PROVE DI CARATTERIZZAZIONE DINAMICA E MODELLAZIONE STRUTTURALE DI UN SERBATOIO PENSILE IN CEMENTO ARMATO Raffaello Bartelletti Maria Luisa Beconcini Paolo Formichi Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa I recenti sviluppi normativi in materia di costruzioni antisismiche e la sensibilizzazione nei confronti della prevenzione dei danni da terremoto comportano la necessità di interventi di adeguamento della sismoresistenza di molta parte del patrimonio edilizio esistente. Considerata la vastità dei programmi di adeguamento si richiede che gli interventi siano progettati in modo ottimizzato, per salvaguardare le caratteristiche architettonico-funzionali delle opere e per ridurre gli oneri economici degli interventi stessi. Condizione necessaria per garantire l’ottimizzazione della progettazione è la approfondita conoscenza dello stato attuale per poter consentire la messa a punto di modelli numerici affidabili per la valutazione della risposta della struttura alle azioni di progetto ed accertare l’efficacia degli interventi. R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 1. Le finalità del lavoro Lo studio è finalizzato alla individuazione del modello numerico che risulti maggiormente predittivo del comportamento delle strutture di un serbatoio pensile in c.a., costruito negli anni ’50, in una zona allora non classificata sismica e che oggi ricade in II categoria (zona 2 secondo OPCM 3274). Le analisi numeriche hanno preceduto e seguito (feedback) l’esecuzione delle seguenti prove sperimentali non distruttive : • caratterizzazione meccanica del calcestruzzo; • prove di carico statiche, eseguite con forze pseudo-orizzontali; • prove dinamiche. L’esame dei risultati delle tre categorie di prove effettuate hanno consentito di ridurre le incertezze di definizione dei parametri che comportano le maggiori influenze nella scelta del modello FEM più adeguato. R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 2. La struttura in studio Serbatoio pensile con struttura in c.a. per uso antincendio Epoca di costruzione: 1950 H = 30 m Capacità = 380m3 Diametro della vasca = 9,0 m Altezza della vasca = 7,50 m 8 pilastri 56x56 cm 3 ordini di anelli T 56x30 cm Fondazione: platea nervata circolare f 11,0 m – quota da p.d.c. incognita R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 2. La struttura in studio 150 120 23,2 42,7 12 SEZIONE DEI PILASTRI 900 SEZIONE DEGLI ANELLI DI COLLEGAMENTO staffe Ø6/22-24 453 300 560 15 36 650 594 ANELLO D'IMPOSTA 50 39,5 75,4 25 ferri lisci Ø/18 560 645,5 506 2832 30 ANELLO 2 560 staffe Ø6/20 2170,3 500 30 ANELLO 3 2983 621,3 30 670 386 ANELLO 1 Resistenza del cls stimata con il metodo SONREB Punto di indagine R cil stimata [N/mm2] R cub stimata [N/mm2] 1 56.8 ± 12.0 68.4 ± 14.5 3 56.0 ± 12.0 67.5 ± 14.5 4-1 51.3 ± 12.0 61.8 ± 14.5 4-2 56.4 ± 12.0 67.9 ± 14.5 4-3 48.1 ± 12.0 57.9 ± 14.5 5-1 63.0 ± 12.0 75.9 ± 14.5 5-2 59.0 ± 12.0 71.1 ± 14.5 9-1 42.0 ± 14.0 50.6 ± 16.8 9-2 43.5 ± 14.0 52.4 ± 16.8 10 38.6 ± 14.0 46.5 ± 16.8 11 32.0 ± 14.0 38.6 ± 16.8 60 1100 56 50 70 20 60 ferri lisci Ø/18 PIL. 7 56 PIL. 8 Ø6 00 Ø11 34 PIL. 6 PIL. 5 PIL. 4 PIL. 1 PIL. 2 Intervalli di confidenza del 95% PIL. 3 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 3. Le attività sperimentali - prove di carico statiche acc.6 acc.7 acc.4 acc.5 ANELLO D'IMPOSTA pieno vuoto Prova 1P Prov Prov a 1V a 2V 85,3 29,5 61,3 94,2 acc.3 3 ANELLO 2 acc.2 ca acc.1 vo di a cc trasd. 1 F [kN] 877 trasd.2 570 ANELLO 1 F 1900 trasd. 2 acc.6 F 220 trasd. 