DEL POPOLO
In vendita le azioni di sei società
Aziende statali verso la privatizzazione
Messo in vendita il 100 p.c. del valore del capitale di base della Fabbrica di
tubi di Sisak (Valjaonica cijevi S.p.A) che
produce metalli e vari prodotti in metallo
come tubi di acciaio e che impiega 1.209
dipendenti. La data di scadenza di presentazione dell’offerta è 16 febbraio 2007. In
corso la vendita delle azioni di altre due
società e precisamente la S.p.A. Alberghi Živogošće e la S.p.A. Alberghi Podgora. Per quanto riguarda la prima, viene
messo in vendita il 55,19 p.c. delle azioni.
La società è proprietaria di due alberghi e
un autocampeggio. La capacità ricettiva è
di 1.086 persone (462 stanze) e 500 posti
macchina. Le offerte possono venir presentate entro il 5 marzo prossimo. Attualmente la società impiega 97 dipendenti.
Per quanto riguarda gli Alberghi Podgora
è stato messo in vendita il 51,19 p.c. delle azioni. La società dispone di tre alberghi e di un autocampeggio e conta 125 dipendenti. Gli investitori interessati possono presentare la domanda entro il 5 marzo
prossimo.
La spiaggia di Živogošće
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Il Fondo Croato per le privatizzazioni mette in vendita le azioni di sei società
di proprietà statale. Si tratta del 66,96 p.c.
del valore del capitale base della società
Kim S.p.A di Karlovac, che produce latte sterilizzato a lunga conservazione, latte e formaggio fresco, formaggi spalmabili, yogurt e dessert e che impiega 216 dipendenti. La società ha il diritto di uso del
brevetto registrato all’Ufficio brevetti europeo in Croazia e in otto Paesi dell’UE.
La data di scadenza di presentazione dell’offerta è il 9 marzo 2007.
In vendita pure l’80,20 p.c. del valore
del capitale di base della Fabbrica di metalli leggeri (TLM) di Sebenico, che produce vari prodotti in alluminio e che conta
1.593 dipendenti. Le offerte possono venir
presentate entro il 12 marzo 2007. La terza
offerta riguarda il 98,73 p.c. del valore del
capitale di base della società Imota S.p.A.
di Imotski, che si occupa di vinicoltura e
produzione di vini e che dà impiego a 103
persone. Le offerte possono venir presentate fino al 22 febbraio 2007.
An
no
III •
2007
n. 5 •
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Giovedì 1 feb
IL PUNTO
di Viviana Ban
Casa dolce casa
Casa dolce casa. Ma quanti si possono permettere il lusso di acquistarne una.
Soprattutto i giovani, ma anche la categoria dei meno giovani. Chi non ha avuto
la fortuna di ricevere l’appartamento dall’azienda dove prestava servizio e quindi di riscattarlo, oppure di vederselo regalare dai genitori rischia di non risolvere
mai il problema dell’abitazione. Ci sono le banche che fanno a gara per offrire i
mutui per la casa più convenienti, ci sono le casse di risparmio specifiche che offrono altre buone opportunità. Eppure per la maggioranza la casa rimane un sogno. Le banche si sa ci guadagnano sempre, i tassi di interesse in Croazia rispetto
a quelli all’estero possono venir paragonati a quelli degli strozzini, anche se ultimamente hanno la tendenza alla riduzione. Le condizioni per l’assegnazione di
un mutuo per la casa sono esagerate. Chi riesce a rispettarle tutte è sicuramente
in grado di acquistare l’appartamento in contanti. Tra le condizioni che lasciano desolati i potenziali fruitori dei mutui l’ipoteca. Infatti, nella maggior parte dei
casi, il cliente deve essere proprietario di un immobile da ipotecare per poter accendere il mutuo per la casa.
Alcune istituzioni finanziarie hanno introdotto altri sistemi di garanzia che comunque costano un sacco di soldi e quando una persona o mettiamo una coppia
di giovani sposi riesce a comprarsi le sospirate quattro mura è praticamente sul
lastrico e non ha più i mezzi nemmeno per acquistare la stanza da letto e la cucina economica. La condizione fondamentale per accendere un mutuo è quella di
avere un impiego fisso. E anche qui sono dolori. Con il tasso di disoccupazione
che ci ritroviamo, i datori di lavoro che assumono il personale in nero o per ben
che vada a contratto a tempo determinato è molto difficile per i giovani trovare
un impiego fisso. Tra gli ostacoli che si incontrano da non sottovalutare il fatto di
trovare il garante, ovvero la persona che, in caso di problemi del titolare del credito, dovrebbe pagarlo a nome suo. Impresa praticamente impossibile visto che molti garanti si sono scottati e stanno pagando i debiti altrui. Succede proprio che il
sogno di acquistare una casa svanisce nel nulla nell’ufficio del consulente finanziario di qualsiasi istituzione bancaria.
