S.A.F.
SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
IMPIANTI e SICUREZZA
nel CONDOMINIO
Massimo Splendore
07 marzo 2016 -- Corso Europa 11, Milano
La Legge e le normative dicono.
Il buon senso consiglia.
Io informo cosa dice la Legge e cosa consiglia il buon senso.
L’Amministratore applica con consapevolezza
ciò che ha imparato o ciò che ha voluto imparare.
2
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
L’Amministratore
la figura con funzioni ESECUTIVE
all’interno del condominio,
in quanto si occupa di amministrare e gestire
i beni comuni
e di dare esecuzione
alle delibere dell’assemblea condominiale.
3
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
L’Amministratore è una figura
che amministra i:
ovvero le parti comuni e la loro gestione
così come dettate dall’art. 1117
4
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
i beni comuni
sono quelle migliaia di parti che compongono
il contenitore condominio
dove vivono le persone
e che le stesse ne detengono la proprietà
questi beni hanno una normale usura nel tempo
(che siano usate oppure no)
5
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
BENI COMUNI
-
Il suolo su cui sorge l’edificio e sue pertinenze
Fondazioni, muri maestri, pilastri e travi portanti
Tetti, lastrici solari
Scale, portoni d’ingresso, vestiboli, anditi
Portici, cortili, giardini
Facciate
6
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
ed ancora BENI COMUNI
- Locali per i servizi comuni:
portineria
stenditoi
lavanderie
locali contatori
immondezzai
sottotetti
7
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
ed ancora BENI COMUNI
SICUREZZA
-
in tutto il condominio perché presente in ogni sua parte
IMPIANTI
-
impianto elettrico e impianto di messa a terra
impianto gas
impianto idrico, autoclave, addolcitore
impianto fognario e di sollevamento
impianto antincendio
impianto riscaldamento e condizionamento aria
impianto evacuazione fumi
ascensori
antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza
8
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
L’Amministratore
Ha il
di compiere tutti gli atti
per conservare
le parti comuni dell’edificio
e quindi sicurezza ed impianti
9
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
* SICUREZZA EDIFICI ESISTENTI *
Norme Tecniche per le Costruzioni D.M. 14.01.2008
brevissimi cenni
Si definisce costruzione esistente
una costruzione che abbia,
alla data della redazione della valutazione di sicurezza,
la struttura completamente realizzata.
Specifici criteri valutano
la sicurezza e la progettazione per gli edifici esistenti,
l’esecuzione ed il collaudo degli interventi.
10
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
edificio
Nel caso di interventi non di carattere strutturale,
come quelli impiantistici
e di ridistribuzione degli spazi,
dovrà essere valutata la loro possibile interazione
con gli SLU (stati limite ultimi)
e gli SLE (stati limite di esercizio)
della struttura o parti di essa
11
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
STATI LIMITE
SLE = Stato Limite di Esercizio
SLU = Stato Limite Ultimo
valore estremo della capacità portante
SLC = Stato Limite di Collasso
momento in cui una struttura cede
SLV = Stato Limite di salvaguardia della vita
SLO = Stato Limite di Operitività
SLD = Stato Limite del Danno
12
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
valutazione della sicurezza
In generale, le costruzioni esistenti devono essere
sottoposte a valutazione della sicurezza
quando ricorra una delle seguenti situazioni:
- Riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa,
- Significativo degrado e decadimento delle caratteristiche
meccaniche dei materiali,
- Deformazione significative imposte da cedimenti del terreno,
- Provati gravi errori di progettazione o di costruzione
13
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
ed ancora
valutazione della sicurezza
- Cambio della destinazione d’uso
- Variazioni dei carichi variabili
- Interventi non dichiaratamente strutturali
14
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
in definitiva sulla
valutazione della sicurezza
La valutazione della sicurezza
è necessaria per stabilire
se l’uso della costruzione
possa continuare senza interventi
15
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
* SICUREZZA in CONDOMINIO*
D.lgs. 81/08 sicurezza sui luoghi di lavoro
brevissimi cenni
16
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
… MA …
Il Ministero del Lavoro
ci è venuto in aiuto
con una nota
sull’applicazione del Testo Unico
17
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
ha chiarito l’ambito di applicazione
della normativa prevenzionale nel condominio
ed ha enucleato i principali obblighi di sicurezza
gravanti sui soggetti che operano
all’interno delle aree condominiali
18
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Il punto di partenza da cui occorre muovere è l’art. 2
del D.lgs. 81/08 che, alla lettera c, individua come
azienda
’’il complesso della struttura organizzata dal datore di
lavoro pubblico o privato’’
e, alla lettera t, indica come unità produttiva
’’lo stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di
beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia
finanziaria e tecnico funzionale’’
19
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Si evince quindi che la condizione
affinché si configuri un’azienda o un’attività produttiva
è che nell’ambito di una struttura
o di una organizzazione di un datore di lavoro
vi siano dei lavoratori
che svolgano una attività lavorativa
20
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
