PREFAZIONE Siamo persone che, spinte dall‟idea di un cammino di cambiamento, si sono unite con l‟intento di conoscere se stessi e ricercare la Verità. Abbiamo formato un gruppo e ci incontriamo periodicamente per interrogarci, esplorare e lavorare insieme. Questo libro è la raccolta di una piccolissima parte degli incontri tenuti nell‟arco degli anni. Sarà seguito da numerosi altri. Infatti tutti gli incontri sono stati registrati, trascritti e sistemati dagli allievi, e verranno raccolti in libri, allo scopo di essere a disposizione delle persone che volessero trarre vantaggio dagli insegnamenti che contengono. Statale34 è il luogo di incontro dal quale è partito il nostro percorso, che nasce da un bisogno di ricerca che non presuppone sempre, necessariamente, un traguardo da raggiungere. Il percorso e la ricerca sono avvenute perché un gruppo di anime si sono incontrate e unite, per guardare oltre al visibile spinte dal desiderio di riconoscere il disegno, che collega nel profondo, tutto ciò che in superficie appare separato. Queste pagine sono il frutto dei nostri incontri. Spesso la forma è grossolana, ma la ricerca di profondità e verità è sincera. Se le scoperte di una ricerca rimanessero a beneficio di pochi, potrebbero essere comunque importanti, ma sicuramente, sarebbero povere d‟amore. Quando invece c‟è l‟amore scatta subito il desiderio di condividere e la speranza che la propria esperienza possa essere utile a qualcun altro. Questo è stato l‟obbiettivo che ci ha guidato nella felice fatica di offrire questa testimonianza. Statale34.it gli autori 1 INDICE L’inconscio dell’umanità …………………..………………….. - pag. 5 La comprensione – Ricollegarsi con la Verità – Il giudizio La distanza è partecipazione ………….…………………….. - pag. 11 Produrre la pace – Non schierarsi – Centratura – La benedizione La malattia causa la morte o la morte causa la malattia? …. - pag. 14 Himalaya: ultimo capitolo del libro di T. Terzani La comunicazione essenziale .……………..………………….. - pag. 29 La chiarezza – Gibran: La Ragione e la Passione – Condividere – Pensieri e emozioni – Collegamento con l‟anima L’amore unisce (vivificante) ………………………..…………. - pag. 39 Tenere insieme – La seduzione – Lo sconosciuto – Mettersi in pace La nostra trave ………………….…………..………………….. - pag. 45 L‟attitudine alla pace – La carrozza – Gibran: Il Lavoro – L‟integrità – La comunicazione Nella direzione della pace ………………………………………. pag. 54 - Sapersi posizionare – Dare e ricevere – L‟ascolto - Funzioni dell‟uomo e Centri Superiori La responsabilità - ….………… .………..………………….. pag. 63 Favola di Osho – La distruzione – Il pensiero costruttivo – Non schierarsi Tipi psicologici ………………………………………….………. - pag. 76 La macchina umana – Attenzione divisa I Centri dell’uomo …….…………………..………………….. - pag. 85 Il riconoscimento - Cos‟è la guerra? Tutto ciò che separa – Ciò che critichiamo siamo noi – Questa cosa unisce o separa? – Attenzione divisa e ricordo di sé Il sentire Profondo ……..………………………..…………. - La struttura trina …….…………………..………………….. - pag. 104 Legge d‟ottava – La costruzione di una scuola – La legge dei cosmi La Via, la Verità e la Vita ….……………………..…………. - pag. 97 Riconoscere la Verità – L‟ego e la ragione – Il giudizio pag. 109 La responsabilità – Un gruppo di ricerca – Visione interna e visione esterna - Il passato Cos’è che voglio veramente?………………..………………….. pag. 116 - La comunicazione – Il conflitto ci fa dimenticare di noi – L‟obbedienza a se stessi – Far fruttare i talenti Aprirsi a un mondo più grande …………………..…………. pag. 126 La via per la crescita – La guarigione – Il valore di un gruppo - Scegliere il proprio nutrimento ……………..………….…… - pag. 131 Quale terreno scelgo di essere? – La Quarta Via: un lavoro sulla globalità dell‟essere – Voler vedere la Verità – Non prestarsi alla maldicenza La scienza del contatto .…………………………..…………. 2 pag. 143 - I mondi e le frequenze – La comunicazione – Essere un pacificatore – Espansione e chiusura Perché le cose non funzionano …………..…………………. - pag. 156 La ribellione – Legge d‟ottava – Magnetismo – Anima e ego Le leggi che governano l’uomo ……………………..…………. pag. 166 - La legge dell‟accidente – Essere padroni di se stessi – Il sonno della coscienza – La legge del dare e dell‟avere – Esiste un tempo per ogni cosa Essere d’aiuto ……….…………………..………………….. - Il pensiero costruttivo …..………………………..…………. - pag. 267 La separazione nell‟uomo – La stabilità dell‟intento – Sapersi collocare Stati di coscienza ..………………………..…….………. - pag. 262 Il pensiero preciso – Lavorare per l‟eternità – Sintonizzarsi con la bellezza – Il tradimento Mente logica e mente analogica ………..……….……….. - pag. 257 La ribellione – La disciplina – La sintonia – La maldicenza Educare la mente ……..………………………..…………. - pag. 251 La personalità e l‟essenza – La scelta – Il piacere – La ribellione – La reattività L’energia del verbo ….…………………..………………… - pag. 240 Il giudizio - Non alimentare la paura – I livelli – Sessualità e Astinenza – Il rifiuto Quanto mi conosco?……..………………………..……… - pag. 229 Il magnetismo – Saper vedere: la visione – Il valore – La prigione del passato Il seme del nuovo mondo …………………..………………. - pag. 218 Il ciclo di Isteresi – Gibran: Il lavoro - Rapporto con Dio Il quanto d’azione ……..………………………..…………. - pag. 206 Racconto film: Camminare sull‟acqua – Aprire la mente alla comprensione – La salvezza è nell‟amore - Nel non schierarti sei un testimone di pace – Saper chiedere è grande potere su di sé – L’influenza C ………….…………………..………………….. - pag. 196 Trasformazione: la via per il lavoro su di sé – La scelta e il servizio – Legge di risonanza – La vita: perfetta – Perché l‟uomo si inganna? – Il maestro come l‟allenatore Le convinzioni ….………..………………………..…………. - pag. 186 Le idee sono semi – Il costruire contiene una responsabilità – Volontà: l‟equilibrio di amore e potere – Illusioni di Richard Bach Esserci: stare in ciò che ci è donato ……..………………….. - pag. 179 La possibilità di cambiamento – La trasformazione – Tutto è come deve essere – La purificazione – Il maestro: tutto e ogni cosa L‟armonia va guadagnata – La coscienza del gruppo richiede la coscienza del singolo – Il mondo più grande vede il mondo più piccolo – Il limite non dobbiamo crearlo – L‟amore dipende 3 pag. 279 dalla capacità di contenere Sapersi collocare ….…………………..………………….. - Amministrare l’energia .………………………..…………. - pag. 296 L‟energia sessuale – Amore e bisogno – Coppia convenzionale e coppia essenziale Mediazione .…………………………………………….. - pag. 285 La legge dei cosmi – I livelli – Teorema di Godel – Chimera di Merlino La mediazione – Incontri con uomini straordinari – Falsi valori – Il seme, il terreno e il seminatore Letture trattate ……………………………………………… pag. 321 Indice analitico …………………………………………………………………… pag. 322 4 pag. 304 L’INCONSCIO DELL’UMANITA’ La comprensione Ricollegarsi con la Verità Il giudizio A volte capita che in un cammino di ricerca dopo aver ascoltato per milioni di volte una cosa, averla sentita vera, averla capita ed essere stati d‟accordo, arriva un momento che la comprendete veramente. A questo punto tutto cambia. Solo questa comprensione ha potere di trasformazione, le altre cose sono passi sulla via. Un sapere è un buon inizio, un sentire è un buon componente, ma è la comprensione che ha potere di trasformazione e quando la comprensione avviene voi ve ne accorgete per la qualità speciale che ha e anche per la pace che porta. Ad esempio le osservazioni sul non giudicare, una persona le può accettare, ma con tutta una guerra dentro, perché in realtà è tutta la vita che questa persona ragiona in termini di giusto e di sbagliato, di giustizie e ingiustizie e dice“Sì, ho capito, è vero, non bisogna giudicare” però viene un momento in cui la comprensione sboccia. Prendiamo l‟esempio di un bambino che ha subito violenze, soprusi, ingiustizie e ha sofferto moltissimo, questo bambino crescerà disturbato, i suoi disturbi possono essere talmente gravi che domani potrà uccidere o violentare. Se voi state sulla superficie, lo giudicate un assassino, ma lui ha vissuto un‟esperienza terribile che ha segnato la sua vita, questo spiega il suo comportamento. Allora quelli che hanno fatto questa cosa su di lui, cos‟è che spiega il loro comportamento? Dovete porvi delle domande, è tutta una catena e in realtà ogni cosa ha un suo significato. L‟altro punto è che la vita non è solo quello che si vede, quello che si vede è la superficie, ma quello che si muove e che muove tutto ciò che si vede, è in un piano sottile. Una cosa è il vostro corpo fisico, una cosa è quello che fate, forse fate una cosa strampalata perché avete paura, ed è un inconscio invisibile. Esiste anche l‟inconscio dell‟umanità, non solo dell‟uomo. In un uomo si vede un comportamento che si dispiega alla luce del sole, questo comportamento è il risultato di ciò che è stato pensato, sentito e buttato nella profondità dell‟essere, che così represso poi si esprime, lo stesso è quel grande uomo totale che si chiama umanità. 5 Allora quello che state vedendo, è il risultato di tutto ciò che avete messo nella profondità di quella realtà che si chiama umanità, tutta la maldicenza, tutta la guerra, tutto questo si somma e in un organismo viene fuori. Voi fate dei pensieri sbagliati, portate la vostra vita fuori, il vostro comportamento, il vostro sentire, i vostri pensieri fuori da tutte le leggi della vita, create uno squilibrio psicofisico che poi si manifesta in un organo. Gli uomini miti che erediteranno la terra, di cui parla Gesù, sono quelli che non si schierano nella guerra, poiché schierarsi nella guerra, vuol dire alimentarla, dovete capire bene questo. Schierarsi significa alimentare la guerra, in tutte le circostanze, non c‟è pace in uno dei due schieramenti. Torniamo al bambino che può diventare un assassino o un violentatore, non serve condannarlo, non serve combattere, cosa bisogna fare? Se non serve combattere, non serve condannare, cosa bisogna fare? Che cosa bisogna fare per andare nella pace? Per tutti, non solo per noi. Bisogna ripristinare il contatto con la Verità. Ricollegarci con la Verità e amare la Verità per poterla cercare e ricollegarsi. Il primo passo per poter discernere la Verità è quello di incominciare a comprendere come il giudizio lo impedisca, il giudizio vi rende ciechi. Io non so chi di voi ha proprio toccato con mano questa realtà, vi rende anche stupidi, oltre che ciechi. Vi rende anche violenti oltre che stupidi e ciechi. Ma il giudizio non è solo giudizio negativo, anche positivo, il giudizio è l‟attribuire un‟immagine a una cosa e renderla immutabile, dopo tutto confermerà quel giudizio, perché il giudizio equivale a vivere nella mente, invece che nella vita. E‟ tutto molto semplice. Giudizio vuol dire vivere nella mente e non nel presente, nella mente del passato, invece che vivere nella vita e nel presente. E sapete che cosa produce quel giudizio? Una cosa interessante, che tutto quello che l‟altro fa è una conferma del nostro giudizio. Non può essere che così, avete utilizzato il giudizio per leggerlo!!! Il giudizio è l‟impossibilità di riconoscere, mentre vivere, è riconoscere, vivere è essenzialmente riconoscere. Bisogna comprendete l‟importanza del non giudicare, non perché giudicare, è immorale, non ci interessa la morale, ma perché giudicare, vi imprigiona. Toglie i frutti della vita prima ancora che 6 possano crescere, giudicare non permette la possibilità. Il giudizio è esattamente l‟opposto del voler comprendere, perché il giudizio nasce in un milionesimo di secondo, il giudizio di cui stiamo parlando non è il risultato di un processo molto lungo in cui l‟uomo cerca di comprendere, il giudizio fissa quella cosa in un certo modo nella vostra mente e quella cosa sta sempre lì. Quando una persona abbandona un proprio giudizio, è una cosa molto bella, vede subito nascere la libertà. Bisogna arrivare a vedere bene questo potere di giudizio, così come bisogna arrivare a vedere bene il peso che ha il passato nella vostra vita, perché poi il giudizio non è altro che il modo in cui il passato si esprime ora, solo questo. Il giudizio non è altro che quell‟azione che voi compite con la vostra mente e attraverso la quale il vostro passato si sta esprimendo. Il potere che ha il passato sulla vostra vita, non sottovalutatelo, è un potere immenso. Una gabbia potentissima. Aggiungo: è l‟azione attraverso la quale il passato si esprime ora, rubandovi il presente, impedendovi il futuro, riportandovi sempre al passato e facendo in modo che il futuro sia uguale a quel passato. Il giudizio è il modo attraverso il quale il passato riproduce se stesso. So che molti non capiscono, ma essere qui ora vuol dire essere qui senza schemi precostituiti. Senza giudizio precedente. Pregiudizio, senza giudicare, quindi pregiudicare. Perché chi pregiudica che cos‟è? Ve lo dico io: è un pregiudicato, ecco perché è in prigione. Il nostro linguaggio è intelligente, usa la parola pregiudicato, per dire uno in prigione. Invece valutare una situazione in cui siete, non è giudizio questo, la vita vi offre quest‟esperienza da esplorare e voi la esplorate. Quindi la ricerca è un punto interessantissimo che nasce quando l‟uomo si accorge di una cosa meravigliosa, si accorge di non sapere. E‟ per quello che vale vivere, perché non sapete e potete imparare, e quando avrete imparato, non saprete lo stesso, ma sarete più ricchi, più vivi e più felici. Il giudizio è di chi sa, giudica chi sa. Il giudizio soddisfa molte cose, soddisfa i bisogni di tutta la parte di voi che non vuole lavorare, quindi soddisfa la pigrizia. L‟aver archiviato una cosa e non doverla più ritirare fuori accontenta la vostra pigrizia dentro, ma anche la vostra paura. L‟alternativa è metterci in gioco. Se la Verità la dovete 7 andare a scoprire perché non la sapete, dovete mettervi in gioco. Bisogna dedicargli tempo, pensieri e bisogna lavorare. E‟ importante arrivare a vedere nella vostra vita quanto il giudizio impedisce, perché non può essere una teoria messa lì, bisogna vederlo bene, nel concreto, perché il modo nel quale giudicate vi chiude tutte le porte, questo è da vedere e nessuno può farlo tranne voi, ognuno deve farlo da se stesso. Nessuno può fare niente per voi, a un certo punto vi dovete mettere in gioco, quest‟idea può cambiare la vostra esistenza. Gesù ha detto una cosa che messa lì così non si capisce, oppure è una bomba atomica, dice: “Non giudicate e non sarete giudicati”. Di fronte a una cosa del genere se siete dei Cercatori della Verità, non vi fermate, c‟è una saggezza immensa. Uno però può dire: “Oh, le solite stupidate!” Fine, chiuso. Invece, se voi date valore alla vita, pensate cosa significa non giudicare e non sarai giudicato. Che cosa vuol dire? Quante delle cose che cercate sono già nel vostro mondo? Prima domanda, la risposta è semplice: tutte. Però bisogna guadagnarsela questa risposta, perché se viene detta da un altro, vuol dire poco. Altra domanda: quante delle cose che cercate sono già nel vostro mondo? Secondo: se ci sono, come mai sono invisibili? Altra domanda: e se ci sono e sono invisibili, chi è che le rende invisibili? Voi le rendete invisibili attraverso il giudizio. Il giudizio rende invisibili le possibilità. E‟ lo strumento attraverso il quale l‟uomo condanna se stesso a una vita di stenti. Allora dice Gesù “cercate la Verità”, non importa come la concepite, tanto comunque la concepiate, è una concezione sbagliata, la Verità si rivela a chi se ne è reso degno e pronto. Non siete voi che la fate la Verità, la Verità si rivela a colui che ha prodotto la sua possibilità di contenerla. La Verità voi la perdete perché non potete contenerla, non avete lo spazio per contenerla, perché questo spazio lo occupa il giudizio, e anche il passato. “Cercate la Verità e la Verità vi farà liberi”. Queste parole possono cambiare tutto. Ritorniamo ai miti che erediteranno la terra, vuol dire di cercare o vivere quella pace dentro di voi che coincide col non partecipare alle guerre, esercitare la compassione nei confronti di coloro che lo fanno 8 e testimoniare la vostra pace, e quando questa pace sarà diffusa in maniera diversa a un numero maggiore di persone, potrà essere la pace di tutti. Pensate: perché una cosa vi disturba? E‟ solo l‟etichetta che gli avete messo sopra, è un segno, è un‟etichetta. Il modo più elementare come funziona la mente, la struttura più primitiva della mente è: più e meno. E‟ la prima divisione, se cambiate le etichette cambia tutto. Se una cosa vi disturba cambiate l‟etichetta, non combattete tutta la vita, cambiategli l‟etichetta. Voi non vedete la realtà, la realtà si vede solo quando il giudizio è tolto. Voi vedete come giudicate, non la realtà, vedete quella rappresentazione della realtà che avviene nella vostra mente, è un‟illusione. Scusate, ma l‟idea di giudicare non è proprio quella superbia di cui parla il peccato originale? Volete giudicare cosa, ma chi siete? Ci credete che non si muove foglia che Dio non voglia, come dice il nostro proverbio? Allora qualunque cosa giudichiate, volete giudicare l‟operato di Dio, è questo! Non serve. Il mondo è fatto come deve essere fatto. Dobbiamo solo imparare la lezione, siete qui per imparare quello che c‟è da imparare, se imparate andate oltre. E se essere qui è faticoso, portare a termine il vostro compito è il modo più veloce per sottrarsi da questa fatica. Se combattete contro l‟insegnante, contro la classe, contro i compagni, contro i bidelli, è un disastro, verrete anche bocciati, vi toccherà tornare a fare ancora la cosa che volete evitare. E‟ un‟illusione credere di essere liberi contravvenendo alle leggi. Contravvenire alle leggi non è libertà. Libertà è soddisfare le leggi col minimo sforzo e nel migliore dei modi. Senza l‟ansia del risultato, perché l‟ansia del risultato è quella non qualità che impedisce il risultato stesso, il risultato delle vostre azioni è nelle mani di Dio, quindi non è una cosa di cui voi vi dovete occupare. Voi vi dovete occupare di fare ciò che intendete fare al meglio delle vostre possibilità. Il risultato certo segue, tante volte il risultato è invisibile e diventa visibile tutto in un colpo, comunque se voi ragionate in termini di risultati, le vostre azioni sono tutte sporche. Se capite che il voler avere il risultato sporca la qualità delle vostre azioni, avete capito tutto. Gesù dice: “Cercate innanzitutto il Regno di Dio, il resto vi sarà dato in soprappiù”. Se voi pregate chiedendo di diventare miliardari non 9 otterrete nulla perché solo quando avete prodotto l‟accettazione dentro di voi, di non essere miliardari, produrrete il risultato. Ricordate, il divieto nell‟universo non funziona, funziona però l‟amore e lo scopo. Concentrate la vostra attenzione su ciò che per voi ha valore, su ciò che amate. Tutto va come deve andare. 6 Settembre 2004 10 LA DISTANZA E’ PARTECIPAZIONE Produrre la pace Non schierarsi Centratura La benedizione Chi di voi può dire che questo momento è un momento di particolare difficoltà? Che caratteristiche ha questa difficoltà? Quello che state vivendo è una fase. Coloro che amano la guerra dicono “quelli sono i miei nemici, se li uccido proverò pace”, non è vero. Li uccidete, loro perdono il loro corpo ma vanno in un piano più sottile, che è sempre qua, e non dovete farci i conti con un aspetto esterno, ma con quello interno. E‟ per quello che la pace può essere solo prodotta, non serve uccidere. Altrimenti Gesù non avrebbe detto “amate i vostri nemici” avrebbe detto “uccideteli” così ve ne sbarazzate, ma Lui sapeva che uccidendoli non li togliete. L‟uomo reagirà a questo passaggio con ciò che ha maturato, non con ciò che sa, non con ciò che crede, solo con ciò che ha maturato. Allora, secondo me, è il momento di stare molto centrati interiormente e tenersi stretti al proprio Dio interiore. Coltivare questa vibrazione interiore che serve al passaggio. Non abbiate paura perché tutto il processo su cui si regge questo disagio è la dimensione della paura e le parole di Gesù ci vengono di nuovo in aiuto: “I miti erediteranno la terra”. E‟ proprio questo, perché la paura vi spinge subito a schierarvi e a entrare nella guerra. Noi non ci schieriamo e confidiamo in Dio, insieme. L‟uomo è molto pigro ed è per questa ragione che in certi momenti ha varie forme di rifiuto della Verità, questa è la ragione per cui in certi tipi di scuole di crescita, come questa, l‟insegnamento deve provocare una decisione per mettere l‟uomo di fronte alla scelta, la scelta fa sempre conoscere chi siete. Giuda che tradisce il Maestro, dopo che lo ha tradito sa che è un traditore. Dovete rimanere centrati e la centratura consiste nel guidare se stessi, è equilibrio, ma è anche una forza. Può sembrare assurdo ma la distanza è partecipazione, e coinvolgimento. Quando siete distanti perché siete centrati e non avete una problematica da risolvere potete esserci pienamente, se 11 invece siete nella paura ciò non avviene. La centratura porta sempre nel luogo dell‟amore. Questo è ciò che vuol dire “essere nel mondo ma non del mondo”, perché non essere del mondo significa che non siete schierati e provate ad avere questa distanza per essere responsabili, efficienti e utili, non siete coinvolti. La vostra centratura è il vostro valore. La centratura è una cosa che un giorno l‟avete, poi la perdete, poi la riavete, non fa niente, quello che conta è qual è la cosa che vale per voi. Posso dire che per me, l‟unica idea che ho, lo scopo della mia vita è di essere una cosa sola con Dio. Se voi avete quest‟idea, la coltivate e la amate, allora diventerà sempre più frequente. Gesù dice: “Dov‟è il tuo cuore, cioè ciò che ami, lì c‟è il tuo tesoro”. La bussola indica sempre il Polo Nord, voi la girate e lei si orienta sempre al Polo Nord. Alla bussola interessa solo il Polo Nord, non è che non si muove, ma lei automaticamente va al Polo Nord. Sapete perché va al Polo Nord? Perché è magnetizzata della stessa vibrazione del Polo Nord, è per quello che i Cercatori di Verità non si fermano, perché già hanno prodotto un po‟ di Verità dentro di loro e vanno sempre verso la Verità, sempre, continuamente, o verso Dio o verso la bellezza. Coltivate un po‟ della vostra bellezza dentro di voi e questa si cristallizzerà, è la bussola che vi porta sempre lì. Diciamolo in un altro modo, l‟unica cosa che voi avete è la vostra vita e tutto ciò che fate lo mettete nella vostra vita. In questo concetto bisogna capire anche i pericoli, perché se voi maledite una cosa, la maledizione va a inquinare la vostra vita. E‟ come se viveste in un appartamento, e invece di buttare tutto nell‟immondizia, lo buttate dappertutto, non avete commesso una grande furbizia. E‟ come il ladro che cerca di rubare e di farla franca sta derubando a se stesso. Allora vuol dire: date amore perché lo state dando a voi. Se state cucinando un piatto di pasta asciutta fatelo con attenzione e con amore, fate in modo che quel piatto di pasta asciutta sia speciale, impeccabile, buono a mangiarsi e vedersi. Con quel gesto state costruendo l‟amore in voi. Tutto ciò che voi fate va a finire a Dio, nulla è sprecato. Parliamo tanto del giudizio, non perché giudicare fa male, ma perché questo giudizio produce una lacerazione nella vostra vita e vi farà soffrire. Non è che Dio vi punisce perché avete giudicato, voi siete la 12 punizione di voi stessi. Se di una persona non potete dire bene, non potete benedirla, piuttosto che maledirla, meglio cancellarla dalla vostra vita, se proprio non potete dire bene, sarebbe quasi meglio non averci niente a che fare. E‟ bella la benedizione, è bellissima. Il cammino di crescita incomincia sempre con uno scopo e, per quello che potete dare allo scopo, andando avanti, vi viene chiesto di dare molto, perché questo vi fa venire i muscoli e la forza. La condizione di dare molto addestra all‟amore. Entrate in quella centratura di forza e amore. Quando siete nella centratura, e ci si va un po‟ alla volta, scoprite la Verità, scoprite che siete una particella di Dio. L‟uomo però non accetta questo discorso e anche se l‟accetta è tutta una cosa che gli entra da un orecchio e gli esce dall‟altro e allora ha bisogno di un percorso esperienziale e un giorno arriverà a dire “Aaah, finalmente, non devo più dimostrare niente!” Non devono essere parole, deve essere un‟esperienza, allora quella è estrema leggerezza. Vi voglio dire un‟ultima cosa, la comunicazione non è della mente e non è neanche delle altre funzioni dell‟uomo, la comunicazione è sempre dell‟anima, perché se una cosa nell‟anima di una persona non c‟è gliela potete spiegare con due milioni di miliardi di modi, con parole sempre diverse, ma non succederà mai niente, è l‟anima che risuona. Quindi quando entrerete in quella semplicità, un po‟ alla volta, e la vostra struttura sarà diventata uno strumento perfetto dell‟anima, tutto quello che farete sarà l‟espressione di quell‟anima e si sentirà. La magia è incominciare a benedire ciò che state maledicendo. Questa è la magia meravigliosa, questo è il cambiamento proprio totale di rotta, tutto ciò che fino a ora avete maledetto incominciate a benedirlo, perché è proprio la vostra benedizione, lo è veramente. 13 Settembre 2004 13 LA MALATTIA CAUSA LA MORTE O LA MORTE CAUSA LA MALATTIA? Himalaya: ultimo capitolo del libro di T.Terzani Pensando a voi stessi vi ritenete Cercatori della Verità? Chi si ritiene Cercatore della Verità potrà apprezzare questo libro di Tiziano Terzani che si intitola “Un altro giro di giostra”. Terzani è un famoso giornalista, ha fatto tante missioni in posti di guerra, è un uomo di una certa taratura e a un certo punto si ammala di cancro, muore all‟età di 66 anni e qui racconta la sua esperienza. A causa della sua malattia viene a contatto con la medicina tradizionale e altri tipi di medicine che va ad esplorare in giro per il mondo. Quello che è importante è la sua esperienza interiore che si conclude sull‟Himalaya. In queste poche pagine ci sono alcune delle sue osservazioni più profonde sulle quali possiamo riflettere molto. Himalaya “Quando arrivammo sul crinale quel che ci si parò dinnanzi ci tolse l‟ultimo fiato. Lungo l‟intero orizzonte al di sopra di un oceano di monti e valli, al di sopra di banchi di nuvole, ancor più in alto, là dove il mondo sembrava ormai finito, svettavano a perdita d‟occhio montagne impervie d‟un bianco che quasi luccicava sullo sfondo azzurro; immateriali inverosimili come quelli di un quadro”. Dice ad un vecchio saggio. “Dica la verità, queste sono tutte dipinte” dissi rivolto a un vecchio che ci aspettava fermo davanti al portico della casa. Fece una grande risata “Certo, è il Divino Artista a farle e ogni giorno le dipinge diverse” disse poi, guardandomi fisso, aggiunse “la Verità? Perché voi siete in cerca della Verità?” Come potevamo dirgli di no?” Sentite questa frase. “La Verità è come la bellezza, non ha limiti, non può essere imprigionata nelle parole o nelle forme. La Verità è senza fine”. Angela ed io ci guardammo, a questo punto non c‟era più bisogno di presentarci. Appena tirammo fuori il pane e il formaggio che ci eravamo portati dietro, due corvi calarono, gracchiando, dalla cima di un cedro e vennero a richiamare la loro parte. Il vecchio disse che da anni erano i suoi regolari commensali. “Maschio e femmina?” chiesi. “Non so, è un problema che riguarda loro, non me” rispose con una risata divertita.” 14 Questo è un libro dove sono seminate perle di saggezza, ma c‟è anche un po‟ di racconto. “Angela ed io continuavamo a guardarci. Che cosa ci aveva portati lì? A prima vista la solita casuale catena di piccoli passi, coincidenze, decisioni che solo poi sembrano gestite da qualcuno che non siamo proprio noi. Il vecchio, pur avendo passato gli ottant‟anni, aveva una memoria formidabile. Si ricordava nomi, date, conversazioni e dettagli. Era come se la sua mente fosse messa continuamente a fuoco, gli chiesi come era possibile e fu lì che per la prima volta accennò al trucco della candela. “Nella vita non ho fatto altro” disse ridendoci su e declamò due famosi versi della Gita, “Come una fiamma che non tremula al vento, tale è la mente concentrata su Dio”. Era un pittore questo vecchio. Aveva bruciato tutti i suoi quadri e si era dedicato a mettere a fuoco la mente, ad andare al di là, non usò mai la parola meditazione. Disse però che ogni notte si alzava e restava due o tre ore in silenzio, immobile davanti ad un cero acceso. Quell‟esercizio era il trucco della candela. Raccontai al vecchio di essere stato tre mesi a studiare i Vedanta, “Il Vedanta è un ottimo punto di partenza, ma troppo intellettuale, la vera conoscenza non viene dai libri, neppure da quelli sacri, ma dall‟esperienza. Il miglior modo di capire la realtà è attraverso l‟intuizione, non l‟intelletto che è limitato. Vedanta, buddismo, induismo, jainismo, l‟uno non esclude l‟altro, questa è l‟India, una civiltà fatta di varie religioni, tutte però fondate su alcune idee di fondo che nessuno, da Buddha in poi, ha mai messo in discussione. Però questo non è il solo mondo, questo non è il solo tempo, questa non è la sola vita e questa non è la sola coscienza. Ciò che è fuori è anche dentro e ciò che non è dentro, non è da nessuna parte, per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà niente fuori. E‟ inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di se” mi sentii colpito ed aveva ragione. “Amo questa casa ma sono anche corrisposto perché questa casa ama me. Durante la seconda guerra mondiale gli inglesi ci tennero prigionieri Nehur”. Angela”, che è sua moglie, “si ricordava come me della storia e ci guardammo increduli. Come era possibile? In un paese immenso come l‟India con centinaia di milioni di case, questa era la casa di cui avevamo sentito parlare anni prima, prima del malanno.” 15 Lui era malato di cancro e chiama il cancro malanno, talvolta lo chiama amico. “Prima delle medicine. Ebbi l‟impressione di qualcosa, di qualcuno che giocava con me, di una forza davanti alla quale non potevo, non dovevo resistere, era come se tutto era già successo. Raccontai al vecchio della mia malattia “Ah, il cancro!” Fece lui e mi fece una domanda che dovrebbe essere posta a tutti gli studenti di medicina il primo giorno di Università, “Sono le malattie a causare la morte o è la morte a causare le malattie?” Capite questa domanda? Vuol dire questo questa domanda: ogni uomo nel suo cammino, potete vederlo nella vostra vita, potete sperimentarlo, in qualunque momento della vostra vita potete imboccare la deviazione che conduce alla morte. Quando avete imboccato la deviazione che conduce alla morte, in qualunque momento lungo quel cammino, potete rimboccare la deviazione che conduce alla vita. Ma lo sapete che avete imboccato la deviazione che conduce alla morte? Non lo sapete, perché non siete consapevoli di voi stessi, lo sapete di fronte al risultato: una malattia che vi colpisce. Quella malattia è il frutto di un pensiero di separazione e di distruttività, voi la malattia ve la trovate davanti, questo bivio che conduce alla morte, ma la scelta al bivio di voltare in quella direzione, è stata vostra, quindi di fronte alla malattia dovete chiedervi qual è il pensiero che avete prodotto per imboccare quella strada e se pensate alle parole di Gesù è perché avete scelto la strada ampia e spaziosa che porta alla perdizione. Allora chiede “Sono le malattie a causare la morte o è la morte a causare le malattie?” Quindi la risposta è che è la morte che ha causato la malattia. “Poi continuò, volevo davvero smettere di viaggiare? Cercavo davvero un rifugio? Ce n‟era uno poco lontano da lì. “Puoi venire a stare qui quando vuoi”. Ammutolii. “Non sapevo se ero pronto e poi la Verità mi pareva una cosa ancora troppo grossa perché io da solo mi mettessi a cercarla”. Il saggio: “Tu non hai capito che non siamo noi a trovare la Verità, è la Verità a trovare noi, dobbiamo solo prepararci”. 16 Si può invitare un ospite che non si conosce? No, ma si può mettere la casa in ordine, così che quando l‟ospite arriva, sconosciuto, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo.” Coloro i quali dicono di cercare la Verità, ma hanno già idee sulla Verità stessa, non la cercano affatto. Questo è un bel passaggio, “Continuò dicendo alcune volte di aver intravisto la Verità per un attimo.” Dura per noi che vogliamo possederla, il vecchio saggio dice che lui ha intravisto la Verità per un attimo, intravisto. “E quell‟attimo gli era bastato per dargli una certezza che non veniva dalla fede, ma dall‟esperienza, non dall‟esperienza di altri, ma dalla sua ed era quella certezza a tenerlo legato alla ricerca.” Ecco perché coloro che cercano la Verità e hanno intravisto in un qualche modo, non abbandonano mai più la ricerca, coloro che l‟abbandonano è perché non hanno mai cominciato. “Era chiaro che discretamente mi stava dando dei consigli, avevo tanti libri nelle borse con cui ero arrivato. “Attento quella dei libri è tutta conoscenza di seconda mano, conoscenza presa in prestito, non vale granché” e mi raccontò un‟altra storia. Un uomo entra in una grande biblioteca e dopo tanto studiare e cercare sceglie tre libri da portar via, va al banco per registrarli e chiede all‟impiegato: “Quanti sono i libri in questa biblioteca?” “Varie decina di migliaia”. “E quanto tempo ci vorrebbe per leggerli tutti?” “Ah, molte vite”. “Bhè allora non voglio neppure questi, ci deve pure essere un‟altra via” e parte. L‟altra via, dice il vecchio, è quella dell‟esperienza. L‟esperienza fatta su se stessi. Si capisce davvero solo quello che si è trovato, quello che si è sentito dentro di se, le vie per arrivare a quell‟esperienza possono essere varie. Innanzitutto calma la tua mente. Solo allora potrai ascoltare la voce che è dentro di te, non devi essere impaziente, perché l‟intuizione che ti apre la coscienza arriva raramente, magari è solo una goccia, ma quella goccia quando viene è come l‟Oceano. Mi distesi nell‟erba a guardare le stelle, mi parve di vederle per la prima volta e forse era davvero così perché le guardavo senza cercare di pensare ai loro nomi, senza cercare la Stella Polare o l‟Orsa Minore. Lassù senza elettricità, senza telefono, senza giornali, senza niente e nessuno di cui tener conto era facile fare un po‟ di vuoto. Appena ci si stacca dalla routine, ci si accorge di quanta poca libertà, 17 anche interiore, ci sia nella vita di tutti i giorni e di come quel che solitamente facciamo e pensiamo è fatto di semplici automatismi. Diamo per scontato i ragionamenti della ragione, le nozioni della scienza, le esigenze del nostro corpo e quelle della logica e con ciò ci impediamo di vedere il mondo e noi stessi in modo diverso dal solito. C‟era qualcos‟altro lassù che con il passare del tempo divenne per me sempre più importante: il silenzio. Il silenzio faceva da sottofondo a tutte le esperienze, c‟erano vari silenzi e ognuno aveva le sue qualità; di giorno il silenzio era la somma del cinguettare degli uccelli, del gracchiare degli animali, del soffiare del vento su cui non compariva mai un suono che non venisse dalla natura, di notte il silenzio era unico. Secondo il vecchio tutto era collegato. Era convinto che tutto quello che succede ha un senso anche se il più delle volte noi siamo incapaci di vederlo. Secondo lui anche la mia malattia ne aveva uno, l‟importante era di rendersene conto e che questo voleva dire intraprendere un ultimo viaggio di ritorno, il viaggio di ogni uomo che si svegli verso la vita dei sensi. “Capisci?” Mi disse “E‟ il momento di ritornare a casa, di risalire alle tue origini e quelle, sappi, sono divine perché sulla scala del tempo noi discendiamo dalla scimmia, ma sulla scala dell‟essere noi veniamo da Dio”. Come? “Scavando dentro di te, eliminando via via tutte le dipendenze delle tue personalità, della tua conoscenza, per arrivare all‟essenza del tuo essere, ci vuole coraggio perché si tratta di buttare via una cosa dopo l‟altra, finché non hai più nulla a cui tenerti e scopri che c‟è una cosa che tiene te. Solo allora capisci che quella cosa è tutto ciò che cercavi”. “Il primo passo è il più difficile, si tratta di staccarsi dalla terra, dalle certezze che abbiamo, si tratta di evitare la trappola dell‟intelletto. All‟intelletto dobbiamo molto, ci aiuta ad analizzare, selezionare, a estendere il campo del conosciuto.” Sentite questo passaggio: l‟intelletto ci aiuta a estendere il campo del conosciuto. “Ma alla fine? L‟uomo può fare grandi scoperte, avanzare enormemente nella conoscenza, ma qualunque sia il suo progresso, all‟orizzonte del conosciuto troverà sempre lo sconosciuto”. Va bene la scoperta, imparare, estendere il conosciuto, ma non cambia più di tanto le cose, perché alla fine del conosciuto c‟è 18 sempre lo sconosciuto. Tanto vale affrontarlo subito questo sconosciuto. La strada della quantità non risolve molto, per stare in un mondo conosciuto visto che è troppo piccolo e non ci puoi stare, lo allarghi, così conosci di più, ma lo sconosciuto continua ad esistere. “Un giorno andai dal vecchio per raccontargli un sogno, volevo che mi aiutasse ad interpretarlo, ma il sogno non lo interessava. Quello che lo interessava era se avevo scoperto chi sognava, “perché se tu sei nel sogno”, vuol dire dentro il sogno, “chi è allora colui che sogna te nel sogno?” Padre Anthony dice: andare in profondità, sono come involucri, il corpo, l‟emozione, il pensiero e poi lui dice l‟intelligenza, questa è una suddivisione indiana fra una mente inferiore e superiore, l‟intelligenza, l‟osservatore, è questo di cui vi parla, la coscienza. Dice se tu sei nel sogno, sta parlando dell‟osservatore quindi, chi è quella persona che sogna te nel sogno? Si tratta di prendere una via, non due vie, non tre vie, una via, sentite come è chiaro qua: “Scava in un posto solo e va giù, giù, giù, vedrai che prima o poi troverai l‟acqua.” Fare un buco qui, un buco là, un buco là, non troverete niente, basta un buco solo, l‟importante è scavare fin quando non si trova l‟acqua. “Passarono i giorni, le settimane, i mesi quietamente, in un‟armoniosa sequenza di pensieri, passeggiate, silenzi, qualche conversazione e soprattutto tanto tempo dato al tempo.” Vedete come incomincia a cambiare la sua vibrazione? “Dovetti tornare a New York per i soliti appuntamenti con gli aggiustatori, che sono i medici, ma fu davvero come se, a forza di vivere da solo fossi riuscito nell‟esercizio di dividermi. Il mio corpo viaggiava, veniva ispezionato, risvegliato e rimesso sull‟aereo, la mia mente rimaneva però lassù, nella pace della casa di pietra, per cui ci tornavo senza che in fondo fossi mai partito. Con il mondo giù a valle in generale volevo sempre di meno avere a che fare.” Non vi sfuggirà che quello che lui sta dicendo è squilibrato e lui lo spiega adesso: “mi sembrava di aver capito come funzionava e non mi piaceva” adesso sapete esattamente che è squilibrato, perché dice che non gli piaceva. 19 “Persino il mio beneamato ospedale, a cui ero ormai legato da un certo affetto, mi accorsi che era soprattutto un grosso business e che era gestito con la stessa logica di un supermercato o una miniera di diamanti. Una mattina chinandomi a cogliere un fiore che non avevo mai visto, mi accorsi che l‟erba attorno era piena di maggiolini, mi misi ad osservarne uno e mi persi. Scalava un filo d‟erba, passava ad un altro, scendeva infaticabile, risaliva su un altro filo, avanti e indietro ancora su uno, finché a un certo punto, abbracciato alla punta finissima di un filo che si piegava leggermente al suo peso, lui da sotto la sua corazza lucida e rossa, tirò fuori delle minuscole ali trasparenti e volò via. Non lì accanto in un altro cespuglio, ma via, in alto nel cielo, verso le montagne senza sapere nulla delle leggi di gravità, facendo quello per cui era nato, seguendo la sua natura. La mente è frutto del tempo, è un magazzino di esperienze, opera con quello che conosce e per sua natura non va mai al di là di quello che le è noto. Per questo la mente, arrivata al suo limite razionale, non trovando la soluzione dentro di sé in quello che ha accumulato, si ritira e lascia che l‟intuizione vada al di là e faccia quel salto di coscienza che gli permette una nuova visione. Avete spesso visto che quando un problema sembra senza soluzione, la soluzione improvvisamente compare fuori dalla logica alle soluzioni in cui si è abituati. Non avevo visto il vecchio da alcuni giorni, quando un pomeriggio lo incontrai che andava, anche lui, a fare la sua passeggiata nella foresta. “Come sta il tuo amico?” mi chiese. Pensai che parlasse del topo, ma lui aggiunge “pensi sempre ad una cura?” e capii che si riferiva al mio cancro.” Altro punto d‟oro: “Devi arrivare a un punto in cui la cura non è più ciò che desideri, perché hai capito che c‟è una cura più profonda delle medicine. Se tu potessi entrare in contatto con l‟unità della tua vita, allora sentiresti che la cura non significa più nulla, ci sono due tipi di salute: la salute bassa, che è l‟essere in forma come gli atleti e una salute alta che è l‟integrazione della malattia”. Dopo mesi e mesi di isolamento si trattava ora di tornare a casa, in estate la famiglia si sarebbe riunita ed io non potevo mancare. L‟idea di andarci mi faceva un gran piacere, la nostalgia di Angela era a volte quasi un male fisico e volevo stare anche con i figli che non vedevo da tempo, ma non era semplice.” 20 Questo è lo squilibrio di cui parlavamo prima. “Abituato com‟ero al silenzio, a vivere da solo ed avere la testa tutta impegnata in un senso”, vuol dire una direzione, “e senza nessuno dei pensieri necessari che la occupano nella vita normale, temevo moltissimo il ritorno alla routine del quotidiano: il telefono che squilla, il fare benzina, l‟andare alla posta, gli amici che passano a salutare, quelli che si fermano a pranzo, i discorsi sugli altri amici o sulla politica del momento. Passai, sì, l‟estate in famiglia, ma questo non fece piacere a nessuno. Ero costantemente di cattivo umore, tutto e tutti mi davano noia, ce l‟avevo perfino con le campane della Chiesa, trovavo tutto inutile, un peso. Non avevo tempo per nessuno, esattamente il contrario di quello a cui aspiravo. Se tanti mesi di solitudine e concentrazione erano serviti solo a rendermi insopportabile, non erano davvero valsi la pena, capivo che la solitudine in sé, non è la soluzione.” Che percorso, eh? Gesù l‟ha detto così chiaro: nel mondo ma non del mondo. Lui ci arriva attraverso il dolore. “Capivo che la solitudine in sé non è la soluzione, nell‟Himalaya avevo trovato il silenzio fuori ma non avevo ancora fatto la pace dentro. La goccia che fece traboccare il mio vaso fu il carrello del supermercato. Guardavo gli altri fare come me, poi stare in coda per pagare, sentivo il rumore del registratore di cassa, ero pazzo io o era pazzo il mondo? Lasciai il carrello mezzo pieno lì dove era e nel giro di 24 ore ero su un aereo diretto a Delhi. Due giorni dopo ero nella mia casa di pietra. Passai di nuovo un inverno di solitudine, con tanta neve e poi ancora una bella primavera. Stavo davvero facendo progressi? Presto fui messo alla prova. Angela con anni di lavoro aveva organizzato una grande esposizione commemorativa di suo padre, a Berlino, c‟erano tutti i parenti tedeschi, la famiglia, la stampa, la televisione, i miei ex colleghi di Der Spiegel”, che sarà un giornale, “e a me pareva di essere stato catapultato in una commedia dove avevo dimenticato la mia parte. Le poche parole che dissi erano fuori posto e spesso imbevute di quell‟arroganza che solo l‟austerità e lo scetticismo della vita solitaria sanno a volte indurre. Chi fa sacrifici e rinuncia ai piaceri del mondo sviluppa, come per compensazione, un senso di superiorità e, se non è nel fondo umile, finisce anche per credersi Santo. 21 Me ne accorsi anch‟io. Angela senza essersi isolata, senza aver tagliato con nulla e con nessuno era di gran lunga più serena, più equilibrata e più in pace di me. Questo non faceva che aumentare la mia frustrazione, avrei dovuto prendere lei come Guru. Avrei dovuto prendere lei come Guru”, invece, sentite come funziona la falsa personalità, “arrivai a vedere lei, che con la sua presenza nel mondo mi tirava dentro nel mondo, un ostacolo al mio lavoro.” Vedete come lavora la falsa personalità? Si capisce che non può che essere falso questo? L‟altro è Dio, come fa ad essere un ostacolo alla tua ricerca di Dio? Adesso qui lo dice in una maniera favolosa, sentite “Lei era l‟ultima tentazione che mi impediva di spiccare il volo.” Nessuno vi impedisce di farlo, accusate l‟altro di bloccarvi, questa è la proiezione. “Lei era l‟ultima tentazione che mi impediva di spiccare il volo. E con la cattiveria con cui si è capaci di distruggere ciò che si ama, pensai di tagliare anche quel legame.” Capite che tagliando quel legame lui tagliava la sua unica possibilità. Siamo fortunati che quest‟uomo sia riuscito a scrivere così quello che ha vissuto, quando le trovavamo le parole per dire queste cose? Mai. “In quarant‟anni di sodalizio”, vuol dire di amore, “quello fu il momento più difficile del nostro rapporto. Tornai nella casa di pietra sapendo che dovevo trovare una soluzione alla mia inquietudine. Cercai di concentrarmi sui temi che in quel momento mi assillavano: l‟amore, il distacco, la libertà. Una volta chiesi al vecchio se la famiglia poteva essere un ostacolo alla vita interiore. Mi raccontò una storia di Tagore (grande poeta indiano) intitolata “l‟aspirante asceta”. Un uomo decise di lasciare la famiglia per farsi Sanyasi. Una notte quando, di nascosto, sta per partire, getta un ultimo sguardo alla moglie e ai figli addormentati e dice loro: “Chi siete voi che mi tenete qui incatenato?” Una voce nel buio bisbiglia: “Loro sono me, sono Dio” ma l‟uomo non ascolta, è distratto, non fa attenzione e parte. E a Dio non resta che concludere: “Ecco uno che per cercarmi mi abbandona.” Lentamente senza che succedesse niente di particolare, mi accorsi che la bocca mi rideva sempre più spesso, anche lo stare davanti alla candela divenne più rilassato, a distanza, senza la complicazione delle parole che finiscono sempre per dire troppo o troppo poco. Il 22 rapporto con Angela si appianò e quando, dopo due mesi, ci incontrammo per andare di nuovo a New York, ritrovarsi fu la cosa più naturale. Non ci fu da fare i conti di nulla, solo delle grandi risate”. Vedete lei era già pronta. “Passai l‟estate in famiglia, ricominciai a vedere gente, alcuni amici e mi coinvolsi in un progetto per salvare un vecchio mulino ad acqua nel fiume. Il piano era di ritornare nell‟Himalaya e di aspettare lassù Angela che sarebbe venuta per Natale, ma, come diceva il Maestro “Vuoi far ridere Dio? Digli i tuoi piani”. L‟11 settembre fu uno spartiacque nella vita di tutti e certo anche nella mia. Nella solitudine, nel cercare me stesso, sentivo ormai qualcosa di profondamente arido, come nell‟amore predicato dai sacerdoti. Non dovetti pensarci due volte, mi sentivo ancora parte del mondo, non volevo però esserne schiavo, volevo cercare di viverci meglio. Se in quegli anni di solitudine avevo imparato qualcosa, a non giudicare troppo, a non reagire secondo i meccanismi soliti della ragione, a essere libero dal conosciuto, a sentire l‟umanità come un tutto unico, questo era il momento di rendere un po‟ di quello che avevo preso. Semmai mi si era accesa nel cuore una piccola luce che non tremava al primo vento, questo era il momento di accendere con quella altre luci, perché quelle ne accendessero altre, finché il mondo fosse un po‟ meno nell‟oscurità.” E chiaramente lui con questo libro lo ha fatto in una maniera perfetta. “Nei tre mesi in cui rimasi in giro fra il Pakistan e l‟Afghanistan ogni tanto pensavo alla mia casa di pietra e al vecchio. Lo sentivo dire che tutto quello che facevo non serviva a nulla. Lui era convinto che l‟umanità, ormai tutta impegnata solo a perseguire il piacere dei sensi, era alla vigilia di una grande nevrosi e vedeva tutto quello che succedeva sulla scala dell‟eternità, in cui il mondo è già nato sette volte e sette volte è stato distrutto. In fondo nel suo elogio nell‟attività, c‟era qualcosa di profondamente indiano che non mi piaceva, che non era nella mia natura. Se il mio tetto pisciava acqua dovevo andarlo a riparare. Il vecchio, lo so, riusciva ad essere indifferente. Tornando a Kabul, passai da Delhi e andai nella casa di pietra. Quando vidi il vecchio, fu come se tutti i discorsi che mi ero immaginato con lui li avessimo fatti davvero. “Se devi proprio scrivere”, mi disse, “sii almeno sincero”. Poi mi pose una domanda a cui non fu facile rispondere con sincerità: 23 “Questo libro lo scrivi per Lui (con L maiuscola) o per te?” Mi chiese guardandomi fisso. Scrivevo perché pensavo con questo di avvicinarmi alla Verità o perché mi piaceva vedere il mio nome nei giornali e avere tanta gente che veniva ad ascoltarmi? Con questa domanda il vecchio mi mise alle spalle un guardiano che sento ancora seguirmi dappertutto. Dovevo molto al vecchio, mi aveva indicato la direzione del viaggio di ritorno. Soprattutto mi aveva fatto capire che non dovevo dipendere da nessuna idea altrui, da nessun Maestro, tanto meno da lui.” La mente che divide, state attenti, prima dice: dovevo molto al vecchio, poi dice: non potevo dipendere da nessuno, neppure da lui, la parola chiave è dipendere. “Dovevo io mettermi in ascolto della voce, non farmela riferire da altri”, voi sapete che farsela riferire da altri va bene per un tempo, ma quel tempo scade, perché il punto è arrivare a mettersi da soli in ascolto della voce. “Lui e l‟India sono stati per me una grande occasione, ma quello che alla fine mi pare di avere imparato non è indiano, è parte di una filosofia perenne che non ha nazionalità, che non è legata a nessuna religione perché ha a che fare con l‟aspirazione più profonda dell‟animo umano. Non occorre andare fisicamente in India, non occorre viaggiare lontano, fuori da sé, per comprendere. Chi muore davvero di questa sete non ha che da riscoprire la Fonte, la propria fonte. L‟acqua è sempre la stessa.” Torna in America, va dal chirurgo, lo operano, gli aprono la pancia, vedono che non c‟è più niente da fare e lo chiudono. “Una volta apertomi la pancia, il chirurgo si era così sorpreso e preoccupato di quello che aveva visto che ha preferito lasciare tutto com‟era e richiudere il taglio appena fatto. La sua, una decisione giusta o sbagliata? Un bene o male? Di me si doveva occupare un altro collega esperto nella nuova combinazione di malanni. Quando, dopo aver letto cartelle e referti mi propose di incominciare immediatamente, il giorno dopo, una nuova, potentissima chemioterapia, la conversazione fu breve. “Con quali vantaggi?” chiesi. “Ah, forse potrà vivere sei mesi in più” disse. “Altrimenti?” “Altrimenti lei non ce la farà”. “No grazie, non faccio più nessuna chemioterapia”. Mi sembrò che il masticatore di gomma”, lo chiamava così il medico, “ci rimanesse male, come uno che deve 24 cedere un cliente alla concorrenza e la concorrenza non era un medico simpatico o una medicina alternativa, era la pace invece che una nuova guerra. Non mi arrendevo, il mio modo questa volta era decisamente quello di tornare in armonia con l‟ordine cosmico. Io non avevo rifiutato i medici e la loro scienza, ma non mi sentivo più così dipendente da loro come cinque anni prima. Questa era la grande sfida a cui mi ero preparato per tutta la vita.” Lui era stato corrispondente di guerra, il resto era la cura. “La soluzione è dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via tutto ciò che è inutile e arrivando al nocciolo di chi siamo veramente. Bisogna resistere alle tentazioni del benessere, alla felicità impacchettata, rinunciare a volere solo ciò che ci fa piacere, non bisogna abbandonare la ragione per darsi alla follia, per carità, ma bisogna capire che la ragione ha i suoi limiti. Dobbiamo essere meno egoisti, meno presi dagli interessi personali e più indirizzati a un bene comune. Poco prima di Natale partii per l‟India e partii per il mio eremo himalayano. L‟idea era di andare a vivere sanamente, scrivendo questo libro e respirando in silenzio, a pieni polmoni, l‟aria pulita e la grandezza delle montagne. Arrivò la neve, le piogge, i monsoni, l‟autunno e poi di nuovo la neve. Il tempo volò via e senza che me ne accorgessi, senza che mi sentissi diverso da prima, finii per entrare nella storia della medicina.” Perché sei mesi con la chemioterapia era il massimo risultato per entrare nei guinness dei primati, qui è vissuto due anni senza chemioterapia, è entrato nella storia della medicina. “Finì per entrare nella storia della medicina oltrepassando il tempo previsto dai medici. Non posso sapere quanto ci resterò ancora né mi interessa particolarmente. Al momento ho altre cose di cui occuparmi. Uno è che non sono ancora riuscito ad avere un rapporto giusto col tempo e a considerare il mio tempo come tempo per gli altri”. Si schiude il servizio nella mente di quest‟uomo. “Mi piacerebbe tanto arrivarci. L‟altro problema è che continuo a identificare la pace interiore con la solitudine, la lontananza dal mondo è ancora una condizione necessaria del mio stare in equilibrio e questo è un segno che ho ancora molto da lavorare. Un lieto fine questo? E che cos‟è lieto in un fine? E poi chi giudica ciò che è lieto e ciò che non lo è? E quando? A conti fatti anche tutto il malanno di cui ho scritto è stato un bene o 25 un male? E‟ stato”, questo è importante. “E‟ stato, perché senza questo malanno non avrei mai fatto il viaggio che ho fatto, non mi sarei mai posto le domande che, almeno per me, contavano. Questa non è un‟apologia del male e della sofferenza, è un invito a guardare il mondo da un differente punto di vista e non pensare solo in termini di ciò che ci piace o non ci piace. Nascere uomini, con tutto quello che comporta, è forse un privilegio. Secondo le antiche storie popolari indiane, perfino le creature celesti a cui tutto era dato e che conoscevano solo il bello, il bene e la gioia, dovevano ad un certo punto nascere uomini, appunto perché anche loro potessero scoprire il contrario di tutto questo e capire il significato della vita. La storia di questo viaggio non è la riprova che non c‟è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto e cercato non è servito a nulla, al contrario, tutto, compreso il malanno stesso, è servito tantissimo. E‟ così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita e questo è ciò che posso consigliare agli altri, cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi, io provo. Sto bene, ho forze, ma non me ne vanto, né me ne rallegro. Angela viene a trovarmi nel mio eremo e si diverte a vedere come acchiappo, con un fazzoletto, le mosche entrate nella mia stanza per poi liberarle fuori dalla finestra. Divertiva anche me, perché mi pareva un modo per essere in armonia con gli altri esseri viventi, un‟occasione per non togliere vita alla vita. Solo un‟intuizione, visto che non ho bisogno di credere, di avere fede, di essere sicuro di Lui. Vivo ora qui la sensazione che l‟Universo è straordinario, che niente, succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.” Quest‟uomo ha fatto tutto un percorso per liberarsi dal bisogno, ricordatevi che il bisogno è la violenza più grande, il bisogno è violenza. Bisogno = Violenza. Perché il bisogno è uso. Dopo tutto questo io non ho più niente da dirvi di importante se non: QUELLA E‟ LA PORTA! Cosa succede dopo averla varcata? Resta tutto come prima, però è un‟esperienza e dopo la vita incomincia ad essere un‟esperienza. Qual è il segnale che avete varcato la porta? Quando cessa ogni obiezione, ogni resistenza e ogni negazione. Tutto il brulicare cessa. 26 Perché Terzani ha parlato della morte? Perché l‟uomo mammifero se non morisse, non se ne occuperebbe mai. Quindi: - la morte è il mediatore fra Dio e l‟uomo, - il meditatore fra la morte e l‟uomo è la malattia. - e il mediatore fra la malattia e l‟uomo è il disagio. Questo cammino che conduce a Dio è un cammino che porta dalla sofferenza, al disagio, alla malattia, alla morte, allo schiudersi delle domande che aprono la porta al divino. Ma il Ricercatore della Verità è un uomo scaltro, non insegue questa strada. Lui vuole aprire la porta al divino perché sa che quella è la sua origine e il suo destino, ricorda che è il suo destino e sente un‟aspirazione eterna. Il Cercatore della Verità solitamente non passa nel dolore, ma anche se ci passa se ne frega. Perché guardate, il dolore è un aspetto della vita, sacro, ma il dolore non è un problema, il problema è la sofferenza. La sofferenza è la non comprensione del dolore, perché il dolore dura poco, vi tagliate un dito, va bene, un minuto dopo il dolore non c‟è più, nel momento del taglio lo avete sentito, ma se siete sinceri un attimo dopo non c‟è più. La sofferenza è l‟attaccamento al dolore e l‟attaccamento al dolore è o morbosità del dolore per godere del lamento o il rifiuto del dolore. E‟ la stessa cosa, non cambia. Ed ecco che il rifiuto del dolore o l‟attaccamento al dolore si trasforma nella sofferenza e la sofferenza è la non comprensione del dolore. La sofferenza è l‟incapacità di dare un senso, il dolore c‟è nella vita, il problema del dolore è la sofferenza e l‟incapacità di dare un senso al dolore. E per dare un senso al dolore serve la conoscenza di voi stessi, perché dolore è solo l‟etichetta che la vostra mente, sulla base delle categorie di bene e male, che si è costruita nel suo piccolo mondo, da a quell‟evento. Cambiate l‟etichetta, cambia tutto. Gli stessi eventi letti dall‟ego sono una cosa, letti dall‟anima sono un‟altra cosa. Fate questo esercizio, esercitatevi a vedere che quello che per l‟anima è una liberazione per l‟ego è la morte. La liberazione è la morte dell‟ego, quindi quello che per l‟anima è la liberazione per l‟ego è la morte. Allora sempre nella valutazione di una situazione potete chiedervi “sto leggendo secondo il sentire dell‟anima o secondo uno schema dell‟ego?”, è questo il punto. 27 In un percorso di crescita, ad un certo punto il percorso vi chiede di togliere un pezzo del vostro ego, ciò vuol dire di liberarvi, ma se voi siete nell‟ego pensate di perdere la libertà. Uno può dire: “Questo percorso è molto bello, sto qua volentieri, sono stato qui volentieri, però io ho bisogno di altre cose.” Riuscite a leggere questa frase? Cosa vuol dire? Vuol dire che non state concedendo al vostro cammino le possibilità, gli state dicendo che voi avete bisogno di cose che quel cammino non può produrre, quindi state impedendo di produrre, lo state limitando con il vostro giudizio. Attenti, così state dando una forma al vostro rifiuto di cambiamento. 11 Ottobre 2004 28 LA COMUNICAZIONE ESSENZIALE La chiarezza Gibran: La Ragione e la Passione Condividere Pensieri e emozioni Collegamento con l’anima Il grande Architetto che crea tutta la vita che conoscete e che non conoscete, non importa come lo chiamate, se lo chiamate Dio, se lo chiamate Spirito, se lo chiamate Coscienza Universale, se lo chiamate Energia della Creazione, se lo chiamate Luce, non importa se ne avete un‟immagine o non ne avete un‟immagine, un nome o non un nome, è indifferente, comunque parleremo di Lui. Rivolgetegli la vostra attenzione per chiedergli di benedirvi col dono della Chiarezza, e la possibilità di vedere e di prendere una direzione. La chiarezza è la possibilità di avere una visione, e in più di condividerla, e una visione condivisa è la possibilità di stare insieme, senza una visione condivisa, questo non è possibile. “Signore ti chiediamo di darci la chiarezza che serve per vedere dove siamo, dove stiamo andando, che cosa serve, che cosa non serve, qual è il gesto che ci rende più forti e quali sono i processi che ci imprigionano. Ti chiediamo di rischiarare il cammino, di mostrarci la strada così che possiamo vederla e condividerla.” Ora leggiamo questa pagina del Profeta che si intitola "La Ragione e la Passione" poi la commentiamo. "E di nuovo avanzò la sacerdotessa e disse: Parlaci della Ragione e della Passione. E lui rispose dicendo: L'anima vostra è sovente un campo di battaglia sul quale ragione e giudizio si scontrano con le passioni e gli appetiti in voi. Potessi far da paciere nell'anima vostra e tramutare la discordia e la rivalità dei vostri elementi in una sola armonia! Ma come potrò io riuscirvi, se anche voi non sarete i fautori della pace, se non amerete ogni vostro elemento? La vostra ragione e la vostra passione sono il timone e la vela dell'anima che sull'oceano errando va.” 29 Sono rispettivamente: la ragione il timone, la passione la vela. “Se la vela cede o il timone si spezza, finite senz'ordine alla deriva o immobili restate in mezzo al mare. Poiché se soltanto la ragione comanda è forza che imprigiona; e la passione priva di controllo alcuno è fiamma che brucia e si distrugge. Lasciate quindi che l'anima vostra esalti la vostra ragione fino alla passione, cosicché possa cantare. E che diriga la passione con la ragione, cosicché possa risorgere ogni giorno e come fenice innalzarsi sopra le proprie ceneri. Vorrei che consideraste il giudizio e l'appetito come due beneamati ospiti nella vostra casa. Non dareste certo più onore all'uno a scapito dell'altro: giacché chi ha più cura di uno perde l'amore e la fiducia d'entrambi. Quando tra le colline sedete nella frescura dei pioppi bianchi e condividete la quiete e la serenità dei campi e dei prati lontani ebbene, lasciate che il cuore dica in silenzio: "Dio riposa nella ragione". E quando la tempesta giunge e il vento possente scuote il bosco e tuoni e lampi proclamano la maestà del cielo allora che il cuore vostro dica riverente: "Dio si muove con passione." E poiché siete un alito nella sfera di Dio e una foglia della sua foresta, voi anche dovreste riposare nella ragione e muovervi con passione." Ora ve lo rileggo dandovi gli elementi che servono. Allora guardate, l'uomo è composto di tre parti, mente, emozione e movimento. Il movimento è diviso a sua volta in due parti: movimento volontario e movimento involontario. Il movimento involontario è istinto, è gestito da una parte che si chiama mente istintiva, mente sensoriale. Quella che si chiama emozione, che cos'è secondo voi? Abbiamo sempre detto che è l'energia che viene usata, ma come si crea? Chi la crea? Chi ce l'ha messa? E perché è lì? Il pensiero va, non potete fermare il pensiero. Il pensiero di questo momento viene dimenticato e va in profondità nel subconsciente e arrivano altri pensieri. In un tempo lungo i pensieri accumulati e andati nel subconsciente, che voi non sapete esserci, e sono nella coscienza il 5% e nel subcosciente il 95%, sono là sotto e comandano tutta la vostra vita e i pensieri in un tempo medio sono le emozioni, sono quello che voi ora sentite come emozioni e coi pensieri che fate oggi create la qualità della 30 condizione di domani. Il pensiero che cristallizza sul tempo medio è emozione. Il pensiero che cristallizza su un tempo lungo è il corpo, però dicendola in modo semplice l'importante è la qualità dei vostri pensieri che è la qualità del vostro sentire, la qualità del vostro corpo, è importante rivolgere i vostri pensieri continuamente a Dio. Allora spieghiamo: “L'anima vostra è sovente un campo di battaglia sul quale ragione e giudizio”, giudizio usato nel senso di essere giudiziosi, non nel senso che usiamo solitamente, ragione e giudizio è la mente, “in cui ragioni e giudizio si scontrano con le passioni”, che è l'emozione “e gli appetiti in voi”, chi sono gli appetiti? Il centro istintivo. Sta dicendo che nell'uomo ordinario c'è una guerra tra mente, emozione e istinto. “Potessi far da paciere nell'anima vostra e tramutare la discordia e la rivalità dei vostri elementi in un sola armonia!” Lui dice che la chiave della vita è l'armonia di queste parti. Avere dentro di sé in pace mente, emozione e se volete corpo al posto di istinto. Diceva Gurdjieff che bisogna mantenere integri il lupo, la pecora e il cavolo. La sapete la storiella che con una barca bisogna portare dall'altra parte del fiume un lupo, un cavolo e una pecora? Però ne potete portare uno solo, quindi quando portate il lupo la pecora si mangia il cavolo, quando portate il cavolo il lupo si mangia la pecora, e quindi c'è tutta una spiegazione. Quindi queste tre parti sono lupo, pecora e cavolo, mente, emozione e corpo, se il lupo è troppo forte diventate degli essere mentali che pensano e pensano e non sentono e non fanno, se invece prevale la pecora siete degli esseri emozionali che sentono e sentono ma non sono in grado di produrre un pensiero chiaro e neanche un'azione, se invece siete un cavolo fate e fate ma senza amore e senza intelligenza. L'integrità dell'uomo è quell'integrità in cui c'è unità di pensiero, emozione e azione. Quest'uomo pensa una cosa, la ama e la fa, oppure la ama la capisce e la fa, oppure la fa proprio perché la ama e la sa. In un uomo siffatto non c'è differenza qualunque parte si ribalta sul tutto. La pace di queste parti è la pace interiore ed è la capacità di vivere creativamente ed è essere felici ed è in questo equilibrio che si accende un contatto che è il contatto col Divino. Un uomo di questo tipo vede Dio in ogni cosa. Dice allora il Maestro: “Potessi far da paciere nell'anima vostra e tramutare la discordia e la rivalità dei vostri elementi in una sola 31 armonia!” Come si spiega questa discordia? Perché spesso l'uomo pensa una cosa, gliene piace un‟altra e ne fa un'altra ancora e ha questa guerra dentro. Quindi l'unione di queste parti è la capacità di guidare la propria vita. “Ma come potrò io riuscirvi, se anche voi non sarete i fautori della pace, se non amerete ogni vostro elemento?” Perché c'è questa divisione? Perché l'uomo che ha tutte le potenzialità si ritira in una parte? Ci sono uomini mentali che godono del piacere della mente e quindi sono contro l'emozione e il corpo, ci sono uomini emozionali che godono continuamente del piacere dell'emozione e sono contro la mente e il corpo, e poi ci sono uomini che uniscono le due cose. Chi è in questo atteggiamento non produrrà mai l'integrità, perché non ama ciò che gli manca, cioè non ama se stesso. La mente vi serve, l'emozione vi serve, il corpo vi serve. Non potete tagliarli fuori, distruggete una integrità, una unità, e distruggete la pace. Chi di voi si è accorto di avere queste due parti in guerra l'una contro l'altra? Non schieratevi, amatele tutte in egual misura. Se per tutta la vita avete amato la mente è il momento di incominciare ad amare le altre due, questo vale sia per le emozioni che per il corpo, cioè praticamente dovete fare esattamente il contrario di quello che vorreste fare! E poi dice: “come potrò riuscirvi se non sarete voi i fautori della pace, se non amerete ogni vostro elemento?” E spiega meglio: “La vostra ragione e la vostra passione sono il timone e la vela dell'anima che sull'oceano va errando.” La vela è l'emozione, è l'energia che gonfia la vela, il timone è la mente che da la direzione. “Se la vela cede o il timone si spezza finite senz'ordine alla deriva”, questo se il timone si spezza “o immobili restate in mezzo al mare,” se cede la vela. “Poiché se soltanto la ragione comanda è forza che imprigiona,” gli uomini solo mentali sono uomini di potere e la loro caratteristica principale è la rigidità. L'uomo mentale senza cuore e senza corpo è un uomo rigido, che taglia continuamente la testa. Quindi “se soltanto la ragione comanda è forza che imprigiona e la passione priva di controllo alcuno”, quindi l'emozione senza ragione, “è fiamma che brucia e si distrugge.” Gli emozionali che non hanno una mente educata distruggono continuamente se stessi e le proprie possibilità, quando poi sono in preda della paura è il caos. 32 “Lasciate quindi che l'anima vostra esalti la vostra ragione fino alla passione cosicché possa cantare.” E‟ un linguaggio molto simbolico, è quando il pensiero scende e va a finire nel cuore. “E che diriga la passione con la ragione, cosicché possa risorgere ogni giorno e come fenice innalzarsi sopra le proprie ceneri. Vorrei che consideraste la ragione e l'appetito”, cioè l'istinto, “come due beneamati ospiti nella vostra casa. Non dareste certo più amore all'uno a scapito dell'altro: giacché chi ha più cura di uno perde l'amore e la fiducia d'entrambi.” Quando un uomo che si schiera nella mente perde tutto, compreso la mente stessa, non fa niente. “Quando tra le colline sedete nella frescura dei pioppi bianchi e condividete la quiete e la serenità dei campi e dei prati lontani ebbene, lasciate che il cuore dica in silenzio: "Dio riposa nella ragione". E quando la tempesta giunge e il vento possente scuote il bosco e i tuoni e i lampi proclamano la maestà del cielo allora che il cuore vostro dica riverente: "Dio si muove con passione" E poiché siete un alito nella sfera di Dio e una foglia della sua foresta, voi anche dovreste riposare nella ragione e muovervi con passione.” Vi avevo promesso che avremmo parlato della comunicazione, ora lo facciamo. Come si fa a condividere? Come si fa ad esprimere? A che cosa serve condividere? A cosa serve esprimere? Non si può condividere niente con chi ha tutta un'altra direzione, se voi cercate la Verità e incontrate uno che cerca il denaro quando parlerete non vi capirete, per poter condividere serve una direzione in comune. Serve una direzione comune e la direzione comune è data da una visione, uno scopo. Si possono fare gruppi anche su basi molto brutte, se possiamo dire, ci si può incontrare per fare quattrini, voi siete qui per una Ricerca della Verità. Non vi accontentate di ciò che è piccolo, la vostra anima vuole il contatto con una gioia totale, quindi una direzione è una visione. Là dove un gruppo ha una visione condivisa si sviluppa un linguaggio, cioè la possibilità di capirsi. Basta guardare una trasmissione televisiva, un dibattito, la politica per rendersi conto che nel mondo ordinario c'è la confusione delle lingue, gli uomini non si capiscono, con le stesse parole dicono cose diverse. Per comunicare profondamente il sentire, quindi la comunicazione dell'anima, serve 33 un percorso comune, una direzione e una visione. Quando un uomo porta un contributo a questa direzione la arricchisce, arricchisce il linguaggio e la possibilità di comprendersi e crea fratellanza. La fratellanza è la possibilità di riconoscersi e di comprendersi. Allora la condivisione è sempre: che cosa porto? Porto qualcosa che arricchisce la visione o che la distrugge? E' molto importante questo. La condivisione non è esprimere i propri bisogni, ognuno ha i suoi. Condividere non vuol dire portare la propria sporcizia, vuol dire portare il proprio contributo di crescita, portare ciò che di prezioso avete scoperto nella vostra vita, un‟esperienza. Potete anche aver avuto delle esperienze negative, non è questo il problema, ma voi portate l'insegnamento, non portate la pretesa, non portate la richiesta, non portate l'arroganza, non portate il giudizio, non portate il lamento, perché tutte queste cose non uniscono, separano e distruggono. La crescita non è la coltivazione dei problemi, la crescita è la coltivazione della bellezza, dell'amore, delle possibilità, di ciò che unisce, quando si porta il negativo si separa. In termini più ampi colui il quale porta non un contributo alla visione condivisa, ma porta una visione personale di ciò che lui vuole, di ciò che lui desidera, di ciò che gli piace, di ciò di cui crede aver bisogno, semina il seme della discordia. Quand'è che una visione è in questo senso personale? Lo è allorché corrisponde a ciò che io voglio per me o perché mi piace o perché vittimisticamente dico che ne ho bisogno, invece di essere ciò che è utile a tutti, al gruppo, al percorso, alla Ricerca della Verità e alla fine anche a me. La condivisione in un gruppo non è la libertà di portare la propria visione personale e quindi le proprie ragioni che sono sempre poi ragioni per non fare, non dare, non essere, ma è la responsabilità di portare il proprio contributo, ecco perché nei gruppi di condivisione, non questo, allorché una persona incomincia con “io ho bisogno di" viene immediatamente censurato, perché questo non è portare il proprio contributo, ma è buttare la propria sporcizia sugli altri. Vedete nessuno dovrebbe permette a un altro di usarlo come una pattumiera. Vedetelo nelle vostre relazioni interpersonali, non fatevi trattare come delle pattumiere da persone che vogliono buttarvi addosso il loro lamento e il loro vittimismo, è una cosa che vi danneggia gravemente. La posizione di ognuno dovrebbe essere: tieniti la tua immondizia perché io ho già la mia di cui occuparmi e se 34 perdo tempo ad occuparmi della tua, la mia resta tutta lì. Se la persona che riceve questa risposta si sente ferita non è difficile trarne le conseguenze, dato che è solo l'ego che può essere ferito. Questo non vuol dire che una persona non possa chiedere aiuto, è tutto diverso, chiedere aiuto è una domanda di aiuto, chi chiede aiuto pone una domanda ed è pronto ad ascoltare le risposte, chiedere aiuto è un'apertura, “io ho bisogno di” è una chiusura. Se si fa questo si entra in un linguaggio pulito, un linguaggio che fa da veicolo al sentire, che non butta i bisogni, le frustrazioni, il passato, la delusione addosso agli altri e questo linguaggio pulito è un linguaggio di pace. Condividere vuol dire: che cosa porto del mio quotidiano, della mia esperienza, delle mie osservazioni, delle mie letture, che sia di utilità comune? Immaginate che sia un fiume questo percorso ed è un fiume che ha una direzione, va verso il mare e arrivano altri fiumiciattoli che sono affluenti, portano acqua, perché? Perché il grande fiume ha più probabilità di arrivare al mare, non si seccherà nel deserto, un torrente al mare spesso non ci arriva. Nel momento della condivisione vi chiedete: cosa ho da portare? Non vi giudicate, anche una cosa piccola è preziosa. Poi bisogna stare attenti alla qualità della comunicazione che è: mi piacerebbe poter parlare in modo che tutti mi capiscano. Non è difficile, bisogna sentire il proprio stato che è uno stato mentale e emozionale e bisogna continuamente potare, questo è molto importante. Voi avete la direzione, sapete ciò che dovete comunicare e volete comunicare, non sfogarvi, perché sfogarvi rientra nel considerare l'altro una pattumiera. Volete comunicare ed ogni istante, tenendo presente ciò che volete comunicare, togliete ciò che non serve, le parole che non servono. Imparate ad essere diretti, ci vuol coraggio ad essere diretti, non è facile. Essere diretti, cioè: che cosa voglio dire esattamente? Una buona comunicazione nasce dal togliere, più togliete più comunicate. Gesù dice: il vostro parlare sia sì sì, no no, vuol dire sì quando è sì, no quando è no, tutto il resto viene da Satana. Ricordatevi, dentro di voi c'è un sabotatore che per impedire la comunicazione dell'anima aggiunge continuamente. Allora per condividere bisogna portare qualcosa di utile al cammino, non importa cosa, nessuno lo giudica, ma siete spinti da un movente che è portare un qualcosa di buono per tutti, fosse anche un'osservazione della vostra vicina, non importa; non una ragione, 35 non un diritto, un pretesto, una volontà di riconoscimento. Poi lo volete portare efficacemente, questo è un grande addestramento. Se la vostra intenzione è buona, è un'intenzione dell'anima, lo volete portare efficacemente quindi bisogna che tutta questa roba ubbidisca alla vostra anima per essere un buon strumento. Per rendere la comunicazione efficace dovete togliere tutto quello che non ha a che fare con lo scopo. Il punto è che quella forza per esprimersi deve passare per una porta stretta, è questo il punto. Deve passare per una disciplina, deve passare per tutte delle cose che servono, se non avete queste cose, questa forza, non riesce a passare e muore dentro. Ecco perché questa capacità di esprimere è anche liberazione, ma non è buttare addosso agli altri, è mettersi a punto per funzionare. Quello che butta addosso agli altri gli ritorna tutto indietro con gli interessi, perché se voi andate da un amico e gli buttate addosso tutto il vostro lamento, è un contratto commerciale, la volta dopo viene lui e voi dovete stare lì a prendere la sua immondizia. E' uno scambio. Nel momento in cui non siete nell'identificazione, ma siete nello scopo di portare ciò che siete, non preoccupatevi, questa pulizia dello scopo dall'interno vi suggerirà ciò che dovete dire. E‟ l'anima che si esprime, ma per far esprimere l'anima non dovete essere nel mondo del vostro ego (io voglio questo, io voglio quest'altro, questo è mio, non me lo toccare, sono geloso) lì non avete un'anima, è tagliata fuori completamente. Sintetizzando, ricordatevi che la comunicazione é dell'anima. Perché se una cosa non è dentro a una persona voi potete parlare un miliardo di anni con argomentazioni sempre più raffinate, gli entrerà da un orecchio e gli uscirà dall'altro. La comunicazione è un riconoscimento delle anime, che poi venga stimolato attraverso un dialogo, attraverso una disciplina, attraverso quello che volete, questo è un altro discorso, ma la comunicazione è dell'anima, volete comunicare molto? Entrate in contatto più possibile con l'anima. Quello che voi porterete sarà essenziale e toccherà l'altro in un luogo profondo non in un luogo esteriore. Non dovete preoccuparvi perché mentre fate questo esercizio di togliere dalla comunicazione state facendo un lavoro più profondo, togliete dal vostro ego. Praticamente dovete, per entrare in contatto con l'anima, dovete semplificare perché ci sono tutti degli schemi di 36 interferenze che vi separano. Allora il punto è che man mano che vi addestrate ad una comunicazione essenziale, contemporaneamente andate verso l'essenza di ciò che siete. Non si può sbagliare. Quando portate essenzialmente la vostra verità se c'è anche nell‟altro, la riconosce subito ma se gliela portate tutta mischiata, è difficile che l‟altro possa riconoscere la verità che portate. Un esempio evidentissimo sono gli uomini politici, siccome l'altro appartiene all'altro schieramento tutto quello che dice, fosse anche sacro, è falso. Bisogna distinguere fra il portare una verità e il portare una ragione. La verità l'accogli punto e basta se puoi, ma il portare una ragione è un meccanismo diverso. La differenza è che il portare la verità è dell'anima e portare una ragione è della falsa personalità, l'anima quando porta la verità non vuole niente in cambio, la falsa personalità quando porta una ragione vuole il riconoscimento. Allora guardate, l'anima di avere ragione se ne frega e i grandi Maestri hanno sempre torto, addestratevi ad avere torto, è bello avere torto. Dopo siete liberi! Usate la tecnica di togliere il giudizio per vedere, fate questo esercizio e chiedetevi: Che cosa voglio difendere? Che cosa voglio accaparrare? Che cosa voglio prendere? Qual è la mia paura? Entrando sempre più nella vostra verità, che è il contatto con la vostra anima, entrate anche nel collegamento delle altre anime, non è che dovete mettervi in un ascolto, accade da solo. La verità unisce, la menzogna divide. Vedete non si può sbagliare perché le vie sono solo due alla fine, e sono: passare per la porta stretta o passare per la porta larga. Gesù dice: prendete la porta stretta perché larga e spaziosa è la porta che porta alla perdizione. Se passate per la porta stretta e dimagrite quello che serve per passare, perché la porta stretta serve apposta per obbligarvi a dimagrire per passare, fate un cammino diretto. Se andate per la porta larga, Dio è buono, arriverete lo stesso, ma sarà lungo, faticoso e doloroso, chi ve lo fa fare? Togliete subito. In tutto questo percorso, però, dovete stare molto attenti al rifiuto che scatterà in voi. Dovete comprendere bene questo: la cosa che più rifiutate è quella che più vi serve. Allora il perché rifiutate non è importante, è una cosa da scoprire da parte vostra, ma potete anche non dargli tanta importanza, perché nel momento in cui riuscite a vivere la modalità di vedere il vostro rifiuto non avete più bisogno di sapere che cos'è che vi bloccava. Se facciamo una cosa insieme e per una persona questa esperienza è preziosa e per voi no, cosa significa? 37 Se è preziosa per lei, è preziosa punto e basta. E' questo da capire. Se ha vissuto un'esperienza che ritiene preziosa non può essere sbagliata, solo che lei l'ha vissuta e voi no, quindi vive una ricchezza che voi non avete, ma cosa c'é di più bello che appropriarsene? Quando l‟uomo è nel disagio emette un giudizio che è un anestetico, ma se non mette giudizio vede la difficoltà e, vedendo la difficoltà, vede se stesso e, vedendo se stesso potrebbe metterlo a posto. Concludiamo tenendo presente che il timone, la mente, deve dare la direzione e deve essere ben addestrato perché così vi aiuta a domare tutte le ribellioni che sono dentro di voi e attraverso questo dominio totale il divino emerge. 25 Ottobre 2004 38 L’AMORE UNISCE (VIVIFICANTE) Tenere insieme La seduzione Lo sconosciuto Mettersi in pace Come si fa a tenere le cose insieme? La risposta a questa domanda vale per tutto, vale per qualsiasi cosa. Supponete di essere arrivati a un punto che voi approvate, cioè qualcosa di soddisfacente, può essere la casa ordinata, un orto che produce tanta verdura, oppure una relazione sentimentale, tutto quello che volete, vi è chiaro che se togliete l'attenzione quella cosa degrada? Togliere l‟attenzione incomincia con piccole cose, incomincia producendo pensieri piccoli ed innocui che vi allontanano da quel Paradiso Terrestre, piccoli pensieri di separazione che vi separano. Questo vale anche per un gruppo, questo gruppo come si fa a tenerlo insieme? Ci potrebbero essere un sacco di risposte tipo: voglia di esserci, costanza, presenza, comunione, ma tutti questi aspetti sono aspetti della stessa cosa: l‟amore. L'amore o l'alimenti e cresce o, quando smetti di alimentarlo, diminuisce e le cose che l'amore ha vivificato si disgregano. E' così, non ci sono altre possibilità. L'amore è vita, da vita a tutto, a ogni possibilità, la vivifica e quando voi smettete di metterci l'amore quella muore. Il pensiero di portare amore a uno scopo è un grande contributo alla verità esterna ed interna, mentre invece la seduzione che è il meccanismo che dice: “vieni, vieni qua”, è la separazione. La separazione non avviene per cose negative, avviene per cose positive. Cioè intendo dire che il serpente che ha detto ad Adamo ed Eva: “Mangiate la mela che così dopo sarete come Dio e conoscerete il bene e il male” non ha mica detto una bugia, ha detto la pura verità, solo che Dio, che era lo scopo, aveva deciso che non era ancora tempo nell'istruzione di Adamo ed Eva per conoscere quella cosa, perché in quel momento sarebbe stato un disastro. Quindi la seduzione è quel meccanismo che 39 vi vuol buttare fuori da ciò che siete, è per quello che continuamente serve la presenza per ritornare in ciò che realmente siete. Vi allontanate non perché volete star male, ma perché credete di andare a star meglio. Avete confuso l'amore con il bisogno o meglio avete confuso la chimica del corpo, cioè il piacere con l'amore. Lo stesso è il gruppo, state attenti quando avvengono delle ombre fra di voi, queste ombre vanno chiarite. Non lasciate lì. Però mi devo spiegare bene su cosa intendo per chiarite; chiarite può intendersi secondo le modalità dell'ego e le modalità dell'anima. Secondo le modalità dell'ego vuol dire portare le proprie ragioni: sì sì ah, va beh, io ho capito benissimo, perché io so, io ho capito… secondo la modalità dell'anima chiarire è: qua c'è qualcosa da comprendere! E‟ questo il punto. Allora vedete, spostiamo la domanda, come si fa a tenere insieme quel gruppo di “io”? Bisogna coltivare uno scopo comune, una visione, un amore ma anche l'attenzione, perché nel momento in cui coltivate qualcosa che vi porta fuori da un sentire, percepite subito intorno a voi una stonatura, una disarmonia, e potete credere che quello vi ha fatto, quello vi ha detto e se insistete in quella posizione, prima o poi produrrete un taglio. Così state già gettando i semi della distruzione nel vostro pensiero. Allora quando le persone che costituiscono un'unità, o gli “io” che costituiscono un'unità, incominciano a separarsi, incomincia a sentirsi questa divisione, bisogna comprendere e chiarire con la forza dell'anima, quella che è lì per imparare, che sa di non sapere. L'anima non è quella che nel chiarimento cerca una ragione. Quando dico chiarire intendo chiarirsi e rendersi conto del perché non comprendo, non andare a chiarire e riprendere quell'altro per spiegargli che ha sbagliato. Nel nostro caso non servirebbe un gruppo condotto da qualcuno se non aveste una mancanza di autorità interna che vi obbliga, per un tempo, ad aver bisogno di un'autorità esterna, ma la chiave non è l'autorità esterna, la chiave è produrre l'autorità interna ed è la pace con la propria mente. E' molto importante questo. E' per quello che io voglio che questo sia un luogo di amore dove non ci sia l'autorità, però c'è una cosa sulla quale non posso cedere assolutamente e per nessuna ragione al mondo ed é quando qualche persona porta i meccanismi della vita ordinaria qua dentro, vorrebbe dire cancellare 40 tutto. Qua non potete giudicare l'altra persona, bisogna che l'accogliate, cerchiate di comprendere quello che ha da dire, non potete voler avere ragione, non è possibile, questo vuol dire distruggere tutto. Non potete cercare una gratificazione, noi qui cerchiamo di esplorare la visione della Verità, poi voi decidete cosa farvene nella vostra vita, ma non siete qui per avere una gratificazione. Se uno viene qua perché cerca una gratificazione, dobbiamo dirgli che ha sbagliato posto siamo qui per veder qualcosa di noi stessi, vedere delle possibilità. Ma queste possibilità non esistono tutti i giorni? Certo che esistono tutti i giorni ma noi non le vediamo. Immaginate che tutti i giorni vi si avvicina uno con un vassoio, cosa c'è su questo vassoio? Cosa c'è non lo so, ma la domanda è: che cosa vedo? Ci sono tutta una serie di cose che per voi hanno un valore e quelle già vi appartengono, poi ci sono una serie di cose che giudicate negativamente e quelle dal vassoio non andranno mai via finché non le vedete in un altro modo e poi ci sono delle cose che non si capiscono perché si stanno formando, ed è lo sconosciuto che si sta manifestando. Le nuove possibilità si manifestano un po' alla volta e se voi di fronte allo sconosciuto siete nella paura, anziché nell'amore, le taglierete col vostro giudizio. Il vassoio è pieno di cose straordinarie che arrivano tutti i giorni ma voi non siete capaci di vederle. Detto in un altro modo: non serve un maestro, non serve una scuola, non serve una religione, serve solo il vostro quotidiano, ma avete perso la capacità di leggerlo. Ecco che lo scopo del lavoro che noi facciamo é di rimetterci in condizione di leggere il quotidiano. C'è una cosa che vi ho detto in maniera imprecisa, devo correggerla, non è che a portarmi fuori dalla direzione sia solo la seduzione, c'è un'altra forza. La seduzione vi tira fuori, ma c'è un'altra forza che vi butta fuori ed è la paura. La seduzione vi tira fuori, ma la paura vi butta fuori. Perché ho detto questo? Perché tutto il tentativo di dominare il mondo, di togliere all'uomo la sua forza e la sua integrità, si basa sulla semina della paura. Adesso vi deve essere chiaro perché ho parlato del tenere insieme, perché è importante che teniate insieme voi stessi, teniate insieme le vostre relazioni, le vostre famiglie, l'insieme di ciò che amate, questo gruppo. 