Settimanale di Politica, Cultura, Economia
Messina, crack S.Rita
Gruppo Pizzo-Romano al tracollo
Chiude la casa di cura
A PAG. 17
Carenze,giudici in rivolta
I magistrati del Tribunale di Messina
non votano per protesta
A PAG. 18
Paolo Magaudda
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME)
Giambattista Macrì
Giovanni Pizzo
ANNO XIX N. 20
25 MAGGIO 2012
EURO 1,50
centonove
TeatroVittorio, cala il sipario
Niente spettacoli fino al 31 dicembre
per i tagli della Regione. Le reazioni
A PAG.
41
Maria Teresa Collica,
neo sindaco,
festeggia la vittoria
nella sua Barcellona
(foto Giuseppe
Puliafito)
ELEZIONI
2012 SI RIPARTE
BARCELLONA RICOMINCIA CON UNA DONNA-SINDACO. RETROSCENA DI UNA VITTORIA
CHE METTE IN GINOCCHIO L’IMPERO DEL SENATORE NANIA. CON QUESTI SCENARI
25 MAGGIO 2012
il punto
centonove
EDIT
Dimissioni
a quota 46
CON UN RIGURGITO di
orgoglio, lʼex capogruppo
dellʼMpa Francesco Musotto ,
dopo essere andato da un
notaio a depositare la firma, ha
detto: se gli onorevoli siciliani
hanno ancora un poʼ di dignità
istituzionale, devono anche
avere il coraggio di dimettersi e
arrivare alla fatidica quota 46.
Il tema di Musotto è semplice:
la Sicilia sta affondando. Si
torni al voto prima che la barca
affondi. Incalzato dalle critiche
dellʼopposizione, più volte il
presidente della Regione ora
dimissionario Lombardo, ha
sfidato lʼaula: metà più uno dei
deputati firmi la sfiducia e ce ne
andiamo tutti a casa. Su questo
punto, bisogna dire, la
maggioranza dei deputati del
Pdl, gli stessi che hanno vinto
le elezioni proponendo
Lombardo, non hanno mai
trovato lo scatto dʼorgoglio per
fare la conta. Perchè, in fin dei
conti, benefit, prevdienza e
altro non permettevano tutta la
dignità che oggi Musotto
reclama. Ma la parola
dimissioni oggi è in voga. Le
annuncia il governatore
Lombardo, che chiede una
staffetta finale per far fare un
giro pre-elettorale ad altri due,
tre assessori. E cʼè anche chi,
come il co-coordinatore del Pdl
Nania, lecca le ferite elettorali
di Barcellona, chiedendo le
dimissioni dei magistrati Russo
e Chinnici che insieme allʼex
prefetto Marino, per dignità
“non potrebbero fare parte di
una giunta con un presidente
indagato per mafia”. Che bel
quadretto. Da incorniciare nei
ricordi. E rivangare nelle urne.
Leoluca Orlando
Vince chi ci mette la faccia
Con l’alibi del “nuovo” i leader di Pd e Pdl si sono guardati bene dal provarci consegnando
Palermo a chi il sindaco “Lo sa fare”. Ma ora per Leoluca Orlando c’è l’onere della prova
DI FRANCESCO PALAZZO
I PALERMITANI SI sono convinti che Orlando lo sa fare e ciò è
bastato a premiare l'esperienza rispetto a un nuovo rimasto
impalpabile ai più. La carta d'identità è solo un aspetto dell'essere
giovani, quello più formale, poi viene la sostanza. E questa non si
è capita o non è stata spiegata bene. Ma forse è più corretto dire
che Orlando è l'unico big che ha avuto il coraggio di metterci la
faccia. Non l'hanno fatto i leader del Pd, si sono guardati bene dal
provarci i nomi grossi del Pdl. Hanno avuto paura di rompersi
l'osso del collo e si sono rifugiati dietro le parole d'ordine nuovo e
giovane. Quando, invece, con i tempi che corrono, le persone
hanno bisogno di fiducia e di sicurezza. E lo slogan, “Lo sa fare”,
ha fatto subito presa nei quartieri popolari e nella città borghese. I
partiti che più hanno preso la scoppola, travolti dal ciclone
orlandiano, sono stati soprattutto due, il Pdl e il Pd. Se per gli ex
berlusconiani ciò era ampiamente preventivabile, i democratici
dovevano al contrario essere il primo partito che sarebbe dovuto
passare all'incasso dopo due legislature disastrose del
centrodestra nel capoluogo. Invece sono stati i più puniti
dall'elettorato, più del Pdl, a cui comunque bisogna sommare la
percentuale di Grande Sud. Il fatto è che mentre i dirigenti
regionali del partito di Bersani si pavoneggiavano nell'avere
neutralizzato il centrodestra alla regione, ma ciò è accaduto due
anni addietro, non si sono accorti che lo scenario è oggi cambiato.
Perciò, per il giovane candidato su cui avevano puntato a
Palermo, Ferrandelli, sono stati fatti venire a comiziare tutti i pezzi
da novanta nazionali. E mentre riempivano teatri e cinema, non si
accorgevano che le urne si svuotavano e la gente già guardava da
un'altra parte. Sino alla vigilia del primo turno erano convinti che
avrebbero sbancato, lanciando in aria percentuali a loro favore
che non stavano nelle cose che scorrevano sotto gli occhi di tutti.
Ora, a livello cittadino e regionale la resa dei conti si sta facendo
Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segreteria di redazione:
Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto - Editore:
Kimon scrl: Via S. Camillo, 8 MESSINA tel.: 090/9430208 Fax:
090/9430210 P. Iva 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina
n. 11- 92 del 4 maggio 1992 Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n° 17229 Stampa: Sts Spa - Società tipografica Siciliana spa
Strada 5 n. 35 - zona industriale 95030 Catania. Redazione e ufficio abbonamenti via San Camillo, 8 98122 (ME), CCP n° 90443839 Copie arretrate Euro 3,00;
Internet: http://www.centonove.it
e-mail [email protected]
centonove
SETTIMANALE REGIONALE
DI POLITICA
CULTURA ED ECONOMIA
Direttore responsabile
più serrata e cruenta. E non è una buona notizia, perché la Sicilia
rischia di arrivare alle imminenti elezioni regionali con quello che
doveva essere il più grande partito riformista alla canna del gas.
Detto questo, sul dato elettorale bisogna stare attenti. Palermo
non si è convertita in una comunità che ha abbandonato il
centrodestra. Tra tutti gli elettori che hanno espresso un voto per
le liste al primo turno, più del 62% ha scelto partiti riconducibili al
centrodestra, il resto, neanche il 38%, ha promosso liste o
raggruppamenti politici che si possono riferire al centrosinistra. La
consistenza numerica schiacciante determinatasi in consiglio
comunale, potrebbe distogliere da questo stato di cose. Ma sia il
sindaco eletto, sia i consiglieri che lo affiancheranno a Sala delle
Lapidi, dovranno porsi il problema di convincere della bontà delle
loro azioni la maggioranza dei palermitani che non ha votato per
loro. Cominciando a dare risposte ai molteplici e gravosi problemi
che sono sul tappeto. E' chiaro che la politica fatta con le parole e
assai più semplice di quella che poi deve sfociare in azioni
concrete e tangibili. Dal verbo delle campagne elettorali, spesso
messo nel cassetto non appena chiuse le urne, alla realizzazioni
vere e proprie, ce ne corre. Le tante cose promesse devono ora
farsi azione di governo che si confronta con i pochi soldi che ci
sono a disposizione. Pare che, con l'annuncio di tanti piccoli
interventi da fare subito a costo zero, si stia partendo col piede
giusto. Ma siamo all'alba. I palermitani giudicheranno su ciò che
vedranno cambiare. Non sono disposti a firmare ancora cambiali
in bianco. Difficilmente, dunque, concederanno al nuovo inquilino
di Palazzo delle Aquile una luna di miele molto lunga. Il tempo del
viaggio di nozze e dei dovuti festeggiamenti e poi il gioco si farà
presto duro. Se si comincerà a vivacchiare se ne accorgeranno
subito. Hanno creduto che Orlando lo sa fare ancora e bene. A lui
e alla sua squadra, adesso, l'onere della prova.
Distribuzione Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso n. 9/11 - 98124 MESSINA
telefono 090/692508 Distributore regionale Eagleservices via M.Rapisardi, 62
95021 Acicastello (Ct) Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San
Camillo, 8 Messina Tel. 090/9430208 Fax: 090/9430211-9430210. Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm3,5 x 4,5); Manchette prima pagina Euro 206, 58; Finestrella prima pagina Euro 438,99; commerciali a mod. Euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod Euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. Euro 129,11; redazionali Euro 77,47; una pagina interna Euro 1.446,08; ultima pagina Euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + Euro 387,34.
Graziella Lombardo
Garante del lettore Attilio Raimondi
pagina 2
Questo periodico è associato alla
Unione Stampa Periodica Italiana
Certificato Ads n. 7367
del 14/12/2011
Sommario
centonove
25 MAGGIO 2012
PRIMO PIANO
Rivoluzione Collica
A Barcellona la docente sbaraglia Nania
A PAGINA
Buzzanca? Resistere
TOP SECRET
6/7
UNIVERSITÀ/1
Il futuro del sindaco di Messina
A PAGINA
8
Fondazione per la ricerca
Tomasello for.. president
POLITICA
Boomerang Margherita
MESSINA. Lʼateneo vara la
Fondazione per i fondi della
ricerca scientifica. Il rettore
Franco Tomasello e il direttore amministrativo Pino
Cardile, in scadenza, hanno
dato indicazioni per le lineeguida, che prevedono il ruolo-chiave per il presidente e
il direttore generale
Lo scandalo scoppiato con la gestione
dellʼex tesoriere tocca la Sicilia
A PAGINA
Lombardo, il Ros scrive
9
Nuova informativa nel processo al governatore
A PAGINA 10
Catania, tutti indagati
UNIVERSITA’/2
Avvisi di garanzia per 28 amministratori
A PAGINA
Messinambiente a rate
11
Alla spa servono 2,5 milioni al mese. Ma...
A PAGINA 12
La galleria Vittorio Emanuele di Messina
Caro Monti ti scrivo
Il condono torna a casa
Il sindaco di Messina chiede 50 milioni
Esitate cinquemila pratiche di sanatoria
su diciottomila. Dal 1985
A PAGINA
I tagli di De Luca
13
A PAGINA
L’antimafia appesa al balcone
20/21
Goito interrotto
14
Braccio di ferro sulla riqualificazione da 113
mila euro della via del centro
A PAGINA 22
Partono i lavori dellʼimpianto in contrada
Rocca Carbone
A PAGINA
L’Ato3 fa la differenza
23
Verde pubblico, querele in piazza
Lʼassociazione Filokaloʼs abbandona la
gestione delle aiuole. Nel mirino il presidente
A PAGINA 26
U figghiu du maestru
E io mi affitto l’auditorium
A Patti i consiglieri contestano il cambio
di destinazione dʼuso di Palazzo Calogero
A PAGINA 15
Miasi, odore di sfiducia
A PAGINA
Il figlio del maestro Mezzasalma ritorna a Ficarra
dopo 65 anni per ricostruire la vita del padre
A PAGINA 27
ECONOMIA
Termini, Dr prende tempo
Il sindaco perde lʼappoggio di Garufi
16
SICILIA
Non decolla il progetto del gruppo molisano.
E Passera dà lʼultimatum: 4 giugno
A PAGINA
Torniamo a fare le serenate
Incontri in onore della dichiarazione dʼamore
A PAGINA 39
Teatro, sipario sulle stagioni
A PAGINA
Ragazzi, ecco la “Magnolia”
41
La manifestazione a Giostra
A PAGINA
La signora Ciuri ciuri
42
Parla Rosalia, 90 anni, lʼultima dei Canterini
A PAGINA 43
RUBRICHE
4/5
28
34
34
38
40
44/45
53
46/47
46
47
47
A PAGINA
17
La giustizia? “Un disastro”
I magistrati di Messina minacciano di non
votare per il rinnovo della loro associazione
A PAGINA 18
Far west in Galleria
Settegiorni
Qui Scuola/Istruzioni per l'Uso
Uomini & Business/Consulenti
Occorre Sapere/Consumatori
Libri/La Classifica
Arte
Weekend
Animal House/Ecologia e Ambiente
Lettere & Commenti
Io, Cittadino/Heritage/Ecologia
Eliodoro/150 Parole/Antibuddaci
Alfabeto Minimo/Animal House
I condomini denunciano. Il Tribunale sequestra
A PAGINA 19
30/31
Alla crisi ci pensa San Lorenzo
Lʼazienda “ruba” commesse ai paesi dellʼEst
A PAGINA 32
Addio al Porto Rifugio
Unʼordinanza della Capitaneria mette
fine alla controversa vicenda dellʼapprodo
A PAGINA 33
pagina 3
Luciano Ordile
MESSINA. Sarà intitolata a
Nino Giuffrè, fondatore dellʼominima casa editrice, la
sala lettura della biblioteca
della facoltà di Giurisprudenza dellʼUniversità di Messina.
Lʼeditore originario della
città e amico di Pugliatti, frequentò Salvatore Quasimodo, Giorgio La Pira e Antonio
Saitta.
MESSINA
Chi vuole vederci chiaro da Bizzotto a
Marinello
LʼAzienda sanitaria di Messina sospende
lʼattività della casa di cura privata
A PAGINA
29
Se i fondi Ue vanno al trotto
Santa Rita sulla croce
36/37
Il taglio della Regione “uccide” i cartelloni
di prosa e musica. Sospesi
Il rispetto dellʼambiente e degli “altri” nella
manifestazione promossa dalla partecipata
A PAGINA 24
PAG.29
Lʼultimo libro di Alajmo
A PAGINA
La discarica è servita
Corrado Passera
PAG.19
POSTER
A PAGINA
Le mosse del sindaco di S. Teresa di Riva
Biblioteca di Legge
dedicata a Giuffrè
PAG.41
Teatro, pianta organica
Arriva il commissario
MESSINA. È Pietro Di Miceli
il commissario nominato dallʼassessorato al Turismo che
sbarcherà nei prossimi giorni al Teatro di Messina. Il funzionario è stato incaricato
dallʼassessore Daniele Tranchida di varare la pianta organica e le tabelle di equiparazione del personale, mai
deliberate.
PARTITI
Il deputato Pd Picciolo
verso l’Italia dei valori
MESSINA. Il deputato regionale Beppe Picciolo lascia il
Pd e in vista delle imminenti consultazioni elettorali e
punta allʼItalia dei valori. Il
possibile sbarco di Picciolo, che il deputato smentisce, “lo direi prima a Genovese” ha già creato malumori nella base dipietrista.
25 MAGGIO 2012
7giorni
centonove
CRISI. Diciotto sigle chiedono aiuto al presidente e a Monti
CHI SALE
L
Fabio Repici
MESSINA. Il legale della famiglia Alfano e del collaboratore di giustizia, Melo Bisognano, ha accolto generosamente il nuovo procuratore agggiunto di Messina Sebastainao Ardita. Martedì 22, Repici e Ardita hanno pranzato alla “Trattoria” di via 24 Maggio, mentre gli uomini di 3 gazelle della scorta li attendevano per strada.
L Carmelo Matafù
MESSINA. Il legale giuslavorista, a dispetto dei suoi 54
anni e ad un passato da judoca, non ha resistito alle insistenze della compagna.
Matafù è stato avvistato a
Piazza Cairoli sui pattini a rotelle. La prova è durata pochi minuti. Non ha investito
nessuno: era notte inoltrata.
L
Santi Trovato
MESSINA. Il presidente dellʼordine degli Ingegneri di
Messina è stato eletto presidente della Consulta provinciale delle professioni istituita presso la Camera di Commercio di Messina, che raccoglie al proprio interno 25 tra
ordini e collegi professionali
del territorio. Ad oggi, solo 11
Camere di Commercio hanno
istituito al proprio interno le
Consulte professionali.
L
Ignazio Romano
MESSINA. Lʼex consigliere
comunale è un tipo che sa attendere. Tenuto fuori dal consiglio per un soffio nelle amministrative del 2008, Romano è rimasto in silenzio quattro anni, nella speranza di essere ripescato. Le porte dellʼaula non si sono aperte, ma
la ricompensa è arrivata con
una poltrona nel consiglio
dʼamministrazione dellʼAmam.
L Sergio Schiavone
MESSINA. Dalle indagini
scientifiche alla letteratura.
Il comandante dei Ris di
Messina ha esordito come
scrittore con il suo primo libro. Si tratta di un thriller
noir intitolato "Un filo di luce". Il volume ha già conquistato lusinghieri commenti
dai maggiori critici letterari.
Napolitano pensaci tu
Appello degli organizzatori della 'Marcia per lavoro
produttivo' per interventi strutturali in Sicilia
PALERMO. Un appello a Napolitano e
Monti per una "interlocuzione diretta" delle
forze economiche e sociali siciliane con
presidenza della Repubblica e presidenza
del Consiglio, "per sottoporre alla loro
attenzione l'urgenza di interventi diretti,
mirati e straordinari, nei confronti della
Regione siciliana". A richiederlo
Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Cna,
Casartigiani, Confartigianato, Claai, Agci,
Confapi, Cia, Confagricoltura,
Confcooperative, Legacoop, Unicoop,
Confcommercio, Confesercenti e Ugl. Sono
le diciotto sigle che l'1 marzo hanno sfilato
assieme a Palermo nella
"Marcia per il lavoro
produttivo". La nota è stata
consegnata al prefetto di
Palermo, Umberto
Giorgio Napolitano e Mario Monti
Postiglione, in occasione della
visita alla città di Napolitano e
evidenziata - sottolineano - dall'incertezza
Monti, per il ventesimo anniversario delle
legata alla vicenda del bilancio 2012.
stragi di Capaci e via D'Amelio e le
L'assenza "di strategie e politiche, la
celebrazioni per Placido Rizzotto. Sindacati e
mancanza di una efficace programmazione
imprese siciliani denunciano l'aggravamento
per l'utilizzo dei fondi strutturali e delle poche
della situazione economica, sociale e
risorse disponibili per arginare gli effetti della
occupazionale; "l'insostenibile crisi
recessione economica".
finanziaria della Regione ancor più
RACCUJA
SOCIETA’
Operazione Eolo, sindaco a giudizio
PATTI. Il Gip di Patti, Ugo Molina, ha disposto nove rinvii a giudizio e
un proscioglimento nell'ambito dell'udienza preliminare del processo
scaturito dall'operazione Eolo, che nell'ottobre di due anni fa portò anche all'arresto del sindaco di Raccuja, Cono Salpietro, e di due imprenditori accusati di ingerenze su un appalto per la realizzazione del
parco eolico. Sono stati rinviati a giudizio, oltre al primo cittadino, Leo
Palazzolo, Michele Tripoli, Calogero Manera, Leo Tripoli, Riccardo Palazzolo, Carmelo Salpietro, Calogero Astone e Giuseppe Astone. Sono accusati di concussione in concorso. Non luogo a procedere, invece, per Carmelo Palazzolo, all'epoca dei fatti consigliere. Secondo
gli inquirenti, il sindaco fece pressioni sulla Maltauro, società veneta
incaricata di individuare le ditte locali, affinché l'affidamento per il terzo lotto di un parco eolico andasse a un'impresa locale. Pressioni culminate nella rescissione del contratto con l'impresa originaria e nuovo incarico alla "Astone Costruzioni" di Ucria. Un secondo episodio di
concussione riguarda lo spostamento di un aerogeneratore da un terreno a un altro di proprietà della cognata del sindaco.
CATANIA. Un 25enne minacciato dal padre con una forbice
Sei gay? Ti butto fuori di casa
CATANIA. Insultato, minacciato con una forbice e buttato fuori di casa dal
padre. La sua “colpa”? Essere omosessuale. A rendere nota la vicenda
che ha coinvolto un 25enne catanese è stata lʼAssociazione GayLib, che
ha raccolto un appello lanciato dal giovane via web. Il ragazzo ha
raccontato come il padre, abbia cominciato a denigrarlo e insultarlo
pesantemente non appena venuto a conoscenza della sua omosessualità.
Il giovane sarebbe stato inoltre costretto dal genitore ad abbandonare gli
studi per lavorare in campagna. A GayLib, Luca (il nome è di fantasia, ndr)
ha raccontato che al culmine di una lite, il padre l'avrebbe chiamato
“difettoso”, puntandogli contro una forbice. Dopo lʼintimidazione, è stato
buttato fuori di casa ed ha vissuto in una vecchia Fiat Panda, abbandonato
anche dal resto della famiglia per timore del padre. «Mio padre
mi ha sbattuto fuori di casa, cerco un lavoro qualsiasi», è
lʼappello di Luca raccolto da GayLib, che ora ospita il
ragazzo e chiede alla società civile di “aiutare questa
giovane vittima dell'omofobia a trovare un lavoro
dignitoso”.«Ho potuto constatare con i miei occhi ha raccontato il coordinatore regionale di GyLib
Sandro Mangano (nella foto accanto) - che il
giovane porta ancora sull'addome i segni di un
cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un
momento di rabbia. Gesto che non è stato denunciato
per ritrosia del ragazzo, ma che non può passare sotto
traccia». «Spero con forza - ha concluso Mangano - che non si
abbassi mai la guardia sull'omofobia. La nostra associazione
conta tantissimi casi come quello di Luca. È l'ora della sveglia,
o sarà un gioco al massacro».
pagina 4
Monte Paschi presenta “Consumer Lab a casa vostra”
MESSINA. Consumer Lab a Casa Vostra. Eʼ il tema della conferenza per presentare lʼiniziativa di Monte Monte dei Paschi
di Siena e le Associazioni dei Consumatori della Sicilia. Lʼincontro si svolgerà il 219 maggio alle ore 11presso Banca Monte dei Paschi di Siena di Via Tommaso. Interverranno: Leandro Polidori, esponsabile Area Compliance e Customer Care
di Banca Monte dei Paschi di Siena; Carlo Gaeta, responsabile dellʼArea Territoriale Sicilia di Banca Monte dei Paschi
di Siena; Franco Fede, Federconsumatori e Mario Intilisano
dellʼUnione Nazionale Consumatori. Nel corso dellʼincontro
saranno inoltre presentati i dati relativi alle ultime Ricerche di
Banca Monte dei Paschi di Siena in materia di previdenza
complementare.
Messina, Liceo Basile mette in mostra i suoi “gioielli”
MESSINA. Quadri e gioielli, vestiti e pannelli decorati, articoli di arredo ed artistiche etichette per i vini vincitrici di concorso. Il tutto realizzato dagli studenti nei laboratori durante lʼanno scolastico. Sarà una mostra didattica originalissima quella che verrà allestita, nei locali di Conca dʼoro, dal Liceo artistico “Basile” di Messina, con inaugurazione prevista per il
prossimo venerdì 25 maggio alle ore 16. La mostra, aperta sia
alle famiglie degli studenti che al territorio, sarà visitabile anche sabato, dalle 9 alle 13.
Filippo di Francesco “promosso” dal Viminale
CATANIA. Il responsabile della polizia di Frontiera di Catania, Filippo Di Francesco, è stato nominato dal Viminale
dirigente superiore, e presto accederà a un nuovo incarico.
Il nuovo ruolo prevede, tra le possibilità, anche la direzione
di una Questura. Per molti anni capo centro della Dia di Catania, dove ha coordinato importanti indagini contro Cosa
Nostra, Di Francesco è rientrato nei ruoli della Questura dirigendo la polizia di Stato all'aeroporto Fontanarossa e al
porto di Catania.
La polizia festeggia 160 anni
MESSINA. Centosessantʼanni di storie di
uomini e di donne in divisa. Tanto il tempo passato ormai dalla fondazione della
Polizia di stato, per un traguardo che la
questura varesina festeggerà in tutta Italia.
A Messina la cerimonia celebrativa si svolgerà martedì 29 maggio alle ore 18.30 nei locali del Palazzo della Cultura “Antonello” con la
premiazione e il riconoscimento degli sforzi che
ogni giorno gli agenti spendono sul campo.
7giorni
centonove
25 MAGGIO 2012
ROSA E NERO
Il giornalista Fausto Cicciò papà di due gemellini
MESSINA. Il collega della Gazzetta del Sud, Fausto Cicciò, è diventato papà di due gemellini. La moglie Simona
Greco ha dato alla luce i piccoli Federico e Luca poco dopo le dieci del mattino del 22 maggio, al Policlinico di Messina. Il futuro dei bimbi? Potranno scegliere se diventare
giornalisti come il papà, la nonna Italia e la zia Gisella Cicciò, oppure attori come gli zii Giampiero Cicciò e Gabriele Greco. A Fausto, Simona e familiari, le felicitazioni di
Centonove.
Centocinque candeline per nonna Evola
MAZARA DEL VALLO. Lo scorso mercoledì 23 maggio,
una nonnina di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani,
ha festeggiato i 105 anni circondata dalla famiglia e dai
figli. L'amministrazione comunale del comune trapanese
ha donato alla signora Evola una pergamena ricordo ed
un piatto con il logo della città.
Ganzirri, stazione dei carabinieri intitolata a Cavallaro
MESSINA. L’AZIENDA “CAMBRIA” DI FURNARI ALLA KERMESSE ENOLOGICA
Calici pronti per “Cantine aperte”
CALICI pronti per “Cantine aperte”,
lʼappuntamento più seguito da
curiosi ed enoappassionati che
celebra questʼanno il suo
ventennale. Unʼiniziativa, promossa
dal Movimento Turismo del Vino,
che vedrà la partecipazione di quasi
mille cantine italiane. A partire dalla
Sicilia, che il 26 e il 27 maggio
alternerà grandi degustazioni e
momenti di folklore. Dal “viaggio” nel
tempo proposto dalla cantina
“Barone La Lumia”, con i migliori vini
degli ultimi ventʼanni, alla
degustazione “Il vulcano nel
bicchiere - e20 diVini” proposta da
“Cantine Russo”, i siciliani amanti
del vino avranno solo lʼimbarazzo
della scelta, fra minicorsi e
degustazioni tecniche. Ma anche
arte e creatività. A Santa Cristina
Gela, presso la cantina “Baglio di
Pianetto”, ad esempio, si potrà
assistere alla sfilata in costume
“Arbereshe”, che racconta la storia
di Federico II, mentre le “Cantine
Baglio Oro” offriranno dei percorsi
tra vigneti e campagne a bordo dei
carretti tipici trainati dai muli. Non
mancherà inoltre lʼappuntamento
con il gusto, con la collaborazione
delle condotte di “Slow Food” e
lʼabbinamento fra vini e prodotti
tipici, come nella degustazione
organizzata da “Feudo Arancio” e
“Slow Food Sciacca”. Lʼunica
azienda della provincia di Messina
che parteciperà a “Cantine Aperte” è
lʼ”Azienda Cambria”, che metterà in
mostra la tradizione vitivinicola di
Furnari. «È una grande
soddisfazione sia per noi che per il
nostro paese - commenta il titolare
Nino Cambria (nella foto con la
moglie) - Il “Mastronicola” è un
autoctono su cui puntiamo i nostri
investimenti, considerato pure che
da “Assoenologi” siamo stati
qualificati come la cantina più
tecnologica della Sicilia».
INTEGRAZIONE
Miss Italia? Una “straniera” dello Stretto
MESSINA. Per la prima volta nella storia di Miss Italia, nellʼedizione
2013 a vincere un titolo sarà una straniera che vive nel nostro Paese
da almeno un anno. Magari proprio di Messina, dove secondo uno studio condotto dal dottore di ricerca in Metodologia delle Scienze Sociali,
Andrea Salanistro, gli stranieri residenti nella città dello Stretto sono
quasi 12mila, più del doppio rispetto al 2001. Realizzata in collaborazione con lʼAnolf di Messina, lʼanalisi del ricercatore verrà presentata
il prossimo sabato 26 maggio, alle ore 10.30, allʼistituo Don Orione, nellʼambito dellʼInterculturalFest. Previsto inotre, sempre al Don Orione,
lʼevento “cucina e intercultura”, con una degustazione dei piatti tipici
stranieri.
MESSINA. Sarà intitolata al tenente Giovanni Cavallaro,
morto a Nassiriya il 12 novembre del 2003. La Stazione
dei Carabinieri di Ganzirri. La cerimonia si svolgerà sabato 26 maggio alle ore 10 in via Lago Grande del villaggio di Ganzirri alla presenza delle autorità politiche e militari e lo schieramento del reparto. «Chiarissimo esempio di eletta abnegazione ed incondizionata dedizione al
dovere», Giovanni Cavallaro era stato impoiegato in missione a sostegno della popolazione irachena nellʼambito
dellʼoperazione “Antica Babilonia”.
CHI SCENDE
M Piero David
MESSINA. Il dirigente esterno
dellʼassessorato regionale
alla Formazione si lascia andare a dichiarazioni scherzose che farebbero rabbrividire
il fratello Daniele, da anni in
prima linea per la stabilizzazione dei precari. Chiacchierando con un amico del suo
contratto legato alla sopravvivenza del governo, ha detto: «Che ci posso fare? Sono
felice di essere un precario!».
M Bruno Cilento
MESSINA. Per deformazione
politica, il capogruppo dellʼUdc al Comune di Messina
guarda solo al centro, anche
quando guida. Così, uscendo dal parcheggio di Palazzo
Zanca con la sua Bmw, ha
strisciato lʼauto del collega
Angelo Burrascano. A quel
punto, a Cilento non è rimasto che provvedere a proprie
spese alla riparazione del
danno.
M Raffaele Verso
MESSINA. Il consigliere del
Pd della Quinta Circoscrizione di Messina è stato protagonista di una scena degna di
un film comico di altri tempi.
Preso dalla chiacchiera mentre camminava con i colleghi,
Verso non ha visto una lastra
di vetro ben lucidata che si
trovava sul marciapiede,
sbattendovi con violenza tra
le risate di tutti.
M Gioacchino
Silvestro
PALERMO. IL MONDIALE SBARCA IN SICILIA
Supermoto a Boccadifalco
PALERMO. Il 26 e 27 maggio, per la terza volta
consecutiva, il mondiale Supermoto farà tappa in Sicilia,
a Palermo, per la seconda prova del campionato che
nelle due edizioni precedenti si è disputato a Trapani. Il
Gran Premio si disputerà sul tracciato allestito in unʼarea
ricavata dal vecchio aeroporto Boccadifalco, e si
svilupperà lungo un km e mezzo.
I biglietti sono in vendita a 21,50 euro per lʼintero weekend di gare in prevendita o presso il circuito da venerdi
25 maggio. Per la sola domenica, il prezzo del biglietto è
stato fissato in 11,50 euro. Alla presentazione
dellʼevento, allʼassessorato regionale al Turismo, ci sarà
il general manager di Youthstream, società che
organizza il campionato, Danilo Boccadolce.
Dopo la prova dʼapertura disputata ad Ottobiano, si
attende la conferma del vincitore, il francese Thomas
Chareyre, su Tm, che dovrà vedersela con lʼitaliano Ivan
Lazzarini che guida una Honha e con il finlandese Mauno
Hermunen, anchʼegli alla guida della pesarese Tm.
pagina 5
MESSINA. Da quando si è
messo in linea, lʼex vicepresidente diessino dellʼArs è diventato più vanitoso. Silvestro, infatti, ha protestato privatamente con un giornalista
che lo aveva intervistato per
la foto a corredo dellʼarticolo:
«Ma che immagine hai messo? Sembro un ciccione!».
M Giuseppe Lupo
MESSINA. Il segretario dimissionario del Pd ha deciso
che i “panni sporchi” si lavano in famiglia. E così, Lupo ha
deciso di interdire ai cronisti
lʼaccesso allʼassemblea del
Pd del 27. La decisione, divulgata su Twetter, ha scatenato subito un mare di reazioni arrabbiate.
25 MAGGIO 2012
primopiano
centonove
BARCELLONA. La docente sbaraglia il centrodestra nella roccaforte del vice presidente del senato Nania
Rivoluzione Collica
Con la sconfitta “annunciata” l’impero elettorale comincia a tentennare. Un passo falso alle Regionali
potrebbe essere la fine. Don Salvino Raia: «La gente ha detto basta. La tendenza nazionale non ha influito»
DI GIANFRANCO CUSUMANO
BARCELLONA. “Preparate la
festa/Barcellona sʼè desta/La grande
sorpresa/ Sindaco Maria Teresa”. Tra i
sostenitori di Maria Teresa Collica, nuovo
sindaco di Barcellona, cʼè chi lʼha presa
con...poesia. Lo stesso non si può dire nel
centrodestra che si è visto sbriciolare da un
terremoto elettorale la roccaforte per
antonomasia del senatore Mimmo Nania.
Le prime scosse del sisma politico che
avrebbe avuto come epicentro la città di
Barcellona era stata avvertita due
settimane prima a San Pier Niceto. Se la
città del Longano, la più popolosa del
messinese, nellʼultimo decennio è stata
legata indissolubilmente al vice presidente
del senato, il comune peloritano lo era al
vice presidente dellʼArs, Santi Formica.
Satelliti della stessa galassia
berlusconiana. A San Pier Niceto lʼuscente
Franco Pitrone, supportato dal gruppo del
deputato è stato sconfitto dalla lista
avversaria in modo netto. Un segnale nei
sismografi politici che non lasciava
intravedere nulla di buono. A Barcellona a
tremare sono state le urne elettorali che
hanno visto trionfare la professoressa
Maria Teresa Collica, ricercatrice
universitaria di 42 anni, dal 2006 attivista
del movimento civico “Città aperta” nato a
sostegno della candidatura di Rita
Borsellino alle Regionali. Una rivoluzione
copernicana per i barcellonesi che per dieci
anni allʼinterno dellʼurna conoscevano solo
il simbolo che faceva capo o senaturi. «A
Barcellona cʼè stata sempre alternanza spiega, però, Pino Galluzzo, capogruppo
dei Giovani della libertà alla Provincia
Regionale - prima di Candeloro Nania
amministrava Francesco Speciale, oggi è
ritornato il centro sinistra». Dieci anni di
dominio Pdl che a Barcellona hanno un
solo nome. Dopo la vittoria di Collica contro
Rosario Catalfamo nessuno ha promosso
cori contro il dermatologo, attuale
assessore provinciale allo sport (in caso di
vittoria sarebbe stato sostituito da
Candeloro Nania). Dʼaltronde il carosello
che ha accompagnato la “sindachessa”
cantava a squarciagola: «Nania caccia le
chiavi del comune».
Che il vento elettorale si stava
trasformando in tempesta lo avevano
capito tutti. Se durante lo spoglio del primo
turno il comitato di Catalfamo pullulava di
big, compreso il terzo peso massimo del
gruppo, il sindaco di Messina Giuseppe
Buzzanca, lunedì scorso a stare accanto al
medico era solo lʼalleato Carmelo Torre,
patron locale dellʼUdc. Dopo cinque anni di
opposizione feroce aveva acconsentito,
con non poche riserve, ad un armistizio
promosso dai vertici provinciali. Sulla carta
il progetto non faceva una piega: a Lipari il
Pdl avrebbe piazzato un candidato a
sindaco blando (il commercialista
Da sinistra Rosario Catalfamo e l’ex sindaco Candeloro Nania
Il senatore Mimmo Nania
Gianfranco Grasso) in modo da non
offuscare la vittoria annuncia di Marco
Giorgianni, cugino di DʼAlia. Nella città del
Longano si sarebbe consumata la pax. «La
nostra è stata una scelta di campo che non
si è limitata alla campagna elettorale - dice
Carmelo Torre - il risultato lo accettiamo
anche se falsato da una protesta nazionale
che si è trasferita su chi governava
Barcellona. Il cammino comune non
abbiamo motivo di inerromperlo.
LʼUdc ha riconfermato due consiglieri
(Massimo Alosi e Paolo Calabrò), il
partito ha ottenuto quasi 3 punti percentuali
rispetto a cinque anni prima». Torre legge il
risultato: «Le liste che sostenevano
Catalfamo hanno ottenuto 15 mila voti e
hanno la maggioranza in aula - avverte
Torre - la sconfitta è legata principalmente
ad una tendenza nazionale e in piccola
parte - ammettiamolo senza nasconderci -
alle Regionali non si muoverà nessuno sottolinea in cambio dellʼanonimato un
esponente barcellonese da anni legato al
senatore - con questa confusione
nazionale, con partiti che potrebbero
scomparire da un giorno allʼaltro, dove si
può andare? La prova del nove saranno le
Regionali. Il vero terremoto avverrà se
Santi Formica non verrà riconfermato». A
pensarla in modo diverso è don Salvino
Raia, “ideologo” e promotore della
coalizione che ha portato alla vittoria la
ricercatrice universitaria Maria Teresa
Collica. «A Barcellona si stanno
raccogliendo i buoni frutti di una semina
sociale avviata da anni - argomenta - non
si tratta di un voto estemporaneo. La
tendenza nazionale ha influito poco o nulla.
Dopo 15 anni di tentativi a Barcellona è
nata la prima associazione anti racket che
riunisce 40 imprenditori, il nuovo
in una sorta di contestazione verso chi
rappresenta il governo locale, in questo
caso la corrente Nania». Più serafico
Gianni Pino. Lʼavvocato è stato avversario
di Catalfamo alle primare del centrodestra.
«Non è stato commesso nessuno errore taglia corto riferendosi a chi ha contestato
lo scarso appeal mediatico di Catalfamo gli altri hanno dimostrato di essere più bravi
di noi. Abbiamo giocato la nostra partita e
abbiamo perso». Fino allʼultimo cʼera chi ha
tentato di avvertire che il terreno stava
tremando. Come Salvatore Coppolino,
componente del coordinamento provinciale
del Pdl. «Avevo chiesto alla deputazione di
dare un segno di rinnovamento cambiando
prima del secondo turno tutti gli assessori
inserendo giovani brillanti, ma non mi
hanno ascoltato».
Chi immagina fughe dallʼorbita del senatore
Nania, per il momento, verrà deluso. «Fino
SPADA DI DAMOCLE
La decadenza? Ipotesi sfumata
di persone vicine ad esponenti mafiosi. Appalti affidati a cooperative sociali costituite da parenti di affiliati ai clan che imperano nella provincia. Erano queste, in sintesi, le ragioni per
cui secondo i 3 ispettori (il viceprefetto Antonino Contarino,
il capo del commissariato di polizia di Barcellona, Mario CeMESSINA. I commissari lʼavevano chiesto alla vigilia delle ele- raolo Spurio, e il comandante della sezione operativa della
zioni, ma il Governo non lʼha mai deliberato. Il
Dia di Messina, Danilo Nastasi), il Comune di
commissariamento del Comune di Barcellona
Barcellona Pozzo di Gotto doveva essere sciolper infiltrazioni mafiose, legge alla mano, può esto. “Lʼattività amministrativa del comune del Lonsere sempre disposto, ma ad elezioni svolte è digano è a rischio per la possibilità infiltrazioni maventato unʼipotesi a cui nessuno più crede. Se acfiose”, hanno scritto. La relazione della Comcadesse avrebbe lʼeffetto di un boomerang per
missione interforze è arrivata sul tavolo del prechi ha vinto le elezioni. Lʼispezione prefettizia, infetto di Messina alla vigilia delle elezioni ammifatti, fu ordinata dal prefetto di Messina, Francenistrative fissate per il prossimo 7 maggio. Fransco Alecci, a seguito di un esposto dellʼassocesco Alecci lʼha trasmessa al ministro degli Inciazione “Rita Atria” schierata dalla parte di Materni, Annamaria Cancellieri. Il Guardasigilli
ria Teresa Collica.
non lʼha mai messa però allʼordine del giorno del
Modifica del Piano regolatore generale a favore Francesco Alecci
Consiglio dei ministri. (M.S.)
Improbabile l’estremo provvedimento ministeriale
pagina 6
centonove
primopiano
25 MAGGIO 2012
L’INTERVISTA. La “sindachessa” traccia le linee guide. A cominciare dal personale
Così trasformerò la mia città
Il primo cittadino avverte: «Non esiste una politica col “rossetto”, esiste solo la buona o la cattiva gestione»
E si toglie i primi sassolini: «Facevo parte della Corda Frates ma non rappresento i “poteri forti”»
procuratore capo e le forze dellʼordine
hanno effettuato decine di arresti
importanti. Sono segnali che la gente
avverte, non si tratta di cose occasionali. I
Nania venivano subiti, per altri erano una
”necessità”. Non bisogna dimenticare che
gli altri schieramenti che sostenevano
Filippo Marte e Santi Calderone
provenivano da quellʼarea e hanno fato di
tutto per liberarsi da questa cappa politica
da cui hanno preso le distanze». Ma come
spiega che la maggioranza dei barcellonesi
al consiglio hanno votato centrodestra in
massa?«Maria Teresa è stata vista come
una rinnovatrice, per il consiglio comunale
si è preferito optare alla vecchia maniera: si
è votato il vicino di casa o il nipote,
ritenendolo un organo secondario. La
verità è una: i cittadini hanno deciso di dire
basta a questo oscurantismo e gridato “Ora
tocca a noi”».
BARCELLONA. Dopo avere
vinto la sua battaglia per la
sindacatura contro “lʼesercito
Nania”, ora il suo peggiore
nemico è diventata la batteria
del telefonino. Per il momento
sta vincendo lui: decine le
telefonate al numero di Maria
Teresa Collica, nuovo sindaco di
Barcellona con un plebiscito di
13 mila preferenze.
Congratulazioni, interviste, e
qualche richiesta che comincia a
giungere allʼindirizzo del primo
cittadino proposto da Città
aperta, Prc, Idv, Sel e Psi.
Riposta nellʼarmadio la maglietta
portafortuna con il ritratto di
Frida Kahlo, indossata sia
durante lo spoglio del primo
turno che in quello del
ballottaggio, ora è tempo della
fascia tricolore che lo staff di
Palazzo del Longano le ha fatto
trovare il giorno
dellʼinsediamento avvenuto
martedì 22 maggio, con una
goccia di Channel n.5. Collica,
Maria Teresa Collica
infatti, è la prima “sindachessa”
della storia di Barcellona che
divenne comune 177 anni fa. «Lʼultima
un cambio di rotta rispetto al passato (le
volta che entrai nella stanza del sindaco ultime due legislature sono state guidate
ricorda la ricercatrice universitaria - fu
dal pediatra Candeloro Nania, cugino del
poco dopo lʼalluvione di novembre.
senatore). «Purtroppo dipende dalle
Assieme al mio movimento, “Città aperta”
urgenze. Già oggi gli uffici mi hanno
promuovemmo un mercatino a favore
sottoposto scadenze. Se potessi vorrei
degli alluvionati. Il clima era
cominciare dalla pianta organica dellʼente
indubbiamente diverso». Oggi cʼè una
e riorganizzare la macchina
città che ripone su di lei tante speranze.
amministrativa, valorizzando il personale.
«Non esiste una differenza tra la politica
Il mio obiettivo è quello di sburocratizzare
fatta da uomini e quella “col rossetto” di
certi uffici. Il personale è numeroso, non
noi donne. Secondo me è “asessuata”.
ha senso affidare incarichi a ditte esterne
Esiste la buona e la cattiva
anche per i lavori più semplici». La
amministrazione. Magari le donne hanno
trasparenza sarà il filo conduttore
un approccio diverso...». Alla prima
dellʼamministrazione collica. A cominciare
delibera vorrebbe dare un valore
dalla diretta comunale web, «ma che deve
simbolico, un segnale che faccia avvertire
passare dal consiglio comunale per
IL PASSO INDIETRO
Lo scioglimento l’hanno fatto gli elettori
L’onorevole Briguglio fa un passo indietro. «L’intervento del governo ormai è inutile»
Carmelo Briguglio
BARCELLONA. «Lo scioglimento del comune di Barcellona ormai non ha più senso». A parlare è il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Carmelo Briguglio. Briguglio era tra i più agguerrit sostenitori del commissariamento. Ha presentato una
interrogazione parlamentare in cui chiedeva al Ministro degli Interni di decidere sulla scorta della relazione prefettizia prima del voto. Ancora la decisione deve arrivare. «Per me la campagna elettorale è stata in qualche modo “viziata” da questa
indecisione - sostiene il deputato - se oggi decidessero per lo scioglimento se ne
dovrebbero assumere le responsabilità. La gente comune potrebbe pensare: “hanno osservato il risultato e oggi sciolgono Barcellona perchè forse aspettavano un
risultato diverso”. Ecco perchè dovevano farlo prima. A questo punto lo scioglimento lo hanno fatto gli elettori». Fli non ha brillato a Barcellona. «La campagna
elettorale per noi è stata una soluzione di emergenza. Personalmente consideravo scontato lo scioglimento» conclude.
pagina 7
essere approvata».
«Lʼintento è quello di
pubblicizzare al massimo le
scelte dei consiglieri. Eʼ
lʼunico strumento per
difenderci da un
ostruzionismo fine a se
stesso. Ogni consigliere
deve rispondere ai
barcellonesi sul proprio
operato». Il neo sindaco si
dedicherà a rendere più
vivibile la città. «Fino ad oggi
quello che era ordinario era
stato fatto passare per
straordinario. Se i servizi
pubblici iniziassero a
funzionare già cambierebbe
in modo radicale la vita dei
barcellonesi». La
“sindachessa” si sofferma
anche sui veleni che hanno
guastato la festa. A
cominciare dalle
dichiarazioni
dellʼeurodeputato Sonia
Alfano che getta ombre sulla
sua elezione. «Ho fatto parte
della Corda Frates (influente
associazione culturale, ndr),
ma da cinque anni non la frequento più
per una serie di valutazioni personali.
Qualcuno ha cominciato a dire che dietro
di me cʼerano questi ambienti, attribuendo
la mia vittoria a “poteri forti”. Eʼ risaputo,
inoltre, che la famiglia di mio marito è
sempre stata di destra, ma mi è stata
sempre vicino». Lei è stata una dei
firmatari della denuncia sullʼiter di un
centro commerciale che potrebbe portare
allo scioglimento del comune, paventando
la pressione della criminalità organizzata.
Per chi ha votato la mafia a queste
elezioni? «Non ho elementi per dire che
che ho raccolto il voto solo delle persone
oneste, posso però affermare che chi
pensa di avermi votato possa salire sul
carro dei vincitori si sbaglia. Per quanto
riguarda lo scioglimento, a questo punto,
visto la rottura con il passato che questo
non avvenga. Se venissero confermate
perplessità sullʼoperato degli uffici spero
che si prendano provvedimenti mirati».
Mimmo Nania rimane il senatore della
città. Da parte sua cʼè unʼapertura per una
collaborazione? «Ha ribadito più volte di
avere portato a Barcellona 120 milioni di
finanziamento nel corso dellʼultima
legislatura - sottolinea - visto che rimane il
senatore della Repubblica della nostra
città, spero che continui a farlo, e dimostri
che i fondi non arrivavano perchè cʼera il
“suo” sindaco, ma perchè vuole
contribuire a far crescere il territorio. Da
parte mia cʼè la massima collaborazione.
Potremo dialogare anche per difendere i
nostri servizi vitali, a cominciare da una
battaglia congiunta per il rilancio
dellʼospedale». (GIA.C.)
25 MAGGIO 2012
primopiano
MESSINA. Il futuro del sindaco di Messina: dimissioni e poi elezioni. A Palermo
Buzzanca? Resiste
Nania e Formica cadono, Buzzanca, terzo lato del triangolo, tiene duro ancora qualche mese.
