DEL POPOLO In vendita le azioni di sei società Aziende statali verso la privatizzazione Messo in vendita il 100 p.c. del valore del capitale di base della Fabbrica di tubi di Sisak (Valjaonica cijevi S.p.A) che produce metalli e vari prodotti in metallo come tubi di acciaio e che impiega 1.209 dipendenti. La data di scadenza di presentazione dell’offerta è 16 febbraio 2007. In corso la vendita delle azioni di altre due società e precisamente la S.p.A. Alberghi Živogošće e la S.p.A. Alberghi Podgora. Per quanto riguarda la prima, viene messo in vendita il 55,19 p.c. delle azioni. La società è proprietaria di due alberghi e un autocampeggio. La capacità ricettiva è di 1.086 persone (462 stanze) e 500 posti macchina. Le offerte possono venir presentate entro il 5 marzo prossimo. Attualmente la società impiega 97 dipendenti. Per quanto riguarda gli Alberghi Podgora è stato messo in vendita il 51,19 p.c. delle azioni. La società dispone di tre alberghi e di un autocampeggio e conta 125 dipendenti. Gli investitori interessati possono presentare la domanda entro il 5 marzo prossimo. La spiaggia di Živogošće economia &finanza ce vo /la .hr dit w.e ww Il Fondo Croato per le privatizzazioni mette in vendita le azioni di sei società di proprietà statale. Si tratta del 66,96 p.c. del valore del capitale base della società Kim S.p.A di Karlovac, che produce latte sterilizzato a lunga conservazione, latte e formaggio fresco, formaggi spalmabili, yogurt e dessert e che impiega 216 dipendenti. La società ha il diritto di uso del brevetto registrato all’Ufficio brevetti europeo in Croazia e in otto Paesi dell’UE. La data di scadenza di presentazione dell’offerta è il 9 marzo 2007. In vendita pure l’80,20 p.c. del valore del capitale di base della Fabbrica di metalli leggeri (TLM) di Sebenico, che produce vari prodotti in alluminio e che conta 1.593 dipendenti. Le offerte possono venir presentate entro il 12 marzo 2007. La terza offerta riguarda il 98,73 p.c. del valore del capitale di base della società Imota S.p.A. di Imotski, che si occupa di vinicoltura e produzione di vini e che dà impiego a 103 persone. Le offerte possono venir presentate fino al 22 febbraio 2007. An no III • 2007 n. 5 • o i a r b Giovedì 1 feb IL PUNTO di Viviana Ban Casa dolce casa Casa dolce casa. Ma quanti si possono permettere il lusso di acquistarne una. Soprattutto i giovani, ma anche la categoria dei meno giovani. Chi non ha avuto la fortuna di ricevere l’appartamento dall’azienda dove prestava servizio e quindi di riscattarlo, oppure di vederselo regalare dai genitori rischia di non risolvere mai il problema dell’abitazione. Ci sono le banche che fanno a gara per offrire i mutui per la casa più convenienti, ci sono le casse di risparmio specifiche che offrono altre buone opportunità. Eppure per la maggioranza la casa rimane un sogno. Le banche si sa ci guadagnano sempre, i tassi di interesse in Croazia rispetto a quelli all’estero possono venir paragonati a quelli degli strozzini, anche se ultimamente hanno la tendenza alla riduzione. Le condizioni per l’assegnazione di un mutuo per la casa sono esagerate. Chi riesce a rispettarle tutte è sicuramente in grado di acquistare l’appartamento in contanti. Tra le condizioni che lasciano desolati i potenziali fruitori dei mutui l’ipoteca. Infatti, nella maggior parte dei casi, il cliente deve essere proprietario di un immobile da ipotecare per poter accendere il mutuo per la casa. Alcune istituzioni finanziarie hanno introdotto altri sistemi di garanzia che comunque costano un sacco di soldi e quando una persona o mettiamo una coppia di giovani sposi riesce a comprarsi le sospirate quattro mura è praticamente sul lastrico e non ha più i mezzi nemmeno per acquistare la stanza da letto e la cucina economica. La condizione fondamentale per accendere un mutuo è quella di avere un impiego fisso. E anche qui sono dolori. Con il tasso di disoccupazione che ci ritroviamo, i datori di lavoro che assumono il personale in nero o per ben che vada a contratto a tempo determinato è molto difficile per i giovani trovare un impiego fisso. Tra gli ostacoli che si incontrano da non sottovalutare il fatto di trovare il garante, ovvero la persona che, in caso di problemi del titolare del credito, dovrebbe pagarlo a nome suo. Impresa praticamente impossibile visto che molti garanti si sono scottati e stanno pagando i debiti altrui. Succede proprio che il sogno di acquistare una casa svanisce nel nulla nell’ufficio del consulente finanziario di qualsiasi istituzione bancaria. 