SLID - Social and Labour Insertion of Disabled Persons
IPA – Adriatic Cross-Border Cooperation - Priorità 1 - Economic, Social and Institutional
Cooperation - Misura 1.3 – Social, Health and Labour Networks
IPA – Adriatic Cross-Border Cooperation
Priorità 1 - Economic, Social and Institutional Cooperation
Misura 1.3 – Social, Health and Labour Networks
GUIDE-LINES
PER I PROCESSI DI FORMAZIONE E DI AVVIO AL
LAVORO DI PERSONE DISABILI
SOMMARIO
1. PREMESSE
1.1 Per la “Cultura inclusiva”
1.2 Il lavoro e la persona
1.3 Il lavoro e la disabilità
1.4 Il lavoro la disabilità e la Qualità della Vita
2. IL TARGET E LA MISSION
3. IL PROCESSO “WORKING INTEGRATION OF DISABLED”
3.1 Il processo e gli attori
3.2 Le tipologie di disabilità
3.3 La “Presa in carico”
4. LE COMPETENZE
4.1 L’istituto delle competenze
4.2 Mappa delle componenti delle competenze
4.3 La valutazione delle competenze.
4.4 La comparazione
5. IL LIBRETTO FORMATIVO E DELLE COMPETENZE
6. LE MAPPATURE
6.1 La mappatura dei siti lavorativi nel territorio.
6.2 L’analisi ergonomica dei siti.
7. LA VALUTAZIONE E LA CERTIFICAZIONE
7.1 Il Profilo Prestazionale Individuale
8. LA FORMAZIONE INDIVIDUALE MIRATA
9. L’ACCOMPAGNAMENTO
10. LA VALUTAZIONE DEL PROCESSO
10.1 Valutazioni in progress
10.2 Storia di caso
10.3 Indagine di clima
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11. LA BANCA DATI
12. I TUTOR-SPECIALISTI
Le definizioni
Le funzioni
La formazione
La certificazione
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1. PREMESSE
1.1 Per la “cultura inclusiva”
Appartiene al processo di emancipazione civile dei paesi e delle culture un intero movimento
di intenzioni e di azioni che, coinvolgendo soggetti di diversa natura, tendono a consolidare e render
agevole un fenomeno che, espresso sin dal XIX° secolo, conduce alla emancipazione delle persone
in stato di debolezza. Tale processo è all’origine di una condizione culturale, ampiamente affermata
sul finire del ‘900, che si riconosce come inclusione.
Per la sua natura culturale, espressa dai valori e dai comportamenti delle persone e dei gruppi,
la condizione inclusiva rimanda ad una serie di convinzioni e di acquisizioni scientifiche che
sostengono l’impegno di molti operatori nei servizi alla persona a partire da un Diagramma
fondativo della Pedagogia speciale che indica la fondamentale prospettiva dei servizi in favore delle
persone disabili, e che seleziona concettualmente tre momenti ed istituti del processo di inclusione:
A – INSERIMENTO – Stato e processo di collocazione del soggetto disabile all’interno delle sedi,
dei momenti e delle attività in cui si esercitano le azioni formative, lavorative e di relazione sociale.
B – INTEGRAZIONE - Stato e processo di presenza partecipata di un individuo o gruppo in un
ambiente o struttura o attività connotati dalla partecipazione. Comporta un qualche livello di
comprensione del contesto e di interazione con persone, azioni e contesti. Consegue generalmente
la fase dell’inserimento ma può anche precederla o accompagnarla, e determina la condizione
dell’inclusione
C – NORMALIZZAZIONE - Con riferimento alla disabilità ed ai processi di inclusione, indica la
condizione dell’individuo che conosce le proprie tipicità o diversità, le accetta, ci convive
positivamente realizzando un buon stato di equilibrio e benessere. Con riferimento allo stato
dell’individuo, tale normalizzazione rimanda al migliore funzionamento generale ed alla
valorizzazione dei caratteri individuali, può pertanto riconoscersi nelle seguenti condizioni:
– accettazione del proprio stato;
– convivenza con le proprie disabilità;
– ottimizzazione delle funzioni normo-dotate e/o residuali;
– presenza di un progetto di vita;
– benessere psico-fisico individuale.
In quanto consapevole conduzione della propria esistenza, la normalizzazione rappresenta lo
scopo ultimo e più comprensivo dell’inserimento e dell’integrazione, e consiste nel promuovere il
benessere psico-fisico personale dell’individuo, quindi uno stato di equilibrio reso dalla presa di
coscienza ed accettazione della propria condizione di vita.
.
In senso generale e nel contesto delle scienze della disabilità si riconosce l’istituto
dell’inclusione, concetto di ampio significato civile e culturale riferito ad una assetto, posizione,
consapevolezza di un contesto che pone in atto strategie ed avvertenze per l’integrazione della
diversità. L’inclusione è pertanto una cultura che inerisce il disabile, in quanto integrato, ed i
contesti in quanto aperti e disponibili all’integrazione. L’inserimento e l’integrazione sono dunque
processi che si attivano in contesti di inclusione, e che si esprimono come inserimento consapevole
e partecipato in ambito scolastico, familiare, lavorativo, ecc, con attenzione ai bisogni formativi
individuali ed attivazione di adeguate condizioni formative ma nelle condizioni della popolazione
normale, onde il significato di inclusione come educazione per tutti e come valore civico.
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Il principio dell’inclusione reca pertanto una valenza civile totale, può sollecitare l’intero
scenario delle istituzioni, delle sedi e delle relazioni interumane, affinché le società prendano in
carico la diversità nel proprio vivere quotidiano, è dunque questo il senso ulteriore della
normalizzazione, in cui “la diversità diventa normale”, e si declina idealmente come una “normale
diversità”.
Si pone allora il valore di una Working Inclusion quale veicolo fondamentale della Società
Inclusiva, pensata e perseguita alla luce delle criticità della società complessa.
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1.2 Il lavoro e la persona
Le critiche condizioni economico-finanziarie dell’Europa reca gravi problemi di
occupazione, soprattutto a carico della popolazione giovanile cui le istituzioni cercano di porre
rimedio con una pluralità di politiche di sostegno all’economia ed all’occupazione. Al lavoro si
riconosce un duplice ambito di criticità giuridica, l’una connessa al diritto al lavoro, l’altra inerente
la tutela del lavoro.
La questione incrocia le più risolutive dinamiche delle vite individuali e sociali, invita a
riconsiderare i termini della identità e dell’adultità in coerenza con l’aspetto oggi più pressante del
complesso processo adattivo umano, l’apprendimento, evento che rende possibile l’adattamento
dell’individuo alla realtà, onde si afferma come l’evento processuale per eccellenza, nei termini del
Life Long Learning.
Sul fenomeno della formazione e dell’avvio al lavoro insistono dunque le azioni congiunte
del sistema socio-politico e dei singoli individui generandone lo spazio di vita e di affermazione
della personalità, pertanto si profilano come fattori fondamentali dello sviluppo della persona e
della qualità della sua vita, interessando direttamente le scienze e le professioni della formazione
dell’uomo e del cittadino.
Al lavoro infatti si congiungono alcuni diritti fondamentali dell’Uomo, che si individuano
nel Diritto al lavoro, Diritto all’autonomia, Diritto allo sviluppo professionale che costituiscono
fattori importanti del Diritto alla Cittadinanza.