2 economia&finanza
INNOVAZIONI
Manager
alcolici: ecco
il «bar nascosto»
A guardarla dall’esterno, sembra una valigetta superprofessionale piena di documenti importanti
dell’azienda, una borsa che contiene carte con chissà quali segreti dei
Cda. E invece al suo interno c’è tutto il necessario per preparare i migliori cocktail da banco, dal rhum
al Martini, dal succo di fragola al
ghiaccio. È un vero e proprio bar
portatile il prodotto che è stato studiato per i manager che non riescono proprio a fare a meno dell’alcol.
La valigetta maschera infatti tutto
l’occorrente per allestire dovunque, in azienda come da un cliente, a una festa di compleanno come
a un matrimonio, un mini-bar con
tutto l’occorrente per servire aperitivi e alcolici.
In plastica resistentissima, all’interno il bar portatile può contenere un set completo per i cocktail.
E il materiale della valigetta impedisce la fuoruscita di ghiaccio, acqua, liquidi e succhi. E c’è perfino
una sbarra di metallo pronta a essere sistemata sotto il bancone del
bar portabile, che può sostenere anche undici bottiglie da 750 milllilitri
o, a scelta, dieci da un litro.
Acquisto dell’immobile
motivo di risparmio
ZLATKO MAJNARIĆ
S
econdo una ricerca condotta in 14 Paesi dell’Europa
dell’est (Croazia, Bosnia
ed Erzegovina, Serbia e Montenegro, Slovenia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica ceca, Polonia, Slovacchia, Russia, Turchia,
Ucraina, Austria), risulta che
sono tre i tipo di risparmio preferiti dai croati. Il primo posto
va agli investimenti sugli immobili, ovvero l’acquisto della casa
o dell’appartamento (30 per cento), il secondo il risparmio classico in banca (27 p.c.) e il terzo le
assicurazioni sulla vita (26 p.c.).
Per quanto riguarda il risparmio
per l’acquisto della casa, le persone preferiscono affidarsi a qualche cassa di risparmio (20 p.c.),
mentre il 19 p.c. predilige acquistare un terreno per poi costruire
la casa. Uguale la percentuale di
coloro che depositano i loro risparmi in un libretto bancario, mentre
il 17 per cento custodisce il gruzzolo in casa.
Le regioni più gettonate per
l’acquisto dell’immobile sono
l’Istria, il Quarnero e Zagabria. I ri-
sparmi vincolati sono più frequenti
tra gli abitanti della Lika, Kordun,
Banovina e nelle regioni settentrionali. A Zagabria e dintorni invece
la preferenza va alle assicurazioni
sulla vita, ma anche ai nuovi modelli di risparmio quali l’acquisto
di azioni e delle quote di partecipazione nei fondi di investimento.
A parte l’acquisto dell’immobile in
IVOR HRELJANOVIĆ
OSAKA – I giapponesi adorano i robot. E un’azienda tecnologicamente avanzata, la Ubix, aveva
già inventato e messo sul mercato
un robot da ufficio con il compito
di fare da maggiordomo in azienda. Il suo nome è Ubiko, tratto proprio dal nome della società che l’ha
creato. E le sue funzioni sono quelle di accogliere i clienti, dare loro il
benvenuto, accompagnarli, spostare i prodotti da una stanza all’altra,
da un posto all’altro.
E adesso un’altra azienda, la
Unix di Osaka, ha lanciato un nuovo robot, ma di tutt’altro stampo.
Quanto è duro e spigoloso, seppur
efficiente e servizievole, il maggiordomo da ufficio, tanto è dolce e suadente la camerierina dagli occhi a
mandorla chiamata Karakuri. Fatta per la casa (dei top manager naturalmente), la dolce creatura meccanizzata in stile Vintage serve il
sakè, la bevanda alcolica tradizionale nipponica ottenuta dalla fermentazione del riso, agli ospiti.