2 economia&finanza INNOVAZIONI Manager alcolici: ecco il «bar nascosto» A guardarla dall’esterno, sembra una valigetta superprofessionale piena di documenti importanti dell’azienda, una borsa che contiene carte con chissà quali segreti dei Cda. E invece al suo interno c’è tutto il necessario per preparare i migliori cocktail da banco, dal rhum al Martini, dal succo di fragola al ghiaccio. È un vero e proprio bar portatile il prodotto che è stato studiato per i manager che non riescono proprio a fare a meno dell’alcol. La valigetta maschera infatti tutto l’occorrente per allestire dovunque, in azienda come da un cliente, a una festa di compleanno come a un matrimonio, un mini-bar con tutto l’occorrente per servire aperitivi e alcolici. In plastica resistentissima, all’interno il bar portatile può contenere un set completo per i cocktail. E il materiale della valigetta impedisce la fuoruscita di ghiaccio, acqua, liquidi e succhi. E c’è perfino una sbarra di metallo pronta a essere sistemata sotto il bancone del bar portabile, che può sostenere anche undici bottiglie da 750 milllilitri o, a scelta, dieci da un litro. Acquisto dell’immobile motivo di risparmio ZLATKO MAJNARIĆ S econdo una ricerca condotta in 14 Paesi dell’Europa dell’est (Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Montenegro, Slovenia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica ceca, Polonia, Slovacchia, Russia, Turchia, Ucraina, Austria), risulta che sono tre i tipo di risparmio preferiti dai croati. Il primo posto va agli investimenti sugli immobili, ovvero l’acquisto della casa o dell’appartamento (30 per cento), il secondo il risparmio classico in banca (27 p.c.) e il terzo le assicurazioni sulla vita (26 p.c.). Per quanto riguarda il risparmio per l’acquisto della casa, le persone preferiscono affidarsi a qualche cassa di risparmio (20 p.c.), mentre il 19 p.c. predilige acquistare un terreno per poi costruire la casa. Uguale la percentuale di coloro che depositano i loro risparmi in un libretto bancario, mentre il 17 per cento custodisce il gruzzolo in casa. Le regioni più gettonate per l’acquisto dell’immobile sono l’Istria, il Quarnero e Zagabria. I ri- sparmi vincolati sono più frequenti tra gli abitanti della Lika, Kordun, Banovina e nelle regioni settentrionali. A Zagabria e dintorni invece la preferenza va alle assicurazioni sulla vita, ma anche ai nuovi modelli di risparmio quali l’acquisto di azioni e delle quote di partecipazione nei fondi di investimento. A parte l’acquisto dell’immobile in IVOR HRELJANOVIĆ OSAKA – I giapponesi adorano i robot. E un’azienda tecnologicamente avanzata, la Ubix, aveva già inventato e messo sul mercato un robot da ufficio con il compito di fare da maggiordomo in azienda. Il suo nome è Ubiko, tratto proprio dal nome della società che l’ha creato. E le sue funzioni sono quelle di accogliere i clienti, dare loro il benvenuto, accompagnarli, spostare i prodotti da una stanza all’altra, da un posto all’altro. E adesso un’altra azienda, la Unix di Osaka, ha lanciato un nuovo robot, ma di tutt’altro stampo. Quanto è duro e spigoloso, seppur efficiente e servizievole, il maggiordomo da ufficio, tanto è dolce e suadente la camerierina dagli occhi a mandorla chiamata Karakuri. Fatta per la casa (dei top manager naturalmente), la dolce creatura meccanizzata in stile Vintage serve il sakè, la bevanda alcolica tradizionale nipponica ottenuta dalla