CATALOGO GENERALE
Grazie di scegliere IL LEGNO.
I serramenti che produciamo sono progettati e realizzati con l’intento di fornire prodotti qualitativamente
elevati, ai vertici degli standard produttivi.
Poniamo molta attenzione alla scelta dei materiali, ai particolari tecnici ed ai processi produttivi industrializzati, miscelati con una giusta minima dose di artigianalità, in modo da realizzare serramenti tecnologicamente avanzati, funzionali ed emozionanti.
Da sempre ci sforziamo di perseguire la “qualità totale” della azienda e dei nostri prodotti, offrendo ai
clienti un risultato di alta qualità con il giusto rapporto qualità/prezzo, insieme ad un elevato servizio di
post-vendita.
In questo contesto rientra anche questa pubblicazione, realizzata per far conoscere le caratteristiche, il
funzionamento e le potenzialità prestazionali (in fase progettuale) delle “finestre”, nonché dei materiali e
componenti con cui sono prodotte, e per indicare i modi e le forme delle manutenzioni da effettuare per
preservare dall’usura del tempo i nostri serramenti (assistibili con il nostro esclusivo programma GWD di
manutenzione programmata), oltre che per illustrare fotograficamente alcune realizzazioni tipo.
Sicuri di aver fatto cosa utile e gradita, auguriamo una buona lettura.
ing. Filippo Mercorio
titolare
0
indice
cap. 1.3
cap. 2.4
ecosostenibilità
programma GWD
1_azienda
1.1 Staff
1.2 Certificazioni
1.3 Ecosostenibilità
3.6
3.7
3.8
3.9
3.10
4_ il serramento in legno
e in legno-alluminio
2_servizi
2.1
2.2
2.3
2.4
Progetti su misura
Logistica
Supporto per manutenzione
Esclusivo programma GWD
Problematiche ricorrenti
Le prestazioni attese
La scelta dell’infisso
Scomposizione funzionale delle chiusure
Classificazione in base al movimento delle ante
4.1
4.2
4.3
4.4
3_caratteristiche
tecniche degli infissi
Generalità
Il materiale legno
Il materiale alluminio
La verniciatura
4.4.1 Verniciatura del legno
_6
IL LEGNO_Catalogo generale
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
La finestra in generale
Le strategie progettuali
Il concetto di qualità globale in edilizia
La normativa tecnica del serramento
Requisiti e prestazioni dei serramenti
3.5.1 Controllo delle dispersioni termiche
3.5.2 Controllo dell’irraggiamento termico solare
3.5.3 Controllo del passaggio della luce
3.5.4 Controllo del passaggio dell’aria
3.5.5 Controllo del passaggio del rumore
3.5.6 Tenuta all’acqua
3.5.7 Resistenza al carico del vento
3.5.8 Sicurezza alle intrusioni
3.5.9 Resistenza al fuoco
4.5
4.4.1.1 Le principali cause di deterioramento del legno e
della vernice
4.4.1.2 Generalità sulla verniciatura all’acqua
4.4.2 Verniciatura dell’alluminio
I vetri
4.5.1 Generalità sui vetri
4.5.2 Composizione e fabbricazione dei vetri
4.5.3 Caratteristiche fisiche dei vetri
4.5.4 Il vetro e la luce
4.5.5 Il vetro e la radiazione solare
4.5.6 Il vetro e l’isolamento termico
4.5.7 Il vetro e l’isolamento acustico
4.5.8 Il vetro e la sicurezza
4.5.9 Conclusioni sulle vetrate
cap. 4.5
cap. 5.1
i vetri
il serramento in legno
5_ la nostra produzione
5.3
5.4
5.5
5.6
5.7
6_ le caratteristiche qualitativotecniche e la normativa di
riferimento
6.1
6.2
6.3
6.4
6.5
6.6
6.7
6.8
6.9
Generalità sulla normativa e marcatura CE
Permeabilità all’aria (UNI EN 1026)
Tenuta all’acqua (UNI EN 1027)
Resistenza al carico del vento (UNI EN 12211)
Resistenza meccanica (UNI EN 107)
Potere fonoisolante (UNI 8204)
Trasmittanza termica (UNI EN 10077-1,2)
Scheda tecnica del prodotto
La sicurezza nei confronti delle intrusioni
(antieffrazione)
7.1
Verniciatura delle finestre in legno
7.1.1 Manutenzione ordinaria preventiva
7.1.1.1 pulizia
7.1.1.2 rinfresco
7.1.2 Manutenzione straordinaria riparativa
7.2
7.3
7.4
7.5
7.6
7.7
7.8
7.1.2.1 ritocco
7.1.2.2 rinnovo
Verniciatura delle finestre in legno-alluminio
Controllo drenaggio acqua
Sigillatura tappi di estremità
Verifica guarnizioni
Ferramenta
7.6.1 Pulizia
7.6.2 Ingrassaggio
7.6.3 Regolazione
Asportazioni resine
Sostituzione vetri
8_ galleria fotografica
9_ fac-simile garanzia e
fac-simile garanzia aggiuntiva GWD
IL LEGNO_Catalogo generale
5.2
Il serramento in LEGNO
5.1.1 Tipologie e sezioni tipo
Il serramento in LEGNO-ALLUMINIO
5.2.1 Tipologie e sezioni tipo
Le persiane e gli antoni in LEGNO
5.3.1 Tipologie e sezioni tipo
Le persiane in ALLUMINIO
5.4.1 Tipologie e sezioni tipo
I portoncini di ingresso in LEGNO
Le porte di uscita con maniglione antipanico
Il telaio a “Z” per le ristrutturazioni
(esclusiva brevettata)
_7
5.1
7_ cenni di manutenzione
1
azienda
qualche
numero tondo ...
10 anni
di vita dell’azienda
9.000 serramenti
annui prodotti su misura
500 commesse
annue personalizzate
5.000 mq
coperti dedicati alla produzione
40 persone
impiegate all’interno
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IL LEGNO_Catalogo generale
30 collaboratori
esterni (commerciali e posatori)
70 show room
affiliati
2 squadre
di assistenza post vendita (GWD)
500 schede
tecniche di prodotto disponibili in versione cad
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IL LEGNO_Catalogo generale
1_azienda
_10
IL LEGNO_Catalogo generale
1.1_staff
L’azienda nasce ex-novo nel 2000 grazie all’impegno ed alle
capacità imprenditoriali dell’ing. Filippo Mercorio, esperto del
settore edilizia, e con l’ausilio di un team di giovani collaboratori raggiunge in breve tempo una crescita esponenziale,
acquisendo la necessaria esperienza nelle alte tecnologie impiegate nonché il know-how compiutamente e rapidamente
recepito.
Lo stabilimento, dotato di attrezzature all’avanguardia, occupa un’area di circa 15.000 mq di cui circa 6.000 coperti.
I centri di taglio e profilatura a controllo numerico, gli impianti
di verniciatura all’acqua, nonché le indispensabili manovalanze specializzate per le rifiniture di alta qualità e per i minuziosi
controlli finali, concorrono a posizionare l’azienda tra i più mo-
derni e efficienti opifici del settore nel Centro-Sud Italia.
La qualità totale del prodotto e la costante affidabilità del
servizio offerto rappresentano la “mission aziendale”, gestita
da uno staff tecnico-commerciale ad esclusivo vantaggio del
Cliente; dalla consulenza in fase di progetto e preventivo di
spesa, al controllo rigoroso dei tempi e dei processi di lavorazione, fino alla assistenza post-vendita, il Cliente utilizzatore
finale è posto al centro dell’attenzione nel progetto industriale.
In tal modo ci si pone, oggi, nel mercato nazionale di riferimento quale azienda altamente qualificata nel raggiungere
l’obiettivo primario del customer care, con un efficiente servizio di assistenza clienti e prodotti di alto valore, con un ottimo
rapporto qualità/prezzo.
segreteria
Valentina Rizzacasa
amministrazione
Filomena Rizzacasa
ufficio tecnico
Francesco Pavone
ufficio tecnico
Paolo Monaco
logistica
Marcello Santangelo
produzione
Agostino De Martinis
ufficio tecnico
Alfonso Lucarelli
ufficio tecnico
Pietro Del Vecchio
1.2_certificazione
La filosofia di fondo della “qualità” in una azienda moderna è
la chiave del successo.
Normalmente il cliente tiene conto di tre fattori nella scelta
oculata di un prodotto: qualità, servizio e prezzo. E, più spesso di quel che può immaginarsi, non è sempre il prezzo il
fattore determinante per la scelta.
La qualità globale entra così a far parte del modo di “pensare
e comportarsi” di tutto l’organismo aziendale, a vari livelli e
funzioni; partendo dall’imprenditore, passando per lo staff dei
collaboratori, fino a tutta la manovalanza aziendale.
Perciò la filosofia alla base del sistema di gestione diventa la
costante ricerca per il miglioramento degli standard di prodotto, che, sempre più elevati in termini di efficienza e qualità,
vengono richiesti dal mercato; e, affianco, vi è la scelta intrinseca del mantenimento di un ambiente di lavoro con il minimo
dei rischi per i lavoratori, attraverso un efficace e misurato
sistema di prevenzione, nonché della salvaguardia ambientale
mediante una adeguata politica di approvvigionamento delle
materie prime e di smaltimento degli scarti.
L’implementazione ed il mantenimento di questo “meccanismo” è aiutato dall’osservanza delle procedure di impostazione e di mantenimento delle certificazioni.
si realizza attraverso una adeguata formulazione di politica
ambientale:
• identificazione degli aspetti ambientali dell’azienda, stabilendo, cioè, le attività, i processi, i prodotti che possono avere impatto sull’ambiente e definendo un criterio di
valutazione della significatività di tali impatti;
• identificazione e definizione dei criteri di applicazione delle relative prescrizioni legislative;
• definizione, attuazione e verifica degli obiettivi e dei programmi, coerentemente con quanto stabilito dalla politica aziendale e dalle prescrizioni normative.
Marcatura CE e Certificati ITT (Initial Type Testing)
Dal febbraio 2010 la Marcatura CE è obbligatoria.
Ciò nonostante sin dal febbraio 2007, e cioè anche nel precedente periodo di volontarietà, questa azienda ha apposto
la marcatura CE su tutti i propri prodotti, rilasciando le relative attestazioni di conformità ai sensi delle norme UNI EN
14351-1 e 13659.
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Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001:2004)
E’ una certificazione volontaria, non obbligatoria, ed è tesa
a minimizzare l’impatto ambientale dei processi, prodotti e
servizi aziendali, nonché ad assicurare il miglioramento dei
processi operativi di controllo;
IL LEGNO_Catalogo generale
Sistema di Gestione per la Qualità (UNI EN ISO 9001:2008)
E’ una certificazione volontaria, non obbligatoria, e riguarda
l’impostazione e la gestione della azienda, al fine di assicurare
nel tempo un alto livello qualitativo dei prodotti e dei servizi,
sostanzialmente attraverso quattro macroprocessi:
• responsabilità della direzione (politica, obiettivi, pianificazione);
• gestione delle risorse (umane, informative ed altre);
• gestione dei processi (soddisfazione del cliente, progettazione, approvvigionamento, produzione e servizi);
• misure, analisi e miglioramento (audit, controllo dei processi e miglioramento continuo).
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IL LEGNO_Catalogo generale
1_azienda
1.3_ecosostenibilità
La tutela e lo sfruttamento ecosostenibile delle foreste
Sensibile alle tematiche ambientalistiche e di ecosostenibilità, questa azienda si sforza di seguire la strada per l’uso
responsabile delle risorse forestali; in tal senso ha aderito al
programma di certificazione dell’FSC, con il cui marchio si
identificano i prodotti (tra cui anche i serramenti) utilizzanti
legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed
economici.
Le foreste in origine sono controllate e valutate in maniera
indipendente, in conformità a degli standard (principi e criteri
IL LEGNO_Catalogo generale
La prima riflessione che potrebbe venire pensando alle finestre in legno (o, più in generale, a tutti i prodotti in legno) è che
il loro utilizzo favorisca il disboscamento e che ciò sia un danno per l’ambiente. Eppure, è vero esattamente il contrario!
Innanzi tutto l’utilizzo del legno è la soluzione più adatta e naturale per rispondere alle priorità ambientali ed energetiche,
essendo una risorsa che si rinnova (al contrario del PVC o
dell’alluminio, derivati rispettivamente dal petrolio e da minerali, che si esauriscono e non si rinnovano/rigenerano).
Inoltre, l’utilizzo di prodotti di legno favorisce la diffusione delle foreste. Recenti stime della FAO indicano ad esempio che
in Europa, dalla quale proviene la maggior parte della materia
prima legno impiegata per i serramenti, ogni anno i boschi
incrementano la loro estensione e che non tutto il legno prodotto annualmente viene utilizzato.
Ciò è reso possibile dal fatto che ormai tutto il legname commercializzato dai produttori Europei viene prelevato seguendo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici (gestione forestale sostenibile).
di buona gestione forestale) stabiliti ed approvati dal Forest
Stewardship Council a.c., mediante la partecipazione ed il
consenso delle varie parti interessate.
L’FSC e’ una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti
e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che
lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il
mondo.
Il gruppo FSC-Italia opera in armonia con gli obiettivi e la missione del Forest Stewardship Council internazionale.
_13
L’ecosostenibilità è l’attività umana che si attiene ad argomentazioni ecologiste nell’ottica dello sviluppo sostenibile; la
possibilità del rinnovamento delle risorse ne è il tema centrale, ed è vista come capacità intrinseca del mondo di trasformarsi in maniera ciclica, capacità che va difesa per non
modificare i delicati equilibri terrestri.
È eco-sostenibile ciò che porta ad operare in modo che il
consumo di risorse naturali sia tale che la generazione successiva possa ritrovare la stessa quantità di risorse che è stata a disposizione della generazione precedente.
_14
IL LEGNO_Catalogo generale
2
servizi
_15
IL LEGNO_Catalogo generale
_16
IL LEGNO_Catalogo generale
2_servizi
2.1_progetti su misura
L’ufficio tecnico aziendale è di elevata
professionalità, tanto che, normalmente, si progettano quotidianamente molteplici soluzioni architettoniche, utilizzando disegni con tecnologie CAD, per
illustrare con il massimo dettaglio le soluzioni proponibili compatibilmente con
la produzione industriale dei serramenti.
L’eventuale assistenza telefonica e la
rincorsa alle soluzioni personalizzate per
ogni tipo di esigenza del cliente fanno
parte della “mission” aziendale, e lo staff
tecnico ne è ogni giorno l’interprete più
convinto.
In questo modo le tipologie e le composizioni dei serramenti, con le loro forme
e colori, si inseriscono e si compenetrano al meglio nella struttura muraria, contribuendo a formare l’armonia di tutto il
fabbricato.
_17
E’ l’insieme delle attività organizzative,
gestionali e strategiche che governano
nell’azienda i flussi della consegna dei
prodotti finiti ai clienti e del servizio postvendita.
Viene particolarmente curato questo
tipo di servizio, con la flessibilità necessaria per tener conto delle esigenze dei
clienti, specie in ordine alle tempistiche
di consegna che possono variare, in
dipendenza dell’andamento dei cantieri edili, rispetto alle previsioni iniziali del
cliente stesso.
Con un sistema di imballaggio pratico
e funzionale, si proteggono i serramenti per evitare danneggiamenti durante il
trasporto, che viene effettuato con mezzi
attrezzati per agevolare lo scarico.
IL LEGNO_Catalogo generale
2.2_logistica
2_servizi
2.3_supporto per manutenzione
Come si può fare per
mantenere belle le finestre ?
Per assicurare una lunga durata ed una
costante funzionalità nel tempo, tutti i serramenti esposti all’esterno necessitano di
un periodico ed attento controllo, dal quale
scaturisce la procedura più idonea per il
mantenimento delle condizioni originarie.
Si tratta di ordinaria manutenzione (come
per tutti i beni durevoli....), le cui linee guida sono dettagliatamente illustrate in una
apposita altra pubblicazione denominata
MANUALE DI USO E MANUTENZIONE,
cui si rimanda, nel quale si raccomandano e si spiegano le operazioni da effettuare
(pulizia periodica, controllo del drenaggio
acqua, sigillatura dei tappi di estremità,
verifica delle guarnizioni, verifica e ingrassaggio della ferramenta, rigenerazione della protezione della verniciatura) ; e, si badi
bene, quando si tratta di protezione della
verniciatura ci si riferisce anche alle coperture esterne di alluminio dei serramenti in
legno-alluminio, per le quali pure esistono
dei prodotti specifici.
_18
IL LEGNO_Catalogo generale
1.
1.
Infisso in legno
dopo 6-7 anni,
deteriorato per
carenza di
manutenzione
2.
2.
Infisso in legno
ben conservato,
anche dopo 10 anni,
trattato regolarmente
con programma GWD
di manutenzione
Per provvedere in proprio a tali semplici
operazioni cicliche di manutenzione ordinaria si propone un apposito “kit di manutenzione” per la verniciatura che può essere fornito insieme ai serramenti, e nel quale
si trovano alcuni utensili e prodotti adatti
per nutrire e prolungare la vita della vernice
e quindi del serramento.
Ma..... se si vuole evitare di avere l’onere di
doversi ricordare di fare manutenzione sulla verniciatura del legno, che notoriamente
è la questione più “critica” di un serramento in legno......... (inevitabile, .... diffidare di
chi garantisce finestre in legno senza ben
evidenziare la necessità di manutenzione ordinaria della verniciatura.... perché la vernice,
quale che sia, non può fare “magie”.....) e so-
prattutto...... se si vuole avere la certezza
di avere una assistenza e una manutenzione garantita dalla stessa azienda...... allora
scoprite l’esclusivo programma GWD illustrato nel paragrafo successivo.
Esclusivo programma
“Guarantee Without Doubts”
innovazione al servizio del cliente
2.4_esclusivo programma GWD
“IL LEGNO-GWD”
Guarantee Without Doubts
Questo esclusivo programma persegue
due finalità :
• dotare ogni singola finestra di una
“identità costitutiva”;
• ottenere una garanzia garantita aggiuntiva per la verniciatura, grazie
ad un “preciso programma di manutenzione conservativa”.
Il problema della durabilità nel tempo della verniciatura per l’infisso in
legno e garanzia del prodotto.
La verniciatura, si sa, è la parte “debole e critica” ai fini della valutazione della
durabilità delle finestre in legno.
La manutenzione necessaria per il ripristino della integrità della verniciatura
degli infissi è motivo di forte perples-
sità al momento dell’acquisto, tale da
indurre spesso il cliente a rinunciare al
piacere estetico del legno per motivi di
praticità, preferendo agli infissi in legno
quelli in legno-alluminio, alluminio o Pvc
(per i quali, a torto, si ritiene non necessaria alcuna manutenzione).
Per ovviare al problema molte aziende
(come anche questa fino a poco tempo
fa) forniscono, insieme alle finestre in legno, un kit di manutenzione corredato
di manuale e di prodotti che, applicati
periodicamente (1÷2 anni) sulle parti
esterne delle finestre, ne prolungano il
buono stato conservativo e la lucentezza della verniciatura.
La manutenzione disattesa
Da un’indagine condotta tra tutti i nostri
clienti è emerso che quasi nessuno (circa il 90%), una volta acquistati gli infissi,
è attento ad eseguire gli interventi periodici di manutenzione ordinaria, così
come descritti nel manuale di manutenzione, grazie ai quali l’infisso potrebbe
durare ben oltre i 10 anni previsti dalla
garanzia.
IL LEGNO_Catalogo generale
In linea con la tendenza del mercato odierno che premia le aziende che
forniscono oltre alla necessaria qualità
dei prodotti anche un servizio sempre
più completo di assistenza alla propria
clientela, questa azienda ha sviluppato
un progetto altamente innovativo sotto il
profilo tecnologico:
Perché dare una precisa identità a
ciascuna finestra !
L’identità costitutiva è necessaria al fine
di essere informati sull’origine e sulle
fasi di produzione di ciascuna finestra,
in altre parole della sua storia ed identità.
Tali informazioni risultano molto importanti dal punto di vista pratico. Per
esempio, basti pensare a quando un
montatore dovesse sostituire un’anta e
non riuscisse più a risalire alle sue caratteristiche tecniche ed ai dati di produzione, oppure a quando un cliente che
chiede un intervento di manutenzione
non riuscisse, a distanza, a descrivere
compiutamente la finestra in questione,
e così via per casi del genere.
_19
Molte aziende producono finestre di
alta qualità, alcune forniscono anche un
buon servizio di vendita e post-vendita,
ma solamente questa azienda offre
un servizio post-vendita del tutto
innovativo che “garantisce la garanzia”.
2_servizi
La nostra ricerca al servizio del
cliente !
Per ovviare al problema della manutenzione disattesa della verniciatura degli infissi, già dall’inizio dell’anno 2007
questa azienda aveva introdotto, facoltativamente per i clienti, un programma
di manutenzione ordinaria conservativa
“per sempre giovani” , che prevedeva, incluso nel costo di acquisto delle
finestre, un primo intervento di manutenzione a carico dei tecnici specializzati dell’azienda, a 18 mesi dalla posa
in opera.
L’innovazione tecnologica al servizio del cliente
Sulla scia e sul rilevato interesse che
tale programma riscosse, è stato investito in ricerca e innovazione tecnologica per migliorare ulteriormente il servizio
di assistenza ai clienti, ed è stato formato l’esclusivo programma
_20
IL LEGNO_Catalogo generale
“IL LEGNO-GWD”
Guarantee Without Doubts
un sistema computerizzato che registra
le avvenute operazioni di manutenzione
della verniciatura nel corso del tempo ad
opera del personale tecnico specializzato dell’azienda, e rende possibile offrire
una REALE GARANZIA della finestra
anche oltre gli “usuali” 10 ANNI offerti
generalmente dal mercato.
Con il programma GWD viene messa al
centro della attenzione la “certezza della
buona esecuzione della manutenzione
della verniciatura”, effettuata, peraltro,
direttamente da tecnici dell’azienda
presso l’abitazione del cliente; pertanto,
viene meno la possibilità di contestazio-
ne da parte dell’azienda della mancata
esecuzione del programma conservativo; clausola contrattuale, questa, che
può mettere in dubbio il riconoscimento
della garanzia della verniciatura da parte
della azienda stessa.
La radicale innovazione del programma
“IL LEGNO-GWD” è, quindi, quella di
fornire una “GARANZIA GARANTITA”
per la verniciatura delle finestre (al pari
di quella rilasciata dalle case produttrici
per le automobili che effettuano tagliandi di controllo attestati direttamente da
officine ufficiali autorizzate) .
Come funziona il programma GWD ?
Ad ogni finestra viene applicato, durante
le fasi di produzione, un codice a barre bidimensionale 2D, il cosiddetto
QR (quick response, risposta rapida).
Si tratta di una piccola clip adesiva a cui
viene associato univocamente un numero di produzione della finestra.
Così facendo si dota ogni singola
finestra di una “identità costitutiva”.
Infatti, la lettura dei dati contenuti nella
clip, ottenuta attraverso l’avanzato sistema di “mobile-tagging” (identificazione a distanza) permette al personale
dell’azienda ed al cliente, contestualmente, di accedere alle informazioni
sul tipo di serramento (denominazione,
tipologia, etc.) , sulle caratteristiche di
produzione e sulle componenti (tipo:
essenza di legno, ciclo di verniciatu-
ra, guarnizioni, ferramenta di manovra
apertura/chiusura, vetrocamera), sulla vendita e corresponsabilità (diretta,
per agente, per rivenditore, o altro), sul
montaggio in opera (da chi effettuato
e/o autorizzato), sulle specifiche di manutenzione (effettuazione, modalità e
ciclicità) ed altro. I dati sono conservati
nella memoria di un server aziendale.
La possibilità di accedere ai dati, ovviamente con password e user-id,
avviene attraverso un’interfaccia web
costituita da una pagina dinamica sempre aggiornata successivamente alle
fasi di prima installazione ed a quelle
dei progressivi interventi di manutenzione (direttamente da parte dell’azienda)
dell’infisso.
A tale interfaccia web vi si può accedere
sia con la lettura del codice 2D e sia digitando il numero identificativo correlato
al medesimo codice 2D.
E, quindi, grazie alla presenza della clip
adesiva con il codice 2D si può ottenere una garanzia garantita aggiuntiva
per la verniciatura, grazie ad un preciso programma di manutenzione
conservativa.
•
la garanzia “base” delle finestre, senza l’aggiunta
del GWD, rimane fissata in
10 anni, per le componenti quali legno, guarnizioni,
ferramenta, vetri, inclusa
la verniciatura; corre, però,
l’obbligo di precisare che,
data l’impossibilità da parte
del cliente stesso di poter
dimostrare di aver eseguito, e bene, le operazioni di
manutenzione ordinaria degli infissi, esiste il concreto
rischio che l’azienda (evidentemente non solo questa) possa fondatamente
contestare la validità della
garanzia stessa per la verniciatura successivamente
ai primi 2 anni (termine minimo di legge).
la garanzia “base + GWD”,
oltre a garantire normalmente le finestre per 10
anni, fornisce la certezza che la garanzia sulla
verniciatura può essere
rinnovata di 2 anni in 2
anni (oltre i primi 2, minimi
di legge) senza dubbi di
validità.
Con il codice bidimensionale vengono
monitorate in automatico le scadenze
temporali biennali entro cui deve avvenire la manutenzione (direttamente
da parte di personale specializzato
dell’azienda) e vengono registrati gli interventi stessi.
L’accesso a queste informazioni avviene in maniera trasparente sia da parte
del cliente che dell’azienda attraverso
apposite pagine web.
La progressiva estensione della garanzia sulla verniciatura dopo il primo intervento, di due anni in due anni, comporta
un costo (oggi) pari a € 80 ad intervento
a cui vanno aggiunti € 8 per ciascuna
finestra/pezzo (esclusi speciali).
I tempi e le scadenze del programma
di manutenzione assistita saranno comunicati al cliente tramite mail o sms
in tempi utili (circa tre mesi prima), ed
una volta confermata l’intenzione di
procedere alla successiva manutenzione degli infissi non si dovrà far altro che
attendere i tecnici aziendali.
Le progressive effettuazioni di manutenzione della verniciatura di due anni
in due anni saranno, quindi, di volta in
volta estensive della garanzia (che per
legge è di soli 2 anni) che potrà in tal
Qualche paragone con il mondo
dell’automobile !
Vi chiedete perché ?
E’ comodo fare paragoni con il mondo
dell’automobile. Facciamoci delle semplici domande:
domanda:
chi comprerebbe una automobile se la
garanzia fosse subordinata a tagliandi
periodici da fare in proprio, con l’ausilio
di un kit di attrezzi (chiavi inglesi, giravite, pinze, etc.) e di materiali di usura
(olio, filtri, etc.)?
risposta:
NESSUNO !!
domanda:
chi potrebbe avvalersi di una garanzia
sull’auto se non potesse dimostrare,
con i timbri sul libretto di manutenzione,
di aver fatto fare i tagliandi da officine
autorizzate?
risposta:
NESSUNO !
IL LEGNO_Catalogo generale
•
modo agevolmente superare quella
usualmente offerta nel mercato di “10
anni” (ma tutta da verificare in assenza
di un programma del tipo GWD).
_21
Per effetto di tutto
quanto illustrato potrà aversi che:
Difatti, l’acquisto delle finestre può
comprendere, già nel costo iniziale, un
primo intervento di manutenzione per
la verniciatura da realizzarsi dopo due
anni dall’installazione (durante i quali,
comunque, si ha per la verniciatura la
minima garanzia di legge).
Il cliente, poi, può decidere di estendere e prolungare la durata della garanzia ordinaria aderendo al programma
“IL LEGNO-GWD”.
_22
IL LEGNO_Catalogo generale
2_servizi
domanda:
chi comprerebbe delle finestre in legno
se la garanzia sulla verniciatura fosse
subordinata a manutenzioni ordinarie
periodiche da fare in proprio, con l’ausilio di un kit di attrezzi (spugnette, carta
abrasiva, pennelli, etc.) e di materiali di
usura (detergenti, rigeneranti, impregnanti)?
risposta:
le comprerebbero quasi tutti, perché sinora tutte le altre aziende le hanno vendute così; non c’erano alternative.
E’ questa ultima evenienza, non del
tutto ben nota al cliente finale (e cioè
l’altissimo rischio di vedersi negato l’intervento in garanzia per impossibilità da
parte del cliente stesso di dimostrare
di aver fatto, e bene, la manutenzione
ordinaria), che dimostra la grandissima importanza e l’apporto rivoluzionario del nostro programma
GWD, unico sul mercato nazionale,
nell’ambito dei servizi al cliente.
domanda:
chi andrebbe a pretendere la garanzia
se non si potesse dimostrare di aver fatto fare le manutenzioni ordinarie (subordinanti la validità della garanzia stessa)
in modo corretto ed adeguato?
risposta:
proverebbero a pretenderla quasi tutti,
ma si ritroverebbero a non poter dimostrare né di avere fatto le manutenzioni
né tantomeno di averle fatte correttamente, e quindi verrebbe negata la garanzia.
Orbene, è dunque di tutta evidenza che
il cliente di un’azienda che produce finestre in legno non è garantito allo stesso
modo del cliente di una concessionaria
di automobili, perché non ha strumenti
né per dimostrare di avere fatto le manutenzioni ordinarie né tantomeno di
averle fatte correttamente; ed è ovvio
che in tali casi non può essere pretesa
E’ necessario, infine, fare un’altra considerazione per rafforzare la validità
dell’idea e del programma GWD: nessun tipo di vernice e nessun modo di
applicazione possono far durare (passivamente) da sola la verniciatura di
un infisso in legno oltre un certo tempo, considerata la variabile influenza di
condizioni esterne, quali temperatura e
soleggiamento, umidità, agenti atmosferici aggressivi, esposizione ai punti
cardinali.
Al variare di tali fattori l’infisso può rimanere da solo nella sua condizione di
buono stato di conservazione originale,
senza interventi manutentivi ordinari,
nella migliore delle ipotesi, dai 5÷6 anni
(luoghi soleggiati, con piogge frequenti, senza protezioni tipo cornicioni..) a
10÷15 anni in altre condizioni (luoghi
all’ombra, con poca pioggia, sotto porticati).
E’ dunque del tutto “inutile” garantire la
durata di una verniciatura senza condi-
zionarla ad una fisiologica manutenzione ordinaria che rappresenta l’azione
“attiva” per la buona conservazione
della integrità della verniciatura stessa;
tanto perché, come in tutti i campi della tecnologia dei materiali, l’azione attiva di manutenzione è di gran lunga più
efficace e funzionante di quella passiva
affidata solamente alla qualità iniziale di
produzione!
Ai fini della massima trasparenza nel
rapporto con i clienti, è stato scelto di
evidenziare nei preventivi la modesta
voce di spesa da computarsi a parte,
per l’adesione al programma GWD, ritenendo che la clientela, in fase di valutazione, sia in grado di valutare il peso
di servizi aggiuntivi in un quadro di costi,
peraltro in linea con quelli di mercato.
IL LEGNO_Catalogo generale
la garanzia, e dunque un intervento di
sistemazione della verniciatura diventa
una facoltà discrezionale del rivenditore/produttore e non un diritto del cliente.
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Ebbene, se modifichiamo le stesse domande e le adeguiamo al mondo delle
finestre in legno le risposte non sarebbero così ovvie:
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IL LEGNO_Catalogo generale
3
finestre
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IL LEGNO_Catalogo generale
3_la finestra
3.1_la finestra in generale
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IL LEGNO_Catalogo generale
“Finestra” nell’immaginario collettivo dà immediatamente luogo a molte immagini: le finestre di casa, le vetrate degli uffici
o dei grattacieli, le grandi vetrate gotiche o barocche di molti
edifici storici, etc.
Il pensiero collegato a tale vocabolo, comunque, è istintivo e
va a qualcosa di sicuramente presente e assolutamente irrinunciabile nelle abitazioni ed in qualsiasi altro luogo realizzato
dall’uomo. In realtà, però, molti “significati” dell’elemento finestra, e in particolare quelli al di fuori della sfera strettamente
funzionale, sono correlati a tradizioni e reminiscenze primordiali, che ormai sfuggono quasi completamente.
Ancora oggi, presso alcune popolazioni, esistono molte forme di abitazioni tradizionali in cui le aperture, oltre alle funzioni
di accesso, ventilazione ed illuminazione, svolgono spesso
ruoli simbolici o mistici.
Sin dalle prime forme, caratterizzate da alcune funzioni fondamentali (accedere, illuminare, comunicare), le aperture nelle pareti hanno subito nella storia dell’umanità una continua
evoluzione, assumendo funzioni sempre più complesse. In relazione al contesto climatico, la finestra e le sue schermature
hanno assunto gli aspetti e le forme più diverse per rispondere a diverse esigenze e per graduare il livello delle prestazioni:
le necessità di ventilare, illuminare e schermare si mescolano
con quelle di proteggere dalle intrusioni e di isolare dal freddo
e, inoltre, di ottenere una maggiore o minore ventilazione, di
controllare l’illuminazione secondo i desideri, di schermare di
più o di meno dai raggi del sole, etc.
Gli infissi rispecchiano soprattutto anche le condizioni climatiche del sito in cui si colloca l’edificio.
Ai climi temperati (come quello italiano) il serramento non è
accompagnato da altre aperture per la ventilazione, poiché
gli inverni piuttosto rigidi impongono la limitazione di entrata d’aria dall’esterno e le estati non sono così torride da richiedere ulteriori apporti di ventilazione rispetto a quelli assicurabili dall’apertura delle finestre. Si tende, in sostanza, a
far entrare facilmente la luce e l’irraggiamento solare, ma a
contenere l’irruzione dell’aria entro certi limiti e, di contro, a
facilitarla soltanto in certi periodi dell’anno.
