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de
XXXIV D
II settimana
di San PAOLO
e della Santa CROCE
Celebriamo la Santa Messa alle ore 8,30 e 10 in S. CROCE e alle ore 11.30 in S. PAOLO
PREPARIAMOCI alla Liturgia della Parola del 1° Dicembre 2013
I DOMENICA DI AVVENTO - Anno A - I settimana del salterio
O Dio, nostro Padre,
suscita in noi la volontà di andare incontro
con le buone opere al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
a possedere il regno dei cieli.
Per il nostro Signore …
Prima lettura
(Is 2,1-5)
Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna
del suo Regno.
Dal libro del profeta Isaia
Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione
su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore. Parola di Dio
Salmo responsoriale
(Sal 121)
Rit. Andiamo con gioia incontro al Signore
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
È là che salgono le tribù, le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi.
Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.
Seconda lettura (Rm 13,11-14a)
La nostra salvezza è più vicina
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando
diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e
ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Sal 84,8)
Alleluia, Alleluia
Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.
Alleluia
Vangelo (Mt 24,37-44)
Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
 Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano,
prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò
nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti:
così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno
nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora
della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la
casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
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Sabato 30 novembre terminerà l’Anno Liturgico.
Con domenica 1° dicembre inizierà il nuovo anno contrassegnato dalla lettera “A”. Buon Anno Liturgico a tutti!
Siamo i genitori di Giulio Tromellini , il
ragazzo della Parrocchia che è mancato lo scorso 20 ottobre.
Insieme alle nostre figlie desideriamo
ringraziare tutti quanti della "Unità Parrocchiale di San Paolo e Santa Croce"
ci sono stati vicini e supportato nel
momento del commiato a Giulio.
L'abbraccio affettuoso unito alla Preghiera della Comunità sono stati un
contributo importante , di grande conforto e sostegno per tutta la nostra famiglia.
Grazie di cuore
Famiglia Tromellini
3 argomenti aristotelici (il primo è economico, il secondo di tipo organizzativo e il terzo di carattere politico) a cui si aggiunge un argomento specifico di san Tommaso: l’argomento etico e che può essere
riassunto così: «Con la proprietà privata l’uomo ha modo di esplicare
la sua virtus largitatis, virtù che non potrebbe acquistare né esercitare, se non possedesse come proprio ciò che largisce».
La riflessione ricca e feconda di san Tommaso mostra che egli può
essere giustamente chiamato defensor moderatae possessionis intento, non a creare un nuovo ordine economico, ma a educare l’uomo
a vincere, sostenuto dai principi naturali e cristiani, il suo egoismo individualistico, per contribuire alla creazione di una società più vivibile
per tutti, e quindi, anche per se stesso.
l superfluo è rubato al povero
La Caritas diocesana ha proposto per l’avvento che inizierà domenica
1 dicembre un percorso nato dalle parole di Papa Francesco
nell’omelia di insediamento. Vi propongo qui sotto l’introduzione affinché possiamo entrare tutti, ciascuno con il suo percorso e la sua famiglia in questo cammino molto bello che ci porta al Natale.
“SIATE CUSTODI...”
“... è il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con
amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più
fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura
l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente,
poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli
diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che
sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene.
In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!”
Papa Francesco
Le motivazioni del custodire
La motivazione che ci spinge ad essere custodi è che prima di tutto
noi siamo custoditi da qualcuno: da Gesù. Il Signore nasce e si fa
uomo perché ci ama e ci vuole custodire. Il Natale è una grande festa
perché arriva il nostro Salvatore, colui che ci dona la speranza perché
non rompe mai i ponti con noi, non taglia mai i fili che ci legano a lui.
Se noi siamo cristiani dobbiamo fin da bambini fare ciò che Dio ha fatto: essere pane spezzato e condiviso.
Riferimenti biblici
Matteo 18,3
«In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini,
non entrerete nel regno dei cieli».
Matteo 19,14
Ma Gesù disse: «Lasciate i bambini, non impedite che vengano da
me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro».
Marco 9,37
«Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me; e
chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato».
Genesi 4,9
Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?».
Luca 2,19
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo
cuore.
Obiettivi
L’avventura di diventare “custodi”
C’è bisogno di essere umani che sappiano riannodare i fili delle rela-
La dottrina del superfluo in san Tommaso d'Aquino
Di Robert Cheaib (Zenit.org) - Parlare di uno stretto nesso tra
economia ed etica non è soltanto un «discorso da preti» fondato
su una deontologia idealista e surreale ispirata a un vangelo che
non può essere incarnato.
