quello,
XVI
considerati
pronomi,
correlativi:
si chiamano
GAP.
—
alcuno.
relativi
pronomi
anche
possono
esprimere
un
pigliano
il
allora
ed
semplici (usati
dubbio
terrogazion
un'in-
od
di
nome
ticolo)
ar-
senza
pronoraì
interrogativi:
I.
che,
che,
due
un
che
Che
còsa?
si dice
anche:
Che?
che
còsa,
còsa
II.
Quale?
p.
còse
si
nome
più
usa
si
spropòsiti
còsa?
dimandò
p.
gli
es.
è?
qual
es,
In
spesso
:
delle
quale
aggettivo
davanti
ad
che
è ?
so
senso
che
so
non
—
uòmo
non
dicesse.
Quanto?
in.
dendo
sottinten-
volesse.
preferisca.
io
Famigliarmente,
quanto
es,
p.
còsta?
nari
da-
quanti
avesti?
IV.
soltanto
sia. Di
col
Chi
Chi?
a
persona.
chi
plurale
són
è?
che
èssi?
il
prende
a
chi?
col
P.
es.
da
senso
Chi
chi?
singolare:
di
è
ecc.
non
che,
ma
costui?
Può
si riferisce
so
non
costruirsi
sapéa
chi
chi
tanto
fossero.
139
CAPITOLO
XVII
I numerali.
si usano
determinato
i
§ 1. Per indicare numero
del
numerali, alcuni de' quali partecipanodella natura
altri di quella dell' aggettivo altri di quella
pronome,
del sostantivo.
Si dividono in cardinali, ordinali, collettivi,
(cosi
moltiplicatividistributivi. I cardinali
cardine e fondamento
detti, perchè sono
degli altri)
,
,
hanno
di loro
forza
indicativa
come
corrispondepoi un
precedutodagli articoli.
il pronome
ed
,
a
ciascun
ordinale, che suole usarsi
140
PARTE
SECONDA
—
CAP.
XVII
13
trédici
iredicèsim
14
15
quattórdici
quindici
quattordicèsimo ecc.
quindicèsimo ecc.
16
sédici
sedicesimo
17
diciassètte
s
o
ce
di-
zo)
(decimotèr-
o
ecc.
diciassettèsimo
ecc.
set te
18
dÀciòtto
19
diciannòve
diciottésimo
o
c?^
ecc.
diciannovèsimo
ecc.
cennòve
20
1-6% ^^?
ventesimo,
21
ventuno
ventunesimo
vigesimo
(ovvero ventesimo
ecc.)
ventiduesimo
due
30
trénta
31
trentuno
due
40
mo
pri-
ecc.
trentesimo, trigèsimoec.
ecc.
ecc.
quaranta
gesimo
quadra-
quarantesimo,
ecc.
ecc.
50
cinquanta
quagèsimo
quin-
cinquantèsimo,
ecc.
ecc.
CO
sessanta
ecc.
scssan
tèsim
Simo
70
settanta
80
ottanta
90
novanta
o
,
sessagè'
ecc.
settantèsimo
ecc.
ottantèsimo
ecc.
novantèsimo,
ecc.
nonagè-
simo
100
cé^z^o
centesimo
101
centuno
cen
102
centodue
150
centocinquanta
160
centosessanta
170
centosettdnta
tèsimo
primo
secondo
ecc.
eco,.
ecc.
Cé^w tocinquan tèsimo
tèsimo
cen
toscssan
cen
tosettan tèsimo
ecc.
Forma
§
poetica: dwo.
3. I numerali
cardinali
z'ijzoche seguito da
in
può
singolare:p.
«:
e
P
per
si dice censétte
§
cento
possono
o
hidicano
un
a
in
composizione
talora
sincoparsi.P.
censessdnta
altro
con
es.
co
numero
venzéi
(ven(sèi)
(centsessdnta)ecc.
Ma
non
censèi.
4. Numerali
Sostantivi:
in
prima
prime.
(quarantsétte);
quaransètte
scudo.
golare,
pel sindella
tutti gli aggettivi
cap. viir, § 2) p. es. :
il femminile
primi
s
numero
ventuno
ovvero
primo
minciante
il
finale
tutti declinabili e formano
sono
pluralemaschile in i, ed
in e pel plurale,
come
Classe (vedi qui addietro
Vénti, quaranta,
Vo
cambia
seguente
nome
scudi
ventuno
ordinali
I numerali
il
al
conservare
es.
femminile
nome
un
eccetto
indeclinobili,
sono
collettivi.
pàjo, plur.pàja; còppia, còppie, che
insieme
di due
cose
o
persone
:
diecina,
142
SECONDA
PARTE
—
GAP.
XVII
e cosi fino a
quindicina, ventina, trentina
a ; migliàjo, a
cento : centindjo,
(vediParte II, cap. vi,
vono,
§2) milióne, i\ hilióne, i\ '•miliardo,i. Tutti riceper regola, gli articoli.
awihedùe, entrambi,
Aggettivi(spessosostantivati):
numero
tutti e dite, e così con
cardinale,tutti
qualsiasi
dozzina,
e
dièci, tutti
§
cento,
e
Appartengono
5.
sostantivi
o
usati
come
ecc.
ai collettivi anche
alcuni
nomi
ristretto a certe
tali,di senso
asso, ànibo, tèrno, quadèrna,
speciali:
p. es.
tèrno,
cinquina, parlandosidi giuochi: quadèrno e quindi carta: terzina, quartina, sestina,
parlandosi
terzétto, ecc.
quaternàrio, quinàrio, senàrio, ecc.
cose
il
indicano
che
de' versi
numero
centenario
in
linee
delle due
delle sillabe in
numero
una
strofe
che
un
verso,
Binàrio
poetica.
—
la via
compongono
dicesi della ricorrenza
secolare
di
il
o
cesi
di-
ferrata
:
qualche
giorno:
quarantèna indicano in certi casi un
o
quaranta giorni:
periododi nove
mèstre,
triduo uno
spazio di tre giorni: bimèstre, trinata
serie determiuna
quadrimèstre, semèstre
di mesi:
biènnio, triènnio, quinquènnio, sessènnio,
novèna
e
decènnio,
serie
§
determinata
6. Numerali
centennio,
millènio
indicano
una
di anni.
moltiplicativi.
o triplo,
Aggettivi:diipliceo dóppio, tripAìce
druplice
quastùplice
0
quàdruplo, quintUpAice ò quintuplo, se0
sèstuplo, centuplo cioè: due volte, tre
volte ecc.
tanto. Le forme in o si adoprano anche
stantivam
soche
il dóppio, il centuplo, ecc.
: p. es.
volta più, le cento volte più ecc.
valgono, una
144
CAPITOLO
Il verbo.
(cioèla
Diciamo
azione
stato,
perchè
E
tempo.
tempo
diciamo
comprendendovi
l'esistere
confrontando
vedersi
amare
o
azione
un
piòve
il sóle
vivono;
espresso
costituiscono
di
e
% 3. L'azione
diretto
ovvero
sono,
p.
es.
che
la fa
il cielo
svolge
astratto,
nome
di
quel
io
èra
espressa
dal
{oggetto); vale
poter passare
da
i verbi
cosai
dover
restare
amo,
che
in
còsa
o
od
persona
una
la sostiene, p.
che
di
può
come
operare,
es.
od
seguito
leggente:
avvenne;
simile). Un soggetto
giudizio della mente
dal
P.
io
es.
io
vissi
può ricevere
dire, può essere
una
persona
nel
o
cosa
amo
io
=
o
non
quali possono
che
ad
il
esso
=
fui
io
sono
vivènte.
ricevere
considerarsi
o
un
di
distinta dal soggetto,
soggetto. Della
la virtil:
l'esisten
del-
il concetto
participiopresente
verbo
,a
cosa
una
égliparla;
desideravi
cosa
tal verbo.
lèggo, i
dmi?
nel
il concetto
senza
lèggere,lezióne;
altra
o
tutti {èssere)
=
da
si
un'attività, cosi può sciogliersisostituendo
più semplice di
(vedi più avanti § 16)
io leggeva
amante:
tal natura
che
od
essere
simili.
e
che
di
proposizione, cioè un
siccome
ogni verbo racchiutle
verbo
termine
un
la
parole;
con
ma
risplènde; quello
(sottint.il tempo,
col verbo
perchè
soggetto, cioè
un
indeterminato
concetto
colóro
ha
modo
un
un'attività
amóre;
con
operazióne; esistere, esistènza
§ 2. U
per antonomasia)è
considerata
nel tempo.
tempo
il verbo,
più
avremmo
non
nel
persone.
anche
è
stesso
appunto
e
-parola
l'azione
che denota
quella voce
uno
Modi, tempi
1. Il verbo
§
XVIII
prima qualità
manda
rispondere alla docòsa
léggi? il Pe-
tal domanda
rispondere a
p.
e
es.
che
a
verbi
si chiamano
un'azione,
dal soggetto,
complemento
verbi
Alcuni
p.
soggetto sopra
altra
attivi:
invece
quando
altra
fatta da
dal
insieme
soggetto,
mi
ovvero,
cimo,
non
possono
che
molti
siano
in
neutri,
(o
neutri
neanche
forma
§ 6.
di seconda
e
di
numero
FoRNACiARi
riceve
in
esso
perchè non
opposizione,ma
l'azione
divenire
stessa.
versa,
vice-
intransitivi,o
albergare, variare,
l'azione
denotano
p.
guisa
a
es.
dal soggetto
sostenuta
passivi, p.
fatta
come
es.
fatta dal
come
io bàtto, si dicono
io amo,
come
ecc.
io
io
es.
sostenuta
e
amo
sono
me
stesso,
morire,
alcuni
andare,
si
ed
vero
ve
ne
distinguono
in
riflessivi
vergognarsi, pentirsi,ecc.
un'altra
Il
vita;
falso oggetto,
onde da
riflessiva;
dei
Vedi
divenire
intransitivi
primitivimuòversi,
i capp.
neutri,
partirsi;
stire
ve-
segg.
si possono
considerare tre cose
la sostiene ; il tempo in cui essa
accade; la dipendenza o
da
córrere
riflessivi possono
§ 5. In un' azione
il soggetto che la fa o
trova
la
si dicono
vivere,
di vestirsi, ecc.
invece
vivere
farsi
partire invece
muòvere,
come
sónno;
avere
un
quelliche non
possono
benché
passiviné riflessivi,
come
nàscere,
transitivi
intransitivi,
bàtto.
passivi)come
Alcuni
verbi
si dicono
hanno
come
determinare
e
molti
poi la denotano
riflessivi,
p.
: se
zioni
preposi-
anche
l'azione
persona,
intransitivi,
I verbi
oggetto,
mi
persona,
denotano
o
sono
pos-
ecc.
chiarire
a
annegare,
quando
o
battuto
io vengo
amalo,
cosa
un
con
affogare o
cosa
da
còsa,
spiegare meglio
a
tretnsitivi
§ 4. I verbi
è
che
di transitivi
possono
àrdere,
es.
un
istà
solo
serve
che
non
indii-etto
altro
però
non
altre comincianti
con
averlo
possono
Questo
clip
ràdo
vivo,
e?,
145
PEllSOXE
ecc.
perr7(é,
I
{cornplemento). primi
{zioe pas"ativi); i secondi intransitivi.
Ivógo,
le sedie; dormire
iniglia,ecc.
l'azione
e
ad
ma
ad
serve
questo
e
salire
es.
dièci
transitivi
l'oggettonon
Talora
di
rósa, in che
p.
risposta costituisce il termine
la
p.
qualitàsono,
seronda
Della
trarrà.
E
TEMPI
MODI,
VERBO.
IL
azione
indipendenzain
espressa
con
un
cui
essa
:
si
verbo.
di prima,
soggetto dell'azione può essere
di terza persona (vedi Parte II,
e
cap. xi),
tre
singolareo plurale.Quindi abbiamo
—
Gramm.
ilal.
10
140
SECONDA
l'ARTE
e
XVIII
distinte dai respettivi
plurali,
nomi
proflessione che prende il verbo. P. es.:
e
singolari
persone
CAP.
—
tre
dalla diversa
plur.
sing.
l"' io
lòdo
nói
lodiànio
2^
tu
lòdi
vói
lodate
3^
égli loda
Pers.
si vede
in rui
égliìio làdano
che, rimanendo
invariato
il
primo
mento
ele-
la flessione in sei
parola (lod-), cambia
Anzi nel più de' casi basta la sola flessione
diverse maniere.
le varie persone,
rimanendo
tesi
sottina distinguere
i pronomi: p. es. (io) lòdo; (èglino)lodano.
della
nel
^ 7. Il tempo
che
si
chi
e
l'uno
segna il momento,
Il futuro indica un
che
poi
in atto
essere
o
rispetto
trascorso
l'altro la continuazione
che
che
tempo
l'azione
del verbo
in effetto
come
esprime l'azione
è
non
ancora
presto o tardi.
comincerà
quattro tempi indicati
dei
l'uno
aspetta che
si
ma
Secondo
come
in
può
bedue
l'imperfettoindicano amtrascorso
rispettoa chi parla;
ne
incominciato
8.
affatto
tempo
durata.
§
del tutto
non
riguarda come
parla. Il perfettoe
un
ma
accade
imperfetto, perfetto, futuro.
quattro gradi,jJ'^f^seìite,
Il presente indica un
tempo che dura tuttora o
di
a
1'azione
quale
si considera
scuno
(compiuta), cia-
si suddivide
in atto, l'altro che
due,
in
la
esprime
effetto.
Ecco
il verbo
pertanto
italiano
e
quadro
che
noi
dei
tempi
chiameremo
adoperati,senza
comunem.ente
esattezza
il
far
che
coi
può
avere
nomi
questionedella
più
loro
:
1
Presente:
'
Presente
Passato
\
lòdo; io parto.
prossimo: io ho lodato, io sono
io
pjartilo,a, i,
e.
IL
VERBO.
TEMPI
MODI,
E
147
PERSONE
[ Imperfetto:io lodava; io partiva.
io aveva
lodato,
Imperfetto
\ Trapassato prossimo:
(
èra
i Passato
i Futuro:
Futuro
\
Futuro
io
remoto:
lodai; io partii.
io èbbi
io
lodato
,
fui
loderò, io partirò.
anteriore:
io avrò
lodato, io sarò
io
partito.
\
9. Come
§
partito.
\ Trapassato remoto:
(
partito.
Perfetto
io
si vede
dal
prospetto che
esprimono azione
abbiamo
qui
in atto sono
riportato,i tempi che
sola; lòdo, lodava, ecc.;
semplici,cioè hanno una voce
i tempi che esprimono azione, in effetto sono
composti:
ho lodato; aveva
lodato, ecc. che è' quanto dire, antepongono
al participio
passato del proprioverbo una
tolta dai verbi avere
od èssere i quali si chiamano
voce
ausiliarii, perchè aiutano la conjugazione
degli
altri verbi.
L'ausiliare avere
p.
es.
di
participio
ho
acido.
stare
usato
10. I verbi
§
i
usano
èbbi
invariabile
accorda
in
I verbi
sé
i
propriitempi
L'ausiliare
èssere
nel
èssere; p.
di
senso
cap. xxiv,
posti;
com-
si vale
§
3 in
fine).
in effetto,
tempi semplicidell'ausiliare avere,
amato,
fatta
come
dove
un
possesso.
P.
del
sono
es.
transitivi,per indicare azione
l'azione
amato,
da
(vediappresso,
stati
stàio, èrano
forma
es.
siderando
con-
ho
il
participio
per regola resta
quando precede al suo proprio oggetto, e si
con
quando lo segue.
esso,
genere e numero
intransitivi usano
i tempi semplicidell'ausiliare
èssere.
P.
es.
sÓ7io
nàto,
èra
vissuta, èrano
148
PARTE
mòrti,
SECONDA
dove
ecc.
GAP.
—
XVIII
il participio
si accorda
Si eccettuano
sempre
indicanti atti
molti verbi
col soggetto.
facolcò
o
della vita si
animale
e razionale;p. es.
vegetativacome
ragionare, potére, dovére,
germogliare, dormire,
trire
volére, ecc. e le voci deglianimali come
muggire, nisim. i quali tutti usano
avere.
e
verbi
Quei
che
in
prendono
un
i verbi
brucio
come
lo fo
ad
provare
bianca
mancano
esempio
in
casa
Vivere,
O
l'uno
o
§
da
11.
da
un' altra
lui
verbi
con
termine
un
ho
volata
èra
farvi
io,
cialmente
spe-
altri,
moto
ventar
di-
usano
quando
oggetto:
ho
tanto:
da' suoi
fo
ovvero
avere
falso
un
córso
sono
io il bruciore, ovvero,
locale, ed
con
tivo,
intransi-
entrare
intransitivi di
costruiti
invece
e
bianco
Alcuni
sono
e
divento
tali
èssere:
stato
uno
ed
per
córso
piccini: èra
tre
salito
le sedie.
fiorire
e
qualche
altro verbo
possono
avere
degli ausiliarii.
ai verbi
La
o
tiòppo:
dimorare,
l'altro
Quanto
termine
salito
avéa
:
costruiti
volato
ntiglia: atea
cosa.
in
cioè, provo
senso,
altri: imbianco,
córso
sono
l'entrare
doppio
qualche
quando seno
di quel
èssere
ha
nell'altro
uvette,
senso
indicanti
che
significatotransitivo
avere
possono
riflessivi ed
agli impersonali, vedi
dipendenza o indipendenzadi
azione
distinzione dei modi
i cap.
segg.
un'azione
dà luogo alla
col verbo
espressa
del verbo
stesso, che si riducono
reggenti e quattro complementari.
Y indicativo
stratilo),
I modi
tre:
(o dimoreggenti sono
il condizionale
e V impo^ativo. I modi
plementari
comil congiuntivo, V infinito,il {jarticisono
pio, ed il gerundio; dei qualii tre ultimi si chiamano
anche
del
nomi verbali perchèpartecipanodella natura
a
tre
verbo
§
e
12.
fatto. P.
del
nome.
L'indicativo
es.
lòdo, lodavano,
II condizionale
avrei
afferma
afferma
l'azione
loderà:
in modo
come
reale
di
crédo, credetti.
condizionato
scritto; loderei, avrei
e
lodato.
:
verei,
scri-
VERBO.
IL
149
PERSONE
E
TEMPI
MODI,
L'imperativo afferma la volontà che un'azione
o
consiglio.P.
faccia, ed equivalea un comando
serici, dhhi scritto; mangia, abbi mangiato.
§
afferma
congiuntivo (detto anche
Il
13.
l'azione
reale
come
non
come
ma
si
es.
soggiuntivo)
e
possibile
di un
modo
compiere il senso
nome
reggente coli'intermezzo di qualchecongiunzioneo prorelativo espressio sottintesi. P. es. voglio che
parerebb
che partisse; sé studiasse, imin scriva; credeva
chi mi
trovo
non
ajidi.
conveniente,
§
a
serve
e
L'infinito fa due
14.
qualche preposizione;
p.
di
scrivere;
còse
sono
esprime
di
per
il modo
compie
reggente
di
coli'intermezzo
sottinteso,talora
o
espresso
uffici:
vàglio scrivere;
"".
da
tacére:
sé l'idea
ho
vòglia
'
dell'azione
nel
tempo
giare,
partire, man-
determinazione, p. es.
giare,
scrivere; e può ricevere l'articolo,il manbel tnorire, un sómmo
il dormire, un
godere,
alcuna
senza
altra
prendendo anche
talora le
proprietàdel
l'infinito è la
così assolutamente
nella
cabolarii
§
conjugazionedei verbi,
tipo del verbo intero.
come
15.
Il
gerundio spiegae compie
altro modo
un
subordinata.
cioè
sé
si
studia;
di casa,
nell'atto
Il
sostantivo.
con
incontrò
di
tiene
e
P.
es.
nemico;
mentale
parte fonda-
figura ne'vo-
alcuno
senza
le veci
studiando
istudidre
il
e
o
sim.
siderato
Con-
d'
una
termezz
in-
posizion
pro-
si
:
impjàra ;
égli, partendo
cioè, méntre
tiva,
par-
partire.
gerundio è indeclinabile,cioè non varia ne per genere ne per
si può, senza
numero
e
quindi non
equivoco, riferire ad altro che al
della proposizione di cui fa parte. P. es. émi dormendo
soggetto
so-
ino
PARTE
SECONDA
mólte
gndrono
uomini
róse;
piangendo
verbo
mentre
per
si
non
IL
—
direbbe
significareche
VERBO
èssi
piangevano
ecc.
mólti
U'nvdrnno
piangènti.
o
,
perchè partecipa del
dell'aggettivoinsieme, significal'azione in
e
od in effetto
atto
XVIII
participio,detto
Il
§ 16.
GAP.
—
cosi
ad
inerente
come
sostantivo
un
tanto
,
fatta
da
Egli piangènte si
sulla
cioè in atto di pidìisfava
póppa della nave,
che fugprèsero tutti i fuggènti, cioè colóro
givano:
gere:
videro
lui circondato
dxii nemici
inseguito
ed ucciso.
molti
Unito agli ausiliarii (vedi sopra) forma
tempi in tutti i modi del verbo.
se
sostenuta
o
P.
esso.
es.
,
§
17. L'indicativo,
dell'azione,è
indicati ben
Gli altri
potersifare
loro
che
ma
in
atto
abbia
tutti i
tempi sopra
(vedi qui addietro § 8).
tutti a qualche
accennano
ancora
è
non
reale,
non
da
bensì
guono
distintempo, ma
quella in effetto. Tutti pertanto
tempo semplice, che può
un
la realtà
il
esattamente
r azione
hanno
che
quelliche
come
determinano
ne
modo
distinti fra
modi,
da
azione
il solo
quello che afferma
come
chiamarsi
sente,
pre-
può chiamarsi, secondo
l'uso, passato. Il solo congiuntivo ne ha due semplici,
passato:
presente ed imperfetto, e due composti, passato e tralòdi; imperf. ch'io
lodassi;
presente ch'io
ed
pass,
Il
tempo composto
un
abbia
ch'io
presente
regola
dal
indicativo
e
il
lodato;
passato
del
la
remoto
Sintassi.
trap.
ch'io
avessi
lodato
congiuntivo dipendono
presente o passato prossimo
; l'imperfetto ed il trapassato
dall'imperfetto,pass,
e
che
remoto
dell'indicativo
e
stesso,
o
futuro
del
l'
del-
tivo
congiun-
trapassato
come
per
simo
pros-
dichiarerà
152
SECONDA
PARTE
XIX
mangiare
cèdere
mentire
cambiare
riflèttere
insuperbire.
Alcuni
intlniti irregolari
in
primitiviin -ere;
da condùcere, ecc.
Parte
GAP.
—
II, cap.
es.
p.
xxii,
-rre
trarre
(vedi Parte
§ 3).
2. Le
da
sincopatida
sono
ir aere,
I, cap.
condurre
viii,
§
19
e
conJLigazioni
comprendono verbi regolari
ed iì'regolari.
Sono
regolarique' verbi che in tutto si
uniformano
allo schema
grammaticale di ciascuna conjued irregolari,
gazione;'
quelliche molto o poco se ne
allontanano. Noi daremo
tale schema
dopo avere
qui
sotto
esposto la conjugazione de' due verbi ausiliarii
perchè essi servono
(come abbiamo già veduto)a coniugare
i tempi composti di tutti gli altri verbi, e perchè
essi medesimi
dei più irregolari;
onde bisogna impararli
sono
§
subito
Pres.
Pass.
pros.
così
come
stanno.
LE
CONJUGAZIONI
DEL
VERBO
ecc.
153
154
Fut.
PARTE
SECONDA
—
GAP.
XIX
]^
avrò
sarò
avrai
sardi
avrà
sarà
avremo
saremo
avrete
sarete
aiiter,
^avranno
saranno
2. Imperativo.
Pres.
Pass.
—
àhhi
su
abbia
sia
abbiamo
siamo
abbióAe
siate
abbiano
siano
—
abbi
sii stato
avuto
ecc.
ecc.
3. Condizionale.
Pres.
Pass,
avrei
sarei
avresti
saresti
avrebbe
sarebbe
avì^émmo
saremmo
avreste
sareste
avrebbero
sarebbero
avrei
avido
sarei
ecc.
avremmo
ecc.
stato,
a
ecc.
avuto
saremmo
ecc.
siati,
e
LE
CONJUG
AZIONI
DEL
VERBO
4. Congiuntivo.
ecc.
155
156
parte
seconda
gap.
—
xix
7. Gerundio.
Pres.
avendo
Pass,
avendo
Forme
essendo
essendo
avuto
stato, a, i,e.
notevoli:
poetichepiù
I. Avere.
Indie, pres.
ave
,
per ìiò
per ha
àggio
avémo
Indie, pass.
rem.
ébbono
èhbero
per
Indie, fut.
averò,
Condiz.
avvia
pres.
abbiamo
per
ài,
aver
per
avrlano
avrei
per
ecc.
ed
per
avrò, avrai
avrebbe
avrebbero
Congiunt.pres. ùggia per dlibia
àggiano per abbiano
Gerund.
abbièndo
per
avendo.
II. Essere.
Indie,
sièi per sèi
sémo
per siamo
pres.
séte
ènno
Indie,
imperf.
Indie, pass.
Indie, fut.
rem.
èramo
per
per
siete
sono
popolare per eravamo
èrate pleb. per eravate
fusti per /o5«;2
fùe per /m
/ìisfóper foste
furo, fumo e /5ro per furono
/"^tìt,
fie per sam
/zawo 0 ficìioper saranno
LE
Condiz.
pres.
DEL
CONJUGAZIONI
saria
pres.
sie
e
per
sieno
Congiunt.
iraperf. fùssi,
forano
sèndo
suto
sarebbe
e
per
sarebbe
e
sarebbero
sia
per
siano
fùssimo,
fìsse,
pifùssino
Gerundio
157
ecc.
sarebbero
per
fora
Congiunt.
sarei
per
sariano
VERBO
per
antiq.
e
fóssino
essendo.
per
stàio.
fùste,
invece
di
fissero
fòssi
ec.
158
CAPITOLO
XX
Prospetto
delle
§
conjiigazioni
Dando
1.
quella
nel
vocale
è
condizionale
lineetta.
altra
e
i
Inoltre
alibiamo
coir
ausiliare
terza
che
§
anche
essere,
non
4).
parte
che
non
assume
in
si
un
esempio
prendendolo
la
le
parti
tondo
Nel
;
di
da
terminazione
e
quella
isco
con
la
cui
con
ai verbi
accanto
verbi
e
disporre
medesimo
xviii
mai,
indicativo
carattere
l' ordine
cap.
futuro
conserva.
pariamo
se-
flessione;
dividiamo
ne
scriviamo
nel
cambia
dalla
nel
come
quando
enunciati
diamo
transitivi
conjugazioni,
doppia,
teniamo
tempi
tre
il radicale
ossia
presente,
caratteristica
i modi
gli
cambia,
la flessione
quando
e
che
la
regolari.
delle
Prospetto
lineetta
una
con
da
il
de' verbi
intransitivi
forma
della
(vedi
presso,
ap-
160
PARTE
SECONDA
—
GAP.
XX
5^
S5.
«
5.
«
k
e
J.
-5
T
à.
T
T
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PROSPETTO
CONJUG
AZIONI
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161
ecc.
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S"S"S"S"?iS"
S"s«e«"S
fe
FoRNACTABi
—
Gramm.
ital.
S
^
162
PARTE
(Il
SECONDA
(Il
—
CAP.
XX
O
"D
r*^
^
di
"D
(^
PROSPETTO
DELLE
COXJUGAZIONI
ecc.
Si, Si* a,
S5w
50
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^
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^
^
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103
à, S5,
"^
164
PARTE
SECONDA
CAP.
—
XX
55.
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g
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o
o
o
O
"5
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Co
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o
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«3
«
PROSPETTO
CONJUGAZIONl
DELLE
ecc.
'ts
^
te
Ah
"2
o
Oh
0.
M
Oh
CU
^
ìc"-
§ 3. Alle
tuisce
prime
nel
spesso,
fuggirsicome
si
tutti i
loda, nói
di nói
si
cenato,
si
lodiamo,
ecc.
dell'indicativo
remoto
si
il
e
avendo
si
lo
e
simili,p.
fra l'ausiliare ed
il
es.
quando-
nato
participio,ce-
ecc.
gerundio esprimono
avere
lodare,
a
loda,
non
lodare;
a
l'idea
del tempo
dover
lodare;
futuro
èsser
con
lo-
per
ecc.
che
es.
loda, che
dei
participiopass,
il
invece
il verbo
avere
aveva
regge
non
vede
regolarisi
conservano
transitivi
di lodante,
di
ha
le volte che
tutte
che
non
senso
retto
venga
détte quéste
paròle, si tacque
forata la góla e noti forato, perchè
il participio,
il nome
ma
góla.
p.
es.
conjugazioni
le vocali caratteristiche a, e, i ai
dell'indicativo,lodava,
ecc.,
lodai,
congiuntivo,lodassi, ecc., e
prima conjugazionesi muta in
del
dell'indicativo,quanto
loderò, loderei. Ve
futuro
natura
nel passato
e
nell'imperfetto
sempre
della
ecc.
sua
delle
bene il Pro.«petto
4. Osservando
§
verbi
espresso;
détto;
di avendo
invece
temeva
coli' oggetto
passivo, e si accorda
da un
precedente arére
Va
le
generalmente dopo
usa
si usa
di rado:
senso
attivo, ma
participiopresente ha sempre
sostituiti gli altri modi
preceduti da pronomi
più gli vengono
relativi;p.
qui
che
col
o
di
invece
circonlocuzioni,
Il
da
sing. dell'imperativo,quando sia preceduta da
sostituisce regolarmente l'infinito;p. es. non
lodare^
temere,
dare;
è
ecc.
L'infinito
per
coricò;
ebbe,
negativa,
varie
quest'uso
ma
2* persona
Alla
non
sosti'
erroneo.
trapassato
che
popolo
impersonali (vedi più
colpisce;nói si è lodato'^
congiunzionitemporali quando, poiché,dopoché
ebbe
il
tempi
le forme
senso,
nói
es.
partiti, invece
s'èra
Il
p.
XX
CAP.
—
pluralidi
persone
medesimo
oltre, cap. xxvii),
nói
SECONDA
PARTE
166
nel
ecc.,
perfetto
nell'im-
nell'infinito,
e
presente
della
moto
re-
seconda
tanto
nel
del condizionale:
zione
conjuga-
participio
passato: temuto.
La terza conjugazioneconserva
dappertuttola suti,
vocale
caratteristica i, rafforzandola, nei tempi e persone
anderebbe
dove
se :
colp-isc-o
perduta con
di verbi, oltre questa
colp-isc-a.Un ristretto numero
si muta
in
u
nel
,
,
forma,
ne
hanno
anche
un'altra
senza
se,
che
si uni-
SECONDA
PARTE
168
la
prima
persona
GAP.
—
XX
pluraledel presente ind.
e
cong.
-iàmo:
conjugazioni:
di tutte le
pluraledel pres. ind. e irap.
di tutte le conjugazioni:
la prima e terza sing.dell'imperf.ind. di tutte le
conjugazioni(quando però la prima non si torca in o):
le tre persone
sing.del pres. congiunt.in tutte
le conjugazioni:
la prima e seconda
persona sing.dell'imperfetto
congiuntivo.
L' imperativomanca,
per ragion di senso, della prima
dal congiuntivo
e prende in prestito
singolare,
persona
la terza sing. e prima e terza plur.
la seconda
persona
poetiche,od antiquate più notabili,comuni
fra parentesi):
(le antiquate ^ plebee si chiudono
Ind. pres. 2*^ pers. sing.,conjug. 1^ tu lòde, tuàme,
§ 8. Forme
verbi:
1^
plur.,conjug.2^ {noi
temémo,
colpimo ).
3^ plur.,conjug.1^ {lèdono,
2*
e
tutti i
tu
pènse.
conjug.3* pattmo,
credémo;
dmono:
a
3^
conjug. temano^
colpiscano).
§ 9. Ind.
da
ariano
V-
scritture
3^
vedére,
e
non
vai
per
2^
.lonjug.
scritture
3*
avere).
dal
popolo
popolare,che
sapere,
rem.
3" teméo,
e
3"^ (temiéno,
udire,
aviéno, sapiéno, tidiéno,
sentire).
da amare)
sing.,conjug.1* (lodóe, amòe
(colpitte,uditte).
colpio, udio da udire
3*
plur. voi lodasti, temesti, finisti,modo
vai per
colpir; temémo,
popolare che
nelle
errore.
plur. lodare
amarono,
nelle
errore.
avere,
e
sulla terz' ultima:
coli' accento
lodavamo.
plur.,conjug.2*
Ind. pass.
2*
sing.,conjug. 2^ {vedia, temia^
voi lodavi, temevi, colpivi, modo
\i\\xv.
da
sentiéno
3^ pers.
e
plur. si pronuncia
lodavamo
2^
imperf.1*^
da
rono,
lodarono), lodar, loddrno; (lodacolpirò:, temer,
a7nonìio); temerò,
(apoc. da
amare,
colpimo;
{teménno,
colpinno).
PROSPETTO
DELLE
CONJUGÀZIONI
169
ecc.
flit.1*
sing. {loderòe, tenieròe, finiróe\ temerdggio,
poet. di /ló).
fìniràggio composti dall' infinito e da aggio forma
Ind.
§ 10.
Conjug.
da
1* (lodavo, amaro
amare).
sing.(loderde, temerde, finirde).
Condiz. pres., 1^ e 3* sing., 3* plur. loderia, loderia, lodetemeriano,
colpirla,colpiriano, colpirieno.
riaaio; temeria,
3*
P
2*
sing. (loderébbi, temerébbi, colpirèbbi).
sing.{lodereste,temereste, colpireste).
2'^ plur.loderesti, ecc.
modo
popolare,che
nelle scritture vai per
«rrore.
3^
§
tu
plur. loderèbbono, temerèbbono,
Gong. 1%
IL
pres., 1%
lòde, egli lòde; dme,
ecc.;
ecc.
téìni;io colpiscili)
3* plur.,conjug.2^
da
2^
e
e
colpirèbbono.
3* pers.
conjug. 2^
3* (tornino,
e
sing.,conjug. P
3^
(io temi,
tu
io lòde,
tèmi, egli
finischino, crédino,
semino
crédere, sentire).
Gong, imperf.,1*
3*
2*
scritture
3^
2*
sing. io lodasse,tu lodasse; temesse, ecc.
sing.égli loddssi, temessi, colpissi,ecc.
plur.vói loddssi, temessi, colpissi,mòdo popolare,che nelle
vai per
e
errore.
loddssino
Tplnv.
(-dsseno, -assono);
teméssino
sano),
{-ésseno, -ès-
flnissino (-isseno, -issono),
§ 12. Part.
passato,
invece
conjug.1\
Talora
in
prosa,
in
e
verso
più
del
frequentemente,
participiopassato della 1^ conjug.si adoperano
affini
di
al participiostesso,
e di forma
senso
degli aggettivi
del
quale o
usati
in
sono
di
senso
disponiamo"per
pajono
o
un
accorciamento.
coli'ausiliare
participio,
ordine
Quelli più
o
senza,
alfabetico:
acconciato
accóncio
adattato
adatto
adornato
adórno
aguzzato
agiizzo
avvezzato
avvézzo
caricato
carico
cercdto
cérco
chinato
chino
colmato
cólmo
comprato
compro
sono
comunemente
i
seguentiche
170
PARTE
SECONDA
GAP.
XX
—
conciato
concio
confessato
confèsso
contato
cónto
destato
désto
dimóstro
dimostrato
dòmo
domato
escusdto
le
quali
più
CONJUGAZIONI
—
escùso
guastato
gv.dsto
ingombrato
ingómbro
logorato
lógoro
mozzato
mózzo
nettato
nétto
-pestato
•pésto
riscontrato
riscóntro
saziato
sazio
scemato
scémo
sgornheràto
sgómbro
sporcato
spòrco
stancato
stanco
straccato
stracco
svegliato
svéglio
toccato
tócco
troncato
trónco
valicato
vàlico
votato
vuòto
forme,
spesso
al
come
pari
di
molte
aggettivi.
altre
simili
che
o
sgombero
omettiamo,
si
rano
adope-
171
CAPITOLO
Osservazioni
XXI
sulla formazione
nelle
de'
tempi
conjugazioni.
§ 1. Nel formare i tempi di un verbo è costume
che si riguarda, come
modo
cemmo,
dipartiredall'infinito,
Il radicale
qual tipo dell'intera corijugazione.
dell'infinito (cioè tutte quellelettere che precedono la
flessione -are, -ere, -ire) per regolagenerale si conserva
abbiamo
immutato, come
sempre
del verbo. Pur nondimeno
schema
vi sono
richiedono
molta
avvertenza
non
per
veduto
dei casi che
errare,
e
che
indicheremo, pigliandoper esempio anche verbi
alcuni
de' loro
§
2. Piuma
tempi
non
nello
ora
che in
regolari.
sono
la flessione -are
Quando
conjugazione.
dell'infinito sia
quella e
lo
da e o ^,
preceduta immediatamente
e
quellag conservano
zione
per tutta la conjugastesso suono
gutturaleo palatale(vedi P. I,
nell'infinito. Bisogna
§§ 3 e 5) che avevano
cap. IV,
quindi avvertire
di raff'orzare con
h
davanti
ad
e
od
i
le
il loro suono;
affinchè non
mutino
gutturali
e, per la
stessa ragione,di conservare
davanti ad a
2 nelle palatali
ed 0, togliendola
poi davanti ad altra io ad t? per cui
cominci
io manco,
la
flessione. P.
tu
io mancherei.
manchi,
Al
es.
da
manc-dre
églimanca,
nói
contrario da hacidre
si formano
manchiamo,
(dove
ci
equi-
172
SECONDA
PARTE
XXI
CAP.
—
per la pronunzia a e palatale(vediP.
io bàcio, tu bàci (e non
2), si formano
vale
§
égli bacia,
cerei (e non
v,
bacìi),
baci-iamo),io ba-
baciamo
(e non
baderei), égli baciasse
nói
I, cap.
,
ecc.
§ 3. Quando la flessione -are sia preceduta da
-chi-, -gin-, -gli- (vediParte I, cap. v, § 2 e P. II,
cap. rv, § 9), nel formare i tempi del verbo i si conserva
la flessione. P.
da
es.
ad altra
davanti
dappertutto,fuorché
invecchiare
cui
cominci
si formano
irivecchiàmo
invècchi, nói
tu
i da
io invècchio,
(non
invec-
chi-iamo), vói invecchiate, invecchicréte, ecc.; da
ragghiare, io ragghio, tu ragghi (non rag ghi-i);
da spogliare,
égli ragghia, nói ragghierémo, ecc.:
io spòglio, tu spògli, égli spòglia, noi
spogliamo.
§
Quando
4.
da
j
questa
,
via Vi
si vocalizza
la medesima
della
davanti
si
flessione
dinanzi
conserva
se
flessione,
ceduta
pre-
gliendo
vocale, to-
a
vi si trovi
P.
sia
-are
a
contatto;
da
ingojàre
io ingójo, tu ingój, égliingója, nói insi formano
gojàmo, ecc., e nel congiuntivoeh' io ingój, ecc. che
colóro
ingoino: quando resta in fine di parola j si
si pone nella scrittura per chiarezza
i, ma
pronuncia come
(cfr.Parte II, cap. iv, § 9).
la stessa
è preceduta da
flessione -are
Se
gn,
questo
?
gruppo
non
flessione. Quindi da
a
consonante.
altera
regnare
menomamente
si
forma
es.
la
seguente
io régno,
tu
régni, égli regna; nói regn-iàmo (non regnàino),
vói reg7i-àte,
ecc.
e nel congiunt.che nói
regn-iàmo,
che vói regn-iàte, ecc.
ogni altro caso che la stessa flessione
sia preceduta da i, bisognadistinguerese tale i
prima pers. pres. indicativo sia accentata, o se
§
5. In
-are
nella
resti
Se i diventa accentata, allora si
senz'accento.
per
nella
conjugazione,fuorché
la
tutta
173
'TEMPI
DE
FORMAZIONE
SULLA
OSSERVAZ.
conservo
prima
persomi
seconda
plurale
io spi-o,
del cong. stesso. P. es. da spiare si formano
spi-iàmo) ec,
tu spi-i,égli spi-a,nói spi-dmo (e non
nel congiunt.che nói spiamo, che vói spiale (e non
e
cento
prende mai acspi-ldte),che èglino spiino.Se i non
fa dittongocolla vocale seguente, allora si conserva
e
fuorché nelle medesime
persone e di più
sempre,
nella terza
plur.del congiunt.P. es. da risparmiare
si formano
io rispàrmio, tu rispdrmii, égli risparmia,
nói risparmiamo
(e non risparmi-idmo) vói
risparmiate, èglino risparmiano: e nel q,ox\^.eh' io
(non ritu, égli rispdrmii, che nói risparmiamo
sp'armi-idmo), che vói risparmiate (non risparìniidte),che èglino risparmino (non rispàrmi-ino).
plur.dell' indicai,
del cong.
e
e
nelLa
,
È
raro
il
ciò succede
con
continuare,
e
che
caso
e,
altro
qualche
0
he-idte
della
poicKènon
cre-idte; e molto
,
generale, per quei verbi
vocale, senza
dittongo; come
•ere
6.