1 acc.7 Prov a 3V iai o 1505 ANELLO R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 3. Le attività sperimentali - prove di carico statiche prova 1 F 35 [kN] 30 25 20 15 10 ANELLO D'IMPOSTA 5 0 0 0.1 ANELLO 3 0.2 0.3 0.4 prova 3 cavo trasd. 1 [kN] 90 di 0.7 [mm] 0.8 ac cia io trasd.2 877 80 0.6 1505 ANELLO 2 F 100 0.5 ANELLO 1 570 70 F 60 50 PIL. 7 40 trasd. 2 1900 PIL. 8 PIL. 6 30 PIL. 1 10 F PIL. 5 220 trasd. 1 20 PIL. 4 0 PIL. 2 0 0,5 PIL. 3 1 1,5 2 2,5 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa [mm] 3 4. Le attività sperimentali - prove dinamiche acc.6 acc.7 acc.4 acc.5 ANELLO D'IMPOSTA acc.3 2166 2801 acc.2 ANELLO 3 acc.1 937 1467 1708 ANELLO 2 ANELLO 1 PIL. 7 PIL. 8 PIL. 6 acc.1,2,3 PIL. 5 PIL. 1 acc.4, 6 acc.5, 7 PIL. 4 PIL. 2 PIL. 3 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 4. Le attività sperimentali - prove dinamiche 140 120 100 3V prove a serbatoio vuoto 80 2V 60 1V 40 20 120 0 0.0 100 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 acc 6 80 prova a serbatoio pieno 60 40 20 0 0 1 2 3 4 f [Hz] 5 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa f [Hz] 3.0 4. Le attività sperimentali - prove dinamiche acc.6 acc.7 f [Hz] [%] a1 a2 a3 a4 a6 2801 acc.4 prov a 1P 0.80 5.5 --- 0.92 1.10 0.97 1.00 prov a 1V 1.12 1.1 0.50 0.78 0.87 0.96 1.00 prov a 2V 1.11 1.1 0.52 0.81 0.91 0.99 1.00 prov a 3V 1.10 1.5 0.48 0.79 0.87 0.95 1.00 acc.5 ANELLO D'IMPOSTA acc.3 acc.2 2166 ANELLO 3 acc.1 937 1467 1708 ANELLO 2 ANELLO 1 PIL. 7 PIL. 8 PIL. 6 acc.1,2,3 PIL. 5 PIL. 1 acc.4, 6 acc.5, 7 PIL. 4 PIL. 2 PIL. 3 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 5. L’analisi numerica Le ipotesi La modellazione assunte allaFEM basedella di entrambe struttura è le modellazioni avvenuta in due sono: fasi successive: 1. Comportamento elastico lineare dei materiali; - Preliminarmente alla esecuzione delle 2. Si sono trascurati eventuali effetti del secondo prove, al fine di calibrare le forze da ordine derivanti da non linearità geometriche della applicare alla struttura durante le prove; struttura; 3. Elementi - a posteriori, “frame” modificando e “shell” con i parametri sezione interamente fissati reagente; quali variabili, per la individuazione del 4. La modello fondazione maggiormente è stata modellata rappresentativo con elementi del tipo ”shell” comportamento vincolati mediante strutturale elementi reale. elasticamente cedevoli (di rigidezza k) I parametri di incertezza, assunti quali variabili da definire a seguito della sperimentazione sono: a. Il modulo elastico dinamico E del calcestruzzo; b. La quota di imposta delle fondazioni dal p.d.c. c. Il grado di vincolo terreno – struttura (costante k) R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 5. L’analisi numerica – modellazione delle masse liquide Il modello FEM utilizzato per l’analisi Date le caratteristiche di viscosità del liquido, le dinamica del serbatoio tiene econto dimensioni geometriche delpieno serbatoio l’altezza La massa dotata diliquido, moto degli effetti diimpulsiva, sbattimento che ille massima di riempimento prevista, due masse sincrono della rispetto alle di pareti del serbatoio, all’interno vasca sommità, subisceinè possono essere modellate come concentrate stata collegata azioni ad esso mediante aste per effetto dinamiche. altrettanti punti,delle posti a quota definita rispetto al infinitamente rigide assialmente e prive di fondo del serbatoio, opportunamente vincolati Il massa modello adottato per la simulazione di ad esso. questi effetti è quello suggerito La massa convettiva, dall’Eurocodice 8 – Parte dotata 4, in cuidilamoto massa Perliquida il proprio serbatoio insuddivisa studio totale di circa rispetto alle(capacità pareti serbatoio, è viene in duedel parti: 3 380 mstata ) si ècollegata ottenuto:ad esso mediante 16 molle - massa impulsiva; - massa impulsiva: 244 t calcolata : quota + 3,30 m con rigidezza risultante secondo - massa convettiva : 135 t : quota + 3,60 m le indicazioni dell’EC8 - massa convettiva. R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 6. Confronto tra dati teorici e sperimentali Il confronto tra dati sperimentali e teorici risultanti dalle analisi numeriche condotte al variare dei parametri incogniti ha condotto alla loro definizione nei termini seguenti: - modulo elastico dinamico E del calcestruzzo = - quota di imposta della platea fondazione dal p.d.c. = F x [kN] sperimentale teorico -1,00 m ∞ - costante elastica k = Prova statica 3V 58.000 MPa 73,1 1 [mm] 2 [mm] 2,44 1,42 2,52 1,47 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 6. Confronto tra dati teorici e sperimentali Serb. Pieno f [Hz] a1 a2 a3 a4 a6 Sper. 0,80 -- 0,92 1,10 0,97 1,00 Teor. 0,83 0,50 0,83 0,95 1,01 1,00 Sper. 1,11 0,52 0,81 0,91 0,99 1,00 Teor. 1,12 0,52 0,85 0,93 1,01 1,00 Serb. vuoto R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 6. Confronto tra dati teorici e sperimentali Modello identificato N° asta FEM 1 4 Analisi sismica, serbatoio pieno 17 20 34 47 55 Posizione Pilastro 1 base Pilastro 1 sommità Pilastro 5 base Pilastro 5 sommità 1° anello 2° anello 3° anello N [kN] -434 -1326 -525 -948 -430.8 -1329 -502 -954 -5.47 -0.7 -10.5 M13 [kNm] 185.7 -183.1 67.5 -176.2 185.7 -184.5 123.7 -174.12 -100.6 -130.6 -109.2 Modello preliminare T13 [kN] 26.7 -27.8 39.4 -26.7 27.4 -27.6 14.2 -25.4 -71.8 -107.8 -64.2 N [kN] -585.5 -1180.7 -579.6 -874 -581.2 -1176 -575 -869 -5.9 3.94 -11.9 M13 [kNm] 90.6 -158.4 73.9 -126.3 90.5 -158.5 74.3 -125.9 -57.7 -98 -84.7 R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa T13 [kN] 25.6 -10.9 7.8 -18.9 25.7 -10.9 7.9 -19.9 -50.5 -82 -74 7. Conclusioni Le indagini sperimentali e numeriche svolte sulle strutture del serbatoio pensile con struttura in c.a. possono riassumersi come segue: 1. Esame non distruttivo delle membrature per la qualificazione dei materiali; 2. Modellazione numerica di primo approccio per la definizione delle azioni da applicare alla struttura durante le prove di carico; 3. Prove di carico statiche; 4. Prove dinamiche; 5. “feedback” sul modello FEM per la identificazione di quello maggiormente rappresentativo del comportamento statico e dinamico della struttura. Sul modello numerico messo a punto sono state condotte le usuali verifiche delle membrature, previste dalla vigente normativa sismica e sulle costruzioni in c.a. R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa 7. Conclusioni a. Le indagini sono state condotte utilizzando attrezzature abbastanza facilmente reperibili, in tempi e con costi accettabili visto il valore della struttura; b. Il modello FEM identificato ha consentito di valutare con grande attendibilità le sollecitazioni che impegnano le membrature qualora la struttura sia soggetta alle azioni di norma, ivi comprese le sollecitazioni sismiche; c. Molte membrature, che nel modello iniziale risultavano adeguate, sono risultate non verificate con il modello “affinato”; d. Il modello identificato consente una più attendibile valutazione dell’efficacia degli interventi di consolidamento in progetto; e. L’archivio dei risultati sperimentali ottenuti potrà servire nell’immediato futuro da riscontro per la verifica dei risultati conseguiti con gli interventi di consolidamento e successivamente quale monitoraggio permanente delle condizioni statiche della struttura. R. Bartelletti, M.L. Beconcini, P. Formichi – Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Pisa