La bambolina dalle movenze
dolci e suadenti fatta a mano e completamente ricoperta di legno di ciliegio e porcellana è un modello aggiuranto della “Bambola che serve
il tè” ed è disegnata appositamente per potersi muovere con grande
morbidezza per la casa. Efficientissima nel servire il sakè, si ferma automaticamente appena raggiunge
l’ospite a cui la bevanda è destinata. Karakuri è il perfetto connubio
tra l’anima tradizionale nipponica
e quella ipertecnologica, il matrimonio tra la mania all’ennesima
potenza per la superefficienza moderna e l’amore per tutte le usanze
legate al passato e alla cultura del
Paese dell’Estremo Oriente. Per
realizzarla è necessario presentare l’oridne a Unix 40 giorni prima
della consegna: il robot costa 8.700
dollari. Ubiko invece, il robot che fa
da segretaria tuttofare, può esssere
noleggiato: due ore di servizio costano 700 euro.
ANALISI Industria della finanza e investimenti
GORAN ŽIKOVIĆ
È made
in Japan
la geisha robot
Giovedì, 1 febbraio 2007
Sono tre i motivi per risparmiare:
per far fronte a imprevisti e
situazioni di emergenza (25 p.c.),
per i figli (22 p.c.) e per assicurarsi
una vecchiaia dignitosa (21 p.c.)
Istria e nel Quarnero è sempre più
frequente un altro modello di risparmio: l’acquisto di un terreno
come forma di investimento. Custodire il denaro in casa è una forma di risparmio molto presente in
Slavonia.
Nella valutazione sul modello migliore di risparmio o investimento sono state riscontrate
opinioni differenti tra la uomini e
donne. Mentre i primi preferiscono acquistare l’appartamento, le
donne amano di più il libretto di risparmio vincolato in banca. Gli interpellati di età tra i 25 e i 59 anni
sono propensi ad assicurarsi l’immobile rispetto alle persone più
Tecnocasa: in aumento durata e importo
Casa, è sempre più corsa al mutuo
Gli italiani continuano a credere nel mattone e
pur di acquistare un tetto, visti i prezzi in continua
ascesa degli immobili negli ultimi anni, sono disposti ad indebitarsi di più e per periodi più lunghi. Insomma, nonostante i tassi di interesse crescenti, la
richiesta dei mutui non accenna a rallentare e il valore dei flussi erogati ha già raggiunto la cifra di 45,2
miliardi di euro. È quanto emerge da una indagine
dell’ufficio studi di Tecnocasa.
È l’Italia centrale a far registrare la maggiore crescita: +12,78% rispetto al corrispondente terzo trimestre 2005. Seguono l’Italia orientale +10,49%,
l’Italia meridionale +8,50%, l’Italia occidentale
+4,80% e l’Italia insulare +3,88%.
Tra le singole regioni, invece è la Basilicata che
ha registrato la percentuale di crescita maggiore
+35,4% rispetto allo stesso terzo trimestre 2005, seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e l’Emilia +23%. Il Lazio è cresciuto di più tra le “grandi”
regioni +14,9%, seguito da Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte +3,73%.
Valori negativi sono stati registrati in Molise 3,8% e nel Veneto -0,3%.
Gli andamenti favorevoli dei flussi erogati
sono stati determinati dall’andamento dei tassi
di interesse di questi ultimi anni ritenuti ancora
contenuti. I recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto hanno determinato
un rialzo del costo delle rate. Il tasso Taeg medio è aumentato di 0,95 punti percentuali dall’inizio del 2006 al 30 settembre 2006. Sarà possibile
che la Banca Centrale Europea intervenga ancora
sui tassi al fine di contenere il livello del tasso di
inflazione. Si ritiene comunque che l’attuale tensione sui tassi non pregiudicherà la crescita dei
flussi delle erogazioni nel nostro Paese per l’anno 2007.
La crescita dei tassi di interesse ha portato le famiglie a preferire durate di rimborso più lunghe, oltre il 49% dei finanziamenti hanno durate superiori
ai 21 anni, di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni.
Questa tendenza è agevolata anche dall’offerta da
parte degli intermediari finanziari specializzati che
hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40
anni a costi più competitivi rispetto al passato. L’andamento dei prezzi degli immobili ha comportato un
aumento dell’importo medio erogato che, secondo i
dati dell’Ufficio Studi Ki’ron, è aumentato dell’8,6%
rispetto al 2005 portandosi a 126.000 euro.
