ISPI
Anno XIII - n. 22 - Febbraio 2006
Relazioni Internazionali
Tariffa R.O.C.: "Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
L’ITALIA NELL’EUROPA DEI 25:
QUALE POSSIBILE LEADERSHIP?
La presentazione del libro “Economics and
Policies of an Enlarged Europe”, di Carlo
Altomonte e Mario Nava, ha offerto l’occasione
per promuovere in Ispi lo scorso 23 febbraio la
Tavola Rotonda “Quale Italia nell’Europa dei 25?”,
realizzata in collaborazione con la Rappresentanza
a Milano della Commissione Europea. Durante
l’incontro sono stati discussi temi di grande
attualità fra i quali l’impatto dell’ingresso dei nuovi
paesi membri sull’economia europea ed italiana,
nonché il ruolo che l’Italia è chiamata a svolgere
nell’individuazione delle nuove priorità dell’Unione
allargata. L’incontro si è aperto con il saluto di
Carlo Secchi, Vice Presidente dell’Ispi, che ha
attratto l’attenzione del pubblico presente nella
sala del Tiepolo sulla superficialità e banalità che
molte volte contraddistinguono i dibattiti sulle
tematiche europee che, per di più, non mancano
di accordare preferenza alle evoluzioni di
carattere negativo. Questa tendenza dipende
spesso da una scarsa conoscenza delle dinamiche
europee ed è dunque per tale motivo che il libro
è ben accetto. Esso infatti costituisce un pregevole
strumento didattico che offre ad un ampio
Il panel dell'incontro, da destra: Renato Brunetta,
Carlo Secchi, Antonio Panzeri e Mario Monti
pubblico basi solide per osservare, commentare e
criticare in maniera intelligente e costruttiva le
evoluzioni europee.
Dopo il discorso di apertura la parola è passata
a Renato Brunetta, Vice Presidente della
Commissione Industria ed Energia del Parlamento
europeo, che ha assunto le difese sia dell’Unione
europea, che considera una delle più grandi
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Speculando
IL COMPLEANNO DEL NUOVO PATTO DI STABILITÀ
di Franco Bruni
Mancavano sei giorni al primo
compleanno della riforma del
Patto di Stabilità e Crescita,
quando il Consiglio Ecofin, che
l’aveva adottata il 20 marzo
2005, si è trovato per la prima
volta ad applicarla, giudicando
i Programmi di Stabilità presentati da numerosi Paesi dell’Unione, compresi i cinque
che, essendo ufficialmente in
condizioni di “deficit eccessivo”, devono impegnarsi con un
piano di rientro entro precise
scadenze: oltre a Grecia e Por-
ISPI - Relazioni Internazionali
togallo, le tre maggiori economie dell’area dell’euro, cioè
Germania, Francia e Italia.
La riunione Ecofin del 14 marzo
2006 è stata perciò particolarmente importante.
Come è noto, la nuova versione
del Patto lascia molto più spazio alla discrezionalità della
Commissione e del Consiglio,
che hanno a disposizione notevoli dosi di indulgenza per giudicare i disavanzi e prescriverne l’aggiustamento. Un’indul-
genza che può venir giustificata
in base ai fattori più diversi,
dalla congiuntura del Paese in
disavanzo alle riforme strutturali che ha in cantiere. Poiché
l’ultima parola spetta al Consiglio, composto dagli stessi ministri la cui politica di bilancio è
sotto giudizio, è legittimo temere che l’indulgenza venga usata
in modo non virtuoso, con i
Paesi che si perdonano reciprocamente l’indisciplina fiscale.
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1
costruzioni del secolo passato e presente, sia
delle ultime modifiche alla direttiva Bolkenstein
sui servizi. Brunetta ha paragonato l’Unione europea ad un treno che va piano, a volte si ferma, ma
non torna mai sui suoi passi. L’impossibilità di involuzione costituisce il principale motore comunitario alla luce del quale è possibile riconsiderare i
feroci attacchi alla direttiva sui servizi e accoglierla, al contrario, più benevolmente perché “è meglio
un mezzo passo in avanti che non farne proprio”.
Passando alla considerazione degli aspetti economici, Brunetta ha ricordato che il fallimento dell’Agenda di Lisbona è dovuto in primo luogo alla mancata europeizzazione degli obiettivi che, rimanendo
materia di politiche nazionali, sono i primi ad essere messi in secondo piano durante periodi di crisi.
La proposta avanzata per garantire all’Unione
europea una propria autonomia finanziaria è
quella dell’emissione di titoli obbligazionari europei a lungo periodo. Sfruttando la capacità di
indebitamento dell’Unione, conclude Brunetta,
non solo si faciliterebbe il finanziamento degli
obiettivi di Lisbona, ma più in generale si imprimerebbe al treno europeo una maggiore spinta.
A seguire è intervenuto Antonio Panzeri, Vice
Presidente della Commissione Occupazione e
Affari sociali del Parlamento europeo, che ha
posto l’accento sul serio pericolo di disgregazione
del processo europeo, affermando che “in pochi
mesi abbiamo assistito ad un radicale mutamento
delle prospettive”. Se all’inizio del semestre di
presidenza britannico si parlava di strategia per
il rilancio dell’Europa, oggi si discute sulla
strategia da mettere il campo per mantenere
l’Europa unita. Quella dell’Europa di oggi è una
grave crisi politica, economica e di leadership.
Quale paese fondatore, l’Italia è chiamata a
svolgere un ruolo decisivo nell’individuazione
delle principali condizioni che possono ridare
slancio e nuova linfa alla costruzione europea. A
conclusione del suo discorso, Panzeri ha fatto
presente che, a seguito del no francese alla
Costituzione, all’Italia è stata offerta la grande
opportunità di ricoprire il ruolo di paese leader
nella riscoperta degli ideali europei. Condizione
strumentale alla realizzazione di questo fine è
parlare di Europa, esporre i vantaggi e le
convenienze del disegno europeo e convincere
l’opinione pubblica che più Europa non può che
fare bene all’Italia e a tutti gli Stati membri.
Prima della conclusione della Tavola Rotonda da
parte di Mario Monti, Presidente dell’Università
Bocconi e del Bruegel Institute, c’è stato spazio
per le domande ed i commenti raccolti da parte
di un vivace pubblico. Gli autori del libro, Carlo
Altomonte e Mario Nava, hanno colto l’occasione
per ringraziare il pubblico e i relatori per la
presenza e per l’interesse mostrato nei confronti
del lavoro in cui hanno condensato idee comuni
ed anni di lezioni universitarie su tematiche
economiche europee.
A seguire, la parola è passata all’ex Commissario
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alla concorrenza, Mario Monti, che ha subito
specificato che il suo non voleva essere un
intervento conclusivo, ma una esposizione di
considerazioni personali alla luce di quanto detto.
Quello di Monti è stato infatti un intervento di
ampio respiro, che ha toccato tematiche
economiche ed istituzionali europee, nonché
politiche interne agli Stati membri. Per iniziare ha
lodato il volume di Altomonte e Nava per due
aspetti in particolare. Da una parte bisogna
riconoscere al libro il merito di aver saputo
condensare in un unico volume le politiche che nel
corso degli ultimi anni hanno subito continui
mutamenti . Dall’altra, già dalla lettura del titolo
del libro (Economics and Policies of an Enlarged
Europe) si evince che gli autori sono stati mossi
dall’intenzione di mostrare come differiscono le
politiche europee quando si passa da 15 a 25
membri. L’ex Commissario ha infatti ricordato che
il maggiore impatto dell’ingresso dei nuovi paesi
membri non consiste tanto nei maggiori oneri di
bilancio, ma nella profonda modificazione degli
approcci ed orientamenti all’interno della stessa
Europa. Nel discorso di Monti c’è stato anche
spazio per la descrizione del tessuto economico
europeo che rappresenta quella parte di Europa
che non si è mai fermata e che avanza con un
ritmo sorprendente ed inaspettato. Il
consolidamento transfrontaliero nel settore
dell’energia, dell’acciaio e nell’offerta di servizi
finanziari sono gli esempi più evidenti del polmone
economico europeo che respira pienamente e che
si contrappone al polmone politico che è bloccato
Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi e del
Bruegel Institute
dal ritorno dei nazionalismi. A conclusione del
suo intervento, Monti ha voluto ricordare che
l’Unione europea di oggi necessita sicuramente
di interventi tempestivi e decisi. A suo parere a
poco servirebbe l’introduzione di tasse europee
o un maggior coinvolgimento dei policy maker
nazionali. L’Europa di oggi, secondo l’ex
Commissario, ha bisogno di interventi sul piano
economico diretti ad impattare sul lato
dell’offerta. Una simile riforma contribuirebbe,
in modo decisivo, a ridare slancio alla coesione
sociale e allo sviluppo economico che, come
ricordato nel libro presentato, costituiscono,
insieme alla stabilità, gli obiettivi principali
dell’Unione Europea.
ISPI - Relazioni Internazionali
Convegno
IL FUTURO DELL’EUROPA A CINQUE
ANNI DAGLI ACCORDI DI LISBONA
Lo scorso 6 dicembre presso
l’Archivio di Stato di Torino si è
svolto il Convegno Internazionale
dal titolo “Verso una nuova
governance economica in Europa”, organizzato dall’Ispi con il
sostegno della Compagnia di San
Paolo. L’iniziativa ha offerto ai
partecipanti, rappresentanti del
mondo accademico e giornalistico, della business community
e delle istituzioni, l’occasione
per confrontarsi, ad alto livello,
su alcune tematiche di grande
attualità per il futuro dell’Europa e per discutere dello sviluppo
del Vecchio Continente a cinque
anni dagli accordi di Lisbona,
quindi a metà strada dalla strategia decennale che era stata
fissata ai tempi. Il Convegno fa
parte di un progetto internazio-
Tavola Rotonda
“LE SFIDE DEL DISARMO E DELLA
NON PROLIFERAZIONE”
Il 12 dicembre scorso si è
tenuta a Milano presso la sede
dell’Ispi una Tavola Rotonda
dal titolo “Le sfide del disarmo
e della non proliferazione”
organizzata in collaborazione
con la Direzione Generale per
gli Affari Politici Multilaterali
ed i Diritti Umani del Ministero
degli Affari Esteri. All’evento
hanno partecipato Boris Biancheri, Presidente, Ispi; Paolo
Cotta Ramusino, Segretario
Generale, Pugwash Conferences e Università degli Studi di
Milano; Alfredo Luigi Mantica, Sottosegretario di Stato,
Ministero degli Affari Esteri;
Giacomo Sanfelice, Vice
Direttore Generale Affari
Politici, Ministero degli Affari
Esteri; Roberto Zadra, Vice
Capo Centro Armi di distruzione di massa, NATO.
Questa iniziativa ha dato il via
a un progetto dell’Istituto per
gli Studi di Politica Internazionale e della Direzione
Generale per gli Affari Politici
Multilaterali ed i Diritti Umani
del Ministero degli Affari
Esteri che prevede sia attività
di ricerca sia eventi di sensibilizzazione, al fine di rilanciare
il dibattito sulle tematiche,
a lungo trascurate dopo la
fine della guerra fredda, del
disarmo e della non proliferazione.
Le recenti tensioni con la Corea
del Nord e l’Iran e l’esito non
soddisfacente della settima
Conferenza di Riesame del
Trattato di Non Proliferazione
nucleare dello scorso maggio
testimoniano, infatti, l’esigenza
di rendere più efficace l’approccio multilaterale nel
campo della non proliferazione e del disarmo rafforzando,
innanzitutto, i Trattati internazionali nella materia e le
Agenzie incaricate della verifica del rispetto degli obblighi
da essi previsti e mediante la
promozione di iniziative concrete. Oltre al tema della proliferazione nucleare, il progetto esaminerà l’altrettanto
rilevante questione della
rafforzata efficacia delle verifiche del divieto totale delle
armi chimiche, al fine della
loro effettiva eliminazione.
Da destra: Roberto Zadra, Giacomo Sanfelice, Boris Biancheri, Alfredo
Luigi Mantica e Paolo Cotta Ramusino
ISPI - Relazioni Internazionali
nale che vede coinvolti, tra gli
altri, Chatham House e Johns
Hopkins University.
I lavori sono stati aperti dal Ministro per le Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, che, nella
sua relazione introduttiva, ha
sottolineato come “prima ancora
di pensare alle sue istituzioni,
l’Europa debba ripartire dall’economia”. L’Unione Europea, ha
sottolineato La Malfa, sta infatti
attraversando una crisi molto
profonda, in particolare dopo la
bocciatura del progetto di Costituzione europea da parte di Francia e Olanda, mentre il resto del
mondo cresce a velocità doppia.
Durante le due sessioni di lavoro,
incentrate sui temi delle “Riforme
Istituzionali e Governance Economica nell’Unione Europea” e
“Governance e Regulation in Settori Privati Strategici”, numerosi
relatori hanno concordato sul
fatto che il problema principale
che rallenta lo sviluppo è causato
dalla presenza di squilibri molto
forti all’interno dell’Europa e tra
le singole nazioni e dall’eccessiva
burocrazia, che rischia di “far
annegare l’Unione in un mare di
carte”, come precisato da Carlo
Maria Guerci, Professore di Economia Politica presso l’Università
degli Studi di Milano-Bicocca.
Carlo Secchi, Professore di Politica Economica Europea presso
l’Università Bocconi e Vice Presidente dell’Ispi, ha fatto notare
come in Europa non esista un
unico comandante, ma un equilibrio di poteri, molto difficile
da mantenere; Italia, Francia e
Germania, inoltre, come sottolineato da Stefano Micossi, Presidente dell’associazione Assonime, dovrebbero essere il motore
e il traino dell’integrazione, mentre sono in realtà il freno principale allo sviluppo. Esempio citato per dimostrare questo grosso
squilibrio è stato quello della
politica agricola comune, che
prevede che il 25% dei fondi predisposti vengano dati alla Francia, bloccando in questo modo
la crescita del resto delle nazioni.