Le incognite di un partito in disfacimento ed i rimpianti per gli svincoli che non inaugurerà
DI ALESSIO CASPANELLO
utilissimi per prendere tempo e guardare
come si evolvono le cose. La terza è una
questione di procedure processuali.
Lombardo, infatti, davanti al Gip avrebbe
facoltà di chiedere di accedere al rito
abbreviato condizionato, provvedimento
che devʼessere valutato fuori dallʼudienza
ed è subordinato ad un giudizio:
circostanza,
questa,
che gli
darebbe altri mesi di tempo in sella alla
Regione, dato che intendimento di
Lombardo, ribadito giovedi, è quello di
dimettersi prima dellʼemissione del rinvio a
giudizio. Che si vada a votare a ottobre,
quindi, non è affatto scontato. E per questo
nemmeno le dimissioni di Buzzanca.
PALERMO BATTE ROMA. Che il futuro di
Buzzanca sia fuori da Messina, però,
nessuno lo mette in dubbio. Il campo dagli
equivoci lo ha sgomberato Buzzanca
stesso, lasciando cadere lʼopzione che gli
avrebbe garantito un posto in lista per le
politiche della prossima primavera quando,
qualche mese fa, il sindaco di Messina
sembrava essersi allontanato dal suo
mentore politico Nania per approdare tra le
braccia del tesoriere del Pdl Rocco Crimi.
Lʼevoluzione dello scenario politico, con
la caduta del governo Berlusconi, ed il
crollo verticale del Pdl, hanno riportato
Buzzanca a più miti consigli: Il posto in
parlamento, si andasse a votare con
lʼattuale
MESSINA. Il primo a congratularsi con
Maria Teresa Collica, neo sindaco di
Barcellona, è stato Giuseppe Buzzanca,
via twitter. “A Barcellona i Cittadini hanno
scelto MT Collica. Rispetto per gli Elettori
ed Auguri al neo Sindaco. Buon lavoro!”,
ha scritto lʼultimo vertice del triangolo
sgretolato Mimmo Nania-Santi FormicaBuzzanca. Un inchino al vincitore, quello
del sindaco di Messina, che rende solo di
poco meno amara la pillola che il Pdl
messinese ha dovuto ingoiare, e della
quale Buzzanca, che del partito è
coordinatore provinciale insieme al
deputato Nino Germanà, dovrà provare a
spiegare. Anche perchè Buzzanca alla
guida della città ci resterà ancora per
qualche mese, poi le dimissioni per
partecipare alle regionali di ottobre, da
rassegnare almeno un mese prima. Forse.
IL FUTURO? BOH? Sul futuro politico di
Buzzanca, e su quello della città di Messina
orfana del suo sindaco, pesano però un
paio di questioni. La prima è quella delle
dimissioni del presidente della Regione
Raffaele Lombardo, alle quali
Buzzanca, in più di unʼoccasione, ha
dimostrato di non credere più di
tanto. E dʼaltra parte, un assessore
messinese ha citato la famosa
frase secondo la quale “le
dimissioni si annunciano o si
minacciano, ma non si danno mai”.
La seconda riguarda il futuro
politico di Lombardo, per il quale
qualsiasi ruolo inferiore a
deputato o senatore sarebbe un
ripiego. Tra lʼaltro, la legge gli
consente, in caso di
dimissioni, di nominare un
vicepresidente che
avrebbe facoltà di
governo di sei mesi,
L’ULTIMO DEI MOHICANI. Il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca.
centonove
legge elettorale che blocca le liste, non
sarebbe comunque garantito a tutti quelli
che oggi siedono tra i banchi del Pdl a
Montecitorio e palazzo madama, figurarsi
per chi vorrebbe accedervi dalla porta
principale. E quindi, meglio spendere la
carta di palazzo dei Normanni. Anche qui,
però, Buzzanca dovrebbe fare i conti con
gli scarsissimi entusiasmi che scatena
ormai il suo partito, su una perdita secca di
una decina abbondante di migliaia di voti
della sua corrente sancita alle ultime
amministrative, e sulla mancanza di quella
discreta manciata di voti che appartengono
agli odiati cugini di Fli.
ANCORA UN COMMISSARIO. Le
dimissioni di Buzzanca aprirebbero la porta
ad un altro commissariamento. E, per
Messina, sarebbe il terzo con gli ultimi tre
sindaci. A provocarne due, quindi, sarebbe
lo stesso Buzzanca, già decaduto nel
2003. Probabilmente un record nel record.
Con le dimissioni, Buzzanca
abbandonerebbe il sogno che ha inseguito
sin dal 2008, anno del suo ingresso a
palazzo Zanca da sindaco: inaugurare gli
svincoli, operazione per finanziare la quale,
nel 2011, il comune di Messina ha sforato
di 23 milioni il patto di stabilità. Di contro,
salutando palazzo Zanca lʼattuale sindaco
si tirerebbe fuori da una situazione
finanziaria e sociale che sta diventando
sempre più ingestibile, in cui, paradosso
dei paradossi, chi assicura i servizi
essenziali quali raccolta dei rifiuti, mobilità
e servizi sociali, da mesi non percepisce
stipendio.
SCHIERAMENTI
Amici & nemici
La giunta mugugna ma tiene, i consiglieri del Pdl
si guardano intorno. Ecco chi ha i “mal di pancia”
Franco Mondello
MESSINA. I peggiori nemici, Buzzanca se li è fatti proprio allʼinterno della Giunta. LʼUdc, che in aula ha retto le sorti dellʼalleanza, in
sala giunta è stato sempre più marginalizzato con una serie di atti di
“bullismo” politico, tipo il togliere lʼauto blu al suo vice Franco Mondello. Che, saggiamente, si è tenuto fuori dalla contesa, in attesa di
tempi migliori. Non ha avuto migliore sorte lʼaltro decano del consiglio comunale, Pippo Puglisi, destinato al Commercio e regolarmente scavalcato nelle decisioni di sua competenza da Buzzanca
stesso. Poi ci sono le lotte intestine, tipo quella, palese allʼinizio della legislatura e adesso “carsica”, tra gli assessori allo Sviluppo Gianfranco Scoglio, asso nella manica di Buzzanca, e quello al Territo-
pagina 8
rio Pippo Corvaja, le spalle del quale sono protette dal deputato regionale Nino Beninati. Nel frattempo, anche i consiglieri che hanno
sostenuto la maggioranza per quattro anni, ingoiando rospi di ogni
tipo, iniziano a cantare il de profundis al partito. “Il Pdl non esiste più”,
ormai, più che un sussurro nei corridoi di palazzo Zanca è un mantra. E cʼè chi si guarda intorno. Pippo Capurro, per esempio. Il capogruppo del Pdl in consiglio ha iniziato a manifestare mal di pancia
già da due anni, con dimissioni presentate e poi chiuse in un cassetto, e oggi si prepara ad abbandonare la casa madre, in direzione
centrista. Poi cʼè Giovanna Crifò, che da ex An non è mai stata troppo organica al partito, e che fino a qualche settimana fa era data per
vicinissima al passaggio a Fli. Un incontro con Buzzanca, poi, sembra aver rasserenato gli animi, e Giovanna Crifò, per il momento, resta lì dovʼè. Peppe Chiarella, eletto nella lista civetta Forza Azzurri, ha avuto un attimo di sbandamento in direzione di Italia dei valori. “Ci siamo guardati intorno a trecentosessanta gradi”, minimizza il
consigliere legato a Beninati, ma la realtà parla di qualcosa in più
di un semplice interesse. (A.C.)
25 MAGGIO 2012
Politica
centonove
CONTRIBUTI. Lo scandalo scoppiato con la gestione dell’ex tesoriere tocca la Sicilia
BALLOTTAGGI
Boomerang Margherita
Vittorie solo “minori”
Dopo la presunta “paghetta” ad Enzo Bianco e i 105 mila euro alla società M&S, dalle carte
di Lusi vengono fuori rimborsi risalenti a quando il partito era sciolto. Come i 60 mila a Genovese
PALERMO. Non bastassero gli imbarazzi
sul fronte siciliano, derivati dalla liason con
il presidente della Regione su cui pende
una richiesta di rinvio a giudizio per
concorso esterno in associazione mafiosa,
arrivano da Roma altre bordate sul Pd
siciliano. Bordate che vanno a colpire sia il
fronte contro Raffaele Lombardo, come
Enzo Bianco, che quello a favore,
rappresentato dallʼarea ex Ds di Giuseppe
Lumia e Antonello Cracolici e da
Innovazioni dellʼex Margherita
Francantonio Genovese. Che, nellʼIsola,
è esponente di punta di Beppe Fioroni,
finito sotto i riflettori nellʼambito del caso
dellʼex tesoriere del “defunto” partito, Luigi
Lusi.
DA BIANCO A GENOVESE. Prima è
stato il turno del senatore ed ex sindaco di
Catania. Al Senato, Lusi ha detto che
Bianco percepiva 5000 euro al mese dalle
casse della Margherita e 105 mila
venivano erogati della società M&S
Congressi di Catania, che per il politico
cura convegni e inserzioni per lʼattività.
Circostanze che il senatore ha confermato,
anche se i 5000 servivano per pagare il
suo staff (“collaboratori Cocopro che
sostituivano il personale esodato e le
spese di gestione della sede) e non erano
una “paghetta”. Adesso, come ha rivelato
“Libero”, sono altri sulla ribalta a causa
delle fatture pagate dallʼex tesoriere della
Margherita nel 2009, a partito ormai fuso
nel Pd, per finanziare attività politica e
campagne elettorali di alcuni dirigenti.
Nulla di che, dal punto di vista penale, ma,
secondo il quotidiano, un segnale di come
queste erogazioni potessero rafforzare
candidati più di altri. Candidati dellʼarea
Fioroni, la cui testa di ponte in Sicilia è
Genovese.
LE FATTURE. Le prime due, riferite a
Beppe Fioroni, sono di 200 mila euro
(prestazioni fornite dalla Ser di Roma) e di
96 mila (alla società Miles). Sono tutte
risalenti al 2009, epoca delle europee. La
terza, da 117 mila euro, riguarda le spese
per la campagna elettorale dellʼex
vicedirettore del Tg1, David Sassoli,
mentre la quarta segna il pagamento di 99
mila euro per lʼelezione dellʼex presidente
del consiglio regionale del Lazio, Guido
Milana. Sempre riferibile alle europee, la
fattura da 82 mila euro per sostenere le
spese relative alla corsa di Patrizia Toia.
Lʼultima fattura, infine riguarda
Francantonio Genovese, nel 2009
segretario siciliano del Pd.
60 MILA PER GENOVESE. Anche in
questo caso, la motivazione è quella delle
elezioni europee. Genovese, infatti,
organizzò gli appuntamenti legati alla
candidatura di Rita Borsellino, che poi
risultò eletta. A destare la curiosità del
quotidiano diretto da Maurizio Belpietro,
la circostanza che il Pd avesse impegnato
già le somme per sostenere le campagne
di tutti i candidati e che, quindi, i
RIMBORSATO. Francantonio Genovese
L’EX TESORIERE. Luigi Lusi
finanziamenti dellʼex partito potevano
costituire un vantaggio per alcuni, gli ex
Margherita (che ormai non esisteva più), e
non per gli altri.
GRAMMATICA E PRATICA. In realtà, le
notizie lanciate da Libero hanno
soprattutto un effetto sulla forma, ma, nella
sostanza, allʼinterno del Partito
democratico tutti sapevano e non sussiste
alcun problema. Spiega un aderente che
conosce i conti, ma preferisce restare
anonimo: «Oltre alle somme stanziate dal
Pd in quanto tale, è meglio se per la
campagna elettorale arrivano altri
contributi. Gli ex Ds - continua - non
possono erogarne sol perché i soldi in
Il Pd prevale nei piccoli centri
PALERMO. E il Pd mastica anche amaro per la vittoria di Leoluca Orlando a
Palermo e per il trionfo a Barcellona di
Maria Teresa Collica, che non aveva
appoggiato. Per il resto, il turno di ballottaggio ha visto i democratici fuori
dalle competizioni nei capoluoghi.
Come ad Agrigento, dove Marco Zambuto (Udc più una lista civica) ha sbaragliato Salvatore Pennica (Pdl, Grande Sud, Cantiere popolare più una civica e, in questo secondo turno, sostenuto anche da Fli e Mpa). O a Trapani, dove ha vinto Vito Damiano, appoggiato da 2 liste (Pdl e 1 civica), contro Giuseppe Maurici, (Grande Sud,
Fli, Mpa, Mps, Udc e 2 civiche). Diverso il discorso nei centri più piccoli,
con vittorie dirette e di coalizione a
Marsala, Alcamo, Castelvetrano, Paternò e Floridia.
cassa servono per pagare i debiti
pregressi e i dipedenti, oltre che il
funzionamento, ad esempio, del giornale
lʼUnità. Diverso è il discorso per la
Margherita. Non avendo una struttura
come i Democratici di sinistra, ha avuto
meno spese ed è rimasta con molti soldi in
cassa. Da qui il contributo ai candidati. La
circostanza che fossero tutti suoi
appartenenti - conclude - non ha molto
valore, perché ormai si è tutti del Pd».
INTANTO A PALERMO... “Dopo lo
Tsunami che ha investito il Pd a Palermo,
o convochi un congresso straordinario o
occuperemo la sede del partito”. A
scriverlo al segretario Bersani è stata
Serena Potenza, riconfermata consigliera
del Pd della Quarta circoscrizione di
Palermo. Una lettera che è un segnale di
disagio. Il partito, che si riunirà in
assemblea il 27, è infatti in bilico tra un
commissariamento (si fa il nome di Franco
Marini) o un direttorio. Ed è quasi certo
che passerà questʼultimo. A comporlo
saranno Tonino Russo per lʼarea di
Bernardo Mattarella (anti Lombardo),
Antonello Cracolici, Francantonio
Genovese per Innovazioni e il segretario
dimissionario, Giuseppe Lupo. (D.D.J.)
TRATTATIVE
Monterosso a... Lavoro
così che Lombardo avrebbe già pronto un nome al quale affidare lʼassessorato. È quello di Patrizia Monterosso, già dirigente
generale esterno della Regione, che qualche mese fa aveva provato a rendere vice commissario del Comune di Palermo. La seconda poltrona a liberarsi dovrebbe riguardare lʼassessorato alPALERMO. La data delle dimissioni di Raffaele Lombardo do- lʼEconomia, retto da Gaetano Armao. Lʼesponente della giunvrebbero essere il 28 luglio, in base a unʼintesa raggiunta con il ta, infatti, dovrebbe approdare alla presidenza dellʼIrfis Sicilia. Il
Pd (o una parte di esso). Fino ad allora, ci sarà il temconsiglio di amministrazione di giovedì 14, che avrebpo di rimodulare la giunta di governo, dove un posto
be dovuto formalizzare la nomina, si è però risolto con
disponibile cʼè già, e un altro starebbe per arrivare.
una fumata nera per lʼassenza dellʼunico socio, la ReSolo che due pretendenti mancano allʼappello. Per la
gione Sicilia. Tutto è stato quindi rinviato di quindici
delega al Lavoro, mantenuta dal presidente della Regiorni. In pole position per prendere il posto di Armao
gione dalle dimissioni di Andrea Piraino, cʼera in picʼè Riccardo Savona, esponente di Mps (movimensta Carmelo Lo Monte. Lʼex capogruppo alla Cato rappresentato in aula ma non in giunta), che è lʼatmera del Mpa, insieme al deputato autonomista Lituale presidente della Commissione bilancio. Si atno Leanza, sembrerebbe però intenzionato a non
tende, infine, che Alessandro Aricò di Fli subentri al
entrare più allʼinterno dellʼesecutivo perché contrario
dimissionario assessore tecnico al Territorio, SebaMonterosso
allʼabbraccio elettorale con il Pd alle regionali. Ed è
stiano Di Betta. (D.D.J.)
L’ex dirigente esterno verso l’assessorato
pagina 9
Politica
25 MAGGIO 2012
IN TRIBUNALE. Una nuova informativa sbarca alla Procura. Puntando sul pentito Di Gati
Lombardo, il Ros scrive
Il fascicolo trasmesso il 12 aprile va ad aggiungersi agli atti delle vicende che coinvolgono
il presidente della Regione e il fratello Angelo. Il 28 giugno inizia il dibattimento dal Gup
PALERMO. Il destino giudiziario del
governatore della Regione Siciliana,
Raffaele Lombardo, colpito dalla
sentenza d'imputazione coatta per
concorso esterno in associazione
mafiosa disposta dal gip Luigi Barone lo
scorso 29 marzo, è sempre più legato al
vaglio delle numerosi deposizioni che
sono state fatte giovedì 24 durante il
processo per il reato di voto di scambio
semplice, nel quale il presidente è
imputato insieme al fratello parlamentare
Angelo. Deposizioni alle quali si aggiunge
una nuova informativa del Ros trasmessa
alla Procura il 12 aprile scorso. Una
continua acquisizione di documenti in
un'indagine che ormai conta addirittura
sei filoni separati, i quali, sopratutto nelle
ultime settimane, hanno rallentato la
celerità delle operazioni in continuo
scambio di faldoni e relativi atti
d'indagine. Una chiave di lettura
fondamentale è la sorta di volontà,
comune ad entrambe le parti chiamate in
causa, di essere fisicamente presenti alle
varie udienze in calendario.
Da un lato infatti c'è la Procura della
Repubblica di Catania capeggiata dal
Procuratore Generale Giovanni Salvi,
affiancato dai sostituti procuratori
Carmelo Zuccaro, Antonino Fanara,
Giuseppe Gennaro e Agata
Santonocito. Dall'altro lato oltre al
collegio difensivo, Granata e Ziccone, vi è
il presidente Lombardo in prima persona,
deciso nella sua volontà di voler assistere
di presenza all'evolversi della vicenda
che lo vede direttamente coinvolto.
Un quadro unitario in cui, a spiccare, è
però anche una doppia assenza. Se per
Angelo Lombardo si può parlare di una
sorta di volontà specifica nel rimanere,
almeno fisicamente, fuori dal Palazzo di
Giustizia (è però possibile che venga
ascoltato nell'ambito del processo per
voto di scambio), diversa è l'analisi per la
doppia assenza del Pubblico Ministero,
Carmelo Patanè. Reggente della
Procura etnea nel passaggio tra il vecchio
PRESIDENTE IN PROCURA. Raffaele Lombardo esce da Palazzo di Giustizia
Angelo Lombardo
e il nuovo (da Vincenzo D'Agata a Salvi),
pur sostenendo l'accusa nel processo per
voto di scambio fu il principale fautore
dell'archiviazione per Lombardo dal reato
di concorso esterno in associazione
mafiosa. Allora vennero ritenute
determinanti i dispositivi della sentenza
riguardante Calogero Mannino, ex
deputato della Democrazia Cristiana. Nel
2005, l'ex Ministro vide infatti in sede di
Cassazione annullarsi la condanna
proprio per concorso esterno poiché
venne riscontrato un difetto di
motivazione. Lo stesso ritenuto
riconducibile alla posizione di Raffaele e
Angelo Lombardo.
I NUOVI ATTI. Il fulcro della vicenda
Lombardo ruoto però attorno ai numerosi
collaboratori di giustizia. E, riguardo a
centonove
questo gruppo, c'è pure un ulteriore punto
di domanda. Ai vari D'Aquino, Di Gati,
Sturiale, Iacona potrebbe presto
aggiungersi il capo della famiglia
Santapaola-Ercolano, almeno fino al suo
arresto (datato 2009), che ha
recentemente iniziato una fitta
collaborazione con la Procura etnea.
Nonostante nei verbali dei primi due
interrogatori siano emersi nuovi politici
direttamente citati sulla questione, si
mantiene una linea generale di totale
riserbo. Ad affiancare questa
documentazione dei collaboranti, sarà
protagonista in via ufficiale una nuova
informativa dei Ros di Catania, trasmessa
alla Procura il 12 Aprile ed emersa in tutto
il suo clamore durante il processo per
voto di scambio semplice.
Il maggiore Luigi Arcidiacono ha infatti
reso noto, come il suo ufficio anche dopo
la conclusione ufficiale dell'indagine Iblis,
lʼintegrazione di diversi documenti
d'indagine. In particolare, in relazione alle
varie deposizioni rese a processo da
Maurizio Di Gati. L'ex boss di Cosa
Nostra della Provincia di Agrigento,
arrestato nel 2006 e dichiaratosi
collaboratore di giustizia, è considerato
dai Ros una delle figure chiave delle
dinamiche di Cosa Nostra, soprattutto
per quanto riguarda il settore
imprenditoriale. Sulla sua posizione e su
quella del noto imprenditore Marco
Campione, leader della Girgenti Acque
Spa, sono state fatti ulteriori accertamenti
che dopo un primo “smarrimento” presso
la Procura, sono ufficialmente entrati
negli atti relativi l'udienza camerale.
La prossima udienza, fissata per il 28
giugno, segnerà, dopo l'ormai avvenuta
costituzione ufficiale delle parti, l'inizio del
dibattimento. Tre i possibili sbocchi di
questa vicenda, con una quarta
alternativa ancora mai direttamente
esclusa dalle difese dei Lombardo:
richiesta di rinvio a giudizio, rinvio a
giudizio coatto o archiviazione tranne che
venga richiesto il rito abbreviato e cioè
una sorta di primo grado che viene
affidato alla valutazione del giudice
dell'udienza preliminare.
Il Procuratore Salvi ha sostanzialmente
confermato quanto detto nelle precedenti
interviste, mantenendo una posizione di
assoluta prudenza in merito alla vicenda
Lombardo: «Non vi posso dire nulla,
abbiamo prodotto questa
documentazione e delle attività
integrative di valutazione di queste
dichiarazioni». E, sulla posizione della
procura, un lapidario:« La questione
penso sia abbastanza nota ». (D.D.L.)
LE INCHIESTE
Da Orsa a Iblis
I tre procedimenti che raccontano un sistema
CATANIA. Orsa Maggiore, Dioniso ed infine Iblis. Tre distinti procedimenti che sono vicinissimi, tutti incentrati nell'analisi delle vicende mafiose che negli ultimi 15 anni hanno passato a setaccio il territorio della Sicilia orientale, con
un riferimento particolare, alla famiglia Santapaola di Catania e alla sua influenza e pervasività nel territorio. Iblis, è il
medesimo procedimento che coinvolge il Presidente della
Regione Raffaele Lombardo ed il fratello deputato Angelo
e che nel novembre 2010 portò all'arresto di numerosi imprenditori, uomini politici e boss mafiosi. Un'indagine lunga
e complessa partita proprio dalle ceneri dell'indagine Dioniso che nel 2002 smantellò la consorteria mafiosa nei territori di Niscemi, Francofonte e Lentini. In questo quadro durante
le indagini concluse nel 2010, emersero le figure di primo
piano sia di Vincenzo Aiello, già condannato per mafia ad un
11 anni, con un ruolo di primo piano quale quello di cassiere di Cosa Nostra a Catania, che quella di Rosario Di Dio,
indicato dai Ros all'epoca dei fatti come figura al centro delle dinamiche mafiose nel calatino ma con interessi specifici
nel territorio tra Palagonia e Ramacca. Insieme a loro un elenco di rinviati a giudizio corposo, che è stato suddiviso in tre
diversi procedimenti: il rito abbreviato già in fase di svolgimento, quello per voto di scambio semplice nei confronti dei
Lombardo ed infine il procedimento a carico di Vincenzo
Aiello per il duplice omicidio di Nicola Sedici e Angelo Santapaola. Differente invece l'iter del processo in rito ordinario. Dopo la dichiarazione d'incompetenza a procedere della Corte d'Assise, “l'incombenza” è stata affidata al Tribunale di Catania che, nonostante abbia formalmente dato il via
al processo per consentirne la rapidità, ha impugnato l'avvenuta assegnazione dinnanzi la Corte di Cassazione, per
pagina 10
una pronuncia definitivamente chiarificatrice. Il processo a
carico dei 23 imputati intanto prosegue. Conclusasi la fase
preliminare delle costituzioni di parte civile, avvocati difensori e pubblici ministeri sono passati alla richiesta d'acquisizione degli atti al processo. Centinaia di intercettazioni ambientali ed in carcere verranno trascritte da un pool di periti,
utili secondo il pm Santonocito a meglio definire la vicenda
del parco Commerciale “Tenutella” oggi Centro Sicilia. Nell'ambito del processo verranno inoltre ascoltati numerosi collaboratori di giustizia appartenenti sia alla famiglia di Cosa
Nostra catanese ma anche di fazioni alleate ed opposte. Su
tutti il più attesto è Santo La Causa reggente della famiglia
Ercolano-Santapaola arrestato nel 2009 – esattamente un
anno prima degli arresti di Iblis - durante un summit di mafia
nel territorio etneo di Belpasso. In questa intricata vicenda
un procedimento separato è invece quello su cui il tribunale
etneo propende per un altro imputato eccellente, Vincenzo
Santapaola, figlio di Nitto. (D.D.L.)
centonove
Politica
25 MAGGIO 2012
L’INCHIESTA. L’indagine della Guardia di Finanza mette sotto scacco 28 ex amministratori
Catania, tutti indagati
Tra gli indagati, l’ex sindaco Umberto Scapagnini ma anche l’attuale direttore generale
dell’Irfis Sicilia, Enzo Emanuele. Sono accusati di aver falsificato i bilanci del Comune
DI DARIO DE LUCA
CATANIA. Non sembra poter trovare
una tranquillità amministrativa stabile il
Comune di Catania. Ma neanche la
Regione, che vede indagato il neo
direttore generale dellʼIrfis Sicilia,
Vincenzo Emanuele. Una nuova
inchiesta condotta dalla Guardia di
Finanza, guidata dal nuovo
comandante provinciale Francesco
Gazzani e coordinata dalla Procura
della Repubblica, ha portato infatti alla
notifica di 28 avvisi di garanzia per reati
connessi alla gestione finanziaria di
Palazzo degli Elefanti nel periodo che
va dal 2005 al 2008, in piena giunta
Scapagnini. Un nuovo scandalo, che si
aggiunge alla già nutrita lista di
procedimenti giudiziari ed inchieste che
hanno rappresentato una costante sia
per l'amministrazione dell'ex Sindaco
(ed ex Commissario Straordinario per
l'emergenza traffico) che per l'intera
città, sempre con maggiore frequenza
travolta da scandali. Basti ricordare il
primo procedimento per il “Buco di
bilancio” della giunta Scapagnini, il
processo per la costruzione dei
parcheggi cittadini (attualmente in
appello dopo l'assoluzione degli
imputati in primo grado), lo scandalo
servizi sociali e i diversi procedimenti
per la progressione verticale dei
dipendenti dell'ente, in cui è arrivata la
recente archiviazione della posizione
del Presidente della Regione, Raffaele
Lombardo.
GLI INDAGATI. La nutrita lista è aperta
proprio dall'ex sindaco di Catania,
Umberto Scapagnini. Insieme a lui,
l'ex responsabile del servizio di
ragioneria Vincenzo Castorina e gli ex
assessori Francesco Caruso,
Giuseppe Maimone, Giuseppe Arena,
Giovanni Vasta e Giuseppe Siciliano,
tutti appartenenti alla prima giunta
Scapagnini. Notifica di avviso di
TEMPI ANDATI. Silvio Berlusconi omaggiato da Umberto Scapagnini
garanzia anche per i componenti della
seconda giunta, quella che guidò
Catania fino al 2008, quando poi
Scapagnini rassegnò le sue dimissioni
e venne eletto deputato nelle liste del
Popolo delle Libertà. Fanno parte di
questo gruppo Stefania Gulino,
Salvatore Santamaria, Filippo Drago,
Mario De Felice, Domenico Rotella
(attualmente assessore alla Provincia
di Catania) e Giuseppe Zappalà. Nella
lunga lista figura anche il nome di
Vincenzo Emanuele, guida di
transizione tra l'ultima giunta
Scapagnini e la prima, attualmente in
carica, guidata del Sindaco Raffaele
Stancanelli. Emanuele, ex Ragioniere
generale della Regione Siciliana è stato
infatti anche ex Commissario
L’EX COMMISSARIO. Enzo Emanuele
straordinario di Palazzo degli elefanti
proprio dopo le dimissioni di
Scapagnini.
GLI ALTRI NOMI. A completare la lista,
quelli di Mario DʼAntoni, Placido
Castorina, Santo Cimellaro,
Francesco Bruno, Gaetano Tafuri,
Luigi Asero, Carmelo Pricoco, Mario
Brancato, Orazio DʼAntoni, Fabio
Fatuzzo, Silvana Grasso, Vincenzo
Oliva e Carmela Schillaci.
I REATI CONTESTATI. A vario titolo,
secondo il pubblico ministero
Alessandra Chiavegatti, esperta per i
reati nella pubblica amministrazione, i
28 indagati avrebbero contribuito alla
falsificazione dei bilanci comunali,
inducendo i consiglieri comunali
all'approvazione di atti falsificati. Sotto
l'occhio della magistratura sono finite
anche la gestione finanziaria delle
cosiddette municipalizzate come l'Amt,
l'Azienda Municipale Trasporti, e la
Sidra che si occupa della gestione
dell'acquedotto etneo.
LE PRECEDENTI INCHIESTE. Le
vicende giudiziarie legate al buco di
bilancio del Comune di Catania avevano
già nel recente passato trovato un punto
di approdo in primo grado di giudizio.
Nell'ottobre 2011 erano stati infatti
emessi i primi verdetti per il reato di falso
ideologico. L'accusa, sostenuta dai
Pubblici Ministeri Giuseppe Gennaro e
Andrea Ursino, convinse il giudice
monocratico Alfredo Cavallaro della
colpevolezza a vario titolo sia di
Scapagnini (2 anni e 9 mesi) che di
numerosi assessori della sua giunta
condannati con pene fino a 2 anni e 3
mesi, secondo i magistrati, la giunta
Scapagnini nel formulare il bilancio del
2004 avrebbe previsto una copertura del
disavanzo di 40 milioni di euro, indicando
vendite di immobili che non potevano
avvenire. Stesso discorso e stesso
disavanzo per il rendiconto 2005.
Nellʼinchiesta entrò anche “Catania
Risorse“, società creata dal comune per
vendere immobili e fare cassa. Beni
risultati però inalienabili. Secondo,
lʼaccusa, dunque, i bilanci erano stati
truccati ad arte. Nell'attesa quindi di
ulteriori risvolti in merito alla nuova
vicenda giudiziaria,le uniche
dichiarazioni sono state quelle dell'ex
assessore Vasta affidate ad una piccola
nota comparsa sul quotidiano on-line
Live Sicilia « Ci sono ventotto nuovi
indagati per reati anche gravi come
associazione a delinquere, peculato e
falso e abuso d'ufficio, se ho capito bene,
ho visto l'atto soltanto per pochi minuti».
LA DIFESA
Guido Ziccone minimizza
Per l’avvocato, tutto “era conforme alle leggi”
Guido Ziccone con un collaboratore
CATANIA. Lo studio dell'avvocato Guido Ziccone difensore dell'ex Sindaco di Catania Umberto Scapagnini (ma anche del presidente della Regione, Raffaele Lombardo) ha diffuso nelle ore
immediatamente successive alla diffusione della notizia relativa
all'apertura di un nuovo procedimento giudiziario una nota, cercando di chiarire la posizione del suo assistito.
Ecco quanto ha scritto il legale dellʼex primo cittadino etneo:
“Lʼavviso di Conclusione delle Indagini Preliminari, attualmente in corso di notifica per lʼex Sindaco di Catania Umberto Scapagnini e altri 26 indagati – tra ex assessori e funzionari responsabili dei servizi dei vari rami dellʼamministrazione – rappresenta il secondo atto (ovviamente, strettamente connesso
al primo) del cosiddetto processo per il "Buco di Bilancio". Comʼè
pagina 11
noto questʼultimo è già stato oggetto del giudizio di primo grado (sentenza emanata dal Giudice del Tribunale di Catania, Cavallaro) e avverso la sentenza è stato presentato appello dagli
imputati. Lʼaccusa è per tutti di falso in atto pubblico (articolo
479 del Codice Penale) ed i fatti si riferiscono ai Bilanci Preventivi del Comune, e agli atti connessi, e sono compresi in un
periodo che va dal 2005 al 2008. La responsabilità dei falsi non
viene addebitata ai componenti il Consiglio Comunale di quegli anni, giacché viene contestato lʼarticolo 48 del Codice Penale, secondo il quale i consiglieri sarebbero stati indotti in errore dai componenti della Giunta e dai Funzionari. Già nel primo processo il sindaco Scapagnini aveva dichiarato che il suo
comportamento - come pure quello della Giunta e dei Funzionari - era perfettamente conforme alle leggi contabili ed ispirato allʼinteresse della Città come, per altro, dimostrato dallʼadesione del Consiglio Comunale dopo ampio ed approfondito dibattito».
D.D.L.
Politica
25 MAGGIO 2012
centonove
RITARDI FATALI. Servirebbero due milioni e mezzo al mese, ne arrivano 1,8. Mai puntuali
Messinambiente a rate
Dilazioni non pagate con Inps ed Agenzia delle entrate generano quattro milioni
di multe ed interessi. RItirato il Durc, il liquidatore Di Maria pronto a lasciare. Ecco perchè
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. La buona notizia, per
Messinambiente, è che lʼAto3 ha rinunciato
a mettere a gara i servizi di raccolta e
spazzamento che attualmente la
partecipata di via Dogali svolge per conto
del comune di Messina, il che significa
proroga “sine die” dei lavori, senza il fiato
sul collo di un bando che, con lʼaffidamento
del servizio ad un privato terzo,
rappresenterebbe la fine di
Messinambiente. La cattiva notizia è che
nonostante lo stop al bando, i giorni per la
partecipata sembrano lo stesso contati.
GIORNI CONTATI. Lʼultima di una nutrita
serie di tegole sulla testa di
Messinambiente è arrivata alla fine di
marzo, quando lʼInps ha comunicato la
revoca del Durc, il documento di regolarità
contributiva che lʼazienda aveva
faticosamente ottenuto dopo una
sanguinosissima rateizzazione
dellʼimmenso debito accumulato nei
confronti dellʼistituto di previdenza.
Rateizzazione che non è stata rispettata, al
pari di quella concessa dallʼAgenzia delle
entrate per debiti fiscali derivanti da tasse
non pagate durante il decennio
precedente: sedici milioni di euro che la
guardia di Finanza ha scovato dopo
unʼispezione di otto mesi, che hanno
partorito una mega cartella esattoriale,
anchʼessa rateizzata e anchʼessa pagata
fino a che in cassa cʼera liquidità sufficiente
per far fronte a tutte le spese. Una
situazione che si trascina da qualche anno.
Da un documento di fine 2010, allʼinterno
del quale lʼallora amministratore della
società Nino Dalmazio, nel passare le
consegne al successore Armando Di
Maria (che oggi di Messinambiente è il
liquidatore), lanciava un suggerimento:
paga le tasse ed i contributi. Di Maria si
passa una mano sul cuore, e invece di
mettere a posto la parte contributiva e
fiscale, sceglie di pagare gli stipendi ai
lavoratori. Ne otterrà un processo per
Armando Di Maria
IN ATTESA DI TEMPI MIGLIORI. Dipendenti di Messinambiente
evasione contributiva (reato penale se non
si versano contributi per più di
cinquantamila euro) e nemmeno un grazie.
Eʼ lʼinizio della fine.
RATEIZZO MA NON POSSO PAGARE.
Ci aveva provato, Di Maria, a far risalire la
china a Messinambiente. E ha preso il
classico “muro di faccia”. Perchè la
matematica non è unʼopinione, nemmeno
per le finanze creative del comune di
Messina. Alla partecipata di via Dogali,
ogni mese, lʼAto3 trasferisce, quando se lo
ricorda, un milione e 800mila euro, più o
meno. Esattamente quanto spende
Messinambiente mensilmente per il
pagamento degli stipendi. E basta. Quindi
ammortamenti, rateizzazioni e forniture
restano fuori. “Servirebbero due milioni e
mezzo più iva”, ha spiegato per mesi Di
Maria, che limando qua e là (“il 6% in tutti i
settori”, spiega) è arrivato a fari bastare,
teoricamente, due milioni e qualcosa al
mese. Che non sono mai arrivati. Il
risultato? “Quattro milioni di multe e
interessi sulle rate non pagate”, sospira il
liquidatore. Che ha preso una decisione
alla “muoia Sansone con tutti i filistei.
LE DECISIONI IRREVOCABILI. Dieci
giorni di tempo. Eʼ la “deadline” che Di
Maria si è imposto dieci giorni di tempo per
imprimere una svolta alla situazione. In
dieci giorni, ci saranno incontri con il
sindaco Buzzanca, in rappresentanza del
socio di maggioranza (99 e qualcosa
percento) di Messinambiente per avere
rassicurazioni sul futuro, sul mantenimento
dei servizi, e sui due milioni e rotti che
servono a Messinambiente per andare
avanti. In mancanza di notizie sono pronte
le dimissioni, sue e dei tre membri del
collegio dei sindaci Carmelo Brigandì,
Agata Rinciari e Gaetana De Luca.
Questo, e la consegna dei libri contabili in
tribunale.
ZOOM
La partecipata in agonia
“Omissione o tardivo pagamento dei tributi hanno inficiato
i risultati economici”. La spiegazione nella relazione
Antonio Ruggeri
MESSINA. Messinambiente? Deve morire. Lo ha deciso lʼamministrazione guidata da Giuseppe Buzzanca. E non per la decisione
di mettere il liquidazione la partecipata, atto dovuto per legge dopo
tre bilanci consecutivi in rosso, e un intaccamento del capitale sociale tale da non poter più garantire i creditori. La morte di Messinambiente è stata decisa non mettendo la partecipata in condizione
di onorare i debiti. Lo spiega molto chiaramente la relazione al bilancio 2010 firmata da Di Maria che, allʼepoca, ne era ancora amministratore. “La grave inadempienza relativa al mancato pagamento dei servizi resi ha causato lʼomissione o il tardivo versamento dei tributi, e conseguentemente ha determinato onerosi stanzia-
pagina 12
menti di sanzioni e interessi, che hanno inficiato i risultati economici dei bilanci dei relativi esercizi per un totale di 7 milioni e 952mila
euro”. Come si è arrivati alla spaventosa cifra? Sommando multe e
sanzioni che risalgono al 2007, anno in cui Inps ed Agenzia delle entrate hanno iniziato a presentarsi agli uffici di via Salandra con le calcolatrici alla mano: 676mila euro nel 2007, 734mila nel 2008, due
milioni tondi tondi nel 2009 e 4 milioni e 687mila euro nel 2010. Quanto basta per decimare le “velleità” di sopravvivenza di Messinambiente. Poi ci sono i cugini dellʼAto3, la società ancʼessa il liquidazione e amministrata da Antonio Ruggeri che riceve dal comune
di Messina le somme destinate allʼigiene pubblica e le gira a Messinambiente. Tra le due partecipate cʼè in bilico un contenzioso da oltre 24 milioni di euro, che Messinambiente reclama per servizi che
invece lʼAto3 non riconosce. E poi cʼè lʼindotto. Sono una ventina le
aziende che forniscono Messinambiente, e che subiscono i disagi
patiti dalla partecipata a causa dei ritardi. Ritardi che significano, per
chi vanta crediti nei confronti della partecipata, stipendi arretrati, tasse non pagate, cartelle esattoriali, sanzioni. (A.C.)
centonove
Politica
25 MAGGIO 2012
Palazzo Zanca, sede del comune di Messina.
MESSINA. Arrivano i trasferimenti di Stato e Regione. Inferiori a quanto ci si attendeva
Caro Monti ti scrivo...
Il sindaco Giuseppe Buzzanca chiede cinquanta milioni al presidente del Consiglio, a palazzo Zanca
ne accreditano 33. E la Cgil lancia l’allarme: “Come si fa a farseli bastare fino ad ottobre?”
MESSINA. La richiesta era di cinquanta
milioni di euro, il ministero dellʼEconomia
di milioni di euro ne ha accreditati 33 e
769mila. Un bel problema, per il comune
di Messina, da qualche settimana in netta
sofferenza finanziaria. Una sofferenza
della quale il sindaco Giuseppe
Buzzanca aveva messo al corrente il
presidente del Consiglio dei ministri
Mario Monti. Che però non sʼè intenerito.
“CARO MARIO MONTI...”. “Questo
Comune - scriveva Buzzanca a Monti
allʼinizio di maggio - si trova in una
particolare situazione di carenza di
liquidità di cassa, e rischia di non poter
garantire neanche i servizi essenziali, tra i
quali lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, il trasporto pubblico e lʼerogazione
dei servizi sociali, nonchè il pagamento
delle retribuzioni agli oltre millesettecento
dipendenti comunali, con gravi
ripercussioni sullʼordine pubblico e riflessi
sulla salute e sicurezza della
cittadinanza. Si sollecitano pertanto conclude la lettera firmata anche dal
ragioniere generale Nando Coglitore - a
voler disporre lʼaccreditamento delle
somme relative ai trasferimenti assegnati
e di seguito indicati”. Prima dei saluti,
Buzzanca e Coglitore si dichiarano “ certi
di un cortese riscontro nellʼinteresse
supremo della comunità amministrata”.
LE RICHIESTE... Cosa hanno chiesto
sindaco e ragioniere generale al
Governo? Un milione e 684 euro di saldo
per il contributo ordinario 2011, nove
milioni e 267mila euro di saldo per il primo
acconto del 2012, e poi la “botta”, trenta
milioni e 890mila euro per il secondo
acconto dei trasferimenti statali del 2012.
Poi ci sono le richieste alla regione,
inviate, con la stessa lettera,
allʼassessore alle Finanze Gaetano
Armao: le due tranche delle trimestralità
2012, ciascuna da tre milioni e mezzo. In
tutto fanno quasi quarantadue milioni da
Roma, e sette da Palermo. Quasi
cinquanta milioni in totale.
...E I PAGAMENTI. Quanti ne sono stati
ottenuti? Molti meno. Mercoledi 23
maggio, alla tesoreria di palazzo Zanca
vengono accreditate tre tranches di
pagamenti. La prima, da diciotto milioni e
263mila euro, viene imputata al capitolo
“contributi perequazione squilibri fiscalità
locale”. Una seconda, da qualche
spicciolo in meno di sette milioni, va sotto
la voce “contributi consolidati” e lʼultima,
da otto milioni e duecentomila euro, è
etichettata “contributi ordinari”. In tutto
fanno poco più di trentatre milioni e
500mila euro. Che fanno il paio con i
309mila euro accreditati cinque giorni
prima, il 18 maggio, come “contributo per
lo sviluppo degli investimenti. Una notizia
che ha gettato nel panico i sindacati.
CGIL ALLʼATTACCO. Il primo a
muoversi è stato la Cgil. In un comunicato
il segretario generale Clara Crocè ha
messo in fila i pagamenti ai quali si
dovrebbe far fronte: nove milioni di euro
di stipendi ed oneri riflessi a vario titolo
dovuti ad Ato e Messinambiente per i
mesi di marzo, aprile e maggio, sei milioni
di euro dovuti ai dipendenti comunali per
lo stipendio di maggio, un milione e
mezzo di stipendi e servizi delle coop e
um milione allʼAtm per gli stipendi di
maggio. “Tutto questo mette a rischio il
proseguire delle normali attività di
gestione - sottolinea Clara Crocè - anche
perchè occorre aggiungere i pagamenti
delle spese correnti per la gestione
dellʼEnte che presumibilmente si aggirano
intorno ai sedici milioni di euro. Queste
somme non sono sufficienti ad onorare gli
impegni assunti e le spettanze dovute, e
tirare fino alle prossime erogazioni di
trasferimenti nazionali e regionali, ad
ottobre, sarà unʼimpresa. Bisogna fare
una priorità dei pagamenti - conclude la
sindacalista - e in testa vanno le
spettanze dei lavoratori”. (A.C.)
I NOSTRI ERRORI
Nello scorso numero di Centonove,
allʼinterno della rubrica “chi scende”, a Carmelo Conti è stata erroneamente attribuita la carica di titolare della cooperativa Futura. In
realtà Conti non è più presidente della coop da tempo, e ne è stato dipendente fino alla fine del 2011, per
poi transitare alla cooperativa Cas a
febbraio del 2012. Ci scusiamo dellʼerrore con lʼinteressato e con i lettori.
TRIBUNALE
Tutta colpa del patronato
Il Gup MariaTeresa Arena deciderà sul rinvio a giudizio
per Benito e Carmelo Santalco. Le motivazioni
Benito e Carmelo Santalco
MESSINA. Lʼappuntamento è davanti al giudice per le udienze
preliminari Maria Teresa Arena, il 29 maggio. Benito e Carmelo Santalco, padre e figlio, compariranno davanti al giudice
che deciderà sul rinvio a giudizio per le accuse, rispettivamente, di concussione e peculato. Secondo lʼaccusa, Benito Santalco avrebbe costretto un dipendente del patronato Easa, del
quale era presidente, a versare 258 euro mensili ad un terzo,
pensionato e dipendente senza contratto per lo stesso patronato, dal 2001 al 2006. A Carmelo Santalco, invece, il pubblico
ministero Stefano Ammendola contesta lʼappropriazione di
fondi del patronato (insieme al padre) e 461 euro di telefonate
pagina 13
non istituzionali compiute dal suo ufficio al comune di Messina
durante il periodo in cui è stato assessore allʼE-government, prima delle dimissioni rassegnate in seguito allʼinchiesta.
A cosa servivano i fondi sottratti al sindacato Sadacasartigiani? Al pagamento della bolletta Amam della casa con piscina di
benito Santalco a Rometta, spiega il Pm nelle richieste di rinvio
a giudizio, o al pagamento della luce votiva al cimitero per i familiari defunti. Tra i pagamenti, il Pm ha rintracciato anche quelli della Tarsu, la tassa sui rifiuti, per appartamenti a Taverna in
provincia di Catanzaro, a Rometta ed a Messina, in viale san
Martino, e per contravvenzioni al codice della strada elevate in
Sardegna, a Roma ed a Messina. Il Pm contesta a Benito Santalco anche la sottrazione di fondi per il pagamento della quota annuale di iscrizione allʼalbo dei giornalisti. Senonchè Benito Santalco non risulta iscritto allʼalbo dei giornalisti. Anni fa,
però, il Sadacasa aveva partorito un giornale per gli iscritti, e in
qualità di editore, pagava chi sul giornale ci scriveva. Quindi anche Benito Santalco. (A.C.)
Politica
8 AGOSTO 2008
S. TERESA DI RIVA. Il sindaco disegna le prime mosse dell’amministrazione. A partire dal bilancio
centonove
SAN PIER NICETO
I tagli di De Luca
Ruggeri e Pitrone
rinunciano all’aula
Il capo dell’esecutivo, che anticipa la scalata alla Presidenza della Regione, limiterà gli affitti passivi
e ridurrà il numero dei dipartimenti. Cicala, Frulli e Casablanca conquistano uno scranno
I due componenti dell’esecutivo
sostituiti da Nastasi e Mollura
DI MASSIMO FERRARO
SANTA TERESA DI RIVA. Un continuo
bagno di folla accompagna le prime
uscite ufficiali dellʼamministrazione De
Luca. In attesa di candidarsi alla
Presidenza della Regione (questa la sua
ultima uscita mediatica) ha partecipato
alla prima seduta di consiglio nella quale
si è registrata una presenza in massa di
cittadini come non si era mai vista nel
centro della riviera jonica messinese. Per
consentire a tutti di seguire i lavori
inaugurali è stato necessario installare
uno schermo gigante in Piazza Municipio.
