Nico
Fidenco:
i miei primi
50 anni
Fescennino
d’oro per
Luca
De Filippo
Antico
Caffè Greco
di Via dei
Condotti
Campo de’ fiori
2
SOMMARIO
Editoriale:
Volersi bene per voler bene.......................3
L’intervista:
Nico Fidenco.........................................4-5
Notti d’Oriente...................................6-7
Curriculum vitae:
Susy Abati................................................8
Un “Fescennino d’oro”..........................9
I Remigini............................................11
Roma che se n’è andata:
Antico Caffè Greco.............................12-13
Nuovo codice della strada..................14
Suonare Suonare:
Jule Potter.........................................16-17
Ecologia e ambiente:
Di chi è questo pianeta?.........................18
Cinema News:
Shrek e vissero felici e contenti...............19
Una “Fabrica” di ricordi:
Il cuore sull’albero..................................20
Il Bio Postural Test ............................23
Le guide di Campo de’ fiori:
Valentano...............................................24
Come eravamo:
Soprannomi: aò qui nun se finisce più....25
Le storie di Max:
Don Backy..............................................26
Ass. Artistica IVNA:
La crisalide e l’arte..................................28
L’auto ibrida è già una realtà ...........29
Il santo più amato da papa
Ratzinger.............................................30
Il Fumetto:
WE3 - Nuovo organismo ibrido................31
Che cos’è il relativismo?....................32
Il primo congresso di lavoratori della
terra del Lazio e della Sabina ............33
Civitonici Illustri:
Mario Franci...........................................34
Cosa resta di un’estatete?..................35
Il mondo del Jazz:
Duke Ellington........................................36
L’angolo Bon Ton
La lista nozze.........................................37
Lombalgia e lombosciatalgia..............38
“La Cappelletta”: un campeggio a
cinque stelle!.......................................39
Essenze di Corchiano..........................41
Il giornalino eco-bimbi..................42-43
Al teatro Tenda per solidarietà ..........44
Bassano Romano dalle origini............44
Nel cuore ............................................44
Cinquant’anni di strani rimbalzi a
Civita Castellana ................................45
Roncio d’oro 2010, XVII edizione......45
Oroscopo..............................................46
Andosilla ancora sul filo del rasoio....47
Convegno Internazionale di Studi sulla
Cattedrale Cosmatesca.......................47
Agenda ...........................................48-49
Messaggi.........................................50-51
I nostri amici ......................................52
Roma com’era.....................................53
Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti ............................60-61
Selezione Offerte Immobiliari.......62-63
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Volersi bene per voler bene
di Sandro Anselmi
Sono giorni e giorni che cerco risposte alle
mie domande, soluzioni ai miei problemi, ma
stasera sento di essere vicino alla verità ed
allora mi attarderò per fissarla su questo
taccuino.
Mi ero imposto all’inizio dell’estate di tirare
un bilancio per capire il motivo di questo mio
stato di insofferenza, di confusione, di sfiducia verso la vita.
Avevo già riconosciuto buona parte dei
motivi che, man mano, avevano contribuito
a far precipitare questo stato di cose e se
l’ansia è l’effetto, devo cercarne la causa,
risalire all’origine dei problemi.
La vita non è una prova generale: è l’unica possibilità che ci viene
data per lasciar traccia del nostro passaggio terreno, e, spesso, la
viviamo male!
Sempre divisi fra il lavoro e la famiglia, abbiamo pochissimo tempo
per noi, ed ancor peggio, non riusciamo più a gestirlo!
Ci assumiamo troppe responsabilità che ci obbligano ad
assolvere ogni impegno, e spesso si arriva all’esasperazione
per non potersi più sottrarre ad un carico insostenibile.
Non riuscire mai a dire di no, permettere agli altri di
contare sempre e troppo su di noi, ci rendono
schiavi di noi stessi!
Attribuirsi responsabilità anche se non
imposte, ma solo perché riteniamo che
gli altri se lo aspettino e dire sempre di sì a tutti,
è patologico!
Ma quando poi non riusciremo più a far fronte
alle richieste sempre crescenti, nessuno
ci perdonerà !
Allora bisogna incominciare a vivere in
positivo, prendersi cura di se stessi,
sforzarsi di separare l’impegno dal
piacere, di vivere la propria vita e
non esserne dominati.
Riprendiamoci i nostri sogni!
3
Campo de’ fiori
4
Nico Fidenco: I miei primi cinquant’anni
Una raccolta dei suoi migliori pezzi che non puù mancare nella collezione
degli amanti dei mitici anni ‘60 e non solo!
di Ermelinda Benedetti
Ha mantenuto intatta quella classe e
quell’eleganza innata che lo hanno
sempre contraddistinto, e che sono
state, insieme alla sua voce flautata,
le qualità che più lo hanno fatto
apprezzare. Nico Fidenco, un vero
gentiluomo, pacato come quella canzone che più lo ha reso noto, e che in
quell’estate del lontano 1961, e in
molte altre estati successive, fece
ballare tanti lenti e nascere tanti
amori: Legata ad un granello di sabbia. Ma di molti altri grandi successi,
sia prima che dopo, è stata costellata la sua lunghissima carriera.
Domenico Colarossi è il suo vero
nome. Come è nato, invece, il
nome d’arte?
Nico è il diminutivo del mio nome di
battesimo, mentre il cognome
Fidenco mi fu assegnato dalla SIAE
perché suonava bene e non assomigliava a nessun altro.
Finito il liceo avrebbe voluto intraprendere la carriera universitaria e
invece cosa è successo?
In effetti la mia passione più grande era la
medicina. Mi interessava molto la chirurgia, tanto che andavo ad assistere agli
interventi in sala operatoria. Nello stesso
tempo ero, però , affascinato dal cinema
e, facendo quasi un affronto alla mia
estrema timidezza, mi presentai per un
provino al Centro Sperimentale di
Cinematografia. Fui esaminato da
Rossellini, ma non seppi rispondere a nessuna delle sue domande e me ne uscii
dicendogli che se fossi diventato registra
avrei voluto esprimere le mie idee senza
farmi influenzare da ciò che avevo potuto
studiare riguardo ai registi precedenti.
Rossellini rimase colpito e dopo pochi giorni mi arrivò il telegramma con il quale mi
veniva comunicata l’ammissione.
Ed è proprio nel cinema che mosse
anche i suoi primi passi da cantante.
Esatto. Avevo iniziato anche a frequentare
il locale Quo Vadis, sull’Appia Antica, dove
mi ritrovavo con altri giovani cantanti dell’epoca, suonando la chitarra che mi aveva
lasciato un mio amico partito per il servizio
militare, e a comporre qualche pezzo.
Migliacci li ritenne buoni e mi consigliò di
andare alla RCA, che era sempre in cerca
di nuovi talenti, nel frattempo mi disse che
alla Titanus stavano cercando una voce
per la colonna sonora di un film. Mi presentai e la mia interpretazione di What a
sky piacque di più rispetto a quelle di Little
Tony, già piuttosto famoso, e di Kiko
Fusco, figlio del maestro che tra l’altro
aveva composto il brano. Rimasi felicemente meravigliato! Il pezzo ebbe un successo
inaspettato,
tanto che la RCA, dopo
pochi giorni dall’uscita
del film I delfini, che
invece non fu molto
apprezzato dal pubblico, mi chiamò per
inciderne un 45 giri sul
cui lato B mettemmo
la versione italiana del
pezzo (Su nel cielo,
ndr).
era Pippo Franco. Ma poi lasciai perché si
faceva vita da night ed io, invece, ero abituato ad andare a letto presto.
Cosa successe dopo?
Incisi numerosi altri brani per film importanti. Ma la RCA avrebbe voluto anche che
sfruttassi il mio successo partecipando a
Sanremo con il brano Legata ad un granello di sabbia. Capimmo, però , che era
un brano troppo debole in confronto a
quelli degli altri cantanti del momento,
tutti con una voce prepotente, come
Modugno, e rinunciammo. Ma l’RCA puntava molto su quel brano e seguendo un
po’ la mia filosofia di creare una colonna
sonora per l’estate, proprio in un momento in cui il mercato discografico era fermo
e si viveva solo dei successi del’inverno
fino all’autunno successivo, lanciammo il
brano che vendette un milione e trecentomila copie. Un avvenimento straordinario
in Italia, anche perché non esistevano
tutti quei giradischi e la RCA, così , inventò il bauletto, un giradischi portatile, e
tutti i juke-box suonavano il pezzo in continuazione.
Sopra: Nico Fidenco al Cantagiro.
Al lato: Nico Fidenco e James Fonda
Così diventò famoso. Come fu l’impatto con il pubblico?
Be’, ero sbalordito perché non ero preparato e ricordo che andai in un night,
l’Angolo di Roma, si chiamava, a Via
Veneto, per sgrezzarmi un po’, cantare con
il pubblico e prenderci confidenza. Ero con
il complesso “I pinguini”, il cui chitarrista
Nel ’67, però , poi, partecipò effettivamente a Sanremo?
Fu Micocci che mi spinse. Io non ero convinto anche perché ero molto timido e non
mi piaceva apparire in tv. Alla fine andammo da Gianni Ravera, l’organizzatore di
allora, che, come si usava all’epoca, mi
fece ascoltare diversi brani tra quelli che
lui stesso aveva selezionato per la gara. Io
ne scelsi uno, ma tutti mi consigliarono di
presentarmi in coppia con Cher, che in
quel periodo stava spopolando con il brano
Bang bang, interpretando il brano Ma
piano (per non svegliarti). A posteriori la
scelta si rivelò sbagliata, non solo perché
Campo de’ fiori
il pezzo, molto simile a Legata ad un gra“asociale”, anche perché ho
nello di sabbia, in quel contesto si dimosempre sostenuto che la
strò debole, ma anche perché Cher non
libertà di associazione è una
riuscì ad impararlo e durante l’esibizione il
cosa errata dato che chi si
marito, Bono, le suggeriva da sotto il palco
associa lo fa sempre contro
le parole. I giornalisti se ne accorsero, io
qualcun altro, sono rimasto
fu trascinato in questa bufera e fummo elifuori da questo funzionaminati subito. E fu, poi, l’anno in cui si
mento.
sparò Tenco.
Cosa pensa del mondo
Ecco, a proposito, lei lo conosceva e
della musica oggi?
cosa pensa di quel fatto?
E’ diventato un disastro a
Lo avevo incontrato qualche volta, ma non
causa della grande quantità
ci avevo mai parlato. Seppi la notizia l’indi prodotto che viene immesso sul mercadomani mattina e rimasi sbalordito. Che si
to. Spesso mi capita di accendere la radio
sia sparato mi sembra tanto strano, certo,
e sentire un bel pezzo, che poi, però , non
lui era un introverso e può darsi che quelriesco a sentire mai più. Penso che gli ultila storia con Dalidà fu la goccia che fece
mi cantanti possono essere considerati
traboccare il vaso. Scrisse questa lettera in
Venditti, Baglioni, la Bertè che è morta....
cui disse di essere rimasto deluso per
Oggi urlano tutti, ma la vita di un cantanessere stato sconfitto da una canzone
te è legata più ad una canzone che alla
come quella di Orietta Berti. Io non mi suivoce, anche se bellissima. Il brano è fonciderei per una cosa del genere, però ci
damentale.
sono persone talmente impregnate delle
C ‘è qualcosa che si rammarica di
proprie passioni e del proprio lavoro che
non aver fatto?
può anche darsi lo facciano. C’è stata,
Mi rammarico di no aver fatto sentire
poi, una grande negligenza da parte degli
molte altre cose da me realizzate. Anche
inquirenti, che spostarono più volte il
quando vado nelle trasmissioni televisive,
cadavere. Purtroppo non c’erano ancora
mandano sempre in onda il brano Legata
gli strumenti investigativi che ci sono oggi
ad un granello di sabbia, come se avessi
e il caso è rimasto praticamente irrisolto.
solo quello. Devo quasi ricattarli: o mi fate
Ricordo che, a causa della somiglianza tra
cantare qualche altro mio pezzo o me ne
il mio cognome e quello di Tenco, teleforimango a casa. Il problema è l’ascolto.
narono a mia sorella dicendole che mi ero
Facendo Legata ad un granello di sabbia, il
ammazzato. Al che mia sorella, serafica,
picco sale. Certo, per me è un’ossessione,
rispose che, conoma per la gente
scendomi, non ci
che ascolta no.
avrebbe
creduto
L’incubo è tutto
neanche se mi avesmio!
se visto.
Sicuramente ne
Che cos’è che
avrà
avute
rimpiange di quei
tante. Ma la
mitici anni ’60?
sua soddisfaRimpiango il sistema
zione più grantravolgente della mia
de,
qual
è
carriera, il fatto che
stata?
io in realtà non voleQuella più grande
vo fare il cantante, ci
ed emozionante
sono stato spinto a
è stata sentire,
I Superquattro
calci e mi è piaciuto!
per
la
prima
Poi, rimpiango il modo diverso in cui si
volta, al cinema Adriano, la canzone What
lavorava. Prima, infatti, si aveva come
a sky interpreta da me durante la proiepunto di riferimento il direttore artistico
zione del film. Poi ci sono state emozioni
della propria casa discografia. Io avevo
minori, come il confronto con il pubblico,
Micoccia, che lo era per la RCA. Mi appoganche estero. Il Brasile è il paese che più
giavo a lui, essendo inesperto di questo
ho frequentato perché mi ci trovo benissimondo, ed allora ascoltavamo i pezzi insiemo. Lì si lavora proprio con una grande
me fino a portarli alla versione definitiva,
orchestra, all’americana, ed i brasiliani
da spingere sul mercato, precedentemensono come noi.
te analizzato. La RCA faceva ascoltare il
Come è stata invece l’esperienza con
brano ai suoi giovani dipendenti, che comI Superquattro, 1984-1994?
pilavano delle schede con il proprio giudiAbbiamo fatto tantissima televisione e mi
zio, fornendo indicazioni importanti che
spiace proprio che in questi “dadada” di
facevano intuire il grado di successo che
oggi, non ripropongano mai cose fatte da
avrebbe avuto il pezzo. Successivamente
noi. Anche quella è stata un’esperienza
le case discografiche hanno iniziato a fonnata per caso, nella piazza di Macerata.
dersi, è scomparsa la figura del direttore
Jimmy Fontana aveva offerto ai macerateartistico, e sono diventate delle semplici
si uno spettacolo convocando noi ex
distributrici. Non c’è più un rapporto di
dell’RCA, e da quella serata improvvisata è
collaborazione e, caduto questo punto di
nata l’idea di creare uno spettacolo, riproriferimento, mi sono sentito un po’ con le
ponendo i nostri pezzi migliori. Tra tutti,
spalle scoperte. Sono entrati in funzione i
però , oltre a me e Jimmy hanno voluto far
gruppi di produzione e siccome io sono un
parte del gruppo solo Meccia e Del Turco.
5
Ci siamo sciolti per
esigenze personali,
però siamo rimasti
in ottimi rapporti.
Sarebbe pronto a
rifarlo?
Io sì , sarei assolutamente pronto a
ricominciare, perché era uno spettacolo che funziona e
oltretutto si faticava
di meno, dividendo il tempo dello spettacolo in quattro, che non è un dettaglio trascurabile, vista l’età che avanza (dice sorridendo). Poi il successo è quadruplicato.
C’è qualcuno a cui sente di dover dire
grazie per il suo successo?
Sicuramente a Migliacci, che mi ha scoperto ed ha creduto in quella mia “rusticità ”.
Poi al mio amico Alberto Durante che mi
ha molto aiutato con le colonne sonore dei
film ed al mio arrangiatore Giacomo
Dell’Orso, con il quale collaboro da quarantacinque anni.
Oggi, invece, a cosa si sta dedicando?
Ho appena finito di realizzare un cofanetto
intitolato “I miei primi cinquant’anni”. E’
formato da ben sei cd, di cui due raccolgono alcune mie musiche di film (ne ho
composte in tutto ottanta), uno contiene i
brani che io ho interpretato per il cinema,
un altro canzoni dei cartoni animati sempre
da
me
composte
(Arnold,
Fantasupermega, Don Chack Castoro…) gli
ultimi due, tutti brani scritti ed interpretati
da me. Era un progetto a cui stavo lavorando da circa un anno ed ora lo sto promuovendo. Ho in mente anche di tirare
fuori dal cassetto un inedito che tratta un
argomento un po’ delicato: l’aborto. Mi
venne l’ispirazione guardando un servizio
dedicato a questa pratica che ritengo disumana ed ora vorrei proporlo alla Polverini,
visto la campagna antiaborto che sta portando avanti.
Tengo ancora concerti in giro per piazze e
teatri, purché non siano troppo lontani da
casa mia!
L’intervista è “degenerata” in una chiacchierata confidenziale in cui Nico si è
anche divertito a darmi consigli sulla preparazione di marmellate, che spesso si
diletta a fare in casa, insieme ai sughi ed
alla pasta. Ma la cosa più bella è questo
senso di serenità che è riuscito a trasmettermi già dal primo incontro.
Ermelinda Benedetti e Nico Fidenco
6
Campo de’ fiori
Notti d’Oriente
alla corte del Salento
C
ome avviene da diversi anni al
ritorno delle vacanze, il vostro
reporter vi racconta questo
mese di una serata meravigliosa passata in
un villaggio turistico della Puglia. “Notti
d’Oriente” è un vero e proprio show presentato da alcuni animatori dell’ agenzia
“Star Animation” capeggiati da Giorgio
Mascullo.
Già lo scorso anno vi avevo parlato della
regione preferita dal sottoscritto per le
vacanze e quest’anno le varie indagini
nazionali hanno riportato, effettivamente,
che la Puglia è stata la regione più visitata dagli italiani. Non a caso sono tornato
sul luogo ma quest’anno sono stato ancor
più incuriosito dall’animazione: questi
ragazzi, molti dei quali autodidatti, che
lavorano soltanto nei mesi estivi ma che
danno tutto di loro.
Incontro Giorgio Mascullo, 29 anni di Bari,
sul bordo della piscina di oltre 1.000 mq
dove la notte prima aveva magistralmente
interpretato e diretto “Notti d’Oriente”,
serata di giochi di fuoco e fachirismo che
aveva entusiasmato i piccoli e grandi ospiti del villaggio. Giorgio da tre anni, dopo
tanta gavetta, è capo animatore ed oltre
alla Puglia ha girato Calabria e Basilicata.
La passione del fuoco gli è venuta quasi
dieci anni fa e un po’ da autodidatta e un
po’ studiando l’ha trasmessa ai suoi collaboratori.
Uno spettacolo straordinario e pericoloso
dove l’intera squadra si è cimentata in
esercizi con fiaccole, spade e cerchi infocati, per non parlare della coreografia a
bordo piscina e finire, poi, nella danza nell’acqua, il tutto accompagnato da una
colonna sonora dal tipico sapore orientale.
Nessuno dei giovani interpreti si è risparmiato, dai mangiatori di fuoco alle ballerine e ai tuffatori nel cerchio di fuoco
hanno dato il meglio di sè , dal roteare
delle lampade alle passeggiate sui vetri.
Insieme al capo animazione si sono esibiti
Campo de’ fiori
7
di grandi e piccini.
Insomma, un plauso a tutti i ragazzi che
l’estate svolgono un lavoro che potrebbe
essere anche divertimento ma che, se
fatto bene, è molto, molto faticoso. Ma,
grazie a loro, tanta gente passa settimane
di riposo divertendosi.
Sandro Alessi
Sandro Alessi e i giovani interpreti dello spettacolo Notti d’Oriente
Rosa, Mattia, Deborah (unica donna a
gettarsi nel cerchio infocato), Serena,
Rebecca, Sara (ballerina ed insegnante
di danza del ventre e caraibici), Barbara,
Roberto, Antonio, Jacopo, Federica,
Licia e Paola tutti molto giovani e bravissimi.
Giorgio ci ha descritto come possa essere
complicato cercare di gestire tutte queste
teste pensanti e caratterialmente diverse e
una volta coordinate, insieme gestire gli
oltre 400 ospiti. Va tenuto presente che la
routine delle serate e lo stesso menù si
ripetono ogni 15 giorni.
A completare lo staff del villaggio i due
bagnini Gianni e Daniele ormai da anni
coppia indissolubile del posto e beniamini
A
nche i bagnini Gianni e
Daniele, tra un salvataggio
e l’altro, si rilassano sotto il
sole estivo della Puglia
sfogliando Campo de’ fiori!
Campo de’ fiori
8
CURRICULUM VITAE
Susy Abati
Al rientro dalle vacanze, abbiamo scelto
di parlarvi di Susy Abati, attrice e
modella romana di 25 anni, che con i
suoi occhi azzurri ci ricorda il colore del
mare che da poco abbiamo lasciato.
Giovanissima, a 14 anni inizia a partecipare ai primi concorsi di bellezza vincendo numerosi premi ed a 18 anni
arriva il primo lavoro importante come
modella per una cartellonistica di orologi famosi. Nel 2000 viene eletta Miss
Giubileo e le sue foto arrivano a
Carlo Verdone che la chiama a recitare nel suo film “C’era un cinese in
coma” e nello stesso anno partecipa a
Sarabanda con Enrico Papi. Continuano
le offerte di servizi fotografici in Italia ed
all’estero da parte di grandi fotografi
come Oliviero, Rocchi, Marocco finchè viene scelta come modella per realizzare due calendari nel 2004 e nel 2008
e sempre nel 2004 arriva seconda nel
concorso Miss Intimo di Riccardo
Modesti. Dopo aver frequentato le scuole di portamento di Mary Models e
Talents a Roma, si avvicina alla recitazione seguendo gli insegnamenti di
Beatrice Bracco e Michele Cavallo e
nel 2006 fa il suo esordio recitando nell’
“Orlando Furioso” al Teatro Parioli
diretta dallo stesso Cavallo. Tra il 2006 ed
il 2009 la vediamo realizzare tante copertine
per
riviste
fotografiche
(Fotografare, Reflex, Fotografia), di
automobili (Elaborare, Special) e di
spettacolo (Vip, Ostia Inn, Viviroma).
