Bi lancio
Sociale
2 0 07
FONDAZIONE DIOCESANA
COMUNITÀSERVIZI - ONLUS
Via Mistrangelo, 1/1 bis – 17100 Savona (SV) - Tel. 019.807258 – Fax: 019.8401351
E-mail: [email protected] - website: www.comunitaservizi.org
2
INTRODUZIONE
Per il terzo anno consecutivo siamo lieti di poter presentare il Bilancio Sociale della
Fondazione diocesana ComunitàServizi – ONLUS relativo all’anno 2007. La Fondazione si
propone di realizzare le sue finalità di collaborazione e di sostegno operativo alla Caritas
diocesana di Savona, nella logica di costruzioni di reti ecclesiali e civili a sostegno della
comunità locale.
L’alto valore sociale della nostra azione ci ha spinti, già da alcuni anni, a misurare e
verificare quello che stiamo facendo attraverso lo strumento del bilancio sociale.
D’altronde sempre maggiore è lo spazio “occupato” dai soggetti del non-profit in materia
di welfare e la rete dei rapporti istituzionali, o di partnership, che operano in questo
settore, rende sempre più difficile la lettura e la consapevolezza del proprio agire.
Vorremmo che questo documento ci consenta di: comprendere meglio il ruolo svolto dalle
nostre attività nella società civile ed ecclesiale, verificare se tali attività abbiano una
ricaduta in termini di utilità legittimazione ed efficienza, rappresentare un momento di
riflessione e restituzione nel rapporto con i nostri sostenitori e partner.
Gli obiettivi principali che ci siamo posti nella redazione del Bilancio Sociale 2007 sono
quindi la misurazione di alcuni elementi che abbiamo ritenuto fondamentali evidenziare
per ciascun servizio o progetto realizzato nel corso dell’anno. In particolare, viene
presentata una scheda riassuntiva dove si possono facilmente individuare: dove è la sede
operativa, quali e quante sono le risorse umane impegnate, che cosa si propone il servizio
(gli obiettivi generali); quanti sono i beneficiari, con quali costi, con quali entrate si
sostiene (i finanziatori), e quante sono le valorizzazioni economiche indirette che non
compaiono, e non possono comparire, nel bilancio economico.
Hanno partecipato alla stesura del documento tutti gli operatori, con un aspetto molto
importante: non ci siamo avvalsi di consulenti esterni o esperti di Bilanci Sociali, ma
abbiamo cercato di rappresentare le attività della Fondazione così come gli attori in prima
persona vivono il loro lavoro, scegliendo cosa e come comunicare. Si potrà notare infatti
come le relazioni delle attività specifiche di ciascun servizio abbiano tagli e stili differenti.
Rispetto allo scorso anno abbiamo ridotto il più possibile la parte della presentazione
della dimensione economica rinviando gli approfondimenti nelle appendici con la
esauriente nota integrativa al bilancio d’esercizio 2007.
Ci preme infine sottolineare come i risultati ottenuti e, soprattutto, i beneficiari raggiunti,
siano il risultato concreto di una collaborazione di tutti i nostri sostenitori: la Diocesi di
Savona – Noli, le parrocchie, Caritas Italiana, la Regione Liguria, il Comune di Savona, il
Distretto Sociosanitario Savonese, Coop Liguria; e non per ultimi: tutti i cittadini e i fedeli
di Savona che ci hanno sostenuto con le loro offerte personali.
Il Bilancio Sociale ci sembra lo strumento migliore per comunicare a tutti i nostri
sostenitori un sincero ringraziamento trasparente e responsabile.
Maurizio Raineri
Presidente
3
INDICE
1. LA FONDAZIONE E LA SUA IDENTITA’
1.1 Origini e natura giuridica …………………………………………………….. pag. 6
1.2 Vision e mission …………………………………………………………………… pag. 7
1.3 L’assetto organizzativo …………………………………………………..……. pag. 9
1.4 La Rete ………………………………………………………………………………… pag 11
2. LA DIMENSIONE ECONOMICA
2.1 Lo stato patrimoniale comparato (2005 – 2007) …………………… pag. 15
2.2 Il conto economico, comparato (2005 – 2007) ……………………… pag. 17
3. LA RELAZIONE SOCIALE
3.1 Centro Ascolto Diocesano ………………………………………………..….. pag. 21
3.2 Centro Diurno di Solidarietà …………………………………………….….. pag. 25
3.3 Servizio Emergenza Abitativa ………………………………………….…... pag. 29
3.4 Servizio Immigrazione ……………………………………………………...…. pag. 37
3.5 Servizio Emergenza Famiglie ………………………………………….….… pag. 43
3.6 Laboratori Formativi al lavoro …………………………………….….…... pag. 47
3.7 Casa Famiglia …………….…………………………………………………….….. pag. 53
3.8 Area Internazionale …………………………………………….………..….…. pag. 57
3.9 Riepilogo attività 2006 …………………………………………………….….. pag. 59
3.10 Approfondimenti ………………………………………………………………. pag. 63
3.11 Il valore aggiunto ………………………………………………………………. pag. 65
4. CONSIDERAZIONI FINALI ………………………………………………………. pag.67
5. APPENDICI
5.1 La Nota integrativa al Bilancio d’esercizio 2007 ……………………..pag. 73
5.2 Lo Statuto ……………………………………………………………………………...pag. 81
4
LA FONDAZIONE E LA SUA IDENTITA’
1.
5
1. 1 ORIGINI E NATURA GIURIDICA
“La Fondazione ComunitàServizi nasce nel 1996 come Fondazione Caritas ed eredita tutti
quei servizi che la Caritas Diocesana aveva avviato come prima risposta ai bisogni e alle
povertà della nostra città: la Mensa di Fraternità, la Casa di Accoglienza Notturna, il
progetto Emergenza Famiglie, per ricordare i più noti. Oggi questa realtà si è accresciuta
notevolmente e i suoi servizi sono punti di riferimento per le povertà più difficili a Savona,
in particolare, per le persone senza dimora: il Centro Diurno “La Cometa” e il Laboratorio
“La Cruna dell’Ago” ne sono espressione. La Fondazione ComunitàServizi è oggi la risposta
che la Chiesa di Savona-Noli offre di fronte al fenomeno dell’emarginazione e della
povertà; riprendendo le parole dello statuto: «se ne avvale per dare visibile testimonianza
di carità fraterna». Questo significa che ci sentiamo tutti impegnati in questo tentativo di
aiutare chi è nel bisogno, nella logica evangelica ed ecclesiale della scelta preferenziale
verso gli ultimi: vogliamo allora seguire con attenzione questa realtà, sostenerla con la
preghiera e con le forza che ci sono possibili, collaborando con essa laddove ce ne sia
bisogno. Attualmente la Fondazione si sostiene mediante le convenzioni con il Comune di
Savona, gli interventi dell’otto per mille e le offerte che direttamente riceve dalle persone
e della parrocchie che contribuiscono alla buona riuscita dei servizi. La strada che
dobbiamo percorrere è quella della condivisione, del “farci prossimo” con il nostro fratello
più povero: che la povertà, la fatica del vivere, la condizione disumana dell’emarginazione
non offuschi mai nel nostro vedere questi fratelli il volto del Cristo Signore.” “La
Fondazione è lo strumento ufficiale che la Chiesa di Savona – Noli, si è data in risposta alle
situazioni di bisogno e alle povertà presenti sul territorio… in quanto tale non può essere
considerata e non deve caratterizzarsi, come una cooperativa autonoma nata in ambiente
ecclesiale: in quanto espressione della Chiesa savonese essa utilizza i servizi nati dalla
Caritas Diocesana e deve agire secondo le linee pastorali della diocesi e in sintonia, in
particolar modo, con la Caritas diocesana.” 1
1
Mons. D. Calcagno – Vescovo di Savona - Noli
6
1. 2 VISION E MISSION
Siamo una Fondazione di diritto privato espressione diretta della Chiesa locale, con finalità
di solidarietà sociale, per essere segno visibile della carità della diocesi. Promuoviamo,
gestiamo e sosteniamo attività ed iniziative socio-assistenziali d’ispirazione cristiana anche
per stimolare la società civile e le istituzioni. Ci ispiriamo al Vangelo per la promozione
integrale della persona.
VISION
La Fondazione è strumento ufficiale della Chiesa di Savona – Noli, la quale se ne avvale per
dare visibile testimonianza della carità attraverso le opere ad essa collegate. Interpreta il
proprio agire in una prospettiva di "prevalente funzione pedagogica" consona con la
natura più profonda della Caritas, con il suo duplice ruolo sociale ed ecclesiale.
Cercando una società con relazioni più giuste e solidali:
dove le persone costruiscano comunità fraterne e partecipative perché tutti gli uomini e le
donne recuperino e vivano la loro dignità di figli di Dio;
dove i più poveri siano soggetti essi stessi di uno sviluppo integrale, umano e sostenibile
come riflesso del Regno di Dio.
Lo sviluppo dell'interesse pastorale per l'azione della chiesa è la modalità qualificante
dell'intervento della Fondazione per accompagnare, promuovere lo sviluppo e favorire
iniziative di carità fraterna.
7
MISSION
Articolo 2) – Scopi 2
La Fondazione non ha scopo di lucro, vive ed agisce secondo l’ispirazione del
Vangelo della carità ed in vista della promozione integrale della persona. Persegue
esclusivamente finalità di solidarietà sociale, promuovendo, gestendo e sostenendo
iniziative ed opere assistenziali di ispirazione cristiana. Risponde concretamente a
tale scopo generale ogni attività utile a favorire:
-
nuove iniziative di servizio sociale e di volontariato ed il rafforzamento di quelle
esistenti,
-
la conoscenza delle cause di povertà e di emarginazione,
-
la più ampia diffusione degli studi promossi.
In particolare la Fondazione opera in collaborazione con l’Organismo Pastorale Caritas
Diocesana per la progettazione, l’avvio, la realizzazione e lo sviluppo delle attività di
volontariato e di servizio sociale. La Fondazione si avvale di strutture di servizio dotate di
propria autonomia funzionale e potrà svolgere ogni altra attività ed iniziativa solo in
quanto connessa e funzionale alle finalità istituzionali, nel rispetto delle condizioni e dei
limiti di cui all’art. 10, comma 5, del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460. Le finalità statutarie
della Fondazione si esauriscono nell’ambito della Regione Liguria.
2
Statuto della Fondazione. Testo completo nelle appendici a pagina 81.
8
1. 3 L’ASSETTO ORGANIZZATIVO
Le persone coinvolte nelle attività:
318 volontari
15 personale dipendente
4 volontari in servizio civile
337 TOTALE
Gli organi istituzionali:
IL CONSIGLIO DIRETTIVO:
DON MAURO BALLATORI
IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI
CONTI:
GIORGIO CALABRIA
GIOVANNI BECCHI
ALDO GIACHELLO
GIACOMO BUSCAGLIA
DON ADOLFO MACCHIOLI
EMMANUELE MARTINENGO (PRESIDENTE)
DON MARIO MORETTI
MARIA VITTORIA OLIVA (VICEPRESIDENTE)
ALESSANDRO BRUZZONE (SUPPLENTE)
MAURIZIO RAINERI (PRESIDENTE)
ENEA GAY (SUPPLENTE)
MARCO RUSSO
SUOR PAOLA TRUCCO
ENRICO VALLARINO
RICCARDO VIAGGI
9
ORGANIGRAMMA
Collegio dei
Revisori
Consiglio
Direttivo
Progetti Caritas
Italiana
Giunta
Operativa
Laboratorio
Formativo al
lavoro
Servizio
Emergenza
Famiglia
Mensa e
Centro Diurno
Coordinamento
servizi
grave disagio
Servizio di
Emergenza
Abitativa
Centri di
Ascolto
1 alloggio di accoglienza
di primo livello;
2 comunità di accoglienza
di secondo livello;
22 alloggi di terzo livello; e
gestione sportello casa
Servizio
Immigrazione
Casa Famiglia e
Centro Diurno
Servizio Segreteria e
Amministrazione
1.4 LA RETE
La Fondazione nel 2007 ha avuto relazioni formali con
•
MINISTERO DELL’INTERNO – Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione
•
MINISTERO DELLA SOLIDARIETA’ SOCIALE – Direzione Generale dell’Immigrazione
•
REGIONE LIGURIA
•
PREFETTURA DI SAVONA
•
PROVINCIA DI SAVONA
•
ASL N. 2 DEL SAVONESE
•
DISTRETTO SOCIOSANITARIO SAVONESE N. 7
•
COMUNE DI SAVONA
•
COMUNE DI VADO LIGURE
•
COMUNE DI ALBISOLA SUPERIORE
•
COMUNE DI CAIRO MONTENOTTE
•
COMUNE DI CARCARE
•
COMUNE DI FINALE LIGURE
•
COMUNE DI COGOLETO
•
COMUNE DI IMPERIA
•
CARITAS ITALIANA
•
DIOCESI DI SAVONA – NOLI
•
CARITAS DIOCESANA DI SAVONA
•
CARITAS DIOCESANA DI ALBENGA
•
UFFICIO SOSTEMTAMENTO CLERO DI SAVONA
•
OPERA DIOCESANA MATER MISRICORDIAE
•
PARROCCHIA SAN FRANCESCO DA PAOLA
•
PARROCCHIA SANTISSIMA TRINITA’
•
CONGREGAZIONE SACRA FAMIGLIA di SAVIGLIANO
•
ISTITUTO FIGLIE DI MARIA VERGINE IMMACOLATA
•
COOP LIGURIA
•
COOPERATIVA COEDIS
•
AGEA (Aiuti alimentari CEE per indigenti)
•
BANCO ALIMENTARE
•
CENTRALE DEL LATTE SAVONA
•
PREDES ITALIA SPA
•
BANCA ETICA
•
BANCA CARISA
La Fondazione partecipa al:
•
Consiglio Provinciale del FORUM TERZO SETTORE
•
Consiglio Direttivo del CESAVO
•
Consiglio Provinciale Territoriale per l’IMMIGRAZIONE
•
Consiglio Direttivo del COFAMILI (Coordinamento Case Famiglia Liguria)
La Fondazione nel 2007 inoltre ha operato in collaborazione con:
•
MINISTERO DEGLI ESTERI (ambasciate)
•
QUESTURA
•
UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO
•
CENTRI PER L’IMPIEGO
•
A.R.T.E.
•
TRIBUNALE PER I MINORENNI DI GENOVA
•
UFFICI PASTORALI e PARROCCHIE della DIOCESI DI SAVONA
•
SEMINARIO VESCOVILE DI SAVONA
•
COMUNITA’ FRANCESCANA DI PECORILE
•
ISTITUTO FIGLIE DI N.S. DELLA NEVE
•
Cooperativa PROGETTO CITTA’
•
ACLI
•
AGESCI
•
FIOPSD (Fedrazione Italiana Organismi Persone Senza Dimora)
•
FONDAZIONE ANTIUSURA S.M. DEL SOCCORSO di GENOVA
•
ARCISOLIDARIETA’
•
ANOLF - CISL
•
SUNIA – CGIL
•
SICET - CISL
12
LA DIMENSIONE ECONOMICA
2.
13
14
2. 1 LO STATO PATRIMONIALE COMPARATO (2007 – 2005)
BILANCIO CONSUNTIVO DELL’ESERCIZIO 2007
STATO PATRIMONIALE
ATTIVITA'
2007
PASSIVITA' E NETTO
2006
2005
Immobilizzazioni
immobili
impianti e attrezzature
automezzi
Immobilizz. finanziarie
totale euro
2007
Netto
131.696,51
104.021,06
53.820,48
15.525,00
305.063,05
131.696,51
53.945,08
45.770,48
15.516,46
246.928,53
131.696,51
49.125,58
45.770,48 Riserva
45.765,48
272.358,05
2006
2005
137.893,99
137.893,99
137.893,99
130.562,64
135.355,41
134.164,09
49.527,61
7.000,00
5.000,00
76.916,89
35.575,48
174.019,98
45.142,95
4.374,64
2.773,47
23.947,34
28.806,19
105.044,59
30.523,11
2.427,60
4.516,00
16.995,72
19.961,45
74.423,88
85.589,99
0
15.000,00
3.327,00
103.916,99
44.496,00
297,65
29.214,20
1.945,41
75.953,26
55.833,72
0
22.482,93
6.585,42
84.902,07
19.387,98
70.283,02
20.770,88
0
20.026,83
20.026,83
0
16.637,96
16.637,96
0
19.401,13
19.401,13
29.476,42
33.898,33
0
0
2.400,00
2.400,00
615.284,83
4.684,41
619.969,24
577.466,56
0
577.466,56
473.956,04
1.191,32
475.147,36
Fondi diversi
Disponibilità liquide
cassa uffici
banca carisa c/c 860580
banca carisa c/c 987180
totale euro
fondo TFR
1.079,04
100.240,53
-407,76
100.911,81
3.398,36
136.648,00
0
140.046,36
1.801,10
34.469,56
0
36.270,66
fondo sval. em.famiglie
fondo sval. alloggi
fondo ammort impianti
fondo ammort. automezzi
totale euro
Crediti diversi
crediti a breve
anticipi enti pubblici
crediti enti pubblici
Distretto Sociosanitario SV
cauzioni alloggi
crediti clienti
totale euro
14.843,75
88.830,37
38.959,37
13.426,80
2.950,39
21.733,00
180.743,68
57.423,71
8.371,84
38.959,37
10.065,73
3.310,39
29.144,17
147.275,21
68.759,32
9.027,60
32.704,65
9.599,91
3.310,39
18.585,60
141.987,47
Debiti diversi
ordinari
centro diurno solidarietà
alloggi em. famiglie
creditori diversi
totale euro
Fornitori
Crediti a rischio
crediti em. famiglie
gestione alloggi
totale euro
22.769,82
10.197,74
32.967,56
21.873,21
13.867,34
35.740,55
11.111,60 Impegni diversi
10.736,44 ordinari
21.848,04 emergenza famiglie
totale euro
Ratei e riscontri attivi
283,14
283,14
0
2.400,00
619.969,24
0
619.969,24
572.673,79
4.792,77
577.466,56
283,14 Ratei risconti passivi
Conti d'ordine
creditori fidejussioni
TOTALE ATTIVITA' €
DISAVANZO ESERCIZIO €
TOTALE A PAREGGIO €
Conti d'ordine
2.400,00 fidejussioni passive
475.147,36
0
475.147,36
TOTALE PASSIVITA' €
AVANZO ESERCIZIO €
TOTALE A PAREGGIO €
16
2.2 IL CONTO ECONOMICO COMPARATO (2007 - 2005)
CONTO ECONOMICO
ONERI
2007
PROVENTI
2006
2005
Gestione ordinaria
2007
7.239,04
15.790,10
20.085,98
7.674,74
3.223,50
658,41
1.091,21
55.762,98
12.307,03
18.162,58
18.364,68
7.478,18
2.826,62
37,83
4.021,65
63.198,57
1.080,71
1.309,31
16.032,17
6.179,68
22.211,85
22.972,84
4.735,89
27.708,73
14.725,78 gestione ordinaria
5.097,94 sovvenzioni offerte
19.823,72
totale euro
49.417,52
133.979,28
457,46
183.854,26
50.680,20
97.268,09
342,77
148.291,06
49.165,69 proventi diversi
68.573,41 sopravvenienze attive
4.229,02
121.968,12
totale euro
52.564,23
19.697,80
151.934,88
57.321,48
12.175,82
293.694,21
44.731,92
12.172,03
12.351,62
86.651,34
85.406,71
241.313,62
40.419,74
12.893,67
11.917,46
90.697,30
0
155.928,17
totale euro
83.578,43
14.370,80
97.949,23
75.180,60
7.966,50
83.147,10
68.967,23 proventi diversi
12.426,07
81.393,30
totale euro
25.077,30
69.212,73
94.290,03
27.312,47
32.622,21
59.934,68
64.217,83 proventi centro diurno
0 proventi casa famiglia
64.217,83
totale euro
35.791,14
27.814,85
63.605,99
37.693,17
38.207,94
75.901,11
78.589,42
77.766,04
891.038,68
4.684,41
895.723,09
778.570,22
0
778.570,22
imposte e tasse
spese generali
personale
ammortamenti
formazione
interessi passivi
sopravvenienze passive
totale euro
Gestione immobili
4.785,03
28.830,60
13.611,25
13.011,48
2.726,38
41,22
237,66
63.243,62
erogazioni
totale euro
495,58
19.841,70
1.347,70
95.000,00
24.834,00
62.000,00
0
203.518,98
mensa
ritrovo "la cometa"
totale euro
5.518,68
5.439,92
5.363,52
0
1.200,00
1.200,00
0
0
0
0
0
0
149.016,06
383,61
0,00
149.399,67
115.115,46
0,21
0,00
115.115,67
106.211,96
39,97
0,00
106.251,93
casa notturna 1 livello
30.696,43
59.428,00
58.529,02
62.233,40
64.850,00
275.736,85
44.685,81
39.288,54
59.259,46
117,9
85.150,00
228.501,71
12.642,64
39.272,53
55.166,02
200
0
107.281,19
case accoglienza 2 livello
gestione alloggi 3 livello
spese straordinarie
totale euro
9.173,19
6.119,62
9.036,26
19.470,00
91.405,00
110.875,00
39.690,00
45.905,00
85.595,00
71.887,50
0
71.887,50
31.679,72 proventi diversi
61.323,99 proventi da attività
93.003,71
totale euro
5.910,56
47.583,83
53.494,39
35.077,29
49.577,90
84.655,19
70.939,60
32.537,75
103.477,35
69.996,87 Area internazionale
78.379,10
77.881,67
70.450,00
895.723,09
0
895.723,09
773.777,45
4.792,77
778.570,22
677.266,73
0
677.266,73
Centro diurno di solidarieta'
Emergenza abitativa
Immigrazione - em. famiglie
gestione ordinaria
erogazioni
sovvenzioni, offerte
Centro ascolto
Emergenza abitativa
gestione ordinaria
3.881,65
10.315,00
interessi attivi
1.831,75
ottopermille Diocesi Savona 100.000,00
proventi straordinari
55.417,81
Regione Liguria
40.500,00
0
totale euro
211.946,21
sopravvenienze attive
6.500,07 Gestione immobili
Centro diurno solidarietà
gestione ordinaria
2005
5,57
7.982,28
1.982,57
100.000,00
0
60.498,25
0
170.468,67
Centro ascolto
gestione ordinaria
2006
Gestione ordinaria
offerte
case notturna 1 e 2 livello
gestione alloggi 3 livello
proventi diversi
proventi straordinari
totale euro
Immigrazione - em. famiglie
Area minori
Area Minori
centro diurno
casa famiglia
Laboratori formativi
gestione ordinaria
attività laboratorio
totale euro
Area internazionale
TOTALE ONERI €
AVANZO ESERCIZIO €
TOTALE A PAREGGIO €
Laboratori formativi
676.075,41
TOTALE PROVENTI €
1.191,32 DISAVANZO ESERCIZIO €
677.266,73 TOTALE A PAREGGIO €
17
18
LA RELAZIONE SOCIALE
3.
