S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IMPIANTI e SICUREZZA nel CONDOMINIO Massimo Splendore 07 marzo 2016 -- Corso Europa 11, Milano La Legge e le normative dicono. Il buon senso consiglia. Io informo cosa dice la Legge e cosa consiglia il buon senso. L’Amministratore applica con consapevolezza ciò che ha imparato o ciò che ha voluto imparare. 2 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO L’Amministratore la figura con funzioni ESECUTIVE all’interno del condominio, in quanto si occupa di amministrare e gestire i beni comuni e di dare esecuzione alle delibere dell’assemblea condominiale. 3 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO L’Amministratore è una figura che amministra i: ovvero le parti comuni e la loro gestione così come dettate dall’art. 1117 4 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO i beni comuni sono quelle migliaia di parti che compongono il contenitore condominio dove vivono le persone e che le stesse ne detengono la proprietà questi beni hanno una normale usura nel tempo (che siano usate oppure no) 5 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO BENI COMUNI - Il suolo su cui sorge l’edificio e sue pertinenze Fondazioni, muri maestri, pilastri e travi portanti Tetti, lastrici solari Scale, portoni d’ingresso, vestiboli, anditi Portici, cortili, giardini Facciate 6 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO ed ancora BENI COMUNI - Locali per i servizi comuni: portineria stenditoi lavanderie locali contatori immondezzai sottotetti 7 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO ed ancora BENI COMUNI SICUREZZA - in tutto il condominio perché presente in ogni sua parte IMPIANTI - impianto elettrico e impianto di messa a terra impianto gas impianto idrico, autoclave, addolcitore impianto fognario e di sollevamento impianto antincendio impianto riscaldamento e condizionamento aria impianto evacuazione fumi ascensori antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza 8 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO L’Amministratore Ha il di compiere tutti gli atti per conservare le parti comuni dell’edificio e quindi sicurezza ed impianti 9 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO * SICUREZZA EDIFICI ESISTENTI * Norme Tecniche per le Costruzioni D.M. 14.01.2008 brevissimi cenni Si definisce costruzione esistente una costruzione che abbia, alla data della redazione della valutazione di sicurezza, la struttura completamente realizzata. Specifici criteri valutano la sicurezza e la progettazione per gli edifici esistenti, l’esecuzione ed il collaudo degli interventi. 10 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO edificio Nel caso di interventi non di carattere strutturale, come quelli impiantistici e di ridistribuzione degli spazi, dovrà essere valutata la loro possibile interazione con gli SLU (stati limite ultimi) e gli SLE (stati limite di esercizio) della struttura o parti di essa 11 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO STATI LIMITE SLE = Stato Limite di Esercizio SLU = Stato Limite Ultimo valore estremo della capacità portante SLC = Stato Limite di Collasso momento in cui una struttura cede SLV = Stato Limite di salvaguardia della vita SLO = Stato Limite di Operitività SLD = Stato Limite del Danno 12 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO valutazione della sicurezza In generale, le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della sicurezza quando ricorra una delle seguenti situazioni: - Riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa, - Significativo degrado e decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali, - Deformazione significative imposte da cedimenti del terreno, - Provati gravi errori di progettazione o di costruzione 13 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO ed ancora valutazione della sicurezza - Cambio della destinazione d’uso - Variazioni dei carichi variabili - Interventi non dichiaratamente strutturali 14 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO in definitiva sulla valutazione della sicurezza La valutazione della sicurezza è necessaria per stabilire se l’uso della costruzione possa continuare senza interventi 15 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO * SICUREZZA in CONDOMINIO* D.lgs. 81/08 sicurezza sui luoghi di lavoro brevissimi cenni 16 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio … MA … Il Ministero del Lavoro ci è venuto in aiuto con una nota sull’applicazione del Testo Unico 17 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio ha chiarito l’ambito di applicazione della normativa prevenzionale nel condominio ed ha enucleato i principali obblighi di sicurezza gravanti sui soggetti che operano all’interno delle aree condominiali 18 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Il punto di partenza da cui occorre muovere è l’art. 2 del D.lgs. 81/08 che, alla lettera c, individua come azienda ’’il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato’’ e, alla lettera t, indica come unità produttiva ’’lo stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale’’ 19 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Si evince quindi che la condizione affinché si configuri un’azienda o un’attività produttiva è che nell’ambito di una struttura o di una organizzazione di un datore di lavoro vi siano dei lavoratori che svolgano una attività lavorativa 20 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio È chiaro che il Condominio è equiparato ad un’azienda nel caso in cui adibisca del personale a svolgere attività lavorativa nel proprio ambito, e solo allora, assumendo l’amministratore la veste di datore di lavoro, andranno rispettate le disposizioni di cui al D.lgs. 81/2008 in tema di salute e sicurezza sul lavoro 21 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Portiere Giardiniere Personale delle pulizie Personale alle manutenzioni tutte 22 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio L’art. 3, comma 9 del D.lgs. 81/08 I lavoratori che rientrano nel campo del contratto collettivo dei proprietari dei fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e di formazione di cui agli art. 36 e 37… ed inoltre …ad essi devono essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive proprie, o per il tramite di terzi, tali attezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo III 23 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Da questi lavoratori vanno esclusi, ovviamente, quanti prestino la loro attività con contratto autonomo 24 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio E’ comunque necessario che nel CONDOMINIO si adottino tutte le misure idonee affinché i materiali, le apparecchiature, gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati, mantenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica 25 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Sul condominio, come luogo di lavoro per il personale delle ditte appaltatrici, la titolarità degli obblighi di sicurezza di cui al D.lgs. 81/08 dipende dalla qualificabilità o meno del condominio come datore di lavoro. Infatti, sul condominio, in persona del suo legale rappresentane, gravano: 26 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio a) Gli obblighi previsti a carico del datore di lavoro nei confronti dei lavoratori subordinati del condominio; b) In caso di affidamento dei lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, ai sensi dell’art. 26, la cooperazione e il coordinamento in merito all’attuazione delle misure di prevenzione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto; 27 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio c) Il coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione dei rischi cui sono esposti i lavoratori, con l’elaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi (DUVRI) che indichi le misure adottate per eliminare o ridurre al minimo il rischio di interferenze, che deve essere allegato al contratto di appalto o di opera. 28 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Diversamente è il caso in cui il condominio commissioni lavori edili o di ingegneria civili ricadenti nel campo di applicazione del Titolo IV del D.lgs. 81/08 sui canteri mobili o temporanei, dove l’amministratore è qualificato come committente 29 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio In tal caso il Committente è assoggettato agli obblighi di cui agli artt. 88, seguenti e Allegato X del D.lgs. 81/08. 30 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio L’art. 26, comma 2, lettera b prevede poi a carico dei datori di lavoro un obbligo di ’’informazione reciproca anche al fine di eliminare rischi dovuti ad interferenze tra i lavori delle diverse imprese convolte nell’esecuzione dell’opera complessiva’’ 31 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio E’ chiaro quindi che il condominio che non ha personale dipendente e ad esso equiparato non è tenuto ad elaborare il DUVRI. 32 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio Il condominio, tramite l’amministratore, ha infine l’obbligo di osservare le adeguate misure di sicurezza antincendio, con particolare riferimento all’ottenimento del certificato di prevenzione incendi. 33 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO sicurezza in condominio breve riepilogo sulla sicurezza ………………… ……. ……. ……. ……. ……. ……. 34 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza 35 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza Art. 677 c.p. Il proprietario di un edificio che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 154 a € 929. 36 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza ………….. La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo, ometta di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio. 37 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza …………… Se dai fatti previsti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dall’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a € 309. 38 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza Se il lavoro è urgente e richiede una spesa contenuta l’amministratore deve farlo eseguire e poi riferirne alla prima assemblea condominiale (art. 1135 cc). 39 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza Ma, se si tratta di opere costose, è da ritenere sufficiente che l’amministratore provveda subito ai rimedi di emergenza e convochi immediatamente l’assemblea. 