Dopo il giuramento dei consiglieri e le
conseguenti dimissioni degli assessori
eletti nella lista Sicilia Vera si è proceduto
allo “scivolamento” che ha consentito
lʼingresso in aula anche a Sandro
Casablanca, Simona Frulli e Massimo
Cicala. Si è continuato con lʼelezione del
presidente del consiglio (dieci voti a
favore e cinque bianche ) nel nome di
Danilo Lo Giudice che ha detto di “essere
a disposizione di tutte le componenti
rappresentate e di voler aprire una nuova
pagina nella storia politica cittadina
allʼinsegna del confronto e del dialogo”. Il
gruppo di minoranza ha accettato il
segnale di apertura lanciato dal neosindaco e incassato lʼelezione del
vicepresidente del consiglio indicando
Santino Veri (Pdl, area Buzzanca ) che
appena eletto ha sottolineato di “essere
stato chiamato dai cittadini a curare gli
interessi collettivi, quindi non ha senso
fare opposizione pregiudizievole”,
esternando al tempo stesso “la fermezza
nel mantenere la posizione politica di
minoranza senza salti di staccionata che
non ho mai condiviso”. Successivamente
i nuclei consiliari hanno nominato i
rispettivi capo-gruppo. Per la
maggioranza Salvatore Triolo con
Massimo Cicala vice; per la minoranza
David Trimarchi con Franco Brancato
pronto a sostituirlo. Un clima distensivo
Cateno De Luca e Danilo Lo Giudice
del tutto nuovo quello che si è respirato
nella seduta di apertura di questa
legislatura che sembra aver sepolto,
stando alle prime avvisaglie, anni di lotte
e scontri pesantissimi che hanno
interessato in passato anche le aule dei
tribunali. A conferma di questa nuova aria
che tira al momento nella casa
municipale il discorso conclusivo del neo
sindaco, molto pacato ed istituzionale.
Dopo aver ricordato la morte del giudice
Falcone, Cateno De Luca ha omaggiato
tutti i consiglieri di un libro di Voltaire e
rivolgendosi agli esponenti eletti in Città
Libera ha detto: «da parte mia non
vedrete mai la corsa ad acquisire meriti in
via esclusiva, avrete tutta la mia
disponibilità nel recepire le vostre
proposte ed il vostro contributo in quanto
la mia stanza in municipio è aperta a tutti
voi indistintamente se avete o meno
sostenuto la mia candidatura». «Il mio
desiderio - ha continuato il primo cittadino
- è quello di creare una
grande squadra coesa,
anche se con le giuste
differenziazioni, con un
dialogo ed un confronto
continuo tra le forse
politiche presenti che
insieme agli impiegati
mettano i cittadini nelle
migliori condizioni
nellʼutilizzo dei servizi
comunali». Lʼesecutivo
municipale, intanto
comincia, a dettare le
proprie linee e procede in
quella che è una linea
austerity nel tentativi di
approvare un bilancio
che è rimasto nel
cassetto. Per
raggiungere lʼobiettivo
del pareggio dei conti è
necessario operare una
serie di tagli, in questo
senso nelle intenzioni del
deputato regionale è prioritaria la
riduzione delle aree di direzione
amministrativa dalle otto attuali a tre. A
seguire saranno rescissi contratti di
locazione per fitti passivi che
appesantiscono al situazione debitoria. In
attesa che il bilancio venga approvato è
stato istituito un albo di ditte e cittadini
che volontariamente possono dare il
proprio contributo alla cosa pubblica.
Lʼesperimento ha avuto un notevole
successo e parecchie piazze sono già
state ripuliti. Sul piano politico la
campagna elettorale comincia a produrre
i primi effetti ed in tal senso si registra il
distacco dellʼex consigliere Vittorio
Chillemi dal gruppo Pdl area Formica
insieme al suo gruppo comprensoriale
“jonica in movimento “. Al momento
lʼesponente della frazione Misserio non
ha preso nessuna decisione ma potrebbe
finire nelle braccia di Cateno De Luca e
ritornare da dove era partito nel 2007,
Sicilia Vera.
NOVARA DI SICILIA
Bertolami svela gli incarichi
Assegnate le deleghe. Imbesi confermato presidente
NOVARA DI SICILIA. Eʼ previsto per oggi venerdì 25 maggio lʼinsediamento del rinnovato consiglio comunale di Novara di Sicilia.
Il sindaco Gino Bertolami conferma che non vi saranno sorprese
dellʼultima ora. «Come da accordi pre-elettorali indipendentemente dal numero di voti raggiunto - puntualizza - i consiglieri Aldo Imbesi e Loredana Orlando, ricopriranno le cariche rispettivamente
di presidente e di vice-presidente del consiglio. In questi giorni prosegue il professore - ho già assegnato le deleghe ai quattro assessori indicati, quando ho presentato la mia candidatura». Salvatore Bartolotta, oltre a ricoprire la carica di vice-sindaco ,sarà
lʼassessore al Turismo. Per lui si tratta di una riconferma poiché
nella passata legislatura con il sindaco Michele Truscello aveva le
identiche deleghe. A Gino Sofia è andata la delega ai Lavori Pubblici e beni architettonici. «Si tratta di persona molto competente
nel settore poiché è un archeologo ed attualmente dirige il museo
di Tripi» sottolinea il primo cittadino. Alla commercialista Giuseppina Carrozzo è toccato il settore economico, mentre allʼinfermiere professionale, Renato Buemi, lʼunico degli assessori non scelto tra i consiglieri eletti, è toccata la Sanità. «Io mi occuperò anche
di agricoltura e personale vera e propria “ patata bollente ”, di tante amministrazioni comunali - continua - abbiamo cercato di allestire una squadra di persone competenti nei loro settori e soprattutto che assicurano una presenza quotidiana nel paese». Il meccanismo della surroga permetterà al giovanissimo Sofia Alessandro, uno studente liceale, assieme a Giuseppe Calderone e Andrea Catalfamo di sedere tra gli otto consiglieri di maggioranza. Per
la minoranza, se non ci saranno novità dellʼultimo minuto, Daniele Raccuia sarà il capogruppo della lista “Fare per Crescere” che
appoggiava Luigi Munafò il candidato sindaco sconfitto.
Enzo Baglione
pagina 14
SAN PIER NICETO. A lasciare il doppio
incarico di consigliere-assessore saranno gli assessori Francesca Pitrone
e Francesco Ruggeri. Ancora non è ufficiale ma la decisione è stata già presa. Anche se la nuova legge elettorale
consente di mantenere il doppio ruolo,
i due componenti della giunta hanno
deciso di cedere le poltrone del consiglio ai primi dei non eletti, Rosaria Nastasi e Rosa Mollura. La scelta era necessaria visto che i quattro esponenti
dellʼesecutivo Calderone erano stati
eletti in aula e solo due potevano mantenere il doppio ruolo. Ma non si conoscevano i nomi. Il criterio scelto dalla
coalizione prevede che chi rimane in
consiglio farà lʼassessore per metà legislatura, agevolando un turn over.
Nella prima seduta di consiglio comunale è stato eletto presidente Domeni-
La nuova giunta
co Nastasi, il più votato dagli elettori
con 155 preferenze, al quarto mandato da consigliere. Vice presidente è risultato eletto con 10 voti Domenico Puliafito. I componenti di maggioranza
(San Pier Niceto nel cuore) oltre a Nastasi, sono Francesco Ruggeri, Giuseppe Rosario Calogero, Francesco
Previte, Domenico Puliafito, Francesca Pitrone, Santi Battaglia, Rocco
Maimone, Michele Micale e Francesco
Gitto. Ad occupare gli scranni della minoranza, Valentina Formica, Valentina
Gangemi, Nunziato Di Giovanni, Francesco Amato e Giambattista Certo. A
seguire il giuramento del neo sindaco
Luigi Calderone che ha voluto ricordare il progetto di rinnovamento e di crescita. A frenare gli entusiasmi, però è
stato il consigliere di minoranza Francesco Amato, il quale ha sottolineato
che il suo gruppo difficilmente appoggerà le proposte della maggioranza.
Calderone ha poi proceduto alla nomina dei quattro assessori: per la quota
rosa Francesca Pitrone con delega a
pari opportunità, pubblica istruzione,
beni culturali; Francesco Ruggeri vice
sindaco con delega ad Urbanistica,
contenzioso, sviluppo ecologico,
commercio, servizi sociali bilancio;
Francesco Previte con delega a patrimonio, lavori pubblici, territorio e viabilità; Rocco Maimone con delega a
sport, Turismo, servizi cimiteriali e ambiente.
centonove
Politica
25 MAGGIO 2012
PATTI. I consiglieri contestano il cambio di destinazione d’uso di Palazzo Calvagno
PIRAINO
E io mi affitto l’auditorium
Se l’assessore
non è...Amato
In una interrogazione chiedono se l’immobile restaurato con oltre un milione e mezzo di euro
per ospitare un museo musicale sarà “ceduto” ad una scuola privata. Al comune bocche cucite
Il medico rompe con il sindaco
Maniaci. Al suo posto entra Natoli
DI
PAMELA ARENA
PATTI. Era stato restaurato per ospitare
lʼauditorium del comune, ma rischia di
essere gestito da un associazione in
forma privata. Questa è la fine che
potrebbe fare Palazzo Calvagno. I
consiglieri di opposizione non ci stanno
alla modifica della destinazione dʼuso
del fabbricato di Piazza Cavour, da tutti
conosciuto come Palazzo Calvagno,
che con la prima delibera di giunta 2007
era stato destinatario di un “progetto per
la sistemazione ad Auditorium con
annessi sala convegno - emeroteca museo musicale” il cui costo
complessivo ammontava a 1.675,622
euro, gran parte dei quali (quasi un
milione e mezzo) finanziati
dallʼAssessorato dei Lavori Pubblici.
Pare, infatti, che lo scorso mese di
aprile, lʼamministrazione comunale
abbia approvato lo schema di contratto
di concessione in comodato dʼuso
gratuito di una parte dei locali del
palazzo allʼIsia (Istituto Superiore di
Industrie Artistiche Filippo Juvara) per la
realizzazione di un museo didattico di
arte contemporanea i cui corsi sono a
titolo oneroso. Oltretutto lo stesso
comune di Patti si prende anche
lʼimpegno di fornire il servizio di
vigilanza. A tal proposito i consiglieri
Michele Mastronardi, Cettina Ravidà,
Giorgio De Luca
Il sindaco Mauro Aquino
Nino Gigante, Domenico Pontillo, Felice
Impalà, Filippo Tripoli, Pasqualino La
Macchia, Rosolino Sidoti, Giacomo
Prinzi, Giuseppe Bisagni, Giorgio De
Luca, Giorgio Cangemi, Giovanni Di
Santo e Giovanni Franchina, giorni fa
hanno presentato al sindaco Mauro
Aquino e al segretario generale Fabio
Battista, unʼinterrogazione relativa alla
destinazione. Secondo i consiglieri
firmatari dellʼinterrogazione “una simile
concessione dellʼimmobile, oltre allʼ
ulteriore onere a carico del comune,
potrebbe prefigurare gli estremi di
danno erariale e comunque la non
opportunità di sottrarre lʼimmobile
di che trattasi ad una completa fruizione
pubblica a vantaggio di evidenti
interessi privati. In assenza di uno
specifico regolamento per la
concessione in uso di beni dellʼEnte o
nella gestione dello stesso – si legge
ancora nellʼinterrogazione - è opportuno
soprassedere alla concessione di beni
comunali, sino a che il Comune non si
doti di tale strumento». Sulla stessa
linea anche il consigliere provinciale del
Pd, Luigi Gullo. “Com'era stato
annunciato anche in campagna
elettorale – sostiene Gullo- sarebbe
stato più utile e in linea con la
destinazione dello storico immobile,
individuare alcuni locali per la banda
musicale, istituendo, poi, qui una
sezione distaccata del conservatorio
“Corelli” di Messina per gli strumenti a
fiato. Questa sarebbe stata tra le
destinazioni più logiche e sempre di
carattere esclusivamente pubblico». Dal
comune risponde il segretario generale,
Fabio Battista: «Si tratta di un
argomento di grande importanza di cui,
però, dobbiamo ancora discutere con il
sindaco».
PIRAINO. Baruffe politiche per la nomina della giunta municipale. Ciò nonostante i buoni auspici di “unʼAlba
Nuova per Piraino”, slogan della dottoressa e neo sindaco Gina Maniaci.
Il medico Carlo Amato, sostenitore
esterno della lista di Maniaci, intervenuto anche in comizi nella recente
competizione elettorale, ha rinunciato allʼincarico di assessore ancor prima di essere nominato ufficialmente.
Tutti in paese sapevano che Amato e
Ciccio Anastasi, sarebbero andati a
sedere nella giunta Maniaci, assieme
a Nino Dovico Lupo e Pippo Miragliotta, i due assessori designati prima delle elezioni. Ma la “frattura” pare insanabile. Maniaci, intanto, non è
stata con le mani in mano elʼha sostituito con Ignazio Natoli (consigliere eletto). Sono ancora misteriosi i
motivi della “querelle” anche se ovviamente di natura politica. Il sindaco Maniaci preferisce sorvolare rispetto ad una vicenda che “ritiene
chiusa”. «Preferisco prendermi ancora qualche giorno di riflessione –
ha dichiarato il dottore Carlo Amatoperché è una vicenda che mi ha molto amareggiato. A breve renderò noti i motivi». Intanto sui blog e su facebook, il “sindaco sconfitto”, lʼavvocato Giuseppe Condipodero furoreggia con i suoi post: «Solo gli stupidi si abbattono quando perdono.
Gli uomini forti e coraggiosi non si
fermano di fronte a nulla e continuano imperterriti le battaglie» ha scritto - Auguri alla nuova squadra che
guideraʼ il paese di Piraino. Ora eʼ veramente finito il tempo delle chiacchiere. Eʼ giunta lʼora che si inizi a lavorare sul serio. A noi non interessano le vostre “beghe” interne e personali. A noi interessa che cominciate ad occuparvI seriamente dei
problemi del Comune di Piraino».
Giuseppina Laguidara
VILLAFRANCA
In consiglio comunale
fa tutto l’Udc
Il partito siede in maggioranza e opposizione:
I capigruppi hanno pure lo stesso nome
VILLAFRANCA. Si è insediato domenica scorsa il nuovo
consiglio comunale villafranchese guidato dal sindaco
Matteo De Marco. Unʼaula a forte connotazione Udc: nella
maggioranza trovano spazio gli esponenti della corrente
Naro, nell'opposizione quelli della corrente D'Alia.
Centristi sono ad esempio i due Lamberto: Gaetano nel
gruppo del primo cittadino e Antonino all'opposizione.
Accomunati non solo dal cognome ma anche dal ruolo di
capogruppo che ricopriranno per i rispettivi schieramenti.
Ad insediare il Consiglio è stato Giuseppe Cavallaro, il più eletti, la quale a sua volta rinuncerà al posto in consiglio
votato con 334 preferenze, per poi procedere alla nomina per lasciare spazio a Daniela Zirilli. La squadra si completa
del nuovo presidente, il medico Alberto D'Angelo. Non con i due assessori già designati Gianfranco Ammendolia
sono mancate durante la seduta le prime scaramucce: e Tito Costa, tuttavia resta ancora da sciogliere il nodo
qualche polemica si è registrata, infatti, al momento delle deleghe. Mentre proprio nei giorni scorsi è arrivata
dell'elezione del vicepresidente. La nomina, infatti, è stata l'ufficialità della nomina dellʼex sindaco Piero La Tona a
rinviata, nonostante il voto contrario della minoranza, vista vice segretario provinciale dell'Udc messinese. Il neo
l'assenza per motivi personali di Antonino
sindaco De Marco ha avuto il suo bel da fare
Crisafi, uno dei papabili a ricoprire l'unica
nel fronteggiare, appena insediatosi, la
carica rimasta vacante. Oltre a Cavallaro,
delicata vertenza Telcom. Solo ad inizio
D'Angelo, Lamberto e Crisafi, della
settimana è stata raggiunta l'intesa con
maggioranza fanno parte Nino Costa,
l'azienda che operava all'interno dell'area
Giacomo Villari, Mario Russo, Giovanni
ex Pirelli impegnatasi a privilegiare le
Cucinotta, Riccardo Ramuglia e Antonino
eventuali proposte di acquisto del
Giacobbe. Cavallaro è pronto però a lasciare
capannone e nel riconoscere agli ex 18
il ruolo di consigliere per ricoprire quello di
dipendenti l'indennizzo di 3.600 euro ad
assessore e vicesindaco. Pronta la nomina di
integrazione del regime di mobilità.
assessore anche Debora Celi, prima dei non Debora Celi
Antonio Bonaccorso
pagina 15
Politica
25 MAGGIO 2012
ROCCALUMERA. Il sindaco perde l’appoggio anche del presidente del consiglio Antonio Garufi
Miasi, odore di sfiducia
Si fanno sempre più insistenti le voci di una mozione. A rompere gli equilibri, già precari,
la variante urbanistica ad una struttura alberghiera. Così le strategie dei gruppi
DI GIUSEPPE PISTONE
ROCCALUMERA. Miasi perde la
maggioranza in consiglio e rischia di
essere sfiduciato. Cʼè chi sarebbe pronto a
firmare la mozione come il presidente del
consiglio Antonio Garufi, ai ferri corti col
primo cittadino per contendersi la
leadership. Ma il professionista smentisce.
«Miasi resterà sindaco sino allʼultimo
giorno del suo mandato, senza alcuna
interruzione - garantisce». Ma sulla
questione non si sbilancia poi così tanto. I
due si guardano in cagnesco. Si parlano
appena. Insomma, tra giunta e consiglio è
scoppiato ormai un vero e proprio putiferio
che si ripercuote sulla vita amministrativa
del paese. Immobilizzata da oltre un anno.
A finire al centro della bufera una variante
urbanistica al piano scantinato adibito a
centro benessere di un albergo, che il
consiglio ha stralciato in toto a pochi giorni
dellʼinaugurazione. «Prendo atto delle
distanze della mia maggioranza - dice con
voce dimessa Miasi - ognuno è
responsabile delle proprie azioni. Di certo
non mi inchinerò di fronte alle decisioni di
Gianni Miasi
nessuno fino a quando sarò sindaco. Sono
sempre aperto al dialogo e non ad altro». A
fare la parte dellʼuccello di malaugurio,
tocca sempre allʼopposizione. Qualora ci
fosse una maggioranza coesa. Non passa
mese che allʼindirizzo della poltrona più
ambita del palazzo municipale non arrivi un
“cazziatone” firmato dal capogruppo di
minoranza, Giuseppe Campagna. Lʼultimo
L E G A L M E N T E
in ordine di tempo, pochi giorni fa:
“Roccalumera nel Cuore” dimezza il costo
dei lotti dellʼarea artigianale, continua la
debacle di Miasi: Bocciato pure sul
bilancio”. Una cosa è certa, a determinare
la defaillance dello strumento finanziario è
stata proprio la stessa maggioranza,
rappresentata in aula, per lʼoccasione, dal
presidente dellʼassemblea, Antonio Garufi
centonove
e appena 4 consiglieri di maggioranza:
Rita Corrini, Antonella Todaro,
Massimiliano Barbera e Santino Allegra.
Una votazione conclusa con 4 voti
favorevoli e 7 astenuti, tra cui presidente
Garufi e il gruppo “Roccalumera nel
Cuore”: Campagna, Vadalà, Cisca, Basile,
Maccarrone e Fleres. Dunque bocciato il
rendiconto dʼesercizio del 2011 nonostante
i pareri favorevoli del responsabile degli
uffici finanziari e del revisore dei conti,
adesso si aspetta lʼarrivo del commissario
straordinario, chiamato ad approvare lo
strumento economico. «Il rendiconto –
evidenzia Garufi – non rappresenta la
fotografia reale degli obiettivi che ci
eravamo prefissati, la verità è che si sono
persi di vista gli obiettivi reali di cui i cittadini
hanno bisogno e invece Miasi pensa solo
alle cose futili del paese». «Siamo stati
coerenti - spiega il capogruppo Giuseppe
Campagna - Già lo scorso dicembre ci
siamo astenuti in occasione dell'esame
degli equilibri di Bilancio. Avevamo
evidenziato che lo strumento finanziario
presentava delle anomalie e, soprattutto,
non erano stati inseriti i debiti fuori
bilancio». Ma per il sindaco Miasi la
questione è ben diversa. «Eʼ evidente che
la minoranza tira allo sfascio e sicuramente
non ha a cuore il bene del paese.
Farebbero meglio ad essere più propositivi
anziché pensare solo a distruggere. Ma
poco mi interessa - esclama - sono arrivati
altre 3 milioni di euro di finanziamenti
destinati al depuratore, per realizzare
lʼelisuperfice e altri per riqualificare il
piccolo borgo di Allume e le altre contrade”.
Ma a fare notizia è la questione relativa alla
variante urbanistica del piano scantinato,
del “Main Palace Hotel” trasformato in un
lussuoso centro benessere.
TORREGROTTA
COMUNE DI FAVARA
Si dà avviso che in data 05.03.2012 si è proceduto alla riapertura del verbale di gara per i lavori di “Ristrutturazione, restauro e recupero casa natale Gaspare Ambrosini – I° Stralcio”. Importo Euro 625.000,00 – Ditta aggiudicataria
COSIAM srl, via Cicerone 104/B – 93012 Gela (CL).
Il R.U.P.
(Arch. Francesco Criscenzo)
centonove
Settimanale di Politica, Cultura, Economia
PUBBLICA GLI AVVISI ED ESITI DI GARA
D’APPALTO SU CENTONOVE
PER CONTATTARE LA REDAZIONE CHIAMA I SEGUENTI NUMERI:
090.9430208 - 9430206 FAX 090.9430210 - 090.9430211
RICHIEDI I PREVENTIVI ANCHE VIA E-MAIL
A: [email protected]
Grande Sud sbarca nell’area tirrenica
TORREGROTTA. Con un incontro dibattito sui temi dominanti relativi allʼinnovazione
dei mezzi di comunicazione si è di fatto presentato nellʼambito politico dellʼarea
tirrenica messinese il direttivo provinciale di Grande Sud, alla presenza del deputato
nazionale Francesco Stagno DʼAlcontres.
Alla presenza del sindaco Nino Caselli e del presidente del consiglio Carmelo
Giordano, il coordinatore locale Giuseppe Oliva ha condotto il dibattito sullʼetica
nellʼinformazione giornalistica e su come poter migliorare il rapporto tra istituzioni e
cittadini. Sono intervenuti lʼex sindaco di Milazzo Lorenzo Italiano (responsabile
rapporti enti locali), Lorenzo Mondello (coordinatore provinciale Club Grande Sud),
Maurizio Cotruzzolà (rappresentante gruppo giovani dellʼarea Villafranca-Barcellona)
e Alessio Galati Rando (rapporti scuola formazione).
Presente anche lʼassessore comunale di Messina Elvira Amata, che secondo rumors
sempre più accreditati è tra i papabili ad una candidatura alle prossime regionali.
Apprezzati anche gli interventi dei rappresentanti delle associazioni locali “Vivi
Torregrotta”, Santino Archimede, e “Il Quadrivio” con Pasqualino Timpone.
pagina 16
Sicilia
centonove
Giovanni Pizzo
25 MAGGIO 2012
La casa di cura Santa Rita
Grazia Romano
MESSINA. L’azienda sanitaria 5 sospende l’attività della casa di cura privata di Giovanni Pizzo e Grazia Romano
Santa Rita sulla croce
La chiusura della struttura segna il tracollo della gruppo che ha portato i libri in Tribunale e ha vari contenziosi.
Pizzo: “L’asp 5 ci deve oltre 2 milioni”. Il manager Poli: “Falso”. Le anomalie della cessione di un credito virtuale
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. «Non abbiamo i soldi per
comprare i farmaci necessari per curare i
pazienti. Dimettiamo gli ultimi ricoverati ma
chiediamo che rimanga aperta lʼattività
ambulatoriale per gli esterni».
La nota lʼhanno inviata lʼamministratore
unico, Giovanni Pizzo, e il direttore
sanitario Antonino Arcoraci, della casa di
cura Santa Rita di Messina, ai vertici
dellʼAzienda sanitaria provinciale di
Messina. Francesco Poli, il commissario
straordinario, quando lʼha letta ha
strabuzzato gli occhi. In via Colapesce, al
centro della città, dove è ubicata la clinica,
ha subito inviato il direttore del
Dipartimento di Spedalità privata, Giuliana
Fazio. Dopo una breve unʼispezione la
dirigente ha disposto la sospensione di
tutta lʼattività sanitaria, anche di quella che i
vertici della struttura avevano chiesto
rimanesse aperta. I funzionari dellʼazienda
sanitaria hanno vigilato sul trasferimento
nelle altre casa di cura private di 9 degli
ultimi pazienti trovati in corsia. La chiusura,
di fatto, della casa di cura, che contava 64
dipendenti, è il segno più evidente di una
crisi economica e finanziaria che ha
investito il gruppo capeggiato da Giovanni
Pizzo, palermitano trapiantato a Messina, e
Grazia Romano. Da tempo i dipendenti e
fornitori lamentavano ritardi nel pagamento
degli stipendi di 7 o 8 mesi. Il tracollo del
gruppo, che agli inizi del duemila contava
cooperative che lavorano nel settore dei
servizi sociali, della riabilitazione, e vari
ambulatori privati, non si è fermata
nonostante due anni fa, Romano e Pizzo
abbiano venduto al gruppo Giomi, titolare a
Messina dellʼIstituto Ortopedico
Mediterraneo, il gioiello del gruppo: “Villa
Cappellani”, casa di cura con 6 milioni di
budget annui, lievitati sino a 8 milioni dalle
prestazioni a centinaia di pazienti
provenienti dalla vicina Calabria.
LE DUE VERITAʼ. Giovanni Pizzo se la
prende con lʼAzienda sanitaria 5: «Non solo
ci devono un milione mila euro di arretrato
per il 2012 ma ci hanno trattenuto
ingiustamente somme di denaro
quantificabili in un milione e mezzo di euro.
In tutto fanno 2 milioni e mezzo, la cui
mancanza ci ha messo i ginocchio». Il
manager Francesco Poli, ribatte: «Non è
assolutamente vero. I ritardi nei pagamenti
sono quelli ordinari che riguardano tutti i
fornitori. Quanto alle somme trattenute si
tratta denaro che lʼAsp aveva pagato ad
una società di factoring per un credito che
poi si è rivelato inferiore a quello vantato
dalla clinica. Il recupero era dovuto».
IL PASTICCIO. Ma perchè lʼAsp 5 è stata
costretta a chiedere indietro dei soldi alla
Santa Rita? In sintesi, e fuori da tecnicismi,
agli inizi del2008, quando a capo
dellʼazienda 5 cʼera Salvatore Furnari (il
direttore amministrativo era Francesco
Colavita, e il capo del settore Economico
Finanziario, Tiziana Ciuci), la casa di cura
Santa Rita aveva ceduto il credito atteso (e
quindi futuro) del 2008, quantificato in quasi
4 milioni di euro (ovvero il budget che la
casa di cura aveva avuto lʼanno prima) a
Ifitalia Spa. La società di Bnl aveva
anticipato lʼintero importo del credito nelle
casse dellʼazienda di Giovanni Pizzo ma a
fine anno il budget della Santa Rita fu
tagliato di un milione e mezzo di euro.
Tuttavia lʼAsp 5, a sua volta volta, ha
pagato lʼintero credito a Ifitalia.
Successivamente ha iniziato a recuperare
le somma pagata e non dovuta non a
Ifitalia, ma trattenendo somme che doveva
a pagare alla Santa Rita. Giovanni Pizzo
afferma: «Ho ceduto il credito pro soluto. Il
credito era stato certificato dai funzionari
dellʼAsp 5. Ogni problema lo dovevano
risolvere Asp e Ifitalia”. Ma si poteva
asseverare un credito futuro, dichiarandolo
certo nellʼentità? «Non so se è stato frutto
di un errore o di altro. Nè voglio saperlo.
Non posso inseguire e controllare ex post
lʼoperato di precedenti manager», risponde
Francesco Poli.
CONTENZIOSI IN CORSO. Al di là dei
rapporti controversi con lʼazienda sanitaria
le difficoltà del gruppo sono state rese
evidenti dalla decisione dei proprietari di
presentare al Tribunale una proposta di
concordato preventivo della holding.
Sul valore dellʼazienda incombono vari
contenziosi da milioni di euro. Il Gruppo
Giomi della famiglia Miraglia che aveva
acquistato la casa di Cura Cappellani per
oltre 11 milioni di euro ha sospeso il
pagamento di una tranche da 4 milioni di
euro quando ha scoperto che i dati di
bilancio rappresentati non corrispondevano
a quelli reali. Giovanni Pizzo e Grazia
Romano hanno invece fatto causa ai
proprietari della casa di cura Santa Rita
che hanno in realtà in affitto.
POLICLINICO
Se il bagno dell’ospedale
diventa drug park
La toilette del padiglione F è da tempo
a disposizione dei tossicodipendenti.
Il lavabo pieno di siringhe
MESSINA. Siringhe, tracce di sangue e fiale di lidocaina, tra il sudiciume di un lavabo ricolmo di acqua
sporca.
Non si tratta del bagno di una stazione ferroviaria abbandonata da anni ma uno dei tanti bagni della struttura sanitaria più importante della città di Messina, il
Policlinico universitario. Il bagno è al piano terra del
padiglione F, quello dove sono ubicate le Chirurgie
pagina 17
generali. Accanto sorgono le aule delle lezioni frequentate ogni giorno da decine di studenti.
Che la toilette sia diventata una sorta di drug park, a
libera disposizione di tossicodipendenti non se nʼè accorto nessuno nonostante lʼazienda universitaria
spenda ogni anno due milioni e mezzo di euro in pulizia e sanificazione e a presidiare i locali degli undici
padiglioni vi siano gli uomini di una società di vigilanza. La scoperta è stata fatta per caso da alcuni studenti che hanno scattato le foto.
Nel bagno non cʼè la scritta “Acqua non potabile”, comparsa in gran parte dei bagni dellʼospedale agli inizi di
maggio.
La scritta è stata accompagnata da una circolare firmata dal direttore sanitario Manlio Magistri che vietava di bere lʼacqua e di lavarsi le mucose. Che lʼacqua
non fosse potabile era emerso nel mese di febbraio a
seguito di unʼispezione dei Nas dei carabinieri. (M.S.)
Sicilia
25 MAGGIO 2012
centonove
MESSINA. I giudici minacciano di non votare per il rinnovo dell’Associazione nazionale magistrati
La giustizia? “Un disastro”
Nuovo clamorosa iniziativa dei togati dopo il ricorso al Tar contro il Consiglio della magistratura.
«Le carenze di organico e strutturali non ci permettono di lavorare». I numeri del fallimento
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. La ricetta per rimediare alla
lentezza e inefficienza della giustizia del
Tribunale di Messina? Un altro aggiunto,
Sebastiano Ardita, il terzo, alla Procura,
che non ha carenze di organico. E il ritorno
in servizio di un magistrato, Enrico
Trimarchi, sospeso dal Consiglio
Superiore della magistratura per avere
impiegato 4 anni e 6 mesi per scrivere le
motivazioni di una sentenza, nella Corte
dʼappello, tra i magistrati giudicanti che
lamentano 14 vuoti . Ardita e Trimarchi
hanno preso servizio alla vigilia di unʼaltra
clamorosa azione di protesta dei magistrati
messinesi. Dopo il ricorso, senza
precedenti nella storia dellʼorgano di
autogoverno della magistratura, al
Tribunale amministrativo del Lazio contro
la delibera del Csm che ha distribuito gli
ultimi magistrati ai vari Tribunali della
penisola, 15 magistrati guidati dal
presidente del Tribunale Giovanbattista
Macrì, hanno reso pubblico un documento
con cui chiedono ai colleghi di non votare
per le elezioni per il rinnovo
dellʼassociazione nazionale magistrati. “Si
restituiscano le tessere elettorali per il
rinnovo dellʼAssociazione nazionale
magistrati in segno di protesta per
lʼincomprensibile sottovalutazione della
gravità della situazione
dellʼʼamministrazione della giustizia a
Messina”. La situazione di gravità è resa
evidente dai dati ufficiali.
NUMERI DEL CRACK. Il numero degli
avvocati, in proporzione agli abitanti, è il
più alto dʼItalia. Così come il numero delle
cause iscritte a ruolo. Il numero dei giudici,
in confronto a quello che dovrebbe essere
lʼorganico è, invece, il più basso. Così
come lo spazio che ciascuno di loro ha a
disposizione per lavorare a “Palazzo
Piacentini”, per il cui ampliamento 32 anni
fa furono stanziati 18 milioni di euro. Mai
usati. Il prodotto di quattro records è un
fallimento che non ha eguali nella penisola
Corrado Bonanzinga
Giovanbattista Macrì
e grava come un macigno sulle spalle di
tutti i cittadini-utenti della giustizia di
Messina. Chi ha sete o necessità di
giustizia, per ottenere una sentenza civile
di primo grado deve attendere mille e 500
giorni, oltre quattro anni. Ma è il tempo
medio, perchè in questi giorni alla
cancelleria del Tribunale vengono
depositate decisioni su cause iscritte nel
1996, 16 anni prima. Le cose non vanno
meglio per chi attende la riforma di una
sentenza di primo grado. Sempre in questi
giorni i giudici dʼappello hanno rinviato
udienze di cause pendenti da anni al 2016.
Se ci si sposta nel campo penale la
situazione cambia: dopo il rapido rinvio a
giudizio bisogna aspettare anni per avere
una sentenza. Che spesso arriva quando
la prescrizione ha fatto il suo corso: se ne
avvantaggiano i colpevoli, ma non anche
gli innocenti e le parti civili tenuti per un
decennio sulla graticola.
LITIGIOSITAʼ. Se però i giudici
“scoppiano” non è solo per le carenze di
organico. Secondo i dati ufficiali al
Tribunale pendono 33mila cause tra quelle
ordinarie (19150), di lavoro (18mila)
fallimentari (630) e di esecuzione mobiliare
ed immobiliare (4900). In media, è
incardinata una causa ogni 7 cittadini. Un
dato che ha spinto i tecnici dellʼIstat,
lʼIstituto di Statistica, nel dossier del 2010, a
definire Messina come la città più “litigiosa”
della regione Sicilia, in testa, a sua volta,
nella classifica nazionale. «Su ogni giudice
del Tribunale civile di Messina incombono
1500 cause. Su ciascuno di quelli della
sezione Lavoro oltre 3mila. A Reggio
Calabria, per fare un confronto, ogni
giudice è gravato di 700 cause; a Torino, di
sole 450. Se la situazione non è ancora più
grave di quella che i cittadini toccano ogni
giorno con mano è solo grazie alla
professionalità ed abnegazione dei
magistrati, che possono vantare una delle
I NUMERI DI PALAZZO
PIACENTINI
G 1500: i giorni in media necessari
per ottenere una sentenza
G 1996: lʼanno in cui sono
state iscritte alcune cause
decise nei giorni scorsi
G 33mila: le cause iscritte al ruolo
del Tribunale, una ogni 7 abitanti
G 19150 la cause civili ordinarie
G 17858: la cause pendenti presso
la sezione Lavoro
G 14: i giudici mancanti
G 2mila e 500 gli avvocati,
uno ogni 100 abitanti
G 33mila: le cause iscritte
al ruolo del Tribunale
più alte produttività dʼItalia», conclude il
presidente Macrì. E meno male, che
secondo i dati trasmessi al ministero della
Giustizia, la produttività media dei giudici
civili di Messina è di 80 cause allʼanno
(200) in più della media nazionale. «Ma cʼè
chi arriva a sfornare 350 provvedimenti
allʼanno», sottolinea il presidente Macrì.
«Così non è più possibile. Ciascuno ha
carichi di lavoro insostenibili. Ogni giorno
oltre a istruire e decidere le cause
dobbiamo difenderci dalla colpa di non
aver rispettato i termini previsti dalla pur
giusta normativa europea che autorizza
chiunque ad esperire cause di risarcimento
danni per il superamento dei termini di
durata massima dei processi», afferma
Corrado Bonanzinga, giudice della sezione
Civile e presidente della Giunta provinciale
dellʼAnm. “Non parliamo dei problemi
strutturali”, aggiunge il presidente Macrì.
Le aule di giustizia? Gli uffici dei giudici. Lo
scenario in cui si svolgono le cause civili è
da film dellʼorrore. Uno stuolo di avvocati
con praticanti al seguito incombono tra
lʼuscio e la scrivania del giudice. I fascicoli
sono su un banchetto. I testimoni si fanno
largo tra la folla. Le udienze civili
dovrebbero svolgersi in camera di consiglio
e invece si svolgono alla presenza di
decine di persone accalcate in uno
stanzino di 16 metri quadri come se
fossero in fila alla posta. Le cose non
vanno meglio alla sezione Lavoro, ospitata
in un immobile privato, giudicato da anni
non conforme alle norme di sicurezza.
INCOMPIUTE
Satellite, 30 anni di sprechi
MESSINA. I carotaggi nellʼatrio di palazzo Piacentini, sede del Tribunale di
Messina?
Servono per verificare se è possibile costruire il palazzo di Giustizia satellite accanto alla struttura principale, nello spiazzo che da su via Fabrizi. Eʼ
questa lʼultima soluzione che si sta verificando per rimediare ai problemi strutturali. il ministero di Grazia e Giustizia nel 1988 aveva stanziato 13 milioni di
euro diventati successivamente 18 a favore del Comune per dare alla città il
palazzo di giustizia satellite di palazzo Piacentini.
Da allora due milioni di euro se ne sono andate in parcelle per ingegneri, avvocati consulenti e commissari di gara. Cinque milioni, andati in “perenzione”, invece se li è ripresi il ministero della Giustizia. Che ha minacciato di riprendersi anche i restanti 13 milioni. Ma del nuovo palazzo di Giustizia non
sono neanche iniziati gli scavi per porre le fondamenta. (M.S.)
pagina 18
centonove
Sicilia
25 MAGGIO 2012
A sinistra,
la parte interna della
Galleria “Vittorio
Emanuele” di
Messina, occupata
abusivamente da
piante, sedie e tavoli
e strumenti musicali
Sotto, a sinistra, il legale Andrea Lo Castro, membro del collegio di difesa della
Provincia regionale
ed battagliero inquilino anti rumore;
Sotto, a destra, lʼex
presidente di una sezione del Tribunale civile di Messina, Totò
Zumbo, inquilino eccellente assieme alla
figlia Eliana, magistrato anchʼella del
Tribunale.
MESSINA. Dopo le denunce dei condomini, il Tribunale ordina il sequestro di sedie e strumenti musicali
Far west in Galleria
Il Gip Arena stabilisce che nella “Vittorio Emanuele” è illegale occupare il suolo e mettere musica ad alto volume.
Storia di una battaglia tra i titolari dei locali ed inquilini “eccellenti”. Mentre il Comune stava a guardare
MESSINA. Tutto era pronto per lʼapertura
del locale dellʼex portiere del Messina,
Mimmo Cecere. Ma le mire imprenditoriali
del calciatore napoletano trapiantato nella
città dello Stretto sono solo state smorzate
dal provvedimento del Giudice per le
indagini preliminari, Maria Teresa Arena,
che ha ordinato il sequestro di
amplificatori, ombrelloni, tavoli e sedie dei
locali aperti da tempo allʼinterno della
galleria Vittorio Emanuele di Messina. Il
provvedimento - stando alle motivazioni è stato adottato per per prevenire il
ripetersi dei reati ipotizzati: occupazione
abusiva di spazio pubblico e disturbo alla
quiete e al riposo della persone.
Le persone il cui riposo era disturbato
dalla musica ad alto volume dei locali e dal
vocio delle persone che li frequentavano,
sono i condomini delle case che sorgono
sopra gli stessi locali e affacciano su
Corso Cavour: tra questi Totò Zumbo, ex
Andrea Lo Castro
presidente della sezione penale del
Tribunale; la figlia, Eliana, magistrato del
Tribunale, e Andrea Lo Castro, legale del
Foro di Messina componente del collegio
di difesa della Provincia e un tempo anche
del Comune. Entrambi si sono più volte
lamentati della situazione da Far west in
quello che doveva essere il “Salotto buono”
della città.
GLI INDAGATI. Sul registro degli indagati
sono finiti Domenico Basile, titolare del
“Cafè Le Roi”; Santo Trovato, gestore del
locale Aleph; Ignazio Pagano, Claudio
Cafarella, Omar La Spada e Maria
Caprino Parasiliti, tutti gestori del locale
“Gallery cafè”; Andrea Ipsaro Passione,
gestore della discoteca “Re Vittorio”; Elvira
Finocchiaro, Paolo Albanese e
Pasqualina Federico, titolare
dellʼesercizio pubblico “Soul kitchen”.
Coinvolti nellʼinchiesta anche Giuseppe
Gullì e Pietro Cardia, i quali pur non
essendo titolari di alcun locale si sono
occupati “di mettere la musica”.
IL SALOTTO DELLA CITTAʼ. Il pubblico
ministero Antonio Carchietti aveva
chiesto il sequestro dei locali ma il Gip
Arena ha stabilito non fosse necessario
per prevenire i reati. E così a seguito del
provvedimento di sequestro i gestori dei
locali possono continuare a svolgere la
loro attività ma non possono nè estenderla
allʼinterno della Galleria su suolo pubblico
nè possono attrarre gli avventori con
musica ad alto volume.
I condomini si erano già più volte lamentati
proponendo denunce alle pubbliche
istituzioni sulla situazione che si era
determinata allʼinterno della Galleria. Il 28
giugno del 2006 nel corso di una riunione
presso lʼassessorato Patrimonio comunale
era emersa “la grave situazione in cui si
trova la Galleria per i problemi determinati
dagli esercizi commerciali che generano
Antonio Zumbo
pagina 19
notevoli disturbi ai condomini ed è
necessario procedere con ordinanze di
sgombero nei confronti di vari abusivi
presenti”. Nellʼoccasione lʼassessore al
Patrimonio Franco Mondello aveva
invitato il dirigente a notificare con la
massima urgenza le ordinanze di
sgombero. Che però non furono mai
emesse.
Qualche mese 2010 proprio per
regolarizzare la situazione allʼinterno della
galleria lʼAssociazione Culturale Galleria
Vittorio Emanuele, fondata da alcuni titolari
delle attività commerciali, aveva proposto
al Comune una convenzione per gestire gli
spazi interni alla Galleria. Il Dipartimento
Patrimonio, a sua volta, aveva chiesto al
collegio di difesa del Comune di stabilire
se ciò fosse possibile. Lʼ8 febbraio del
2011 i legali si erano pronunciati
positivamente. Tuttavia, come scrive il gip
Arena “la convenzione non era stata mai
firmata nè i titolari dei locali hanno mai
ottenuto unʼautorizzazione e ciò
nonostante perseverano nellʼoccupazione
degli spazi interni della Galleria arrecando
molestie e disturbo con intrattenimenti
musicali che si protraggono sino a tarda
notte”. Sulla scorta di alcune rilevazioni
effettuate dagli uomini dellʼAgenzia
regionale protezione ambientale (Arpa) e
delle testimonianze dei condomini “è
risultato - scrive il giudice - ampiamente
sforato il limite di rumore ammissibile e
tollerabile”.
PERSEVERANZA. Proprio per disturbo
del riposo e delle occupazioni delle
persone, lʼ11 ottobre del 2011 Fabio
Ciulla e Giuseppe Raineri, erano stati
condannati insieme ad alcuni degli
indagati dellʼultima inchiesta, Andrea
Ipsaro Passione, Santo Trovato, Maria
Caprino Parasiliti, Domenico Basile, Elvira
Finocchiaro.
UN POʼ DI STORIA. Lʼarea allʼinterno
delle quale insiste la Galleria coperta, era
stato ceduto a titolo gratuito nel 1934 al
Comune dalla Società Anonima Imprese
Edilizie che lo aveva costruito, a
condizione che la pubblica
amministrazione assicurasse la
manutenzione, lʼilluminazione e la pulizia
della stessa. Per anni la Galleria è rimasta
chiusa per lavori di restauro.
Il 3 gennaio del 2010 lʼassessorato ai Beni
Culturali aveva dichiarato la Galleria sito di
particolare pregio ed interesse storico ed
architettonico.
(M.S.)
Sicilia
25 MAGGIO 2012
ABUSIVISMO
E CONDONI
IN PILLOLE
le richieste di
sanatotia edilizia in
esame
allʼUrbanistica sono
in tutto 18.631. Ad
oggi, ne sono state
esitate 4.680
Le pratiche si
riferiscono a tre
diversi condoni
edilizi, proposti nel
1985, nel 1994 e nel
2003. Altri “abusi”
avrebbero dovuto
essere condonati
con le leggi
regionali del 1980 e
del 1982
VERANDA ABUSIVA CON VISTA. Una delle casette per le quali è stata chiesto il condono fiscale
MESSINA. Esitate cinquemila pratiche di sanatoria su diciottomila. Dal 1985
Il condono torna a casa
Nell’estate del 2007, i fascicoli sono stati assegnati a 160 professionisti. Avrebbero dovuto
consegnarli entro l’anno. Oggi il dirigente all’Edilizia Cucinotta le reclama. E mette in mora
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Il trentuno maggio si consegna
tutto. Raffaele Cucinotta, dirigente
facente funzione dellʼUrbanistica, ha
deciso che quelle diciottomila pratiche di
sanatoria che giacevano nei cassetti del
dipartimento di via Industriale, e che
nellʼestate del 2007 sono state distribuite a
centosessanta professionisti perchè le
“sbrigassero”, sono state in giro per gli
studi professionali anche per troppo
tempo. Con risultati che definire scarsi è
un complimento.
MʼEʼ SCAPPATA LA SANATORIA.
Come si sono accumulate diciottomila
pratiche di sanatoria? Facile. Con tre
condoni edilizi. Le sanatorie presentate nel
1986 sono 10.276 e ad oggi, a distanza di
26 anni, sono state rilasciate 3.469
concessioni edilizie. Per i 4.480 condoni
presentati nel 1994, di concessioni edilizie
in sanatoria ne sono state autorizzate
1.093, mentre per il condono del 2003 per
le 3.625 pratiche, sono state rilasciate
appena 118 concessioni. Fanno 18631
pratiche presentate, e solo 4680 esitate.