Le statistiche dello spreco, del tenore di produzione, della prassi
sistematica di smercero per mantenere i prezzi alti, ma anche le
scelte della micro-economia di alcuni negozi sotto le nostre case,
dove all’ora di chiusura si buttano senza scrupolo tonnellate di
pane e di prodotti freschi… tutto questo testimonia a favore del
legame innegabile tra economica ed etica.
È evidente, infatti, che la causa della crisi economica in cui versiamo non deriva dalla mancanza di beni, ma da una loro cattiva
distribuzione e di una comprensione inidonea del diritto alla proprietà privata. I paragrafi che seguono non sono un manifesto di
catto-comunismo e neppure una riflessione della teologia della liberazione, ma sono un invito alla considerazione di La dottrina
del superfluo in san Tommaso, uno studio effettuato da Adolf Vykopal che mette in risalto l’attualità della dottrina dell’Aquinate in
materia economica.
Se la soluzione pratica di Tommaso non è adeguata alle esigenze del nostro tempo, i suoi principi rimangono tuttora validi. Il
breve studio di Vykopal mostra come «nella soluzione del problema del valore della persona umana, sta la soluzione di tutti i
problemi sociali».
La riflessione parte dalla considerazione dei bisogni umani ove
riscontriamo i bisogni in ordine alla conservazione della vita e i
bisogno in ordine alla conservazione del tenore della vita corrispondente alla propria posizione sociale. In questo pensare ai bisogni subentra il giusto pensiero per il futuro, ma Tommaso avverte che bisogna pensare sì al domani, ma non con una disordinata preoccupazione e con ragionevole fiducia nella divina Provvidenza.
Per quanto riguarda il superfluo, Tommaso sostiene che «colui
che ha più del necessario deve cedere il di più per il bene comune». Questo superfluo si determina così: «è la ricchezza che rimane al proprietario, dopo che ha soddisfatto agli obblighi, che
comportano il perfezionamento della sua persona e del suo prolungamento nella famiglia, e la sua appartenenza alla Chiesa e
allo Stato».
Nondimeno, Tommaso non nega il diritto alla proprietà privata
quale dimensione del diritto naturale e quale esigenza ispirata da
NOVENA DELL'IMMACOLATA.
venerdì 29 inizia la novena dell'Immacolata.
Gli orari delle messe da Lunedì al venerdì sono: 18,45
in San Paolo e 20,30 in Santa Croce
Avvento 2013
zioni che si sono sfilacciate o spezzate, che sappiano gettare
ponti laddove vi è indifferenza e individualismo.
MERCATINO NATALIZIO
Carissimi.
Fra poco è di nuovo Natale (il tempo vola!) e io
sono ancora qui per ricordarvi il nostro Mercatino Natalizio!
Le persone che si dedicano a questa iniziativa
sono poche ma volenterose e capaci di fare cose gradite, uniche e a prezzi piccoli piccoli!
Pensiamo di aprire il Mercatino la domenica 8
dicembre dalle ore 10 alle 11.30 e, dopo la S.
Messa, fino alle …
La domenica successiva avrà gli stessi orari.
UNA VOSTRA VISITA SARA’ GRADITISSIMA!!!
Adriana Rosati
In piedi !
Gli sdraiati. Così Michele Serra descrive con la sua penna arguta
la generazione dei giovani d’oggi, in un libretto in uscita in questi
giorni. “Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono
quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto
del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati.”
L’immagine è tragicamente appropriata e richiama alla mente situazioni a cui siamo ormai assuefatti: giovani seduti sulle panchine del parco avvolti nelle loro felpe e risucchiati dai cellulari; accovacciati in cerchio nei loro consumati rituali; spiaggiati sui banchi di scuola per smaltire serate troppo lunghe e alcoliche; stravaccati sui divani di casa davanti al teleschermo; sopiti sui libri e
ancorati alla tastiera del PC. A questa generazione dovremo affidare il futuro della società e della Chiesa. C’è qualche speranza?
In piedi! Nel 1986 a Verona il vescovo Tonino Bello tradusse il
“beati” delle beatitudini di Gesù con l’incitazione: “in piedi!”. “In
piedi, costruttori di pace!” gridò all’Arena stracolma di giovani. Mi
è sempre piaciuta questa originale traduzione. In piedi profuma di
risurrezione, di forza, di energia, di fierezza. Dice la possibilità
sempre aperta per ogni uomo di ricominciare, di riscattarsi, di
mettersi in cammino, di risorgere.