40 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza L’amministratore a questo punto deve mettere a verbale l’urgenza, la pericolosità e l’indifferibilità dei lavori. In tale ipotesi, se non è possibile eseguire i lavori per rifiuto dell’assemblea dei condòmini o, comunque, per omesso stanziamento dei fondi necessari a porre rimedio al degrado che dà luogo al pericolo, 41 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza l’amministratore non può essere considerato responsabile Sent. Cass. Pen. 9.3.1959, Sez.I Sent. Cass. Pen. 7.8.1996, Sez.I 42 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza Cass. 21 maggio 2009 n. 21401 «l’amministratore deve, al fine di andare esente da responsabilità penale, intervenire sugli effetti anziché sulla causa della rovina, ovverossia prevenire la specifica situazione di pericolo prevista dalla norma incriminatrice interdicendo –ove ciò sia possibilel’accesso o il transito nelle zone pericolanti» 43 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza Come dire, se l’assemblea non si attiva, per l’amministratore è sufficiente far recintare la zona pericolante per andare esente da colpe e farle ricadere direttamente sui condòmini, fermo restando il costante impegno di convocare l’assemblea per una risoluzione definitiva della questione. 44 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Lavori urgenti di messa in sicurezza ATTENZIONE !!!! Direttore Lavori Coordinatore alla sicurezza due figure importantissime per l’amministratore + = 45 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato IL FASCICOLO del FABBRICATO indispensabile strumento di conoscenza dello stabile e quindi di sicurezza per i suoi occupanti 46 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato Il fascicolo si compone di 4 parti: 1^ identificazione dell’edificio con i dati storici, urbanistici ………. ecc. 47 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato 2^ sicurezza statica (anche con riferimento alla interazione tra le strutture portanti ed il suolo ed il sottosuolo 48 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato 3^ sicurezza impiantistica 49 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato 4^ sintesi degli accertamenti, eventuali provvedimenti conseguenti ed eventuale piano di gestione del fabbricato 50 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato IL FASCICOLO di MANUTENZIONE ? IL FASCICOLO dell’OPERA ? 51 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio DISEGNI COSTRUTTIVI DI TUTTO IL FABBRICTO ovvero gli atti di fabbrica così come depositati al tempo in comune con tutti i documenti annessi compreso la pratica dei cementi armati 52 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio AGIBILITA’ - ABITABILITA’ differenza tra i due termini? NO! 53 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio Con l’art. 24 del DPR 380/2001 sono stati ricondotti a unità i termini agibilità edilizia e abitabilità, spesso fonte di confusione terminologica 24 (L). Certificato di agibilità (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, artt. 220; 221, comma 2 come modificato dall’art. 70, decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109; legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 52 comma 1). — 1. Il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente. 2. Il certificato di agibilità viene rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con riferimento ai seguenti interventi: a) nuove costruzioni; b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali; c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1. 3. Con riferimento agli interventi di cui al comma 2, il soggetto titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività, o i loro successori o aventi causa, sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato di agibilità. La mancata presentazione della domanda comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro. 4. Alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità deve essere allegata copia della dichiarazione presentata per la iscrizione in catasto, redatta in conformità alle disposizioni dell’art. 6 del regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, e successive modificazioni e integrazioni 54 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio Un tempo infatti così si intendeva: - l’agibilità edilizia era legata alla disciplina generale relativa alla stabilità e alla sicurezza dell’immobile; - l’abiltabilità era collegata ai requisiti dell’immobile rispetto alle specifiche di destinazione d’uso 55 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio anche il T.A.R. del Lazio con sentenza n.180 del 12 gennaio 2012 si è espressa in merito: ‘’ …… le due espressioni, se pur diversamente utilizzate, erano di fatto omogenee e non richiedevano procedimenti amministrativi diversi.’’ I Giudici hanno infatti notato che il corredo di documenti e le indagini tecniche preliminari per il rilascio dell’agibilità edilizia o dell’abitabilità non cambiavano anche in presenza di immobili a destinazione differente. 56 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio In tutti gli edifici, qualunque sia la destinazione d’uso, devono essere rispettate le direttive della DM 37/08 in materia di attività di istallazione degli impianti all’interno degli edifici 57 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio Il DM 37/08 riguarda tutti gli impianti inclusi impianti radiotelevisivi, antenne, videosorveglianza, porte automatiche, cancelli elettrici, barriere, elettropompe, illuminazione in genere, fotovoltaico, pannelli solari e tutto quanto è da intendere impianto o macchina . Art. 1 ambito di applicazione 58 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio Per quanto riguarda l’ascensore, o impianto di sollevamento in genere, il DM 37/08 art 1 comma 2 lettera f fa riferimento alle linee di alimentazione ad esso collegate Per l’ascensore