Cʼè qualcosa che non va. E infatti,
Cucinotta ha allertato i tecnici ai quali
erano andate le pratiche “a procedere
allʼimmediata restituzione dei fascicoli
ancora in loro possesso entro la data del
31 maggio, termine oltre il quale, nei
confronti di coloro che non avranno ancora
provveduto, sarà avviato un procedimento
Raffaele Cucinotta
Nel 2007,
lʼamministrazione
esternalizza
parzialmente il
servizio, investendo
160 professionisti
di cento pratiche
ciascuno, per un
impegno di spesa da
un milione e 600mila
euro
Ad aprile, il
dirigente Raffaele
CUcinotta chiede ai
professionisti
esterni la
restituzione delle
pratiche, mettendoli
in mora
centonove
amministrativo di diffida per
inadempienza”. Non solo: il dirigente,
nella determina, vuole anche capire
perchè unʼoperazione in apparenza non
complicatissima sia andata così per le
lunghe e abbia partorito risultati così
pessimi. “Si coglie l'occasione per invitare
la totalità dei professionisti che hanno
sottoscritto i disciplinari - scrive Cucinotta a voler prendere contatto con il Servizio
Condono Edilizio chiarendo la propria
posizione anche nel caso in cui dovessero
aver già provveduto alla restituzione della
totalità delle pratiche loro assegnate”. Per
partorire il topolino, quindi, palazzo Zanca
ha coinvolto centosessanta professionisti,
due delibere di giunta, nove coordinatori e
un milione e seicentomila euro di spesa
prevista. Invano.
LA STORIA. Il “grosso” delle pratiche è
stato sbrigato dal 2009 in poi. E prima?
Poco o niente. Il giorno prima di ferragosto
del 2007, amministrazione retta da
Francantonio Genovese, di fronte al fatto
che lʼUrbanistica “affogava” in un mare di
pratiche di condono edilizio mai esitate e
risalenti a leggi dellʼ85, del ʻ94 e del 2003,
e, più ancora indietro nel tempo, a decisioni
dellʼArs risalenti allʼ80 ed allʼ81, decide di
mettere mano al problema, nella
consapevolezza che gli uffici del
dipartimento di via Industriale difficilmente
avrebbero smaltito le diciottomila pratiche
entro il capodanno del 2007, termine ultimo
per la presentazione delle sanatorie. Per
ovviare, sedicimila pratiche furono
appaltate allʼesterno. Cento ciascuno per
centosessanta professionisti (ingegneri,
architetti, geometri e periti industriali), una
parcella standard da diecimila euro
ciascuno (cento a parcella), tre mesi di
tempo per completarle. A firmare la
delibera, lʼallora assessore al Territorio
Antonio Catalioto. Una scelta che si è
rivelata un disastro. A coordinare i cento,
sono chiamati nove dipendenti del
dipartimento allʼUrbanistica: un architetto
(Carmelo Celona), quattro ingegneri
(Raffaele Cucinotta, Giuseppe Lucà
Trombetta, Nunzio Santoro e Francesco
Mormino), altrettanti geometri (Tanino
Magazzù, Ignazio Collura, Nicola
Pagano e Francesco Rizzo). Il termine del
31 dicembre del 2007, come era apparso
chiaro sin dallʼinizio, viene
abbondantemente sforato. Una delibera di
giunta del successore di Catalioto al
Territorio, Pippo Corvaja
(amministrazione di Giuseppe Buzzanca),
prende atto del fatto che, verosimilmente,
nemmeno la proroga del 31 dicembre 2008
sarà rispettata. E quindi opta per lo
snellimento delle pratiche tramite
L’ATTACCO
“L’Urbanistica? A pezzi”
“Tecnici specializzati trasferiti altrove e faldoni dispersi”
Il consigliere comunale Guerrera punta il dito contro il sindaco
Mimmo Guerrera
MESSINA. “La verità è che si ha difficoltà a rintracciare i
fascicoli, perché ancora allʼesterno della sede del Dipartimento
o addirittura smarriti”. Lʼatto di accusa parte da Mimmo
Guerrera, consigliere comunale dellʼUdc che di professione fa
il geometra, quindi gli uffici dellʼUrbanistica li conosce come le
proprie tasche. E per questo punta pesantemente il dito contro
lʼamministrazione comunale. “Appare chiaro dai dati che sono
venuti fuori, che lʼufficio Condono Edilizio, dotato di appena tre
unità (due istruttori tecnici e un caposezione), se non viene
opportunamente potenziato, non può definire tutte le pratiche di
condono edilizio che aspettano risposte da oltre un ventennio.
pagina 20
Personalmente - continua Guerrera - nutro seri dubbi sul fatto
che lʼufficio, possa chiedere, minacciando il diniego del
condono, dopo tanti anni, integrazioni e somme mai richieste
prima, con i conseguenti danni erariali che ne deriverebbero”. I
suoi dubbi, Guerrera li ha esposti in una pesantissima lettera
indirizzata al sindaco Giuseppe Buzzanca. “La grande mole di
lavoro del Dipartimento - scrive il consigliere - ricade
puntualmente su pochi tecnici “veterani” usurati da
responsabilità e dotati di alto senso del dovere, che conoscono
molto bene la complessità della materia. Ultimamente continua Guerrera - senza aver ricevuto alcuna formazione
attraverso dei corsi di aggiornamento, è stato “mandato allo
sbaraglio” personale proveniente da altri dipartimenti, dove
probabilmente avevano acquisito professionalità di settore, ma
che poco conoscono di materia urbanistica, tacendo il fatto che
senza alcuna logica - conclude Guerrera con un attacco alcuni tecnici di alta specializzazione, sono stati trasferiti ad
altre mansioni”. (A.C.)
centonove
Sicilia
25 MAGGIO 2012
autocertificazione e perizia giurata. Non
funziona nemmeno questo. I moduli
vengono inviati a chi ne avesse fatto
richiesta per accedere al condono, con
data di scadenza fissata al 30 giugno del
2009, con lʼavvertenza che lʼomessa
presentazione delle schede per singolo
abuso e della perizia giurata, sarebbe stato
motivo ostativo al rilascio del
provvedimento favorevole e presupposto
del rigetto della domanda originariamente
presentata. E il controllo su quanto
dichiarato? La delibera di Corvaja
prevedeva di stabilire controlli a campione
“in misura non inferiore al 5%” tramite
sorteggio elettronico, da esaurirsi entro il
31 dicembre del 2010.
CHI HA GETTATO LA SPUGNA. Cʼè
stato chi, tra gli ingegneri, geometri, periti
ed architetti esterni al lavoro sulle pratiche,
ha rinunciato già da tempo, restituendo il
malloppo. Perché “Il coordinamento tra i
professionisti ed i nove dipendenti
dellʼUrbanistica che avrebbero dovuto
seguirli si è rivelato dei migliori”, come
spiega un ingegnere. “Dopo le prime due
riunioni non se ne è convocata più
nessuna, siamo stati lasciati allo sbando.
Allʼatto dellʼassegnazione delle pratiche ci
non ci è stato detto nulla, poi, dopo qualche
giorno, abbiamo “ridato indietro” quelle più
vecchie perchè prescritte, e ancora dopo
tutte le pratiche relative a baracche il cui
unico ingresso avveniva dai torrenti,
parecchie centinaia, che sono totalmente
insanabili. A onore del vero - lamenta il
professionista - non ho ricevuto aiuto
neanche da chi avrebbe dovuto usufruire
dei condoni. Ho mandato decine di
raccomandate per raccogliere la
documentazione mancante - conclude - ma
quasi nessuno si è degnato di
rispondermi”.
IL DANNO. Cosa ha perso il comune di
Messina dalla gestione leggera di tutta la
faccenda? Parecchio. Su ogni pratica,
infatti, palazzo Zanca incassa oneri
concessori, il 50% delle somme da
corrispondere a titolo di oblazione e diritti di
segreteria. Senonchè, decorsi tre anni
dalla presentazione della domanda di
condono, se regolare, si prescrive il diritto
al conguaglio. E poi cʼè un risvolto bene
evidenziato da Corvaja. “Praticamente nel
2002 si è approvato un piano regolatore
senza tenere conto della volumetria
aggiuntiva dellʼedilizia abusiva che si
sarebbe ricavata dalla sanatoria. Di fatto, il
piano regolatore è risultato, come poi si è
visto, enormemente sovradimensionato. E
poi ci sono anche il migliaio di immobili
fantasma mai censiti. E nemmeno quelli
sono entrati nel computo del Prg”.
GRANDI OPERE. Il progetto preliminare a Palermo per la valutazione d’incidenza
Via Del Mare al...Via
Otto km di strada ad alto scorrimento ed altrettanti di pista ciclabile, dalla Falce
a Tremestieri. Costerà novanta milioni e libererà il litorale sud. Ecco come
MESSINA. Di “via del mare” se ne
parla da quindici anni tra convegni,
piani, discussioni e forum. Oggi, esiste
anche un progetto, che il comune di
Messina ha inviato allʼassessorato
regionale al Territorio per la
valutazione dʼincidenza. Tre studi
tecnici al lavoro per un progetto di otto
km di strada, dalla Falce del porto al
nuovo approdo di Tremestieri, dedicata
ai mezzi pesanti, una sovrapposizione
di qualche km percorribile solo dalle
auto, altri otto di pista ciclabile, un
impegno economico stimato in novanta
milioni, nei quali sono comprese le
riqualificazioni ambientali ed il
ripascimento della spiaggia. Eʼ questo il
progetto preliminare inviato a Palermo.
DALLA FALCE A TREMESTIERI. La
strada ricalcherà, partendo dalla zona
falcata, il percorso della via don Blasco,
per poi continuare con un tracciato tutto
nuovo fino a Contesse. Da lì, e fino a
san Filippo, accarezzerà la piastra
logistica di distribuzione (attualmente in
progettazione) e poi si sdoppierà.
Attraverso le proprietà incolte a valle
della statale 113 ci sarà la strada
percorribile dai mezzi pesanti da e per il
nuovo porto di Tremestieri. Radente ai
binari, ancora più a valle, lʼattuale
viabilità di Carbonara sarà riqualificata
e lì vi transiteranno solo i mezzi leggeri.
La doppia viabilità servirà sia per
decongestionare la statale 114, strada
oggi al collasso, che per evitare la
promiscuità tra camion e tir che
trasportano merci tra i due porti e la
piastra logistica, ed il regolare flusso di
traffico che ogni giorno porta gli abitanti
della zona sud a spostarsi al centro.
Per tutti gli otto km che separano i due
porti agli estremi delle aree da
riqualificare, correrà una pista ciclabile
ininterrotta, accessibile da passaggi
pedonali. E la spiaggia? Sarà
riqualificata anchʼessa, con un
“approccio integrato strada/mare”,
CAMBI DI SEDE
Trasloco? Ad agosto
Disdetto il contratto con la PaRiDe srl, il Real Convitto attende
MESSINA. Che il dipartimento allʼUrbanistica nei locali di via Industriale ci stesse
stretto (e pagasse oltre trecentomila euro dʼaffitto) era una situazione che a palazzo Zanca si conosceva bene. Per porvi rimedio, lʼamministrazione ha deciso per lo
spostamento allʼex istituto dʼarte, il real Convitto Dante Alighieri. Una decisione di
un paio di mesi fa, alla quale non è seguito più alcun atto concreto. Lʼassessore al
Territorio Pippo Corvaja ha scongiurato rischio di dover rinnovare per un altro anno il contratto dʼaffitto. “Abbiamo disdetto tre anni fa, nessun problema. Il trasloco? Ad agosto”. Attualmente il comune di Messina paga i locali alla PaRiDe srl, società riconducibile all'ex sindaco Pd Francantonio Genovese, al costruttore Orazio
De Gregorio, ed alle società Ge.Imm. srl di Franco Rinaldi (cognato di Genovese e
parlamentare regionale) e Caleservice srl, i cui proprietari sono gli stessi Genovese e Rinaldi. Già una prima volta, lʼUrbanistica avrebbe dovuto trasferirsi a Catarratti, nella ex scuola. Ma i locali non erano mai stati catastati. (A.C.)
TRA MARE E TERRA. Rendering del parcheggio di Contesse.
come spiega il progetto. Che significa? In uomini e merci. Unʼaltra soluzione è
soldoni, che il ripascimento della costa
quella di dividere lʼopera in lotti. Il primo,
che sarà portato avanti con la
quello che da Tremestieri va a san
realizzazione dei moduli supplementari
Filippo, funzionale quindi con la piastra
dellʼapprodo di Tremestieri, sarà
logistica (e quindi a servizio delle merci)
riproposto lungo tutto il litorale da
da due km e mezzo, costerebbe venti
riqualificare, creando un habitat
milioni.
omogeneo. Anche il ripascimento
NIENTE A CHE VEDERE COL PONTE.
rientrerebbe nei novanta milioni di euro
Che la “scommessa” di Messina si gioca
totali. Cosa resterebbe fuori? Gli espropri, in queglʼotto km e qualcosa che separano
ad esempio. Alcune delle aree sulle quali
il porto dalla porta a sud della città, negli
passerà il tracciato sono ferroviarie, altre
ultimi dieci anni è stato detto in tutte le
sono private, e se con Rfi la politica
salse ed in ogni occasione. Lʼequivoco di
potrebbe avere gioco facile, coi privati cʼè fondo è che niente potesse realizzarsi se
da mettere mano al portafogli. Chi
non in previsione della costruzione del
pagherà, quindi? Bella domanda.
ponte sullo Stretto. Non stavolta. “Eʼ un
CHI PAGA? Palazzo Zanca, per via dello progetto che, per la prima volta, non è
sforamento del patto di stabilità, non può
propedeutico o dipendente in alcuna
contrarre mutui. E anche potendolo fare,
maniera dal ponte sullo Stretto”, spiega
non sarebbe in
Giacomo Villari,
condizione di
ingegnere trentottenne
accollarsene uno di tali
dellʼufficio Programmi
dimensioni. Ci
complessi del comune
sarebbero i poteri
di Messina e
speciali in materia di
responsabile unico del
traffico del sindaco
procedimento della via
Giuseppe Buzzanca
del mare. Al progetto
(che in qualità di
preliminare presentato
commissario ha inviato
alla Regione ci hanno
gli atti del progetto a
lavorato gli studi 3Ti
Palermo per corsia
progetti Italia di Roma,
preferenziale), ma
Rad di Milano e
sembra proprio che
Yuppies Services di
alla fine di giugno
Modena. A giugno, a
Gianfranco Scoglio
saranno revocati.
palazzo Zanca, si terrà
Resta la Regione. E lʼUnione europea.
la conferenza dei servizi per tutti i pareri
Perchè la via del mare è inserita nella rete del caso. nel frattempo Gianfranco
Ten-T (Trans-European Transport
Scoglio, assessore allo Sviluppo che sta
Network) che dedica particolare
portando avanti il progetto, ha incassato il
attenzione ai “colli di bottiglia”, alle
parere favorevole del consiglio della
strozzature, cioè, nel regolare flusso di
seconda circoscrizione. (A.C.)
pagina 21
Sicilia
25 MAGGIO 2012
centonove
MESSINA. Braccio di ferro sulla riqualificazione da 113 mila euro della via del centro
Goito interrotto
La IV Circoscrizione diffida il Comune e chiede le dimissioni del sindaco, del capo di gabinetto
e dell’assessore Isgrò “perché lo spazio è privato”. Lo dimostra un documento risalente al 1916
MESSINA. Una raffica di sollecitazioni
da parte dellʼassessore, del sindaco e del
capo di gabinetto, una diffida da parte
della Circoscrizione, una perizia tecnica
da 113 mila euro e, infine, la richiesta di
dimissioni da parte del Quartiere per gli
amministratori di Palazzo Zanca
coinvolti. Tutto questo per un tratto di
strada compreso tra Largo Seggiola e via
Cernaia, a Messina, nato come spazio di
isolamento tra due edifici dello stesso
isolato (costruito dopo il terremoto del
1908) e dedicato nel 1961 a Goito, dove
si svolse una celebre battaglia della
prima guerra di Indipendenza. Una
strada che il Comune ritiene pubblica ma
che, per il quarto Quartiere presieduto da
Francesco Palano Quero, è privata.
Motivo per cui la spesa non va effettuata.
A pronunciarsi sulla questione, il 9
maggio scorso, è stato il Collegio di
Difesa del Comune con un parere
“bifronte”.
IL PARERE. Con nove presenti su
quindici, i legali di fiducia di Palazzo
Zanca, hanno analizzato la situazione. Per
loro, lʼintitolazione, lʼuso pubblico, le
risultanze catastali, un divieto di transito
veicolare disposto dal Comune su
segnalazione della stessa Circoscrizione e
lʼesistenza di esercizi commerciali con
relativi numeri civici bastano come
indicatori per definire la via Goito come
comunale. Lʼunico elemento ostativo, per il
Collegio, potrebbe essere legato a un
verbale di assemblea condominiale del
1964 (successivo allʼintitolazione) in cui si
stabiliva di chiudere gli accessi con
cancellate, anche se “non è un titolo
idoneo al fine del trasferimento di alcun
diritto reale, né potrebbe validamente
sostenersi che lʼuso esclusivo ad opera dei
condomini possa mutare la destinazione
pubblica del bene, che può non essere
oggetto di usucapione acquisitiva, proprio
per sua natura demaniale”. Ma su che
base aveva deliberato lʼassemblea
condominiale? Sulla scorta di un
disciplinare del 1916 elaborato dallʼufficio
tecnico del Piano Regolatore del Comune.
Un atto riportato nella diffida dalla
Circoscrizione ,con ampie citazioni, non in
possesso, però, del Collegio di difesa. Per
il quale “...potrebbe contenere elementi
fattuali dai quali far discendere la natura
privata del bene”. Ecco perché, pur
ritenendo pubblica la strada, “al fine di
eliminare qualsivoglia dubbio, appare
necessario un implemento documentale,
specificamente del disciplinare”.
IL DISCIPLINARE. Lʼarticolo 1 del
documento rintracciato da Quero, dal suo
vice Armando Hyerace e dal collega De
Pasquale è inequivocabile: “La strada
privata dellʼisolato 140 risulta dal piano di
divisioni in comparti dellʼisolato stesso...”.
Di seguito, due regole successivamente
“trasgredite”: la strada deve essere a uso
esclusivo dei privati e “non può essere
destinata che allo scopo di dare area e
luce alle costruzioni”. In più, si stabilisce
che “tutte le spese di pavimentazione e
sistemazione della strada sono a carico
dei proprietari”, così come lo smaltimento
delle acque e la chiusura con cancelli.
Quegli stessi cancelli oggetto del verbale
dellʼassemblea del 1964 e di una lettera
firmata da uno dei proprietari, lʼavvocato
Achille Macrì Pellizzeri, che nel 1966
lamentava la chiusura dello “spazio di
isolamento” con lucchetti e non serrature
nei cancelli. Così chiudeva la lettera il
legale, al quale poco importava,
evidentemente, che la strada si
chiamasse ormai via Goito: “Sino a
quando non sarà realizzato tale sistema
di chiusura non può obiettivamente dirsi
che Lei (il costruttore Giovanni
Ricciardi, ndr) abbia adempiuto a
sottrarre al pubblico transito il suddetto
spazio di isolamento per come previsto
nella licenza di costruzione da Lei
rilasciata”.
FINE DI UN ITER. Il primo passo per
sistemare la strada a spese del Comune
viene fatto dallʼassessore alle
Manutenzioni, Pippo Isgrò, il quale, il 13
aprile 2011, scriveva al dirigente del
Dipartimento Urbanizzazioni, Antonio
Amato, di “dare incarico per la redazione
di un progetto di riqualificazione e di
urbanizzazione”. Successivamente,
lʼingegnere incaricava il geometra Marco
Mancuso di “procedere ad un
sopralluogo... ai fini della predisposizione
di unʼeventuale perizia”. Il sindaco
Giuseppe Buzzanca, il 30 Novembre
2011, inviava ad Amato disposizioni per
“procedere agli adempimenti necessari
alla progettazione per la riqualificazione”,
nominando “quale progettista e
responsabile unico del procedimento il
perito industriale” Stefano Di Mauro. Ad
integrazione, il successivo 13 dicembre, il
In alto a sinistra,
la chiusura
con i cancelli
di via Goito (lato
via Cernaia)
effettuata
dopo lʼassemblea
condominiale
degli abitanti
dellʼisolato 140
nel 1964.
In alto a destra,
laccesso a via Goito
su Largo Seggiola.
Accanto, il presidente
del IV Quartiere,
Francesco Palano
Quero.
A destra, la pianta
dellʼisolato dove
via Goito è ancora
solo “spazio privato”
pagina 22
Capo di Gabinetto Antonio Ruggeri
sollecitava il dirigente e il progettista
Mancuso a “procedere agli adempimenti
necessari alla progettazione per la
riqualificazione di via Goito, strada
compresa fra via Cernaia e Largo
Seggiola, parallela alla via Cesare Battisti”.
Il 23 gennaio 2012, un comunicato stampa
diramava la nota con cui lʼUfficio di
Gabinetto disponeva la perizia tecnica per
un totale di € 113 mila euro. Il 3 febbrario,
la Circoscrizione richiedeva gli atti al
Comune, deliberando la diffida il 5 marzo.
DIMETTETEVI. Dopo aver trovato le
carte, la Circoscrizione lancia un nuovo
assalto: “Quanto accaduto nella vicenda
ha dellʼincredibile. Il fatto gravissimo e
che deve far indignare tutti è il
seguente: questa Amministrazione,
nella persona del Sindaco, del capo
dellʼUfficio di Gabinetto e dellʼAssessore
alle manutenzioni strade e impianti,
stava per portare avanti un progetto di
riqualificazione e pedonalizzazione di
una strada privata sulla base di una mai
verificata natura giuridica della via in
questione”. Per questo, scrive Hyerace
in una nota, “se fosse rimasto davvero
anche solo un briciolo di coerenza e
amore per la nostra città, o anche solo
di dignità ed onestà intelletuale, tutti i
soggetti istituzionali coinvolti, dal
Sindaco allʼAssessore, non dovrebbero
far altro se non dimettersi senza
esitare”. (D.D.J.)
centonove
Sicilia
25 MAGGIO 2012
IL CANTIERE DELLA DISCARICA IN CONTRADA ROCCA CARBONE
SANT’AGATA MILITELLO. Partono i lavori dell’impianto in contrada Rocca Carbone
La discarica è servita
Due anni fa nacquero comitati spontanei anche ad Acquedolci e San Fratello per opporsi
all’iniziativa. Oggi la Cogeir srl, avvia il cantiere. A Torrenova ricorso al Tar contro il progetto Metalsider
DI SAMANTA PINO
SANTʼAGATA MILITELLO. A nulla
sono valse le proteste, le petizioni e le
prese di posizione dei comitati spontanei
nati per contrastare la nascita di una
discarica. Se per quella di contrada
Olivo che avrebbe dovuto fare
concorrenza allʼimpianto di
TirrenoAmbiente a Mazzarrà
SantʼAndrea lʼobiettivo è stato raggiunto,
lo stesso non si può dire di quella di
Rocca Carbone che sta per essere
realizzata nel massimo riserbo in un
terreno adiacente, a cavallo tra
SantʼAgata Militello, Acquedolci e San
Fratello. A distanza di 2 anni dalle
polemiche, i lavori per la realizzazione
della struttura a cura della Cogeir della
famiglia Agnello di Brolo, sono in corso.
Calogero Pedalà
«Tutte le autorizzazioni provengono da
Palermo ed il comune si è limitato a dare
parere urbanistico» avverte il vice
sindaco dott Calogero Pedalà di
SantʼAgata Militello in merito alla
questione della tutela ambientale.
La discarica dovrebbe occuparsi anche
del pretrattamento dei rifiuti. I lavori di
contrada Olivo vennero bloccati perché
lʼamministrazione santagatese si era
opposta imponendo la realizzazione di
una strada alternativa che portasse
direttamente in discarica in modo da
evitare che gli auto compattatori
passassero dalle contrade creando
situazioni di disagio per gli abitanti delle
zone interessate. Dopo qualche anno,
nel 2010, il disegno di una discarica con
un impianto di pretrattamento, ottiene
lʼautorizzazione preliminare della
regione siciliana pubblicata sulla
gazzetta ufficiale del 13 agosto 2010 in
contrada Rocca Carbone. La zona
prescelta, lʼex cava, è situata subito
dopo lʼautostrada ed è confinante con il
torrente Inganno. Una delegazione dei
comitati di SantʼAgata e Acquedolci
avevano visitato il torrente Inganno fino
alla contrada Carbone e constatato che
non esisteva nessuna distanza di
sicurezza come previsto dalle norme. La
zona risulta agricola, coltivata e
toccherebbe i confini del comune di San
Fratello. Ci furono due le giornate di
mobilitazione: sono state raccolte firme,
distribuiti volantini sulla raccolta
differenziata, fornite delucidazioni ai
cittadini riguardo le pratiche per la
salvaguardia dellʼambiente. I comitati
non si opponevano alla realizzazione
della discarica ritenendo che la loro
costruzione rappresenta una necessità
a causa del fallimento del Piano
regionale integrato per lo smaltimento
dei rifiuti solidi, ma avevano chiesto una
selezione accurata dei siti nel rispetto
della salute delle persone, dellʼambiente
e dei residenti.
Non si spendono le polemiche su
unʼaltra discarica che dovrebbe sorgere
nella vicina Torrenova. Progetto che
costò la carica allʼex sindaco di
Torrenova Benedetto Russo, sfiduciato
a marzo con il voto determinante di
Bianca Fachile, la quale ha messo
lʼaccento su alcune “ombre” inerenti la
temuta realizzazione della discarica di
inerti e rifiuti non pericolosi di contrada
Scodonì per cui il comune avrebbe dato
autorizzazione allʼimpresa Metalsider di
Capo dʼOrlando. Il primo cittadino Russo
aveva sempre ribadito di non aver mai
voluto la discarica, di non aver mai
lavorato in tal senso, bensì avrebbe dato
solamente approvazione al progetto di
impianti sportivi e culturali deliberato nel
2000. In realtà agli atti esiste un ricorso
al tar da parte del comune che sta
tentando in ogni modo di impedire la
realizzazione a cura della Metalsider
dellʼimprenditore Mangano di Capo
dʼOrlando, a capo anche della più
famosa Eurovega. Lʼattuale sindaco
Salvatore Castrovinci contesta la revoca
delle autorizzazioni agli impianti sportivi
in quanto ha favorito lʼautorizzazione
regionale per la creazione della
discarica. Il primo cittadino Castrovinci,
ha confermato più volte «che a
Torrenova non ci sarà nessuna discarica
poiché non intende far sì che il paese
diventi la pattumiera dei Nebrodi e che la
sua amministrazione procederà verso la
difesa del territorio».
MAZARRA’ SANT’ANDREA
Biogas, impianto dissequestrato
Il Riesame boccia il Gip e premia Pino Innocenti
MAZZARAʼ SANTʼANDREA. ll Tribunale del Riesame di Messina dispone il dissequestro dellʼimpianto per la produzione di energia elettrica da biogas costruito e gestito dalla società Osmon nella discarica di Mazzarà SantʼAndrea gestita,invece da Tirrenoambiente Spa. La decisione è stata presa dal collegio presieduto da Antonio Giacobello e composto da Elena Maria Teresa
Calamita e Maria Luisa Materia nella tarda serata di martedì 22
maggio 2012.
Mancanza di monitoraggi sulle emissioni e delle autorizzazioni. I
carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e dell'Ispettorato Forestale della Regione siciliana avevano posto i sigilli all'impianto
di trasformazione in energia elettrica delle masse di biogas di contrada Zuppà a Mazzarrà Sant'Andrea il 28 aprile del 2012. Il tra-
sformatore è stato sequestrato su disposizione del Gip del Tribunale di Barcellona che aveva accolto la richiesta del sostituto procuratore di Barcellona, Giorgio Nicola, titolare di una più ampia
indagine sulle attività di TirrenoAmbiente Spa, la società mista titolare della discarica che accoglie tutti i rifiuti della provincia di Messina. Erano stati denunciati per violazione delle normative ambientali i responsabili delle due società l'amministratore di Tirreno
Ambiente, Giuseppino Innocenti, e della Osmon spa di Vercelli, Giuseppe Antonioli. L'inchiesta del Noe è scattata dopo l'esposto pervenuto del Corpo Forestale regionale, dai cui accertamenti è emerso che lʼimpianto in questione, della potenza dichiarata di 7,8 Kw, realizzato e messo in funzione già dallʼanno 2008,
non aveva le necessarie autorizzazioni ambientali. La società di
gestione non aveva chiesto, secondo il sostituto procuratore, e
tanto meno ottenuto, lʼautorizzazione alle emissioni in atmosfera
derivanti dalla combustione del biogas, e non ha mai inviato alcuna comunicazione e i dati relativi al monitoraggio delle emissioni
prescritte dalle norme vigenti. (M.S.)
pagina 23
Pino Innocenti
Sicilia
25 MAGGIO 2012
centonove
MESSINA. Il rispetto dell’ambiente e degli “altri” nella manifestazione promossa dalla partecipata
L’Ato3 fa la differenza
Dal 25 al 29 maggio, teatro, decorazioni artigianali, cucito creativo, moda e design
ecologico in mostra al Palacultura Antonello con il progetto “Dal riciclo si rinasce”
DI CHIARA MICCOLI
Pirandello” che venerdì 25 alle ore 20.30
portano in scena il “Teatro dellʼintegrazione”
con la rappresentazione “Siciliani prima di
MESSINA. “La differenza è un valore”. In
tutto”, realizzata dai ragazzi (abili e
tutti i sensi. È questo il messaggio di
diversamente abili) della Compagnia
educazione culturale, sociale e ambientale
“Diversi talenti”. La cooperativa sociale
che lʼAto Me3, in collaborazione con il
“Insieme nel 2000”, che lotta contro lo
Comune di Messina, lancia attraverso il
svantaggio sociale e socioeconomico
progetto “Dal riciclo si rinasce”. Lʼevento,
attraverso lʼinserimento lavorativo dei
che si svolgerà dal 25 al 29 maggio 2012 al
soggetti che ne fanno parte, ha promosso
Palacultura “Antonello” (anfiteatro esterno
invece laboratori di decorazioni artigianali e
2° piano), si inquadra nelle attività di
cucito creativo. I lavori, realizzati
promozione della raccolta differenziata che
interamente con materiali poveri o di riciclo,
lʼAto svolge. «Il nostro intento – dichiara il
saranno visibili sabato 26 (dalle ore 9.30) al
presidente Antonio Ruggeri – è
Palacultura. Reciclare non è difficile. Basta
sensibilizzare ad un uso-riuso responsabile
avere tanta buona volontà e un poʼ di
degli oggetti utilizzati
fantasia. Lo hanno imparato nel
quotidianamente per
corso dellʼanno scolastico anche
diminuire gli sprechi e
gli alunni dellʼistituto comprensivo
aiutare lʼambiente. Ma non
di Gravitelli che, coordinati e
solo. Abbiamo ideato
guidati dalle insegnanti, hanno
questo progetto anche per
dato libero sfogo alla loro
lanciare un messaggio
creatività nel rispetto
solidale, per promuovere
dellʼambiente. «La spazzatura –
lʼintegrazione e valorizzare
continua Ruggeri - va vista come
le “differenze”». A tale
una “risorsa”. La sostenibilità
scopo, partecipano
economica, sociale e ambientale
allʼiniziativa lʼassociazione
parte dalle azioni quotidiane e
Antonio Ruggeri
socioculturale “I giovani del
passa anche da comportamenti
rispettosi e responsabili quali il riuso,
la raccolta differenziata e il riciclo.
Impararlo fin da piccoli significa
avere una marcia in più per un futuro
migliore». Gli scarti di lavorazioni
industriali, ingombranti e complicati
da smaltire, possono trasformarsi
anche in intriganti oggetti di design e
moda. Nasce così il design
ecologico. Dal 25 al 29 maggio al
Palacultura saranno esposte le
opere di design realizzate dallʼartista
brasiliana di San Paolo, Andreia
Tavares. Sarà inoltre allestita
unʼarea interamente dedicata alla
moda, con le creazioni di Ivana
Paralisiti. Per lʼoccasione, la giovane
fashion designer messinese ha utilizzato
carta e plastica per creare degli abiti
originali e stravaganti, adatti a contesti e
occasioni del tutto particolari. Ecco il
programma completo dellʼevento. Si
comincia venerdì 25 maggio 2012, alle ore
20.30, con un cocktail di inaugurazione, cui
seguirà la rappresentazione teatrale
“Siciliani Prima di Tutto”, a cura
dellʼassociazione “I Giovani del Pirandello”
e la visita allʼesposizione. Sabato 26, alle
10, spazio ai laboratori di decorazioni
pagina 24
artigianali e cucito creativo, a cura
dellʼassociazione cooperativa “Insieme nel
2000”. Alle ore 21 andrà in scena
“Improvvisare”, commedia della compagnia
di Messina Vaudeville. La mattina di
domenica 27, sarà dedicata ai bambini con
giochi organizzati dai volontari della Croce
rossa (ore 10.30). Nei giorni di lunedì 28 e
martedì 29 sarà inoltre possibile visitare le
esposizioni di decorazioni artigianali, cucito
creativo, gli oggetti realizzati dagli alunni
delle scuole e le creazioni di design e moda,
dalle 9 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.
centonove
Sicilia
25 MAGGIO 2012
pagina 25
Sicilia
25 MAGGIO 2012
centonove
PATTI. L’associazione Filokalo’s abbandona la gestione delle aiuole. Nel mirino il presidente
Verde pubblico, querele in piazza
L’animalista Maria Gloria Faustini ha attribuito a Franco Zanghi la morte
dei pesci della villetta. Lui l’aggredisce con un gavettone. Ecco tutti i dettagli
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
PATTI. La pulizia del verde
pubblico di Patti finisce in
tribunale. Il presidente
dellʼassociazione culturale
Filokaloʼs, Franco Zanghi, è stato
querelato da una animalista, la
signora Maria Gloria Faustini, alla
fine di uno scontro verbale, con
tanto di gavettone finale, avvenuto
durante la pulizia di piazza Mario
Sciacca, nel cuore di Patti. La
questione è stata oggetto di una
mozione consiliare a firma
dellʼopposizione che chiede
chiarimenti sulla vicenda, e invita
lʼamministrazione a verificare la
presenza di danni alle aiuole, ed
eventualmente, lʼimmediato
risarcimento a carico
dellʼassociaizone. Zanghì, che si
era accollato lʼonere di ripulire
lʼarea assieme allʼex consigliere
comunale Alessia Bonanno, ha
deciso di gettare la spugna. Il
giornalista, noto per i suoi
Piazza Mario Sciacca. Al centro della foto la fontana con i pesci
reportage in giro per il mondo,
gestore con la sua associazione anche
Video system”, una società del
frequenta i giardini e a non
del teatro comunale (lʼaffidamento
giornalista. Recentemente gli è stato
intraprendere alcuna iniziativa «che
ufficiale ancora non è avvenuto), non è
revocato lʼincarico per non avere
ecceda la manutenzione ordinaria
nuovo alle polemiche. Recentemente i
senza consultare preventivamente
suoi video satirici avevano preso di mira adempiuto agli obblighi della legge. Ma
di cosa si sarebbe macchiato il
lʼufficio tecnico». La querelle riguarda i
anche il vescovo di Patti, Ignazio
presidente dellʼassociazione Filokaloʼs?
pesci che originariamente si trovavano
Zambito, creando un polverone
Secondo la denuncia, le accuse di cui
nella vasca del Parco Robinson. Il 30
mediatico. Ancora una volta la sua
dovrà rispondere sono di minacce,
aprile scorso erano stati trasferiti
verve polemica, scatena discussioni.
ingiurie, aggressione fisica e
temporaneamente nella vasca di Piazza
Faustini, non solo si è rivolta al
maltrattamento di animali.
Sciacca per consentire lo svolgimento di
commissariato di polizia, ma ha anche
Lʼassociazione nel luglio scorso aveva
un concerto. Il 2 maggio pomeriggio la
chiesto al sindaco Mario Aquino di
signora Maria Gloria Faustini notava
escluderlo dalla cura e gestione dei beni risposto allʼappello del Comune che
aveva lanciato lʼiniziativa “Adotta
Zanghì mentre ripuliva la vasca
comunali. Lʼassociazione a quel punto
unʼaiuola”. Nel disciplinare dʼincarico
svuotata. A questo punto si avvicina e
ha deciso di fare un passo indietro,
lʼassociazione si sarebbe dovuta
chiede che fine avessero fatto i pesci. Il
evitando lʼintervento del sindaco che
assicurare con una polizza per i danni a
presidente di Filokaloʼs indica una
ben conosce le intemperie di Zanghì.
persone o cose (attualmente al comune
secchio di circa 25 litri in cui erano
Lʼavvocato Aquino era stato nominato
non esiste copia dellʼatto), e si
ammassati una quarantina di esemplari.
nel 2007 dallʼassessorato regionale
impegnava a non recare disturbo a chi
Secondo quanto riferisce Faustini agli
allʼIndustria, liquidatore della “Tindaris
Franco Zanghì e Alessia Bonanno
agenti di polizia, proseguendo la sua
passeggiata, apprende da un
dipendente comunale in servizio al
Parco Robinson che i pesci si sarebbe
trovati nel secchiello da lungo tempo, e
che lui aveva già fatto notare che in
quelle condizioni i pesci rischiavano di
soffocare se non fossero stati ritrasferiti
nella vasca immediatamente. Passa
quasi unʼora. Lʼanimalista si ritrova a
passare dalla piazza e nota che non
solo i pesci si trovavano ancora nel
secchio ma che - a suo dire - una decina
di esemplari erano morti e altri con
“chiari segni di sofferenza”. Di fronte al
biasimo di Faustini ecco “lʼesplosione”
di Zanghi. Secondo la querelante
avrebbe cominciata ad inveire,
lʼavrebbe bagnata con la pompa “dalla
testa fino ai piedi”, continuando con
allusioni boccaccesche (avrebbe
suggerito lʼutilizzo di falli di plastica). Ad
assistere alla scena anche il consigliere
Giuseppe Bisagni, lʼingegnere Rosario
Triscari, responsabile del Verde
pubblico. Sul posto sono giunte anche
le volanti del 113, chiamate col cellulare
dalla donna, che hanno preso i dati
anche dei testimoni e avviato le
indagini.
LA REPLICA
«Troppe invidie sulle nostre
iniziative per la città
La denuncia sarebbe l’ultima
di una serie di “provocazioni”
PATTI. Il presidente dellʼassociazione culturale Filokaloʼs, Franco Zanghì, ha inviato al sindaco Mario Aquino
le dimissioni da volontari “tutori” di piazza Mario Sciacca. Secondo Zanghì, infatti, la prosecuzione dei lavori
di volontariato nella piazza Mario Sciacca (da tutti conosciuta come Piazza Liberty) a loro assegnata è impossibile: «Lʼabbandono non è dovuto alla denuncia che
ho ricevuto - dichiara Zanghì - perché questa è stata so-
lo lʼultima di una serie di provocazioni che alcune persone hanno perpetrato per ostacolare lʼoperato della nostra associazione». Zanghì si riferisce alla querela presentata da una signora, amante degli animali, che aveva notato un presunto maltrattamento dei pesci presenti nella vasca centrale della piazza.
«Si tratta di una vasca che abbiamo ripristinato noiquando ci siamo accollati lʼonere della manutenzione
dellʼarea e che provvedevamo a mantenere limpida ogni
3, 4 settimane. Inoltre, avevamo messo nuovamente i
pesci allʼinterno della vasca, così come facevano anche
tanti bambini. Purtroppo, però, vi sono stati trasferiti alcuni pesci malati che inevitabilmente hanno contagiato
anche gli altri, causando anche un eccessivo lezzo dellʼacqua. In occasione dellʼultima pulizia, infatti, i pesci
erano numericamente superiori e nellʼoperazione di travaso dalla bacinella alla vasca stessa, si erano un poʼ
maltrattati dando lʼimpressione di essere morti, ma non
pagina 26
era così. A quel punto, una signora si è avvicinata e ha
cominciato a criticare non solo il mio lavoro svolto nella
vasca, ma anche il mio ruolo di gestore del cine teatro.
Dopo una serie di inviti a lasciarmi perdere e a non continuare a provocarmi, però, ho cominciato a risponderle
a tono».
Episodio considerato la cosiddetta goccia che ha fatto
traboccare il vaso: «Ci siamo sempre occupati con dedizione, abbiamo anche provveduto a interrare piantine
riparandole con una protezione di canne ma anche questa iniziativa ha ricevuto critiche. Altre le abbiamo ricevute perchè il tubo dellʼacqua da noi utilizzato ostacolava il passaggio. Avevamo molti progetti per la zona a noi
assegnata, basti pensare che avevamo già provveduto
allʼacquisto di 700 piantine da siepe alla forestale. A questo punto le utilizzeremo in altro modo» conclude Franco Zanghì.
Pamela Arena
centonove
Sicilia
25 MAGGIO 2012
LA STORIA. Il figlio del maestro Mezzasalma ritorna a Ficarra dopo 65 anni per ricostruire la vita del padre
U figghiu du maestru
Durante la seconda guerra mondiale alfabetizzò la frazione Matini. Grazie a lui e
ai suoi alunni fu realizzato un tunnel nel bosco per sfuggire ai bombardamenti
DI FRANCO TUMEO
Foto di classe del 1945
auditorio a dir poco commosso: la
pluriclasse dalla prima alla quinta
elementare composta da 45 alunni, la
fiumara dove si attingeva lʼacqua per la
casa, la chiesetta, il parroco che
raggiungeva la contrada per dir messa in
groppa ad un asinello e i bambini a far festa
appresso al somaro, le copiose nevicate, i
pupazzi di neve, lʼallevamento del baco da
seta, la verdura negli orti, le pecore al
pascolo, i giocattoli costruiti con materiali
poverissimi, gli amici Carcione, DʼAmico,
Colavecchio e Tumeo, i maestri Miraglia e
Polizzotto e altri numerosi ficarresi con cui il
maestro Giuseppe Mezzasalma aveva
instaurato rapporti che andavano al di là di
una semplice amicizia. E poi la scuola, con
annesse una cucina a legna e due fredde
stanze per il maestro e la sua famiglia. I
ricordi si fanno drammatici quando Pietro
racconta della guerra: “Allo scoppio del
conflitto papà, diventato una sorta di punto
riferimento del villaggio, radunò la gente e
prospettò che fosse costruito un rifugio. Il
luogo adatto fu individuato in un angolo del
bosco, sotto unʼenorme roccia (ancora lì,
inossidabile al tempo). Fu scavato un
tunnel con due uscite laterali, oltre
lʼingresso accuratamente mimetizzato.
Lʼopera si realizzò con la partecipazione di
tutti e per noi ragazzi, inconsapevoli della
tragedia della guerra, fu unʼesperienza
gioiosa. Meno allegro invece lʼarrivo a
Matini di due soldati tedeschi sbandati, in
fuga dagli americani che avevano appena
occupato Ficarra: ai due, mia madre offrì
del pane e della frutta secca e mio padre
indicò la strada per sfuggire ai nemici. La
pietà per quei giovanissimi soldati impauriti
e affamati aveva avuto il soppravvento
sullʼodio”. Pietro è come un fiume in piena:
a raccontare del suo ritrovato paese non si
ferma più.
I suoi amici sperano in una sosta a tavola,
davanti alla raffinata cucina di Nuccio e
Roberto della Badia, ma niente da fare. Il
racconto di quegli anni coinvolge e
continua inarrestabile: 65 anni di assenza
sono davvero tanti da colmare.