41 Questo momento è il momento dove la semina della paura va nella direzione di condurre lo sfacelo di ogni cosa e bisogna avere qualcosa di importante a cui tenersi collegati. Allora, se è vero che l'attenzione deve essere applicata a non essere portati fuori, dev'essere maggiormente applicata a non far entrare i semi della paura, perché i semi della paura vengono introdotti dentro di voi continuamente. La falsa personalità è molto intelligente, falsa personalità vuol dire quella parte dentro di voi che vuol tenervi fermi, potete chiamarla Satana se volete, però è la parte che vuole ridurre, che vuole sostenere il limite e non le possibilità. La falsa personalità è molto intelligente e vi conosce molto meglio di quanto voi conoscete lei, è molto potente. E‟ il Golia di cui parla la Bibbia, che però viene sconfitto da Davide. La falsa personalità ha un grande tallone d'Achille: è incapace di sacrificio. La falsa personalità non sa pagare un prezzo, non sa fare un super-sforzo, non sa sacrificarsi, sacrificio vuol dire fare le cose sacre. E' intelligentissima ma senza coscienza. Ed è quella la ragione per cui la falsa personalità non va vinta sul piano della forza, va vinta sul piano della coscienza. Quello che vi viene chiesto per produrre la liberazione di voi stessi è un intento, non dovete pagare proprio niente. Però visto dal punto di vista dell'ego è un massacro, l'ego incomincia a dire: “ma, se è così allora perdo la mia libertà, perdo tutto….” L'ego incomincia a produrre tutte queste cose. Lo vedete nella vostra vita? Allora quando tra voi e l'altro, soprattutto in un cammino di Verità, sentite l'ombra, chiaritevi, chiedetevi cosa avete da imparare, non perdete quell'opportunità. Se la perdete vuol dire che avete accettato la frattura, avete accettato l'ombra e ve la dovete tenere dentro. Nel momento in cui vi scusate siete liberi, ed è questo che fa chi va a chiarirsi in pace: vengo a parlare con te per sapere cos'hai da insegnarmi. Chi invece va là a chiarire, va là praticamente con un atteggiamento aggressivo, anche se pacifico, è sempre una guerra. Comunque voi dovete chiedervi, sempre nella conoscenza di voi stessi, prima di fare un movimento: qual è la vostra reale motivazione? Non è difficile porsi questa domanda, qual è la mia reale motivazione? 42 Questo vale per tutte le vostre relazioni, se c‟è stato un fraintendimento e volete andare a chiarirvi dovreste riflettere: adesso vado là per fare cosa? Cosa mi aspetto? Se vi aspettate un riconoscimento probabilmente siete convinti di aver ragione, ma non c'è la ragione; esistono dei mondi che si incontrano e che quando si incontrano spesso non si capiscono. Se voi incontrandovi con l'altro vi rendente conto che non vi siete capiti, e volete capire, fate una cosa molto intelligente, date una possibilità alla vostra vita. Se invece siete nella ragione fate una cosa molto stupida, l'altro non ve la darà, ma comunque anche se ve la desse cosa ve ne fate? Cosa ve ne fate della ragione? Invece se volete comprendere, forse vi farà soffrire, vi farà piangere, ma poi avete compreso, vi porterete a casa una ricchezza per voi e per la vostra esistenza. Il punto è che l'attenzione non deve essere posta sull'altro, deve essere posta su di voi. Lui farà quello che vuole, non è questo il punto, l'attenzione deve essere posta su di voi. Altra cosa importante è dare credito agli altri a priori, dare credito all'altro della buona fede, ma l‟uomo lavora al rovescio. Nei confronti dell'essere umano voi esercitate un giudizio molto severo, perché fin da bambini siete stati educati a dividere tutto in buoni e cattivi. Questo è l‟errore educativo più grande che ci sia, non ci sono i buoni e i cattivi, c'è l'ignoranza. I mondi quando si incontrano e non si comprendono producono un processo che si chiama guerra o disarmonia e questo provoca sofferenza. Da questo semplice concetto a dividere il mondo in buoni e cattivi ce ne passa. Dare credito agli altri vuol dire che, siccome voi cercate di fare sempre ciò che è meglio, sbagliando delle volte, ma fate ciò che è meglio, secondo i dati che la vostra struttura è in grado di elaborare, anche gli altri fanno così, tutti fanno così. Certo che se uno ha pochi dati fa molta più fatica. Allora se voi entrate in questo non giudizio e in questo comprendere come è la vita, entrate in una sorta anche di inattaccabilità. Entrate in un mondo grande, dove il dolore può esserci, ma non quel prolungamento inutile del dolore che è quello di ritenersi vittime di un'ingiustizia. No, siete stati colpiti da un evento, non vittime di un'ingiustizia. Se qualcuno vi urta e vi fa cadere vi può dare un dispiacere, ma da questo non potete pensare che vi odia. Noi confondiamo continuamente gli eventi con un odio nei nostri confronti da parte 43 della vita, ma questo non esiste. Esiste l‟ignoranza, il casino e tutti questi ego dentro di voi, e anche fuori di voi, che portano in direzioni completamente diverse. Ecco che l'unica strada che porta alla pace e al benessere è il costruire una strada di amore per la Verità, questa è la pace. Si può fare, l'hanno fatto sempre tutti i saggi, non lo potete fare anche voi? Però non crediate di sapere, questo è il punto, se sentite un'ombra con l'altro dategli credito, non pensate: “ma sembrava, poi si è rivelato, ha fatto, credevo, ma ma ….” Non fate questi discorsi qua, vi fate troppo male con questi discorsi. 8 Novembre 2004 44 LA NOSTRA TRAVE L’attitudine alla Pace La carrozza Gibran: Il lavoro L’integrità La comunicazione L‟uomo vive secondo due attitudini: quella dell‟anima e dell‟amore che porta alla pace, e l‟attitudine dell'ego che porta alla guerra. Un uomo di pace cosa si chiede? La sua domanda esterna è: che cosa serve? Guarda il mondo e dice: cosa serve? Cosa c'è da fare? Cosa è utile? Poi si fa anche la domanda interna: Come posso fare del mio meglio? L'uomo di guerra invece non si pone nessuna domanda interna e quella esterna è: cosa c'è di sbagliato? Poi, domanda numero due: chi è stato? Queste sono le due attitudini. Allora voi dovete pensare che coltivare la pace in una famiglia, in un gruppo, in tutto il mondo significa usare l'attitudine della pace. Un buon esempio è questo qua, parliamo di un gruppo così è più piccolo, più concreto, un gruppo è un mulino dove tanta gente porta il suo grano, il grano viene macinato, trasformato in farina, preparato il pane e ci mangiate voi e tutti quelli che di quel pane hanno bisogno. E uno cosa si chiede? Come posso portare più grano? Come posso portare un buon grano? Non si pone altre domande, non guarda il campo dell'altro, non guarda il carretto dell'altro per vedere quanto grano c'è. Secondo le attitudini del mondo non è così, dice: “Ma un momento ma noi nella mia famiglia siamo solo in due, in quella famiglia là sono in cinque, io porto molto più di lui!” Ecco l‟attitudine dell‟ego che porta alla guerra. Il lavoro di crescita su di sé essenzialmente equivale ad occuparsi finalmente di sé stessi. Questa cosa Gesù l'ha detto molto bene, ha detto: “Perché guardate la pagliuzza del vostro vicino, quando invece avete una trave nel vostro occhio?” Il vostro lavoro è occuparvi della trave nel vostro occhio. Quindi un gruppo è qualcosa dove si porta ciò che serve alla crescita di tutti. Non le vostre ragioni, non il vostro lamento, non il vostro vittimismo, non la vostra rabbia, non la vostra mancanza, ognuno di voi avrebbe 45 dei libri da scrivere su questo. Quando un uomo porta queste cose non cerca la Verità, cerca la complicità, cioè la consolazione, cerca qualcuno che gli dica: “Ah poverino come sei stato sfortunato, guarda cosa ti hanno fatto..” e cerca la complicità con altre persone che condividano con lui la visione di un nemico. Quest‟uomo parla della grande ingiustizia di cui lui è vittima, perché c'è un nemico e questa è la semina della guerra. Penso che in futuro nel mondo ci sarà molta gente che si occuperà del problema della pace, che vorrà capire la natura della pace, non combattere per la pace che é già una guerra, ma comprendere la natura della pace. Non potete comprendere la natura della pace se non la comprendete dentro di voi. Non potete comprendere la natura della guerra se non la comprendete dentro di voi. Avete dei problemi nel vostro quotidiano? I problemi sono delle guerre. Ammettete l'ipotesi che una piccola parte di questa guerra che vivete e che vi ritrovate in mano sia creata da voi? Se volete la mia opinione io direi tutta, ma questo non è che uno lo deve accettare per forza, è sufficiente che uno creda alla possibilità che una piccola parte di quella guerra sia creata da lui e che lui se la ritrova. Allora se vi trovate nella guerra vi dovete chiedere: ”Quanta di questa guerra io ho scatenato? Come l'ho scatenata?” Così smettete di scatenarla. E‟ molto importante questo, è molto importante capire come la guerra in cui vi trovate è frutto, per ora diciamo in parte, di ciò che prima avete fatto. Se la guerra l'avete scatenata ieri perché quella era la vostra attitudine, la state scatenando anche adesso, quindi la domanda è: “Come io, io non un altro, come io nel mio quotidiano scateno la guerra?” Una domanda molto importante. Se però uno dicesse: ”Ho osservato tutto e ho visto che la guerra dipende dal fatto che nessuno mi lascia in pace, che tutti mi fanno e mi dicono. La guerra non sono io che la faccio, sono gli altri che la scatenano”, questo non è un contributo né per lui né per voi. Parliamo di noi come gruppo, noi qua ci alleniamo alla pace nostra interna, ma anche con le altre persone che compongono questo gruppo, quindi possiamo condividere tutto, qualunque cosa, ma sempre nella direzione del costruire e dell'assumersi la responsabilità. Se non fosse così vi accorgereste che se una condivisione fosse basata sul lamento, cioè tutta la frustrazione del proprio passato, diventerebbe una reazione a catena, e in poco tempo la guerra. 46 Quindi la pace è un obiettivo importante da mantenere, bisogna coltivare la pulizia della direzione verso la Verità e la pulizia della direzione verso la Verità non contiene accusa. L‟efficacia nella comunicazione, nel gruppo come nella vita, è l'anticamera dell'amore, lo sfogo non è comunicazione. La persona che si sfoga si capisce solo lui, nessuno capisce niente di quello che dice. Fa tutto un casino da solo e non si capisce niente, perché lo sfogo é già guerra e lo sfogo determina reazioni. Una comunicazione pulita non produce reazioni, volete sapere perché? Perché c‟è una legge, la legge dice: se vieni colpito devi reagire. E' automatico, e se uno si sfoga vi butta addosso il suo malessere e se il suo malessere tocca un vostro malessere voi subito reagite, ecco perché è importante una comunicazione pulita. Quando è pulita? Quando si ricorda che lo scopo é un bene comune: io porto questo che ho osservato, è un'osservazione talmente importante nella mia vita e ricca che la voglio mettere a disposizione anche degli altri, non: ”Io porto questo perché voglio che qualcuno condivida con me la mia accusa verso questo e quest‟altro”, perché questo è il senso dello sfogo. Allora quando uno sta per parlare in qualunque momento deve chiedersi: perché voglio dire questo? Vi accorgete subito che talvolta volete colpire, talvolta volete provocare, talvolta volete sfogarvi, ma non comunicate. La comunicazione richiede di prendere in esame l'esistenza dell'altro. Lo sfogo é contro il primo che capita. Quindi la comunicazione vuol dire prendere in esame l'altro e, se è un gruppo, prendere in esame gli altri, avete una bella testimonianza da portare, un'esperienza della vostra vita, anche l'aver visto qualcosa di negativo, è sempre una scoperta, se portate un'accusa, un'ingiustizia, che è un‟ingiustizia solo nella vostra mente, non fate un lavoro costruttivo. Prendiamo l‟esempio della carrozza, l'uomo è come una carrozza, il conducente della carrozza è la coscienza, il cocchiere è l'intelligenza, i cavalli sono le emozioni, la carrozza è il corpo. Poi il padrone comunica col cocchiere con la parola. Chi è Dio in tutta questa cosa? E' il padrone. Questa carrozza rappresenta un uomo, ma un uomo è Dio, cos'è Dio nell'uomo? E' la coscienza. Allora il passeggero comunica col cocchiere per dirgli dove andare. Quindi il cocchiere sa dove andare. Cosa ha in 47 mano il cocchiere? Le redini, perché i cavalli sono l‟energia che si butta dappertutto. E cosa fa con le redini? Gli impedisce di prendere direzioni incompatibili con lo scopo. E' importante questo perché i cavalli una volta che tutti i movimenti gli sono stati impediti, vanno in quello utile, addirittura a certi si mettono i paraocchi così guardano meno, vanno in quello utile e rendono tutta la loro energia utile al movimento e non viene dispersa. A questo punto i cavalli trainano e tirano la carrozza attraverso le stanghe, le stanghe sono la motivazione e quindi la carrozza va. I cavalli non tirano la carrozza nella direzione se il cocchiere non li tiene, il cocchiere non li tiene se c‟è la ribellione. La ribellione è quella struttura per cui il basso si rivolta contro l‟alto e dice: “Sono io gerarchicamente più importante di te.” Quando la mente non sta nella sua funzione che è quella di tenere la direzione e salta nel passato e nel futuro, a chi si ribella? In quel momento non siete coscienti. Non siete coscienti di voi e quindi la struttura è senza padrone, è per quello che il ricordo di sé, è la chiave, il punto di partenza per far funzionare tutto. Perché se vi ricordate di voi, vi ricordate del vostro scopo, vi ricordate di dove volete andare, esercitate questo ricordo continuamente. Questa è l‟istruzione esatta che dice al cocchiere cosa deve fare e il cocchiere con l‟istruzione esatta di ciò che deve fare, sa come tenere i cavalli e i cavalli tenuti in questo modo tireranno la carrozza per andare nel posto. Se invece in qualunque punto di questa catena incomincia la ribellione è tutto un pasticcio che non si capisce più, quindi il vostro lavoro è domare la mente. Vi leggo qualcosa di Gibran. Gibran nel Profeta: Parlaci del lavoro. “Poi un contadino disse: parlaci del lavoro. E lui rispose dicendo: voi lavorate per stare al passo della terra e dell'anima della terra, giacché essere pigri”, nell'esempio della carrozza chi è pigro? La carrozza, perché senza l'energia lei il movimento non lo riproduce. “Giacché essere pigri è estraniarsi dalle stagioni, uscire dalla processione della vita che solenne e in fiera sottomissione avanza verso l'infinito”. Fiera sottomissione, è proprio l'unione dell'amore e del potere, fiera sottomissione. Libera obbedienza. Perché se è vero che il cocchiere 48 doma i cavalli, è vero che i cavalli domano il cocchiere, sì non lo lasciano dormire, cioè si fa fatica a tenere i cavalli, il cocchiere è costretto a sviluppare la forza. Ve lo rileggo: “Uscire dalla processione della vita che solenne e in fiera sottomissione avanza verso l'infinito” “Quando lavorate siete un flauto nel cui cuore il mormorio delle ore diviene musica. Chi tra voi ambirebbe essere una muta canna silente, quando ogni altra canna canta all'unisono? Vi è stato detto anche che la vita è tenebra, e nella stanchezza fate eco a ciò che gli stanchi hanno detto. Ma io vi dico che la vita è tenebra se non c'è slancio. E lo slancio è cieco se manca la conoscenza. E ogni conoscenza è vana se manca il lavoro. E ogni lavoro è vuoto se manca l'amore. E quando lavorate con amore voi vincolate voi stessi a voi stessi, e l'uno all'altro, e a Dio.” Questa è l'integrità! “Cos'è lavorare con amore? E' tessere un panno con fili del vostro cuore, come se quel panno fosse per chi voi amate. E' costruire con affetto una casa, come se ad abitarvi dovesse entrarci chi voi amate. E' spargere i semi con tenerezza e poi raccogliere nella gioia, come se a mangiare di quei frutti dovesse essere chi voi amate. E' impregnare tutto ciò che voi fate con un alito del vostro spirito. Sapendo che tutti i venerati morti vi stanno intorno e vi osservano. Sovente vi ho sentiti dire, come parlando nel dormiveglia "Colui che lavora il marmo e scavandolo trova l'immagine della propria anima, è più nobile di chi ara la terra. E colui che afferra l'arcobaleno e lo stende su una tela per rappresentare l'effige dell'uomo, vale di più di chi foggia i nostri calzari". Ma io vi dico, non nel dormiveglia ma nel desto e vigile fulgore del meriggio: il vento parla con dolcezza eguale alla quercia gigante e all'ultimo dei fili d'erba. Grande è soltanto colui che trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore. Il lavoro è amore reso visibile. 49 E se non potete lavorare con amore ma solo con disgusto, meglio allora che l'abbandoniate andandovi a sedere ai cancelli del tempio per ricevere l'elemosina da chi lavora con gioia. Se difatti cuocete il pane nell'indifferenza, voi preparate un pane amaro che poco sfama l'uomo. E se di malavoglia pigiate l'uva, nel vino il vostro sentimento distilla un veleno. E se pure cantate come angeli, ma senza amare il canto, rendete l'uomo sordo alle voci del giorno e a quelle della notte”. L'integrità è lo stato naturale dell'uomo. Cioè nel momento in cui smettete di dividere siete integri, per sapere come dividete ponetevi la domanda: in che modo quotidianamente scateno la guerra? In questa frase non c'è un'idea per cui alcuni lo fanno e altri non lo fanno, anche perché chi non lo fa buon per lui, e lui spenderà la sua ricchezza, e chi lo fa può essergli utile porsi la domanda. Voi vi dovete occupare di voi che invece la fate. A voi non deve interessare niente se uno quotidianamente produce la guerra, sono affari suoi, il problema è la guerra che producete voi, perché fate del male a voi stessi. Dovete incominciare in qualche modo, da qualche parte, in qualche maniera a fermare questa guerra. Se avete lasciato aperto il rubinetto e la casa è allagata è sicuro che di acqua ne verrà sempre più fuori, dovrete cercare di chiudere questo rubinetto in qualche maniera! Quindi la guerra di oggi che vi trovate a combattere è quella che avete prodotto ieri, e quella che producete oggi è la guerra che vi troverete a combattere domani, vi ritorna tutto indietro. Coltivando la guerra tutto il giorno, coltivate la vostra divisione e distruggete la vostra unità. Allora bisogna che voi nella misura che volete, per come potete, nessuno vi giudica, incominciate a cambiare attitudine: voi producete la guerra essenzialmente perché vivete nell'attitudine del guerriero, tutti sono nemici o molte cose sono nemici, se non riuscite a cambiare dovete incominciare almeno a pensare diversamente. C'è sempre un punto da cui partire, l'uomo invece fa la dichiarazione di impotenza normalmente. Il guerriero ha solo due possibilità: uccidere o essere ucciso. 50 La sua vita si è ristretta a questo: uccidere o essere ucciso. La persona che invece non è in guerra, perché ha distanza, ha un migliaio di possibilità di mediazione, ha territori di mediazione, di incontro con l'altro, il guerriero ha solo scontro. L'uomo che è distante, ha uno spazio di tolleranza. Spazio di tolleranza vuol dire oltre ad esistere io, oltre a esistere tu, esistono spazi dove possiamo esistere entrambi. Invece il guerriero dice: devo ucciderti perché la tua morte è la mia vita, non esiste spazio. Esiste un solo spazio e uno solo lo può avere, è uno spazio dentro la mente. Torniamo alla comunicazione, è molto importante questo discorso, comunicare in modo non pulito è guerra. Quando comunicate c'è tutto un discorso che è continuamente riferito al vostro passato che è incomprensibile per l'altro, è totalmente incomprensibile. La comunicazione che è un incontro, va depurata dal proprio passato per tirar fuori quello che essenzialmente è, e così conoscete molto di più voi stessi. E‟ una chiarezza che precede la comunicazione indipendentemente che parliate o non parliate, vi serve questa chiarezza. Per ottenere questa chiarezza cosa bisogna fare? Per produrre questa chiarezza bisogna togliere. La chiarezza è ciò che resta quando avete tolto tutto ciò che non serve, tutte le parole che non servono, tutti i riferimenti che non servono, tutti i movimenti che non servono, tutto e alla fine vi resta quello che essenzialmente la vostra anima, la vostra struttura vi dice e quello, quando è così, voi la prendete e la portate. Rimarrete stupiti di come gli altri si sintonizzano tutti, perché la comunicazione non è della mente, non è delle emozioni, è dell'anima. Il messaggio dell‟anima in mezzo a tutte queste parole fa fatica a venire fuori. Quando questa tolleranza è grande assume questa connotazione: nel vostro spazio c'è posto per l‟altro così come è. Questo è bellissimo. In uno spazio piccolo lo lasciate entrare, ma lo volete cambiare, mentre in uno spazio di tolleranza c'è posto per lui così come è. L'altro vi dirà: anche per te c'è posto così come sei e voi non dovete dimostrare più niente a nessuno e solo godervi la vita in una maniera nuova. Prima ho detto che tutto il vostro lavoro è domare la mente, ma voi confondete spesso una mente concentrata con una mente identificata. Una mente concentrata è un potere immenso. 51 E‟ una bella parola concentrazione, che vuol dire concentrico. E‟ come se la vita fosse un cerchio e voi state tutti in un angolino. Quando siete concentrati siete anche concentrici e tutto arriva. E‟ incredibile. L‟identificazione invece è quel processo, sembrano uguali ma sono diversissimi, esteriormente sono uguali: nella concentrazione non esiste nulla tranne quello che state facendo, nell‟identificazione non esiste nulla tranne che quello che state facendo, con questa differenza: che nella concentrazione voi siete elemento attivo che possiede ciò che state facendo, nell‟identificazione voi siete elemento passivo e totalmente posseduti. Esteriormente sembrano uguali, ma realmente sono due cose diverse. Quando riuscite a mantenere la mente concentrata in qualcosa, il risultato non è importante, perché comunque producete un‟attitudine in voi stessi, questo è sempre un successo. Se la mente non è domata crea sempre paura, ma quando voi fate un‟esperienza e vedete la paura, il limite, e capite che è una paura inventata dalla vostra mente, sapete anche come rimettere tutto a posto. Questo vi permette di andare un po‟ oltre, non dovete andare enormemente oltre, un po‟ oltre, e a quel po‟ oltre corrisponde una qualità di vita completamente diversa. Corrisponde cosa? Una fiducia negli altri, una fiducia in voi stessi, una fiducia nella vita. E pian piano anche il vostro fare aumenta. L‟importante è mantenere l‟intento, perché tutti siamo stupidi in quello che non sappiamo fare e tutti siamo intelligenti in ciò che sappiamo fare! Quindi tutti siamo stupidi prima di saper fare, però per imparare a fare vi servono delle strategie, si possono inventare delle strategie e, fino a che non avete provato a inventare delle strategie non potete dire che non ci riuscite. Ma anche quando avete provato con delle strategie e non ci siete riusciti dovreste dire: la mia strategia non ha funzionato, ora sono pronto a provarne un‟altra. Molti dicono: ma è difficile, non ci riesco … è un‟idea che non ha una base, non hanno neanche provato e anche se avessero provato e non fossero riusciti potrebbero dire che non ci sono riusciti, ma almeno hanno provato. Questo “non ci riesco” è una castrazione totale e sistematica che non ha nessuna base di realtà, è un far del male a se stessi. 52 Ecco che se la cosa vi sembra troppo grande è importante anche saper domandare, è una cosa meravigliosa. Gesù dice: “bussate e vi sarà aperto”. C‟è tutto già fatto, lo volete fare? Ma ci sono due milioni di miliardi di modi, di strade, se con una non ci riuscite ne troverete un‟altra, andate da una persona che l‟ha già fatto e ve lo fate spiegare, ci sono milioni di modi per chi vuol fare. E‟ questo il lavoro che facciamo qua, non fermatevi, non ditevi questo è troppo difficile, troppo complicato, non dite questo. Perché in quel momento è come se puntaste i piedi: “No, non mi trascini; no, non ci vado; no, non ci voglio andare”.. Venite non abbiate paura, non succede niente. Tutto è benedetto, non succede niente. In una qualsiasi scuola il maestro vi sprona a fare cose nuove e apparentemente difficili per diventare come lui, non vuole essere idolatrato. E‟ questo che lui vuole, perché lui sa che è così, che è possibile. Voi non lo sapete, però lo siete già. Basta smettere di frenare, di dire no. 22 Novembre 2004 53 NELLA DIREZIONE DELLA PACE Sapersi posizionare Dare e Ricevere L’ascolto Funzioni dell’uomo e Centri Superiori Come nel mio quotidiano scatenate la guerra? E‟difficile da vedere questo. Perché è difficile? Perché ci siete dentro! Se una persona vede come scatena la guerra è in una buona posizione, ha visto molte cose. Vedere come si crea la guerra vi dà la possibilità di non crearla più. Guardate è così: c‟è una pistola, la prendete e incominciate a sparare e mentre sparate sentite altri spari. Vi fermate un attimo e non arriva più niente. Dopo un po‟ dovreste fare qualche ragionamento; nei momenti in cui siete in pace, che non state scatenando la guerra, nessuno vi colpisce e appena colpite, perché pensate di aver ragione, subito sentite il colpo. Allora non è difficile capire che siete voi che fate guerra a voi stessi. Però individualmente, nella vostra vita, dovreste riuscire a vedere tutti i giorni come scatenate la guerra. Questa è una cosa molto utile e molto difficile da vedere. Vederla nel vostro mondo, il mondo in cui vivete, il mondo dei vostri pensieri, dei vostri riferimenti. Per capire il mondo in cui vivete dovreste chiedervi: ma dove sono? Come si fa a sapere dove siete? E‟ importante saperlo, perché se non sapete dove siete, qualunque sforzo di andare da qualche parte non funzionerà. Gli antichi naviganti sapevano tutti dove era la Stella Polare, tutti sapevano riconoscere la direzione, ma la cosa difficile era sapere la loro esatta posizione. Anche se voi sapete cosa volete, dove volete andare, ma non sapete dove siete, non vi sapete collocare, tutto quello che producete è sogno, non è nessuna realtà. Per andare da qui a là dovete sapere che cosa è il là e cosa è il qui. Sapersi collocare in senso reale, perché anche il sottovalutarsi non è sapersi collocare. L‟umiltà è riconoscere i propri talenti senza per questo sentirsi superiori agli altri, la falsa umiltà è abbassarsi al di sotto dei propri talenti, se Dio ve li ha dati è giusto che siano riconosciuti per poterli far fruttare, e non fare come il servo che li ha messi sotto terra. 54 L‟arroganza, invece, è attribuirsi dei talenti che non si possiedono e pretendere. Gli antichi dicevano una cosa molto interessante e molto precisa confermata dalla fisica moderna. La posizione cosmica dell‟uomo e dell‟Universo è caratterizzata da tre coordinate: - avanti e indietro - sinistra e destra - basso e alto Che sono: - avanti e indietro = passato e futuro - sinistra e destra = amore e potere - alto e basso = indicazione. La grandezza del mondo in cui vi trovate Secondo la fisica moderna è: - passato e futuro è il tempo - amore e potere è energia, ed è potere quando l‟energia entra ed è amore quando esce - e l‟altro passo è la frequenza. Vorrei solo fare una precisazione sull‟energia. Quando l‟energia entra è potere, quindi ricevere è il potere. Quando parliamo di equilibrio di amore e potere intendiamo proprio questo. In senso grande il potere è la capacità di procurarsi nutrimento e l‟amore è la capacità di darlo. In realtà il nutrimento non va procurato perché c‟è già, siete voi che lo impedite e quindi il potere è il ricevere e l‟amore è il dare. Amore e potere sono due modi di descrivere una cosa sola, il flusso dell‟energia. Il potere è l‟energia che entra e l‟amore è l‟energia che esce. Quella che entra e quella esce sono sempre uguali, sono sempre uguali tranne che nella mente dell‟uomo. E‟ una legge: il dare e il ricevere sono sempre in equilibrio. Però ci sono uomini che credono di dare tantissimo e non ricevere niente, in realtà non danno niente e non ricevono niente. Se voi credete di dare tantissimo e di non ricevere niente è perché di fatto non date niente. Quindi perché il meccanismo del dare e del ricevere funzioni, e l‟energia fluisca, voi potete far crescere l‟amore e il potere insieme. Supponiamo che l‟amore scorra dentro a un rubinetto e chiudendolo pensate di tenervelo tutto per voi. Quel rubinetto che chiude il dare chiude anche il ricevere, e quindi nel momento in cui chiudete non 55 date più il vostro amore ma neanche lo ricevete. C‟era ma voi avete chiuso. Chiudere è chiudere in tutti i sensi e aprire è aprire in tutti i sensi. Ritorniamo, però, alla domanda iniziale. Una delle ragioni per cui fate la guerra è che non ascoltate, e che non siete nell‟attitudine dell‟apprendimento. Non volete affatto apprendere, credete di sapere, e in questo senso fate la guerra. Ovviamente non c‟è apprendimento senza ascolto. Allora parliamo un attimo dell‟ascolto. Ascolto significa che qualcosa vi arriva e la prendete in esame. E‟ una cosa molto meno scontata di quello che sembra, perché se la vostra mente o la vostra bocca, dice subito: “no, ma secondo me…” non state ascoltando. Ascolto significa prendere in esame, entrare in un territorio neutro, perché non siete Dio e non sapete tutto. Prendete in esame questa cosa e se ve ne volete occupare occupatevene, altrimenti mettetela da parte. Se decidete di occuparvene ci lavorate, ci meditate, la guardate, la osservate nella vostra vita e in un tempo arriverete a una conclusione. Quella conclusione è una benedizione, qualunque essa sia. Se invece nel preciso istante in cui vi arriva il messaggio incominciate a dire: “no, secondo me non è così, perché…” vuol dire che non avete nessuna intenzione di ascoltare. Se voi vedete le discussioni che avvengono fra gli uomini, sono discussioni fra persone che non hanno alcuna intenzione di ascoltare. Quando l‟altro porta la sua verità, come potete negare o obiettare su qualcosa che non sapete? Dovete comprendere che l‟atteggiamento dell‟apprendimento è un atteggiamento di apertura. Prendetelo in esame, portatelo con voi per poterne fare esperienza, poi cosa trarrete da questa esperienza è cosa vostra, però quest‟esperienza è un valore, mentre il sapere senza esperienza non è niente. Il sapere è collegato al cervello mentre l‟esperienza è un distillato all‟uso dell‟anima. L‟anima viene qua per trasformare il sapere in esperienza. Il fare la guerra non vuol dire necessariamente arrivare agli insulti. Quando dite: secondo me non è così, è già guerra. Ora, ciò che un altro vi porta, secondo l‟etichetta che voi gli mettete o è una grande sciocchezza o è un dono, dipende da come vi volete rapportare con la vita. Se volete rapportarvi mettendoci l‟etichetta che è una sciocchezza forse perderete un dono, se invece concepite la 56 possibilità che possa essere un dono, andate a vedere che dono è. Allora, voi siete qui, qualcuno vi porta qualcosa, è somma intelligenza chiedersi: cosa me ne posso fare di questo? Il primo passo è comprendere esattamente che cosa questa persona ha detto e cosa ha detto oltre le parole. Oltre all‟ascolto delle parole c‟è anche un ascolto profondo, chi entra nella dimensione di amare l‟ascolto vuole anche entrare nel profondo. Allora è bene cercare di comprendere esattamente il dono che la persona porta e poi, quando lo avete in mano, c‟è un tempo per vedere cosa farvene. Non succede in un minuto, se avete già la risposta non iniziate nessun processo. Come fate a dire: non sono d‟accordo, se non avete fatto nessun processo? La persona ha fatto, magari, 30, 50 anni di vita per arrivare a quella conclusione. Supponiamo che l‟accettate e fate l‟esperienza di quello che vi è stato detto, che vi è arrivato, qualunque risultato ottenete è benedetto. Se non siete d‟accordo, dopo averne fatto esperienza, non avete capito. Questo è ancora più duro da comprendere, ma bisogna capirlo bene. Una persona a fronte di un cammino, di una vita e di un‟esperienza vi porta la sua verità, che non è assoluta, è una verità sotto certe circostanze, se voi cercate di prenderla come è, per quello che è, e per quello che contiene e ne fate esperienza, voi sarete d‟accordo. Che verità sarebbe una verità che ne nega un‟altra? Perché la Verità o contiene tutto o non è Verità. Una Verità che avesse opposti che Verità sarebbe? Un Dio che amasse qualcuno e odiasse qualcun altro che Dio sarebbe? La Verità è come il sole, il sole manda la sua luce sui brutti, sui cattivi, sui mussulmani e sui cristiani. Le cose che si combattono appartengono allo stesso livello, mentre la Verità è un po‟ più grande, è al di sopra e li contiene entrambi e mostra che entrambi hanno ragione. Guardate, quando un uomo guarda una cosa vede solo un aspetto o due aspetti, quegli aspetti non possono essere sbagliati, perché lui li vede. Un altro uomo vede un altro aspetto, anche quell‟aspetto non è sbagliato, ma è un‟altra angolazione. Non ci sarebbe guerra se quei due non fossero così pazzi da credere che il loro aspetto è tutto. Quando una persona vi mostra l‟aspetto che lui ha visto, è inutile non essere d‟accordo solo perché voi ne vedete un altro. Se vi mettete nel 57 luogo dove lui vede, vedrete le stesse cose, però serve un processo, serve una unità e non credere di sapere. Allora se voi vi mettete in questa condizione di ascolto, e l‟ascolto è vero ascolto, perché da valore a ciò che arriva, e gli date valore, fate quello che serve per comprenderlo, lo riscoprite. Se però dite che non l‟avete riscoperto avete fatto un buon lavoro lo stesso. Quello che non ha senso fare è negare prima, che è più che giudizio, è pregiudizio. Ognuno ha lo scopo di mettere a frutto la sua vita e voi nel mettere a frutto la vostra vita riceverete degli input. Sta a voi chiedervi: cosa me ne faccio di questi input? Mi spiego meglio, io posso impegnarmi ad essere una persona che ascolta, questo è il mio lavoro nella vita e quando ho fatto questo ho sviluppato l‟ascolto. Poi le dinamiche sono come il maschile e il femminile, uno parla l‟altro ascolta, il secondo parla ed è il primo che ascolta. Dopo quando entrate nell‟amore per l‟ascolto, l‟ascolto è grande non è più solo delle parole, l‟ascolto è del sentire, è di quello che si vede, è del corpo, e c‟è un ascolto talmente profondo che si può sviluppare in altri modi. L‟ascolto presuppone un interesse di quello che l‟altro ha da portare. La guerra avviene perché voi non ascoltate l‟altro e l‟altro non vi ascolta. Si scatenerà sempre la guerra finché vivete come siete. Per comprendere quello che dice l‟altro dovete entrare nel suo mondo, per entrare nel suo mondo dovete uscire dal vostro per un tempo. E‟ per quello che dopo, quando siete entrati nel suo mondo e avete visto cosa respira, dopo siete d‟accordo con quello che dice, perché nel mondo dove si trova lui si dice la stessa cosa che lui ha detto. E dopo gli direte: guarda io sono entrato nel tuo, adesso avresti voglia di entrare nel mio? E questo diventa confronto. Non c‟è il confronto fra due persone che non si ascoltano, non incomincia, c‟è solo la disputa del territorio per avere la ragione. Il confronto non cerca la ragione, cerca la ricchezza che l‟altro rappresenta. Io ti faccio il dono di me, tu mi fai il dono di te? Sapete perché facciamo sempre la guerra? Tutte le guerre, nell‟ottica di colui che le fa, anche se sembra impossibile, perché ritenete che sia un tiranno, sono fatte per difendersi. Se guardate bene ogni persona che scatena una guerra, 58 nella visione del suo mondo, lo fa per difendersi. Lui vuole difendersi dal rinnovare un dolore e vede tanti nemici, poi questo si proietta. Il subcosciente lavora in termini molto simbolici. Se voi in un aspetto della vostra vita elaborate l‟idea della mancanza di una bella casa, per esempio, la mancanza scende e diventa una vostra modalità, nel vostro subcosciente non è più la mancanza di una casa, è mancanza di ogni cosa, di tutto. Perché il subcosciente lavora in maniera assoluta, non lavora in maniera indirizzata. Questo è uguale per il dolore. La guerra è anche fra le funzioni dell‟uomo, nelle tre funzioni: mente, emozione, corpo. Certi uomini si alleano col corpo, e così fanno guerra alla mente e all‟emozione. Molti uomini fanno guerra alle emozioni perché hanno paura di sentirle; molte donne fanno la guerra alla mente, perché nella mente vedono un‟autorità che le schiaccia. C‟è il corpo, c‟è l‟emozione, c‟è la mente, oltre la mente, c‟è una cosa che potremmo chiamare emozione superiore. Le emozioni ordinarie sono positive e negative, l‟emozione superiore è solo positiva, l‟emozione superiore è inesprimibile. E‟ uno stato di amore, di coscienza del tutto, di unione del tutto e chi la conosce sa di che cosa si tratta. Le emozioni ordinarie e l‟emozione superiore dovrebbero essere una cosa sola, ma non lo sono più da quel processo che la religione cristiana chiama Peccato Originale, ma che in altre forme si chiama Caduta, Distacco dal Divino, Caduta nel mondo dell‟illusione. Queste due cose si sono separate, l‟uomo vive in corpo, emozione e mente quando va bene e molto raramente raggiunge l‟emozione superiore. L‟emozione superiore è molto al di sopra della mente e quando si parla di un sentire profondo, quando i Maestri parlano di Cuore, si riferiscono a quella e non all‟emozione ordinaria. Ordinariamente c‟è il sonno, l‟uomo dorme, poi c‟è uno stato di veglia meccanica, che è la vita ordinaria. Si può essere più fisici, più mentali, più emozionali, ma è sempre uno stato meccanico dove c‟è la guerra che abbiamo detto. C‟è uno stato superiore che è coscienza di sé ed è quando si apre il mondo delle emozioni superiori, il contatto con la luce, col divino, con l‟amore, con la bellezza, con queste cose. In quello stato avete coscienza di voi, vi vedete come siete, non attraverso l‟immagine di voi stessi che volete dare al mondo. A livello più basso non vi vedete, avete un‟immagine di voi stessi che vi serve per presentarvi al mondo e spendete tutta la vostra energia per tenerla insieme. 59 A un livello più alto la vostra immagine cade, la vostra importanza personale svanisce, non nel senso che la negate, perché la negazione dell‟importanza personale è uguale alla sua affermazione, ma nel senso che l‟importanza personale viene trascesa. Trascesa da proprio l‟idea di salire e si va verso questa emozione superiore. Nell‟emozione superiore avete coscienza di voi, vi vedete come siete, sapete dove siete e perché, e sapete anche qual è il vostro compito nella vita. Oltre questa c‟è un'altra possibilità ancora che è l‟intelletto superiore, che anche lui dovrebbe essere collegato con la mente ordinaria, ma lì c‟è un taglio netto. La scimitarra, che taglia le emozioni superiori dalle emozioni e la mente superiore dalla mente, è la paura. Questa mente superiore è la coscienza del tutto e non solo sapete di più, non avete solo coscienza di voi, avete coscienza del tutto. Vedendo la vita, la vedete come leggi in movimento, come volontà divina in atto. Allora l‟emozione superiore vi fa vedere Dio in ogni cosa, l‟intelletto superiore vi fa vedere Dio come lavora. Quindi ciò che tiene il mondo emozionale ordinario diviso dall‟emozione superiore, abbiamo detto è la paura che di fatto è mancanza di energia. Quando riuscite ad amministrare le vostre energie, a coltivare le vostre emozioni nella bellezza, a togliere dalla vita tutto ciò che è spreco, a togliere pensieri inutili, emozioni inutili, movimenti inutili, e a togliere tutto ciò che non è utile, il mondo emozionale acquista velocità e si ricollega con l‟emozione superiore. Quei momenti sono momenti di illuminazione! Poi si stacca, perché serve un‟attenzione continua per mantenere questo contatto. Allora, è importante ritornare nel concreto e vedere come voi scatenate la guerra, perché a tutti verrebbe da dire: “no, non è vero io non la scateno la guerra”. Allora per la conoscenza di voi stessi, per il ricollocarvi e per poter fare anche un cammino possibilmente un po‟ reale, dovete chiedervi come ogni giorno scatenate la guerra. Quanto siete stanchi alla sera? Molto? Se siete molto stanchi è perché avete dovuto sostenere tanta guerra durante la giornata. Scatenate sempre la guerra col vostro squilibrio. Dovete chiedervi qual è la vostra guerra, la guerra dentro di voi, ed è importante vedere che cos‟è e com‟è la guerra fuori di voi. Non potete dire che la guerra la fanno gli altri. La guerra è guerra. 60 Non ci sarà mai la pace, neanche individuale se l‟uomo non entra nell‟essenza della pace, nel suo significato e siccome noi la pace non la conosciamo, conosciamo la guerra, per ora ci poniamo domande sulla guerra, ma lo scopo è entrare nell‟essenza della pace. Andare verso la pace significa andare nella direzione di ricomporre le divisioni. Praticamente la coscienza non è altro che l‟annullamento del conflitto, questa è la coscienza. Quello che determina la guerra è la mancanza di coscienza, entrate in un mondo piccolo e lo difendete. Difendete cosa? Non è questo il dono di Dio, il dono di Dio è un dono grandissimo. La pace del mondo ordinario è una pace ottenuta attraverso delle leggi, in realtà è una tregua, è una tregua della guerra. La pace richiede un cambiamento dell‟uomo. Volete la pace? C‟è chi crede che può esserci adesso ora e c‟è chi crede che sarà difficile, fa niente. La chiave è: non schierarsi. Comprendere gli estremi, non c‟è il buono e il cattivo, il buono e il cattivo è solo dall‟angolazione in cui state vedendo le cose, non schieratevi. Quindi rispondere a questa domanda onestamente vi permette di mettere luce su un fatto che vi riguarda, le cose incominciano a cambiare, ma l‟aspetto più importante, che voglio sottolineare, è che bisogna sottrarre energie dai fantasmi della guerra per mandarli in un‟altra direzione che è una direzione creativa. Da dove viene l‟energia che mettete nei fantasmi della guerra? Quando voi date vita a un mostro nella vostra vita, da dove viene l‟energia con cui date vita a quel mostro? Viene dal cibo. Voi siete qui apposta, voi mangiate, raffinate delle sostanze e le trasformate in energia, poi cosa ne fate di quest‟energia? La mente paranoica usa queste energie per costruire i fantasmi da combattere. Quando siete svegli e coscienti le vostre energie prendono tutte la direzione del divino, mentre quando siete nell‟identificazione, che è il processo di seduzione per cui le circostanze vi divorano e voi vi fate divorare, il fantasma del passato riesce a vivere al vostro posto. Se la direzione che volete seguire è quella dell‟amicizia, della fratellanza, della creatività dove abbandonare la guerra che è la somma di questi mostri creati dagli uomini. Questa scelta è 61 importante, voi siete importanti. E‟ come il passaggio della Bibbia di Sodoma e Gomorra. Dio dice: “Sodoma e Gomorra sono due città piene di peccato, le distruggerò!” E qualcuno dice, “ma Signore, le distruggerai anche se a Sodoma ci sono magari dieci giusti?” “Ah no, se ci sono dieci giusti, in nome di quei dieci giusti, non la distruggerò” “Ma, Signore se i giusti fossero solo nove?” “Ah bhè allora in nome di quei nove giusti non la distruggerò” e poi la contrattazione va avanti “Signore se il giusto fosse uno solo?” “Ah, bhè in nome di quel giusto non la distruggerò”. Questo per dirvi che il lavoro nella direzione della pace, dell‟amore, della Verità non è detto che deve essere fatto da miliardi di persone, forse ne bastano cento, forse cinquanta, non lo so, per liberare l‟India è bastato Gandhi. Non sapendo qual è la natura e la misura della grazia divina che va ad amplificare i vostri sforzi, ponetevi il problema di ciò che è vostro, riducete tutto questo mondo di guerre in una domanda semplice: come creo la guerra nel mio quotidiano? E poi dopo: come posso smettere di farlo? Le guerre non ci sono da sole, ci sono nella misura in cui vengono coltivate. 06 Dicembre 2004 62 LA RESPONSABILITA’ Favola di Osho La distruzione Il pensiero costruttivo Non schierarsi Vi racconto una favola di Osho: “C‟erano una volta tre piccoli regni, un regno era governato da un re che si chiamava Potere, un altro regno era governato da una regina che si chiamava Amore e un altro regno era governato da un re che si chiamava Luce. Questi tre regni erano molto vicini e andavano tutti a prendere l‟acqua da una grande fontana che sgorgava da una montagna. Il regno di Potere era molto vicino alla fontana, il regno di Amore era un po‟ più lontano e il regno di Luce era ancora più lontano. Geograficamente era così. Lo stile di conduzione dei regni era notevolmente diverso. Potere era un re molto intelligente che guidava il suo regno con l‟autorità, con regole ferree ed era un re senza cuore, ma giusto. La gente che viveva nel suo regno era felice perché sapeva sempre cosa c‟era da fare, cosa era giusto fare, sapeva che le regole che ognuno di loro rispettava anche gli altri le rispettavano e in questo regno di sicurezza poteva esprimere se stesso e vivere la propria vita felice. Più lontano dalla fontana si trova il regno di Amore governato da una regina. Mentre il re Potere era un re potente e senza sentimenti, la regina Amore era una regina piena di cuore ma sciocca. Non c‟erano tante regole in questo regno perché l‟amore che la gente si scambiava, continuamente, era tanto. L‟accoglienza l‟uno con l‟altro era tanta e anche la stessa regina, come una mamma, era sempre pronta ad accogliere tutti, a invitarli nella sua Reggia, a dare da mangiare a chi non ne avesse. Le persone si sentivano amate, si sentivano collegate, anche se non sapevano dove andare e che cosa fare. Anche questo Regno era felice. C‟era poi il regno del terzo re. Anche questo era un Regno molto felice, le persone prosperavano nella libertà, nella capacità di esprimersi e dello scambiare l‟uno con l‟altro. Sapevano cosa voleva dire avere uno scambio onesto, 63 sapevano cos‟era la legge del dare e del ricevere. Nessuno voleva mai prendere più di ciò che dava. Il re si chiamava Luce perché era un re saggio che guidava il suo popolo attraverso la coscienza. In questi tre regni erano tutti molto felici. Un giorno però incomincia a succedere una cosa strana. Il re Potere si accorge che quando parla con i suoi sudditi loro capiscono tutte altre cose rispetto a quello che lui dice. Fino a poco tempo prima dava le sue istruzioni e loro capivano perfettamente, ora si accorge che incominciano a non capire. Eppure lui è sempre lo stesso. Incominciano a discutere eppure sanno che sulle istruzioni del re si è retta tutta la felicità nel regno di Potere. E più passa il tempo e più lui parla e più loro hanno da portare le loro ragioni. Ogni parola che dice è fonte di guerra. Allora il re ritiene che sia necessario tenere la situazione in mano in maniera molto forte, quindi prende posizioni molto chiare e usa tutta la sua autorità. Ormai però il movimento si è diffuso talmente tanto nel regno che i sudditi credono che il re sia diventato pazzo e quindi lo depongono e lo mettono in prigione. All‟interno di questo regno incomincia la guerra per chi deve prendere il posto del re. Nel regno vicino la regina Amore ha visto accadere tutto questo ma nel suo regno non è così, anche se si incomincia a vedere qualche strana avvisaglia. Persone che una volta di fronte a un sorriso rispondevano con un sorriso, ora qualcuno incomincia a rispondere con un gesto di stizza. La regina incomincia a chiedersi: cosa può mai essere accaduto? Non è difficile scoprirlo, si può scoprire in tanti modi non indaghiamo, ma la regina viene a scoprire che la fontana da cui tutti vanno a bere è stata avvelenata con una droga. Questa è la ragione per cui bevendo i sudditi di Potere in questa fontana hanno incominciato a stravolgere tutta la loro visione e a distruggere il linguaggio che con Potere avevano creato in tanti anni. Allora Amore capisce che nel suo regno sarebbe successa la stessa cosa. Ebbe un‟idea geniale: l‟idea fu che invece di bere l‟acqua nelle fontane imperiali, sarebbe andata anche lei a bere l‟acqua della 64 fontana, così il suo mondo sarebbe anch‟esso totalmente cambiato e avrebbe potuto intendersi col suo popolo e con i propri sudditi e ricreare l‟amore che c‟era una volta. Il processo era ancora all‟inizio perché questo regno era più distante dalla fontana, quindi gli altri avevano bevuto tantissimo da quando è stata avvelenata e Amore pensava così di aver risolto il problema. Non si rendeva conto che la nuova condivisione, che era stata creata, era una condivisione falsa. Essa non aveva condiviso la verità di un sentimento del suo corpo, aveva condiviso la frustrazione di quello che poteva avvenire e non solo, quella droga che è ed era il seme della ribellione incominciava a dividere le persone l‟una con l‟altra. Quindi in poco tempo anche questo regno si trasformò in una guerra. Il re Luce aveva visto tutto questo e aveva compreso che l‟origine di tutto era la fontana e quindi consapevole di se stesso pensò una cosa molto intelligente: anch‟io andrò a bere un po‟ della fontana per avere un linguaggio comune con i miei sudditi, che ormai anche qua si sta distruggendo, ma mi ricorderò di me. Non come Amore che si è dimenticata, mi ricorderò di me, io andrò a bere alla fontana ma con uno scopo. Quindi il re Luce andò a bere alla fontana e vide il suo cervello trasformarsi e incominciò a leggere la vita in quella maniera deforme cui la leggevano i suoi sudditi, ma dentro di sé continuava a dire: io sono. Io so chi sono. Io non mi dimenticherò. Con una nuova visione deformata recuperò un linguaggio con i suoi sudditi e dopo che ebbero tanto parlato, disse loro: In nome dell‟intesa che c‟è stata fra noi per tanti anni, in nome dell‟intesa che c‟è fra noi in questo momento, vi chiedo di fare un ultimo atto: prendete pale e picconi e andiamo tutti insieme a distruggere quella fontana che si trova laggiù. Tutti partirono, distrussero la fontana e distrutta la fontana in un tempo, bevendo dell‟acqua normale del regno tutto ritornò come prima. Così il re Luce salvò se stesso, il proprio regno, il regno di Potere e tutti i suoi sudditi e il regno di Amore e tutti i suoi sudditi.” Vi ho raccontato questa favola perché noi siamo qui per distruggere la fontana della discordia, se non lo facciamo tutto è già finito. Sai Baba dice questo: 65 “Io mi identifico con il Sé, tu ti identifichi con il tuo corpo e con il tuo ego. Io sono sempre felice e sempre lieto. Tu sei spesso infelice e quasi sempre scontento. Io sono in una quiete perenne. A te risulta difficile sedere un attimo in silenzio e non dire nulla e ancor meno a pensare a nulla. La mia conoscenza del Sé, la mia quiete e la mia contentezza hanno anche come conseguenza che io posso giudicare, io conosco le connessioni, io conosco i movimenti più profondi, tu invece giudichi secondo l‟apparenza e non secondo la realtà, così non conosci né te né la bontà”. Questo di poter vedere o come dice Sai Baba “giudicare apertamente”, non è un‟attitudine che appartiene solo a lui, può appartenere a chiunque di voi quando siete fuori dal conflitto, al di sopra del conflitto, non partecipando al conflitto, voi vedete i collegamenti e vedete come tutto si muove, come ognuno si muove. Quando entrate nel conflitto, non vedete niente e distruggete qualsiasi cosa. Questo cammino prende le radici molto indietro, in un‟altra epoca, molto antica, dove l‟uomo era arrivato ad avere un uso straordinario della mente e dell‟intuizione. Però in quell‟epoca in cui la sua mente e la sua intuizione erano così aperte, il suo desiderio, era gigantesco. Ed ecco che l‟uomo mise la forza creativa del pensiero al servizio della realizzazione del proprio desiderio. Voi sapete che il desiderio non è altro che l‟altra faccia della paura mentre invece la pace è l‟altra faccia dell‟amore. Quindi il seme della discordia è quando la vostra mente costruisce un desiderio di “mio” che nulla ha a che fare con il mondo. Inoltre tutti voi avete un grosso conflitto con l‟autorità e vedere tutti i risvolti del rapporto con l‟autorità è difficilissimo, come è difficile per chiunque vedere la propria menzogna. Nessuno la vede la propria menzogna, la vedono gli altri e la si vede dal modo in cui ci si ribella a tutte le indicazioni che cercherebbero di dimostrarcela. La creazione della responsabilità è la capacità di rimettere in equilibrio l‟autorità, non alleata con la paura per inseguire il desiderio, ma alleata con l‟amore per produrre la pace. 66 Quindi l‟indicazione dei maestri per chi conduce un cammino è: “per gestire un cammino di crescita bisogna posizionarsi esattamente, dire chi sei tu e chi sono loro. Mettere delle regole e mettere dei processi esatti ai quali non si va oltre”. Questo succede dappertutto e per esercitare l‟autorità occorre anche un potere, una forza e dare delle regole ben precise, non pensate che questo non serva, che c‟è un altro modo. Non funziona così. Una delle regole fondamentali delle scuole di crescita è di non seguire altri insegnamenti. Questa regola è fondamentale non perché gli altri insegnamenti siano diversi ma perché l‟uomo che non sa conciliare le forme che sembrano opposte fa confusione, crea una guerra nella propria mente. Difatti in ogni istante potete avere solo una direzione, non potete avere due direzioni. E quando in un lavoro fatto tenendo una direzione mettete insieme altre nozioni che buttano in un‟altra direzione, fate la tela di Penelope, state distruggendo quello che si sta costruendo. L‟uomo che va in una scuola e si dimentica che è lì per imparare e incomincia a dettare come devono essere le cose, non si sa collocare. E‟ semplice, se andate in un luogo per imparare dovete ricevere ciò che vi viene dato, portarlo dentro di voi e cercare di farlo al meglio delle vostre possibilità, fine. Se fosse così le regole non servirebbero mai, fra uomini coscienti e pieni d‟amore non servono regole, ma le regole sono rese necessarie dalla violenza dell‟uomo. Il punto fondamentale che dice Gesù: “Perché continui a guardare la pagliuzza nell‟occhio di tuo fratello, quando hai una trave dentro il tuo? Togli prima la trave, poi dopo forse potrai guardare la pagliuzza”. Allora noi adesso dobbiamo cercare di ritrovare la pace e di distruggere questa fontana della divisione che è stata creata. Dovete comprendere una cosa molto importante che quello che vi capita ve lo tirate addosso, questo è molto importane. L‟uomo vede la durezza perché è la risposta alla sua violenza. Siete proprio sicuri di essere innocenti della durezza che vedete? Guardate essere responsabili di se stessi è una cosa importantissima che è praticamente sconosciuta, perché l‟uomo ha milioni di trucchi per essere responsabile di tutto tranne che di sé. Sapete che le parole sono una responsabilità enorme? 67 Quello che dobbiamo imparare è diventare responsabili delle nostre parole, se abbiamo sbagliato, non fa niente, però riconosciamo e cerchiamo di fare meglio un‟altra volta. Guardate voglio mostrarvi il potere delle parole, in una maniera chiara, vi faccio un esempio: Una dottoressa, per esempio, cura un bambino di leucemia e lo guarisce. Quindi parlando con un paziente dice: “Guarda, se vuoi portarci il tuo bambino malato di leucemia, noi un bambino lo abbiamo guarito”. Sta dicendo una cosa esatta, semplice, sta dicendo che ha guarito un bambino. La cosa arriva all‟orecchio di un altro medico che la invidia, e dice a un collega: “Sai una cosa? La dottoressa si è vantata di avere guarito un bambino di leucemia”. In quel “vantata” che è una parola, c‟è tutta la sporcizia della violenza e della guerra. La parola “vantata” passando da persona a persona, dove ognuno ci mette del suo, diventa sempre più gigantesca. E‟ per questo che Gesù dice: “Guardatevi dal lievito dei farisei”. Dovete dire esattamente e solo ciò che vi riguarda. Questo è un esempio, ma vale per tutto, vale nelle relazioni della vostra vita e vale anche qua. Coloro i quali hanno lavorato su di se e hanno prodotto trasformazione nella loro vita, sanno che quello che sto dicendo è Verità. Coloro che invece sono nell‟ego si sentono feriti. Ognuno deve decidere che cosa vuol fare della propria vita. Una sincera confessione è dire: “Sì mi sono visto, io faccio la guerra in questo modo… Mi sono accorto che permetto la guerra con un errore del mio atteggiamento.” Quando un uomo si assume la sua responsabilità può anche dire: “ragazzi, lo so, non riesco, non sono capace, ci penserò”. Può dire tutto quello che vuole, quello che non deve dire è l‟accusa. Non deve trasformare la propria problematica in un errore degli altri, questa è l‟unica cosa che non possiamo accettare. Se una persona pensa: “Io non sono in grado di rispondere!” Io le direi: “Non fa niente, adesso hai un input su cui lavorare nella tua vita, se vorrai farlo, e ti dico che ti servirà. Io su questo input, ci ho lavorato per tanti anni con molte difficoltà, con tanti problemi, anche 68 tu lavorandoci arriverai al tuo frutto.” Però dovete comprendere una cosa, questo lavoro non serve a niente se non ci credete. Se voi non credete che in questo momento vi sto insegnando qualcosa, se voi non credete a questo, senza neanche provarci, allora è già finita. Se invece pensate e credete in quello che vi ho detto, allora forse potete immaginare che dentro c‟è un dono importante, doloroso per un attimo ma importante, e che può cambiare tutto. Non dovete giudicare. Se a un certo punto vivete un disagio nella vostra vita non è accusando gli altri che risolverete qualche cosa. L‟accusa all‟altro produrrà un‟accusa a voi, che produrrà un‟accusa a un altro ancora, che moltiplicherà il disagio a dismisura, questo non serve. Prendete la vostra responsabilità in mano. Lui è rosso va bene, ma perché non sopportate il rosso? Lui è rosso, è la sua vita essere rosso, va bene così, perché non accettate che lui sia rosso? Perché non accettate che lui quando parla sia lagnoso? Scaricate addosso agli altri le problematiche che invece sono vostre da risolvere. E‟ così per tutte le cose, non buttate i vostri problemi addosso agli altri. Serve molta sincerità per guardarsi. I due meccanismi contrari alla sincerità che consistono nel non guardarsi hanno due forme diverse: uno è la negazione, l‟altro è la proiezione. La negazione dice: “no, io no”. La proiezione è: “no, ma non io perché è lui”. Come nel Paradiso Terrestre: “Adamo hai forse mangiato dell‟albero del bene e del male?” “No, è stata lei Eva che mi ha dato…” Lei: “No, è stato il serpente!”. La sincerità è: “Sì ho mangiato dell‟albero del bene e del male, mi dispiace, non volevo farlo, ma la mela era così bella che ci sono cascato”. E‟ facile, la sincerità è facile. E‟ diretta, pulita. Un altro punto importante è che non dovete permettere agli altri di coinvolgervi nelle loro porcherie, non permettetelo. Non permettete alle persone di consolarvi, non permettete che vi coinvolgano nei loro giochi, osservate, prendete subito la distanza, non sporcatevi e non sporcate, vedrete in questa pulizia che pace che c‟è! Quando le persone si trovano insieme per costruire è una cosa bellissima. E‟ sempre bello accogliere chi vuole unirsi a costruire, la costruzione non è esclusiva è inclusiva. La costruzione è inclusiva, è la distruzione che è esclusiva. La costruzione è inclusiva, quando voi 69 siete animati dall‟amore siete ben felici che altri si uniscano in questo amore, in questa ricchezza, in questa pienezza, a portare il loro frutto, non siete felici? Siete sempre pronti a includere ciò che porta ricchezza. Ora supponiamo che voi abbiate una reazione esagerata a quello che una persona vi ha detto, voi non sapete cosa vi è stato detto, sapete solo il modo. Quindi partite accaniti, violenti, contro di lei e non sapete neanche cosa è stato detto, ma sapete il tono con cui è stato detto. Se una persona qualunque con il tono che usa per dire una cosa può farvi provare un dolore pazzesco e quindi reagite, ma quando mai starete bene nella vita? Sarebbe un ottimo lavoro non scagliarsi! Quando vi scagliate, anche l‟altro verrà ferito e siccome la legge è: “se vieni colpito devi reagire”, dopo tutto si distrugge, è velocissimo. La prima cosa da imparare è non scagliarsi, prendere un tempo. Seconda cosa, capire come ci cascate. E‟ come il serpente che vi tira in trappola, vi porta in un luogo dove non volete andare. Quindi torniamo al discorso dell‟autorità di cui abbiamo parlato prima, può succedere che qualcuno per una parola detta reagisca violentemente. Io, che in questo caso sono l‟autorità, devo dare uno stop, perché noi non siamo qui per creare guerra, siamo qui per osservarci, conoscerci e fare un cammino di verità. Se io fermo quello che si sta producendo dicendo basta ci si potrebbe sentire feriti ma voi non siete quello, siete ben altro. Ma se io questo ben altro che siete lo amo e lo vedo, perché non potete vederlo anche voi? Voi non siete quel comportamento, quel comportamento è una gamma di tasti del vostro pianoforte e andate a suonare quel tasto lì, ma se voi sapete che non siete quello, sapete anche che non siete obbligati a suonarlo, non siete obbligati a cadere in questa trappola. Ecco perché ognuno di voi si deve impegnare ad avere un comportamento esemplare e non si deve occupare di come l‟altro lo sta facendo, perché non lo sa. Il vostro lavoro è chiarire, ma se la comunicazione contiene l‟accusa, non si chiarisce niente. Quello che crea la guerra è il dialogo non pulito, che contiene l‟accusa, che contiene la colpevolizzazione, che contiene il lamento. E‟ amore e responsabilità andare di fronte a una persona e dire: “Fermati, perché stai creando una guerra”. Sarebbe molto più 70 comodo lavarsene le mani e dire: “Fate quello che volete, io vado via!” Se la persona, in nome di questo insegnamento, di questo lavoro si ferma, avrà un attimo di visione di ciò che è, cambierà tutto, è importante. Questa è la chiave, è una chiave grandiosa. Chi conduce un gruppo, senza essere maestro, è perché ha allievi di un livello più alto. Ma se non li ha, entra in un uso della forza che non vorrebbe fare ma che è necessario. Questo è il modo di produrre una Verità, può essere anche molto piccola, ma quella Verità piccola è grandiosa perché quando una persona dice: “In certi momenti ho riconosciuto di non avere avuto umiltà”, è una gioia perché vuol dire che la prossima volta non sarà così. La prossima volta questa opportunità, che è andata perduta, la prossima volta sarà vissuta. E‟ importante ricordarsi che su un cammino di Verità non volete difendere niente. Non solo, voi siete qui per imparare il coraggio di tirare fuori la Verità che è dentro di voi, che non contiene accusa, non contiene lamento, non contiene vittimismo, non contiene guerra. Voi siete qui a ricordarvi continuamente di voi, non dovete dimenticare chi siete, perché siete qui, anche come gruppo, ma nella vita è uguale. Pietro, con la sua parte umana, vuole allearsi con la parte umana di Gesù e distoglierlo dal suo compito, dalla Verità. Gesù lo riconosce subito: “Mi vuoi coccolare, convincere, sedurre, mi vuoi allontanare dal mio compito!?” Come nell‟ultima cena, Gesù dice: “Uno di voi mi tradirà!” “Maestro sono forse io?” dice un apostolo preoccupato. “No, è quello al quale darò il pane”, lo dà a Giuda e Giuda non dice niente, non si accorge di niente, non capisce Giuda, Giuda ha smesso di capire, riuscite a rendervi conto? La cosa importante è questa: che Gesù gli dice: “Sei tu” e lui non capisce, perché la sua mente è altrove, è tutta a costruire un altro mondo. Costruire un gruppo, un cammino verso la Verità, è costruire una fratellanza, è su questa base che ci si capisce. Quando uno incomincia a produrre il suo pensiero, di una sua direzione autonoma, incomincia a non capire. Capisce altre cose e quando parla con le persone subito sente disarmonia intorno a sé e incomincia a dire: “Ma, ce l‟hanno con me?” No, è lui che l‟ha creata e l‟esempio di Giuda è chiarissimo. 71 Esiste un luogo dentro di voi dove tutto è uno, in quel luogo sapete tutto, se parliamo di sapere, ma di più, siete tutto, se parliamo di essere. Se voi intuite questa possibilità, e ha per voi molto valore, l‟amate e siete disposti a buttare via tutto il passato, in poco tempo ci andate, ma bisogna passare per una porta molto più stretta! La sostanza è: togliete e vi avvicinate a un centro. Se producete un lavoro reale, con una persona o con un gruppo di persone, a cui corrisponde una piccola ma reale trasformazione dentro di voi, si crea un collegamento con quelle persone o quella persona che nulla può distruggere. Per quello Gesù diceva: “Mangiate il mio corpo”, perché quando condividete una parte di anima, una parte di anima come contenuto di esperienza profonda, vivete questo collegamento profondo. Quando invece è tutto teorica e, non c‟entra se la teoria è mentale, se è emozionale, non ha importanza, quella lì in qualunque momento può distruggere tutto e lo vedete anche nelle coppie. Questa forza di distruzione sta succedendo in tanti posti, in tanti gruppi, sta succedendo in ogni uomo che incomincia un cammino evolutivo, perché finché dorme non succede niente, nessuna forza lo tocca, va bene così, ma appena incomincia a risvegliarsi tutte le forze che lo volevano tenere addormentato si scatenano, e per non cadere occorre mettete lo scopo, la Verità, la fratellanza al primo posto. Occorre un allenamento anche per arrivare a una comunicazione pulita, come abbiamo detto prima, quindi potete partire da una condivisione che se volete è confusionata e accetterete che qualcuno vi guidi per farvi creare la pulizia, se non accettate questo è già finito tutto. E‟ importante che qualcuno vi dica: “Questo non c‟entra, questo non è pertinente, questo non corrisponde, questo non ce ne frega niente, questo è un lamento..” in questo addestramento acquistate una capacità di selezione della vostra struttura. L‟importante è che voi accettiate di fare questo lavoro, questo lavoro vuol dire togliere, vuol sempre dire togliere, perché la chiarezza è frutto di un togliere, non è frutto di un aggiungere. Se arrivate a produrre una curiosità per il sapere, come tipo psicologico siete donna di quadri, il vostro percorso è donna di quadri, kappa di quadri, kappa di cuori. 72 Quindi io vi devo chiedere di passare dalla donna di quadri, al kappa di quadri. E‟ un cambiamento importante, vuol dire mantenere il piacere per il sapere, ma acquisire una precisione. Quindi quando voi parlate, non è che vi riprendo perché voglio che voi vi esprimiate precisamente se non siete precisi, è perché essendo in quel momento, orbitando come donna di quadri, acquistando la precisione, andate nel kappa di quadri e siete vicinissimi a quel punto. Il tema dei tipi psicologici lo affrontiamo bene la prossima volta. Dobbiamo studiare bene lo schema dei tipi psicologici perché è il territorio della guerra, la guerra sostanzialmente è il fatto che non volete uscire dal vostro tipo psicologico. Se siete emozionali volete fare l‟emozionale, se siete un‟intellettuale volete fare l‟intellettuale e se siete un motorio volete muovervi col corpo, ballare e danzare. Peccato che quella cosa che fate da quando siete nati è quella che vi serve meno, siete super allenati in quella, vi serve altro. Il nostro proposito è di non scatenare la guerra. Cercare di non scatenare la guerra. Come si fa a non scatenare la guerra? Ci si occupa di se stessi e di fare del proprio meglio, di portare un contributo positivo e quel contributo positivo è già una cosa che ricevi, è molto importante. L‟amore che ci mettete è l‟amore che ricevete, questo è il punto. Quando si comprende questo non c‟è più significato nel giudizio, non c‟è più significato nel lamento, non c‟è più significato nel dire: “Non sono stato capito”. L‟uomo che cerca la Verità non dice: “Non sono stato capito”, dice: “Come posso fare per migliorare la mia comunicazione?” Noi abbiamo un meccanismo che se diciamo: “non sono stato capito”, vuol dire che la colpa è degli altri. Ammesso anche che non siete stati capiti, è un processo e cosa voglio fare? Volete essere capiti la prossima volta? Cosa potete imparare da questo? Nonostante voi mettiate in opera un‟intenzione buona di non scatenare la guerra, vi accorgerete che la scatenate lo stesso perché la vostra comunicazione non è pulita. Se siete alterati o in contrapposizione con qualcuno, e questa persona si sta esprimendo nel modo più pulito di questo mondo, se voi siete 73 nel problema dell‟ascoltare lo recepite in altro modo, lo distorcete. Lo fate quando vi esprimete, ma anche quando ascoltate. Ponetevi questa domanda: “Io so ascoltare?”. Questa è una domanda grandiosa. Vuol dire che non filtrate tutto quello che vi arriva. Poi “So esprimermi?” Sapere ascoltare significa togliere le certezze nel momento in cui si ascolta, essere ricettivi. Saper esprimere, invece, vuol dire mettere una pulizia nella propria espressione, aver presente ciò che si vuole dire, togliere tutto ciò che è negativo, che è accusa, e che è giudizio, che è lamento e che è vittimismo e poi di più, togliere tutto ciò che non serve, perché ciò che non serve non è negativo direttamente, ma è negativo perché diluisce tutto. All‟interno di un gruppo ci sono tanti componenti e ognuno è nel suo livello, ogni percorso è diverso, voi questo non potete saperlo quindi dovete stare attenti a dare giudizi. Concludo dicendovi che serve il proposito di non volere più scatenare la guerra o collaborare alla guerra, bisogna assumersi la propria responsabilità. E‟ importante comprendere che c‟è chi scatena la guerra con la maldicenza, c‟è chi non praticherebbe la maldicenza ma a contatto con l‟altro incomincia a condividerla e c‟è chi non condivide la maldicenza ma tace. No, dovrebbe dire: “Perché parli di ciò che non sai? Perché dimentichi che parliamo sempre di non giudicare?” Quindi quando qualcuno arriva da voi con la sua maldicenza fategli sentire la vostra freddezza, non collaborate assolutamente. Questo se siete pronti a portare un piccolo peso, starà a voi valutare questo! Cercate di dirgli che sta parlando di ciò che non sa, sta giudicando ciò che non conosce e sta mettendo in opera una guerra, è meglio non farlo. Se ve la sentite diteglielo, ma soprattutto non lasciatevi coinvolgere. Se siete in un momento di difficoltà, per esempio nel lavoro che facciamo, non accettate di essere consolati, “quando il diavolo vi accarezza vuole l‟anima”. Questo è il senso delle parole che Gesù ha detto a Pietro: “Io sono di fronte alla mia difficoltà che mi serve a fare il mio cambiamento, non venirmi a dire che quello è cattivo, quello è stupido, perché dopo soffrirò inutilmente”. Soffrire utilmente lo possiamo anche accettare perché almeno cambiamo, ma soffrire inutilmente è proprio da stupidi! 74 Concludo con una frase che racchiude tutto quello che ci siamo detti stasera, rifletteteci sopra: Ho completamente torto, non esiste nessuna giustificazione al seminare divisione! 13 Dicembre 2004 75 TIPI PSICOLOGICI La macchina umana Attenzione divisa L‟insegnamento dei Tipi Psicologici è un insegnamento molto antico, sicuramente i Sumeri lo conoscevano anche se non usavano le carte da Poker per rappresentarlo. La struttura di cui parleremo è la macchina umana, la coscienza è altro, è la cosa che vivifica tutto questo. Noi ci stiamo chiedendo come dal mondo della sopravvivenza, cioè della macchina, si arriva a essere coscienti di sé e per farlo dobbiamo conoscere la macchina. La teoria ci serve, questo è come il libretto di istruzioni della macchina umana. E da dove viene? Viene da coloro che la macchina umana l‟hanno progettata, non viene da uomini ordinari, viene da un altro mondo. Questo è il progetto dell‟uomo, il progetto del veicolo pronto per ospitare lo spirito. Quindi il primo punto sarebbe di conoscere la propria macchina di modo da farle fare ciò che voi volete, purtroppo invece l‟anima entra nel corpo e l‟educazione che riceve è basata su sistemi che non conoscono per nulla il funzionamento della macchina. Nessuno vi ha mai detto da bambini: “Ti insegneremo le potenzialità della macchina in modo che tu la possa guidare secondo l‟intento con cui la tua anima è scesa in questo mondo”, nessuno ve l‟ha detto, perché chi vi insegna non lo sa. E soprattutto perché è totalmente indifferente all‟intento del bambino, perché l‟educazione ha un solo scopo: gestire il mondo della sopravvivenza. Veniamo educati non a esprimere, non a svolgere il nostro compito, ma a seguire le leggi della sopravvivenza che possono essere ridotte in: - Non dare fastidio, 76 - Mangia e organizzati a mangiare tutta la vita, quindi un buon lavoro e i contributi per la pensione, Accoppiati, se sei un uomo trova una donna e se sei donna trova un uomo, Quando hai fatto tutte queste cose, riproduciti e insegna ai tuoi figli tutto questo. Queste prospettive sono giuste per produrre della popolazione, cioè dei corpi viventi, ma non hanno nulla a che fare con l‟intento della vita e con la felicità. Iniziamo a spiegare questo schema partendo dai centri. Sappiamo tutti che pensiamo, quindi abbiamo un pensiero. Sappiamo tutti che sentiamo, quindi abbiamo delle emozioni. Sappiamo tutti che ci muoviamo, quindi abbiamo dei movimenti. In realtà i movimenti sono di due tipi, movimenti volontari quando decidete di sollevare un braccio e lo sollevate, e movimenti involontari e innati, per esempio il battito del cuore, il flusso del sangue, parte della respirazione. Ognuna di queste attività è governata da un‟intelligenza, da una parte del cervello, da un centro. Il pensiero è governato dal centro intellettuale, che noi rappresentiamo con il seme dei QUADRI. Il centro emozionale lo rappresentiamo col seme dei CUORI I movimenti volontari, governati dal centro motorio lo rappresentiamo con PICCHE E i movimenti involontari, che riguardano il mondo della sopravvivenza e la gestione automatica della macchina umana, governati dal centro istintivo che rappresentiamo con i FIORI. Quindi quattro centri: Intellettuale, Emozionale, Motorio e Istintivo. Ognuno di questi ha tre funzioni: Parte Intellettuale (kappa), Parte Emozionale (Donna), Parte Istintiva (Jack) Quindi lo schema è composto da quattro centri e tre funzioni. 77 Centri Superiori FUNZIONI: Kappa: Parte Intellettuale (Mentale) Donna: Parte Emozionale Jack : Parte Meccanica (Istintivo) CENTRO EMOZIONALE CENTRO INTELLETTUALE CENTRO ISTINTIVO 78 CENTRO MOTORIO Il centro emozionale legge il mondo secondo la categoria: mi piace o non mi piace. Una cosa ha valore se gli piace, non ha valore se non gli piace. Il centro mentale invece analizza sempre, essenzialmente compara. Il centro motorio presiede i movimenti del corpo. Il centro istintivo si occupa delle funzioni vitali del corpo. C‟è anche un altro centro che si chiama centro sessuale, ma per ora non ne parliamo. Allora abbiamo detto che all‟uomo non viene insegnata la prima cosa importante, cosa può fare con la sua macchina umana, uno strumento straordinario, potentissimo, ma che non capisce niente, e non ha risposte sulla vita. Poi l‟uomo, che non conosce la sua macchina, incomincia a usarla nelle maniere sbagliate, usa i centri dove non servono. Vi faccio un esempio: vi arriva la bolletta del telefono ed è il triplo di quello che vi immaginavate, è inutile che vi arrabbiate, state usando il centro sbagliato. La bolletta è giusta, se voi vi arrabbiate, quindi usate il centro emozionale, non siete di nessuna utilità al problema. Dovete usare il centro intellettuale, analizzare la situazione e trovare strategie per spendere meno. Anticamente le potenzialità della struttura umana si conoscevano e venivano insegnate nelle scuole esoteriche e venivano chiamate tipi psicologici, sono esattamente dodici e sono riprodotti esattamente nelle figure dei dodici apostoli, poi esiste una possibilità di sintesi, queste dodici modalità sono messe in un cerchio e c‟è un punto al centro, che è la convergenza di tutti questi dodici, ed è il Cristo, il tredicesimo. Tutto il nostro cammino, il nostro lavoro, è di usare queste dodici modalità per diventare un Cristo. Lì dentro si trova tutto. Il geloso? E‟ lì dentro. Il fanatico? E‟ lì dentro. Tutti i comportamenti umani sono lì dentro. Sette miliardi di esseri umani sono lì dentro e tutto quello che c‟è lì dentro ha un significato. Le figure sono divise in due parti, una di sotto e una di sopra. Vecchi insegnamenti dicono che i saggi sono ventiquattro, ventiquattro sono queste dodici carte moltiplicate per due, perché ognuna delle due ha una valenza positiva o negativa. Lì dentro tutto ha significato, ci sono delle figure che hanno in mano una spada, ci sono delle figure che hanno in mano un fiore, ci sono figure che hanno la testa completamente rivolta a sinistra, cioè verso il futuro, ci 79 sono figure che hanno la testa a metà strada e ci sono figure che hanno la testa completamente rivolta verso il passato. L‟amore in questo schema, nonostante ci sia il centro emozionale, non c‟è! L‟amore appartiene alla coscienza, non appartiene alle emozioni, l‟amore è il dopo. Parliamo dei due jolly, a che cosa servono? I jolly sono i Centri Superiori. Lo schema rappresentato dalle figure è la vita ordinaria, è la personalità, sette miliardi di personalità, poi esiste un cammino nel quale si rende possibile l‟apertura di una porta, questa si chiama “carta porta” che apre il collegamento con i Centri Superiori, ed è il kappa di cuori. I Centri Superiori, sono le modalità superiori di funzionamento dell‟uomo, uno è il Centro Emozionale Superiore e l‟altro il Centro Intellettuale Superiore. Questi sono sempre dentro di voi, non sono da un‟altra parte, la possibilità di contatto col divino è sempre qui. Solo che la linea viola, che si chiama paura o peccato originale o menzogna, energeticamente ha separato tutto, quindi le figure rappresentano la sopravvivenza per mancanza di energia. Tutto questo schema si può gestire. come dei bravi manager, e portare su l‟energia per ricollegare il centro emozionale ordinario al centro emozionale superiore. A quel punto si sente lo stato di illuminazione, di benessere, di unione col tutto e in questo stato l‟uomo ha coscienza di se. Da qui è possibile ancora un‟altra cosa, riaprire il collegamento col centro intellettuale superiore e a quel punto la coscienza non è più solo coscienza di sé ma coscienza del tutto. Ritorniamo alle figure, abbiamo detto quattro centri: mentale, emozionale, motorio, istintivo, e questi centri possono funzionare in tre modi: mentale, emozionale e istintivo. Allora in noi funzionano quattro centri, quattro cervelli, un cervello mentale che compara, analizza e pensa e soprattutto lavora con la modalità: è utile non è utile, è giusto non è giusto. Poi un centro emozionale che si occupa del sentire, ma soprattutto lavora col: mi piace, non mi piace. Il centro istintivo motorio che si occupa del movimento ed è diviso in due parti, una parte motoria per movimenti volontari e una parte istintiva per movimenti innati e 80 automatici. Il centro istintivo praticamente governa la vita, quando il centro istintivo si ferma uno muore. Questi quattro centri funzionano con tre modalità. Per esempio il mangiare che è una funzione del centro istintivo può funzionare in tre modi diversi: ci sono uomini a cui non importa cosa mangiare gli importa la quantità, quindi il loro mangiare si applica automaticamente (funzione meccanica-istintiva), ci sono altri uomini che mangiano solo ciò che gli piace (funzione emozionale) e ci sono altri uomini che mangiano solo ciò che gli fa bene. (funzione intellettuale). Qual è la differenza? La differenza è che nel modo istintivo l‟attività del centro viene mossa automaticamente, nel modo emozionale l‟attività del centro viene attratta dall‟oggetto e nel modo mentale l‟attività del centro viene da un atto volontario. Si può dire che le parole d‟ordine di queste tre modalità sono: - Istintivo = dispersione, distribuisce dappertutto - Emozionale = attrazione - Intellettuale = intento Il potere è nell‟intellettuale, il kappa di cuore è un mentale emozionale, cioè un essere che possiede una grande quantità di emozioni e le indirizza allo scopo, le emozioni sono l‟energia. In termini normali ordinari un kappa di cuori è un manager, è un uomo che ha emozione, che sa indirizzare e lavora efficacemente in una direzione. Un uomo può rimanere manager per tutta la vita se non apre mai la porta per il centro superiore, e non la apre se nel suo essere manager non applica il cammino della conoscenza di sé. Il kappa è un essere che prende l‟attenzione e la mette sull‟oggetto, ha un‟attenzione intenzionale. La donna o la regina è una struttura la cui attenzione viene attratta dall‟oggetto, è sempre così. Il kappa in realtà manda, la regina prende. Non fate confusione quando parliamo di donne, non sono le donne umane, sono caratteristiche di entrambi i sessi. In questo schema i passaggi orizzontali sono molto facili, è facile passare da un Jack di cuori a un Jack di quadri, ma i passaggi verticali richiedono un diverso nutrimento. Bisogna nutrirsi con energie diverse. La gestione delle energie è imparare a far funzionare tutto questo per stare stabilmente nella dimensione del cuore, che è 81 l‟armonia della sopravvivenza. Una sopravvivenza perfettamente alimentata e che funziona senza seduzione, senza spreco. L‟identificazione, invece, principalmente appartiene alla riga delle donne. La donna di cuori è la principessa dell‟identificazione, non è innamorata, è innamorata dell‟amore stesso. Lei si occupa essenzialmente delle emozioni e viene continuamente attratta da tutto, è sempre così. La donna di fiori è un personaggio abbastanza difficile perché lei non aspetta che ci sia un oggetto per applicare il mi piace o non mi piace, lei lo spalma continuamente, lo applica a tutto ciò che esiste al mondo. Dov‟è secondo vuoi un bravo artigiano? Il bravo artigiano è il kappa di picche, è un uomo che ha razionalizzato i suoi movimenti, sa come si fa e cosa si deve fare. Anche un bravo cuoco e un bravo ballerino sono kappa di picche. Il kappa di quadri è molto interessante. Avete presente quelle persone che approfondiscono sempre, analizzano sempre di più e non fanno mai? Per esempio deve comprare una mozzarella e deve scegliere, allora incomincia a paragonare: una costa mezzo euro, l‟altra sessanta centesimi. Guarda il peso: questa pesa 250g, questa anche, ma il peso da sgocciolata, e così via. Sta lì mezz‟ora per una mozzarella. Questo mentale mentale, analizza sempre, analizza sempre di più. Lui ha in mano una spada e l‟affila, l‟affila sempre. Deve tagliare un pezzo di pane, affila sempre e muore di fame. Fortuna che c‟è anche un centro istintivo che gli dice di mangiare. A ognuna di queste tipologie corrisponde un modo di vedere, voi prendete una pera la mettete in mezzo a questi dodici tipi psicologici e tutti vedono dodici cose completamente diverse. Voi dovete scoprire il vostro tipo psicologico, siete tutte queste cose, ma state sempre nello stesso posto. Allora possiamo dire che non siete un uomo, non siete un Cristo, siete meno di un dodicesimo di un uomo, perché state sempre nello stesso posto. Se prendete un uomo e una donna e li mettete su questo schema, e sapete dove sono, voi sapete già tutto: come sarà, quello che succederà e come andrà a finire, è tutto già scritto perché è meccanico. Infatti una coppia formata da uomo mentale e donna emozionale se parlano non si capiranno mai, perché lui usa le parole per trasportare delle idee, lei usa le parole per trasportare delle emozioni, non si 82 capiscono. Non possono comunicare se non si spogliano, il mentale deve sapere che ha davanti un emozionale, ma deve conoscere gli aspetti emozionali prima di tutto dentro di sé, perché se non li conosce sarà sempre sulla lunghezza d‟onda della mente. Se li conosce può spostarsi nella sfera emozionale e dialogare, può dialogare con lei, che è emozionale, e un po‟ alla volta fare un cammino per portarla nella sfera mentale così che anche lei capisca lui. Allora lì dentro c‟è il mondo, però sarebbe interessante capire dove siete voi, non è tanto facile. Un buon modo è guardare una carta, mettersi davanti e con i concetti che ci siamo detti cercare di sentirla, cercare di capire. Per riuscire a collocarvi in questo schema è molto utile applicare più che potete l‟attenzione divisa. L‟attenzione divisa è una cosa molto importante, consiste nel dividere la vostra attenzione in due, una parte va verso l‟oggetto e una parte viene a voi, vuol dire: osservate una candela, contemporaneamente osservate la candela e osservate voi stessi che state osservando la candela. Sembra una sciocchezza, ma è una cosa molto importante. In qualunque circostanza della vita voi potete essere rapiti e travolti dalle circostanze oppure potete essere pieni di io, in ogni caso non ci siete nell‟intento di quello che volete fare. Allora il punto è trovare un attimo per vedere voi, l‟oggetto e voi stessi che vedete l‟oggetto, cioè l‟energia la mandate all‟oggetto per vedere, ma una parte la usate per vedere voi stessi che state guardando. Se voi trovate dei momenti nella giornata per fare questo e lo fate abbastanza spesso vedrete che succederà qualcosa di importante. Non date tutta la vostra attenzione all‟oggetto quando la dovete dare o non permettete all‟oggetto di prendersi tutta la vostra attenzione, tenetevene una parte per osservare. Questa cosa viene raccontata molto bene in una storiella indiana: C‟era un monaco che passeggiava lungo il fiume col suo Maestro e vede una ragazza che fa il bagno, e dice: “Maestro c‟è una ragazza che fa il bagno” e il Maestro: “Non guardarla”. “Maestro non ci riesco a non guardarla”. “Va bene, se non riesci a non guardarla, guardala, ma non toccarla”. 83 “Maestro non ci riesco a non toccarla”. “Se non riesci a non toccarla toccala, ma non baciarla.” “Maestro non ci riesco a non baciarla”. “Bé se non riesci a non baciarla, baciala, ma sii consapevole.” Vuol dire che se voi, per come è fatta la vostra struttura e il vostro mondo, andate nella direzione di baciarla, va bene, ma osservate voi stessi mentre compite questa azione. Metà dell‟energia la tenete nell‟osservare di ciò che siete. Cercare di mantenere l‟attenzione divisa è un esercizio molto importante, potete usare dei trucchi, potete farvi aiutare dalle circostanze, per esempio ogni volta che suona il telefono. Il telefono arriva all‟improvviso è un buon alleato, e prima di rispondere esercitate l‟attenzione divisa, prima di rispondere al telefono, pensate: adesso sono qui, sono qui a rispondere al telefono, presto attenzione al telefono e a me che rispondo. E‟ bello riuscire a usare gli eventi ordinari della vita come sveglie. Se sapeste fare questo non avreste bisogno di nient‟altro che del quotidiano, il quotidiano contiene già tutto, solo che non lo sapete più leggere. 