copia VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL GIORNO 13 MARZO 2009 N. 61 In data 13.03.2009 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica. All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori: – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – MOLINARI Claudio - Sindaco ZUCCHELLI Mario - Presidente SANTONI Giovanni BENAMATI Tomaso DAVES Carlo CALZA' Luigi BRUNELLI Maria Flavia ZANONI Alessio LORENZI Patrick CALZA' Mario VALANDRO Salvador GRASSO Valeria DALPONTE Andrea ACCORSI Massimo GRAZIOLI Luca MUNARI Emilio PEDERZOLLI Mauro TRINCHIERI BENATTI Cristian MORANDI Giorgio LORENZI Emanuela SERAFINI Mirella BOMBARDELLI Ivo DETONI Maurizio CIVETTINI Giancarlo MODENA Carlo BENAGLIO Umberto Risultano assenti i Consiglieri signori: – ZAMBOTTI Pier Giorgio – MIRANTE MARINI Girolamo – GATTI Franco A seguito delle dimissioni presentate in data 26.02.2009 il seggio della signora Sarah Vivaldi risulta vacante. verbale 13. 03. 09 / 1 Partecipa il Segretario Generale del Comune, dott.ssa Lorenza Moresco. Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Luigi Marino, Paolo Matteotti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli. Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 26 Consiglieri comunali, il signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con avviso dd. 5 marzo 2009, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue: • presentazione, in seduta informale, dell’intervento progettuale per il nuovo Centro congressi, illustrato dai tecnici incaricati dalla società Garda Trentino Fiere; • audizione, in seduta informale, del Presidente della Società Alto Garda Power in merito alla realizzazione della centrale di cogenerazione. 1. COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE, AI SENSI DEGLI ARTT. 48 E 49 DEL REGOLAMENTO INTERNO PER LE ADUNANZE DEL CONSIGLIO COMUNALE, DELLE RISPOSTE AD INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DI CONSIGLIERI (relatore il Sindaco) 2. SURROGA DELLA CONSIGLIERA DIMISSIONARIA SIGNORA VIVALDI SARAH CON IL 1° CANDIDATO TRA I NON ELETTI AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 12 “L'ORA E RIFONDAZIONE COMUNISTA” – SIGNOR MASSIMO GIUSEPPE FARE’ (relatore il Presidente) 3. REGOLAMENTO SPECIALE DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE INTERCOMUNALE ALTO GARDA E LEDRO: ESAME ED APPROVAZIONE (relatore il Sindaco) 4. APPROVAZIONE VERBALI DELLE RIUNIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE DD. 5, 12 E 15 DICEMBRE 2008 (relatore il Presidente) 5. ASILO NIDO S.ALESSANDRO: SURROGA DI UN RAPPRESENTANTE DEL COMUNE IN SENO AL COMITATO DI GESTIONE – EX ART. 5 DEL RELATIVO REGOLAMENTO, IN SOSTITUZIONE MEMBRO DIMISSIONARIO (relatore Ass. Marino) 6. FONDAZIONE STIPENDIARIA DON PACIFICO RICCAMBONI: ACCERTAMENTO ASSENZA REQUISITO DI FONDAZIONE PER MANCANZA DELLO SCOPO DI PUBBLICA UTILITA’ E LA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO AL COMUNE DI RIVA DEL GARDA AI SENSI DELLA L.R. 25.02.1982 N. 2 (relatori Ass. Bagozzi e Ass. Mosaner) 7. APPROVAZIONE CONVENZIONE TRA I COMUNI DI ARCO, DRO, NAGO-TORBOLE E RIVA DEL GARDA PER LA PROGETTAZIONE DEL “PARCO FLUVIALE DEL verbale 13. 03. 09 / 2 SARCA” (relatore Ass. Matteotti) Presidente: Buonasera a tutti i Consiglieri e al pubblico presente in aula. Passo la parola al signor Sindaco. PRESENTAZIONE, IN SEDUTA INFORMALE, DELL’INTERVENTO PROGETTUALE PER IL NUOVO CENTRO CONGRESSI Sindaco: Grazie Presidente, buonasera alle colleghe e ai colleghi Consiglieri; saluto il Presidente di Garda Trentino Fiere, i progettisti, il direttore Oss Noser, che a vario titolo sono presenti questa sera tra noi, per questa prima parte della seduta informale che il Consiglio comunale dedica - su impegno preso a suo tempo in sede di approvazione del progetto per la fascia lago – alla conoscenza del progetto del Palazzo dei congressi, con annesso teatro comunale. Ricordo che la seduta odierna è stata programmata dalla Conferenza dei Capigruppo, nel senso di prevedere l’illustrazione, da parte dei nostri ospiti, del progetto e la presa di visione del materiale che ci viene presentato. Poi, compatibilmente con il tempo residuo, noi vorremmo, verso le 19.30, chiudere questa prima parte della seduta informale, perché poi, come sapete, ci attende una seconda. Desidero anche ricordare – lo faccio all’inizio di seduta per economia dei tempi, appunto – che c’è un impegno da parte della Conferenza dei Capigruppo perché entro la seduta odierna si arrivi almeno all’approvazione della delibera di cui al punto 3 dell’Ordine del Giorno. Per la suddetta delibera, tra l’altro, verrà richiesta anche l’immediata esecutività, dato che siamo il penultimo Comune ad adottarla. Con queste premesse, con questo saluto, io adesso passerei la parola al Vice Sindaco Mosaner, per l’introduzione al tema specifico. Grazie. Vice Sindaco: Grazie signor Sindaco. Dobbiamo fare un po’ di premessa a questo momento, molto semplice, altrimenti ruberei spazio ad un progetto che è assolutamente interessante e di rilievo nazionale. Nell’ambito della discussione sul Piano della fascia lago, cosiddetto Cecchetto, ci fu l’impegno che due progetti – uno è quello di cui parleremo – venissero illustrati comunque, indipendentemente dalla pianificazione, al Consiglio comunale. Siamo in una fase importante del progetto, a seguito del Concorso internazionale che, lo ricordo, fu presieduto dal professor Irace, uno dei più importanti architetti che in questo momento operano nel territorio nazionale ed europeo. Gli architetti e gli ingegneri presenti, con varie competenze, sono Fuenmayor, Palaia e Dragoni, che, devo dire la verità, non hanno lesinato le visite in quel di Riva. Quindi conoscono la città, avendola visitata molte volte e altrettanto bene il tessuto dove stanno operando, non solo al momento del concorso, ma anche attualmente. Di questo li devo ringraziare. È presente Franco Oss Noser, che ha una diretta relazione con il Comune di Riva, perché nell’ambito del famoso atto di indirizzo del dicembre 2004, con il quale fu riassestata la società Lido, si disse che nell’ambito del progetto della fascia lago doveva trovare collocazione un teatro che avesse una dimensione di circa 600 posti. Quando la società Garda Trentino Fiere indisse il bando internazionale di progettazione, introdusse una serie di obiettivi – non vere e proprie clausole – di qualità progettuale, relativi proprio al teatro. Noi ci siamo confrontati già da allora, così come oggi qui, perché evidentemente, per quanto riguarda la materia teatrale - prima per verbale 13. 03. 09 / 3 passione ma da quasi vent’anni per lavoro - lui svolge la funzione di Direttore del Centro Santa Chiara. Quindi è colui che conosce al meglio non solo i teatri in senso lato esistenti in mezza Europa, ma anche le mattonelle dei teatri: sa cosa bisogna fare, come deve essere un teatro se si vogliono raggiungere determinati standard qualitativi. La richiesta dunque era quella di un teatro. Il Comune ha stretto una relazione con il Centro Santa Chiara e di ciò si è avvalso, nelle relazioni con chi ha vinto il Concorso internazionale, per seguire tutte le fasi della progettazione - in questo momento in fase preliminare – anche del teatro. È una cosa importante, perché il teatro va impostato fin da subito, quindi deve essere chiaro che quello che abbiamo chiesto è un teatro, non una sala polivalente o multifunzione, ma una struttura teatrale. Fra il resto le strutture teatrali hanno degli standard a cui non si può derogare, sui quali non si può giocare, altrimenti si fa un’altra cosa. È importante perciò sentire, anche direttamente dalla voce di Oss Noser, cosa vuol dire fare un teatro, avere un teatro e, in prospettiva, anche che cosa vuol dire avere un teatro cittadino, realizzato in un determinato modo. Il progetto è molto interessante e molto importante (vedrete poi alcune piccole cose) ed arriva sui tavoli del Consiglio comunale in una fase, come dicevo prima, preliminare; vedrete che ci sono lievissimi scostamenti rispetto al Piano attuativo della fascia lago e, in quel caso, ricordo l’ambito A, che è quello del Centro congressuale. Il Presidente Malfer vi dirà anche altre cose. Il Comune di Riva, inoltre, ha incaricato la propria struttura tecnica di seguire, costituendo un apposito gruppo di lavoro, costantemente la società e i progettisti, così che il progetto si incanalasse nel modo migliore. È stato affidato un incarico in tal senso al nostro ingegnere capo e alla struttura urbanistica, perché seguissero parallelamente i progettisti. Le cose che verranno illustrate questa sera dunque, anche sotto un profilo tecnico - parlando sempre del progetto preliminare – hanno avuto sostanzialmente un percorso di visione anche da parte degli uffici comunali, per quanto riguarda alcune cose. Io non ho altro da dire, vi ricordo che avevamo previsto questa seduta circa un paio di mesi fa - vero Presidente? – fu richiesta poi la sospensione; il tempo passato non è stato perso per nulla, ma il Presidente di Garda Trentino Fiere, Malfer, ve lo spiegherà meglio. Questa è la mera introduzione all’argomento. Grazie. ^^^ Entra il Consigliere Gatti. Escono i Consiglieri Brunelli e Grazioli: il numero dei presenti sale a 25. ^^^ Presidente Malfer: Ringrazio il Vice Sindaco, saluto tutti i presenti. Effettivamente io volevo solo sottolineare un paio di passaggi, anche perché è stato molto chiaro il Vice Sindaco nell’introduzione, quindi credo sia giusto poi dare spazio ai progettisti e a Oss Noser, che ringrazio ancora per essere qui. Giustamente il Vice Sindaco ricordava che noi avremmo dovuto presentare il progetto un paio di mesi fa, chiedo scusa per quell’inconveniente, ma purtroppo non avevamo ancora tutta una serie di elementi che oggi invece ci sono. Questo ci permette di portare alla vostra attenzione il progetto preliminare, come il Vice Sindaco ha correttamente sottolineato. Al di là dell’impegno formale, che doveva essere quello della presentazione, io credo fosse giusto e doveroso fare un passaggio con questo progetto in fase preliminare, portandolo alla vostra conoscenza. Mi sembrava corretto dirlo. Per quel che riguarda i passaggi tecnici che ci servivano, ho fatto riferimento ad una verifica compiuta insieme ai Vigili del fuoco e ad un’altra verifica importante effettuata insieme alla Commissione tutela del paesaggio. C’è stata poi una stima analitica dei costi un po’ più approfondita e quindi, correttamente, un ulteriore passaggio insieme ai nostri soci, realizzato verbale 13. 03. 09 / 4 nell’assemblea di martedì scorso. Questi erano gli elementi che, a suo tempo, non avevamo a disposizione, per questo mi scuso ancora. Poi, chiaramente, siamo in fase preliminare: i dettagli tecnici che ci sono stati richiesti anche dalla Commissione tutela saranno poi oggetto di definizione nell’ambito del progetto definitivo. Questo è un primo elemento che io volevo sottolineare, poi c’è un altro passaggio molto veloce: ha già ribadito il Vice Sindaco che alla stesura di questo progetto ha collaborato il direttore Oss Noser, per quanto riguarda la parte del teatro. È chiaro, lo voglio sottolineare e ribadire, che per la parte che riguarda lo spazio congressuale, quindi le sale pertinenziali, soprattutto la sala 1200 e tutta una serie di percorsi, i progettisti si sono confrontati con lo staff, con la struttura della Riva del Garda Fiere e Congressi. Su questo è stato fatto più di un passaggio. Per quanto riguarda i tempi, tanto per avere un riferimento: • il 16 gennaio 2009 il Consiglio di Amministrazione di Garda Trentino Fiere ha approvato questo progetto preliminare; • il 26 gennaio lo abbiamo presentato alla Giunta comunale; • il 19 febbraio in Commissione tutela del paesaggio; • il 10 marzo all’assemblea di Garda Trentino Fiere; • oggi siamo qui a presentarlo al Consiglio comunale di Riva del Garda. Per quanto riguarda tempi successivi e tempistica di riferimento, posso dire che oggi noi siamo pronti per dare l’incarico del progetto definitivo, in 4 o 5 mesi, poi altri 5 mesi per il progetto esecutivo e ulteriori 5 per la gara di appalto europea. Prevediamo che per l’estate del 2010, se tutto dovesse andare come abbiamo programmato, dovrebbe essere cantierata un’opera così importante. Parlando proprio di opere importanti, se mi permettete, voglio solo sottolineare questo passaggio, di cui ho già parlato qui, in aprile, quando presentammo tutta una serie di programmi. Io lo dico per l’ennesima volta, da rivano, da Presidente che in questo momento ha una simile opportunità: mi sento orgoglioso di presentare questo progetto anche professionalmente, perché è legato alla mia professione. È giusto che ci sia un coinvolgimento, c’è stato, ci deve essere, di tutta la città, perché queste sono opere importanti, che – mi permetto di sottolinearlo - danno valore a Riva del Garda. Grazie. Presidente: Grazie Presidente Malfer. Presidente Malfer: Intervengo nuovamente solo per presentarvi l’architetto Fuenmayor. Architetto Fuenmayor: Buonasera, vi ringrazio della presenza. Per il momento possiamo cominciare ad introdurre il tema. Questo concorso ci ha offerto l’occasione di lavorare in un contesto, sia urbano che paesaggistico, unico, che è quello che abbiamo cercato di valorizzare, ma che ci ha dato anche lo spunto di partenza per l’impostazione di questo progetto. Questo è uno schema che rappresenta proprio l’impostazione dell’edificio: ci siamo riproposti di elaborare un organismo edilizio che non si configurasse come un elemento calato all’interno del lotto, con tutta una serie di spazi di risulta attorno. Al contrario, volevamo creare un organismo edilizio in grado di dialogare su due scale principali: uno è il contesto urbano e immediato, al quale si rapporta, che è il centro storico di Riva del Garda; l’altro, su scala più ampia, è quello del paesaggio, che è un contesto unico. verbale 13. 03. 09 / 5 Da questo punto di vista abbiamo immaginato un organismo che parte a livello del paesaggio, con il dialogo con le verticali che si trovano ad ovest del centro storico della città - le grandi montagne a nord - per svilupparsi attorno, generando un importante spazio urbano, una piazza ad uso pubblico, per finire con una proiezione verso il lago, con una grande orizzontale che si proietta, appunto, verso sud. Dal punto di vista del disegno abbiamo inoltre tenuto conto di due emergenze molto importanti nel centro, immediatamente vicine, che sono la Rocca e la Chiesa di Santa Maria Assunta. Ambedue ci hanno permesso di configurare la geometria della piazza che si apre. Qui vediamo la parte dell’edificio esistente, al quale ci siamo addossati rispettando le altezze e l’orientamento. Questo è l’organismo edilizio che si sviluppa, appunto, a partire dalla torre scenica, che è stata strategicamente posizionata in asse con viale delle Magnolie e affacciata al centro storico e alla parete verticale delle montagne, per poi svilupparsi con quelle forme sinuose - che ricordano sempre il paesaggio che sta attorno – generando lo spazio urbano della piazza, per finire con quel grande affaccio orizzontale verso il lago. Inoltre c’è una possibilità di connessione molto importante, parallela alla riva del lago, che è il percorso che si vede sottolineato in orizzontale, cioè il collegamento con la passeggiata dei giardini a nord della passeggiata del lago. Qui vediamo le due direzioni principali, una verso il centro di Riva del Garda e l’altra verso il lago, con i due elementi che si contrappongono: la verticale verso le montagne e l’orizzontale verso il lago. Qui vediamo la forma di questa piazza generata, che accoglie i flussi provenienti dal centro del paese e che indirizza verso il percorso della passeggiata dei giardini, che fa da perno anche in rapporto agli influssi provenienti dalla passeggiata del lago, che poi, attraverso questa piazza, vanno indirizzati anche verso il centro della città. Questo invece è il collegamento orizzontale, che avviene con un passaggio molto importante in fondo alla piazza, perché l’edificio a piano terra è completamente libero e permette quel collegamento con l’area retrostante dei giardini. Qui vediamo la volumetria dell’intervento, dove si evidenzia questo rapporto tra i due elementi principali, la verticale della torre scenica e l’orizzontale di questa grande finestra sul lago, con lo sviluppo dell’edificio attorno alla piazza, con la generazione di tutta una serie di spazi aperti, dove, attualmente, si trovano un parcheggio di superficie e il tendone temporaneo del Palacongressi. Qui vediamo evidenziata la zona adibita alla piazza, che confina da una parte con quella che era la stazione ferroviaria; ha una parte alberata, con alberi di alto fusto come si vede nell’immagine, per poi introdurre quello spazio interamente vetrato dove si trovano tutti gli accessi, sia al Centro congressi che al teatro, ma anche l’accesso dal parcheggio interrato. Questo diventa luogo d’incontro e di perno. Questa è un’immagine sempre dello spazio della piazza, dove si può apprezzare la vocazione di trasparenza dell’edificio verso questo spazio, dove si trovano tutti gli ingressi ma anche la maggior parte delle superfici vetrate dell’intervento. In fondo invece, sulla destra, vediamo la proiezione del volume a sbalzo verso il lago. Un’ulteriore vista di questa piazza, dove, in fondo, possiamo apprezzare questo taglio orizzontale, che costituisce il collegamento del percorso con la passeggiata dei giardini. Qui vediamo un’ulteriore prospettiva, con in primo piano, sulla destra, l’ingresso al Centro congressi e, in fondo a sinistra, l’ingresso al teatro. Tornando all’immagine di insieme, vediamo l’altro elemento caratterizzante, che è la torre scenica, l’elemento verticale, posizionato strategicamente in asse a viale delle Magnolie: diventa un elemento segnaletico e di promozione del teatro, degli spettacoli, degli eventi che si verbale 13. 03. 09 / 6 svolgeranno lì. Questa è una vista a quota dei giardini, dove si può apprezzare il contrappunto tra quell’elemento di grande finestra orizzontale proiettato verso l’acqua, in fondo a sinistra, e il valore della torre scenica. Questa morfologia di edificio abbiamo voluto avesse un utilizzo pubblico anche delle coperture, non solo di questa piazza a quota zero; dunque si è pensato, sfruttando le pendenze generate dalla sala stessa del teatro, di poter utilizzare la copertura come arena estiva, essendo Riva del Garda una meta turistica legata all’estate. Questo consente di poter realizzare eventi all’aperto, proiezioni cinematografiche ma anche concerti, sfruttando in pieno tutta la struttura. L’altro elemento è questa grande finestra che si affaccia sul lago, è l’elemento orizzontale; qui possiamo apprezzare la vista dal lago, dove ci portiamo rispettando le altezze del centro esistente, i 14 metri di altezza dell’edificio adiacente, con questo grande elemento di proiezione. Ci tenevo a sottolineare che, da questo punto di vista, come si può apprezzare, dalla passeggiata del lago la torre scenica praticamente risulta invisibile, o quasi, coperta da questo volume orizzontale. Qui vediamo un modellino di studio di questo elemento, dove tra l’altro si concentrano tutti gli spazi di atrio e di circolazione principale, che poi vanno a servire tutte le sale del Centro congressi. Per cui è uno spazio usufruito, diciamo, da tutte le sale del centro. Una vista del contro campo, dove si vede invece dall’interno, con questo spazio di altezza, il mezzanino, con la grande finestra che si affaccia interamente sulla bellissima prospettiva del lago a sud. Adesso vediamo gli organismi. L’edificio a L, che è costituito dal centro esistente, che è stato ampliato per motivi funzionali con una serie di spazi accessori che poi andremo a vedere in dettaglio. L’edificio del Centro congressi, la nuova sala 1200, con gli spazi, che si trova al primo piano di questo spazio. Qui vediamo gli spazi adibiti ad altro in generale, più altri spazi di catering espositivi. Sopra possiamo apprezzare anche il passaggio a piano terra, che collega poi con le passeggiate; dunque la piazza, in realtà, è un luogo molto fluido, molto permeabile, dove c’è tutta una serie di accessi che arriva dal centro del paese, dalla passeggiata e dal lungolago. Questo è il posizionamento della sala del teatro, con l’accesso che avviene sempre attraverso da questo spazio comune che è la piazza, si arriva in un atrio principale, poi si sviluppa la sala da 600 posti. Qui invece viene sottolineato quel passaggio orizzontale, parallelo alla passeggiata del lago, che è quel collegamento con la passeggiata dei giardini previsti dal Piano della fascia lago. Qui sono state individuate le aree a verde. Questo è l’ambito di intervento generale che è stato previsto, per cui non solo l’area strettamente legata al Centro congressi, ma anche gli spazi esterni, compreso l’accesso da via Filzi, per riuscire ad organizzare un organismo compiuto, che avesse il più possibile i legami pedonali, funzionali con il resto della città. Adesso vediamo gli elementi di accessibilità: l’accesso pedonale dal viale delle Magnolie, l’accesso dalla passeggiata del lungo lago a sud dell’area, l’accesso dalla passeggiata dei giardini. Qui vediamo invece gli accessi carrabili: questo è l’accesso all’area prevista di parcheggio interrato, dove, per evitare l’incrocio in contromano di accesso, praticamente è previsto un giro della rotonda per accedere all’area. All’interno di questa via è prevista una seconda rotatoria, dove avviene da una parte l’accesso al parcheggio interrato e dall’altra l’eventuale accesso ad un ulteriore quota di parcheggio in fase di studio, in corrispondenza dei campi da tennis. Inoltre c’è un accesso di servizio, con una zona di scarico relativamente al catering e al Centro congressi. Questo è l’accesso all’hotel Lido e, dall’altra parte, un accesso di servizio che è collegato direttamente alla torre scenica e al palco, anche tramite un montacarichi. verbale 13. 