FICARRA. Eʼ tornato a Ficarra
dopo 65 anni di assenza, alla
ricerca delle propria infanzia, dei
propri ricordi, dei compagni di
scuola mai dimenticati, del passato
mai cancellato. Protagonista della
struggente storia è un mite
insegnante in pensione, Pietro
Mezzasalma, classe 1938, di Acate
dove, ancora bambino, dal piccolo
comune collinare vi si trasferì con la
famiglia. In verità, Pietro e suoi
fratelli, Gino e Franco, a Ficarra ci
sono soltanto nati, per caso, nei
lontani anni Trenta, trascorrendovi
appena la prima infanzia. Nel
comune collinare papà Giuseppe
era arrivato nel 1934, proveniente
dal ragusano, dopo aver vinto il
concorso per lʼinsegnamento e
avuta la cattedra nella scuola rurale
di Matini, sperduta contrada di un
allora sperduto paesino dei
Nebrodi. Dopo tredici anni trascorsi
tra boschi e fiumare, contadini e
pastori, ad insegnare a leggere e a
far di conto ai bambini provati
dallʼindigenza e dalla malaria, nel
Da sinistra l’acese Pietro Mezzasalma e il compagno di scuola Nino Ridolfo
ʻ47 finalmente il trasferimento e il
definitivo ritorno a casa, ad Acate
dopo. Trascinandosi dietro un pullman di
anche dalla foto di una scolaresca del 1945
appunto, dove la famiglia Mezzasalma
amici, Pietro è giunto a Ficarra di buon
di cui Pietro, durante la sua permanenza a
ricominciò praticamente una nuova vita,
mattino, accompagnato dalla moglie Elia e
Ficarra, mai si è separato, coltivando la
lasciandosi alle spalle i disagi degli anni
da un rosario di ricordi vergati su carta con
speranza che qualche anziano si
trascorsi a Ficarra, anni segnati dalla
lʼaiuto dei fratelli rimasti a casa e della
riconoscesse in quellʼimmagine sbiadita dal
guerra e da mille difficoltà. Da allora, 65
madre Carmela Mammano, 93 anni
tempo e sfuocata nel ricordo. Ricevere in
anni di silenzio. Appena 300 chilometri di
magnificamente portati, che di quel lungo
consiglio comunale Pietro e la sua allegra
strada in fondo separano Ficarra da Acate.
soggiorno a Ficarra durato tredici anni ne
comitiva, regalargli lʼatto di nascita estratto
Un tiro di schioppo cioè, eppure così
conserva ancora lucida memoria. Sindaco
dal registro dellʼanagrafe, per il sindaco
distante da tenere Pietro e i suoi fratelli
e ufficio turistico allertati per tempo,
Basilio Ridolfo è stato un piacere e un
lontano dai luoghi che ne avevano cullato i
ristorante prenotato per cinquanta,
dovere insieme, soprattutto dopo aver
sogni dʼinfanzia. Un arco di tempo
arciprete sul sagrato ad aspettare, qualche
scoperto che il proprio genitore Nino
lunghissimo, un vuoto che pretendeva di
vecchio compagno che già sapeva in
Ridolfo, del maestro Mezzasalma e del
essere colmato: serviva soltanto
figlio Pietro era stato rispettivamente
unʼoccasione, una spinta, un pretesto che il trepidante attesa, tanti curiosi a chiedere
chi fosse quel distinto signore che tutti
alunno e compagno. E via con i ricordi,
destino ha fissato per un assolato giorno di
gioiosamente salutava: il ritorno di Pietro
snocciolati in consiglio comunale ad un
maggio del 2012, sessantacinque anni
Mezzasalma insomma si è
rapidamente trasformato in un
evento collettivo. Grande è stata
la commozione nel constatare
che il ricordo del padre è ancora
vivissimo in paese e soprattutto
a Matini, la borgata dove il
maestro elementare
Mezzasalma in quei tempi cupi
non fu soltanto un insegnante,
ma un insostituibile punto di
riferimento. Il santuario, la
piazza, le strade, la campagna:
visitare questi luoghi, per Pietro
ha significato via via recuperare i
ricordi perduti dellʼinfanzia;
incontrare la gente del luogo ha
significato incontrare il proprio
passato; rivedere alcuni di quei
compagni di scuola con cui
aveva condiviso ansie e
speranze ha significato rivivere il
L’accoglienza del sindaco Basilio Ridolfo
tempo della memoria, richiamata Foto di gruppo tra la delegazione acese e gli ex compagni di Mezzasalma
pagina 27
Qui, scuola
25 MAGGIO 2012
centonove
MESSINA
Noi, giornalisti
del domani
Promossa dalla consulta studentesca
la terza giornata dei magazine junior
Alcuni degli studenti premiati
CONCORSI. COSÌ GLI ALUNNI PREMIATI DI TREDICI COMUNI
Sant’Angelo letterario
DI FRANCESCO M. SCORSONE
SANTʼANGELO DI BROLO. Si è svolta il
19 maggio al teatro Achille Saitta di
SantʼAngelo di Brolo la premiazione del 1°
concorso letterario per i giovani studenti dei
comuni aderenti al gemellAngelo. Come è
noto nel corso del 2010, 13 comuni aventi
nel proprio nome SantʼAngelo si sono
gemellati dando vita ad una comunità di
circa 50.000 cittadini. Il concorso letterario
ha sostenuto il sindaco di SantʼAngelo
Basilio Caruso nel suo intervento: “è un
pezzo di quel grande network ideato a suo
tempo, che a regime dovrà ramificarsi in
maniera capillare con interscambi culturali,
sociali ed economici che saranno motivo di
crescita per le nostre comunità
santangiolesi”. Nel teatro festante di
giovanissimi (non era ancora arrivata la
notizia drammatica del vile attentato di
Brindisi e della morte della studentessa
Melissa Bassi) echeggiavano le parole della
professoressa Lucia Presti presidente di
giuria del concorso che iniziava il suo
discorso: “la cultura contro la barbarie della
politica” ma aggiungerei contro il terrorismo,
le mafie, la delinquenza comune, contro i
soprusi di ogni genere, contro una società
incapace di disciplinare i propri sentimenti,
contro una società incapace di ascoltare la
natura, di investire nel proprio futuro, una
società che produce mostri assetati di
possesso, di potere di soldi e di sangue e
che ha ucciso unʼinnocente ragazza
ferendone gravemente delle altre, colpevoli
di trovarsi nel posto sbagliato nellʼorario
sbagliato. Ho letto molte delle liriche di
questi giovani tra gli undici e i quattordici
anni. Scrivono tutti fantasticando un mondo
migliore nel quale è lʼamore verso il
prossimo, verso la famiglia quello che
trionfa sempre non sapendo ciò che li
attende. Ho paura per loro ho visto nei loro
grandi occhi lʼingenuità e lʼincredulità degli
innocenti. Il concorso suddiviso in racconti e
poesie ha avuto un numero notevole di
adesioni (circa 140). Tra questi la giuria ha
assegnato per i racconti il 1° posto a Elena
Zazzarino della 1A del comune di
SantʼAngelo di Alife CS, con il racconto “Il
Pianto di Azzurra”, un breve dialogo ricco di
immaginazione e creatività; il 2° posto a
Giusy Paola Segreto 1° di SantʼAngelo di
Brolo, con il racconto “Sandra e la Torcia”,
una storia basata sullo sfondo storico di
SantʼAngelo ma strutturata con molta
fantasia; 3° posto a Giulia Bonino 1aB di
SantʼAngelo di Brolo, con il racconto “La
Figlia dei Fiori”, una fiaba modellata sulla
più famosa “la bella addormentata nel
bosco” ma in questo caso la nostra
concorrente la racconta come una mamma
la racconterebbe alla propria figlia ella infatti
la arricchisce con nuovi personaggi e
diverse ambientazioni e non è il bacio del
principe a svegliarla la bella addormentata
ma i petali di rosa con i quali le aveva
inondato il volto. Non vi è dubbio lʼetà dei
nostri concorrenti, per fortuna, è ancora
quella dei sogni e la speranza di un mondo
dorato e pieno di fiori. Nel versante della
poesia il 1° posto è andato alla poesia
“Iperuranio” di Gaia Passalacqua della 2aB
di SantʼAngelo bi Brolo una divertente
divagazione mentale scolastica nel corso di
una noiosissima lezione di economia; 2°
posto è stato un lavoro di classe della 2aB
di SantʼAngelo a Cupolo BN,con la poesia
“Un Angelo che”, una fantasia di versi
dedicati ad un ipotetico angelo “sopra le
nuvole / sopra le stelle”; il 3° posto è stato
assegnato a Giusy Midulla della IIIA di
SantʼAngelo Muxaro AG, con “Un giorno un
gabbiano si posò sulla mia spalla”, un
componimento a metà strada tra poesia e
racconto, unʼimmagine del desiderio di
ognuno di noi voler tenere sempre per se i
momenti felici. Segnalazioni della giuria del
concorso letterario composta da: prof.
Salvatore Di Fazio, da Lucio Falcone per la
Casa Editrice Pungitopo, dallo scrittore e
pres. Corte dʼAppello di Messina Nicolò
Fazio, dalla prof.ssa Lucia Lo Presti e dal
prof. Michelangelo Gaglio, sono andate
inoltre a: Roberta Revoli di SantʼAngelo
DʼAlife per la poesia “Mamma” a Francesca
Coviello di SantʼAngelo a Cupolo per la
poesia “Angeli” Alla classe IIA di
SantʼAngelo allʼEsca per la poesia
“volontariato” a Martin Luca Muscianelli di
SantʼAngelo in Vado per la poesia “I due
alberi” a Samuele Rigenerati di SantʼAngelo
di Brolo, per la poesia “Alla mia sorellina” a
Giulia Costantino di SantʼAngelo di Brolo
per la poesia “Grido” a Matteo Cocivera di
SantʼAngelo di Brolo per il racconto “Una
famiglia sfortunata, ma …” a Maria
Concetta Golisano di SantʼAngelo di Brolo
per il racconto “I cagnolini e lʼosso gigante”
a Francesca Guidara di SantʼAngelo di
Brolo per la poesia “Ezekia” a Lucia Bravi di
SantʼAngelo in Vado per la poesia “Le
Marmotte” e “Lʼantenna della televisione”.
Una speciale targa dellʼAmministrazione
comunale è andata a Riccardo
Passalacqua di SantʼAngelo di Brolo per la
poesia “A mio padre” e a Monia Ben
Youssef di SantʼAngelo Muxaro per la
poesia “Primavera”. Una menzione
particolare è andata inoltre a Giuseppe
Samuele Segreto di SantʼAngelo di Brolo
per il racconto “La Guardia del deserto” e a
Melita Lenzo Stancampiano di SantʼAgata
Militello per la poesia “Il mio cammino”. È
seguita una visita degli studenti alla
collezione del Museo degli Angeli e alla
mostra fotografica in corso “Segni
dellʼidentità siciliana” nellʼex convento
francescano che si concluderà il 30 giugno.
MESSINA. Dal diritto allʼinformazione al
valore della notizia, dalla libertà di stampa
alla deontologia professionale, dal
giornalismo cartaceo a quello on-line.
Sono queste le tematiche affrontate nella
terza edizione della “Giornata del
giornalismo studentesco” promossa dalla
consulta provinciale degli studenti di
Messina, che si è tenuta venerdì 18
maggio nel Salone degli Specchi della
Provincia. Ad intervenire professionisti e
giornalisti locali, oltre che studenti e
appassionati del mestiere, per riflettere e
discutere su un settore in continua
evoluzione. Alessio Caspanello, redattore
di “Centonove”, ha approfondito la
tematica relativa al giornalismo
dʼinchiesta, con i rischi e le difficoltà che
concerne. La necessità di non rimasticare
una notizia già trattata da tutti i quotidiani
pone il giornalista di fronte a maggiori
responsabilità, a cominciare dalla validità
delle fonti. Su ogni articolo firmato il
professionista risponde infatti in prima
persona, nel bene e nel male. Anche
Renato Cortimiglia, direttore editoriale di
Noi Magazine, inserto della Gazzetta del
Sud, ha posto lʼaccento sulla deontologia
professionale. Pippo Trimarchi, editore
del quotidiano on-line Tempostretto, ha
invece enumerato le infinite potenzialità
che il mondo del web offre anche a coloro
che fanno informazione. Zero costi di
stampa e distribuzione nonchè
lʼinterattività, un modo per coinvolgere e
fidelizzare i lettori. E le statistiche lo
confermano. In conclusione spazio è
stato dato agli studenti e alle loro iniziative
nel campo del giornalismo. Simone Milioti
ha presentato Blog34, una nuova
piattaforma virtuale da lui ideata per
spingere i giovani ad essere parte attiva
nella società. Una nuova realtà
giornalistica che si aggiunge ai già
presenti “Siamo tutti giornalisti” dellʼistituto
superiore di Furci, “Hermes” del liceo
scientifico “Seguenza”, “Koiné” e “Stoà”
dei licei classici “Maurolico” e “La Farina”,
e “Opinioni a confronto” dellʼistituto
tecnico economico “Jaci”. (CH.M)
ISTRUZION PER L’USO di Andrea Smith
Esami di Stato, così le disposizioni
CON LA PUBBLICAZIONE dellʼordinanza ministeriale n°41, il MIUR ha reso note istruzioni e disposizioni organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato. Questʼanno si esaurisce la norma transitoria del
D.M. n. 99 del 16 dicembre 2009, art. 4, ed entrano a regime le nuove tabelle per lʼattribuzione del credito scolastico per tutte le classi
del triennio. Il 18 giugno è previsto lʼinsediamento in seduta plenaria delle commissioni. La prima prova scritta si terrà il 20 giugno e il
giorno successivo la seconda prova scritta grafica o scritto-grafica
- specifica dellʼindirizzo dʼesame -, che per i licei artistici e gli istituti
dʼarte continua nei due giorni successivi, sabato escluso.
Questʼanno vi sarà la novità del plico telematico, per il quale il ministero ha già effettuato due simulazioni per testare la procedura e
mettere in atto eventuali correttivi, per cui i presidenti, con lʼaiuto del
referente di sede presente in ciascun istituto, procederanno alla
pagina 28
stampa decriptata dei compiti attraverso i computer delle scuole. In
caso di difficoltà sono previste procedure alternative per assicurare
lo svolgimento delle prove scritte. La terza prova, predisposta dalla
commissione che ne ha definito la struttura collegialmente in coerenza col documento di classe, si svolgerà il 25 giugno; per licei artistici e istituti d'arte la struttura della terza prova scritta è definita entro il giorno successivo al termine della seconda prova scritta ed inizia il giorno successivo alla definizione della struttura. La novità di
questʼanno è rappresentata dallʼarticolo 17 bis, con disposizioni per
gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). In particolare, i candidati con diagnosi di DSA, che, ai sensi dellʼart.6, comma 6, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dallʼinsegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con
lʼattribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate,
coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n. 323/98.
25 MAGGIO 2012
Economia
INDUSTRIA. Non decolla il progetto del gruppo molisano. E Passera dà l’ultimatum: 4 giugno
Termini, Dr prende tempo
Gli ex dipendenti, oggi in cassa integrazione, manifestano davanti alla Regione a Palermo.
Smentite le voci che volevano la sudcoreana Hiunday interessata allo stabilimento. Ma la Bmw...
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Le voci che volevano la
sudcoreana Hyundai interessata allo
stabilimento di Termini Imerese sono
durate mezza giornata, poi dal
management del marchio automobilistico
è arrivata una secca smentita. “La notizia
è destituita di ogni fondamento”. Così, per
i quattrocento cassintegrati ed esodati
della Fiat e delle ditte dell'indotto che
hanno manifestato davanti alla sede della
Regione siciliana (sui 2200
metalmeccanici tra diretti e indotto in
cassa integrazione dal primo gennaio
2012 per cessazione attività), in piazza
Indipendenza a Palermo, lunedi 21
maggio, il cielo è tornato a tingersi di
colori foschi. Quelli della Dr Motors di
Massimo Di Risio, che a dicembre del
2011, dopo un accordo firmato con Fiat,
Governo e sindacati, sembrava pronta ad
acquisire lo stabilimento ed a rimetterlo in
moto per assemblare automobili con
pezzi fabbricati in Cina, ma che ad oggi
non ha dato segni di vita.
DR PRENDE TEMPO. La “deadline” è il 4
giugno, data in cui l'imprenditore
molisano Massimo Di Risio,
amministratore delegato della Dr Motor,
azienda che dovrebbe subentrare alla
Fiat nell'insediamento industriale ex Fiat
di Termini Imerese, risponderà ai
chiarimenti richiesti dal ministero dello
Sviluppo economico Corrado Passera.
Corrado Passera
centonove
Di che chiarimenti si tratta? Intanto sulla
tenuta finanziaria del suo gruppo e quindi
sulla concreta possibilità di superare il
momento di verifica tecnica e finanziaria
richiesto da Governo e Regione perchè il
progetto possa prendere il via. Massimo
Di Risio, secondo il piano industriale
presentato al ministero il 5 ottobre scorso,
parlava di 60 mila vetture annue a regime
nel 2017, con il primo lancio sul mercato
nel 2013; investimenti per 110 milioni di
euro; assunzioni a iniziare dal 2012, con
un pacchetto iniziale di 241 nuovi posti
(561 nel 2013, 909 nel 2014, 1.272 nel
2015 e 1.312 nel 2016). Intenzione della
Dr Motor è quella di produrre quattro
modelli da far uscire fuori da Termini: Una
city car, una simil Punto (segmento B),
una simil Bravo (segmento C) e un Suv,
che oggi si produce a Macchia d' Isernia,
in Molise. Tuttavia, sembra che alle casse
della casa molisana manchino circa 15
milioni di euro, necessari per
“rassicurare” le banche e ottenere il
credito necessario per avviare
lʼoperazione. I sindacati sono però
scettici. “Da Di Risio abbiamo sentito
sempre la stessa solfa, ma di atti concreti
nessuno”, spiega Roberto
Mastrosimone della Fiom di Termini
Imerese.
LA PISTA TEDESCA. Un imprevisto
colpo di scena potrebbe però arrivare da
Monaco di Baviera. E' “da più di un anno”,
dicono in ambienti sindacali, che gira
voce di un interesse di Bmw per un polo
produttivo nel cuore del mercato del
Mediterraneo, quindi anche per l'ex
stabilimento Fiat di Termini Imerese in
Sicilia. Le indiscrezioni di stampa su una
possibile mossa della casa bavarese non
hanno colto di sorpresa le organizzazioni
dei metalmeccanici, vicine al dossier
Termini. Anche se, viene sottolineato dai
sindacati, "non c'é alcuna notizia di
contatti né con Fiat né con il Governo",
mentre "resta la preoccupazione che la
stessa Fiat possa non vedere di buon
occhio una soluzione che lasci spazio in
Italia ad un forte concorrente". La
conferma di un interesse di Bmw per la
creazione di un polo produttivo nel cuore
del Mediterraneo è arrivata ai sindacati
italiani anche dal potente sindacato dei
metalmeccanici tedeschi Ig Metall da
dove, viene riferito, "la voce trapela ormai
da tempo", ma sempre "senza alcun
riscontro "su progetti concreti". Seppure
non ufficialmente, la Bmw sembra abbia
smentito.
LA SCHEDA
Sono Massimo Di Risio,
assemblo automobili
Chi è e cosa fa l’ex pilota diventato costruttore grazie
alla Cina. Ecco cosa resterà di siciliano nell’indotto
Massimo Di Risio
PALERMO. Massimo Di Risio fonda la Dr Motor Company nel
2006, per commercializzare auto che assembla in Molise a partire da componentistica di derivazione cinese. Nel 2010 riceve
il premio "Made in Italy" come personalità dell' anno per la sua
attività imprenditoriale nel mondo automobilistico.
L'azienda molisana, fondata da Di Risio (che in passato è stato un ex pilota di vetture da corsa), si è fatta una certa notorietà
negli scorsi anni, per la vendita delle sue vetture anche negli
pagina 29
ipermercati. Dal punto di vista commerciale, il 2010 è stato l'anno migliore: le vendite di auto con il marchio Dr hanno sfiorato
le cinquemila unità. I primi dieci mesi del 2011, però, hanno fatto segnare per l'azienda un calo del 26% a poco meno di 2.700
auto vendute contro le 3.600 dello stesso periodo di un anno
prima. Ma nel 2011, la sua attività inizia a “mostrare il fianco”.
Dr Motor era gravata a fine 2009 da circa 74 milioni di debiti
complessivi, di cui 34 con le banche, con una posizione finanziaria netta negativa per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni.
Secondo gli accordi del 2011, parte dei pezzi coi quali la Dr assembla le sue auto, non arriverà dalla Cina. I sedili, infatti, continuerà a produrli la Lear, mentre delle plastiche potrebbe occuparsene la Magneti Marelli. Alle vecchie Fiat, nellʼindotto, lavorava anche la Bienne sud, che si occupava della verniciatura dei paraurti delle auto torinesi che uscivano da Termini Imerese.
(A.C.)
Economia
25 MAGGIO 2012
centonove
INTERROGAZIONI. Chi vuole vederci chiaro da Bizzotto a Marinello
Se i fondi Ue vanno al trotto
Chiesti chiarimenti in Commissione Ue sui finanziamenti che la Regione ha destinato alla Coppia degli assi
di equitazione. Ma anche ad autoscuole e torrefazioni. «Soldi svincolati da un piano organico di sviluppo»
DI ETTORE IACONO
LA SICILIA NON SEMPRE riesce a
spendere tutti i soldi di Bruxelles, ma
quando ciò accade i conti non tornano. E a
Strasburgo qualcuno comincia ad
accendere qualche luce per vedere un po'
meglio come vanno le cose nel mare
magnum delle spese di Palermo.
Soprattutto se i soldi destinati allo sviluppo
del territorio finiscono in realtà col
disperdersi in centinaia di progetti e
iniziative scoordinate da qualsiasi piano
organico di sviluppo del territorio.
Ricordando antefatti, fatti e misfatti tutti
italiani, si finisce infatti col credere che il
sospetto sia in realtà l'anticamera della
verità. Una verità fatta di sprechi che
allontano la Sicilia dall'Europa e che
sbarrano le porte del futuro alle nuove
generazioni.
I DUBBI DI STRASBURGO
L'eurodeputato Mara Bizzotto, di Bassano
del Grappa, della Lega Nord, un passato
da barista, con una interrogazione rivolta
alla Commissione europea, si stupisce del
fatto che in Sicilia, il governo del
presidente Raffaele Lombardo abbia
destinato «decine di migliaia di euro a
singole attività imprenditoriali (torronifici,
autoscuole, torrefazioni), in modalità del
tutto svincolate da un piano organico di
investimento, piuttosto che 460.000 euro
per finanziare la Coppa degli assi di
equitazione di Palermo o 1.000.000 euro
per due edizioni del Festival del cous cous
di San Vito lo Capo». Un malcostume,
secondo Bizzotto, che accomuna le
regioni meridionali italiane. Tanto che in
Calabria, per fare qualche esempio, sono
stati spesi 169mila euro per il Festival del
peperoncino di Diamante e 114mila per la
Festa delle invasioni di Cosenza. E la
Campania ha pensato di girare 70mila
euro all'Afrakà rock festival di Afragola.
Ma tutti questi denari, ricorda Bizzotto,
fanno parte «dei fondi europei destinati allo
sviluppo del territorio» e dovrebbero essere
destinati ad «investimenti a lungo
termine volti al rafforzamento delle
economie locali». Cosa c'è dietro
certe scelte? Secondo
l'eurodeputato, qualcosa che ha il
«sapore di aiuto clientelare». Ci
risiamo. Adesso tocca però alla
Commissione di Manuel Barroso
dire «se tale utilizzo dei contributi
europei sia conforme agli scopi
per i quali essi sono stati studiati e
voluti».
DALLE GARE AI PRESEPI
Nel mirino della Bizzotto c'è
l'elenco dei beneficiari dei fondi
Fesr (Fondo europeo per lo
sviluppo regionale) 2007/2013
gestiti dalla Regione Siciliana.
Sette assi di finanziamento e un lungo
elenco di spese. Che vanno dalla
Velocizzazione della linea ferroviaria
Palermo – Agrigento (erogati
35.637.822,64 euro) ai lavori nel porto di
L'eurodeputato Mara
Bizzotto, Lega Nord, un
passato da barista, con
una interrogazione alla
Commissione europea,
si stupisce del fatto
che in Sicilia, il
governo del presidente
Lombardo abbia
destinato «decine di
migliaia di euro a
singole attività
imprenditoriali
(torronifici, autoscuole,
torrefazioni), in
modalità del tutto
svincolate da un piano
di investimento
di Custonaci, 318.361,56 per il Festino di
Santa Rosalia 2009. Nell'asse 5
compaiono invece una miriade di spese in
favore delle aziende più disparate. Non
solo autoscuole, torrefazioni e torronifici,
IN EVIDENZA
Dal Fesr al Por, i Conti non tornano
A STRASBURGO SI PARLA anche di Por 2000/2006 della Regione Siciliana. Che ha
previsto interventi pubblici per 7,6 miliardi di euro. Il 50,9% a carico dellʼUe. Ed è Giovanni La Via, Pdl, ad aprire le danze con una interrogazione rivolta alla Commissione Barroso. Si chiede la verifica urgente sull'utilizzo dei fondi. La Via parte da «una
denuncia, inviata anche alle competenti autorità, nella quale viene rappresentata una
situazione di gravi irregolarità relative ai procedimenti di ammissione ed assegnazione di finanziamenti dal Dipartimento Pesca dell'Assessorato Regionale, attraverso il POR Sicilia 2000/2006, misura 4.17, sottomisura A e B, per promuovere la valorizzazione e commercializzazione del pesce povero di Mazara del Vallo». Secondo
l'eurodeputato «si rappresentano gravi carenze nel sistema di redazione e di valutazione dei bandi, l'utilizzo di associazioni e studi di consulenza appositamente creati
per la presentazione di progetti non adeguatamente pubblicizzati, la mancanza di attestazione di congruità dei prezzi, lo scorrimento di graduatorie con procedure di dubbia legittimità e, più in generale, varie ipotesi di condotte omissive e/o comportamenti
lesivi della normativa nazionale e comunitaria». Interrogazione analoga era stata presentata dal parlamentare Giuseppe Marinello, Pdl secondo il quale i finanziamenti sarebbero serviti solo «per soddisfare compensi astronomici per consulenti, associazioni e consorzi sorti dal nulla, per pagare, viaggi e crociere».
Sant'Agata Militello (4.531.453,65 euro),
dall'adeguamento delle banchine dello
Scalo Galera dell'Isola di Salina
(1.312.121,00) alle elisuperfici di Linosa
(276.049,42) e Lampedusa
(3.057.875,37). E ancora 16.692.844,84
per il tram di Palermo, 4.231.002,27 per
l'area di Zaera Sud a Messina, una decina
di milioni di euro per la depurazione delle
acque reflue da riutilizzare per l'irrigazione
dei campi agricoli (Corleone, Menfi,
Borgetto, Marineo, San Michele di
Ganzaria) e tanti altri. Tutto assolutamente
utile al territorio.
Ma l'interrogazione vuole gettare un cono
di luce su diverse spese inserite dall'asse
3 in avanti del Fesr 2007/2013 della
Regione Siciliana. Dove oltre alla Coppa
degli Assi e al Cous Cous, ci sono
(impossibile citarli tutti) 42.887,50 euro per
il Presepe vivente 2009 di Agira, 398mila
euro per il World Festival on the Beach
2009 e 515.288,41 per l'edizione 2010,
162.610 euro per il Presepe vivente 2009
IN PARLAMENTO
«Non votate
il decreto Monti»
L’appello dei deputati dell’Ars:
«Penalizzano la Sicilia»
Innocenzo Leontini
PALERMO. «I parlamentari nazionali siciliani di tutti i partiti
reagiscano. I decreti non siano approvati. Non sia la disciplina o la
logica di partito a pretendere il contrario». È lʼappello lanciato dai
deputati all'Ars Innocenzo Leontini, Rudi Maira, Nino Beninati,
Marianna Caronia, Salvatore Cascio, Salvatore Cordaro,
Edoardo Leanza e Fabio Mancuso, che invitano deputati e
senatori a non votare i decreti governativi che “escludono la Sicilia
e le sue imprese dalle misure previste”. “L'unico aspetto peculiare
pagina 30
della Sicilia del quale il governo nazionale tiene conto è
l'inefficienza dellʼamministrazione regionale, per giunta presa a
pretesto per nuove penalizzazioni. Mentre le imprese del resto del
Paese potranno ottenere dagli uffici pubblici una certificazione in
base alla quale fruire di anticipazioni dalle banche dei crediti
vantati oppure compensare con il pagamento delle tasse, quelle
siciliane non sono incluse in tale provvedimento. Il motivo è
lʼesistenza di un piano di rientro da un deficit di bilancio (sanità),
della cui attuazione lo stesso governo nazionale si è occupato nel
tempo, considerandolo strumento di riabilitazione della nostra
condizione. Invece la scure si abbatte soprattutto su di noi. Alla
riabilitazione si sostituisce la punizione”, scrivono i parlamentari di
Sala d'Ercole, che prendono di mira al contempo il governo
regionale e nazionale. “Mentre la giunta Lombardo danneggia
lʼeconomia e le imprese siciliane, facendo perdere i fondi europei e
rinunciando a interventi a sostegno, il governo Monti fa leva su
queste inadempienze per rincarare la dose. I danneggiati sono gli
imprenditori e i cittadini siciliani che non sanno più come fare”.
centonove
Economia
25 MAGGIO 2012
ma anche ditte di elettronica,
elettrodomestici, elettrauto,
panetterie, carrozzerie, ottica,
pubblicità, caffetterie, articoli
sportivi, dolci e prodotti tipici, bar.
Centinaia di aziende alle quali sono
andati contributi variabili da qualche
migliaio a 25mila euro.Denaro
investito per garantire la crescita
stabile dell'economia dell'Isola? A
Barroso l'ardua sentenza.
E LA CORTE DEI CONTI...
«Lʼeccessiva frammentazione degli
interventi programmati e la
notevolissima presenza di progetti
Rita Arrigoni
non conclusi (pari al 35 per cento
della spesa certificata) hanno
i progetti avanzati, dei quali 1298 poi
sfavorevolmente inciso sullo sviluppo
revocati o rinunciati. La maggior parte dei
locale e non hanno prodotto lʼauspicato
progetti finanziati riguardato lo sviluppo dei
miglioramento delle condizioni di vita della
sistemi locali (asse IV), «a conferma della
popolazione della Regione». E ancora: «Il
polverizzazione degli interventi che, in
tasso di errore (ovvero il rapporto tra la
spesa irregolare e quella controllata) molto alcuni casi, hanno determinato dei
finanziamenti “a pioggia” con la
elevato (10,98 per cento, cioè centinaia di
conseguente dispersione delle risorse».
milioni di euro, nda), riscontrato a seguito
Altro limite evidenziato dalla Corte,
dei controlli di secondo livello, denota la
l'eccessivo ricorso ai “progetti coerenti”
carenza, in termini qualitativi, dei controlli
che hanno inciso per il 43,01 per cento
di primo livello e una generale scarsa
sulla spesa complessiva (circa 2,4 miliardi
affidabilità degli stessi». Questa la
di euro). Si tratta di progetti già finanziati
conclusione della Corte dei Conti siciliana,
con risorse statali, messi a carico dei fondi
presieduta dal magistrato Rita Arrigoni,
comunitari per accelerare la spesa. Un
sull'esame appena concluso del Fesr
danno per l'erario regionale, secondo la
2000/2006 della Regione. Uno strumento,
Corte, anche perché le risorse nazionali
il Fesr, che ha previsto interventi pubblici
così liberate e reinvestite sull'asse (circa
per complessivi 5,6 miliardi di euro, poco
561 milioni di euro) sono risultate
più di 2,5 miliardi dei quali tirati fuori
nettamente inferiori all'importo sottratto dai
proprio dalla casse di Bruxelles. Ben 9454
ANCHE SUI SITI www.tribunale.messina.it
www.asteavvisi.it - www.asteannunci.it
TRIBUNALE DI MESSINA
SECONDA SEZIONE CIVILE – ESECUZIONI IMMOBILIARI
Le vendite giudiziarie derivanti da esecuzioni immobiliari vengono effettuate:
A) dal Giudice delle Esecuzioni presso il Tribunale di Messina Ufficio
Esecuzioni Civili.
B) dai Professionisti delegati ai sensi dellʼart. 591 bis c.p.c. presso i
loro studi o le associazioni:
- U.N.E.I.M. Piazza Immacolata di Marmo 4 Messina - Tel.
090/6409852 – Fax 090/6409582 (apertura al pubblico lunedì ore 9-12
e giovedì ore 9-12 / 15,30-18
- AN.P.E. Via Risorgimento 123 Messina Tel. 090/663323 (apertura
al pubblico lunedì, martedì, e venerdì ore 9,30-12).
- A.R.V.E.D. Piazza della Repubblica 27 is. 290 Messina - Tel./fax
090/6406701 (apertura al pubblico lunedì e mercoledì 10-12 e giovedì
15,30-18)
- A.L.P.E.F. Via dei mille 243 Messina – Tel./fax 090/6512158 (apertura al pubblico lunedì, mercoledì, venerdì ore 9-12 e giovedì ore 1719). (periodo feriale: chiusura uffici dallʼ01-08 al 31-08).
- A.P.E.I.M. Via del Vespro 75 Messina – Tel./fax 0906783616 (apertura al pubblico lunedì ore 9,30-12,30 e giovedì ore 16-19).
- A.P.E.I.M. Via Kennedy 66 Barcellona P.G. (ME).
- PRO.ASS. Via Mamertini 17 Messina – Tel./fax 090/2400044 (apertura al pubblico lunedì e giovedì, non festivi, ore 15,30-19).
- A.V.D.Via Oratorio della Pace n. 3 – Messina (ME) Tel. 090/6012019
(Apertura al pubblico ogni Lunedì e Mercoledì non festivo dalle ore 16:00
alle ore 19:00, e comunque, dalle ore 9:30 alle ore 12,30 del giorno precedente la data della vendita. Le vendite si terranno nelle Aule del Tribunale di Messina
- Notaio S. Magno Via L. Manara 19 Messina – Tel. 090/6512281 (si
riceve i mercoledì non festivi ad esclusione del mese di agosto ore 1012).
- Notaio V. Grosso Via Garibaldi 116 Messina – Tel. 090/674020 (si
riceve i giovedì non festivi ad esclusione del mese di agosto ore 16,3018,30).
- Notaio M.F. Puglisi Via Porto Salvo 9 – Tel. 090/340419 (si riceve
i mercoledì non festivi ad esclusione del mese di agosto ore 10-12).
- Notaio G. Bruni Via L. Manara 82 – Tel. 090/673935 (si riceve i
martedì non festivi ad esclusione del mese di agosto ore 10-12).
- Notaio M. Giuffrida Via La Farina is. R Messina – Tel. 090/694303
(si riceve i mercoledì non festivi ad esclusione del mese di agosto ore
16-18). Giorni di ricevimento venerdì ore 16-19.
VENDITA N. 337/09 RG ESEC. IMM.
CASTELMOLA – Via San Nicolò n. 3 – Lotto
Unico: Appartamento civile abitazione di mq 90
circa su due piani di sei vani con terrazza a livello su cui insistono due vani abusivi. Prezzo
base Euro 82.028,62. Rilancio minimo Euro
1.500,00. Vendita senza incanto 13.07.2012
ore 10.00 presso i locali dell' A.L.P.E.F., Messina, via dei Mille n. 243 (ex palazzo Upim). G.E.
Dr. Adolfo Fiorentino. Per visita immobile Custode giudiziario Avv. Angelo Morganti
349/1732760. Prof. delegato Avv. Attilio De Gregorio tel. 090/6413095). Rif. RGE 337/09
VENDITA N. 45/11 RG ESEC. IMM.
MESSINA – Viale Annunziata (ex Via Comunale) n. 79 – Lotto Unico: Piena proprietà per la
quota di 1/3 di villa bifamiliare composta da 2 va-
Le vendite giudiziarie sono aperte a qualsiasi interessato e per parteciparvi non è necessaria assistenza legale. I beni si vendono nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, a corpo e non a misura, con tutte
le pertinenze, accessioni, servitù attive e passive, eventuali ragioni e
azioni. Gli immobili sono descritti e valutati con lʼindicazione della situazione urbanistica e locativa, nella relazione redatta da un consulente
tecnico del Tribunale, che può essere consultata, unitamente allʼordinanza o allʼavviso di vendita, presso gli uffici preposti sopra indicati. In
caso di notizie urbanistiche insufficienti lʼaggiudicatario potrà avvalersi
delle disposizioni di cui agli artt. 17, V comma e 40 VI comma, della legge 47/85 e, pertanto , ove ne ricorrano i presupposti ivi indicati, potrà
presentare domanda di concessione in sanatoria entro 120 giorni dallʼatto di trasferimento dellʼimmobile ovvero della notifica di questʼultimo
atto. Eʼ possibile visitare lʼimmobile ove sia stato nominato un custode
giudiziario o un ausiliario del Giudice.
COME PARTECIPARE – Vendite senza incanto davanti al Giudice delle
Esecuzioni o ai Professionisti delegati: Le offerte, in carta legale, nella
forma di proposte irrevocabili di acquisto – contenenti lʼindicazione del
numero di procedura; del Professionista delegato o del Giudice dellʼEsecuzione; del lotto di riferimento; del prezzo offerto (non inferiore al
prezzo base indicato nellʼavviso di vendita); dei dati identificativi dellʼofferente (con allegati fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale o certificato camerale aggiornato) dovranno essere depositate in busta chiusa. Nelle vendite con nuovo rito
si procederà allʼapertura delle buste il giorno stesso fissato per la vendita. In caso di pluralità di offerte si procederà allʼeventuale gara sullʼofferta più alta ai sensi dellʼart. 573 c.p.c.
a) Se la vendita si svolge davanti al Giudice dellʼEsecuzione: lʼofferta va presentata, presso la Cancelleria delle Esecuzioni Civili, entro e
non oltre le ore 13 del giorno feriale precedente la data fissata per la vendita, allegando un assegno bancario circolare non trasferibile intestato
a Poste Italiane S.p.a. – Messina, a titolo di cauzione, pari al 10% del
prezzo offerto e che dovrà essere inserito nella busta chiusa contenente lʼofferta. b) Se la vendita si svolge davanti al Professionista delegato:
lʼofferta dovrà essere presentata presso lʼAssociazione di riferimento,
entro e non oltre le ore 12 del giorno che precede la vendita. Il suddetto
deposito va effettuato nel rispetto dei giorni di apertura al pubblico dellʼufficio, che in ogni caso, rimane aperto il giorno che precede la vendita. Lʼofferta deve essere corredata da un assegno bancario circolare
non trasferibile intestato al Professionista delegato, a titolo di cauzione,
ni più accessori per un tot. di mq 54,80. Vi è anche una veranda a livello di circa mq 39,00, un
terrazzino di copertura raggiungibile tramite una
scaletta in ferro di circa mq 10.95 sulla quale si
trova un locale di sgombero di circa mq 6. Posta al p.terra sviluppa una sup. lorda tot. di circa
mq 93,83. Prezzo base Euro 17.573,35. Rilancio minimo Euro 500,00. Vendita senza incanto 28.09.2012 ore 8.30 presso A.R.Ve.D. in
Messina, Piazza della Repubblica 27, tel.
090/6406701. Eventuale vendita con incanto
28.09.2012 ore 10.30. G.E. Dr. Ugo Scavuzzo.
Prof. Delegato e Custode Avv. Francesco DʼArrigo. Rif. RGE 45/11
VENDITA N. 338/10 RG ESEC. IMM.
VENETICO - Via Michele Spadafora - Lotto Unico: Intera proprietà di appartamento (occupato
ANCHE SUI SITI www.tribunale.messina.it
www.asteavvisi.it - www.asteannunci.it
che non potrà essere inferiore al 10% del prezzo offerto e che dovrà
essere inserito nella busta chiusa contenente lʼofferta.
Vendite con incanto davanti al Giudice delle Esecuzioni o ai Professionisti delegati: Le domande di partecipazione, in carta legale, devono
contenere lʼindicazione del numero di procedura; del Giudice dellʼEsecuzione o Professionista delegato; del lotto di riferimento; del prezzo base dʼasta; dei dati identificativi dellʼofferente (con allegati fotocopia del
documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale o certificato camerale aggiornato). Le domande vanno presentate:
a) Se lʼincanto si svolge davanti al Giudice delle Esecuzioni: entro le
ore 13 del giorno feriale precedente lʼincanto, presso la Cancelleria delle Esecuzioni Civili, allegando due assegni bancari circolari non trasferibili intestati a Poste Italiane S.p.a. – Messina, uno del 10% e lʼaltro del
20% del prezzo base dʼasta, rispettivamente a titolo di cauzione e a titolo di anticipo spese, nonché due marche quietanza di euro 1,29.
b) Se la vendita si svolge davanti al Professionista delegato: lʼofferta
dovrà essere presentata presso lʼAssociazione di riferimento, entro e
non oltre le ore 12 del giorno che precede lʼincanto, presso lʼufficio
U.N.E.I.M., unitamente a due assegni bancari circolari non trasferibili intestati al Notaio, uno per cauzione pari al 10% del prezzo base e uno
per anticipo spese pari al 16% del prezzo base. Il suddetto deposito va
effettuato nel rispetto dei giorni di apertura al pubblico dellʼufficio, che in
ogni caso, rimane aperto il giorno che precede lʼincanto. Nelle vendite
con incanto con nuovo rito, alla domanda va allegato solo un assegno
pari al 10% del prezzo base dʼasta, a titolo di cauzione. La mancata presentazione allʼincanto, senza giustificato motivo, comporterà la perdita
di un decimo della cauzione versata. Il pagamento del saldo prezzo di
aggiudicazione, detratta la cauzione, dovrà essere effettuato entro sessanta giorni dallʼaggiudicazione, con le modalità stabilite nellʼordinanza
o nellʼavviso di vendita. Il mancato pagamento del saldo prezzo nel termine comporta la perdita della cauzione, salvo il risarcimento del danno ex art. 587 c.p.c. Per le vendite senza incanto e con incanto con nuovo rito, nello stesso termine, dovrà effettuarsi il pagamento relativo alle
spese di trasferimento con le seguenti modalità: a)Se lʼasta si svolge
davanti al Giudice con assegno bancario circolare non trasferibile intestato a Poste Italiane S.p.a. – Messina, pari al 15% del prezzo di aggiudicazione; b)Se lʼasta si svolge davanti al Professionista delegato nella
misura indicata nello stesso in base alla tipologia dʼacquisto, salvo eventuale richiesta di integrazione in caso di necessità.
da terzi), p.primo, composto da un ingresso-corridoio, studiolo, 2 bagni, camera da letto e cameretta, cucina con veranda a servizio e salone con balcone, avente una sup. lorda tot. di circa mq 160,98. Prezzo base Euro 146.222,39.
Rilancio minimo Euro 2.000,00. Vendita con incanto 19.07.2012 ore 11,00 presso ALPEF, Via
Dei Mille 243, Messina, (ex palazzo upim). G.E.
Dr. Ugo Scavuzzo. Prof. delegato e Custode
Avv. Natale Galipò tel. 090/6413095 per info e
visita immobile. Rif. RGE 338/10
VENDITA N. 26/86 RG ESEC. IMM.
MESSINA – Fraz. Tarantonio, versante Salice
- Lotto Unico: Piena propr. di terreni e fabbricati rurali comprendente 4 corpi: CORPO A) Terreno agricolo mq 31.428, oltre fabbricato rurale
mq 73,00 e 5 corpi fabbrica sup. tot. mq 157 (ad
pagina 31
fondi comunitari che sarebbero potuti
servire a realizzare ben altro.
Nel complesso spicca inoltre un 2,94 per
cento di spesa irregolare. Cioè non
dovuta. In soldoni poco più di 163 milioni di
euro. Dei quali 81 milioni da recuperare.
Soldi che l'Italia deve reintegrare nel
bilancio europeo. A questi si aggiungono
727,1 milioni (13,09 per cento) di spese
decertificate, cioè sottratte al bilancio
europeo in seguito a provvedimenti
amministrativi o giudiziari. E sotto questa
voce spiccano certamente la revisione di
spesa per 184 milioni relativa alla
realizzazione di diversi lotti dell'autostrada
Messina-Palermo e i 42 milioni relativi alla
rivisitazione del catalogo informatizzato
regionale dei Beni culturali.
Notevoli limiti sono stati riscontrati dalla
Corte dei Conti sui risultati raggiunti
nell'ambito del sostegno all'economia dei
territori. Tanto che la mortalità delle attività
cofinanziate ha raggiunto il 48 per cento. E
non si sono riscontrati segnali
incoraggianti sul fronte dell'occupazione.
Sul fronte infrastrutturale, infine, bene le
opere relative alla viabilità secondaria, lo
sviluppo degli aeroporti secondari
(Trapani) e dei porti. Non hanno
funzionato, invece, gli interventi sulla
viabilità principale. Insomma, appena il
tempo di mettere in archivio il mezzo
fallimento del vecchio Piano operativo
regionale che è già ora di indagare sul
nuovo. Nel quale – stando agli interventi
ispettivi comunitari - le cifre ballano tra
dubbi e sospetti.
esclusione di quello identificato a parte del successivo corpo B). CORPO B) Fabbricato rurale
costituito da una casa di vecchia costruzione, 2
elev. f.t., sup. tot. mq 189 e copertura a tetto a
doppia falda. CORPO C) Terreno di natura prevalentemente rocciosa, sup. tot. mq 44.120.
CORPO D) Terreno agricolo sito sia sul versante Salice che sul versante Gesso del fondo,
sup. tot. mq 64.839, oltre una serra in condizioni fatiscenti e 2 fabbricati rurali, sup. tot. mq 129.
Prezzo base Euro 221.473,88. Rilancio minimo
Euro 10.000,00. Vendita senza incanto
17.07.2012 ore 12.00 presso ALPEF in Messina, via dei Mille n. 243 (ex palazzo upim). G.E.
Dr. Ugo Scavuzzo. Prof. Delegato e Custode
Avv. Maria Letizia Navarra tel. 090/671582
6413095 per info e visita immobile. Rif. RGE
26/86
Economia
25 MAGGIO 2012
centonove
SAN MARCO D’ALUNZIO. L’azienda tessile “ruba” commesse ai paesi dell’Est
Alla crisi ci pensa San Lorenzo
Lo stabilimento della famiglia Miracula ha incrementato il fatturato del 45%.
A Sinagra si tenta di ricostituire il polo col progetto Agranis. E l’aiuto di Invitalia
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
Filippo Miracula
SAN MARCO DʼALUNZIO. La crisi?
Non abita a San Marco DʼAlunzio. In un
contesto economico fatto di aziende a
rischio fallimenti, licenziamenti, fuga di
commesse nei paesi dellʼEst, la San
Lorenzo Confezioni, uno degli ultimi
baluardi del Polo tessile dei Nebrodi con
la sede nel piccolo comune messinese
famoso per le chiese, non solo ha
registrato un aumento del fatturato del
45% (riferito al 2011 sul 2010) ma ha
aperto laboratori esterni a cui affidare
parte dei lavori. Il personale diretto è di
122 operai a cui si aggiunge un indotto
di 250 lavoratori. A guidare lʼazienda
tessile che realizza capi firmati per
conto di importanti griffe internazionali
(da Gucci a Lous Vuitton a Tom Ford e
Armani) è lʼimprenditore Filippo
Miracula. Miracula, coadiuvato dai figli,
nel corso degli anni è riuscito a far
crescere lʼattività in modo professionale,
pur mantenendo una gestione familiare
nel rapporto con gli stessi dipendenti. «I
Lavoratrici alla San Lorenzo confezioni
costi sono importanti per le aziende dice - ma per le griffè di alta gamma lo è
altrettanto la qualità dei tessuti e la
confezione dei prodotti che devono
essere realizzate a regola dʼarte. Noi
L E G A L M E N T E
O.P. ISTITUTO CAN. LUIGI CALDERONIO
PIAZZA SAN FRANCESCO, 5
SANTA LUCIA DEL MELA (ME)
Il giorno 21 giugno 2012 alle ore 16.00 presso la sede dellʼO.P. Istituto Canonico
Luigi Calderonio, sarà esperita gara di asta pubblica per la vendita di “Beni Patrimoniali siti nel Comune di Santa Lucia del Mela”.
DESCRIZIONE IMMOBILI:
Lotto 1: Fondo PORTAVALLE, di complessivi mq 2.300 circa, prezzo a base dʼasta € 100.000,00 (eurocentomila/00).
Lotto 2: Fondo PATTINA, di complessivi mq 6.897 circa, prezzo a base dʼasta €
55.000,00 (eurocinquantacinquemila/00).
Lotto 3: Fondo CRISTANOʼ, di complessivi mq 31.340 circa con entrostante fabbricato della superficie lorda di circa di mq 190,00, prezzo a base dʼasta € 205.000,00
(eurocduecentocinquemila/00).
Lotto 4: Fondo S.GIOVANNI, di complessivi mq 6.260 circa, con entrostante rudere della superficie coperta di circa mq 50,00, prezzo a base dʼasta € 40.000,00 (euroquarantamila/00). Il bando integrale è pubblicato sul sito internet www.istitutocalderonio.it.
Il Resp. del Procedimento
Geom. Angelo Letizia
produciamo per lo più capi spalla
(giacche e cappotti) e la manodopera
specializzata non si trova facilmente. La
gestione oculata ha portato a contenere
le spese e a renderci competitivi». La
San Lorenzo è balzata agli onori della
cronaca nazionale nel 2008, perchè il
vestito di lana grigio alla Jacquiline
Kennedy indossata da Carla Bruni, ex
premiere dame francese, nel corso di
una visita ufficiale in Inghilterra con la
regina Elisabetta, era stato realizzato
nello stabilimento nebroideo in 48 ore
su commissione della Christian Dior. Sui
Nebrodi esisteva uno dei poli tessili più
attivi e dinamici. Fatturava 100 miliardi
di lire. La globalizzazione ha portato al
trasferimento delle lavorazioni nel Nord
Africa o nei paesi dellʼEst. A tentare di
risollevare il settore ci stanno pensando
gli operai. Unicoop Sicilia ha promosso
lʼanno scorso un consorzio di ex
lavoratori a Sinagra. Tutto era pronto
per riavviare la produzione grazie
allʼimpegno di ex lavoratori. Il progetto è
rimasto bloccato per le solite pastoie
burocratiche. Ma in questi giorni sta
ripartendo. I promotori, guidati da Felice
Coppolino, presidente di Unicoop
Sicilia, hanno incontrato sia la nuova
amministrazione comunale guidata da
Enza Maccora, che il il capo della Task
force regionale sullʼoccupazione
Salvatore Cianciolo. «Lʼanno scorso si
era tenuta una conferenza di servizi e
sia Sviluppo Italia Sicilia che la Regione
aveva avallato lʼiniziativa che non
coinvolge solo Sinagra, ma altri centri
che ospitavano aziende tessili
(complessivamente 600/700 lavoratori
quelli coinvolti) - dice Coppolino - lʼiter,
però, si è bloccato. Noi siamo pronti:
abbiamo la società Agranis (Sinagra
scritto al contrario), scelto chi si
occuperò della commercializzazione
che ha rapporti con i paesi dellʼEst,
siamo in trattativa per lʼacquisto di un
capannone industriale. Ma se non si
sbloccano i fondi possiamo fare ben
poco. A noi occorrono 3 milioni di euro».