Diversamente accade, invece, nei climi caldo-umidi, dove
necessita una maggiore ventilazione per favorire il ricambio
d’aria e di conseguenza l’abbassamento del tasso di umidità
per migliorare le condizioni di comfort interno; in tal caso, allora, le aperture devono essere piuttosto ampie e abbondanti
per garantire un buon ricambio dell’aria e non necessitano di
particolari prestazioni di ermeticità. D’altra parte, la necessità
di difesa contro il sole eccessivo fornisce qui lo spunto per
invenzioni di altre aperture nelle pareti per ventilazione con
schermature fisse o mobili (in lamelle di legno, alluminio o altri
materiali) o con grigliature nella muratura, che possono assolvere anche a decorazioni esterne dell’edificio.
... La finestra non è un semplice “buco nel muro”, ma uno
strumento linguistico fondamentale in due sensi:
a) configura e vitalizza lo spazio quantificandone e qualificandone la luce;
b) segnala nei volumi e sulle superfici le funzioni interne
dell’edificio...
(G. Cusano, cit.)
In realtà la finestra rappresenta il “collegamento” tra l’ambiente
abitativo e/o lavorativo ed il mondo esterno, e condiziona la percezione dei sensi col trascorrere delle ore della giornata ed a seconda delle stagioni dell’anno; la stessa possibilità di guardare
l’esterno stando “protetti” all’interno ovvero di “entrare o uscire”
ha influenza sulla vita dell’uomo.
... dal Medioevo al barocco, dal razionalismo all’espressionismo,
da Wright a Le Corbusier a Mendelsohn, la finestra comunica
l’intero dramma architettonico. Taglia e cuce, levita o appesantisce, squarcia o morde il masso costruito, media o rende più
dissonante il rapporto tra pieni e vuoti. In sostanza, una finestra
offre la carta d’identità di un architetto e di un costume urbano,
fornendo un mezzo diretto per “leggere” l’architettura.
(G. Cusano, cit.)
_27
L’evoluzione della finestra, qui appena accennata, va di pari
passo con la scoperta di un materiale che, nel corso del tempo,
ha rivoluzionato il modo di concepire l’ambiente artificiale costruibile dagli uomini: il vetro.
La scoperta del vetro sembra che sia avvenuta per caso.
La leggenda racconta che i fortunati scopritori di questo materiale furono i Fenici: questi si accorsero che alcune pietre di silicio, venute a contatto con il fuoco di un bivacco, fondevano per
poi solidificare in altre forme acquistando una certa trasparenza.
IL LEGNO_Catalogo generale
Sin dai primordi dell’umanità, a partire dalle aperture nelle capanne primitive, l’evoluzione delle forme e delle configurazioni
funzionali delle finestre va di pari passo con sia con la crescita
e la specializzazione della ricerca formale architettonica che
con le possibilità offerte dallo sviluppo della tecnica.
Partendo, ad esempio, dalle costruzioni in muratura nel Medioevo le finestre erano costituite da lunghe e strette fessure
strombate verso l’interno per permettere una maggiore illuminazione, ma comunque molto piccole, per facilitarne la
chiusura nei periodi freddi o di notte e per colpire, dall’interno
all’esterno, i nemici con frecce senza essere esposti alla loro
offensiva; e per di più la ridotta larghezza era conciliabile con
la possibilità statica di praticare dei buchi nelle murature in
pietra.
Successivamente nel Rinascimento, con l’introduzione dell’architrave le finestre si ingrandiscono, specie quando viene a
cadere la irrinunciabilità della difesa. Da allora, nel periodo Barocco e durante il Settecento, assumono sembianze formali diverse in dipendenza degli stili architettonici, pur senza cambiare
radicalmente nella struttura e nelle dimensioni (condizionate dai
rapporti strutturali imposti dalla mancanza di materiali resistenti
a trazione).
Infine, a fine Ottocento con l’arrivo dell’acciaio e del calcestruzzo armato, che permettono la realizzazione di strutture con pilastri e travi, la finestra può finalmente entrare a far parte del
“tamponamento” vero e proprio, dando origine a molte delle
più importanti invenzioni formali di tutta la storia della finestra:
dalla “finestra a nastro” al “curtain-wall”, la finestra diventa l’elemento formale predominante sulla facciata, fino a predominare
sul tamponamento, diventando quest’ultimo un elemento “tutta
finestra” senza soluzione di continuità tra esterno ed ambiente
interno.
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IL LEGNO_Catalogo generale
3_la finestra
3.2_Le strategie progettuali
Nella progettazione edilizia l’attuale professionista, ingegnere o architetto, necessita di una vasta serie di conoscenze
relative ad ambiti diversi, che nella loro generalità sono naturalmente soggetti a una continua evoluzione, spaziando dalla
sociologia alla fisica tecnica, dalla economia all’igiene ambientale, dalla percezione formale alla tecnologia dell’architettura,
dalla ergonomia alla scienza delle costruzioni.
Il tutto nel campo del “costruire” , nel quale oltre ai progressi
ed alle evoluzioni avutesi negli anni si sono registrate anche
molte altre innovazioni decisive. L’evoluzione c’è stata in tutti
i prodotti che hanno presentato perfezionamenti e messe a
punto per ottimizzare i loro livelli di prestazione, per renderli
applicabili in contesti diversi o per migliorare la loro risposta
funzionale rispetto alle esigenze dell’utenza.
Orbene, bisogna avere chiara la differenza tra evoluzione e
innovazione:
• l’evoluzione è prevalentemente connaturata all’impiego
di tecniche costruttive tradizionali, nelle quali il contributo
della manualità è ancora elevato ovvero addirittura autosufficiente (senza, cioè, necessità di altre attrezzature e/o
processi industriali);
• l’innovazione è, invece, maggiormente legata all’impiego
IL LEGNO_Catalogo generale
Da ultimo, poi, l’ulteriore evoluzione della finestra si è perfezionata insieme ad un’altra grande innovazione tecnologica:
la semplificazione e la diffusione degli impianti di climatizzazione. Con questi ultimi, infatti, si è riusciti a garantire sia la
ventilazione che il ricambio d’aria senza la necessità di dover
aprire le finestre, lasciando alle aperture nelle tompagnature
e/o nei muri esclusivamente il compito di fornire all’ambiente
interno la luce del sole ed il giusto rapporto visivo e percettivo
con l’esterno.
La immediata diretta conseguenza di questa possibilità è una
libertà progettuale assai maggiore, che porta allo studio delle
aperture come componenti incaricate di modificare la vivibilità
e la fruibilità degli ambienti dal punto di vista visivo ed illuminotecnico, giocando con la luce pur rimanendo liberi da molti
vincoli, quali ad esempio le dimensioni minime normative per
la ventilazione degli ambienti interni.
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Tuttavia, si sa con certezza che i primi a utilizzare questa scoperta furono gli Egizi, i quali, appassionati di gioielleria, se ne
servirono per realizzare splendidi monili nonché vasellame
pregiato.
Inizialmente non si può quindi parlare di applicazioni del vetro
in edilizia, finché gli stessi Fenici non perfezionarono la tecnica del soffiaggio, per arrivare alla produzione di piccole lastre
piane che verranno poi utilizzate per le finestre.
Bisognerà comunque aspettare il periodo Gotico per vedere
applicare i vetri alle finestre. Infatti, fino a tutto il Medioevo
la finestra rappresentava solamente un punto “critico” nelle
murature, e ciò sia sotto il profilo della sicurezza che della
protezione dal freddo dell’inverno; perciò essa era piuttosto
rara e sempre di dimensioni molto ridotte, con chiusure mediante ante cieche in legno. L’uso dell’anta in legno è rimasto
per lunghissimo tempo il modo più comune di proteggere
le aperture nei muri, e ciò in quanto, anche quando già esistente, la tecnologia del vetro era un qualcosa di riservato ai
“ricchi”, utilizzata per le chiese, per i mosaici bizantini, e per
alcune case dei nobili, per i quali le abitazioni che potevano
fregiarsi di preziose vetrate costituivano un simbolo di grande
ricchezza e distinzione. Si trattava, comunque, di lastre di vetro di dimensioni ridotte, che per costituire una vetrata erano
tenute insieme da cordolini di piombo che le “agganciavano”
l’una all’altra.
Il vero massiccio impiego del vetro in edilizia si è avuto, infine, in tempi più recenti, verso la metà dell’Ottocento; infatti,
fino all’epoca della rivoluzione industriale non esistevano sistemi di fabbricazione del vetro in grandi lastre e fino ai primi
dell’Ottocento avere i vetri alle finestre era ancora un obiettivo
per molti irraggiungibile, a causa degli elevati costi del materiale. Superati i problemi di costi e produzione, l’impiego del
vetro in edilizia non ha più avuto limiti, assumendo connotati
tecnologici ed estetici tra i più svariati sino ai giorni nostri: dalle grandi facciate vetrate continue con inclusi sistemi di climatizzazione passiva, alle vetrate strutturali, ovvero dall’utilizzo
di vetri uniti al perimetro a quelli con particolari caratteristiche
termiche (vetri assorbenti, riflettenti, basso-emissivi) , ovvero
da quelli stratificati di sicurezza a quelli blindati antifurto, etc.
3_la finestra
capacità di ricerca dell’industria, che hanno messo a disposizione soluzioni appositamente “inventate”.
A tal proposito, è opinione diffusa che con la “rivoluzione industriale” e con le sue conseguenze sui modi di produrre dalla
fine del ‘700 ad oggi siano state introdotte un numero e una
varietà di innovazioni prima inimmaginabili.
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IL LEGNO_Catalogo generale
di procedure costruttive industrializzate, che costituiscono un substrato particolarmente ricettivo di nuove soluzioni finalizzate alla semplificazione e alla razionalizzazione dei processi realizzativi, nella fattispecie, in edilizia.
Basti pensare, ad esempio, all’orientamento verso strumenti
di produzione automatizzati derivante da una delle definizioni
più ricorrenti di “industrializzazione” :
“processo organizzato, che permette la produzione di un
bene edilizio, avente caratteristiche di ripetibilità e che può
essere eseguito con l’uso di macchine”.
In edilizia si sono avute molte innovazioni con nuovi prodotti
o con nuovi strumenti tecnici, in genere risultanti dalla grande
Tutto il processo di evoluzione ed innovazione è stato favorito
nel tempo sia dall’aumento della cultura generale che dall’approfondimento delle conoscenze scientifiche; varie discipline
tra le quali la scienza delle costruzioni, la fisica tecnica, la chimica, l’ergonomia, ecc. hanno messo a disposizione metodi
analitici e indicazioni tecnico-procedurali per l’ottimizzazione
delle forme e della composizione dei prodotti, così come la
metrologia e la diagnostica hanno fornito strumenti per la previsione e il controllo dei comportamenti in uso e dedicati al
campo edilizio.
Ma, soprattutto, sono entrate in gioco anche una nuova consapevolezza e una capacità di giudizio critico dell’utenza, in
ordine alla necessità di verificare la qualità globale degli edifici
e delle costruzioni in generale, che hanno originato un forte
stimolo verso nuovi modi “migliori” di costruire, sia attraverso tecniche esecutive specifiche che attraverso procedure e
modalità di organizzazione della produzione particolarmente
finalizzate a risultati di “qualità globale”.
E questi fermenti innovativi, che tutt’oggi continuano ad esserci in maniera ancora più spinta, possono portare nuovi sviluppi in larga parte imprevedibili, così come è già accaduto
per molte delle cose oggi esistenti; non sappiamo, infatti ad
esempio, ancora cosa possa produrre la robotica applicata
ai cantieri edilizi, né quanto e cosa l’informatica potrà influire
sulla formulazione dei prodotti, sull’organizzazione del lavoro,
sui tempi di esecuzione, sulla qualità in edilizia o anche sulla
futura opinione del costruire.
Di fronte a una siffatta situazione, allora, il progettista deve
essere particolarmente sensibile e preparato nel saper riconoscere le caratteristiche e i comportamenti prestazionali dei
prodotti, nonché il modo di integrarli organicamente nell’edificio; in altre parole, ed in buona sostanza, deve essere capace
di apprezzare e valutare la “qualità” delle scelte progettuali.
Deve soprattutto possedere strumentazioni tecniche adegua-
La qualità globale di un serramento è funzione di una serie di
attenzioni poste nella progettazione e nell’esecuzione di ogni
sua singola parte nonché delle soluzioni mirate ad un miglior
funzionamento dell’insieme composto dal serramento stesso
e la parete perimetrale dell’edificio; mirate, cioè, a un miglior
comportamento in opera delle parti coinvolte nella costruzione, in vista dei fenomeni che le investono e delle modalità di
fruizione dell’utenza.
Il serramentista deve quindi adottare tutti gli accorgimenti che
fanno parte della sua “professionalità e competenza”.
D’altra parte, il progettista dell’opera edilizia deve scegliere
il tipo di serramento più adatto per ciascuna applicazione:
scelta decisiva, nella quale contano la creatività e l’esperienza
professionale. In questa fase il progettista può fare ricorso al
bagaglio di conoscenze tecniche man mano acquisito con
lo studio e con l’esperienza, può trarre indicazioni dalla documentazione tecnica delle ditte produttrici, può fruire della
consulenza di tecnici specializzati ed esperti e, non da ultimo,
deve seguire le prescrizioni normative imposte dalle leggi vigenti. E quando la scelta è corretta la qualità del serramento
contribuisce a formare la qualità dell’intero edificio insieme alle
altri parti che lo compongono.
In tale procedura è allora di fondamentale importanza applicare una “filosofia” di approccio alla progettazione che sia finalizzata al raggiungimento della qualità globale edilizia. Qualità
globale intesa come risposta equilibrata alle singole esigenze
espresse in relazione a ciascuna tipologia di intervento e non
soltanto come valutazione delle buone proprietà dei materiali
costituenti un prodotto, bensì, soprattutto, intesa come livello
Vale innanzitutto la pena, a questo punto, ricordare e precisare che il concetto di qualità , sancita in seno agli organismi
di normazione (ISO mondiale, CEN europeo, UNI italiano) con
una specifica dichiarazione d’intenti, può essere sintetizzata
nel modo seguente: “Il presupposto fondamentale per cui si
costruisce un edificio è di soddisfare le esigenze dell’utenza,
in particolar modo per quanto concerne la sicurezza, il benessere, ...”.
Si tratta di capire e definire come possono essere concepite
scelte progettuali e soluzioni costruttive adeguate al soddisfacimento di tali esigenze: quale, cioè, può essere il meccanismo metodologicamente più appropriato, e effettivamente
applicabile in campo operativo e non solo teorico, che permette di passare in sequenza logica dalle esigenze a certi
comportamenti degli oggetti edilizi in grado di soddisfarle.
Su questo complesso e articolato tema si è incentrata l’attività di normazione degli enti internazionali, europei e nazionali (ISO, CEN, UNI) negli ultimi decenni, giungendo alla
definizione di un importante corpo normativo comprendente
le seguenti nozioni fondamentali, espresse nella norma UNI
7867/1 , per un corretto approccio metodologico:
esigenza: ciò che, per bisogno, si richiede per il normale
svolgimento di un’attività dell’utenza;
requisito: : trasposizione di un’esigenza in un insieme di caratteri che la connotano; qualora i caratteri siano più d’uno, le
condizioni di relazione fra di essi esistenti li collegheranno in
sistema;
prestazione: comportamento nell’uso di un elemento riferito
ai caratteri che connotano un requisito.
Al di là delle sopra illustrate definizioni apparentemente erme-
IL LEGNO_Catalogo generale
3.3_Il concetto di qualità
globale in edilizia
di funzionalità prestazionale del prodotto rispetto a un determinato contesto applicativo.
Questa recente metodologia di approccio alla qualità globale
consente di associare a tutte le fasi dell’opera edilizia (dalla
progettazione, alla realizzazione, al collaudo, alla gestione ed
alla manutenzione) un insieme di regole, dette proprio regole
di qualità, in grado di guidare verso le migliori e più appropriate scelte operabili, di indirizzare verso il raggiungimento
di obiettivi prestabiliti, di analizzare criticamente gli ambiti di
applicazione di prodotti ed oggetti edilizi.
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te che gli permettano di essere al corrente delle ultime proposte della produzione industriale, di leggere in modo critico
i dati e le attestazioni di idoneità, di eseguire confronti tra i
manufatti impiegabili, di effettuare il controllo delle forniture
in cantiere. Il tutto, naturalmente, in relazione alle disposizioni
ed agli adempimenti di legge, ai requisiti tecnici e ambientali
prescritti dalle normative di settore, al rispetto delle condizioni
di sicurezza.
3_la finestra
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IL LEGNO_Catalogo generale
tiche e teoriche, è tuttavia abbastanza evidente la sequenza
logica di questi termini e la sua sovrapposizione con l’articolazione delle fasi del processo di progettazione:
• nel passaggio dalle esigenze ai requisiti si attua una
sorta di metaprogettazione dell’organismo edilizio con
la quale, individuate e strutturate le esigenze specifiche
di un determinato intervento edificatorio, si esplicitano i
requisiti di carattere ambientale e di carattere tecnologico che dovrà avere l’edificio per soddisfarle; in questa
fase l’organismo edilizio è concepito nei suoi caratteri
ambientali e spaziali, indipendentemente dalle soluzioni
tecnologiche necessarie per la sua realizzazione;
• nel passaggio dai requisiti alle prestazioni ed alle
proprietà caratteristiche si procede invece alla progettazione tecnologica dell’edificio: operazione nella quale
si concepiscono le soluzioni e si attuano le scelte costruttive riguardanti le varie parti dell’edificio, dotandole
di attributi e caratteristiche adeguati allo svolgimento dei
comportamenti prestazionali richiesti. In questa seconda
fase vengono individuate le soluzioni tecnologiche più
adeguate, in quanto commisurano una adeguata risposta prestazionale con altri fattori di valutazione (non ultimi
quelli economici);
• il punto di arrivo dell’intero percorso è costituito dal
concetto di prestazione, in quanto se da un parte la
prestazione quantifica la richiesta emergente dalla fase
finale del percorso di metaprogettazione dell’organismo
edilizio, dall’altra essa rappresenta la prestazione offerta
da ciascuna delle soluzioni tecnologiche di cui è ipotizzabile l’applicazione in quel determinato intervento. Ed
è proprio in base al confronto tra quanto è “richiesto”
e tra quanto è “offerto” che si potrà attuare una scelta
qualitativamente corretta, che tenga nel giusto conto la
massimizzazione del rapporto qualità/prezzo.
3.4_La normativa tecnica
del serramento
Le regole di qualità hanno la funzione di strumenti di guida di
questo processo: dalla definizione delle esigenze, alle procedure, alle prestazionalità.
La operatività sul campo delle regole di qualità ha avuto bisogno dell’attivazione di una normativa tecnica, specificamente
finalizzata ed adottata dalle varie componenti del settore, che
ha fissato sia gli obiettivi di tipo qualitativo ai quali deve tendere la produzione degli oggetti edilizi che, in particolare, le
loro caratteristiche formali e dimensionali, le loro prestazioni,
le modalità di prova ed i parametri unificati di misura. Il tutto
insieme ad una adeguata considerazione degli aspetti formali,
classificativi e di trasparenza tecnica tra i vari operatori.
In questo campo, l’attività dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di
Unificazione) si è sviluppata in collaborazione e armonizzazione nell’ambito del CEN (Centro Europeo di Normazione),
per la pubblicazione di una norma comunitaria, recepita poi
anche dagli altri enti nazionali. Attraverso questo dinamismo
di armonizzazione normativa sono stati definiti tre tipi di argomenti normativi:
a) normalizzazione del linguaggio, dei criteri di classificazione e delle modalità di espressione dell’informazione tecnica;
b) normalizzazione dei requisiti e delle prestazioni degli elementi edilizi, e nello specifico delle finestre e porte pedonali
per esterni, in ordine alle esigenze di sicurezza, di fruibilità, di
benessere, etc. manifestate dall’utenza.
Operazione questa, che deve investire vari aspetti, fornendo
prescrizioni relative a:
• i requisiti degli ambienti e degli elementi tecnici degli organismi edilizi;
• le prestazioni degli elementi tecnici edilizi, cioè i comportamenti ritenuti significativi per esprimere il grado di soddisfacimento dei requisiti;
• le caratteristiche di conformità dei prodotti, vale a dire
le proprietà che permettono di identificare e classificare
commercialmente i prodotti finalizzati alle applicazioni in
edilizia, come pure a renderli atti a fornire adeguati comportamenti prestazionali negli ambiti funzionali previsti;
• i controlli da eseguire sugli oggetti edilizi e sui loro materiali costitutivi al fine di valutare i livelli prestazionali offerti
e di verificare la corrispondenza a caratteristiche di conformità dei prodotti: operazione concernente la definizione delle modalità di prova e delle apparecchiature più
adeguate per simulare la natura dei fenomeni sollecitanti
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IL LEGNO_Catalogo generale
o per sondare a fondo l’essenza e la struttura fisica degli
elementi edilizi, come pure per esprimere i risultati delle
prove in modo coerente con i parametri e le unità di misura fissate nella definizione delle prestazioni;
c) normalizzazione dei processi progettuali, operativi e fruitivi,
cioè formulazione di codici di pratica per la guida delle operazioni di progettazione, di produzione, di messa in opera e
di uso (e manutenzione) degli elementi edilizi nel rispetto della
normativa qualitativa.
3_la finestra
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IL LEGNO_Catalogo generale
3.5_Requisiti e prestazioni dei serramenti
I tamponamenti verticali degli edifici, in cui sono alloggiati i
serramenti, sono investiti da una serie di fenomeni, che producono azioni sollecitanti più o meno severe, rispetto alle
quali essi devono presentare un comportamento adeguato,
cioè offrire prestazioni soddisfacenti:
• fenomeni fisici, determinati dal contatto con la pioggia e
con gli altri agenti atmosferici, dalla presenza di vapore acqueo, dagli sbalzi termici, dalle variazioni dell’umidità, dal
fuoco ;
• fenomeni chimici, determinati dall’aggressività degli agenti
inquinanti atmosferici, dall’azione di sostanze e detergenti
di uso domestico, etc.;
• fenomeni meccanici, indotti dalle azioni sollecitanti portate
dai carichi (compreso il vento), dalle vibrazioni, dagli urti;
• fenomeni biologici, causati dall’azione di muffe e batteri o
da quella di insetti e piccoli animali.
Considerata, quindi, la varietà degli eventi e dei fatti relativi
agli edifici e la necessità di assicurare il soddisfacimento delle esigenze espresse dall’utenza, sono richiesti ai serramenti
determinati modi di funzionare, cioè determinati requisiti.
Requisiti, la cui espressione costituisce un momento fondamentale di ogni azione normativa, in quanto consente di porre
le basi scientifiche e conoscitive delle modalità di controllo dei
fenomeni che investono l’ambiente costruito e di prefigurare
gli strumenti di valutazione per fissare i limiti entro i quali sono
accettabili i comportamenti degli elementi edilizi.
Nel seguente elenco sintetico, non esaustivo data la complessità dell’argomento, sono definiti i principali requisiti normalmente considerati nella progettazione dei serramenti, alcuni dei quali sono prescritti dalle norme o dalle leggi vigenti:
3.5.1 - Controllo delle dispersioni termiche
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti le perdite di
calore verso l’esterno per conduzione, convezione e irraggiamento. Questo requisito è da porre in relazione alla L.10/91 (e
s.m.i.) riguardante il contenimento dei dispendi energetici per
il riscaldamento degli edifici e lo sviluppo delle fonti rinnovabili
di energia . È espresso, all’interno di una procedura di verifica
piuttosto complessa, come una richiesta di contenere il coefficiente di dispersione volumico dell’edificio e di conseguenza
di contenere la trasmittanza termica (cioè la perdita di calore
per conduzione) e la permeabilità all’aria (la perdita di calore
per convezione) dei serramenti.
Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica),
insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a fornire
il comfort termico.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.6 e 6.7.
3.5.2 - Controllo dell’irraggiamento termico solare
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’irraggiamento solare entrante negli ambienti interni. Questo requisito
è da definire attentamente nel caso di grandi superfici vetrate,
prive di schermi, per le quali sia da valutare l’effetto dell’irraggiamento sulle condizioni di benessere igrotermico degli ambienti: esso si traduce, in genere, nella richiesta di riduzione
del fattore solare, cioè del rapporto tra l’energia totale entrante nell’ambiente e l’energia incidente sulla superficie vetrata.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.5 e 4.5.6
ed ai valori del fattore solare “g” alla tabella del paragrafo
4.5.9.
Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di
marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche da poter/dover eseguire.
3.5.5 - Controllo del passaggio del rumore
È l’attitudine a fornire un’adeguata attenuazione dei rumori
provenienti dall’esterno. Questo requisito, che discende dalla
necessità di fornire un adeguato comfort acustico all’interno
degli ambienti, può essere espresso in base all’indice di valutazione del potere fonoisolante (norma UNI 8204).
Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica), insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a
fornire il comfort acustico.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.7 e 6.6 .
3.5.7 - Resistenza al carico del vento
È l’attitudine a contrastare il manifestarsi di rotture o di deformazioni inaccettabili in conseguenza delle sollecitazioni causate dal vento (norma UNI EN 12211).
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.3 .
3.5.8 - Sicurezza alle intrusioni
È l’attitudine a limitare, piuttosto che impedire, l’intrusione di
persone. Questo requisito, che acquista soprattutto importanza a seconda delle richieste dell’utenza, viene espresso
in base alla resistenza che viene opposta ai tentativi di sfondamento, di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza
AhS, norme UNI ENV 1627/30).
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.9 .
3.5.9 - Resistenza al fuoco
È l’attitudine a conservare per un determinato periodo di tempo le prestazioni fornite, malgrado la presenza di un incendio. Si tratta, in genere, di un requisito che viene espresso
nel caso di edifici soggetti a prescrizioni antincendio, e che
usualmente non viene richiesto nel caso di utilizzazione di serramenti in legno o legno-alluminio.
IL LEGNO_Catalogo generale
3.5.4 - Controllo del passaggio dell’aria
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’entrata di
aria a serramento chiuso e a graduarne il passaggio a serramento aperto. Il requisito fa quindi riferimento sia alla permeabilità all’aria del serramento per controllare la presenza di
infiltrazioni ad ante chiuse (norma UNI EN 1026), sia alla possibilità di ottenere un ricambio dell’aria rapido o continuo (a
seconda delle necessità), evitando correnti fastidiose, grazie
ad una appropriata manovra delle ante operata dall’utenza.
Per questo ultimo requisito entrano in gioco i tipi di apertura
e le modalità di movimento delle ante; le prescrizioni al riguardo sono contenute nelle buone regole d’igiene che fissano i
numeri di ricambi d’aria orari a seconda della destinazione
degli ambienti. Evidentemente, resta nelle facoltà del cliente/
utente scegliere serramenti aventi tipologie con maggiori o
minori prestazioni.
3.5.6 - Tenuta all’acqua
È l’attitudine a impedire l’infiltrazione dell’acqua, in caso vi sia
una differenza di pressione tra l’ambiente esterno e quello interno (norma UNI EN 1027). Si tratta di un requisito essenzialmente legato alla necessità di evitare il contatto con l’acqua
di parti interne all’edificio non progettate per essere bagnate
e quindi suscettibili di deterioramento.
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.4 .
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3.5.3 - Controllo del passaggio della luce
È l’attitudine a consentire l’illuminazione naturale degli ambienti. Questo requisito è espresso dal D.M. 05.07.75 attraverso il fattore medio di luce diurna, cioè dal rapporto in percentuale tra l’illuminamento medio presente negli ambienti di
un edificio e l’illuminamento contemporaneamente presente
su una superficie orizzontale situata all’esterno che riceva la
luce dell’intera volta celeste (cioè dall’intero emisfero) senza
irraggiamento solare diretto.
Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di
marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche da poter/dover eseguire.
3_la finestra
3.6_Problematiche ricorrenti
Le interazioni che si generano fra fenomeni diversi e la necessità di considerare gli effetti a questi conseguenti generano, in
fase progettuale, la previsione e lo studio dei relativi problemi;
quindi, la notorietà di alcune problematiche ricorrenti induce
alla consapevolezza che per prevenirle occorre prevedere e
considerare alcuni requisiti fondamentali.
_36
IL LEGNO_Catalogo generale
Correlazione tra la permeabilità all’aria degli infissi e il
ricambio dell’aria degli ambienti
È evidente che ad una bassa permeabilità all’aria del serramento corrispondono sia una notevole riduzione delle dispersioni termiche (con vantaggi sul contenimento dei consumi
energetici) che un miglior comfort invernale (fornito dall’assenza degli “spifferi di vento” nei serramenti).
A fronte di questi vantaggi esiste tuttavia il rischio che il ricambio d’aria degli ambienti risulti insufficiente con il risultato
di avere un accumulo di esalazioni e di odori nell’aria e un
rilevante aumento del suo contenuto di umidità. Le conseguenze potrebbero essere anche gravi: senza arrivare ai casi
estremi, si potrebbe verificare uno scadimento della purezza
dell’aria (si pensi a locali anche soltanto un po’ affollati). Ma si
potrebbe anche arrivare, specie in determinati ambienti, a valori dell’umidità relativa dell’aria molto elevati con conseguenti condensazioni sulle superfici fredde (vetrate scarsamente
isolate, parti di pareti soggette a ponti termici) oppure nella
massa delle pareti (all’interno dello strato di isolamento termico). Per evitare questi effetti indesiderati la soluzione, quindi,
potrebbe essere di scegliere un livello di permeabilità all’aria
del serramento secondo le prescrizioni dettate dalla normativa, ma nel contempo di garantire i ricambi dell’aria per assicurare le condizioni di purezza dell’aria e di umidità relativa;
tutto questo potrebbe essere fatto con verifiche di calcolo e
con strumentazioni messe a disposizione dalla fisica tecnica, ricorrendo ad accorgimenti ed a dispositivi adeguati (ad
esempio, ferramenta con anta-ribalta ad aerazione) ovvero,
in determinati tipi di edifici, all’ausilio di impianti di condizionamento o di ventilazione.
Correlazioni tra l’isolamento termico e l’illuminamento
naturale offerto dagli infissi
La soluzione più comunemente adottata per migliorare l’isolamento termico dei serramenti è quella di impiegare vetri uniti
al perimetro (vetrocamera) nei quali una delle lastre sia un cristallo bassoemissivo; il tutto, evidentemente, in concomitanza con la scelta di profili aventi caratteristiche di isolamento
congruenti. In tale situazione si ottengono notevoli vantaggi
per quanto riguarda la riduzione delle perdite di calore, ma
ciò può avvenire a prezzo di un minor livello di illuminamento
naturale interno. Infatti i vetri uniti al perimetro presentano un
minor coefficiente di trasparenza (anche ridotto di un quarto
rispetto a quello di un vetro semplice) e questo fatto influisce
direttamente sul valore del fattore di luce diurna ottenibile.
La soluzione migliore sta quindi in una scelta bilanciata tra
queste due caratteristiche e, se del caso, in un incremento
della superficie vetrata, sia aumentando l’area netta dell’apertura sia scegliendo tipi di profili che consentano di avere la
massima incidenza della superficie vetrata rispetto all’area
netta del serramento, cioè profili che riducano il meno possibile la parte vetrata.
Correlazioni tra fattore solare, illuminamento naturale e
apporto di calore per irraggiamento
II ricorso a vetrate caratterizzate da un fattore solare più basso
(cioè a cristalli riflettenti oppure a controllo solare, cosiddetti
selettivi) riduce l’irraggiamento solare entrante, con conseguenti benefici effetti specialmente durante il periodo estivo.
Questo vantaggio comporta, tuttavia, oltre che una riduzione
dell’illuminamento interno anche un minore apporto di calore
attraverso i vetri durante il soleggiamento invernale, e perciò
deve essere attentamente considerato nella valutazione del
bilancio termico relativo all’involucro dell’edificio. È, infine, opportuno sottolineare che i cristalli riflettenti e quelli selettivi non
riducono le dispersioni termiche attraverso il solo serramento:
per fornire questa prestazione devono infatti essere abbinati a
una seconda lastra di vetro in modo da formare i vetri uniti al
perimetro (vetrocamera), dotati di una intercapedine d’aria (o
meglio ancora di gas pesanti, come argon o kripton).
3.7_Le prestazioni attese
Per quanto sin qui visto, l’infisso può offrire una serie di caratteristiche prestazionali, complementari tra loro, che determinano l’idoneità del prodotto all’utilizzo nella costruzione per
Prestazione
Norma di riferimento
cfr. paragrafo
Permeabilità all’aria
UNI EN 1026
6.2
Tenuta all’acqua
UNI EN 1027
6.4
Resistenza al vento
UNI EN 12211
6.3
UNI EN 14608,
14609, 12046-1
6.5
Potere fonoisolante
UNI EN 140-3, ISO 717-1
6.6
Trasmittanza termica
UNI EN 10077-2, 10077-1
6.7
Resistenza al fuoco
non attuabile per
serramenti in legno
non attuabile per
serramenti in legno
Sistema AhS e/o norme
UNI ENV 1627/30
6.9
Resistenza meccanica
Resistenza
alle intrusioni
Ad esempio, il profilo telaio/anta ed il vetrocamera, opportunamente accoppiati, metteranno in gioco le loro singole caratteristiche di conduttività termica per conferire all’insieme una
determinata trasmittanza termica. Ed ancora, le caratteristiche
di permeabilità all’aria dei profili telai/ante e il potere fonoisolante del vetrocamera agiranno in modo da conferire all’insieme un determinato livello di isolamento acustico. A loro volta,
le caratteristiche di elasticità delle guarnizioni e la forma dei
profili telai/ante contribuiranno a ottenere dei determinati valori
di permeabilità all’aria ed all’acqua dell’insieme. In definitiva, le
proprietà caratteristiche dei singoli materiali e dei semilavorati
che compongono il serramento giocheranno tutte insieme il
loro ruolo.
