PROVINCIA DI CASERTA
CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 14 NOVEMBRE 2011
INIZIO ORE 10,25.
IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL‟APPELLO.
PRESENTI N. 30.
RISULTANO ASSENTI: BORTONE, CATURANO, FIORILLO, MIRRA, NUZZO, PIATTO,
RAGOZZINO.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - La seduta è valida.
L‟assenza del consigliere Gabriele Piatto è giustificata da una sua nota.
Prima di iniziare con il primo argomento all‟ordine del giorno nomino gli scrutatori, per la
maggioranza i consiglieri Garofalo e Mazzarella e per la opposizione il consigliere Cella.
Passiamo al primo argomento all‟ordine del giorno.
PUNTO N. 1 ALL‟ORDINE DEL GIORNO:
“PROBLEMATICA RIFIUTI: DISCUSSIONE”.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Su questo argomento c‟è stata una delibera
all‟unanimità della conferenza dei capigruppo che ha deciso di affrontare questa tematica che sta a
cuore a tanti lavoratori, ma soprattutto alle Amministrazioni Comunali della nostra provincia e,
pertanto apriamo la discussione.
CONSIGLIERE STELLATO GIUSEPPE - Voglio sapere come si procede nel Consiglio; la
richiesta originariamente veniva fatta da una parte, poi in conferenza dei capigruppo si ritenne, per
la importanza dell‟argomento, che fosse un argomento condiviso da tutto il Consiglio.
Quindi volevo capire, ci sarà prima una introduzione da parte della Giunta, dell‟assessore o si va
direttamente alle relazioni od alle indicazioni generali dei consiglieri? Giusto per capire qual è
l‟ordine.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Adesso relaziona l‟assessore Mastellone.
ASSESSORE MASTELLONE - Per introdurre l‟argomento, ho preparato una breve relazione di
introduzione e di resoconto delle attività che la Giunta e la Gisec hanno svolto.
“Il lavoro che la Provincia sta conducendo, non senza difficoltà ed ostacoli, ha due obiettivi
paralleli, rimediare ai danni prodotti dalla scellerata gestione perpetrata nel passato e realizzare un
sistema integrato che sia solido ed eco sostenibile...”.
(Legge la relazione agli atti).
Fondamentalmente i punti che ho toccato in maniera abbastanza veloce e che saranno sicuramente
oggetto di discussione e quelli più importanti sono il subentro nei Comuni serviti dal CUB, la
modalità di subentro nei Comuni non serviti dal CUB che sono società in house, in economia od
aziende private, il subentro nei siti e la realizzazione della impiantistica.
Questi quattro punti sono quelli che fondamentalmente, nella loro esecuzione, garantiranno di
arrivare alla gestione integrata in un tempo che si prevede di non meno di quattro anni.
Per cui, sono a disposizione per qualsiasi domanda di dettaglio perché potrebbero essere veramente
diverse.
CONSIGLIERE STELLATO GIUSEPPE - Abbiamo ascoltato con attenzione la relazione
dell‟assessore, che sostanzialmente ripropone in punto descrittivo una serie di aspetti, dei quali già
nei precedenti Consigli ci siamo in qualche maniera informati, sui quali siamo stati informati e dei
quali abbiamo in qualche maniera parlato. Vi sono state riunioni di conferenze dei capigruppo, vi
sono state riunioni allargate con i responsabili delle diverse strutture che operano nel settore dei
rifiuti ma, io credo che il tema centrale che riguarda attualmente la gestione del tema rifiuti resti
sempre un poco fuori la porta. Sul tema centrale di quella che è una opzione concreta che
l‟Amministrazione Provinciale intende fare, la chiarezza non è quello che sta contraddistinguendo
una serie di interventi. Non vi è né accenno polemico né posizione contrapposta, perché è ben noto
al Consiglio quella che è sempre stata la posizione espressa da questi banchi, che è una posizione
che avrebbe voluto in qualche maniera una scelta ed una opzione in tempi più congrui.
Mi sembra veramente strano che noi oggi, ad un mese dalla scadenza dei termini previsti per il
passaggio delle funzioni e competenze al soggetto provinciale, siamo ancora nella fase di studio e di
verifica di quelli che dovrebbero essere i presupposti e gli elementi di fatto in base ai quali
provvedere e procedere al passaggio alle Province; quindi, vuol dire che c‟è un qualcosa che è
sfuggito. E‟ da quando si è insediata l‟Amministrazione Provinciale che il tema dei rifiuti era un
tema assolutamente centrale, è passato un anno e mezzo circa e mi sembra che noi riproponiamo
costantemente le medesime questioni. Nel frattempo, anziché semplificare il sistema, il sistema si
complica attraverso la creazione di meccanismi ulteriori o di strutture ulteriori che lungi dal dare
risposte, appesantiscono in termini concreti la possibilità di gestione.
Io credo che il tema centrale che noi dobbiamo affrontare in base al 152, in base alla legge 4/2007
Regionale, della 4/2008, la Legge 26, è il tema del rapporto fra soggetto provinciale e comune, non
abbiamo altri temi. Il tema vero di carattere politico che noi dobbiamo affrontare, che è tema
politico ma che è tema gestionale, è quello del rapporto fra Province e Comuni, quello della
esistenza o meno di una duplicazioni di funzioni sulla base di un quadro normativo attuale e sulla
base di un altro principio, che è quello della continuità degli atti e delle azioni amministrative.
Questo è un difetto originario della impostazione valutativa del tema dei rifiuti, è come se noi
stessimo ragionando in termini di contrapposizione tra soggetti istituzionali sul territorio. Non è
così. I vecchi Consorzi di bacino erano Consorzi fra Comuni, il CUP è la sommatoria dei vecchi
Consorzi di Bacino che erano gli eredi dei vecchi Consorzi che erano sostanzialmente la
sommatoria dei Comuni, la Gisec dovrebbe riprendere in mano la gestione complessiva di questo
articolato sistema della gestione dei rifiuti.
Mi sembra che la parola chiave per affrontare il problema sarebbe stato quello della successione
delle funzioni e della successione delle posizioni, parola chiave che la normativa nazionale ma
ancor più la normativa regionale lo aveva previsto con il 32 BIS, alla fine per esigenze di carattere
diverso assolutamente non chiare, noi abbiamo reimballato il sistema. Noi possiamo anche dire che
il sistema previsto attualmente dal punto di vista normativo non ci soddisfa, ma ciò non ci esime dal
mettere in campo tutte le energie necessarie perché quel sistema trovi attuazione, altrimenti noi
avremo un ennesimo ed ulteriore ritardo nella esecuzione di quelle che sono le attività principali per
la gestione dei rifiuti.
Io so bene che vi è una sensibilità diffusa che vorrebbe in qualche maniera separare funzioni ed
attività, limitando e riportando in capo ai Comuni le attività di spazzamento e di raccolta e,
concentrando in capo alla società provinciale le attività impiantistiche che sono quelle attività di
carattere complessivo che dovrebbero riguardare le interconnessioni sulla funzione di II livello nella
gestione del rifiuto; ma per quanto questa possa essere una aspirazione importante o possa essere un
punto di approdo e sul quale potremmo anche ragionare, fino a che non c‟è il presupposto
normativo per arrivare a tanto, noi dobbiamo organizzarci per fare in modo da dare attuazione a
quello che la legge prevede. Per dare attuazione a questo noi dovremmo accelerare i tempi di
connessione fra Consorzio di Bacino e Gisec, non creare una divaricazione sempre più forte tra
Consorzio di Bacino e Gisec da una parte, Consorzio di Bacino e Comuni dall‟altra parte. In questo
modo e, il ritardo è la riprova del fatto che si sta operando in questo modo, noi non portiamo a
compimento il sistema, portiamo a compimento parzialmente il modello di sistema e rimaniamo
imballati nella soluzione del problema dei rifiuti.
Signor Presidente, qui nessuno sta dicendo che vi è stata una inattività da parte
dell‟Amministrazione Provinciale, saremmo non corretti a dire questo, perché l‟Amministrazione
Provinciale si è mossa, ha portato avanti delle iniziative, ma queste iniziative sulle quali stiamo
ancora ragionando quasi al termine di scadenza della legge che dovrebbe prevedere un determinato
modello, sono state iniziative politicamente, operativamente, amministrativamente fruttuose? A me
sembra che allo stato resti un deficit che io definirei di modello, perché noi non possiamo pensare
ad un modello che sia diverso da quello legale. In conseguenza di questo noi abbiamo un altro
aspetto sul quale devo per forza richiamare l‟attenzione, che è quello della contrapposizione fra il
nuovo meccanismo della gestione della società provinciale ed il vecchio meccanismo delle
articolazioni di bacino; noi stiamo realizzando una struttura, la Gisec, alla quale abbiamo un assetto
organizzativo autonomo, recuperando energie e posizioni indipendentemente dal consorzio, come se
i consorzi fossero delle cose inesistenti, il cui personale, anche apicale, anche dirigenziale, fosse
qualcosa di serie B o di serie Z che non potrebbe essere utilizzato perché non avrebbe le
competenze, ergo, bisognerà andare a recuperare energie e competenze ancorché di carattere
dirigenziale ed organizzativo in altra direzione. Questo che cosa ha determinato? Una ulteriore
confusione dal punto di vista strutturale e, ha determinato un notevole aumento dei costi di gestione,
perché qui non ci sono dei costi di gestione che vengono decurtati, ma vi sono dei costi di gestione
che aumentano; se noi nominiamo in Direzione Generale, se noi nominiamo Presidenza, se noi
nominiamo Ufficio di Staff senza recuperare energie già esistenti presso le vecchie strutture e non
allochiamo correttamente il personale, noi realizziamo un momento di duplicazione che diventa poi
un problema da risolvere dal punto di vista operativo e, qui partono altre illegittimità. Quando sento
dire che vi sono delle commissioni nelle quali stanno operando per andare a verificare quelli che
sono i livelli dei dipendenti del vecchio Consorzio di Bacino, prevedendo addirittura degli
abbattimenti massacranti, da livelli apicali a livelli bassi, mi sembra che noi ci stiamo inerpicando
su una strada che tecnicamente sarà foriera di altre problematiche per la Provincia; perché sono
convinto che se un dipendente che sta a livello X noi lo mettiamo a livello X - 4, quel dipendente ci
farà un ricorso, quel dipendente attiverà un procedimento contenzioso, quel dipendente metterà
insieme una serie di meccanismi che si ritorceranno necessariamente contro la Provincia che, ove
dovesse non avere ragione nei ricorsi, si troverebbe esposta ad ulteriori pagamenti da effettuare.
Tutto questo è un cancro centrale nel quale noi non possiamo non intervenire, non siamo parte di
gestione, ma non possiamo non segnalare una aporia del sistema che grava massicciamente anche
sulle scelte e sulle modalità di gestione.
Quindi, altro tema centrale oltre a quello del modello, è quello del rapporto fra Gisec ed
articolazione di bacino; c‟è il tema ulteriore delle modalità operative nel rapporto con i singoli
territori. Dalla relazione dell‟assessore io sento il riferimento alla tematica della VAS e sento il
riferimento alla tematica degli impianti. Ancora una volta abbiamo sollecitato, ricordo il consigliere
Cicala che ne ha fatto oggetto di specifiche indicazioni in conferenza dei capigruppo, la tematica di
Lo Uttaro che riguardava alcuni Comuni, così come io posso richiamare la tematica del Comune di
S. Maria C.V. per quanto riguarda lo STIR, ma sono indicazioni puramente esemplificative in
relazione alle quali credo che un ulteriore difetto che noi dobbiamo rilevare in questa sede è stato
quello della non piena concertazione; non me ne voglia il consigliere Cimmino, non intervengo sul
suo territorio perché sono convinto che farà un intervento ad oc considerata la particolare rilevanza
che il territorio di S. Tammaro ha avuto, non per i rifiuti ma per la soluzione del problema dei
rifiuti.
In questo contesto, qual è il grado di concertazione politico-amministrativa fra i livelli istituzionali
che si dovrebbero confrontare anche sul tema dell‟impiantistica? E‟ vero, c‟è una normativa che
lascia intendere che, laddove esisteva gli STIR bisognerebbe realizzare i digestori od altre strutture.