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Tavola Rotonda
“L’ISLAM ALLE URNE”
Il 14 febbraio si è svolta a Palazzo Clerici una Tavola Rotonda,
organizzata dall’Ispi nell'ambito
del ciclo di incontri Commenti
all'attualità, dal titolo “L’Islam
alle urne”, a cui sono intervenuti:
Paolo Branca, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
di Milano, Ugo Tramballi, Inviato
de Il Sole 24 Ore, e Franco Zallio,
Direttore Global Watch - Ispi.
L’incontro ha preso spunto dalle
elezioni parlamentari che si
sono svolte a novembre-dicembre in Egitto, a dicembre in Iraq
e a gennaio nei Territori Palestinesi. I risultati di queste elezioni
hanno evidenziato i limiti del
progetto americano di transizione alla democrazia nel Grande
Medio Oriente.
Da un lato, si tratta di elezioni
svoltesi in condizioni assai peculiari: l’assenza di statualità in
Palestina, la grande debolezza
dell’assetto statuale iracheno e
il severo regime autoritario in
Egitto non costituiscono certamente l’ambiente favorevole a
veri esercizi di democrazia.
Dall’altra, i risultati di queste
elezioni hanno evidenziato i
paradossi del progetto di trasformazione democratica della
regione mediorientale. La profonda lacerazione dell’identità
nazionale irachena lungo linee
etniche, tribali e religiose ha
fatto sì che le elezioni parlamentari si mutassero in quel tipo di
censimento etnico di cui abbiamo
già avuto esperienza in Bosnia e
in Kosovo. I rischi che l’Iraq ora
corre sono quelli di una dittatura della maggioranza sciita (che
rimpiazzerebbe così la precedente dittatura della minoranza
sunnita) o di un separazione del
paese, magari coperta da un
fittizio regime federale.
In Iraq, come in Egitto e Palestina, i vincitori delle elezioni
sono stati i partiti islamici.
Vincitori conclamati in Iraq e
Palestina, dove Hamas ha ottenuto la maggioranza dei seggi;
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vincitori morali in Egitto,
dove i seggi conquistati dai
Fratelli Musulmani sono passati da 17 a 88.
Come ampiamente previsto dai
critici della politica statunitense, nelle elezioni hanno prevalso movimenti anti-occidentali,
o che quanto meno non identificano il progresso politico e
l’uscita dai regimi autoritari
con l’imitazione dei valori occi-
dentali. I movimenti di opposizione che si sono esplicitamente richiamati al modello americano non hanno invece riscosso
alcun successo.
I relatori hanno quindi evidenziato luci e ombre della politica
“trasformativa” degli Stati Uniti
nella regione e il suo impatto
sulla stabilità dell’area, in particolare sulle prospettive della
questione israelo-palestinese.
Tavola Rotonda
“INDIA: OPPORTUNITÀ DI MERCATO E
PROSPETTIVE IN UN’ECONOMIA EMERGENTE”
Ispi e UniCredit hanno organizzato il 23 febbraio a Palazzo Clerici una Tavola Rotonda per discutere le maggiori opportunità
esistenti sul mercato indiano e presentare le esperienze di alcune fra le imprese italiane maggiormente attive in questo paese.
Dopo un saluto inaugurale da parte di Boris Biancheri, Presidente dell’Ispi, il tema è stato introdotto da Fabrizio Onida,
Professore Ordinario dell’Università Bocconi e membro dell’Advisory Board di UniCredit. Sono seguiti poi gli interventi di
Françoise Lemoine (CEPII) sul tema dell’evoluzione dell’economia indiana, Surinder Suri (Global Economic Management
& Associates) che ha presentato le opportunità del mercato
indiano e Stefano Chiarlone (UniCredit) con un intervento
sulle relazioni commerciali fra India e Italia.
Infine hanno presentato le proprie esperienze Tiziana Votta del
Gruppo Carraro, Rodolfo Danielli di Italcementi e Tommaso
Giocoladelli di Piaggio. Ugo Tramballi, inviato de Il Sole 24 Ore
ha moderato questa seconda parte della Tavola Rotonda.
L’India è uno dei più importanti mercati emergenti ed è fra le
prime dieci economie del mondo. La crescita indiana negli
ultimi anni ha infatti avuto un andamento molto sostenuto e
la previsione per il 2006 e il 2007 è di una crescita del 7%
medio annuo. A questa velocità, l’India supererà presto le
dimensioni di molte altre economie avanzate; la crescita sostenuta e una popolazione superiore al miliardo di persone fanno
dell’India un importante opportunità per le imprese italiane.
Questa opportunità è resa più attraente anche dal fatto che
l’India è un paese a basso rischio, come dimostrato da valutazioni della società di assicurazione del business italiano
nel mondo, SACE.
Il panel della prima sessione, da sinistra: Stefano Chiarlone, Françoise
Lemoine, Fabrizio Onida e Surinder Suri
ISPI - Relazioni Internazionali
NASCE A MILANO IL BUSINESS
COUNCIL ITALO-EGIZIANO
I rapporti economici tra Italia
ed Egitto sono sempre stati
molto stretti. L’Italia è il primo
mercato di sbocco per le esportazioni egiziane e il terzo fornitore dell’Egitto, con una bilancia commerciale sostanzialmente in equilibrio. Nei primi
undici mesi del 2005 le esportazioni italiane (soprattutto macchinari e prodotti chimici)
sono state pari a 1252 milioni
di euro e le importazioni italiane (per circa la metà costituite
da petrolio e gas) hanno toccato i 1175 milioni di euro. Sul
piano degli investimenti diretti,
la presenza italiana ha ampio
spazio di crescita, ma comunque sono già numerose le
aziende italiane che hanno
investito in Egitto, soprattutto
nei settori industriale, dell’energia, delle costruzioni e infrastrutture nonchè petrolifero.
A testimonianza dell’interesse
reciproco dei due Paesi - sia da
parte dei rispettivi governi che
della business community - a
favorire una maggiore integrazione economica e sostenere la
crescita complessiva degli
scambi commerciali, degli
investimenti e delle joint venture, è nato il Business Council
Italo-Egiziano, lanciato proprio
a Milano il 18 gennaio scorso,
alla presenza del Ministro italiano delle Attività Produttive,
Claudio Scajola, e del Ministro
egiziano del Commercio e dell’Industria, Rachid Mohammed
Rachid, oltre che di una delegazione di grandi imprenditori
e alti rappresentanti del
mondo istituzionale di entrambi
i Paesi.
Il Business Council si pone,
infatti, come uno strumento per
ampliare e potenziare la collaborazione già esistente tra i
due Paesi e opererà in rappresentanza delle imprese e delle
associazioni aderenti quale
forum di dibattito e di confronto su temi di carattere strategico, per la formulazione di proposte di politica economica
che possano rimuovere gli ostacoli che frenano lo sviluppo
delle relazioni economiche tra
i due Paesi.
In particolare, gli obiettivi che
emergono nell’Accordo sottoscritto dai due Ministri in
occasione della conferenza
stampa tenutasi presso la Prefettura di Milano, sono i
seguenti:
- favorire l’amicizia e promuovere strette ed armoniose relazioni culturali, economiche,
commerciali ed industriali tra
l’Egitto e l’Italia;
- sostenere l’unicità dei rapporti commerciali tra l’Italia e
l’Egitto e promuovere una
maggiore comprensione tra i
settori privati dei due Paesi in
relazione alle rispettive politiche economiche e facilitare le
attività di networking;
- stabilire priorità in relazione
a politiche settoriali e sostenere tali priorità tramite gruppi
di lavoro guidati dai membri;
- promuovere e preservare i
legami storici e l’amicizia tra
l’Egitto e l’Italia, attraverso
colloqui, seminari ed altri
eventi di alto profilo che riuniscano gli uomini d’affari egiziani ed italiani.
Il Business Council opererà
tramite l’organizzazione di
incontri, seminari e altre iniziative ad alta visibilità rivolte
agli imprenditori e alle istituzioni italiane ed egiziane. Il
suo Board sarà composto da
rappresentati di spicco del
mondo imprenditoriale e industriale dei due Paesi e copresieduto per i primi due anni da
Carlo Pesenti (Consigliere
MEMBRI ITALIANI DEL BOARD
Carlo PESENTI (Co-presidente, Business Council), Consigliere Delegato,
Italcementi; Augusto ANGIOLETTI, Amministratore Delegato, Eurofly Spa;
Gianpietro BENEDETTI, Presidente e Amministratore Delegato, Gruppo Danieli;
Giuseppe BOSCOSCURO, Presidente, Associazione Italiana Tour Operators;
Giuseppe CASTAGNA, Responsabile Corporate Banking, Banca Intesa; Francesco GORI, Presidente e Amministratore Delegato, Pirelli Pneumatici; Giuseppe MARESCA, Senior Vice President Marketing and Commercial Affairs, Finmeccanica; Raffaele ORSERO, Presidente, GF Group; Ernesto PREATONI, Presidente, Gruppo Domina; Nicola RADICI, Miro Radici Group; Roberto SNAIDERO, Presidente, Gruppo Snaidero; Giorgio SQUINZI, Presidente, Mapei/Vinavil.
MEMBRI EGIZIANI DEL BOARD
Claudio Scajola e Rachid Mohammed
Rachid
ISPI - Relazioni Internazionali
Naguib SAWIRIS (Co-presidente, Business Council), Presidente, Orascom
Telecom; Mohammed Farouk ABDEL MONHEIM, Presidente, Mobica; Khaled
Abdul Hamid ABU BAKR, Presidente, City Gas Co; Mohameed ABU EL EINEIN,
Presidente, Ceramica Cleopatra Group; Ahmed Moustafa EL BAKRI, Presidente, Contect Co; Hatem EL KADI, Presidente, Arab Union of Chamber of Maritime and Shipping; Ahmed EZZ, Presidente, Ezz Group; Farida Mohammed Farid
KHAMIS, Vice Presidente, Oriental Weavers Group; Yasin MANSOUR, Presidente, Mansour Group; Omar Abdul Aziz MOHANNA, Presidente, Suez Cement Co;
Ammar SHAMSY, Presidente, Shamsy Textile Group; Bishara TARABOULSI,
Presidente, Naguib Reskalla Taraboulsi Co.
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delegato di Italcementi, che è go bilaterale con Paesi di parti- del Business Council, in stretto
il principale investitore privato colare rilievo per l’Italia, l’Ispi coordinamento con il Co-presiitaliano in Egitto) e Naguib - che ha ospitato a Palazzo Cle- dente italiano e gli enti che,
Sawiris (a sua volta il maggior rici il momento conclusivo come la Camera di Commercio
investitore privato egiziano in della giornata di insediamento di Milano, saranno coinvolti
Italia, a capo del gruppo di - curerà la segreteria italiana nell’organizzazione dei Forum.
telecomunicazioni Orascom e
del fondo Weather, che ha
acquisito Wind). Il Business
Council si riunirà almeno due
volte all’anno, alternativamente in Italia e in Egitto, in occasione dell’organizzazione di
Forum su temi politico-industriali di comune interesse. Per
il 2006 i temi identificati congiuntamente sono quello delle
infrastrutture, per il Forum
che si terrà a maggio al Cairo,
e quello del turismo, per il
Forum previsto a Milano per il
mese di dicembre.
Come già accade per altre iniziative di promozione del dialo- La riunione dei membri del Business Council
COLLOQUIUM PRIVATISSIME
Colloquium Privatissime è il titolo di un
nuovo ciclo di incontri promosso dall’Ispi
con l’obiettivo di offrire occasioni di dibattito e scambio informale di idee su tematiche
di rilievo dello scenario internazionale con
alti rappresentanti di organismi internazionali, esponenti di governo o membri di istituzioni finanziarie di Paesi di particolare interesse per l’Italia, nonché diplomatici ed
esperti in visita presso l’Ispi.
Il ciclo di incontri, che si svolge a porte
chiuse nella forma di lunch talk, è rivolto
primariamente ai membri dei principali
organi di governo dell’Ispi nonché ai vertici
delle Aziende e delle Istituzioni con cui l’Istituto maggiormente collabora.
Il primo incontro si è tenuto lunedì 6 febbraio 2006, con la partecipazione dell’On.
Klaus-Heiner Lehne, Capogruppo del Partito
popolare europeo della Commissione giuridica, che è intervenuto, fra l’altro, sulle direttive in materia di riforma del diritto societario,
bancario e delle OPA, nonché sul miglioramento della corporate governance (temi sui
quali è relatore per il Parlamento europeo).
Lehne ha aperto la discussione menzionando
l’attitudine riformista della Commissione
Barroso. “Less means more” è il principio
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che guida l’intera attività di proposizione
legislativa della Commissione e che deve trovare specifica ed immediata applicazione
nelle leggi societarie.
Il Parlamento europeo condivide pienamente
il nuovo approccio sposato dalla Commissione e, secondo Lehne, sta lavorando per
ridurre al minimo tutti gli ingombri burocratici che ancora non permettono di godere
appieno delle opportunità offerte dall’unione
monetaria e dal mercato comune.
Lo speech, a cui sono seguite numerose
domande degli ospiti, si è concluso con la
riflessione sul ruolo centrale che andrà a
svolgere la futura legislazione europea in
materia societaria al fine di stimolare la
crescita, la coesione ed i posti di lavoro,
tutti punti chiave dell’Agenda di Lisbona.
Il
secondo
incontro si si
terrà il 15 marzo
2006, e vedrà
la partecipazione di Viviane
Reding, Commissario europeo per l’Information Society.