03. 09 / 7 Da questa parte vediamo l’accesso dei pullman, dove sono previsti alcuni parcheggi adiacenti al viale, con una quota di parcheggi di sosta temporanea, che serve all’Infopoint. In questo caso vediamo i limiti dell’intervento previsti dal Piano - l’argomento di cui si parlava prima – dove possiamo vedere i due superamenti, che sono a nord quello del teatro, dovuto alle maggiori dimensioni necessarie per poterlo apprezzare correttamente che, di conseguenza, per non sacrificare lo spazio urbano della piazza, è stato leggermente portato a nord, pur rispettando sempre tutte le distanze e i rapporti di ribaltamento dei fronti, nonché, ovviamente, le distanze verso i confini. A sud vediamo il volume a sbalzo della grande finestra sul lago. Qui vediamo la situazione dell’esistente, che sostanzialmente costituisce un blocco ai percorsi, poiché dall’accesso del centro si trova subito una grossa fascia di parcheggio in superficie e subito dopo il grande tendone orientato nord-sud. Questo costituisce il tendone da demolire, qui vediamo invece, sovrapposte, le nuove costruzioni, con la trasformazione delle aree a verde e delle zone pedonali, nonché della piazza. Qui vedete gli interventi di ampliamento delle quote del Centro congressi esistente, in basso. Qua vediamo i rapporti. Noi abbiamo, in questo progetto, una superficie coperta di circa 8000 m², contro i 10.000 previsti, ammessi dal Piano; abbiamo cercato di evitare il grande progetto, di nuovo, che poteva diventare una specie di tappo ai flussi pedonali. Poi la superficie della torre scenica, dove c’è il superamento dei 20 m, che rappresenta meno del 5% della superficie totale dell’intervento; comunque questi aspetti si vedranno meglio nelle sezioni e nella volumetria che andremo a vedere dopo. Il progetto prevede una superficie totale di 12.473 m, contro i 12.500 m ammessi. In questo caso è molto interessante vedere il confronto tra la volumetria prevista del progetto, con una quota di altezza media di 13 metri, inserita all’interno di quei limiti che vedevamo prima, e un volume di progetto di 75.000 m³, contro i 137.000 ammessi dal piano. Adesso andiamo vederli: sarebbero questi, come potete vedere dal confronto. Poi, sovrapponendo le due situazioni, quella prevista dal Piano e quella di progetto, otteniamo, dall’intersezione, questo schema di confronto, dove possiamo vedere che il volume è interamente contenuto, ad eccezione dei tre elementi di cui abbiamo parlato all’inizio: a sud la sporgenza della grande finestra sul lago, a nord l’altezza della torre scenica di 25 metri, annoto ancora lo sforamento dello slittamento della sala per ampliare ulteriormente la piazza centrale. In questi schemi possiamo vedere una serie di sezioni, dove si può apprezzare il movimento delle coperture in rapporto alla quota di 20 metri ammessi e previsti dal Piano del lago, che sono questi, evidenziati in rosso. Vediamo che stiamo sempre al di sotto, ad eccezione della torre scenica. In questo schema possiamo vedere la nostra altezza media di 13 metri, confrontata ai 20 metri ammessi. Sono stati posti in atto alcuni accorgimenti, cercando – come dicevo all’inizio – di impostare questo elemento come un organismo edilizio rispettoso del paesaggio eccezionale dove si colloca, ma anche in grado di dialogare con la ricchezza di situazioni urbane e paesaggistiche che lo circondano. Qui vediamo evidenziata l’altezza della torre scenica. Poi è stata posta particolare cura agli spazi aperti, dove, oltre a generare spazi di piazza e percorsi pedonali, è stata ampliata la superficie a verde di progetto, prevista in quasi 14.000 metri con il rispetto della fascia di verde profondo esistente ad est dell’area. Questo poi ha avuto delle ripercussioni anche sul perimetro del parcheggio che andremo a vedere più avanti. Qui c’è il confronto con i circa 12.000 metri attuali. Poi in questo caso viene evidenziato lo spazio occupato dalla zona a piazza, con la zona alberata e, appunto, questa grande permeabilità rispetto alle situazioni circostanti. In questo caso verbale 13. 03. 09 / 8 è molto interessante, a questo punto, vedere il confronto tra quello che è oggi e quello che sarà. Come possiamo vedere c’è il percorso proveniente dal centro che viene subito bloccato da quell’enorme parcheggio in superficie e, successivamente, dal tendone. Nella situazione finale del progetto possiamo vedere le aree che diventeranno verdi, nonché l’area a piazza e quella occupata dal nuovo Centro congressi. Io, a questo punto, passerei la parola all’ingegner Palaia, che ci illustrerà più in dettaglio la parte degli interni, degli spazi. Grazie. Ingegner Palaia: Buonasera, diamo velocemente un’occhiata anche agli interni, per capire come sono state collocate le nuove funzioni previste per questo complesso, che comprende sia il nuovo polo congressuale che il nuovo teatro comunale di Riva del Garda. Vediamo l’accesso alla parte congressuale, l’accesso alla parte teatrale, al foyer del teatro. È importante l’uscita da una dorsale di percorsi verticali, che ci sono stati richiesti anche dalla società di gestione del polo congressuale, per consentire ai congressisti, ai fruitori della struttura, di fare un passaggio sulla piazza prima di avere accesso ad una delle due strutture. Per la parte del teatro vediamo il foyer, la nuova sala da 600 posti, gli spazi di servizio, per cui i camerini al piano del palco, a piano terra e i servizi anche per il pubblico. Abbiamo l’accesso di servizio al teatro e sottolineiamo che, volutamente, è stato tenuto allo stesso livello del palcoscenico: anche a livello dei costi di gestione questo accorgimento comporterà dei notevoli vantaggi, perché il montacarichi verrà usato solo per l’accatastamento delle scenografie, ma per il montaggio di queste il percorso è veramente lineare e in piano. Per quel che riguarda la parte congressuale abbiamo la hall a doppia altezza, quella che abbiamo visto nella diapositiva di prima, che traguarda poi verso sud la grande finestra verso il lago. Il nuovo spazio catering, multifunzione oltretutto, per cui oltre a 1200 coperti potrà ospitarne anche ulteriori 200, oppure potrà essere compartimentato in varie metrature a seconda delle esigenze. In generale dunque sarà uno spazio elastico. Questa è la fascia dei servizi alla hall, con l’accettazione, con il guardaroba e con altri servizi. Questi sono spazi di servizio, che possono essere lo spazio catering, i servizi igienici legati agli spazi congressuali, gli uffici della società di gestione che verranno anche ampliati e ristrutturati. Andiamo al piano primo, dove abbiamo lo spazio di bar e di catering per il teatro e, oltretutto rispettando una richiesta che era già presente nel bando, è stata creata la possibilità di rendere comunicante la struttura teatrale con la struttura congressuale, in modo da poter ospitare anche degli eventi che abbiano bisogno di una notevole quantità di spazi. Abbiamo lo spazio di regia che, essendo appunto la struttura teatrale anche adibibile a spazio congressi, accoglie al suo interno ulteriori sale per traduttori. Abbiamo spazi di servizio al piano superiore: camerini e cameroni per il teatro. Abbiamo poi gli spazi espositivi e gli spazi di hall a questo livello per il polo congressuale, per cui abbiamo questo è comunicante con il foyer del teatro. Poi abbiamo lo spazio pregiato che vedevamo prima, che dà su questo grande affaccio verso il lago, con la vista che avete potuto notare. Il foyer del Palacongressi esistente viene ampliato, dando la possibilità di maggiore frazionabilità e migliore accessibilità all’attuale sala 1000. Poi vediamo le sale: abbiamo la nuova sala 1200, che sarà frazionabile in due parti diverse. Queste sono le sale attuali, che saranno semplicemente oggetto di una ristrutturazione e di un rinnovamento. verbale 13. 03. 09 / 9 Andiamo al piano secondo, dove abbiamo spazi di servizio ancora per il teatro, infatti li vediamo in alto; poi ulteriori spazi di foyer, di hall e di sale per il polo congressuale. Arriviamo al piano copertura, dove, come avete visto prima, è stata prevista una arena estiva per proiezioni all’aperto, per cui vediamo gli accessi attraverso il sistema di scale e ascensori in copertura e lo spazio per le proiezioni verso la torre scenica. Arriviamo al piano interrato dove, per quel che riguarda la parte di teatro, abbiamo i magazzini per ospitare le attrezzature che devono essere stoccate, relative alle scenografie e ai macchinari del teatro. Questa è la parte di sottopalco, con le macchine di movimentazione delle pedane mobili; inoltre è prevista una sala prove per le compagnie. Questo è il piano dei garages: ricordiamo la fascia di verde profondo che, in qualche maniera, ha comportato una riduzione del possibile sedime del parcheggio, soprattutto per salvaguardare le essenze, lo spazio verde presente nella fascia est del lotto. Il parcheggio interrato è diviso in due compartimenti che complessivamente prevedono 250 posti. Andiamo a parlare un po’ più nello specifico del teatro, magari io faccio una introduzione macroscopica alle funzioni e poi procede il direttore Oss Noser. Vi ricordo gli spazi di foyer, di accesso - dove troviamo la biglietteria eccetera - per il teatro; poi gli spazi con guardaroba e scale, con il sistema di collegamenti verticali; la sala da 600 posti; lo spazio di regia, anche con le sale traduttori e tutti i collegamenti verticali relativi alla gestione tecnica del teatro. Poi abbiamo questa fascia che, a tutta altezza, su più piani, ospita i camerini e gli spazi di servizio per gli attori e le compagnie teatrali. Al piano interrato vedete, in sezione, la sala prove, il magazzino e poi tutta la parte di scena, con la buca d’orchestra che consentirà di ospitare organici fino a 60 persone e la parte di sottopalco che permetterà di accogliere macchine per la movimentazione delle pedane del palcoscenico. Vedete la torre scenica che arriva, complessivamente, ad una altezza di 25 metri. Il bocca scena è alto 7 metri ed è largo 13: diciamo che le sue dimensioni, insieme alla necessità di movimentare le scenografie e di avere una gestione tecnica, anche economica, della struttura, ha comportato si raggiungesse questa quota, che supera di 5 metri quella prevista dal Piano, che comunque è previsto sia consentita nel momento in cui ci siano valide motivazioni tecniche. Noi sappiamo di averle. Adesso io darei la parola al direttore Oss Noser, per ulteriori approfondimenti. Direttore Oss Noser: Grazie, buona sera a tutti. Dicevo prima con il signor Sindaco che questo è uno splendido progetto e per questo vorrei rivolgere i miei complimenti ai progettisti. Sarà probabilmente il primo teatro – forse il secondo – nel Trentino pensato e progettato come tale. Che cosa c’è da dire? Qualsiasi teatro è diviso praticamente in due parti: la prima parte è la sala che deve essere il salotto per il pubblico, quindi molto confortevole, luminosa, elegante, non ingombrata da apparecchiature tecniche. Come ripeto, deve essere il salotto per la visione, come se vedessimo la televisione del nostro salotto di casa. La torre scenica invece è l’opificio del teatro, è la parte creativa, proprio a livello manuale. Insisto: è una fabbrica, nel senso che si montano e si smontano scene, si movimentano e si modificano scenari, si adattano i piani luce, per cui vi è un grande lavorio di personale tecnico, che deve lavorare, evidentemente, il più possibile – ripeto, il più possibile – in sicurezza. Il palcoscenico di un teatro è un sito molto pericoloso, per quanto riguarda gli incidenti. Io vorrei spiegarvi per quale motivo c’è il superamento di 5 m del volume consentito. Ad esempio un palcoscenico fatto bene, bene attrezzato non dovrebbe avere a terra (sul piano calpestato) nessuna attrezzatura; lo stesso dovrebbe essere per le pareti laterali a livello d’uomo. Immaginatevi un qualunque spettacolo, la scena viene illuminata per la parte che vede il pubblico: il resto è totalmente al buio, o lo è almeno in parte, quindi è facilissimo farsi male, da verbale 13. 03. 09 / 10 questo punto di vista. Per cui ogni attrezzatura sul pavimento, sulle pareti laterali, a livello d’uomo, rappresenta un pericolo notevole per tutto il personale: attori e tecnici. Vedete, il penultimo piano è il cosiddetto graticcio, cioè il luogo dove, sulle rocchettiere – cerco di spiegarmi - si movimentano le scene. Rocchetti e funi, sia manuali che motorizzati, movimentano tutto il materiale che è appeso: scene, americane, arlecchini, stangoni per le luci, tutto quanto è appeso. Come dice la parola stessa, il graticcio è un pavimento a graticcio, cioè a binari sui quali scorrono i rocchetti, all’interno dei quali scorrono le funi per la movimentazione. Al piano superiore, invece, sgombrando tutta la torre scenica dal materiale di ingombro, abbiamo alloggiato tutte le macchine di movimentazione e di trattamento aria. Abbiamo due motivazioni per questa scelta: avremmo avuto le macchine di movimentazione sul graticcio, ma noi abbiamo preferito portarle al piano superiore per lasciare il graticcio libero solo per le rocchettiere. Non solo: i motori di movimentazione sul graticcio sono all’interno della scena. Il graticcio non è un pavimento, come vi dicevo prima è formato da una serie di listelle di ferro. Se provaste a camminare sul graticcio sarebbe come se camminaste nel vuoto, per capirci, mentre nel piano superiore vi è un pavimento vero e proprio, che è anche isolato fonicamente, per non permettere il trasparire del rumore dei motori di movimentazione delle scene. Per cui dovremmo avere una torre scenica che non ha rumori spuri rispetto ai suoni dello spettacolo. Per quale motivo sono previsti i volumi interrati? Innanzitutto per lo stoccaggio del materiale tecnico primario: luci e fonica. Non tutto rimane appeso permanentemente sugli stangoni, sul graticcio, ma le macchine illuminanti vengono cambiate man mano che si cambia lo spettacolo e cambiano le esigenze. Il secondo motivo è che c’è bisogno di uno spazio per piccoli lavori di manutenzione, di adattamento e quant’altro. Inoltre c’è necessità di una sala prove, perché se dovessimo – come mi auguro – avere delle compagnie non residenti, ma che preparano il loro spettacolo e che vanno in prima nazionale in questo spazio, non tutto lo spettacolo viene preparato in palcoscenico. Larga parte dello spettacolo, infatti, viene preparato nella sala prove, che ha costi di gestione molto più bassi del palcoscenico, per poi trasferire tutto in palcoscenico. Per quale motivo 600 posti e perché sono state scelte quelle dotazioni per la torre scenica? Se ho capito bene, se tutto fila liscio, questo progetto verrà cantierato tra un anno e mezzo; tra altri 4 o 5 anni tutto sarà terminato; nell’arco di 7 o 8 anni l’area metropolitana del Trentino, che fa questa S, partendo da Riva, passando da Arco, da Rovereto, da Trento per arrivare a Pergine, avrà una dotazione di teatri di varie grandezze e misure, pari a quella di una grande città come Bologna, per capirci. Questi teatri dovranno, per assolvere al meglio le loro funzioni, essere messi in rete, veramente in rete. Dovranno avere una doppia funzione, rispetto al prodotto di palcoscenico. Io chiamo questo concetto l’attività da Giano bifronte: c’è una parte di attività rivolta alla propria comunità, alla propria zona di utenza. Vorrei ricordare che la zona di utenza del basso Garda riguarda circa 40.000 persone. Una parte di attività invece deve essere rivolta a tutta la Provincia e alle peculiarità di quella zona: qual è la peculiarità di quest’area? Sicuramente si tratta di una peculiarità turistica, soprattutto estiva mi pare, ma c’è anche la parte espositiva, ambedue sempre più sviluppatisi, mi pare. Allora io dico: certo, le persone che frequentano l’area espositiva per comprare, per vendere eccetera, mangeranno nei ristoranti rinnovati eccetera, ma perché non offrire loro anche lo spettacolo serale? Trattandosi poi di un’area espositiva di livello internazionale, lo spettacolo principe italiano è l’opera lirica, così come la musica sinfonica è il marchio che segna l’area tedesca e la prosa l’area inglese, mentre il balletto e la danza delineano l’area francese e russa. Io dico allora che questo teatro avrà le dimensioni e le dotazioni anche per questo tipo di spettacolo. Credo di avervi detto tutto. Ingegnere Palaia: verbale 13. 03. 09 / 11 Io penso che abbiamo detto tutto quanto c’era da dire sul progetto, siamo a disposizione per rispondere ad eventuali richieste di ulteriori delucidazioni. Questa è la motivazione del Presidente di giuria, che ha proclamato il nostro gruppo di progettazione come vincitore del Concorso internazionale bandito. Presidente Malfer: Vorrei sottolineare che c’è stato il giudizio unanime da parte di tutta la Commissione. “Il progetto sviluppa in maniera convincente l’idea di un edificio-tessuto che interpreta con grande sensibilità la natura del luogo urbano, in relazione agli elementi del verde e del lago. La ripresa della trama della connessioni viarie, dei coni visivi e dei volumi pre-esistenti, si combina con un uso sensitivo dei materiali (la pietra e le trasparenze) e delle congiunzioni degli spazi, costituendo un insieme omogeneo di grande suggestione visiva e di variate prospettive. L’indicazione di una piazza di connessione offre l’opportunità di ripensare in maniera innovativa il rapporto con il centro storico, fornendo indicazioni per le future trasformazioni dell’intero comparto dei giardini”. Grazie. (MICROFONO SPENTO) Consigliera Lorenzi Emanuela: Voce fuori microfono … sia per il teatro, mi sembra. Riguardo al verde, voi avete detto che ci sono delle essenze importanti, lì ci saranno le essenze da sostituire, per mettere delle piante nuove, perché le attuali sono malate. Sicuramente bisognerà fare una riqualificazione anche del verde in quella parte lì. Ingegnere Palaia: Prima di tutto non necessariamente bisogna sempre nascondere quello che si fa, ci sono anche dei segni architettonici che non necessariamente sono negativi, anzi, sono caratterizzanti un’area. In ogni caso comunque facciamo presente che, rispetto per esempio alla Torre Apponale che c’è nella piazza di Riva, siamo 10 metri più in basso; soprattutto se paragoniamo quell’altezza alla volumetria complessiva dell’edificio, alla dimensione dell’intervento, vedete voi anche dal plastico che l’impatto, anche senza cercare nascondimenti dal verde o da altri edifici, non è elevato, per niente. È proprio un tratto caratteristico dell’edificio. Per quel che riguarda il verde, oltre alla tutela delle essenze, facciamo presente che fare un parcheggio interrato non consente di piantare nuove essenze di dimensioni elevate. Nel senso che se io ho a disposizione uno strato di terra che è di 1 m, o di 1,20 m - è difficile fare di più nel momento in cui si costruisce un interrato – non posso più piantare alberi di un’altezza paragonabile a quella attuale. In risposta a quanto chiedeva il Consigliere, vorrei dire che la fascia est è stata tutelata, è stata lasciata libera da costruzioni in interrato proprio per questo motivo. Oltretutto, visto che chiedeva anche della viabilità, parallelamente ci sarà un percorso pedonale, insieme a quello carrabile, ma quest’ultimo sarà comunque a traffico ridotto: avremo una zona pedonale con accesso carrabile. Architetto Fuenmayor: Su questo collegamento volevo dire un’altra cosa: questa, attualmente, è l’unica possibilità di attraversamento nord-sud, perché altrimenti si dovrebbe camminare attraverso il parcheggio. Pensate che nella situazione definitiva avrete un percorso pedonale con una grande piazza, interamente dedicato ad un collegamento con il lago. Non ci sarà più solo la passeggiata verbale 13. 03. 