IL LEGNO_Catalogo generale
Il sistema di prova di tipo, cioè la misura del modello di prodotto nella sua serie, viene misurato in alcuni valori obbligatori, lasciando spazio anche alla misurazione di caratteristiche
non obbligatorie. La qualità della lavorazione in stabilimento,
controllata costantemente dal sistema di gestione per la qualità ISO 9001 certificato, assicura il mantenimento di tali prestazioni nelle produzioni delle singole commesse.
Di seguito si riportano le caratteristiche/prestazioni più significative previste dal sistema di armonizzazione europea ed applicate da questa azienda, con il riferimento alle diverse norme
di prova pubblicate per i diversi elementi di misura:
Nello svolgimento delle prestazioni ciascuna parte costituente
il serramento collabora in modo integrato con le altre parti, ed
il risultato finale è dato dalla concorrenza e dalla sinergia di
tutte le parti in gioco, e non dalla singola parte.
_37
svolgere la propria parte funzionale all’adeguatezza del fabbricato nel sito in cui viene realizzato, ovvero nelle condizioni
climatiche e ambientali prevedibili.
A tal proposito, le caratteristiche del prodotto devono essere misurate per accertarne la rispondenza, attraverso metodi
di prova riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. In
questi anni il sistema normativo europeo si è dotato di procedure e strumenti di misura armonizzati, che possono garantire
l’adeguatezza del prodotto certificandone i risultati attraverso
la marcatura CE ed i valori rilevati nelle diverse caratteristiche.
3_la finestra
3.8_La scelta dell’infisso
Per quanto sin qui visto, la scelta del tipo di infisso da impiegare nei vari edifici di volta in volta, a seconda dei diversi
contesti e/o esigenze, è bene che sia basata su valutazioni
di carattere prestazionale, cioè sul comportamento che esso
è in grado di fornire durante il suo uso e la sua durata. Sulla
base di tale impostazione dovranno definirsi altre particolarità,
formali e funzionali:
• le dimensioni (larghezza, altezza) del vano nella tamponatura da chiudere;
• la forma del vano e conseguentemente dell’infisso (rettangolare, trapezia, circolare, composta, etc.);
• la posizione dell’infisso nello spessore della tompagnatura;
• il tipo di apertura del serramento (a battente, a vasistas,
a bilico, etc.);
• il materiale ed il tipo di profili dei controtelai;
• il materiale ed il tipo di profili dei serramenti (telai e ante);
• il tipo di vetrata da mettere nel serramento;
• il tipo di schermo (interno o esterno, per oscuramento o
per sicurezza) da abbinare al serramento.
_38
IL LEGNO_Catalogo generale
È naturale, quindi, che si allarga il ventaglio dei parametri per
la scelta di una precisa tipologia di serramento, e che il “percorso progettuale” deve tenere conto di molteplici aspetti,
anche diversi tra loro, nei quali si devono considerare i vincoli
e le implicazioni emergenti dalle situazioni d’intervento in cui
l’edificio va a collocarsi.
In particolare devono considerarsi:
• il contesto ambientale, che può essere portatore di particolari tradizioni e/o valori paesaggistici e/o storici , per i
quali potrebbe essere esercitata una tutela legislativa (dai
Piani Territoriali Paesistici ai Piani di Recupero Urbani);
• il contesto socio-culturale, che potrebbe privilegiare de-
•
•
•
•
terminate preesistenze e orientare verso aspetti formali
ritenuti qualificanti. In molte zone, d’Italia e nel mondo,
esistono infatti predilezioni per determinate forme di finestre, che non sono spiegabili se non in termini di “gusto”
o di “tradizione” del luogo;
il contesto climatico e l’orientamento dell’edificio rispetto
ai punti cardinali influisce sulla necessità dell’azione filtrante che i serramenti sono chiamati a svolgere tra interno ed esterno per quanto riguarda gli apporti di luce ed
energia, in base ad una scelta oculata delle dimensioni e
della forma delle aperture;
la tipologia e l’impostazione planovolumetrica dell’edificio (residenze, uffici, scuole, ospedali, etc.). Le destinazioni di uso previste negli spazi interni dell’edificio pongono esigenze specifiche e diverse di illuminamento, di
ventilazione, e spesso, in relazione al modo di concepire
la fruizione degli spazi, di diversa esigenza di percezione
dell’ambiente esterno e di rapporto diretto con il paesaggio, ricadenti direttamente sui serramenti. Allo stesso
modo che per i serramenti, anche per le schermature
(elementi esterni oscuranti) la tipologia di edificio determina una propensione nella scelta delle schermature
stesse (ad esempio, per gli uffici generalmente non si
mettono elementi per oscuramento ma solo frangisole);
le previste modalità di gestione dell’edificio, per quanto
riguarda : le erogazioni energetiche, i controlli funzionali,
la programmazione delle fasi di manutenzione, la prevenzione degli incendi, etc. In tali casi si deve graduare sia
il rapporto tra infissi e pareti perimetrali e sia quello tra
infissi e impianti tecnici, in base ad una sorta di complementarietà di ruoli (ruoli passivi dei serramenti e ruoli attivi
degli impianti) nel sistema di realizzazione delle condizioni di benessere ambientale e/o di sicurezza. Per quanto
riguarda, invece, i problemi di contenimento dei dispendi
energetici è subito intuitiva la relazione tra le prestazioni
di trasmittanza dei serramenti e delle pareti, ovvero la
correlazione tra la scelta di talune caratteristiche degli infissi (soprattutto dimensionali e tipologiche delle vetrate)
ed il tipo di impianto di condizionamento da adottare;
la tecnica di costruzione o di manutenzione dell’edificio,
che può avere sensibili influenze sulle modalità di inte-
grazione dei serramenti ed in modo indiretto su alcune
loro caratteristiche. Ad esempio, vi sarebbe parecchia
differenza tra un procedimento di costruzione “tradizionale” (struttura in calcestruzzo armato e tompagnature
latero-cementizie entrambe in opera) ed un altro che si
basasse su sistemi di prefabbricazione sia strutturale
che di tompagnature perimetrali.
3.9_Scomposizione
funzionale delle chiusure
sibilità dello spazio esterno dall’interno (ed eventualmente, viceversa, non di quello interno dall’esterno);
porta: ha la funzione principale di controllare il passaggio delle persone e delle cose tra lo spazio interno ed esterno
dell’edificio;
porta finestra: riunisce in se le funzioni sia della finestra che
della porta;
luce fissa: ha le funzioni della finestra ad accezione della ventilazione degli ambienti e del controllo del passaggio.
Data la vasta articolazione delle funzioni richieste alle chiusure
verticali in un edificio, queste hanno conformazioni e soluzioni
costruttive molto differenziate, che originano diverse categorie di elementi edilizi.
_39
A loro volta gli infissi si dividono in due altre sottofamiglie:
• schermi, che si caratterizzano per lo svolgimento di alcune funzioni specifiche, come quelle di controllare in
particolare l’irraggiamento e l’illuminazione;
• serramenti, che assumono in particolare il controllo della ventilazione, oltre a collaborare con gli schermi per il
controllo dell’illuminazione.
Infine, i serramenti, in base alle specifiche funzioni svolte,
possono dividersi ancora in:
finestra: ha la funzione principale di regolare la ventilazione
degli ambienti interni, di controllare l’energia radiante dei
raggi solari, di consentire l’illuminamento naturale e la vi-
IL LEGNO_Catalogo generale
Una loro prima suddivisione porta a individuare due grandi
famiglie:
• le pareti perimetrali, che hanno la funzione di proteggere l’ambiente interno dalle condizioni ambientali esterne,
senza tuttavia consentire il controllo dell’illuminazione e
della ventilazione degli spazi interni dell’edificio;
• gli infissi, che hanno la funzione di proteggere l’ambiente interno dalle condizioni ambientali esterne e,
nel contempo, di consentire il controllo del passaggio
delle persone e degli oggetti, dell’irraggiamento solare,
dell’illuminazione e della ventilazione degli spazi interni
dell’edificio.
_40
IL LEGNO_Catalogo generale
3_la finestra
3.10_Classificazione in base
al movimento delle ante
Fermo restando la variabilità delle forme (rettangolari, circolari, etc.) , i serramenti si differenziano anche per le tipologie di
movimento durante l’apertura e la chiusura degli stessi;
Ad anta all’inglese
le ante, infatti, possono ruotare, traslare oppure roto/traslare
contemporaneamente, dando luogo a diverse denominazioni, così come riportato nel quadro schematico sottostante.
Ad anta alla francese
[
[
Oscillobattente
(o anta ribalta)
Rotazione
su asse
verticale
laterale
e su asse
orizzontale
inferiore
Rotazione
su asse
verticale
laterale
apertura verso
l’esterno
apertura verso
l’interno
Scorrevole
A visiera esterna
(a anta sporgente)
A visiera interna
[
[
Traslazione
a direzione
orizzontale
Rotazione
su asse
orizzontale
superiore
apertura verso l’esterno
apertura verso l’interno
Saliscendi
Traslazione
a direzione
verticale
(poco usata
in Europa ad
eccezione della
Gran Betagna)
Girevole
Rotazione
su asse
verticale
intermedio
A pantografo
Traslazione a
direzione
perpendicolare
al piano del
serramento
A bilico
[
Rotazione
su asse
orizzontale
mediano
A vasistas interno
[
[
Rotazione
su asse
orizzontale
inferiore
apertura verso l’esterno
Basculante
apertura verso l’interno
Rotazione su assi
di orizzontale più
traslazione in direzione verticale
(usata prevalentemente per garage)
_41
A vasistas esterno
IL LEGNO_Catalogo generale
A libro
Rotazione
su assi di
rotazione
verticali più
traslazione
4
_42
IL LEGNO_Catalogo generale
il serramento
in legno e in
legno-alluminio
_43
IL LEGNO_Catalogo generale
_44
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.1_Generalità sui serramenti
Come è noto, e come è stato anche illustrato in precedenza,
da secoli le case sono dotate di serramenti realizzati in legno
con l’inserimento di vetrate per migliorare la loro funzionalità
e con l’adozione di varie fogge e decorazioni per integrarli nel
disegno dell’architettura.
Successivamente, oltre all’impiego del legno, è stato introdotto anche l’uso di altri materiali: dapprima ferro, poi alluminio,
ed infine materie plastiche (Pvc).
Potrebbe pensarsi, dunque, che, almeno per i tipi di serramenti di più lunga tradizione applicativa, come quelli in legno,
si siano consolidate da lungo tempo le regole del buon costruire basate su soluzioni valide dal punto di vista qualitativo;
invece non è così, perché l’evoluzione e l’innalzamento delle
esigenze dell’utenza hanno man mano spinto ad affinamenti
e miglioramenti nella conformazione dei profili e nell’impiego
degli accessori, portando ad un perfezionamento continuo.
Il risultato è rappresentato dal prodotto che questa azienda è
in grado di fornire, che si colloca nella fascia qualitativa più
alta oggi realizzabile.
I serramenti prodotti, siano essi in LEGNO ovvero in LEGNOALLUMINIO, hanno una caratteristica fondamentale: sono
costruiti con un materiale naturale, il “legno” , che è fisiologicamente definibile come “vivo”, avente peculiari ed uniche
caratteristiche chimico/fisiche oltre ed estetiche, a cui, eventualmente, può accoppiarsi esternamente l’alluminio.
Difatti, dando per scontato che il materiale legno è il più “caldo” e certamente il più apprezzato dalle “sensazioni” umane,
con la stabilità meccanica dei legni lamellari compositi e selezionati si è ottenuta una ottimale indeformabilità e con essa,
insieme all’adozione di un giusto equilibrio tra guarnizioni e
ferramenta a nastro avvolgenti le ante, una perfetta ermeticità
(all’acqua, all’aria, al vento, ai rumori); infine, con la adozione
delle verniciature all’acqua (che penetrano nel legno lasciandone aperti i pori) si è raggiunto definitivamente il risultato di
avere degli strati di vernice che non corrono più il rischio, se
minimamente manutenuti, di degradare (spellandosi e/o screpolandosi).
Variante migliorativa, nel senso di ottenere il massimo della
garanzia con il minimo di manutenzione, è infine rappresentata dal sistema in legno-alluminio (struttura in legno, con vista
interna, e copertura in alluminio, con vista esterna), che da un
lato conserva la bellezza e il fascino del legno nonché la sua
fisiologica coibenza termica ed acustica e dall’altro aggiunge
la indiscutibile durabilità nel tempo dell’alluminio esterno anche in carenza di manutenzione ordinaria.
Argomenti, questi, che verranno ripresi anche in altri punti
della presente pubblicazione.
_45
Poi, però, si sono largamente diffusi i “legni lamellari” e le “verniciature all’acqua” , che hanno ribaltato l’esito del confronto
tra gli infissi in legno e quelli in altri materiali, riportando il legno
ad avere il primato che gli spetta di diritto (come materiale più
naturale, efficace, ed emozionante).
IL LEGNO_Catalogo generale
Negli ultimi decenni (anni ‘80, prima metà anni ‘90) i serramenti in solo legno avevano perso gran parte della loro “credibilità” rispetto a quelli realizzati con altri tipi di materiali (alluminio, Pvc), a causa di tre fattori sostanziali:
• deformabilità (1°) e conseguente non ermeticità (2°) delle
chiusure;
• degrado (3°) della verniciatura;
che effettivamente li facevano “perdere” nel confronto con gli
altri tipi di materiali.
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.2_Il materiale legno
Anche se può non essere intuitivo, il legno naturale è un materiale caratterizzato da uno dei più alti rapporti di “resistenza/
peso” , addirittura paragonabile a quello del ferro.
A differenza di quest’ultimo, però, è un materiale naturale
ed organico, quindi “vivo”, che interagisce con le condizioni
dell’ambiente in cui si trova; quindi, si pone in un equilibrio
naturale con il caldo, il freddo, l’umidità , variando più o meno
visibilmente le proprie caratteristiche fisico/meccaniche.
E’ notorio che il legno adegua continuamente il proprio grado
di umidità in funzione di quello ambientale, e che può presentare deformazioni e/o fessurazioni a seguito della stagionatura
successiva al taglio (e ciò in funzione del rilascio di stati tensionali interni al tronco preesistenti al taglio stesso) .
E’, dunque, indispensabile utilizzare legnami ben stagionati
(anche stoccati per diversi mesi dopo il taglio) in modo da
lasciare piena libertà e tempo ai “pezzi tagliati” di potersi lievemente deformare (se avessero bisogno di farlo) prima delle
fasi di lavorazione, ed avere quindi possibilità di selezionare il
materiale da lavorare e trasformare eliminandone definitivamente eventuali imperfezioni.
_46
IL LEGNO_Catalogo generale
Ovviamente, a seconda della specie e delle famiglie di legno
(essenze naturali) e dunque delle specifiche caratteristiche fisico/meccaniche, questo materiale può essere usato per diverse finalità: costruzioni, arredamenti, ornamenti, etc.
Ha un peso specifico parecchio variabile a seconda delle specie legnose; in linea di massima per i serramenti, in ordine
crescente: l’abete (≈ 460 kg/m3), il pino (≈ 520 kg/m3), il mogano (da ≈ 560 kg/m3 a ≈ 680 kg/m3), il castagno (≈ 600 kg/
m3), il rovere (≈ 710 kg/m3).
Le tonalità di colorazione sono del tutto naturali e quindi cromaticamente caratterizzate da varietà di colore e/o di venature, più o meno marcate a seconda del tipo di legno e della
grandezza dei tronchi; caratteristica fisiologica, questa, di un
materiale vivo ed emozionante come il legno.
Un doveroso accenno va fatto sull’argomento della stabilità
meccanica del legno “lamellare” : questo non è altro che una
sorta di ricostituzione dell’equilibrio tensionale del tronco naturale (prima del taglio e dello sfettamento), realizzato, nel caso dei
profili per serramenti, da tre lamelle incollare tra loro (con colle e
procedimenti speciali) .
La stabilità meccanica non deriva da quella che sembra essersi
diffusamente insinuata come spiegazione nell’immaginario collettivo, e cioè che posizionando le due lamelle esterne con le
fibre contrapposte e quella centrale neutra, gli eventuali effetti
di tensioni deformazionali residue nelle fibre vengono reciprocamente ad annullarsi per effetto della contrapposizione con la
quale sono state montate le lamelle esterne; ciò perché altrimenti
la maggior parte della produzione di lamellare non funzionerebbe
bene, considerato che i 2/3 della produzione non presenta, per
constatazione reale, la “famosa” contrapposizione di fibre per le
lamelle esterne.
La effettiva spiegazione della stabilità del lamellare, invece, è insita nel fatto che:
• le singole lamelle sciolte risultano più sottili (circa 25÷30
mm) dei profili massello (circa 75÷90 mm), e perciò sono
più facilmente ed efficacemente essiccabili, e pertanto
esauriscono praticamente del tutto la necessità fisiologica
di deformarsi dopo la loro prima profilatura (fenomeno, questo, che si manifesta inevitabilmente, in maniera più o meno
percettibile);
• prima di essere incollate tra loro, le lamelle vengono ricalibrate e rettilineizzate, e quindi il risultato del composto dopo
l’incollaggio è somma di tre pezzi che non “devono/vogliono” più deformarsi;
• conseguentemente, data l’ormai assenza di tensioni residue, il pezzo di lamellare composto risulta naturalmente
molto stabile.
Inoltre, è bene evidenziare le seguenti principali peculiarità del
legno nell’ambito di applicazione della costruzione di serramenti.
Le venature
Tutte le specie legnose sono caratterizzate, in diverso modo
ed intensità, dalla presenza di venature più o meno regolari,
che ne costituiscono (insieme ai nodi) la peculiarità e la bellezza.
A seconda della grandezza dei tronchi da cui provengono i
pezzi costituenti i serramenti (di spessore circa 80 mm) tali
venature sono più o meno evidenti: per tronchi di grosso diametro (0,8÷1,4 m, come quello del mogano), sulla predetta
larghezza di un pezzo di circa 80 mm di spessore la venatura
è molto più regolare ed uniforme, quasi impercettibile, rispetto
a quella che invece si vede irregolare su un pezzo proveniente
da tronchi di piccolo diametro (0,3÷0,5 m, come quello del
pino).
E’, quindi, di tutta evidenza che le venature sono caratteristiche fisiologiche del legno, variabili a seconda della specie
utilizzata. Tali venature, comunque, sin dalla fase di prima profilatura dei tronchi, sono ammesse solo se non compromettenti la funzionalità e la resistenza meccanica dei pezzi lignei.
La presenza di nodi
Tutti i tronchi hanno i rami, ed i nodi altro non sono che la
parte interna dei rami nel tronco. Sono, quindi, una caratte-
Le variazioni di tonalità di colore
Per la sua naturale composizione non omogenea il legno presenta già al naturale variazioni cromatiche di colorazione più
o meno evidenti, sul singolo pezzo e da pezzo a pezzo, in
dipendenza delle varie specie (ad esempio, il pino è di colore
molto più omogeneo rispetto al mogano).
Pertanto, essendo disomogenea la base naturale su cui va
ad applicarsi la verniciatura (mordenzatura) è del tutto consequenziale che le colorazioni del prodotto “serramento” finale
non possono essere perfettamente omogenee ed uguali ai
tipi campione (cartelle colore), specie nel caso di mordenzature chiare. E’ poi da considerarsi che l’esposizione nel tempo
alla luce solare ed agli agenti atmosferici può far modificare,
talvolta anche in maniera significativa a seconda delle particolari esposizioni, le tonalità di colorazione (cosa, questa, che
avviene inevitabilmente, seppur con minore intensità, anche
per altri manufatti: automobili, facciate di fabbricati, etc.).
Le deformazioni
È notorio che tutti i materiali subiscono piccolissime variazioni
dimensionali in funzione della temperatura; il legno, essendo anche igroscopico (in quanto si uniforma continuamente
alla umidità ambientale) , è ancora più soggetto alle predette
variazioni dimensionali, che in caso di particolari situazioni climatiche (alta temperatura e molta umidità) possono assume-
Gli incollaggi
In generale, per l’assemblaggio del legno si è da sempre utilizzato collante, oltre che chiodi e viti; oggi, la moderna tecnica prevede ancor di più l’utilizzazione di pezzi prelavorati
e formati mediante incollaggi di pezzi diversi (legni lamellari,
pannelli in multistrato, etc.)
Si tratta, comunque, di incollaggi particolari (in classe B4),
con colle particolari applicate ad alta pressione, che concorrono ad aumentare le caratteristiche sia meccaniche che di
durabilità dei componenti lignei, contribuendo al miglioramento prestazionale del prodotto finale.
Restano, poi, le usuali antiche tecniche di falegnameria tradizionale per l’incollaggio di pezzi diversi, che se eseguito con
la buona regola dell’arte non determina problematiche particolari; tali tipi di incollaggio possono essere utilizzati anche
per eventuali interventi di ripristino (in caso di danneggiamenti
dell’infisso per cause esterne: urti, scassi, etc.) , che se ben
effettuati risultano in grado di assicurare la prosecuzione di
affidabilità dell’infisso stesso, senza pregiudicarne la funzionalità tecnica.
Tanto sinteticamente illustrato, è bene sottolineare e ribadire
che il legno è un materiale naturale e che pertanto può presentarsi disomogeneo (senza perciò comprometterne la funzionalità e la gradevolezza estetica), e ciò indipendentemente
dall’alto grado di selezione e di tecnica lavorativa.
IL LEGNO_Catalogo generale
Le fuoriuscite di resina
Essendo un materiale vivo, per alcune specie legnose (pino,
abete, douglass, conifere in genere) più che per altre, è possibile che nei tronchi siano presenti piccole sacche di resina,
che potrebbe fuoriuscire dopo un certo periodo dalla ultima
lavorazione asportante materiale; tali eventuali piccole fuoriuscite, del tutto naturali, non sono da considerarsi come dei
difetti.
Peraltro, per gli infissi verniciati all’acqua, e perciò con i pori
rimasti aperti dopo la verniciatura, tali piccole fuoriuscite di
resina sono ancora più libere e naturali.
re valori significativi (1÷1,5 mm su dimensioni di 150÷200
cm). È quindi molto importante per i serramenti l’adozione di
ferramenta con cerniere regolabili e con più punti di chiusura, montata su ante aventi la giusta tolleranza di aria con le
battute dei telai; battute che sono rese ermetiche con guarnizioni in speciale materiale plastico (elastomeri termoplastici) ,
capaci di mantenere nel tempo le stesse caratteristiche pur in
presenza delle predette inevitabili piccole deformazioni.
Dunque, leggere deformazioni sono da considerarsi normali,
mentre evidentemente non sono accettabili quelle che dovessero compromettere la funzionalità del serramento.
_47
ristica più o meno evidente (a seconda della specie e della
grandezza del tronco e dei rami) del materiale ligneo, e non
costituiscono parti di degrado se si presentano compatti e
vivi; eventuali nodi non compatti (cosiddetti “morti”) ed a rischio di distacco sono comunque rispristinabili, dopo le fasi
di profilatura, con normali tecniche di falegnameria (con apposite colle e stucchi).
Evidentemente, anche i nodi (come le venature) sono ammessi solo se non compromettenti la funzionalità e la resistenza
meccanica dei pezzi lignei.
_48
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
Quadro normativo relativo al legno
Di seguito si riporta un quadro riassuntivo estratto dalle norme tecniche comunitarie europee, che definisce in maniera
univoca le caratteristiche del legno , visibili sul serramento, da
potersi considerare “proprie” e dunque normali e quali invece
siano da considerarsi come difettosità. La norma di riferimento
è quella europea EN 942, recepita in lingua italiana dalla UNI
EN 942 (legno in falegnameria - classificazione generale della
qualità del legno) che, pur senza criterio di esaustività nella
sua singolarità, indica la ammissibilità o meno delle caratteristiche visibili:
CARATTERISTICHE DEL LEGNAME IN FUNZIONE DELLA CLASSE E DELLA FACCIA
(estratto dalla norma UNI EN 942)
FACCIA VISIBILE
CARATTERISTICHE
nodi
classe J2
classe J10
classe J30
classe J40
classe J50
max 2mm
30%
max 10 mm
30%
max 30 mm
30%
max 40 mm
30%
max 50 mm
0,5 mm
1,5 mm se riparate
1/8 dello spessore del pezzo
1/4 dello spessore del pezzo
larghezza massima
profondità massima (vedi nota 1)
fessurazioni
lunghezze individuali massime
non
ammesse
lunghezza cumulativa massima
su ciascuna faccia
tasche di resina ed
inclusioni di corteccia
non
ammesse
colorazioni sane nell’alburno
(inclusa l’azzurratura)
200 mm
300 mm
10%
25%
0,5
ammesse fino a 75
mm di lunghezza se
riparate nel caso in
cui sia stata applicata
una finitura opaca
non
ammesse
midollo visibile
danni da insetti delle
famiglie degli Scolitidi
e dei Platipodidi
(“moschettatura”)
100 mm
ammesse se riparate
ammesse se non visibili dopo la decorazione,
a meno che non siano richieste
come caratteristica
non ammesse
non
ammesse
FACCIA
NON VISIBILE
per le facce non
visibili, tutte le
caratteristiche
indicate nella lista
sono ammesse,
purchè non
interferiscano con
le proprietà
meccaniche dei
prodotti o con
la loro
applicazione
ammesse se riparate
ammessi se riparati
_49
Infine, si vuole solo evidenziare che, così come per altri manufatti di vario genere, l’uso e la manutenzione sono essenziali per una lunga
funzionalità dei serramenti; è quindi importante essere cosapevoli che gli infissi esterni lasciati per molto tempo chiusi e abbandonati a se
stessi possono subire naturali degradi e deformazioni, indotti dalla aggressione derivante dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici ed
ai raggi ultravioletti del sole.
IL LEGNO_Catalogo generale
nota 1: determinata per mezzo di una dima da 0,2 mm
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.3_Il materiale alluminio
Generalità
L’alluminio è l’elemento chimico di numero atomico 13. Il suo
simbolo è Al. Si tratta di un metallo duttile color argento.
Si estrae principalmente dai minerali di bauxite ed è notevole la sua resistenza all’ossidazione, la sua morbidezza, e
la sua leggerezza. L’alluminio grezzo viene lavorato tramite
diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la
fusione, la forgiatura , lo stampaggio , o l’estrusione (che è il
processo che si utilizza per i profili per serramenti).
L’alluminio viene usato in molti campi di applicazione, specie
in quelli per i quali la leggerezza, la durata e la resistenza sono
requisiti richiesti; da tempo, almeno un quarantennio, è largamente usato nel campo dei serramenti per costruzioni civili.
_50
IL LEGNO_Catalogo generale
Produzione
Nonostante l’alluminio sia il 3º elemento in ordine d’abbondanza sulla crosta terrestre, è molto raro in forma libera ed
in passato era considerato un metallo prezioso, con un valore superiore a quello dell’oro. È quindi relativamente nuovo
come metallo industriale e la sua produzione in quantità commerciali avviene da poco più di 100 anni.
Quando venne scoperto, l’alluminio era estremamente difficile da separare dalle rocce di cui faceva parte, e poiché si
trovava solo legato in qualche composto era il più difficile da
ottenere, nonostante fosse uno dei più abbondanti elementi disponibili in natura. Per un periodo l’alluminio costò più
dell’oro; i prezzi scesero sul finire dell’ottocento quando fu
scoperto il metodo elettrolitico di produzione del metallo da
allumina (ossido di alluminio, Al2O3).
Successivamente, fino ai giorni nostri, il recupero di questo
metallo dai rifiuti (attraverso il riciclaggio) è diventato una parte consistente della sua produzione. Le fonti per il riciclaggio
dell’alluminio comprendono automobili e serramenti, elettrodomestici, contenitori e altri prodotti (riciclarlo è molto conveniente: 1 Kg di alluminio riciclato pronto all’uso a partire da
scarti costa meno di 1 kWh, contro i circa 13÷14 kWh della
produzione dal minerale naturale).
Caratteristiche
L’alluminio è un metallo leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di ossidazione
che si forma rapidamente quando è esposto all’aria e che
previene la corrosione in quanto non solubile. L’alluminio ha
un peso specifico di circa 2.700 kg/m3 (pari a circa un terzo
dell’acciaio, che vale 7.800 kg/m3); è malleabile, duttile e può
essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla
corrosione ed una lunga durata. Inoltre non è magnetico, non
fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità ed il sesto
per duttilità.
L’alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra (8,3% in
peso), secondo solo a ossigeno (45,5%) e silicio (25,7%) , e
paragonabile al ferro (6,2%) ed al calcio (4,6%) . In natura si
trova sempre combinato con altri elementi; è presente in numerosi minerali. Dal punto di vista industriale questo metallo
leggero viene prodotto a partire dalla bauxite, roccia di colore
rosso bruno o giallo.
Le proprietà salienti dell’alluminio sono:
• basso peso specifico;
• elevata resistenza alla corrosione;
• alta conducibilità termica ed elettrica;
• elevata plasticità;
• eccellente duttilità e malleabilità;
• basso potere radiante;
• difficile saldabilità.
Pochi elementi in natura si prestano a costituire un numero
così elevato di leghe come l’alluminio. Per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono all’alluminio determinati
quantitativi di altri elementi alliganti. Quando si combina con
altri elementi, le caratteristiche di questo metallo, che allo stato puro è tenero e duttile, cambiano radicalmente.
Per quanto riguarda le leghe metalliche formate dall’alluminio,
le peculiarità in comune per tutte sono:
• bassa temperatura di fusione (compresa tra i 510 ed i
650 °C);
• basso peso specifico, compreso tra 2.660 e 2.850 kg/m³ ;
• elevatissima conducibilità elettrica e termica;
• contenuto di alluminio maggiore del 95%.
Gran parte degli elementi metallici sono solubili nell’alluminio,
tuttavia rame (Cu), silicio (Si), magnesio (Mg), zinco (Zn), manganese (Mn) sono i leganti utilizzati con l’alluminio per costituire le leghe madri; accanto ad essi si possono impiegare
elementi che migliorano alcuni aspetti prestazionali delle le-
ghe, conosciuti come correttivi. Si trovano aggiunte, per scopi
particolari, piccole percentuali di nichel (Ni), titanio (Ti), zirconio (Zr), cromo (Cr), bismuto (Bi), piombo (Pb), cadmio (Cd),
scandio (Sc) ed anche stagno (Sn) e ferro (Fe), quest’ultimo
peraltro sempre presente come impurezza. Ogni elemento
può conferire un particolare effetto, per esempio:
_51
IL LEGNO_Catalogo generale
silicio: migliora la colabilità e riduce il coefficiente di dilatazione termica;
magnesio: aumenta la resistenza alla corrosione in ambiente
alcalino e in mare;
manganese: aumenta la resistenza meccanica e alla corrosione;
rame: accresce la resistenza meccanica, soprattutto a caldo;
zinco: conferisce un’elevata resistenza meccanica, soprattutto se associato al magnesio.
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
La lega EN AW-6060 per serramenti
La lega EN AW-6060 è quella di estrusione più diffusa sul
mercato europeo, per le sue doti di alta velocità di deformazione a caldo, ed è quella utilizzata nel campo dei serramenti
per usi residenziali. Le sue caratteristiche consentono la rea-
lizzazione di profilati con sezione anche complessa, comprendente molteplici cavità e scanalature, per avvicinare quanto
più possibile il disegno dell’estruso a quello del manufatto finito, riducendo al minimo le lavorazioni intermedie.
LEGA DI ALLUMINIO DA ESTRUSIONE
EN AW-6060
Caratteristiche fisiche
massa volumica
2,70
conducibilità
termica a 20 °C
g / cm3
punto di fusione inferiore
605
°C
calore specifico tra 0° e 100 °C
890
J / Kg °K
modulo di elasticità lineare
69000
N / mm2
modulo di elasticità tangenziale
26000
N / mm2
coefficiente di
dilatazione
termica lineare
- nello stato O
- nello stato T6
2,09 W / cm °K
1,75 W / cm °K
- tra 20° e 100°C
- tra 20° e 200°C
- tra 20° e 300°C
1 / °K
1 / °K
1 / °K
resistività
elettrica a 20 °C
- nello stato O
- nello stato T6
3,14
4,25
μΩ
μΩ
cm
cm
Composizione chimica, secondo la Norma Europea EN 573.3
Si
silicio
0,30
⎫
0,60
Fe
ferro
0,10
⎫
0,30
Cu
zinco
Mn
manganese
0,10
max
0,10
max
Mg
magnesio
0,35
⎫
0,60
Zn
zinco
Ti
titanio
ciascuna
totale
Al
alluminio
0,05
max
0,15
max
0,10
max
0,05
max
0,15
max
restante
quantità
Proprietà meccaniche minime, secondo Norma Europea EN 755.2
tipo di profilo
stato fisico di
fornitura
spessore di parete
(mm)
(stralcio di interesse)
Carico di rottura a trazione
Rm [Mpa]
min
barre piene
omissis
omissis
T4
_52
IL LEGNO_Catalogo generale
profili aperti e cavi
Carico limite di elasticità
R p0.2 [Mpa]
max
tubo estruso
T5
impurità
Cr
cromo
Allungamento
min
max
A %
min
120
100
-----
8
8
A
50mm
%
mim
omissis
e ≤5
5 < e < 25
T6
T64
T66
Estrusione
Tutti i profili in alluminio occorrenti per realizzare il sistema in
legno-alluminio, accoppiando la copertura esterna di alluminio
alle ante e telai in legno, sono prodotti per estrusione; questo
è un processo di produzione industriale di tipo deformazione plastica che consente di sviluppare qualsiasi figura piana
lungo l’asse perpendicolare al piano su cui è stata disegnata.