È chiaro che il Condominio è equiparato
ad un’azienda nel caso in cui adibisca del personale
a svolgere attività lavorativa nel proprio ambito,
e solo allora, assumendo
l’amministratore la veste di datore di lavoro,
andranno rispettate le disposizioni
di cui al D.lgs. 81/2008
in tema di salute e sicurezza sul lavoro
21
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Portiere
Giardiniere
Personale delle pulizie
Personale alle manutenzioni tutte
22
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
L’art. 3, comma 9 del D.lgs. 81/08
I lavoratori che rientrano nel campo del contratto
collettivo dei proprietari dei fabbricati trovano
applicazione gli obblighi di informazione e di
formazione di cui agli art. 36 e 37… ed inoltre …ad essi
devono essere forniti i necessari dispositivi di
protezione individuali in relazione alle effettive proprie,
o per il tramite di terzi, tali attezzature devono essere
conformi alle disposizioni di cui al Titolo III
23
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Da questi lavoratori vanno esclusi, ovviamente,
quanti prestino la loro attività
con contratto autonomo
24
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
E’ comunque necessario che
nel CONDOMINIO si adottino
tutte le misure idonee affinché
i materiali, le apparecchiature, gli impianti elettrici messi
a disposizione dei lavoratori
siano progettati, costruiti, installati, utilizzati, mantenuti
in modo da salvaguardare i lavoratori
da tutti i rischi di natura elettrica
25
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Sul condominio, come luogo di lavoro per il personale
delle ditte appaltatrici, la titolarità degli obblighi di
sicurezza di cui al D.lgs. 81/08 dipende dalla
qualificabilità o meno del condominio come datore di
lavoro.
Infatti, sul condominio, in persona del suo legale
rappresentane, gravano:
26
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
a) Gli obblighi previsti a carico del datore di lavoro nei
confronti dei lavoratori subordinati del condominio;
b) In caso di affidamento dei lavori all’impresa
appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della
propria azienda, o di una singola unità produttiva
della stessa, ai sensi dell’art. 26, la cooperazione e
il coordinamento in merito all’attuazione delle
misure di prevenzione dai rischi sul lavoro incidenti
sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
27
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
c) Il coordinamento degli interventi di protezione e
prevenzione dei rischi cui sono esposti i lavoratori,
con l’elaborazione di un unico documento di
valutazione dei rischi (DUVRI) che indichi le misure
adottate per eliminare o ridurre al minimo il rischio
di interferenze, che deve essere allegato al contratto
di appalto o di opera.
28
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Diversamente è il caso in cui
il condominio commissioni
lavori edili o di ingegneria civili
ricadenti nel campo di applicazione del
Titolo IV del D.lgs. 81/08
sui canteri mobili o temporanei, dove
l’amministratore è qualificato come committente
29
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
In tal caso il Committente è assoggettato
agli obblighi di cui
agli artt. 88, seguenti e Allegato X del D.lgs. 81/08.
30
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
L’art. 26, comma 2, lettera b
prevede poi a carico dei datori di lavoro
un obbligo di
’’informazione reciproca anche al fine di
eliminare rischi dovuti ad interferenze
tra i lavori delle diverse imprese convolte
nell’esecuzione dell’opera complessiva’’
31
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
E’ chiaro quindi che il condominio
che non ha personale dipendente
e ad esso equiparato
non è tenuto ad elaborare il DUVRI.
32
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
Il condominio, tramite l’amministratore,
ha infine l’obbligo di
osservare le adeguate misure
di sicurezza antincendio,
con particolare riferimento all’ottenimento
del certificato di prevenzione incendi.
33
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
sicurezza in condominio
breve riepilogo sulla sicurezza …………………
…….
…….
…….
…….
…….
…….
34
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
35
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
Art. 677 c.p.
Il proprietario di un edificio
che minacci rovina ovvero
chi è per lui obbligato alla conservazione o alla
vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale
omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere
il pericolo, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da € 154 a € 929.
36
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
…………..
La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo,
ometta di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta
rovina di un edificio.
37
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
……………
Se dai fatti previsti dalle disposizioni precedenti deriva
pericolo per le persone, la pena è dall’arresto fino a sei
mesi o dell’ammenda non inferiore a € 309.
38
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
Se il lavoro è urgente e richiede una spesa contenuta
l’amministratore deve farlo eseguire e poi riferirne alla
prima assemblea condominiale (art. 1135 cc).
39
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
Ma, se si tratta di opere costose, è da ritenere
sufficiente che l’amministratore provveda subito ai
rimedi di emergenza e convochi immediatamente
l’assemblea.
40
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
L’amministratore a questo punto
deve mettere a verbale
l’urgenza, la pericolosità
e l’indifferibilità dei lavori.