09 / 12 nord-sud, attualmente in corrispondenza degli accessi e dei parcheggi. Consigliere Pederzolli: Buonasera. Io parto da un ragionamento che poi sfocerà in tre domande. Io sono anche membro della Commissione urbanistica che ha valutato il progetto della fascia lago. A noi è stato spiegato in Commissione - e si è arrivati all’approvazione - un progetto che prevedeva altezze massime di 20 metri, giustificando una torre scenica di 18 metri, che pareva sufficientemente adeguata per la struttura che si andava a realizzare. Oggi troviamo questo cambiamento, con una sopraelevazione di 5 metri rispetto a quanto è stato approvato; le motivazioni che sono state espresse prima, sia da Lei che si rifaceva ad esigenze tecnico-economiche, poi descritte dal dottor Oss Noser, che dal mio punto di vista possono essere accettabili, ma io non sono un tecnico teatrale. Io mi limito a riprendere le osservazioni che vengono sollevate dalla Commissione di tutela paesaggistica di Trento. Ho sentito il Vice Sindaco che parlava di standard inderogabili; il Presidente dice che queste richieste della Commissione tutela saranno poi soddisfatte con il progetto definitivo. Io però dissento da quanto affermato dalla collega Consigliere, perché secondo me 25 metri possono essere un impatto decisivo, di un certo tipo, tanto è vero che la Commissione di tutela lo definisce un impatto visivo rilevante, chiedendo al contempo una spiegazione su questo. Cito testualmente quello che dice la Commissione, che ho ripreso dalla stampa: “La decisione progettuale di superare la soglia di altezza fissata dagli strumenti urbanistici non è giudicata negativa, ma si chiede di spiegare bene e meglio il motivo di tale scelta”. La richiesta è di argomentare l’indispensabilità di tale deroga per questo innalzamento. Io non riesco a capire una torre scenica di una portata tale, con un teatro di 600 posti. Io voglio chiederLe questo, sulla torre scenica. Se vuole io concludo il mio intervento, così poi possono rispondere tutti; vorrei esprimere tutte le mie tre domande. Mi ricollego al discorso della Consigliera che mi ha preceduto per quanto riguarda la viabilità: qui probabilmente saranno il Presidente o il Vice Sindaco a potermi fornire una risposta. Il progetto della fascia lago prevedeva, nel passaggio sotterraneo, che praticamente passa sotto l’attraversamento tra il centro congressi e il teatro, una dorsale interna che avrebbe dovuto collegare il piazzale, o comunque il centro storico, con il progetto della fascia lago, che va a proseguire. Oggi mi pare di capire che questa previsione, con lo spostamento dell’accesso al parcheggio interrato, vada un po’ preclusa. Infatti la famosa rotonda che abbiamo visto porta i mezzi a scendere da nord verso sud, con l’accesso da est, anziché da ovest com’era previsto. Non so se mi sono fatto capire: il progetto iniziale prevedeva che le vetture accedessero dall’attuale zona del parcheggio Filzi, per capirci; invece, in futuro, o nel progetto che viene presentato oggi, viene proposto l’ingresso dal vialetto che attualmente è un percorso pedonale. Anche questo è oggetto di critica da parte della Commissione tutela; ebbene, io vorrei chiedere che fine farà la dorsale interna, cioè quale sarà la nuova funzione di questa dorsale interna che era prevista dal progetto iniziale. Per il momento mi fermo qua, non ho altre domande. Grazie. Ingegnere Palaia: Per prima cosa sottolineiamo il fatto che la Commissione tutela ha detto che non ci sono particolari problemi, comunque, al superamento; per cui diciamo che è stata anche molto morbida. Oltre tutto ci sono diverse motivazioni tecniche, sia di gestione che di economicità, che portano a prevedere degli spazi di quest’altezza. Ci sono formule matematiche, quindi oggettive, verbale 13. 03. 09 / 13 che portano ai numeri a cui siamo arrivati. Pertanto, in qualche maniera, vista la premessa della richiesta di un teatro di livello perlomeno provinciale, tutte queste dotazioni, questi dimensionamenti vanno di conseguenza. Inoltre ribadisco il fatto che il piano del palco è a quota zero, quindi anche le operazioni di carico e scarico sono decisamente semplificate da questo motivo. È vero che ci sono teatri che hanno la parte fuori terra della torre scenica è inferiore, ma questo significa che hanno la quota di palco sotto il piano di campagna. Vista la posizione in riva al lago e quindi con un livello di falda così alto, più andiamo in interrato e più aumentano i costi di costruzione e le difficoltà realizzative, perché comunque ci vogliono fondazioni speciali, ci vogliono opere di confinamento della falda. Sono tutti aspetti che complicherebbero ulteriormente la costruzione del teatro e dell’edificio generale. Passo la parola al dottor Oss Noser per le altre risposte. Direttore Oss Noser: Vedete, bisogna capirsi su questo. È chiaro che si fa il possibile e non l’impossibile, è altrettanto chiaro che si tende al meglio fin dove si può. Allora, il concetto che ha guidato il dialogare tra i progettisti e il Centro Santa Chiara - quindi non solo con me ma anche con i miei tecnici – ha seguito una logica precisa: cercare soluzione progettuali che diminuissero al massimo le spese di gestione e che dessero il miglior risultato possibile allo spettatore. Tanto per dirvi: togliere i motori dal graticcio e metterli all’ultimo piano significa avere la certezza di non avere nessun rumore spurio in palcoscenico. Potreste dire che, in fin dei conti, il rumore di un motore non è mica uno sparo. Pensate invece alla magia di una scena con il disturbo, ad un certo momento, del rumore di un motore con cui si sta cambiando una scenografia. Se noi avessimo i motori all’interno della torre scenica operativa, avremo questo, ma non solo: la sicurezza di tutto l’impianto di trattamento all’aria fuori da questi pericoli di rumori spuri. Non basta: tutti i quadri elettrici raggruppati in un unico sito, significano che, se un tecnico fa un salto all’ultimo piano, può tenere d’occhio tutta la tecnologia del teatro. Capite cosa vuol dire questo? È una cosa importantissima, da questo punto di vista, l’impatto visivo. Sì, certo, non è una tenda canadese, quando parliamo di questo io porto sempre un esempio che ho trovato casualmente, non l’ho cercato. Da molti anni io ho rapporti con l’area ungherese, ceca, boema, perché lì si lavora in teatro in maniera del tutto particolare, tant’è che adesso, insieme alle tre Repubbliche baltiche, fanno il teatro migliore, la prosa migliore di tutta Europa. Un giorno mi trovavo, quindici o vent’anni fa, mi trovo a Kecskemet, una cittadina un po’ più piccola di Trento, 90.000 abitanti, a sud di Budapest, verso la frontiera romena. La piazza centrale di Kecskemet è una grande piazza rettangolare dove, sui due lati ridicoli, a nord c’è il municipio, a sud il teatro, a destra, voltando le spalle al municipio, la sinagoga, a sinistra la cattedrale, il liceo e la scuola superiore. Tutti questi edifici si affacciano sulla piazza, non vi è una grande armonia architettonica, ma vi è una grande armonia significativa: le azioni e gli strumenti di crescita di quella comunità sono a pari dignità all’interno della piazza. Allora io dico: Riva è una gran bella città, ha una fascia lago meravigliosa, ma se sulla fascia lago intravedi una torre scenica ben fatta non è un segno negativo, non è la ciminiera di una centrale nucleare, ma è il segno di un luogo di cultura. Presidente Malfer: Se posso intervenire in 2 minuti, cercherò di essere breve. Per quanto riguarda l’ingresso da viale Carducci: innanzitutto viene confermata la dorsale di attraversamento, solo pedonale estovest, ovest-est, perché l’accesso ai parcheggi interrati verso il Palazzo dei congressi, oppure verso il futuro parcheggio sui campi da tennis, si ferma molto prima della dorsale; quindi quella verbale 13. 03. 09 / 14 rimane. L’altro passaggio è relativo al cono visivo: la filosofia è stata quella di cercare di fermare prima le macchine e quindi di farle girare dove attualmente c’è l’ingresso verso la passeggiata dei campi da tennis, verso il parco Lido e non farli andare verso la rotonda, per poi proseguire in via Fabio Filzi. Qui apro una parentesi: il progetto del Piano Cecchetto prevede che il perimetro del progetto unitario possa essere allargato; all’interno di questo perimetro possono essere variate – se non sbaglio – le aree verdi e la viabilità. Dove attualmente c’è il parcheggio Fabio Filzi - che in questo momento è stato messo a disposizione dei pullman - io sinceramente preferirei non avere niente e avere, lì sì, un cono visivo che traguardi verso il lago. Preferisco che le macchine si fermino prima, perché questo era l’intendimento anche del progetto Cecchetto; non so se lo ricordate, forse io lo rammento perché nel 2001 fu presentato il progetto di riqualificazione della fascia lago. Nel progetto Cecchetto si parlava addirittura di fermare le macchine dove adesso c’è il distributore dell’AGIP: da lì doveva iniziare il centro storico. La considerazione generale è che meno parcheggi abbiamo in fascia lago – non voglio fare polemiche però – meglio sarebbe, perché quando hanno studiato e sono arrivati alla stesura di quel progetto, i tecnici, insieme allo staff della Riva del Garda Fiere e Congressi, sono andati a vedere il Palazzo dei congressi di Riccione e quello che si sta costruendo a Rimini. Il Palazzo dei congressi di Riccione, che è quasi il doppio di questo, è al centro di Riccione, in viale Ceccarini; all’interno trovano posto un centro commerciale e una multisala cinematografica. Hanno progettato e realizzato 275 posti auto, per una ragione molto semplice: rappresentano davvero il minimo indispensabile, perché la gente ci deve andare a piedi, visto che si trova proprio nel centro di Riccione. Mentre per il nuovo Palazzo dei congressi di Rimini, che forse è ancora più significativo dal punto di vista estetico, è stato realizzato a 2 km dal fronte mare ed a 1,5 km dal centro storico. Si prevedono sale per un totale di circa 10.000 posti, compreso un auditorium da 4.000 persone, progettato da Mario Botta. I parcheggi che la società di gestione avrebbe voluto realizzare erano 500, il Comune ne ha richiesti almeno 1.000. Che cosa hanno speso? Che cosa stanno facendo? Due progetti importanti: il collegamento tra il Palazzo dei congressi e il fronte mare, con boulevard da € 3 milioni. Infatti loro dicono che dal fronte mare (dove sono localizzati tutti gli alberghi) al Centro congressi, la gente deve recarsi a piedi; questo però avviene se si caratterizza il percorso. Qui noi abbiamo una passeggiata naturale, la fascia lago, gli alberghi che ospitano i congressisti sono quasi tutti sul lungolago, ci sarà anche la dorsale di attraversamento. Io mi permetto di dire che dovremmo realizzare un collegamento tra la Baltera e il centro storico creando anche in questo caso un boulevard perché se si caratterizza un percorso, la gente si sposta a piedi. È questo che deve avvenire: la gente deve muoversi senza auto verso il Palazzo dei congressi. Questa io credo debba essere la filosofia. Allora, siccome nella vita bisogna anche guardare quello che fanno gli altri, se realizzano cose positive, quando siamo andati a vedere questi esempi a Rimini e a Riccione abbiamo avuto chiara la situazione. Invito vivamente a prendere visione del progetto che stanno realizzando a Rimini, io ce l’ho qui; in più stanno investendo 200 milioni € sul lungomare di Rimini, proprio per caratterizzare il percorso da € 3 milioni, il boulevard, che collega il fronte mare con il Centro congressi. Questa è la filosofia della qualità, qui non c’entra discorso del bello. Bello spesso è una parola generica, è qualcosa di decorativo; il bello deve essere funzionale, deve essere equilibrio, deve essere armonia. Questo, voglio sottolinearlo, è il bello, questa è la qualità, queste sono opere importanti se rientrano in un contesto particolare. Ecco perché - così come abbiamo sempre detto con il Sindaco e con il Vice Sindaco – ci deve essere il coordinamento del Comune, perché in quella fascia andremo a riqualificare il Palazzo dei congressi, la Spiaggia degli ulivi, l’hotel Lido. Ci saranno una serie di nuovi volumi, di tipologia diversi che dovranno essere studiati e coordinati in un progetto di insieme. verbale 13. 03. 09 / 15 Scusate se mi appassiono a questi argomenti, li seguo ormai da vent’anni, mi piacerebbe veramente vedere un discorso di qualità: spesso vengo criticato perché io parlo troppo di qualità. Io non ho mai disgiunto la qualità dalla funzionalità, sia ben chiaro, perché una cosa non può funzionare se è solo bella, ci deve essere qualità. Io credo che con questo progetto, anzi, con i progetti che ci sono, che l’Amministrazione ha in mente, veramente potremo fare qualcosa di importante, come ho detto nella premessa. Infatti queste sono opere, sono interventi che danno valore alla città. Vice Sindaco: Volevo rispondere a due questioni. Il Piano della fascia lago prevede, come anticipava il Presidente, la possibilità di riordinare spazi verdi e viabilità, non le sale interne, addirittura la cosiddetta dorsale interna, che è anche uno degli elementi per cui questo progetto ha vinto. C’erano altri progetti che hanno partecipato al concorso – chi li ha visti lo sa – che prevedevano di toglierla. Ricordo che il concorso è stato organizzato a livello internazionale, con la partecipazione di importanti studi esteri. Questo progetto ha il pregio del collegamento, questo rimarrà. L’ingresso si ferma a nord. È altrettanto vero che, in questo momento, l’ingresso all’hotel Lido e al tennis sono dati da tre accessi indifferenziati, perché c’è un accesso che dà su Palazzo dei congressi, c’è un vialetto pedonale, c’è l’accesso all’hotel e c’è un accesso piccolo anche ai campi da tennis. È un’area indifferenziata che va studiata in modo omogeneo, quindi la soluzione proposta, in via preliminare, è la seguente. Sono contento che abbia letto il parere della Commissione, che io non avevo e che Malfer mi ha fatto leggere ora, infatti è stato inviato alla Piuarch. e quindi siete voi ad averlo richiesto. A me fa piacere anche il parere della Commissione comprensoriale, perché dimostra di aver analizzato profondamente il progetto e di averlo valutato con attenzione. Quindi non ha espresso un parere semplice, dicendo che va bene così com’è: ha fatto una serie di valutazioni che dovranno essere approfondite e che riguardano alcuni argomenti che evidentemente voi, che vi siete relazionate varie volte con la Commissione comprensoriale di tutela, vi porrete in modo ideologico. È un progetto importante, che non può venire assorbito in un secondo da parte della Commissione comprensoriale di tutela. Mi pare che qui il progetto venga valutato nella sua interezza e vi sia, a parte un paio di cose che sono emerse, un parere. Vi dico chiaramente che non mi piace come è formulato, nella parte dell’incipit: “Non ha ravvisato motivi contrari”. Mi sarebbe piaciuto che fosse state usate parole diverse: abbiamo valutato favorevolmente per questi motivi. Va bene, queste sono forme espressive che lascio a voi leggere. Passiamo al discorso dell’altezza. Esiste la spiegazione per cui dai 21 – 21,50 metri, quindi di poco sopra il limite, si raggiungono i 25 metri; l’ultimo spazio penso abbia un’altezza di 2,5 metri, lo spazio tecnico, quindi sarebbero 2,50 metri in meno. La cosa da valutare è se tra le osservazioni del gruppo che sta progettando in questo momento e il consulente del Comune, che è il Centro Santa Chiara, è accoglibile, sia pure messo in discussione, come un elemento idoneo per la qualità dell’oggetto che si vuole costruire. Quindi dall’origine si sa che se questo lo facciamo ci porterà a questo risultato; evidentemente non è detto che sia assolutamente obbligatorio farlo, ma sappiamo quali possono essere i riflessi su un teatro che si va a costruire ex novo. Mi sembrerebbe perciò assolutamente corretta la lettura che è stata data, decidendo quali possono essere i pro, evidentemente in funzione della struttura teatrale, con la particolarità di un’altezza che in questo caso sarebbe solo di 2,50 superiore ai limiti evidenti. Io porto però un’attenzione particolare, per chi ha visto i progetti legati al concorso, per la grande sensibilità con la quale loro hanno vinto questo concorso, per come è stato modulato il progetto all’interno dello spazio urbano esistente. La movimentazione delle coperture, il mantenimento di altezze assolutamente idonee - siamo a livello di 13-13,5 m, quindi sappiamo verbale 13. 03. 09 / 16 benissimo di che altezze stiamo parlando – con questo elemento emergente, che ha la doppia funzionalità e questo interesse anche della parte dell’utilizzo della copertura in funzione di possibili spettacoli o manifestazioni estive. Anche questo ha un suo interesse, che deve essere valutato attentamente. Chiederò, in futuro, nel momento in cui si dovesse intervenire in Commissione urbanistica e in Consiglio comunale, di pensare a tutti gli elementi di positività che questo progetto porta con sé, nel senso di riordino di uno spazio che è fondamentale e che attualmente è occupato da un tendone, che ha avuto un pregio particolare, perché da quando fu costruito ad oggi ha assolto ad una funzione straordinaria. Non avremmo mantenuto fiere e congressi ed altro se non ci fosse stato, quindi ha assolto la sua funzione in pieno. Arriviamo ad un progetto che porta un’idea, dopo che abbiamo approvato il Piano della fascia lago, che ha tolto dalle secche un dibattito che, su questo argomento, era ultradecennale. Abbiamo un’ipotesi progettuale che porta quello che da sempre si dice: io vorrei che su questo ci si concentrasse poi, in futuro. L’esigenza sempre manifestata di una sala da 1200 posti, con una modulazione diversa, con i congressi che possono avere funzioni diverse, quindi 1200 di gruppi di studio e di lavoro e, dall’altra parte, un teatro. È evidente che se nel dibattito del 2004 il Consiglio comunale di Riva avesse detto in quell’occasione, per poi ribadirlo sul Piano della fascia lago, che non voleva il teatro, in questo momento staremo parlando di una cosa diversa, cioè solo dell’ampliamento nel Palazzo dei congressi con la sala da 1200, abbandonando letteralmente l’oggetto teatro. Il Consiglio comunale vuole fortemente il teatro, come un segno importante della nostra città, che apra così non solo al congresso o alla fiera, ma anche a momenti culturali particolari, quali quelli che un teatro può ospitare. Un teatro dedicato solo a quella funzione, principalmente, agganciato al Centro congressi, laddove ci possono essere momenti importanti a livello operistico, di prosa, di musica, di danza, dunque con una propria complessità. Mi è piaciuto il segno citato da Oss Noser: la S che sale da Riva, passa per Arco, Rovereto, Trento, Pergine, cioè le città che si attestano come centri culturali. Se vogliamo accreditarci come città culturale, evidentemente il teatro deve diventare una delle occasioni per diventarlo, forse l’occasione principale. È evidente che poi l’altezza in più o in meno rischia di diventare il corollario rispetto all’oggetto, quindi dobbiamo capirci su cosa e come è stato interpretato e se questi obiettivi poi vengono raggiunti. La presentazione del progetto preliminare è importante perché ci sia questa discussione, questo dibattito, che io spero non sia limitato solo ad alcuni piccoli accorgimenti, ma che si estenda all’oggetto nella sua interezza, che è importante. Servirà a infatti ad attestare in quel posto il miglioramento della funzione del polo congressuale e del teatro della città; tutto ciò ci permetterà quindi di crescere anche come Comune e come comunità. Sindaco: Hanno chiesto di intervenire i Consiglieri Modena e Gatti, poi voleva dire qualcosa ancora il Consigliere Pederzolli. Io però ricordo ai Capigruppo, scusatemi, che alle 19.45 avremmo dovuto cominciare la seconda audizione; non credo che si possa togliere la parola a nessuno, però vi inviterei a ricordare che abbiamo altri ospiti in attesa. Non c’è nessun problema, faccio solo riferimento agli accordi presi, sapendo che si tornerà sull’argomento. Consigliere Modena: Io, signor Sindaco, volevo dire solamente quel ha detto anche Lei, ma in modo diverso, rivolgendomi al Vice Sindaco, che molto animatamente, adesso sta cercando di convincere tutti quanti. Qui avremmo dovuto solo finire di sentire la spiegazione, chiederei, se fosse possibile, due cose: la prima è di avere – non oggi, evidentemente, ma quando sarà possibile, da parte della verbale 13. 03. 