E’ utilizzata oltre che per i materiali metallici anche per la gomma, la plastica ed altre produzioni.
Consiste essenzialmente nel forzare per compressione il materiale, opportunamente surriscaldato e allo stato pastoso,
a passare attraverso una sagoma (matrice) che riproduce la
forma esterna del pezzo che si vuole ottenere. Se la sezione
di questo è cava, sarà presente anche un’anima (cuore) che
riprodurrà il profilo della cavità interna.
160
140
-----
6
6
omissis
omissis
omissis
All’uscita dalla matrice il materiale viene raffreddato e, nel
caso dell’alluminio, sottoposto ad invecchiamento artificiale
(per il completo raggiungimento delle caratteristiche meccaniche richieste).
La compressione del materiale a monte della matrice è ottenuta da un pistone idraulico che spinge il materiale verso la
matrice (con potenze dell’ordine di migliaia di tonnellate).
_53
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.4_Verniciatura
4.4.1_La verniciatura del legno
4.4.1.1 Le principali cause di deterioramento del legno
_54
IL LEGNO_Catalogo generale
e della vernice.
Per comprendere appieno la bontà e l’importanza della verniciatura che questa azienda ha da sempre applicato sui propri
prodotti, occorre fare una premessa sulle principali cause di
deterioramento del legno e della vernice, che possono sintetizzarsi nel modo che segue.
• I raggi ultravioletti esercitano contemporaneamente
una azione di fotolisi (alterazione chimica causata dalla
luce) sulla lignina e, in presenza di ossigeno, anche una
ulteriore polimerizzazione dello strato di vernice, che diventa in tal modo più fragile (vetrificazione) e quindi più
soggetto a screpolarsi .
• Se l’umidità penetra laddove il film di vernice è danneggiato o assottigliato, il legno si gonfia e si dilata, sottoponendo lo strato di vernice ad un’azione meccanica
che può provocarne il distacco. In quei punti si può infiltrare anche la pioggia, ed in questo caso il legno subisce
un viraggio di colore che lo porta ad assumere un tono
grigiastro. In aggiunta, l’umidità assorbita al crescere
della temperatura si tramuta in vapore che dall’interno
del legno esercita una pressione rivolta verso l’esterno,
la quale, nel caso in cui il film di verniciatura non sia sufficientemente permeabile, ne incrementerà il distacco.
• La alta temperatura dilata il supporto legnoso in maniera differente dal film verniciante, data la diversità dei
rispettivi coefficienti di dilatazione termica dei due materiali; nel caso in specie, il coefficiente di dilatazione
termica del legno è molto basso mentre quello di una
resina di verniciatura può essere anche 5÷6 volte superiore. Pertanto, in una giornata estiva un infisso di colore
abbastanza scuro esposto al sole può raggiungere anche temperature dell’ordine di grandezza di 65÷75 °C,
per cui lo strato di vernice tende ad allungarsi molto di
più rispetto al legno. Evidentemente, il ripetersi ciclico di
questo tipo di fenomeno è causa, con il passare del tempo, di un distacco della pellicola di vernice (se questa è
di base sintetica e non all’acqua).
• I funghi - dell’azzurramento e della marcescenza - possono svilupparsi per cause naturali all’interno del legno
nel caso in cui l’umidità superi il 20% ed esso non sia
adeguatamente protetto dai biocidi. I funghi dell’azzurramento vivono a spese delle sostanze di riserva contenute nelle cellule, ma non danneggiano di fatto le proprietà
meccaniche del legno. La loro presenza si manifesta con
una colorazione variabile dal grigio ardesia chiaro al blu
nerastro di intensità variabile; inoltre, le ife fungine possono anche perforare la vernice. I funghi di marcimento,
invece, sono in grado di produrre una azione di distruzione meccanica del legno, dovuta all’attività enzimatica del
micelio sulle pareti cellulari.
4.4.1.2 Generalità sulla verniciatura all’acqua.
Come intuibile da quanto sopra esposto, la verniciatura è
una delle fasi di lavorazione più importanti, ed a cui, come
già detto, questa azienda ha posto da sempre il massimo
dell’attenzione.
Si coglie, allora, l’occasione di redazione di questa pubblicazione per spiegare la particolarità e i pregi della verniciatura
che questa azienda assicura ai serramenti prodotti, effettuata
con tre cicli “completamente” all’acqua ;
questo tipo di verniciatura all’acqua dei serramenti esterni (in
luogo di quella tradizionale e più semplice con base sintetica)
è ormai una realtà consolidata per i numerosi vantaggi che
ne derivano:
• riduzione delle emissioni di solventi in atmosfera (tutelando peraltro la salute degli operatori);
• film di vernice con ottima elasticità e resistenza alle
escursioni termiche ed agli agenti atmosferici;
• ottima sovraverniciabilità ;
• assenza di autocombustione.
Inoltre, tali tipi di vernice sono in grado di offrire una elevata e
duratura protezione dei serramenti, poiché:
• contengono pigmenti e filtri UV che proteggono il supporto legnoso ed inibiscono l’ingiallimento e la vetrificazione del film di vernice;
• contengono sostanze preservanti che impediscono
l’eventuale proliferazione di funghi e muffe (nel legno che
è un materiale “vivo”);
• sottoposte a severe prove di laboratorio in base a norme
EN UNI superano esami del tipo : resistenza al blocking,
In particolare, il procedimento di verniciatura è effettuato nel
modo seguente:
• le ante e i telai, già assemblati, vengono spazzolati meccanicamente e carteggiati a mano quando il legno è ancora grezzo (al naturale);
• i pezzi vengono poi fatti passare al flow-coating (spruzzi
nebulizzati) in due mani di impregnante colorato prima
(1° ciclo), e intermedio dopo (2° ciclo); il tutto su di un
dispositivo catenario a circolo chiuso passante attraverso un forno caldo per la asciugatura in ambiente controllato;
• a questo punto, il legno che è stato “bagnato” dalle due
fasi predette “alza il pelo” durante la fase di asciugatura
e risulta quindi indispensabile ed inevitabile rimaneggiare
le ante ed i telai passandole in un secondo ciclo di spazzolatura meccanica e carteggiatura a mano (con il legno
già mordenzato);
• infine i pezzi vengono messi su una altra catenaria dove
vengono rifiniti con una terza fase di verniciatura di finitura superficiale (3° ciclo) , avente funzione protettiva
rispetto agli agenti atmosferici dell’ambiente esterno.
Per comprendere appieno la validità di questo tipo di ciclo, bisogna precisare le caratteristiche e le funzioni dei tre prodotti
summenzionati:
impregnanti: sono prodotti a basso residuo secco, che si
applicano su legno grezzo come primo trattamento; contengono coloranti stabili alla luce, ossidi di ferro e sostanze
preservanti che, penetrando in profondità nei pori del legno,
permettono di proteggerlo dal degrado dei raggi ultravioletti e
dall’attacco di funghi e muffe;
La particolarità essenziale di questo tipo di procedimento effettuato completamente con vernici all’acqua consiste nel fatto
che i primi due cicli “penetrano” nei pori del legno lasciando,
peraltro, gli stessi pori “aperti” e cioè in grado di respirare (il
legno è un materiale vivo); il terzo e ultimo ciclo, infine, dà una
protezione insieme ad un grado di finitura estetica, ma sempre
lasciando aperti i pori del legno.
Ciò significa che non si viene a creare una sorta di pellicola
appiccicata sul legno (come quella che invece si ottiene con le
verniciature a basi sintetiche), che inevitabilmente tende a staccarsi (spellarsi) dopo un certo tempo (3÷5 anni) in dipendenza
delle esposizioni dei singoli serramenti all’ambiente esterno
(quando, a seconda delle frequenze delle micro-deformazioni
del legno per effetto dell’umidità e dell’irraggiamento solare, lo
stesso movimento delle fibre del legno tende inevitabilmente a
far staccare la pellicola di vernice).
Per spiegare in altre parole, ma in buona sostanza, questo
comportamento è utile ricorrere al seguente modello di immediata comprensione:
se si applicasse su di una spugna un pezzo di schotch adesivo
colorato è subito immaginabile che l’adesivo stesso perderebbe efficacia dopo poco tempo e lo schocth colorato si staccherebbe dopo pochi cicli di movimento della spugna (stringendo
e lasciando rigonfiare i suoi pori) , mentre al contrario se si impregnasse la spugna con acqua colorata, che penetrerebbe
anche in tutti i pori e li colorerebbe, è evidente che il colore
rimarrebbe sulla spugna anche se questa venisse continuamente sollecitata con movimenti di contrazioni e di rilasci ciclici.
Ebbene, è chiaro che nel modello descritto lo schoth rappre-
IL LEGNO_Catalogo generale
•
intermedi: sono prodotti specifici per cicli di verniciatura industriale con impianti flow-coating che permettono di proteggere la colorazione e creare una superficie idonea alla sovrapplicazione con le finiture finali;
finiture: sono vernici ad alto residuo secco che possono applicarsi solo su legno già trattato con impregnante e intermedio, e producono un film di verniciatura con ottimo effetto
estetico e soprattutto con l’importantissima funzione di proteggere il legno dalle molteplici aggressioni chimico-fische cui
è sottoposto durante tutta la sua vita di esposizione all’esterno.
_55
•
resistenza alla goccia d’acqua, capacità di filtrazione
delle radiazioni ultraviolette della luce solare, resistenza
all’invecchiamento accelerato, valutazione delle permeabilità al vapore;
la caratteristica di alta bagnabilità delle finiture di protezione superficiali permette di migliorare la definizione dei
pori nei legni di latifoglia e di ridurre al minimo il rigonfiamento delle fibre nei legni di conifera;
la caratteristica di trasparenza e di porosità del film di
vernice (composto in tre cicli come spiegato nel seguito)
rende perfettamente visibile le sfumature naturali delle
venature del legno.
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
senta la “vernice sintetica” che si stacca e che, invece, l’acqua
colorata rappresenta la “vernice all’acqua” che si compenetra
nel legno e che dunque non può staccarsi.
Dopo tutte queste spiegazioni, ci si potrebbe porre la domanda:
ma allora il serramento in legno verniciato all’acqua non ha bisogno di manutenzione?
La risposta è:
no, il serramento in legno verniciato all’acqua ha bisogno di manutenzione, anche se “ordinaria” e non “straordinaria”.
E comunque, anche in assenza di tali operazioni manutentive
ordinarie e quindi nella peggiore delle ipotesi , si potrà al massimo assistere al decadimento con opacizzazione della tinta di
colore, ma senza alcuna spellatura di vernice (così come può
accadere per una automobile lasciata a se stessa per anni in un
piazzale scoperto al sole ed alla pioggia).
_56
IL LEGNO_Catalogo generale
Approfondiamo, allora, questo altro importante argomento.
Nessuno si meraviglia del fatto che una automobile, anche di
gran lusso, debba essere periodicamente sottoposta al lavaggio, ed ogni tanto trattata con la cera per auto, in modo che
sia sempre pulita e splendente; orbene, se si vuole conservare
bene un serramento, tanto più in legno, occorre seguire le più
elementari regole di pulizia periodica e non pretendere che questo, esposto all’esterno e magari allo smog, si conservi da solo.
Dunque la semplice pulizia periodica con panno umidificato con
acqua e detergente neutro può rappresentare da sola circa il
70% della manutenzione ordinaria nei riguardi della verniciatura;
l’altro 30% può essere rappresentato dalla possibilità di applicare, sempre con panno umido e con appositi prodotti rinnovanti,
di tanto in tanto (1÷2 anni) un nuovo strato superficiale di protezione della impregnazione colorata presente nei primi strati del
legno; per ritornare all’esempio di prima della spugna, è come se
si applicasse sulla spugna colorata ad impregnazione una protezione che, e questo è fondamentale, si può continuamente rinnovare. Diverso sarebbe, invece, se su quello “strato di schotch”
si volesse applicare “altro schotch”: l’effetto sarebbe sempre lo
stesso, perché allo staccarsi del primo si staccherebbe anche
quello messovi sopra.
Dunque, il grande vantaggio della verniciatura all’acqua è che il
colore “risiede compenetrato” nel legno , e che superficialmente
vi è uno strato (il 3° ciclo di verniciatura) protettivo che può essere
continuamente rigenerato con grande semplicità (con l’operazione di rinfresco, cfr. 7.1.1.2), senza lavorazioni preliminari e/o
pennelli, ma solamente con un panno inumidito con apposito
prodotto rigenerante.
Tanto detto in generale sulla verniciatura, le operazioni di manutenzione da effettuare sono illustrate nell’apposita altra edizione
del MANUALE DI USO E GARANZIA , a cui si rimanda, ed accennate al capitolo 7 di questa edizione del catalogo generale.
Ad ogni modo, la migliore soluzione alla manutenzione ordinaria per la verniciatura è sicuramente rappresentata dall’esclusivo programma GWD di questa azienda, così come già detto
precedentemente al par. 2.4 a cui si rimanda.
IL LEGNO_Catalogo generale
_57
NOTA BENE:
Per la gamma ordinata e completa delle colorazioni è consultabile la relativa cartella COLORI E FINITURE LEGNO
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.4.2_La verniciatura dell’alluminio
in cui polvere o sporco superficiali vengono tamponati,
durante le normali pulizie, nella rugosità della superficie;
4.4.1.1 Generalità
Le finiture di verniciatura dei profilati in alluminio per il rivestimento esterno del legno, nel sistema legno-alluminio, possono
essere di vario tipo, con denominazioni commerciali varie, di
cui qui si riporta una raccolta:
•
•
DEKORLEGNO con finitura simulante le venature e le tinte del legno;
•
STRUTTURATE SPECIALI raggruppanti
rustici: finitura superficiale ruvida, opaca, monocolore
con puntinatura a scaglie (di maggiore dimensioni rispetto
ai puntini del raggrinzato) in multicolor bianchi, neri, grigi, a
volte gialli o marroni;
bucciati: finitura superficiale a “buccia di arancia” solitamente lucida o semilucida, monocolore senza puntini;
goffrati: simili ai bucciati ma con una rugosità superficiale molto lieve, monocolore con puntini micalescenti visibili
controluce;
goffrati ramati, silver o oro: finitura superficiale a “buccia di arancia” solitamente lucida o semilucida, monocolore con presenza di pigmenti di colore rame, silver o oro,
che per effetto di schivanti opportunamente miscelati nella
polvere, durante la cottura migrano sulla cresta della “buccia di arancia”, creando un particolare e gradevole effetto
cromatico e conferendo allo stesso modo una elevata resistenza della superficie che risulta facilmente pulibile a differenza di quelle texturizzate (mix, grinz, raggrinzati, rustici) IL LEGNO_Catalogo generale
TREND raggruppanti
mix: finitura superficiale semi opaca liscia, monocolore
con presenza di puntini multicolor bianchi, neri, grigi, a
volte gialli (commercialmente vengono denominati anche
Marmo, Raffaello o Gotici);
grinz: finitura superficiale leggermente ruvida, opaca, monocolore senza puntini bianchi;
raggrinzati: finitura superficiale ruvida, opaca, monocolore con puntini multicolor bianchi, neri, grigi, a volte gialli;
•
_58
RAL con finitura superficiale liscia lucida, semi lucida,
semi opaca e opaca;
•
ANODIZZATE con finitura liscia ad effetto metallico, del
tipo spazzolato e brillante.
4.4.2.2 Le finiture RAL, TREND, STRUTTURATE
e SPECIALI
Si ottengono con l’impiego di diversi tipi vernici in polvere, del
tipo poliestere (in base alla normativa europea 67/548 CEE
TGIC FREE e atossiche) che si presentano sotto forma di polveri “fini”, solide al 100%, totalmente esenti da solventi.
Il ciclo di lavorazione può così riassumersi:
• pretrattamento; composto da sgrassaggio alcalino, lavaggio, decappaggio acido, lavaggio, passivazione ad immersione e doppio passaggio in acqua demineralizzata;
• verniciatura elettrostatica in cabina pressurizzata;
• polimerizzazione (indurimento) della polvere termoindurente in un forno, ad una temperatura d’esercizio di circa
180÷190 °C per una durata di circa 20 minuti.
Per effetto dello spessore del film indurito (di circa 60÷80 micron) e della alta densità di reticolazione, le vernici in polvere
hanno alte proprietà di tenacità e resistenza alla corrosione.
Inoltre, possiedono una ottima resistenza ai raggi U.V. (che
sono il risultato delle naturali radiazioni solari), conservando per
lungo tempo, senza degradazione, la brillantezza speculare e
il colore.
E’ proprio questa ultima caratteristica, la ottima durabilità temporale anche con scarsa manutenzione, che rende insuperabile l’accoppiata legno-alluminio (legno interno e alluminio esterno) perché elimina qualsiasi remora o diffidenza della clientela
circa la capacità di durabilità dell’infisso (che, invece, se tutto in
legno ha bisogno di una manutenzione ordinaria più frequente;
cfr. il programma GWD di questa azienda al par. 2.4).
4.4.2.3 Le finiture DEKORLEGNO
Queste finiture, simulanti le venature e le tinte del legno, si possono ottenere con due diversi metodi:
• per sublimazione;
• per decorazione con polvere su polvere.
La tecnica della decorazione tramite sublimazione del pigmento consiste nello stampare la grafica in piano su di uno speciale
supporto per poi trasferirla a caldo sulla superficie dell’oggetto
da decorare; quest’ultimo deve essere opportunamente pretrattato in modo tale da renderlo perfettamente ricettivo.
La sublimazione di un elemento o composto chimico è la sua
transizione di fase dallo stato solido allo stato gassoso, senza
passare per lo stato liquido; per tale processo nel campo applicativo della verniciatura dell’alluminio si utilizzano inchiostri
sublimatici allo stato solido che, per effetto del calore e di una
contemporanea idonea depressione, si modificano in gas o
vapore senza passare attraverso lo stato intermedio di liquefazione (che non darebbe l’effetto visivo appropriato).
Il trasferimento dei disegni simulanti le venature del legno avviene, allora, a temperature mediamente superiori a 160 °C e
con opportune depressioni mediante le quali il pigmento solido
(inchiostro) si trasforma direttamente in vapore e penetra contemporaneamente all’interno della superficie pretrattata (verniciata) dell’alluminio.
Le immagini che si riproducono con una sublimazione risultano resistenti ai lavaggi e antigraffio, poiché la stesse immagini
sono protette dallo strato di vernice in cui sono stampate.
Il processo consiste essenzialmente in:
• pretrattamento chimico e verniciatura di base: sui profili
viene eseguito un trattamento chimico finalizzato a togliere
le impurità presenti, che sono causa principale di ossidazione degli stessi, e successivamente viene applicata una
verniciatura di base (chiara o scura, liscia o raggrinzata) a
seconda del tipo di sublimazione da effettuare;
• sublimazione: i profili vengono avvolti interamente da delle
pellicole di colore prestampate (film) con pigmenti organici fotosensibili e resine di poliestere (inchiostro a polvere).
Una volta insacchettati viene creata una idonea depressione (sottovuoto) mediante aspirazione di aria. Questo
procedimento permette la perfetta completa adesione dei
film sui profili. Dopodiché i profili vengono introdotti all’interno di forni speciali, ove rimangono per circa 8 minuti
durante i quali la temperatura raggiunge circa 200 °C.
E’ in questa fase che avviene la decorazione “per sublimazione”, fenomeno fisico per il quale, per effetto della
temperatura elevata e della depressione, le molecole di inchiostro presenti nelle pellicole (film) si trasferiscono sotto
forma gassosa nello strato sintetico della vernice di base
(pre-applicata), colorando i profili di alluminio con l’effetto
legno desiderato. Infine, dopo il raffreddamento e la polimerizzazione (solidificazione) degli smalti, le pellicole (film)
vengono rimosse.
4.4.2.3.2 Decorazione con polvere su polvere
(effetto legno cosiddetto Real Wood)
La tecnica della decorazione effetto legno con applicazione di
polvere su polvere beneficia dei vantaggi delle alte resistenze
e di prolungata durabilità all’esterno proprie della polvere poliestere.
Il procedimento di decoro permette di realizzare effetti legno
mediante l’inglobamento di polveri poliestere di diversi colori
allo stato solido direttamente nello strato di rivestimento a polvere della verniciatura di base pre-applicata (e non, come per
la sublimazione, sotto forma gassosa), ottenendo le massime
caratteristiche sia estetiche che di resistenza ai raggi U.V. e
gli agenti atmosferici. In tal modo si riesce a formare l’effetto
“venatura” oltre che con il disegno (bidimensionale) anche, e
soprattutto, con un consistente effetto di variabilità in spessore delle vernice (tridimensionale, per la presenza della polvere
solida) che simula molto realmente, sia alla vista che al tatto,
l’effetto naturale della superficie lignea.
Il processo consiste essenzialmente in:
• pretrattamento chimico e verniciatura di base: sui profili
viene eseguito un trattamento chimico finalizzato a togliere
le impurità presenti, che sono causa principale di ossidazione degli stessi, e successivamente viene applicata una
verniciatura di base (chiara o scura, liscia o raggrinzata) a
seconda del tipo di decorazione da effettuare;
• decorazione: i profili vengono trattati mediante la deposizione di polveri poliesteri disposte secondo impronte
simulanti le venature del legno ed impresse sull’alluminio con uno speciale tampone matrice, e con successivi
passaggi in forno con pannelli radianti (senza presenza di
IL LEGNO_Catalogo generale
(effetto legno cosiddetto Maderall)
_59
4.4.2.3.1 Sublimazione
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
fiamma) tenuti a temperature intermedie tali da poter permettere successivi analoghi cicli (polveri e cotture) per il
trattamento superficiale di tutte le parti a vista dei profili
stessi. Successivamente si effettuata una cottura finale a
circa 180÷190 °C per una durata di circa 20 minuti, dopo
la quale si procede al raffreddamento con la polimerizzazione (solidificazione) degli smalti.
4.4.2.4 Le finiture ANODIZZATE
Queste finiture, lisce ad effetto metallico, del tipo spazzolato
e/o brillante, possono ottenersi mediante la anodizzazione
(detta anche ossidazione anodica), che è un processo elettrochimico irreversibile mediante il quale uno strato protettivo di
ossido di alluminio si forma sulla superficie del pezzo trattato
e lo protegge dalla corrosione. Nel materiale avviene una vera
e propria trasformazione superficiale: il metallo nudo reagisce
con l’ossigeno che si sviluppa all’anodo durante il processo di
elettrodeposizione e forma ossido di alluminio o allumina. Lo
strato di materiale formato è variabile, e possono aversi generalmente due tipi di ossidazione anodica: quella sottile, che
comporta uno strato variabile dagli 8 ai 20 micron, e quella
dura, che comporta uno strato dai 20 ai 50 micron. Nella verniciatura dell’alluminio si utilizza quella sottile, con uno spessore
medio di 15 micron.
Il trattamento è costituito dai seguenti passaggi: sgrassaggio,
eventuale satinatura chimica, depatinatura, ossidazione anodica, neutralizzazione, eventuale aggiunta di colore, fissaggio e
asciugatura.
_60
IL LEGNO_Catalogo generale
Con questo tipo di trattamento oltre a conferire il particolare
effetto metallico, del tipo spazzolato e/o brillante in diversi possibili colorazioni aggiunte, si riesce anche a:
• migliorare la resistenza a corrosione del materiale;
• aumentare la durezza superficiale;
• aumentare la resistenza all’usura e all’abrasione;
• migliorare moderatamente l’isolamento termico dei profili.
Tanto detto in generale sulla verniciatura dell’alluminio, le minori
operazioni di manutenzione da effettuare (rispetto a quelle da
farsi per la verniciatura del legno) sono illustrate nell’apposita
altra edizione del MANUALE DI USO E GARANZIA, a cui si
rimanda, ed accennate al capitolo 7 di questa edizione del catalogo generale.
IL LEGNO_Catalogo generale
_61
NOTA BENE:
Per la gamma ordinata e completa delle colorazioni è consultabile la relativa cartella COLORI E FINITURE ALLUMINIO
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.5_I vetri
4.5.1_Generalità sui vetri
Solitamente, nell’osservare una finestra si è portati a soffermare l’attenzione sulle parti del telaio e delle ante in legno,
sulla ferramenta e guarnizioni perimetrali, sulla verniciatura,
tralasciando inconsciamente e spontaneamente la superficie
predominante della finestra stessa: la parte vetrata .
Ciò sicuramente è dovuto alla familiarità che i nostri sensi hanno ormai con il vetro, considerato quasi come un elemento
“ovvio e scontato” nella vita quotidiana;
nella realtà, però, il vetro è un prodotto artificiale, conseguente
ad una lavorazione, e dunque avente caratteristiche e qualità
che dipendono dal modo in cui è prodotto.
E allora, proprio perché rappresenta una parte più che considerevole del serramento stesso, questa azienda è da sempre
molto attenta ad utilizzare per i propri serramenti prodotti dei
vetri di alta qualità, che, però, spesso sono poco conosciuti
alla clientela.
Nella stesura del presente catalogo generale, quindi, si è riservata una parte specifica e corposa per fornire alcune indicazioni su un elemento del serramento che sembra “scontato” e che, invece, non lo è affatto: il vetro.
(fonti bibliografiche predominanti: Manuale del vetro - Saint-Gobain Glass)
4.5.2_Composizione
e fabbricazione dei vetri
_62
IL LEGNO_Catalogo generale
Tutti sappiamo cosa è il vetro e non occorre alcuna illustrazione o spiegazione per identificarlo; è, difatti, un composto che
ha una storia millenaria.
Non altrettanto conosciuta è, però, la sua composizione:
• un vetrificante, la silice, introdotta sotto forma di sabbia
(dal 70 al 72%);
• un fondente, la soda, sotto forma di carbonato o di solfato di sodio (circa il 14%);
• uno stabilizzante, la calce, sotto forma di calcare (circa il
10%);
• vari altri ossidi, come l’allumina e il magnesio, che servono a migliorare le proprietà fisiche del vetro, in particolare
la resistenza all’azione degli agenti atmosferici;
• qualche particolare ossido metallico in caso di colorazioni della massa metallica.
Con procedure automatizzate in dei forni particolarmente
complessi (lunghi circa 200÷250 ml, tenuti accesi 24 ore al
giorno tutto l’anno, per circa 10÷12 anni di seguito) il miscuglio viene umidificato e poi lavorato in sei fasi principali:
1. una fusione iniziale, in cui le materie prime vengono fuse
a circa 1.550 °C;
2. un processo di omogeneizzazione del vetro fuso, con
l’eliminazione delle bolle gassose;
3. un condizionamento termico, con raffreddamento controllato in modo da ottenere la giusta maggiore viscosità
per la fase successiva;
4. uno spargimento su di un bagno di stagno fuso a circa 1.000 °C ; in tale condizione il vetro, che presenta
una densità inferiore a quella dello stagno, vi “galleggia”
formando uno strato di spessore naturale tra 4 e 6 mm
(ovvero di spessore diverso con particolari dispositivi che
consentono l’accelerazione o la riduzione dello spandersi del vetro);
5. una ricottura all’uscita dal bagno di stagno in cui il nastro
di vetro, già divenuto rigido, passa in un tunnel di raffreddamento in cui si porta con gradualità la temperatura da
circa 620 a 250 °C, e successivamente ad un raffreddamento lento all’aria per la eliminazione delle tensioni
interne al vetro;
6. una fase di taglio del nastro di vetro raffreddato, che sinora si presentava sempre in forma continua, per ottenere le lastre normalizzate di circa 6x3 m .
4.5.3_Caratteristiche fisiche dei vetri
PROPRIETÀ MECCANICHE
Densità - massa volumica.
Il vetro ha un peso specifico di circa 2.500 Kg/m3;
ciò significa che una lastra di vetro pesa 2,5 Kg per metro quadrato e per millimetro di spessore (in pratica, ad esempio, un
metro quadrato di una lastra di 4 mm di spessore pesa 10 Kg).
Resistenza alla compressione.
Il vetro ha una elevatissima resistenza alla compressione, pari
a circa 1.000 N/mm2 = 10.000 Kg/cm2; ciò significa che per
•
40 N/mm2 = 400 Kg/cm2 per vetri levigati ricotti
•
120 N/mm = 1.200 Kg/cm per vetri temprati
2
2
(variabile a seconda dello spessore e del tipo di lavorazione)
Il valore elevato di resistenza del vetro temprato è dovuto
al fatto che il processo di tempra ha l’effetto di mettere le
due facce superficiali della lastra trattata in condizioni di forte
compressione (creando una vera e propria precompressione
che aumenta conseguentemente la resistenza a trazione).
Elasticità.
Il vetro è un materiale estremamente elastico, che non presenta dunque deformazioni permanenti; il che significa che dopo
un deformazione a seguito di una sollecitazione ritorna nello
stato di riposo esattamente come era nella forma iniziale;
di contro, però, è un materiale anche estremamente fragile, e
cioè non presenta alcuna fase plastica (deformazioni permanenti) prima di una rottura e, quindi, se sottoposto a carichi
crescenti a flessione si rompe senza alcun preavviso.
COMPORTAMENTO TERMICO
Dilatazione termica lineare.
Questa caratteristica dei materiali è espressa da un coefficiente empirico che misura l’allungamento della unità di lunghezza
per una variazione di temperatura pari ad 1 °C (in un intervallo
di temperature tra 20 e 300 °C); per il vetro il coefficiente di
dilatazione termica lineare è pari a 9x10-6 = 0,000009 .
Ciò significa ad esempio, che una lastra di vetro lunga 2 m se
riscaldata con un aumento di temperatura di 40 °C si allunga
di 0,72 mm. È utile avere conoscenza del valore del coefficiente λ di dilatazione termica lineare di altri materiali:
4x10-6
5x10-6
5x10-6
9x10-6
12x10-6
14x10-6
23x10-6
70x10-6
per comprendere immediatamente la intrinseca “compatibilità” tra il legno e il vetro, e di contro la minore compatibilità tra
l’alluminio e il vetro e la ancor minore compatibilità tra il PVC e
il vetro (e tale caratteristica rende evidentemente più semplice
e sicura l’adesione delle lastre di vetro ai telai delle ante di
legno, a vantaggio di sigillatura e ermeticità, rispetto alle ante
in alluminio o in Pvc).
Per promemoria si ricorda che Δl = l • λ • ΔT
Sollecitazioni di origine termica.
Il vetro ha una scarsa conduttività termica; questa caratteristica ha per conseguenza che il riscaldamento o il raffreddamento di una sola parte di una vetrata potrebbe determinare
delle sollecitazioni interne che possono provocare rotture cosiddette termiche. L’esempio più comune di rischio di rottura
termica è quello rappresentato dai bordi perimetrali coperti di
un vetro ad elevato assorbimento energetico, che in presenza
di forte irraggiamento solare si riscalderanno più lentamente
della superficie esposta, e correranno il rischio di lesionarsi.
Pertanto, nei casi in cui le condizioni di utilizzo o di posa in
opera rischiano di determinare in un vetro considerevoli differenze di temperatura (cfr. normative al riguardo), sarà necessario adottare particolari precauzioni. Una di queste, riguardo
il materiale in se stesso, è la tempra, che è un trattamento
termico complementare nelle fasi di produzione delle lastre di
vetro, che consente di far sopportare alle lastre stesse differenze di temperature dell’ordine di 200 °C .
IL LEGNO_Catalogo generale
Resistenza alla flessione.
Una lastra vetro sollecitata a flessione presenta una faccia in
compressione (quella dalla parte in cui è applicato il carico)
ed una in trazione. Il valore della resistenza di un vetro flesso
è dell’ordine di:
legno mattone pietra vetro acciaio calcestruzzo alluminio cloruro di polivinile (PVC) _63
rompere un cubetto di vetro di 1 cm di lato occorre un carico
dell’ordine di 10 tonnellate.
_64
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.5.4_Il vetro e la luce
4.5.5_Il vetro e la radiazione solare
Può sembrare ovvio, ma, si sa: la luce diurna è all’origine della
vita ed è indispensabile a tutti. La finestra, e il vetro in essa
contenuto, agisce in qualche modo come un “filtro” prodigioso che permette di addomesticare e ammorbidire la luce per
consentirci di sfruttarla dentro casa secondo le nostre esigenze, anche quando fuori tira vento, piove, fa caldo, fa freddo, ci
sono rumori, o c’è lo smog.
Quindi, finestra e vetro fungono, da sempre, come formidabili
“scambiatori” di luce con il mondo esterno, tanto che sono
inimmaginabili edifici senza finestre e vetri.