Seconda
Tali
da
verbi
es.
sì posson
dove
he-dmo.
tre
—
sia
Quando
be-àre,
riguardare
né
e
della
conda
se-
cre-idmo;
Ciò vale anche,
preceduto
arguire, pattuire,
conjugazione.
Talora
in cre-dre,
si dice né be-idmo,
della terza
in
vocale.
altra
prima plur. in -idmo,
cre-dmo,
meno
in
§
verbo.
mancano
congiunt.in -tate,
preceduto
dittongo), p.
«(senza
con
difettivi,perchè
come
sia
-are
da
una
ecc.
la
flessione
sia precedutada co
(senz'accento)
_g quella e
il loro suono
conservano
palataledavanti ad e
della flessione,
prendono invece suono
gutturale
,
0
g
od i
davanti
tu
o.
P.
es.
vinci, égli vince,
èglino
vinca,
nói
ad «,
vincono:
Da
e
da vincere
si formano
io
vinco,
nói
vói vincete,
vinc-iàmo,
nel congiuntivo ch'io, tu, égli
spàrgere, io spàrgo, tu spàrgi, ecc.
spjargiàmo, ecc. e nel congiunt.eh' io spidrga,ecc.
ecc.
174
PARTE
Si eccettuano
e
anche
io
—
da
ad
nói
redo,
P.
a.
ecc.
XXI
che
rècere
e
cociamo,
rèci,
tu
ed
o
GAP.
—
cuòcere
dmanzi
égli cuòce,
SECONDA
vói
io
es.
cuòcio,
cuòci,
tu
cocete, èglino cuòciono
confondersi
non
per
la
conservano
reco
con
recare.
ad altre difficoltànella formazione
Quanto
della
in verbi
oltre i Verbi
seconda
e
terza
dei
tempi
conjugazione,vedi più
irregolari.
7. Nella
conjugazionede' verbi regolaril'accento
tonico, per regola generale,cade sulla flessione speciale
ciascun
sull'
di
ultima
sillaba,
tempo, e cioè :
sillaba sola (semCjuando la flessione consta di una
plice
sulla penultima sillaba,
vocale, 0 dittongo disteso):
cenando la flessione consta di due sillabe; sulla
di tre o più
terz' ultima, quando la flessione consta
sillabe. Esempii:
§
lod-di
lod-ò
cant-er-ò
cant-àre
cant-dva
cant-asse
tem-éi'ano
fin-irono cani-er-èhhero.
indie,
Nell'imperf.
l'accento
cade
la flessione sia di tre sillabe
benché
cant-er-èi
:
sulla
penultima,
am-avdmo,
-avdte.
popolo segue anche qui la regola generale,e
pronunzia lod-dvamo, lod-dvate.
Ma
il
8.
§
singolare,e
terza
imp.
Si eccettuano
e
cong. nelle
verbo, p.
es.
ind.
soltanto
la terza
prima, seconda e
pluraledel presente indie,
quali l'accento
cade sul radicale del
:
cong.
lòd-o
lùd-i
lòd-i
ecc.
lòd-a
la
imp.
—
loda
176
PARTE
SECONDA
—
GAP.
XXI
DE'
FORMAZIONE
SULLA
OSSERVAZ.
scozzonare
scozzono
scrutinare
scrittiyio
segrego
segregare
mori
177
pres. ind. sciorino
inf. sciorinare
ser
TEMPI
sermóno
are
sgomino
sgomiììdre
sguainare
sguaino
sodisfare
sodisfa
soffocare
soggiogare
soffoco
soggiogo
sorvolare
sorvólo
slrofindre
strofino
titubare
titubo
traslatdre
tr
trasmigrare
trasmigro
tributare
tributo
triturare
trituro
trx'riddre
trucido
ululdre
ùlulo
violare
violo.
astato
cinare,
aggiungere i seguenti:affogare, affogo; bubiicino; compilare, compilo; consolare, consólo; cospirare,
nare,
cospiro; desolare, desolo; dirigere,dirigo;dipanare, dipano; emaesalare, esalo; esplorare (ed altri in -plorare), esploro;
emano;
dagare,
inincitare,
incito;
impetrare, impetro; imprecare, impreco;
Ai
quali si
possono
indago; irritare, irrito
; preparare
,
preparo
; propagare,
ecc.
propago,
I verbi
l'accento
sulla
I verbi
sulla
dittongatinella terzultima
penultima
uscenti
del presente.
in -icdre
penultima) fanno
Intorno
ad
alcuni
verbi
dalla prosa,
PoRNACiARi
—
Gt-amm.
sillaba dell'inf. soglionoavere
(eccetto alcuni derivati da nomi
tati
accen-
il presente sdrucciolo.
che
in
vedi Parte
ital.
verso
I, cap.
si possono
viii,
§ 7.
accentuare
versament
di-
178
XXTI
CAPITOLO
Le
nella conjugazione.
irregolarità
la forma
veduto
regolare della
Dopo aver
a
conjugazione,passiamo a considerare le irregolarità
cui vanno
presi
soggetti,in alcuni tempi, molti verbi comstinte
diche abbiamo
parimente nelle tre conjugazioni
§
1.
di sopra.
noi classificheremo
le irregolarità
questo capitolo
daremo
costanti, e di ciascuna
e
qualche
più comuni
In
esempio. Delle
verbi
nulla
altre che
sono
ad
speciali
diremo, rimandando
uno
o
pochi
il lettore all'Indice
generalede' verbi irregolari.
§
maggior chiarezza, distinguiamo
l'irregolarità
le diverse
secondo
famigliede' tempi; e cioè:
I. nel presente dell'inf.,nel fut. indie, e nel presente
2. Per
del
IL
condizionale:
nel
III. nel
presente doll'ind.,
cong.
dell' ind.
passato remoto
participio.
Gli altri tempi sono
in
e
regolari,
alcune
stessi irregolari
(l^e
persone
anch'esse regolarmente.
ed
e
imp.:
nel
alcuni
2^
pass,
di
del
quegli
plurale)procedono
IRREGOLARITÀ
LE
§
3. I. Irregolarità
.FUTURO
E
INDIO.,
In alcuni verbi
NEL
nel
si trova
antichi ; la
nel
179
CONJUGAZIONE
dell' infinito,
pres.
DEL
PRESENTE
viii,
§ 19)
latino, e spesso
anche
I, cap.
nel
CONDIZIONALE.
l'infinito presenta soltanto
sincopata (vedi Parte
che
NELLA
una
forma
da altra forma
nei
poeti più
forma
in tutti i
sincopatasi conserva
tempi di questa famiglia.Esempii:
fare (da fàcere, da cui derivano
l'imperf.ind.
facéca, il cong. facessie il ger. facendo): fut. sempl.
farò, fardi, ecc., condiz. farei:
dire (da dicere, donde
i tempi regoìsivi
diceva,
dicessi, dicendo): fut. semplicedirò, dirai, ecc. ed il
qua!
condiz. direi:
(da pónere, onde poneva, ponessi, ponendo):
fut. semplice porrò, porrai, ecc. ed il condizionale
p(yrre
p07''rèi:
do):
(da iràere, donde traeva, traessi, traensemplicetrarrò, cond. trarrei.
trarre
fut.
4. Altre
volte la forma
sincopataè in uso
l'irregolarità
quanto la sincopatae più; nel qual caso
è necessaria:
non
p. es. da tògliere e tórre, toglierò
e
torrò; togliereie torrèi: da hévere e bére, beverò
e
berrò; beverèi, berrèi.
§
non
5. In molti verbi della seconda
conjugazionequa.si
tutti accentati sulla penultima(~ére),ed in alcuni dello
terza {-ire) la forma
sincopataha luogo soltanto nel
fut. semplice e nel condiz.: p. es. da volére, vorrò,
vorrei; da tenére, terrò, terrei; da vedére, vedrò,
vedrei; da rimanére, rimarrò, rimarrei; da venire,
§
verrò,
verrei.
Altre
volte anche
da
può usare
forma schietta dell'infinito: da udire, udrò
qui
per tutto la
si
e
udirò, ecc.
180
PARTE
da
morire,
morrò
vivere, vivrò
rado
XXII
morrei
ò', da
viver
IL
Irregolarità
ED
alcuni
verbi
nel
di
e
tivo,
dell'indica-
presente
IMPERATIVO.
Ve
l'o si
o
da
sedére, siede:
da
Si disse anche
ie ed
dittonganoin
quellepersone dove V accento
siano seguite da due
e
purché non
Parte
I, cap. in, § 9). Esempi:
tiene.
da
avrò
avare,
solo in
da
morirei;
e
ecc.
CONGIUNTIVO
In
GAP.
—
morirò,
e
di rado
e
averò,
§ 6.
SECONDA
cade
sopra di esse^
(vedi
consonanti
da
venire, viene:
io
pregare,
UO'
tenére
j.
priègo;
niègo, égli nièga e simili:
da sonare,
suòno, suòni, suona,
da
gare,
ne-
io
da
ecc.
gio-
giuoco, giuochi,giuòca, ecc. da morire, muòjo,
muore,
muòjono, ecc. Si disse anche da scoprire
ào. provare,
pricòvo, ecc.
sciiòpjro',
care,
,.
La
la
ragione
lingua a dare
questi cangiamenticonsiste
di
risalto alla vocale
accentata
nella tendenza
latino
in
(quando
che
ha
era
breve) salva però l'eufonia.
§
7. I due verbi udire
queiru
es.
Il verbo
dèì:o
In
dei
0
dovére
elevo
e
primitivo au
lingua
cap.
odo, òdi, òde,
ed
tende
Ili, § 8
§
8.
Ve
(vedi
altre
mantenere
e
segg.)
Alcuni
raddoppianoil
Parte
il
nel
I, cap.
suono
ecc.
muta
l'o in è
una
contrazione-
r
ecc.
v,
odo
§
6).
all'originelatina.
verbi
e
esco, esci, esce,
primitiva; in
è
conformi
a
ecc.
nelle stesse persone
debbo, devi, deve,
esco
audiènte
la mutano
è accentata
in è. P.
nelle persone dove
il primo in ò, il secondo
ed uscire
della vocale
terminati
Yo
e
Cfr. le voci
Anche
av.ditórer
qui dunque
h\
( vedi P. I
accentata
,.
all'infinito in -cérc^
presente indie.
1'''sing. 3*
,
plur.
IRREGOLARITÀ
LE
NELLA
181
CONJUGAZIONE
plur. del congiuntivo.
P. es. da piacére, jnàccio, piacciono, yiàccia, piacciano',
Si può anche
da nuòcere,
nuòccio
nòccio.
o
raddoppiare il e nella P plur.ind. e cong. e nella 2''*'
plur.cong.; piacciamo, giacciamo, piacciate,ecc. ma
confonderlo
tacciamo, ecc.
non
(da tacére)per non
e
col
nella
xhe
§
di questo
ragione
si tx'ova
9.
3^
tacciare.
verbo
La
2^, 3^ sing. e
P,
forma
nella
Alcuni
latina
verbi
l in
ammolliscono
delia
raddoppiamento
consiste
corrispondente.Cfr.
terminati
nella
gli
e
1*
P.
nell'iato
I, cap.
v,
§9.
all'infinito in -lére,
sing.e plur.e
3*
plur.
dell' ind. e in tutto il cong. P, es. da volére, vòglia^
cogliamo, vogliono; vòglia, vogliano: da solére,
sòglio, sogliamo, sogliono ; sòglia, sogliamo, sòDa volére
si ha anche, l'imp. vògli e
{llinno, ecc.
Da valére
si fa vàglio, ecc.
vuòti.
e
non
valgo;
in verso
anche
"da dolere, dolgo, ecc.
e
dòglio, ecc.
—
—
Altri verbi in
-gliére,-nére o -nere,
-lire,
—nire, nella 1* sing.e 3"" plur.dell'ind. e nella P, 2*,
5^^ sing.e 3* plur.del cong. induriscono gì od l in Ig ;
?ed n in ng. Esempii:
da cògliere,
còlgo,còlgono; còlga, ecc. còlgano:
da scégliere,
scélgo,scélgono; scélga, ecc. scélgano:
da tenére, tengo, tengono; tenga, tengano: da
pórre {pónere) póngo, póngono; pónga, póngano:
da venire, vengo, vengono; venga, vengano:
da salire, salgo, salgono; sàiga, salgano.
§
10.
Irregolarmente si
plur.del
persone
tenghidte,ponghidmo,
Questi stessi
(Cioè: quelliin
verbi
usano
talvolta
P.
con
ìg
,
ng
anche
le
conde
prime e secolghidte,tenghidmo
colghidmo
ponghidte, venghidmo ,-dte, salghidmo.
diversa
avere
uscita,
poeticamente possono
cong.
-gliere mantengono
es.
,
gli: càglio,scéglio,ecc.
,
e
quelliia
182
-nére
I, cap.
e
Alcuni
(vedi
in gn
§§
v,
specialmente in
I, cap.
Parte
Di
ecc.
rado
sono
davanti
in -ngere
9)
vi, §
spègni, spengésse, spegnesse
poet.
tègno, pógna,
ecc.
régno, végna
r
ampiamente spiegale nella.
12, 14.
verbi
i possono,
od
e
:
XXII
salire, stiglio,sòglia.
§ 11.
per
in gn
n
GAP.
—
ragioni di questicambiamenti
Le
Parte
ammolliscono
-nire
e
così da
e
SECONDA
PARTE
;
ad
davanti
:
verso,
cominciami
alle flessioni
trasformare
quindi spèngere,
il gruppo
spègnere,
?»$r
spèngi
piàngi, piagni poet. giùnge, giv.gne^
,
o
ed
a.
,
pochi verbi terminati all'infinito irr
-dere, nella P sing.,S"' plur. del pres. ind. e nella 1%
il d in gg
2^ e 3* sing.e 3"^ plur.del cong. cambiano
gutturaleo, poeticamente,in ^^ palatale.P. es. da
vedére, veggo, véggio; veggono, véggiono; vegga,
véggia, veggano; veggidmo (ind.e cong.), veggiàte, ecc.: da chièdere, chièggo, chièggio,chieggidmo
specialmentenelle
ancora,
chieggidte, ecc. Si usano
scritture,le forme regolarivedo, chièdo, ecc. (vediP. I^
cadére
si fece poeticamentecdggiOr
cap. V, § 16). Da
cdggiono; cdggia, cdggiano.
Alcuni
12.
§
,
usa
il pres. debbo,
dobbiamo,
debbono;
débba^
si dice
poetiche dèbbe, debbia, debbiano; ma
camente
(vedi Parte I, cap. v, § 9). Poetiregolarmente devo, devono
si dice anche
dèggio, dèggiono, dèggia, déggiano { vedi P. I,
debbano,
anche
cap.
si
dovére
Da
V,
e
§
le forme
16). Cosi da
avere,
abbiamo,
abbia, abbiano
e
poet.
aggio,,
dggia, àggiano.
Da
le forme
gano,e
tragghidmo, tràg^
poetiche trdggi, trdgge, tréggia, traggidmo, tràg-
{trdere)
trarre
giano (vedi Parte
§
13.
I, cap.
I verbi
si formali
v,
pres. «rd^^o,
§ 7).
par-ére
e
mor-ire
e
loro
composti
sing. e la 3* plur. dell' indicat. e del
con
j: pdjo, pdjono; pdja, pdjano: miiòjOy
cong.
miiòjono; muòja, muòjano: poeticamentemòro, mòra,,
formano
mòrano.
la 1*
184
PARTE
ai verbi
Quanto
vedi
sopra,
15.
Alcuni
§
due
e
CAP.
—
XXII
moìHre, salire, udire, uscire,
13.
§§ 7, 10,
(2^ conjugazione).
iicere
tutte
SECONDA
altri verbi
le forme.
Tali
Bire
è
comune
sono:
abborrisco, abbòrro,
abborrire:
sincopatoda
nell'uso
hanno
nire,
ve-
ecc.
apparire: apjmrisco, appdjo (comp. da. parére:
vedi sopra § 13). Spjarireha soltanto la forma
in isco
applaudire: apjjjlaudiscoappAdiido (raro)
assorbire:
assorbisco, assorbo
avvertire:
avvertisco, avverto
(più usato)
compartire: compartisco, comparto
convertire:
(più usato)
convertisco, converto
inghiottire:inghiottisco,inghiótto
offerire: (vedi sopra)
,
mento
mentire:
mentisco,
nutrire:
7iutrisco, nutro
pervertire: 'pervertisco, perverto
profferire:pjrofferiscopr afferò (raro)
,
sovvertisco, sovverto.
sovvertire:
Forme
ferisce.,ecc.
per
poetiche più
fòrte e fòrba
rinverdisce,
maggi,
mvgge,
pérano
per
riigge
per
ecc.
del
ecc.
ecc.
ruggisci, ecc.;
tràde
per
fere, fera.,fiède, fièda, ecc. per
rinvérdono
e
forbisce,ecc. rinvérde
per
Idmbe
miigga,
perisco,
usitate:
ecc.
lambisce;
per
per
picte
e
schérno,
Idngve
mi{ggisci,ecc.
putono
schérni,
per
languisce,
péro, péri, péra,
rxiggi,
putisce, ecc.
schema,
per
ecc.
per
nisco,
scher-
tradisce, ed altre.
mancano
§ 16. Molti verbi della terza conjugazione
all'orecmale
chio,
participiopresente che sonerebbe
dire,
da impigrire, impigrente, rinvercome
p. es,
rinverdétite, ecc.
LE
Alcuni
IRREGOLARITÀ
Eccone
i
la
conservando
-iènte
in
terminano
participii
185
CONJUGAZIONE
NELLA
vocale
i
ratteristica.
ca-
principali:
ambiente
)
(sost.
ammolliènte
(da
aperiènte
aprire)
balbutire)
(da
balbuziènte
dormiènte
il
e
ger.
balbutendo
dormènte
e
esordiènte*
espediènte
(
)
sost.
finiènte
impediènte
inserviènte,
servènte
leniènte
moriènte,
morènte
tiutriènte
nutrente
e
od
obbediente
ubbidiènte
partoriènte
(àa. patire)
paziènte
progrediènte
puniènte
semiènte
(da
seviènte
( poet.
veniènte
da
bollènte
il
notabile
E
apparire.
da
bollire.
conjugazioue.
participio
Forma
o
sentire)
)
vegnènte.
appariscènte
antiq.
Splendiènte
è
(usato
bolliènte
autiq.
nasce
o
bogliénte
da
tivo)
agget-
come
sempre
per
splendere
il
comune
della
conda
se-
186
XXIII
CAPITOLO
delle
Segue
nella conjugazione.
irregolarità
1. III. Irregolarità
§
E
DEL
passato
NEL
passato
nel
remoto
l'indicativo
del-
PARTICIPIO.
dell'ind. e nel pass,
nel pass, remoto
irregolarità
in questo ; che la voconsiste principalmente
del partic.
cale
caratteristica del verbo
(a, e, i), la quale nei
(am-di, iem-éi, fior-ii,
tempi regolario si conserva
o si muta
am-àto, fior-ito)
{tem-ùto e non tem-éto)^
cade sulla flessione,
qui invece si perde, e l'accento non
La
sul radicale stesso
ma
del verbo.
P.
es.
da, rèndere
(che pur si conserva) è rend-éiy
il pass. part. regolare rend-iito. Invece il pass. ind.
e
irreg.è rési ed il part.irreg.réso. Da scol^Arei modi
scolp-ito; e gliirregolarisono
scolp-ii,
regolarisono
il pass. ind. reg.
scidsi, scùlto.
§ 2. La
maggior parte
2^^ conjugazione che
della
sul radicale.
l'accento
dei
si
passatiirregolari
all'infinito in
escono
Alcuni
moderni
grammatici
hanno
che
,
ha
il passato
quella che
lo ha
remoto
accentato
dell' ind.
accentato
sul radicale.
A
sulla
noi basta
quei verbi
conservando
-ere,
esempio di altre lingue stabilire anche nella nostra
di cortjv
gaz ione debole e conjì'gasioneforte, chiamando
r
in
trova
voluto, suldistinzione
una
debole
quella
flessione, forte
averla
accennata,
l'italiano in comparazione
vantaggio di coloro che studiassero
per
vi insistiamo, perchè a chi studia soltanto
col latino e col greco, ma
non
l'italiano
di
vera
utilità.
quella distinzione
sarebbe
piuttostodi confusione,che
§
DELLE
3. La
del
irregolarità
si estende
soltanto
restando
P.
es.
IRREGOLARITÀ
SEGUE
da
alla P
e
NELLA
187
CONJUG.
dell'indicativo
pass. rem.
3* singolare,
e alla 3* plurale,
perfettamenteregolarile
altre persone.
cadére:
caddi
cadesti
cadde
cademmo
cadeste
caddero.
si
l'irregolarità
Popolarmente
persone
da
plurali.P.
èbbi, èbbimo,
es.
cdddimo:
da
estende
anche
dissi, dissimo:
verbi che
per
uno
o
per ambedue
irregolariaccanto
Vediamo
da
alcune
prime
feci,fécimo:
ecc.
del pass. rem.
ind. non
L'irregolarità
che sia irregolareil participio;
come,
del participio
non
l'irregolarità
porta
irregolarel'indicativo;essendovi molti
regolare o l'uno o l'altro. Vi
le forme
ad
ora
le diverse
alle forme
maniere
porta sempre
per
converso,
sempre
che
verbi
sono
i
che
pure
sia
servano
con-
recchi
pa-
tempi hanno
regolari.
di passati remoti
irregolari.
§ 4. Alcuni verbi hanno per flessione nel pass. ind.
una
semplicei raddoppiando,per regola,la precedente
consonante; e conservano,
più spesso, il part.regolare.
Esempii:
188
PARTE
§
5. Altri
verbi
SECONDA
hanno
—
GAP.
XXII
per flessione iii
cuni
{qui), al-
vi, ed il part. regolare.Esempii:
taciuto
nociuto
nàto
pjar-ére
I verbi
bhi:
crésc-ere
parvi
e
crébbi, cresciuto:
conósc-ere
(antiq.nasciiito)
pariito o parso.
invece del vi hanno
conóbbi, conosciuto.
dei verbi irregolari
più numerosa
senza
comprende quelli(terminantiquasi tutti in -ere
accento) che nel pass, dell'indie, hanno
per flessione
-si {ssi) e nel part. so
{sso) o to {tto).
I. Esempii di verbi
col pass. ind. in si {ssi),
ed il part. regolare in ùto:
§
6.
La
classe
(piùin
uso
vissido).
SEGUE
§
ed il
DELLE
IRREGOLARITÀ
Esempii di verbi
partic.in so (sso):
7. IL
NELLA
col pass. ind. in si
Appartengono a questa classe molti verbi
in -dere
(specialmentese precedutoda
alcuni in -gere,
si ha
-mere
§
ed il
il
-tere
e
-mere.
Nei
189
CONJUG.
verbi
(ssi)
nanti
termi-
n)
ed
in -tere
e
raddoppiamento dell'5.
Esempii di verbi col pass. ind. in si {ssi),
numerosissimi:
part. in io (ito).Questi sono
8. III.
svèlto
còtto
tòrto
vinto
piànto
lètto
còlto
scritto
190
PARTE
(ed
SECONDA
XXIII
GAP.
—
altri in
igere)
(da condùc-ere)
condurre
Appartengono
in
alcuni
-cere
in
nanti
termi-
verbi
se
precedutida n),
(specialmente
in
-vere,
condótto.
questa classe molti
a
-gere
e
condussi
-dere, in
Quelli in -ère
-mere.
hanno, per lo più, regolare il participio
(vedi sopra,
§ 6). Di quelliin -ire
forma
una
costruire
più o ebbero o suppongono
in -et^e, come
offerire (antiq.offerére);
(antiq.costriiere da cui costrùrre).
§ 9. I cambiamenti
e
nel
part. hanno
al
contrario
sarebbe
Nondimeno,
di l\uto,che
cosa
0
gemin,) nel
esce
caso
due
e
s
la loro
metodo
comodo
per
e
nel
pass.
ind.
quando
n^l pass. ind.
giovani, faremo
dei
in n,
quando
e
nella
verbale
esce
lingua latina,
si ha
tema
{t nt,
il tema
nel part.
se
in v,
esce
in
esce
r
non
n,
od
l od
come
osservare,
{t sempl.
in dentale dura
sola s,
una
quando
^,
perdendosi
nell' un
d, nd): si hanno
f,
^
m
pure
dopo
/g,g
rimane
«?,
in quanto
e
e
liano.
nell'ita-
trovare
part. si trova, per lo più,geminata
{d) o
il
ragione
pass. ind.
nel
verbale
scientifico volerla
il tema
quando
dolce
più
il tema
nell'altro le dentali del tema
Invece
anche
lo
vero
pass. ind.
in dentale
sostiene
che
per
i
cale.
vo-
immutato
si muta
in n;
192
SECONDA
PARTE
che
Si avverta
dell'uso
sono
nobili
Alcuni
Esaurire
Alcuni
regolari;
pjèrso
due
composti
p.
es.
di
nelle
ed.
partic. esaurito
,
aggettivo.
terza
regolari,sono
pendei
\
sospèndere
)
regolari;p.
verbi
non
possono
p.es.:
spesso
ir
da
appèndere
dipèndere
Al contrario
rari
sono
participio
irregolarein ufo;
un
pèndere
si ha
ha
e
adopera più spesso come
verbi, per altro regolari,della
poeticamente
avere
pèrsi
si
che
esàusto
XXIII
{strùssi, salsi, sciilsi,sciilto
comune:
scritture.
GAP.
—
pendido
-jjési
-péso
...
alcuni
es.
composti
di verbi
irregolarisono
da
stare
stetti
contrastare
contrastài.
19.!J
CAPITOLO
XXIV
difettivi.
Verbi
1. Si chiamano
§
difettivique'verbi che si adoperano
pochi tempi o
che noi registriamoper
si usi:
quando questo non
soltanto
comuni
anche
in
Adddr-si.
Non
si
persone.
mezzo
Ecco
più
dell'infinito,
altro che l'infin. V
usa
,
e
il pass.
ecc.
di,
dell'ind.,ed
rem.
7ìii
sono, mi
èra
il
part. pass,
addato,
i
ecc.
io
mi
imperf.
mi
dava,
ad-
addiè-
ecc.
Arrògere. Si
è antiquato.
Calére.
In
soltanto
usa
prosa
si
usa
l'imp.arrògi.
soltanto
cale, per lo più in frase negativa.In
caleva, cdlse, caglia, calèsse, ecc.
Fervere.
Sono
verso
roto
Ar-
qualche volta
dicesi anche
usati
ferve,fervono',fervéa,fervèa,no, fervesse,fervessero,fervènte,fervendo.
l'inf. ed il part.pass. : ire,
Ire. In prosa si usa
anche ite 2* plur.
ilo. In verso
; l'imperf.iva, ivi, ecc.
2^ persona sing.isti e 3''^pi.irono.
il pass. rem.
e
Si usa
l'inf il pres. indie. 3'^ singolare
Lèdere.
r imperf ind. e cong. : lède, ledeva, ledesse',e il participio
,
lèso.
FoRNACiARi
—
Gramm.
ilal.
13
SECONDA
PARTE
104
XXIV
dell' ind. e
l'imperf.
sòglio,soleva, solessi, sòglia.Negli altri
Si
Solére.
del cong.
GAP.
—
io
il pres.
usano
e
tempi si sostituisce la frase èsse/" sòlito.
ìir(oltrel'inf.) le voci t'irge,
Urgere. Si usano
géva, urgevano; urgesse, urgéssero; urgènle, urgèndo. Di rado il fut. urgerci ed urger anno.
le voci
vige, vigeva, vigéYigere. Si usano
vigesse,vigessero,vigente,vigèndo. Di rado
VI, ecc.
il futuro.
§ 2.
In
si trovano
verso
disi, dlse, diserò, algènte
cóle 3^
èbe
sing. pres.
3* persona
dnge
Z^
ind.
sing.pres.
anche
spesso
e
ila
le
difettive:
seguentiforme
dlgere, agghiacciare;
ind.
da
il part. cólto
tormentare;
ùngere,
o
da
culto
còlere, onorare;
sing. da èhere, intorpidire;
estòllere, innalzare;
da
estòlli, estòlle
dano;
fedire {fièdere),ferire: fiedo,fiédi,fiède,fièdono; fiòda,/lèfediva, fedisse,fedito;
i
composti svffólce,svffóltoda fólcere,sostenere;
folce,e
gire, andare: 2* plur.gite, imperf. giva, givi, ecc. pass, gii,
girò, girèi; gissi, gisse, gissero; gito;
làbere, scorrer^
sdrucciolare;
gisti,ecc.
da
làbèndo
léce
e
lice Adi.licere,
lucere, liice,luceva,
ìnólcere, addolcire
cèndo
o
tèpe da
lòlle da
rièdere,
§ 3. Anche
nell'uso
sonerebbe
che
male
(invece
ecc.
di rilucere,
niólci,mólce, raolcéva,
ecc.
ecc.);
mol-
molcésse
,
ritornare; riédo, rièdi, riéde, rièdono;
re-
redirono;
serpeggiare; sèrpe, sèrpa, serpèndo;
tiepido;
tépere, esser
tòllere antiq.per tògliere,ti'irgeda tiirgere, gonfiarsi;
torpèndo
torpènte,
tòrpe, lòrpa,
mancano
lucevi,
odore; olisci, olisce, oliva, olivano;
diva, redivano;
sèrpere,
lecito;
;
olire., rendere
redire
;
esser
molti
verbi,
che
non
da
tòrpere
si possono
esser
chiamare
torpido.
difettivi,
di
qualche tempo o persona, sia perchè
duto
veall'orecchio,sia per fuggireequivoci. Abbiam
comune
fra i verbi
della
terza
conjug.il participiopresente
non
si
può
del
ind.
pres.
preceduti
e
cong.
vocale
da
persone
apporterebbe
flessioni
nelle
ardiamo,
la
e
Cosi
di
si
o
quelle
di
tale
a
di
invece
osare:
osidle,
osiamo,
-ire
tempi
certi
supplisce
verbo
dice:
od
-are
manca
ma
plur.
osciìite,
,
verbo
que'
evita
atterrire
alteriùre,
con
l'uso
ardire
del
ardendo
ardènte
in
l'^
la
usano
verbi
àrdere,
con
corrispondenti
,
il
volte
il verbo
es.
confonderebbe
persone
ardiate
osando.
P.
si
non
nei
cong.
Altre
dittongo.
equivoco.
si
del
plur.
che
visto
pur
2"*
senza
quali
colle
mancanza
abbiamo
ed
formare,
sempre
195
DIFETTIVI
VERBI
quelli
marcire
e
tempi
in
cui
in
cui
potrebbe
fondersi
con-
confonderebbe
si
con
marddre.
I
verbi
andare
a
vddere
(che
vicenda,
ci
poiché
cade
in
tutte
sul
quelle
l'infinito:
II
fui,
x;ato
p.
verbo
ecc.
atiiiie.
fossi,
l'uno
tema:
si
p.
anddva,
èssere
ecc.
io
es.
ed
in
vddo,
usa
ai
il
tutte
cade
quelle
tempi
part.
passato
che
vdda,
sulla
flessione,
e
compiono
si
persone
io
va,
anderébbe,
andasse,
in-vddere)
composto
trasanddre)
égli
l'accento
sup[)lisce
nel
resta
composto
adopera
dove
persone
es.
nel
intiero
resta
ci
che
(forma
cento
l'ac-
dove
l'altro
ecc.
compreso
andare.
gli
di
colle
mancano
sidre,
verbo
di
forme
signitì-
196
CAPITOLO
delle enclitiche
Uso
Verbi
§
1. Le
tiche mi,
cap. vili,
co' verbi.
riflessivi.
pronominali od
particelle
ti, si, ci, vi,
coi
spesso
avverbiali encli'
lo, la, gli, le, e i loro
lo, vi si, ecc. (vediP. I,
ne,
lo, te ne, te lo, ce
§ 10, e P. II, cap.
gruppi me
ìiendosi
XXV
xxviii,
§ 7)
si accompagnano
ora
premettendosi,
verbi, ora
pospo-
si attaccano
quelli,nel quale ultimo caso
P. es.
lo prègo,
ai verbi medesimi
(affìssi).
sempre
pregarlo: lo lèggo, lèggilo.Ecco le regole per procedere
a
senza
errore.
particellesuddette ed i loro gruppi si
regolarmente al verbo in tutta quanta la.
prepongono
l'impera
conjugazione,eccettuate la 2* sing. P t 2* plur.delil participio
ed il gepresente, l'infinito,
rundio.
§
2.
Le
L' infinito si
di rado
m'
si tronca
inganno:
me
amami',
usa
nella
sempre
forma
sua
tronca
:
pure la P plur.imperativo.Esempiir
tene,
vailo dice: si lodava:
te lo dirò:
andiamocene
andiàmcene;
o
vi;
partite-
dicendoti', lodarsi.
Quando
al
si possono
gerundio
o
all'infinito
premettere; p.
es.
negativa, le
precede una
'j^er
non
se
ne
pentire;
non
particelle
si
uso
ENCLITICHE
DELLE
2ìotèndo partire. L'imperativo, se
regola anteporre le particelle:p.
cidmo:
ci
non
§ 3. Nel
affiggereal
indicati,
guastiamo:
verso
anch^
singolari plurali,p.
(te
passato
lo
e
allora
rdnnoti
10,
Parte
dove
si
il troncamento
4.
lo fac
andate.
eletta le
più
persone
particellesi
possono
od in altri
oggi affiggereil
contratto
e
I, cap.
può,
il.caso
eccettuato
ed
suole pp
.,
si alle
terze
dicesi, tiénsi,vóglionsi,credévasi,
es.
levdimi,
remoto
il troncamento
§ 9
negazione,
non
mangiare
persone
Meno
ecc.
róttelo
seguenti: crédalo, fèssene {se ne fa), didirò), faròllo,percoterdcci {ci percolerà), ecc. e nel
grazie (vedi
déile
da
simili ai
i modi
sono
non
n
prosa
lo
tempi oltre quelli
tichi.
frequentemente praticato dagli scrittori an-
comune
e
ve
in altre
anche
si trova
come
É molto
usati
nella
e
verbo
non
preceduto
es.
197
CO' VERBI
non
amerdnti,
è
§
viii,
secondo
che
levami;
le
all'o
11).
riféimi, rifémi;
Avvertasi
l'egoledate.
finale
d'obbligo:^.
es.
Parte
precedano
stdnnosi
e
1, cap.
due
è
stdnsi; ante-
ecc.
Nei
svegliato,
provveduto,§
lo ebbe
averlo
5. Quando
altro verbo
x,
che
n,
tempi composti cogliausiliarii avere
le particelle
si premettono o si attaccano
èssere
ausiliarii stessi,sempre
colle regoledate sopra; p.
§
ren-
però di fare
un
visto, lo avrai
udito, ti sarà
verbo
di modo
l'intermezzo
od
agli
es.
si
détto, essendosi
stato
détto,
ecc.
infinito dipende da
di
preposizione
né espressa
né sottintesa,le particelle
unite colr infinito possono
invece
trasportarsial verbo
gente
reganche dopo le prep. a o di : p. es, posso
; e talora
farlo 0 lo posso fare; vogliate perdonarmi
o
gliatemi
voperdonare', veggo vestirti o ti veggo vestire:
vado
a
prènderlo o lo vado a prèndere: finiscodi
traggon
lèggerlo o lo finisco di lèggere.Fare e lasciare atper regola, le particelledell'infinito: égli
ini lascia vestire
e non
già lascia vestirmi, fammelo
?lèggeree non
fa lèggermelo.
un
senza
veruna
.
19S
PARTE
§ 6. Se
un
delle
sue
verbo
se
P.
GAP.
transitivo
qualiesprimono
stesso.
—
XXV
si accompagna
in ciascuna
colle particelle
riflessive corrispondenti,
persone
risalta la conjugazionede' verbi riflessivi,
ne
i
SECONDA
es.
del soggetto
ripiegarsi
un
sopra
:
mi
vesto
ti vèsti
si vèste
ci vestiamo
vi vestite
si vestono
'ini
vestiva,
ecc.
mi
vestii, ecc.
ti
remmo,
vestisti, ci vesti-
vestendosi, vestitosi, vestirmi, vestirci,vestirsi,
cosi per tutti quanti i tempi semplici,
ecc.
e
condo
se-
regole generalidate sopra.
nelle tre persone
I verbi riflessivi
pluralid' ogni
e gerundiopossono
tempo e nell'infinito partic.
prendere
di reciproci,quando l'azione accade
e nome
significato
fra due o più soggetti
vicendevolmente
Pietro
: p. es.
le
ed
io ci amiamo
mólto', costóro
il verbo* si accorda
ci
odiano,
la persona
7.
Molti
esprimono
ammorzano
(vedi
Parte
verbi
che per
II, cap.
ed
nel
io
si giunge
agsimih.
ed
perdono
xviii,
diventando
affetti,
il loro
§ 4),
sivi
rifles-
attivo
significato
cioè
dire, invece
a
esprimono piuttosto
passione: p. es. bruciarsi
di rimanere
scottato dal fuoco; affliggersi
senso
di provar
senso
dolore; spaventarsi provare spavento;
forze;smarritasi sgorinvigorirsi,riprenderle
di azione
nel
dine
or-
transitivi,specialmentedi quelli
sensazioni
o
dove
ecc.
grammaticale precede alle altre,p. es. vói
battiamo.
Spesso, per maggior chiarezza,
fra nói, vói, lóro, l'imo colf altro o
§
che
con
sempre
si
,
,
^00
PARTE
10.
§
grante del
ti
XXV
riflessive non
sonc
particelle
verbo
cui si uniscono, né
a
parte inte
significato
(come ne' riflessivi assoluti),
suo
abbiamo
non
CAP.
—
le dette
Quando
oggetto del
allora
SECONDA
il riflessivo. P.
acquisti ricchézze;
si
mi
es.
inètto
il pane,
guadagna
il
stito:
ve-
che
il vestito, acquisti a
me
a
equivalgono a dire: métto
sé o per
E
té, ecc.
a
cosi pure
guadagna
sé, ecc.
gnifica
quando servono
semplicemente per dare intensità al sidi un
verbo. P. es. mi vivo contènto; ti lèggi
hèl poèma;
un
égli si béve un hnòìi hicchièr di vino:
élla s'è beata, ecc.
§ 11.
Le
medesime
accostandosi
riflessive
particelle
ai
lo cambiano
in
tempi composti coli' ausiliare avere
èssere.
Quindi regolarmente tutti i verbi accompagnati
da
quelle (siano riflessivi o no) si costruiscono
con
èssere.
P.
mi
a;
mi
es.
sono
può
transitivo
verbo
un
a
adoperare
nel
usa
verso
Quanto
vedi
i
me,
anche
acquistato ricchézze,
si
àbito;
un
e
all'uso
a
avere.
si hanno
nella
del
prosa
a
P.
nói,
es.
ecc.
mi
tni èra
vestito,
a;
semplicemente termine
col
costrutto
té,
ricordato,
sono
vestiti, ecc.
sieno
però le dette particelle
alle forme
si
a,
vestiti, e; essendosi
§ 12. Quando
di
vestito, a; mi
comprato,
ci eravamo
indiretto
sono
ha
guadagnato
suo
allora
ìnésso
il pane.
oggetto,
in
via
ed
di eccezione
il vestilo,
Ciò
valgano
equiti hai
specialmente
eletta.
riflessivo
in
senso
passivo ed impersonale,
capitoliseguenti.
particellaavverbiale vi
si afiSgge pure
ad alcune
preposizioni:p. es. sùvvi
di su
(su vi), intórnovi, sóp/ravi nel senso
quelV oggetto
La
e simili.
interjezioneècco si affiggesempre
comi,
suddette al pari de' verbi; p. es. ectutte le particelle
§
13.