Volendo indicare delle previsioni nel breve periodo si può affermare che il mercato del credito alle
famiglie in Italia continua ad essere caratterizzato
da un andamento di crescita sostenuta. La previsione per l’anno 2007 sarà ancora positiva per effetto
della domanda del mercato immobiliare che continua ad essere considerato per gli italiani un mercato “sicuro” dove investire i propri risparmi. Ulteriore elemento che favorirà la crescita del mercato del
credito ipotecario sarà l’ampliamento dell’offerta da
parte degli istituti specializzati. In particolare - conclude la ricerca - gli interventi riguarderanno i costi
dei prodotti che diventeranno sempre più competitivi e adattabili alle diverse esigenze della famiglie
italiane. Molti istituti di credito hanno introdotto linee di prodotti che coprono fino al 100% del valore
dell’immobile a costi molto più contenuti rispetto al
passato, favorendo in questo modo un numero sempre maggiore di clienti che non hanno un risparmio
sufficiente per far fronte alle spese legate alla compravendita.
giovani e più anziane di questa
categoria. Coloro che hanno superato i 60 anni di età preferiscono invece il risparmio classico in
banca. Molto probabilmente perché hanno risolto il problema abitativo e forse non hanno riacquistato la fiducia nelle banche dopo
lo sfascio dell’ex Jugoslavia,
quando molti risparmiatori sono
rimasti all’asciutto oppure hanno dovuto attendere anni prima di
poter ritirare i propri risparmi con
il contagocce.
La categoria di interpellati di
età tra i 30 e i 39 anni scelgono
l’assicurazione sulla vita, mentre
i più giovani (tra i 20 e i 24 anni)
le casse di risparmio per la casa.
Alcune differenze sono state riscontrate anche nel grado di
istruzione degli interpellati. La
maggior parte dei laureati sceglie come modello di risparmio
l’assicurazione sulla vita, e gli
investimenti nei fondi. A scalare
seguono gli acquisti degli immobili e il risparmio classico. Il tipo
di risparmio dipende anche dalla
classe sociale. I più benestanti
preferiscono gli investimenti, la
classe media il risparmio.
I motivi del risparmio
In un modo o nell’altro il 42
per cento circa degli interpellati risparmia. Nella maggior parte dei casi (21 p.c.) si tratta del
risparmio classico in qualche
istituzione finanziaria. Il 13 p.c.
circa sceglie di stipulare una polizza sulla vita, mentre ogni decimo custodisce i contanti in casa.
Sono tre i motivi principali del risparmio: in caso di eventi straordinari (25 p.c.), per i figli (22 p.c.)
e per assicurarsi una vecchiaia
dignitosa (21 p.c.). Infine il 14
p.c. risparmia per poter acquistare l’appartamento. Oltre che in
Croazia questi motivi prevalgono
pure in Austria, Repubblica ceca,
Ungheria, Slovacchia e Slovenia.
Diversi i desideri dei russi, ucraini, polacchi, bulgari, rumeni e bosniaco-erzegovesi che mettono al
primo posto l’arredamento dell’appartamento, l’acquisto di abbigliamento, le cure e le terapie,
oppure il risparmio per “potersi
permettere qualcosa in futuro”.
economia&finanza 3
Giovedì, 1 febbraio 2007
BUSINESS A Beckham 250 milioni di dollari in cinque anni
Paradisi calcistici, il rifugio
delle «stelle cadenti»
D
avid Beckham guadagnerà 250 milioni di dollari in
cinque anni. Ormai la notizia ha fatto il giro del mondo e
sono rimasti in pochi a perderci il
sonno. Il passaggio del fuoriclasse inglese dal Real Madrid ai Los
Angeles Galaxy spalanca tuttavia
le porte a un’analisi approfondita
di un fenomeno sempre più diffuso tra i campioni del pallone che
si trovano al tramonto della loro
carriera. Sono infatti sempre più
numerosi i calciatori celebri che
non potendo più trovare spazio nei
grandi club europei scelgono di
congedarsi dal palcoscenico calcistico militando in tornei marginali.
“Stranamente” non scelgono mai
di rivestire le magliette dei vivai
nei quali hanno fatto i primi passi (casomai ritornano all’ovile per
un’ultima “commovente partita”).