09 / 17 società o dei progettisti – una sintesi, una schedina tecnica di questa cosa. Poi ci sarà il momento che con la società, con i progettisti e con la società di gestione, a mio modo di vedere, ci siederemo attorno ad un tavolo e ragioneremo attorno a questa cosa, che tutti quanti dobbiamo maturare. Infatti innanzitutto veniamo dall’avere in mente un quadro diverso, quantunque molto simile, rappresentato dall’ipotesi Cecchetto, inserito nel Piano; quindi ragionavamo sempre su una cosa che stava nascendo. C’è questa ipotesi - che evidentemente ha le sue valenze - che ha delle cose nuove, altri invece ce le immaginavamo, ma dobbiamo maturarla. Voi l’avete maturata giorno dopo giorno, noi la vediamo qui questa sera: questa è la sollecitazione che vorrei fare. Consigliere Gatti: Io intervengo soltanto per dire che il passaggio in Commissione urbanistica aveva sollevato evidenti preoccupazioni, perché chiaramente tutti quanti siamo molto legati ad uno dei gioielli del nostro territorio. Quel luogo particolare ha bisogno, come è stato detto ripetutamente, di attenzioni approfondite. Io non dico che le preoccupazioni che erano maturate siano state completamente fugate, ma sicuramente si sono attenuate rispetto alle ipotesi che erano state ventilate precedentemente. È evidente che, per chi non ha una competenza specifica, valutare una delle slide o un modello, ancorché perfettamente coerente con il progetto, non è sempre facile. In ogni caso voglio in questo senso affermare che le preoccupazioni che avevo maturato a suo tempo si sono decisamente attenuate. Vorrei rivolgere una domanda di tipo tecnico, che riguarda la torre scenica, perché fondamentalmente è quella sulla quale molto abbiamo discusso. Mi pare di capire che tutto sia stato pensato in funzione di creare un impatto minimo. Io, per la verità – come ripeto non sono un progettista – non mi sono mai preoccupato della altezza e non lo faccio tuttora; magari se ne preoccuperanno quelli che abitano lì dietro, ma questo evidentemente è un problema di cui ci occuperemo se si avvererà. Io credo che l’impatto visivo c’entri molto anche con il tipo di materiale con il quale verrà strutturata e rivestita la torre scenica. Sarà mimetizzata, oppure, addirittura, al contrario, valorizzata? Non so se già si sa o comunque se c’è l’idea di renderla ancora più visibile, o piuttosto di mimetizzarla. Questo è un elemento che mi interessa, dal punto di vista generale. Poi mi preoccupa un po’ il posizionamento rispetto alla vecchia struttura della stazione: quest’ultima ha una sua dignità storica, è stata fatta oggetto di una ristrutturazione che io ho apprezzato, anche per gli inserimenti moderni che sono stati fatti. Non vorrei che venisse successivamente mortificata, vista semplicemente la distanza che ha la torre scenica dalla stazione. Grazie. (MICROFONO SPENTO) Consigliere Accorsi: Io sarò molto rapido, ci metterò meno di un minuto. Intanto ringrazio i tecnici di Garda Trentino Fiere per l’esaustiva relazione sul progetto del nuovo Centro congressi, mi soffermo però sulla parte del progetto che più mi sta a cuore, ovverosia il teatro. Secondo me l’importanza del teatro per la città di Riva non può essere messa in discussione, lo ripeto: non può essere messa in discussione. Vorrei fare alcune riflessioni che purtroppo oggi dovremmo velocizzare, mi sarebbe piaciuto discuterne un po’ di più anche a livello di Consiglio comunale. Vorrei fare questa riflessione ad alta voce, perché penso possa servire anche a capire di più, fermo restando che la proprietà è legittimata a fare quello che il Piano gli permette di fare: questo non si discute. Io ritengo però, vista l’importanza dell’area per la città di Riva del Garda, che rientri nel mio ruolo di Consigliere comunale esprimere pensieri e fare con voi dei ragionamenti. La prima domanda è politica, quindi la rivolgo al Sindaco, che mi risponderà quando verbale 13. 03. 09 / 18 vorrà: questo sarà un teatro perlomeno comprensoriale. A me piace questo concetto della S, Riva-Arco-Rovereto-Trento-Pergine, poi speriamo che si riescano ad allestire dei lavori teatrali, delle opere sinfoniche che siano a livello di quello che questo teatro ipotizza. C’è una vera convergenza di intenti da parte degli altri Comuni, perché ci si possa permettere di fare altri ragionamenti anche in relazione alla torre scenica, già citata anche dal Consigliere Gatti? Quanto costa la torre scenica? Ricordiamoci che va attrezzata. Riva oggi non produce spettacoli, non abbiamo un teatro stabile nel senso di impresa, dove tutto l’anno ci sono professionisti che lavorano a una produzione, che poi per mesi viene rappresentata. Siamo piuttosto in una località che ospita spettacoli teatrali itineranti e come tali questi sono costruiti con scenografie adeguate agli spostamenti delle compagnie di sede in sede. Una torre scenica, invece, presuppone la stabilità delle rappresentazioni, quindi investimenti su scenografie che, per dimensioni e materiali, abbisognano di torre scenica per essere mosse. Non dico che l’idea sia sbagliata, dico che bisogna realizzare una cosa solo se si è sicuri di utilizzarla, visto che una torre scenica di 25 m sarà impattante per il territorio. Concludo con la richiesta di alcuni chiarimenti: in primo luogo ho sentito parlare di un parcheggio vicino, o al posto dei campi da tennis; qui io vorrei ricordare, a me stesso in primis, che già il palazzo così presuppone un aumento dell’attività. Oggi già l’attività attuale si scontra con quella posta in campo dalla Fraglia della vela: in futuro sarà ancora possibile far coesistere le regate veliche e l’attività congressuale? Pensiamoci in tempo, altrimenti si creeranno alcune complicazioni che poi dovranno essere risolte senza una fase progettuale. Grazie. Consigliere Pederzolli: Intervengo solo brevemente, dopo, che il Vice Sindaco ha svolto - mi passi il termine - la sua arringa conclusiva. Una battuta sulla viabilità: Lei, Presidente, faceva riferimento al fatto di non fare arrivare i veicoli sulla rotonda della posta e poi su via Filzi. Insomma, non portare gli automezzi, sfruttando questo nuovo accesso dato dalla futura entrata da viale Carducci. La mia premessa è questa: attualmente viale Carducci è la via portante della viabilità da e per il centro di Riva. Creare un punto di innesto su viale Carducci in quel tratto non credo sia una scelta ottimale, oggi, mentre potrebbe esserlo sicuramente in futuro. È una considerazione che volevo fare, proprio un flash, anche perché - come ha già annunciato il Consigliere Accorsi nella parte conclusiva del suo intervento – c’è sempre da tenere presente la situazione della Fraglia. Sindaco: Io concluderei ringraziando il Presidente e tutti i suoi collaboratori e consulenti per questa loro spiegazione. Noi avevamo bisogno di conoscere quanto ci avete esposto in Consiglio comunale, perché questo è l’organo che ha studiato, faticosamente anche, il Piano attuativo fascia lago, che lo ha condiviso. Adesso, finalmente, vediamo una proposta assolutamente concreta e, per certi versi, ormai orientata alla realizzazione, secondo una tempistica che anche il Presidente Malfer ci ha voluto ricordare. Io credo che sia opportuno digerirla e quindi c’è l’impegno - che il Presidente Malfer mi ha già confermato - a fornirci in Segreteria un dossier che verrà trasmesso a tutti i Consiglieri e Consigliere comunali, in modo da digerire – come è stato detto dal collega Consigliere Modena – la materia, anche in vista di eventuali, necessari, futuri passaggi consiliari. Sulle tematiche che sono state qui finora sviluppate in maniera prudente, come si conviene in una prima fase di valutazione da parte del Consiglio comunale, io vorrei segnalare anzitutto il lavoro che - in questo caso, come in altri - ha già compiuto la Commissione urbanistica. Io credo che l’osservazione del Consigliere Gatti circa il fatto che c’è stata una progressione, va nel senso di intuire che quei passaggi non sono stati vani. Per cui il risultato oggi alla nostra attenzione è sicuramente interessante e io vorrei esplicitamente riconoscere al verbale 13. 03. 09 / 19 Presidente di Garda Trentino Fiere che si tratta di un risultato di qualità. Ora, come tutti i risultati di qualità, si avvantaggia anche di un atteggiamento positivo, ottimistico, proiettato sul futuro di una pluralità di obiettivi che una Amministrazione comunale, le donne e gli uomini che la rappresentano devono assolutamente avere. Dobbiamo pensare infatti che questo non si esaurisce – come mi va ripetendo da tutta la sera, sotto voce, il signor Presidente del Consiglio – in sei mesi, ma è una prospettiva di medio periodo, per quanto riguarda poi il poter cogliere tutti gli addentellati. Certamente occorrono anche altre idee, che sono in movimento, camminano con le gambe degli uomini e delle donne che in questo momento sono amministratori comunali. Una, in particolare, in realtà non me ne vuole – lo dico volontariamente all’indicativo anziché al congiuntivo, non me ne voglia – Franco Oss Noser, ma la storia della “S teatrale” è da noi conosciuta e condivisa da un po’ di tempo. Quando eravamo rispettivamente Assessore alla cultura dei Comuni di Pergine Valsugana e Riva del Garda, questa storia della “S” sembrava fantascienza, eppure oggi ha la possibilità di concretizzarsi. Ci crediamo perché, positivamente, non c’è stato un tavolo nel quale si siano sedute cinque Amministrazioni comunali a dire quanto sono brave a costruire! Noi sappiamo perfettamente che è in dirittura d’arrivo il ragionamento a Pergine Valsugana, lo stesso dicasi – come abbiamo letto sui giornali di ieri e oggi – per il Comune di Arco; oggi possiamo dire che sta avvenendo anche a Riva del Garda. Il mio Vice Sindaco ha ricordato con quanta forza di volontà politico-amministrativa il Consiglio comunale della nostra città abbia più volte chiesto che ci fosse un teatro. C’è una storia lunga, da questo punto di vista, che potremmo raccontare, io potrei anche ricordarla da ex filodrammatico! Oggi intravediamo finalmente il teatro comunale, che si inserisce in una teoria di teatri a livello provinciale: dal teatro Quisisana di Arco allo Zandonai e al Mart di Rovereto, al S. Chiara e al Sociale di Trento e al Teatro comunale di Pergine. È un arricchimento totale – sono assolutamente d’accordo con il Vice Sindaco – nella prospettiva di sviluppo culturale della Provincia Autonoma di Trento. È la possibilità che (neanche troppo sommessamente), Oss Noser ci ha ricordato questa sera, che si possa proporre un’offerta teatrale di livello nazionale, attesa quella circostanza peculiare che noi ci ricordiamo sempre, tutte le volte che deliberiamo anche su opere pubbliche importanti in questo Consiglio comunale, per la quale, date le caratteristiche della nostra città, ciò che sicuramente è un’offerta per il turista deve, a maggior ragione e primariamente, essere una proposta vincente per le cittadine e i cittadini di Riva del Garda. In questo senso credo che sia plausibile pensare allo sviluppo di una attività teatrale secondo le prospettive che il medesimo Direttore del Centro Santa Chiara ci ha voluto qui ricordare. Ci sono i due corollari che sono stati qui ricordati: il parcheggio aggiuntivo nella zona dell’ex tennis, non è una novità, ne abbiamo parlato più volte e lo abbiamo ripetuto anche nel contesto del dibattito sul bilancio comunale. Noi sappiamo che la dependance potrà essere abbattuta e sappiamo anche che sopra l’ex tennis sarà opportuno pensare a una struttura di parcheggi. La società Lido ci sta lavorando, quando il progetto sarà pronto ne verremo compiutamente informati anche in questa sede. Certamente una cosa posso dire: l’Amministrazione comunale intende perseguire questo obiettivo e quindi, decisamente ha in mente dove trasferire i campi da tennis necessari perché a Riva del Garda si svolga quello sport. Non si farà, da questo punto di vista, per quanto mi riguarda, fermare da raccolte di firme: lo dico prima che comincino, così questa volta sono tranquillo. Per quanto riguarda la Fraglia della vela posso dire che se avessimo dato il la e non ci fossimo messi di traverso ad un progetto che è apparso sulle pagine dei giornali, recentissimamente, che è stato oggetto di numerose polemiche, non avremmo neanche avuto il problema. Si sarebbe spostato di poche decine di metri il pontile, ma non è nemmeno questo quello che noi vogliamo. Certamente non sfugge a nessuno che il discorso relativo alla Fraglia della vela, con tutta franchezza, dovremmo ricalibrarlo fra qualche tempo, quando avrà verbale 13. 03. 09 / 20 cominciato la propria attività Campione. Infatti, essere qui a ragionare di che cosa fare della Fraglia della vela, prima di sapere l’impatto che avrà Campione sullo sport della vela sul lago di Garda, credo sia oggettivamente sbagliato. Da questo punto di vista posso anche ricordare che, indubbiamente, un’altra delle prospettive sulle quali questo Consiglio comunale sarà chiamato a lavorare, sarà la necessaria destinazione degli spazi – questo per fare eco al ragionamento di coordinamento che il Presidente Malfer ha voluto prima ricordare, come obbligo e in capo all’Amministrazione comunale – dei due campi da tennis della Casina delle Magnolie. Indubbiamente questi spazi dovranno essere pensati come utilizzabili con una funzione chiaramente alternativa all’attuale, nel periodo di lavoro relativo al Palazzo dei congressi. Infatti servirà sicuramente uno spazio coerente con una prospettiva congressuale, in area di supporto alle manifestazioni congressuali che non possono essere abbandonate dalla fascia lago per il periodo dei lavori necessari alla ristrutturazione e, rispettivamente, all’ampliamento e alla costruzione delle nuove sale del Palazzo dei congressi. Io vorrei che potessimo condividere un certo ottimismo, che non deriva da fuochi fatui, ma che ha solide radici in percorsi da noi compiuti all’interno di questo stesso Consiglio comunale e, soprattutto, ha l’intelligenza di puntare, io credo, a quelle pluralità di prospettive che la nostra città – anche in una fase di crisi economica – non può non mantenere alte di fronte a sé, per evitare problemi particolari al proprio sviluppo, alla propria tenuta sociale, alla propria qualità ambientale. Mi pare che il progetto che questa sera abbiamo visto, che ci è stato illustrato, colga tutte queste prospettive, quindi, in questo senso, l’Amministrazione, per la sua parte, cercherà di supportare i prossimi passaggi. Fermo restando che tra questi ci sarà ancora il Consiglio comunale e quindi avremo modo di approfondire la questione. Grazie a tutti, Presidente, Le chiedo la cortesia di cinque minuti di sospensione per consentire il cambio ai nostri ospiti. ^^^^^^^^^^ ore 20.10: sospensione dei lavori ^^^^^^^^^^ ore 20.20: ripresa dei lavori ^^^^^^^^^^ AUDIZIONE, IN SEDUTA INFORMALE, DEL PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA SOCIETÀ ALTO GARDA POWER IN MERITO ALLA REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE DI COGENERAZIONE. ^^^ Entrano i Consiglieri Brunelli e Grazioli. Esce il Consigliere Bombardelli: il numero dei presenti sale a 26. ^^^ Presidente: Buonasera a tutti, salutiamo il Presidente e Amministratore Delegato delle Cartiere del Garda e i suoi collaboratori. Passo la parola al signor Sindaco. Sindaco: Grazie Presidente. Buona sera, cominciamo con qualche minuto di ritardo questa seconda parte informale della seduta odierna del Consiglio comunale, con la audizione di AGPower, in relazione alla centrale di cogenerazione connessa, per quanto riguarda la nostra città, anche alla rete del teleriscaldamento. Io desidero ringraziare l’ingegner Mattei e tutti i suoi collaboratori e verbale 13. 03. 09 / 21 consulenti che sono presenti qui questa sera. Il tema è molto importante, perché collegato ad un investimento imponente fatto nella nostra città, nel contesto dell’attività e della struttura delle Cartiere del Garda, con una società che vede una importante partecipazione anche della nostra Alto Garda Servizi (AGS) spa. È un investimento che ha sicuramente una dimensione di prospettiva assolutamente importante per l’azienda e per la comunità locale. In qualche modo è un investimento che già noi vediamo concretizzato, mentre poc’anzi abbiamo ragionato di un investimento che andrà a concretizzarsi, parlando del Palazzo dei congressi e del teatro comunale. Un’analisi dettagliata quindi, anche in ragione di una serie di riflessioni che sono emerse nel contesto di questo Consiglio comunale, da ultimo in occasione del dibattito sul bilancio di previsione 2009. Io credo che sia estremamente importante ascoltare la relazione che ci farà l’ingegner Mattei, da solo o insieme ai suoi accompagnatori, per poi, successivamente, aprire un giro di orizzonte con le domande e le questioni che volessero essere poste dalle colleghe e dai colleghi Consiglieri comunali. Io passerei la parola all’ingegner Mattei. Ingegner Mattei: Ringrazio il senatore e Signor Sindaco, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che hanno voluto darci l’opportunità di poter presentare al Consiglio e agli ospiti presenti lo stato dell’arte del progetto dell’Alto Garda Power. Potremo dirvi questa sera dove siamo, quali sono stati i problemi, quali sono al momento i monitoraggi tecnico-scientifici del sistema e le prospettive. Quindi ringrazio veramente tutti quanti, perché questa è una opportunità che mi auguro possa dare, alla fine di questa audizione, un momento di serenità, di chiarezza, ma soprattutto la certezza di fatti solidi, concreti, al di là delle spinte emotive, delle opinioni probabilmente espresse anche in buona fede - che circolano per la città. Stasera vi daremo dei fatti, delle figure, per cui riteniamo sia stato doveroso e giusto questo passaggio democratico in Consiglio comunale, proprio per tranquillizzare tutti e dire le cose come stanno. Abbiamo preparato una serie di slide, quindi una presentazione non pesante, con un taglio non altamente scientifico, neanche eccessivamente didattico, in modo tale che l’audience possa identificarsi e possibilmente comprendere il progetto nella sua integralità e nel suo contenuto. In caso contrario non abbiamo problemi, se il protocollo lo consente, a rispondere a domande di qualsiasi tipo. La prima slide è un recall, un modo per ricordare. Questo è un po’ il titolo del tema, perché magari lavorando ci si perde ognuno dietro al proprio lavoro: qui si ricorda che questo progetto nasce come ricollocazione, come sostituzione di una centrale. Non v’è una centrale aggiuntiva, la nuova centrale AGPower va a sostituire una centrale vecchia di quarant’anni, nata e cresciuta con la storia della cartiera, modulando l’installazione di potenza sia elettrica che termica a seconda della crescita dell’impresa. Quindi, ripeto che si tratta della sostituzione di una vecchia centrale, con sei ciminiere: forse non tutti sanno che la vecchia centrale della cartiera aveva sei ciminiere. Ne avremo una nuova, a 200 m di distanza, qui, questa è già ferma, in disuso, qui abbiamo preso una foto aerea un po’ datata. Voi sapete che la centrale AGPower è in questo luogo: è stata acquistata la ex villa Maroni – credo si chiamasse così – dove è stata costruita AGPower, la centrale di cogenerazione, costituita e fondata da una newco tra Cartiere del Garda all’80% e AGS (la partecipata comunale) al 20%. Questa nuova società nasce proprio con questo rapporto, evidentemente per motivi economici e finanziari, anche perché rispecchia un po’ il fabbisogno energetico delle due entità. Ciò che genera AGPower per l’80% appartiene alla cartiera e per il 20% ad AGS, in termini tecnici, come teleriscaldamento, ed elettrici, come potenza da distribuire sul territorio. Un veloce excursus, per capire quali sono stati i driver principali che hanno generato verbale 13. 03. 09 / 22 questo progetto: motivazione di carattere economico, quindi risparmio sui costi energetici per le Cartiere del Garda; rafforzamento della competitività internazionale, perché anche questo è un punto decisionale importante. C’è un’impresa sul nostro territorio e dobbiamo decidere che cosa fare: mantenerla attiva e competitiva, oppure lasciarla andare? Abbiamo evidentemente deciso per la prima opzione, per il bene non solo degli azionisti, ma soprattutto per il territorio e per chi ci lavora dentro. AGS, l’altro partner, vede l’opportunità di creare un’offerta dei vettori energetici, quindi di entrare nel settore del teleriscaldamento, oltre che di distribuire gas metano ed elettricità. Qui si va dall’elettricità al metano, al teleriscaldamento, anche AGS cresce non solo in termini quantitativi, ma anche come mix di vettori energetici. A livello ambientale - come vi dimostreremo strada facendo - ci sarà un minor consumo delle risorse, scientificamente provato e dimostrato, oltre ad un minore inquinamento diffuso. Il terzo fattore è quello sociale, evidentemente facile a comprendersi: il consolidamento dell’impresa, una crescita multi settoriale e salute, in termini proprio fisici, perché AGPower migliora di gran lunga la qualità dell’ambiente di Riva del Garda. Vi ho già spiegato la piattaforma energetica: parliamo di energia elettrica per la cartiera e per AGS che la distribuisce, mentre l’over flow, il surplus, va a finire nella rete nazionale; parliamo inoltre di vapore per la cartiera e di acqua calda per il teleriscaldamento. L’uscita energetica di AGPower è qui schematizzata in questi cinque flussi energetici. Questo è un layout, magari chiedo a Stefano Lucchi se mi aiuta; lo abbiamo messo qui perché questo è un diagramma di flusso di questa centrale di cogenerazione. Nella malaugurata ipotesi ci fosse qualcuno che è interessato, vale la pena magari di sentire in due minuti di che cosa si tratta. Stefano, mi dia una mano Lei. Ingegner Lucchi: Buona sera, in questo diagramma è semplificato il funzionamento della centrale; cercherò anche di relazionarlo a quello che è l’aspetto esteriore, fisico, che consta di tre grossi edifici, di cui sostanzialmente i due inferiori, più piccoli, sono gli ausiliari della centrale. Invece la centrale, nel suo cuore, è contenuta all’interno dell’edificio più grande, il quale, benché voluminoso e complesso nella parte interna e impiantistica, consta di tre grossi componenti: la turbina a gas, la caldaia e la turbina a vapore. Da un punto di vista energetico l’ingresso alla centrale, a livello energetico, è costituito dal gas naturale, il quale perlopiù viene consumato all’interno della turbina a gas. Qui praticamente brucia, fa girare una turbina che produce energia elettrica, i fumi di scarico – che sono circa a 450° - entrano nella caldaia, attraverso questo condotto. Qui vi è la possibilità di bruciare in aggiunta al suo gas, con dei bruciatori supplementari, per far sì che questi fumi raggiungano la temperatura di 650°. In questa zona arriviamo appunto a 650°, da qui in poi questi fumi escono dal camino principale, quello alto che si vede in cima all’edificio maggiore. In questo passaggio cedono il loro calore, la loro energia termica; nel perdere la loro natura e quindi cedere la loro energia producono, nella parte iniziale, vapore, nella parte terminale, invece, acqua calda, che viene utilizzata per il teleriscaldamento. Il valore prodotto in questa zona iniziale, circa 59 bar e a 420° di temperatura, viene inviato alla turbina a vapore, la quale produce energia elettrica ulteriore che, all’uscita della turbina a vapore, il vapore che è entrato fuoriesce a pressione inferiore e va ad essere inviato nella totalità verso la Cartiere del Garda, per poter produrre carta. Ricapitolando: abbiamo gas che entra, viene prodotta energia elettrica, che va in parte chiaramente – circa la metà – alle Cartiere del Garda, la restante parte va alla rete elettrica nazionale e alla rete elettrica AGS. Il calore prodotto, invece, in grossa parte – come dicevamo prima il rapporto quantitativo è 80-20 – verbale 13. 