fermentazione del riso, agli ospiti. La bambolina dalle movenze dolci e suadenti fatta a mano e completamente ricoperta di legno di ciliegio e porcellana è un modello aggiuranto della “Bambola che serve il tè” ed è disegnata appositamente per potersi muovere con grande morbidezza per la casa. Efficientissima nel servire il sakè, si ferma automaticamente appena raggiunge l’ospite a cui la bevanda è destinata. Karakuri è il perfetto connubio tra l’anima tradizionale nipponica e quella ipertecnologica, il matrimonio tra la mania all’ennesima potenza per la superefficienza moderna e l’amore per tutte le usanze legate al passato e alla cultura del Paese dell’Estremo Oriente. Per realizzarla è necessario presentare l’oridne a Unix 40 giorni prima della consegna: il robot costa 8.700 dollari. Ubiko invece, il robot che fa da segretaria tuttofare, può esssere noleggiato: due ore di servizio costano 700 euro. ANALISI Industria della finanza e investimenti GORAN ŽIKOVIĆ È made in Japan la geisha robot Giovedì, 1 febbraio 2007 Sono tre i motivi per risparmiare: per far fronte a imprevisti e situazioni di emergenza (25 p.c.), per i figli (22 p.c.) e per assicurarsi una vecchiaia dignitosa (21 p.c.) Istria e nel Quarnero è sempre più frequente un altro modello di risparmio: l’acquisto di un terreno come forma di investimento. Custodire il denaro in casa è una forma di risparmio molto presente in Slavonia. Nella valutazione sul modello migliore di risparmio o investimento sono state riscontrate opinioni differenti tra la uomini e donne. Mentre i primi preferiscono acquistare l’appartamento, le donne amano di più il libretto di risparmio vincolato in banca. Gli interpellati di età tra i 25 e i 59 anni sono propensi ad assicurarsi l’immobile rispetto alle persone più Tecnocasa: in aumento durata e importo Casa, è sempre più corsa al mutuo Gli italiani continuano a credere nel mattone e pur di acquistare un tetto, visti i prezzi in continua ascesa degli immobili negli ultimi anni, sono disposti ad indebitarsi di più e per periodi più lunghi. Insomma, nonostante i tassi di interesse crescenti, la richiesta dei mutui non accenna a rallentare e il valore dei flussi erogati ha già raggiunto la cifra di 45,2 miliardi di euro. È quanto emerge da una indagine dell’ufficio studi di Tecnocasa. È l’Italia centrale a far registrare la maggiore crescita: +12,78% rispetto al corrispondente terzo trimestre 2005. Seguono l’Italia orientale +10,49%, l’Italia meridionale +8,50%, l’Italia occidentale +4,80% e l’Italia insulare +3,88%. Tra le singole regioni, invece è la Basilicata che ha registrato la percentuale di crescita maggiore +35,4% rispetto allo stesso terzo trimestre 2005, seguono la Calabria +29%, la Liguria +27,5% e l’Emilia +23%. Il Lazio è cresciuto di più tra le “grandi” regioni +14,9%, seguito da Campania + 8,9%, Lombardia +5,9% e Piemonte +3,73%. Valori negativi sono stati registrati in Molise 3,8% e nel Veneto -0,3%. Gli andamenti favorevoli dei flussi erogati sono stati determinati dall’andamento dei tassi di interesse di questi ultimi anni ritenuti ancora contenuti. I recenti interventi della Banca Centrale Europea sul tasso di sconto hanno determinato un rialzo del costo delle rate. Il tasso Taeg medio è aumentato di 0,95 punti percentuali dall’inizio del 2006 al 30 settembre 2006. Sarà possibile che la Banca Centrale Europea intervenga ancora sui tassi al fine di contenere il livello del tasso di inflazione. Si ritiene comunque che l’attuale tensione sui tassi non pregiudicherà la crescita dei flussi delle erogazioni nel nostro Paese per l’anno 2007. La crescita dei tassi di interesse ha portato le famiglie a preferire durate di rimborso più lunghe, oltre il 49% dei finanziamenti hanno durate superiori ai 21 anni, di cui il 25% di essi superiore ai 26 anni. Questa tendenza è agevolata anche dall’offerta da parte degli intermediari finanziari specializzati che hanno proposto linee di prodotti con durate fino a 40 anni a costi più