Eccezionalmente
la
—
èccovelo, eccoci, èccotene,
ecc.
201
XXVI
CAPITOLO
passivo.
Il verbo
§
esprimere che
1. Per
un'azione
dal
è sostenuta
(vedi P. II,
§ 4), si adopera il participiopassato dei
cap. XVIII,
verbi transitivi precedutoregolarmente dai tempi,tanto
sempliciche composti, del verbo essere;
p. es. sono
to,
fu temulodato, Dio èra stato lodato, Alessandro
che dicesi conjugazione passiva.
ecc.
soggetto
§
fatta
e
da
2. Perchè
altra
cosa
o
persona
la
vi sia veramente
si richiedono
due
condizioni:
conjugazionepassiva,
prima, che il verbo
sitivo
passivo sia di sua natura tranmere,
lodare, te(vedi cap. cit.,§ 3), come
amare,
colpire, ecc. non
potendosifar passivii verbi
dare
si vuol
cui
senso
intransitivi,come
dormire,
morule,
nascere,
re,
tossi-
dei
alcuni
sì coi tempi
quali si accompagnano
semplicidi èssere (sono nàto, èra mòrto), ma
non
prendono per questo senso
passivo.
ecc.
vedemmo
Come
falso
srdle
itn
che
oggetto
(cap.
possono
anche
salite
sono
innocènte;
quando
un
anch'esso
capace
talvolta
intransitivi possono
ricevere un
dobbiamo
simi
aggiungere che i mede-
cit. §
3), cosi
prendere un'apparente
dall'ambizióso;
le mólte
verbo
alcuni verbi
miglia
intransitivo
della
forma
forma
un
córse
forma
tranquillo
dal
si usi in
sónno
dormito
significatotransitivo,
reggono
mólte
es.
S'intende
cavallo.
passiva. I verbi
passiva quando
passiva,p.
poi
che
diviene
?••olére e potére
un
da
mono
assu-
infinito di verbo
202
SECONDA
PARTE
transitivo;
Ma
io
es.
p.
meglio
non
voluto
sono
si
GAP.
—
volgerebbe
XXVI
ricévere;
èra
non
in costruzioue
potuto
attiva:
portare.
sop-
mi
7ion
»d-
glìO)io,ecc.
3. Si rif'hir'rle
in secondo
luogo che il participio
del verbo
transitivo accompagnato con
denoti
essere,
l'azione come
in atto, non
come
m
effetto(cap,cit.
di
§ 0), e lasci ai varii tempi di èssere tutta la cura
lodato
è passivo,
il tempo: p, es. sono
determinare
se
§
,
dee
valere
allóra
mi
deve
Si
un'avvertenza
fare
compimento,
di
abbandonare,
ingiuriare,
di per
p.
di
in
I
come
in
tali verbi
involge
ma
dire mi
stato;
qualche
con
trovo
avere
possono
l'ausiliare
senza
trovato;
colpito vuol
renza
diffe-
colpito indipendentemente
stato
dall'originedel colpo: invece sono
colpito,mette
rilievo il passato ed accenna
l'originedel colpo. Molti di questi
dirittura il
a
Parte
vedemmo
come
4. La
cosa
senso
di
I, cap.
xx,
prep.
da,
dal
di rado
e
maèstro;
società
aggettivi,e
spesso
anche
§ 12.
da cui è fatta l'azione che
o
passa
§
che
che
cidere,
colpire, battere, vincere, ucfabbricare, offènfare, ornare,
dere,
effettoanche
persona
nel soggetto del verbo
una
lere
va-
transitivi
tale
o
participii
passati di
di azione
senso
momentanea
ovvero
sono
significato:
forma,
§
ecc.
ecc.
participiiprendono
la
natura
sua
colpito,è fabbricato, è
sono
es.
più
il
sé
rispettoa que' verbi
continuazione,
non
dee
amato
óra
amavano.
un'azione
esprimono
lodano:
mi
cpianto óra
passivo,si
costruisce
colla
colla
tu sèi lodalo
prep. p"?r, p, es.
quésto libro è stato scritto. per
d'amici.
5. Ecco
in breve
lo schema
nelle sole prime persone,
e
della
nelle seconde
forma
passiva
dell'imperativo:
Indicativo.
Pres.
sono
lodato,
Ptiss. pro.ss. sono
lodati, e.
a;
siamo
stato,
a,
lodati,
lodato,
a;
e.
siamo
stati, e^
IL
VERBO
203
PASSIVO
Imperf. èra lodato, a\ eravamo
lodati, e.
Trap. pross. èra stato, a, lodato, a; eravamo
stati,
e, lodati, e.
Pass. rem.
fui lodato, a; fiunmo lodati, e.
Trap. rem.
stati, e,
fui stato, a, lodato, a\ fummo
lodati,
Fut.
sarò
Fut.
ant.
e.
lodato,
sarò
saréino
«;
stato, a,
lodati,
lodato,
e.
stati,e^
saremo
a;
lodati, e.
Imperativo.
Pres.
sii
lodato,
sii stato
siate
a;
lodato,
a;
lodati,
siate
e
stati
lodati,
e.
Condizionale.
Pres.
sarci
Pass,
sarei
lodato,
a;
lodati,
saremmo
stato, a, lodato,a
e.
stati lodati,e^
; saremmo
Congiuntivo.
Pres.
sia
lodato,
Pass,
sia
stato,
siamo
a;
a,
lodato, a
lodati, e.
stati,e, lodati, e.
; siamo
Imperf. fòssi lodato, a; fossimo lodati, e.
Trap. fòssi stato, a, lodato, a\ fossimo stati,e,
e.
Infinito.
Pres.
èsser
Pass,
èssere
lodato,
a,
stato, a,
i,
i,
e.
e,
lodato,
a,
Participio.
Pres.
lodato,
Pass,
stato,
a,
a,
i,
i,
e.
e,
lodato,
a,
i,
e.
i,
e.
dati,
lo-
204
PARTE
SECONDA
CAP.
—
XXVI
Gerundio.
Pres.
essendo
Pass,
es.sèndo stato,
§
in
Iodato,
6. Nei
non
e.
i, e, lodato,
a,
che
tempi
tutti"quellidove
i,
a,
che
spesso,
invece di èssere, il verbo
diventa
caso,
anch'esso
lodato,
vengo
veniva,
aggiunta al
origine
fare,
non
:
lodati, e
ecc.
coi
specialmente
negli
vado
le
veniamo
es.
verbi
indicati
qui
sopra
nella
nota
§ 3.
Talora
andare:
P.
ecc.
verrò,
si fa
ausiliare.
a,
che, in questo
venire
ecc.
venni,
Ciò
si
e.
azione in atto (cioè
significano
è il part.stato)per far meglio
tale, adoperasi
concepiscecome
vedere
l'azione
i,
a,
stessi
si doveva
vinto, rimase
usa
ausiliare
come
celebrato.
andava
fatto, non
va
fanno
si
vddo
ammirato,
frasi
Talora
tempi
Da
tale
nel
détto
anche
il verbo
hanno
costrutto
senso
di si deve
dire.
da ausiliarii i verbi
restare
e
rimanére', p.
es.
rèsto
turbato.
§ 7. Nelle terze persone sing.e plur.e nell'infinito
alla forma pase gerundio dei verbi transitivi,
participio
siva
si può sostituire la forma riflessiva colla particella
si, in senso
passivo;quando però dal contesto non nasca
equivoco.P. es.:
si
loda
si lodano
è
=
=
si
lodavano,
si
lodassero,
si sono
lodato,
sono
ecc.
ecc.
lodati,
ecc.
a
lodati, e
IL
PASSIVO
205
l'equivoco che nascerebbe
evitare
Per
VERBO
si intendessero
in
come
riflessivo,
senso
tali forme
se
specialmente
si suole
quando il soggetto è persona,
i buòni,
questo al verbo, p. es. si lodano
i buòni
si lodano, che potrebbe intendersi
può accadere
posporre
di
invece
in altro
8. Porremo
§
che
senso.
qui la nota
ricevere
questa
possono
delle persone
e dei
forma
di passivo:
tempi
Indicativo.
loda, si lodano.
si
Pres.
pross. si è lodalo, a, si
Imperf.si lodava, si lodavano.
Pass,
Trap. pross.
si
lodato,
era
a\
Pass.
rem.
si
lodò, si lodarono.
Trap.
rem.
si
fu lodato,
a;
si
sono
lodali,
si èrano
e.
lodati,
furono lodali,
e.
e.
loderà, si loderanno.
Fut.
si
Fut.
ant.
si sarà
lodato,
a,
si saranno
lodati, e.
Imperativo.
Pres.
si
Pass,
si sia
lòdi, si lodino.
lodato,
a\
si siano
lodati,
e.
Condizionale.
Pres.
si
Pass,
si sarebbe
loderebbe, si loderebbero.
lodato,
a,
si sarebbero
lodati, e.
Congiuntivo.
Pres.
si
Pass,
si sia
lòdi, si lodino.
lodato,
a,
si siano
lodati,
e.
Imperf. si lodasse, si lodassero.
Trap. si fòsse lodato, a, si fossero lodati,e.
206
SECONDA
PARTE
GAP.
-
XXVI
IL
-
VERBO
PASS.
Infinito.
Pres.
lodarsi.
Pass,
èssersi
lodato,
i,
a,
e.
Participio.
Pass,
lodatisi,
lodatosi,
lodatasi,
lodatesi.
Gerundio.
Pres.
lodandosi.
Pass,
essendosi
•^ 9.
che
quella
nelle
furma
Questa
più frequente
si
il
pure
dal
e
forma
il pronome
tava
il
in
mentre
passivo
solo
nelle
seguenti,
che
quale
cosi
§
negli
10.
riflessivo-
spesso
le odierne
si
loda
lo
la
loda
vi
si
loda
tempi.
L'infinito
da
lodato:
Vedi
li si
o
si
passivo
èsser
ti si
o
il cap.
ed
con
scritture,
ed
è
classiche.
pronomi,
si fondeva
dava
alla
nostra
nelle
altre
questa
con
rimane
in
persone;
cosi
la
con
luogo
distinto
quelle lingue
diven
esso,
ad
una
vera
lingua.
sono
persone
le
gazzette:
loda
ci
del futuro
manca
passivo
deturpano
altri
certo
e
è
lingue
il pronome
terze
verbo
le persone,
tutte
mi
e
al
nelle
delle
dei
mezzo
per
italiano
di
erronee
passive
nelT
":onjiigazione passiva
Forme
facevasi
che
riflessivo
del
mezzo
per
discorso
forme
solidamente
attaccato
flessione
una
alle
e.
falla
famigliare
passivo
però, che,
i,
a,
passivo
avvicina
differenza
verbo
di
nel
tanto
più
quali
lodato,
il
varie
dovendo
loda
seguente
gerundio esprimono
circonlocuzioni
èsser
lodato,
:
da
ecc.
l'idea
lodarsi,
208
PARTE
Alcuno
fra
SECONDA
questi si
—
usa
GAP.
talvolta
che
può stare anche in plurale,p.
piòve scissi,grandina saétte.
2.
§
prep.
e
XXVII
es.
con
un
piòve
oggetta
sangue,
Altri verbi
mente
impersonalio usati impersonalhanno, in luogo del soggetto, o un infinito (con
giunzione
senza) o un'intera proposizioneunita colla conTali sono
che.
molti verbi che esprimono
necessità, convenienza,
caso,
successo,
come
p.
es.
:
bisógna, conviene, disconviene, importa, mónta,
rilèva, basta, spetta,
prème, càie (difettivo),
e' bisógna, ecc.
tócca, ecc. ovvero
accade, avviene, segue, succède, occórre, riesce,
léce (poet.e
tóma, ecc. ricòrda, sovviene, ecc.
ovvero
difett.);
égli accade, ecc.
0
di
quelliche
esprimono
apparenza,
spiacer
sodisfazione,di-
come:
(raro),apparisce, risulta
piace, aggrada, garba, dilètta, giova (raro)
e' pare,
ecc.
dispiace, rincrésce, duole; ovvero
pare,
sembra,
móstra
compagnati
sono
somiglianti,
per lo più acda un
complemento indiretto personalecolla
pronominalimi,
prep. a e specialmentedalle particelle
P. es.
di a me,
a
ti,ci, vi, gli, le, nel senso
te^ ecc.
mi
conviene
pjariire',mi piace di passeggiare] ti
sembra
ch'io abbia
sbagliato,ecc.
i
quali tutti, ed
3. Si
altri
neglistessi sensi molte frasi impersonali
composte dal verbo fare, p. es. fa fréddo, fa
to,
caldo; faceva giórno, fece buon
tèmpo, farà vènecc.; fa d'uòpo, fa mestièri; o da èssere, p. es. è
fréddo, è caldo; è d' uòpo, è mestièri; è necessario.
§
usano
IL
VERBO
liMPERSONALE
fòrza, è bène, è mèglio, ecc.
p. e.s, sta bène, sta male, va
è
§
4. I verbi
èssere
costruiti
;
da sidre
e
bòne, male;
fare
e
o
209
si
an'ìdre,
ed
talora
usano
altri.
sonalment
imper-
compagnato
pluraleo solo, o acpiù spesso da de', degli, delle (vediP. II,
anni, fa tre mési,
cap. II, § 10), p. es. è già mólti
In senso
locale si usano
è de' giórni; fa degli anni.
modo
nello stesso
avere ed èssere precedutida ci o vi
avverbiali; p. es. vi ha dagli uòmini; e èra
particelle
delle dònne; vi ha persóne, ecc.
con
un
nome
sitivi
intrangli altri verbi sì transitivi come
si possono
riflessivi),
usare
(purché non
sonalment
impersiva
accompagnandoglicolla pronominale riflessi. Esempii. Transit. si dice, si créde, si loda,
si pròva, si vede; si chiamava, si 'pregò,si
si ama,
farà, ecc.
§
Tutti
5.
Intrans. si
vive, si muore, si va, si tóma, si viene,
si entra, si impazzisce, si ringiovanisce,
si passa,
ecc.
E
notabile l'uso
détte,
ecc.
; p.
es.
impersonaledi
si dà
dare:
si
dava,
si
de' casi.
§ 6. I verbi transitivi cosi usati possono talvolta
un
accompagnarsi con
oggetto in pluralepreceduto
quasi sempre da dèi, degli, delle. P. es. si vénde
de' libri;si taglia légne. Ma
per lo più si preferisce
costruire il verbo personalmente, dicendo si véndono
libri 0 de' libri;si tagliano légne o delle légne, ecc.
(vedi qui addietro,cap. xxvi, § 7).
Invece
indeterm.
dice,
delle forme
imo:
i(óm
FoRNACiARi
uno
créde
—
dice,
impersonali con
imo
vive,
(vedi P. II, cap.
Gramm.
ital.
ecc.
xiv,
si, usasi
talora
il pronome
uóm
rispondenteall'antiquato
§ 2, nota). Altre
volte si
14
usa
PARTE
210
pluralesenza
la terza
voce
dice
usiamo
per
plurale, p.
in
quando
es.
si
dice:
senso
verbi
a
è
una
lando
vogliono, ecc. Parscoppiata la piéste; e in
uguale
poco
ci seniidmo
buoni,
indicanti
crédono,
che
dice
presso
siamo
XXVII
specialmentecon
soggetto,
adoprasi
casi
molti
GAP.
—
opinione pubblica: dicono,
una
o
SECONDA
la
prima
persona
felici.
la forma
7. Anche
passiva con èssere (vediqui
addietro,cap. xxvi) può farsi impersonale,p. es. è détto,
fu creduto, èra stàio comandato, fòsseproibito ecc.
si: si dice, si credette,
equivalentiagli impersonalicon
si proibisse,ecc.
si èra
comandato,
§
,
dei
JL'infinito
da
verbo
verbi
dipende;
cui
impersonalmente rende impersonale il
vuol
piovere, deve parére, può piacére,
usati
p.
es.
ecc.
8. I verbi riflessivio
non
usarsi
reciproci
possono
impersonalmente,perchè facendolo,bisognerebberipetere
la
si. P. es. da bàttersi,pendue volte
particella
tirsi,
fare
si
si si bàtte, né si
vergognarsi non
può
conviene
dire uno
si bàtte; ovvero
si vergógna, ma
alcuno
si vergógna e sim.
ci battiamo;
§
Il
popolo
fa
plurale ci:
ci si vedrà
l'impersonaledi
p.
es.
ci si bàtte,
di ci vedretno,
invece
tali verbi
premettendo loro
ci si vergógna;
cisip)èyite,
modi
da
tenersi
la particella
oggi
erronei.
come
9. Essendo
tivi
gì'impersonalidi lor natura intransine' tempi composti l'ausiliare èssere. Esempii:
usano
èra grandinato
sarà
è piovitto,
tonato, ecc. è accada
sarà
to, fòsse conoenùto
dispiaciuto.
le frasi dov'entrali
Si eccettuano
verbo /«r^, che
prendono l'ausiliare atóre; p. es. ha fatto caldo; ha
§
,
,
,
tatto
ièri.
mesi
Anche
premlono
avesse
i
verbi
talvolta
indicanti
fenomeni
l'ausiliare avere;
lampeggialo,
ecc.
p.
e
es.
vicissitudini
oggi
ha
atmosferiche
tonato;
avca
vuto:,
pio-
VERBO
IL
10.
§
impersonali (transitivied intransitivi)
particellasi, adoprano pur essi, com'è
GÌ'
colla
composti
211
IMPERSONALE
naturale, il verbo
èssale;
importante
questa
con
ma
distinzione:
nella
quando
avere,
con
si
piar.;
maniere
Dalla
|irima
11.
§
e
nói
si
nói
e;
si
si
nati
sono
Parte
tutti
li,
i verbi
;
v
§
xx,
ói
3.
impersonali
personalmente,
usare
possono
modi
que'
cap.
la
e
si é lodalo
loderebbe,
che
notare
lice
e
felici.Ma
impersonale
6)
Vedi
ecc.
e,
in
cioè:
Dio,
il
Giove,
hanno
ovvero
dal
di
nello
per
la
o
le
pdjo,
che
tu
nel
valgono
le
attribuiti
io
persone,
sembri,
sono
senza
io
in
un
il
tuona,
medesimo,
p.
traslato,
senso
supplito
soggetto
Giove
es.
p.
p.
come
piove;
cielo
es.
la
néve
es.
tu
piòvi
cava
fioccezza,
dol-
ecc.;
§ 2
per
alcuni
nella
lo
cambiano
ma
con
l'effetto
pigliano
tuona,
persone
usano
simili,
o
signilicatofuorché
stesso
tutte
si
quelli portati
tutte
si
§ 1
soggetto
vóce
accadono
seguo
nel
cielo,
cielo;
ecc.
in
nàti,
càie
(come
si
si
scrittori.
§
lodava,
bisogna
quelli portati
in
addietro
nàti,
è
si mettono
il modo
fra
corre
si
loda,
èra
Finalmente
difettivi
non
che
plurale (vedi qui
erronei
vissuti,
è
analogia
si
arrivati,
si èra
buoni
nei
mito,
dor-
èssere,
con
virtuósi, si vive
è
di
èra
es.
p.
gli attributi
rare
sono
stretta
persona
popolari
si
struiti
co-
ecc.:
costruiti
mòrti,
Anche
quando
es.
p.
queste
veduto,
sarebbero
invece
fòsse ringiovaniti.
si
sarebbe
si
vissuti, si sarebbe
si èra
cretluio, si
è
participioplurale maschile;
il
usano
si
sarebbero
participiomaschile
il
es.
p.
fu pregato,
quando
semplice
conservano
singolare;
numero
forma
loro
3^
più
a
usano
cose
notabile
ecc.
io
vango
cambiamento
personalmente
plurale,
persona
astratte,
significato,come
d'accòrdo,
ricordo,
si
non
io
diètro:
gnano,
biso-
come
altri
si
usano
convengo,
altri si
di senso,
e
p.
io
usano
es.
io
212
CAPITOLO
XXVIII
L' avverbio.
1. L'avverbio
(cosidetto dalla stretta relazione
che ha col verbo) è quella parola indeclinabile che accenna
determina le circostanze
dell'azione significata
o
dal verbo
(vedi P. Il, cap. xviii, § 1 in nota). Quello
fanno col soe
stantivo
adunque che il pronome
l'aggettivo
accennandolo
o
determinandolo, quello stesso
§
fa l'avverbio
Anche
può
che
più grande;
restare
indicano
altamente
misura,
grado
h'.ngaménte; assai
e
vili,
determinati
es.
saviamente
§
possono
misura;
o
onèsto; sèmpre
p.
gli avverbii
Pelile II, cap.
più
o
di
meno
Donde
bène.
verbii
av-
quantità,
seguenti:parlare
il
assumere
bèllo;
Gli
amabile.
altri avverbii
da
nelle locuzioni
; dire
mólto
es.
p.
cosi
caro;
mólto
si vede
grado comparativo. (Cfr.
3).
§ 2. Bisogna distingueretre
Alcuni
sottinteso.
o
espresso
quantità, grado
venire
come
anche
o
una
qualità(modo
quello che significa
da un
determinato
avverbio, specialmentedagli
stessi possono
che
verbo
un
l'aggettivo,come
di essere),
avverbii
con
maniere
di avverbii.
niera
una
significano
esplicitamente
proprietào madell'azione, come
qualitàdel
gli aggettiviuna
e glichiameremo
aggettivali;
p.es. parlaredltOj
nome,
operare
virtuosamente.
diversi,come
gli chmmevemo
i
Altri indicano, accennano
pronomi
pronominali
fanno col nome,
\ p.
es.
fare
porti
rape
cosi:
questi
è
vo-
213
L'AVVERBIO
lassù.
lato
lo
Altri
stesso
fòrza,
degli avverbii;
garbo, ecc.
concetto
a
operare
frasi avverbiali
sono
che
es.
p.
esprimono
parlare di
La maggior parte di
aggettivali.
§ 3. Avverbii
questi avverbii sono
aggettiviusati invariabilmente
nella forma
del maschile, ovvero
aggettivie participii
in forma
pli:
femminile, composti col suffisso ménte. Esempiano, fòrte,basso, alto, cèrto, spésso,prèsto;
fortemente, bassamente,
?pianamente,
Se
ménte.
termina
l'aggettivo
dinanzi
troncamento
nobil-ménte
P.
Ili, cap.
aggettiviin
I, §
a
in le
ménte:
o
e^.
p.
re,
correttase
fa il
ne
facil-ménte
,
singolar-ménte.
,
Alcuni
ardentemente,
onestamente,
certamente,
altamente,
3):
lènto cambiano
da
violènto
l'o in
e
dinanzi
a
(cfr.
ménte
(antiq.violènte)violentemente
; da
frodolènto (anche frodolente), frodolentemènte.
I
atcune
poeti omettono
possono
dire umileménte,
talvolta
due
ménte,
dita
volte
simileménte,
aggettivi seguitida
e
il troncamento
ménte,
ecc.
dell'aggettivo,e
Negli
come
p.
antichi
es.
si trovano
-ùmile
e
dolce-
riccamente.
Tanto
gli uni che gli altri sono, come
l'aggettivo,
capacidi forma superlativa:
p. es. parla correttissimo,
córre fortissimo piano pianissimo: alto, alto; fòrte,
fòrte: fortissimamente, altissimamente, ecc.
,
Alcuni
hanno
avverbii
la terminazione
di modo
derivati da
-dw2,
balzellóni, carpóne
-óne:
p.
es.
nomi
o
verbi,
cóni,
tastóni, boc-
ginocchióne, ecc.
Altri sono
voci prese tali e quali dal latino : p. es.
onàssime,
bène, male
(che si dicono anche massimahanno
ciascuno
"tnénte, malaménte). Bène
una
e male
forma
di comparativo e di superlativo:
,
bène, mèglio, benissimo
male, pèggio, malissimo
(= ottimamente)
{=z pessimamente).
214
PARTE
di
Alcuni
alterata, p.
§
SECONDA
—
questi avvertii
es.
GAP.
si
usano
XXVin
pure
in forma
benino, benóne, maluccio, yianino.
4. AvvERBii
Questi SÌ possono
PRONOMINALI.
alcune
classi
stingue
di-
che
corrispondono a quelle
stesse dei pronomi, cioè in dimostrativi
(determ. e
relativi e quantitativi,suddividendo
le due
indeterm.),
prime secondo le tre relazioni di luogo, tempo e modo.
in
§
5. I. DniosTRATivi
determinati:
luogo: qui, qua, quassù, quaggiù (cofrispondentialla prima persona); costi, costà, costassìi,
alla seconda
persona); ivi,
costaggiù (corrispondenti
quivi, indi, quindi, quinci, su, giù, laggiù o colaggiù, (3^ persona):
mani,
di tempo: óra, ancóra, adèsso, òggi, jèri, didi
dianzi, testé, allóra,
di modo
0
misura:
Dimostrativi
IL
di
tòsto, sùbito:
ecc.
sì, cosi, tanto, talménte.
indeterminati:
luogo: altróve, altrónde,
dovecchessia'.
già, ornai, pòi, sèmpre, nidi, ùnpoet. guari, spésso, sovènte, prèsto, fardi,
que
dipòi, pòscia:
di modo:
altriménti, circa, quasi, fórse,anche.
di
tempo:
,
III. Relativi
di
di
e
interrogativi:
luogo: óve, dóve, dovunque: ónde, dónde:
lóra:
tempo: quando, allorquando, allorché, qua-
di modo
o
misura:
cóìne, quahnénte,
quanto,
comùnque.
alquanto,
pòco méno
assai, affatto,tròppo (cfr.P. II,
mólto, più, viepiit,
IV.
Qu.ANTiTATivi
PURI:
,
,
216
SECONDA
PARTE
parte. Queste
ci
(da
vi
\^
confondersi
di
persona)
si nel
si
a
cosa
a
di
nel
sing. come
si
ci
o
quésto,
in
di
plur. P.
pèrde
(da
di P
mi
non
persona
(c(Tsa o
quello
; non
in
cotesto,
ne
es.
testo,
co-
a
ci
adòpro,
parlano,
ne
ne
paura.
verbi
ai
Si uniscono
sole
o
pronominali, nella
le
altre
enclitiche
di cui
cap.
XI
), onde
abbiamo
anche
gli,
le,
ce
ce
che
le forme
qui
la,
ci, ti ci, ci si, vi
pratica
le,
ve
ce
ve
la,
ne,
gruppi di
ce
o
ne
tre
lo, ecc.
se
particelle,
preceduti da mi
(a me), ^2 (a te), v^ (a voi), gli (a lui); ovvero
preceduti da ci (locale).P. es. mi ci métto,
se
lo, ecc.
vi
si; mi
ti ci
ci si
mando,
vengo
ecc.
;
.
enclitiche
ti
(di rado,
viene
Ci
lèi, lóro.
P.
nel
di
senso
pagai
ti,
lo,
ne
adoperato
ci
es.
a
lui,
i servitóri
a
e
il verbo.
Sono
lèi,
ci
ne
a
diedi
ci
lóro.
la
di
es.
mància,
a
es.
i
sedére,
le mise.
due)
P.
Le
possono,
ne
me
quali
le
come
andarci,
vi,
andar-
frequenti i gruppi
ecc.
personale
senso
spero.
P.
se
meno
la,
in
e
pjóse
ci
;
più
sono
anche
discórro,
si
scrivo
starci.
pariirvene,
vi, vi
se
dopo
altre, attaccarsi
mi
lo
ce
vi
gettò,
si;
talora
II,
Parte
lo,
ce
gli,
ve
si
(vedi
parlammo
celle
parti-
con
gruppo
maniera
lo, ve
ve
ne;
in
o
stessa
con
ce
II, cap. xi):
persona:
cotesto,
anche
particellepronominali
a
per
quésto,
non
quésto,
pèrde
vi
si
uno
usano
P.
particellapronominale
ne
con
plur.) per
hanno
si
e
plur.)
ciò', in
a
donde
luogo
ci
con
2* persona
e
riferiti
ecc.
vi
confondersi
quello,
a
égli
il
particelleavverbiali
tre
non
di
ciò,
L" AVVERBIO
—
particellepronominali (vedi
come
e
XXVIII
quinci, indi) indica
mostrativi
spesso
GAP.
—
E
però
vidi
grave
Francesco
ecc.
di
od
con
errore
e
ci
in
ìiii.
l' usarlo
dissi,
ecc.
217
XXIX
CAPITOLO
La
§
preposizione.
Preposizione (così detta perchè
I.
alle
paroledi complemento)
che
accenna
discorso
in
ben
la
Milano,
Si dice
aggiunge
una
vado
Firenze,
costituenti
dipendenza fra le partidei
proposizionecomplessa.P. es. vengo da
di far cosi, dimoro
a
mangiare, crédo
la relazione
in
si prepone
è quellaparolaindeclinabile
di
di
casa
proposizionecomplessa quella
la
dei
proposizione semplice (vedi
complementi, p. es. la virfà
fare anche
le ànime
è bèlla.
Pietro
che
alle
Parte
dei
parti principali
II, cap.
buòni
xviii,
§ 2)
conduce
al
degli scellerati.
di
dipendenza fra due
mento
parti del discorso si riducono alle seguenti:avvicinatendenza, possesso,
o
provenienza, situazione,
le seguenti
compagnia e mezzo
; per le quali abbiamo
semplicie fondamentali :
preposizioni
§
2. Le
relazioni
principali
a,
0
(davantia vocale)
ad
di
da
in
con
per
chiamate
quali sono
proprie :
le
da
in
rasa
riferito
di,
ecc.
a
persona
dai
si usa,
Grammatici
invece
di o, per
primitive
indicare
presso
0
a,
21S
SECONDA
PARTE
§
3. Vanno
di lor natura
però includono
pure
sono
fra le
avverbii
in sé
una
—
GAP.
XXIX
voci che
molte
preposizioni
o
modi
relazione
avverbiali
ma
che
,
necessaria
con
che
qual-
qual relazione viene per lo più espressa
colle preposizioni
di, a, da e talvolta anche con per.
Porremo
qui un registrodei più usitati avverbii di tal
la preposizione
cui soglionoaccompagnarsi.
natura, con
cosa,
la
LA
avverbiali
I modi
PREPOSIZIONE
219
circa, cóntro, déntro, diètro
dòpo, fra, óltre, rasente, sènza, sópra, sótto, sic
le preposizioni
di, a, fuorché co' prò
vèrso, omettono
nomi
personali puri o co' dimostrativi determinati
co' qualiper lo più lo ritengono;p. es. cóntro
il mirro
di quello. Rifiu
sènza
pie tei: cóntro di lóro, sènza
i seguenti: eccèllo, lO/ngo
tano afflittole preposizioni
0
(o giusta, ravo).
lunghésso, ìnedidnte, secóndo
richiede con,
Insième
4. Le
§
lor natura
di
le idee
luogo
e
di rado
e
a.
preposizioni
a, di, da, in
forza locale, e però servono
andare,
moto
eli
a
venire,
luogo:
p.
c?a segnano
esco
Róma,
stare:
es.
a
sono
il moto
a
e
p^r
a
hanno
di
determinare
indica
stato
Firenze,
in
vado
da
luogo; lontano
di casa
^vedi però la nota
da, parto da
al § 2): in segna ora
stato in luogo,ora
moto
a luogo;
in campàgìia: per segna
in casa, vado
sono
moto
dentro luogo; giro per la caìJipàgìia,córro per casa.
forza anche premesse
ad avSerbano
questa medesima
di là, di su,
di giii: in
verbii locali: p. es. di qua,
là, in su, in giti: a là, a lì,a dóve (rari),
pjer cj^ui,
pjer là, per dóve, per di là, pjer di giù.
a
Róma:
e
preposizioniproprieo primitiveche dire si
avverbiali
su
e
fra
vogliano,ed inoltre le preposizioni
soglionoincorporarsicogliarticoli determinati il e lo,
che vedemmo
seguendole stesse norme
per di, a, da
nelhi P. II, cap. ii, § 7. Qui aggiungiamo il prospetto
articolate che là si sono
delle preposizioni
omesse
:
§
5. Le
maschile
IVnnninili^
cól; cólto, coir
cólta, cóH'
coi, co'; cògli,cógV
còlle, cóli'
220
PARTE
SECONDA
GAP.
XXIX
-
maschile
nél\
nello,
nei,
ne';
pél:
{pei"
pjéi, pje'
il,
frai
fra'
sili;
sullo,
sili,
su';
6.
quelle
In
Da
(
'nella
gì')
fra
lo)
siigli,
sugi'
li),
el
(per
la,
pjér
(per
le,
pjér
V
)
{f''a
la,
fra
l'
)
articolo
il,
per
ecc.
(per
siili'
sitile,
siili'
le
ecc.,
ed
anche,
e7;
ed
hi
pél
in
con
insolubili
forme
il, eccettuato
sciogliere
la,
quelle
sono
che
può
frai.
e
possono
lo,
altre
Delle
sulla,
l')
l')
{fra
articolate,
preposizioni
coli'
con
in
gli,
siiir
si
verso
)
f ralle,
queste
in
composte
ne
V
per
nélV
nelle,
negV
fra'l,
composte
sciogliersi
{o
lo,
nélV
nella,
insolubili.
sono
su
e
Di
nélV
{pé/'
{fra
§
femminile
negli,
;
PREPOSIZ.
LA
-
p.
ma
élla,
di
vennero
).
4
es.
le
tutte
ne
rado,
le
lo,
ne
in
lo,
forme
nel
preposizioni
la,
in
ne
gli
la.
('nei),
nella
221
XXX
CAPITOLO
La
1. La
§
che
quellaparola indeclinabile,
relazioni fra proposizioniespresse
od implicite,
rende
sensibile il procedimento logicodel
è
congiunzione
le
segna
cosi
e
congiunzione.
pensiero.
§ 2.
Ragionare
altre
deducendone
da
brevemente
vi possono
altre
accennate,
che
il soggetto,
od
il verbo
più
d'uno
come
chi
solo,
racchiuse
due
dicesse
il
passaggio
il passaggio
quanto
3. Fra
Dio
e
la
racchiuse
dove
esistono
natura
esiste, la
e
esiste;
natura
sono
ovvero
dove
stiidia, Pietro
proposizioni composte).
tanto
implicite,cioè
eFsei'e
Dio
impara,
non
proposizioniPietro
sensibile
più proposizioni
proposizioni,il che accade tutte le volte
o
l'oggetto od i loro compimenti siano
proposizioni
stiidia, ma
Pietro
insieme
quelle: or
proposizione poi
stessa
nel paragonare
zioni
e
questi avvicinamenti
queste deduespressi sensibilmente
daHe congiunzioni.In una
appunto
sono
consiste
Ora
racchiuse
le
parimente stanno
non
cono
impara, ecc. (queste si dispetta alla congiunzione di render
da
una
ad
proposizione esplicita
da
una
ad
un'altra
delle
una
plicita,
im-
esplicite.
le
congiunzionibisogna distinguere
quelle
altri le chiamano, 'proprie;
semplicie primitiveo, come
gli avverbi! e preposizioniusate come
congiunzioni;e
§
finalmente
le frasi
o
costrutti
congiunzioni.Le primitiveo
che prendono il nome
é, ed {nà
ó, od
=
e
che
servono
pur
fondamentali
dall' ufficio
non) copulativa
o
disgiuntiva
a
sono
cui
essi da
le
servono
alternativa
guenti,
se:
(qualchevolta in verso
et) e
davanti a parolache cominci
Ed
risulti cattivo
ne
non
suono.
Le
od
per
si pongono
camente
uni-
vocale, quando
prime cinque,
e
così
di
della proposizione
regola in principio
); le altre si possono posporre a qualche
(espi.0 implic.
parola della proposizionestessa.
méntre,
stanno
od
congiunzionirisultano da preposizioni
avverbii. Fra gli avverbii più spesso usati come
giunzioni
conda notare
sono
quindi, óra, allóra, cosi,
dnclie ; pòi, dipòi,altriménti, fórse,e tutti quelh relativi
ad unire due proposizioni.
Sono
quando servono
capacidi fare
pur da notare molti avverbii aggettivali,
che asseverano;
il medesimo
ufficio,p. es. quelli
cèrto,
che hanno
veramente,
certamente,
senso
ecc.; o quelli
'pariménte
di conformità ed uguaglianza;similmente
mente.
ugualmente ecc. o di privazione;solamente, unica-
^ 4. Molte
,
,
,
ed
Molte
congiunzionirisultano da preposizioni
avverbii od altre parole composte in fine colla relativa
anch'esse
che, le quali assumono
un
senso
lativo.
reEccone
alcune: perché, dacché, poiché, perocché,
allorché, j^urché, ancorché, oltreché, anziché,
§
5.
benché,
comecché,
tuttoché, tantoché, talché, tantoché,
cosicché, sicché, ecc. pjostoché,essendoché.
224
CAPITOLO
1.
§
XXXI
L'
ed esclamazione.
interjezione
ÌS
interjezioneè quella parola
indeclinabile
che
dell'animo in
esprime un subitaneo commovimento
modo
indeterminato.
or
più or meno
Si chiama
ha legame logico
interjezione,
perchè non
né con
ciò che precede né con
ciò che segue, ma
viene
spende.
soo
interpostaal discorso e quasi lo rompe
Essa
é pertanto il linguaggio naturale
della
a
passionee anteriore di sua natura
qualunque ragionamento.
lo
voci
e
vere
§ 2. Le interjezioni
proprie sono
da un' h,
pilimonosillabiche distinte sovente
senso
nessun
ridurre
per
sé
stesse.
Le
più comuni
per
e
di
si possono
alle
seguenti: ah, ahi; eh, ehi, ih; oh, ohi,
òhe; uh, vhi; dèh, guài, zi, mah, chèh, jmh, ohibò,
alcune delle quah sono
comuni, si può dire,a tutte le
lingue.
Alcune
0
eh
impropriesono di molte maniere.
interjezioni
aggiungono alla interjezione
propriaqualche parola
oh giòjal oh Dio!
frase. P. es. oh orróre!
3. Le
§
diàvolo!
ahi
lasso
,
oh bèlla!
In
ahi misero
ih ràbbia!
uh
die paura
composizione:ahimè, ohimè,
^oet,
oh
peccato,
! ahi
che
dolóre!
olà.
OD
L'INTERJEZrONE
Altre
ESCLAMAZIONE
consistono
iiiterjezioni
assolutamente.
usata
P.
es.
in
que
parola qualun-
una
bravo!
détto!
zitto 1 male-
coràggio! peccato! viva!
muòja! dalli, dalli! bada! guarda! su! via! orsù!
piano! fòrte!prèsto! altro!
Appartengono a questa specieanche le formule di
affermazione e negazioneo di maraviglia:si, davvéro,
pròprio, sicuro: nò, nò cèrto, nò davvéro; ècco,
ve' giia',to'.
ànimo!
diàvolo!
,
frase, ma
interjr-zioni
contengono una
anch'essa
ed ell.ttica. P. es. pòvero a me!
rotta
veri
pònói! bealo Uà! Dio ci ajiiti!
al ladro! all'armi!
Dio ve ne guardi! poffare! affé! e in generalei saluti,
i giuramenti.P. es.
gliauguri! le imprecazioni,
Addio!
buon
giórno! bène alzato!' buon viàggio!
§
4.
Molte
,
alla ìnalóra!
per
al diàvolo!
il malanno
che Dio
dio!
diana!
còrpo di bacco! ecc.
per
Talora
nelle esclamazioni
alcune parole o
altra
alterate in un
ragione vengono
Donde
le voci: càspita! diamine!
speciale.
o
ti dia!
per
FoRNACi\Ri
—
Hramm.
itaì.
per una
modo
tutto
diàscolo!
15
227
APPENDICE
Dizionarietto
Non
quando
molti
si portano
è
verbi
Parte
verbale
da
la forma
Si aggiunge però,
irregolari.
maschile
prefissi,ma
semplice. I
irregolari.
in tóre
facili
o
Si lasciano
sóre.
scomporsi;
a
de'
quali
nel cap.
difettivi si cerchino
il
xxiv
II-
Abborrire
aborrire).Pres.
neglialtri modi. Più
(più in
borrisco, e
Accadere.