Ricordo a me stesso che ogni struttura va realizzata in base al principio del rebus sic stantibus, io
posso modificare la struttura nella misura in cui le condizioni ambientali e locali di un territorio,
siano le stesse che esistevano quando è stato realizzato il vecchio impianto. Vogliamo andare a
verificare se la situazione locale è la stessa, anche attraverso tutti gli interventi di verifiche di
impatto ambientale, di evoluzione ambientale strategica, di modifica concreta del territorio?
Noi in quella zona dove c‟è lo STIR abbiamo avuto un incremento di presenza di popolazione attiva
assolutamente significativa, derivante dall‟incremento della popolazione carceraria con un altro
padiglione che ospiterà da qui a breve altri 600 detenuti, che non è cosa marginale; abbiamo una
espansione del comune di S. Tammaro che va verso la direzione dello spartimento con tutta una
serie di aumenti di carattere abitativo, quindi carico insediativo specifico, con una ulteriore
conseguenza in termini negativi da una struttura come quella che si intende realizzare, in questo se
non ho capito male, questo digestore dovrebbe assorbire integralmente le esigenze della provincia
casertana.
Ci rendiamo conto di quello che stiamo dicendo? In un‟area ad elevata concentrazione abitativa, con
tutta una serie di problemi, noi riteniamo di dover fare questa cosa. Io posso anche comprendere che
è necessario affrontare il problema della allocazione degli impianti, anche in relazione alle pre
esistenze, a questo punto dobbiamo verificare realmente se un impianto unico in quella zona può
esservi o se vi debba essere un impianto con dimensioni e caratteristiche diverse, con
caratterizzazione che abbiano una migliore capacità di insediamento produttivo da rifiuti, che
sicuramente determina una serie di conseguenze. Questo è tema sul quale ci siamo confrontati
qualche giorno fa con il Presidente della VI Commissione per valutare concretamente cosa si
dovesse fare, perché poi non vorrei che qualcuno si intentasse che i consiglieri provinciali
sammaritani dormono e c‟è invece l‟opposizione del centro destra che è al governo e tutela il
territorio. Qua stiamo raggiungendo il ridicolo Presidente, noi segnaliamo i temi, noi evidenziamo le
carenze, noi richiamiamo l‟attenzione sulle criticità che la tematica presenta e senza spirito di parte
li evidenziamo con correttezza e, ci si dia atto che c‟è sempre un atteggiamento di apertura e di
collaborazione, qualche carneade o qualche solone ci viene a ricordare che non tuteliamo il
territorio. E‟ un giochetto che francamente comincia a dare fastidio, da fastidio per più parti,
soprattutto quando ben sanno e ben devono sapere che qui vi sono persone che operano anche
all‟interno del settore che è vero l‟esatto contrario; noi non siamo abituati alle spavalderie, non
siamo abituati a metterci quotidianamente sulla stampa, ma il nostro dovere lo facciamo
correttamente nelle sedi istituzionali, da soggetti istituzionali e non da saltimbanchi che vanno da
una parte all‟altra a cercare consensi facili in una direzione o nell‟altra, perché le battaglie di
territorio ci hanno sempre caratterizzato e le abbiamo sempre portate avanti.
IN questo contesto, per cercare di capire, noi chiediamo alla Presidenza, chiediamo all‟assessore,
chiediamo alle autorità che istituzionalmente presiedono, vedo qui il dottore Farina, noi vogliamo
che su tutti gli argomenti vi sia un coinvolgimento pieno, un coinvolgimento serio, perché non si
può chiedere il coinvolgimento e la responsabilità o la corresponsabilità politica di alcune scelte,
quando quelle scelte nell‟iter formativo non si condividono e nel procedimento formativo non
vengono neanche portate a conoscenza nella loro consistenza complessiva di chi poi dovrebbe
portare sulle spalle il carico od il discarico della scelta stessa.
Cercando di mettere fine a questo intervento altrimenti durerebbe per molto tempo ancora e, mi
rendo conto che vi sono i singoli territori che debbono esprimere le loro esigenze specifiche, il mio
è solo un modo per approcciare il tema, ritengo che allo stato la problematica rifiuti richieda, da
parte dell‟Amministrazione Provinciale, una accelerazione ed una chiarezza. Noi dobbiamo sapere
verso cosa andiamo, quali sono le cose che vogliamo realizzare e quali sono i tempi, cercando però
non di ragionare sempre in termini di carattere generale; io capisco che la tematica, nella sua
articolazione, è complessa, ma io devo avere anche la capacità di intravedere dei passi in avanti,
perché allo stato dei passi in avanti che noi intravediamo sono passi estremamente limitati e sono
passi che soprattutto non sciolgono i nodi centrali, che sono quelli del personale, dei rapporti
Provincia-Comune, dei rapporti CUB-Gisec e di modello strutturale in relazione all‟impiantistica ed
in relazione alle singole realtà territoriali.
Il tema centrale non si può risolvere solo ed esclusivamente pensando di trovare una soluzione con i
Comuni, perché noi abbiamo un problema ulteriore che è quello della debitoria pregressa; io in
questa sede parlo da consigliere provinciale, la debitoria pregressa è un qualcosa che va affrontata
con i Comuni, perché buona parte di debitoria pregressa è debitoria che deve che deve essere in
qualche modo condivisa fra Amministrazione Provincia e singolo Comune. Se noi ricadiamo nella
trappola comune di una accettazione di un qualcosa che deriva dai Comuni, io credo che
l‟Amministrazione Provinciale andrà in default, perché non riesce tecnicamente a mantenere la
debitoria estrema che oggi hanno i Comuni nei confronti di altri soggetti.
Quindi, ci vuole una visione un po‟ più lucida e più ampia di quello che è il tema e, su questo
richiamo l‟attenzione dell‟intera Giunta.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Al fine di ordinare i lavori, vorrei chiedere
ai capigruppo ed ai consiglieri che devono fare interventi sul tema di farli in questo momento, così
chiederemo al Presidente della Giunta, agli assessori di chiarire i vari aspetti sollevati dai consiglieri
in una relazione finale.
Se ci sono altri interventi da parte dei consiglieri? Prego consigliere Cimmino.
CONSIGLIERE CIMMINO EMIDDIO - Buongiorno a tutti, avrei preferito ascoltare anche gli
amici che in questo momento sono dall‟altra parte, altrimenti sembra che vogliamo occupare la
scena, ma non è così. La questione rifiuti caratterizza, soprattutto questa provincia e questa regione
da più anni e, mi pare che molto spesso abbiamo fatto un esercizio di dialettica, in convegni,
seminari, incontri, però poi alla fine il problema lo abbiamo sempre qui. Il problema nostro è saper
rescindere in due parti il ragionamento che vogliamo affrontare; una cosa è l‟impiantistica, buona
parte di quello che poco fa ha rappresentato il consigliere Stellato, è da condividere a pieno,
soprattutto perché c‟è una ragione di opportunità in questo momento su cui riflettere abbastanza; io
spesso ne ho parlato sia con il Presidente con il quale credo che, a prescindere dalle posizioni
geografiche del Consiglio, ci sentiamo frequentemente con l‟assessore Mastellone, quindi il mio
intervento, che sarà breve non avendo la stessa arte oratoria del mio amico Peppe Stellato, non
vuole infondere motivi di polemica e di fraintesi ma è solamente per chiarire alcuni punti, uno è
l‟impiantistica e l‟altro è il Consorzio.
Il Consorzio, se non ricordo male, è un Consorzio in liquidazione. Che ragione ha più di esistere
questo Consorzio in questo momento? Che ragione ha di esistere questo Consorzio quando ai
Comuni dice che, questo non lo può fare e di farlo loro, quell‟altro non lo può fare e di farlo loro.
Qual è la figura del Consorzio Unico di Bacino? E‟ quello di perdere tempo, è quello di attendere
che i Comuni paghino, ma quando pagano questi Comuni? Perché se il Consorzio è indebitato è
perché qualcuno non ha versato quanto doveva; ci sono strumenti amministrativi che obbligano i
Comuni a pagare. Non capisco perché i Comuni che pagano, come il mio, debbano soffrire questo
disagio, perché io esigo che il mio Comune sia pulito perché io pago, do il corrispettivo al
Consorzio, il Consorzio non può dire che si è rotto il camion e quindi di noleggiare il camion, non
può dire che il vetro non lo può fare perché non ha i mezzi, il Consorzio questo non lo può dire
altrimenti devo dire che è un sistema camorristico-istituzionale di tenere prigionieri i Comuni
all‟interno di un Consorzio che non funziona. I dipendenti vanno pagati e, se il Consorzio non è in
grado di assicurare lo stipendio ai dipendenti, che lo facciano i Comuni, anche questo è un motivo
di lotta continua dei dipendenti, noi non possiamo permettere che per mesi i dipendenti non
vengano pagati. E‟ un Consorzio che è gonfiatissimo, qualcuno dovrà anche rispondere.
Io non sono in sintonia con Peppe sulla questione dei livelli delle funzioni, noi in questo Consorzio
abbiamo 400 generali e 4 soldati. Qualcuno avrà sbagliato e qualcuno dovrà rimettere nel binario
della correttezza cosa è accaduto in questo Consorzio.
La mia proposta è che, o la Gisec, ad horas, entra nelle attività di raccolta e spazzamento od il
Consorzio si mette da parte ed i Comuni se lo fanno intanto che la Gisec sia pronta a recepire le
attività. Perché non è possibile lasciare l‟immondizia, parlo del mio Comune che ha 4 discariche,
non posso sopportare la mattina di scendere di casa e trovare l‟immondizia in mezzo la strada, è una
cosa insopportabile, perché i problemi del Consorzio sono quelli finanziari, sono un Comune che
paga, però l‟ambiente ci ha bloccato una buona parte che dovevamo dare al Consorzio. Le ipotesi di
accordo di contratti da stipulare, io dovrei capire perché Comuni che hanno un numero di abitanti
molto più popoloso del mio dovrebbero pagare il 25-30 % di corrispettivo rispetto a me? Come
sono stati fatti questi conti? Qualcuno ha detto che si tiene conto della spesa storica, ma se prima si
faceva in un certo modo, che c‟era anche un certo Presidente di questo Consorzio che diceva che noi
scrivevamo tanto per scrivere; se prima abbiamo fatto degli errori, non possiamo continuare a fare
degli errori.
Il mio intervento va in direzione di due step, uno è la raccolta e spazzamento e l‟altro è
l‟impiantistica, per la raccolta e spazzamento io credo che se questo non dovesse essere, io da
questo Consorzio me ne vado.
L‟impiantistica, io ho riflettuto abbastanza sulla questione dello STIR, perché i miei amici di S.
Maria che si lamentano in modo eclatante di questa questione, ogni tanto dimenticano che lì siamo a
S. Tammaro, lo STIR più che S. Maria ma S. Tammaro deve sopportare la puzza dello STIR. Dico
al Presidente Zinzi ed a chi ha fatto questo Piano, perché appesantire la zona che è abitata, perché a
50 metri c‟è un carcere, a 1.200 metri c‟è S. Tammaro, a 1.350 metri c‟è S. Maria; perché
appesantire la zona che è abitata quando noi abbiamo già distrutto, depauperato la zona fertile come
quella di Maruzzella, siccome noi con le discariche abbiamo detto basta con questa schifezza di
questi impianti, quella è la zona che il Polo Tecnologico, di cui si è sempre parlato, che potrebbe
ospitare un impianto del genere. Lo sta dicendo il Sindaco di quel Comune che potrebbe andare lì,
anche perché con l‟assessore Arena sono stato a Cesena a visitare un digestore anaerobico, non mi
pare che sia un‟attività pericolosa, nociva, non ci sono fetori, c‟è più con lo STIR che con il
digestore però, comunque nascerebbe al centro di una zona abitata, questo non è condivisibile né
comprensibile.
La mia proposta è che il digestore vada dove adesso ci sono altre attività che devono pur finire.