competitivi rispetto al passato. L’andamento dei prezzi degli immobili ha comportato un aumento dell’importo medio erogato che, secondo i dati dell’Ufficio Studi Ki’ron, è aumentato dell’8,6% rispetto al 2005 portandosi a 126.000 euro. Volendo indicare delle previsioni nel breve periodo si può affermare che il mercato del credito alle famiglie in Italia continua ad essere caratterizzato da un andamento di crescita sostenuta. La previsione per l’anno 2007 sarà ancora positiva per effetto della domanda del mercato immobiliare che continua ad essere considerato per gli italiani un mercato “sicuro” dove investire i propri risparmi. Ulteriore elemento che favorirà la crescita del mercato del credito ipotecario sarà l’ampliamento dell’offerta da parte degli istituti specializzati. In particolare - conclude la ricerca - gli interventi riguarderanno i costi dei prodotti che diventeranno sempre più competitivi e adattabili alle diverse esigenze della famiglie italiane. Molti istituti di credito hanno introdotto linee di prodotti che coprono fino al 100% del valore dell’immobile a costi molto più contenuti rispetto al passato, favorendo in questo modo un numero sempre maggiore di clienti che non hanno un risparmio sufficiente per far fronte alle spese legate alla compravendita. giovani e più anziane di questa categoria. Coloro che hanno superato i 60 anni di età preferiscono invece il risparmio classico in banca. Molto probabilmente perché hanno risolto il problema abitativo e forse non hanno riacquistato la fiducia nelle banche dopo lo sfascio dell’ex Jugoslavia, quando molti risparmiatori sono rimasti all’asciutto oppure hanno dovuto attendere anni prima di poter ritirare i propri risparmi con il contagocce. La categoria di interpellati di età tra i 30 e i 39 anni scelgono l’assicurazione sulla vita, mentre i più giovani (tra i 20 e i 24 anni) le casse di risparmio per la casa. Alcune differenze sono state riscontrate anche nel grado di istruzione degli interpellati. La maggior parte dei laureati sceglie come modello di risparmio l’assicurazione sulla vita, e gli investimenti nei fondi. A scalare seguono gli acquisti degli immobili e il risparmio classico. Il tipo di risparmio dipende anche dalla classe sociale. I più benestanti preferiscono gli investimenti, la classe media il risparmio. I motivi del risparmio In un modo o nell’altro il 42 per cento circa degli interpellati risparmia. Nella maggior parte dei casi (21 p.c.) si tratta del risparmio classico in qualche istituzione finanziaria. Il 13 p.c. circa sceglie di stipulare una polizza sulla vita, mentre ogni decimo custodisce i contanti in casa. Sono tre i motivi principali del risparmio: in caso di eventi straordinari (25 p.c.), per i figli (22 p.c.) e per assicurarsi una vecchiaia dignitosa (21 p.c.). Infine il 14 p.c. risparmia per poter acquistare l’appartamento. Oltre che in Croazia questi motivi prevalgono pure in Austria, Repubblica ceca, Ungheria, Slovacchia e Slovenia. Diversi i desideri dei russi, ucraini, polacchi, bulgari, rumeni e bosniaco-erzegovesi che mettono al primo posto l’arredamento dell’appartamento, l’acquisto di abbigliamento, le cure e le terapie, oppure il risparmio per “potersi permettere qualcosa in futuro”. economia&finanza 3 Giovedì, 1 febbraio 2007 BUSINESS A Beckham 250 milioni di dollari in cinque anni Paradisi calcistici, il rifugio delle «stelle cadenti» D avid Beckham guadagnerà 250 milioni di dollari in cinque anni. Ormai la notizia ha fatto il giro del mondo e sono rimasti in pochi a perderci il sonno. Il passaggio del fuoriclasse inglese dal Real Madrid ai Los Angeles Galaxy spalanca tuttavia le porte a un’analisi approfondita di un fenomeno sempre più diffuso tra i campioni del pallone che si trovano al tramonto della loro carriera. Sono infatti sempre più numerosi i calciatori celebri che non potendo più trovare spazio nei grandi club europei scelgono di congedarsi dal palcoscenico calcistico militando in tornei marginali. “Stranamente” non