In tale direzione, gli Organismi comunitari, Istituzioni nazionali e la Ricerca scientifica
hanno attivato azioni di precisazione concettuale e procedurale in materia di formazione e di avvio
al lavoro affrontando un costrutto di ampia diffusione e problematicità qual è quello delle
competenze, ed avanzando, sia nella prospettiva del sistema che in quella individuale, significativi
indicatori relativi a:
- formazione delle competenze;
- valutazione delle competenze;
- certificazione delle competenze.
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1.3 Il lavoro e la disabilità
In presenza della disabilità i problemi inerenti l’integrazione lavorativa conoscono un
radicale incremento di problematicità in connessione con le anomale condizioni del funzionamento
umano in alcune aree della personalità.
La selezione concettuale e lessicale resa di ampio accesso anche dall’ICF, consente di
orientare il lavoro degli specialisti assumendo un Secondo diagramma della Pedagogia speciale, nei
termini di:
A - PATOLOGIA – LESIONE – MENOMAZIONE
Danno di natura organica o strutturale.
B - DISABILITA’
Condizione di disfunzione, mancato o insufficiente esercizio di una o più funzioni umane,
disturbo, in presenza o non di un danno organico o strutturale.
C – HANDICAP – SVANTAGGIO
Condizione di svantaggio, o penalizzazione per effetto di una disabilità o di un contesto
elevatamente sfavorevole o deprivante.
La sinergia degli interventi delle organizzazioni, di specialisti e delle famiglie, orientati
all’integrazione, costituisce la piattaforma di un organico “Processo di Working Integration of
disabled”.
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1.4 Il lavoro, la disabilità e la Qualità della Vita.
Alle scienze umane ed alle professioni orientate ai “servizi alla persona”, pertiene lo scopo di
progettare e perseguire la migliore possibile Qualità della Vita (QdV) che, in presenza della
disabilità, assume propri indicatori, strategie d’azione e specifici strumenti di valutazione. Se ne
ricava il costrutto della Qualità della Vita del Disabile (QdVD) alla cui definizione e declinazione
si impegna la progettualità di una Società inclusiva.
Se ne ricava una mappa degli Indicatori della Qualità della Vita di Persone Disabili1.
INDICATORI
DELLA QUALITA’ DELLA VITA DI PERSONE DISABILI
(P. Crispiani, C. Giaconi, 2009).
1.
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g.
h.
i.
BENESSERE FISICO, SALUTE
Benessere fisico generale, stato di salute.
Percezione del proprio stato di salute.
Controllo del proprio stato di salute, conoscenza dei sintomi e delle situazioni critiche.
Percezione del proprio aspetto, vissuto somatico.
Efficienza fisica, abilità motorie e prassiche.
Controllo della sofferenza, dolore.
Alimentazione.
Cure mediche.
Cure abilitative.
2.
BENESSERE PSICOLOGICO
Area emotiva
a. Controllo emozionale.
b. Controllo umorale.
c. Autostima e fiducia di sé
d. Senso di adeguatezza.
e. Senso di sicurezza.
f. Senso di appartenenza.
Area affettiva
a. Interessi materiali.
b. Interessi sociali e culturali.
c. Spirito di iniziativa.
Area comunicativa
a. Efficienza comunicativa non-verbale.
b. Efficienza comunicativa verbale.
Area sociale
a. Relazioni sociali, interpersonali.
b. Relazioni amicali.
c. Accettazione sociale.
d. Adattamento nei gruppi.
e. Status sociale.
f. Inclusione sociale.
g. Integrazione familiare.
1
Cfr. Crispiani P., Giaconi C., Qualità di vita e integrazione scolastica. Indicatori e strumenti di valutazione
per le disabilità, Erickson, Trento 2009, pp. 27 ss.
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3.
AUTONOMIA E INDIPENDENZA
Area dell’autonomia personale
a. Autonomia igienica personale.
b. Autonomia nel vestirsi-svestirsi.
c. Autonomia nel nutrirsi.
d. Autonomia negli spostamenti, trasporto.
e. Autonomia nelle attività giornaliere.
f. Valutazione delle proprie competenze.
Area dell’autonomia di personalità
a. Autonomia della gestione domestica.
b. Autodeterminazione, autonomia di scelta.
c. Senso di controllo del proprio destino.
d. Capacità di risolvere problemi propri o familiari.
4.
SVILUPPO PERSONALE E REALIZZAZIONE DI SÉ.
Area delle aspettative
a. Possesso di aspettative o scopi consapevoli.
b. Credenza del possibile miglioramento della propria condizione.
c. Identificazione professionale
Area del pensiero
a. Personali visioni etico-sociali.
b. Personali visioni politico-civili.
Area delle attività personali
a. Svago, attività ricreative e culturali
b. Attività di gioco o sport
c. Attività spirituali
d. Attività volontarie, filantropiche, civili
e. Attività associative
f. Partecipazione ad attività sociali.
Area della sicurezza personale
a. Tutela o difesa da possibili abusi.
b. Tutela o difesa da possibili sfruttamenti.
c. Rispetto dei propri diritti.
d. Garanzia di pari opportunità.
e. Rispetto della propria privacy.
f. Sicurezza sul proprio futuro.
Area delle interazioni familiari.
a. Piacere nella permanenza in ambiente familiare.
b. Relazioni coniugali.
c. Relazioni con i figli.
5.
QUALITÀ DELL’AMBIENTE ESISTENZIALE
Ambiente residenziale
a. Comfort abitativo.
b. Sicurezza abitativa (proprietà o familiarità).
c. Condotte dei residenti vicini.
d. Disponibilità di spazi ricreativi
e. Accesso alle risorse presenti in casa o nel vicinato.
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Ambiente esterno
a. Cultura del contesto rispetto alla disabilità.
b. Cultura del contesto rispetto alla diversità.
c. Attenzione dei servizi alla disabilità.
d. Qualità dell’assistenza.
e. Qualità dei trattamenti abilitativi-riabilitativi.
6.
a.
b.
c.
d.
e.
CONDIZIONE ECONOMICA E LAVORATIVA
Sufficienza economica
Capacità di produrre reddito.
Occupazione.
Soddisfazione della propria occupazione.
Credenza del possibile miglioramento della propria condizione lavorativa.
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2. IL TARGET E LA MISSION
L’impegno convergente di istituzioni e di persone tende alla organica presa in carico dei
cittadini disabili con estensione a tutta la vita (life long education) ed includendo la dimensione
lavorativa.
In tale prospettiva si concentra l’attenzione sulla rilevazione ed analisi delle buone pratiche
espresse in molte sedi e si attivano processi per la costruzione di linee d’azione finalizzate a
rappresentare e socializzare pratiche diffuse di formazione, certificazione, avvio al lavoro e relativo
controllo e monitoraggio a favore di persone disabili.
Si tratta in realtà di una architettura di azioni e di know how, definitesi in relazione alle
specificità dei territori di riferimento e delle possibili tipologie di disabilità, pertanto con alta
aderenza ai contesti. In tal senso si profilano adeguate e clinicamente fondate Linee-guida pe ri
processi di formazione e di avvio al lavoro di persone disabili.
Concorrono alla definizione ed alla messa a sistema del processo, una pluralità di soggetti
istituzionali secondo le proprie pertinenze:
- Scuola
- Agenzie/Istituzioni pubbliche e private (Centri per il lavoro, DES, ecc.)
- Operatori specialisti
- Servizi socio-sanitari.
