copia
VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 13 MARZO 2009
N. 61
In data 13.03.2009 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
BRUNELLI Maria Flavia
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
ACCORSI Massimo
GRAZIOLI Luca
MUNARI Emilio
PEDERZOLLI Mauro
TRINCHIERI BENATTI Cristian
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
BOMBARDELLI Ivo
DETONI Maurizio
CIVETTINI Giancarlo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– ZAMBOTTI Pier Giorgio
– MIRANTE MARINI Girolamo
– GATTI Franco
A seguito delle dimissioni presentate in data 26.02.2009 il seggio della signora Sarah Vivaldi
risulta vacante.
verbale 13. 03. 09 /
1
Partecipa il Segretario Generale del Comune, dott.ssa Lorenza Moresco.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Luigi Marino, Paolo Matteotti,
Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 26 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con
avviso dd. 5 marzo 2009, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue:
• presentazione, in seduta informale, dell’intervento progettuale per il nuovo Centro congressi,
illustrato dai tecnici incaricati dalla società Garda Trentino Fiere;
• audizione, in seduta informale, del Presidente della Società Alto Garda Power in merito alla
realizzazione della centrale di cogenerazione.
1. COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE, AI SENSI DEGLI ARTT. 48 E 49
DEL REGOLAMENTO INTERNO PER LE ADUNANZE DEL CONSIGLIO
COMUNALE, DELLE RISPOSTE AD INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DI
CONSIGLIERI (relatore il Sindaco)
2. SURROGA DELLA CONSIGLIERA DIMISSIONARIA SIGNORA VIVALDI SARAH
CON IL 1° CANDIDATO TRA I NON ELETTI AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 12
“L'ORA E RIFONDAZIONE COMUNISTA” – SIGNOR MASSIMO GIUSEPPE FARE’
(relatore il Presidente)
3. REGOLAMENTO SPECIALE DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE INTERCOMUNALE
ALTO GARDA E LEDRO: ESAME ED APPROVAZIONE (relatore il Sindaco)
4. APPROVAZIONE VERBALI DELLE RIUNIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE DD. 5,
12 E 15 DICEMBRE 2008 (relatore il Presidente)
5. ASILO NIDO S.ALESSANDRO: SURROGA DI UN RAPPRESENTANTE DEL
COMUNE IN SENO AL COMITATO DI GESTIONE – EX ART. 5 DEL RELATIVO
REGOLAMENTO, IN SOSTITUZIONE MEMBRO DIMISSIONARIO (relatore Ass.
Marino)
6. FONDAZIONE STIPENDIARIA DON PACIFICO RICCAMBONI: ACCERTAMENTO
ASSENZA REQUISITO DI FONDAZIONE PER MANCANZA DELLO SCOPO DI
PUBBLICA UTILITA’ E LA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO AL COMUNE DI
RIVA DEL GARDA AI SENSI DELLA L.R. 25.02.1982 N. 2 (relatori Ass. Bagozzi e Ass.
Mosaner)
7. APPROVAZIONE CONVENZIONE TRA I COMUNI DI ARCO, DRO, NAGO-TORBOLE
E RIVA DEL GARDA PER LA PROGETTAZIONE DEL “PARCO FLUVIALE DEL
verbale 13. 03. 09 /
2
SARCA” (relatore Ass. Matteotti)
Presidente:
Buonasera a tutti i Consiglieri e al pubblico presente in aula. Passo la parola al signor
Sindaco.
PRESENTAZIONE, IN SEDUTA INFORMALE, DELL’INTERVENTO PROGETTUALE PER
IL NUOVO CENTRO CONGRESSI
Sindaco:
Grazie Presidente, buonasera alle colleghe e ai colleghi Consiglieri; saluto il Presidente di
Garda Trentino Fiere, i progettisti, il direttore Oss Noser, che a vario titolo sono presenti questa
sera tra noi, per questa prima parte della seduta informale che il Consiglio comunale dedica - su
impegno preso a suo tempo in sede di approvazione del progetto per la fascia lago – alla
conoscenza del progetto del Palazzo dei congressi, con annesso teatro comunale.
Ricordo che la seduta odierna è stata programmata dalla Conferenza dei Capigruppo, nel
senso di prevedere l’illustrazione, da parte dei nostri ospiti, del progetto e la presa di visione del
materiale che ci viene presentato. Poi, compatibilmente con il tempo residuo, noi vorremmo,
verso le 19.30, chiudere questa prima parte della seduta informale, perché poi, come sapete, ci
attende una seconda. Desidero anche ricordare – lo faccio all’inizio di seduta per economia dei
tempi, appunto – che c’è un impegno da parte della Conferenza dei Capigruppo perché entro la
seduta odierna si arrivi almeno all’approvazione della delibera di cui al punto 3 dell’Ordine del
Giorno. Per la suddetta delibera, tra l’altro, verrà richiesta anche l’immediata esecutività, dato
che siamo il penultimo Comune ad adottarla.
Con queste premesse, con questo saluto, io adesso passerei la parola al Vice Sindaco
Mosaner, per l’introduzione al tema specifico. Grazie.
Vice Sindaco:
Grazie signor Sindaco. Dobbiamo fare un po’ di premessa a questo momento, molto
semplice, altrimenti ruberei spazio ad un progetto che è assolutamente interessante e di rilievo
nazionale. Nell’ambito della discussione sul Piano della fascia lago, cosiddetto Cecchetto, ci fu
l’impegno che due progetti – uno è quello di cui parleremo – venissero illustrati comunque,
indipendentemente dalla pianificazione, al Consiglio comunale. Siamo in una fase importante del
progetto, a seguito del Concorso internazionale che, lo ricordo, fu presieduto dal professor Irace,
uno dei più importanti architetti che in questo momento operano nel territorio nazionale ed
europeo. Gli architetti e gli ingegneri presenti, con varie competenze, sono Fuenmayor, Palaia e
Dragoni, che, devo dire la verità, non hanno lesinato le visite in quel di Riva. Quindi conoscono
la città, avendola visitata molte volte e altrettanto bene il tessuto dove stanno operando, non solo
al momento del concorso, ma anche attualmente. Di questo li devo ringraziare.
È presente Franco Oss Noser, che ha una diretta relazione con il Comune di Riva, perché
nell’ambito del famoso atto di indirizzo del dicembre 2004, con il quale fu riassestata la società
Lido, si disse che nell’ambito del progetto della fascia lago doveva trovare collocazione un teatro
che avesse una dimensione di circa 600 posti. Quando la società Garda Trentino Fiere indisse il
bando internazionale di progettazione, introdusse una serie di obiettivi – non vere e proprie
clausole – di qualità progettuale, relativi proprio al teatro. Noi ci siamo confrontati già da allora,
così come oggi qui, perché evidentemente, per quanto riguarda la materia teatrale - prima per
verbale 13. 03. 09 /
3
passione ma da quasi vent’anni per lavoro - lui svolge la funzione di Direttore del Centro Santa
Chiara. Quindi è colui che conosce al meglio non solo i teatri in senso lato esistenti in mezza
Europa, ma anche le mattonelle dei teatri: sa cosa bisogna fare, come deve essere un teatro se si
vogliono raggiungere determinati standard qualitativi.
La richiesta dunque era quella di un teatro. Il Comune ha stretto una relazione con il
Centro Santa Chiara e di ciò si è avvalso, nelle relazioni con chi ha vinto il Concorso
internazionale, per seguire tutte le fasi della progettazione - in questo momento in fase
preliminare – anche del teatro. È una cosa importante, perché il teatro va impostato fin da subito,
quindi deve essere chiaro che quello che abbiamo chiesto è un teatro, non una sala polivalente o
multifunzione, ma una struttura teatrale. Fra il resto le strutture teatrali hanno degli standard a cui
non si può derogare, sui quali non si può giocare, altrimenti si fa un’altra cosa. È importante
perciò sentire, anche direttamente dalla voce di Oss Noser, cosa vuol dire fare un teatro, avere un
teatro e, in prospettiva, anche che cosa vuol dire avere un teatro cittadino, realizzato in un
determinato modo.
Il progetto è molto interessante e molto importante (vedrete poi alcune piccole cose) ed
arriva sui tavoli del Consiglio comunale in una fase, come dicevo prima, preliminare; vedrete che
ci sono lievissimi scostamenti rispetto al Piano attuativo della fascia lago e, in quel caso, ricordo
l’ambito A, che è quello del Centro congressuale.
Il Presidente Malfer vi dirà anche altre cose. Il Comune di Riva, inoltre, ha incaricato la
propria struttura tecnica di seguire, costituendo un apposito gruppo di lavoro, costantemente la
società e i progettisti, così che il progetto si incanalasse nel modo migliore. È stato affidato un
incarico in tal senso al nostro ingegnere capo e alla struttura urbanistica, perché seguissero
parallelamente i progettisti. Le cose che verranno illustrate questa sera dunque, anche sotto un
profilo tecnico - parlando sempre del progetto preliminare – hanno avuto sostanzialmente un
percorso di visione anche da parte degli uffici comunali, per quanto riguarda alcune cose.
Io non ho altro da dire, vi ricordo che avevamo previsto questa seduta circa un paio di
mesi fa - vero Presidente? – fu richiesta poi la sospensione; il tempo passato non è stato perso per
nulla, ma il Presidente di Garda Trentino Fiere, Malfer, ve lo spiegherà meglio. Questa è la mera
introduzione all’argomento. Grazie.
^^^ Entra il Consigliere Gatti. Escono i Consiglieri Brunelli e Grazioli: il numero dei presenti
sale a 25. ^^^
Presidente Malfer:
Ringrazio il Vice Sindaco, saluto tutti i presenti. Effettivamente io volevo solo
sottolineare un paio di passaggi, anche perché è stato molto chiaro il Vice Sindaco
nell’introduzione, quindi credo sia giusto poi dare spazio ai progettisti e a Oss Noser, che
ringrazio ancora per essere qui. Giustamente il Vice Sindaco ricordava che noi avremmo dovuto
presentare il progetto un paio di mesi fa, chiedo scusa per quell’inconveniente, ma purtroppo non
avevamo ancora tutta una serie di elementi che oggi invece ci sono. Questo ci permette di portare
alla vostra attenzione il progetto preliminare, come il Vice Sindaco ha correttamente sottolineato.
Al di là dell’impegno formale, che doveva essere quello della presentazione, io credo fosse
giusto e doveroso fare un passaggio con questo progetto in fase preliminare, portandolo alla
vostra conoscenza. Mi sembrava corretto dirlo.
Per quel che riguarda i passaggi tecnici che ci servivano, ho fatto riferimento ad una
verifica compiuta insieme ai Vigili del fuoco e ad un’altra verifica importante effettuata insieme
alla Commissione tutela del paesaggio. C’è stata poi una stima analitica dei costi un po’ più
approfondita e quindi, correttamente, un ulteriore passaggio insieme ai nostri soci, realizzato
verbale 13. 03. 09 /
4
nell’assemblea di martedì scorso. Questi erano gli elementi che, a suo tempo, non avevamo a
disposizione, per questo mi scuso ancora.
Poi, chiaramente, siamo in fase preliminare: i dettagli tecnici che ci sono stati richiesti
anche dalla Commissione tutela saranno poi oggetto di definizione nell’ambito del progetto
definitivo. Questo è un primo elemento che io volevo sottolineare, poi c’è un altro passaggio
molto veloce: ha già ribadito il Vice Sindaco che alla stesura di questo progetto ha collaborato il
direttore Oss Noser, per quanto riguarda la parte del teatro. È chiaro, lo voglio sottolineare e
ribadire, che per la parte che riguarda lo spazio congressuale, quindi le sale pertinenziali,
soprattutto la sala 1200 e tutta una serie di percorsi, i progettisti si sono confrontati con lo staff,
con la struttura della Riva del Garda Fiere e Congressi. Su questo è stato fatto più di un
passaggio.
Per quanto riguarda i tempi, tanto per avere un riferimento:
• il 16 gennaio 2009 il Consiglio di Amministrazione di Garda Trentino Fiere ha
approvato questo progetto preliminare;
• il 26 gennaio lo abbiamo presentato alla Giunta comunale;
• il 19 febbraio in Commissione tutela del paesaggio;
• il 10 marzo all’assemblea di Garda Trentino Fiere;
• oggi siamo qui a presentarlo al Consiglio comunale di Riva del Garda.
Per quanto riguarda tempi successivi e tempistica di riferimento, posso dire che oggi noi
siamo pronti per dare l’incarico del progetto definitivo, in 4 o 5 mesi, poi altri 5 mesi per il
progetto esecutivo e ulteriori 5 per la gara di appalto europea. Prevediamo che per l’estate del
2010, se tutto dovesse andare come abbiamo programmato, dovrebbe essere cantierata un’opera
così importante.
Parlando proprio di opere importanti, se mi permettete, voglio solo sottolineare questo
passaggio, di cui ho già parlato qui, in aprile, quando presentammo tutta una serie di programmi.
Io lo dico per l’ennesima volta, da rivano, da Presidente che in questo momento ha una simile
opportunità: mi sento orgoglioso di presentare questo progetto anche professionalmente, perché è
legato alla mia professione. È giusto che ci sia un coinvolgimento, c’è stato, ci deve essere, di
tutta la città, perché queste sono opere importanti, che – mi permetto di sottolinearlo - danno
valore a Riva del Garda. Grazie.
Presidente:
Grazie Presidente Malfer.
Presidente Malfer:
Intervengo nuovamente solo per presentarvi l’architetto Fuenmayor.
Architetto Fuenmayor:
Buonasera, vi ringrazio della presenza. Per il momento possiamo cominciare ad
introdurre il tema. Questo concorso ci ha offerto l’occasione di lavorare in un contesto, sia
urbano che paesaggistico, unico, che è quello che abbiamo cercato di valorizzare, ma che ci ha
dato anche lo spunto di partenza per l’impostazione di questo progetto. Questo è uno schema che
rappresenta proprio l’impostazione dell’edificio: ci siamo riproposti di elaborare un organismo
edilizio che non si configurasse come un elemento calato all’interno del lotto, con tutta una serie
di spazi di risulta attorno. Al contrario, volevamo creare un organismo edilizio in grado di
dialogare su due scale principali: uno è il contesto urbano e immediato, al quale si rapporta, che è
il centro storico di Riva del Garda; l’altro, su scala più ampia, è quello del paesaggio, che è un
contesto unico.
verbale 13. 03. 09 /
5
Da questo punto di vista abbiamo immaginato un organismo che parte a livello del
paesaggio, con il dialogo con le verticali che si trovano ad ovest del centro storico della città - le
grandi montagne a nord - per svilupparsi attorno, generando un importante spazio urbano, una
piazza ad uso pubblico, per finire con una proiezione verso il lago, con una grande orizzontale
che si proietta, appunto, verso sud. Dal punto di vista del disegno abbiamo inoltre tenuto conto di
due emergenze molto importanti nel centro, immediatamente vicine, che sono la Rocca e la
Chiesa di Santa Maria Assunta. Ambedue ci hanno permesso di configurare la geometria della
piazza che si apre.
Qui vediamo la parte dell’edificio esistente, al quale ci siamo addossati rispettando le
altezze e l’orientamento. Questo è l’organismo edilizio che si sviluppa, appunto, a partire dalla
torre scenica, che è stata strategicamente posizionata in asse con viale delle Magnolie e affacciata
al centro storico e alla parete verticale delle montagne, per poi svilupparsi con quelle forme
sinuose - che ricordano sempre il paesaggio che sta attorno – generando lo spazio urbano della
piazza, per finire con quel grande affaccio orizzontale verso il lago. Inoltre c’è una possibilità di
connessione molto importante, parallela alla riva del lago, che è il percorso che si vede
sottolineato in orizzontale, cioè il collegamento con la passeggiata dei giardini a nord della
passeggiata del lago.
Qui vediamo le due direzioni principali, una verso il centro di Riva del Garda e l’altra
verso il lago, con i due elementi che si contrappongono: la verticale verso le montagne e
l’orizzontale verso il lago.
Qui vediamo la forma di questa piazza generata, che accoglie i flussi provenienti dal
centro del paese e che indirizza verso il percorso della passeggiata dei giardini, che fa da perno
anche in rapporto agli influssi provenienti dalla passeggiata del lago, che poi, attraverso questa
piazza, vanno indirizzati anche verso il centro della città.
Questo invece è il collegamento orizzontale, che avviene con un passaggio molto
importante in fondo alla piazza, perché l’edificio a piano terra è completamente libero e permette
quel collegamento con l’area retrostante dei giardini.
Qui vediamo la volumetria dell’intervento, dove si evidenzia questo rapporto tra i due
elementi principali, la verticale della torre scenica e l’orizzontale di questa grande finestra sul
lago, con lo sviluppo dell’edificio attorno alla piazza, con la generazione di tutta una serie di
spazi aperti, dove, attualmente, si trovano un parcheggio di superficie e il tendone temporaneo
del Palacongressi.
Qui vediamo evidenziata la zona adibita alla piazza, che confina da una parte con quella
che era la stazione ferroviaria; ha una parte alberata, con alberi di alto fusto come si vede
nell’immagine, per poi introdurre quello spazio interamente vetrato dove si trovano tutti gli
accessi, sia al Centro congressi che al teatro, ma anche l’accesso dal parcheggio interrato. Questo
diventa luogo d’incontro e di perno.
Questa è un’immagine sempre dello spazio della piazza, dove si può apprezzare la
vocazione di trasparenza dell’edificio verso questo spazio, dove si trovano tutti gli ingressi ma
anche la maggior parte delle superfici vetrate dell’intervento. In fondo invece, sulla destra,
vediamo la proiezione del volume a sbalzo verso il lago.
Un’ulteriore vista di questa piazza, dove, in fondo, possiamo apprezzare questo taglio
orizzontale, che costituisce il collegamento del percorso con la passeggiata dei giardini.
Qui vediamo un’ulteriore prospettiva, con in primo piano, sulla destra, l’ingresso al
Centro congressi e, in fondo a sinistra, l’ingresso al teatro.
Tornando all’immagine di insieme, vediamo l’altro elemento caratterizzante, che è la
torre scenica, l’elemento verticale, posizionato strategicamente in asse a viale delle Magnolie:
diventa un elemento segnaletico e di promozione del teatro, degli spettacoli, degli eventi che si
verbale 13. 03. 09 /
6
svolgeranno lì.
Questa è una vista a quota dei giardini, dove si può apprezzare il contrappunto tra
quell’elemento di grande finestra orizzontale proiettato verso l’acqua, in fondo a sinistra, e il
valore della torre scenica.
Questa morfologia di edificio abbiamo voluto avesse un utilizzo pubblico anche delle
coperture, non solo di questa piazza a quota zero; dunque si è pensato, sfruttando le pendenze
generate dalla sala stessa del teatro, di poter utilizzare la copertura come arena estiva, essendo
Riva del Garda una meta turistica legata all’estate. Questo consente di poter realizzare eventi
all’aperto, proiezioni cinematografiche ma anche concerti, sfruttando in pieno tutta la struttura.
L’altro elemento è questa grande finestra che si affaccia sul lago, è l’elemento
orizzontale; qui possiamo apprezzare la vista dal lago, dove ci portiamo rispettando le altezze del
centro esistente, i 14 metri di altezza dell’edificio adiacente, con questo grande elemento di
proiezione. Ci tenevo a sottolineare che, da questo punto di vista, come si può apprezzare, dalla
passeggiata del lago la torre scenica praticamente risulta invisibile, o quasi, coperta da questo
volume orizzontale.
Qui vediamo un modellino di studio di questo elemento, dove tra l’altro si concentrano
tutti gli spazi di atrio e di circolazione principale, che poi vanno a servire tutte le sale del Centro
congressi. Per cui è uno spazio usufruito, diciamo, da tutte le sale del centro.
Una vista del contro campo, dove si vede invece dall’interno, con questo spazio di
altezza, il mezzanino, con la grande finestra che si affaccia interamente sulla bellissima
prospettiva del lago a sud.
Adesso vediamo gli organismi. L’edificio a L, che è costituito dal centro esistente, che è
stato ampliato per motivi funzionali con una serie di spazi accessori che poi andremo a vedere in
dettaglio. L’edificio del Centro congressi, la nuova sala 1200, con gli spazi, che si trova al primo
piano di questo spazio. Qui vediamo gli spazi adibiti ad altro in generale, più altri spazi di
catering espositivi. Sopra possiamo apprezzare anche il passaggio a piano terra, che collega poi
con le passeggiate; dunque la piazza, in realtà, è un luogo molto fluido, molto permeabile, dove
c’è tutta una serie di accessi che arriva dal centro del paese, dalla passeggiata e dal lungolago.
Questo è il posizionamento della sala del teatro, con l’accesso che avviene sempre
attraverso da questo spazio comune che è la piazza, si arriva in un atrio principale, poi si
sviluppa la sala da 600 posti.
Qui invece viene sottolineato quel passaggio orizzontale, parallelo alla passeggiata del
lago, che è quel collegamento con la passeggiata dei giardini previsti dal Piano della fascia lago.
Qui sono state individuate le aree a verde.
Questo è l’ambito di intervento generale che è stato previsto, per cui non solo l’area
strettamente legata al Centro congressi, ma anche gli spazi esterni, compreso l’accesso da via
Filzi, per riuscire ad organizzare un organismo compiuto, che avesse il più possibile i legami
pedonali, funzionali con il resto della città.
Adesso vediamo gli elementi di accessibilità: l’accesso pedonale dal viale delle Magnolie,
l’accesso dalla passeggiata del lungo lago a sud dell’area, l’accesso dalla passeggiata dei giardini.