Nel 2008 viene eletta Miss Top Model
Solidarietà dopo aver partecipato a
numerose sfilate per beneficienza. Da
ricordare tra le molteplici attività un bellissimo video musicale da protagonista
del Festival Rai con la canzone intitolata
“Vanessa” di Gianluca Melchiorri.
Apriamo il cassetto dei sogni di Susy e
la stessa ci confida i suoi sogni più
grandi : lavorare nel mondo dell’alta
moda di Milano ed interpretare un film
ad Hollywood. Te lo auguriamo con
tutto il cuore dolcissima Susy e ti
aspettiamo per una copertina su
Campo de’ Fiori al ritorno dall’
America…
Dall’album delle vacanze 2010 dei nostri lettori
Katia Ricci, cogliendo il nostro suggerimento
lanciato tramite Facebook, ci ha inviato una foto
della vacanza a Paestum con il marito Vincenzo e
i loro piccoli Davide e Greta!
Vi invitiamo ad inviarci le foto dei vostri momenti
più belli, per rendere partecipi tutti gli amici di
Campo de’ fiori della vostra gioia!
Continuate ad inviarci anche le foto per i vostri
auguri speciali e per l’amatissima rubrica
Album dei ricordi!!!!
Campo de’ fiori
9
Un “Fescennino d’oro” per Luca De Filippo
ed un refettorio per i bambini congolesi
Nicola Piovani premia l’attore napoletano, figlio del grande Peppino.
Sul palco anche l’Ensamble di Mazzocchetti e la cantante romana Tosca
Fiore all’occhiello dell’estate corchianese si
conferma per l’undicesimo anno consecutivo l’evento artistico, culturale e musicale
“Fescennino d’oro”, come ben sappiamo,
strettamente legato alla solidarietà . La
serata si è aperta subito con una buona
notizia: è stato raggiunto il budget necessario all’acquisto dell’autoambulanza a disposizione deglia abitanti del paese, come
ha annunciato l’avv. Renato Fratini, presidente dell’Associazione “Gli Angeli di
Lorenzo”, che, fondata poco più di un
anno fa, in seguito alla tragica scomparsa
del piccolo Lorenzo Barzellotti, si è fatta
promotrice di questa importante iniziativa. Il ricavato delle offerte raccolto durante la serata, invece, è destinato, quest’anno, alla realizzazione di un refettorio per i
bambini di strada della Repubblica del
Congo, che si andrà ad aggiungere alle
opere già costruite negli anni precedenti
grazie alla collaborazione dell’Associazione
Arnies no profit con l’Associazione Kakasu.
In questa splendida serata d’Agosto non
poteva mancare, seppur in modo molto
discreto, un ricordo alla giovane Maria
Chiara Segato, presidente dell’associazione Arnies, scomparsa prematuramente lo
scorso Dicembre.
Non voglio sembrare presuntuosa, ma proprio
mentre
la
mamma,
sul
palco, leggeva
delle splendide
parole di solidarietà e umanità ,
guardando verso
il cielo, ho visto
una stella cadente attraversare il
manto
blu.
Davvero
una
strana coincidenza che mi ha colpito molto; spero
di non essere
stata l’unica ad
avvistarla!
Sul palco si sono susseguiti ospiti d’eccezione che hanno dato il meglio di sé .
Vincenzo Mazzocchetti e la sua Ensemble
musicale si sono scatenati nel loro reportorio ed hanno tenuto viva l’attenzione di
tutto il pubblico. Un plauso all’intero gruppo, ma in particolare al maestro che ha trasmesso tutta la
sua passionalità
anche attraverso le espressioni
del volto ed i
movimenti del
corpo, oltre al
suono della sua
fisarmonica,
magistralmente
suonata. Si è
aggiunta, poi,
una vecchia, ma
assai
gradita,
conoscenza del
Fescennino, Tosca, premiata nel 2006, ma
tornata ad ammaliare tutti con la sua
straordinaria voce. Incantevole il trio Mazzochetti, Tosca, Piovani, quest’ultimo al
suo inseparabile pianoforte. Tutto questo
è stato preludio al tanto atteso momento
d’’ingresso del premiato: Luca De Filippo,
che in omaggio al padre, ha recitato
numerose poesie scritte da Edoardo in dialetto napoletano.
La carta vincente di questo premio-spettacolo, credo sia proprio il fatto di mescolare insieme tanta ottima musica e spettacolo, come non si è abituati a vedere molto
facilmente dalle nostre parti, e la consapevolezza di poter aiutare chi non ha veramente nulla in confronto a noi. Anche se
siamo lontani ed impegnati nei tanti problemi della nostra vita quotidiana, possiamo sostenere chi in prima persona, anche
per conto nostro, si reca lì , ad aiutare!
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
11
I Remigini
Ve li ricordate? Quando
griffatissimo, al posto di
le vacanze duravano tre
pane e marmellata c’è la
mesi, il primo ottobre si
merendina confezionata
tornava tutti a scuola.
vista inTV, ed al posto del
E dato che il primo ottogiornaletto c’è il fedelissibre è S. Remigio, i bammo videogioco.
bini che iniziavano ad
Ma anche la massima cura
andare a scuola li chianel preparare lo zainetto
Paolo Balzamo
mavano “remigini”.
non basta.
Responsabile
Tutti
uguali,
orgogliosi
Dobbiamo assicurarci che
Formazione
anche il fisico sia adeguato
ed Informazione del grembiulino blu (ma
e funzionale agli sforzi della
Centri Ottici Lisi bianco per le bambine) e
del
grosso
fiocco
bianco
scuola, e così come faccia& Bartolomei
mo fare una visita pediatriwww.lisi- barto- che li faceva sentire
“grandi”,
si
stringevano
ca propedeutica, è altretlomei.com
attorno alle maestre,
tanto importante far fare
pronti ad iniziare un viaggio scolastico che
un controllo delle capacità visive, proprio
sarebbe durato molti anni.
in vista di un periodo di sempre maggior
Ed i genitori, mentre cercavano di madare
impegno visivo. Nella mia, ahimé , sin
indietro le lacrimone di commozione,
troppo lunga esperienza, posso serenaripassavano mentalmente il contenuto
mente affermare di non aver mai visto un
della sobria cartella di similpelle marrone:
bambino con problemi di resa scolastica
sussidiario, libro di lettura, quaderni a
che non avessse anche problemi visivi,
righe ed a quadretti, gomme, matite,
anche se a volte (raramente) ho riscontrapastelli e panino con la marmellata per la
to il contrario. In questi lunghi anni ho
ricreazione.
anche visto tanti bambini ed adoloscenti
Cosa è cambiacon scarsi risulto? Tutto e nulla:
tati scolastici
la scuola oggi
che grazie ad
ricomincia a setun
semplice
tembre
(ciao
occhialino “da
ciao,
San
riposo” hanno
Remigio!),
il
notevolmente
grembiulino che
e prontamente
rendeva
tutti
migliorato
il
uguali è stato
rendimento
sostituito
dal
Un
bambino
completino firmacon problemi di
to, la cartella è
vista che studiventata
uno
dia,che fa uno
zainetto troller
sforzo visivo
I “remigini” di Fabrica di Roma
coloratissimo e
anche solo a
leggere, è come un corridore con uno
zaino pesante sulle spalle: se vogliamo
che i nostri figli non siano svantaggiati
nella corsa scolastica, assicuriamoci che
non abbiano problemi visivi.
Per la nostra sicurezza, e per il bene dei
nostri figli, basta davvero poco: una telefonata ai nostri centri, una visita, gratuita,
di pochi minuti, e magari avremo la soddisfazione di sentirci dire “Tutto a posto!”
I nostri bambini stanno diventando grandi
e sono pronti ad imparare tante cose… Ma
non è che forse siamo noi a non essere
pronti? Noi genitori non vediamo l´ ora di
vederli crescere ma in fondo non è così
facile come sembra.
In bocca al lupo piccolini! Da parte nostra
faremo del nostro meglio per spianarvi la
strada. Nel vostro zainetto, oltre alla colazione ed ai quaderni, non mancheranno gli
occhiali per aiutarvi a studiare meglio!
Hasta la vista!
Campo de’ fiori
12
Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Antico Caffè Greco
Storico locale in Via dei Condotti
Siamo nel 1760, a
Roma regna il veneziano Clemente XIII,
Carlo
Rezzonico,
1758 - 1769 e, proprio nel corso di quell’anno, un greco residente in Via dei
Condotti, come attestano le pagine di un
di Riccardo Consoli vecchio registro della
Parrocchia di San
Lorenzo in Lucina, che risponde al nome di
Nicola della Maddalena e che esercita il
mestiere di caffettiere, fonda il Caffè
Greco; un documento dell’epoca riporta il
primo nome di questo locale, ossia: Caffè
del Greco, con insegna riproducente la
figura di un greco.
Prima ancora di soffermarci su questo storico locale, è opportuno qualche breve
cenno sull’altrettanto storica strada che lo
ospita; l’odierna Via dei Condotti corrisponde ad un tratto dell’antica Via
Trinitatis, aperta nella prima metà del cinquecento durante il pontificato di Paolo
III, Alessandro Farnese, 1534 - 1549 e
proseguita durante il pontificato di Giulio
III, Giovanni Maria Ciocchi del Monte,
1550 - 1555, la via, così denominata con
riferimento alla Trinità dei Monti alla quale
conduceva, comprendeva Via della
Fontanella Borghese e Via del Clementino,
ma ancora prima di assumere tale nome la
strada doveva certamente far parte di quel
complesso viario che dalla villa di Lucullo
scendeva verso la zona più bassa di
Campo Marzio, ossia verso i famosi Horti
Luculliani.
Via Trinitatis assunse l’attuale nome quando Gregorio XIII, Ugo Boncompagni, 1572
- 1585, fece passare nel suo sottosuolo le
condutture dell’acquedotto dell’Acqua
Vergine; secondo un’antica leggenda,
invece, il termine deriverebbe dal latino
Ducti, ossia Guidati, Condotti, con chiaro
riferimento ai soldati di Agrippa che nel 19
a.C., essendo assetati, furono Condotti da
una fanciulla fino alla sorgente dell’acqua,
alla quale fu dato appunto il nome di
Acqua Vergine.
I primi anni di vita del Caffè del Greco non
possono definirsi propriamente felici, il suo
fondatore, dopo averlo tenuto parecchi
anni, ricavandone modesti utili, decide di
cederlo a tale Carnesecchi, il quale, dopo
avere speso molto e guadagnato poco, lo
cede ad un certo Salvioni che conferisce al
locale un nuovo aspetto ricoprendolo di
pitture e arredandolo con nuovi mobili.
Tuttavia, pur così rinnovato e abbellito,
nei primi anni della nuova gestione, il
Caffè tira avanti stentatamente, ma il
Salvioni, non solo non pensa di cederlo,
ma lo arricchisce di nuove stanze e altre
pitture; va ricordato come durante il blocco continentale imposto da Napoleone,
mentre gli altri locali servivano ai clienti
surrogati del caffè , tenuto conto della
penuria di quello vero, Salvioni riuscì
egualmente a vendere ai suoi avventori
caffé genuino, sia pur riducendo la
capienza della
tazza.
Il vento cambia e il locale,
confortato da
un
sempre
crescente
numero di frequentazioni,
cresce molto
bene.
Sul
trono di Pietro
si succedono
molti pontefici, spariscono dalla scena numerosi re e
imperatori, a Roma chiudono altri storici
caffè , ma il Caffè Greco procede sicuro
senza mai più incontrare ostacoli sul suo
glorioso cammino. Con ogni probabilità , la
prima descrizione del Caffè Greco è quella fatta da Giacomo Casanova, giovane
abate al servizio del cardinale Acquaviva
che, trovandosi a passeggiare per la
Strada Condotta, come si chiamava all’epoca la via, fu chiamato dal cardinale
Gama che, seduto ad un tavolo del Caffè
con altri abati, lo invitò a fare loro compagnia.
Egli descrive il Caffè di Strada Condotta
come un luogo frequentato da una “eletta
radunanza” di: maldicenti, ruffiani, castrati e abati che qui si intrattengono per
scambiarsi storie e racconti ben lontani
dall’austerità consona al loro abito; in
quella occasione Casanova scambia per
una donna vestita da uomo Giuseppe
Ricciarelli meglio conosciuto come
Beppino della Mammana, lo dice al cardinale Gama che ridendo chiarisce che
Beppino in realtà è un famoso castrato,
dopodiché glielo presenta raccontando l’equivoco in cui Casanova è caduto.
Nel corso degli anni l’Antico Caffè Greco,
è frequentato da importanti personalità e
uomini illustri come:
Carlo
Goldoni,
Richard
Wagner,
Franz Listz, Arthur
Schopenhauer, Lord
Byron,
Gabriele
D’Annunzio, Massimo
D’Azeglio, Luigi di
Baviera, Buffalo Bill,
e, in tempi più
recenti,
Ennio
Flaiano,
Renato
Guttuso, Giorgio De
Chirico,
Aldo
Palazzeschi, Cesare
Pascarella, Orson Welles, Johann
Wolfgang Goethe, Trilussa, i quali amavano trascorrervi molte ore impegnati in
dotte conversazioni.
Si racconta un aneddoto riguardante un
famoso cliente occasionale, tale Henry
Beyle, più noto con lo pseudonimo di
Stendhal, il quale varcò la soglia
dell’Antico Caffè Greco alla ricerca di un
suo sosia. Qualche giorno prima, infatti, in
quel di Terni, era stato scambiato per il pittore francese Stefano Forby che per alcuni mesi aveva dimorato in quella città per
dipingere, da diversi punti di vista, la
famosa cascata e, quindi, trattato con
grandissima cortesia; Stendhal aveva cercato di chiarire l’equivoco, ma non vi era
riuscito tanto era la somiglianza. Giunto a
Roma lo scrittore aveva saputo che il suo
sosia era un frequentatore dell’Antico
Caffè Greco e vi si era recato, curioso di
Campo de’ fiori
incontrarlo, il vederlo però gli aveva provocato una grande delusione poiché , sembra, che il pittore fosse molto brutto.
Anche coloro che si trovano di passaggio o
vivono a Roma per un periodo più o meno
lungo, non possono non visitare questo
storico locale, da quì sono passati: re,
regine, maraja, scrittori, poeti, compositori, attori, cantanti, persino indiani o cowboy, provenienti da tutto il mondo, visitatori più o meno assidui di questo Caffè e
delle sue piccole ma uniche stanze, ricche
di opere d’arte, foto e oggetti che testimoniano il loro passaggio.
In buona sostanza entrare nell’Antico
Caffè Greco equivale a fare un viaggio nel
tempo, i piccoli tavolini ricoperti di marmo,
uno diverso dall’altro, appaiono come fossero occupati da personaggi di altri tempi,
magari intenti a scrivere un racconto o una
poesia o a leggere un libro in attesa che gli
venga servito il caffè , sempre uguale e
servito nelle medesime tazzine da camerieri rigorosamente in frac, la sensazione è
quella che ci potremmo trovare in una
qualsiasi epoca da quell’ormai lontanissimo anno 1760.
Sembrerebbe che su uno di questi tavolini
Nikolaj Vasil’evic’ Gogol’ abbia scritto gran
parte della sua opera: Anime Morte e agli
stessi tavolini sedeva spesso Arthur
Schopenhauer che portava sempre con sé
un barboncino bianco di nome Atma Anima del mondo
che, un giorno
rischiò di essere
aggredito da un
gruppo di pittori
tedeschi per avere
insultato
la
Germania che per
lui era la nazione
più stupida della
terra
alla quale
riconosceva, come
unica superiorità ,
quella di poter fare
a meno della religione. Tra gli autografi,
disegni, le fotografie e le lettere conservati nel Caffè Greco esiste una lettera anonima datata 1910 scritta dal Conte Ludovico
Pecci, nipote di Leone XIII, Vincenzo
Gioacchino Pecci, 1878 - 1903, nella quale
si fa riferimento al fatto che, da giovane, il
futuro pontefice era stato un assiduo frequentatore del locale dove aveva conosciuto Franz Listz, è per tale motivo che,
secondo una leggenda, se un cardinale si
fosse seduto ad un tavolino del Caffè
13
Greco sarebbe divenuto papa.
Il già ricordato Cesare Pascarella, che
definiva l’Antico Caffè Greco: la Bottega di
Via Condotti, era un assiduo frequentatore
e a questo Caffè egli ha dedicato molte
pagine; il poeta ci ricorda, per esempio,
Nunzio e Salvatore, due camerieri abbastanza vecchi, ma che venivano chiamati “i
due giovani”; questi, in forza della loro
lunga militanza, avevano acquisito una
certa tal quale filosofia non priva di una
certa dose di pessimismo bonario che li
portava a prendere il mondo come viene e
l’avventore come Dio lo manda.
Scrive Pascarella: “ … mi torna a mente
una graziosa storiella, un giovanotto, assiduo frequentatore del Caffè , oltre all’aver
molto ingegno, aveva, cosa del tutto naturale, un picciol debito col padrone del
negozio e, cosa ancora più naturale, codesto debito non lo pagava mai; rebus sic
stantibus il suo nome rimaneva, purtroppo, vergato col nero inchiostro in un vile
scartafaccio ove erano annotati i nomi di
coloro che dovevano denaro alla Bottega.
Il giovanotto ogni giorno giuocava or con
questo or con quello qualche partita a
scacchi e, abilissimo com’era, vinceva
quasi sempre la posta, ossia il prezzo di
una tazza di caffè ; una volta i suoi amici
furono sorpresi
di
sentirgli
chiedere
al
cameriere,
invece dell’abituale
tazza
nera, un bicchierino di un
liquore bianco
fabbricato coi
nò ccioli delle
ciliege.
Non
pigli il caffè ?
Gli chiesero.
No, rispose il giovanotto, vuotando in fretta il bicchierino. No, il caffè m’urta troppo
i nervi; la risposta era persuasiva, gli amici
non gli domandarono più nulla e lui seguitò ad annaffiare le sue vittorie con l’infernale mistura. Non gli domandarono più
nulla, ma ogni volta che veniva pronunciato il suo nome, non sapevano trattenersi
dall’esclamare: Che peccato! Buono,
bravo, giovane. Rovinarsi cosi! E se qual-
cuno chiedeva qual cosa facesse egli mai
per rovinarsi cosi, gli rispondevano con
voce accorata: S’è dato ai liquori. E soggiungevano: li beve come noi beviamo
l’acqua. Proprio vero! Poiché la bottiglia
del famoso liquore bianco fabbricato coi
nò ccioli delle ciliegie, conteneva soltanto
acqua pura.
In conclusione egli beveva bicchierini di
acqua, gli altri li pagavano come se fossero pieni di liquore e il cameriere, che sapeva tutto, portava il danaro al suo padrone;
fu così che il bravo giovanotto si fece, è
vero, la fama di un indurito ubriacone, ma
pagò il suo debito fino all’ultimo centesimo … “
Osserva sempre Pascarella: “ … l’avventore del Caffè Greco si differenzia dai frequentatori degli altri caffè per il conto in
cui tiene la negra infusione arabica, poiché , mentre generalmente codesta infusione si suol berla per digerire il desinare
che s’è mangiato, nella Bottega di Via
Condotti invece la si beve sovente per
digerire il pranzo che non si mangerà … “.
In fondo al locale una del tutto inaspettata sala rossa con pareti damascate a cui,
da anni, fa da guardia la statua di un
fauno, è in questa sala che si riuniscono
Associazioni Culturali o si ricevono ospiti di
riguardo, quì una biblioteca dove si possono consultare documenti e libri riguardanti la storia dell’Antico Caffè Greco che
è , da molto tempo, ritrovo di intellettuali,
ogni primo mercoledì del mese, infatti, vi
si riunisce il Gruppo dei Romanisti, antico
cenacolo di studiosi e accademici cultori
della città di Roma; dall’ormai lontano
1940 ogni anno, in occasione del Natale
dell’Urbe, i loro lavori sono raccolti in un
volume dal titolo: Strenna dei Romanisti.
14
Campo de’ fiori
NUOVO CODICE DELLA STRADA:
STRETTA DI VITE SU ALCOL E DROGA
NORME STRINGENTI ANCHE PER NEOPATENTATI E MICROCAR
Nel pieno della canicola
agostana
è
entrato in vigore il
nuovo Codice della
Strada.
Periodo decisamente
infelice per far sì che
vi
fosse la dovuta
dell’Avv. Ilaria
attenzione
da parte
Becchetti
dei cittadini, che, si
sa, durante il periodo estivo sono più
avvezzi a leggere giornali di gossip che a
vedere un telegiornale.
Eppure le modifiche al Codice sono diverse (circa un 1/3 degli articoli hanno subito
mutamenti) e di non poco conto.
Il nuovo Codice è particolarmente severo
nei confronti di chi fa uso di droghe e
alcol; i neopatentati dovranno sostenere
obbligatoriamente un test antidroga ed è
stato portato a zero il tasso alcolemico per
i conducenti al di sotto dei 21 anni, per i
patentati da meno di tre e per i
conducenti con patente C, D, E.
Come dire: nemmeno un goccio
di alcol nel sangue.
Tutti gli esercizi pubblici dovranno dotarsi di etilometri ed appositi locali di sosta per consentire
ai clienti che si mettono alla
guida di verificare il proprio tasso alcolemico, mentre potrà essere licenziato per
giusta causa dall’azienda il dipendente che
subisce la sospensione della patente professionale perchè sorpreso a guidare in
stato di ebbrezza o sotto l’effetto di
sostanze stupefacenti.
Altre norme stringenti sono quelle
che riguardano le
microcar. Al riguardo, è stata introdotta l’obbligatorietà delle cinture
di sicurezza per
guidatore e passeggero e previste multe salate per chi
trucca i motori e per il meccanico che
effettua tali modifiche.
Un’altra novità riguarda le notifiche delle
multe non immediatamente contestate al
contravventore; se prima il termine era di
150 giorni, con la nuova legge queste
dovranno essere notificate entro 90 giorni,
termine elevato a 100 nel caso in cui la
multa debba essere notificata anche
all’obbligato in solido.