03. 09 / 23 va in Cartiere del Garda e il resto all’impianto di teleriscaldamento. Quest’ultimo è costituito di acqua calda ad 85° in mandata e in ritorno circa 65°. Sussiste ancora nell’impianto la presenza di tre caldaie ausiliarie, che devono soddisfare il fabbisogno energetico della città, qualora l’impianto AGPower fosse fermo, vedi ad esempio le fermate dello stabilimento e della cartiera. Tutto l’impianto, complessivamente, considerando come speso il gas che entra e come utile quello che fuoriesce in termini di energia elettrica, vapore e acqua calda, ha un rendimento complessivo che oscilla tra l’80 e l’85% a seconda della stagione. Per quanto riguarda ancora la parte impiantistica vi è la possibilità, per poter sfruttare appieno l’acqua calda prodotta anche durante il regime estivo, durante l’estate. Si può sfruttare in un “chiller” ad assorbimento, per produrre acqua gelida a circa 7°, che può essere utilizzata per il tele raffrescamento, che utilizziamo all’interno dello stabilimento di Cartiere del Garda. Questo, sostanzialmente, è un impianto che dal punto di vista energetico si definisce di rigenerazione: genera infatti energia elettrica, energia termica, energia frigorifera. Ingegner Mattei: Andiamo avanti, se non vi dispiace. Questo è il pacchetto di certificazioni, che ricorda come Cartiere del Garda si rapporta, che tipo di approccio e di filosofia ambientale porta avanti, come impresa internazionale, nell’approcciarsi sia sul territorio, con certi tipi di interventi, fondamentalmente di salvaguardia dell’ambiente e del territorio, ma anche sui mercati internazionali, dove vengono chieste performance e rigorose certificazioni, compatibili. Queste prevedono il modo di approvvigionarsi sulle cellulose, la cultura degli acquisti, in modo particolare l’approccio che abbiamo e la strategia verso i fornitori forestali e come questi ultimi gestiscono le foreste. È una catena ambientale, di sistema, che va molto al di là del territorio. Questa sera, ovviamente, parliamo del territorio, però noi dobbiamo rispettare le regole del gioco internazionali, che sono altrettanto rigorose, giustamente; sono altrettanto giustamente demanding, cioè chiedono, pretendono il rispetto di certe regole ambientali. Questa è una certificazione del sistema tedesco T.U.F., il numero 1, il più rigoroso che esiste. Questa è la registrazione EMAS: io credo che il Comune di Arco stia lavorando per ottenerla, mentre Tenno si è già registrato; abbiamo alcuni Comuni che si stanno muovendo sulle EMAS. La cartiera è già registrata EMAS, sarebbe fantastico poter mandare avanti un progetto insieme. Questa è una certificazione forestale per quanto riguarda l’approvvigionamento delle cellulose. Questa sottolineatura serve solamente a ricordare che non si può essere un’impresa di quel tipo, ambientale e sostenibile, parzialmente o a spicchi, bisogna esserlo in senso integrale. AGPower è dentro questa rete di sistema di sostenibilità e questa è la garanzia n. 1: AGPower sarà certificata EMAS, ovviamente per appartenere a questa famiglia di sistema. Adesso proviamo a calarci nella realtà che è sul territorio, quindi facciamo la prima immersione nei due elementi qualificanti, o perlomeno di criticità, della centrale sul territorio. Questo mi sembra molto importante: noi li abbiamo separati - come vedremo nelle prossime slide – in due argomenti, per quanto riguarda l’impatto vero: l’impatto ambientale in termini di emissioni acustiche e di emissioni in atmosfera. Parliamo dell’impatto acustico di questa centrale, oggetto delle critiche, dei dibattiti, degli articoli sui giornali di questi ultimi tempi. Il discorso del rumore è stato da noi separato in tre categorie. Il rumore è rumore e dà fastidio, non c’è dubbio, non ci sono scuse, non deve esserci, ripeto: non deve esserci. È altrettanto vero però che va spiegato, che va argomentato perché c’è stato e dove vogliamo arrivare, senza nascondersi dietro un dito, con molta onestà intellettuale da parte di tutti. Un tipo di rumore è rappresentato dalla fase di cantiere, chiamiamolo A: si tratta del rumore esistente in caso di cantiere aperto, che non può essere relativo solo alla centrale, ma anche ad una casa, ad un condominio, ad un residence, ad hotel, ad una strada. Quando ci sono verbale 13. 03. 09 / 24 delle opere in corso il cantiere fa rumore, quindi i rumori sono quelli tipici di un cantiere. Abbiamo un altro tipo di rumore, rappresentato dalle “fasi di transitorio di impianto”: qui cominciamo a diventare più selettivi. “Transitorio di impianto” significa che, a cantiere finito, l’impianto, quando è in avviamento - oppure quando si deve avviare - può fermare una centrale di quel tipo lì; in quei momenti ci sono stati dei rumori effettivamente improvvisi e non previsti. Sono stati pensati alcuni interventi mirati, alcuni già fatti altri ancora da fare, che sono però transitori. Il cantiere è terminato, però quando si avvia la fabbrica, o c’è un black-out per qualsivoglia motivo e bisogna riavviare la centrale, c’è una sequenza che comporta dei rumori cosiddetti transitori, cioè momentanei, fino a che si arriva a regime. Questi rumori non hanno nulla a che fare con il cantiere. Il terzo punto, il più delicato, il più pericoloso, dove veramente un progetto può fallire, è quello relativo ai rumori da funzionamento a regime; quando il cantiere è finito, quando la centrale funziona a condizioni non transitorie, quindi ad avviamento avvenuto. A marcia normale un impianto non deve far rumore; se c’è un rumore di fondo quando un impianto è a regime, se c’è un rumore tecnologico, questo è un problema grosso. Non devono assolutamente esserci rumori di questo tipo. Il rumore di tipo C è stato, nei capitolati e in tutte le fasi di gestazione, fino alla fase dell’ordine, l’obiettivo principale, il n. 1, con delle penali mortali e colossali extra costi, volutamente tenuto come principale obiettivo da raggiungere: il rumore basso a regime di impianto. Fase di cantiere: la fase di costruzione e messa in servizio dell’impianto, quindi ruspe, gru, betoniere, compressori, martelli pneumatici, tutto quello che costituisce un cantiere edile. Indubbiamente un po’ massiccio, un po’ ingombrante, ma nulla più che un cantiere edile. Abbiamo tenuto un comportamento di massima trasparenza e di coordinamento con tutti gli enti preposti al controllo, abbiamo inoltre seguito le autorizzazioni a tutti i livelli, partendo dall’APPA trentina fino a quelle locali, chiedendo, di volta in volta, delle deroghe e attenendoci alle autorizzazioni richieste dalle istituzioni e puntualmente rispettate da parte nostra. Sempre la fase di cantiere, qui c’è la lista, la sequenza, la progressione dei lavori di cantieri seguita, che sono tutti conclusi. Abbiamo avuto scavi notturni, per interferenza con l’attività diurna, nel luglio dello scorso anno; montaggi carpenteria del ponte aereo, da luglio a settembre; soffiature e tubazioni di gas da agosto a settembre 2008 - queste sono state fastidiose, è vero - avvio giornaliero della turbina a gas, soffiature e tubazioni vapore, avvio della caldaia, abbiamo terminato quest’ultimo a dicembre. Qui abbiamo avuto due eventi accidentali, è vero, dovuti a difetti di montaggi: abbiamo avuto fino a 250 persone che lavoravano e se qualcuno un giorno vorrà avere il piacere di visitare la centrale, potrà rendersi conto di che cosa parliamo. Il 28 dicembre 2008 c’è stata una rottura accidentale di tubazione del vapore, provvisoria: una tubazione del vapore provvisoria era a terra, c’è stata una rottura di questa tubazione del vapore. Ripeto che si trattava di vapore e non di cianuri o gas velenosi. La rottura ha provocato un bel botto: è vero, è successo. Lo ripeto ancora una volta: vapore. Il 2 febbraio 2009 si è verificato un distacco accidentale del silenziatore di uno sfiato vapore: non era stato sistemato bene, si è sfilato ed ha soffiato. È vero, ci sono stati due incidenti di questo tipo: il 28 dicembre 2008 e il 2 febbraio 2009. Parliamo sempre di fuoriuscite di vapore. Questa è sempre la fase di cantiere, ci sono delle attività residuali da completare e ad agosto lo faremo: movimentazione mezzi, scavi, reinterri, asfaltature. Tutti lavori molto più leggeri, evidentemente, rispetto a quelli di demolizione e di costruzione. Parliamo anche di completamento dei componenti di impianto, quindi carpenteria da montare, attività di ripristino funzionalità da caldaia, con le ultime due soffiature in fasce orarie da concordare, con necessità di deroga. Ad agosto la cosiddetta attività di cantiere sarà finita e completata; stiamo parlando di una percentuale del 10-15% di lavori da terminare in sede di cantiere. Sarà tassativo realizzare verbale 13. 03. 09 / 25 queste attività solamente in orari diurni. Vediamo la famiglia B: i rumori transitori, che si hanno quando l’impianto, quando AGPower, per un black-out o perché la cartiera è ferma, deve ripartire. In queste situazioni ci sono momenti – parliamo di secondi – di avviamento in cui possono esserci dei rumori, i cosiddetti transitori. Questi avvengono quando ci sono avviamento e arresto dell’impianto di tutta la centrale. Io credo sia abbastanza superfluo dire che è interesse nostro e di tutti fermarla il meno possibile, perché una centrale di quel tipo dovrebbe andare perlomeno 360 giorni l’anno. Infatti dietro c’è una sequenza di lavori e di logiche per cui fermarla costa, non è interesse di nessuno. I momenti in cui fermiamo la cartiera storicamente si verificano a Ferragosto e a Natale, perché da anni ormai abbiamo concordato con i collaboratori e con le maestranze che anche il 1º maggio e a Pasqua si fanno girare gli impianti. Qui c’è una stelletta che è la vera preoccupazione che ho io, molto più di AGPower. La stelletta dice che la grave crisi in atto sta costringendo tutte le cartiere del mondo – è un problema planetario – a massicce fermate, alla riduzione dell’attività economica. Ovviamente tra queste è inclusa anche Cartiere del Garda. La situazione economica è molto preoccupante, posso dirvi che la domanda - per tutte le cartiere, inclusa la nostra – in febbraio è sull’ordine del 40% in meno. A marzo avverrà la stessa cosa. Il 40% in meno significa fermare gli impianti perché non c’è la domanda. Quindi si sono sovrapposte queste due situazioni di dover fermare lo stabilimento, con preoccupazioni grosse di mantenere l’impresa comunque competitiva, sana e forte, contemporaneamente all’avviamento di questa centrale. Non possiamo scappare: dobbiamo fermare la cartiera e si deve fermare la centrale. In questo momento dunque questi famosi transitori statisticamente saranno qualcuno in più: ne abbiamo fatti già a febbraio, ne abbiamo fatto uno in marzo e andremo avanti fino a che non tornerà a viaggiare l’economia. Sto parlando delle fermate della cartiera, questo non significa che ci saranno baccano e rumori ogni volta che partirà AGPower, perché su questo abbiamo già lavorato. È importante però questa simbiosi di sistema, che io voglio trasmettervi: c’è questa impresa che soffre come tutte all’interno del mercato, che però è impegnata su tutti i fronti a rispettare il DNA che ormai si è data, rappresentato dalla sostenibilità e dal rispetto dell’ambiente. Io penso che tutti voi abbiate visto che cosa noi abbiamo fatto negli ultimi anni, senza che ci fosse richiesto dalla legge: ad esempio non era sicuramente richiesta dalla legge l’insonorizzazione perimetrale che abbiamo fatto. Le misure cautelative ci saranno come minimo di giorno, cioè quando riparte lo stabilimento si fa in giornata, alle otto o alle nove del mattino, quindi se ci fosse un rumore da transitorio, che, come ripeto, potrebbe essere rappresentato da un fischio di due o tre secondi? Stefano, intervieni pure. Ingegner Lucchi: Sì, è uno sfiato che dura circa 5 secondi. Ingegner Mattei: Stiamo combattendo 5 secondi di fischio alle otto o alle nove del mattino: questo è il rumore transitorio attuale e, comunque sia, stiamo progettando l’installazione di idonei silenziatori che sono in fase di studio. Evidentemente quando abbiamo fatto l’ordine della centrale – parliamo del 2006 – non si pensava al crollo totale dell’economia, ovviamente, però bisogna correre ai ripari. Funzionamento a regime di impianto: questa era la vera preoccupazione. Modulo 1 - uno dei maggiori studi a livello europeo come competenza in fatto di monitoraggio del rumore, della pressione acustica – ha effettuato sistematici e accurati rilievi, in data 23 e 24 febbraio 2009, quindi circa 20 giorni fa. Sulla ciclabile ad ovest di AGPower il rumore prevalente registrato è verbale 13. 03. 09 / 26 stato quello del torrente Varone: non è una battuta! Sono in mio possesso dati scientifici che posso distribuire a tutti: il rumore prevalente è stato quello del torrente Varone. L’insonorizzazione tecnologica di tutta la centrale è completa ed è assolutamente efficace. La centrale a regime è silenziosa. Qualche residente che abita lì mi dice che è più silenziosa adesso che non prima, con la vecchia centrale; anche se quest’ultima si trovava in mezzo alla fabbrica, dentro la fabbrica – se vi ricordate – questa è sulla ciclabile, ma è più silenziosa, a regime. I macchinari rumorosi sono stati tutti incapsulati e opportunamente insonorizzati, inoltre sono stati tutti dislocati all’interno di edifici. Le pareti degli edifici sono state opportunamente dimensionate in spessore, riducendo le dimensioni di portoni e finestre e insonorizzando tutte le aperture di aerazione. Gli impianti di ricambio d’aria e di ventilazione sono stati disposti all’interno e, se esistenti, sono stati incapsulati. Tutti i camini sono stati silenziati. A titolo di cronaca vorrei riferirvi che gli extra costi per rendere AGPower compatibile con il rigoroso piano di zonizzazione di Riva del Garda, ammontano a € 9 milioni in più. Tradotto: se AGPower fosse stata in qualche altro Comune, o in altre zone non residenziali, anziché 60 milioni ci sarebbe costata 51 milioni. Questi sono stati i costi doverosi da sopportare, che noi abbiamo voluto investire per essere certi che, in fase di marcia a regime, la centrale fosse silenziosa. L’engineering e il layout sono stati un po’ forzati e adattati alle esigenze del Piano di zonizzazione della città. I disagi momentanei causati dai lavori di cantiere e dai transitori sono parzialmente dovuti alla forzatura dell’engineering che c’è stata e del layout dei macchinari, allo scopo di avere la certezza assoluta del basso rumore a regime. Stefano, Lei ci teneva molto a evidenziarlo, vuole commentare? Ingegner Lucchi: Sì, una cosa che vale la pena di considerare è il fatto che normalmente questi macchinari sono realizzati per essere collocati all’esterno. La turbina a gas, o la caldaia, che sono i due componenti principali, sono stati presi, inseriti all’interno di un involucro in cemento armato (che è quello che vedete all’esterno) appositamente realizzato per ridurre le emissioni. Questo ha costretto chi solitamente realizza l’ingegneria della parte impiantistica ad avere dei buffer, dei collettori di vapore, dei sistemi che sostanzialmente distribuiscono le pressioni, estremamente ridotti. Questo ha costretto ad aumentare il numero delle valvole di pressione, piuttosto che andare a comprimere effettivamente l’impianto e far sì che vi fossero degli sfoghi. Questi ultimi sono quelli che noi vediamo durante le fasi transitorie, come diceva l’ingegnere in precedenza. Ad esempio uno degli eventi accaduti, lo sfilamento del silenziatore, è legato al fatto di avere componenti aggiuntivi dovuti alle richieste di ridurre le emissioni, che, purtroppo, come componenti aggiuntivi, rischiano anche di dover essere messi a punto, piuttosto che di essere rinforzati. Ecco che la necessità di fare in modo di avere un impianto insonorizzato ha fatto sì – perlomeno nella fase di cantieraggio e di messa a punto – che fosse esso stesso causa, purtroppo, di immissioni aggiuntive. Ingegner Mattei: Questa è una chart che parla da sola, questo è il report che ci ha fornito la Modulo 1, qui c’è AGPower con le isobare isofoniche, che quantificano la pressione sonora sul perimetro di AGPower. Vediamo che i rilievi sono stati realizzati in quei due giorni, ripeto, che si era in situazione di marcia a regime: via Masetto, valore misurato 43,4 dB, con il valore limite di 45 dB. Via Rovigo: il valore misurato è stato di 28,3 dB, con un valore limite di 45 dB. Via Filanda: 42, 1 dB, con il valore limite di 55 dB. Il torrente Varone, misurato, ha dato questi risultati: 58,7 verbale 13. 03. 09 / 27 dB. Traffico della strada statale da S. Giorgio, misurato nella stessa giornata: 65,6 dB. Questi sono dati che ci ha fornito un istituto specializzato, a me risulta che alcune misurazioni siano state prese anche da qualcuno di voi, ma sono state nascoste, perché erano ancora più basse. Per quanto riguarda questa panoramica sull’aspetto acustico, io mi auguro che sia stata affrontata in modo sistemico e chiaro. Questa è una slide messa lì per ricordare dove siamo: AGPower è in questo contesto, qui c’è la Cartiere del Garda. Emissioni in atmosfera: questo è un punto veramente interessante, si parla di emissione di gas, di maschere a gas, di camere a gas. Vediamole insieme. Emissioni in atmosfera: AGPower è un progetto a valenza economica ambientale per l’utilizzo di modernissime tecnologie, con una efficienza molto alta, con la riduzione dei costi energetici, con l’abbinamento della rete di teleriscaldamento e la registrazione Emas. Il tutto significa avere l’obiettivo di ridurre le emissioni di atmosfera. Il veleno, più che l’aspetto acustico, è quello che non si vede, purtroppo, rappresentato proprio dalle emissioni, che sono un problema. Qui abbiamo i dati misurati scientificamente. Tipo di emissione, ossido di carbonio: il limite di legge è 40 mg a normale metro cubo, la vecchia centrale era a 32, AGPower è a 15. Abbiamo dunque una riduzione delle emissioni di ossido di carbonio del 53%, ripeto: 53%. La vecchia centrale era già all’interno delle norme di legge. NOx: 60 mg per normale metro cubo sono i limiti di legge, la vecchia centrale è a 49 mg – questi sono dati rilevati prima di fermarla, in novembre, quindi nel tardo autunno – AGPower marcia a 23, dunque il 53% in meno. AGPower per questi due elementi, ossido di carbonio e NOx, emette il 53% in meno della vecchia centrale di Cartiere del Garda. Questi sono livelli di emissioni – credetelo, potete informarvi dove volete – eccezionalmente bassi, a tal punto che la legge autorizza le emissioni che ho citato in precedenza. Questa è una slide per ricordarlo: la vecchia centrale, se mettiamo a base 100, è questa, la nuova, come abbiamo visto, è a -53%. Questo invece è un confronto per unità di produzione energetica: l’ossido di carbonio, come grammi per megawatt/ora prodotti. La vecchia centrale era a 117 grammi per ogni megawatt/ora prodotto, AGPower è a 51; NOx 179 e 78; CO2, anidride carbonica, da 285 a 240; micro particelle, le PM10, a 0, non c’è emissione dalla combustione del metano. Potete immaginare la combustione di una centrale, che livello di controllo ha, quindi sensori on-line messi in ogni sistema critico, dai camini ai bruciatori; si ottimizza la combustione in tempo reale, dunque c’è un calcolatore che gestisce la combustione in tempo reale. Queste sono le emissioni di AGPower. Ancora un ripasso sui benefici del teleriscaldamento: l’energia termica prodotta per il teleriscaldamento mediante il raffreddamento dei fumi al camino di centrale, trattasi di questo. Tecnologia di riscaldamento urbano all’avanguardia, è un grosso fattore competitivo per la promozione turistica della città, io raccomanderei ai promotori turistici di metterlo su ogni sito, direi ad ogni hotel di metterlo sul proprio sito, perché soprattutto al nord sono molto sensibili su questo. Dire che, nella città di Riva del Garda, l’energia, il caldo è prodotto per teleriscaldamento, è un grosso fattore competitivo, non uno svantaggio, è una cosa che bisogna far conoscere. Comporta infatti l’eliminazione di centinaia di boiler e caldaie domestiche a bassa efficienza e dubbio controllo: tutta questa pletora di caldaie, caldaiette e boiler viene rottamata, eliminata e sostituita con uno scambiatore di acqua calda ad anello chiuso, che va in una centrale ad alta efficienza e basse emissioni. Abbiamo già visto gli esempi delle scuole, penso che siamo arrivati ormai a 45-50 allacciamenti; qui AGS - lo devo dire, proprio per dare a Cesare quel che è di Cesare – ha fatto un lavoro strepitoso in termini di tempo e di tecnica; ha mostrato proprio una grande professionalità. Il timing, la tempistica è stata perfetta. Ci sono stati disagi, è vero, però verbale 13. 