Qui vediamo invece gli accessi carrabili: questo è l’accesso all’area prevista di
parcheggio interrato, dove, per evitare l’incrocio in contromano di accesso, praticamente è
previsto un giro della rotonda per accedere all’area. All’interno di questa via è prevista una
seconda rotatoria, dove avviene da una parte l’accesso al parcheggio interrato e dall’altra
l’eventuale accesso ad un ulteriore quota di parcheggio in fase di studio, in corrispondenza dei
campi da tennis. Inoltre c’è un accesso di servizio, con una zona di scarico relativamente al
catering e al Centro congressi. Questo è l’accesso all’hotel Lido e, dall’altra parte, un accesso di
servizio che è collegato direttamente alla torre scenica e al palco, anche tramite un montacarichi.
verbale 13. 03. 09 /
7
Da questa parte vediamo l’accesso dei pullman, dove sono previsti alcuni parcheggi adiacenti al
viale, con una quota di parcheggi di sosta temporanea, che serve all’Infopoint.
In questo caso vediamo i limiti dell’intervento previsti dal Piano - l’argomento di cui si
parlava prima – dove possiamo vedere i due superamenti, che sono a nord quello del teatro,
dovuto alle maggiori dimensioni necessarie per poterlo apprezzare correttamente che, di
conseguenza, per non sacrificare lo spazio urbano della piazza, è stato leggermente portato a
nord, pur rispettando sempre tutte le distanze e i rapporti di ribaltamento dei fronti, nonché,
ovviamente, le distanze verso i confini. A sud vediamo il volume a sbalzo della grande finestra
sul lago.
Qui vediamo la situazione dell’esistente, che sostanzialmente costituisce un blocco ai
percorsi, poiché dall’accesso del centro si trova subito una grossa fascia di parcheggio in
superficie e subito dopo il grande tendone orientato nord-sud.
Questo costituisce il tendone da demolire, qui vediamo invece, sovrapposte, le nuove
costruzioni, con la trasformazione delle aree a verde e delle zone pedonali, nonché della piazza.
Qui vedete gli interventi di ampliamento delle quote del Centro congressi esistente, in
basso.
Qua vediamo i rapporti. Noi abbiamo, in questo progetto, una superficie coperta di circa
8000 m², contro i 10.000 previsti, ammessi dal Piano; abbiamo cercato di evitare il grande
progetto, di nuovo, che poteva diventare una specie di tappo ai flussi pedonali.
Poi la superficie della torre scenica, dove c’è il superamento dei 20 m, che rappresenta
meno del 5% della superficie totale dell’intervento; comunque questi aspetti si vedranno meglio
nelle sezioni e nella volumetria che andremo a vedere dopo.
Il progetto prevede una superficie totale di 12.473 m, contro i 12.500 m ammessi. In
questo caso è molto interessante vedere il confronto tra la volumetria prevista del progetto, con
una quota di altezza media di 13 metri, inserita all’interno di quei limiti che vedevamo prima, e
un volume di progetto di 75.000 m³, contro i 137.000 ammessi dal piano. Adesso andiamo
vederli: sarebbero questi, come potete vedere dal confronto.
Poi, sovrapponendo le due situazioni, quella prevista dal Piano e quella di progetto,
otteniamo, dall’intersezione, questo schema di confronto, dove possiamo vedere che il volume è
interamente contenuto, ad eccezione dei tre elementi di cui abbiamo parlato all’inizio: a sud la
sporgenza della grande finestra sul lago, a nord l’altezza della torre scenica di 25 metri, annoto
ancora lo sforamento dello slittamento della sala per ampliare ulteriormente la piazza centrale.
In questi schemi possiamo vedere una serie di sezioni, dove si può apprezzare il
movimento delle coperture in rapporto alla quota di 20 metri ammessi e previsti dal Piano del
lago, che sono questi, evidenziati in rosso. Vediamo che stiamo sempre al di sotto, ad eccezione
della torre scenica. In questo schema possiamo vedere la nostra altezza media di 13 metri,
confrontata ai 20 metri ammessi. Sono stati posti in atto alcuni accorgimenti, cercando – come
dicevo all’inizio – di impostare questo elemento come un organismo edilizio rispettoso del
paesaggio eccezionale dove si colloca, ma anche in grado di dialogare con la ricchezza di
situazioni urbane e paesaggistiche che lo circondano.
Qui vediamo evidenziata l’altezza della torre scenica.
Poi è stata posta particolare cura agli spazi aperti, dove, oltre a generare spazi di piazza e
percorsi pedonali, è stata ampliata la superficie a verde di progetto, prevista in quasi 14.000 metri
con il rispetto della fascia di verde profondo esistente ad est dell’area. Questo poi ha avuto delle
ripercussioni anche sul perimetro del parcheggio che andremo a vedere più avanti. Qui c’è il
confronto con i circa 12.000 metri attuali.
Poi in questo caso viene evidenziato lo spazio occupato dalla zona a piazza, con la zona
alberata e, appunto, questa grande permeabilità rispetto alle situazioni circostanti. In questo caso
verbale 13. 03. 09 /
8
è molto interessante, a questo punto, vedere il confronto tra quello che è oggi e quello che sarà.
Come possiamo vedere c’è il percorso proveniente dal centro che viene subito bloccato da
quell’enorme parcheggio in superficie e, successivamente, dal tendone. Nella situazione finale
del progetto possiamo vedere le aree che diventeranno verdi, nonché l’area a piazza e quella
occupata dal nuovo Centro congressi.
Io, a questo punto, passerei la parola all’ingegner Palaia, che ci illustrerà più in dettaglio
la parte degli interni, degli spazi. Grazie.
Ingegner Palaia:
Buonasera, diamo velocemente un’occhiata anche agli interni, per capire come sono state
collocate le nuove funzioni previste per questo complesso, che comprende sia il nuovo polo
congressuale che il nuovo teatro comunale di Riva del Garda.
Vediamo l’accesso alla parte congressuale, l’accesso alla parte teatrale, al foyer del teatro.
È importante l’uscita da una dorsale di percorsi verticali, che ci sono stati richiesti anche dalla
società di gestione del polo congressuale, per consentire ai congressisti, ai fruitori della struttura,
di fare un passaggio sulla piazza prima di avere accesso ad una delle due strutture.
Per la parte del teatro vediamo il foyer, la nuova sala da 600 posti, gli spazi di servizio,
per cui i camerini al piano del palco, a piano terra e i servizi anche per il pubblico. Abbiamo
l’accesso di servizio al teatro e sottolineiamo che, volutamente, è stato tenuto allo stesso livello
del palcoscenico: anche a livello dei costi di gestione questo accorgimento comporterà dei
notevoli vantaggi, perché il montacarichi verrà usato solo per l’accatastamento delle scenografie,
ma per il montaggio di queste il percorso è veramente lineare e in piano.
Per quel che riguarda la parte congressuale abbiamo la hall a doppia altezza, quella che
abbiamo visto nella diapositiva di prima, che traguarda poi verso sud la grande finestra verso il
lago. Il nuovo spazio catering, multifunzione oltretutto, per cui oltre a 1200 coperti potrà
ospitarne anche ulteriori 200, oppure potrà essere compartimentato in varie metrature a seconda
delle esigenze. In generale dunque sarà uno spazio elastico.
Questa è la fascia dei servizi alla hall, con l’accettazione, con il guardaroba e con altri
servizi.
Questi sono spazi di servizio, che possono essere lo spazio catering, i servizi igienici
legati agli spazi congressuali, gli uffici della società di gestione che verranno anche ampliati e
ristrutturati.
Andiamo al piano primo, dove abbiamo lo spazio di bar e di catering per il teatro e,
oltretutto rispettando una richiesta che era già presente nel bando, è stata creata la possibilità di
rendere comunicante la struttura teatrale con la struttura congressuale, in modo da poter ospitare
anche degli eventi che abbiano bisogno di una notevole quantità di spazi.
Abbiamo lo spazio di regia che, essendo appunto la struttura teatrale anche adibibile a
spazio congressi, accoglie al suo interno ulteriori sale per traduttori.
Abbiamo spazi di servizio al piano superiore: camerini e cameroni per il teatro.
Abbiamo poi gli spazi espositivi e gli spazi di hall a questo livello per il polo
congressuale, per cui abbiamo questo è comunicante con il foyer del teatro. Poi abbiamo lo
spazio pregiato che vedevamo prima, che dà su questo grande affaccio verso il lago, con la vista
che avete potuto notare.
Il foyer del Palacongressi esistente viene ampliato, dando la possibilità di maggiore
frazionabilità e migliore accessibilità all’attuale sala 1000.
Poi vediamo le sale: abbiamo la nuova sala 1200, che sarà frazionabile in due parti
diverse. Queste sono le sale attuali, che saranno semplicemente oggetto di una ristrutturazione e
di un rinnovamento.
verbale 13. 03. 09 /
9
Andiamo al piano secondo, dove abbiamo spazi di servizio ancora per il teatro, infatti li
vediamo in alto; poi ulteriori spazi di foyer, di hall e di sale per il polo congressuale.
Arriviamo al piano copertura, dove, come avete visto prima, è stata prevista una arena
estiva per proiezioni all’aperto, per cui vediamo gli accessi attraverso il sistema di scale e
ascensori in copertura e lo spazio per le proiezioni verso la torre scenica.
Arriviamo al piano interrato dove, per quel che riguarda la parte di teatro, abbiamo i
magazzini per ospitare le attrezzature che devono essere stoccate, relative alle scenografie e ai
macchinari del teatro. Questa è la parte di sottopalco, con le macchine di movimentazione delle
pedane mobili; inoltre è prevista una sala prove per le compagnie.
Questo è il piano dei garages: ricordiamo la fascia di verde profondo che, in qualche
maniera, ha comportato una riduzione del possibile sedime del parcheggio, soprattutto per
salvaguardare le essenze, lo spazio verde presente nella fascia est del lotto. Il parcheggio interrato
è diviso in due compartimenti che complessivamente prevedono 250 posti.
Andiamo a parlare un po’ più nello specifico del teatro, magari io faccio una introduzione
macroscopica alle funzioni e poi procede il direttore Oss Noser. Vi ricordo gli spazi di foyer, di
accesso - dove troviamo la biglietteria eccetera - per il teatro; poi gli spazi con guardaroba e
scale, con il sistema di collegamenti verticali; la sala da 600 posti; lo spazio di regia, anche con
le sale traduttori e tutti i collegamenti verticali relativi alla gestione tecnica del teatro. Poi
abbiamo questa fascia che, a tutta altezza, su più piani, ospita i camerini e gli spazi di servizio
per gli attori e le compagnie teatrali. Al piano interrato vedete, in sezione, la sala prove, il
magazzino e poi tutta la parte di scena, con la buca d’orchestra che consentirà di ospitare
organici fino a 60 persone e la parte di sottopalco che permetterà di accogliere macchine per la
movimentazione delle pedane del palcoscenico. Vedete la torre scenica che arriva,
complessivamente, ad una altezza di 25 metri. Il bocca scena è alto 7 metri ed è largo 13:
diciamo che le sue dimensioni, insieme alla necessità di movimentare le scenografie e di avere
una gestione tecnica, anche economica, della struttura, ha comportato si raggiungesse questa
quota, che supera di 5 metri quella prevista dal Piano, che comunque è previsto sia consentita nel
momento in cui ci siano valide motivazioni tecniche. Noi sappiamo di averle.
Adesso io darei la parola al direttore Oss Noser, per ulteriori approfondimenti.
Direttore Oss Noser:
Grazie, buona sera a tutti. Dicevo prima con il signor Sindaco che questo è uno splendido
progetto e per questo vorrei rivolgere i miei complimenti ai progettisti. Sarà probabilmente il
primo teatro – forse il secondo – nel Trentino pensato e progettato come tale. Che cosa c’è da
dire? Qualsiasi teatro è diviso praticamente in due parti: la prima parte è la sala che deve essere il
salotto per il pubblico, quindi molto confortevole, luminosa, elegante, non ingombrata da
apparecchiature tecniche. Come ripeto, deve essere il salotto per la visione, come se vedessimo la
televisione del nostro salotto di casa.
La torre scenica invece è l’opificio del teatro, è la parte creativa, proprio a livello
manuale. Insisto: è una fabbrica, nel senso che si montano e si smontano scene, si movimentano
e si modificano scenari, si adattano i piani luce, per cui vi è un grande lavorio di personale
tecnico, che deve lavorare, evidentemente, il più possibile – ripeto, il più possibile – in sicurezza.
Il palcoscenico di un teatro è un sito molto pericoloso, per quanto riguarda gli incidenti.
Io vorrei spiegarvi per quale motivo c’è il superamento di 5 m del volume consentito. Ad
esempio un palcoscenico fatto bene, bene attrezzato non dovrebbe avere a terra (sul piano
calpestato) nessuna attrezzatura; lo stesso dovrebbe essere per le pareti laterali a livello d’uomo.
Immaginatevi un qualunque spettacolo, la scena viene illuminata per la parte che vede il
pubblico: il resto è totalmente al buio, o lo è almeno in parte, quindi è facilissimo farsi male, da
verbale 13. 03. 09 /
10
questo punto di vista. Per cui ogni attrezzatura sul pavimento, sulle pareti laterali, a livello
d’uomo, rappresenta un pericolo notevole per tutto il personale: attori e tecnici.
Vedete, il penultimo piano è il cosiddetto graticcio, cioè il luogo dove, sulle rocchettiere –
cerco di spiegarmi - si movimentano le scene. Rocchetti e funi, sia manuali che motorizzati,
movimentano tutto il materiale che è appeso: scene, americane, arlecchini, stangoni per le luci,
tutto quanto è appeso. Come dice la parola stessa, il graticcio è un pavimento a graticcio, cioè a
binari sui quali scorrono i rocchetti, all’interno dei quali scorrono le funi per la movimentazione.
Al piano superiore, invece, sgombrando tutta la torre scenica dal materiale di ingombro, abbiamo
alloggiato tutte le macchine di movimentazione e di trattamento aria. Abbiamo due motivazioni
per questa scelta: avremmo avuto le macchine di movimentazione sul graticcio, ma noi abbiamo
preferito portarle al piano superiore per lasciare il graticcio libero solo per le rocchettiere. Non
solo: i motori di movimentazione sul graticcio sono all’interno della scena. Il graticcio non è un
pavimento, come vi dicevo prima è formato da una serie di listelle di ferro. Se provaste a
camminare sul graticcio sarebbe come se camminaste nel vuoto, per capirci, mentre nel piano
superiore vi è un pavimento vero e proprio, che è anche isolato fonicamente, per non permettere
il trasparire del rumore dei motori di movimentazione delle scene. Per cui dovremmo avere una
torre scenica che non ha rumori spuri rispetto ai suoni dello spettacolo.
Per quale motivo sono previsti i volumi interrati? Innanzitutto per lo stoccaggio del
materiale tecnico primario: luci e fonica. Non tutto rimane appeso permanentemente sugli
stangoni, sul graticcio, ma le macchine illuminanti vengono cambiate man mano che si cambia lo
spettacolo e cambiano le esigenze. Il secondo motivo è che c’è bisogno di uno spazio per piccoli
lavori di manutenzione, di adattamento e quant’altro. Inoltre c’è necessità di una sala prove,
perché se dovessimo – come mi auguro – avere delle compagnie non residenti, ma che preparano
il loro spettacolo e che vanno in prima nazionale in questo spazio, non tutto lo spettacolo viene
preparato in palcoscenico. Larga parte dello spettacolo, infatti, viene preparato nella sala prove,
che ha costi di gestione molto più bassi del palcoscenico, per poi trasferire tutto in palcoscenico.
Per quale motivo 600 posti e perché sono state scelte quelle dotazioni per la torre
scenica? Se ho capito bene, se tutto fila liscio, questo progetto verrà cantierato tra un anno e
mezzo; tra altri 4 o 5 anni tutto sarà terminato; nell’arco di 7 o 8 anni l’area metropolitana del
Trentino, che fa questa S, partendo da Riva, passando da Arco, da Rovereto, da Trento per
arrivare a Pergine, avrà una dotazione di teatri di varie grandezze e misure, pari a quella di una
grande città come Bologna, per capirci. Questi teatri dovranno, per assolvere al meglio le loro
funzioni, essere messi in rete, veramente in rete. Dovranno avere una doppia funzione, rispetto al
prodotto di palcoscenico. Io chiamo questo concetto l’attività da Giano bifronte: c’è una parte di
attività rivolta alla propria comunità, alla propria zona di utenza.
Vorrei ricordare che la zona di utenza del basso Garda riguarda circa 40.000 persone.
Una parte di attività invece deve essere rivolta a tutta la Provincia e alle peculiarità di quella
zona: qual è la peculiarità di quest’area? Sicuramente si tratta di una peculiarità turistica,
soprattutto estiva mi pare, ma c’è anche la parte espositiva, ambedue sempre più sviluppatisi, mi
pare. Allora io dico: certo, le persone che frequentano l’area espositiva per comprare, per vendere
eccetera, mangeranno nei ristoranti rinnovati eccetera, ma perché non offrire loro anche lo
spettacolo serale? Trattandosi poi di un’area espositiva di livello internazionale, lo spettacolo
principe italiano è l’opera lirica, così come la musica sinfonica è il marchio che segna l’area
tedesca e la prosa l’area inglese, mentre il balletto e la danza delineano l’area francese e russa. Io
dico allora che questo teatro avrà le dimensioni e le dotazioni anche per questo tipo di spettacolo.
Credo di avervi detto tutto.
Ingegnere Palaia:
verbale 13. 03. 09 /
11
Io penso che abbiamo detto tutto quanto c’era da dire sul progetto, siamo a disposizione
per rispondere ad eventuali richieste di ulteriori delucidazioni.
Questa è la motivazione del Presidente di giuria, che ha proclamato il nostro gruppo di
progettazione come vincitore del Concorso internazionale bandito.
Presidente Malfer:
Vorrei sottolineare che c’è stato il giudizio unanime da parte di tutta la Commissione. “Il
progetto sviluppa in maniera convincente l’idea di un edificio-tessuto che interpreta con grande
sensibilità la natura del luogo urbano, in relazione agli elementi del verde e del lago. La ripresa
della trama della connessioni viarie, dei coni visivi e dei volumi pre-esistenti, si combina con un
uso sensitivo dei materiali (la pietra e le trasparenze) e delle congiunzioni degli spazi,
costituendo un insieme omogeneo di grande suggestione visiva e di variate prospettive.
L’indicazione di una piazza di connessione offre l’opportunità di ripensare in maniera innovativa
il rapporto con il centro storico, fornendo indicazioni per le future trasformazioni dell’intero
comparto dei giardini”. Grazie.
(MICROFONO SPENTO)
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Voce fuori microfono … sia per il teatro, mi sembra. Riguardo al verde, voi avete detto
che ci sono delle essenze importanti, lì ci saranno le essenze da sostituire, per mettere delle
piante nuove, perché le attuali sono malate. Sicuramente bisognerà fare una riqualificazione
anche del verde in quella parte lì.
Ingegnere Palaia:
Prima di tutto non necessariamente bisogna sempre nascondere quello che si fa, ci sono
anche dei segni architettonici che non necessariamente sono negativi, anzi, sono caratterizzanti
un’area. In ogni caso comunque facciamo presente che, rispetto per esempio alla Torre Apponale
che c’è nella piazza di Riva, siamo 10 metri più in basso; soprattutto se paragoniamo
quell’altezza alla volumetria complessiva dell’edificio, alla dimensione dell’intervento, vedete
voi anche dal plastico che l’impatto, anche senza cercare nascondimenti dal verde o da altri
edifici, non è elevato, per niente. È proprio un tratto caratteristico dell’edificio.
Per quel che riguarda il verde, oltre alla tutela delle essenze, facciamo presente che fare
un parcheggio interrato non consente di piantare nuove essenze di dimensioni elevate. Nel senso
che se io ho a disposizione uno strato di terra che è di 1 m, o di 1,20 m - è difficile fare di più nel
momento in cui si costruisce un interrato – non posso più piantare alberi di un’altezza
paragonabile a quella attuale.
In risposta a quanto chiedeva il Consigliere, vorrei dire che la fascia est è stata tutelata, è
stata lasciata libera da costruzioni in interrato proprio per questo motivo. Oltretutto, visto che
chiedeva anche della viabilità, parallelamente ci sarà un percorso pedonale, insieme a quello
carrabile, ma quest’ultimo sarà comunque a traffico ridotto: avremo una zona pedonale con
accesso carrabile.
Architetto Fuenmayor:
Su questo collegamento volevo dire un’altra cosa: questa, attualmente, è l’unica
possibilità di attraversamento nord-sud, perché altrimenti si dovrebbe camminare attraverso il
parcheggio. Pensate che nella situazione definitiva avrete un percorso pedonale con una grande
piazza, interamente dedicato ad un collegamento con il lago. Non ci sarà più solo la passeggiata
verbale 13. 03. 09 /
12
nord-sud, attualmente in corrispondenza degli accessi e dei parcheggi.
Consigliere Pederzolli:
Buonasera. Io parto da un ragionamento che poi sfocerà in tre domande. Io sono anche
membro della Commissione urbanistica che ha valutato il progetto della fascia lago. A noi è stato
spiegato in Commissione - e si è arrivati all’approvazione - un progetto che prevedeva altezze
massime di 20 metri, giustificando una torre scenica di 18 metri, che pareva sufficientemente
adeguata per la struttura che si andava a realizzare. Oggi troviamo questo cambiamento, con una
sopraelevazione di 5 metri rispetto a quanto è stato approvato; le motivazioni che sono state
espresse prima, sia da Lei che si rifaceva ad esigenze tecnico-economiche, poi descritte dal dottor
Oss Noser, che dal mio punto di vista possono essere accettabili, ma io non sono un tecnico
teatrale. Io mi limito a riprendere le osservazioni che vengono sollevate dalla Commissione di
tutela paesaggistica di Trento.