Optano piuttosto per i campionati
di certi Paesi esotici. Ma non per
godersi il clima mite e le spiagge
vergini. Lo fanno perché attirati da
contratti da favola, che garantiscono ingaggi che spesso non hanno
nulla da invidiare a quelli offerti dalle società più blasonate del
Vecchio continente. I lidi dorati ai
quali ci riferiamo sono i Paesi del
Golfo Persico, il Giappone (anche
se nell’ultima decade il fenomeno
si è affievolito) e l’Australia. Stando agli esperti nei prossimi anni
potrebbero entrare a fare parte del
club pure la Cina e la Russia. Per
quanto concerne la qualità tecnica
dei campionati ai quali ci stiamo
riferendo il giudizio degli addetti
al settore è unanime: sono di un
livello mediocre con l’unica eccezione di quello russo.
Ma dove si cela il tornaconto
dei proprietari dei club, disposti
a spendere fior di milioni pur di
portarsi a casa un mito del calcio?
Presto detto. Il fatto di poter esibire nella propria rosa un giocatore famoso a livello globale giova
all’immagine della società, contribuendo ad aumentare il numero degli spettatori negli stadi e di
conseguenza pure gli introiti della pubblicità. È proprio la pubblicità che permette a questi “piccoli
e marginali” tornei di poter godere
delle prodezze di grandi campioni, magari un tantino arrugginiti. Bisogna però tenere presente
che spesso l’ingaggio dei calciatori non è finanziato dalle società
calcistiche, ma da potenti sponsor
che stipulano con l’atleta un accordo pubblicitario. In pratica il
campione di turno diventa il testimonial di un determinato prodotto o marchio, sfruttando gli ultimi
scampi della propria popolarità tra
le grandi masse. Il fatto che giochino effettivamente a calcio è più
che altro una sorta di pegno che
pagano per il mega cachet versato loro da sceicchi, emiri, e uomini
d’affari annoiati e spudoratamente ricchi. Questa prassi trova molte
conferme proprio nel caso di David Beckham che indubbiamente otterrà dalla sua nuova società un compenso stratosferico, ma
che risulterà poco o niente in confronto della miriade di offerte che
gli giungeranno dal mondo dello
spettacolo e della promozione. In
fin dei conti tutto questo trambu-
David Beckham
sto non dovrebbe scandalizzare
nessuno, David e i suoi colleghi
i soldi li guadagnano legalmente,
a differenza di molte altre “personalità”. Inoltre, è vero anche che
contribuiscono a diffondere tra i
giovani la passione per il gioco più
bello del mondo. Magari meno di
quanto si voglia far credere, ma è
così. In fin dei conti non tanto tempo fa il calcio fu candidato al Premio Nobel per la pace per il suo
ruolo di stimolo alla comprensione e all’interesse reciproci fra diversi gruppi nazionali.
I mercati premiano il titolo
Alitalia applaudita in Borsa
Alitalia euforica a Piazza Affari. Dopo un avvio positivo il titolo schiaccia l’acceleratore e arriva a gudagnare il 4 p.c. Il mercato è rimasto positivamente sorpreso dall’alto numero di offerte
per la privatizzazione, con diversi
ingressi a sorpresa, tra cui Unicredit in primis. Il ministro PadoaSchioppa ha detto di essere fiducioso: “I dati mi confortano, perchè vuol dire che abbiamo scelto
la strada giusta”.
Il responsabile del Tesoro è
dunque entusiasta per il modo in
cui si stanno sviluppando le cose.
E, nonostante uno dei principali
candidati a rilevare Alitalia, Air
France, si sia fatta da parte proprio pochi giorni prima dello
scadere dei termini dell’offerta,
Padoa-Schioppa è convinto che
ci siano ancora gli spazi per ria-
ATTUALITÀ
prire la porta alle alleanze internazionali per la compagnia aerea
italiana.
“Esamineremo tutte le manifestazioni di interesse giunte per Alitalia” ha detto “e credo che lascino
la porta aperta a tutte le opzioni,
anche quelle internazionali’’.
Quanto alle offerte pervenute per l’adesione all’operazione,
ecco il suo commento, raccolto
a Bruxelles, in occasione della
riunione dell’Eurogruppo: “Non
conosco ancora i dettagli delle offerte arrivate. Ma sono molto incoraggiato e fiducioso, come del
resto lo sono sempre stato in passato. Ma oggi ancor di più perchè
ci sono i fatti. Ora ci sono passi
ulteriori da compiere e cercheremo di compierli rapidamente”.