20
3.1 CENTRI DI ASCOLTO
SEDE OPERATIVA
Centro Ascolto Diocesano – Via Mistrangelo, 1/1 bis – 17100 Savona
ALTRE SEDI:
Centro Ascolto Parrocchiale San Paolo – Via Giusti, 2 – 17100 Savona
Centro Ascolto Parrocchiale San Pietro – Via Untoria, 2 – 17100 Savona
Centro Ascolto Parrocchiale N. S. della Concordia – Via Luccoli, 14 – 171012 Albissola M.
Centro Ascolto Parrocchiale San Francesco da Paola – Piazza Bologna – 17100 Savona
Centro Ascolto Parrocchiale Santissima Trinità – Via Chiavella, 1 – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Daniela ZUNINO (responsabile), Nicola ARECCO, Suor Liliana COZZANI, 8 volontari
OBIETTIVI
Diventare lo strumento di cui la comunità si dota per ascoltare attivamente chi è in
difficoltà, non erogando servizi, ma dando priorità all’accoglienza attraverso: l’ascolto,
l’orientamento, l’accompagnamento ed eventualmente un primo intervento di risposta ai
bisogni primari.
21
BENEFICIARI
1.563 persone in situazione di grave marginalità
di cui 839 dal Centro Ascolto Diocesano e 724 dai Centri Ascolto Parrocchiali
per un totale di 5.843 ascolti o passaggi
COSTO*
Euro 23.882,83
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Offerte
5,02%
Ottopermille CEI Chiesa locale
94,98%
VALORIZZAZIONI
Locali in comodato dalla Diocesi di Savona - Noli
Valorizzazione annua (Euro 6.000,00)
Numero 8 volontari / per 24 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 5.760,00)
22
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
“Venite con me, tutti voi che siete stanchi e oppressi: io vi farò riposare. Accogliete le mie parole e lasciatevi
istruire da me. Io non tratto nessuno con violenza e sono buono con tutti. Voi troverete la pace, perché quel che
vi domando è per il vostro bene, quel che vi do da portare è un peso leggero”
Mt. 11, 28-30
Ho voluto citare la Parola del Signore tratta dal Nuovo Testamento perché ritengo che il CDA
debba sempre più essere un luogo dove coloro che sono “stanchi e oppressi” trovino accoglienza,
disponibilità di tempo ed ascolto. Il 2007 per il CDA si può quasi definire l’anno della svolta in
quanto i volontari impegnati in questo servizio hanno acquisito capacità ed autonomie tali da
permettere loro di ascoltare gli ospiti, di avviare relazioni di aiuto anche senza la presenza degli
operatori e del responsabile. Inoltre e’ stato sperimentato con successo un metodo attraverso il
quale il volontario rivede l’utente la settimana successiva, in modo da creare un rapporto che
permetta ai due di interagire positivamente e soprattutto per il secondo di non avere troppi
interlocutori. Ovviamente l’operatore e’ reperibile in sede per essere consultato e soprattutto per
garantire la memoria storica, si tenga presente che il volontario svolge il suo servizio una mattina
alla settimana. Uno dei volontari, la signora Vittoria Oliva ha dato la propria disponibilità a
partecipare alle riunioni settimanali di coordinamento proprio per poter essere informata e
contribuire alla stesura di progetti d’intervento. Ogni giorno il CDA può contare su due volontari
all’ascolto, tra i quali uno particolarmente orientato all’inserimento e orientamento lavorativo, il
quale lavora in rete con la Parrocchia di San Francesco da Paola, dove sta nascendo un servizio
dedicato al segretariato sociale per l’orientamento al lavoro. I volontari impegnati sono 8 di cui 3
uomini e 5 donne. Inoltre è prevista la presenza di un operatore dell’Ufficio Migrantes per il
collegamento tra i due centri.
A giugno 2007 l’operatore Agnese Minuto è stata sostituita dall’operatore Nicola Arecco, studente
universitario (Università di Genova – Laurea in Servizio Sociale). Questo operatore, dopo un primo
periodo di formazione e accompagnamento, dimostra un’autonomia tale da permettere al
responsabile di svincolarsi dall’ascolto per dedicarsi ad altre attività, altrettanto fondamentali al
processo d’intervento. Inoltre l’operatore Arecco coordina anche i volontari impegnati
nell’ascolto. L’orario lavorativo del responsabile pur mantenendo la condizione di part-time a
trenta ore, essendosi concentrato su tre giornate brevi e due giornate lunghe corrispondenti con il
rientro degli operatori pubblici (ad esempio Ambiti comunali), ha favorito il rapporto con
l’esterno, nonché la possibilità di effettuare visite domiciliari e colloqui con maggiore disponibilità
di tempo e maggiore tutela della privacy. Sempre più spazio è stato dato al coordinamento tra i
servizi collegati (Fondazione). Confermato l’incontro settimanale tra i responsabili dei servizi
presenti anche i servizio civilisti il cui apporto esperienziale è fondamentale per un efficace presa
in carico di situazioni comuni ai vari servizi. Nell’arco del 2007 il responsabile ha riscontrato una
miglioramento nei processi di comunicazione tra gli operatori, che rafforzano le loro motivazioni
nel tempo e le dinamiche del gruppo sono favorite da un maggiore conoscenza reciproca. Analoga
situazione si è verificata nel rapporto CDA - Emergenza Famiglie e Ufficio Immigrazione: i contatti
in questo caso sono finalizzati alla discussione di casi comuni o sull’impostazione di linee comuni.
Positiva la sistemazione logistica del responsabile CDA nello stesso ufficio dell’operatore Vallino.
Questa favorisce la comunicazione tra i due operatori e permette di effettuare insieme colloqui
che necessitano dell’intervento di entrambi i servizi. Il settore seguito da suor Liliana, “Donne
straniere con problematiche lavorative e d’integrazione sociale”, fa parte integrante del CDA in
tutti gli aspetti inerenti l’ascolto, la presa in carico, l’accompagnamento e la raccolta dati.
L’esperienza della religiosa in questo settore d’intervento e’ preziosa soprattutto da quando e’
stata avviata l’accoglienza femminile Casa Betania, ma soprattutto “La Locanda” che ospita per la
maggioranza badanti in attesa di lavoro. Migliorato il rapporto con i centro di ascolto San
Francesco da Paola, in quanto la comunicazione e’ favorita dalla presenza alle riunioni di
coordinamento di Sara servizio civilista in forza nel centro sopraccitato. Gli altri centri presenti nel
territorio sono comunque collegati e la comunicazione avviene con incontri mirati o comunicazioni
23
telefoniche. Per migliorare la comunicazione con i centri parrocchiali si raccolgono dati su
supporto informatico (OSPO III) con la disponibilità di alcuni volontari . Incontri periodici hanno
permesso di migliorare il lavoro di condivisione per meglio affrontare i singoli casi. I contatti con i
volontari sono quasi quotidiani da parte del CDA e periodico da parte del direttore del Centro
Diurno e del responsabile dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse. Grazie al collegamento si
cerca di evitare l’aiuto di più centri agli stessi utenti e nel contempo di migliorare il servizio alle
persone che maggiormente necessitano di aiuto. Il rapporto con alcuni parroci e’ migliorato
riguardo ai processi di comunicazione e di collaborazione ma soprattutto al maggior tempo
dedicato alla condivisione su casi conosciuti dalla parrocchia e dal CDA. Ideale sarebbe incontrare i
parroci periodicamente anche per impostare linee guida comuni, soprattutto relativamente alle
persone che chiedono aiuti al CDA ed a parrocchie diverse.
Per quanto riguarda il rapporto con i servizi pubblici con l’associazionismo, con le cooperative e
con il privato sociale questo è scandito da incontri periodici e da contatti quotidiani su singoli casi
da parte del Centro di Ascolto Diocesano. Sempre nel 2007 e’ stato avviato un progetto di
assistenza odontoiatrica grazie alla collaborazione di un gruppo di medici odontoiatri che hanno
dato la loro disponibilità di volontariato per situazioni individuate dal CDA. Inoltre la scuola per
ottici ha presentato un progetto per fornire un numero stabilito di visite finalizzate alla fornitura
di occhiali gratuiti a soggetti segnalati dal CDA. (questo progetto e’ in attesa dell’approvazione
della Provincia di Savona).
DATI
Il CDA Diocesano nel 2007 ha incontrato 839 persone, con una media di 56 passaggi settimanali. I
frequentatori del CDA sono soprattutto stranieri circa il 63,9 % e di questi il 60,1 % è
rappresentato da donne. Gli italiani seguiti sono stati 308 e di questi il 75,6% sono uomini. L’
82,5% degli italiani ha un età compresa tra i 25 e i 54 anni, mentre negli stranieri questa fascia di
età costituisce il 74,1%.
Limitandosi ai problemi espressamente dichiarati, la mancanza di lavoro e l’insufficienza di
reddito, riguardano la maggioranza delle persone, ma anche la mancanza di casa e quando questa
c’è, si può presentare la difficoltà a sostenerne le spese relative.
Per le persone di passaggio, sia italiane che straniere c’è la tendenza costante a fermarsi a “farsi
prendere in carico” dal servizio, questo è confermato dal fatto che la maggioranza degli ospiti
chiede ripetutamente il rinnovo dell’accoglienza notturna e dei servizi connessi. Questo forse è
dovuto al fatto che l’utente si trova di fronte a servizi “a misura d’uomo” e che sono ubicati in un
territorio abbastanza tranquillo. Peraltro la propensione degli operatori è quella di “agganciare”
l’utente quando si intravedono potenzialità di recupero e di reinserimento sociale. Del resto si è
visto nel tempo che questo ha dato modo a molte persone di uscire da situazioni di marginalità
grave e gravissima che inizialmente sembravano senza sbocco. L’impoverimento delle famiglie è
sempre più accentuato ed è dimostrato anche dalle sempre più numerose richieste di pacchi viveri
sia da famiglie con figli sia da famiglie mononucleari. Riscontrato un aumento di famiglie straniere
ricongiunte che presentano gravi problemi economici e di integrazione sul territorio di figli minori.
Si può stimare una richiesta triplicata nel giro di tre anni. Per quanto riguarda i progetti per l’anno
2008 è gia stata condivisa e applicata una riduzione dell’orario di ricevimento, a favore di un
miglioramento di tempo dedicato a servizi esterni (visite domiciliari, contatti ed incontri con la
rete, approfondimenti di contenuti, aggiornamenti, formazione ecc. Prossimamente il
responsabile avrà il ruolo di supervisore per due ragazze della facoltà di servizio sociale di Genova
e quindi sarà impegnato non solo nella sede del CDA, ma anche in incontri fuori sede finalizzati
alla conoscenza da parte delle studentesse del territorio e della rete nonché allo scambio ed al
coordinamento tra supervisori di vari servizi.
Sempre il 2008 vedrà il ritorno della psicologa volontaria Vilma Valentini, assente negli ultimi mesi
del 2007. L’ apporto di questo operatore è prezioso sia per la formazione specifica, sia come
sostegno per e le dinamiche del gruppo di lavoro.
Daniela Zunino
24
3.2 CENTRO DIURNO DI SOLIDARIETA’
SEDE OPERATIVA
Via De Amicis, 4r – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Marco GIANA (responsabile), 1 cuoco, 1 addetto pulizie, 191 volontari
OBIETTIVI
Offrire un servizio di ristorazione e accompagnamento a persone senza dimora o persone
gravemente emarginate, proporre alternative alla strada e offrire stimoli e percorsi per
una possibile risocializzazione della persona, anche attraverso l’offerta di uno spazio a
libera frequentazione, per esperienze di socialità e ricreazione
25
BENEFICIARI
619 persone in situazione di grave marginalità (258 italiani – 361 stranieri)
20.387 pasti consumati in sala
25.060 pasti consegnati in 3.580 pacchi viveri settimanali
COSTO*
Euro 197.685,43
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Ottopermille
Diocesi Savona
15,58%
Offerte
2,14%
Comune di Savona
48,00%
Donazioni in
generi alimentari*
25,24%
* Coop Liguria, AGEA, Banco Alimenatre,
Centrale del Latte Savona
Distretto
Sociosanitario n.7
9,04%
VALORIZZAZIONI
Locali e attrezzatura cucina in comodato d’uso dal Comune di Savona
Valorizzazione annua (Euro 12.000,00)
Numero 191 volontari / per 87 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 22.685,00)
26
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
Come tutti già sapranno, La Mensa di Fraternità ha compiuto nel 2007 venti anni di onorato
servizio. E’ stato questo il tema che ci ha accompagnato in tutto questo anno scandito da
appuntamenti formativi e momenti di festa per tutti i suoi 191 volontari. I Volontari, il cuore della
Mensa, svolgono servizio 365 giorni l’anno e 6 sono i gruppi parrocchiali impegnati in questa bella
e importante realtà. La Caritas e La Comunità Servizi, nell’occasione del ventennale, hanno voluto
regalare loro un presente in ceramica di Albissola assieme ad un bel libretto di preghiere per la
tavola alternate da ricette per fare il pane. E’ stato alquanto sorprendente verificare il cospicuo
numero di volontari in servizio ancora oggi che hanno cominciato proprio dal quel primo 1987.
Complimenti e ancora un sincero ringraziamento!
Sempre grazie alla presenza di Erika, volontaria in Servizio Civile Nazionale, abbiamo avuto la
possibilità di continuare l’apertura mattutina del Centro Diurno di Solidarietà, aperto anche fin dal
mattino. Gli ospiti, dalle ore 9.00, possono trovare un riparo, leggere un giornale o bere un caffè
caldo ed essere così “accompagnati” fino alla cena, passando attraverso il pranzo, per poi trovare
riparo in Casa di Accoglienza Notturna.
Nel 2007 i pasti erogati sono stati 20.387, per un valore stimato in circa 123.000 euro solo di
viveri. Hanno usufruito della Mensa (almeno una volta nell’anno) 619 persone di cui 258 italiani e
361 stranieri. Più cospicua la presenza straniera se si considera la parte femminile: in questo caso
la presenza extracomunitaria risulta predominante. Le donne infatti sono state 126 di cui 87
straniere, solo 39 quelle italiane. Aumenta in modo significativo anche la consegna settimanale
dei Pacchi Viveri, consegnati a nuclei famigliari o persone singole in difficoltà, sono stati 3.580
(2.751 nel 2006) in media 69 pacchi a settimana. Il Progetto “Buon Fine”, iniziato a dicembre 2006
in collaborazione con Coop Liguria e Comune di Savona ha dato i suoi frutti: 26.738,53 euro di
merce sottratta allo smaltimento e riutilizzata all’interno dei nostri servizi. Prodotti alimentari
invendibili perché residui di attività promozionali, prossimi alla data di scadenza o in confezioni
danneggiate ecc…, ma ancora in perfette condizioni organolettiche e indiscutibilmente
commestibili. Si tratta di una grande risorsa per la Mensa che ha così l’opportunità di aumentare
ulteriormente la qualità e quantità del contenuto sia dei pasti quotidiani sia dei pacchi viveri.
Mi sia permessa una riflessione dopo molte osservazioni che ho ricevuto durante l’anno sul fatto
che i nostri poveri non sono veramente tali: nei paesi del Terzo Mondo la gente vive in uno stato
di miseria che spesso compromette la sopravvivenza stessa degli individui. Questa è povertà.
Nella nostra piccola realtà savonese conosciamo una concezione di povertà molto diversa da
quella presente nel sud del mondo. Per povertà, infatti, non si intende qui solo una mancanza di
ciò che è necessario al benessere materiale, ma anche non avere opportunità di riscatto essenziali
per lo sviluppo umano, quali condurre una vita lunga, sana, creativa, godere di uno standard di
vita dignitoso, godere di decoro, autostima, rispetto degli altri e delle cose cui le persone
attribuiscono valore nella vita. La povertà che caratterizza coloro che frequentano i nostri servizi
ha queste connotazioni: non ci sono poveri così poveri da non poter soddisfare i bisogni primari,
ma nello stesso tempo devono continuare a vivere di stenti e di umiliazioni. Le cause sono molto
varie e possono consistere in situazioni create dall’individuo attraverso negligenze o
irresponsabilità, ma anche da problemi di salute, di cattiva sorte, di discriminazione sociale o da
ambienti poco favorevoli. La povertà è sicuramente fame. La povertà è vivere senza un tetto. La
povertà è essere ammalati e non riuscire a farsi visitare da un medico. La povertà è non potere
andare a scuola e non sapere leggere. La povertà è non avere un lavoro, ma è anche timore del
futuro, è vivere giorno per giorno senza avere la capacità di vedersi proiettati in un futuro
positivo. La povertà è perdere un figlio per una malattia. La povertà è non avere potere e non
essere rappresentati adeguatamente. La povertà è una situazione da cui la gente vuole evadere.