Eppure ci sono tanti giovani in piedi. Che non si rassegnano
all’incertezza dominante del nostro tempo e ne accolgono la sfida. Che non si piegano a ritagliarsi un posticino tranquillo, a mettersi al riparo, a trovarsi una sistemazione, ma continuano a sognare, a pregare, a lottare, a faticare per un mondo migliore. Sono quelli che insistono a studiare e lavorare con passione; che
credono nella forza della loro originalità creativa; che si piegano
sulle ferite dei più deboli e ne accarezzano le fragilità; che si confrontano sul futuro del mondo e della storia per renderla migliore;
che si mettono in ginocchio alla ricerca di Dio e della loro chiamata. Non sono giovani perfetti, forse nemmeno i migliori nelle
classifiche di eccellenza che oggi vanno tanto di moda. Non
sfondano sulle prime pagine della cronaca né bucano lo schermo
con le loro storie piuttosto feriali. Sono soltanto in ricerca, in
cammino, in piedi.
La professione di fede
La fede, si dice spesso, è una cosa interiore, personale, privata.
Appartiene al sacrario della coscienza di ogni uomo e non la si
può sbandierare, ostentare, esibire come un trofeo. Ma la fede, la
personalissima ed imperscrutabile fiducia che germoglia nella
coscienza dell’uomo, è anche affare della storia, della società,
della Chiesa, perché le cambia, le rinnova, le purifica. Per questo va
professata, come le più profonde dimensioni interiori che richiedono di
essere celebrate per diventare pienamente umane: l’amore, la vita, la
morte.
La storia e la Chiesa hanno bisogno di una generazione di giovani
credenti in piedi. Non perché giunti a qualche meta, non alla ricerca di
un riconoscimento di merito. In piedi, perché in cammino, come discepoli del risorto. In piedi perché in ricerca della verità, perché costruttori di un mondo nuovo, perché in attesa del Regno di Dio. In piedi, come sentinelle del mattino, pronti alle prime luci dell’alba di questo nuovo millennio. In piedi per dire il proprio interiore e personalissimo sì. Davanti a tutti.
FESTA DELL'IMMACOLATA E
25° DELL'ORATORIO DON BOSCO.
domenica 8 dicembre
l'orario delle Sante Messe è il seguente
8,30 in Santa Croce e 11 in San Paolo
Alle ore 13 in oratorio il pranzo. Le iscrizioni al pranzo sono aperte fino e non oltre mercoledì 4 dicembre presso Adriana (0522511066) o Raffaella
(3295330123). Il costo è 10,00 euro per gli adulti e i
ragazzi; 5 euro fino alla V elementare
Le chiese: luoghi per un rito o per la preghiera?
La casa di pietra in cui un popolo custodisce la sua anima di fronte a
Dio, ma anche il corpo di una persona, in cui il Signore parla e il cuore
ascolta. Papa Francesco ha sviluppato l’omelia della Messa odierna
celebrata nella Casa Santa Marta su queste due dimensioni - parallele nella vita cristiana - del concetto di “tempio sacro”.
Il Pontefice ha precisato: il tempio è un luogo sacro in cui quello che
più importa non è la ritualità, ma «adorare il Signore». E un accento
particolare Francesco l’ha posto sull’essere umano che, in quanto
«tempio dello Spirito Santo», è chiamato ad ascoltare dentro di sé
Dio, a domandarGli perdono e a seguirlo.
Lo spunto è stato il brano liturgico dell’Antico Testamento in cui Giuda
Maccabeo riconsacra il tempio distrutto dalle guerre. Dal testo biblico
di oggi emerge che «il Tempio», ha osservato il Papa, è «come un
luogo di riferimento della comunità, un luogo di riferimento del popolo
di Dio», dove si va per tanti motivi uno dei quali – ha affermato – è
superiore a tutti gli altri: «Il Tempio è il luogo dove la comunità va a
pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante».
Ed è anche «valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto…?»: no: «Più
importante è l’adorazione: tutta la comunità riunita guarda l’altare dove si celebra il sacrificio e adora».
Però Francesco ritiene - e lo dice «umilmente» - che «noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello!
– ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio».
Ecco poi due domande del Pontefice: «I nostri templi sono luoghi di
adorazione, favoriscono l’adorazione? Le nostre celebrazioni favoriscono l’adorazione?». Il Figlio di Dio, ha rammentato Francesco citando il Vangelo del giorno, scaccia gli «affaristi» che avevano considerato il Tempio come un luogo di traffici invece che di adorazione.