20 Dicembre 2004 84 I CENTRI DELL’UOMO Il riconoscimento Cos’è la guerra? Tutto ciò che separa Ciò che critichiamo siamo noi Questa cosa unisce o separa? Attenzione divisa e ricordo di sé Riprendiamo il tema dei Centri dell‟uomo perché è molto importante. L‟uomo ha quattro centri che sono quattro cervelli e quattro attività, attività che a loro volta possono avere tre funzionamenti diversi ciascuno. Come si svolge l‟attività del centro? L‟attività di ogni centro può svolgersi: o automaticamente, o attirata da un oggetto o indirizzata dall‟intenzione. Quindi ogni centro funziona in maniera istintiva quando la sua attività si svolge automaticamente, funziona in maniera emozionale quando è attratta da qualcosa, si svolge in maniera mentale quando è indirizzata da un intento. Prendiamo per esempio l‟uomo che mangia, mangiare è la funzione del centro istintivo e motorio. L‟uomo istintivo istintivo mangia quello che capita, istintivamente mangia, ogni due ore mangia, gli interessa mangiare, introdurre cibo perché deve nutrirsi. E‟ interessato più alla quantità che alla qualità. Immagazzina nel pensiero e automaticamente mangia. Un'altra persona può utilizzare lo stesso centro rispetto all‟alimentazione in maniera istintivo emozionale istintiva quindi, per esempio, non ha assolutamente fame, però vede una torta, in quel momento la torta gli fa venire voglia di mangiare, quindi mangia perché è attratto dalla cosa che ha davanti e non perché ha realmente fame. L‟ultimo modo in cui può funzionare questo esempio è quello istintivo mentale, quindi colui che mangia e usa il centro istintivo in maniera mentale, in realtà studia quello che deve mangiare, perché per esempio è vegetariano. Non fa né un‟attività istintiva né un‟attività emozionale ma un‟attività molto pensata. Quindi l‟istintivo mangia tutto, l‟emozionale mangia ciò che gli piace e l‟intellettuale mangia ciò che gli fa bene. Queste sono tre modalità di usare la stessa funzione. Questo si applica a tutto, anche al movimento: il tipo motorio istintivo non riesce a star fermo, vede la vita attraverso il movimento quindi spalma il suo movimento dovunque. Il motorio può anche essere motorio emozionale, cioè che gode della bellezza dei 85 movimenti, per esempio un ballerino a cui piace ballare, il piacere del movimento. Poi il tipo motorio mentale che usa il movimento esattamente per lo scopo, può essere sempre un ballerino, ma questa volta un grande ballerino. Oppure può essere un grande artigiano. Tutti e tre sono degli uomini, come dice Gurdjieff, numero uno, cioè che gravitano intorno al centro motorio, ma uno in maniera istintiva, uno in maniera emozionale, uno in maniera mentale. Parliamo del centro mentale. L‟uomo mentale che è il kappa di quadri: è un uomo la cui vita è centrata sul pensare, sull‟analizzare. Il mentale istintivo analizza tutto sempre, anche quando non c‟è bisogno, anche le cose che non varrebbero la pena analizzare, anzi anche quelle che è controproducente analizzarle. Il mentale emozionale è quello che è attratto dalla bellezza dei ragionamenti, il piacere della conoscenza. Il mentale mentale, è quello che veramente porta la sua capacità analitica in una sola direzione e ci entra fino all‟infinito, in questo caso, per esempio, si parla della specializzazione: il grande scienziato arriva a scoprire tutto di una cosa piccolissima. Lo stesso vale per il centro emozionale, gli emozionali possono essere: emozionale istintivo per il quale, continuamente, la visione della vita è divisa in due territori di nome: “mi piace”, “non mi piace”. Qual è la sua idea della felicità? Ha un‟idea della felicità semplicissima: questo deve stare lì, questo deve stare qua, non ne ha un‟altra. L‟emozione emozionale si innamora di ogni cosa, è continuamente innamorato di tutto, e subito dopo di un‟altra ancora e vive quasi costantemente nell‟identificazione. L‟emozionale mentale invece è quell‟essere che sa usare la propria intelligenza per guidare questa quantità di energia che è nell‟emozione. Nel mondo ordinario l‟emozionale mentale può essere un manager, è un esperto della motivazione, cioè del dare un motivo all‟azione. Si può approfondire tantissimo tutta questa struttura perché ogni tipo psicologico espresso con le carte può funzionare in maniera positiva o negativa. Vi faccio un esempio, il kappa di quadri che nel senso migliore è un grande scienziato, crea montagne anche di cose piccole, perché su tutto porta l‟analisi oltre ogni limite. Il kappa di quadri nel senso negativo è proprio un tiranno. Ha in mano la spada, ha la testa rivolta verso destra, completamente rivolta al futuro. In questo schema ci sta dentro tutta l‟umanità dal punto di vista 86 psicologico, c‟è dentro tutta l‟astrologia, ci sono dentro tutti i colori, ci sono dentro tutti i suoni, c‟è dentro tutta la fisica delle particelle, c‟è dentro tutto. Questo è l‟essenza stessa del mondo della sopravvivenza, del mondo ordinario, di ciò che si mangia, si tocca, si vede, quello con cui ci si relaziona. Sapere come voi vi muovete, quali sono i vostri movimenti interiori, intendo psicologici, è molto difficile ma con l‟aiuto di questi percorsi diventa molto più facile. Perché ci interessa questo? Perché imparare a usare la parte mentale dei centri è una cosa meravigliosa, è imparare ad usare l‟intenzione. Non è ancora consapevolezza ma si avvicina. Si può dire che per la funzione istintiva la parola d‟ordine è: disperdere, per l‟emozionale la parola d‟ordine è: essere attirati, per il mentale la parola d‟ordine è: andare nella direzione. Quindi l‟intento è la prerogativa della fila dei kappa ma la cosa più interessante è che è dal kappa di cuori, che fa un uso appropriato delle energie, si determinano quegli stati che in tutti gli insegnamenti antichi venivano chiamati illuminazione. Quindi tutte le antiche scuole lavoravano e lavorano nella direzione di portare l‟uomo permanentemente nella condizione di kappa di cuori e quindi a usare le proprie energie in maniera giusta e aprire la porta di collegamento con quello che Gurdjieff chiama Centro Emozionale Superiore, che sono le emozioni superiori. La posizione in cui siete, e soprattutto nel momento in cui nascete, è l‟incontro di un asse orizzontale, che è una funzione, con un asse verticale che è un centro privilegiato, dove tendete a gravitare. Quindi se siete un essere che gravita intorno all‟emozione allora la vostra asse verticale è quella dei cuori: principalmente vedete il mondo attraverso l‟emozione ma la vostra emozione può avere una carica istintiva, quindi automatica, emozionale per innamorarsi, essere attratti o mentale cioè per dirigere. All‟incrocio fra questi due assi c‟è il luogo in cui siete, soprattutto il luogo dove siete nati, dove vi sei addestrati, ma quello che conta è che all‟interno di questa struttura si può fare un cammino, un‟attività per conoscersi. Facciamo l‟esempio del sapere: la donna di quadri è mentale emozionale, è addestrata a usare la mente e la usa indirizzandola verso il sapere. Se siete nella donna di quadri, cercherete di fare un percorso che vi porti al kappa di quadri, cioè ad acquistare una nuova possibilità che, in questo caso, si chiama precisione. Se siete 87 nell‟apprendimento comprendete che questo deve avere uno scopo. Il percorso verticale è molto più difficile di quello orizzontale, nel verticale bisogna cambiare nutrimento. Se vi sottoponete a questa disciplina il collegamento sarà dalla donna di quadri al kappa di quadri e potete andare avanti perché il kappa di cuori è quel luogo dove siete davanti alla soglia. I tipi psicologici sono tutti percorsi di crescita. I sette miliardi di esseri umani si stanno intrecciando, muovendo e gravitando in queste posizioni, ma senza una direzione, perché non cercano e non sanno quello che gli serve. Dal modo in cui un uomo e una donna si rapportano c‟è già scritto dove si capiranno, dove non si capiranno, dove combatteranno, c‟è scritto tutto. Naturalmente è chiaro che tutto questo riguarda il mondo della sopravvivenza, il luogo dove la sopravvivenza è più forte e dove siamo pochissimo mentali. L‟uomo che vive solo nella parte istintiva avrà più da lavorare, però sarà favorito se sa già muoversi su tutte le carte dei mentali. La carta del kappa è orientare l‟attività del centro intenzionalmente ed è il massimo allontanamento dal mondo della sopravvivenza, l‟uso non intenzionale della macchina umana. Il kappa di fiori è un pezzo importantissimo sul quale non abbiamo quasi controllo. E‟ una perfetta ingegneria che comanda tutta la nostra struttura, per esempio il flusso sanguigno, il battito del cuore, lo scambio delle informazioni, le sostanze chimiche. E‟ una struttura perfetta, sulla quale non abbiamo quasi nessuna possibilità di intervento. Come si fa dal kappa di picche a passare al kappa di cuori? Innanzitutto la prima domanda è: a quale asse appartengo? Cioè attraverso cosa io vedo la vita, attraverso quale funzione la decodifico prima di tutto? Attraverso il pensiero, attraverso l‟emozione o attraverso il movimento? E poi, come uso questa funzione? Come si orienta? La oriento intenzionalmente o vengo sempre attirato da qualcosa o lo faccio in continuazione? Vi accorgerete che vi spostate in tutto questo schema, non state mai fermi. Per esempio quando andate nel kappa di quadri ve ne accorgete subito perché tutto si appesantisce, tutto diventa troppo fiscale, troppo preciso. Quando siete nel kappa di cuori siete leggeri. Nel kappa di picche ci andate quando vi mettete a riparare qualcosa. 88 Ogni volta che dovete scrivere un libro o dovete leggere un libro o dovete tenere una conferenza, essere un kappa di quadri è una preparazione fantastica. Ogni volta che dovete vivere dovete essere kappa di cuori; vivere vuol dire generare, generare qualcosa, far partire qualcosa, questo è un kappa di cuori. Se non andate mai nel kappa di picche non vi sfogate mai a ballare. Peccato, bisognerebbe farlo! Naturalmente questi aspetti sarebbe bello saperli vivere tutti. Il kappa di cuori è una carta porta, mentre il jack di fiori è una carta prigione. Ogni carta è fatta di due parti, una di sopra e una di sotto cioè è due aspetti. Anche quello che hanno in mano è molto importante: la donna di fiori e il kappa di quadri hanno in mano una scimitarra, un‟accetta. Il kappa di fiori ha in mano una spada. Anche come sono rivolti ha un significato: la direzione verso destra è il futuro e la direzione verso sinistra è il passato. Il kappa di quadri è completamente girato a destra, ha in mano l‟accetta e guarda completamente verso il futuro: lui non media per nessun motivo. Il kappa di cuori è diverso. Ha una spada dietro la testa, la tira fuori solo e soltanto quando serve ed ha lo sguardo moderatamente rivolto al futuro. Quindi è capace di mediazione. Vorrei precisare che la lettura di queste cose è inesauribile e lo scopo non è di accumulare un sapere. Quando avete capito il gioco, che è il gioco della vita, vi mettete davanti a una carta, meditate e guardate dentro di voi come è, come funziona, poi vi mettete in quella casella e provate a vivere in questa casella. Tutte queste modalità le avete dentro. Lo scopo è sempre di conoscere noi stessi, prima cosa, e poi fare il percorso che ci serve per saperci collocare. Se siete una donna di quadri, quando parliamo io cerco di portarvi a essere un kappa di quadri, ma se non sapete chi siete, non sapete chi sono io, non sapete cosa stiamo facendo, diventa tutto un discorso che non porta a nulla. Se invece vi sapete collocare ci collochiamo reciprocamente e generiamo una relazione pulita. Una relazione pulita è possibile solo quando so dove sono nello spazio e so dove sono gli altri. Ma come fate a collocarvi se non vi conoscete bene? Vi conoscete bene attraverso l‟osservazione, attraverso il mantenere un impegno preso, anche quando non vi va più di farlo. 89 Come è l‟uomo che tradisce se stesso? La sera prima dice: “Domattina mi sveglio alle otto”, punta la sveglia, poi appena suona la tira contro il muro. Ma quella sveglia l‟ha messa lui. E‟ questo il tradire se stessi. Questo impegno lo volete per voi, lo volete ancora, ma la difficoltà, la tentazione è troppo grossa, la difficoltà è troppo pesante… e buttate la sveglia contro il muro. Questo vale anche per cose più profonde: ci sono persone che maledicono i loro genitori perché si sono dimenticati che li hanno scelti loro, è questo il punto. Il valore della vita è nel Riconoscimento, questa è la parola chiave e magica. Non si tratta di sapere, si tratta di riconoscere. Se fate una scelta e pianificate un cammino per la vostra anima e poi succede che arrivate in un luogo in totale ignoranza, se in quel momento siete capaci di riconoscere ciò che avevate scelto, significa che riconoscete voi stessi. Questa è la chiave. Se riconoscete ciò che scegliete, riconoscete voi stessi. Ogni volta che maledite non riconoscete, ogni volta che fate la guerra non riconoscete, ogni volta che dividete non riconoscete, proprio perché non riuscite a riconoscere che ciò che avete è esattamente ciò che vi serve. Non riconoscere è perdere un‟opportunità. Sapersi collocare è sapere dove abitate, quando siete in movimento siete in movimento, quando vi fermate sapete dove siete fermi, e quando vi muovete comprendete quei movimenti. In un cammino il più facile o il più difficile non c‟è. Quello che conta è vedere le soluzioni del percorso. Spogliati di tutti quegli schemi potete vedere che l‟altro è un essere luminoso cento volte più di quanto pensavate e capite anche che il vostro modo di lavorare su di voi per migliorarvi, per riconoscervi vi ha dato tante possibilità, in questo senso vedete una cosa positiva. Quando un‟ottava finisce, il tempo di quell‟ottava con le sue possibilità è scaduto. Allora che cosa dice l‟essere in queste condizioni? Dice: “Non è un problema, la prossima volta voglio essere pronto”. Questo è riconoscimento. Riconoscere vuol dire essere pronti. Questo è un punto fondamentale. Siete fortunati perché il tempo non è scaduto per voi e siete ancora in tempo a metterlo a frutto, ma bisogna essere pronti. Quando? Subito, non c‟è tanto da pensare, bisogna che la porta alla menzogna, alla guerra, alla falsa personalità, al passato, ai conflitti, al negativo la chiudiate subito, ora, e definitivamente. Non 90 potete tirare avanti ancora perché il tempo scade. Bisogna sviluppare una vista sottile per vedere come fate la guerra. La guerra è una realtà che si trova nella politica, la guerra fisica non è l‟unica guerra, esistono tante guerre e la guerra fisica è la manifestazione più grossolana di guerre più profonde. Ci sono guerre di religione, guerre aziendali, guerre economiche, guerre sociali, guerre personali, guerre nelle famiglie, guerre nelle coppie, guerre dentro la vostra mente. Dovete comprendere che questo vi porta in una vostra responsabilità. Non esiste la guerra fra la luce e le tenebre, c‟è la guerra che le tenebre fanno alla luce. E‟ diverso. La luce brilla punto e basta e le tenebre non l‟accolgono e gli fanno guerra. La luce non è in guerra con la tenebra perché appartiene a un livello diverso: la luce vincerà sempre. Due realtà si combattono solo se sono allo stesso livello. Quindi la guerra fra la luce e la tenebra non è possibile: le tenebre la scatenano nei confronti della luce, ma la luce va dritta per il suo cammino. Il punto veramente importante è la qualità delle vostre azioni: queste tenebre, le potete chiamare caos, le alimentate perché quando vivete la vostra guerra individuale buttate energia dentro a quel caos. Le vostre azioni o sono coscienti e vanno a finire in quel piccolo contenitore della luce, o sono incoscienti e vanno a finire in quel contenitore enorme che è quello della tenebra, del caos. Ecco perché è necessario dare un valore nuovo alle vostre azioni e incominciare a vedere la guerra. Cos‟è che genera la guerra? La genera il fatto che siete nel campo di battaglia, voi scatenate la guerra anche se non fate niente, perché siete nello schieramento del campo di battaglia, le vostre azioni sono guerra. Ho già fatto l‟esempio del dottore che ha guarito un bambino di leucemia e dice a una mamma col figlio malato che è riuscito a curarne uno e tenterà di farlo anche con lui. Questa è pulizia. Ma un altro dottore, concorrente e invidioso cosa ha riconosciuto di questo discorso? Che il dottore si è vantato di aver guarito un bambino malato di leucemia e in quel vantato c‟è la guerra. E‟ per questo che Gesù dice: “Il vostro parlare sia sì sì, no no, il resto viene da Satana”. Quella parola vantato, dove va a finire? Nel grande contenitore del caos. Allora è il momento ormai di pulire le vostre azioni, di pulire le 91 vostre relazioni, di pulire le vostre parole, perché in questo momento ogni cosa è responsabilità e serve comunque a voi. Bisogna incominciare a sviluppare questa vista sottile che vi fa vedere dove, come e perché nasce la guerra. Se dovete comunicare qualcosa a qualcuno comunicategliela direttamente, non mettete in mezzo altre persone, altrimenti non potete immaginare che cosa succederà. Voi dite: “Io non voglio creare la guerra, io non voglio introdurre della sporcizia”, ma lo fate inconsapevolmente, non lo fate apposta, le vostre intenzioni sono buone, non lo fate apposta. E se io sono un uomo di pace come mai collaboro alla guerra? Perché non sono presente a me stesso. Ma come? Bisogna essere integri. Quel dottore al suo collega dice la parola “vantato”, come mai questo vantato viene lasciato passare? Come mai l‟altro non dice: “Hai saputo cosa? C‟eri?” prima serie di domande. Seconda serie di domande: “Di che cosa mi parli? Io non c‟ero”. Terza domanda: “Cosa intendi con la parola vantato?” Si dovrebbe fare subito una valutazione di questo tipo ma, il vantato spesso passa. Attraverso quale porta passa? Qual è la porta attraverso cui il negativo entra? Il negativo passa attraverso l‟ego. L‟ego è la porta attraverso la quale il negativo può entrare, può entrare poco e vi inquina, ma se entra tantissimo può anche prendere il comando. Quindi è molto importante che prima di tutto voi siate presenti a voi stessi, non accettate di farvi contagiare. Per non accettare di farsi contagiare bisogna riuscire a vedere tutto ciò, bisogna essere in grado di riconoscerlo dietro l‟apparenza che mostra. Bisogna stare molto attenti, perché si ha a che fare con energie sottili che si vestono da consolazione, si vestano di amicizia, si vestono di accordo, si vestono da chi vi sta vicino. Guardate, vi rifaccio un esempio di Gesù. Un attimo prima Gesù dice a Pietro: “Pietro ma chi sono io secondo te?” E Pietro dice: “Tu sei Cristo il Figlio del Dio Vivente” e Gesù gli risponde: “Pietro tu sei benedetto fra gli uomini, perché nessuno ti ha rivelato questo solo lo Spirito del Padre che è dentro di te”. Sta parlando del riconoscimento in senso grandissimo qui. Mezz‟ora dopo o un‟ora dopo Gesù dice: “Andremo a Gerusalemme 92 dove il figlio dell‟uomo verrà incatenato e ucciso”. E Pietro: “Signore finché ci sono io questo non accadrà mai”. Allora Gesù gli risponde: “Sta lontano Satana”. Cosa fa Pietro? Pietro è un uomo di Verità, un amante della Verità e quindi cerca di mettere a frutto. Se non fosse un amante della Verità direbbe: “Oooh cosa è successo? Devo chiamare gli altri Apostoli. Amici venite, venite ho scoperto che anche il Maestro ha un ego, è cambiato da così a così!” No, questo tipo di reazione vi dice che siete cambiati voi, che siete andati dall‟essenza alla falsa personalità e lo stesso Cristo, che prima era una meraviglia, ora non lo è più. Perché questo non succeda dovete prendervi la vostra responsabilità, perché tutto ciò che voi vedete, che disapprovate e che criticate siete voi. Questa idea è fondamentale, perché senza questa idea la guerra ci sarà sempre. Finché voi non vi riappacificate con ciò che disapprovate non vi riappacificherete mai con voi stessi. E ogni volta che voi disapprovate perdete una parte di voi importante, e invece di abbracciarla la buttate nel calderone del caos e partecipate alla guerra. In questi tempi particolari, per il mondo, il tentativo di produrre divisione è fortissimo, è enorme, è dappertutto. Non cedete alla tentazione. Tenete tutto unito: tenete uniti voi stessi, tenete uniti i vostri affetti, tenete unite le vostre famiglie, tenete uniti i valori, tenete unito questo gruppo, tenete unito. Non prestatevi alla guerra. Cos‟è la guerra? Come si fa a riconoscere la guerra? Come si fa a riconoscere la tenebra al posto della luce? Cosa fa? Qual è il suo scopo? E‟ facilissimo da riconoscere, sapete perché? Perché separa. Voi vedete un‟azione che separa quella è di Satana, non c‟è tanto da pensare. Le azioni che uniscono sono della Verità. E‟ facile da distinguere, non è difficile. La domanda da porsi è: cosa fa questo unisce o separa? Un mio amico diceva: “Il caos è grande ma io me ne frego, perché domattina quando mi alzo so cosa devo fare: lavorare su di me. Il caos è sempre di più, benissimo. E‟ messo sotto i miei occhi affinché io mi ricordi quello che devo fare: lavorare su di me. Più il caos è grande e più io comprendo che devo solo fare una cosa: migliorare me stesso”. Diceva anche: “La pace fra gli uomini non ci sarà finché non ci sarà una Resurrezione”. Significa che in questo mondo sottoposto a queste 93 leggi la guerra c‟è sempre stata e ci sarà sempre, è una legge di funzionamento, non è guerra. Quando arriva un virus, un battere dentro di voi e i globuli bianchi lo attaccano per distruggerlo, voi dite che dentro il vostro corpo c‟è una guerra? C‟è una guerra che fa parte del funzionamento di questo corpo, così come la morte: le nostre cellule nascono e muoiono, ne muoiono milioni ogni istante, quella vita e quella morte servono a sorreggere una vita più grande. La risposta di Gesù è chiarissima, dice Giuda: “Maestro ma quella donna ti sta lavando i piedi con un unguento che costa trenta denari, potremmo venderlo e dare il ricavato ai poveri”. Voi cosa avreste detto? “Sì hai ragione, ferma ferma”. No, così avete perso la misura della vita. Lui da una risposta molto più grande: “I poveri li avrete sempre con voi”, cioè è la legge di funzionamento di questo mondo “Io sono la vostra possibilità di ascendere ad un altro mondo, come potete venirci voi possono venirci anche loro, non mi avrete per sempre. Lei mi ha lavato i piedi con le sue lacrime e me li ha profumati con il suo unguento tu non l‟hai fatto”. Cosa vuol dire? Parla della possibilità della pace collettiva dell‟umanità intera: ora, in questo mondo, così com‟è e fino a quando non risorgerà nella sua totalità, la pace non è possibile, ma questa non è una ragione per fomentare la guerra, non è una ragione per fare la guerra. Non sapete quando, se, come, in che modo ci sarà la pace per l‟umanità, ma voi domattina vi alzate e sapete cosa dovete fare. Aspettate a migliorarvi solo quando vi verrà mostrata la prospettiva che possa esistere la pace per l‟umanità? Il discorso fondamentale è che voi potete mettere la vostra struttura sotto le leggi del mondo più alto, molti lo fanno. La possibilità della pace individuale esiste in un mondo più grande sottoposto ad altre leggi. L‟uomo può vivere sottoposto a quelle leggi, questa è pace interiore, e spesso lo mostra attraverso quelli che chiamiamo miracoli. Il miracolo è l‟espressione di ciò che è normale in un mondo più grande, quando viene letto nel mondo più basso. Per voi sono miracoli, ma per chi riesce a farli no, è una cosa normale, perché è sottoposto ad altre leggi. Se la pace c‟è o non c‟è voi domattina, e anche adesso, sapete cosa fare. Se è così adesso può essere così sempre. Quando siete di fronte a qualcosa che dovete affrontare, qualcosa che 94 può anche essere abbastanza difficile, un attimo prima potete fare questo esercizio: senza combattere gli altri, dando il meglio di voi, vi rivolgete a voi stessi e richiamate tutto ciò che siete. Vi mostrate a voi stessi in tutta la vostra realtà. Vivete questa esperienza in tutta la sua realtà e vi accorgerete che scompare la paura, il senso di inadeguatezza perché vi ponete sapendo chi siete. E‟ importante. Però questo stato bisogna coltivarlo. Non voglio dire che arriverà ad essere sempre continuo, però può essere uno stato nel quale potete tornare e dirvi: questa è la mia vita, io sono quello. Cambiando la lettura della difficoltà quello che prima vi spaventa dopo vi da energia, è tutto diverso. Se il caos si è moltiplicato per dieci, bene, allora voi sapete ancora meglio domattina che cosa fare. Lo sapete ancora di più: se prima col caos a uno sapevate che dovevate migliorarvi, adesso col caos a dieci sapete ancora di più che il significato profondo di essere qui è migliorarsi. Quindi il caos più aumenta più vi rafforza nella vostra vita. Per fare questo occorre usare l‟attenzione divisa. Ne abbiamo già parlato ma ve lo ripeto, l‟attenzione divisa è così: sono capace di prestare attenzione a me stesso che sta guardando una candela? Per riuscire a fare questo non si possono fare troppe cose contemporaneamente. Per esempio se vi sedete e pensate, oppure vi sedete e vi lamentate, non vi state sedendo. Se vi sedeste e basta in quel momento sareste vita. Allora guardate la candela e osservate voi stessi che state guardando la candela, serve questa interazione. La vostra attenzione è sì sulla candela ma attraverso di voi. L‟esercizio sull‟attenzione divisa è così fatto: quando voi vi focalizzate su qualcosa di solito perdete la vostra attenzione, la mettete sulla cosa e vi dimenticate di voi. Questa in realtà non è focalizzazione, si chiama identificazione. Perciò dovete imparare ad esercitare l‟attenzione mantenendola su voi stessi, mantenendo una parte di energia per se stessi. In pratica osservate la candela, ma non vi dimenticate di osservare voi stessi che osservate la candela. E‟ da fare più volte al giorno finché non succede qualcosa. Quando l‟attenzione la mandate metà alla candela e metà a voi stessi, che osservate la candela, la usate tutta attraverso di voi, quindi vi includete. Gesù diceva questo in una maniera completamente diversa: “Voi siete nel mondo ma non del mondo”. Se non diventate capaci di osservare il caos che c‟è nel mondo e, contemporaneamente, 95 osservare voi stessi che lo osservate, ci sarete dentro, immediatamente sarete nel campo di battaglia. Il ricordo di sé è il risultato dell‟attenzione divisa. Attenzione divisa e ricordo di sé sono la stessa cosa. Facendo questo occorre, per maggior chiarimento, fare la distinzione fra neutralità e menefreghismo. Menefreghismo è chiudere gli occhi, le orecchie, il naso e stare in un mondo piccolo piccolo e farsi i fatti propri. Neutralità significa aprire tutto, vedere, sentire, comprendere, essere anche informati di questa cosa, ma avere la distanza, quindi discernimento: capacità di includere e di fare nel vostro mondo. Il menefreghismo è la forma più grande di negazione della vita mentre questa neutralità è quella forma grandissima di affermazione della vita che si chiama compassione. Il menefreghista e l‟uomo di compassione fanno esattamente le stesse cose esteriormente, invece l‟atteggiamento verso la vita è tutto diverso. Un altro modo di dire guerra è occuparsi degli altri, perché, vedete, la responsabilità è responsabilità della propria vita. Questa è l‟unica responsabilità, il resto sono sciocchezze. Se guardate come si muovono gli esseri umani vi accorgereste che gli uomini hanno dei modi complicatissimi di prendersi tutte le responsabilità che non sono loro e di non prendersi le proprie. Una persona per prendersi delle responsabilità che non la riguardano, è motivata da idee strampalate, ideali esagerati senza senso. Il massimo che potete fare per voi stessi, per il mondo, per la Verità, è prendervi la responsabilità di voi stessi. Quindi domattina sapete cosa fare: svegliarvi con l‟idea che esiste la possibilità di migliorarsi. Concludo dicendovi che è importante sapere di non sapere, perché, guardate, non sapete niente. Tutto quel sapere che usate per scagliarvi contro gli altri è tutta arroganza. Un‟arroganza che impedisce l‟amore. 27 Dicembre 2004 96 IL SENTIRE PROFONDO Riconoscere la Verità L’ego e la ragione Il giudizio Cosa sapete profondamente dentro di voi? Come si fa a sapere una cosa dentro di sé? E‟ semplice o perché ad un certo momento si è riconosciuta o perché non si è riconosciuta. Se si è presa in esame, si è fatto esperienza e si è verificata, dopo diventa vostra, tutto quello che sapete in realtà lo sapete dentro di voi. Quello che con la morte fisica vi potete portare via è vostro, quello che non vi potete portare via non è vostro. Quindi quello che sta nel cervello, che non vi potete portare via, non è vostro, ciò che è veramente vostro è in un luogo più profondo, lo sapete interiormente. Anche se non lo sapete interiormente e incominciate a provare, a sperimentarlo e a viverlo, dopo che è diventato per voi vero, allora lo sapete interiormente. Quindi il sapere interiore non è altro che il frutto delle esperienze, quando uno arriva in un luogo e riconosce subito una cosa, questo frutto è riconoscimento. Lo spiego meglio con una storiella che rappresenta la condizione dell‟uomo: un bambino piccolissimo si trova davanti a due persone e tutte e due dicono di essere il padre. Come farà a riconoscere dei due padri qual è quello vero? Uno si presenta normale e l‟altro pieno di doni. Potrà il bambino riconoscere quello vero? Allora se questa paternità è nel sapere il bambino non sa niente e non la può riconoscere, ma se la paternità è nel sentire, il bambino può sentire e anche se il padre falso si presenta pieno di doni e di ricchezze, lui riconosce comunque quello vero. Il sentire di oggi, e qui non parlo delle emozioni, parlo del sentire profondo, è il risultato dell‟esperienza, è la Fede di cui parla Gesù, la Fede non è cieca, la Fede è una visione profonda, interna. Tutti voi avete elementi di questa cosa, se vi fermate ad ascoltarvi potete ritrovarvi e questo sentire è una guida infallibile della vita. Questo sentire profondo è ciò che voi essenzialmente siete e in certi momenti salta fuori. 97 Questo deve avere un significato molto pratico perché, così come le esperienze di ieri hanno costruito il sentire di oggi, altrettanto le esperienze di oggi costruiscono il sentire di domani e così come il sentire di ieri è il riconoscere di oggi, il sentire che costruite adesso con l‟esperienza è una nuova capacità di riconoscere. Quando, per esempio, studiate qualcosa questa cosa è pura teoria, non potete dire che è vera o falsa, non è ancora niente, è solo un seme, però se voi la vivete profondamente poi potete esprimervi nel dire che è vera o falsa. Quindi quando l‟uomo dice: “non è vero” senza sperimentare mente a se stesso, parla di ciò che non sa. Vi sembra un atteggiamento intelligente giudicare una cosa senza averla capita? Allora, prima comprendetela profondamente, poi la giudicherete, ma io vi dico che ogni volta che comprendete siete d‟accordo, perché comprendere vuol dire prendere dentro. L‟importante è che una persona intelligente accetti che non può giudicare senza comprendere. Non potete prendere una cosa di cui non capite nulla e pretendere di giudicarla, questa è superficialità ed è stupidità. La natura del giudizio è esattamente questa: il giudizio giudica senza capire. Il giudizio è stupido e ottuso. E‟ un rapporto con l‟esistenza che non è degno di un uomo, il giudizio è un rapporto con la vita di tipo subumano. L‟attitudine umana è comprendere é la comprensione che caratterizza l‟essere umano. In altri termini: ciò che caratterizza l‟essere umano è l‟attitudine a essere pronto a riconoscere la Verità per quanto questo costi. Tutto il senso della vita è produrre questa apertura nei confronti della Verità e operare quanto più possibile il riconoscimento, perché spesso non si produce questo riconoscimento? Perché al di sopra del vostro sentire c‟è una cappa di piombo, di giudizio, che sa tutto e che vi tiene lontani dalla vostra anima. Non esiste altro lavoro di crescita che non sia togliere questa cappa di piombo. Se volete andare verso una Verità, smettete di credere di sapere tutto o anche poco, poco è sempre troppo. Quindi tutto il lavoro è togliere questa cappa di giudizio che è pura violenza. E questa cappa blocca la capacità interiore della vostra anima che è quella di comprendere, cioè aprirvi. Voi siete programmati a giudicare continuamente, voi avete il giudizio incorporato, automatico. Ma questo è niente, c‟è di peggio, il giudizio quando è nella mente non è una bella cosa, ma quando esce 98 dalla bocca è una rovina. Quindi c‟è qualcosa di peggio del giudizio ed è la maldicenza. Ora se voi foste sempre nella vostra anima sarebbe facilissimo, ma quando voi andate nel vostro ego la vostra prospettiva si stravolge completamente. Come si riconosce l‟ego? E‟ facile, perché parla di ragioni. L‟ego vuole una sola cosa: la ragione. L‟ego è il modo in cui un uomo toglie valore a sé stesso, volete sapere che cos‟è la ragione? La ragione è il modo in cui un uomo si dichiara una nullità. Dice: “Io se non ho questa ragione non valgo niente, non esisto”, non si riconosce come anima e quella ragione è tutto. Con che cos‟è che vi riconoscete benissimo? Coi vostri vestiti? Se ci riflettete vi accorgerete di no, perché oggi è questo, e domani sarà quest‟altro. Coi vostri capelli? Per i vostri pensieri? Vi riconoscete di più con la vostra visione? Se andate a vedere in profondità vedete che all‟origine di tutto c‟è un sentire profondo, impalpabile, che in realtà è la vostra bellezza, ma che da forma alla vostra vita. In questo luogo avete il massimo riconoscimento di voi stessi e questo riconoscimento può crescere. Il punto fondamentale è che se voi riproducete un riconoscimento di questa dimensione e comprendete che quella dimensione è ciò che voi essenzialmente siete, non dovreste più avere pace finché non percorrete quel cammino che vi riporta alla fonte di voi stessi. Dovrebbe essere la prima cosa sopra ogni cosa, un grande amore. Ma se tutti hanno fatto questo riconoscimento la domanda successiva è: perché mi dimentico continuamente? Perché un milione di altre cose vengono prima e hanno la priorità? Perché mi fermo continuamente? Mi fermo di fronte a una difficoltà, di fronte a un prezzo da pagare, perché mi fermo continuamente di fronte all‟unica cosa che ha un valore per me? Perché avete il vostro ego che è molto intelligente e vi conosce molto meglio di quanto voi conoscete lui. L‟ego è un maestro di conoscenza e ha una quantità enorme di strategie. Quando una persona non produce nessun riconoscimento di sé stesso finisce che non si da valore. Non si da valore perché il valore è un briciolo di collegamento con l‟anima. Se voi spezzate quel collegamento siete nella psiche e il vostro valore è zero. Quando la persona è senza valore crea un idolo e si identifica, e se non può fare questo lo abbassa. Prende l‟idolo e lo tira giù dal piedistallo e lo giudica. L‟ego che è una visione distorta della vita, si 99 illude di acquistare valore, invece così la persona continua a costruire ogni giorno il suo dolore. Bisogna togliere il giudizio, perché quando togliete il giudizio, togliete il giudizio agli altri, togliete anche il mito degli altri e incominciate a dare valore a ciò che siete. Il mondo dell‟ego rispetto al mondo della Verità e dell‟anima è tutto sbagliato, è tutto al rovescio. Quando ho detto idolo, non ho inteso un idolo religioso, ma un qualcosa da elevare in maniera esagerata per potersi identificare con essa, oppure quando questa identificazione non è possibile, gettare giù tutto il resto per poter essere, non è questo il modo di essere. Il modo di essere è dare valore a ciò che siete profondamente e più il valore di voi stessi aumenta più diminuisce il vostro giudizio. Questo mondo subumano del giudizio è il mondo della guerra, tutto si moltiplica, perché c‟è una legge che dice: “se vieni colpito devi reagire”. Il non reagire significa che vi siete spostati, cioè là dove il colpo arriva voi non ci siete. Ecco perché spesso vi faccio la domanda: come scatenate la guerra? Perché nella guerra ci siete immersi continuamente e serve distanza per non parteciparvi. La guerra non sono solo i carri armati, la guerra è dovunque, la guerra è già dentro la vostra mente. Il proposito è questo: io non mi presto alla guerra. Quando il negativo arriva e vuole far breccia nel vostro ego, nella vostra paura, nel vostro malcontento, nel vostro senso di inferiorità e vi vuole aizzare contro qualcosa, contro qualcuno, contro l‟ingiustizia, dovete dire: “No grazie, io non mi presto alla guerra”. E quando arriverà qualcuno, perché ciò che viene fatto in maniera immateriale viene fatto anche in maniera materiale, dovete essere fermi e saldi nel vostro proposito. Quel demone è come un virus, se non è riuscito a entrare dentro, entra attraverso un‟amicizia, che siete una sorella, un fratello, uno zio, un moroso ……. è per questo che occorre avere il potere di non voler partecipare alla guerra. Dovete rincentrarvi in voi stessi, cercare di avere sempre di più la padronanza dei vostri pensieri, perché senza padronanza dei vostri pensieri tutto prende un ritmo assurdo, tutto diventa complicato, tutto diventa difficile e tutti diventano nemici. Dovete interiormente non prestarvi alla guerra e esteriormente non prostrarvi. Ricordatevi che chi è venuto a portarvi la guerra, appena si accorge che voi non vi prestate, andrà da un altro per fare la guerra contro di voi. Chi vi 100 compra oggi vi venderà domani. E chi si trova con voi per parlare male di un altro, si troverà con un altro per parlare male di voi, questo è certo. Fate attenzione anche ai mezzi di informazione, potete osservare che sono pura maldicenza, tendono a spargere una quantità di negativo e di paure senza neanche porsi la domanda di ciò che è vero e ciò che è falso, perché ciò che spaventa si vende. Energeticamente è come se questo mondo fosse tutto un grande contenitore in cui voi buttate dentro tutto, buttate i pensieri, buttate le emozioni, buttate tutto quello che fate. Tutti lo facciamo e dal profondo di questo contenitore l‟umanità si comporta di conseguenza. Guardate è così: questo è il mio corpo, non è che mi viene una malattia al fegato, io non rispetto il mio corpo, danneggio l‟equilibrio del mio corpo e il mio squilibrio viene fuori in un organo. Il mio non vivere secondo le leggi della vita si trasforma nello squilibrio di un organo. C‟è chi ha studiato che nell‟organismo umano ogni emozione è collegata a un organo, per esempio la rabbia danneggia il fegato. Lo squilibrio dell‟organismo viene fuori come crisi acuta di un organo, la Terra è uguale, è un organismo. Lo stato della Terra è corrispondente a ciò che viene buttato dentro e di conseguenza quando la struttura è in squilibrio, lo squilibrio viene fuori in un organo del pianeta. E‟ una struttura alla quale noi collaboriamo, e questo squilibrio si esprime anche fisicamente, vien fuori un maremoto e muoiono centomila persone. E‟ uno squilibrio di quell‟essere vivente che si chiama Terra. Allora adesso siamo arrivati a questa resa dei conti e già voi nel vostro piccolo mondo individuale dovete decidere cosa fare. Quel sentire profondo e costante è la condizione normale dell‟uomo, non è una condizione da conquistare, ma ci sono continuamente degli schemi di interferenza che voi coltivate. Questi schemi di interferenza, essenzialmente come manifestazione, si riducono al giudizio. Quando togliete questo pian piano vi ricongiungete. Giudicate sempre ciò che non conoscete, non giudicate ciò che conoscete che sarebbe legittimo, al limite, ma giudicate sempre ciò che non conoscete e lo giudicate convintissimi di conoscerlo. Ricordatevi sempre: come fate a giudicare senza sapere? Vi viene ugualmente voglia di giudicare, ma per lo meno vi state impegnando a capire. Più comprendete più il giudizio si scioglie. Se volete una strada diretta oltre il giudizio potrebbe essere questa: ascoltate l‟altro 101 invece di pensare e classificare. Quando avete una persona davanti a voi potete imparare a mettervi in un ascolto profondo, ma se non ascoltate profondamente voi stessi è impossibile che possiate ascoltare profondamente lui. Quindi il contatto profondo con voi stessi vi permette il contatto con l‟altro. Tanto quanto siete capaci di entrare in contatto profondo con voi forse potete farlo anche con lui, allora amerete il prossimo vostro come voi stessi. Se riuscite ad entrare in questo sentire potete, di fronte a lui, chiudere un attimo gli occhi, sentirlo, riconoscere un suo talento e mandargli una benedizione. Così vi risparmiate tanti pensieri e, in quel momento, nel riconoscere lui riconoscete un pezzo di voi. L‟atteggiamento più intelligente sarebbe: che cosa ho da imparare da tutto questo? Ecco perché il giudizio non è una cosa immorale, non è un peccato, non è una cosa di cui dovreste sentirvi colpevoli, il giudizio è cecità. Giudizio è incapacità di vedere un aspetto, perché prima ancora di vederlo voi, nella vostra mente, avete costruito un‟immagine e quindi non vivete più. Non vivete perché avete un giudizio. Per esempio: i commercianti sono tutti ladri. Quando avete costruito questa struttura nella vostra mente non potrete mai riconoscere un commerciante onesto. Il giudizio è l‟incapacità di vedere un aspetto della vita. Togliete il giudizio per permettere alla vita di essere e per potervene nutrire, è molto semplice. Non giudicare non perché il vostro giudizio faccia qualcosa all‟altro, forse glielo fa o forse no, ma non è questo che vi interessa, ma perché è una forbice con cui avete reciso i cordoni di collegamento con Dio. Il giudizio quando cristallizza limita il vostro mondo, ma il vostro mondo si può sempre riaprire, perché mille cose vi possono mostrare la fallacità di questo giudizio. Se voi condividete il giudizio con un altro, e coltivate continuamente questo giudizio, sarà molto più difficile perché cristallizza su una base più ampia. Ci sono luoghi dove il giudizio cristallizza sulla base di un intero paese, per esempio in Sicilia esiste una forma legata alla sopravvivenza che porta a giudicare tutti nemici tranne la famiglia, famiglia definita come legame di sangue. Perché il giudizio può essere condiviso? Può essere condiviso perché fra le persone si creano dei bisogni. Sarebbe facile dire: “No, io non ti ascolto, perché io di questa cosa non ne sono niente”, però questa 102 attitudine di non parlare di una cosa perché non la si sa è un‟attitudine molto elevata, non è tanto comune. L‟alleanza fra gli uomini potrebbe essere un viaggio verso la pienezza, però questo è difficile perché richiede la visione verticale, richiede la visione del divino, l‟intuizione del divino. In questo modo sarebbe bellissimo perché non c‟è dipendenza, non c‟è bisogno, c‟è responsabilità e cammino insieme. Quando non c‟è questa visione verticale, che è la percezione del vostro valore, c‟è il bisogno e questo bisogno di unirsi contro il potenziale nemico. In altri termini la vittima si unisce con l‟altra vittima e cosa accadrà secondo voi? Che fanno una vittima più grossa e arriverà un tiranno più grosso. Ecco perché le vittime sono i tiranni di se stessi, più si alleano e più le prendono. Non alleatevi non credete di poter completare il bisogno attraverso un altro, il bisogno si completa attraverso Dio, non c‟è un altro modo. Quella straordinaria bellezza dell‟attitudine la potrete vivere solo in attimi di profondo contatto con voi stessi, attimi che dopo che li avrete vissuti penserete che non sono mai abbastanza lunghi e quindi li vorrete continuare. L‟alleanza delle vittime è una lotta al massacro. Sapete come fa l‟ostrica? L‟ostrica sente dentro un granellino di polvere e il granellino di polvere le da fastidio. Getta una quantità di liquido per non sentire il granellino di polvere, poi questo liquido solidifica e fa una prima perlina. L‟ostrica sente così un granellino più grande, allora getta un‟altra quantità di liquido che solidifica e dopo è una perla ancora più grande. Quindi l‟ostrica praticamente uccide se stessa attraverso la perla e la vittima è uguale. La vittima a forza di allearsi con altre vittime va incontro a un massacro, è terribile. Non ragionate come vittime, non vi serve a niente. 03 Gennaio 2005 103 LA STRUTTURA TRINA Legge d’ottava La costruzione di una scuola La legge dei cosmi Le realtà viventi sono sempre composte di tre livelli. Noi siamo composti di tre livelli: arti, tronco, testa. Una pianta è composta di: radici, fusto, foglie. Questa struttura trina dell‟essere vivente è indispensabile per garantire la vita e se voi prendete una pianta e la potate completamente la pianta non muore, perché radici e tronco le consentono di gettare fuori nuove foglie. Se tagliate il tronco, le radici che sono sotto, un po‟ alla volta getteranno nuovamente. Se qualche animale mangerà le radici, i semi caduti genereranno una nuova pianta. Intendo dire che la vita è concepita in una struttura composita, trina, in cui vari livelli si sostengono. Così siamo anche noi, che siamo pensiero, emozione e azione. Tutto questo è connesso col funzionamento della digestione. Sì, perché la pianta è un essere che trasforma sostanze in altre sostanze. Le foglie hanno la forma per interfacciarsi con la luce, l‟ossigeno e con l‟aria, le radici hanno la forma necessaria per penetrare, ma è la stessa cosa. Acquistano la forma che serve a scambiare sostanze nel mondo in cui si trovano. La pianta è un essere che lavora, è un anfibio che vive sul confine di separazione fra tre mondi di densità diversa: terra, acqua e aria, ed ecco che le foglie si specializzano secondo la densità dell‟aria e le radici si specializzano secondo la densità della terra e questo ha un‟interconnessione straordinaria, una realtà vivente. Parliamo adesso del lavoro su di sé, affinché il lavoro su di sé sia vivo, deve esistere su tre piani, come tutte le cose. Cosa intendo dire? Che non si esaurisce nell‟ottica e nell‟economia della persona che lo fa, quella va bene ma è limitativo. Perché si possa vivere in un mondo più grande, deve lavorare su tre livelli che sono: lavorare per sé, lavorare per il gruppo, lavorare per la scuola. Le scuole che erano nate intorno alle grandi cattedrali gotiche erano un esempio di questo, c‟erano delle persone che lavoravano su di sé, lavoravano in gruppo e lavoravano in una scuola, la manifestazione della scuola era la cattedrale. E‟ molto importante questo per non rimanere eternamente 104 in una realtà totalmente soggettiva, in più c‟è un punto importante da dire legato alla legge d‟ottava. La legge d‟ottava dice questo: un processo incomincia, continua per un certo tempo e poi cambia direzione. Potete vederlo chiaramente anche nella vostra vita, partite con un proposito, all‟inizio è facile, poi a un certo punto è come se l‟energia, la motivazione finisse e si entra in una terra di nessuno. Lì per mantenere il proposito serve uno choc addizionale nell‟essere. Serve coscienza, perché quando l‟energia finisce si perde la visione. Quindi all‟inizio partite con la visione e questa visione ha una carica energetica (motivazione), che è tutto, poi si fanno questi gradini, ma a un certo punto cala e si entra nella terra di nessuno e se voi non ricordate esattamente il vostro proposito, che avete coltivato e si è cristallizzato, finirà in un‟altra direzione. Questi tre gradini vengono rappresentati con una scala musicale sono: DO RE MI-FA SOL LA SI-DO. DO RE MI fra il MI e il FA serve la capacità di mantenere la direzione. Gli uomini normalmente fanno DO RE MI, poi mollano lì e fanno un altro DO RE MI. Quindi l‟ottava sono dei gradini, io parto DO RE MI e poi c‟è un punto che dovrei ricordarmi di me e del mio scopo, altrimenti mi perdo. I punti difficili sono esattamente due, uno è tra il MI e il FA e uno fra il SI e il DO, è importante sapere che ci sono. Questo vale per chiunque, anche per un maestro. La differenza fra un uomo ordinario e un maestro è che il maestro si muove su una scala grande, ma anche lui se nel suo grande lavoro ad un certo punto si dimentica di se, si perde. Ci serve un maestro? Ci serve all‟inizio, ma non per tanto, ci serve perché siccome il suo passo è grande, mentre io faccio i miei DO RE MI, e sono lì che mi sto perdendo, lui mi tiene ancora costante. Una scuola va avviata da una persona che non deve essere perfetta ma costante, non servono cose esagerate. Una scuola può essere avviata da una persona che abbia una mente costante a sufficienza. E se il maestro non ha un maestro più grande di lui con una mente ancora più costante, si perde? Non è detto! E‟ qui che nasce l‟idea delle scuole, state attenti questo è il passaggio che vi voglio dire, è importante. Quindi la scuola è composta da una persona che guida la scuola, un allenatore, un maestro, il quale si muove con i suoi passi, e al suo terzo passo sarà nei guai. Poi all‟interno della scuola ci sono persone che si muovono coi loro passi e quando si 105 trovano tra il MI e il FA, il riferimento di colui che guida è ancora là e quando colui che guida ha esaurito la sua energia e si trova nella sua terra di nessuno, se si è formato un gruppo, questo gruppo si muove su una scala più grande di quella del maestro alla quale lui può fare riferimento. Allora come vi ho detto tutto questo funziona su tre livelli che sono: lavorare su di sé, lavorare per il gruppo e lavorare per la scuola. Lavoro per me perché ho un maestro che mi insegna, ma anche lui ha dei tempi e chi è il maestro del maestro? E‟ il gruppo. Superare il passaggio fra il tre e il quattro, in latino più di tre si dice MAGIS e tre si dice TER, ecco che magister è il magister. Magister è colui il quale quando entrate nella terra di nessuno, fra il terzo e il quarto passaggio lui vi fa andare al più di tre. Tutta la crescita individuale consiste nell‟avere un punto di riferimento solido, tutto funziona così e per completarsi nella vita richiede tre cose. Io vado in una scuola e verrò sostenuto dalla costante del maestro quando passo nella terra di nessuno. Ma poi il maestro farà il suo cammino e quando si troverà ad essere nel cuore della sua ottava, se si è creata una struttura, un essere vivo e più grande di lui, questo lo sosterrà nel passaggio. Ma quando questo essere più grande di lui, che è il gruppo, muovendosi arriva alla sua terra di nessuno, chi lo sostiene? E‟ facile, lo sostiene la scuola. Questa struttura che ha creato tutta una serie di relazioni nel profondo, nella direzione del servizio, non permette di dimenticare. Non sono le persone del gruppo che vi permettono di non dimenticarvi di voi? Quando voi siete nel servizio, nel mondo, tutte le cose che state facendo, col modo con cui le state facendo, non vi permettono di dimenticarvi e quindi siete nel gruppo in questo senso. Ricordatevi anche la scuola è una persona e anche l‟interazione è uguale, è lo stesso identico principio. Ecco che allora il lavoro è sempre su tre livelli è per quello che richiede di lavorare su di sè, lavorare nel gruppo e lavorare per la scuola. Le cattedrali diventano una cosa meravigliosa che poi tutti le possono vedere, il lavoro su di sé non si vede. Qui facciamo la stessa cosa, lavoriamo su di noi, lavoriamo per un gruppo, lavoriamo per una scuola. Perché senza tutto questo la ricerca individuale non è completa. Portate energia, questa energia serve per 106 formare l‟anima o lo spirito, cioé l‟entità, l‟entità che state creando a sua volta vi sosterrà, è la Legge dei Cosmi. Nel corpo è uguale, lo abbiamo detto è una legge, come fa il vostro corpo a essere vivo? Sono tre livelli che interagiscono. Perché dovete mangiare per nutrire le cellule? Perché le vostre cellule non sono capaci di mangiare un piatto di spaghetti, il piatto di spaghetti dovete mangiarlo voi per poter dare la sostanza alle cellule. Il rapporto fra i due cosmi è questo: alle vostre cellule dite: “Io vi nutro, ma voi mi sostenete”. Allora il rapporto fra il cosmo grande e il cosmo piccolo è che il cosmo piccolo sostiene il cosmo grande e il cosmo grande nutre il cosmo piccolo. Cioè il cosmo piccolo sostiene il cosmo grande con tanta energia di più bassa qualità, di vibrazione più bassa, il cosmo elevato nutre il cosmo più basso con una piccola energia, di qualità più elevata: la Verità. Quando si viene a creare questa entità, questa unità, che è una coscienza che da vita, si coordinano le cose affinché funzioni e abbia manifestazione nel mondo. Quando il corpo smette di funzionare, la coscienza che lo anima se ne va, non ha più scopo di restare. Essenzialmente una scuola è questo: è un essere vivente. Così possiamo capire una legge fondamentale della vita che è questa: sostenete chi vi nutre e nutrite chi vi sostiene, questa è la legge dello scambio e dell‟amore: sostenete chi vi nutre e nutrite chi vi sostiene. E così nel corpo umano si potrebbe vedere come tutto funziona, c‟è il cibo solido (terra), il cibo liquido (acqua), il cibo gassoso (aria) e poi c‟è il fuoco che sono le impressioni. Tutti questi livelli si sostengono e si raffinano in un‟alchimia continua che poi serve proprio a dare la possibilità di ospitare l‟entità della coscienza. L‟altra ragione profonda per cui i maestri mettevano della gente a fare la cattedrale è perché essendo continuamente orientati alla costruzione della cattedrale, nelle loro relazioni smussavano il loro ego. Come fate a superare il vostro ego se siete da soli a casa vostra, fate entrare tutti quelli che volete e non aprite a quelli che non vi piacciono? Così il vostro ego non lo conoscerete mai. Il vostro ego incominciate a conoscerlo quando incominciate a entrare in relazione con gli altri, ma anche lì potete non conoscerlo, perché se pensate di avere sempre ragione, il vostro ego non lo conoscerete mai. 107 Se volete cominciare a conoscere il vostro ego e cominciare ad assottigliarlo, bisogna che con gli altri condividiate uno scopo e che, in nome di quello scopo, mettiate da parte la vostra ragione. 10 Gennaio 2005 108 LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA La responsabilità Un gruppo di ricerca Visione interna e visione esterna Il passato Parliamo di un gruppo, ricordate però che ogni cosa è un gruppo, vi faccio una domanda: quante volte pensate nei termini del noi e quante volte nei termini dell‟io? Questa è una domanda che vi mette di fronte alla verità, perché ogni volta che pensate in termini di io quella vibrazione scende, ogni volta che pensate in termini di noi quella vibrazione sale. Questa è responsabilità. La responsabilità è una cosa meravigliosa che vi da tutto se la vivete e se vi mettete nel flusso del servizio, ma contemporaneamente vi toglie tutto se andate in una direzione diversa. E‟ per questo che tenere insieme una vibrazione elevata è molto difficile. Tenere alta una vibrazione vuol dire tenere un‟attenzione comune, focalizzata in una direzione. Un gruppo è qualcosa che funziona come un organismo, un gruppo non è un luogo dove andare a prendere ciò che vi serve, a fare ciò che vi piace o a fare il vostro percorso verso la Verità. Questo non è un cammino verso la Verità. Un gruppo è una struttura molto bella, ricca e potente che funziona nella misura in cui c‟è questo concetto di responsabilità, però siccome nella nostra cultura responsabilità è dovere ed è peso, è molto difficile affrontare questo termine. Poniamo una domanda diversa: è possibile vivere continuamente in un‟atmosfera di tipo positivo, elaborando pensieri positivi, vivendo sensazioni positive essendo proiettati continuamente in una dimensione positiva? E‟ possibile questo? E‟ possibile, chi lo vieta? Potete farlo. E‟ possibile quindi che il negativo non esista più nella nostra vita, ciò nonostante ci sono dei momenti in cui del negativo siete costretti ad occuparvene. Potreste vivere pochissimo nel negativo o non viverci affatto ma bisogna che coltiviate continuamente una sintonia molto elevata. Non potete pretendere di vivere il positivo fuori dalla responsabilità, non potete pretendere di chiudervi in una stanzetta, 109 fuori da ogni relazione, da ogni responsabilità, da ogni costrizione, in una struttura puramente individuale e pensare di vivere il positivo, la leggerezza, la libertà. E‟ un inganno che dura un po‟ ma dopo un tempo il conto viene presentato. Quindi la chiave della positività di una vita positiva, di una vita d‟amore, di una vita gioiosa, di una vita ricca, di una vita leggera è la responsabilità. Questa è la base. Responsabilità è sapere che tutto interagisce e che voi pensate una cosa, quella cosa ha un impatto su un altro che la sente e quella cosa, quel sentimento, ha un impatto su un altro ancora. Responsabilità significa comprendere che non siamo separati. Voglio farvi una domanda: qual è il modo giusto per essere qui in gruppo? Il modo giusto per essere qui è lo stesso modo che è quello di essere nella vita. E‟ quello di sapere che nella vita c‟è il Padre, che è all‟origine dell‟esistenza e che manda ciò che serve. Se voi sapete che manda ciò che serve non avrete scopo più grande che cercare di riconoscere il valore di ciò che vi viene mandato, vorrete essere dentro questo dono e vorrete ricoprire il vostro posto al meglio che si può. Non avrete altre idee di ciò che secondo la vostra filosofia bisognerebbe fare, non bisognerebbe fare. Il modo giusto è quello di dire: “Padre sono pronto, cosa c‟è da fare”? Sarà una gioia farlo, magari non sarà facile interpretare e comprendere ogni volta, ma diventerà sempre più facile. Ci sono due possibilità, se uno ha uno scopo personale man mano che fa un lavoro si accorgerà che questo scopo personale non vale nulla e sarà qui un po‟ alla volta in un modo diverso, se invece mantiene lo scopo personale si accorgerà che quello che c‟è qui non è quello in cui credeva e incomincerà a pensare che sembrava che valesse ma invece così non è. Sono i due modi di vedere le circostanze della vita secondo l‟ego e secondo l‟anima. L‟ego si costruire anche su cose molto belle e molto elevate, non si costruisce solo sul negativo. L‟ego è la pretesa di sapere, la pretesa di sapere più di Dio. L‟espressione massima dell‟ego si esprime così: “Perché capitano tutte a me? Cosa ho fatto io?” L‟ego è un mondo piccolo dove far entrare un raggio piccolo di luce è una cosa difficilissima. L‟ego è chiusura. Questi due modi di vedere sono la visione esterna (secondo l‟anima) 110 e la visione interna (secondo l‟ego). Allora vi mostro come può nascere la visione interna. Io sono una persona che dentro di me vive il dolore dell‟abbandono e la paura dell‟esclusione, e un gruppo per me è come se fosse una famiglia, non mi interessa niente del cammino verso la Verità. Io voglio esserci per condividere, partecipare, divertirmi, e non voglio vivere il senso dell‟esclusione che ho sempre vissuto nel mio passato. Quando però mi accorgo che il gruppo si incontra spesso, fa molte attività e il mio imperativo interno è che ci devo essere, io mi sento soffocare, quello è per me un peso enorme, ma non è un peso vero è un peso in funzione ai miei riferimenti interni, al mio ego, al mio passato e al peso che io vedo su di me. Se voi siete qui con un‟idea tutta vostra non capite niente di quello che diciamo, lo leggete tutto a modo vostro e un giorno arriverete a trovarvi in una difficoltà, un conflitto e se siete onesti riconoscerete di essere andati in una direzione diversa, ma se siete disonesti sarà un giudizio nei confronti di altre persone. La visione esterna è tutta un‟altra cosa, non prende in esame l‟io, ciò che voglio o ciò che mi piace, ragiona secondo la modalità di cosa serve. Dice San Paolo: tutto è lecito, ma non tutto è utile. Pensiamo a un uomo che deve produrre nella sua vita una decisione, deve sapere che la decisione è l‟inizio di una nuova possibilità, è l‟inizio di un nuovo modo di essere, di un nuovo percorso, di una nuova strada. Deve riuscire a produrre questa visione esterna che gli consente continuamente di capire che cosa è utile e cosa non è utile allo scopo. Se non lo fa sarà sempre in questo mondo del negativo e delle paure che vengono fuori e che lo riducono all‟impotenza e la vita si riduce a sopravvivenza. Non riesce mai a decidere nulla, non riesce mai ad avviare nulla, non riesce mai a trasformare nulla, tutto resta sempre come era prima. Abbiamo detto tante volte che il passato si ripropone nel presente e vi mangia il futuro, ma come fa a farlo? Lo fa attraverso l‟ego. Per potere dire la parola noi bisogna lasciare da parte il proprio passato, non potete fare la volontà di Dio se siete pieni di passato. La volontà di Dio nasce adesso. Se siete pieni di passato come fate a farla? Come fate a viverla? E‟ impossibile. Il passato vi imprigiona, siete tutti consapevoli di essere in prigione? Chi non crede di essere in prigione non può elaborare l‟idea di liberarsi, e come si fa a liberarsi? Un modo per liberarsi è seguire le 111 parole di Gesù, lui lo ha detto in maniera chiara, se riuscite a intuirla e ad accoglierla cambia tutto, ha detto: “Cercate la Verità e la Verità vi farà liberi”. Riuscite a sentirne la potenza? Certo se uno dice: bhè queste sono tutte parole … va bene non può fare questo. Ma se uno riesce ad intravedere questo, riesce ad intravedere la potenza di questo, dice: “Bene, io allora sono un cercatore di Verità, io voglio cercare la Verità”. E dov‟è questa Verità? Com‟è questa Verità? Non lo potete sapere, perché se lo sapete non potrete cercarla. L‟ego è proprio la pretesa di identificare questa Verità. La Verità la possiamo solo cercare e cosa include questa Verità? Questa Verità include tutto. Questa Verità non esclude, questa Verità include. Siete voi che non siete capaci di includere, perché siete pieni di arroganza, di ego, di guerra, di odio, di contrapposizione, di certezze. La Verità è tutto e ogni cosa. La Verità è più grande della vostra opinione perché la Verità è. Solo che è sconfinata, immensa, grandiosa, non potete ridurla e metterla dentro di voi. Potete solo allargarvi per abbracciarla, questa è la differenza. Non potete ridurre la Verità allo spazio che c‟è dentro la vostra testa o dentro a questa struttura, non ci sta. Potete solo cercare di allargarvi per comprendere e comprenderne sempre di più, questa è l‟evoluzione e il cammino, il ritorno a casa. Quindi un cercatore della Verità sa una cosa molto bene: sa di non sapere. Solo da quel momento incomincia la ricerca della Verità, quelli che sanno, sono quelli che crocifiggono. La Verità non viene come voi vorreste, la Verità è e basta. Cioè la Verità è come il mare, non è un bicchiere d‟acqua. La Verità è l‟oceano sconfinato e noi siamo fatti per quell‟oceano, perché quell‟oceano è la nostra natura profonda. Allora quando voi invece che “io” dite “noi” avete fatto già un bel lavoro. Quando dite noi, tenete presente noi e tenete presente un cammino verso la Verità, riuscite a comunicare molto di più fra voi perché il riferimento che prendete è un riferimento comune ed esterno, non un riferimento interno e personale. Quindi la visione esterna significa: “Mi rapporto a te non sulla base del mio passato, dei miei desideri, delle mie aspettative, di quello che io vorrei, del mio bisogno di essere considerato, di essere apprezzato, mi rapporto a te sulla base di ciò che possiamo fare insieme lungo il cammino che conduce alla ricchezza”. Solo così incomincia a nascere una comunicazione. 112 Voi siete qui a fare un percorso che vi aiuta a togliere quei pregiudizi che vi impediscono di vedere la Verità. Siete qui non tanto per mettere dentro, ma per togliere. Togliere tutti i vostri impedimenti e lo fate insieme, perché insieme è molto più facile far uscire la Verità da dentro di voi. Naturalmente il farla uscire da dentro di voi è tutt‟uno con il riconoscerla fuori, quindi il cammino è doppio, perché fuori è togliere tutti i giudizi ed equivale, dentro, a togliere tutti i blocchi, non c‟è differenza. La Verità non è un qualcosa che viene dato, è già data, è dappertutto. La Verità è qualcosa che viene riconosciuto dalla vostra interiorità. Voi cercate di utilizzare degli strumenti per togliere ciò che si oppone a questo riconoscimento. Questi strumenti all‟inizio sono degli strumenti di conoscenza, di auto-osservazione, perché in voi c‟è una struttura interna che non vuole questa conoscenza, è un virus che vi è stato messo dentro e quindi vi depista in tutti i modi. Ha tanti modi per depistarvi come trasformare le osservazioni in astratte teorie, perché le teorie sono lontane e non creano nessun problema. E‟ una struttura che depista la responsabilità di vivere. E‟ una struttura che vi fa venir sonno quando sentite parole di Verità, è una struttura che vi fa negare continuamente ciò che avrebbe il potere di trasformarvi. Ciò che ha il potere di trasformarvi l‟ego lo blocca, vi fa venire sonno, vi fa sbadigliare, vi fa arrabbiare, vi fa giudicare, usa tantissimi strumenti per farlo. Un gruppo è un cammino di vita che delle persone fanno insieme per rispecchiarsi e sostenersi nel togliere questi ostacoli e per permettere alla propria anima di esprimersi nella vita, questa è la Verità. La Verità è quando la vostra anima si esprime nella vostra personalità, nel vostro corpo e nelle vostre azioni. Quando intraprendete questo percorso prima siete un cercatore della Verità per voi stessi, poi man mano che la Verità si manifesta in voi, come trasformazione, si produce un frutto che è il desiderio di ridistribuire allora, anche involontariamente, diventate maestri attraverso l‟esempio. Poi un giorno comprendete che tutto è ancora meglio quando la vita stessa è impostata in questa direzione di bene comune e questo lo potete chiamare servizio: io servo a qualcosa! Servire cosa vuol dire? “Dimmi cosa c‟è da fare! Sono qui a cercare di riconoscere cosa c‟è fare e poi lo faccio”. Questo non è l‟ego. La vostra filosofia, le vostre idee non c'entrano niente, quelle se le analizzate bene servono solo per non fare. 113 Il momento in cui si passa a questo “noi” grande è il momento in cui la trasformazione, la crescita e l‟espressione del Dio attraverso di voi incomincia a diventare molto veloce. Però nessuno ve lo può imporre, intendo dire che ogni uomo può muoversi in base al riconoscere, che è una capacità di vedere. Se pensate di poter essere utili a vostro marito e vostro figlio, il vostro mondo è la famiglia, quindi avrete la velocità di crescita che può esistere nella famiglia. La velocità di crescita in un mondo grande, un‟umanità, è tanta perché mentre voi lavorate per lei, lei lavora per voi. Naturalmente come dicevamo prima la vostra responsabilità è fondamentale, perché se voi tenete alta questa qualità, questa vibrazione, con il vostro amore tutto arriva. Allora cosa richiede il cammino verso la Verità insieme agli altri? Una cosa sola: di spogliarsi. L‟ego però è un genio, è intelligentissimo perché lavora da dentro e vi fa usare un ascolto selettivo, tutto ciò che non corrisponde lui lo scarta, non lo sentite proprio. Cioè entra ed esce, altrimenti basterebbe dire la cosa una volta sola, uno dice: “Ah, è così, lo faccio mio”. No, milioni di miliardi di volte, poi una volta, non si sa perché, si scalfisce un pezzettino di roccia e una cosa incomincia a entrare e quando entra è incredibile, dopo cambia tutto. Vivere il nuovo non crediate che sia una cosa tanto comune, ma il cercatore della Verità sa che la vita non è quel poco che state vivendo. Se siete innocenti e guardate lo scopo, in poco tempo trovate la sintonia. Dovete pensare che cosa è meglio. La domanda è sempre questa. La domanda nell‟uomo, nella vita: che cosa è meglio? Che cosa è utile? Per chi? Bhè per il mondo a cui fate riferimento. Provate a guardare quante volte siete inconcludenti. Perché siete inconcludenti? Cioè la chiarezza è un aspetto importante dell‟essere umano, senza chiarezza non si può fare niente. La chiarezza è il contatto con l‟anima, non è un‟altra cosa. Diceva San Paolo: le caratteristiche dell‟anima sono acutezza, prontezza e disponibilità. L‟anima è acuta, centra esattamente il senso delle cose, e se voi vedete i bambini capite che è così, di fronte al gioco, di fronte ad altre cose sono acuti, pronti e disponibili. Non mettono un tempo, una paura, un passato, una quantità enorme di teorie strampalate, non fanno così. Quindi chiarezza significa ritornare bambini, significa ritornare in contatto con la natura divina 114 dentro di voi. Prendo come riferimento l‟insegnamento di Castaneda, Don Juan diceva che c‟era un centimetro cubo di possibilità sempre, e quando Castaneda produceva un‟azione inconcludente, gli diceva: “Ti sei perso il tuo centimetro cubo di possibilità”. Questo centimetro cubo era praticamente ogni azione che non andava a termine, perché veniva spesa male. Mettere a frutto il proprio centimetro cubo di possibilità è molto importante perché vi porta in un altro gradino dove le possibilità sono un decimetro cubo e quello, messo a frutto, vi porta in un altro gradino dove le possibilità sono un metro cubo. E‟ vero che ora sono solo un centimetro cubo ma questo è transitorio, quel centimetro cubo è la cosa più importante che voi avete, è un piccolo fare molto prezioso. Ed è quel piccolo fare che vi apre la porta a un fare più grande. Nel cammino verso la Verità è molto importante la chiarezza, non è intelligenza la chiarezza, non c‟entra niente la chiarezza con l‟intelligenza. La chiarezza è correlata con la pulizia, non con l‟intelligenza, non c‟è luce senza chiarezza. L‟uomo è inconcludente perché ha casino dentro, perché funziona in maniera approssimativa, è tutto casino e irrequietezza. La chiarezza è importante perché la chiarezza è collegata con la calma, dovete coltivarla la chiarezza. Poi è importante la pazienza, è una cosa meravigliosa e la pazienza è velocità mentre l‟impazienza è inconcludenza. E‟ tutto il contrario di quello che sembra. Una delle ragioni per cui non riuscite a fare, a non ottenere risultati, è che non avete pazienza. Ricordate l‟impazienza è inconcludente, invece la pazienza è la velocità, è la capacità di percorrere il percorso nel più breve tempo possibile. 17 Gennaio 2005 115 COS’E’ CHE VOGLIO VERAMENTE? La comunicazione Il conflitto ci fa dimenticare di noi L’obbedienza a se stessi Far fruttare i talenti Come facciamo a comunicare a livello profondo? Una persona potrebbe rispondere: collegandosi alla propria anima, e questa è una buona risposta perché ci si mette in ascolto, ma dicendo cosa? Facile, dicendo quelle cose che per voi sono veramente e totalmente importanti con poche parole, perché le molte parole nascondo dalla confusione. Allora potreste pensare: io adesso voglio realizzare una comunicazione profonda, quando qualcuno parlerà lo ascolterò e quando parlo io voglio dire esattamente ciò che per me è molto importante. Voglio dire solo le cose più importanti. E‟ difficile sapere qual è la cosa più importante, la cosa più importante è un desiderio che nasce da dentro, non è un desiderio esteriore, è un desiderio che nasce da dentro. E‟ difficile interrogarsi: cos‟è che voglio veramente? Provate a rispondere ….. Le risposte possono essere: comunicare quello che penso con amore, la Verità, l‟integrità, la chiarezza, il collegamento con la Fonte, la libertà, la felicità, togliere la paura, smettere di difendere, la gioia, la risposta alle domande: chi sono, dove vado e perché, sono tutte giuste. Ma secondo voi quanto diverse sono queste cose? Niente, dove c‟è una ci sono tutte le altre. Le parole usate sono diverse ma dove c‟è l‟integrità c‟è la libertà, dove c‟è la libertà e l‟integrità c‟è l‟amore, dove c‟è l‟amore, l‟integrità e la verità c‟è la risposta alle domande: chi sono, dove vado, e perché. Quindi è la stessa cosa, volete tutti la stessa cosa, volete tutti essere Uno con Dio. La domanda successiva è: “ma se questa è la cosa più importante della mia vita, che cosa me ne faccio di questa cosa? E‟ una teoria o è viva? Come si fa a renderla viva? Cosa me ne faccio di questa cosa più importante della mia vita che è talmente importante che non me ne faccio niente o poco? Come la manifesto questa importanza? Come la posso manifestare questa importanza?” 116 Se questa è la cosa più importante della vostra vita dovete fare continuamente riferimento a lei. Riferimento per fare cosa? Per scegliere. La cosa che è la più importante per voi è la vostra guida. Se volete la chiarezza ma poi fate casino, volete la verità ma mentite, volete la libertà ma vi imprigionate sempre dentro delle cose piccole, cosa state facendo? Volete il contatto con la Fonte ma vi perdete dietro a tutti i desideri che ci sono al mondo, dietro a tutte le cose. Il punto è, che una volta che sapete che per voi è importante bisogna tenerlo dentro, in maniera solida, perché Gesù dice: “Dove è il tuo amore, là è il tuo tesoro”. Non ci possono essere due cose più importanti, la cosa più importante è una sola. Non è che il resto non conti, ma è la cosa più importante che detta le regole del gioco. La cosa più importante è la cosa più importante! E tramite quella cosa più importante date valore a tutto il resto. Quella cosa più importante dovete averla sempre presente, è continuamente il vostro maestro nella vita, ed è continuamente il paragone di riferimento per tutte le scelte che fate. Voi non fate così perché vi dimenticate. La cosa più importante per voi, se non siete collegati con lei, non ha potere, ha pochissimo potere. Il suo potere consiste nella vostra capacità di rimanere continuamente collegati a lei e indirizzare le vostre azioni, continuamente in base a quello. E questo in che modo influisce nelle relazioni con gli altri? Moltissimo. Perché se voi misurate tutto in rapporto all‟amore e alla bellezza, un‟altra persona misura tutto in rapporto alla chiarezza, un altro misura tutto in rapporto alla libertà, e lei misura tutto in rapporto all‟integrità, non potrete mai essere in disaccordo. Non sarete mai in disaccordo, perché quelli che abbiamo detto sono attributi di Dio, anzi sono attributi di un uomo, nel senso completo, un Uomo (con la U maiuscola), non può esserci disaccordo. Quando dico che vi dimenticate, non dico una cosa tanto sbagliata, anche se pensate di non dimenticarvi, vi dimenticate e come fate a sapere che vi dimenticate? E‟ facile ogni volta che siete in conflitto è la dimostrazione perfetta che vi dimenticate. Guardate quanti conflitti avete così sapete quante volte vi dimenticate, facilissimo. Ogni volta che vi dimenticate vi tradite. Non tradite un altro, tradite voi stessi. La Fede di cui parla Gesù è in realtà fedeltà, è la capacità 117 di rimanere fedeli a se stessi, fedeli vuol dire rimanere fedeli a ciò che per voi è il vostro valore essenziale. In questa direzione bisogna arrivare a fare una scelta cioè consacrarsi, non è che vi dovete consacrare alle cose di un altro, dovete consacrarvi a voi stessi. Non c‟è da avere paura. Vedete, anche di fronte a questa autorità, che è l‟autorità di amare ciò che siete, l‟uomo ha paura. Già consacrasi: “ma allora non posso fare, non posso andare, non posso dire…”. Consacrarsi è così: è come essere un albero della cuccagna, avete presente come è? Voi avete una scatolina e in questa scatolina ci stanno poche cose. Prima sono appese delle monete da un euro, voi mettete le monete da un euro nella scatolina e la riempite. Poi andate un po‟ più su e trovate tutti biglietti da € 5, allora buttate giù le monete e mettete dentro i biglietti da € 5. Poi dopo biglietti da € 100, biglietti da € 500, assegno da € 1.000.000. E‟ inutile che stiate a mettere lì le monetine, voi andate direttamente a prendere l‟assegno da un milione di Euro. Questo perché ciò a cui vi siete consacrati, che è la vostra ragione di vita, ciò che ha valore, contiene tutto il resto. Non è che perdete qualcosa, non è che prendendo l‟assegno da un milione di euro perdete tutte le monetine, non è così! Gesù lo dice in una maniera chiarissima, dice: “cercate innanzitutto il Regno di Dio” e lui non dice qual è il Regno di Dio, perché non lo può dire qual è il Regno di Dio, il Regno di Dio ogni uomo lo può descrivere o pensare in un modo diverso. Anche se poi alla fine è sempre lo stesso modo, quindi pensatelo pure come volete “però cercate innanzitutto il Regno di Dio, tutto il resto vi viene dato di conseguenza”, è gratis tutto il resto. Allora questo è il punto fondamentale, amare qualcosa moltissimo e riferire tutto a quell‟amore. Giustamente potreste osservare che ci sono le interferenze, ma loro ci sono sempre, lo scopo è manifestare dentro le interferenze, è proprio questa la cosa. Cioè non sono interferenze, sono le cose che girano e che devono essere. E‟ come se io adesso volessi cucinare un piatto di spaghetti, quando vado al supermercato per comprare gli spaghetti, poi lì ci sono le penne e i rigatoni, ecco queste sono tutte interferenze. Non sono interferenze sono possibilità che lì esistono per quelli che vogliono fare le penne, ma siccome ho deciso che voglio fare gli 118 spaghetti! Le penne fanno parte delle cose che nella mia scelta vengono messe da parte. La cosa molto chiara è quando, una persona arriva a definire quello che per lui è importante. Qui non c‟è tanta teoria, questa è una cosa molto chiara. Questo è per me importante. E se per voi è importante quella è la vostra direzione. Adesso si tratta di andarci, poi tutto ciò che arriva come dono durante questo cammino va bene, ma il punto fondamentale è proprio quello lì, cos‟è che per voi conta, voi siete qui la cosa è là, come ci andate? Non potete sapere niente prima, ma durante il cammino che vi porta verso il luogo dove volete andare, le cose si svelano un po‟ alla volta. La vita c‟è apposta per svelarsi e per dispiegarsi nella manifestazione. Se volete saperne di più su ciò che concretamente dovete fare, guardate ciò che avete, perché vi siete equipaggiati con ciò che serviva. Siete venuti qua con ciò che serve per fare ciò che volete. Guardate il luogo dove siete nati, questo luogo ha un significato. Guardate la famiglia dove siete nati, guardate il corpo che avete, tutte queste cose hanno un significato che se voi ci entrate dentro riuscite a capire tante cose. Ma se voi invece rifiutate, e da grandi chiamerete il rifiuto trauma, non comprenderete niente. Vi faccio un esempio, prendiamo un uomo maturo che riconosce che è eccessivamente astratto. Bene, quest‟uomo quando era il momento di nascere sulla terra ha scelto una famiglia da cui comprendere. Quando era bambino, aveva tre anni, sua madre gli diceva: “Sei sempre con la testa fra le nuvole!” Questo è il primo insegnamento, se lui non ha accolto questo insegnamento da grande dirà che l‟educazione repressiva di sua madre gli ha creato un sacco di problemi, perché fin da piccolo lo ha umiliato dicendogli che aveva la testa fra le nuvole. Volete sapere qual è il vostro compito? Accettate tutto quello che la vita vi da, accettate ciò che siete, accettate ciò che vi manda, accettate ciò che porta, cercate di comprendere. Sono tutti doni uno dietro l‟altro che vi mostrano delle cose, se vi rifiutate di vedere non vedrete. Il rifiuto di vedere è il rifiuto di adempiere al proprio compito. Conoscere bene il vostro compito inizia col benedire tutto ciò che vi è stato dato. Incomincia col riconoscere il valore di ciò che avete: se 119 siete maschio, se siete femmina, se siete italiani, questi sono i vostri talenti, non potete maledire vostro padre o vostra madre, perché così distruggete. Quando in età piccola non accettate la prima lezione, dopo l‟accetterete sempre meno perché costruirete una psiche tutta basata su questa negazione. Un esempio può essere una persona di Atlantide con un potere esagerato, ma in totale squilibrio perché credeva che fosse giusto utilizzarlo per il suo piacere. Ha fatto soffrire un sacco di gente e insieme ad altri ha distrutto un continente. Quando programma la sua nuova vita decide che deve imparare, in questa vita, la responsabilità, il senso di dovere e l‟obbedienza. Sceglie una famiglia che abbia le capacità di insegnargli questo. L‟atlantideo arriva in questa famiglia e lì apprende le sue prime lezioni, non l‟ha scelto un altro, l‟ha scelto lui. In queste prime lezioni siete davanti al punto: o imparate la lezione e intraprendete la responsabilità o vi ribellate e questa ribellione alla famiglia è la dimostrazione che la lezione della responsabilità e del dovere non la volete, perché volete continuare a usare il potere per il vostro piacere. Si tratta di imparare, si tratta di smettere di giudicare e di assolvere, perché vostra madre, per esempio, essendo se stessa e svolgendo il compito che doveva svolgere, vi ha dato l‟amore che era in grado di dare. Potete solo ringraziarla, inoltre vi ha dato la vita. Avete deciso di venire al mondo, avete voluto quella madre, avete voluto quella vita ma poi vi arrabbiate con lei perché volevate un‟altra cosa. Questo è il discorso, e nel cammino che state facendo, in qualunque scelta di qualunque genere, la fedeltà a sè stessi è importante, è il cammino sicuro verso la divinità. La fedeltà a se stessi, intendiamoci bene, non all‟ego dell‟uomo, l‟ego è incapace di fedeltà, come è incapace di lavoro, di sforzi, di continuità e di creatività, è solo capace di pretese, di lamento, di maldicenza, di bisogni. Queste sono le caratteristiche dell‟ego, la fedeltà è che voi avete riconosciuto un valore, quel valore è un aspetto di Dio. Avete individuato la vostra vita verso quel valore adesso durante il cammino potete mantenervi fedeli a questo o potete perdervi, perché tradite voi stessi. 120 Il talento importante che dovreste manifestare in questa vita è l‟equilibrio. E‟ l‟esempio di prima dell‟atlantideo che è molto intelligente ma è nello squilibrio perché usa questa intelligenza per la sua soddisfazione. Quindi la famiglia dove andate, con la madre e il padre che avete, sono l‟addestramento per tirare fuori questo talento. E se voi rifiutate quell‟addestramento il talento non salta fuori. Il talento non è automatico. Si acquisisce attraverso la vita. Allora voi avete dei talenti e, dice il libro di Gibran: “Tutti gli eventi della tua vita sono lì perché li hai attirati lì, quello che decidi di fare con essi dipende da te. Mai ti è dato un desiderio senza la possibilità di realizzarlo però dovrai faticare per questo. Mai ti è dato un desiderio senza la possibilità di realizzarlo però può darsi che tu debba faticare per questo”. E‟ fondamentale il riconoscimento di ciò che siete e ciò che avete, perché quando riconoscete siete soddisfatti di quello che avete, che vuol dire che sapete che avete tutti gli strumenti per andare dove volete. Non perdete la vita nel lamento, nel vittimismo, nella distruttività, non perdete più la vita in quell‟atteggiamento. Non vi dedicate a cose con le quali non potete fare niente, dedicatevi ai talenti, riconosceteli, e fateli fruttare. Perché voi, al di là di tutti gli ideali che abbiamo espresso, avete un solo scopo: mettere a frutto ciò che vi resta da vivere. Guardate quali sono i vostri talenti. Se vi guardate e vi accorgete che avete uno zaino, delle corde, un piccone, delle scarpe chiodate dovete scalare le montagne, siete degli alpinisti. Guardate quali sono i vostri talenti, conoscete ciò che siete e conoscete i vostri doni, non negateli. Questo è l‟errore che fate, voi negate. Dovete vedere chi siete, che cosa avete e farlo fruttare, questa è la felicità. Se non lo sapete, e lo volete scoprire, si può fare. Voler scoprire chi siete, quali potenzialità la vita vi ha dato, quanta gioia potete vivere con ciò che siete e quanta gioia potete dare con ciò che siete. Dentro di voi ci sono sicuramente tanti talenti e non è detto che siano quelli che dice la scuola, o quelli che vi siete creati voi nella mente quando avete avuto le prime amiche, sono quello che voi siete. E se voi date valore a ciò che siete e alla vostra vita, volete sapere quali sono questi talenti. 121 Per andare nel cammino che ve li svela avete bisogno di un ideale, l‟ideale è la chiarezza, è l‟amore, è la libertà, sono tutte ottime strade. Quando misurate tutte le vostre azioni in base a questo ideale e scartate le azioni che non ne hanno, lentamente i talenti emergono, voi li vedete, vengono fuori. Se invece non siete fedeli a voi stessi andate altrove, un altrove che decidono gli altri ed è una bugia, non può nascere niente. Il seme contiene già la pianta, è questo che bisogna capire, è per quello che dovete guardare come siete, il seme col tempo è la pianta. Il seme è una pianta in potenza e la potenza è l‟atto, la realizzazione del seme. Tutta la vita è questo passaggio da potenza a atto. Cioè dal seme di barbabietole non nasce un pomodoro, quindi il seme contiene, è per quello che si dice di conoscere se stessi. Conoscere la vostra aspirazione, conoscere ciò che per voi è importante, ciò che per voi ha valore, dopo sarete proiettati in quella direzione. Come la favola del Brutto Anatroccolo, era un cigno ma considerato anatroccolo era un anatroccolo brutto. Tutti siamo brutti secondo parametri di esistenza che non sono i nostri. Spesso voi non riconoscete i vostri talenti perché vi giudicate con le idee di altri, è il tradimento più grande che potete fare. Vi giudicate secondo una scala di valori data da altre persone. Walt Disney per trent‟anni ha cercato di convincere la scrittrice di Mary Poppins a concedergli l‟autorizzazione per fare un film tratto dal libro, non ha lasciato perdere per un amore. Poi aveva l‟idea chiara di costruire Disneyland, quindi ha iniziato a cercare finanziamenti. Se voi guardate quanta bellezza Walt Disney ci ha messo, per quanti bambini, per quanti adulti, per quanto tempo, cioè per noi è un uomo ordinario ma in realtà è un Maestro. Un Maestro che è venuto al mondo per portare un messaggio in questa forma e questo era il suo compito. Lui non lo sapeva all‟inizio, un po‟ alla volta, però un giorno ha terminato la sua vita con questo compito svelato davanti a tutti ed è un dono per tutti quanti. Vi sembrano troppo teoriche queste cose? No, sono vere, concrete, cioè Walt Disney esiste e poi non c‟è solo Walt Disney, ce ne sono cento milioni di personaggi che in una direzione o nell‟altra manifestano Dio. Per capire i vostri talenti la chiave importante è che 122 dovete comprendere cos‟è importante. Questo è il punto fondamentale: comprendere cosa è importante per voi. Quando avete un amore, se il talento che serve non l‟avete ve lo procurate, Walt Disney non era un musicista e si è trovato due musicisti. Ve lo procurate, l‟importante è l‟amore, è uno scopo, una cosa che dia significato alla vita, che è il significato della vostra vita. Serve questo altrimenti cosa fate? Senza questo non si può fare niente, non saprete mai se quello che avete fatto vale qualcosa o è da buttare via. Invece con qualcosa che da un significato alla vostra vita, perché voi avete scelto che è importante, allora cambia tutto. L‟importante è fare. Sapete qual è il vostro problema? Siccome siete tutti qua e vi siete allontanati dalla divinità siete tutti ribelli, avete una ribellione dentro che non si tiene. E‟ una ribellione dentro che vuol sempre saltar fuori in qualche maniera, ha sempre qualcosa da dire. Ricordate, tutto è già stato inventato, tutto è già stato creato, la bellezza già esiste, già è stata fatta, non dovete farla voi, dovete solo godervela. Per godervela però bisogna aprire, vedere, saper guardare, saper accogliere, saper accettare. L‟esempio perfetto è nella Parabola dei talenti. Il padrone a un servo da dieci talenti, all‟altro ne da cinque e all‟altro ne da uno. Quello da cinque poteva dire: “Cavolo a lui ne ha dati dieci a me ne ha dati cinque”. Non è questo, se vi paragonate agli altri è un disastro, perché o diventerete arroganti o diventerete tristi, comunque troverete sempre qualcuno al di sopra di voi e troverete sempre qualcuno al di sotto di voi. Questo paragone non è utile e il padrone si comporta in maniera perfetta, tu hai avuto dieci talenti e ne hai fruttati altri dieci, okay, hai raddoppiato, hai fatto un‟ottava, hai fruttificato i tuoi talenti. Tu ne avevi cinque e ne hai prodotti altri cinque, bravo hai fruttificato i tuoi talenti. Se quello che ne aveva uno ne avesse prodotto un altro gli avrebbe detto: “bravo, hai fruttificato i tuoi talenti!”