Povertà è l'umiliazione, la sensazione di essere dipendenti da altri, di essere obbligati ad accettare
offese, disprezzo, e trovare indifferenza quando si cerca aiuto. La povertà, però, richiede azioni sia
27
da parte dei poveri sia dei benestanti, e richiede di cambiare il mondo per fare sì che molte più
persone possano avere un buon livello di nutrizione, un alloggio adeguato, accesso all'educazione
e alla salute, protezione dalla violenza e voce in ciò che succede nella loro comunità. Leggendo
queste possibili definizioni, inconsciamente, ho associato ad ogni frase un volto di persone che ho
incontrato in mensa in questo anno ed è per questo che le ho trovate attuali e vive.
Concludendo vi lascio con una frase che mi ha colpito molto che ritengo di grande stimolo e
augurio per affrontare il nuovo anno:
“il grado di civiltà della società si misura anche dalla capacità di distribuire la ricchezza e di
attenuare gli effetti negativi delle disuguaglianze” (M. L. Bacci, - sociologo).
Marco Giana
28
3.3 SERVIZIO EMERGENZA ABITATIVA
SEDE OPERATIVA
Centro Ascolto Diocesano – Via Mistrangelo, 1/1 bis – 17100 Savona
ALTRE SEDI:
Casa Accoglienza Notturna (1° livello maschile) - Via Guidobono, 12 – 17100 Savona
“Casa Betania” (1° livello femminile) - Via Guidobono, 14 – 17100 Savona
“Casa Emmaus” (2° livello maschile) - Via Solari, 7/3 – 17100 Savona
“La Locanda” (2° livello femminile) - Via Luigi Corsi, 35 – 17100 Savona
Comunità Vado (2° livello maschile) - Via Ferraris, 8/2 – 17049 Vado Ligure (SV)
“Agenzia Sociale per la Casa” c/o Comune di Savona – Corso Italia, 19 – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Marco BERBALDI (responsabile), Claudia CALABRIA, 1 addetto pulizie, 99 volontari
29
OBIETTIVI
1.
2.
3.
accoglienza di primo livello, offre una risposta di emergenza notturna per 10 posti;
accoglienze di secondo livello in strutture dove gli utenti, seguiti dai nostri operatori,
fanno un’esperienza d’abitazione condivisa con un progetto di risocializzazione;
gestione di alloggi, in collaborazione con servizi i sociali territoriali e nell’ambito
dell’Agenzia Sociale per la Casa, i cui utenti hanno una capacità contrattuale ridotta
o non sufficiente per reperire un’abitazione sul mercato privato.
BENEFICIARI
1° livello: 166 persone in situazione di grave marginalità per 3.628 notti
2° livello: 14 persone per notti 2.785
3° livello: 21 nuclei famigliari (7 single e 14 famiglie)
Agenzia Sociale per la Casa: 75 nuovi nuclei familiari e circa 400 passaggi
COSTO*
Euro 315.788,77
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Offerte
9,72%
Comune di Savona
25,12%
Distretto
Sociosanitario n. 7
22,54%
Ottopermille CEI
13,40%
Proventi
straordinari Fondo
Lire UNRRA
8,68%
Proventi
straordinari in
Conto Capitale
20,54%
30
VALORIZZAZIONI
Casa Accoglienza Notturna via Guidobono in comodato d’uso dalla Diocesi di Savona –
Noli
Casa Emmaus di via Solari, in comodato d’uso dalla Parrocchia di San Francesco da Paola
Casa accoglienza “La Locanda” in Via Luigi Corsi, in comodato d’uso dalla Congregazione
della Sacra Famiglia di Savigliano
Alloggio Via Chiavella, in comodato d’uso dalla Parrocchia della Santissima Trinità
Alloggio Via Ferraris a Vado Ligure, in comodato d’uso dalla Diocesi di Savona – Noli
Valorizzazione annua (Euro 38.000,00)
Numero 99 volontari / per 200 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 52.000,00)
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
“Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Addio", disse la volpe.
"Ecco il mio segreto.E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
Come nel racconto “Il Piccolo Principe”, dove la relazione tra il piccolo principe e la volpe si
costruisce a partire dalla fiducia reciproca che i due, a poco a poco si scambiano, così nella
relazione di aiuto con la persona senza dimora si attiva un graduale “addomesticamento”
reciproco, un concedere progressivamente la propria fiducia all’altro, che consente di far avanzare
tale relazione e di invertire quel processo di isolamento e di emarginazione nel quale è finita la
“persona della strada”.
La fiducia nella relazione si sviluppa nella misura in cui la persona in difficoltà sperimenta,
attraverso l’incontro con l’operatore o con il volontario, atteggiamenti di congruenza, empatia e
considerazione positiva incondizionata. La persona in difficoltà cambia in positivo l’idea di sè
attraverso ciò che percepisce dalla relazione: è questa percezione che dà la spinta per riconoscersi
persona adeguata, competente, dotata di risorse, responsabile delle proprie scelte. Questo
processo si attiva solo nella misura in cui si è disposti a definire la persona senza dimora portatrice
di risorse. Se la lente attraverso cui guardiamo il senza dimora è “tu sei ciò che non hai” allora ci
verrà spontaneo colmare dei bisogni e non cercare la relazione; ma, come ricorda Pedro Meca, la
vera inversione del processo di désaffiliation avverrà quando: “chi oggi riceve, domani sarà in
grado di dare”.
L’ACCOGLIENZA DI PRIMO LIVELLO
CASA DI ACCOGLIENZA VIA GUIDOBONO E CASA BETANIA
Secondo Rogers, se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è
quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto quello di aiutarla a comprendere la situazione e a
gestire il problema prendendo da sola e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali 3.
Folgheraiter F., La relazione di aiuto nel counseling e nel lavoro sociale, prefazione a Mucchielli, R,
Apprendere il counseling, Trento, Ed. Centro Erikson, 1987
3
31
Solo, attraverso la consapevolezza di sé, l’uomo diventa responsabile delle sue scelte e del suo
progetto di vita. Si tratta di un processo complesso che richiede molto tempo perché il nostro
intervento non si deve centrare sul problema in sé, ma sui residui di competenza della persona
sulle sue risorse interiori (emozionali, affettive, cognitive..) necessarie affinchè il processo di aiuto
scaturisca dal suo interno recuperando consapevolezza, spontaneità e intimità e scongiurando
dipendenze dall’istituzione. In sostanza cerchiamo di affermare il primato della persona rispetto
al bisogno che porta con sé. La richiesta e il bisogno (casa, lavoro..) degli ospiti vengono presi in
considerazione nella misura in cui la loro presa in carico è funzionale a promuovere l’autonomia
della persona accolta. La risposta al bisogno è importante, ma deve essere uno strumento,
un’occasione di incontro e non il fine ultimo dell’intervento. E quanto migliore sarà la qualità
dell’incontro interpersonale, maggiori saranno le possibilità di riuscita di qualsiasi percorso.
“Non è importante solo che il servizio, la prestazione, sia di qualità, ma diventa importante come il
servizio arriva alla persona: se centra le sue aspettative, se lo aiuta a percepirsi in modo diverso, se lo
aiuta ad esprimersi su ciò che gli viene offerto e quant’altro aggiunga significato e senso
all’esperienza che si trova a vivere”4
Per quanto sopra premesso, il “Coordinamento per la grave marginalità” ha scelto di lavorare
maggiormente su accoglienze a medio lungo termine destinando a tale scopo una quota
significativa di posti letto delle case di accoglienza di via Guidobono. Anche per l’anno 2007 è
possibile confermare la tendenza, già segnalata lo scorso anno, che vede le nostre strutture di
prima accoglienza frequentate prevalentemente da persone che si trovano in una condizione di
“vulnerabità” e che rischiano, se non sostenute in tempo, di scivolare verso l’esclusione sociale. Ci
sembra di poter affermare, almeno per quanto riguarda la problematica abitativa, che mentre la
quota di persone gravemente emarginate della nostra città tende a rimanere costante, i soggetti
che “abitano” l’area della vulnerabilità (immigrati, giovani disoccupati o con lavori precari,
separati etc) tendono ad aumentare in modo esponenziale. Inoltre Savona, caratterizzata da reti
di sostegno sociale corte e ben correlate (tutti i servizi sono a portata di mano), viene riconosciuta
da molti soggetti deboli e di “passaggio” come una realtà accogliente dove è possibile ipotizzare
un percorso di reinserimento sociale. In questo quadro il centro maschile di via Guidobono ha
accolto nello scorso anno 134 ospiti, di cui 58 italiani e 76 stranieri per un totale di 3107 notti
erogate. Per il funzionamento della casa, settimanalmente sono necessarie in media 90 ore di
volontariato garantite da 52 volontari e due rover in servizio del gruppo Scout del Savona III.
In particolare:
•4 volontari fanno un turno mensile di sola accoglienza
•9 volontari fanno due turni mensili di sola accoglienza;
•6 volontari fanno un turno mensile solo notte;
•13 volontari fanno un turno mensile accoglienza – notte;
•8 volontari fanno due turni mensili: uno solo accoglienza ed uno accoglienza e notte;
•12 volontari fanno due turni mensili accoglienza – notte;
L’apertura di “Casa Betania”, è stata la prima risposta nella nostra diocesi al disagio abitativo
femminile di bassa soglia. Il centro femminile di via Guidobono ha accolto nello scorso anno (da
aprile a dicembre) 32 donne, di cui 10 italiane e 22 straniere per un totale di 521 notti. Tra le
straniere 17 provenienti da Ucraina e Russia, 3 dall'Africa settentrionale, 1 dal Brasile e 1 dalla
Francia. La forte presenza di donne dei paesi dell'est è correlata all'offerta di lavoro come
assistenti familiari (badanti): al momento della perdita del lavoro, a seguito della morte o del
ricovero in struttura della persona anziana della quale si occupano, queste donne rimangono
anche senza abitazione. Da qui l'accoglienza in Casa Betania, nella quale hanno convissuto
pacificamente, a volte con qualche contrasto, donne con problematiche e culture completamente
diverse, coadiuvate dalla fondamentale presenza delle volontarie. Con l'apertura a dicembre della
“Locanda”, specificatamente dedicata a donne che hanno un disagio abitativo temporaneo, la
maggior parte delle donne straniere che si sono rivolte al Centro Ascolto per un bisogno abitativo
4
De Luise D., (a cura di), Operare con le persone senza dimora
32
è stata orientata verso quella struttura di accoglienza. Per il funzionamento della casa
settimanalmente sono necessarie in media 90 ore di volontariato garantite da 34 volontarie e una
ragazza in servizio civile. In particolare:
•6 volontarie fanno un turno mensile di sola accoglienza
•4 volontarie fanno due turni mensili di sola accoglienza;
•3 volontarie fanno un turno mensile solo notte;
•2 volontarie fanno due turni mensili solo notte;
•11 volontarie fanno un turno mensile accoglienza – notte;
•2 volontarie fanno due turni mensili: uno solo accoglienza ed uno solo notte;
•6 volontarie fanno due turni mensili accoglienza – notte;
Le casa di accoglienza di primo livello offrono diverse possibilità di relazione che naturalmente
sono destinate ad intensificarsi se la permanenza di alcuni ospiti si allunga nel tempo. Se la qualità
dell’incontro interpersonale è l’essenza di qualsiasi relazione di aiuto, in particolare modo questo
vale per il lavoro con la persona senza dimora che è colui che manca principalmente di un luogo
degli affetti e di relazioni significative. La qualità della relazione è determinata in gran parte da
alcuni atteggiamenti che operatore e volontari devono garantire durante ogni incontro.
In quest’ottica chi porta l’aiuto non va inteso solo come uno strumento per aprire la
problematicità alla comprensione della persona che chiede aiuto, ma diviene anche un modello di
relazione consapevole, spontanea ed intima, che la persona in difficoltà può sperimentare e
riproporre. In particolare modo nella case di via Guidobono stiamo cercando di impostare le
nostre relazioni con gli ospiti perseguendo questi atteggiamenti: Il primo è la genuinità o
congruenza: la fiducia nella relazione da parte della persona che sta di fronte a noi dipende in
gran parte dalla nostra autenticità, dall’ essere senza maschera o facciata. “Tutti noi conosciamo
individui di cui ci fidiamo perché sentiamo che essi sono realmente come appaiono, aperti e
trasparenti; in questo caso sentiamo di avere a che fare con la persona stessa, non con una
facciata cortese e professionale. Questa è la genuinità”.5
Il secondo atteggiamento è quello che Rogers
chiama accettazione incondizionata o
considerazione positiva incondizionata: si intende con ciò l’atteggiamento di non porre condizioni
al fatto di accettare o di mantenere una positiva disposizione verso la persona cui il nostro aiuto è
rivolto. La persona è accettata, indipendentemente da ciò che pensa, fa o dice, solo per quello che
è e per la sua motivazione di cambiare.
L’ACCOGLIENZA DI SECONDO LIVELLO
CASA EMMAUS
Gli ospiti, che nel corso dell’anno hanno usufruito del servizio, sono stati sei. Abbiamo vissuto tre
dimissioni e una nuova accoglienza. Due dimissioni sono sfociate nel passaggio in alloggi di terzo
livello, una purtroppo non è andata a buon fine. Quattro ospiti durante la permanenza presso la
struttura hanno presentato domanda al bando ERP. Nel corso del 2007 si può evidenziare una
maggiore autonomia degli ospiti nella gestione della casa ed una maggiore capacità di confronto
che si manifesta nelle settimanali riunioni di verifica. Il “canone” della casa viene trasmesso in
modo naturale ai nuovi arrivati e spesso nascono nuove regole spontanee (ad es. la raccolta
differenziata dei rifiuti) che gli ospiti stessi si danno per una migliore gestione della quotidianità.
In questo ultimo anno, in accordo con i volontari, abbiamo deciso di aprire con maggiore
frequenza la casa anche ai vecchi ospiti a testimonianza di una realtà e di un gruppo che ha a
cuore il cammino delle persone che incontra oltre il periodo di permanenza nella struttura. Quindi
diverse sono state le occasioni di incontro con le “vecchie conoscenze” anche nella quotidianità
delle cene settimanali animate dai volontari per gli ospiti della casa. Questo processo è culminato
nella festa per il quinquennale di casa Emmaus dove volontari ed ospiti hanno festeggiato insieme
Rogers, C. La Terapia centrata sul cliente, in S. Arieti ( a cura di), Manuale di psichiatria, Vol. 3, Torino,
Boringhieri, 1970, pag.1965.
5
33
a chi ha vissuto la storia della casa condividendo questo momento con tutta la comunità dell’unità
pastorale San Francesco - S. Lorenzo. Con riferimento alle attività per il tempo libero abbiamo
contenuto la proposta organizzando solo alcune uscite serali (bowling e ristorante cinese) e la
vacanza estiva in montagna (Val Maira) in collaborazione con il centro diurno “La cometa” e il
laboratorio di orientamento al lavoro “La cruna dell’ago” la vacanza estiva in montagna (Val
Maira) alla quale purtroppo ha partecipato un solo membro della casa su quattro e due volontari.
In realtà la mancata partecipazione degli altri ospiti (almeno per due su tre ) era da imputarsi al
periodo scelto che non coincideva con la loro possibilità di prendere ferie. Siamo molto fiduciosi
per l’organizzazione della vacanza di questo anno. Alla fine del 2007 i volontari coinvolti nel
servizio, tutti provenienti dall’unità pastorale, sono venti. Inoltre presta servizio presso la
struttura una ragazza in servizio civile. In termini di ore di volontariato, l’impegno settimanale
all’interno della casa è pari a 20 ore. Lo stile educativo applicato nella relazione con gli utenti
come gli scorsi anni fa riferimento al “codice dei fratelli”.
Nella relazione con gli ospiti della casa puntiamo a sperimentare una maggiore comprensione
empatica del loro mondo e cerchiamo di comunicare loro qualche aspetto importante della nostra
comprensione. L’empatia è “la capacità di mettersi al posto dell’altro, di vedere il mondo come lo
vedi costui”.6 Una comprensione dell’altro “nei suoi significati più intimi e personali come se
fossero i propri, senza d’altronde dimenticare che in realtà non lo sono.”7 Abbiamo ormai
sperimentato che solo quando ci è chiaro lo schema di riferimento di chi sta di fronte a noi siamo
in grado di restituire un riconoscimento vero e non semplicemente l’ idea che dell’altro ci siamo
fatti; solo in questo momento siamo in grado di restituire a certe esperienze dei significati di cui la
persona non è più consapevole.
In altri termini siamo chiamato a percepire e ricevere l’esperienza dell’altro, per poi fermare e
definire il percepito e aiutare la persona in difficoltà a farne oggetto intelligibile, riconoscibile,
dipanando alcuni nodi, mostrando elementi nuovi. Solo dopo aver riconosciuto e scambiato
significati, ricevo il permesso di lavorare anche sui problemi materiali che la persona porta.
Questa dinamica consente alla persona di avvicinarsi a se stessa, di ricostruire la propria identità
in un contesto di intimità condivisa. Non si tratta dunque di una semplice valutazione dall’esterno
dello stile di vita dell’altro, ma qualcosa di più profondo che ci costringe ad abbandonare il nostro
punto di vista rassicurante per assumere la prospettiva dell’altro.
Quando qualcuno capisce come sento e come penso di essere, senza volermi analizzare o
giudicare, allora sento di potere, in una tale atmosfera aprirmi e crescere. Sono certo di non essere
solo in quel sentimento. 8
Gli obiettivi per il 2007 erano orientati al fatto che ogni ospite fosse messo nella condizione di
percepirsi degno di attenzione e di cura e quindi potesse leggere in ogni situazione (dalla ricerca
del lavoro, alla partecipazione al bando ERP, dal tempo libero, allo studio e così via) un occasione
per costruire un progetto per se stesso sulla base della propria storia, delle proprie risorse
personali, dei propri desideri. In sintesi Casa Emmaus è il luogo dove vivere se stessi, le relazioni, e
le situazioni in modo promozionale e non strumentale.
LA LOCANDA
Il mese di dicembre 2007 è stato caratterizzato dall’apertura della “Locanda”, una casa per
l’accoglienza di donne italiane e straniere che hanno un temporaneo disagio abitativo per cause
diverse (lavorative, familiari, sociali…). In questi primi venti giorni di attività la presenza è stata di
3 donne ucraine, precedentemente ospitate in Casa Betania, rimaste temporaneamente senza
lavoro, che nella nuova casa hanno trovato una dimensione di maggior autonomia, intimità e
risposta ai propri bisogni, sia dal punto di vista pratico (avere una casa…) che da quello emotivo
(sentirsi accolte, potersi dedicare alla ricerca del lavoro senza ulteriori ansie, condividere momenti
di gioia e serenità con le altre ospiti…). Obiettivi per il 2008 sono l’accoglienza, la convivenza
6
7
8
Rogers, C. & Kinget, M.G., Psicoterapia e relazioni umane
Rogers, C, La terapia centrata sul cliente
Rogers, C, La terapia centrata sul cliente
34
“serena” all’interno della casa, l’integrazione e interazione culturale fuori e dentro la casa,
l’orientamento e l’accompagnamento delle donne ospiti per consentire loro di risolvere
autonomamente i propri problemi. Da gennaio è previsto l’impegno di volontari/e e della ragazza
in servizio civile nell’animazione di una/due serata alla settimana e un lavoro di ricerca di nuovi
volontari/e.