Per sbloccare i fondi è necessario che
lʼassessorato regionale alle Attività
produttive firmi una convenzione con
L'Agenzia nazionale per l'attrazione
degli investimenti e lo sviluppo di
impresa e sviluppo (Invitalia), e per fare
questo occorre un progetto definitivo.
«Ho parlato con il sindaco di Sinagra dice Salvatore Cianciolo della task force
regionale - ho sottolineato lʼesigenza di
definire il progetto e i relativi soggetti, la
prossima settimana verrà convocata
una conferenza di servizi, appena sarà
prodotta la documentazione verrà
incardinato nel procedimento allʼinterno
del contratto di sviluppo regionale». I
fondi sono legati al reinserimento dei
lavoratori in mobilità. «Mobilità che
scadrà a fine anno - sottolinea
Coppolino di Unicoop - e se le pratiche
non verranno espletate in tempo si
perderanno i requisiti di legge».
STAND BY
“Donne di Ficarra” attende la coop
TRIBUNALE DI MESSINA
Fallimento n. 1/2010
GAGGI – Via Tenente Turrisi n. 5 – Locale commerciale di mq 450 circa a p.terra con due posti auto scoperti, già adibito a supermercato. Prezzo base Euro
295.375,00. Rilancio minimo Euro 3.000,00. Valore perizia € 347.500,00. Vendita
senza incanto 6.07.2012 ore 11.00 presso i locali dell' A.L.P.E.F. siti in Messina, via
dei Mille n. 243 (ex palazzo upim). Offerte d'acquisto con assegno circolare N.T. intestato a "Fall. n. 1/2010 – Trib. di Messina", per un importo pari al 10% del prezzo
offerto a titolo di cauzione. G.E. Dr. Daniele Carlo Madia. Curatore Avv. Attilio De
Gregorio tel. 090/6413095 al quale rivolgersi per info e visita immobile. Maggiori info
sui siti: www.tribunale.messina.it, www.asteannunci.it, www.asteavvisi.it.
FICARRA. Battuta di arresto anche a Ficarra per il rilancio del settore tessile. Due
anni fa era stata costituita lʼazienda “Donne di Ficarra” fondata da ex lavoratrici e imprenditori del settore tra cui Filippo Miracula della San Lorenzo. Lʼattività
che era stata avviata ed aveva già commercializzato i primi capi, ha sospeso lʼattività sei mesi fa in attesa che venga ridefinito la posizione delle lavoratrici che
si stanno riunendo in una cooperativa. «Originariamente - ammette il sindaco
Basilio Ridolfo, la cui amministrazione ha promosso lʼiniziativa e messo a disposizione i locali - si pensava di pagare le operaie utilizzare i vaucher lanciati
dal governo, ma poi si è pensato di riunire le operai in una cooperativa in modo
da essere tranquilli anche dal punto di vista contribuitivo e usufruire di eventuali
ammortizzatori sociali». I clienti di Donne di Ficarra avranno la possibilità di scegliere tessuti, modelli e ogni piccolo particolare che renderà il capo esclusivo.
La costituzione è avvenuta nel maggio 2010, ma lʼattività è stata avviata allʼinizio dellʼanno in attesa che la sartoria venisse ammodernata e si montassero i
macchinari necessaria per la confezione dei capi.
pagina 32
centonove
Economia
25 MAGGIO 2012
AUGUSTA
«Niente finanziamenti
se non c’è strategia»
L’allarme della Fondazione
“Nuovo Mezzogiorno”
Giuseppe Pace della Lega Navale
GELA. Un’ordinanza della Capitaneria mette fine alla controversa vicenda dell’approdo
Addio al Porto Rifugio
L’insabbiamento dei fondali impedisce l’ingresso dei pescherecci. Chiuso il transito ai natanti.
La denuncia di Giuseppe Pace: «Destinati altrove i fondi europei stanziati per la ricostruzione»
DI MARINO RINALDI
GELA. Cala definitivamente il sipario sul
Porto Rifugio di Gela, che non sarà più
accessibile a tutti i natanti con un
pescaggio superiore al metro e mezzo. Il
“colpo di grazia” è arrivato con una
ordinanza della Capitaneria di Porto, che
ha messo di fatto la parola “fine” alla
travagliata storia del porticciolo artificiale. A
causa di un “Braccio di Levante” edificato male - intorno alla metà degli anni '80, il
livello di insabbiamento dellʼimboccatura e
dellʼavanporto, che già negli anni scorsi
aveva raggiunto livelli critici, è arrivato
infatti a una profondità di 1,50 metri,
rendendo difatti impossibile, e pericoloso,
lʼaccesso e lʼuscita dei natanti. E se il porto
rifugio servirà dʼora in avanti solo per i
gommoni, dopo la chiusura delle due linee
di produzione dello stabilimento
petrolchimico, è ancora avvolto nel mistero
il futuro del Porto Isola, di proprietà della
Regione ma dato in concessione per 25
anni alla Raffineria.
LʼALLARME. «In città ci sono due porti,
ma sono entrambi inutilizzabili», racconta il
presidente della sezione gelese della Lega
Navale Italiana Giuseppe Pace, che punta
il dito contro una classe dirigente “che per
anni ha preso per i fondelli i cittadini con
promesse mai mantenute”. «Il Porto
Rifugio - spiega Pace - è in agonia da
decenni, finito nelle “nebbie” della
burocrazia per colpa del disinteresse delle
istituzioni. Da anni si parla di un progetto
“mega galattico” per rimetterlo in sesto, ma
i fondi europei stanziati sono stati dirottati
per la realizzazione dellʼautostrada
Siracusa - Gela. La cosa paradossale,
però, è che i fondi non sono stati utilizzati
per iniziare i lavori da Gela verso Siracusa,
ma per completare la tratta fino a Rosolini.
Mentre fra qualche mese nel Porto Rifugio
resteranno solo i gommoni e qualche
imbarcazione a remi. Chi ha le barche
infatti fugge. Così come fuggono coloro che
vogliono approdare a Gela. E meglio non
va ai proprietari di pontili galleggianti, che si
svuoteranno inesorabilmente». A
velocizzare il processo di insabbiamento
del Porto ha contribuito anche il fermo dei
lavori alla diga foranea. Da tempo, infatti, il
movimento del motopontone utilizzato per
le opere da realizzare nella struttura
industriale, che con il suo movimento
assicurava un minimo di dragaggio dei
fondali, non viene più messo in marcia.
«Oltre al Porto Rifugio - prosegue Pace cʼè da segnalare la situazione del Porto
Isola, un approdo di importanza vitale per
lo stabilimento petrolchimico sul quale si
sono investite somme notevoli per
realizzare la protezione esterna. Che fine
hanno fatto i 120 milioni promessi per
ripristinare i 6 ormeggi fuoriuso ormai da
otto anni? Quando restituiranno il pontile
principale allʼuso pubblico?».
MESSINA
Cento candeline
per la Lega Navale
Fondata nel 1912 da Luigi Fulci,
conta più di 250 iscritti
MESSINA. Erano i primi mesi del 1912, quando per
contribuire a far rinascere una città ancora sepolta
dalle macerie del terremoto, un gruppo di cittadini,
guidati dallʼavvocato Luigi Fulci, il primo presidente,
diedero vita alla sezione messinese della Lega Navale,
una delle prime in tutta Italia. Da allora sono trascorsi
centʼanni, un secolo di storia vissuto intensamente, fra
regate e sport nautici, anni di declino (negli anni ʻ80) e
periodi dʼoro, promozione sociale e attenzione per
lʼambiente. Mille iniziative e un solo grande obiettivo:
diffondere lʼamore per il mare e la conoscenza dei
problemi marittimi, coinvolgendo soprattutto i più
giovani. «In occasione del centenario - spiega
ilvicepresidente Antonio Giunta - per la seconda volta
nella storia, lo scorso 19 maggio, si è svolta a Messina,
a Capo Peloro, lʼannuale Assemblea Nazionale dei
Soci, alla quale hanno partecipato la maggior parte dei
presidenti delle varie sezioni italiane. La Lega Navale
di Messina - prosegue Giunta - è diretta da Carmelo
Recupero e conta circa 250 soci, molti dei quali
provengono dalla Marina Militare». Tante e variegate
le iniziative promosse ogni anno, fra le quali il “Trofeo
Don Giovanni DʼAustria”, Il primo campionato
invernale di vela, gare di pesca, la gara di nuoto di
fondo “Baia di Grotte” e il “Palio delle Contrade
Marinare”.
pagina 33
Antonio Giunta
AUGUSTA. Lʼindividuazione di politiche
di sviluppo per la Sicilia e lʼattuazione di
una strategia di pianificazione per gli
investimenti portuali a livello regionale e
nazionale per favorire il dialogo culturale
fra i paesi della sponda nord e quelli
della sponda sud del Mediterraneo.
Sono alcuni dei temi che verranno
trattati il prossimo venerdì 25 maggio, al
Palazzo Zuppello di Augusta, durante
lʼincontro “Il porto di Augusta. Una
grande risorsa da valorizzare”,
promosso dalla “Fondazione Nuovo
Mezzogiorno” per fare il punto sulle
realtà portuali siciliane e sulla messa a
sistema dei porti che insistono nellʼArea
allargata dello Stretto. «Alla fine di aprile
- spiega Francesco Barbalace della
“Fondazione Nuovo Mezzogiorno” - la
Corte dei Conti dellʼUnione Europea si è
rifiutata di finanziare i porti italiani di
Augusta, Vieste, Bari, Brindisi e Ragusa
e di destinare risorse che non
rientrassero in un realistico piano di
sviluppo della portualità nel
Mezzogiorno e della Sicilia in
particolare. Tutto ciò a causa
dellʼinesistenza, in tutta Italia, di una
valida strategia di pianificazione per gli
investimenti portuali a livello regionale e
nazionale. Oltre allʼincapacità della
politica italiana di guardare al futuro.
Sotto questo profilo - prosegue
Barbalace - bisogna riconoscere
amaramente che manca in Sicilia una
qualsiasi politica dei trasporti, non
essendo stata la nostra Regione, da
troppo tempo, in condizione di avanzare
una proposta strategica e di sistema per
poter essere interlocutore con il governo
nazionale, “immaginando”, di
conseguenza una politica capace di
guardare al trasporto delle merci che
attraverso il Mediterraneo raggiungono il
nord Europa e lʼAfrica». Fra i relatori del
convegno, lʼavvocato Fernando Rizzo,
rappresentante dellʼAssociazione
“LʼAltra Città” di Messina, e il
comandante del porto di Augusta
Francesco Frisone.
Economia
25 MAGGIO 2012
OCCORRE SAPERE di Salvatore Cifalà
UOMINI&BUSINESS
Industria, primo semestre in caduta
NEL PRIMO TRIMESTRE 2012 la
produzione industriale ha registrato una
flessione del -3,6% rispetto allo stesso
periodo del 2011, mentre la variazione
congiunturale destagionalizzata è stata del 1,9%. Lʼanalisi è stata effettuata su un
campione di 2.748 imprese con almeno 2
addetti. Per le micro e piccole imprese i dati
sono decisamente più negativi. Lʼindice
della produzione industriale resta a quota
102, il che significa circa 12 punti sotto il
livello registrato nel giugno 2008 (era 114).
La speranza di una ripresa è agganciata
agli ordini esteri, che tentano di arginare
lʼavvitarsi della crisi. I dati negativi della
produzione si riflettono anche al mercato
del lavoro con un incremento della Cassa
integrazione.
PRODUZIONE INDUSTRIALE
Sotto il profilo settoriale, solo le imprese di
maggiori dimensioni (250 addetti e più)
registrano un aumento della produzione
(+1,2%). Il calo più marcato riguarda le
microimprese (2-9 addetti) con -7,7%,
seguite dalle piccole imprese (10-49
addetti) con -5,2% e dalle medie (50-249
addetti) col -2,4%. La dinamica negativa si
rileva sia per le imprese che producono
beni di consumo (-4%) sia beni intermedi (4,1%) e strumentali (-2%). Calo della
produzione generalizzato a livello settoriale:
la diminuzione più marcata riguarda legno e
mobile (-8,4%), marmo, vetro, ceramica e
altri metalli non metalliferi (-8,2%), carta e
stampa (-7%). Calo meno accentuato per
metalli e prodotti in metallo (-2,7%), gomma
e plastica (-1%), macchine e apparecchi
meccanici (-0,5%).
FATTURATO INTERNO ED ESTERO
Il trend negativo è confermato dalla
diminuzione del -2,5% del fatturato su base
annua. La peggior performance è ascrivibile
alle micro (-7,2%) e piccole imprese (5,1%), in aumento solo il fatturato delle
grandi imprese (+2,7%). Sotto il profilo
settoriale spicca lʼincremento nellʼindustria
alimentare, bevande e tabacco (+3,2%),
gomma e plastica (+1,6%) e delle macchine
e apparecchi (+0,3%). In caduta i settori
legno e mobile (-8,4%), carta e stampa (7,3%) e mezzi di trasporto (-6,3%). Il
fatturato estero ha registrato una crescita
del +3,1% (+7% le grandi imprese, -7,7% le
microimprese) grazie soprattutto ai settori
alimentare, bevande e tabacco (+12,5%),
gomma e plastica (+6,3%) e macchine ed
apparecchi meccanici (+5,2%). Segno
meno per lʼindustria del marmo, vetro,
ceramica e altri minerali non metalliferi (13,6%) e mezzi di trasporto (-8,2%). Il
fatturato interno ha mostrato una forte
contrazione del -5,2% (-7,1% le
microimprese) dovuta in primis al comparto
del legno e mobile (-10,5%), macchine
elettriche ed elettroniche (-9,3%), carta e
stampa (-6,7%).
ORDINATIVI
Gli ordinativi hanno segnato un calo del 4,5% su base annua (-8,8% le
microimprese). Il trend migliore ha
NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO
Concorsi, storie di lavoro in un clic
TUTTO PRONTO PER IL CONCORSO Videofotografico “Storie di Lavoro” , indetto dalla Fondazione Studi dei Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro a cornice del 3^ Festival del Lavoro, che si terrà a Brescia dal
21 al 23 giugno prossimi. Un Bando –disponibile sul sito www.consulentidelavoro.it- che mira a descrivere, in uno scatto o un videoclip, ciò che è il
lavoro, nelle sue sfaccettature, e che certamente un fermo immagine può
, a volte, spiegare meglio di cento parole.
Alla sua prima edizione, il bando di concorso sta già riscuotendo enorme successo nelle diverse provincie, visto che è rivolto a tutti, non ci sono preclusioni, sia professionisti che dilettanti possono mandare il proprio elaborato e ai primi
classificati, premi in denaro e riconoscimenti vari. Il termine per inviare gli elaborati scade il prossimo 31 maggio e , poi, durante il
Festival di Brescia si terrà la manifestazione
di premiazione a cura di una giuria tecnica
specializzata. Per quanto concerne il settore Fotografia, si richiede lʼinvio di almeno dieci scatti fotografici su formato file , mentre per
il settore Video la durata massima del clip, corto o file, non potrà superare la
durata di 15 minuti. Le tematiche oggetto del concorso video fotografico, individuate dalla Fondazione Studi, spaziano dai lavori tradizionali ai nuovi e
vecchi lavori, alla vita di fabbrica e di ufficio, alla sicurezza nel mondo del lavoro fino ad arrivare al concetto di uomo al centro del lavoro.
Ognuno che vorrà partecipare potrà individuare la tematica che più gli interessa ovvero anche illustrarne più di una,visto che lʼoggetto degli argomenti in concorso ricopre in sé lʼessenza del concetto di lavoro in tutte le sue forme. E allora spazio alla fantasia per concorrere al podio e aggiudicarsi i premi , e riconoscimenti, previsti dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro. Oltre ai premi,
però, ci sarà anche un enorme visibilità per quanti parteciperanno visto che tutti i lavori ricevuti verranno esposti in luogo appositamente allestito nellʼambito
degli stand nel centro storico di Brescia, dove si terrà il Festival. Appuntamento, quindi, con la data del 31 maggio, termine ultimo per inviare tutti i lavori previa consultazione del bando direttamente sul sito ufficiale della categoria.
centonove
riguardato il comparto alimentare,
bevande e tabacco (+0,3%), mentre
risultano in forte diminuzione i settori
marmo, vetro, ceramica e altri metalli non
metalliferi (-9,8%) e legno e mobile (8,5%). Leggera flessione degli ordinativi
dal mercato estero (-0,5%), determinata
dalle microimprese (-6,2%). I settori con
le performance migliori sono gomma e
plastica (+6,6%) ed alimentare, bevande
e tabacco (+3,9%), mentre risultano
negative lʼindustria dei mezzi di trasporto
(-7,3%) e della carta e stampa (-5,8%).
Continua la tendenza negativa per gli
ordinativi dal mercato interno (-6,6%)
relativamente a tutte le dimensioni
dʼazienda, in particolare le microimprese
(-9,1%). I settori più colpiti sono macchine
elettriche ed elettroniche (-11,4%),
marmo, vetro, ceramica e altri minerali
non metalliferi (-11,3%) e legno e mobile
(-10,4%).
OCCUPAZIONE
Lieve flessione dellʼoccupazione con un 0,8% su base annua (-0,2% nel trimestre
precedente). Il calo maggiore riguarda le
imprese di maggiori dimensioni (-5,8%).
Sotto il profilo settoriale il calo maggiore è
stato registrato nel comparto alimentare,
bevande e tabacco (-5,4%) e legno e
mobile (-2,5%). Positiva risulta invece la
dinamica occupazionale nei settori dei
metalli e prodotti in metallo (+0,9%) e
delle macchine e apparecchi meccanici
(+0,7%).
BANCA NUOVA
Uilca chiede
intervento
della Regione
CONFINDUSTRIA PALERMO
Rizzolo presidente giovani
PALERMO. Luigi Rizzolo è il nuovo presidente dei Giovani Imprenditori di
Confindustria Palermo. Rizzolo, 39 anni, amministratore delle imprese Construction & Consulting ed Erre Group,
è stato eletto dall'assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Palermo. Tra i punti principali del
suo programma legalità (lotta alla criminalità organizzata ma anche alla burocrazia, figlia della corruzione che in
sicilia blocca più di 5 punti di pil) e sviluppo (lottare perché si abbandonino le
politiche clientelari e assistenziali, affidando gli incarichi attraverso il solo
principio della meritocrazia). I giovani
di Confindustria Palermo apriranno a
giugno uno sportello attraverso il quale assisteranno e guideranno le imprese in fase di start-up.
COORDINAMENTO INFERMIERI
Occhipinti presidente Cives
RAGUSA. L' assemblea ordinaria Cives
(coordinamento infermieri volontari
emergenza sanitaria) ha eletto il consiglio direttivo. Giuseppe Occhipinti è
stato eletto presidente, Rodolfo Modica vice. I lavori si sono svolti presso la
sede del collegio Ipasvi. Al fianco di Occhipinti e Modica, il segretario Rosario
Guastella, il tesoriere Sergio Pacetto, il
direttore operativo Ignazio Fidone.
CONSUMATORI
Parcheggi in condominio
DI FRANCESCO SURIA
PALERMO. "Non ci stiamo a
questo ulteriore strappo di Banca
Nuova, chiediamo ai vertici della
Popolare di Vicenza e al
presidente della Regione siciliana
un incontro a tutela dei lavoratori
siciliani". Lo dice il segretario
generale della Uilca-Uil Sicilia,
Gino Sammarco, a proposito delle
voci, smentite dalla Popolare di
Vicenza, del rilancio del progetto
di fusione per incorporazione della
controllata Banca Nuova nella
capogruppo con relativo
trasferimento da Palermo a
Vicenza della direzione generale
dell'azienda di credito. Il sindacato
teme che "dopo la fine del Banco
di Sicilia e di PrestiNuova ora sia
la volta di Banca Nuova
determinando un ulteriore
desertificazione del credito in
Sicilia". Per la Uilca l'addio alla
sede legale in Sicilia potrebbe
determinare meno entrate fiscali
per l'erario regionale per circa
"100 milioni di euro all'anno".
"Inoltre la possibile scomparsa di
Banca Nuova, (circa 200 risorse
nelle strutture di direzione su un
migliaio di dipendenti), comporterà
certamente problemi di mobilità e
di esuberi".
pagina 34
IL PARCHEGGIO nel cortile condominiale è una delle
questioni più frequenti in materia di uso della cosa
comune. L'articolo del codice civile il 1102 disciplina
l'uso della cosa comune da parte di un condomino. La
norma prevede che ciascuno dei condomini, pur in
assenza di autorizzazione assembleare, può servirsi
della cosa comune, purchè non alteri la destinazione e
non impedisca agli altri residenti di farne parimenti uso
secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie
spese le modifiche per il migliore godimento della cosa.
Ad esempio, uno dei proprietari non potrà occupare in
modo esclusivo una porzione del cortile, del sottotetto
o della cantina salvo il consenso unanime dei
condomini, è vietata la sottrazione definitiva della cosa
comune alla possibilità di uso collettivo. In caso di
occupazione abusiva, l'amministratore del condominio
dovrà tempestivamente chiedere il rispetto della
normativa e del regolamento e nel caso in cui la sua
richiesta non sarà esaurita, potrà adire all'autorità
giudiziaria, per esempio con un'azione possessoria
tesa al recupero o al mantenimento del godimento
della cosa. Negli altri casi non previsti dalla norma
richiamata, l'amministratore dovrà consultare
l'assemblea prima di adire l'autorità giudiziaria e, nel
caso in cui l'assemblea non deliberasse in merito, i
singoli condomini hanno la facoltà di agire
personalmente a difesa dei diritti. Si può verificare che
nel silenzio del regolamento, lo spazio comune potrà
essere usato come temporaneamente purchè non
venga impedito l'accesso agli altri.
Adoc Uil Messina
centonove
FALCONE, VENT’ANNI
DOPO IN LIBRERIA
Le novità editoriali per non dimenticare
una tragedia e i suoi misteri
PAG. 36
poster
25 MAGGIO 2012
LA SIGNORA
CIURI CIURI
A tu per tu con Rosalia, 90 anni,
prima donna dei Canterini Peloritani
PAG.
43
MURALES DI UMANITA VARIA
LETOJANNI. LA7 DEDICA UNA PUNTATA AI LUOGHI DOVE È STATO GIRATO IL FILM DI ROBERTO BENIGNI
Ignazio, il barbiere di Jonny Stecchino
La “Valigia dei sogni” ha ripetuto la scena nel salone che ospitò la troupe nel 1991
DI ENRICO
SCANDURRA
LETOJANNI- “ Non me somiglia peʼ
niente…”. Lo diceva nel film “Jonny
Stecchino” Roberto Benigni,
interpretando un pentito, che si
nascondeva sotto un falso
personaggio, avendo i suoi stessi tratti
somatici. Uguali a prima vista, diversi,
però, nei modi di fare. Dante e Jonny:
due persone in una persona. Un film
che ha fatto la storia del cinema
italiano, girato in Sicilia tra la primavera
e lʼestate del 1991. Molti pensano a
luoghi come Palermo e la Sicilia
occidentale, e, invece, ecco che tra i
ringraziamenti a fine film figura anche il
Comune di Letojanni. Dunque, anche,
nel paese che fu terra natale di
Francesco Durante, arrivò il Benigni
che tanto ci fece ridere. E una delle
scene più divertenti è sicuramente
quella del barbiere. Ignazio si chiamava
e si chiama ancora il parrucchiere che
gentilmente donò il “Salone delle
Palme” per qualche giorno alla troupe,
Ignazio Pagano
giusto il tempo di immortalare quegli
attimi e andare via. Una scena che ha
fatto la storia. Una storia che il signor Ignazio Pagano, oggi
71enne, racconta molto volentieri ai passanti, e a tutti coloro che
si soffermano a dare unʼocchiata al negozio. “Una sera- racconta
Ignazio, visibilmente emozionato- nel mio salone entrò un
signore. Lʼaria era quella di un turista. Mi chiese se poteva
scattare alcune foto. Io gli dissi che poteva farlo tranquillamente.
Poi andò via dicendo che il giorno dopo sarebbe ritornato con
degli attori per girare una scena di un film”. I cimeli sicuramente
non mancano in questo salone: foto ricordo di quegli anni, articoli
di giornali famosi, dimostrazione soprattutto di una profonda
amicizia con un altro attore italiano, originario di Letojanni,
ovvero Beppe Fiorello, nonché con il fratello Rosario e la sorella
Catena. “Il giorno dopo arrivarono in piazza 13 attori, compreso
Benigni. Quella scena- confida Ignazio- me la fecero ripetere una
decina di volte, prima che riuscisse perfettamente. Molti di quegli
MILAZZO
Raffineria Mediterranea
Si balla con la Pfm
attori, tra cui cʼera anche un catanese, sono morti. Ma io
conservo di loro un bellissimo ricordo”. Poi, rammenta che il 4
luglio su LA7, nella trasmissione “La valigia dei sogni”, condotta
dal figlio di Walter Chiari, Luigi Annichiarico, ci sarà spazio per
commemorare lʼepisodio del barbiere. “Qualche settimana
addietro è entrato nel salone, si è seduto sulla stessa poltrona
sulla quale anni fa si era appropinquato Benigni e ha simulato
perfettamente quella scena assieme alla sua troupe. Ricordo che
si conficcò lo stecchino nella fronte e disse che non era
cambiato proprio nulla da quella volta”. Tutto infatti è rimasto
come sempre nella sala. Infissi, sedie, poltrone, arredamenti.
Nulla di nuovo. Eʼ come se la storia si fosse fermata al 1991, e
visto che il sorriso di Ignazio è sempre lo stesso, forse il tempo
certe volte non è tiranno. Jonny Stecchino è ancora nella mente
dei letojannesi.
MESSINA
Un francobollo per la Madonna
MESSINA. Mostre, una Rassegna dei Cori e delle Orchestre
Scolastiche, concerti e poi convegni e conferenze di storici
dellʼarte. Questo e tanto tanto altro ancora nel programma
culturale dei Festeggiamenti in onore della Madonna della Lettera
presentato alla Libreria Paoline di Via Garibaldi dal Comitato
Cittadino Maria SS. della Lettera. Risulta ricco di novità il
calendario di eventi promosso dal novello sodalizio culturale che
ha come obiettivo quello di far riscoprire ai Messinesi la pia
tradizione della Sacra Lettera inviata alla Città di Messina dalla
Vergine Maria nel 42 d. C. Tra gli appuntamenti più importanti
quello di sabato 26 maggio alla Cappella S. Maria
allʼArcivescovado, ore 11 per lʼinaugurazione della mostra “Gli
apparati festivi in onore alla Madonna della Lettera” con la
partecipazione dei figuranti della Compagnia dʼArmi
Rinascimentali della Stella. Da non perdere gli incontri di
domenica 27 maggio all Cappella S. Maria
allʼArcivescovado, ore 11 per la conferenza di Carmen
Bellalba, storica dellʼarte, sulla devozione alla Madonna
della Lettera a Riposto e quello di lunedì 28 maggio ore
19.30 con lo storico Franz Riccobono, sulla Madonna
della Lettera e le sue medaglie. Sempre lunedì 28
maggio alla Cappella S. Maria allʼArcivescovado, ore 20
Concerto del Coro Polifonico “Eugenio Arena”, dirige il
Maestro Giulio Arena. Domenica 3 giugno, alla vigilia
della festa conferenza “Il Testo Sacro fonte di sicura
ispirazione”con Gennaro Becchimanzi alla Cappella S.
Maria allʼArcivescovado, ore 15.30. Lunedì 4 giugno,
momenti clou dei festeggiamenti. In piazza Duomo
annullo filatelico speciale in onore della Madonna della
Lettera in occasione del 1970° anniversario dellʼinvio
della Sacra Lettera alla Città di Messina.
pagina 35
MILAZZO. Pfm, musica sinfonica e
spazio ai gruppi emergenti. Sarà un
cartellone dedicato alla musica
quello per i festeggiamenti dei 50
anni di attività della Raffineria di
Milazzo. Sabato 26 maggio, la Ram
offrirà ai cittadini il concerto della
P.F.M. nel Lungomare Garibaldi, alle
ore 21. Il cartellone si fonda sulla
musica perchè è stata ritenuta
«promotrice di socialità e vera
cultura» si legge in una nota.
LʼOrchestra Sinfonica Siciliana con
il direttore Antonio Puccio e il
mezzosoprano Elena Belfiore,
invece, concluderà le
manifestazioni con un concerto al
Teatro Trifiletti di Milazzo, in
programma lʼ8 giugno. Venerdì 25
maggio in Marina garibaldi si
esibiranno dei gruppi musicali
emergenti.
posteranniversari
25 MAGGIO 2012
IN LIBRERIA. L’ultimo libro di Roberto Alajmo. Tra reportage giornalistico e diario narrativo
L’antimafia appesa al balcone
A vent’anni di distanza dalla morte di Falcone e Borsellino, lo scrittore ripercorre
la battaglia del “Comitato dei lenzuoli”. Quando tutta Palermo si ribellò a Cosa Nostra
DI ALESSANDRA TIMMONERI
magistrato Paolo
Borsellino, che
perse la vita insieme
PALERMO. A ventʼanni di distanza dalle
a cinque membri
stragi di Capaci e via DʼAmelio, lʼintera
della scorta:
Sicilia si è mobilitata con decine di eventi
Emanuela Loi,
ed iniziative commemorative in ricordo di
Agostino
una delle pagine più nere della storia
Catalano,
recente. E fra libri inchiesta, saggi e
Vincenzo Li Muli,
romanzi, il mondo dellʼeditoria porta alto in
Walter Eddie
prima fila il vessillo dellʼantimafia.
Cosina e Claudio
A partire dallo scrittore palermitano
Traina. Pochi giorni
Roberto Alajmo che nel libro “Un lenzuolo
dopo la strage di
contro la mafia. Sono vent'anni e sembra
Capaci si costituì a
domani" (Navarra Edizioni), ricorda
Palermo “il Comitato
lʼesperienza del “Comitato dei Lenzuoli”,
dei Lenzuoli”,
raccontando in presa diretta quanto
unʼesperienza di
Roberto Alajmo
avvenne nei mesi successivi a quelle morti
mobilitazione della
che hanno segnato il risveglio delle
società civile che
coscienze di tutti coloro vollero gridare il
reagì esponendo alle finestre e ai balconi
loro rifiuto e la loro opposizione al potere
della città appunto dei lenzuoli, che
mafioso. A metà tra un reportage
denunciassero con le loro scritte qualsiasi
giornalistico e un diario narrativo, “Un
forma di connivenza con il potere mafioso e
lenzuolo contro la mafia. Sono vent'anni e
il totale rifiuto da parte della popolazione
sembra domani”, dedicato alla memoria di
allʼoccupazione di Cosa Nostra.
Falcone e Borsellino, è stato presentato a
Questʼespressione di indignazione della
Palermo, lo scorso 10 maggio, nella
maggior parte della popolazione
biblioteca di Casa Professa, nello stesso
palermitana esercitò una pressione verso
luogo in cui nel giugno del 1992 Paolo
le istituzioni cittadine, regionali e nazionali,
Borsellino fece il suo ultimo durissimo
nel tentativo di spezzare ogni loro legame
intervento pubblico dopo la
occulto con la mafia e
Un lenzuolo
morte di Falcone
favorire così lʼinstaurazione
contro la mafia
LA RABBIA APPESA AL
di un vero regime di legalità
è come un’aspirina
BALCONE.
nellʼisola. Oltre che nel
Risale al 23 maggio 1992
capoluogo siciliano, il
contro un tumore.
lʼattentato mafioso che
“movimento” dei lenzuoli
Un oggetto intimo
costò la vita al magistrato
ebbe una vastissima
che segna la volontà
Giovanni Falcone, a sua
risonanza anche nel resto
di esporsi
moglie Francesca
dʼItalia, con la creazione di
Morvillo e ai tre agenti
alcuni comitati a Roma,
della scorta, Vito Schifani,
Bologna e Milano.
Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
IL LIBRO. Nel testo, edito da Navarra
Sicuramente uno degli episodi più violenti e Editore, lʼautore racconta in presa diretta
cruciali della storia recente italiana, seguito
quanto avvenne nei mesi successivi alle
a distanza di qualche mese da un altro
stragi, percorrendo i diversi stadi della lotta
tragico attentato, ai danni questa volta del
alla barbarie mafiosa e chiedendosi cosa
“
”
sia rimasto oggi, ventʼanni dopo, di
quellʼimpegno civile, quanto forte sia
ancora adesso questa voglia di
cambiamento, quali messaggi siano
effettivamente stati portati a termine. E
Alajmo cerca di mettere in luce il punto
centonove
GIORNALISTA E
DRAMMATURGO
Nato nel 1959 a
Palermo, dove tuttora
risiede, Roberto Alajmo
ha scritto racconti,
romanzi e testi per il
teatro. È stato docente
di Storia del
Giornalismo alla facoltà
di Scienze della
Formazione
dellʼUniversità di
Palermo e consigliere
dʼamministrazione del
Teatro Stabile. Dal 1988
lavora come giornalista
alla Rai e collabora con
diverse testate
nazionali quali
“Repubblica” e “La
Stampa”. Alcuni suoi
racconti sono stati
pubblicati nelle
antologie “La porta del
sole” (Novecento, 1986)
e “Sicilia Fantastica”
(Argo, 2000). Tra i suoi
romanzi: “Cuore di
Madre” (Mondadori,
2003), finalista ai premi
“Strega” e “Campiello”;
“È stato il figlio”
(Mondadori, 2005),
finalista al premio
“Viareggio” e vincitore
del “SuperVittorini” e
“SuperComisso”;
Tempo niente (Laterza,
2011). (A.T.)
PER NON DIMENTICARE
Le iniziative in memoria dei magistrati eroi
PALERMO. A ventʼanni di distanza dalla strage di mafia che colpì al cuore lʼItalia intera in quel maledetto 23 maggio del 1992, tutta la Sicilia si è mobilitata per onorare la memoria di Giovanni Falcone e delle altre vittime di Cosa Nostra. Tante le iniziative svolte, a partire da Capaci, dove il primo cittadino ha invitato i cittadini ad
esporre ai balconi dei lenzuoli bianchi come “simbolo della voglia di riscatto del
nostro popolo”. Mentre a Bagheria si è svolta una “Fiaccolata della legalità”, Palermo ha ricordato la strage con una serie di eventi che si sono susseguiti nel corso dellʼintera giornata, fra i quali anche la partita del cuore, allo Stadio Barbera, fra
la Nazionale Cantanti e la Nazionale Magistrati. Tanti gli eventi organizzati nella città
dello Stretto, fra i quali lʼincontro “Messina ricorda-Messina reagisce”, allʼauditorium Monsignor Fasola, in presenza di Pietro Campagna e Gianluca Manca, e “Capaci... di ricordare”, in scena al Centro Multiculturale Officina.
NOVITA’
“E tu dov’eri
quel 23 maggio?”
Testimonianze e impressioni
nel volumedi Gambino e Zanca
La copertina del libro “Vent’anni”
PALERMO. “Dammi il ricordo di dovʼeri e
cosa facevi quando uccisero Giovanni,
Paolo e le persone a loro vicine”. I
giornalisti e scrittori palermitani Daniela
Gambino ed Ettore Zanca hanno pensato
di porre questa semplice e allo stesso
tempo difficile domanda a più persone. Eʼ
nato così “Ventʼanni” (Coppola editore, pp.
128, euro 12), pubblicato lo scorso 18
maggio, un libro-testimonianza per
“riportare e riportarci alla memoria scrivono gli autori - due stragi del 1992 nel
modo più dolce possibile. Come riaprire
una ferita per curarla meglio, con più
amore. Come presuntuosamente
pensiamo, avrebbero voluti essere portati
dentro coloro che hanno dato la vita, affetti
dal morbo di credere davvero nello Stato e
nelle istituzioni”.
Racconti, interviste, testimonianze,
impressioni, monologhi teatrali e testi di
canzone, per non dimenticare le stragi del
ʼ92 in cui persero la vita Giovanni Falcone
e Paolo Borsellino e i componenti delle
loro scorte. Quello che viene fuori è il
diario di una partecipazione emotiva, un
pagina 36
ritratto di Palermo e dellʼintero Paese. Un
mosaico di emozioni intime che, una volta
stampate sulla pagina scritta, diventano
condivise. Paura, rabbia, sete di giustizia,
desiderio di un mondo più onesto, voglia di
non archiviare un pezzo di storia
nazionale, una ferita che non si è ancora
rimarginata. A lasciare la loro
testimonianza, persone eterogenee:
intellettuali, scrittori, giornalisti, sportivi,
uomini di Chiesa, attori, magistrati, politici,
cantanti, oltre che i parenti delle vittime.
Uomini e donne, gente famosa e gente
comune. Hanno partecipato alla stesura
del libro: Salvatore Coppola, Maria
Falcone, Rita Borsellino, Ignazio Arcoleo e
Roberto Gueli, Letizia Battaglia, Rachid
Berradi, Augusto Cavadi, Luigi Ciotti e
posteranniversari
centonove
di vista di coloro che
vissero in prima
persona
lʼesperienza
drammatica
dellʼestate del 1992.
La narrazione infatti
procede nel
tentativo di dar voce
a quanti presero
parte ed animarono
il movimento del
Comitato dei
Lenzuoli in quella
Palermo
tristemente
protagonista. Si
ritrovano e si
distinguono così, tra
i diversi contributi,
quelli di Beatrice
Monroy, Marta
Cimino, Giovanna
Fiume e Giuliana
Saladino, che a
riguardo scriveva:
«Un lenzuolo contro
la mafia è il
massimo del
paradosso, come
dire una caramella
contro la fame nel
mondo, unʼaspirina
contro il tumore,
una pezza contro il
tritolo. Il bianco
oggetto intimo che
presiede alla
nascita, al sesso,
alla morte, così
usuale e
quotidiano, si è
caricato di altri
simboli, segna la
volontà di esporsi
e riconoscersi».
«Il libro pubblicato da Navarra - spiega
l'autore in una nota al testo - è diviso in
due parti. La prima è una ristampa
integrale di “Un lenzuolo contro la
mafia”, uscito nel 1993 per lʼeditore
Gelka, con lo scopo di sedimentare la
memoria del Comitato. La seconda è
invece una specie di ricostruzione di
quel che è successo nel frattempo ai
protagonisti di quella esperienza, ai loro
figli, al fronte dellʼantimafia e alla Sicilia
in generale. Per non dimenticare. Come
diceva uno slogan di allora e di
sempre».
Raffaele Sardo, Amelia Crisantino,
Gaetano Curreri, Giuseppe Di Piazza,
Daniela Gambino, Alfonso Giordano,
Maurilio Grasso, Stefano Grasso e
Corrado Fortuna, Enzo Guidotto,
Sebastiano Gulisano, Ferdinando
Imposimato, Pina Maisano Grassi e
Chiara Caprì, Antonio Mazzeo, Natya
Migliori, Marilena Monti, Carlo Palermo
e Denise Fasanelli, Aldo Penna, Pippo
Pollina, Enrico Ruggeri, Luca
Tescaroli, Ettore Zanca.
“Le testimonianze che abbiamo
raccolto - scrivono ancora gli autori non hanno trasmesso ricordi e basta,
ma vita, pulsazione di cuori e di
tempie”.
CH.M
Pietro Grasso
25 MAGGIO 2012
La domanda fu accolta senza problemi in
breve tempo”.
Tra la fine degli anni Settanta e la metà
degli anni Ottanta, furono sterminati
magistrati, giornalisti, poliziotti,
carabinieri, imprenditori e politici.
“In quellʼepoca, gli omicidi si susseguivano
ma le prove sfuggivano di mano. La mafia
sembrava intoccabile e irraggiungibile. La
prima reazione delle cosche fu eliminare
chiunque si contrapponesse al loro potere,
approfittando anche del fatto che spesso
tali oppositori erano persone isolate e poco
protette nei loro stessi ambienti”.
La stagione dei delitti eccellenti culminò
nelle stragi del 1992. Cosa ricorda di
quel tragico 23 maggio di 10 anni fa?
“Mi mancano le parole per descrivere
lʼimmenso dolore che provai quando
appresi dellʼodioso e feroce attentato. Fui
pervaso da un senso di incredulità, di
nausea, di odio e di rabbia. Tra lʼaltro, su
una delle auto distrutte dai cinquecento
chili di tritolo sarei dovuto salire anchʼio. Da
quando mi aveva chiamato a collaborare
con lui al Ministero della Giustizia, infatti, i
rapporti tra me e Giovanni Falcone erano
diventati molto stretti, sia sotto il profilo
personale sia dal punto di vista
professionale. Spesso, Giovanni mi offriva
un passaggio sullʼaereo messo a sua
disposizione per motivi di sicurezza. Quel
23 maggio il destino volle diversamente e
mi imbarcai su un volo di linea precedente”.
con la domanda sul lavoro da svolgere in
Due mesi dopo Falcone, in Via DʼAmelio
futuro. La mia risposta era inevitabilmente
fu ucciso il procuratore aggiunto Paolo
incentrata sul sogno di diventare
Borsellino.
magistrato, perché pensavo che fosse il
“Anche per questa strage si possono
modo più efficace per difendere i deboli.
indicare le medesime motivazioni di
Infatti, vedevo sui giornali le foto che
vendetta, prevenzione ed eversione. Non
ritraevano lʼintervento del magistrato sui
solo Cosa Nostra, ma anche gli ambienti
luoghi dei tanti delitti efferati. Sin da allora
contigui minacciati nei loro interessi
mi ero posto lʼobiettivo di indagare per
temevano lʼipotesi che Paolo Borsellino,
cercare i responsabili di quei delitti e per
considerato lʼalter ego di Giovanni Falcone,
comprenderne le motivazioni. Ero convinto
potesse proseguire le indagini sulla mafia e
che, attraverso il mio lavoro, avrei potuto
sui suoi rapporti con la politica e con
perseguire un ideale di giustizia”.
lʼimprenditoria”.
Il sogno si realizzò ben presto, dopo
La sua prima opera, “La mafia
avere bruciato le tappe. A 21 anni la
invisibile”, ha scatenato un dibattito
laurea in Giurisprudenza, a 22 anni il
politico e culturale, introducendo il
concorso in magistratura, a 25 anni il
fondamentale tema dellʼinabissamento
primo incarico…
di Cosa Nostra.
“Dopo avere terminato il servizio militare,
“Undici anni fa ho evidenziato il fatto che la
tornai a Palermo per il periodo di pratica
mafia aveva cambiato pelle, aveva
presso gli uffici giudiziari. Tra i miei maestri
rinunciato alle stragi e agli omicidi
cʼerano il procuratore Scaglione e il giudice
eccellenti per dedicarsi esclusivamente agli
istruttore Terranova, che sarebbero poi
affari e alle alleanze. Una mafia invisibile e
stati uccisi dalla mafia… La mia prima sede sommersa, ma non per questo meno
di lavoro fu la Pretura di Barrafranca, in
pericolosa e insidiosa. I boss hanno
provincia di Enna. La mia fu una scelta
preferito infiltrarsi e convivere, piuttosto che
dettata dal cuore. Avrei potuto scegliere
contrapporsi frontalmente allo Stato e alla
altre sedi, ma avevo
società”.
Finché la mafia
preferito restare in Sicilia.
Quale ruolo riveste la
esiste bisogna parlarne.
Non riuscivo a recidere il
letteratura nella lotta
Il silenzio è l’ossigeno
cordone ombelicale con la
contro la mafia?
grazie al quale i sistemi
mia terra”.
“La letteratura svolge un
criminali si organizzano.
Il soggiorno a
ruolo prezioso nella
Barrafranca, in una Sicilia
conoscenza del
I silenzi di oggi li
rurale dʼaltri tempi, durò
fenomeno.
pagheremo domani
soltanto due anni, prima
Allʼinsopprimibile
del grande salto nel
esigenza di continuare
capoluogo siciliano,
sempre a parlarne è
nellʼepoca dei primi delitti eccellenti…
dedicato il mio precedente libro, “Per non
“Nel maggio del 1971, a Palermo, venne
morire di mafia”. Finché la mafia esiste,
assassinato il procuratore della Repubblica bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il
Pietro Scaglione. Per me fu un vero choc.
silenzio è lʼossigeno grazie al quale i
Ero giudice da poco tempo e per la prima
sistemi criminali si riorganizzano e la
volta la mafia alzava il tiro contro la
pericolosissima simbiosi di mafia,
magistratura. Dopo lʼomicidio, alcuni
economia e potere si rafforza. I silenzi di
colleghi lasciarono subito la Procura. Io,
oggi saremo destinati a pagarli
invece, presi la palla al balzo e, incurante
duramente domani, con una mafia
dei pericoli insiti nel ruolo di pubblico
sempre più forte e cittadini sempre meno
ministero, chiesi il trasferimento a Palermo. liberi”.
Pietro Scaglione
PALERMO. Il nuovo saggio del Procuratore rivolto ai più giovani
Grasso “libera tutti”
Ha vissuto in prima persona l’Orrore delle stragi, battendosi contro
la criminalità organizzata nelle aule dei tribunali e sulla carta stampata
PALERMO. Negli anni del glorioso Pool
Antimafia di Palermo, guidato dal
consigliere Antonino Caponnetto, Piero
Grasso era un brillante giudice a latere nel
celebre Maxiprocesso di Palermo, in una
città blindata e sotto assedio. Oggi, dopo
decenni di attività giudiziaria in trincea,
ricopre la carica di Procuratore Nazionale
Antimafia ed è uno dei massimi esperti
mondiali in tema di criminalità organizzata.
Nato a Licata (in provincia di Agrigento),
ma residente a Palermo sin dalla tenera
età di 18 mesi (quindi palermitano a tutti gli
effetti), Grasso si batte per una
magistratura indipendente dal potere e al
servizio della collettività. Gioviale,
socievole e appassionato tifoso del
Palermo, il procuratore Grasso è molto
stimato dai giovani, ai quali dedica il suo
nuovo volume, “Liberi tutti. Lettera ad un
ragazzo che non vuole morire di mafia”,
pubblicato da “Sperling & Kupfer” e
presentato il 15 aprile a Messina,
nellʼambito delle iniziative del “Salone
Internazionale del libro”.
In passato, sui temi della mafia e della
giustizia, il procuratore Grasso ha scritto
altri quattro saggi di successo, insieme a
giornalisti di lungo corso: “La mafia
invisibile” (con Saverio Lodato), “Pizzini,
veleni e cicorie” (con Francesco La
Licata), “Per non morire di mafia” (con
Alberto La Volpe) e “Soldi sporchi” (con
Enrico Bellavia).
Procuratore Grasso, perché il suo
nuovo libro si intitola “Liberi tutti”?
“Per i miei ricordi dʼinfanzia. Infatti, il mio
gioco preferito, da bambino, era una specie
di nascondino che si concludeva con la
formula Liberi tutti. Mi piaceva restare per
ultimo, senza essere scoperto, per potere
fare tana e liberare tutti gli altri bambini”.