Ho sentito il Vice Sindaco che parlava di standard inderogabili; il Presidente dice che
queste richieste della Commissione tutela saranno poi soddisfatte con il progetto definitivo. Io
però dissento da quanto affermato dalla collega Consigliere, perché secondo me 25 metri
possono essere un impatto decisivo, di un certo tipo, tanto è vero che la Commissione di tutela lo
definisce un impatto visivo rilevante, chiedendo al contempo una spiegazione su questo. Cito
testualmente quello che dice la Commissione, che ho ripreso dalla stampa: “La decisione
progettuale di superare la soglia di altezza fissata dagli strumenti urbanistici non è giudicata
negativa, ma si chiede di spiegare bene e meglio il motivo di tale scelta”. La richiesta è di
argomentare l’indispensabilità di tale deroga per questo innalzamento. Io non riesco a capire una
torre scenica di una portata tale, con un teatro di 600 posti. Io voglio chiederLe questo, sulla torre
scenica.
Se vuole io concludo il mio intervento, così poi possono rispondere tutti; vorrei esprimere
tutte le mie tre domande. Mi ricollego al discorso della Consigliera che mi ha preceduto per
quanto riguarda la viabilità: qui probabilmente saranno il Presidente o il Vice Sindaco a potermi
fornire una risposta. Il progetto della fascia lago prevedeva, nel passaggio sotterraneo, che
praticamente passa sotto l’attraversamento tra il centro congressi e il teatro, una dorsale interna
che avrebbe dovuto collegare il piazzale, o comunque il centro storico, con il progetto della
fascia lago, che va a proseguire. Oggi mi pare di capire che questa previsione, con lo
spostamento dell’accesso al parcheggio interrato, vada un po’ preclusa. Infatti la famosa rotonda
che abbiamo visto porta i mezzi a scendere da nord verso sud, con l’accesso da est, anziché da
ovest com’era previsto. Non so se mi sono fatto capire: il progetto iniziale prevedeva che le
vetture accedessero dall’attuale zona del parcheggio Filzi, per capirci; invece, in futuro, o nel
progetto che viene presentato oggi, viene proposto l’ingresso dal vialetto che attualmente è un
percorso pedonale. Anche questo è oggetto di critica da parte della Commissione tutela; ebbene,
io vorrei chiedere che fine farà la dorsale interna, cioè quale sarà la nuova funzione di questa
dorsale interna che era prevista dal progetto iniziale.
Per il momento mi fermo qua, non ho altre domande. Grazie.
Ingegnere Palaia:
Per prima cosa sottolineiamo il fatto che la Commissione tutela ha detto che non ci sono
particolari problemi, comunque, al superamento; per cui diciamo che è stata anche molto
morbida. Oltre tutto ci sono diverse motivazioni tecniche, sia di gestione che di economicità, che
portano a prevedere degli spazi di quest’altezza. Ci sono formule matematiche, quindi oggettive,
verbale 13. 03. 09 /
13
che portano ai numeri a cui siamo arrivati. Pertanto, in qualche maniera, vista la premessa della
richiesta di un teatro di livello perlomeno provinciale, tutte queste dotazioni, questi
dimensionamenti vanno di conseguenza. Inoltre ribadisco il fatto che il piano del palco è a quota
zero, quindi anche le operazioni di carico e scarico sono decisamente semplificate da questo
motivo. È vero che ci sono teatri che hanno la parte fuori terra della torre scenica è inferiore, ma
questo significa che hanno la quota di palco sotto il piano di campagna. Vista la posizione in riva
al lago e quindi con un livello di falda così alto, più andiamo in interrato e più aumentano i costi
di costruzione e le difficoltà realizzative, perché comunque ci vogliono fondazioni speciali, ci
vogliono opere di confinamento della falda. Sono tutti aspetti che complicherebbero
ulteriormente la costruzione del teatro e dell’edificio generale.
Passo la parola al dottor Oss Noser per le altre risposte.
Direttore Oss Noser:
Vedete, bisogna capirsi su questo. È chiaro che si fa il possibile e non l’impossibile, è
altrettanto chiaro che si tende al meglio fin dove si può. Allora, il concetto che ha guidato il
dialogare tra i progettisti e il Centro Santa Chiara - quindi non solo con me ma anche con i miei
tecnici – ha seguito una logica precisa: cercare soluzione progettuali che diminuissero al
massimo le spese di gestione e che dessero il miglior risultato possibile allo spettatore. Tanto per
dirvi: togliere i motori dal graticcio e metterli all’ultimo piano significa avere la certezza di non
avere nessun rumore spurio in palcoscenico. Potreste dire che, in fin dei conti, il rumore di un
motore non è mica uno sparo. Pensate invece alla magia di una scena con il disturbo, ad un certo
momento, del rumore di un motore con cui si sta cambiando una scenografia. Se noi avessimo i
motori all’interno della torre scenica operativa, avremo questo, ma non solo: la sicurezza di tutto
l’impianto di trattamento all’aria fuori da questi pericoli di rumori spuri. Non basta: tutti i quadri
elettrici raggruppati in un unico sito, significano che, se un tecnico fa un salto all’ultimo piano,
può tenere d’occhio tutta la tecnologia del teatro.
Capite cosa vuol dire questo? È una cosa importantissima, da questo punto di vista,
l’impatto visivo. Sì, certo, non è una tenda canadese, quando parliamo di questo io porto sempre
un esempio che ho trovato casualmente, non l’ho cercato. Da molti anni io ho rapporti con l’area
ungherese, ceca, boema, perché lì si lavora in teatro in maniera del tutto particolare, tant’è che
adesso, insieme alle tre Repubbliche baltiche, fanno il teatro migliore, la prosa migliore di tutta
Europa. Un giorno mi trovavo, quindici o vent’anni fa, mi trovo a Kecskemet, una cittadina un
po’ più piccola di Trento, 90.000 abitanti, a sud di Budapest, verso la frontiera romena. La piazza
centrale di Kecskemet è una grande piazza rettangolare dove, sui due lati ridicoli, a nord c’è il
municipio, a sud il teatro, a destra, voltando le spalle al municipio, la sinagoga, a sinistra la
cattedrale, il liceo e la scuola superiore. Tutti questi edifici si affacciano sulla piazza, non vi è
una grande armonia architettonica, ma vi è una grande armonia significativa: le azioni e gli
strumenti di crescita di quella comunità sono a pari dignità all’interno della piazza. Allora io
dico: Riva è una gran bella città, ha una fascia lago meravigliosa, ma se sulla fascia lago
intravedi una torre scenica ben fatta non è un segno negativo, non è la ciminiera di una centrale
nucleare, ma è il segno di un luogo di cultura.
Presidente Malfer:
Se posso intervenire in 2 minuti, cercherò di essere breve. Per quanto riguarda l’ingresso
da viale Carducci: innanzitutto viene confermata la dorsale di attraversamento, solo pedonale estovest, ovest-est, perché l’accesso ai parcheggi interrati verso il Palazzo dei congressi, oppure
verso il futuro parcheggio sui campi da tennis, si ferma molto prima della dorsale; quindi quella
verbale 13. 03. 09 /
14
rimane. L’altro passaggio è relativo al cono visivo: la filosofia è stata quella di cercare di fermare
prima le macchine e quindi di farle girare dove attualmente c’è l’ingresso verso la passeggiata dei
campi da tennis, verso il parco Lido e non farli andare verso la rotonda, per poi proseguire in via
Fabio Filzi.
Qui apro una parentesi: il progetto del Piano Cecchetto prevede che il perimetro del
progetto unitario possa essere allargato; all’interno di questo perimetro possono essere variate –
se non sbaglio – le aree verdi e la viabilità. Dove attualmente c’è il parcheggio Fabio Filzi - che
in questo momento è stato messo a disposizione dei pullman - io sinceramente preferirei non
avere niente e avere, lì sì, un cono visivo che traguardi verso il lago. Preferisco che le macchine
si fermino prima, perché questo era l’intendimento anche del progetto Cecchetto; non so se lo
ricordate, forse io lo rammento perché nel 2001 fu presentato il progetto di riqualificazione della
fascia lago. Nel progetto Cecchetto si parlava addirittura di fermare le macchine dove adesso c’è
il distributore dell’AGIP: da lì doveva iniziare il centro storico. La considerazione generale è che
meno parcheggi abbiamo in fascia lago – non voglio fare polemiche però – meglio sarebbe,
perché quando hanno studiato e sono arrivati alla stesura di quel progetto, i tecnici, insieme allo
staff della Riva del Garda Fiere e Congressi, sono andati a vedere il Palazzo dei congressi di
Riccione e quello che si sta costruendo a Rimini. Il Palazzo dei congressi di Riccione, che è quasi
il doppio di questo, è al centro di Riccione, in viale Ceccarini; all’interno trovano posto un centro
commerciale e una multisala cinematografica. Hanno progettato e realizzato 275 posti auto, per
una ragione molto semplice: rappresentano davvero il minimo indispensabile, perché la gente ci
deve andare a piedi, visto che si trova proprio nel centro di Riccione.
Mentre per il nuovo Palazzo dei congressi di Rimini, che forse è ancora più significativo
dal punto di vista estetico, è stato realizzato a 2 km dal fronte mare ed a 1,5 km dal centro
storico. Si prevedono sale per un totale di circa 10.000 posti, compreso un auditorium da 4.000
persone, progettato da Mario Botta. I parcheggi che la società di gestione avrebbe voluto
realizzare erano 500, il Comune ne ha richiesti almeno 1.000. Che cosa hanno speso? Che cosa
stanno facendo? Due progetti importanti: il collegamento tra il Palazzo dei congressi e il fronte
mare, con boulevard da € 3 milioni. Infatti loro dicono che dal fronte mare (dove sono localizzati
tutti gli alberghi) al Centro congressi, la gente deve recarsi a piedi; questo però avviene se si
caratterizza il percorso. Qui noi abbiamo una passeggiata naturale, la fascia lago, gli alberghi che
ospitano i congressisti sono quasi tutti sul lungolago, ci sarà anche la dorsale di attraversamento.
Io mi permetto di dire che dovremmo realizzare un collegamento tra la Baltera e il centro storico
creando anche in questo caso un boulevard perché se si caratterizza un percorso, la gente si
sposta a piedi. È questo che deve avvenire: la gente deve muoversi senza auto verso il Palazzo
dei congressi. Questa io credo debba essere la filosofia. Allora, siccome nella vita bisogna anche
guardare quello che fanno gli altri, se realizzano cose positive, quando siamo andati a vedere
questi esempi a Rimini e a Riccione abbiamo avuto chiara la situazione. Invito vivamente a
prendere visione del progetto che stanno realizzando a Rimini, io ce l’ho qui; in più stanno
investendo 200 milioni € sul lungomare di Rimini, proprio per caratterizzare il percorso da € 3
milioni, il boulevard, che collega il fronte mare con il Centro congressi.
Questa è la filosofia della qualità, qui non c’entra discorso del bello. Bello spesso è una
parola generica, è qualcosa di decorativo; il bello deve essere funzionale, deve essere equilibrio,
deve essere armonia. Questo, voglio sottolinearlo, è il bello, questa è la qualità, queste sono
opere importanti se rientrano in un contesto particolare. Ecco perché - così come abbiamo
sempre detto con il Sindaco e con il Vice Sindaco – ci deve essere il coordinamento del Comune,
perché in quella fascia andremo a riqualificare il Palazzo dei congressi, la Spiaggia degli ulivi,
l’hotel Lido. Ci saranno una serie di nuovi volumi, di tipologia diversi che dovranno essere
studiati e coordinati in un progetto di insieme.
verbale 13. 03. 09 /
15
Scusate se mi appassiono a questi argomenti, li seguo ormai da vent’anni, mi piacerebbe
veramente vedere un discorso di qualità: spesso vengo criticato perché io parlo troppo di qualità.
Io non ho mai disgiunto la qualità dalla funzionalità, sia ben chiaro, perché una cosa non può
funzionare se è solo bella, ci deve essere qualità. Io credo che con questo progetto, anzi, con i
progetti che ci sono, che l’Amministrazione ha in mente, veramente potremo fare qualcosa di
importante, come ho detto nella premessa. Infatti queste sono opere, sono interventi che danno
valore alla città.
Vice Sindaco:
Volevo rispondere a due questioni. Il Piano della fascia lago prevede, come anticipava il
Presidente, la possibilità di riordinare spazi verdi e viabilità, non le sale interne, addirittura la
cosiddetta dorsale interna, che è anche uno degli elementi per cui questo progetto ha vinto.
C’erano altri progetti che hanno partecipato al concorso – chi li ha visti lo sa – che prevedevano
di toglierla. Ricordo che il concorso è stato organizzato a livello internazionale, con la
partecipazione di importanti studi esteri. Questo progetto ha il pregio del collegamento, questo
rimarrà. L’ingresso si ferma a nord. È altrettanto vero che, in questo momento, l’ingresso
all’hotel Lido e al tennis sono dati da tre accessi indifferenziati, perché c’è un accesso che dà su
Palazzo dei congressi, c’è un vialetto pedonale, c’è l’accesso all’hotel e c’è un accesso piccolo
anche ai campi da tennis. È un’area indifferenziata che va studiata in modo omogeneo, quindi la
soluzione proposta, in via preliminare, è la seguente.
Sono contento che abbia letto il parere della Commissione, che io non avevo e che Malfer
mi ha fatto leggere ora, infatti è stato inviato alla Piuarch. e quindi siete voi ad averlo richiesto.
A me fa piacere anche il parere della Commissione comprensoriale, perché dimostra di aver
analizzato profondamente il progetto e di averlo valutato con attenzione. Quindi non ha espresso
un parere semplice, dicendo che va bene così com’è: ha fatto una serie di valutazioni che
dovranno essere approfondite e che riguardano alcuni argomenti che evidentemente voi, che vi
siete relazionate varie volte con la Commissione comprensoriale di tutela, vi porrete in modo
ideologico. È un progetto importante, che non può venire assorbito in un secondo da parte della
Commissione comprensoriale di tutela. Mi pare che qui il progetto venga valutato nella sua
interezza e vi sia, a parte un paio di cose che sono emerse, un parere. Vi dico chiaramente che
non mi piace come è formulato, nella parte dell’incipit: “Non ha ravvisato motivi contrari”. Mi
sarebbe piaciuto che fosse state usate parole diverse: abbiamo valutato favorevolmente per questi
motivi. Va bene, queste sono forme espressive che lascio a voi leggere.
Passiamo al discorso dell’altezza. Esiste la spiegazione per cui dai 21 – 21,50 metri,
quindi di poco sopra il limite, si raggiungono i 25 metri; l’ultimo spazio penso abbia un’altezza
di 2,5 metri, lo spazio tecnico, quindi sarebbero 2,50 metri in meno. La cosa da valutare è se tra
le osservazioni del gruppo che sta progettando in questo momento e il consulente del Comune,
che è il Centro Santa Chiara, è accoglibile, sia pure messo in discussione, come un elemento
idoneo per la qualità dell’oggetto che si vuole costruire. Quindi dall’origine si sa che se questo lo
facciamo ci porterà a questo risultato; evidentemente non è detto che sia assolutamente
obbligatorio farlo, ma sappiamo quali possono essere i riflessi su un teatro che si va a costruire
ex novo. Mi sembrerebbe perciò assolutamente corretta la lettura che è stata data, decidendo
quali possono essere i pro, evidentemente in funzione della struttura teatrale, con la particolarità
di un’altezza che in questo caso sarebbe solo di 2,50 superiore ai limiti evidenti.
Io porto però un’attenzione particolare, per chi ha visto i progetti legati al concorso, per la
grande sensibilità con la quale loro hanno vinto questo concorso, per come è stato modulato il
progetto all’interno dello spazio urbano esistente. La movimentazione delle coperture, il
mantenimento di altezze assolutamente idonee - siamo a livello di 13-13,5 m, quindi sappiamo
verbale 13. 03. 09 /
16
benissimo di che altezze stiamo parlando – con questo elemento emergente, che ha la doppia
funzionalità e questo interesse anche della parte dell’utilizzo della copertura in funzione di
possibili spettacoli o manifestazioni estive. Anche questo ha un suo interesse, che deve essere
valutato attentamente. Chiederò, in futuro, nel momento in cui si dovesse intervenire in
Commissione urbanistica e in Consiglio comunale, di pensare a tutti gli elementi di positività che
questo progetto porta con sé, nel senso di riordino di uno spazio che è fondamentale e che
attualmente è occupato da un tendone, che ha avuto un pregio particolare, perché da quando fu
costruito ad oggi ha assolto ad una funzione straordinaria. Non avremmo mantenuto fiere e
congressi ed altro se non ci fosse stato, quindi ha assolto la sua funzione in pieno. Arriviamo ad
un progetto che porta un’idea, dopo che abbiamo approvato il Piano della fascia lago, che ha
tolto dalle secche un dibattito che, su questo argomento, era ultradecennale. Abbiamo un’ipotesi
progettuale che porta quello che da sempre si dice: io vorrei che su questo ci si concentrasse poi,
in futuro. L’esigenza sempre manifestata di una sala da 1200 posti, con una modulazione diversa,
con i congressi che possono avere funzioni diverse, quindi 1200 di gruppi di studio e di lavoro e,
dall’altra parte, un teatro. È evidente che se nel dibattito del 2004 il Consiglio comunale di Riva
avesse detto in quell’occasione, per poi ribadirlo sul Piano della fascia lago, che non voleva il
teatro, in questo momento staremo parlando di una cosa diversa, cioè solo dell’ampliamento nel
Palazzo dei congressi con la sala da 1200, abbandonando letteralmente l’oggetto teatro.
Il Consiglio comunale vuole fortemente il teatro, come un segno importante della nostra
città, che apra così non solo al congresso o alla fiera, ma anche a momenti culturali particolari,
quali quelli che un teatro può ospitare. Un teatro dedicato solo a quella funzione, principalmente,
agganciato al Centro congressi, laddove ci possono essere momenti importanti a livello
operistico, di prosa, di musica, di danza, dunque con una propria complessità. Mi è piaciuto il
segno citato da Oss Noser: la S che sale da Riva, passa per Arco, Rovereto, Trento, Pergine, cioè
le città che si attestano come centri culturali. Se vogliamo accreditarci come città culturale,
evidentemente il teatro deve diventare una delle occasioni per diventarlo, forse l’occasione
principale.
È evidente che poi l’altezza in più o in meno rischia di diventare il corollario rispetto
all’oggetto, quindi dobbiamo capirci su cosa e come è stato interpretato e se questi obiettivi poi
vengono raggiunti. La presentazione del progetto preliminare è importante perché ci sia questa
discussione, questo dibattito, che io spero non sia limitato solo ad alcuni piccoli accorgimenti,
ma che si estenda all’oggetto nella sua interezza, che è importante. Servirà a infatti ad attestare in
quel posto il miglioramento della funzione del polo congressuale e del teatro della città; tutto ciò
ci permetterà quindi di crescere anche come Comune e come comunità.
Sindaco:
Hanno chiesto di intervenire i Consiglieri Modena e Gatti, poi voleva dire qualcosa
ancora il Consigliere Pederzolli. Io però ricordo ai Capigruppo, scusatemi, che alle 19.45
avremmo dovuto cominciare la seconda audizione; non credo che si possa togliere la parola a
nessuno, però vi inviterei a ricordare che abbiamo altri ospiti in attesa.
Non c’è nessun problema, faccio solo riferimento agli accordi presi, sapendo che si
tornerà sull’argomento.
Consigliere Modena:
Io, signor Sindaco, volevo dire solamente quel ha detto anche Lei, ma in modo diverso,
rivolgendomi al Vice Sindaco, che molto animatamente, adesso sta cercando di convincere tutti
quanti. Qui avremmo dovuto solo finire di sentire la spiegazione, chiederei, se fosse possibile,
due cose: la prima è di avere – non oggi, evidentemente, ma quando sarà possibile, da parte della
verbale 13. 03. 09 /
17
società o dei progettisti – una sintesi, una schedina tecnica di questa cosa. Poi ci sarà il momento
che con la società, con i progettisti e con la società di gestione, a mio modo di vedere, ci
siederemo attorno ad un tavolo e ragioneremo attorno a questa cosa, che tutti quanti dobbiamo
maturare. Infatti innanzitutto veniamo dall’avere in mente un quadro diverso, quantunque molto
simile, rappresentato dall’ipotesi Cecchetto, inserito nel Piano; quindi ragionavamo sempre su
una cosa che stava nascendo. C’è questa ipotesi - che evidentemente ha le sue valenze - che ha
delle cose nuove, altri invece ce le immaginavamo, ma dobbiamo maturarla. Voi l’avete maturata
giorno dopo giorno, noi la vediamo qui questa sera: questa è la sollecitazione che vorrei fare.
Consigliere Gatti:
Io intervengo soltanto per dire che il passaggio in Commissione urbanistica aveva
sollevato evidenti preoccupazioni, perché chiaramente tutti quanti siamo molto legati ad uno dei
gioielli del nostro territorio. Quel luogo particolare ha bisogno, come è stato detto ripetutamente,
di attenzioni approfondite. Io non dico che le preoccupazioni che erano maturate siano state
completamente fugate, ma sicuramente si sono attenuate rispetto alle ipotesi che erano state
ventilate precedentemente. È evidente che, per chi non ha una competenza specifica, valutare una
delle slide o un modello, ancorché perfettamente coerente con il progetto, non è sempre facile. In
ogni caso voglio in questo senso affermare che le preoccupazioni che avevo maturato a suo
tempo si sono decisamente attenuate.