COMUNITA’ VIA FERRARIS - VADO LIGURE
La comunità di Vado Ligure è una realtà nata in particolare per persone che vivono da anni in uno
stato di malattia cronico grave connesso ad una storia di dipendenza, che, per alcuni ospiti è
ancora attiva.
E’ costituita da tre appartamenti (in totale per 7 ospiti) e alla fine del 2007 gli occupanti sono 5 (2
appartamenti singoli e uno con tre ospiti). Di questi, due sono inseriti nel progetto “Ne siamo
fuori” istituito ai sensi della legge 45/99 “lotta alla droga”. Quattro ospiti sono stati orientati nella
presentazione della domanda al bando ERP. All’interno della struttura non operano volontari e gli
operatori incontrano gli ospiti con cadenza settimanale. L’intervento è orientato ad offrire uno
spazio e un tempo, pienamente condivisibili dalla persona accolta, per mezzo dei quali poter
riprendere coscienza della propria identità, attraverso ciò che gli altri pensano e restituiscono, e
dove dare significato alla riconciliazione con la dimensione sociale. I progetti sono personalizzati e
non viene incoraggiata alcuna dinamica comunitaria.
L’ACCOGLIENZA DI TERZO LIVELLO
L’accoglienza di terzo livello al 31/12/ 2007 può contare su 21 appartamenti, così suddivisi:
• 5 appartamenti con gestione parzialmente finanziata dalla L. 45/99 progetto “Ne siamo Fuori”;
• 4 appartamenti protetti i con gestione in parte Fondazione e in parte a carico dell’ente
pubblico;
• 12 appartamenti i cui costi vengono rimborsati direttamente dai beneficiari dell’alloggio;
Nel corso del 2007 hanno usufruito del servizio un nuovo nucleo familiare e due singoli e lascia il
servizio un nucleo famigliare trasferitosi nel basso Piemonte. Alla fine dell’anno gli alloggi sono
abitati da: 7 singoli e 14 nuclei familiari. La riduzione dei singoli ospitati al terzo livello rispetto alle
scorse relazioni è da imputarsi all’apertura della Comunità di Vado. Tutti gli utenti del terzo livello
(ad eccezione di tre persone che per differenti motivi non potevano partecipare al bando) sono
stati accompagnati dal nostro servizio per la presentazione della domanda al bando ERP. Come
programmato il servizio è stato ulteriormente razionalizzato chiudendo i contratti di via Paleologo
56/A, e via Repusseno 4/9 che rappresentavano gli appartamenti in peggiori condizioni
manutentive. Il percorso di “accompagnamento” dei beneficiari degli alloggi è proseguito
attraverso le visite domiciliari, con particolare attenzione ai cosiddetti alloggi protetti, ai nuclei
inseriti ai sensi della legge 45/99 e ai nuovi nuclei accolti. Queste visite hanno lo scopo di favorire
la conduzione responsabile dell’alloggio affidato: dalla gestione delle utenze, alla manutenzione
ordinaria, dal rispetto del regolamento condominiale, alla prevenzione dei conflitti nel rapporto
con il vicinato. Alla fine dell’anno tutti gli alloggi risultano in buone condizioni di manutenzione,
dignitosamente arredati, con impianti elettrici a norma (ad eccezione di via Privata Istria dove
manca la terra dell’impianto elettrico), impianti termici collaudati. Tutti gli inquilini sono in regola
con la dichiarazione TARSU. Per il 2008 abbiamo trattative avviate per far sottoscrivere almeno un
contratto di locazione direttamente tra la proprietà e la nostra utenza per l’ alloggio sito in via
Torino 20/8.
SPORTELLO CASA
Nel corso del 2007 è proseguita l’attività dello Sportello Casa promossa dal comune di Savona ed
in particolare abbiamo registrato 75 nuovi passaggi (54 nuclei italiani e 21 stranieri) più diversi
passaggi dei nuclei già monitorati nel 2006. Dall’analisi dei passaggi allo sportello casa
dell’ultimo anno possiamo affermare che i nuclei in condizione di “emergenza abitativa” (39)
erano numericamente equivalenti ai nuclei in condizione di “tensione abitativa” (36) (per
35
dettaglio vedi tabella.). Per i nuclei italiani i dati confermano che le separazioni sono tra le
principali cause ditensione abitativa. Aumentano anche a livello locale gli sfratti per morosità (a
livello nazionale rappresentano il 75% del fenomeno). Per i nuclei stranieri, dove i singoli sono la
maggioranza, per lo più badanti, la tensione abitativa scaturisce dalla difficoltà a trovare e
mantenere il lavoro e, quando questo ultimo non rappresenta un problema, vincere il pregiudizio
dei proprietari che con difficoltà affittano alloggi a stranieri. L’anno è stato caratterizzato dalla
attività di assistenza alla partecipazione al bando ARTE per l’assegnazione di alloggi ERP. Delle 811
domande presentate alla chiusura del bando, tra le 200 e le 250 sono state predisposte dallo
sportello. Da evidenziare l'incremento di domande presentate rispetto al bando 2002 dove
venivano superate di poco le 400 unità.
Nel corso del 2007 abbiamo analizzato i passaggi relativi al 2006 sotto il profilo della territorialità
(vedi tabella allegata) e abbiamo verificato che tutti gli ambiti sono interessati dal disagio
abitativo in modo omogeneo per quanto riguarda la tensione abitativa mentre con riferimento
all'emergenza abitativa l'ambito centro registra meno casi. Nel corso 2007 l’unità per la
valutazione alloggi (U.V.A.), composta dall’assessore alle politiche sociali, dal dirigente di settore,
dai tre coordinatori di distretto e dall’operatore dello sportello casa, ha assegnato ben 18 alloggi
alla fine del 2007 sono 51 i nuclei che vivono nelle così dette case parcheggio comunali. Sono
ormai consolidati i rapporti con ARTE, SUNIA, SICET, Ambiti sociali.
DATI PASSAGGI SPORTELLO CASA 2007
EMERGENZA ABITATIVA
ITALIANI
Sfratti per fine locazione
3
Sfratti per morosità
7
Sfratti esecutivi
7
Persone senza dimora
6
Persone separate
4
Altro
5
Totale nuclei
32
TENSIONE ABITATIVA
ITALIANI
Difficoltà economica
8
Persone separate
5
Ricongiungimenti famigliari
0
Altro
9
Totale nuclei
22
TOTALE PASSAGGI
54
STRANIERI
0
1
1
2
0
3
7
TOTALE
3
8
8
8
4
8
39
STRANIERI
4
1
1
8
14
TOTALE
12
6
1
17
36
21
75
CONCLUSIONI
La motivazione di cambiare scaturisce dalla bellezza della natura umana: tutti abbiamo una bellezza
e la conoscenza della bellezza va di pari passo con l’amore; se la bellezza dell’altro è amata si
espande; se aiuto a scoprire la bellezza, l’uomo che ho di fronte sarà in grado di fare qualunque cosa.
E questa scoperta è tanto rapida quanto sono in grado di sperimentare un atteggiamento caldo,
accogliente verso tutto ciò che la persona sofferente porta con sé. Per perseguire questa strada è
necessario costruire un linguaggio condiviso, diverso per ogni persona con la quale si entra in
relazione, che consenta di condividere un senso. Un linguaggio formato non solo da parole ma
anche da gesti e atteggiamenti. Direi quasi un codice utile per comunicare all’altro la propria
intenzione di capire ciò che vuole esprimere. Condividere un senso non significa scegliere per
l’altro gli obiettivi da raggiungere, ma definire un percorso che possa portare a degli obiettivi,
prima in forma di desiderio, poi progettuale e concreta.
Marco Berbaldi e Claudia Calabria
36
3.4 SERVIZIO IMMIGRAZIONE
SEDE OPERATIVA
Via Mistrangelo, 1/1 bis – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Luca PATRIARCA (responsabile), 3 volontari
OBIETTIVI
Il servizio nasce dall'esigenza di favorire l’inserimento socioculturale dei cittadini
extracomunitari nel territorio. Il servizio in particolare è mirato alla creazione di uno
ufficio finalizzato ad aiutare gli extracomunitari ad essere coscienti dei propri diritti, dal
primo ingresso fino al diritto alla cittadinanza
37
BENEFICIARI
2.008 nuove persone straniere
per circa 9.400 colloqui /contatti
COSTO*
Euro 41.933,93
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Ottopermille
Diocesi Savona
40,32%
Distretto
Sociosanitario n.7
23,85%
Offerte
35,83%
VALORIZZAZIONI
Locali ufficio in comodato dalla Diocesi di Savona - Noli
Valorizzazione annua (Euro 3.600,00)
Numero 3 volontari / per 45 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 11.700,00)
38
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
Il servizio immigrazione è un servizio di mediazione, osservazione, orientamento, ascolto, nonché
di ricezione di istanze tese ad ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno, il ricongiungimento
famigliare e di accompagnamento degli immigrati irregolari presenti sul territorio verso una
possibile regolarizzazione. Il servizio è rivolto a chiunque cittadini immigrati, regolari o irregolari,
ma anche cittadini italiani, interessati al tema dell’immigrazione. L’anno 2007 ha confermato e
consolidato la presenza sul territorio del servizio immigrazione. In particolare, si è assistito ad
un’ulteriore distribuzione dell’utenza non solo a livello cittadino, ma anche a livello provinciale.
La stessa tipologia dell’utente è ormai definitivamente mutata, poiché, oltre all’immigrato, il
servizio immigrazione è diventato uno stabile punto di riferimento per consulenti, datori di lavoro,
commercialisti, e per gli stessi uffici pubblici. Quanto detto trova riscontro, sotto il profilo
quantitativo, nel rilevamento dei dati che, per la prima volta, hanno registrato una seppur
minima, ma auspicata, flessione rispetto all’anno precedente, anche se i fattori che l’hanno
determinata sono stati la fisiologica diminuzione dei cittadini rumeni, ormai “sganciati” dalla
pesante burocrazia che interessa i cittadini extracomunitari, ed il decreto flussi 2007 le cui nuove
modalità procedurali hanno coinvolto direttamente solo i patronati e non il nostro servizio. Le
previsioni per il primo semestre 2008 sono comunque orientate verso un nuovo consistente
flusso, poiché questo periodo coincide con la scadenza di molti permessi di soggiorno biennali
rilasciati nell’anno 2006 e con il compimento del quinto anno dal rilascio dei permessi di soggiorno
relativi alla sanatoria del 2002/2003, per cui gli interessati hanno maturato il diritto a chiedere la
carta di soggiorno.
I passaggi complessivi si sono assestati intorno alle 9.400 unità, rispetto alle 10.000 dell'anno 2006
per un totale di 2.008 persone comtatttate. Gli utenti che non avevano mai usufruito del servizio
sono stati 1.214, contro i 1.349 dell’anno precedente. Di seguito il rilevamento in termini
percentuali dell’utenza divisa per comunità:
NAZIONALITA’
Ecuador
Albania
Egitto
Marocco
Perù
Romania
Ucraina
Brasile
Cina
Tunisia
2007
17,5%
14,0%
11,9%
8,5%
5,2%
4,1%
3,9%
2,9%
2,5%
2,3%
2006
19,5%
15,9%
7,0%
7,4%
6,4%
8,3%
4,6%
3,8%
3,8%
1,5%
IL NUOVO SISTEMA POSTALE DI RINNOVO DEI PERMESSI DI SOGGIORNO
L’anno 2007 ha portato a pieno regime il nuovo sistema di rinnovo dei permessi di soggiorno a
mezzo del servizio postale. Questa procedura, venduta come la “rivoluzione” che avrebbe
semplificato tutto, è miseramente crollata su se stessa. E’ stato creato, in realtà, il più grande
ingorgo burocratico-amministrativo di tutti i tempi. I procedimenti amministrativi “di massa” si
caratterizzano sempre per una percetuale più o meno significativa di ritardi o errori. Nel caso dei
permessi di soggiorno questa percentuale è del 100%. Non esiste un solo immigrato che abbia
ottenuto il permesso di soggiorno entro un termine ragionevole, che non si pretende essere quello
previsto dalla legge, cioè 20 giorni, ma che possa almeno giustificare il costo del servizio schizzato
39
da 14.62 euro a 73 euro pro-capite (+499%!). I tempi medi di attesa sono di circa un anno e, in
alcune città, si arriva anche a due. I permessi di soggiorno, che tra l’altro sono consegnati spesso
già scaduti, o prossimi alla scadenza, non sono solo aridi tesserini. L’immigrato che rimane in
possesso della ricevuta postale per mesi ha difficoltà a muoversi negli uffici pubblici, ad esercitare
i propri diritti, non può fare ritorno in Patria, ha difficoltà a trovare lavoro, il sospetto di
irregolarità e di clandestinità lo segue come un ombra.
Lo Stato eroga, pertanto, un “disservizio” che colpisce la totalità dei soggetti a cui è rivolto, senza
eccezione alcuna. I due Ministeri che si sono succeduti in questi anni sono equamente
responsabile di questa grave inadempienza. Le istanze ad oggi presentate sono state 1.300.000,
contro 300.000 permessi di soggiorno consegnati (ripetiamo, spesso scaduti o prossimi alla
scadenza) con ritardi abnormi. Questa montagna di carta si arrichisce ogni settimana di 20.000
nuove istanze. Questa vergognosa miscela esplosiva che parte da Poste S.p.a., per poi proseguire
nella cronica carenza di personale, fino all’assurdo sistema del fotosegnalmento, che deve essere
ripetuto ad ogni rinnovo del permesso, e per concludersi al Poligrafico dello Stato, unico soggetto
abilitato a produrre i permessi elettronici per tutta l’Italia, dovrebbe essere immediatamente
disattivata con decreto legge, senza attendere la sua morte naturale che avverà solo quando la
convezione con Poste Italiane scadrà, cioè nel 2009. Il nostro servizio ha risentito pesantemente di
questo caos. Le preoccupazioni per i permessi di soggiorno che non arrivano, oltre alle
innumerevoli “false segnalazioni” di documenti assenti, o da rilevabili sul portale delle Poste, dove
è possibile seguire l’iter delle istanze, hanno creato un indotto lavoro extra che ha appesantito il
servizio, con notevole aggravio per il nostro impegno quotidiano. Il Ministero dell’Interno ha
sottoscritto convenzioni nazionali con i patronati per la raccolta telematica delle istanze, anche se
non si riscontrano significative differenze tra chi usufruisce del servizio telematico e chi compila
manualmente i KIT postali. Il nostro servizio, non convenzionato, fornisce assistenza nella
compilazione manuale delle istanze. I dati statistici confermano, come già accadeva in passato, il
primato del servizio immigrazione della Fondazione che ha provveduto ad istruire il maggior
numero di istanze di rinnovo dei permessi di soggiorno. Questo dato ci ha lasciato perplessi,
poiché eravamo convinti che il moltiplicarsi degli uffici ed il nuovo sistema che coinvolgeva per la
prima volta i patronati, avrebbe provacato una maggior distribuzione dell’utenza.
Secondo i dati che ci hanno fornito gli stessi patronati, al settembre 2007, il numero totale delle
istanze inviate on-line, tenuto conto di tutti i patronati ed enti autorizzati sul territorio della
Provincia all’invio informatico, si attestava a quota 700, contro le 900, nello stesso periodo di
riferimento, istruite dal nostro ufficio che, ricordiamo, non ha alcuna sede periferica.
Infine, non escludiamo che nel medio termine, il servizio immigrazione possa individuare un caso
pilota da portare davanti alla giustizia amministrativa, stimolati da una recente pronuncia del
T.A.R. della Puglia che in sostanza ha riconosciuto il diritto alla presentazione con unica istanza, e
quindi in un'unica busta, della richiesta del permesso di soggiorno C.E. per lungo soggiornanti
anche nell’ipotesi di più componenti lo stesso nucleo famigliare.
IL DECRETO FLUSSI 2007
Dopo l’ennesimo colossale disastro che ha caratterizzato il decreto flussi 2006, con procedimenti
amministrativi per il rilascio dei nulla osta non ancora conclusi a quasi due anni di distanza, il
decreto flussi 2007, arrivato con notevole ritardo sul finire dell’anno, ha portato con se alcune
novità. In primo luogo è stata modificata la procedura. Quest’anno le domande potevano essere
inviate solo on-line. Il ministero ha sottoscritto convenzioni con i Patronati e con le associazioni
che si occupano di immigrazione iscritte nell’apposito registro presso il Ministero della Solidarietà.
Caritas Italiana non ha sottoscritto tali convenzioni e, in conseguenza, la Fondazione, che tra
l’altro non è ancora iscritta nel citato registro delle associazioni, non ha potuto accedere al
sistema degli accreditamenti presso il Ministero. La positiva scelta di eliminare il passaggio postale
e di incentivare l’uso del computer, è stata immediatamente offuscata da un sistema messo in
ginocchio dalla valanga di domande presentate, circa 700.000, contro le 170.000 quote
programmate. Sono stati tre i click day. Il primo è scattato il 15 dicembre alle ore 08.00, quando i
40
computers del Ministero hanno subito l’assalto di 400.000 domande. I successivi clicks sono
scattati il 18 e il 21 dicembre. Gli amanti del genere catastrofico non sono stati delusi, il Titanic è
affondato anche stavolta. Ad avere la peggio sono stati proprio i patronati, sempre in prima fila a
salire sugli inaffondabili transatlantici che il Ministero dell’Interno vara in quel porto delle nebbie
che è la burocrazia dell’immigrazione. Dai patronati partivano, infatti, il maggior numero di
istanze in contemporanea, quindi in “svantaggio informatico” rispetto a chi correva da solo con
una sola istanza. Non solo, ma, di fatto, chi si è rivolto ai patronati ha inconsapevolmente
avvantaggiato i “single”. Molte istanze partite dai patronati sono partite alle ore 08.00 e arrivate
al Ministero nel tardo pomeriggio! Insomma, l’ingorgo si è spostato dalle poste alla rete
telematica. Con buona pace per la trasparenza (chi può dire che gli orari delle “ricevute di ritorno
telematiche” corrispondono al vero?). Il Ministero ci ha fatto credere che chi cliccava per primo
arrivava primo. Niente di più falso! E i tempi? Lo slogan era quello di consegnare i nulla osta entro
i termini di legge. Li abbiamo già superati. Sono stati consegnati un migliaio di nulla osta su
170.000. Il servizio immigrazione ha comunque fornito supporto informativo cercando di
incentivare proprio il fai da te e avvertendo del possibile svantaggio che si sarebbe creato nel
rivolgersi ai patronati. Gli utenti interessati al decreto iscritti nelle nostre liste erano circa 500 che
hanno ricevuto regolarmente gli sms informativi.