In tale ipotesi, se non è possibile eseguire i lavori per rifiuto
dell’assemblea dei condòmini o,
comunque, per omesso stanziamento dei
fondi necessari a porre rimedio al degrado
che dà luogo al pericolo,
41
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
l’amministratore
non può essere considerato responsabile
Sent. Cass. Pen. 9.3.1959, Sez.I
Sent. Cass. Pen. 7.8.1996, Sez.I
42
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
Cass. 21 maggio 2009 n. 21401
«l’amministratore deve, al fine
di andare esente da responsabilità penale, intervenire sugli
effetti anziché sulla causa della
rovina, ovverossia prevenire la
specifica situazione di pericolo prevista dalla norma
incriminatrice interdicendo –ove ciò sia possibilel’accesso o il transito nelle zone pericolanti»
43
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
Come dire, se l’assemblea non
si attiva, per l’amministratore è
sufficiente far recintare la zona
pericolante per andare esente da colpe e farle
ricadere direttamente sui condòmini, fermo
restando il costante impegno di convocare
l’assemblea per una risoluzione definitiva della
questione.
44
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Lavori urgenti di messa in sicurezza
ATTENZIONE !!!!
Direttore Lavori
Coordinatore alla sicurezza
due figure importantissime per l’amministratore
+
=
45
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
IL FASCICOLO del FABBRICATO
indispensabile strumento
di conoscenza dello stabile
e quindi di sicurezza per i suoi occupanti
46
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
Il fascicolo si compone di 4 parti:
1^ identificazione dell’edificio con i dati storici,
urbanistici ………. ecc.
47
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
2^ sicurezza statica (anche con riferimento alla
interazione tra le strutture portanti ed il suolo ed il
sottosuolo
48
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
3^ sicurezza impiantistica
49
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
4^ sintesi degli accertamenti,
eventuali provvedimenti
conseguenti ed eventuale
piano di gestione
del fabbricato
50
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
IL FASCICOLO di MANUTENZIONE
?
IL FASCICOLO dell’OPERA
?
51
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
DISEGNI COSTRUTTIVI DI TUTTO IL FABBRICTO
ovvero
gli atti di fabbrica
così come depositati al tempo in comune
con tutti i documenti annessi
compreso la pratica dei cementi armati
52
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
AGIBILITA’
-
ABITABILITA’
differenza tra i due termini?
NO!
53
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
Con l’art. 24 del DPR 380/2001
sono stati ricondotti a unità
i termini agibilità edilizia e abitabilità,
spesso fonte di confusione terminologica
24 (L). Certificato di agibilità (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, artt. 220; 221, comma 2 come modificato dall’art. 70, decreto legislativo 30
dicembre 1999, n. 507; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109; legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 52 comma 1). — 1. Il
certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli
stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.
2. Il certificato di agibilità viene rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con riferimento ai seguenti interventi:
a) nuove costruzioni;
b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1.
3. Con riferimento agli interventi di cui al comma 2, il soggetto titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio
attività, o i loro successori o aventi causa, sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato di agibilità. La mancata presentazione della domanda
comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro.
4. Alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità deve essere allegata copia della dichiarazione presentata per la iscrizione in catasto, redatta in
conformità alle disposizioni dell’art. 6 del regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, e successive modificazioni e integrazioni
54
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
Un tempo infatti così si intendeva:
- l’agibilità edilizia era legata alla disciplina
generale relativa alla stabilità e alla sicurezza
dell’immobile;
- l’abiltabilità era collegata ai requisiti
dell’immobile rispetto alle specifiche di
destinazione d’uso
55
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
anche il T.A.R. del Lazio
con sentenza n.180 del 12 gennaio 2012
si è espressa in merito:
‘’ …… le due espressioni, se pur diversamente utilizzate, erano
di fatto omogenee e non richiedevano procedimenti
amministrativi diversi.’’
I Giudici hanno infatti notato che il corredo di documenti e le
indagini tecniche preliminari per il rilascio dell’agibilità edilizia o
dell’abitabilità non cambiavano anche in presenza di immobili a
destinazione differente.
56
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
In tutti gli edifici,
qualunque sia la destinazione d’uso,
devono essere rispettate le direttive della DM 37/08
in materia di
attività di istallazione degli impianti
all’interno degli edifici
57
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
Il DM 37/08 riguarda tutti gli impianti
inclusi
impianti radiotelevisivi, antenne, videosorveglianza,
porte automatiche, cancelli elettrici, barriere,
elettropompe, illuminazione in genere, fotovoltaico,
pannelli solari e tutto quanto è da intendere
impianto o macchina .
Art. 1 ambito di applicazione
58
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
Per quanto riguarda l’ascensore,
o impianto di sollevamento in
genere, il DM 37/08 art 1 comma
2 lettera f fa riferimento alle linee
di alimentazione ad esso collegate
Per l’ascensore in senso stretto
si applica il DPR 162/99
59
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
ogni impianto deve essere accompagnato dalla:
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
oltre gli allegati
e le certificazioni con modalità di montaggio
dei materiali ’’sostanziali’’ usati
60
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
ANAGRAFICA DELLE UNITA’ IMMOBILIARI
art. 1130 comma 6
generalità dei singoli proprietari
generalità dei titolari di diritti reali e personali di godimento
dati catastali
ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza
61
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
dotazioni del fabbricato
nel dettaglio
art. 1130 comma 6
ogni variazione dei dati deve essere comunicata
all’amministratore in forma scritta entro 60 gg.