Vorrei rivolgere una domanda di tipo tecnico, che riguarda la torre scenica, perché
fondamentalmente è quella sulla quale molto abbiamo discusso. Mi pare di capire che tutto sia
stato pensato in funzione di creare un impatto minimo. Io, per la verità – come ripeto non sono
un progettista – non mi sono mai preoccupato della altezza e non lo faccio tuttora; magari se ne
preoccuperanno quelli che abitano lì dietro, ma questo evidentemente è un problema di cui ci
occuperemo se si avvererà. Io credo che l’impatto visivo c’entri molto anche con il tipo di
materiale con il quale verrà strutturata e rivestita la torre scenica. Sarà mimetizzata, oppure,
addirittura, al contrario, valorizzata? Non so se già si sa o comunque se c’è l’idea di renderla
ancora più visibile, o piuttosto di mimetizzarla. Questo è un elemento che mi interessa, dal punto
di vista generale.
Poi mi preoccupa un po’ il posizionamento rispetto alla vecchia struttura della stazione:
quest’ultima ha una sua dignità storica, è stata fatta oggetto di una ristrutturazione che io ho
apprezzato, anche per gli inserimenti moderni che sono stati fatti. Non vorrei che venisse
successivamente mortificata, vista semplicemente la distanza che ha la torre scenica dalla
stazione. Grazie.
(MICROFONO SPENTO)
Consigliere Accorsi:
Io sarò molto rapido, ci metterò meno di un minuto. Intanto ringrazio i tecnici di Garda
Trentino Fiere per l’esaustiva relazione sul progetto del nuovo Centro congressi, mi soffermo
però sulla parte del progetto che più mi sta a cuore, ovverosia il teatro. Secondo me l’importanza
del teatro per la città di Riva non può essere messa in discussione, lo ripeto: non può essere
messa in discussione. Vorrei fare alcune riflessioni che purtroppo oggi dovremmo velocizzare,
mi sarebbe piaciuto discuterne un po’ di più anche a livello di Consiglio comunale. Vorrei fare
questa riflessione ad alta voce, perché penso possa servire anche a capire di più, fermo restando
che la proprietà è legittimata a fare quello che il Piano gli permette di fare: questo non si discute.
Io ritengo però, vista l’importanza dell’area per la città di Riva del Garda, che rientri nel mio
ruolo di Consigliere comunale esprimere pensieri e fare con voi dei ragionamenti.
La prima domanda è politica, quindi la rivolgo al Sindaco, che mi risponderà quando
verbale 13. 03. 09 /
18
vorrà: questo sarà un teatro perlomeno comprensoriale. A me piace questo concetto della S,
Riva-Arco-Rovereto-Trento-Pergine, poi speriamo che si riescano ad allestire dei lavori teatrali,
delle opere sinfoniche che siano a livello di quello che questo teatro ipotizza. C’è una vera
convergenza di intenti da parte degli altri Comuni, perché ci si possa permettere di fare altri
ragionamenti anche in relazione alla torre scenica, già citata anche dal Consigliere Gatti? Quanto
costa la torre scenica? Ricordiamoci che va attrezzata. Riva oggi non produce spettacoli, non
abbiamo un teatro stabile nel senso di impresa, dove tutto l’anno ci sono professionisti che
lavorano a una produzione, che poi per mesi viene rappresentata. Siamo piuttosto in una località
che ospita spettacoli teatrali itineranti e come tali questi sono costruiti con scenografie adeguate
agli spostamenti delle compagnie di sede in sede. Una torre scenica, invece, presuppone la
stabilità delle rappresentazioni, quindi investimenti su scenografie che, per dimensioni e
materiali, abbisognano di torre scenica per essere mosse. Non dico che l’idea sia sbagliata, dico
che bisogna realizzare una cosa solo se si è sicuri di utilizzarla, visto che una torre scenica di 25
m sarà impattante per il territorio.
Concludo con la richiesta di alcuni chiarimenti: in primo luogo ho sentito parlare di un
parcheggio vicino, o al posto dei campi da tennis; qui io vorrei ricordare, a me stesso in primis,
che già il palazzo così presuppone un aumento dell’attività. Oggi già l’attività attuale si scontra
con quella posta in campo dalla Fraglia della vela: in futuro sarà ancora possibile far coesistere le
regate veliche e l’attività congressuale? Pensiamoci in tempo, altrimenti si creeranno alcune
complicazioni che poi dovranno essere risolte senza una fase progettuale. Grazie.
Consigliere Pederzolli:
Intervengo solo brevemente, dopo, che il Vice Sindaco ha svolto - mi passi il termine - la
sua arringa conclusiva. Una battuta sulla viabilità: Lei, Presidente, faceva riferimento al fatto di
non fare arrivare i veicoli sulla rotonda della posta e poi su via Filzi. Insomma, non portare gli
automezzi, sfruttando questo nuovo accesso dato dalla futura entrata da viale Carducci. La mia
premessa è questa: attualmente viale Carducci è la via portante della viabilità da e per il centro di
Riva. Creare un punto di innesto su viale Carducci in quel tratto non credo sia una scelta
ottimale, oggi, mentre potrebbe esserlo sicuramente in futuro. È una considerazione che volevo
fare, proprio un flash, anche perché - come ha già annunciato il Consigliere Accorsi nella parte
conclusiva del suo intervento – c’è sempre da tenere presente la situazione della Fraglia.
Sindaco:
Io concluderei ringraziando il Presidente e tutti i suoi collaboratori e consulenti per questa
loro spiegazione. Noi avevamo bisogno di conoscere quanto ci avete esposto in Consiglio
comunale, perché questo è l’organo che ha studiato, faticosamente anche, il Piano attuativo fascia
lago, che lo ha condiviso. Adesso, finalmente, vediamo una proposta assolutamente concreta e,
per certi versi, ormai orientata alla realizzazione, secondo una tempistica che anche il Presidente
Malfer ci ha voluto ricordare. Io credo che sia opportuno digerirla e quindi c’è l’impegno - che il
Presidente Malfer mi ha già confermato - a fornirci in Segreteria un dossier che verrà trasmesso a
tutti i Consiglieri e Consigliere comunali, in modo da digerire – come è stato detto dal collega
Consigliere Modena – la materia, anche in vista di eventuali, necessari, futuri passaggi consiliari.
Sulle tematiche che sono state qui finora sviluppate in maniera prudente, come si
conviene in una prima fase di valutazione da parte del Consiglio comunale, io vorrei segnalare
anzitutto il lavoro che - in questo caso, come in altri - ha già compiuto la Commissione
urbanistica. Io credo che l’osservazione del Consigliere Gatti circa il fatto che c’è stata una
progressione, va nel senso di intuire che quei passaggi non sono stati vani. Per cui il risultato
oggi alla nostra attenzione è sicuramente interessante e io vorrei esplicitamente riconoscere al
verbale 13. 03. 09 /
19
Presidente di Garda Trentino Fiere che si tratta di un risultato di qualità. Ora, come tutti i risultati
di qualità, si avvantaggia anche di un atteggiamento positivo, ottimistico, proiettato sul futuro di
una pluralità di obiettivi che una Amministrazione comunale, le donne e gli uomini che la
rappresentano devono assolutamente avere. Dobbiamo pensare infatti che questo non si esaurisce
– come mi va ripetendo da tutta la sera, sotto voce, il signor Presidente del Consiglio – in sei
mesi, ma è una prospettiva di medio periodo, per quanto riguarda poi il poter cogliere tutti gli
addentellati. Certamente occorrono anche altre idee, che sono in movimento, camminano con le
gambe degli uomini e delle donne che in questo momento sono amministratori comunali. Una, in
particolare, in realtà non me ne vuole – lo dico volontariamente all’indicativo anziché al
congiuntivo, non me ne voglia – Franco Oss Noser, ma la storia della “S teatrale” è da noi
conosciuta e condivisa da un po’ di tempo. Quando eravamo rispettivamente Assessore alla
cultura dei Comuni di Pergine Valsugana e Riva del Garda, questa storia della “S” sembrava
fantascienza, eppure oggi ha la possibilità di concretizzarsi. Ci crediamo perché, positivamente,
non c’è stato un tavolo nel quale si siano sedute cinque Amministrazioni comunali a dire quanto
sono brave a costruire! Noi sappiamo perfettamente che è in dirittura d’arrivo il ragionamento a
Pergine Valsugana, lo stesso dicasi – come abbiamo letto sui giornali di ieri e oggi – per il
Comune di Arco; oggi possiamo dire che sta avvenendo anche a Riva del Garda.
Il mio Vice Sindaco ha ricordato con quanta forza di volontà politico-amministrativa il
Consiglio comunale della nostra città abbia più volte chiesto che ci fosse un teatro. C’è una storia
lunga, da questo punto di vista, che potremmo raccontare, io potrei anche ricordarla da ex
filodrammatico! Oggi intravediamo finalmente il teatro comunale, che si inserisce in una teoria
di teatri a livello provinciale: dal teatro Quisisana di Arco allo Zandonai e al Mart di Rovereto, al
S. Chiara e al Sociale di Trento e al Teatro comunale di Pergine. È un arricchimento totale –
sono assolutamente d’accordo con il Vice Sindaco – nella prospettiva di sviluppo culturale della
Provincia Autonoma di Trento. È la possibilità che (neanche troppo sommessamente), Oss Noser
ci ha ricordato questa sera, che si possa proporre un’offerta teatrale di livello nazionale, attesa
quella circostanza peculiare che noi ci ricordiamo sempre, tutte le volte che deliberiamo anche su
opere pubbliche importanti in questo Consiglio comunale, per la quale, date le caratteristiche
della nostra città, ciò che sicuramente è un’offerta per il turista deve, a maggior ragione e
primariamente, essere una proposta vincente per le cittadine e i cittadini di Riva del Garda. In
questo senso credo che sia plausibile pensare allo sviluppo di una attività teatrale secondo le
prospettive che il medesimo Direttore del Centro Santa Chiara ci ha voluto qui ricordare.
Ci sono i due corollari che sono stati qui ricordati: il parcheggio aggiuntivo nella zona
dell’ex tennis, non è una novità, ne abbiamo parlato più volte e lo abbiamo ripetuto anche nel
contesto del dibattito sul bilancio comunale. Noi sappiamo che la dependance potrà essere
abbattuta e sappiamo anche che sopra l’ex tennis sarà opportuno pensare a una struttura di
parcheggi. La società Lido ci sta lavorando, quando il progetto sarà pronto ne verremo
compiutamente informati anche in questa sede. Certamente una cosa posso dire:
l’Amministrazione comunale intende perseguire questo obiettivo e quindi, decisamente ha in
mente dove trasferire i campi da tennis necessari perché a Riva del Garda si svolga quello sport.
Non si farà, da questo punto di vista, per quanto mi riguarda, fermare da raccolte di firme: lo dico
prima che comincino, così questa volta sono tranquillo.
Per quanto riguarda la Fraglia della vela posso dire che se avessimo dato il la e non ci
fossimo messi di traverso ad un progetto che è apparso sulle pagine dei giornali,
recentissimamente, che è stato oggetto di numerose polemiche, non avremmo neanche avuto il
problema. Si sarebbe spostato di poche decine di metri il pontile, ma non è nemmeno questo
quello che noi vogliamo. Certamente non sfugge a nessuno che il discorso relativo alla Fraglia
della vela, con tutta franchezza, dovremmo ricalibrarlo fra qualche tempo, quando avrà
verbale 13. 03. 09 /
20
cominciato la propria attività Campione. Infatti, essere qui a ragionare di che cosa fare della
Fraglia della vela, prima di sapere l’impatto che avrà Campione sullo sport della vela sul lago di
Garda, credo sia oggettivamente sbagliato.
Da questo punto di vista posso anche ricordare che, indubbiamente, un’altra delle
prospettive sulle quali questo Consiglio comunale sarà chiamato a lavorare, sarà la necessaria
destinazione degli spazi – questo per fare eco al ragionamento di coordinamento che il Presidente
Malfer ha voluto prima ricordare, come obbligo e in capo all’Amministrazione comunale – dei
due campi da tennis della Casina delle Magnolie. Indubbiamente questi spazi dovranno essere
pensati come utilizzabili con una funzione chiaramente alternativa all’attuale, nel periodo di
lavoro relativo al Palazzo dei congressi. Infatti servirà sicuramente uno spazio coerente con una
prospettiva congressuale, in area di supporto alle manifestazioni congressuali che non possono
essere abbandonate dalla fascia lago per il periodo dei lavori necessari alla ristrutturazione e,
rispettivamente, all’ampliamento e alla costruzione delle nuove sale del Palazzo dei congressi.
Io vorrei che potessimo condividere un certo ottimismo, che non deriva da fuochi fatui,
ma che ha solide radici in percorsi da noi compiuti all’interno di questo stesso Consiglio
comunale e, soprattutto, ha l’intelligenza di puntare, io credo, a quelle pluralità di prospettive che
la nostra città – anche in una fase di crisi economica – non può non mantenere alte di fronte a sé,
per evitare problemi particolari al proprio sviluppo, alla propria tenuta sociale, alla propria
qualità ambientale. Mi pare che il progetto che questa sera abbiamo visto, che ci è stato illustrato,
colga tutte queste prospettive, quindi, in questo senso, l’Amministrazione, per la sua parte,
cercherà di supportare i prossimi passaggi. Fermo restando che tra questi ci sarà ancora il
Consiglio comunale e quindi avremo modo di approfondire la questione.
Grazie a tutti, Presidente, Le chiedo la cortesia di cinque minuti di sospensione per
consentire il cambio ai nostri ospiti.
^^^^^^^^^^
ore 20.10: sospensione dei lavori
^^^^^^^^^^
ore 20.20: ripresa dei lavori
^^^^^^^^^^
AUDIZIONE, IN SEDUTA INFORMALE, DEL PRESIDENTE E AMMINISTRATORE
DELEGATO DELLA SOCIETÀ ALTO GARDA POWER IN MERITO ALLA
REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE DI COGENERAZIONE.
^^^ Entrano i Consiglieri Brunelli e Grazioli. Esce il Consigliere Bombardelli: il numero dei
presenti sale a 26. ^^^
Presidente:
Buonasera a tutti, salutiamo il Presidente e Amministratore Delegato delle Cartiere del
Garda e i suoi collaboratori. Passo la parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Grazie Presidente. Buona sera, cominciamo con qualche minuto di ritardo questa seconda
parte informale della seduta odierna del Consiglio comunale, con la audizione di AGPower, in
relazione alla centrale di cogenerazione connessa, per quanto riguarda la nostra città, anche alla
rete del teleriscaldamento. Io desidero ringraziare l’ingegner Mattei e tutti i suoi collaboratori e
verbale 13. 03. 09 /
21
consulenti che sono presenti qui questa sera. Il tema è molto importante, perché collegato ad un
investimento imponente fatto nella nostra città, nel contesto dell’attività e della struttura delle
Cartiere del Garda, con una società che vede una importante partecipazione anche della nostra
Alto Garda Servizi (AGS) spa. È un investimento che ha sicuramente una dimensione di
prospettiva assolutamente importante per l’azienda e per la comunità locale. In qualche modo è
un investimento che già noi vediamo concretizzato, mentre poc’anzi abbiamo ragionato di un
investimento che andrà a concretizzarsi, parlando del Palazzo dei congressi e del teatro
comunale. Un’analisi dettagliata quindi, anche in ragione di una serie di riflessioni che sono
emerse nel contesto di questo Consiglio comunale, da ultimo in occasione del dibattito sul
bilancio di previsione 2009.
Io credo che sia estremamente importante ascoltare la relazione che ci farà l’ingegner
Mattei, da solo o insieme ai suoi accompagnatori, per poi, successivamente, aprire un giro di
orizzonte con le domande e le questioni che volessero essere poste dalle colleghe e dai colleghi
Consiglieri comunali. Io passerei la parola all’ingegner Mattei.
Ingegner Mattei:
Ringrazio il senatore e Signor Sindaco, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che
hanno voluto darci l’opportunità di poter presentare al Consiglio e agli ospiti presenti lo stato
dell’arte del progetto dell’Alto Garda Power. Potremo dirvi questa sera dove siamo, quali sono
stati i problemi, quali sono al momento i monitoraggi tecnico-scientifici del sistema e le
prospettive. Quindi ringrazio veramente tutti quanti, perché questa è una opportunità che mi
auguro possa dare, alla fine di questa audizione, un momento di serenità, di chiarezza, ma
soprattutto la certezza di fatti solidi, concreti, al di là delle spinte emotive, delle opinioni probabilmente espresse anche in buona fede - che circolano per la città. Stasera vi daremo dei
fatti, delle figure, per cui riteniamo sia stato doveroso e giusto questo passaggio democratico in
Consiglio comunale, proprio per tranquillizzare tutti e dire le cose come stanno.
Abbiamo preparato una serie di slide, quindi una presentazione non pesante, con un taglio
non altamente scientifico, neanche eccessivamente didattico, in modo tale che l’audience possa
identificarsi e possibilmente comprendere il progetto nella sua integralità e nel suo contenuto. In
caso contrario non abbiamo problemi, se il protocollo lo consente, a rispondere a domande di
qualsiasi tipo.
La prima slide è un recall, un modo per ricordare. Questo è un po’ il titolo del tema,
perché magari lavorando ci si perde ognuno dietro al proprio lavoro: qui si ricorda che questo
progetto nasce come ricollocazione, come sostituzione di una centrale. Non v’è una centrale
aggiuntiva, la nuova centrale AGPower va a sostituire una centrale vecchia di quarant’anni, nata
e cresciuta con la storia della cartiera, modulando l’installazione di potenza sia elettrica che
termica a seconda della crescita dell’impresa. Quindi, ripeto che si tratta della sostituzione di una
vecchia centrale, con sei ciminiere: forse non tutti sanno che la vecchia centrale della cartiera
aveva sei ciminiere. Ne avremo una nuova, a 200 m di distanza, qui, questa è già ferma, in
disuso, qui abbiamo preso una foto aerea un po’ datata. Voi sapete che la centrale AGPower è in
questo luogo: è stata acquistata la ex villa Maroni – credo si chiamasse così – dove è stata
costruita AGPower, la centrale di cogenerazione, costituita e fondata da una newco tra Cartiere
del Garda all’80% e AGS (la partecipata comunale) al 20%.
Questa nuova società nasce proprio con questo rapporto, evidentemente per motivi
economici e finanziari, anche perché rispecchia un po’ il fabbisogno energetico delle due entità.
Ciò che genera AGPower per l’80% appartiene alla cartiera e per il 20% ad AGS, in termini
tecnici, come teleriscaldamento, ed elettrici, come potenza da distribuire sul territorio.
Un veloce excursus, per capire quali sono stati i driver principali che hanno generato
verbale 13. 03. 09 /
22
questo progetto: motivazione di carattere economico, quindi risparmio sui costi energetici per le
Cartiere del Garda; rafforzamento della competitività internazionale, perché anche questo è un
punto decisionale importante. C’è un’impresa sul nostro territorio e dobbiamo decidere che cosa
fare: mantenerla attiva e competitiva, oppure lasciarla andare? Abbiamo evidentemente deciso
per la prima opzione, per il bene non solo degli azionisti, ma soprattutto per il territorio e per chi
ci lavora dentro.
AGS, l’altro partner, vede l’opportunità di creare un’offerta dei vettori energetici, quindi
di entrare nel settore del teleriscaldamento, oltre che di distribuire gas metano ed elettricità. Qui
si va dall’elettricità al metano, al teleriscaldamento, anche AGS cresce non solo in termini
quantitativi, ma anche come mix di vettori energetici.
A livello ambientale - come vi dimostreremo strada facendo - ci sarà un minor consumo
delle risorse, scientificamente provato e dimostrato, oltre ad un minore inquinamento diffuso.
Il terzo fattore è quello sociale, evidentemente facile a comprendersi: il consolidamento
dell’impresa, una crescita multi settoriale e salute, in termini proprio fisici, perché AGPower
migliora di gran lunga la qualità dell’ambiente di Riva del Garda.
Vi ho già spiegato la piattaforma energetica: parliamo di energia elettrica per la cartiera e
per AGS che la distribuisce, mentre l’over flow, il surplus, va a finire nella rete nazionale;
parliamo inoltre di vapore per la cartiera e di acqua calda per il teleriscaldamento. L’uscita
energetica di AGPower è qui schematizzata in questi cinque flussi energetici. Questo è un layout,
magari chiedo a Stefano Lucchi se mi aiuta; lo abbiamo messo qui perché questo è un diagramma
di flusso di questa centrale di cogenerazione. Nella malaugurata ipotesi ci fosse qualcuno che è
interessato, vale la pena magari di sentire in due minuti di che cosa si tratta. Stefano, mi dia una
mano Lei.
Ingegner Lucchi:
Buona sera, in questo diagramma è semplificato il funzionamento della centrale; cercherò
anche di relazionarlo a quello che è l’aspetto esteriore, fisico, che consta di tre grossi edifici, di
cui sostanzialmente i due inferiori, più piccoli, sono gli ausiliari della centrale. Invece la centrale,
nel suo cuore, è contenuta all’interno dell’edificio più grande, il quale, benché voluminoso e
complesso nella parte interna e impiantistica, consta di tre grossi componenti: la turbina a gas, la
caldaia e la turbina a vapore.
Da un punto di vista energetico l’ingresso alla centrale, a livello energetico, è costituito
dal gas naturale, il quale perlopiù viene consumato all’interno della turbina a gas. Qui
praticamente brucia, fa girare una turbina che produce energia elettrica, i fumi di scarico – che
sono circa a 450° - entrano nella caldaia, attraverso questo condotto. Qui vi è la possibilità di
bruciare in aggiunta al suo gas, con dei bruciatori supplementari, per far sì che questi fumi
raggiungano la temperatura di 650°. In questa zona arriviamo appunto a 650°, da qui in poi
questi fumi escono dal camino principale, quello alto che si vede in cima all’edificio maggiore.