IL DECRETO LEGISLATIVO 30/07
L’11 aprile del 2007 è entrato in vigore il D.LGS 30/07, recante norme per la libera circolazione e il
soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro famigliari anche extraue. Questo decreto incide in
particolar modo sul diritto all’ingresso dei parenti e degli affini extracomunitari del cittadino
comunitario, e quindi anche del cittadino italiano. Le categorie di soggetti maggiormente
interessate sono gli ascendenti e i discendenti del cittadino comunitario e del suo coniuge ai quali
è garantito il diritto automatico di ingresso e soggiorno, senza la necessità di chiedere il
preventivo nulla osta agli Sportelli Unici delle Prefetture. In vero, già il D.pr. 54/2002 riconosceva
il diritto dei famigliari del cittadino comunitario all’ingresso nel territorio U.E., ma, di fatto, non
era mai applicato, ne dalle Questure, ne dalle autorità consolari. Il servizio immigrazione fin dai
giorni successivi alla pubblicazione della nuova norma, che recepisce una direttiva dell’Unione
Europea, grazie a casi pilota, ha provveduto ad istruire una quarantina di istanze rivolte
direttamente alle autorità consolari italiane dei vari Paesi al fine di monitorare l’effettiva
applicazione della legge e per stimolare fin da subito i consolati a rilasciare i visti. E’ stato un
piccolo, ma importante successo, conquistato con non poca fatica, poiché i consolati hanno creato
. Nel corso del 2008 tenteremo anche di far applicare l’art. 3 del decreto che prevede l’estensione
del diritto all’ingresso, oltre che ai famigliari sopra ricordati, ad ogni altro famigliare del cittadino
dell’Unione. Qualche tentativo è già stato fatto, ma le ambasciate rigettano costantemente le
richieste, senza motivare per altro i provvedimenti. Alcuni consolati si spingono ad indicare sui siti
internet che quell’articolo non sarà applicato! Un caso, relativo al fratello peruviano di una
cittadina italiana, al quale è stata rigettata l’istanza di rilascio di un visto ai sensi dell’art. 3, sarà
oggetto di ricorso presso il Tribunale di Savona. Stessa situazione per il cugino marocchino di una
cittadina italiana.
I RICONGIUNGIMENTI FAMIGLIARI
Nell’anno 2007 sono state istruite 220 pratiche di ricongiungimento famigliare, di cui una piccola
parte hanno riguardato i visti per famigliari al seguito, quel meccanismo che consente l’ingresso
dall’estero, al seguito del titolare di visto per lavoro subordinato, dei famigliari con i quali è
possibile effettuare il ricongiungimento. Abbiamo potuto constatare che il Minstero dell’Interno,
nonostante la tipologia di visto sia prevista dalla legge, dal regolamento attuativo, dalle stesse
circolari ministeriali, ha completamente omesso di creare il relativo software nel sistema
informatico. Confermiamo che le uniche istanze presentate, a livello nazionale, sono state quelle
del nostro servizio. Ci auguriamo che il nuovo sistema di invio on-line previsto anche per il
ricongiungimento famigliare sia programmato anche per questo tipo di visto. I ricongiungimenti
41
famigliari, salvati fino ad oggi dal selvaggio uso dei sistemi informatici, hanno conosciuto, durante
la scorsa estate, un momento di efficienza e rapidità nel rilascio dei nulla osta che non aveva
precedenti. Ad oggi dobbiamo rilevare un notevole rallentamento e appesantimento nelle
istruttoria, a volta ingiustificato, che ha portato da un mese a quattro mesi i tempi di attesa.
RAPPORTI CON GLI ENTI PUBBLICI
La Fondazione continua ad essere presente nel Consiglio Territoriale per l’immigrazione. La
convenzione con Questura e Prefettura scadrà i primi mesi dell’anno 2008, probabilmente sarà
rinnovata, anche se il moltiplicarsi delle convenzioni nazionali, di fatto, determineranno una
revisione nei contenuti. Ricordiamo che la convenzione era nata per la raccolta delle istanze di
rinnovo dei permessi di soggiorno e di ricongiungimento famigliare, oggi avviate verso la completa
informatizzazione. Si rileva, comunque, il limite del nostro servizio gestito da un ente radicato in
via esclusiva sul territorio della provincia e che non ha, almeno sotto il profilo formale, un
riferimento nazionale, da cui ne deriva l’impossibilità di erogare il servizio come nel caso del
decreto flussi. L’attesa conclusione dell’istruttoria presso il Ministero della Solidarietà Sociale,
relativa alla richiesta di iscrizione nel registro nazionale delle associazioni che si occupano di
immigrazione, dovrebbe consentire di far rientrare nel circuito degli enti convenzionati anche il
nostro servizio.
RIFLESSIONE CONCLUSIVA
Il servizio immigrazione nato con vocazione “generalista” ha conosciuto un espansione dell’utenza
di riferimento che negli ultimi anni è cresciuta con ritmo esponenziale. Il bisogno captato, cioè
quello di affiancare i migranti nei momenti più forti, il rinnovo dei permessi di soggiorno, i
ricongiungimenti famigliari, i rapporti con le autorità consolari, i tortuosi percorsi nei labirinti
della burocrazia, giustifica in pieno la nostra presenza. La riflessione secondo cui sarebbe
opportuno iniziare a ripensare al ruolo del nostro servizio, abbandonando quel carattere
generalista che ne ha determinato la nascita per approdare a qualcosa di più specifico, anche per
contenere l’utenza, è sicuramente opportuno, ma purtroppo oggi stiamo peggio, molto peggio, di
ieri. Se un tempo, con vizi e virtù, l’unico ente di riferimento del popolo dei migranti era la
Questura, oggi la parcellizzazione esasperata delle competenze, l’aumento del numero dei
migranti residenti, confermano che il nostro lavoro, almeno in questa fase in cui il caos regna
sovrano, assume un ruolo importante ed è punto di riferimento per l’immigrato.
Luca Patriarca
42
3.5
SERVIZIO EMERGENZA FAMIGLIE
SEDE OPERATIVA
Via Mistrangelo, 1/1 bis – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Luca PATRIARCA (responsabile), Francesco VALLINO
OBIETTIVI
Sostenere le famiglie in difficoltà, prevenire situazioni di possibile grave disagio, attivando
in via prioritaria la rete dei servizi pubblici del territorio. Rimuovere gli ostacoli di natura
economica, che spesso emergono nel progettare sulla persona, attraverso attività di
microcredito, educazione al debito, e attività di segretariato sociale.
43
BENEFICIARI
230 persone in situazione di difficoltà economica
per 166.950,28 euro erogati
COSTO*
Euro 63.383,92
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Proventi propri
18,77%
Donazioni in
generi alimentari
6,00%
Ottopermille
Diocesi Savona
75,24%
VALORIZZAZIONI
Locali ufficio in comodato dalla Diocesi di Savona - Noli
Valorizzazione annua (Euro 3.600,00)
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
Il Servizio Emergenza Famiglie è un servizio il cui obiettivo è quello di erogare contributi economici
finalizzati al sostegno delle famiglie prive di reddito, o in difficoltà economica. Le erogazioni si
suddividono nelle seguenti categorie:
1. EROGAZIONI A FONDO PERDUTO
Quando il richiedente è privo di reddito, o in stato di disoccupazione cronica, con o senza
44
famigliari a carico, ovvero sussistono oggettivi elementi che non consentono di prevedere, nel
medio-lungo termine, che egli possa rimborsare la somma erogata, il contributo è erogato a fondo
perduto. In genere gli interventi prevalenti riguardano il pagamento delle utenze domestiche,
spese condominiali, canoni di locazione. Nell’anno 2007 sono state effettuate 110 erogazioni per
un totale di 6'596.52 euro in favore di 53 persone, contro i 14'933.52 euro dell’anno 2006 (-4,17%).
2. EROGAZIONI DI PRESTITI PERSONALI
I prestiti personali, ad interessi zero, sono erogati quando la condizione reddituale del richiedente,
nell’attualità della valutazione, fa presumere che sussista una certa capacità di rimborso.
L’importo massimo del prestito non può superare i 2000 euro. L’entità della somma può
dipendere, oltre che dalle risorse economiche del richiedente, dal bisogno manifestato, dalla
composizione del nucleo famigliare, dalle conseguenze che la mancata concessione del prestito
potrebbero avere laddove nel nucleo famigliare siano presenti minori, dall’idoneità
dell’intervento rispetto all’effettiva estinzione del bisogno manifestato, evitando inutili erogazioni
di denaro che non risolvono la situazione o che comunque non sarebbero in grado di prevenire un
inevitabile maggior danno. Il rimborso avviene seguendo un piano rateale concordato con
l’utente. Il mancato rimborso non comporta, in genere, alcuna azione nei confronti del debitore,
fatta la salva la non ripetibilità di eventuali ulteriori prestiti o erogazioni di altri servizi della
Fondazione. Nell’anno 2007 sono stati erogati prestiti per euro 33'862.81 per un totale di 94
erogazioni in favore di 65 utenti. Sempre nel corso del 2007 sono stati rimborsati 21'344.81 euro
relativamente a prestiti attivati o ancora in corso di ammortamento.
La sofferenza dei crediti ha comunque subito un decremento rispetto al 2006. I rimborsi sono stati
infatti il 63,03%, contro il 59,18% del 2006. Il dato è ancor più significativo, poiché nell’anno 2007
sono stati erogati prestiti per un totale di 25.547,74 euro, contro i 33.862,81 del 2006.
3. GARANZIA DI PRESTITI EROGATI A MEZZO CASSA DI RISPARMIO DI SAVONA
Da circa tre anni la Fondazione ha sottoscritto un accordo con CARISA finalizzato all’erogazione di
prestiti di importi compresi tra 2'000.00 e 3'000.00 euro, rimborsabili con rateizzazioni non
superiori ai 3 anni, a soggetti che, nell’attualità della valutazione, hanno un capacità di rimborso
supportata da elementi oggettivi, poiché hanno entrate certe da rapporti di lavoro subordinato,
ovvero che dimostrano con prove documentate di poter garantire il rimborso del prestito erogato
dalla banca. In genere, questi soggetti non riescono ad accedere al credito, poiché possono avere
segnalazioni C.R.I.F., seppur di modesta importanza, ma comunque ostative all’accesso al credito,
oppure, non potendo produrre rigorosa documentazione reddituale non soddisfano i rigidi criteri
che il sistema bancario pretende per concedere il credito. L’operatore non rivela mai in modo
esplicito all’utente che la Fondazione è garante del suo debito, poiché si vuole creare la
percezione che il rapporto sia esclusivamente riconducibile tra soggetto beneficiario e istituto di
credito. Questa percezione consente di creare una sufficiente “tensione” nell’utente che lo
determina a rimborsare la rata concordata con la BANCA e non con la Fondazione, che
difficilmente è vista come un ente capace di attivare procedure di riscossione coatta del credito.
Nell’anno 2007 CARISA ha incassato ratei di 8 prestiti già attivi o attivati nell’anno per euro
8'019.71 di cui 2'568.87 sono stati considerati inesigibili ed erogati dalla Fondazione. L’esperienza
dei prestiti CARISA è stata comunque negativa. Il ruolo della Fondazione, quale garante, di fatto
ha neutralizzato in modo assoluto ogni intervento della Banca, che avrebbe dovuto esercitare
quella pressione psicologica sull’utente finalizzata ad una gestione responsabile del debito. Nel
contempo la posizione “ambigua” della Fondazione, nell’omettere la sua funzione di fidejussore,
non ha consentito di intervenire sul debitore, pena il dover manifestare l’effettivo ruolo dell’ente.
Una sostanziale inerzia ha determinato probabilmente la progressiva sofferenza dei crediti. Per
questo motivo, al momento, non si ritiene di ripetere l’esperienza per l’anno 2008
4. EROGAZIONE DI ANTICIPI CONTRIBUTI
Nel corso degli anni l’erogazione anticipata di contributi disposti dai Comuni è diventato un vero e
45
proprio strumento a disposizione dell’Ente Pubblico che, di fatto, gode di una pronta cassa
laddove il fattore tempo è conditio sine qua non per la stessa natura e - soprattutto - efficacia
risolutiva dell’intervento economico, che altrimenti perderebbe ogni funzione. Si pensi, per
esempio, all’imminenza del distacco delle utenze domestiche, o alla necessità di disporre di
somme finalizzate al pagamento delle cauzioni sui contratti di locazione. In questi casi i tempi
estremamente lunghi che intercorrono tra il momento decisionale del Servizio Sociale e la
effettiva erogazione del contributo, farebbero perdere ogni efficacia all’intervento economico,
considerato che i tempi di attesa possono essere nell’ordine di tre o quattro mesi, soprattutto nel
primo trimestre di ogni anno. La Fondazione, dopo che l’utente ha sottoscritto specifica delega
alla riscossione, anticipa l’erogando contributo su richiesta formale dell’assistente sociale. È
quindi il nostro Ente che, da una parte, si assume l’onere dell’attesa consentendo all’utente di
avere l’immediata disponibilità della somma, ma con certezza del rimborso, e dall’altra al Servizio
Pubblico di espletare la sua funzione con efficacia.
Il servizio è prestato gratuitamente a tutti i Comuni che ne fanno richiesta. Nell’anno 2007 sono
stati erogati 409 anticipi di contributi a 94 persone, per un totale di euro 98'608.89 di cui
82'805.85 euro solo per il Comune di Savona.
In aggiunta ai quattro servizi precedenti, si possono citare i Conti Deposito (somme di denaro che
vengono date in gestione alla Fondazione, ed erogate secondo le modalità di volta in volta
concordate con gli Assistenti Sociali) che nel 2007 ammontavano a 4'828.12 euro, per 26
operazioni; ed i contributi della Legge 45/99 della Regione Liguria “Ne siamo fuori”, che nel 2007
corrispondevano ad un totale di 15'034.23 euro per 67 erogazioni in favore di ex tossicodipendenti
per spese inerenti l’alloggio, seguendo le disposizioni del Servizio per le Tossicodipendenze
dell’ASL di Savona.
CONSIDERAZIONI DI ORDINE GENERALE
Il Servizio Emergenza Famiglie consolida ulteriormente la sua funzione e, soprattutto, dopo il
rilancio e rafforzamento del ruolo del Centro Ascolto, riesce finalmente a demarcare la sua
identità non prendendo più in carico casi tipicamente da Centro di Ascolto il cui “target” rimane in
primo luogo la grave marginalità. In tal senso gli interventi economici per i quali è stata stabilita la
“barriera” dei cento euro, sotto i quali la competenza è del Centro Ascolto, e sopra i quali del
Servizio Emergenza Famiglie, riesce - con una certa sufficienza - a selezionare l’utenza. Il servizio,
che opera sul territorio diocesano, si rapporta costantemente con tutti i Servizi Pubblici alla
persona presenti sul territorio, in modo particolare con i Servizi Sociali ai quali si rimanda sempre,
in via di principio, il singolo caso. Dall’interazione tra Servizio Sociale e Fondazione possono
sempre stabilirsi percorsi comuni di interventi economici a carico di entrambi gli Enti. Il servizio
continua a non disporre di un regolamento, né di fondi prestabiliti, per cui prevale ancora la
discrezionalità dell’operatore, in parte attenuata quando i casi provengono dalle segnalazioni del
Centro di Ascolto con il quale interagisce. Il servizio, il cui responsabile è l’operatore Luca
PATRIARCA per l’aspetto meramente decisionale, è gestito in tutte le sue operazioni esecutive, di
colloquio con l’utenza e di relazione con i Servizi Sociali, dall’operatore Francesco VALLINO il cui
supporto appare determinante e irrinunciabile. Il servizio non ha volontari e gode principalmente
di finanziamenti interni.
Gran Totale BENEFICIARI:
230 persone in situazione di difficoltà economica
per 166'950.28 euro erogati
Francesco Vallino
46
3.6 LABORATORIO FORMATIVO
SEDE OPERATIVA
Via Caviglia, 25 – 17048 Vado Ligure (SV)
RISORSE UMANE
Alessandro MAGAGNA (responsabile), 2 volontari
OBIETTIVI
Ricreare nelle persone con disagio sociale, le condizioni adeguate all'impegno lavorativo.
Realizzare percorsi formativi finalizzati a fare riscoprire agli interessati il proprio ruolo nel
contesto organizzativo, le relative responsabilità, il rispetto dell'orario, nonché
l'acquisizione di specifiche conoscenze per una maggiore qualificazione, autostima e
capacità relazionale.
47
BENEFICIARI
17 persone in situazione di grave marginalità
COSTO*
Euro 68.391,01
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Proventi propri
6,72%
Ottopermille CEI
7,77%
Ottopermille
Diocesi Savona
7,29%
Offerte
8,64%
Proventi da
attività produttiva
69,58%
VALORIZZAZIONI
Immobile in comodato dalla Parrocchia di Valle di Vado
Valorizzazione annua (Euro 12.000,00)
Numero 2 volontari / per 9 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 2.160,00)
48
RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
Nell’anno 2007 le persone complessivamente inserite nel Laboratorio sono state 17 (15 uomini e
2 donne) che hanno fruito ciascuna di un contratto di borsa lavoro. Per 1 di queste 17 persone,
dopo alcuni mesi in Laboratorio, si è aperta la possibilità di svolgere una borsa lavoro esterna
(presso un’impresa di giardinaggio) al Laboratorio, finanziata dalla Fondazione. In continuità con
quest’ultima borsa lavoro attivata dalla Fondazione è subentrata una borsa lavoro attivata dal
sert all’interno della stessa impresa. Purtroppo esaurita quest’ultima borsa lavoro non si è
verificata l’assunzione. Nel caso di un’altra persona c’è stata la possibilità diretta di assunzione
presso una cooperativa sociale (Orsa Maggiore), con cui ad oggi permane il rapporto lavorativo. Le
rimanenti persone in parte hanno abbandonato il Laboratorio (o perché hanno trovato un impiego
lavorativo o per l’accentuarsi di problematiche personali che hanno reso impossibile la continuità
in laboratorio), in parte sono attualmente beneficiarie di borsa lavoro in Laboratorio.
Il Laboratorio continua ad essere gestito da un operatore a tempo pieno, Alessandro Magagna,
che ne è il responsabile. I volontari che nel 2007 hanno affiancato il Responsabile del Laboratorio
e gli utenti, sono stati 2. In totale sono state coperte da un volontario circa 3 giornate lavorative
su 5.
La tipologia di lavoro svolto all’interno del Laboratorio ha riguardato quasi esclusivamente la
rigenerazione, di apparecchiature igienico-sanitarie ricevute in conto-lavorazione dalla ditta
Parades Italia S.p.a. I borsisti hanno svolto occasionalmente anche lavori di ritinteggiatura di
alloggi (Casa di Accoglienza Notturna maschile e femminile) e di trasloco mobili ed
elettrodomestici presso le abitazioni di persone seguite dalla Fondazione Diocesana Comunità
Servizi Onlus.
Per quanto riguarda i rapporti con la ditta Parades, durante l’anno vi è stato un costante contatto
con il Sig. Paolo Manzato che ha provveduto periodicamente a rifornire il Laboratorio di pezzi di
ricambio e dare indicazioni sulle problematiche tecniche riscontrate sulle apparecchiature da noi
preparate. Ad inizio anno il Laboratorio ha dovuto rigenerare una grande quantità di pezzi tanto
che si è resa necessaria l’istituzione di due turni pomeridiani settimanali. Verso la metà dell’anno
si è verificato invece un calo del numero delle apparecchiature da rigenerare. Per tale motivo, è
stato necessario passare da 5 giornate lavorative a 3 giornate lavorative alla settimana, per 3
settimane.
Il Laboratorio formativo al lavoro si presenta al bilancio di fine anno con un discreto fatturato, ma
con una notevole difficoltà nel dar seguito, al termine dell’esperienza di borsa lavoro, ad altre
esperienze lavorative o formative importanti. Il termine dell’esperienza di borsa lavoro in
Laboratorio non deve rappresentare l’ennesimo capolinea, ma deve dare lo slancio verso altre
opportunità significative di lavoro o tirocini formativi presso aziende, cooperative del savonese.