Il guidatore ai tempi del nuovo Codice
della Strada dovrà porre maggiore attenzione ai pedoni: si passa, infatti, dai 5 agli
8 punti di decurtazione per chi non rispetta gli attraversamenti sulle strisce senza
dimenticare i 5 punti in meno per chi non
agevola il passaggio di ambulanze e polizia.
Vi sono poi i divieti di somministrazione di bevande alcoliche
per locali ed autogrill in determinate fasce orarie, i controlli
biennali per il rinnovo della
patente agli ultraottantenni, la
possibilità di rateazione delle
multe superiori ai 200 euro e molto altro.
Vi invito pertanto a prendere visione di
tutte le novità del Codice della Strada, che
qui - per ragioni
di spazio - non
sono state riportate: il riferimento normativo è la
legge 120/2010.
Campo de’ fiori
16
di Carlo Cattani
Jule Potter
Il fabricante di suoni
L’estate è trascorsa ma il mio umore
“serfeggia” ancora sulle onde dei ricordi di
momenti di vero relax appena trascorsi :
incontri , letture ,conoscenza di posti nuovi
, famiglia “ben stretta”, hanno tutti contribuito alla ricarica delle mie pile e sono
pronto per rientrare nell’arena della quotidianità ……AAARRGH ! Salgo in soffitta e accendo il lume : lo scrittoio di tek
“svedish style” anni ’60 è rimasto aperto
dall’ultima volta e un dito di polvere lo ha
“truccato” per il tempo della mia assenza
; stesa sulla ribaltina una cartellina folta di
appunti e fotografie è già pronta per farmi
salpare verso una nuova rotta : Santa
Cruz
,poco
a
sud
di
San
Francisco……California , ovviamente !
Tuttavia , avverto che manca qualcosa a
bordo ……ma si , un filo di musica e l’ormeggio potrà essere mollato : le atmosfere decisamente jazz di Joni Mitchell con
l’album “Mingus” del ’79, possono andare ! Dunque, dal carteggio estraggo un’intervista , non proprio recente , realizzata
intrattenendo Mr. Jule Potter , “mago”
Statunitense nella costruzione di sistemi
di amplificazione ed effetti, al servizio delle
esigenze sonore di chitarristi e bassisti
diversamente sparsi nel mondo .
B I D I B I B O D I B I B U …..ugh ugh
arff stronk sdeng ….Jule è tra noi !
Carlo: ciao Jule come stai ?
Jule: bene ,è una bella serata dalle mie
parti : ti rispondo dalla cima di una mont
a
g
n
a
!
Carlo:bene , allora godremo di un bel
panorama sulla tua attività !…senti Jule
,cosa ti ha spinto ad intraprendere l’attività di costruttore di apparati e sistemi di
amplificazione
musicali
?
Jule: a casa mia ,ti parlo di quando ero un
ragazzo,c’era sempre poggiato sul tavolo
della cucina o nel soggiorno ,un progetto
di un qualche apparato elettronico e tutto
Alcune delle 'creazioni' di Jule "
era riconducibile a mio padre che lavorava per una compagnia internazionale nel
settore delle comunicazioni militari
.Ricordo come papà riuscì a costruire un
trasmettitore della potenza di 50 watt che
gli permise di raggiungere posti lontanissimi intorno al mondo …..questa era la mia
casa e con quell’ambientino,butta un
occhio oggi e buttalo domani …tutta quella “circuitazione” è diventata pane quotidiano ! Quando giunse l’ora di prestare il
servizio militare, dopo averle,inutilmente,
tentate tutte per evitarlo , sono stato
arruolato nella U.S.Navy e avviato ad un
corso di addestramento avanzato di elettronica dedicata agli aerei ;dopo un periodo di formazione ……ancora studio ed
addestramento pratico per apprendere il
funzionamento di nuovi sistemi di comunicazione che sarebbero stati impiegati
nella guerra del Vietnam…..alla fine di
questo ciclo di esperienze mi sono ritrovato ad essere responsabile tecnico nel
primo dispiegamento di un sistema televisivo a raggi infrarossi installato sul bombardiere del tipo
A6C anche detto
“Intruder” . Svolsi tutte le mie attività tecniche per la Marina a bordo di portaerei .
E ‘ stata un’esperienza pazzesca e rumorosa ma anche di grande valore sotto il
profilo dell’apprendimento tecnico e non
solo ! Addirittura ,per un certo periodo
sono stato responsabile del controllo finale
sui sistemi elettronici degli aerei in decollo
(nda:”final avionics check”) per l’effettuazione di missioni di guerra in Vietnam
…..immaginate un’aereo ancora con la
cabina aperta ,già pronto sulla catapulta
di lancio della portaerei , i motori a manetta ed io ,su di un’ala, ad urlare verso il
pilota e il navigatore ,dovendo decidere in
pochi istanti se quell’aereo sarebbe stato
in grado di compiere in modo sicuro la sua
missione e rientrare ......pollice su per “ok
al decollo” …pollice verso “arresto al
decollo” ….le decisioni ancora oggi mi
perseguitano! Era,comunque,una situazione dove ognuno si fidava delle competenze dell’altro! Dopo il servizio in Marina
sono stato per diversi anni nel settore
informatico ma mi chiedevo insistentemente se ci fosse stato qualcosa di più
gratificante da poter fare nella vita ….in
quel periodo mia figlia cantava in una
apprezzata Punk band tutta al femminile,
le “Peach Envy”
,una denominazione
derivata dalla storpiatura del concetto
di “Penis Envy” di
Freudiana memoria
…..la loro amplificazione suonava in
modo orribile e fu
lì che iniziai a progettare e costruire
amplificatori …..per
divertimento ! Ho
lasciato il mio lavoro
nel settore dell’informatica
senza
garanzie sul futuro
e ho iniziato a Jule a bordo della portaerei
costruire artigianal- Enterprise durante la guerra
mente amplificatori
del Vietnam
per chitarra .
Carlo: come vengono realizzate le apparecchiature di amplificazione ?
Jule: i miei apparati li costruisco tutti a
mano… col vecchio sistema “point-topoint”. Tempo fa mi è capitato di aiutare
un amico alle prese con un amplificatore
per chitarra italiano, un Davoli : bello il
mobile e bella la costruzione interna ….è
stato un piacere sbirciare tra i circuiti e
verificare le soluzioni adottate da tecnici di
gran talento nella realizzazione di quella
“macchina per fare musica” . Costruisco a
mano anche la parte esterna dei miei
amplificatori che portano il marchio
“JuleAmps” . Lavorare il legno è paragonabile a una relazione : se c’è dedizione e
pazienza realizzi un’opera ben fatta ,diversamente ,la fretta porta a pessimi risultati
. Sono abile nel lavorare il legno ma
inizialmente mi sono servito dell’aiuto di
bravi falegnami;da tempo ,tuttavia,
costruisco tutto da me. Mio nonno era un
falegname e mi piace pensare che sarebbe
stato orgoglioso del mio lavoro .Molto
tempo dopo la scomparsa di mio nonno ,
mi è stato detto che era molto bravo a
suonare la chitarra con la tecnica del finger picking . Non ho mai avuto modo di
sentirlo suonare . Forse sto seguendo le
sue orme in quanto ad abilità artigiana e
uso della chitarra . Per me, il piacere del
mio lavoro deriva dal sapere che persone
creative, persone entusiaste del loro
lavoro nella musica , applichino le mie
soluzioni tecniche per espandere la loro
arte : si, questo significa molto per me!
Carlo:deduco ,quindi, che non hai una
fabbrica dedicata alla produzione in serie
dei tuoi impianti
Campo de’ fiori
Jule: già ,non ho alcun interesse ad una
produzione di serie delle apparecchiature
“JULEAMPS” . In molti mi hanno proposto,nel tempo,
idee e denaro per
aumentare la produzione dei miei amplificatori e ridurne i tempi di fabbricazione
ma ,per me,è più importante il rapporto
che si stabilisce con i miei clienti ;ne ho
negli Stati Uniti,in Europa….naturalmente
in Italia : gran parte di questa clientela la
conosco bene ! Quanta più fiducia ripongono in me,nelle mie soluzioni, più sono
stimolato ad offrire e sviluppare per loro
,perché mi sento parte di ciò che fanno
….e’ una sensazione fantastica lavorare
per questi clienti sparsi in tutto il mondo ,
con i quali ,poi, si diventa amici : è come
tornare il bambino che sono stato ,cresciuto in posti diversi e dal diverso fascino.
Costruisco solo amplificatori a valvole e
con il mio marchio svilupperò sempre
apparecchiature valvolari : sono sempre
alla ricerca di libri di elettronica pubblicati
nel periodo 1930-1940, una decade che
rappresenta il momento più alto della
ricerca nel settore delle valvole …lavori
fantastici … il mio libro più usato è una
copia del 1939 di “Advanced Electronics”
del MIT University” . Oltre all’attività di
costruttore
con
il
mio
marchio
“JULIEAMPS” , mi dedico alle modifiche di
impianti costruiti da altri come è stato ,ad
esempio, il “Crate Amp” ,che già apprezzavo come strumento, di Joe Satriani . Nel
passato ho affiancato la produzione con il
mio marchio a quella per altre società più
note (Star Amps-Demeter Amps per esempio) ,un lavoro ,quest’ultimo ,che mi ha
consentito di ottenere una maggiore
disponibilità economica per lo sviluppo del
mio marchio .
Carlo:per chi hai realizzato il tuo primo
amplificatore ?
Jule:Il primo amplificatore fu un “PRAXIS
“ (nda: uno dei modelli della JuleAmps)
da 100 watt costruito per il noto bluesman Lucky Peterson che lo utilizzò ,per
la prima volta dal vivo, in occasione di una
sua partecipazione ad un’edizione del
“Telluride Blues Festival” in Colorado
, davanti ad una platea di 7.000 persone
. Ero presente quel giorno con lui sul palco
, in un cantuccio ,in piedi durante tutta la
sua esibizione e restai teso per tutto il
tempo . Durante l’esibizione Lucky girò
frequentemente lo sguardo verso di me
sorridendo soddisfatto per la resa del suo
ampli …e questo per me fu una grande
soddisfazione ed emozione !
Carlo: C’è un’artista
particolarmente
“famoso” che usa uno dei tuoi sistemi di
amplificazione ?
Jule: c’è un chitarrista molto conosciuto
di cui non faccio il nome che è sponsorizzato da un’altra azienda costruttrice di
sistemi di amplificazione: i marchi sono
apposti da questa azienda ma l’interno…….”quello che suona” ……….è di mia
concezione e ciò mi gratifica !
Carlo: Da cosa hai derivato le denominazioni dei modelli di amplificatori che commercializzi come ad esempio “Praxis”
,”Sweet Sue” etc ?
Jule: “Praxis” è un termine derivato dal
Greco antico : l’ho utilizzato nel significato
di “attuazione, attraverso lo strumento ,
dell’intuizione musicale ” ….. “Sweet Sue”
era il nome di una carissima amica di
famiglia di origine sudafricana ,un’anima
meravigliosa !L’ampli “Brenda K. “ prende
il nome da una professoressa delle “superiori” che avevo in una scuola Americana
di Asmara in Eritrea. ;a quel tempo ero un
po’ indisciplinato ma Miss Brenda ebbe
gran pazienza e gentilezza attirando la
mia attenzione :resta un gran bel ricordo
per me !
Carlo:dalle tue parole mi sembra di capire che hai girato non poco ……
Jule: Sono nato negli USA ma ho vissuto
a Panama ,ad Atene e ho trascorso un
lungo periodo dell’ adolescenza ad Asmara
in Etiopia . Ad Asmara ero abbastanza
bravo a parlare in Italiano. Mi ricordo l’ascolto di Radio Cairo e la prima auto che ho
guidato era una vecchia Balilla ! Ho
trascorso i miei primi 18 anni fuori degli
Stati Uniti e questa “esposizione internazionale” ha formato i miei interessi
musicali.;mi piace ampiamente la musica e
sono particolarmente affezionato ai ritmi
del Nord Africa e al Fado Portoghese ,il
mio genere preferito….per me Amalia
Rodrigues vive ancora…apprezzo Cristina
Branco ….e che dire dell’heavy metal che
è sempre nelle mie orecchie ? Ascolto i
Kraftwerk e sono tornato al funk , George
Clinton in testa …adoravo Patsy Cline
,avrei fatto pazzie per lei !
Mi piacciono i tedeschi Ramstein !
Carlo:sai suonare la chitarra ?
Jule: non sono un buon suonatore di
chitarra elettrica ….mi piace e riesco
meglio con l’acustica, in particolare con la
“Delta Blues Acoustic Resonator” ….me la
cavo anche con la “12 corde” . Ma quello
che ho di spiccato è la capacità di “sentire bene” … La mia prima chitarra l’ho
acquistata nel ’69 per 10 dollari presso
Sears :era una ”large body acoustic
western” e la portai in Viet Nam e in
altri luoghi dove andai con la Marina :
quella chitarra ha girato il mondo.
Quando son tornato a casa , l’ho venduta per 25 dollari …vorrei non averlo mai
fatto !
Carlo:tornando al Vietnam , per quanto
tempo sei stato in combattimento nel
Vietnam e cosa ascoltavi sulla portaerei,
la famosa “Enterprise” ?
Jule: ho trascorso due “turni di combattimento” , per un totale di un anno e
mezzo….. si ascoltavano i Credence
Clearwater, The Doors, Blood Sweat &
Tears, Steppenwolf, i Beatles naturalmente , Rolling Stones, War, Temptations.
….avevamo a disposizione dei dischi nelle
aree dedicate al tempo libero ……...ma la
musica la sentivamo anche nei bar delle
Filippine ,di Singapore,Giappone,Hong
Kong,Australia dove scendevamo perchè
alla “fonda” nelle acque antistanti ed era
spesso suonata da bands locali che si
dimostravano molto abili tecnicamente e
rapide nel “coverizzare” i brani famosi o
del momento dei grandi gruppi !
17
Carlo:come testi i tuoi amplificatori :utilizzi musicisti dai quali ottieni sensazioni e
suggerimenti ?
Jule: I saggi preliminari li effettuo personalmente nel mio laboratorio . Poi ho
degli amici musicisti nella zona che invito
in laboratorio per ulteriori tests. Ad alcuni
musicisti che ritengo di gran di talento
affido degli ampli per il loro uso professionale dal vivo e in studio …alcuni tests
richiedono molto tempo per essere completati e le modifiche , i miglioramenti
sono basati fondamentalmente sui loro
feedback .
Carlo:I tuoi ampli sono rivolti ad un particolare genere musicale ?
Jule: No , non definisco le caratteristiche
tecniche per il loro impiego in un genere.
Sono le decisioni dei miei clienti , di come
vogliono utilizzare il mio impianto , che
orientano gli interventi tecnici utili ad
ottenere il suono ideale per loro
….
quando non riesco ad incontrare direttamente un mio cliente, gli richiedo materiale sonoro per capire cosa vuole ottenere
……la mia missione è quella di costruire
gli apparati con tecnologia “vintage”
,come ho già detto prima riferendomi
fortemente a quanto mirabilmente espresso dalla tecnologia elettronica nel periodo d’oro 1930-1940 .
Carlo:quanti amplificatori realizzi in un
anno ?
Jule: ma, guarda …ne ho realizzati
diverse centinaia negli ultimi 5 anni ma
non solo come “JULIEAMPS”
Carlo: ti rechi ai concerti ?
Jule:spesso ma per lavoro …seguo da dietro il palco,con fili e cacciaviti in mano le
performance di alcuni clienti e risolvo i
problemi che sopravvengono al loro
impianto ….. sono nervoso e critico ….. Il
mio orecchio è teso . Sono in grado di
capire se c’è un cavo difettoso, uno
speaker consumato ….i miei ampli non mi
hanno mai tradito sul palco… ma è un
mio incubo ….mi rilasso solo durante le
prove in studio ma mai durante esibizioni
live.
Carlo:per chiudere, un concerto memora-
Jule 'in action" nel suo laboratorio
bile vissuto da spettatore ?
Jule:un concerto dei Pink Floyd nella
California del Sud durante il tour di
“Animals” …. ero seduto davanti agli
speakers che erano alti come palazzi
.Durante la performance è esploso un
dirigibile fatto a forma di maiale rosa.
Come poteva non divertirti ? Official site :
www.juleamps.com
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
A questa domanda
credo che nessuno
è in grado di dare
una risposta, il pianeta Terra è sicuramente condiviso da
tante forme di vita,
non certo solo dall’uomo che ha fatto
in questi ultimi
di Giovanni
decenni danni irreFrancola
parabili, come se
avesse il diritto di farne ciò che vuole.
Non è così , la voglia irrefrenabile di trasformare l’economia come unica disciplina
di vita, ha scardinato per sempre quei pilastri sostegno di un equilibrio naturale e
durevole. Non è un caso se la crisi economica mondiale sta creando anche speculazioni finanziare su derrate alimentari,
creando cosi un altro “derivato”, parola
questa beffarda e che a volte crea soltanto morte e sofferenza di intere popolazioni. Alla fine del 2006 il prezzo delle derrate alimentari iniziò a salire vertiginosamente; nell’arco di un anno il prezzo del
riso schizzò verso l’alto del 320%, quello
del mais del 90%, infine quello del frumento dell’80%, in questa esplosione globale ben 200 mila
persone soprattutto
bambini non ce l’hanno più fatta a procurarsi il cibo. Poi
all’improvviso nella
primavera del 2008 i
prezzi regredirono
tornando al loro livello precedente, ora
mi chiedo: chi c’era dietro a queste
forme speculative? Questa è la finanza
buona che insegue il bene comune?
Ripeto la domanda: di chi è questo
Pianeta? A questo tipo di domande furono
date risposte più assurde, è vero che
effettivamente la produzione mondiale del
frumento per esempio in quel momento
era cresciuta, ma certamente non a causa
di una cresciuta domanda. Fu anche ipotizzato che le crescenti classi borghesi di
Cina e India, stavano facendo salire la
domanda, poi in seguito fu dimostrato che
in quel periodo la domanda in quei Paesi
era addirittura scesa dl 3%. Dando così
prova che dietro a queste strategie si
nascondeva ben altro. Negli anni ‘90 furono esercitate forti pressioni, di colpo alcuni contratti furono trasformati in “derivati”
che potevano essere comperati e venduti
fra “commercianti” che non avevano nulla
a che vedere con l’agricoltura, e nasceva
così un mercato di speculazioni sul cibo.
Così ebbe inizio la fame: il
prezzo
degli
alimenti
era
stabilito dalla
speculazione
finanziaria
piuttosto che
dal cibo vero, quello prodotto dai
contadini, questo tipo di speculatori
non avevano certo interesse al grano
o a qualunque altro genere, lo possedevano unicamente per inflaziona-
re il prezzo e venderlo. Questa è la realtà
di un certo tipo di finanza mondiale, che
mette al primo posto il profitto e all’ultimo
le migliaia di bocche da sfamare quotidianamente. Le società così dette civili stanno a guardare, molti politici siedono immobili, gli stessi contadini si trovano scippati
del loro stesso lavoro in cambio di miseri
compensi, tutto questo in un contesto globale dove tutti si sentono impotenti di
agire. I più ricchi speculatori mondiali
hanno puntato sull’aumento della carestia
ed hanno vinto, hanno tratto alti guadagni, mentre la vera economia basata sulla
manodopera, sul sudore si è sempre più
dispersa e svalutata. Se non regolamentiamo i mercati è solo questione di tempo e
poi la cosa si ripeterà sempre più acuta e
incisiva: quante persone ucciderà la prossima volta questo tipo di finanza?
Mi auguro di cuore che la gente onesta di
tante nazioni sviluppate, inizi a gridare più
forte di tanti lobbisti mondiali convinti che
il mondo è solo il loro, che la gente prenda coscienza che il cibo è un diritto per
tutti gli esseri umani al di là del loro credo
politico, religioso e condizione sociale.
Campo de’ fiori
19
CINEMA
NEWS
SHREK
E VISSERO FELICI E CONTENTI
Shrek Forever After.
USA, 2010. Regia:
Mike Mitchell; interpreti
(voci):
Mike
Myers, Cameron Diaz,
Eddie
Murphy,
Antonio
Banderas,
Julie Andrews, Justin
di
Timberlake,
Maya
Maria Cristina
Rudolph, Jon Hamm,
Caponi
Amy Sedaris, Eric
Idle; sceneggiatura: Josh Klausner; distribuzione: UIP; durata: 1 h e 33 minuti.
L’orco Shrek attraversa la fatidica crisi di
mezza età , tanto da non accorgersi “di
quanto il mondo sia meraviglioso”, come
direbbero in coro Domenico Modugno e i
Negroamaro. La strana creatura verdastra
delle fiabe pian piano inizia a convincersi
che sia tutta colpa della moglie Fiona e dei
suoi tre bebè , se non è più il mostro di
una volta. Così , la vita famigliare gli va
incredibilmente stretta giorno dopo giorno.
Ma, cosa sarebbe disposto a barattare pur
di rivivere, anche per lo spazio di sole ventiquattro ore, lo stesso vibrante genere di
emozioni di un tempo? Stringere senza
saperlo un patto con il diavolo - ops con il
mago Tremotino - condurrà Shrek in un
viaggio senza ritorno, lungo una sorta di
limbo dove nessuno dei suoi amici ha cura
del suo ricordo Sarà una vera e propria
mission impossible convincere Fiona, il
somaro Ciuchino e il Gatto con gli stivali
della sua esistenza, dato che costoro
dichiarano di non aver mai sentito pronunciare prima di allora il nome di quest’orco
estremamente disorientato. In questa
dimensione parallela del classico “C’era
una volta”, Fiona rappresenta il cuore
impavido e guerriero del regno di Molto
Molto Lontano, Ciuchino è un mulo parlante al servizio delle fattucchiere e il Gatto
dal pelo rossiccio, pur conservando la voce
sensuale di Antonio
Banderas, ha messo su
decisamente qualche
chilo di troppo.