Vorrei che facessimo una sana discussione e venire fuori anche con delle proposte serie, concrete,
condivisibili, perché adesso non si può più parlare di rifiuti, dobbiamo essere concreti, dobbiamo
operare, dobbiamo dire ai cittadini di Caserta domani che cosa devono fare, anche perché se noi
siamo in grado di assicurare un servizio serio, possiamo anche con serietà dire ai nostri concittadini
come si conferisce. Io non capisco perché io non debba raggiungere la percentuale di differenziata
che mi impone la legge, non per colpa mia, perché se andiamo a vedere in questi giorni in cui il
Consorzio non ha fatto a pieno il suo dovere od in parte, i rifiuti sono ancora in mezzo la strada, poi
arriverà qualcuno che li metterà insieme e li porterà via. Io intanto ho ricevuto doppio danno, perché
non mi hanno fatto il servizio e perché non ho raggiunto, almeno in quella giornata, la percentuale
di differenziata apprezzabile.
CONSIGLIERE PAGANO NAZZARO - Al di là di consigliere provinciale, il mio intervento è più
come Sindaco di un altro paese che appartiene al Consorzio Unico delle province di Napoli e
Caserta. Consigliere Cimmino, credo che il servizio ce lo hanno fatto, perché appena si blocca un
poco il servizio cosa accade; tutto quello che facciamo per arrivare alle percentuali di raccolta
differenziata, che comunque la legge ci impone per andare nei Comuni ricicloni per l‟abbassamento
della tarsu, 3-4 giorni di mancata raccolta differenziata, viene vanificato un lavoro di tanto tempo.
Io sono tra quei Comuni che l‟anno scorso è riuscito ad entrare nei Comuni ricicloni, anche questo
anno ci siamo quasi al 50 % però, il dottore ne sa qualcosa, quante volte lo chiamo per vari
problemi, anzi, lo voglio ringraziare perché comunque si è sorbito una barca e sta lavorando anche
in odo egregio, però Presidente, secondo me siamo alla frutta come Consorzio, dobbiamo cercare
come provincia di capire cosa vogliamo fare.
Condivido in pieno quello che ha detto il Sindaco Cimmino, o parte Gisec oppure diamo mandato ai
Comuni di avere raccolta e spazzamento e poi la gestione la faccia la Provincia. Di cosa vogliamo
parlare? Io pago mensilmente, però i soldi sono bloccati in banca, ogni qualvolta che mi sbloccano i
pignoramenti mi arrivano ulteriori pignoramenti, per cui poi mi arrivano note dalla Prefettura e da
parte della Provincia che sono indebitato con il Consorzio. Singolarmente pago mensilmente, tre
mesi fa mi sbloccarono pagamenti per circa 150-160 mila euro, mi è arrivato un altro milione di
euro di pignoramento; poi devo rispondere di nuovo alla Prefettura, perché io non pago non per
colpa mia ma per colpa dei pignoramenti di società del passato, per cui si perde più tempo a
rispondere alla Prefettura ed a tutto che a vedere cosa bisogna fare. Due anni fa mi sono insediato
come Sindaco, dopo 9 giorni di insediamento mi arriva una lettera di rimozione per inadempienza
per la raccolta differenziata; eravamo proprio all‟assurdo, perché facendo così se non si sblocca tutta
la situazione e si vede effettivamente se Gisec deve partire o no, io credo che farò come il
consigliere Cimmino, non ho più voglia ogni mattina di svegliarmi alle 6,00 per chiamare
Priamonte, De Rosa e tutti per parlare del camion, del vetro, non ce la facciamo più. Grazie.
CONSIGLIERE MAGLIULO ANTONIO - Avevo fatto una relazione ma cerco di prendere solo
degli spunti.
Prima di parlare dei rifiuti secondo me dobbiamo parlare anche dello stato attuale, di come si trova
il nostro territorio e, è opportuno riassume alcuni aspetti e le cifre delle questioni ambientali
casertane, e bisogna cominciarlo a fare a partire proprio da questa importante occasione, perché gli
allarmi e le preoccupazioni devono poter trovare il più giusto risalto e nessuno dimentica le
dimensioni reali del problema.
La nostra provincia, è una provincia di 264 mila metri quadrati in cui risiedono circa 900 mila
abitanti, si tratta perciò di migliaia di cittadini che di padre in figlio vanno ormai ereditando un
lascito spaventoso, vivibilità a livelli bassissimi e rischi per la salute. In testa c‟è un problema rifiuti
che davvero ci insegue da anni, da generazioni, c‟è un problema cave; circa 441 cave distribuite in
67 Comuni; c‟è un problema di contaminazione del suolo e del sottosuolo dove due sono i fattori di
pressione, le attività produttive agricole e lo sversamento illecito di sostanze e rifiuti pericolosi.
C‟è un problema di accumulo rifiuti, per cui non si contano le aree occupate, quelle di stoccaggio di
eco balle e di siti di trasferenza; per non parlare dell‟alto inquinamento dei corsi d‟acqua e di
conseguenza di tanta parte del nostro territorio e dei problemi infrastrutturali e sociali, perché una
società si dice sostenibile quando i bisogni primari di tutti i cittadini sono soddisfatti e, non ci pare
che sia il nostro caso.
Questa è la realtà della situazione che noi, caro Presidente, abbiamo ereditato da tutti quelli che
sono i nostri amministratori.
Su tutte queste problematiche pare da anni calato il silenzio colpevole di tanti e troppi interlocutori
e, anche e soprattutto istituzionali. Quindi, ora dobbiamo domandarci che cosa fare per risolvere
questo problema. Nel presente io dico che dobbiamo applicare più di tutto la Legge 26/2010, cioè la
provincializzazione dei rifiuti e, su questo cari amici, il Presidente si sta battendo da anni, cioè da
quando è entrato, perché vuole la provincializzazione dei rifiuti, quindi il passaggio da parte del
CUP alla Gisec, poi entriamo più nel dettaglio.
Si deve fare la bonifica del territorio e, la bonifica caro Presidente, deve essere un‟azione condotta a
tappeto, interventi disgiunti o settoriali non potrebbero mai ricondurre al risanamento un territorio
che è gravemente malato. Chiediamo alle autorità competenti di realizzare opere di bonifica e
chiediamo all‟Ente Provincia di formalizzare tutti i passi necessari a determinare questa istanza,
perché il nostro territorio è veramente malato. A questa chiedo che venga immediatamente fatta la
istituzione delle guardie ambientali e delle guardie idraulico fluviali; la creazione di un corpo
normativo regolamentare che recepisca i nostri intenti e volontà e che le nuove guardie idraulico
fluviali siano idonee ed autorizzate al controllo di discariche abusive che si compiono nei fiumi e
nei corsi d‟acqua correnti e, al divieto della pesca abusiva di ogni tipo. Inutile dire che il primo ed
ultimo fine di questa innovazione è quella di avere un mare pulito, quindi creare questo corpo;
sempre nell‟intento primario di salvaguardare l‟ambiente, si chiede e si stabiliscano i tempi e le
modalità di un altro provvedimento idoneo ad operare delle 120 guardie ambientali, dove la
Provincia si sta attivando e stiamo aspettando il tesserino da parte della Regione Campania; queste
guardie ambientali che occupano il ruolo delle guardie campestri di onorata memoria, vale a dire
dotati di uniforme e di funzioni tali da controllare il territorio e, soprattutto da sanzionare il
malcostume di sversamento abusivo dei rifiuti; è opportuno perciò che quei cittadini maleducati e
fuori legge possano essere controllati adeguatamente e sanzionati con forza, ne fa della salute del
territorio e dei nostri concittadini e, i soldi ricavati dalle attività di sanzione siano tutti destinati ad
un apposito fondo con il quale remunerare le nuove guardie ambientali e finanziare il loro impiego,
strategico e rilevante per quel futuro ambientale che noi tutti auspichiamo nuovo e meno malato.
Questo è per quanto riguarda la cosa attuale, nel presente possiamo benissimo farlo visto che stanno
già in corso i tesserini da parte della Regione Campania da dare ai 320 guardie ambientali.
Per il futuro chiedo che sia finalmente prodotto un accorto Piano per i rifiuti, che permetta
l‟aumento sensibile della raccolta differenziata e la realizzazione degli impianti, tra cui il digestore
anaerobico ed il gassificatore. Cari amici, sapete tutti che in questo territorio non è stata mai
veramente realizzata tutta la filiera. Sull‟argomento voglio aprire una parentesi, visto che l‟assessore
Mastellone poco fa ha riferito il fatto che la Regione Campania ha dato il Decreto per il digestore
anaerobico e non per quanto riguarda il gassificatore; mi dispiace perché questo è un fatto grave. La
Regione nei giorni scorsi ha emesso il Decreto per l‟attivazione delle procedure necessarie a porre
in atto il digestore anaerobico e, al contrario non ha emesso alcun decreto per il gassificatore.
A questo punto non ci siamo, noi tutti di ogni partito e schieramento abbiamo il diritto-dovere di
gridare la nostra più piena contrarietà a quanto deciso dalla regione, perché in questo modo mai
realizzeremo l‟auspicato completamento del ciclo integrato dei rifiuti, così non avremo mai quella
filiera che da sola può permetterci di guardare al futuro con serenità. Noi tutti, per il ruolo che ci
compete, dobbiamo attivarci a sollecitare la regione a non compiere l‟ennesima scelleratezza.
Per quanto mi riguarda solleciterò tempestivamente una riunione nella VI Commissione per stabilire
tempi e modalità di protesta contro una decisione che offende per l‟ennesima volta il popolo di
Terra di Lavoro e, mette in grave rischio la salute ed il futuro di tutti noi. Considerata però la gravità
della questione e la necessità di affrontarlo da subito, vi aspetto ed auspico che già da questa seduta
odierna, questo Consiglio Provinciale prenda una posizione chiara e forte ed avanzi possibilmente
delle proposte concrete.
Personalmente, propongo di organizzare in sede provinciale uno specifico convegno sul tema degli
impianti ed invitare a discutere soprattutto il Presidente Caldoro e l‟assessore regionale
all‟Ambiente Romano; chiediamo direttamente a loro il perché di certe scelte gravi e profondamente
sbagliate. Caro Presidente Zinzi, caro Presidente del Consiglio e cari colleghi Consiglieri, un dato
ineluttabile e nessuno lo può negare tanto meno il Presidente Caldoro, se non si realizza la chiusura
della filiera non risolveremo mai il problema dei rifiuti ed in questo caso la più naturale
conseguenza sarà l‟apertura di nuove discariche in questo territorio. Se pensano che con l‟apertura
di nuove discariche potremmo diventare l‟eterno sversatoio di rifiuti altrui, cioè le altre province
verranno di nuovo a scaricare nella nostra provincia. Su questo si sbagliano di grosso, perché questa
provincia ha dato la migliore risposta e, per merito del nostro Presidente Zinzi quest‟anno per la
prima volta Caserta ha detto no ai rifiuti di Napoli, ha finalmente difeso il sacrosanto principio della
nostra casertaneità, ha pronunciato il suo no al napolicentrismo.
Noi da questo punto dobbiamo partire e dobbiamo dire che indietro non si torna.
Tornando alla questione generale sui rifiuti, una volta e per tutte occorre voltare pagina, occorre
ripensare a tutte le modalità di raccolta e soprattutto cominciare a considerare un dato che qui da noi
ed in tutto il meridione non vale essere attecchito. I rifiuti li dobbiamo considerare anche una
risorsa, perché fino ad oggi consideriamo i rifiuti un fastidio mentre al nord è una ricchezza;
cerchiamo anche noi di utilizzare questi rifiuti e fare diventare una opportunità. Questo lo possiamo
fare soltanto con la realizzazione degli impianti, perciò ci dobbiamo battere altrimenti la filiera non
si chiude, il ciclo integrato rimane aperto e noi stiamo sempre in una condizione di emergenza
rifiuti.