“È evidente”, ha ribadito il ministro, “che i dati mi confortano,
perchè vuol dire che quando abbiamo deciso di vendere abbiamo scelto la strada giusta”. Padoa-Schioppa, però, al momento
non si sbilancia nel dare un giudizio sulle offerte arrivate: “Sulla natura delle manifestazioni di
interesse per ora non mi sento di
dire nulla”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro del Lavoro Cesare
Damiano, che ha detto di essere
soddisfatto per le offerte, ma di
avere ancora forti preoccupazione sull’assorbimento dei lavora-
tori. “La presentazione di undici
offerte per l’acquisto di Alitalia
rappresenta già un buon segno”,
ha detto mentre visitava a Palermo il call center Alicos, che lavora anche per la compagnia aerea.
“L’obiettivo del governo è quello
di sanare una situazione di crisi.
Dal mio punto di vista, di ministro
del Lavoro, dico che ovviamente
quando si affronta una situazione
di questa natura è fondamentale
parlare di strategia industriale, ma
è altrettanto importante parlare di
salvaguardia dell’occupazione”.
Costi esagerati e poca concorrenza
L’Antitrust Ue dichiara guerra alle banche
La Commissione europea adotta il rapporto
definitivo messo a punto dall’Antitrust, guidato
dall’olandese Neelie Kroes, sul settore bancario, che mette in evidenza la mancanza di concorrenza e gli alti costi del comparto creditizio
del Vecchio continente. In particolare, secondo
Neelie Kroes
quanto si apprende, nel mirino dell’esecutivo
comunitario ci sono le cooperative e le casse di
risparmio, soggetti importanti sopratutto in Italia, Francia, Germania e Spagna. Sotto la lente
di Bruxelles sono finite anche le carte di credito. Nel documento, anticipato al Financial Times, si parla di commissioni gonfiate, pratiche
anti-competitive che danneggianto clientela retail e piccole e medie imprese, e una mancanza
di concorrenza anche tra i diversi Paesi.
“La Commissione agirà e userà gli strumenti messi a disposizione dal Trattato per
abattere le barriere esistenti nel settore”, spiega
una fonte comunitaria. Secondo quanto riportato dal quotidiano della City, il rapporto della Commissione evidenzia che “in alcuni Stati
membri la combinazione di alti profitti, di un
alto livello di concentrazione e l’esistenza di
barriere all’ingresso sul mercato è preoccupante, con le banche in condizione di abusare del
loro potere di mercato nei confronti dei consumatori e delle piccole imprese”.
Sul fronte delle cooperative e delle casse di
risparmio, Bruxelles sottolinea la netta opposi-
zione a competere, promettendo un’analisi attenta del settore e delle leggi che le proteggono.
Il fatto che un numero esiguo di consumatori
cambi banca mostra - secondo la Commissione - che alcuni istituti creano barriere artificiali
che aumentano i costi di chiusura dei conti e riducono la concorrenza.
In particolare, riguardo al fronte delle carte
di credito, tra le ipotesi in circolazione da metà
gennaio anche quella che l’Antitrust europeo
possa proporre di ridurre drasticamente, se non
addirittura abolire, le commissioni interbancarie, ovvero la quota che commercianti e consumatori pagano alle banche ogni volta che utilizzano una carta di credito o un bancomat. Nell’Ue sono 23 i miliardi di pagamenti effettuati
annualmente con bancomat o carte di credito,
per un totale di 1.350 miliardi di euro. I costi
per i consumatori e i commercianti sono sempre più elevati e si traducono in un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio, fino al 2,5%.
Secondo Kroes il mercato è ancora “troppo
chiuso e frammentato” e pochi operatori fanno
il bello e il cattivo tempo.
IN BREVE
Scomparso
Leopoldo Pirelli
Leopoldo Pirelli (Usmate Velate, 1925 – Portofino, 23 gennaio
2007), uno degli ultimi veri capitani d’industria italiani è morto
all’età di 81 anni. Prima di dedicarsi alla gestione della ditta fondata nel 1872 dal nonno Giovan
Battista, consacrandola una delle
più grandi realtà imprenditoriali
italiane, Leopoldo Pirelli partecipò per due anni alla Resistenza italiana militando nelle file dei
partigiani valdostani.