- Siti lavorativi pubblici e privati.
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3.
IL PROCESSO “WORKING INTEGRATION OF DISABLED”
3.1 Il processo e gli attori
Un insieme di azioni professionali integrate e coerenti ad una vision vengono espressi da un
servizio dedicato alla costruzione di competenze professionali ed all’avvio al lavoro di persone
disabili di ogni età. La loro attivazione sinergica, tale che necessità di alta consapevolezza degli
scopi e di possesso delle necessarie competenze ed esperienze, genera anzitutto un progetto intorno
al quale prende corpo l’intero processo orientato alla mission della Working Integration of
Disabled..
Di esso si possono indicare almeno tre fasi di sviluppo, che impegnano anche i diversi servizi
(scuola, agenzie, aziende) e le diverse professionalità degli operatori.
.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
FASE GENERALE
Rilevazione del problema.
Rilevazione della popolazione interessata.
Documentazione dei casi.
Formazione al lavoro a scuola.
Formazione dei docenti “dedicati”.
Progettazione di Istituto del processo di “Scuola-lavoro”.
Attivazione del “Libretto formativo e delle competenze”.
FASE PROFESSIONALE
8. Mappatura dei siti lavorativi.
9. Analisi ergonomica dei siti lavorativi.
10. Profilo Prestazionale Individuale (Bilancio delle competenze).
11. Formazione individuale mirata.
12. Accompagnamento.
13. Valutazione del Processo di Working Integration of Disabled.
FASE DI SISTEMA
14. Formazione continua (Continuosly Professional Formation)
15. Monitoraggio (Assessment).
16. Formazione degli operatori.
17. Certificazione degli operatori.
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3.2 Le tipologie di disabilità
Con riferimento alle selezioni concettuali ricavabili dai manuali diagnostici ICD.10, DSM-IVTR, dalle classificazioni internazionali come l’ ICF e dalle pratiche cliniche, si assume una
classificazione delle disabilità secondo un criterio sensibile alle prestazioni richieste in ambito
lavorativo. Si assume pertanto una classificazione di tipo “funzionale”.
CLASSIFICAZIONE DELLE DISABILITA’
SECONDO UN CRITERIO OCCUPAZIONALE/PROFESSIONALE
(Allegato n. 2)
A. DISABILITA’ MOTORIA:
A.1 Parziali/segmentali.
A.2 Generali/diffuse.
A.3 Aprassie, disprassie.
B. DISABILITA’ PSICHICHE:
B.1
Dello stato mentale.
B.2
Del comportamento.
B.3
Dell’autonomia.
C. DISABILITA’ INTELLETTIVE E COGNITIVE:
C.1
Ritardo mentale.
C.2
Disturbi di apprendimento e coordinativi.
D. DISABILITA’ SENSORIALI:
D.1 Vista.
D.2 Udito.
E. DISABILITA’ COMUNICATIVE:
E.1
Disturbi della comunicazione generale.
E.2
Disturbo grave del linguaggio verbale.
E.3
Sindromi pervasive della comunicazione (afasia grave, spettro autistico, Rett, ecc.).
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3.3 La “Presa in carico”
Il sistema apre la relazione con l’aspirante al lavoro mediante una prima raccolta di
informazioni orientative, attivando il processo di “Presa in carico”.
LA PRESA IN CARICO
PROCESSO INDIVIDUALE DI ORIENTAMENTO AL LAVORO
(Allegato n. 3)
Di _____________________________________________________________________________
nato a ______________________________ il __________________ età ________
residente a ______________________________________________________________________
Grado scolastico (presente o acquisito) ______________________________________________
Assistenza/convivenza ____________________________________________________________
Autonomia generale (valutazione da All. 1)
motoria ____ mobilità da casa al sito ____
assistita da persona SI-NO
di spostamento ____ di permanenza nel sito ____
assistita da sussidio SI-NO
Ambito prestazionale primario
Fisico-motorio
manuale-manipolativo
informativo
vigilanza
didattico
Impiegatizio direttivo dirigenziale tecnico commercial altro __________________________
Tipologie di disabilità (All. 2 ) ______________________________________________________
Opzioni occupazionali familiari ____________________________________________________
Altre opzioni ____________________________________________________________________
Data _______________
Firma _______________________________________
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4. LE COMPETENZE
4.1 L’istituto delle competenze
Per ampia convergenza delle manifestazioni in ogni ambito disciplinare, il concetto di
competenza si colloca al centro di ogni processo di formazione e di certificazione delle prestazioni
accreditabili ad una persona o ad un gruppo. Similmente nei Documenti di istituzioni o di gruppi
professionali l’utilizzo della categoria della competenza conosce una pluralità di accezioni e di
declinazioni che tuttavia, nel tempo, si è maggiormente organizzata ed è pervenuta ad una maggiore
convergenza di significati e di usi che consentono oggi di assumere espressioni di più larga
convergenza e riconoscibilità.
Vi1 si individua dunque una capacità sintetica di molteplici componenti isolabili in
riferimento ad un sistema criteriale, ovvero al contesto o agli scopi per i quali viene presa in
considerazione e tende ad associarsi anche alle definizioni di expertise, abilità, pertinenza, know
how, ecc..
L’istituto della competenza sintetizza conoscenze e abilità in quanto agire integrato di
componenti culturali (conoscenze) e componenti funzionali (abilità). Può comporsi pertanto di:
a. conoscenze (componenti culturali): conoscenze relative a cultura, saperi, linguaggi, esperienze,
norme morali, religione, senso comune, senso civico e tutto ciò che è oggetto di trasmissione tra
le generazioni;
b. abilità (componenti funzionali): capacità inerenti le funzioni umane corporee (fisiologiche,
motorie, psicomotorie), psichiche (percettive, emotive, affettive, intellettive, linguistiche,
sociali) o operative.
La competenza si connota per i seguenti tratti:
– è individuale (singolare, soggettuale);
– è riferita a più scopi e contesti (trasversale, generalizzabile);
– si esprime a diversi livelli di efficacia e di efficienza;
– è rappresentabile e comunicabile;
– è complessa, poliedrica, reticolare;
– è funzione qualitativa, a basso accesso misurativo;
– è dinamica, in continuo divenire.
Essa si manifesta in prestazioni che connettono la cultura e la soggettualità, il pregresso e il
possibile, il vincolo e la possibilità, in uno stato di reciprocità tra il fare e il pensare. Fonte
essenziale per la selezione, descrizione, valutazione e certificazione delle competenze è l’analisi del
comportamento umano (epistemologia delle pratiche). L’insieme dinamico delle competenze è
componente centrale del profilo individuale (profilo funzionale). Le competenze possono essere
classificate e descritte per ambiti: culturali, professionali, civici, di aree della personalità (motoria,
percettiva, emotiva, affettiva, intellettiva, linguistica, sociale, operativa).
La competenza è riconosciuta anche a gruppi o organizzazioni in relazione a scopi per i
quali il gruppo è identificabile, pertanto tende a definirsi anche come cooperativa o distribuita.
Dal punto di vista giuridico e sociale, alla competenza si associa anche il significato di
ambito di spettanza, di vocazione o di proprio dominio, in ciò meglio si associa al significato di
pertinenza, quindi ad indicare un ambito, uno spazio, un tempo, un agire in vario modo associabile
ad un soggetto.