Al fine di dare una maggiore significatività all’azione del Laboratorio nell’ultimo periodo dell’anno
abbiamo tentato di procedere lungo tre direzioni inerenti:
1.
2.
3.
la conoscenza diretta di aziende e cooperative
l’accreditamento del Laboratorio come ente formativo
lo sportello di orientamento al lavoro in rete con alcune parrocchie
1) In particolare abbiamo visitato Bombardier Italia s.p.a., azienda che opera nel settore
elettromeccanico e che impiega oltre 400 dipendenti nello stabilimento di Vado Ligure. Ci siamo
incontrati con il responsabile del personale e abbiamo presentato la realtà di Caritas e della
Fondazione diocesana Comunità Servizi. Abbiamo chiesto la possibilità di svolgere presso il nostro
Laboratorio segmenti di produzione esternalizzabili dall’azienda e la disponibilità a poter attivare
all’interno di Bombardier, contratti di borsa lavoro per quelle persone che in laboratorio hanno
dimostrato maggiormente di riuscire a sostenere un impegno lavorativo.
49
Ci è sembrato che l’azienda abbia espresso un interesse reale a poter avviare una collaborazione
su entrambi i fronti. L’anno corrente verificheremo che tipo di ritorno avranno avuto le nostre
richieste.
Un'altra visita è stata fatta presso la S.A.I.E.P. s.r.l. ditta di automazioni meccaniche ed elettriche
di circa 70 dipendenti, situata a Cairo Montenotte. Il direttore di questa ditta ha espresso una
certa difficoltà sia ad accogliere persone in borsa lavoro che a esternalizzare segmenti di
produzione. In ogni caso c’è stata la disponibilità a valutare con attenzione eventuali curriculum di
persone provenienti dal Laboratorio.
2) Per quanto riguarda la possibilità di accreditarsi come ente di formazione e dunque di
partecipare a bandi europei nell’ambito della formazione verso persone appartenenti a fasce
deboli della popolazione, sono stati fatti due incontri: uno in regione presso l’Agenzia Liguria
Lavoro (Via Fieschi 101/R - Genova) con il Dott. Spano ed uno al Centro per l’Impiego con la
dirigente Anna Antolini.
Per quanto riguarda il primo incontro è stato principalmente un incontro volto a verificare
tecnicamente, i vincoli che l’iter di accreditamento impone e in tal senso risulta che mancherebbe
negli scopi espressi dallo statuto della Fondazione Comunità Servizi, l’esplicito riferimento alla
valenza formativa del Laboratorio.
Il secondo incontro era centrato più sulla comprensione di come funziona il settore della
formazione nel territorio savonese. Ci è stato proposto dapprima un ATI o ATS con chi già è
accreditato e poi, una volta valutata e sperimentata l’entità dell’impegno e delle energie da
dedicare al processo di accreditamento, eventualmente procedere ad accreditarsi direttamente. In
tale incontro è stata espressa da parte della dirigente la non rispondenza tra l’attuale attività del
laboratorio (rigenerazione apparecchiature igienico sanitarie) ed il bisogno formativo presente in
un bando europeo: non sarebbe possibile, se si fa formazione, procedere nell’attività finora svolta
in laboratorio. In ogni caso al di là di difficoltà tecniche o politiche, vale la pena di verificare
attraverso ulteriori elementi la percorribilità di tale strada.
3) Un altro fronte di sviluppo è stato quello dell’orientamento al lavoro. Tale sviluppo ha avuto
origine dalla Parrocchia di San Francesco che ha registrato un importante numero di persone
(soprattutto cittadini non italiani) che oltre a fare richiesta di beni di prima necessità chiedevano
informazioni su opportunità di lavoro e sulle modalità di ricerca di un occupazione lavorativa. E’
emersa la volontà/necessità da parte della Parrocchia di San Francesco di condividere con la
Fondazione azioni ed informazioni nel settore della ricerca del lavoro. Sarà predisposta, su rete
informatica, una modalità per condividere informazioni inerenti alla domanda ed offerta di lavoro
e sarà valutata anche la possibilità di predisporre il programma OSPO per registrare le persone che
cercano lavoro.
Nella prima parte dell’anno il responsabile del Laboratorio ha partecipato a due incontri con
assistenti sociali di Savona, sulla possibilità di attivare, da parte dei distretti socio sanitari, borse
lavoro in favore di persone che hanno beneficiato dell’ultima legge sull’indulto. Una di queste
borse lavoro è stata attivata nel campo dell’edilizia, per una persona che è stata in Laboratorio.
Tale borsa lavoro dopo poco è stata abbandonata da questa persona. Questi incontri con le
assistenti sociali non hanno avuto continuità e si sono interrotti nei primi mesi dell’anno.
Nell’ultima parte dell’anno, all’interno del Laboratorio, è stato dedicato uno spazio settimanale
per leggere e commentare le varie offerte di lavoro e tutte le informazioni riguardanti
orientamento, formazione e lavoro. Sono stati illustrati i percorsi che portano alla conoscenza
delle varie offerte di lavoro presenti sul territorio, l’identità dei soggetti ed istituzioni che si
occupano di far incontrare domande ed offerte di lavoro, la modalità con cui ci si deve relazionare
con ciascuno di tali soggetti. Rimane in ogni caso importante l’affidare un ruolo attivo alle persone
coinvolte nel Laboratorio nella ricerca di un percorso efficace di reinserimento lavorativo.
50
Per quanto riguarda i rapporti con il centro per l’impiego, nel 2007 non ci sono stati
accompagnamenti.
Nel 2006 era rimasto aperta la problematica relativa all’obbligo o meno di tenuta dei registri di
carico e scarico rifiuti. E’ stato contattato il Sig. Bellavia della provincia di Savona che a sua volta ci
ha messo in contatto con un funzionario dell’Albo Attività di Recupero Rifiuti (sig. Bagon).
Quest’ultimo ha riferito che, non essendo iscritti al registro delle imprese, le nostre attività non si
configurano né come artigianali né come industriali e dunque non c’è l’obbligo di tenuta dei
registri di carico e scarico rifiuti.
Un’iniziativa che ha avuto il Laboratorio come protagonista, ha riguardato il progetto “Educare al
servizio” rivolto alle scuole Superiori. In particolare due piccoli gruppi di ragazzi frequentanti
l’istituto IPSIA di Savona, hanno condiviso due giornate lavorative con le persone coinvolte nel
Laboratorio. Ciascun gruppo di ragazzi è stato accompagnato da un insegnante e da un’assistente
sociale. Tutti hanno partecipato alle fasi di lavorazione svolte in Laboratorio. A tale esperienza è
seguito un intervento in classe effettuato dal responsabile del Laboratorio con l’aiuto di un
insegnante, sulla gestione dei conflitti.
Dal 3 al 8 Settembre il Laboratorio ha chiuso perché assieme ai responsabili dell’Accoglienza
Notturna e della Mensa di fraternità è stata organizzata una vacanza in Val Maira presso il
Comune di Acceglio (CN). Erano presenti tre uomini e due donne. E’ stato un contesto di vita
inedito per queste persone che hanno espresso entusiasmo e la volontà di ripetere l’esperienza.
Dal punto di vista organizzativo non abbiamo preparato attività ben precise e strutturate.
Abbiamo proposto giorno per giorno giochi, escursioni, e le normali attività di pulizia degli
ambienti e preparazione pasti.
Nel corso del 2007 il responsabile del Laboratorio ha partecipato ad alcuni appuntamenti
formativi:
Incontri (n. 3) con la Psicoterapeuta Wilma Valentini su problematiche riscontrate nel servizio
del Laboratorio
Corso per Volontari organizzato dalla Fondazione Diocesana Comunità Servizi Onlus e dalla
Caritas di Savona sulla gestione dei conflitti – 27 Gennaio
Convegno “Lavoro e fasce deboli” organizzato dall’associazione S. Marcellino con la presenza del
Ministro del Lavoro. Palazzo Tursi – 12 Marzo
Corso di Formazione organizzato dal CELIVO sui principali programmi europei. Genova – 21/22
Giugno
Corso per Volontari organizzato dalla Fondazione Diocesana Comunità Servizi Onlus e dalla
Caritas di Savona sull’ascolto – 6 Ottobre
Convegno sull’inclusione delle persone senza dimora attraverso il lavoro. SERMIG di Torino 25
Ottobre 2007
Corso di formazione per Operatori Locali di Progetto. Savona 8 – 9 Novembre
Alessandro Magagna
51
52
3.7 CASA FAMIGLIA
SEDE OPERATIVA
Piazza dei Consoli, 1/4 – 17100 Savona
RISORSE UMANE
Maurizio RAINERI e Alessandra AMORE (responsabili), Suor Morena MAZZER, Sara
CAVIGLIA, 1 addetto pulizie, 6 volontari
OBIETTIVI
Accoglienza temporanea e accompagnamento educativo di minori provenienti da difficili
situazioni famigliari, con provvedimento del Tribunale dei Minorenni, sostenendo i minori
ad un ritorno nel nucleo di provenienza o verso situazioni più stabili.
BENEFICIARI
9 minori in situazione di difficoltà famigliare
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COSTO*
Euro 101.383,37
*comprensivo del 7,52 % di oneri generali di gestione ordinaria
FINANZIATORI
Proventi propri
1,79%
Comune di Savona
38,96%
Comune di
Imperia
59,26%
VALORIZZAZIONI
Alloggio Casa Famiglia in locazione con mensilità anticipate dall’Ufficio Sostentamento
Clero
Alloggio Centro Diurno in comodato gratuito dalla Parrocchia di San Giovanni Battista
Valorizzazione annua (Euro 16.200,00)
Numero 6 volontari / per 33 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 8.580,00)
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RELAZIONE ATTIVITA’ 2007
Il servizio che fino ad oggi era organizzato in due distinte strutture: la Casa Famiglia ed il Centro
Diurno ha visto nel luglio del 2007 la chiusura di quest’ultimo. Dopo due anni di transizione con
l’accompagnamento delle minori verso una situazione più stabile. In questo periodo non abbiamo
avuto dai servizi sociali territoriali nessuna richiesta di inserimento per questo specifico servizio
pomeridiano e si è stabilito conseguentemente di chiudere l’esperienza. Nel 2007 sono state
quattro le minori che hanno frequentato il Centro Diurno. L’educatrice professionale Lidia DAL
SANTO ha quindi terminato il suo rapporto di lavoro come previsto dal contratto.
La gestione della Casa Famiglia è affidata ad un equipe educativa formata dalla coppia residente
(famiglia RAINERI), da due educatrici impiegate part-time (Suor Morena MAZZER e Sara CAVIGLIA)
la religiosa, anch’essa educatrice professionale, fa continuare il rapporto con l’Istituto Figlie di
Maria Vergine Immacolata che aveva aperto il servizio nel 1983 con Suor Maria Vittoria ZANETTE.
L’equipe si avvale anche della presenza dello psicologo Dott. Franco SEMINO nel ruolo di
supervisore ed esperto in disagio minorile. La casa inoltre usufruisce dell’aiuto di una
collaboratrice domestica part-time.
Nel 2007 sono stati in tutto 5 i minori inseriti in Casa Famiglia: una ragazza adolescente che nel
mese di dicembre ha raggiunto la maggiore età, e quattro minori di origine extracomunitaria, con
età compresa tra i 4 e i 11 anni. Tutti e cinque i minori, oltre ad abitare stabilmente con la
famiglia, composta anche da tre figlie naturali, frequentano i locali del centro diurno nei
pomeriggi dal lunedì al venerdì. Il Centro Diurno, ora dedicato totalmente ai minori ospiti in Casa
Famiglia è animato dalle educatrici. Attraverso le riunioni periodiche e le supervisioni – mensili –
l’equipe organizza tempi e contenuti per il supporto educativo dei minori, in base ai bisogni
rilevati nella relazione quotidiana e alle indicazioni degli assistenti sociali dei rispettivi ragazzi. In
questo modo l’equipe sostiene i minori nelle attività scolastiche; organizza e accompagna i
bambini alle attività sportive o di aggregazione (associazionismo scout). Per la ragazza adolescente
si sta affinando un progetto di autonomia e nell’estate si è testata una prima esperienza
lavorativa in autonomia, senza la mediazione del Laboratorio Formativo. L’equipe stipula per
ciascun minore un P.E.I. (Progetto Educativo Individuale) e redige periodicamente le relazioni di
osservazione per i servizi sociali, oltre alla relazione semestrale per il Tribunale dei Minorenni di
Genova. La coppia residente, che adempie alle normali funzioni genitoriali, inoltre si occupa dei
cinque minori a lei affidati per la globalità degli aspetti inerenti alla loro crescita, cura i rapporti
con i Servizi Sociali proponenti e responsabili dei singoli progetti di ciascun minore. Da segnalare
la continuazione del rapporto per il servizio extra associativo del gruppo scout AGESCI Savona 10°
mentre e terminato quello con il Savona 8°. Sono impegnati un ragazzo ed una ragazza scout che
aiutano la famiglia residente il sabato mattina. Da rilevare la disponibilità della Scuola per
l’infanzia Regina Margherita, di N.S. DELLA NEVE, che continua ad accogliere un minore ospite
della Casa Famiglia. Importanti in questo anno sono stati i rapporti con le altre 6 case famiglia
della Liguria che, attraverso un coordinamento (COFAMILI), si sono potute incontrare
mensilmente per affrontare problemi comuni, scambi di esperienze e di formazione. Il COFAMILI è
uno strumento importante anche nel caso di richieste e segnalazioni da parte dei servizi e
permette una risposta adeguata e più uniforme a livello regionale, a tale scopo è nato un
coordinamento tecnico che organizza la formazione e la supervisione di tutte e 7 le case famiglia
presenti in Liguria.
La struttura, così organizzata, si caratterizza secondo il Regolamento della Regione Liguria n°2 del
2/12/2005 come Casa Famiglia su base professionale. Non si tratta, infatti “solo” di un’opera
55
svolta da una famiglia volenterosa ed aperta all’affido temporaneo di minori, ma di un servizio
complesso, che cerca di coniugare professionalità e vita famigliare nel senso vero del termine. Il
servizio, promosso dalla Caritas, si caratterizza come diocesano e desidera essere una proposta
per tutte le famiglie
interessate ad avvicinarsi a questa specifica esperienza di accoglienza. Si ricorda in proposito che
la famiglia residente, attualmente impegnata, ha dato una disponibilità triennale, che potrà
essere rinnovata, ma che si caratterizza comunque come esperienza temporanea soggetta a
numerose variabili, prima fra tutte la disponibilità dei figli naturali della coppia a proseguire.
Maurizio Raineri e Alessandra Amore
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3.8 AREA INTERNAZIONALE
SEDE OPERATIVA
c/o Caritas Italiana – Via Aurelia, 117 – 00198 Roma
RISORSE UMANE
Giovanni SARTOR, Maria Chiara CREMONA
OBIETTIVI
Fornire supporto amministrativo e logistico per la gestione del personale di operatori
impiegati in progetti di sviluppo gestiti dell’Area Internazionale di Caritas Italiana.
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BENEFICIARI
La popolazione più vulnerabilre di alcuni paesi africani e asiatici
COSTO*
Euro 78.589,42
FINANZIATORI
Caritas Italiana
Area Internaz.
100%
VALORIZZAZIONI
Nessuna
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3.9 RIEPILOGO ATTIVITA’ 2007
MISSION
La Fondazione non ha scopo di lucro, vive ed agisce secondo l’ispirazione del Vangelo
della carità ed in vista della promozione integrale della persona. Persegue esclusivamente
finalità di solidarietà sociale, promuovendo, gestendo e sostenendo iniziative ed opere
assistenziali di ispirazione cristiana. Risponde concretamente a tale scopo generale ogni
attività utile a favorire nuove iniziative di servizio sociale e di volontariato ed il
rafforzamento di quelle esistenti; la conoscenza delle cause di povertà e di
emarginazione; la più ampia diffusione degli studi promossi.
RISORSE UMANE
N. 15 personale dipendente, N. 318 volontari, N. 4 persone in Servizio Civile.
59
BENEFICIARI
4.411* (3.162) persone o nuclei familiari (senza i progetti dell’Area Internazionale)
per circa 15.703 (12.500) colloqui /ascolti
per 45.447 (34.283) pasti comprensivi dei pacchi alimentari d’asporto
per 5.488 (4.844) accoglienze notturne presso le strutture di 1° e 2° livello
per 166.950,28 (146.339,37) euro in erogazioni economiche effettuate a vario titolo
* è la somma delle persone registrate da ogni singolo servizio, con la possibilità che una persona abbia
contattato più servizi (stima 12%). Tra parentesi è riportata la cifra dell’anno precedente, che non
considerava le 724 persone passate dai Centri Ascolto Parrocchiali.
ONERI
Euro 895.723,09
FINANZIATORI
Caritas Italiana
8,75%
Proventi
straordinari
10,99%
Comune di Savona
24,27%
Ottopermille CEI
7,80%
Comune di
Imperia
7,33%
Proventi propri
6,90%
Ottopermille
Diocesi Savona
11,16%
Donazioni in
generi alimentari
6,04%
Distretto
Sociosanitario n. 7
10,43%
Offerte
6,32%
60
VALORIZZAZIONI
Immobili utilizzati a vario titolo in uso gratuito
Valorizzazione annua (Euro 91.400,00)
Numero 318 volontari / per 398 ore settimanali di volontariato
Valorizzazione annua (Euro 103.480,00)
TOTALE VALORIZZAZIONI 2007: (Euro 194.880,00)
61
62
3.10 APPROFONDIMENTI
Le iniziative di approfondimento e sensibilizzazione sulle tematiche che ci sono proprie - tra cui
convegni, tavole rotonde ed incontri pubblici - sono coordinate dalla CARITAS DIOCESANA,
attraverso l’Equipe di Volontariato che cura tutte le attività di FORMAZIONE e PROMOZIONE,
elenchiamo di seguito le principali:
ATTIVITA’ DI SENSIBILIZZAZIONE
Presentazione del
Immigrazione 2006
Dossier Iniziativa organizzata da Caritas
Diocesana e Fondazione
7° torneo di Bridge
Vincenzo Storace”
“Dr. Iniziativa
organizzata
in
collaborazione con il Comune di
Albissola Marina e Fondazione
Febbraio
Luglio
Giornata annuale dei Volontari Iniziativa organizzata da Caritas
Vent’anni
di
Mensa
di Diocesana e Fondazione
Fraternità
Novembre
Vent’anni
di
Mensa
di Libretto di preghiere ai pasti in
Fraternità: A Tavola con Dio
famiglia
Novembre
CONVEGNI
Strutture residenziali per
anziani e per minori a Genova
Seminario organizzato da ASL 3 e
Comune di Genova
Marzo
Lavoro e fasce deboli
Convegno organizzato dall’Ass. S.