scelgono mai di rivestire le magliette dei vivai nei quali hanno fatto i primi passi (casomai ritornano all’ovile per un’ultima “commovente partita”). Optano piuttosto per i campionati di certi Paesi esotici. Ma non per godersi il clima mite e le spiagge vergini. Lo fanno perché attirati da contratti da favola, che garantiscono ingaggi che spesso non hanno nulla da invidiare a quelli offerti dalle società più blasonate del Vecchio continente. I lidi dorati ai quali ci riferiamo sono i Paesi del Golfo Persico, il Giappone (anche se nell’ultima decade il fenomeno si è affievolito) e l’Australia. Stando agli esperti nei prossimi anni potrebbero entrare a fare parte del club pure la Cina e la Russia. Per quanto concerne la qualità tecnica dei campionati ai quali ci stiamo riferendo il giudizio degli addetti al settore è unanime: sono di un livello mediocre con l’unica eccezione di quello russo. Ma dove si cela il tornaconto dei proprietari dei club, disposti a spendere fior di milioni pur di portarsi a casa un mito del calcio? Presto detto. Il fatto di poter esibire nella propria rosa un giocatore famoso a livello globale giova all’immagine della società, contribuendo ad aumentare il numero degli spettatori negli stadi e di conseguenza pure gli introiti della pubblicità. È proprio la pubblicità che permette a questi “piccoli e marginali” tornei di poter godere delle prodezze di grandi campioni, magari un tantino arrugginiti. Bisogna però tenere presente che spesso l’ingaggio dei calciatori non è finanziato dalle società calcistiche, ma da potenti sponsor che stipulano con l’atleta un accordo pubblicitario. In pratica il campione di turno diventa il testimonial di un determinato prodotto o marchio, sfruttando gli ultimi scampi della propria popolarità tra le grandi masse. Il fatto che giochino effettivamente a calcio è più che altro una sorta di pegno che pagano per il mega cachet versato loro da sceicchi, emiri, e uomini d’affari annoiati e spudoratamente ricchi. Questa prassi trova molte conferme proprio nel caso di David Beckham che indubbiamente otterrà dalla sua nuova società un compenso stratosferico, ma che risulterà poco o niente in confronto della miriade di offerte che gli giungeranno dal mondo dello spettacolo e della promozione. In fin dei conti tutto questo trambu- David Beckham sto non dovrebbe scandalizzare nessuno, David e i suoi colleghi i soldi li guadagnano legalmente, a differenza di molte altre “personalità”. Inoltre, è vero anche che contribuiscono a diffondere tra i giovani la passione per il gioco più bello del mondo. Magari meno di quanto si voglia far credere, ma è così. In fin dei conti non tanto tempo fa il calcio fu candidato al Premio Nobel per la pace per il suo ruolo di stimolo alla comprensione e all’interesse reciproci fra diversi gruppi nazionali. I mercati premiano il titolo Alitalia applaudita in Borsa Alitalia euforica a Piazza Affari. Dopo un avvio positivo il titolo schiaccia l’acceleratore e arriva a gudagnare il 4 p.c. Il mercato è rimasto positivamente sorpreso dall’alto numero di offerte per la privatizzazione, con diversi ingressi a sorpresa, tra cui Unicredit in primis. Il ministro PadoaSchioppa ha detto di essere fiducioso: “I dati mi confortano, perchè vuol dire che abbiamo scelto la strada giusta”. Il responsabile del Tesoro è dunque entusiasta per il modo in cui si stanno sviluppando le cose. E, nonostante uno dei principali candidati a rilevare Alitalia, Air France, si sia fatta da parte proprio pochi giorni prima dello scadere dei termini dell’offerta, Padoa-Schioppa è convinto che ci siano ancora gli spazi per ria- ATTUALITÀ prire la porta alle alleanze internazionali per la compagnia aerea italiana. “Esamineremo tutte le manifestazioni di interesse giunte per Alitalia” ha detto “e credo che lascino la porta aperta a tutte le opzioni, anche quelle internazionali’’. Quanto alle offerte pervenute per l’adesione all’operazione, ecco il suo commento, raccolto a