in senso stretto si applica il DPR 162/99 59 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio ogni impianto deve essere accompagnato dalla: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ oltre gli allegati e le certificazioni con modalità di montaggio dei materiali ’’sostanziali’’ usati 60 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio ANAGRAFICA DELLE UNITA’ IMMOBILIARI art. 1130 comma 6 generalità dei singoli proprietari generalità dei titolari di diritti reali e personali di godimento dati catastali ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza 61 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO dotazioni del fabbricato nel dettaglio art. 1130 comma 6 ogni variazione dei dati deve essere comunicata all’amministratore in forma scritta entro 60 gg. 62 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO varianti significative alle unità immobiliari non è previsto dalla norma, ma in virtù dei dati relativi alla sicurezza ed alle eventuali variazioni, si consiglia di chiedere copia dei progetti delle modifiche interne e agli impianti 63 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto AMIANTO = immacolato , incorruttibile ASBESTO = perpetuo , inestinguibile E’ un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati ed alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Comprende un gruppo (circa 30) di minerali naturali, silicati di magnesio con calcio, ferro e sodio. Si ottiene da attività estrattive. 64 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto La conoscenza delle sue particolari caratteristiche e il suo utilizzo risalgono ai tempi degli egizi. Le fibre venivano usate nei tessuti per l’imbalsamazione delle mummie 65 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto L’impiego industriale dell’amianto risale agli ultimi decenni dell’ottocento in seguito alla scoperta di vasti giacimenti nel Quebec (1877). Nel 1901 l’austriaco Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto che chiamò: 66 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto L’amianto costa poco, resiste al calore (fino a 500 gradi) e ala traione, è un ottimo isolante termico, acustico ed elettrico. In virtù delle sue caratteristiche ebbe un successo commerciale incredibile. 67 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto - Acqua e gas Aeroplani Agricoltura Alimentare Autoveicoli Carpenteria metallica Carrozzerie Cartiere Caseifici Cave e miniere Cementifici Ceramica idrosanitaria Chimica e raffinerie Commercio Concia - Edilizia Elettrodomestici Elicotteri Energia elettrica Farmaceutica Feltrifici Forze armate Gomma e plastica Laboratori chimici Lapidei Laterizi e materiali in cotto Locali di pubblica utilità Materiale rotabile ferr Mezzi di sollevamento Movimentazione merci 68 - Navalmeccanica - Orafi, argentieri - Pentolame - Prefabbricati - Refrigerazione - Sacchifici - Sanità - Siderurgia - Termoidraulica - Tessile e abbigliamento - Tipografie e cartotecnica - Vetro - Vigili del Fuoco - Zuccherifici S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto e ancora di più : - Talco - Casseforti - Vetroresina - Maschere antigas - Adesivi in genere Già dagli anni quaranta si aveva conoscenza della pericolosità di questo materiale. I manufatti in amoanto non sono pericolosi per il semplice fatto di contenere amianto, ma soltanto quando siano in grado di rilasciare fibre aerodisperse che possono essere respirate . Le malattie correlate all’amianto si manifestano anche dopo molti dai 10 ai 40 anni 69 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Amianto compatto: quando le fibre del minerale sono fortemente legate in una matrice stabile e solida Amianto friabile: qualsiasi manufatto che può essere sbriciolato o ridotto in polvere 70 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto …finalmente… La Legge n. 257/92 ha arrestato in modo definitivo qualsiasi diffusione e aumento di prodotti contenenti amianto MA non vietò l’uso dei materiali in opera 71 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Il successivo decreto attuativo D.M. 6 settembre 1994 oltre alle modalità d’intervento ha previsto che le Regioni adottassero un piano di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica, in pratica ha prescritto di fare un inventario dell’amianto 72 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Lombardia D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000 algoritmo per la valutazione delle coperture esterne in cemento amianto 73 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Lombardia Decreto Direzione Generale Sanità n. 13237 del 18/11/2008 ha emanato il ’’PROTOCOLLO per la VALUTAZIONE dello STATO di CONSERVAZIONE delle COPERTURE in CEMENTO AMIANTO’’ abrogando l’algoritmo di cui al D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000 RISULTATO: non è cambiato nulla nella metodologia 74 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto In realtà sono cambiati i risultati finali degli Indici di Degrado finali D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000 Nessun intervento x 3 anni I.D. da 8 a 18 Bonifica (incapsulamento) entro 3 anni I.D. Da 19 a 76 Rimozione entro 12 mesi I.D. oltre 76 75 D. D. G. Sanità n. 13237 del 18/11/2008 I.D. <=25 I.D. da 26 a 44 I.D. oltre 44 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Cosa deve fare l’amministratore? Individuare la presenza di amianto Analisi di laboratorio di un campione Valutazione del rischio 76 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Metodi di bonifica: Rimozione 77 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto o Incapsulamento Confinamento Sovracopertura 78 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto L’amministratore DEVE sempre accertarsi dei requisiti delle imprese a cui appalta i lavori di demolizione e rimozione amianto, anche se l’impresa a sua volta subappalta. 