62
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
varianti significative alle unità immobiliari
non è previsto dalla norma,
ma in virtù
dei dati relativi alla sicurezza ed
alle eventuali variazioni, si consiglia di chiedere copia dei progetti
delle modifiche interne e agli impianti
63
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
AMIANTO = immacolato , incorruttibile
ASBESTO = perpetuo , inestinguibile
E’ un minerale naturale a struttura
microcristallina e di aspetto fibroso
appartenente alla classe chimica dei silicati
ed alle serie mineralogiche del serpentino
e degli anfiboli.
Comprende un gruppo (circa 30) di
minerali naturali, silicati di magnesio con calcio, ferro e sodio.
Si ottiene da attività estrattive.
64
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
La conoscenza delle sue particolari
caratteristiche e il suo utilizzo
risalgono ai tempi degli egizi.
Le fibre venivano usate nei tessuti
per l’imbalsamazione delle mummie
65
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
L’impiego industriale dell’amianto risale agli ultimi
decenni dell’ottocento in seguito alla scoperta di vasti
giacimenti nel Quebec (1877).
Nel 1901 l’austriaco Ludwig Hatschek brevetta il
cemento-amianto che chiamò:
66
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
L’amianto costa poco, resiste al calore (fino a
500 gradi) e ala traione, è un ottimo isolante
termico, acustico ed elettrico.
In virtù delle sue caratteristiche ebbe un
successo commerciale incredibile.
67
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
-
Acqua e gas
Aeroplani
Agricoltura
Alimentare
Autoveicoli
Carpenteria metallica
Carrozzerie
Cartiere
Caseifici
Cave e miniere
Cementifici
Ceramica idrosanitaria
Chimica e raffinerie
Commercio
Concia
-
Edilizia
Elettrodomestici
Elicotteri
Energia elettrica
Farmaceutica
Feltrifici
Forze armate
Gomma e plastica
Laboratori chimici
Lapidei
Laterizi e materiali in cotto
Locali di pubblica utilità
Materiale rotabile ferr
Mezzi di sollevamento
Movimentazione merci
68
- Navalmeccanica
- Orafi, argentieri
- Pentolame
- Prefabbricati
- Refrigerazione
- Sacchifici
- Sanità
- Siderurgia
- Termoidraulica
- Tessile e abbigliamento
- Tipografie e cartotecnica
- Vetro
- Vigili del Fuoco
- Zuccherifici
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
e ancora di più :
- Talco
- Casseforti
- Vetroresina
- Maschere antigas
- Adesivi in genere
Già dagli anni quaranta si aveva conoscenza della pericolosità di questo
materiale.
I manufatti in amoanto non sono pericolosi per il semplice fatto di contenere
amianto, ma soltanto quando siano in grado di rilasciare fibre aerodisperse
che possono essere respirate .
Le malattie correlate all’amianto si manifestano anche dopo molti
dai 10 ai 40 anni
69
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Amianto compatto: quando le fibre del minerale
sono fortemente legate in una
matrice stabile e solida
Amianto friabile: qualsiasi manufatto che può essere
sbriciolato o ridotto in polvere
70
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
…finalmente…
La Legge n. 257/92 ha arrestato in modo
definitivo qualsiasi diffusione e aumento di
prodotti contenenti amianto
MA
non vietò l’uso dei materiali in opera
71
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Il successivo decreto attuativo
D.M. 6 settembre 1994
oltre alle modalità d’intervento
ha previsto che le Regioni adottassero un piano
di protezione, decontaminazione, smaltimento e
bonifica, in pratica ha prescritto di fare un
inventario dell’amianto
72
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Lombardia
D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000
algoritmo
per la valutazione delle coperture esterne in cemento amianto
73
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Lombardia
Decreto Direzione Generale Sanità n. 13237 del 18/11/2008
ha emanato il
’’PROTOCOLLO per la VALUTAZIONE dello STATO di
CONSERVAZIONE delle COPERTURE in CEMENTO AMIANTO’’
abrogando
l’algoritmo di cui al D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000
RISULTATO:
non è cambiato nulla nella metodologia
74
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
In realtà sono cambiati
i risultati finali degli Indici di Degrado finali
D.G.R. N. VII/1439 del 4/10/2000
Nessun intervento x 3 anni
I.D. da 8 a 18
Bonifica (incapsulamento) entro 3 anni I.D. Da 19 a 76
Rimozione entro 12 mesi
I.D. oltre 76
75
D. D. G. Sanità n. 13237 del 18/11/2008
I.D. <=25
I.D. da 26 a 44
I.D. oltre 44
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Cosa deve fare l’amministratore?