Marcellino di Genova
Marzo
La violenza sulle donne non ha
scuse
Convegno organizzato dalla
Provincia di Savona
Maggio
Al di sopra di tutto. «Un cuore
che vede» per animare alla
carità
XXXI Convegno Nazionale delle
Caritas diocesane organizzato da
Caritas Italiana a Montecatini (PT)
Giugno
Il Lavoro e l’inclusione delle
persone senza dimora
Convegno organizzato dal
SERMIG di Torino
Ottobre
Immigrazione e diritti umani
nel quadro legislativo attuale
Convegno Nazionale organizzato
da Università degli Studi di
Genova e Regione Liguria
Novembre
Giornata conclusiva del Corso
di qualifica per mediatore
culturale
Corso organizzato da ISFORCOOP
e SPES del Campus Universitario
di Savona
Dicembre
63
FORMAZIONE
La relazione tra volontario e
ospite – La gestione
dell’aggressività
Corso di formazione 2006 - 2007
per volontari organizzato da Caritas
Diocesana e Fondazione
Gennaio
Corso di Counseling
Corso di formazione gestito dal
Jesuit Encounter Training di
Genova (2° annualità)
Gennaio Dicembre
Per una competenza in più
Corso di formazione (4 giornate)
organizzato da A.p.F. e Ce.s.p.im
Febbraio
La forza delle relazioni: dalla
solitudine al sentirsi a casa
Corso di formazione per neo
volontarie organizzato da Caritas
Diocesana e Fondazione
Marzo
Le emozioni del counselor nella
relazione di aiuto
Workshop organizzato Jesuit
Encounter Training di Genova
Aprile
Il genogramma
Workshop organizzato Jesuit
Encounter Training di Genova
Maggio
I principali programmi europei
Corso di formazione organizzato
dal CELIVO di Genova
Giugno
I riconoscimenti: qualità della
vita e delle relazioni
Workshop organizzato Jesuit
Encounter Training di Genova
Settembre
Al Cuore dell’ascolto
Incontro formativo per volontari
organizzato da Caritas e
Fondazione
Ottobre
Corso per Operatori Locali di
Progetto (OLP)
Corso di formazione organizzato
dal coordinamento delle Caritas
diocesane della Liguria
Novembre
64
3.11 IL VALORE AGGIUNTO
CALCOLO DEL VALORE AGGIUNTO
Il prospetto di determinazione del Valore aggiunto, che rappresenta il collegamento tra Bilancio
consolidato e Bilancio Sociale, esprime la ricchezza prodotta dalla Fondazione nell’esercizio come
differenza tra il valore della produzione e i costi relativi di ciascun attività sociale per l’acquisizione
di beni e servizi. In realtà riteniamo che l’applicazione di teorie economiche per tentare di
misurare il valore espresso da un’organizzazione come la nostra, non possa esprimere l’esperienza
nel suo complesso. Siamo convinti che il vero valore aggiunto del bilancio sociale sia più nel
processo dialettico e vitale, che nel prodotto che rischia di essere già vecchio nel momento stesso
in cui è definito. Il valore aggiunto è dato dalla differenza tra i proventi e gli oneri sostenuti per il
loro acquisto, che per noi sono i costi di gestione ordinaria, gli ammortamenti, i prodotti di
consumo e le spese di amministrazione generale e assicurazione. La relazione sociale fin qui
presentata ha voluto mettere in evidenza le valorizzazioni di immobili e volontariato per ciascuna
attività. Pur ritenendo non sia corretto inserire valorizzazioni nel bilancio d’esercizio è, a nostro
giudizio, invece importante computarle e tenere conto di esse nel calcolo totale del valore
aggiunto, considerandole nella ricchezza che la Fondazione rIdistribuzione sul territorio.
PROVENTI
Enti Pubblici, Comuni, Distretto, Regione
Proventi propri - servizi e immobili
Diocesi di SV - ottopermille
Contributi straordinari
Offerte
Proventi in generi alimentari
Caritas Italiana - ottopermille
Caritas Italiana - area internazionale
Totale
ONERI DI GESTIONE INTERMEDIA
Oneri gestione immobile
Oneri per ammortamenti
Oneri generali amministrazione e consumo
Sopravvenienze e insussistenze passive
Totale
Valore aggiunto netto
Valorizzazioni immobili
Valorizzazioni volontariato
Totale Valore Aggiunto
€ 376.571,12
€ 61.793,06
€ 100.000,00
€ 98.398,02
€ 56.608,27
€ 54.113,52
€ 69.860,00
€ 78.379,10
€ 895.723,09
2007
42,04%
6,90%
11,16%
10,99%
6,32%
6,04%
7,80%
8,75%
100,00%
€ 329.975,48
€ 60.170,50
€ 100.000,00
€ 92.792,70
€ 28.153,45
€ 32.763,65
€ 52.040,00
€ 77.881,67
€ 773.777,45
2006
42,64%
7,78%
12,92%
11,99%
3,64%
4,23%
6,73%
10,07%
100,00%
€ 1.080,91
€ 17.234,91
€ 26.155,11
€ 1.091,21
€ 45.562,14
2007
2,37%
37,83%
57,41%
2,39%
100,00%
€ 1.309,31
€ 15.796,36
€ 20.989,21
€ 4.021,64
€ 42.116,52
2006
3,11%
37,51%
49,84%
9,55%
100,00%
€ 850.160,95
€ 91.400,00
€ 103.480,00
81,35%
8,75%
9,90%
€ 731.660,93
€ 73.200,00
€ 79.485,00
82,73%
8,28%
8,99%
€ 1.045.040,95 100,00%
€ 884.345,93 100,00%
65
RIDISTRIBUZIONE DEL VALORE AGGIUNTO
E’ utile evidenziare, nella rappresentazione grafica della ridistribuzione del valore aggiunto sulla
collettività, quanto la ricchezza prodotta che ricade sui beneficiari dei nostri servizi sia data dalla
somma delle valorizzazioni, dei progetti area internazionale, dei servizi alla persona e della
distribuzione dei generi alimentari ricevuti in dono. La somma delle voci corrisponde al 73,04 %. La
restante ricchezza, pari al 26,96 % viene invece ridistribuita in remunerazione del personale, oneri
in imposte e tasse e oneri di formazione e promozione.
Valorizzazione
immobili
9,90%
Valorizzazione
volontari
8,75%
Progetti area
internazionale
7,52%
Servizi alla
persona
41,69%
Remunerazione
del personale
25,11%
Formazione e
promozione
0,60%
Oneri fiscali ed
erariali
1,26%
Distribuzione
generi
alimentari
5,18%
66
CONSIDERAZIONI FINALI
4.
67
68
L’anno 2007 è stato caratterizzato da un forte sviluppo dell’attività in favore dei nostri beneficiari,
che ricordiamo è rappresentato da persone in situazione di grave marginalità, famiglie in
difficoltà, immigrati, minori, persone senza dimora. Il numero dei beneficiari che hanno preso
contatti con la Fondazione o con i Centri di Ascolto è salito a 4.411 persone o nuclei famigliari, si
tratta dello spaccato della società più bisognosa del nostro territorio. Pur essendo difficile
misurare correttamente l’entità del fenomeno che si rivolge presso la nostra realtà, può essere
utile paragonarlo ai 61.916 residenti nel Comune di Savona e risulterebbero il 7,12 % della
popolazione. Gli altri dati che emergono dal Bilancio Sociale sono comunque di attività e servizi
tutti in crescita come il totale di 45.447 pasti erogati comprensivo dei pacchi viveri di asporto, o le
5.488 accoglienze notturne offerte dalle nostre strutture di 1° e 2° livello, anche le erogazioni
economiche effettuate a vario titolo salgono a 166.950,28. Fondazione e Caritas però non sono
realtà che si misurano sul numero delle prestazioni erogate, la mission e la vision sottolineano il
coinvolgimento del territorio e della società civile piuttosto che la delega a gestire. Dunque
riteniamo che i dati più importanti da rilevare siano invece i 318 volontari attivi, il numero più alto
rilevato negli ultimi 10 anni di attività, e le 398 ore settimanali che i volontari garantiscono alla
chiesa e alla società civile savonese. Importante sottolineare come le offerte dei singoli fedeli o
cittadini siano raddoppiate in un anno. Questi ultimi elementi sono la certificazione di un profilo
etico che ci legittima, non solo in termini strutturali ma soprattutto in termini morali agli occhi
della comunità. Infine il Valore Aggiunto, calcolato in termini economici che ricade sul territorio, e
che supera per la prima volta il milione di euro (1.045.040,95), ci afferma come un soggetto
economico importante che a Savona contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutti i
cittadini.
Maurizio Raineri
Presidente
... Sognare il sogno impossibile
Combattere contro il nemico invincibile
Sopportare una pena intollerabile
Correre dove l’audace non sa andare
Riparare un danno irreparabile
Amare, puro e casto, da lontano
Tentare quando la stanchezza mi prende la mano
Raggiungere la stella irraggiungibile
Questo è il mio scopo …
Don Chisciotte in L’uomo della mancia
69
70
APPENDICI
5.
71
72
5.1 NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO D’ESERCIZIO 2007
1.
INFORMAZIONI SULLE VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE
Immobilizzazione immateriali
L’unica immobilizzazione immateriale riguarda una ristrutturazione degli uffici di proprietà
della Diocesi di Savona - Noli. Ci preme segnalare che la Fondazione in relazione all’uso e
licenze dei software di gestione sui Personal Computer, si trova in condizioni di assoluta
regolarità, ma che i relativi valori, storicamente sono stati acquistati e contabilizzati in
bilancio nel rendiconto economico di gestione dell’anno di acquisto.
Immobilizzazioni materiali
I beni acquistati dalla Fondazione sono iscritti nell’apposito “Libro dei Cespiti
ammortizzabili” suddivisi per anno. Al 31/12/2007 sono presenti i seguenti cespiti:
Tipologia bene
Costo
Fondo
storico
amm.to
IMMOBILIZZAZZIONI MATERIALI
Quota
annua
Valore
residuo
IMPIANTI E ATTREZZATURE
Computer e accessori
Attrezzature Mensa
Attrezzature e Mobili CAN
Attrezzature Laboratorio
Mobili Ufficio
Telefoni Ufficio
Attrezzature e Mobili CAM
Mobili arredi e ristrutt. Casa Betania
Mobili arredi e ristrut. Vado- Via Ferraris
16.145,18
4.194,00
3.563,00
4.479,10
1.110,00
3.928,80
22.140,00
22.680,98
22.000,00
12.540,01
2.892,55
1.603,35
2.911,60
610,60
3.928,80
7.749,00
22.680,98
22.000,00
1.392,38
1.032,85
534,45
671,87
166,50
1.169,52
3.321,00
22.680,98
22.000,00
3.605,17
1.301,45
1.959,65
1.567,50
499,40
0,00
14.391,00
0,00
0,00
6.187,15
19.583,33
20.000,00
8.050,00
6.187,15
19.583,33
9.000,00
805,00
0,00
3.721,34
4.000,00
805,00
0,00
0,00
11.000,00
7.245,00
420
3780
AUTOMEZZI
Fiat 600 -BB530YV
Fiat Daily - BM414TE
Opel Vivaro - CX485KL
Fiat Punto - DK652JT
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
Ristrutturazione e manutenzioni Uffici
Totali in euro
4200
420
158.261,54
112.912,37
45.349,17
73
La Fondazione dispone per lo svolgimento delle proprie attività di beni materiali concessi in
uso gratuito da parrocchie, enti religiosi della Diocesi di Savona – Noli. Al 31/12/2007 la
Fondazione usufruisce dei seguenti immobili concessi in comodato gratuito con regolare
contratto registrato:
Proprietario
Diocesi di Savona - Noli
Indirizzo
Scadenza
Sede operativa e uffici – Via Mistrangelo, 16/10/2016
1/1 bis - Savona
Diocesi di Savona - Noli
Casa di accoglienza notturna – Via 16/10/2016
Guidibono, 14 - Savona
Parrocchia San Francesco da Casa Emmaus – Via Solari 7/3 - Savona
23/04/2012
Paola - Savona
Parrocchia Santissima Trinità Via Chiavella, 1 - Terzo Piano - Savona
01/10/2008
- Savona
Opera
diocesana
Mater Via Ferraris, 8/2 – Vado Ligure (con atto di 13/04/2017
Misericordiae
vincolo notarile)
Congregazione Sacra Famiglia Casa della Mondialità – Via Luigi Corsi, 35 - 10/11/2011
– Savigliano (CN)
Savona
Parrocchia N.S. Regina della Laboratori formativi – Via Caviglia, 25 – 01/10/2008
Pace – Valle di Vado Ligure
Valle di Vado Ligure (scrittura privata
provvisoria)
Istituto Diocesano Sostenta- Casa Famiglia – Piazza dei Consoli, 1/4 – 11/02/2013
mento Clero - Savona
Savona (contratto di locazione corrisposto
fino al)
Immobilizzazioni finanziarie
La Fondazione è socia di Banca Popolare Etica con n. 10 azioni fuori mercato (IT0001080164
BP ETICA) del valore nominale di € 52,50 al 31/12/2007. Detiene inoltre € 15.000,00 in
obbligazioni CARISA al tasso fisso netto di 3,062 % (scadenza 20/05/2011) con cedola
annuale.
Disponibilità liquide
Al 31/12/2007 sono presenti le seguenti disponibilità liquide:
Descrizione
Cassa - uffici fondazione
C/c bancario - Ca.Ri.Sa n. 860580
C/c bancario - Ca.Ri.Sa n. 987180 (Prestiti personali)
Totale
Importo in €
1.079,04
100.240,53
- 407,76
100.911,81
Il conto corrente bancario CaRiSa n. 987180 è stato istituito per tenere distinta la gestione
del Servizio Emergenza Famiglie in merito all’attività di microcredito con un totale di 5
mutui bancari attivi per prestiti personali. Il saldo negativo è dovuto ai ratei di prelievo
74
programmati dalla banca in data 31/12/2007 e non supportati, dal versamento delle rate
dei mutui dovute dai debitori con valuta utile alla copertura del saldo negativo.
Creditori
I crediti diversi ammontano a € 180.743,68; se si escludono € 14.873,45 di crediti a breve e
€ 21.733,00 di Paredes Italia S.p.A. in ritardo nei pagamenti previsti, i rimanenti €
144.137,23 sono inerenti a crediti di enti pubblici per fatture emesse per servizi erogati in
convenzione.
I crediti a rischio riguardano invece l’attività di microcredito del servizio Emergenza Famiglie
per € 22.769,82 e l’attività del Servizio Emergenza Abitativa per € 10.197,74 di canoni di
locazione anticipati. A garanzia dei crediti a rischio sono previsti i fondi di svalutazione per
un totale di € 12.000,00 pari al 36,40 %.
Ratei e risconti
I ratei attivi pari ad € 283,14 corrispondono alla cedola netta annuale delle Obbligazioni
CaRiSa relativa all’interesse maturato nel periodo 20 maggio - 31 dicembre.
I risconti passivi sono di € 25.142,19 quota del contributo del Ministero dell’interno Fondo
Lire UNRRA 2007 per il progetto La Locanda non ancora speso; e € 4.334,23 relativi ai
contratti con gli operatori di Caritas Italiana per progetti nei paesi asiatici, quota di
competenza 2008.
Patrimonio netto
Il patrimonio netto è composto dal fondo in dotazione al momento dell’atto costitutivo
della Fondazione (1996), corrispondente al valore storico dell’immobile di proprietà, sito in
Via Untoria, 11/12 a Savona di € 131.696,51; aggiunto dal provente ricavato dalla vendita di
una donazione di porzione di immobile donato alla Fondazione pari ad € 6.197,48.
Fondo di riserva ordinario
Il fondo di riserva di € 130.562,64 è composto dai risultati gestionali degli esercizi
precedenti.
Fondi diversi
I fondi diversi, equivalenti a € 175.439,48, oltre al TFR ed ai fondi di ammortamento,
comprendono i fondi di svalutazione crediti relativi al Servizio Emergenza Famiglie e Servizio
Emergenza Abitativa che insieme garantiscono il 36,40 % del crediti a rischio iscritti a
bilancio.
Debiti diversi
I debiti diversi salgono da € 78.671,14 del 2006 a € 103.886,99 primariamente per la
creazione di un nuovo fondo di debito di € 20.700,00 relativo al progetto “La Locanda” Fondo Lire UNRRA per contributi ricevuti per conto di altri enti partner del progetto.
75
2.
INFORMAZIONI SULLE VOCI DEL CONTO ECONOMICO
Il conto economico nel 2007 registra un avanzo (positivo) di gestione pari a € 4.684,41, a
differenza del 2006 che si è chiuso con un disavanzo (negativo) di € 4.792,77. L’avanzo
dell’esercizio pur essendo lieve (+0,53%) rispetto al bilancio complessivo, è importante
perché conferma la solidità economica della Fondazione in un momento difficile. Nel
complesso la Fondazione, nel 2007, ha avuto un incremento di costi (d’ora in poi oneri) del
14,45% e di ricavi (d’ora in poi proventi) del 15,76%. L’aumento complessivo dei movimenti
del conto economico è ormai costante da tempo anche se bisogna considerare che oneri e
proventi straordinari, dovuti a finanziamento di progetti da parte di altri enti,
rappresentano ancora una elevata percentuale pari a 10,99% di proventi e 11,43% di oneri.
Un’analisi storica del conto economico evidenzia come l’attività negli ultimi 8 anni sia
aumentata con costanza ed equilibrio evitando di registrare chiusure di bilancio d’esercizio
con disavanzi importanti. Il grafico di seguito illustra con chiarezza la stabilità economica nel
tempo:
Storico del Conto Economico
2000
€ 891.038
€ 895.723
€ 778.570
€ 773.777
€ 676.075
€ 677.266
€ 426.066
€ 390.325
€ 436.986
€-
€ 394.499
€ 419.369
€ 418.761
€ 200.000
€ 354.482
€ 400.000
€ 330.228
€ 600.000
€ 256.446
€ 800.000
€ 266.830
€ 1.000.000
2001
2002
2003
2004
Proventi
Oneri
2005
2006
2007
Oneri
Proventi
Oneri
Analizzando gli oneri si osserva che sono fortemente diminuite le spese della promozione e
sensibilizzazione pari solo a € 701,60 (-94,24%) decremento dovuto al confronto con il 2006
che conteneva l’onerosa pubblicazione del volume sul ventennale del Centro di Ascolto, ma
anche per l’effettiva diminuzione di investimento sulla promozione, questo anno ripartita
sul rendiconto della Caritas Diocesana. Gli oneri di formazione pari a € 5.551,27 (-12,64%)
marcano una diminuzione rispetto al 2006; segnale di riflessione che rispecchia l’effettivo
calo di attenzione su un contenuto di prioritaria importanza per l’attività che la Fondazione
svolge.
76
Oneri
straordinari
€ 101.875,76
11,43%
Oneri 2007
Personale
€ 262.423,68
29,45%
Progetti area
internazionale
€ 78.603,67
8,82%
Oneri diretti per i
servizi
€ 383.095,12
42,99%
Amministrativi,
patrimoniali,
fiscali
€ 58.787,58
6,60%
Promozione
animazione
€ 701,60
0,08%
Formazione
€ 5.551,27
0,62%
Oneri riclassificati 2007
Emergenza
Abitativa
€ 293.694,21
32,96%
Immigrazione Em. Famiglie
€ 97.949,23
10,99%
Casa Famiglia
€ 94.290,03
10,58%
Centro Diurno
€ 183.854,26
20,63%
Laboratori
Formativi
€ 63.605,99
7,14%
Centro Ascolto
€ 22.211,85
2,49%
Gestione
ordinaria
€ 55.762,98
6,26%
Progetti Area
Internazionale
€ 78.589,42
8,82%
Gestione immobili
€ 1.080,71
0,12%
Il costo del personale sale in termini assoluti del (+13,06%) rispetto al 2006, ma di fatto
incide sempre meno sul totale degli oneri (-0,36%). Il personale oggi ha un peso sugli oneri
complessivi del 29,45%, risultato del tutto accettabile per un ente che eroga servizi
complessi. Un dato che è reso possibile anche grazie alla forte presenza del volontariato nei
nostri servizi. Aumentano anche gli oneri di amministrazione (+0,41%) sul totale, dovuti alla
stipula di nuove e più adeguate coperture assicurative. Nelle diverse attività, si rileva un
andamento costante per il servizio del Centro Diurno di Solidarietà, il Servizio Immigrati e il
Servizio Emergenza Famiglie, questi ultimi con un disavanzo negativo considerevole (88.776,04 euro), in quanto l’ente pubblico partecipa solo in minima parte nel finanziamento
di questi due servizi. Il Servizio Immigrazione – Emergenza Famiglie ad oggi vede impegnate
due persone a tempo pieno che rappresentano la maggior parte dei costi del servizio.