E poi nella vita cristiana c’è un altro
(SEGUE A PAGINA 4)
CALENDARIO LITURGICO
Liturgie nella Chiesa della SANTA CROCE
Sabato 23 Novembre
San Clemente, san Colombano
Domenica 24 Novembre
Ore 8.30 S. Messa
XXXIV Domenica per annum (C)
Ore 10.00 S. Messa
II settimana del salterio
Lunedì 25 Novembre
Santa Caterina d’Alessandria Ore 18.45 S. Messa
Martedì 26 Novembre
Ore 18.45
San Leonardo, san Bellino
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Ore 18.00 Adorazione Eucaristica
Mercoledì 27 Novembre
Ore 18.45 S. Messa: intenzione:
San Virgilio, san Laverio
defunta Lorenza Codeluppi
Giovedì 28 Novembre
Ore 18.45
Santa Teodora
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Ore 10.15 S. Messa presso il Centro Diurno Stella Polare in Via Accursio da Reggio
Venerdì 29 Novembre
Santa Illuminata, san Saturnino Ore 20.30 S. Messa: intenzione:
defunta Rosa Chisena;
defunti dei fratelli Montagna
Sabato 30 Novembre
Sant’Andrea, san Galgano
Ore 8.30 S. Messa
Domenica 1° Dicembre
I Domenica d’Avvento (anno A) Ore 10.00 S. Messa: intenzioni:
defunto Maria Dugoni; per la Croce Rossa
I settimana del salterio
Italiana e l’ordine dei medici
Liturgie nella Chiesa di SAN PAOLO
Ore 17.30 Adorazione Eucaristica
Ore 18.30 S. Messa
Ore 11.30 S. Messa
Ore 18.45
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Ore 18.45 S. Messa
Ore 18.45
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Ore 18.45 S. Messa
Ore 18.45 S. Messa
Ore 17.30 Adorazione Eucaristica
Ore 18.30 S. Messa
Ore 11.30 S. Messa : intenzione:
defunti famiglia Burani e Casi
DIARIO DELL’UNITÁ PASTORALE
Lunedì ore 21 in San Paolo e in Santa Croce
25 Novembre
ASCOLTIAMO LE LETTURE DI DOMENICA PROSSIMA
Giovedì ore 21 INCONTRO DEI RAGAZZI DI I, II E III SUPERIORE
28 Novembre
ore 21 INCONTRO del CONSIGLIO DELL’ORATORIO
(SEGUE DA PAGINA 3: LE CHIESE …) «tempio» con relativa sacralità: «San Paolo ci dice che noi siamo templi dello Spirito Santo.
Io sono un tempio. Lo Spirito di Dio è in me. E anche ci dice: “Non
rattristate lo Spirito del Signore che è dentro di voi!”». «E anche qui
– ha aggiunto il Papa – forse non possiamo parlare come prima
dell’adorazione, ma di una sorta di adorazione che è il cuore che
cerca lo Spirito del Signore dentro di sé e sa che Dio è dentro di sé,
che lo Spirito Santo è dentro di sé. Lo ascolta e lo segue».
Francesco ha ribadito che la sequela di Dio presuppone una continua purificazione, «perché siamo peccatori»: è necessario «purificarci con la preghiera, con la penitenza, con il Sacramento della riconciliazione, con l’Eucaristia».
E poi ha proseguito: «In questi due templi – il tempio materiale, il
luogo di adorazione, e il tempio spirituale dentro di me, dove abita
lo Spirito Santo – in questi due templi il nostro atteggiamento deve
essere la pietà che adora e ascolta, che prega e chiede perdono,
che loda il Signore».
«E quando si parla della gioia del Tempio – ha affermato – si parla
di questo: tutta la comunità in adorazione, in preghiera, in rendimento di grazie, in lode. Io in preghiera con il Signore, che è dentro
di me perché io sono “tempio”. Io in ascolto, io in disponibilità».
«Che il Signore ci conceda questo vero senso del Tempio – ha invocato in conclusione – per potere andare avanti nella nostra vita di
adorazione e di ascolto della Parola di Dio».
TUTTI i Mercoledì in Santa Croce dalle 18,00 alle 18,45 e TUTTI i Sabati in San Paolo dalle 17,00 alle 18,30 don Davide è disponibili per
CONFESSARE o per CHIACCHIERARE. Rimangono disponibili, previo appuntamento, in altri momenti.
Don DAVIDE tel.0522-511374 cell. 331 2777771 mail [email protected]
Don GIORDANO tel.0522-920144 cell. 3406735040 mail [email protected]
Settimanale delle comunità cristiane (in unita pastorale) di Santa Croce Via Adua,77 Tel.0522-511374-920144 e San Paolo V.le Regina Margherita,17.
Ciclostilato in proprio, ad uso interno. e-mail: [email protected][email protected] - [email protected]
Scarica

Celebriamo la Santa Messa alle ore 8,30 e 10 in S