Nel progettare gli edifici e gli ambienti si privilegiano le possibilità di avere ampie aperture finestrate sui muri ; tanto che,
tenendo presente le varie componenti del bilancio energetico
della finestra (energia necessaria al riscaldamento, al raffreddamento e all’illuminazione del locale) , può concludersi che la
superficie finestrata (vetrata) dovrebbe essere dell’ordine del
35÷45 % della superficie complessiva della facciata. Il tutto
anche in dipendenza, evidentemente, dell’esposizione della
facciata rispetto ai punti cardinali: a nord vi è la minima esposizione solare (tuttavia, la luce naturale nei locali in tal caso
presenta caratteristiche di elevata costanza) , mentre a sud
si ha il vantaggio di una esposizione solare massima (ancor
più elevata durante l’inverno, con il sole basso sull’orizzonte,
che è ideale per aumentare il guadagno termico durante la
stagione fredda).
Si devono, allora, scegliere ovvero combinare al meglio le diverse proprietà che può avere il vetro rispetto alla luce:
• la trasparenza: quanto più elevata è la trasmissione luminosa del vetro, tanto maggiore è la quantità di luce
naturale disponibile all’interno dei locali;
• la brillantezza: quanto più è perfettamente liscia la superficie del vetro tanto più questo si presenta come un
materiale “brillante”, che ha l’effetto di creare diversi giochi di riflessi gradevoli esteticamente;
• l’opalescenza: in questi casi con la traslucidità dei vetri
cosiddetti “stampati”, “satinati” o “sabbiati” si consente la penetrazione della luce impedendone tuttavia l’incidenza diretta, avendo come effetto la preservazione
dell’intimità dei locali dalla vista diretta (ad esempio per i
locali da bagno).
Per particolari applicazioni e illuminazione con luce naturale si può ricorrere, poi, a tecniche e vetrate speciali capaci
di captare e riorientare la luce diurna verso zone specifiche
dell’edificio (daylighting): con lamelle di vetro, fisse o orientabili, poste in facciata (all’esterno o all’interno dell’edificio)
ovvero con vetrate isolanti comprendenti griglie metalliche o
sintetiche altamente riflettenti.
La azione solare che raggiunge la terra è composta da radiazioni elettromagnetiche di lunghezze d’onda comprese tra
0,28 e 2,50 μm (1 μm = 10-6 m);
la sensazione luminosa che prova l’essere umano è dovuta
alla sola azione delle radiazioni con lunghezza d’onda (l.d.o.)
tra 0,38 e 0,78 μm, che agendo in modo variabile sull’occhio
a seconda della loro l.d.o. danno luogo al fenomeno fisiologico della visione.
In linea di massima, la radiazione solare si suddivide in:
• raggi ultravioletti (UV), 3 %; con l.d.o. 0,28÷0,38 μm, che
non si percepiscono in quanto invisibili (si manifestano in
modo sensibile a livello organico attraverso la pigmentazione della pelle);
• raggi visibili, 42 % ; con l.d.o. 0,38÷0,78 μm , che sono
percepiti dall’occhio umano sotto forma di luce bianca
(composta da tutti i colori, dal viola (l.d.o. 0,38 μm) al
rosso (l.d.o. 0,78 μm) );
• raggi infrarossi (IR) , 55 % ; con l.d.o. 0,78÷2,50 μm , che
si percepiscono sotto forma di calore.
L’irraggiamento che colpisce un vetro dall’esterno viene in
parte riflesso (senza oltrepassare il vetro), in parte assorbito
(nello spessore del vetro), in parte trasmesso all’interno (oltrepassando il vetro). I rapporti di ciascuna di queste componenti
sul flusso incidente definiscono rispettivamente i fattori di riflessione, assorbimento e trasmissione caratterizzanti il vetro
stesso, e variano a seconda delle lunghezze d’onda considerate.
Evidentemente, a parità di altri parametri, tali fattori dipendono
dall’eventuale colore del vetro, dal suo spessore e, nel caso,
dalla natura del deposito eventualmente applicato sul vetro
stesso (bassoemissivo e/o selettivo).
D’altra parte, poi, può accadere che alcuni vetri, particolarmente spessi o multipli (vetri isolanti e/o stratificati), anche se
non colorati, possono produrre un effetto visivo di colorazione
verdastra o bluastra per “trasmissione” (di radiazioni con l.d.o.
comprese tra 0,28 μm (viola) e 0,78 (rosso) ).
L’energia solare introdotta in un locale attraverso un vetro (per
trasmissione) viene assorbita dagli oggetti e dalle pareti interne che, riscaldandosi, riemettono a loro volta un irraggiamento termico, quest’ultimo situato prevalentemente nell’infrarosso alto/lontano (superiore a 5 μm).
I vetri, però, anche se trasparenti, sono praticamente opachi
(non penetrabili) dalle radiazioni di l.d.o. superiori a 5 μm; pertanto, la predetta energia solare “riemessa” si trova intrappolata all’interno del locale, che tende quindi a scaldarsi.
Una parete vetrata, generalmente, si trova a separare due
ambienti di diversa temperatura.
Come per qualsiasi altro tipo di materiale, anche attraverso
il vetro avviene uno scambio termico dall’ambiente più caldo
(interno o esterno ad un edificio) verso l’ambiente più freddo
(esterno o interno ad un edificio); in più, però, una parete vetrata presenta la particolarità di essere trasparente all’irraggiamento solare (per trasmissione) che apporta gratuitamente
calore nell’ambiente interno all’edificio.
Lo scambio termico, in generale, può avvenire attraverso tre
modi di propagazione:
• la conduzione è un trasferimento di calore attraverso
un corpo o tra due corpi a contatto diretto tra loro; tale
trasferimento si verifica senza alcuno spostamento di
materia (è la sensazione che si ha se, ad esempio, si tocca con la mano un oggetto caldo). Sulle due facce di un
vetro in ambienti a diversa temperatura, allora, il flusso di
calore che si genera all’interno del vetro stesso dipende
dalla conduttività termica del materiale vetro (oltre che
dalla differenza di temperatura tra i due ambienti); la conduttività termica del vetro è λ = 1,0 W/(m • K).
• la convezione è un trasferimento di calore che avviene
in un corpo solido attraverso la sua superficie quando
questa è investita da un agente fluido, solido o gassoso; tale trasferimento si verifica con uno spostamento di
materia (è la sensazione che si ha se, ad esempio, si ci
asciugano le mani con un ventilatore di aria calda).
• l’irraggiamento è un trasferimento di calore che avviene
tra due corpi a temperature diverse mediante lo scambio
Da quanto detto, allora, si comprende che se ci interessa
analizzare il comportamento di una parete vetrata che divide l’esterno di un edificio con un ambiente interno oggetto
della nostra analisi, questa parete scambia calore con l’aria
interna con cui è a contatto per conduzione e convezione e
contemporaneamente scambia calore con l’ambiente interno
per irraggiamento.
L’insieme, combinato tra loro, di questi tipi di scambi termici
con dati valori convenzionali (norma EN 673) di velocità del
vento, emissività del vetro e temperature interne ed esterne
all’edificio, caratterizzano due coefficienti di scambio superficiale relativi all’esterno ed all’interno, pari ad:
he = 23 W/(m2 • K)
hi = 8 W/(m2 • K)
In tali condizioni, si definisce convenzionalmente la trasmittanza termica U, che rappresenta il flusso di calore che attraversa 1 m2 di parete nell’unità di tempo per effetto di una
differenza di temperatura di 1 °C tra l’interno e l’esterno.
Evidentemente, per quanto sinora illustrato, quanto minore è
il valore di U tanto minore è la dispersione termica e, viceversa, maggiore è la coibenza termica (potere di isolamento) .
Un vetro semplice (spessore 4 mm) ha una trasmittanza termica U = 5,8 W/(m2 • K).
IL LEGNO_Catalogo generale
4.5.6_Il vetro e
l’isolamento termico
di radiazioni (onde) elettromagnetiche (è la sensazione
che si ha se si ci riscalda con la vicinanza di un oggetto
caldo, ad esempio un cosiddetto elemento radiante (termosifone) di casa). L’irraggiamento a temperatura ambiente (dell’ordine di decine di gradi centigradi) è situato
nell’infrarosso a lunghezza d’onda superiori a 5 μm, ed è
proporzionale ad una caratteristica superficiale dei corpi:
la emissività. Ad una scarsa emissività corrisponde uno
scarso scambio termico per irraggiamento. L’emissività
di un vetro normale è di Єn=0,89 , mentre ad alcuni vetri
può essere applicato un deposito superficiale (detto basso emissivo) con Єn<0,10.
_65
E’ questo il cosiddetto “effetto serra”; quello che, per esempio, si sperimenta facilmente in una automobile parcheggiata
sotto il sole con i finestrini chiusi.
In caso di locali, allora, per evitare il surriscaldamento si può
ricorrere (oltre che a ventilazione e/o a schermature esterne) a
vetrate a trasmissione energetica limitata, denominate “vetrate a controllo solare” (selettive), che permettono il passaggio
di una sola parte determinata dell’irraggiamento solare (bloccando una parte delle radiazioni con l.d.o. più alte/lontane) , e
che consentono, quindi, di minimizzare i surriscaldamenti dei
locali stessi pur mantenendo una buona illuminazione di luce
naturale (cfr. fig. 3 della vetrata selettiva di cui nel seguito).
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
Per aumentare l’isolamento termico, e quindi diminuire il valore di U , si adotta normalmente la combinazione di due vetri
accoppiati tra loro e distanziati da una intercapedine di aria
immobile ed asciutta, il cosiddetto “vetrocamera” o “vetrata
isolante”, che riesce ad ottenere un notevole abbattimento
di U: un vetrocamera normale (4+aria15+4) [e cioè con vetri
esterno ed interno di spessore 4 mm con intercapedine di
aria di 15 mm] ha una U = 2,7 W/(m2 • K);
e il principio di tale comportamento consiste nel racchiudere
tra le due lastre di vetro “aria” immobile ed asciutta al fine
di ridurre al minimo (al limite annullare) gli scambi termici tra
le due pareti interne alla intercapedine gli scambi termici per
convezione, sfruttando la scarsa conduttività termica dell’aria
(che è tanto meno conducibile quanto più è secca e non umida). Se poi, al posto dell’aria si utilizza un gas più pesante con
conduttività termica inferiore (in genere Argon), è chiaro che
diminuisce ancora la U (di circa 0,3 W/(m2 • K) ).
E’ intuibile, a questo punto, che per migliorare il potere di
isolamento della vetrata rimarrebbe da ridurre solo lo scambio per irraggiamento all’interno della intercapedine; e questo
si può fare con lastre di vetro basso emissivi (con deposito
pirolitico di ossidi metallici o sotto vuoto), con l’introduzione
dei quali diminuisce ancora la U (di circa 0,3÷1,3 W/(m2 • K),
a seconda del trattamento basso emissivo).
_66
IL LEGNO_Catalogo generale
Conseguentemente, per il principio di sovrapposizione degli effetti, si può arrivare, ad esempio, ad ottenere:
trasmittanza W/(m2 • K)
fattore solare g [EN410]
4mm
5,8
0,85
aria 15mm
normale 4 mm
2,7
0,76
normale 4 mm
argon 15mm
normale 4 mm
2,4
0,76
normale 4 mm
aria 15mm
basso emissivo (una certa quantità) 4 mm
1,7
0,69
normale 4 mm
aria 15mm
basso emissivo (maggior quantità) 4 mm
1,4
0,62
normale 4 mm
argon 15mm
basso emissivo (maggior quantità) 4 mm
1,1
0,62
a tripla lastra 4 (10) 4 (10) 4 con deposito basso emissivo su faccia 2 e 5 e con gas argon
0.9
0,62
a tripla lastra 4 (10) 4 (10) 4 con deposito basso emissivo su faccia 2 e 5 e con gas krypton
0,6
0,62
vetro esterno
intercapedine
vetro interno
lastra singola
normale monolitica
4mm
normale 4 mm
Nella tabella sopra riportata si è fatto riferimento al “fattore solare
g”; la parete vetrata è generalmente trasparente all’irraggiamento
solare, apportatore di energia gratuita.
Viene, allora, definito “fattore solare g” di una parete vetrata la
percentuale di energia introdotta in un locale in rapporto all’energia solare incidente; l’energia introdotta è dovuta alla somma
del flusso trasmesso (passato attraverso la parete vetrata) più il
flusso riemesso per irraggiamento all’interno del locale (partente
dalla parete interna della vetrata);
conseguentemente, quanto più è basso il fattore solare “g” tanto più è coibente (isolante) la parete vetrata.
Evidentemente, tale fattore g è misurato in base a prove normalizzate (la EN410 e la ISO9050M1), ed i valori riferiti ad una ampia
gamma di vetrature sono indicati nella tabella del par. 4.5.9.
Comfort termico
La conseguenza pratica della migliore coibenza di una parete vetrata è di tutta ovvia evidenza; ciò nondimeno si vuole
qui mettere in risalto che gli effetti benefici all’interno di un
ambiente si hanno sia nel caso di stagione fredda (inverno),
con la riduzione dell’effetto di “parete fredda”, e sia nel caso
di stagione calda (estate), con la diminuzione degli “apporti
energetici solari”.
Riduzione dell’effetto parete fredda
(qui contribuisce fortemente il valore U, di isolamento termico)
Il corpo umano scambia calore con l’ambiente per irraggiamento. Ed è proprio in virtù di questo che è possibile provare
una sensazione di freddo nelle vicinanze di una parete a bassa temperatura, anche se ci si trova in una stanza in cui la
temperatura è confortevole.
Durante la stagione invernale, se il valore di U è basso, la temperatura della faccia interna della vetrata rimarrà più elevata e
verrà ridotto l’effetto cosiddetto di parete fredda, e pertanto
sarà possibile:
• avvicinarsi di più alle finestre senza alcuna sensazione
sgradevole di freddo;
• ridurre, o meglio annullare, i rischi di formazione di condensa sui vetri;
• diminuire fortemente la fuoriuscita di calore dagli ambienti e con esse le spese per il riscaldamento.
Per ottenere tali effetti bisogna far ricorso a vetrate “bassoemissive”.
Come funziona la vetrata bassoemissiva :
Intercapedine isolante
Deposito a bassa emissività del vetro
Distanziatore
Facce 1-2
1 viene applicato
un deposito a
bassa emissività
sulla faccia interna
del vetro interno
(faccia 3)
3 gli effetti pratici
€ €
€ €
€
Vetro monolitico
€
€ €
Vetrata isolante classica
si traducono in una
drastica riduzione
dei costi di riscaldamento (per la
minimizzazione della
fuoriuscita di calore)
3-4
€
Vetro isolante bassoemissivo
si riduce drasticamente
il costo del riscaldamento
Calore riflesso
(radiatori+65% di CIS)
ce
vi
sib
Vetro monolitico
ile
20°C
5°C
0°C
35% di CIS
2 le radiazioni
termiche, prodotte dall’impianto
di riscaldamento,
vengono riflesse dal
deposito a bassa
emissività. In tal
modo il calore è
conservato all’interno dell’ambiente;
il deposito a bassa
65% di CIS
Vetrata isolante classica
11°C
20°C
0°C
emissività, comunque, lascia entrare
la luce e gran parte
dell’irraggiamento
energetico del sole
(tale trasparenza
all’irraggiamento
solare ed il contemporaneo funzionamento tipo “effetto
serra” , però, determinano un disagio
nella stagione estiva,
quando nell’ambiente si vuole mantenere una temperatura
fresca e non calda)
Vetro isolante
bassoemissivo
0°C
17°C
20°C
4 e nella scomparsa del fenomeno
della condensa che
potrebbe formarsi
in presenza di pareti
“fredde” con temperature al di sotto del
“punto di rugiada”
dell’ambiente;
facilmente per quella
con 5°C , e in caso di
alta umidità relativa
anche per quella con
17°C.
IL LEGNO_Catalogo generale
Lu
_67
CIS= Calore da irraggiamento solare
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
Controllo solare: diminuzione degli
apporti energetici solari
(qui contribuisce fortemente la filtrazione della radiazione solare)
Durante la stagione estiva, caratterizzata da:
• temperature elevate;
• flusso solare importante e prolungato;
• venti deboli;
una finestra (apertura vetrata trasparente) costituisce il passaggio privilegiato del flusso energetico solare; in queste condizioni, ciò può tradursi in un considerevole rialzo della temperatura all’interno dei locali (anche per la già accennata opacità
del vetro alle radiazioni di l.d.o. superiori a 5 μm riemesse
dagli oggetti riscaldati dall’energia solare introdottasi nei locali
per trasmissione attraverso la vetrata) , comunemente denominato “effetto serra”.
Per attenuare questo fenomeno, è consigliato il ricorso a vetrate “a controllo solare” (cosiddette “selettive”), caratterizzate
da una protezione termica inversamente proporzionale alla
trasmittanza termica U ed al fattore solare g , che consentono di:
• diminuire il fastidio legato al rialzo (per effetto serra) della
temperatura interna degli ambienti, e con esso le spese
per il condizionamento (produzione di aria fresca);
• migliorare il comfort visivo, prevenendo il fenomeno
dell’abbagliamento.
Come funziona la vetrata selettiva :
Intercapedine isolante
Deposito a controllo
solare
Calore riflesso
(40% di CIS)
Luce visibile
Deposito bassoemissivo
Distanziatore
CIS=Calore da irraggiamento solare
(maggiore rispetto all’inverno)
40% di CIS
Facce 1-2
60% di CIS
3-4
1
Vengono applicati due depositi: uno a controllo solare sulla faccia
interna del vetro esterno (faccia 2) ed un altro a bassa emissività sulla
faccia interna del vetro interno (faccia 3), ovvero un unico contemporaneo trattamento sulla faccia 2
3 IN ESTATE
il deposito a controllo solare filtra l’irraggiamento solare e limita così il
riscaldamento all’interno dell’ambiente provocato dai raggi infrarossi,
lasciando entrare solamente circa il 40% dell’energia solare incidente
Calore riflesso
(radiatori+40% di CIS)
85%
Vetro monolitico
75%
Vetro isolante classica 15%
Luce visibile
_68
IL LEGNO_Catalogo generale
CIS=Calore da irraggiamento solare
(minore rispetto all’estate)
25%
40% di CIS
40%
60% di CIS
2 IN INVERNO
Le radiazioni termiche, prodotte dall’impianto di riscaldamento, vengono
riflesse dal deposito a bassa emissività. In tal modo il calore è conservato all’interno dell’ambiente; il deposito a bassa emissività, comunque,
lascia entrare la luce e gran parte dell’irraggiamento energetico del sole
60%
4
Vetro isolante a controllo solare
riduce la radiazione solare che passa attraverso il vetro di cerca 2 volte rispetto a una vetrata isolante
Gli effetti pratici si traducono nella riduzione a circa il 40% della
radiazione solare che entra attraverso il vetro, con conseguente risparmio di energia per il condizionamento durante la stagione estiva
(e nel medesimo comportamento del solo bassoemissivo nella stagione invernale)
la vetrata BASSOEMISSIVA è indicata per l’inverno
(quando trattiene il calore interno riflesso, che in tal modo non
si disperde verso l’esterno, contribuendo a favorire l’azione degli impianti di riscaldamento) ma non è indicata per
l’estate (quando si oppone poco all’entrata del calore da irraggiamento e quindi massimizza l’effetto serra che si crea
per il trattenimento del calore interno riflesso, con la tendenza
a favorire l’aumento delle temperature all’interno degli ambienti).
Quello sin qui illustrato è il comportamento del singolo materiale vetro o lastra vetrata; nella realizzazione di una finestra,
però, la vetrata viene incorporata in un telaio , ed insieme formano l’elemento che determina l’isolamento termico di tutta
la finestra.
Orbene, non è possibile definire le caratteristiche termoisolanti di una finestra partendo solo dalle prestazioni del vetro; l’indice di isolamento termico può essere, quindi, calcolato solo
dopo aver effettuato le misure opportune sulla finestra finita.
€ il tipo
E’, allora, di tutta evidenza l’importanza di armonizzare
di vetrata con il telaio e con il tipo di giunti, per avere come
“prodotto finito” una finestra che abbia un buon potere di isolamento termico complessivo; allora, una finestra composta
da una vetrata altamente coibente montata in un telaio con
scarso potere coibente ha uno scarso potere coibente complessivo, risultando in tal modo vanificato il pregio coibente
della sola vetrata.
Sotto questo punto di vista il materiale “legno” è molto più
coibente, fisiologicamente, dell’alluminio o del PVC;
Invero, la trasmittanza complessiva di una finestra, secondo la
norma EN ISO 10077-1, è data da :
Uw =
Uw :
Af :
Uf :
Lg :
ψ :
Ag :
Ug :
Af ⋅ Uf + Ag ⋅ Ug + Lg ⋅y
Af + Ag
trasmittanza termica complessiva della finestra
superficie del telaio
trasmittanza del telaio
perimetro della vetrata
trasmittanza termica per unità di lunghezza del bordo della vetrata
superficie della vetrata
trasmittanza della vetrata
ed il prodotto Lg • y rappresenta l’effetto cosiddetto “warmedge”, che tiene conto del ponte termico che può formarsi
intorno all’anta.
IL LEGNO_Catalogo generale
la vetrata SELETTIVA è indicata sia per l’inverno (quando trattiene il calore interno riflesso e quando il fatto che fa
entrare poco calore da irraggiamento solare non pregiudica il
benessere degli ambienti interni affidato agli impianti di riscaldamento) che per l’estate (quando fa entrare poco calore
da irraggiamento e quindi minimizza l’effetto serra che si crea
per il trattenimento del calore interno riflesso);
pertanto, a parità di vetrata e di sistema di assemblaggio, una
finestra in legno ha un potere di isolamento termico maggiore
di una stessa finestra in alluminio o in PVC.
A parità di finestre in legno, poi, vi è da considerare il modo in
cui il vetro è alloggiato nel telaio;
evidentemente, modalità di assemblaggio che ricorrono a uno
strato continuo di silicone (che attenua il ponte termico tra la
vetrata e il telaio) per l’incollaggio del vetro all’anta sono certamente da preferirsi, al fine della massimizzazione del potere
di isolamento termico, rispetto ad altre metodologie che prevedono il silicone solo come elemento di ermeticità all’acqua.
In tal caso la minimizzazione di ponti termici evita l’abbassamento della temperatura sui bordi della vetrata a contatto con
il telaio e riduce, di conseguenza, i rischi di formazione temporanea di condensa; ovvero, consente di tollerare un livello
più elevato di umidità ambiente del locale senza che perciò si
formi condensa.
Non è quindi per caso che questa azienda adotta il metodo per incollaggio del vetro all’anta, che oltre a massimizzare il potere di isolamento termico complessivo della “intera
finestra” comporta anche una maggiore tenuta meccanica
dell’anta stessa.
_69
Ricapitolando, in buona sostanza, poiché la vetrata si comporta allo stesso modo indipendentemente dalle stagioni metereologiche, corre l’obbligo di evidenziare che :
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
_70
IL LEGNO_Catalogo generale
Per avere una idea della combinazione degli effetti con la realizzazione di una finestra finita, vetrata + telaio/anta , si riporta la seguente tabella sperimentale (estratta dal Manuale del vetro Saint-
Gobain Glass) per una data finestra testata in laboratorio (a due
ante, percentuale telaio 34%, Lg= 6,74m, dimensioni 1,65x1,25
m, con temperatura esterna di -10°C e interna di +20°C):
IL LEGNO_Catalogo generale
Difatti, può notarsi che mediamente lo scarto tra la Uw (della
finestra) e la Ug (della vetrata, fino a 1,1 W/(m2•K)) risulta, per
i vari materiali costituenti i serramenti di circa:
• 0,1÷0,2 W/(m2•K) per il legno;
• 0,2÷0,4 W/(m2•K) per il Pvc;
• 0,3÷0,6 W/(m2•K) per l’alluminio.
In definitiva, dalla ampiezza dell’argomento trattato ne viene
di conseguenza che è compito proprio dell’azienda produttrice del serramento quello di semplificare le scelte della committenza, fornendo in base al richiesto valore di Uw (derivante
dalle impostazioni progettuali del fabbricato per il quale occorrono i serramenti) le varie soluzioni possibili di composizione delle tipologie di serramento adeguato, in base ai legni
(teneri, più coibenti, o duri, meno coibenti) , agli spessori ed
alle varie possibili vetrate da utilizzare.
_71
da dove si evince chiaramente che il potere di coibenza termica dei serramenti in materiale “legno” e, conseguentemente,
anche in “legno-alluminio” (e cioè legno rivestito di alluminio
esterno) è di gran lunga migliore, in quanto naturale, di quello
dei serramenti in PVC o in alluminio.
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.5.7_Il vetro e
l’isolamento acustico
L’intensità di un rumore esterno percepibile dagli occupanti di
un edificio costituisce l’elemento determinante di valutazione,
a finestra chiusa, della protezione dai rumori esterni.
Conseguentemente l’isolamento acustico è definito da un indice che rappresenta la capacità di attenuare la percezione
all’interno di un rumore esterno.
In realtà, i rumori sono suoni che hanno varie frequenze (suoni bassi, medi, alti; da 50 a 5.000 Hz nell’acustica architettonica); allora, per tenere conto della differenza di sensibilità
dell’orecchio umano alle diverse frequenze, i rumori vengono
ponderati, secondo procedure convenzionali normalizzate,
seguendo una curva cosiddetta “A” e vengono espressi in
Db(A) (decibel in scala A).
perdita di prestazione compresa tra 10 e 15 Db(A). Ad esempio, per una lastra di vetro dello spessore di 4 mm, la frequenza
critica corrisponde a 3.000 Hz, mentre per una lastra di gesso
dello spessore di 13 mm corrisponde a 3.200 Hz.
Aumentando lo spessore del vetro, la perdita del potere fonoisolante dovuto alla frequenza critica si sposta verso le basse
frequenze. Occorrerebbe raggiungere uno spessore di 120
mm affinché il “buco” di trasmissione di suono causato dalla
frequenza critica sia inferiore ai 100 Hz, e dunque insignificante. Per tale motivo risultano di più difficile attenuazione i
rumori di elevata intensità a bassa frequenza (caratterizzanti i
tipi di rumori del traffico stradale).
Isolamento acustico
Lasciate fuori il rumore
Traffico, lavori, musica a tutto volume,
ecco l’inquinamento sonoro che compromette quotidianamente la qualità della
nostra vita. Dei vetri scelti oculatamente
svolgono un ruolo determinate nel difendervi da questi fattori di disturbo.
_72
IL LEGNO_Catalogo generale
Convenzionalmente un livello sonoro confortevole non dovrebbe superare un’intensità di 35dB durante il giorno e di 30
dB durante la notte.
Il suono, come è noto, è formato da onde sonore di varia
frequenza; l’attraversamento di un materiale dipende dalla eccitazione di tale materiale alla cosiddetta frequenza di vibrazione critica; ogni lastra di materiale presenta una frequenza
critica in corrispondenza della quale vibra più facilmente (e
dunque trasmette il rumore, facendo meno barriera al suono).
La lastra di vetro subisce, rispetto all’isolamento acustico, una
Fino a qualche tempo fa il miglioramento delle prestazioni di isolamento
acustico era maggiormente ottenuto
attraverso un aumento importante
degli spessori (massa vetrosa) e con
l’asimmetria delle lastre componenti
(che comportano uno sfasamento
delle frequenze critiche e quindi una
maggiore barriera al suono).
Oggi, con l’utilizzazione di particolari
tipi di vetri stratificati fonoisolante si
riesce ad eliminare quasi completamente l’effetto della frequenza critica
(alle basse frequenze), ottenendo oltre a un guadagno di circa 2÷3 Db(A)
rispetto a composizioni vetrarie simili anche una omogeneizzazione di prestazione fonoisolante alle varie frequenze.
Riepilogando
Bassa Frequenza
Livello Sonoro (dB)
Alta Frequenza
Pressione sonora (Pa)
Vetro Singolo
Pressione sonora (Pa)
Tempo
Vetro Singolo di forte spessore
Tempo
125
250
500
1000
2000
4000
Frequenza (HZ)
1 Il suono è composto da più frequenze. Il tipo di frequenza, da bassa a alta, determina la natura del rumore (o del suono). La frequenza
si esprime in Hertz (Hz, numero di vibrazioni al secondo). Più alta è la
frequenza, più è elevato il numero di vibrazioni al secondo.
4
aumentare lo spessore del vetro non è sufficiente ad eliminare il
picco sonoro, perché ciò non farebbe altro che spostare il picco a frequenze diverse
Livello Sonoro (dB)
Livello 85
Sonoro 80
(dB)
75
70
65
60
55
50
45
40
vetro singolo stratificato
63
125
250
500
1000
2000 4000 8000
2
Un suono puro è dato dalla vibrazione di una singola frequenza
(ad esempio una nota musicale). I rumori, in genere, si compongono
di una serie di frequenze che variano in continuazione, componendo il
cosiddetto spettro sonoro.
125
250
500
1000
Frequenza (HZ)
2000
4000
5
La stratificazione del vetro permette l’inserimento tra le due (o più
lastre) di uno (o più) “riduttore di vibrazioni”, rappresentato da uno
o più film plastici, consentendo la quasi completa eliminazione del
“buco” di isolamento e quindi dello sgradevole picco sonoro
Intercapedine
Livello Sonoro (dB)
Vetro Singolo
125
3
250
500
1000
Frequenza (HZ)
2000
Distanziatore
4000
Con uno spessore di vetro costante si ha una diminuzione della trasmissione del suono (aumenta l’isolamento acustico) passando dalle
basse alle alte frequenze; ma, al valore della “frequenza critica” vi è un
“buco” dell’isolamento e si crea un picco sonoro
6
Si può comporre, allora, un vetrocamera con uno (o più) vetri stratificati con utilizzazione di PVB acustico, che garantisce alti livelli di
isolamento acustico delle frequenze udibili
_73
Vetro stratificato con PVB acustico
IL LEGNO_Catalogo generale
intercalare
fotoisolante
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.5.8_Il vetro e la sicurezza
_74
IL LEGNO_Catalogo generale
Quello sin qui illustrato è il comportamento del singolo materiale vetro o lastra vetrata; nella realizzazione di una finestra,
però, la vetrata viene incorporata in un telaio , ed insieme formano l’elemento che determina l’isolamento acustico di tutta
la finestra.
Orbene, non è possibile definire le caratteristiche fonoisolanti
di una finestra partendo solo dalle prestazioni del vetro; l’indice di attenuazione acustica può essere, quindi, calcolato solo
dopo aver effettuato le misure opportune sulla finestra finita.
È, allora, di tutta evidenza l’importanza di armonizzare il tipo
di vetrata con il telaio e con il tipo di giunti, per avere come
“prodotto finito” una finestra che possa avere un buon potere
fonoisolante complessivo; è evidente che una finestra composta da una vetrata altamente fonoisolante montata in un
telaio con scarso potere fonoisolante ha uno scarso potere
fonoisolante complessivo, risultando in tal modo vanificato il
pregio fonoisolante della sola vetrata.
Sotto questo punto di vista il materiale “legno” è molto più
fonoisolante, fisiologicamente, dell’alluminio o del PVC; e ciò
perchè il telaio e l’anta della finestra in legno sono costituiti da
materiale (legno) pieno e denso, e non da profili cavi (come
PVC o alluminio).
Pertanto, a parità di vetrata e di sistema di assemblaggio, una
finestra in legno ha un potere fonoisolante maggiore di una
stessa finestra in alluminio o in PVC.
A parità di finestre in legno, poi, vi è da considerare il modo in
cui il vetro è alloggiato nel telaio; evidentemente, modalità di
assemblaggio che ricorrono a uno strato continuo di silicone
(che attenua e smorza le vibrazioni e con esse il propagarsi
del suono) per l’incollaggio del vetro all’anta sono certamente
da preferirsi, al fine della massimizzazione del potere fonoisolante, rispetto ad altre metodologie che prevedono il silicone
solo come elemento di ermeticità all’acqua.
E, non a caso, questa azienda adotta il metodo per incollaggio del vetro all’anta, che oltre a massimizzare il potere
fonoisolante complessivo della “intera finestra” comporta anche una maggiore tenuta meccanica dell’anta stessa (il che
aumenta anche il potere di resistenza antieffrazione, di cui al
paragrafo 6.9 che segue).
Gli urti accidentali contro le pareti vetrate ovvero quelli per atti
vandalici o per effrazione sono oggetto di specifica materia normativa.
Le tecnologie di fabbricazione, di trasformazione e di assemblaggio permettono di conferire alle vetrate delle proprietà eccellenti di risposta alle normative di sicurezza attualmente richieste nel settore dell’edilizia, in particolare in materia di protezione
dagli urti.
I potenziali urti possono essere di diversa natura, ed i livelli di
risposta dei vetri dipendono sostanzialmente da due fattori:
• il livello di energia trasmesso nell’impatto (o negli impatti): E;
• la superficie massima di contatto durante l’urto: SCM.
La materia, come già detto, è sviluppata a livello normativo,
ed è regolamentata a seconda delle varie casistiche, che
sinteticamente si riportano di seguito a seconda delle varie
protezioni richieste in riferimento ad alcuni tipi di vetrate reperibili sul mercato; queste ultime possono essere temprate
o stratificate, a seconda del loro utilizzo, come si specificherà
più avanti.
1. Protezioni dal rischio di ferite in caso di urti accidentali:
di norma, i vetri adatti allo scopo sono quelli la cui definizione normativa è completata dal termine “sicurezza”, e
possono essere temprati o stratificati.
2. Protezioni dal rischio di caduta di oggetti sulle coperture
vetrate: i vetri stratificati evitano il passaggio attraverso
la parete vetrata di un oggetto in caduta accidentale e
garantiscono una stabilità residua del vetro dopo l’urto,
per la protezione delle zone di attività e di passaggio
esposte.
3. Protezione dal rischio di caduta delle persone: i vetri stratificati rispondono alle esigenze anche di questo campo
di impiego.