Il suo anelito verso gli ideali di giustizia
e di libertà, dunque, era presente sin dai
tempi dellʼinfanzia. Quando ha
maturato, invece, lʼidea di entrare in
magistratura?
“Molto presto, sin dalle scuole medie,
quando gli insegnanti assegnavano i temi
pagina 37
“
”
posterlibri
25 MAGGIO 2012
PALERMO. Al via la terza edizione del Festival organizzato da Navarra Editore
Un’onda di libri in Marina
Parteciperanno 46 case editrici da tutta Italia. Fra le tematiche trattate, il self-publishing
e il boom degli e-book. Tante le iniziative in memoria delle vittime della mafia
DI ALESSANDRA TIMONERI
PALERMO. Manca ormai appena una
settimana alla terza edizione di “Una
Marina di Libri”, lʼevento a metà tra
festival dellʼeditoria e fiera del libro che
si terrà nella splendida cornice di
Palazzo Steri, a Palermo, dallʼ1 al 3
giugno. Patrocinato dallʼUniversità degli
Studi di Palermo e promosso dal
“Consorzio Centro Commerciale
Naturale Piazza Marina&dintorni” e da
“Navarra Editore”, lʼatteso
appuntamento vedrà questʼanno la
partecipazione di 46 case editrici
dellʼintero panorama nazionale. «I criteri
di selezione sono stati molto rigidi spiega la responsabile dellʼufficio
stampa di Navarra Editore Valentina
Ricciardo - Abbiamo selezionato infatti
esclusivamente editori che avessero in
catalogo almeno dieci libri, e che si
distinguessero per qualità e varietà delle
tematiche scelte». Il successo
riscontrato lʼanno scorso, con oltre
10mila visitatori e 37 editori partecipanti,
ha fatto sì che questʼanno si potesse
strutturare un ricco programma di
attività, che si protrarranno per tre giorni
dalle 9:30 fino a mezzanotte. Ogni
giornata avrà la sua specifica tematica:
se gli appuntamenti del primo giugno si
svolgeranno nel segno delle biblioteche,
con interventi di bibliotecari da tutta la
Sicilia, il 2 giugno vedrà la
partecipazione dei rappresentanti dei più
importanti festival e fiere del libro,
mentre a far la parte del padrone nella
giornata conclusiva sarà la “spinosa”
questione del self-publishing. Una
tendenza sempre più in auge, quella
della pubblicazione dei testi a spese
dellʼautore, a cui la casa di editrice
fondata da Ottavio Navarra si è sempre
opposta, perché sconvolge il criterio di
A CURA DI CARMELO CELONA
Ottavio Navarra
L’alba del lunedì
NESSUN UOMO è un uomo qualunque.
“Ogni uomo ha il suo dolore e ci sarebbe materiale
sufficiente per rispettarlo.” Lʼuomo che ha lasciato la
famiglia per una nuova relazione amorosa: “Sa benissimo
che in quella vecchia vita cʼera una felicità
sottovalutata che non può ritrovare in questa nuova
donna. ” La quotidianità sopisce le ambizioni.
“Col tempo ci si concentra sui dettagli, perdendo di
vista lʼambizioso progetto iniziale.”
Lʼindifferenza immortale dei giovani misura il tempo con un
metro senza fine. “A diciottʼanni hai un rapporto col
tempo alterato. Cʼè una prospettiva di infinito. ”
I vecchi trasandati sono la tragica rappresentazione di una
stanchezza esistenziale. “Si comincia con la barba di
due giorni, si persevera abbandonando il decoro degli
NOVITA’
Tra i “Cavilli” di Pirrera
QUANTI LIBRI ABBIAMO letto nel corso di una vita che ci ha
concesso (bontà sua!) il permesso di scorrerli sin da quando tanti
anni fa eravamo giovani! Ed ora che essi si concedono a noi nel
ricordo, le vicende che ci prendevano, ci affascinavano,
cʼincalzavano spingendoci a voler sapere come andava a finire,
ritornano, nelle circostanze più varie, alla nostra mente, sempre
più forti, oppure sbiadite, certo sempre mutate rispetto a quando
sfogliavamo quelle pagine per la prima volta. Sono questi i “Cavilli”
(Genesi Editrice 2012, pp. 92, € 11,50) che
Carmelo Pirrera ci offre come scintillanti
scampoli della sua fantasia, divertendosi quasi
a considerarli scherzi di neuroni in disarmo, che
confondono la verità con la menzogna, la
fantasia di oggi con la realtà inventata di ieri. Ne
nascono racconti in cui il lettore, ritrova, di volta
in volta, Proust e Tomasi di Lampedusa,
Vittorini e Ungaretti, Shakespeare e Dumas,
Hemingway e Saramago e tanti altri “assi” della
letteratura mondiale, che danzano davanti ai
suoi occhi, accarezzandone la memoria con ricordi che forse non
sono riferibili alla penna del famoso autore, mai hanno annerito le
pagine bianche che egli riempiva con mano febbrile, ma pure
sembrano appartenergli, inseriti come sono in una cornice che ci
appare proprio la sua. Pirrera, del resto, non è nuovo a simili
imprese: ricordiamo un suo divertente, del tutto brancatiano,
“Epilogo per Paolo il caldo” di una decina di anni fa, capace,
appunto, di proseguire, senza che il lettore vi ritrovasse
unʼatmosfera diversa da quella creata dallo scrittore catanese, le
vicende del famoso protagonista del romanzo. Sarà postmoderno
questo modo dʼintendere la scrittura? Forse, ma certamente è
comunque molto stimolante per chi legge con attenzione, che non
può che ringraziare il nisseno Pirrera (palermitano dʼadozione), già
vincitore di tanti importanti premi letterari di poesia e narrativa, per
questa nuova proposta così fuori dalle righe consuete.
Felice Irrera
meritocrazia e rende ardua la possibilità
di emergere per i giovani scrittori di
talento. Le presentazioni dei libri
proposti dai diversi editori si svolgeranno
nelle ore pomeridiane, mentre la sera ci
sarà spazio per i dibattiti fra gli autori su
vari argomenti di attualità, fra i quali la
difficoltà di farsi pubblicare per gli
scrittori under 35 e il rapporto tra
narrativa e scienza, con particolare
attenzione al futuro delle case editrici in
unʼepoca dominata dal progresso
tecnologico e dal rapido avanzare degli
ebook. La giornata del 2 giugno, infine,
sarà dedicata interamente alla tematica
della legalità, con una serie di iniziative,
dibattiti e riflessioni in ricordo delle stragi
di mafia avvenute ventʼanni fa.
LACERTI DI LETTURE
centonove
LA CLASSIFICA
di Felice Irrera
Kate Chopin, Il risveglio,
Avagliano, pp 218, € 14,00
Nata a Saint Louis nel 1851, Katherine O' Flaherty, lʼautrice di questo romanzo, è stata una
scrittrice statunitense principalmente di racconti sullo sfondo della Louisiana creola. È oggi
considerata una delle "progenitrici" delle autrici femministe del XX secolo ed è particolarmente nota proprio per questo romanzo, incentrato sulla liberazione interiore di una donna
nell'America del primo '900.
Gramellini - Fai bei sogni Andrea Camilleri - La regina di PomeLonganesi
rania e altre storie di Vigàta - Sellerio
1Massimo
4
CarloVerdone - La casa sopra i porFrancesco Guccini - Dixzionario del- Bompiani
cose perdute - Mondadori
2ticiCarlos
5lePalov
Ruiz Zafón - Il prigioniero del
città perduta dei templari
3cielo - Mondadori
6- Newton- LaCompton
wuz.it
frasi che fanno un racconto, diverso da quello narrato dall’autore
indumenti, si prolunga lʼagonia divorando canali
televisivi, si tocca lʼapice lasciandosi cadere con una
corda al collo.” Il pomeriggio di festa è metafisico. Tutto è
sospeso, in una atmosfera immobile che sembra voler
frenare la ripartenza del giorno dopo. “La domenica
pomeriggio il tempo si dilata, diventa un guerriero
invincibile. Tutto si fa triste torpore. Tutto. I sogni si
accasciano.” Lʼalba è sempre rinascita, dolce
consolazione. Tranne quella del lunedì. “Al buio nel letto,
il lunedì appare come un complotto del mondo ordito
esclusivamente contro di te.” Il buonismo è ecumenico,
non rende giustizia. Non è un buon arbitro tra la ragione e il
torto. “La bontà? Cosa per gente a corto di altre
prospettive più accattivanti”. Lʼuomo che ha lasciato la
famiglia per una nuova relazione amorosa:
“Sa benissimo che in quella vecchia vita cʼera una
felicità sottovalutata che non può ritrovare in questa
nuova donna.” Nelle pause di riflessione, troviamo al
pagina 38
nostro fianco la memoria che siede con noi e ci fa
compagnia. “La frenesia della mia vita mia aveva
impedito di sedimentare la memoria. Anche il convulso
vuole la sua fermata.” Il punto di vista di chi vive in
campagna: “Il contadino quando scopre la città se ne
impossessa. Applica al cittadino le leggi delle pecore e
delle galline.” Una variante della Sindrome di Sthendal:
“Quando il ricchi ti rivolgono la parola tendi subito a
volergli bene. ” Questo vale anche con i potenti.
Il precariato sottrae dignità. Presto avremo un popolo di
servi ignari di esserlo. “Lʼuomo ha reso precario il paese,
facendoci obliterare gli ultimi scampoli di dignità. Ogni
passo verso la precarietà è un rafforzamento della
schiavitù mentale e materiale.” I desideri come i sogni
debbono essere grandi per attivare la passione.
“La morte sta nella semplificazione del desiderio. ”
Lacerti tratti da: “Hanno tutti ragione ” - 2010
Paolo Sorrentino
posteranniversari
centonove
CULTURA POPOLARE. Libri, incontri e festival in onore della dichiarazione d’amore in musica
Torniamo a fare le serenate
25 MAGGIO 2012
manifestazione culturale ha avuto termine
con la coinvolgente esibizione dei
mamertini Kàlamos Ensemble. La storia
della serenata è molto antica e
nellʼimmaginario comune è probabilmente
lo stereotipo della dichiarazione dʼamore,
come non ricordare Massimo Troisi che
canta Volare ad Amanda Sandrelli in “Non
ci resta che piangere”? La serenata era un
modo per comunicare al di fuori dei rigidi
schemi comportamentali che esistevano
tra uomo e donna ed era un
ottimo modo per mostrarsi
afflitti e innamorati per poi
“ʼintrasiri ʻnto zappatu” come
IL LIBRO
Turiddu Currao racconta nel
docu-film. «Alla fine
Si intitola
dellʼesecuzione, il padre o un
“Serenate al
conoscente, invitava i musicisti
chiaro di luna.
ad entrare “ e a consumare un
Ovvero le notturne in
pasto frugale fatto di “ calia e i
Sicilia”, il volume
favuzzi caliati”, “nuci”, “nuciddi” e
che raccoglie più di
“amiennuli scacciati” e un
trenta saggi di autori
bicchiere di vino o un goccetto di
siciliani sul tema
liquore per indagare
delle serenate. Al
ulteriormente. Si sa : in vino
libro è abbinato un
veritas. Nel caso in cui la
cd con i canti
dʼamore realizzati
serenata veniva vista come una
dalla Compagnia di
molestia il povero innamorato
Canto e musica
rischiava di beccarsi un bel
popolare di Favara,
secchio dʼacqua, senza
composta da Peppe
possibilità di obiezioni!”.
Calabrese , Antonio
Benedetto Rubino, il
Lentini, Nino Nobile,
farmacista sanfratellano che
Giuseppe Maurizio
dedicò la sua vita allo studio del
Piscopo, Mimmo
folklore e delle tradizioni del suo
Pontillo e Alfio
paese, così testimonia il
Leocata.
passaggio dei cantori, che
non facevano solo le serenate
IL FESTIVAL
dʼamore, "mestieranti o villani,
vestiti nella maniera più buffa,
È Castelbuono, in
con baffi posticci, con occhiali
provincia di Palermo,
senza vetro, con zazzeroni di
la “capitale” siciliana
stoppa, dipinto il viso a strisce
delle serenate. Il
nere e vermiglie". A Santo
comune palermitano,
Stefano Briga invece erano attivi
che vanta una lunga
i pueti che componevano
tradizione di “sonate
dʼamore”, ospita
"stornelli su misura -cioè- due o
infatti ogni estate un
tre coppie di poeti estemporanei,
vero e proprio
vestiti di bianco, elegantissimi, e
“Festival delle
con, a bandoliera, una fascia di
serenate” che
color rosso, giravano il
coinvolge centinaia
villaggio; uno dei poeti d'ogni
di “stornellatori”
coppia sonava la chitarra, l'altro
vecchi e giovani che
ideava e cantava stornelli in lode
riportano in vita,
di coloro che lo stavano a
sotto gli occhi dei
sentire". Turiddu Currao, di
turisti, una tradizione
Salice, era un maestro nel ciuri
fortemente radicata
di pipi: un canto libero e
nella cultura
ironico inventato sul momento.
popolare.
Ha fatto innamorare intere generazioni, stregate dalla voce dei cantori. A Gesso una mostra-evento
con ricordi e aneddoti di musicisti e storici racconta come eravamo. Con un occhio al futuro
DI STEFANIA PREVITE
MESSINA. Nellʼimmaginario comune è
lo stereotipo della dichiarazione
dʼamore. Urlata e cantata ai quattro
venti, con in sottofondo il suono tipico di
strumenti e melodie dʼaltri tempi, la
“serenata siciliana” ha rappresentato
per anni lʼapproccio sentimentale per
antonomasia. Unʼusanza fortemente
legata alla tradizione popolare, che oggi,
nellʼepoca di Internet e di “Uomini di
donne”, è pressoché andata perduta, se
si escludono i gruppi folkloristici che su
commissione offrono diversi tipi di
serenate, da quella conciliatoria a quella
per la proposta di matrimonio, tutto
allʼinsegna della personalizzazione.
SERENATA SICILIANA
Unica differenza? Nel loro
Mi votu e mi rivotu suspirannu
repertorio ci sono Jovanotti, Ligabue e
passu li notti 'nteri senza sonnu
Laura Pausini per citare i più famosi.
e li beddizzi toi ju' cuntimplannu
Seranata sì, dunque, ma senza
mi pari di la notti sianu a 'gghiornu.
improvvisazione, marranzano e
Pi 'ttia non pozzu n'ura arripusari
ciaramedda. «La serenata - spiega il
paci non avi 'cchiu st'afflittu cori
musicista Gemino Calà - è sempre stato
lu voi sapiri quannu t'aju a lassari?
un modo di comunicare storie e
quannu la vita mia finisci e mori.
sentimenti molto radicati nella nostra
ANONIMO DEL '700
terra. Certo adesso i tempi sono
cambiati e ora sembra molto strano
immaginare di andare sotto casa di una
ragazza per farle la serenata. Io lʼho
fatto, avrò avuto 10 anni, sono stato
coinvolto da altri e ne ho un ricordo
splendido terminato attorno ad una
tavola piena di persone e melodie. Per
far sopravvivere la musica popolare e la
tradizione - prosegue Calà - è
necessario contaminare la serenata con
altri generi. Una zampogna o lo
scacciapensieri si inseriscono
perfettamente nella trama della melodia
jazz, ad esempio, e garantiscono in un
certo modo lʼevoluzione del genere
folk».
RISCOPRENDO LA TRADIZIONE.
Malgrado i tanti anni sul groppone e il
passare degli anni e delle mode, la
allʼetà di 5 anni girovagava per i
tradizione della serenata viene
paesini portando le serenate,
ancora “celebrata” con libri, eventi, e
attraverso “le note storico-biologiche”
manifestazioni. a partire dallʼormai
ha ricordato che ogni emissione
consueto “Festival della serenata”, in
sonora ha un proprio specifico
scena ogni anno a Castelbuono.
significato che in un certo
Proprio lo scorso 19 maggio, in
La serenata ha rappresentato certamente un momento significativo nella tradiziomodo influenza chi la
occasione della Notte Europea dei
ne dei canti, proprio perché profonde sono le sue radici nel sentimento popolare.
ascolta; il mondo della
Musei, il Museo della Cultura e
Fino agli anni '50, specialmente nelle campagne e nei paesi, la serenata era anconatura come esempio.
Musica Popolare dei Peloritani
ra parte della tradizione viva. Nella notte si alzavano voci solitarie o piccoli cori a
Ad arricchire
ha aperto i battenti con
cantare sotto le finestre di qualche ragazza. Le serenate erano una cosa importanulteriormente la serata
unʼiniziativa che ha portato
te. Con la serenata ci si dichiarava, si rendeva pubblico il proprio amore: in pratica
è stato il docu-film su
con sé tutta la forza e
si chiedeva la mano della bella. Nottetempo, con qualche amico o con un concerTuriddu Currao,
lʼenergia della tradizione
tino assoldato per lʼoccasione. I processi di trasformazione della cultura tradiziolʼultimo dei carrettieri, e
popolare della Sicilia.
nale avvenuti in questi ultimi cinquantʼanni hanno profondamente cambiato il conil ricordo da parte di chi lo
“Canti dʼamore e serenate del
cetto di serenata. Nonostante ciò in alcuni paesi, per tradizione, la sera precedenaveva conosciuto. Ad
popolo siciliano” è il titolo della
te al matrimonio lo sposo organizza una serenata sotto la finestra della futura spoomaggiare questa antica
mostra-evento che ha attirato
sa. Lo accompagnano parenti e amici e un musicista con il violino, la chitarra, la fitradizione sono saliti sul
nel piccolo Villaggio Gesso
sarmonica o la tastiera . A fine serenata un ricco buffet per tutti in segno di ringrapiccolo palco del Museo i
numerosissimi visitatori curiosi di
ziamento dovrebbe essere offerto dai genitori della sposa.
musicisti Gemino Calà e
conoscere storia e genesi della
Gemino Calà
Salvatore Vinci . La
serenata. Nino Ioli, musicista che
LA STORIA
Voci solitarie e cori al chiar di luna
pagina 39
posterarte
25 MAGGIO 2012
MOSTRE. A tu per tu con il pittore messinese che ha raggiunto il successo in Inghilterra
Laganà, dallo Stretto al Tamigi
Alla Galleria “Il Gabbiano” un’esposizione con le sue opere più rappresentative,
“paesaggi interiori” in cui convivono influenze meridionali e nordiche, sensualità e lirismo
DI MARINO RINALDI
MESSINA. Il temperamento del sud e la
natura introversa del nord, i turbamenti
del surrealismo e la serena intensità
Morandiana. È unʼarte fatta di opposti,
quella del pittore Eliseo Laganà,
messinese di nascita ma inglese
dʼadozione. Una poetica in cui convivono
al contempo pulsioni e suggestioni
diverse, spesso agli antipodi, che sulla
tela assumono però una fisionomia
precisa, fatta di calore e di silenzio, di
sensualità e lirismo. Come se, sulla
superficie delle sue opere, fosse
impressa, in maniera indelebile - come
unʼimpronta - la stessa esperienza di vita
dellʼartista. Una vita “zingaresca”,
trascorsa fra la Sicilia e il Galles, fra la
City e le colline piemontesi, tra i rossi
intensi e i blu pungenti del Meridione e
lʼausterità delle campagne britanniche.
Nato poco più di sessanʼanni fa nella città
dello Stretto, che in questi giorni ospita
alcune delle sue opere più significative
nella mostra allestita alla “Galleria Il
Gabbiano”, Eliseo Laganà è andato via
da Messina quando aveva appena 22
anni per cercare “fortuna” allʼestero. «Me
ne andai di casa appena terminati gli
studi in Scienze Politiche, una facoltà
scelta su suggerimento dei miei genitori,
che non credevano che con lʼarte si
potesse guadagnare - racconta - Mi
ritrovai quindi a vivere e lavorare in
diverse città dʼEuropa. Allʼepoca non
riuscivo a stare fermo in un luogo per
molto tempo, come se fossi vagamente
consapevole che ogni forma si compie
poi muore».
DALLO STRETTO AL TAMIGI. Lasciata
la Sicilia, inizia così, per Laganà, un lungo
peregrinare, che lo porterà a vivere a
Parigi, Budapest, Monaco, Varsavia e
quindi a Cardiff, dove riesce a dedicarsi
Un’opera di Eliseo Laganà
anima e corpo al suo grande amore, la
pittura. «La mia passione per lʼarte era
già intensa da ragazzo, quando
partecipavo ai concorsi di pittura al Liceo
Scientifico Seguenza. Arrivavo però
sempre secondo, dato che il primo posto
era assegnato di diritto a qualche
raccomandato», racconta scherzando.
Nella capitale gallese frequenta una
scuola dʼarte ed allestisce la sua prima
mostra, prima di trasferirsi a Londra, dove
si diploma allʼAccademia dʼArte “Slade
School”. È lʼinizio di una lunga carriera
che lo porterrà ad esporre nelle più
importanti gallerie di tutta Europa, con
qualche tappa anche a Messina e
provincia, dove allestisce delle mostre
alla “Fondazione Mazzullo” di Taormina e
Eliseo Laganà
centonove
alla Galleria “Fondaco” . «Erano quelli i
tempi di Saitta e di Pugliatti, anni in cui la
città dello Stretto era in preda ad un
fermento culturale ormai perduto racconta Laganà - Oltre alla totale
assenza di committenza, Messina è
vittima soprattutto di una mentalità
provinciale che non valorizza i propri
talenti, che per emergere sono costretti a
lasciare la Sicilia. Purtroppo da noi lʼarte
non viene considerata una cosa seria, a
differenza dellʼInghilterra, dove un pittore
o uno scultore sono considerati dei
“professionisti” proprio come avvocati o
imprenditori. Mentre in Sicilia si fa avanti
solo per conoscenze e raccomandazioni spiega lʼartista - a Cardiff e a Londra vive
un criterio meritocratico. Se sei bravo e
hai grinta prima o poi riesci a sfondare.
Allʼestero inoltre sono molto orgogliosi
delle proprie “creature”. Qui a Messina gli
artisti locali vengono invece sempre
sminuiti. Per ottenere i giusti
riconoscimenti bisogna prima affermarsi
altrove».
LʼARTE COME EVASIONE. Nelle sue
opere, in mostra alla Galleria “Il
Gabbiano” fino al prossimo 28 maggio,
convivono al contempo le vibrazioni e i
contrasti del sud e le atmosfere
contemplative del nord, con rimandi tanto
alla pittura di Klee quanto a Kandinsky e
Morandi. Insieme a una costante ricerca
metafisica. Ma per Laganà la sua arte è
molto di più di un mestiere, molto più di
un “semplice” mezzo espressivo. «Lʼarte
per me - spiega Laganà - è un mondo a
se stante, uno spazio altro in cui rifugiarsi
per conoscersi e imparare al relazionarsi
con lʼalterità. Quando inizio a dipingere
non ho mai unʼidea preconcetta. Lascio
che sia il segno impresso sulla tela a
guidarmi. Dipingere è come
unʼesperienza catartica, un momento di
meditazione e introspezione che mi
permette di conoscere meglio me stesso.
Per questo i miei dipinti sono come dei
“paesaggi interiori”, che si rendono visibili
attraverso la quiete», conclude il pittore,
alle prese adesso con dei nuovi lavori, più
figurativi, dedicati alla bellezze della città,
e a una nuova fatica letteraria (ha gia
scritto diversi saggi e romanzi, ndr): “Il
sorriso di Cristian Rom”, la storia di una
bambina nomade che riesce ad essere
felice e a trasmettere felicità malgrado la
povertà. «Perché la vera ricchezza non è
data dai soldi, ma dalle esperienze di vita
accumulate e dai rapporti personali e
affettivi. Altro che spread...».
RASSEGNE
L’astrattismo di Pomodoro
e il mito ellenico di Hermes
Un percorso alla scoperta dell’arte classica
nel cuore di Taormina. Tra passato e presente
“Sole”, di Giò Pomodoro
TAORMINA. Una rivisitazione acuta e moderna del Mito, che è
alla base della civiltà dei popoli del bacino del Mediterraneo, dal
mondo ellenico alla Magna Grecia. Giò Pomodoro, il maestro
marchigiano della scultura astratta, dal 10 maggio allʼ8 luglio
2012, regala al pubblico siciliano la propria arte. Dislocate nel
cuore del centro turistico internazionale di Taormina tra il Teatro
Greco Romano, lʼex cattedrale San Francesco di Paola, il
Duomo, Corso Umberto, Piazza IX Aprile e Palazzo Corvaja, le
pagina 40
sculture – alcune di grandi dimensioni – in marmo e in bronzo,
affiancate da due grandi tele, accompagnano il visitatore in un
ideale percorso di investigazione del mito greco incentrato sulla
figura di Hermes, il Dio dei Ladri, partendo dalla rilettura
dellʼerma greca, uno dei tanti pilastri della ricerca artistica dello
scultore. In mostra anche due sculture monumentali realizzate
in vetroresina, restaurate per lʼoccasione, che sono ospitate
allʼingresso del Parco Archeologico di Naxos. Eʼ a partire dai
primi anni ʻ80 che Pomodoro, attratto dagli archetipi scultorei del
modo classico, inizia ad investigare profondamente il mito
greco. Dopo 25 anni dalla personale del 1987 tenutasi a
Messina, il maestro torna in Sicilia per la seconda edizione de “Il
Mito Contemporaneo”. La rassegna internazionale di scultura e
pittura promossa dallʼassessorato al turismo, sport e spettacolo
della Regione siciliana, è inserita nel calendario de “Il Circuito
del Mito”, un programma di eventi che mette al centro lʼarte
contemporanea nei più importanti siti archeologici e storici
siciliani. (CH.M)
posterpolemiche
centonove
25 MAGGIO 2012
LA REPLICA
«È un attacco politico»
La rabbia di Daniele Tranchida
L’ASSESSORE. Daniele Tranchida
PALERMO. «Quella attuata dal Teatro
di Messina è una guerra politica che
con i soldi e i contributi non ha nulla a
che fare. Si tratta di un braccio di ferro
e basta. Se il problema fosse stato solo gestionale, sarebbe rientrato». Daniele Tranchida, assessore regionale al
Turismo, messinese, non ci sta: «In
Commissione bilancio, martedì, cʼera
anche Magaudda. Abbiamo trovato il
modo di reintegrare parzialmente i fondi e abbiamo comunicato che verranno
utilizzati finanziamenti Po-Fesr che impingueranno i capitoli dei teatri siciliani per le produzioni e la promozione»,
spiega Tranchida. Che passa al contrattacco: «Il Teatro non ha soldi, ma
non ha ridotto le consulenze e non ha
destinato i soldi allʼorchestra». (D.D.J.)
IL SOVRINTENDENTE. Paolo Magaudda
MESSINA. l’Ente sospende gli spettacoli. Ma il consiglio non lo ha deliberato ancora
Teatro, sipario sulle stagioni
Per il sovrintendente, neanche il milione “restituito” dall’Assemblea regionale potrà essere utile
per terminare la programmazione. Storia di un braccio di ferro con l’assessorato al Turismo
DI DANIELE DE JOANNON
MESSINA. Nonostante il milione di euro in
più “recuperato” con lʼapprovazione
dellʼultima manovra allʼArs di martedì 12, il
Teatro di Messina chiuderà i battenti con
“Rondine”, la produzione lirica dellʼEnte
che sarebbe stato più oneroso sospendere
che mettere in scena. Per il resto, i due
cartelloni principali, prosa e musica, le
sezioni dedicate alle fiabe e agli attori
messinesi sono sospese. Perché secondo
il sovrintendente Paolo Magaudda e il
presidente Luciano Ordile, il Teatro, a
causa del taglio imposto dalla Regione,
dovrà utilizzare quanto resta in cassa per
le cosiddette “spese indifferibili”.
QUALCHE CIFRA. Già ridotto lo scorso
anno del 5% (determinando lo
spostamento dellʼopera “Norma” da una
stagione allʼaltra), il budget dellʼEnte era
stato di 6,7 milioni di euro fino
allʼappovazione della manovra finanziaria.
Subito dopo, infatti, con la decurtazione
del 32% era sceso a 4,5 (-2.144000). Con
la correzione dei giorni scorsi, si risale a 5
milioni e mezzo, che, secondo i vertici, non
sono sufficienti. Anzi, per la prima volta
nella sua storia, sostengono, il Vittorio
chiuderà il bilancio con un disavanzo da un
milione e 200 mila.
LE REAZIONI. Aveva promesso un
intervento di fuoco contro il taglio, durante
la conferenza stampa di presentazione di
“Rondine” prevista per sabato 16, il
consigliere di amministrazione Ciccio
Rizzo. Il Teatro, però, lʼha sospesa. Forse
per evitare polemiche con i consiglieri.
Rizzo e gli altri, infatti, a dispetto di quanto
IL PRESIDENTE. Luciano Ordile
scritto nella nota di sospensione degli
spettacoli, non hanno per niente votato
allʼunanimità lo stop. Nulla, infatti, è stato
mai deliberato dallʼunico organo che può
farlo. E, su questo punto, si registreranno
strascichi. Già da giovedì, il consigliere
Carmelo Ietto e la vicepresidente Daniela
Faranda hanno sottolineato lʼassenza di
una delibera su Facebook. Sabato, però,
nel pomeriggio Rizzo sarà comunque nella
piazza davanti al Teatro con le
associazione Atreju, Zda “Quo usque
tandem” e “Catilina Morgana” per
raccogliere firme e prendere posizione
contro i finanziamenti ridotti. Le
associazioni sperano di coinvolgere tutti.
Sempre sabato, alle 19, scenderà in
piazza lʼorchestra con un concerto di
protesta. Spiega Pippo Di Guardo,
segretario Slc-Cigl: «Manifesteremo
contro il taglio e anche contro il sotto
utilizzo dei professori: a fronte del 20% del
budget che dovrebbe essere utlizzato per
far lavorare lʼorchestra, infatti, questʼanno
ne è stato utilizzato solo lʼ8». Intanto, il
Conservatorio ha diffidato i partecipanti al
Concerto a presentarsi come suoi
professori, anticipando il rifiuto
dellʼautorizzazione agli studenti.
COSA ACCADRAʼ. Tecnicamente, il
Teatro potrebbe andare incontro a
contenziosi con gli abbonati che hanno
pagato per spettacoli che non vedranno e
con i produttori che avevo chiuso i
contratti. Una via di uscita potrebbe essere
recuperarli durante la prossima stagione,
che però sarebbe ridotta a livello di offerta,
restando tale e quale il contributo. Ma ci
sono altre spade di Damocle che
penzolano sul capo del presidente
Luciano Ordile e del sovrintendente
Paolo Magauda. Oltre la richiesta di
differenze stipendiali da 800 mila euro da
parte dellʼex direttore amministrativo
Nando Caudo, cʼè la nota dellʼassessore
al Turismo, Daniele Tranchida, che
impone lʼassunzione di Carmelo Briante
come nuovo direttore.
LA SCHEDA
Addio a Giuliano e Rigoletto
Tutti gli spettacoli che gli abbonati non vedranno
MESSINA. Quando il taglio era solo del 5%, erano stati programmati senza data, e fuori dagli abbonamenti, lo spettacolo
su Padre Annibale di Francia (regia di Melo Freni) e le rassegne Jazz ed Musica di confine. Adesso, oltre al definitivo abbandono dei progetti, una pietra tombale arriva anche sulla restante programmazione di tutti i cartelloni. Gli spettacoli, certo,
potranno essere recuperati, ma non è detto che saranno gli stessi, perché potrebbero essere non più in allestimento.
Vittima eccellente del taglio sarà lʼevento che chiudeva la stagione di prosa. Si tratta di Salvatore Giuliano, il musical scritto
e composto dal messinese Dino Scuderi e diretto dal suo concittadino Giampiero Cicciò. Con in scena Giampiero Ingrassia e Barbara Cola, rischia di essere perduto dai messinesi sen-
pagina 41
za speranza. Stessa sorte per la sezione “Messina: Teatro al
femminile”, alla Sala Laudamo, che prevedeva Amaro ma non
troppo di Patrizia Baluci e Requiem for my mother di Donatella Venuti. Il grosso degli spettacoli che si perderanno con il
taglio riguarda, soprattutto, il cartellone di musica e danza. A cominciare da Omaggio a Roland Petit, previsto i primi di ottobre
con Eleonora Abbagnato. Il 27 e 29 novembre e lʼ1 dicembre
sarebbe dovuto andare in scena lʼultima produzione lirica della
stagione, Rigoletto di Giuseppe Verdi, diretto da Christopher
Franklin, con la regia di Alessio Pizzech, lʼorchestra del Teatro Vittorio e il coro del Francesco Cilea di Reggio Calabria. Subito dopo, dal 14 al 16 dicembre, sarebbe stata la volta di Anthology, spettacolo di danza con in scena la Martha Graham Dance Company. Azzerati del tutto, infine, i concerti Sinfonici in collaborazione con le associazioni musicali Accademia Filarmonica, Filarmonica Laudamo, Vincenzo Bellini, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele che , con ingresso omaggio previa prenotazione, si sarebbero dovuti tenere fino allʼautunno. (D.D.J.)
25 MAGGIO 2012
posteriniziative
MESSINA. La manifestazione promossa dallo scrittore Genovese a Giostra
Ragazzi, ecco la "Magnolia"
Dalla collaborazione tra Comitato, scuola e amministrazione una festa per "consegnare"
ai giovani il nascente Parco Urbano. Salvando dall’oblio l’albero più vecchio d’Europa
DI MARIA TIZIANA SIDOTI
centonove
un'esperienza fortemente positiva, lui ha
a cuore questo territorio e noi lo
appoggiamo con gli strumenti della
scuola, con carta e penna», così al tempo
diceva la dirigente De Francesco. Che
aggiungeva: « Nei mesi scorsi abbiamo
fatto una passeggiata nell'area della
Magnolia, i ragazzi ci hanno
accompagnato, perchè conoscono il
territorio, erano entusiasti per l'interesse
dei docenti e che in futuro si possa
realizzare questo Parco. Può essere una
valvola di benessere e uno spazio per
eventi culturali». Ed ora è tempo di Festa,
mentre in questi giorni una ruspa libera
l'area dai detriti accumulatisi negli anni.
All'evento saranno presenti l'architetto
Caterina Sartori, progettista e direttrice
dei lavori del Parco, e rappresentanti
della giunta comunale.
IDEA DI RINASCITA. «Sembra che il
progetto sia sufficientemente poetico e il
Parco è un'idea rivoluzionaria, perchè
qui non c'è mai stato uno spazio verde
pubblico nè ai tempi in cui vivevo qui una
cultura del verde: il verde era solo l'orto,
dove si produceva e che sorgeva là dove
ora c'è il complesso "Magnolia", ma lo si
guardava di malocchio, perchè si
sospettava rubasse l'acqua che non
c'era in casa, o la ciumara. Ora questo
bene pubblico per tutti, non solo per i
ragazzi di Giostra, bisogna realizzarlo e
mantenerlo», riprende Genovese. Che a
proposito di un fatto, raccontato nella
sua trilogia, l'uccisione negli anni '50 di
un ragazzo nel suddetto orto, sorpreso a
rubare limoni dal proprietario, mentre le
donne il giorno dopo vi entrarono,
devastandolo, dice: «È un episodio
molto lontano che dà il clima della
precarietà di una generazione del
dopoguerra che si è dispersa nel mondo.
Il problema è cambiato in questi ultimi
anni: il quartiere era baraccato,
abbandonato, ora si sono costruite case
nuove e quel che è rimasto è peggiorato,
aggravato dalla criminalità, un tempo
aspetto marginale, mentre lo stesso
volano è passato da mani mafiose». E
conclude lo scrittore: «Il Comitato, che
ha alle spalle un gruppo di sostegno con
oltre 150 tra intellettuali e docenti della
città, non si è battuto solo per questo
Parco ma bisogna andare avanti e
realizzare una Casa dei Giovani e della
Cultura, non un palacultura ma uno
spazio con servizi essenziali, dalla
biblioteca alla teatroteca, perchè il
quartiere sia veramente rifondato».
MESSINA.
«Organizzeremo una
manifestazione pubblica
popolare nel mese di
maggio sia che vengano
sia che non vengano
iniziati i lavori», così
diceva due mesi fa lo
scrittore Andrea
Genovese. Ed è stato di
parola. Lui da anni in quel
di Lione ma messinese
del rione Giostra ed oggi
penna dalle parole
francesi, italiane e
"giostrote", nei mesi
scorsi aveva lanciato
l'iniziativa di un Comitato
di Lotta per il Parco
Magnolia. L'evento è la
"Festa della Magnolia".
L'appuntamento è per
lunedì 28 maggio dalle
9:30 alle 12:30, nell'area
ex volano, sul viale
Giostra, all'altezza di via
Parco Magnolia, il cantiere e i resti dell'ex villa De Gregorio
Seminario, all'ombra del
grande albero, la
su appalto dello Iacp, Istituto autonomo
equipe di docenti, terranno uno
Magnolia. Che, dopo i fasti dei tempi in
case popolari di Messina. I cui lavori,
spettacolo. Ossia quegli stessi ragazzi, "i
cui era nel florido giardino di villa De
comprendenti oltre a 3 giardini anche il
cumpagneddri" ai quali, dopo un incontro
Gregorio nel '700, ha conosciuto la
recupero delle preesistenze
nell'ambito di un progetto Por "Percorsi di
disperazione del terremoto con le case
architettoniche dell'ex villa De Gregorio,
vita" a dicembre scorso, aveva inviato
volano, le case d'amianto, temporaneo
aggiudicati per poco meno di 1 milione di
una lettera d'impegno per il proprio rione,
ricovero sulla carta e poi stabile dimora
Genovese. Che tra gli anni '40 e '50
d'intere generazioni, e le baracche via via euro nel settembre scorso, l'11 aprile
sono stati consegnati a chi ha vinto la
abitava proprio di fronte alla Magnolia e
intorno, la criminalità mafiosa che qui
gara d'appalto, dopo anni alla ricerca di
sulle alte sponde della ciumara, la
teneva "consiglio", il degrado e il
fondi dopo la progettazione.
fiumara Giostra, non coperta dall'asfalto e
vandalismo, tra le tracce dello
LA FESTA. «Grazie al Comitato ed al
trasformata in viale come è oggi, si
sbaraccamento e delle discariche
contributo prezioso di Carmelo Altomonte arrampicava. «Ho scoperto Genovese
improvvisate, e ora prepotentemente
(dirigente area coordinamento risorse
per caso e l'ho proposto come modello di
affaccia la sua ombra frondosa al di là di
interne del Comune di Messina, ndr) e
riferimento per combattere questa
una gabbia di sbarre e cemento dopo atti
della dirigente del plesso scolastico "Villa
rassegnazione, l'incontro è stata
incendiari. Qui sorgerà un Parco Urbano
Lina", Giovanna De Francesco, il progetto
per il Parco è uscito dal pantano in cui si
era insabbiato ed i lavori sono
timidamente cominciati», sottolinea
Genovese. Che a proposito della Festa
rivela: «Noi abbiamo tenuto fede ad
un'idea suggerita da Pompeo Oliva,
quella di una manifestazione festiva,
organizzata dal Comitato e dalla dirigente
MESSINA. L'albero, simbolo del quartiere Giostra, intorno al quale verrà reaDe Francesco in una riunione alla
lizzato il Parco, è per tutti da sempre la "Magnolia". Ma in vero è un Ficus mapresenza del presidente della V
gnolioides Borzì, più recentemente detto macrophylla. Ossia una spettacolaCircoscrizione, Alessandro Russo, e
re pianta, che, originaria dell'Australia, e capace di superare i 30 metri d'aldell'assessore Giorgio Muscolino». Ed
tezza, in Italia fu introdotta nell'800 in Sicilia e diffusa in vari orti botanici e
annuncia: «Si tratterà di una cerimonia
parchi. L'albero, caratterizzato da radici aeree per catturare l'umidità dell'asemplice che ha un significato simbolico,
ria, che raggiunto il terreno, formano strutture colonnari con radici proprie,
quello di "consegnare" ai ragazzi di
ha diversi noti esemplari nell'isola. Tra cui, oltre a quello di Giostra, un altro
Giostra il Parco sin dall'inizio dei lavori, in
a Messina alla villa Mazzini, mentre a Palermo, simbolo del moderno Orto bomodo tale che i giovani siano
tanico è un grande Ficus, importato nel 1845 dalle australiane isole Norfolk,
protagonisti». Dopo una breve riunione
ma più famoso è quello di villa Garibaldi, nei cui pressi ai primi del '900 fu ucpubblica del consiglio di Circoscrizione
ciso dalla mafia il poliziotto italo-americano Joe Petrosino. A Siracusa se ne
sul posto, gli studenti dell'Istituto
ammira uno nella zona archeologica. (M.T.S.)
comprensivo "Villa Lina-Ritiro", con il
Lo scrittore Andrea Genovese
sostegno della dirigente e della sua
CURIOSITA’
Una pianta che arriva dall'Australia
pagina 42
postertradizioni
centonove
MESSINA. Parla Rosalia, 90 anni, l’ultima dei Canterini
La signora Ciuri ciuri
E’ stata la prima donna del gruppo folkloristico Peloritani. Una “carriera”
cominciata a 13 anni. Che continua dietro le quinte. Per amore della città
DI CHIARA MICCOLI
MESSINA. Con indosso gli abiti tipici
della sua terra e il tamburello nelle mani,
è stata la prima a cantare, ballare ed
esportare il repertorio della tradizione
folcloristica messinese. Rosalia Freni,
messinese di 90 anni, è oggi lʼultima
rappresentante del gruppo dei Canterini
peloritani delle origini. Sono passati più di
settantʼanni da quando fu selezionata per
rappresentare la sua città nellʼallora
nascente complesso, ma lei confessa di
ricordare quellʼesperienza come se fosse
ieri. «Frequentavo lʼistituto magistrale di
Messina e Nunzio Colosi, il mio
professore di musica, mi propose di
entrare a far parte del gruppo folcloristico
che stava fondando. Era il 1935 –
racconta emozionata – , avevo appena
13 anni ed ero stata scelta come prima
canterina peloritana. Unʼoccasione unica
per una ragazza della mia età. Avevo una
buona propensione per il canto e –
ammette sorridendo, mentre sfoglia
lʼalbum dove sono raccolte tutte le sue
foto con il complesso – anche un aspetto
gradevole. Rispecchiavo la tipica donna
siciliana. Mia madre era contraria, mio
padre invece non si oppose, ma mi
accompagnò sempre nei vari spettacoli».
Inizia così per Rosalia Freni una
piacevole avventura che la porta in giro
per la Sicilia e persino per lʼItalia.
«Abbiamo cominciato a fare spettacoli
prima a Messina e nei paesi della
provincia in occasione della Fiera
campionaria, di feste patronali o sagre
locali, poi anche oltre Lo Stretto, dove per
grandi eventi eravamo chiamati a
rappresentare la tradizione messinese e
siciliana». Da Taormina a Catania, da
Roma a Bologna, la signora Rosalia visita
luoghi che mai, per la sua giovane età,
avrebbe immaginato di vedere. «Ai miei
tempi le ragazze conducevano una vita
monotona: casa, chiesa e scuola. La mia,
invece, era varia e divertente, per
questo motivo le mie amiche mi
invidiavano – dichiara –
Frequentavo regolarmente la
scuola ma in più prendevo
lezioni di canto e anche di
ballo, con il maestro
Francesco Zappalà. E poi
cʼerano i viaggi.
Naturalmente non ero libera di
fare ciò che volevo.
Durante le trasferte
eravamo sempre
accompagnate e
sorvegliate. Però
assaporavo il
piacere di
vedere
tanta
Rosalia Freni. Sopra in due foto d’epoca
25 MAGGIO 2012
gente e tanti luoghi nuovi». I canterini si
esibivano in occasione di visite di capi di
stato e autorità istituzionali nazionali ed
europei, soprattutto tedeschi. «Abbiamo
cantato davanti a Benito Mussolini in
piazza della Prefettura a Messina racconta – Naturalmente a quei tempi era
per noi motivo di orgoglio». Il ricordo più
bello è però legato alla capitale. «Mi
trovavo col mio gruppo a Piazza Siena a
Roma per unʼimportante manifestazione
istituzionale (a distanza di anni non saprei
dire precisamente di cosa si trattasse),
quando ci sorprese un terribile
acquazzone. Fu a quel punto che un
galantuomo mi porse il suo ombrello
affinché io mi riparassi. Un gesto
generoso che mi riempì il cuore di gioia.
Eravamo sempre accolti con grande
gentilezza e affetto. Il pubblico ci voleva
bene». Tra canti e tarantelle “missinisi”,
lʼavventura di Rosalia Freni dura fino al
1940. «Sono uscita dal gruppo appena mi
sono diplomata perché ho iniziato a
lavorare. Ma non ho rimpianti.
Quellʼesperienza legata agli anni della
giovinezza si era per me piacevolmente
conclusa. E poi cʼè stata la guerra e per
un poʼ di tempo i canterini peloritani non si
sono più esibiti». A distanza di anni,
Rosalia ha però continuato a seguire il
gruppo, attualmente guidato da Lillo
Alessandro. Il 4 luglio 2010 ha partecipato
alla serata organizzata a Villa Dante per
celebrare i 75 anni dalla sua fondazione,
ricevendo una targa e un attestato. «Mi
hanno invitata a salire sul palco e a
raccontare la mia esperienza», dice. Lo
scorso marzo ha invece festeggiato,
circondata dallʼaffetto della sua
famiglia, i suoi 90 anni di età. Due
figli e tre nipoti, la signora
Rosalia ha sempre parlato –
come conferma il nipote – della
sua “avventura” artistica. «Mio
marito raccontava della guerra,
della prigionia e degli stenti. Io
almeno – aggiunge sorridendo –
avevo qualcosa di più allegro
di cui parlare. Per questo mi
sento fortunata». Da
quando ha lasciato il
gruppo folcloristico,
Rosalia non ha più
cantato ma ricorda ancora
le strofe delle canzoni. Le
sue preferite? “Messina
mia”, “Cori ʻnnamuratu” e
naturalmente “Ciuri ciuri”.
INIZIATIVE
Scuole, giornata
del folklore
Al Palantonello gli scolari mettono
in scena Peppe Nappa e Mata e Grifone
MESSINA. Chi ha raccontato la storia di Peppe Nappa, chi
le usanze dei pescatori, altri piccoli hanno messo in scena i
giganti Mata e Grifone. Il tutto in dialetto fra tarantelle e
sorrisi. Eʼ stato davvero un bel viaggio alla scoperta della
cultura popolare, degli usi e costumi locali che parte dai
banchi di scuola. Che si è conclusa martedì 22 maggio con
la “La Giornata del folklore nella scuola”, progetto
promosso dallʼAssessorato alle politiche scolastiche del
Comune di Messina, che mira a promuovere tra i più
piccoli l'interesse verso le proprie origini e il proprio
patrimonio culturale. Organizzata in collaborazione con la
cooperativa “Fata Morgana”, lʼassociazione folklorica “I
Picciotti Missinisi”, la Provincia e il patronato Fap-Acli di
Messina, lʼiniziativa ha coinvolto circa trecento alunni degli
istituti comprensivi “Giovanni XXIII – Aldisio”, “Crispi”,
“Evemero da Messina”, “Boer – Verona Trento”,
“Gravitelli”, “La Pira” - Gentiluomo” e “Pascoli”. Alla
cerimonia conclusiva, coordinata dal presidente
dell'associazione folklorica, Stello Mangano, che si è
tenuta al Palacultura “Antonello”, hanno partecipato come
ospiti dʼonore la poetessa messinese Maria Costa,
dichiarata patrimonio vivente Unesco, e Domenico Venuti,
prorettore dell'Università
della Pace di Lugano. E
mediante uno speciale
collegamento video in
diretta anche unʼalunna del
Buon Pastore, Darhai
Oumaima, assistita a casa.