Bruxelles, in occasione della riunione dell’Eurogruppo: “Non conosco ancora i dettagli delle offerte arrivate. Ma sono molto incoraggiato e fiducioso, come del resto lo sono sempre stato in passato. Ma oggi ancor di più perchè ci sono i fatti. Ora ci sono passi ulteriori da compiere e cercheremo di compierli rapidamente”. “È evidente”, ha ribadito il ministro, “che i dati mi confortano, perchè vuol dire che quando abbiamo deciso di vendere abbiamo scelto la strada giusta”. Padoa-Schioppa, però, al momento non si sbilancia nel dare un giudizio sulle offerte arrivate: “Sulla natura delle manifestazioni di interesse per ora non mi sento di dire nulla”. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ha detto di essere soddisfatto per le offerte, ma di avere ancora forti preoccupazione sull’assorbimento dei lavora- tori. “La presentazione di undici offerte per l’acquisto di Alitalia rappresenta già un buon segno”, ha detto mentre visitava a Palermo il call center Alicos, che lavora anche per la compagnia aerea. “L’obiettivo del governo è quello di sanare una situazione di crisi. Dal mio punto di vista, di ministro del Lavoro, dico che ovviamente quando si affronta una situazione di questa natura è fondamentale parlare di strategia industriale, ma è altrettanto importante parlare di salvaguardia dell’occupazione”. Costi esagerati e poca concorrenza L’Antitrust Ue dichiara guerra alle banche La Commissione europea adotta il rapporto definitivo messo a punto dall’Antitrust, guidato dall’olandese Neelie Kroes, sul settore bancario, che mette in evidenza la mancanza di concorrenza e gli alti costi del comparto creditizio del Vecchio continente. In particolare, secondo Neelie Kroes quanto si apprende, nel mirino dell’esecutivo comunitario ci sono le cooperative e le casse di risparmio, soggetti importanti sopratutto in Italia, Francia, Germania e Spagna. Sotto la lente di Bruxelles sono finite anche le carte di credito. Nel documento, anticipato al Financial Times, si parla di commissioni gonfiate, pratiche anti-competitive che danneggianto clientela retail e piccole e medie imprese, e una mancanza di concorrenza anche tra i diversi Paesi. “La Commissione agirà e userà gli strumenti messi a disposizione dal Trattato per abattere le barriere esistenti nel settore”, spiega una fonte comunitaria. Secondo quanto riportato dal quotidiano della City, il rapporto della Commissione evidenzia che “in alcuni Stati membri la combinazione di alti profitti, di un alto livello di concentrazione e l’esistenza di barriere all’ingresso sul mercato è preoccupante, con le banche in condizione di abusare del loro potere di mercato nei confronti dei consumatori e delle piccole imprese”. Sul fronte delle cooperative e delle casse di risparmio, Bruxelles sottolinea la netta opposi- zione a competere, promettendo un’analisi attenta del settore e delle leggi che le proteggono. Il fatto che un numero esiguo di consumatori cambi banca mostra - secondo la Commissione - che alcuni istituti creano barriere artificiali che aumentano i costi di chiusura dei conti e riducono la concorrenza. In particolare, riguardo al fronte delle carte di credito, tra le ipotesi in circolazione da metà gennaio anche quella che l’Antitrust europeo possa proporre di ridurre drasticamente, se non addirittura abolire, le commissioni interbancarie, ovvero la quota che commercianti e consumatori pagano alle banche ogni volta che utilizzano una carta di credito o un bancomat. Nell’Ue sono 23 i miliardi di pagamenti effettuati annualmente con bancomat o carte di credito, per un totale di 1.350 miliardi di euro. I costi per i consumatori e i commercianti sono sempre più elevati e si traducono in un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio, fino al 2,5%. Secondo Kroes il mercato è ancora “troppo chiuso e frammentato” e pochi operatori fanno il bello e il cattivo tempo. IN BREVE Scomparso Leopoldo Pirelli Leopoldo Pirelli (Usmate Velate, 1925 – Portofino, 23 gennaio 