Questa la consegnerò al Presidente e, voglio dire un fatto per quanto riguarda il rapporto tra la Gisec
ed il CUP. Giustamente, per quanto riguarda la questione di remunerazione dei lavoratori che
dovranno passare nella Gisec per il depauperamento della funzione, si stabilì che anche se
diminuiva il livello, la remuneratività ai dipendenti era sempre la stessa, quindi un passaggio è stato
fatto. Per quanto mi riguarda, questo passaggio va fatto subito alla Gisec, perché purtroppo il CUP
sta in una realtà che non può andare avanti; se noi vediamo che una società quando arriva alla
canabilizzazione, nel senso che gli automezzi vengono aggiustati togliendo quelli che servono,
significa che si arriva alla canabilizzazione, quindi la società sta in fallimento. Per cui, se si
considera che la benzina la mettono i Comuni e poi fanno le note di risarcimento alla Gisec, se si
considera che i meccanici non stanno all‟interno stesso della Gisec, ci si rende conto oramai entro il
1° gennaio purtroppo la Gisec deve assumere e deve fare questo... da parte del CUB.
Penso che la Provincializzazione va fatta subito Presidente, si deve vedere come articolare questa
cosa, so che ci sta lavorando e sarà più preciso e più puntuale, dobbiamo andare avanti; noi non è
che non stiamo all‟altezza e non abbiamo lavorato per risolvere il problema già dal 1° gennaio del
2012. Con questo voglio concludere, mi riservo se devo intervenire qualche altra volta.
CONSIGLIERE CICALA GABRIELE - Per questo punto è il caso di dire “A volte tornano” nei
Consigli Comunali e nei Consigli Provinciali della nostra regione, torna la discussione sui rifiuti.
Sono 20 anni che si fanno Consigli Provinciali, Regionali e Comunali in Campania, si discute ma
poi pare che si sta sempre al punto di partenza, noi facciamo i Consigli Provinciali, Comunali e
Regionali, nelle altre regioni già da 20 anni il problema è stato risolto. Nel 1988 per lavoro mi
trasferii in Lombardia, c‟erano 6 inceneritori, noi discutevamo con i verdi, con i gialli in Campania
se fare o meno gli inceneritori, in Lombardia c‟erano gli inceneritori.
In questo punto c‟è tutto, ci sono 20 anni di scelte scellerate, Presidenti della Regione Campania che
cercavano con le consulenze di risolvere il problema ma, oltre a dare laude consulenze il problema
non è stato risolto; in questo punto c‟è di tutto, Presidenti del Consiglio venuti qui in regione a fare
slogan pubblicitari, promettendo in 100 giorni di risolvere il problema, il problema neanche in 100
mesi è stato risolto. Questo per dire che è un problema endemico, è un cancro ormai che attanaglia
la nostra regione, siamo la vergogna d‟Europa.
Io lo ho detto anche in un‟altra sede, la Provincia di Caserta ritengo che stia cercando di affrontare
con determinazione questo problema; ho condiviso la scelta fatta dal Presidente, quella di affidare
l‟assessorato a dei tecnici e non a dei politici, perché la materia è talmente articolata e complicata
che qualunque assessore politico avrebbe dovuto poi nominarsi uno staff di tecnici.
La relazione dell‟assessore è molto positiva, ma penso che oggi dobbiamo capire i tempi di
relazione, passare dal teorico al pratico, penso che oggi oltre alle relazioni dobbiamo iniziare a
capire in concreto quando ci sarà l‟epilogo del Consorzio, quando inizierà la Provincializzazione.
In questo sposo tutti gli interventi, in particolar modo quello del Presidente Magliulo, assessore, noi
dobbiamo capire se il 2 gennaio parte la Provincializzazione, perché non possiamo più tergiversare,
perché i Comuni devono fare delle scelte a seconda dei tempi, se la Provincializzazione parte il 2
gennaio noi faremo delle scelte; ove mai ci dovessero essere delle proroghe, io vi preannuncio che
S. Marco Evangelista ed anche il collega Pagano e Cimmino a S. Tammaro che usciremo dal
Consorzio, perché non è più sostenibile che noi paghiamo le rate mensilmente e l‟immondizia sta
per strada, certamente non possiamo prendercela con i lavoratori che non percepiscono gli stipendi.
Pongo una domanda, quale lavoratore, quale professionista compie un‟attività lavorativa e viene
pagato dopo 3 mesi, quindi noi certamente non possiamo prendercela con i lavoratori. Quindi,
dobbiamo capire in tempi brevissimi se la Provincializzazione dei rifiuti partirà il 2 gennaio, ci
auguriamo di sì altrimenti dovremo fare delle scelte conseguenziali, uscire dai Consorzi ed
intraprendere nuove strade e nuovi percorsi.
La situazione non è più sostenibile, perché poi giustamente c‟è il problema dei cittadini che si
vedono bollette che aumentano sempre più, pagano le bollette ed i rifiuti sono fuori la porta. Quindi,
mettetevi nei panni anche di chi oggi fa il Sindaco, l‟amministratore e deve combattere con una
situazione, in più noi stiamo pagando tutti i mesi.
Questo per dire che oggi bisogna passare a scelte concrete e capire, in tempi brevissimi le strade da
seguire.
Alcune scelte che sta facendo la Gisec mi lasciano molto perplesso. Noi abbiamo avuto un incontro
in Commissione con il Presidente che ci parlava della riduzione che la Gisec, ammesso che il 2
gennaio dovesse partire la Provincializzazione, non tutti i dipendenti passeranno dal Consorzio alla
Gisec, però non ci ha detto che fine faranno gli altri dipendenti. Mesi fa avemmo un incontro con
l‟allora Commissario, proposi di iniziare un Piano di mobilità di questi lavoratori, perché ci sono
tanti lavoratori vicino al pensionamento, quindi di fare un monitoraggio per ridurre i costi; la strada
di riduzione dei livelli è una strada sbagliata, non si può obbligare un lavoratore che ha un 6° livello
a transitare nella Gisec con un 4° livello, partono dei contenziosi che sono vinti in partenza; qui ci
sono tanti legali, un lavoratore non può essere retrocesso nel livello. Questo è l‟ABC del lavoro, poi
se Mario Monti o chi per esso riuscirà a stravolgere anche le basi elementari del diritto del lavoro,
ma non penso che si arriverà a questo; quindi, già per i lavoratori si sta seguendo una strada
assolutamente sbagliata.
La strada del risparmio è quella di iniziare un monitoraggio di quei lavoratori che sono vicini alla
pensione e ce ne sono tanti, almeno un 30 % di lavoratori, con procedure di mobilità, potrebbero
transitare in pensione, ma è sbagliato retrocedere il livello dei lavoratori perché genererà un
contenzioso enorme che vedrà anche vincente il lavoratore. Anche su questo ho delle grosse
perplessità.
Sempre al Commissario chiesi di fare un monitoraggio anche dei debiti dei vari Comuni. Tutti i 58
Comuni, qualcuno è virtuoso come Cimmino ma è virtuoso anche perché a casa ha una discarica
che gli rende in termini economici ma provoca dei danni ambientali. Certamente l‟indebitamento
dei Comuni non è lo stesso. Qui ci sono Comuni che hanno piccoli debiti, Comuni che hanno
ingenti debiti ma ci sono Comuni che non hanno pagato una rata, è una cosa allucinante, Comuni di
grossa portata; come è possibile che un Comune sta in Consorzio, riceve un servizio e non paga una
rata. Cosa stiamo facendo per questi Comuni, o i pignoramenti arrivano solo ai Comuni che
pagano? Ho l‟impressione che i pignoramenti arrivano sempre agli stessi Comuni, quelli che
pagano, chi non paga, come spesso avviene in Italia non paga mai. E‟ possibile questa situazione?
E‟ sostenibile? Chiesi al Commissario Tortorano un monitoraggio della situazione ed iniziare anche
un Piano di recupero di queste somme, una rateizzazione, ma di tutti e 58 Comuni e non una
rateizzazione rivolta sempre agli stessi. Risposte non ne abbiamo avute.
Nella conferenza dei capigruppo avevo chiesto un Consiglio specifico sulla questione di Lo Uttaro.
E‟ stata inserita in questo punto sui rifiuti, anche se sminuisce un po‟ il contenuto ed il valore
perché quando si parla dei rifiuti noi parliamo di tutto, avevo chiesto un Consiglio specifico su Lo
Uttaro, sono venuto da Lei all‟indomani del Decreto Regionale.
Noi come Provincia ci stiamo difendendo sicuramente dalle solite angherie che vengono da Napoli e
dalla Regione, il Presidente Zinzi ha assunto sempre posizioni molto forti nei riguardi anche di
Caldoro. Sulla questione Lo Uttaro è l‟ennesimo sopruso, è l‟ennesima angheria, è l‟ennesima
mortificazione di un territorio. Qualcuno mi deve spiegare come è possibile che una Regione
Campania a novembre 2010 stanzia dei fondi ed approva un programma di bonifica e di
caratterizzazione del territorio Lo Uttaro, novembre 2010. A luglio 2011, dopo 9 mesi, in attesa
della bonifica noi partiamo con un sito di stoccaggio di 10 anni a pochi metri da Lo Uttaro.
Noi dobbiamo capire la zona Lo Uttaro, che è una zona ormai centrale a tanti Comuni, tra
Maddaloni, S. Marco Evangelista, S. Nicola e Caserta, la dobbiamo bonificare o dobbiamo iniziare
il sito di stoccaggio che rifiuti pericolosi e non che può divenire una nuova discarica, caro assessore,
noi ne abbiamo parlato di questo.
Su questo mi dovete consentire, io ho visto una posizione un po‟ blanda di tutti, dell‟Ente Provincia
ma anche dei partiti, l‟ho detto anche in conferenza dei capigruppo, tutti i partiti hanno assunto una
posizione troppo morbida; se il nostro Comune di S. Marco Evangelista non fosse partito per primo
con ricorso al TAR, io non so se Caserta si costituiva al TAR Lazio se noi non avessimo fatto il
ricorso, perché siamo partiti prima di tutti.
Questo anche per informarvi della situazione di Lo Uttaro, il ricorso è stato spostato al 1° dicembre,
ma vi preannuncio che quasi sicuramente il TAR Lazio sposterà tutto a Napoli, quindi la
discussione avviene a Napoli perché giustamente il TAR Lazio dice che è un problema nostro, la
patata bollente la passa a Napoli.
Quindi, invito la Provincia innanzitutto a valutare attentamente l‟ipotesi di costituirsi insieme ai
Comuni; assessore, questo è un fatto di rispetto del territorio, Lei che è assessore all‟Ambiente non
può consentire che prima si approva un programma di valorizzazione e poi si approva un sito di
stoccaggio nello stesso territorio. Noi dobbiamo scegliere la prima ipotesi, il programma di
caratterizzazione, per arrivare a questo dobbiamo costituirci insieme ai Comuni, quindi assumere
anche noi come Provincia una posizione forte, chiara, ma di una posizione politica, di rispetto del
territorio. Il Presidente Caldoro forse pensa che sia lo sversatoio di Napoli, dato che Napoli ha un
territorio abbastanza ristretto, piccolo, i siti di stoccaggio li mandiamo tutti a Caserta.
Questa è la posizione politica che deve assumere la Provincia, una posizione forte; c‟è ancora il
tempo di costituirsi perché la discussione a dicembre verrà rimandata e si porterà tutto a Napoli.
CONSIGLIERE DELLE CURTI GIUSEPPE - Grazie Presidente, io ho qui il rapporto dei primi
mesi di lavoro della Giunta Zinzi e, al primo punto vi è: “Rifiuti, vivere sicuri”, leggo nelle
conclusioni: “Nei prossimi mesi continueremo a lavorare rafforzando la raccolta differenziata,
premiando i Comuni virtuosi e rendendo lo smaltimento in discarica un fatto residuale”.
Questo è l‟augurio ed a questo credo che noi dovremmo tendere e, io sto qui a rappresentare una
preoccupazione e prendo atto che non è solo dei consiglieri della opposizione ma bensì è una
preoccupazione di tutti i consiglieri provinciali, in particolar modo dei Sindaci che hanno questo
problema sulle spalle quotidianamente; abbiamo preso atto stamattina che siamo consapevoli del
problema che oggi bisogna affrontare, cioè il problema principale è, a prescindere dalla unione o no,
è quello di capire e, da questi banchi mi sarei aspettato nella relazione dell‟assessore lo stato
dell‟arte al momento, di cosa è pronto per essere al 1° gennaio pronti per partire con il servizio di
raccolta e la completa gestione dei rifiuti. Mi associo alle affermazioni del consigliere Stellato, nel
senso che noi come gruppo di opposizione abbiamo dato un contributo e lo continueremo a dare
affinché tutto ciò possa giungere a condizioni positive.
