“OGGI SARAI CON ME NEL MIO REGNO” 34a per anno 21 novembre 2004 ACCOGLIENZA Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo AMEN Il Regno eterno e universale di Cristo: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace sia con tutti voi E CON IL TUO SPIRITO “E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.” Queste parole di Paolo sono la contraddizione più grande tra quello che noi consideriamo “re” e quello che Gesù afferma quando dice “io sono re” e che oggi intendiamo celebrare come coronamento di tutto l’anno liturgico. atto penitenziale + Il nostro peccato, Signore, tu lo conosci... E’ l’orgoglio di considerarci superiori agli altri. Perdonaci, Dio di umiltà e abbi pietà di noi. SIGNORE PIETA’ + Il nostro peccato, Signore, tu lo conosci... E’ l’istinto di mettere gli altri in ginocchio davanti a noi. Perdonaci, Dio di rispetto e abbi pietà di noi. CRISTO PIETA’ + Il nostro peccato, Signore, tu lo conosci... E’ l’abitudine di lasciare gli altri a lavorare per noi... Perdonaci, Dio di servizio e abbi pietà di noi. SIGNORE PIETA’ Dio onnipotente, che in Gesù in croce hai detto al ladrone pentito: “In verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso”, abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. AMEN preghiamo O Dio Padre, che ci hai chiamati a regnare con te nella giustizia e nell’amore, liberaci dal potere delle tenebre; fa’ che camminiamo sulle orme del tuo Figlio, e come lui doniamo la nostra vita per amore dei fratelli, certi di condividere la sua gloria in paradiso. Egli è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. AMEN PAROLA Davide si è fatto una reputazione di guerriero invincibile, è il capo di una banda temuta. Le tribù del nord vogliono un capo che le protegga efficacemente, e vengono a chiedere a Davide se vuole essere loro re. Egli accetta semplicemente, perchè ama le responsabilità e prevede già la vittoria militare. Non vi è nulla di molto religioso in tutto ciò, ma solo delle soluzioni umane a dei problemi umani. E’ tuttavia attraverso il gioco degli avvenimenti politici che Dio incomincia a preparare la venuta del Figlio di Davide. DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE 5 In quei giorni [1]vennero tutte le tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: <<Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne. [2]Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele>>. [3]Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele. Parola di Dio salmo 121 Non c’è bisogno di fare un grande sforzo di trasposizione per noi uomini d’oggi se vogliamo pregare questo salmo in tutta verità nel cuore del mondo attuale, perchè c’è un acuirsi di particolarismi, contrasti, e celebrazioni dei fasti militari. Signore, che l’umanità intera diventi “come una città in cui tutto è unito, compatto...”, che le tribù, le razze, le culture vi “salgano” convergendo le une verso le altre, che la pace regni sulla terra! REGNA LA PACE DOVE REGNA IL SIGNORE Quale gioia, quando mi dissero: <<Andremo alla casa del Signore>>. [2] E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! [3] Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. [4] Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. [5] Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. [6] Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano. C’è sempre la tentazione di far entrare il Cristo in un sistema umano costruito al di fuori di lui; oppure pretendere che lui garantisca una nostra scelta, diventando come un bollo divino su una merce umana. Egli si pone a un altro livello: è il primogenito dell’umanità, e la illumina sul suo avvenire ultimo, lui che è l’unico a essere nato dalla morte. Con lui risorge un’umanità nuova, una fase inedita e irreversibile della storia umana. DALLA LETTERA DI PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI 1 Fratelli, [1.12] ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. [1.13] È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, [1.14] per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati. [1.15] Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; [1.16] poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. [1.17] Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. [1.18] Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. [1.19] Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza [1.20] e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. Parola di Dio Sulla croce Gesù realizza il Regno che aveva annunciato all’inizio. Lui è il re. Povero, affamato, piangente, odiato, bandito, insultato e respinto come scellerato, ama i nemici, fa loro del bene, li benedice, intercede per loro, resiste al male portandolo, è disposto a subirne di più pur di non restituirlo, e dà agli altri la salvezza che vorrebbe per sè. Questa sua regalità rivela la grazia e la misericordia di Dio. ALLELUIA, ALLELUIA! Benedetto colui che viene nel nome del Signore: benedetto il suo regno che viene. DAL VANGELO SECONDO LUCA 23 In quel tempo [23.35] il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». [23.36] Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano: [23.37] «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». [23.38] C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. [23.39] Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». [23.40] Ma l’altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? [23.41] Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». [23.42] E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». [23.43] Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso». Parola del Signore professione di fede Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. preghiera dei fedeli Quando pensiamo al tuo Regno, o Dio, noi rischiamo di immaginarlo secondo il pensiero di questo mondo. Ma il tuo Figlio regna non su un trono d’oro, ma dall’alto della croce. E il suo potere si manifesta innanzitutto nella misericordia. Donaci di invocarlo allora senza fraintendimenti. A te quindi diciamo: VENGA IL TUO REGNO, SIGNORE! 