. Solo che lui l‟ha messo sotto terra. Questo è il punto e gli dice: “Potevi almeno metterlo in Banca così ti davano qualcosa e mi portavi il frutto della banca”. Così invece la tua vita, perché della vita si parla, è passata inutilmente. Alla fine della vita sei esattamente la stessa persona che eri all‟inizio. E lo stesso vale per quello che è insoddisfatto. L‟insoddisfazione è paura, è ribellione, è rifiuto, è vittimismo, è credere nell‟ingiustizia. 123 Vi dovete occupare solo di ciò che Dio vi ha dato e di farlo fruttificare, è facile. Non sarà facile sempre capirlo. Voi siete qui, ma credete di essere qui senza una ragione? Voi forse non la sapete, ma vi garantisco che qualcuno la sa, e potete saperla anche voi, scoprire la ragione per cui siete qui è una parte importante del lavoro, non la parte secondaria. Però siete qui, la vostra anima vi ci ha portato, c‟è poco da fare, lei lo sa. Se voi conosceste la vostra anima, conoscereste anche la ragione per cui siete qui. Questo cammino di riscoperta va fatto con umiltà, l‟umiltà vi porta a dare valore ai vostri talenti. Cosa intendo dire? L‟umiltà è la capacità di sapersi collocare esattamente, se quindi voi avete una capacità, che è un talento, è umiltà riconoscere questo valore, perché così lo potete mettere al servizio, allora lì da frutto e tanto. Non è ego riconoscere i propri talenti, non lo è. Perché dico questo? Perché l‟ego dell‟uomo si manifesta esattamente nel non collocarsi correttamente o si mette al di sopra o si mette al di sotto. O si mette al di sopra e allora pretende o si mette al di sotto e allora non fa e non serve, nei due sensi, non serve, non è utile, perché non serve, non è al servizio. Se invece avete un talento e lo applicate, anche se gli date poca attenzione è bene conoscerlo, questo è un dono di Dio ce l‟avete, funziona. Poi quando ne avrete la certezza vi domanderete: come si può spendere questo talento in maniera più grande? Poi dopo vi accorgerete che i talenti che avete, non sono isolati, in un compito più grande confluiscono tutti. Coltivando i talenti vi accorgete che tutti questi talenti hanno una ragione di essere in un piano globale che è il vostro progetto di vita e lì conoscete di più ciò che siete. Però non bisogna disperdersi nel negativo, dovete vedere cos‟è che vi blocca e poi non dargli spazio. Senza amore non si fa niente. L‟amore è la chiave di tutto. Qualunque sia il vostro amore, voi lo coltivate e riferite tutto a quello, fine. Ciò che non è per quello via. Vi ricordate cosa ha detto il maestro a Tiziano Terzani quando gli ha detto che voleva scrivere un libro? Gli ha detto: “Il libro lo scrivi per te o per Lui? Se tu lo fai per Lui, sta tranquillo, porterà acqua a questo tuo cammino, ma se lo fai per te, per te chi?” Allora dovete sapere qual è il vostro amore. 124 Poi tenendo sempre presente questo riferimento, del vostro amore, fate tutte le scelte della vostra vita per lui, questa è la direzione. Poi la chiarezza, l‟abbandonare la paura o qualunque cosa che volete veramente si fa in questo modo. 24 Gennaio 2005 125 APRIRSI A UN MONDO PIU’ GRANDE La via per la crescita La guarigione Il valore di un gruppo In questi anni insieme sono successe cose, per molte persone, veramente di trasformazione. Se volete trasformazioni piccole, che però sono gigantesche, perché gli esseri umani normalmente non cambiano mai. Vi siete accorti di questo? La maggioranza, in tutta la loro vita, non cambia mai. E‟ proprio un nucleo duro, un malloppo duro, una pietra così che scalfirla un po‟ e produrre un piccolissimo cambiamento è una cosa difficilissima. Quasi tutti gli uomini muoiono esattamente come sono nati con pochissime differenze. E‟ un pensiero pessimistico? Non è pessimistico, è la pura realtà e in mezzo a questi ce ne sono molti che si occupano a tempo pieno di spiritualità. Guardate la trasformazione è una cosa meravigliosa però quando si entra nella dimensione della trasformazione la trasformazione può poi esserci tutti i giorni. Un cammino di crescita è un cammino che è nella responsabilità ma è senza forzatura, nel senso che ognuno fa quando e come si sente pronto. Nessuno può dire vai troppo piano, vai troppo lento, sei troppo veloce perché non si può sapere. Naturalmente serve l‟intenzione di esserci, questo è molto importante, perché senza una reale intenzione di esserci e di partecipare per come si può, tutto il discorso non sta in piedi, però nessuno può giudicare il modo in cui una persona partecipa. L‟impossibile è impossibile solo nella vostra mente ed è impossibile perché la vostra è una mente spaventata, se non aveste una mente spaventata capireste che l‟impossibile, così grande da sembrare miracoloso, è una delle tante cose che possono succedere. Adesso c‟è un‟altra tappa perché il cammino della crescita non è fatto di certezze e piaceri, è fatto di valori e felicità. Allora voi sapete solo che venite dal punto x-1, siete al punto x e andate al punto x+1. Siete qui per occuparvi del punto x+1. 126 Se l‟uomo non avesse tutti i problemi del passato, ci vorrebbe veramente poco, ma se uno tira fuori tutte le paure della sua esistenza, non se ne esce più, ed è così per tutte le cose. Entrare in un mondo grande vuol dire ricreare il flusso dell‟amore, rendere visibili i frutti dell‟amore sapendo che volete andare verso una direzione di integrità, di unità, di pace interiore ed esteriore, perché la pace del mondo e la vostra pace sono la stessa cosa. Nel punto x, dove siete, si trova il piacere, ma l‟uomo non è fatto per il piacere, è fatto per la felicità, la felicità vera non quella effimera del piacere che svanisce. La felicità contiene il piacere ma nell‟uomo avviene il contrario, non ricerca la felicità, ricerca il piacere e un piacere separato dall‟idea di Infinito, di Dio, dall‟idea di felicità è una costrizione. Quando vi trovate a scegliere di percorrere il cammino per andare al punto x+1 il piacere vi dice: “torna indietro, vai in quello che sai, in quello che ti piace, in quello dove c‟è sicurezza”. La verità invece vi dice: “vai avanti!” Quanti di voi hanno testimonianze di auto-guarigione, in senso ampio non solo necessariamente del corpo, in tutto, testimonianze di autoguarigione a fronte di un lavoro che va nella direzione della Verità? Molti di voi le hanno e hanno la prova concreta che l‟unica guarigione è quella che consiste nel ripristinare il contatto con la Verità, perché l‟unica malattia è l‟allontanarsi dalla Verità; la malattia e la guerra sono la stessa cosa. La guerra che vivete sul pianeta è la malattia di questo organismo che si chiama Terra. E la malattia che vivete sul vostro corpo è una guerra che è dentro di voi, guerra e malattia sono la stessa cosa. Così come la guerra viene risolta quando viene sostituita dalla pace, allo stesso modo la salute è la pace. Però ciò che anima il lavoro che facciamo lo sapete, la Verità è sconfinata e si rivela gradualmente solo a quelli che la cercano e quindi voi siete qui a cercarla, sapendo di non conoscerla, e ben sapendo che non potete pretendere di conoscerla. Quindi siete qui in una condizione di apertura e di accettazione, un pochino alla volta, di questa Verità. Se venite e credete di sapere, pensate di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, come si fa e come non si fa, siete nel posto sbagliato. 127 Se sapete la Verità non venite qua perché siete totalmente fuori posto. Noi siamo quelli che la cercano, non siamo quelli che la sanno. Speriamo che lei si degni, un po‟ alla volta, su questo cammino di rivelarsi e difatti lo fa, però non ha mai la faccia che credevamo, ha sempre un‟altra faccia. In questa lunghezza d‟onda sapete che dovete lasciar fuori, da questo lavoro, il vostro quotidiano, le vostre certezze, il vostro passato e soprattutto il giudizio nei confronti degli altri. E tutto questo vi mette subito nella condizione di arricchirvi di tutto ciò che gli altri fanno, dicono, e come si muovono. Una persona mostra la sua debolezza e voi, che non siete nel giudizio, vi accorgete che è la vostra. E questo è una cosa incredibile. Magari nella vostra vita, nel vostro lavoro, per capire questo ci avreste messo vent‟anni o magari in vent‟anni non ci siete mai riusciti. Qua, grazie al non giudizio, lo vedete in un secondo. L‟altra cosa è considerare le persone che fanno un viaggio con voi, come dei fratelli. Se fate questo siete nel lavoro, nel lavoro su di sé, e siete nella via. La ragione per cui serve un gruppo è che da soli non andate da nessuna parte. State in un mondo piccolo a raccontarvi quanto siete bravi e buoni, e quanto cammino spirituale avete fatto. Però potreste accorgervi che negli ultimi vent‟anni la vostra vita non è mai cambiata, se la vostra vita non è mai cambiata, quanto è grande, quanto è lungo il vostro cammino spirituale? Non tanto. Quando vi unite insieme ad altri, costituite un nuovo organismo che ha accesso a un mondo più grande. Questo vuol dire che un gruppo funziona come un organismo. E‟ sempre così. Questa è la ragione per cui i maestri hanno sempre predicato la fratellanza. Non hanno detto: “Chiudetevi in una stanza e fatevi i fatti vostri e adorate il Padre Vostro che è nei cieli”. Non ha detto questo Gesù! Gesù ha detto: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo corpo, con tutta la tua forza, ama il prossimo tuo come te stesso”. L‟amore per il prossimo senza l‟amore per Dio è una bugia e l‟amore per Dio senza l‟amore per il prossimo è una bugia. L‟inganno dell‟umanità senza Dio, dell‟essere buoni nei confronti degli altri senza il contatto con l‟Origine stessa della bontà, è un inganno che porta l‟uomo verso il niente. Stessa cosa per la 128 spiritualità, un contatto col divino, senza il contatto con l‟uomo è un inganno. E‟ quello che dice San Paolo, ve lo leggo: INNO ALL‟AMORE DI SAN PAOLO “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli Angeli ma non avessi l‟amore sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezie e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e possedessi una pienezza della Fede tale anche da smuovere le montagne ma non avessi l‟amore non sarei nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze ai poveri e dessi il mio corpo per essere bruciato ma non avessi l‟amore a niente mi gioverebbe.” Qui c‟è la chiave di tutto “L‟amore è paziente, è benigno l‟amore, non è invidioso l‟amore, non si vanta, non si gonfia d‟orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell‟ingiustizia ma si compiace della Verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L‟amore non avrà mai fine, le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà, la nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta è la nostra profezia, ma quando verrà ciò che è perfetto quello che è imperfetto scomparirà. Quando ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, divenuto uomo ciò che era da bambino l‟ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente come anch‟io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che restano: la fede, la speranza e l‟amore. Ma di tutte la più grande è l‟amore.” Coltivare il gruppo è la chiave di tutto, il gruppo è un insieme di persone che si riconoscono fratelli in viaggio verso la Verità. La Verità non è conosciuta ma sconosciuta. Questo viaggio funziona tanto quanto gli date valore. E gli date tanto valore quanto siete disposti, per esso, a superare i vostri limiti, che in certi momenti ci sono. 129 Quanto siete disposti a spogliarvi di tutto ciò che nella visione dell‟ego vi protegge, ma nella visione dell‟anima vi imprigiona? La volete veramente abbandonare? Più l‟abbandonate più entrate in questa dimensione. Coltivare prima di tutto l‟amore per la Verità: amate il prossimo vostro come voi stessi, con tutto il vostro corpo, con tutta la vostra anima, con tutta la vostra mente e poi l‟amore per gli altri fratelli che sono con voi. Questa è la ricetta. 31 Gennaio 2005 130 SCEGLIERE IL PROPRIO NUTRIMENTO Quale terreno scelgo di essere? La Quarta Via: un lavoro sulla globalità dell’essere Voler vedere la Verità Non prestarsi alla maldicenza Perché accogliete la paura? La paura arriva e voi gli aprite le porte perché non è vestita da paura. Non si veste in modo brutto e riconoscibile, si veste in un modo bello e seduttivo. Se voi riflettete su questo, un po‟ alla volta potrete impossessarvi degli strumenti per buttarla fuori, per smascherarla. Serve un tempo per capire, non è immediato ed è suprema intelligenza, prima di dire no, darsi tempo. Il tempo è importante, altrimenti questo seme di comprensione lo fate morire, il seme che vi libera lo fate morire e dopo se vi viene la paura ve lo meritate. Questo è il cammino della liberazione, per chi si vuole liberare, ma come ho detto serve un tempo per comprendere, un tempo credetemi lungo, serve un tempo per comprendere come il meccanismo della paura funziona. Dopo averlo osservato a lungo, compreso a lungo, si può incominciare a smascherarlo e liberarsene. La paura continuerà sempre ad essere lì, bisogna comprendere di che cosa è fatta, come arriva e come voi le aprite le porte e un po‟ alla volta ve ne potete liberare. Riflettete: la paura arriva a voi ma è vestita in un altro modo ed è vestita sotto la forma del piacere e della seduzione. Poi quando arriva dentro incomincia a compire il suo lavoro e il primo prodotto che fa è allearsi con le cose simili. Cose simili che sono dentro di voi, per poter costituire una forza, e la prima cosa che produce è l‟irrequietezza. Un esempio molto concreto lo troviamo nella campagna: in un terreno non coltivato, durissimo e pieno di sassi è impossibile che nascano delle piante di pomodori alte e prosperose. Siccome i semi li porta il vento la domanda è: io che terreno sono? Non è una buona domanda? Voi potete scegliere che terreno volete essere. Dopo ne parliamo, perché adesso vi leggo una testimonianza di una ragazza che ci mostra perfettamente che il potere delle cose che arrivano dall‟esterno, e alle quali voi aprite la porta, è immenso. 131 “Il mio nome è Alessandra e sono una studentessa di giurisprudenza al quarto anno. Sono una ragazza come voi con un grave e grosso problema da risolvere. Ecco qual è il mio problema. Circa sette anni fa ebbi un incidente in bicicletta, passai col rosso, ahimè. Come conseguenza riportai un trauma cranico e qualche contusione. In seguito a questo incidente però incominciai ad accusare attacchi di panico e di ansia i quali si trasformarono in vere e proprie crisi, definite in seguito crisi pseudo-epilettiche. Durante le mie crisi perdevo conoscenza, senso dell‟orientamento e della realtà, vedevo delle immagini confuse e avevo paura di qualcosa ma non sapevo di cosa. Venni ricoverata in una clinica neuropsichiatrica a Pavia nella quale i medici cercarono di capire la natura delle mie crisi. In tale clinica ero seguita psicologicamente e venivo trattata con abbondanti dosi di psicofarmaci. Nei colloqui col mio psichiatra, il dottor R. emerse che da piccola subii delle molestie sessuali da un conoscente di famiglia. Il dottor R. pensò quindi che le mie crisi potessero derivare dal ricordo di tali molestie. Avevano quindi natura sessuale. In realtà le mie crisi erano sintomo di un malessere interno. Non avevano nulla a che fare con abusi sessuali, ma non la pensavano così i medici i quali cercarono di indagare nella mia infanzia per verificare che non ci fossero stati altri tipi di abusi, dato che le semplici molestie del signor P. non potevano bastare per delle crisi così violente. Dalle sedute psicodiagnostiche emerse che mio padre era una figura ambigua, particolare; si accertò inoltre che io e mio papà avevamo un legame molto forte. Fin da piccola volevo sempre seguirlo dappertutto, ci giocavo sempre assieme, lo aiutavo nel lavoro, lo imitavo in tutto, insomma, lo adoravo e non era normale. Non era normale per il dottor R. perché un padre non può essere così attaccato alla propria figlia e viceversa. Ma era così. Cominciarono quindi le domande su mio padre e sul nostro rapporto. Io, in tutta sincerità, non so come e non so spiegarlo, incominciai a raccontare episodi di violenza sessuale nei miei confronti da parte di mio padre. Al dottor R. raccontai ogni singolo momento che ricordavo assieme a mio padre e non feci altro che aggiungergli ciò che di più sporco e di terribile ci sia: un padre che abusa della propria figlia. 132 E cominciai così un lungo percorso che mi portò a infangare i miei più bei ricordi col mio papà e a rovinare la sua esistenza, la mia e quella della mia famiglia. Accusai mio padre e quindi lo condannai. Senza che io me ne potessi rendere conto, senza che potessi fermare quel meccanismo così pericoloso che avevo messo in atto, presto si arrivò a degli interrogatori con poliziotti e Pubblici Ministeri, indagini e perquisizioni varie. Trovarono un riscontro in mia sorella che era arrabbiata col padre troppo severo. Trovarono una famiglia spaventata dalla macchina della giustizia e che non sapeva difendersi come avrebbe dovuto, ma non trovarono prove sulla colpevolezza di mio padre. Nemmeno la visita ginecologica diede certezza sulla colpevolezza di mio padre, io ero ancora vergine. Non bastò. Niente poteva incastrare mio padre eppure tutto ciò aiutò a dimostrare ai giudici la sua colpevolezza. Dopo sei mesi di degenza in ospedale tornai a casa e non vidi mio padre, lo cercai disperatamente e nessuno voleva dirmi dove fosse, nessuno e tutti sapevano. Mio padre era in galera e capii subito ero stata io con le mie accuse, io con quel gioco assurdo e perverso che facevo coi medici dell‟ospedale. Io, io non avevo capito, io non lo sapevo. Assurdo ed inimmaginabile ma è così. In ospedale tentai il suicidio più volte per il senso di colpa di quello che dicevo ai medici perché non capivo il perché inventavo tali racconti, ma se tentai anche successivamente il suicidio fu poi per il senso di colpa di aver mandato in carcere mio padre e per aver rovinato la mia famiglia. Dio, come si può vivere con un tormento talmente grande? Grazie però proprio a mio papà e a mia mamma e alle persone che mi sono state vicine riuscì a comprendere il mio grave e grande errore e a capire che in realtà la colpa non era tutta mia, anche se a volte ancora oggi penso invece che lo sia. Insieme alla mia famiglia incominciai allora a combattere e lottare affinché io tornassi in me stessa e a lottare per la verità, ma non ci siamo riusciti. Nonostante io abbia ritrattato già durante gli interrogatori con il Pubblico Ministero e nonostante abbia ritrattato in ogni grado di giudizio, mio padre è stato assolto a formula piena una volta sola e condannato sei volte. 133 Fino alla condanna definitiva della Corte di Cassazione del 9 Aprile del 1999 a otto anni di reclusione. Ho chiesto molto amaramente la grazia al Presidente Ciampi perché mio padre potesse presto tornare a casa ma mi è stata negata. Allora mi sono messa a studiare giurisprudenza, per questo faccio il quarto anno, io non mi scoraggio, sono sette anni che lotto e ho solo risposte negative. Una in più ti butta giù, certo, e molto ma può dare anche la forza e la voglia di combattere fino in fondo, fino a che giustizia non sia fatta. Il mio fine primario è dunque quello di riaprire il processo, so che sarà molto difficile. Ho nuovamente richiesto la grazia per mio padre perché è l‟unico modo per farlo tornare a casa al più presto con noi di modo che possa di nuovo lottare insieme alla sua famiglia.” Questa è una testimonianza che mostra perfettamente che il potere delle cose che arrivano dall‟esterno, e alle quali voi aprite la porta, è veramente immenso. Bisogna che voi entriate in questa consapevolezza, là dove c‟è una pulizia interna, una purezza interna, queste realtà non possono entrare. Si è capito con questo esempio i modi in cui lavorano le paure? Questi medici avevano già tutte le loro idee, volevano a tutti i costi trovare qualcosa di perverso. Questa ragazza poveretta ha avuto un trauma quando in bicicletta è passata col rosso ed è stata investita da una macchina, ma loro volevano trovare a tutti i costi delle problematiche sessuali e quindi questa era già una perversione. Allora questa ragazza nella sua fragilità, e anche in una sua predisposizione, è entrata in questo gioco perverso con i medici a creare tutta questa forma di maldicenza, ha avuto questa fantasia senza capire che, come dicono gli indiani, i pensieri hanno gambe e braccia, sono cose vive. I pensieri sono esseri viventi e producono immancabilmente il loro ritorno. Prima ho detto che potete scegliere che terreno volete essere, riprendiamo il discorso. Voi siete un terreno, voi lo seminate e nasceranno i semi che avete seminato. I semi che piante daranno? Se voi seminate positivo nascerà una pianta che produrrà frutti positivi e farà cadere semi positivi e andrà tutto in questa direzione. Se lasciate spazio al negativo, vi lasciate seminare dal negativo, non sapete in quanto tempo, ma arriverete in un luogo che non avreste mai creduto. La religione cristiana chiamava questo tentazione, queste tentazioni 134 sono realtà, non sono teorie, sono energie che si vogliono impadronire della vostra vita privata. Ecco, questa è la responsabilità del vivere, voi avete esattamente ciò che seminate. Voi siete in questa vita, che è un‟enorme mondo di possibilità, e siete voi che decidete cosa accogliere nel vostro cuore affinché vivifichi. Poi vivificherà sulla base di quello che è. Domanda: ma, gli uomini lo sanno questo? No, non lo sanno. Imparare a scegliere il proprio nutrimento consapevolmente, è un grande lavoro. L‟uomo non sceglie quel nutrimento che lo libera, sceglie quel nutrimento che in quel momento gli piace. Allora il vostro nutrimento è: la terra per le cose solide, l‟acqua cioè i liquidi, l‟aria è l‟aria che respiriamo e il fuoco che sono le impressioni. Non sottovalutate le impressioni, imparare a produrre impressioni volontarie e selezionare le impressioni è fondamentale. Quando volete nutrire il vostro corpo buttate dentro qualunque cosa? No, normalmente fate una scelta. Le impressioni non si vedono, a differenza delle bistecche, però sono molto più potenti. Se scegliete fra bistecche e spaghetti perché non scegliete fra un‟impressione e l‟altra? Perché non lo sapete, serve un insegnamento per comprendere questo e una auto-osservazione. Avete mai visto nella vostra vita la paura arrivare attraverso il piacere? Se non l‟avete mai visto fermatevi e incominciate a osservare. Quando un giorno avrete visto questo, avrete uno strumento. Io non sono qui per convincervi di una verità, ma vi dico la cosa più semplice: osservate questo, perché se negate ancor prima di verificarlo commettete un grande errore. Se credete di sapere già che non è così senza averlo provato, non potete imparare, perché per imparare dovete ascoltare e cercare di sperimentare. Provate ad analizzare questa ipotesi di lavoro: la paura non è solo dentro di me, arriva e io la faccio entrare, ipotesi, non vi ho detto verità, adesso con questa ipotesi voi potreste fare un lavoro importante, scoprire delle cose e questo sarà uno strumento nel vostro bagaglio, poi dopo si può approfondire. Dovrete anche chiedervi: come entra e dove la fate entrare? Questa è una domanda ancora più interessante. Tutto questo, voglio che mi capiate bene, è molto pratico, è una cosa molto pratica, è come fare due uova al tegamino. Non vi sto parlando di filosofia o non vi sto parlando di credere a quello che io dico, che non dovete mai crederci, sto parlando di una 135 cosa molto pratica e che voi potete, se volete, sperimentare per voi stessi, non per me. E‟ vostro interesse, cercare di farvene qualcosa. Tutto è vita, lo accettate questo? Ma gli stadi di vita sono diversi nella consapevolezza, le mie cellule hanno vita, intelligenza, coscienza e consapevolezza in relazione al loro stato e grado di evoluzione. Se poi le mie cellule si uniscono a fare degli organi, degli organi a fare un corpo e questo corpo a fare una persona, lì ci viene un‟entità a sostenere la vita di questa cosa che è una realtà più grande e più evoluta. Questo vale anche in negativo. Esseri grandissimi e meravigliosi che collegano mondi di positivo li chiamate angeli, quegl‟altri li chiamate demoni. E dentro di voi, nel vostro cervello è uguale. E col computer in Internet? Uguale. Sapete cosa succede quando andate a visitare un sito in Internet? Avete mai letto la parola Cookies? Cookies vuol dire biscottini, voi andate nel sito e il sito vi mette dentro dei biscottini che servono a riconoscere il sito quando voi andate in prossimità. Non ci sono solo i cookies, ci sono altre forme più complesse che possono entrare, per esempio i cavalli di troia, troyan‟s horse. La televisione ci mette dentro tanti di quei cavalli di troia che non ce ne accorgiamo, ci viene messo dentro, perché vuole guidarci nella sua direzione. Voglio spiegarvi bene questo aspetto che è molto difficile: tutto il combattimento che si vive è per il possesso. Perché abbiamo molte personalità e non ne abbiamo una? Eh, perché queste personalità si formano in questo modo, sono tutte alleanze di questi nuclei. Un uomo integro ha un‟integrità e una volontà, quando vuole fare una cosa la decide, la sente e tutta la sua struttura gli ubbidisce. Ha una personalità integra, unitaria che è al servizio della sua anima e anche a servizio di Dio o della vita. Questo quando l‟uomo funziona nel modo giusto, ma quando l‟uomo funziona al rovescio non è più lui che guida la sua vita, è soggetto ai desideri e ogni desiderio è una micro-volontà, è una micro-personalità ed ecco che l‟uomo che si disperde in centinaia in migliaia di desideri, produce nella sua struttura un casino di centinaia di migliaia di io, poi questi io sono raggruppati. Se voi analizzate la vostra personalità potete vedere i gruppi dei vostri io. Come minimo vi accorgerete che avrete un io per il mondo di lavoro, un io per il rapporto sentimentale e vedrete che ci sono persone che il mondo degli amici e il mondo del lavoro non li vogliono far entrare in contatto. Come mai? Perché dentro di voi 136 questi gruppi di io quando si toccano creano attrito e quindi hanno fra di loro degli armonizzatori per poter convivere con tutte le vostre contraddizioni. E‟ per questo che il cammino spirituale è fare gradualmente crollare gli ammortizzatori e vivere queste contraddizioni fino ad acquistare una pulizia, una personalità purificata. Quindi vivete la paura perché coltivate l‟io di paura, lo coltivate. L‟uomo è una macchina per trasformare energie, nel piano più basso della sopravvivenza: mangiare, bere, dormire, riprodursi, vivere mediamente ottant‟anni. La macchina è efficiente, funziona bene, tanto è vero che la macchina viene tenuta insieme per ottant‟anni. Per ottant‟anni anni uno spirito può essere ospitato, esiste una persona in questo corpo. Lo possiamo ospitare in modo che possa vivere, ma nei piani sottili la macchina è completamente inefficiente perché consuma tutta l‟energia. Non c‟è energia per il lavoro sui piani sottili, l‟energia necessaria per costruire i corpi sottili bisogna guadagnarsela, cioè quella della sopravvivenza c‟è, quella per far crescere i corpi sottili bisogna guadagnarsela con un‟amministrazione dell‟energia. Il corpo astrale, che tutti avete, è un piccolo seme talvolta quasi vuoto, che ha bisogno di energie per poter crescere, ma voi le sprecate tutte nelle emozioni negative. L‟energia che dovrebbe andare a nutrire il corpo mentale va tutta a finire nel processo immaginativo, cioè la macchina uomo nella sopravvivenza vive e consuma tutte le energie destinate ai corpi sottili. Ecco perché tutti gli insegnamenti insistono sulla disciplina, perché la disciplina è un‟amministrazione delle energie. Allora una persona che dentro di se ha la paura deve utilizzare una quantità enorme di energie emozionali per contenere questa paura. E‟ tutta una fatica continua, tutto il giorno per gestire questa paura, una fatica enorme. L‟irrequietezza, di cui abbiamo accennato all‟inizio, è già un discreto sintomo di malessere, anche se riuscite a contenerla perfettamente il risultato è che alla sera siete stanchissimi. L‟irrequietezza è un tema su cui riflettere straordinariamente importante, siete irrequieti perché non vi focalizzate, non state fermi, inseguite continuamente ogni cosa. L‟irrequietezza è anche una forma di avidità, dice: “è mio, è mio, è mio, lo voglio”. L‟uomo irrequieto si crede furbo ma è continuamente usato. Tutto questo può sembrare drammatico, invece 137 è reale e si può rimettere tutto in fila con una buona conoscenza della vostra struttura, della vostra funzione, con un‟economia delle vostre energie, dopo funziona in altri modi. Se voi entrate dentro a questi processi, capite che il cammino che porta a disporre di grandi energie per vivere la vostra vita, per costruire e per alimentare la vostra anima, è un cammino basato sul togliere e sull‟organizzare. Queste conoscenze qua non vengono svelate, le potete trovare in pochissimi posti, attraverso delle vie. Le vie sono: la via del fachiro, la via del monaco, la via dello yogi e poi c‟è la Quarta Via, che è questa. La via del fachiro è quella dove l‟uomo che lavora sul corpo arriva a produrre una volontà fisica, il fachiro va sul letto dei chiodi può stare immobile per dieci ore appostato lì senza muoversi di un millimetro. La via del monaco invece è la via della devozione, quindi il monaco lavora sulla struttura emozionale. Poi c‟è la via dello yogi che è quella della sapienza, lo yogi lavora sulla sapienza. Tutti quelli che hanno seguito una di queste tre vie arrivano a un punto di illuminazione e di coscienza di sé, ma essendo vie unilaterali, parziali, dovranno poi recuperare quello che hanno lasciato indietro. Esiste una Quarta Via dove si lavora su tutto contemporaneamente. La Quarta Via lavora sulla globalità dell‟essere. Secondo l‟insegnamento di Gurdjieff l‟uomo originariamente sarebbe un‟integrità di corpo, emozione e azione. Questo fino a che non è intervenuta la paura o il peccato originale, chiamatelo separazione, chiamatelo paura, chiamatelo satana, chiamatelo come volete è una separazione. La struttura umana è una fabbrica a tre piani, dentro c‟è: corpo, emozione, mente. Allora prima della separazione l‟Emozionale Ordinario era attaccato all‟Emozionale Superiore e il Mentale Ordinario era attaccato al Mentale Superiore, poi con la separazione tutto si è scollegato a metà. Il centro emozionale originale gira velocissimo ma con la paura si appesantisce e si stacca. L‟emozione ordinaria resta nel corpo e l‟emozionale superiore si è distaccata, è sempre lì, ma non ne avete coscienza. Quando gestendo bene le vostre energie, il vostro mondo emozionale si spoglia delle emozioni negative, si purifica, incomincia a girare perfettamente e più velocemente e si riaggancia a quell‟altro. Cosa succede quando si riaggancia a quell‟altro? 138 L‟emozionale superiore si riaggancia all‟emozionale ordinario e il vostro mondo si apre a una emozione del divino, della bellezza. Serve il perdono del peccato originale per ricollegare le vostre emozioni ordinarie con quelle superiori. Non bisogna coltivare la paura, ma l‟amore. Quando siete innamorati, per esempio, siete collegati, e l‟amore è cosciente. Gurdjieff spiega bene com‟è l‟amore: L‟amore istintivo, parla del corpo, dipende dal tipo e dalla polarità e quindi lui spiega per i vari tipi con tutte delle simbologie. L‟amore emozionale si trasforma nel suo contrario. E‟ matematico, oggi qua, domani là, è un pendolo. Perché l‟illusione viene seguita dalla disillusione. Poi l‟amore cosciente evoca amore cosciente. Il ricordo di sé è quello che in India il buddismo zen chiama Satori, tutto il buddismo zen è basato su delle discipline energetiche per ricreare questo attimo di ricordo di sé, il ricordo di sé è questo collegamento temporaneo che si facilita in certi modi. Una persona che ha provato questo stato di collegamento in una maniera intensa e chiara, non lo dimenticherà mai più e la sua vita non sarà più la stessa, è per quello che il buddismo zen insiste su questo e dice: vogliamo provocare il Satori una volta, almeno una volta, perché quella volta se ne ha esperienza, non teoria, si sa che c‟è. Se la vostra struttura l‟ha potuto vivere una volta, può viverlo due volte, e se può viverlo due volte può viverlo dieci, e se può viverlo dieci può viverlo sempre e il viverlo costantemente si chiama Samadi. Sono culture diverse ma dicono le stesse cose. Allora voi siete dei sistemi aperti in cui dentro entra tantissima roba. Dovete fare qualcosa per far sì che la vostra interiorità non sia una pattumiera. Incominciate a vedere le vostre relazioni, sono molto importanti, bisogna mettere dei paletti nelle relazioni. Quando vedete che uno vi vuole buttare addosso tutta la sua sporcizia, potete comprenderlo, però non potete accoglierla, la sporcizia non si può accogliere, non è amore questo, non è amicizia, non è niente. E‟ un piacere prendere il proprio lamento e buttarlo addosso agli altri, e se voi lo accogliete questa persona avrà sempre più ragioni per vivere il lamento, perché dal momento in cui vi butta addosso il lamento ha un sollievo. No, il suo lamento se lo deve tenere lui, non potete portare il suo lamento, è una sua croce non vostra. 139 Nel mondo verso cui stiamo andando comprendere questo sarà di un‟importanza vitale. Ma perché è importante questo? Perché, come queste cose si uniscono dentro e formano un nucleo nella vostra mente, anche fuori si formano dei gruppi. Lo sapete che gli uomini si uniscono tutti, quasi tutti, sulla base di qualcosa a cui sono contro? Praticamente l‟elemento aggregante dell‟uomo è l‟odio. Odio per qualcosa, per qualcuno, per qualche idea, per qualche principio, per qualche pratica, per qualche gruppo o per qualche setta. E allora l‟aggregazione sulla base dell‟odio non è né amicizia né fratellanza. Lenisce la paura sul momento, ma la solidifica e la rafforza per coloro che la vivono e per coloro che nascono e crescono. Anche voi siete stati cresciuti nella paura da persone che avevano la paura, che condividevano la paura e solidificavano la paura. Dice Gibran nel Profeta: “I vostri genitori nella loro paura hanno messo le loro case troppo vicine l‟una all‟altra, come mi piacerebbe prendere quelle case e disperderle nel bosco. E che cosa tenete dietro l‟uscio sbarrato? Tenete la saggezza forse? O la calma che è la caratteristica dei forti? O tenete solo il bisogno della comodità e del piacere? Ah, ma io voglio dirvi che il desiderio di comodità e di piacere vi comanda con l‟uncino e con la frusta”. Questo dice. Allora bisogna far il punto, bisogna cambiare tutto, possiamo dai, ognuno nella sua vita. Dicevano a Gesù: Maestro ma se le cose sono così, ma chi mai si salverà! E lui dice: ma quello che è impossibile agli uomini è possibile a Dio. Bisogna vedere la Verità e andare in quella direzione, è una direzione di pulizia, di purezza e la pulizia e purezza sono scelta e selezione, scegliere tutto ciò che serve per il cammino e lasciar fuori il resto. Vi voglio dire un‟altra cosa, questi gruppetti di idee che entrano dentro di voi, per esempio contro qualcosa, si uniscono fra di loro e formano delle certezze sulla base della negazione e quando arriva dalla vita ciò che servirebbe a salvarvi, loro dicono subito: “No, no, no, no”. Incominciano a negare, tagliano con la spada: “Questo no, no, non è vero, secondo me no, io penso di no”. Da cosa si capisce che sono questi nuclei? Si capisce dal fatto che sono nuclei reattivi, senza coscienza, senza tempo, senza pensiero, senza sperimentazione, senza processo. Sono nuclei che picchiano all‟impazzata, sono nuclei 140 in cui l‟uomo non riesce a dire: “Io non so”. Questo: non so, è la base per fare un cammino di crescita. Non si può aprire la porta a queste cose, cioè se uno apre le porte a queste cose deve sapere bene ciò che fa, io non lo farei. Avete le parole di Gesù, avete anche queste conoscenze, avete le strade di crescita, di positività e di amore da percorrere, non avete bisogno di disperdervi in quelle cose lì, perché contengono anch‟esse un lato morboso. Potete davvero credere che l‟evoluzione dell‟uomo si possa ridurre a prendere quattro burattini e metterli nelle posizioni giuste? Non credo proprio. Quello che serve è la coscienza, la coscienza è quella cosa che apre la strada verso un nuovo essere, una nuova entità, voi potete essere quella nuova entità. Allora, in generale, chiedetevi: che seme coltivo nel mio orto? Le cose possono anche essere molto più facili di quello che sembrano, basta cambiare coltivazione. Basta che zappate bene il vostro terreno e guardate i semi che ci vanno messi. E‟ più facile di quello che sembra. Non dovete restare attaccati al passato, il passato è così potente perché voi ogni mattina quando mettete i piedi giù dal letto lo riconfermate, perché se voi non lo riconfermate lui non c‟è più. Tutto il lavoro di crescita consiste nel cercare di entrare in condizione di voler vedere. Vorrei che vi rendeste conto di quanto è forte la volontà di non voler vedere. Il lavoro non consiste nell‟eliminare il negativo, perché non ce la fate, ma di non coltivare la sua propagazione, la sua moltiplicazione. Perché il negativo è nella vostra mente, quando è nella vostra mente ha un potere interno, non un potere esterno, diventa un potere esterno quando esce dalla vostra bocca. Il passaggio dalla bocca è molto importante, diventa una maledizione. Allora impegnatevi a non fare uscire il negativo dalla vostra bocca, questa è la prima cosa. Poi la propagazione dei negativi che escono dalle bocche si uniscono per fare un esercito di un‟alleanza micidiale, quindi vi dico: non prestatevi alla maldicenza, mai, mai. Dovete pagare un prezzo troppo alto dopo, non ne vale la pena, è una cosa troppo stupida. Per un attimo di piacere in quel momento, non vale la pena. Datevi questo input che è un modo per lavorare nella direzione della pace, non prestatevi alla maldicenza, non introducete la maldicenza mai. Benedire sempre, mai maledire, cambia tutto. 141 Tutto il dolore dell‟uomo moderno al 90% è paura resa visibile, cioè maldicenza. Sposate questo lavoro: non vi prestate più alla maldicenza. 07 Febbraio 2005 142 LA COSCIENZA DEL CONTATTO I mondi e le frequenze La comunicazione Essere un pacificatore Espansione e chiusura Cos‟è per voi la realtà? Quella che chiamate realtà è l‟immagine del mondo che avete sulla base dei vostri sensi. I vostri sensi sono limitati, c'è molto di più. In termini di frequenza, per esempio, il vostro orecchio sente da 20 a 20.000 Hertz, quello che è superiore ai 20.000 Hertz per voi non è suono però un cane lo sente, un pipistrello ancora di più. Quindi ci sono suoni che sono qui ma per voi non esistono. Questo vale per tutti i sensi, ma oltre ai sensi esterni ci sono i sensi interni. Quando voi dormite sognate di vedere un cavallo e lo vedete, però gli occhi sono chiusi. Allora cos'è che funziona? Funziona un senso interno. I vostri sensi sono limitati e oltre questo limite c'è molto di più, oltre i vostri sensi esterni ci sono i sensi interni e oltre questo c'è molto di più. Poi c'è la vostra capacità di concepire una cosa che è sopra il vostro sguardo, dove non avete i riferimenti, non siete capaci di vedere. Intendo dire che al di là di quello che vedete esiste molto, ma molto di più che non è per voi visibile, eppure ci siete dentro, quindi il contatto è costante. Qual è uno dei limiti che vi ponete? E‟ quello della morte. Quando una persona è morta e quell'energia che dava vita a quel corpo è andata via, dov'è? Voi non la vedete più ma con un altro senso potete mettervi in condizione di sentirla. Voi siete immersi continuamente, totalmente in una realtà sconosciuta che però vi tocca continuamente. Allora voi dovete comprendere che oltre al conosciuto c'è lo sconosciuto, lo sconosciuto è tutto. Il conosciuto è quasi niente. Questo anche in termini scientifici perché il 90% della materia che esistete nell'Universo non é fatta di atomi, di elettroni e di protoni, è fatta di altro; non emette radiazioni elettromagnetiche, che è quello che noi vediamo, non può essere vista in nessun modo, ma può essere misurata, però esiste ed è dappertutto. Quindi diciamo noi siamo ciechi al 99% della Creazione la quale comunque è qui e si può entrare in relazione con essa. Adesso quanti modi ci sono di entrare 143 in relazione? Senza entrare tanto nei dettagli fondamentalmente si può entrare in relazione in maniera inconsapevole e in maniera consapevole. Vi è mai capitato di sentirvi inondati da un'ondata d‟amore che vi arriva? Oppure non vi è mai capitato di trovarvi in uno stato di paura e di depressione e più state lì più questo stato si aggrava e più i pensieri negativi arrivano? Allora il punto da comprendere è che dovete superare le categorie della mente, le categorie della mente sono molto castranti. Una delle categorie della mente è la vita e la non vita. Un cane è vivo? E' vivo, perché? Perché si muove. Un albero è vivo? Perché? Si muove anche lui, anche se va molto piano. Quindi il movimento è una caratteristica della vita e può avvenire a diverse velocità. Una pietra è viva? Non si muove la pietra. Però il fatto che una cosa si muova talmente lentamente da non essere percepibile dalla vostra capacità di percepire il movimento, non vuol dire che non si muova. Ci sono delle pietre che dopo migliaia di anni fanno venir fuori un cubo. Dalla pietra incomincia a venire fuori prima uno spigolo di un cubo, poi un altro pezzo e poi in un certo tempo un cubo intero. Se non è un figlio questo! Chi glielo ha detto alla pietra di buttar fuori un cubo? Allora, diciamo che con un po‟ di intelligenza potete capire che se perdete tutte le vostre categorie potete comprendere che tutto in qualche modo è vita. Cosa cambia fra una forma di vita e un'altra? Le forme di vita che agiscono sullo stesso tempo, quindi che hanno frequenze simili, interagiscono; forme di vita che agiscono su scale di tempo diverso non si incontrano. E‟ difficile che una sequoia, che vive seimila anni, e una cicala, che vive un giorno, possano fare delle grandi cose assieme. Allora esistono vite che si muovono su scale del tempo completamente diverse, perché il tempo che cos'é? Questo è difficile, che cos‟è il tempo? Ve lo dico io, in un modo bello: il tempo è respirazione. Il giorno e la notte sono un respiro della terra. La creazione dell'Universo e il riassorbimento dell'Universo gli Indiani lo chiamano il respiro di Brama. Il respiro di una cellula è un trentamillesimo di secondo. Questo per dare un'idea del tempo. Cosa accade quando un essere che è su una scala del tempo larga vede un essere che è su una scala del tempo piccola? Come lo vede? Vede la solidità. Voglio spiegarvelo bene. Io sono su una scala del tempo di un'impressione di un secondo e qui ci sono dieci atomi che vanno a trecentomila chilometri al secondo, in un secondo han fatto un tale 144 cammino che io lo percepisco come se avessero riempito tutto; quindi per me sono solidi. La solidità del mondo, la materia, non è altro che un essere vivente che vede da una scala del tempo grande esseri viventi che vanno molto più veloci. Adesso vi voglio dire il contrario. Che cosa succede a un essere vivente che si muove su una certa scala del tempo quando vede qualcosa che si muove su una scala del tempo enormemente più grande? Lo vede sempre fermo, non vede niente, vede un cielo stellato. Allora un tempo medio guardando un tempo enorme vede un cielo stellato, materia rarefatta, con distanze immense, guardando la vita di un tempo piccolo vede la materia. Quindi torniamo a noi, lo sconosciuto è dappertutto e vi tocca in continuazione. Cos'è lo sconosciuto? Lo sconosciuto è quello che c'è al di là del tempo, al di là dell'infinitamente grande, al di là dell'infinitamente piccolo, al di là della vita, al di là della morte, al di là del concepibile. Tutti questi al di là: gli spiriti dei defunti, gli extraterrestri, gli dèi sono tutti al di là del conosciuto, al di là del conosciuto per qualunque direzione c'è sempre la stessa cosa, che quando entra nel campo del conosciuto, a secondo di come voi la definite, la chiamate in un modo o nell'altro. Ciò che è interessante è che voi entrate continuamente in contatto con delle energie, queste energie sono vive, sono coscienti, sono esseri. Siete immersi in un campo psichico che è un campo di vita formato da esseri. Allora quando vivete un'emozione di paura, siete in preda alla paura per quella legge delle due frequenze che sono simili. Allora tutte queste realtà, potete chiamarle energie, esseri, vibrazioni, tanto sono tutte distinzioni della mente, non ha importanza, prendete la rappresentazione che preferite, tanto è sempre la stessa cosa. Per la legge di risonanza queste energie arrivano a unirsi per simpatia con quella paura e entrano dentro di voi, da voi richiamate, perché quella paura l‟avete coltivata, e ingigantiscono questa paura. Altre volte invece voi coltivate qualcosa di positivo e anche in questo modo arriva il simile e vi sentite un'ondata di amore. Adesso vorrei dirvi che in nessuna di queste due cose c'è veramente qualcosa di sbagliato, perché quando voi entrate in contatto con un essere che ha una vibrazione più bassa è lo stesso processo che accade quando voi entrate in contatto con un essere con la vibrazione più alta, solo che si scambiano i ruoli. E se voi quando si avvicina l‟essere con la vibrazione più alta vi sentite inondati di amore, stabilite una relazione 145 in cui voi crescete e lui anche. Lo stesso processo accade quando un essere con una vibrazione più bassa si avvicina a voi e voi avete la possibilità di dargli qualcosa e lui cresce e voi anche. Ma sotto quale condizione? Che voi siate consapevoli. Se siete consapevoli, il contatto con la vibrazione superiore, angeli, o il contatto con la vibrazione inferiore, demoni, è sempre crescita. Perché, vedete, tutta questa immensità di energie o di vibrazioni può essere letta in relazione a dove siete secondo una semplice distinzione: frequenze al di sopra e frequenze al di sotto. Frequenze al di sopra vuol dire amore, frequenze al di sotto vuol dire paura. Se voi siete coscienti il contatto con entrambe le vibrazioni è un contatto di crescita, se non siete coscienti il contatto con l'energia inferiore vi porta in basso, amplifica questa bassa frequenza e la paura si moltiplica, quindi è negativo, ma anche il contatto con l'energia superiore è negativo, perché avviene inconsapevolmente, ve la godete un minuto, poi la perdete e non sapete più come fare a ricontattarla. Quindi ecco che la chiave di tutto è la coscienza del contatto. Con gli esseri umani, con le situazioni, con le cose, con le vibrazioni, con tutto quello che vi volete immaginare, che sono aspetti della vita, la chiave è la coscienza del contatto: la vostra purezza vi protegge da ogni cosa, la vostra assenza di peccato vi protegge da ogni cosa. Un mondo è un insieme di vibrazioni, da tot a tot, se voi siete mille il vostro mondo è da novecento a milleduecento. Quello è ciò con cui riuscite a entrare in contatto, dovreste cambiare per poter entrare in contatto con vibrazioni più elevate. Un mondo è questo. Questi sono i mondi. Questa è la ragione profonda per cui la coscienza crea la realtà. La coscienza crea la realtà perché la coscienza, creando la vostra vibrazione, apre anche il resto della vibrazione con cui potete entrare in contatto, produce un incremento della vostra vibrazione, cioè eleva il vostro livello di coscienza e questo incremento della vibrazione attirerà una grande quantità di nuove possibilità di arricchimento. Ecco perché tutti gli insegnamenti spirituali sono concentrati su un'unica cosa: la coscienza di me qui e ora, non c'è altro, non c'è nient'altra cosa che valga la pena di essere vissuta ed esplorata, perché la coscienza di me qui e ora è potenzialmente l'eternità. Vorrei farvelo capire bene parlando della comunicazione, la comunicazione secondo molte nostre culture è una tecnica, invece la 146 comunicazione è un equilibrio, c'è anche una tecnica, ma essenzialmente è un equilibrio. Una persona che è in preda al proprio ego, perché ha delle paure o deve dimostrare qualcosa, difficilmente riuscirà a comunicare. La comunicazione è la capacità di avere distanza e di avere continuamente presente lo scopo di ciò che volete portare ponendovi continuamente la domanda di ciò che serve e ciò che non serve. La comunicazione poi è comunicazione con gli altri, è comunicazione con se stessi e diventa anche coscienza del contatto, quindi imparare a comunicare è una cosa molto importante. Comunicare è difficile quando non si ha chiarezza, la chiarezza è il presupposto della comunicazione e la chiarezza non c'è quando funziona l'ego, è l'ego che fa casino. Quando voi vedete una persona che comunica in una maniera efficace e chiara voi potete essere certi che si è spogliata di una grande parte del proprio ego. Ha prodotto una chiarezza interiore che, prima di tutto è giovamento per lei, perché è luce e, secondariamente, diventa giovamento anche per gli altri, perché è un frutto che si distribuisce. C'è una legge che dice: quando un frutto è reale dentro di voi, produce un altro frutto che è il desiderio di condividere. La nostra cultura che dice che la tecnica è importante fa confusione, perché non ha presente i livelli. Se il livello fosse uno solo, tutto è tecnica e tutto si riduce alla professionalità. Allora sarebbe giusto dire: “Ti do una laurea in psicologia, sei laureato in psicologia, fai lo psicologo”. Come può un uomo fare lo psicologo se la sua vita è tutto un fallimento, se le sue relazioni sentimentali non funzionano, se tutto è un insuccesso, se tutta la sua vita è una guerra? Ha studiato la psicologia, ma umanamente non ha quasi niente da dare. Questo la nostra cultura non lo concepisce. Quindi vi sto dicendo che la nostra cultura, che sostituisce la professionalità all'amore, che sostituisce il sapere alla coscienza fa una grande confusione, ma se si ammettesse questo, tutto il sociale è automaticamente un fallimento, perché la verità è che le Università non servono a niente, solo a imparare delle cose, non a diventare diverso. Abbiamo scuole in cui si diventa psicologi e quando siete laureati siete uno psicologo, ma siete esattamente la persona che eravate prima. Se la società entrasse in questa dimensione della 147 coscienza dovrebbe ammettere la sua impotenza. Ci sono cose che non potete sapere se non cambiate il vostro essere. Questa mancanza vi mette anche in una condizione di ingiustizia nei confronti del mondo. Facciamo un esempio, allora questo è un piano di vita, in questo piano c‟è qualcosa che vi piace ed è imparare un‟arte marziale, per esempio. Imparate l‟arte marziale e restate uguali, dopo potete imparare un‟altra arte marziale, quante arti marziali ci sono? Milioni di milioni, potete spendere tutta la mia vita a fare le arti marziali rimanendo sempre sullo stesso piano. Quindi in un piano vige la legge della quantità, non vi stancherete mai, ma sono sempre tutte la stessa cosa. Gesù insegnava questo: tu stai in quel piano, impara il significato del piano e poi vai su un piano superiore. Perché su questo piano potete vedere una sola cosa alla volta, ma quando siete nel piano superiore tutto il piano sotto è vostro in un colpo. Allora un piano serve tanto quanto apprendete il significato di quel piano, poi non vi serve più, è tempo perduto, vi sprecate. La chiarezza, quindi l‟intuizione, perché intuizione viene dal latino in-tueo e tueo vuol dire vedere, quindi intuire vuol dire vedere dentro. L‟intuizione e la chiarezza sono due aspetti molto legati, la chiarezza è il leggere chiaramente il piano dove siete e l‟intuire è incominciare a vedere un po‟ più lontano. Ora se uno l‟intuizione e la chiarezza non ce le ha come fa a raggiungerle? Sono queste le domande che vi devono interessare. Serve una strada per produrre la chiarezza, una strada possibilmente senza dolore, esatta, precisa e riproducibile e io vi dico che questa strada consiste nel togliere, poi vi chiederete cosa togliere. Io vi dico che quando togliete tutto il casino, ciò che resta è chiarezza e visione che sono più dell‟intuizione, sono una visione ampia. C‟è da togliere la nebbia per vedere, se togliete in nome di questa intuizione, la vostra intuizione crescerà. Vi dovete chiedere, primo: sto togliendo veramente? Secondo: so togliere veramente? Terzo: c‟è qualcuno che può insegnarmi a togliere? Perché chi è un maestro? Un maestro è colui il quale ha qualcosa che vi serve. Questa è intelligenza. Vi faccio l‟esempio di quando andavo a lezioni di sax. Il mio insegnante di sax suona il sax troppo bene, è un maestro e io facevo tutto quello che mi diceva, sarei stato uno stupido se mi mettevo a discutere, mi mettevo a discutere con uno che è uno dei più grandi 148 saxofonisti del mondo che io so a malapena fare due pernacchie? Questo è il modo veloce per imparare. L‟uomo fa casino quando ha l‟ego per cui deve dimostrare e, ego e paura sono la stessa cosa. Quando l‟uomo ha paura spesso tende a consolarsi col piacere, e questo sul momento funziona ma alla lunga non funziona, perché riconferma la paura ancora di più. E se è vero che la paura è all‟origine della ricerca del piacere, la ricerca del piacere è a confermare la paura e quindi è un cane che si morde la coda, e in poco tempo è pieno di paure e pieno di bisogni: è morto. Non solo, siccome i suoi bisogni nessuno glieli soddisfa è anche arrabbiato e ce l‟ha con tutto il mondo. A questo punto incominciare un lavoro su di sé è molto difficile, perché l‟uomo a questo punto dovrebbe accettare una cosa che non vuole accettare: che nessuno gli ha mai fatto niente. Questa è dura da accettare, ma questo è il punto per incominciare a fare il lavoro, fare un bel reset, spegnere tutto, dimenticare tutto ciò che sa. Un giorno avranno un valore, perché le potrà recuperare, ma ora gli impediscono di lavorare su di sé. Quindi dimenticare tutto ciò che sa, entrare in un territorio nuovo, nuovo campo e ararlo, seminarlo e non mettere il seme della paura, perché se mette il seme della paura, dopo cosa dovrà fare? Dovrà farci i conti perché ormai il seme è entrato. Dicono a Gesù: maestro è venuto il nemico e ha seminato la zizzania in mezzo al frumento. Eh, niente, dice Gesù, ormai è troppo tardi. Lasciate che crescano, perché se andiamo a togliere la zizzania adesso, distruggiamo anche le pianticelle, lasciate che crescano e quando saranno delle piante grandi distingueremo la zizzania dal frumento, strapperemo la zizzania e la bruceremo. Voglio farvi un esempio che riguarda il computer, è molto interessante e ne abbiamo già parlato un po‟. Allora siete in Internet col vostro computer e appare una pubblicità, la chiudete e continuate e poi un‟altra volta pubblicità. Dopo un po‟ vi rompete, perché ogni trenta secondi arriva questo lavoro e voi dite: ma io l‟ho spento, dov‟è questo lavoro? E allora andate a esplorare dentro al computer e, se siete un po‟ esperti, dopo un po‟ scoprite che c‟è un piccolo file eseguibile, .exe si chiama, che ogni volta che voi spegnete la finestra, lui lascia passare cinque minuti e poi la riaccende. Cioè voi gli avete cancellato la finestra da uno strato esterno, ma il seme è stato messo più giù, allora voi siete a posto, andate lì 149 cancellate il file .exe e state tranquilli e continuate e la cosa non compare più. Poi spegnete il computer e ve ne andate a fare le vostre cose. Il giorno dopo aprite e stessa pubblicità: “Cavolo, ma l‟avevo tolta!” e voi lo andate a vedere dove c‟era il file .exe, c‟è ancora. Chi ce lo ha messo? Lo avevano messo in un luogo più profondo. Dovreste vedere che questo file è un virus, è andato nell‟avviamento del computer; c‟è un effetto esterno, c‟è una causa interna. E‟ per questo che le tecniche funzionano solo per un po‟, se voi con una tecnica state bene, ma le ragioni che vi facevano stare male sono sempre lì, dopo un po‟ starete male ancora perché non siete andati all‟essenza del problema e alla conoscenza di voi stessi. Allora il file .exe lo cancellate, ma sapete che cancellandolo, quando riaccendete il computer è uguale e quindi andate a trovare un file iniziale. Esiste un punto più profondo di tutto il computer che si chiama il Registro di Sistema e lì, che è il cuore, è l‟anima, dovete stare attenti, perché ci vuole un sapere immenso per entrare nel Registro di Sistema, si può distruggete Windows se fate un‟operazione errata. Sto parlando di un computer, sto parlando di un uomo e sto parlando anche di un gruppo. Sto parlando di un gruppo, ma anche di ognuno di voi, ma anche di qualunque cosa, anche del nostro mondo, in un certo senso il destino del nostro mondo è segnato, perché bisognerebbe andare in profondità. Se un allievo che studia piano forte, incomincia a studiare un pezzo e fa un errore il maestro lo corregge. Perché fa un errore? Perché non è stato presente, non ha avuto la coscienza del contatto, la nota non era quella, è stato approssimativo. Se fa tutto approssimativamente in un brano ci sono cinquanta errori, sapete cosa fa il maestro? Cambia brano. Perché stare lì a correggere cinquanta errori in quel brano vuol dire lavorare un anno per non produrre nessun risultato. Ara un terreno nuovo, questo brano basta. Nel lavoro che si fa non si può mettere dentro troppi errori, perché quando gli errori sono troppi, il lavoro è distrutto, si può solo ripartire da capo. La domanda è: come è entrata questa cosa e come ha fatto ad annidarsi così in profondità? E‟ qui che entra il desiderio. Il canale che si apre ha un qualcosa che qualcuno vi mette dentro col vostro consenso. L‟esempio del computer è molto bello, potete fare finta che Windows Explorer sia un uomo che vive, e Internet è la vita, voi navigate, tutto è aperto. Quindi voi col vostro computer avete 150 Explorer e potete andare a vedere in tutto il mondo. Sarebbe importante avere un anti-virus che è la capacità di riconoscere di dire sì o no. L‟anti-virus vi dice: vuole entrare un file biscript422.exe, lo faccio entrare o no? Voi dovete rispondere sì o no e se non sapete che cos‟è non sapete rispondere. Allora, col computer voi navigate e a un certo punto vi viene messo dentro un cookies, si chiama biscottino, questo biscottino da informazioni ai siti su chi siete e dove state passando, quelli che sono i vostri interessi. E se voi una volta siete andati in un sito porno, vi hanno messo dentro un biscottino e vi compaiono tutte figure porno, perché è l‟istruzione per sapere che a voi i siti porno possono interessare, questo è il passo. Voi non ricevete più tutto, ma incominciate a vedere nella vostra realtà siti porno che arrivano, perché avete mangiato il biscottino (cookies). Ma questo è il meno, ci sono cose più forti, vi possono mettere dentro un Cavallo di Troia, il cavallo di Troia è molto bello, è come il cavallo di Troia dei greci. I greci misero un cavallo fuori da Troia e i troiani dissero: “Oh, che bel cavallo, è un omaggio alla nostra potenza!” Lo portarono dentro e durante la notte dal cavallo escono fuori i guerrieri, aprono le porte e uccidono tutti i troiani. Il cavallo di Troia è qualcosa che vi viene messo dentro per aprire le porte a qualcuno che è fuori, che non è un amico. Quindi il cavallo di Troia vi viene messo dentro e vi orienta verso i siti che vuole lui. Voi cercate non so una parola, una parola qualunque, credete che lui esplori liberamente il web, invece lui va nei posti dove gli interessa a lui, perché cos‟è che interessa a tutta questa gente? E‟ l‟attenzione, l‟attenzione è denaro, perché l‟attenzione è creazione della realtà. Se io metto idee nella vostra mente, voi creerete la realtà corrispondente a queste idee e se voi create la realtà che io voglio, collaborate alla mia padronanza del mondo. Poi lui vi porta nei posti dove vuole, dove bazzicano dentro altri cavalli di Troia, altri cookies, altre realtà che quando sono sufficientemente potenti cosa fanno? Vi cambiano la pagina iniziale o vi sostituiscono il Motore di Ricerca. Credete di cercare col vostro motore di ricerca, invece si sostituisce al motore di ricerca e vi porta sempre dove vuole lui, voi credete di girare il mondo, ma andate nei posti dove venite portati. La testa dell‟uomo è uguale. E per questo che la coscienza del contatto è molto importante, perché quando il virus è entrato nel 151 vostro cervello, qual è la prima cosa che fa? Produce l‟irrequietezza, incomincia a lavorare lì dentro per cercare e incomincia a tirare dentro nel cervello tutti i suoi amici. Quando ne ha attirati dentro a sufficienza, cosa fa? Sentite questo passaggio è molto importante, cosa fa? Chiude la porta. Produce la chiusura! Perché adesso vi deve mangiare, vi isola. E come lo fa questo? Con una struttura della mente reattiva, la mente che sa tutto e nega tipo: “no, no, ma perché io, ma no, no, no e così”. Chiude le porte a tutte le possibilità di ascoltare e di ricevere il messaggio diverso che invece vi libera. Dopo non finisce qua, quando questo nucleo di falsa personalità è dentro e vi possiede, va a cercare contatti con altre persone, alleanze, sulla base di questa falsa personalità per cristallizzare esteriormente questa realtà, per renderla reale anche fuori. Non potrete mai andare nella direzione della pace se non comprendete esattamente che alla base della pace c‟è la vostra pace e quindi la coscienza del contatto, che io adesso l‟ho espresso nelle sue forme negative, ma il contatto ha delle forme meravigliose. Ecco ed è quello che voi siete qui a cercare di coltivare, lasciate fuori tutto questo, dovete esserne consapevoli, saperlo, conoscere dove siete, ma sapere anche che avete un potere immenso. Quando voi cominciate a mettere nel vostro pensiero la bellezza, l‟amore, l‟unione, la possibilità, il non prestarsi alla guerra, le piccole guerre esterne della complicità, della maldicenza, di contro quello, quello ha fatto, quello ha detto, a quelle lì voi non dovete prestarvi, fate la vostra rovina. Non è una cosa fuori, è una rovina globale, dentro. E‟ un disastro. E‟ quel disastro che ha preso degli esseri, come voi, che siete degli dèi e li ha ridotti a questo stato vergognoso, che è uno stato indegno di esseri umani. E‟ per quello che i maestri dicevano: conosci te stesso, voi dovete conoscere voi stessi perché se non conoscete voi stessi, in questa ignoranza di voi stessi, e in questa mancanza di coscienza entra ogni cosa. Il primo passo è smettere di collaborare alla guerra, perché la guerra vi farà del male e allora quando riuscite a vedere in quanti modi collaborate alla guerra, state facendo qualcosa di molto utile per voi. Non siete obbligati, potete sottrarre il vostro appoggio alla guerra in qualunque momento. 152 Avete mai pensato il denaro dove va a finire? Si insiste tanto in tutte le parti del mondo a fare corsi di crescita, di spiritualità anche se costano, perché tutto il denaro sottratto al consumismo è denaro sottratto alla guerra. Nel vostro piccolo individuale potete già incominciare a capire che voi collaborate alla guerra in tanti modi, bisogna smettere di collaborare perché vi ferisce. Poi la pace non può essere imposta, può essere conquistata, nel nostro mondo personale. Dice Gesù: Beati i pacificatori perché saranno chiamati figli di Dio. Questo è chiarissimo, quindi la domanda è: volete essere un pacificatore? Coltivate la pace, non vi imponete la pace, coltivate la pace. Coltivate la pace nei vostri pensieri, nel vostro mondo, nelle vostre relazioni, coltivate la pace. Tutto il lavoro dell‟uomo e la fatica dell‟uomo è utilizzato al 90% a finanziare la guerra di ogni genere. Questo è il contatto, allora detto in altri termini, tutto dipende da come siete orientati. Per chi vuol dormire la sveglia è una rottura, ma per chi vuole andare in ufficio in tempo la sveglia è una benedizione. E‟ tutta qua la differenza. La coscienza del contatto vi mostra il vostro posto, questo è importante. La coscienza del contatto vi mostra il vostro posto e vi mostra la vostra direzione e la vostra direzione è la vostra libertà, esattamente il contrario di quello che sembra. La libertà non è rompersi la testa, la libertà non è nuotare con tutte le proprie forze in direzione opposta al fiume; la libertà non è farsi schiacciare dalla folla che va in quella direzione perché voi volete andare altrove, no; la libertà è conoscere, sapere chi siete, qual è il vostro posto, qual è la direzione e andare nella direzione con tutte le vostre capacità. Il pensiero è un‟attività della mente che può lavorare in collaborazione con la paura e con l‟amore. Quando lavora in collaborazione con l‟amore è un pensiero costruttivo, non chiede che di collaborare al flusso dell‟Universo e queste interazioni si moltiplicano una con l‟altra; se avete paura producete un pensiero distruttivo, più distruggete più avete paura e questa è una cosa che si chiude. Avete un po‟ di amore? Bene, quel poco amore usatelo per produrre un pensiero costruttivo che vi farà vivere più amore e che vi darà altro pensiero costruttivo più grande e questa è una spirale che si apre. Tutti questi effetti interagiscono, sono tutti collegati. 153 Fondamentalmente la vita la potete percorrere in una spirale di chiusura o in una spirale di apertura, questo è il punto. La spirale di chiusura vi toglie tutto e la spirale di apertura vi da ogni cosa. Nel percorrere questa spirale però bisogna maneggiare tutto, bisogna maneggiare l‟emozione, il pensiero, il vostro corpo, le energie e sostanzialmente tutto questo si racchiude nella consapevolezza. Allora la risposta elementare della vita è: mi espando o mi riduco? Non servono mille intuizioni, cos‟è che volete fare? Volete espandervi o volete ridurvi? Volete svegliarvi presto o volete dormire? Perché se vi volete svegliarti presto la sveglia è una cosa, se volete dormire la sveglia è tutt‟altro, eppure è sempre la stessa sveglia. Ecco, quando un uomo capisce questo capisce tutto. Voi siete l‟artefice del modo in cui vivete le cose e del significato che gli eventi hanno in questo teatro. L‟atteggiamento è tutto. Chi siete? Cosa volete? Dove volete andare? Serve questa chiarezza e poi leggerete tutto di conseguenza. L‟amore non si tratta solo di parlarne, si tratta di farlo vivere, fluire e trasformarlo in azione, si tratta di farlo girare, di trasformarlo in cose. Un fornaio il suo amore lo trasforma in pane, che poi si mangia. E‟ amore, piccolo o grande che sia non voglio discutere, lo trasforma in pane e quindi l‟intento dell‟uomo bisogna che si trasformi in una realtà commestibile in senso ampio, commestibile per tutti. Noi siamo qui perché vorremmo produrre cibo di qualità e sapete cosa dice Gesù? "L‟acqua quando voi la bevete dopo un po‟ avrete di nuovo sete, l‟acqua che vi do io quando la bevete non avrete più sete" e dice anche: "la pace di cui io vi parlo non è la pace del mondo, la pace di cui vi parlo il mondo non può né darvela né togliervela". Questo è il cibo spirituale. Io amo queste cose più di tutto, perché senza questo la vita sarebbe come quella di una mucca, di un tacchino, mangiare, bere, dormire, riprodursi, ammalarsi e morire. Non ho interesse alla vita senza tutto questo. Se volete vivere senza lamentarvi dell‟ingiustizia, la sveglia è quella cosa che vi permette di vivere e vedere che ciò che arriva è per nutrirvi. Anche se in qualche momento può distruggere qualche vostra certezza sapete che è una benedizione. E allora la trasformazione della vita in realtà è molto semplice, dovete cambiare i vostri punti di vista, non è poi così pazzesco, è solo 154 che non volete perché credete di sapere. Uno dei punti di vista che sarebbe molto importante cambiare è di smettere di credere nelle ingiustizie, credere nell‟ingiustizia è una delle fonti di malessere, e di dolore, più grande che esista. Allora voi avete tutte delle idee sulla vita che con la vita non hanno niente a che fare, han tutte a che fare con la morte, han tutte a che fare con la paura, con la sopravvivenza, col “mio” “tuo” e queste cose qua. La vita è essenzialmente giusta. Quello che voglio dire è che quando un uomo pensa che la vita è ingiusta o qualcosa nella vita è ingiusto, è perché dovrebbe sapere che cosa è giusto. E‟ questa l‟estrema arroganza! Non sapete neanche perché il sangue scorre nelle vostre vene, perché il cuore pompa, in che modo il DNA funziona e si riproduce, non sapete neanche come state insieme, come state in piedi, eppure vivete e pretendete di dire cosa è giusto nella vita e cosa non è giusto? Questa è pura arroganza. La vita è, e come tale è al di sopra delle vostre categorie ed è al di sopra del vostro giudizio. 14 Febbraio 2005 155 PERCHE’ LE COSE NON FUNZIONANO La ribellione Legge d’ottava Magnetismo Anima e ego Una bella domanda, che richiede molta onestà per porsela, è quella di guardare il passato della propria vita e chiedersi: che cosa ha funzionato e che cosa non ha funzionato? L‟uomo non fa mai questo lavoro, perché per ciò che ha funzionato ha un sacco di merito, ma per ciò che non ha funzionato ha un sacco di colpe da distribuire in giro. Vorrei che faceste la cosa opposta e vi chiedeste cosa non ha funzionato e perché. Alla fine scoprirete che la cosa che non ha funzionato è sempre la stessa, la medesima, uguale per tutti, tutte le volte. In superficie sono tante cose diverse, ma in profondità vi accorgerete che non hanno mai funzionato tante cose sempre per la stessa ragione profonda. Sapete perché è difficile accorgersi di quali sono le cose che non hanno funzionato? Perché se non avete da dare la colpa a qualcuno non ve ne accorgete. Quando l‟uomo mente trasforma il fatto di non aver fatto funzionare le cose non in un problema da cui imparare qualcosa, ma in un successo, ecco che non potrà vedersi. La prima cosa è capire che cos‟è che non ha funzionato e poi come, perché e dove. Poi quali sono i meccanismi che non fanno funzionare, perché quei meccanismi che non hanno fatto funzionare allora, e che voi giustificate, non fanno funzionare adesso. Quei meccanismi sono lì irrisolti, non scoperti senza che voi abbiate la conoscenza di voi stessi, e se non hanno fatto funzionare una cosa allora, non la faranno funzionare neanche oggi. E se allora, per non vederla, vi siete ricoperti di giustificazioni, cioè di bugie, domani sarete costretti a ricoprirvi ancora di giustificazioni e di bugie. Quindi questa domanda di cos‟è che non ha funzionato è una piccola anticamera per fare un cammino di Verità nella conoscenza di se stessi. 156 Non sentite qualcosa che vi dice: sì non ha funzionato ma perché lui, ma perché quello, ma perché l'altro, non avete una voce che dice questo? Non ascoltatela. Quella lì è la voce del maligno. E‟ il problema con l'autorità, col vittimismo e con la poca stima di se stessi. Infatti l'incapacità di essere fedeli a se stessi è perché non credete al dio che siete, perché il credere in Dio parte col vedere oltre, intuire oltre, e questo oltre è una permanenza nell'impermanenza degli eventi della vita. E‟ per questo che sapersi collocare è una cosa molto importante. Chi siete? Cosa state facendo? Qual è il vostro posto? Il vostro posto può cambiare se non vi piace, ma non cambierà mai se non lo conoscete e non può cambiare se vi ribellate. La ribellione non funziona, la libertà è la sottomissione. Volete avere il potere di cambiare le cose? Se non siete capaci di sottomettere la vostra struttura che potere avete? Non avete potere se le vostre parole non valgono niente, se i vostri sentimenti cambiano ogni trenta secondi, se non sapete coltivare uno scopo in una maniera permanente nonostante le difficoltà. Se non fate tutto questo la vostra struttura non vi obbedisce, se non vi sottomettete al vostro scopo, la vostra struttura non si sottomette a voi, non saprete mai comandare se non sapete obbedire. Sarete serviti solo e soltanto se siete capaci di servire. Se voi vi ribellate tutto si ribellerà. La vita è come un organismo, e bisogna comprendere dove siete, in che modo siete, quali possibilità ci sono per il posto dove siete e, adempiere pienamente queste possibilità, vuol dire avere la ricchezza. Supponete di andare a fare un corso perché volete imparare l‟inglese, ma avete mille obiezioni, non vi piace l‟insegnante, non fate niente di quello che vi viene detto, non capite niente e non imparate niente, non riuscite a mettervi nella condizione di apprendere, di accettare quello che vi viene detto e non ci riuscite perché la vostra struttura non vi obbedisce, è piena di ribellioni contro di voi e voi siete ribelli contro il vostro scopo. Vuol dire che la vostra struttura ha coltivato la ribellione alla vita. Quando avete coltivato dentro di voi questa ribellione siete arrivati a distruggere ciò che si chiama uomo per trasformarlo in miliardi di entità subumane ognuna delle quali si fa i fatti suoi. 157 La vostra vita non funziona perché siete in guerra, perché tutte le forze dentro di voi, che servirebbero a produrre un risultato, si dilaniano a combattersi l'una contro l'altra. Quando producete l'accusa nel senso che ciò che non funziona è colpa degli altri, non si può fare niente, ma quando comprendete che ciò che non funziona dipende dal fatto che avete introdotto dentro di voi il seme della ribellione, e questo seme ha lavorato creando una frammentazione immensa, allora si può fare qualcosa. Poi ognuno di voi può vedere più in dettaglio dove si è fatto imbrogliare, dove si è fatto trascinare a coltivare la divisione, la frammentazione, ricordate: frammentazione uguale impotenza. Questo concetto è importante e ve lo spiego prendendo come esempio un pezzo di ferro e una calamita. La differenza fra un pezzo di ferro e una calamita è il magnete, la psiche umana è uguale. Un pezzo di ferro è composto di tanti atomi i quali hanno una loro polarità magnetica, girano a vanvera e sono disposti casualmente, il risultato che c'è è zero, perché uno tira da una parte e l‟altro tira dall'altra. Quando avvicinate una calamita a un pezzo di ferro, gli atomi che andavano tutti per i fatti loro, prendono la direzione e si orientano tutti dalla stessa parte del magnete. Se togliete la calamita il pezzo di ferro rimane tutto orientato ed è una calamita lui stesso. Fuori dalla metafora è uguale: quando i vostri tanti io, invece di fare casino e lottare l'uno contro l'altro, sono tutti sintonizzati avete una direzione che vi serve a dare una sintonia a ciò che voi siete. La ribellione è volere mantenere questo stato di caos dove tutto accade, perché non avete potere su niente, non avete potere neanche su di voi. Non avete potere per rispettare un appuntamento perché venite travolti da un milione di miliardi di altre cose. Allora nella vostra vita le cose non hanno funzionato perché voi non funzionate, e perché non funzionate? Cosa potete fare per funzionare? Se avete tolto l‟idea che le cose nella vostra vita non hanno funzionato per colpa degli altri siete in un buon punto. 158 Arrivare a capire questo, cioè arrivare a capirlo, sentirlo, esserne consapevoli è tantissimo. Quando lo comprendete veramente siete in un punto molto solido, un punto di grande partenza, potete scoprire qualcosa di veramente importante su di voi. Se capite che non funzionate potete trovare le strade per funzionare, ma se mentite sul presupposto che voi funzionate, e tutto è colpa degli altri, non si può fare niente. Potete sbagliare mille volte, potete sbagliare in tutti i modi ma c'é sempre una soluzione, se giustificate e date la colpa agli altri non c'è possibilità, sarete costretti a passare per il dolore. Il dolore diventa necessario solo quando voi giustificate l'errore, quando non lo giustificate non c'è bisogno del dolore, c'è bisogno di lavorare. Quando andate fuori dalle leggi della vita che fanno funzionare le cose e vi trovate un risultato che non è di vostro gradimento, è perché avete sbagliato qualcosa, ma in un attimo potete trarre insegnamento dall'errore e prendere una direzione diversa. Noi non riusciamo in quello che facciamo perché non abbiamo profondità, questo è spiegato bene nella legge d‟ottava di Gurdjieff. Questa legge dice che tutti i processi sono regolati da leggi e la legge che lega i processi è la legge d‟ottava, quindi: l‟ottava è il compimento di un processo. Quando parto da un punto per arrivare a uno scopo compio un‟ottava. Quindi l‟ottava è il concetto che vi consente di comprendere i processi. Un processo è una strada dove si parte da un punto per arrivare ad un altro punto e quando si arriva non si è più quello che si era, questo è un processo. Un processo è un viaggio. 159 Il processo è sottoposto a una legge che si chiama legge d‟ottava che è riprodotta in maniera perfetta in un pianoforte, sotto forma di scala musicale. DO RE MI sono i primi tre tasti che tutti riescono a fare, sul FA incomincia ad esserci una difficoltà da affrontare. Allora il primo passo è facile, il secondo è facile, il terzo è facile, al quarto passo cambia tutto e serve una presenza, un‟attitudine nuova per poter mantenere la direzione. Questi momenti, questi passaggi, in un‟ottava esistono due volte, esistono fra il terzo e il quarto (MI-FA) e fra il settimo e l‟ottavo (SI-DO). In ogni processo in cui vi siete incamminati ci saranno dei momenti in cui il processo può continuare automaticamente, DO RE MI, fra il MI e il FA serve una presenza altrimenti il processo va a finire altrove. Poi continua SOL LA SI, fra il SI e il DO serve una presenza altrimenti il processo va a finire altrove. Se non avete questa consapevolezza non riuscite a tenere la direzione, quindi farete: DO RE MI, vi bloccate e inizia da un‟altra parte; primi tre passi, vi bloccate, il processo non continua e inizia da un‟altra parte. Dopo il processo diventa un gomitolo, il cammino dell‟ubriaco. Supponiamo che il processo che stiamo esaminando sia la conoscenza di se stesso, l‟uomo il DO RE MI lo fa volentieri perché gli piace, ma quando c‟è da fare il passaggio fra il MI e il FA non gli piace più, perché deve affrontare la difficoltà, la paura. Allora va da un‟altra parte a vivere il piacere di un altro innamoramento fino a che il rapporto non lo metterà in difficoltà, a quel punto mollerà ancora per andare da un‟altra parte. La legge d‟ottava governa la vita in una maniera straordinaria e conoscerla vuol dire conoscere se stessi, perché così sapete come funzionate, quali sono i momenti dove esercitare un‟attenzione, un 160 ricordo di sé stessi, un collegamento al proprio scopo e sapete quali sono i motivi per non mollare. Ora voi iniziate un percorso e tutto sarà bellissimo, ma verrà un momento in cui tutto quello che prima era meraviglioso vi sembrerà una cavolata. Questo è il momento importante, è il passaggio dal tre al quattro, dal MI al FA. Quando siete sul quattro quella cosa è passata nella sostanza, è consolidata, quindi incominciate ad avere un sentimento non più mutevole. Superare questa difficoltà è un grande risultato, perché dopo alla vita corrisponde un grado nuovo di libertà, piccolo se volete, ma il piccolo è tanto. Ma cosa sono le difficoltà? Tutte le difficoltà sono una sola difficoltà, un uomo integro non affronta difficoltà, quindi la difficoltà è una debolezza che nasce dalla vostra separazione. E‟ come la storia di Ulisse che passa dove ci sono le sirene. Ulisse si fa legare perché lui sa che le sirene lo vogliono sedurre e faranno in modo che lui si tuffi in acqua, lui lo sa. Potrebbe pensare di resistere, ma sa anche che quando sarà lì e sentirà il canto delle sirene cambierà completamente modo di pensare. Lo sa, però vuole sentire le sirene e quindi si fa legare e dice ai suoi compagni: “Io vi implorerò in ginocchio, urlerò di liberarmi ma voi non fatelo”. Ulisse ha eletto i suoi compagni, il gruppo, come suo maestro e gli ha detto: quando io starò passando fra il MI e il FA, voi tenetemi legato perché altrimenti io mi perdo. Allora il punto è che voi vi fermate sempre perché nei momenti in cui serve presenza, ricordo di chi siete, ricordo del vostro scopo e ricordo di dove volete andare vi lasciate sedurre da altro e questa forza che vi seduce può farlo perché siete assenti. Sempre nell‟Odissea c‟è un altro esempio bellissimo: Ulisse è sulla sua nave e vuole tornare a casa, a Itaca e passa in mezzo a centomila peripezie e non riesce perché la nave viene sballottata di qua e di là, alla fine lui va da Eolo, il Dio dei venti, i venti sono tutti i vostri io che tirano uno di qua uno di là, e Eolo gli da un sacco dove lui imprigiona tutti i venti. Ulisse e i suoi compagni hanno tutti i venti imprigionati nel sacco e finalmente possono remare alla volta di Itaca, sono quasi arrivati, ma Ulisse cade a terra stremato. Dove si trovano nella scala dell‟ottava? Si trovano sul SI, devono fare dal SI al DO, l‟ultimo gradino. 161 Ulisse si addormenta e i compagni dicono: “Chissà che tesoro ha dentro a quel sacco che se lo tiene sempre vicino e non ce lo fa vedere”… E mentre lui dorme aprono il sacco, vengono fuori tutti i venti, scatenano una bufera, la nave va a finire lontanissima e ritornerà ad Itaca dopo vent‟anni. Il punto fondamentale è che voi siete arrivati in un punto che è un viaggio verso il contatto con la vostra anima, siete arrivati lì ed è a portata di mano, attenti che se abbandonate con centomila spiegazioni, dopo per ritornare allo stesso punto vi ci vorranno vent‟anni. C‟è in tutte le tradizioni questa cosa, però dovete capire bene tutto il lavoro che fate è per arrivare lì, perché solo dopo questa soglia la vita è viva. Perché aprite il sacco? Perché avete paura. Perché il sabotatore dentro di voi funziona e vi dice: ma che cosa avrà dentro quel sacco che tiene nascosto? Noi credevamo che lui ci conducesse a Itaca e invece lui ha un sacco pieno di beni preziosi che se li vuol tenere tutti per sé… E‟ così che funziona il serpente, quello che vuole strisciare e occuparsi solo della sopravvivenza. Allora, torniamo alle cose che non hanno funzionato. L‟uomo molla sempre e soltanto perché non ce la fa, e quando incomincia ad inventare altre spiegazioni tipo che è un problema, allora lì incomincia a seguire la via della menzogna. Se voi arrivate lì e non ce la fate, ce la farete la volta successiva, non è quello il punto, non fa niente, quella è la porta stretta, passare da quella porta è il vostro scopo, non ce la fate subito, ce la farete dopo, non ce la fate dopo, ce la farete dopo ancora, a patto che non produciate la menzogna. Allora un cammino di crescita è un‟impeccabilità, impeccabilità vuol dire saperci mettere la presenza e l‟amore continuamente, questa trasformazione la dovete coltivare. Satana lavora nel mettere l‟uno contro l‟altro, uomini contro altri, fratelli contro fratelli. Satana lavora nel mettere il bene contro l‟altro bene, ma se voi coltivate l‟amore siete inattaccabili. Coltivate la bellezza, l‟amore, la pulizia, chiedetevi ogni istante cosa serve al vostro scopo di bellezza, d‟amore, di pulizia, di fratellanza, che cosa serve? E ciò che non serve non vi interessa. A un certo punto vi verrà detto che forse non è tanto importante quello che state facendo e ci saranno delle possibilità di agire su di voi attraverso delle porte e verrete attratti. 162 E‟ come il topolino che va verso il serpente sa che il serpente lo mangerà, ma il topolino non riesce a fermarsi, l‟uomo sa che in questo modo distrugge, ma non si ferma. Al negativo voi aprite le porte e lui introdotto incomincia a lavorare. E‟ tutto nelle vostre mani. Sia individualmente, sia collettivamente, però serve una impeccabilità, serve un riferimento continuo alla bellezza, all‟amore, alla Verità. Può darsi che nel cammino verso la Verità voi dobbiate affrontare qualche sofferenza, può darsi, ma se non lo fate è certo che ne dovrete affrontarne molta di più senza nessun risultato. Il dolore è un evento della vita che dura un tempo naturale, invece la sofferenza è un allungare artificiosamente e prolungare il dolore inutilmente. La sofferenza è una lacerazione sterminata che non produce niente. Per evitare questa sofferenza, generata dalla ribellione, sarebbe utile chiedersi: come funziona in me la ribellione? In che modo mi tiro continuamente fuori? Ci sono tanti modi. Uno è la paura, un altro è credere di sapere, un altro è la ricerca del piacere. Vi tirate fuori in una relazione di coppia se ponete delle condizioni, se non capite che il matrimonio è: io voglio stare con te e non ti dico come devi comportarti. Io voglio stare con te, do un valore allo stare con te e voglio far crescere questo valore. Vi tirate fuori quando in un cammino di crescita scrivete nella vostra testa come questo cammino deve essere. Molti uomini chiamano se stessi Cercatori di Verità, ma non è così perché non sono disposti ad abbandonare le loro certezze, quindi la Verità non la cercano, la Verità la sanno. Si definiscono Cercatori di Verità, ma la caratteristica del Cercatore di Verità è quello che la Verità la sta cercando e non crede di averla. Chi è che si vuole tirare fuori, l‟anima o l‟ego? Dovete capire bene la distinzione fra anima e ego, è una distinzione che dovreste cercare di avere chiara. L‟anima porta all‟unità, all‟unione, all‟amore; l‟ego invece usa la separazione, produce pensieri di separazione, di guerra, di lotta, di ingiustizia, di vittimismo, di: quello mi ha fatto, quello mi ha detto. Siete nell‟ego ogni volta che vi occupate del male che si trova negli altri, vi state occupando di qualcosa che la vostra anima non vi ha chiesto. Siete nell‟ego ogni volta che cercate di produrre il vostro bene contro qualcun altro, invece di chiedervi a cosa siete attaccati o che cosa volete difendere. Siete nell‟ego ogni volta che 163 cercate una ragione, perché l‟anima non vuole avere ragione, l‟anima è immortale, l‟anima se ne frega di avere ragione. L‟anima è costruttiva, l‟anima porta acqua al mulino del bene comune, l‟ego è distruttivo. L‟ego trova sempre cose ingiuste, trova sempre cose sbagliate. Volete sapere quanto è grande il vostro ego? Guardate con quanta forza credete nelle ingiustizie. Quali ingiustizie? Se voi dite che una cosa è ingiusta è perché sapete cosa è giusto. Allora siete più grandi di Dio, perché Lui ha fatto quella cosa e voi ritenete che non sia giusta. Dividere il mondo in giusto e ingiusto, è una caratteristica dell‟ego, perché chiama ingiusto tutto ciò che non gli piace e giusto tutto ciò che gli piace. Ingiusto tutto ciò che non gli da quello che vuole e giusto tutto ciò che gli da quello che vuole, chiama amici tutti quelli che fanno quello che vuole e nemici tutti quelli che fanno quello che lui non vuole vedere. L‟anima vede opportunità, l‟ego vede ingiustizie. Sapete perché l‟ego vede ingiustizie? Perché così può giustificare il proprio insuccesso. Per esempio: siete pieni di debiti, non avete soldi, tutti i giorni dovete pagare un sacco di bollette e non sapete come fare, è evidente che dal punto di vista economico non avete libertà, con quale diritto parlate male di qualcuno ricco? Il ricco dal punto di vista economico ha una libertà enormemente più grande della vostra e quindi avete qualcosa da imparare da lui. Da questo punto di vista lui per voi è un maestro. Secondo la modalità dell‟ego direte che la vita è piena di ingiustizie, proietterete la vostra incapacità nella disapprovazione dei ricchi, perché tutto questo non lo volete vedere, ma è un atteggiamento sbagliato perché non imparerete ciò che vi serve e tutto quello che avete prodotto si ritorcerà contro di voi. Secondo la modalità dell‟anima vi interrogherete su cosa avete da imparare, qual è quell‟attitudine che l‟altro possiede e voi no, vi chiederete se volete continuare tutta la vita nell‟incapacità o volete imparare come si apprende quella capacità. Un ricco è un uomo come voi, ha un cervello con scritte certe cose, nel vostro però ci sono scritte altre cose, c‟è scritto: non sei capace, non sei intelligente, sei uno stupido, non ci riuscirai mai, quelli sono cattivi, quelli mi hanno detto, il mondo è ingiusto. Il brutto anatroccolo non si trasformerà mai nel cigno se continuerà a pensare di essere un brutto anatroccolo. Allora bisogna imparare da chi sa, questa è la chiave. Gli uomini che manifestano queste attitudini li 164 potete clonare in un attimo se non siete nel giudizio. Prendete quello che lui è, lo mettete in un‟area vergine del vostro cervello e poi lo fate anche voi. Il giudizio è feroce, perché la grande vittima del giudizio che voi emettete siete voi. E‟ per quello che Gesù dice: non giudicate e non sarete giudicati. Cioè questo giudizio che voi proiettate fuori per difendervi vi castra in tutte le maniere. Togliere questo giudizio è divino, è una cosa bellissima, è entrare in un mondo di grande libertà. Giudicate perché vivete nella miseria e nella mancanza e pensate che questa mancanza sia una grande ingiustizia compiuta nei vostri confronti. Osservate il modo in cui l‟uomo produce il giudizio e vi accorgerete che parla di sé, proietta all‟esterno quello che di sé non può accettare. Perché non fate come ha fatto il ricco? Non lo fate perché non siete in grado di concepirlo. Voi siete qui per imparare a concepire un po‟ alla volta l‟inconcepibile, ma non è inconcepibile, non c‟è niente di inconcepibile. Tutto quello che un altro uomo fa ognuno di voi lo può fare. L‟importante è fare continuamente riferimento a queste idee di apertura, di possibilità nella vita, di bellezza, d‟amore, di espansione, di convinzione di poter vivere una vita di una qualità elevata, creativa, libera, se voi pensate sempre in questa dimensione non cadete in quelle trappole che abbiamo detto. Potete coltivare questa vibrazione continuamente, bisogna crederci tanto, però non cedete al negativo, il negativo distrugge tutto, non lasciategli spazio. Gurdjieff parlando dell‟accidente, cioè degli eventi che avvengono per caso, diceva: “La teoria dell‟accidente è facilissima, l‟accidente si può verificare laddove nella vita di una persona vi è uno spazio vuoto”. “Ma spazio vuoto in che senso?” Gli chiede Ouspensky. “Spazio vuoto nel senso di lasciato dalle azioni coscienti” Quando la vostra vita è piena di azioni coscienti, spazio per l‟accidente non ce n‟è. Quando invece lasciate questo spazio vuoto, dove siete assenti, c‟è spazio per l‟accidente. 