4. Protezione di primo livello dagli atti vandalici e dall’effrazione: l’attacco manuale per effrazione e gli atti vandalici
si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in
modo più o meno violento. Gli oggetti scagliati e i livelli
di energia d’urto associati, definiscono le aggressioni cui
possono essere soggette le vetrate esposte a tale tipo
di rischio. I vetri stratificati, che fanno specificatamente
riferimento a tale normativa, propongono livelli graduati
di risposta alle diverse aggressioni.
Il materiale vetro ha una buona resistenza a compressione,
ma una bassa resistenza a flessione; per cui a seguito di un
urto una lastra di vetro ordinario (normale) può rompersi in
molte schegge taglienti, che possono provocare ferite ed altri
vari danni.
Il vetro ha una buona resistenza alla
compressione, ma una bassa resistenza
alla flessione....
IL LEGNO_Catalogo generale
Per evitare ciò si può usare il vetro ad elevata resistenza.
Come già detto, può essere temprato o stratificato, a seconda del suo utilizzo.
_75
5. Protezione rinforzata dagli atti vandalici e dall’effrazione:
per questi campi di impiego la norma EN356 prevede
dei test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e martello.
I vetri stratificati sono in grado di rispondere al livello di
protezione desiderato.
6. Protezioni dai proiettili di fucili da caccia: questo tipo di
arma rappresenta, in termini di tipo di impatto generato,
un caso particolare nell’ambito delle armi da fuoco. La
classificazione è pertanto trattata in modo specifico nella
norma EN1063. La gamma di vetri stratificati è in grado
di coprire le 2 classi dedicate a tale funzione.
7. Protezioni dai proiettili di armi da spalla e da pugno: la
norma EN1063 definisce 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto all’energia generata da queste armi. La gamma di vetri stratificati copre le richieste
di resistenza definite nelle 7 classi.
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
Il vetro di sicurezza temprato
subisce un trattamento termico per aumentare la sua resistenza. Complessivamente, è circa 5 volte più resistente di
un vetro comune. A titolo d’esempio, un vetro temprato di 8
mm resiste alla caduta di una biglia d’acciaio di 500 gr da
un’altezza di 2 m.
In caso di rottura, si frammenta in pezzetti minuti smussati e
non taglienti. Perciò è indicato nei casi in cui pur accettandone
la rottura si vogliono evitare ferite; ad esempio: all’interno di
una porta, il piano di un tavolo, box doccia, ecc.
Come si produce:
1
Si riscalda la lastra di
vetro fino a 600 °C, e quindi
per la deformazione termica
aumenta di dimensione planimetrica
2
Si raffreddano rapidamente le superfici esterne
In tal modo le due facce esterne si ritrovano “precompresse”,
e, dunque, acquisiscono una elevata resistenza flessionale,
che porta tali vetri ad avere, come sopra detto, una resistenza
di circa 5 volte maggiore rispetto a quella di un vetro comune.
Il vetro di sicurezza stratificato
è composto da due o più lastre di vetro incollate tra loro mediante uno o più film plastici (di PVB, polivinilbutirrale). In caso
di urto accidentale e rottura del vetro, questi film plastici mantengono i frammenti del vetro in opera, in attesa di sostituzione
del vetro.
Perciò è indicato nei casi in cui si preferisce avere ancora la
presenza di una barriera pur in caso di rottura (in attesa di
sostituzione); ad esempio:
una finestra di grandi dimensioni, un finestra su un ballatoio
scale, parapetti e balconi, cadute di oggetti (es.: coperture,
vetrate).
Come si produce:
Lastre di vetro
3
le fibre esterne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria
_76
IL LEGNO_Catalogo generale
le fibre esterne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria
Le superfici esterne ritornano rapidamente alla
dimensione originaria, mentre il cuore interno della lastra caldo resta più caldo e
quindi ancora derfomato in
larghezza
4
le fibre interne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria
le fibre interne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria
Successivamente si raffredda anche il cuore interno
che tende a contrarsi (per
ritornare alla dimensione originaria meno ampia) e, quindi, tende a trascinarsi le due
superfici esterne che sono
già stabilizzate, fornendo
alle stesse una vera e propria precompressione
1
Le lastre di vetro si incollano tra di loro per le intere
superfici mediante uno o più
film di polivinilbutirrale (PVB)
Intercalare in PVB
2
In dipendenza del grado
di resistenza necessario agli
urti, alle effrazioni o agli attacchi di proiettili di armi da
fuoco si possono realizzare
varie combinazioni, con due
o più lastre di vario spessore
intervallate con uno o più film
di vario spessore di PVB
Protezione
delle persone
Protezione
dei beni
Riepilogando:
i vetri di sicurezza si utilizzano:
• per la salvaguardia delle persone (indifferentemente temprati o stratificati);
• per la protezione dei beni (usualmente stratificati);
Presentano alcuni requisiti peculiari
4
5
in caso di tentativi di effrazione a negozi di lusso,
il vetro (stratificato) può offrire una protezione rinforzata fino ad opporsi all’intrusione
in caso di rottura di una vetrata parapetto, ovvero di una vetrata all’interno di una finestra su di un
pianerottolo scala, il vetro (stratificato) continua a fare
da barriera protettiva contro cadute verso il basso
in caso di possibilità di attacchi a mano armata
(banche, ambasciate, etc.) il vetro (stratificato) può
arrivare fino alla massima protezione antiproiettile
3
in caso di tentativi di effrazione alle abitazioni
private, il vetro (stratificato) anche se rotto continua
a fare da barriera ritardando il passaggio di uomini,
riducendo il rischio di furti
IL LEGNO_Catalogo generale
2
_77
1
in caso di rottura di una vetrata, i frammenti o
rimangono in opera (stratificati) o si rompono in pezzettini non taglienti (temprati), senza rischi di provocare ferite alle persone nelle vicinanze
_78
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
4.5.9_Conclusioni sulle vetrate
Dalla prolungata esposizione sull’argomento “vetro” è constatabile che questo è parecchio vario, e per nulla scontato
nella scelta per la realizzazione di un serramento.
Sul mercato sono reperibili diverse composizioni di vetrate
che assolvono contemporaneamente alle varie funzioni di
luminosità, isolamento termico e acustico, di antieffrazione/
sicurezza, che potranno di volta in volta essere analizzate e
discusse insieme all’Ufficio Tecnico di questa azienda in dipendenza delle singole esigenze e delle prestazioni desiderate.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, si riepilogano le composizioni utilizzate per la produzione di serie, per le quali si
riportano i valori delle singole vetrate ed i valori medi di riferimento del serramento (combinato, insieme ad ante e telai);
questi ultimi, evidentemente, variano a seconda del tipo di
legno e delle dimensioni del serramento stesso:
finestre/portefinestre in legno-alluminio sezione 56+20
con vetrata 4-20-4be, con gas argon
vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 31 dB,
fattore solare g 60;
serramento: Uw 1,2÷1,4 W/(m2 • K), Rw 34 dB;
finestre/portefinestre in legno-alluminio sezione 68+20
con vetrata 6-22-4be, con gas argon
vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 35 dB,
fattore solare g 59;
serramento: Uw 1,2÷1,4 W/(m2 • K), Rw 36 dB;
finestre/portefinestre in legno sezione 56 con vetrata
4-15-4be, con gas argon
vetrata:
Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 30 dB, fattore
solare g 60;
serramento:
Uw 1,2÷1,3 W/(m2 • K) , Rw 33 dB;
_79
IL LEGNO_Catalogo generale
finestre/portefinestre in legno sezione 68 con vetrata
4-18-4be, con gas argon
vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 30 dB,
fattore solare g 60;
serramento: Uw 1,2÷1,3 W/(m2 • K), Rw 33 dB;
_80
IL LEGNO_Catalogo generale
4_il serramento in legno e in legno-alluminio
Una più ampia gamma di possibili composizioni di vetrature è rappresentata dalla seguente tabella:
ciascuna vetrata può essere composta con
lastre di tre tipi , trattate o meno :
spessore NOMINALE complessivo (mm)
file: VTC
esterna
mm
lastra
interna
camera
lastra
camera
esemplificazoni
(non esaustive)
di composizioni tipo
delle vetrate
lastra
interna
mm
mm
mm
mm
fattore solare
g
con solo trattamento
bassoemissivo
installabili
su serramenti
.
(percentuale di energia introdotta in
un locale in rapporto all'energia
solare incidente)
oppure
con anche trattamento
normali, senza alcun trattamento
solare, selettivo
(la Ug e il FFI non cambiano)
con aria
con gas argon
con aria
legno
sez
56
legno
sez
legnolegnoalluminio alluminio
sez
sez
con gas argon
tipo di lastre
(valori con aria, trascurabilmente
diversi da quelli con argon)
caratteristiche vetrata
caratteristiche vetrata
trasmittanza
termica
Ug
fattore
fonoisolante
Rw (g)
trasmittanza
termica
Ug
fattore
fonoisolante
Rw (g)
trasmittanza
termica
Ug
fattore
fonoisolante
Rw (g)
trasmittanza
termica
Ug
fattore
fonoisolante
Rw (g)
normali
solo
trattamento
bassoemissivo
anche
trattamento
solare,
selettivo
W/m2K
dB
W/m2K
dB
W/m2K
dB
W/m2K
dB
%
%
%
2,8
30
2,6
30
1,4
30
1,1
30
77
60
42
2,8
30
2,6
30
1,4
30
1,1
30
77
60
42
2,8
32
2,6
32
1,4
32
1,1
32
76
59
##
√
2,7
32
2,6
32
1,4
32
1,1
32
76
59
##
√
2,7
31
2,6
31
1,4
31
1,1
31
76
59
##
68
56+20
68+20
vetrocamera SEMPLICI
4
4
5
5
5
5
4
6
15
18
15
18
15
18
20
22
4
4
4
4
5
5
4
4
23,0
√
26,0
24,0
√
√
27,0
25,0
√
28,0
√
√
2,7
31
2,6
31
1,4
31
1,1
31
76
59
##
28,0
√
√
2,8
31
2,6
31
1,4
31
1,1
31
77
60
42
2,7
35
2,6
35
1,4
35
1,1
35
75
59
41
2,8
34
2,7
34
1,6
34
1,3
34
75
60
42
2,7
35
2,6
35
1,4
35
1,1
35
75
60
42
3,0
34
2,8
34
1,9
34
1,5
34
70
55
41
2,8
35
2,6
35
1,6
35
1,3
35
70
55
41
2,9
38
2,7
38
1,9
38
1,5
38
66
53
40
2,8
39
2,6
39
1,6
39
1,3
39
66
53
39
3,1
39
2,9
39
2,4
39
2,0
39
64
52
40
2,9
38
2,7
38
1,9
38
1,5
38
64
52
39
2,8
39
2,6
39
1,6
39
1,3
39
66
53
39
2,7
40
2,5
40
1,4
40
1,1
40
66
53
39
2,9
38
2,7
38
1,9
38
1,5
38
64
52
39
2,7
39
2,6
39
1,6
39
1,3
39
64
52
39
32,0
√
vetrocamera ANTINFORTUNISTICI
4
4
(3+3)
(3+3)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
(5+5)
12
15
9
12
9
12
6
9
12
15
9
12
(3+3)
(3+3)
(3+3)
(3+3)
(3+3)
(3+3)
(5+5)
(5+5)
(3+3)
(3+3)
(5+5)
(5+5)
22,0
√
25,0
21,0
√
√
24,0
25,0
√
√
28,0
26,0
√
√
29,0
√
28,0
√
31,0
√
29,0
√
√
32,0
√
vetrocamera FONOISOLANTI (con fns si indica il trattamento fonoisolante sulla singola lastra)
33.1 fns
33.1 fns
33.1 fns
44.1 fns
33.1 fns
33.1 fns
55.1 fns
33.1 fns
44.1 fns
44.1 fns
55.1 fns
55.1 fns
66.2 fns
12
9
9
9
15
15
9
15
12
15
12
20
16
4
(3+3)
33.1 fns
44.1 fns
4
(3+3)
55.1 fns
33.1 fns
44.1 fns
44.1 fns
55.1 fns
55.1 fns
66.2 fns
22,0
√
2,8
36
2,7
36
1,6
36
1,3
36
70
55
41
21,0
√
3,0
37
2,7
37
1,9
37
1,5
37
69
55
41
21,0
√
2,9
40
2,7
40
1,9
40
1,5
40
69
55
41
25,0
√
2,9
42
2,7
42
1,9
42
1,5
42
66
54
40
25,0
√
2,7
37
2,6
37
1,4
37
1,1
37
70
55
40
27,0
√
2,7
39
2,6
39
1,4
39
1,1
39
69
55
40
29,0
√
2,9
44
2,7
44
1,9
44
1,5
44
64
52
39
√
2,7
42
2,6
42
1,4
42
1,1
42
69
55
40
√
2,8
43
2,6
43
1,6
43
1,3
43
67
54
40
√
2,7
44
2,5
44
1,4
44
1,1
44
67
54
40
32,0
√
2,7
45
2,6
45
1,6
45
1,3
45
64
52
39
40,0
√
2,6
47
2,5
47
1,4
47
1,1
47
64
52
39
40,0
√
2,6
48
2,5
48
1,3
48
1,1
48
61
50
38
27,0
28,0
√
31,0
√
vetrocamera a DOPPIA CAMERA
4
(3+3)
(4+4)
6
(3+3)
6
(4+4)
4
(3+3)
(4+4)
6
6
6
6
6
9
6
14
12
9
4
4
4
4
4
4
6
4
4
6
6
6
6
6
6
9
6
14
12
9
(con le vetrate interne entrambe trattate)
4
(3+3)
(3+3)
6
(3+3)
5
(3+3)
4
(3+3)
(4+4)
24,0
√
28,0
√
30,0
√
28,0
√
28,0
2,3
32
2,1
32
1,6
32
1,2
32
70
52
39
2,3
37
2,0
37
1,5
37
1,2
37
63
48
38
2,3
39
2,0
39
1,5
39
1,2
39
61
47
37
√
2,3
36
2,0
36
1,6
36
1,2
36
67
50
39
√
2,3
37
2,0
37
1,5
37
1,2
37
63
48
38
√
33,0
√
2,0
36
1,8
36
1,2
36
0,9
36
67
50
38
32,0
√
2,2
39
2,0
39
1,5
39
1,2
39
60
47
37
40,0
√
1,8
32
1,7
32
0,8
32
0,6
32
70
52
39
40,0
√
1,9
37
1,7
37
0,9
37
0,7
37
63
48
37
40,0
√
2,0
41
1,8
41
1,2
41
0,9
41
60
47
37
3,0
36
2,8
36
1,9
36
1,5
36
67
53
40
3,1
40
2,9
40
2,4
40
2,0
40
56
47
40
3,0
40
2,8
40
1,9
40
1,5
40
56
47
40
vetrocamera BLINDATI
1011
1819
1921
9
6
6
4
4
4
24,0
√
29,0
√
31,0
√
√
√
NOTE :
- tutte le vetrate possono essere composte anche con lastre colorate (bronzate, azzurrate, etc.) o con effetti particolari (satinate, riflettenti, etc.), che incidono principalmente sulla
trasmissione luminosa e meno sulle altre prestazioni
- alloggiamenti vetrate: da 21 a 26 mm per legno 56, da 25 a 31 mm per legno 68, da 27/28/29 mm per legno-alluminio 56+20, da 31/32/33 o 39/40/41 mm per legno-alluminio 68+20
[a condizione, come nel nostro caso, che la prova di permeabilità all’aria risulti almeno in classe 3 e che vi siano almeno 2
guarnizioni; fino a 36 dB in aumento (più efficienti) e da 36 a 40
dB in diminuzione (meno efficienti)]:
Estratto dalla tab. B.1 della prEN 14351
IGU Rw (g)
vetrocamera
dB
27
28
29
30
32
34
36
38
40
Rw
finestra
dB
30
31
32
33
34
35
36
37
38
_81
da cui possono rilevarsi valori di trasmittanza termica che
variano, in linea di massima, da 2,8 a 1,7 W/(m2 • K) per vetrature con aria nell’intercapedine e senza alcun trattamento
a valori da 1,4 a 0,6 W/(m2 • K) per vetrature con gas argon
nell’intercapedine trattati bassoemissivi e selettivi.
Dai valori della trasmittanza termica Ug e del valore fonoisolante Rw(g) della sola vetrata si possono poi considerare,
in via approssimata e su base empirica e per dimensioni
usuali, dei valori per l’intera finestra, composta anche da
telai, ante, guarnizioni e ferramenta:
• per Uw aumentati, e quindi meno efficienti, di circa
0,1÷0,2 W/(m2 • K);
• per Rw, secondo la tab. B.1 della prEN 14351
IL LEGNO_Catalogo generale
- # # composizioni ritrovabili solo normali o bassoemissive , e non anche con trattamento selettivo (non prodotte)
_82
IL LEGNO_Catalogo generale
5
la nostra
produzione
_83
IL LEGNO_Catalogo generale
5_la nostra produzione
5.1_Il serramento in LEGNO
E’ il serramento per antonomasia, in cui si coniuga la tradizione e alta tecnologia costruttiva con le tecniche e i macchinari
moderni. Le varie essenze di legno, massello o lamellare, con
cui sono realizzati gli infissi sono già selezionate all’origine,
mediante severi controlli di qualità, e sono accompagnate da
certificazioni specifiche. Giunte in stabilimento vengono ricontrollate a campione con appositi esami e separate per tonalità
naturali di colore, in modo da ottenere la massima omogeneità di gradazione per i prodotti finiti.
Per tutte le varie fasi di verniciatura sono utilizzate esclusivamente vernici naturali “all’acqua” di alta qualità, che colorano
il legno impregnandone i pori lasciandoli liberi di “respirare”. Si
applicano doppie guarnizioni sul telaio, con meccanismi (ferramenta) di chiusura perimetrale di alta qualità, dotati di serie
di tutti gli accessori possibili, quali cerniere regolabili, asta a
leva su anta ricevente, anta-ribalta, antieffrazione.
Le vetrate bassoemissive di serie completano il serramento.
vetrocamera
isolante composto da coppie
di lastre di vetro unite fra di loro
perimetralmente mediante intercalare
di alluminio rinforzato, contenente
disidratante speciale, efficacemente
bisigillati; forniti dai minimi
4/15/4be o 4/18/4be bassoemissivi, con gas
argon, di serie a quelli speciali: stratificati
antinfortunio, antisfondamento,
energetici selettivi, isolanti acustici, etc.
_84
IL LEGNO_Catalogo generale
sezioni di serie
56 x 80 mm
68 x 80 mm
gocciolatoio
in alluminio (finitura in elettrocolore)
per lo smaltimento dell’acqua infiltrabile in condizioni particolari e/o critiche (apertura
ad anta/ribalta, anta socchiusa, in condizioni di
danneggiamento delle guarnizioni esterne).
grondalino
in alluminio
(in elettrocolore)
per smaltimento dell’acqua battente.
sezioni di serie
56 x 80 mm
68 x 80 mm
eventuale rivestimento in legno
Alcune caratteristiche tecniche degli infissi
cerniera regolabile di estremità
superiore, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, con
dotazione di serie di meccanismo
per anta/ribalta
cerniera regolabile centrale a tre
elementi, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, per la
massima aderenza al telaio e contrasto ad dissestamento
asta a leva sull’anta di attesa per fa- cerniera regolabile di estremità infecilitare le manovre di apertura/chiu- riore, con possibilità di regolazione
sura e conferire maggiore ermeticità ad anta non smontata
Surplus prestazionali di serie
Il risparmio
energetico con
vetrocamera
bassomessivi
(vedi pag. 67),
con gas argon
La sicurezza
con sistema
antieffrazione
(vedi pag. 133)
punti di sicurezza
antieffrazione classe C
con nottolini a fungo
Disegni tecnici_legno
5.1.1_tipologie e sezioni tipo / legno
5
5
11
1
1
3
2
3
2
26
9
8
28
27
4
7
7
30
31
finestra 2 ante/ribalta
5
6
portafinestra 2 ante/ribalta
29
10
portoncino 2 ante
(con struttura ed ante
anche per tipologia
serratura passante)
fisso portafinestra
3
1
19
13
4
15
16
18
portafinestra scorrevole
alzante tipo PERFORMANCE
realizzato anche con più
ante scorrevoli
17
20
22
21
23
1
14
24
finestra a bilico orizzontale
12
portafinestra scorrevole parallelo
3
_85
25
IL LEGNO_Catalogo generale
finestra a wasistass
Disegni tecnici_legno
68
(56)
77
26
(23)
80
soluzione alternativa:
gocciolatoio con cornice in legno
68
(56)
profilo tipo: squadrato (SQ)
profilo tipo: arrotondato (NT)
_86
IL LEGNO_Catalogo generale
nodo_00
profilo tipo: bombato (BB)
profilo tipo: sagomato (SG)
(realizzabile solo con spessore 68 mm)
Disegni tecnici_legno
119
42
68
(56)
68
(56)
26
(23)
80
158
77
80
77
68
(56)
26
(23)
26
(23)
68
(56)
63
(56)
nodo_01
4
119
nodo_02
68
(56)
80
65
(56)
26
(23)
68
(56)
26
(23)
42
nodo_04
soluzione alternativa:
gocciolatoio con cornice in legno
IL LEGNO_Catalogo generale
68
(56)
_87
66
80
nodo_03
143
77
77
Disegni tecnici_legno
68
(56)
68
(56)
77
31
26
(23)
11
1
68
(56)
nodo_05
nodo_06
68
(56)
26
(23)
77
68
(56)
26
(23)
80
nodo_07
nodo_08
68
(56)
26
(23)
_88
80
136
68
(56)
26
(23)
IL LEGNO_Catalogo generale
77
80
nodo_09
nodo_10
144
133
77
77
119
80
42
26
(23)
Disegni tecnici_legno
68
(56)
68
77
80
26
77
26
(23)
77
254
nodo_11
119
80
42
80
68
77
68
nodo_12
realizzabile solo con spessore 68mm
26
nodo_13
realizzabile solo con spessore 68mm
119
119
80
77
IL LEGNO_Catalogo generale
nodo_14
realizzabile solo con spessore 68mm
42
_89
42
77
68
26
26
68
68
68
80
Disegni tecnici_legno
71
39
26
68
68
26
28
164
68
26
107
107
107
nodo_15
nodo_16
realizzabile solo con spessore 68mm
107
realizzabile solo con spessore 68mm
55
68
107
209
186
107
164
26
68
26
nodo_17
_90
23
IL LEGNO_Catalogo generale
realizzabile solo con spessore 68mm
soglia GFK in vetroresina
164
nodo_18
realizzabile solo con spessore 68mm
Disegni tecnici_legno
174
12
55
164
68
(56)
nodo_19
realizzabile solo con spessore 68mm
80
4
80
26
(23)
68
4
80
26
68
59
46
80
68
(56)
107
107
28
59
164
59
46
68
(56)
68
(56)
26
(23)
nodo_20
59
80
4
80
164
46
59
164
nodo_22
_91
59
IL LEGNO_Catalogo generale
68
(56)
26
(23)
68
(56)
nodo_21
Disegni tecnici_legno
80
4
68
(56)
80
46
59
42
59
151
80
54
68
(56)
68
(56)
26
(23)
26
(23)
55
80
164
nodo_23
68
(56)
68
(56)
nodo_24
80
55
149
151
68
(56)
107
42
26
(23)
nodo_26
218
218
nodo_25
maniglia anche esterna
su richiesta
_92
realizzabile solo con spessore 68mm
26
107
107
4
45
45
68
63
68
26
IL LEGNO_Catalogo generale
80
80
nodo_27
68
26
55
68
80
42
80
Disegni tecnici_legno
149
80
68
68
26
42
193
nodo_28
realizzabile solo con spessore 68mm
107
soluzione alternativa:
con guarnizione sottoporta
204
107
107
68
68
26
26
42
5
11
68
80
nodo_29
107
149
realizzabile solo con spessore 68mm
68
26
26
107
68
nodo_30
nodo_31
realizzabile solo con spessore 68mm
_93
26
IL LEGNO_Catalogo generale
realizzabile solo con spessore 68mm
5_la nostra produzione
5.2_Il serramento in LEGNO-ALLUMINIO
Rappresenta l’evoluzione migliorativa del serramento in legno.
Infatti, l’affidabilità nel tempo, la ricercatezza del design, la tenuta ermetica, il comfort acustico ed il risparmio energetico,
caratteristiche e vantaggi già garantiti dai serramenti in legno,
sono completati o addirittura aumentati nel livello prestazionale
con l’aggiunta di un rivestimento esterno in alluminio.
È il sistema Legno-Alluminio (telaio interno portante in legno e
rivestimento esterno di alluminio) che garantisce una più efficace protezione della parte esterna dell’infisso dall’aggressione
degli agenti atmosferici, anche con carenza di manutenzione,
preservando internamente la qualità estetica del legno.
Il rivestimento in alluminio è al tempo stesso finalizzato sia alla
protezione dagli agenti atmosferici che come elemento architettonico liberamente configurabile nella scelta del colore,
disgiuntamente dal legno interno (possono, in tal modo, più
semplicemente realizzarsi serramenti con bi-colore, interno ed
esterno).
Il telaio in legno garantisce stabilità ed un ottimo isolamento
termico, e su questo viene fissato il corrispondente telaio di copertura in alluminio tramite supporti stabili (clip plastiche) senza
serraggio; così si crea una buona aereazione in modo che il
legno può respirare e l’alluminio può dilatarsi liberamente, se
soggetto a forti variazioni di temperature.
La vasta gamma di colori del rivestimento esterno in alluminio
con finitura liscia, puntinata, martellata, spazzolata, opaca, lucida, effetto legno, ect., ne garantisce l’inserimento in tutti i contesti architettonici, anche quelli preesistenti e/o vincolati (edifici
storici, sostituzioni parziali su facciate condominiali, ect.).
_94
IL LEGNO_Catalogo generale
vetrocamera
isolante composto da coppie
di lastre di vetro unite fra di loro
perimetralmente mediante intercalare
di alluminio rinforzato, contenente
disidratante speciale, efficacemente
bisigillati; forniti dai minimi
4/20/4be o 6/22/4be bassoemissivi, con
gas argon, di serie a quelli speciali: stratificati antinfortunio, antisfondamento,
energetici selettivi, isolanti acustici, etc.
sezioni di serie
56 x 80 mm
68 x 80 mm
Con un mix di prodotti di alta qualità:
•
legni lamellari selezionati, per sezioni di
spessori da 56 a 68 mm;
•
vetrocamera bassoemissivi con gas argon,
per sezioni composte da 28 a 40 mm;
•
profilati in alluminio a camera chiusa, per
rivestimento esterno di spessore 20 mm;
si realizzano serramenti con alte prestazioni di
tenuta aria/acqua/vento, termiche ed acustiche,
con sezioni di serie:
76 x 80 mm (vetri 4/20/4be) 88 x 80 mm (vetri 6/22/4be).
rivestimento esterno
in alluminio
di spessore 20 mm
guarnizione in polimero
termoplastico TPE per
evacuazione acqua
sezioni di serie
56 x 80 mm
63 x 80 mm
grondalino scacciacqua
Alcune caratteristiche tecniche degli infissi
cerniera regolabile di estremità
superiore, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, con
dotazione di serie di meccanismo
per anta/ribalta
cerniera regolabile centrale a tre
elementi, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, per la
massima aderenza al telaio e contrasto ad dissestamento
asta a leva sull’anta di attesa per fa- cerniera regolabile di estremità infecilitare le manovre di apertura/chiu- riore, con possibilità di regolazione
sura e conferire maggiore ermeticità ad anta non smontata
Surplus prestazionali di serie
Il risparmio
energetico con
vetrocamera
bassomessivi
(vedi pag. 67),
con gas argon
La sicurezza
con sistema
antieffrazione
(vedi pag. 133)
punti di sicurezza
antieffrazione classe C
con nottolini a fungo
Disegni tecnici_legno-alluminio
5.2.1_tipologie e sezioni tipo / legno - alluminio
5
5
11
1
1
3
2
8
30
2
3
26
9
7
4
7
27
28
31
finestra 2 ante/ribalta
5
10
6
portafinestra 2 ante/ribalta
29
fisso portafinestra
3
1
19
13
4
portoncino 2 ante
(con struttura ed ante
anche per tipologia
serratura passante)
15
16
18
portafinestra scorrevole
alzante tipo PERFORMANCE
realizzato anche con più
ante scorrevoli
20
22
21
23
24
finestra a bilico orizzontale
1
14
12
portafinestra scorrevole parallelo
3
_95
25
17
IL LEGNO_Catalogo generale
finestra a wasistass
Disegni tecnici_legno-alluminio
89
(78)
21
68
(56)
24
44
70
90
124
80
R 16
32
(28)
20
_96
IL LEGNO_Catalogo generale
nodo_00
63
(56)
83
(76)
NOTA:
Le coperture di alluminio riportate in questa edizione sono impegnative solamente per la loro forma estetica (vista dall’esterno);
questa azienda, invero, si riserva la facoltà di modificare senza preavviso le parti non direttamente visibili (cavità ed accessori di tenuta) senza perciò inficiare
né la funzionalità né le prestazioni dell’intero sistema legno-alluminio.
124
124
44
80
80
nodo_04
4
63
(56)
83
(76)
89
(78)
68
(56)
32
(28)
63
(56)
124
IL LEGNO_Catalogo generale
44
90
80
_97
24
nodo_03
70
80
83
(76)
70
32
(28)
44
68
(56)
89
(78)
68
(56)
89
(78)
32
(28)
63
(56)
83
(76)
4
63
(56)
32
(28)
68
(56)
89
(78)
Disegni tecnici_legno-alluminio
70
90
68
96
nodo_01
4
80
164
90
nodo_02
89
(78)
68
(56)
32
(28)
Disegni tecnici_legno-alluminio
77
(72)
83
(76)
32
(28)
90
70
44
4
63
(56)
79
159
80
124
61
(56)
80
12
35
32
(28)
11
68
(56)
89
(78)
68
(56)
75
(70)
89
(78)
32
(28)
nodo_05
61
(56)
82
nodo_06
nodo_07
32
(28)
63
(56)
IL LEGNO_Catalogo generale
_98
70
70
90
90
nodo_08
nodo_09
83
(76)
4
32
(28)
63
(56)
83
(76)
4
Disegni tecnici_legno-alluminio
83
(76)
79
(76)
63
(56)
171
59
90
70
4
32
(28)
32
(28)
92
63
(56)
nodo_11
63
(56)
83
(76)
83
77
nodo_10
4
63
80
68
96
32
225
98
61
79
125
90
44
32
32
68
83
nodo_12
IL LEGNO_Catalogo generale
63
nodo_13
_99
49
75
95
89
Disegni tecnici_legno-alluminio
125
125
44
44
81
81
nodo_14
84
71
_100
IL LEGNO_Catalogo generale
68
84
32
192
211
8
55
nodo_15
120
89
68
32
63
83
90
68
32
89
83
90
Disegni tecnici_legno-alluminio
68
110
109
5
68
84
32
nodo_16
54
82
192
68
211
98
32
23
soglia GFK in vetroresina
212
nodo_18
IL LEGNO_Catalogo generale
227
nodo_17
106
204
55
_101
84
32
196
84
68
32
110
Disegni tecnici_legno-alluminio
211
109
110
28
176
12
54
55
12
192
32
68
68
106
84
4
74
74
4
32
(28)
68
(56)
88
(76)
nodo_19
55
67
32
(28)
68
(56)
88
(76)
IL LEGNO_Catalogo generale
_102
46
64
165
8
55
46
165
nodo_21
67
8
64
nodo_20
Disegni tecnici_legno-alluminio
4
67
74
68
(56)
88
(76)
32
(28)
8
4
64
46
74
67
55
8
68
(56)
88
(76)
32
(28)
165
nodo_22
88
(76)
64
46
68
(56)
55
165
32
(28)
nodo_24
68
(56)
88
(76)
nodo_25
_103
32
(28)
IL LEGNO_Catalogo generale
83
91
23
81
88
190
180
46
46
74
86
51
63
8
nodo_23
Disegni tecnici_legno-alluminio
150
90
68
86
40
63
83
4
44
106
216
96
40
63
40
68
68
86
maniglia anche esterna
su richiesta
86
nodo_26
4
106
45
nodo_27
150
90
_104
83
63
40
68
86
IL LEGNO_Catalogo generale
4
106
44
nodo_28
realizzabile solo con spessore 68mm
Disegni tecnici_legno-alluminio
84
68
soluzione alternativa con guarnizione sottoporta
11
5
31
106
195
78
40
83
nodo_29
90
70
44
4
63
68
150
82
106
40
100
40
nodo_30
40
nodo_31
realizzabile solo con spessore 68mm
realizzabile solo con spessore 68mm
_105
86
IL LEGNO_Catalogo generale
68
5_la nostra produzione
5.3_Le persiane e gli antoni in LEGNO
Gli elementi oscuranti esterni, persiane o antoni, oltre ad assolvere funzioni estetiche riparano dall’irraggiamento solare
diretto ed assicurano una ulteriore protezione dagli agenti atmosferici e dal rumore.
_106
IL LEGNO_Catalogo generale
Possono essere di vari tipi e composizioni, dotati o meno
di telaio (nel caso senza, vanno incardinati direttamente sul
muro), così come da disegni tecnici a cui si rimanda, e sono
perfettamente abbinabili, anche con colori diversi a seconda
dei gusti, alle finestre in legno.
Disegni tecnici_persiane in legno
5.3.1_tipologie e sezioni tipo
PR/A Persiana a stecche fisse aperte, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere senza telaio con cardini a murare
nodo 5
56
20
5
10
vista interna
10
51
4
39
3
2
3
51
2
81
81
1
1
5
20
20
80
20
nodo 5
56
80
5
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
39
5
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
81
6
vista interna
nodo 6
39
156
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
5
4
44/54
51
nodo 4
156
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
vista esterna
nodo 4
44/54
nodo 2
nodo 1
20
nodo 3
81
81
20
56
20
20
20
44/54
5
81
81
5
80
5
80
vista esterna
SP/2A Antone dogato avvitato, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere, ovvero senza telaio con cardini a murare
56
1
3
2
3
2
1
81
81
5
5
20
20
7
nodo 5
20
80
20
7
56
nodo 5
80
5
antone finestra 2 ante
dogato avvitato
vista interna
4
81
6
nodo 7
81
5
nodo 7
81
antone portafinestra 2 ante
dogato avvitato
nodo 6
antone finestra 2 ante
dogato avvitato
4
81
44/54
nodo 4
81
162
81
vista esterna
nodo 2
nodo 1
20
nodo 3
81
65/80
65/80
81
44/54
20
56
20
20
44/54
20
5
65/80
20
81
81
vista esterna
80
5
5
80
nodo 4
IL LEGNO_Catalogo generale
81
162
antone portafinestra 2 ante
dogato avvitato
_107
vista interna
Disegni tecnici_persiane in legno
5.3.1_tipologie e sezioni tipo
PR/OR Persiana a stecche orientabili, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere senza telaio con cardini a murare
5
persiana finestra 2 ante
con stecca orientabile
5
nodo 5
56
20
81
5
5
20
81
10/
3
2
12
12
1
3
10/
2
1
70
vista interna
nodo 5
20
80
20
56
80
persiana portafinestra 2 ante
con stecca orientabile
70
4
6
nodo 6
81
persiana finestra 2 ante
con stecca orientabile
12
156
4
10/
70
5
vista interna
persiana portafinestra 2 ante
con stecca orientabile
44/54
nodo 4
156
vista esterna
5
nodo 3
81
81
44/54
20
nodo 4
20
20
56
20
44/54
nodo 2
81
20
5
nodo 1
81
80
vista esterna
80
5
5
SP/4A Antone dogato “tipo mercantile”, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere, ovvero senza telaio con cardini a murare
antone finestra 2 ante
dogato “tipo mercantile”
5
nodo 5
56
5
20
20
2
1
3
vista interna
30
30
3
2
81
81
7
20
80
20
7
nodo 5
56
80
5
5
antone portafinestra 2 ante
dogato “tipo mercantile”
4
81
81
4
nodo 7
140/170
vista interna
140/170
antone finestra 2 ante
dogato “tipo mercantile”
nodo 7
81
6
nodo 6
_108
162
81
140/170
nodo 2
56
54
20
162
20
20
20
81
5
nodo 1
20
81
nodo 4
54
140/170
vista esterna
140/170
81
IL LEGNO_Catalogo generale
antone portafinestra 2 ante
dogato “tipo mercantile”
81
vista esterna
80
5
81
81
5
nodo 4
81
nodo 3
5
80
54
Disegni tecnici_antoni in legno
5.3.1_tipologie e sezioni tipo
56
20
80
80
81
81
5
81
6
12
12
12
70
44
59
23
6
20
20
5
20
20
80
56
20
20
140/170
125
81
5
5
77
24/34
56
56
20
20
80
20
PR/CS
persiana centro
storico
5
56
20
80
5
20
77
PR/DS
persiana a stecche
doppio spiovente
80
56
56
20
PR/3
persiana tipo antico
44/54
5
PR/2
persiana tipo
“piemontese”
PR/1B
persiana a stecche
accostate
44/54
44/54
80
44/54
80
44/54
5
6
5
5
5
156
150
156
156
150
156
146
156
10
6
51
43
44
44
59
39
10
20
5
20
20
80
20
6
10
81
81
5
5
20
20
20
80
20
80
20
56
56
5
56
56
3
81
3
6
81
81
6
24/34
44/54
44/54
SP/2B
antone dogato
semi-intelaiato
SP/3
antone dogato
intubato
SP/4B
antone dogato tipo
mercantile
44/54
SP/5
antone bugnato
5
5
5
34 20
54
34/40
SP/1
antone in multistrato
inciso
IL LEGNO_Catalogo generale
SP/1
antone dogato
intelaiato
5
5
5
44/54
_109
6
125
156
3
81
156
150
162
81
6
6
3
5_la nostra produzione
5.4_Le persiane in ALLUMINIO
Le persiane in alluminio rappresentano una delle soluzioni più
comunemente utilizzate nel caso di scelte progettuali prevedenti elementi oscuranti esterni.
Così come gli oscuranti in legno, hanno le funzioni di riparare
dall’irraggiamento solare diretto ed assicurare una ulteriore
protezione dagli agenti atmosferici e dal rumore; ma, innegabilmente, risultano più durature nel tempo anche in carenza di
manutenzione ordinaria.
Infatti, molto più che per gli infissi (finestre), sono esposte più
direttamente alla pioggia (essendo spesso posizionate a filo
esterno dei muri) e dunque a massimi stress degli agenti atmosferici.
_110
IL LEGNO_Catalogo generale
Possono ben assolvere anche funzioni estetiche, risultando
gradevolmente abbinabili, con ogni tipo ed effetto di colorazione (anche simil-legno) , sia alle finestre in legno che a quelle in legno-alluminio;
anche loro, come gli oscuranti in legno, possono essere di
vari tipi e composizioni, dotate o meno di telaio (nel caso senza, vanno incardinati direttamente sul muro), così come da
disegni tecnici a cui si rimanda.
Disegni tecnici_persiane in alluminio
5.4.1_tipologie e sezioni tipo
PR/1CAL Persiana a stecche fisse aperte - con cardine a murare
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
e cardine a murare
5
15
nodo 5
50
15
2
69
47
69
31
3
10
50
10
50
2
1
1
nodo 5
50
22
22
5
9
31
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
e cardine a murare
9
3
vista interna
4
6
vista interna
nodo 6
92
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
e cardine a murare
92
4
10
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
e cardine a murare
nodo 4
40
50
vista esterna
15
69
50
nodo 3
144
6
10
69
69
92
nodo 2
nodo 1
69
nodo 4
40
50
22
47
47
vista esterna
PR/1OAL Persiana a stecche orientabili
53
45
40
nodo 5
45
2
1
3
3
2
6
vista interna
19
66
4
persiana portafinestra 2 ante
con stecca orientabile
4
nodo 6
92
94
persiana portafinestra 2 ante
con stecca orientabile
40
10
58
8
nodo 4
vista esterna
nodo 2
40
129
17
72
72
148
5
nodo 3
40
72
129
17
92
nodo 1
40
72
42
vista esterna
45
87
42
42
64
60
58
45
10
42
87
45
42
58
8
nodo 4
IL LEGNO_Catalogo generale
vista interna
19
66
_111
1
42
42
72
72
129
17
129
17
nodo 5
45
42
53
5
42
persiana finestra 2 ante
con stecca orientabile
45
5
40
persiana portafinestra 2 ante
con stecca orientabile
Disegni tecnici_persiane in alluminio
5.4.1_tipologie e sezioni tipo
PR/1NAL Persiana a stecche fisse aperte - con telaio
nodo 5
45
37
37
67
67
45
124
17
nodo 5
53
42
45
45
53
124
17 40
5
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
42
5
40
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
4
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
nodo 6
92
4
9
92
vista interna
9
vista interna
6
10
31
3
50
10
50
2
31
3
2
1
1
nodo 4
6 40
46
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
92
vista esterna
nodo 2
nodo 1
42
45
138
5
67
124
17 40
67
67
10
nodo 4
40
50
vista esterna
82
8
8
45
53
64
37
37
60
45 8
45
7
40
124
17
67
82
42
45
PR/1GAL Persiana alla genovese a stecche fisse aperte
40
45
93
77
45
34
34
93
77
vista interna
45
64
64
16
16
45
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
serie con genovese
vista interna
nodo 5
64
64
45
121
17
40
45
53
42
nodo 5
53
121
17
persiana finestra 2 ante
con stecca fissa
serie con genovese
42
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
serie con genovese
nodo 6
nodo 6
140
45
93
73
nodo 7
45
93
76
140
64
vista esterna
nodo 4
7 45
52
nodo 2
64
49
64
5
49
64
65
49
64
122
17
40
45
45
45 8
45
vista esterna
nodo 3
231
122
40 17
65
49
93
nodo 1
8
42
45
80
35
128
35
60
_112
IL LEGNO_Catalogo generale
64
persiana portafinestra 2 ante
con stecca fissa
serie con genovese
48
48
35
64
48
128
80
45
42
nodo 8
_113
IL LEGNO_Catalogo generale
5_la nostra produzione
5.5_I portoncini di ingresso in LEGNO
La porta di casa, o l’ingresso principale, o l’entrata della villa,
è quello che noi chiamiamo il portoncino in legno.
È realizzato con le seguenti caratteristiche salienti:
• telaio con profili di sezione 68x80 mm;
• ante con profili di sezione 68x80 mm, dotate di pannelli
ciechi in multistrato marino rivestiti in varie essenze ovvero vetrati;
• profili telaio/anta con triplice battuta su tre lati, con guarnizioni antispiffero e insonorizzante;
• lama inferiore parafreddo;
• sistema di chiusura di sicurezza con serratura incassata
a tre punti di chiusura e nottolini regolabili o rostri, scrocco e mandata con cilindro europeo a chiave codificata;
• sistema di apertura con cerniere anuba a doppio gambo
avvitato e triplice regolazione, con cappucci in ABS;
• maniglia in ottone all’interno, pomolo fisso o maniglione
all’esterno;
• coprifili interni per tre lati da 50x10 mm .
Come per i serramenti, per tutte le varie fasi di verniciatura
sono utilizzate esclusivamente vernici naturali “all’acqua” di
alta qualità, che colorano il legno impregnandone i pori lasciandoli liberi di “respirare”.
Portoncino a due ante
vista esterna
6
NOTA:
_114
IL LEGNO_Catalogo generale
Nel seguito presentiamo alcune tra le molteplici soluzioni progettuali possibili, meramente indicative e del tutto versatili nella
composizione del disegno. L’ufficio tecnico-commerciale di questa azienda è a completa disposizione per valutare e progettare
eventuali soluzioni personalizzate.
5
1
3
2
4
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
107
40
26
68
40
63
68
68
4
107
26
42
45
80
80
218
149
nodo_02
nodo_01
68
42
149
107
68
26
68
40
80
42
107
80
26
149
nodo_03
nodo_06
40
68
68
40
40
68
nodo_04
nodo_05
_115
5
107
26
IL LEGNO_Catalogo generale
107
193
197
107
26
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
_116
IL LEGNO_Catalogo generale
tipologie a un’anta
mod. 10.01
Havana
mod. 10.02
Pechino
mod. 10.03
Roma
mod. 10.04
Vienna
mod. 10.05
Lisbona
mod. 10.06
Madrid
mod. 10.07
Nizza
mod. 10.08
Granada
mod. 10.09
Tolosa
mod. 10.10
Ginevra
mod. 10.11
Praga
mod. 10.12
Berlino
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
mod. 10.13
Pisa
mod. 10.14
Palinuro
mod. 10.17
Venezia
mod. 10.18
Ischia
mod. 10.15
Trieste
mod. 10.16
Maratea
mod. 20.02
Pechino
mod. 20.03
Roma
mod. 20.05
Lisbona
_117
mod. 20.01
Havana
IL LEGNO_Catalogo generale
tipologie a due ante simmetriche
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
mod. 20.07
Nizza
mod. 20.08
Granada
mod. 20.11
Praga
mod. 20.12
Berlino
mod. 20.15
Trieste
mod. 20.17
Venezia
mod. 20.19
Atene
mod. 20.20
Portofino
mod. 20.08
Granada
mod. 20.10
Ginevra
_118
IL LEGNO_Catalogo generale
tipologie a due ante asimmetriche
mod. 20.01
Havana
mod. 20.07
Nizza
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
mod. 20.11
Praga
mod. 20.12
Berlino
mod. 20.21
Montreal
mod. 20.22
Toronto
mod. 20.23
Parigi
mod. 20.24
Lione
mod. 20.25
Lugano
mod. 20.26
Creta
mod. 10.28
Tropea
mod. 20.29
Elba
mod. 20.30
Ostuni
_119
mod. 10.27
Sorrento
IL LEGNO_Catalogo generale
NOTA: quasi tutti i portoncini raffigurati possono essere dotati di vetrature di sicurezza (trasparenti, sabbiate, fumè, etc.) in luogo delle bugne di legno; ad
esempio, si riportano i modelli con le varianti in vetro al posto delle bugne
5_la nostra produzione
5.6_Le porte di uscita con maniglione antipanico
Spesso le porte di ingresso/uscita di ristoranti, bar, negozi,
sono dotate di maniglioni antipanico (tecnicamente descritti
come dispositivi antipanico per uscite di sicurezza azionati mediante
una barra orizzontale).
Si ritiene qui utile precisare quali sono le categorie di aperture
soggette agli obblighi di maniglione antipanico; esse sono indicate negli artt. 1 e 3 del D.M. 03.11.2004.
In sintesi, fatti salvi gli adempimenti previsti da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, l’installazione dei maniglioni antipanico (e cioè dispositivi conformi alla norma UNI EN
1125 o ad altra a questa equivalente) è obbligatoria qualora si
verifichi almeno una delle seguenti condizioni:
• attività aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da più di
9 persone;
• attività non aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da
più di 25 persone;
• locali con lavorazioni e materiali che comportino pericoli
di esplosione e specifici rischi d’incendio con più di 5
lavoratori addetti.
Questa tipologia di porta può essere realizzata in LEGNO per
quasi tutti i modelli di portoncini di cui al paragrafo precedente, dai quali differisce essenzialmente per le battute tra ante e
telaio (considerato che la sua apertura è verso l’esterno, e non verso
l’interno come per i portoncini).
Porta con maniglione antipanico a 2 ante vista interna
6
Inoltre, previa verifica con l’ufficio tecnico-commerciale di
questa azienda, può essere realizzata, a seconda dei modelli, anche in LEGNO-ALLUMINIO (con rivestimento esterno in
alluminio).
_120
IL LEGNO_Catalogo generale
5
NOTA:
L’ufficio tecnico-commerciale di questa azienda è a completa disposizione per valutare e progettare eventuali soluzioni personalizzate.
1
2
3
4
NOTA:
Si possono realizzare, previa verifica con ufficio tecnico, anche in
LEGNO-ALLUMINIO, con rivestimento in alluminio.
Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno
44
107
218
63
40
68
40
26
68
56
26
80
70
4
nodo_01
nodo_02
107
70
44
56
107
26
40
68
107
44
56
70
44
nodo_03
nodo_06
68
68
40
nodo_04
40
68
nodo_05
IL LEGNO_Catalogo generale
5
107
26
_121
193
197
107
107
26
5_la nostra produzione
5.7_Il telaio a “Z” per le ristrutturazioni
(esclusiva brevettata)
Negli interventi di ristrutturazione è molto frequente la necessità di essere il meno invasivi possibile, minimizzando cioè le
lavorazioni sulle murature (spicconature di intonaci, svellimenti
di telai, rimozioni di calcinacci, re-intonacature, etc.) che dovessero rendersi necessarie per la sostituzione degli infissi.
EBBENE, OGGI C’È LA SOLUZIONE INNOVATIVA !
BREVETTATA DA QUESTA AZIENDA.
Negli ultimi periodi, dagli anni ’80 ad oggi, questa importante
prerogativa di “minima invasività” è stata, di fatto, una caratteristica dei soli infissi in alluminio e Pvc, per i quali il procedimento di estrusione (cioè la metodologia di produzione industriale
dei profili costituenti gli infissi) permette facilmente di produrre
dei telai con una forma, cosiddetta “a Z”, tali cioè da potersi sovrapporre senza grossi ingombri al preesistente telaio
dell’infisso da sostituire (il quale, a sua volta, diventa il sostegno a
cui si va ad ancorare/avvitare il telaio del nuovo infisso):
che, a fortissimo incollaggio permanente, resistente ai microrganismi,
solventi ed acidi), può finalmente ottenersi anche per gli infissi
telaio a “Z”
telaio
preesistente
vetrata
ANTA
Accoppiando al telaio in legno, profilato con una consistente
asportazione di materiale, una lamiera zincata pressopiegata
con una speciale colla strutturale (a base di resine polisocianati-
in legno o legno-alluminio un telaio a forma di “Z” molto ben
idoneo, senza preclusioni di ingombri nei montaggi, per gli
interventi di sola sostituzione degli infissi preesistenti senza
alcuna opera muraria complementare.
Di seguito si riportano per snellezza espositiva solamente le
soluzioni possibili con l’infisso in legno, con sezione 68 mm;
evidentemente, un simile incavo sul telaio può essere fatto
anche per le tipologie con sezione 56 mm, indifferentemente
sia su legno che su legno-alluminio (per le cui raffigurazioni si
rimanda alle schede tecniche aziendali).
telaio 80x68 mm
con rinforzo in lamiera pressopiegata
fresata telaio: max 40x40
_
|
_
O
_
_
T
_
_
A
_
_
T
_
_
T
_
E
_
_
V
_
_
_ RE__
B
_
|_
79
larghezza telaio 80
max 40
40
IL LEGNO_Catalogo generale
_122
max 40
20
77
spessore 68
telaio
preesistente
28
Per i telai degli infissi in legno, invece, c’è sempre stata una
limitazione fisiologica a poter “scavare” parti consistenti di
materiale dal profilo onde evitare l’indebolimento dello stesso;
motivo per il quale non si riuscivano a ben utilizzare gli infissi
in legno negli interventi di sostituzione, senza opere murarie
connesse.
39
_
|
_
O
_
_
T
_
_
A
_
_
T
_
_
T_
_
E
_
V
_
_
_ RE__
B
_
|_
telaio 110x68 mm
con rinforzo in lamiera pressopiegata
fresata in larghezza sul telaio: max 70x38
79
larghezza telaio 80
39
max 70
40
max 38
30
spessore 68
telaio
preesistente
E, si badi bene, la dimensione dell’incavo non deve essere
necessariamente modulare (come per gli infissi in alluminio o Pvc,
20
per i quali i profili estrusi hanno rigidissimi vincoli dimensionali derivanti dalle varie matrici da cui sono ricavati), bensì può essere
77
variabile a seconda delle singole esigenze di cantiere;
difatti, le misure indicate rappresentano solo le massime dimensioni praticabili.
_
|
_
O
_
_
T
_
_
A
_
_
T
_
_
T
_
E
_
_
V
_
_
_ RE__
|B__
telaio 110x68 mm
con rinforzo in lamiera pressopiegata
fresata in larghezza sul telaio: max 52x58
97
larghezza telaio 110
max 52
58
10
max 58
telaio
preesistente
spessore 68
39
20
97
larghezza telaio 110
10
telaio
preesistente
da 30 a 70
20
77
spessore 68
max 52
58
max 58
39
E, altra possibilità migliorativa rispetto al telaio a “Z” in alluminio
o Pvc è rappresentata dalla possibilità di poter aggiungere dal
lato interno (dove, cioè, i muri potrebbero richiederlo per una
rifinitura estetica) un ulteriore coprifilo/mostrina in legno sulla
maggiore larghezza della lamiera pressopiegata (come da ultima figura, a sinistra).
Da ultimo, è con misurato e sano orgoglio che si evidenzia
che tale soluzione di telaio a “Z” sull’infisso in legno o legno/
alluminio, e cioè con telaio portante in legno, è una esclusiva
protetta da brevetto dell’ing. F. Mercorio titolare di questa
azienda, depositato al n° RM2010U000197 del 26.11.10
presso la competente CCIAA di Roma.
_123
_
|
_
O
_
_
T
_
_
A
_
_
T
_
_
T
_
E
_
_
V
_
_
_ RE__
B
_
|_
telaio 110x68 mm
con rinforzo in lamiera pressopiegata
fresata in larghezza sul telaio: max 52x58
con coprifilo interno aggiunto, da 30 a 70
IL LEGNO_Catalogo generale
77
6
_124
IL LEGNO_Catalogo generale
le caratteristiche
qualitativo-tecniche
e la normativa
di riferimento
_125
IL LEGNO_Catalogo generale
_126
IL LEGNO_Catalogo generale
6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento
6.1_Generalità sulla normativa
e marcatura CE
6.2_Permeabilità all’aria
Dal 2010 l’Unione Europea ha fissato regole ben precise per i
serramenti (finestre e porte finestre per esterni) stabilendo che
possono essere consegnati e posati solo infissi che abbiano
superato “prove iniziali di tipo” in grado di determinare il loro
livello qualitativo.
Le prestazioni dei singoli infissi sono determinate in base a
prove di laboratorio che ne forniscono la classe di qualità
attraverso valori prestazionali delle diverse caratteristiche
considerate come rilevanti ai fini della qualità del prodotto.
Tali prove devono essere eseguite presso laboratori notificati,
ovvero riconosciuti dal sistema di controllo, competenti ed
imparziali nell’esecuzione dei test.
Le principali prove relative alle caratteristiche di tenuta vengono
eseguite con una sequenza predefinita: permeabilità all’aria,
capacità di resistenza al carico del vento e tenuta all’acqua.
Per la rilevazione di questi valori i laboratori utilizzano un
banco prova, realizzato in conformità a norme ben specifiche,
che consiste in una parete appositamente realizzata in modo
da creare una camera a tenuta stagna sulla superficie esterna
del serramento. L’attrezzatura consente quindi di simulare il
caso reale di resistenza, mediante condizioni atmosferiche
riprodotte artificialmente.
A differenza delle misurazioni per aria-acqua-vento, quelle
relative alla capacità fonoisolante e alla trasmittanza termica
hanno procedure separate indipendenti.
Ogni fabbricante di serramenti ha l’obbligo di corredare il
prodotto con un’etichetta che indichi le prestazioni dell’infisso
nei parametri previsti, assicurando di avere un sistema di
controllo della produzione di fabbrica tale da mantenere nel
tempo lo standard qualitativo del prodotto testato. In questo
modo il consumatore che installa il serramento è informato
del livello qualitativo promesso per il prodotto che fa posare,
fermo restando che possono essere richiesti serramenti,
con misure fuori standard o con diverse altre tipologie, per i
quali il produttore può indicare la situazione di “npd”, ovvero
prestazione non predeterminabile.
Sulla base di quanto sopra esposto, di seguito sono indicate
le prove eseguite da questa azienda, ed i valori raggiunti
(riportati anche nelle etichette CE).
Viene usualmente definita “permeabilità all’aria” la caratteristica
di qualsiasi finestra chiusa di lasciare passare aria nel caso in
cui vi sia una differenza di pressione tra l’ambiente interno e
l’esterno.
La normativa descrive la procedura da utilizzare per la
verifica della permeabilità all’aria (e cioè la quantificazione e
la localizzazione delle eventuali infiltrazioni di aria) dell’infisso
in prova. L’attrezzatura consente di simulare il caso reale di
una differenza di pressione tra le due facce esterna e interna;
si misura il volume di aria disperso sotto una nota differenza
di pressione e viene così determinata la permeabilità all’aria
dell’infisso sotto prova, rapportando il volume d’aria disperso
alla superficie ed al perimetro apribile della finestra sotto
esame.
La classificazione viene effettuata secondo la norma UNI EN
12207, che prevede quattro classi di prestazione: 1, 2, 3, 4.
(UNI EN 1026)
I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni
limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che
potrebbero presentare valori lievemente minori):
Finestra F2/AR-68/R: classe 3
Portafinestra PF2/AR68NT: classe 4
Bilico FBLCO68NT: classe 3
Scorrevole parallelo SCARPF68NT: 4
Scorrevole alzante SCH: 3
(e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi
sulle etichette da apporre sui serramenti).
6.3 Resistenza al carico del vento
(UNI EN 12211)
Viene usualmente definita “resistenza al carico del vento”
la capacità di una finestra di resistere alle sollecitazioni
determinate da violenti e improvvisi sbalzi di pressione, come
quelli causabili dal vento, reagendo in campo elastico e
dunque capace di sostenere una deformazione ammissibile
tale da farle conservare la sua forma e le sue proprietà iniziali,
ed ovviamente di salvaguardare la sicurezza delle persone.
Il metodo di prova si svolge sulla stessa attrezzatura di
laboratorio utilizzata per gli altri tipi di prova (aria e vento), e
(UNI EN 1027)
Viene usualmente definita “tenuta all’acqua” la capacità di
una finestra di impedire le infiltrazioni d’acqua anche nel caso
in cui tra un ambiente esterno piovoso e quello interno vi sia
una differenza di pressione (forte vento).
Questa prova deve essere eseguita sul prodotto che ha
subito le prove di carico del vento, ovvero deve dimostrare
che tali prove non ne hanno diminuito la capacità di resistenza
all’infiltrazione d’acqua.
Anche in questo caso vi è una procedura di prova normalizzata:
l’infisso viene sottoposto a pressione progressiva, ossia
a riproduzione della spinta del vento, verso cui viene pure
spruzzata acqua a volume e pressione costante.
Conseguentemente, in relazione al valore della pressione
raggiunta appena prima del verificarsi di infiltrazioni di acqua,
viene assegnata la classe prestazionale, in base alla norma
UNI EN 12208, che prevede fino a nove classi (in funzione
anche del tipo di esposizione del prodotto): 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,
8, 9 (metodo A - metodo B).
I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni
limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che
potrebbero presentare valori lievemente minori):
Finestra F2/AR-68/R: classe 7A
Portafinestra PF2/AR68NT: più della classe 7A (in prova
fino a E750 sperimentale)
Bilico FBLCO68NT: classe 2A
Scorrevole parallelo SCARPF68NT: classe 4A
Scorrevole alzante SCH: 7A
(e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi
sulle etichette da apporre sui serramenti).
6.5 Resistenza meccanica
(UNI EN 107)
Viene usualmente definita “resistenza meccanica” la capacità
di una finestra di resistere ad una serie di prove meccaniche
volte alla determinazione degli sforzi necessari alla sua
IL LEGNO_Catalogo generale
Finestra F2/AR-68/R: classe C5
Portafinestra PF2/AR68NT: classe C2
Bilico FBLCO68NT: classe C2
Scorrevole parallelo SCARPF68NT: classe C1
Scorrevole alzante SCH: C1
(e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi
sulle etichette da apporre sui serramenti).
6.4 Tenuta all’acqua
_127
prevede una serie di verifiche volte a determinare la capacità
dell’infisso di resistere a brusche sollecitazioni:
1. dopo assegnazioni di pressioni di assestamento viene
fatta la prova alle deformazioni, che rileva per valori
crescenti di pressioni le relative deformazioni delle ante
rispetto ai telai fissi;
2. viene poi fatta la prova a pressioni ripetute, in cui l’infisso
viene sottoposto a 50 cicli di pressione;
3. al termine di queste due prime prove non sono ammessi
degradi funzionali all’infisso, tali ad esempio da causare
malfunzionamenti dei dispositivi di manovra per la
apertura e chiusura delle ante;
4. viene poi condotta una ulteriore prova di permeabilità
all’aria , durante la quale i valori rilevati alla pressione di
100 Pa debbono rientrare all’interno di una tolleranza
normalizzata rispetto ai dati rilevati inizialmente;
5. da ultimo viene effettuata la prova di sicurezza , che
consiste nell’imprimere un unico colpo di pressione
molto elevato; al temine di questo tipo di prova non si
devono verificare danneggiamenti funzionali ovvero
rotture che possano causare pericolo agli utenti.
Le varie pressioni utilizzate nell’intera serie di prove sono
normalizzate in funzione della classe che si prevede di poter
assegnare al serramento; in caso di esito negativo si procede
ad un declassamento, mentre per esito positivo si riesegue la
prova per una classe superiore.
Secondo la norma UNI EN 12210, l’infisso può venire
classificato in 5 classi per la pressione del vento (1, 2, 3, 4 ,5)
ed in tre classi per la freccia relativa frontale (A, B, C).
I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni
limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che
potrebbero presentare valori lievemente minori):
6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento
apertura e chiusura, alla esaminazione del comportamento
della finestra sotto le sollecitazioni meccaniche che simulano
manovre errate, al controllo della efficacia dei dispositivi di
arresto e di apertura, alla verifica della durabilità dell’insieme
serramento/accessori.
Al termine della serie di prove si verifica che il serramento
non presenti deformazioni residue inaccettabili ovvero
rotture inammissibili, nonché il mantenimento della propria
funzionalità.
I limiti di accettazione sono definiti dalla norma UNI 9158 e non
sono classificati in una scala di valori ma in una definizione di
“conformità” o “non conformità”, ovvero test superato o test
non superato.
I prototipi base testati:
finestra F2/AR-68/R, portafinestra PF2/AR68NT, bilico
FBLCO68NT, scorrevole parallelo SCARPF68NT, scorrevole
alzante SCH, hanno conseguito la conformità alla norma.
6.6 Potere fonoisolante
classificazione degli infissi in tre categorie (R1:da 20 a 27 Db,
R2: da 28 a 35 Db, R3: oltre 35 Db).
In base, poi, alla norma prEN 14351 , è possibile correlare
empiricamente il potere fonoisolante minimo per una finestra
che abbia conseguito almeno una classe 3 di permeabilità
all’aria, direttamente dal potere fonoisolante del vetrocamera
utilizzato (e ciò in quanto la predetta classe 3 di permeabilità
all’aria garantisce sperimentalmente una sigillatura delle
parti perimetrali di chiusura, nella fattispecie rappresentate
dalla guarnizioni, che non interferisce negativamente sulla
componente fonoisolante del vetrocamera); pertanto, poiché
i prototipi testati rientrano in tale condizione (almeno classe
3 di perm. all’aria) e poiché i vetrocamera utilizzati hanno,
a seconda dei casi, un potere fonoisolante non inferiore a
30÷32 dB (per certificazione d’origine), può considerarsi, sulla
scorta della tab. B.1 della norma prEN 14351 che:
tutti prototipi base (produzione di serie) hanno un potere
fonoisolante non inferiore a 34 dB, e dunque di classe R2.
Ciò nonostante, utilizzando vetrocamera con prestazioni più
spinte, possono ottenersi serramenti in classe R3, con valori
fino a 43÷44 dB.
_128
IL LEGNO_Catalogo generale
(UNI 8204)
Viene usualmente definito “potere fonoisolante” la capacità di
un serramento di fare da barriera acustica ai rumori provenienti
dall’ambiente esterno.
La determinazione del potere fonoisolante è definita dalla
norma internazionale ISO 140/3 e più in generale dalla prEN
14351-1 - WI 00033279; in tali normative si prevede l’impiego
della doppia camera riverberante per i vetrocamera.
Durante la prova, necessaria per determinare tale potere
fonoisolante, l’infisso viene installato sulla parete divisoria
di due camere acusticamente isolate e di dimensione
normalizzata; per simulare il comportamento reale, nella
camera corrispondente alla faccia esterna dell’infisso viene
installato un generatore di suoni puri, mentre nell’altra
camera corrispondente alla faccia interna viene installato un
fonometro. La differenza tra l’intensità acustica prodotta alle
diverse frequenze nella camera esterna con quella misurata
all’interno definisce il potere fonoisolante in Db(A) (decibel in
scala A) dell’infisso in prova.
Sulla base di tale risultato, la norma UNI 8204 prevede la
6.7 Trasmittanza termica
(UNI EN 1027 10077-1, 2)
Per trasmittanza termica si intende la capacità del serramento
di limitare la dispersione di calore dal locale interno riscaldato
all’ambiente freddo esterno, durante le stagioni fredde (la
naturale estensione di questo concetto sarebbe anche quella
di limitare la dispersione di una climatizzazione dall’ambiente
raffreddato a quello caldo esterno, durante le stagioni calde;
ma tale funzionamento inverso comporta il coinvolgimento di
una serie di altri parametri, che allo stato attuale la normativa
non ha ancora disciplinato).
A questa caratteristica concorrono più elementi dell’infisso,
ma i principali sono il vetro e la struttura del telaio e delle ante.
La tecnologia moderna offre metrature con prestazioni di
notevole livello, variabili a seconda delle esigenze e delle
possibilità del cliente finale. I Valori di trasmittanza termica del
vetro vengono forniti dal vetraio in conformità ad una norma
specifica e concorrono al calcolo di trasmittanza termica
dell’infisso completo.
Pertanto, fatti determinare da un laboratorio notificato i
valori di trasmittanza della struttura del telaio e delle ante,
generalmente secondo calcoli in conformità alla norma EN
10077-2, si associano al vetro per la determinazione dell’Uw,
ossia del valore complessivo del serramento.
Riguardo questa caratteristica è opportuno segnalare che a
seguito della prescrizione europea della misurazione e della
determinazione del valore della Trasmittanza Termica (TT), ne
sono scaturite due normative nazionali:
• una prima, che per le nuove costruzioni stabilisce un
limite obbligatorio massimo (al di sopra del quale non
può andarsi) suddiviso per zona climatica (correlato al
comune di ubicazione del fabbricato), di cui al D.Lvo
311/2006;
•
una seconda, che stabilisce un altro limite facoltativo
massimo, più basso del precedente, che bisogna
rispettare se vogliono essere richieste, nei soli casi di
ristrutturazione, agevolazioni fiscali correlate al risparmio
energetico del fabbricato (procedura più conosciuta
come “detrazione fiscale del 55%”), di cui al D.M.