1. Venga il tuo regno per tutti tutti i cristiani che giudicano intollerabili le ingiustizie e i sorprusi a cui sono sottoposti tanti crocifissi della terra. Preghiamo 2. Venga il tuo Regno per i politici e gli amministratori che non incoraggiano di preservare o aumentare i privilegi della nazione con l’inganno o con le armi. Preghiamo 3. Venga il tuo Regno per chi vuole dimenticare il male ricevuto e non rinchiude il prossimo in un giudizio senza appello; e venga il tuo Regno per tutti coloro che offrono perdono a costo di essere presi in giro. Preghiamo 4. Venga il tuo Regno per tutti i giovani che intendono offrire la loro esistenza al servizio della Chiesa specie quando sono contrariati in questa loro scelta o derisi per le loro idealità. Preghiamo 5. Venga il tuo Regno per tutte le persone che si impegnano perchè il mondo cambi e lo testimoniano con la nonviolenza e la sobrietà. Preghiamo Venga il tuo Regno, Signore. Venga quel mondo nuovo che non possiamo neppure descrivere, tanto sarà al di là di qualsiasi desiderio. Dona compimento ad ogni impresa generosa di carità e di giustizia e fa’ che nessuna azione solidale e nessuna espressione nobile e bella vadano perdute. Per Cristo nostro Signore. AMEN EUCARESTIA Accetta, o Padre, queto sacrificio di riconciliazione e per i meriti del Cristo tuo Figlio concedi a tutti i popoli il dono dell’unità e della pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN grande preghiera eucaristica E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno: Tu con olio di esultanza hai consacrato sacerdote eterno e re dell’universo il tuo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore, perchè, sacrificando se stesso immacolata vittima di pace sull’altare della Croce, operasse il mistero dell’umana redenzione, e, assoggettate al suo potere tutte le creature, offrisse alla sua maestà infinita il regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace. E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alla Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: SANTO SANTO SANTO... Ti glorifichiamo, Padre santo; tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest’ora in cui il Cristo, tuo Figlio, ci raduna per la santa cena. Egli come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi. Ti preghiamo, Padre onnipotente, manda il tuo spirito su questo pane e su questo vino, perchè il tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo corpo e il suo sangue. La vigilia della sua passione, mentre cenava con loro, prese il pane e rese grazie; lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me. Mistero della fede. OGNI VOLTA CHE MANGIAMO DI QUESTO PANE E BEVIAMO A QUESTO CALICE ANNUNZIAMO LA TUA MORTE, SIGNORE, NELL’ATTESA DELLA TUA VENUTA Celebrando il memoriale della nostra riconciliazione annunziamo, o Padre, l’opera del tuo amore. Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo, tuo Figlio, e lo hai chiamato alla tua destra re immortale dei secoli e Signore dell’universo. Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te. Dio, padre di misericordia, donaci lo Spirito dell’amore, lo Spirito del tuo Figlio. Fortifica nell’unità tutti i convocati alla tua mensa: insieme Vescovo, i presbiteri, i diaconi e tutto il popolo cristiano. Possano irradiare nel mondo gioia e fiducia e camminare nella fede e nella speranza. Ricordati anche dei nostri fratelli che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede: ammettili a godere la luce del tuo volto e la pienezza di vita nella risurrezione; concedi a che a noi, al termine di questo pellegrinaggio, In comunione con la beata Vergine Maria, con gli apostoli e tutti i santi innalziamo a te la nostra lode nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Per Cristo con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. AMEN RADICALITA’ EVANGELICA Signore, tu hai detto che non hai nemmeno una tana, un nido, un tetto, un sasso su cui posare il capo. Vorrei tanto, Signore, che accadesse anche a noi, preti moderni, di non avere una cucina nella quale mangiare, un salotto nel quale vedere la tv, una cantina “aggiornatissima”, una camera con un letto ad una piazza e mezza, una cambusa per gli amici, un ufficio parrocchiale, con computer, telefono, telefonino, fax, fotocopiatrice... Noi, Signore, siamo i profeti delle fotocopie, del giornalino parrocchiale, della telecamera, dal microfono al collo... Signore, tu hai detto: “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti, andate ad annunciare il Regno di Dio”. Noi siamo i cristiani che vanna alle Canarie. Ai morti pensa il becchino. Ci facciamo milioni di scrupoli se nostro figlio, ogni fine settimana, poverino, va con la ragazza nella casa al mare o nella baita in montagna. Poverino, ha tanto bisogno di riposo! Studia tanto, lavora a sera tardi. E’ un po’ sciupatino... In fondo i soldi se li guadagna... Signore, tu hai detto: “Chi si mette all’aratro e poi torna indietro non è adatto per il Regno dei cieli”. Noi l’aratro non sappiamo cosa sia, ma siamo specializzati nel tornare indietro. Meglio: siamo specializzati nel “non andare avanti”“. Andare avanti, crescere , assumersi le responsabilità, soffrire, pazientare, sono azioni antipatiche. Ci va meglio guardare attorno. Diventare adulto, oggi, è solo questione di accettare il brutto insieme al bello, il giusto insieme all’ingiusto, la verità insieme alla menzogna, la fede insieme alla superstizione. Prendere il brutto per farlo sembrare meno brutto, sfatare la politica della doppia faccia, non è da noi. Ci saranno sempre giorni nei quali sembra andare tutto storto. In quei giorni non è sufficiente guardarsi attorno per renderli più accettabili e sopportabili. Dobbiamo imparare a recuperare la calma per non trasformare in calamità i normali incidenti della vita quotidiana. Come si può, Signore, mantenere le cose dentro le vere dimensioni? Tu sei troppo duro ed esigente, chiedi cose troppo strane, poco comuni. E’ giusto esigere tanta radicalità da noi discepoli del terzo millennio addestrati nel servire a più padroni? Signore, sono al tramonto i grandi preti duri come querce, capaci di dire pane al pane, rabbiosi contro chi si ferma a mezza strada. Dio nostro Padre, l’Eucarestia che abbiamo appena celebrato dice quanto il Figlio ci ama, Lui che ha offerto il suo corpo per amore verso tutti i peccatori. Abbiamo riconosciuto in questa messa la sua presenza nel pane e nel vino condivisi. Insegnaci a scoprire il suo volto sotto le sembianze dei nostri fratelli e sorelle che soffrono. Potremo così, con il tuo Spirito, costruire questo Regno d’amore ove tu ci attendi per i secoli dei secoli. Amen