L’istituto della competenza risulta paradigma essenziale di impianti teorici e di
organizzazioni che attivano azioni umane intenzionali e si connette ad una serie indicatori di
efficacia e di efficienza, quantitativi o qualitativi, onde esige specifiche concettualità e
professionalità per la valutazione, la formazione, la selezione, le tutela, ecc. Ciò ha dato luogo a
pratiche ed a professioni riconoscibili intorno al insegnare per c., progettare per c., certificare le c.,
bilancio delle c., ecc.
1
Cfr. Crispiani P., Hermes 2012. Glossario scientifico professionale, Junior, Bergamo 2011.
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4.2 Mappa delle componenti delle competenze
In un sistema coerente e linguisticamente selezionato, è possibile accedere ad una mappatura
delle competenze, assunte nella distinzione di culturali (conoscenze) e funzionali (abilità), allo
scopo di orientare l’analisi e la rilevazione ed il successivo giudizio di valore delle condotte umane
in ambito apprenditive, adattivo, professionale, ecc.
MAPPA DELLE
COMPONENTI DELLA COMPETENZA
(Allegato n. 4)
QUADRO DELLE ABILITA’ (Competenze funzionali)
COMPONENTI FUNZIONALI
(padronanza applicativa e regolativa delle conoscenze)
INDICATORE
a. Capacità esecutive o strumentali (operative,
applicative).
b.Capacità organizzative (di orientamento,
rielaborazione, documentazione).
DESCRITTORE
Abilità nell’impiego di risorse, procedure e
strumenti, specifici per operare.
Abilità di coordinare e contestualizzare l’azione
lavorativa, corrispondere a richieste specifiche,
ordinare le priorità, rispettare vincoli situazionali,
risolvere problemi, rielaborare piani e progetti,
distribuire i compiti, identificare le connessioni
interne ed esterne, documentare e conservare
materiali.
c. Capacità valutative (di valutazione e controllo Abilità di giudicare l’efficacia e l’efficienza delle
dell’agire).
prestazioni, di monitorare l’agire e controllarlo
nei contesti.
d. Capacità strategiche (di conduzione
Abilità di pianificazione ed esecuzione autonoma
autonoma)
individuale e collaborativa.
e. Capacità relazionali (comunicative,
Abilità di apprendere e comunicare esperienze,
cooperative)
concetti, problemi, ipotesi, prospettive attraverso
forme linguistiche (orali e scritte) verbali ed
iconiche.
Abilità nel collaborare con altri: condividere e far
condividere, coordinarsi, mediare, percepire
problemi collettivi, portare contributi, ecc.
f. Capacità di controllo dell’impegno, continuità, Abilità di controllare il proprio impegno:
insistenza, adeguamento alle aspettative.
motivazioni, continuità, insistenza, resistenza alle
frustrazioni, percezione delle aspettative, ecc.
g.Capacità autoriflessiva (di autoanalisi e Abilità di conoscere e controllare il proprio agire:
selezionare ed organizzare il materiale da
autoregolazione).
utilizzare, stimare le difficoltà del compito,
stimare le capacità personali, distribuire
l’attenzione, rappresentare quanto prodotto,
identificare
cause
o
sedi
di
esito
positivo/negativo, riflettere sul proprio stile
lavorativo.
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QUADRO DELLE CONOSCENZE (Competenze culturali)
COMPONENTI CONOSCITIVE
(padronanza delle conoscenze)
INDICATORE
DESCRITTORE
a. Possesso del quadro concettuale specifico.
Insieme delle conoscenze relative alle prestazioni
lavorative richieste, alle strutture di esercizio ed
alle modalità esecutive.
b. Possesso del linguaggio adeguato e pertinente. Possesso ed utilizzo del codice linguistico
specifico e condiviso inerente l’ambito
professionale.
c. Conoscenza dei contesti, dei punti di vista, Conoscenze generali del servizio e delle
delle esperienze e tendenze innovative.
tecnologie disponibili, di strumenti, risorse e
procedure utilizzabili, dei diversi punti di vista,
delle esperienze e delle tendenze innovative.
d. Conoscenza di scopi, valori ed indicatori di Conoscenza delle prospettive valoriali (mission,
qualità.
valori, scelte di indirizzo, orientamenti, scopi,
deontologie, ecc.), degli indicatori di qualità e
delle esperienze-modello (eccellenze, pilota,
situazioni avanzate, ecc.).
f. Conoscenza delle concezioni/visioni
Conoscenza della storia/evoluzione concettuale e
pregresse.
tecnologica del settore/campo lavorativo di
esercizio e del compito individuale.
f. Conoscenza delle fonti.
Conoscenza delle fonti di informazione relative
all’uso di strumenti, risorse e procedure per lo
svolgimento della prestazione lavorativa richiesta
(manuali, documenti, pagine web, testi, esperti,
letteratura, ecc.) e delle modalità di accesso.
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4.3 La valutazione delle competenze
La valutazione delle competenze di un individuo o di un gruppo sociale comporta una serie
di preventive opzioni teoriche e procedurali che adottino e rendano conosciuti i criteri cui si fa
riferimento, pertanto rimanda alla definizione di un consapevole Sistema criteriale.
Numerose criticità fanno da sfondo all’assunzione dei criteri valutativi, tali che coinvolgono
lo stesso concetto di conoscenza e di scientificità, esse riguardano temi propri e storici delle scienze
e professioni del comportamento umano, quindi l’oggettività/soggettività, la misurazione,
l’apprezzamento qualitativo, la validità e l’attendibilità, la comunicabilità, la credibilità, ecc.
L’attribuzione di valore ad una o più competenze costituisce un processo che, a vario livello,
pone relazioni o rapporti quantitativi che sono da ricondurre ad una qualche tipologia di scala. Nelle
logiche della valutazione qualitativa, si adotta una scala di cinque livelli (Scala pentenaria) e con
punto intermedio, costruita sulla convergenza di indicatori e di descrittori. Il valutatore assume un
valore di scala (indicatore) con riferimento alla descrizione del livello (descrittore).
In relazione alle funzioni umane sia di natura generale che inerenti specifiche attività
professionali, le teorizzazioni e le prassi più apprezzate recano una serie di indicatori criteriali:
a. preventiva identificazione e definizione delle competenze in osservazione e valutazione;
b. adozione di un approccio valutativo complessivamente di natura qualitativa;
c. recupero e valorizzazione delle funzioni dell’osservatore;
d. congiunzione dell’azione di più osservatori sullo stesso caso (intersoggettività);
e. adozione di un regime valutativo transdisciplinare;
f. adozione di un regime valutativo a base empirica (ravvicinato, prolungato);
g. adozione di una scala di valutazione pentenaria, di ordine decrescente e con punto intermedio;
h. comparazione tra le valutazioni mediante la Tavola di comparazione;
i. valutazione della valutazioni soggettive comparate;
j. ripetizione delle valutazioni in fasi e contesti diversi (monitoraggio)
Alla valutazione delle competenze si richiede un duplice regime di proceduralità, quello mirato
sul caso singolo (clinicità) e quello della comparazione tra osservatori diversi quali agenti tuttavia
portatori di osservazioni dirette o mediate da interviste, e dotati di esperienze e criticità in materia,
definibili come sistemi esperti.
La forza dell’esperienza, la pluralità degli osservatori e la loro comparazione possono costituire
una buona fonte di credibilità del processo valutativo delle competenze, orientato al principio della
intersoggettività.