In epoca di rinascimento virtuale come quella
in cui stiamo vivendo,
pure la creatura orribile
partorita
dalla
DreamWorks si sincronizza perfettamente
sulla modalità 3D. In
fondo, non si tratta di
una notizia sensazionale, anzi. E allora proviamo a concentrarci sulla
storia che “incapsula”
la pellicola stessa. Gli
sceneggiatori
Josh
Klausner e Darren
Lemke hanno pensato bene di fare
un salto in videoteca al fine di mettere in moto i loro meccanismi celebrali. E cosa hanno trovato nello
scaffale dedicato al miglior cinema
sentimentale di tutti i tempi, sia di
quelli passati sia di quelli a venire? Un
classico di Frank Capra come La
vita è meravigliosa con James
Stewart, programmato per lo più
alla vigilia di Natale. Ma il film
distribuito dalla Universal
Pictures, che uscirà non il 25
dicembre bensì nel canicolare
25 agosto, miscela buoni sentimenti a tanta irriverenza,
come la saga di Shrek ci ha
ormai abituato sin dal suo
debutto risalente a nove
anni fa.
Naturalmente la certezza
del lieto fine è garantita e
resa ovvia da un titolo che più esplicito
non si può , in linea con la conclusione di
pressoché tutte le favole. Tuttavia, qual-
che urto al granitico pilastro dell’happy
end non avrebbe certo nuociuto al climax
generale del film.
Nel primo week end USA, Shrek e vissero
felici e contenti si è confermato il solito
campione d’incassi al botteghino, racimolando la cifra record di 71.250.000 dollari.
Puntualmente, il successo si ripeterà da
qui a poco in Italia come nel resto del pianeta.
La pellicola diretta da Mike Mitchell
dovrebbe essere il capitolo finale della
quadrilogia, quello che segna la parola
“fine” a una delle migliori saghe d’animazione dell’ultimo decennio. Staremo a
vedere.
20
Campo de’ fiori
Una “Fabrica” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
Il cuore sull ’albero
A settembre, ai miei
tempi, si godevano gli
ultimi giorni di vacanze
prima dell’inizio di un
nuovo anno scolastico
che, allora, era il primo
di ottobre.
Le feste padronali dei
di Sandro Anselmi paesi circostanti precedevano le nostre
che, ultime, chiudevano il ciclo. San
Matteo cade il 21 settembre e la fine dei
suoi festeggiamenti coincideva all’incirca
con l’apertura delle scuole.
L’estate regalava svago e divertimento e
faceva nascere nuove amicizie e rinsaldare
quelle già esistenti. Tanti amici romani
che, da sempre, villeggiavano a Fabrica,
integravano le nostre comitive e noi aspettavamo l’estate per imparare da loro le
ultime frasi e battute alla moda, che riproponevamo, poi, in un romanesco spurio e
buffo. I nostri amici avevano spesso sorelle e cugine che, immancabilmente diventavano il nostro oggetto del desiderio.
Esse facevano invidia alle nostre compaesane che ogni estate dovevano subire l’onta di essere trascurate e messe da parte.
D’altronde se è vero che l’erba del vicino
è sempre più verde, noi le vedevamo più
belle ed attraenti, anche se…
Naturalmente i nostri amori erano
essenzialmente platonici, fatti spesso
di sguardi e null’altro, però era bello
illudersi che, magari, nascosto dentro al cuore, ci fosse stato dell’altro.
Quanta romanticheria, quanto
rispetto e qual puro sentimento
muovevano queste prime dimostrazioni d’amore, di quell’amore primo
e irripetibile che faceva venire i brividi e battere forte forte il cuore!
Si usava, allora, scalfire i cuori sulla
corteccia dei tronchi d’albero, trafitti da una freccia e con le iniziali
all’interno. Serviva un coltellino, ma
bastava anche un chiodo per realizzare quei graffiti d’autore, in tutta
solitudine, con la speranza che l’amata li avesse poi letti.
Poteva, però , succedere che l’iniziale della ragazza più contesa apparisse su più cuori ed allora erano
scazzottate per reclamarne l’ “appartenenza”. Oggi, invece, si serrano i lucchetti dell’amore ah….. beata innocenza!
Arrivava poi la fine del mese e l’ora dei tristi saluti, ed allora avremmo tanto voluto
che quei cuori incisi negli alberi avessero
resistito per sempre al tempo ed alle
intemperie, a ricordare, oggi, quei vecchi,
piccoli, grandi amori.
Campo de’ fiori
23
Il “Bio Postural Test”
La postura si cura
Richiedi oggi stesso
il Bio Postural Test
perché prevenire è meglio
che soffrire
La postura è , in senso generico, il mantenimento dell’equilibrio nei confronti della
gravità e delle informazioni che il nostro
corpo riceve dall’ambiente esterno.
Una corretta postura corrisponde ad un
idoneo allineamento scheletrico che non
generi tensioni muscolari e quindi sovraccarichi articolari.
La postura è la risultante di tutte le informazioni somato – sensoriali esterno e propriocettive che riceviamo dall’ambiente circostante, pertanto è fondamentale averne
cura.
È importante una
corretta postura
Certamente si, poiché ci consente di svolgere le nostre funzioni con il minor dispendio energetico.
Le informazioni che contribuiscono a mantenere una corretta postura provengono
da afferenze visive, uditive, vestibolari,
occlusali, linguali e dalla pianta del piede.
Un disturbo ad uno solo di questo livelli
crea disturbi a tutto il corpo.
Da un’attenta analisi del paziente ci si
può rendere conto dell’eventuale livello di
alterazione del sistema posturale e intraprendere la giusta straregia terapeutica,
attraverso trattamenti mirati (quali ad
esempio riequilibrio del piede con ortesi
plantari, fisioterapia, bite posturali ecc.).
Come si studia la postura
Attraverso un’indagine clinica strumentale
atta ad individuare il livello d’alterazione
del sistema posturale.
Questo tipo d’indagine, denominata Bio
Postural Test, consiste nel valutare globalmente le anomalie posturali del paziente
diagnosticando la situazione attuale e l’eventuale progetto terapeutico totale.
Con quali esami si
controlla la postura
Il Bio Postural Test è supportato da una
serie d’indagini biometriche digitali diagnostiche e non invasive, quali l’esame
dell’appoggio plantare (test barapodometrico), l’esame del corpo (test morfologico), l’esame dell’equilibrio (test stabilometrico), i cui dati permettono allo
specialista di monitorare l’esatta situazione
del paziente. I dati provenienti dall’esame
biometrico sono allegati alla cartella Bio
Posturale per documentare in maniera
chiara e dettagliata, al paziente, le caratteristiche delle alterazioni.
Un mal di schiena che persiste nonostante le cure o un dolore al ginocchio che
non ci permette di camminare bene può
dipendere da problemi ai denti.
Una rotazione verso l’esterno del piede
durante il cammino può essere originata da un problema visivo.
Ecco perché se è a tutti noto che per
avere sotto controllo il proprio stato di
salute è importante sottoporsi periodicamente ad un Check-Up diagnostico, oggi
diventa fondamentale effettuare un Bio
Postural Test.
Dott. Daniele Cervoni
Laureato in Tecniche Ortopediche
Per maggiori informazioni
o appuntamenti:
Centro Ortopedico Flaminio
Tel. 0761.517744
Cell. 339.1816523
Campo de’ fiori
24
Valenta
no
Le guide di Campo de’ fiori
... continu dal numero 72
Concludiamo il viaggio
nello splendido borgo
laziale di Valentano
dando uno sguardo
alle feste popolari che
lo animano durante
tutto l’anno, per lo più
legate alla tradizione
di Ermelinda
religiosa.
Benedetti
FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE Il 17
Gennaio Valentano celebra la festa di S.
Antonio Abate presso la Chiesa di S. Croce
ove l’immagine del Santo è dipinta su di
una grande tela dedicata alla Madonna dei
Sette Dolori. All’alba i deputati della festa
accendono, nei pressi della Chiesa, il cui
portale viene addobbato con un festone di
verde (alloro, bosso) su cui sono appesi
dei mandarini, un grande falò (‘l foco de
Sant’Antogno). La benedizione degli animali avviene durante la Messa della mattina nel corso della quale
viene benedetta anche
la
pagnottina
de
Sant’Antogno poi distribuita ai presenti. Al termine salcicce in grande
quantità , arrostite, vengono fatte omaggio ai
presenti. È purtroppo
scomparsa dalla festa la
Corsa del gallinaccio con asini. Poiché si
doveva staccare il collo ad un gallinaccio
appeso ad una corda, la tradizione è stata
interrotta per rispettare le regole della protezione degli animali.
CARNEVALE Oltre ai consueti balli nei
locali attrezzati, nelle giornate del giovedì
grasso e del martedì (ultimo giorno della
festa), mascherate, spesso accompagnate
da carri allegorici, sfilano per le vie della
cittadina.
PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO
Nella serata del Venerdì Santo, le strade
del paese, illuminate da miriade di lampade e luci, sono percorse dalla “via Crucis”
cui partecipa la popolazione intera, oltre
cento figuranti che rappresentano i vari
momenti del rito: l’ultima cena, il processo, la via crucis, la crocifissione. Tanti
ragazzi ostentano vari simboli e croci. Vi
prendono parte la Confraternita della
Misericordia e quella delle Donne
dell’Addolorata che accompagnano la bara
del Cristo Morto e la statua della Madonna
Addolorata.
FESTA A VILLE FONTANE Gli abitanti
della frazione offrono lupini ai presenti,
con il tradizionale gioco dell’albero della
cuccagna.
FIERA DEL CEDRO Le cronache narrano
di una fiera annuale, rinomata per
“bestiame vaccino, cavallino, e somarino,
non che per le merci che i mercanti trasportano a vendere”, istituita da Gabriele
Francesco, Pierluigi e Pierbertoldo Farnese
con proprio editto del 1° Maggio 1461,
ogni terza domenica dello stesso mese. La
fiera aveva la durata di ben 7 giorni, attorno alla terza Domenica di Maggio, dapprima per la festa della Beata Vergine venerata nella Chiesa di San Giovanni, e più
tardi abbinata alla festa della Madonna
della Salute.
INFIORATA DEL CORPUS
DOMINI Un lunghissimo e
coloratissimo tappeto di fiori
e polveri, preparati nei giorni
precedenti, si snoda per le
vie del paese, in attesa della
solenne processione.
LA TIRATURA DEL SOLCO
DRITTO Ogni anno, il giorno
di Ferragosto, il mondo contadini festeggia la ricorrenza della
Madonna Assunta in cielo, come festa del
ringraziamento per l’annata agraria. Alla
Madonna vengono offerti, come in un
sacrificio di primizie, fragranti biscotti e
grappoli d’uva (il pane e il vino), con una
cerimonia semplice e significativa: al rullar
d’un tamburo ornato con un biscotto, si
forma una piccola processione che parte
dalla dimora dei
deputati o signori della festa
e procede verso
la chiesa parrocchiale dove
si conserva l’artistica
statua
lignea della Madonna Assunta che, secondo la tradizione, si crede scolpita nel tronco di un albero di ciliegio appositamente
tagliato nelle terre di Valentano. All’alba
della vigilia di Ferragosto, dalle “coste”
verso il Piano di Valentano, si inizia la tiratura del solco. Da tempo è con un trattore che viene tirato il Solco, ma la devozione è la stessa di quando a tirare l’aratro
c’erano i buoi. Nei giorni precedenti sono
state messe le “biffe”, utilizzate per controllare la giusta direzione durante la tiratura del solco. Poi si percorrono le vie del
Paese, col tamburello e il “biscotto al
cu’...”, per annunciare che il solco è dritto,
sicuramente di buon auspicio anche per la
successiva annata agraria. La sera, processione solenne in onore della
M a d o n n a
Assunta in Cielo.
FESTA DI SAN
GIUSTINO
Grande è la
devozione verso
il Santo compatrono e il rispetto per le sue reliquie, portate in processione nella domenica dopo
Ferragosto. Concerti e spettacoli musicali,
tombole e spettacolo pirotecnico caratterizzano i festeggiamenti.
CURIOSITA’: Valentano è stato il set
cinematografico di due grandi film del
regista Mario Monicelli, Il medico e lo stregone del 1957 e L’armata Brancaleone del
1962.
Originario di Valentano è , inoltre, il grande matematico Ruffini, ivi nato il 22
Settembre 1765. Divenne professore di
matematica a Modena nel 1787 ad appena
22 anni e rettore dell’università della stessa città nel 1814, dove morì nel 1822 .
Viene ricordato per essere stato il primo a compiere studi ed effettuare
dimostrazioni sulla teoria
dei gruppi e sull’impossibilità di risolvere le
equazioni di quinto
grado con i radicali.
Campo de’ fiori
25
Come eravamo
Soprannomi : Aò qui nun se finisce più !
Ormai mi accorgo che
sto rischiando davvero
grosso, immerso in questo straordinario mondo
dei soprannomi “civitonici”. Continuo a raccoglierne ogni giorno, chi
mi incontra me ne spara
a decine, io me li
appunto su di un pezzo
di Alessandro Soli
di carta, a volte non
trovo il coraggio di dire
che già li conosco, ma ancora non li ho
elencati. Addirittura sono costretto a fare
una cernita, scegliendo i più conosciuti, e
tralasciando quelli delle ultimissime generazioni, che, come ho già detto sono ormai
rari. Capirete che facendo cos, ho saltato
tutti gli schemi che mi ero prefisso all’inizio di questa avventura, quando volevo
suddividerli, dargli un ordine specifico e
perché no, metterli in rima, ma non mi è
stato possibile, allora debbo continuare
ancora “alla rinfusa”, come vengono, vengono, mischiando epoche e generazioni.
Allora, via tutto d’un fiato:
Misdea, l’Arancio, ‘o Spugnolo,
Tattulo, ‘o Nozzo, Commissario,
Cacabucie, Bellezzaccia, ‘o Iorlo,
‘Ndruia, Scaccino, ‘o Grancio,
Ciappaia, Veleno, Occhi de vetro,
Baffi de ferro, Leppa, ‘o Billo,
Singapore, Brodo, Sicchio, Pepe,
Sbrinze, Stabilocco, Scheggia, Panza,
Piponne, Bistecca, ‘a Faina, ‘o Brutto
de
Peri,
Tretrè ,
‘a
Puccia,
Peppecasca, Spiccacallare, Furmine,
‘o Bello de notte, ‘o Gancio,
Culosecco, Peppe de scucchia, ‘o Facocchio, Schizzo,
o’ Cerro, ‘a Negusa, ‘o
Camello,
‘a
Micia,
Fregagalline,
Canna,
Strozzapolli, ‘o Scenziato, ‘o
Cavallo,
‘o
Gobbo,
Piricchiolo, Ciscaio, Zamba,
‘o Picchio, ‘o Berzajere, ‘o
Tordo,
Rumba,
Jumbo,
Porvere, ‘o Peloso, ‘o Peraro,
‘o Becchino, Mircoletto,
Pulenta, Penna, Pellecchia,
‘o Ciorro, Merullo, Mogaste,
Cimichillo, Baiocco, ‘a Locca,
Pecora mocciolosa, Osso,
Gerbi, Pepparello, Pluto,
Fregolino,
Schiccheretta,
Paja, Pozzo, Sciuttatrosce, ‘o
Bommò lo, Slimme, ‘o Becio,
‘a
Nottola,
Rimorchio,
Pà mpina, ‘o Due a denara…
Tombola!!!!
Già perché questa volta sono
90 che aggiunti ai 183 fin qui
elencati fanno 273, “A Sà ai
voja ancora a mette”. Come
avrete notato, stavolta non ho evidenziato
nessun personaggio, per dar più spazio ai
nomi, comunque l’articolo è corredato da
questa bella foto inizio anni ‘50 dove
vediamo un giovanissimo Franco Meloni
(Tattulo) insieme agli amici.
Civita Castellana anni ‘50 Franco Meloni (Tattulo)
primo a destra.
26
Campo de’ fiori
Don Backy
di
e
i
r
o
Le st ax
M
Esordì con il nome di Agaton, poi fu scritturato dal Clan di Celentano
Sono contento di
scivere della meravigliosa carriera artistica di Aldo (Don
Backy)
perchè ,
conoscendolo, ho
avuto
modo
di
apprezzarlo pienamente come artista,
di Sandro Anselmi
uomo ed amico.
Forse non tutti lo ricorderanno ai suoi
esordi con l’originale nome di Agaton,
quando, giovanissimo, si esibiva nei locali
toscani, essendo originario di Santa Croce
sull’Arno. Tutti, invece, lo ricordiamo con il
nome che lo ha reso famoso: Don Backy,
anche se il suo vero nome è Aldo Caponi.
Fu lui stesso a creare il “mito di Agaton” e
suscitare grande curiosità nei confronti di
questo cantante ancora sconosciuto al
grande pubblico. Inviò , infatti, anonimamente una lettera a Mario Riva, conduttore del famosissimo settimanale musicale Il
musichiere, in cui chiedeva notizie di questo giovane talento
del rock’n roll, molto
apprezzato
in
Toscana. Riva inviò
i suoi giornalisti ad
indagare e il pezzo,
che venne pubblicato riscosse un discreto successo tra i
lettori.
Agaton,
però , non era il tipo
da rimanere con le
mani in mano ed
insieme ai ragazzi
del suo gruppo
musicale decise di
autofinanziarsi per
incidere un primo
quarantacinque giri.
Si appoggiarono ad
una delle tante etichette libere che pullulavano tra la fine degli anni ‘50 e gli inizi
del ‘60. Il gruppo avrebbe dovuto cantare
un pezzo di Buddy Holly, già inciso anche
dal cantante inglese Colin Hicks, ma in
sala di registrazione vennero loro proposti
altri due brani, totalmente sconosciuti:
Solo con te e
Volo lontano,
che dovettero
imparare in
pochissimo
tempo.
Il quarantacinque
giri
non
venne
mai distribuito, così , l’anno successivo, nel 1961,
Agaton riprova, con una
nuova
etichetta,
la
Rainbow
Records
e
con un nuovo
Campo de’ fiori
gruppo, I due pirati. I due brani incisi
erano molto diversi tra di loro: Non arrossire, resa famosa dal suo autore Giorgio
Gaber e Bill Haley Rock, un pezzo scritto
dal chitarrista del gruppo e dedicato, come
dice il titolo stesso, ad uno dei pilastri del
rock’n roll, Bill Haley. Il giovane Caponi
allora non si ferma, e solo qualche mese
dopo è pronto ad autofinanziarsi nuovamente per incidere un terzo quarantacinque giri, presentandosi con il nome composto di Kleiner Agaton. Il nuovo disco
conteneva i brani Mi manchi tu e La storia di Frankie Ballan, composto sul ritmo
tipicamente western ed ispirato ad una
storia veramente accaduta ad un suo
amico, Franco, che scappò dal suo paesino con una ragazza, suscitando grande
scalpore. Agaton lo promosse inviandolo
ad alcune case discografiche, tra cui la
neonata Clan di Adriano Celentano. Il
“molleggiato” rimase colpito da La storia di
Frankie Ballan e propose ad Aldo di firmare un contratto con la sua casa discografica. Iniziò così la sua scalata verso il successo.
continua sul prossimo nimero...
la rivista più letta ed amata!!!
28
Campo de’ fiori
Associazione Artistica Ivna
La crisalide e l’arte
Sentirsi crisalide in
uno stato di palese
maturità permette ad
Emanuela Natili di trasformare la sua arte in
un percorso di vita.
La sua è un’arte che
scaturisce dallo stato
d’animo, essa, infatti,
non intende proporre
della Prof.ssa
soltanto la realtà così
Maria Cristina
come appare, ma si
Bigarelli
prefigge di fare dell’arte un tutt’uno con la propria esistenza,
intersecando sensazioni, emozioni ed
anche il suo modo di vivere. L’interiorità è
quella che conta veramente nell’evoluzione pittorica di Emanuela, che inizia a
dipingere e a disegnare con l’obiettivo di
migliorare la realizzazione delle opere
unendo l’osservazione della realtà , la sua
abilità nel creare e il suo costante slancio
in una ricerca personale che trova sfogo
nell’esternazione dei valori che risiedono
dentro di lei. Tutto il suo mondo pittorico
è suscettibile della sua inclinazione naturale, del temperamento personale, non
dettati, entrambi, dal vezzo capriccioso
momentaneo ed improvviso, ma dallo
slancio lirico che da sempre l’accompagna
unitamente ad una peculiare osservazione
del mondo circostante, che la induce dapprima a dipingere in bianco e in nero o con
colori più spenti : situazione questa che
sviluppa in lei la voglia di trasmettere qualcosa che va al di là del colore e dell’immagine, appagando chiaramente il suo
desiderio di esprimere sempre ciò che ha
dentro, ciò che sente, ciò che pensa, ciò
che vive interiormente…anche quando lo
stato di malessere prevale in alcuni
momenti. Tra i soggetti, il tramonto è tra i
più significativi e i più affascinanti insieme
al mare che sente come se fosse parte di
se stessa. Le dà un senso di tranquillità ,
di gioia, ma anche d’infinito. Emanuela
dipingendo con questa ispirazione vorrebbe far parte dell’infinito per sentirsi come
una goccia del mare…
Emanuela Natili
L’emozione che Emanuela trae dal creare
l’opera la sostiene e la incoraggia a continuare, anche se nei momenti particolarmente tristi il quadro rimane incompleto,
come privo dell’alimento primo, il suo
slancio vitale, per poi essere completato
quando le nuvole passano e lasciano l’animo sgombro da crucci e da preoccupazioni.
Quell’immagine creata su supporto ha
come modello l’esperienza, ha come
guida spirituale la vita.
In alcuni quadri emerge il sentimento di
fanciulla, di
bambina, che
ormai adulta,
non vorrebbe
smettere mai
di
sognare,
pur
continuando a crescere. Questo
conflitto non
traccia, però ,
un confine tra
il sogno e la realtà in quanto per
Emanuela essere adulti significa assaporare la vita in tutti i suoi aspetti continuando
anche
a sognare, facendo vivere “Il
Fanciullino” pascoliano. La voce interiore
dà vita all‘Arte, nella quale dunque il linguaggio cercherà di esprimere, con strumenti come traslazioni, somiglianze, estetica e fenomeni sensoriali, un mondo che
si lascia afferrare dall’intuizione e non dal
ragionamento, dalla percezione e non soltanto dalla conoscenza. L’arte, secondo
Emanuela Natili, non deve proporsi uno
scopo etico o pedagogico; tuttavia ella
afferma: “l’arte, in quanto tale, senza
disegno, di getto, mai dal vero assoluto,
ha una suprema utilità di sviluppo morale
e
sociale
ed
è
trionfante
intimamente…“Libertà ” è il titolo di una
sua opera in cui una barca al tramonto
va… Il periodo in cui si trova a Cefalù è
per lei il periodo dai colori accesi, che fungono da momento evolutivo per la sua pittura in quanto, dall’uso della matita, passa
al colore di getto, dando forma
alle nuvole a cuore esteticamente
appaganti, a immagini sacre di
profondo valore religioso e di fede
che ispirano la sua musa, già fin
da bambina. Gesù Misericordioso
è un esempio di esplosione di
fasci di vivace colore che simbolicamente rappresenta la brillantezza e la luminosità del suo
cammino di affidamento al
Trascendente. L’allegria, la
dedizione appassionata non
vengono a mancare nelle
realizzazioni dei paesaggi
locali, dai rossi colori lucenti,
e ci appaiono presenti anche
nei volti degli angioletti dalle
espressioni
birichine,
ammiccanti, dalle quali affiorano i sentimenti. L’abilità di
Emanuela Natili risiede anche nella elaborazione di piccoli oggetti, quali collane
dipinte, prodotte con sassi dalle forme più
varie.
Pittrice, appassionata di canto, di musica,
miniaturista, autodidatta si nutre di reale
amalgamato all’immaginario, non illusorio,
anelando al concreto e non all’apparente:
con l’ essere
artista intende
comunicare
non il readymade, l’oggetto di serie,
non il readyto-use, il pronto per l’uso,
ma il reagente
atto a mutare
la tristezza in
entusiasmo, il
buio in luce, il
dolore
in
gioia.
mpo de’ fiori
29
L’ auto ibrida
è già una realtà
Tutti sappiamo che la
prima automobile fu
realizzata più o meno
negli ultimi anni del
XIX secolo. Il motore a
scoppio ha fatto e fa
ancora da padrone nel
produrre la forza
di Arnaldo Ricci
[email protected] motrice utilizzata per
mettere in movimento
questa importante ed insostituibile macchina (chiamata a giusta ragione automobile da noi italiani e dai popoli neo latini)
che ha cambiato radicalmente la vita dell’uomo.
Prima della nascita dell’auto, l’uomo ha
utilizzato solo la forza motrice prodotta da
animali; questo modo di produrre movimento per mezzi di trasporto è stato
impiegato, non si conosce con precisione,
forse per varie decine di migliaia d’anni.
L’auto, così come noi la conosciamo, è
strettamente legata all’estrazione del
petrolio dal quale derivano i vari carburanti necessari ad alimentare il motore a
scoppio.
Dopo solo circa 120 anni di utilizzo di questo nuovo mezzo di locomozione (periodo
relativamente breve se paragonato a quello precedente del carro trainato da animali) ci si è resi conto che ( oltre ad essere
nocive le emissioni nell’atmosfera dei gas
di scarico prodotti dal funzionamento di
questi motori ) l’estrazione del petrolio non
può durare per sempre! Semplicemente
perché i giacimenti sono entità esauribili!
I geologi ritengono che il petrolio, estratto
abitualmente con le quantità attuali,
potrebbe completamente terminare alla
fine di questo secolo.
E’ ovvio che l’ideale, sarebbe di sostituire il
motore a scoppio con quello elettrico con
associata batteria ricaricabile.
In questo caso vi sarebbero emissioni
zero da parte delle auto.
E’ da tenere anche presente
che, anche se si sono fatti
passi da gigante nella realizzazione di batterie sempre
più efficienti,
siamo ancora
ben lontani dal
raggiungere
l’autonomia di
percorrenza
chilometrica
che può assicurare un pieno
di benzina!
C’è poi un’altra
considerazione;
dove prendiamo l’energia elettrica per
ricaricare le batterie?
Ovviamente dalla rete elettrica pubblica
che comunque, almeno in Italia, utilizza
per circa l’80% centrali termoelettriche
alimentate da carburanti derivati dal
petrolio!
Se la produzione di energia da immettere
nella rete elettrica, rimanesse come attualmente, legata al petrolio (anche se il
motore a scoppio delle auto, venisse ad
essere sostituito da quello elettrico a batteria) i giacimenti petroliferi attuali,
potrebbero fornire carburante per qualche
anno in più, in realtà si rimanda solo più
in là il problema dell’esaurimento!
Si potrebbe risolvere il tutto con le centrali nucleari, le quali non emettono gas di
scarico in atmosfera ma purtroppo, esse
producono scorie nocive alla vita dell’uomo.
A mio parere,
la soluzione futura sarà
(Prima parte)
quella di utilizzare centrali nucleari non a
fissione ma a fusione nucleare. Con questa
tecnica le scorie si ridurrebbero dell’80%.
Purtroppo per adesso non esiste una tecnologia affidabile e dai costi accettabili,
per poter realizzare centrali a fusione
nucleare.
Allora che fare??? Con la situazione sopra
descritta, non rimane altro che cercare di
ridurre le emissioni in atmosfera dei motori a scoppio delle auto.
L’auto che utilizza forza motrice a bassa
emissione nell’atmosfera è stata già realizzata e si chiama auto ibrida; l’industria
automobilistica giapponese è attualmente
la più sviluppata nella produzione di queste auto; essa le produce e le commercializza regolarmente fin dal 1997!
Ovviamente, l’auto ibrida è solo una soluzione momentanea che le tecnologie
attuali la rendono immediatamente applicabile, ma il futuro meno prossimo sarà ,
con molta probabilità , la forza motrice
prodotta dal motore ad idrogeno che
comunque , tramite un generatore di corrente, alimenterà una batteria, la quale
fornirà energia ad un semplice motore
elettrico a corrente continua che trasmetterà questa forza alle ruote dell’auto.
Quando si parla di tecnologia è d’obbligo
dire sempre “…… con molta probabilità ……” perché essa si sviluppa, molto
spesso nel futuro, con soluzioni imprevedibili nel presente, anche dagli stessi addetti ai lavori.
……..continua nel prossimo numero……..
Campo de’ fiori
30
Chi è San Bonaventura da Bagnoregio
IL SANTO PIU’ AMATO DA PAPA RATZINGER
La polemica sugli ordini mendicanti
dannato era stato scritto contro gli Ordini
mendicanti, col dichiarare o predicare pubIl Sommo Pontefice e
blicamente come nella corte di Roma, così
tutta quella venerana Parigi, che la professione di povertà
da assemblea fecero
abbracciata per amore di Gesù Cristo è
plauso alle apologie
una professione di salute e di perfezione;
dei dottori regolari; e
che i religiosi, i quali l’hanno abbracciata,
il libro di Guglielmo
possono vivere di limosine, senza darsi al
nel quale gli esamilavoro delle mani, quantunque sani di
natori avevano di più
corpo, specialmente se siano addetti allo
trovate molte propostudio ed alla predicazione; che i due
di Secondiano Zeroli
sizioni false, scandaOrdini di S. Domenico e S. Francesco sono
lose, erronee e appobuoni ed approvati dalla Chiesa, il che
ste alle massime dei Santi ed alla pietà ,
Iddio ha comprovato coi miracoli dei Santi
venne condannato. Per risarcire in modo
di amendue gli Ordini suddetti, già canopiù splendido l’onere così ingiustamente
nizzati dalla santa Sede Apostolica. Queste
oltraggiato dei due Ordini Religiosi e per
promesse furono fatte pubblicamente dai
rendere più solenne l sentenza della condeputati dell’Università parigina nel palazdanna, essa venne pronunziata pubblicazo del Papa in Anagni il giorno 23 Ottobre
mente nella cattedrale di Anagni in forma
di quell’anno, diciotto giorni dopo uscita la
di bolla il giorno 5 di
condanna dello scritOttobre di quell’anno 1256,
to di Guglielmo.
e il libri fu dato alle fiamme
A parte l’enfasi ed un
alla presenza del Papa stescerto tenore trionfaliso, con ordine a chiunque
stico il pezzo di P.
ne ritenesse una copia di
Anton-Maria
da
gettarla nel fuoco nel terVicenza, ci permette
mine di otto giorni sotto la
di vedere nei suoi
pena di scomunica e con
termini di limpida
proibizione a chicchessia di
cronologia, i fatti sucleggerlo od approvarne e
cedutisi in quel lasso
difenderne in qualsiasi
di tempo e di constamodo le dottrine. I deputatare, in un giudizio
ti dell’Università essendo
sintetico sull’insieme,
stati obbligati a sottometcome l’avvenimento
tersi alla pontificia condanstesso segni una
na, tutti, ad eccezione di
tappa fondamentale
Guglielmo, il quale ostinato
nella storia evoluzioTommaso D’Aquino
perdurò nei suoi errori fino
nistica degli ordini
alla morte, promisero con giuramento alla
mendicanti e lasci tutte le premesse per
presenza di due cardinali e di altri testimoulteriori e sempre più interessanti proni, di obbedire alla bolla del 14 Agosto delgressi. Giornalisticamente parlando si
l’antecedente anno; di ricevere ella loro
potrebbe affermare che in quell’anno
società e nel corpo dell’Università i domenicani e i francescani, e nominatamente,
Bonaventura e Tommaso d’Aquino; di non
procurare e né tampoco di permettere
che la scuola di Parigi si sciogliesse o fosse
trasportata altrove senza la licenza del
Papa; di ritrattare quanto nel libro con... continua dal numero 72
(1257), con
il rientro nel
corpo accademico
di
Bonaventura
e
di
To m m a s o
d’Aquino, la
contestazione degli studenti e dei
professori
sovversivi
era
stata
schiacciata.
L’ a u t o r i t à
papale fece
sentire tutto
il suo peso e Bonaventura da Bagnoregio
tutta la sua
gagliardi culturale, sottoponendo alle sue
regole tutti quanti ne avevano derogato. E
non basta: il 23 Ottobre dello stesso anno,
Bonaventura e Tommaso d’Aquino, prendono le insegne dottorali dell’Università
parigina. Non è una semplice vittoria: è
un vero e proprio trionfo dei frati minori!
Il 2 febbraio 1257 Bonaventura viene clamorosamente nominato settimo successore di S. Francesco, dopo che il sesto,
Giovanni da Parma, a causa delle sue simpatie per il movimento dell’abate calabre
se Gioacchino d Fiore, è costretto dal Papa
a dimettersi. La notizia dell’avvenuta
nomina raggiunge Bonaventura a Parigi,
che probabilmente non rimane troppo
scioccato dal messaggio ricevuto. E’ ormai
forgiato da tante dure battaglie da affrontare difficoltà e contrasti di ogni genere.
Campo de’ fiori
31
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
WE3 – NUOVO ORGANISMO IBRIDO
di Grant Morrison e Frank Quitely – edito da Magic Press, volume unico
Un piccolo grande
capolavoro. Un fumetto
che regge tranquillamente più letture, e
ogni volta ci si scopre
qualcosa di nuovo.
Un’opera commovente
che punta il dito contro
la violenza sugli animali, miscelando sapiente
di
psicologia
all’azione
Daniele Vessella con qualche siparietto
comico per sdrammatizzare l’intreccio
della storia. Tavole mute si alternano a
tavole piene di battute, in un perfetto
equilibrio dinamico. Sceneggiatore e disegnatore, in uno speciale stato di grazia,
creano una bomba che esplode nel cuore
dei lettori. Riporto la sinossi scritta sul
fumetto: “All’interno di un centro di un
segretissimo centro di ricerca dell’U.S. Air
Force sta avendo luogo la rivoluzione
cibernetica. Tramite l’utilizzo di animali
domestici come cavie, gli scienziati hanno
creato una nuova classe di cyborg, creature in parte organiche, in parte tecnologia
avanzata, che combatteranno le guerre
del domani.Punta di diamante del progetto è un trio di prototipi, denominati NOI3
(WE3), un cane, un gatto e un coniglio che
formano una vera e propria squadra d’as-
salto al cui interno ogni Organismo svolge mansioni specifiche. Con un sistema
nervoso artificialmente sviluppato e
dotati dello stato dell’arte della tecnologia militare, NOI3 è l’evoluzione dell’arma intelligente, programmabile ma
inarrestabile, autonoma ma leale.
Essendo prototipi, però , questi organismi sono solo dei test, da smantellare al termine delle prove. Il problema è che tra gli istinti che gli scienziati hanno loro potenziato c’è
anche l’istinto di sopravvivenza, un
istinto primario che nessuno aveva
preso in considerazione. E gli animali di NOI3 scappano, in un
mondo che li spaventa, ma che
non è in grado di fermarli, un
mondo che non riconoscono
come sicuro, come “casa”.” Giù
il cappello per un’opera che
accontenta tutti, anche per chi
vuole “solo” l’intrattenimento
da un fumetto.
Lascio l’indirizzo del mio blog:
http://danielevessella.blogspot.com/
Protegge i tuoi valori
Silvia Malatesta - Via S. Felicissima, 25
01033 Civita Castellana (VT)
Tel.0761.599444 Fax 0761.599369
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Campo de’ fiori
32
Che cos’è il relativismo?
Grazie a Dio il successore di Giovanni
Paolo è Benedetto
XVI. Dopo il papa che
ci ha indicato la
necessità di scrivere
una filosofia di portata autenticamente
metafisica (Fides et
ratio) ed ha delineato
i caratteri da considel Prof. Massimo
derare nell’ambito di
Marsicola
una nuova antropologia (Persona ed atto), interviene il papa
che richiama sulla condizione attuale del
mondo, sui rischi del relativismo e del
nichilismo, e sulla necessità di superarli.
Meravigliosa continuità ! I due compiti
infatti, sono tra loro connessi e reciproca
mente informati. La scrittura di una nuova
filosofia, connessa alla quale debba esservi necessariamente una visione teorica
organica dell’essere uomo, presuppone
la chiarificazione dei termini in questione
che connotano la condizione nella quale
si trova oggi l’umanità .
Per poter spiegare adeguatamente
che cos’è il relativismo occorrerebbe
scrivere almeno un libro. Risalire alle
cause, considerare gli errori e delineare la prospettiva per uscirne.
Nell’ambito di un articolo è molto
difficile. Ma si possono dare
di sicuro gli elementi salienti, specialmente nel tentativo di mettere a disposizione di molti l’argomento.
Relativo è il contrario di
assoluto.
Il relativista è , quindi, colui
che nega l’assoluto. O,
almeno, colui che pensa
che il giudizio umano non
possa cogliere l’assoluto.
Per costui vale l’idea che
ogni espressione linguistica, ogni giudizio, ne vale un
altro: si tratta di prospettive, punti di vista, opinioni. In un altro mio
recente articolo, ho voluto spiegare come
ciò sia stato possibile(Campo dè fiori,
giu/09). Ho spiegato come la filosofia, ad
esempio, per sua stessa natura, è da sempre impegnata a combattere le opinioni
per affermare la verità . Il fatto è , che negli
ultimi secoli, la filosofia è venuta meno a
questo suo compito, lasciandosi infiltrare
da non filosofie che sono riuscite ad affermarsi nel suo stesso ambito come fossero
filosofia.
Ecco perché è diventato difficile lottare,
per così dire, dall’interno, contro il relati-
vismo. Sembra di sostenere cose dell’altro
mondo ed invece si tratta di far vedere
cose addirittura banali. Quelle non filosofie
si sono poi insinuate in ambito scientifico e
in ambito pedagogico, negando per principio, l’idea che si possa apprendere ed
insegnare il vero. Tant’è che il dibattito
sulla verità è ripartito sulla base dello
scarso seguito che hanno avuto il neopositivismo da un lato e l’incalzante entusiasmo per l’ermeneutica dall’altro.
E’ la menzogna che prevale sulla verità .
Poiché non si può essere certi di nulla, si
lascia che proprio questo nulla invada,
contamini e soffochi lo spirito. Più ancora:
è la parte - quella espressa attraverso il giudizio - che
preten-
de
di
essere riconosciuta come un
tutto.
Che il relativismo sia un
errore lo dimostra il fatto che
contiene
un
paradosso proprio in quello
che afferma.
“Tutto è relativo”.
Questa è l’espressione che si sente risuonare in giro, utilizzata a livello di senso
comune, mutuata impropriamente dalla
teoria della Relatività di Einstein. Infatti,
farebbero notare i logici, se io dico che
“tutto è relativo”, sto dicendo che la mia
stessa affermazione è relativa. E se è relativa non può essere vera. Se io dico “la
verità non esiste”, smentisco me stesso,
perché sto considerando non vero ciò che
considero esser vero. Il relativista vuole
sostenerlo.
O, si può altrettanto dire, che chi sostie-
ne ciò che non vede essere contraddittorio è un relativista. Non lo sostiene in
quanto vero. Vuole sostenerlo. Il suo è un
mero esercizio. Magari per sostenere un
pensiero divergente, facendosi inconsapevolmente e impropriamente termine dialettico.
Il punto è che senza la verità non si
dovrebbe profferire parola, e men che
meno, giudizio. Si ricordi la lezione di
Wittegenstein: “su ciò di cui non è possibile parlare è meglio tacere”. Se non ci
fosse la verità , lo dico amichevolmente a
Gianni Vattimo, non ci sarebbe neppure la
menzogna. E lui mi consentirà che, in tal
caso, il parlare e il giudicare non servirebbe a niente. Nemmeno al tentativo di voler
correggere un certo tipo di politica.
La verità esiste; è prima di ogni cosa, ed
ogni cosa scaturisce da
essa. La verità è più
grande di ogni umano
giudizio e più grande
anche di tutti gli umani
giudizi messi insieme.
Il relativismo si è
avvitato al nichilismo e
questi due ismi costituiscono una pericolosissima miscela che attanaglia
specialmente i giovani,
togliendo loro la speranza e
impedendo di guardare al
futuro.
Occorre superare tutto ciò
considerando che la conoscenza della verità deve tornare ad essere un impegno
per ciascuno. Occorre ritirarsi dalle cose
effimere e ritagliarsi spazi per pensare. In
maniera autentica, suggerirebbe (persino)
Heidegger. Solo così ciascuno potrà da se
stesso vedere e considerare la differenza
che c’è tra la parte e il tutto e non più
scambiarle tra loro come se nulla fosse.
Cercare la verità con cuore sincero è la
condizione necessaria ma non ancora sufficiente per poterla trovare.
Oggi sentiamo l’oppressione di una molteplicità di opinioni inconcludenti. E se ci
sentiamo oppressi vuol dire che non siamo
liberi. Persino in democrazia.
In democrazia infatti, l’oppressore non
sempre si può individuare con una persona, spesso è una categoria, fosse pure il
pensiero dominante. Ed è tanto più opprimente e fastidioso quanto più è lontano
dalla verità , che sempre serve l’uomo e
mai lo asserve. La ricerca della verità è
condizione per trovarla. Una volta trovata
si è liberi. Liberi persino di rinnegarla; ma
liberi.
Campo de’ fiori
33
IL PRIMO CONGRESSO DEI LAVORATORI
DELLA TERRA DEL LAZIO E DELLA SABINA
... Continua
numero 72
dal
La seduta
del
Primo Congresso
dei Lavoratori del
Lazio fu riaperta
alle 10,12 e venne
eletto l’ufficio di
presidenza:
di Francesca Pelinga
Presidente-Colii
Luigi della Camera del Lavoro di Roma,
Vice-Presidente -Crucianelli, agricoltore di
Anguillara
Sabazia,
Segretari-Prof.
Bonanni Attilio, prof. Flamini Angelo, dott.
Stagni Emilio. Il Presidente diede lettura
dell’ordine del giorno: 1° punto-Sui diritti
civici,
relatore
Avv.
Pozzi;
2°Organizzazione delle leghe, relatore Colli;
3°-Contratto agrario, Arbitrato agrario,
relatore Avv. Pozzi; 4°-Propaganda e
mezzi per assicurare il trionfo dei lavoratori, relatore Colantoni e Colli. Viclefo
Colantoni nel dichiarare aperto il congresso si scusò per l’assenza del segretario
della Camera del Lavoro Romolo Sabatini
e degli altri membri della Commissione
esecutiva, trattenuti a Roma per lo sciopero generale indetto in tutta Italia in
segno di protesta ai continui eccidi di lavoratori. Anche l’avvocato Pozzi scusò l’assenza del suo collega Volpi perché trattenuto per lo sciopero di Magliano Sabino,
che nel 1904 fu al centro di scioperi contadini di risonanza nazionale che per 54
giorni abbandonarono i campi ed in parte
il bestiame, per poi invadere le terre. Lo
sciopero nasceva dai contrasti fra i proprietari e la classe contadina, per mancanza di lavoro. I contadini trascorrevano gran
parte dell’anno ad ingegnarsi per cercare
di sbarcare il lunario, sul modo di rubare
senza essere visti, perciò chiedevano di
modificare i patti per migliorare le loro
condizioni di vita. Scesero in piazza con
l’intenzione di occupare i terreni dei proprietari, ma questi ultimi, forti della protezione delle autorità , resistettero, perché
non intendevano consegnare le terre tenute al pascolo, in quanto l’allevamento rendeva di più, piuttosto che assegnarle ai
coloni e ai braccianti. Parteciparono
anche le donne. Si
era infatti costituita
a Magliano una
lega di oltre trecento contadine,che
durante lo sciopero
sfidarono i militari a
cavallo gettando
cenere negli occhi
degli animali. La
Marca di Faleria
propose un voto di
“Quarto Stato”. Pellizza, 1898-1901
biasimo al consigliere provinciale Cencelli, per aver tentatasse, dovevano quindi essere sciolte affito d’ingaggiare durante lo sciopero di
dando al Comune la tutela dei diritti popoMagliano dei crumiri e per essere uno dei
lari. L’avv.Pozzi concluse che tali leggi
proprietari piu duri e irragionevoli, la prodovevano essere abrogate e tutti i docuposta venne accettata e approvata all’unamenti affidati allo studio dell’ufficio di connimità . Gerolamo Crestoni fece la proposulenza della Camera del Lavoro,la quale
sta di una colletta a favore degli sciopeaveva ottenuto delle vittorie per i contadiranti e furono raccolte L.30. Si passò
ni di Faleria, Formello, Calcata,
quindi al primo punto relazionato dall’avv.
Collevecchio, Nazzano, Corchiano, Fara
Pozzi che parlò dei diritti civici incominSabina, perché venissero elencati e coorciando dal rescritto pontificio del dicembre
dinati allo scopo di veder risolta la que1849 emanato da Pio IX, il quale disciplistione dei diritti civici. Alle 12,45 la seduta
nava esclusivamente l’abolizione della servenne sospesa per un’ ora, e nella seduta
vitù di pascolare, vendere erbe e fidare,
pomeridiana venne discusso il secondo
lasciando inalterato il regime della semina
punto: l’organizzazione delle leghe, relatoe del legnatico. Il rescritto rimase in vigore Colli. Viste le agitazioni dei contadini del
re fino alla emanazione delle leggi (1888)
Lazio e della Sabina urgeva stabilire un
abolitive adottate dallo Stato italiano per le
orario di lavoro estivo e invernale, il salaprovince ex pontificie; leggi che mantenrio per gli uomini e le donne, i contratti di
nero il principio dello scorporo totale dei
lavoro, i patti colonici, l’assicurazione sugli
fondi da affrancare, mediante l’ imposizioinfortuni e sul bestiame, un comitato arbine di un canone a favore del proprietario.
trale comunale che esaminasse le controGli articoli di questa legge erano ingiusti e
versie e che assicurasse l’esecuzione dei
non davano nessuna garanzia ai contadipatti e dei contratti. L’elezione del comitani,infatti le perizie fatte dagli agrimensori
to arbitrale spettava alle leghe costituite in
,che erano corrotti dai proprietari, facevaogni comune d’accordo con i proprietari
no figurare per metà la quantità di terredel luogo, doveva essere composto da
no affrancata riducendo ai minimi termini
sette membri, tre dei quali eletti dai lavola quantità destinata ai lavoratori. La
ratori e tre dai proprietari, un settimo scellegge del 1894 sui domini collettivi stabilito al di fuori dai proprietari e dai lavoratova che nelle provincie degli ex Stati pontiri che doveva ricoprire la carica di presifici, i contadini potevano riunirsi in assodente. Era necessario quindi che ogni
ciazioni per amministrare i diritti collettivi e
Comune avesse la sua lega costituita fra i
le rendite tratte dalle servitù affrancate,
contadini.
per quanto queste erano ridotte a poco o
continua sul prossimo numero…
niente e venivano assorbite da spese e
34
Campo de’ fiori
CIVITONICI ILLUSTRI:
MARIO FRANCI
Il rinvenimento, dopo assidue ricerche di
archivio, di due importanti volumi storici
su Civita Castellana – “Faleri”, Roma 1891
e “Faleri” 2^ ediz., Milano 1906 – scritti
dallo storico cittadino Mario FRANCI,
permettono oggi di definire con estrema
chiarezza la figura di questo singolare e
poliedrico studioso, letterato e archeologo
dilettante, di cui rimangono oggi scarse
informazioni archiviali e documentarie.
La prima testimonianza risale al Dicembre
1890, quando l’allora amministrazione
comunale cittadina post-unitaria, finanzia
con lire 180,00 la pubblicazione della
prima edizione del libro “Faleri”, edito dalla
casa editrice Forzani di Roma.
Nel Settembre 1888, come risulta dai carteggi archiviali, dona al Museo Etrusco di
Villa Giulia numerosi reperti archeologici,
iscrizioni-statue-monete, rinvenute dall’autore negli scavi da lui condotti nella zona
delle Colonnette.
Sempre l’archivio del museo romano, ci
informa che condusse altre campagne di
scavo nella zona del Vignale e dello
Scasato.
Sul finire dell’800, pubblica la prima e
unica importante monografia sul pittore
civitonico “Giorgio Giuliani”, allievo del
Guido Reni e pittore di buon livello, di cui
rimangono pochi dipinti.
Il Franci, Dal 1884 al 1887, è maestro
nelle scuole cittadine, allora ospitate in
alcuni locali posti al piano terreno del
palazzo comunale.
Nel 1906 si trasferisce a Pavia come
docente di lettere nelle regie scuole tecniche della città lombarda, dove continua la
sua attività di studioso pubblicando numerose opere letterarie incentrate sulla storia
dell’arte e la letteratura.
Il 20 Novembre 1901, tiene a Rieti una
importante conferenza per il compleanno
della regina madre di casa Savoia, successivamente pubblicata dalla casa editrice
Faraoni di Roma nel 1902.
Nel Settembre 1885 sempre in Roma con
la casa editrice Forzani, da alle stampe l’opera letteraria in versi “XX Settembre
MDCCCXCV”, che riscuote un notevole successo di pubblico.
Ritorniamo alle due opere rinvenute e
oggetto del nostro articolo.
L’opera “Faleri”, 1^ e 2^ edizione, è composta da tredici capitoli dove in versi è
descritta la storia antica di Civita
Castellana e interessanti risultano i paragrafi dedicati alla conquista di Civita
Castellana da parte dei Romani nel 241
A.C. e la descrizione della zona del tempio
di Giunone.
Ma dove chiaramente emerge il talento
storico e descrittivo del Franci, sono le
note storiche e scientifiche a corredo del
testo, dove troviamo notizie inedite sull’evoluzione urbana ed architettonica del
nostro centro.
Nell’edizione del 1906, seppur rimane
immutata la scansione dei capitoli, le note
sono ulteriormente ampliate e dense di
nuove e ulteriori notizie storiche.
Mario Franci, la cui figura è oggi oggetto
di indagini specifiche, dimostra ancora una
volta di come nel tempo la città sia stata
caratterizzata da un numero sempre crescente di valenti studiosi locali, ma la novi-
di Enea Cisbani
tà metodologica introdotta è quella di
aver posto come base dell’indagine storica
il valore della testimonianza data dal documento archiviale e dall’indagine archeologica nella fase di ricostruzione degli insediamenti antichi.
Studiare le opere del Franci significa riscoprire aspetti dimenticati della vita del
nostro centro sul finire dell’800, di cui oggi
abbiamo poche opere documentarie.
Mario Franci nasce a Civita Castellana nel
1861 e muore a Pavia nel 1928.
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Campo de’ fiori
35
Cosa resta di un’estate?
Le prime giornate meno calde, il ritorno
agli impegni di lavoro, il ricordo delle
vacanze…e l’estate è già un ricordo.
Spesso mi sono trovata a pensare che le
agende dovrebbero iniziare a settembre,
così come i calendari, alla stregua dei
diari di scuola: perché si ricomincia a programmare il lavoro, si è ripostati e pieni di
energia, perché in fin dei conti per me a
settembre inizia il nuovo anno lavorativo,
di Giulia Mancini
non a gennaio.
Nonostante ciò mi piace portarmi dietro qualcosa che ricordi l’estate e
vista la mia pelle non è certo l’abbronzatura. Porto barattoli di marmellata, pomodori imbottigliati con il
profumo di basilico, conserve di frutta. Una su tutte la considero versatile e piacevole,indispensabile per
preparare i tortelli di zucca, buona
con i formaggi stagionati e perfetta
sul bollito di carne: la mostarda di
pere, di cui uso la ricetta del libro
“Le ricette regionali italiniane” di
Anna Gosetti della Salda.
Mostarda di pere
2 kg di pere crassana acerbe
800 gr di zucchero semolato
essenza di senape naturale
Sbucciare le pere e affettarrle in spicchi sottili; porle
in una ciotola coperte con lo zucchero e lasciar
macerare un giorno. Quindi raccogliere il liquido che si sarà formato e portarlo a bollore;
versarlo caldo sulle pere; ripetere questo passaggio per 3 giorni di seguito. Il quarto giorno
cuocere le pere e il liquido insieme per quanto
più tempo (anche 10 ore se possibile). Lasciar
freddare e pesare il composto ottenuto;
aggiungere 6 gocce di essenza di senape ogni
kilogrammo di composto.
Mescolare bene e versare in barattoli di vetro
a chiusura ermetica.
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di Riccardo Consoli
...continua dal numero 72
Duke Ellington è il primo a
dare un significato sociale
alla sua musica, così la
Liberia, il primo Stato della
nuova Africa, in occasione
della sua indipendenza, gli
commissiona una Suite;
nasce la: Liberian Suite alla
quale fanno seguito altri
lavori di grande respiro
come: The drum is the
woman, Such sweet thunder dedicata a Shakespeare
o come: Scala she too
pretty to be blue, scritta in
omaggio al grande Teatro
lirico milanese, disco inciso con la collaborazione di alcuni dei professori della grande orchestra sinfonica scaligera e, infine:
My people, un affresco dal quale esce nitido il volto del popolo negro americano e
del suo lungo travaglio razziale.
Duke Ellington costituisce una orchestra
praticamente stabile, nonostante l’inevitabile succedersi di musicisti, che durerà per
trent’anni ed è per questa orchestra e per
i suoi componenti che scrive le musiche;
pertanto, sono pagine di musica dettate,
di volta in volta, dalla sensibilità e dalle
capacità , di questo o quel musicista e dal
suo strumento.
Nascono così temi per il clarinetto di
Barney Bigard, per il contralto di Johnny
Hodges, per il baritono di Harry Carney,
per il trombone di Louis Brown, per la
tromba di Rex Stewart o per quella di Ray
Nance e per la batteria di Gene Krupa, che
danno alla musica un senso corale nuovo,
Proprio in virtù di queste sue
notevoli qualità di compositore,
per il colore e il senso del suo
Sound Duke Ellington è uno dei
pochi artisti della tradizione
Jazzistica capace di inserirsi
autorevolmente nel filone della
grande musica.
una coerenza inedita, una continuità che
nessun altro nel Jazz è mai riuscito ad
avere e che consente a questo grande
musicista di colore di mantenersi nelle
posizioni di testa di ogni classifica, anche
quando viene posto a confronto con i
nuovi musicisti ai quali, del resto, ha sempre avuto qualcosa da insegnare.
La sua lunga permanenza al Cotton Club
con il suo ricco e bianco pubblico, la partecipazione a più di trenta films il primo
dei quali fu: Check and Double Check del
1930, l’assunzione di grandi solisti come
Barney Bigard, Johnny Hodges, Harry
Carney e molti altri come loro, l’esecuzione di composizioni musicali che rappresentarono esattamente ciò che desideravano
gli impresari e, naturalmente, il pubblico,
indicano con molta chiarezza come Duke
Ellington considerasse valido ogni mezzo
per raggiungere il proprio scopo, dimostrandosi, in tal modo, più americano che
afro americano.
Scrive Wilfrid Metters:
“ … i motivi di Duke Ellington
sono più vicini a Gershwin e a
Cole Porter … “
“ … egli era un suonatore di
Folk - Blues … “
“ … il fraseggio più cantabile e
il suono più dolce del suo strumento avevano più affinità con il mondo
di Gershwin … “
Scrive Billy Strayhorn:
“ … Duke Ellington miscelò le qualità personali offerte da ciascun musicista per
produrre il c.d. effetto Ellington … “
“ … tale effetto toccherà musicisti e ascoltatori finchè Ellington ci sarà … “.
A distanza di anni dalla sua scomparsa
queste parole rappresentano il miglior epitaffio per il musicista e l’uomo,ma al di la
di quello che Billy Strayhorn definisce
effetto Duke Ellington, anche se parte
essenziale di quel grande affresco che ha
nome Jazz, egli deve essere considerato
solo e soltanto a se stante, infatti si colloca tra i pochi grandissimi personaggi non
solo del Jazz, ma della musica di tutti i
tempi.
Campo de’ fiori
37
L’angolo del Bon Ton
La Lista Nozze
Agli inizi del ‘900 da
una lungimirante intuizione di un commesso
di un negozio di porcellane degli Stati
Uniti, nasce la Lista
Nozze.
Arriverà nel Nostro
Paese, però , solo agli
di Letizia Chilelli
inizi del 1970.
Considerata all’epoca poco elegante, poiché gli sposi chiedevano ai propri ospiti un
dono di cui conoscevano il prezzo invece di
accettare un qualsiasi presente, stilarla
oggi è divenuta una idea molto pratica e
comunemente usata.
Quando compilarla?
La Lista Nozze verrà compilata dagli sposi
almeno 2 mesi prima dell’invio delle partecipazioni.
Se i futuri coniugi abitano in due città differenti, verranno compilate 2 differenti
Liste Nozze, per poter così permettere a
tutti i parenti e gli amici della coppia di
potervi accedere nella propria città .
Quali negozi scegliere?
Largo spazio alle esigenze della coppia che
stabilirà i regali da ricevere in base ai propri bisogni (se eventualmente prima del
matrimonio si sia convissuto, i regali
saranno sicuramente diversi da
chi “mette su casa” per la
prima volta).
Tornando ai negozi da
scegliere si potrà spaziare dal negozio di
elettrodomestici
a
quello dei casalinghi,
dal negozio di arredamenti alle gallerie d’arte, dalle librerie alle cristallerie, fino ad arrivare
anche alle gioiellerie e le agenzie
viaggi.
L’importante è spaziare nella più vasta
gamma di prezzi possibile, in modo da
poter garantire a tutti gli invitati alle Nozze
(e non), che decidano di aderire alla Lista,
di avere la possibilità di donare oggetti
desiderati dagli sposi.
Cosa importantissima da non fare, anche
se spesso viene consigliata dai vari punti
vendita, e severamente vietata dal Galateo
è quella di mettere all’interno delle partecipazioni il biglietto da visita del negozio
dove è stata compilata la Lista, le informazioni riguardanti la sede scelta verranno fornite dai genitori dei futuri sposi.
Gli invitati, a loro volta, appena acquistato
il regalo per gli sposi, lo accompagneranno con un biglietto di auguri che consegneranno al negozio che poi
provvederà a consegnarlo
insieme al dono.
Dove far consegnare i regali?
I futuri sposi possono scegliere
varie modalità di consegna dei
loro regali:
se i regali verranno consegnati
volta per volta, saranno portati
a casa della sposa;
se si decide di farseli consegnare tutti il
giorno dopo le Nozze, i regali saranno
recapitati a casa della sposa o dello sposo;
se si sceglie la consegna direttamente al
ritorno dal viaggio di Nozze, il luogo sarà
evidentemente la casa coniugale.
Da ricordare che i regali ricevuti son tutti
uguali come importanza e che è considerata quindi di cattivo gusto l’usanza di
esporre accanto al dono il bigliettino
col nome di chi lo ha regalato, si
eviteranno così inutili e umilianti confronti tra gli invitati.
Agenzia viaggi per la
Lista Nozze
Sempre più spesso i futuri
sposi amano farsi donare il
viaggio di Nozze (questo
capita anche per gli anniversari di Nozze) da parenti e
amici, in questo caso il costo complessivo del viaggio verrà suddiviso tra
gli invitati, semmai non si raggiungesse la
cifra completa la differenza verrà aggiunta dalla coppia.
Mai però imporre, come spesso capita,
agli invitati di partecipare a questo regalo,
ognuno deve sentirsi libero di donare ciò
che vuole, anche un piccolo e modesto
dono, fatto con il cuore, è importante e
prezioso.
Aiutare gli altri
Se si decide di non stilare una lista Nozze,
gli sposi potranno fare richiesta agli invitati di depositare il loro regalo in denaro in
un conto corrente aperto proprio per l’occasione; i soldi raccolti verranno poi donati dai coniugi ad associazioni benefiche,
enti specializzati in ricerche per malattie
rare, associazioni che si occupano di minori con difficoltà , ospedali….
Regali in denaro
Se si deciderà di chiedere
come regalo del denaro, il
Galateo impone il dovere di
rendere noto (tramite biglietto di ringraziamento) a chi ha
donato, l’uso che è stato
fatto dei soldi regalati appunto alla coppia.
Prima di salutarci, credo sia una idea carina per i futuri sposi, lasciare una sorta di
piccolo suggerimento per stilare una Lista
Nozze in base alle varie categorie di accessori che potrebbero servire nella nuova
casa:
- accessori per la colazione;
- accessori per la tavola di tutti i giorni;
- utensili e piccoli utensili per la cucina;
- accessori per il servizio bar;
- ceramiche e porcellane per la “tavola
importante”;
- piccoli e grandi elettrodomestici;
- video e hi-fi;
- oggettistica d’arredamento;
- oggetti da tavola in acciaio e argento;
- servizio di posate “importante”;
- cristalli da
tavola;
- pelletteria;
- valigeria;
- gioielleria.
Fonte: vari siti
internet specializzati in organizzazioni
di
matrimoni.
Campo de’ fiori
38
LOMBALGIA E LOMBOSCIATALGIA:
Patologie dolorose e invalidanti che purtroppo almeno una volta nella vita
colpiscono la maggior parte delle persone….
Il non invidiabile
primato di malattia
del secolo che è
causa del maggior
numero di giornate
di lavoro perse è il
mal di schiena, la
lombalgia.Ma perché l’uomo e non
del Dottor
Patrizio Lazzarini, altri animali soffre
di
lombalgia?
fiosioterapista
Anzitutto
perché
camminiamo su 2 gambe? La nostra
evoluzione da quadrupedi a bipedi
con conseguente postura eretta ha
sovraccaricato la colonna lombare ed
ha complicato i problemi dovuti a vizi
di posizione. Inoltre passiamo ore
davanti al computer fin da bambini,
non camminiamo più, siamo spesso
in sovrappeso, insicuri, pieni di ansie
e contratti; usiamo troppo l’auto e
scarpe con tacchi improponibili, pratichiamo attività fisica saltuaria e
incontrollata, sediamo su sedie inadatte; il risultato: i nostri muscoli
non sono tonici e “non ci reggono in
piedi”.La colonna vertebrale è formata da ossa grossolanamente cilindriche sovrapposte, articolate una sull’altra con l’interposizione di una piccola struttura sferica ( nucleo polposo) che come un cuscinetto a sfera
consente loro il movimento e stabilizzata da legamenti e muscoli.Essa
non solo ha il compito di sorreggere
il tronco ma alloggia e protegge il
midollo spinale che dalla base del
cranio scende sino all’inizio della
regione lombare lasciando emergere
tramite appositi spazi i nervi che da
esso emergono. Il dolore che origina
dalla regione lombare può essere
prodotto da diverse cause. Uno sforzo eccessivo o una caduta che produca un trauma distorsivo – contusivo o altresì patologie cronico degenerative (artrosi) possono evocare
dolore causato dall’interessamento
sia dell’apparato capsulo-legamentoso vertebrale che dallo stiramento
della muscolatura . La risposta dell’organismo al dolore è una contrattura della muscolatura lombare che
aumenta la sensazione dolorosa
accompagnandola a una marcata difficoltà nel movimento del tronco. La
Terapiaconsiste
essenzialmente
nello scarico della colonna durante la
fase acuta (riposo) associato a terapia farmacologica sotto controllo
medico. Ad episodio acuto risolto, è
utile eseguire fisioterapia, terapia
fisica e programmare una adeguata
attività fisica al fine di prevenire ulteriori episodi. Qualora il nucleo polposo, per patologie degenerative o
post-traumatiche, si sposti dalla sua
sede anatomica spingendosi verso il
midollo e le radici nervose che da
esso nascono si verifica un ernia del
disco. Tale evenienza assai dolorosa
si caratterizza dall’interessamento
del nervo sciatico compresso dall’ernia. Il dolore interessa non solo la
regione lombare, ma si irradia ad
una o ad entrambe le gambe renden-
do penoso ogni movimento ed impedendo il riposo notturno. Tale patologia se non trova rapida soluzione con
il riposo, la terapia farmacologica e la
fisioterapia necessita di terapia chirurgica non solo per alleviare il dolore ma anche per evitare danni irreversibili causati dalla compressione
erniaria sul nervo.
Campo de’ fiori
39
Nel cinquantenario dell’apertura
“La Cappelleta”: un campeggio a cinque stelle!
“Pallido e grasso fanno ricco, mentre il
povero è magro ed abbronzato”. Per secoli questo è stato il “clichè ” che ha spopolato nel mondo intero ed è solo alla fine
del 1800 che le cose cominciano lentamente a cambiare. Sono per primi gli
inglesi che si concedono il lusso di oziare
in estate sulla riviera ligure, soprattutto a
Bordighera, che Edmondo De Amicis non
avrà difficoltà a ribattezzarla “la città
paradiso degli inglesi”. Poi, chiaramente
con gli anni, emergono posti incantevoli,
come la vicina Portofino ed in Toscana,
Forte dei Marmi. A Venezia, intanto, era
nato (nel 1857) forse il primo stabilimento
balneare italiano, almeno così come lo si
intende oggi, mentre Capri, con il russo
Maxim Gorky, comincia a farsi apprezzare
al livello internazionale. Solo molto più
tardi si scoprirono i laghi e se ne compresero tutte le peculiarità che li facevano
diversi dalle stazioni marine. Il lago, si
disse, è più tranquillo del mare, è meno
stressante, è più adatto alle persone nervose, a quelle più ansiose ed in cerca di
un’atmosfera più
rilassante. Anche
Bolsena non è
voluta mancare
all’appuntamento
con questa inedita
e
grande
opportunità ,
anche se soltanto negli anni
Cinquanta
ha
cominciato
a
darsi una struttura ricettiva adatta alle nuove esigenze. E tra i primi, a fare impresa turistica, è da annoverarsi il campeggio “La
Cappelleta”, che, Giuseppe Stella apre ufficialmente nel Maggio del 1960. Il camping
è situato al km 116,500 della SS. Cassia e
sono proprio gli inglesi ed i tedeschi, reduci dall’aver assistito alle gare delle
Olimpiadi romane, i primi clienti a frequentare lo splendido parco che si adagia
sulle tranquille e limpidissime acque del lago.
Attirati da una cucina
sana e prelibata e da
un’ospitalità genuina e
collaborativa, anche gli
olandesi si affiancheranno ad inglesi e tedeschi,
così che il campeggio
diventerà un luogo quasi
ad esclusivo svago dei
turisti nord-europei. Ben
presto, infatti, il camping
“La Cappelletta” si riempie di roulottes, sconosciute ai campeggiatori
italiani che utilizzano soltanto tende canadesi.
Anche nell’abbigliamento si notano sensibili differenze perché sono soltanto le
donne del Nord Europa, ad indossare i
primi, strabilianti, bikini!
La “grande assente”degli anni ’60 era l’energia elettrica e per le piazzole venivano
usate le acetilene con il carburo, per fortuna presto sostituite con i più funzionali
“camping-gaz”. Con l’energia elettrica il
camping diventa sempre più accogliente
ed anche gli italiani, con romani e fiorentini in testa, cominciano ad innamorarsi di
questo splendido lembo di terra posto sul
più vasto lago italiano di origine vulcanica.
A rendere più completa la bellezza del
soggiorno, una natura davvero incontaminata e la possibilità di fare brevi, quanto
entusiasmanti escursioni , nella vicinissima
Civita di Bagnoregio, isola lunare aggrappata su di un colle tufaceo, o nella
medioevale Orvieto con il suo incantevole
Duomo. Ma è soprattutto l’affabilità e la
cortesia dei proprietari del Campeggio a
fare la differenza e a rendere unico il soggiorno. Con questi ingredienti, alla fine
dello scorso mese, una grande festa è
stata organizzata dalla signora Stella e dai
congiunti Grazia, Maria, Franco e Piero:
cinque stelle appunto, che giustificano il
titolo del pezzo! Alcuni clienti storici si
sono alternati al microfono e, man mano
che la festa prendeva sempre più brio,
sembrava che l’Europa si fosse data
appuntamento in questo angolo scintillante di luce e di fiori e che gli idiomi che si
udivano, volessero ricordarci che nel divertirci e ne sorridere siamo tutti figli d’una
stessa Madre.
Inglese, francese, olandese, tedesco
soprattutto, ma anche spagnolo, romeno,
portoghese e, naturalmente, italiano si
scontravano e si fondevano, si urtavano e
si univano nei balli e negli scherzi, nei brindisi e nei sorrisi. Era la festa d’una piccola
comunità che si ritroverà ogni anno nelle
cento piazzole del camping “La
Cappelleta”, sulle rive del lago di Bolsena.
Secondiano Zeroli
Campo de’ fiori
“Essenze di Corchiano”
Una nuova fragranza da donna tutta per te! Solo presso la Profumeria del Corso di Simona Nardone!
Un souvenir del tutto originale è stato
ideato per i turisti che trascorrono qualche giorno di riposo a Corchiano, ma è
ideale anche per gli abitanti del paese
stesso e per coloro che amano le buone
fragranze: Essenze di Corchiano, un
profumo da donna, dolce ed elegante. Ad
avere questa stravagante idea è stata
Simona Nardone, titolare, da molti anni,
della “Profumeria del Corso”, nel cuore
del paese. In seno all’iniziativa del centro
commerciale naturale “Il vallo”, infatti,
Simona, vista la sua attività , ha voluto
creare un prodotto unico e personalizzato, che la caratterizzasse e la distinguesse. “Ho scelto le essenze che più mi piacevano e che ritenevo più appropriate,
poi la confezione ed il nome”, dice soddisfatta Smona, “ed ora vorrei realizzarne
anche uno da uomo”.
Il profumo è stato ufficialmente presentato la sera della notte bianca, promosso
con dei campioncini che hanno subito
conquistato diversi clienti e sta già
riscuotendo
molti
consensi.
Essenze di Corchiano è , inoltre,
affiancato da un’esclusiva linea di
creme per il corpo, che comprende latte detergente viso, crema
antirughe e contorno occhi,
crema mani, crema anticellulite e
quant’altro è necessario per prendersi cura della propria persona in
modo sano e speciale.
Essenze di Corchiano è un regalo
adatto a tutte le donne: alla
mamma, alla nonna, alla sorella,
ad una amica, alle quali vuoi far
mantenere vivo un legame o vuoi
regale una parte delle tue radici.
Un regalo unico e stravagante,
che ti contraddistingue ed ogni
volta che lo si indossa è in grado
di suscitare ricordi ed emozioni
del tutto intimi.
Essenze di Corchiano è la tua
essenza!
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Campo de’ fiori
Inserto speciale di Campo de’ fiori dedicato ai più piccoli
(Anno 2010 – N. 4)
Coordinatore del progetto: Giovanni Francola.
Responsabile del gruppo: Stefania Tabacchini.
Gruppo di lavoro: Teresa Noviello, Patrizia Caprioli, Elisa Ermini, Marcello Ernoni.
Grafica: Monia Tamburi.
Il mondo sicuro di Alice
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Campo de’ fiori
Le brioches de zi’ Teresa
Ingredienti per la pasta
Ingredienti per il ripieno
Mezzo Lt di latte
400 gr di farina
100 gr di semolino
150 gr di zucchero
65 gr di zucchero
200 gr di burro
50 gr di pinoli
4 uova
10 gr di burro
un pizzico di sale
2 uova
Scorza grattugiata di un limone
1 bustina di vanillina
1 bustina di vanillina
Un pizzico di sale
1 bustina di lievito
10 gr di zucchero a velo per decorare
PREPARAZIONE Disponete sulla spianatoia la farina setacciata con il lievito. Fate la fontana ed immettetevi lo zucchero, il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti, i tuorli, il sale, la scorza del limone e la vanillina. Impastate rapidamente lavorando la pasta il minimo indispensabile per renderla liscia ed omogenea. Fate con essa una palla e mettetela a riposare in frigorifero per circa 30
minuti, avvolta in una pellicola trasparente. In un tegame fate intiepidire il latte, versatevi il semolino, il sale e rimestando fate cuocere per circa 15 muniti a fuoco moderato. Incorporatevi i pinoli, lo zucchero, il burro ammorbidito, le
uova e la vanillina. Con il mattarello stendete la pasta a sfoglia spessa circa mezzo centimetro e con essa rivestite l’interno di uno stampo per crostate imburrato ed infarinato. Versate il ripieno intiepidito e con la pasta restante decorate con delle striscioline. Cuocete in forno a 180° per circa 55 minuti. Aggiungete poi lo zucchero a velo.
L’ANGOLO DEL PROF
a cura di Patrizia Caprioli
Mini spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!), da poter usufruire come supporto didattico
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Campo de’ fiori
Fabrica di Roma 3 Ottobre 2010
Al Teatro Tenda per la solidarietà
Tutti sappiamo cosa è l’AIRC (Associazione Italiana
Ricerca sul Cancro) per cui ritengo non parlare delle attività di questa benefica ed insostituibile organizzazione di
solidarietà , il cui fine ultimo è debellare definitivamente
il male del secolo, anzi dei secoli.
La ricerca è fondamentale per combattere il cancro; essa
consente anche la realizzazione di sistemi tecnologici di
diagnostica sempre più sofisticati i quali vanno a scrutare
nell’infinitamente piccolo le cellule che compongono il
nostro corpo.
Tutto questo impegna la sanità pubblica in un grande
sforzo sociale ed economico, che forse non sarebbe sostenibile senza l’aiuto di associazioni di solidarietà quale
l’AIRC.
Ebbene, anche a Fabrica di Roma vi sono cittadini impegnati nell’AIRC che, donando il loro tempo libero alla collettività , consentono di raccogliere fondi interamente
Fabrica di Roma. Teatro Tenda - Settembre 2009.
devoluti a questa associazione.
Spettacolo della compagnia teatrale “I Guitti” di Sutri
Tali cittadini, organizzano tutti gli anni al Teatro Tenda di
Fabrica spettacoli di beneficenza il cui introito è totalmente devoluto all’AIRC.
Anche quest’anno, Domenica 03 ottobre alle ore 18.00 è previsto uno spettacolo, sempre al Teatro Tenda.
E’ ovvio che tutti ci auguriamo una grande affluenza di pubblico. Più risorse vi saranno per la ricerca e più veloce sarà il cammino
verso la sconfitta totale del cancro.
Arnaldo Ricci
Bassano Romano dalle origini
Dettagliata cronistoria a cura di Cleto Tuderti
In occasione dei suoi cinquanta anni di sacerdozio, ricorsi lo scorso anno, don Cleto Tuderti ha
voluto fare un omaggio a Bassano Romano, paese che lo ospita ormai da diverso tempo,nel convento dei padri Benedettini-Silvestrini. In “Bassano Sacra” il sacerdote, appassionato di storia, è
riuscito a ricostruire il passato del borgo a partire dal’anno Mille, o poco prima, in base alle testimonianze scritte che è riuscito a recuperare scavando negli archivi ecclesiastici e civili di tutto il
viterbese. Una cronistoria assai dettagliata, che parte delle controverse origini del nome per analizzare, poi, i lunghi secoli e concludersi con una attenta descrizione delle chiese presenti sul territorio, corredata di numerosissime foto. Gli avvenimenti ed i protagonisti della storia di Bassano
si intrecciano con quelli di molti altri paesi della zona, rendendola assai
interessante. Una parola di riguardo è stata dedicata, alla fine del volumetto di 128 pagine, al Cristo Risorto, simile al Cristo Portacroce di
Michelangelo ed attribuito proprio al medesimo scultore seicentesco,
conservato nel Convento di San Vincenzo.
Don Cleto, che non è alla sua prima pubblicazione, si augura che il suo
lavoro possa suscitare l’interesse di qualche giovane, che raccogliendo
questo suo tributo possa approfondire le ricerche della ricca storia di
Bassano Romano.
E.B.
Nel cuore
Al mio caro nonno
A sette mesi dalla tua scomparsa, volevo dirti che sei e sarai per sempre
una persona speciale nel mio cuore. Sono sicura che ovunque tu sia mi
stai guardando e proteggendo.Ti voglio bene nonno Antonio.
Leila Morelli
Campo de’ fiori
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Il libro del giornalista Ugo Baldi per gli amanti del rugby
50 anni di strani ribalzi a Civita Castellana
Festeggiamenti l’11 Settembre al campo in Via dei Marinai,
intitolato a Carlo Angeletti
In occasione del cinquantenario dalla fonItaliana Rugby, gli ex compagni di squadazione della formazione Amatori Rugby
dra e tutti coloro che, pur non avendo
Civita Castellana, il comitato promotore
indossato la maglia insieme a lui, lo
si è impegnato ad organizzare grandi
hanno amato e sostenuto. A seguire, la
festeggiamenti degni di tale ricorrenza. La
presentazione del libro 50 anni di strani
manifestazione, patrocinata dal Comune di
rimbalzi a Civita Castellana, del giornalista
Civita Castellana, dalla provincia di
Ugo Baldi.
Viterbo, dal Fir e dal Coni, si terrà sabato
Chiuderà l’evento il terzo tempo, offerto
11 Settembre, presso il campo da rugby di
dalla società sportiva civitonico in collavia Marinai d’Italia, dove, alle ore 15.00, si
borazione con sponsor locali.
affronteranno le formazioni Old
di Civita Castellana e Viterbo,
sotto lo sguardo attento di tanti
appassionati e di giornalisti
esperti che seguono la nazionale
italiana di rugby. Seguirà lo
scontro amichevole tra l’under
18 e 15, in serie C, che segna il
debutto stagionale delle due
squadre. Alle ore 18.00, verrà
scoperta la targa in ceramica con
la quale il campo verrà ufficialmente intitolato a Carlo
Angeletti, giocatore del rugby
Civita Castellana, prematuraGiugno 1962. Torneo studentesco, squadra di rugby di
mente scomparso. Saranno pre- Civita Castellana. II° classificata (perse in finale per 15 a
senti i parenti dell’atleta, le auto- 16 con la formazione di Viterbo). In piedi da sx. Radanix,
rità civili, militari e religiose, rap- Angeletti, Farina, Lanzi. In basso da sx: Conti, Nobili,
presentanti della Federazione
Milazzo, Profili.
Copertina del libro scritto da Ugo Baldi
Centro Ricerche e Studi Ronciglione - Premio Letterario Nazionale
RONCIO D’ORO 2010
XVII edizione
Nella magnifica cornice dell’Arena di S. Andrea, presenti numerose autorità , gremita di pubblico, sabato 28 agosto sono stati consegnati i premi ai vincitori del Premio Letterario Nazionale Roncio d’Oro.Ha presentato Francesco Laurenti, mentre le opere premiate
sono state sapientemente lette dagli attori Laura Sperati, Leonora Piacenti, Stefano Piacenti e Mario Palozzi.
Vincitori della sez. C Italiano giovani
- Menzione speciale a Francesco Minelli – Ronciglione (VT), per la poesia “Al mio primo vero amore”.
- Menzione speciale a Giulia Rosati (Roma), per la poesia “Ho sentito”
- Roncio d’argento a Matteo Ferretti – Ronciglione (VT), per la poesia “Giocando con il pensiero”.
- Roncio d’oro: per unanime decisione della Giuria non è stato assegnato
Vincitori della sez. B italiano adulti
- Menzione speciale a Bruna Regina – Ronciglione (VT), per la poesia “Il paese di Alice.
- Menzione speciale a Marco Managò – Roma, per la poesia “Le nostre mani”.
- Menzione speciale a Tommaso Torsello – Vetralla (VT), per il racconto “Vorrei dirti ti amo”
- Per il premio AVIS è stata scelta la poesia “La corsa per la vita”.di Roberto Lippi - Capranica
- Roncio d’argento ex aequo: a Tiziana Mainero – Scurcola Marsicana (AQ), per la poesia “Rimorsi.
- Roncio d’argento ex aequo: a Vittorio Scatizza – Roma, per il racconto “La torta al cioccolato” .
- Roncio d’oro ex aequo: a Fulvia Marconi – Ancona, per la poesia “Un cesto di more e di fiori”.
- Roncio d’oro ex aequo: a Gualdo Anselmi - Fabbrica di Roma (VT), per il racconto “Il campo delle fornaci”.
Proclamazione dei vincitori della sez. A dialetto adulti
- Menzione speciale a Quinto Chiricozzi – Ronciglione (VT), per la poesia “La funtana”.
- Roncio d’argento: a Anna Sodini – Ronciglione (VT), per il racconto “Che bella ‘nvenziò ‘a radio e ‘a televisiò ”.
- Roncio d’oro: a Peppino Lo Russo – Ronciglione (VT), per la poesia “Simo l’urtimi” .
Campo de’ fiori
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Oroscopo di Settembre
ARIETE Avrai la volontà di
portare avanti i progetti
che durante l’estate hai
messo a fuoco. Le esperienze che farai rafforzeranno la fiducia in te stesso, prosegui tranquillo e sii disponibile a
costruire una relazione sentimentale o un
lavoro diverso. Anche l’amicizia prenderà
quota riportandoti il sorriso.
TORO Sarai insolitamente
socievole. La forza interiore che senti nasce dall’aver
svolto bene i tuoi impegni
ed ora puoi guardare l’orizzonte e tracciare una mappa del percorso
da compiere. Le stelle sono in sinergì a
con te e ti offrono efficienza e praticità .
GEMELLI Dopo tante
delusioni, rallentamenti e
momenti di solitudine, stai
incominciando a vedere
una nuova realtà . I pianeti
ti stanno regalando contatti, idee, incontri e risultati. Ora Ë il tempo
dell’azione. Sii pronto a cogliere le opportunità e dai il meglio di te.
CANCRO Il mese inizia
con un’energia frizzante.
La tua mente è sveglia, la
tua immaginazione è veloce nel cogliere le sfumature delle idee e soprattutto i timori saranno
un ricordo lontano. Avrai una grande abilità di comunicare con naturalezza. Sarai
sorpreso per l’ironia e la verità che riuscirai a dire senza sentirti sbagliato.
LEONE E’ tempo di ricompensa per il lavoro svolto e
per la paziente attesa. I
frutti autunnali sono pronti
per essere colti e condivisi.
Hai molte risorse e tante
opportunità Dovrai scegliere quello che
veramente ha valore per te e manifestarlo.
VERGINE Gli astri hanno
in serbo per te un compleanno speciale. Ogni
situazione sarà nuova ed
inesplorata. Ora hai bisogno di mettere radici e
creare un’immagine di te che rispecchi la
tua bellezza, la serenità e la pace che hai
saputo coltivare quando tutti erano assenti.
BILANCIA Torna l’armonia. L’estate è stata intensa,
ricca di momenti illuminanti
e di esperienze che ti hanno
spaventato. Con l’autunno
ritroverai la quiete interiore.
Nulla però sarà come prima ed è giusto
così . Fate attenzione a chi vi sta intorno,
dategli la giusta attenzione.
SCORPIONE Settembre ti
offre vivacità e successo.
Non sarà facile sottrarti agli
occhi del mondo o evitare
relazioni che soddisfano il
tuo desiderio di conoscere,
di capire e soprattutto di vivere in prima
persona le esperienze. L’unico divieto è
quello di cadere negli abissi emotivi. Un
tempo divertente, facile, solare!
by Cosmo
SAGITTARIO Ci sono
scelte di vita o di lavoro
che hai rimandato per
riflettere. Hai molte idee, i
tuoi progetti sono validi ed
ambiziosi e sei pronto per un salto creativo. Metti a fuoco l’obiettivo che vuoi raggiungere ma non forzare l’azione, lascia
che siano gli eventi ad indicarti la strada.
CAPRICORNO E’ un
mese di buoni risultati in
vari ambiti. Le stelle ti suggeriscono di fermarti dalle
attività e guardare nel tuo
cuore senza paura, nè giudizio, nè vergogna. Hai bisogno di fare
pace, prima con te stesso e poi con una
persona che ami.
ACQUARIO Ci sono progetti che ti porteranno a
viaggiare, organizzare o
creare. L’unica ombra che
potresti sentire è l’esigenza di dare alle tue relazioni
maggiore profondità . Sarai in contatto con
nuove persone, ma trova un po’ di tempo
anche per chi veramente conta per te.
PESCI Fino alla metà del
mese ti sentirai immerso in
questioni sociali e forse
spetterà a te il compito di
portare accordo. Gli astri ti
chiedono non solo di trovare soluzioni, ma
anche di proporre il tuo punto di vista. La
tua conquista più preziosa degli ultimi
mesi e forse anni, è stata quella di metterti in gioco e di rischiare.
Campo de’ fiori
47
Andosilla ancora sul filo del rasoio
Continua la protesta dei cittadini. Spedite 6.000 firme, ma la Polverini non risponde
Una brutta notizia ha sconvolto l’estate
degli abitanti di Civita Castellana ed in
realtà di tutti gli abitanti dei paesi limitrofi, che hanno nell’Ospedale civitonico un
grande punto di riferimento. La notizia
della chiusura dei reparti di ostetricia e
ginecologia e di quello di oncologia, tra
l’altro molto ben funzionanti, ha suscitato
sgomento e molta indignazione. La popolazione si è da subito mossa contro la
decisione del presidente della Regione
Lazio, Renata Polverini, la quale, però ,
sembra non aver voluto rispondere a nessuno dei messaggi inviatile in tutte le
forme. Proprio il Primo Settembre le sono
state spedite le ben 6.000 firme raccolte
durante il mese di Agosto. Ha preso parte
alla petizione anche il Vescovo Romano
Rossi, che ha voluto sostenere la causa
con la propria firma. Intanto, in attesa di
un dietrofront della governatrice, il reparto di ginecologia ha riaperto dopo i lavori
di ristrutturazione della sala operatoria.
Purtroppo a volte la mera logica dei conti
e del denaro, non guarda in faccia neanche la salute dei cittadini! L’Ospedale di
Civita Castellana ha un vastissimo bacino
d’utenza e sarebbe un peccato perdere
numerosi posti letto indispensabili. La speranza è che la Polverini ascolti le voci
accorate del popolo e si ravveda, dirottando, magari, i tagli, senz’altro necessari,
visto il periodo di crisi che da tempo stiamo affrontando, su qualche altro settore
dov’ è sicuramente possibile, senza danneggiare nessuno, soprattutto i più bisognosi. Anzi, la sanità pubblica andrebbe
sempre sostenuta, perché la salute è la
cosa più importante che abbiamo!
CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI SULLA CATTEDRALE
COSMATESCA DI CIVITA CASTELLANA
18-19 Settembre 2010 - Sala Conferenze della Curia Vescovile
L’anno 2010 è stato scelto dalla Diocesi e dal Comune di Civita Castellana, quale “Anno dei Cosmati”. Dopo una serie
di iniziative messe in atto dal Comune e dalla Curia di Civita Castellana durante i mesi già trascorsi, il 18 e 19 settembre prossimi è previsto l’appuntamento di maggior lustro e importanza. Presso la Sala Conferenze della Curia Vescovile in Piazza
Matteotti, si terrà , infatti, il Convegno Internazionale di Studi sulla Cattedrale. Per due giorni alcuni tra i maggiori studiosi - italiani e
stranieri - di religione, architettura e arte medievale, rinascimentale e barocca, insieme a docenti ed esperti di restauro, esporranno le
loro relazioni sull’insigne fabbrica civitonica. Presieduto dal Prof. Paolo Portoghesi, il convegno vedrà la partecipazione, in veste di relatori e presidenti di sessione, di Enrico Bassan, Corrado Bozzoni, Claudio Canonici, Maurizio Caperna, Renzo Chiovelli, Peter Cornelius
Claussen, Luca Creti, Dario Del Bufalo, Tommaso di Carpegna Falconieri, Angela Dressen, Daniela Esposito, Donatella Fiorani, Francesco
Gandolfo, Manuela Gianandrea, Dale Kinney, Massimo Miglio, Giorgio Ortolani, Patrizio Pensabene, Francesco Paolo Fiore, Giorgia Pollio,
Giuseppe Simonetta, Gianfranco Spagnesi, Claudio Varagnoli. Il convegno, per l’importanza internazionale che riveste, ha ottenuto l’Alto
Patrocinio del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Segreteria di Stato Vaticano e della
Conferenza Episcopale Italiana. Oltre ai numerosi patrocini da parte di Università italiane ed estere, e a quello della Regione Lazio,
della Provincia di Viterbo e del Ministero per i beni Culturali e Ambientali, il convegno gode del sostegno di numerosi sponsor. Sul sito
www.cosmaticivita2010.it saranno disponibili gli abstract e i curricula dei relatori, insieme all’ordine degli interventi del convegno.
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Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Civita Castellana
FESTEGGIAMENTI PATRONALI DEI SS. MARCIANO E GIOVANNI 2010
11 Settembre Sabato
Ore 17.00 Viale E. Minio - Campo Sportivo Cerimonia Intitolazione della struttura all’atleta “Carlo Angeletti”
ore 17,00 Piazza Matteotti – Curia Vescovile Iniziativa di promozione alla lettura “Libri liberi”
ore 21,30 Piazza Matteotti - Concerto Sale fino al rock Finale
12 Settembre Domenica
Ore 16,00 Forte Sangallo Fossato nord - Palio degli Anelli a cura dell’ Ass.ne Civita Cavalli
Ore 19,00 Piazza Matteotti - Premiazione vincitori Palio degli Anelli
Ore 21,30 Piazza Matteotti - Intrattenimento musicale “Io canto”
13 Settembre Lunedi’
ore 18,00 Piazza del Duomo – Chiesa Cattedrale - Triduo di preparazione Santo Rosario meditato
ore 18,30 Santa Messa
Ore 21,30 Piazza Matteotti - Spettacolo teatrale MEDLEY a cura della Ass.Culturale “La Bottega delle Chiacchiere”
14 Settembre Martedi’
ore 18,00 Piazza Duomo – Chiesa Cattedrale - Triduo di preparazione - Santo Rosario meditato
ore 18,30 Santa Messa
Ore 21,30 Piazza Matteotti - Spettacolo Musicale . A volte ritornano “Gruppi locali”
15 Settembre Mercoledi’
Ore 18,00 Piazza Duomo- Chiesa Cattedrale - Vespri Solenni
ore 18,30 Santa Messa
ore 21.30 Piazza Matteotti - Cabaret – “I Nunseponnoguarda” Roma Napoli e rock’n’ roll
16 Settembre Giovedì
Ore 5,00 – 9,30 Piazza Duomo - Chiesa Cattedrale - celebrazione continuata di Sante Messe
ore 12,00 Piazza Duomo –Chiesa Cattedrale - Santa Messa Presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Romano Rossi
ore 19,30 Piazza Duomo Chiesa Cattedrale - Santa Messa
ore 20,15 Piazza Duomo Chiesa Cattedrale - Solenne Processione con le Reliquie dei SS. Patroni
Piazza Matteotti Bengalata
17 Settembre Venerdi’
Grandiosa Fiera di Merci e Bestiame (intera giornata)
Ore 21,30 Piazza Matteotti - Tribute Band – Omaggio a Lucio Battisti a cura dell’Associazione “Innocenti Evasioni”
18 Settembre Sabato
Piazza Matteotti Curia Vescovile - Dalle ore 9,30 alle ore 18,00 Convegno Internazionale sui Cosmati
Ore 21,30 Piazza Matteotti
ENRICO RUGGERI in Concerto
19 Settembre Domenica
Piazza Matteotti - Curia Vescovile - Dalle ore 9,30 alle ore 18,00 Convegno Internazionale sui Cosmati
Ore 10,00 Piazza Matteotti - Partenza . Gara Podistica – “3° Trofeo dei Falisci a cura dell’A.S.D. Alto Lazio
Ore 12,00 Piazza Duomo - Chiesa Cattedrale - Santa Messa Presieduta da Sua Eccellenza Mons. Romano Rossi
Ore 18,30 Piazza Duomo - Chiesa Cattedrale - Concerto Cosmati a cura dell’Ass.ne Musicale “Muzio Clementi”
ore 19,00 Centro Storico – Esibizione Artisti di strada e Street Band
ore 22,00 Piazza Matteotti - Tombola a cura dell’Associazione Una mano al tuo Ospedale Onlus di € 2.000,00, così suddivisa €
250,00 cinquina, € 1.500,00 tombola , € 250,00 tombolino
ore 23,30 Via Belvedere Falerii Veteres - Spettacolo Pirotecnico Realizzato dalla Ditta Fireworks di Colonnelli Primo di Nepi
INOLTRE
2 al 10 Settembre - Loc. Catalano - Circolo Tennis “ DAVIS 76” Torneo Open 2010 “Santi Marciano e Giovanni”
11 – 19 Settembre
ore 17,00 Piazza Matteotti (angolo via XII settembre) - Mostra di pittura a cura del C.S.E. Rosa Merlini Frezza
ore 17,00 Via Garibaldi,35 Galleria Halesus - Mostra di pittura “ i Colori del Deserto” di Angela Consoli
Via del Forte – Giardino pubblico Baden Powell - “Osteria di Rosina” , Manifestazione enogastronomica dell’ASD Junior Volley
Via del Forte e Piazza Martiri Fosse Ardeatine -“Le vie dell’arte e dei mestieri” mostra di arte artigianato e di prodotti locali a
cura della Pro Loco di Civita Castellana per tutta la durata delle Festività dalle ore 17,00 tutti i giorni la domenica dalle ore 10,00
16 – 18 Settembre -Gara di pesca a cura dell’Associazione Sportiva Pesca Club Parco dei Fiori. - Via Nepesina - 11 , 12
e 17 settembre ore 14,00 18 settembre ore 7.30
ore 17,00 Corso B. Buozzi - Sala Pablo Neruda - Esposizione di manufatti e prodotti artistici del Centro Diurno.
Ore 17,00 Piazza Matteotti –Centro Sociale Anziani Piazza Matteotti - Mostra collettiva di pittura organizzata dal C.I.F.
Centro Italiano Femminile in collaborazione con il Centro Anziani di piazza Matteotti
Campo de’ fiori
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AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Corchiano
FESTEGGIAMENTI IN ONORE
DI MARIA SS. DELLE GRAZIE
11 Settembre Sabato
Ore 8.00 – Donazione di sangue presso il Centro
trasfusionale (Sez. A.V.I.S.)
ore 10,30 – S. Messa presso la casa di riposo
“Maria Cappelli”
ore 12,00 – Apertura dei festeggiamenti con fragoroso sparo di bombe
ore 16,00 – Parco “Demostene Carosi” – Giochi popolari per bambini
offerti da “Gli amici di Roberto”
ore 19,00 – Parco “Demostene Carosi” – Partenza per l’escursione
notturna dei bambini all’oasi del WWF e cena fredda.
ore 21,30 – Parco “Demostene Carosi” – Concerto della banda musicale “G. Verdi” di Corchiano, diretta dal Maestro Andrea Mazzasette.
12 Settembre Domenica
Ore 8.00 – Donazione di sangue presso il Centro trasfusionale
(Sez. A.V.I.S.)
ore 8,00 – S. Messa nella chiesa di Santa Maria del Rosario
ore 11,00 – P.zza del Bersagliere - S. Messa solenne per il
25° anniversario della Sezione A.V.I.S.
ore 12,00 – P.zza del Bersagliere – Inaugurazione del Monumento
“L’albero della vita”, dedicato ai donatori di ieri, oggi e di sempre.
ore 17,00 – La banda musicale “LA FOLCLORISTICA BAND” di
Bettolle (SI) percorrerà le vie del paese.
ore 17,30 – Chiesa di San Biagio – Recita del Santo Rosario
e S. Messa.
ore 20,00 – P.zza del Bersagliere - Esibizione serale della banda musicale “LA FOLCLORISTICA BAND” di Bettolle (SI)
ore 21,00 – P.zza del Bersagliere – Innalzamento di un globo
aerostatico dell’A.V.I.S.
ore 21,30 – P.zza del Bersagliere - Tombola di €1.500,00, suddivisa in
€ 250,00 1° e “2° cinquina, € 1.000,00 tombola.
13 Settembre Lunedì
ore 8,00 – S. Messa nella chiesa di Santa Maria del Rosario
ore 16,30 – PELLIGRINAGGIO A PIEDI con l’immagine di S. Maria
delle Grazie e Santa Messa.
Ore 21,00 - P.zza del Bersagliere - Spettacolo musicale con
SIMONA QUARANTA E LA SUA BAND.
14 Settembre Martedì
Ore 8,00 – S. Messa nella chiesa di Santa Maria del Rosario
ore 17,00 Piazzale antistante la Caserma dei Carabinieri – la “Fanfara
del 4° Rgt Carabinieri a Cavallo”, interverrà in occasione del 15° anniversario dell’apposizione del monumento alla “Virgo Fidelis”.
ore 17,30 – Chiesa di San Biagio – Recita del Santo Rosario e S. Messa
Ore 21,30 – P.zza del Bersagliere – IVANA SPAGNA in concerto
15 Settembre Mercoledì
Ore 8,00 – S. Messa nella chiesa di Santa Maria del Rosario
Ore 11,00 – Chiesa S. Maria delle Grazie – S. Messa solenne celebrata
da S. E. Monsignor Romano Rossi
ore 17,30 - Chiesa di San Biagio – Recita del Santo Rosario e S.
Messa.
ore 18.00 – P.zza del Bersagliere- - Spuntino offerto dal Comitato con
musica dal vivo.
ore 18.30 – P.zza Aversa – Presentazione della Squadra di calcio “ASF
Virtus Corchiano”
ore 21,00 – P.zza IV Novembre – Spettacolo musicale e di cabaret con
il gruppo “I tre quattro” di Caprarola. Al termine estrazione della
lotteria.
ore 23.00 – GRANDIOSO SPETTACOLO PIROTECNICO eseguito
dalla ditta Poleggi di Canepina, presso la Circonvallazione in direzione
Vignanello.
Domenica 26 settembre 2010 – ore 18
XX Festival
della
Canzone
Romana
Un’idea di LINO
FABRIZI
Con la partecipazione straordinaria di
LANDO FIORINI,
LUCIANO ROSSI,
LA SCHOLA CANTORUM,
GIORGIO ONORATO
E ALTRI OSPITI...
e il balletto della CRAZY GANG
Presentano LORETTA ROSSI STUART
e FRANCESCO VERGOVICH
Testi di Silvestro Longo
Coreografie di Marco e Stefano
Stopponi
P.zza Gentile da Fabriano 17, Roma
www.festivaldellacanzoneromana.com
Ancora una volta il Teatro Olimpico di Roma,
una delle
migliori sale acustiche
della capitale, ospiterà
la
finalissima
del
Festival
della
Canzone
Romana,
giunto quest’anno alla
sua ventesima edizione.
Patrocinato dalla Regione Lazio , dal Comune di Roma
Assessorato alle Politiche Culturali
e della
Comunicazione e voluto fortemente da Lino Fabrizi ideatore e presidente dell’Associazione Culturale Roman Millennium,
organizzatrice della manifestazione, il Festival percorre la tradizione musicale romana attraverso interpreti famosi e nuove
leve, offrendo una serata dedicata all’antologia della canzone e
dei concorsi che si sono svolti dal 1800 ai nostri giorni. Il cast
della manifestazione è composto da alcuni fra i più significativi esponenti della musica tradizionale romana. Tra questi,
Lando Fiorini ospite d’onore.
Biglietti: Interi € 30 Poltronissima, € 25 Poltrona - € 20 Balconata Ridotti € 25 - € 20 - €15
Per Informazioni: Teatro Olimpico tel. 06/3265991
Prenotazioni e convenzioni: tel 06 3225044 – 328 4112014 - 349
5563371
Ufficio Stampa: Elisabetta Castiglioni
06 3225044 -328 4112014 - [email protected]
La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Un augurio speciale ad Emma
Pisani di Corchiano che è
venuta alla luce il 17 Luglio
per la gioia di papà
Salvatore e di mamma Elisa,
con tanto amore.
Tanti auguri a Emma Pisani
che il 17 Agosto ha compiuto
il suo primo mese di vita dai
nonni, i bisnonni, gli zii ed i
cuginetti! Tanti bacioni da
tutti noi….
Tanti auguri
a Jessica e
Valentino
che il 1°
Agosto si
sono uniti in
matrimonio
dai genitori e
parenti tutti.
Tanti
auguri a
Mirko che
il 19
Settembre
compie
3 anni,
dalla
mamma,
il papà
ed i fratellino Christian
Ciao sono Alice e il
1°Settembre ho compiuto il mio primo
mese di vita.....
Mamma Sara e papà
Gianluca augurano alla
loro piccola un mondo
di felicità
Il 16 Agosto siamo
tutti riuniti per
festeggiare i tuoi
primi 50 anni.
Tantissimi auguri a
Marco Valeriani dalla
mamma, dalla moglie,
dai figli Serena, Mirko
e Luca, dal suocero e
dalla sorella.
Buon compleanno alla piccola Aurora Patriarca che il
13 settembre compie 5 anni. Auguri dai genitori Carlo
e Patrizia, dal fratello Damiano, dai nonni dagli zii e
dai cugini Fede e Ale.
AUGURI PICCOLA PESTE!!!!!!!!
Tanti auguri alla
nostra piccola Leila
che ha compiuto 3
anni il 3 settembre.
Auguroni da mamma
Monia e papà Carlo.
Sei la nostra vita!!!!!
Tantissimi auguri a
Cristian che compie 8
anni l’1 Settembre,
dalla tua mamma che ti
vuole un mondo di
bene… Sei sempre il
mio piccolo bambino!
Tanti auguri anche dai nonni Antonietta
e Luigi e dal bisnonno Umberto.
Tanti auguri a
Marta che ha
compiuto 2
anni il 22
Luglio e a
Flavio che
compirà 2 anni
il 19 Settembre,
da Lilla, Tonino e
Rita Del Bianco
Congratulazioni alla
neo dottoressa
Federica
Bacchiocchi per la
sua laurea in
Scienze della
Comunicazione, dalla
mamma, le sorelle e i nonni
Per mamma e
papà è arrivato
un bel
maschietto!!!
Il suo nome è
.....Tiziano, il
suo peso.....Kg
2.5, segni particolari....SUPER!!!
Tantissimi auguri dai nonni e dagli zii
Campo de’ fiori
51
Tanti vivissimi auguri di
buon compleanno ad ARES
9
5
7
PISTOLA, che il 10 agosto ha compiuto ben 6
1 2
10
anni! Nella notte di San
3
4
8
6
Lorenzo, 6 anni fa non
poteva nascere una
migliore stella nella
nostra famiglia!
Si associano agli auguri
Carbognano. Gita per il sessantesimo anno a tutti gli atleti della A.S.D.
Gradara. 1. Franco, 2.Sandro, 3. Italia,
YAMA ARASHI G.P JUDO DI CIVITA CASTEL4. Saura, 5. Sandra, 6. Roberta, 7. Celeste,
LANA, oltre alla tua famiglia al Completo!
8. Sandro, 9. Mirella, 10. Lorena, 11. Fabio,
I migliori auguri a Cristina
12. Serafino.
Mei e Andrea Pagliaroli
che il 3 luglio si sono uniti
Tantissimi auguri di
in matrimonio, dal fratello
buon compleaano a
Mario i genitori Carlo e
Michele Bonamin che
Catia, i cugini, gli zii e
compie 12 anni il 28
i nonni.
Settembre, dalla
Tanti auguri di buon
mamma, il papà,
compleanno alla signora
Giancarlo, Sonia,
Ivana La Pucci che il 2
Aldo, tutti i parenti ,
Settembre ha compiuto gli
gli amici e
anni, dai parenti, gli amici
la redazione di
e la redazione di
Campo de’ fiori.
Campo de’ fiori.
12
11
SOSTENETE CAMPO DE’ FIORI CON IL NOSTRO ABBONAMENTO
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Campo de’ fiori
Gigi e Whisky,
sono vittime dell’intolleranza e
dell’ignoranza
dell’essere
umano.
Da luglio, sono
rinchiusi in un
box!!!!!
La padrona, li ha
abbandonati... Ma l’Associazione si è occupata di loro portandogli acqua, cibo e compagnia.Ora si trovano in pensione a nostre
spese per non farli rinchiudere in un canile.
Aiutateci come potete, cerchiamo un’adozione veloce per questi due cucciolotti.
POSTE PAY 4023600578572465 INTESTATA
A LUCIA FINOCCHI.
GRAZIEEEEEEEEEEE . Tel. 3391123663
Mi chiamo
LULU’,
sono giovane, ho
appena 3
anni. Ho
qualcosa
del dalmata
nel mio DNA. Mi hanno presa da cucciola, sono cresciuta in casa, dormivo nel
lettone... Poi un anno fa il mio padrone
è venuto a mancare e per me sono iniziati i guai… Fuori da lettone, fuori dalla
casa, fuori da tutto... Mesi fa la mia
padrona ha traslocato .. dove non si
sa…. E si è dimenticata di me. Vorrei
una casa e degli umani da amare. Sono
in provincia di Viterbo, ma pur di farmi
felice mi portano ovunque.
Sono sterilizzata e chippata, e di taglia
medio-piccola. Tel. 3391123663.
Tel. 3391123663
Non dimentichiamoci di DOLCE la beniamina
mascotte di CivitaCastella, che dopo 1 anno di
“carcere” cerca ancora casa!!!!! Tel. 3391123663
Nello è ancora con noi alla ricerca di una famiglia. E’ il classico cane da compagnia come ne
conosciamo tanti nel viterbese. E’ un cane
trovato senza collare e senza microchip.
Avrà si e no 5 anni, buonissimo anche con
gli altri cani, sopporta bene i gatti, va al
guinzaglio ed è in perfetta salute.
Tel. 3391123663.
Io sono De Niro e cerco casa. La mia famiglia
si deve trasferire lontano e non mi può portare
con se.... simil border collie di 7 anni, taglia
medio/grande, castrato. Molto affettuoso, intelligente e giocherellone. Abituato a vivere in campagna insieme ad altri cani e anche gatti, ma
deve essere lasciato libero, non a catena. Ama
la compagnia delle persone.
Tel. 3338259320
L’unico mezzo per
combattere il randagismo
è la
STERILIZZAZIONE!!!
Ultima iniziativa dell’ Associazione per tutto il mese di settembre
attraverso Facebook dove troverete la nostra pagina.
Il ns amico Roberto RE possessore di molti libri li vende attraverso il web.
Attenzione: il ricavato delle vendite verrà girato ogni settimana
all’Associazione. Questa raccolta servirà per coprire le spese della pensione
dei nostri 10 cani con le relative cure veterinarie necessarie, il mantenimento ( crocchette) di questi nostri pelosi...Vi invitiamo per questo alla lettura! Contattate direttamente Roberto Re su Fb per eventuali acquisti
specificando che si tratta della nostra causa. Grazie.
http://www.comprovendolibri.it/vendeanche.asp?userid=robertore2002
Campo de’ fiori
53
Roma com’era
Roma.
Aprile 1962.
Giorgio
De Chirico,
un distinto
signore, g
ià compassato
negli anni, a
passeggio per
una tranquilla
Piazza di Spagna,
non ancora invasa
dai turisti,
ma con le sue
immancabili e
caratteristiche
carrozzelle.
Campo de’ fiori
54
Album de
Campo de’ fiori
Civitonici in gita agli scavi di Pompei. Anno 1970. Foto della Sig.ra Maria Augusta Sansonetti
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Alfredo Germani con gli amici, anno 1945.
Ezio Cipriani e Vera Magnanti. Anno1940
Campo de’ fiori
55
dei ricordi
Campo de’ fiori
“Foto a puntate” - Questa foto viene pubblicata a sezioni per poter evidenziare i volti delle tante persone che in essa compaiono.
Vi proponiamo la terza ed ultima parte.
Civita Catellana - anni ‘50. Piazza Duomo. Ffoto della Sig. Vera Baldassi
56
Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Primi anni ‘60 - Urania Meschinelli e Mario Iannoni.
Campo de’ fiori
4
5
3
6
1
2
7
8
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Primi anni ‘70 - Nozze d’oro 1. Maria Angeletti e
2. Alessandro Iannoni, 3. Sandro Anselmi, 4. Andrea Iannoni, 5. Tito
Mascarucci, 6. Mauro Anselmi, 7. Luciano Mascarucci,
8. Sandra Iannoni.
Fabrica di Roma - Primi anni ‘50
Da sinistra Ersilia Iannoni, ..., Assunta Alessi.
Campo de’ fiori
57
dei ricordi
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma - Anni ‘50 Vera Iannoni e Bruno Mascarucci
Campo de’ fiori
Viaggio di nozze a Roma 24.02.1963. Alberto Proietti e Linda Romanelli.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Fine anni ‘60. Sandro Anselmi (Max) vicino ad una scritta lasciata
dai suoi fan a Caprarola.
Primi anni ‘80. Sandro Anselmi, in vacanza insieme ai suoi figli,
Cecila e Fedeerico.
58
Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
Corchiano. Anno 1958. Scuola di Piazza “Padella” (P.zza Garibaldi). Classe I° elementare. Fila in alto, da sx: Annamaria Benedetti, Assunta
Bonamin, Lina Ortenzi, Carla De Angelis, Agata Carosi. Fila centrale, da sx: Carla Achilli,, Patrizia..., Annamaria Piergentili, ...,
Mirella Pesaresi. Fila in basso, da sx: Gugliemina Achille, Lucia Capitoni, Maria Siria Cermentini, Amelia Leoniddi.
Campo de’ fiori
Corchiano. Anni ‘60.
Colazione all’asilo
dopo aver ricevuto la
Prima Comunione.
Da sx:
Luciano D’Angelo,
Morena Mechelli,
Tarquinio...,
Marfisa Fiorentini,
..., Carlo Ridolfi,
Franco Ortenzi.
ampo de’ fior
59
dei ricordi
Campo de’ fiori
Faleria. 1950.
Scuola elementare.
Foto della Sig.ra
Mafia Meconi
(prima in alto a sx sopra
la suora).
Campo de’ fiori
Carbognano. Anno 1930. Classe quinta elementare.
60
Campo de’ fiori
Annunci
LAVORO
CERCO
- MURATORE ITALIANO, lunga esperienza,
esegue lavori di restauro interni ed esterni, tetti,
impermeabilizzazioni, terrazzi. Prezzi modici,
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