Abbiamo dato un credito a questa Amministrazione, abbiamo contribuito anche in commissioni
dove abbiamo preso atto che giustamente la Giunta ha iniziato a lavorare mettendo come primo
punto all‟ordine del giorno su questi argomenti, di creare la filiera, quindi la gestione degli impianti
e costruire gli impianti, cosa giusta, diversamente tutto quello che verrà dopo non può essere
attuato. Però c‟è da porsi il problema, è qui che ritengo che ci siano delle grosse perplessità, questa
Amministrazione dovrebbe spiegare, mentre ho le idee chiare a che punto sono i lavori degli
impianti, do atto al Presidente Magliulo del lavoro svolto in VI Commissione, i vertici della Gisec
sono stati chiarissimi sulla gestione e sullo stato dell‟arte degli impianti, in particolare sui
dipendenti che stanno inquadrati nell‟organico degli impianti. Su quelli abbiamo discusso e su
quelli c‟è la problematica, per la riduzione, il piano operativo della Gisec prevedeva e prevede un
tot di dipendenti, al momento ce ne sono tot più X, quindi c‟era questa problematica.
La Gisec ha risposto in commissione che era pronta per quanto riguardava la gestione, la raccolta, ci
ha risposto che è tutto pronto. Io vorrei capire se è vero questo perché c‟è una preoccupazione, la
preoccupazione è al 1° gennaio, i dipendenti, che sono del Consorzio Unico, che fine faranno? la
preoccupazione è, la gestione, io capisco le perplessità dei sindaci, non so come potrete uscire fuori
dal Consorzio, però il problema esiste, che qui improvvisamente c‟è uno sfilacciamento delle
competenze da parte di un Consorzio che è in liquidazione e che la Gisec invece non prende le
redini in mano per gestire queste cose. Qui è il problema.
Quando in Commissione ho chiesto ai vertici della Gisec se avevano fatto un lavoro comune per
capire la quantità di personale, relativamente allo spazio, ai servizi che bisogna fare, hanno detto
che erano pronti; al momento siamo ancora in attesa del Piano operativo che non è ancora arrivato.
Io capisco che c‟è il problema della mattina quando il Sindaco si sveglia e trova il suo territorio
pieno di immondizia; nel territorio dove risiedo sono 15 giorni che non si raccoglie l‟immondizia,
abito in periferia in una città di 10 mila abitanti, si fa quel che si può, però sono 15 giorni che nella
mia strada non si raccoglie l‟immondizia; giustamente il consigliere Pagano lo fa rilevare, lo fa
rilevare il consigliere Cimmino, ma un Sindaco che ha la responsabilità e continuamente cerca di
abituare i propri cittadini ad essere virtuosi, a fare la raccolta differenziata, c‟è lo sconforto quando
accadono queste cose perché 4-5 giorni di sospensione del servizio, si raccoglie tutto e quindi
diventa un problema.
Sollecito l‟assessore e credo di fare cosa gradita anche al Presidente Magliulo, di risollecitare per la
ennesima volta e far chiarire alla Gisec che Piano Industriale e quando intende prendersi nelle mani
completamente il servizio, perché diversamente noi non possiamo relegare, ho l‟impressione che c‟è
un continuo scaricarsi di responsabilità; Gisec non prende la responsabilità della inadempienza che
il Consorzio in questo momento ha, il Consorzio ha delle inadempienze perché i Comuni non
pagano, non ha le risorse, non ha i mezzi. Se noi non mettiamo nelle condizioni tutti i Comuni di
avere garanzia che questo servizio possa essere effettuato in modo efficiente, probabilmente si
risolverà anche il problema dei mancati pagamenti.
Sollecito ancora una volta il Presidente della Giunta, il Presidente della Commissione, l‟Assessore,
di chiarirci se Gisec è in grado o no dal 1° gennaio di gestire queste risorse? Di farlo questo servizio
sul territorio? Perché quando sento dire che c‟è l‟intenzione che la raccolta e lo spazzamento sia
delegato ai Comuni, ma con quale normativa? Non c‟è questa ipotesi oggi in campo.
Noi siamo qui e continueremo a dare il nostro contributo, credo che sia un contributo fattivo, spero
che a queste nostre perplessità ed a queste nostre preoccupazioni, ci venga data una risposta. Grazie.
CONSIGLIERE RIELLO PIETRO - La problematica sui rifiuti penso che non debba avere un
colore politico, qua nessuno deve fare il Pubblico Ministero, nessuno deve fare l‟imputato. Oggi
grazie al Presidente Zinzi la Provincia sta mettendo in campo tutta la forza, sia per affrontare il
Piano Provinciale sia opponendosi, anche in maniera ferma, a che Caserta non diventi lo sversatoio
di Napoli o di altre province.
La problematica dei rifiuti purtroppo esiste e, noi che facciamo gli amministratori dei nostri territori
ed in questo Consiglio Provinciale credo che siamo l‟80 % dei consiglieri che rappresentano i propri
territori, è una problematica che affrontiamo quotidianamente e veniamo a fare qua lo sfogatoio, il
muro del pianto di quello che ci capita quotidianamente nell‟affrontare questi problemi.
Oggi, per noi Comuni consorziati, ci troviamo di fronte ad un malato con il respiratore automatico
a cui nessuno ha il coraggio di staccare la spina; si fanno molti convegni, molte conferenze sulla
problematica però i rifiuti rappresentano un atto pragmatico che va al di là della filosofia, al di là
della teoria e, per dare risposta ai propri cittadini, cittadini che non seguono le normative giuridiche
ma purtroppo vedono quello che rimane in strada, molte volte noi amministratori siamo accusati
anche di cose non giuste, quindi nonostante gli sforzi che ciascuna Amministrazione mette in campo
per l‟informativa, per far sì che il servizio prosegue alla meglio, ci troviamo di fronte al camion che
la mattina non parte o che ha il libretto di circolazione scaduto perché non è stato fatto il collaudo,
che non hanno benzina, quindi il Comune da delegante diventa delegato a predisporre il servizio
facendo i salti mortali per far partire quotidianamente quel servizio che avrebbe dovuto fare il
Consorzio.
Se c‟è volontà, come penso ci sia, di far partire la Gisec, Presidente, si facesse con la stessa
fermezza che ha avuto per opporsi ai Decreti del Presidente Regionale, con la stessa fermezza che
abbiamo affrontato con la costituzione del Piano Provinciale dei Rifiuti, perché oggi è un appello
che, tutta la provincia di Caserta rappresentata dai propri amministratori pone, visto che tutte le
premesse, tutte le promesse che sono state fatte in passato anche per i Comuni che si sono adeguati
al raggiungimento della raccolta percentuale ottenendo anche risultati notevoli, alla fine tutte le
premialità o tutti i risultati sperati sono venuti meno.
Voglio esprimere una mia preoccupazione all‟assessore. Nel momento in cui parte la Gisec, ci sarà
una differenziazione tra i 104 Comuni nella valutazione dei risultati ottenuti sui propri territori?
Oppure i Comuni virtuosi, andando poi a pagare prezzi dovuti a chi con la stessa forza, con la stessa
determinazione non si attiene a ciò che la normativa impone? Grazie.
CONSIGLIERE SGLAVO ANGELO - Io sento il dovere di chiedere all‟assessore ed al Presidente
della Provincia Zinzi a che punto siamo per quanto riguarda il Piano che ci è stato presentato circa
un anno fa dall‟assessore dell‟epoca Arena? Se questo Piano è ancora in vigore? Se è stato
modificato? E se è stato modificato, in che punto è stato modificato?
Vorremmo sapere effettivamente il grado di attuazione di questo Piano sia dal punto di vista
impiantistico, perché anche qui dobbiamo fare una verifica di quanto è stato fatto, non di cosa
intendiamo fare, che cosa realmente è stato fatto? Questo è uno dei primi problemi che pongo.
Mi sembra che avevamo trovato un obiettivo comune, cioè quello di porci come obiettivo culturale
una raccolta differenziata spinta, proprio per evitare che in discarica arrivassero troppi rifiuti, quindi
una scelta che noi abbiamo condiviso perché pensiamo che questa sia una scelta giusta perché ci
permette di ridurre al minimo i rifiuti da portare in discarica.
Questo punto è ancora valido, i Comuni si stanno adoperando per raggiungere questo obiettivo?
Come Provincia sappiamo a che punto siamo per quanto riguarda la percentuale della raccolta
differenziata per singolo Comune, quindi la percentuale dell‟intera provincia? Anche per avere una
idea se abbiamo imboccato la strada giusta per raggiungere l‟obiettivo.
Un problema che vorrei toccare è la tariffa. Io penso che la tariffa non può essere uguale per tutti gli
Enti Locali, perché la morfologia del territorio è diversa; vorrei chiedere all‟Assessore se è stato
fatto uno studio appropriato per quanto riguarda i distretti e gli ambiti, se sono omogenei, perché
sapete tutti che fare la raccolta nell‟alto casertano sarà diversa da Caserta o da Aversa, quindi non
possiamo prevedere una tariffa unica per tutti gli Enti. Possiamo omogeneizzare i servizi, però la
tariffa deve essere differenziata proprio perché i territori sono diversi.
Chiedo all‟Assessore ed al Presidente se questo lavoro è stato fatto.
Mi ha scandalizzato un dato, vorrei qui attirare l‟attenzione dell‟Assessore e del Presidente. Voi
sapete che c‟è una differenza tra i Comuni che sono virtuosi e quelli che non lo sono, c‟è una
differenza di tariffa appunto per incentivare i Comuni a fare meglio ed a spingere al massimo sulla
raccolta differenziata. Il principio è sacrosanto, però la cosa che trovo assurda è che i rifiuti che
vengono da Napoli c‟è un costo di 136,00 euro a tonnellata e che non fanno raccolta differenziata
perché ci porta di tutto e di più, i Comuni della provincia di Caserta pagano 146,00 euro per
tonnellata. E‟ un assurdo, dopo il danno anche la beffa. Voglio sperare che sia finito il trasferimento
dei rifiuti da Napoli a Caserta e, mi pare che su questo ci troviamo d‟accordo, è una battaglia
comune, però è assurdo prevedere, al di là dei nostri desideri, c‟è una normativa a cui dobbiamo
attenerci; la normativa dice che dal 1° gennaio 2012 il ciclo integrato dei rifiuti viene gestito dalla
Provincia.
Dall‟Assessore vorremo sapere, tutti i contenziosi che sono aperti fra i Comuni ed il Consorzio per
quanto riguarda la posizione debitoria, abbiamo avuto già dei contatti? Tutti questi conflitti, questi
debiti, ce li portiamo nella Gisec? Abbiamo un‟idea di come far partire con il piede giusto la Gisec?
Noi ci dobbiamo caricare di tutto questo passato che mina alle basi la società che sta per nascere,
quindi è un problema che ci dobbiamo porre. E‟ stato affrontato? E‟ stato chiesto un tavolo per
vedere come partire con il piede giusto?
Io già nell‟intervento del riequilibrio, insieme a tutti i consiglieri che hanno un po‟ di esperienza
amministrativa, capisce che rischiamo il dissesto finanziario, è un dato concreto; tutte queste
problematiche voglio sapere se sono state affrontare, a che punto siamo, se c‟è un tavolo?
Per quanto riguarda la questione del personale hanno parlato un poco tutti i consiglieri, io suggerirei
che forse siamo partiti con il piede giusto per quanto riguarda la questione del personale. C‟è stato
detto dal Presidente della società che è stato fatto il Piano Industriale per l‟impiantistica ed abbiamo
un numero di lavoratori in esubero, però mi pare che non abbiamo pronto il Piano della raccolta e
lo spazzamento industriale per vedere quante persone occorrevano e quante persone sono in
esubero. Quindi, anche questo dato manca; vogliamo sapere se è stato fatto il Piano di raccolta e lo
spazzamento per quanto riguarda la provincia.