Pass.
Nome
accéso.
Acclùdere.
accadde.
rem.
rem.
verb.
Pass.
abbòrro
usata
e
ab-
la fornaa
abborritóre.
verb,
Pass.
Accèndere.
uso
così
irregol. Nome
Part.
le forme
che
nome
composti
lettore cercherà
della
il
usato,
verbali
delle forme
altro
SECONDA
PARTE
ALLA
Vedi
Cadére.
accési, accése, accèsero.
Part.
accenditóre.
rem.
acclùsi, acclùse, acclùsero.
acclùso.
Accògliere. Vedi
Accorarsi.
Pres. mi
vuhque l'o
Part.
Accréscere.
Vedi
Vedi
verb.
accuòro, ti accuòri,
rem.
accoglitóre.
ecc.
(vedi P. II, cap.
è accentata
Accòrgersi. Pass.
Accórrere.
Cògliere.Nome
mi
e
xxii,
così do-
§ 6).
accòrsi, si accòrse, si
còrsero.
ac-
accòrtosi.
Córrere.
Créscere.
Nome
verb.
accì'^escitóre.
22S
APPEXD.
Addurre.
ALLA
Pass.
PARTE
II
DIZIONARIETTO
—
addussi,
rem.
addusse,
Condiz. addurrei,
Fut. addurrò.
Dall' infinito intiero addùcere
ecc.
derivano
addussero.
Part.
addotto.
tutte
le forme
regolari.
Adempire e adémpiere. Vedi Empire.
affissi,affisse,affissero.Part.
Affiggere.Pass. rem.
verb. affiggitóreed affissóre.
affisso.Nome
Pass. rem.
Pari,
Affliggere.
afflissi,
afflisse,
afflissero.
afflitto.
Affràngere. Vedi Fràngere.
verb. aggiungitóre.
Aggiùngere. V. Giùngere. Nome
Aggradire. 3^ sing.aggrada, (in senso
impersonale).
.ÀUf'idere.
Pass.
allùsi, allùse, allùsero.
rem.
Part.
allùso.
Pres.
Andare.
vanno.
Pres.
vadano.
Condiz.
vò
e
vado, vài,
vada,
cong.
Imp. va',
anderèi
e
ecc.,
andate.
andrei.
andiamo,
va,
andate,
andiate,
andiamo,
Fut.
anderò,
Gli altri tempi
andrò.
sono
tutti
venta
regolari.In composizionecoi prefissitras e ri diregolare:p. es. trasàndo, i, a, trasàndano',
che io trasdndi, ecc., riandò, i, a, ano;
riàndi,
ridndino,
Annèttere.
annèsse,
ecc.
Pass.
ecc.
rem.
annettéi
Part.
annèsso.
e
annèssi,
Nome
verb.
annette
e
annetti-
tóre.
Apyparire. Pres. apparisco e ajjpàjo,apparisci e «papparisce e apyjàre, apjpajàmo poco usato,
parz,
appjariscono e ajjpàjono. Cong. apparisca; e a/"
Pass. rem.
usato.
apparii, apparsi,
p«/«, ecc. meno
Part. apparito, apparso. Part. pres.
ecc.
apjpjàrvi,
verb. appari tóre.
Nome
ajjjjariscènte.
apparènte
Appartenére. Vedi Tenére.
,
Appèndere.
dci,
ecc.
Pass.
Part.
di rado appene
ecc.
apjpési,
verb. apjpenditóre.
appèso. Nome
rem.
229
IRREGOLARI
VERBALI
l'ORME
DEI.I-E
A\iplaudire. Pres. irreg. applaudo, appilàudi, applaude,
applduduno, applauda, ecc.
Apprèndere. Vedi Prèndere.
Aprv'e. Pres. ind. apro, apri, ecc. e cosi negli altri
modi.
Pass. rem.
sero,
apèrsi,aprii; apèrse, apri; apèrverb. apritóre
aprirono. Part. apjèrto.Nome
(raro).
Ardere.
Pass.
Scéndere.
Ascéndere.
Vedi
Asciòlvere.
Pass.
Ascrivere. Vedi
e
Forme
Pass.
Part.
sero.
ind.
Assòlvere.
verb.
Nome
nel
assciglia,ecc.
assise, si assi-
assessóre.
Part.
assistito.
assolvei,assolvetti, o a^sòlsi,ecc.
rem.
ind.
Pres.
e
assorbito;
Assórgere.
Vedi
Sórgere.
Assùmere.
Pass.
ecc.
rem.
assorbisco
cong.
Part.
e
assórto
Astenere.
Vedi
(vedi
^r^òò;»
assùnsi, assùnse, assùnsero.
Tenére.
Parte
ed
(aggett.
)
assùnto.
Part.
Avere
verb. assalitóre.
Nome
assoluto, assòlto.
Assorbire.
èo,
assali, assdlsero
w?' assisi, si
rem.
assiso.
Pass.
e
assdglio, cong.
regolare fuorché
Assistere
Part.
e
assalito.
Part.
poetiche: pres.
Assidersi.
;
assalii, assàlse
e
assalirono.
assalghiàmo, assalite,ascosi neglialtri modi. Pass,
e
assalgono
assàlsi
rem.
rem.
assaliamo
e
parlato).
aspèrsi, aspèrse, aspèrsero.
verb. aspergitóre.
Nome
ind. assalisco
e
assalgo, assalisci e
Pres.
saliscono
Part.
Scrivere.
Aspèrgere. Pass.
Part. aspèrso.
assali, ecc.
più dell' uso
è
non
asciolvètti.
e
Nascóndere.
Vedi
Ascóndere.
Assalire.
asciòlsi
rem.
(Questo verbo
asciòlto.
àrso.
Rèndere.
Vedi
Arrèndersi.
Part.
àrsi, àrse, àrsero.
rem.
II, cap.
xix,
§ 2).
230
ALLA
APPEND.
II
avverta,
cong.
(vediParte II, cap.
avverti
avver
di
rado
vertono',
av-
avver-
§ 15). Imperat.
xxii,
tisci.
Vedi
Avvincere.
Più
ecc.
tisco, ecc.
e
DIZIONARIETTO
—
ind. avverto, avverti, avverte,
Pres.
Avvertire.
PARTE
Vincere.
Avvòlgere. Vedi
Vòlgere.
B
Imperf.ind. benediceva e benediva, ecc. ma
dici,
congiunt.soltanto benedicessi, ecc. Imp. bene-
Benedire.
nel
Pass.
ecc.
e
benedissi
rem.
benedi, benedissero
si dice
Popolarmente
Bévere
bévono, béono
della
bévvero
e
resto, fa
D/re,
come
benedùco,
anche
Pàvt. benedétto.
-isci, -isce,
l'res. ind. 3'"^
sing.béve
bére.
e
benedii, benedisse
henedirono.
e
Del
benedicendo.
Ger.
e
e
cosi di rado
Pass,
V.
bévvi
bevèttero.
e
e
ecc.
bée,
3*
plur.
anche
altrove, cxm
cope
sinbevètti, bévve e bevètte^
Fut. beverò, berrò,
ecc.
Nome
verb. bevitóre.
^a,
ind.
Pres.
Bollire.
bóllo, bólli, bólle, ecc.
cong.
"ó/-
imp. "d//e, ecc.
ecc.
C
Pass.
Ca/lére.
rem.
cadrai,
Poet.
Calére.
Capire.
capono
Cèdere.
:
caddi, cadde, caddero.
Pres.
(le
Pass.
drò,
ca-
ecc.
cdggio, cdggiono, càggia,
Vedi
Fut.
ecc.
cadéi,
cade.
i difettivi.
3'""pers. capisce
voci irreg.hanno
rem.
e
ccr;:)^;capiscono
soltanto
poet.ró5S2, cèsse,
il
cèssero.
senso
e
di
In prosa
regolare: regolarii composti non registrati.
Pres. ind. V pers. chièdo e chièggo, 3^ plur.
Chièdere.
chièdono, chièggono. Cong. chièda, chiègga, chièè tutto
232
APPEND.
ALLA
PARTE
II
Conclùdere.
Vedi
Acclùdere.
Concórrere.
Vedi
Córrere.
Condurre.
Vedi
Addurre.
—
DIZIONARIETTO
Nome
verb.
conduttóre.
Configgere.Vedi Figgere. Part. confitto.
Confóndere. Vedi Fóndere.
Congiùngere. Vedi Giùngere.
Connèttere.
Vedi
Conóscere.
Nome
Pass.
verb.
Vedi
Consumare
e
Pass.
(inusitato).
consùmere
coìisuniò
consùnsero.
e
verb.
Contèndere.
e
consùnse,
Part. consumato
e
sumai
con-
rem.
marono
consu-
consunto.
consumatóre.
Vedi
Tè/idere.
Vedi
Contùndere.
Part.
Assistere.
consùnsi,
e
Contenére.
conóbbi, conóbbe, conóbbero.
rem.
conoscitóre.
Consistere.
Nome
Annèttere.
Tenére.
Pass.
rem.
contùsi, contùse, contùsero.
ind.
converto, di rado convertisco.
contùso.
Convertire.
Pres.
Gong, convèrta,
ecc.
Imp. converti
o
conver
lisci,ecc.
Oltre il pass. rem.
convèrsi,
convertii, si usa ancora
convèrse,
convèrsero; oltre il part. convertito, si
coìivèrso;
usa
hanno
il
Vedi
Coprire. Vedi
Forme
di
senso
Convincere.
e poetiche,
queste voci, irregolari
ma
fò^^(7^r6?.
Hncez-e?.
Aprire.
poetiche: cv.ópro, c.iiòpri\cvópra,
ecc.
invece
di
co-
jjj-o, ecc.
Corrèggere.
Córrere.
Nome
A'edi
Pass.
verb.
verb. correttóre.
Part.
córso.
corridóre.
Vedi
Corrómpere.
Nome
córsi, córse, córsero.
rem.
Corrispóndere.
Corródeì^e.
Règgere.
V.
Vedi
Rispóndere.
Ródere.
Rompere.
Nome
Nome
verb. corrodìtórc.
verb. corrompitóre.
Vedi
Coscrivere.
VpniBAI.Ì
FORME
DELLE
23Ì
IRREGOLARI
Scrivere.
Cospèrgere. Vedi Aspèrgere.
(iltre la forma
Costrinre
(e costrùrre). Nel pass. rem.
costrnssi, cosiriitreg. costruii, costruito è usato
to,
verb.
Nome
ecc.
Imp., 2"^ plur.credete
Crédere.
verb.
Nome
Créscere.
Pass.
Cucire.
Nome
crébbi, crébbe, crébbero.
rem.
Figgere.
Pres.
ind.
verb.
cucitó)-e.
Cuòcere.
cucio, cuciono.
Pass.
cocete, cuòciono.
còtto:
ecc.
cuòci, cuòce, cociamo,
còssi, cosse, cossero.
rem.
di rado
cociùto
verb.
cocitóre.
Nome
Gong, cucia,
'
ind. cuòcio,
Pres.
dolore.
dal cong.
crediate
o
creditóre.
Crocifiggere.Vedi
Part.
costruttóre.
in
senso
metaf. di dar
D
ind.
Z^dré". Pres.
ffó, 6?a?,f/à, diamo,
Imperf.dava, davi,
désti, détte
Fut.
e
Pass.
ecc.
diede, détnmo,
darò, dardi,
rem.
date, danno.
détti
e
diedi,
déste, dettero
Pres.
ecc.
cong.
dia,
e
dero.
dieecc.,
diate, diano.
Imperf. dessi, dessi, desse,
dessimo, déste, dessero. Imp. da', date. Ger. dando.
verb. datóre. In composizione con
Part. r?r«/o. Nome
è tutto regolare:circondo, circondai, ch'io
circon
diamo,
circondi,
ec^o,.
Mixli
poetici: dièi,
Modi
antiquati:cong.
Modi
erronei:
Decidere.
Decórrere.
Decréscere.
Delùdere.
Pass.
A'edi
Vedi
Vedi
die
(anche
dea
per
in
dia,
ddssi, ddsse, dessero
rem.
prosa), dièrono.
ecc.
per
dessi,
ecc.
decisi, decise, decisero.
Córrere.
Créscere.
Allùdere.
Pait.
234
APPEND.
PARTE
ALLA
II
DIZIONARIETTC
—
Deporre. Vedi Pórre.
Deprimere. Vedi Comprimere.
Vedi
Deridere.
'Difèndere.Pass.
diféso.Nome
Diffóndere. Vedi
Diméttere.
Vedi
Dipèndere.
Pass.
verb.
difensóre.
Fóndere.
dipAnsi, dipinse, dipAnsero.
verb. dipnntùre. Vedi
Pm-
rem.
Nom.e
di'
o
dice
,
Pass.
ecc.
diciamo, dite,
dissi,dicésti,
,
rem.
diceste, dissero.
Pres.
Imperf.cong.
dicèssi, ecc.
Fut.
Condiz. direi.
dite.
Irap.cZz",
disse, dicemmo,
ecc.
diffonditóre.
dipèsi,dipése,dipèsero. Part.
rem.
dici
ind. fZz'co,
ecc.
verb.
Nome
Méttere.
Imperf.diceva,
dicono.
Part.
difési, difése,difesero.Part.
rem.
Dipingere. Pass*
Part.
dipinto.
iXr"?. Pres.
derisóre.
Assùmere.
Vedi
Desumere.
verb.
Nome
Ridere.
verb.
Nome
dicènte, détto.
cong.
ca,
di-
rai,
dirò, di-
Ger. dicendo.
dicitóre.
antiquata: de«o.
Forma
Dirigere.
Pass.
dirètto.
Discórrere.
Discùtere.
dirèssi, dirèsse, dirèssero.
rem.
Nome
verb.
Vedi
Pass.
direttóre.
Córrere.
discutè, discùssero
e
verb.
Nome
discùssi
rem.
Part.
e
discorritóre.
discutei, discùsse
discuterono.
Part.
e
discùsso.
Disgiùngere. Vedi Giùngere.
Dispórre. Vedi Pórre.
dissoluto.
Dissòlvere.
Part.
Dissuadere.
Vedi Persuadére.
Distinguere.
Part.
Pass.
rem.
Nome
Nome
verb. dissolvitóre.
verb. dissuasóre.
distinsi, distinse, distinsero.
distinto.
Distrarre.
Vedi
Trarre.
Distrùggere. Vedi Strùggere. Nome
e
distruggitóre.
verb. distruttóre
DELLE
Divertire
FORME
Dividere.
Pass.
viso. Nome
d.i-
dolgo, ti duòli, si duole, ci
dogliamo, vi dolete, si dolgono. Cong.
Pass.
dorrò,
mi
Fut.
ecc.
dolsi, ti dolesti, si
mi
rem.
ti
dolutosi.
Part.
dorrai, ecc.
Imp. duòliti,
l'impersonaledòlgati,vi dolga.
doletevi;ovvero
Dormire.
Part.
ind. mi
dorrei,
poet.:
Irap.diverti.
divisóre.
dolse, si dolsero.
Forme
ecc.
verti,
diverto, di-
divisi,divise, divisero.
verb.
Pres.
mi
divèrta,
cong.
rem.
dolghiàmo e
mi
dolga, ecc.
Cond.
iiid.
Pres.
più rifless.).
Pres.
ecc.
Dolersi.
lo
(per
235
IRREGOLARI
VERBALI
dòglio^dógliono; dòglia, dògliano; dogliésse,ecc.
Pres. ind. dormo,
Cong. dorma,
dormano.
dormi,
Part.
dorme,
dormono.
dormènte
pres.
e
dormiènte.
Dovére.
dèhhe
Pres.
ind.
devo
e
dèhho, devi
(raro)e dèe, dobbiamo,
e
dèi, deve,
dovete, devono
Cong. deva e debba, ecc. Pass.
dovetti, ecc. Fut. dovrò, dovrai, ecc.
Manca
ecc.
l'imperativo2"^ pers.
e
dovei
debbono.
rem.
e
Condiz. dovrei,
verb.
Nome
debitóre.
Modi
poetici:\nà. dèggio. dèggiono,
debbia, déggia; debbiano, déggiano.
dènno
debbono:
per
coug.
E
Elèggere.
Vedi
Elidere.
Pass.
Elùdere.
Vedi
E^nèrgere.
Part.
Eméttere.
Lèggere.
rem.
Nome
elisi ed
verb.
elidei, ecc.
elettóre.
Part.
eliso.
Alludere.
Pass.
rem.
emèrsi,
emèrse,
emèrsero.
emèrso.
Vedi
Méttere.
ed empiere. Pres. ind.
émpio, émpA, ecc. Pres.
Imp. émpi, empite, ecc. Pass. rem.
cong. émpia, ecc.
empii, empiei, empietti, empisti, empiesti,ecc. Fut.
empirò. Cond. empirei. Part. empiente, empito ed
empiuto. Ger. empiendo.
Empire
236
APPEND.
ALLA
PARTE
II
Èrgere (raro in prosa).Pass.
Part.
DIZIONARIETTO
—
rem.
crsi^ èrse, èrsero.
èrto.
Erigere. Vedi Dirigere.
Erórapcre. Vedi Rompere.
Vedi
Esclhdere.
Eseguire.
Per
Accludere.
lo
Esimere.
Pass.
Esistere.
Vedi
benché
derivi da
guire.
se-
verb. esecutóre.
Nome
Esigere. Part.
più è regolare;
esatto.
verb. esattóre.
Nome
esimei, esimesti, ecc.
rem.
Part. esento.
Assistere.
Esplòdere. Pass. rem. esplòsi,esplòse,esplòsero.Part.
verb. esploditóre.
esplòso.Nome
verb. espositóre.
Espórre. Vedi Pórre. Nome
Esprimere. Vedi Comprimere.
Èssere (vedi Parte II, cap. xix, § 2).
Estèndere.
Vedi
Tèndere.
Nome
verb.
estensóre
o
estenditóre.
Estinguere.
Estòrcere.
Vedi
Vedi
Vedi
Estrdrre.
Vedi
Evadere.
Distinguere.
Stòrcere.
Nome
verb.
estortóre.
Trarre.
Invadere.
Nome
verb.
evasore.
(antiq.fàcere). Pres. ind. /Ò e faccio,fai, fa,
facciamo, fate,fanno. Imperf.faceva, i, ecc. Perf.
/'^c/,
facesti,fece o /e', facemmo, faceste,fecero.
Condiz.
Flit, farò,ecc. Gong, fàccia,ecc. facessi,
ecc.
farei,ecc. Imp. /a', /«/e. Part. facènte,fatto.Ger.
verb. fattóre e talora facitóre.
facendo. Nome
Fare
Mudi
rem.
poetici:pres.
féi fésti fèmmo.
.
,
imi.
/"dee,e^^/ /"dee: impeif. /ea: pass.
^w?',
feste,fero e férono: cong. iinperf.
fu
fésse, fessimo.
Fèndere.
Pass.
rem.
Nome
f/«^o, /'^s^o.
fendei e fendetti,ecc.
verb. fenditóre.
Part.
/èw-
Figgere.
VERBALI
FORME
DELLE
Pass.
fitto.
Fingere. Pass.
IRREGOLARI
237
fissi,fisse,fissero.Part. fisso
reiu.
e
finsi,finse,finsero. Part. finto.
Pass. rem.
Fóndere.
fusi, fuse, fusero. Part. fuso.
verb. fonditóre.
Nome
Fràngere. Pass. rem. frànsi, frànse, frànsero. Part.
frànto.
frissi,frisse,frissero.Part.
Friggere. Pass. rem.
verb. friggitóre.
fritto.Nome
Fuggire. Pres. iiid. fuggo, fuggi, fugge, ecc. Gong.
fugga, ecc. Imp. fuggi.
Forme
rem.
poetiche: cong.
fùggia.
G
ind.
giaccio, giaci, giace, giacciamo
e giaciàmo, giacete,giacciono. Gong, giaccia, giacciano.
Pass. rem.
giacqui, giacque, giacquero.
Pres. giuoco, giuochi, qq,q,. e cosi dovunque
Giocare.
verb. giocatóre.
Nome
l'o è accentata.
Giungere. Pass. rem. giùnsi, giùnse, giitnsero.Part.
giùnto.
Giacere.
Pres.
Forme
poetiche: gingnere, giùgne, ghigna, giugnéndo,
Fut.
Godere.
goderò
e
godrà,
ecc.
Nome
verb.
ecc.
^o-
I
Illùdere.
Vedi
Alludere.
Immèrgere. Vedi Emèrgere.
Im,pórre. Vedi Pórre.
Imprèndere. Vedi Prèndere.
Imprimere. Vedi Comprimere.
Incidere.
céso.
Pass.
Nome
rem.
verb.
incisi, incise, incisero. Part. ?'nÌ7icisóre.
238
APPEND.
ALLA
PARTE
II
Incògliere {Incórre). Vedi
Vedi
Incórrere.
Incróscere.
Incùtere.
Cògliere.
Créscere.
Vedi
incutei
rem.
incuterono
Infocare. Pres.
è
DIZIONARIETTO
Córrere.
Pass.
l'o
—
e
e
incùssi, incutè
incùssero.
Part.
infuoco, infuochi, ecc.
incùsso.
e
così
que
dovun-
accentata.
Infràngere. Vedi Fràngere.
e inghiótto,ecc.
Inghiottire.Pres. inghiottisco
nel cong. ed imp.
Ingiùngere. Vedi Giùngere.
Vedi
Insistere.
Tendere.
Vedi
Interrómpere.
Pass.
Intridere.
Intrudere.
Part.
così
e
Assistere.
Vedi
Intèndere.
cùsse,
in-
e
verb.
intenditóre.
Rompere.
intrisi,intrise, intrisero.
rem.
Pass.
Nome
rem.
intrusi, intruse,
Part.
intrusero.
intruso.
Invàdere.
Pass.
verb.
Nome
invàso.
Istruire.
Vedi
Lèggere.
Pass.
rem.
Part.
invasóre.
Costruire.
verb.
Nome
invàsi, invàse, invàsero.
rem.
Nome
verb.
istruttore.
lèssero.
/è^^/, /6'55e,
Part.
fó/to.
lettóre, leggitóre (raro).
M
Vedi
Maledire.
Anche
qui
Mantenére.
Mentire.
sì
Benedire.
usa
Vedi
Invece
Imp.
maledici.
popolarmente maledisco,
Tenére.
vél^b. manienitóre.
Nome
di mentisco,
ecc.
ecc.
mentisca,
ecc.
si
anche, specialmentein poesia, mento, ménti,
Nome
ménta, ìnèntano; ménti, ecc.
ménte, ecc.
usa
verb.
mentitóre.
240
APPEXD.
ALLA
PARTE
II
DIZIOXAPJKTTO
—
e
Offertile
offrire (antiq. offerére).Dal primo vengono
offerisco,ecc. regolarmente.Dal secondo, offro,
offri,offre,offrono ; offra,ecc. offrano ; offri.Pass,
rem.
offersi e offrii,offerse e offri,offersero e
offrirono. Fut. offrirò. Condiz. offrirei. Part. offèrto
Nome
verb. offeritóre.
Ométtere.
Vedi
Méttere.
Oppórre. Vedi Pórre. Nome
Opprimere. Vedi Comprimere.
Ottenére.
Parére.
Vedi
verb.
oppositóre.
ìsomewerh. oppressóre.
Tenére.
Pi^es. prtyO'
pajàmo,
paréte,
p^''^.pare,
pàjono; pdja, pdjano. Manca
l'imperativo.Pass,
e parse,
parsi, parve
¥\it.parrò, ecc. Conà. parrei
sej'o.
e parato.
rem.
parvi
e
,
Partire
(in
parte,
Patire.
di tìinc/àr
senso
Forme
poeticheo
rare:
parti.
jjdto,pàti, pàté, paiono;
su
0
11
cade
dittongowo
l'accento.
percossero.
si
penta,
ecc.
Córrere.
Vedi
Percuòtere.
Part. parso
ecc.
part. passo.
Pentirsi.
Pres. mi pento, ti penti, ecc.
pentiti. Part. poet. pentido.
Percórrere.
^ar-
via).Pres. parto, parti,
parta, partano;
ecc.
e
parve
Part.
si
Pass.
nel pres.
conserva
rem.
percosso.
quando
percossi,percòsse,
Nome
verb.
percoti-
tóre, percussóre.
Pèrdere.
pèrsi, perdei e perdetti;pèrse,
perde, perdette,ecc. Part. pèrso e perduto. Nome
verb, perditóre.
Pass.
Perméttere.
Vedi
Perseguire.
Persistere.
rem.
Vedi
Vedi
Méttere.
Seguire.
Asdsiere.
Nome
verb.
persecutóre.
FORME
DELLE
VERBALI
241
IRREGOLARI
persuasi, 2')ersudsepersudRaramente
persuadètti,ecc. Pan. pC/siidso.
verb. persuasóre.
Pass.
Persuadére.
sero.
Nome
Pervenire.
Vedi
Pervertire.
Vedi
rem.
,
Veìiire.
Avvertire.
Pres.
Piacére.
piaccio,pndci,pAdce, piacciamo piacete,
pAdcciono.Gong.pAdccia,pndcciano. Pass. rem.
pidcqui,pidcque, pidcquero.
pjidnse,
pjidnsero.Part.
Piàngere. Pass. rem. pjidnsi,
pidnto.
,
Forme
piagnere; piagni, pidrjne;piagna; piagneva,
poetiche:
piagnesse, ecc.
Fingere (raroin prosa).Vedi Dipingeì^e.Nome
pittóre,più usato che dipintóre.
Piòvere. Pass. rem.
piòvve, piòvvero.
Forme
verb.
poetiche: piòbhe, piòhhero.
Plaudire, verbo
poetico.Vedi Applaudire.
Pòrgere.Pass. rem. pòrsi pòrse ptòrsero.Part. pòrto.
Nome
verb. porgitóre.
Pórre. (I tempi regolari
derivano da pónere che si usa
nel composto ripónere). Pres. póngo, póni, póne,
ponidmo e ponghidmo, ponete, póngono; pónga,
ponghidmo, póngano; póni. Pass. rem. pósi póse
pósero.Fui. porr ò, poì-r di, ecc. Cond. porrei. Part.
pósto. Ger. ponendo.
Possedére. Vedi Sedére. Nome
verb. possessóre e talvolta
posseditóre.
Potére. Pres. posso, puoi, può, possiamo, potete,
possono; pòssa, possidmo, possano. Manca
l'irap.
Fui. potrò, potrai, ecc. Cond. potrei, ecc.
,
,
,
Forme
Pass.
sèndo.
rem.
—
FoRNAcrARi
poetiche: ind. 3^
3*^ plur.poterò.
Modo
—
erroneo
Gramm.
:
3*
ital.
pers.
Condiz.
sing. pvóte;
porria,
sing. ind.
pres.
3*
,
plur. panno.
porriano.
Ger.
pos-
puole.
16
242
APPEND.
ALLA
Vedi
Precèdere.
Cèdere.
Vedi
Precórrere.
Prediligere. Pass.
dilèssero.
PARTE
Part.
II
Per
DIZIONARIETTO
—
lo
più
regolare.
Nome
Córrere.
verb. precursóre.
rem.
predilessi,predilesse,prepjredilètto.
è
Predispórre. Vedi Pórre.
Prefìggere. Vedi Figgere. Part. prrefisso.
Vedi
Preludere.
Nel
Prèmere.
Allùdere.
oltre la forma
regolare, si
di rado prèssi, prèsse, ecc. Sprèmere è regoL
usa
Prèndere.
Pass. rem.
prèsi, prése, prèsero. Part.
pass, rem.,
verb. prenditóre.
prèso. Nome
Prepórre. Vedi Pórre.
Prescégliere.Vedi Scégliere.
Prescindere.
Vedi
Scindere.
Prescrivere.
Vedi
Scrivere.
Vedi
Presedére.
Presùmere.
Sedére.
Pass.
pjresùnsi e presuméi,
presùnsero. Part. presùnto.
rem.
Tèndere.
Pretènde7''e. Vedi
Prevalére.
Vedi
Valére.
Prevedére.
Vedi
Fé'/rZf^re.
Prevenire.
Vedi
T'é'nfre.
Produrre.
Vedi
Addurre.
Profferire. Vedi
Prométtere.
Promuòvere.
sùnse,
pre-
Nome
verb.
produttóre.
Offerire.
Vedi
Méttere.
Vedi
Nome
Muòvere.
Nome
verb. promettitóre.
verb.
promotóre.
Propórre. Vedi Pórre.
Prorómpere. Vedi Rompere.
Proscrivere.
Vedi
Scrivere.
Protèggere. Pass. rem. protèssi,protèsse, protèssero.
Part. pyrotètto.Nome
verb. pjrotettóre.
Protèndere.
Vedi
Tèndere.
Protrarre.
Vedi
Trarre.
Provenire.
Vedi
Fen^r^.
Vedi
Provvedére.
verb.
provveditóre.
pùnsi, pùnse, pùnsero. Part.
Vedére.
Pass.
Pùngere.
pùnto.
243
IRREGOLARI
VERBALI
FORME
DELLE
rem.
Nome
R
Rucchiùdere.
Vedi
Clùùdere.
Raccògliere.Vedi
Ràdere.
Pass.
Vedi
Vedi
Raticnére.
Vedi
Recèdere.
Redimere.
verb.
Rèndere.
è
Resistere.
rettóre.
e
rendetti, rése,
e
rendettero.
Assistere.
Vedi
SfAngere.
Vedi
Pass.
r"?^to.
Comprimere.
Vedi
Riandare.
Part.
rendùto.
Vedi
Retrocèdere.
redensero.
redentóre.
ré^sz,7'endéi
rem.
Vedi
Respingere.
regolare.
rèssi, rèsse, rèssero.
rem.
e
Reprimere.
Cèdere.
Andare.
r/s?, n'55, risero. Part. /"/so.
rem.
Vedi
Ridurre.
verb.
reggitóre e
r^so
Ridere.
più
rendette, rèsero, renderono
e
Part.
lo
redènsi, redènse,
Nome
Pass.
rendè
Per
rem.
redènto.
Nome
Giùngere.
Cèdere.
Pass.
raso.
Vòlgere.
Pass.
Règgere.
Part.
raserò.
Fé-c^ére.
Vedi
Ravvolgere.
raccoglitóre.
Tenére.
Vedi
Ravvedere.
Part.
rasi, róse,
rem.
Raggiùngere.
verb.
Cògliere.Nome
Addurre.
Riméttere. Part. rifleUùto e riflèsso(raro).
Manca
rifùlse,rifùlsero.
Rifùlgere.Pass. rem. rifùlsi,
il part.pass.
Pass.
Rilucere.
rado
rem.
rilucéi, ecc.
e
Manca
il
Di
part. passato.
niamo
rimango, rimani, rimane, rimarimanghidmo, rimanete, rimangono; riPres.
Rimanére.
rìlùssi, rilùsse, rilùssero.
244
APPEND.
PARTE
ALLA
Cond.
rimarrei,
Forme
Part.
ecc.
poetiche: cong.
Vedi
Rincórrere.
rimasi,
rimarrai, ecc.
rem.
ritnàsto.
rimdgna.
Créscere.
Nome
verb.
risuòlo, risuòli,ecc.
Pres.
Risolare.
pres.
Scuòtere.
Vedi
Riscuòtere.
Pass.
Córrere.
Vedi
Riìicréscere.
DIZIONARIETTO
rimarrò,
Fut.
rimasero.
—
rimani.
'incinga,
rimangano;
rimase,
II
riscolitòre.
così
e
dovunque
l'o è accentata.
Vedi
Risòlvere.
Assòlvere.
Rispóndere. Pass.
Part. rispósto.
Pass.
Ródere.
verb.
Nome
in prosa
rósi, róse, rósero.
rem.
Part.
róso.
roditóre.
Pass.
Rompere.
ì^ispósi,
rispóse, rispósero.
rem.
ruppi, ruppe,
rem.
róppi, ecc.
Part.
rótto.
ruppero', di rado
verb. romNome
pitóre.
ruoto, ruoti,
Pres.
Rotare.
cade
ecc.
e
cosi
dovunque
cento
l'ac-
sull'o.
salgo, sdii, sàie, salghiàmo, salite,
salgono. Cong. sàiga, sdìgatio,ecc. Im]).sdii. Pass,
Salire.
Pres.
salii
rem.
e
salsi, ecc.
poetiche:
Forme
ind.
Nome
pres.
verb.
salitóre.
sàglio, saglidmo:
cong.
sàglia^
sàgliano.
Sapere. Pres. so, sdi, sa, sappiamo, sapete,sanno.
Cong. sappia, sappiamo. Imp. sdppn, sappidte.Pass,
ecc.
rem.
seppi, sèppje,seppero. Fut. saprò, sapjrdi,
Condiz. saprei, ecc. Part. pres. sapiènte.
Scadére.
Vedi
Cadére.
glie,
Scégliere (di rado scèrre).Pres. scélgo, scégli,scéscegliamo, scegliete,scélgono',scélga, ecc.
scélsi,scélse, scélsero. Fut.
Imp. scégli.Pass. rem.
in
sccfiìicrò,
vei'b.
scevro.
Part. scélto. Nome
sceglitóre.
poetiche:
Forme
s ce
anche
verso
245
IRREGOLARI
VERBALI
FORME
DELLE
ind. pres.
scéglio scégliono:
,
scéglia,
cong.
giùino.
Pass.
Scéndere.
Pass.
Scèì^nere.
néi,
scersi, scòrse, scòrsero
rem.
il
Manca
ecc.
Pass.
Scindere.
V^YÌ.scéso.
scenditóre.
verb.
Nome
scési, scése, scesero.
rem.
;
e
scer-
part. passato.
scissi, scisse, scissolo.
rem.
Part.
scisso.
Scingere. Vedi Cingere.
Sciògliere e Sciòrre. Pres. sciòlgo,sciògli,sciòglie,
gano;
sciogliamo, sciogliete,sciòlgono', sciòlga, sciòlsciògli.P'àss. rem. sciòlsi, sciòlse, sciòlsero.
sciorrò,
Flit, anche
sciòlto.
Part.
ecc.
Nome
verb.
scioglitóre.
solvere
Molte
poetiche: sciòglio,scióglia,ecc.
(poet.): ind. solve, solvono; imperf. solvéa:
solvesse
:
Forme
solverebbe
cond.
Scolpire. Pass. rem.
scolpito e scùlto:
:
ger. solvendo
scolpiie
scólto
V. Méttere.
Scomméttere.
Scompórre. Vedi
Sconfiggere. Vedi
Sconnèttere.
Vedi
:
da
nascono
cong.
solva,
part. soluto.
scidsi
(poet). Part.
poet.
verb. scommettitóre.
Nome
Pórre.
Figgere.
Part.
scoìxfitto.
Nome
Annèttere.
verb.
sconnet-
titóre.
Sconóscere.
Vedi
Scontòrcere.
Sconvenire.
Conóscere.
Vedi
Vedi
Nome
Tòrcere.
Ventre.
Sconcòlgere. Vedi Vòlgere.Nome
Scoprire. Vedi Coprire. Nome
Scòrgere. Vedi Accòrgersi.
Scórrere.
Scoscéndere.
Vedi
Córrere.
Vedi
verb. sconoscitóre.
Scéndere.
verb.
verb.
sconvolgitóre.
scopritóre.
246
APPEND.
Pass.
Scrivere.
Si
II
verb.
nel pres. il dittongo uo
conserva
Sdrucire.
Pres.
sdrùcio
e
quando
sero.
scòssi,scòsse, scos-
rem.
verb.
Nome
scòsso.
Part.
scrissero.
scrittóre.
sull'o cade l'accento. Pass.
Part.
DIZIONARIETTO
—
scrissi, scrisse,
rem.
scritto. Nome
Scuòtere.
PARTE
ALLA
scotitóre.
s'drucisco; sdrùcia
e
cisca,
sdru-
ecc.
seggo, siedi, siede e sède,
sedete, siedono e seggono. Gong, sieda
segga; siedano e seggano. Imp. se'èfZ/.
Pres.
Sedére.
Forme
poetiche:
sèggiano:
Sedurre.
siedo
ger.
Vedi
e
ind.
pres.
sèggio, sèggiono:
verb.
Nome
Addurre.
seguo, segui,
Sentire.
sento, senti, ecc.
Seppellire.Part.
Servire.
verb.
Pres.
e
sèggio,
seggèndo.
Seguire. Pres.
Pres.
cong.
diamo,
se-
pass,
seduttóre.
segua,
ecc.
senta,
segui.
ecc.
ecc.
^èn^/.
sepólto e seppellito.
sèrvo, sèrvi, ecc.
serva,
ecc.
sc'^^yz.
Nome
servitóre.
Sfuggire. Vedi Fuggire.
disfa:
Sodisfare. Pres. sodisfaccio o sodisfa, sodisp, sosodisfacciamo, sodisfate,sodisfano. Cong.
sodisfaccia,sodisfì;sodisfacciamo, sodisfacciate,
sodisfacciano o sodisfino:imp. sodisfa,sodisfate.
Del
resto, vedi i^are?.
Soffrire.Vedi Offrire.
Soggiacere. Vedi Giacere.
Soggiùngere. Vedi Giùngere.
Solére. Pres. sòglio, suòli, suòle, sogliamo, solete,
Vedi i difettiv
sogliono.Cong. sòglia,ecc. Imp. manca.
Sommèrgere.
Sonare.
Pres.
Sopprimere.
Vedi
Emèrgere.
suòno, suòni
Vedi
e
così
Comprimere.
dovunque
l'o è
centata.
ac-
248
APPEND.
ALLA
PARTE
II
Sì^enirsi. Vedi
yenire.
Svòlgere. Vedi
Vòlgere.
DIZIONARIETTO
—
Ind. pres.
tàccio, taci, tace, taciàmo, tacete,
tacciono; cong. tàccia, tacciano; imp. taci.
Tacére.
Pass.
tacqui, tacque, tacquero.
rem.
poetiche:tacètti, tacètte,
Forme
Pass.
Tèndere.
tési, tése, tèsero. Part.
tengo, tieni, tiene, teniàtno
rem.
Pres.
Tenére.
tacèttero.
téso.
ten-
e
ghiàrao, tenete, tengono. Gong, tenga, tenghiànero.
tenni, tenne, tenImp. tieni. Pass. rem.
ino, ecc.
Fut.
Forme
Tèrgere.
Tingere.
Cond.
ecc.
poetiche: légno, tégna,
terrei, ecc.
ecc.
Pass.
rem.
tèrsi, tèrse, tèrsero. Part. tèrso.
Pass.
rem.
tinsi, tinse, tinsero.
verb.
Nome
terrò, terrai,
Part. tinto.
tintóre.
Tògliere e tòt^re. Pres. tòlgo, tògli, tòglie,togliàr
togliete,tòlgono; tòlga, tòlgano; tògli.Pass.
mo,
tòlsi, tòlse, tòlsero.
rem.
ecc.
Forme
Tonare.
Tòrcere.
Tossire.
Cond.
Fut.
torrèie
ecc.
toglierei,
poetiche: lòglio,tàglia, ecc.
Pres.
tuòno,
Pass.
Ind.
rem.
e
torrò, torrài
così
dove
lòlle,
glierò,
to-
Part. tòlto.
ecc.
l'o è accentata.
tòrsi, tòrse, tòrsero.
tosso, tóssi,ecc.
e
Part. tòrto.
Gong, tossa, ecc.
Imp.
tóssi.
Tradurre.
Vedi
Addurre.
Nome
verb.
traduttóre.
Trafiggere. Vedi Figgere. Part. soltanto trafitto.
Trarre
(sincop.da trae re). Ind. traggo, trai, trae,
trogghiàmo, traete, traggono; cong. tragga, tragtrassi,
ghiàmo, traggano; imp. trai. Pass. rem.
traesti, trasse,
traemmo,
traeste, trassero.
Fut.
DELLE
trarrò,
FORME
trarrai,
tratto. Le
pass,
VERBALI
Cond.
ecc.
240
IRREGOLARI
altre forme
trarrei,
da
Part.
ecc.
tràere.
Forme
poetiche: inf. trdggere; ind. tràggio, tràggi, trégge,
traggidmo: cong. trdggia, ecc. (Vedi Parte I, cap. v, § 7).
u
Uccidere.
ucciso.
Pass.
rem.
Nome
verb.
Forme
Udire.
uccisi, uccise
uccisero.
e
Part.
uccisóre.
poetiche: ancidere,
e
così per
tutto
il verino.