 Individuare la presenza
di amianto
 Analisi di laboratorio
di un campione
 Valutazione del rischio
76
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Metodi di bonifica:
Rimozione
77
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
o
 Incapsulamento
 Confinamento
 Sovracopertura
78
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
L’amministratore DEVE sempre accertarsi dei
requisiti delle imprese a cui appalta i lavori di
demolizione e rimozione amianto, anche se
l’impresa a sua volta
subappalta.
79
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Art. 26 D.lgs. 81/08
’’il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori di
vario genere all’impresa appaltatrice o a lavoratori
autonomi all’intero della propria azienda …………... ha
l’obbligo di verificare con le modalità previste dal
decreto di cui all’art. 6,comma 8, lettera g l’idoneità
tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei
lavoratori autonomi.’’
80
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
amianto
Fermo restando quanto previsto dalla Legge 27 marzo 1992 n. 257
Un grande aiuto è dato dal
D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 dall’art. 246 all’art. 261
’’protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto’’
titolo IX sostanze pericolose, capo III
81
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianti comuni
- impianto elettrico e impianto di messa a terra
- impianto gas
- impianto idrico, autoclave, addolcitore
- impianto fognario e di sollevamento
- impianto antincendio
- impianto riscaldamento e condizionamento aria
- impianto evacuazione fumi
- ascensori
- antenne riscaldamento, TV, parabole, videosorveglianza
82
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
DPR 22 ottobre 2001 n.462
Amministratori «datori di lavoro»
Art. 84 D.lgs. 81/08
Installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche
Art. 17 D.lgs. 81/08
Valutazione di tutti i rischi e quindi elaborazione del D.V.R. (art. 28)
facendo riferimento alla procedura di calcolo CEI EN 62305-2 e CEI 81-10V1
(autoprotezione):
R < RT = struttura autoprotetta
R > RT = struttura non autoprotetta
83
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Rischio R:
valore della probabile perdita annua ( persone e
cose ) dovuta al fulmine , riferito al valore
totale ( persone e cose ) dell’oggetto da
proteggere
Rischio tollerabile RT:
massimo valore di rischio che può essere
tollerato per l’oggetto da proteggere
84
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
ai sensi del DPR 462/2001 art. 2 comma 2
i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche
relativi alle strutture rientranti
negli artt. 38 e 39 del DPR 547/55
sono soggetti all’obbligo di denuncia
 camini industriali
 strutture metalliche degli edifici ed opere provvisionali, recipienti e apparecchi
metallici di notevoli dimensioni e situati all’aperto
 tutti gli edifici e impianti relativi ad aziende e lavorazioni che sono soggette al CPI
85
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
Impianto di messa a terra
unico per tutto il condominio e deve comprendere
TUTTI i collegamenti equipotenziali
Nel caso di presenza di attività professionali e/o commerciali
ogni datore di lavoro ha l’obbligo di fare
la verifica dell’impianto di terra relativo alla propria attività
86
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
DENUNCIA e COMUNICAZIONI
l’installatore DEVE emettere le
‘’certificazioni e dichiarazioni di conformità’’
D.M. 37/08
e l’amministratore entro 30 gg. deve comunicare la messa in
esercizio dell’impianto ed inoltrare tutte le certificazioni e
dichiarazioni di conformità a
INAIL – ASL – ARPA
e così pure eventuali modifiche o cessazioni
87
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
VERIFICHE PERIODICHE
Artt. 4 e 5 del DPR 462/2001
l’amministratore DEVE effettuare regolari manutenzioni
e verifiche periodiche
ogni 5 anni e nei casi di maggior rischio ogni 2 anni
88
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
VERIFICHE STRAORDINARIE
- Esito negativo della visita periodica
- Modifica sostanziale dell’impianto (circolare ISPELS
24/10/1994 n.12988)
89
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
Se l’impianto non è mai stato denunciato o sono
irreperibili le comunicazioni e le dichiarazioni di
conformità
l’amministratore DEVE provvedere ex-novo
richiedendo ad un tecnico abilitato
di certificare con dichiarazione di rispondenza
e provvedere a tutte le incombenze di Legge.
90
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto elettrico e impianto di messa a terra
Amministratori «non datori di lavoro»
NON CAMBIA NULLA !!!
avvalorato anche dalla nota 25/2/2005 prot. N.10723
dirigenza ministero delle attività produttive
91
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto gas
Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08.
In sintesi l’impianto deve essere dotato di :
progetto e schema impianto,
certificazioni dei materiali usati,
dichiarazione di conformità,
certificato camerale dell’installatore.
92
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto gas
In breve:
le tubazioni devono essere ben riconoscibili e a
vista, tuttavia è consentito, per brevi tratti,
attraversamenti, ma la tubazione deve essere
intubata, ventilata e segnalata.
I contatori devono
essere collocati all’esterno
e ben visibili ai controllori dell’azienda.
93
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
impianto gas
dal 15 ottobre 2014
è obbligatoria
la verifica di tenuta dell’impianto del gas
come previsto dalla UNI 11137.2012
94
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto idrico, addolcitore, autoclave
Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08.