Io consigliavo la volta scorsa di evitare di trovarci con una società gonfiata di personale, perché i
sindaci molte volte hanno gonfiato, hanno messo quanto più personale era possibile, allora tutto
questo è compatibile con la nostra società che deve nascere sana e con il personale adeguato?
Va bene quello che diceva il consigliere Cicala, vediamo anche di fare uno studio per vedere a
quante persone possiamo garantire la mobilità e con la messa in pensione, abbiamo tutti questi dati?
Anche questo sarebbe importante.
Per quanto riguarda la questione del personale, io penso che c‟è questo tavolo a cui avevo suggerito
di inserire il Presidente o qualcuno della Commissione Ambiente perché è giusto che ci sia, anche
per avere questo rapporto tra Giunta e Consiglio, ma io penso che all‟interno di questa
Commissione dobbiamo fare entrare l‟Ufficio Provinciale del Lavoro se vogliamo ridurre il numero
dei contenziosi, perché probabilmente avendo la presenza di questo ufficio potrebbe esserci di
grande aiuto per superare queste difficoltà insieme ai rappresentanti sindacali. Quindi, anche questo
dovrebbe essere una strada.
L‟ultimo argomento è chiedo al Presidente ed all‟assessore, visto che parliamo di risanamento del
territorio e, faceva molto bene il Presidente a porre queste tematiche visto come è stato violentato,
come è stato danneggiato e come le condizioni di vivibilità quasi zero, voglio chiedere se è stato
fatto un Piano? Abbiamo chiesto un tavolo per avere un Piano per lo smaltimento delle eco balle per
liberare questo territorio? Abbiamo uno studio? Ci siamo fatti carico presso la Regione, chi è
addetto allo smaltimento di queste eco balle? Come facciamo a liberare questo territorio da questo?
Le guardie ecologiche vanno benissimo, una volta era piacevole andare in bicicletta in campagna,
oggi è impossibile perché non c‟è una stradina di campagna che non è piena di immondizia; anche lì
ci dobbiamo porre il problema, noi come Provincia come facciamo a liberare le periferie delle città
da questa immondizia che ormai alberga sovrano sui cigli della strada?
A tutto questo noi vorremmo una risposta.
CONSIGLIERE BORTONE FRANCESCO - Al di là della presunzione di voler fare una sintesi, mi
sembra di aver capito che questa problematica, al di là delle posizioni di parte, stia a cuore di tutto il
Consiglio Provinciale e di tutta l‟assise.
Le innumerevoli problematiche sollevate negli interventi dei colleghi ci fanno capire la complessità
della materia e ci fanno anche intuire che tanto lavoro è stato fatto in questi mesi e tanto lavoro ci
resta da fare e deve essere perfezionato.
Un dato è sicuro, questa Amministrazione Provinciale, questa maggioranza dal primo minuto in cui
si è insediata ha dato un grande impegno su questa problematica e, bisogna dare atto agli assessori
tecnici che si sono susseguiti, al professore Arena e la professoressa Mastellone dopo e soprattutto
al nostro Presidente Zinzi di aver assunto una posizione chiara, attiva sulla problematica; basta
vedere il diverso rapporto che da qualche mese abbiamo con la Regione Campania rispetto al
passato e, lo sforzo enorme che questa Amministrazione sta profondendo per far sì che veramente il
problema diventi provinciale e che noi della Provincia di Caserta lo affrontiamo da soli senza le
ingerenze da parte di altre Province della regione Campania.
E‟ ovvio che da dibattito emergono due esigenze, questo bambino che sta per nascere, quindi
sicuramente ci sono molti problemi da affrontare, i colleghi sono stati decisi, molti colleghi sono dei
sindaci quindi conoscono meglio di me la problematica, si capisce e si intuisce che il problema è
estremamente complesso; in corso d‟opera, mano a mano verranno i problemi e dovremmo trovare
la soluzione. Sono emerse due istanze da questo dibattito, penso che il Presidente abbia il dirittodovere di chiarirci tutti i nostri dubbi, di essere estremamente preciso sulle date e sulle forme con
cui questa Gisec partirà.
Noi siamo fiduciosi del lavoro del Presidente e della Giunta, è arrivato il momento per dare delle
certezze sia al Consiglio Provinciale che ai cittadini e, soprattutto il nostro gruppo chiede che si
profondano tutte le energie per dare anche certezze ai lavoratori che dal Consorzio passeranno alla
Gisec. Grazie.
CONSIGLIERE SCHIAPPA GIOVANNI - Intendevo aprire l‟intervento questa mattina con delle
considerazioni che l‟amico consigliere Gabriele Piatto mi ha fatto pervenire tramite posta
elettronica, in quanto, come detto dal Presidente Della Cioppa, è ampiamente giustificato per
impegni professionali; mi inviava, nella giornata di ieri, delle considerazioni di un Sindaco
consigliere provinciale, con delle difficoltà che esistono ogni mattina, ogni giorno ad affrontare la
vicenda rifiuti. Bene ho fatto ad attendere ed ascoltare gli altri Sindaci in questo Consiglio
Provinciale, perché questo è il modo giusto per rapportarsi ai problemi e, io devo ringraziare i
colleghi consiglieri stamattina per la pagina dignitosa, seria ed edificante che stanno scrivendo,
ovvero tutti i sindaci vivono le stesse cose, vogliono risolvere i problemi e danno la propria
disponibilità per cercare di fare di questa terra una terra che possa affrontare nel migliore dei modi
un problema irrisolto. Sulla falsa riga di quanto ascoltato dall‟amico Cimmino, da Pagano, da tutti i
sindaci che hanno rappresentato le difficoltà ma, soprattutto su quella linea che ho visto apprezzata
dal Consiglio e che è stata ragionata e maturata nel tempo dalla maggioranza e dall‟opposizione,
quella evidenziata da Antonio Magliulo, Presidente della Commissione Ambiente, che ha avuto
grande attenzione alle dinamiche evolutive del settore alla luce degli interventi normativi che non
sempre ci hanno consegnato delle certezze.
L‟intervento celere ma mi auguro possa essere significativo alla luce della presenza di uomini, che
sono quei dipendenti che sono seduti qui ad ascoltarci ed a testimoniare il loro disagio, la loro
preoccupazione, la presenza fino a poco fa di Farina Briamonte che ringrazio per l‟impegno nel
CUB, dell‟assessore che si sta adoperando, non poco, per affrontare nel migliore dei modi una
situazione che forse altri non ci aiutano ad affrontare.
Se Provincializzazione deve essere, che si proceda alla Provincializzazione, non possiamo assistere
all‟emanazione di un Decreto Legislativo recanti disposizioni correttive alla normativa che parla di
un tributo o tariffa nuovo, la RES, che pare debba essere di esclusiva competenza dei Comuni.
Se il 1° gennaio del 2012 è stato deciso che partirà la Provincializzazione, perché noi andiamo a fare
dei Decreti Legislativi correttivi alla normativa che dice che sarà provincializzato?
Le preoccupazioni sono tante e tali che noi ci rendiamo conto che è arrivato il momento di fare la
politica con la P maiuscola, quella che meno può insegnare il sottoscritto a voi tutti, soprattutto per
dati anagrafici e per esperienze minori, dobbiamo responsabilizzare i nostri rappresentanti in
Regione Campania, al Parlamento e di invitarli in questa sede; ben venga Tonino Magliulo quando
dice di fare un convegno, un Consiglio Provinciale, che possa essere un momento di grande
assunzione di responsabilità con i nostri rappresentanti, che dovranno poi portare quelle istanze che
questi lavoratori, che questa terra, che questo Consiglio Provinciale sentono di dover difendere in
tutte le sedi competenti. Non possiamo assistere a decisioni che mortificano le scelte che più volte
noi abbiamo ritenuto necessarie per il recupero, in termini ambientali, del nostro territorio.
Non possiamo far finta di niente quando leggiamo che i dipendenti del Consorzio Unico di Bacino,
dopo un‟assemblea fatta nei primi giorni del mese di novembre, oggi sono presenti qui e ci
comunicano di avere difficoltà e disagi, ad ipotizzare un nuovo periodo di proroga e, mentre
leggiamo questo sappiamo che il Presidente Caldoro ha richiesto una proroga.
Un‟altra incertezza, l‟utilizzo dei Fondi FASS, ringrazio il Presidente Zinzi per quanto sta facendo
su questo, per quanto sta difendendo l‟unico dettato normativo esistente, quello che sancisce la
Provincializzazione; noi non possiamo accettare che l‟ipotesi di utilizzo dei Fondi FASS che
servirebbero, per il tramite della Regione Campania, a riorganizzare l‟intero ciclo, siano destinati
all‟utilizzo dei Comuni se noi stiamo parlando di Provincializzazione dal 1° gennaio del 2012.
Troppe incertezze, un ahimè da parte mia che forse dobbiamo un poco tutti pronunciare per superare
qualche pizzico di responsabilità, perché forse non lo abbiamo fatto prima a responsabilizzare i
nostri rappresentanti in altre sedi, dobbiamo essere celeri, tempestivi, repentini.
A nome del partito che mi onoro di rappresentare in questa sede, ma credo a nome dell‟intero
Consiglio Provinciale dopo aver ascoltato tanti amici, dell‟opposizione e della stessa maggioranza,
chiediamo al Presidente Zinzi che questa possa essere l‟azione politica delle prossime ore, li
vogliamo qui a Caserta a capire, a comprendere, a conoscere i nostri disagi di amministratori che
tornano sul proprio territorio e non sanno dare risposte, perché le risposte non provengono neanche
da chi si preoccupa di produrre in termini normativi.
Penso che il messaggio sia chiaro e sia onesto e rispettoso nei confronti di tutte le parti di questo
Consiglio Provinciale. Solidarietà e vicinanza a chi si impegna in questo campo come il Presidente
del Consorzio Unico di Bacino, come i sindaci che ogni mattina hanno le difficoltà da superare
perché riscontrano l‟immondizia per strada e stati di agitazione che non consentono di prelevarla, a
tutti gli amministratori impegnati nel risolvere questo problema.
Questo è il messaggio che il sottoscritto vuole conferire a questa assise con grande rispetto, con
grande determinazione, il Consiglio Provinciale di Caserta possa assumere una decisione
significativa e scrivere una pagina ancor più edificante di quanto già l‟assessore Mastellone,
l‟assessore Arena ed in primis il nostro Presidente Zinzi da un anno e mezzo e più sta cercando di
fare per questa terra. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Prima delle conclusioni del Presidente
Zinzi, c‟è una relazione da parte dell‟assessore Mastellone che risponderà ad alcune domande fatte
dai consiglieri. Prego assessore.
ASSESSORE MASTELLONE - Ringrazio l‟intero Consiglio e tutti gli interventi, ho preso 20
pagine di appunti, quindi spero di concentrarli e dare comunque la risposta a tutti i giusti spunti che
sono stati dati.
Per quanto riguarda il problema relativo all‟impatto ambientale dell‟impianto anaerobico da
prevedersi presso lo STIR, unito a chi mi ha posto la questione di quale Piano preveda o meno
questo tipo di impianto, di questo genere, di questa potenzialità e quant‟altro. Devo fare una
puntualizzazione, quando ho parlato di valutazione ambientale strategica del Piano Provinciale di
gestione dei rifiuti, devo anche dire che noi siamo stati i primi come Provincia a realizzare il Piano
e, avremmo potuto portarlo molto più avanti, non per colpa nostra abbiamo subito dei rallentamenti
ma semplicemente si è verificato, fatto strano, che il Piano Regionale che dovrebbe essere di linea
guida presso i Piani Provinciali, è intervenuto dopo, questo naturalmente ha comportato il
rallentamento ad arte del nostro Piano e dell‟approvazione perché formalmente deve essere prima
adottato al Piano Regione e poi quello Provinciale.