Fondamentale vi è la lettura comparata delle valutazione mediante la proiezione su una tavola
di comparazione in cui compaiano almeno tre distribuzioni sulla scala centenaria, ad esempio di un
osservatore esterno, di un agente contestuale, del soggetto stesso o di un altro osservatore. In forma
visiva, o di rilevazione statistica, è possibile valutare la correlazione tra le diverse valutazioni, il cui
valore va assunto come indicatore della qualità di ciò che è oggetto di osservazione
(comportamento, competenza, azione, ecc.).
Molteplici sono inoltre le destinazioni della valutazione delle competenze:
a. monitoraggio dell’andamento evolutivo di una persona o gruppo;
b. attivazione del Libretto formativo e delle competenze;
c. redazione del Profilo Prestazionale Individuale;
d. progettazione di azioni formative mirate.
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SCALA DEI LIVELLI DI
PADRONANZA – PROFESSIONALITÀ – QUALITA’
(Allegato n. 1)
DESCRITTORI DEI LIVELLI
OTTIMO/AVANZATO
Elevata padronanza delle competenze: possiede totalmente e sempre
l’insieme delle conoscenze inerenti l’ambito professionale, che applica e
regola in modo altamente qualificato e specializzato. Eccellenza,
disponibilità, impegno e rendimento pienamente soddisfacenti.
BUONO/PROGREDITO
Buona padronanza delle competenze: possiede quasi sempre l’insieme delle
conoscenze inerenti l’ambito professionale, che applica e regola in modo
autonomo.
Disponibilità, impegno e rendimento al di sopra della media.
SUFFICIENTE/COMUNE
Normale padronanza delle competenze: possiede frequentemente l’insieme
delle conoscenze inerenti l’ambito professionale, che applica e regola in
modo adeguato e soddisfacente.
Disponibilità, impegno e rendimento nella media.
PARZIALE / INSUFFICIENTE
Inadeguata padronanza delle competenze: possiede solo alcune conoscenze
inerenti l’ambito professionale, che applica con fatica, in modo discontinuo
e disorganizzato. Insoddisfacenti disponibilità e impegno, rendimento
limitato e al di sotto della media.
MINIMALE / SCARSO/INIZIALE
Scarsa padronanza delle competenze: possiede in modo inadeguato
l’insieme delle conoscenze inerenti l’ambito professionale, che non riesce
quasi mai ad applicare e regolare in modo adeguato e pertinente.
Disponibilità, impegno e rendimento inconsistenti.
SCALA
A
Punteggio
5
B
4
C
3
D
2
E
1
P.Crispiani-M.L.Capparucci-C.Giaconi, 2001.
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4.4 La comparazione
La valutazione delle prestazioni umane condotta alla luce di un sistema criteriale di natura
qualitativa ed intersoggettiva, utilizza valutazioni su una serie di competenze isolate e disaggregate
in riferimento alla Mappa delle componenti della competenza (allegato n. 4). Selezionando fino ad
un massimo di otto competenze, si produce una loro valutazione su una Scala ordinale pentenaria,
facendo riferimento alla Scala dei livelli di padronanza (Allegato n. 1). Il sistema esprime una
“bassa vocazione misurativa”, assunta sui cinque indicatori da almeno tre osservatori/valutatori.
Il valore in scala è attribuito da ciascun osservatore/valutatore sulla base degli Indicatori e
dei Descrittori della scala stessa e per ciascuna competenza osservata, quindi è depositata nel
diagramma (Tavola di comparazione) secondo le singole distribuzioni, ottenendo per ciascuno una
linea di distribuzione.
Sulle tre linee di distribuzione si conduce la necessaria comparazione allo scopo di
apprezzarne il livello di convergenza oppure di divergenza, in cui consta la intersoggettività, che si
definisce come grado di accordo.
La credibilità e l’assunzione delle valutazioni formulate si pone in ragione della maggiore o
minore convergenza tra le tre espressioni.
L’indice di concordanza, o grado di accordo, tra le tre curve di distribuzione è ricavabile da
una duplice analisi:
a.
Analisi intuitiva e visiva.
b. Analisi statistica.
A.
L’Analisi intuitiva e visiva fornisce un’idea del grado di vicinanza o lontananza tra le
valutazioni, quindi rileva:
gli accordi totali (di tre valutatori) sul numero degli accordi possibili1;
gli accordi parziali (di due valutatori) sul numero degli accordi possibili;
gli accordi nulli (di nessun valutatore) sul numero degli accordi possibili;
lo scarto massimo (in una delle competenze valutate);
la media degli scarti (somma degli scarti diviso il numero degli accordi possibili).
B. L’Analisi statistica fornisce una parziale misurazione delle concordanze tra le tre valutazioni
mediante una serie alternativa di elaborazioni statistiche tra le quali appare di maggior pertinenza il
calcolo dell’Indice di concordanza (K) di Cohen.
Il coefficiente di Kappa di Cohen è calcolato tra due variabili ed è compreso tra 0 e 1, dove
lo 0 corrisponde ad una correlazione del tutto casuale, mentre l’1,00 corrisponde alla massima
correlazione tra le prove. Dunque, la formula:
K =
Numero accordi osservati – Numero accordi attesi
___________________________________
Numero totale casi – Numero accordi attesi
Il coefficiente di correlazione massima è pari a 1.00.
Si attribuisce una ripartizione di valori secondo la tabella posta da Landis e Koch (1977):
Un valore pari a 0.00 indica un accordo nullo (nessuna concordanza).
1
Il numero degli accordi possibili è dato dal numero delle competenze disposte sull’ascissa e prese
in considerazione.
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- tra 0.01 e 0.20: accordo scarso
- tra 0.21 e 0.40: accordo modesto..
- tra 0.41 e 0.60: accordo moderato.
- tra 0.61 e 0.80:accordo sostanziale.
- tra 0.81 e 0.99: accordo quasi perfetto.
Percepita in una delle due modalità sopra indicate, la minore o maggiore convergenza delle tre
valutazioni attesta della loro credibilità intersoggettiva, o sociale, pertanto costituisce un Indice di
credibilità.
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TAVOLA DI COMPARAZIONE
(Allegato n. 5)
5
4
3
2
1
ASCISSA DELLE COMPETENZE OSSERVATE
Simulazione
5
4
3
2
1
Comp. 1
Comp. 2
Comp. 3
Comp. 4
Comp. 5
Comp. 6
Comp. 7
Comp. 8
ASCISSA DELLE COMPETENZE OSSERVATE
Valutatore A
Valutatore B
Valutatore C
Convergenza totale
2 su 8
Convergenza parziale 4 su 8
Convergenza nulla
2 su 8
Scarto massimo = 3 su 5
Scarto medio = 14/8 = 1.75
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5.5 IL LIBRETTO FORMATIVO E DELLE COMPETENZE
La Presa in carico e l’Orientamento al lavoro di una persona pone, in molti sistemi a
tecnologia avanzata, ben presenti nell’Europa Comunitaria, un atto preventivo ed ampiamente
diffuso indicabile come Libretto formativo e delle competenze (LFC) che lo accompagna e si
aggiorna lungo tutta la sua vita lavorativa.
Tale strumento, che in realtà consta di un Processo certificatorio, si qualifica come un Atto
di Documentazione e di orientamento della persona nella prospettiva della guida sia alla formazione
continua che alla vita professionale.