In conclusione sono stati
consegnati attestati di
partecipazione a tutti gli
Un momento dello spettacolo con i bimbi della materna “Crispi-Buon Pastore”
alunni. (CH.M)
pagina 43
posterweekend
25 MAGGIO 2012
come... dove... quando...
venerdi' 25 maggio
MESSINA. 'Volti della
memoria'. Mostra degli
artisti Giuseppe Brancato
e Andrea Reitano. Kalòs
Studio d'Arte
MESSINA. Presentazione
del libro “Soldi sporchi” di
Enrico Bellavia, giornalista
de “la Repubblica”.
Auditorium dellʼIstituto “A.
M. Di Francia – Spirito
Santo” ore 10.30
MUSICA
sabato 26 maggio
PALERMO. 'La scuola
delle mogli', spettacolo di
Patrizia Pellegrino ed
Enrico Guarneri, diretti da
Gugliemo Ferro. Teatro Al
Massimo ore 21.15
PALERMO. Rinaldo e la
grotta del drago. Museo
delle Marionette
Pasqualino ore 17.30
PALERMO. Piccole lune
per due clown, percorso di
teatro e poesia che
affonda le radici
nell'immaginario e nella
memoria di Palermo.
Teatro Bellini alle ore 21
PALERMO. Ceneri alle
ceneri al Biondo ore 21
CATANIA. Leonilde,
storia eccezionale di una
donna normale, di Sergio
Claudio Perroni. Sala
Ambasciatori ore 21
di Cesare Natoli
DA ANNI LA MUSICA colta ha integrato il rumore nellʼorizzonte della produzione artistica. Un processo
che si inquadra allʼinterno di quello, più ampio, tendente ad allargare lʼespressività oltre i confini del sistema temperato. Ad utilizzare i rumori del cibo, però, non ci aveva pensato nessuno prima di Matthew Herbert. Il musicista britannico, nel
2005, ha realizzato “Platdujour”: atto d'accuso contro gli sprechi
della filiera alimentare, in particolare di origine animale, consistente in una miscela di frammenti sonori quali persone che addentano una mela, il pigolio di migliaia di pulcini appena nati, la
macellazione di un pollo, il suono di centinaia di bottiglie di plastica o dei semi di caffè. Qualche me fa, Herbert è tornato sullʼargomento con “One Pig will be released”. Il lavoro rende conto, con i suoni, di tutte le fasi di preparazione della carne di maiale, dalla nascita al piatto ed è anche approdato in teatro con con
'One Pig', una grottesca e sentimentale opera rock in cui vengono utilizzati strumenti realizzati anche con parti di maiale. Di questʼultimo è vero, insomma, che non si butta niente…
di Marco Olivieri
La rivincita dei Taviani
“CESARE DEVE MORIRE” è un piccolo gioiello nel
segno della qualità. Grazie allʼintelligenza di Nanni Moretti, nelle vesti di distributore con la “Sacher”, dopo
che i registi Paolo e Vittorio Taviani avevano ricevuto numerosi rifiuti, il film si è imposto per il suo poetico linguaggio cinematografico. Lʼespressiva fotografia (tra bianco nero e colore) è in funzione
del racconto avvincente della messa in scena, da parte di alcuni bravissimi attori/detenuti, del “Giulio Cesare” di Shakespeare. Dalle prove nelle celle e nel cortile di Rebibbia fino alla rappresentazione sul
palcoscenico del carcere, i Taviani propongono una riflessione emozionante sulla libertà, le prigioni materiali e interiori e il senso della
vita. Il film ha vinto lʼOrso dʼoro a Berlino, cinque statuette del David
di Donatello e il Nastro dʼargento dellʼanno.
“Cesare deve morire” di P. e V. Taviani
In programma alla sala Visconti di Messina
libri
Teatro Al Massimo ore
17.15/21.15
PALERMO. Presso il
Museo delle Marionette
Antonio Pasqualino di
Palermo alle ore 17.30
Rinaldo e la grotta del
drago.
PALERMO. Piccole lune
per due clown, un
percorso di teatro e
poesia che affonda le
da alcuni romanzi, la
lettura di alcuni brani di
successo, fino alla
rivisitazione del celebre
gioco “Tabù” e del
famoso programma
televisivo “Per un pugno
di Libri”. Lʼevento
decreterà la squadra
messinese che
rappresenterà la città
durante il Festival
dellʼeditoria indipendente
“Una marina di libri” che
si terra a Palermo dallʼ1
al 3 Giugno 2012 durante
il quale le squadre
vincitrici di tutte le città
siciliane si
confronteranno nella
sfida finale.
radici nell'immaginario e
nella memoria della città
di Palermo. Teatro Bellini
alle ore 21
PALERMO. Ceneri alle
ceneri al Teatro Biondo
ore 21
CATANIA. Leonilde,
storia eccezionale di una
donna normale, di Sergio
Claudio Perroni. Sala
Ambasciatori ore 21
MESSINA. “Ma cu mu
fici fari”. Al teatro stabile
Zanche. Ore 18
MESSINA. III edizione di
"Forte Bimbi", rassegna
teatrale dedicata ai
bambini, con la direzione
artistica di Monia Alfieri,
in collaborazione con lʼ
Associazione culturale "Il
Castello di Sancio
Panza". Si comincia con
La Rondine vola
al Vittorio
La commedia di Puccini
con l’Orchestra diretta
dal maestro Yoshida
DI GIGI GIACOBBE
Hirofumi Yoshida. Nella foto in basso, Donata D’Annunzio Lombardi
M$SSINA. Sʼintitola “La Rondine” la commedia
lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di
Giuseppe Adami basato sul libretto tedesco di
Alfred Willner e Heinz Reichert, che andrà in scena
lunedì 28 maggio al Vittorio Emanuele con repliche
il 30 maggio e il 1° giugno. A dirigere lʼOrchestra del
Teatro Vittorio Emanuele sarà il maestro
giapponese Hyrofumi Yoshida, la regia è
curata da Stefano Vizioli, il Coro Lirico
“Francesco Cilea” è diretto da Bruno Tirotta e
le Scene e Costumi Light Designer sono di
Cristian Taraborrelli, Angela Buscemi, Nevio
Cavina. I personaggi e gli interpreti sono:
Donata DʼAnnunzio Lombardi (Magda),
Francesca Pedaci (Lisette), Leonardo Caimi
(Ruggero), Enea Scala (Prunier), Fabio
Previati (Rambaldo), Francesco Verna
(Périchaud), Fernando Cordeiro Opa
(Gobin), Maurizio Muscolino (Crébillon,
Rabonier, Butler), Yuki Tabuchi (Yvette,
Georgette), Rossella Bevacqua (Bianca,
Gabriella), Cristina Sogmaister (Suzy,
Lolette), Marcello Siclari ( Un maggiordomo),
Francesco Canale (Un cantore).Durante il soggiorno di Puccini a Vienna, nel 1912,
un editore austriaco gli chiese di scrivere
unʼoperetta in uno stile più vicino possibile a quello
viennese. La guerra impedì allʼautore di adempiere
al contratto, ma Puccini decise di utilizzare
comunque il libretto che gli era stato
preparato, anche se in forma un poʼ diversa
da quella prevista. In concreto il grazioso
libretto di Adami oscilla sempre fra lʼopera
e lʼoperetta e la musica lo asseconda con
molti valzer e con un poco di quel Puccini dal
quale è sempre lecito attendersi una
versione musicale di un sensibile mondo
psicologico sentimentale e piccolo borghese.
“La rondine”, ottava tra le composizioni
teatrali di Puccini, già famoso per
“Boheme”, “Tosca” e “Madama
Butterfly”, è stata rappresentata la
prima volta il 27 marzo 1917 al
Théâtre de lʼOpera di Montecarlo e
laboratori teatrali
“Book Game” da Doralice
MESSINA. Si svolgerà
domenica 27 maggio,
alle 17, nei locali della
libreria “Doralice” di
Contemplazione, la
seconda edizione del
“Librogame”, una sfida
basata sulla conoscenza
di libri classici e
contemporanei.
Gli iscritti alla sfida
saranno divisi in varie
squadre che si
contenderanno il premio
finale attraverso una
serie di giochi letterari.
La gara metterà alla
prova le conoscenze dei
partecipanti, che saranno
stimolati attraverso la
visione di celebri film tratti
MESSINA. “Ma cu mu
fici fari”. Al teatro stabile
Zanche. Ore 21
TINDARI. Miles
Gloriosus regia di Alvaro
Piccardi al Teatro Antico
ore 19.
PALERMO. 'La scuola
delle mogli', lo spettacolo
di Patrizia Pellegrino ed
Enrico Guarneri, diretti
da Gugliemo Ferro.
domenica 27 maggio
MESSINA. Fino al primo giugno
Il maiale di Herbert
NUOVEVISIONI
centonove
concerti
Pioggia di premi per l’Ainis
MESSINA. Dopo lʼexploit
di premi dellʼanno scorso,
il laboratorio teatrale
dellʼAinis, diretto da Sasà
Neri ricomincia da subito,
anche questʼanno, a
conquistare giurie. Sicily
Tragedi (Studio su
Sicilian Tragedi di Ottavio
Cappellani), spettacolosaggio del laboratorio, ha
conquistato i suoi primi
due premi: migliore regia
e miglior adattamento
teatrale al Tindari Teatro
Giovani. La “compagnia”
è composta da
giovanissimi. Quasi tutti
non avevano mai calcato
le scene prima del
debutto il 4 maggio a Patti
per il Tindari Teatro
Giovani. “I premi ottenuti
sono stati sempre un
ottimo riscontro per la
qualità del lavoro svolto e
quindi una bellissima
soddisfazione per tutti
noi”, dice il dirigente
scolastico Elio Parisi.
“Lʼallestimento –
conclude Sasà Neri –
rappresenta una vera e
propria scommessa. Che
i giovanissimi allievi-attori
hanno già vinto. La
scommessa è stata
quella di parlare di mafia
a la mode del teatro, per
rivelare e nello stesso
momento seppellire sotto
pagina 44
una risata anche la più
indigeribile delle realtà.
Non bastasse, si è
trattato di far dialogare le
nuove generazioni con un
romanzo e con un autore,
il siciliano doc Ottavio
Cappellani, per cui il New
York Times ha speso la
definizione di erede di
Pietro Germi”.
L’Orchestra Mozart a Palermo
PALERMO. La residenza
al Musikverein di Vienna
e il tour dedicato a Bach,
che partirà da Bologna e
passerà poi da
Francoforte, BadenBaden, Monaco, Genova,
e infine a Palermo. E' il
tour europeo
dell'Orchestra Mozart
diretta da Claudio
Abbado. Il programma
Bachiano comincerà
dall'Auditorium Manzoni
di Bologna il 29
novembre e 1 dicembre,
poi toccherà il 3 dicembre
Francoforte, il 4 BadenBaden, il 6 Monaco, l'8
Genova e il 10 a
Palermo. Al Musikverein
di Vienna, la Mozart sarà
impegnata in una
'residenza' con tre
concerti (18, 20 e 21
novembre). Il 30 ottobre
Claudio Abbado tornerà
alla Scala di Milano, dove
la Filarmonica scaligera
si unirà alla Mozart, con
solista Daniel Barenboim,
per festeggiarne il 70/o
compleanno. A Bologna
la Mozart suonerà anche
l'11 giugno nella Basilica
di San Domenico e il 28
luglio al Festspiele di
Salisburgo. In giugno
l'orchestra debutterà il 5 a
Parigi nella Salle Pleyl,
con solista
Radu Lupu.
posterweekend
centonove
lunedi' 28 maggio
lo spettacolo
"Cappuccetto verde",
con Iridiana Verde e
Alfio Zappalà, testo e
regia di Antonella
Caldarella, produzione
Nave Argo. Parco San
Jachiddu, ore 17
FLORESTA. Giornata
del Vitello per la II festa
di Primavera. Madrina
Serena Bassani. Dalle
ore 10.30 raduno Fiat
500. Degustazione; Ore
17.30 - cabaret con
Giuseppe Castiglia.
PALERMO. Ceneri alle
ceneri al Teatro Biondo
ore 21
CATANIA. Leonilde,
storia eccezionale di
una donna normale, di
Perroni. Sala
Ambasciatori ore 21
PALERMO.
Concerto con
Cinzia Guarino
(pianoforte),
Maurizio
Maiorana (voce,
clarinetto,
basso). Musiche
di Paolo Rigano.
Centro Culturale
Biotos ore 21
PALERMO. Al
precede di un anno il “Trittico” ( “Il tabarro”, “Suor
Angelica”, “Gianni Schicchi”). Il critico musicale
Alfredo Mandelli sostiene che il Puccini di
questʼopera è “diverso”, “moderno” e il valore della
sua inventiva non sta tanto nellʼidea musicale
presa a sé, quanto nellʼuso che se ne fa.
Pressoché scomparsa dal repertorio - al punto che
la Scala di Milano la escluse persino dalla
stagione commemorativa pucciniana del 1944-45 –
“La rondine”, grazie alla revisione critica di cui
gode da una trentina dʼanni, è rientrata nella
circolazione del teatro musicale.
Il plot prende avvio nella Parigi del Secondo
Impero nel salotto della bella ed elegante Magda
de Civry, una sorta di piccola Margherita Gautier,
protetta dal ricco e maturo Rimbaldo. Una sera
capita in quella casa il giovane Ruggero che oltre
ad essere timido arriva pure dalla Provincia. Tutti i
presenti gli consigliano dʼandare a divertirsi Chez
Bullier, un locale pieno dʼartisti, mezze mondane e
uomini di mondo. Poco più tardi giunge anche
Magda travestita da grisette e si siede accanto a
lui. I due ballano, bevono, si divertono e dopo un
poʼ succede che Magda dirà al suo protettore che
andrà via con Ruggero. Trascinata dai rimpianti
per i suoi anni più spensierati, quando era
poverissima e viveva sognando il grande amore,
Magda si abbandona alla passione nata tra lei e
Ruggero e insieme decidono di recarsi sulla Costa
Azzurra. Qui il povero figliolo stracotto e
innamoratissimo della fascinosa parigina le chiede
di sposarla, dicendole pure che ha già scritto al
padre per chiedergli il consenso alle loro nozze,
sicuro che Magda sarebbe stata accolta dai suoi
genitori come una figlia. Ma Magda in fondo è una
brava ragazza, non vuole continuare ad ingannare
Ruggero, lui deve sapere che in passato è stata
pronta a vendersi per denaro e che ha sempre
vissuto in un colpevole splendore. Può amarlo ma
non potrà sposarlo, né incontrare sua madre come
una vergine. Devono lasciarsi, insiste Magda, e col
cuore spezzato ri-tornerà come una rondine alla
sua vita precedente. Nel frattempo anche la sua
cameriera Lisette che aveva trovato da sistemarsi
con un uomo alla moda, un poeta di nome Prunier,
ha pensato che starà meglio sotto il grembiulino
che nelle vesti della mantenuta.
Conservatorio
Bellini ore 21
Concerto del trio
formato da
Francesco La
Bruna (violino),
Claudia
Gamberini
(violoncello) e
Fabio Correnti
(pianoforte)
martedi' 29 maggio
TINDARI.
Andromaca in
coproduzione con
il teatro Magma,
regia di
Massimiliano
Farau al Teatro
Antico - ore 19.
CATANIA. Ore 18,
alla Feltrinelli (Via
Etnea, 285) avrà
presentazione di
'Cento luci
(OTRlive), sonorità
solari e melodie
Seventies. Luca
Caruso, Brando
Madonia, Davide
Toscano sono i
Bidiel, band
catanese
selezionata per il
Festival di
Sanremo.
TEATRO
PALERMO. Torna il XII ciclo di spettacoli classici
Festival Teatro dei due Mari, che torna puntuale
nella cornice del Teatro di Tindari. In scena
andranno dal 24 al 10 di giugno a giorni alterni con
inizio alle ore 19, le due nuove produzioni
dell'associazione Teatro dei Due Mari: il Miles
Gloriosus, regia di Alvaro Piccardi e Andromaca, in
coproduzione con Pragma
srl, per la regia di
Massimiliano Farau.
Affidati a due grandi
interpreti del teatro italiano i
ruoli di protagonista,
Manuela Mandracchia
(nella foto accanto) nei
panni della regina
Andromaca ed Edoardo
Siravo nel ruolo del soldato
smargiasso, Pirgopolinice.
Lo stesso Siravo ha voluto
sottolineare l' alto profilo
culturale ed artistico di
questa stagione, che vede oltre ad un centinaio di
maestranze siciliane coinvolte, grandi nomi della
regia teatrale, come Alvaro Piccardi, ed il giovane
esordiente Massimiliano Farau, ma anche le
scenografie del Miles che portano la firma di
Lorenzo Ghiglia. "Il teatro antico di Tindari - ha
continuato Siravo - costituisce un esempio unico nel
panorama nazionale perché è un sito ancora
incontaminato da rumori di fondo, consentendo agli
attori di non usare i microfoni e di misurarsi con la
propria voce, restituendo allo spettacolo la magia di
una volta." Già pronto il progetto artistico del 2013
che ruoterà attorno allo scontro culturale e politico
tra occidente ed oriente, e sarà realizzato attraverso
l' uso di tecnologie mediatiche per un maggiore
coinvolgimento dei giovani spettatori.
tour
Norma apre la stagione a Taormina
TAORMINA. Sarà un
nuovo allestimento di
'Norma', con la regia e le
scene di Enrico
Castiglione, a inaugurare
la stagione estiva al Teatro
Antico di Taormina l'8 e il
10 luglio. Lo spettacolo
verrà trasmesso dalla Rai
in diretta mondovisione via
satellite in oltre 700 sale
cinematografiche. L'opera
prevede un cast
internazionale, come il
soprano Daniela Dessì e il
tenore Gregory Kunde,
accompagnati dal coro e
dall'orchestra del Bellini
opera festival, diretti dal
maestro Giuliano Carella. Il
capolavoro di Vincenzo
Bellini segna il ritorno di
Castiglione nella classica
cavea taorminese, dove
negli ultimi cinque anni è
stato straordinario il
successo degli allestimenti
operistici da lui firmati
insieme alla costumista
Sonia Cammarata. Il
nuovo allestimento
utilizzerà l'intero spazio
scenico del Teatro Antico
per ricrearvi un immenso
gioco di rocce e pietre
druidiche: quella delle
Gallie al tempo della
conquista romana, dove si
consuma la sofferta storia
d'amore tra Norma,
sacerdotessa dei Druidi, e
Pollione, proconsole
dell'Impero Romano. Una
scenografia particolare,
una sorta di ancestrale e
preistorica Stonehenge,
che Enrico Castiglione
metterà in scena in
simbiosi con le rovine del
Teatro Antico, messe in
risalto proprio in segno
della decadenza di Roma
di fronte all'estremo
sacrificio dei due
protagonisti con cui si
conclude l'opera. I costumi,
pur traendo ispirazione dal
libretto originale,
rappresentano personaggi
senza tempo: proprio
perché il soggetto di
Norma contiene nella sua
tragicità la sua universalità.
mercoledi' 30 maggio
TINDARI. Miles
Gloriosus regia
di Alvaro
Piccardi al
Teatro Antico
ore 19
CATANIA.
Dentro e dietro
la notizia,
incontro tra
lettori e
giornalisti su
giovedi' 31 maggio
temi dominanti
le pagine dei
quotidiani e
notizie
nascoste. Con
Antonello
Piraneo e
Guglielmo
Troina. Ore 18,
presso la
Feltrinelli (Via
Etnea, 285)
TINDARI. Andromaca
in coproduzione con il
teatro Magma, regia
di Massimiliano Farau
al Teatro Antico - ore
19.
PALERMO. 'Point De
Vue' di Betty Lo
Sciuto e Silvia Giuffrè,
viaggio dentro un 'non
luogo' dove le
emozioni si
susseguono, come
note musicali, e
attraversano il corpo,
prima di diventare
parole. Teatro Libero
ore 21.15
CATANIA. Romance
Frames, spettacolo di
danza, musica e
parole in prima
nazionale. Teatro
Piscator ore 21
DE GUSTIBUS di Massimo Lanza
Tindari, al via il festival
Teatro dei due mari
lirica
25 MAGGIO 2012
La promessa di Colapesce
SIRACUSA. Eʼ
partito dalla Fnac di
Milano il tour
acustico di
Colapesce, al secolo
Lorenzo
Urciullo, giovane
cantautore
siracusano che con
il suo debutto
solista, 'Un
meraviglioso
declino' (42
Records), ha
guadagnato il
sostegno della
critica e di colleghi
più celebri quali
Jovanotti e Max
Pezzali. Colapesce
visiterà poi le Fnac
di Torino (23
maggio), Verona (24
maggio) e Napoli (25
maggio). Prima di
riprendere il tour
con la sua band, dal
28 maggio al 4
giugno Colapesce
parteciperà alla
nuova edizione di
'Stracult' di Marco
Giusti su Rai2:
durante la
trasmissione
l'artista
reinterpreterà alcuni
brani e temi tratti da
colonne sonore del
cinema italiano 'cult'
e cosiddetto
'di serie B'.
pagina 45
Palazzo Branciforte, l’arte della cucina
QUESTA SETTIMANA è stato inaugurato Palazzo Branciforte a Palermo, rinato come una sorta di “museo polivalente”, un luogo dove tutte le declinazioni dellʼarte prendono
forma, tra collezioni di numismatica e filateliche, tra sculture,
affreschi e collezioni archeologiche. Nellʼedificio, culla della
sicilianità, non poteva mancare uno spazio dedicato alla grande arte della cucina siciliana e nazionale. In unʼala del piano
terra, Gambero Rosso ha allestito la sua Scuola di formazione dove si svolgeranno corsi professionali, eventi, incontri,
corsi monografici e lezioni dei più grandi artisti della gastronomia del nostro paese. Le scuole del Gambero Rosso propongono un ricchissimo calendario di corsi per soddisfare e
approfondire le conoscenze nel mondo del cibo e del vino. I
corsi, il cui inizio è previsto per il mese di giugno, sono organizzati secondo diversi livelli così da soddisfare ogni esigenza. Si va dai Corsi di cucina per appassionati: corsi per tutti i
gusti ideali sia per chi è alle prime armi in cucina sia per chi
ha già dimestichezza con padelle e fornelli a quelli di Cucina
professionale, corsi full immersion rivolti ad aspiranti cuochi,
pasticceri, pizzaioli o gelatieri che vogliano entrare nel settore della ristorazione con una professionalità alta e certificata. Offrono ai partecipanti i mezzi per affrontare con competenza questo mondo in continua evoluzione. Poi Corsi di approfondimento di cucina professionale: master veloci di un
paio di giornate su tutte le nuove tendenze e tecnologie della ristorazione, rivolti agli operatori esperti. Ci saranno anche
Lezioni di grandi chef: corsi di cucina tenuti dai più grandi chef
dʼItalia, veri portabandiera del nostro made in Italy. Ovviamente ampio spazio è dedicato al mondo del vino con corsi
che prendono in esame le tecniche di degustazione e l'intero panorama enologico siciliano, nazionale e internazionale.
Per informazioni www.gamberorosso.it
SICILIA DA ASSAGGIARE!
Busiati con foglie di capperi e alalonga
LA BUSIATA E UNA TIPICA PASTA trapanese che prende il
nome dal filo (Buso) con il quale la pasta fresca viene rigirata
per prendere la sua caratteristica forma attorcigliata.
Ingredienti:500 g di busiati, 500 g di alalonga, 100 g. polpa di
pomodoro,vino bianco, foglie di capperi, cannella, aglio, cipolla, foglie di menta e mollica tostata.
Procedimento: tagliare a dadini lʼalalonga fresca, far rosolare in
un tegame i dadini del pesce con olio di oliva, aglio, menta e foglie di capperi. Non appena rosolato tirare il composto fuori dal
tegame e deporlo a parte in un tegamino.
Nello stesso olio di frittura far rosolare mezza cipolla finemente tritata. Aggiungere la polpa di pomodoro, la palamita rosolata, un bicchiere di vino bianco e 3 bicchieri di acqua. Aromatizzare con altre 4 foglie di capperi, un pizzico di cannella, un pizzico di pepe e far cuocere per circa 45 minuti (senza far asciugare del tutto il sugo di cottura). Cuocere la pasta e versarla nel
tegame di cottura della palamita, saltare
per pochissimi secondi e servire decorando con mollica tostata e foglie di capperi .
Disio Hostaria
Via dei Monti, 98049 - Serro ~Villafranca Tirrena (Me)
tel. +39 329 7967075- www.disiohostaria.com [email protected].
posterlettere&...
25 MAGGIO 2012
IO, CITTADINO di Eugenio Caputo
Acquistare una casa
in usucapione
DOVREI ACQUISTARE
un appartamento
allʼasta giudiziaria, ad
un prezzo davvero
conveniente. Mi
dicono però che lo
stesso è abitato da
molti anni da una coppia di
signori anziani. Eʼ possibile che
questi abbiano usucapito la
proprietà del bene immobile?
Francesco - Messina
Lʼusucapione è l'acquisizione del
diritto di proprietà di un bene
immobile e degli altri diritti reali di
godimento, grazie al possesso
continuato per 20 anni. Il periodo è
ridotto a 10 anni per l'usucapione
abbreviata. Un bene immobile
pignorato a chi risulta proprietario
nei registri immobiliari può essere
oggetto di usucapione da parte del
terzo occupante. Infatti, è
orientamento prevalente in
giurisprudenza quello che vede
l'usucapione, quale acquisto a titolo
originario, prevalente sul
pignoramento immobiliare; anche a
prescindere dalla trascrizione della
domanda di accertamento dello
stesso. L'usucapione riguarda il
possesso continuato ed ininterrotto
del bene per il quale è irrilevante il
regime delle trascrizioni nei Registri
Immobiliari, con la conseguenza che
anche in seguito ad un
pignoramento può maturare
l'usucapione. Del resto, l'usucapione
può essere intervenuta prima del
pignoramento stesso e la sua
notificazione non interrompe il
possesso da parte del terzo. Per cui,
chi compra da una vendita
giudiziaria come chi compra in base
a rogito rischia di subire l'evizione
per usucapione. Per questa ragione,
chi acquista deve sapere se esiste
questo rischio.
Per ulteriori informazioni
[email protected]
tel. 0909430208 - fax 0909430210
OPINIONI A CONFRONTO
HERITAGE
Ma Beppe Grillo non è il nuovo Cicerone
“FINO A CHE PUNTO o Catilina, dovremo sopportarti?” Quo usque tandem Catilina
abutere patientia nostra? Non è lʼesordio di un comizio di Beppe Grillo e non siamo nel
2012. Correva lʼanno 63 a.C. ed è lʼincipit della I Catilinaria. Cicerone tuonava nel Senato con
la sua stringata e veemente oratoria contro lo scellerato Catilina che congiurava contro di lui
e contro la stessa Roma. Catilina fu sconfitto. Sono passati oltre duemila anni e la storia si
ripete. Il popolo soffre, le famiglie non arrivano neanche alla seconda settimana, i suicidi di
disoccupati e piccoli imprenditori non si contano più, tanto da spingere le “vedove della crisi”
a sfilare in una fiaccolata. Forse il suicidio, non certo dovuto a patologie psichiatriche, ma alla
disperazione, non fa più notizia, è solo un inevitabile effetto indesiderato della cura da cavallo
di tasse e tagli. Pazienza se i giovani intelletti emigrano con la loro valigia, come i nonni
sʼimbarcavano sui transatlantici per la mitica America, non importa se non cercano più un
lavoro. Le pensioni vengono tagliate, anche le minime? Bisogna togliere ai poveri che hanno
poco, ma sono tanti, come disse Petrolini. Banche, holding assicurative, potentati economici
sono sacrari intoccabili. In tutto questo marasma Lor Signori nascondono tesoretti da
400.000 euro in oro e brillanti, continuano a viaggiare in auto blu con autista e scorta anche
se non occupano più ruoli istituzionali da anni, gridano contro Roma ladrona ma si riempiono
le tasche dei soldi romani. Si può poi negare un piccolo appartamento di qualche centinaio di
metri con vista sui Fori Imperiali o sul Colosseo? Se Caligola ha fatto senatore il suo cavallo,
che male cʼè a piazzare in un seggio regionale o nazionale un figlio incapace od un amante
giovane e procace? Perché negare ad un portaborse fedele un ben remunerato posto di
sottogoverno in qualche Ente più o meno inutile? Non credo che Beppe Grillo sia la
soluzione. Occorrerebbe resuscitare Cicerone e clonarlo in mille Ciceroni che facessero
scuotere con le loro orazioni Montecitorio e Palazzo Madama e risuonare le piazze. Forse
qualche timido segno di rossore tornerebbe sulle guance di tanti mestieranti della politica,.
Pasquale Russo
Annibale è già in salotto, meglio farselo amico
PER ANNI BEPPE GRILLO è stato tenuto fuori dalle Istituzioni, trattato come un vero e
proprio Annibale alle porte da additare allʼopinione pubblica come lʼemblema dellʼantipolitica e
forse anche dellʼanti-democrazia. Ma così non era, i casi di Penati, Belsito, Lusi, per citare gli
episodi più recenti, hanno fatto precipitare la credibilità dei partiti ed hanno sollevato la
questione del finanziamento pubblico dei partiti, che in un periodo di crisi, unitamente alle
elevate prebende dei parlamentari, costituisce una autentica miscela esplosiva. La gente
reagisce col voto amministrativo, che è la prima occasione che ha per esprimersi civilmente.
Gli elettori di centrodestra, lo scrive il Giornale di Sallusti, danno il successo a Grillo, gli uomini
del Pdl infatti non vogliono consegnare il Paese alla “sinistra” e votano, la dove sono costretti, i
candidati di Beppe Grillo. Sembrava impossibile invece è successo e lʼesponente del
Movimento cinque stelle, Federico Pizzarotti, oggi è sindaco a Parma con il 60,2% delle
preferenze, oltre 20 punti in più dello sfidante, Vincenzo Bernazzoli del Pd. In quattordici giorni,
Pizzarotti ha aumentato i suoi voti di 34mila, passando da 17mila a 51.235, quindi qualcosa di
vero ci sarà. Una destra che non scompare, ma si ingrotta, si mimetizza, aspettando tempi
migliori. Una Lega che raggiunge il punto più basso e rischia di diventare un movimento
insignificante. Casini che scioglie il Terzo polo, ma non scioglie ancora la riserva e non dice
neanche sotto tortura cosa vuol fare da grande. Il Pd che finge di aver vinto, ma in realtà tiene
le posizioni in attesa di quella resa dei conti che fino ad ora è stata rinviata. Quante cose,
troppe forse, sono avvenute, a fronte di una tornata amministrativa che, in altri tempi sarebbe
stata trattata come avvenimento di secondo piano. Ma nel Paese cʼè una tensione altissima,
se si rimane sul terreno del confronto civile il segnale che viene fuori dalle urne sembra
abbastanza chiaro: non cʼè più molto spazio per i partiti tradizionali e, allʼinterno dei partiti, lʼera
dei “Trota”, in qualsiasi latitudine cerchino di nuotare, sembra essere finita. Nelle more, i soliti
camaleonti incominciano a corteggiare Grillo e i grillini, perché in fondo il diavolo è brutto
quando non lo si conosce. Poi te lo ritrovi un poʼ spaesato in unʼaula consiliare, ti ricordi di
Masaniello e gli dici:”Hai impegni per la cena?”. Perché in fondo con una politica non
ideologizzata e non strutturata, può avvenire tutto e il contrario di tutto.
ECOLOGIA E AMBIENTE
centonove
Giovanni Frazzica
365 giorni l’anno
Pane e arte
DI SERGIO BERTOLAMI
MESSINA. Come si fa ad essere sempre in ritardo sia pure di un passo. Anche quando le idee sembrano diffuse, se non consolidate. Dalle relazioni di
un convegno alla Provincia su “lavoro contropotere a Messina”, stralcio solo alcune
sacrosante note, riguardanti lʼobiettivo turismo. Destagionalizzare le proposte; favorire territori che penano pur potendo offrire ricchezze eccezionali; crocerismo,
ancora oggi opportunità mancata; incapacità a promuovere le risorse. Nelle medesime ore si è svolto un evento a Firenze.
Location la Fortezza da Basso: suggestivi
spazi storici restaurati e moderni padiglioni appropriati alle attività di comunicazione. Lʼevento è Art&Tourism, la prima fiera
internazionale dedicata al turismo culturale. Modello originale nel panorama mondiale, ideato per far convergere le migliori
proposte dallʼItalia e dal mondo. In un dibattito, il Metropolitan di New York (6 milioni di visitatori) dichiara: «Realizziamo
dalle 10 alle 20 ricerche di mercato ogni
anno per capire come cambia la demografia del nostro pubblico». Le stime prospettano in circa 350 milioni annui il traffico turistico mondiale verso le destinazioni
“culturali”. Sono presenti P.A., enti ed istituzioni, musei, fondazioni, festival, agenzie di eventi, gallerie dʼarte, società di servizi, palazzi storici e location di pregio, istituzioni scolastiche e mondo della formazione, operatori turistici, alberghi, agenzie
di viaggio specializzate. Espongono episodi di gestione virtuosa. Persino i Paesi
emergenti: per esempio si può assistere
ad una performance Masai. La Sicilia cʼè.
Compare con uno stand istituzionale ed
una pubblicità nel catalogo degli espositori, richiamando allʼattenzione che per “365
giorni allʼanno ogni giorno hai un appuntamento con lʼarte”. Anche questo è un modo per influenzare il mercato, evidenziando i nostri siti di eccellenza. Ma da solo non
basta per strutturare un sistema organizzato intorno al turismo dellʼarte. Perciò,
quando cominciamo a lavorare sul serio?
[email protected]
di Anna Giordano
La migrazione? E’ magia
LA CITTAʼ CON TUTTI i suoi problemi, progetti folli e non,
si avvicina. La migrazione continua, ci saranno altri giorni di passaggi a migliaia, ma andrà diminuendo il flusso
che si incrocerà a fine giugno, con gli uccelli che avranno
già iniziato il percorso inverso, da nord verso sud. La migrazione è magia pura, è fantastico intreccio di vite e di
percorsi, la quasi totalità dei quali, a noi ancora oggi ignoti. Ricordo un Falco Sacro con lʼantenna satellitare messa nellʼambito di un progetto LIFE. Eʼ uno dei falchi più minacciati a livello mondiale, bellissimo e rarissimo. Passò
su Santa Rosalia il 7 aprile del 2008, il suo nome era Barna. Comunicai lʼavvistamento al responsabile del progetto, e saltò dalla gioia ! Volle sapere tutto, piumaggio, volo, altezza, condizioni generali, felicissimo, non è assolu-
tamente facile vedere un falco sacro,
men che meno in piena migrazione e sapere dove ha trascorso lʼinverno, da dove viene è magia pura. E ancor di più scoprire che dal quel giorno in cui è passato sui nostri monti dove un tempo avrebbe trovato una morte probabile, ora invece vivo e vegeto, è poi giunto in Bielorussia volando per
metà dei cieli dʼEuropa e dellʼEst, in due mesi, beh, è ancor più magico, ti fa pensare di volare un poʼ anche tu, lontana da questa umanità becera e distruttiva. Il vento determina il nostro spostarci alla ricerca della migrazione,
consapevoli comunque che se anche una frazione dei migratori attraversa le rotte di quel vento in quel giorno, molti altri passano anche altrove, meno legati come sono alla formazione delle correnti ascensionali. Ed è così che
mentre vado altrove per incombenze varie e i ragazzi sono su a Dinnammare, incontro la stupenda Albanella pal-
pagina 46
lida o uno stormo di 57 cicogne bianche su Gesso. Il vento, il movimento delle masse dʼaria che governa il clima
da noi diventa complice inconsapevole della mano distruttiva dellʼanimale uomo: attendono lo scirocco per uccidere, per distruggere, per creare ulteriori problemi di dissesto idrogeologico. La notte del 20 maggio il criminale
uomo si è scatenato su Gesso, distruggendo alberi e arbusti ed erbe e animali. Il vento a 80 e forse più, kmh ha
reso facile il gioco criminale, e lo sforzo sovrumano dei vigili del fuoco ha evitato il peggio, insieme a momenti in cui
il vento ha perso intensità e ha, per miracolo, preso direzioni meno pericolose per chi lì ci vive. Ho perso le speranze che questa terra diventi civile, vivibile e sana, le ho
perse da tempo, ma finchè camperò, combatterò perché
qualcosa si salvi. Con tutto il rispetto per chi è veramente umano, nel senso migliore del termine, a me lʼumanità
mi ha veramente stancato e detto francamente, avessero ragione i Maya, ne sarei felice.
poster...commenti
centonove
ALFABETO MINIMO
di Giovanni Merenda
ELIODORO
B come Bossi che non sa niente
B come Bossi
No, Bossi non sapeva niente dei
soldi che dalle nostre tasche
transitavano per le casse della
lega per poi approdare nelle
tasche dei suoi figli.
Ci crediamo, Bossi non sa niente
di niente. L'altro giorno gli hanno
detto che la terra gira intorno al
sole e per poco non ha avuto un
altro ictus. Lui non ne sapeva
niente.
B come brutta storia
Perde i posto per assistere la sua
bambina malata di leucemia e
viene pure sfrattata. E la storia di
Antonia e di Melissa, una brutta
storia in questa brutta Italia in cui
ci ritroviamo a vivere.
C come cani e gatti
Un'iniziativa di Jole Santelli e
Fiorella Rubino Ceccacci, del Pdl
prevede che i Comuni possano
istituire una tariffa per i proprietari
di cani e gatti e finanziare così
iniziative contro il randagismo.
Che geni! Io adotto un cane e
devo pagare la tassa? E se lo
lascio andare randagio non pago
niente? E i gatti come si
censiscono? Venite a casa mia a
contare i miei 15 gatti? Intanto la
maggior parte erano gatti randagi
che ho adottato. E molti di loro
vivono fuori e anche quelli di casa
escono durante il giorno...
Avvisatemi, gli dirò di farsi trovare
dentro.
F come Filippo d'Inghilterra
Il consorte di Elisabetta in visita a
Bromley ha detto una bella
ragazza col vestito rosso e la
cerniera davanti: “Se tirassi giù
quella zippo mi arresterebbero.”
Il principe Filippo ha 90 anni. Una
battuta e un pacato rimpianto
allungano la vita.
G come Grillo
Al solito come cavolate andiamo
bene. Uscire dall'euro... ritornare
alla lira... svalutare la lira per
incrementare le esportazioni... e
la merce che importiamo quanto
la dobbiamo pagare? Ad esempio
la benzina... e se aumenta la
benzina aumenta tutto. Un basta
essere nella merda fino al collo il
capopopolo genovese ci vuole
tirare più giù.
H come Hollande
Hollande da il buon esempio.
La prima misura di austerità
colpisce l'Eliseo
Il presidente della Repubblica
guadagnerà il 30% in meno come
tutti i ministri. Nelle aziende
controllate dallo Stato i manager
Umberto Bossi
non potranno guadagnare più di
venti volte del dipendente meno
pagato,
Bravo.
I come idioti
che si svegliano la mattina, si
mettono un casco integrale e
vanno a gambizzare i dirigenti.
M come Merkel
Grossa batosta elettorale per
Angel Merkel. Avete visto le foto
della Merkel dopo la disfatta?
Sembrava Crozza che fa la
Merkel.
P come Polverini
Tutti i capoccia alla megafesta per
i 50 anni della Polverini.
Con le auto blu, autisti e benzina
pagati da noi che non siamo stati
nemmeno invitati. Ma comunque
non ci saremmo andati.
P come porcellone
Magari come uomini possiamo di
certo capirlo, ma noi non facciamo
i magistrati. Rischia una sanzione
per troppe cene con la Minetti, il
pm milanese Ferdinando
Esposito.
S come San Patrignano
Quindi non succede solo in
Albania. A San Patrignano
davano diplomi di maturità
professionale per “Assistenti per
comunità infantile” a semianalfabeti.
S come Silvio
Caro vecchio Silvio non ci deludi
mai! Solo tu potevi dichiarare:
“Sono tornato dalla Russia
rinfrancato. Ho respirato una
ventata di libertà e democrazia.”
E c'è pure chi gli da il premio
Guido Carli (che, come sappiamo
per certo da un becchino amico
nostro, si è rivoltato nella tomba)
per la politica. Ma giocava in
casa. Segnaliamo alcuni dei
giurati: Gianni Letta (presidente),
Antonio Martusciello, Giovanni
Minoli, Mario Orfeo, Barbara
Palombelli e Antonello Piroso.
T come il TG1 di Riotta
Grandi polemiche per come il TG1
di Riotta ai suoi tempi aveva dato
notizia del V-day di Grillo.
A noi è sembrata una notizia
normale, mica era stata presa la
Bastiglia.
T come il Trota
Sono così poche le occasioni di
farci quattro risate leggendo i
giornali che dobbiamo essere
grati al Trota. “Io del diploma
albanese non sapevo niente.”
Quindi si è laureato a sua
insaputa. E che bella l'intervista
al responsabile dell'ateneo
albanese in Italia: “Ventinove
esami in un solo anno? Dopo aver
ripetuto più volte la maturità?
“Non saprei, si vede che tutto
dʼun colpo è diventato intelligente”
Impagabile.
ANIMAL HOUSE di Roberto Salzano
Se lo sport... uccide
MESSINA. Le manifestazioni sportive di grande
richiamo divertono le masse, ma non sono poi così
divertenti per gli animali. Gli Europei di calcio, ad
esempio, al via a giugno in Ucraina e Polonia. Il
Vecchio Continente ha già vissuto uno scandalo
simile. Grecia, Olimpiadi 2004: le città greche si
preparavano ad accogliere gli atleti ed i turisti
presentandosi al meglio delle proprie possibilità. Per
farlo, si provvedeva a sopprimere con bocconi
avvelenati disseminati lungo le strade i randagi. Lʼidea,
assurda, era che gli spettatori non potessero rischiare
di essere turbati dalla presenza di animali lasciati a
piede libero per le vie. La storia evidentemente
insegna a ripetere gli stessi errori e in Polonia ed
Ucraina si è pensato di ammazzare lʼattesa in vista del
25 MAGGIO 2012
campionato europeo ammazzando gli
amici a quattro zampe. Fino ad oggi oltre
ventimila randagi sono stati avvelenati,
fucilati, bruciati vivi. Il vento della
protesta è tornato a soffiare forte e
lʼondata di indignazione ha percorso
tutto il mondo, grazie allʼazione di diverse associazioni
animaliste, che hanno organizzato manifestazioni e
lanciato sul Web petizioni. Tanti volontari si sono
schierati in difesa degli animali ed impegnati per
salvarne il maggior numero possibile. Ormai manca
poco allʼinizio dei giochi, ma è ancora tempo di
chiedersi perché le autorità locali abbiano una volta di
più consentito uno sterminio, invece di incentivare la
costruzione di rifugi per gli esemplari di strada. Il
clamore di partite e risultati farà sbiadire tutto: può un
piede che calcia un pallone cancellare il ricordo di una
mano che stronca lʼesistenza di un essere vivente?
pagina 47
Catania milionaria
CATANIA. Novanta milioni
e spiccioli di vincita.
Catania milionaria grazie al
superenalotto.
O meglio, più che Catania
alcuni catanesi
milionari. Il gestore della
ricevitoria gioca al gatto
col topo: fa capire che
potrebbe sapere ma non
dice. Misteriosamente
oscurata anche la
telecamera interna, strana
coincidenza. Sulla vetrina
scrive a caratteri cubitali le
sue coordinate bancarie:
chi vuol capire capisca. Il
sindaco Stancanelli chiede
al fortunato (meglio, alla
fortunata...) vincitore di
ricordarsi della città. Un
altro appello destinato a
cadere nel vuoto, come il
contrasto ai lavavetri,
anche perchè due giorni
dopo dichiara
trionfalmente che il
rendiconto di bilancio del
2011 ha fatto registrare un
utile di 680.000 euro.
Eppure gli stipendi sono
sempre a rischio.
150 PAROLE DA PALERMO
La Bibbia da sola non basta
SU “REPUBBLICA-PALERMO”, nella rubrica Numeri, mesi
fa lʼattento Francesco Palazzo metteva a confronto due regioni: la Sicilia e il Trentino/Alto Adige. Nella nostra Regione, le famiglie che non hanno solo un libro in casa sono il
20,2%, in Trentino il 2,8%. I siciliani che hanno letto almeno un libro in un anno sono il 31,5%, in Trentino il 60%. In
questʼambito, la posizione della Sicilia nella classifica nazionale è ultima. Allora mi chiedo: cʼentreranno qualcosa
questi numeri con la mafia, la mancanza di senso civico e
il malgoverno? Cʼentrerà la mancanza di libri col fatto che
siamo una delle regioni più arretrate dʼItalia? Quando le forze dellʼordine hanno arrestato Bernardo Provenzano, nel
suo nascondiglio hanno trovato un unico libro: la Bibbia.
A ventʼanni dallʼassassinio di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, è il caso di ribadire che, per diventare
uomini consapevoli e liberi, la Bibbia, da sola, non basta.
Maria DʼAsaro
ANTIBUDDACI di Dino Calderone
Il non statuto di Grillo
MESSINA. Il successo del “Movimento 5 Stelle”
conferma il forte radicamento territoriale e la grande capacità di
coinvolgimento dei “grillini”. Vedremo cosa saranno capaci di
fare sul piano amministrativo in un Comune come quello di
Parma dove il neosindaco Federico Pizzarotti dovrà dimostrare
con i fatti che cosa significa governare una città. Intanto sarebbe
utile approfondire gli aspetti meno noti del Movimento. Per
esempio, quelli relativi allo Statuto (si può scaricare dal sito di
Beppe Grillo). Si compone di sette articoli. Lʼart. 1, “Natura e
sede”, stabilisce che il movimento è una “non Associazione”,
che la “Sede” coincide con lʼindirizzo web www.beppegrillo.it e
che i contatti con il Movimento sono assicurati esclusivamente
attraverso posta elettronica allʼindirizzo
[email protected]. Allʼart. 4 si dice che il
Movimento “non è un partito politico né si intende che lo diventi
in futuro”. Da un lato si esalta la “possibilità di realizzare un
efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto…senza la
mediazione di organismi direttivi o rappresentativi” e dallʼaltro,
allʼart. 5 Adesione al Movimento, si precisa che sarà la Rete a
portare “al lʼeventuale accettazione della sua richiesta”. Che
dire? Forse la cosa più inquietante di questo “non statuto”, come
viene definito, è che con queste regole, apparentemente
iperdemocratiche, ma di fatto ipercentralistiche, una “non
Associazione” si sia potuta trasformare in un partito che
seleziona candidati, come ogni partito tradizionale. Che ne
pensano i grillini?
[email protected]
Scarica

Centonove numero 20