03. 09 / 28 vediamolo come un investimento a medio e lungo termine. Benefici del teleriscaldamento: AGPower ha una ciminiera di 35 m, quindi le emissioni del 53% in meno sono al di fuori dell’altezza critica e sostituisce il tipo di emissioni a 10 m. Questa slide serve come confronto, per ricordarvi che queste sono il problema della qualità dell’aria. Cerchiamo di contestualizzare le cose, le automobili: il Sindaco, quando chiude la città in certi momenti per raggiunti limiti di inquinamento, non lo fa per questa, sapete? Non lo farà mai. Lo deve fare per altre due motivazioni, per cui si chiudono le città, perché inquinano; non avverrà mai che, per AGPower, si debba chiudere la città, non succederà. Teleriscaldamento: qui vi abbiamo messo dei dati di risparmio, di combustibile risparmiato. Questi sono milioni di metri cubi di gas all’anno risparmiati, con la progressione del teleriscaldamento. A maggio 2009 abbiamo parlato con il Presidente Migliorini, la stima è nell’ordine di 80 utenze, pari a 2 milioni di metri cubi di gas risparmiati; ci sono 4000 tonnellate l’anno di CO2 non emessa; la potenza termica distribuita in acqua calda è di venti giga. Crescerà, la città cresce, aumenteranno i lavori, un progetto a medio e lungo termine. Qui vedete la progressione stimata: nel 2012 saranno 2,5, poi 3, 3,5, con le utenze che andranno a saturazione nel 2015 a 320, con dei grossi risparmi in termini ambientali di costi. Questo è il gas non bruciato, milioni di metri cubi di metano che non si bruceranno più a Riva del Garda, grazie al teleriscaldamento. AGPower e teleriscaldamento: questo l’ho detto ai miei collaboratori, è un po’ ruffiana come slide, se volete, ma è un fatto. Riva del Garda è il primo e per il momento unico Comune nel bacino del lago di Garda a poter vantare un sistema di teleriscaldamento da ciclo combinato cogenerativo. Sulle sponde è improbabile, sul basso lago, con città più grosse, lo abbiamo verificato, il Senatore si ricorda la discussione a Roma con il Sindaco di Toscolano. Riva è la prima città di tutto il bacino del lago di Garda che utilizza un sistema di teleriscaldamento da cogenerazione ad alto rendimento. Questa è una raccomandazione: comunicarlo, comunicarlo, comunicarlo, perché è veramente un plus. Le conclusioni: AGPower, a soli tre mesi dallo start up, dall’avviamento, influisce già positivamente sulla qualità dell’aria e sull’efficienza della piattaforma energetica di Cartiere del Garda e di AGS. AGPower si conferma un importante partner economico ed ambientale per la città e lo sarà sempre di più nei prossimi anni, con lo sviluppo del teleriscaldamento. Abbiamo visto la progressione che lo dimostra. Senza AGPower il teleriscaldamento sarebbe stato impossibile, anche ipotizzandolo a biomassa, come in certe valli del Trentino Alto Adige, in ogni caso il fumo di combustione inquinerebbe. Allo stesso modo in cui lo farebbero le centinaia di autotreni che sarebbero necessari per alimentare la centrale. Che cosa significa questo? In una città, in un gioiello come Riva del Garda, solo con una centrale a ciclo combinato con combustibile a gas metano, combinato con un’impresa a forte assorbimento termico, era possibile il teleriscaldamento. Una centrale a biomassa è improponibile: in qualche piccola vallata ci può stare, perché hanno sul territorio i residui dei boschi e delle foreste, vedi Cavalese e l’Alto Adige, con questa proliferazione di micro centrali a biomassa. Qui una cosa simile non sarebbe stata possibile, in primo luogo perché emette fumo in ogni caso: non emette CO 2, oppure la emette integrata con il ciclo del carbonio, ma il fumo c’è. In secondo luogo, a conti fatti, per la potenza termica necessaria per decine e decine di autotreni necessari per il trasporto del legno da bruciare. Ci scusiamo in ogni caso per i disagi causati, di cui ci prendiamo la responsabilità. È una richiesta di scuse autentica, genuina, visti i rumori imprevisti ed accidentali che inappropriatamente hanno disturbato i vicini e residenti durante la fase di cantiere e nei transitori. Ringraziamo nuovamente l’Amministrazione comunale e l’AGS, nonché gli enti che ci verbale 13. 03. 09 / 29 hanno supportato in questo ambizioso progetto. Ringraziamo inoltre i cittadini per la pazienza dimostrata, ma garantiamo comunque che ne valeva largamente la pena. Grazie per l’attenzione. Sindaco: Presidente, io ringrazio l’ingegner Mattei e i suoi collaboratori per questa ampia informativa rispetto a quello che, in partenza, avevamo definito un investimento sostanziale e fondamentale per la nostra città. Conformemente a quanto segnalato in sede di Conferenza dei Capigruppo, credo che adesso sia importante assicurare un giro di eventuali domande alle Consigliere e ai Consiglieri che lo richiedessero. Io credo che l’ingegner Mattei e i suoi collaboratori siano disponibili a fornire le risposte necessarie, quantomeno dopo un primo giro di questioni poste. Se ci sono colleghe o colleghi che volessero intervenire c’è la possibilità per loro di farlo. Presidente: Prego i Consiglieri che volessero intervenire di richiedere la parola. Consigliera Lorenzi. Consigliera Lorenzi Emanuela: Ringrazio per la presentazione, soprattutto quella delle ulteriori fasi di lavorazione che si stanno effettuando. Io sono già intervenuta in Comprensorio, perché quando è stata presentata la centrale mi ero un po’ arrabbiata, perché a noi Consiglieri non era stato spiegato in modo corretto tutto quello che doveva avvenire. Sicuramente il lavoro fatto precedentemente non può essere discusso da nessuno, perché la riqualificazione della zona industriale è stata eccellente. È altrettanto vero però, signor Mattei, che se Lei si reca sul ponte di via Cattoni, può vedere che il nostro Brione è tagliato a metà. Per tutti noi rivani questa situazione ha rappresentato un colpo al cuore, o quasi; infatti un simile impatto non ce lo aspettavamo. È un impatto visivo che non possiamo dire non ci sia. Noi Consiglieri siamo stati richiamati più volte dai cittadini, a noi hanno chiesto i motivi di un impatto del genere. In effetti io che cosa potevo rispondere loro? “Guardate, io non ho visto quei tubi, perché nessuno ce li ha fatti vedere, abbiamo preso informazioni e ci è stato risposto che non serviva nessuna autorizzazione, che non serviva nessuna valutazione di impatto ambientale, che non serviva niente”. Io Le chiedo se magari si sarebbero potuti abbassare, senza metterli così alti, così che non ci portassero via un panorama a cui i rivani tenevano molto. In relazione ai problemi acustici, sono contenta che Lei dica che noi abbiamo fatto una zonizzazione acustica piuttosto severa: io penso che debba esserci un plauso a tutti i Consiglieri perché ci abbiamo lavorato parecchio e, visto che dobbiamo tutelarci dai rumori, lo abbiamo fatto bene, come Consiglieri. Anche se Lei li ritiene valori molto rigidi, diciamo che noi cittadini di Riva ne siamo contenti. Questi rumori però ci sono e vorrei rivolgermi all’Assessore Matteotti: l’ingegner Mattei ci ha detto che il rumore della strada e dei veicoli è sopra i limiti. Anche questo è un dato importante che io non possedevo, per esempio. I limiti di via Masetto sono a 43, il massimo consentito è 45, per cui sicuramente in quelle vie qualche problema di rumore esiste. Io non so se le verifiche siano state fatte in questo periodo, speriamo che in futuro questi parametri diminuiscano, perché via Masetto ha sicuramente un parametro vicino al limite. Io penso siano le vie che risentono maggiormente dei disagi in questo periodo. Sicuramente anche lo scoppio delle tubazioni, con i pezzi arrivati sulla ciclabile, ha agitato i cittadini, perché se un ragazzino con la bicicletta fosse passato di lì in quel momento, sarebbe potuto succedere qualcosa di grave. La gente si agita e dice: io su quella ciclabile non ci vado più. No, Lei ci dice che è stato un caso, che la sicurezza è garantita, però è necessario spiegarlo bene ai cittadini. verbale 13. 03. 09 / 30 Qualche problema sull’occupazione: su questo tema io ho litigato con il mio Sindaco, abbiamo avuto un momento piuttosto difficile, perché la cosa non era chiara. È importante che le cose siano chiare: quando noi abbiamo approvato la delibera di deroga al camino, abbiamo inserito anche un parametro sull’occupazione. Adesso, logicamente, questo parametro dell’occupazione non può più essere considerato, perché Lei ci ha detto chiaramente che la crisi è mondiale e, se così è, ci vanno di mezzo tutti. Anche le Cartiere del Garda dovranno agire di conseguenza; avete già ridotto il personale, probabilmente si dovrà agire in questo senso nuovamente, però io penso che tutti possano capirlo, basta essere chiari e spiegare bene quel che succede. A me sembra che adesso abbiate fatto qualche periodo di cassa integrazione, magari con questo sistema potete superare il momento di crisi, così come tutti si aspettano. Il personale però non è numericamente quello che noi abbiamo deliberato nella famosa serata in Consiglio comunale: allora, quando non ci si capisce, poi nascono i malintesi. Le chiedo un’altra cosa, perché, come cittadini, abbiamo un altro problema, ultimamente: quello dell’APPA. Siccome sono sorti molti problemi con questo ente ultimamente, vorrei chiedere: queste verifiche sulle emissioni in atmosfera da chi le avete fatte fare? Effettivamente, dalle percentuali che voi citate, avete ridotto tutto quanto: CO2, NOx, ecc. Lei ha detto che addirittura non ci sono pm 10, io non so se possano esistere altre emissioni particolari, che non sono previste per una centrale come quella precedente. Mi dica, per favore, chi ha fatto queste verifiche, perché i cittadini possano stare tranquilli. Oggi sulla stampa c’era un articolo di un tecnico rivano, che ha evidenziato il proprio parere sul teleriscaldamento. Si tratta di un articolo molto tecnico, che io ho capito solo in parte, perché è un po’ particolare, però anche in questo caso vorrei dire che i cittadini lo hanno letto. Io penso che lo abbia letto anche Lei, allora Le chiederei di spiegarci un attimo se questo tecnico ha qualche ragione, oppure se, al contrario, non ce l’ha per niente, così, anche in questo caso, sarà possibile capirci maggiormente. Grazie. Presidente: Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Modena. Consigliere Modena: Grazie. Io vorrei fare una sola domanda, alla quale non ho saputo dare risposta seguendo la presentazione. In realtà più che una domanda la mia è una curiosità, è frutto di un calcolo che io non sono in grado di fare, evidentemente. Lei, ingegner Mattei, ci ha illustrato tutti i miglioramenti nelle emissioni rispetto alla vecchia centrale; è ovvio che questa nuova centrale, più moderna, porti a questo, anche se quella di prima, poveretta, è stata fatta a pezzi a questo riguardo. Chiederei informazioni sul dato assoluto, cui Lei ha accennato ma che io non ho capito. Adesso un certo numero di privati non consuma più, quindi non hanno più emissioni: quanto bruciate voi in più, cioè che differenza c’è tra le emissioni che bruciate voi, che bruciano i privati e quelle di prima? Questa è la mia domanda, solo per soddisfare la mia curiosità. Poi vorrei dire una cosa, caro ingegner Mattei – se mi consente – perché già una volta abbiamo parlato di questo. La cosa più importante, bella, significativa, interessante è la presentazione di questa sera, che, a nostro modo di vedere – e non mi rivolgo a Lei, ingegner Mattei - avrebbe dovuto avere luogo molto tempo fa. Io mi rifaccio a quanto ha detto la signora Consigliera che mi ha preceduto: noi siamo venuti qui il 22 o il 23 dicembre 2006, a prendere la famosa delibera di deroga urbanistica. Venimmo qui, lo confesso, molto impreparati, come ho anche scritto: eravamo impreparati anche perché non ci aspettavamo tutto ciò che c’era dietro. Lei può dirmi che avrei dovuto stare attento, ma Le posso assicurare che ci hanno spiegato e noi verbale 13. 03. 09 / 31 non abbiamo capito molto. Abbiamo votato una delibera, lo abbiamo fatto sulla fiducia, perché ritenevamo che si dovesse andare avanti secondo il progetto che ci era stato presentato. Abbiamo chiesto - e mai più ottenuto - una riunione come quella di stasera, cosa che avrebbe evitato, probabilmente, molti mugugni e altrettanti malintesi. Non ce l’abbiamo con Lei, bensì con l’Amministrazione, alla quale abbiamo avanzato più di una volta questa richiesta. Io ricordo che iniziai l’intervento in dicembre ricordando un episodio, così come continuo a fare ogni volta che parlo di questa situazione e delle Cartiere del Garda. Io ero presente quando avete festeggiato il 50° compleanno e ricordo le parole di colui che era, o è, l’azionista di riferimento. Parole che, in un certo senso, mi fecero rabbrividire, quando lui disse – mi corregga se sbaglio – “Noi di solito investiamo, manteniamo l’investimento per un certo numero di anni, poi molliamo e andiamo via”. Questa frase mi è rimasta impressa, tanto che ho pensato che, se non fosse saltato fuori qualcosa di nuovo, le cose sarebbero andate malissimo. Quel qualcosa di nuovo è il teleriscaldamento, quindi - come io ho ricordato in quel Consiglio e parlando con il Sindaco alcune volte – questo è quanto, probabilmente, serviva anche per il futuro. Tenendo presente questo (che tutti noi siamo convinti sia un bene) mi chiedo per quale motivo noi non siamo mai stati capaci di farci spiegare dalla nostra Amministrazione tutto quello che avveniva. Forse abbiamo dubitato di quello che ci dicevano, perché le risposte erano parziali, oppure non così precise come quelle che Lei ci ha fornito questa sera. Noi Consiglieri, in larga parte, abbiamo ritenuto che nella famosa delibera e nelle successive mancate risposte - che, guarda caso, si combinavano con gli episodi che Lei ha illustrato – fosse stata carpita, in un certo senso, la nostra buona fede. Come Lei può immaginare, tutti noi veniamo tirati per la giacca su questo argomento, perché, come è stato appena detto, da Riva ovest non si vedono più il monte Brione e Riva est. In quella parte della città in certi giorni il vapore – Lei mi dirà che è accaduto solo in certi giorni – non permetteva nemmeno che trasparisse la luce del sole, per non parlare di rumori e di cose di questo tipo. Io, proprio per questo, sono andato a rivedermi la delibera approvata in quella occasione, che in realtà era l’unica cosa che noi avevamo in mano. Da lì è emerso, vedendo i progetti e tutto quanto, ciò che è già stato accennato, cioè il discorso dei corpi tecnici, i famosi tubi che nessuno si aspettava perché non erano segnalati. Io Le volevo significare che ci ha fatto piacere sentire quanto esposto questa sera, perché ha fatto molta luce, evidentemente; se questo fosse stato fatto prima, logicamente non ci sarebbe stato quel buio che invece si è verificato. Lei deve capire - come evidentemente ha fatto, perché mi è piaciuta la Sua presentazione di questa sera, salvo qualche nota polemica – anche lo stato di chi sta dall’altra parte, a sentire tutti quelli che dicono, che non dicono, che soffrono, che sono preoccupati. Infatti la realtà è che in giro si sente solamente una grandissima preoccupazione, perché i cittadini, soprattutto quelli che abitano tutto intorno, manifestano un grande punto interrogativo, una grandissima preoccupazione. Lei, questa sera, io mi auguro tolta – almeno in parte - però questi cittadini rimangono con le loro preoccupazioni: rumore, inquinamento, emissioni eccetera. Io l’ho detto anche in sede di riunione dei Capigruppo, l’ho detto al Sindaco: noi dobbiamo cercare di fare tutto quanto possibile per far sì che i cittadini possano capire che si fa di tutto e di più per togliere le preoccupazioni. Ad esempio: abbiamo i dati presentati questa sera? Benissimo. Non si offenda, ma non ci fidiamo? Va bene, facciamo un controllo terzo, oppure mettiamo – come si diceva con il Sindaco – una centralina non per un solo giorno, ma per un certo periodo, così che tutti quanti possano sentirsi tranquillizzati e tutelati da dati che non sono di parte. È chiaro che poi arriverà anche l’altro discorso, che non è stato possibile fare fino ad ora, perché posso immaginare che il cantiere sia ancora in corso, relativo alla mascheratura estetica. Io sono certo che ciò avverrà, perché Lei ci ha già detto prima che ha fatto qualcosa anche se non era tenuto a farlo, tanto più qui varrà questo discorso. È chiaro però che la gente, fino a che non tocca con mano, come San Tommaso, non è tranquilla. verbale 13. 03. 09 / 32 A parte la domanda che ho fatto prima, a parte il ringraziamento per questa serata, che era attesa, che è arrivata tardi ma meglio tardi che mai, posso ribadire solamente la sollecitazione che ho fatto al Sindaco – di cui magari parleremo in altra occasione - volta a stabilire alcuni paletti, a porre in essere alcuni controlli, tali che quello che è stato detto possa essere realmente quello che è, quindi che tutti quanti siano, come nelle fiabe, felici e contenti. Chiudo questo discorso dicendo che - anche se non ne ha bisogno - per quanto riguarda l’impegno successivo ai cinquant’anni e a quello che ha detto quel signore in quella occasione, Le faccio i miei complimenti. Presidente: Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli. Consigliere Pederzolli: Grazie Presidente. Anche io condivido l’idea espressa dal Consigliere Modena, quando dice che questo incontro arriva in ritardo rispetto alle modalità di informazione alla città che avrebbero dovuto essere poste in essere. Se noi avessimo programmato questo incontro a marzo 2007, probabilmente molte lamentele, molti motivi di polemica sarebbero venuti meno. Infatti una struttura che si crea nel giro di un paio d’anni in una zona particolare della città suscita, ovviamente, soprattutto in chi ci abita vicino, motivo di dissenso, di lamentela, di dibattito sulle mancate conoscenze più che altro. Questo ha portato circa 180 persone, in questi giorni, ad inviare una petizione popolare a vari enti; ma la cosa che mi è piaciuta, visto che ne sono stato anche informato, è stato notare che queste persone, con questa petizione, non hanno voluto gridare al lupo nei confronti della cartiera o di AGPower, che sta portando avanti questo progetto di centrale. Hanno incentrato invece le loro richieste sulle garanzie. È ovvio che loro dicono che vicino alle case in cui abitano è stata realizzata una struttura imponente, che rispetto a quello che c’era prima, che permetteva di guardare al di là, oggi non permette più di farlo, visto che si trovano davanti una struttura. Quello che loro chiedono è soprattutto che sia fatta chiarezza sulla sicurezza, soprattutto in virtù di eventi accidentali, che anche Lei oggi ci ha esposto. Lo scoppio del 28 dicembre - esplosione forse è un po’ forte come termine - e lo sfiato successivo, avvenuto a fine febbraio, se non ricordo male, hanno generato qualche preoccupazione. Loro vogliono garanzie sulla sicurezza, garanzie per la tutela della salute, sulla non nocività delle emissioni; Lei questa sera ci ha detto che c’è stata una diminuzione rispetto alla vecchia centrale che era in uso alla cartiera. Chiedono soprattutto che vengano eliminati i rumori. Questa sera le tre domande che nella petizione i cittadini hanno esternato sembrerebbero aver trovato risposta, tranquillizzandoli; nel senso che sono state riportate in un contesto che deve essere quello dell’informazione. È chiaro che non deve finire qui, deve essere costante e continuo questo essere sempre all’avanguardia nella lotta contro il rumore e le emissioni nocive, perché chi vive in quella zona ha queste preoccupazioni. L’impatto visivo ha dato inizio alle polemiche che sono state avanzate nel corso del tempo, perché, come diceva il Consigliere Modena, è mancata una informazione iniziale ed è questa la critica che viene rivolta sia all’Amministrazione che alla società, che, tramite i mezzi di informazione, avrebbe dovuto essere meno parca di informazioni, cosa che forse avrebbe evitato disagi e lamentele. A questo vanno aggiunti i lavori del teleriscaldamento, perché la gente valuta un po’ tutto il contesto generale, non si limita soltanto a prendere in esame il discorso della centrale. Praticamente c’è stato l’impatto visivo, sono seguiti i lavori e i rumori successivi, quindi ecco che ci può essere motivo di lamento ancor più vibrante, forse, rispetto a quello che avrebbe dovuto essere. Lei prima ha esposto la valutazione sul rumore: con piacere rilevo che la centrale, verbale 13. 03. 