E‟ intervenuto un ulteriore fatto, la legge 1, di fatto ha dato delle indicazioni impiantistiche, che non
sono solo i famosi due commissari con il gruppo di lavoro, con il gruppo di super esperti ed altro,
ma ha dato anche l‟indicazione che gli impianti STIR venissero adeguati con impianti anaerobici,
senza però dire che l‟impianto che si va a realizzare presso lo STIR debba necessariamente
supportare la potenzialità dell‟intero ambito, quindi in questo caso la Provincia.
Per cui, sulla potenzialità dello STIR, in realtà ciò che detterà legge sarà il progetto, sarà
effettivamente ciò che l‟impatto ambientale, quell‟impatto sociale determineranno all‟interno del
progetto.
Devo però fare un rilievo espressamente tipo calcolativo. Attualmente l‟impianto STIR tratta circa
900 tonnellate al giorno di rifiuti tal quali, tecnicamente dovrei dire residuali alla raccolta
differenziata, in provincia siamo arrivati mediamente ad un 30 % di raccolta differenziata, quindi un
po‟ di umido sicuramente lo togliamo già in partenza.
Questo significa che tratta 450 tonnellate al giorno di frazione umida tritovagliata, la cosiddetta Fut,
che corrisponde ad una potenzialità annuale ben superiore alle 70-80 mila tonnellate al giorno e,
queste 70 mila tonnellate non vanno a sommarsi a quelle che già si fanno adesso, questa è una cosa
che ho letto sui giornali ma è una informazione errata, si sostituiscono, nel senso che l‟umido invece
di diventare Fut entra direttamente come umido e viene trattato in impianti, che adesso sono all‟area
aperta e che invece saranno chiusi. Quindi, non si va verso un aumento dell‟impatto ambientale, si
va sicuramente verso una diminuzione dell‟impatto ambientale sia in termini di portata umida
trattata sia in termini di tipologia di trattamento, che non avviene più con emissioni in area ma viene
al chiuso senza emissioni.
Detto questo, la potenzialità finale di questo impianto, è chiaro che ci si auspica che sia la più
elevata possibile per evitare di fare troppi impianti che economicamente parlando non sono auto
sostenibili, però la potenzialità massima sarà stabilita da una serie di fattori che sono di tipo tecnico
ed ambientale. Naturalmente tengono conto delle emissioni di odori, di impatto, di rischio sulla
salute secondo le più avanzate tecniche di analisi del rischio dell‟impatto ambientale che verranno
messe in atto.
Nel momento in cui sarà realizzato, nodo focale del Piano impiantistico, l‟impianto di trattamento
termico e ci sarà la raccolta differenziata che si auspica dal 30 % possa raggiungere tranquillamente
il 40-45 %, mediamente le province d‟Italia non superano il 40-42 %, però il nostro obiettivo è il 50
%, la struttura del Piano dell‟impiantistica è fatta su questa base. In quel momento, quando ci sarà la
disponibilità dell‟impianto termico, ci sarà una raccolta differenziata totalmente sviluppata,
omogenea ma non necessariamente appiattita perché le due cose non sono sinonimi, l‟impianto
STIR vedrà ulteriormente diminuito il proprio impatto, non solo perché non tratterà più il rifiuto
indifferenziato, perché il rifiuto indifferenziato residuale alla differenziata che sarà il 50 % del
totale, prima di tutto diminuirà ma poi andrà a trattamento termico; l‟impianto STIR verrà
convertito in un impianto di selezione di multimateriale, quindi della differenziata, il cui impatto
chiaramente decresce in maniera esponenziale. Quindi, come visione futura, nella prospettiva di
realizzazione del Piano che è completo, andrà verso un impatto sempre più decrescente e non
crescente.
Ho registrato la disponibilità del Sindaco Cimmino per quanto riguarda la realizzazione di un
impianto di tipo a S. Tammaro, ma il Sindaco penso abbia ricevuto la lettera del Presidente con la
quale cominceremo a breve le interlocuzioni per la realizzazione del parco scientifico e tecnologico
di S. Tammaro; ne approfitto per comunicare che, proprio nell‟ambito di quell‟accordo di
programma, quindi nell‟ambito del finanziamento relativo a quell‟accordo, sono cominciate le
operazioni di smantellamento delle piazzole che sicuramente non sono una operazione a breve
termine perché i costi sono quelli che sono, la capienza residua della discarica, anche a causa delle
varie ordinanze napoletane si è ridotta, abbiamo però cominciato il programma, sicuramente
cominciando da quelle piazzole che creavano più problemi, cioè quelle scoperte, quelle dei rifiuti
parzialmente incendiati e quant‟altro. Avendo finalmente sbloccato la situazione con molte
insistenze, quella situazione del parco scientifico e tecnologico adesso partirà in maniera seria e, la
possibilità di adeguare l‟impianto di compostaggio in quel nodo, in maniera tale da renderlo
conveniente da un punto di vista economico perché non avrà più un costo ma addirittura darà un
ricavo, fa parte sicuramente di quel progetto.
Il Presidente Magliulo ha parlato di siti contaminati, di situazioni di bonifica, di disastro totale. E‟
vero, se noi andiamo avanti con una situazione di continuo sversamento in discarica, al di là del
fatto che dovremo dotarci di una discarica da 1 milione e passa di metri cubi ogni tre anni, il che
significa dire a devastare totalmente il territorio provinciale; è ovvio che nessuno di noi se lo può
permettere e pensa di continuare con una scellerata gestione di questo tipo, abbiamo il problema che
tutto quello che è stato fatto dagli anni „70 ad oggi, oggi lo stiamo pagando a livello ambientale ed
economico.
Noi quando paghiamo lo smaltimento dei rifiuti, non paghiamo solo lo smaltimento dei rifiuti che
oggi depositiamo fuori dalla nostra casa, noi oggi paghiamo ancora tutti quei siti che abbiamo
ereditato forzatamente, che non ci sono stati passati come siti da monitorare, ci sono stati passati
come siti privi di repping, privi di impianto di trattamento del percolato, privi di impianto del
trattamento del bio gas, privi di impianti di captazione e quant‟altro.
Questo significa, a parte una quantità di lavoro immane perché sono situazioni che hanno un
impatto diretto sulla salute dell‟ambiente e sulla salute dell‟uomo, ma sono anche situazioni che
bisogna necessariamente sanare. Per questo motivo tutto il lavoro fatto sulle compensazioni
ambientali, che è cominciato nel 2008 e che ha avuto tutta una serie di trascorsi, oggi è arrivato ad
un punto definito per il quale la Provincia di Caserta, con insistenza e caparbietà, in ogni modo
possibile, in ogni espressione della Giunta, del Consiglio, è arrivata ad ottenere una priorità
nell‟ambito delle poche risorse che il Ministero dell‟Ambiente ha a disposizione dal settembre
2011; noi abbiamo una priorità 1 sulla discarica di Parco Saurino 1 e 2 ed ampliamento, che verrà
definitivamente messa in sicurezza e, per la quale non ci sarà più necessità di sobbarcarsi i costi
ambientali ed economici del percolato che viene continuamente prodotto dalle piogge che
attualmente passano nel corpo della discarica che è di 10 ettari, quindi fate voi un calcolo rapido di
cosa significa.
Priorità 2, per quanto riguarda la discarica di Sogeri, che non è una discarica pubblica ma è una
discarica che crea impatto sul territorio in maniera devastante; priorità tre è la discarica di Lo Uttaro
di cui ho sentito parlare.
Per quanto riguarda la zona di Lo Uttaro, la situazione è paradossale, perché la Regione Campania
ha approvato ben due volte, una volta con la Giunta Ianapini ed un‟altra volta con la Giunta
dell‟assessore Romano il progetto di caratterizzazione e bonifica dell‟area, intendo dire area e non
discarica perché sono due problemi che se ben hanno lo stesso nome, Lo Uttaro, sono due problemi
distinti e separati.
Nonostante siano stati approvati due volte, una volta nella primavera del 2010 ed un‟altra volta
nell‟ottobre del 2010, nonostante ci siano state ampie rassicurazioni nell‟arco del 2011, attualmente
la Regione Campania nega di avere la disponibilità dei fondi per attivare questa caratterizzazione e
questa bonifica.
Questo è sicuramente un problema che dovrà essere risolto sui fondi delle compensazioni
ambientali, con il risparmio legato al chetting della discarica, ma in qualche maniera dovremmo
ancora una volta sostituire le inadempienze di chi non si è più ritrovato i soldi a disposizione, la
colpa non so di chi fosse per risolvere anche quel problema, che non è un problema di poco conto
come area vasta.
Ricordo che c‟è stato chi ha posto il problema dell‟appiattimento della tariffa sul territorio; non è
auspicabile che con l‟ingresso della Provincializzazione, che è un obiettivo ben preciso e su questo
interverrà sicuramente il Presidente in maniera chiara, ci sia un appiattimento della tariffa.
Sicuramente questo non è possibile neanche per legge, nel senso che anche con la
Provincializzazione la gestione che viene provincializzata, ma comunque la gestione dei flussi
rimane di natura comunale, nel senso che una delle difficoltà logistiche che la Gisec si è trovata ad
affrontare nella relazione del suo Piano che è stato terminato venerdì scorso, non c‟è stato ancora
trasmesso formalmente ma è stato terminato, quindi sicuramente lo avremo a disposizione questa
settimana, è che la raccolta dei rifiuti fatta presso le varie unità locali, quindi presso i Comuni, non
può essere una raccolta senza pesa, proprio perché il singolo Comune ha il diritto ed il dovere di
rispettare gli indici di raccolta differenziata previsti dalla legge, quindi naturalmente il calcolo dei
flussi deve rimanere anche nell‟ottica di gestione centralizzata. La tariffa può essere uguale per
macro settori, ad esempio ci sono alcuni Comuni per i quali la produzione di umido non è tale che la
raccolta si faccia 3 volte a settimana, è chiaro che dal punto di vista della logistica, automezzi,
usura, carburante ed altro, quel Comune avrà necessariamente un costo ridotto e quindi avrà una
tariffa naturalmente inferiore, oltre al fatto che avrà una tariffa naturalmente inferiore perché
produce meno rifiuti. quindi, al Comune rimane una identità dal punto di vista della propria virtù,
dell‟essere in grado di raggiungere indici di raccolta differenziata più o meno alti, perché non può
non essere che così, cioè non siamo noi che possiamo deciderlo. Questo è un fatto chiaro, anche in
altre Province dove la Provincializzazione è già attuata, la Provincia di Roma, Avellino, Benevento,
questo problema è affrontato, quando si passa per raccogliere rifiuti da Caserta e si passa poi a
Maddaloni, bisogna pesare prima quelli di Caserta perché deve rimanere questa informazione, che
naturalmente si riverbera anche sul calcolo della tariffa.
Sicuramente dal punto di vista calcolativo ed anche dal punto di vista logistico la cosa non è
semplice, però è chiaro su cosa si debba fare.
A meno che non abbia dimenticato qualcosa, vi prego di farmelo rilevare, lascerei la parola al
Presidente per le conclusioni.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Prego, conclude sull‟argomento il
Presidente Zinzi.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE ZINZI - Voglio subito convenire e dire che è stato un dibattito
molto interessante, con interventi da parte di tutti che hanno contribuito a fare chiarezza ed hanno
dato l‟opportunità, prima all‟assessore e poi a me di dare un contributo e quindi risposte ai quesiti
posti.
Ovviamente, diamo conto di un anno e mezzo di lavoro molto impegnativo, voglio subito dire che
gran parte dell‟energia di questa Giunta, dell‟assessorato, mio personale, dell‟Intero Consiglio è
stato riservato a questo settore; tutti abbiamo consapevolezza di vivere in una regione dove questo
problema è stato il vero e grande problema da anni. In questo senso ringrazio soprattutto l‟assessore
Mastellone che, nella sua relazione introduttiva e nelle risposte ha dato, con grande puntualità, il
contributo che l‟assemblea si aspettava.