Pres.
odo, òdi, òde, udiamo,
udite, odono;
cong. oda, udiamo, udiate, odano; imp. òdi, udite.
Fut. udirò
udrò,
e
Nome
verb.
Ungere.
Pass.
Nome
verb.
udirei
Cond.
ecc.
udrei,
e
ecc.
uditóre.
ùnsi, ùnse, ùnsero.
rem.
Part. ùnto.
untóre.
Uscire
(raro escire).Ind. esco, esci,-esce, usciamo,
uscite, escono. Gong, ésca, ecc. Imp. esci, uscite.
V
Valére.
Pres.
valgo, vali, vàie, valghidmo, valete,
valgono ; valga, valghidmo, valghidte, valgano.
Manca
l'imp.Pass. rem. valsi, valse, valsero. Fut.
varrò,
e
varrai,
ecc.
Cond.
varrei,
ecc.
Part.
valso
valuto.
Altre
forme
vàglia,
cong.
Vedére.
frequenti:ma. vàglio, vagliamo, vdgliono:
meno
ecc.
Ind. Vedo
e
veggo, vedi, vede, vediamo,
dete,
ve-
diamo,
veggono e védoìio; cong. veda e vegga, vevedete.
vediate,vedano e veggano; imp. ^;^c??,
Pass.
videro.
v^rfz,
?^26/^,
rem.
Cond.
vedrei, vedresti, ecc.
veggènte.
Forme
^?a,
ecc.
Pass,
f/5/0
e
Fut.
vedrò, vedrai,
Part.
pres.
vedènte
erronee:
pass.
e
veduto.
poetiche: ind. véggio, veggidmo, véggiono:
Forme
ecc.
rem.
véddi, viddi,
ecc.
cong.
ri^^r
250
APPEND.
ALLA
PARTE
II
DIZIONARIETTO
—
VenÌ7''e.
Pres.
ghiàmo,
Pass.
venite,
Vb^^r^.
vinsi,
vìssi,
rem.
Cond.
ecc.
vivido):
antiq.
Pres.
vogliate.
vorrò,
vorrai,
Vòlgere.
Votare
volsi,
dovunque
Pass.
(per
ecc.
vinsero.
Part.
visse,
vissero.
Fut.
r^«ò^?
rò',
e
Pass.
vinto.
vivrò,
rado
(di
vissiito
ind.
:
volsi,
evacuare).
è
2^
pres.
accentata.
sing.
Modo
volse,
Pres.
imp.
vollero.
Fut.
ecc.
t-ò5rZ2.
3^
plur.
volsero.
vuòti,
vanno.
volsùto.
part.
erroneo:
vuòto,
gliamo,
vo-
ecc.;
vò/^e,
vorrei,
volsero.
volse,
vòglia,
fò^^/,
rem.
vuole,
vi"ò',
e
cong.
Cond.
ecc.
rem.
l'o
Part.
ecc.
vogliono;
poetiche
rem.
gnènte.
ve-
fmo.
voglio
vògli,
Pass.
vègna,
vinse,
vivrei,
volete,
Forme
o
vincitóre.
Pass.
vivrai,
rai,
ver-
Appèndere.
rem.
verb.
Vivere.
verrò,
veniènte
pres.
vègnono;
vegno,
Vedi
Pass.
Nome
Part.
venite.
venuto.
poetiche:
Vincere.
Fut.
ven-
e
vieni,
ecc.
vennero.
verrei.
Pass,
Vilipèndere.
venga,
venne,
Cond.
ecc.
veniamo
viene,
vengono;
venni,
rem.
Forme
vieni,
vengo,
Part.
ecc.
vòlto.
e
così
251
TERZA
PARTE
FORMAZIONE
DELLE
PAROLE
CAPITOLO
Le
§
1.
radicale
I
flessioni. Derivazione
Nella
Parte
II, cap.
r,
impropria.
§ 3, distinguemmo
parole, dalla loro flessione',
cioè il corpo della parola,che resta generalmente,immutato,
dalla terminazione
che si cambia
o
biarsi
può camil genere, il numero,
secondo
il modo, il tempo
P. es. pòrt-a, pòrt-e-,giardin-o. giare la persona.
din-i; qudl-e, qiiàl-i\ lòd-o, lòd-ano, lod-dva,
colle sue
diverse
lod-erèiy lod-dre, ecc. La flessione,
forme, distinguenei sostantivi,aggettivie pronomi le
il genere
ed il numero;
varie declinazioni,
le
e nei verbi
varie conjugazioni
(vediP. II,cap. in, § 4, e cap. xix,
§ 1), modi, persone ecc. Le altre parti del discorso,
si declinano
né si conjugano, non
come
quelleche non
hanno, propriamente parlando, flessione: pure anche
di esse
in molte
il radicale, ed una
può distinguersi
vocale
o
finale,ora propria dei nomi
pronomi da cui
derivate, ora
quelleparolesono
specialead esse. P. es.
hanno
ecc.
pòco, mólto, accanto, óra, solaméìite
per
o
tema
delle
il
,
PARTE
terminazione
le stesse
TERZA
vocali
GAP.
—
che
I
servono
di flessione
al
sing. dei pronomi ^òco, mólto; e de' nomi canto,
óra, ménte, anzi sono
glistessi nomi e pronomi usati
indeclinabilmente
nel sing.a maniera
d'avverbii. Viceversa,
una
cóntro, sópra, dóve, audnti, ecc. hanno
terminazione
loro propria. La
quente
terminazione
più frenegli avverbii pronominaliè i od e: p. es. indi,
avanti, tardi, pòi, mài, guari, òggi, domani, cóme,
dóve, pure, ecc.
§ 2.
doppia
Vi
è
flessione. Eccone
Sostantivi
a
certo
un
di
numero
alcuni
parole che
esempii:
hanno
:
baléstra
il balestro
bisógna ( raro
)
(raro)
bisógno
briciola
briciolo
canèstra
canèstro
casata
casato
cérehia
cérchio
cèsta
césto
coltèlla
coltèllo
fòssa
frutta
gamba
ghiàccia e ghiaccidja
gócciola
grida
legna (raro al sing.)
fòsso
frutto
gambo
ghiàccio e ghiacciàjo
gócciolo
grido
légno
midólla
midóllo
nùvola
nùvolo
ombrèlla
orécchia
pjanièra
poot.
ombréllo
orécchio
panière (per -èro)
LE
È
da
DERIVAZIONE
FLESSIONI.
avvertire
fra i due
che
però
IMPROPRIA
i^53
si trova
nomi
che
differenza di significato,
una
non
quasi sempre
al Vocabolario, di dichiarare. In geispetta.anoi ma
nerale
cato
può tenersi che i nomi in a hanno un signifipiù specialee ristretto dei nomi in o o in e. P. es.
frutto di un
albero,
fritttasi dice soltanto del vero
mentre
frutto ha anche varii sensi metaforici.
Molti
più
qualche
poet., vésta
quasi tutti
della
Vedi
§
i nomi
volta
al
poet,
e
molti
della
il Nannucci,
silvèstre
dimanda
i
poet. Anticamente
o
quarta
de'
nomi,
ebbero
anche
anche
i
forma
una
forma
una
della
ecc.
II, cap.
viii,
alpèstro, a,
Silvestro,
y
i,
a,
i,
§ 2):
e
e
qualche altro aggettivosomigliante:
consòrte, i
consèrto
fine, i
fino,
macilènte,
i
qualche altro
triste, i
a,
(senza femm.)
i,
macilènto,
ribèllo i,
ribèlle, i
e
es.
p.
declinazione
prima
Teorica
e
o
donando
(vedi Parte
3. Aggettivi
alpèstre,
e
vèste,
e
alla rima:
ed
verso
masti
antiquali,o rifrónda e frónde
declinazione
doppia
a
della quarta
i nomi
prima,
terza.
sono
e
i,
a,
e
e
rubèllo,
simile:
tristo, a, i,
e
a,
i, e
254
PARTE
Nei
primi
due
TERZA
esempiile
—
GAP.
forme
I
a
destra
sono
rare
in prosa, poco usate le altre in e, eccetto ribèlle più
in uso
che ribèllo, e consòrte:
consòrte
ha un significato
tutto
speciale,ed
è
quasi disusato.
4. Verbi:
abbelldre
abbellire
abbrunare
abbrunire
affinare
aggrinzare
affinire
aggrinzire
amìnanndre
ammannire
aminansdre
ammansire
ammollare
ammollire
approfondare
approfondire
arrossare
arrossire
assordare
assordire
r-attristàre
iìi-tristire
attutare
attutire
colorare
colorire
granare
granire
imbiancare
imbianchire
imbrunare
(impers.)
imbrunire
dimagrare
impazzire
(in )-acerblre
dimagrire
inanimdre
inanimire
incenerdre
incenerire
indurdre
indurire
infervorare
infracidare
ingialldre
infervorire
infracidÀre
ingiallire
in torbiddre
intorbidire
invermindre
inverminire
impazzare
dis-acerbdre
256
PARTE
Da
numero
—
Ne
aggettivi.
esempii,Parte II,
verbi, nomi
di
TERZA
CAP.
I
abbiamo
cap. xx,
veduto
§
12.
grande
LE
Quanto
IMPROLRIA
FLESSIONI.
DERIVAZIONE
ai verbi
composti con
0%7
ad .ed in, vedi i
pitoli
ca-
seguenti.
nomi sostantivi: ardire, l'ardire,
infiniti,
pi. i; avere, l'avere, i; desinare, il desinare, i\
dovére, il dovére, i\ èssere, l'èssere, i\ mangiare,
§
7. Da
mangiari (raro);parére, il pjaréil piacére, i\
re, i; parlare, il parlare, i\ piacére,
siere,
potére, il 'potére, i; sedére, il sedére; vivere, ti viil
i
mangiare,
i\ volére, il i:olére,i.
nomi
sostantivi. Esempii: latrare,
participii,
trire,
latrata, il latrato; guastare, guasto, il giidsto;ninitrito, il nitrito, e simili parole denotanti voci
Da
animalesche:
caduta,
e
a,
l'andata; venire,
dére,
ferire,ferito,a, la ferita;cala caduta; parare,
parato, a, la
altri moltissimi participii
regolari;
la venuta;
veniito, a,
varata;
andato,
andare,
così
a,
con
chièdere, chièsto,a, la chièsta; pròirregolari:
pórre, propósto, a, la propósta; prométtere, piromésso, a, la ijroméssa; scuòtere, scòsso,a, la scòssa ;
e
con
scéndere, scéso, a, la scésa;
In
tutti
che
e
cosi con
il participio
passato,ora
la
altri.
può dire rigorosamente
flessione,
ma
piuttostoche
questi esempii non
siasi cambiata
moltissimi
maschile
si
or
femminile,sia stato
sostantivato.
FoRNACiARi
—
Gramm.
ital.
17
258
PARTE
TERZA
Quanto
ai
nomi
in
anch'
participii
erano
GAP.
—
I
senz'
-ila
LE
—
che
accento,
vedi
essi
FLESSIONI
olti'e
più
.in
fra
origine
i suffissi.
,
Unendo
8.
§
ne
ad
(dà)
invMto
paziènte
(patire)
pazientare
9.
{ùngere)
da
il
di
di
dècimo,
da
da
liingi;
lungo,
tro,
én-
{àttero)
dìtro
da
si
parole,
nuove
decimare:
avanzare;
avanti,
avverhii
da
tardo,
ecc.
Questo
nome
da
viceversa,
ed
procedimento
simile
unire;
da
e
aggiuntare
numerali,
pronomi,
con
entrare;
tardi,
rasare
{aggiùngere)
uno,
alterare^
fessdre
{ràdere)
Anche
da
untare
{fèndere)
formate
es.
involtare
oppressc'we
aggiunto
finito
dell'in-
datare
-e)
( opprimere)
raso
p.
flessione
opprèsso
fésso
sono
la
verbi:
{invòlgere)
mito
§
participio
altri
venuti
sono
dato
alcun
modo
semplice
di
derivar
iìnpropria.
maniera
da
di
altre
pai'ole
flessione,
della
cambiamento
derivazione
un'altra
parole
Passiamo
derivazione.
diante
me-
piglia
ora
a
lare
par-
il
259
II
CAPITOLO
propria.
I Suffissi. Derivazione
§
1.
derivazione, propriamente detta, di parole
La
parole,si fa mediante il suffisso,che consiste
in alcune lettere (compresa la flessione o terminazione
grammaticale) attaccate in fine al tema o radicale di
una
mitive
parola.Donde sorge la distinzione fra paroleprie
derivate; dicendosi primitivequelledove non
apparisce altro elemento che il temÀ e la flessione;
fisso.
sufderivate quelle dove al tema si vede appiccatoun
P. es. da lod-dre
diante
mevoce
primitivanascono,
da
altre
i
suffissi,
lod-évoìe, lod-evolissimo
lod-airice,
che
ecc.
primitiva,nascono
am-orevolézza,
può
ne
ne
avere
ha
ha
A
uno
Una
derivate.
voci
solo ed anche
un
am-oróso,
am-óre,
ecc.
derivate.
voci
sono
lod-atóre,
,
Da
am-orévole,
voce
più suffissi. Così
; lod-evol-issimo
ne
am-dre
derivata
lod-évole
ha due ; am-or-os-étto
(óre, òso, étto).
tre
rigore anche
chiaramente
nei verbi; ma
bisogna procedere a
tutto
le flessioni
sono
suflSssi,come
apparisce
stra,
pratica qual è la nole più profonde
grandi tratti, lasciando
ricerche
alle grammatiche
storiche, e specialmente a quelle delle
il sanscrito ed il greco.
lingue originali,come
§
2.
Fra
parte, anzi
la
in
i derivati
una
grammatica
della nostra
maggiore,
sono
voci
lingua una
già formate
gran
in la-
2C0
PARTE
tino,
passate tali
e
TERZA
e
GAP.
—
quali,salvo
II
piccoleed
esteriori
modificazioni, nella fovella italiana. E molte di queste
in maniera, che se ne vegga
si possono
non
scomporre
la derivazione
chiara
al latino. P.
formazione
né
igne
ut-
che
es.
esce
per
dia
ign-eo, vir-ile, ùt-ile
fuoco,
sono
ricorrere
voci la cui
nostrale, perchè^non usiamo
dal campo
viro
né un
per uomo,
alcuna voce
italiana
nò
origine ad
parole, benché già
Altre
senza
significato,
il
o
formate
radicale
primitiva.
latino, mostrano
in
la loro derivazione; p. es. fèrr-co
però chiaramente
da mòrte
da fèrro; opin-ióne da opinare; mort-dle
impera-tóre da imperare, ecc. ecc.
suffissi della lingua
Or noi, esponendo i principali
di derivazioni che o siano
italiana, porteremo eseinpii
del tutto italiane o che, se sono
già latine,si lascino
chiaramente
spiegare anche nella forma nostrale.
^
parola primitivaattaccandosi il suffisso
radicale.
per lo più, inalterato il suo
ad
fìnienti in e e ^r gutturali,
accoppiandosi
La
3.
§
conserva,
I temi
un
per
per i od e, seguono
generale la flessione del plurale,cioè a dire:
suffisso
la
flessione, e
che
cominci
quando
gutturale,
la
mutano
nella
si
conserva
anche
gola
re-
servano
con-
in tal
corrispondentepalatale
(vedi P. II, cap. iv,
quando la flessione stessa la muta
§§ 10 e 11) p. es. : largo, larghi, larghézza; dùca,
vacca,
duchéssa; turco, turchésco; cuòco, cuochmo;
droghièvacche, vacchina; fuòco, fuochista;dròga, re;
clàssico, classicissimo.
4.
§
mago,
sono
per
altro
alcune
eccezioni, sjiecial-
(non diminutivo),ismo,
preferisconola palatale;p. es.
coi suffissi ia, ita, ino
mente
izia
Vi
e
talora èlio che
maghi, magia; caduco, caducità; cièco, cecità;
I SUFFISSI.
DERIVAZIONE
2G1
PROPRIA
opaco, opacità; tònaca, tonacèlla:
'pudico, pudichi, piidicizia;diàlogo, dialogismo.
vaccina;
vacca,
accade
Ciò
anche
talora
col
pudico, 2mdicissinìO; caduco,
Al
ino
ed
ed
étto
il
preferisconola gutturaleanche quando
la palatale;p. es.
mèdico, tnedicimio
suffisso ézza
plurale abbia
e
es.
p.
cadiicissirno.
i suffissi diminutivi
contrario
amico,
suffisso issimo;
amichino
e
amichétto;
mònaco,
il
;
monachétto
monachino.
Altre
eccezioni:
archi, arcière,
pjòrco, pòrci, porcheria;
ecc.
5. Il
dittongouò quando
l'accento, si scempia e diventa
§
nella derivazione
o:
sonàglio; buòno,
suòno,
arco
p.
es.
perde
nuòvo,
bonàrio, bonissimo;
fuòco, focìierèllo;figliuòlo,figlioletto;
cuòre,
Il
dittongo
in
come
resta
per
buonamente,
suole
Si
più negli avverbii
nitoìiaménte.
scrivendo
superlativi,
Il
lo
hiionisshno
Alcuni
e
dittongo iè anch'esso,
vità;
no-
lo
composti
conservano
da
ràggio.
co-
ménte;
anche
nei
nuovissimo.
col
perdere dell'accento,
scempiarsi,restando e; p. es. Sièna, senése; volentièri,
volenteróso; piede, pjcdèstre,pedóne; leggiero,
leggerézza; fièro ferino.
conserva
to,
però generalmente coi suffissidi aumen-
diminuzione
peggioramento; p. es. piede, piedino,
tongo
piedone, pned àccio; e in tutti que'casi in cui tal ditè un
non
sempliceampliamento di e (casi che
si possono
solo col confronto del latino).
accertare
Onde
abbiamo,
p.
e
es.
:
sciènza
scienziato
pièno
pienézza
chièsa
chiesuòla.
262
PARTE
TERZA
GAP.
—
pieve
Si
Issimo
II
pievano
fièno
fienile
sièpe
assiepare.
conserva
es.
; p.
suffissi ézza
coi
pure
talora
e
:
fièro
fièro
tièpido
fierissimo
tiepidézza
liève
lievissimo
vièto
tietissimo.
§ 6. In
con
fierézza
generale, quasi
tutte
le differenze che
si riscontrano
nel
fra la
la lor ragione nel
parola primitiva e la derivata, hanno
derivata è stata presa
dal latino direttamente
latino;perchè spesso la voce
tema
nella
dagli scrittori,e perciò conservata
Ecco
perchè
abbiamo
accanto
chiamare
clamóre
chiérico
clericàto
cénere
cinèreo
si
prèzzo
plateale
prezióso
sapere
sapiènza
sostanza
sostanzióso
vétro
vitreo
tanti altri casi
trova
§
anche
somiglianti.Spesso
il derivato
7. L'accento
latino, p.
della
dal tema
cane,
canàglia;
paura,
ad
accanto
es.
originale.
accanto
un
derivato
italiano
a
parola derivata,regolarmente
nel suffisso: p.
passa
forma
a
piazza
e
sua
es.
da baróne, baronia:
pauróso.
Si eccettuano
alcuni
IGi
CAPITOLO
Suffissi di nomi
1. I
§
di
III
locali
collettivi,
suffissiche
principali
servono
collettivo,locale od astratto
senso
ia, evia
rado
(di
Collettivi: da
ed
astratti.
a
formare
sono
i
nomi
seguenti:
ia, èvia).
sostantivi:
argènto, a?^genieria;
valleria;
baronia; borghése, borghesia; cavallo, capróAo, jyrateria; tenebra, tenebria (poet.);
haróne,
libraria.
libro
,
Locali:
da
nomi
da
o
verbi:
arme,
armeria;
gheria
barbière, barbieria; cantóre, cantoria; dròga, drore,
; "pescare,pescheria ; pievano, pievania ; prióprrioria;stampa o stampare, stamperia.
Collettivi
nazione
come
e
locali
insieme
sono
molti
nomi
di
formati per lo
da
Russo,
Moldavia;
Tunisi,
corrispondente,
più dall'aggettivo
davo,
Rùssia; Bidgaro, Bulgaria; MolFranco,
Frància;
Polòno,
nia;
Polò-
Tunisia.
Astratti: da
aggettivi:cortése, cortesia; fòlle,
follìa;allégro, allegria;pazzo, pazzia; leggiadro,
leggiadria; furbo, furberia; cattivo, cattivèria: da
sostantivi: mago,
magia; signóre, signoria; pndòc-
SUFFISSI
DI
COLLETTIVI,
NOMI
LOCALI
265
ecc.
diàvolo, diavoleria; pòrco, porchio, xjidoccliieria',
cheria.
Molti
sostantivi in ia
geometria,
filosofia,
§
2. io
(di
rado
sono
greci;
come
monarchia,
ecc.
io).
Collettivi indicanti per lo più un'azione
infatta sieme
da molte cause,
o
con
particolareintensità: da
verbi: mormorare,
mormorio;
calpestare, calpestio;
t^ovindre, rovinio; sciiq:)dre,
sciupio; stropicciare,
stropiccio0 stropnccio; chiacchierare, chiacchierio ;
da nomi:
lavorio:
lavorare,
ptólvere,polveìHo.
Astratti:
assassinare, assassinio; abominare,
chominio
; do^nindre, dominio; aggravare
aggràvio.
,
Concreti:
§
3.
a
lèggere, leggio.
glia, iglia.
lo
da
più in senso
dispregiativo):
sostantivi:
cane, canàglia; ragazzo,
ragazzàglia;
sbirro, sbirràglia: da sostantivi collettivi: ciurma,
ciurmàglia; plèbe, plebàglia: da aggettivi:pòvero,
jjoveràglia;minuto, minutàglia.
Collettivi
In
senso
(per
che
s'avvicina
al collettivo : miiro
ràglia;
mu,
bòsco, boscàglia; gramo,
gramàglia; fango,
fanghiglia; canuto, canutiglia; móndo,
mondiglia.
àme,
ime,
Collettivi
urne.
da sostantivi:
(talorain senso
dispregiativo):
béstia, bestiame; légno, legname; póllo,
latte,
pollame; gènte, gentdme; cóncio, concime;
da aggettivi:agro, agriimi (plur,); àcido,
lattime:
acidume; bastardo, bastardume; grasso, grassume
da verbi.
pùtrido, putridume; vècchio, vecchiiime:
266
PARTE
TERZA
GAP.
—
serrarne
legare, legame; serrare
beccare, becchime.
(astratto);
HI
règgere, regime
:
,
§
§§
10
I, cap.
v,
11).
e
Collettivi
0
(vedi Parte
ière
djo,
4. drio, aro,
•
locali: da sostantivi:
e
(vediParte I, cap.
armàdio
iv,
§
7 in nota); -rima,
vèste, vestiàrio; luna,
annuàrio;
rimàrio;
anno,
lunàrio;
vocàbolo,
colómba,
colombàja; carne, carnière;
Astratti:
a :
vecchia]
vocabolàrio;
zuppièra; sàie,
zuppa,
grano, granàjo;
brace,
cière;
bra-
salièra.
marmocchiàja; vècchio,
pregare, preghièra.
marmòcchio,
diO.verbi:
flessione
Orio, ójo, con
Locali: da sostantivi
dormire,
armàrio
arme,
dormitòrio;
:
t, at, il,s.
partecipiale
da verbi:
tèrra, territòrio:
ballare, balla tójo; spogliare,
scrivere
o ;
spogliatójo; abbeverare, abbeverata]
scrittójo;scórrere, scorsojo.
Concreti: vedi fra 1 suffissi degli aggettivi.
§
^
5. ile.
Locali:
sostantivi: bòve, bovile; córte,
da
tile;
cor-
fièno, fienile;pècora pecorile; p)òrco porcile;
cane, canile; campana, campanile: da verbi: covare,
,
comic;
sedére, sedile.
àggio
e
Vedi
,
i suffissi degliaggettivi,
àtico.
stalla, stallàggio;villa, villàggio.
Astratti: da sostantivi:
bàlia, baliàtico, baliàgLocali:
gio; padróne, padronàggio; vassallo, vassallàggio;
riazione
vaàncora, ancoràggio: da nomi con
poca o nessuna
di senso:
sàggio;
lingua, linguàggio; mésso, mesno,
persóna pjersonàggio;cuòre, coràggio; dandannàggio (antiq.
).
Collettivi: carne, carnàggio; èrba, erbàggio.
,
SUFFISSI
LOCALI
COLLETTIVI,
DI
NOiMI
e
locali:
267
ecc.
6. éto.
§
Collettivi
da
sostantivi:
néto
can-
canna,
frutto,fruttéto;quèrcia, querceto; olico, olivèto; albero, alberéta e alberéto.
\
àta
{ita, Illa);accidia.
Astratti denotanti pienezza: da sostantivi : iìidno,.
camerata;
bràccio, bracciata; càmera,
manata;
fila, filata; carròzza, carrozzata; còrpo, corpacciata
o
scorpacciata.
Astratti
da
denotanti
l'effetto d' un
azione
o
l'azione
coltèllo, coltellata; guància,,
ragazzata:
guanciata; stòcco, stoccata; ragazzo,
da verbi: pèrdere, pèrdita; véndere, véndita; vincere,
stessa:
sostantivi:
bévere, bibita; comparire,
vincita;
Dei
Parte
molti astratti simili formati da
III, cap.
rita.
compa-
vedi
participii,
§ 7.
Astratti di tempo: da sostantivi: anno, annata;
mattina, mattinata; giórno, giornata; séra, serata;
i,
nòtte, nottata; inverno, invernata.
dio.
Astratti
e
locali: da
canònico,
contado;
rato;
sostantivi: dottóre, dotto-
canonicato;
papa,
dùca, ducato; marchése,
papato; cónte
novése,
marchesato; Ge^^
Genovesdto.
7.
§.
at-ùra,
it-ùra, tura,
séra,
con
flessioni
partecipiali.
Astratti denotanti l'effetto o il modo
da verbi:
andare,
andatura;
tessitura; morsicare,
cuòcere,
cintura
cottura;
d' un
azione
bàttere, battitura;
r
sere,
tès-
morsicatura;
pulire, pulitura;
fare, fattura; cingere,
(concreto);fèndere, fenditura
scolpire,scoltùra; pingere, pittura.
o
fessurai
268
PARTE
TERZA
—
GAP.
Ili
Astratti denotanti
simili:
latv.ra\
qualità,professione,grado o
da nomi:
nùnzio, nunziaiiwa; prelato, xjreprimogènito, pjrimogenitùra.
8. iira.
§
qualità,proprietà:da aggettivi:
dura
bravo, bravura; frésco, frescura; caldo, cal(antiq.):da verbi: j/rèmere, premura.
Lof^ali: largo, largura; piano, pianura.
denotanti
Astratti
Collettivi: vérde, xerdiira.
óre.
Astratti
amare,
indicanti l'effetto di un'azione:
àrdere, ardóre.
amòre;
Astratti
da verbi:
indicanti qualità,proprietà:da
chiaro, chiaróre;
ùmido,
umidóre;
aggettivi:
rósso, rossóre;
livido, lividóre.
9. ita, itii,tu, tìi (da tate, iàde, ecc.
§
vili,
cap.
Vedi
P.
I,
§ 20).
Astratti
denotanti
indole,dote, e simili,e talora
aggettivi:libero, libertà; bèllo,
biltà;
beltà; caro,
carità; avvèrso, avversità; nòbile, nogiovine, gioventù; sèrvo, servitù.
collettivi: da
anche
Udine,
nudine.
tivi
proprietàe qualità:da aggetsuèto,
attitùdine;- inquièto, inquietùdine; man-
Astratti
:
atto,
denotanti
mansuetùdine;
consuetudine;
amaro,
mólto, moltitùdine;
amaritùdine;
consuèto,
imprónto,
prontitù
im-
aggine.
Astratti
in
senso
denotanti
cattivo)o
un
proprietàe qualità(per lo più
atto proveniente da tal qualità:
SUFFISSI
da
sostantivi:
DI
COLLETTIVI,
NOMI
LOCALI
'^m
ecc.
àsino, asinàggine; fanciàllo,fanciullàggine:
aggettivi:gòffo, goffàggine; dabbène,
dabbenàggine; sfacciato,sfacciatàggine; stordito
da verbi: cascare, cascàggine.
storditàggine',
da
y
ùgine, uggine.
Collettivi: fèrro, ferrùgine; lana, lanùgine.
{{zia,igia); at-ézza.
Astratti denotanti
qualità:da aggettivi:duro,
durézza; bèllo, bellézza; dólce, dolcézza; limpido,
limpidézza; gentile,gentilézza; altèro, alterézza,
chigia
alterigia; avaro, avarizia ; franco, franchézza, fran: ;;o(in altro senso ): con flessione partecipiale
sdto, posatézza; sfrontato, sfrontatezza; delicato,
delicatézza; levigato,levigatézza.
§
10.
èzza
(da dnzia, ènzia, composti dal
ante, ènte, e il suffisso ia).
partecipiale
ànza,
ènza
Astratti
di stato
lontano,
vicinanza;
o
condizione:
lontananza;
da
nomi:
suffisso
vicino,
nanza;
cittadino, cittadi-
fratèllo,fratellanza; védovo, vedovanza;
molti antiquati,denotanti qualità,come
benigno,
nignànza; allégro, allegrànza.
Astratti indicanti atto
facoltà: da
o
speranza; teinére, temènza;
obbedire, obbedienza.
verbi:
e
be-
rare,
spe-
gliènza;
accògliere, acco-
più spesso con flessione partecipiale,
azióne, izióne, agióne, igióne, sióne (vedi Parte I,
cap. V, § 15, fine).
§
11.
iòne
e,
Astratti indicanti azione
unióne;
o
effetto: da verbi
opinare, opinióne; alterare,
creare, creazióne;
:
re,
uni-
zióne;
altera-
elevare, elevazióne;
sai-
?270
PARTE
vare,
salvazióne;
proibizióne;
stizióne;
ve-
fregagióne;
(in
guarnigióne
e
vestire,
fregare,
cacciagióne;
guarnizióne
Ili
—
proibire,
cacciare,
guarnire
GAP.
TERZA
altro
senso);
,
dividere,
confóndere,
divisióne;
coscrizióne;
talora
indicanti
anche
andaménto;
di
;
§
10
e
Astratti
Da
womì:
portare,
ménto;
porta-
ménto;
sciogli-
sciògliere,
parlaménto.
ismo,
cap.
andare,
conóscere,
sentiménto;
perdiménto;
parlare,
12.
cominciaménto:
sentire,
facoltà;
o
verbi:
da
collettivo:
senso
pèrdere,
effetto
od
azione
cominciare,
conosciméìito
§
zóne;
can-
iménto.
aménto,
Astratti
e
cantare,
arsióne.
àrdere,
mento,
stazióne;
stare,
vere,
coscri-
confusióne;
VI,
§
Parte
I,
cap.
iii,
8).
denotanti
greco,
(vedi
esimo
ésmo,
opinione,
usanza,
grecismo
;
àttico
setta
simili:
o
tino,
fioren-
atticismo;
,
cristiano,
fiorentinismo;
protestantésimo;
bigottismo;
prii: Platone,
rigóre,
Platonismo;
cristianésimo;
liberale,
rigorismo:
Aristotele,
testante,
pro-
liberalismo;
da
nomi
Aristotelismo.
gòtto,
bipro-
PARTE
nomi
sono
TERZA
di mestiere
vettura,
:
U'*
GAP.
—
pòsta, postino; ciabatta,
tamburo,
vetturino;
battino;
cia-
tamburino.
.{are), àie (sono aggettiviso.stantivati. Vedi
il capitoloseguente).
Da nomi:
gènere, generale; capo, caporale;
ufficiale;principio, pyrincipjàle.
tifficio,
§
2.
aro,
àjo, ière (vediP. I, cap. v, §§ 10 e 11).
{(trio),
sostantivi: carbóne
Da
carbondjo ; fórno, forndjo; salùme, salumdjo; spazzatura, spazzaiurdjo;
pasticcio,pabarba, barbière; giojèllo,gioiellière;
sticcièr
,
érte, artière;
(in altro
tière; ùscio,
Talora
senso
cavallo, cavallaro,
);jyècor« pecordjo; pòrta,
,
uscière.
Da
verbi:
córrere,
suffissi composti: calza,
con
lière
cava-
jjor-
corrière.
calzoldjo;
pòrta
^
portindjo; carta, cartoldjo.
nòlo,
ajuòlo.
carnpagnuòlò ; légno,
legnaiuòlo; calza, calzaiuòlo; bòsco, boscaiuòlo;
bagno, bagnajuòlo. Altri nomi: pùnta, pninteruòlo;
Da
muso.,
§
sostantivi: campagna,
museruòla;
óra, orinolo
e
orivòlo.
3. ista.
Da
sostantivi:
màcchina,
érte, artista; càmbio, cambista;
macchinista;
rista;
fuòco, fuochista;fióre,fio-
flàuto,flautista;violino, violinista. Da verbi:
computare, computista; copiare, copista. Da nomi
proprii(per indicare un seguace di un autore o d'un
Da
sistema):Calvino, Calvinista: Dante, Dantista.
reale, realista; ideale, idealista;materiale,
aggettivi:
materialista; spirituale, spiritualista;orientale,
orientalista.
DI
SUFFISSI
NOMI
273
PERSONALI
ita.
sostantivi
Da
(per
discendenza
indicare
Da
eremita.
èremo,
:
o
nomi
proprii
professione):Isdraèle,
Isdraelita; Levi, Levila; Gesti, Gesuita.
di città:
nomi
da
die:
Arpino,
nate;
Raven-
Arpindte; Ravenna,
Urbinate.
Urbino,
(ènse),ése (vedi Parte I, cap. vi, § 11)
Da sostantivi:
bórgo, borghése \ marca, inarcliése. Da nomi
propriidi luoghi:Bologna, Bolognése;
Calabria, Calabrése; Milano, Milanése; Èste,
§
4.
Estènse; Camàldoli,
Camaldolènse
;
Laterdno,
La-
teranènse.
èssa.
Da
sostantivi
papéssa; dùca, duchéssa;
baróne, baronéssa; abate, ahbadéssa; filòsofo,
soféssa;
filodottóre, dottoréssa; avvocato, avvocatéssa.
:
papa,
È il suffisso piti
comune
in
§
dorma
una
per indicare
(vedi Parte
dignitào professione
II, cap. vìi, § 7).
una
5. óne.
verbi:
Da
chiacchieì^óne
ciarlare, ciarlóne; chiacchierare,
pyreddre,predóne; stregare, stregóne;
imbrogliare, imbroglione.
;
atóre, itóre,tóre, sóre; atrice, itrice (vedi P. II,
8
9).
Da xerhì: parlare, parlatóre; bécere, bevitóre;
conóscere, conoscitóre; scoprire, scopritóre; udire,
tóre.
uditóre; dire {dicere),
dicitóre; lavorare, lavoraCon flessione irregolare:
scolpire,scultóre; règgere,
rettóre; uccidere, uccisóre; dividere,divisóre
dipingere, dipintóre; lèggere, lettóre o leggitóre.
E al femminile, da verbi: pjarlatrice,
bevitrice,lavocap. VII,
§§
e
y
*
FopNACiARi
—
Gramm.
Hai.
18
274
PARTE
TERZA
GAP.
IV
—
ratrice,
lev
levale,
direttrice,
lettrice
ante,
verbi:
o
Da
frésco,
irregolare:
partecipiale.
Vedi
sciti
P.
cantante;
cantare,
brigare,
(aiidire),
udire
lavorante;
re,
ricama-
cucitrice;
trice,
leggitrice.
mercànle;
mercdre,
cucire,
ce;
flessione
(forma
ènte
Da
fri
Con
ricamatrice.
§
a
sostantivi
:
amare,
brigante;
audiènte;
gala,
II, rap.
xx).
amante;
lavorare,
intèìidere,
galante.
Da
tendènte.
in-
aggettivi:
frescante.
6.
àsco.
Da
nomi
di
Comasco;
paesi:
Crèma,
mo,
Co-
Bergamasco;
Bergamo,
Cremdsco.
D-àyerhì:
fuggire,
fuggiasco.
Da
òtto.
gia.
triòtta
nomi
Chioggiotto.
da
pàtria.
di
paesi:
Modernamente
Cipro,
anche
Cipriòtto;
pa^r?ó//o
Chiòge
/3a-
275
V
CAPITOLO
Suffissi di
§
1. eo,
aggettivi.
èo.
Aggettivi di
tivi:
somiglianza: da sostanaere, aèreo; argento, argènteo; òro {àuro),
àureo; céra, cèreo; latte,làtteo; fèrro, fèrreo.Nomi
di discendenza
risèo,
o
Ebrèo, Filistèo, Fapatria,come
Giudèo, Ragusèo, ecc.
materia
o
iìzo, icino.
da
Aggettividi materia, provenienza o somiglianza:
sostantivi:
cedro, cedrino; cénere, cenerino; carne,
carnicino;
màschio
cap.
cristallo, cristallino; cane
canino
,
;
(da,màscolo) mascolino; fém^nina, femminino.
Aggettivisostantivati:
§ 1.
prec.
latte, latticino.
Vedi
il
Parte
I,
,
agno,
igno, àgnolo (àneo, ineo,
12).
Aggettivi
ecc.
Vedi
cap. v, §
di
da
:
somiglianza o partecipazione
sostantivi:
gue,
tèrra, terragno;- grifo, grifagno; sànsanguigno; fèrro, ferrigno; ulivo, ulivigno;
dite, cutàneo
; fidmine, fulmineo. Quanto ad àgnolo
in senso
diminutivo,,vedi il cap. seguente, § 2.
276
PARTE
§.
2. die, are,
IV,
cap.
TERZA
ile. Vedi
V
GAP.
—
§ 2,
cap. prec,
e
Parte
I^
§ 7, nota).
Aggettivi di
mta,
relazione
da
:
partecipazione
o
vitale; mòrte,
mortale;
natura,
stantivi:
so-
na^
turale; grammàtica, graìnmaticàle; erètico, ereticàie; gènere, generale; pòpolo, popolare; milite,
nare;
famiglia,-famigliare ; polmóne, polmogènte, gentile;gióvane, giovanile; màschio,
monamaschile;
femminile; mònaco,
fémmina,
stantivati,
cile; signóre, signorile.Molti sono
gli aggettivisocome
animale, boccale, casale, natàlCr
piignóJ.e bovile, cortile, pastorale, ecc. Vedi P. III^
cap. Ili, § 5.
militare;
,
esco.
stantivi
Aggettivi di provenienza o somiglianza: da so:
bambino, bambinésco; dònna, donnésco
animalésco
; bàrbaro,
guèrra, guerrésco; animale
trarca,
da nomi
barbarésco:
proprii:Dante, dantésco; Pepetrarchésco; Bèrni, berniésco. Aggettivi
di qualità:pittóre, pittorésco; mano,
manésco.
gettiv
Agda altri aggettivi:furbo, furbésco; gentile,
gentilésco.
'y
,
èsto, èstre,
o.
Vedi
Parte
§ 5.
somiglianza:tèrra^
I, cap.
vi,
Aggettivi di appartenenza o
terrèstre; campo,
campèstre; cielo, celèste, cilèstrOy
'piede,pedèstre; alpe, alpjèstre.
%
3. ico, àtico,
Aggettivi
di
àggio.
appartenenza:
Italia, itàlico; Sàssone,
da
nomi
di
sassònico; Briiànnia,
paesi:
tànnico:
bri-
personali(vedi il cap. prec, §3):
artista, artistico; umorista, umoristico; alpinista.
da
nomi
SUFFISSI
DI
277
AGGETTIVI
'alpinislico;realista, realistico; egoista, egoistico;
gesuita, gesuitico: da sost'antivi: sélva, selvàtico,
selvàggio; fiume, fiumàtico.
ano:
Aggettivi di provenienza od appartenenza: da
:SOstantivi: móndo,
moìiddno; fiiime,fiumano {^oei.):
da nomi
proprii:Ciceróne, ciceroniano; Livio, lidi paesi(vedi qui
da nomi
vidno; Ordzio, oraziano:
napoletano,
:Sopra cap. iv, § 1): padovano, romano,
palermitano, siciliano; isolano. Molti sono
gli aggettivi
sostantivati specialmentefemminili,come
còllo,
4)olld7ìa; pnède, pedana; sótto (prepos.),
sottana.
Vedi
loc. cit.
§
4. òso.