2007), uno degli ultimi veri capitani d’industria italiani è morto all’età di 81 anni. Prima di dedicarsi alla gestione della ditta fondata nel 1872 dal nonno Giovan Battista, consacrandola una delle più grandi realtà imprenditoriali italiane, Leopoldo Pirelli partecipò per due anni alla Resistenza italiana militando nelle file dei partigiani valdostani. Diresse la società di famiglia dall’ultimo piano del “Pirellone”, uno dei più bei esempi di architettura del secondo dopoguerra italiano. Nel 1992, fallita la scalata della tedesca Continental, non esitò ad assumersi le proprie responsabilità, passando il timone dell’azienda al genero Marco Tronchetti Provera (all’epoca sposato a Cecilia Pirelli). Dopo il passaggio di consegne mantenne la poltrona di presidente del Gruppo per ulteriori sette anni. Si dimise nel 1999, esclamando parole che ancora oggi rimangono impresse nelle menti di molti italiani: “Ogni età ha i suoi doveri. Alla mia tocca di ritirarsi dal proscenio. E io oggi considero un privilegio il poter adempiere tranquillamente a questo dovere”. Leopoldo Pirelli fu uno dei pochi nomi di punta della finanza italiana a non essere coinvolto negli scandali scaturiti delle inchiesta di “Tangentopoli” e “Mani Pulite”, ma non esitò a puntare il dito in direzione dei grandi imprenditori che accusò di non avere avuto la forza di denunciare i fatti. Leopoldo Pirelli Parmalat: stop al maxiprocesso PARMA – Gli avvocati della difesa nel processo Parmalat contestano la decisione del Gup Domenico Truppa di non consentire la riunificazione dei due procedimenti (Parmatour e Ciappazzi) con il principale sul crack della Parmalat. “Sono state respinte le nostre istanze - commenta Andrea Tuccari difensore di Giovanni Bonici, presidente di Parmalat-Venezuela - con motivazioni strane. In questo modo si corre il rischio di fare almeno due volte lo stesso processo in udienza preliminare”. In ogni caso “le decisioni dei giudici non vanno commentate, ma si impugnano. Vedremo - chiude Tuccari - di fare quello che la legge ci consente”. Ue: disoccupazione in calo BRUXELLES – Il tasso di disoccupazione nella zona dell’euro, in dicembre, è calato al 7,5% rispetto al 7,6% di novembre. Lo rileva Eurostat. Per l’Ue a 25 si indica un tasso del 7,6%, invariato rispetto al mese precedente. In lieve calo a gennaio, invece, la fiducia di imprese e consumatori nell’Ue a 13. Tornando al tasso di disoccupazione il più basso è stato in Danimarca e quello più elevato in Polonia e Slovacchia. 4 economia&finanza Giovedì, 1 febbraio 2007 ANNIVERSARI Ferrari in festa per celebrare l’importante giubileo La fabbrica dei sogni compie 60 anni MARANELLO – Il 2007 è un anno importante per la storia dell’industria automobilistica italiana. La Ferrari celebra il sessantesimo anniversario della prima vettura nata negli stabilimenti di Maranello: la 125 Sport. Un'auto da corsa destinata a vincere lo stesso anno, il 1947, il Gran premio di Roma per di- Un concorso di eleganza e una staffetta attraverso i cinque continenti per portare un testimone raffigurante i 60 eventi più significativi della storia dell’azienda ventare successivamente una vettura da granturismo di grande pregio. Da allora in poi per il “Cavallino rampante” è stato un galoppo costante, una corsa che l'ha consacrato uno dei simboli più illustri del “Made in Italy” nel mondo. Per i fashion victim la “Rossa” è sinonimo di lusso, mentre per i tecnici rappresenta l’avanguardia tecnologica. Fondata da Enzo Ferrari nel 1929 con l’intenzione i appoggiare i piloti italiani che si affacciavano nel modo delle corse, la Scuderia del Cavallino rampante è cresciuta al punto di diventare una delle più ricche e stimabili realtà industriali a livello globale. In Italia la compagnia emiliana è stata recentemente indicata dai giovani come il datore di lavoro più gradito in assoluto superando in questa interessante classifica le divisioni italiane delle multinazionali Microsoft e Coca Cola. Lo sviluppo industriale