L’Onorevole Klaus-Heiner Lehne
ISPI - Relazioni Internazionali
Iniziative di dialogo bilaterale
PROSEGUE L’ATTIVITA’ DEL FORO DI DIALOGO ITALO-RUSSO
Anche in questo nuovo anno
proseguono le iniziative di dialogo fra Italia e Russia che sono
state inaugurate nell’autunno
del 2004 con la creazione del
Foro di dialogo italo-russo delle
società civili, organismo creato
dal Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi e dal Presidente della Federazione Russa
Vladimir Putin con l’obiettivo
di rafforzare i secolari legami
storici e culturali che uniscono
i due Paesi e promuovere una
maggiore collaborazione anche
in ambito economico, politico
e sociale.
Nel corso del 2005 l’attività del
Foro ha avuto due importanti
appuntamenti; il 26 aprile a
Milano si è tenuta una Conferenza Internazionale dal titolo
“L’integrazione dei mercati di
Italia e Russia: attrattività reciproche” organizzata dalla sezione italiana del Foro presieduta
da Luisa Todini, Presidente del
gruppo Todini Costruzioni Generali. A seguire il 27 e 28 aprile
presso la Fondazione Cini a
Venezia sono stati organizzati
alcuni incontri e approfondimenti culturali e artistici a cura
della sezione russa del Foro,
alla presenza del presidente
della sezione russa del Foro,
Serghej Yastrzhembskiy, Consigliere del Cremino.
Il primo appuntamento per il
nuovo anno sarà un evento sul
tema “Chiesa, fede e laicità
nella società di oggi: la posizione della Chiesa Cattolica
Romana e della Chiesa Ortodossa Russa” che si terrà il 29 e
30 marzo prossimi a Roma.
L’evento, al quale parteciperanno personalità di rilievo ed
esperti della Chiesa Cattolica e
della Chiesa Ortodossa oltre ad
autorevoli rappresentanti della
società civile, sarà articolato in
due sessioni a porte chiuse i
cui risultati saranno presentati
in una sessione conclusiva
aperta al pubblico che si terrà
il 30 marzo.
Tavola Rotonda
“SISTEMA ITALIA – STANDORT DEUTSCHLAND:
STATO SOCIALE E COMPETIZIONE GLOBALE”
Si è tenuto a Berlino il 17 febbraio scorso, nel giorno del
20° anniversario della firma
dell’Atto Unico Europeo, un
workshop italo-tedesco dedicato alla collaborazione tra i
due Paesi per affrontare alcuni aspetti della strategia di
Lisbona. Il workshop è stato
organizzato dall’Ambasciata
d’Italia in collaborazione con
la SWP (Stiftung Wissenschaft und Politik), con l’Ispi
e con il Centro Italo-Tedesco
Villa Vigoni. L’attiva presenza
di rappresentanti dei due
Governi, del Ministro per le
Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, e del Ministro
Federale aggiunto agli Affari
Europei (presso l’Auswärtiges Amt), Günter Gloser, ha
rafforzato il significato del
workshop, al quale hanno
partecipato alti esponenti
delle amministrazioni pubbliche, esperti e rappresentanti
del mondo produttivo dei due
Paesi.
Ripartire da un terreno concreto di collaborazione tra
due Paesi fondatori dell’Unione europea per contrap-
ISPI - Relazioni Internazionali
porsi alla crisi nella quale è
caduta l’Unione europea:
questo è stato l’obiettivo
prioritario dell’incontro.
Il workshop si è articolato in
tre panel di discussione,
dedicati ai temi del governo
europeo dell’economia, delle
riforme proposte per stimolare la crescita economica e
infine del mercato del lavoro
e dell’occupazione.
Per realizzare la strategia di
Lisbona si propone in primo
luogo il problema di rafforzare la governance europea
anche sul piano della crescita
economica. Intanto è però
necessario usare nel modo
migliore gli strumenti esistenti o quelli già decisi, e
questo riguarda in primo
luogo il nuovo bilancio europeo, varato con fatica al termine del 2005. Vi è quindi l’esigenza di un monitoraggio
costante e attento di questo
bilancio, che va collegato con
una efficiente policy di better
regulation. Snellimento della
burocrazia, semplificazione
delle regole, loro trasparenza
e coerenza interna: sulla
priorità di questa procedura
di better regulation vi è stata
una piena convergenza tra
esperti italiani e tedeschi.
Bisogna infatti creare quelle
Rahmenbedingungen, quelle
condizioni-quadro che devono
creare un habitat favorevole
all’innovazione e alla competitività, attivando i diversi
attori sociali e la società civile nel suo complesso. Accanto
a questa dinamizzazione,
prioritario resta nella strategia di Lisbona l’investimento
nel capitale umano, e quindi
nella formazione e nella ricerca, con una particolare attenzione all’intermediazione tra
ricerca e impresa; su questo
punto la collaborazione tra
Italia e Germania riveste un
grande rilievo e può essere
ulteriormente rafforzata.
Il workshop, quindi, ha voluto
essere un catalizzatore anche
per iniziative future, in particolare ha voluto rappresentare un primo momento di
incontro per preparare nel
modo migliore il prossimo
Foro di dialogo italo-tedesco,
previsto in autunno a Milano.
7
Iniziative a Palazzo Clerici
INVITI DI PRIMAVERA A PALAZZO CLERICI
Anche quest’anno l’Ispi propone alcune iniziative culturali per la
valorizzazione della sua sede storica
Grazie agli illustri personaggi
(tra cui Giambattista Tiepolo,
Maria Teresa d’Austria e
Mozart) che lo hanno abitato o
ne sono stati ospiti, facendone
dal ‘700 in poi un teatro privilegiato delle vicende artistiche
e storiche di Milano, Palazzo
Clerici è non soltanto un elemento prezioso del patrimonio
architettonico di questa città,
ma anche un simbolo della sua
proiezione internazionale.
Nonostante ciò il Palazzo è
ancora poco conosciuto dal
grande pubblico e, forse, persino dagli specialisti. Per questo
motivo l’Ispi, che ha sede a
Palazzo Clerici dal 1941 ed è da
sempre impegnato nel suo
recupero e valorizzazione, promuove gli “Inviti a Palazzo
Clerici”, una serie di iniziative
volte ad “aprire” e “restituire”
il Palazzo alla città di Milano
nella sua pienezza.
Il frontespizio dell'opera
“Ascanio in Alba”
La prima iniziativa del 2006 è
stata la mostra “Mozart a Palazzo Clerici - La vita e i viaggi del
genio musicale di Salisburgo in
mostra a Milano”, ospitata a
Palazzo Clerici dal 13 al 24 febbraio e organizzata in collaborazione con la Fondazione Gio-
8
ventù Musicale in occasione
delle celebrazioni per il 250°
anniversario della nascita di
Mozart.
Nel 1769 Wolfgang Amadeus
Mozart, accompagnato dal
padre Leopold, si apprestava a
lasciare Salisburgo per compiere il primo dei suoi cinque viaggi in Italia: a quel tempo, la Spartito autografo di Mozart
penisola era reputata la capita- (particolare)
le indiscussa dell’opera e della
musica vocale in genere, esat- Con questa esposizione, che ha
tamente il settore nel quale il presentato una serie di docugiovane Mozart aveva deciso di menti fotografici con paesaggi,
eccellere. Dopo aver valicato le scorci d’ambiente, manoscritti
Alpi, il 23 gennaio 1770 Mozart musicali, frontespizi e ritratti
giunse a Milano, città a cui il di personaggi che fecero da
compositore rimase profonda- contesto alla produzione artimente legato (la visitò per due stica di Mozart durante quegli
volte ancora, nel 1771 e nel anni (1769 - 1771), l’Ispi ha
voluto ricordare il legame tra
1772).
Milano era, allora, sotto il questo splendido edificio, la
dominio imperiale degli Asbur- Milano dei Lumi e le grandi
go che, in attesa dell’ultimazio- figure internazionali che l’hanne dei lavori a Palazzo Reale no animata.
da parte del Piermarini, risiedevano a Palazzo Clerici (vi I prossimi 25 e 26 marzo, inverimasero dal 1771 al 1778). È ce, l’Ispi aderirà alla tradizionaproprio a Palazzo Clerici che, il le “Giornata di Primavera” del
16 ottobre 1771, il Granduca FAI e alla “Festa di Primavera”
Ferdinando d’Austria, figlio promossa dal Comune di Milano
dell’imperatrice Maria Teresa, con due giornate di apertura
festeggiò le sue nozze con straordinaria del Palazzo:
Maria Beatrice d’Este, celebra- - dalle ore 10.00 alle ore 17.00
te la mattina stessa, in pompa di sabato 25 e domenica 26
magna, nel Duomo. Tra gli invi- marzo: visite all’affresco del
tati al ricevimento c’era un gio- Tiepolo e alle sale storiche di
vanissimo Mozart che, il giorno Palazzo Clerici, realizzate in
successivo, esordì a Milano collaborazione con il FAI, che
come compositore, dirigendo a ne curerà l’organizzazione,
Palazzo Reale, in onore del anche grazie alla presenza di
Granduca, il libretto pariniano giovani “Apprendisti Ciceroni”
che faranno da guide;
«Ascanio in Alba».
Palazzo Clerici, con le sue - dalle ore 20.00 di sabato 25
volte affrescate dal Tiepolo, alle ore 5.00 del mattino di
dal Borroni e dal Bortoloni, le domenica 26 marzo: “Notte
boiserie dorate dei Cavanna e Bianca” a Palazzo Clerici, reale figure femminili in abiti lizzata in collaborazione con il
orientali dello scalone d’onore, Comune di Milano, con visite
è oggi una delle poche testimo- delle sale storiche e concerti
nianze di quella Milano sette- di musica jazz eseguiti dal
centesca visitata da Mozart “More than Jazz Trio” e
che siano a noi giunte nella dall’”Ensemble Galeazescha”
alle ore 21.00, 24.00 e 3.00.
loro originalità.
ISPI - Relazioni Internazionali
HA INIZIO LA SECONDA EDIZIONE DEL
PROGETTO “L’EUROPA VA A SCUOLA”
Dopo il successo registrato gio semplice e chiaro, l’Unione del mese di maggio in presendalla prima edizione tenutasi dal punto di vista storico, politi- za di diverse personalità di
nel 2005, l’Ispi, in collabora- co e geografico di consentire rilievo. Grazie al sostegno
zione con la Provincia di Mila- agli studenti di imparare diver- dato all’iniziativa dalla Rapno, l’Ufficio Scolastico della tendosi con il gioco multimedia- presentanza in Italia della
Commissione europea e delRegione Lombardia e la Fon- le “Chi vuol essere Europeo?”.
dazione per la Scuola della Al progetto partecipano sei l’Ufficio a Milano del ParlaCompagnia di San Paolo, ha Istituti Superiori della provin- mento europeo, l’intera classe
avviato la seconda edizione cia di Milano (ITIS “Italo Cal- vincitrice parteciperà ad un
del progetto “L’Europa va a vino” di Rozzano; ITC “Era- viaggio studio a Strasburgo,
scuola”. Il progetto intende
mostrare e dimostrare ai giovani cittadini comunitari
quale preziosa opportunità sia
l’Europa per la loro crescita e
formazione personale e professionale.
Per trasmettere questo importante messaggio agli oltre 1000
ragazzi che saranno coinvolti
nell’iniziativa, sono stati scelti
strumenti innovativi: un forum,
a cui si può accedere dal sito
web dell’Ispi, a disposizione
degli studenti per porre domande, scambiare informazioni ed
esperienze sia con i loro amici
che con i referenti dell’Ispi; un
Una delle scuole che partecipano al progetto
Cd-Rom (nuova edizione 2006
riveduta ed aggiornata) conte- smo da Rotterdam” di Bollate; dove potrà assistere ad una
nente una parte documentale, ITC “Mosé Bianchi” di Monza; riunione del Parlamento euroricca di link per agevolare l’uti- ITC “Argentia” di Gorgonzola; peo. Gli studenti della classe
lizzo dello strumento e la com- Liceo Scientifico e Liceo delle vincitrice potranno, inoltre,
prensione dei termini più “tec- Scienze Sociali “Giuseppe partecipare all’incontro con il
nici”, interviste a personalità di Torno” di Castano Primo; ITIS Presidente della Repubblica
rilievo di livello europeo, carti- “De Nicola” di Sesto San Gio- italiana, Carlo Azelio Ciampi,
ne dell’Unione allargata ed il vanni) e tre di Milano (Liceo che si terrà al Quirinale il 9
gioco a quiz “Chi vuol essere Classico “Giosué Carducci”; Maggio in occasione della festa
ITC “Ettore Conti”; ITC “Nico- dell’Europa.
Europeo?”.
Il Cd-Rom ha la doppia funzione la Moreschi”). Nel corso dei Il progetto si aprirà, inoltre,
di far conoscere, in modo mesi di febbraio, marzo ed con un evento iniziale, che si
approfondito ma con un linguag- aprile sono previsti due terrà a Palazzo Clerici il prosincontri in ciascuna scuola: simo 14 marzo, al quale prenun primo di presentazione deranno parte Giorgio La
dell’iniziativa, dibattito con Malfa, Ministro per le Politigli studenti e distribuzione che Comunitarie, Alberto Matdel Cd-Rom, ed un secondo tioli, Vice Presidente della
durante il quale verrà dispu- Provincia di Milano, Lapo
tata la prima manche del Pistelli, Parlamentare europeo
gioco “Chi vuol essere Euro- e Carlo Secchi, Vice Presidenpeo?”. In questa occasione te dell’Ispi. All’incontro sarà
sarà selezionata la classe vin- presente una classe per ogni
citrice di ogni singolo istituto, scuola in rappresentanza dei
che parteciperà alla manches degli studenti che prendono
finale del gioco che si terrà a parte a questa seconda edizione
La copertina del CD
Palazzo Clerici verso gli inizi del progetto.