Diresse la società di famiglia
dall’ultimo piano del “Pirellone”, uno dei più bei esempi di architettura del secondo dopoguerra italiano. Nel 1992, fallita la
scalata della tedesca Continental,
non esitò ad assumersi le proprie
responsabilità, passando il timone dell’azienda al genero Marco Tronchetti Provera (all’epoca
sposato a Cecilia Pirelli). Dopo
il passaggio di consegne mantenne la poltrona di presidente del
Gruppo per ulteriori sette anni.
Si dimise nel 1999, esclamando
parole che ancora oggi rimangono impresse nelle menti di molti
italiani: “Ogni età ha i suoi doveri. Alla mia tocca di ritirarsi
dal proscenio. E io oggi considero un privilegio il poter adempiere
tranquillamente a questo dovere”.
Leopoldo Pirelli fu uno dei pochi
nomi di punta della finanza italiana a non essere coinvolto negli
scandali scaturiti delle inchiesta
di “Tangentopoli” e “Mani Pulite”, ma non esitò a puntare il dito
in direzione dei grandi imprenditori che accusò di non avere avuto
la forza di denunciare i fatti.
Leopoldo Pirelli
Parmalat: stop
al maxiprocesso
PARMA – Gli avvocati della
difesa nel processo Parmalat contestano la decisione del Gup Domenico Truppa di non consentire
la riunificazione dei due procedimenti (Parmatour e Ciappazzi)
con il principale sul crack della
Parmalat. “Sono state respinte le
nostre istanze - commenta Andrea
Tuccari difensore di Giovanni Bonici, presidente di Parmalat-Venezuela - con motivazioni strane.
In questo modo si corre il rischio
di fare almeno due volte lo stesso
processo in udienza preliminare”.
In ogni caso “le decisioni dei giudici non vanno commentate, ma
si impugnano. Vedremo - chiude
Tuccari - di fare quello che la legge ci consente”.
Ue: disoccupazione
in calo
BRUXELLES – Il tasso di disoccupazione nella zona dell’euro, in dicembre, è calato al 7,5%
rispetto al 7,6% di novembre. Lo
rileva Eurostat. Per l’Ue a 25 si
indica un tasso del 7,6%, invariato rispetto al mese precedente.
In lieve calo a gennaio, invece, la
fiducia di imprese e consumatori
nell’Ue a 13. Tornando al tasso di
disoccupazione il più basso è stato
in Danimarca e quello più elevato
in Polonia e Slovacchia.
4 economia&finanza
Giovedì, 1 febbraio 2007
ANNIVERSARI Ferrari in festa per celebrare l’importante giubileo
La fabbrica dei sogni compie 60 anni
MARANELLO – Il 2007 è un anno importante per la storia dell’industria automobilistica italiana. La Ferrari celebra il sessantesimo anniversario della prima vettura nata
negli stabilimenti di Maranello: la 125 Sport.
Un'auto da corsa destinata a vincere lo stesso
anno, il 1947, il Gran premio di Roma per di-
Un concorso
di eleganza e una
staffetta attraverso
i cinque continenti
per portare
un testimone
raffigurante
i 60 eventi più
significativi della
storia dell’azienda
ventare successivamente una vettura da granturismo di grande pregio. Da allora in poi per
il “Cavallino rampante” è stato un galoppo
costante, una corsa che l'ha consacrato uno
dei simboli più illustri del “Made in Italy”
nel mondo. Per i fashion victim la “Rossa”
è sinonimo di lusso, mentre per i tecnici rappresenta l’avanguardia tecnologica.
Fondata da Enzo Ferrari nel 1929 con
l’intenzione i appoggiare i piloti italiani che
si affacciavano nel modo delle corse, la Scuderia del Cavallino rampante è cresciuta al
punto di diventare una delle più ricche e stimabili realtà industriali a livello globale. In
Italia la compagnia emiliana è stata recentemente indicata dai giovani come il datore
di lavoro più gradito in assoluto superando
in questa interessante classifica le divisioni italiane delle multinazionali Microsoft e
Coca Cola.