Aggettividi abbondanza
attività,ora, e più spesso,
(ora in senso
piene;iiza
idi
in senso
di stato): da
?sostantivi: amóre,
amoróso;
giòja, giojóso; glòria,
glorióso; grazia, grazioso; maestà, maestóso
; òpera,
opjeróso; stùdio, studióso; néve, nevóso; acqua,
acquóso; pjàsta,pjastóso;ómbra, ombróso; supèrbia,
superbióso: da aggettivi:ridicolo, ridicolóso
(raro); sdrùcciolo, sdrucciolóso
{^er heSa); bianco,
biancóso
da
(antiq.):
pensare,
pensóso.
verbi:
o
incréscere, increscióso,
àio, ito, ùto
in
(suffissi
partecipiali).
e
Aggettivi di abbondanza
pienezza (per lo più
so,
senso
passivo):da sostantivi: brina, brinato; sènsapjóre,saporito; barba, barbuto ; naso,
orécchio, orecchiuto; capéllo, capelluto: e
sensato
nasuto;
?con
;
suffissicomposti: nèrbo
nerboruto
,
;
lingua,
pólpa, pjolpacciùto(anche polputo).
guacciut
lin-
PARTE
278
TERZA
CAP.
—
V
olènto.
Aggettivi di
sonnolènto;
sónno,
mizzolènto;
§
abbondanza
pienezza:da
e
tivi:
sostan-
succolènto; puzzo
succo,
y.
còrpo, corpulènto.
5. àrdo.
da sostantivi:
Aggettivi per lo più di costume:
bèffa, beffardo; bugia, bugiardo; tèsta, testardo:
da verbi: leccare, leccàrdo.
Aggettivi di nazione, da
di paesi: Savòja, savojàrdo; Nizza, nizzardo.
nomi
Da
vegliardo (sost.
).
vèglio (veccliio)
—
dtno, lèro.
Aggettivi di provenienza o
maniera:
da
tivi:
sostan-
eredità, ereditàrio; volontà, volontàrio; órdine^
gine,
stra-ordinàrio; salto, saltuàrio; immàordinàrio,
immaginàrio; umanità, umanitàrio; verità,
da aggettivi:
veritièro:
primo, primàrio q primièro %
secóndo,
secondàrio;
buòno,
Orio, at-òrio, it-òrio
bonàrio.
(con
flessione
partecipiale).
Aggettividi qualitàe indole: da verbi: ainàre,
{laudd"^e),laudatòrio; meritare
^.imatòrio; lodare
Molti sono
meritòrio.
gliaggettivisostantivati di senso
locale 0 collettivo (vediqui sopra cap. in, § 4). Altri
flessione irregolare:
sostantivi in altro senso
con
prire,
cocopertójo; stringere, strettójo;ràdere, rasójo; spègnere, spegnitójo.
^
dee.
Aggettivi indicanti disposizioneo capacità: da
sostantivi e verbi: sàie, salace; péna, penàce (antiq.);
capire, capace; mòrdere, mordace; rapire, rapace,
pugnare, pnignàcev da. aggettivi:véro, verace.
280
PARTE
mendicante.
cap.
DI
sostantivati
vedi
:
AGG
addietro,
qui
ebóndo.
Aggettivi
di
vagare,
meditare,
abitudine
e
vagabóndo;
azione
continua
tremare,
:
da
tremebóndo;
meditabóndo.
atùro,
itiiro,
Aggettivi
8.
senso
morire,
futuro.
Sono
morituro;
pochi
e
presi
venire,
venturo;
formare
gli
dal
latino:
durare,
scere,
na-
raturo.
du-
issimo.
suffisso
Questo
(vedi
imo,
turo.
di
nascituro;
a
serve
Parte
11^
cap.
viii,
§
aggettivi
perlativi
su-
5).
esimo.
Serve
Parte
SUFFISSI
—
5.
§
àbóndo,
§
V
—
Aggettivi
IV,
verbi:
GAP.
TERZA
II,
a
cap.
formare
xvii,
molti
§
2).
numerali
ordinali
(vedi
281
CAPITOLO
Suffissi
gradualidi
1. Accrescitivi.
§
Parte
loc. cit.
,
Vedi
àccio.
II. Suffissi
loc.
§
II "
semplici:
cap. ix, §§ 2, 3,
4.
5.
cit.,ivi.
composti:
acchióne:
accióne, azzóne,
frate fratacchióne\ tórre,
torr
,
vaccióne
alterati.
nomi
I. Suffissi
—
Vedi
óne, Clóne.
òtto. Vedi
VI
uòmo,
omaccióne',
acchióne; bravo, hra-
sbravazzóne.
o
ottóne:
occióne:
gióvane giovanottóne casa,
fante, fantoccióne; grasso,
eliòne
canna, cannellóne
',
casottóne.
,
grassoc-
cióne.
ettóne:
:
cassa,
; pazzo
,
pazzer
eliòne.
cassettóne, libro, libre ttòne.
acciò tto, acchiòtto:
liipo,lupacchiòtto; frate,
fratacchiòtto; furbo, furbacchiòtto; mòro,
ìnorac-
chiòtto.
§
2.
Diminutivi,
I. Suffissi
e
dispregiativi.
—
semplici:
ino, icino:
étto:
vezzeggiativi
vedi
vedi
Parte
II, cap.
cap. cit, § 8.
ix,
§§ 6,
7.
282
PARTE
TERZA
Ùccio, iicchio, uzzo,
cit.
,
§
—
CAP.
VI
uzzolo
erùccio
,
cit. Aggiungi: bàcio,
:
vedi
cap.
baciucchio; panière,
pa-
neriizzolo.
vedi
iccio:
ticcio;
cit.,§ cit.: bruciato, brucia-
cap.
inférmo, infermiccio; còtto, cotticcio;mòlle,
molliccio;
malaticcio; giallo, gialliccio;
malato,
rósso, rossiccio.
èlio,cèllo, icèllo,erètto:
Oltre
ramicèllo
a
vedi
uòlo:
si ha
il
più
vedi cap. cit.,§ 9.
cit.,§ 10:
cap.
ramoscèllo.
comune
béstia, bestiuòla;
pèzza, pezzuòla; pòggio, pogginolo; famiglia, fa-
raigliuòla;chièsa,
icciuòlo:
chiesuòla.
libro, libricciuòlo
;
mitro,
niuric-
ciuòlo; asse, assicciuòla; asta, asticciuòla; bórgo,
borghicciuòlo; vèrme, vermicciuòlo.
ùcolo
pàglia, pagliiicola; fòglia, fogliùcola; poèta poetùcolo ; abate, abatùcolo; dònna, don:
,
nùcola.
ógnolo: vérde,
verdógnolo;
mèdico,
medicónzolo;
ónzolo:
amaro,
gnolo.
amaró-
maèstro,
mae-
strónzolo.
§ 3.
IL
Suffissi
stanza,
uncino:
poncino; téla,
Ottino:
nottino;
:
stanzoncino;
scarpa,
scar-
(in altro senso).
grassottino; gióvane, giova-
teloncino
grasso,
casa,
occino
composti:
casottino.
grasso grassoccino ; fante,fantaccino;
,
bèllo, belloccino.
oncèllo:
viòla
(strumento),violoncèllo.
citino, erellino, icellino:
campanellino;
gonnellino; buco,
campana,
còsa, coserellina; gònna,
bucherellino; sòldo, solderellino; grande, grandi-
SUFFISSI
GRADUALI
DI
NOMI
283
ALTERATI
Cellino; yiàtto, piattellino;fióre, fiorellino; casa
casellina
(m
sonnellhio.
altro
senso); sónno,
casa,
donnetthia;
casellina; dònna,
librettino; fòglio,foglietlib^'-o,
ettiìio:
serva, servettina;
tino; fèrro, ferrettino;còsa, cosettina; agro,
iiìio ; basso
bassetlino.
agret-
'
,
uccino
casa,
:
libro, libruccino
casuccina;
,
labbro, labbruccino; caldo, calduccino.
olino:
gna,
béstia, bestiolina; pèzza, pezzolina; cacagnolino; figlio,fìgliolino;tnèmbro, membrolino
;
scisso,sassolino
mazzolino
; mazzo,
; giallo,
giallolino.
§
4, accino:
inètto:
omacclno;
uòmo,
tàvola, tavolinétto;
fante,fantaccino.
casinétto.
casa,
ellélto:
campanellétta;
campana,
nellétto; dòmia, donzellétta.
olétto:
fórno, fór-
pòggio, poggiolétio; chièsa, chiesolétta;
rivo, rivoletto; orcio, orciolétto.
inùccio:
tàvola, tavoUnùccio;
péntola, pen-
toliniiccio.
bue,
acciuòlo, acchiòlo, azzuòlo:
ladro, ladr acchiòlo;
buacciòlo;
brutto, bruttacchiòlo
;
prète,
2)retazzuòlo.
bórgo, borghettuòlo; civétta,
ettuòlo:
§
5. Peggiorativi.
àccio:
vedi
suffisso anche
indicare
Parte
—
I. Suffissi
II, cap.
molti sostantivi
ix,
non
§
tuòla.
civet-
semplici.
11.
Hanno
sto
que-
peggiorativi,
per
destinati a
data materia
o
oggettifatti d' una
tale ufficio: i^.es. pàglia, pagliàccio; strofinare,
uu
strofinàccio; piuma, piumàccio.
vedi cap. cit, § 11.
astro:
284
PARTE
6.
§
TERZA
Suffissi
IL
onàccio:
birbondccio;
elldccio:
portonàdcio.
giovanotlàccio.
tavolindccio
tdvola,
cassonàc-
cassa,
pòrta,
;
gióvane,
indccio:
ecc.
:
ribaldondccio
otidccio:
SUFFISSI
—
composti
birbo,
ribaldo,
cio;
VI
GAP.
—
\
casindccio.
cdsa,
dònna,
carnpanelldccio;
campana,
donzelldccia.
caseitàccia
cdsa,
ettdccio:
libro,
;
librettdccio
\
romanzeitdccio.
romdnzo,
uccidccio
cappèllo
:
,
siiccidccia;
stdnza,
lluccidccio
cappe
; cdsa
ca,
libruc-
libro,
stanzuccidccia',
cidccio.
ettiicciàccio
libro,
:
libretinccidccio
cdsa,
;
ca-
settuccidccia.
oldccio:
chièsa,
chiesoldccia;
olo
accento)
pèzza,
pezzo-
Idccia.
7.
%
Il
il
come
preciso,
suffisso
ed
seggiola;
altri
muto,
mutolo;
giocàttolo,
zolo;
un
bòssolo;
donde
ùcciolo,
nascono
uzzolo,
vióttolo;
stfofindcciolo;
io, xmglmcola.
uólo,
vedersi
bòsso,
suffissi,
icciolo,
piuttosto
può
come
cintolo;
affine
suo
è
(senza
ma
nelle
fonetico,
che
costola;
àgnolo,
óccolo,
ciitrettola;
pretòccolo,
ónzolo,
ecc.
sgricciolo;
donnàccola,
cativo,
significinto,
sèdia,
frómbola;
viene
attaccato
éttolo,
óttolo,
P.
senso
àvolo;
évo,
fróìnba,
àttolo,
alcun
elemento
un
Spesso
tivo,
diminu-
senso
serba
formazioni:
ì-dgnolo.
ragno,
ori^'ne
non
seguenti
cgsta,
in
italiano
in
elemento
ba
es.
dcciolo,
pizzicàgnolo;
paneriizzolo,
prelónzolo,
ad
ìniniiz-
omiciàtto-
285
CAPITOLO
Suffissi di
§
1.
Da
verbi, e
VII
di avverbii.
icdre, eggidre.
frequentativoo diminutivo:
fumare, fumicare; hiascidre, biascicare; gémere,
Da nomi
gemicare; ródere, (dal participio
) rcszcaré'.
manifestazione
e aggettivi)
(sostantivi
per indicare una
in senso
un'attività del nome
stesso
transit
0
per lo più innéve, nevicdre; rdmpa, rampicàre; zòppo,
zoppiicdre;dia, aléggidre; arpa,
arpeggidre;
hidnco, hiancheggiare; ddrdo, dardeggiare; fiamma.,
fiammeggidre; fòlle,folleggidre;guèrra, guerreggidre; Idmpo, lampeggiare; mano, rnaneggidre;
signóre, signoreggidre; vdno, vaneggiare; véla, veleggidre; villdno, svillaneggidre.
§
2.
verbi, in
senso
izzdre, ezzdre.
Verbi
indicanti attuazione
riduzione
(transit):
da nomi:
latino, latinizzdre; volgdre, volgarizzare;
fertilizzare;
pólvere, polverizzare; òrgano,
fèrtile,
transit
inorganizzare. Verbi indicanti imitazione (in senso
greco
,
grecizzare
poèta, poetizzdre. Talora
adopera eggidre, donde abbiamo
serpicggidre.
o
;
morale,
nello
re;
moralizza-
stesso
senso
grecheggidre,
si
neggiare,
tiran-
286
PARTE
•
§ 3.
TERZA
—
GAP.
VII
itd're.
di
:
frequentativo
gravare,
gramtàre; seguire,seguitare. Verbi di riduzione: da
aggettivi:àbile, abilitare; débole, debilitare;nòbile,
nobilitare; capace, capacitare.
verbi
Pochi
§
4.
Prevale
diminutivo
senso
frequentativo
e
suffissi seguenti:
nei
insieme
il
senso
oldre
elidile
ettdre
azzdre, uzzdre
accidre,
acchidre, ecchidre, icchidre, ucchidre.
brancolare; formica, formicolare;
Esempii: brdnca,
vènto,
sventoHre
;
mi-
mescolare,
méscole,
§ 7); spiga,spigolare
balzdre, balzelldre; cantare, canterellare; gié'àre,
girelldre;sarchidré, sarchiellare; saltdr.e, saltegdmba, gambetrelldre; bucare, bucherelldre
tdre; zdmpa, zampettdre; culo, sculettdre
gnare,
ghisghignazzare; bàvere, sbevazzare; córrere,
scorrazzare; spiegare, spiegazzare; carddre, scarchiare;
bàvere, sbevactagliare, tagliuzzare
dazzdre;
(vedi P. I, cap.
schidre
vi,
—
—
—
—
rubdre, rubacchiare;
morsecchidre;
mòrdere,
dormicchidre
dormire,
;
re;
scrivere, scrivacchia-
sónno,
sonnecchidre
stùdio, studicchidre
;
;
ciare,
ba-
baciucchidre.
§
5.
avverbi,
I suffissi
più
usitati per
la formazione
degli
sono:
ménte
XXVIII,
(in origineun
§
cmi, ónc.
nome).
Vedi
Parte
3.
Vedi
Parte
II, cap. cit.,§ cit
pitolo
II,ca-
^88
CAPITOLO
Formazione
§
1.
Un
altro modo
per
Vili
composizione.
di formazione
parole è
per composizione; che accade quando più parole(ordinariamen
due) si congiungono e stringono a farne
una
mentale,
sia la fondasola, per guisa che l'una di esse
l'altra la determinante; p. es. cassa-panca,
terra-pièno,capo-lavóro, valent-uòmo, ecc. La nostra
la greca e la tedesca, facoltà illimita
lingua non
ha, come
di formare
alcuni
voci composte (tranne con
si attiene a quelleche l'uso ha stabilite,
ma
prefissi);
benehè
a' poeti sia lecito di crearne,
discrezione
con
suH' esempio delle due lingueclassiche.
però,delle nuove
Nei composti ora
precede la parola determinante,
in nottetèmpo, terrapièno, ecc.
la fondamentale,
come
ora
In greco e latino prein cavolfióre,ecc.
come
vale
l'ordine primo, ma
al genio della lingua italiana
è più conforme
il secondo, specialmentenelle composizioni
delle
"
di sostantivi.
§ 2. La parola che nella composizioneprecede si
modifica, quando è possibile,o colla elisione o col
troncamento;
geniil-uòmo
gièro, ecc.
In
certe
yiorta, mónte,
esempio:
per
parole
,
si
velile
cann-occhidle
man-rovèscio,
danno
dei
cia,
mei-aràn,
vener-di, caval-leg-
troncameuLÌ
che, componendosi
con
irregolari,come
altri nomi,
in
perdono
PER
FORMAZIONE
sillaba; per
i'ultima
289
esempio Porsampièro, Monferrato
Valddrno,
Por Santamaria,
COMPOSIZIONE
ecc.
11 numerale
dièci
in
scempia il dittongo; p. es. dici-ótto,dice-nnòve, ecc.:
il dittongo per lo più si conserva;
p. es. buonamente,
vedi
qui
addietro
cap.
ii, §
5,
,
Moncdlvo
,
composizione
in
altri casi
nuovamente:
nota.
sillaba
parola precedenteesce in una
onde la seguente incomincia,
uguale 0 simile a quella'
l'una si mozza;
(eròico còmico),
p. es. eroi-còmico
qualcòsa (qualche còsa), tantòsto (tanto tòsto).
la
Quando
Rispetto alla parola finale, i composti sono
viene alterata,e derivativi
quando essa non
primitivi
rivativi
(juandola medesima
prende un suffisso. Composti demoltissimi verbi e poche altre voci .derivate
sono
da nomi
retti da preposizione,
per es. ab-boccdre
(in barca);forsenn-dto
(a bocca), imbarc-dre
( fuor senno
); alcuni sostantivi derivati da aggettivi
da malsano,
ed altri derimalsan-ia
vati
composti,come
da un
verbo preceduto da nome
nelle voci
come
frutti-vénd-olo (vendere),panicuòc-olo (cuocere),
ventipiò'c-oU(piovere),mani-tèng-olo (tenere)col
§
3.
suffisso -oto.
§
4. Talora
imitando
la
prima parola(per lo più un
la maniera
tivo)
sostan-
di
composizioneche è propria
de' latini,
si flette in ?; p. es. pettirósso(petto),
capdnéro (capo), capitombolare (capo),architrave
(arco).Qui appartengono altresì molte voci formate
la'poeti,come
ali-dorato, occhi-azzurro, ecc.
fedelmente
Conserva
(da
tèrra
la flessione latina terremòto
mòto).
e
§ 5. Siccome la parola composta, se
tale, forma un sol tutto, così ne viene
KoRNACtARi
—
Gramm.
Hai.
veramente
che
è
soltanto
19
290
PARTE
r ultima
fissa la
§
che
la
senso
GAP.
Vili
di cui si compone
condo
possa flettersi seed il numero,
restando
immutata
e
precedente:e questa
come
vediamo
es.
p.
è infatti la
regola gene-,
in
cassapdnca
capolètto
cassapdnche
capolètii
onanrovèscio
manrovèsci
falsariga
falsarighe.
però la composizionesia più apparente
che si fletta la prima
sostanziale, può accadere
6.
parte,
ise
—
delle voci
il genere
rale,
TERZA
o
Quando
anche
tutte
parola capo
due.
e
precede
collettivo ; p.
es.
e
Si flette la
regge
prima parte
altra parola di
un'
:
plur.
sing.
capo-càccia
capo-cldsse
capo-parte
capjo-fila
capo-hànda
capo-pòpolo
capi-càccia
capi-classe
capi-parie
capi-fila
capi-hdnda
capi-pjòpolo
pomodoro (pomo d'oro) accanto
anche le flessioni
alla flessione regolarepomodori abbiamo
irregolari
pomidoro e pomidori.
le voci in alcuni composti di
Si flettono ambedue
un
aggettivoche fa da attributo ad un sostantivo ; p. es.
huonemdni,
cartapésta, cartepéste\ huonamàno
che potrebberoscriversi anche
bassorilievo, hassirilièm
separatamente.
si flettono,
I compostidi due nomi
usati come
titolo non
il Gaini Barbaróssa;
p. es. il Barharóssa,
e
simili. Nella
voce
,
,
FORMAZIONE
GamhaUmga;
i
dali'mga,
di
verbo
un
già plurale,
da
seguito
quando
o
2'.n
COMPOSIZIONE
un
il
incarico
un
il
battistrada;
i
i
quando
nome,
esprimono
flettono
si
neppure
haftistrdda,
il
es.
p.
PER
posti
com-
è
nome
personale
;
portalèttere
,
i
portalèttere,
la
lo
per
colle
altri
casi
de'
regole
stesse
questi
nomi
plici,
sem-
segna-cdso
torna-giisti\
toma-gusto
es.
p.
flettono
si
più
'portalèttere.
le
e
In
i\
,
,
i.
spazza-camino
,
La
7.
§
Noi
seguenti
può
composizione
categorie
con
aggettivi:
soli
verbi:
di
di
)
di
composti
:
soli
di
:
verbi
e
di
:
nomi
di
:
niere.
ma-
nelle
composte
sostantivi
di
verbi:
con
prefissi (preposizioni,
o
nomi
con
parole
sostantivi
aggettivi
particelle
avverbii
le
divideremo
pertanto
molte
in
luogo
aver
rali
nume-
particelle fra
loro.
,
si
Nei
8.
§
restando
perde,
viir,
cap.
§
p.
sono
es.
o
rèsto
verbi
(cfr.
sovrasti,
(poet.
)
all'
quello
eccezione
formano
composti,
quando
risto),
ecc.
(ma
e
per
della
seconda
alcune
voci
agg.
la
italiano
seconda
analogia
(vedi
P.
1,
o
aggettivi
giròvago.
il
ecc.)
come
latine,
prettamente
sia
parte
anche
soprastdi,
soprastò,
contrastai;
contrastano,
oltre
solo
precedente
-parola
9).
Un'apparente
che
della
l'accento
composti
verbo
e
raonosillaba,
italiano
contrasto,
dispari,
vrasto,
so-
trasti,
con-
itnpari
CAPITOLO
di
Composizione
§
1.
nomi
Sostantivi:
la
mezzo
di:
prep.
l'aggettivo:
il secondo
favo-mèle,
carta-pècora,
come
dal
il
ragna-télo,
Marte-,
secondo;
es.
p.
móndo,
mappapòpolo,
capo-
capo-classe,
capo-giro,
di
vite,
acqua-
capo-vèrso,
po-fila:
ca-
vèscio,
man-ro-
fer7^o-via (neologismo).
notte-tèmpo,
Avverbii:
Vener-dì.
Giove-,
fosse
fini-móndo,
capo-càccia,
dal
primo
balèno,
arco-
es.
ci
se
primo,
capjó-lètto, capo-lavóro,
capo-squadra,
p.
archi-trdve',
capo-maèstro,
dall'altro
de^
madre-pèrla,
,
dipende
loro.
secondo)
il
cann-occhidle
sai-nitro,
l'uno
ovvero
fa
fra
verbi
(di regola
come
cassa-panca,
cavol-fìóre,
di
e
l'uno
l'altro, quasi
termina
IX
capo-
piede, capo-rovèscio.
Talora
d' oro
§
di
è
in
come
espresso;
(pomo
pomodoro
).
2.
Sostantivi
r attributo
al
sostantivo
che
harha-róssa
,
gentil-dònna,
:
mal-óra,
gran-duca,
l' aggettivo
precede,
p.
es.
pan-grattàto,
gamba-liinga;
mezzo-giórno,
mal-anno,
ora
mal-caduco,
carta-pésta,
l-imMisto,
aggettivi
con
mezzo-di,
mal-èrba,
buona-mdno,
ora
segue,
serve
turco,
gran-
róssa,
pellep.
es.
valent-uòmo,
mal-umóre,
falsa-riga,
belva-
NOMI
BI
COMPOSIZIONE
E
DI
VERBI
FRA
LORO
293
franco-bóllo:il sostantivo dipende dall'ag"ìia-glòria,
gettivo
mediante
una
preposizionesottintesa,per es.
l'aggett
o, colla precedenza delterra-pièno, mano-scritto,
verde-tèrra, verde-mare.
Aggiungi l'aggettivo
fede-dégno.
composti formati alla latina, dove la
prima parola (sostantivo) limita il significatodella seconda
(aggettivo);
'{\. eà.
petti-ì~óssocapi-néro, codi-rósso, borchi-dùro
; q mo\\.\
Qui
alcuni
si riferiscono
,
altri fatti da'
terri-cùrvo,
£onànte,
ali-dorato, diti-ròséo, occhiazziirro, ondi-
poeti, come
nubi-
fendènte, ori-crinito.
il
§ 3. Aggettivi:
primo aggettivo determina, a
guisa d'avverbio, il secondo; p. es. Composti aggettivali:
agro-dólce, sacrosanto, vario-pinto, anglosàssone,
indo-germànico, franco-italiano, grecosimili. Composti sostantivati:
latino
e
sordo-muto,
pian-fòrte, chiaroscuro.
Composti poetici: bianco-vestito, dolci-amaro,altisonante, ecc.
§
4.
Nomi
con
verbi.
Il
termina
(che precede) de-
nome
quasi avverbio, il verbo seguente, p. es. capovòlgere,
capo-levdre giro-vagdre chiaro-veggènte :
talora fa da oggetto: mani-tèngolo, luogo-tenènte.
Il verbo, nella forma di imperativopresente 2*
sona
per,
,
tiva
singolare,precede e regge in costruzione obietil sostantivo seguente (ora sing.ora
plur.).Questi
composti (sempre sostantivi)sono
numerosissimi, e se
formano
de' nuovi. Esempii: accattane
continuamente
pàne, bacia-màno, concia-tétti, cavalca-via, commetti-màle
cava-dènti, battistrada, guarda-ròba,
mesci-ròguarda-bòschi, gir-arròsto, lava-mani,
ba, para-f)ètto, passa-tèmpo, pai^a-vènto,- portasigaì-'i,
porta-vóce, porta-mantèlli, par-dcqiia,stuz,
294
PARTE
TERZA
GAP.
—
zica-dènti,
storci-léggi,
è
del
soggetto
il
spazzain
come
esso,
nome
mòrto,
casca-
posa-piano.
l'articolo
la
o
bevi-l'
preposizione:
-acqua,,
caìit-im-bdnco
-òcchi
cava-V
battì-l'-òro,
di
attributo
o
Talora
hatti-cuòre,
in
come
bacia-bdsso,
Con
stringi-ndso.
verbo
scorribanda;
vèìito,
IX
gir-a-
,
,
sóle.
Due
5.
§
( ambedue
verbi
battisóffia,
sostantivi:
G.
%
di
parole
si
bene
La
ispetta
non
di
noi
a
parlare.
sempitèrno,
malèdico
quadrùpede,
formati
per
Composti
filosofia
scòpio,
ed
analogia,
greci:
altri
telègrafo,
scientifico.
baròmetro,
per
come
esempii:
antelucano,
benèfico,
lèfico,
ma-
retrògrado,
mei-
analogia:
ed
altri
ed
armigero;
caseificio,
filàntropo,
tetràgono,
formati
quali,
alcuni
deificare:
nàufrago,
numei'o
,
calorifero,
come
delle
Eccone
bimèmbre,
infame,
malèvolo,
benèvolo,
greche,
sacrilego,
veridico
,
lifiuo,
e
equilibrare,
odorifero,
grandissimo
un
latine
equivalére,
latini:
fruttifero,
decènne,
inoltre
esclusivamente
composte,
Composti
tivo):
impera-
andÀ-riviè-
gira-vòlta,
possiede
lingua
nostra
vede,
dell'
xjappa-tdci.
saliscéndi,
ni,
forma
nella
ecc.
misàntropo,
idrògeno,
innumer*voli
altri
geometria,
ossigeno,
propri!
micro-
del
guaggio
lin-
296
TERZA
PARTE
{anti). Nomi
ante
antelunare,
—
CAP.
X
(sost.agg. ): antenato,
temurale,
an-
poet.,antibràccio,
no,
anticàmera,
anticórte, antidilumàno, antimeridiapórre,
anteantipasto, antipòrta, antivigilia. Verbi:
antivedére, antisapére, aìitivenire.
precauzióne, preconcètto, precursóre,
pre. Nomi:
antelucano
preesistènza, fjregiudizio preliminare, prematuro,
p/reavtisàre
prrepjotènza.Verbi e participii:
(neologismo),precórrere, predestinare, predilètto,
predire,pjredispórre predominare, prefiggere,pregiudicare
premeditare, premunire, prenominato
(part. pass.),p/reoccupàre preméttere, prepórre,
prescrivere, prescégliere,presedére, presuppórre
prevedére, pjr evenire.
,
,
,
y
§ 3. Prefissi indicanti posteriorità,
regresso:
pjo, pjos. Nomi:
pasto. Verbi
retro.
:
pomeriggio
pospórre.
Nomi:
retrocàmera,
,
pjomeridiàno
,
guàrdia,
retrocàrica, retro-
retrògrado, retroattivo
retrostànza;
pos-
mine
(ter-
legale).
eccedenza:
superiorità,
iniziale della
sópra (fa raddoppiarela consonante
parola, fuorché s impura).Nomi: sopràbito, sopraccàpo, sopraccarta, sopracciglio,sopraddènte, so-
§
4. Prefissi indicanti
praddòte, soprassòldo
jjrannaturàle.Verbi:
,
sopravvèste;
sopjr abbondar
sovrumano,
so-
sopraccaricare,
sopraffare, sopramméttere,
soprassedére, soprastàre, soprravvenire sopravvivere. Avverbii: soprattutto,
e,
,
sopyrammòdo.
Verbi: sormontare, sorpassare,
sor.
dere, donde il nome
sorpjrésa',sorvolare.
prò
(indicapiù specialmenteestensione
sorprèìio
conti-
COMPOSIZIONE
DI
NOMI
E
VERBI
CON
297
PREFISSI
prozio pronipóte. Verbi : propórre,
protrarre, prorómpere, protèndere,
propugnare,
proseguire, 2y'^omuòvere profóndere, prolungare,
prosciugare.
sira. Nomi(agg. ): strabèllo, stracàrico
còtto
stra(nellalocuzione còtto stracòtto),stracontènto.
Verbi: strabére, stracórrere, strafare, straparlare.
). Nomi
nuazione
:
,
,
,
5. Prefissi indicanti
passaggio o mutamento:
montano.
olirà, oltre. Nomi(agg.): oltramarino, oltraVerbi:
oltrepassare. Avverbii: oltrarno,
oltremare, oltremòdo, oltremisura, oltremónti.
tras, fras, tra, fra.'Yerhì:
córrere,
trasa^idàre, traspórre,
trascrivere, trascurare,
trafiggere, trastrasméttere,
colare
traseirasportd7^e trasvoldì^e
traballare, traspirare,trasfigurare;
(secolo),
cannare
trasparire, trasudare, traguardare, iralùcere, tra(canna), trapjiantàre travestire, trasformare,
traslocare, trasfóndere,trasmodare
(modo),
traviare
tramontare,
(da tra e via): fraintèndere,
frastornare frastuòno, travòlgeree stravòlgere.
per. Verbi: percórrere, permutare, pervenire,
perturbare, perseguitare perforare, pernottare (da
e
nòtte).
per
§
,
,
,
,
,
§
6. Prefissi
indicanti interiorità
inter, intra, intro.
Nomi:
interli.inio,intermèzzo',
intermediàrio,
o
mediazione:
intercolùnnio,
intermmzio
intermèdio,
terline
in-
terrégn
in,
nale.
internazio-
Verbi:
terpórr
interméttere, ininterfoliàre(foglio),
interrómpere intervenire; intrapyrèndere
,
intralasciare, intraversare,
Talora
Nomi:
anche
,
introméttere.
fra e tra hanno questo senso ; p, es.
frattèmpo. Verbi: framméttere, tralasciare.
PARTE
298
TERZA
—
GAP.
X
trasognare. k\frappórre, tramezzare, trascégliere,
verbii: frattanto.
§
7.
in
(davantia
labiale muta
diventa
vanti
im, da-
assimilala
n). Verbi: imbévere {yìimméttere
(neologismo), impiantare, incór^
fless.),
incuòcere, impigliarsi,iìivòlgere,
ingenerare,
rere,
impiagare, inscrivere.
in sono
tivi,
denominaMoltissimi verbi composti con
da nomi
ed esprimono per lo più
cioè, derivano
sitivo.
intrancon
senso
ora
azione
transitivo,ora
incipiente,
(barca),imbellire (bello),
Esempii.:imbarcare
iiiibiancàre (bianco),imborsare
imbestialire (bestiale),
(bosco),imbracciare
cio),
(brac(borsa),imboscare
imbruttire
bellettar
imimbrigliare (briglia),
(brutto),
impazzire (pazzo), impeciare
(belletto),
(pece),impinguare (pingue),impietosire (pietoso),
calzare,
impoverire, inamidare, inacerbire, inalberare, inad
l, m,
r
incadaverire, incamiciare,
incamminare,
incappellare,incartare, incassare, innamorare
(con
disare,
doppia n). Con in si formano verbi poetici:imparaed
Molte
altri innumerevoli.
volte
in
ai verbi
premesso
non
ne
altera in
usiamo
in molti casi
: p. es.
significato
ed incominciare
alzare
promiscuamentecominciare
ed inchinare, cògliere ed incògliere
ed inalzare, chinare
frenare e infrenare; tèssere, intèssere.
altre parole: p. es. perocché
Ciò accade pure con
imperocché; perché, imperché, ecc.
chiaro
modo
il
,
^
§
8. Prefissi indicanti
pagnia
accostamento, vicinanza, com-
:
a,
ad
cui
si
(raddoppiala
tolto
prefìgge,
consonante
il
caso
di
s
iniziale della rola
paimpura). Verbi:
COMPOSIZIONE
DI
NOMI
E
VERBI
299
PREFISSI
CON
{cenndre poet.), arrèndersi, arrecare,
amméttere
arridere, aspirare, adenérsi,
appórre.
denominativi
Moltissimi verbi composticon
a
sono
da nomi
rioè derivano
sost ed agg. ed esprimono per
]o più azione incipiente,
transitivo, ora
ora
con
senso
accorarsi
intransitivo. Esempii: accopjndre (co^'pisi),
ditare
(cuore),accostare (costa),accavallare {càvaììo)adaddòsso
dall'avverbio
so),
(dos(dito),addossare
adocchiare
cendarsi
(ombra), affac(occhio),adombrare
(faccenda),affacciare (faccia),affettare
affigliare
affiochire(fioco),afflare (filo),
(fetta),
tare
affronaffrenare
affrettare(fretta),
(figlio),
(freno),
l'
adagiare dal(fronte),affrittellare(frittella),
loppiare
avv.
adagio (agio),adoppiare o, con articolo, alavvilire
(oppio), alleggerire (leggiero),
arrandelldre
ricciare
(vile),
annojdre (noja),ar(randello),
abbrunare
so),
(riccio),
(hvnno) ar^-'ossire (rosaccennare
,
,
,
,
ed
altri innumerevoli.
poetici;p. es.: adimdre
Spesso accanto a un
un
di
altro
significato;
p. es.
e abbruciare,
fdre
ed
e
o
poca
accréscere, dirizzare
e
allattare
i casi afi'ermare
e
con
un'aferesi del verbo
composto
sia
9. con,
vocale
mille
composto,
posterioreal
com
ed
s
ed
se
o
verbo
zare
carez,
scere
cré,
addirizzare, frenare
accennare,
altri. Non
certezza
ciare
bru-
acchiappare, ciuf-
ed acconsentire
e
poet.
differenza
nessuna
accaparrare
e
chiappare
usiamo
addimanddre,
e
acciuffare, consentire
poet. ed
a
con
caparrare
affrendre, cenndre
§
(imo), ecc.
verbo col prefisso
a
ne
dimandare
accarezzare,
e
ed
di esso,
senza
modi
si formano
ad
Con
si
il verbo
se
lattare
può in tutti
semplice sia
al contrario il verbo
semplice.
vanti
(davantia muta labiale),co (daimpura), si assimila colle liquide.
300
PARTE
TERZA
—
GAP.
X
Nomi:
coetèrno, coèìjo, concittadino, confluènte,,
consapévole, companàtico (da jjane).
Verbi:
ciare,
coabitare, coesistere, collegàre, combacombattere,' commisurare,
com
commutare,
{zovdpartire,compatire, compjenetràre concatenare
donde il nome
concórso
posto da caténa), concórrere
convenire, coajjerdre,coordinare, corrispóndere.
,
Talora
p.
es.
non
fa che
aumentare
del verbo
la forza
concuòcere, conficcare, conturbare.
circon, circo. Nomi:
circonvicino.
Verbi:
cir-
conveniì^e, circoscrivere.
Nomi
(valealdi qua, opposto a tras).
(agg.);
cisalpino (alpi),
cisappennino (appennino),cismarino
(mare).
cis
§
10.
Prefìssi indicanti inferiorità,
stituzione
soggezione,so:
Nomi:
tocuòco,
sottocancellière, sottocòppa, sottotenènte
sottoscala, sotsottomaèstra, sottoprefètto,
sotto.
sottovèste.
Verbi:
sottométtere, sottopórre, sottoscrivere,
sottostare, sottintèndere, sottentì^dre:
sub
davanti
che, quando
a
vocale ; so,
su
davanti
a
nante
conso-
impura suole raddoppiarsi.
Nomi:
subaltèrno, subasta, subdqueo, soppanno,
soppeso, soggólo, sobbórgo.
Acerbi:
baffittare,
sospAngere, sotterrare
(da terra), susubodorare,
subentrare, subordinare,
suddividere, soggiacere, sollevare.
non
è
s
,
opposizione,contrarietà:
contra
(con raddoppiamento della consonante
bando,
contrabNomi:
iniziale,fuorché s impura) e contro.
contrabbasso, contraccàssa, contracchidve
§
11.
Prefissi indicanti
,
NOMI
DI
COMPOSIZIONE
E
VERBI
CON
301
PREFISSI
contraddòte
contraccólpo,contraddanza
nio,
contraggécontratto, contrammiràglio, contrappelo, contrappéso,
contrasségno,contravveléno.
contrappjimto,
,
Verbi:
,
contraccambiare
contrabbilanciare
,
,
contraddire
,
traddistingue
con-
contraffare contrappórre,
,
C07itrastdre.
Nomi:
contro
controcassa,
contì^omdrcia
fòdera,
,
contro
contropròva,
controsènso,
controscèna,
Verbi:
controdata,
finèstra,
dine,
contrór-
controstòmaco.
contromandàre.
antibilióso,anticattòlico,
Nomi:
anti.
stiano,
anticri-
antipapa, antipoètico.
§
12.
Prefissi indicanti
to,
provenienza,allontanamen-
separazione:
de, di. Verbi:
decadere, decapitare (capo),de-
(collo),dcdecifrare (cifra),decollare
vidre, decompórre, decórrere, decréscere, deformare,
degenerare (genere),degradare (grado), delinedre (linea),
nudare,
demeriture, denominare
(nome), dedepennare (penna), deperire, depurare
(trono), deturpare (turpe),
(pm^o), detronizzare
dibassare, dibàttere, diboscare (bosco), digrassare
mezzare
(grasso), dilagare (lago),dilavare, dilungarsi, di(rado),diramare
dipartirsi,diradare
mo),
(rastaccar
dirazzare
{razza con ;:; aspra),disperare, didivagare, divezzare.
si vede, molti sono
Come
denominativi,ed in alcuni
chinàre,
il di
••
serve
come
In alcuni verbi di
semplice,ma
determinazione:
dirómpere;
di formazione
mezzo
non
verbale.
altera il significato
del verbo
gli aggiunge
soltanto
una
certa
forza
o
lacerare, dilacerare; rompere,
gliere.
stillare, distillare; sciògliere,disciòp.
es.
PARTE
302
§
13.
{ex).
e
es,
TERZA
—
Verbi:
GAP.
X
espatriare,
rare,
esauto-
espropriare, estràrre.
Aggiunto ai nomi indica cessazione di ufficio eccretda ritenersi
sono
tòre, exgesuita, exufficiàle:ma
come
neologismi.
fuor, for: fuoruscito, forviare,
dis. Prefìsso d' uso
quasi universale per indicare
cessazione
o
mancanza
dal verbo
dell'idea
espressa
dal
nome
o
:
gio,
disabitato, disaccóncio, disadórno, disàdisarmonia, disavanzo, discàrico, disegnale,
vòlto,
disgusto, disgràzia, disórdine, disinganno, disinsumano,
disleale, disonèsto, dispari, dissonante, diNomi:
disutile:
Verbi:
disabbellire,disacerbare, disapprovare,
disborsare
disarmare,
dischiùdere, discer(hovsa.),
vellàre (cervello),
fiare,
discolpare (colpa),disdire, disen-
disfare,disgiungere disinfettare,
dispiacére
subbidi
disunire, didissanguare dissentire, dissotterrare
,
,
,
,
disusare.