In sintesi l’impianto deve essere dotato di :
progetto e schema impianto,
certificazioni dei materiali usati,
dichiarazione di conformità,
certificato camerale dell’installatore.
95
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto idrico, addolcitore, autoclave
Un cattivo stato di manutenzione dell’impianto idrico in tutte
le sue parti è un pericolo per tutto il condominio
sia in relazione alla struttura dell’edificio
che in relazione alla salubrità delle acque.
Quindi l’amministratore
oltre ad essere responsabile in tema di sicurezza dell’impianto
è anche responsabile che le acque destinate all’uso umano siano
salubri.
96
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto idrico, addolcitore, autoclave
D.lgs. 31/2001
(attuazione della direttiva 98/83/CE qualità delle acque
all’uso umano GU n.52 del 3/3/201),
mod. dal D.lgs. 27/2002
disciplina la qualità delle acque destinate al
consumo umano.
Il decreto stabilisce che i requisiti di qualità devono
sussistere al punto d’uso.
97
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto idrico, addolcitore, autoclave
L’amministratore
è il custode dei beni condominiali,
della cui conservazione
e degli effetti che gli stessi possono produrre
è responsabile (art. 2051 c.c.)
98
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto fognario e di sollevamento
Come tutti gli impianti segue la disciplina del D.M. 37/08.
In sintesi l’impianto deve essere dotato di :
progetto e schema impianto,
certificazioni dei materiali usati,
dichiarazione di conformità,
certificato camerale dell’installatore.
99
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto fognario e di sollevamento
E ancora:
vale sempre la disciplina della conservazione
delle cose comuni e degli effetti che queste
possono produrre,
delle quali
l’amministratore è responsabile
in quanto custode dei beni condominiali
(art. 2051 c.c.)
100
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto fognario e di sollevamento
Tubazioni verticali
Rete orizzontale
Fossa biologica o pozzo sifone «Firenze»
Pozzo di sollevamento
Pompa di sollevamento
(ODORI e RUMORI)
101
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Per tutti gli edifici è obbligatorio che
le norme antincendio siano SEMPRE rispettate!
Le attività soggette
sono le 80 dell’elenco di cui
allegato I del D.P.R. n.151 del 1 agosto 2011
102
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Le attività che normalmente rientrano
nella competenza dell’amministratore:
ai punti
73:
74:
75:
77:
complessi edilizi ad uso terziario o industriale
Impianti per la produzione di calore
Autorimesse pubbliche e private
Edifici destinati ad uso civile
103
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Il nuovo D.P.R. n.151 del 1 agosto 2011
sostituisce
il C.P.I. con la nuova S.C.I.A.
(Segnalazione Certificata Inizio Attività)
nelle categorie di attività A – B
mentre per la categoria di attività C rimane il C.P.I.
104
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Le categorie A – B – C
non sono altro che le distinzioni di ognuna delle 80
attività in relazione:
-
alla dimensione dell’impresa
al settore di attività
alla esistenza di specifiche regole tecniche
alle esigenze di tutela della pubblica incolumità
105
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
La differenza:
il rilascio del C.P.I.
era (per tutte e 3 le categorie) ed
è (per la categoria C)
demandato unicamente al Comando dei VV.F.
106
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Con la S.C.I.A. la responsabilità
è demandata, solo le categorie A e B,
al professionista abilitato.
Ciò non toglie la possibilità dei controlli da parte
dei VV.F. a campione o su richiesta.
107
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
come si procede:
si presenta al Comando istanza corredata
di tutta la documentazione mediante
Segnalazione Certificata d’Inizio Attività.
Il Comando verifica la completezza formale
e ne rilascia ricevuta
108
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Il Comando esamina i progetti ed
entro 30 gg.
può richiedere documentazione integrativa ed
entro i successivi 60 gg.
si pronuncia sulla conformità.
109
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
per le attività di categoria A e B:
il Comando effettua controlli attraverso visite
tecniche ...........................
Il Comando a richiesta dell’interessato, in caso
di esito positivo, rilascia copia del verbale di
visita.
110
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
per le attività di categoria C:
il Comando effettua controlli attraverso visite
tecniche ...........................
Il Comando a richiesta dell’interessato, in caso
di esito positivo, rilascia il Certificato di
Prevenzione Incendi.
111
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
Rinnovo periodico di conformità antincendio
La richiesta di rinnovo periodico deve essere richiesto
con cadenza quinquennale
inviando al Comando una dichiarazione attestante
l’assenza di variazioni alle condizioni antincendio
Il Comando rilascia ricevuta di presentazione
112
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
per le attività di cui al n° 77 (edifici ad uso civile)
la cadenza della richiesta del rinnovo
è elevata a 10 anni,
sempre che non siano avvenute modifiche.