“L’Europa va a scuola”
ISPI - Relazioni Internazionali
9
Formazione
AL VIA IL SECONDO MODULO DEL
MASTER IN INTERNATIONAL AFFAIRS
Si è aperto nel mese di gennaio
il secondo modulo dell’edizione
2005-2006 del Master in International Affairs (MIA), organizzato dall’Ispi d’intesa con
l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, e con
il sostegno di Fondazione Cariplo, che vede quest’anno la partecipazione di 45 studenti.
Il MIA, strutturato nei due Percorsi “Carriera Diplomatica” e
“Organizzazioni Internazionali”, ha l’obiettivo di offrire una
solida preparazione a chi voglia
intraprendere una carriera in
questi ambiti.
Nel corso del primo modulo i
partecipanti hanno avuto modo
di approfondire, oltre alle
materie “core” (Economia,
Diritto Internazionale, Storia
delle Relazioni Internazionali,
Relazioni Internazionali) e ai
corsi di lingua (Inglese e Francese/Spagnolo), temi legati alla
negoziazione e alla prevenzione
dei conflitti grazie all’intervento
di Francesco Mancini dell’International Peace Academy di
New York. Il corso ha avuto sia
un approccio teorico, introducendo a teorie e metodologie di
negoziazione e analisi e prevenzione dei conflitti, sia pratico,
attraverso l’uso di case studies
e di una simulazione negoziale
sulla Corea del Nord. A partire
da una situazione di crisi, gli
studenti, divisi in gruppi rappresentanti stati (USA, Cina,
Corea del Nord), organismi
internazionali (Consiglio di
Sicurezza e Segretariato Generale ONU, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica,
Unione Europea) e media
(CNN), hanno infatti dovuto
interagire per risolvere la situazione di crisi, utilizzando le
tecniche apprese teoricamente.
Nell’ambito del corso di diritto
gli iscritti al percorso Organizzazioni Internazionali hanno
avuto inoltre, la possibilità di
ascoltare la testimonianza
10
della Dottoressa Laura Zanotti
del Department for Peacekeeping Operations delle Nazioni
Unite che ha affrontato il tema
delle operazioni di peace building analizzando il caso Croazia e il caso Haiti.
Da segnalare, sempre per il
percorso Organizzazioni Internazionali, l’intervento del Dottor Sandro Tucci, già portavoce
dell’Agenzia di ONU per la droga e il crimine e di quella per i
rifugiati in Palestina.
Nel corso dei primi mesi del
MIA i partecipanti hanno, inoltre, seguito seminari, dibattiti e
convegni organizzati dall’Istituto, tra i quali ricordiamo la
Tavola Rotonda “Le grandi
potenze nell’economia globlale:
G6, G8, G…” organizzata in
occasione del 30° anniversario
del Vertice di Rambouillet, con
l’intervento di Alberto Martinelli e di Fabrizio Onida, e la
Tavola Rotonda “L’Afghanistan
dopo le elezioni parlamentari”
con la partecipazione di Emma
Bonino e di Ettore Sequi. Di
particolare interesse i brevi
incontri di testimonianza con
studiosi stranieri di passaggio
in Ispi quali, ad esempio, il Professor Sammi Makki, dell’Ecole
des Hautes ètudes en sciences
sociales che ha trattato il tema
“The impact of the privatisation of security on civil-military
relations in stability operations” e il Dottor Salah El Ouadie, Membro della Commissione equità e riconciliazione per
stabilire la verità sulle violazioni dei diritti umani in Marocco
tra il 1956 e il 1999.
Il secondo modulo ha visto la
continuazione, per entrambi i
percorsi, dei programmi di
Economia (economia internazionale, economia dello sviluppo, economia europea) e
Diritto (diritti umani, diritto
comunitario). Oltre a ciò gli
studenti del percorso Carriera
Diplomatica hanno proseguito
l’approfondimento del programma di Storia delle Relazioni Internazionali. Quelli
del percorso Organizzazioni
Internazionali, invece, hanno
intrapreso lo studio della
struttura dei principali Attori
Internazionali (Nazioni Unite,
Unione Europea, Organizzazioni Non Governative, Stato
Centrale e Enti Locali) e
degli Affari Europei (rapporti
tra le istituzioni comunitarie
e lobbying, relazioni esterne
dell’UE, politica di concorrenza, …).
Nel corso dei prossimi mesi, la
programmazione didattica prevede per il percorso diplomatico
l’approfondimento del programma concorsuale con il
proseguimento delle discipline
di storia, diritto ed economia.
Il percorso internazionale
affronterà invece i corsi di specializzazione sulle aree di
intervento delle organizzazioni
internazionali, dall’emergenza
allo sviluppo. Oltre a ciò i partecipanti potranno acquisire
alcuni strumenti fondamentali
per poter operare nel campo
della cooperazione grazie a
corsi quali, ad esempio, Project
Cycle Management, Fund Raising, Microfinanza.
Nel mese di marzo è previsto lo
Study Tour per i ragazzi del
percorso Carriera Diplomatica,
che hanno l’occasione di recarsi a Bruxelles per effettuare
l’ormai tradizionale visita alle
Istituzioni comunitarie (Commissione e Consiglio), alla Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea, al Quartier
Generale della Nato e all’Ambasciata in Belgio.
I partecipanti al percorso Organizzazioni Internazionali, invece, visiteranno nel mese di
maggio le principali Istituzioni
Umanitarie che hanno sede a
Ginevra, quali ad esempio
UNHCR o la Croce Rossa Internazionale.
ISPI - Relazioni Internazionali
Formazione
WINTER SCHOOL: SESTA EDIZIONE
E’ ormai nel pieno dello svolgimento la sesta edizione
della Winter School che, dal
1999, propone un ampio catalogo di corsi brevi intensivi
sulle principali tematiche
relative allo scenario internazionale contemporaneo.
La Winter Scool offre, infatti,
a studenti, laureandi e giovani
professionisti l'opportunità di
costruirsi un percorso formativo internazionale frequentando corsi brevi, della durata
di 15 ore ciascuno, su temi
quali:
-Sviluppo, con un’analisi
approfondita delle caratteristiche e delle strategie di
azione degli attori nonché dei
principali settori di intervento
e degli strumenti della cooperazione;
-European Affairs, con temi
quali la riforma delle istituzioni comunitarie, l’impatto
della costituzione europea, i
mutamenti dopo l’allargamento ai Paesi dell’est, nonché le
diverse politiche europee in
materia di concorrenza, welfare, sicurezza comune e cooperazione allo sviluppo;
- Interventi umanitari, al fine
di inquadrare il ruolo delle
istituzioni preposte ad operare in contesti di emergenze
causate da guerre, carestie o
catastrofi naturali e le strategie di intervento;
- Atlante geopolitico, per analizzare i temi più attuali legati
ad aree di particolare interesse in ambito internazionale,
mettendone in luce le caratteristiche storiche, politiche,
sociali, culturali ed economiche.
L’edizione della Winter School
2005-2006 si sta caratterizzando per due elementi fondamentali: l’attenzione all’attualità e il rinnovamento.
Nel mese di dicembre sono
stati, infatti, attivati due corsi
finalizzati ad analizzare ed
ISPI - Relazioni Internazionali
approfondire le cause, le
caratteristiche e le possibili
evoluzioni dei movimenti terroristici internazionali e dei
gruppi radicali di matrice religiosa.
Nello specifico, il corso “Criminalità e Terrorismo Internazionale” ha preso in esame
le matrici ideologiche e religiose del terrorismo internazionale, al fine di mettere in
evidenza la natura globale
dei suoi obiettivi e il ruolo
della criminalità “tradizionale” come sua maggiore fonte
di finanziamento.
Per approfondire il rapporto
tra terrorismo internazionale
e fondamentalismo islamico è
stato attivato, invece, il corso
“Islam radicale e sicurezza
internazionale”, che ha proposto un’analisi storica e dottrinale dell’espansione del radicalismo islamico, delle sue
motivazioni e del legame tra
sicurezza internazionale e
risorse energetiche.
Sul piano delle novità, nel
mese di febbraio sono stati
proposti due corsi dal taglio
dichiaratamente pratico.
“Tecniche di mediazione e
metta di perseguire coerentemente un obiettivo umanitario, nel corso di operazioni in
zona di guerra o di disastro
naturale.
A questo corso si è affiancato
“Post conflict reconstruction”
che, attraverso l’analisi degli
strumenti e delle tecniche
d’azione e delle metodologie
adottate, ha voluto fornire
una panoramica completa su
come muoversi in contesti di
ricostruzione post bellica.
Questi due nuovi percorsi d’analisi, che già in questa prima
edizione hanno riscosso un
grande successo di pubblico
con una media di 40 iscritti,
rappresentano solo alcuni dei
punti di forza del diploma in
“Emergenze e interventi umanitari” che, pur essendo ormai
alla sua quarta edizione, ha
subito quest’anno una profonda trasformazione, subito premiata dagli utenti, con un
record di iscrizioni che ad
oggi ha toccato quasi le settanta unità.
Ai due corsi obbligatori di
inquadramento generale sulle
emergenze umanitarie sono
infatti stati affiancati da que-
negoziali”, proposto il 3 e 4
febbraio con l’obiettivo di fornire strumenti necessari ad
affrontare situazioni microconflittuali in un contesto di
crisi analizzando le diverse
tipologie di negoziato e cercando di sviluppare una capacità di mediazione che per-
st’anno, corsi di approfondimento nuovi che permettono
agli studenti di inquadrare in
modo specifico il ruolo delle
istituzioni preposte ad operare in contesti di emergenza,
analizzandone le modalità di
intervento e le specificità d’azione.
11
Corsi completamente nuovi
come “The world food problem”, “Analisi e prevenzione
dei conflitti”, “Gli interventi
di statebuilding delle Nazioni
Unite”, attraverso la loro
impostazione marcatamente
tecnica e la presentazione di
molteplici case studies e lavori di gruppo, mirano a chiarire gli aspetti caratteristici
della progettazione e dell’attuazione degli interventi umanitari in contesti d’emergenza
umanitaria, con un’analisi
degli attori internazionali
coinvolti, delle professionalità
richieste e delle strategie di
gestione e finanziamento
degli interventi stessi.
Le novità proposte per il
diploma, oltre ad aver portato
ad un raddoppio nel numero
di iscrizioni rispetto all’anno
scorso forniscono gli strumenti e le conoscenze fondamentali per la partecipazione
all’Advanced diploma in
“Emergencies and humanitarian assistance”, il quale mira
a fornire gli strumenti per
poter operare nelle missioni
internazionali di aiuto umanitario, focalizzando l’attenzione sugli aspetti pratici del
lavoro in tale contesto e sull’interazione con i diversi
attori presenti sul campo.
Giunto alla sua seconda edizione e proposto per rispondere alla crescente domanda di
specializzazione in questo settore, l’Advanced Diploma si
strutturerà quest’anno in
quattro corsi tenuti in lingua
inglese realizzati presso la
sede dell’Ispi e il John Knox
Centre di Ginevra dove interverranno illustri rappresentanti delle organizzazioni
internazionali e delle ONG
che hanno sede a Ginevra.
Sulla base dell’esperienza
maturata nel 2005 con l’avvio
di questo diploma avanzato,
nel giugno 2006 verrà proposto anche per il percorso in
Cooperazione e Sviluppo un
diploma di specializzazione
12
che, strutturandosi in quattro corsi (analogamente a
quello in Emergenze e Interventi Umanitari) permetterà
un maggior approfondimento
della gestione del ciclo di
progetto e degli attori nazionali ed internazionali, governativi e non governativi,
coinvolti nelle politiche di
sviluppo.
Tutte queste novità saranno
affiancate da molteplici altre
proposte formative “consolidate” negli ultimi anni.
In primo luogo il diploma in
“European affairs” dedicato a
chi vuole analizzare i diversi
aspetti - economici, politici e
sociali - dell'azione dell'Unione Europea.
Esso propone corsi di inquadramento, volti ad analizzare
gli aspetti istituzionali e i fondamenti economici dell'UE, e
corsi di approfondimento su
tematiche settoriali, in particolare sulle diverse politiche
europee.
All’interno di questo percorso
verranno proposti entro maggio 2006 alcuni corsi che, fin
da ora, hanno ottenuto un
grande successo in termini di
iscrizioni.
Primo fra tutti “Unione Europea e sviluppo” che si propone
di fornire ai partecipanti un
quadro esaustivo e sintetico
della Politica di Cooperazione
allo Sviluppo e di Assistenza
Tecnica e Finanziaria adottate dall’Unione Europea con i
Paesi Terzi con particolare
riferimento a quelli in via di
sviluppo. Seguendo un approccio multidisciplinare, che
comprende aspetti di tipo giuridico, economico, politico e
storico. verranno analizzate le
linee guida e gli obiettivi di
tale politica e saranno evidenziati gli sviluppi degli strumenti ad essa dedicati.
A questa analisi si affiancherà
nel mese di marzo quella sulla
“Politica di vicinato dell’Unione Europea” che, partendo
dall’esperienza dell’allarga-
mento, prenderà in esame la
capacità di attrazione della
UE e le sue relazioni con i
paesi vicini, sul piano sia politico e di sicurezza sia economico e finanziario.
Altri approfondimenti proposti nella Winter School 200506 sono: “Povertà e sviluppo.