Devo anche ringraziare gli amministratori di Gisec e del Consorzio CUB per la serietà e l‟impegno
che caratterizza il loro lavoro, perché credo che siamo tutti convinti che amministrare il Consorzio
non è stato facile e non è facile, richiede un grande impegno, una grande abnegazione, una grande
capacità e, tutto questo viene fuori dal lavoro che sta portando avanti il dottore Farina Briamonte.
Gisec, con l‟approssimarsi delle date a cui noi andiamo incontro, la data importante per Gisec è
quella del 1° gennaio 2012; io credo di poter affermare, al di là delle situazioni che pur ci vedono in
questo momento esprimere qualche perplessità ma che deriva da un quadro legislativo non definito;
l‟avete detto in tutti gli interventi, avete sottolineato questa situazione di indecisione che esiste a
livello legislativo, nonostante ciò sono convinto che se modifiche ci saranno noi ci adatteremo e le
rispetteremo, se modifiche non ci saranno noi siamo pronti, per quanto ci impone la 26, per iniziare
con Gisec l‟attività che oggi svolge il Consorzio Unico di Bacino.
Per cui, questo è un punto fermo su cui non dobbiamo tornare, poi domani il Parlamento dovesse
modificare la 26 o dovessero venir fuori altre indicazioni, non dipende da noi; il dato certo è che
Gisec sarà pronta a fare il proprio lavoro dal 1° gennaio.
L‟assessore Mastellone, sugli impianti e sulla parte che attiene l‟organizzazione, partendo dagli
STIR e finendo anche al nostro Piano Industriale, credo che sia stata molto chiara. Noi abbiamo
fatto un lavoro molto intenso in questo anno e mezzo, credo di poter dire che anche rispetto ad una
programmazione, ad una realizzazione ci siamo portati abbastanza avanti, nonostante il
rallentamento che abbiamo avuto dalla Regione Campania, noi aspettiamo ancora la VAS per
poterci muovere e portarci verso la realizzazione degli impianti.
Questo significa che il lavoro è stato fatto con grande professionalità, consapevolezza soprattutto di
operare in un settore dove bisognava non perdere tempo.
E‟ stato fatto riferimento agli organici gonfiati, più di uno ha parlato di organici gonfiati, questo ci
porterebbe a fare un excursus del passato, questo ci porterebbe certamente ad iniziare dai consorzi
di bacino, qualcuno ha detto i sindaci; io per questo sono stato indotto ad inviare una nota anche
molto circostanziata a tutti i Comuni e, avrei preferito non farla, lo ho dovuto fare perché è bene che
tutti si assumano le responsabilità di proprie competenze, anche ritornando al passato. Quando noi
parliamo di organici gonfiati è perché facciamo riferimento ad un abuso, è perché dobbiamo
ricordarci che per il passato, pur senza concorsi, tutto è stato infilato dentro. Oggi facciamo fatica,
perché? Io qua ho alcune note che i dipendenti del Consorzio mi hanno fatto pervenire su cui li
vorrò incontrare per fare una riflessione con loro ma anche per dare tranquillità, perché per quanto
attiene i dipendenti noi stiamo lavorando perché con gradualità devono passare a Gisec.
Lasciatemi ritornare sugli organici gonfiati. Se noi non avessimo avuto questi organici gonfiati, oggi
potremmo affrontare tutta la problematica del personale con maggiore tranquillità, quando noi ci
troviamo con organici gonfiati, abbiamo fatto con l‟articolazione di Napoli una grande battaglia per
non avere anche un sovraccarico da Napoli; in questo anno e mezzo le battaglie sono state tante e
voi lo avete sottolineato. Noi avremmo avuto un compito meno appesantito, avremmo potuto
portare avanti un lavoro con miglior risultato, nonostante ciò ci stiamo impegnando perché questa
pianificazione che ci siamo dati va portata in porto, quindi va guardato l‟aspetto del personale nella
maniera più equilibrata possibile e sono fiducioso perché arriveremo ad una conclusione seria che
potrà tranquillizzare e soddisfare tutti. IN quella lettera che ho mandato ai Comuni non potevo non
addebitare a loro alcune responsabilità, magari saranno sindaci che oggi non ci sono più, ma
abbiamo avuto sindaci che prima hanno contribuito a gonfiare e poi sono usciti dal Consorzio
lasciando debiti al Consorzio, oggi ci troviamo con il Commissario del Consorzio che deve badare
ai debiti pregressi, deve oggi fare i conti con una realtà dove alcuni Comuni pagano ed altri no; a me
dispiace anche dover sottolineare che anche quei Comuni che pagano finiscono per subire
l‟emergenza, perché non si può separare i buoni dai cattivi. Anche quei sindaci che pagano
subiscono l‟azione di protesta dei dipendenti quando a loro non viene corrisposto il dovuto, quando
si accumulano mensilità, come è capitato nel periodo pregresso e mi auguro come non capiterà nel
prossimo futuro.
Ecco l‟accelerata ad andare verso Gisec, l‟accelerata ad andare sull‟indicazione che la legge 26 ci
prospetta, anche qua noi dobbiamo portare avanti un‟azione che porta alla puntualità tutti i Comuni;
chi riceve il servizio non può immaginare di non pagare, è come se noi chiedessimo una qualsiasi
prestazione e pretenderemmo di non soddisfare la richiesta di un pagamento. E‟ bene che si vada in
quella direzione di responsabilità che tutti i Comuni aderenti al Consorzio oggi, aderenti a Gisec
domani dovranno entrare nell‟ordine di idee che i servizi si pagano. Nel momento in cui si riesce a
portare in questa condizione tutti quelli che ricevono il servizio, credo che le cose funzioneranno
nella maniera più ordinata possibile, così che l‟utenza si aspetta di ricevere il servizio più efficiente
possibile, così poi dobbiamo arrivare alla raccolta differenziata più alta possibile, quindi qua scatta
quel meccanismo che tutti sappiamo, secondo il quale noi abbiamo fatto una programmazione di
impianti, tenuto conto che la nostra raccolta differenziata dovrà essere mediamente del 50 %.
Questa è la conclusione di un ragionamento che ci vede impegnati ormai da un anno e mezzo e,
credo di poter dire che stiamo portando avanti con dei buoni risultati.
Credo che dopo che l‟assessore ha fatto riferimento anche alle bonifiche, alla condizione anche dei
Comuni virtuosi come ci è stato chiesto in qualche intervento; i Comuni virtuosi devono poter
ricevere degli incentivi per essere sempre più virtuosi. Noi continuiamo in questa direzione, è chiaro
che in questo modo dobbiamo anche considerare per quella minima parte, mi auguro che questo non
si verificherà più, quello di ospitalità che abbiamo dato e diamo ogni tanto per la situazione di
Napoli, è una ospitalità programmata e che non può essere perché ormai stiamo avendo ragione per
quanto il TAR ha definito una nostra posizione, aspettiamo ancora altre sentenze, questo significa
che la Provincializzazione è una impostazione che ha preso piede, non siamo in pieno regime, la
stiamo gradualmente gestendo e stiamo entrando sempre più in questo contesto, però la
Provincializzazione ormai è un fatto scontato, quindi andiamo avanti cercando di avere un impianto
che riguarda solo Caserta e nessuno può immaginare, così come è capitato in questi giorni di leggere
che qualcuno da Napoli pensa di realizzare qualche impianto in sostituzione di Napoli est per
portare i rifiuti di Napoli a Caserta.
Se qualcuno da Napoli teorizza che i rifiuti possano essere gestiti in una certa maniera, nell‟ambito
di quell‟auto sufficienza che significa Provincializzazione, il Sindaco di Napoli con il Presidente
della Provincia di Napoli devono trovare l‟intesa e cercare il modo secondo le teorie che loro
propinano, di mettere in ordine in questo settore e quindi gestirsi i loro rifiuti. Noi faremo gli
impianti a Caserta per gestire i rifiuti di Caserta. In questo senso il Piano Provinciale Rifiuti ha
dimensionato gli impianti secondo le nostre necessità, tenendo conto innanzitutto della raccolta
differenziata, tenendo conto che siamo una provincia di 1 milione di abitanti, quindi mettendo
insieme questi parametri abbiamo ritenuto di indicare sul Piano che il gassificatore sarà di quella
portata.
Sull‟impianto di digestione anaerobica, il consigliere Stellato ha fatto una riflessione e la ha
puntualizzata anche il consigliere Cimmino, non so se in quella parte del territorio un impianto di
digestione anaerobica tarato sulle 70 mila tonnellate come impianto chiuso, l‟impatto rispetto allo
STIR di oggi sarà molto inferiore, molto attenuato se si può andare avanti con quel
dimensionamento oppure dobbiamo considerare un doppio impianto. Quindi, comprendo come
oggi, a parti invertite, a S. Maria C. V. c‟è l‟opposizione che dovrebbe considerare e quindi portare
avanti un ragionamento di un certo tipo, oggi è contro l‟Amministrazione Comunale addebitando la
realizzazione di un impianto che è già realizzato e lo STIR a S. Maria C.V. non nasce oggi, oggi
parliamo di trasformare, in ogni caso sono pronto a considerare anche l‟eventualità, ci
confronteremo ancora su questo tema, vediamo di uscirne e trovare una soluzione come ritengo che
la proposta fatta prima dal consigliere Schiappa, di organizzare un grande convegno con la presenza
di tecnici ma soprattutto di tutti i livelli istituzionali e politici, mi auguro però che a questo
convegno veramente avremo tutta la rappresentanza dei Parlamentari casertani o dei consiglieri
regionali di questa provincia perché, in quella sede, in quell‟ambito dibattito od approfondimento
che noi apriremo, nel trarre le conclusioni possiamo poi essere certi dell‟impegno di tutti a sostenere
le cose che decideremo in quell‟occasione.
Io ritengo che su questo punto non dobbiamo andare troppo in là, se organizziamo a data breve, al
limite per l‟inizio di dicembre, ci prendiamo una quindicina di giorni, faremo questo grande
confronto; ho colto bene la proposta del consigliere Schiappa, ovviamente aperto a tutti i sindaci,
poi faremo inviti e cercheremo di mettere insieme la giornata come meglio organizzarla. E‟
importante che quando si affrontano certi temi, ci vuole l‟impegno e la presenza di tutti, sono temi
questi che devono essere avvertiti e sentiti da tutti, non ci possiamo ridurre all‟intervista sporadica
od alla domanda in una occasione particolare per dire cosa si è fatto, noi tutti insieme cosa stiamo
facendo e cosa vogliamo fare, senza lasciare qualcuno da solo.
Questa proposta la ho accolta con grande favore, per cui ci confrontiamo e facciamo una data breve
per fare questo nostro convegno.
Ringrazio tutti per il contributo serio e di grande competenza che è venuto fuori in questo Consiglio
Provinciale, d‟altra parte noi siamo abituati a lavorare con serietà, in questo Consiglio Provinciale
sin dal primo momento abbiamo sempre prodotto un lavoro di qualità, continuiamo in questa
direzione e, sappiamo che il contributo è serio da parte di tutti, questo è da sottolineare; qua non c‟è
una maggioranza che si vuole intestare un risultato, qua c‟è un Consiglio Provinciale nella sua
interezza che vuole lavorare per questa provincia e quindi dare il massimo contributo e portare i
risultati nell‟interesse di tutti. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Grazie Presidente, la discussione sul primo
argomento si è conclusa con questo intervento, passiamo al secondo argomento all‟ordine del
giorno. Prego Presidente Zinzi.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE ZINZI - Chiederei una breve sospensione dei lavori per motivi
televisivi.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Mettiamo a votazione la sospensione per
alzata di mano.
Chi è favorevole?
tutti favorevoli.
Approvato all‟unanimità dei presenti.
La seduta è sospesa per 15 minuti.
ORE
LA SEDUTA E‟ SOSPESA.
ORE 13,50 LA SEDUTA RIPRENDE.
IL SEGRETARIO GENERALE PROCEDE ALL‟APPELLO.
PRESENTI N. 28.
RISULTANO ASSENTI: BRANCACCIO, CELLA, CICALA, FIORILLO, MARINO, NUZZO,
OMMENIELLO, PAGANO, ROCCO.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CIOPPA - Riprendiamo i lavori con l‟introduzione
del secondo punto all‟ordine del giorno.
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