21 Febbraio 2005 165 LE LEGGI CHE GOVERNANO L’UOMO La legge dell’accidente Essere padroni di se stessi Il sonno della coscienza La legge del dare e dell’avere Esiste un tempo per ogni cosa Quali sono le leggi a cui siete sottoposti tutti i giorni? Tutti chiedono quali sono queste leggi e vorrebbero avere un elenco. Non funziona così. Bisogna scoprirle nella vostra vita. Qual è la legge fondamentale? E‟ la legge dell‟accidente dove praticamente tutto accade o credete di fare tutto? Tutto accade e questo vi porta alla dimensione della vostra impotenza e quindi non dovete arrabbiarvi quando qualcuno prende un impegno con voi e non lo mantiene, è già nel conto. Anche i nostri incontri sono un impegno che richiedono la continuità, io lo ricordo, poi non mi arrabbio quando le persone non ci sono, però è un impegno che hanno preso liberamente, ma non sono in grado di mantenerlo perché accade qualcosa che diventa più grande della volontà dell‟impegno che hanno preso. Quando l‟uomo è in questa condizione, e noi lo chiamiamo uomo ordinario, essenzialmente tutto quello che dice o fa, non dico che non ha valore, perché non è vero, però ha un valore limitato, ha un valore che arriva fino ad un certo punto. Ed ecco che tutto il lavoro di crescita su di sé è il sottrarsi alla legge dell‟accidente. Cosa significa la legge dell‟accidente? Che non avete coscienza di voi, non sapete chi siete, non vi sapete posizionare, quello che dite oggi domani non vale più, vuol dire questo la legge dell‟accidente. L‟accidente è fuori perché è dentro, fuori succedono tutte cose che non volete e vi accadono per il semplice fatto che dentro succedono tutta una serie di cose che non volete e che vi accadono, perché non siete alla guida della vostra “carrozza”. “Ma come, siamo stati insieme vent‟anni!” “E lo so, ma all‟improvviso mi sono accorto che non ti amo più”, avete mai sentito questo frase? E‟ come quando si dice: al cuore non si comanda. Voi credete che al cuore non si comanda? E‟ un bel problema se il cuore invece di fare 166 la sua parte si mette a fare quello che vuole lui. Al cuore si comanda, come non si comanda? Il cuore è una parte non è mica la totalità dell‟essere, ci mancherebbe che facesse quello che vuole lui. Siete voi che coltivate i vostri sentimenti, che li prendete, li coltivate e li fate crescere, dovreste essere voi. Perché vivete nella legge dell‟accidente? Perché la legge dell‟accidente è il sonno della coscienza. La domanda è: siete consapevoli, nel vostro quotidiano, che quasi sempre dormite? Bisogna vederlo bene questo perché se non dite sì, allora veramente state russando. Vi avevo posto, tempo fa, la domanda: come state scatenando la guerra? Vedere la guerra è già una forma di pace, perché il combattente non vede la guerra, vede il nemico. Vedere la guerra vuol dire che avete già preso una distanza e dite: oh, qui c‟è una guerra. Ci sono due parti equivalenti che si combattono. Quindi vedere la guerra è un presupposto per la pace. E‟ già il seme della pace perché il combattente è talmente impegnato a combattere che non c‟è dubbio che veda la guerra, non vede neanche l‟altro e vuole solo uccidere. C‟è un bellissimo libro, cinese, s‟intitola “L‟arte della guerra” dove l‟autore aveva capito che lo schieramento è già guerra, lo schieramento è già guerra, quando vi schierate da una parte è già guerra. Poi dopo che prendete in mano l‟arma e sparate questo è un dettaglio, se non lo fate voi lo farà qualcun altro, perché fra coloro con i quali avete coltivato lo schieramento ce ne sarà qualcuno che arriverà a sparare. Se dite: quale guerra? E‟ la prova perfetta che la guerra è in atto, e tutti stanno combattendo per non vedersi nel proprio ruolo di guerrieri. Quindi comprendere che si dorme è l‟inizio del risveglio. Come fate a non vedere che dormite se la vostra vita non è quella che volete? Se foste svegli la vostra vita sarebbe quella che voi volete, le vostre scelte corrisponderebbero a un funzionamento, a delle azioni e a un risultato che vi torna indietro. Per esempio: avete bisogno di un lavoro, fate domanda di assunzione, venite assunti, dopo sei mesi o tre mesi siete fuori mentre volevate un lavoro stabile e volevate guadagnare tanto, evidentemente dormite. Non avete visto la situazione, non siete stati capaci di trarre vantaggio, non avete avuto l‟autodisciplina e la capacità di vedere le 167 possibilità e le opportunità perché dormite! Perché invece di essere nella realtà siete nel mondo delle vostre fantasie, del vostro processo immaginativo. Perché tutto passa in secondo ordine rispetto al vostro sogno e quindi una volta arrivate alle otto e mezzo, una volta arrivate alle nove. Chi è sveglio e ha deciso di fare un lavoro, entra e vuole capire esattamente cosa ci si aspetta da lui. E l‟unica cosa che ha in mente è di farla al massimo delle sue capacità e usa tre caratteristiche che sono quelle dell‟anima: - Prontezza: “Sì, cosa c‟è da fare?” - Acutezza: subito cerca il modo migliore di farla e - Disponibilità E dopo due mesi o tre mesi che siete lì tutti dicono: “Che persona solida che è arrivata, bisognerebbe valorizzarla, fargli fare qualcosa di più”. E così siete pronti per una dimensione più grande e in poco tempo fate carriera. Questo dimostra che siete svegli. Sapete dove siete, sapete chi siete, sapete cosa c‟è da fare, sapete che possibilità ci sono per voi, questo è un uomo sveglio. L‟uomo che invece arriva e incomincia a discutere su tutto e a contestare su tutto, è addormentato, non capisce che non è in condizione di discutere, c‟è un rapporto di forza per cui lui non è in condizione di discutere. Davide non tira fuori la spada e va contro Golia che lo massacra. Davide tiene la distanza, usa la testa e cerca di capire che lui è piccolo sì, ma intelligente e quindi si crea una fionda. L‟inizio del risveglio sta nel fatto che la vita ordinaria, organica, biologica, di sopravvivenza è troppo potente, non c‟è modo di andare contro di lei, però c‟è modo di sapere chi siete, dove siete e che cammini si possono sviluppare dal luogo dove siete. Poi il passo grande è che se questo cammino non lo fate non dipende dall‟esterno, dipende dal fatto che non tenete la rotta. Che non mantenete il proposito. Quando una persona, un po‟ intelligente, vede questa situazione l‟unica cosa che può desiderare di fare è uscirne, cioè diventare padrone di sé stesso. L‟importante è: tu cosa vuoi fare? Gurdjieff una volta chiede ai suoi allievi: “qual è la cosa più importante per te?” Uno dice: “Io vorrei essere cristiano”. E Gurdjieff dice: “Ma, intendiamoci, essere cristiano significa vivere secondo gli insegnamenti di Cristo, come fai a vivere secondo gli 168 insegnamenti di Cristo che sono insegnamenti di amore se non riesci neanche a smettere di fumare? Tu non puoi dire che sei cristiano, tu vorresti essere cristiano, ma non sai neanche come si fa ad esserlo, perché non sai neanche come si fa a smettere di fumare.” Allora in mezzo a tanti che dicevano cose teoriche, strampalate, un altro dice: “Io vorrei vivere per aiutare gli altri”. E ritorniamo al punto di prima, “Non ti sta a cuore la tua salute e il tuo corpo? Non lo sai che fumando lo danneggi? E come puoi pretendere di aiutare gli altri se non sei neanche capace di aiutare te stesso?” Allora alla fine uno disse: “Io vorrei diventare padrone di me”. E Gurdjieff disse: “oh, questo è un obiettivo di grande valore perché senza questo non è possibile niente. Non puoi essere cristiano, non puoi essere niente, non puoi aiutare gli altri. Può darsi che un giorno in mezzo a tutto quello che accade è accaduto anche che hai aiutato qualcuno, ma il giorno dopo ne hai danneggiato un altro.” Questo non può essere una teoria della mente, perché dalla teoria della mente non nasce una spinta, un‟energia, una motivazione, bisogna vederlo bene, oserei dire averne orrore, perché vivere come una macchina, o vivere come un animale, non è una cosa che può riempirvi di gioia. Accorgervi che nelle vostre giornate non c‟è nulla che è da voi scelto, tutto accade, quasi tutto accade, accorgervi che tutto ciò che è incominciato viene sempre abbandonato non è piacevole. Riuscite a fare solo se vi viene imposto, perché quando vi viene imposto riuscite a lavorare in una direzione, per un certo tempo, allora dovreste benedire l‟autorità che ve lo impone, invece voi la maledite. Quindi se maledite ciò che invece andrebbe benedetto, e che vi salva, pensate un po‟ cosa potete fare abbandonati a voi stessi! Il punto fondamentale è che anche quando voi producete un momento di risveglio e di visione che vi fa vedere la vostra posizione e ciò che si può fare nella vostra condizione, subito il sonno è lì in agguato per portarvelo via. Quando voi vedete una possibilità è perché esiste, è perché qualcuno, che vive di quella possibilità, ve la mostra, ma non può fare nulla fino a quando voi non siete nella ricettività di vedere, il merito è aprire. Quindi voi nel vostro quotidiano fatto di accadimenti, caos totale, esterno ed interno, mentale, emotivo, di movimenti, di cose che 169 accadono, dovete vedere bene come è fatto il meccanismo del sonno perché il sonno vi deruba tutto. Il sonno vi ruba l‟anima, vi ruba la vita. Voi siete qui apposta per imparare ad essere svegli. Se voi riusciste a prendere da questi incontri la percezione che nel vostro quotidiano siete addormentati, sarebbe un risultato straordinario. Sarebbe come dire: “Sto facendo la guerra e so anche come”. Ma l‟uomo dice: “La guerra? Io? Quale guerra? Ma come? Cosa c'entro io?” Allora è un problema, allora siete veramente in difficoltà, allora siete proprio immersi nella guerra. Bisogna vedere che dormite nel vostro quotidiano. Gurdjieff la chiamava la lotta contro il sonno della coscienza. La persona che è nel sonno più totale perché dominata da certi meccanismi, in un certo momento, in cui il conto gli viene presentato dalla vita, va a finire nel dolore. E in quel momento produce un‟apertura e finalmente è pronto a tutto. Quello è un momento magico. Magari parlando con qualcuno riesce a vedere il punto della sua situazione, così tutto gli è chiaro e dice: Perfetto, adesso che lo so prendo tutta un‟altra strada". Non fa in tempo ad uscire dalla porta o arrivare a casa che ricomincia da capo a ricostruire il suo dolore e la sua prigione esattamente uguale a prima, la storia è nota. Fra sei mesi o otto mesi di fronte al nuovo conto da pagare ritornerà nel dolore un‟altra volta, per uscire da questo bisogna volerlo. Se poi sono persone che hanno certezze solide, soprattutto nella spiritualità, diventa molto difficile, perché la spiritualità può essere usata benissimo per dormire. E quando una persona dorme con la spiritualità, lì dorme veramente! Svegliarla è molto difficile. Un ego costruito intorno al concetto di virtù è un ego potentissimo, non lo smonti mai più. Un ego costruito intorno a un guru è un ego bestiale. Comunque alla fine ciò che serve è fare un programma di risveglio. Voi siete sottoposti alle leggi dell‟accidente perché non ci siete e quindi il risveglio è un cammino per esserci, cioè la vostra vita ha bisogno di voi ventiquattro ore al giorno, questo è il cammino del risveglio, non un‟altra cosa. E questa cosa si coltiva incominciando a cercare una direzione, avere una direzione non è una stupidaggine, è tanto. E‟ tantissimo, quasi tutti gli uomini del mondo non hanno una direzione e quindi vanno da tutte le parti e per loro tutto accade. Con una direzione in mano incominciate il lavoro e qual è il lavoro? 170 Il lavoro è mantenersi fedeli alla direzione. Quello è il risveglio. Perché è un risveglio? Perché incontrerete l‟attrito, incontrerete le sirene, come Ulisse, che vi richiamano al sonno, il richiamo al sonno è lì. Essere svegli vuol dire decidere. E più voi siete fedeli a voi stessi, mantenete la direzione, più producete il vostro risveglio e il vostro essere più pienamente nella vita, ed ecco che la vita incomincia a corrispondere gradualmente a quello che voi siete e non a quello che accade. Perché voi incominciate a selezionare. L‟uomo quando non intraprende una direzione, è un formicolare di domande, obbiezioni contro obbiezioni. Allora produrre un risveglio vuol dire produrre una stabilità, una volontà, un collocamento, un sapere chi siete e dove volete andare. Noi ci troviamo qui, facciamo questi discorsi, ma poi dobbiamo tornare nel nostro quotidiano e ricordarci che lì c‟è l‟allenamento, c‟è l‟addestramento. Se vi perdete, vi perdete per sette giorni, poi tornerete qua a cercare di riprodurre questi pensieri. Però dovete cercare di portare nel vostro quotidiano questa consapevolezza di voi, di quello che volete essere, di ciò che volete fare e di come le cose si possono rivedere, su una base diversa. Dovete conservarla nella vita quotidiana, perché durerà sempre di più, se voi rimanete fedeli a questo, la prossima volta durerà solo un giorno, l‟altra durerà due giorni, poi durerà un po‟ di più, finché durerà sempre. Non è che avete fatto qualcosa, però sapete qual è il vostro posto nella vita, di fronte alle evenienze che accadono sapete collocarvi, sapete già che se scatenate una guerra vi farete male e quindi non cercate di scatenarla. Per colui che vuole dormire la sveglia è una rottura di scatole, lui la prende e la tira contro il muro. Pinocchio prende il martello e schiaccia il grillo parlante, per colui, invece, che vuole risvegliarsi guarda il grillo parlante e dice: Maestro. Il sonno non è un sonno naturale, è un sonno ipnotico. E il sesso, non dico sesso come funzione sessuale, ma proprio come potere immenso che c'è in tutto il mondo, il sesso è la forza del sonno, è il potere della seduzione, è il piacere che addormenta l'uomo, ma il piacere è sbagliato? No, è giustissimo. Quando non è separato dalla vita. Questo sonno, che nasce dalla promessa del piacere, poi è la negazione del piacere stesso, perché funziona come una droga. Il risveglio è una cosa che da ricchezza a tutto, a tutte le cose della vita, 171 a tutte le sensazioni, a tutte le emozioni, a tutti i piaceri, a tutto da valore. Un'altra legge che si trova fra le leggi del nostro piano è la legge del dare e dell'avere. Il dare e l'avere sono in equilibrio. Questa è la legge, sono sempre in equilibrio. E quando comprendete questo, comprendete tante cose, comprendete che se pensate di non ricevere e di dare tanto non è vero. Voi ricevete esattamente ciò che date. Attenzione a non confondersi col pretendere, al pretendere non c'è limite, ma il pretendere porta alla frustrazione, perché nessuno vi darà ciò che volete, c'è una legge che lo impedisce e vi verrà dato ciò che date. Riceverete ciò che date e se voi non date e volete ricevere, andrete incontro alla frustrazione, dovrete arrabbiarti con un sacco di gente, alla quale poi non gli interessa niente. Il dare e il ricevere sono in equilibrio, ricevete tanto quanto date. E‟ come se voi foste un tubo: quanto è grande il vostro tubo? Se il vostro tubo è piccolo ricevete poco e date poco. La chiave è essere un tubo grande, questa è la chiave. Tutto il risveglio è essere un tubo grande, essere un tubo grande perché tutta la vita vi nutre e voi la restituite tutta. Siete un tubo piccolo? Cosa pretendete? In un tubo piccolo non può entrare niente, può entrare poco. Quindi l'altra legge è: il dare e il ricevere sono in equilibrio. Quindi se volete ricevere tanto è anche perché potete dare tanto, volete ricevere senza dare? Ah, state contravvenendo a una legge, non funziona. Ma se volete mettervi in una dimensione di grande scambio, ingrandite il vostro tubo. Arriverà tanta acqua e tanta acqua darete. Queste leggi voi le potete scoprire, il risveglio fa parte della scoperta di queste leggi dentro di voi. Un'altra legge è che esiste un tempo per ogni cosa e il giusto tempo per una cosa è la sua velocità, quella velocità richiede un'attitudine che è la pazienza. Secondo il Raggio di Creazione di Gurdjieff l‟uomo che è sulla terra è sottoposto a quarantotto leggi, ma con un cammino può mettersi sotto l‟influenza del Sistema Solare che è sottoposto solo a ventiquattro leggi, non più quarantotto, la metà e quindi la libertà è molto più grande. Naturalmente c'è anche un mondo inferiore novantasei leggi, che è il mondo dell'identificazione che è quello della Luna, quando siamo 172 totalmente identificati, sono come dei gradini. Il cammino del risveglio si può anche esporre in questa domanda, voi siete su un gradino: quanti anni ci volete stare su quel gradino? Le persone che, dopo una visione, ricreano subito dopo il loro dolore, è perché costruiscono la loro non volontà di spostarsi da quel gradino. Le leggi che governano l‟uomo per poterle vedere bisogna vederle in voi stessi, così come la Verità. Si parla tanto della Verità, ma l'uomo non conosce la Verità, perché per incominciare a vedere la Verità deve prima conoscerla in se stesso e questo nessuno lo vuole fare. Per conoscere la Verità in voi stessi bisogna che incominciate a togliere un sacco di roba, un sacco di giustificazioni. Allora un po‟ alla volta conoscete la Verità in voi stessi e questo vi magnetizza nei confronti della Verità e incominciate a sentirla subito. L‟uomo, però, vuole sapere la Verità fuori e crede, dopo di averla saputa, che sia sua e quindi mostra esattamente che non ha capito niente, perché subito dopo scatena la guerra per quella Verità che crede sua. Non è sua, non è neanche una Verità, non è niente, è un pensiero, anzi di più, è un'identificazione. Non solo non è sotto quarantotto leggi, è sotto novantasei, novantasei leggi è proprio il mondo della guerra, non vede più neanche la guerra, vedo solo il nemico e la paura. Quarantotto leggi è la Terra, è un luogo dove la paura coesiste sulla superficie del pianeta con l'amore in modi diversi e quindi c'è la possibilità di scegliere. Se nella vita dell'uomo tutto accade e lui riconosce che non è in grado di fare, può capire una cosa importante che arrivano tante influenze nella sua vita e che lui, anche se non può fare, può scegliere di mettersi sotto l'influenza migliore, è uguale a una barchetta sul mare. La barchetta sul mare non ha la forza per fare miglia e miglia, ci sono i venti, deve sapere qual è la direzione che vuol prendere e riconoscere i venti e ogni volta che il vento è utile alla sua direzione tira su la vela, quando il vento non è utile alla sua direzione tira giù la vela, se la lascia su il vento la porta da un‟altra parte. E‟ importante definire ciò che è utile. L‟uomo che fa tutto, fa solo casino. L‟uomo che non si pone la domanda della direzione, fa tutto ciò che gli piace, gli piace ogni cosa e non si pone la domanda di che cos‟è che gli serve, è una barchetta in preda al venti. 173 Andrà di qua, di là, avanti, indietro, ma un fatto è certo: il cibo che ha sulla barca finisce. La vita media è fatta di ottant‟anni, i tempi scadono e la vita va messa a frutto, e quando sapete qual è la direzione, c‟è una sola cosa che vi interessa: tenere la direzione, tutto ciò che porta fuori dalla direzione, via, e tutto ciò che serve per andare nella direzione, vieni. Questo è un modo di mettere a frutto la vita, ottant‟anni di vita reale è una cosa incredibile. Per l‟uomo dove tutto accade alla fine della sua vita tutto è uguale a quando è incominciata, quasi niente è cambiato. Se vivete anche ottanta anni ma dormite, a cosa vi serve allungare la vita? Cosa vi serve vivere 160 anni di sonno? Non serve a niente. Cinque anni di lavoro su di sé nella direzione del risveglio sono sufficienti allo sviluppo di un uomo, forse meno. Forse meno, forse di più, chi lo sa, però ottant‟anni sono tanti. Quindi vivere non è sprecare la vita in questo modo tiepido. Meglio vivere oggi, subito. Questo lo avete a portata di mano. L‟attitudine al risveglio o alla ricerca deve diventare un‟attitudine stabile. La qualità è una ricerca di perfezione permanente, non oggi sì, domani no, ma adesso. Come dice Padre Anthony: mi sono detto controllo della mente, ogni sera devo imparare una cosa a memoria. La mente dice: “dai dormi”. Hai dentro qualcuno che dice: “ormai sono tre anni che tutte le sere impari qualcosa a memoria, se questa sera anche non la fai non fa niente”. Lavora così. Queste forze entrano perché la vostra coscienza non è impegnata, non è occupata, non è rigida. Voi dovete pensare giorno dopo giorno a cosa coltivate, che semi volete mettere dentro di voi, perché i momenti che vivete oggi sono il frutto di ciò siete stati ieri, i momenti di domani saranno il frutto di ciò che siete oggi. Parliamo di oggi, mettete in voi il seme del desiderio di esserci. Di essere presenti nella vostra vita, di risvegliarvi, di coltivare una direzione, coltivare l‟amore, la fratellanza, la pace, di togliere tutte quelle cose che vi creano problemi, perché il giudizio lascia aperta la porta a tutte queste cose. Non è che non dovete giudicare perché giudicare è sbagliato, non dovete giudicare perché non dovete perdere tempo in questo. Ogni istante che perdete a giudicare cosa fa quell‟altro, è un tempo perduto per la vostra vita, non vi serve a niente. Giudicare è una forma di chiusura, giudicate tutti e tutto è l‟alibi per non occuparvi di 174 voi. Il giudizio è una proiezione sugli altri per non occuparvi di voi, tanto è vero che quello che vedete negli altri è poi quello che non volete vedere in voi stessi. Quando una persona su una via del risveglio comprende che vuole svegliarsi, subito ritrae il giudizio, non ha tempo da perdere, non gli serve il giudizio, le energie, il tempo, l‟esistenza e la vita servono a lui per produrre una sua ricchezza. Chi giudica non ha niente da dare. Allora nel momento in cui ritrae il giudizio incomincia ad occuparsi di se, produce il suo mondo e la sua ricchezza. Questa ricchezza produce un frutto che è il desiderio di condividere ed ecco che adesso si rivolge di nuovo all‟altro, ma non è più nel giudizio, è nella distribuzione di una ricchezza. Sulla via del risveglio vedrete che le amicizie e i rapporti basati sulla mancanza non sono amicizie, né rapporti, né coppie. Non sono niente, sono delle trappole, degli imbrogli incredibili, sono delle cose di cui bisognerà pagare un prezzo molto alto per liberarsene. Sono cose che finiscono sempre in una guerra, e la guerra finisce sempre con delle vittime. Il passo successivo è tagliare tutto questo, tutto questo è inutile, anche perché in quel mondo, il grande amico di oggi è il nemico di domani. Il grande amico di oggi è il nemico di domani perché è un gioco di alleanza a seconda di come sono le alleanze. Questo mondo del bisogno è un mondo orribile e di cui bisogna liberarsi perché in tutto questo non c‟è crescita, c‟è confusione che si veste ogni giorno in un modo diverso, confusione che cambia, ma è sempre la stessa cosa. Se decidete che volete conoscere voi stessi e volete essere, vi ritirate da questo, tutto questo non serve, sono tutti condizionamenti e trappole, e allora incominciate a coltivare la Verità, a coltivare ciò che siete e così incomincia a crearsi una ricchezza e questa ricchezza produce desiderio di condividere, dopo vi rivolgete agli altri su una base nuova. Avete qualcosa da offrire e da scambiare, perché mentre prima volevate prendere, soddisfacendo la vostra consolazione, ora avete qualcosa da scambiare. Qui incominciano le amicizie, incominciano le coppie, incomincia la vita di relazione, vi accorgete di avere tantissimo. Se vedete una persona in una condizione di grande bisogno e difficoltà, vi accorgete che non gli potete dare quello che avete, perché non può accoglierlo e 175 vi accorgete che anche il desiderio di volerglielo dare è una forma di ego. Vi dovete mettete in un‟attesa e in una pazienza, che può durare anni, per vedere quando apre e quando questa persona apre per un grammo, voi siete pronti a dare esattamente un grammo, perché un grammo e mezzo sarebbe veleno. Solo così siete nella dimensione della compassione, questo è un altro livello. Ecco perché l‟auto-osservazione è come una lente di ingrandimento attraverso la quale potete scoprire delle cose. Ogni volta che qualcosa vi da fastidio è la dimostrazione perfetta che c‟è qualcosa da imparare. Se nella vostra vita il cammino occupa un posto totale io vi garantisco che in poco tempo producete una trasformazione totale, ma se ogni istante c‟è da contrattare su questa cosa, se ogni istante è un mercato, se ogni istante: ah, ma questo sì questo no, ma fino a qua sì, ma dopo. Guardate, non funziona. La domanda è questa: ma quanto tempo volete stare su quel gradino? Ci starete tutto il tempo che resistete! La trasformazione dell‟uomo è molto veloce, ma serve lo slancio dell‟amore. Non serve stare a porre continuamente condizioni. Se voi state attaccati, allora resterete sempre nel mondo di quel luogo. Quando credete in una cosa, la amate e la seguite pienamente è chiaro che quella vi trasforma, ma se voi avete un mare di obiezioni o se la seguite per ragioni vostre, tutte inventate da voi a modo vostro, non è vero che state facendo un lavoro su di voi, stai facendo ciò che vi piace per il tempo che dura quel piacere, è molto diverso. Quel piacere non durerà tanto, durerà un certo tempo, poi quando il piacere è soddisfatto l‟uomo abbandona, ma che abbandoni in modo civile è molto molto raro, di solito abbandona arrabbiato, sparando falsità dappertutto. Come ho detto prima il vostro risveglio vuole voi, la vostra presenza, ha bisogno di voi ventiquattro ore al giorno, non un poco. Quanto durerà la ricerca della Verità? Il resto della vostra vita. Se pensavate di fare un‟oretta di meditazione e di cavartela vi siete sbagliati di grosso. Del resto la domanda migliore è: ma che cosa dovete fare? La risposta è semplice: dovete dormire! Dopo alla fine degli ottant‟anni vi guardate indietro e dite: che cosa ho fatto? Ah, ho dormito ottant‟anni, bella soddisfazione. 176 Il vostro carburante è finito, il carburante per la Verità è finito perché è stato speso per tante altre cose, è stato speso per litigare col capo ufficio, per avercela con questo qua, per sentirvi sfortunati, per un processo immaginativo, una logorrea di pensieri che non finiva più e adesso per esplorare un pochino di Verità insieme a dei compagni di viaggio non c‟è energia. Allora avete sbagliato le priorità, ecco perché siete sottoposti alla legge dell‟accidente, avete sbagliato le priorità. Il piacere è importante e un giusto piacere è contenuto in tutto ciò che è conforme alla natura, ma il perdersi nell‟illusione, il perdersi nel piacere porta al dolore. Quindi il cercatore della Verità sa che lui è sul cammino di Verità, e che la bistecca è buona e che se la mangerà ringrazierà Dio della bistecca. Colui invece il quale si abbandonerà al piacere per sfuggire dalla paura del vivere, fa un cattivo affare, perché va incontro al dolore. Quella menzogna non sta in piedi, non si regge. La strada non è quella della consolazione, dovete vedere questa cosa che è importante. Molta gente cerca strade spirituali per la consolazione, tanto è vero che le usa per fuggire dalla responsabilità. Quando usate la via dello Spirito per fuggire dalla responsabilità state producendo l‟inganno più grande. D‟altronde è noto che chi si mette a seguire un maestro spirituale di valore, perché cerca una via che consola, verrà smentito in fretta. In poco tempo lo metterà in una situazione difficile e dovrà decidere se ama di più la Verità o la consolazione. Se ama di più la consolazione dice: “ma forse ho sbagliato, questo non è un maestro. Questo è uno che sta vedendo tutti i suoi problemi, tutti i suoi limiti”. Se ne va a cercare un altro più comodo. E poi quando non va bene quello, un altro ancora più comodo e così via. Chi invece di fronte a questa scelta riesce ad avere una presenza e preferisce la Verità, capisce che lì c‟è un prezzo da pagare, che è quello di lasciar cadere un‟illusione, la lascia cadere e subito dopo la sua vita è più grande. Adesso sa che il prossimo passo sarà un‟altra illusione da abbandonare. E quando di illusioni ne ha abbandonate tre o quattro volte e per tre o quattro volte è morto e risorto allora questo gioco incomincia a piacergli e diventa una strategia della qualità permanente. Lui sa che tutti i giorni c‟è qualcosa a cui deve morire e qualcosa a cui deve rinascere, non si lamenta più. 177 L‟origine dei problemi è tutta nel passato, non c'entrano niente con voi che siete nel qui ora. E‟ tutto passato, è tutta roba passata che si proietta qua in mezzo, si frappone fra voi e la vita e allora quando riuscite a vedere questo un po‟ alla volta la smontate. Il passato non c‟è in questo momento, quindi questa cosa continua a mantenere il suo potere solo perché voi glielo date, ci credete, quindi non servirebbero tre anni, basterebbe un secondo per liberarsene. Il cercatore della Verità è un uomo pulito, che ha tutti i problemi dentro, ma li tira fuori allo scopo di trovare una soluzione e una via! Invece l‟uomo che vuole dormire li sputa fuori tutti, li vomita e li butta addosso agli altri perché non sente il tono del giudizio, dell‟accusa, della distruzione e del disfattismo. La Verità è incontenibile, solo chi è lontanissimo dalla Verità crede di saperla, è la dimostrazione perfetta che è lontanissimo. Chi si incammina in un cammino di Verità, più va avanti più sa che non sa. D‟altro canto, però, ce un‟altra prospettiva ed è la qualità della vostra vita: il vostro cammino sulla Verità non vi darà il possesso della Verità, non ve lo darà mai, però produrrà un risveglio, un cambiamento nella vostra vita. Voi volete essere uno che sa tutto o un uomo che è felice? Quella Verità, che non conoscerete mai, in realtà profondamente è già vostra ed è per quello che su un cammino della Verità, che è un cammino non di sapere ma di riconoscimento, si diventa più felici. Quindi la felicità è anche una misura, non del sapere la Verità, ma del contatto con la Verità, siete più felici e avete un maggior contatto con la Verità. Voi siete qua per vivere. L‟unico errore che si può fare è sprecare la vita, è l‟unico errore, non esistono altri errori. Questo è l‟unico: sprecare la vita. Chi ve lo fa fare? 28 Febbraio 2005 178 ESSERE D’AIUTO La possibilità di cambiamento La trasformazione Tutto è come deve essere La purificazione Il maestro: tutto e ogni cosa Quando ampliate la vostra capacità di percepire incominciate a vedere le cose come sono, e le cose come sono, nella vita dell'uomo sono drammatiche, quindi come rendersi utili se vedete una persona a voi cara in difficoltà? Innanzitutto bisogna comprendere che le persone sono anime, non corpi, sono anime e anche una persona che cade nella sofferenza è una persona la cui anima impara attraverso quel percorso. La prima cosa che potete dare è il vostro amore, ci sono centomila modi di darlo. Se volete portare qualcosa per aiutarlo dovete verificare la sua accessibilità a recepirlo, potete portare qualcosa solo in uno spazio che esiste, quindi dovete partire dall'analisi dell'apertura. Dovete comprendere quanto è l'apertura altrimenti correte il rischio di intervenire solo perché vi piace o vi gratifica in qualche maniera. Portare le possibilità di cambiamento è difficilissimo, ma anche ricevere è difficilissimo. Anche molte persone che fanno un lavoro su di sé quel granellino che costituisce la loro possibilità di cambiamento non lo accolgono. L'uomo dice: voglio cambiare, ma non è vero, con le parole lo dice e con i fatti dimostra tutti i giorni che non lo vuole fare. La possibilità che un po‟ di luce possa entrare nel mondo di certe persone è quasi zero, la luce è lì c'è sempre stata, il sole c'è sempre, ma loro non aprono, non c'è niente da fare, non aprono e basta, soffrono ma non aprono. Credono di sapere tutto, sanno chi sono i cattivi, chi sono i buoni, cosa è giusto, cosa è sbagliato, credono tutte queste cose. Nelle persone che riescono a produrre una comprensione, anche piccola, è come un forellino che si apre in questo mondo buio, è un fiocco di luce che entra. Dopo aver ascoltato per cento volte una cosa alla centounesima, non si sa perché, succede qualcosa e quel qualcosa è meraviglioso, è una cosa straordinaria. Ma per molti non succede mai niente e per tutti non succede mai niente per moltissime volte, 179 cioè il contatto con la vita non è facile, è una cosa a cui siamo talmente poco abituati che non è facile. La vita ordinaria è sette miliardi di macchine impazzite che corrono all'impazzata picchiando da ogni parte, è questa la vita ordinaria. Non potete farvi coinvolgere in maniera troppo personale da questo dolore, perché il vostro lavorare nella direzione del servizio deve essere forte e quindi in un certo senso impersonale. L'amore richiede anche forza e intelligenza. Se voi interiormente volete essere utili dovete fare il ragionamento di essere utili veramente. Quali sono i modi per essere utile veramente? Produrre questa valutazione mette in funzione la vostra intelligenza, la vostra sensibilità, la vostra flessibilità, la vostra compassione. Un modo per essere utili potrebbe essere pregare per la persona e basta, perché più di così non si può fare. Qualche persona quando vi esprime il loro malessere non è che richiede il vostro aiuto, richiede la vostra complicità, vuole succhiare un po‟ delle vostre energie per poter star un po‟ meglio e poter nutrire il suo vittimismo. Se non le date la vostra complicità l‟aiutate a non confermare il suo stato, e questo è fare un buon lavoro. Spesso la strada giusta è tacere. In generale voi vorreste salvare il mondo, perché siete in preda a ideali straordinari però vi dimenticate di non dare la vostra complicità al negativo. Se volete dare il vostro contributo ad alleviare questo immenso dolore, non dovete contribuire a frugare dentro le ferite. Il suo buio la persona se l'è costruito così, adesso deve passare in mezzo al dolore per dissolverlo, non c'è altro modo. L'aiuto non si veste come voi credete, l'aiuto è testimoniare la Verità, l'aiuto non è consolare. E se voi le dite: “sì sì è proprio così, poverina” quando ne salterà mai fuori? E anche salvare, chi salvate? Solo se chiede, forse, attenti però, quando l'uomo chiede in realtà non chiede quasi mai. L'uomo che chiede ma è pronto ad ascoltare è rarissimo, l'uomo poi che chiede ed è pronto ad ascoltare ed è pronto a tentare di mettere in pratica é ancora più raro, l'uomo che chiede e poi lo fa è raro all'inverosimile. Chi accoglie la Verità ed è pronto a trasformarsi in nome di questa Verità, ha davanti a sé un cammino di vita straordinaria, normalmente l'uomo non vuole fare questo, perché? Perché vuole godere del suo lamento. Freud raccontava l'esempio di una signora che aveva un disturbo 180 della sessualità, praticamente per lei il sesso era una fonte di un dolore pazzesco, soffriva tantissimo. Quando Freud era riuscito ad individuare il punto chiave dove ruotava questo blocco, ed era pronto a sbloccarlo per permettere il cambiamento, lei ha mollato tutto. Ascoltate bene il perché. Perché soffrire era il suo unico modo di godere, se gli portava via quello non restava più niente. Questo è il meccanismo perverso dove si va a finire. E‟ un piacere perverso questo vittimismo, è un flusso che a un certo punto è perverso, cioè ha sbagliato verso, ha preso un verso fuori natura. Trovare il modo per poter essere d‟aiuto è utile essenzialmente a chi lo fa, perché si incomincia a prendere in esame un essere umano, avete preso in esame che c'è, qual è la sua realtà, quali sono le sue dinamiche, qual è il suo dolore. Poi vi vorreste proporre come aiuto e questo è un'altra cosa, avete già tanti vostri problemi di cui occuparvi, ma riuscite a trovare il tempo e la disponibilità di proporvi come aiuto, almeno come intenzione, e poi capite che questo aiuto non lo potete portare come vi piace, ma lo dovete portare come serve e questo è un insegnamento grandioso. In tutto questo incominciate a sottomettervi, è inutile che parlate di conoscenza di sé, la persona crede di conoscersi benissimo, probabilmente pensa di sapere tutto, pensa chi sono i cattivi, chi ha sbagliato, chi ha fatto, chi ha detto. E quando porterete il tuo vostro amore potrebbe essere frainteso, forse lo interpreterà in maniera sbagliata, o forse no, ma comunque non è di questo che vi dovete occupare, perché non bisogna occuparsi del risultato. Quando volete dare il vostro aiuto vi dovete subito chiedere come portarlo, se questa persona è abituata ad appoggiarsi agli altri, supponiamo e usare gli altri, il vostro primo modo di darle aiuto sarà di toglierle proprio l‟appoggio. Con questo tipo di persona passate subito nella schiera dei nemici perché la vittima ha due schiere: amici e nemici. Sicuramente lei voleva una risposta estroversa, non introversa, una risposta che non richieda il vedersi perché è terrorizzata dall'idea di vedersi. E‟ per quello che la Verità è insopportabile per queste persone, perché è uno specchio, è uno specchio dove si possono vedere. Volersi vedere, guardate, è una cosa meravigliosa, ma richiede coraggio, non è per i tiepidi. Dovete sapere che ci sono forze che cercheranno di impedirvelo e si daranno da fare per farlo, e non si 181 presenteranno per quello che sono, si presenteranno in una maniera subdola e lentamente cercheranno di farvi vedere le cose in tutto un altro modo. Per riuscire a vedere se stessi veramente bisogna essere spietati. Sarà meglio che incominciate a vedervi, intraprendere un cammino che vi faccia vedere chi siete e dove siete, che vi faccia collocare e da questo collocamento potrete fare un cammino reale. Nel momento in cui incominciate a produrre la trasformazione incontrate il mostro, potete chiamarlo il guardiano della soglia, potete chiamarlo l'ombra, come volete, ma lo incontrerete. Lui è animato dal vostro passato, è il passato che lo tiene vivo ed è l'ostacolo fra voi e il futuro e se finite sotto la sua influenza, sapete dopo cosa fate? Ve lo voglio descrivere di modo che voi possiate osservarvi. Voi partite per un cammino di trasformazione, lo amate molto e non lo svendete, però il mostro lavora, quasi senza accorgervene, incominciate a togliere un po‟ qui, un po‟ là, meno di questo, meno di quest'altro. Lui vi sta risucchiando nel passato e tutte le cose che eravate sicuri di aver superato vi accorgerete che ci ritornate dentro esattamente come prima. La trasformazione deve essere permanente, solo così funziona. Se fate un passo avanti e poi vi sedete, state fermi, venite risucchiati. Sempre andare avanti, è questo il segreto di essere vivi, cosa vi fermate a fare? Quando si passa attraverso la trasformazione si passa da un mondo vecchio a un mondo nuovo, c'è un momento che siete nella terra di nessuno, il mondo vecchio non c'è più, il mondo nuovo non c'è ancora. Lì c'è una sola soluzione, dovete ricordarvi esattamente quello che il vostro maestro vi ha detto e quello che avevate capito, anche se in quel momento non lo capite più, e farlo esattamente. Poi dopo passato quel punto lì cominciate a vedere il nuovo mondo e siete di là e quando siete di là è un'altra cosa. Questi processi quando uno li ha vissuti una volta dopo li ha chiarissimi, se uno non li ha vissuti deve saperlo prima com'è, perché è una trasformazione dall'interno. Quando voi vedete uno che fino a ieri per voi era un santo e oggi è uno stupido, è successo qualcosa, lui è sempre uguale, è qualcosa in voi che è cambiato. Allora è importante che vi guardate intorno, cercate di vedere il mondo, siete nella vita per poter aver il massimo del nutrimento, però dovete comprendere che tutto è esattamente come deve essere. 182 Che le persone vanno a finire dove devono andare a finire in base alle scelte che hanno fatto, che voi siete un'interazione con loro ed è giusto che riusciate a ricoprire il vostro posto con piena responsabilità. In questo c'è anche l'aiuto, un aiuto intelligente, un aiuto che rientra nel gioco delle due parti, però contemporaneamente dovete sapere che il grande aiuto che potete dare all'Universo è realizzare voi stessi. La domanda che un uomo potrebbe porsi sinceramente è questa: voglio dormire o voglio svegliarmi? Se voglio svegliarmi non reagisco con violenza alla Verità, se voglio dormire la Verità è insopportabile. Per chi vuol dormire la Verità è insopportabile, per chi vuole svegliarsi la Verità è un grande amore. Bisognerebbe sempre sposare questa cosa. Sposare la Verità vuol dire che la mettete al primo posto, perché se l‟avete sposata il giorno che vi troverete in difficoltà potete dire: sì, sono in difficoltà, ma io vado oltre perché l'ho sposata. Se invece non l'avete sposata il giorno che vi troverete in difficoltà non saprete più dove sbattere la testa, andrete a chiedere a destra, a sinistra, di sopra e metterete in giro duecento milioni di opinioni diverse e non saprete più chi sono i buoni, chi sono i cattivi, cosa è vero, cosa è falso, è proprio così, è incredibile. Sposare è una funzione del cuore, voi avete sposato una cosa perché sapevate che era vera. Il cammino verso la Verità è un cammino che costa, sarà difficile? Ah, ho paura di sì. Quando pulite il pavimento e vedete una macchia sfregate un po‟ di più, giusto? Lì sapete che bisogna pulire di più. La purificazione della personalità è uguale, è identica. Solo che l'uomo non fa così, l'uomo evita le macchie, l'uomo nella sua vita non va a grattare, l'uomo le evita, perché l'uomo fa quello che gli piace. Mi piace vuol dire evitare tutte le macchie e quando arriva alla macchiona grossa se ne guarda bene. Allora una cosa che riguarda la pulizia del pavimento non è diversa dalla pulizia della psiche umana, è la stessa cosa, la pulizia della personalità è uguale. Perché volete evitare i punti sporchi che sono proprio quelli che avete bisogno di pulire? Perché li volete negare? Perché non li volete vedere? Perché vi arrabbiate quando vi vengono mostrati? Se voi avete una donna delle pulizie e le fate osservare che c‟è una macchia, lei non si arrabbia, anzi chiede scusa e provvede subito a pulire, non dice: oh, come si permette di farmi vedere una macchia!! Nel lavoro su di sé, invece, se 183 qualcuno vi fa osservare la situazione, voi subito: come ti permetti? Io ho la mia libertà, il mio sentire … Dovreste essere contenti di aver trovato la macchiolina, gli date due colpetti e dopo non c'è più. E‟ possibile girare per anni a destra, a sinistra, di sopra, di sotto schivando sempre le macchie, guardandovi bene dall‟andare in profondità, anni senza mai fare un lavoro vero, anzi apposta per non fare mai un lavoro vero. Non bisogna mentire a se stessi, mentire a se stessi non significa dire delle bugie, ma parlare di ciò che non si sa, attribuire a se stessi cose non verificate. Il lavoro su di se quando funziona produce la sostanza della trasformazione e quella è una cosa che se per farla avete anche creduto in qualcosa o in qualcuno dopo che l'avete prodotta è vostra, non avete più bisogno di quel qualcosa o qualcuno. E' per quello che gli Apostoli dicono a Gesù: “Maestro prima credevamo in quello che dicevi e ora non abbiamo più bisogno di credere perché noi vediamo e udiamo”. Questa è la differenza. Voi potete anche credere in qualcuno per un po‟ di tempo, solo il tempo di fare il lavoro. Perché solo il tempo di fare il lavoro? Certo, perché quella è la verifica, se voi credete oltre vuol dire che il lavoro non l'avete fatto. Perché è l‟allievo che fa il maestro, è l'allievo con la sua attitudine a voler apprendere che fa il maestro, tutto è maestro. Ma senza un allievo niente è maestro, quindi voi con la vostra attitudine di apprendimento rendete lui, che hai qualcosa che vi serve, maestro. Maestro vero? Maestro vero perché l'albero si riconosce dai frutti, non i frutti del maestro, i frutti in voi. Lui è un vero maestro per voi se alla fine del processo avete dato i frutti. Se lui è un falso maestro perché voi non volete apprendere, alla fine del processo voi scapperete alla verifica e farete partire un altro processo con un altro maestro, perché per voi quello era un falso maestro. Un cammino di crescita deve produrre dei risultati personali, siete poi voi che vi esprimete su questi risultati, e questi risultati comunque siano fatti sono sempre una forma di responsabilità. Per un tempo avete creduto, ma poi c‟è sempre la verifica, infatti per un tempo Pietro crede a Gesù che si può camminare sull'acqua, poi va sull'acqua e cammina, perché se non è così sono tutti miraggi, illusioni. Allora quando in voi si produce la trasformazione, quello è il cammino giusto. 184 Tutto e ogni cosa è un maestro se voi siete disponibili ad apprendere per portare ricchezza nella vostra anima. Però nel perseguire questo tutto e ogni cosa incontrerete la difficoltà e far diventare l‟amore più grande della difficoltà è il lavoro. La paura, cosa fa la paura? Serpeggia. E' il serpente che vi mette davanti alla paura per impedirvi un passo, voi dovete rendere l'amore più grande di quella paura. Potete farlo? Sì se vi siete addestrati all'amore, se l'avete coltivato, se avete coltivato ciò che è bello, ciò che è buono, ciò che è giusto, se avete coltivato continuamente un mondo grande di bellezza, se i vostri pensieri sono stati sempre in questa direzione. E' come fare il salto in alto, se non prendete la rincorsa e provate a saltare rimanete lì davanti, non avete energia, non avete forza. Quindi il pensiero è la rincorsa, come vi comporterete di fronte all'ostacolo è esattamente espresso da come avete pensato in tutto quel momento. 07 Marzo 2005 185 IL PENSIERO COSTRUTTIVO Le idee sono semi Il costruire contiene una responsabilità Volontà: l’equilibrio di amore e potere Illusioni di Richard Bach Le idee sono dei semi, succede però che questi semi vanno quasi sempre, spessissimo dispersi. Vorrei farvi riflettere sul fatto che la ragione per cui vanno dispersi, è che o le idee sono fatte in modo che si parla di altri o di altro, o sono fatte in modo che anche quando si parla di una verità, che potenzialmente potrebbe coinvolgervi, se ne parla in una maniera molto astratta. Quindi il pensiero non costruttivo è tale perché o riguarda altro da voi o se anche riguarda voi lo riguarda in maniera talmente astratta che non si trasforma in vita. E‟ per quello che bisogna continuamente riferirsi a “che cosa ci potete fare?”. Se non ve ne fate niente o se non avete intenzione di farvene niente, chi ve lo fa fare. Nella vita che cosa ve ne fate di un‟idea se vi fa dire: “ah, bello!” ma poi non vi cambia? Un‟idea è un pensiero che vorreste vivere, che vorreste manifestare. Le idee sconosciute e le idee intuite, vi servono a poco. Il punto è farsene qualcosa di un‟idea. Le idee sono messe a disposizione appositamente per essere manifestate, vissute. Quante volte viene fatta un‟invenzione e uno dice: “Ah, ha fatto quell‟invenzione ma io l‟avevo già pensata!” Non c‟è nessun merito a far questo, non solo l‟avete già pensata, qualcuno che è il Padre delle idee le aveva pensate prima di te, quindi? Com‟è che contemporaneamente la stessa invenzione viene fatta in tre o quattro parti del mondo? La porta di accesso a quell‟idea si è aperta, però l‟idea va guadagnata. Noi viviamo in un mondo che è il mondo del tempo. Qui c‟è il tempo ed è un tempo lento. Esasperante delle volte per quanto è lento. Adesso però è sempre più veloce, ma rispetto a quello che voi vorreste talvolta è un tempo lento. L‟idea per diventare realtà ha bisogno di un processo, ed è in questo processo che voi normalmente fallite. 186 Questa condizione bisogna crearla, non potete aspettare che avvenga da sola. Occorre fare una selezione e l‟irrequietezza è la mancanza di selezione …troppi semi, nessun seme… Le idee, come abbiamo detto, sono semi e dovete prendere esempio dall‟ovulo, l‟ovulo seleziona in mezzo a cinquecentomilioni di spermatozoi prima di scegliere quello che gli va bene e sceglie quello che ha la qualità adatta, ha l‟energia adatta, ha le caratteristiche adatte. In quel momento l‟ovulo si apre, lo lascia entrare, poi chiude. Poi si occupa del processo per nove mesi interi, non si occupa di altro. La selezione che avviene sulla base di una qualità è un riconoscimento. Poi c‟è un tempo per fare in modo che l‟idea produca il suo frutto. E lì è importantissimo non disperdere, è importantissimo non disperdere prima ed è importantissimo non disperdere dopo. Questa grande abbondanza di idee infinita che la vita mette a disposizione passano, vi abitano continuamente, sono una ricchezza, ma se voi non svolgete la vostra funzione di uomo, che è quella di captare, prendere e portare nella coscienza fino a manifestarla, voi tradite. Se adesso elaborate l‟idea di diventare padrone della Fiat, penso che sia un‟idea troppo grande per la vostra struttura. Quando elaborate un‟idea troppo grande per la vostra struttura, questo è un eccesso di teoria che vi porterà alla frustrazione. Quindi avete l‟accesso alle idee ma la realizzazione delle idee ha una gradualità, quindi dovete sapere chi siete, dove siete, che potere avete e cosa siete in grado di fare: conosci te stesso. Voi potete imparare da tutte le circostanze. Dovete conoscere voi stessi, quanto è grande il vostro mondo e quanta è la vostra capacità di fare. Quant‟è la vostra capacità di fare? Non lo sapete, ma potete verificarlo. La frustrazione nasce perché vi attribuite una capacità di fare che è superiore alla realtà e quindi nel momento in cui elaborate un‟idea e questa idea non si produce, perché non fate niente per produrla, perché non siete capaci di fare quello che serve per produrla, vivrete la frustrazione e dovrete accusare le circostanze. L‟idea non si realizza perché non conoscete voi stessi, non conoscete il vostro fare, la vostra capacità di fare, non conoscete quanto è grande il vostro mondo; secondo punto, su questa non conoscenza di voi stessi, potete mettere in ballo idee troppo grandi, non impossibili, 187 ma per le quali non è tempo. Anche le idee che potete mettere in ballo, per le quali è tempo, non si realizzeranno se restano troppo astratte e non vengono dettagliate. Il primo passo per trasformare l‟idea in realtà è dettagliarla. Se restano troppo astratte e se restano troppo vaghe, non vengono dettagliate. L‟uomo del negativo sa tutto ed è sempre pronto ad esprimersi sul negativo perché il lamento e l‟espressione del negativo, contiene un piacere, perverso, ma contiene un piacere. Invece il costruire contiene una responsabilità, ciò spiega che non siamo affatto addestrati al costruire che contiene la responsabilità. Facciamo un esempio: in questo gruppo o da un‟altra parte, in un‟azienda, quando una persona contesta qualcosa la domanda che gli si pone è questa: scusa, ma che cosa vuoi esattamente? E non si riceve mai una risposta. Ti lamenti, va bene, ma che cosa vuoi esattamente? A questo punto sapete con chiarezza che la persona non sa cosa vuole, ma sa cosa non vuole: non vuole far fatica, non vuole accettare, non vuole sottomettersi e non vuole rispettare i tempi. Tutta questa struttura si chiama ribellione in termini cosmici, proprio. Voi siete pieni di questa ribellione dall‟inizio dei tempi, c‟è una moltitudine dentro di voi che tira dalla sua parte. Questa ribellione nasce perché non sapete cosa siete e non sapete cosa volete. L‟uomo può fare l‟elenco perfetto di tutta la gente che odia, di tutto ciò che c‟è di sbagliato al mondo, di tutto quello che non gli piace, che gli da fastidio, che non vuole, ma quando gli si pone la domanda: “Ma nella tua vita, tu, che cosa vuoi esattamente?” rimane paralizzato, non sa cosa dire. Cos‟è che vuoi esattamente? “No, vorrei non avere, vorrei non fare”. Okay, ho capito, ma cos‟è che vuoi esattamente? Non si riesce ad avere una frase costruttiva che è la base della creazione della realtà. L‟irrequietezza è una cosa molto interessante da capire, che è nel corpo e dappertutto, in tutti gli aspetti dell‟uomo e quell‟irrequietezza è la mancanza di potere e anche la mancanza quindi di fare. Perché? Lo abbiamo detto tante volte, tante volte abbiamo parlato del vivere in un mondo più grande: ma cos‟è che misura la grandezza del vostro mondo? E‟ il vostro fare. Cioè prendiamo il linguaggio dell‟ottava, un processo incominciato quando è finito è un‟ottava. L‟ottava è il raggio del vostro mondo, l‟ottava che riuscite a incominciare e portare a termine è il vostro 188 mondo. Incominciate a fare una torta e riuscite a farla fino in fondo che si possa mangiare? Bene, questa è la dimensione di un mondo. Avete un mondo che è grande almeno come il fare di una torta. Siete capaci di mettere su una pasticceria? Questa è un‟altra ottava, è più grande e chi sa mettere su una pasticceria sa anche fare una torta, perché il più grande contiene il più piccolo. L‟ottava così come l‟ha esposta Gurdjieff è una cosa molto interessante. Il mentire a se stessi è attribuirsi delle ottave che non ci stanno nel vostro mondo, vi attribuite un‟ottava che non ci sta. L‟ottava è fatta: DO RE MI FA SOL LA SI DO. Ogni processo è un‟ottava DO RE MI - FA SOL LA SI - DO, ogni nota è un‟ottava più piccola. Costruire una casa è un‟ottava molto grande, che è fatta di ottave piccole. Impastare la calce è un‟ottava molto più piccola, il garzone non sa fare la casa, sa impastare la calce e il muratore gli dice: impasta la calce, quella è la sua ottava. Il muratore esperto che contiene più ottave sa fare la calce, sa fare l‟intonaco, sa fare tutto quello che serve e alla fine costruisce la casa. Quindi l‟ottava grande è un fare grande ed è un mondo grande. Allora perché non vi prendete un fare grande? Perché non siete in grado. Ma perché non siete in grado? Perché non siete quello che riuscite a realizzare. Ma il fare grande non è un insieme di fare piccoli? No! Non è un insieme di fare piccoli. Se fosse un insieme di fare piccoli chi sa fare i fare piccoli sa fare anche il grande, ma fare una casa non è la stessa cosa di fare duemila tonnellate di calce. Non bisogna dimenticare che l‟ottava ha dei punti di crisi. Ne abbiamo parlato altre volte, ma lo rispiego. L‟ottava è la misura della difficoltà, cioè l‟ottava è così: DO RE MI sono tutti uguali, tre passi uguali, dal MI al FA cambia. FA SOL LA SI sono tutti uguali dal SI al DO, cambia. Allora l‟ottava è una misura, è un‟unità di difficoltà. In un processo ci sono due punti dove è necessario essere presenti, non basta la meccanicità, il mestiere. Non basta l‟azione meccanica e ripetuta, serve la presenza, l‟attenzione, attenzione vuol dire senza tensione. Se vi bloccate nell‟ottava, in quei passaggi lì, vuol dire che quell‟ottava non fa parte del vostro mondo, vivete in un mondo più piccolo. Voglio spiegarvelo meglio: voi siete in questo mondo e volete andare verso un mondo più grande, allora DO RE MI FA SOL 189 LA SI DO, dove arrivate dopo il MI? Siete partiti DO RE MI, dove siete sul MI? Siete sul confine, siete arrivati al confine e poi, se avete l‟attenzione, volete andare avanti nel processo, fate FA SOL LA SI e dove andate col DO? Sull‟altro mondo. Quindi avete esattamente due punti per raddoppiare il vostro mondo. Come si supera per esempio il primo? Cosa si deve superare nel primo? Bisogna superare la menzogna che è quella dell‟appartenenza al passato. Non volete mai uscire dal vostro mondo perché non concepite nient‟altro e non volete andar fuori di lì. Quindi lì bisogna superare la menzogna, non siete soli, lo scopo del superamento della menzogna è di andare nella direzione di qualcosa che non vi appartiene, che non avete mai visto, non avete mai vissuto, non avete realtà nella vostra vita, ma la concepite. In questo senso l‟idea è stata piantata nel terreno, finalmente, e quando vi porta a superare la soglia del vostro mondo, allora è stata piazzata. Quindi questo è il superamento della menzogna, cioè del limite della paura. La seconda è la volontà, è la fedeltà a se stessi. Il secondo passaggio fra il SI e il DO si supera con la fedeltà a se stessi, con la volontà. Volontà è la parola giusta, perché volontà è l‟equilibrio di amore e potere, è la perseveranza, ecco questa è un‟ottava. Voi sapete quanto è grande la vostra ottava e sapete qual è il raggio del mondo in cui vivete? Quanto è grande il vostro fare? Il mentire a se stessi è attribuirsi un fare non verificato, è credersi cittadini di un mondo senza averlo verificato e senza aver prodotto ciò che serve per farlo. Tutto questo, questo ampliamento del mondo e quindi di queste ottave, avviene gradualmente. Si tratta di liberare i territori mentali, perché l‟irrequietezza è una mostruosità della mente che riempie tutto il pensiero. La persona irrequieta va sempre più forte nel pensiero ed è sempre meno efficace nella vita perché dopo un po‟ il disordine creato dalla mente incomincia a prendere la mano. Certo, perché un ordine esatto richiede una presenza. Se state facendo le valige è normale che ci siano delle cose sul letto, ma quello è un momento transitorio, dopo non più perché avete usato la presenza. Ogni ordine ha una sua logica. Se per trovare un temperino dovete girare tre ore per la casa, avete delle logiche che non funzionano, perché tre ore per un temperino è troppo! Se però il temperino lo 190 trovate in un decimo di secondo in quello che altri chiamano casino, per voi è un ordine. Intendo dire quindi che la prima cosa che l‟irrequietezza produce è inefficienza nel fare e non vi stupirà che questa inefficienza nel fare, che si trasforma in vari tipi di confusione, viene sentita dalla vostra struttura e che cosa produce? Altra irrequietezza, è semplice, no? E poi vi fa sentire schiacciati e dovete fuggire ancora di più. L‟unica cosa giusta è dettagliare. Se, per esempio, avete da mettere a posto dieci camere, quanto ci mettete? Facciamo una camera al giorno, ipotesi, ma se dall‟idea di mettere a posto queste camere vi sentite schiacciare, sicuramente vi mettete sul divano a guardare la televisione, e quando la sera si sono fatte le sette, vi renderete conto che c‟è ancora più casino, non avete concluso niente e sarete ancora più irrequieti. Allora in passi progressivi l‟irrequietezza satura il vostro mondo, satura i vostri territori mentali. Mettendo in ordine le cose, in base alla loro importanza, potete fare tutto. Allora il punto magico per allargare il vostro fare e il vostro mondo, è sempre il medesimo. E‟ superare la difficoltà che trovate nel vostro percorso. E‟ il guardiano della soglia e vi dice: “Il tuo mondo è finito, è inutile che ti agiti, che ti dai da fare, qua ci sono io”. Vi dice che la vostra benzina, cioè il vostro amore, è finito. Ma la difficoltà è lì apposta a darvi la possibilità di superarla. Questa è la chiave di tutto: essere pronti nel cammino di crescita al momento della difficoltà, del disagio. Quando il disagio è molto grande, gli antichi lo chiamavano ”la notte oscura dell‟anima”, è proprio un passaggio importante, occorre essere pronti a questo. Il pensiero costruttivo è molto importante. Voi potete coltivare il pensiero costruttivo, ma il pensiero distruttivo o anche solo il processo immaginativo fine a se stesso, vi porta in un casino che non finisce più. E‟ per quello che è importante chiedersi: qual è il mio piccolo fare in questo momento? Una vostra direzione ce l‟avete, un vostro sentire ce l‟avete, ciò che volete lo sapete, quindi dovete comprendere qual è il fare che la vostra struttura vi concede. Quel fare, quel piccolo fare è tutto, non è poco, è moltissimo. Non bisogna sminuirlo: quel piccolo fare è tutto. Quel piccolo fare apre la porta a un fare più grande domani. Fare quello che siete ora in 191 grado di fare è la cosa più importante che ci sia, farlo bene, pienamente, con amore, farlo per quel che siete in grado. Vi leggo un pezzetto tratto dal libro Illusioni di Richard Bach: “Discesa nel mondo. Un maestro nato nella terra santa dell‟Indiana, cresciuto sulle mistiche alture a est di Fort Wein. Il maestro imparò nelle scuole pubbliche dell‟Indiana le cose di questo mondo e poi, crescendo, il mestiere di meccanico, riparatore di automobili. Ma il maestro possedeva cognizione di altri paesi e di altre scuole, grazie ad altre vite da lui vissute. Ricordava queste ultime e ricordando divenne saggio e forte, per cui altri si resero conto della sua forza e a lui si rivolsero per essere consigliati. Il maestro credeva di avere il potere di essere utile a se stesso e a tutto il genere umano e poiché così credeva, così era. Di conseguenza altri si resero conto del suo potere e lo avvicinarono per essere guariti dalle loro pene e dalle loro tante malattie. Il maestro riteneva che sia bene per ogni uomo pensare a se stesso come a un Figlio di Dio e poiché così credeva, così era. E le officine e le autorimesse ove lavorava divennero affollate e gremite da coloro che cercavano la sua dottrina e il tocco della sua mano e nelle vie tutte intorno si pigiavano coloro i quali desideravano soltanto che l‟ombra di lui al suo passaggio li sfiorasse e cambiasse la loro vita. Accadeva così, a causa delle grandi folle, che gli svariati capoofficina e proprietari di autorimesse ordinassero al maestro di posare gli attrezzi e di andare per la sua strada in quanto egli veniva premuto tanto strettamente dalla ressa che né lui né gli altri meccanici disponevano di spazio per lavorare le automobili. Egli si recò allora nelle campagne. E la gente che lo seguiva cominciò a chiamarlo messia e realizzatore di miracoli e poiché così credevano, così era. Se un temporale passava mentre lui stava parlando non una sola goccia di pioggia toccava il capo di chi lo ascoltava. L‟ultimo della moltitudine udiva le sue parole con la stessa chiarezza del primo, per quanto fossero i lampi e i tuoni nel cielo tutto intorno e sempre si rivolgeva a loro in parabole. E diceva ad essi: in ognuno di noi risiede la capacità di possedere salute e malattia, ricchezza e miseria, libertà e schiavitù, siamo noi a dominare queste cose e non altri. 192 Un mugnaio parlò e disse: parole facili per te Maestro, poiché tu sei guidato e noi non lo siamo. E non devi faticare come noi fatichiamo, l‟uomo deve lavorare per vivere a questo mondo. Il maestro rispose e disse: C‟era una volta un villaggio di creature che vivevano nel fondo di un grande fiume di cristallo. La corrente del fiume scorreva silenziosamente su tutte le creature, giovani e vecchie, ricche e povere, buone e malvagie, in quanto la corrente seguiva il suo corso, conscia soltanto della propria essenza di cristallo. Ogni creatura si avvinghiava strettamente come poteva alle radici e ai sassi del letto del fiume, poiché avvinghiarsi era il loro modo di vivere e opporre resistenza alla corrente era ciò che ognuno di esse aveva imparato sin dalla nascita. Ma finalmente una delle creature disse: “Sono stanca di avvinghiarmi, poiché anche se non posso vederlo con i miei occhi, sono certa che la corrente sappia dove sta andando, lascerò la presa e consentirò che mi conduca dove vorrà. Continuando ad avvinghiarmi morirò di noia”. Le altre creature risero e dissero: “Sciocca lasciati andare e la corrente che tu adori ti scaraventerà arrotolandoti fracassata contro le rocce e tu morirai più rapidamente che per la noia”. Quella però non dette loro ascolto e tratto un respiro si lasciò andare e subito venne fatta rotolare dalla corrente contro le rocce. Ciò nonostante, dopo qualche tempo, poiché la creatura si rifiutava di tornare ad avvinghiarsi, la corrente la sollevò dal fondo liberandola ed essa non fu più né contusa né indolenzita. E le creature più a valle del fiume per le quali era un‟estranea gridarono: “Guardate un miracolo, una creatura come noi, eppure vola. Guardate il messia venuto a salvarci tutte!” E la creatura trascinata dalla corrente disse: “Io non sono un messia più di voi, il fiume si compiace di sollevarci e liberarci se soltanto osiamo lasciarci andare. La nostra missione vera è questo viaggio, questa avventura”. Ma le altre gridarono più che mai: “Salvatore”, sempre avvinghiandosi nel frattempo alle rocce e quando tornarono a guardare, il messia era scomparso. Ed esse rimasero sole a intessere leggende sul salvatore che era venuto ed era andato. E così accadde quando egli vide che la moltitudine lo assediava più numerosa di giorno in giorno, più strettamente, più da vicino e più impetuosa di quanto fosse mai stata. Quando vide che tutti insistevano senza posa affinché li guarisse e continuasse a sfamarli 193 con i suoi miracoli e imparasse per loro e vivesse le loro vite, accadde così che si appartò da solo quel giorno, sulla sommità di un poggio e là pregò e nel profondo cuore disse: “Infinita Essenza Radiosa, se tale è la tua volontà, allontana da me questo calice, consentimi di rinunciare a questo compito impossibile. Non posso vivere la vita di una sola altra anima, eppure in diecimila invocano da me la vita, mi pento di aver consentito che tutto ciò accadesse. Se tale è la tua volontà consentimi di tornare ai motori e agli attrezzi e lasciami vivere come gli altri uomini”. E una voce gli parlò sulla sommità del poggio, una voce né maschile né femminile, né forte né sommessa, una voce infinitamente buona e la voce disse in lui: “Sia fatta non la mia volontà, ma la tua, poiché ciò che tu vuoi io lo voglio per te. Riprendi il tuo cammino come gli altri uomini e sii felice sulla terra”. E avendo udito ciò il maestro si rallegrò e ringraziò e discese dalla sommità del poggio canticchiando una canzone da meccanico e quando la folla lo incalzò con le sue afflizioni supplicandolo affinché la guarisse e le impartisse insegnamenti e la sfamasse a non finire con le sue conoscenze e la divertisse con i suoi prodigi, egli sorrise alla moltitudine e affabilmente disse a tutti loro: “Me ne vado”. Per un momento la moltitudine rimase ammutolita dallo stupore, ed egli disse loro: “Se un uomo dicesse a Dio che più di ogni altra cosa desidera aiutare il mondo sofferente per quanto ciò potesse costargli e Dio rispondesse e gli dicesse che cosa doveva fare, dovrebbe quell‟uomo fare come gli verrebbe detto?” “Certo maestro”, gridarono in tanti, “dovrebbe essere un godimento per lui soffrire le torture dell‟inferno stesso qualora fosse Dio a chiederglielo. Quali che fossero quelle torture per quanto difficile potesse essere il compito?” “Sia l‟onore impiccato, sia la gloria inchiodata ad un albero e bruciata qualora Dio così abbia chiesto”. Dissero loro. “E che cosa fareste voi” domandò il maestro alla moltitudine, “se Dio vi parlasse a viso aperto e vi dicesse: vi ordino di essere felici nel mondo finché vivrete, che cosa fareste allora?” E la moltitudine tacque. Non una voce, non un suono vennero uditi sui pendii delle colline e nelle valli ove gli uomini si trovavano. E il maestro disse nel silenzio: “Sul sentiero della nostra felicità troveremo il sapere per il quale abbiamo scelto questa vita, così io ho imparato oggi e decido di 194 lasciarvi ora per percorrere il vostro stesso sentiero come a voi piace”. E andò per la sua strada fra le folle e le abbandonò e tornò nel mondo quotidiano degli uomini e delle macchine”. Bisogna smettere di nutrire i mondi più piccoli, significa che farli morire di fame è la cosa giusta, perché vuol dire non combatterli, non potete combatterli, perché si nutrono di combattimento, finché li combattete vincono loro. Gurdjieff aveva una conoscenza dell‟essere umano che era straordinaria e spiegava: finché voi non arrivate a vedere in voi una separazione, che una cosa è “io” e una cosa è tutto ciò che è legato al vostro nome, finché non riuscirete a vedere questa differenza e quindi a capire tutti i vostri comportamenti, il lavoro non comincia. Quando una persona toglie tutto arriva a dire: “io sono io”. E quando arrivate a dire “io sono io” arrivate anche ad accettare tutto e ogni cosa, perché tutto e ogni cosa non possono fare altro che arricchirvi. E‟ tanto semplice questo. Il vuoto è pieno, il vuoto è pieno di possibilità. Il vuoto è pieno e il pieno è vuoto, cioè il vuoto è pieno di possibilità, il pieno non ha nessuna possibilità. Ecco perché dovete vuotare i territori mentali, togliere la rigidità, le sicurezze, la certezza assoluta. 14 Marzo 2005 195 ESSERCI: STARE IN CIO’ CHE CI E’ DONATO Trasformazione: la via per il lavoro su di sé La scelta e il servizio Legge di risonanza La vita: perfetta Perché l’uomo si inganna? Il maestro come l’allenatore Essere qua, significa esserci, senza nessuna ragione specifica. Non per prendere qualcosa, non per dimostrare qualcosa, non per ottenere qualcosa, non per difendere qualcosa, non per avere una ragione, siete qua per la semplice ragione di esserci. Esserci vuol dire che tutto è un‟esperienza. Guardate che esserci è potere, è una grande libertà, non è una stupidaggine. L‟atteggiamento giusto di essere nella vita è che volete esserci. Questo è l‟atteggiamento necessario a fare qualsiasi cosa, qualunque cosa, e non è la cosa in sé che è importante. Riuscire a esserci così, è veramente un momento di ricarica, una possibilità di vivere, di sentire una bella vibrazione. Venite qui a imparare un pochino l‟apertura, l‟accettazione, ma siete sempre nel rifiuto e nell‟illusione di voler rendere le cose semplici. E‟ un comportamento sbagliato perché lo sforzo della trasformazione va fatto tutto, cioè, va pagato tutto. Si può arrivare a farsi delle idee esatte delle cose, con un buon insegnamento, che è una cosa che indica una direzione, però dopo il lavoro è vostro. Non c‟è spiegazione per quanto bella, per quanto buona che vi può evitare di fare quella fatica che serve per la trasformazione. Il prezzo della trasformazione va pagato e si può fare molto velocemente, vuol dire che lo pagate tutto velocemente e nessuno può fare niente per voi, siete voi che lo dovete fare. Vi può essere mostrata la via, certo, ma siete voi che la dovete percorrere. La trasformazione va fatta e si deve pagare il prezzo che costa e il prezzo è l‟abbandono del proprio dolore, della propria sofferenza, delle proprie limitazioni, anche dei propri attaccamenti, non ve lo può fare nessuno. Occorre mettere puntualmente le persone di fronte alla propria scelta, di fronte al fatto che si può parlare, parlare, e ancora parlare di 196 trasformazione, ma poi è da fare, siete di fronte a una porta stretta o entrate o non entrate. E non potete continuare a girarci intorno facendo finta che la porta non ci sia, e continuando a raccontare di come è bella la vita al di là di quella porta, quando non la varcate. Di fronte a questa responsabilità l‟uomo reagisce in molti modi. Alcuni capiscono che non c‟è più tempo, è sempre il momento di essere pronti, altri invece chiedono sempre più tempo, altri, se la pressione è troppo forte a questo risveglio, incominciano a pensare che quello che si sta facendo non va più bene, e se ne vanno. Entrare in un nuovo mondo significa abbandonare il vecchio, ma potreste anche capire che il vecchio non lo volete abbandonare. Se una persona arriva a fare questo ragionamento coglie un grande frutto, perché anche se torna al mondo vecchio, almeno smette di lamentarsi, perché è nel mondo vecchio per l‟esatta e precisa ragione che ci vuole stare. Bisogna mettersi di fronte alle proprie scelte e sapere se volete essere fedeli a voi stessi, andare avanti in un cammino, che è un cammino di purificazione, e che è una cosa fondamentale, importante e giusta. La crescita non è fare tante cose, tante chiacchiere, tante parole rimanendo sempre uguali: la crescita è trasformazione. Il significato del cammino del lavoro su di sé è arrivare verso un punto dove siete di fronte a una porta, piccola porta, ma che vi chiede in quel momento di lasciare qualcosa per poter vivere un‟altra possibilità. Quel momento è la magia, quel momento è la cosa importante. Cosa sarebbe un cammino spirituale in cui un uomo resta uguale per tutta la vita? Perché vuole rimanere uguale? Perché sostanzialmente è pieno di ego, crede di sapere. Trasformazione è diventare altro da ciò che siete, qualcosa di più dal punto di vista dell‟espansione, della realizzazione, e qualcosa di meno dal punto di vista dell‟ego. Quindi c„è qualcosa che dovete mollare e questo qualcosa sono sempre paure che si presentano come certezza e come convinzione. Se è chiaro questo, è chiaro tutto. La chiave è volerci essere comunque. Allora l‟atteggiamento è: ci voglio essere, lo voglio vedere quello che c‟è da vedere, lo voglio ascoltare quello che c‟è da ascoltare, lo voglio gustare quello che c‟è da gustare e lo voglio vivere quello che c‟è da vivere. Questo è l‟unico modo di sconfiggere la morte, non ce n‟è un altro. 197 Il modo di sconfiggere la morte è vivere la vita e la mia vita ha bisogno di me tutto il giorno e io ci voglio essere. Ci vuole tanta ricerca per scoprire che non è così banale come sembra. “Io sono io” e non voglio essere nient‟altro, anzi voglio essere io sessanta secondi al minuto, per sessanta minuti all‟ora, per ventiquattro ore in un giorno. Allora dopo non si dice più: “Ah, ma quello ha detto, quello ha fatto”. Non c‟è più spazio per questa inutilità, tutto questo sparisce. A quel punto “io sono io”, lo siete sempre stati anche se non ve ne siete accorti, lo volete continuare ad essere e lo volete essere continuamente. Questo è un buon proposito. La paura di morire viene perché sapete che non vivete. Quando vivete non avete paura di morire, e comunque avete vissuto. Il rischio è che la vita passi mentre voi siete occupati a fare un'altra cosa. La grandezza della difficoltà è quindi la misura di ciò che siete, perché Dio non vi darebbe una difficoltà insuperabile e se la difficoltà vi sembra grande, è perché Lui ha stima di voi e dice: “In questa difficoltà ce la puoi fare, a quell'altro non gliela do perché non ce la può fare, ma tu ce la puoi fare.” Allora qual è questo percorso? Il percorso è esserci, esserci a fronte di ciò che accadrà. Come fate a dire che è finito se non sapete neanche com‟è, come sarà, com‟è incominciato? Il punto è che quel percorso per voi non è mai esistito. Si potrebbe prendere la Verità incontenibile e dirle come deve essere? No, questo è un inganno, non è così. Esserci è un compito che non finisce mai, è il compito che si approfondisce sempre più. Esserci vuol dire costruire, non vuol dire distruggere. Imparare ad esserci è una via verso l'Assoluto, é una via verso la Verità di voi stessi e dovete essere disposti alla sua crescita. Se l'avete già delimitata, se avete già deciso che non deve crescere, è perché voi volete fare altro; la volete usare, ma non la volete vivere. La persona che fa questo ci vorrà essere finché ciò che accade è in sintonia con ciò che vuole, ma non vorrà più esserci quando ciò che accade non è nello schema che lui ha stabilito. Questa non è la ricerca della Verità, è la ricerca del piacere. Questo è l'essere guidati dall'ego, non essere guidati da una ricerca. 198 L'amore è il riaffermare ogni giorno il voler esserci al di là di quei conflitti e che dopo diventano insignificanti. Dopo vi voltate indietro e scoprite che quella difficoltà era una stupidaggine, è sempre stata una stupidaggine, sembrava difficile, ma visto che siete andati avanti è diventata una stupidaggine. Questo è l'allargare il mondo: non è la difficoltà che è grande, siete voi che siete piccoli di fronte alla difficoltà. Quando comprendete questo vi sentite subito proiettati nella forza e se andate al di là, vedete la montagna diventare un granello di polvere, la vedete sbriciolarsi. Quello che è importante è ora nella possibilità che vi è offerta, in questo momento e cercare di coglierla più che potete. La domanda giusta è: come posso ora mettere a frutto quest'esperienza al massimo? E' proprio questo il punto. Questa è l'unica domanda che vi interessa, e la domanda in senso ampio è: come posso mettere a frutto al massimo ciò che mi resta da vivere? La montagna va scalata tutta, non ci sono sconti. E' vero che quando l'avrete scalata tutta vedrete che è un granello di polvere, però è anche vero che ora è una montagna ed è anche vero che Dio vi ha messo questa montagna perché sa che siete un buon alpinista. La montagna è il fatto che voi non sapete più chi siete, perciò dovete continuamente coltivare la giusta visione della realtà delle cose. Gesù dice: “passa per la porta stretta” perché costa molto, molto, ma molto meno dolore passare per la porta stretta che rifiutare di farlo. E la porta stretta è la montagna: se avete una possibilità di superarla è perché prima avete coltivato l'idea che è da superare e che non è ciò che sembra. Nel momento in cui non avete più quest'idea e la montagna si erge nella sua grandezza, non avete più nessuna possibilità di farlo, perché non vi siete attrezzati, non avete quello che serve. E il punto qual è? Il punto è che bisogna che voi siate capaci di riconoscere le cose come sono, e sono: “Non ce l‟ho fatta,” non: “Il mio sentire mi ha portato, perché la mia crescita..” No! L‟uomo non può mentire a se stesso. Se dice: “Ero su un cammino da me scelto, volevo portarlo avanti, volevo farlo, era stata la mia scelta, non ce l‟ho fatta, pazienza”. E‟ la base per cui forse ce la fa la prossima volta, non è questo, non ci sono problemi. Ma se dice: “L‟esperienza che la vita mi ha messo davanti, non l‟ho vissuta perché è un‟esperienza che non valeva niente”, questo è un 199 imbroglio. Se dite così non l‟avete vissuta perché non siete stati capaci, è molto diverso e vi mette nella consapevolezza di poter essere capaci la prossima volta. Non potete pensare che la vostra crescita avvenga senza l‟incontro con una difficoltà, il cammino è proprio l‟incontro con la difficoltà, è andare oltre, perché la difficoltà siete voi. Tutti i percorsi sono un solo percorso, è questo il punto, è un‟illusione fuggire, tutti i percorsi sono un solo percorso. Cambia il nome e la forma, ma la sostanza è che dovete affrontare le difficoltà, non potete fuggire da ciò che siete. La legge di risonanza è: la vibrazione che voi siete vi porta nel luogo di quella vibrazione. Se volete rapportarvi con la Verità, le dovete concedere di essere illimitata. Se non le concedete questo non state parlando della Verità. La Verità è illimitata, il percorso verso di lei è un percorso verso l‟illimitato. A questo punto il ragionamento è essenzialmente finito: volete fare quel percorso verso l‟illimitato che è un percorso che vi trasforma? Se lo volete fare non potete applicare le vostre categorie, perché le vostre categorie sono già il limite. Se volete andare verso un mondo oltre la vostra comprensione potreste dargli credito. Quando una Verità grande entra in contatto con un comprensione piccola viene ridotta e deformata. Come fate a sapere che di fronte alla cosa che abbandonate non state riducendo e deformando? E che quella è una Verità grande che voi non riuscite a comprendere? Come fate a saperlo? La risposta è che non lo sapete. Non lo sapete perché la Verità non è nel vostro piano, è in un piano più grande. Noi siamo in una evoluzione della coscienza. Vuol dire che la vostra capacità di comprendere è limitata, non potete ragionare come se poteste capire tutto. Per potere comprendere di più bisogna diventare di più. Per poter accedere a una comprensione maggiore dovete diventare diversi! Questo è il punto fondamentale da capire, altrimenti prenderete il grande e lo farete diventare piccolo. Tutta la guerra nasce su questo, tutti i conflitti nascono da questo, perché se quello che voi sapete è la Verità, come fa a essere anche la sua verità che è diversa? Quando giudicate state giudicando Dio. E‟ questo il punto importante da comprendere. Quando vi separate e vi dissociate, vi dissociate da 200 Dio, che siete voi e vi tagliate a pezzi dentro. E‟ per questo che l‟importante è esserci: la chiave è esserci nella vostra vita, nelle vostre relazioni, nel vostro tempo, nel vostro lavoro, esserci. Questo è il punto di arrivo. Questa cosa si chiama integrità e quando l‟uomo vive questa integrità può dire quello che dice Gesù: Io e il Padre mio siamo una cosa sola. Sapete perché voi e il Padre vostro non siete una cosa sola? Perché non siete d‟accordo con Lui. Pensate che Lui nella creazione abbia sbagliato! E come lo dite voi questo? E‟ facile: Non è giusto! Ma chi siete per dire cosa è giusto o cosa non è giusto? Come fate a dirlo che dentro il vostro corpo ci sono miliardi di cellule che nascono, muoiono, camminano e lavorano e voi non sapete neanche come fanno a farlo? Chi siete per dire che questa cosa nella vita non è giusta? Non è giusta in rapporto a cosa? In rapporto alle vostre idee? Questa è l‟arroganza dell‟uomo. Tirate via tutto questo sapere, non serve a niente, siate nella vita, la vita è illimitata e sconfinata e vi dirò di più: è perfetta. Cosa vuol dire non è giusto? Vuol dire che il conto non torna con gli schemi che ci sono nel vostro pensiero, ma cos‟è il vostro pensiero? Sapete che ci sono sette miliardi di uomini e ognuno ha degli schemi diversi? E sapete che i sette miliardi di uomini non sono niente, perché gli esseri viventi su questa Terra, fra animali e tutti, sono miliardi di miliardi di miliardi e questo pianeta non sa nessuno dov‟è? E che c‟è il Sistema Solare che è piccolo, e non si sa quanta vita c‟è in tutto l‟Universo e voi avete in mente quattro idee in croce, fra l‟altro in italiano, e pretendete che tutto il mondo debba inchinarsi a questo? E quando una cosa non si inchina dite: non è giusto! Ah, no eh. Quando parlate di Ricerca della Verità non avete idea, in questo momento, di che cos‟è. La Ricerca della Verità è un oceano, non è il vostro bicchiere d‟acqua. La Verità è sconfinata. Cosa sentite di fronte a questo senso sconfinato? C‟è chi sente paura ma c‟è chi sente una bellezza straordinaria. La sapienza nasce nel momento in cui sapete di non sapere nulla. L‟inizio della sapienza, della saggezza, è sapere di non sapere. C‟è da mollare l‟arroganza una volta per tutte e conviene farlo perché l‟arroganza è tutto un nucleo di certezze. Potete anche averle 201 costruite nella scienza, nella politica, nella religione, nella spiritualità, ma alla fine il loro nucleo è solo paura, è solo e soltanto paura. Ammettete e accettate la vostra nullità e vi sentirete liberi. Solo essere qua è importante. Voi siete vivi adesso. E‟ molto facile ingannare se stessi, è facilissimo, perché la misura è su ciò che vi piace. Che esempio posso fare? Si esprime bene Castaneda: l‟importante il percorso è farlo tutto. Non conta la forma, ma la profondità. Quando vi fermate per una forma, vi fermerete per un‟altra forma. Non sto dicendo che è sbagliato, non c‟è niente di sbagliato. La chiave di tutto è non mentire a se stessi. Il problema dell‟uomo è che crede di sapere, cercate di vederlo bene questo, crede di sapere, crede soprattutto di sapere com‟è fatta la sua crescita. La crescita la potete solo vivere. La crescita la potete vivere riconoscendo ciò che c‟è davanti a voi e questo riconoscere è la magia ed è la funzione dell‟anima. Un uomo non può dirigere se stesso nella crescita; può solo tenere la porta aperta. La vita è grande e voi potete aprirvi. E‟ giusto che vi aprite gradualmente, perché ad una persona che cammina con le stampelle, non si può prenderle e buttarle via, bisogna fare una rieducazione. La vita è grande e voi vi aprite gradualmente e vi aprite sempre più man mano che abbandonate tutto il vostro sapere che è fatto di niente, è proprio misero, è una miseria proprio quel sapere. La perfezione è nel cuore di ogni cosa, quindi ogni cosa va bene per andare nella sua profondità e quella profondità è tutte le profondità perché è un solo luogo. La perfezione è nel punto più profondo di ogni cosa mentre la menzogna che l‟uomo si racconta, nasce dalla paura, e non va nella profondità ma salta da una superficie a un‟altra, da una superficie a un‟altra, da una superficie a un‟altra. Questo non serve, sprecate la vostra vita. La profondità è sufficiente in una cosa, se voi abbandonate una cosa e ne riprendete un‟altra e andate in profondità lì, va bene avete perso un po‟ di tempo. Ma non è questo che fa l‟uomo normalmente, l‟uomo quando si tratta di entrare nella profondità, abbandona. Perché l‟uomo si inganna e preferisce saltare di superficie in superficie piuttosto che andare in profondità una volta sola? E‟ 202 semplice. Perché in profondità c‟è la Verità e sulle superfici c‟è il piacere. L‟uomo confonde la Verità col piacere, con quella parodia della Verità che è il piacere. E perché è così? Perché la Verità è dell‟anima profonda, il piacere è del corpo. La ricerca della Verità, non è la ricerca di ciò che voi volete, perché nella ricerca di ciò che volete vivete un‟illusione a cui sarà seguita una delusione Se intraprendete una via sulla base di un sentire esatto, che a un certo punto diventa una scelta, voi in quel momento avete visto il cammino. Se non avete visto niente, e si tratta di una scelta casuale, nel tempo morirà, perché rivelerà il suo non esistere. Questa scelta vera non è sbagliata se siete cercatori di Verità, adesso va guadagnata e nel momento in cui dovrete guadagnarla dovrete misurarvi con ciò che c‟è dentro di voi. E‟ qualcosa che vorrà tradirvi, non credete, qualcosa che vorrà buttarvi fuori, sedurvi, farvi credere che non è così, che sembrava ma non era, e questo è un pericolo a cui dovete stare molto attenti, perché tradirete voi stessi e salterete di qua e di là, perché ogni cosa non sarà mai adatta. C‟è una vecchia storiella ve la racconto, molto bella: una persona sa che c‟è un maestro che ha poteri straordinari e quindi è desideroso di avere questi poteri meravigliosi di cui ha sentito parlare. Va dal maestro e dice: “Maestro vorrei diventare un tuo allievo”. “Ma perché?” “Perché voglio essere un tuo allievo, imparare da te, so che tu hai fatto tanto cammino nella crescita spirituale, nella ricerca della Verità, voglio farlo con te”. E il maestro accetta. Per il primo anno lo mette a strappare dal prato l‟erba con le mani. E lui: “qua io dovevo venire per imparare i poteri e mi mette…, va bene lo stesso perché mi hanno parlato così bene di questo maestro che adesso starò qui ancora un po‟”. L‟anno successivo lo mette tutto il tempo a zappare, allora lui ogni tanto va: “sì, la via bisogna farla fino infondo”, dice il maestro. Qualunque sia la ragione per cui tu sei qua, la devi fare fino in fondo. E così passano quattro anni, cinque anni, dopo dieci anni senza una parola di spiegazione, ha fatto dei lavori durissimi, dice: “No, basta, io qua ho sbagliato tutto, questo qui non mi ha mai detto niente, questo qui è un povero vecchio rincoglionito. Peggio per me che ho sprecato dieci anni della mia vita, adesso gli dico che non mi 203 interessa più niente e me ne vado”. Il maestro dice: “Guarda se tu vuoi andartene per me va bene, sappi due cose: se tu vai non potrai mai più tornare indietro, io non ti accoglierò mai più, la seconda cosa è un consiglio: nel momento in cui vai via non ti girare”. La prima cosa il maestro gliela impone perché non lo riprende, la seconda è un consiglio, ma lui ormai del maestro non gliele importa più nulla quindi va via e dice: “sì, sì mi ha detto di non girarmi indietro” ma si gira e vede il maestro che vola sull‟orto. Alla fine dell‟insegnamento avrebbe anche potuto avere i poteri, ma i poteri non sono lo scopo della ricerca della Verità, sono un sottoprodotto e ci sono uomini che sono totalmente disinteressati a questi poteri. La ricerca della Verità è il credere in una vita illimitata che non vi deve dimostrare di essere meravigliosa perché lo è già, sta solo in voi cercare di rapportarvi con essa e scoprirla un po‟ alla volta. Non vi può deludere, capito? Il maestro è una persona che vi indica una direzione perché la proviate, ma poi il frutto di questa prova, di questa esperienza, è vostro, non è di un altro, non è suo. Il “maestro” è un allenatore. Quando andate in palestra non pensate di essere davanti a uno che vi dice qual è la Verità, lui vi dice che l‟esercizio coi pesi si fa così e che se lo fate, dopo un certo tempo, per un anno, il muscolo vi cresce. Dopo un anno che lo avete fatto pensate: “Mi aveva detto che cresceva, adesso so che cresce”. E‟ questo. Nessuno può vivere al vostro posto. Vedete come è radicata in voi l‟idea dell‟autorità senza amore? L‟autorità la cercate o per affidarvi, che quindi vi tolga la responsabilità di vivere o per combatterla perché l‟autorità dà molto fastidio. No, c‟è un equilibrio con l‟autorità. L‟equilibrio con l‟autorità è prendere in esame in maniera aperta e provare. Questo è l‟equilibrio con l‟autorità. Quando siete nell‟affidarvi, quel maestro che oggi amate, domani lo odierete, perché quando questo poveretto avrà fatto qualcosa sulla quale non siete d‟accordo, vi sentite traditi. Il maestro a cui vi affidate vi tradisce sempre, ricordate, vi tradisce sempre, perché non potrà corrispondere alle vostre aspettative. 