Esso pertanto conosce una propria urgenza in presenza di soggetti con disabilità e tende ad
introdurlo nel sistema della “Certificazione delle competenze” che, in molti Paesi comunitari,
affianca o sostituisce i primato del titolo di studio.
Generato dalla Scuola o da altro Ente formatore o Ente certificatore, il LFC costituisce un
processo che testimonia, unitamente alla indicazione delle competenze realmente esperite o
costruite, e con riferimento alla particolare condizione personale, i seguenti fattori:
- i percorsi formativi formali;
- la formazione non-formale (post-scolastica);
- la formazione informale (personale);
- il pregresso lavorativo;
- gli interessi e gli hobby;
- le aspettative familiari e personali.
Il Documento, che può essere accompagnato anche dal Curriculum Vitae e da eventuali Lettere
di referenze, fornisce una immagine dinamica della persona, connette i titoli alle competenze
effettivamente perseguite e consente alla persona, ai familiari ed ai professionisti che se ne fanno
carico, di progettare e gestire la vita lavorativa della persona disabile, dando luogo al disegno che
definiamo Progetto di vita.
Un modello di Libretto Formativo e delle Competenze è nell’Allegato n. 6.
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LIBRETTO FORMATIVO E DELLE
COMPETENZE
(Allegato n. 5)
di ___________________________________________________________________
GENERATO DA: (Scuola, Ente, Centro di formazione, Agenzia, certificatore, Tutor specialista)
________________________________________________________________________________________
CERTIFICATORE: (Inserire nome e qualifica del certificatore).
________________________________________________________________________________________
DATA DI GENERAZIONE ___________________________
NOTE E FIRMA DEL CERTIFICATORE : ____________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
Ai sensi delle vigente normativa si autorizza la tenuta ed il trattamento interno dei dati contenuti
nel presente documento.
FIRMA DELL’INTESTATARIO DEL LIBRETTO :
________________________________________________
COMPOSIZIONE
INFORMAZIONI PERSONALI
TITOLI DI ISTRUZIONE
FORMAZIONE POST-SCOLASTICA
ESPERIENZA LAVORATIVA E PROFESSIONALE
COMPETENZE ED ESPERIENZE
ASPIRAZIONI
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INFORMAZIONI PERSONALI
Nome
Luogo e data di nascita
Residenza
E-mail - Tel.
Condizione
personale1
di
criticità
Attuale posizione scolastica o
post-scolastica
Altro
TITOLI DI ISTRUZIONE
Titolo di studio conseguito
Durata del percorso (espressa
annualità)
Anno di conseguimento
Qualifica o abilitazione conseguita
in
Laurea conseguita
Durata del corso di laurea
Altri titoli di studio
FORMAZIONE POST-SCOLASTICA
FORMALE (CORSI, SEMINARI, MASTER, STAGE DI ENTI)
DESCRIZIONE N. 1 – Titolo, ente, periodo, qualificacertificazione.
DESCRIZIONE N. 2 – Titolo, ente, periodo, qualificacertificazione.
DESCRIZIONE N. 3 - Titolo, ente, periodo, qualificacertificazione.
DESCRIZIONE N. 4 - Titolo, ente, periodo, qualificacertificazione.
DESCRIZIONE N. 5 - Titolo, ente, periodo, qualificacertificazione.
1
Come da Allegato n. 2.
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ESPERIENZE LAVORATIVE E PROFESSIONALI
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Tipo (ruolo e funzioni), sede,
periodo, attestazione
Altro
COMPETENZE ED ESPERIENZE
Lingua straniera
__________
Informatiche
__________
Patente
__________
Tecniche
__________
Altro _______________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
ASPIRAZIONI
___________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________________________________
HOBBY E INTERESSI PERSONALI
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Aggiornamenti in data ______________________________________________________________________
Il Certificatore ________________________________________________
Il titolare del Libretto ________________________________________________________
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6. LE MAPPATURE
6.1 La mappatura dei siti lavorativi nel territorio.
Istituzioni ed operatori procedono ad una prima indagine dei Siti lavorativi per la potenziale
integrazione lavorativa dei disabili in un territorio, mediante osservazioni, interviste e conoscenze
indirette, documentabili in una apposita scheda.
RILEVAZIONE DEI SITI LAVORATIVI PER LA
POTENZIALE INTEGRAZIONE LAVORATIVA DEI DISABILI
(Allegato n. 7)
Denominazione __________________________________________________________________
Ragione sociale __________________________________________________________________
Località ________________________________________________________________________
Tel. ____________________________________________________________________________
E-mail __________________________________________________________________________
Web Site________________________________________________________________________
Tipologia del sito lavorativo:
ufficio pubblico
azienda privata
studio libero-professionale
ristorazione e turismo
servizi
centro commerciale
centro artigianale
negozio
servizi socio-sanitari
attività on-line
Altro __________________________________________________________________________
Orari di funzionamento e eventuale flessibilità
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Luogo di lavoro ed eventuale flessibilità
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Ruoli professionali presenti:
dirigente
assistente
cameriere
responsabile di area
tecnico
cuoco o aiuto cuoco
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impiegato
operaio
usciere
portiere
manovale
centralinista
inserviente
custode
artigiano
Altro____________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Eventuali barriere architettoniche:
inesistenti
parziali
totali
Eventuali altri impedimenti all'accesso:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Accettabilità igienico-sanitaria
si
no
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Ruoli potenzialmente disponibili all'integrazione del disabile
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Osservazioni del valutatore: potenziali d'integrazione
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Referente in sede _________________________________________________________________
______________________________
Il valutatore
________________________________
Luogo e data
6.2 L’analisi ergonomica dei siti
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ANALISI ERGONOMICA DI SITI LAVORATIVI PER
L’INTEGRAZIONE LAVORATIVA DEI DISABILI
(Allegato n. 8)
Denominazione del sito____________________________________________________________
Tipologia _______________________________________________________________________
Località ________________________________________________________________________
Ambienti accessibili al lavoro di persone disabili:
1 ____________________________________________________________________________
_
2
____________________________________________________________________________
_
3
____________________________________________________________________________
_
4
____________________________________________________________________________
_
ANALISI DEGLI AMBIENTI
Ambiente n. 1 - __________________________________________________________________
Attività in svolgimento: ___________________________________________________________
Strumentazioni presenti: __________________________________________________________
Funzioni generiche richieste: _______________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Funzioni specifiche richieste: _______________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Cooperazioni richieste: ___________________________________________________________
Grado di autonomia richiesta: _____________________________________________________
Impedimenti presenti: ____________________________________________________________
Rischi presenti: __________________________________________________________________
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Presenza di un tutor o guida o responsabile: __________________________________________
Valutazione delle funzioni specifiche richieste (fino ad un massimo di otto competenze e con
riferimento al livello prestazionale, come da “Scala pentenaria generale” – Allegato A).