Introduzione all'analisi e
misurazione della povertà”
che si pone l'obiettivo di familiarizzare gli studenti con le
problematiche della misurazione della povertà monetaria
e fornire alcune basi sugli
strumenti più utilizzati. Il
corso si basa su diversi documenti, in particolare sui Rapporti sullo sviluppo mondiale
2000 e 2006 della Banca Mondiale, sul Rapporto sullo sviluppo umano 2005 del UNDP,
e sul manuale della Banca
Mondiale su Poverty Analysis.
È inoltre proposto il corso di
“Cooperazione bilaterale e
sviluppo” che presenta un’introduzione alle politiche, ai
modelli e agli strumenti di
gestione adottati dai Governi
dei Paesi “donatori” nelle loro
relazioni con i partner del Sud
del mondo. Il passaggio dall’approccio “a progetto” a
quello “a programma”, il ruolo
degli attori dello sviluppo e la
funzione delle realtà locali,
presentati anche attraverso
case studies.
Anche quest’anno grande successo ha riscosso il corso
“Project Cycle Management”
che, dopo la prima soddisfacente edizione di gennaio,
viene replicato anche a marzo
e a maggio.
Anche le prossime edizioni
del corso si concentreranno
sull’analisi degli aspetti operativi della cooperazione allo
sviluppo, attraverso la presentazione dello strumento del
“progetto”.
Verranno analizzate - attraverso modalità didattiche interattive (analisi di casi, lavori
in plenaria, testimonianza
diretta di un operatore della
ISPI - Relazioni Internazionali
cooperazione) - le differenti
fasi del ciclo di vita del progetto per fornire gli elementi
di base indispensabili tanto
per mettere a punto una più
avanzata fase di studi, quanto
per mettere i partecipanti in
condizione di iniziare un
apprendistato sul campo.
Nei mesi di febbraio e marzo
si svolgono inoltre altri corsi
storici come:
“I progetti di assistenza ai
rifugiati” che, attraverso case
studies, lavori di gruppo e
testimonianze di funzionari
internazionali ed operatori di
ONG che hanno vissuto ed
operato nei campi rifugiati e
lavori di gruppo, intende fornire le basi indispensabili ad
un’adeguata conoscenza degli
aspetti operativi e manageriali della gestione delle emergenze umanitarie, unitamente
ad una migliore comprensione
dell’azione della comunità
internazionale, dei vincoli di
intervento, e del ruolo dei
paesi donatori di fronte al
problema dei rifugiati.
“Africa oggi; la complessità
dello sviluppo”, corso che ha
l'intento di fornire una conoscenza ragionata sui problemi
dello sviluppo dei paesi africani con riferimenti, approfondimenti e informazioni specifiche su alcuni casi selezionati.
“Globalizzazione e povertà”,
indirizzato a tutti coloro che
intendono comprendere le
complesse dinamiche che
segnano l’economia e i mercati mondiali. Nello specifico,
obiettivo del corso è l’approfondimento di queste
tematiche con un approccio
non “giornalistico”, ma capace
di fornire gli strumenti adeguati per una corretta valutazione, attraverso delle lezioni
di inquadramento del concetto di globalizzazione, della
sua evoluzione, degli interessi
che esso muove e sui nuovi
attori che impone a livello
internazionale.
Tra marzo e aprile saranno poi
riproposti i due corsi sui diritti umani “Il diritto nelle emergenze umanitarie” e “I diritti
dell’uomo nelle situazioni di
crisi che forniranno le basi
per una comprensione della
materia, con riferimento non
solo agli aspetti giuridici della
stessa, e in particolare alle
principali convenzioni internazionali applicabili, ma
anche a questioni più operative nel quadro delle tecniche
Formazione
PROGETTO CINA II EDIZIONE 2005: AVVIO DEI PROGETTI SUL CAMPO
E’ terminata lo scorso 21 novembre la fase d’aula della seconda edizione 2005 dell’Advanced
Diploma-Progetto Cina, curata da Ispi con il coordinamento scientifico della Professoressa
Maria Weber, Senior Research Fellow dell’Osservatorio Cina dell’Ispi e docente dell’Università
Bocconi.
L’edizione autunnale di “Progetto Cina”, indirizzata in modo particolare a partecipanti provenienti da facoltà scientifiche (con una presenza in aula pari al 40% contro il 13% della prima
edizione) e i cui partner promotori sono l’Istituto nazionale per il Commercio Estero, la Fondazione Italia-Cina, Assolombarda, la Banca Popolare di Milano e l’Università Bocconi (con
compiti di coordinamento oltre che di realizzazione dell’iniziativa), è entrata da gennaio
nella fase più operativa.
Dieci dei 27 partecipanti alla fase d’aula hanno infatti superato nel corso di colloqui (svoltisi
nel mese di dicembre) con le aziende associate a questa seconda edizione (Assocomaplast,
Continuus-Properzi, Dmail Group, Impregilo, Gruppo Maimeri, Merloni Progetti, Nuova Asp,
Sagsa, UCIMU Sistemi per produrre e Zambon), una ulteriore selezione e sono stati scelti per
continuare l’esperienza sul campo.
Dopo un briefing preparatorio in Italia, integrato da un approfondimento della lingua cinese
incentrato più sulla conversazione e diretto a fornire ulteriori elementi linguistici di base per
favorire l’approccio con la realtà cinese, i partecipanti sono partiti per la Cina a metà febbraio per continuare il loro tirocinio presso le sedi delle aziende associate dove si fermeranno per un periodo di sei mesi.
ISPI - Relazioni Internazionali
13
Formazione
UN CORSO
ALL’ISPI PER I
CONSIGLIERI
DI LEGAZIONE
Dal 21 al 23 marzo l’Ispi
ospita, come di consueto su
incarico dell'Istituto Diplomatico, un modulo formativo del Corso di Superiore
Informazione Professionale
per Consiglieri di Legazione
del Ministero degli Affari
Esteri.
Prende parte al corso un
gruppo di circa 20 Consiglieri di Legazione, diplomatici con circa dieci anni
di esperienza nel servizio e
che abbiano svolto incarichi in almeno due sedi
all’estero.
Il modulo, focalizzato sull'analisi del rapporto tra
diplomazia e imprese,
cerca di favorire un proficuo scambio tra questi due
mondi, talvolta apparentemente distanti, che devono
quotidianamente affrontare le sfide della globalizzazione e di una crescente
internazionalizzazione.
Il modulo si apre con un
inquadramento teorico del
Professor Mario Deaglio,
già direttore de Il Sole 24
Ore, sui punti di forza e
debolezza dell’Italia nell’economia mondiale attuale.
Ad esso faranno seguito
degli approfondimenti su
alcune aree geografiche di
interesse strategico per il
nostro Paese (Sud-Est
Europa e Russia, Cina,
Mediterraneo) nell’ambito
delle quali interverranno
rappresentanti di numerose imprese appartenenti a
vari settori: Diesel, Indesit,
Italcementi, Pirelli, …
Il programma prevede inoltre una visita in Assolombarda per incontrare i vertici dell’associazione.
14
di soluzione delle più gravi
crisi che si possono verificare.
I corsi presentati fino ad ora
sono solo una parte di quelli che
verranno realizzati all’interno
di questa sesta edizione della
Winter School, la quale entro
maggio raggiungerà la quota
record di 41 corsi realizzati.
Al crescente numero di corsi
proposti si accompagna
comunque una crescente qualità della docenza e dei contenuti, testimoniata dalle valutazioni sempre positive dei
partecipanti (la valutazione
media della qualità dei corsi,
in una scala da 1 a 10, ha raggiunto a febbraio 2006 l’8,2) e
dal crescente numero di stu-
denti che vengono informati
delle nostre proposte formative da docenti universitari e
amici che hanno già partecipato ai nostri corsi.
Questo testimonia un alto
livello di soddisfazione da
parte di coloro che hanno frequentato la Winter School e
che, sempre più spesso, prediligono un percorso come quello del diploma che, pur nella
sua brevità e nella sua impostazione non professionalizzante, garantisce una buona
formazione di base e un organico inquadramento del
mondo della cooperazione,
delle emergenze umanitarie e
degli affari europei.
A MILANO, NAPOLI E GENOVA LE
GIORNATE SULLE CARRIERE INTERNAZIONALI PROMOSSE DALL’ISPI
Si terranno anche quest’anno nel mese di maggio le giornate di orientamento alle carriere internazionali (diplomazia, organizzazioni internazionali, organizzazioni non
governative) organizzate dall’Ispi. Per la prima volta
l’Ispi si rivolge in particolare al pubblico del sud Italia
proponendo un appuntamento a Napoli a metà maggio.
Oltre a ciò l’Istituto organizzerà una giornata a Genova e
una a Milano.
Fin dal 1999 l’Istituto propone un appuntamento
annuale di informazione sulle opportunità di inserimento e di crescita professionale in tali contesti dando la
possibilità a molti giovani di conoscere direttamente dai
protagonisti i requisiti e i percorsi formativi più adatti
per accedervi.
Nel 2001 ciò aveva portato l’Ispi ad organizzare “Globe
2001 - Salone italiano sulle carriere internazionali”, a
cui avevano partecipato oltre 2.500 giovani provenienti
da tutta Italia.
Per rispondere alla crescente domanda di informazione
in tale ambito, nel maggio del 2003 erano stati proposti
due appuntamenti, uno a Milano e uno a Torino, ai quali
avevano partecipato complessivamente oltre 1.300 giovani. Lo scorso anno è stata inoltre replicata a Torino.
Alla luce della costante domanda di approfondimento
sulle carriere internazionali e le modalità per accedervi,
anche quest’anno l’Istituto ha pertanto deciso di dedicare alcuni momento a coloro che vogliono avvicinarsi
alla diplomazia e al mondo della cooperazione e delle
relazioni internazionali.
Le manifestazioni previste nel mese di maggio saranno
organizzate con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
ISPI - Relazioni Internazionali
ISPI
ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE
Winter School
Corsi brevi, di 15 ore ciascuno, per inquadrare le più attuali tematiche internazionali,
proposti in versione “intensiva” nel periodo ottobre 2005 – maggio 2006.
Diplomi
✓
✓
✓
Sviluppo e Cooperazione Internazionale
Emergenze e Interventi Umanitari
European Affairs
Ogni diploma prevede la frequenza di cinque corsi scelti fra quelli della Winter School
e della successiva Summer School.
Diplomi Avanzati
Approfondimenti dal taglio operativo, destinati a chi abbia già conseguito un diploma
base dell’ISPI o abbia maturato una significativa esperienza sul campo.
www.ispionline.it
ISPI - Relazioni Internazionali
15
GLI APPROFONDIMENTI DI GLOBE
LAVORARE NELLE
CATASTROFI NATURALI
Indonesia e Sri Lanka, Pakistan, Stati Uniti, sono solo
alcune delle nazioni dove, tra
il 2004 e il 2005, si è assistito a
gravi catastrofi naturali che
hanno provocato migliaia di
morti, feriti e dispersi. A ciò si
aggiungono gli enormi danni
economici derivanti dalla brutale forza con cui terremoti,
maremoti e uragani hanno travolto persone e cose.
Ma cosa significa lavorare
nelle catastrofi naturali? Quali
i profili richiesti e come prepararsi?
Lo chiediamo a Piero Calvi
Parisetti, medico ed ex funzionario della Croce Rossa Internazionale e dell’Ufficio del
Segretariato delle Nazioni
Unite per il coordinamento
delle operazioni umanitarie.
“Occorre innanzitutto premettere che la risposta umanitaria alle catastrofi naturali ha
un ciclo di vita breve: l’inter-
vento di risposta all’emergenza si risolve infatti generalmente nell’arco di 6 mesi dall’avvenuto disastro, periodo
dopo il quale viene avviata la
ricostruzione.
Chi opera in questi sei mesi?
In generale non vi sono profili
particolari rispetto ad emergenze di natura diversa,
quale ad esempio quelle causate da un conflitto.
Anche nel caso delle catastrofi naturali servono infatti
esperti in quello che viene
definito “relief” (organizzazione dei campi di alloggio
temporaneo, distribuzione di
viveri e articoli di prima
necessità), logisti che si occupino della gestione e del trasporto di grandi quantità di
materiale, pochi medici (più
richiesti sono gli infermieri
specializzati in interventi
di emergenza, specializzazione sconosciuta in Italia),
eccetera.
Nel caso particolare dei terre-
EMERGENZA TSUNAMI
PROGETTI GESTITI DALLA PROTEZIONE
(DIRETTAMENTE O ATTRAVERSO ONG)
Tipologia di intervento
16
Costo degli interventi
(in mln di €)
Sviluppo economico-sociale
14.360
Pesca
5.809
Istruzione
10.386
Ripristino condizioni di vita
11.965
Sanità
9.224
Sistema igienico-sanitario
927
Monitoraggio
205
TOTALE
CIVILE
52.876
moti, sono poi richiesti esperti di “urban search and
rescue” (squadre specializzate
nella ricerca e nel salvataggio
dei sopravvissuti), ma per lo
più si tratta di persone che
già si occupano di questo professionalmente: personale
della protezione civile e pompieri che, data la natura del
loro lavoro, vengono occasionalmente inviati per dare
supporto alla macchina umanitaria.”
E’ quello che è accaduto, ad
esempio, nell’emergenze post
Tsumani con il coinvolgimento
della Protezione Civile italiana. L’intervento del nostro
paese a supporto delle popolazioni colpite ha visto infatti la
protezione civile protagonista
nella gestione dei fondi raccolti - proprio alla luce delle competenze specifiche dell’ente
nella gestione di emergenze
nazionali - con la realizzazione
di quasi 50 progetti di ricostruzione (per un valore complessivo di quasi 53 milioni di euro,
cfr. Tabella 1), implementati in
gran parte da Organizzazioni
Non Governative.