In questo passaggio cedono il loro calore, la loro energia termica; nel perdere la loro natura e
quindi cedere la loro energia producono, nella parte iniziale, vapore, nella parte terminale,
invece, acqua calda, che viene utilizzata per il teleriscaldamento.
Il valore prodotto in questa zona iniziale, circa 59 bar e a 420° di temperatura, viene
inviato alla turbina a vapore, la quale produce energia elettrica ulteriore che, all’uscita della
turbina a vapore, il vapore che è entrato fuoriesce a pressione inferiore e va ad essere inviato
nella totalità verso la Cartiere del Garda, per poter produrre carta. Ricapitolando: abbiamo gas
che entra, viene prodotta energia elettrica, che va in parte chiaramente – circa la metà – alle
Cartiere del Garda, la restante parte va alla rete elettrica nazionale e alla rete elettrica AGS. Il
calore prodotto, invece, in grossa parte – come dicevamo prima il rapporto quantitativo è 80-20 –
verbale 13. 03. 09 /
23
va in Cartiere del Garda e il resto all’impianto di teleriscaldamento. Quest’ultimo è costituito di
acqua calda ad 85° in mandata e in ritorno circa 65°.
Sussiste ancora nell’impianto la presenza di tre caldaie ausiliarie, che devono soddisfare
il fabbisogno energetico della città, qualora l’impianto AGPower fosse fermo, vedi ad esempio le
fermate dello stabilimento e della cartiera. Tutto l’impianto, complessivamente, considerando
come speso il gas che entra e come utile quello che fuoriesce in termini di energia elettrica,
vapore e acqua calda, ha un rendimento complessivo che oscilla tra l’80 e l’85% a seconda della
stagione. Per quanto riguarda ancora la parte impiantistica vi è la possibilità, per poter sfruttare
appieno l’acqua calda prodotta anche durante il regime estivo, durante l’estate. Si può sfruttare in
un “chiller” ad assorbimento, per produrre acqua gelida a circa 7°, che può essere utilizzata per il
tele raffrescamento, che utilizziamo all’interno dello stabilimento di Cartiere del Garda. Questo,
sostanzialmente, è un impianto che dal punto di vista energetico si definisce di rigenerazione:
genera infatti energia elettrica, energia termica, energia frigorifera.
Ingegner Mattei:
Andiamo avanti, se non vi dispiace. Questo è il pacchetto di certificazioni, che ricorda
come Cartiere del Garda si rapporta, che tipo di approccio e di filosofia ambientale porta avanti,
come impresa internazionale, nell’approcciarsi sia sul territorio, con certi tipi di interventi,
fondamentalmente di salvaguardia dell’ambiente e del territorio, ma anche sui mercati
internazionali, dove vengono chieste performance e rigorose certificazioni, compatibili. Queste
prevedono il modo di approvvigionarsi sulle cellulose, la cultura degli acquisti, in modo
particolare l’approccio che abbiamo e la strategia verso i fornitori forestali e come questi ultimi
gestiscono le foreste. È una catena ambientale, di sistema, che va molto al di là del territorio.
Questa sera, ovviamente, parliamo del territorio, però noi dobbiamo rispettare le regole del gioco
internazionali, che sono altrettanto rigorose, giustamente; sono altrettanto giustamente
demanding, cioè chiedono, pretendono il rispetto di certe regole ambientali. Questa è una
certificazione del sistema tedesco T.U.F., il numero 1, il più rigoroso che esiste. Questa è la
registrazione EMAS: io credo che il Comune di Arco stia lavorando per ottenerla, mentre Tenno
si è già registrato; abbiamo alcuni Comuni che si stanno muovendo sulle EMAS. La cartiera è già
registrata EMAS, sarebbe fantastico poter mandare avanti un progetto insieme. Questa è una
certificazione forestale per quanto riguarda l’approvvigionamento delle cellulose. Questa
sottolineatura serve solamente a ricordare che non si può essere un’impresa di quel tipo,
ambientale e sostenibile, parzialmente o a spicchi, bisogna esserlo in senso integrale. AGPower è
dentro questa rete di sistema di sostenibilità e questa è la garanzia n. 1: AGPower sarà certificata
EMAS, ovviamente per appartenere a questa famiglia di sistema.
Adesso proviamo a calarci nella realtà che è sul territorio, quindi facciamo la prima
immersione nei due elementi qualificanti, o perlomeno di criticità, della centrale sul territorio.
Questo mi sembra molto importante: noi li abbiamo separati - come vedremo nelle prossime
slide – in due argomenti, per quanto riguarda l’impatto vero: l’impatto ambientale in termini di
emissioni acustiche e di emissioni in atmosfera. Parliamo dell’impatto acustico di questa
centrale, oggetto delle critiche, dei dibattiti, degli articoli sui giornali di questi ultimi tempi. Il
discorso del rumore è stato da noi separato in tre categorie. Il rumore è rumore e dà fastidio, non
c’è dubbio, non ci sono scuse, non deve esserci, ripeto: non deve esserci. È altrettanto vero però
che va spiegato, che va argomentato perché c’è stato e dove vogliamo arrivare, senza nascondersi
dietro un dito, con molta onestà intellettuale da parte di tutti.
Un tipo di rumore è rappresentato dalla fase di cantiere, chiamiamolo A: si tratta del
rumore esistente in caso di cantiere aperto, che non può essere relativo solo alla centrale, ma
anche ad una casa, ad un condominio, ad un residence, ad hotel, ad una strada. Quando ci sono
verbale 13. 03. 09 /
24
delle opere in corso il cantiere fa rumore, quindi i rumori sono quelli tipici di un cantiere.
Abbiamo un altro tipo di rumore, rappresentato dalle “fasi di transitorio di impianto”: qui
cominciamo a diventare più selettivi. “Transitorio di impianto” significa che, a cantiere finito,
l’impianto, quando è in avviamento - oppure quando si deve avviare - può fermare una centrale
di quel tipo lì; in quei momenti ci sono stati dei rumori effettivamente improvvisi e non previsti.
Sono stati pensati alcuni interventi mirati, alcuni già fatti altri ancora da fare, che sono però
transitori. Il cantiere è terminato, però quando si avvia la fabbrica, o c’è un black-out per
qualsivoglia motivo e bisogna riavviare la centrale, c’è una sequenza che comporta dei rumori
cosiddetti transitori, cioè momentanei, fino a che si arriva a regime. Questi rumori non hanno
nulla a che fare con il cantiere. Il terzo punto, il più delicato, il più pericoloso, dove veramente un
progetto può fallire, è quello relativo ai rumori da funzionamento a regime; quando il cantiere è
finito, quando la centrale funziona a condizioni non transitorie, quindi ad avviamento avvenuto.
A marcia normale un impianto non deve far rumore; se c’è un rumore di fondo quando un
impianto è a regime, se c’è un rumore tecnologico, questo è un problema grosso. Non devono
assolutamente esserci rumori di questo tipo. Il rumore di tipo C è stato, nei capitolati e in tutte le
fasi di gestazione, fino alla fase dell’ordine, l’obiettivo principale, il n. 1, con delle penali mortali
e colossali extra costi, volutamente tenuto come principale obiettivo da raggiungere: il rumore
basso a regime di impianto.
Fase di cantiere: la fase di costruzione e messa in servizio dell’impianto, quindi ruspe,
gru, betoniere, compressori, martelli pneumatici, tutto quello che costituisce un cantiere edile.
Indubbiamente un po’ massiccio, un po’ ingombrante, ma nulla più che un cantiere edile.
Abbiamo tenuto un comportamento di massima trasparenza e di coordinamento con tutti gli enti
preposti al controllo, abbiamo inoltre seguito le autorizzazioni a tutti i livelli, partendo
dall’APPA trentina fino a quelle locali, chiedendo, di volta in volta, delle deroghe e attenendoci
alle autorizzazioni richieste dalle istituzioni e puntualmente rispettate da parte nostra. Sempre la
fase di cantiere, qui c’è la lista, la sequenza, la progressione dei lavori di cantieri seguita, che
sono tutti conclusi. Abbiamo avuto scavi notturni, per interferenza con l’attività diurna, nel luglio
dello scorso anno; montaggi carpenteria del ponte aereo, da luglio a settembre; soffiature e
tubazioni di gas da agosto a settembre 2008 - queste sono state fastidiose, è vero - avvio
giornaliero della turbina a gas, soffiature e tubazioni vapore, avvio della caldaia, abbiamo
terminato quest’ultimo a dicembre.
Qui abbiamo avuto due eventi accidentali, è vero, dovuti a difetti di montaggi: abbiamo
avuto fino a 250 persone che lavoravano e se qualcuno un giorno vorrà avere il piacere di visitare
la centrale, potrà rendersi conto di che cosa parliamo. Il 28 dicembre 2008 c’è stata una rottura
accidentale di tubazione del vapore, provvisoria: una tubazione del vapore provvisoria era a terra,
c’è stata una rottura di questa tubazione del vapore. Ripeto che si trattava di vapore e non di
cianuri o gas velenosi. La rottura ha provocato un bel botto: è vero, è successo. Lo ripeto ancora
una volta: vapore. Il 2 febbraio 2009 si è verificato un distacco accidentale del silenziatore di uno
sfiato vapore: non era stato sistemato bene, si è sfilato ed ha soffiato. È vero, ci sono stati due
incidenti di questo tipo: il 28 dicembre 2008 e il 2 febbraio 2009. Parliamo sempre di fuoriuscite
di vapore.
Questa è sempre la fase di cantiere, ci sono delle attività residuali da completare e ad
agosto lo faremo: movimentazione mezzi, scavi, reinterri, asfaltature. Tutti lavori molto più
leggeri, evidentemente, rispetto a quelli di demolizione e di costruzione. Parliamo anche di
completamento dei componenti di impianto, quindi carpenteria da montare, attività di ripristino
funzionalità da caldaia, con le ultime due soffiature in fasce orarie da concordare, con necessità
di deroga. Ad agosto la cosiddetta attività di cantiere sarà finita e completata; stiamo parlando di
una percentuale del 10-15% di lavori da terminare in sede di cantiere. Sarà tassativo realizzare
verbale 13. 03. 09 /
25
queste attività solamente in orari diurni.
Vediamo la famiglia B: i rumori transitori, che si hanno quando l’impianto, quando
AGPower, per un black-out o perché la cartiera è ferma, deve ripartire. In queste situazioni ci
sono momenti – parliamo di secondi – di avviamento in cui possono esserci dei rumori, i
cosiddetti transitori. Questi avvengono quando ci sono avviamento e arresto dell’impianto di
tutta la centrale. Io credo sia abbastanza superfluo dire che è interesse nostro e di tutti fermarla il
meno possibile, perché una centrale di quel tipo dovrebbe andare perlomeno 360 giorni l’anno.
Infatti dietro c’è una sequenza di lavori e di logiche per cui fermarla costa, non è interesse di
nessuno. I momenti in cui fermiamo la cartiera storicamente si verificano a Ferragosto e a Natale,
perché da anni ormai abbiamo concordato con i collaboratori e con le maestranze che anche il 1º
maggio e a Pasqua si fanno girare gli impianti.
Qui c’è una stelletta che è la vera preoccupazione che ho io, molto più di AGPower. La
stelletta dice che la grave crisi in atto sta costringendo tutte le cartiere del mondo – è un
problema planetario – a massicce fermate, alla riduzione dell’attività economica. Ovviamente tra
queste è inclusa anche Cartiere del Garda. La situazione economica è molto preoccupante, posso
dirvi che la domanda - per tutte le cartiere, inclusa la nostra – in febbraio è sull’ordine del 40% in
meno. A marzo avverrà la stessa cosa. Il 40% in meno significa fermare gli impianti perché non
c’è la domanda. Quindi si sono sovrapposte queste due situazioni di dover fermare lo
stabilimento, con preoccupazioni grosse di mantenere l’impresa comunque competitiva, sana e
forte, contemporaneamente all’avviamento di questa centrale. Non possiamo scappare: dobbiamo
fermare la cartiera e si deve fermare la centrale. In questo momento dunque questi famosi
transitori statisticamente saranno qualcuno in più: ne abbiamo fatti già a febbraio, ne abbiamo
fatto uno in marzo e andremo avanti fino a che non tornerà a viaggiare l’economia. Sto parlando
delle fermate della cartiera, questo non significa che ci saranno baccano e rumori ogni volta che
partirà AGPower, perché su questo abbiamo già lavorato. È importante però questa simbiosi di
sistema, che io voglio trasmettervi: c’è questa impresa che soffre come tutte all’interno del
mercato, che però è impegnata su tutti i fronti a rispettare il DNA che ormai si è data,
rappresentato dalla sostenibilità e dal rispetto dell’ambiente. Io penso che tutti voi abbiate visto
che cosa noi abbiamo fatto negli ultimi anni, senza che ci fosse richiesto dalla legge: ad esempio
non era sicuramente richiesta dalla legge l’insonorizzazione perimetrale che abbiamo fatto.
Le misure cautelative ci saranno come minimo di giorno, cioè quando riparte lo
stabilimento si fa in giornata, alle otto o alle nove del mattino, quindi se ci fosse un rumore da
transitorio, che, come ripeto, potrebbe essere rappresentato da un fischio di due o tre secondi?
Stefano, intervieni pure.
Ingegner Lucchi:
Sì, è uno sfiato che dura circa 5 secondi.
Ingegner Mattei:
Stiamo combattendo 5 secondi di fischio alle otto o alle nove del mattino: questo è il
rumore transitorio attuale e, comunque sia, stiamo progettando l’installazione di idonei
silenziatori che sono in fase di studio. Evidentemente quando abbiamo fatto l’ordine della
centrale – parliamo del 2006 – non si pensava al crollo totale dell’economia, ovviamente, però
bisogna correre ai ripari.
Funzionamento a regime di impianto: questa era la vera preoccupazione. Modulo 1 - uno
dei maggiori studi a livello europeo come competenza in fatto di monitoraggio del rumore, della
pressione acustica – ha effettuato sistematici e accurati rilievi, in data 23 e 24 febbraio 2009,
quindi circa 20 giorni fa. Sulla ciclabile ad ovest di AGPower il rumore prevalente registrato è
verbale 13. 03. 09 /
26
stato quello del torrente Varone: non è una battuta! Sono in mio possesso dati scientifici che
posso distribuire a tutti: il rumore prevalente è stato quello del torrente Varone.
L’insonorizzazione tecnologica di tutta la centrale è completa ed è assolutamente efficace. La
centrale a regime è silenziosa. Qualche residente che abita lì mi dice che è più silenziosa adesso
che non prima, con la vecchia centrale; anche se quest’ultima si trovava in mezzo alla fabbrica,
dentro la fabbrica – se vi ricordate – questa è sulla ciclabile, ma è più silenziosa, a regime.
I macchinari rumorosi sono stati tutti incapsulati e opportunamente insonorizzati, inoltre
sono stati tutti dislocati all’interno di edifici. Le pareti degli edifici sono state opportunamente
dimensionate in spessore, riducendo le dimensioni di portoni e finestre e insonorizzando tutte le
aperture di aerazione. Gli impianti di ricambio d’aria e di ventilazione sono stati disposti
all’interno e, se esistenti, sono stati incapsulati. Tutti i camini sono stati silenziati.
A titolo di cronaca vorrei riferirvi che gli extra costi per rendere AGPower compatibile
con il rigoroso piano di zonizzazione di Riva del Garda, ammontano a € 9 milioni in più.
Tradotto: se AGPower fosse stata in qualche altro Comune, o in altre zone non residenziali,
anziché 60 milioni ci sarebbe costata 51 milioni. Questi sono stati i costi doverosi da sopportare,
che noi abbiamo voluto investire per essere certi che, in fase di marcia a regime, la centrale fosse
silenziosa.
L’engineering e il layout sono stati un po’ forzati e adattati alle esigenze del Piano di
zonizzazione della città. I disagi momentanei causati dai lavori di cantiere e dai transitori sono
parzialmente dovuti alla forzatura dell’engineering che c’è stata e del layout dei macchinari, allo
scopo di avere la certezza assoluta del basso rumore a regime.
Stefano, Lei ci teneva molto a evidenziarlo, vuole commentare?
Ingegner Lucchi:
Sì, una cosa che vale la pena di considerare è il fatto che normalmente questi macchinari
sono realizzati per essere collocati all’esterno. La turbina a gas, o la caldaia, che sono i due
componenti principali, sono stati presi, inseriti all’interno di un involucro in cemento armato
(che è quello che vedete all’esterno) appositamente realizzato per ridurre le emissioni. Questo ha
costretto chi solitamente realizza l’ingegneria della parte impiantistica ad avere dei buffer, dei
collettori di vapore, dei sistemi che sostanzialmente distribuiscono le pressioni, estremamente
ridotti. Questo ha costretto ad aumentare il numero delle valvole di pressione, piuttosto che
andare a comprimere effettivamente l’impianto e far sì che vi fossero degli sfoghi. Questi ultimi
sono quelli che noi vediamo durante le fasi transitorie, come diceva l’ingegnere in precedenza.
Ad esempio uno degli eventi accaduti, lo sfilamento del silenziatore, è legato al fatto di avere
componenti aggiuntivi dovuti alle richieste di ridurre le emissioni, che, purtroppo, come
componenti aggiuntivi, rischiano anche di dover essere messi a punto, piuttosto che di essere
rinforzati. Ecco che la necessità di fare in modo di avere un impianto insonorizzato ha fatto sì –
perlomeno nella fase di cantieraggio e di messa a punto – che fosse esso stesso causa, purtroppo,
di immissioni aggiuntive.
Ingegner Mattei:
Questa è una chart che parla da sola, questo è il report che ci ha fornito la Modulo 1, qui
c’è AGPower con le isobare isofoniche, che quantificano la pressione sonora sul perimetro di
AGPower. Vediamo che i rilievi sono stati realizzati in quei due giorni, ripeto, che si era in
situazione di marcia a regime: via Masetto, valore misurato 43,4 dB, con il valore limite di 45
dB. Via Rovigo: il valore misurato è stato di 28,3 dB, con un valore limite di 45 dB. Via Filanda:
42, 1 dB, con il valore limite di 55 dB. Il torrente Varone, misurato, ha dato questi risultati: 58,7
verbale 13. 03. 09 /
27
dB. Traffico della strada statale da S. Giorgio, misurato nella stessa giornata: 65,6 dB. Questi
sono dati che ci ha fornito un istituto specializzato, a me risulta che alcune misurazioni siano
state prese anche da qualcuno di voi, ma sono state nascoste, perché erano ancora più basse. Per
quanto riguarda questa panoramica sull’aspetto acustico, io mi auguro che sia stata affrontata in
modo sistemico e chiaro.
Questa è una slide messa lì per ricordare dove siamo: AGPower è in questo contesto, qui
c’è la Cartiere del Garda.
Emissioni in atmosfera: questo è un punto veramente interessante, si parla di emissione
di gas, di maschere a gas, di camere a gas. Vediamole insieme. Emissioni in atmosfera:
AGPower è un progetto a valenza economica ambientale per l’utilizzo di modernissime
tecnologie, con una efficienza molto alta, con la riduzione dei costi energetici, con l’abbinamento
della rete di teleriscaldamento e la registrazione Emas. Il tutto significa avere l’obiettivo di
ridurre le emissioni di atmosfera. Il veleno, più che l’aspetto acustico, è quello che non si vede,
purtroppo, rappresentato proprio dalle emissioni, che sono un problema. Qui abbiamo i dati
misurati scientificamente. Tipo di emissione, ossido di carbonio: il limite di legge è 40 mg a
normale metro cubo, la vecchia centrale era a 32, AGPower è a 15. Abbiamo dunque una
riduzione delle emissioni di ossido di carbonio del 53%, ripeto: 53%. La vecchia centrale era già
all’interno delle norme di legge. NOx: 60 mg per normale metro cubo sono i limiti di legge, la
vecchia centrale è a 49 mg – questi sono dati rilevati prima di fermarla, in novembre, quindi nel
tardo autunno – AGPower marcia a 23, dunque il 53% in meno. AGPower per questi due
elementi, ossido di carbonio e NOx, emette il 53% in meno della vecchia centrale di Cartiere del
Garda. Questi sono livelli di emissioni – credetelo, potete informarvi dove volete –
eccezionalmente bassi, a tal punto che la legge autorizza le emissioni che ho citato in precedenza.
Questa è una slide per ricordarlo: la vecchia centrale, se mettiamo a base 100, è questa, la
nuova, come abbiamo visto, è a -53%.
Questo invece è un confronto per unità di produzione energetica: l’ossido di carbonio,
come grammi per megawatt/ora prodotti. La vecchia centrale era a 117 grammi per ogni
megawatt/ora prodotto, AGPower è a 51; NOx 179 e 78; CO2, anidride carbonica, da 285 a 240;
micro particelle, le PM10, a 0, non c’è emissione dalla combustione del metano. Potete
immaginare la combustione di una centrale, che livello di controllo ha, quindi sensori on-line
messi in ogni sistema critico, dai camini ai bruciatori; si ottimizza la combustione in tempo reale,
dunque c’è un calcolatore che gestisce la combustione in tempo reale. Queste sono le emissioni
di AGPower.
Ancora un ripasso sui benefici del teleriscaldamento: l’energia termica prodotta per il
teleriscaldamento mediante il raffreddamento dei fumi al camino di centrale, trattasi di questo.