Competenza richiesta
Livello richiesto
1.__________________________________________________________
______________
2. _________________________________________________________
______________
3. _________________________________________________________
______________
4. ________________________________________________________
______________
5 ________________________________________________________
______________
6. ________________________________________________________
______________
7. _________________________________________________________
_______________
8. _________________________________________________________
_______________
Data __________________
Firma _______________________________________
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7. LA VALUTAZIONE E LA CERTIFICAZIONE
7.1 Il Profilo Prestazionale Individuale
A seguito della individuazione dei possibili siti lavorativi per l’integrazione (Allegato n. 7) e
della loro Analisi ergonomica (Allegato n. 8) l’elaborazione di un progetto di inserimento lavorativo
costruisce un Bilancio delle competenze individuali in relazione alle competenze richieste dallo
specifico sito, ovvero al contesto lavorativo che si prende in considerazione. Si tratta dunque di un
Profilo in vario modo già mirato ad una soluzione integrativa che si ritiene accessibile ed oggetto di
una progettazione
Tale documento, definito “Profilo prestazionale” non ha carattere generale sull’interezza
delle funzioni e competenze del soggetto, ma limita la propria mira a quelle competenze richieste o,
comunque, più prossime alla destinazione lavorativa
PROFILO PRESTAZIONALE
Rilevazione dei potenziali funzionali individuali per
l’integrazione lavorativa mirata di persone disabili
(Allegato n. 9)
Nome ________________________________________ nato il ____________ età ____________
Tipo di disabilità_________________________________________________________________
Ambiti disfunzionali:
intellettivo
comunicativo
motorio
uditivo
psichico
visivo
prassico-coordinativo
altro: _________________________________
Titolo di studio (scolastico) ________________________________________________________
Altri titoli formativi ______________________________________________________________
Pregresso di formazione al lavoro _________________________________________________
________________________________________________________________________________
Pregresso lavorativo ______________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Grado di pervasività della disabilità in relazione alla condizione lavorativa:
lieve
media
severa
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Grado di autonomia personale1:
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente
Scarso
Eventuali sussidi tecnologici richiesti: ______________________________________________
________________________________________________________________________________
Eventuali altre limitazioni: _________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Ruolo o funzioni professionali possibili:
dirigente
assistente
cameriere
responsabile di area
tecnico
cuoco o aiuto cuoco
impiegato
operaio
usciere
portiere
manovale
centralinista
inserviente
custode
artigiano
BILANCIO DELLE COMPETENZE PER AREE DI FUNZIONI2:
Area corporea:
Schemi semplici ______ Combinati ______ Globali ______ Bimanuali ______
Camminare ______ Prensione ______ Salire-scendere scale ______
Autonomia igienica ______ Tono/vigoria ______ Coordinamento generale ______
Eventuali disturbi neuro-motori: tremuli, spastici, atassici, coreici, mioclonici, ticcosi, ecc.
Area emotiva:
Controllo emozionale ______ Sicurezza/serenità ______ Adattamento ______
Area affettiva/motivazionale
Alle relazioni umane ______ Alle attività ______ Alla collaborazione ______
Area del pensiero
Comprensione delle situazioni ______ di regole ______ dei rischi ______ Memoria _____
Tutte le valutazioni vanno condotte con riferimento alla “Scala pentenaria generale”
– Allegato n. 1.
2
Secondo un modello bio-psico-operante. Sono da indicare solo le aree
soggettivamente disfunzionali.
1
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Relazioni logiche ______ Ragionamento ______ Ideazione di azioni ______
Valutazione di sé ______ del proprio operato ______ di situazioni/risultati ______
Area della comunicazione
Comunicazione non-verbale (gestuale, visuale) ______
Competenza fonatoria ______ lessicale ______ frasale ______
Comprensione messaggi verbali ______ Produzione messaggi verbali ______
Area sociale
Capacità relazionali dirette/paritarie ______ formali/gerarchiche ______
Area operativa
Esecuzione di azioni semplici
Esecuzione di azioni combinate-sequenziali
Esecuzione di consegne plurime
Autonoma iniziativa
Soluzione di problemi d’azione (procedurali)
Lavoro cooperativo
Lettura
Scrittura
Calcolo
VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE RICHIESTE1 RELATIVAMENTE AL SITO
LAVORATIVO _______________________________________________________________
Competenza richiesta
Livello presente
1.__________________________________________________________
______________
2. _________________________________________________________
______________
Indicare fino ad un massimo di otto competenze richieste, come da “Analisi
ergonomica – Allegato …. e con riferimento al livello prestazionale, come da “Scala
pentenaria generale” – Allegato n. 1).
1
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3. _________________________________________________________
______________
4. ________________________________________________________
______________
5 _________________________________________________________
_____________
6. ________________________________________________________
______________
7. _________________________________________________________
_______________
8. _________________________________________________________
_______________
Rilevazione delle componenti conoscitive e funzionali:
Componente conoscitiva
Possesso del quadro
concettuale
si
no
Possesso del linguaggio
pertinente
si
no
Possesso della L2
si
no
Conoscenze tecnologiche
si
no
Conoscenza dei concetti, delle si
esperienze e delle innovazioni
lavorative
no
Conoscenza dei processi e
degli scopi lavorativi
si
no
Conoscenza di fonti ed
informazioni specifiche
si
no
Capacità esecutive, strumentali si
e operative ed applicative
no
si
Capacità organizzative: di
orientamento, rielaborazione e
documentazione
no
Capacità valutative e controllo si
dell'agire
no
Componente funzionale
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Capacità strategiche e
si
no
conduzione di attività in
autonomia
Capacità relazionali,
cooperative ed comunicative
si
no
Capacità di controllo
dell'attività lavorativa,
continuità ed adattamento
si
no
Capacità autoriflessiva
si
no
Osservazioni del valutatore: potenziamento di competenze per l'integrazione
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Referente in sede _________________________________________________________________
_____________________________________________________________________
_____________________________________
Il valutatore
____________________________________
Luogo e Data
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8. LA FORMAZIONE INDIVIDUALE MIRATA
a.
b.
Sulla scorta della doppia prospettiva di analisi, riferita ad:
Analisi ergonomica di siti lavorativi per l’integrazione lavorativa dei disabili (allegato n.
8);
Profilo Prestazionale Individuale (allegato n. 9);
ed operando la necessaria comparazione dei livelli si delinea il fabbisogno formativo individuale,
globalmente indicabile come Bisogno Educativo Speciale (BES) cui il Sistema corrisponde
attivando un’azione preparatoria del soggetto con specifico riferimento alle competenze richieste in
un dato Sito lavorativo, pertanto secondo una Formazione Individuale mirata.
Dunque, individuato un sito di possibile inclusione ed operata la valutazione ergonomica,
l’Operatore specialista procede ad un Progetto di azione formativa mirata.
PROGETTO DI AZIONE FORMATIVA MIRATA
(Allegato n. 10)
Definizione (corso, seminario, master, stage, formazione in servizio,formazione a distanza)
___________________________________________________________________________
Relativa a: __________________________________________________________________
Ambito disfunzionale _________________________________________________________
Tipologia di disabilità _________________________________________________________
Documentazione consultata ______________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Bisogno Formativo _____________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Condizioni soggettive ___________________________________________________________
PROGETTO FORMATIVO
Ambito formativo ______________________________________________________________
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_____________________________________________________________________________
Competenze funzionali attese (Abilità) _____________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Competenze culturali attese (Conoscenze) ___________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Piano curricolare (programma, obiettivi, modalità) ____________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Processo formativo (modalità, ore, sedi) ____________________________________________
____________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________
Sussidi e risorse _______________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
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_____________________________________________________________________________
Forma
di
____________________________________________________________
valutazione
_____________________________________________________________________________
Forma di certificazione __________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
data _______________________
Firma _____________________________________________
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9. L’ACCOMPAGNAMENTO
Accompagnatore, mentoring.
Accordi programmatici con i soggetti del Working Integration of Disabled: tutor, responsabili dei
siti Working Place, soggetto in azione….