Un passaggio cruciale nello sviluppo industriale della Ferrari si verificò nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso. All'epoca, allo scopo di reperire i mezzi necessari a finanziare il reparto corse, Enzo Ferrari decise di cedere una quota della sua impresa. Immediatamente molte tra le più grandi industrie automobilistiche manifestarono il proprio interesse per l’operazione. La spuntò la Fiat che nel 1969 acquistò il 50 p.c. delle azioni della Ferrari. La partecipazione torinese salì nel 1988 al 90 p.c.. Attualmente l’assetto azionario è ripartito nel seguente modo: Gruppo Fiat 54 p.c., Mediobanca 11,7 p.c., Piero Ferrari 10 p.c., Commerzbank 8,5 p.c., Abn Amro 7,5 p.c., Mubadala Deve- Enzo Ferrari lopment Company 5 p.c. e Banca popolare dell’Emilia-Romagna. A sua volta nel 1997 la Ferrari interviene in soccorso di un altro mito italiano rilevando il 50 p.c. della Maserati, arrivando nel 1999 ad assumerne il pieno controllo della casa del “Tridente”. Investimenti e guadagni Nell’ultima decade la compagnia ha investito fondi ingenti nel proprio ammodernamento. Grazie anche al contributo di archi- tetti del calibro di Renzo Piano e Massimiliano Fuksas a Maranello è sorta una moderna ed efficiente struttura, dalla quale nel 2005 sono state sfornate 5.399 vetture. Grazie al successo di vendite ottenuta della F430, F430 Spider, 612 Scaglietti e della fuoriserie Supeamericana realizzata in soli 559 esemplari subito esauriti, la Ferrari aveva potuto chiudere l’anno con i ricavati netti a quota 1.289 milioni di euro. Il risultati della gestione ordinaria ammontarono a 157 milioni di euro e il risultato operativo - include gli oneri di ristrutturazione e i proventi (oneri) atipici – raggiunse esattamente la stessa cifra. Gli investimenti ammontarono invece a 142 milioni di euro. Alla fine del 2005 i dipendenti della “Rossa” erano 2.809. Gli uomini chiave della Ferrari sono Luca Cordero di Montezemolo (presidente) e Jean Todt (amministratore delegato). Tra gli amministratori figurano Diego della Valle, Amedeo Felisa, Christopher Gent, Ferruccio Luppi, Sergio Marchione (amministratore delegato del Gruppo Fiat, il principale azionista della Ferrari), Paolo Monferino, Lindsay Owen-Jones, Marco Piccinini e Sergio Pininfarina. Da Abu Dhabi a Maranello 60mila ferraristi Ovviamente, nella migliore tradizione italiana, l'importante anniversario rappresenta per i dirigenti della società simbolo dell'industria automobilistica del Bel Paese un'ottima opportunità per promuovere ulteriormente il marchio Ferrari nel mondo. La campagna promozionale, partita lunedì scorso da Abu Dhabi, consiste in una sorta di rally al quale prenderanno parte 60mila ferraristi, che come simbolici tedofori, alla guida delle loro vetture di ogni epoca è modello porteranno, attorno in giro per il mondo il testimone che simboleggia i sessanta momenti più significativi della storia della Casa di Maranello. La scelta di Abu Dhabi come luogo di partenza di un'impresa che, dopo il Medio Oriente, attraverserà Cina, Giappone, Australia, Sudafrica, le Americhe, e l'Europa , è legata al progetto di un grande parco a tema Ferrari che sorgerà insieme a un circuito automobilistico, sull'isola di Yas una delle zone più dinamiche della capitale degli Emirati Arabi Uniti. a cura di Krsto Babić La Ferrari Barchetta 166MM presentata a Torino nel 1948 Anno III / n. 5 1 febbraio 2007 “LA VOCE DEL POPOLO” - Caporedattore responsabile: Errol Superina IN PIÙ Supplementi a cura di Errol Superina Progetto editoriale di Silvio Forza / Art director: Daria Vlahov Horvat edizione: ECONOMIA & FINANZA [email protected] Redattore esecutivo: Viviana Ban / Impaginazione: Saša Dubravčić Collaboratori: Krsto Babić e Graziella Tatalović Il presente supplemento viene realizzato nell’ambito del Progetto EDIT Più in esecuzione della Convenzione MAE-UPT 1868 del 22 dicembre 1992 Premessa 8, supportato finanziariamente dall’UI-UPT e dal Ministero Affari Esteri della Repubblica italiana.