Anteprima Estratta dall' Appunto di
Economia regionale
Università : Università degli studi di Ferrara
Facoltà : Economia
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CAP. 3: LE TEORIE FONDAMENTALI
SULLA
LOCALIZZAZIONE
DELLE
ATTIVITÀ
PRODUTTIVE
Le teorie sulla localizzazione delle attività produttive che – come si è sostenuto nei due
capitoli precedenti – rappresentano uno dei fondamenti teorici sui quali si sviluppata
l’economia regionale, sono quelle teorie che intendono fornire elementi interpretativi circa le
tendenze che sono prevalentemente seguite dalle imprese nella scelta della loro concreta
ubicazione territoriale.
In altre parole, esse cercano di individuare i fattori che guidano gli imprenditori nel fare la
scelta localizzativa per le loro imprese, supposto che questa venga effettuata secondo criteri
del tutto razionali e non sia influenzata invece da fenomeni contingenti o, addirittura, da
questioni semplicemente emotive, come taluni più recenti studi avrebbero verificato.
om
Le teorie che vengono qui di seguito esposte, sono solo tre, in quanto costituiscono una
ristretta selezione dei numerosi modelli che nel tempo sono stati elaborati dagli studiosi di tale
e.c
materia. Esse sono state individuate non solo perché si ritengono quelle fondamentali ai fini
della conoscenza di questa parte della disciplina e, conseguentemente, anche ai fini della
rib
comprensione dei capitoli successivi del presente lavoro, ma anche perché ciascuna di esse fa
Ct
esplicito riferimento ad un diverso settore produttivo (rispettivamente, l’agricoltura,
l’industria manifatturiera e il settore terziario), che era considerato quello prevalente o,
AB
comunque, quello più rilevante all’epoca in cui ognuno dei tre modelli è stato elaborato.
Di conseguenza, essi dal punto di vista settoriale coprono, almeno a grandi linee, l’intera
gamma dei possibili tipi di impresa che si localizzano su un territorio regionale.
1. Il modello di J. H. von Thünen1
Questo modello, elaborato all’inizio del 1800, riguarda la localizzazione delle attività
agricole ed è importante per due motivi:
a) innanzi tutto, perché da esso derivano tutte le principali teorie della localizzazione
urbana delle attività economiche;
b) in secondo luogo, perché è il primo modello che si basa sulla duplice ipotesi di uno
spazio di produzione continuo e di un unico mercato di sbocco (di tipo puntiforme).
Più precisamente, le ipotesi – funzionali alla soluzione del problema – su cui esso si basa,
sono le seguenti:
1
Da Capello (2004), par. II.2.
39
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- l’esistenza di uno spazio omogeneo in termini sia di fertilità delle terre che di dotazione
di infrastrutture di trasporto2;
- l’esistenza di un unico mercato di sbocco dei prodotti agricoli, il quale è collocato al
centro della regione considerata e potrebbe essere costituito da un nucleo urbano;
- l’esistenza di una domanda di beni illimitata, per cui l’equilibrio localizzativo dipende
solo dalle condizioni di offerta (o di produzione);
- l’uniforme distribuzione nello spazio anche dei fattori produttivi, per cui è da escludere
che la destinazione dei vari appezzamenti di terreno alle diverse coltivazioni sia dovuta ad una
concentrazione dei fattori produttivi (manodopera, ecc.) in corrispondenza di alcuni punti
dello spazio rispetto ad altri;
- l’adozione di una funzione di produzione – che è del tipo a coefficienti fissi ed a
rendimenti di scala costanti – specifica per ogni tipo di bene agricolo, con la conseguenza che
om
la quantità di prodotto ottenibile da ciascuna unità di terra e il suo costo unitario di produzione
non variano nello spazio;
e.c
- l’esistenza di condizioni di concorrenza perfetta sul mercato dei beni agricoli, per cui ne
deriva che per i coltivatori il prezzo di mercato del bene da loro prodotto è da considerarsi
rib
dato;
Ct
- i costi unitari di trasporto di ciascun tipo di prodotto sono costanti nello spazio, per cui il
costo di trasporto dipende – oltre che dal volume di produzione – anche dalla distanza da
AB
percorrere dal luogo di produzione al mercato di sbocco (costituito dal borgo); invece, i costi
di trasporto dei prodotti ottenuti dalle diverse colture possono essere differenti.
Sulla base di queste ipotesi, il problema che il modello intende affrontare e risolvere è
quello di individuare la più conveniente destinazione da dare alle terre che sono disposte
intorno al centro di mercato, fra le diverse produzioni agricole.
L’esposizione analitica è basata sul concetto di rendita, la quale viene definita come il
prezzo della terra che il coltivatore è disposto a pagare (al suo proprietario)3 e che è ottenuto
in modo residuale, vale a dire sottraendo dai ricavi totali i costi di trasporto e quelli di
produzione, oltre ad una quota di remunerazione per l’imprenditore-coltivatore4.
Pertanto, la rendita (r) è data da:
r (d) = (p – c – td) x
dove i simboli presenti nella precedente formula hanno il seguente significato:
2
Lo spazio inteso in questo modo viene definito spazio “isotropo”.
E’ implicito che il coltivatore tende a non coincidere con il proprietario delle varie porzioni di terra su cui
vengono effettuate le diverse coltivazioni agricole.
3
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