In
alcuni verbi
ma
ne
dis
accresce
non
altera notabilmente
la forza:
p.
es.
il signific
turbare
e
distm^bdre.
(provenientetalora da ^5, talora da dis),
davanti
a
parola cominciante per consonante.
Esempii :
Nomi
e participii
: sbadato, scollato
o scollacciato,
scorrètto, scostumato,
sgraziato (cfr.disgraziato)
;
sterminato, svantàggio, sviscerato, svogliato.
Verbi:
sballare, sbancare, sbarbare
(anche ditarsi,
haì^bàre);sbarcare, sbassare, sbattezzare, sberretsbendare, sbilanciare
sbottonare, sbrigliare,
§
14.
s
,
sbucare,
sbudellare,
scalzare, scaricare,
ciare,
scartoc-
scatenare, scolorire, scompartire,scontentare,
304
PARTE
§
16.
:
CAP.
—
X
Prefissi numerali:
Nomi:
uni.
Verbi
TERZA
unigdmdo,
unicòrno,
unigènito.
uniformare.
bis, hi. Nomi:
bisàccia
còtto,
(sacco),bisàvolo, bisbiscughio, bissillabo,bisnipóte,bisnònno.
(tris)tìH. Nomi: triàngolo,tricolóre tricuspidale,
régno,
tridènte, trifòglio,trilingue, trimèstre, tri,
trisillabo. Verbi:
sémi.
Nomi
:
tripartire.
semiapèrto
semibàrbaro
cérchio,
semi-
,
,
semidòtto, semimòrto, seminudo,
blico,
semipùbsemisèrio, semispènto, semivivo, semivocale.
Nomi:
cento.
§
17.
centogàmbe.
Prefissi avverbiali:
arci
(ha
forza
Nomi:
arcibèllo,
superlativa).
arcicontènto
; arciduca, arciprète,arcivéscovo.
vice (indica sostituzione).
glio,
viceammiràNomi:
vicebibliotecàrio,vicecancellière, vicecuràtOr
viceddio, viceprefètto,
viceré, vicerettóre.
bene
male.
e
(usaticome
Verbi:
nomi
benvolére, malandare
benèssere,
nestare
malèssere, be-
ledire,
benedire., masostantivi):
,
malmenare,
tare,
maltrat-
(usato come
sostantivo).
mato,
Participiie nomi:
benaccètto, benaffètto, benastante,
benarrivato, benefattóre, benemèrito, benegévole,
benservito, benvenuto; malaccòrto, malamalvolére
malcàuto,
malcóncio,
maldicènte,
malnato,
lungi,
saettànte,
in
malcontènto,
malefatta, malfattóre,
creato,'
maltéso,malin-
maltòlto, malvivènte.
alcuni
aggettivipoeticicome
lungi-
ecc.
Verbi:
peggiorativo).
§ 18. mis e bis (di senso
miscrédere, misconóscere, mis fare.
DI
COMPOSIZIONE
NOxMI
VERBI
CON
30c
PREFISSI
bisdòsso, bislungo, bistóndo,
biscanto,
Nomi:
E
bisunto.
(ha senso
negativo,e si usa con moltissimi
dinanzi a consonante
: si modifica
aggettivie participii
che la preposizione
dietro,
nello stesso modo
m
: vedi
qui ad§ 7):
in
immediato,
inàbile, inaccessibile, inamèno,
immutàbile,
impraticàbile, incòmodo, incoerènte,
incomportàbile, insalùbre, intollerante, invàlido,
indiviso, inarato
invincibile, involontàrio:
inconsiderato
inattéso, incontrastato
,
colato,
inarti,
,
nito,
infi-
indefinito,inesatto.
non',
noncuranza.
sèmpre.
Nomi:
semprevivo
(speciedi fiore),
semprevérde.
cosiddétto; siffatto.
cosi, si: cosiffatto,
PoRNAC7ARi
—
Gì'amm.
ital.
20
306
CAPITOLO
XI
Composizioniimproprie.
§ 1. Quando
parola composta
determinante,ma
fra le voci che entrano
non
ve
n'è
vi è solo
una
a
formare
fondamentale
e
una
una
legame sintattico,non
si hanno
allora vere
ma
sempUci
composizioni,
piuttosto
unioni di più parole,alcune delle qualiscrivonsi anche
separatamente. Queste diconsi pertanto composizioni
improprie.
Tali sono
molte composizionipronominali,
numerali,
di av^'erbii e congiunzioni.Eccone
alcuni esempii;
o
un
Pronomi:
ogn-imo, tal-uno, qualc-iino qual-ùnchi-iinque, tutto-quanto, altr-e-ttànto.
,
qiie,
Numerali:
vent-ùno,
wille-quàttro
decimo-primo,
anche
§
,
tutti
ecc.
cento-tré,
gliordinali composti,come
ventesimo-nòno,
che
si possono
vere
scri-
separatamente.
ora-mài, or-mài,
ddóve,
ben-si, si-bhène, ov-iinque, com-ùnque, la-
2. AvvERBii
lassù,
e
ecc.
venti-due,
E
preposizioni:
ne-pjpùre, d-avdnii, d-éniro, di-cóntro,
(raro),ecc. /^z'di-rimpètto, lungh-ésso, con-ésso
séra, jer-nòite.
IMPROPRIE
COMPOSIZIONI
moltissime
a-ccio-cché,
per-ché,
Congiunzioni:
simili:
altre
307
fuor-ché
o-vvéro,
oltr-a-cciò
in-óltre,
e
,
si-ccÓ7ne,
non-di-méno
piu-ttòsto,
quant-iinque
,
,
se-hhène,
§
XXX,
Molte
per
II,
Parte
tolo
capi-
5.
congiunzioni
pronunciano
Vedi
sol-tanto.
per-idnto,
composte
con
l'armonia
quando
disgiunte,
che,
nel
del
si
verso
metro
se
ne
scrivono
e
avvantaggi;
esempio:
Ma
A
pòi
che
in
ambo
irritò
vicènda
il
minacciar
l'orgóglio
feróce
e
l'ira
ecc.
Tasso.
Interjezioni:
via,
or-bène,
Tali
Giam-maria,
sono
ahi-mè,
ohi~mè,
orsù,
or-
a-ddio.
altresì
i
nomi
Gian-francésco,
proprii
composti,
come
Michel-angelo,
Pier-giovdnni,
Marc-antònio
,
ri-dnna
or~bè,
Ma-
si
309
QUARTA
PARTE
METRICA
LA
CAPITOLO
Della metrica
VERSO
IL
ED
I
del ritmo
e
in
generale.
§ 1. La metrica così detta da metro
misura),è quella parte della Grammatica
sillaba
musicale,
il valore
misura
altre
con
sillabe ad
(grecamente,
che nelle role
paossia le relazioni d'una
congiunte, rispetto
essa
che vi si fa colla voce
maggiore o minore
nel profferirle.
le sillabe delle parole
Essa
primieramente distingue
in brevi
e
lunghe quelle dove la
lunghe, chiamando
si posa di più, e brevi quelledove trascorre più
voce
alla posa
velocemente.
§ 2. Nelle
un
valore
lingue greca
loro
profferivacon
celere; e
r
in
una
lingua
lunghezza
ossia
accanto
da
le sillabe delle
più prolungato,
suono
parola medesima
una
all'altra
(per
delle
latina
parole
proprio, indipendente dall'accento,
un
italiana
e
con
potevano
non
quella posa
dipende
delle
da
con
trovarsi
distanza
poca
parlare qui
non
sillabe
o
tal altra
tal sillaba
un
più
suono
che
si
più
ghe
sillabe lun-
fra loro ;
altre
altro
e
avevano
ma
nella
lingue viventi)la
dall' accento
maggiore che fa la voce sopra
debolmente
d'ogni parola, pronunciando poi più o meno
antecedono o seguono
(vedi tutto il cap. viii della Parte
una
nico,
to-
sillaba
quelle che
I).
310
PARTE
Con
vi
che
certo
nella
es.
e
loro
tra
delle
sono
sillabe
strumento
la seconda
della
il tempo
sillabe,non
della
più
la
terza.
e
più
ciò costituisce
pronuncia,
il
le sillabe
intensità;poiché è
sillabe più leggere:
delle
sillaba è
prima
di noi
presso
minore
o
pese
Ma
I
anche
maggiore
per
parola
GAP.
—
dire che
vogliamo
non
differiscano
non
p.
questo
QUARTA
forte
della
la densità
quale dipende
solo
conda,
se-
delle
cento
dall'ac-
tonico.
3.
stabiliamo
Noi
che
nella nostra
linguasona
lunghe le sillabe su cui posa l'accento e brevi quelle
dove
non
posa. Se consideriamo
p. es. le parole cmddre, córrere, virtù, possiamo dire che la prima consiste
di una
due brevi, la seconda
a
lunga in mezzo
di una
lunga seguita da due brevi, la terza di una
breve cui segue
i segni stessi
una
lunga. Adottando
che in altro senso
adopravano i Latini ed i Greci ( per
la breve,
per la lunga) potremo indicare tali parole
§
"
-
cosi:
vocali accentate
fatto
dal
mediante
Parte
§
I, cap.
un
fra le
tempo
e
mutano
ma
suono,
spesso
V
aferesi,la sincope
iii, e cap. viii, § 17
4. Il tempo considerato
si misura
di
è confermata
accentate
quelle non
le prime si conservano
temente,
costanche, mentre
e
per lo più rimangono immutate, le seconde
solamente
non
differenza
«-.La
-««
"-"
col riUno,
che
in
consta
più
e
anche
il nome
segg.
(vedi
).
sillabe consecutive
di
di
si perdono
V apocope
e
battuta
una
al battere
e corrisponde
intervallo,
piede,onde pigha
anche
e
e
di
risollevare del
piede.
battuta
La
naturale, sulla sillaba accentata, e
sempre, com'è
ciamo
sillabe non
r intervallo sopra una
accentate : dio due
cade
due, perchè se fossero tre
vi
più,non
fra la battuta e Y intervallo il quale
sarebbe simmetria
richiederebbe un tempo troppo più lungo di quella.
Nel
parlare ordinario (prosa) il ritmo ha poca parte, peruna
0
o
,
PARTE
312
accentata
e
,
sempre
e
ascendente
I
piede della
l'altro
mentre
o
,
Serie
od
essere
ambedue
di due
con
virtù
ammorzamento:
desiderò.
B.
Serie
di tre
sua
strappar
óltre
l'antico
onór
Dio
glòria
cantò
a
con
piedigiambi:
prèda
la
^
ammorzamento:
la
compagnia
conosceranno
C. Serie
pura
di due
sere
es-
gli altri precedenti
discendenti,
piedigiambi:
:
bèlla
dev'
accento.
delle varie serie ritmiche
gentil virtù
mista
serie
il loro
ammorzare
lo schema
pura
od
uno
talvolta
gli esempiie
A.
CAP.
—
perciò l'ultimo
possono
anche
possono
Ecco
QUARTA
fedél
il ré.
anapesti;
gelato timor
palpitandole il
del
sén
:
di
mista
7.
§
dattilo
Non
RITiMO
DEL
del
idtimo
giungerà.
danno
si
313
GENERALE
signor
ritmiche
serie
trovino
più
accanto
distinti
ritrai
tre
ma
IN
anapesto:
ànima
che
ritmica,
serie
ed
si
anapesti
tre
E
METRICA
DELLA
lunghe
poiché
formano
non
e
;
quindi
una
immutabih,
vedremo.
come
In
qualche
oltre
she
Allora
è
che
caso
l'accento
quanto
prende
ultimo,
dire,
il
vedremo
nome
assume
lieve
una
di
a
posa
anapesto
suo
un
sulla
tempo,
mezzo
prima
interrotto.
pesto,
l'ana-
accento,
sillaba.
314
CAPITOLO
Del
Varie
verso.
specie di
versi.
(cosi detto dal volgersisu
ripetendosiuniformemente) è formato
n
1
§
simo
sé mede-
verso
.
ritmi
più
II
serie
0
finale
priva
alieno
da
ritmiche,
d'accento.
fermare
il
chiuso
e
Siccome
senso
in
con
di
o
sillaba
una
l'orecchio
uno
italiano è
sillaba accentata,
cosi
il verso
rifuggedal terminare in tal maniera
;
ond' è che esso
regolarmentesi chiude con una sillaba
priva d'accento, terminando in parola piana; e talora
ancora
anche
sillabe
due
con
pur
senza
accento, terminando
in
parola sdrucciola (vedi Parte I, cap.
in
questo ultimo
più forte, si
costituire il tempo di
per
altro il
verso
tronco,
Talora
dicesi
tronca
ritmo
due
sono
il
con
dal
nome
chiude
con
una
lora
ed al-
parola
delle sillabe che
parola piana. Alcune specie
più ritmi separati
; altre contengono
o
una
numero
specie,le quali
in
esce
serie
il ternario, il
e
poichési
sola.
col ritmo
termina
italiano è di molte
serie ritmiche.
senario,
verso
una
cit.).
(vedi loc.
§ 2. Il verso
prendono il loro
contiene
quando
contengono- uno
un
timo
dopo l'ulpronunciano cosi
il
è
rapidamente,da
§ 5). Ma
le due sillabe venendo
caso
che
accento
viii,
ritmica; altre finalmente
Diciamo
delle
una
o
prime. Esse
quadernario(poco usati da sé soli),
il decasillabo.
anzitutto
bisogna
cioè
vocale
considerar
al
mezzo
come
pure
la
quando
verso
due
sillabe le vocali
§ 8
e
non
vocale
d'una
dieresi, ecc.
parola
iniziale della
le
l'accento
abbia
prima
sciolte per
parla di sillabe nel verso,
di quelle apparenti; considerare
sola sillaba
una
coppie
parola
più
guente;
se-
di vocali
; considerare
Vedi
in
uscente
in
come
oltre cap.
jii,
segg.
Quel
punto
del
verso
i ritmi
ove
semplicio
le serie ritmiche
latina, cesura
voce
congiungono lo chiamiamo, con
Èssa cade per lo più su parola piana, ma
spesso
sdrucciola
per
315
VERSI
DI
T ultima
colla
insieme
accentata,
non
vere
sillaba sola
una
come
si
quando
delle sillabe
conto
tener
che
fin d'ora
Ricordiamo
SPECIE
VARIE
VERSO.
DEL
o
si
ossia spezzatura.
anche
su
parola
tronca.
§ 3. Il ternario
esempio:
corrispondesempre
ad
un
giambo,
bòschi
Dai
Dall'arse
Fucine
Stridènti
sólchi
Dai
Bagnati
Di
sèrvo
Sudór.
Il
quadernario
richiede
un
interrotto:
mezzo
vedi
contiene
sempre
sulla
accento
cap. prec. in
La
Mammolétla
Dal
Nulla
Di
spùnta
vérde
suo
pèrde
beltà.
anapesto,
ma
prima sillaba (anapesto
fine).P. es. :
brunétta
Quando
un
316
PARTE
11 senario
QUARTA
GAP.
—
Il
per il suono
considerarsi formato di
equivale
piani; ma
può
seguito da un anapesto. P.
Lasciar
Del
Le
es.
nelle
a
un
due
ternari!
piede giambo
:
sale
tétto natio
dònne
accorate
Tornanti
all'addio
A
prièghi e consigli
Che 'l piànto troncò.
n
decasillabo
0
serie
improvviso
ritmica,
quasi sempre
di due
un
nel
Con
0
Di
Sul
s'intèse
vi
suono
un
ritmo
anapesto interrotto,e in
(vedi cap.
serie
prec,
sòrte
a
figlio
eròi
tuoi
té verrà.
una
§ 6).
giambica pura:
garzóne, amdhil
famósi e grandi
fiorir degli anni
Questa
annunziar.
seguitoda una
l'ottonario
ha che
equivalente
visibil
dima
a un
doppio quaternario,
composti con
non
dissillabi
A.
ventura,
gravi oggi al tèmpio moviamo
gènte che pensa a sventura,
4. Di versi
in
es.
e
Come
§
P.
anapesti.
tre
sempre
dell'ira
tementi
Cheti
Che
contiene
serie ritmica
P.
es. :
VERSO.
DEL
serie mista
Con
B.
È pur
Lo
«
Che
dólce
cara
età
sposar
vaga
Bella
«
VARIE
SPECIE
o
in
novèlla
donzèlla
d' amor
tutti i versi fin
In
lo sdrucciolo,
qui
veduti
quinarioed
quinariocontiene
abbiamo
A,
serie
Non
Il dèi
Con
delle
Dólce
Ó
serie
ritmica
una
giambica
serie
ritmica
di due
sillabi.
dis-
pura:
sèmpre
sarà.
settenario
grazie
trastidlo
vezzosissimo
Caro
in molte
sola
una
serie mista:
0
od
dissillabi,
il tronco.
può di tèmpre
Cangiar mio fato
Nemico
B.
da
rare
adope-
il settenario.
il
Con
si suole
non
bensì
sovente
ma
§ 5. Di versi risultanti
n
begli anni
già ne ferì.
In quel giórno i primi affanni
al pensièro ecc.
Ci ritornano
«
Il
317
VERSI
ammorzamento;
con
siti
DI
può
una
maniere.
fanciullo.
contenere
di due
una
serie ritmica di tre
trisillabi;
quindipuò foggiarsi
3i«
PARTE
A.
Con
serie
Per
té sollevi
Al
B.
QUARTA
II
giambica pura:
cièl eh' è
serie
Con
GAP.
—
il
pòvero
le
suo
mista,
ciglia.
cento
d'ac-
ammorzamenti
con
e
:
«
Ei
Tènde
«
i
percossi valli
lampo de' manipoli
e
E
il
E
V ónda
«
E
il concitato
«
E
'l celere
C. Con
serie
«
Tal
«
Baci
«
Con
^
A
il
verso
Di
Tètide
la
che
fera
due
marina.
anapesticamista (raro):
s'avvicina
si
dilegua.
serie ritmiche
più nobile
della
udiva
divina
dalla
e
è
labo,
composto l'endecasil-
illustre dei versi
Tali due serie debbono
nella lettura mediante
termine
il centauro
giovicigli offriva
ghirlande di Idut^o
serie
eroico.
obbedir.
il
Ràpida
Ràpida
§ G.
impjèrio
anapesticapura:
Plaudia
Con
de' cavalli
cantava
E
D.
le mòbili
ripensò
prima,
una
che
il nostro
italiani,
bene
inaggior posa
dicesi cesura
distinguersi
della
voce
al
la
principale:
PARTE
320
Il
GAP.
—
d'orientai
color
Dólce
Già
QUARTA
II
zaffiro
stélla
fiammeggiava l'amorósa
capitan de le cristiane gènti.
Questo
si dice
nel
che
verso,
sulla
accentato
la
più
dei
linguaggio comune
quarta
sull'ottava, costituisce
e
fra tutte le forme
armoniosa
trici
me-
delF
decasillabo
en-
quella che presenta all'orecchio due
accenti ugualmente disposti.
della seconda serie :
§ 8. C. Col trocheo al principio
come
Amor
che
Con
D.
serie
prima
serie
e
col
s' apprènde.
del secondo
ammorzamento
trocheo
nella
accento
principiodella
al
col
i cavalièr, V
dònne
seconda
mèzzo
due
con
del
nella
di
cammin
trochei nella
gli amóri
arme
semplice ammorzamento
Nel
0
gentil ratto
cor
:
Le
0
a
prima
e
prima
nòstra
un
serie:
vita
trocheo
nella
conda
se-
:
Déntro
Si avverta
ritmico
perchè
lètto vi
che
fan
quando
finale (cesura)
invece
la
non
erbétte.
tènere
prima
serie è di due
può cadere
di un' endecasillabo
ne
sopra
una
nascerebbero
cento
dissillabi,l'acciola
parola sdrucdue
quinarii
(vedi appresso,
§
se
giambicadi
Una
fosse
due
vidi
spónde
due
avremmo
quinari!.
l'altra
prima anapestica,
costili nel gran
w
*
generósa
la seconda
talora vi ha
Pàllida
nòstro:
primo anapesto:
Ercùlea
serie comincia
ad
ascoltar
l'ima
e
pròle:
per
dólce
un
trocheo:
concènto:
l'altra variazione:
de' cuòri.
gelosiapéna
10. III. Con
la seconda
del sècol
dattilo al
un
desèrto.
V
Piacciavi
rendéa
splendor
e
talora si sostituisce
due
serie,la prima di due giambi,
anapestica:
Parldvan
Venimmo
FoRNACiARi
le
leggiera e prèsta mólto.
angelica vóce in sua favèlla.
Ornaménto
§
; p. es. :
piedi.
Quando
E
tutte,
321
VERSI
lónza
Con
spesso
seguente
due serie;la
9. II. Con
§
DI
l'ultima sillaba dello sdrucciolo
ambedue
tremavano
di ambedue
invece
che
caso
vocale
una
cui
Per
il
eccetto
elisa da
venisse
dove
11),
SPECIE
VARIE
VERSO.
DEL
—
ràdo
in
Gramm.
con
prato
Hai.
vóci soavi.
di
frésca verdura:
21
322
PARTE
L'altra
si
stituisce
so-
si trova
ritmiche
finire in
degli altri,a
ed
fra tutte
serie
ana-
alterata.
mai
serie
sulla
accentata
armoniosa
meno
quasi
di
formati
I versi
benigno.
e
varia, perchè la seconda
meno
pestica non
amorósa.
comunemente
la
settima, è
la
anche
primo giambo
s' ancise
grazioso
forma, detta
Questa
e
che
è colèi
animai
quarta
al
H
trocheo:
un
Oh
GAP.
—
dolcezza
maggior
con
e
spesso
QUARTA
si
prestano,
glio
me-
parola sdrucciola, come
vedremo.
de' versi italiani fin
Taluni
11.
§
conservandoli
raddoppiare,
e
in modo
Due
e, ove
che
fra Y
cada
non
fra
lèi
Per
lèi la
Valor
V ónde
mòrte
terrór
-
dimostrano
Qiiand' è 'l combàttere
Due
sillabo ; p.
bèllo
Morir
Col
Un
il
verso
es.
detto catulliano:
ha.
non
audaci,
necessità.
-
il
piani formano
senarii
altro decasillabo
un
fanno
si
-
V altro l'ehsione.
il nocchièro
canta
-
sono
pos-
distinti
nettamente
e
uno
formano
quinariiaccoppiati
il verso
il primo sia sdrucciolo,
Per
È
però
qui divisati si
detto
verso
dodecor
:
e
divino
la
per
fèrro
nel
settenario
-
pàtria
-
seguito da
es.
:
l'uòmo
morir
-
pugno
detto alessandrino
dai Francesi, p.
per
o
onorato
da
coli' ira
un
soldato
nel
cor.
altro settenario
martelliano, tanto
forma
usato
DEL
le
Son
tiitte le
altro
fa
duro
perchè
-usato
in
quindi
1**
ad
ad
le
due
pari
ad
prime;
p.
es.
—
—
mozzato
Si
della
A
usa
tolta
boccdl
d'oro
prime
:
si
la
prima;
p.
es.
:
la
prima:
p.
es.:
tesòro
sulla sesta, tolte
accentato
prima
me,
talora
sillaba,
non
e
Sitibóndo
vedremo)
lo
per
al
conforme
diavolo
,
p.
sècolo.
ed
più
un
il sabato.
paga
del
ventura
fatto ségno.
(come
il mòrto
Vanità
ria
son
d'accento;
ammorzamenti
di
w
V—
V—
strdl
duro
Manda
con
tolta
(§11)
giambico
V—'
anche
Dio
o
un
:
Misero
13.
campo
'l mio
è
endecasillabo
un
del
dal
eh'
rubino
W—
%
due
poco
come
nascóse
dùnque
Quél
—
fine)
quinario
doppio
Dammi
—
vitale
spiga
un
èrba
neW
liti che
La
—
3"
delle
ora
in
(§ 3
decasillabo
un
A
pari
può
sillaba,
prima
(noveìtario)
considerarsi
maniere:
—
2^
della
or
tre
pari
onde
disarmonico,
e
principio nate;
sillabe
nove
ógni etàte
in
sòl
un
di
verso
un
mozzato
verso
da
-
323
VERSI
DI
le stésse
-
nazióni,
anche
è
Vi
12.
§
umane
passióni
Fur
SPECIE
VARIE
VERSO.
àvido.
es.;
settenario
a
sdrucciolo
questo
scìiema:
324
CAPITOLO
Il ritmo
1.
Da
III
la
e
quanto abbianx)
parola.
veduto
apparisceche il
ritmo
è regolatodall'accento naturale delle parole che
E siccome le parolesono
il verso.
di varia
compongono
lunghezza,ed inoltre molte di esse vengono nel pronunziarle
colle seguenti,
unite sì strettamente
che pajouo
fare con
quelle tutto un corpo; così accade che nel
molti accentf si perdano od
discorso, anche prosastico,
Dal che_proviene nei ritmi quella varietà
ammorzino.
derivante dalle
che fa bello il verso.
Quindi, il senso
nei versi
paroleè quelloche determina -le pose o cesure
composti di più serie, e la qualitàstessa delle serie
ritmiche. P. es. nel primo di questidue versi
§
Giace
r alta
Dell' alte
sue
Cariàgo, appéna
il lido
mine
ritmica,invece
i
ségni
sèrba.
di essere,
parrebbe,,
di due anapesti,diventa composta di due
trochei ed un giambo (-').Bisogna dunque,
nella lettura de' versi lasciarsi principalmenteguidare
dal senso, come
da quelloche ha guidatoil poeta medesimo
nella struttura del ritmo. E in generaleè ufficia
la
prima
composta
serie
-
,
-
"
"
come
del
bene
metter
ritmo
E
RITMO
IL
vista
in
325
PAROLA.
LA
quelleparole dove
forza del concetto,
la
principalmente
in
come
posa
ri-
quel
verso
{sperate mài
Non
che
Da
cielo,
principaledella prima
parola più importante.
sulla
subordinazione
questa
lo
l'accento
fa cadere
(cesura)
veder
del
ritmo
del
e
al
verso
senso
serie
del
non
termini, per regola
legge, che il verso
in
congiunzioni (specialmente ove
generale, né in preposizioni uè
si attaccano
sieno nionosiliabe)come
quelle che troppo strettamente
alle
parole seguenti, ed impediscono qualunque posa
§
non
D'altra
2.
il ritmo
parte
delle
piccolasugli accenti
natura
tende
sua,
le battute, ed
a
sminuire
stesso
di
ha
voce.
un'azione
parole e quindisul
talvolta anche
comanda
e
per
la
anche
viene
discorso,
al
Poiché
senso.
calcare le sillabe
la forza
su
testo,
con-
esso,
cui cadono
di
quelleche restano
rivano
negliintervalli fra battuta e battuta. Di qui spesso defra il ritmo
la parola certe
dissonanze che
e
richiedono
molta arte in chi legge. Vediamone
alcune.
§
due
3.
cadano
accenti
si trovino
di rado
e
uno
l'uno
accosto
forte per
all'altro
sulle
sentono, restando
il ritmo.
saran
E
la forza
attenuare
gravi òggi
qui gli accenti
E
stesso
sopra
paroleporta che
ritmo, specialmente
come
pur
avviene, quelloche costituisce la battuta si
pronuncia più
per esempio:
Chéti
delle
la collocazione
Quando
se
non
a
al
parole
ed
chéti
assorbiti da
in
quest'altro:
che
non
inovidmo:
tèmpio
come
più
ha
dell'altro;
si
òggi appena
scono
quelliche costitui-
stélle
il cielo
326
PARTE
conviene
QUARTA
i due
ammorzare
CAP.
—
seguenti che
ritmiche. Cosi pur in questo:
E
di
quel
tutto
la forza dell'accento
ad
§
ritmico
4. Altre
che
venne
si trova
su
accentua
che, secondo
0
hanno
non
il senso,
lo
principalmentenelle parole in
da tre o più sillabe,p. es. :
Che
cui
dolcissimamente
è necessario
fare
si
più o
diffónde
Nemica
góle
caninaménte
due
gli avverbii nella pronunzia si dividono
(Vedi Parte I, cap. viii, § 9, nota).
5.
Talvolta
la
battuta
cada nel
pace
dove
§
parti.
latra.
di
naturalménte
sillaba
seconda
quellungo avverbio, quasi si spezzasse in
Il che si nota più ancora
quando tale accento
punto su cui ha luogo la cesura;
p. es. :
tre
cento,
l'ac-
perdono. Ciò avviene
l'accento è preceduto
di
Con
dì.
temente,
for-
meno
di lor natura
sulla
accento
un
viene
tutto
precedente su
,
delle sillabe che
ove
che
dell'accento
volte il ritmo
di ha
e
costituiscono le battute
la nòtte
e
la forza
ammorzare
di saràn
accenti
i
perchè risaltino
Ili
cade
ritmica
affatto.
sopra
una
tieramen
parola che, secondo il senso, dovrebbe appoggiarsiinil
su
quellache segue, e quindi ammorzare
proprio accento ; p. es. :
dove
Mi
pinser
il tra
resta
tra
le
accentato
sepolture
ad
onta
e
lui
del
pure:
Velóce
sópra
il ìiaturdl
costume
senso
; e
cosi
PARTE
328
QUARTA
consecutive, formano
quanto
C àìiimo
Cosi
primi tre
voce,
finale del verso,
§ 9.
vivi.
fonica^ fatta
elisione
cioè soltanto
grafica
apostrofa-
o
vocali
cade l'accento
sillaba da per sé, p.
la
per
contrasto
dehitaméìite
due
es.
:
^lìa
sua
lèi
a
Dio.
si
esse"
che
s' incontrano
la seconda
settentrìòn
'l sàngue
7nio
del primo
d' invidia
dentro
vi abbia
che
senza
distinte,p.
conservano
7
Quando
:
vocali
è accentata
Fu
fur
non
passar
ha
non
eccezioni
delle
parola
fuggiva.
questa regola generale voglionsifare per
A
alcune
Se
altrùi
adorar
dura.
xi.
fa sempre
savér
Vòstro
Non
I, cap.
essa
lascia
Noìi
mài
però sulla prima delle
Quando
:.
delV altézza.
distinguersidalla
Parte
di cui vedi
altro
ancor
la elisione
versi abbiamo
vuol
che
bono
deb-
fior languèndo muore.
purpùreo
Cóme
zione,
che
mio
es.
e
sélva, osciira.
una
la speranza
che
sciaurdti
Quésti
Nei
sillaba sola
una
èra. è còsa
qual
perdei
Io
colla
dir
a
ritrovéi\ per
Mi
solito
per
Ili
pronunciate rapidamente, p.
essere
Ahi
CAP.
—
es.
una
tongo,
dit-
:
cielo.
sì rìArso.
dittonghiraccolti (vedi Parte I, cap. ii,
gono
ven§ 24), quando le due vocali che glicompongono
tutte e due dal latino,sono
frequentementesciolti
in due sillabe,come
quelliche in latino formavano
punto
apAnche
due
i
sillabe,p.
Be' violènti
Ma
vói
il
torcete
es.
:
primo
alla
cérchio
è
religióne;
tutto
IL
ma
la dieresi
si fa
non
ad
corrispondo'no
LA
E
RITMO
quando
sola
320
PAROLA
le due
vocale
vocali
italiane
sonante
dittongood a conin pièno, giova,
vocale in latino, come
con
quando il dittongo
piètra, suòno, sièpe; e neanche
a
o
trittongosegue immediatamente
latali
q, eh, gì, a pabiale,
doppie o precedute da 6-, e anche a doppia lain querèla, chièdere, figliuòlo,facciate,
come
abbiate, lasciava, ecc.
(vedi Parte I, cap. v, § 2).
eccezione, anche
10. Per
§
prima
una
l'accento,o
abbia
si trovano
di rado
non
specialmentese
la
anzi
àer
voce
due
vài
formino
tonica,
in due
labe,
sil-
dittongodisteso,p. es.:
V àer
per
alla sillaba
conservate
pèrso,
divisa in due sillabe
quasi sempre
è
vocali,delle qualila
seguano
separate o
non
visitando
Che
che
o
:
jmdre elètto.
continuo
viàggio.
Aureo
tutto e pièn dell' òpt^e antiche,
Ond' élla apprèsso d'un
pio sospiro.
Neil'
empireo
a' pie
Faceva
Ciò
peraltronon
in
la dieresi,come
§
11.
p.
Due
dove
avviene
casi che
toniche incontrandosi
restano
parate,
se-
:
la ròccia
trovammo
Venendo
Che
nei
impediscono
figlio,òcchio, lingua, ecc.
vocali
es.
Quivi
cièl pjer
la
s\ érta.
qui è affannata tanto.
diritta via èra s?narrita
(secondoil § 8)
ia vale
per
una
laba
semplice sil-
tonica.
Si eccettuano
(vedi Parte
i monosillabi
I, cap.
xi,
§§
1
capacidi apostrofazione
e
6) quali sé e che, i
330
PAR.
QUARTA
quali
possono,
dalla
vocale
§
resta
secondo
0
umane
E
pdion
io
quali
due
LA
PAR.
restar
o
separati
labbra
ultimi
dalla
che
vocale
M'andava,
io
è
riso
a
la
cioè
regola,
sillaba
dente
prece-
l'iato,
fuggire
per
seguente.
fine
in
atona
della
l'aere
per
pòco
vocale
iniziale
tonica
richièggio.
un
vocale
una
leggieri.
dove
vocali,
parola
false.
e
ti
mìe
casi,
due
caso
i'
di
atona
èsser
vènto
line
in
ancorché
cièche
poèta
separata
il
dalla
E
tonica
seguente
liti:
a
le
di lasciarla
raro
RITxMO
unirsi
vocale
al
sì
contenga
È
IL
-
casi,
speranze
Mòsser
nei
i
una
dalla
separata
Ed
Ili
seguente.
Spesso
12.
GAP.
-
parola
anidro
e
di
resti
parola
seguente,
p.
parata
se-
:
es.
sózzo
(Dante).
Mendico
un
cièco
Antichissime
errar
ómbre
Penetrar
negli
e
le
sotto
vòstre
brancolando
avèlli
(Foscolo).
alla
Quanto
verso
§
1 9
per
in
in
la
fine
certe
soppressione
forza
e
§
dell'accento,
20.
parole
Quanto
di
sillabe
vedi
allo
speciali, vedi
la
P.
I, cap.
spostamento
cap.
nel
avvenuta
viii,
dell'
cit., §
7.
cento
ac-
331
IV
CAPITOLO
La
rima
che
§ 1. Quell'ufficio
giro di un sempliceverso,
insieme
riuniti
versi
la strofa.
e
fanno
gli accenti
lo fa la rima
formare
a
ritmici nel
nel
giro di più
strofa; poiché la
una
ponendo in relazione fra loro diversi accenti
ritmici in più versi contiguio vicini viene a formarne
di varia lunghezza,
un
periodoarmonico
rima,
,
2. La
§
(paroladerivata
rima
della
ripetizione
nella
delle lettere
vocale
da
cade
cui
su
ritmo) consiste
accento
un
sillabe
seguentiche compiono
si ripetesoltanto la vola parola.Nelle voci tronche
cale
accentata e la liquida
seguente,se vi è; p, es. virtù,
laba
gioventù',amor, dolor', nelle piane si ripete la silseguente,p. es. véro, sincèro; nelle sdrucciole le
due seguenti;^. es. pàllido, squàllido.
ritmico
forma
Una
è la cosi
ma
o
§
di due
rozza
e
loro,
vocali
per
3. La
0
verso,
Ed
o
cioè, la
più
e
la
ai
in potére,
ma
parolaove
vóli
Sogliono
in
come
i
nei canti
véro,
fra le
talvolta anche
ha
suoni
popolari,
non
uguali,
séno;
onore,
salire.
cade ordinariamente
versi ;
usata
corrispondenzadi
consonanti,
per
come
rima
o
imperfetta di rima,
detta assonanza,
affini tra
suòle;
un
e
luogo la
tropp'diti
e
fra la finale di
cesura.
repeìitim
precipizi èsser
parolefinali
vicini
Esempii:
332
PARTE
QUARTA
CAP.
—
IV
ovvero
Soccórri
alla
mia
io sia
BencK
guèrva.
tèrra,
lagna intórno
Bell'infido cacciatór.
E
si
fine dei versi la rima
In
sdrucciola ; p.
regina
es.
al
può
nido
anche
essere
tronca
o
:
Quindi
a
L'
rovinò
fu che
equilibrioe
lèi mancò
:
ovvero
Vedendo
il cièl
La
diversa
pronunzia
la rima,
§ 14
IV,
cap.
I versi
le
già
s'affrettaa
Ciascun
aver
cièl
:
ovvero
e
del
tu
e
di
lacci
nota
18
e
tèndere.
consonante
o
alla Parte
notato
I, cap.
pedisce
im-
non
ii,
§ 21,
nota.
sdruccioli, alternati
il loro
la rima, bastando
accèndere
réti
e
vocale
stessa
una
già abbiamo
come
stélle
sue
coi
piani ed
i
tronchi, non
medesimo
suono
farne
a
sogliono
avvertire
la
corrispondenza.
rima
La
cadere
differiscano
purché
( da pùngere
§
può
su
due
parole
significato,p.
es.
di
e forma,
ugual suono
(di spazio) e pùnto
pùnto
).
Le
4.
rime
seguenti,che
Due
rime
1.
Tre
nel
anche
sogliono esser
noi indichiamo
possono
rima
come
dispostecoi
colle lettere dell'alfabeto.
stare:
,
ah,
id.
alternata,ah
3.
id.
chiusa, ah
come
possono
rima
altra combinazione
ho,
aa
accoppiata,
2.
rime
sistemi
h
ce,
ecc.
ecc.
a.
stare:
rinterrata,ahc, abc\
delle tre
rime,
p.
o
es.
in
qualunque
ahc, cha
ov-
LA
E
LA
333
STROFA
Se
polsi legano scambievolmente,
aba, beò, cele, ecc. si dice rima incatenata. Ogni
di tre o più rime
combinazione
può chiamarsi
abh,
vero
RIMA
p. es.
altra
ecc.
acc,
ri77ia mista.
Le
rime
troppo discoste
non
l'orecchio:
appagano
soglionointercedere
quindi fra una rima e l'altra non
per regola generale più di tre o quattro versi.
(cosidetta
più volte uguale a
ripetendosi
§
5. La
strofa
dal
sé
girarsisopra
stessa)é una
di sé,
serie
forma
di essi,
di versi distinta per la varia misura
e
delle rime (vedicap. precedenti).
e
per la disposizione
nella scrittura richiede in
Essa
che
la
§
principioun
capoverso
distingua.
6. I versi
di
una
strofa possono
essere
tutti della
di varie misure
di due).
(ordiriarianiente
la compagnia che. dei
ammettono
Gli endecasillabi non
che sono
il settenario e più di rado
versi loro simpatici,
il quinario.I versi senarii, ottonarli e decasillabi non
si mescolano
volentieri; ma
però l'ottonario ammette
la compagnia della sua
metà, del quadernario.
misura,
stessa
o
strofa
Una
alterna
talvolta
i versi
sdruccioli
coi
piani coi tronchi, il che si fa di rado cogli
endecasillabi,ma
frequentemente coi versi minori ; avsi concilia
"S'^rtendoperò che la forma sdrucciola non
volentieri coi versi a sillabe di numero
nario,
pari (quaterbene si
mentre
senario, ottonario, decasillabo),
adatta a quellidi numero
dispari(quinario,
settenario,
endecasillabo.).
pianie
i
strofe si
in semplicie composte :
distinguono
sono
sempliciquelleche risultano da un sistema solo di
comrime, ripetutoper tutto un componimento ; sono
§
7. Le
PAR.
334
insieme
di
membro
strofe
dopo;
parti
ond'
la
la
regola
concetti
Noi
forma
alla
dèi
mi,
disfor-
o
della
cade,
l'ultimo
clausula:
di
rime
un
nelle
metà
a
le
secondo
sistema
ad
o
solito,
per
suddivide
si
periodo
un
e
senso
qui
dell'uso
invadere
che
si
adattare
o
diverse
costituisce
dai
le
campo
altresì
dei
strofa
del
posa
principali
migliori
non
distribuzione
dall'una
qualche
una
conviene
ma
la
passare
non
brevemente
moderno,
il
e
senza
adoperano
parsimonia
debbe
strofa,
composte)
dichiareremo
si
vuoisi
adunque
della
nelle
anc'oggi
quella
non
sospensione
finché
generale
(massime
che
STPv.
uguali
ad
natura
sua
per
composte
risultano,
esse
LA
tutto.
delia
strofe
E
sistemi
più
un
sospensione
nelle
RIMA
clausula.