Oltre a questo genere di interventi esistono una serie di attività nella preparazione di
governi e comunità agli interventi di risposta alle catastrofi
naturali, nelle quali sono coinvolti spesso funzionari di organizzazioni internazionali.
“Le Nazioni Unite, in particolare attraverso UNDP (Programma ONU per lo Sviluppo) e l’Ufficio del Segretariato
per il coordinamento delle
operazioni umanitarie, svolgono un’attività di assistenza
ISPI - Relazioni Internazionali
ai governi e alle comunità
locali per dare supporto alla
riduzione delle catastrofi
naturali attraverso la formulazione di norme e procedure
da attivare e rispettare nel
momento in cui si verifichi la
catastrofe - continua Piero
Calvi Parisetti - Si tratta di
una vera e propria attività di
assistenza tecnica svolta in
gran parte dall’ONU (con il
supporto della Croce Rossa e
di alcune grandi ONG) che
vede impegnati nei paesi ad
alto rischio complessivamente
circa 150 persone.”
Esiste infine una terza area di
intervento collegata alle catastrofi naturali, la cosiddetta
“disaster reduction”. Si tratta
di una serie di azioni, concordate con governi e comunità
locali, finalizzate alla diminuzione dell’impatto della catastrofe. Anche in questo caso le
Nazioni Unite svolgono un
ruolo di assistenza e accompagnamento.
All’interno della vasta gamma
di offerte indirizzate a giovani
al di sotto dei 28 anni, infatti,
vengono bandite alcune posizioni presso progetti di Enti e
Organizzazioni Non Governative all’estero. La stessa Protezione Civile ha reclutato, nel
2005, giovani per dare supporto a progetti nelle aree colpite
dallo Tsunami.
Succede, infine, che alcuni
“coraggiosi” decidano di partire per dare supporto alle organizzazioni che lavorano nell’emergenza successiva ad una
catastrofe naturale.
“Le organizzazioni non amano
molto questo comportamento:
non sempre i volontari sono
infatti realmente preparati ad
affrontare questo genere di
emergenze e rischiano di creare problemi anziché dare
apporto”, spiega Piero Calvi
Parisetti.
Ma ci sono spazi per i giovani
che vogliano lavorare in questo
ambito? La strada da percorrere è quella tipica di chi voglia
lavorare nel campo umanitario
e della cooperazione. Il consiglio migliore è quello di fare
riferimento a organizzazioni
non governative che offrano
percorsi formativi di avvicinamento al mondo della cooperazione e al volontariato organizzato, quali ad esempio lo SVI.
Da ricordare inoltre la possibilità di partire attraverso il Servizio Civile Internazionale.
ISPI - Relazioni Internazionali
Capita tuttavia che talvolta il
coraggio sia premiato, se supportato da un’adeguata preparazione. Un esempio confortante ci viene da Giovanni Cassani, che ha frequentato il
Master in International Affairs
dell’Ispi nel 2003-2004, e che
alla fine del 2004 è partito per
lo Sri Lanka, per dare supporto
alle ONG che lavoravano nelle
aree colpite dallo Tsunami. A
distanza di più di un anno si
trova ancora nel sud-est asiatico, dove gestisce progetti per
lo IOM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
I corsi
Numerosi sono nel mondo i
corsi di specializzazione sul
tema della prevenzione e
gestione dei disastri naturali.
Si tratta generalmente di
corsi rivolti a persone che
abbiano già acquisito, tramite esperienza e studi precedenti, dimestichezza con i
temi dell’umanitario.
Alcuni di questi corsi, come
ad esempio il nuovo corso in
Emergency Preparedness
and Disaster Response della
Johns Hopkins University di
Washington, sono rivolti a
operatori sanitari (medici e
infermieri).
Altri sono maggiormente
rivolti a persone che si debbano occupare della gestione
e del coordinamento degli
interventi in caso di disastri
naturali come, ad esempio, il
corso di International Disaster Management del Royal
Military College of Science,
legato alla Cranfield University in Inghilterra, che ha
una durata di tre settimane
ed è rivolto a fornire strumenti specifici di management amministrativo dopo
un calamità naturale.
L’Università di Coventry propone infine un vero e proprio
Master della durata di un
anno (due anni se seguito in
modalità part-time) in Disaster Management, per
approfondire gli aspetti
sociali, politici e ambientale
della prevenzione delle calamità naturali.
17
Speculando
E’ proprio così che è nata la
necessità di riformare il Patto:
con un’applicazione troppo
poco severa negli anni di
buona crescita e le pressioni
politiche dei Paesi più grandi
in difficoltà di bilancio. Fino a
quando, nel novembre 2003, la
procedura contro i deficit
eccessivi di Francia e Germania, che la Commissione suggeriva di proseguire secondo
le regole del Patto allora in
vigore, fu sospesa dal Consiglio, presieduto dall’Italia. Fu
una decisione che, oltre a
suscitare disappunto e scandalo fra i Paesi membri più
piccoli e fra i nuovi, venne in
seguito censurata dalla Corte
di Giustizia. Il conflitto istituzionale creò una situazione di
stallo da cui si poté uscire solo
con la riforma del marzo 2005
che ha addolcito il Patto.
La flessibilizzazione del Patto
può anche, in teoria, essere
usata bene, rendendo il suo
monitoraggio e la sua disciplina effettivamente aderenti
alle condizioni specifiche e
alle prospettive di ogni singola
economia, e dunque più
appropriate ed efficaci, ma
mantenendo rigore e severità
nel richiedere gli impegni di
aggiustamento e nel sanzionare il loro mancato rispetto
senza usare particolari cautele nei confronti dei Paesi più
grandi e influenti.
Se la riforma può essere usata
in modo vizioso o virtuoso, è
cruciale seguire i modi con cui
viene applicata. La Banca
Centrale Europea, da sempre
contraria alla riforma (si veda,
ad esempio, l’articolo in proposito sul suo Bollettino Mensile dell’agosto 2005, pp. 6176) ha ammesso che le sue
conseguenze “dipenderanno
dalla sua attuazione”, osservando che “è essenziale che si
stabiliscano i giusti precedenti fin dall’inizio.
18
Quale impressione si ricava
dai risultati della prima rilevante occasione di messa in
atto delle nuove regole? Nel
complesso sembra che l’Ecofin
abbia esaminato e giudicato
con puntualità e rigore i Programmi di Stabilità presentati
dai Paesi, particolarmente
quelli dei cinque con “deficit
eccessivo”. D’altra parte, negli
inviti rivolti a questi Paesi perché mantengano effettivamente gli impegni di aggiustamento presi con tali Programmi, si
legge spesso l’opinione che gli
esiti delle misure adottate per
limitare deficit e debito sono
molto incerti e legati a previsioni troppo ottimistiche, e
che occorre al più presto individuare e promuovere nuove
misure restrittive. A questo
fine i Paesi sono invitati a interagire con i servizi della Commissione e a riferire con continuità al Consiglio. Bisognerà
dunque attendere ancora per
avere l’evidenza, richiesta
dalla Bce, che il nuovo Patto
“stabilisce i giusti precedenti”.
I deficit eccessivi, constata il
Consiglio, rimangono tali. La
Francia è, fra i cinque, il
Paese più prossimo a rientrare
sotto il 3% del Pil: ciò è forse
già avvenuto nel 2005, come
era stato a suo tempo richiesto, anche se con l’aiuto di
ingenti “una tantum”. Portogallo e Grecia devono aggiustare entro, rispettivamente, il
2008 e il 2007: nel frattempo
dovranno dar conto dei risultati degli sforzi di correzione
che, il Consiglio riconosce,
sono in corso. La Germania ha
mancato, anche se non di
molto, l’aggiustamento che
doveva fare nel 2005: le è ora
richiesto di scendere sotto il
3% entro il 2007, pena l’avvio
del meccanismo sanzionatorio.
Le misure minime per ottenere tale risultato sono già state
prese ma vanno rafforzate e
controllate in modo continua-
tivo nella seconda parte di
quest’anno. L’Italia, il cui deficit pubblico, dal 4.1% del Pil
preconsuntivato per il 2005
deve scendere sotto il 3% entro
il 2007, ha votato in dicembre
la Legge Finanziaria, la cui
totale applicazione assicurerebbe una parte della correzione nel 2006, ma non ha invece
indicato – come richiede il
Codice di Condotta del Patto –
alcun provvedimento specifico
in grado di completare il rientro nel 2007 e, in seguito, consolidarlo. Il Consiglio la invita
a farlo al più presto (peccato
sia un anno elettorale!). L’Italia dovrebbe anche rivedere le
sue procedure di bilancio e la
loro relazione con i Programmi
di Stabilità che trasmette a
Bruxelles, mettendosi in grado
di indicare l’impegno a prendere misure che vadano oltre
l’orizzonte annuale della
Legge Finanziaria.
Possiamo dunque concludere
che agli “esami di aggiustamento fiscale” i Paesi sono
stati “rimandati a settembre”,
come si usava fare a scuola
anni fa. In alcuni casi gli
“esami di riparazione” avverranno attorno al prossimo
autunno. Ma dobbiamo soprattutto concludere che anche la
riforma del Patto è stata
“rimandata” all’esame di adeguatezza che deve superare.
Dalle deliberazioni di marzo si
ricava un filo di speranza che
il nuovo Patto venga applicato
seriamente dalla Commissione
e dal Consiglio. Ma non c’è
ancora la prova concreta della
capacità del Patto di incidere
in modo davvero rigoroso
anche quando il rigore ha un
rilevante costo politico per i
Paesi che si autogiudicano nell’Ecofin. “Speculiamo” che, a
questo proposito, sarà decisiva
l’evidenza a cavallo della fine
di quest’anno.
ISPI - Relazioni Internazionali
ISPI da leggere
di attori non statuali, come le
organizzazioni del terrorismo
islamico. In conclusione, secondo
l’autore, nel complesso ne deriva
la revisione dell’approccio americano alla politica di sicurezza che
indulge sempre più spesso alla
tentazione dell’azione preventiva.
Nel novembre 2005 sono stati
pubblicati due Policy Brief. Il
primo “Proliferazione nucleare
e crisi della deterrenza: una
sfida all’unipolarismo” di Corrado
Stefanachi, analizza la situazione
attuale del sistema delle relazioni
internazionali con un accento
specifico sulle sfide all’unipolarismo.
La stagione inaugurata alla fine
della Guerra Fredda consegna
agli Stati Uniti da una parte una
superiorità politico-strategica
senza precedenti, o comunque
tale da giustificare la caratterizzazione del sistema internazionale post-bipolare in termini
di “unipolarismo”, dall’altra riconfigura la politica di sicurezza
americana sulla base del presupposto che la deterrenza non è
più un’opzione strategica affidabile nell’attuale scenario internazionale.
Due scenari in particolare, accomunati dalla prospettiva della
proliferazione di armi di distruzione di massa, moltiplicano i
dubbi americani circa la persistente validità degli schemi
dissuasivi ereditati dalla stagione
della Guerra Fredda: l’acquisizione di armi di distruzione di
massa da parte di potenze
regionali insoddisfatte dello
status quo in aree geopolitiche
di interesse prioritario per gli
Stati Uniti e il possesso di capacità non convenzionali da parte
ISPI - Relazioni Internazionali
Il secondo Policy Brief, intitolato
“I corridoi di trasporto transeurasiatici: non solo economia”,
di Fabrizio Vielmini, è dedicato
all’importanza che stanno progressivamente assumendo i
paesi dello spazio post-sovietico
in virtù della loro posizione
mediana fra Europa e Pacifico.
In particolare viene sottolineato
come il crescente interscambio
fra le economie europee e quelle
dell’Asia orientale crea un’opportunità strategica per gli ex
paesi ad est della cortina di
ferro. La costituzione di corridoi
di trasporto internazionale
(CTI) può fare di questi ultimi dei
“ponti fra Oriente e Occidente”
favorendo non solo la loro uscita
dalla depressione economica
causata dalla scomparsa dell’URSS, ma anche e soprattutto
la stabilizzazione di regioni
fortemente a rischio quali l’Asia
centrale e il Caucaso.
Sul piano geopolitico, i corridoi
sono un fattore importante nell’indurre le potenze contigue a
un comportamento multilaterale,
creando così le precondizioni
per un’impostazione dei rapporti eurasiatici su linee di cooperazione anziché di confronto
militare. I CTI offrono inoltre
ad attori esterni, quali l’Europa
e i paesi dell’Asia orientale, la
possibilità di essere presenti
nella regione in sintonia con gli
interessi di Russia, Cina e Iran.
Ma affinché queste prospettive
divengano reali è necessario
che lo sviluppo dei CTI venga
affrontato da parte di tutti gli
attori coinvolti in una prospettiva strategica di lungo periodo.
Nei commenti conclusivi del
Policy Brief emerge che finora
gli Stati post-sovietici e le
potenze regionali limitrofe
sono stati per lo più in competizione per attirare flussi commerciali sui propri territori.
Nonostante accordi quadro
concernenti il trasporto siano
stati sottoscritti nell’ambito di
tutte le numerose strutture
multilaterali a cui gli Stati della regione hanno aderito negli
ultimi anni, la dimensione bilaterale continua a predominare
nella regolazione dei flussi di
transito. L’esigenza di sanare le
situazioni di conflitto costituisce un grosso stimolo a superare
le divisioni e a fare dei CTI un
volano alla ripresa economica
delle aree a rischio (come esemplificato dalla situazione del
Kirghizistan, il cui collasso finale metterebbe in questione una
buona parte degli schemi di trasporto trans-eurasiatici). In
questo ambito, le dimensioni
multilaterali regionali sono un
elemento imprescindibile per
la formazione di sistemi di trasporto eurasiatici realmente
operativi. Il pieno utilizzo del
potenziale dei corridoi avverrà
solo di fronte a uno sforzo comune di tutti, nel quadro di un
accordo d’insieme di lungo termine che miri in primo luogo
alla stabilità geopolitica.