204 E‟ certo, perché il maestro fintanto che vi da ciò che vi piace è maestro, ma quando vi toglie ciò che vi piace, vi sentite traditi. E‟ così l‟uomo: l‟uomo è questo. E‟ per questo che la ricerca della Verità è un‟altra dimensione, una dimensione molto bella, è un cammino verso lo sconosciuto, con la certezza che lo sconosciuto è bellezza. 21 Marzo 2005 205 LE CONVINZIONI Racconto film “Camminare sull’acqua” Aprire la mente alla comprensione La salvezza è nell’amore Nel non schierarti sei un testimone di pace Saper chiedere è grande potere su di se Vorrei raccontarvi brevemente un film che ho visto qualche giorno fa e che mi serve a introdurre l‟argomento di questa sera. Il film si intitola "Camminare sull‟acqua", è un film molto bello, ma che ha un finale di una violenza inaudita anche se non sembra. Il film racconta la storia di un israeliano che ha il compito di andare a uccidere degli esponenti palestinesi oppure degli ex gerarchi nazisti. La scena comincia in aeroporto dove lui passa vicino a un uomo, lo urta, gli fa un‟iniezione e lo uccide. L‟israeliano torna in Israele e viene festeggiato e acclamato perché ha compiuto la sua missione in maniera perfetta. Osannato da tutti torna a casa e quando torna a casa, va a salutare la moglie, ma la moglie non gli risponde, è a letto. Lui si avvicina e scopre che è morta. C‟è una lettera, si è suicidata, il contenuto della lettera verrà reso noto solo alla fine del film. Lo chiama il suo capo e gli dice che c‟è un vecchio gerarca nazista, di circa ottant‟anni, malato con poco tempo per vivere che deve essere ucciso. Loro sono sicurissimi che sia in Brasile, ma non lo hanno mai scoperto. Lui si meraviglia, perché è un vecchio di ottant‟anni, malato e dice: "Dio comunque fa la sua giustizia". E il capo: "No, noi dobbiamo arrivare prima, prima di Dio!” Il caso vuole che la nipote di quest‟uomo nazista, che è tedesca, vive in Israele, perché si era innamorata di un israeliano. Suo fratello dalla Germania va a trovarla e quindi chiede agli israeliani una guida per potere visitare i posti, e il capo fa in modo che la guida sia il killer così potrà avere informazioni su dove è nascosto il vecchio per poterlo uccidere. Lui accetta la missione. Il tipo che arriva è un ragazzone biondo, alto, molto femminile che dopo si rileva essere omosessuale, mentre questo qui è un tipo maschile, brutale, pieno di sicurezze, abituato a usare la pistola. Subito però si incominciano a creare delle atmosfere molto speciali, perché questo ragazzo tedesco è tutto diverso da quello che lui si immaginava. Il ragazzo sta lì con gli israeliani che fanno festa, 206 cantano e ballano e subito è a suo agio, si mette a cantare e ballare, mentre quest‟altro sta in disparte. Il killer israeliano viene messo in difficoltà dalla sua dolcezza e dalla sua sensibilità e un po‟ alla volta si convince che, sia lui che la sorella, non sanno niente, e diventano amici. Prende tutte le registrazioni fatte e le porta dal suo capo e dice: “Guarda tutto questo te lo ridò, lasciali in pace, loro non sanno niente, l‟ultima cassetta non l‟ho neanche ascoltata”. Invece proprio nell‟ultima cassetta fratello e sorella si parlavano e lui le dice che c‟era il compleanno del papà e la supplicava di tornare a casa. Lei rifiuta e gli spiega che lei sa che il nonno non è morto, è in Brasile, che è stato un gerarca nazista e che quando lei ha saputo questa cosa se n‟è andata dalla famiglia. Nel frattempo il ragazzo tedesco è ripartito e ha lasciato al suo amico il suo indirizzo in Germania invitandolo e al quale risponde con sicurezza: “Sono certo che non verrò mai in Germania”. Però il capo lo manda a chiamare e gli ordina di andare in Germania, continuare questa amicizia e riuscire ad avere le informazioni che gli servono. Nella scena successiva il ragazzo tedesco esce da scuola dove fa il maestro elementare e si trova davanti il suo amico israeliano. Il ragazzo tedesco gli fa conoscere tutti i suoi amici omosessuali e una sera sono sotto un sottopassaggio, arrivano quattro ragazzi e incominciano a picchiare questi travestiti. L‟israeliano, che è addestrato, incomincia a picchiarli e li mette in fuga. Qui il ragazzo tedesco dice una cosa molto stonata: "Questi qua sono dei bastardi che non avrebbero nessun diritto di vivere". Proprio lui che in Israele aveva cercato di far capire all'israeliano che gli arabi probabilmente vivevano tanta sofferenza per vivere la scelta di farsi esplodere. Tutto il film si intreccia su questa amicizia che si approfondisce fra queste due persone. Tanto che il tedesco lo invita a casa sua perché c‟è la festa per il compleanno del papà. Qui c‟è tutta gente della Germania di una volta. Il ragazzo tedesco insegna la danza che ha imparto in Israele e tutti la fanno e si crea un‟atmosfera bellissima, dove non c‟è differenza. Questo film va tutto in una direzione di fratellanza, di comprendere che al di là delle divisioni gli uomini sono uguali. Sorpresa incredibile: la madre del ragazzo per il compleanno del marito gli ha preparato una sorpresa, ha fatto venire il nonno dal Brasile. Il nonno che arriva dal Brasile, arriva con una macchina con 207 delle apparecchiature speciali e si capisce che gli resta poco da vivere, è già morto. Intanto il capo dell‟israeliano era venuto in Germania, in albergo. Il killer israeliano lo raggiunge e gli dice: “Questo vecchio è qua, è nella casa”. E il capo: “Va bene, adesso tu lo devi uccidere. La giustizia vuole che tu lo uccida, la nostra giustizia viene sempre prima di quella di Dio!” Così prepara la siringa e ritorna nella casa. Entra nella stanza del vecchio, è già lì con la siringa, basterebbe un passo per ucciderlo, però lo vede attaccato a questa macchina e capisce che questo è un povero vecchio, che non importa qual è il suo passato: è un povero vecchio in fin di vita. Intanto mentre lui è lì con la siringa, da dietro arriva il ragazzo tedesco che vede suo nonno e l‟israeliano con in mano la siringa. La scena è bella perché il killer si ferma un momento, si gira, lo vede e va nell‟altra stanza a sedersi sul letto. Adesso sentite il finale assurdo. Il tedesco si avvicina al nonno, lo accarezza e subito dopo muore. Quando ritorna di là l‟amico gli dice: Non ti ho detto la verità, mia moglie non è andata via come ti avevo detto, si è suicidata e mi ha lasciato una lettera dicendo: quello che tu fai sempre è seminare la morte intorno a te, io non voglio più farlo”. L‟amico lo abbraccia e il film finisce. Questo film è fatto da un registra israeliano, da un uomo che conosce l‟amore e che l‟ha saputo descrivere tanto bene, però è orribile che il tedesco uccide il nonno. Qui c‟è un convincimento del popolo ebraico dove loro hanno preso la vendetta e l‟hanno chiamata giustizia e poi l‟hanno trasformata in una legge divina. La tesi di questo film fondamentale è che gli uomini sono uomini, i tedeschi sono umani come gli israeliani, che l‟amicizia è possibile, ma che comunque l‟ottantenne, in fin di vita, che ha commesso qualcosa, deve comunque essere ucciso. E„ talmente giusto ucciderlo, che visto che non l‟ha ucciso l‟israeliano l‟ha ucciso il tedesco stesso. Aprire la mente alla comprensione è una cosa difficilissima. Questo regista pur avendo compreso tante cose, sentito tante cose, visto tante cose, aveva dentro di se una convinzione radicata e inamovibile e, come dice il film, una convinzione più grande di Dio. Un fanatismo più grande di ogni cosa, più grande della giustizia divina: quell‟uomo va ucciso. E‟ una cosa talmente evidente che va ucciso, che c‟è arrivato perfino suo nipote e l‟ha fatto. Intendo dire che la violenza di questo film alla fine, e di questa 208 convinzione, è una violenza pazzesca. La convinzione è sempre una violenza indescrivibile. Quando si realizza una comprensione reale nel mondo di una persona anche se piccola, ma vera, è un miracolo, è un miracolo gigantesco. Era dura per Gesù trovarsi con un popolo che aveva costruito sulla vendetta la ragione stessa della propria esistenza, della propria identità di popolo. Parlare di perdono era difficilissimo. Quella cultura non riusciva a capirlo allora e non riesce a capirlo adesso. Questo regista è perfetto, ha sperimentato l‟amore in tutti i modi, ha visto l‟umanità, l‟ha descritta in una maniera superba, ma alla fine riafferma la convinzione che gli è stata introdotta durante l‟educazione dalla sua cultura, per la quale questo gesto andava fatto, era un atto di giustizia che andava fatto. Vedete com‟è l‟odio ottuso? La giustizia non c‟entra con la vendetta, ma l‟uomo chiama la vendetta giustizia, perché la vendetta è percepita come un alleviare il proprio dolore. La vendetta è violenza essa stessa della stessa matrice di quella che lo ha colpito, perché a lui non interessa di colpire un colpevole, gli interessa di colpire qualcuno. L‟uomo che per lenire il proprio dolore è bisognoso di un capro espiatorio è esattamente uguale all‟uomo che gli ha inflitto il dolore che lui ha subìto. Arabi e palestinesi stanno pagano il loro karma, non c‟è ingiustizia in questo. Tutto è come deve essere. Se restano ciò che sono la situazione resterà ciò che è. Questa è una descrizione di una cosa che accade nel mondo, ma dentro ognuno di voi è uguale. Il punto fondamentale è questo: ma quanto è grande l‟odio che non si ferma di fronte neanche alla morte? Si può odiare una persona, va bene questo si può accettare, ma questa persona è impotente, è in fin di vita, sta morendo e sta vivendo i suoi ultimi giorni, non puoi esimerti dall‟odio almeno per questi ultimi giorni? Non sei capace di esimerti dall‟odio per questi ultimi giorni che gli restano da vivere? L‟odio si può capire, ma che non ceda il passo neanche di fronte alla morte, questo non si riesce a capire. Quando non è più una minaccia, quando è una larva, quando è solo un essere umano che sta finendo, perché ti accanisci? E‟ questa parte della mente umana che è ottusa, fanatica, senza luce, piena di certezza e lo esprime con la violenza. Si può creare questa mente in nome di Dio? Sì, si può, anzi spesso è stata creata in nome 209 di Dio, si può crearla in nome di qualunque cosa. Una mente senza sentire è una cosa orribile, è una possibilità che è dentro di voi, è un accanimento e un fanatismo, un credere di sapere chi è il cattivo. Bisogna andar lontano da quel luogo, perché è un luogo pieno di tristezza. Gesù, di fronte a questo, dice l‟unica cosa che si può dire: “Signore perdona loro che non sanno quello che fanno”, perché veramente non sanno quello che fanno. Tutto questo non sarebbe così grave se non ci fosse lo spirito di menzogna. Potete arrabbiarvi, discutere con una persona, potete diventare violenti, la violenza è qualcosa che, in base a certi meccanismi, potete finire per esprimere. Lo spirito di menzogna è che se lo fate non vi sentite neanche colpevoli!!! Quindi occorre emettere il proposito di non aver più intenzione di farlo, perché non è funzionale alla vita. La situazione diventa drammatica quando lo spirito di menzogna prende la vendetta e la chiama giustizia. Gesù non si scandalizza mai, dice: voi potete uccidere sarete perdonati, potete vendicarvi sarete perdonati, potete bestemmiare il Padre e sarete perdonati, potete bestemmiare il Figlio e sarete perdonati, ma c‟è una cosa alla quale non c‟è perdono ed è la bestemmia contro lo Spirito Santo, intende la giustificazione. Quando il negativo viene trasformato in positivo lì non c‟è perdono. Non c‟è possibilità di cambiamento se prima non smontate questa menzogna. Se voi siete nella vostra verità, avete ucciso uno e dite: “Sono un assassino”, siete già perdonati. Lo avete ucciso perché: “E‟ giusto fare questo” allora siete in una distorsione della percezione della vita talmente grande e talmente totale che se prima non rimettete tutto a posto non può succedere niente, nessuno vi potrà aiutare, nessuno vi potrà perdonare. La vendetta, il desiderio di vendetta e quindi l‟odio, è un mondo piccolo piccolo piccolo, chiuso, buio e con le pareti dure come il piombo. E‟ un inferno proprio. Il fanatismo viene costruito nella mente umana intorno a una convinzione, che serve a non sentire una paura. Naturalmente porta alla morte. Vi ho già detto come funziona la perla nell‟ostrica, ma lo ripeto. Coltivarle è facilissimo. Si allevano delle ostriche, poi si apre l‟ostrica e si fa artificialmente quello che talvolta avviene naturalmente, perché le ostriche con la perla sono pochissime. 210 Affinché ci sia la perla bisogna che un granello di polvere finisca dentro l‟ostrica e normalmente non ci finisce perché l‟ostrica è strutturata. Quindi bisogna aprirle e metterci un granello di polvere. Quando si mette il granello di polvere, che è la paura nell‟uomo, l‟ostrica sente questa cosa fastidiosa e allora secerne una sostanza liquida che va a finire intorno al granello di polvere e lo neutralizza. Questa sostanza liquida nel tempo solidifica e diventa un granello di polvere più grande. Quando lei sente questo secerne altra sostanza per buttargliela sopra, e così di seguito, praticamente sopravvive rendendo il problema sempre più grande e, dal nostro punto di vista, la perla più grossa è più preziosa. Quando un‟ostrica riesce a sopravvivere per tanti anni alla propria perla, c‟è una perla gigantesca. La perla però porta l‟ostrica alla morte. Vedete che è uguale? Voi avete questa paura dentro di voi, avete questo nucleo di menzogna e di separazione, che si fa sentire e invece di incontrarlo vi anestetizzate con un prodotto della mente, con qualunque cosa. Lo anestetizzate inventando un modo per non sentirlo e lo racchiudete con delle convinzioni, quindi non lo sentite più consciamente, lo sentite sempre inconsciamente, per esempio siete irrequieti. Nutrire continuamente le giustificazioni crea questo nucleo brutale, che vi porta alla divisione interna ed esterna, una guerra interna ed esterna, che vi porta alla fine; questa è la condizione dell‟uomo. Le parole di Gesù sono uno spostamento totale, sono una visione diversa della vita e un modo di vivere completamente diverso e sono l‟unica speranza. Quando date importanza a queste parole tutto comincia con l‟idea: non voglio più collaborare alla guerra, non collaboro più alla guerra, basta. Ho collaborato ma non voglio più farlo, perché sarò lacerato da questa guerra, voglio collaborare con la vita. Lo schieramento è un disastro. In mezzo a uno schieramento le parole di pace che portate sono lette come parole di guerra da ognuno degli schieramenti. L‟unica soluzione è non schierarsi e non vivere guerre, perché sono guerre senza senso. Non potete pensare di sapere tutto, non sapete niente. Questa è l‟unica base solida per la vita di un essere umano: sapere di non sapere niente allora potete incominciare a vivere e ad amare. Perché nel sapere non c‟è amore. 211 L‟incontro è una caratteristica fondamentale dell‟amore. Non è una liberazione questo rendersi conto che non c‟è niente da sapere? Niente da scoprire, niente da combattere, nulla da conquistare? Vedere che tutti quelli che non credono totalmente a questo vanno sempre verso il potere e la conflittualità? Non è liberatorio? Ma guardate i nostri uomini politici, sono in una prigione bestiale, non c‟è vita in questa cosa, non c‟è amore, non c‟è esistenza, non c‟è possibilità, non c‟è cammino, non c‟è speranza, non c‟è evoluzione, non c‟è niente. Allora voi potete trarre l‟insegnamento di non partecipare, di non schierarvi in questa cosa che non ha senso. Da qualunque parte vi schierate voi finanziate la guerra. Non c‟è soluzione lì dentro. Non c'è. Serve una coscienza nuova. Ma se gli uomini non si occupano di politica, la guerra la fanno su due squadre di football o su due pugili. E‟ un‟attitudine subumana che è dentro di voi. Il fanatismo, è ridurre tutto a una cosa che vive per il fatto di essere contro un‟altra. Ma non è questo, non c‟è vita in questo. Dovete liberarvi di questa cosa. Gandhi ha fatto il suo lavoro e si è dato una coscienza. Gandhi non ha mai parlato male degli inglesi, non ha mai giudicato gli inglesi. Ha detto agli inglesi: “Voi non potete fare questo perché noi non ci prestiamo” e poi ha detto degli inglesi una cosa interessante: “Noi e loro siamo schiavi della stessa schiavitù e noi liberando noi stessi collaboriamo alla loro liberazione”. Questa la chiave di tutto. Nella guerra non c‟è Verità, ma l‟uomo fa la guerra in nome della Verità. La Verità è oltre la guerra, è questo che ha detto Gandhi e loro hanno riconosciuto la Verità di quest‟uomo e si sono fermati. Un indù si è presentato da Gandhi piangendo dicendo: “Ho preso un bambino mussulmano e l‟ho ucciso, picchiandolo e buttandolo contro il muro, ma loro avevano ucciso il mio bambino che io amavo tanto e adesso ho l‟inferno dentro”. Gandhi dice: “Ho la soluzione per il tuo inferno”. “E qual è questa soluzione?” “Adesso tu che non hai più un bambino tuo e che ne hai ucciso un altro, ne puoi adottare uno, ma mi raccomando adotta un bambino mussulmano e crescilo secondo l‟educazione della religione mussulmana”. Questo dice Gandhi. Questo significa aver capito tutto. La natura della guerra è una cosa dentro di voi, una possibilità di 212 funzionamento e così è proiettata fuori. Per uscirne serve tutta un‟altra visione e le parole di Gesù o di Gandhi o di Martin Luter King o di Ramtha o di San Francesco sono chiarissime solo che destabilizzano tutte le nostre certezze. Quindi se amate la pace e la Verità come qualcosa verso cui tendere dovete essere pronti a far sì che le vostre certezze vengano buttate nella spazzatura. Il fanatismo porta a prendere Dio e a farlo diventare un idolo. Ci sono tante porte verso il divino, ma non potete confondere la porta con la casa, la porta serve solo ad entrare e non si può dire che una porta è una porta escludendone un‟altra. Le porte sono tante. L‟atteggiamento comune è quello di partecipare alla guerra e di buttare benzina sul fuoco, quindi il fatto che voi non partecipate alla guerra, non è niente, ma è comunque una testimonianza. E anche se non dite una parola in quell‟ambiente siete testimoni di pace. Non bisogna sottovalutare questo, non è una stupidaggine, perché non ci si esprime solo con le parole, c‟è la vibrazione. Nel non schierarvi siete testimoni di pace, siete la possibilità della pace manifestata. Sta agli altri riconoscere o non riconoscere. Se poi volete parlare, potete dire qualcosa nella direzione della pace, rendendovi conto dello schieramento, ma questo è un'altra azione. C‟è momento e momento, durante la guerra è quasi impossibile, perché entrambi i combattenti sono in una struttura reattiva e ognuno vede una sola cosa: i nemici. Vede gli amici e i nemici, non riesce a sfuggire da questa logica. Portare la neutralità dentro la guerra aperta e attiva è molto difficile, però ci sono dei momenti di tregua e questi momenti di tregua sono più adatti a portare una neutralità. Quindi il far diventare la volontà di pace una cosa propositiva, richiede una mediazione e una valutazione delle opportunità. Se vi schierate siete uno che odia. Avete l‟odio dentro di voi. Ed è questo che l‟uomo non vuole vedere ed è questo che vi deve fare riflettere. Gesù dice: “amate i vostri nemici”, perché non sono nemici, sono diverse modalità di esistenza. L‟odio non è in chi è odiato è in chi odia. Così come l‟amore perché l‟amore è in chi ama. L‟amore è in chi ama, non è nell‟oggetto: chi ama ama, chi odia odia. Perché sei uno che odia e non sei uno che ama? Bella domanda. Occorre porgersi la domanda giusta: “che problemi ho?” 213 Allora direi: se vi ponete questa domanda, ve ne pongo un‟altra: quanta altra gente odiate? O avete odiato? Non scaricate tutto addosso agli altri. Non serve. Prendetevi carico, è la vostra responsabilità, di vivere. Guardate chi siete, perché se quel vostro modo di essere non vi aggrada lo potete cambiare. Questa è la chiave, non è tanto difficile, si tratta solo di ridefinirsi. Se siete arrabbiati è perché questa è una cosa che accade dentro di voi, gli altri non c‟entrano. Quando coltivate la rabbia, che dopo ha bisogno di uno sfogo, per farla uscire vi serve un pretesto, tutto può essere un pretesto. La verità profonda è che dentro di voi c‟è la rabbia e dovreste capire perché c‟è, e normalmente la rabbia c‟è perché siete frustrati, perché non riuscite a essere come vorreste essere, c‟è perché la vita vi mette di fronte a delle cose che non volete assolutamente vedere. Quando proiettate la vostra rabbia addosso a qualcuno è perché non volete vedere. Ma viene un momento in cui l‟uomo decide che vuole incominciare a vedere, non è comune questo, questo è rarissimo e quando l‟uomo decide di prendersi la responsabilità e di riconoscere che ciò che lui butta fuori è perché ce l‟ha dentro, crea una magia. Quando accade questo riesce a dire: “Io butto fuori tutta questa roba perché ce l‟ho dentro. Ce l‟ho dentro! Come mai?” Lì incomincia un cammino grande. Quanti sono gli uomini che fanno questo discorso? Pochi. L‟equivoco è che l‟uomo che si comporta così crede che la rabbia sia causata da un altro, no la rabbia è sua, le cose sono di chi le fa. La rabbia è di chi è arrabbiato, l‟odio è di chi odia, l‟amore è di chi ama. Perché vivete secondo le modalità dell‟odio e non secondo quelle dell‟amore? Siete arrabbiati perché non avete mai amore? Per forza, siete arrabbiati, che amore potete avere! Pensate che qualcuno vi ha portato via l‟amore? No, guardate che vi sbagliate, vi sbagliate di grosso. Ci sono tante ragioni per la rabbia, la rabbia nasce dalla frustrazione, l‟anticamera della rabbia è la frustrazione. La frustrazione nasce perché non avete o non siete quello che volete. Non avete e non siete quello che volete perché non avete potere di esserlo o di averlo e quindi avete solo il vittimismo di pretenderlo. Tutto può essere vostro, ma tutto deve esser guadagnato e tutto per 214 essere guadagnato richiede la messa a punto del potere di averlo, non basta desiderarlo, bisogna acquistare il potere per poterlo manifestare. Non siete in questa visione, perché siete nella visione della vittima, e quindi siete nell‟attesa che vi venga dato ciò che voi volete e chiamate questo ingiustizia. Sulla base di questa ingiustizia risulta che voi non avete ciò di cui avete diritto, invece non ce l‟avete perché non ne avete proprio diritto. Di fronte a questa ingiustizia si scatena, si verifica in voi la frustrazione, si scatena la rabbia. La rabbia quando si cristallizza come attitudine stabile, diventa odio, perché non diventa più la manifestazione di ciò che siete, ma finite per vedere solo l‟oggetto della vostra rabbia. Faccio questo esempio: “Lui mi impedisce di fare quello che desidero”. Chi coltiva questo pensiero è proprio chi quando gli dite: “Fai pure tutto quello che vuoi”, non lo fa. Riuscite a comprendere com‟è? Non lo fa o non è capace di farlo? Perché se fosse stato capace di farlo lo avrebbe fatto. Quando riconoscete che non siete capaci di farlo, e la vista di questa frustrazione è troppo difficile, proiettate su un altro il fatto che avreste sì potuto fare, ma vi è stato impedito. Nessuno vi ha mai impedito niente da nessuna parte, riflettete su questo. Non dite che non avete fatto perché vi è stato impedito, perché è una bugia. E‟ molto importante capire questo, forse non avete trovato le chiavi, non avete trovato il metodo, forse bisognava cercare di più. Gesù, anche qui è perfetto e dice: “Sappiate che la legge dice: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. Ed è certo che se non avete bussato nessuno ha aperto, ma non potete vivere la rabbia e la frustrazione contro quelli che non aprono, non avete bussato. Non avete chiesto. Saper chiedere è grande potere su di se. Anche saper cercare, perché saper cercare vuol dire non aver paura delle risposte, non aver paura dello sconosciuto. Quando voi chiedete una cosa e vi viene offerta, non potete dire che non è quella giusta. Dovete prenderla, è l'offerta della vita, viverla e poi farla evolvere verso quello che voi volete, ma se rifiutate ciò che vi viene offerto non potete poi lamentarvi, che tra l‟altro, non ne avete neanche le condizioni. Non potete dire che non avete fatto perché vi è stato impedito, non si può dire questo, è contrario alla Verità. 215 Non l‟avete fatto perché non avete voluto pagare il prezzo che c‟era da pagare, avete preferito il piacere alla disciplina, al lavoro: va bene, allora state col vostro piacere. Quando cercate il piacere nell‟atto che produce quel piacere, siete già stati pagati, il gioco è già fatto. Per quello Gesù dice: “Mettete il Regno di Dio sopra ogni cosa e il resto vi verrà dato in sovrappiù”. Se voi fate un atto di bontà per la gratificazione di sentirvi buoni, in quel momento siete già stati pagati, basta. “Non mettete tesori in terra ma nel Regno dei Cieli” ma così non avete messo un tesoro nel Regno dei Cieli, lo avete messo in terra. Volevate sentirvi buoni, avete fatto un atto di bontà, avete dato il vostro obolo, avete ricevuto la vostra gratificazione: Dio non c‟entra, i conti sono pareggiati. Ma se voi mettete un tesoro in Cielo quando fate la vostra azione non vi aspettate nessun piacere da questa azione, la fate perché la volete fare, perché per voi ha un valore. Prima che un mondo chiuso riesca a concepire cioè ad accogliere un Cristo, è un evento per il quale occorre grande lavoro. Adesso mi sembra un po‟ sciocco dire questo, ma 300 milioni di spermatozoi partono per andare a fecondare l‟ovulo e sanno che in questa impresa moriranno tutti. Quindi compiono un grande atto d‟amore. Solo uno, che si è guadagnato l‟accesso, viene accolto dall‟ovulo, entra dentro l‟ovulo, apre la sua testa che contiene il DNA e anch‟egli fa dono della sua vita. Tutto questo è un insegnamento della natura meraviglioso. Qui è uguale: la terra è un ovulo e 300 milioni di esseri sono partiti per portare luce in questo buio, uno lo chiamiamo Gesù. E‟ arrivato, è venuto qua, ha aperto il suo amore e lo ha dato tutto e ci ha fatto un dono incredibile. Adesso provate a pensare veramente tutto ciò che Gesù ha insegnato e cancellatelo dal mondo, cosa resta? Restano dei mammiferi. Gesù non è solo una persona, è un‟energia. Se lo togliamo cosa resta? La vita biologica. E su che cosa è basata essenzialmente? Sul cibo, ma per dirla meglio: la vita biologia è basata sull‟assassinio. Che cosa mangiate? In tutto ciò che mangiate c‟è vita. Potete mangiare solo qualcosa che è vivo uccidendolo, quindi la legge del mondo biologico, della materia, è l‟assassinio. Ma è brutto? No, non è brutto, è così. Voi mangiate le galline, i gatti mangiano i topi, i topi mangiano i vermi, i vermi mangiano le farfalle, funziona così. 216 E‟ un‟ingiustizia questa? No. E‟ un gioco, un funzionamento, tutto qua, questo è. Senza l‟insegnamento di Gesù la logica è semplice: mort tua, vita mea: la tua morte è la mia vita. Così sarebbe finito tutto. Laddove non c‟è uno spirito tutto si muove nel caos. L‟unica soluzione è tornare verso la coscienza, la comprensione esatta delle cose profonde, legata all'essenza dell'anima. Solo lì, le cose sono il contrario di tutto ciò che sembrano, bisogna ritornare in questa Verità, profondità, interiorità, essenzialità, rimettere tutto in fila secondo un modo pulito, senza ego, in un certo modo. Gesù ci ha indicato la strada. A noi piace Gesù e la sua energia la possiamo fare venire qua. L‟energia è importante. 28 Marzo 2005 217 L’INFLUENZA C Il Ciclo di Isteresi Rapporto con Dio Se siete su un cammino di crescita come fate a sapere se quel percorso è vero? Sicuramente guardando la qualità della vostra vita si possono avere delle risposte, ma delle volte la vita ha dei momenti di alti e bassi, ci sono dei momenti in cui potete vedere tutto nero e potreste credere di non aver fatto niente. Su una prospettiva di tempo lunga si può comprendere qualcosa di più, perché spesso una persona che è su un cammino si innamora di quello che fa e ci sono delle cose che diventano sue, ma ci sono tante cose che crede che siano diventate sue poi si accorge che non lo sono e allora pensa: “Ah, ma allora è tutto sbagliato!!!” Questo è un modo di distruggere la vita. La vita si muove su delle leggi esatte che è importante conoscere. In fisica questo fenomeno si chiama Ciclo di Isteresi. Per poterlo spiegare paragoniamo l‟uomo a un pezzo di ferro; nell‟uomo ci sono tanti io, e in un pezzo di ferro ci sono tanti atomi o molecole. Questi tanti io ognuno di loro possiede un piccolissimo potere, come tanti atomi possiedono un piccolissimo magnetismo, così come gli atomi si fanno ognuno i fatti loro e girano tutti da tutte le parti, anche la psiche umana dell‟uomo è un brulicare di io. Ogni io possiede un suo piccolo potere e un suo piccolo intento e quindi una sua piccola direzione, la vostra psiche è una folla di persone che vuole andare ognuno dove gli pare. Allo stesso modo in un pezzo di ferro ci sono tanti atomi e ognuno ha un suo piccolo magnetismo, che è l‟equivalente dell‟intento, del potere e della direzione, tutti gli atomi sono tutti orientati ognuno per i fatti suoi. Quindi questa immagine rappresenta indipendentemente un uomo con i suoi io o un pezzo di ferro con i suoi atomi. 218 (Polo Negativo e Positivo a caso) Siccome questo brulicare è orientato in tutte le direzione possibili, la somma dei loro sforzi è pari a zero, quindi se arrivo vicino a questo pezzo di ferro con un altro pezzo di ferro non gli da nessun fastidio, non lo attira e non lo respinge. Per la psiche umana è uguale. Siccome queste personalità tirano gli uni in una direzione diversa il risultato è sempre zero, e cosa vuol dire che il risultato è zero? Vuol dire che l‟uomo non può fare. Ha un fare corrispondente al suo magnetismo, se il suo magnetismo è piccolo ha un fare piccolo. Adesso vediamo come si trasforma un pezzo di ferro in una calamita e come si trasforma un uomo in un essere di potere. Serve un‟influenza, perché per quanto l‟uomo non possa fare può scegliere sotto quale influenza mettersi, questo fa parte di un piccolo fare. Così come la barca non può fare soffiare il vento nella direzione che gli è utile, può però decidere quando tirare su le vele e quando abbassarle. Allora per un uomo che non ha l‟integrità e che non è padrone di stabilire un orientamento per la propria vita e mantenerlo l‟unica cosa che ha alla sua portata è decidere sotto quale influenza mettersi. Lo stesso per il pezzo di ferro. Il pezzo di ferro ha bisogno di un‟influenza per diventare una calamita. L‟influenza è un magnete che arriva e siccome il magnete ha questa direzione tutte le particelle incominceranno ad essere allineate nella direzione del magnete. 219 MAGNETE (Poli tutti orientati) Cosa succede di questo pezzo di ferro? Succede che se gli metto un pezzo di ferro vicino, lo attira perché è stato magnetizzato. Ma è suo questo magnetismo? La domanda chiave è questa: quanto è tuo? Voi sapete che non è che le calamite nascono calamite, alcune restano calamite e altri pezzi di ferro non diventano mai calamite, si possono magnetizzare e smagnetizzare. Per esempio si può smagnetizzare con una martellata. Perché questi atomi prima di venire magnetizzati vanno ognuno in una sua direzione? Perché hanno una irrequietezza che è una ribellione. Arriva l‟influenza, per Gurdjieff l‟influenza si chiama influenza C, Celeste. C è la velocità della luce, e vuol dire Cristo, Cristica, Celeste, Celestiale, di Luce. Sotto questa influenza gli atomi vengono orientati e diventano essi stessi quel magnete. Adesso il magnete si allontana, torna indietro, che cosa succederà? Sono possibili tante cose, fra cui il fenomeno del Ciclo di Isteresi. Parliamo dell‟uomo, ci sono persone sempre alla ricerca, ma senza profondità, vanno di sopra, di sotto, di qua, di là, ma ogni volta che c‟è da entrare nella porta stretta, cambiano strada. A questi tipi di uomini accade che finché sono sotto l‟influenza C stanno molto bene e tutto è chiaro, ma quando l‟influenza C tornerà indietro tutto riprende la posizione iniziale. In altri casi una parte riprende la sua posizione iniziale, ma un‟altra parte, per quanto sia grande la distanza, resta. Il ciclo di Isteresi è questa legge, la trovate su tutti i libri di fisica. 220 Rappresentiamo l‟influenza come magnetismo Esterno e il vostro magnetismo lo chiamiamo Interno. In fisica si usano altri termini. Allora quando l‟influenza cresce, anche voi crescete, quando l‟influenza torna indietro voi calate. Il ciclo di Isteresi è una legge in base alla quale altri materiali non fanno questa strada, fanno questa all‟andare, ma un‟altra al tornare. Non vi sembra una foglia? E non si muove foglia che Dio non voglia. Interna Frutto Esterna Quindi applicando il magnetismo la magnetizzazione interna aumenta, cosa vuol dire? Vuol dire che vedete tutta un‟altra realtà, tutta una cosa nuova, una grande bellezza, un grande entusiasmo, un grande amore, cresce e va. Dopo però l‟influenza C non può lasciarvi lì, perché sennò vive la vostra vita, e torna indietro. Se voi avete prodotto l‟attrito, il lavoro su di voi, quando torna indietro e quando l‟influenza C è diventata uguale a zero, voi siete in un punto preciso, questo è il vostro magnetismo residuo e questa è la vostra trasformazione realizzata. Dovete stare attenti perché in questa fase qua (andata) tutto è una meraviglia, in questa fase qua (ritorno) sembra che tutto si sbricioli, e si può sbriciolare veramente se non sapete che non siete ancora questo, quello la prossima volta. 221 Se siete persone che lavorano veramente, non persone che dicono di lavorare e non lo fanno, dovete guardarvi dalla crisi dell‟abbandono. E‟ l‟orfanezza, essere orfani. Il bravo papà la prima volta vi fa vedere come si fa e vi insegna bene con tanto amore, vi spinge, cerca di farvi vedere facendolo insieme, ma la volta successiva vi dice: adesso fai da solo. Negli uomini superficiali questo non succede mai, perché quando è finita l‟influenza e il suo piacere, finisce tutto, invece proprio lì c‟è l‟attrito, lo sforzo. Il contatto con l‟influenza C è un contatto che sconvolge e vi fa lavorare, vi mette a dura prova e vi porta continuamente in crisi e di fronte a quelle crisi voi dovete decidere delle cose ed è questo. Se non vi mette in crisi vuol dire che il vostro ego è enorme, che sostanzialmente dite: “ma il maestro parla parla, ma poi …” Capite come fa l‟ego? L‟ego non si lascia mettere in difficoltà, l‟ego addomestica tutto, riporta tutto alla sua misura, l‟ego aggiusta tutto. Lo scopo dell‟influenza C è di mettervi nella difficoltà di essere di fronte a voi stessi e di prendere la decisione. Questo è collegato alla possibilità di avere il frutto vero, piccolo? Piccolo, vero però. Se non fate questo non saprete mai chi siete, potete seguire delle cose bellissime per tutta la vita e non avere mai prodotto questo frutto della coscienza di sé. Avrete sempre vissuto in un sogno. Allora la domanda è: Ma serve rimanere senza sostegno per poterlo vedere? Cosa nel mio lavoro si è cristallizzato in realtà? Come dire se è vero, come è vero, che l‟uomo crea la sua realtà, perché tutti hanno una vita che non gli piace? Questo è un aspetto molto importante, allora l‟influenza C serve per darvi l‟orientamento, per sostenervi nel tempo in questo orientamento. L‟influenza C è un orientamento, entra su una struttura disorientata e le da un orientamento, mantenere l‟orientamento in presenza dell‟influenza C è facile, non tanto a dire la verità, però si riesce a fare e bisogna farlo per un tempo prolungato. Se questo orientamento è diventato frutto di un lavoro quotidiano e quindi è reale si verifica che quando l‟influenza C si allontana parte dell‟orientamento si disorienta, ma una parte resta. Questo è un gradino realizzato. Allora quand‟è che l‟influenza C si allontana? Quando vi scollegate. Ecco perché la chiave della vita è esserci, collegarsi sempre, 222 collegarsi con tutto, collegarsi con tutti, il cammino è il collegamento. Quindi la difficoltà è quando la spinta di quell‟amore intravisto viene meno. La spinta di quell‟amore intravisto viene meno, perché la parte energetica si è esaurita. Quello è il momento in cui c‟è da incominciare a guadagnarlo, è il momento in cui dovete essere fedeli a quell‟amore se lo volete, ed è così in tutte le cose. La vita è governata da questo fatto, non c‟è immortalità senza questo, immortalità di cosa? Se vi basta schiacciarvi un dito per maledire tutto, cos‟è che è immortale? Cos‟è che è immortale? Se in voi non c‟è niente di stabile che non dura neanche cinque minuti, come potrebbe sopravvivere alla morte? Con questo significato Gurdjieff dice che l‟uomo non ha un‟anima, ha un‟anima sì, ma in quest‟anima non c‟è dentro niente, c‟è dentro poco. C‟è dentro soltanto quello che è stato stabile nella sua vita ed è già stato in questa vita la sua realtà, ecco perché l‟uomo muore come vive. Per la maggior parte della gente la vita è un‟equazione, dove c‟è x + y = vita, dove x sono i genitori, y è la scuola, il lavoro = vita, la vostra vita. Se voi riusciste a mettere questa prima parte di equazione all‟interno di una parentesi e davanti mettere l‟amore di Dio, allora a questo punto i valori all‟interno di questa parentesi esplodono e tutto acquista un senso. Perché l‟amore di Dio è un amore assoluto, qualcosa che avete ancora prima di venire sulla terra, un amore che vi appartiene, che avete già dentro di voi, ce l‟avete, siete pieni di questo amore. Praticamente il risultato “vita” è una cosa incalcolabile, ha un valore immenso. E‟ il sentirsi comunque amati al di là delle vostre mancanze, delle vostre paure. L‟amore ce l‟avete già dentro di voi e queste mancanze moltiplicate per quell‟amore, che c‟è già, acquista un valore, cioè la vita è una grande opportunità, vi viene data e quindi la sofferenza diventa opportunità. Non è più sofferenza, non è più una mancanza. In una visione dentro le parentesi c‟è il vostro passato, il vostro passato è una cosa meravigliosa perché è la somma dei vostri talenti, che possono essere fatti fruttare. In un‟altra visione il vostro passato è una prigione da cui non volete uscire. Il limite che vi trovate davanti nel vostro quotidiano è qualcosa che vi imprigiona oppure è qualcosa 223 che vi libera, il limite vi libera perché se non ci fosse il limite come potreste liberarvi? Il limite è l‟insegnamento che c‟è apposta per andare oltre, come fareste senza il limite? Poi nasce la sensazione del potere che si ha in mano nel sapere di essere amati, che colma tutti quei vuoti e imboccate questa strada che prende già tutto un sapore diverso. Sentite profumi che non avete mai sentito, avete delle sensazioni che non avete mai provato. Certo, ci possono essere delle tensioni, ma durante questa strada cosa fate? Incontrate degli ostacoli, però questa volta avete il potere di avere questa sensazione fortissima, come una pila, cala la luce e voi avete la possibilità di accenderla e vedere, quindi la vostra paura, il vostro ostacolo lo vedete e l‟affrontate. Se cadete non ha importanza, perché comunque la vedete e la riconoscete, la prossima volta la potete superare perché l‟avete riconosciuta, avete imparato. Allora ridefinire e ridefinirvi è ciò che cambia tutto, è importante cercare di rimanere sempre collegati con quell‟energia che è un‟energia di amore. Perché quando c‟è la difficoltà? Sapete che ci sono persone che sono depresse e che per loro spostare una sedia è una fatica immensa? Quindi è lo stato di mancanza energetica, l‟energia che avete è trascurabile in rapporto a quella che serve per quell‟azione e vedete un ostacolo gigantesco. L‟amore è un momento di collegamento con una dimensione, se è piena di energia sbriciola tutto, non le vedete le difficoltà. Il punto è che voi siete un colabrodo di energie e quando riuscite a concepire l‟idea che nessuno vi ha fatto niente e che non c‟è nessuna ingiustizia e che tutto è come deve essere, intanto smettete di recriminare, smettete di discutere e smettete di contestare, di rivendicare e di aspettare riconoscimenti e questo vi fa tenere dentro di voi due tonnellate di energie che sarebbero già sprecate. E quando siete di fronte a un ostacolo lo trovate una cosa di ordinaria amministrazione, lo superate e la vostra motivazione cresce. Se non lo superate cosa succede nella vostra mente? Che vi identificate ancora di più in un‟idea: quanto il mondo è ingiusto, quanto tutti sono cattivi. Il vittimismo è l‟essenza stessa della debolezza, il vittimismo è privazione di energia. Mai coltivare il vittimismo. Voi avete una forma e andate verso una realtà che è tutte le forme, cioè mancanza di forma, è la vostra forma che attira le situazioni che vivete affinché le possiate vedere, quindi tutto ciò che state vivendo 224 l‟avete attirato voi. Adesso bisogna decidere cosa farsene, questo è il punto, tutto ciò che avete lo avete attirato e lo avete chiamato, adesso voi siete nella posizione magica di decidere che cosa farvene, potete rifiutare e allora rimarrete in quella forma fino alla noia o potete accogliere e allora vedrete la vostra forma. Cosa fa la forma quando accoglie? Si trasforma, trans-forma, va al di là della forma. Quando accogliete la polarità che vi mostra la vostra forma vi trasformate, andate al di là della vostra forma. Naturalmente compreso questo non vi resta che emettere una grande benedizione nei confronti di tutto ciò che vi succede. Tutto sta nella lettura della vita, io non sono qui a parlare con voi per darvi un insegnamento che non c‟è, c‟è anche, ma non è questo il senso, siamo qui per produrre insieme l‟attitudine a leggere la vita, non esistono maestri nel senso di esseri che leggono la vita al vostro posto, non è possibile. Esistono maestri nel senso di esseri che si sono addestrati a leggere la propria vita e possono condurvi in un luogo dove potete leggere la vostra. Quindi ecco qui ci sono un sacco di segnali stradali che vi dicono in questo punto qual è il prossimo compito, questo è creato dalla vostra anima, da voi, non è creato da un altro. L‟avete creato voi, l‟avete già creato lassù, ma energeticamente sta scendendo e man mano che scende si manifesta secondo il vostro intento. E man mano che si manifesta secondo il vostro intento voi avete la possibilità di riconoscerlo e nel riconoscerlo e nell‟attuarlo il vostro intento è realizzato e voi vi ricongiungete col Dio che siete. Se invece non riconoscete questo intento, non riconoscete voi stessi, non riconoscete la vostra divinità e restate nella separazione. La lettura della vita è che a un certo punto vi accorgete che tutto nella vita vi indica ciò che dovete fare e se non lo riconoscete perdete la vita stessa, perdete la grande opportunità. Uno può dire: “come si fa a vedere?” Bisogna essere aperti, ricettivi. Togliere tutte le certezze e mettere una pulizia del sentire, far funzionare i vostri sentimenti e mettervi in questa disponibilità che poi si riduce nelle parole: “Signore sia fatta la tua volontà. Dimmi cosa devo fare, mostrami qual è il gesto che devo compiere in questo momento”. Aprite e mollate e vedrete che tutto vi si apparecchia davanti agli occhi. 225 “Angelo di Dio che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, ma soprattutto mostrami la via”. C‟è una via in questo momento per tutti, c‟è, si tratta di saperla leggere. Se non la sapete leggere, brancolate nel buio, sbattete la testa. E la via è sempre una via di sottomissione, non crediate che non sia così. Il vostro problema è la ribellione, è la ribellione che avete manifestato fin dall‟inizio dei tempi, ma guardatevi in giro, ciò che porta alla ribellione è chiaro, è la ribellione dentro voi stessi, è la ribellione di uno contro l‟altro, è la ribellione contro Dio, è la ribellione contro la vita stessa, è un disastro. Su questo vi leggo un passo da: Il Profeta di Gibran, molto bello. “Disse: parlaci del lavoro” Perché il lavoro è una delle prime cose con cui abbiamo la ribellione. “Voi lavorate per stare al passo della terra e dell‟anima della terra.” la terra è un flusso, sta danzando, sta facendo un processo e quello che chiamate lavoro sono le azioni per far parte di questo movimento. “Giacché essere pigri è estraniarsi dalle stagioni, uscire dal procedere della vita che solenne e in fiera sottomissione avanza verso l‟infinito.” questo è un capolavoro di saggezza. “Quando lavorate siete un flauto nel cui cuore il mormorio delle ore diviene musica. Chi tra voi vorrebbe essere una muta canna silente, quando ogni altra canna canta all‟unisono?” Questo è esserci. “Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura” è questo il cambiamento, “Ma io vi dico che lavorando esaudite una parte del sogno più remoto della terra, a voi affidato allorché quel sogno nacque”. Cioè viene un momento in cui sapete leggere e capite qual è il vostro prossimo compito, qual è la vostra prossima avventura, perché è una sequenza di avventure. “E sostenendovi con la fatica voi in verità state amando la vita. Così l‟amarla sforzandovi nel lavoro è entrare in comunione col suo più riposto segreto. Ma se nella vostra pena definite il nascere un‟afflizione e il sostentamento della carne una maledizione scritta in fronte, allora vi rispondo che nulla fuorché il sudore della fronte potrà cancellare quello che vi sta scritto. Vi è stato detto che la vita è tenebra e nella stanchezza fate eco a ciò che gli stanchi hanno detto. Ma io vi dico che la vita è tenebra se non c‟è slancio e lo slancio è cieco se manca la conoscenza, e ogni conoscenza è vana se manca il lavoro e ogni lavoro è vuoto se manca 226 l‟amore. E quando voi lavorate con amore voi vincolate voi stessi a voi stessi e l‟uno all‟altro e a Dio. Cos‟è lavorare con amore? E‟ tessere un panno con i fili del vostro cuore, come se quel panno fosse per chi amate. E‟ costruire con affetto una casa, come se ad abitarvi dovesse entrarci chi voi amate. E‟ spargere i semi con tenerezza e poi raccogliere nella gioia, come se a mangiare di quei frutti dovesse essere chi voi amate. E‟ impregnare tutto ciò che voi fate con un alito del vostro spirito. “Sovente vi ho sentiti dire, come parlando nel dormiveglia, colui che lavora il marmo e scavandolo trova l‟immagine della propria anima, è più nobile di chi ara la terra. E colui che afferra l‟arcobaleno e lo stende su una tela nell‟effigie dell‟uomo, vale più di chi foggia i nostri calzari. Ma io vi dico, non nel dormiveglia, ma nel desto e vigile fulgore del meriggio: il vento parla con dolcezza uguale alla quercia gigante e all‟ultimo dei fili d‟erba. Grande è soltanto colui che trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore. Il lavoro è amore reso visibile. E se non potete lavorare con amore, ma solo con disgusto, meglio allora che l‟abbandoniate andandovi a sedere ai cancelli del tempio per ricevere l‟elemosina da chi lavora con gioia. Se difatti cuocete il pane nell‟indifferenza, voi preparate un pane amaro che poco sfama l‟uomo. E se di malavoglia pigiate l‟uva, nel vino il vostro sentimento distilla un veleno. E se pure cantate come gli angeli, ma senza amare il canto, rendete l‟uomo sordo alle voci del giorno e a quelle della notte”. Il punto non è che la sofferenza sia benedetta o che la sofferenza vada cercata o che dovete infliggere a voi stessi delle sofferenze, il punto non è la sofferenza, è la responsabilità. Il punto è: fai secondo la tua Fede. Vuol dire: fai secondo la tua capacità di leggere la vita. Voi siete qui ora in una certa serie di eventi che vi arrivano e che vi mostrano delle cose, voi potete vedere. Fate secondo quel vedere, perché non fate secondo quel vedere? Non è il vedere di un altro. Perché se farete secondo quel vedere, il vostro vedere si aprirà, vi verrà chiesto di più dopo, ma siete voi che chiedete di più, perché quel di più è gioia. Perché non fate secondo il vostro vedere? Perché non guardate? La domanda è: “Guarda, cerca di vedere che cosa significano gli eventi, il pane quotidiano” Il quotidiano è l‟unico maestro che esiste, in quel 227 quotidiano tutti i giorni la volontà di Dio arriva a mostrarvi ciò che serve. La chiave per essere felici è vedere ciò che serve e farlo. Quando arriva sembra difficile, lo capisco, ma poi ci riflettete: se ciò che serve è questo, è ciò che vi viene chiesto, che poi sotto sotto siete voi che lo chiedete, è quella prova di grande amore, di grande stima. Potreste dire: “Se Dio mi chiede questo, è perché qui ora sono l‟unico che lo può fare, ed è una grande prova d‟amore e di stima e io lo voglio fare”. Questo vi mette subito in un‟attitudine diversa, non siete più uno che viene colpito dalla vita, dall‟ingiustizia della vita, no, siete una persona a cui viene donata una possibilità. E‟ una benedizione e con questa nuova energia affrontate tutto. 04 Aprile 2005 228 IL QUANTO D’AZIONE Il magnetismo Saper vedere: La Visione Il valore La prigione del passato Comprendere è per tutti? No, il sapere è per tutti, ma la comprensione richiede attitudini già realizzate. Per spiegarvi bene questo prendiamo un esempio nel campo della Fisica. I materiali possono essere diamagnetici o ferromagnetici. I materiali diamagnetici sono quelli che non conservano memoria, quindi non imparano dalle esperienze. Ogni atomo è già una piccola calamita, piccola piccola, questa caratteristica si chiama Momento Magnetico, è una calamita piccola piccola con un suo magnetismo piccolo piccolo. Se l‟atomo si appagasse di se stesso, direbbe: Io ho un piccolo magnetismo. Dentro un materiale diamagnetico o ferromagnetico, è lo stesso, ci sono tanti atomi, ognuno ha la sua direzione, ma sono tutte diverse e sono tutte in movimento, ogni atomino esercita la sua forza che viene poi bilanciata da quella di un altro, da quella di un altro ancora, per cui alla fine se in un pezzo di ferro tutti gli atomi sono in movimento casuale il risultato di tutti i loro sforzi è zero. Così può essere un uomo, un uomo talmente ordinario che non ha cristallizzato nulla dentro di se, per il quale tutto accade e si muove sulla base meccanica della reattività e di ciò che gli piace. Non ha capacità di fare, perché dentro di lui ci sono tanti piccoli uomini, tanti piccoli “io” ognuno con un potere piccolo piccolo. Per avere un potere grande bisogna riuscire a sommare lo sforzo di tutti questi. Allo stesso modo per poter avere una calamita capace di esercitare un‟azione macroscopica bisogna che un certo numero di questi atomini si mettano a lavorare tutti nella stessa direzione. Ciò che priva un pezzo di ferro dall‟avere un magnetismo proprio è lo stesso che priva un uomo del proprio potere che è il caos interno. Cosa serve per acquistare questo potere? Serve una mente che imprima una direzione e che faccia smettere tutti questi atomini o “io” di combattere l‟uno con l‟altro e li faccia mettere d‟accordo per sommare insieme i loro sforzi. Allora quando un campo magnetico molto forte arriva, tutti questi atomini si mettono nella direzione del 229 campo magnetico e diventano a loro volta una calamita. Questo è il significato nelle tradizioni antiche di avere dei Maestri, perché il Maestro arriva, ha uno scopo nella sua vita, uno scopo ben cristallizzato dentro di lui e nell‟entrare a contatto con la sua influenza e col suo scopo, anche i vostri “io” prendono quella direzione e incomincia immediatamente in voi ad esistere una capacità di fare, così come nella calamita esiste la capacità di attrarre. E se prima il vostro fare era zero o piccolo, ora il vostro fare è grande quanto sono i vostri “io” che riescono a lavorare insieme, quindi quanto è grande la vostra armonia interna. Allora sotto l‟influenza di un‟influenza C in quel momento tutto si mette a posto, tutto si mette in fila, tutto lavora bene per un tempo e in quel momento voi vedete la vostra capacità di fare, e tra la capacità di fare c‟è anche la capacità di vedere. Allora il materiale diamagnetico è il materiale che non impara niente, arriva la calamita e lui diventa una calamita a sua volta, dentro di lui tutto si orienta, poi la calamita si sposta indietro e lui si disorienta, la calamita si sposta molto indietro e lui si disorienta del tutto e ogni cosa dentro ritorna come prima, questo è un materiale diamagnetico. Questi sono molti uomini per cui la spiritualità sono corsi su corsi, e non succede mai niente. Quello che vi rende ferromagnetico è perché siete dei Cercatori della Verità, quindi siete disposti ad apprendere e siete disposti a pagare. Mentre quello che vi rende diamagnetico è che voi non avete alcun interesse alla Verità, avete interesse a godere, avete interesse al piacere che le situazioni vi danno e non avete alcuna intenzione di pagare niente, è completamente diverso. Sono due attitudini diverse. Quindi noi parliamo di Cercatori della Verità e sono quelli che si mettono in gioco. Quando il materiale è ferromagnetico, in un certo momento sale, si crea tutto l‟ordine della struttura interna, quando la forza ordinante incomincia a fare marcia indietro, parte di queste strutture si disorientano e alla fine rimane un nucleo ancora orientato e quello è una calamita e resta calamita. Quel suo magnetismo è il suo Quanto d‟Azione, il suo fare. Per l‟uomo è uguale, serve un lavoro, serve un‟influenza C, che ha uno scopo, che guida, che in virtù di questo scopo sta con voi, vi fa lavorare, vi fa orientare e voi vi orientate, producete uno scopo, una bellezza, una visione e anche un benessere. Questo momento importante, dove vedete cosa vi resta, è il risultato che vi mostra 230 come avete effettivamente lavorato. Quindi prima del contatto con l‟influenza C il vostro fare poteva essere piccolo, durante il contatto con l‟influenza C sembrava grandissimo, ma non era vostro perché se così fosse stato, sareste rimasti nello stato di allora. Quando finisce, l‟orientamento si perde ma se avete fatto un buon lavoro, quello che resta è un Quanto d‟Azione più grande di quello che avevate all‟inizio. Il vostro fare è diverso, potete sentirvi tristi, perché se è vero che il vostro fare è diminuito, rispetto a quello che avete trovato, anche il vostro vedere è diminuito. Io non so se voi avete la percezione esatta di cosa significa vedere e non vedere più, vuol dire che le cose cambiano significato. Vuol dire che si perde la bellezza. Arrivate lì e lo vedete: “ah, che bello, è una meravigliosa candela”, poi dopo tornate indietro e: “ah, ma è una candela, è solo una candela”. Noi siamo in un mondo che è oscillante e quello che è importante non è la potenza reattiva, ma la potenza attiva. Non è l‟oscillazione, ma è il residuo dell‟oscillazione. Se voi ci pensate, a parte il termine che abbiamo assunto dicendo la parola influenza C, che appartiene a Gurdjieff, è sempre stato così nella vostra vita. Anche gli insegnamenti di tipo ordinario funzionano in questo modo, il vostro fare è l‟insegnamento ricevuto, ciò che avete digerito e la parte sperimentale. Quello che vorrei che capiste bene è che questo Quanto d‟Azione, il residuo, lavora sul fare, ma nel fare è compreso il vedere. Questo è molto importante. Padre Anthony dice: “Quando ho lavorato con Gandhi ho ricevuto una spinta che mi ha portato avanti per tutta la vita e che mi spinge ancora”. L‟influenza non è importante, è il vostro lavoro che è importante, l‟influenza può essere grossissima, ma ve ne potete fregare pienamente, è il vostro lavoro che conta. Il punto è stato che Padre Anthony è entrato a contatto con Gandhi e ha messo totalmente a frutto, cioè ha permesso che questa esperienza lo trasformasse, Gandhi è morto, ma Padre Anthony è rimasto con l‟influenza di Gandhi. Allora l‟importante è sapere cosa resta, potreste anche scoprire che non resta niente. Se non c‟è non rimane niente, e se c‟è deve essere confermato, e si conferma usandolo. Naturalmente vi accorgete che è molto meno quello che avete in mano però adesso è il momento di farlo fruttare e qui incomincia la sfida: sarò capace di farlo fruttare? 231 Eppure è semplice: voi avete un proposito, partite nella direzione di questo proposito, fate tanto lavoro e a un certo punto è come se la vostra energia finisse e la difficoltà che avete davanti vi sembra grande. Quello è il supersforzo, quella difficoltà non è grande, siete voi che siete senza energia e allora in quel momento se date valore a ciò che avete fatto, al cammino che vi ha portato fino a lì, dovete richiamare energia per andare oltre. Quando avete fatto questo supersforzo voi non sapete come mai, siete pieni d‟energie, ma più concretamente le vostre sub-personalità sono orientate a uno scopo e hanno acquistato un potere che è anche quello di vedere e questo vedere è sempre vedere la bellezza, perché la bruttezza nasce perché noi non sappiamo vedere. Chi è che la vede in un modo e poi la vede in un altro modo quando la cosa è la stessa? Oggi questa cosa è bellissima, domani sarà brutta, la cosa è la stessa, chi dice che è bella e chi dice che è brutta? E‟ semplice, è un gruppo di un “io” che è mutato, perché prima era un‟aggregazione di cento “io” armonici, dopo era un‟aggregazione di solo trenta “io” armonici. E‟ un essere che passando da cento a trenta ha visto la propria capacità di percepire e vivere la bellezza crollare drasticamente. Voi siete coloro che vedono, ora questo “io” stabile in voi non esiste, cambiate, e i cambiamenti di ciò che vedete, pur guardando sempre la stessa cosa, sono i cambiamenti della vostra vista. Se uno capisce questo punto allora riesce a capire anche cos‟è la crescita. La crescita è produrre una ricchezza interiore che vi fa pervadere di conoscere la bellezza di tutto ciò che esiste, non togliere la bellezza. Quando state togliendo la bellezza, state disgregando la vostra costruzione e il vostro processo. Voi siete sul cammino della Verità come Ulisse davanti alle sirene, sapete che dovete diffidare di questo vostro cambiamento, è un attimo, è il tradimento di se stessi. Basta che voi ricostruiate l‟armonia che c‟era prima e rivedete come prima. Siete voi che avete disgregato la vostra capacità di vedere. Attenti, sto parlando della seduzione, sto parlando della disgregazione di ciò che viene creato dentro di voi, del processo in cui vedete una bellezza e poi non la vedete più. Avete costruito una vista ma questa vista, non essendo consolidata, perché era in relazione a un‟influenza esterna, è una vista che viene persa. 232 Lo scopo dell‟anima però è intravedere per poi trasformare questa intuizione in realtà. Satana vi dice: “Sì credevi di aver visto, ma guarda che la realtà non è mica quella, non è mica vero.” Satana è il limite, è il limite della vostra struttura e attivamente una forza che vuole sempre ricondurvi nel limite. Satana non si fa vedere e non si fa sentire, ma si fa vedere e incomincia a rompere quando cercate di andare oltre al limite, finché state dentro al limite non c‟è problema. Quando siete fuori dal limite lui è sempre pronto per dire qualcosa e riportavi indietro. Vi vuole continuamente riportare nel limite, perché il limite è il togliere valore. Mai togliere il valore, quando togliete il valore tradite voi stessi e vi togliete le possibilità, ma perché un uomo toglie valore? E‟ facilissimo da capire, perché vuole difendere un‟altra cosa. Vuol difendere un‟altra cosa perché vuol difendere la sua paura, ma voi cosa credete che sia il processo per entrare nella vita? E‟ dare alla vita stessa sempre più valore, tanto da spendere, nel dare alla vita valore, tutta la personalità. Quando avete consumato tutta la personalità nel dar valore alla vita, allora siete nella vita e la personalità non c‟è più, ma la personalità non vuol morire, perché la personalità è limitata e dice: “Ah, no no qui non ci siamo!” In quel momento, se avete una conoscenza di voi stessi, sapete tutto. La vita è bellezza, lo è proprio, quando la intravedete è perché vi siete messi in condizione di vederla, poi perdete la visione. Bisogna coltivate il sogno, altrimenti lo perderete, occorre coltivarlo fino a che non è diventato realtà, e se perdete il sogno prima che diventi realtà non dovete dire: quel sogno non è reale. Dovete dire: “Io ho perso il sogno”, è molto diverso. Guardate, la visione comunque l‟abbiate o per un allineamento accidentale di voi stessi o per un‟influenza esterna che vi ha messo in condizione di vivere quell‟allineamento gratis, quella visione è la grande benedizione, però dopo va guadagnata, perché senza quella visione non si va da nessuna parte, oppure si va, ma si va sempre nello stesso piano, si fa il cammino dell‟ubriaco. La visione è importante perché la visione è uno sguardo gettato verso l‟alto e può avvenire semplicemente come intuizione dentro di voi e quello sguardo non dura finché non è cristallizzato, dopo è una realtà. La visione è la vostra, anche se l‟avevate ottenuta accidentalmente anche se l‟avevate ottenuta sotto influenze esterne, la visione era vostra, ma la realtà di quella visione non è vostra, la stabilità di quella 233 visione non è vostra, si tratta di coltivarla. La domanda in questo caso può essere: in che modo posso rendere stabile la visione? Con il fare e realizzare continuamente dei pensieri di amore, di costruttività in quella direzione. Sto parlando di far diventare una funzione transitoria stabile, sto parlando di non provare un piacere, ma arrivare a definire dentro di voi una qualità nella vita. Sto parlando della differenza fra felicità e piacere e che prima di accusare il mondo nel dire: “Non ho questo, non ho quest‟altro” ricordatevi e analizzate la vostra vita osservando il fatto che voi non fate ciò che serve per avere ciò che volete e per essere ciò che volete essere, perché non siete disposti a fare la cosa più importante. Qual è? La cosa più importante è pagare, pagare cedendo la vostra pigrizia, cedendo la vostra paura, cedendo la vostra sicurezza. Invece è questo che voi volete fare. Quando avete capito il seme di ciò che siete, di ciò che potete essere, quel seme è dentro di voi perché avete intravisto, è sempre un collegamento con l‟anima che vi consente di vedere. L‟influenza esterna produce l‟allineamento dei vostri io, ma i vostri io allineati leggono, hanno contatto con l‟anima. In questo senso la visione viene grazie all‟esterno, ma è vostra e in questo senso quando rinnegate quella visione tradite voi stessi. Tradite il Cristo che avete visto come ha fatto Guida, l‟ha visto, l‟ha seguito però dopo si è orientato altrove e orientandosi altrove non vede più, quel Cristo non è più la stessa cosa. Allora questo è il punto chiave, la pulizia in questa direzione è l‟amore per la Verità. Quando vedete la bellezza in questa maniera magica, meravigliosa, lo sapete che è la Verità, non si tocca, non è concreta, non si mangia, oggi ce l‟avrete domani la perdete, ma in quel momento lo sapete che quello è ciò che voi volete ed è quello che voi essenzialmente siete. Ma non tradite voi stessi. Non potrete mai dire che la crescita passa per togliere il valore, questa è una bugia, la crescita passa per accrescere il valore. Quando voi togliete il valore è perché lo togliete in un posto per darlo a un altro, perché state seguendo la logica satanica del seguire due padroni, non servono due padroni; serve solo a perdere vita e tempo. Un cammino di crescita consiste nel dare valore, dare valore vuol dire mettere in movimento la nostra capacità di amare e di riconoscere lo spirito e la bellezza. Ogni volta che togliete valore, sappiate che state tradendo voi stessi e 234 state chiudendo. E se credete di togliere valore a una cosa per darlo a un‟altra ah, lì Satana ha proprio lavorato in una maniera perfetta. Il valore non è a una cosa e non a un‟altra, il valore è a ogni cosa. Il principio è che voi andate, se lo accettate, verso una direzione di riconoscimento dell‟unità con gli altri e con la vita stessa, tutto qua. Vuol dire che se siete un padre, sul cammino spirituale, diventerete un padre migliore, se siete un marito, sul cammino spirituale, diventerete un marito migliore, cioè la spiritualità è ricchezza, tutto è collegato alla vostra capacità di concepire. Voi a un certo punto, quando decretate l‟impossibile, vi fermate e incominciate a togliere valore. Voi decretate l‟impossibile dicendo: “Ah, in queste circostanze non è più possibile andare avanti”. Questo è il limite della vostra comprensione, è giusto che vi muoviate in base al limite della vostra comprensione, ma il giorno che comprendete di più potreste comprendere che quell‟ostacolo era una benedizione e che forse non avete tratto tutto il vantaggio che quell‟ostacolo vi dava. Quindi per affrontare le cose in termini di principio tutto è nel dare valore: date valore al vostro lavoro, date valore ai vostri figli, date valore a vostra moglie, date valore a voi, date valore alle persone che conoscete. Certo che a un certo punto quando questa vostra capacità di dar valore finisce, perché è la capacità di amare, prenderete delle decisioni di separazione. Questo è umano, però dovete anche comprendere che l‟amore non è questo, l‟amore grande va oltre, l‟amore dice: “Tu vai bene così come sei!” Se avete un problema nella vostra mente, allora di fronte a questo, ragionate sempre all‟interno di un pensiero limitato e questo è giusto, però voi tendete oltre, tendete a un pensiero illimitato. Io mi riferisco sempre al pensiero illimitato, mi riferisco sempre a Gesù che cammina sull‟acqua. Allora Pietro dice: “Maestro basta adesso torno indietro, sto affondando adesso torno indietro”, va bene ma è solo perché lui non è riuscito a concepire che poteva camminare sull‟acqua. Vediamo bene la storia: Pietro sta camminando sull‟acqua e Gesù gli dice: ”Dai vieni fino a qua”. “Maestro no, no adesso torno indietro, basta.” Perché per lui andare oltre è inconcepibile, va bene, sei tornato indietro, hai fermato il tuo valore, ma la mia domanda è: ma lo sai che cos‟hai perso? Quando togliete il valore, che è il vostro amore, la vostra capacità di 235 dare, perché avete voluto conservare qualcos‟altro, avete idea di cosa avete perso? Sempre Gesù, arriva uno che ha visto Gesù e gli dice: “Maestro Buono”, non l‟ha mai incontrato, ma appena l‟ha visto lo chiama Maestro Buono, quindi non è una persona comune, è uno che sa vedere e dice a Gesù: “Vorrei venire con te” e Gesù: ”Vieni!” Non è che Gesù è andato a prenderlo, è lui che ha visto. E il giovane dice: ”Però aspetta, devo prima andare a casa a seppellire i miei genitori che sono morti”. Gesù gli da una risposta terrificante: ”Lascia che i morti seppelliscano i morti”. Vuol dire: la porta per entrare in un nuovo mondo si è aperta adesso, in realtà sei tu che l‟hai aperta, è lui che l‟ha aperta quando ha detto: “Maestro Buono vorrei venire con te”. Gesù lo sa che cinque minuti dopo la porta si chiude, perché lui cambia. Gesù gli dice: entra subito, perché se fai tanto di andare là non torni più, vai là, sei fuori da questa influenza e la porta si chiude. Perché quello che ci vuole tenere lontano dalla porta che cos‟è? E‟ il passato. La porta si è aperta adesso, la porta c‟è sempre, ma è la vostra capacità di vedere che non c‟è. Quando voi vedete la porta è perché l‟avete aperta dentro di voi, non durerà quella porta, passate, attraversatela. E‟ un momento magico, di immensa bellezza. Passate attraverso la porta, se vi tirate un po‟ indietro, la porta si chiude e non la vedete più. La domanda che torno a dire è questa: cosa avete perso? Ve lo dico in una parola: avete perso la vita. Avete preferito il passato e la sopravvivenza, siete andati a seppellire i morti. Si è aperta la porta per voi, per la vita, perché non varcate la soglia? Perché non date valore? Eppure avete dato un po‟ di valore, datelo tutto. Voi siete sempre dentro due forze, è una bilancia e voi dovete prendere una pagliuzza e metterla su uno dei piatti, passato o futuro dove la mettete la vostra pagliuzza? Decidete un po‟ voi. Vi sembra troppo teorico tutto questo? No, è cos‟ tutti i giorni. Tutti i giorni la vita vi passa davanti con le porte che si aprono. Il passato è benedetto, perché vi ha portato qua. Il passato è fatto, quindi è benedetto perché ha dato i suoi frutti, ma voi dovete fare il ragionamento orientati al presente e al futuro per poter scegliere nel presente e nel futuro ciò che è meglio. Il passato è benedetto in tutto quello che avete fatto. Se per esempio adesso stabilite una relazione, dovreste chiedervi: perché stabilisco questa relazione? 236 A un livello avanzato potete dire: “Stabilisco questa relazione perché per me lei ha valore e io voglio che questo valore cresca nel tempo”. Non che diminuisca perché è un percorso verso un reciproco insegnamento e una grande unità. Se elaborate questo principio è chiaro che domani alla prima difficoltà, che vi sembra anche grande, vi porrete delle domande prima di mandare tutto per aria. Se la difficoltà è troppo grande manderete tutto per aria lo stesso, ma il punto è che la coppia nel nostro mondo è molto importante. Così come la relazione di qualunque genere è importante e la benedizione grande è entrare nella profondità della relazione, entrare nella profondità della relazione vuol dire volerlo fare soprattutto quando scoprite ciò che non vi va, perché gli avete attribuito un valore, perché lo sapete che oltre quell‟ostacolo c‟è un valore, se non sapete questo di fronte all‟ostacolo, dite: “Bé, ma io credevo, io pensavo, io immaginavo… “ Che cos‟è una coppia, un uomo e una donna, che cos‟è una coppia? E‟ un incontro per fare dei figli? E‟ un incontro per vivere un po‟ di coccole, un po‟ di sesso, così via? O è un rapporto profondo di apprendimento con un aspetto complementare della vita che vi mette in gioco completamente? E così bisogna essere preparati, anche preparati alla difficoltà interiore. “Ma all‟inizio sembrava che… ma poi tutto si è rivelato...” questo è il mondo ordinario. Non c‟è valore in quello, è il mondo in cui tutti gli slanci d‟amore si fermano. Quand‟è che gli slanci d‟amore si fermano? Facile, quando avendo incominciato a coltivare il giudizio questo ha accumulato una quantità adeguata di detriti. Quando la coppia si ferma non c‟è un muro fra i due? E chi lo ha costruito? Loro, un mattone giorno dopo giorno. Ad un certo punto questo muro è enorme e solitamente la coppia non riesce neanche a capire che così come l‟ha costruito lo potrebbe smontare, questo è molto difficile da capire. Se un po‟ di amore c‟era, c‟è ancora sotto le ceneri, è là sotto che brucia nelle braci, però la coppia non concepisce più che il muro si potrebbe smontare. Io vi dico: smontare il muro sarebbe un grande insegnamento. Sapete perché? Perché vorrebbe dire incominciare a elaborare un proposito, al di là del muro vogliamo stare insieme e ogni volta che parleremo del passato rimetteremo lì un mattone. Quindi primo proposito: basta parlare del passato, parliamo solo del 237 futuro, è facile. Quando la coppia dice: “Dai, e se lo tirassimo giù questo muro? Non era bello quando ci siamo conosciuti? Può essere uguale, perché non può essere uguale?” Può essere uguale. Quindi potete dire: “Basta, mi sono rotto” questo è un modo, l‟altro modo è dire: “ma Signore devi avere molta stima in me per avermi messo davanti un compito così, una sfida così grande. Quanto mi devo trasformare, cosa devo inventare per riuscire a costruire una comunicazione nuova?” Se fate questo, se date valore, continuamente potete ricostruire qualcosa. Bisogna cercare di andare sempre oltre la difficoltà, mai dire: la difficoltà è troppo grande. Mi spiego meglio, voi avete delle illusioni nella mente, spesso sono desideri, naturalmente avete tutte visioni di auto-realizzazione, ma la vita puntualmente vi mostra che questi desideri sono da sacrificare. Il desiderio irrealizzato, si trasforma in una forma di proiezione che è distanza, che proprio impedisce. Il desiderio mette distanza fra voi e lo scopo, non vicinanza, la proiezione mette distanza e anche l‟ansia del risultato, questa proiezione mette distanza, lo allontana, e vi fa fare casino sempre. E quindi la vostra proiezione verso l‟altrove, che è il vostro desiderio, non vi fa vedere quello che avete sotto il naso che è ciò che vi serve, perché voi pensate, il vostro ego pensa: “Se faccio questo devo rinunciare a questo”. Però quello che voglio dirvi è questo, ascoltate bene, questo è il passaggio per me chiaro della vita, che ho sperimentato tante volte, nel momento in cui date il vostro desiderio per una spinta d‟amore, per uno scopo, per la Verità, non so come chiamarlo, lui vi ritorna immediatamente come dono. La vostra vita è in un‟unione profonda con le vostre relazioni, con la vostra coppia, col vostro lavoro, e nel momento in cui non vi identificate con ciò che siete, ma col vostro desiderio e abbandonate ciò che siete per seguire il desiderio, perdete la vostra possibilità. Va bene, forse avrete la cosa che volevate, ma non l‟avrete pienamente. C‟è anche nel Vangelo, quindi Cercate il Regno di Dio sopra ogni cosa, tutto il resto viene da solo. Non smettere di cercare il Regno di Dio che è quel sogno che avete intravisto, per prendere un‟altra direzione, tradite voi stessi, vi ingannate, perdete la vostra possibilità. Il vostro desiderio è solo una proiezione della mancanza del passato, allora, quando per amore rinunciate alla vostra proiezione, vi accorgete che dopo lui arriva come dono, era già lì. Non riconoscete che c‟è perché lo proiettate, non dovete cercare 238 l‟amore, ne avete in abbondanza. Non lo troverete mai l‟amore che cercate, perché il cercare l‟amore è la negazione dell‟amore. Nelle relazioni l‟altro vi chiede di sviluppare quelle cose che in realtà servono a voi per la vostra crescita, è questo il punto della questione. E‟ per questo che il punto è non abbandonare, non abbandonate ciò che avete scelto per un valore che avete costruito e riconosciuto, e che la vostra anima ha dato, solo perché c‟è una difficoltà. Ciò che di fronte alla difficoltà altera la vostra visione è la menzogna che è dentro di voi. Quando vedete la bellezza siete nella Verità, quando vedete la bruttezza lì non c‟è la Verità. 11 Aprile 2005 239 IL SEME DEL NUOVO MONDO Il giudizio Non alimentare la paura I livelli Sessualità e Astinenza Il rifiuto Il giudizio è una definizione mentale, ma dal punto di vista emozionale è la nostra paura. Bisogna capire bene questo. Il giudizio emozionalmente è la paura e quando voi giudicate comunicate la vostra paura ed eccitate la paura dell‟altro. Questo è il punto fondamentale, un essere che non ha paura non giudica, cosa dovrebbe giudicare? E‟ per quello che il giudizio subito richiama l‟alleanza, perché sentendo la paura dell‟altro sentite la vostra e vorreste unirvi a lenire la paura, mentre invece la moltiplicate. Per la chiarezza è tutto molto diverso. Nella chiarezza mostrate che siete senza paura. In quel momento siete senza paura e quando non c‟è la paura può esistere la comunicazione, con la paura non c‟è comunicazione, perché la paura intorbida tutto, sporca, impedisce la comunicazione, impedisce lo scopo, la comunione e impedisce il collegamento. L‟uomo che giudica è spaventato. E allora quando vi accorgete che giudicate dovreste dire: “Non sono di fronte alla Verità, sono di fronte alla mia paura”, perdonatevi per questo e non giudicate più. Guardate il giudicare, se non fosse che l‟uomo lo fa perché è spaventato, è un atto di arroganza che non c‟è limite. Bisogna proprio essere arroganti per poter credere di giudicare ciò che non si conosce. E l‟uomo quando giudica rischia di giudicare sempre ciò che non conosce, perché ciò che conosce lo approva. Lo so che non è facile quello che sto dicendo, perché ci sono degli schemi della mente che si contrappongono. Quindi la comunicazione e la chiarezza avvengono nella misura in cui una persona prende distanza dalla propria paura. Se la paura c‟è, potete prenderne la distanza, poi può anche smettere di esserci la paura, ma quando voi cercate di comunicare in preda alla paura non c‟è la comunicazione assolutamente. Il litigio delle coppie è la dimostrazione perfetta di due persone che sono in preda alla paura, è una paura contro un‟altra paura che si alimenta vicendevolmente. 240 In preda a quella paura folle potete anche ammazzare uno, è un attimo ammazzare, non crediate, è un attimo. La paura diventa così incontenibile e prende quella forma che chiamiamo rabbia, è quella paura repressa che all‟improvviso scoppia totalmente in maniera incontenibile che può portare a qualunque forma. Però voi dovete chiamare le cose col loro nome e rimetterle in fila. Il giudizio è paura e non è bello vivere una vita spaventata, e non è neanche bello prendere questa paura che vivete e buttarla addosso agli altri sotto forma di giudizio, perché così non ve ne liberate. Ne sarete sempre più schiavi, non ve ne liberate. Comunque a un livello concreto, sconfiggere la paura è una cosa molto grande che deve incominciare con il non alimentarla. Il primo passo è di non alimentare la paura, perché voi attraverso il giudizio, attraverso la maldicenza, attraverso la divisione potenziate la paura e il giudizio. Bisogna partire con un atteggiamento che non è la Verità, ma è la sincerità, senza sincerità non si va da nessuna parte. Con la sincerità, che è l‟attitudine a voler potenzialmente riconoscere la Verità, si può incominciare ad esplorare le cose. E allora dovete comprendere che per molto tempo il lavoro è di non alimentare ciò che vi rende prigionieri, perché se è vero, come è vero, che il pensiero crea la realtà, se voi vivete la paura creerete un mondo di paura, è facilissimo da capire, creerete una vita di paura. Cosa fa la paura? Finisce per rendere reali le cose che teme. Ve ne siete accorti? La paura coltivata continuamente concretizza e manifesta ciò che teme, cosicché l‟uomo alla fine del processo si sente ancora più confermato nella sua paura e la paura è l‟unica cosa che di fatto ha. Dovete capire bene come agisce la paura, è molto importante questo. La vostra paura è cristallizzata nella realtà che vivete. Quindi la vita che ognuno di voi vive con i limiti tracciati, sono la manifestazione della vostra paura e finché è così voi non la vedete, non la sapete, convivete con i vostri limiti e potete andare avanti così fino a che vi danno l‟estrema unzione. E l‟uomo che fa questo pensa proprio di non aver paura. Quand‟è che l‟uomo incomincia a vedere in faccia la paura? Quando incomincia a fare un lavoro di crescita, cioè di trasformazione, è lì che si incominciano a fare i conti con la paura. 241 Il lavoro di trasformazione, lo abbiamo detto tante volte, consisterebbe nell‟allargare il proprio mondo, nel passare da un mondo pieno di limiti e di impossibilità, quindi pieno di paure nascoste, a un mondo più grande dove esistono molte più possibilità. Avere nuove possibilità nella propria vita vuol dire sempre entrare in contatto con la propria paura. L‟uomo ordinario non è in contatto con la propria paura. La paura è rimossa ed è nascosta in convinzioni del tipo: io non sono capace, io non ce la faccio, la colpa è del governo, la vita va avanti così e tutto è uno schifo. Ecco quella lì è paura nascosta. Passare da questo mondo a un mondo dove nessuno vi ha fatto niente, dove il governo è composto da gente che cerca di fare del suo meglio per come lo concepisce, dove non è vero che le donne sono tutte facili, gli uomini tutti approfittatori e i commercianti tutti ladri, significa far riaffiorare il dolore che c‟è sotto e la paura che c‟è dentro, valutarla e lasciarla andare. Non è facile, all‟inizio è bello: andiamo verso un nuovo mondo. L‟uomo pensa subito di potersi accaparrare qualcosa senza dare niente ed è la verità perché non deve dare niente, deve dare solo le sue paure. L‟allargamento del mondo avviene incominciando ad entrare in contatto con un seme del nuovo mondo che viene dall‟esterno. Il piccolo mondo e il grande mondo, ve li disegno così: Mondo più grande Piccolo mondo 242 Prendete un pezzo della vostra vita, la usate come base, come piedistallo, per entrare in contatto con un‟altra cosa. E quando avete fatto un buon lavoro avviene questo: Riuscite a costruire un cammino in cui avete avuto accesso a questo punto, avete dovuto dare tutto questo? Sì, avete dovuto dare tutto, ma in teoria tutto questo è contenuto lì, tutto questo è contenuto in questo punto. Dovete dare tutto un pezzo del mondo piccolo per acquistare questo punto che lo contiene tutto. Attenzione adesso vi voglio esporre il processo che accade e che voi avete visto in questa stanza centinaia di volte. State attenti. Quindi esploriamo un sapere e partiamo da qua e io cerco di produrre questo punto (mondo grande) questo punto non è contro il mondo piccolo, lo include. Voi insieme a me in questo percorso salite, entrate a contatto con questo punto, che è un seme del mondo nuovo, e avviene la paura. La paura incomincia a riferire tutto questo a voi, al vostro passato. Per esempio diciamo la frase: “abbiamo detto che la coppia ha un valore” e subito uno dice: “no, no altro che valore, io mi sono separato e sto benissimo adesso!” Perché dovete raccontare che vi siete separati per il vostro sviluppo spirituale? Io vi porto a contatto con una dimensione più vicina alla sorgente, se voi mollate dopo avrete questa visione, ma se voi non lo fate, prenderete questo, lo tirerete giù e non capirete quello che vi volevo portare. Questa è l‟idea dei livelli. L‟andare in contatto con questo punto è un lavoro grande. Con un processo cercate di fare questo lavoro che non è la negazione del vostro passato, della vostra storia, ma ne è la vera comprensione. Quando l‟uomo comincia a fare questo percorso, scatta la paura e dice: “Che vuol dire? Se io accetto quello che stai dicendo vuol dire che quando ho lasciato mia moglie…” e scatta tutta una difesa, lui prende questo frutto dal 243 piedistallo, lo butta qua in mezzo. Non ha capito niente di quello che ho detto. Sta prendendo quello che gli ho detto, che appartiene ad un altro mondo, lo sta portando nel suo mondo, sta mettendo il passato contro il futuro, il piccolo contro il grande e sta perdendo una possibilità. Questo è un mondo in cui la paura nel piccolo impedisce la crescita. Questo discorso è uno stimolo di un‟armonia per poter leggere la propria vita. Quando il vostro mondo si espande l‟uomo spaventato subito lo vuole ricondurre nel piccolo e quando riduce nel piccolo mette tutte le cose le une contro le altre. Questo è giudizio. Il giudizio è prendere una cosa grandiosa, ridurla a una cavolata e poi voler sapere chi ha ragione. Per allargare il proprio mondo bisogna capire bene il concetto di scala o di livelli, vi faccio un esempio. Siamo dentro a una casa a più piani. Uno guarda dalla finestra e vede le montagne, un altro nello stesso piano guarda da un‟altra finestra e non vede le montagne, vede un‟altra cosa ora il campo, ora la piazza. Questi due iniziano a litigare, perché non vedono le stesse cose, però salendo al di sopra, sul tetto, avendo una visione più grande, riescono a vedere che erano tutte verità, perché dall‟alto si vede la totalità, dal basso si vede quello che si può vedere. Se poi queste due persone sono su piani diversi, è un macello. Uno al primo piano dice all‟altro: laggiù in fondo si vedono le Alpi! E l‟altro che è al piano terra dice: “ma che Alpi e Alpi, qua si vede una gallina, c‟è una gallina sulla destra, una mucca a sinistra…” Non vedono le stesse cose. E‟ come quando Padre Anthony parla della sublimazione dell‟energia sessuale, una cosa molto semplice: se voi siete di fronte a un compito molto grande, dovete andare a prendere le energie dove ci sono, giusto? E quindi in un compito molto grande le energie sessuali vi sono indispensabili, non potete sprecarle in altre cose. Se volete sprecarle nel sesso è una vostra scelta, non c‟è niente di male e nessuno vi giudica. Potete fare quello che volete, ma se volete utilizzarle in un altro modo dovete prenderle da lì. Padre Anthony dice: “Se voi volete auto-realizzarvi questo potrà accadere utilizzando tutte le energie che avete, compreso quelle sessuali.” E‟ un concetto molto semplice, è impersonale, nessuno vi toglie niente, chi vi ha detto che dovete togliere qualcosa. Se non avete il concetto dei livelli quello che Padre Anthony dice e quello 244 che voi pensate viene messo uno contro l‟altro. Se riuscite a guardare da un punto di vista un po‟ più alto vedete che Padre Anthony non nega, Padre Anthony non ha mai negato l‟amore di coppia. Anche Gurdjieff spiega cos‟è l‟energia sessuale quando glielo chiedono e spiega esattamente che cos‟è l‟astinenza, l‟astinenza non è non fare sesso, l‟attività del sesso non è niente, non può fare niente di male, quello in cui mal funziona la sessualità è quando l‟energia sessuale invece di funzionare nella sessualità, funziona negli altri centri. Funziona nel pensiero, funziona nell‟emozione. L‟energia sessuale è troppo potente, quando va a finire nel pensiero è un disastro. Quando va a finire nell‟emozione è un disastro, l‟emozione governata dal sesso è un disastro, sono tutte guerre che non finiscono più. Ricordate: l‟energia sessuale circola nel modo sbagliato quando siete irrequieti e impazienti. Quando avete paura che qualcuno vi porti via qualcosa, non capite niente. Padre Anthony e nessun insegnamento spirituale dice di reprimere la sessualità, dice che la sessualità conosciuta, compresa e vissuta può essere trascesa, così come nessun insegnamento spirituale dice di negare l‟io, perché lo sanno tutti che negando l‟io lo si rafforza, o di negare la personalità, la personalità non va negata, l‟io non va negato, l‟io va trasceso, è un discorso completamente diverso. Il punto debole della persona che ascolta è rivelato da un fatto molto semplice: si arrabbia. Una persona non dice: “Ah, va bene, può darsi, è una bella teoria, è interessante, adesso cercherò di approfondirla per vedere se può essere vera”. No, la persona si arrabbia. Ha paura che gli venga tolto qualcosa, nessuno gli toglie niente. Certo la persona che è tutta la vita che accumula denaro, quando Gesù gli dice: “Allora se vuoi essere perfetto prendi tutto quello che hai, dallo ai poveri e seguimi”, non può non arrabbiarsi. Ci sono persone che magari per il sesso non si sarebbero minimamente arrabbiate, per questa frase invece si arrabbiano moltissimo. E‟ importante capire che la paura è tutt‟uno con la rabbia. Se noi parliamo di filosofia, di una cosa astratta, e uno di voi si arrabbia è perché non la comprende. Si arrabbia perché non la comprende o non la comprende perché si arrabbia? Quando non siete d‟accordo non capite, quando non siete d‟accordo è perché non capite. Prima cercate di capire e poi direte che non siete d‟accordo, ma vi accorgerete che ogni volta che avete capito dopo 245 siete d‟accordo, come fate a non essere d‟accordo senza aver capito? E come fate a capire adesso quando una Verità per essere compresa deve essere messa in opera, vissuta e sperimentata? Prendete questa Verità, datevi un programma di cinque anni per viverla e poi potrete esprimervi. L‟uomo non è d‟accordo prima, quindi non sta parlando della Verità, sta parlando dell‟attaccamento e sta parlando della paura. Però un Cercatore della Verità è un uomo che è disposto a trattare con la vita, non crede di sapere, non crede neanche di rimanere sul posto, dice: “Se mi dice così, adesso vedremo. Cercherò di capire, di fare, di sperimentare, di scoprire.” Chi dice così è un bambino. Avete mai visto un bambino pieno di certezze? No, è impossibile! Il punto fondamentale è questo: non rispondete mai a un‟affermazione di principio con un‟obiezione di fatto. Mai dimostrate la vostra impotenza, rispondete ad un‟affermazione di principio con un‟affermazione di principio se volete, mai con un‟obiezione di fatto. Esempio: è ormai accertato che il fumo produce il tumore ai polmoni. Il fumatore: “No non è proprio vero, guarda mia nonna ha novanta anni, ha sempre fumato e sta benissimo.” Questa è una povertà, ci sono i livelli. Una volta cercavo di spiegare a una mia amica di fare il gioco delle tre palline perché aiuta a sincronizzare gli emisferi celebrali e lei mi dice: “ma se fosse come dici tu tutti i giocolieri sarebbero illuminati”. Se mischi i livelli in questa maniera non puoi comprendere niente. La domanda è: “C‟è una persona che mi suggerisce che giocando con le tre palline posso dare un aiuto a riequilibrare i miei emisferi cerebrali: se provassi a vedere se è così?