113
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
L’amministratore ha l’obbligo
di presentare la S.C.I.A. e richiedere il rilascio della
ricevuta o del Certificato Prevenzione Incendi
- deve provvedere al suo rinnovo
- deve mantenere in perfetta efficienza le attività
senza modificare gli impianti rispetto al progetto
approvato dai VV.F.
o, in caso contrario, ripetere la procedura
seguendo le procedure del D.P.R. 151/11 e/o le
guide dei VV.F. locali
114
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antincendio
futura modifica dell’attuale normativa
nell’ottica della ‘’semplificazione’’
si sta procedendo a modificare
tutta la normativa prescrittiva
in normativa prestazionale
115
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
art.11 DPR 412/93
istituzione del
«terzo responsabile»
società esterna che espleta gli obblighi
alla corretta gestione dell’impianto
sollevando così l’amministratore dagli oneri
dalle
responsabilità civili e penali relative alla gestione
dell’impianto.
116
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
Il contratto sottoscritto con il terzo responsabile riporta
normalmente nell’art. obblighi del committente un
testo simile al seguente:
L’Amministratore trasferisce, in copia, al terzo
responsabile tutta la documentazione tecnicoamministrativa da cui risulti che l’impianto termico può
essere messo in funzione nel rispetto della vigente
normativa:
117
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
 S.C.I.A. o C.P.I.
 Libretto di omologazione INAIL della centrale termica
 certificazione o autodichiarazione sull’inesistenza di amianto
sui componenti
 Dichiarazioni di Conformità degli impianti di pertinenza della
C.T. (elettrico, gas, canna fumaria, riscaldamento)
 Impegno a consentire eventuali adeguamenti alle disposizioni
di legge ed alle normative tecniche richiamate
118
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
di fatto l’Amministratore
« pur credendo di avere delegato ogni responsabilità ad un
terzo, sono assolutamente in una posizione di rischio dal punto
di vista civile e penale, qualora accadono infortuni se la centrale
termica non è totalmente rispondente alla normativa vigente »
Il terzo responsabile tende a non richiedere l’adeguamento della C.T.
all’atto della sottoscrizione del contratto, in quanto, se così facesse,
risulterebbe commercialmente non competitivo
119
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
Di fatto si sottolinea che:
il primo responsabile di una C.T.
non sono né i condomini,
né il terzo responsabile,
bensì l’Amministratore
120
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
L’AMMINISTRATORE DEVE PREOCCUPARSI
CHE L’IMPIANTO SIA DOTATO DI:
121
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
1) Prevenzione incendi in corso di validità
2) Dichiarazioni di Conformità
3) Progetto
a)
b)
c)
d)
e)
f)
impianti gas
canne fumarie singole
canne fumarie collettive o ramificate
impianti termici individuali
sostituzione generatore di calore
impianti di climatizzazione estiva
– 4) Libretto matricolare INAIL
(diverso dal libretto di centrale sul
quale vengono riportati i controlli e le verifiche)
122
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
riflessione
le statistiche denunciano
l’assenza della pratica INAIL
per la maggior parte delle C.T. (D.M. 01/12/75)
è anche previsto che gli impianti denunciati all’INAIL siano
soggetti a verifica quinquennale da parte dell’ARPA sullo stato di
efficienza dei dispositivi di sicurezza, protezione e controllo
123
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
il libretto matricolare INAIL è obbligatorio
pe tutti gli impianti con
potenzialità globale al focolare
superiore a 30.000 kcal/h = 35kW
le verifiche periodiche ARPA sono obbligatorie
in edifici condominiali con obbligo di amministratore con
potenzialità globale al focolare
superiore a 100.000 kcal/h = 116kW
124
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
Divieto di utilizzo
camini e stufe a legna
nel caso siano presenti altri impianti alimentati
con altri combustibili ammessi
la biomassa legnosa (UNI CEN/TS 14588)
se bruciata senza adeguati sistemi di controllo
delle emissioni di polveri provoca
un peggioramento delle emissioni nell’aria
125
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
E’ VIETATO
bruciare all’aperto materiali di origine vegetale
salvo quelli espressamente autorizzati
E’ PROIBITO
climatizzare/riscaldare
cantine, ripostigli, box, garage, depositi, scale
126
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento e condizionamento d’aria
ADDIO !!!!
127
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria
e produzione di acqua calda sanitaria
D.lgs. 102/14
novità:
• obbligatorietà dei contatori di calore e H2O calda;
• applicazioni di sanzioni per la non adozione;
• obbligo di utilizzo della norma UNI 10200-2015 per il
riparto di nuovi millesimi di riscaldamento e di acqua
calda sanitaria
128
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria
e produzione di acqua calda sanitaria
la norma UNI 10200-2015
è quindi resa obbligatoria per il riparto delle spese:
- quota consumo volontario
- quota consumo involontario
129
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria
e produzione di acqua calda sanitaria
quota consumo volontario
sono gli effettivi consumi registrati dagli strumenti
130
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto di riscaldamento, condizionamento d’aria
e produzione di acqua calda sanitaria
quota consumo involontario
è la componente energetica che rappresenta tutte le
quote fisse quali:
canone, dispersioni di calore nella distribuzione
il consumo involontario sarà calcolato in base a diversi
parametri, stabilendo dei nuovi millesimi di
riscaldamento in base al fabbisogno energetico dei
seguenti appartamenti.