79 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Art. 26 D.lgs. 81/08 ’’il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori di vario genere all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’intero della propria azienda …………... ha l’obbligo di verificare con le modalità previste dal decreto di cui all’art. 6,comma 8, lettera g l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi.’’ 80 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO amianto Fermo restando quanto previsto dalla Legge 27 marzo 1992 n. 257 Un grande aiuto è dato dal D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 dall’art. 246 all’art. 261 ’’protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto’’ titolo IX sostanze pericolose, capo III 81 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianti comuni - impianto elettrico e impianto di messa a terra - impianto gas - impianto idrico, autoclave, addolcitore - impianto fognario e di sollevamento - impianto antincendio - impianto riscaldamento e condizionamento aria - impianto evacuazione fumi - ascensori - antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza 82 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra DPR 22 ottobre 2001 n.462 Amministratori «datori di lavoro» Art. 84 D.lgs. 81/08 Installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche Art. 17 D.lgs. 81/08 Valutazione di tutti i rischi e quindi elaborazione del D.V.R. (art. 28) facendo riferimento alla procedura di calcolo CEI EN 62305-2 e CEI 81-10V1 (autoprotezione): R < RT = struttura autoprotetta R > RT = struttura non autoprotetta 83 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Rischio R: valore della probabile perdita annua ( persone e cose ) dovuta al fulmine , riferito al valore totale ( persone e cose ) dell’oggetto da proteggere Rischio tollerabile RT: massimo valore di rischio che può essere tollerato per l’oggetto da proteggere 84 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra ai sensi del DPR 462/2001 art. 2 comma 2 i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche relativi alle strutture rientranti negli artt. 38 e 39 del DPR 547/55 sono soggetti all’obbligo di denuncia camini industriali strutture metalliche degli edifici ed opere provvisionali, recipienti e apparecchi metallici di notevoli dimensioni e situati all’aperto tutti gli edifici e impianti relativi ad aziende e lavorazioni che sono soggette al CPI 85 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra Impianto di messa a terra unico per tutto il condominio e deve comprendere TUTTI i collegamenti equipotenziali Nel caso di presenza di attività professionali e/o commerciali ogni datore di lavoro ha l’obbligo di fare la verifica dell’impianto di terra relativo alla propria attività 86 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra DENUNCIA e COMUNICAZIONI l’installatore DEVE emettere le ‘’certificazioni e dichiarazioni di conformità’’ D.M. 37/08 e l’amministratore entro 30 gg. deve comunicare la messa in esercizio dell’impianto ed inoltrare tutte le certificazioni e dichiarazioni di conformità a INAIL – ASL – ARPA e così pure eventuali modifiche o cessazioni 87 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra VERIFICHE PERIODICHE Artt. 4 e 5 del DPR 462/2001 l’amministratore DEVE effettuare regolari manutenzioni e verifiche periodiche ogni 5 anni e nei casi di maggior rischio ogni 2 anni 88 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra VERIFICHE STRAORDINARIE - Esito negativo della visita periodica - Modifica sostanziale dell’impianto (circolare ISPELS 24/10/1994 n.12988) 89 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra Se l’impianto non è mai stato denunciato o sono irreperibili le comunicazioni e le dichiarazioni di conformità l’amministratore DEVE provvedere ex-novo richiedendo ad un tecnico abilitato di certificare con dichiarazione di rispondenza e provvedere a tutte le incombenze di Legge. 90 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto elettrico e impianto di messa a terra Amministratori «non datori di lavoro» NON CAMBIA NULLA !!! avvalorato anche dalla nota 25/2/2005 prot. N.10723 dirigenza ministero delle attività produttive 91 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto gas Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08. In sintesi l’impianto deve essere dotato di : progetto e schema impianto, certificazioni dei materiali usati, dichiarazione di conformità, certificato camerale dell’installatore. 92 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto gas In breve: le tubazioni devono essere ben riconoscibili e a vista, tuttavia è consentito, per brevi tratti, attraversamenti, ma la tubazione deve essere intubata, ventilata e segnalata. I contatori devono essere collocati all’esterno e ben visibili ai controllori dell’azienda. 