77
Il servizio immigrati nel 2007 ha assistito 1214 nuove persone che non avevano mai
usufruito del servizio, stimando in poco meno di 9.000 i passaggi – colloqui registrati.
L’emergenza abitativa invece prosegue il difficile cammino verso il pareggio di bilancio e fa
registrare un disavanzo di “solo” 17.957,36 euro, un risultato peggiore rispetto allo scorso
anno (- 12.811,91 euro) ma discreto, se confrontato con gli anni precedenti dove si
registravano disavanzi di circa 35.000 euro. Inoltre bisogna considerare che il Servizio
Emergenza Abitativa oggi rappresenta il 32,96% dell’intera attività della Fondazione con €
293.694,21 di oneri e solamente il 6,11% di perdita.
Proventi
Per quanto riguarda i proventi, la diversificazione delle fonti di entrata è stata una costante
strategia degli ultimi anni per cercare una sostenibilità nel tempo non vincolata ad un
esclusivo finanziamento. Nel complesso bisogna considerare che le entrate dagli enti
pubblici, se non si considerano i finanziamenti straordinari in conto capitale per il Social
Housing di Vado Ligure, aumentano in termini assoluti (+24,71%) ma diminuisce il rapporto
sul totale dei proventi (-0,60%). Per il 2007 l’ente pubblico partecipa al finanziamento dei
servizi per un totale del 42,04%. Ci pare che l’assunzione di responsabilità degli enti locali
preposti alla cura dei soggetti
RICLASSIFICAZIONI BILANCIO 2007
ONERI
Oneri personale
Oneri formazione
Oneri promozione
Oneri amministrazione /assicurazioni
Oneri diretti per i servizi
Oneri progetti area internazionale
Oneri straordinari
Oneri ammortamenti
Oneri fiscali e imposte
Oneri finanziari e patrimoniali
TOTALE ONERI
PROVENTI
Proventi Diocesi di Savona (ottopermille)
Proventi Enti Locali (Comune, Zona, ASL)
Proventi da offerte (Enti, parrocchie, privati)
Proventi dai servizi
Proventi progetti area internazionale
Proventi Caritas Italiana (ottopermille)
Proventi Regione Liguria estreme povertà
Proventi straordinari
Proventi in derrate alimentari
Proventi finanziari e patrimoniali
TOTALE PROVENTI
BILANCIO 2007
262.423,68
5.551,27
701,60
26.155,11
383.095,12
78.603,67
101.875,76
17.234,91
13.127,57
2.269,99
€ 891.038,68
BILANCIO 2007
100.000,00
336.071,12
56.608,27
54.423,83
78.379,10
69.860,00
40.500,00
98.398,02
54.113,52
7.369,23
€ 895.723,09
%
29,45%
0,62%
0,08%
2,94%
42,99%
8,82%
11,43%
1,93%
1,47%
0,25%
100,00%
%
11,16%
37,52%
6,32%
6,08%
8,75%
7,80%
4,52%
10,99%
6,04%
0,82%
100,00%
BILANCIO 2006
%
232.104,09 29,81%
6.354,57
0,82%
12.183,81
1,56%
19.648,17
2,52%
296.178,87 38,04%
77.766,04
9,99%
100.526,40 12,91%
15.796,36
2,03%
17.471,82
2,24%
540,09
0,07%
€ 778.570,22 100,00%
BILANCIO 2006
%
100.000,00 12,92%
269.477,23 34,83%
28.153,45
3,64%
52.745,90
6,82%
77.881,67 10,07%
52.040,00
6,73%
60.498,25
7,82%
92.792,70 11,99%
32.763,65
4,23%
7.424,60
0,96%
€ 773.777,45 100,00%
VARIAZIONI
2006 - 2007
13,06%
-12,64%
-94,24%
33,12%
29,35%
1,08%
1,34%
9,11%
-24,86%
320,30%
14,45%
VARIAZIONI
2006 - 2007
0,00%
24,71%
101,07%
3,18%
0,64%
34,24%
-33,06%
6,04%
65,16%
-0,75%
15,76%
VARIAZ. SUL
TOT ONERI
-0,36%
-0,19%
-1,49%
0,41%
4,95%
-1,17%
-1,48%
-0,09%
-0,77%
0,19%
0,00%
VARIAZ. SUL
TOT PROVEN
-1,76%
2,69%
2,68%
-0,74%
-1,31%
1,07%
-3,30%
-1,01%
1,81%
-0,14%
0,00%
più deboli sia aumentata negli anni, ma sia ancora necessario lavorare decisi in questa
direzione. Importante segnalare la diminuzione del Fondo estreme povertà (-33,06%) che
sommata alla diminuzione dell’anno precedente scende del (-35,48%) in due anni. Se si
osservano i proventi, (le variazioni della tabella, confrontati con il grafico seguente), il dato
78
più rilevante, è l’incremento delle offerte che hanno raggiunto la quota di € 56.608,27
(+101,07%). L’incremento è dovuto alla raccolta di avvento dedicata all’apertura delle due
nuove strutture di accoglienza “Casa Betania” e “Casa della Mondialità”. Segnale
incoraggiante è stato l’impegno di alcune associazioni presenti sul nostro territorio che
hanno deciso di sponsorizzare l’iniziativa come Associazione Culturale Dialogos e il
Soroptmist ed altri soggetti che hanno voluto restare anonimi. Questo risultato è in
controtendenza rispetto a quello dello scorso anno che ci aveva preoccupati con un (21,51%).
Proventi 2007
Enti Pubblici Comuni, Regione
€ 376.571,12
42,04%
Proventi propri servizi e immobili
€ 61.793,06
6,90%
Diocesi di SV ottopermille
€ 100.000,00
11,16%
Caritas Italiana area internaz.
€ 78.379,10
8,75%
Caritas Italiana Ottopermille
€ 69.860,00
7,80%
Contributi
straordinari
€ 98.398,02
10,99%
Proventi in generi
alimentari
€ 54.113,52
6,04%
Offerte
€ 56.608,27
6,32%
Proseguendo con l’analisi dei proventi nei servizi offerti, si rileva che la Casa Famiglia per
minori nel 2007 ha ottenuto un avanzo importante, di +16.584,97 euro, dovuto sia all’esito
di non pagamento del canone di locazione (12.000 euro/anno), già elargito al proprietario
fino al febbraio 2013 per effetto di un finanziamento regionale, sia al considerevole numero
di 5 minori accolti per tutti i 365 giorni presi in considerazione; situazione che ha garantito
alla Fondazione un bilancio complessivo vicino al pareggio, essendo questo l’unico servizio
“in attivo”. La richiesta di otto per mille alla Diocesi di Savona è stata pari a € 100.000,00,
invariata rispetto al 2006, e con sempre una minore incidenza in termini percentuali sul
totale delle entrate rispetto all’anno precedente (dal 12,92% al 11,16%). In riferimento
invece all’entrata dei progetti finanziati da Caritas Italiana, con l’ottopermille della CEI
(Conferenza Episcopale Italiana), da sottolineare che nel 2007 sono entrate le ultime due
tranche dei fondi 2006 destinati alla realizzazione della nuova struttura di accoglienza
femminile “Casa Betania”, e nemmeno una tranche dei fondi 2007, che per ragioni di
prudenza contabilizzeremo per competenza 2008. Infine, si constata il rispetto del budget
di previsione 2006, che non ha fatto rilevare particolari scostamenti nelle singole voci di
previsione rispetto al bilancio consuntivo.
3.
INFORMAZIONI SUL PERSONALE DIPENDENTE E SUI VOLONTATRI
Per quanto riguarda le risorse umane ricordiamo, che in virtù del contratto stipulato con
Caritas Italiana per i progetti in Area Internazionale, vi sono state le sostituzioni di Gianluca
79
RANZATO e Maurizio MARMO con Giovanni SARTOR a tempo determinato (30/06/10) e
Maria Chiara CREMONA, quest’ultima ha terminato il contratto il 31/12/07 e nel 2008
rimarrà in forza per Caritas Italiana solo un operatore esterno. Per l’ufficio contabilità e
amministrazione è stato un anno difficile: a febbraio Patrizia VALLARINO terminava il suo
contratto, come previsto, per avvicendarsi con Alessandra PESCE che però dopo solo tre
mesi si dimetteva per un’offerta di lavoro più corrispondente alle sue esigenze. A giugno è
stata assunta Monica SIRI, esperta contabile, con un contratto a tempo determinato
(17/06/09). Per consolidare il Servizio Emergenza Abitativa, ad aprile veniva assunta Claudia
CALABRIA a tempo determinato (31/03/09) con particolare attenzione di mansioni per le
due nuove strutture “Casa Betania” e “La Locanda”. Nel mese di ottobre Agnese MINUTO,
dopo un periodo di nove mesi di aspettativa non retribuita, si dimetteva per un’offerta di
lavoro più corrispondente alle sue esigenze. In sostituzione, come operatore del Centro di
Ascolto è stato assunto a tempo determinato (30/04/08) Nicola ARECCO. Sempre a ottobre,
in seguito alla chiusura del Centro Diurno per minori, ha terminato servizio Lidia DAL SANTO
a scadenza del suo contratto. Presso la Casa Famiglia inoltre, come personale di servizio, si
è provveduto all’assunzione part-time di Caterina TORCASSO a tempo determinato
(30/07/08) in sostituzione di Nadiya YALOVENKO dimessasi per motivi personali. Ricordiamo
inoltre la presenza attiva di quattro ragazze in Servizio Civile Nazionale dall’ottobre 2007:
Erika ROMANO in servizio presso la Mensa - Centro Diurno di Solidarietà, Serena GARNERI
in servizio presso il Servizio Emergenza Abitativa, Sara PITTALUGA in servizio presso Casa
Emmaus e Margherita ROSSI presso il Servizio Immigrazione. Esaminando il volontariato da
un punto di vista quantitativo, è incoraggiante il numero di 318 volontari attivi, dato che
rispetto alle 297 persone dello scorso anno (+ 7,07%) attesta la Fondazione tra i principali
enti con partecipazione volontaria nel territorio savonese. Da segnalare che si tratta del
dato più elevato degli ultimi 9 anni, dovuto soprattutto alla campagna per la ricerca di
volontari relativa all’avvento 2006.
La Fondazione, in sintesi, aveva al 31/12/2007 un organico complessivo di 15 dipendenti (7
a tempo pieno, 8 part-time), oltre ai 318 volontari impegnati nei servizi e negli uffici, e 4
giovani in Servizio Civile Nazionale. Si sottolinea che tutti i dipendenti sono assunti secondo
il C.C.N.L. del Commercio e non vi sono in essere contratti a progetto o di tipo interinale. Il
significato di questa scelta si pone nell’ottica di una politica della Fondazione di dare il più
possibile garanzie al personale dipendente cercando di investire su di esso. Ad oggi infatti 8
su 13 dipendenti (senza considerare i 2 operatori di Caritas Italiana), godono di un contratto
a tempo indeterminato.
4.
ALTRE INFORMAZIONI
Privacy
In tema di Privacy la Fondazione tratta dati sensibili quali sieropositività, malattie mentali,
stato di salute ed altro ancora, è quindi soggetta alla Notificazione al Garante per la
protezione dei dati personali. La Notificazione è stata regolarmente inviata per via
telematica in data 28/04/06 ed è stata inserita nei Registro dei trattamenti al numero:
2006042800132501. Si informa inoltre che il 28 marzo 2007 è stato regolarmente
aggiornato il Documento Programmatico della Sicurezza (DPS) così come previsto dal D.Lgs
196/93.
80
5.2 LO STATUTO
Articolo 1) - COSTITUZIONE E SEDE
E’ costituita per atto del Vescovo di Savona-Noli la “Fondazione Diocesana COMUNITÀSERVIZI”
dotata di personalità giuridica di diritto privato.
La Fondazione assume nella propria denominazione la qualifica di organizzazione non lucrativa di
utilità sociale, in breve ONLUS, che ne costituisce peculiare segno distintivo ed a tale scopo la
dicitura ONLUS viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima.
La Fondazione è espressione della Chiesa diocesana savonese, la quale se ne avvale per dare visibile
testimonianza di carità fraterna.
La Fondazione ha sede legale in Savona, via Mistrangelo n. 1/1bis.
Articolo 2) – SCOPI
La Fondazione non ha scopo di lucro, vive ed agisce secondo l’ispirazione del Vangelo della carità ed
in vista della promozione integrale della persona.
Persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, promuovendo, gestendo e sostenendo
iniziative ed opere assistenziali di ispirazione cristiana.
Risponde concretamente a tale scopo generale ogni attività utile a favorire:
nuove iniziative di servizio sociale e di volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti,
la conoscenza delle cause di povertà e di emarginazione,
la più ampia diffusione degli studi promossi.
In particolare la Fondazione opera in collaborazione con l’Organismo Pastorale Caritas Diocesana
per la progettazione, l’avvio, la realizzazione e lo sviluppo delle attività di volontariato e di servizio
sociale.
La Fondazione si avvale di strutture di servizio dotate di propria autonomia funzionale e potrà
svolgere ogni altra attività ed iniziativa solo in quanto connessa e funzionale alle finalità istituzionali,
nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui all’art. 10, comma 5, del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n.
460.
Le finalità statutarie della Fondazione si esauriscono nell’ambito della Regione Liguria.
Articolo 3) – PATRIMONIO
Il patrimonio della Fondazione è composto:
1)
dall’immobile costituito a capitale nell’atto di fondazione;
2)
da contributi, donazioni, eredità, legati, lasciti, liberalità ed introiti di qualsiasi genere;
3)
dagli avanzi di gestione risultati dai bilanci annuali.
Si fa divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o
capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano
imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento
fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Le somme di denaro e le rendite mobiliari ed immobiliari devono essere impiegate esclusivamente
in attuazione dei fini istituzionali con esclusione di ogni e diversa destinazione, in osservanza della
lettera d), comma 1 dell’art.10 del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.
81
Articolo 4) – ORGANI
Sono organi della Fondazione:
il Consiglio Direttivo;
il Presidente;
il Vice Presidente;
il Collegio dei Revisori dei Conti.
Articolo 5) – COMPOSIZIONE E NOMINA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è formato da numero undici componenti, nominati dal Consiglio
dell’Organismo Pastorale Caritas Diocesana, dura in carica cinque anni e, comunque, sino alla
nomina dei nuovi Consiglieri. Può essere rieletto.
Qualora nel corso del mandato il Consiglio dell’Organismo Pastorale Caritas Diocesana rilevi a carico
dei Consiglieri comportamenti contrari allo Statuto, gravi violazioni, azioni contrarie agli indirizzi
socio-pastorali della diocesi, può pronunciare la decadenza dei responsabili con voto di
maggioranza, i quali decadono automaticamente con la nomina dei nuovi Consiglieri.
Per la sostituzione di qualsiasi membro che venga a mancare nel quinquennio si provvede come per
la nomina del membro stesso.
I sostituti durano sino allo scadere del Consiglio.
Qualora venissero meno sei Consiglieri per qualunque motivo, l’intero Consiglio, compreso il
Presidente, si intenderà decaduto. In tal caso il Consiglio dell’Organismo Pastorale Caritas Diocesana
provvederà senza indugio alla nomina del nuovo Consiglio.
Il Consiglio è convocato dal Presidente, o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente
con comunicazione scritta contenente l’ordine del giorno, inviata almeno sette giorni prima della
riunione.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito in prima convocazione con la presenza della
maggioranza dei suoi membri ed in seconda convocazione con almeno un terzo dei componenti.
Le deliberazioni sono approvate con la maggioranza dei presenti ed in caso di parità prevale il voto
del Presidente.
Articolo 6) – ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO
Sono compiti del Consiglio:
1)
approvare entro i termini di legge la relazione morale del Presidente, il bilancio consuntivo e
quello preventivo, tenendo conto della relazione del Collegio dei Revisori;
2)
deliberare sugli investimenti del patrimonio e sulla destinazione delle rendite;
3)
decidere sulle iniziative rivolte al perseguimento degli scopi istituzionali;
4)
nominare i membri del Consiglio dei Revisori di propria competenza;
5)
approvare le eventuali modifiche dello statuto con la maggioranza dei due terzi dei
componenti;
6)
nominare un segretario per redigere il verbale di ogni riunione, il quale deve essere approvato
nella seduta successiva;
7)
esercitare ogni altro potere di ordinaria e straordinaria amministrazione che non rientri nelle
attribuzioni del Presidente.
Articolo 7) – NOMINA E COMPITI DEL PRESIDENTE E DEL VICE PRESIDENTE
Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti dalla Fondazione tra i suoi membri.
Il Presidente presiede il Consiglio Direttivo, ha poteri di firma e di rappresentanza legale della
Fondazione e facoltà, con delibera del Consiglio, di conferire procure nonché di richiedere
fideiussioni e fidi bancari, rilasciare fideiussioni, nonché compiere tutte le operazioni bancarie sia
attive che passive.
82
Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e provvede, sulla base della direttiva di
questo, ad ogni adempimento necessario per la gestione della Fondazione.
Predispone annualmente il progetto di bilancio e la relazione morale, che vengono trasmessi al
Consiglio previo esame da parte del Collegio dei Revisori.
Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di impedimento o di assenza dello stesso.
Articolo 8) – COMPOSIZIONE, NOMINA E ATTRIBUZIONI DEL COLLEGIO DEI REVISORI
Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti e dura in carica cinque
anni.
Il Presidente del Collegio ed un membro supplente sono nominati dal Vescovo, gli altri dal Consiglio
Direttivo.
Il Collegio vigila sull’amministrazione della Fondazione e sulla tenuta della contabilità.
Esamina il progetto di bilancio ed esprime le sue osservazioni in apposita relazione che viene
trasmessa al Consiglio unitamente al progetto del bilancio.
Il Collegio si riunisce almeno tre volte all’anno e redige il verbale di ogni riunione.
Articolo 9) – ESERCIZIO FINANZIARIO
L’esercizio finanziario va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Articolo 10) – CONTROVERSIE
Eventuali controversie che coinvolgono comunque la Fondazione saranno decise senza alcuna
formalità di procedura da un giudice di pace nominato a tal fine dal Vescovo.
Il lodo così emesso è inappellabile.
Articolo 11) – GRATUITÀ DELLE CARICHE
L’incarico di Presidente, di Vice Presidente, nonché quelli di componenti del Consiglio Direttivo, e di
membro del Collegio dei Revisori sono gratuiti.
Articolo 12) – DEVOLUZIONE DEI BENI
In caso di estinzione della Fondazione il patrimonio dovrà essere devoluto ad altre organizzazioni
non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità da scegliersi nell’ambito della Diocesi di
Savona-Noli, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Approvato dal Consiglio Direttivo il 17 dicembre 2001 innanzi al Dott. Agostino Firpo
Notaio. (Registrato a Savona il 4/1/02).
Atto costitutivo: 6 febbraio 1995 (registrato a Savona il 08/02/1995 al n. 328)
Iscritta al Registro Regionale delle persone giuridiche di Diritto Privato al N° 200
(Registrato a Savona il 12/07/96).
Iscritta al Registro delle ONLUS : prot. n°4987 29/01/98
83
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FONDAZIONE DIOCESANA COMUNITÀSERVIZI