131
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
= canna fumaria =
sistema multiplo nel quale confluisce
il prodotto di combustione
da uno o più apparecchi disposti su più piani.
132
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
caldaie di tipo B = generatori con camera di
combustione aperta
e a tiraggio naturale
caldaie di tipo C = generatori con camera di
combustione stagna
e a tiraggio forzato
fuochi di cottura
133
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
I prodotti di combustione
delle caldaie di tipo B
e dei fuochi di cottura
vanno confluiti
in canne fumarie ramificate
134
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
I prodotti di combustione
delle caldaie di tipo C
sono confluiti
in canne fumarie semplici
135
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
Le canne fumarie devono essere realizzate
secondo un progetto redatto da un tecnico abilitato
e il monitoraggio e la manutenzione
deve essere affidato a un responsabile
che garantisce le condizioni di sicuro esercizio.
136
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
La buona manutenzione dipende moltissimo
da una buona conoscenza dell’impianto
che deriva anche dalla disponibilità dei disegni costruttivi
« as built »
e della relazione di calcolo.
Ciò consente una visione completa dell’impianto installato
e costituisce la base per un intervento effettuato
su cognizione di causa
137
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
Compito dell’amministratore sarà quindi quello di verificare la
corretta costruzione delle canne fumarie collettive
e conservare nel fascicolo una scheda tecnica
nella quale si evincerà
il posizionamento, i materiali,
i dati dimensionali e quindi i parametri di calcolo,
e le modifiche apportate anche dai singoli condòmini
138
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
Anche per le canne fumarie nelle quali
vengono confluiti i gas combusti
dai fuochi cucina
valgono le stesse regole.
139
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
Controlli periodici quinquennali:
1) analisi dei controlli effettuati dai terzi responsabili
2) ispezione visiva delle parti a vista fino al comignolo
3) video-ispezione dei condotti interni (primario e secondario)
biennale obbligatorio
4) rapporto di controllo di efficienza energetica
140
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto evacuazione fumi
lo scarico a parete
E’ VIETATO in qualsiasi caso
dal 1° settembre 2013 Legge n° 90/2013 art. 9
deroghe
secondo gli artt. 9bis e 9ter
ma sempre nel rispetto delle norme
UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502 nonché UNI 7229/2008
141
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto ascensori
La normativa a cui si fa riferimento
direttiva europea 95/16/CE
recepita in Italia da DPR 30 aprile 1999 n. 162
142
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto ascensori
L’Amministratore DEVE provvedere:
1) certificazione di nuovo impianto DOPO l’installazione
di un nuovo ascensore e PRIMA della messa in
esercizio;
2) regolare manutenzione art. 13 (da non confondere con le
verifiche periodiche);
3) verifica periodica biennale art. 13;
4) verifica straordinaria art. 14.
143
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto ascensori
Le verifiche periodiche e straordinarie devono
essere svolte da un organismo notificato
riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico
I risultati vanno SEMPRE annotati sul
libretto dell’ascensore
che va custodito dall’Amministratore o
conservato in loco e reso disponibile al verificatore
144
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole,
videosorveglianza
Il D.M. 22 gennaio 2013 antenne cenrtalizzate
con l’obietto
dell’antiproliferazione di antenne individuali
ad ogni modo non è vietato la installazione di
antenne individuali, anche amatoriali, purché.....
si rispettino alcune regole di base
145
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole,
videosorveglianza
l’art. 1122bis riforma del condominio prevede
la « libera » installazione di impianti
di produzione di energia da fonti rinnovabili
a patto che lo spazio comune
sia equamente suddiviso tra tutti gli aventi diritto
146
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole,
videosorveglianza
impianto di videosorveglianza
la riforma del condominio all’art. 1122 ter prevede la
possibilità d’installazione previa delibera assembleare
con la maggioranza degli intervenuti e
almeno la metà del valore dell’edificio
MA.......
147
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Impianto antenne riscaldamento, TV, parabole,
videosorveglianza
l’Amministratore DEVE adottare TUTTE le cautele
previste dal provvedimento generale
del Garante della privacy in materia dell’8 aprile 2010
- cartello informativo
- tempi di conservazione delle registrazioni (massimo 24 ore)
- individuare il personale che può visionare con atto di nomina
- chiedere la verifica preliminare al Garante
148
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
manutenzione nel condominio
manutenzione ordinaria
è l’insieme di opere
al solo scopo di mantenere «la cosa»
allo stato iniziale
senza modificare o migliorare le funzioni
né aumentarne il valore o migliorarne le prestazioni.
149
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
grazie per l’attenzione
massimo splendore
150
S.A.F.- SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO
Scarica

Materiale didattico a cura dei relatori