11.03.08.
A titolo esemplificativo, si riporta qualche valore nella
seguente tabella:
TRASMITTANZA TERMICA ( W/m2K )
Zona climatica
(esempio)
Intera finestra
Vetri
Intera finestra
Uw
Ug
Uw
Lampedusa e Linosa (Ag)
A
4,6
4,5
3,7
Palermo
B
3,0
3,4
2,4
Napoli
C
2,6
2,3
2,1
Roma
D
2,4
2,1
2,0
Milano
E
2,2
1,9
1,8
Bolzano
E
2,2
1,9
1,8
Tolmezzo (Ud)
F
2,0
1,7
1,6
nota (*): il rispetto è soddisfatto per valori inferiori (più coibenti) a quelli limite
IL LEGNO_Catalogo generale
Città
Limite (*)
per l’ottenimento, per le
sole ristrutturazioni, delle
agevolazioni fiscali del 55%
(D.M.11.03.08 e s.m.i.)
_129
Limite (*)
per zona climatica riferito
a nuove costruzioni
(D.Lvo 311/2006 e s.m.i.)
6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento
In linea di massima, la produzione di serie, tutta con gas argon nei vetrocamera, di questa azienda si ritrova con le seguenti Trasmittanze Termiche:
IlILlegno
- -tabella
schematica
TT "tipologie
per “tipologie
serramento”
LEGNO
tabella schematica
di TTdiper
serramento"
/ "dimensioni"/ /“dimensioni”
"tipo di legno" / tipo di legno”
TRASMITTANZE TERMICHE
Uw
(intera finestra)
LEGNO
tenero
(esempio: pino, abete)
file: TAB-TT
dimensioni
tipologie di serie
(vetrocamera con aria,
senza gas)
F1
F2
PF1
PF2
FFIN
FBLCO
SCAR-PF
finestra a 1 anta
finestra a 2 ante
portafinestra a 1 anta
portafinestra a 2 ante
fisso
bilico
scorrevole parallelo
LEGNO-ALLUMINIO
duro
(esempio: rovere, castagno)
con legno duro
(esempio: rovere, castagno)
sez. 56 mm
sez. 68 mm
sez. 56 mm
sez. 68 mm
sez. 56+20 mm
sez. 68+20 mm
sez. 56+20 mm
sez. 68+20 mm
vetro 4+18+4be
vetro 4+15+4be
vetro 4+18+4be
vetro 4+20+4be
vetro 6+22+4be
vetro 4+20+4be
vetro 6+22+4be
(Ug = 1,1 W/m2K)
larghezza
altezza
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
cm
cm
Uw
Uw
Uw
Uw
Uw
Uw
Uw
Uw
70
x
140
1,21
1,15
1,34
1,29
1,21
1,15
1,34
1,29
90
x
160
1,20
1,14
1,32
1,28
1,20
1,14
1,32
1,28
120
x
140
1,24
1,17
1,37
1,32
1,24
1,17
1,37
1,32
150
x
160
1,23
1,16
1,35
1,30
1,23
1,16
1,35
1,30
70
x
230
1,28
1,22
1,41
1,35
1,28
1,22
1,41
1,35
90
x
250
1,27
1,21
1,40
1,34
1,27
1,21
1,40
1,34
120
x
230
1,30
1,24
1,44
1,38
1,30
1,24
1,44
1,38
150
x
250
1,29
1,23
1,43
1,37
1,29
1,23
1,43
1,37
110
x
150
1,26
1,20
1,40
1,34
1,26
1,20
1,40
1,34
140
x
180
1,24
1,18
1,38
1,32
1,24
1,18
1,38
1,32
110
x
150
1,30
1,24
1,42
1,36
1,30
1,24
1,42
1,36
140
x
180
1,29
1,23
1,41
1,35
1,29
1,23
1,41
1,35
200
x
230
-----
1,22
-----
1,36
-----
1,22
-----
1,36
240
x
230
-----
1,21
-----
1,34
-----
1,21
-----
vetro
(3.3)+12+(3.3)be
(Ug = 1,3 W/m2K)
scorrevole alzante
con legno tenero
(esempio: pino, abete)
vetro 4+15+4be
vetro
(3.3)+12+(3.3)be
SCH
file: TAB-TT
vetro
(3.3)+18+(3.3)be
(Ug = 1,3 W/m2K)
1,34
vetro
(3.3)+18+(3.3)be
(Ug = 1,1 W/m2K)
(Ug = 1,1 W/m2K)
250
x
230
-----
1,39
-----
1,48
-----
1,20
-----
1,49
300
x
230
-----
1,38
-----
1,46
-----
1,19
-----
1,47
NOTA: i valori del LEGNO-ALLUMINIO risultano coincidenti, a meno di decimali trascurabili, con quelli del LEGNO , in quanto la copertura di alluminio non contribuisce alla coibenza termica
_130
IL LEGNO_Catalogo generale
che ne rappresentano, evidentemente, solamente un quadro
esemplificativo sintetico.
Nella pratica corrente, invece, così come previsto dalla normativa, per ciascuna commessa viene redatto specifico tabulato, ove per ogni serramento viene indicata la relativa TT
calcolata in conformità alla norma EN 10077-1,2.
Si segnala, comunque, che con l’adozione di vetrocamera
molto performanti (con Ug molto bassi, nell’ordine di Ug ≈
0,6÷0,7 W/m2K) si può arrivare ad ottenere sulla produzione
di serie, senza altri particolari accorgimenti, una TT dell’intera
finestra fino a circa Uw ≈ 0,7÷1,0 W/m2K .
Valori minori di TT, se necessari, possono essere fatti oggetto
di specifici progetti.
Scheda prodotto dei serramenti: Finestre/Portafinestre
In conformità alla legge 126/1991 e D.M. 101/1997
6.8_Scheda tecnica del prodotto
finestra
nodo A (sez. verticale)
nodo A
nodo B (sez. orizzontale)
nodo C (sez. verticale - finestra)
68
(56)
26
(23)
68
(56)
119
66
80
26
(23)
68
(56)
68
(56)
77
119
143
80
77
42
80
68
(56)
nodo B
nodo F
68
(56)
nodo D (sez. verticale portafinsetra)
nodo C
nodo E (sez. verticale - profilo rompitratta su
portafinsetra)
nodo F (sezione orizzontale nodo centrale)
68
(56)
26
(23)
158
68
(56)
portafinestra
80
63
(56)
26
(23)
68
(56)
77
1
11
77
nodo B
nodo F
26
(23)
144
31
77
133
77
26
(23)
nodo A
nodo B
soluzione alternativa:
gocciolatoio con cornice in legno
77
68
(56)
nodo B
42
26
(23)
nodo E
nodo D
TABELLA DELLE MATERIE PRIME
Essenza di legno utilizzato:
LEGENDE PARTICOLARI
Essenza di legno utilizzato:
LAMELLARI
mogano
iroko
larice
castagno
rovere
okumè
pino
pino (finger joint)
abete
1 telaio
2 anta
3 chiusura
4 cerniere
5 maniglia
6 ferramenta
7 guarnizioni
8 gocciolatoio
9 isolante/sigillante
10 zoccolatura inferiore
11 soglia di alluminio
12 profilo rompitratta
MASSELLI
okumè
pino
abete
douglas
hemlock
4
1. telaio
Essenza di legno
8. gocciolatoio
In alluminio brunito o laccato
2. anta
Essenza di legno
9. isolante/sigillante
3. chiusura
Vetro camera isolante
Siliconico monocomponente a reticolazione neutra,
esente da solvente applicazione fra +5 e +40 °C, flessibile fra -40 e +150 °C, prodotto a norma UNI ISO
11600-G-25LM, confezionato a norma UNI 9611
4. cerniere
Acciaio e zinco pressofuso (zama), acciaio inox per
le molle dei movimenti angolari e materia plastica
di alta qualità per diverse minuterie. Tutte le parti
metalliche sono zincate e passivate gialle secondo
le norme DIN 50941
10. zoccolatura inferiore Essenza di legno
11. soglia In alluminio brunito o laccato
12. profilo rompitratta Essenza di legno
13. collante
Colla vinilica per esterno, classe D4 UNI EN 204
14. protezione superficiale
Impregante all’acqua monocomponente trasparente o colorato a base di ossidei di ferro
6. ferramenta
7. guarnizioni
Martellina in alluminio con sottorosetta in resina e
quadro pieno fisso
Acciaio e zinco pressofuso (zama), acciaio inox per
le molle dei movimenti angolari e materia plastica
di alta qualità per diverse minuterie. Tutte le parti
metalliche sono zincate e passivate gialle secondo
le norme
DIN 50941
in gomma TPE (elastomero termoplastico a matrice vulcanizzata, resistente ad invecchiamento
provocato da agenti attomosferici, raggi UV, ozono
e temperature da -40 a +120 °C
15. finitura superficiale
Impregante all’acqua intermedio + finitura monocomponente all’acqua trasparente o colorata
_131
5. maniglia
IL LEGNO_Catalogo generale
TABELLA DELLE ALTRE MATERIE PRIME
_132
IL LEGNO_Catalogo generale
6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento
punti di sicurezza
antieffrazione classe C
con nottolini a fungo
6.9_La sicurezza nei confronti delle
intrusioni (antieffrazione)
È definibile come l’attitudine del serramento a ritardare, più
che impedire, l’intrusione furtiva di persone.
Questo requisito, che acquista importanza a seconda delle
richieste dell’utenza, viene espresso in base alla resistenza
che viene opposta dal serramento ai tentativi di sfondamento,
di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza AhS, norme
UNI ENV 1627/30).
A tal proposito corre l’obbligo di precisare che il serramento,
anche se con il massimo grado dell’antieffrazione, non può
essere considerato come una barriera invalicabile all’intrusione, bensì solo come un mezzo per opporre maggiore resistenza temporale all’attacco criminale;
difatti, il parametro distintivo tra le varie classi (da 1 a 6) è il
tempo ritenuto necessario per poter commettere l’effrazione
da parte di criminali esperti, così come illustrato nella tabella
che segue.
metodi considerati di effrazione
tempo di resistenza (min)
tempo di resistenza (max)
1
lo scassinatore principiante tenta di forzare la finestra
usando forza fisica (calci, spallate, strappi)
--
--
2
lo scassinatore occasionale cerca di forzare la finestra
con attrezzi semplici (cacciavite, tenaglie, cunei)
3
15
3
lo scassinatore tenta di entrare usando in aggiunta
agli attrezzi precedenti un piede di porco
5
20
4
lo scassinatore esperto usa in aggiunta ai precedenti attrezzi seghe,
martello, accette, scalpelli, trapano a batterialo
10
30
5
Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici
(trapani, seghe, mole)
15
40
6
Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi
elettrici ad alta potenza (trapani, mole con disco da 230 mm )
20
50
In generale, quindi, per i serramenti possono essere
conseguite varie classi di antieffrazione;
nella fattispecie, per quelli in legno ovvero legno-alluminio, il
massimo raggiungibile è la classe 2; le classi da 3 a 6 sono
raggiungibili solo con l’impiego di serramenti in ferro.
La conformità alla classe CR2 (ex UNI ENV 1630) è stata
conseguita da questa azienda con la partecipazione al
progetto GUARDIANGEL®, e riguarda l’intera finestra così
come realizzata (ancoraggio parete/telaio, ferramenta, vetri,
etc.). La conformità, invece, al sistema di sicurezza “AhS” ,
che riguarda solamente la parte dei meccanismi di chiusura
(ferramenta perimetrale) , è assicurata, in classe C, su tutta
la produzione di serie di questa azienda con l’utilizzazione di
nottolini a fungo (autoregolanti, per fluidità di scorrimento),
testati e certificati allo scopo (e cioè capaci di resistere a
tentativi di scasso con mezzi usuali quali giraviti, tenaglie, etc.).
_133
classe
IL LEGNO_Catalogo generale
tabella UNI ENV 1630 : requisiti e classificazioni - metodi di prova
_134
IL LEGNO_Catalogo generale
7
cenni di
manutenzione
_135
IL LEGNO_Catalogo generale
7_cenni di manutenzione
Si premette che in questa edizione del catalogo generale
vengono forniti solamente dei cenni delle operazioni di
manutenzione, che sono, invece, dettagliatamente illustrate
in una apposita altra pubblicazione denominata MANUALE DI
USO E MANUTENZIONE, a cui si rimanda.
7.1_Verniciatura delle finestre
in legno
La principale manutenzione da fare per le finestre in legno è
quella sulla verniciatura; su questo argomento si è già detto
molto nella esposizione dell’esclusivo programma GWD di
questa azienda (cfr. par. 2.4), a cui si rinvia.
In ogni caso, come per tutti i manufatti è del tutto intuitivo che già
una semplice e accurata pulizia a cadenza regolare (mensile/
bimestrale) aiuta a mantenere la lucentezza superficiale della
verniciatura ed evita che la presenza di piogge acide e/o di
sostanze aggressive deteriorino la protezione dello strato
superficiale di verniciatura.
La pulizia dovrà essere fatta su tutte le superfici del serramento
e degli accessori, comprese quelle meno visibili (battute tra
ante e telai, intercapedini delle lamelle delle persiane, interstizi
e guide degli avvolgibili, etc.).
In sostanza, non si deve pensare ad un serramento come se
fosse un muro esterno di un edificio, per il quale non si va
ad eseguire alcuna particolare operazione di pulizia periodica;
lo si dovrebbe paragonare, invece, ad un automobile che
periodicamente si porta all’autolavaggio per continuare a
tenerla in splendida colorazione e lucentezza.
Le operazioni di manutenzione possono suddividersi in:
_136
IL LEGNO_Catalogo generale
7.1.1_Manutenzione ordinaria
preventiva
7.1.1.1 pulizia:
lo smog mescolandosi con la pioggia genera delle soluzioni
acide in grado di corrodere la pellicola superficiale (finitura)
dei serramenti, per cui è evidente che risulta importante
evitare che le particelle di pioggia acida che si depositano
sulla superficie degli infissi vi rimangano per lungo tempo. La
pulizia superficiale dovrà essere realizzata con prodotti neutri
non aggressivi (evitando alcol, ammoniaca, acqua ragia, etc.)
e con panni morbidi e puliti; basterebbero, a seconda degli
ambienti esterni in cui si trova, anche semplici panni inumiditi
con acqua ovvero con un detergenti neutri non aggressivi
(anche semplici detersivi liquidi per stoviglie), risciacquando
abbondantemente con acqua ed asciugando quindi con un
panno morbido, ovvero ancor meglio con i prodotti detergenti
contenuti nel kit di pulizia.
7.1.1.2 rinfresco:
con il trascorrere del tempo la pellicola superficiale di vernice
(finitura) tende naturalmente a consumarsi, per cui occorre
effettuare un reintegro applicando un ulteriore nuovo strato
di pellicola, che può darsi con l’ausilio di un panno morbido
imbevuto di apposito prodotto rigenerante (contenuto nel kit
di pulizia).In condizioni normali il rinfresco non sarà necessario
prima di 2÷3 anni, a patto di aver eseguito con la necessaria
diligenza le operazioni di pulizia (di cui sopra) ovvero di
eventuali ritocchi (di cui in seguito) ; i successivi rinfreschi
potranno essere fatti ogni 2 anni.
7.1.2_Manutenzione straordinaria
riparativa
7.1.2.1 ritocco:
è una operazione molto semplice che ha lo scopo di ripristinare
l’integrità della verniciatura, qualora essa sia stata interrotta
da graffi, rigature, spaccature, etc. , causate da agenti esterni
(urti, abrasioni, etc.), e si effettua applicando sul punto in
questione, con l’aiuto di un pennello, uno strato di vernice di
finitura.
7.1.2.2 rinnovo:
è una operazione che andrà fatta se, per qualsiasi motivo, sono
state trascurate le suddette operazioni di pulizia, rinfresco e
ritocco. Serve a ricostruire lo strato di verniciatura che si fosse
staccato, graffiato, fessurato o che abbia subito infiltrazioni
di acqua a causa di una cattiva manutenzione ovvero per
danneggiamenti a seguito di urti violenti o sollecitazioni
meccaniche di varia natura da parte di agenti esterni. In tal
caso, quindi, occorre un intervento di tipo ricostruttivo.
Per la manutenzione ordinaria questa azienda fornisce, a
richiesta, un kit di manutenzione preparato appositamente per
tali operazioni periodiche;
in ogni caso, per qualsiasi tipo di informazioni circa il
reperimento di prodotti adeguati per l’effettuazioni delle
operazioni sopra descritte si può fare riferimento alla segreteria
tecnica aziendale.
7.3_Controllo drenaggio acqua
Una peculiarità della finestra è la capacità della tenuta
all’acqua (cfr. par. 6.4); questa è condizionata nel tempo da
diversi accessori, tra cui le guarnizioni e, in particolar modo, le
camere di evacuazione dell’acqua (dette anche gocciolatoi).
Per effettuare una manutenzione efficace dei gocciolatoi
questi vanno controllati con frequenza annuale, verificando
in particolare:
• la pulizia generale interna del gocciolatoio;
• che le asole (fori) di scarico siano libere da occlusioni
(sporco, sedimenti, insetti,etc.).
I gocciolatoi in alluminio vengono assemblati utilizzando dei
tappi di estremità in materiale plastico, in modo da raccordare
ermeticamente il gocciolatoio stesso con i montanti in legno
del serramento. Tale raccordo è eseguito normalmente con
materiale siliconico , e la sua efficienza è bene che sia verificata
con frequenza annuale , controllando che i due giunti di
estremità di cui trattasi non presentino degrado.
7.5_Verifica guarnizioni
Una altra principale caratteristica di un serramento è la
permeabilità all’aria (cfr. par. 6.2), che è strettamente connessa
all’isolamento termico e acustico degli ambienti (nonché,
di conseguenza, al risparmio energetico potenzialmente
perseguibile); al fine di garantire una buona tenuta ermetica
è indispensabile che le guarnizioni di tenuta siano in perfetta
efficienza. Sono queste, infatti, che concorrono maggiormente
a creare per le parti apribili le barriere tra l’ambiente esterno e
l’interno dell’abitazione.
È quindi opportuno verificare annualmente lo stato delle
guarnizioni e provvedere, nel caso in cui fossero danneggiate
(consumate, indurite, tagliate, etc.), a sostituirle; in maniera
semplice, estraendo le vecchie e inserendo le nuove.
Per il reperimento delle nuove guarnizioni è consigliabile
rivolgersi a questa azienda.
7.6_Ferramenta
Il controllo della ferramenta (intesa come tutti gli accessori,
generalmente in metallo, che fanno muovere e chiudere
le finestre) è tra le componenti primarie per una buona
manutenzione; essa ne garantisce, infatti, sia la funzionalità che
la sicurezza d’uso da parte dell’utente.
7.6.1 _Pulizia
E’ innanzitutto importante procedere con cadenza semestrale
ad una semplice ma benigna pulizia, con l’accortezza di
utilizzare panni morbidi con prodotti non aggressivi che non
alterino la protezione superficiale della ferramenta contro la
corrosione (cere applicate all’origine).
IL LEGNO_Catalogo generale
Si badi bene che la questione della manutenzione per la
conservazione dello splendore della verniciatura vale in egual
maniera, seppur con minore influenza rispetto al legno, anche
per l’alluminio esterno dei serramenti in legno-alluminio.
Nel caso dell’alluminio, comunque, è da potersi considerare
solamente la pulizia, intesa come manutenzione preventiva
(in quanto è evidente che non possono eseguirsi operazioni
di rinfresco, ritocco o rinnovo analoghe a quelle descritte per
il legno);
ed, in generale, valgono le seguenti indicazioni:
• eseguire le operazioni di pulizia con frequenza minima di
circa:
• sei mesi nei casi di carico di sporco leggero (traffico
automobilistico limitato, assenza di industrie nelle
vicinanze, lontananza da zone marine);
• tre mesi nei casi di carico di sporco elevato (alta
concentrazione di traffico automobilistico, presenza di
industrie nelle vicinanze, prossimità di zone marine);
• utilizzare detergenti neutri non aggressivi (sono indicati
anche semplici detersivi liquidi per stoviglie), evitando di
applicarli direttamente sulle superfici da pulire, avendo
bensì cura di utilizzare all’uopo dei panni morbidi per
frizionare/lucidare le superfici;
• non utilizzare detergenti acidi o alcalini, ovvero solventi
organici;
• non utilizzare prodotti e/o materiali abrasivi;
• non usare acqua ovvero detergenti liquidi a temperature
elevate (max 30 °C), nè apparecchiature a spruzzo di
vapore.
7.4_Sigillatura tappi di estremità
_137
7.2_Verniciatura delle finestre
in legno-alluminio
7_cenni di manutenzione
7.6.2 _Ingrassaggio
L’ingrassaggio delle parti mobili della ferramenta costituisce,
come facilmente intuibile, una delle operazioni più importanti
per minimizzare l’usura meccanica dei pezzi metallici, e
dunque per il perfetto mantenimento della funzionalità del
serramento. A tale scopo andranno ingrassate tutte le parti
mobili (cerniere, aste di scorrimento perimetrali, nottolini di
chiusura, incontri, etc.), utilizzando grasso per cuscinetti,
vasellina tecnica, oli lubrificanti similari non aggressivi (non
contenenti alcun tipo di acidi).
7.6.3_Regolazione
_138
IL LEGNO_Catalogo generale
I serramenti prodotti da questa azienda sono dotati (di
serie) dei migliori sistemi di chiusura con cerniere regolabili,
registrabili con facili e precise manovre (regolanti ogni cerniera
nei due versi ortogonali e paralleli al piano verticale contenente
l’infisso) , al fine di poter avere il miglior utilizzo del serramento
stesso, anche a distanza di tempo dal suo montaggio ed a
seguito degli inevitabili piccoli assestamenti fisiologici del
legno per deformazioni termiche ed igrometriche.
Pertanto è del tutto normale effettuare, con cadenza annuale,
un controllo teso a verificare casi anomali in cui, ad esempio:
• le ante urtassero il telaio fisso;
• le ante si urtassero tra loro in corrispondenza del
montante centrale;
• le ante risultassero non allineate al telaio fisso;
• si dovessero compiere sforzi inusuali per chiudere il
serramento.
Inoltre, con una precisa regolazione delle cerniere e dei
punti di chiusura è possibile conseguire le migliori condizioni
di lavoro delle guarnizioni di chiusura (pressate in modo
omogeneo sul perimetro di contatto), a tutto ovvio vantaggio
della impermeabilità all’aria ed all’acqua dell’infisso.
7.7_Asportazioni resine
L’eliminazione di eventuali gocce di resina sulla superficie
dell’infisso va fatta, preferibilmente, durante il periodo
invernale, con un clima freddo; in tal caso, infatti, la resina si
presenta cristallizzata (e non fluente e pastosa) ed è facilmente
rimuovibile meccanicamente anche con semplici pressioni
(raschietti o spatole).
In caso di resina non cristallizzata, invece, è bene chiedere
informazioni a questa azienda, in quanto il tipo di verniciatura
all’acqua utilizzato potrebbe facilmente essere danneggiato
da eventuali soluzioni non idonee (alcool, ammoniaca, acqua
ragia, etc.). Comunque, la presenza di eventuali piccole gocce
di resina sul serramento non può e non deve considerarsi
come difetto, in quanto come già detto in precedenza (cfr. par.
4.2) essa può normalmente essere presente nel legno.
7.8 Sostituzione vetri
(manutenzione straordinaria)
A seguito di danneggiamento e/o rotture per cause esterne
(urti accidentali, tentativi di scasso, etc.) potrebbe essere
necessario provvedere alla sostituzione dei vetri ;
un tal tipo di intervento, però, è consigliabile che sia fatto da
operatori specializzati.
Ciò perché dovrà essere necessario staccare il vetro per tutto il
suo perimetro dall’anta in legno, a cui è stato fissato con un filo
continuo di collante siliconico;
tale operazione dovrà essere fatta avvalendosi di un taglierino di
medie dimensioni, il cui maneggiamento comporta medi rischi
di ferite da taglio nel caso non si fosse abituati ed esperti per
siffatte operazioni manuali, peraltro da fare in presenza di vetro
(eventualmente anche in parte rotto e tagliente, a seconda dei
casi per i quali si deve intervenire).
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fac-simile garanzia e
fac-simile garanzia
aggiuntiva GWD
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CERTIFICATO DI GARANZIA
num. ............
10 ANNI
ILE
IL LEGNO s.r.l. , con sede in Alife (Ce) alla Via Poste 11,
CERTIFICA
che i serramenti prodotti, costituenti la fornitura consegnata a:
cliente.........................................................................................................................................................................................
indirizzo......................................................................................................................................................................................
mediante rivenditore.................................................................................................................................................................
IM
rif. ordine/i n° / nn°.............................................. - rif. fattura/ n./nn. ..........................................del......................................
sono stati realizzati con il massimo della cura, in ciascuna fase produttiva e di lavorazione, e che sono marcati CE, a seguito delle
ITT (prove iniziali di tipo) ed alla applicazione del proprio FPC (Factory Production Control).
Pertanto, a condizione che vengano seguite scrupolosamente le operazioni di manutenzione ordinaria illustrate nel MANUALE DI
USO E MANUTENZIONE, cui si rimanda,
GARANTISCE
FA
CS
per i propri prodotti, controllati in stabilimento, la riuscita della funzionalità e la durabilità della integrità di buon aspetto estetico
per almeno 10 anni, ad eccezione delle limitazioni eventualmente riportate nelle note e/o avvertenze tecniche correlate alla
commessa di cui trattasi, e ad eccezione di tutti i casi di danneggiamenti dei prodotti stessi da parte di agenti esterni, quali ad
esempio (senza pretesa di esaustività) urti accidentali, scassi, eventi calamitosi, ovvero a causa di cattivi montaggi in opera o di
negligenti utilizzazioni.
In particolare, sono escluse dalla presente garanzia tutte quelle parti che dovessero danneggiarsi a causa di negligenza e/o
trascuratezza nell'utilizzazione oppure nella manutenzione ordinaria, ovvero a causa di circostanze non riconducibili a difetti di
fabbricazione. Inoltre, gli accessori e le parti asportabili, le parti in vetro, le cerniere, le guarnizioni e tutte le parti sottoposte ad
usura non sono coperte da garanzia se non quando possa dimostrarsi la loro affezione da vizi di fabbricazione.
Eventuali manomissioni dei prodotti effettuate da persone non autorizzate da questa azienda annullano automaticamente la
presente garanzia.
In particolare la presente garanzia decade in caso di visibile trascuratezza della ordinaria manutenzione della verniciatura.
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IL LEGNO_Catalogo generale
La validità della presente garanzia decorre dalla data di fatturazione, e si convalida con la restituzione a questa azienda della copia
debitamente sottoscritta per accettazione dal cliente.
Alife, ......................
Il titolare
ing. Filippo Mercorio
CONFERIMENTO DEL PROGRAMMA
“IL LEGNO - GWD”
avente ad oggetto la garanzia aggiuntiva sulla verniciatura, ed ampliante la garanzia base (sull'intera finestra e sulle sue
ILE
componenti, quali legno, guarnizioni, ferramenta, vetri, inclusa la verniciatura), num................ [condizionata alla effettuazione in
proprio, da parte del cliente, della manutenzione ordinaria illustrate nel MANUALE DI USO E MANUTENZIONE ]
IL LEGNO s.r.l. , con sede in Alife (Ce) alla Via Poste 11,
CONFERISCE
alla fornitura di serramenti consegnata a:
cliente.........................................................................................................................................................................................
IM
indirizzo......................................................................................................................................................................................
mediante rivenditore.................................................................................................................................................................
rif. ordine/i n° / nn°.............................................. - rif. fattura/ n./nn. ..........................................del......................................
CS
il servizio post-vendita del programma GWD, illustrato in retro pagina a cui si rimanda, prevedendo l'effettuazione del primo
intervento di manutenzione ordinaria programmata sulla verniciatura a due anni (± 20 gg) da oggi, mediante tecnici inviati
direttamente da questa azienda.
Di conseguenza, con il rinnovo di ulteriori due anni derivante dal suddetto primo intervento, i serramenti sono coperti da garanzia
aggiuntiva sulla verniciatura per QUATTRO anni da oggi.
Del presente conferimento:
• l'originale viene rilasciato al CLIENTE ;
• una copia viene inviata al Rivenditore autorizzato;
• una copia viene conservata da questa azienda.
Il titolare
ing. Filippo Mercorio
IL LEGNO_Catalogo generale
Alife, ......................
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FA
La registrazione di tale servizio sarà visibile entro circa 10 gg da oggi sul sito web www.illegno-infissi.it, alla sezione "area cliente",
dove il cliente potrà accedere inserendo uno dei codici riportati sulla clip di ciascun serramento e potrà registrarsi con "username"
e "password";
successivamente, si potrà rilevare :
• la precisa identificazione costitutiva di ciascun serramento ;
• lo stato della garanzia aggiuntiva sulla verniciatura , attestante l'effettuazione periodica, ogni due anni, degli interventi di
rinnovo della validità di garanzia aggiuntiva sulla verniciatura (in aggiunta ai rapporti cartacei che saranno rilasciati dagli
operatori al momento degli interventi) .
ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA "IL LEGNO - GWD"
Con l'applicazione del codice bidimensionale (2D) su ciascuna finestra mediante una clip adesiva:
si perseguono le seguenti due finalità.
ILE
1) Dotare ogni singola finestra di una “identità costitutiva”.
Con una serie d'informazioni consultabili nel tempo sul tipo di serramento (denominazione, tipologia, etc.) , sulle caratteristiche di
produzione e sulle componenti (tipo: di essenza di legno e di che provenienza, ciclo di verniciatura, guarnizioni, ferramenta di
manovra apertura/chiusura, vetrocamera), sulla vendita e corresponsabilità (diretta, per agente, per rivenditore, o altro), sul
montaggio in opera (da chi effettuato e/o autorizzato), sulle specifiche di manutenzione (modalità e ciclicità).
Al codice 2D vengono, quindi, associati tutti i dati costituenti l’identità della finestra; tali dati sono conservati nella memoria di un
server aziendale.
IM
Il codice identificativo, che può essere richiamato sul Web (mediante password di accesso, previa lettura o del codice 2D ovvero
del numero associato) sia direttamente dal cliente che da ogni tecnico autorizzato addetto al servizio di assistenza/manutenzione,
fornisce tutte le informazioni sulla storia della finestra, dalla data in cui è stata prodotta fino all'ultimo intervento di manutenzione
effettuato.
La finestra acquista così un volto, una vera e propria identità, che progredisce e si evolve con il passare del tempo.
2) Mettere in atto “un preciso programma di manutenzione conservativa” , consultabile ed attestabile direttamente
anche dai clienti finali.
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Di tali manutenzioni programmate si avrà traccia a seguito delle registrazioni, con la lettura del codice 2D, che l'operatore
effettuerà con un telefonino appositamente programmato, e che saranno in tempo reale trasferite automaticamente nel
data-base del server aziendale.
In tal modo, in automatico, il programma genererà in un lasso di tempo prestabilito (3 mesi) prima della scadenza della
manutenzione successiva un messaggio automatico (mail, sms, etc.) al cliente, con la richiesta di conferma della opzione a suo
tempo prenotata; in caso affermativo l’azienda provvederà ad inviare del personale autorizzato presso il cliente.
Al momento di ogni successiva manutenzione, leggendo su ogni finestra il codice 2D sarà aggiornato il data-base nel server
aziendale con l’avvenuta manutenzione della finestra stessa; ed, inoltre, verrà ripetuta la procedura di opzione per la
manutenzione successiva.
E, evidentemente, ripetendo queste sequenze con continue convalide di adesione al programma il cliente potrà avere la certezza
che la garanzia sulla verniciatura (che per legge è di soli 2 anni) avrà una sua vera validità, senza dubbi nel tempo.
FA
IL LEGNO_Catalogo generale
CS
Il cliente finale (utilizzatore) potrà stabilire un collegamento interattivo diretto e trasparente con l’azienda produttrice mediante il
Web, nonché scegliere se avere il prolungamento (a pagamento, delle sole spese vive) del programma di manutenzione ordinaria
conservativa (il cui primo intervento dopo due anni è, invece, già acquistato insieme alle finestre).
Pertanto, con la presenza sulla singola finestra del predetto codice a barre 2D, la stessa finestra è già implicitamente dotata del
primo intervento manutentivo per la verniciatura a due anni dall'acquisto e prima installazione; tale intervento, poi, prolunga di altri
due anni la garanzia sulla verniciatura.
Successivamente, di volta in volta, la garanzia sulla verniciatura potrà essere prolungata di 2 anni in 2 anni ogni qual volta al
momento della manutenzione programmata (eseguita direttamente dal personale specializzato dell’azienda) si opzionasse il
prolungamento medesimo, con un costo (rimborso spese) , fissato, oggi, di € 80 ad intervento oltre € 8 per ciascuna
finestra/pezzo (esclusi speciali).
Inoltre, con la lettura del codice 2D , oppure con il numero associato ad ogni codice, il cliente stesso potrà, ogniqualvolta lo vorrà,
entrare nella pagina web (dinamica) della singola finestra (con opportune password) , conoscerne dettagliatamente tutte le parti
costitutive (legno, vernici, guarnizioni, ferramenta, vetrocamera), e verificarne lo stato di avvenute manutenzioni della verniciatura,
stampandosi all’occorrenza anche la pagina stessa, che potrà, in tal modo, costituire documentazione cartacea (insieme agli
attestati di intervento da parte dei nostri addetti) della validità in corso della garanzia aziendale.
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