“ Questo è un essere creativo, mica tirare fuori le ragioni per non fare, perché la paura, così come la menzogna, tira il sasso e poi nasconde la mano, è specializzata nell‟elencare le ragioni per non fare. Ve ne accorgete subito quando tirate fuori delle ragioni per non fare, per non vivere, per non essere, il giudizio e la giustificazione non funzionano. Non è necessario capire tutto, i primi tempi che ascoltavo Padre Anthony non capivo niente di quello che diceva, però c‟è comunque una sintonia, sapete che lui sta dicendo delle Verità, che le sue parole vi risuonano, poi serve un lavoro per arrivare a capire. Però quelle 246 persone che si scagliano contro si precludono la possibilità di comprende. Se un uomo ha un problema di rapporto con l‟autorità, che gli viene dalla sua storia, e vede l‟esposizione di una legge di funzionamento della vita come un divieto lui si ribella non all‟insegnamento che riceve, ma al divieto che c‟è dentro la sua testa. Non c‟è il divieto, quale divieto? Non potete fare quello che volete? Però se vi dico che le emozioni negative consumano un sacco di energia e dopo sarete stanchi non dovete dirmi: “Ma allora non posso neanche esprimere le mie idee!” Vi sto solo dicendo che le emozioni negative consumano un sacco di energia, è come se vi dicessi che se lasciate un rubinetto aperto alla mattina quando uscite, tutti i giorni, consumerete un sacco di acqua, dovrete affrontare la bolletta. Il giudizio, il difendere porta allo schieramento. Anche se voi avete un piccolo schieramento, non è una cosa insignificante perché voi non sapete quanto si può sommare emotivamente in una dimensione. Cercate di comprendere dove porta lo schieramento. La complicità è quando avete distrutto. Lo so che è così difficile capire, e non si può capire se non si capisce cosa sono le certezze, le certezze sono una cosa orribile, la cosa più disgustosa che c‟è sulla faccia della terra. Voglio spiegarvelo bene, perché mai vanno da Gesù tutti insieme a dire: Signore abbiamo trovato questa adultera, la vogliamo lapidare? Cosa te ne frega a te, lasciala in pace. Ma loro in quella legge hanno proiettato tutta l‟infelicità della loro vita. Loro non gliene frega niente di quella lì, non si può non uccidere quella che secondo la legge... Perché quella legge per loro è l‟unica ragione di vivere, se gli tocchi quella, gli tocchi tutto. E‟ per quello che in quella legge hanno messo tutto il loro fuggire dalla vita, il loro fuggire dalla paura. Dovete apprendere bene questi aspetti che vi appartengono. State attenti a non scagliare la pietra che poi vi torna indietro. La guerra è la guerra, non c‟è salvezza nella guerra e soprattutto esiste un momento in cui dalla guerra non potrete neanche tirarvi indietro, chi è disposto a dar la vita fa marcia indietro, ma diventa sempre più difficile. Allora bisogna non partecipare alla guerra quando è possibile, bisogna essere preventivi. Non partecipate alla guerra ora. Solo un grande eroe riesce a ribellarsi. Quando siete in guerra potete solo combattere. Andare là ad uccidere uno che non avete mai visto, questo è proprio la dimostrazione esatta di cos‟è il 247 giudizio. Voi combattete un poveraccio che non conoscete, uccidete un vostro fratello che non avete mai visto, non sapete chi sia, è però messo con quell‟etichetta, lui ha il bersaglio sulla fronte. Chi può deve sottrarsi a questo, non prestatevi a questo. Non serve un grande eroismo per sottrarsi a questo. Non si può alimentare l‟odio. Queste cose ci saranno sempre, ci sono sempre state, ma con queste cose l‟uomo cos‟ha risolto? Ha risolto che la guerra c‟è sempre stata, continua, ovunque, sempre e dappertutto. Quindi diciamo, anche se voi non comprate una pistola, questo non vi esime dalla responsabilità di comprendere quanto contributo date alla guerra tutti i giorni, alle guerre tutti i giorni, decine di volte, tutte le volte. Il primo passo che è importante per un uomo, è che le parole di un uomo abbiano valore. Perché se quello che esce dalla vostra bocca sono parole che non hanno valore, tanto vale che non le diciate. Allora quello che serve a un uomo per la sua vita, per non vivere come un mammifero, per avere una vita degna di essere vissuta è che le sue parole abbiano valore e che quando gli si chiede: Andiamo a destra? E lui dice sì, sì significhi sì, no significhi no, forse significhi forse. Perché l‟uomo non risponde con le parole, che non valgono niente, ma poi risponde coi fatti. Se non fate non è perché qualcuno ve lo impedisce, non è così, non fate perché non siete capaci, non fate perché non sapete mettere in atto i processi che servono per funzionare giustamente, non sapete fare perché non sapete obbedire, perché se voi sapeste obbedire almeno avreste un potere su di voi e sareste quella persona il cui sì è sì, e il cui no è no. Siete una persona che non si può fidare di se stessa perché il giorno dopo avete un‟idea diversa e quando vi diranno: “ma avevi detto…” “Ah sì, ma credevo, pensavo, non so, non ci eravamo capiti”. Quindi ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Un‟altra caratteristica della Verità importante è la sua neutralità. La Verità è neutrale, la Verità è indifferente a ciò che voi ve ne farete, però ci vuole anche un minimo di umiltà alla Verità, perché la Verità ha delle regole, che se le vedete e ci convivete, vivete: vivete con. La Ricerca della Verità è capacità di capire, capacità di accettare, capacità di entrare in profondità. Tutto va guadagnato. La domanda è: perché? E‟ una bella domanda. Le risposte sono tante, perché dovete sapere che fare un cammino spirituale all‟inizio è facile, ma poi 248 diventa molto difficile e questo cammino è brutale, sapete perché? Perché si tratta di vedersi. Se preghiamo per l‟umanità dei popoli, la fratellanza, non ci sono problemi, però non è quello che vogliamo fare, noi cerchiamo la verità con un percorso di trasformazione. Per questa trasformazione vi viene richiesto qualcosa e qui inizia il dissenso, il dissenso più grande incomincia quando l‟insegnamento risulta tale da obbligarvi a vedervi. Subito pensate: “ma se non posso neanche fare questo … e se poi non posso neanche fare quest‟altro..” e quindi comincia una struttura dentro la mente dell‟uomo che sposta la sintonia. Ogni uomo nel cammino della crescita incontra il rifiuto, ogni uomo. Ogni uomo incontra il rifiuto e quando incontra il rifiuto ci sono molti comportamenti: il grande comportamento è colui che va oltre il rifiuto e riafferma il suo scopo. Ci sono uomini che vorrebbero andare oltre il rifiuto, lo riconoscono ma sanno che non ce la fanno, allora possono chiedere aiuto e trovare aiuto. Ci sono uomini che incontrano il rifiuto, lo vedono, sanno come sono attaccati e non ci pensano neanche lontanamente, però hanno un‟onestà e dicono: “Questo cammino è molto importante, ma io non ce la faccio a farlo” e allora mollano. E fin qua siamo tutti in un comportamento corretto. Ci sono uomini che incontrano un rifiuto e non ammetteranno mai che quel rifiuto è la loro mancanza di potere e in quel momento incominciano a creare divisione a parlare male di ogni cosa. Quante volte lo avete sentito? Da Giuda, all‟amica di Sai Baba che tenta di avvelenarlo, alla segretaria di Osho che ruba, è sempre così. Oppure quando incontra il rifiuto, abbandona quello che sta facendo e dice: “guarda come ero pazzo, ero innamorato di una cosa che non esiste, fortuna che me ne sono accorto in tempo”. Va dai carabinieri e denuncia il gruppo che ha frequentato. Io ve le dico prima e l‟aspetto più distruttivo, più di quello che va dai carabinieri a far la denuncia, è quando la persona si trova di fronte al rifiuto, non lo ammette come suo problema, ma lo proietta come limite e colpa degli altri: del cammino, dell‟insegnante, del gruppo e incomincia a fare alleanza con persone che pensano la stessa cosa. Allora incominciano a creare contemporaneamente un‟altra realtà che va in un‟altra direzione, che distrugge il linguaggio. Distrugge la possibilità di capirsi e allora incominciano ad esserci tante cose che non vanno bene, tante cose che non son giuste. Questo 249 finché non distrugge, perché quando distrugge distrugge. Se uno dice “io sono in un momento di difficoltà”, può trovare cento aiuti, la sua difficoltà non danneggia nessuno. E‟ quando questa sua difficoltà si trasforma in giudizio che non va bene. Allora troverà subito della gente pronta a condividere il suo giudizio, ecco che è finita. Quel giudizio è un coltello che taglia e lui e l‟altra persona si sono tagliati fuori. Io non dissento su quello che siete, è semplicemente quello che deve essere, è semplice, poi sta a voi sapere se volete fare un cammino. Allora la vita è fatta così o volerla comprendere o non volerla comprendere. Se non la comprendete potete fare uno sforzo per comprenderla, se non la comprendete potete dire: “Io non la comprendo”. Ma questo non significa distruggere un organismo, distruggere un essere vivente, un qualcosa che sta andando, funzionando, muovendosi. Un pensiero costruttivo è un pensiero che alla fine di un processo da un risultato utile per tutti, e non solo, da un risultato che è una nuova motivazione per esserci, se è una motivazione per andarvene in che modo è costruttivo? Non è un pensiero costruttivo. Il discorso è che nella globalità di un movimento che produce separazione deve esistere un pensiero distruttivo, deve esistere un dissenso. Allora avete il frutto del vostro dissenso. Se dissentite non posso farci niente io. Attenti, una parte di noi vuole sempre dissentire, soprattutto quando c‟è da pagare un prezzo. 25 Aprile 2005 250 QUANTO MI CONOSCO? La personalità e l’essenza La scelta Il piacere La ribellione La reattivita’ Vi conoscete tanto quanto le cose che fate sono quello che volete e non vi conoscete tanto quanto le cose che fate non sono quelle che volete, ma accadono. Chiedetevi sinceramente: quanto mi conosco? Uno che si conosce non si pente mai, per esempio. Perché ogni volta che ha fatto una cosa ha fatto quella che intendeva fare. Quanto scommettereste su di voi? Sulla vostra fedeltà, sulla vostra costanza, sul vostro perseverare, sul vostro portare a termine una cosa, sul vostro costruire, sul vostro realizzare? Chi siete? Siete un illustre sconosciuto per voi stessi? Le situazioni possono prendervi la mano e portarvi in una direzione tutta diversa da quella dove volevate andare? Quanto vi fidate di voi? Dovreste giudicare meno gli altri, i presunti cattivi o i presunti mostri che vi hanno fatto questo e quest‟altro. Magari sono solo persone che non si conoscono! L‟essenza è ciò che voi essenzialmente siete, l‟essenza è ciò che voi siete ed è illimitata. La personalità è ciò che blocca l‟essenza nella sua espressione e quindi è ciò che limita l‟illimitato e non ne permette la piena espressione. Si tratta di sbloccare l‟essenza togliendo i limiti nella personalità, è il modo in cui l‟essenza si può esprimere, può essere e può dire: io sono. E‟ importante conoscere bene questa personalità, perché lei vi tradisce, vi ha sempre tradito e vi tradisce continuamente. Se non vi accorgete che vi tradisce dentro di voi, ve ne accorgete perché vi tradisce in relazione agli altri. Perché gli altri se fossero la loro essenza automaticamente la loro essenza si collegherebbe alla vostra essenza, che è la medesima essenza e tutto sarebbe molto semplice, è la personalità che vi tradisce. 251 La vostra personalità vi tradisce e la personalità dell‟altro tradisce l‟altro e quando vi incontrate scocca la scintilla, non la scintilla d‟amore, divina, scoppia la scintilla, scoppia l‟attrito. Ed ecco che quell‟attrito non è altro che il processo esterno che vi rileva la personalità interna e vi mostra come liberarvi. Quindi voi vi conoscete poco, per quello che riguarda il vostro potenziale, ma poco anche per quello che riguarda il vostro limite, perché se vi conosceste nel limite della personalità, sapreste anche un po‟ alla volta come liberarvi e allora chi ve lo mostra? Ve lo mostrano le vostre relazioni. Le vostre relazioni vi mostrano come è fatta la vostra personalità, liberando le relazioni liberate l‟essenza. Voi continuate a difendere la personalità, non c‟è niente da fare, il tiranno che vi uccide voi lo difendete tutti i giorni, questo è il problema. E colui che vi libera, che vi chiede di vedere voi stessi, voi lo mettete sulla croce. Senza una scelta è difficile veramente crescere, occorre fare una scelta, che è la scelta della Verità. Serve questa scelta, bisogna sposarla, è la scelta di una via della Verità che non da più soddisfazione alla personalità. La personalità vuole gratificazioni mentre un cammino di crescita è: io non te le do. Non credete ai cammini spirituali che vi riempiono di gratificazione, perché sono bugie, lavorano sotto la costruzione dell‟ego, quindi non servono. Un cammino spirituale è la liberazione dell‟essenza, mentre la personalità a contatto con questo sconosciuto vede la paura. Fate finta che la Verità sconosciuta sia un fiume che passa, ci sono delle persone che a questo fiume sono totalmente indifferenti, ecco queste persone sono i tiepidi, per loro attualmente non c‟è speranza, se ne lavano le mani, essi sono alla Verità indifferenti, come è possibile questo? Perché sono totalmente identificati col corpo e con la sopravvivenza. Invece ci sono persone che quando questo fiume passa possono o far partire l‟amore o arrabbiarsi come delle belve. Per queste che non sono tiepidi c‟è una possibilità, quelle che hanno l‟amore possono prendere la Verità e manifestarla nella propria vita, quelli che sono pieni di rabbia, possono riconoscere che stanno agendo secondo la paura, e non secondo l‟amore, e possono cambiare il segno. 252 La personalità non è stata inventata per compiere questo lavoro perverso contro la vita, la personalità è stata inventata per fare un lavoro per la vita. La personalità è stata inventa per essere un intermediario fra essenza e corpo. La personalità è un esecutore che possiede un sapere e che mette questo saper fare, appreso nella vita, a servizio dell‟anima per spiegare al corpo che cosa deve fare, questo era. Una persona che vivesse così avrebbe una vita piena e attiva, perché la sua anima sa qual è la direzione, quindi uniforma la personalità, il corpo e l‟anima e manifesta nel mondo il suo intento. Quindi gran parte della vostra personalità è ribelle all‟essenza, è un essere difficile all‟essenza, è ribelle. A questo punto il legame con l‟anima è interrotto e voi vivete nel corpo, nei piaceri del corpo, supponete nei piaceri della mente, siete al resto del mondo ciechi. Quindi praticamente voi venite al mondo e appena arrivate la prima cosa che vedete è una cosa di cui dovreste fare esperienza ed integrarla in voi, poi un‟altra, un‟altra e un‟altra ancora, e così vivreste una vita di ottant‟anni in cui avete integrato un cammino nella vostra anima. Dovrebbe essere così, invece può accadere che lavorando secondo la paura, secondo la personalità, l‟uomo viene al mondo e continua a separare, separa e al termine della sua vita, la sua realtà profonda interna è più frammentata di quando era prima che venisse al mondo. Quindi ricollegarsi con la vostra essenza è fare la sua volontà, è sottomettere tutta la vostra struttura a fare la volontà dell‟essenza che siete voi. E i desideri che vi possiedono, ai quali vi prostituite, non determinano la felicità, ma determino il piacere di quell‟attimo, non siete voi. Il cammino della spiritualità è un cammino che vuole dare un immenso valore a ciò che voi siete, non vuole togliervi valore, ma darvene tanto. Quando invece l‟uomo è nella personalità di fronte all‟insegnamento spirituale pensa che qualcuno gli voglia togliere qualcosa. Se non riuscite a tenere questo legame con l‟essenza cercate almeno di leggere la vita e le sue leggi. La vita ha delle leggi, le cose funzionano secondo delle leggi di funzionamento e imparare a vedere queste leggi è molto importante. 253 Vedere queste leggi e seguirle, a parte che vi da successo in ciò che fate e vi rieduca, vi fa capire che andare contro le leggi è un disastro. La naturalezza ha delle leggi che sono anche le leggi dell‟anima. Sono le leggi di un Padre amorevole, non sono leggi fatte per castrare e per impedire, sono leggi per mostrare qual è il modo efficace di realizzare le cose e di far funzionare la creatività. Se siete in una fabbrica, in una catena di montaggio ad eseguire dieci operazioni, ciò che potete fare è eseguire quelle dieci operazioni al meglio delle vostre possibilità. E‟ inutile che vi ribellate, la ribellione non funziona, non ha mai funzionato nella creazione e non funzionerà mai, la ribellione fa degradare la qualità del vostro mondo. L‟unità, al contrario, è quella dimensione che vi porta su un sentire nuovo in cui vedete le cose e si schiude una bellezza, ma basta un attimo per tornate nella divisione e nella mediocrità. Pietro che stava camminando sull‟acqua quando coltiva la divisine di se stesso dal Maestro che gli ha detto: vieni, si accorge che incomincia a sprofondare. Pietro parte perché ha visto il Maestro camminare sull‟acqua e quindi ha intravisto per sè la possibilità di camminare sull‟acqua, ha visto una possibilità, lui l‟ha vista, non è reale la possibilità per lui, per lui non è ancora reale, potrebbe diventarlo, però l‟ha vista. Si tratta di portare il processo fino in fondo, perché se portate il processo fino in fondo il pensiero diventa realtà e voi avete in mano un nuovo mondo e il vostro processo è stato un processo creativo. Se non portate il processo fino in fondo, il mondo si apre e poi si richiude, vi siete illusi e restate delusi. Tutti i processi incominciano col piacere, quello che attira un uomo verso una donna o verso una cosa, è un piacere. C‟è tutto un passaggio grande da fare, serve costanza, il passare nella terra di nessuno senza voltarsi indietro per chiudere il processo. Un‟ottava è il processo che rende conosciuto lo sconosciuto, partite col sogno e alla fine del processo il sogno si manifesta. Il processo incomincia e ha il suo valore nel fatto di essere compiuto, perché il punto di arrivo è una nuova realtà. Se invece vi fermate producete solo spazzatura, tutte le storie d‟amore, senza amore, sono tutti innamoramenti, non riuscite mai a superare questa struttura infantile e non riuscite ad andare oltre. 254 Cristoforo Colombo ha visto che c‟era l‟America dentro di se, parte con le navicelle verso l‟America, sorregge questa visione rimanendo nel focus della visione oltre il freddo, oltre la difficoltà, oltre il dubbio che viene dall‟interno, oltre il tentatore che dice: ah, ma è un‟illusione, non è vero, non è possibile. Se però mentre state facendo il processo non sostenete la visione, la visione si sbriciola e dubitate di tutto ciò che avete visto. La ribellione è un disastro. È la causa della morte, la causa della malattia e la causa di ogni sfortuna dell‟uomo. Tutti i giorni vi separate, vi tirate fuori, avete qualcosa da dire, avete qualcuno a cui ribellarvi, avete da urlare all‟ingiustizia. La vita c‟è solo nel ricordo di sé, in un‟apertura, in un‟accettazione. Se non può esser grande va bene, ma cercate di fare in modo che domani sia un po‟ più grande di oggi. Mai andare nella direzione della ribellione, della chiusura e della separazione, nella distruzione della musica. Dopo, quando avete distrutto la musica e la musica è stonata, poi la stonatura ve la tenete. Tanti di voi mi dicono che anche se cercano di essere presenti a se stessi un evento esterno li fa reagire in modo che non vorrebbero. Il discorso è che se venite colpiti dovete reagire. E‟ un meccanismo: se venite colpiti, non è che dovete reagire, reagite, siete reattivi, non potete farne a meno. Allora la cosa intelligente è non essere nel luogo dove il colpo arriva. Un maestro di Tai Chi dice a un allievo: Colpiscimi. Ma quando vede arrivare il colpo si sposta e l‟allievo non riesce a colpirlo. Il maestro allora gli dice: vedi, per fare questo io ho dovuto fare un piccolo spostamento col corpo, ma un grande spostamento con la coscienza. Se il comportamento di qualcuno vi fa reagire è perché siete nella paura, il punto è di non essere nel luogo dove arriva il colpo. Così sarete sempre feriti. Sarete sempre voi le vittime. E‟ importante sapere come le cose funzionano. Se voi sapete come funzionano andate in un luogo di inattaccabilità. Se non siete attaccati siete inattaccabili. Andate in un luogo di inattaccabilità e la vita è tutta diversa, se vi arrabbiate siete attaccabili e quindi attaccati anche da chi non vi attacca. 255 Ogni volta che vedete limiti, problemi, rabbia, conflitti, state leggendo la vita secondo gli occhiali della paura, togliete quegli occhiali e mettete gli occhiali dell‟amore. Cambiando occhiali la stessa cosa è tutta un‟altra cosa. 2 Maggio 2005 256 L’ENERGIA DEL VERBO La ribellione La disciplina La sintonia La maldicenza Perché il comportamento di certi uomini è costruttivo solo se è incanalato dentro a dei binari fermi? E se lasciato libero subito incomincia la distruttività? La risposta è facile e la dovete guardare dentro di voi. E‟ facile, perché siete dei ribelli, molto semplice. Però quello che vi serve è essere in pace senza avere qualcosa che vi tiene insieme. Questo viene rappresentato perfettamente nel film di Fellini “Prove d‟orchestra”. Se tirate via la musica, se tirate via il direttore d‟orchestra, scoppia la guerra, quando cessa la musica i musicisti scivolano nell‟anarchia. Perché non ci può essere la pace senza un direttore d‟orchestra? Perché non hanno ancora fatto loro la musica, la musica non è ancora loro, non è dentro di loro. Il direttore d‟orchestra non serve laddove i musicisti sono musicisti e hanno fatto loro la musica. Il direttore d‟orchestra serve laddove i musicisti non capiscono ancora quello che fanno. Il direttore d‟orchestra sente la musica e sente che c‟è un “si bemolle” che non è la nota che dovrebbe essere. Per questo la disciplina è molto importante. Il livello più basso è quello di chi rifiuta la disciplina, non potrà imparare nessuno strumento. Il livello più alto è comprendere che la disciplina è importante, è la prima unione di amore e potere che si incomincia a costruire dentro di voi. In quel momento, attraverso questa disciplina, questa unione di amore, motivazione e potere, incominciate a mettere una nota dopo l‟altra, incomincia l‟espressione. Però c‟è ancora bisogno di un direttore d‟orchestra, lo scopo è arrivare al punto in cui non serve il direttore d‟orchestra. Viene un tempo e un momento in cui anche quella disciplina, che è servita per arrivare a una libertà, si trasforma in una libertà e quella disciplina stessa non serve più. 257 Entrare in sintonia, mantenere la sintonia è importante. Chi di voi ha l‟esperienza di fare dei sogni che gli portano della saggezza? Come mai la vostra anima deve approfittare del momento in cui dormite per dirvi qualcosa? Perché quando dormite finalmente la ribellione cessa. La pace deve essere indipendente da tutto questo. Abbiamo visto un concerto di George Benson, quello che lui esprime con la sua musica, è un linguaggio, io posso parlare ore e ore in questo modo, invece qualcun altro può dire: “non se ne può più, ma che ritmo è, non mi piace…” In quel momento è la ribellione dentro di lui che sta funzionando. Sono tutti mondi che risuonano dentro: approfondiamo il fatto che non piace. Cosa significa che non piace? Non vi piace o non la capite? Una cosa bisogna capirla per poi dire che non vi piace. E‟ che avete paura di ciò che non conoscete. Non è che non vi piace, è che avete paura di un mondo che non conoscete. Ma se altri, che inizialmente possono aver sentito la vostra stessa paura, poi sono riusciti a creare tutti insieme una vibrazione, questa è una vibrazione di qualità, si sente e fa succedere tante cose. Quindi quando si riesce a creare la vibrazione, è una cosa molto importante. Però perché non avete avuto accesso a questa vibrazione? Cosa dentro di voi ve lo ha impedito? E‟ il rifiuto che impedisce di vivere. Non si può stare sempre nel conosciuto, poi diventa una noia. Il conosciuto è stimolante la prima volta, ma poi diventa una noia. Quando togliete il rifiuto e accettate di mettervi in gioco, allora sentite la paura di fronte allo sconosciuto, ma finché il rifiuto agisce la paura non la sentite, è un anestetico, il rifiuto è un anestetico, è un antidolorifico. Un mondo che non si conosce spaventa. C‟è gente che ha paura di viaggiare in paesi stranieri, c‟è gente che ha paura a salire su un palco, c‟è gente che ha paura a parlare, ci sono persone per cui questo è traumatico, ma è un pregiudizio nella mente. Giudicare vuol dire anche pregiudicare, quindi avete pregiudicato l‟ascolto di quella musica, per esempio. Avete pregiudicato il risultato, l‟avete impedito. Il risultato è stato pregiudicato dal comportamento. Il giudizio porta la mente e il corpo altrove. 258 La chiave è esserci, se ci siete la musica è una cosa meravigliosa da godere e adesso sapete anche cos‟è che impedisce di esserci, cos‟è che impedisce di esserci? E‟ la paura, ma a un livello più alto è il rifiuto, a un livello più alto ancora è la pretesa di sapere. Laddove c‟è il vostro rifiuto, laddove c‟è una cosa che non volete fare, con la quale avete un rifiuto, è giusto che voi comprendiate la natura del vostro rifiuto, perché questa è una conoscenza di voi stessi. Quando comprendete la natura del rifiuto e vedete che è un rifiuto pregiudiziale, perché rifiutate ciò che non conoscete, allora potete darvi, se lo ritenete opportuno, la possibilità di conoscerlo e talvolta si trova una cosa meravigliosa che non rientrava nella vostra vita e la vostra sfera di vita, diventa diversa, si allarga. Di fronte a quest‟esperienza che la vostra struttura vorrebbe rifiutare, potete mettere a punto un sapere in base al quale forse lì c‟è qualcosa che ha valore, potete avere l‟intelligenza di porvi delle domande e qui possono succedere tante cose. Questo rifiuto, se non compreso, può venire espresso con accusa e violenza. Voi non avete la misura del potere della parola, l‟energia del verbo ha un potere enorme. Prima ancora della parola esiste il pensiero negativo e anche le emozioni negative, ma sono in un certo senso all‟interno dell‟essere, quando l‟uomo esprime la parola, la parola è l‟inizio della manifestazione. Dentro questa parola viene fuori la vibrazione che contiene la vibrazione della parola stessa, inizio della manifestazione. Tutto questo va in un malloppo che è il mondo e che siete voi, è una unità. E‟ l‟aria che respirate, perché voi non siete separati, siete separati come forme, ma siete un‟unica cosa come umanità. Quando un organismo ha tante tossine nel punto più debole le tossine accumulate si esprimono come crisi acute, non è che vi viene un mal di testa perché c‟è qualcosa di speciale alla testa, ma perché lo squilibrio all‟interno del corpo si è manifestato in quel luogo che era il punto dove è riuscito a fuoriuscire. Ecco perché ogni cosa negativa che succede nel mondo è anche una vostra disfunzione. Allora quando la persona porta il suo negativo va accolta col gelo! Neanche un sorriso, niente, come se il suo suono non fosse stato emesso dalla bocca. Questo è il più grande atto d‟amore che voi potete fare nei confronti di questa persona. 259 Naturalmente per riuscirlo a fare dovete essere puliti da quel negativo, se invece voi vi lasciate coinvolgere nella complicità allora fate diventare quel negativo reale per voi e per lei e in quel momento incomincerà tra di voi una relazione nel tempo basata su questo. La persona che porta il negativo cosa sta facendo con questo comportamento? Sta dicendo: io non sono un essere degno di vivere, questo pensa di se. Qui vivo di una negatività che si sta creando in questo momento, non so vivere di bellezza, non so vivere d‟amore, so solo vivere di sporca complicità. Se voi siete maldicenti e con lei vi mettete a parlare male di un altro, lei vi accoglie e create una complicità, potete star certi che quando voi ve ne andate parlerà male di voi! È sicuro. Non permettete mai a nessuno di vomitarvi addosso, perché vi sta considerando una pattumiera e se voi gli dite sì: vomitami addosso, gli state dicendo: sì, io sono una pattumiera. Dovete fargli sentire il gelo della distanza, questo non c‟entra con la vita. Non è da fare questo, bisogna dare sempre valore ai rapporti. Credere nelle relazioni, nel fatto di poterle approfondire sempre, però tutto ha dei gradini. Quando dico che dar valore ai rapporti è la chiave di tutto, intendo dire che se ce la fate in certi momenti, quando tutto sembra impossibile, c‟è sempre la possibilità di un gradino nuovo, ma se arrivate a riconoscere che questo gradino nella vostra vita non riuscite a compierlo, piuttosto che tenere in piedi una qualunque relazione non costruttiva è meglio allontanarla. Cioè se voi con quella persona non riconoscete in nessun modo a stabilire una relazione costruttiva, è meglio che gli diciate: io e te basta. In questo modo liberate voi stessi e liberate l‟altro. Le relazioni che avete le dovete vedere bene, perché in tutti i casi l‟altra persona vi sta dando un insegnamento, dovrete sempre ragionare in questo modo: cosa posso imparare da questo? Se una persona con voi esprime sempre il negativo, voi potete imparare una vostra purificazione, perché se lei nell‟esprimere il suo negativo trova in voi la complicità è perché quel negativo in qualche misura dentro di voi esiste, lei si aggancia col simile. Il serpente arriva e cerca la vostra complicità e se non siete purificati potete dargliela. La complicità è anche solo un sorriso, un gesto di assenso. 260 Una dice: ah, perché gli uomini, i commercianti, i mussulmani, voi sapete già che siete di fronte a una deviazione della mente umana, in quel momento anche se non dite niente basta che dite: umm, è già fatto. Non dovete dire niente. Voi non siete responsabili delle loro azioni. Dovete tirarvi fuori da tutte queste cose, perché dovete mettere a punto una vibrazione di benessere che vi faccia star bene e che sia anche una musica, una luce per altre persone. Non prestandovi alla complicità che la persona maldicente cerca la aiutate a ricordarle chi è, perché si è persa, ha totalmente tradito se stessa. E‟ un atto di amicizia, lei penserà che l‟avete tradita, mentre invece le state dando la vostra amicizia. Allora voi dovete cercare di vivere di bellezza, la bellezza è una vibrazione sapiente, e va costruita con amore e con arte e si distrugge sempre attraverso la ribellione. E‟ per quello che il ribelle si trova sempre in mano un pugno di mosche, è perché ha distrutto l‟equilibrio. Se, fin dall‟inizio, tutti avessero suonato la loro musica perfettamente, al meglio di loro stessi, al meglio che potevano, il problema non c‟era. 23 Maggio 2005 261 EDUCARE LA MENTE Il pensiero preciso Lavorare per l’eternità Sintonizzarsi con la bellezza Il tradimento Una mente razionale, quindi una mente educata all‟esattezza e alla precisione delle cose è un grande strumento per eliminare la paura. La mente ben educata riesce a rimettere le cose nella loro vera collocazione, la mente razionale vi aiuta, di fronte alla paura, a rimettere le cose al loro posto. La paura non è in assoluto sbagliata, ma la paura diventa sbagliata quando fa complicità con la mente che diventa succube della paura e produce pensieri che spaventano. Il pensiero al servizio della paura trasforma un minuscolo granello in una montagna pazzesca. Se per esempio un uomo perde il posto di lavoro, torna a casa e stermina la sua famiglia, questo è un esempio chiaro che la sua struttura funziona in un modo deforme. Che cosa ha costruito nella sua mente? Non li ha uccisi perché ha perso il lavoro, ma perché la sua struttura prende una cosa negativa, la ingigantisce e ne diventa totalmente schiavo e totalmente posseduto. La paura è qualcosa che rende i percorsi della mente tortuosissimi e complicatissimi, perché hanno per scopo di riconfermare la paura stessa. Educare la mente è fondamentale. Se volete comprendere le cose esattamente come sono dovete capire che nella struttura umana c‟è una gerarchia. La testa è in alto, non è stata messa per terra, è stata messa sulle spalle, scendendo troviamo il centro emozionale e più giù il corpo. Se testa, emozione e corpo hanno una struttura che, sostanzialmente scende, non è perché una cosa è più importante dell‟altra, ma per dimostrare che c‟è una gerarchia. Se l‟uomo è fatto così ha un senso, il serpente, nella Bibbia il tentatore, è proprio in un punto molto basso, non può far altro che strisciare. La gerarchia dell‟essere che funziona è: pensiero, parola, emozione, azione, cioè avere un‟idea, dirla, sentirla e farla, questa è la sequenza. Poi si verifica una distorsione per cui l‟emozione viene stretta dentro una morsa di ferro, eliminata totalmente e al suo posto ci viene messa la paura. La paura taglia il legame del cuore con la 262 mente e con il corpo, si impossessa di questo centro di comando, rende la mente e il corpo schiavi e qui succede di tutto. Allora, riacquistare un uso corretto della mente è fondamentale perché la mente di fronte anche a tutta l‟oscurità che c‟è dentro di voi sarà un‟alleata straordinaria e vi porterà a una vita semplice, e vi porterà a comprendere e a sapere ciò che fate. Solo così il pensiero preciso diventa un pensiero profondo, un pensiero penetrante che penetra e che va a vedere le cose. Il pensiero impreciso invece cosa fa? Fa il terrorismo, fa esplodere reazioni forti perché è nella paura. Un pensiero preciso e esatto sarà un alleato meraviglioso. Il pensiero preciso è il Padre, è quello che da la direzione, che non vi permette di sbattervi da ogni parte, vi dice esattamente come si fa, qual è la verità, qual è il modo, qual è il cammino. Il pensiero esatto è sottomissione alla Verità. Vi faccio un esempio: se volete fare un progetto di un oggetto, di una scarpa, potete farlo in cento modi, se però quella scarpa deve essere di buona qualità, i modi diventano venti, se la scarpa deve essere bella diventano cinque, se la scarpa deve costare il minimo, la soluzione è una sola, l‟eccellenza ha sempre una soluzione sola. Ci sono tanti modi di fare le cose sbagliate, ma uno solo di farla giusta. La qualità è zero difetti, la qualità è perfezione. Allora serve un pensiero preciso, ma la precisione non deve essere solo del pensiero, servono anche emozioni e movimenti esatti. La precisione dell‟essere umano è la vita, perché vuol dire sapersi calare nell‟attimo. Le persone rifiutano questa precisione perché sono ribelli, perché vivono questa precisione come un‟umiliazione e una sottomissione, non comprendono che attraverso la precisione la vita è bellissima e questa è la strada che gli darà tutto. La precisione di pensieri, emozioni e azioni è lavorare sempre per l‟eternità, in pratica fare chiarezza è già la soluzione. L‟atteggiamento peggiore verso un lavoro pratico che dovete svolgere è quello di farlo per tirarselo via. Quando fate un lavoro oggi, e lo dovete fare, c‟è sempre una parte del vostro cervello, anche piccolissima, che non si accontenta di fare quel lavoro e sta già pensando come impostare quel lavoro per tutte le volte che accadrà. Dopo che avete scritto a mano per trenta volte un foglio che è sempre 263 uguale, pensate che per le prossime volte sarebbe meglio scrivere un foglio al computer. Voi lavorate per il presente, ma lavorate per il futuro e questo lavorare per il futuro vi semplifica il lavoro di domani. Ma non finisce qua, lavorate per questa volta, ma lavorate per tutte le volte uguali a questa. Lavorate per l‟eternità, non lavorate mai per il presente, lavorate per ciò che è definitivo. Lo stesso concetto vale per la vita, non solo per il mondo pratico, infatti se avete imparato una cosa ed è quella, a cosa vi serve? E‟ già finita. Ogni volta che vi dovete rapportare con una persona diversa da voi dovete fare una mediazione, che è una conquista, che è un punto di vista comune fra voi, ma questo punto di vista comune non deve servire solo fra voi, deve essere portato in ogni cosa, perché se poi la persona se ne va cosa ve ne fate? Quel punto di vista vi serve per tutto l‟Universo e per tutto il tempo. Quindi voi lo prendete da lì ma lo dovete spalmate, allargate e ruotare in ogni cosa, in ogni luogo, perché un luogo è ogni luogo, un istante, è ogni istante è questo da capire. E‟ per quello che se voi capite questo non avete fretta di correre da qualche parte, perché quell‟istante e quel luogo è la vostra grande benedizione. Volete entrarci dentro totalmente. L‟eternità è entrare dentro totalmente nell‟attimo. Questo entrare nell‟attimo l‟uomo la chiama bellezza. La bellezza si svela quando smettete di manipolare, la magia è essere con ciò che la vita vi mette davanti, con ciò che avete scelto, con le responsabilità che vi siete presi, col cammino che avete fatto, con tutto. Ognuno di voi almeno una volta ha avuto esperienza di vivere nella bellezza, anche solo per un attimo, l‟avete vista, era vera e reale, ma poi avete perso la sintonia con questa bellezza. Questo cammino che vi porta verso la percezione di questa dimensione, che chiamiamo bellezza, ma chiamatela vita, Dio, voi stessi, non è assolutamente da perdere. E‟ una cosa da coltivare continuamente, perché se una persona ha dubbi su questo, in poco tempo si ritrova a vivere la vita di un mammifero. Non c‟è spiritualità senza questo, non c‟è spiritualità senza un riferimento continuo a qualcosa di straordinariamente meraviglioso, assoluto. Senza un riferimento continuo all‟eternità ogni tanto la sentite, poi la perdete ma voi aspirate sempre a quella, questa è la strada perché 264 altrimenti non vale niente, meglio mangiare, bere, dormire, riprodursi e morire. Dovete anche sapere che comunque quei momenti di distanza dalla bellezza sono importanti, sono importanti, perché mettono alla prova la vostra fedeltà. E‟ per questo che un gruppo servirebbe a una cosa sola: tenere acceso il fuoco, sempre, continuamente, perché il fuoco si spegne. Perché c‟è un essere che le tradizioni chiamano il maligno che è lì sempre pronto a soffiare su quella fiammella per spegnerlo. Quindi bisogna coltivare quella cosa che ha valore dentro di voi, coltivarla anche di fronte alle difficoltà e tutto si mette a posto, serve costanza. E quando siete di fronte alla difficoltà la vostra visione si stravolge, perché quella difficoltà diventa gigantesca e non riuscite più a vedere oltre, bisogna mantenere questa vista, la Fede è questa vista, la Fede è la capacità di vedere oltre la difficoltà. Altro modo di definire la Fede, la capacità di vedere la Verità oltre la difficoltà. Non raccontatevi delle storie e coltivate la precisione della mente, l‟amore, la bellezza, la responsabilità, la sincerità. Se il vostro riferimento sono queste cose, riferendovi continuamente a questo e portandolo in ogni atto, un po‟ alla volta tutto va a posto, Dio lavora per voi, non c‟è da risolvere, non c‟è da inventare niente. Questa è la chiave e se vi riferite continuamente a questa divinità che voi siete e volete esprimerla totalmente non vi perdete più, ogni giorno fate un piccolo cambiamento, l‟unico pericolo è tradire voi stessi. Il tradimento di voi stessi vi è invisibile perché non è che dite: ieri ho tradito me stesso, però oggi farò meglio. Non fate così e dopo recuperare un granello di verità sarà difficile. La persona che tradisce se stessa la tradisce proprio per davvero, vuol dire che proprio la vede in un altro modo. In senso più grande tradire se stessi essenzialmente è non riconoscere la ragione per cui siete qua. Quando parliamo della bellezza in realtà è un ricordo, è un riconoscere un po‟ della ragione per cui siete qua. La bellezza è quando voi riconoscete un po‟ chi siete, perché la cosa che avete davanti è riuscita a dirvelo, questa è la bellezza. Quando perdete quella bellezza tradite voi stessi e quella cosa meravigliosa potete anche buttarla via, perché non è più quello che era. In questa visione il collegamento che avete prodotto non è più nulla. 265 Gesù dice: voi siete il sale della terra e se il sale perde sapore, con che cosa glielo daremo? Quindi mai perdere la percezione della bellezza, perché se perdete la percezione della bellezza con cosa la recuperate dopo? La bellezza di cui parliamo siete voi, voi siete la bellezza. Non dovete perdere questa fiducia. Se vi rapportate con qualcuno e siete in difficoltà ma fate un buon lavoro, voi siete la bellezza, però se fate un cattivo lavoro siete la bellezza comunque, perché se il fatto di aver fatto un cattivo lavoro mette in dubbio, una volta, voi stessi allora non siete più la bellezza. La bellezza e l‟amore sono la capacità di dare un valore a ciò che siete, non è un‟altra cosa. Il vostro valore non è messo in discussione dal risultato, il vostro valore è nel vostro intento, nella vostra purezza e in ciò che potete fare. Il vostro valore, ciò che voi siete, è un valore molto grande che se non lo riconoscete voi non lo riconoscerà nessuno, ma voi siete qui per riconoscerlo, non siete qui perché lo riconoscano gli altri e per fare questo serve anche un po‟ di forza che si conquista un po‟ alla volta, ma dentro ognuno di voi c‟è e lo scoprirete. La spiritualità è responsabilità, capacità di essere abili a rispondere, è essere utili, fare quello che serve. Con la vera responsabilità entrate un pochino in questa dimensione e la forza arriva un po‟ alla volta. Non arriverà mai la forza se non vi mettete in gioco, e non vi metterete mai in gioco se non avete un valore superiore al vostro quotidiano. Allora tutto nasce dal coltivare un valore, che non è nella sopravvivenza ma è nella vera vita, nel mettersi in gioco per questo valore e nel continuare questo gioco con la fedeltà a se stessi, solo così tutto può succedere. Si tratta solo di esserci in un cammino di crescita con fedeltà a ciò che siete. 06 giugno 2005 266 MENTE LOGICA E MENTE ANALOGICA La separazione nell’uomo La stabilità dell’intento Sapersi collocare C‟è bisogno di collegare? Non ce ne sarebbe bisogno perché tutto è già collegato, ma visto che noi abbiamo perso la vista dei collegamenti è importante usare la mente per collegare e la mente che collega è la mente analogica. Perché è importante collegare? Perché mentre colleghiamo ci ricordiamo, le reti neuronali incominciano a stabilire dei collegamenti. E‟ come quando voi avete due cose dentro la testa che non c‟entrano niente l‟una con l‟altra e riuscite a capire che sono collegate. Un maestro è una persona dove tutta la sua struttura è in perenne collegamento. I modi di usare la mente sono due: c‟è una mente analitica che è quella che separa per vedere meglio un dettaglio, e c‟è una mente analogica che è una mente che collega. Non vi sfugge che questi due modi di esprimersi è equivalente a parlare di amore e potere, la mente logica ha una funziona maschile e si identifica con il potere. Adesso noi ci concentriamo un attimo sulla mente analogica, perché la mente analogica è totalmente perduta, il nostro addestramento a scuola, nella società, è sulla mente logica. Nonostante questo l‟uomo nella mente logica è totalmente primitivo. Bisogna imparare ad usare sia la mente analogica che la mente logica, raggiungere l‟eccellenza in entrambe le cose tenendole insieme. Prendiamo, per esempio, dei vasi collegati insieme di varie figure e forme, se facciamo scorrere dentro dell‟acqua per quella legge che si chiama dei vasi comunicanti, le acque raggiungono tutte lo stesso livello. E‟ una legge matematica. Qualcuno che usava la mente analogica ha capito che questo è uguale alla circolazione delle macchine per le strade. E' la stessa legge. Quindi ha incominciato a studiare come era possibile, regolando opportunamente i semafori, a fare andare le automobili nei luoghi dove c‟è alto traffico e dove il traffico è più basso, di modo che il traffico medio diventi tollerabile. Quindi il formalismo dei vasi comunicanti è una formula, in realtà è la stessa cosa della circolazione delle automobili. Tutta la genialità dell‟uomo consiste in questo, nel prendere una cosa in un dominio e 267 portarla da tutta un'altra parte. Un altro esempio di mente analogica sono coloro che hanno capito che si poteva vedere tante cose sul corpo umano guardando l‟iride, cosa c‟entra l‟iride col corpo umano? Oppure i simboli cinesi degli I king, cosa c‟entrano con quello che accadrà nel futuro? Quindi la mente analogica è questa mente che collega cose molto lontane ma che in realtà non sono lontane affatto. Sono lontane perché così sono state discriminate dalla mente. A volte vi ponete delle domande ma le risposte sono già dentro di voi, però non le trovate perché sono separate, siete separati. Siete un insieme di “io” e sono tutti separati dalle strutture di separazione che chiamiamo ammortizzatori, come se fosse dell‟ovatta, qualcosa che attutisce. La domanda di un “io” esiste come risposta nell'altro, se foste uniti non formulereste la domanda, perché nel momento in cui la formulate avete già la risposta. E‟ difficile vedere questo perché siete sempre nella divisione. Ci sono uomini, scienziati o artisti, quindi con grande capacità di mente logica, emisfero sinistro, e grande capacità di mente analogica, emisfero destro, però quando leggono i libri di scienza li leggono con l‟emisfero sinistro, quando leggono i libri di spiritualità li leggono con l‟emisfero destro. Hanno tutte e due le funzioni ma stanno separate. Non riescono a metterle insieme e così siamo noi, abbiamo tutte queste funzioni e non riusciamo a unirle. Cos‟è questo insieme di ammortizzatori che separa tutti gli “io”? Tutti gli “io” nel loro insieme unito sono la personalità, gli ammortizzatori che separano sono la falsa personalità. Voi dovete vederlo così, dovete vedere una unità che è stata separata col bianchetto in tanti pezzi e, questo bianchetto che va a separare tutte le parti, è la falsa personalità. Questo bianchetto non è fatto solo di paura, ma anche di giustificazione, di rifiuto, il non voler vedere, è fatto di obiezione. Perché è strutturato apposta. Chi è quello che va col bianchetto a scontornare tutti i pezzi del vostro cervello per fare tante personalità? C‟è chi lo chiama il maligno. Vi leggo, una canalizzazione di tanti anni fa. Io chiedo: Ma chi è questo maligno? ”Il maligno, creature, è solamente la possibilità che ogni essere ha di ribellarsi. Il maligno come sostanza o come realtà non esiste, esiste il negativo, esiste quella condizione in cui qualsiasi soggetto non vibra in equilibrio e in 268 armonia. Il maligno è quella sostanza che tenta di dividere l‟armonia e l‟equilibrio. Nella parte sostanziale di un individuo, cioè nella propria personalità, il maligno lavora nella vostra materia per confondere quella parte veritiera che c‟è dentro di voi” Capite perché? Perché confonde. Perché divide la verità in due pezzi di modo che da una parte nasce una domanda e dall‟altra non c‟è più la risposta, quando queste parti sono unite c‟è la Verità, non c‟è né la domanda né la risposta. Appena nascerebbe la domanda, la risposta è già fatta. “Quell‟illusione creata da voi stessi è la stessa illusione che dovete cancellare. Quel maligno con cui avete fatto alleanza è lo stesso maligno che dovete cancellare. Cercate di aprire la vostra mente, creature, ogni essere conosce il bene e il male relativamente alla propria condizione, relativamente al proprio tempo. Tanto quanto riesce a comprendere quella differenza, quella distorsione e tanto più gli necessita quella possibilità per correggersi, altrettanto la creatura arriverà ad assimilare che ci sono altre possibilità per lui che non può comprendere. Ma non è che non esistono, è la creatura che non riesce più a comprendere.” Il maligno è il serpente. Vedete come fa? Intanto striscia, lui striscia perché l‟unica cosa che sa vedere è l'avanti, e poi divide. Quindi abbiamo detto la mente analogica è molto importante perché è la possibilità di ricollegare. Religione in latino viene da RE-LEGO, vuol dire: lego di nuovo. Rilegare vuol dire ricollegare le energie spezzate. La mente analogica è una funzione femminile, ed è questo che vuol dire l'Antico Testamento quando Dio dice al serpente: arriverà una donna che ti schiaccerà la testa col suo piede; parla della mente analogica. La mente lineare e mente logica sono la stessa cosa. La mente logica nella sua struttura più primitiva è la mente binaria. E‟ bianco o rosso? Si va a destra o si va a sinistra? Si contrappone continuamente. E‟ buono o cattivo? Bene o male? Chi è il cattivo? dice la mente binaria, attenzione alla mente binaria che è al servizio del centro istintivo, è uno dei peggiori. La mente binaria subito divide gli esseri umani in amico o nemico, così come divide le cose in bello o brutto, mi piace o non mi piace. Un disastro. Quella è una funzione che serve all‟inizio dell‟evoluzione, ma non è una funzione di un uomo. E‟ una funzione che divide il mondo in territori. 269 La mente binaria vuole incasellare è quella che impedisce, ma lo fa in una maniera brutale. La mente binaria è dentro la mente logica, è il termine di comunicazione, è come dire: “Sì” – “No”, è proprio la visione della vita. E‟ la visione della vita più primitiva che esiste. Quando l‟uomo usa quella mente lì subito vi mette un ostacolo: o con me o contro di me. Mi ha raccontato un‟amica che lei ha un carissimo amico in meridione e appena può va a trovarlo perché tutto il tempo che sta con lui è bellissimo, si divertono come dei pazzi, hanno un‟amicizia bellissima, una cosa straordinaria. Poi è successo che lui le ha chiesto di fare l‟amore. Lei non glielo ha permesso perché per lei l‟amore non si fa con gli amici. Lo ha messo nella scatola AMICO. Voglio spiegarvelo bene. L‟amore è un sentimento e come tale non è né definito né definibile. Però quando la mente inizia a metterlo nelle scatole: l‟amore per il collega quella lì è amicizia; l‟amore per il capo, e così via, uscire da quelle scatole lì è un bel casino. L‟amore ha una sostanza sola ed il lavoro su di sé è importante per capire questo, cioè che non ci sono vari tipi di amore, ma è un'unica sostanza che riuscite a dare a vostro marito come a vostro figlio, è uguale. Ed è proprio quando lo elevi che riesci a vedere che è uguale. Nell'educazione, che ci è stata impartita da sempre, è che c'è un amore per il fidanzato, un amore per il figlio, un amore per il marito che è già diverso da quello del fidanzato. Non c‟è vita in questo, ci sono solo schemi. Succede così perché in questo caso la mente logica prevale sulla mente analogica. Perché una persona che ha un sentire esatto non c‟è schema che riesce a convincerlo. Ci sono persone che di fronte al loro sentire hanno dato la vita. Quando non vi identificate più con questa vita terrena, avendo una conoscenza, superate anche il momento di grande difficoltà. Ouspensky diceva: “Viene il momento in cui chi risponde non è il tuo piccolo “io” ordinario di tutti i giorni, ma un “io” grande, gigantesco, di cui tu non avevi neanche consapevolezza.” E Gesù diceva su questo: “Quando vi prenderanno e vi porteranno davanti al tribunale e saranno pronti a condannarvi a morte, non preoccupatevi di cosa direte, come vi difenderete, in quel momento le parole vi saranno suggerite dal Padre Vostro che è dentro di voi”. Tanti grandi uomini non si sono mai fermati davanti alla morte, mai. Gandhi, Martin Luter king, sono persone che a un certo punto entrano 270 in una dimensione di Verità, e questa verità è un potere immenso, cioè il potere di non avere paura. Per questo il super sforzo è tutto, non lo sforzo ordinario, lo sforzo ordinario non serve a niente. Se non si fa nessun sforzo è un tradimento verso se stessi. Il punto è che voi tradite voi stessi continuamente anche quando non c‟è nessun pericolo. Tradite voi stessi perché vi prostituite, vi prostituite per un po‟ di piacere, per un po‟ di affetto, per un po‟ di considerazione. Torniamo a parlare della mente. La mente analogica e l'intuizione sono la stessa cosa, se voi aveste una mente analogica che funziona continuamente vedreste sempre la connessione, solo che funzionando solo ogni tanto, la chiamate intuizione, quindi le intuizioni sono bagliori di mente analogica. La mente analogica senza la mente logica non vale niente e allo stesso modo la mente logica senza una mente analogica. Perché l‟unione di mente logica e mente analogica è il potere dell‟amore, non si può amare senza forza, l‟amore senza forza è un piagnisteo insopportabile. Un uomo che usa la mente logica riduce sempre di più per potere essere sempre più preciso, è un uomo che sa tutto di niente, perché ha concentrato la sua coscienza in un punto talmente piccolo che fa una luce bestiale ma è insignificantemente piccolo. La mente analogica è una mente che prende la luce e la apre in un mondo grande, ma apre talmente tanto che non illumina più niente, quindi chi usa la mente analogica è colui che sa tutto, ma di tutto non sa nulla. L‟unione della mente logica e analogica è nel contempo una mente che penetra e che collega, precisa, capace di profondità e di ampiezza, capace di scendere e di abbracciare. Questa mente che collega e questa mente che penetra quando lavorano insieme assemblano tutto, cioè è la mente costruttiva, nell‟unione di mente logica e mente analogica si realizza la mente di Dio, la mente creativa. Nella loro separazione invece sia che uno va nella mente logica, sia che va nella mente analogica si realizza la mente che distrugge, che separa, che divide. Allora questa unione di queste due cose porta all‟armonia, al contatto con la bellezza, col vero, col buono e con il bello che sono la stessa cosa, l‟altra strada porta invece alla perdita. Perde proprio la vibrazione, la visione, la percezione e quindi diventa una sequenza interminabile di stonature. Quindi una mente crea e l‟altra abbassa il 271 livello. Dunque, ritornando a parlare dell‟amore, potete riconoscere quando è vero amore solo nel momento in cui si riesce ad unire. L‟amore non separa, cioè l‟amore che divide è una bugia, è l‟ego che divide e quello non è amore. Quando si tende ad unire e si sta applicando l‟amore, diventate Dio, o ritornate a essere Dio, e vi riconoscete come Dio solo quando approvate tutto ciò che esiste. Tradire voi stessi è il vero tradimento ed è non riconoscere quello che invece è stato fatto, lo fate ogni volta che dite: “non è giusto”. Proviamo a fare due passi indietro, parliamo di Dio e supponiamo che non siete voi, per ora, supponete che sia perfetto, come fate a dire che non è giusto? Non vuol dire niente che non è giusto, la situazione è perfetta. Questa frase è molto importante, vuol dire: “La smetto di parlare delle ingiustizie!“ Ed è il primo passo per applicarlo a ogni aspetto della vostra vita. Non parlate più dell‟ingiustizia perché rappresenta la manifestazione più grande dell‟ego. Se continuate a dividere il mondo in giusto e sbagliato, secondo quello schema della mente binaria, vi riducete a un livello che più basso di così non potrebbe esistere, siete quello che pretende di sapere tutto. Considerate questa visione distorta del giusto e sbagliato, in questa visione non vi rendete neanche conto che state applicando una mente binaria, che è la più bassa, la più insignificante e la più piccola e la meno intelligente delle funzioni umane, e pretendete di dire a Dio che ha sbagliato a creare una cosa. Poi lasciate spazio ad un pensiero più alto per cui esistete voi e esiste Dio che è perfetto, e che ha creato tutto il mondo, credendo in questa visione, come potete dire non è giusto? Quando incominciate ad applicare la mente logica incominciate a vedere un‟intelligenza nella vita, ma quando incominciate ad applicare una mente analogica incominciate a capire che le cose non sono solo intelligenti, ma sono anche giuste e allora incominciate a verificarle un po‟ alla volta, e così vi avvicinate un po‟ di più a Dio, approvate quello che Lui ha fatto. Tanto è vero che, se espandete questa visione approvate sempre di più il suo operato, e quando l‟avete espansa totalmente approvando tutto, vi ricordate che fate parte di quel Dio. Questo è un punto fondamentale, quando non approvate non riconoscete chi siete. Significa non riconoscere l‟unità delle cose e non riconoscere l‟unità 272 di voi stessi. Quella separazione fuori è la stessa dentro, siete voi che la determinate. Anche la separazione in questa perfezione è un mezzo importante per ritornare all‟unità, se non vi foste separati probabilmente oggi non sareste in grado di avere la consapevolezza dell‟unità. E‟ come prendere un‟automobile che funziona smontarla e poi rimontarla, ma se la smontate e basta e non la rimontate il vostro processo non ha funzionato, ma l„uomo continua a smontare e non ci pensa neanche a rimontare. Sono pochi i ricercatori che fanno un lavoro in cui cercano di rimontare, l‟uomo smonta sempre di più. La signora che dicevamo prima con l‟amico, incontra l‟uomo che va bene per lei nella sua vita, si amano tantissimo, stanno sempre insieme, hanno quella fortuna che sono prima amici che innamorati, ma lei gli ha scritto in cima l‟etichetta amico, e basta. E‟ un bel problema, ha scritto l‟etichetta sbagliata. L‟etichetta è il giudizio, ed il giudizio impedisce la vita, impedisce alla vita di avvenire e a voi di viverla. Ecco che la mente binaria non vi permette di scegliere, è già tutto scelto, perché ha già tutto diviso in territori. La mente analogica invece vi da la possibilità di scegliere, perché subito crea possibilità. La divisione è la mente binaria e come risultato da la perdita di possibilità, mentre l‟unione crea la possibilità. Quindi, tutto il lavoro su di se consiste nel togliere gli ammortizzatori, quelle parti che tenendo separati i vostri “io” e che producono una visione del mondo separata, ed è importante lavorare sia dentro che fuori a voi stessi. Se lavorate fuori si unifica dentro, se lavorate dentro si unifica fuori, il cambiamento della vostra visione cambia il vostro essere, il cambiamento del vostro essere cambia la vostra visione. Voi potete sperimentare questa cosa nelle due direzioni, perché se curate il pensiero costruttivo subito quello che prima era insignificante diventa bellissimo e voi vedete una bellezza che gli altri non vedono, ma potete far marcia indietro, coltivare la divisione e quell‟esperienza sparisce, sto parlando della possibilità che serve ad un uomo di scegliere. La signora di prima non è in grado di scegliere, lei una volta messa l‟etichetta non è in grado di scegliere quello che vuole, è come un tradimento, che avete fatto tante volte; la funzione dell‟uomo è scegliere e poi prendersi la responsabilità di ciò che ha scelto. Gandhi parla del lavoro dicendo che se voi usate la visione fuori 273 arriva anche la trasformazione dentro, si trasforma lo stesso e cambia la visione. Allora quando lui stava battendosi per ottenere dei diritti in India ha fatto proprio questa riflessione sul discorso della prepotenza, del potere che opprime il più debole. Lui ha rivolto questa domanda a se stesso: “Tu che lo stai vedendo negli inglesi, in questo caso, ma tu cosa fai a casa tua? Come ti comporti a casa tua?” Quindi in questo modo ha girato la cosa su se stesso, ed è questo il grande valore e da lì ha incominciato a cambiare atteggiamento. Si è accorto che anche lui era prepotente. Quindi è vero che voi potete notare delle cose fuori, ma non pregiudicate l‟altro, se c‟è qualche cosa che vedete che non va bene non bisogna giudicare. Gandhi non ha mai giudicato gli altri esseri umani, ma ha rivolto a se stesso la domanda: “Io che cosa sto facendo?” Perché il primo atto è la responsabilità nei confronti di voi stessi. Lui ha proprio fatto questo, ha potuto utilizzare l‟esterno come un‟occasione per vedere se stesso nel momento in cui ha smesso di giudicare. Questo è il punto, perché finché giudicate il problema non è vostro. E lì Gandhi è stato grandioso, in questa capacità di amore e di mente analogica, lui ha detto questo: “Noi indiani viviamo in uno stato di sottomissione che umilia noi e coloro che ci sottomettono, ecco perché noi dobbiamo produrre la liberazione, che è liberazione nostra e loro.” E poi dice anche che il vostro avversario è il vostro compagno nel gioco. Non è il vostro nemico o vi liberate tutti e due o non si libera nessuno, perché la guerra non c‟è modo di vincerla, la guerra la si perde sempre. Gesù dice: “Quando col vostro avversario state camminando verso il tribunale, mettetevi d‟accordo per strada altrimenti quando entrate il giudice pronuncerà la sentenza e io vi dico: Verrete messi in prigione e non ne uscirete fino a quando non avrete pagato fino all‟ultimo centesimo“. Allora Gandhi diceva: “Noi non vogliamo fare del male, non solo agli inglesi, a qualunque uomo, ma anche a qualunque istituzione. Non vogliamo danneggiare, noi combattiamo per la libertà, che è la nostra e quella dei nostri oppressori, perché questo vincolo di schiavitù si deve rompere per noi e per loro.” Cosa accadeva in India? Il sale era molto importante per l'alimentazione soprattutto da quelle parti, ma l'Inghilterra aveva fatto una legge in cui il sale era di loro monopolio. Allora gli indiani sono andati sul mare, erano 274 migliaia e migliaia e Gandhi dice: “Adesso diamo un segno alla Nazione.” Si china prende un pezzettino di sale e lo mette sulla mano, la polizia si scatena incomincia ad arrestare tutti, a picchiare ed arrestare chiunque. A questo punto moltissima gente viene arrestata, molta picchiata, Gandhi anche, ma i giornalisti mandano questa notizia a tutto il mondo. A quel punto tutti sanno, compresi gli Inglesi, in una maniera chiara, che il governo inglese in India è un governo ingiusto perché risponde con la forza a persone che si muovono pacificamente. E‟ l'opinione di tutto il mondo e la coscienza intima degli stessi inglesi che diventa il grande alleato di Gandhi. Il quel momento il vice re sa che ormai il potere sull'India non potrà più essere affermato. Gandhi viene accolto in Inghilterra come un trionfatore dagli operai, e poi anche dai personaggi politici e lì succede quello che lui ha detto: si sono liberati gli indiani e anche gli inglesi, non c'è altro modo. Martin Luter King quando era bambino salì su un treno col padre e si mise a sedere, di fronte c'erano dei bianchi che appena li vedono tirano la tenda, c'era una tenda nello scompartimento e Martin Luter King dice al papà: ”Fa caldo papà, apriamo la tenda”. E il padre dice: ”Non possiamo aprirla, è apposta per permettere ai bianchi di separarsi dai neri.” In quel momento Martin Luter King decide che lui avrebbe lottato per l'uguaglianza dei suoi fratelli di colore. Non sapeva cosa fare, se avrebbe fatto l'avvocato, se avrebbe fatto il medico, ma ad un certo punto aveva diciassette o diciotto anni incominciò a leggere le Scritture e lui dice questo: “Riuscì ad accorgermi del potere esplosivo del pensiero religioso. Non avrei fatto né il medico né l'avvocato, avrei seguito la strada della non violenza.” Quello che ha fatto Martin Luter King è stato straordinario, lo hanno ucciso per questo. Ci sono persone che sono talmente impregnate nella dimensione dell‟odio che se avessero una vista profonda da capire che è odio per se stessi, cercherebbero di liberarsene subito, invece lo chiamano aver ragione. Questo è l'inferno. Invece provate ad immaginarvi di vivere una vita di concentrazione, sapete come ci si sente? Siete inattaccabili, non può succedervi niente. Nel cammino verso la Verità questa alternanza di su e giù è difficile, perché la stabilità è una conquista difficilissima. E‟ una conquista difficile ma può avvenire se comunque esiste in voi un seme di stabilità che è la stabilità 275 dell'intento. Non la stabilità dello stato, la stabilità dell'intento, perché se perdete anche l'intento perdete tutto. Se state costruendo una casa ci sono alti e bassi perché ci sono i giorni dove c'è bel tempo e potrete lavorare dieci ore; ci sono momenti di brutto tempo e potrete preparare le vernici o gli infissi, c'è sempre qualcosa che potete fare di costruttivo. Se non potete lavorare nel cantiere potete mettere a posto i disegni del progetto, se non potete mettete a posto il progetto potete andare negli uffici a far approvare. C'è sempre qualcosa da fare. C‟è solo una cosa sbagliata: se la casa la distruggete. Quello non c'entra con gli alti e bassi, questo c'entra con lo sprecare la propria vita. Vi pongo una domanda: ma è sempre il pensiero distruttivo che distrugge? No, spesso è l'ignoranza. Quindi ciò che distrugge non è solo la volontà distruttiva, ma è anche l'ignoranza. L'ignoranza è più grave della volontà distruttiva, perché la volontà distruttiva quando capisce che con il suo modo sta distruggendo si trasformerà in costruzione, l'ignoranza non cambierà più. Anche se non ha neanche l'intenzione di distruggere non importa, tanto l'ha distrutto lo stesso, non ha l'intento, ma ha la responsabilità. Bisogna imparare a essere intelligenti, precisi, a usare un potere nella mente, poi bisogna imparare ad avere sentimento e poi bisogna imparare a mettere insieme queste cose, ad avere coscienza di se e amore per ciò che siamo e l'amore per ciò che siamo è amore per gli altri, per Dio e per la vita, sono queste le cose da imparare. Poi arrivate al punto che avete talmente tutto che anche dare la vita non vi importa niente. Martin Luter King è morto a trentotto anni, lo sapeva che lo ammazzavano, ma non gli interessava niente, aveva però un grande dispiacere. Pochi giorni prima di essere ucciso aveva condotto una manifestazione pacifica e non violenta. Alcune persone però si sono infiltrate, hanno incominciato ad aizzare la folla e la folla è arrivata a rovesciare le macchine, a distruggere i negozi. La folla è così. Il potere della distruttività è una cosa incalcolabile. Allora queste persone hanno incominciato a sobillare la folla e a questo punto è intervenuta la polizia sulla folla, la polizia ha sparato, ci sono stati sessanta feriti, un ragazzino di diciassette anni è morto e Martin Luter King era addolorato di questo. Se siete sotto la guida di Martin Luter King, sotto il suo mantello, e vi sta dicendo che state facendo una manifestazione non violenta, perché questa è la strada 276 per far riconoscere i vostri diritti, e l‟avete capito, l'avete seguito e avete detto sì, quando arriva quello che vi dice: “Ma che cavolo di ingiustizia, adesso andiamo e spacchiamogli la faccia” voi dovete rispondere con il gelo se avete coscienza di voi, dovete rispondere col gelo. Come Gesù che dice: “Satana stai lontano da me.” Se invece ci andate e incominciate a rompere le vetrine, allora distruggete tutto. Subito dopo qualcun altro si incavolerà ancora di più. Martin Luter King va sul balcone a prendere una boccata d'aria, una persona da un palazzo davanti con un fucile di precisione gli spara un colpo in testa, in un'ora è morto, non è arrivato neanche all'ospedale. E quelli della folla che hanno acconsentito ad andare a rovesciare e distruggere i negozi non hanno la loro responsabilità in questo? Certo che ce l'hanno, se uno legge bene ce l'hanno. Quelli che sono andati a sobillare non hanno presente il concetto di scala, è gente che crede di sapere tutto, dice: “Che fa adesso Martin Luter King? Per lui sono tutti amici, quelli lì invece sono nemici”. Queste persone non hanno avuto il concetto di scala, non si sono sapute posizionare. Hanno pensato che il loro pensiero valesse come quello di Martin Luter King, non è vero. Non potete avere un metro di misura del pensiero di una persona, e tanto più elevato è il pensiero tanto più esso unisce, se voi avete un pensiero che separa, il vostro pensiero è inferiore. Se seguite un pensiero che separa e non capite che il vostro pensiero è un pensiero inferiore, non vi sapete proprio collocare. Allora, altra chiave per il vostro progresso è: collocarvi. Non siate arroganti a confrontarvi con chi appartiene a un'altra scala, perché così potrete imparare. Sto parlando di persone che concepiscono un cammino, concepiscono che il mondo è grande. Volete collocarvi? Guardate la vostra vita, ci vuol poco. Se smettete di dare la colpa a tutti a un certo punto vedrete la vostra vita. Collocarsi significa anche essere umili; l‟umiltà è la capacità di collocarsi. Collocarsi non è difficile anche se per collocarsi è necessario essere un po‟ spietati con se stessi, dopo però avete un punto da cui partire a fare tutto. Perché una persona che si colloca sa, dopo, dove mettere le sue energie e farà presto a progredire. Quello che impedisce all'uomo di collocarsi è l'arroganza. Ci sono due modi di non collocarsi: l'arroganza e la falsa umiltà. L'arroganza è quella di paragonarsi a chi si trova ad un livello più alto, la falsa 277 umiltà è quella di non assumersi le proprie responsabilità dicendo: “ma io non ci riesco, io non sono capace”. Però non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere, perché è lì che nasce la giustificazione. L'uomo che si sa collocare è un uomo che dimostra una grande intelligenza e soprattutto è una persona che apre nella sua vita il ventaglio delle possibilità, perché se voi sapete dove siete, sapete anche dove si può andare a partire dal posto dove siete e come. Se non sapete dove siete non andate in nessun posto, sognate di andare, ma non potete andare in nessun posto. Quindi diciamo che l'umiltà e il posizionarsi vi possono portare dappertutto. Poi c'è anche il discorso delle giustificazioni, la giustificazione nel non fare le cose vi impedisce la collocazione, però si arriva ad un punto che la giustificazione vi pesa. Quando fate una scelta e andate per una strada arrivate a un punto che sentite che non vi potete più giustificare, perché ora voi sapete. Naturalmente il meccanismo della giustificazione quando è portato avanti molto vi porta a una cosa molto brutta cioè il dover imparare attraverso il dolore, vi fate sempre del male. E' per quello che l'altro punto fondamentale è questo: non mettere mai insieme il negativo con il negativo. Se voi a un certo punto avete questa tendenza a giustificarvi, potete saltarci fuori, ma se incominciate a coltivare quattro amicizie con persone che coltivano insieme la giustificazione, dopo la giustificazione diventa talmente solida che diventa una realtà, non la vedete più la vera realtà, vedete solo quello che ha costruito il negativo e dovrete passarci in mezzo con tutto il dolore che vi procura. Soffrire è da stupidi, bisognerebbe evitare. La sofferenza è proprio una conseguenza della menzogna se è possibile è meglio evitare. La Verità è la strada maestra per non passare per il dolore. Chi fa il furbo non è furbo perché pagherà tutti i conti. Chi fa il furbo non può ingannare il Dio che è dentro di lui, cioè se stesso, non può ingannare la legge, non può ingannare la Verità, non può ingannare il funzionamento delle cose, non può proprio farla franca. 13 Giugno 2005 278 STATI DI COSCIENZA L'armonia va guadagnata La coscienza del gruppo richiede la coscienza del singolo Il mondo più grande vede il mondo più piccolo Il limite non dobbiamo crearlo L'amore dipende dalla capacità di contenere Gli esseri umani se si uniscono senza uno scopo, senza una vibrazione, senza un'influenza, senza qualcuno che li guidi, la prima cosa che producono è disarmonia. L'armonia può esserci, ma va guadagnata, è un lavoro, un lavoro sulla coscienza. Il guadagnare una coscienza in un gruppo di persone è un lavoro difficilissimo, sottile, sapiente che richiede veramente tanto e ha molto valore. La coscienza del gruppo richiede la coscienza del singolo, non è separato, e la coscienza di un gruppo non può essere costruita con degli esseri incoscienti. Ecco perché la folla non è capace di coscienza, la folla non riesce a produrre un‟opera d‟arte, al massimo produce degli slogan pieni di violenza. Allora cos'è la coscienza? Vi suggerisco di osservare che la coscienza ha gradi. In certi momenti esiste più coscienza e si percepisce una qualità dell'essere diversa e un maggiore riconoscimento di se. E‟ difficile spiegare questo stato, riesce più facile spiegare quando non si è coscienti. Quando non siete coscienti, o lo siete meno che in altri momenti, vivete un senso di estraneità, cioè state tradendo ciò che siete. Infatti gli stati di incoscienza equivalgono agli stati di tradimenti di voi stessi: voi non siete voi. La coscienza, invece, è connessa a una diversa qualità della vita, a un senso di essenza, a un senso di riconoscimento di sé. Non vi sarà difficile riconoscere che la coscienza si percepisce di più, e un po‟ meglio, in assenza della guerra: l'uomo in guerra deve solo uccidere il nemico, ha un agire meccanico. Lo stato di coscienza è più vicinanza a un senso di unità, meno separazione interna e esterna, questo stato di coscienza genera uno stato di maggior coscienza dove c‟è meno lotta e più riconoscimento, cioè valore per ciò che siete. La maggior coscienza è anche vedere 279 sempre la bellezza. Con questi due gradini è possibile avere a disposizione una direzione. Chi invece ha un solo stato di coscienza, un punto solo, non ha nessuna direzione. Con due punti, uno sopra all'altro, si ha una direzione verticale e, un po‟ alla volta, si fa il cammino. Non potete diventare coscienti se non contenete la coscienza e se non lavorate per uno stato maggiore di coscienza. La coscienza non si può conquistare accidentalmente e non si può creare inconsciamente. Un uomo con un solo stato di coscienza che vive sempre quella condizione, non ha nessuna direzione, non ha possibilità. Allora questo marasma dove lo stato di coscienza è uno solo, si chiama caos, ma potrebbe anche non essere caos, si può chiamare meglio sopravvivenza. Nella sopravvivenza non c'è nulla, ci sono tutte cose equivalenti, sullo stesso piano. Da questo stato avete bisogno che qualcuno vi “peschi” altrimenti resterete sempre lì. E‟ per questo che Gesù dice: “Vi farò pescatori di uomini”. Per farvi capire meglio parliamo delle influenze, voi siete sottoposti all‟influenza A, all‟influenza B e all‟influenza C. L'influenza A sono tutte le cose meccaniche che accadono nel mondo: azione e reazione. Tutto ciò che avviene in una maniera puramente meccanica, tutto accade. Sono le cose del mondo dove venite continuamente “suonati”. Qui l'uomo ha comunque un piccolo fare e in questo mondo orizzontale, non concepisce la grandezza e la bellezza, ma concepisce solo il bisogno, il possesso, il desiderio, l'impadronirsi del territorio. Esiste comunque una possibilità di scelta. Lì dentro non ci sono solo le influenze A, puramente meccaniche, ma ci sono altre influenze, anch'esse meccaniche, ma che in origine non lo erano, le influenze B che comunque, nella loro meccanicità, contengono dei valori che non esistono nei meccanismi ordinari della vita. Un uomo cosciente vede e quando vede, l'influenza che esercita sul mondo è un'influenza C. Quando l‟influenza C viene a contatto con qualcuno che non vede, e che non si mette in condizione di vedere, viene trasformata in una legge o un assoluto, e diventa un'influenza B, cioè contiene un significato della vita ma è reso meccanico da colui che legge. Per esempio voi comprate bicchieri Liberty, poi incominciate ad acquistare oggetti di stile Liberty, perché il vostro gusto vi porta in quella direzione. 280 Avete acquistato una sensibilità nei confronti di quei bicchieri Liberty però non con la visione estetica di chi ha creato questo stile. E‟ comunque una sintonia, un inizio di sintonia. L'uomo che vive in base alle influenze A è un mammifero, tutto è magiare, bere, dormire, riprodursi. Ci sono uomini che concepiscono degli ideali, le influenze B, anche loro meccaniche perché non c'è nessuna realtà dentro, nessuna coscienza. Hanno però un valore e quindi l'uomo guidato dall'influenza B incomincia ad accumulare dentro la sua personalità energie di influenza B. Quando questa influenza B ha prodotto questo lavoro incontrerà l'influenza C. L‟influenza C è il sintonizzarsi con la pace che ci dà Gesù: “Vi do la mia pace, non come la da il mondo, la mia pace il mondo non ve la può dare e neanche togliere”, questa pace contiene una coscienza. Solo col contatto con l'influenza C può incominciare un lavoro nella direzione della coscienza. L‟influenza C Gurdjieff la chiamava influenza Celestiale, Celeste, ma C vuol dire anche Cristica, Cosciente. L'influenza C non è del mondo è un collegamento con un altro mondo. In questo mondo però degrada, perché la Luce che ha portato Gesù è scesa di livello diventando una filosofia, poi una struttura emozionale e poi un rito. Il lavoro che porta ad accumulare influenze B è importante, perché vi può portare a contatto con qualcosa che serve a produrre la Coscienza, anche se non è detto che succeda. Per quello che riguarda la coscienza Gurdjieff si spiegava molto bene e la illustrava attraverso quattro gradi: 1 uno stadio ordinario di coscienza è quello di sonno quando voi dormite. Quando dormite le attività dei centri sono scollegate, tutto si stacca e voi dormite, quello è il sonno. 2 poi esiste uno stato di veglia, che è quello che vivete ordinariamente, siete svegli fisicamente ma comunque la vita è meccanica, tutto accade. Venite continuamente suonati, tutto accade e non avete capacità di fare. Qua avete solo un piccolo fare, è importante quel piccolo fare perché vi permette, con una ricerca, di andare alla ricerca dell‟influenza C, accumulando influenze B. 3 poi c'è la coscienza di sé. Il lavoro che porta, dalla vita ordinaria alla coscienza di se, è un cammino: la coscienza di 281 sé è al di sopra della testa degli uomini ordinari, cioè serve una “scala” per salire. Questa scala è una scuola. Serve una scala e quegli uomini che sono su questa scala sono diventati cercatori della coscienza o della Verità. Coscienza e Verità sono la stessa cosa. Gli uomini che si trovano a vivere nel mondo delle influenze A e B cercano di sostenere la propria immagine, cioè l'idea che hanno di se. Hanno un'idea di se completamente falsa e devono fare molta fatica per tenerla su, mentre, durante la salita sulla scala l'uomo incomincia a lasciare per strada pezzi di questa idea di sé, e alla fine della scala, è un uomo che ha coscienza di sé, cioè vede se stesso così com'è. Chi vuole dare un'immagine al mondo di se stesso, non solo non vede se stesso, non solo non vede gli altri, ma deforma tutte le letture della vita. Alla coscienza di sé corrisponde l'apertura del Centro Emozionale Superiore, stati abbastanza permanenti di benessere e senso di unità. Sopra questo c‟è lo stato superiore di coscienza in cui l'uomo acquista: 4 coscienza oggettiva, non solo vede se stesso com'è ma vede le cose come sono. Qui il mondo più grande vede il mondo più piccolo. Il mondo più piccolo tutto proteso a portare avanti l'immagine di se stesso non si accorge che è nudo, e che tutti lo vedono. Fa tutto di nascosto convinto di non essere visto, mentre invece tutti lo vedono. Quelli che sono sopra vedono tutto. L'uomo che ha coscienza oggettiva vede le cose così come sono e quindi vede la vita come leggi in movimento. Il livello più basso dell'uomo e di totale caos, è il livello della ribellione. La ribellione è una qualità di vita che ha tutta a che fare col dolore. Solo che il ribelle non sa che quel dolore lo produce lui con il suo atteggiamento. Potrebbe imparare a comprendere la sua ribellione imparando da chi sa, questa è una grande intelligenza, e sarebbe molto utile per lui sottomettersi a una disciplina, perché seguendo la disciplina impara a contenere tutti i traditori che ha dentro. Sarebbe una scelta molto importante, ma la disciplina non à ancora la coscienza. Anche una danza può trasformarsi in qualcosa che porta verso la coscienza di sé, tutto sta nella profondità, nel modo. 282 Un'altra cosa con cui ha a che fare la ribellione è il non funzionamento: ai ribelli non funziona niente, questo è da vedere bene. Però il funzionamento non è ancora la coscienza, non è ancora la Verità. Il funzionamento è iniziare a muoversi secondo le leggi, anche se non le vedete, perché non avete la coscienza oggettiva: non le vedete ma le rispettate. Provate a rispettarle e vedete che il rispetto delle leggi vi mostra come fare le cose e vi permette di riuscire a farle. Quindi far funzionare le cose della propria vita è un passaggio molto importante che è strettamente collegato anche all'accumulo delle influenze B. Entrare in contatto con l'influenza C equivale a entrare in contatto con la propria paura. Se funziona vi destabilizza, non vi crea sicurezze, certezze, vi destabilizza tutti i giorni, non conferma la vostra immagine, è lì apposta per distruggere la vostra immagine. Coloro che fraintendono e cercano un lavoro di crescita dove cercano la gratificazione, vanno incontro al dispiacere. Se dipendete dalla gratificazione, oggi la gratificazione vi innalzerà e voi innalzerete chi vi ha gratificato, ma domani la mancanza di gratificazione vi butterà in un inferno e voi butterete lì chi non vi ha gratificato. Il passaggio che porta dalla vita ordinaria alla coscienza di sé è la demolizione della propria immagine. Quell'immagine è il passato, non è vera quell'immagine, è totalmente falsa ed è l'origine del dolore, di tutto il dolore, di tutta la fatica, di tutte le relazioni sbagliate, è l'origine di tutti i problemi. Il cammino verso la Verità è proprio costruito in modo che non fate in tempo a capire una cosa che subito la dovete demolire. E‟ per questo che nel mondo della coscienza non esistono le ragioni, è la falsa personalità che si nutre di ragioni, non l‟anima. Nel mondo della coscienza i limiti non è che vanno superati, non ci sono, e quando dite che volete superare i limiti fate un lavoro negativo che riafferma la loro esistenza. La verità è che il limite non è che dovete superarlo, non dovete crearlo. Einstein diceva questa cosa in questo modo: la scienza è una cosa dove a un certo punto gli scienziati arrivano a un vicolo cieco e comprendono che risolvere un certo problema è impossibile, alla fine si rendono tutti conto che risolvere un problema è impossibile, finché arriva uno che non lo sa e lo risolve. 283 La coscienza è la sintonia con l‟assoluto, cioè la sintonia con l‟impossibile, che non è impossibile. E‟ la sintonia con le possibilità, col fare la propria parte. Voi avete una natura divina, avete una bellezza da tirare fuori, avete un amore da condividere. Ma l'amore non è fatto di dipendenza, l'amore non è fatto di gratificazione o di assoggettamento, l'amore è fatto di Verità, e la Verità si porta per gradi, perché dipende dalla capacità di contenere. L‟amore è fare continuamente riferimento alla perfezione. Per fare continuamente riferimento alla perfezione occorre un pensiero preciso, un pensiero preciso è un grande potere. Un pensiero preciso che vi permetta di mantenere nel vostro quotidiano una certa vibrazione, perché quando voi create una vita nuova ciò che c‟è intorno deve diventare nuovo. Se non diventa nuovo e cerca di mantenervi nel vecchio lì dovete fare una scelta: o lo fate evolvere o l‟abbandonate. 