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10. LA VALUTAZIONE DEL PROCESSO
10.1 Valutazioni in progress
A distanza di un periodo ritenuto sufficientemente indicativo, il processo di inserimento e di
integrazione lavorativa del soggetto disabile impone l’avvio di un lavoro di valutazione della
efficienza e qualità in riferimento agli otto Obiettivi comportamentali assunti (Competenze richieste
dalla Analisi ergonomica del sito lavorativo (Allegato n. 8) e precedentemente accertati nel Profilo
Prestazionale Individuale (Allegato n. 9)
La valutazione, nelle misure della Scala generale di padronanza (Allegato n. 1) viene condotta
da almeno tre valutatori tra: responsabile del sito, valutatore esterno, familiare, soggetto disabile,
altro.
Le tre valutazioni vengono proiettate sulla Tavola di comparazione (Allegato n. 5) ed
accreditate di un Indice di credibilità.
VALUTAZIONE DEL PROCESSO INTEGRATIVO
(Allegato n. 11)
Processo integrativo di ____________________________________________________________
Denominazione del sito____________________________________________________________
Ambiente di integrazione _________________________________________________________
Attività in svolgimento: ___________________________________________________________
Periodo. Dal __________________________ al _________________________
Valutazione delle funzioni specifiche richieste (fino ad un massimo di otto competenze e con
riferimento al livello prestazionale, come da “Scala pentenaria generale” – Allegato n. 1).
Competenza richiesta
Livello
Richiesto - espresso
1.__________________________________________________________
_____ ________
2. _________________________________________________________
______ _______
3. _________________________________________________________
______ _______
4 ________________________________________________________
______ _______
5 _________________________________________________________
______ _______
6. ________________________________________________________
______ _______
7. _________________________________________________________
______ ________
8. _________________________________________________________
______ ________
Data __________________
Il valutatore _______________________________________
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10.2 Storia di caso
STORIA DI CASO
Autovalutazione del processo integrativo
(Allegato n. 12)
Esperienza di integrazione lavorativa di _____________________________________________
Relativa al sito____________________________________________________________
Attività in svolgimento: ___________________________________________________________
Periodo. Dal __________________________ al _________________________
AUTOBIOGRAFIA SEMI-STRUTTURATA
Della mia esperienza lavorativa ritengo interessante tracciare la seguente sintesi: ______________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Le esperienze più significative sono state: _____________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
I miei punti o momenti di forza sono stati: _____________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
I miei punti o momenti di debolezza sono stati: _________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
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Definirei la mia esperienza lavorativa con i seguenti cinque attributi: _______________________
_______________________________________________________________________________
In questa esperienza io mi definirei con i seguenti cinque attributi: __________________________
_______________________________________________________________________________
Il mio bilancio di soddisfazione/insoddisfazione è: ______________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Le mie prospettive-aspettative sono: __________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Racconto un episodio interessante: ___________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Data __________________
Firma _______________________________________
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10.3 Indagine di clima
INDAGINE DI CLIMA IN AMBIENTE LAVORATIVO
(Allegato n. 13 )
INDICATORE
SI
NO
1. Lavori in un ambiente fisicamente sicuro?
2. Lavori in un ambiente igienico?
3. Conosci/riconosci il posto dove devi lavorare?
4. Accedi facilmente al posto dove devi lavorare?
5. Ti sono state dette con chiarezza le cose che devi fare?
6. In caso di aiuto sai a chi rivolgerti?
7. I tuoi responsabili ti seguono?
8. Gli altri percepiscono se il tuo lavoro è fatto bene?
9. Ti senti accettato?
10.Ti senti stimato?
11.Ritieni di essere utile?
12. Hai una buona collaborazione con gli altri?
13. Vai al lavoro contento, motivato, sereno?
14. Conosci gli scopi/obiettivi dell’organizzazione in cui lavori?
15.Hai ricevuto dei riconoscimenti pubblici?
16. hai imparato capacità nuove?
17.L’organizzazione ti segue, osserva, valuta?
18. Ti hanno proposto una formazione o aggiornamento?
19.Ti informano sulle novità?
20. Intendi continuare a lavorare nello stesso posto?
NON-SO
OSSERVAZIONI SUL SITO LAVORATIVO:
Punti forti: ___________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
Punti deboli: __________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
data _________________
Firma ______________________________________
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11. LA BANCA DATI
La gestione del Processo di Working Integration of Disabled necessita di un articolato
supporto informatico esteso ad un ambito territoriale (in Italia l’ambito regionale o provinciale),
quindi un database regionale informatizzato, di agevole accesso agli operatori ed alle persone
direttamente interessate, nei limiti della tutela della personale privacy.
Una struttura capofila costruisce pertanto e gestisce una banca dati che include le seguenti
classificazioni di informazioni e le necessarie regole di accesso.
1. Elenco territoriale dei siti lavorativi per la potenziale integrazione lavorativa dei disabili
(Allegato n. 7).
2. Valutazione ergonomica dei siti lavorativi per l’integrazione lavorativa dei disabili (Allegato n.
8).
3. Elenco territoriale delle persone disabili aspiranti all’integrazione lavorativa classificati per:
a. Ordine alfabetico.
b. Tipologia di disabilità (Allegato n. 2).
c. Livello di studio formale.
d. Ambito territoriale.
4. Libretti formativi e delle competenze (Allegato n. 6).
5. Elenco territoriale dei Tutor Specialisti certificati/riconosciuti.
6. Elenco territoriale dei Centri/Agenzie per l’impiego.
7. Altri riferimenti.
In relazione al database regionale ed alla documentazione individuale (Certificazioni, Libretto
formativo me delle competenze, Profilo prestazionale ed altro), è possibile mettere a regime la
disponibilità di una Competenze card individuale.
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12. I TUTOR SPECIALISTI
12.1 Le definizioni
Le complesse funzioni richieste alla progettazione ed alla conduzione del Processo di
formazione e di avvio al lavoro di persone disabili impone l’impegno professionale di operatori
appositamente formate ed istituzionalmente riconosciute la cui definizione rimanda ad una pluralità
di figure comunemente indicate come mediatore, formatore, educatore, mentore, tutor, coach,
counselor, trainer, ecc. La difficoltà definitoria è poi incrementata dal riferimento alla disabilità ed
ai problemi di progettazione di azioni e di valutazione ad essa connessi.
In ragione di ciò, richiamando l’uso internazionalmente riconosciuto dell’attributo di
“speciale” in riferimento ala disabilità, si ritiene pertinente denominare la figura professionale in
questione come Tutor specialista.
12.2 Le funzioni
a. Collabora alla valutazione funzionale.
b. Conduce relazioni con la famiglia del disabile.
c. Opera la valutazione ergonomica dei working spaces.
d. Progetta la Formazione Individuale Mirata.
e. Gestisce e coopera alla la Formazione individuale mirata.
f. Cura l’apertura e l’aggiornamento del Libretto formativo e delle competenze.
g. Conduce l’accompagnamento all’inserimento e integrazione.
h. Valuta il Processo di Working Integration of Disabled.
i. Accerta eventuali Bisogni Educativi speciali.
l. Riprogetta la Formazione Individuale Mirata.
12.3 La formazione
Curricolo formativo dell’Operatore specialista. Enti formatori.
13.4 La certificazione
Enti certificatori.
Prove di certificazione
Le reti.
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