Lo sviluppo industriale
Un passaggio cruciale nello sviluppo industriale della Ferrari si verificò nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso. All'epoca, allo scopo di reperire i mezzi
necessari a finanziare il reparto corse, Enzo
Ferrari decise di cedere una quota della sua
impresa. Immediatamente molte tra le più
grandi industrie automobilistiche manifestarono il proprio interesse per l’operazione. La
spuntò la Fiat che nel 1969 acquistò il 50 p.c.
delle azioni della Ferrari. La partecipazione
torinese salì nel 1988 al 90 p.c.. Attualmente l’assetto azionario è ripartito nel seguente
modo: Gruppo Fiat 54 p.c., Mediobanca 11,7
p.c., Piero Ferrari 10 p.c., Commerzbank 8,5
p.c., Abn Amro 7,5 p.c., Mubadala Deve-
Enzo Ferrari
lopment Company 5 p.c. e Banca popolare
dell’Emilia-Romagna. A sua volta nel 1997
la Ferrari interviene in soccorso di un altro
mito italiano rilevando il 50 p.c. della Maserati, arrivando nel 1999 ad assumerne il pieno controllo della casa del “Tridente”.
Investimenti e guadagni
Nell’ultima decade la compagnia ha investito fondi ingenti nel proprio ammodernamento. Grazie anche al contributo di archi-
tetti del calibro di Renzo Piano e Massimiliano Fuksas a Maranello è sorta una moderna
ed efficiente struttura, dalla quale nel 2005
sono state sfornate 5.399 vetture. Grazie
al successo di vendite ottenuta della F430,
F430 Spider, 612 Scaglietti e della fuoriserie
Supeamericana realizzata in soli 559 esemplari subito esauriti, la Ferrari aveva potuto
chiudere l’anno con i ricavati netti a quota
1.289 milioni di euro. Il risultati della gestione ordinaria ammontarono a 157 milioni di
euro e il risultato operativo - include gli oneri di ristrutturazione e i proventi (oneri) atipici – raggiunse esattamente la stessa cifra.
Gli investimenti ammontarono invece a 142
milioni di euro.
Alla fine del 2005 i dipendenti della
“Rossa” erano 2.809. Gli uomini chiave della Ferrari sono Luca Cordero di Montezemolo (presidente) e Jean Todt (amministratore
delegato). Tra gli amministratori figurano
Diego della Valle, Amedeo Felisa, Christopher Gent, Ferruccio Luppi, Sergio Marchione (amministratore delegato del Gruppo Fiat, il principale azionista della Ferrari), Paolo Monferino, Lindsay Owen-Jones,
Marco Piccinini e Sergio Pininfarina.
Da Abu Dhabi a Maranello
60mila ferraristi
Ovviamente, nella migliore tradizione italiana, l'importante anniversario rappresenta
per i dirigenti della società simbolo dell'industria automobilistica del Bel Paese un'ottima opportunità per promuovere ulteriormente il marchio Ferrari nel mondo. La campagna
promozionale, partita lunedì scorso da Abu
Dhabi, consiste in una sorta di rally al quale
prenderanno parte 60mila ferraristi, che come
simbolici tedofori, alla guida delle loro vetture
di ogni epoca è modello porteranno, attorno in
giro per il mondo il testimone che simboleggia
i sessanta momenti più significativi della storia della Casa di Maranello. La scelta di Abu
Dhabi come luogo di partenza di un'impresa
che, dopo il Medio Oriente, attraverserà Cina,
Giappone, Australia, Sudafrica, le Americhe,
e l'Europa , è legata al progetto di un grande
parco a tema Ferrari che sorgerà insieme a un
circuito automobilistico, sull'isola di Yas una
delle zone più dinamiche della capitale degli
Emirati Arabi Uniti.
a cura di Krsto Babić
La Ferrari Barchetta 166MM
presentata a Torino nel 1948
Anno III / n. 5 1 febbraio 2007
“LA VOCE DEL POPOLO” - Caporedattore responsabile: Errol Superina
IN PIÙ Supplementi a cura di Errol Superina
Progetto editoriale di Silvio Forza / Art director: Daria Vlahov Horvat
edizione: ECONOMIA & FINANZA [email protected]
Redattore esecutivo: Viviana Ban / Impaginazione: Saša Dubravčić
Collaboratori: Krsto Babić e Graziella Tatalović
Il presente supplemento viene realizzato nell’ambito del Progetto EDIT Più in esecuzione della Convenzione MAE-UPT 1868
del 22 dicembre 1992 Premessa 8, supportato finanziariamente dall’UI-UPT e dal Ministero Affari Esteri della Repubblica italiana.
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1. 2.2007 - EDIT Edizioni italiane