20 Giugno 2005 284 SAPERSI COLLOCARE La Legge dei Cosmi I Livelli Teorema di Godel Chimera di Merlino Il sapere incomincia dalla legge dei Cosmi, comincia dal fatto che c'è qualcosa sopra e c'è qualcosa sotto e se voi non capite questo non sapete relazionarvi con nulla e non sapete neanche chi siete. C'è qualcosa sopra e c'è qualcosa sotto, quello che è sotto lo potete vedere quando volete e quello che è sopra vi vede quando gli pare, prima cosa da capire. E‟ il vostro essere fra questo sopra e questo sotto che stabilisce la vostra posizione. Non esiste evoluzione senza la legge dei cosmi, esistono sette miliardi di persone e tutti pensano di avere ragione, esiste solo un mondo orizzontale, non esisterà mai pace, non esisterà mai un cambiamento, mai. E’ fondamentale sapersi collocare e saper riconoscere esattamente la vostra posizione, perché il conoscere ogni giorno la vostra posizione vuol dire mettersi in condizioni di darvi una direzione e di andare in qualunque posto che decidete nella vita, questo è quello che dice Gurdjieff sulla legge dei cosmi. La legge dei cosmi si capisce benissimo se introducete il concetto dei livelli, la stessa cosa non esiste in un mondo solo, esiste su più livelli. Facciamo un esempio del Vangelo, Gesù dice: “Perdona i tuoi nemici.” Ma è giusto in termini assoluti perdonare i propri nemici? Dipende chi sei. Allora un uomo che fin da bambino viene picchiato, maltrattato, non riconosciuto e non rispettato, sempre, tutti i giorni e con nessuna forza e nessuna visione della vita se non quella di subire, non è un uomo di pace, non può esserlo. Per lui acquistare il potere di ribellarsi è un passo avanti. Quindi prima era su un piano, adesso che è capace di ribellarsi va in un altro piano. Prima era lì sotto insieme a tanti altri che tutti prendevano botte e tutti subivano e sopra c'era un tiranno, poi ha imparato a ribellarsi e quindi è salito di un gradino e si trova con un sacco di ribelli che hanno acquistato il potere di ribellarsi e che sono continuamente in guerra fra di loro. Adesso lui è capace di ribellarsi, qual è il passo successivo? Per diventare un essere di pace deve rinunciare alla sua ribellione. Allora 285 andiamo in fila, quando è sotto uno gli da lo schiaffo e per lui è importante diventare capace di restituirlo, ma adesso che è capace di restituire lo schiaffo ricevuto, deve fare il passo successivo che è non esercitare più questa coscienza limitata, ma andare nella dimensione di esercitare il perdono. Questi sono tre cosmi. Indicano un cammino continuo, se voi confondete i cosmi significa che quello che è sotto che prende botte dalla mattina alla sera e che non è capace di ribellarsi, per voi è un essere illuminato perché porge l‟altra guancia e perdona i suoi nemici. No, non è un essere illuminato. Questo vale per ogni cosa, non solo per il subire e il ribellarsi, qualsiasi cosa bisogna viverla, averne abbastanza e andare oltre. Questo è il discorso che fa Padre Anthony quando parla del sesso. Lui dice: tu prima diventi capace di vivere una vita sessuale, perché sei su questo mondo per sapere fare questo, quando lo sai fare puoi togliere il valore di questa esperienza per darlo a un'esperienza più grande. Quindi la castità di cui parla Padre Anthony non è la castrazione del sesso, ma è il suo superamento. Quello di cui noi parliamo nel cammino della ricerca della Verità non è la negazione della personalità, ma è il superamento della personalità; se non avete una personalità come fate a perderla? Gesù dice proprio così: tornate come bambini. Sono tre cosmi: il bambino il quale ha un'innocenza primitiva, ma non sa niente. Il bambino che fa esperienza, perde l'innocenza e acquista il sapere e si frammenta in un miliardo di personalità. Il saggio che ritorna come un bambino. Il saggio è semplice ma la sua semplicità non è ignoranza, la sua semplicità è l'organizzazione di un grande sapere. Voi avete il vostro livello, vedete ciò che è sotto e intravedete ciò che è sopra, fine, se arriva una persona di tre livelli più alti, sapete cosa fate? Non la riconoscete! Adesso il punto interessante è questo, quando l'uomo non ha la coscienza dei livelli può vedere solo il suo piano, quando gli viene mostrato quello che è sopra e non lo vede, lo legge o al suo piano o al piano inferiore. E‟ come se dicessi: “Guarda il sole!” E uno guarda per terra, in uno stagno. “Lo vedi il sole? Guarda come è luminoso” “Ma sì una lucina lì così.” – “Guarda come è luminoso.” – “Sì ma lo vedo.” Come minimo abbassa ciò che sente al suo livello, se poi esercita il giudizio lo abbassa al livello di sotto. L'idea dei cosmi è l'inizio di un sapere oggettivo, senza l'idea dei 286 cosmi non c'è nessun sapere oggettivo, c'è solo un sapere soggettivo cioè il vostro passato. L'idea dei cosmi è quella che vi dice che non siete solo il vostro passato, non contenete solo il vostro passato. Questo è il punto fondamentale, la chiave di tutto. Ogni cosa ha tre cosmi. La legge dei cosmi vuol dire la lettura di tre realtà, ognuna contenente l'altra. Osservate come una grande quantità di confusione nasce dalla mancanza di questa percezione di livelli, infatti Satana è colui il quale mette tutti i livelli sullo stesso piano, così ci viene una tale confusione che non si capisce più niente. Ricordate: il maggiore contiene il minore. E‟ per quello che evolvere verso il livello più grande significa diventare maggiore, espandersi. Come ho detto prima tutto si può leggere con la legge dei cosmi, il discorso della vita e della morte, la malattia, tutto, vi faccio un esempio: supponete che esista un solo piano, non sapete cosa serve, non sapete cosa dovete fare, non sapete da dove venite e non sapete dove andate. L'unica cosa che sapete è che ci sono delle cose che vi piacciono e delle cose che non vi piacciono, fine, piacere e dolore. Questo è il mammifero. Poi vi arriva la malattia, cos'è questa malattia? E' l'equivalente di una tegola che vi è caduta sulla testa, una maledizione di cui vi volete liberare. Questo è un modo su un piano solo; c'è solo il benessere e il disagio, il disagio lo volete cancellare e il benessere lo volete tenere, non ci sono domande, non ci sono risposte. Poi un uomo incomincia a porsi delle domande, gli antichi già si ponevano delle domande e pensavano che quello che arrivava di negativo veniva dagli dei, altro cosmo! Incominciavano a pensare a qualcosa di più grande e quindi volevano propiziarsi gli dei. Nel piano orizzontale, in un solo cosmo, non c'è il senso, non c'è il significato. Quindi serve una visione che fa vedere il movimento, non la stasi, non un mondo sempre lo stesso, il movimento, le cause con gli effetti e le leggi. Dovreste pensare: io ho prodotto uno squilibrio che ha creato il mio stato di malattia e quella cosa che chiamo malattia è il modo in cui vedo il mio squilibrio, non è una sfortuna, è lo squilibrio che ho generato, posso riequilibrarmi. Vedete che la questione dei cosmi contiene le possibilità del cambiamento? Sul piano non c'è cambiamento, non c'è evoluzione, non c'è prospettiva, c'è solo sopravvivenza. C'è consumazione, non c'è speranza. L'unica prospettiva che potete avere nel piano orizzontale è di prendere sempre di più. Il piano orizzontale è il dominio del centro 287 istintivo, il centro istintivo vuole divorare tutto. So che è difficile, ascoltatemi bene: anche l'uomo è fatto di tre piani, è una fabbrica a tre piani. La parte bassa è composta dal centro istintivo, motorio e sessuale, piano terra. Primo piano centro emozionale, secondo piano centro intellettuale, poi ci sono i piani superiori, solo che ora non ne parliamo. I piani inferiori sono organizzati a imitare perfettamente quelli superiori, quindi voi potete vedere un uomo che vive solo nel suo corpo fisico, quindi centro istintivo, motorio e sessuale che vi fa dei discorsi di spiritualità che sono perfetti, ma tutti meccanici, senza coscienza. Può anche guardarvi negli occhi e dire: “Ti amo”, ma la sua realtà si ferma alle funzioni della sopravvivenza, non va oltre. Non ha proprio l'idea dell'amore, l'idea dell'amore o l'esperienza dell'amore appartiene ai centri superiori, tutta un'altra cosa. Ha l'idea del sesso che chiama amore, ma non è quello, non è quello l'amore che muove il mondo e le stelle, è un'altra cosa. Ecco, allora qui tutti questi livelli esistono fuori di voi ed esistono dentro di voi. Insomma dovete demolire l'idea che esista un livello solo. Voglio dirvi una cosa, guardate bene questo punto interessante, questo è un teorema di matematica. Questo teorema di Godel è la chiave per la pace, ve lo voglio spiegare. Un uomo parte da un certo insieme di ipotesi, i suoi punti di vista, ci lavora e arriva a un certo numero di conclusioni. Godel si chiese: ma durante il cammino posso avere la dimostrazione che il mio punto di partenza era giusto? Il punto di partenza può essere: parto da quattro cose che non stanno insieme e una è il contrario dell'altra, oppure l‟altra possibilità è che invece tutto questo stia in piedi e lavorandoci sopra costruisco un punto. Posso io nel cammino arrivare alla conclusione che la mia strada è giusta, è vera? Il teorema di Godel dimostra che se il punto di partenza è coerente, io non potrò mai concludere che la mia strada è vera. Se il mio punto di partenza, l'insieme dei miei punti di partenza è coerente, cioè sono collegati, stanno insieme e sono uniti, sviluppandoli, lavorandoci sopra e camminando in quella direzione, non potrò mai dimostrare che il mio cammino è giusto. Per quanto lo sviluppiate non potrete mai ottenere la dimostrazione del fatto che siete nella verità, se invece il punto di partenza, l'insieme dei punti di partenza era contraddittorio, scollegato e non stava insieme, potrete ottenere tante cose tra cui quella che tutto il vostro percorso è vero. Conclusione: quando voi concludete in 288 maniera assoluta che siete nella Verità, potete stare certi che siete nel falso, questo è il significato profondo. E' per quello che Gesù dice: “Cercate la Verità e la Verità vi farà liberi” e non dice trovate, dice cercate. La Verità non può essere trovata, perché nel momento in cui trovate la Verità arrivate alla comprensione esatta del fatto che state mentendo a voi stessi, e se l'uomo comprendesse che non può avere la Verità, la guerra è già finita, perché la guerra non è altro che la pretesa di avere la Verità. Abbiamo un teorema di matematica che ci dice che questa pretesa è totalmente e completamente, continuamente sempre infondata. Godel ha cercato di indagare la natura stessa del pensiero umano e ha potuto costruire il fatto che nel preciso istante in cui l'uomo crede di possedere il vero, allora è sicuramente nel falso, quindi la Verità non può essere posseduta, può solo essere cercata. L‟uomo che non contiene la legge dei cosmi sa tutto, sa chi è buono, sa chi è cattivo, chi è nel giusto e chi è nello sbagliato, non da mai altre possibilità e quindi non produce mai la propria evoluzione, accumulerà nella vita una quantità di certezze tutte sbagliate e imprigionanti. L‟inferno è questo, un groviglio, è un groviglio che non da mai la possibilità. Se avesse l'idea dei cosmi come potrebbe essere certo? Chi vi dice che questa cosa che per voi è certa letta da un punto di vista più grande non sia tutta diversa? E‟ come il nostro processo: preso a botte tutti i giorni, gradino basso, secondo gradino mi ribello, quindi acquisto la capacità di ribellarmi, terzo gradino sono capace di ribellarmi e porgo l'altra guancia, quindi acquisto la capacità di perdonare. Adesso però mi accorgo che ho di fronte un mio amico il quale più lo perdono e più mi picchia. Cioè io ormai me ne frego del fatto che mi picchia, ma capisco che perché lui possa capire gli serve uno stop e quindi io, che ormai sono capace di perdonare, sono indifferente alle botte che prendo, sto producendo la compassione, gli arriva uno schiaffo indietro. Allora quando voi vedete che a uno gli arriva uno schiaffo indietro non potete dire: “Questo qua cosa sta facendo? Bisogna perdonare!” Magari questa fase del perdono lui può averla già superata. Non potete giudicare le persone, non sapete in quale livello di coscienza si trovano. Giudicare è la dimostrazione esatta di non avere l'idea dei livelli. Giudicare è la dimostrazione dell'ignoranza della vita. E' la presunzione che quelle quattro cose che sono il vostro passato siano la Verità, no non è così, non è proprio 289 così. Allora chi cerca trova, ma non trova quello che pensa lui. Quindi cercate senza mettere il limite di ciò che troverete, perché chi mette il limite di ciò che troverà non cerca veramente. E non troverete la Verità perché la Verità è troppo grande, vi avvicinerete un po‟ di più trasformandovi, ma la Verità è infinita. Fortuna che è così perché se si potesse trovare, dopo cosa fate? Gesù cambia livelli continuamente, questo esempio è interessante, ve l‟ho già fatto altre volte. Un ragazzo si avvicina a Gesù, e gli dice: “Maestro Buono” e Gesù dice: “Perché mi chiami buono? Uno solo è Buono” tre livelli, ci sei tu, ci sono io e c'è uno solo che è Buono. Il ragazzo: “Maestro Buono vorrei venire con te” e lui gli dice: “Vieni.” – “Ma devo seppellire i miei genitori” E Gesù da una risposta terrificante: “Lascia che i morti seppelliscano i morti”. Allora c'è il ragazzo che ha visto Gesù, ha intravisto la possibilità, e cosa gli dice la possibilità? Il mondo più grande? Lascia che i morti seppelliscano i morti. Il livello più basso è il passato, il presente è la possibilità, ma c'è di più, lascia che i morti seppelliscano i morti, se volete evolvere dovete chiudere col passato altrimenti il passato vi risucchia, non c'è possibilità, non c'è nessuna possibilità di evoluzione rimanendo collegati al passato, dovete capirlo bene, il passato ha un potere immenso. Allora “lascia che i morti seppelliscano i morti” sono i fantasmi del passato, se fate questo, tagliate col passato, il vostro mondo centrale ciò che voi siete diventa il mondo più basso, il maestro diventa il mondo centrale, poi si apre un nuovo mondo. L'evoluzione è quello: uno, due, tre, tre cosmi. Sposto i tre cosmi, chiudo quello di sotto e apro quello di sopra, come diceva Merlino: O creatura che vieni dal mare se nel castello vorrai entrare impara prima a serrare e poi a disserrare. Sono tre livelli, il castello, la creatura, il mare. O creatura che vieni dal mare: sei qua ora, se nel castello vorrai entrare impara prima a serrare, a chiudere il legame col sotto e poi a disserrare aprire il legame col sopra, è chiarissimo. Questa è la legge dei cosmi, i cosmi sono messi in fila, un uomo ne occupa tre e quando questi tre si spostano io evolvo, allora chiudo col mondo vecchio, il mondo 290 attuale diventa il mondo vecchio, il mondo nuovo diventa il mondo attuale e un mondo si apre, questa è l'evoluzione. Torniamo all'idea che le funzioni inferiori dell'uomo possono imitare quelle superiori, manca un'altra idea: un insieme di tre cosmi racchiude tutte le leggi. La struttura inferiore è composta da: centro istintivo, centro motorio e centro sessuale basta e avanza per la vita. Da lì sotto si possono esprimere tante filosofie, ma in modo meccanico, tutto è solo sopravvivenza, quella parte è organizzata a copiare tutto, a specchiare tutto come l‟esempio di prima che invece di guardare il sole guardate il riflesso nello stagno. Non state vedendo il sole nella sua grandezza, state vedendo un raggio di sole, come quella realtà si specchia. Allora voi anche quando ascoltate le parole di un insegnamento in realtà non le sentite, voi vedete come quell'insegnamento si specchia nel vostro mondo, se fosse solo questo non ve ne farete niente, però viene un momento che questo insegnamento anche specchiandosi nel vostro mondo, vi conduce per mano e vi porta ai confini del mondo, entrate o tornate indietro? E quello è il momento della possibilità o fate subito marcia indietro e distruggete tutto o vi fate coraggio e allargate il vostro mondo. Se avete il coraggio di allargare il vostro mondo, allora lì incomincia la magia, incomincia la bellezza. Allargare il proprio mondo vuol dire perdere dei pezzettini, in un certo senso, spogliarsi e lasciare certe parti di voi. Delle parti di voi che già non esistono più, ma che volete riprodurre, sono dei fantasmi che hanno una vita effimera succhiandosi la vostra energia vitale, è questa la ragione per cui il passato divora il presente e impedisce il futuro. Il passato non esiste più, il passato non c'è più, a meno che voi non gli date vita, se gli date vita lui si ripropone, ma le energie con cui gli date vita, date a lui non possono più servire per vivere il presente e per costruire il futuro e allora voi continuate a far rivivere il passato. Nel passato non ci sono risposte, ci sono solo impotenze. E' per quello che Gesù dice: “Lascia che i morti seppelliscano i morti”, cioè in una società come quella ebraica dove l'idea della famiglia, del casato, dei padri è potentissima, questa frase, che già è terrificante per noi, per gli ebrei era terrificante in una maniera esagerata. Gesù ha mostrato cos'è un maestro, vi aspettavate che dicesse: “Sì, sì vai pure che ti aspetto, ci ritroviamo qui domani”? No, un maestro non è così, il maestro non c'è per darvi la gratificazione o per accogliere la vostra aspettativa, la vostra 291 aspettativa non ha valore, è la vostra prigione, non può coltivare la vostra prigione. Se Gesù gli avesse detto: “Vai a seppellire tuo padre e ci ritroviamo qua fra due giorni”, Gesù avrebbe detto in pratica che il passato è più importante del futuro. Come abbiamo detto tante volte il vostro pensiero crea la realtà, però per capire come funziona dovete capire cos'è che state pensando effettivamente. Se state pensando: “Maestro gratificami e dimmi questo e questo” vuol dire che pensate di non esserlo e quindi state creando il bisogno, la negazione di voi stessi, la dipendenza da un altro e state creando tutta una serie di meccanismi che sono legati al vostro passato. Guardate questo punto è un punto fondamentale, se voi credete che il pensiero crea la realtà vi dovreste chiedere perché quando dite: “Voglio essere ricco” in realtà restate poveri, succede perché quando dite “vorrei essere ricco” state dicendo: “Io sono povero”. E' quella la realtà che state creando, state creando la vostra mancanza. Se diceste: “Io sono ricco, ho tutto ciò che ha valore, ho tutto ciò che mi serve” in quel momento sareste ricchi per davvero e vedreste altre forme inaspettate di ricchezza arrivare, ma arrivano? No, c'erano già però diventano visibili. Prima coltivando la mancanza, non le vedevate. Ed è questo che Gesù dice: “Cercate e troverete”. Voi sapete che c'è sempre una ragione dentro di voi che non vi fa vedere le cose come realmente sono. Voi volete cambiare il vostro mondo senza voler cambiare il livello, è un lavoro impossibile, questa idea dei livelli è fondamentale. Senza i livelli non è possibile la pace, è questo il punto, perché l'umanità per millenni si è occupata solo di vedere la superficie del pianeta: “Questo è mio, questo é tuo” creando millenni di guerra. In uno spazio orizzontale esiste una sola possibilità la disputa del possesso del territorio, che poi siano energie o sia petrolio non ha nessuna importanza, è la disputa del possesso. Gesù dice: “Se la vostra giustizia non sarà più grande della giustizia dei farisei non avrete parte con me” vuol dire: il vostro mondo è quello che voi chiamate ciò che è giusto e ogni volta che arriva lo sconosciuto voi dite: “Non è giusto”. Questo è il discorso, la lotta contro l'ingiustizia è questo. E difatti il progresso spirituale è allargare il mondo di ciò che è giusto, sarete Dio quando per voi ogni cosa è giusta, siete voi che l'avete fatto. Tutto è a portata di mano, la chiave è la coscienza per tutto, ma bisogna tirare via la robaccia. Come dice Padre Anthony, bisogna 292 tirare via il maiale, la tigre e la scimmia. Il maiale dice: “Mi piace, non mi piace, mi piace, è bello”. La tigre dice: “E‟ mio, è mio.” La scimmia: “blablabla”. Queste sono tre strutture dentro l'uomo che impediscono tutto. Il punto fondamentale, la dimostrazione perfetta del fatto che l'uomo non ha l'idea dei cosmi è il fatto che io devo stare qui a parlare di questo, perché se un uomo non ha l'idea dei cosmi non ha l'idea di un mondo di possibilità che si aprono e quindi la sua vita sarà lamento: “Ah, ma perché non posso fare quello, non posso fare questo, quello mi ha fatto..” fine della vita. La struttura organizzata del mondo secondo questo collegamento dei cosmi occorre comprenderla bene. Per esempio i pittori del 1200 disegnavano a tre piani, sotto c'è il popolo, nel primo piano c'è la Madonna, nel piano superiore c'è la luce di Cristo, tutto a tre piani. La facciata del Duomo di Modena è a tre piani; l'uomo le ha rappresentate dappertutto queste cose. La domanda a cui bisognerebbe rispondere sinceramente è questa: ma io voglio rimanere così come sono? Oh, non è facile rispondere, perché tutti vogliono cambiare solo nel senso di arraffare quello che non hanno, ma questo non è cambiare, questo non è affatto cambiare, questo è rimanere ciò che si é. Quando dico voler cambiare, voglio dire diventare altro dal vostro passato, da tutta l'immagine che avete di voi per entrare in un mondo di possibilità. Guardate che se fossimo sinceri a rispondere non so quanti direbbero di si. Non c'è bisogno di essere illuminati per voler far questo, non c'è bisogno di questo, io dico volete veramente e concretamente diventare altro dall'immagine che avete di voi stessi? Se rispondete sì non dovete più fare niente di quello che facevate, facilissimo. Il taglio col passato non è come dice: “Maestro aspettami arrivo dopodomani.” Il taglio è subito, ogni giorno togliere dal passato per fare qualcosa di diverso, ma non è tanto il cosa, ma il come, però anche il cosa all‟inizio. Quello che conta è l'atteggiamento, voi siete il vostro atteggiamento. Guardate, oggi c'era sul giornale la notizia di una ragazza che è stata violentata, l‟hanno intervista e lei ha detto che i suoi violentatori li vorrebbe vedere tutti morti, questa ragazza non ha pensato vorrei che fossero violentati anche loro, no li vorrebbe morti. Voglio mostrarvi il processo: seminando impropriamente un desiderio sessuale è nato un abuso, seminando un abuso è nato un desiderio di morte. 293 Vi voglio far vedere come la semina delle cose negative produce una cosa molto più grande, il negativo funziona così, va nella direzione dell'escalation, come la guerra. E' per quello che voi dovete capire la chiave. La chiave è questa, il mondo è un grande contenitore energetico, vibrazionale, lui assorbe tutto quello che ci mettete dentro a livello di pensieri, emozioni, sensazioni e lo ributta fuori a livello di realtà. Voi lo finanziate energeticamente, dovete smettere di finanziare la guerra. Questo è il punto chiave: voi dovete smettere di finanziare la guerra smettendo di esprimere il negativo, di parlare in termini di cattivo, di giudizio, di sbagliato, di essere contro questo, contro quell'altro, dovete essere sempre, costantemente e semplicemente per la vita. Nell'Antico Testamento ci sono tanti passaggi per spiegarci questo, uno è: “Occhio per occhio e dente per dente” questo passaggio è molto importante perché un uomo primitivo va in giro a rubare, violentare e uccidere, prendere tutto quello che gli serve. Quindi un primitivo è un mammifero che prende ciò che gli serve. Un nuovo passaggio di coscienza nel dire “occhio per occhio dente per dente” è che se uno vi toglie un occhio voi glielo potete togliere a vostra volta, così voi sapete che non dovete togliere un occhio a un altro perché l'altro ha il diritto di farlo a voi. Questa è una nuova coscienza che ferma il vostro desiderio di godimento della vita a spese degli altri e incomincia a creare una giustizia. Ma il passo successivo è l'amore, per fare un passaggio che vi cambia dovete essere cercatori della Verità, dovete entrare nella dimensione che il mondo, la vostra vita ha un valore e non è quel poco che credete. Se avete rispetto di voi e per voi allora sì che potete fare il passo successivo. Per poter arrivare all'amore dovete riconoscere voi stessi, rispettare voi stessi, nel senso di non dare più la colpa agli altri, siete voi stessi che non rispettate. Quindi la legge “occhio per occhio dente per dente” era una strada per favorire il rispetto: nessuno può togliervi un occhio sennò voi avete il diritto di fare altrettanto. Dopo viene un altro livello ancora: io posso rinunciare a ribellarmi se voglio, non sono obbligato a ribellarmi. Il nemico è nemico solo nella vostra mente, perdonate il vostro nemico e diventerà vostro alleato. Finché è il nemico la guerra continuerà. Questo è un passaggio di coscienza ampio, però è quello che ci vuole, soprattutto per questo momento storico. Questo è il 294 passo che l‟umanità deve fare in questo momento, c'è in palio la sopravvivenza del genere umano. Ma cosa hanno prodotto sempre le guerre? Non è che voi fate la guerra, vincete e poi il problema è risolto, se fosse così potremmo anche sostenere la guerra se la guerra portasse alla pace, è che non è vero, la guerra ha sempre portato altra guerra, è questo il punto. Nella guerra sono possibili a volte delle tregue, ma la guerra ha sempre portato altra guerra. Non è sempre successo che il movimento rivoluzionario che ha spodestato il tiranno poi è diventato tiranno esso stesso? Sempre, perché quando voi combattete il tiranno e lo uccidete, poi vi guardate allo specchio e vi accorgete che avete preso il suo posto. Nel vostro piccolo mondo non è che dovete inventare chissà che cosa o pretendere di andare a risolvere la guerra in Iraq, non è mica quello. Tutto il mondo è un contenitore energetico pieno di pensieri, emozioni ed energie che si manifestano in una realtà esteriore e la mia domanda è: voi a quella guerra, non a quella dell'Iraq, alla guerra dell'umanità quanto contributo avete dato? E quanto contributo state dando? Allora tiratelo via, perché poi quell'energia vi serve per la vostra felicità. E' molto meglio non lanciarla, se lanciate la guerra poi la dovete combattere, non bisogna più lanciarla la guerra, è faticosissima la guerra. Il punto è che la guerra nasce dall'idea di possedere la Verità. Quando voi capite che non possedete la Verità la guerra è finita, non avete più niente da difendere. La Verità non la possedete e non la possederete mai, la potete solo cercare e amare, e se capite che anche gli altri sono cercatori di Verità, tutto riacquista una dimensione umana. Allora, per concludere, l‟idea dei livelli la riassumiamo con queste parole: non credete di sapere. Credere di sapere è la cosa peggiore che potete fare a voi stessi. 27 Giugno 2005 295 AMMINISTRARE L’ENERGIA L’energia sessuale Amore e bisogno Coppia convenzionale e coppia essenziale L‟energia scorre, scorre in un tubo, in un circuito e nel corpo umano allo stesso modo, poi fuoriesce. Nel corpo umano se fuoriesce negli orifizi più bassi la chiamiamo energia sessuale. Questa parola sessuale è un'etichetta che viene messa addosso all'energia solo perché tutti vivono quella. Se voi avete un sentimento di amore e questo sentimento di amore vi spinge a diventare amico di una persona, dopo questo sentimento di amore lo chiamate amicizia, ma questo sentimento di amore lo potete portare in ogni cosa, per esempio nella musica e lo chiamate arte, è sempre un sentimento di amore. Un sentimento d'amore è universale, siete voi che ci mettete sopra tante etichette. Le etichette non riguardano la natura dell'energia ma la sua applicazione, c'è l'energia sessuale, l'energia emozionale, l'energia motoria, l'energia mentale, è sempre la stessa energia. Se nella presa di corrente inserite la spina di un rasoio elettrico vi fate la barba, se inserite un phon vi asciugate i capelli, se inserite una radio ascoltate la musica, ma non è che voi chiamate quell'energia energia del phon o energia del rasoio, è energia. I buchi della presa, come il più e il meno in una pila, sono vicini ma energeticamente hanno una differenza di potenziale, un dislivello enorme. E‟ come una cascata, c'è un punto basso e un punto alto, grazie alla differenza di livello, che è il potenziale, può cadere l'acqua, l'acqua non cade fra due punti alti uguali. Il punto fondamentale da capire è che l'energia nasce da un dislivello. In una pila scarica quando non c‟è più dislivello fra il più e il meno non c‟è più neanche l'energia che può produrre il movimento. E' per quello che serve sempre un maestro per imparare, non si impara niente da soli, non c'è il dislivello che fa fluire la capacità di apprendimento. Adesso il punto chiave è questo, qual è il dislivello che fa fluire energia nella vita? Qui dove siete voi, quali sono i più e i meno della vostra pila? Voi siete qui, c'è tanta vita, qual è il dislivello che fa funzionare questa vita? Cos'è che fa muore questa energia? 296 Sono il sole e la terra. Non esiste niente su questo pianeta che non venga dal sole. Una maglietta: mezzo barile di petrolio, una laurea in ingegneria: ottantamila barili di petrolio. Il petrolio come lo usiamo è energia, ma cos‟è il petrolio? E' la luce del sole che è arrivata sulla terra, ha fatto vivere delle cose, queste cose sono state lì, sono state milioni di anni e si sono trasformate in petrolio. Tutto è mosso dall'energia solare, ogni cosa, tutto è fatto vivere dall'energia solare. Quindi il circuito in cui scorre l'energia è il circuito che collega il sole alla terra. E' per quello che l'uomo ha incominciato a svilupparsi quando si è alzato in piedi, si è messo dentro al circuito, mentre quando era orizzontale era poco dentro al circuito. Il circuito è la nostra spina dorsale. Il verso in cui scorre l'energia è un verso che si può vedere in due modi, ma è lo stesso. In fisica gli elettroni si muovono dal punto potenziale più basso al punto potenziale più alto, cioè nella pila da meno a più, ma si può anche dire che le cariche positive si muovono da più a meno, sono due modi di vedere la stessa cosa. Allora se noi descriviamo l'energia in termini di evoluzione allora parliamo di un'energia che sale, se noi parliamo in termini di involuzione, quindi di incarnazione, parliamo di un'energia che scende, è la stessa cosa. Parliamo quindi di un'energia che sale, di evoluzione, l'energia sale e quando nel salire, spinta dalla terra verso il sole, si esprime a livello del primo chakra o dei primi chakra, abbiamo la sopravvivenza e quella espressione è sessuale. L‟uomo mediamente vive intrappolato nella trappola della paura e la trappola della paura è la trappola che lo tiene collegato alla sopravvivenza e che lo tiene agganciato totalmente e continuamente alla sessualità, l'uomo che incomincia a svilupparsi pensa: io devo trasmutare l'energia sessuale in energia superiore. E' giusto questo ragionamento, solo che non è proprio così: dovete permettere all'energia di salire. Trasmutare l'energia sessuale vuol dire imparare a far fluire l'energia anche in altri posti. Uno che ha solo l'energia sessuale e non concepisce le altre energie incomincia a dire: ma come si fa a trasmutare questa energia grossolana in un'energia sottile? Anche questo è giusto a un livello più basso, se voi volete avere una visione ampia, l'energia è l'energia e basta. Tornando alla quotidianità della vita dovreste prima di tutto riconoscere quanto l'energia sessuale è potente. E' potentissima, è una 297 cosa di una potenza immensa, governa tutto. Il potere della sessualità quando va fuori dal suo dominio, che è la vita sessuale, è il potere dell'illusione, però in una sana vita sessuale non ci sono problemi, mi spiego meglio. Che cos'è il sesso? Togliete tutto il vostro sistema di credenze, tutto il vostro sistema di illusioni e spietatamente dite cos‟è un rapporto sessuale. Spogliatelo delle proiezioni del vostro passato, spogliatelo dei convincimenti, spogliatelo della seduzione, spogliatelo dell'illusione e dite che cos'é. Ve lo dico io in maniera brutale: è un po‟ di ginnastica, due urletti, uno spruzzetto e tutto è finito. Nel suo atto reale non ha il valore che gli viene dato quando è spogliato da tutto. Perché questa cosa a cui la natura ha conferito il giusto piacere, se non ci fosse l'illusione e la dipendenza, sarebbe una cosa che trasmutarla sarebbe facilissimo e si vivrebbe anche in maniera giusta, sarebbe una cosa in equilibrio, invece c'è uno squilibrio pazzesco, si deve fare per forza, c‟è tutta una struttura che condiziona. La ricerca del sesso è spasmodica, se osservate attentamente lo vedete. Il mondo non sarebbe tutto basato sul sesso, tutta la pubblicità non sarebbe costruita in questo modo. E' stato costruito sul sesso un potenziale pazzesco, siamo arrivati al punto che il sesso ha messo insieme una quantità tale di deviazioni, di aberrazioni che uscirne è difficile. Il potere di questa energia usata in maniera distorta può trasformare l'uomo in un animale. Quindi l'energia è l'energia, è la mente che plasma, è la mente che trasforma questa energia che è universale, è versatile, è onnipotente e la trasforma in una realtà che è un'altra cosa. Ricordate, esistono usi dell'energia molto più raffinati di quelli che facciamo noi, ed esistono usi dell'energia molto più grossolani di quelli che noi facciamo. Quindi la qualità della vostra energia, la vibrazione della vostra energia è il vostro stato emotivo, come usate l'energia dice chi siete. Il sesso non è un problema, è l'investimento mentale fatto su di lui che è sbagliato. Bisogna incominciare col comprendere questo: quel desiderio sessuale di cui voi vi credete protagonisti e che pensate di scegliere, non è una libertà, è un dovere, ed è un pagamento nei confronti del mondo della sopravvivenza. Perché? Perché l‟uomo quando ha l‟erezione non lo ha deciso lui, è solo un evento di tutta una serie di 298 eventi che sono programmati. Gli eventi che sono programmati sono che le donne producono l'ovulo e non lo mettono su un tavolo per essere fecondato, l'ovulo si trova nella pancia delle donne. Sta lì ed è lì dentro che la natura ha deciso che deve essere fecondato, e se non viene fecondato in tempo utile, viene espulso. Quindi la donna è la custode dell'ovulo, non si limita a produrlo, ma lo tiene lì e lo cura per nove mesi finché non nasce un bambino. Lo spermatozoo non ci va da solo dall'ovulo, bisogna portarcelo, perché il luogo dove l'ovulo si trova è un luogo molto protetto, non è che chiunque può arrivare lì dentro. Per essere portato lì serve tutta una procedura speciale, per esempio bisogna che il pene acquisti la sua capacità di penetrare, perché ordinariamente non ce l'ha, e che vada lì perché a distanza non si fa, quindi praticamente l'ovulo che si trova nella pancia della donna l'attira, e sceglierà uno spermatozoo in mezzo a quindici miliardi di spermatozoi. Per fare questo bisogna mettere nel mondo delle impressioni degli uomini degli stimoli sessuali che eccitino in lui la volontà di andare verso la donna, altrimenti non succede. In questo aspetto l'uomo maschio è femminile, perché è ricettivo, e quante volte l'uomo maschio è violentato nel suo mondo psichico delle impressioni? Molto spesso. Se sono un uomo voglio ricevere stimoli sessuali da una persona da cui decido di riceverlo, invece un uomo riceve stimoli sessuali continuamente, in continuazione, gli vengono buttati dentro, poi va a casa e fa l‟amore con sua moglie, ma quella eccitazione, che si era prodotta in lui, non era riferita a sua moglie. L'uomo è continuamente violentato in questo senso, non lo sa e esiste una struttura culturale, di pensieri o di pubblicità, che violenta l'uomo in continuazione. La sessualità femminile funziona in maniera diversa, incomincia in una maniera ravvicinata, e quindi ecco che la seduzione nei confronti di una donna è sempre una cosa personalizzata non è indiretta. Lo scopo della sessualità è riproduzione della vita, la fecondazione. Voi avete un debito nei confronti della vita che è quello di adempiere ai vostri compiti della sopravvivenza in maniera naturale, senza creare la carica dell'illusione e ricordatevi che il vostro scopo, il vostro senso, è una vita superiore, non quella dei mammiferi. Anche perché quando un uomo e una donna si incontrano e mettono al mondo un figlio questo scende in funzione di cosa? Se la loro 299 intesa è solo sessuale, è il figlio dei corpi, perché questa è una coppia fisica e quindi il figlio è il figlio dei corpi, ma se fosse una coppia nel senso globale del termine, di un‟integrità di due esseri che si trovano insieme, potrebbe essere un figlio non solo del copro, anche del sentire, anche dell'anima. Dal mondo della sopravvivenza, i primi tre chakra, dovete togliere l'illusione, così l‟energia può salire. Togliere l‟illusione è uguale a non coltivarla, ma voi la coltivate sempre, siete continuamente invitati a coltivarla. L'illusione è il contrario della realtà, é il potere del sesso che crea l'illusione. Occorre spogliare il sesso della sua illusione. Con questo uno potrebbe pensare: “Ma allora diventa brutto?” No, in questo modo contiene il suo giusto piacere, come la natura ha deciso. Chi approfondisce un po‟ di più si accorge che l'illusione si trasforma sempre in dolore, quello che vi fa soffrire nelle relazioni è l'illusione che c'è applicata sopra, non è la relazione stessa. E' l'illusione che ci applicate sopra che si trasforma in tutte le cose che non accettate. Volete sapere quanta illusione ci avete messo sopra? E' facilissimo, guardate tutte le cose che non accettate. Sono tutte le cose che non avete visto, fra l'altro, perché eravate così accecati dall'illusione che non vi siete dati la possibilità di vedere. Allora, l'astinenza dal sesso non è l'astinenza dalla vita sessuale non è così, altrimenti la vita umana si fermerebbe. Padre Anthony dice questo: “Voi vivete la vostra vita sessuale, mettete al mondo un figlio, due figli o tre figli e quando poi questa cosa ha perso l'interesse viene un momento in cui la lasciate.” Cosa vuol dire che ha perso l'interesse? E' stata vissuta pienamente, è stata realizzata, meccanismi e illusioni non ce ne sono più, il debito con la natura è stato pagato e non avete più voglia di fare questa cosa. Ciò che serve è l'amministrazione delle energie, amministrare l'energia è molto importante, è tutto. Bisogna conoscere se stessi, perché il dispendio delle energie, lo spreco delle energie ha sempre a che fare con la menzogna, con l'immagine che volete dare di voi stessi, ha sempre a che fare con la falsa personalità, con la mancanza, con l'irrequietezza e con la guerra. La guerra è lo spreco dell'energia per eccellenza, non usate le energie per vivere ma per combattere, questo lo fate spesso. 300 La purezza, l'astinenza sessuale è solo svuotare la sessualità nei suoi aspetti illusori. In altri termini svuotare la sessualità dalla seduzione e dall'illusione di riempire la mancanza, non si riempie la mancanza, la soluzione per la mancanza è non generarla, è tutto diverso. La chiave è non generare il senso di mancanza, quando lo generate e vi illudete di riempirlo, ogni volta é dolore. Sarebbe molto più facile riconoscere che il vuoto non c'è, la mancanza non c'è, piuttosto che pensare di colmarla. Come la colmate? Non vi siete mai accorti che ogni volta che cercate il piacere subito dopo che lo avete soddisfatto riparte il meccanismo con un desiderio di un piacere più grosso? Dovete aumentare per ottenere lo stesso piacere. Quando non vivete più nella dinamica della mancanza e del completamento attraverso un altro, allora potete vivere delle vere relazioni, ma se non avete compreso che il completamento avviene dentro di voi, e che l'integrità è una vostra funzione che dovete e volete conquistare, nutrirete l'illusione di completarvi attraverso un altro. Quando fate questo non vi completate, restate ciò che siete con l'aspetto illusorio della sessualità, che è l'idea di completarsi attraverso l'altro. Non potete completarvi attraverso l'altro, perché con le vostre idee l'altro non lo vedete proprio, lo usate. Poi quando vi accorgete che non può assumere il ruolo che volevate vi sentite traditi, lo lasciate e ne cercate un altro. In tutto questo non c'è incontro, l'incontro avviene solo fra persone libere, è la differenza fra la coppia convenzionale e la coppia essenziale. Quando producete la vostra unione di maschile e femminile, in questa completezza non cercate nulla per completarvi, siete aperti a tutto, allora è possibile con un'altra persona, con le medesime caratteristiche, un incontro che avviene nel rispetto perché non confonde l'amore col bisogno, da questo incontro nasce la coppia essenziale. Ricordate bene che l'amore e il bisogno sono due cose totalmente separate, non bisogna fare confusione, perché in base al bisogno si crea la coppia convenzionale che dopo il fuoco si trasforma o in una abitudine o in una guerra. La coppia convenzionale o sopravvive o muore, ma mai vive. Una coppia convenzionale è basata sul bisogno, i bisogni non sono solo bisogni fisici, cioè l‟altro vi interessa nella misura in cui colma il vostro bisogno, vi da l'illusione di colmare il vostro bisogno. La coppia di questo genere, finisce sempre o verso la 301 sopravvivenza o verso la morte della coppia. La coppia convenzionale quando è così, non è che non possa trasformarsi si può trasformare, acquistare una coscienza e cercare di trasformarsi, ma è molto difficile. Il bisogno non si ferma, il bisogno vuole tutto, il bisogno divora tutto, non bisogna coltivarlo, ogni volta che lo coltivate si ingrandisce sempre di più. L‟amore invece è una cosa che sboccia, è un fiore che sboccia fra persone libere. Quella che vive, di vera vita, che si rinnova ogni volta è la coppia essenziale, in cui uno non ha bisogno dell'altro ma è ben felice che ci sia. Alla fine di tutto ci sono due vie, sono solo due, non sono tante, sono la via dell'anima e la via del bisogno o della sopravvivenza, sono queste due le vie. Le stesse cose lette secondo una modalità o l'altra sono completamente diverse. Bisogna cercare di tenere dentro una luce, a volte nel quotidiano non si riesce ad essere sempre fedeli a questo, però non lo dovete perdere mai. Può capitare che in un momento vi accorgete di aver parlato male di un altro, però dovreste fermarsi e dire: “L'ho fatto ancora una volta, fa niente, io non voglio scendere a questo livello, non è degno di un uomo”. E‟ come un sonno ipnotico, il serpente lavora bene. Allora voi dovete occuparvi di voi stessi, della vostra vita, della gestione delle vostre energie e del far crescere le vostre vibrazioni verso uno stato di maggiore pace, questo è il significato della vita. Questo vi serve per riuscire ad abbandonare l'attitudine a remare contro, contro voi stessi. Diciamo così: la cosa più grande che voi potete fare nella vita è occupare degnamente il vostro posto. Questo è il punto. Occupare il vostro posto in maniera impeccabile (senza peccato), questo è quello che potete fare, occupare impeccabilmente il vostro posto, perché questo coincide con la felicità. Occuparvi di voi significa comprendere cosa dovete imparare da questa osservazione: voi avete il vostro amore, la vostra spinta, l'importanza di vostra madre, avete persone di cui dovete tenere conto e capite subito che in base alle caratteristiche che avete non esiste una sola persona al mondo che potrebbe occupare quel posto. Naturalmente potrete occuparlo più o meno bene, e questo è il vostro compito, dovrete trovare delle mediazioni e vedrete nascere una forza dentro di voi che non conoscevate, ma c'è sempre stata, però senza quella mediazione non l'avreste mai vista. 302 Avete solo due possibilità, una possibilità introspettiva, dentro di voi, la Ricerca della Verità e dentro alla Ricerca della Verità conoscerete voi stessi, ma se non la fate allora guardate fuori, e cosa vedete fuori? Vedete uno specchio che vi mostra la stessa cosa. Quindi o vi guardate dentro o vi specchiate fuori non cambia niente. Se avete deciso di specchiarvi fuori è chiaro che la mediazione è il gioco. Mentre internamente è la Ricerca della Verità fuori è la mediazione, perché la mediazione è la scoperta della Verità attraverso il rapporto con gli altri. E' per quello che se avete deciso di guardare fuori appena mentite lo specchio vi mostra subito cosa dovete imparare, se non lo imparate e lo rifiutate lo dovrete andare a rivedere ancora. 04 Luglio 2005 303 MEDIAZIONE La mediazione Incontri con uomini straordinari Falsi valori Il seme, il terreno e il seminatore Prima di leggere un pezzo di Incontri con uomini straordinari vorrei approfondire il concetto della mediazione, perché ci sono persone fra voi che hanno il desiderio profondo di continuare a fare questo cammino, ma spesso si trovano in difficoltà perché hanno famiglia, marito e figli che si oppongono a quello che volete fare. Cos‟è la mediazione? Si potrebbe dare la definizione in poche parole: è quella soluzione creativa che salva capra e cavoli, perché la vostra crescita non può avvenire a scapito di qualcun altro o qualche altra cosa. Cioè l'impossibilità di mediazione è la dimostrazione esatta che nella vostra mente c'è un solo punto di vista, quando non riuscite a mediare è perché non riuscite a contenere, non c'è spazio alla tolleranza, si capisce cosa vuol dire spazio di tolleranza? Se la testa è piena non c'è spazio di tolleranza, e quindi non c'è spazio per altro o per altri punti di vista. Quando non c‟è quello spazio si scatena una guerra interiore: ”Questo è sbagliato, io voglio fare quello che mi pare.” Dentro la vostra testa non c'è spazio. Allora la mediazione incomincia come attitudine, prima ancora di capire che cos'è la mediazione, è utile applicare l‟attitudine. La mediazione incomincia col togliere, col sapere di non sapere. E‟ molto bello capire che c'è altro, che quell'altro ha valore e che quell'altro vi serve e non è che il vostro scopo serve per escludere, ma serve per includere. Di solito si risponde: “Ah, ma non ce la faccio.” Lo so che non ce la fate, lo so bene che non ce la fate rimanendo ciò che siete, ma diventando ciò che potete diventare ce la potete fare. Quindi la mediazione è tutto. La mediazione è l'essenza della vita. La mediazione fisicamente avviene nel cuore, il cuore è il luogo che media tra la mente e il corpo, questo è un esempio perfetto di mediazione. E' troppo astratto detto così, però è il modo giusto per capire le cose, perché se uno lo riesce a capire nel livello fine, poi lo 304 capisce anche nel livello grossolano. Se vi dicessi, per esempio: “La vostra famiglia ha perfettamente ragione.” Voi vi sentireste soffocare e tutto diventa una violenza. Invece la mediazione è senza violenza, la mediazione è la soluzione al pericolo della violenza. Troppo difficile? Allora lo semplifichiamo. Quello che i vostri figli o un‟altra qualsiasi persona vi dicono ha diritto di cittadinanza, è molto importante ed è una cosa che vi serve. Vi sta facendo osservare che state facendo un lavoro importante, di valore, ma state dimenticando qualcosa. Nel lavoro che fate c'è un tot di identificazione, è l'identificazione che toglie lo spazio, ecco perché la mediazione è importantissima. Di fronte a questa difficoltà uno si potrebbe domandare: ”Allora come faccio?“ Intanto non occorre fare niente, ma bisogna avere queste due importanze fra le mani. Se uno di voi si trova in una difficoltà con la propria famiglia potrebbe pensare in due modi. Potrebbe pensare che il cammino sta richiedendo tempo e che deve occuparsi della sua famiglia, ecco questa è la strada per togliere alla famiglia. Oppure potrebbe pensare che è la famiglia che sta impedendo il cammino spirituale con tutte le richieste, le esigenze che ha, sbagliato, questo è il modo per togliere al cammino spirituale. La vostra famiglia e il vostro cammino spirituale vi chiedono di essere integrati e di essere nel flusso. Questa è la mediazione. Si potrebbe pensare che sia pesante, ma non è così, è molto facile, però non è da fare subito, è da capire. E' molto importante, è solo la mente che dice non ce la faccio. Allora il cammino spirituale è importante, le esigenze della famiglia sono importanti. Qual è il più importante? No, la loro importanza è nella somma. E' la loro somma che li rende importanti, è la loro interazione. Pensate se una persona per essere una ricercatrice della Verità dovesse essere una cattiva madre, non esiste. O se per essere una buona madre deve rinunciare al suo cammino della Verità, non esiste. Cosa succederebbe? Succederebbe che sarebbe una madre che diventerebbe sempre peggio. E se invece per la sua ricerca della Verità mettesse da parte la responsabilità, diventerebbe una fanatica. Quindi la vostra famiglia vi impedisce di essere un fanatico. E la ricerca della Verità vi impedisce di essere un mammifero. 305 La mediazione è tutto, la mediazione è importantissima perché la mediazione è il realizzarsi del contatto con lo sconosciuto. Come si fa a mediare? Bisogna dare valore ai due punti di vista, non sminuire un punto di vista, dare valore ai due punti di vista. La ricerca spirituale è sacra, l'esigenza della famiglia è sacra. Adesso serve una soluzione creativa, che il creatore che voi siete troverà. Questo è espresso chiaramente nel film “Sette anni in Tibet”, l'esempio è così: Brad Pitt, un famoso attore, arriva in Tibet e in Tibet c'è il Dalai Lama che è un bambinetto e allora lui stringe amicizia con il Dalai Lama. Il Dalai Lama è un ammiratore dell'occidente e Brad Pitt interpreta nel film un ingegnere e il bambino chiede: ”Mi costruisci un cinema?“ L'ingegnere risponde: “Sì te lo costruisco.” E allora il Dalai Lama lo prende in parola e gli da l'incarico di costruire il cinema, e di usare come operai i monaci. Dopo un po‟ l‟ingegnere arrabbiatissimo va dal Dalai Lama e dice: “Ma io non posso costruirti il cinema!!”. “Ma me l'hai promesso”, risponde il Dalai Lama. “Ma perché non puoi?” - “Perché i monaci ogni volta che trovano un verme si fermano, smettono di lavorare.” E il Dalai Lama dice: “E‟ giusto, perché la nostra tradizione dice che la vita è sacra.” L‟ingegnere dice: “Ma allora io non posso costruirti il cinema.” “Ma me lo hai promesso!” Insiste il Dalai Lama. “Me l'hai promesso!!” Il Dalai Lama è incarnazione di Dio, è Dio che dice: “Tu mi hai promesso che mi costruivi il cinema.” L‟ingegnere dice: “Allora dì ai tuoi monaci di andare avanti e di fregarsene dei vermi.” Il Dalai Lama risponde: “No! Per noi la vita è sacra è una tradizione antichissima.“ L‟ingegnere dice: “Allora cosa faccio?” A questo punto il Dalai Lama tira fuori tutta la sua meravigliosa saggezza e dice: “Ti sei dimenticato chi sei. Tu sei un uomo intelligente, troverai di sicuro una soluzione.” La scena successiva: i monaci vanno a lavorare sul cantiere del cinema con delle scatoline. Ogni volta che trovano un verme lo mettono nella scatolina. Invece che costruire il cinema in tre mesi ce ne mettono sei. Quando avete realizzato la soluzione creativa non siete più la stessa persona. Un pezzo di divisione e di guerra è scomparso dalla vostra vita, voi siete qua apposta a fare questo, non a fare un'altra cosa. E‟ come quel proverbio saggio che dice: “La ragione è dei coglioni.” 306 Ogni volta che volete avere ragione, vuol dire che rifiutate la mediazione, rifiutate la crescita, il contatto con la vostra anima, la vostra integrità e quindi rifiutate tutte le possibilità che vi sono offerte, per mantenere cosa? Una ragione che andrà al cimitero col vostro corpo. Provate a sviluppare questa idea dell'importanza della mediazione. La mediazione è una esplorazione, non c'è esplorazione nella vita senza mediazione. L'esplorazione non è essere qua, ma vedere oltre e muoversi verso quell‟oltre. Incominciare a cercare un punto intermedio, quella è la mediazione. Mediazione è mediare, anche l'insegnamento è fatto così. Un insegnamento è fatto così, viene uno e vi dice una cosa, questa cosa è una distanza fra il luogo in cui siete e il luogo che vi viene mostrato. Poi quello che ve l'ha portata se ne va, perché dovete compiere la distanza, perché se lui resta lì voi restate uguali, quindi tutto l'insegnamento è un invito alla mediazione, tutta la vita è un invito alla mediazione. La mediazione è l'unica cosa che costruisce, perché il contrario della mediazione è come sempre la guerra. La guerra distrugge i contendenti, la mediazione arricchisce i contendenti, che non sono più contendenti. In altri termini la mediazione è l'arricchimento di una fratellanza, è il riconoscimento del fatto che il bene o è comune o non è bene. Il vostro bene non può essere contro un altro, a scapito di un altro. Se dovete fare una mediazione voi potete anche riconoscere che una certa mediazione è troppo grande, potete pensare che così come siete quella mediazione è troppo grande e allora non vi resterà che lo schieramento, dovrete schierarvi per una cosa, ma inevitabilmente contro l'altra. Io cercherei di lasciarla per ultima questa possibilità, soprattutto quando si tratta di mediazioni come queste, che sono sicuramente a portata di mano, poi dopo ognuno può avere le sue idee. Io vi propongo la mia, io penso che se la mediazione vi è messa davanti, cioè se vedete quella possibilità, vuol dire che ce la potete fare e allora vi chiedo: come potete mediare? Chi è in guerra non si pone questa domanda, come un treno sta andando per la sua strada. Chi si fa questa domanda è perché già vede i due termini del problema e già da energia o amore a tutti e due. Allora vuol dire che 307 lo potete fare, potrebbe essere una cosa molto grande che credete di non poter fare, è giusto anche quello, ma tanto quanto ritenete di poterlo fare è sempre meglio cercare una direzione, perché è una benedizione. E‟ una benedizione per chi? Per tutti, per tutti e tre i termini del problema. Questo discorso vi fa sentire una certa fatica, una pesantezza? No, non è così. Potrebbe capitare che magari dall'altra parte trovate qualcuno che voglia fare la guerra, ma può farla da solo la guerra? E' difficile fare la guerra da solo. Anche se fosse uno scoglio grosso, posso dirvi che è il momento in cui dovreste cercare una mediazione con un termine così lontano da voi e vi sembra di dover dare molto per fare questa mediazione, sembra che vi costi molto, ma sappiate che vi costa meno che partecipare alla guerra. Costa molto meno che partecipare alla guerra, perché quando non mediate la guerra la dovete fare e non potete non farla, costa molto di più partecipare alla guerra. Voi e l‟altro non avete una soluzione, siete lontani, ma volete incontravi, dove vi incontrerete se non a metà strada?! Ci sono tanti punti dove incontrarsi, ci sono tanti luoghi dove incontrarsi, luoghi possibili. Mediazione vuol dire: in mezzo, non al centro, vuol dire punto in mezzo, quindi potete incontrarvi qui, potete incontrarvi lì, potete incontrarvi molto vicino. Naturalmente chi si avvicina molto all'altro è quello che da molto. Però siccome uno riceve esattamente quello che da, quello che riceve è di più. La mediazione potrebbe avvenire anche sospendendo tutto, nel senso di non andare oltre più di tanto, anche questo è mediazione. Anche arrendersi, certo, non ho detto che la mediazione si deve fare, io dico che la mediazione è un valore straordinario e se riuscite a compiere la mediazione, perché avete capito il suo valore, è una cosa importante, ma se vedete che non c‟è possibilità non dovete mediare. Se avete la visione della logica delle cose, capite che altrimenti và a finire in una guerra e in quella guerra perdono tutti. Anche non accettare la guerra è già una mediazione. Non accettare la guerra diventa una vera mediazione quando diventa un'azione attiva. Quindi la mediazione è un'azione nella direzione della pace, sempre. Naturalmente l'ego non è mica tanto contento, perché l'ego vuole aver ragione, l'ego cosa dice? Dice questo: “E‟ mio.” L'ego ha un'idea molto chiara: “E‟ mio e basta!” L'ego si 308 chiude tutto in questo: “E‟ mio.” E quindi l'ego è quello che vi impedisce di ricevere, perché abbiamo appena detto che dare e ricevere sono la stessa cosa. Quando dice “IO” vuol dire: “Non te lo do neanche se crepi”. Vuol dire non riceverò niente, quindi c'è da rovesciare tutto. Se voi entrate nella visione in cui la mediazione ha valore, cercherete di farla ogni volta che ve la sentite. E' giusto valutare le vostre forze, se vi sembra impossibile o possibile. Poi fatta una volta, dove vedete che mettete tutto a posto, perché il frutto della mediazione è il miracolo, avete voglia di farla ancora. Il frutto della mediazione è il miracolo, è come l‟esempio dell'ingegnere che pensava che fosse impossibile costruire un cinema senza ammazzare i vermi, perché prima della mediazione, nella sua visione del mondo, è un miracolo, perché il miracolo cos'è? Ciò che nella vostra visione del mondo è impossibile. Allora il frutto della mediazione è il fatto che vi fa fare qualcosa che per voi era impossibile. Ma non eravate voi, era il vostro io, il vostro ego, le vostre paure, il vostro passato a impedirlo. Quando l'avete compiuto, avete compiuto il miracolo, il vostro mondo è più grande. La mediazione è l'invito a rendere più grande il vostro mondo. Se invece sentite la mediazione come un dovere, come un obbligo, allora non farete la mediazione, farete una guerra travestita: sorrisi fuori ma la guerra dentro. Quando l'uomo dice: “Non ce la faccio, non ce la posso fare” è una falsa umiltà che vi fa tirare indietro da quella sfida che vi farebbe crescere. L‟anima si nutre di sfide, vuol dire che si nutre di mediazioni con lo sconosciuto. Lo sconosciuto é tutto, è l'unica cosa che ha valore. Perché il conosciuto è il passato, non c'è vita nel passato. Così come il credere di sapere è veramente una brutta cosa. Credere nelle ingiustizie, nei nemici, nei cattivi, ma anche credere cosa è giusto o cosa è sbagliato, è veramente una brutta cosa che non fa niente a colui al quale l'attribuite, ma a voi che fate questo pensiero vi imprigiona e vi imprigiona perché impedisce la mediazione. Perché impedisce la mediazione? Perché per mediare servono due punti di vista, se voi sapere già qual è la Verità avete un solo punto di vista e non potete mediare con niente, siete morti. Siete morti, la vita è finita e fino all'ultimo giorno della vostra vita continuerete con la stessa dinamica. 309 Ora leggiamo un pezzo di Incontri con uomini straordinari. Gurdjieff insieme al professore di archeologia Skridlov si erano travestiti da dervisci per poter entrare in un paese che si chiama Kafiristan dove era pericoloso entrarci, si erano fatti questo travestimento per sicurezza, però c'è un monaco che vede Gurdjieff, gli si avvicina e gli dice: “Ho capito che sei un greco, non ti spaventare, dovrei parlare con te.” E questo monaco riesce a lasciargli un biglietto per cui dopo Gurdjieff e il professore vanno nel monastero e parlano con questa persona. Inizio a leggere da questo punto. "Già dall'indomani ci sistemammo nel monastero, e per cominciare ci concedemmo un periodo di riposo veramente indispensabile dopo quei lunghi mesi di vita tanto intensa. Nel monastero vivevamo come ci pareva; avevamo accesso ovunque, a eccezione dell'edificio dove abitava lo sceicco, e dove venivano ammessi soltanto coloro che erano già giunti a una liberazione preliminare. Quasi ogni giorno andavamo a sederci con padre Giovanni" il signore che li aveva riconosciuti "nel posto dove avevamo mangiato durante la nostra prima visita al monastero, e lì avevamo lunghe conversazioni. Padre Giovanni ci parlava molto della vita interiore dei frati, e delle regole di vita quotidiana legate a questa vita interiore. Un giorno in cui si discuteva delle numerose confraternite stabilitesi e organizzatesi da molti secoli in Asia, egli ci spiegò nei particolari che cos'era questa Confraternita universale, in cui ognuno poteva entrare, qualunque fosse stata prima la sua religione. Come ci rendemmo conto più tardi, fra i religiosi di questo monastero c'erano effettivamente cristiani, israeliti, musulmani, buddhisti, lamaisti e perfino uno sciamanista. Erano tutti uniti dal Dio Verità. I frati di questo monastero vivevano a tal punto d'amore e d'accordo che, nonostante le tendenze e i tratti caratteristici dei rappresentanti delle diverse religioni, non potevamo mai sapere, il professor Skridlov e io, a quale di esse fosse appartenuto un tempo questo o quel frate. Padre Giovanni ci parlava anche molto della fede, e di ciò verso cui tendevano gli sforzi di tutte queste confraternite. Egli parlava così bene, in modo così comprensibile e così convincente della verità, della fede e della possibilità di trasmutare in sé questa fede, che un 310 giorno il professor Skridlov, sconvolto, non si poté trattenere ed esclamò pieno di stupore: "Padre Giovanni! Non riesco a capire come lei possa restarsene tranquillamente qui invece di tornare in Europa, per esempio nella sua patria, in Italia, per dare agli uomini di laggiù non fosse che la millesima parte della fede così penetrante di cui lei mi anima in questo momento". "Eh! Mio caro professore" rispose padre Giovanni "si vede che lei non comprende lo psichismo degli uomini così bene come i problemi archeologici! Non si dà la fede agli uomini. La fede che nasce nell'uomo e vi si sviluppa attivamente non è il risultato di una conoscenza automatica, fondata sulla constatazione dell'altezza, della larghezza, dello spessore, della forma o del peso di un oggetto determinato, né tanto meno di una percezione mediante la vista, l'udito, il tatto, l'odorato o il gusto - essa è il risultato della comprensione. La comprensione è l'essenza di ciò che si ottiene partendo da informazioni intenzionalmente acquisite e da esperienze personalmente vissute. Per esempio, se il mio fratello più caro venisse in questo momento da me e mi supplicasse di dargli non fosse che la decima parte della mia comprensione e io, con tutto il mio essere, volessi farlo, non potrei neppure comunicargli la millesima parte di questa comprensione. Per quanto ardente sia il mio desiderio di farlo, perché egli non ha in sé la conoscenza che io ho acquisito né le esperienze attraverso le quali mi è stato dato di passare nel corso della mia vita. Mi creda, caro professore, è infinitamente più facile far passare un cammello dalla cruna di un ago, come è detto nelle Sacre Scritture, che trasmettere a un altro la comprensione che si è formata in noi. Un tempo anch'io la pensavo come lei. Avevo perfino scelto di essere missionario per insegnare a tutti la fede cristiana. Volevo che, per mezzo della fede e dell'insegnamento di Gesù Cristo, tutti fossero felici come lo ero io. Ma pretendere di inoculare la fede con delle parole è come pretendere che uno si sazi di pane solo a guardarlo. La comprensione, come ho detto, risulta dall'insieme delle informazioni intenzionalmente acquisite e delle esperienze personali. Mentre il sapere non è che la memoria automatizzata di una somma di parole imparate in un certo ordine." 311 Capite adesso quanto questo è perfetto? Il sapere è memoria di parole imparate in un certo ordine, le puoi anche ripetere benissimo e anche con parole molto più brillanti di quelle originali, ciò nonostante puoi non avere nessuna comprensione. La comprensione nasce dall'incontro, dall'integrità, noi lo diciamo meglio di lui ora, perché questo è un discorso introduttivo, dall'incontro, dell'integrità dei tre centri. La comprensione nasce quando di una cosa ne ho il sapere, il sentire e il fare. Quella è la comprensione. La so, la amo, la so fare e queste tre cose sono l'integrità, quello è un puntino di luce ed è una comprensione ed è contemporaneamente una coscienza. Ed è un nutrimento dell‟anima, dell'essenza, mentre invece il sapere se ne va, è contenuto nel cervello, non passa all'essenza il sapere, per passare all'essenza il sapere deve diventare vita. Esperienza piena. "Non solo è impossibile, nonostante tutto il desiderio che se ne ha, trasmettere a un altro la propria comprensione interiore costituitasi nel corso della vita grazie ai fattori di cui ho parlato, ma esiste perfino, come ho recentemente stabilito insieme con alcuni frati del nostro monastero, una legge secondo cui la qualità di ciò che viene percepito nel momento della trasmissione dipende, sia per il sapere sia per la comprensione, dalla qualità dei dati costituitisi in colui che parla. Per aiutarla a capire ciò che ho detto ora, le citerò precisamente come esempio il fatto che suscitò in noi il desiderio di intraprendere delle ricerche in questo senso e che ci portò a scoprire questa legge. Nella nostra confraternita ci sono due frati molto anziani: uno si chiama frate Akhel, l'altro frate Seze. Questi frati si sono assunti volontariamente l'onere di visitare periodicamente ogni monastero del nostro ordine e di esporre differenti aspetti dell'essenza della divinità. La nostra confraternita ha quattro monasteri: il nostro, un secondo nella valle del Pamir, un terzo nel Tibet, e il quarto nelle Indie. I frati Akhel e Seze vanno dunque di continuo da un monastero all'altro e predicano la parola divina. Vengono qui una o due volte all'anno e il loro arrivo nella nostra comunità è considerato un grandissimo avvenimento. Durante tutto il tempo che essi ci consacrano, l'animo di ognuno di noi prova una beatitudine e una pienezza veramente celestiali. I sermoni dei due frati, che sono entrambi santi quasi allo stesso grado, e che parlano delle medesime verità, producono effetti molto differenti su noi tutti, 312 e in modo particolare su di me. Quando parla frate Seze, sembra di udire il canto degli uccelli del paradiso. Nel sentirlo predicare, si è toccati fino in fondo al cuore, e si resta lì come stregati. La sua parola scorre come il mormorio di un fiume e non si desidera più nulla nella vita se non sentire la voce di frate Seze. Quando predica frate Akhel, la sua parola fa l'effetto quasi opposto. Egli parla male, con voce indistinta, probabilmente per via della vecchiaia. Nessuno conosce la sua età. Anche frate Seze è molto anziano; dicono che abbia trecento anni. Ma è un vecchio ancora vigoroso, mentre frate Akhel porta i segni evidenti dell'età avanzata. Se i sermoni di frate Seze producono immediatamente una forte impressione, alla lunga tale impressione invece scompare e, alla fine, non ne rimane assolutamente nulla. Quanto alla parola di frate Akhel, in un primo momento essa non produce quasi nessun effetto. Ma, col tempo, l'essenza stessa del suo discorso acquista di giorno in giorno una forma più definita e penetra interamente nel cuore dove rimane per sempre. Colpiti da questa constatazione, ci mettemmo tutti a cercare perché ciò accadeva e giungemmo alla conclusione unanime che i sermoni di frate Seze provenivano soltanto dal suo intelletto, e non agivano, di conseguenza, che sul nostro intelletto, mentre quelli di frate Akhel provenivano dal suo essere e agivano sul nostro essere. Eh sì, caro professore, il sapere e la comprensione sono due cose completamente differenti. Soltanto la comprensione può portare all'essere. Il sapere di per se stesso non ha che una presenza passeggera: un nuovo sapere caccia via il precedente, e, in fin dei conti, non è altro che del nulla versato nel vuoto. Bisogna sforzarsi di comprendere, solo questo può portare a Dio. E per poter comprendere i fenomeni, conformi o non conformi alle leggi, che si producono intorno a noi, dobbiamo prima di tutto percepire e assimilare consciamente una moltitudine di informazioni relative sia alle verità obiettive sia agli avvenimenti reali che in passato sono successi in terra. Dobbiamo inoltre portare coscientemente in noi stessi tutti i risultati delle nostre esperienze, volontarie o involontarie." Con Padre Giovanni avemmo molte altre conversazioni, tutte indimenticabili. Questo essere raro faceva sorgere in noi una quantità di questioni, quali gli uomini di oggi non si porranno mai da sé, dopo di che egli dava a esse una risposta. 313 Una delle sue spiegazioni, che era stata provocata due giorni prima della nostra partenza dal monastero da una domanda del professor Skridlov, presenta un interesse eccezionale sia per la sua profondità di pensiero sia per la portata che essa può avere per gli uomini contemporanei che hanno raggiunto l'età responsabile. La questione del professor Skridlov sorse dal più profondo del suo essere, quando padre Giovanni ci ebbe detto, nel corso della conversazione, che prima di poter entrare realmente nella sfera di influenza e di azione delle forze superiori, era assolutamente indispensabile avere un'anima e che quest'anima si poteva acquisire soltanto per mezzo di esperienze volontarie e involontarie, come pure per mezzo della conoscenza intenzionalmente acquisita di alcuni avvenimenti reali accaduti nel passato. Il padre aveva aggiunto con tono grave che ciò è possibile soltanto in gioventù, finché i dati appropriati dispensati dalla Grande Natura non sono ancora stati sperperati per degli scopi fantastici, che sembrano desiderabili soltanto grazie alle condizioni anormali della vita degli uomini. Nel sentire queste parole, il professor Skridlov sospirò profondamente ed esclamò con disperazione: "Allora che fare adesso, e come vivere, ormai?…"Dopo l'esclamazione di Skridlov padre Giovanni rifletté un istante in silenzio, poi ci espose le straordinarie idee che ho intenzione di riprodurre il più fedelmente possibile. Ma siccome tali idee si riferiscono alla questione dell'anima, cioè alla terza parte indipendente della presenza generale dell'uomo, le introdurrò nel capitolo intitolato “Il corpo divino dell'uomo, i suoi bisogni conformi alle leggi, e le sue possibilità di manifestazione”. Questo capitolo farà parte della terza serie delle mie opere". Essenzialmente qua sta parlando della falsa personalità, sta parlando del fatto che quando voi venite educati in falsi valori e in questa direzione dei falsi valori costruite tutta la vostra psiche, dopo è molto difficile saltarci fuori, perché c'è un meccanismo di giustificazione continuo. Dopo è molto difficile, per poter fare questo l'uomo dovrebbe arrivare a vedere la sua vita com'è, guardate che è molto difficile vedere la propria vita com'é. Bisogna prendersi una responsabilità. Quest‟uomo potrebbe vederla e pensare: la mia vita è uno schifo, ho distrutto questo, ho distrutto questo e ancora ho distrutto questo, e a dir la verità distruggo ogni cosa! E non è vero che questa cosa me 314 l'hanno portata via, sono io che ho distrutto, ho distrutto la mia femminilità, la mai maschilità, ho distrutto ogni cosa…. Arrivato a questo se una persona vedesse tutto questo e avesse orrore di tutto ciò che è stato e sa che la sua vita finirà così e peggio di così, allora può avere una spinta per lavorare con una decisione immensa. Più facile di questo è essere dei giovani ragazzi che vengono educati secondo veri valori, voi però siete qui per fare esattamente questo, che è difficilissimo. Ciò vi fa capire che se volete fare questo lavoro, non potete fidarvi di quello che credete. E' quello il punto, lo so che è molto difficile questo. La capacità di sentire la Verità è ridotta praticamente a nulla perché tutta la vostra struttura è piena di falsi valori. Cosa significa falsi valori? Per esempio idee su voi stessi non verificate. Tutte le idee che avete di voi stessi sono verificate? Quasi nessuna è stata verificata. Potete dire: "Io in ogni posto dove vado a lavorare sono sfortunato, incontro degli sfigati che non capiscono niente mi cacciano via". Non so se siete pronti a capire che non è così, avete bisogno che qualcuno ve lo mostri, da soli non ci arriverete mai e la persona che ve lo mostra la odierete. Questa è la dimostrazione che non potete fare niente, a meno che non vi mettete nella visione dell'apprendimento e del ritorno verso la Verità. Allora sapete che prenderete un sacco di bastonate, ma quelle bastonate non le prendete voi, le prende la parte di voi di cui vi volete liberare. Il cercatore della Verità è inattaccabile, se venite feriti della verità non vi interessa niente, viene ferito colui il quale vuole conservare qualche cosa che è una bugia, che è un'immagine di se stesso. Se siete un cercatore della Verità la cosa che vi distrugge sapete che vi libera, vi fermate, riflettete e di lì potete partire per un cammino vero. Serve una decisione di camminare nella direzione della Verità irrevocabile, costi quel che costi. Questo discorso è molto reale, molto concreto. Per capire quali sono i vostri orientamenti dovete capire anche come vi sbagliate. Per esempio, siete dei cassieri, e vi sbagliate sempre a dare il resto, non è che siete disonesti, non fate apposta, é che non volete mollare il denaro, la vostra attitudine è prenderlo, non mollarlo. E ogni volta che vi sbagliate, corrisponde ad ogni volta che non capite. Leggete la vita con la vostra attitudine, non leggete gli eventi come sono. La vostra attitudine deforma gli eventi in una maniera che è favorevole 315 al vostro ego e interpretate i dati della vita nella conferma della vostra menzogna. Da quando nascete create delle menzogne che vi permettono di vivere una vita tranquilla, che vi permettono di fare le cose che vi interessano, e evitano quelle che vi danno fastidio Quella menzogna è fatta così perché in quel momento, per tornare al tema di prima, non c'è l'apertura che consente la mediazione. La persona tirchia si trova al ristorante con gli amici e quando è il momento di pagare è sempre distratto da un'altra parte. Non è che lui non vuole pagare, lo sa che una volta su cinque tocca a lui, ma ogni volta lui è distratto dall'altra parte. L‟azione del mediare presuppone un certo livello, per poter mediare bisogna incominciare con lo svuotamento dei territori mentali, a concepire e creare uno spazio dove questa mediazione possa avvenire. La menzogna, la parola forse ci trae in inganno, non è falsa, è automatica. La mediazione, l'idea della mediazione è l'inizio dell'uscita dall'automatismo. La legge dice: “Se vieni colpito devi reagire”. Allora la soluzione è non essere colpiti, per non essere colpiti non dovete essere dove il colpo arriva, quindi dovete prendere tempo e spazio. Prendere tempo e spazio vuol dire prendere vita. E' importantissimo. E' lì che è possibile la mediazione, l'esempio di questo viene detto in una maniera perfetta nel Vangelo: ultima cena. Gli Apostoli e Gesù sono intorno al tavolo e Gesù dice: “Uno di voi questa sera mi tradirà.” I grandi apostoli, come Giovanni, dicono: “Maestro, sono forse io che ti tradirò? Sono forse io?” Il cercatore della Verità, mette continuamente in discussione se stesso, sa che l'uomo mente, sa che io può credere ma può ingannare. Pietro: “Maestro, forse sono io che ti tradirò?” Sono cercatori della Verità. Vogliono sapere se sono loro che tradiranno, perché se sono loro che tradiranno se ne faranno qualcosa di questo, anche da questo impareranno. Gesù risponde: “No” e l'ha detto davanti a tutti. “E‟ quello a cui inzupperò il pane”. Prende il pezzo di pane va da Giuda e lo inzuppa e Giuda dice: “Adesso devo andare” e va via. E Giuda a Gesù non chiede niente. Come mai non chiede niente Giuda? Ve lo dico io il perché: Giuda sa tutto, tanto che Gesù gli dice: “Vai e quello che devi fare fallo subito.” 316 Una sera abbiamo parlato del teorema matematico che si chiama teorema di Godel. Quest‟evento dell'ultima cena è il teorema di Godel, vuol dire questo: “Nel tuo cammino non puoi mai dire io sono nel giusto”. Nel momento in cui dici: “Sono nel giusto, sei sicuramente nell'errore, questa è l'unica certezza”. Perché la Verità può essere cercata, ecco perché Giovanni dice: “Maestro sono io che ti tradirò?” Ecco perché loro sono cercatori della Verità. Giuda è già nella sua direzione, non mette in discussione niente, non si mette in discussione neanche a morire, lui sa quello che deve fare. Lui sa già tutto, perché il maestro doveva liberarvi dal popolo romano e non l'ha fatto, è tutto un ribollire della ragione. Se Giuda avesse conosciuto il teorema di Godel e se avesse studiato avrebbe detto: “Cavolo, siccome io ho esattamente ragione, questa è la dimostrazione perfetta che ho torto.” Ecco un essere intelligente: prende tutte le sue ragioni e le butta nel cestino. E così finalmente è libero, finalmente può godersi un po‟ di vita. Sapete cosa facciamo noi qua? Noi qua creiamo uno spazio nella mente. Solo questo perché poi dopo nessuno può fare altro, dopo si fa singolarmente. Creiamo uno spazio nella mente per esaminare l'esistenza di altri punti di vista che non ci riducano a cristallizzarci nelle nostre certezze, perché quando siamo cristallizzati nelle nostre certezze, gli altri smettono di esistere e se smettono di esistere gli altri, smettiamo di esistere noi perché gli altri sono i messaggi che Dio ci manda. Quindi noi creiamo uno spazio nella mente per poter concepire e per poter quindi accogliere ciò che arriva. E quello che arriva cosa ci dirà ogni volta? Ci dice sempre la stessa cosa, devi diventare diverso. Vuol dire non sei il tuo passato. Ogni volta ci invita alla mediazione e ci invita a diventare diverso e quindi ci invita a vivere e a non essere il fantasma del nostro passato. Se non fate questo morite tutti, siete già morti senza questo. Dice Ramtha: “Perché non volete abbandonare le vostre certezze? Perché sono il pungiglione attraverso il quale voi vi attaccate e vi difendete dal mondo. Senza tutta questa bugia, se la tiro via, quanto sarò vulnerabile?” Sarete vulnerabili sì, perché dovete vedere ciò che siete, ma da lì può succedere tanto. Bisogna arrivare a vederle nella propria vita, non è che lui è cattivo, lui è buono, no, la vostra vita è un cumulo di menzogne. Dovete 317 riuscire a fare un pochino di chiarezza e produrre un po‟ di Verità, che è il contatto con la nostra anima, questo é il punto. Una seduta di Gianni, dice: ”Una perla, una perla meravigliosa cade in una pozzanghera, cade talmente dentro la pozzanghera che è tutta immersa nel fango, a questo punto non si riconosce più come perla, ma si riconosce come fango. Pensa a se stessa come fango e per tanto tempo sta in questo fango e crede di essere fango. E per lei il fango è normale. Ma poi muovendosi, facendo esperienza all'interno di questo fango un pezzettino di fango si stacca dalla superficie della perla e lei vede questa lucentezza e questa luminosità, allora incomincia a intuire, a conoscersi, a vedersi come perla, da quel momento non ha più pace finché non riesce a togliere tutto il fango e a ripulire ogni giorno di più un pezzettino perché possa manifestarsi pienamente come perla.” Questo è un esempio perfetto. Però anche voi potete dire: “Il luogo dove vivo non è fango”. Togliete quel fango! Bisogna accettare di mettersi in gioco, dovete darvi una possibilità. I semi non sono tutti uguali hanno diversa capacità di evoluzione, ma l'altro aspetto è che anche i terreni non sono tutti uguali, hanno diverse capacità di accogliere il seme. Poi c‟è anche un altro fattore: il vostro impegno. L'impegno del seminatore è cercare di dare un buon seme, che vuol dire vivere sempre di più in coerenza coi semi che dona e l‟impegno della terra è di essere una buona terra. Quando la terra diventa un buon orto? Quando è tutta zappettata, è tutta stata ridotta in una polvere discretamente fine, sono stati tolti tutti i sassi, le erbacce. Questo è un simbolo della personalità, quando la nostra psiche, ricettività se volete, è tutta ben sbriciolata, frantumata, non ci sono i malloppi, grossi rifiuti, inutili, ecco che si può accogliere il seme. Come si chiama questo terreno quando è ben triturato, ben concimato, è umido, è adatto ad accogliere? Humus. Mi viene in mente Humus: Uomo, ma meglio Humus: Umile. E‟ la capacità di accogliere, perché l'ego è il macigno nella terra, se il vostro orto è fatto da malloppi grossi avete un bel da seminare. Serve l'umiltà, la distruzione delle certezze, delle sicurezze, dell'arroganza, della pretesa di sapere, del bisogno, tutto questo ben sbriciolato, ben concimato è humus. 318 L'ego è una brutta bestia, bisogna smettere di dargli cibo, più mangia più si arrabbia, più si arrabbia più combatte, più divora, più diventa violenza. Anche le parole che usa Gibran parlando dell‟amore ci paragona a delle pannocchie che l'amore batte per liberarci dai cartocci, poi ci macina fino al candore, poi ci impasta e ci consegna al Sacro Fuoco. L'amore ci libera proprio dalle grossolanità e ci macina. Riprendiamo la lettura Incontri con uomini straordinari, lui e Skridlov sono venuti via dal monastero, dopo due anni, e si ritrovano sulla cima di una montagna. Volevo solo leggervi alla fine quando si ritrovano. "Ognuno di noi, soggiogato dalla grandezza della Natura, seguiva i propri pensieri. Improvvisamente il mio sguardo si fermò sul viso del professore, e vidi scorrere delle lacrime dai suoi occhi. "Che cos'ha, vecchio amico mio?" gli chiesi. "Nulla…" rispose. E, asciugandosi gli occhi, aggiunse: "Durante questi ultimi due o tre anni, data la mia incapacità di controllare le manifestazioni automatiche del mio subcosciente e del mio istinto, sono diventato quasi come una donna isterica. Ciò che mi è successo ora è avvenuto già altre volte in questi ultimi tempi. E' molto difficile spiegare quello che succede in me quando vedo o sento qualcosa di sublime, che non si può attribuire ad altri che al Nostro Creatore e Autore, comunque mi vengono sempre le lacrime agli occhi. Io piango, cioè si piange in me, non per tristezza, no … ma, potrei dire, per una tenerezza profonda. Sono diventato così a poco a poco, dopo il mio incontro con padre Giovanni, ti ricordi, quel padre che abbiamo conosciuto insieme nel Kafiristan, con grande danno per la mia vita ordinaria. Dopo quell'incontro, il mio mondo interiore e il mio mondo esteriore sono completamente cambiati. Nelle concezioni che si sono radicate in me, è avvenuta spontaneamente una revisione di tutti i valori. Prima di questo incontro ero un uomo completamente assorbito dai propri interessi e dai propri piaceri personali, come pure dagli interessi e dai piaceri dei propri figli. Ero sempre rivolto col pensiero, a cercare di soddisfare il meglio possibile i miei bisogni e i loro. Posso dire che fino a quel momento tutto il mio essere era dominato dall'egoismo e tutte le mie emozioni e manifestazioni provenivano dalla mia vanità. 319 Il mio incontro con padre Giovanni ha fatto giustizia di tutto questo e da allora, a poco a poco, in me è apparso qualcosa che ha portato tutto me stesso alla convinzione assoluta che al di fuori delle agitazioni della vita esiste qualcos'altro che dovrebbe essere lo scopo e l'ideale di ogni uomo più o meno capace di pensare - e che questo altro soltanto può rendere l'uomo veramente felice e offrirgli dei valori reali, invece di quei “beni” illusori che, nella vita comune, gli vengono prodigati sempre e dovunque". La cosa importante è non perdere il riferimento con quella dimensione che è al di là del piano orizzontale, perché se si perde il riferimento poi si perde anche la vista, si perdono i sensi e si perde anche un'altra idea di realtà e tutto si riduce a un luogo dove la perla non sa più che è una perla e dice: “Avevo creduto di essere una perla, invece sono fango”. Era riuscita per un attimo a capire che era una perla però dopo tutto il fango dice: “Ma che perla e perla, qua ci raccontiamo delle balle, noi siamo fango e possiamo essere solo fango.” Il dubbio che rovina il credere è sempre in agguato. Il dubbio che rovina il credere porta in sé la mancanza di stima, la rabbia e il rancore per qualcosa che avete perduto e non può essere più trovato. Questa è l‟essenza della guerra, voi volete prendervela con qualcuno per il paradiso perduto, ma quel paradiso è qua, bisogna solo cambiare atteggiamento, a volte però si dimentica, è facile dimenticare. 11 Luglio 2005 320 LETTURE TRATTATE - Un altro giro di giostra – di Tiziano Terzani Capitolo: Himalaya - da pag. 14 a pag. 26 - Il Profeta – di Gibran La Ragione e la Passione - da pag. 29 a pag. 33 - Il Profeta – di Gibran Il Lavoro – da pag. 48 a pag. 50 - e da pag. 226 a pag. 227 - Favola di Osho – I tre regni - da pag. 63 a pag. 66 - Testimonianza di Alessandra – da pag. 132 a pag. 134 - Illusioni – di Richard Bach – da pag. 192 a pag. 195 - Trama del film Camminare sull‟acqua – da pag. 206 a pag. 208 - Incontri con uomini straordinari – di G.I.Gurdjieff da pag. 310 a pag. 314 e da pag. 319 a pag. 320 321 INDICE ANALITICO Abitudini: 17-18 Accettazione : 9-10;119-120;155 Accusa: 71 Ammortizzatori: 268 Amore: 39;124-125;129-130;139;223-224-225;270;272;276;296; 301-302 Amore e Potere: 55-56 Anima: 110-111;114;163-164-165;302 Ascolto: 56-57-58;102 Attenzione divisa: 83-84;95-96 Benedire: 13;141-142 Bisogno: 301-302 Cammino: 18;27;71;126-127-128;141;156-157;162;175-176-177178:202-203-204;238-239;248-249-250;264-265-266; 283284;303;315 Centratura: 12-13 Centri e Funzioni: 30-31-32;77;79-80-81-82-83;85-86-87-8889;104;291 Centri Superiori: 59-60;80;138-139 Chiarezza: 115;148-149 Collocarsi: 54-55;89-90;277-278;285-286 Compassione: 179-180 Complicità: 70;139-140;260-261 Comprensione: 5;43-44;201;208-209-210;215-216;246-247 Comunicazione: 13;33-34-35-36-37;46-47;51-52;72;147 Conoscenza: 15;17 Consapevolezza: 83-84;154 Convinzioni: 309-310;315;317-318 Coscienza: 141;146-147-148;152-153;165;279-280-281-282;284 322 Difficoltà: 75;191-192;198-199-200 Direzione: 12;173-174;191-192;233-234-235-236-237-238;320 Educazione: 76-77 Ego: 28;42;99;107-108;110-111;113;163-164-165;302;309;319 Energia: 296-297-298;300 Energia sessuale: 244-245;296-297-298;299-300 Essenza: 251-252-253 Esserci: 198-199;259;302 Falsa Personalità: 42;251-252-253;314-315 Giudizio: 5-6-7-8-9;12-13;98-99-100-101-102-103;165;174;240 Giustificazione: 278 Gruppo: 40;106;109;128-129 Guerra/Conflitto: 6;11;45-46;54;58-59;61;66;73-74;91-92;100101;152-153;167;211-212-213-214-215;247-248;292293-294-295 Identificazione: 139;305 Illusione: 300 Inconscio: 5-6 Incontro: 43;301 Influenze A B C: 218-219-220-221-222-223;280-281 Integrità: 47-48;301 Irrequietezza: 137-138 Leggi: 172-173;253-254-255 - Legge dei cosmi: 107;285-286-287-288-289-290-291-292293 - Legge del dare e dell‟avere: 172 - Legge dell‟accidente: 166-167 - Legge d‟ottava: 105;159-160-161;188-189-190;254 - Legge di risonanza: 200-201 Linguaggio: 68 Livelli: 244;285-286-287-288-289-290-291-292;294-295 323 Magnetismo: 158;218-219-220-221-222-223;229-230-231-232 Malattia: 16;20;25;101;287 Maligno: 268-269 Mancanza: 301 Mediazione: 303-304-305-306-307-308-309;316 Mente: 20;52;262-263;267-268-269-270-271-272;276-277 Menzogna: 210-316 Nutrimento: 107;135 Negativo: 141;259-260 Pace: 8-9;45-46;62;67;94-95 Passato: 111-112;223-224;291-292 Paura: 131;134-135-136-137;149;211;240-241-242-243;245;258 Pazienza: 115 Pensiero: 153-154;186-187-188;190-191;263-264;273-274;292 Personalità: 251-252-253 Possibilità: 41;115 Ragione: 11 Realtà: 143 Reazione: 70 Responsabilità: 67-68-69;93-94;96;109-110 Ribellione: 157-158;163;188;255;257-258;282-283 Riconoscere: 90-91-92-93;97-98-99;110;113-114;119;121-122123;225-226-227-228;258 Ricordo di sé: 139 Rifiuto: 38;140-141;259 Risveglio: 167-168-169-170-171-172;174-175-176-177;183-184 Sconosciuto: 18-19;143-144-145 Scopo: 40;110;116-117-118-119;123-124 Scuola: 67;104-105-106-107 Seduzione: 39-40-41-42;136-137;149-150-151-152 Separazione: 39-40 Seminare: 134;141;149;318-319 Sincerità: 69 324 Sofferenza e dolore: 27;163 Spostamento: 100;255-256 Teorema di Godel: 288-289;317 Tipi Psicologici: 73;76 Tradimento: 265-266 Trasformazione: 72-73;126;137;157;180-181-182-183-184-185;195196-197-198;274-275-276;291;293;317-318 Verità: 14;16-17;57-58;112-113;127-128;173;178;200-201 Via: 17;19;37-38;138 Visione: 111;233-234-235-236 Visione verticale: 29;103 Vittime e tiranni: 103 325 326