93 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO impianto gas dal 15 ottobre 2014 è obbligatoria la verifica di tenuta dell’impianto del gas come previsto dalla UNI 11137.2012 94 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto idrico, addolcitore, autoclave Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08. In sintesi l’impianto deve essere dotato di : progetto e schema impianto, certificazioni dei materiali usati, dichiarazione di conformità, certificato camerale dell’installatore. 95 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto idrico, addolcitore, autoclave Un cattivo stato di manutenzione dell’impianto idrico in tutte le sue parti è un pericolo per tutto il condominio sia in relazione alla struttura dell’edificio che in relazione alla salubrità delle acque. Quindi l’amministratore oltre ad essere responsabile in tema di sicurezza dell’impianto è anche responsabile che le acque destinate all’uso umano siano salubri. 96 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto idrico, addolcitore, autoclave D.lgs. 31/2001 (attuazione della direttiva 98/83/CE qualità delle acque all’uso umano GU n.52 del 3/3/201), mod. dal D.lgs. 27/2002 disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano. Il decreto stabilisce che i requisiti di qualità devono sussistere al punto d’uso. 97 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto idrico, addolcitore, autoclave L’amministratore è il custode dei beni condominiali, della cui conservazione e degli effetti che gli stessi possono produrre è responsabile (art. 2051 c.c.) 98 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto fognario e di sollevamento Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08. In sintesi l’impianto deve essere dotato di : progetto e schema impianto, certificazioni dei materiali usati, dichiarazione di conformità, certificato camerale dell’installatore. 99 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto fognario e di sollevamento E ancora: vale sempre la disciplina della conservazione delle cose comuni e degli effetti che queste possono produrre, delle quali l’amministratore è responsabile in quanto custode dei beni condominiali (art. 2051 c.c.) 100 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto fognario e di sollevamento Tubazioni verticali Rete orizzontale Fossa biologica o pozzo sifone «Firenze» Pozzo di sollevamento Pompa di sollevamento (ODORI e RUMORI) 101 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Per tutti gli edifici è obbligatorio che le norme antincendio siano SEMPRE rispettate! Le attività soggette sono le 80 dell’elenco di cui allegato I del D.P.R. n.151 del 1 agosto 2011 102 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Le attività che normalmente rientrano nella competenza dell’amministratore: ai punti 73: 74: 75: 77: complessi edilizi ad uso terziario o industriale Impianti per la produzione di calore Autorimesse pubbliche e private Edifici destinati ad uso civile 103 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Il nuovo D.P.R. n.151 del 1 agosto 2011 sostituisce il C.P.I. con la nuova S.C.I.A. (Segnalazione Certificata Inizio Attività) nelle categorie di attività A – B mentre per la categoria di attività C rimane il C.P.I. 104 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Le categorie A – B – C non sono altro che le distinzioni di ognuna delle 80 attività in relazione: - alla dimensione dell’impresa al settore di attività alla esistenza di specifiche regole tecniche alle esigenze di tutela della pubblica incolumità 105 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio La differenza: il rilascio del C.P.I. era (per tutte e 3 le categorie) ed è (per la categoria C) demandato unicamente al Comando dei VV.F. 106 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Con la S.C.I.A. la responsabilità è demandata, solo le categorie A e B, al professionista abilitato. Ciò non toglie la possibilità dei controlli da parte dei VV.F. a campione o su richiesta. 107 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio come si procede: si presenta al Comando istanza corredata di tutta la documentazione mediante Segnalazione Certificata d’Inizio Attività. Il Comando verifica la completezza formale e ne rilascia ricevuta 108 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Il Comando esamina i progetti ed entro 30 gg. può richiedere documentazione integrativa ed entro i successivi 60 gg. si pronuncia sulla conformità. 109 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio per le attività di categoria A e B: il Comando effettua controlli attraverso visite tecniche ........................... Il Comando a richiesta dell’interessato, in caso di esito positivo, rilascia copia del verbale di visita. 110 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio per le attività di categoria C: il Comando effettua controlli attraverso visite tecniche ........................... Il Comando a richiesta dell’interessato, in caso di esito positivo, rilascia il Certificato di Prevenzione Incendi. 111 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio Rinnovo periodico di conformità antincendio La richiesta di rinnovo periodico deve essere richiesto con cadenza quinquennale inviando al Comando una dichiarazione attestante l’assenza di variazioni alle condizioni antincendio Il Comando rilascia ricevuta di presentazione 112 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio per le attività di cui al n° 77 (edifici ad uso civile) la cadenza della richiesta del rinnovo è elevata a 10 anni, sempre che non siano avvenute modifiche. 