09 / 33 rispetto a tutto il contesto, ha una emissione rumorosa più bassa. Quello che io voglio argomentare però è questo: Lei dice che la strada ha circa 65 dB di impatto acustico, il torrente 58 dB, circa 45 dB – se ho capito bene – sono quelli della centrale, perciò si tratta di un contesto rumoroso. Se fino a ieri tutto ciò era tollerato perché il rumore proveniva dalla strada e dal torrente, oggi a tutto questo viene aggiunto anche il rumore della centrale. Il residente, probabilmente, percepisce quest’ultima aggiunta a tutto un contesto che esisteva già in precedenza ed ecco la chiusura di questa petizione. Loro dicono: “Ci sono state nostre segnalazioni all’Amministrazione pubblica e a tutti gli enti preposti per segnalare questi disagi, a cui si aggiungono anche questi ultimi dei rumori, perciò tutto diventa insopportabile”. Questo, a mio avviso, ha generato le polemiche e le lamentele che si sono susseguite nel tempo. Sarebbe bello capire - ma non credo che questa possa essere la sede e il momento giusto per dare una risposta di questo tipo - poiché si è accennato alla crisi generale, in questo contesto economico se la centrale quanto potrà, può, o ritiene di poter incidere a livello di beneficio in questo senso. Non so se mi sono spiegato, non so se avete capito che cosa intendo chiedere, forse è una risposta che Lei non mi potrà dare questa sera, ma sarebbe bello, nel tempo, capire quale potrà essere il beneficio di questo tipo in termini di lavoro dipendente. Grazie. Presidente: Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Benamati. Consigliere Benamati: Volevo esprimere una cosa molto veloce, io sono tra coloro che avevano chiesto al Presidente che ci fosse un Consiglio comunale di informazione, perché io credo che, nel momento in cui si introducono nuove forme di energia, è abbastanza importante che ci siano informazioni di carattere tecnologico e tecnico sulle quali noi, chiaramente, non siamo molto ferrati, allo stesso modo in cui credo non lo siano neanche cittadini. Chi mi ha preceduto ha fatto tutta una serie di domande, io però sono un po’ preoccupato, vista la mia età, per la crisi economica. Dovendo parlare con una persona che ha delle responsabilità estremamente importanti su queste cose, volevo chiedergli se potesse esprimere anche la Sua opinione, fornendomi alcune informazioni al di fuori di quelle che noi sentiamo dagli organi di informazione e da altre fonti. È chiaro che, per quanto La riguarda si tratta di un settore, ma siccome oggi si parla di globalizzazione e non più di settori, credo sia giusto chiedere anche informazioni di questo tipo, che non reputo siano di lieve entità. Grazie. Presidente: Grazie. Non ci sono altri Consiglieri che chiedono la parola, prego signor Sindaco. Sindaco: Grazie signor Presidente. Vorrei intervenire brevemente, perché mi pare che alcune informazioni, più che riguardare l’azienda, volessero riguardare l’Amministrazione comunale. Allora io credo che sia doveroso che ci siano alcune risposte da parte mia, perché l’Amministrazione in carica porta il mio cognome, quindi credo di dover fornire alcune spiegazioni. La prima, a conforto dei presenti e degli assenti, consiste nel ricordare che lo stesso Presidente-Amministratore Delegato ha presentato, in tempi non sospetti e molto lontani da oggi, alla Commissione urbanistica comunale esattamente il progetto di cui stiamo parlando questa sera. Amerei dunque che non si pensasse che è avvenuto tutto sotto traccia. Credo che questo sia importante perché, semmai, il passaggio di questa sera è il conforto di quell’originale momento, nel quale si andò a ragionare di un tema sul quale - certo, lo ricordo - si puntarono le attenzioni di verbale 13. 03. 09 / 34 molti. Argomento che, ho notato, questa sera non è stato citato, se non ellitticamente, dal relatore principale né dai Consiglieri che sono successivamente intervenuti, vale a dire l’altezza della ciminiera. Se voi ricordate, fu di questo che si parlò sempre come elemento di particolare preoccupazione, quindi questo per dare una prima risposta. Io sono convinto che ci siano sempre problematiche legate ai cantieri, le conosco in qualità di Sindaco di questa città; con i cantieri del teleriscaldamento abbiamo avuto svariati tipi di problematiche, ma abbiamo avuto anche – ringrazio l’ingegner Mattei per averlo voluto ricordare – una società comunale che ha fatto veramente di tutto per stare nei tempi e che, insieme con gli uffici comunali, ha sempre cercato di dare il massimo, in termini di informazione, sui luoghi in cui i cantieri del teleriscaldamento si sviluppavano, su quanto sarebbero durati e quant’altro. Come amministratore pubblico ho la consapevolezza che i cantieri sono sicuramente un disagio, ho altrettanta consapevolezza che senza cantieri non si possono realizzare opere e quindi non si può migliorare la qualità complessiva dell’ambiente cittadino. Per questo motivo io sono anche consapevole - qualche volta l’ho anche raccontato sorridendo che sia importante l’attenzione che tutti i cittadini e le cittadine pongono all’evoluzione dei singoli cantieri. Io ho ricordato, sorridendo appunto, in questo Consiglio, più volte, il gruppo di nostri concittadini e concittadine magari un po’ anziani e pensionati, che hanno seguito con cura e con impegno tanti cantieri del centro della città, ad esempio, essendo loro perfettamente in grado di dire, di volta in volta, agli amministratori di turno, cosa funzionava e cosa invece non andava bene. Devo dire che – lo ribadisco qui – anche la nostra città beneficerà di una risorsa aggiuntiva da parte della Giunta provinciale, per il valore di € 1.600.000, sul Piano anticrisi messo in atto dalla Provincia Autonoma di Trento, per la realizzazione di opere pubbliche, nei prossimi mesi, con l’impegno di accantierarle entro il 31 luglio. Io credo - l’ho già detto ai Capigruppo e lo ripeto in Consiglio comunale – che sia compito preciso e puntuale di questa Amministrazione comunale non perdere nemmeno un euro di questa risorsa aggiuntiva. Ragione per cui abbiamo ipotizzato l’utilizzo di questa risorsa, che naturalmente si raddoppia, considerando che, in larga misura, avevamo già previsto il finanziamento con nostre risorse proprie di una determinata serie di opere, che applicheremo su 24 opere pubbliche che dovremmo accantierare entro luglio. Io spero che non ci sia nessuna concittadina e nessun concittadino di Riva del Garda che possa avere qualcosa da dire rispetto al fatto che dobbiamo accantierare queste opere per non perdere questa risorsa finanziaria. Infatti esiste anche la necessità, se lo riteniamo, di condividere che questo modello - scelto dalla Provincia Autonoma di Trento per affrontare, dal suo punto di vista, la crisi economica che sta prendendo piede - sia un modello nel quale possiamo riconoscerci e per il quale, quindi, possiamo anche trangugiare qualche difficoltà di polvere, di senso unico, di rumore e quant’altro. Non saranno sicuramente opere significative in termini di dimensioni, come voi capite bene, ma saranno opere presenti sul nostro territorio: dalle scuole alle strade, dai palazzi del patrimonio comunale alla Caserma dei Vigili del fuoco e quant’altro. Dico tutto questo per riconoscere che, contestualizzando il valore e le dimensioni del cantiere della centrale di cogenerazione ad alto rendimento, la percentuale di eventi accaduti è tollerabile; anche se il rumore di turno, o qualsiasi altro episodio l’abbia accompagnato, sia stato di per sé intollerabile per coloro che lo hanno sentito. C’è un elemento che condivido profondamente con la Consigliera Lorenzi, rispetto alla riflessione sul Piano di zonizzazione, perché io vorrei ricordare qui che il Piano suddetto fu fortemente voluto dall’allora Assessore all’ambiente Marino, che lo portò in Consiglio e lo fece approvare. Come mi ricordava poc’anzi l’attuale Assessore all’ambiente, Matteotti, la nostra città lo ha: è uno strumento discutibile, come tutti gli strumenti, ma, a differenza di altre realtà territoriali che ancora non se ne sono dotate, noi ce l’abbiamo. Quindi abbiamo uno strumento per poter effettuare una serie di controlli. A proposito di questi ultimi io desidero confermare verbale 13. 03. 09 / 35 perché già lo avevo segnalato come positivo atteggiamento proprio dell’Amministrazione comunale al Consigliere Modena, che lo ha proposto in sede di conferenza dei Capigruppo e lo ha reiterato questa sera in Consiglio comunale, sia pure in seduta informale – che l’Amministrazione comunale si sta avvalendo già di una entità terza che controlla le emissioni di rumore dall’intero compendio delle Cartiere del Garda. Posso dire qui, oggi, alla presenza dell’Amministratore Delegato delle Cartiere del Garda, che abbiamo già effettuato tre rilievi nel corso del 2009, l’ultimo è stato effettuato il giorno 11 marzo e nei sette punti dove i rilievi sono stati effettuati – lungo la ciclabile, in via Masetto, in via Filanda, in via Padova, in via Rovigo e altrove – i valori sono, in tutti i casi, sotto i limiti. È curioso, peraltro - per segnalare una osservazione che la stessa Consigliera Lorenzi ha fatto - dire che il valore maggiore si è avuto nel posto più distante dalla centrale, vale a dire su via Padova, dando con questo implicitamente ragione all’ipotesi che possa essere il traffico l’elemento più rumoroso, in questo momento, in quell’area. Io vorrei dare dunque all’assemblea del Consiglio comunale la conferma dell’intenzione dell’Amministrazione di procedere con questa ulteriore analisi. Valuteremo poi se sarà più congruente una serie di analisi successiva in termini diversi, oppure se il posizionamento di una stazione fissa che ci possa dare continuità di risultato. Credo peraltro – questo è evidentemente l’elemento sul quale chiederei la cortesia all’ingegner Mattei di intervenire nuovamente in conclusione – che l’osservazione fatta dal Consigliere Pederzolli, più volte presente anche negli altri interventi, non ultimo quello del Consigliere Benamati, sia un po’ quella che taglia la testa al toro. Si dice: che cosa chiede, in fondo, la popolazione, soprattutto quella che risiede nelle adiacenze dello stabilimento? Chiede la garanzia che, eventi ordinari da un lato ed eventi accidentali dall’altro, siano compatibili con i criteri di sicurezza dell’impianto e tali da non mettere a repentaglio la serenità e la tranquillità operosa dei residenti in zona. Io credo che questo sia un elemento importante. Segnalo da ultimo che nelle prossime settimane effettueremo anche un ulteriore confronto con l’azienda, per quanto riguarda il tema che è echeggiato qui, vale a dire quello della mascheratura – passatemi il termine un po’ carnevalesco – di tutto l’impianto. È un ragionamento che è già stato avviato con l’azienda, non abbiamo ancora approfondito, nel dettaglio, il confronto. Quando ci saranno elementi anche da questo punto di vista mi farò carico di rappresentarli al Consiglio comunale, per eliminare ogni tipo di dubbio rispetto alla carenza di comunicazione. Di questa evidentemente l’Amministrazione comunale non è convinta, per quanto riguarda il sottoscritto e la sua Giunta, che non ci sia stata, se però la percezione è che sia mancata, sicuramente è un impegno mio quello di riportare la comunicazione ad un livello di assoluta evidenza. Anche perché credo che più si affrontano insieme le questioni, meglio ci si ritrova poi rispetto ai rapporti con i referenti istituzionali, nonché ai rapporti con le entità che entrano in dialogo con l’Amministrazione comunale per risolvere i problemi. Non è filosofia, è concretezza, basti pensare alla vicenda di Miralago o a quella dell’ipotizzata centrale idroelettrica a pompaggio e ricaduta. Io, da questo punto di vista, assumo questo impegno a fronte delle osservazioni in merito che sono state fatte. Naturalmente raccomandando poi quella che l’ingegner Mattei, in un passaggio peraltro diverso della sua relazione, ha chiamato onestà intellettuale: prendiamo atto dei passaggi fatti, prendiamone atto nella loro compiutezza e, semmai, impegniamoci tutti pro futuro. Io, per la mia parte, mi impegno. Con questo mi pare che le tematiche di natura politico amministrativa e di riferimento dell’Amministrazione siano state da me esaurite, chiederei all’ingegner Mattei la cortesia di una riflessione conclusiva in tema di sicurezza dell’impianto. Grazie. Ingegner Mattei: Grazie signor Sindaco. Io ho preso nota degli interventi dei Consiglieri, mi pare si verbale 13. 03. 09 / 36 possano ricondurre fondamentalmente ad alcuni temi: l’ambiente, la sicurezza, la garanzia dei dati che vi abbiamo fornito, la sostenibilità. Questo mi ha fatto molto piacere, ci sono state due riflessioni, dei Consiglieri Pederzolli e Beneamati, perché la sostenibilità del sistema che c’è dietro ad AGPower, oltreché ambientale è anche economica, questo è il nocciolo della faccenda. Non abbiamo fatto una cosa che durerà qualche anno e basta, questa è veramente la parte più significativa. Se il signor Sindaco permette, vorrei integrare l’osservazione sull’informazione tardiva: ha già risposto in modo esauriente, c’è stata una Commissione urbanistica, ma poi, se l’avessimo fatto 3, 4, 5 mesi fa, di che cosa venivamo a parlare? Questa sera abbiamo dei dati consistenti, misurati, solidi. Io credo che in questo stia il rispetto delle persone e di ciò che rappresentate, perciò è stato forse opportuno, dopo aver fatto quel passaggio tempo fa in Commissione urbanistica, presentarsi con dei dati misurati, scientificamente ponderati. Due o tre mesi fa avremmo potuto fare un’altra bella serata parlando di ipotesi di dati, ma io credo che sia meglio così: aver pazientato un po’ ed essere certi di quel che si dice. Parlando di dati, la Consigliera Lorenzi chiedeva chi li ha misurati, io ho chiesto informazioni prima a Stefano, che mi ha risposto che sono misurati in continuo, on-line, con dei sensori; poi i dati vengono inviati ad APPA di Trento, ogni 15 minuti in modo automatico, via modem. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, posso dire tranquillamente che non sono solo controllate, sono super controllate, ogni 15 minuti. Questo è importante, ha fatto bene a chiederlo e fate bene a pretendere questo, perché state parlando della salute pubblica: sono le emissioni il vero veleno strisciante. Il resto è più percepibile, i rumori si sentono chiaramente, tutti protestano, mentre è ciò che non si vede a far male, non ciò che si vede o si sente. Per quanto riguarda la sicurezza, è vero, abbiamo avuto questo scoppio accidentale di un tubo di vapore, però si tratta sempre di incidenti dovuti al cantiere. Il sistema è concepito, registrato e certificato con tutti i sacri crismi della sicurezza tecnologica e tecnica di un impianto di nuova generazione: tutto è incapsulato. Le pareti sono in calcestruzzo, non sono di ondulo; anche in relazione al rumore vi posso dire che quella centrale è un bunker, una capsula rispetto ai materiali usati. I procedimenti di montaggio rappresentano il meglio che si possa trovare sul mercato allo stato dell’arte, attualmente. Posso farvi l’elenco dei fornitori che abbiamo scelto e sono i numeri uno al mondo: General Electric e ABB elettrica per i computer, per la potenza, la Turbomach (tedesca) per la turbo vapore. Sono tutti materiali di prima grandezza. Per quanto riguarda la mascheratura, credo mi abbia risposto compiutamente il nostro Sindaco, quindi continua un work in progress per ottimizzare; qui siamo in mano allo studio Ata engineering di Mario Morandini, che, da ex amministratore pubblico, ha una particolare sensibilità su questo punto. Vorrei concludere, visto che il tempo a disposizione è quel che è, facendo un commento, dal momento che sono stato sollecitato su quel che, probabilmente, preoccupa di più. Io sono d’accordo con voi nel chiedere e nell’esigere di sapere qual è il ritorno socio-economico di questo investimento. Smarcato il discorso ambientale, sicurezza ed efficienza, perché è così, a proposito di un impianto che ci viene già invidiato, visto che abbiamo molte richieste di visita, dalla Finlandia fino agli Stati Uniti. Tutti vogliono vedere questo impianto combinato ad alta efficienza tra la città, la cartiera e il teleriscaldamento. È una situazione che sta richiamando l’attenzione. La parte socio-economica è importante, credo che sia il vero valore aggiunto di questo sistema che abbiamo creato, un sistema che si chiama Cartiere del Garda - AGPower città (tramite AGS, se vogliamo). La parte intellettuale del sistema è stata gestita dall’impresa e dall’Amministrazione comunale, perché non è un progetto per il 2009, questo, non avrebbe senso. È, al contrario, un progetto per il 2010, per il 2015, per il 2020; avete visto in tabella la spalmatura della crescita fino al 2020. Si sta parlando della crescita di una città e del verbale 13. 03. 09 / 37 teleriscaldamento insieme alla cartiera; è difficile pensare ad AGPower senza la cartiera, perché l’assorbimento termico di AGPower è fatto dalla Cartiera per l’80%. Quindi è una simbiosi, siamo un Corpo unico: la città, la cartiera e la AGPower. Il dottor Lanari – a cui accennava prima il Consigliere Modena, parlando dell’inaugurazione – era l’azionista di maggioranza dei fondi, si riferiva a quello? Lui non si era espresso con la brutalità riportata dal Consigliere Modena, ma lo ha detto apertamente: il modo di investire, per quanto riguarda i fondi, è quello di acquisire, aggregare, creare ricchezza, investire e poi, perché no, uscire. Questo è un dettaglio, è il lavoro che ho fatto con gli azionisti: imporre investimenti alla cartiera. Questa cartiera è stata sovrainvestita, è una critica che mi viene fatta. Non importa! Le azioni sono carte, non importa se sono a Ginevra, a New York, a Milano, dovunque, non importa, quello che è importante è che l’impresa abbia le radici e generi valore sul territorio. Gli azionisti di quell’impresa sono qui, portiamo più dividendi al territorio che all’azionista, in termini di stipendi, di tasse, di indotto. Questo è provato. L’azionista principale di quest’impresa è il territorio, perché i dividendi maggiori vengono pagati sul territorio; l’azionista aggiungerà valore quando venderà, quando uscirà, ma non è importante: l’identità dell’azionista è un dettaglio. L’importante è che lasci investire, che faccia gli investimenti e che percorra una strategia industriale; questo è successo qui, visto che abbiamo investito € 200 milioni negli ultimi 10 anni, fuori da AGPower, extra. Quindi la cartiera è un sistema molto efficiente, è sostenibile per l’ambiente e AGPower è stato effettivamente un gioiello messo a protezione dell’aspetto socio-economico dell’impresa. Per rispondere alla domanda che mi è stata fatta preciso questo: senza AGPower oggi, cosa sarebbe la cartiera? Senza AGPower non solo la cartiera - ma l’intero territorio – sarebbe una bella impresa con una vecchia centrale, che si difende bene, ma con dei costi energetici più alti di quelli di oggi. Non c’è dubbio che AGPower, nel contesto, abbia anche ridotto i costi energetici della cartiera, grazie all’alta efficienza. Non si tratta di speculazione, è l’efficienza di AGPower ad essere alta, molto alta, quindi bruciamo meno combustibile a parità di output energetico. Questo valore viene incamerato dalla cartiera, ma, come ripeto, per pagare dividendi sul territorio, nel senso di garantire la sostenibilità dell’impresa, quindi un futuro all’impresa, ai collaboratori, ai lavoratori e all’indotto. Questa è la cosa principale, all’azionista importa poco di questo, gli importa dal momento in cui tu proteggi il valore di quella cosa lì. (VOCE FUORI MICROFONO) Volevo proprio rispondere questo: gli azionisti sono qui. Detto questo vorrei ribadire che la crisi attuale è durissima, è una gelata del mercato che fa paura, la vedete, voi leggete i giornali, potete conoscere tutto. Quando dicevo prima che il settore della carta vede un calo del 40%, parlavo di dati veri. Io non so quanti fallimenti contiamo un giorno sì e un giorno no, in Italia hanno chiuso tre o quattro cartiere, in Finlandia, in Svezia, dappertutto stanno chiudendo, perché non c’è lavoro per tutti. Questo fa paura, attualmente, a mio parere; abbiamo toccato il fondo, non credo che possa andare peggio di così, forse durerà ancora per marzo o aprile, ma poi lentamente si risalirà. In tre o quattro anni si dovrebbe tornare fuori da questa situazione. AGPower, ma non solo, la cultura dell’impresa, questa eccellenza ambientale dell’impresa, è talmente evidente e si è imposta sul mercato perché noi riusciamo ancora a imporre la nostra cultura ambientale di prodotto, di sistema, per cui l’impatto per noi è minore che per altri. Io non so come finirà, se saremo in 500, 490, 480, 460, io dico solo che questa impresa sopravvivrà di sicuro, perché è molto forte; il lavoro fatto nel passato - non solo AGPower – ha messo radici profonde e l’azienda è molto competitiva. Bisogna tenerla competitiva, con l’AGPower, con la riqualificazione, con la cultura di avere le maestranze e il management migliori possibili e un partner, il territorio, che ti accetta così. Questo è importante, con il territorio fino ad ora, negli ultimi anni, devo dire abbiamo avuto un rapporto eccezionale, verbale 13. 03. 09 / 38 raramente ci sono stati punti di vista diversi e interessi diversi, però non credo che abbiamo lavorato male insieme. AGPower è un partner che ha rinforzato la muscolatura dell’impresa. Io credo che vedremo ancora molti fallimenti in giro, ma non quello di questa cartiera, perché è ben attrezzata per superare questa crisi. Faremo ancora cassa integrazione, sicuramente, è garantito, se non c’è lavoro non giri per fare carta da mettere nei magazzini: fermi tutto e aspetti che qualcun altro muoia, sperando che succeda in fretta. Vorrei concludere con questo, perché mi sembra che più o meno abbiamo risposto a tutto. Quando tutto sarà finito, quando ci saranno anche i gerani fuori, con il cantiere terminato del tutto, mi impegno ad organizzare - se lo vorrete - una giornata per visitarla, per vedere che cosa è questo mostro. Alla fine vedrete un impianto ad altissima tecnologia, incapsulato giorno e notte, che lavora per la cartiera e per la città, in termini di teleriscaldamento, ma soprattutto nel sostenere, come volano, una ricchezza integrata. Io penso che sia assodato che il turismo da solo non ce la fa a sostenere l’economia locale per 12 mesi all’anno. Io mi auguro di aver risposto a tutte le domande, se ci sarà necessità di intervenire nuovamente rimango a disposizione, comunque vi rivolgo un invito ufficiale: a cantiere finito, quando tutto sarà in ordine, se lo ritenete opportuno, organizzeremo una bella visita e avrete così occasione di vedere un gioiello di cui – lo dico davvero con il cuore in mano – dovete essere orgogliosi. Sindaco: Ringrazio l’ingegner Mattei e i suoi collaboratori, chiedo al Presidente 5 minuti di sospensione, in modo da poter riallestire la sala. ^^^^^^^^^^ ore 22.10: sospensione dei lavori ^^^^^^^^^^ ore 22.20: ripresa dei lavori ^^^^^^^^^^ Presidente: Riprendiamo la seduta formale del Consiglio comunale, prego il Segretario di procedere alla verifica dei presenti. Sono presenti 26 Consiglieri comunali: Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Detoni, Civettini, Modena e Benaglio. Propongo come scrutatori i Consiglieri Benamati e Serafini. Sottoposta a votazione la proposta con voti favorevoli : n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio) − contrari : n. 0 − astenuti : n. 2 (Benamati, Serafini) verbale 13. 03. 09 / 39 IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ^^^ Entra il Consigliere Bombardelli: il numero dei presenti sale a 27. ^^^ Sindaco: Signor Presidente, sentiti in via informale i Capigruppo, Le chiedo la modifica dell’Ordine del Giorno, nel senso di trattare subito il punto 2, la Surroga della Consigliera dimissionaria signora Vivaldi Sarah e subito dopo il punto 3, Regolamento speciale del Corpo di Polizia locale intercomunale Alto Garda e Ledro. Si chiede di rinviare i restanti punti all’Ordine del Giorno alla seduta già prevista per il giorno 27 marzo. Presidente: Pongo in votazione la proposta del Sindaco, chi è d’accordo è pregato di alzare la mano. A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti: n. 27 - Consiglieri votanti : n. 27 - voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio) contrari n. 0 astenuti n. 0 IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’INVERSIONE DELL’ODG Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 2 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato B) al presente verbale. PUNTO N. 2: SURROGA DELLA CONSIGLIERA DIMISSIONARIA SIGNORA VIVALDI SARAH CON IL 1° CANDIDATO TRA I NON ELETTI AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 12 “L'ORA E RIFONDAZIONE COMUNISTA” – SIGNOR MASSIMO GIUSEPPE FARE’ Il relatore dà lettura del dispositivo della predisposta deliberazione. Presidetne: Metto in votazione il punto n. 2, relativa alla surroga del Consigliere Vivaldi con il Consigliere Farè Massimo Giuseppe. verbale 13. 03. 09 / 40 La parola alla Consigliera Lorenzi, per dichiarazione di voto. Consigliera Lorenzi Emanuela: Visto che questa sera verrà sostituito l’ex Consigliere comunale Rocco Frizzi, io in altre occasioni non ho partecipato al voto, perché volevo manifestare il mio dispiacere per la scelta che lui ha fatto. Io ritengo che ci manchi un Consigliere impegnato come lui, con la sua memoria storica, che ci ha aiutato tante volte a ricordare l’impegno per la sua città. Io non partecipo al voto. Grazie. Presidente: Grazie. Altri Consiglieri vogliono intervenire? Nessuno. Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B). Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di deliberazione, di cui forma parte integrante; Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al proposta di delibera allegata; A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 27 - Consiglieri votanti n. 26 (non partecipa alla votazione la consigliera Lorenzi Emanuela) - voti favorevoli n. 26 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio) contrari n. 0 astenuti n. 0 IL CONSIGLIO COMUNALE delibera DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Presidente, allegata al presente verbale sub lettera B). ^^^^^ Accertata inoltre l’opportunità di dichiarare immediatamente esecutivo il presente provvedimento, ai sensi dell’art. 12 del D.P.Reg. 1.02.2005 n. 3/L, il Presidente invita il Consiglio comunale a votare in merito. verbale 13. 03. 09 / 41 IL CONSIGLIO COMUNALE - Consiglieri presenti n. 27 - Consiglieri votanti n. 26 (non partecipa alla votazione la consigliera Lorenzi Emanuela) - voti favorevoli n. 26 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio) contrari n. 0 astenuti n. 0 delibera di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 79 – 4° comma del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L. Presidente: Grazie. Prego il signor Farè Massimo Giuseppe di prendere posto in Consiglio comunale. Ha chiesto la parola il Consigliere Farè. ^^^ Entra il Consigliere Farè: il numero dei presenti sale a 28. ^^^ Consigliere Farè: Per prima cosa vorrei ringraziare tutti, sono nuovo, perciò ho molto bisogno di imparare, però sicuramente metterò in questo compito tutto l’impegno e la serietà che necessitano. Mi fa molto piacere trovarmi in questa sede, sicuramente sarà un’esperienza personale più che positiva. Grazie a tutti, con qualcuno già ci conosciamo, con gli altri ci sarà sicuramente occasione di conoscerci andando avanti nel tempo. Grazie. Presidente: Grazie. ^^^ Escono i Consiglieri Trinchieri Benatti e Valandro: il numero dei presenti scende a 26. ^^^ Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 3 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale. PUNTO N. 3: REGOLAMENTO SPECIALE DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE INTERCOMUNALE ALTO GARDA E LEDRO: ESAME ED APPROVAZIONE Presidente: La parola al signor Sindaco per l’illustrazione. verbale 13. 03. 09 / 42 Sindaco: Grazie signor Presidente. Si tratta della delibera di approvazione del Regolamento speciale del Corpo di polizia locale intercomunale Alto Garda e Ledro; è una delibera, al termine della lettura della quale vi chiederò anche di votare l’immediata esecutività. I Comuni che hanno con noi sottoscritto l’accordo hanno già provveduto, in larga parte, ad approvare analoga delibera di Regolamento, così come ha fatto anche l’Assemblea comprensoriale. Il Regolamento è agli atti, non occorre che ripercorriamo qui i passaggi che hanno caratterizzato sinora la costituzione del Corpo, quindi vi leggo la delibera che recita: Il relatore dà lettura del dispositivo della predisposta deliberazione. Presidente: Grazie signor Sindaco, è aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli, prego. Consigliere Pederzolli: Grazie Presidente. Io sono perplesso di fronte alla situazione che si è creata con questo Regolamento, per un semplice motivo: ho potuto riscontrare tra le delibere e le determine dell’Assemblea comprensoriale, che il Regolamento che andiamo a approvare questa sera è già stato approvato in data 9 marzo 2009 dall’Assemblea del Comprensorio. La determina, così come riportato sul sito del Comprensorio, parla di approvazione della Regolamento per quanto concerne la Polizia locale. Fondamentalmente il Consiglio comunale questa sera approva una cosa che, a livello superiore, è già stata approvata. (VOCE FUORI MICROFONO) Sindaco: Come sempre, Lei non mi ascolta. Ho detto in premessa, usando sei parole, che la gran parte dei Comuni - escluso Arco - e il Comprensorio hanno già provveduto ad approvare il Regolamento. È pattizio tra 11 Comuni, l’Unione di Valle e il Comprensorio. Cos’altro devo dire? Non è una novità. Consigliere Pederzolli: Posso esternare un mio pensiero, signor Sindaco? Ogni volta vengo interrotto e bisogna fare delle puntualizzazioni. Sindaco: La interrompo perché Lei non ascolta quello che dico io e poi pretende che io ascolti quello che dice Lei. Abbia pazienza. Consigliere Pederzolli: Sì, ma se sto dando indicazioni ad un Consigliere neo entrato! Sindaco: Lei dà i numeri, non sta dando indicazioni! Consigliere Pederzolli: Va bene, prendo atto che do anche i numeri questa sera, molto probabilmente. Un altro verbale 13. 03. 09 / 43 motivo che mi ha lasciato ulteriormente perplesso è la lettera che il Sindacato ha inviato al Segretario generale del Comune di Riva, con la quale chiedeva di informare i Consiglieri comunali di alcune osservazioni che intendeva rappresentare, proprio per dibattere e discutere il Regolamento. Avrei piacere di comprendere i motivi che hanno spinto l’Amministrazione comunale a non accogliere la richiesta del Sindacato della polizia locale. Infatti, nella lettera che è stata inviata al Segretario generale, il Sindacato lamenta che nell’adozione della convenzione per la gestione associata da parte dei Consigli comunali e del Comprensorio, è mancata una comunicazione preventiva, una sorta di concertazione. Nella lettera vengono elencati alcuni punti che, a giudizio dello stesso Sindacato, meriterebbero un approfondimento. Vengono citati espressamente, articolo per articolo, i punti che il Sindacato richiede; non mi metto certo a leggerli tutti quanti, mi soffermo su alcuni per focalizzarli, perché a mio giudizio possono essere oggetto di discussione questa sera. Art. 22 comma1 lettera P: parla dell’attribuzione degli incarichi di responsabile di sezione e di nucleo operativo. “Proporre al Presidente del Comprensorio l’assegnazione ai funzionari ed ai coordinatori degli incarichi di responsabili di sezione e di nucleo operativo”. (VOCE FUORI MICROFONO) No, Signor Sindaco, non sto facendo il sindacalista, sto leggendo una comunicazione che mi è pervenuta. Sindaco: Lei non ha richiesto nessun documento, quindi sarà chiamato da qualcuno a dare ragione di come fa ad averla. Consigliere Pederzolli: Mi è stata inviata per posta. Sindaco: Benissimo, allora Lei ha dichiarato una cosa della quale mi renderà conto… (VOCE FUORI MICROFONO) ^^^ Esce il Sindaco: il numero dei presenti scende a 25. ^^^ Consigliere Pederzolli: Interrompo qui il mio intervento, perché, a questo punto, se sto facendo il sindacalista … Presidente: Ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi. Prego. ^^^ Esce il Consigliere Pederzolli: il numero dei presenti scende a 24. ^^^ Consigliera Lorenzi Emanuela: Siamo tutti stanchi e bisogna mantenere la calma, non c’è niente da fare. Io vorrei puntualizzare alcune cose in merito a questo Regolamento. Prima di tutto, come avevo già fatto l’altra volta - mi sembra in sede di bilancio, con l’Assessore Bagozzi - intervengo riguardo all’economicità della scelta di questa Polizia extra comunale, chiamiamola così. Come viene scritto in delibera - io lo sottolineo – deve assicurare funzionalità ed economicità nella gestione del servizio della Polizia locale; noto anch’io che è frutto del lavoro svolto dalle varie amministrazioni, perché sono state coinvolte tutte. Per quanto riguarda il Regolamento vero e verbale 13. 03. 09 / 44 proprio, sicuramente l’organizzazione della Polizia locale penso sia una cosa molto importante. Io ho richiesto ultimamente l’intervento dei nostri Vigili, però, effettivamente, adesso hanno problemi di organico, per cui spero veramente, come diceva anche il Sindaco, che quando ci sarà un’organizzazione extra comunale ci sia più disponibilità dei nostri Vigili per la cittadinanza. Noi avevamo puntato più volte sul Vigile di quartiere, sul Vigile ambientale, sul Vigile che controlla soprattutto il traffico, la viabilità, però, ultimamente, ci sono delle problematiche pratiche, perché c’è carenza di personale. Riguardo alle funzioni della Polizia locale, vorrei dire che ne ha veramente tante: c’è l’art. 27, dove vengono elencati tutti i compiti e sono veramente molti. Io ho qualche perplessità in merito, perché se questi nostri Vigili hanno tutte queste competenze, non so se possono riuscire a coprirle tutte. Il Sindaco ha detto prima che dovrebbero riuscire a collaborare e ad essere più disponibili, però, come ripeto, le competenze sono veramente tante. Un’altra cosa che io avevo già detto al Sindaco, riguarda i servizi interni per l’espletamento dell’attività d’ufficio. Siccome i nostri Vigili vengono spesso richiesti esternamente dalla cittadinanza, io chiedevo se, per l’attività d’ufficio, non fosse il caso di assumere un nuovo impiegato. Infatti, leggiamo nel Regolamento tutti i requisiti particolari che i Vigili devono avere per l’accesso, gli appositi corsi che devono frequentare su incarico della Provincia Autonoma eccetera; in pratica il personale deve essere in possesso veramente di una grande professionalità per lavorare sul territorio. Io ritengo uno spreco che si tenga una persona ferma in ufficio a svolgere servizi impiegatizi. A questo proposito volevo farvi notare che, all’art. 20, si poteva inserire la possibilità di avere a disposizione un Vigile in più. Grazie, ho finito. Presidente: Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Benamati. Prego. ^^^ Entrano il Sindaco e il Consigliere Valandro: il numero dei presenti sale a 26. ^^^ Consigliere Benamati: In primo luogo, anche se il Sindaco si è arrabbiato, io intervengo in maniera molto tranquilla e serena dicendo alcune cose. Io ho approvato volentieri questo documento in sede di Comprensorio, perché è un organo legittimo che doveva approvare un Regolamento che io credo, personalmente, sia abbastanza urgente. In che senso urgente? Noi in maggioranza abbiamo approvato una specie di legge quadro che istituisce il Corpo di polizia locale a livello intercomunale. È stata espletata una serie di processi, di iter ecc., siamo arrivati in dirittura d’arrivo, con il Regolamento, poi credo debba partire la sperimentazione di questa nuova Polizia locale intercomunale, che sicuramente, secondo me, è da sperimentare, perché è stata chiesta un sacco di volte ed è stata approvata. Io credo che questo Regolamento vada approvato in fretta, poi, se ci sono cose da cambiare – per noi o per qualche altro Consiglio comunale – lo si farà; credo che dal momento in cui viene approvato poi si possa migliorare. La cosa importante è approvarlo, perché possa arrivare velocemente il Comandante e iniziare così il lavoro, visto che siamo anche alla vigilia dell’estate, cioè di un periodo abbastanza importante per la cittadinanza. Anche io disapprovo - purtroppo non c’è, ma lo dico, così rimane a verbale - il modo di intervenire di qualche Consigliere, perché riconosco che non si può venire in Consiglio comunale a fare i sindacalisti. Io credo che, dal momento in cui è stato approvato un certo Regolamento, poi ci siano le sedi opportune per fare la contrattazione sindacale; io sono convinto che nessuno, all’interno della Conferenza dei Sindaci, neghi a coloro che lavorano all’interno della Polizia locale la possibilità di concertare e di presentare le cose che sono migliorabili o sostituibili. È un Regolamento che contiene moltissime parti tecniche, se l’avete letto, alcune delle verbale 13. 03. 09 / 45 quali in passato sono state da noi approvate, nel momento in cui abbiamo dato vita alla delibera quadro. Molti di quegli articoli riguardano cose dovute, tecniche, che fanno parte del modo di lavorare dei Vigili, della Polizia locale e di tutte le persone che lavorano in un determinato settore. Presidente: Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Modena. Consigliere Modena: Premetto che sul Regolamento c’è poco da dire, perché credo anch’io che sia composto in gran parte da cose che riguardano la gestione tecnica delle situazioni lavorative in cui saranno coinvolti i Vigili andranno. Sono stupito peraltro da qualcosa che noi non conosciamo, perché io agli atti non ho trovato nulla che non fosse il Regolamento e la delibera. Non so di che cosa parlasse il Consigliere Pederzolli, probabilmente lo sa il Sindaco, il quale lo ha immediatamente allertato. Mi dispiace dell’accaduto, se c’è qualcosa che noi dobbiamo sapere e che non sappiamo, ditecelo; se si parla di Regolamento e dei suoi contenuti mi sembra che si debba votare questo. Mi dispiace anche di quello che ha detto or ora il Consigliere Beneamati, che ha dichiarato che non si può esaminare un certo tipo di documento in Consiglio comunale. Se c’è qualcosa dietro, noi non ne siamo a conoscenza; per quanto mi riguarda il Regolamento, così come formulato, può andare bene. Presidente: La parola al signor Sindaco. Sindaco: Certo che chiedo la parola, perché non voglio fare la figura del fesso. In quest’aula noi abbiamo tenuto due sedute segrete parlando di un determinato argomento, quindi la figura del fesso il Sindaco Molinari non la vuole fare, su questo tema. Punto. È sufficiente come risposta? Io ho trattato, da Assessore Provinciale all’istruzione, il primo contratto del personale della scuola interamente sostitutivo del contratto nazionale. Se c’è un punto inderogabile, sul quale mi sono messo di traverso, è stato quello relativo all’organizzazione della questione. Il Sindacato parla di questioni afferenti il lavoro dal punto di vista della retribuzione, ma non entra nel merito delle questioni di organizzazione, perché l’organizzazione dipende dall’ente, non dal sindacato! Quindi, da questo punto di vista, c’è solo obbligo di comunicazione, che è stato esperito il 14 dicembre 2007, vale a dire 15 giorni prima che questo Consiglio comunale assumesse la prima delibera nel merito. Chiudo qui il discorso, dopodiché è troppo comodo - mi si consenta – fare palchi infiniti Consigliere Pederzolli - sulla questione della trasparenza, della capacità dell’Amministrazione di mettere a disposizione gli atti, per poi venire qui e tirare fuori dal cassetto atti dei quali non ha fatto richiesta presso il Comune. Queste questioni sicuramente meritano di essere verificate ulteriormente. Non ho altro da aggiungere, signor Presidente, perché, per conto terzi, non porto nessuna delibera in questo Consiglio comunale; io porto delibere nell’interesse dell’Amministrazione comunale, non per conto terzi e chiedo di essere rispettato per questo, perché sono il relatore di questa delibera. Grazie signor Presidente. Presidente: verbale 13. 03. 09 / 46 Apro la possibilità del secondo intervento. Nessuno chiede la parola. Ci sono dichiarazioni di voto? Prego Consigliere Benaglio. Consigliere Benaglio: Grazie Presidente. Mi dispiace, ma io avevo votato contro anche la volta scorsa, perché era contrario alla formazione di questo Corpo di polizia intercomunale, perché non ci credo. Vedremo poi in seguito se avrò avuto ragione io o se funzionerà. Pertanto sul Regolamento io mi asterrò, grazie. Presidente: Grazie. Nessun altro chiede di intervenire per dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione del Punto n. 3 all’O.d.G. ^^^ Esce il Consigliere Civettini: il numero dei presenti scende a 25. ^^^ Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera C). Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di deliberazione, di cui forma parte integrante; Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al proposta di delibera allegata; A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti n. 25 - Consiglieri votanti n. 25 - voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Farè, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Bombardelli, Detoni, Modena) contrari n. 0 astenuti n. 1 (Benaglio) IL CONSIGLIO COMUNALE delibera DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Sindaco, allegata al presente verbale sub lettera C). ^^^^^ verbale 13. 03. 09 / 47 Accertata inoltre l’opportunità di dichiarare immediatamente esecutivo il presente provvedimento, considerata l’urgenza di consentire prima possibile l’effettiva attivazione del servizio, il Presidente invita il Consiglio comunale a votare in merito. IL CONSIGLIO COMUNALE - Consiglieri presenti n. 25 - Consiglieri votanti n. 25 - voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Farè, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Bombardelli, Detoni, Modena) contrari n. 0 astenuti n. 1 (Benaglio) delibera di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 79 – 4° comma del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L. Presidente: Grazie, buona sera a tutti, ci rivediamo qui il 27 di questo mese. ^^^^^^^^^^ Sono le ore 22.50. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di venerdì 27.03.2009, come da avviso di convocazione. ^^^^^^^^^^ IL PRESIDENTE f.to Mario Zucchelli IL SEGRETARIO GENERALE f.to Lorenza Moresco sr. Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda certifica che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 287 dd. 29.05.2009 senza rettifiche. verbale 13. 03. 09 / 48 IL SEGRETARIO GENERALE f.to dott.ssa Lorenza Moresco verbale 13. 03. 09 / 49 verbale 13. 03. 09 / 50