Nel dicembre 2005 è stato pubblicato il Policy Brief dal titolo
“La Convenzione sulle armi tossiche e batteriologiche: prospettive per la Conferenza di Riesame” di Raffaele De Benedictis.
L’autore analizza la Convenzione che proibisce sviluppo, produzione e stoccaggio di armi
tossiche e batteriologiche, che
viene descritta come uno dei
“grandi trattati” sul disarmo
internazionale ed è complemento fondamentale al Protocollo di Ginevra del 1925, che
vieta il solo uso di tali armi. La
Conferenza di Riesame della
19
Convenzione, in programma nel
2006, è uno degli impegni internazionali più rilevanti nel
campo del disarmo.
Alla Conferenza di Riesame
dovranno essere approfondite,
anche su impulso dell’Unione
Europea, importanti tematiche
tra cui l’universalità della Convenzione (il numero degli Stati
parte è limitato a 154 e cresce
con lentezza rispetto, ad esempio, alla Convenzione contro le
armi chimiche); la trasparenza
e il rispetto della Convenzione
(una crescente preoccupazione
è se si possa dimostrare il pieno
rispetto della Convenzione in
assenza di un meccanismo di
controllo trasparente); l’impatto
dei rapidi sviluppi scientifici; la
possibilità che gruppi terroristici si impadroniscano o sviluppino armi biologiche. Di
particolare interesse è la parte
dedicata al ruolo dell’Unione
europea nella Convenzione. Il
punto di riferimento più importante dell’UE nell’ambito della
Convenzione è la Strategia contro la proliferazione delle armi
di distruzione di massa adottata nel dicembre 2003. Tale
documento testimonia l’impegno dell’Unione europea nei
confronti dei temi della non proliferazione. L’Unione europea ha
definito la riduzione della
minaccia biologica come una
priorità emergente. La Strategia e il Piano d’Azione adottati
nel 2003 hanno, infatti, enfatizzato la necessità di espandere
le iniziative di riduzione delle
minacce per garantire la sicurezza degli agenti patogeni e
delle tossine negli impianti ereditati dai programmi dell’ex
Unione Sovietica. Nonostante si
sia registrato uno scarso dibattito pubblico in Europa sulle
implicazioni della Convenzione
per il controllo delle armi e sulle
possibili conclusioni dei negoziati stessi, l’Unione europea ha però
mostrato un sempre maggiore
attivismo nell’ambito della
Convenzione. Inoltre, la legislazione dei paesi membri dell’Unione europea è suscettibile di
divenire un modello cui ispirarsi.
20
Sempre nel dicembre 2005 è
stato pubblicato il Policy Brief
dal titolo “Turchia, Stati Uniti e
NATO: un’alleanza all’interno
dell’alleanza” di Mustafa Kibaroglu. L’autore sottolinea come
la discrepanza fra il punto di
vista europeo e quello americano in merito a “quale territorio
difendere contro chi” sia stata
una costante all’interno dell’Alleanza Atlantica sin dall’ingresso
della Turchia nel 1952. Considerata la riluttanza degli europei
alla difesa della Turchia, nella
maggior parte dei casi erano
gli americani a prevalere nelle
discussioni su questo tema
all'interno dell'Alleanza. Di
conseguenza, molti turchi
hanno finito per identificare la
NATO con gli Stati Uniti e durante gli anni della Guerra Fredda
le relazioni tra Turchia e Stati
Uniti si sono sviluppate come
un’alleanza all'interno dell'Alleanza. Le implicazioni negative
di questa divergenza tra americani ed europei per la Turchia
sono venute alla luce nel 2003,
quando il Governo turco ha
chiesto al Consiglio Nordatlantico l'applicazione dell'art. 4
del Trattato di Washington.
Francia e Germania, insieme a
qualche altro Stato membro, si
sono opposte alla richiesta,
rafforzando agli occhi dei turchi
il valore delle relazioni con gli
Stati Uniti. Tuttavia, nella guerra
contro il terrorismo l'Alleanza
potrebbe assumere un nuovo
ruolo globale, che potrebbe
essere sostenuto sia dagli europei
che dagli americani. Il mantenimento della NATO è infatti di
grande importanza per la sicurezza turca nel nuovo contesto
della sicurezza internazionale,
drasticamente cambiato negli
ultimi anni. A differenza del
passato, quando esisteva una
grave minaccia ai confini dell'Alleanza esercitata da un nemico ben individuato, oggi le
minacce esercitate sugli alleati
dai nuovi attori difficilmente
identificabili non hanno confini.
Ciò che più preoccupa è la possibilità che gruppi terroristici
possano disporre di armi di
distruzione di massa e utilizzarle
nei loro attacchi. In questo
caso nessuno scudo missilistico,
nessuna arma nucleare e nessun esercito nazionale potrebbe
fronteggiare adeguatamente la
minaccia. L’intelligence è probabilmente uno degli strumenti
più efficaci che gli Stati hanno
a disposizione per difendere i
loro cittadini e i loro valori dalle
minacce esercitate dai nuovi
attori. Chi ha preso di mira gli
Stati Uniti, il Regno Unito, la
Spagna e la Turchia potrebbe
attaccare in futuro altri membri
della NATO. Una intensa cooperazione è dunque necessaria.
L’ intelligence, data la natura
riservata delle informazioni, è
tuttavia un ambito in cui la cooperazione è particolarmente
difficile. In ogni caso, la NATO
si presta, sia per competenza
che per affidabilità, ad essere
una sede ideale di cooperazione,
dove nel corso degli anni si è
sviluppato un sofisticato sistema
di raccolta e condivisione delle
informazioni di intelligence.
L’autore conclude suggerendo
di rafforzare gli strumenti della
NATO per mezzo dell’ampliamento della stessa Alleanza,
beneficiando così dell’intelligence che altri Stati possono
fornire. In questo modo l'Alleanza potrebbe assumere un
nuovo ruolo globale, che potrebbe
essere sostenuto sia dagli europei
che dagli americani. La Turchia
può contribuire a questo nuovo
ruolo grazie alle sue capacità di
intelligence e alla condivisione
di interessi in diversi ambiti
con i paesi vicini, per i quali la
lotta al terrorismo è una questione di primaria importanza.
Inoltre, la Turchia potrebbe
contribuire al peace-keeping e
al peace-making cosi come alla
riabilitazione post-conflitto e
agli sforzi di ricostruzione in
regioni problematiche, come i
Balcani, l’Africa, l’Afghanistan e,
forse, anche in Iraq. Da questo
punto di vista, la futura adesione
turca all’Unione europea potrebbe rappresentare un fattore
unificante dell’Alleanza piuttosto
che un nuovo fattore di divisione.
ISPI - Relazioni Internazionali
“IN NETWORK” CON ISPI: VILLA VIGONI
UN DIRITTO ALLA BELLEZZA?
ARCHITETTURA TRA ITALIA E GERMANIA
“Troppo spesso ci capita di definirci creature pratiche, animali
politici. Ma in noi alberga un
impulso molto più grande, la
tendenza verso quello che chiamerei semplicemente l’universale. Ed è proprio su questo terreno comune che ci avviciniamo
a quello che realmente ci lega:
cultura, storia, lingua. Perché è
qui, in quella che a me piace
chiamare ‘la Repubblica dell’immaginazione’, che riveliamo
davvero la nostra natura di esseri umani”. Così ha scritto recentemente Azar Nafisi, l’autrice di
Leggere Lolita a Teheran,
richiamando l’attenzione sulla
straordinaria forza di attrazione
che i grandi capolavori della letteratura occidentale possono
esercitare anche all’interno del
mondo islamico; la riflessione
della Nafisi prende spunto da
un’osservazione di Italo Calvino,
il quale ricordava come, accanto
all’impegno per la liberazione
dell’uomo, “dev’esserci anche la
bellezza”.
Proprio con un riferimento alla
qualità architettonica o a quella
del paesaggio, di un vero e proprio “diritto alla bellezza” si
incomincia timidamente a parlare: in particolare nella costituzione finlandese si prevede un
esplicito diritto alla qualità
architettonica e urbana. In altri
casi sta sempre più emergendo
un’insoddisfazione crescente
verso quella clonazione urbana
propria di un mondo globalizzato, contro la quale, ad esempio
in Inghilterra, si è giunti recentemente ad aperte e clamorose
forme di protesta. A un altro
livello di dibattito giuridico e
politico, un diritto alla bellezza
era implicitamente richiamato
nella Convenzione europea sul
paesaggio, alla cui formulazione
l’Italia ha dato un contributo
fondamentale.
ISPI - Relazioni Internazionali
Il Centro
italo-tedesco di Villa
Vigoni a
Loveno di
Menaggio
sul lago di
Como sorge
nella villa
omonima,
carica di
ricordi nel
segno della tradizione di Goethe e Manzoni e lasciata in eredità alla
Repubblica federale di Germania dall’ultimo erede della famiglia
italo-tedesca Mylius-Vigoni. In seguito a un accordo tra i due governi,
esso svolge dal 1986 la funzione di un forum di eccellenza nei rapporti
bilaterali tra Italia e Germania attraverso la realizzazione di
un’intensa attività scientifica, convegnistica e formativa.
Centro italo-tedesco Villa Vigoni – Via Giulio Vigoni, 1 – 22017 Loveno di Menaggio (CO)
Tel. 0344/36111 – Fax 0344/361210 – e-mail: [email protected], http: www.villavigoni.it
Di questa tematica si è parlato
nel corso della Accademia
internazionale di progettazione, che si è svolta recentemente
a Villa Vigoni; a questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua
sesta edizione, hanno partecipato studenti e dottorandi di
architettura e urbanistica provenienti da alcune università
italiane e tedesche. Al di là delle
divergenze e delle freddezze
politiche, al di là dell’apparente
affievolirsi degli scambi culturali tra i due Paesi, emergono
nuovi settori come quello dell’architettura e più in generale
del disegno del territorio, nei
quali il dialogo tra Italia e Germania si alimenta in modo
nuovo.
Questi nuovi settori di interscambio culturale possono
indurre altresì a riflessioni
significative anche per ricercare
nuovi ambiti di interscambio
economico; ad esempio nel quadro di quel processo di trasformazione dal made in Italy all’Italian style, questo “diritto alla
bellezza” può svelare alcune
nuove integrazioni, alcune nicchie di mercato dove il vantag-
gio competitivo del Sistema Italia, in questo caso inquadrato in
un più generale Sistema Europa,
può affermarsi con successo.
Nel corso di questa Accademia
internazionale di progettazione, che rappresenta una delle
iniziative formative sviluppate
da Villa Vigoni, si è incominciato a riflettere su questi temi,
soprattutto attraverso l’elaborazione di progetti concreti, di
grande efficacia visiva, su alcuni
casi di studio dell’area lariana,
inquadrata come privilegiata
area di riequilibrio in connessione al sistema metropolitano
lombardo e al sistema infrastrutturale europeo. L’entusiasmo, la passione e la competenza con la quale studenti, dottorandi e docenti italiani e tedeschi hanno lavorato per circa
dieci giorni, inducono a sperare
che tali progetti non rimangano
in futuro confinati nell’ambito
dei sogni e delle utopie.
Aldo Venturelli
Segretario Generale
di Villa Vigoni
21
ALUMNI
Nicola Faganello
Nicola Faganello nasce a Portogruaro (Venezia) il 2 luglio
1967 e si laurea in giurisprudenza il 6 novembre del 1991
presso l’Università di Trento
con una tesi in Diritto Internazionale su “Le sanzioni non
comportanti l’uso della forza
nel Diritto Internazionale” con
il Professor Mauro Politi.
Subito dopo la laurea fra il
1991 e il 1992 frequenta il
Corso in preparazione alla Carriera Diplomatica presso l’Ispi.
Fra il giugno 1993 e gennaio
1994 arricchisce la sua esperienza con la pratica forense
presso l’Ordine Avvocati di
Trento.
Nel maggio del 1993 in seguito
all’esame di concorso viene
nominato Volontario nella carriera
diplomatica e frequenta fino al
marzo dell’anno successivo un
corso di formazione professionale
presso l’Istituto Diplomatico.
Dopo questo periodo di formazione, diventato Segretario di
legazione il 18 marzo del 1994,
presta servizio presso la Direzione Generale Emigrazione e
Affari Sociali, all’Ufficio Ricerca Studi e Programmazione.
Rimane in aspettativa per un
anno dall’aprile del 1994 all’aprile del 1995 per adempiere
agli obblighi militari di leva
operando allo Stato Maggiore
della Difesa presso l’Ufficio di
Politica Militare.
Terminata l’aspettativa viene
nominato Vice Capo Segreteria
del Direttore Generale alla
Direzione Generale Emigrazione e Affari Sociali, diventa a
dicembre del 1995 Secondo
segretario ad Atene con la carica di Responsabile per Settori
Stampa e Politica Interna per
poi essere nominato nella stes-
sa sede nel novembre del 1997
Primo segretario di legazione.
Viene trasferito a Jakarta il 1
ottobre del 1999 come Primo
segretario commerciale con la
funzione di Capo Ufficio Commerciale e responsabile settore
Cooperazione allo Sviluppo e
dal 1 settembre 2002, Vicario
Capo Missione.
Diventa Consigliere di legazione
il 2 luglio 2003 collaborando alla
Direzione Generale Personale,
come Capo Sezione Pubblicazioni. Nello stesso anno viene
nominato Cavaliere dell'Ordine
al Merito della Repubblica.
Da dicembre 2004 a giugno
2005 segue presso l'Istituto
Diplomatico, il corso di aggiornamento professionale per Consiglieri di legazione e attualmente, dall’agosto del 2005, è
Vicario del Capo Ufficio I della
Direzione Generale Personale.
Di passaggio in ISPI
Daniel Aguirre, European Master’s
Degree in Human Rights and Democratisation, Venezia; Emma Bonino,
Deputato Europeo; Francesco Bortot,
Gruppo Unicredito; Paolo Branca,
Università Cattolica del Sacro Cuore
di Milano; Renato Brunetta, Commissione Industria ed Energia, Parlamento europeo; Giampaolo Calchi
Novati, Università degli Studi di
Pavia; Piero Calvi-Parisetti,
Gignos Institute Ginevra; Angelo
Maria Cardani, Università Bocconi;
Maria Carla Cardelli, Medici senza
Frontiere Italia; Renzo Cavalieri,
Università Ca’ Foscari di Venezia e
Università degli Studi di Lecce;
Stefano Chiarlone, UniCredit;
Carlo Corti, Ufficio coordinamento
attività internazionali, Ministero di
Giustizia; Paolo Cotta Ramusino,
Pugwash Conferences e Università
degli Studi di Milano; Luigi Curini,
Università degli Studi di Milano,
Mariarosa Cutillo, Mani Tese; Carlotta Dal Lago, Università degli
Studi di Milano; Rodolfo Danielli,
Italcementi; Luca De Benedictis,
Università degli Studi di Macerata;
Massimo de Leonardis, Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano;
Anna Della Croce, Ministero degli
Affari Esteri; Primo Di Blasio,
FOCSIV; Luca De Fraia, ActionAid
International; Massimo Gaiani,
Ministero delle Politiche comunitarie;
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Elias Gerovasi, Mani Tese; Karl
Giacinti, Università di Siena, Centro
Studi Difesa Civile; Tommaso
Giocoladelli, Piaggio; Elisa Giunchi,
Università Statale di Milano; Franz
Gustincich, esperto elettorale; Matteo
Grazzi, Università Bocconi; Laura
Iucci, Global Compact Italy, Nazioni
Unite; Françoise Lemoine, Centre
d’Etudes Perspectives et d’Informations Internationales; Klaus-Heiner
Lehne, Partito popolare europeo
della Commissione giuridica tedesca;
Francesco Mancini, International
Peace Academy; Alfredo Luigi
Mantica, Ministero degli Affari Esteri; Maurizio Martellini, Università
dell’Insubria e Landau Network,
Centro Volta di Como; Alberto
Martinelli, Università degli Studi di
Milano; Barbara Marziali, Movimondo; Paolo Mastrolilli, La Stampa e
Radio Vaticana; Philippe Maystadt,
Banca Europea per gli Investimenti;
Maurizio Molinari, La Stampa;
Mario Monti, Università Bocconi e
Bruegel Institute; Elias Moyersoen,
Istituto degli Innocenti, Firenze;
Jacopo Monzini, Consulente Ihdnetwork Consulting; Mario Nava,
Università Bocconi e Commissione
europea; Elisa Nicodano, CeMiSS;
Enzo Nucci, Tg3; Fabrizio Onida,
Università Bocconi; Alp Ozerdem,
York University; Antonio Panzeri,
Commissione Occupazione e Affari
sociali, Parlamento europeo; Federico
Perotti, CISV; Antonella Prete,
Presidenza Regione Lombardia;
Mario Ragazzi, Università di Bologna e OBREAL; Sergio Romano, Corriere della Sera; Rachid Mohamed
Rachid, Ministero dell’Industria e
del Commercio egiziano; Paolo
Romagnoli, Consorzio di ONG IRIS;
Giacomo Sanfelice, Ministero degli
Affari Esteri; Claudio Scajola,
Ministero delle Attività Produttive;
Cristina Scarpocchi, Università
della Valle d’Aosta; Giusto Sciacchitano, Direzione Nazionale Antimafia; Giovanni Scotto, Università di
Firenze; Ettore Sequi, Ambasciata
d’Italia a Kabul; Vincenzo Spaziante, Protezione Civile; Surinder Suri,
Global Economic Management &
Associates; Danilo Taino, Corriere
della Sera; Gianfranco Tatozzi,
Commissariato per la prevenzione e
il contrasto della corruzione; JeanLeonard Touadi, RAI e Nigrizia;
Ugo Tramballi, Il Sole 24 Ore; Sergio Vento, già Ambasciatore d’Italia
negli Stati Uniti e presso l’Onu;
Silvia Vernaschi, Consulente Ministero Affari Esteri; Iacopo Viciani,
ActionAid International; Tiziana
Votta, Gruppo Carraro; Roberto
Zadra, Centro Armi di distruzione
di massa, Nato.
ISPI - Relazioni Internazionali
Day by day
OTTOBRE
Gio. 27 – Sab. 28
Seminario Italo Tedesco “Il futuro della politica estera e di sicurezza europea. I punti di vista di
Italia e Germania”
NOVEMBRE
Gio. 3
Ven. 4
Ven. 4 – Sab. 5
Mer. 9
Lun. 14
Mar. 15
Ven. 18
Ven. 18 – Sab. 19
Mer. 23
Ven. 25
Ven. 25 – Sab. 26
Tavola Rotonda “Ma la Cina rispetta le regole?” (Renzo Cavalieri, Danilo Taino, Maria Weber)
Corso “La WTO e i negoziati commerciali” (Luca De Benedictis, Massimo Gaiani, Lucia Tajoli)
Corso “La cooperazione internazionale allo sviluppo” (Paolo Romagnoli, Cristina Scarpocci, Javier Schunk)
Tavola Rotonda “I rapporti Italia-Usa visti dalla Cia” (Massimo de Leonardis, Paolo Mastrolilli,
Maurizio Molinari, Sergio Romano, Sergio Vento)
Tavola Rotonda “L’Europa a rischio criminalità?” (Franco Bruni, Carlo Corti, Donato Masciandaro,
Giusto Sciacchitano, Gianfranco Tatozzi)
Tavola Rotonda “Le grandi potenze nell’economia globale: G6, G8, G…” (Boris Biancheri, Alberto
Martinalli, Fabrizio Onida)
Tavola Rotonda “L’Afghanistan dopo le elezioni parlamentari” (Emma Bonino, Anna Della Croce,
Enzo Nucci, Ettore Sequi, Sandro Tucci)
Corso “Imprese Responsabili per uno sviluppo sostenibile” (Maria Carla Cardelli, Carlotta Dal Lago,
Nicoletta Ferro, Laura Iucci, Barbara Marziali, Silvia Vernaschi)
Tavola Rotonda “Dove va l’aiuto umanitario? Riflessioni a un anno dallo Tsunami” (Luca De Fraia,
Antonella Prete, Gianni Rufini, Vincenzo Spaziante, Danilo Taino)
Incontro “Gli investimenti a sostegno del capitale umano, della ricerca e della competitività in Europa”
(Franco Bruni, Philippe Maystadt)
Corso “Analisi e prevenzione dei conflitti” (Karl Giacinti, Francesco Mancini)
Corso “Unione Europea e America Latina: opportunità e sfide” (Francesco Bortot, Matteo Grazzi,
Paolo Manzo, Antonella Mori, Mario Ragazzi)
DICEMBRE
Ven. 2 – Sab. 3
Mar. 6
Lun. 12
Ven. 16 – Sab. 17
Corso “Integrazione e istituzioni nell’Unione Europea allargata” (Carlo Altomonte, Francesco Passarelli, Antonio Villafranca)
Convegno “Verso una nuova governance economica in Europa”
Tavola Rotonda “Le sfide del disarmo e della non proliferazione” (Boris Biancheri, Alfredo Luigi Mantica,
Paolo Cotta Ramusino, Giacomo Sanfelice, Roberto Zadra)
Corso “Education and Development” (Daniel Aguirre, Mariarosa Cutillo, Elias Gerovasi, Joseph
Moyersoen)
Corso “Emergenze umanitarie (corso avanzato)” (Francesca dell’Acqua, Piero Calvi-Parisetti, Gianni Rufini)
Corso “Islam radicale e sicurezza internazionale” (Elisa Giunchi, Maurizio Martellini, Riccardo
Redaelli, Franco Zallio)
GENNAIO
Mer. 18
Ven. 27 – Sab. 28
Business Council Italo-Egiziano
Corso “Project Cycle Management” (Federico Perotti, Javier Schunk)
Corso “ONG e sviluppo” (Guido Barbera, Primo di Blasio, Federico Perotti, Michele Romano, Javier Schunk)
FEBBRAIO
Lun. 6
Ven. 3 – Sab. 4
Ven. 10 – Sab. 11
Da Lun. 13 a Ven. 24
Mar. 14
Ven. 17
Ven. 17 – Sab. 18
Gio. 23
Ven. 24 – Sab- 25
ISPI - Relazioni Internazionali
Colloquium Privatissime (Klaus-Heiner Lehne)
Corso “Tecniche di mediazione e negoziali” (Karl Giacinti, Gianni Rufini, Giovanni Scotto)
Corso “Unione Europea: mercato e concorrenza” (Angelo Cardani, Francesco Passarelli, Stefano Riela)
Corso “Election Monitoring” (Francesca dell’Acqua, Franz Gustincich, Marco Montanari)
Mostra “I viaggi di Mozart in Italia”
Tavola Rotonda “L’Islam alle urne” (Paolo Branca, Ugo Tramballi, Franco Zallio)
Seminario “Sistema Italia, Standort Deutschland: stato sociale e competizione globale”
Corso “Ambiente ed economia: lo sviluppo sostenibile” (Gabriele Caiati, Michele Candotti, Jacopo Monzini)
Corso “La cooperazione internazionale allo sviluppo” (Paolo Romagnoli, Cristina Scarpocci, Javier Schunk)
Tavola Rotonda “India: opportunità di mercato e prospettive in un'economia emergente” (Boris
Biancheri, Stefano Chiarlone, Rodolfo Danielli, Tommaso Giocoladelli, Françoise Lemoine, Fabrizio
Onida, Surinder Suri, Ugo Tramballi, Tiziana Votta)
Tavola Rotonda “Quale Italia nell’Europa del 25?” (Renato Brunetta, Mario Monti, Antonio Panzeri,
Carlo Secchi)
Corso “Post conflict reconstruction” (Elisa Nicodano, Michele Novaga, Alp Ozerdem, Gianni Rufini)
Corso “L’Africa oggi: la complessità dello sviluppo” (Giovanni Carbone, Luigi Curini, Giampaolo
Calchi Novati, Jean-Leonard Touadi, Iacopo Viciani)
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PRESIDENTE: Boris Biancheri
VICE PRESIDENTI: Franco Bruni (Direttore del Comitato Scientifico), Carlo Salvatori, Carlo Secchi
AMMINISTRATORE DELEGATO: Giovanni Roggero Fossati
SEGRETARIO GENERALE: Paolo Magri
✓ AREA FORMAZIONE
Federica Adami, Nat Barnett (stagiaire), Eleonora Bolis,
Fabio Bucchioni, Luisa Cucchi, Francesca Robbiati,
Enrico Sabatini
✓ AREA RICERCA
Osservatorio Europa: Antonio Villafranca, Francesco
Passarelli, Raffaele Caso
Osservatorio Politica europea di Vicinato: Lucia Tajoli,
Serena Giusti (Est Europa), Franco Zallio, Valeria Talbot
(Mediterraneo)
✓ AREA EVENTI E PROGETTI SPECIALI
Alessandro Alfieri (collaboratore esterno), Francesca Bertini,
Francesca Delicata, Gianpietro Fontana-Rava (collaboratore
esterno), Carmela Gravina, Viviana Intini (stagiaire), Silvia
Invrea (collaboratore esterno), Claudio Maffioletti,
Marialaura Mazzola, Anna Senn, Sandro Tucci (collaboratore
esterno), Stella Zamprogno (collaboratore esterno)
Osservatorio Sicurezza e studi strategici: Alessandro
Colombo, Carlo Giunipero, Antonio Mascia
Osservatorio Asia/Focus China: Maria Weber, Elisa Calza
Programma Argentina: Antonella Mori
✓ STAFF
Amministrazione: Anna Azzarito, Mariabarbara Costa,
Andrea Fiorentino (stagiaire), Francesca Merli
Biblioteca, Emeroteca e Pubblicazioni: Elia Grassi,
Renata Meda, Marta Pozzato (collaboratori esterni)
Ricerca: Cristina Crivelli
Segreteria: Barbara Tammiso
Servizi generali/Altri collaboratori: Giuseppina Cereda,
Valeria Sciscioli
Programma Caucaso e Asia Centrale: Aldo Ferrari
✓ RICERCATORI ASSOCIATI
Carlo Altomonte, Giovanni Marco Carbone, Giovanni
Colombo, Maurizio Ferrera, Matteo Grazzi, Alberto
Malatesta, Nicoletta Marigo, Donato Masciandaro,
Marco Pedrazzi, Riccardo Redaelli, Stefano Riela, Marco
Rossi, Paolo Ruspini, Sandro Sideri, Corrado Stefanachi
ISPI Relazioni Internazionali
Anno XIII - n. 22 - Febbraio 2006
Periodico quadrimestrale registrato al Tribunale di Milano al n. 400 del 3/6/88
Editore: Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – ISPI – Via Clerici, 5 – Milano
Direttore responsabile: Franco Bruni
Coordinamento: Antonio Villafranca
Editing: Francesca Bertini, Marialaura Mazzola
Stampa: Nuova Polistylegraf srl – Corso S. Gottardo, 12 – Milano
Per essere inseriti nella mailing list dell’Ispi, scrivere a:
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Per informazioni sulle attività dell’Ispi: www.ispionline.it
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