113 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio L’amministratore ha l’obbligo di presentare la S.C.I.A. e richiedere il rilascio della ricevuta o del Certificato Prevenzione Incendi - deve provvedere al suo rinnovo - deve mantenere in perfetta efficienza le attività senza modificare gli impianti rispetto al progetto approvato dai VV.F. o, in caso contrario, ripetere la procedura seguendo le procedure del D.P.R. 151/11 e/o le guide dei VV.F. locali 114 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antincendio futura modifica dell’attuale normativa nell’ottica della ‘’semplificazione’’ si sta procedendo a modificare tutta la normativa prescrittiva in normativa prestazionale 115 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria art.11 DPR 412/93 istituzione del «terzo responsabile» società esterna che espleta gli obblighi alla corretta gestione dell’impianto sollevando così l’amministratore dagli oneri dalle responsabilità civili e penali relative alla gestione dell’impianto. 116 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria Il contratto sottoscritto con il terzo responsabile riporta normalmente nell’art. obblighi del committente un testo simile al seguente: L’Amministratore trasferisce, in copia, al terzo responsabile tutta la documentazione tecnicoamministrativa da cui risulti che l’impianto termico può essere messo in funzione nel rispetto della vigente normativa: 117 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria S.C.I.A. o C.P.I. Libretto di omologazione INAIL della centrale termica certificazione o autodichiarazione sull’inesistenza di amianto sui componenti Dichiarazioni di Conformità degli impianti di pertinenza della C.T. (elettrico, gas, canna fumaria, riscaldamento) Impegno a consentire eventuali adeguamenti alle disposizioni di legge ed alle normative tecniche richiamate 118 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria di fatto l’Amministratore « pur credendo di avere delegato ogni responsabilità ad un terzo, sono assolutamente in una posizione di rischio dal punto di vista civile e penale, qualora accadono infortuni se la centrale termica non è totalmente rispondente alla normativa vigente » Il terzo responsabile tende a non richiedere l’adeguamento della C.T. all’atto della sottoscrizione del contratto, in quanto, se così facesse, risulterebbe commercialmente non competitivo 119 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria Di fatto si sottolinea che: il primo responsabile di una C.T. non sono né i condomini, né il terzo responsabile, bensì l’Amministratore 120 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria L’AMMINISTRATORE DEVE PREOCCUPARSI CHE L’IMPIANTO SIA DOTATO DI: 121 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria 1) Prevenzione incendi in corso di validità 2) Dichiarazioni di Conformità 3) Progetto a) b) c) d) e) f) impianti gas canne fumarie singole canne fumarie collettive o ramificate impianti termici individuali sostituzione generatore di calore impianti di climatizzazione estiva – 4) Libretto matricolare INAIL (diverso dal libretto di centrale sul quale vengono riportati i controlli e le verifiche) 122 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria riflessione le statistiche denunciano l’assenza della pratica INAIL per la maggior parte delle C.T. (D.M. 01/12/75) è anche previsto che gli impianti denunciati all’INAIL siano soggetti a verifica quinquennale da parte dell’ARPA sullo stato di efficienza dei dispositivi di sicurezza, protezione e controllo 123 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria il libretto matricolare INAIL è obbligatorio pe tutti gli impianti con potenzialità globale al focolare superiore a 30.000 kcal/h = 35kW le verifiche periodiche ARPA sono obbligatorie in edifici condominiali con obbligo di amministratore con potenzialità globale al focolare superiore a 100.000 kcal/h = 116kW 124 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria Divieto di utilizzo camini e stufe a legna nel caso siano presenti altri impianti alimentati con altri combustibili ammessi la biomassa legnosa (UNI CEN/TS 14588) se bruciata senza adeguati sistemi di controllo delle emissioni di polveri provoca un peggioramento delle emissioni nell’aria 125 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria E’ VIETATO bruciare all’aperto materiali di origine vegetale salvo quelli espressamente autorizzati E’ PROIBITO climatizzare/riscaldare cantine, ripostigli, box, garage, depositi, scale 126 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria ADDIO !!!! 127 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria e produzione di acqua calda sanitaria D.lgs. 102/14 novità: • obbligatorietà dei contatori di calore e H2O calda; • applicazioni di sanzioni per la non adozione; • obbligo di utilizzo della norma UNI 10200-2015 per il riparto di nuovi millesimi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria 128 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria e produzione di acqua calda sanitaria la norma UNI 10200-2015 è quindi resa obbligatoria per il riparto delle spese: - quota consumo volontario - quota consumo involontario 129 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria e produzione di acqua calda sanitaria quota consumo volontario sono gli effettivi consumi registrati dagli strumenti 130 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria e produzione di acqua calda sanitaria quota consumo involontario è la componente energetica che rappresenta tutte le quote fisse quali: canone, dispersioni di calore nella distribuzione il consumo involontario sarà calcolato in base a diversi parametri, stabilendo dei nuovi millesimi di riscaldamento in base al fabbisogno energetico dei seguenti appartamenti. 