Per
de'
in
consta
e
semplici
poco
da
risultano
corrisponde
esso,
LA
-
collegati
strofa
La
IV
-
che
quelle
poste
CAP.
QUARTA
ad
ad
un
Precetti
senso.
strofe
serbando
poeti,
solo
l'altra
al-
matica
Gram-
una
libro
Rettorici.
che
836
PARTE
QUARTA
(vedi sopra,
incatenata
con
cap.
unico che
verso
un
che
0 jjietosa colei
E
Alle
hai
m'
Tu
Ch' io
Or
che
duca,
Tu
la catena.
tosto
porse!
il
disposto
cor
parole tue,
nel prrimo proposto.
sol volere
è d' ambedue;
tornato
va
un
signore e tu maestro.
gli dissi, e poi che mosso
fue
Cosi
Entrai
tu
lo cammino
per
alto
Silvestro.
e
(Dante
stornello
Lo
tre,
due
o
nanti
termi-
le
con
son
ti
e
soccorse,
desiderio
con
venir
Si al
chiude
mi
che
parole
vere
preced.,§ 4)
obbedisti
che
cortese,
tu
V
GAP.
—
popolare
soltanto., dalla
lo mio
E
M'ha
Ma
se
strofetta
una
rima
damo
mandato
mi
è
o
lontano
saluto:
il cor,
manda
versi
dall'assonanza, p.
l'ho
un
di tre
un
lo
non
qi"ellolo
es,
)
legatitutti
:
miglio!
voglio.
piglio.
:
ovvero
Fiore
Noti
voglio
che
Dappoi
che
con
lo mio
gli
Quartina di versi
A.
Avvegnaché
Cd' rai
Non
0
di
avvien
si miri
sua
altri
rima
a
avete.
di quattro
strofa
una
chiusa
endecasillabi
girando
il sol
bellezza
tuttavia
ragionate.
in pegno
core
è
§ 3. La QUARTINA
dispostia rima alternata o
di pepe.
che
beltà, salvo
ne
alma
per
(vedi sopra),
piani:
chiami
serena,
uom
terrena.
versi
s'ami
STROFE
LE
337
PRINCIPALI
:
ovvero
ed
Gonfìansi trombe,
•
provarsi in,guerra
a
danneggiator terge V acciaro \
che le piaggie araro
innocenti
Ferri
Volgonsi in brandi a funestar la terra.
(Chiabrera )
Marie
nati,
Quartina di endecasillabi piani e tronchi alter-
B.
es.
p.
Sol
settembre,
di
i
stendi
cielo
nel
tu
fini
i dolci
i nubilosi
verso
stai
migliori anni
triste innanzi:
guarda
Tu
che
l'uom
Come
E
:
vai
di.
(Carducci)
C. Quartine di versi brevi, o
alternati
coglisdruccioli,
p.
La
vaga
che
Ecco
E
ovvero
le
di
Aure
piani,o piani
:
primavera
noi sen
viene,
a
sparge
es.
tutti
serene
molli
odori;
:
di
Ecco
Bianco
Par
V
che
Voglia
insolita
neve
ispido
sebben
serbarsi
verno
;
decrepito
eterno.
(Parini)
Talora
e
si alternano
settenarii,o
lungo sarebbe
FoBNAciAKi
—
si
nello stesso modo
tengono
altre maniere
endecasillabi
che
troppa
ricercar tutte quante.
Gramm.
Hai.
22
PARTE
338
§
versi
V
GAP.
—
strofa composta di quattro
da due versi
rime, per lo più, alternate,seguiti
4. La
a
rima
con
QUARTA
è
SESTINA
una
accoppiata;p.
Era
es.
:
quella stagione
La
terra
Di
molli
di
il
s'ammanta
ombrose
novelle
erbette
cui
in
spoglie,
ogni pianta
prato, ed
di
Si rivestia
verdeggianti foglie:
Zefiro dispiegando intortio il volo
Di nuovi
il suolo.
fiori coloriva
(PlGNOTTl)
e
con
versi
minori, p.
Torna
Che
E
languia,
si riposa
gigli di pria.
le pupille
i
Brillano
Talora
§
qui
settenarii
e
5. L'ottava
rime
a
Avea
fatto al
Soavemente
E
r
Gira
si mischiano
strofe simile
ha
og ìli pruina,
nido già ritorno
tolta
rondinella
la selva
all'ora
peregrina.
intorno
intorno
mattutina;
ingegnosa pecchia
predando or uno
stina,
se-
quattro versi endesei; p. es.:
di
invece
suo
casillabi
ende-
alla
be' fiorettiadorno
di
de' monti
Risonava
che
o
maniere.
una
alternate,ne
Avea
stanca
è
rima
Zefiro già
La'
si alternano
in varie
colla differenza
easillabi
(Parini)
scintille.
vivaci
anche
rosa
dianzi
pmr
molle
Di
:
fiorir la
a
Sopra
es.
al
primo
albore
or
altro
fiore.
(Poliziano )
LE
STROFE
339
PRINCIPALI
Questa strofa,propria dell'epopeaeroica,
è
stata
perfezionatadal Poliziano, dall'Ariosto e dal Tasso
ne' loro immortali
poemi.
vedi più
Quanto all'ottava lirica (doppiaquartina),
oltre.
Il
rispetto popolare
versi, dispostia maniera
versi
a
rima
d'una
accoppiata.P.
Dov'
Tienne
conto
più
giunta
popolari
donai
te
a
lo
di
otto
altri
di due
ecc.,
p.
125)
?
e
Dentro
ci troverai
Dentro
ci
V anima
'l mio
troverai
Lettere
d'oro,
Dentro
ci
Lettere
d'
La
eh'
la
con
Canti
(Tigri,
es.:
per
fa che salvo sia.
quell'arancino tu aprirai.
di
Quando
§ 6.
strofetta
una
sestina,
arancin
queir
è
è
toscano
'l mio
troverai
oro
e
STROFA
'l tuo
bel
core
bel
(assonanza)
nome,
afflitto,
scritto.
nome
CANZONE
DELLA
composta
:
afflittocore.
il tuo
scritto
e
mia
è
strofa
una
riamente
va-
misti per lo
delle
parti,ognuna
endecasillabi
di versi
più ai settenarii;che risulta di due
quali contiene uno o più sistemi di rime; e la seconda
di
legatacolla precedenteper mezzo
parte suole essere
di questa.
che ripete1'ultima rima
un
verso
La prima parte risulta,più spesso, di due terzetti
rima
rinterzata
a
(vedi qui sopra cap. iv, § 4), che
talvolta si ampliano in due quartetti,
geminandosi in
rima
ad ambedue
una
(vedi più oltre § 8).
mezzo
La seconda
parte si può fare in moltissime foggie,
di varie
ma
coppie di versi
per lo più si compone
dispostia rime alternate o chiuse, o a rime accoppiate;
sciolti l'uno
i quali sistemi di rime talora sono
dall'altro, talora legati fra loro per qualche rima
rima
Suole terminare
con
jomune.
accoppiata,e talora
anche
con
rima
Senz'andar
qui
alternata,
dietro
alcuni
a
o
tutte
con
le
rima
forme
pochi esempiidi
al
mezzo.
possibili,
giungia
agDante
e
del Pe-
340
PARTE
trarca, che furono
canzone
§
7.
noi
nel
margine
delle
disposizione
be' rami
Da'
a
CAP.
—
tra
indicando
;
la
QUARTA
i massimi
rime.
scendea
e
a
Ed
b
Umile
e
Coverta
e
della
legislatori
colle lettere dell'alfabeto
!)
(Dolce nella memoria
Una pioggia di fior sopra
b
V
il
gre^nbo ;
suo
elio, si sedea
in tanta
gloria
nembo.
già dell' amoroso
Qual fior cadea sul lembo
,
d
Qual
e
Ch'
e
Eran
d
Qual
si posava
f
Qual
con
f
Girando
su
oro
le treccie
bionde
forbitoe perle
quel di a vederle,
un
in terra
qual
su
V onde'.
errore
vago
dir:
parea
e
qui
Amore.
regna
(Petrarca)
Qui dopo il verso
un
quartetto
a
7, ciie
cliiusa,a cui seguono
rima
benché
Italia mia,
a
di rinforzo
serve
7
e
di
due
passaggio, abbiamo
versi
parlar
con
rima
sia indarno
mortali
b
Alle
piaghe
e
Che
nel
b
Piacemi
a
Spera
e
E
il Po
d
doglioso e grave or seggio.
Rettor del oielo, io cheggio
Che la pietà che ti coyidusse in terra
Ti volga al tuo diletto almo
paese.
Vedi, Signor cortese,
Di che lievi cagion che crudel guerra!
à
E
i cor,
e
d
e
e
bel coyjjo
almen
il Tevere
tuo
si spesso
eh' e' miei
e
'ndura
veggio,
sospir sien quali
l'Arno,
dove
che
coppiata.
ac-
e
serra
f
g
f
g
341
PRIN'CIPALI
STROFE
LE
superbo e fero,
Apri tu, Padre, e 'ntenerisci e snoda:
Ivi fa' che 'l tuo vero
( Qual io mi sia) i^er la mia lingua s' oda.
Marte
(Petrarca)
Qui, dopo il
l'altro
§
8.
mia
per eh' io creda
sue
Io vo'
b
Non
e
Ma
b
b
e
passaggio.
donna
dire;
laude
finire,
ragionar per isfogar la mente.
Io dico che, pensando il suo
valore,
si dolce mi si fa sentire,
Amor
Che, s' io allora non perdessi ardire,
la gente.
Farei ,?pa7''lando innamorar
Ed
io non
vo' parlar sì altailiente,
d
Che
d
Ma
tratterò
e
A
rispettodi
e
Donne
e
divenissi, per
Che
b
Della
b
Muove
a
Che
Lo
leggeramente
ultimi
sono
cose
Che
V anima
b
Dice
:
e
Di
e
E
oh
dir
certo
me
quel
e' mi
coi
rima
tre
altrui.
seguenti
un
quartetto
accoppiata.
mi
mente
ragiona
,
sovente,
meco
sovr'
pjarlar si
b
vui,
disiosamente
di lei
l'intelletto
suo
a
nella
donna
mia
parlarne
forma
,
con
amorose,
da
cosa
che
Amor
a
e
è
i due
e
lei
gentile
stato
suo
passaggio (9)
di
chiusa:
del
vile;
temenza,
donzelle
e
non
Qui il verso
rima
chiusa,
,
e
a
con
rima
a
intelletto d' amore,
avete
voi della
b
a
che
Donne,
a
di
versi
alternata, oltre due
rima
a
quartettil'uno
due
7, abbiamo
verso
disvia.
esse
dolcemente
eh' ascolta
lassa!
ch'odo
convien
e
suona,
che
eh' io
no7i
della
donna
lasciare
lo sente,
son
possente
miai
in ptna,
342
PARTE
d
QUARTA
S'io vo' trattar
Ciò che
e
e
E
di
à
Gran
parte, perchè
E'I
g
Di
parlar
loda
di
il debole
che
nostro
costei,
intelletto,
ha
non
valore
dice Amore.
tutto ciò che
ritrar
potrei.
difetto,
non
avran
nella
ciò si hiasmi
g
lei,
comprende,
non
dirlo
rime
le mie
se
di
s' intende
che
Ch' entreran
f Di
eh' odo
quel
lo ììiìo intelletto
quel
f Però
d
di
V
GAP.
—
(Dante)
Qui dopo
chiusa
ed
:
il
poi un
terzetto
in fine due
§
9.
versi
b
Coronata
e
Piacesti
Ma
e
E
e
Invoco
non
di
spinge
so
Lei
'ncominciar
ch'amando
che
d
Chi
d
Vergine, s' a
e
la chiamò
Giammai
ti
f-e Bench'io
sia
Qui
rima
il
di
verso
chiusa;
formano
un
;
Sole
luce
di te
ascose,
parole,
tu' aita
senza
rispose,
sempre
fede.
dell'umane
volse, al mio
mia
termina
cose
prego
t' inchina;
guerra,
terra,
passaggio (7)
la strofa
e
mezzo
mercede
estrema
alla
di
rima
in te si pose.
ben
con
Miseria
f Soccorri
la rima
a
vestita,
sommo
sua
dir
a
quartetto
un
mediante
di sol
stelle,al
si, che 'n te
Colui
di
abbiamo
legato col quartetto
rima
accoppiata.
mi
a
e
mezzo,
a
(9)
Vergine bella, che
a
b Amor
a
di passaggio
verso
e
torma
con
tu del
Ciel
coi
tre
tre
versi
regina.
seguenti
un
che, per
quartetto
la rima
al
quartetto.
(detta chiusa
§ 10. L'ultima strofa della canzone
0
congedo o ripresa) suol essere più breve delle altre,
equivalendo alla seconda parte di esse, preceduta,per
344
PARTE
Vi
11.
QUARTA
è anche
GAP.
—
la canzone
V
strofelibere,uella
quale ciascuna strofa,pur componendosi ordinariamente
di endecasillabi misti con
settenarii, può crescere
o
di versi rispettoalle altre,e può disporrele
scemare
rime
liberamente, lasciando anche parecchi versi non
§
Suole però anch'
rimati.
almeno
o
(sec. XVII
di
)
fu il
alla
canzone,
de' suoi
con
primo che
quale si
anche
canti
terminare
essa
rima
a
rima
con
accoppiata,
Guidi
alternata. Alessandro
desse voga a
è conformato
Giacomo
questa specie
in
parecchi
Leopardi.
strofa di
quattordiciversi
un'intera poesia.Si compone
che sta da sé, formando
la prima contiene otto
anch'esso di due partiprincipali:
due rime
sistema
versi divisi in due quartetti,
con
a
§
12.
Il So:sETTO
alternato
chiuso
:
terzetti,che
in due
;
non
di rado
due
daremo
Ne
•
o
a
b
E'
a
E
è
una
la seconda
più
sono
contiene
sei versi divisi
rimati alternativamente
spesso sono
rima
rinterzata.
a
esempii de' più
comuni:
e 'l bel tempo rimena,
Zefiro torna
fiorie V erbe sua dolce famiglia,
d
garrir Progne e pianger Filomena,
E primavera candida
e vermiglia.
i piratie 'l del si rasserena',
Ridono
Giove s'allegra di mirar
sua
figlia;
è d' amor
L'aria
e l'acqua e la terra
piena,
d' amar
si riconsiglia;
Ogni animai
i più gravi
Ma per me, lasso, tornano
Sospiri che del cor profondo tragge
Quella ch'ai del se ne portò le chiavi:
E cantar
e fiorirpiagge
aitgelletti
e
E
d
Sono
b
a
b
a
b
e
d
e
,
in belle donne
un
deserto,
oneste
e
atti soavi,
fere aspre
e
selvagge.
LE
a
a
b
Colle che mi
a
Ov'
d
e
riesci,
amaro
mi
in voi
che
in me,
rincresci,
mi
Amor
usanza
riconosco
lasso
d Non
si
piacesti, or
pjer
ancor
Ben
e
e
piena,
del mio
spesso
seìitier che
b Dolce
e
se'
fdanger cresci,
Fere
silvestre, vaghi augelli e pesci,
verde riva affrena\
Che V una
e V altra
de' miei sospir calda e serena,
Aria
che
b Fiume
b
miei
de' lamenti
Valle che
a
345
PRINCIPALI
STROFE
inena
;
forine,
le usate
si lieta vita
da
fattoalbergo d' infinitadoglia.
Quinci vedea 7 mio bene; e per quest'orme
veder ond' al del ìiuda è gita,
Torno
a
bella spoglia.
la sua
in terra
Lasciando
(Petrarca)
Son
13.
Altre
Da
a
delle terzine:
lei ti vien
b
Che,
b
Poco
b
forme
l'amoroso
pensiero
segui, al Sommo
prezzando quel eh' ogn'
Da
lei vien
a
CK
a
Si ch'io
al del
vo
Ben
'l
mentre
V
uom
t'invia,
desia.
leggiadria,
amorosa
ti scorge per destro sentiero;
altiero.
già della speranza
(Petrarca)
a
b
a
a
b
a
riverire
insegna
La voce
stessa, pur ch'altri vi chiami,
0 d' ogni riverenza
e d' onor
degna :
Se non
che forse Apollo si disdegna
verdi rami,
Ch' a parlar de' suoi sempre
Lingua mortai presuntuosa vegna.
Così laudare
e
(Petrarca)
Mira
a
b
Schiera
a
E
le
genti
strane
de' tuoi eh'
del gran
padre
e
la raccolta
ti fanno.
onor
prova
tuo le lode ascolta,
a
345
PARTE
Che,
c
b
Sosfien
e
Pien
QUARTA
GAP.
—
V Italia
ijer tornar
nell'arme
V
lihertade,
in
lungo affanno,
leggiadro sdegno e di pietade.
d'un
e
grave
(Bembo
Mostrasi
a
b
Che
e
Ch' intender
b
TJn
a
Che
che
par
b
TJn
duhio,
Da
dolcezza
chi
come
in
al core,
la prova\
non
si
mova
d' amore,
all' anima:
m' assale
la mira
làbbia
sua
pien
dicendo
Talor
a
dalla
spiritosoave
va
chi
piacente a
gli occhi una
la può
non
dà per
E
e
si
)
sospira.
(Dante )
a' tristi pianti
mezzo
queste membra
possan
lo
spiritolor viver lontane.
Ma
ti riifiembra
non
rispondenti Amor:
Che questo è privilegiodegli amanti
Sciolti da tutte qualitadi umane
?
e
b
a
e
(Petrarca)
Il sonetto
ha r ultimo
rima,
e
la stessa
nettessa
fossero
§
caudato,
Sonettessa, è
o
rafforzato da
verso
un
un
sonetto
che
settenario colla stessa
rima
coppiata.
acseguito da due endecasillabi a nuova
La coda si può prolungaread arbitrio tenendo
Ma
deve però avvertirsi che la so^
maniera.
male
si
burleschi
adoprerebbe
o
soggetti i quali non
satirici.
14. Il Madrigale
sé, formando
in
un'intera
è
una
breve
strofa che sta da
poesia.Si fa in molte maniere,
nella sua
di pochi
forma
Jtna
più semplice si compone
terzetti di versi endecasillabi collegati
fra loro ; ai quali
due coppie di versi. P. es. :
una
o
seguono
Nel mezzo
la navicella
a
già del mar
b Tra
l'oriente
è giunta,
e V occidente
b Che mi mena
a fedir in scura
punta
LE
Col vento
a
La
e
Affrettasua
d
tempestoso :
Che
mai
15. Le
Strofe
a
all'endecasillabo
sono
minori
od
in sestine.
primi 0
inni
o
di molte
essere
possono
secondi
nelle due
versi
strofe, p.
Se in
a
es.
Fedeltà
b
In
e
Ricercarla
si
E
cerca
dispostio
e
rima
a
per lo più
in quartine
tronca,
sia vicino
invano
;
sia lontano
vuole
pur
Lusingando
d
Che
cerchi
destino
il mio
il mio
timore
crudele
in lontan
Pietà
ma
corali.
è vanità:
d
e
canzoni
o
e
amore
fedeltà.
ovvero
è
Sempre
a
del
maggior
vero
b
L' idea
a
Al
e
Dipinta
b
figura
Affretta il proprio affanno,
d
e
dal
pensiero
timor.
stolto il mal
assicura
Quando
sventura
una
credulo
Chi
d Ed
d'
un
e
coi
piane legatireciprocamente
che
che
amor
tronca
:
amor
b
a
rime
a
rima
misure,
Quartine coi quartiversi
A.
stella
nelle ariette delle opere
odi
nelle
da
legate
coppia
massime
frequenti,
musicali, ed eziandio
I versi
quella
e
giornata, è la mia morte.
le dà
natura
forze non
fjer tempo ella dia volta in qua.
(Sacchetti)
Lasso!
molto
sono
347
PRINCIPALI
qual fedel mi face, che più forte
e
d
§
STROFE
danno,
è dubbioso
ancor.
(Metastasi©)
PARTE
348
come
GAP.
—
V
primi o i secondi delle due strofe
si corrispondonocolla rima e restano
indipendenti,
può vedersi nel Metastasio. Talora le due stro-
Sovente
non
QUARTA
i versi
quattro rime,
fette hanno
passi
Ai
a
è 'l sentiero,
b Biihhio
Siaìu
a
b
Senza
e
E
d
Senza
nocchiero
agnelle
siamo
pastor.
di versi
Sestine
16. B.
tenarii
splendor.
naviganti
noi
d Per
§
le stelle
han
Non
e
(di rado
p. es.:
erranti
l'ultimo
per lo
più quinariio setdei quali il
endecasillabo)
è
rima, il secondo
primo, terzo e quintosdruccioli senza
mati
e
quarto pianirimati fra loro ; gli ultimi tronchi e rireciprocamentenelle due strofe,p. es. :
Già
a
pjresso
al
martiri
b De' suoi
quest'anima
a
Fugge
b
Sciolta
a
Sul
volto
amabile
e
Del
caro
ben.
d
e
Fra
Sul
d E
e
Fra
d Par
e
Di
termine
in
sospiri,
lor
s'annodano
labbro
i detti;
il cor
che pjalpnta
mille
che
starmi
affetti,
tolleri
non
in
sen.
(Metastasio)
ovvero
:
Bella, immortai,
Fede
a'
benefica
trionfi avvezza,
LE
Scrivi
Che
Al
STROFE
34G
PRINCIPALI
allegrati.
questo;
ancor
pili superba altezza
del Golgota
disonor
Giammai
dalle
Tu
si chinò.
non
stanche
ria
Sperdi ogni
Quel
che
Dio
Che
che
e
deserta
Accanto
suscita.
e
consola.
coltrice
lui
a
parola:
atterra
affanna
Sulla
ceneri
posò.
(Manzoni)
ovvero
:
A
Allor
Non
ch'io
fìa
.
Genio
il mio
disse
me
l'oro
nacqui:
che
solleciti,
te
,
decoro
Né
r inaile
De'
titoli,né
il
perfido
Desio
di
siqjerare
Ma
di
natura
ed
Doni
Te
render
Te
di
Per
an
in
poter'.
i libeìH
affetti,e
beltà
Della
altri
il
girato
spettacolo
beato,
indocile
vagare
lungo di speranze
arduo
sentìer.
(Parini)
§
17.
di
La
Strofe
saffica
strofe greca
poetessa Saffo: consiste
tre
una
inventata
in
endecasillabi,seguitida
sotto
la finale
è fatta ad
rimata
una
o
dalla
perfezionata
quartina composta
quinarioche
dell'ultimo. Meglio che
imitata
precedentivenne
r esempio seguente:
zione
imita-
un
dal Fantoni,
come
di
versi
suole scri-
dai
si vede
poeti
nel-
350
Pende
a
la notte:
che
b
L'ora
b
Scossa
la
a
•e
QUARTA
PARTE
Te
b
Te
a
le civili
il
che
grido
su
la
le turbe
all'armi
incalza
i
assorda.
cessanti,
cuor
ferrea corda
Tre' sonanti.
b
18.
§
io sento
bronzi
i cavi
es.:
giova
all'armi
E
V
CAP.
fugge replicar sonanti:
porta stride agi' incostanti
Buffi del vento \
dal Carducci, p.
a
—
Strofe
La
zione
è fatta ad imita-
rimata
ai.caica
perfezionatada
Alceo.
qualii primi due
rime ;
sono
quinariidoppiicol secondo sdrucciolo,senza
settenarii piania rima accoppiata,
e i due
seguentisono
per esempio:
Nassau, di fortiprr ole magnanima,
7norra7ino
No, non
que' versi lirici
Per
cui suona
piii bella
L' italica favella.
(FANTONI)
o
strofe greca inventata
di quattro versi, de'
Si compone
di
una
.
scìnpre V arida
I torbid' impeti d'Euro
Non
Né
A
dura
industri
chioma
alle roveìH
affaticano
artico
ghiaccio
legni impaccio.
(Carducci)
miamo
così chiaMater:
Stabat
dello
§ 19. Strofe
questa strofetta,perchè imita quella usata nelr inno
narii
sul
accennato
a
rima
modello
(vedi Parte
della Chiesa.
Si compone
di due
accoppiata,seguitida un verso
si adopera mai
latino e che non
IV, cap. ii, § 12), p. es. :
otto-
foggiato
separato
352
CAPITOLO
sciolto,e strofa
Verso
§
per
I. La
caso
o
VI
rima
non
senza
usata, fuorché
era
rima.
qualche volta
masta
latini del tempo classico. Risembra, o in forma d'assonanza (vedi
per vezzo,
però,come
dai
§ 2, nota)
di rima
propriamente
alla plebe,la Chiesa se ne valse pe'suoi
detta,in mezzo
e si stimò
Inni,da' qualipassò quindinelle poesievolgari,
Ma tornato in
per un pezzo necessaria e indispensabile.
lo studio de' classici e della poesiaantica, nacque
onore
metrica
non
il desiderio di tentare una
inceppata da
che, se offre,per una
parte,
quellaartificiosa consonanza
la spontaneità
del
anche sovente
certa vaghezza, scema
pensiero,e la gravità dello stile.
Parte
IV, cap.
§ 2.
Il
iv,
primo
coir endecasillabo
venne
tentativo
che, usato
o
di
senza
questo genere
rima
fu fatto
(versosciolto),
gua,
riprodurrein qualche modo, nella nostra linmetro
il nobile,ondeggiantee svariato procederedell'esaa
nel secolo xvi, il
Caro
greco. Annibal
Parini, il Monti ed il Foscolo ne' tempi più vicini a noi,
latino
hanno
dato i
richiede
e
miglioriesempiidi questo sistema
varietà
nella
nel mezzo,
che
molta
pose
struttura
de'
; il
versi,
quale
e
quenti
fre-
assecondino, meglio della
VERSO
strofa, il volubile
e
del
E
SCIOLTO,
STROFE
SENZA
353
RIMA
del concettc
spiegato muoversi
sentimento.
Esempii:
E già di ferreocinto, a la sinistra
M' adattava
lo scudo
e
fuori uscio.,
in su
la soglia attraversata
Qiumd' ecco
avanti
a' pie mi si disfende
Creusa
li abbraccia; e'I fanciulle
E me
tto Jnlo
mio
M' appresenta e mi dice: Ah!
consorte,
Dove
Che
e
S'
lasci?
ne
m' adduci?
teco
non
morir
a
E
nell'esperienza hai speme
Clic non
difendi la tua casa
Ascanio
Ove
Creusa
Per
Di
abbandoni?
alcun
pianto
tua
E
ciò
tempo?
e
ove
tua, che
nell'armi
se
E
Ove
vai.
ne
s'è
alcuna.
in
tuo
prima?
padre?
detta
gridando, empiea
la magion tutta.
(Caro)
di stridor
quindia imitare artificiosamente
procedette
strofe classiche,tentando nuove
forme di
le principali
in guisa,
versi 0 accozzandone capricciosamente
parecchie
delle strofe prive di rima, che arieggiasda comporre
sero
che si sente o par di sentire nelle corrispondenti
quel suono
latine e greche. Annibal
Caro
Claudio
e
§
3. Si
Tolomei
nel secolo
xvi,
ed il Carducci
Tommaseo
il Chiabrera
nei
nel secol-oxvii,
tempi recenti (per
il
tacere
in questiversi che perora,
altri)si provarono
nondimeno, hanno trovato poc") favore. Noi parleremo
ode saffica,
ode alsoltanto di quattro strofe: distico,
caioa, ode asclepiadea.
di molti
§
il
4. Distico
primo
secondo
e
del
FoBNACiARi
alla
più lungo
imita
pentanietro. P.
—
Gramm.
Si compone
greca.
ital-
il
suono
es.
àe\Y
di due versi
esame
:
tì^o: il
:
23
PARTE
354
le sanie
Oggi
i
Cantino
muse
fattitiii
GAP.
VI
ed onesta
amica
Febo, le lodi
-
favella
tue.
da
riarso
fervide vampe
piedi più oltre gire.
-
i slancili
ponno
-^'
con
-
troppo sei
Fermati
Non
QtJARTA
-
;
(TOLOMEl)
Cantate
lode
e
Daniela
Dotto
al dotto Dameta:
rendete
-
come
degno
-
di lode sci!
(Caro)
alle nostre
Quando
r^a, lungi il rombo
V ombra
E
Diffonde
Ma
i
l'ala
de
intorno
-
feminei
sen
-
-
-
della
-
la veniente
Sotto
case
-
la diva
volante
che
discende,
severa
s' ode;
gelida gelida avanza
lugubre silenzio.
ripiegano gli uomini
rompjono
il capo,
in aneliti.
(Carducci)
questiesempii, l'esametro risulta
settenario e più di rado da un quinario,seguiti
da un
da un decasillabo,il pentametro da un settenario od un
minciano
quinarioseguitida un altro settenario. I settenarii cosono
per lo più da un trocheo (- "),e sovente
mozzi della prima sillaba; i decasillabi perdono spesso
le due prime sillabe; ed il settenario
pur essi la prima o
del pentametro, qualora sia sdrucciolo,
ultimo
della prima (vedi P. IV, cap. ii, § 13).
viene mozzato
Comesi
§
da
vede
5. Ode
alla
saffica
e un
versi: tre saffici,
Altri
FJ
non
le
forze
lontano
Giungevi
e,
ed
adonio.
desir
ta
quat-
misura,
pon
immaginando
Vive
di
Esempii:
il voler
a' suoi
molto
Si compone
greca.
segno.
il poco.
contento.
(Rolli)
VERSO
Tutto
La
Trema,
vede, i
si
sereno
lieve
d'un
e
Nel
gorgo
vena'.
pullular lo specchio
Segna de l'acque.
(Carducci)
saffici
tre
355
RIMA
SENZA
saliente
miro
tenue
Come
tace.
ora
STROFE
E
SCIOLTO,
questa regola, che
endecasillabi,
tre
sono
in
pre
principiovi resti semin parolapiana.
un
quinariospiccato e terminante
è pure
L'adonio
un
quinario, cominciante
per lo più
ma
con
dal trocheo.
§
6. Ode
due
versi:
e
un
alcaica
alla
Si compone
greca.
endecasillabi alcaici,un
dimetro
di quattro
trocaico
logaedico.Esempii:
verso
Apransi
volino
rose,
zefiri,
cantino
Tetide,
scherzando
L' acque
Ma
d'Arturo
nembi
Quinci
lunge
ministri
dian
timore
ai
Traci.
(Chiaererà)
cittadino
Son
Per
te
Che
desti
CK
per
poeta, madre
pur
Davanti
de'
popoli,
spirito al mondo,
impjrontasti di tua gloria.
il tuo
Italia
0
te d' Italia
davanti
l'aquile.
il fluttode' marsi
militi,
fulgor respingendo
volasti
Col
miro
Gli
annitrenti
de' Parti.
cavalli
(Carducci)
Come
si
vede, i due
quinari! piano
,
s^erso
è
un
il
primo,
primi
versi
risultano
sdrucciolo il secondo:
decasillabo mozzato
della
di due
il terzo
prima (novenario):
356
PARTE
il quarto,
(che
o
mozzo
della
anche
un
le
-
decasillabo
un
è la
QUARTA
forma
GAP.
—
intero,
sillaba, come
Strofe
o
p.
un
altri
negli
doppio quinario piano,
in
nell'ultimo
come
più armoniosa),
prima
approdi
VI
endecasillabo
due,
Spinto
es.
pio
esem-
e
talvolta
da
morie
seno.
si
asclepiadea:
di
compone
i^rsi
quattro
asclepiadei :
Sorgono
GV
E
Di
immani
ed
ardui
tenebra
la
ne
agili file dilungano
in
e
giganti
steli
marmorei,
somigliano
sacra
esercito.
un
(Carducci)
I
tre
ambedue
primi
formati
sono
l'ultimo
sdruccioli;
da
due
da
ciascuno
quinarii
settenario
un
pure
sdrucciolo.
7.
§
si
è
gli
fatto
in
questo
di
della
e
a' nostri
rmi
di
alle
Feiice
giorni
Odi
toscana,
la dotta
Cavallotti,
che
detto
barbara,
ìnetrica
barbare
quello
poesia
dal
pag.
G.
66-117.
si è
di
le
ma
Chi
Carducci,
Versi
Giuseppe
e
e
insegnato
Biado,
Roma,
Carducci,
latini;
discorso.
legga:
introduzione
di
tentate
sono
dei metri
più lungo
conoscere
di
si
mezzi
imitazioni
Poesia
nuova
simili
tenerne
genere
felice espressione,
o
altre
debito
nostro
vaghezza
avesse
stessi
tentare
possono
non
o
Con
con
e
gole
Re-
1539;
Chia-
Anticaglie
357
INDICE ALFABETICO
Accenti, pag.
6:
tonico,
accento
leggi,49-56: accento
grafico, 57-61
segno
sue
spg.
e
Iato
e
mutamenti
33-38
224
Interjezione,
specie,212
sua
struttura
e
seg.
da
e
e
esso
dotti,
pro-
seg.
Interpunzione(segni di), T
Metrica, 309
Articoli,77-80
loro
parti,1
sue
Vedi
Lettere
:
0
Grammatica
gradi.
suoi
e
fieli'alfabeto
.3-5
divisione.
sua
Apocope, 55 e 56
Apostrofo, 6, 68-73
Avverbi
MATERIE
Enclitiche,pag. 52, 215: coi verbi,
196
come
Aferesi, 55
Aggettivo
Nome
Alfabeto.
DELLE
imitazione
e
ad
seg.: metrica
della latina, 353 e
seg.
Cani^one:
metrica,
339
Nome
delle
Composizione
parole,
di nomi
verbi, 292 :
con
nomi
verbi con
e
prefissi,
295:
composizioni improprie,
306 e seg.
e
seg.
di
Congiunzione, 221
Consonanti:
loro
e
23-32:
consonanti
in
seg.
pronunzia e
tamenti,
mu-
di più
parola,39-42
incontro
una
impropria, 255
Dieresi, 45, 327
Discorso
(parti del), 75-76
Dittonghi,distesi e raccolti,19:
apparenti,44 e 45
Dittongo sciolto: dieresi, 46: sineresi, ivi: dittongo mobile, 54
Ècco colle enclitiche,
200
di parole che si incontrano,
Elisione
68-71
328
:
Elisione
fonica,
varie
sue
e
93:
109:
sue
specie,81
declinazioni
aggettivoe
norme
suoi
sul
:
stantivo
so-
82-
gradi,106tratte
genere,
dal
98-105:
larità
irregosignificato,
dei nomi, 94del numero
97: alterazione de' nomi, 110
Numerali, e loro divisione, 139143
Parole:
Derivazione
:
288
so.
nel rliscor-
loro incontro
Vedi
Elisione
e
mento:
Tronca-
tronche, piane ecc., 4951: loro formazione, 251-e seg.:
con
doppia flessione,252 e seg.
Participio passato
della
prima
ta,
abbrevia-
conjugazione,forma
16D-170
Prefissi: a, ad, 298;
296;
(atiti).
ante
a7iti,301 ; arci, 304; avan,
295 ; bene, 304 ; hi, bis,304 ; bis,
304; cento, 304; circo, circon,
300;
ris, .300;
com,
co».
299;
358
INDICE
ALFABETICO
DELLE
contro, "00; cosi, -'Oó;
: dis. 302 ; e. es, 302 :
302
for,
; fra. fras, 297 ; fuor,
302; in, 298: in (negativo),
304; Inter, 297; intra, intro,
304:
297; hmgi, 304; male,
MATERIE
cantra,
dte. 273;
de, di, 301
267, 276;
304:
oZfrrt. o/304; non,
297
297
;
tre,
pò, pos, 296 ;
; per,
303 ; re,
296
296
: ra.
; i^ro.
pre,
303; retro, 296; rz. 303: rin,
303 ; s, 3)2 : semi, 304 ; sempre.
»JW,
296; ."!r,pra,
296; soJto. 300; stra,
5ì, 305;
305;
296;
sor,
50,
s?"6. 300:
297;
«?•«, tras,
£r/,trz5, 304; uni. 304
:
seg.,
Pronomi
217
^;)ecie,
277; atóre,
sue
2S0
a
mra,
267 ; attiro,
azióne, 269 ; azzdre,
2"^
281 ; aszvolo.
azzóne,
283
cèZ^o, 282; c/dne, 281
:
:
ecc/izdre,286; eggidre, 285
elldccio,284 ; elldre, 286 ; eZZe^
fo. 283:
eWt;io. 282: èllo,2"2
eliòne,
281 ; é/irfo. 279
;
éw^e.
273; é"fe, 274,279: èi!^a, 269
eo.
éo, 275; erellino, 282; ere/
282:
/o,
ér"?o, 287; evia, éria.
264:
eriiccio, 282:
276
r»5w,
331
Rima,
ed
specie
di
ritmi,
serie
ritmica,
specie.312:
il ritmo
310, 311;
rogativi,
inter-
-^ecr.
e
varie
Ritmo:
e
qnaiititM-
131-133;
illativi
tivi, 134-135:
136-138
parola,324
e
311:
e
la
seg.
ettàcrio. 284 : ettdre, 286 ; efW
283 ; e«?o. 281 : eltóne, 281
«.0,
ettucciàccio, 284; ettuolo, 283
é»'oZe,279 ; e.j^a, 269 ; ezzdre,
285
l'a, «a, 264 ; ibil ; 279 ; t6d»ido. 280: icdre.. 285; icchidre.
286: iccjo.
282:
iccii'olo. 282
icèllo,282 : irelliiii),
282; icino,
27.5, 281
272
Sillabe, 43-47:
in
Sincope,
loltuia
fin di
labe
sil-
no,
specie,
eo,
delle
riga, 47
55
Sineresi, 46, 327
Sonetto, 344 e seg.
varie
Strofa, 333; sue
335 e seg.
Strofe a coppia. 348 e seg.
Suffissi: abile, 279; a6d)?fZo, 280;
286 : dnchio, 287 ; acacchidre.
chiòlo, 283; archióne, 281; occhiotto, 281 ; accidre, 286 : acci'no, 283; àccio, 283; accióne,
231: acciotto. 2S\; accinolo,283;
278:
dee,
aggine, 268; aggio,
266, 276; agióne, 2')9: dglia,
265; àglio.287 ; dqno, 275: ajo,
272, 287 ; ajuolo.'2'r2
; àie, 272,
265:
276;
aménto,
270;
àrne,
279: àneo.
275; ano.
277; dntp. 274, 279; dma,
dndo.
dvdo.
273;
atrice,
ése, 273 ; esimo. 280, 287 ; és/
270 ; és»io, 270 ; èssa, 273
articolate, 78. 79
mo,
mostrativi,
loro varie specie: die
ésto, 276: èstre, 276; efo, 267
Preposizione:
sue
297:
r/r,'.304
269; a«i"o,
279; aio, 267,
273; a'orio, 278;
atézza,
ativo,
278;
are,
272. 2'6:
271,
269:
dì-in.
26(5, 272;
aro.
àsco, 274 ; astro, 283; ara, 267;
266, 272, 278;
:
:
t"o, 27(5
;
«ere,
266
/ero. 278 ; e/;«a, 269 ; jgrm
271: iglia,265; igno,21ó
ri''.266, 276; ?''/!f,
265; iménto.
270; tV/10. 280: ?»?a, 287; tnac
MO, 284 ; ineo. 275; inetto,283
ino, 271, 275, 281 ; inùccio, 283
«o,
i.tmo,
272;
265, 279
270
««a.
:
:
iòne, 269, 287
280
?5s»»o,
267, 273;
;
ista
ita, 268
279: ?'(o,277
itorio, 278; itrice^
273; «ni. 268; itudine, 268
iivra, -267;itùro, 280 : ?'uo,279
f'are, 286;
27òrc, 273;
m"v).
tjj'a,269, fatare,
285; filóne,
269
ménte,
286:
occùio.
282
mento,
270;
occio, 281 ; ocdjr-oZo.275, 282
:
r/d"re, 281 ;
d/o, 266; oldcrio, 284; oldre,
286; olcnto, 278; olétto, 283
olino, 283 : 0/0, 284 : ondrcio.
284 ; onrèllo. 282 : oncj"!0, 282
273, 281; dn/ (d«e), 286
d»e.
ónzolo. 282; ore, 268; drjo, 266,
27d : oso, 277 : ottdccio, 284 ; ot-