Tecnologia di riscaldamento urbano all’avanguardia, è un grosso fattore competitivo per la
promozione turistica della città, io raccomanderei ai promotori turistici di metterlo su ogni sito,
direi ad ogni hotel di metterlo sul proprio sito, perché soprattutto al nord sono molto sensibili su
questo. Dire che, nella città di Riva del Garda, l’energia, il caldo è prodotto per
teleriscaldamento, è un grosso fattore competitivo, non uno svantaggio, è una cosa che bisogna
far conoscere. Comporta infatti l’eliminazione di centinaia di boiler e caldaie domestiche a bassa
efficienza e dubbio controllo: tutta questa pletora di caldaie, caldaiette e boiler viene rottamata,
eliminata e sostituita con uno scambiatore di acqua calda ad anello chiuso, che va in una centrale
ad alta efficienza e basse emissioni.
Abbiamo già visto gli esempi delle scuole, penso che siamo arrivati ormai a 45-50
allacciamenti; qui AGS - lo devo dire, proprio per dare a Cesare quel che è di Cesare – ha fatto
un lavoro strepitoso in termini di tempo e di tecnica; ha mostrato proprio una grande
professionalità. Il timing, la tempistica è stata perfetta. Ci sono stati disagi, è vero, però
verbale 13. 03. 09 /
28
vediamolo come un investimento a medio e lungo termine.
Benefici del teleriscaldamento: AGPower ha una ciminiera di 35 m, quindi le emissioni
del 53% in meno sono al di fuori dell’altezza critica e sostituisce il tipo di emissioni a 10 m.
Questa slide serve come confronto, per ricordarvi che queste sono il problema della qualità
dell’aria. Cerchiamo di contestualizzare le cose, le automobili: il Sindaco, quando chiude la città
in certi momenti per raggiunti limiti di inquinamento, non lo fa per questa, sapete? Non lo farà
mai. Lo deve fare per altre due motivazioni, per cui si chiudono le città, perché inquinano; non
avverrà mai che, per AGPower, si debba chiudere la città, non succederà.
Teleriscaldamento: qui vi abbiamo messo dei dati di risparmio, di combustibile
risparmiato. Questi sono milioni di metri cubi di gas all’anno risparmiati, con la progressione del
teleriscaldamento. A maggio 2009 abbiamo parlato con il Presidente Migliorini, la stima è
nell’ordine di 80 utenze, pari a 2 milioni di metri cubi di gas risparmiati; ci sono 4000 tonnellate
l’anno di CO2 non emessa; la potenza termica distribuita in acqua calda è di venti giga. Crescerà,
la città cresce, aumenteranno i lavori, un progetto a medio e lungo termine. Qui vedete la
progressione stimata: nel 2012 saranno 2,5, poi 3, 3,5, con le utenze che andranno a saturazione
nel 2015 a 320, con dei grossi risparmi in termini ambientali di costi. Questo è il gas non
bruciato, milioni di metri cubi di metano che non si bruceranno più a Riva del Garda, grazie al
teleriscaldamento.
AGPower e teleriscaldamento: questo l’ho detto ai miei collaboratori, è un po’ ruffiana
come slide, se volete, ma è un fatto. Riva del Garda è il primo e per il momento unico Comune
nel bacino del lago di Garda a poter vantare un sistema di teleriscaldamento da ciclo combinato
cogenerativo. Sulle sponde è improbabile, sul basso lago, con città più grosse, lo abbiamo
verificato, il Senatore si ricorda la discussione a Roma con il Sindaco di Toscolano. Riva è la
prima città di tutto il bacino del lago di Garda che utilizza un sistema di teleriscaldamento da
cogenerazione ad alto rendimento.
Questa è una raccomandazione: comunicarlo, comunicarlo, comunicarlo, perché è
veramente un plus.
Le conclusioni: AGPower, a soli tre mesi dallo start up, dall’avviamento, influisce già
positivamente sulla qualità dell’aria e sull’efficienza della piattaforma energetica di Cartiere del
Garda e di AGS. AGPower si conferma un importante partner economico ed ambientale per la
città e lo sarà sempre di più nei prossimi anni, con lo sviluppo del teleriscaldamento. Abbiamo
visto la progressione che lo dimostra. Senza AGPower il teleriscaldamento sarebbe stato
impossibile, anche ipotizzandolo a biomassa, come in certe valli del Trentino Alto Adige, in ogni
caso il fumo di combustione inquinerebbe. Allo stesso modo in cui lo farebbero le centinaia di
autotreni che sarebbero necessari per alimentare la centrale. Che cosa significa questo? In una
città, in un gioiello come Riva del Garda, solo con una centrale a ciclo combinato con
combustibile a gas metano, combinato con un’impresa a forte assorbimento termico, era
possibile il teleriscaldamento. Una centrale a biomassa è improponibile: in qualche piccola
vallata ci può stare, perché hanno sul territorio i residui dei boschi e delle foreste, vedi Cavalese
e l’Alto Adige, con questa proliferazione di micro centrali a biomassa. Qui una cosa simile non
sarebbe stata possibile, in primo luogo perché emette fumo in ogni caso: non emette CO 2, oppure
la emette integrata con il ciclo del carbonio, ma il fumo c’è. In secondo luogo, a conti fatti, per la
potenza termica necessaria per decine e decine di autotreni necessari per il trasporto del legno da
bruciare.
Ci scusiamo in ogni caso per i disagi causati, di cui ci prendiamo la responsabilità. È una
richiesta di scuse autentica, genuina, visti i rumori imprevisti ed accidentali che
inappropriatamente hanno disturbato i vicini e residenti durante la fase di cantiere e nei transitori.
Ringraziamo nuovamente l’Amministrazione comunale e l’AGS, nonché gli enti che ci
verbale 13. 03. 09 /
29
hanno supportato in questo ambizioso progetto. Ringraziamo inoltre i cittadini per la pazienza
dimostrata, ma garantiamo comunque che ne valeva largamente la pena.
Grazie per l’attenzione.
Sindaco:
Presidente, io ringrazio l’ingegner Mattei e i suoi collaboratori per questa ampia
informativa rispetto a quello che, in partenza, avevamo definito un investimento sostanziale e
fondamentale per la nostra città. Conformemente a quanto segnalato in sede di Conferenza dei
Capigruppo, credo che adesso sia importante assicurare un giro di eventuali domande alle
Consigliere e ai Consiglieri che lo richiedessero. Io credo che l’ingegner Mattei e i suoi
collaboratori siano disponibili a fornire le risposte necessarie, quantomeno dopo un primo giro di
questioni poste. Se ci sono colleghe o colleghi che volessero intervenire c’è la possibilità per loro
di farlo.
Presidente:
Prego i Consiglieri che volessero intervenire di richiedere la parola. Consigliera Lorenzi.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Ringrazio per la presentazione, soprattutto quella delle ulteriori fasi di lavorazione che si
stanno effettuando. Io sono già intervenuta in Comprensorio, perché quando è stata presentata la
centrale mi ero un po’ arrabbiata, perché a noi Consiglieri non era stato spiegato in modo corretto
tutto quello che doveva avvenire. Sicuramente il lavoro fatto precedentemente non può essere
discusso da nessuno, perché la riqualificazione della zona industriale è stata eccellente. È
altrettanto vero però, signor Mattei, che se Lei si reca sul ponte di via Cattoni, può vedere che il
nostro Brione è tagliato a metà. Per tutti noi rivani questa situazione ha rappresentato un colpo al
cuore, o quasi; infatti un simile impatto non ce lo aspettavamo. È un impatto visivo che non
possiamo dire non ci sia. Noi Consiglieri siamo stati richiamati più volte dai cittadini, a noi
hanno chiesto i motivi di un impatto del genere. In effetti io che cosa potevo rispondere loro?
“Guardate, io non ho visto quei tubi, perché nessuno ce li ha fatti vedere, abbiamo preso
informazioni e ci è stato risposto che non serviva nessuna autorizzazione, che non serviva
nessuna valutazione di impatto ambientale, che non serviva niente”. Io Le chiedo se magari si
sarebbero potuti abbassare, senza metterli così alti, così che non ci portassero via un panorama a
cui i rivani tenevano molto.
In relazione ai problemi acustici, sono contenta che Lei dica che noi abbiamo fatto una
zonizzazione acustica piuttosto severa: io penso che debba esserci un plauso a tutti i Consiglieri
perché ci abbiamo lavorato parecchio e, visto che dobbiamo tutelarci dai rumori, lo abbiamo
fatto bene, come Consiglieri. Anche se Lei li ritiene valori molto rigidi, diciamo che noi cittadini
di Riva ne siamo contenti. Questi rumori però ci sono e vorrei rivolgermi all’Assessore
Matteotti: l’ingegner Mattei ci ha detto che il rumore della strada e dei veicoli è sopra i limiti.
Anche questo è un dato importante che io non possedevo, per esempio. I limiti di via Masetto
sono a 43, il massimo consentito è 45, per cui sicuramente in quelle vie qualche problema di
rumore esiste. Io non so se le verifiche siano state fatte in questo periodo, speriamo che in futuro
questi parametri diminuiscano, perché via Masetto ha sicuramente un parametro vicino al limite.
Io penso siano le vie che risentono maggiormente dei disagi in questo periodo. Sicuramente
anche lo scoppio delle tubazioni, con i pezzi arrivati sulla ciclabile, ha agitato i cittadini, perché
se un ragazzino con la bicicletta fosse passato di lì in quel momento, sarebbe potuto succedere
qualcosa di grave. La gente si agita e dice: io su quella ciclabile non ci vado più. No, Lei ci dice
che è stato un caso, che la sicurezza è garantita, però è necessario spiegarlo bene ai cittadini.
verbale 13. 03. 09 /
30
Qualche problema sull’occupazione: su questo tema io ho litigato con il mio Sindaco,
abbiamo avuto un momento piuttosto difficile, perché la cosa non era chiara. È importante che le
cose siano chiare: quando noi abbiamo approvato la delibera di deroga al camino, abbiamo
inserito anche un parametro sull’occupazione. Adesso, logicamente, questo parametro
dell’occupazione non può più essere considerato, perché Lei ci ha detto chiaramente che la crisi è
mondiale e, se così è, ci vanno di mezzo tutti. Anche le Cartiere del Garda dovranno agire di
conseguenza; avete già ridotto il personale, probabilmente si dovrà agire in questo senso
nuovamente, però io penso che tutti possano capirlo, basta essere chiari e spiegare bene quel che
succede. A me sembra che adesso abbiate fatto qualche periodo di cassa integrazione, magari con
questo sistema potete superare il momento di crisi, così come tutti si aspettano. Il personale però
non è numericamente quello che noi abbiamo deliberato nella famosa serata in Consiglio
comunale: allora, quando non ci si capisce, poi nascono i malintesi.
Le chiedo un’altra cosa, perché, come cittadini, abbiamo un altro problema, ultimamente:
quello dell’APPA. Siccome sono sorti molti problemi con questo ente ultimamente, vorrei
chiedere: queste verifiche sulle emissioni in atmosfera da chi le avete fatte fare? Effettivamente,
dalle percentuali che voi citate, avete ridotto tutto quanto: CO2, NOx, ecc. Lei ha detto che
addirittura non ci sono pm 10, io non so se possano esistere altre emissioni particolari, che non
sono previste per una centrale come quella precedente. Mi dica, per favore, chi ha fatto queste
verifiche, perché i cittadini possano stare tranquilli.
Oggi sulla stampa c’era un articolo di un tecnico rivano, che ha evidenziato il proprio
parere sul teleriscaldamento. Si tratta di un articolo molto tecnico, che io ho capito solo in parte,
perché è un po’ particolare, però anche in questo caso vorrei dire che i cittadini lo hanno letto. Io
penso che lo abbia letto anche Lei, allora Le chiederei di spiegarci un attimo se questo tecnico ha
qualche ragione, oppure se, al contrario, non ce l’ha per niente, così, anche in questo caso, sarà
possibile capirci maggiormente.
Grazie.
Presidente:
Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Grazie. Io vorrei fare una sola domanda, alla quale non ho saputo dare risposta seguendo
la presentazione. In realtà più che una domanda la mia è una curiosità, è frutto di un calcolo che
io non sono in grado di fare, evidentemente. Lei, ingegner Mattei, ci ha illustrato tutti i
miglioramenti nelle emissioni rispetto alla vecchia centrale; è ovvio che questa nuova centrale,
più moderna, porti a questo, anche se quella di prima, poveretta, è stata fatta a pezzi a questo
riguardo. Chiederei informazioni sul dato assoluto, cui Lei ha accennato ma che io non ho capito.
Adesso un certo numero di privati non consuma più, quindi non hanno più emissioni: quanto
bruciate voi in più, cioè che differenza c’è tra le emissioni che bruciate voi, che bruciano i privati
e quelle di prima? Questa è la mia domanda, solo per soddisfare la mia curiosità.
Poi vorrei dire una cosa, caro ingegner Mattei – se mi consente – perché già una volta
abbiamo parlato di questo. La cosa più importante, bella, significativa, interessante è la
presentazione di questa sera, che, a nostro modo di vedere – e non mi rivolgo a Lei, ingegner
Mattei - avrebbe dovuto avere luogo molto tempo fa. Io mi rifaccio a quanto ha detto la signora
Consigliera che mi ha preceduto: noi siamo venuti qui il 22 o il 23 dicembre 2006, a prendere la
famosa delibera di deroga urbanistica. Venimmo qui, lo confesso, molto impreparati, come ho
anche scritto: eravamo impreparati anche perché non ci aspettavamo tutto ciò che c’era dietro.
Lei può dirmi che avrei dovuto stare attento, ma Le posso assicurare che ci hanno spiegato e noi
verbale 13. 03. 09 /
31
non abbiamo capito molto. Abbiamo votato una delibera, lo abbiamo fatto sulla fiducia, perché
ritenevamo che si dovesse andare avanti secondo il progetto che ci era stato presentato. Abbiamo
chiesto - e mai più ottenuto - una riunione come quella di stasera, cosa che avrebbe evitato,
probabilmente, molti mugugni e altrettanti malintesi. Non ce l’abbiamo con Lei, bensì con
l’Amministrazione, alla quale abbiamo avanzato più di una volta questa richiesta. Io ricordo che
iniziai l’intervento in dicembre ricordando un episodio, così come continuo a fare ogni volta che
parlo di questa situazione e delle Cartiere del Garda. Io ero presente quando avete festeggiato il
50° compleanno e ricordo le parole di colui che era, o è, l’azionista di riferimento. Parole che, in
un certo senso, mi fecero rabbrividire, quando lui disse – mi corregga se sbaglio – “Noi di solito
investiamo, manteniamo l’investimento per un certo numero di anni, poi molliamo e andiamo
via”. Questa frase mi è rimasta impressa, tanto che ho pensato che, se non fosse saltato fuori
qualcosa di nuovo, le cose sarebbero andate malissimo. Quel qualcosa di nuovo è il
teleriscaldamento, quindi - come io ho ricordato in quel Consiglio e parlando con il Sindaco
alcune volte – questo è quanto, probabilmente, serviva anche per il futuro. Tenendo presente
questo (che tutti noi siamo convinti sia un bene) mi chiedo per quale motivo noi non siamo mai
stati capaci di farci spiegare dalla nostra Amministrazione tutto quello che avveniva. Forse
abbiamo dubitato di quello che ci dicevano, perché le risposte erano parziali, oppure non così
precise come quelle che Lei ci ha fornito questa sera. Noi Consiglieri, in larga parte, abbiamo
ritenuto che nella famosa delibera e nelle successive mancate risposte - che, guarda caso, si
combinavano con gli episodi che Lei ha illustrato – fosse stata carpita, in un certo senso, la nostra
buona fede. Come Lei può immaginare, tutti noi veniamo tirati per la giacca su questo
argomento, perché, come è stato appena detto, da Riva ovest non si vedono più il monte Brione e
Riva est. In quella parte della città in certi giorni il vapore – Lei mi dirà che è accaduto solo in
certi giorni – non permetteva nemmeno che trasparisse la luce del sole, per non parlare di rumori
e di cose di questo tipo. Io, proprio per questo, sono andato a rivedermi la delibera approvata in
quella occasione, che in realtà era l’unica cosa che noi avevamo in mano. Da lì è emerso,
vedendo i progetti e tutto quanto, ciò che è già stato accennato, cioè il discorso dei corpi tecnici,
i famosi tubi che nessuno si aspettava perché non erano segnalati.
Io Le volevo significare che ci ha fatto piacere sentire quanto esposto questa sera, perché
ha fatto molta luce, evidentemente; se questo fosse stato fatto prima, logicamente non ci sarebbe
stato quel buio che invece si è verificato. Lei deve capire - come evidentemente ha fatto, perché
mi è piaciuta la Sua presentazione di questa sera, salvo qualche nota polemica – anche lo stato di
chi sta dall’altra parte, a sentire tutti quelli che dicono, che non dicono, che soffrono, che sono
preoccupati. Infatti la realtà è che in giro si sente solamente una grandissima preoccupazione,
perché i cittadini, soprattutto quelli che abitano tutto intorno, manifestano un grande punto
interrogativo, una grandissima preoccupazione. Lei, questa sera, io mi auguro tolta – almeno in
parte - però questi cittadini rimangono con le loro preoccupazioni: rumore, inquinamento,
emissioni eccetera. Io l’ho detto anche in sede di riunione dei Capigruppo, l’ho detto al Sindaco:
noi dobbiamo cercare di fare tutto quanto possibile per far sì che i cittadini possano capire che si
fa di tutto e di più per togliere le preoccupazioni. Ad esempio: abbiamo i dati presentati questa
sera? Benissimo. Non si offenda, ma non ci fidiamo? Va bene, facciamo un controllo terzo,
oppure mettiamo – come si diceva con il Sindaco – una centralina non per un solo giorno, ma per
un certo periodo, così che tutti quanti possano sentirsi tranquillizzati e tutelati da dati che non
sono di parte. È chiaro che poi arriverà anche l’altro discorso, che non è stato possibile fare fino
ad ora, perché posso immaginare che il cantiere sia ancora in corso, relativo alla mascheratura
estetica. Io sono certo che ciò avverrà, perché Lei ci ha già detto prima che ha fatto qualcosa
anche se non era tenuto a farlo, tanto più qui varrà questo discorso. È chiaro però che la gente,
fino a che non tocca con mano, come San Tommaso, non è tranquilla.
verbale 13. 03. 09 /
32
A parte la domanda che ho fatto prima, a parte il ringraziamento per questa serata, che era
attesa, che è arrivata tardi ma meglio tardi che mai, posso ribadire solamente la sollecitazione che
ho fatto al Sindaco – di cui magari parleremo in altra occasione - volta a stabilire alcuni paletti, a
porre in essere alcuni controlli, tali che quello che è stato detto possa essere realmente quello che
è, quindi che tutti quanti siano, come nelle fiabe, felici e contenti.
Chiudo questo discorso dicendo che - anche se non ne ha bisogno - per quanto riguarda
l’impegno successivo ai cinquant’anni e a quello che ha detto quel signore in quella occasione,
Le faccio i miei complimenti.
Presidente:
Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Anche io condivido l’idea espressa dal Consigliere Modena, quando
dice che questo incontro arriva in ritardo rispetto alle modalità di informazione alla città che
avrebbero dovuto essere poste in essere. Se noi avessimo programmato questo incontro a marzo
2007, probabilmente molte lamentele, molti motivi di polemica sarebbero venuti meno. Infatti
una struttura che si crea nel giro di un paio d’anni in una zona particolare della città suscita,
ovviamente, soprattutto in chi ci abita vicino, motivo di dissenso, di lamentela, di dibattito sulle
mancate conoscenze più che altro. Questo ha portato circa 180 persone, in questi giorni, ad
inviare una petizione popolare a vari enti; ma la cosa che mi è piaciuta, visto che ne sono stato
anche informato, è stato notare che queste persone, con questa petizione, non hanno voluto
gridare al lupo nei confronti della cartiera o di AGPower, che sta portando avanti questo progetto
di centrale. Hanno incentrato invece le loro richieste sulle garanzie. È ovvio che loro dicono che
vicino alle case in cui abitano è stata realizzata una struttura imponente, che rispetto a quello che
c’era prima, che permetteva di guardare al di là, oggi non permette più di farlo, visto che si
trovano davanti una struttura. Quello che loro chiedono è soprattutto che sia fatta chiarezza sulla
sicurezza, soprattutto in virtù di eventi accidentali, che anche Lei oggi ci ha esposto. Lo scoppio
del 28 dicembre - esplosione forse è un po’ forte come termine - e lo sfiato successivo, avvenuto
a fine febbraio, se non ricordo male, hanno generato qualche preoccupazione. Loro vogliono
garanzie sulla sicurezza, garanzie per la tutela della salute, sulla non nocività delle emissioni; Lei
questa sera ci ha detto che c’è stata una diminuzione rispetto alla vecchia centrale che era in uso
alla cartiera. Chiedono soprattutto che vengano eliminati i rumori. Questa sera le tre domande
che nella petizione i cittadini hanno esternato sembrerebbero aver trovato risposta,
tranquillizzandoli; nel senso che sono state riportate in un contesto che deve essere quello
dell’informazione. È chiaro che non deve finire qui, deve essere costante e continuo questo
essere sempre all’avanguardia nella lotta contro il rumore e le emissioni nocive, perché chi vive
in quella zona ha queste preoccupazioni.
L’impatto visivo ha dato inizio alle polemiche che sono state avanzate nel corso del
tempo, perché, come diceva il Consigliere Modena, è mancata una informazione iniziale ed è
questa la critica che viene rivolta sia all’Amministrazione che alla società, che, tramite i mezzi di
informazione, avrebbe dovuto essere meno parca di informazioni, cosa che forse avrebbe evitato
disagi e lamentele.
A questo vanno aggiunti i lavori del teleriscaldamento, perché la gente valuta un po’ tutto
il contesto generale, non si limita soltanto a prendere in esame il discorso della centrale.
Praticamente c’è stato l’impatto visivo, sono seguiti i lavori e i rumori successivi, quindi ecco
che ci può essere motivo di lamento ancor più vibrante, forse, rispetto a quello che avrebbe
dovuto essere. Lei prima ha esposto la valutazione sul rumore: con piacere rilevo che la centrale,
verbale 13. 03. 09 /
33
rispetto a tutto il contesto, ha una emissione rumorosa più bassa. Quello che io voglio
argomentare però è questo: Lei dice che la strada ha circa 65 dB di impatto acustico, il torrente
58 dB, circa 45 dB – se ho capito bene – sono quelli della centrale, perciò si tratta di un contesto
rumoroso. Se fino a ieri tutto ciò era tollerato perché il rumore proveniva dalla strada e dal
torrente, oggi a tutto questo viene aggiunto anche il rumore della centrale. Il residente,
probabilmente, percepisce quest’ultima aggiunta a tutto un contesto che esisteva già in
precedenza ed ecco la chiusura di questa petizione. Loro dicono: “Ci sono state nostre
segnalazioni all’Amministrazione pubblica e a tutti gli enti preposti per segnalare questi disagi, a
cui si aggiungono anche questi ultimi dei rumori, perciò tutto diventa insopportabile”. Questo, a
mio avviso, ha generato le polemiche e le lamentele che si sono susseguite nel tempo.
Sarebbe bello capire - ma non credo che questa possa essere la sede e il momento giusto
per dare una risposta di questo tipo - poiché si è accennato alla crisi generale, in questo contesto
economico se la centrale quanto potrà, può, o ritiene di poter incidere a livello di beneficio in
questo senso. Non so se mi sono spiegato, non so se avete capito che cosa intendo chiedere, forse
è una risposta che Lei non mi potrà dare questa sera, ma sarebbe bello, nel tempo, capire quale
potrà essere il beneficio di questo tipo in termini di lavoro dipendente. Grazie.
Presidente:
Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Benamati.
Consigliere Benamati:
Volevo esprimere una cosa molto veloce, io sono tra coloro che avevano chiesto al
Presidente che ci fosse un Consiglio comunale di informazione, perché io credo che, nel
momento in cui si introducono nuove forme di energia, è abbastanza importante che ci siano
informazioni di carattere tecnologico e tecnico sulle quali noi, chiaramente, non siamo molto
ferrati, allo stesso modo in cui credo non lo siano neanche cittadini. Chi mi ha preceduto ha fatto
tutta una serie di domande, io però sono un po’ preoccupato, vista la mia età, per la crisi
economica. Dovendo parlare con una persona che ha delle responsabilità estremamente
importanti su queste cose, volevo chiedergli se potesse esprimere anche la Sua opinione,
fornendomi alcune informazioni al di fuori di quelle che noi sentiamo dagli organi di
informazione e da altre fonti. È chiaro che, per quanto La riguarda si tratta di un settore, ma
siccome oggi si parla di globalizzazione e non più di settori, credo sia giusto chiedere anche
informazioni di questo tipo, che non reputo siano di lieve entità. Grazie.
Presidente:
Grazie. Non ci sono altri Consiglieri che chiedono la parola, prego signor Sindaco.
Sindaco:
Grazie signor Presidente. Vorrei intervenire brevemente, perché mi pare che alcune
informazioni, più che riguardare l’azienda, volessero riguardare l’Amministrazione comunale.
Allora io credo che sia doveroso che ci siano alcune risposte da parte mia, perché
l’Amministrazione in carica porta il mio cognome, quindi credo di dover fornire alcune
spiegazioni. La prima, a conforto dei presenti e degli assenti, consiste nel ricordare che lo stesso
Presidente-Amministratore Delegato ha presentato, in tempi non sospetti e molto lontani da oggi,
alla Commissione urbanistica comunale esattamente il progetto di cui stiamo parlando questa
sera. Amerei dunque che non si pensasse che è avvenuto tutto sotto traccia. Credo che questo sia
importante perché, semmai, il passaggio di questa sera è il conforto di quell’originale momento,
nel quale si andò a ragionare di un tema sul quale - certo, lo ricordo - si puntarono le attenzioni di
verbale 13. 03. 09 /
34
molti. Argomento che, ho notato, questa sera non è stato citato, se non ellitticamente, dal relatore
principale né dai Consiglieri che sono successivamente intervenuti, vale a dire l’altezza della
ciminiera. Se voi ricordate, fu di questo che si parlò sempre come elemento di particolare
preoccupazione, quindi questo per dare una prima risposta.
Io sono convinto che ci siano sempre problematiche legate ai cantieri, le conosco in
qualità di Sindaco di questa città; con i cantieri del teleriscaldamento abbiamo avuto svariati tipi
di problematiche, ma abbiamo avuto anche – ringrazio l’ingegner Mattei per averlo voluto
ricordare – una società comunale che ha fatto veramente di tutto per stare nei tempi e che,
insieme con gli uffici comunali, ha sempre cercato di dare il massimo, in termini di
informazione, sui luoghi in cui i cantieri del teleriscaldamento si sviluppavano, su quanto
sarebbero durati e quant’altro. Come amministratore pubblico ho la consapevolezza che i cantieri
sono sicuramente un disagio, ho altrettanta consapevolezza che senza cantieri non si possono
realizzare opere e quindi non si può migliorare la qualità complessiva dell’ambiente cittadino.
Per questo motivo io sono anche consapevole - qualche volta l’ho anche raccontato sorridendo che sia importante l’attenzione che tutti i cittadini e le cittadine pongono all’evoluzione dei
singoli cantieri. Io ho ricordato, sorridendo appunto, in questo Consiglio, più volte, il gruppo di
nostri concittadini e concittadine magari un po’ anziani e pensionati, che hanno seguito con cura
e con impegno tanti cantieri del centro della città, ad esempio, essendo loro perfettamente in
grado di dire, di volta in volta, agli amministratori di turno, cosa funzionava e cosa invece non
andava bene. Devo dire che – lo ribadisco qui – anche la nostra città beneficerà di una risorsa
aggiuntiva da parte della Giunta provinciale, per il valore di € 1.600.000, sul Piano anticrisi
messo in atto dalla Provincia Autonoma di Trento, per la realizzazione di opere pubbliche, nei
prossimi mesi, con l’impegno di accantierarle entro il 31 luglio. Io credo - l’ho già detto ai
Capigruppo e lo ripeto in Consiglio comunale – che sia compito preciso e puntuale di questa
Amministrazione comunale non perdere nemmeno un euro di questa risorsa aggiuntiva. Ragione
per cui abbiamo ipotizzato l’utilizzo di questa risorsa, che naturalmente si raddoppia,
considerando che, in larga misura, avevamo già previsto il finanziamento con nostre risorse
proprie di una determinata serie di opere, che applicheremo su 24 opere pubbliche che
dovremmo accantierare entro luglio. Io spero che non ci sia nessuna concittadina e nessun
concittadino di Riva del Garda che possa avere qualcosa da dire rispetto al fatto che dobbiamo
accantierare queste opere per non perdere questa risorsa finanziaria. Infatti esiste anche la
necessità, se lo riteniamo, di condividere che questo modello - scelto dalla Provincia Autonoma
di Trento per affrontare, dal suo punto di vista, la crisi economica che sta prendendo piede - sia
un modello nel quale possiamo riconoscerci e per il quale, quindi, possiamo anche trangugiare
qualche difficoltà di polvere, di senso unico, di rumore e quant’altro. Non saranno sicuramente
opere significative in termini di dimensioni, come voi capite bene, ma saranno opere presenti sul
nostro territorio: dalle scuole alle strade, dai palazzi del patrimonio comunale alla Caserma dei
Vigili del fuoco e quant’altro. Dico tutto questo per riconoscere che, contestualizzando il valore e
le dimensioni del cantiere della centrale di cogenerazione ad alto rendimento, la percentuale di
eventi accaduti è tollerabile; anche se il rumore di turno, o qualsiasi altro episodio l’abbia
accompagnato, sia stato di per sé intollerabile per coloro che lo hanno sentito.
C’è un elemento che condivido profondamente con la Consigliera Lorenzi, rispetto alla
riflessione sul Piano di zonizzazione, perché io vorrei ricordare qui che il Piano suddetto fu
fortemente voluto dall’allora Assessore all’ambiente Marino, che lo portò in Consiglio e lo fece
approvare. Come mi ricordava poc’anzi l’attuale Assessore all’ambiente, Matteotti, la nostra città
lo ha: è uno strumento discutibile, come tutti gli strumenti, ma, a differenza di altre realtà
territoriali che ancora non se ne sono dotate, noi ce l’abbiamo. Quindi abbiamo uno strumento
per poter effettuare una serie di controlli. A proposito di questi ultimi io desidero confermare verbale 13. 03. 09 /
35
perché già lo avevo segnalato come positivo atteggiamento proprio dell’Amministrazione
comunale al Consigliere Modena, che lo ha proposto in sede di conferenza dei Capigruppo e lo
ha reiterato questa sera in Consiglio comunale, sia pure in seduta informale – che
l’Amministrazione comunale si sta avvalendo già di una entità terza che controlla le emissioni di
rumore dall’intero compendio delle Cartiere del Garda. Posso dire qui, oggi, alla presenza
dell’Amministratore Delegato delle Cartiere del Garda, che abbiamo già effettuato tre rilievi nel
corso del 2009, l’ultimo è stato effettuato il giorno 11 marzo e nei sette punti dove i rilievi sono
stati effettuati – lungo la ciclabile, in via Masetto, in via Filanda, in via Padova, in via Rovigo e
altrove – i valori sono, in tutti i casi, sotto i limiti. È curioso, peraltro - per segnalare una
osservazione che la stessa Consigliera Lorenzi ha fatto - dire che il valore maggiore si è avuto nel
posto più distante dalla centrale, vale a dire su via Padova, dando con questo implicitamente
ragione all’ipotesi che possa essere il traffico l’elemento più rumoroso, in questo momento, in
quell’area. Io vorrei dare dunque all’assemblea del Consiglio comunale la conferma
dell’intenzione dell’Amministrazione di procedere con questa ulteriore analisi. Valuteremo poi
se sarà più congruente una serie di analisi successiva in termini diversi, oppure se il
posizionamento di una stazione fissa che ci possa dare continuità di risultato.
Credo peraltro – questo è evidentemente l’elemento sul quale chiederei la cortesia
all’ingegner Mattei di intervenire nuovamente in conclusione – che l’osservazione fatta dal
Consigliere Pederzolli, più volte presente anche negli altri interventi, non ultimo quello del
Consigliere Benamati, sia un po’ quella che taglia la testa al toro. Si dice: che cosa chiede, in
fondo, la popolazione, soprattutto quella che risiede nelle adiacenze dello stabilimento? Chiede
la garanzia che, eventi ordinari da un lato ed eventi accidentali dall’altro, siano compatibili con i
criteri di sicurezza dell’impianto e tali da non mettere a repentaglio la serenità e la tranquillità
operosa dei residenti in zona. Io credo che questo sia un elemento importante. Segnalo da ultimo
che nelle prossime settimane effettueremo anche un ulteriore confronto con l’azienda, per quanto
riguarda il tema che è echeggiato qui, vale a dire quello della mascheratura – passatemi il termine
un po’ carnevalesco – di tutto l’impianto. È un ragionamento che è già stato avviato con
l’azienda, non abbiamo ancora approfondito, nel dettaglio, il confronto. Quando ci saranno
elementi anche da questo punto di vista mi farò carico di rappresentarli al Consiglio comunale,
per eliminare ogni tipo di dubbio rispetto alla carenza di comunicazione. Di questa
evidentemente l’Amministrazione comunale non è convinta, per quanto riguarda il sottoscritto e
la sua Giunta, che non ci sia stata, se però la percezione è che sia mancata, sicuramente è un
impegno mio quello di riportare la comunicazione ad un livello di assoluta evidenza. Anche
perché credo che più si affrontano insieme le questioni, meglio ci si ritrova poi rispetto ai
rapporti con i referenti istituzionali, nonché ai rapporti con le entità che entrano in dialogo con
l’Amministrazione comunale per risolvere i problemi. Non è filosofia, è concretezza, basti
pensare alla vicenda di Miralago o a quella dell’ipotizzata centrale idroelettrica a pompaggio e
ricaduta. Io, da questo punto di vista, assumo questo impegno a fronte delle osservazioni in
merito che sono state fatte. Naturalmente raccomandando poi quella che l’ingegner Mattei, in un
passaggio peraltro diverso della sua relazione, ha chiamato onestà intellettuale: prendiamo atto
dei passaggi fatti, prendiamone atto nella loro compiutezza e, semmai, impegniamoci tutti pro
futuro. Io, per la mia parte, mi impegno.
Con questo mi pare che le tematiche di natura politico amministrativa e di riferimento
dell’Amministrazione siano state da me esaurite, chiederei all’ingegner Mattei la cortesia di una
riflessione conclusiva in tema di sicurezza dell’impianto. Grazie.
Ingegner Mattei:
Grazie signor Sindaco. Io ho preso nota degli interventi dei Consiglieri, mi pare si
verbale 13. 03. 09 /
36
possano ricondurre fondamentalmente ad alcuni temi: l’ambiente, la sicurezza, la garanzia dei
dati che vi abbiamo fornito, la sostenibilità. Questo mi ha fatto molto piacere, ci sono state due
riflessioni, dei Consiglieri Pederzolli e Beneamati, perché la sostenibilità del sistema che c’è
dietro ad AGPower, oltreché ambientale è anche economica, questo è il nocciolo della faccenda.
Non abbiamo fatto una cosa che durerà qualche anno e basta, questa è veramente la parte più
significativa.
Se il signor Sindaco permette, vorrei integrare l’osservazione sull’informazione tardiva:
ha già risposto in modo esauriente, c’è stata una Commissione urbanistica, ma poi, se l’avessimo
fatto 3, 4, 5 mesi fa, di che cosa venivamo a parlare? Questa sera abbiamo dei dati consistenti,
misurati, solidi. Io credo che in questo stia il rispetto delle persone e di ciò che rappresentate,
perciò è stato forse opportuno, dopo aver fatto quel passaggio tempo fa in Commissione
urbanistica, presentarsi con dei dati misurati, scientificamente ponderati. Due o tre mesi fa
avremmo potuto fare un’altra bella serata parlando di ipotesi di dati, ma io credo che sia meglio
così: aver pazientato un po’ ed essere certi di quel che si dice. Parlando di dati, la Consigliera
Lorenzi chiedeva chi li ha misurati, io ho chiesto informazioni prima a Stefano, che mi ha
risposto che sono misurati in continuo, on-line, con dei sensori; poi i dati vengono inviati ad
APPA di Trento, ogni 15 minuti in modo automatico, via modem.
Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, posso dire tranquillamente che non sono
solo controllate, sono super controllate, ogni 15 minuti. Questo è importante, ha fatto bene a
chiederlo e fate bene a pretendere questo, perché state parlando della salute pubblica: sono le
emissioni il vero veleno strisciante. Il resto è più percepibile, i rumori si sentono chiaramente,
tutti protestano, mentre è ciò che non si vede a far male, non ciò che si vede o si sente.
Per quanto riguarda la sicurezza, è vero, abbiamo avuto questo scoppio accidentale di un
tubo di vapore, però si tratta sempre di incidenti dovuti al cantiere. Il sistema è concepito,
registrato e certificato con tutti i sacri crismi della sicurezza tecnologica e tecnica di un impianto
di nuova generazione: tutto è incapsulato. Le pareti sono in calcestruzzo, non sono di ondulo;
anche in relazione al rumore vi posso dire che quella centrale è un bunker, una capsula rispetto ai
materiali usati. I procedimenti di montaggio rappresentano il meglio che si possa trovare sul
mercato allo stato dell’arte, attualmente. Posso farvi l’elenco dei fornitori che abbiamo scelto e
sono i numeri uno al mondo: General Electric e ABB elettrica per i computer, per la potenza, la
Turbomach (tedesca) per la turbo vapore. Sono tutti materiali di prima grandezza.
Per quanto riguarda la mascheratura, credo mi abbia risposto compiutamente il nostro
Sindaco, quindi continua un work in progress per ottimizzare; qui siamo in mano allo studio Ata
engineering di Mario Morandini, che, da ex amministratore pubblico, ha una particolare
sensibilità su questo punto.
Vorrei concludere, visto che il tempo a disposizione è quel che è, facendo un commento,
dal momento che sono stato sollecitato su quel che, probabilmente, preoccupa di più. Io sono
d’accordo con voi nel chiedere e nell’esigere di sapere qual è il ritorno socio-economico di
questo investimento. Smarcato il discorso ambientale, sicurezza ed efficienza, perché è così, a
proposito di un impianto che ci viene già invidiato, visto che abbiamo molte richieste di visita,
dalla Finlandia fino agli Stati Uniti. Tutti vogliono vedere questo impianto combinato ad alta
efficienza tra la città, la cartiera e il teleriscaldamento. È una situazione che sta richiamando
l’attenzione. La parte socio-economica è importante, credo che sia il vero valore aggiunto di
questo sistema che abbiamo creato, un sistema che si chiama Cartiere del Garda - AGPower città (tramite AGS, se vogliamo). La parte intellettuale del sistema è stata gestita dall’impresa e
dall’Amministrazione comunale, perché non è un progetto per il 2009, questo, non avrebbe
senso. È, al contrario, un progetto per il 2010, per il 2015, per il 2020; avete visto in tabella la
spalmatura della crescita fino al 2020. Si sta parlando della crescita di una città e del
verbale 13. 03. 09 /
37
teleriscaldamento insieme alla cartiera; è difficile pensare ad AGPower senza la cartiera, perché
l’assorbimento termico di AGPower è fatto dalla Cartiera per l’80%. Quindi è una simbiosi,
siamo un Corpo unico: la città, la cartiera e la AGPower.
Il dottor Lanari – a cui accennava prima il Consigliere Modena, parlando
dell’inaugurazione – era l’azionista di maggioranza dei fondi, si riferiva a quello? Lui non si era
espresso con la brutalità riportata dal Consigliere Modena, ma lo ha detto apertamente: il modo
di investire, per quanto riguarda i fondi, è quello di acquisire, aggregare, creare ricchezza,
investire e poi, perché no, uscire. Questo è un dettaglio, è il lavoro che ho fatto con gli azionisti:
imporre investimenti alla cartiera. Questa cartiera è stata sovrainvestita, è una critica che mi
viene fatta. Non importa! Le azioni sono carte, non importa se sono a Ginevra, a New York, a
Milano, dovunque, non importa, quello che è importante è che l’impresa abbia le radici e generi
valore sul territorio. Gli azionisti di quell’impresa sono qui, portiamo più dividendi al territorio
che all’azionista, in termini di stipendi, di tasse, di indotto. Questo è provato. L’azionista
principale di quest’impresa è il territorio, perché i dividendi maggiori vengono pagati sul
territorio; l’azionista aggiungerà valore quando venderà, quando uscirà, ma non è importante:
l’identità dell’azionista è un dettaglio. L’importante è che lasci investire, che faccia gli
investimenti e che percorra una strategia industriale; questo è successo qui, visto che abbiamo
investito € 200 milioni negli ultimi 10 anni, fuori da AGPower, extra. Quindi la cartiera è un
sistema molto efficiente, è sostenibile per l’ambiente e AGPower è stato effettivamente un
gioiello messo a protezione dell’aspetto socio-economico dell’impresa.
Per rispondere alla domanda che mi è stata fatta preciso questo: senza AGPower oggi,
cosa sarebbe la cartiera? Senza AGPower non solo la cartiera - ma l’intero territorio – sarebbe
una bella impresa con una vecchia centrale, che si difende bene, ma con dei costi energetici più
alti di quelli di oggi. Non c’è dubbio che AGPower, nel contesto, abbia anche ridotto i costi
energetici della cartiera, grazie all’alta efficienza. Non si tratta di speculazione, è l’efficienza di
AGPower ad essere alta, molto alta, quindi bruciamo meno combustibile a parità di output
energetico. Questo valore viene incamerato dalla cartiera, ma, come ripeto, per pagare dividendi
sul territorio, nel senso di garantire la sostenibilità dell’impresa, quindi un futuro all’impresa, ai
collaboratori, ai lavoratori e all’indotto. Questa è la cosa principale, all’azionista importa poco di
questo, gli importa dal momento in cui tu proteggi il valore di quella cosa lì.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Volevo proprio rispondere questo: gli azionisti sono qui. Detto questo vorrei ribadire che la crisi
attuale è durissima, è una gelata del mercato che fa paura, la vedete, voi leggete i giornali, potete
conoscere tutto. Quando dicevo prima che il settore della carta vede un calo del 40%, parlavo di
dati veri. Io non so quanti fallimenti contiamo un giorno sì e un giorno no, in Italia hanno chiuso
tre o quattro cartiere, in Finlandia, in Svezia, dappertutto stanno chiudendo, perché non c’è
lavoro per tutti. Questo fa paura, attualmente, a mio parere; abbiamo toccato il fondo, non credo
che possa andare peggio di così, forse durerà ancora per marzo o aprile, ma poi lentamente si
risalirà. In tre o quattro anni si dovrebbe tornare fuori da questa situazione.
AGPower, ma non solo, la cultura dell’impresa, questa eccellenza ambientale
dell’impresa, è talmente evidente e si è imposta sul mercato perché noi riusciamo ancora a
imporre la nostra cultura ambientale di prodotto, di sistema, per cui l’impatto per noi è minore
che per altri. Io non so come finirà, se saremo in 500, 490, 480, 460, io dico solo che questa
impresa sopravvivrà di sicuro, perché è molto forte; il lavoro fatto nel passato - non solo
AGPower – ha messo radici profonde e l’azienda è molto competitiva. Bisogna tenerla
competitiva, con l’AGPower, con la riqualificazione, con la cultura di avere le maestranze e il
management migliori possibili e un partner, il territorio, che ti accetta così. Questo è importante,
con il territorio fino ad ora, negli ultimi anni, devo dire abbiamo avuto un rapporto eccezionale,
verbale 13. 03. 09 /
38
raramente ci sono stati punti di vista diversi e interessi diversi, però non credo che abbiamo
lavorato male insieme. AGPower è un partner che ha rinforzato la muscolatura dell’impresa. Io
credo che vedremo ancora molti fallimenti in giro, ma non quello di questa cartiera, perché è ben
attrezzata per superare questa crisi. Faremo ancora cassa integrazione, sicuramente, è garantito,
se non c’è lavoro non giri per fare carta da mettere nei magazzini: fermi tutto e aspetti che
qualcun altro muoia, sperando che succeda in fretta.
Vorrei concludere con questo, perché mi sembra che più o meno abbiamo risposto a tutto.
Quando tutto sarà finito, quando ci saranno anche i gerani fuori, con il cantiere terminato del
tutto, mi impegno ad organizzare - se lo vorrete - una giornata per visitarla, per vedere che cosa è
questo mostro. Alla fine vedrete un impianto ad altissima tecnologia, incapsulato giorno e notte,
che lavora per la cartiera e per la città, in termini di teleriscaldamento, ma soprattutto nel
sostenere, come volano, una ricchezza integrata. Io penso che sia assodato che il turismo da solo
non ce la fa a sostenere l’economia locale per 12 mesi all’anno.
Io mi auguro di aver risposto a tutte le domande, se ci sarà necessità di intervenire
nuovamente rimango a disposizione, comunque vi rivolgo un invito ufficiale: a cantiere finito,
quando tutto sarà in ordine, se lo ritenete opportuno, organizzeremo una bella visita e avrete così
occasione di vedere un gioiello di cui – lo dico davvero con il cuore in mano – dovete essere
orgogliosi.
Sindaco:
Ringrazio l’ingegner Mattei e i suoi collaboratori, chiedo al Presidente 5 minuti di
sospensione, in modo da poter riallestire la sala.
^^^^^^^^^^
ore 22.10: sospensione dei lavori
^^^^^^^^^^
ore 22.20: ripresa dei lavori
^^^^^^^^^^
Presidente:
Riprendiamo la seduta formale del Consiglio comunale, prego il Segretario di procedere
alla verifica dei presenti.
Sono presenti 26 Consiglieri comunali: Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves,
Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti,
Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini,
Detoni, Civettini, Modena e Benaglio.
Propongo come scrutatori i Consiglieri Benamati e Serafini.
Sottoposta a votazione la proposta
con voti favorevoli : n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni,
Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti,
Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi,
Lorenzi Emanuela, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio)
− contrari : n. 0
− astenuti : n. 2 (Benamati, Serafini)
verbale 13. 03. 09 /
39
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
^^^ Entra il Consigliere Bombardelli: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
Sindaco:
Signor Presidente, sentiti in via informale i Capigruppo, Le chiedo la modifica
dell’Ordine del Giorno, nel senso di trattare subito il punto 2, la Surroga della Consigliera
dimissionaria signora Vivaldi Sarah e subito dopo il punto 3, Regolamento speciale del Corpo di
Polizia locale intercomunale Alto Garda e Ledro. Si chiede di rinviare i restanti punti all’Ordine
del Giorno alla seduta già prevista per il giorno 27 marzo.
Presidente:
Pongo in votazione la proposta del Sindaco, chi è d’accordo è pregato di alzare la mano.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti: n. 27
- Consiglieri votanti : n. 27
- voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini,
Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
L’INVERSIONE DELL’ODG
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 2
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato B) al presente verbale.
PUNTO N. 2: SURROGA DELLA CONSIGLIERA DIMISSIONARIA SIGNORA
VIVALDI SARAH CON IL 1° CANDIDATO TRA I NON ELETTI
AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 12 “L'ORA E RIFONDAZIONE
COMUNISTA” – SIGNOR MASSIMO GIUSEPPE FARE’
Il relatore dà lettura del dispositivo della predisposta deliberazione.
Presidetne:
Metto in votazione il punto n. 2, relativa alla surroga del Consigliere Vivaldi con il
Consigliere Farè Massimo Giuseppe.
verbale 13. 03. 09 /
40
La parola alla Consigliera Lorenzi, per dichiarazione di voto.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Visto che questa sera verrà sostituito l’ex Consigliere comunale Rocco Frizzi, io in altre
occasioni non ho partecipato al voto, perché volevo manifestare il mio dispiacere per la scelta
che lui ha fatto. Io ritengo che ci manchi un Consigliere impegnato come lui, con la sua memoria
storica, che ci ha aiutato tante volte a ricordare l’impegno per la sua città. Io non partecipo al
voto. Grazie.
Presidente:
Grazie. Altri Consiglieri vogliono intervenire? Nessuno.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B).
Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di
deliberazione, di cui forma parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 27
- Consiglieri votanti n. 26 (non partecipa alla votazione la consigliera Lorenzi Emanuela)
- voti favorevoli n. 26 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio)
contrari
n. 0
astenuti
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Presidente, allegata al presente
verbale sub lettera B).
^^^^^
Accertata inoltre l’opportunità di dichiarare immediatamente esecutivo il presente
provvedimento, ai sensi dell’art. 12 del D.P.Reg. 1.02.2005 n. 3/L, il Presidente invita il
Consiglio comunale a votare in merito.
verbale 13. 03. 09 /
41
IL CONSIGLIO COMUNALE
- Consiglieri presenti n. 27
- Consiglieri votanti n. 26 (non partecipa alla votazione la consigliera Lorenzi Emanuela)
- voti favorevoli n. 26 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Serafini, Bombardelli, Detoni, Civettini, Modena, Benaglio)
contrari
n. 0
astenuti
n. 0
delibera
di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi
dell’art. 79 – 4° comma del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L.
Presidente:
Grazie. Prego il signor Farè Massimo Giuseppe di prendere posto in Consiglio comunale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Farè.
^^^ Entra il Consigliere Farè: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
Consigliere Farè:
Per prima cosa vorrei ringraziare tutti, sono nuovo, perciò ho molto bisogno di imparare,
però sicuramente metterò in questo compito tutto l’impegno e la serietà che necessitano. Mi fa
molto piacere trovarmi in questa sede, sicuramente sarà un’esperienza personale più che positiva.
Grazie a tutti, con qualcuno già ci conosciamo, con gli altri ci sarà sicuramente occasione di
conoscerci andando avanti nel tempo. Grazie.
Presidente:
Grazie.
^^^ Escono i Consiglieri Trinchieri Benatti e Valandro: il numero dei presenti scende a 26. ^^^
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 3
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale.
PUNTO N. 3: REGOLAMENTO SPECIALE DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE
INTERCOMUNALE ALTO GARDA E LEDRO: ESAME ED
APPROVAZIONE
Presidente:
La parola al signor Sindaco per l’illustrazione.
verbale 13. 03. 09 /
42
Sindaco:
Grazie signor Presidente. Si tratta della delibera di approvazione del Regolamento
speciale del Corpo di polizia locale intercomunale Alto Garda e Ledro; è una delibera, al termine
della lettura della quale vi chiederò anche di votare l’immediata esecutività. I Comuni che hanno
con noi sottoscritto l’accordo hanno già provveduto, in larga parte, ad approvare analoga delibera
di Regolamento, così come ha fatto anche l’Assemblea comprensoriale. Il Regolamento è agli
atti, non occorre che ripercorriamo qui i passaggi che hanno caratterizzato sinora la costituzione
del Corpo, quindi vi leggo la delibera che recita:
Il relatore dà lettura del dispositivo della predisposta deliberazione.
Presidente:
Grazie signor Sindaco, è aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere
Pederzolli, prego.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Io sono perplesso di fronte alla situazione che si è creata con questo
Regolamento, per un semplice motivo: ho potuto riscontrare tra le delibere e le determine
dell’Assemblea comprensoriale, che il Regolamento che andiamo a approvare questa sera è già
stato approvato in data 9 marzo 2009 dall’Assemblea del Comprensorio. La determina, così
come riportato sul sito del Comprensorio, parla di approvazione della Regolamento per quanto
concerne la Polizia locale. Fondamentalmente il Consiglio comunale questa sera approva una
cosa che, a livello superiore, è già stata approvata.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco:
Come sempre, Lei non mi ascolta. Ho detto in premessa, usando sei parole, che la gran
parte dei Comuni - escluso Arco - e il Comprensorio hanno già provveduto ad approvare il
Regolamento. È pattizio tra 11 Comuni, l’Unione di Valle e il Comprensorio. Cos’altro devo
dire? Non è una novità.
Consigliere Pederzolli:
Posso esternare un mio pensiero, signor Sindaco? Ogni volta vengo interrotto e bisogna
fare delle puntualizzazioni.
Sindaco:
La interrompo perché Lei non ascolta quello che dico io e poi pretende che io ascolti
quello che dice Lei. Abbia pazienza.
Consigliere Pederzolli:
Sì, ma se sto dando indicazioni ad un Consigliere neo entrato!
Sindaco:
Lei dà i numeri, non sta dando indicazioni!
Consigliere Pederzolli:
Va bene, prendo atto che do anche i numeri questa sera, molto probabilmente. Un altro
verbale 13. 03. 09 /
43
motivo che mi ha lasciato ulteriormente perplesso è la lettera che il Sindacato ha inviato al
Segretario generale del Comune di Riva, con la quale chiedeva di informare i Consiglieri
comunali di alcune osservazioni che intendeva rappresentare, proprio per dibattere e discutere il
Regolamento. Avrei piacere di comprendere i motivi che hanno spinto l’Amministrazione
comunale a non accogliere la richiesta del Sindacato della polizia locale. Infatti, nella lettera che
è stata inviata al Segretario generale, il Sindacato lamenta che nell’adozione della convenzione
per la gestione associata da parte dei Consigli comunali e del Comprensorio, è mancata una
comunicazione preventiva, una sorta di concertazione. Nella lettera vengono elencati alcuni punti
che, a giudizio dello stesso Sindacato, meriterebbero un approfondimento. Vengono citati
espressamente, articolo per articolo, i punti che il Sindacato richiede; non mi metto certo a
leggerli tutti quanti, mi soffermo su alcuni per focalizzarli, perché a mio giudizio possono essere
oggetto di discussione questa sera.
Art. 22 comma1 lettera P: parla dell’attribuzione degli incarichi di responsabile di sezione
e di nucleo operativo. “Proporre al Presidente del Comprensorio l’assegnazione ai funzionari ed
ai coordinatori degli incarichi di responsabili di sezione e di nucleo operativo”.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, Signor Sindaco, non sto facendo il sindacalista, sto leggendo una comunicazione che mi è
pervenuta.
Sindaco:
Lei non ha richiesto nessun documento, quindi sarà chiamato da qualcuno a dare ragione
di come fa ad averla.
Consigliere Pederzolli:
Mi è stata inviata per posta.
Sindaco:
Benissimo, allora Lei ha dichiarato una cosa della quale mi renderà conto…
(VOCE FUORI MICROFONO)
^^^ Esce il Sindaco: il numero dei presenti scende a 25. ^^^
Consigliere Pederzolli:
Interrompo qui il mio intervento, perché, a questo punto, se sto facendo il sindacalista …
Presidente:
Ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi. Prego.
^^^ Esce il Consigliere Pederzolli: il numero dei presenti scende a 24. ^^^
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Siamo tutti stanchi e bisogna mantenere la calma, non c’è niente da fare. Io vorrei
puntualizzare alcune cose in merito a questo Regolamento. Prima di tutto, come avevo già fatto
l’altra volta - mi sembra in sede di bilancio, con l’Assessore Bagozzi - intervengo riguardo
all’economicità della scelta di questa Polizia extra comunale, chiamiamola così. Come viene
scritto in delibera - io lo sottolineo – deve assicurare funzionalità ed economicità nella gestione
del servizio della Polizia locale; noto anch’io che è frutto del lavoro svolto dalle varie
amministrazioni, perché sono state coinvolte tutte. Per quanto riguarda il Regolamento vero e
verbale 13. 03. 09 /
44
proprio, sicuramente l’organizzazione della Polizia locale penso sia una cosa molto importante.
Io ho richiesto ultimamente l’intervento dei nostri Vigili, però, effettivamente, adesso hanno
problemi di organico, per cui spero veramente, come diceva anche il Sindaco, che quando ci sarà
un’organizzazione extra comunale ci sia più disponibilità dei nostri Vigili per la cittadinanza.
Noi avevamo puntato più volte sul Vigile di quartiere, sul Vigile ambientale, sul Vigile che
controlla soprattutto il traffico, la viabilità, però, ultimamente, ci sono delle problematiche
pratiche, perché c’è carenza di personale.
Riguardo alle funzioni della Polizia locale, vorrei dire che ne ha veramente tante: c’è
l’art. 27, dove vengono elencati tutti i compiti e sono veramente molti. Io ho qualche perplessità
in merito, perché se questi nostri Vigili hanno tutte queste competenze, non so se possono
riuscire a coprirle tutte. Il Sindaco ha detto prima che dovrebbero riuscire a collaborare e ad
essere più disponibili, però, come ripeto, le competenze sono veramente tante.
Un’altra cosa che io avevo già detto al Sindaco, riguarda i servizi interni per
l’espletamento dell’attività d’ufficio. Siccome i nostri Vigili vengono spesso richiesti
esternamente dalla cittadinanza, io chiedevo se, per l’attività d’ufficio, non fosse il caso di
assumere un nuovo impiegato. Infatti, leggiamo nel Regolamento tutti i requisiti particolari che i
Vigili devono avere per l’accesso, gli appositi corsi che devono frequentare su incarico della
Provincia Autonoma eccetera; in pratica il personale deve essere in possesso veramente di una
grande professionalità per lavorare sul territorio. Io ritengo uno spreco che si tenga una persona
ferma in ufficio a svolgere servizi impiegatizi. A questo proposito volevo farvi notare che, all’art.
20, si poteva inserire la possibilità di avere a disposizione un Vigile in più. Grazie, ho finito.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Benamati. Prego.
^^^ Entrano il Sindaco e il Consigliere Valandro: il numero dei presenti sale a 26. ^^^
Consigliere Benamati:
In primo luogo, anche se il Sindaco si è arrabbiato, io intervengo in maniera molto
tranquilla e serena dicendo alcune cose. Io ho approvato volentieri questo documento in sede di
Comprensorio, perché è un organo legittimo che doveva approvare un Regolamento che io credo,
personalmente, sia abbastanza urgente. In che senso urgente? Noi in maggioranza abbiamo
approvato una specie di legge quadro che istituisce il Corpo di polizia locale a livello
intercomunale. È stata espletata una serie di processi, di iter ecc., siamo arrivati in dirittura
d’arrivo, con il Regolamento, poi credo debba partire la sperimentazione di questa nuova Polizia
locale intercomunale, che sicuramente, secondo me, è da sperimentare, perché è stata chiesta un
sacco di volte ed è stata approvata. Io credo che questo Regolamento vada approvato in fretta,
poi, se ci sono cose da cambiare – per noi o per qualche altro Consiglio comunale – lo si farà;
credo che dal momento in cui viene approvato poi si possa migliorare. La cosa importante è
approvarlo, perché possa arrivare velocemente il Comandante e iniziare così il lavoro, visto che
siamo anche alla vigilia dell’estate, cioè di un periodo abbastanza importante per la cittadinanza.
Anche io disapprovo - purtroppo non c’è, ma lo dico, così rimane a verbale - il modo di
intervenire di qualche Consigliere, perché riconosco che non si può venire in Consiglio comunale
a fare i sindacalisti. Io credo che, dal momento in cui è stato approvato un certo Regolamento,
poi ci siano le sedi opportune per fare la contrattazione sindacale; io sono convinto che nessuno,
all’interno della Conferenza dei Sindaci, neghi a coloro che lavorano all’interno della Polizia
locale la possibilità di concertare e di presentare le cose che sono migliorabili o sostituibili.
È un Regolamento che contiene moltissime parti tecniche, se l’avete letto, alcune delle
verbale 13. 03. 09 /
45
quali in passato sono state da noi approvate, nel momento in cui abbiamo dato vita alla delibera
quadro. Molti di quegli articoli riguardano cose dovute, tecniche, che fanno parte del modo di
lavorare dei Vigili, della Polizia locale e di tutte le persone che lavorano in un determinato
settore.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Premetto che sul Regolamento c’è poco da dire, perché credo anch’io che sia composto in
gran parte da cose che riguardano la gestione tecnica delle situazioni lavorative in cui saranno
coinvolti i Vigili andranno. Sono stupito peraltro da qualcosa che noi non conosciamo, perché io
agli atti non ho trovato nulla che non fosse il Regolamento e la delibera. Non so di che cosa
parlasse il Consigliere Pederzolli, probabilmente lo sa il Sindaco, il quale lo ha immediatamente
allertato. Mi dispiace dell’accaduto, se c’è qualcosa che noi dobbiamo sapere e che non
sappiamo, ditecelo; se si parla di Regolamento e dei suoi contenuti mi sembra che si debba
votare questo.
Mi dispiace anche di quello che ha detto or ora il Consigliere Beneamati, che ha
dichiarato che non si può esaminare un certo tipo di documento in Consiglio comunale. Se c’è
qualcosa dietro, noi non ne siamo a conoscenza; per quanto mi riguarda il Regolamento, così
come formulato, può andare bene.
Presidente:
La parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Certo che chiedo la parola, perché non voglio fare la figura del fesso. In quest’aula noi
abbiamo tenuto due sedute segrete parlando di un determinato argomento, quindi la figura del
fesso il Sindaco Molinari non la vuole fare, su questo tema. Punto. È sufficiente come risposta?
Io ho trattato, da Assessore Provinciale all’istruzione, il primo contratto del personale
della scuola interamente sostitutivo del contratto nazionale. Se c’è un punto inderogabile, sul
quale mi sono messo di traverso, è stato quello relativo all’organizzazione della questione. Il
Sindacato parla di questioni afferenti il lavoro dal punto di vista della retribuzione, ma non entra
nel merito delle questioni di organizzazione, perché l’organizzazione dipende dall’ente, non dal
sindacato! Quindi, da questo punto di vista, c’è solo obbligo di comunicazione, che è stato
esperito il 14 dicembre 2007, vale a dire 15 giorni prima che questo Consiglio comunale
assumesse la prima delibera nel merito.
Chiudo qui il discorso, dopodiché è troppo comodo - mi si consenta – fare palchi infiniti Consigliere Pederzolli - sulla questione della trasparenza, della capacità dell’Amministrazione di
mettere a disposizione gli atti, per poi venire qui e tirare fuori dal cassetto atti dei quali non ha
fatto richiesta presso il Comune. Queste questioni sicuramente meritano di essere verificate
ulteriormente.
Non ho altro da aggiungere, signor Presidente, perché, per conto terzi, non porto nessuna
delibera in questo Consiglio comunale; io porto delibere nell’interesse dell’Amministrazione
comunale, non per conto terzi e chiedo di essere rispettato per questo, perché sono il relatore di
questa delibera. Grazie signor Presidente.
Presidente:
verbale 13. 03. 09 /
46
Apro la possibilità del secondo intervento. Nessuno chiede la parola. Ci sono
dichiarazioni di voto? Prego Consigliere Benaglio.
Consigliere Benaglio:
Grazie Presidente. Mi dispiace, ma io avevo votato contro anche la volta scorsa, perché
era contrario alla formazione di questo Corpo di polizia intercomunale, perché non ci credo.
Vedremo poi in seguito se avrò avuto ragione io o se funzionerà. Pertanto sul Regolamento io mi
asterrò, grazie.
Presidente:
Grazie. Nessun altro chiede di intervenire per dichiarazioni di voto, passiamo alla
votazione del Punto n. 3 all’O.d.G.
^^^ Esce il Consigliere Civettini: il numero dei presenti scende a 25. ^^^
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera C).
Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di
deliberazione, di cui forma parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 25
- Consiglieri votanti n. 25
- voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Farè, Morandi, Lorenzi Emanuela,
Serafini, Bombardelli, Detoni, Modena)
contrari n. 0
astenuti
n. 1 (Benaglio)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Sindaco, allegata al presente verbale
sub lettera C).
^^^^^
verbale 13. 03. 09 /
47
Accertata inoltre l’opportunità di dichiarare immediatamente esecutivo il presente
provvedimento, considerata l’urgenza di consentire prima possibile l’effettiva attivazione del
servizio, il Presidente invita il Consiglio comunale a votare in merito.
IL CONSIGLIO COMUNALE
- Consiglieri presenti n. 25
- Consiglieri votanti n. 25
- voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Farè, Morandi, Lorenzi Emanuela,
Serafini, Bombardelli, Detoni, Modena)
contrari n. 0
astenuti
n. 1 (Benaglio)
delibera
di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi
dell’art. 79 – 4° comma del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L.
Presidente:
Grazie, buona sera a tutti, ci rivediamo qui il 27 di questo mese.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 22.50. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di venerdì 27.03.2009, come
da avviso di convocazione.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to Lorenza Moresco
sr.
Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 287 dd.
29.05.2009 senza rettifiche.
verbale 13. 03. 09 /
48
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to dott.ssa Lorenza Moresco
verbale 13. 03. 09 /
49
verbale 13. 03. 09 /
50
Scarica

File (File "061-13marzo2009" di 316,46 kB)