131 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi = canna fumaria = sistema multiplo nel quale confluisce il prodotto di combustione da uno o più apparecchi disposti su più piani. 132 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi caldaie di tipo B = generatori con camera di combustione aperta e a tiraggio naturale caldaie di tipo C = generatori con camera di combustione stagna e a tiraggio forzato fuochi di cottura 133 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi I prodotti di combustione delle caldaie di tipo B e dei fuochi di cottura vanno confluiti in canne fumarie ramificate 134 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi I prodotti di combustione delle caldaie di tipo C sono confluiti in canne fumarie semplici 135 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi Le canne fumarie devono essere realizzate secondo un progetto redatto da un tecnico abilitato e il monitoraggio e la manutenzione deve essere affidato a un responsabile che garantisce le condizioni di sicuro esercizio. 136 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi La buona manutenzione dipende moltissimo da una buona conoscenza dell’impianto che deriva anche dalla disponibilità dei disegni costruttivi « as built » e della relazione di calcolo. Ciò consente una visione completa dell’impianto installato e costituisce la base per un intervento effettuato su cognizione di causa 137 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi Compito dell’amministratore sarà quindi quello di verificare la corretta costruzione delle canne fumarie collettive e conservare nel fascicolo una scheda tecnica nella quale si evincerà il posizionamento, i materiali, i dati dimensionali e quindi i parametri di calcolo, e le modifiche apportate anche dai singoli condòmini 138 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi Anche per le canne fumarie nelle quali vengono confluiti i gas combusti dai fuochi cucina valgono le stesse regole. 139 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi Controlli periodici quinquennali: 1) analisi dei controlli effettuati dai terzi responsabili 2) ispezione visiva delle parti a vista fino al comignolo 3) video-ispezione dei condotti interni (primario e secondario) biennale obbligatorio 4) rapporto di controllo di efficienza energetica 140 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto evacuazione fumi lo scarico a parete E’ VIETATO in qualsiasi caso dal 1° settembre 2013 Legge n° 90/2013 art. 9 deroghe secondo gli artt. 9bis e 9ter ma sempre nel rispetto delle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502 nonché UNI 7229/2008 141 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto ascensori La normativa a cui si fa riferimento direttiva europea 95/16/CE recepita in Italia da DPR 30 aprile 1999 n. 162 142 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto ascensori L’Amministratore DEVE provvedere: 1) certificazione di nuovo impianto DOPO l’installazione di un nuovo ascensore e PRIMA della messa in esercizio; 2) regolare manutenzione art. 13 (da non confondere con le verifiche periodiche); 3) verifica periodica biennale art. 13; 4) verifica straordinaria art. 14. 143 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto ascensori Le verifiche periodiche e straordinarie devono essere svolte da un organismo notificato riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico I risultati vanno SEMPRE annotati sul libretto dell’ascensore che va custodito dall’Amministratore o conservato in loco e reso disponibile al verificatore 144 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza Il D.M. 22 gennaio 2013 antenne cenrtalizzate con l’obietto dell’antiproliferazione di antenne individuali ad ogni modo non è vietato la installazione di antenne individuali, anche amatoriali, purché..... si rispettino alcune regole di base 145 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza l’art. 1122bis riforma del condominio prevede la « libera » installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili a patto che lo spazio comune sia equamente suddiviso tra tutti gli aventi diritto 146 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza impianto di videosorveglianza la riforma del condominio all’art. 1122 ter prevede la possibilità d’installazione previa delibera assembleare con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio MA....... 147 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza l’Amministratore DEVE adottare TUTTE le cautele previste dal provvedimento generale del Garante della privacy in materia dell’8 aprile 2010 - cartello informativo - tempi di conservazione delle registrazioni (massimo 24 ore) - individuare il personale che può visionare con atto di nomina - chiedere la verifica preliminare al Garante 148 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO manutenzione nel condominio manutenzione ordinaria è l’insieme di opere al solo scopo di mantenere «la cosa» allo stato iniziale senza modificare o migliorare le funzioni né aumentarne il valore o migliorarne le prestazioni. 149 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO grazie per l’attenzione massimo splendore 150 S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO