CATALOGO GENERALE Grazie di scegliere IL LEGNO. I serramenti che produciamo sono progettati e realizzati con l’intento di fornire prodotti qualitativamente elevati, ai vertici degli standard produttivi. Poniamo molta attenzione alla scelta dei materiali, ai particolari tecnici ed ai processi produttivi industrializzati, miscelati con una giusta minima dose di artigianalità, in modo da realizzare serramenti tecnologicamente avanzati, funzionali ed emozionanti. Da sempre ci sforziamo di perseguire la “qualità totale” della azienda e dei nostri prodotti, offrendo ai clienti un risultato di alta qualità con il giusto rapporto qualità/prezzo, insieme ad un elevato servizio di post-vendita. In questo contesto rientra anche questa pubblicazione, realizzata per far conoscere le caratteristiche, il funzionamento e le potenzialità prestazionali (in fase progettuale) delle “finestre”, nonché dei materiali e componenti con cui sono prodotte, e per indicare i modi e le forme delle manutenzioni da effettuare per preservare dall’usura del tempo i nostri serramenti (assistibili con il nostro esclusivo programma GWD di manutenzione programmata), oltre che per illustrare fotograficamente alcune realizzazioni tipo. Sicuri di aver fatto cosa utile e gradita, auguriamo una buona lettura. ing. Filippo Mercorio titolare 0 indice cap. 1.3 cap. 2.4 ecosostenibilità programma GWD 1_azienda 1.1 Staff 1.2 Certificazioni 1.3 Ecosostenibilità 3.6 3.7 3.8 3.9 3.10 4_ il serramento in legno e in legno-alluminio 2_servizi 2.1 2.2 2.3 2.4 Progetti su misura Logistica Supporto per manutenzione Esclusivo programma GWD Problematiche ricorrenti Le prestazioni attese La scelta dell’infisso Scomposizione funzionale delle chiusure Classificazione in base al movimento delle ante 4.1 4.2 4.3 4.4 3_caratteristiche tecniche degli infissi Generalità Il materiale legno Il materiale alluminio La verniciatura 4.4.1 Verniciatura del legno _6 IL LEGNO_Catalogo generale 3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 La finestra in generale Le strategie progettuali Il concetto di qualità globale in edilizia La normativa tecnica del serramento Requisiti e prestazioni dei serramenti 3.5.1 Controllo delle dispersioni termiche 3.5.2 Controllo dell’irraggiamento termico solare 3.5.3 Controllo del passaggio della luce 3.5.4 Controllo del passaggio dell’aria 3.5.5 Controllo del passaggio del rumore 3.5.6 Tenuta all’acqua 3.5.7 Resistenza al carico del vento 3.5.8 Sicurezza alle intrusioni 3.5.9 Resistenza al fuoco 4.5 4.4.1.1 Le principali cause di deterioramento del legno e della vernice 4.4.1.2 Generalità sulla verniciatura all’acqua 4.4.2 Verniciatura dell’alluminio I vetri 4.5.1 Generalità sui vetri 4.5.2 Composizione e fabbricazione dei vetri 4.5.3 Caratteristiche fisiche dei vetri 4.5.4 Il vetro e la luce 4.5.5 Il vetro e la radiazione solare 4.5.6 Il vetro e l’isolamento termico 4.5.7 Il vetro e l’isolamento acustico 4.5.8 Il vetro e la sicurezza 4.5.9 Conclusioni sulle vetrate cap. 4.5 cap. 5.1 i vetri il serramento in legno 5_ la nostra produzione 5.3 5.4 5.5 5.6 5.7 6_ le caratteristiche qualitativotecniche e la normativa di riferimento 6.1 6.2 6.3 6.4 6.5 6.6 6.7 6.8 6.9 Generalità sulla normativa e marcatura CE Permeabilità all’aria (UNI EN 1026) Tenuta all’acqua (UNI EN 1027) Resistenza al carico del vento (UNI EN 12211) Resistenza meccanica (UNI EN 107) Potere fonoisolante (UNI 8204) Trasmittanza termica (UNI EN 10077-1,2) Scheda tecnica del prodotto La sicurezza nei confronti delle intrusioni (antieffrazione) 7.1 Verniciatura delle finestre in legno 7.1.1 Manutenzione ordinaria preventiva 7.1.1.1 pulizia 7.1.1.2 rinfresco 7.1.2 Manutenzione straordinaria riparativa 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7 7.8 7.1.2.1 ritocco 7.1.2.2 rinnovo Verniciatura delle finestre in legno-alluminio Controllo drenaggio acqua Sigillatura tappi di estremità Verifica guarnizioni Ferramenta 7.6.1 Pulizia 7.6.2 Ingrassaggio 7.6.3 Regolazione Asportazioni resine Sostituzione vetri 8_ galleria fotografica 9_ fac-simile garanzia e fac-simile garanzia aggiuntiva GWD IL LEGNO_Catalogo generale 5.2 Il serramento in LEGNO 5.1.1 Tipologie e sezioni tipo Il serramento in LEGNO-ALLUMINIO 5.2.1 Tipologie e sezioni tipo Le persiane e gli antoni in LEGNO 5.3.1 Tipologie e sezioni tipo Le persiane in ALLUMINIO 5.4.1 Tipologie e sezioni tipo I portoncini di ingresso in LEGNO Le porte di uscita con maniglione antipanico Il telaio a “Z” per le ristrutturazioni (esclusiva brevettata) _7 5.1 7_ cenni di manutenzione 1 azienda qualche numero tondo ... 10 anni di vita dell’azienda 9.000 serramenti annui prodotti su misura 500 commesse annue personalizzate 5.000 mq coperti dedicati alla produzione 40 persone impiegate all’interno _8 IL LEGNO_Catalogo generale 30 collaboratori esterni (commerciali e posatori) 70 show room affiliati 2 squadre di assistenza post vendita (GWD) 500 schede tecniche di prodotto disponibili in versione cad _9 IL LEGNO_Catalogo generale 1_azienda _10 IL LEGNO_Catalogo generale 1.1_staff L’azienda nasce ex-novo nel 2000 grazie all’impegno ed alle capacità imprenditoriali dell’ing. Filippo Mercorio, esperto del settore edilizia, e con l’ausilio di un team di giovani collaboratori raggiunge in breve tempo una crescita esponenziale, acquisendo la necessaria esperienza nelle alte tecnologie impiegate nonché il know-how compiutamente e rapidamente recepito. Lo stabilimento, dotato di attrezzature all’avanguardia, occupa un’area di circa 15.000 mq di cui circa 6.000 coperti. I centri di taglio e profilatura a controllo numerico, gli impianti di verniciatura all’acqua, nonché le indispensabili manovalanze specializzate per le rifiniture di alta qualità e per i minuziosi controlli finali, concorrono a posizionare l’azienda tra i più mo- derni e efficienti opifici del settore nel Centro-Sud Italia. La qualità totale del prodotto e la costante affidabilità del servizio offerto rappresentano la “mission aziendale”, gestita da uno staff tecnico-commerciale ad esclusivo vantaggio del Cliente; dalla consulenza in fase di progetto e preventivo di spesa, al controllo rigoroso dei tempi e dei processi di lavorazione, fino alla assistenza post-vendita, il Cliente utilizzatore finale è posto al centro dell’attenzione nel progetto industriale. In tal modo ci si pone, oggi, nel mercato nazionale di riferimento quale azienda altamente qualificata nel raggiungere l’obiettivo primario del customer care, con un efficiente servizio di assistenza clienti e prodotti di alto valore, con un ottimo rapporto qualità/prezzo. segreteria Valentina Rizzacasa amministrazione Filomena Rizzacasa ufficio tecnico Francesco Pavone ufficio tecnico Paolo Monaco logistica Marcello Santangelo produzione Agostino De Martinis ufficio tecnico Alfonso Lucarelli ufficio tecnico Pietro Del Vecchio 1.2_certificazione La filosofia di fondo della “qualità” in una azienda moderna è la chiave del successo. Normalmente il cliente tiene conto di tre fattori nella scelta oculata di un prodotto: qualità, servizio e prezzo. E, più spesso di quel che può immaginarsi, non è sempre il prezzo il fattore determinante per la scelta. La qualità globale entra così a far parte del modo di “pensare e comportarsi” di tutto l’organismo aziendale, a vari livelli e funzioni; partendo dall’imprenditore, passando per lo staff dei collaboratori, fino a tutta la manovalanza aziendale. Perciò la filosofia alla base del sistema di gestione diventa la costante ricerca per il miglioramento degli standard di prodotto, che, sempre più elevati in termini di efficienza e qualità, vengono richiesti dal mercato; e, affianco, vi è la scelta intrinseca del mantenimento di un ambiente di lavoro con il minimo dei rischi per i lavoratori, attraverso un efficace e misurato sistema di prevenzione, nonché della salvaguardia ambientale mediante una adeguata politica di approvvigionamento delle materie prime e di smaltimento degli scarti. L’implementazione ed il mantenimento di questo “meccanismo” è aiutato dall’osservanza delle procedure di impostazione e di mantenimento delle certificazioni. si realizza attraverso una adeguata formulazione di politica ambientale: • identificazione degli aspetti ambientali dell’azienda, stabilendo, cioè, le attività, i processi, i prodotti che possono avere impatto sull’ambiente e definendo un criterio di valutazione della significatività di tali impatti; • identificazione e definizione dei criteri di applicazione delle relative prescrizioni legislative; • definizione, attuazione e verifica degli obiettivi e dei programmi, coerentemente con quanto stabilito dalla politica aziendale e dalle prescrizioni normative. Marcatura CE e Certificati ITT (Initial Type Testing) Dal febbraio 2010 la Marcatura CE è obbligatoria. Ciò nonostante sin dal febbraio 2007, e cioè anche nel precedente periodo di volontarietà, questa azienda ha apposto la marcatura CE su tutti i propri prodotti, rilasciando le relative attestazioni di conformità ai sensi delle norme UNI EN 14351-1 e 13659. _11 Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001:2004) E’ una certificazione volontaria, non obbligatoria, ed è tesa a minimizzare l’impatto ambientale dei processi, prodotti e servizi aziendali, nonché ad assicurare il miglioramento dei processi operativi di controllo; IL LEGNO_Catalogo generale Sistema di Gestione per la Qualità (UNI EN ISO 9001:2008) E’ una certificazione volontaria, non obbligatoria, e riguarda l’impostazione e la gestione della azienda, al fine di assicurare nel tempo un alto livello qualitativo dei prodotti e dei servizi, sostanzialmente attraverso quattro macroprocessi: • responsabilità della direzione (politica, obiettivi, pianificazione); • gestione delle risorse (umane, informative ed altre); • gestione dei processi (soddisfazione del cliente, progettazione, approvvigionamento, produzione e servizi); • misure, analisi e miglioramento (audit, controllo dei processi e miglioramento continuo). _12 IL LEGNO_Catalogo generale 1_azienda 1.3_ecosostenibilità La tutela e lo sfruttamento ecosostenibile delle foreste Sensibile alle tematiche ambientalistiche e di ecosostenibilità, questa azienda si sforza di seguire la strada per l’uso responsabile delle risorse forestali; in tal senso ha aderito al programma di certificazione dell’FSC, con il cui marchio si identificano i prodotti (tra cui anche i serramenti) utilizzanti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Le foreste in origine sono controllate e valutate in maniera indipendente, in conformità a degli standard (principi e criteri IL LEGNO_Catalogo generale La prima riflessione che potrebbe venire pensando alle finestre in legno (o, più in generale, a tutti i prodotti in legno) è che il loro utilizzo favorisca il disboscamento e che ciò sia un danno per l’ambiente. Eppure, è vero esattamente il contrario! Innanzi tutto l’utilizzo del legno è la soluzione più adatta e naturale per rispondere alle priorità ambientali ed energetiche, essendo una risorsa che si rinnova (al contrario del PVC o dell’alluminio, derivati rispettivamente dal petrolio e da minerali, che si esauriscono e non si rinnovano/rigenerano). Inoltre, l’utilizzo di prodotti di legno favorisce la diffusione delle foreste. Recenti stime della FAO indicano ad esempio che in Europa, dalla quale proviene la maggior parte della materia prima legno impiegata per i serramenti, ogni anno i boschi incrementano la loro estensione e che non tutto il legno prodotto annualmente viene utilizzato. Ciò è reso possibile dal fatto che ormai tutto il legname commercializzato dai produttori Europei viene prelevato seguendo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici (gestione forestale sostenibile). di buona gestione forestale) stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council a.c., mediante la partecipazione ed il consenso delle varie parti interessate. L’FSC e’ una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Il gruppo FSC-Italia opera in armonia con gli obiettivi e la missione del Forest Stewardship Council internazionale. _13 L’ecosostenibilità è l’attività umana che si attiene ad argomentazioni ecologiste nell’ottica dello sviluppo sostenibile; la possibilità del rinnovamento delle risorse ne è il tema centrale, ed è vista come capacità intrinseca del mondo di trasformarsi in maniera ciclica, capacità che va difesa per non modificare i delicati equilibri terrestri. È eco-sostenibile ciò che porta ad operare in modo che il consumo di risorse naturali sia tale che la generazione successiva possa ritrovare la stessa quantità di risorse che è stata a disposizione della generazione precedente. _14 IL LEGNO_Catalogo generale 2 servizi _15 IL LEGNO_Catalogo generale _16 IL LEGNO_Catalogo generale 2_servizi 2.1_progetti su misura L’ufficio tecnico aziendale è di elevata professionalità, tanto che, normalmente, si progettano quotidianamente molteplici soluzioni architettoniche, utilizzando disegni con tecnologie CAD, per illustrare con il massimo dettaglio le soluzioni proponibili compatibilmente con la produzione industriale dei serramenti. L’eventuale assistenza telefonica e la rincorsa alle soluzioni personalizzate per ogni tipo di esigenza del cliente fanno parte della “mission” aziendale, e lo staff tecnico ne è ogni giorno l’interprete più convinto. In questo modo le tipologie e le composizioni dei serramenti, con le loro forme e colori, si inseriscono e si compenetrano al meglio nella struttura muraria, contribuendo a formare l’armonia di tutto il fabbricato. _17 E’ l’insieme delle attività organizzative, gestionali e strategiche che governano nell’azienda i flussi della consegna dei prodotti finiti ai clienti e del servizio postvendita. Viene particolarmente curato questo tipo di servizio, con la flessibilità necessaria per tener conto delle esigenze dei clienti, specie in ordine alle tempistiche di consegna che possono variare, in dipendenza dell’andamento dei cantieri edili, rispetto alle previsioni iniziali del cliente stesso. Con un sistema di imballaggio pratico e funzionale, si proteggono i serramenti per evitare danneggiamenti durante il trasporto, che viene effettuato con mezzi attrezzati per agevolare lo scarico. IL LEGNO_Catalogo generale 2.2_logistica 2_servizi 2.3_supporto per manutenzione Come si può fare per mantenere belle le finestre ? Per assicurare una lunga durata ed una costante funzionalità nel tempo, tutti i serramenti esposti all’esterno necessitano di un periodico ed attento controllo, dal quale scaturisce la procedura più idonea per il mantenimento delle condizioni originarie. Si tratta di ordinaria manutenzione (come per tutti i beni durevoli....), le cui linee guida sono dettagliatamente illustrate in una apposita altra pubblicazione denominata MANUALE DI USO E MANUTENZIONE, cui si rimanda, nel quale si raccomandano e si spiegano le operazioni da effettuare (pulizia periodica, controllo del drenaggio acqua, sigillatura dei tappi di estremità, verifica delle guarnizioni, verifica e ingrassaggio della ferramenta, rigenerazione della protezione della verniciatura) ; e, si badi bene, quando si tratta di protezione della verniciatura ci si riferisce anche alle coperture esterne di alluminio dei serramenti in legno-alluminio, per le quali pure esistono dei prodotti specifici. _18 IL LEGNO_Catalogo generale 1. 1. Infisso in legno dopo 6-7 anni, deteriorato per carenza di manutenzione 2. 2. Infisso in legno ben conservato, anche dopo 10 anni, trattato regolarmente con programma GWD di manutenzione Per provvedere in proprio a tali semplici operazioni cicliche di manutenzione ordinaria si propone un apposito “kit di manutenzione” per la verniciatura che può essere fornito insieme ai serramenti, e nel quale si trovano alcuni utensili e prodotti adatti per nutrire e prolungare la vita della vernice e quindi del serramento. Ma..... se si vuole evitare di avere l’onere di doversi ricordare di fare manutenzione sulla verniciatura del legno, che notoriamente è la questione più “critica” di un serramento in legno......... (inevitabile, .... diffidare di chi garantisce finestre in legno senza ben evidenziare la necessità di manutenzione ordinaria della verniciatura.... perché la vernice, quale che sia, non può fare “magie”.....) e so- prattutto...... se si vuole avere la certezza di avere una assistenza e una manutenzione garantita dalla stessa azienda...... allora scoprite l’esclusivo programma GWD illustrato nel paragrafo successivo. Esclusivo programma “Guarantee Without Doubts” innovazione al servizio del cliente 2.4_esclusivo programma GWD “IL LEGNO-GWD” Guarantee Without Doubts Questo esclusivo programma persegue due finalità : • dotare ogni singola finestra di una “identità costitutiva”; • ottenere una garanzia garantita aggiuntiva per la verniciatura, grazie ad un “preciso programma di manutenzione conservativa”. Il problema della durabilità nel tempo della verniciatura per l’infisso in legno e garanzia del prodotto. La verniciatura, si sa, è la parte “debole e critica” ai fini della valutazione della durabilità delle finestre in legno. La manutenzione necessaria per il ripristino della integrità della verniciatura degli infissi è motivo di forte perples- sità al momento dell’acquisto, tale da indurre spesso il cliente a rinunciare al piacere estetico del legno per motivi di praticità, preferendo agli infissi in legno quelli in legno-alluminio, alluminio o Pvc (per i quali, a torto, si ritiene non necessaria alcuna manutenzione). Per ovviare al problema molte aziende (come anche questa fino a poco tempo fa) forniscono, insieme alle finestre in legno, un kit di manutenzione corredato di manuale e di prodotti che, applicati periodicamente (1÷2 anni) sulle parti esterne delle finestre, ne prolungano il buono stato conservativo e la lucentezza della verniciatura. La manutenzione disattesa Da un’indagine condotta tra tutti i nostri clienti è emerso che quasi nessuno (circa il 90%), una volta acquistati gli infissi, è attento ad eseguire gli interventi periodici di manutenzione ordinaria, così come descritti nel manuale di manutenzione, grazie ai quali l’infisso potrebbe durare ben oltre i 10 anni previsti dalla garanzia. IL LEGNO_Catalogo generale In linea con la tendenza del mercato odierno che premia le aziende che forniscono oltre alla necessaria qualità dei prodotti anche un servizio sempre più completo di assistenza alla propria clientela, questa azienda ha sviluppato un progetto altamente innovativo sotto il profilo tecnologico: Perché dare una precisa identità a ciascuna finestra ! L’identità costitutiva è necessaria al fine di essere informati sull’origine e sulle fasi di produzione di ciascuna finestra, in altre parole della sua storia ed identità. Tali informazioni risultano molto importanti dal punto di vista pratico. Per esempio, basti pensare a quando un montatore dovesse sostituire un’anta e non riuscisse più a risalire alle sue caratteristiche tecniche ed ai dati di produzione, oppure a quando un cliente che chiede un intervento di manutenzione non riuscisse, a distanza, a descrivere compiutamente la finestra in questione, e così via per casi del genere. _19 Molte aziende producono finestre di alta qualità, alcune forniscono anche un buon servizio di vendita e post-vendita, ma solamente questa azienda offre un servizio post-vendita del tutto innovativo che “garantisce la garanzia”. 2_servizi La nostra ricerca al servizio del cliente ! Per ovviare al problema della manutenzione disattesa della verniciatura degli infissi, già dall’inizio dell’anno 2007 questa azienda aveva introdotto, facoltativamente per i clienti, un programma di manutenzione ordinaria conservativa “per sempre giovani” , che prevedeva, incluso nel costo di acquisto delle finestre, un primo intervento di manutenzione a carico dei tecnici specializzati dell’azienda, a 18 mesi dalla posa in opera. L’innovazione tecnologica al servizio del cliente Sulla scia e sul rilevato interesse che tale programma riscosse, è stato investito in ricerca e innovazione tecnologica per migliorare ulteriormente il servizio di assistenza ai clienti, ed è stato formato l’esclusivo programma _20 IL LEGNO_Catalogo generale “IL LEGNO-GWD” Guarantee Without Doubts un sistema computerizzato che registra le avvenute operazioni di manutenzione della verniciatura nel corso del tempo ad opera del personale tecnico specializzato dell’azienda, e rende possibile offrire una REALE GARANZIA della finestra anche oltre gli “usuali” 10 ANNI offerti generalmente dal mercato. Con il programma GWD viene messa al centro della attenzione la “certezza della buona esecuzione della manutenzione della verniciatura”, effettuata, peraltro, direttamente da tecnici dell’azienda presso l’abitazione del cliente; pertanto, viene meno la possibilità di contestazio- ne da parte dell’azienda della mancata esecuzione del programma conservativo; clausola contrattuale, questa, che può mettere in dubbio il riconoscimento della garanzia della verniciatura da parte della azienda stessa. La radicale innovazione del programma “IL LEGNO-GWD” è, quindi, quella di fornire una “GARANZIA GARANTITA” per la verniciatura delle finestre (al pari di quella rilasciata dalle case produttrici per le automobili che effettuano tagliandi di controllo attestati direttamente da officine ufficiali autorizzate) . Come funziona il programma GWD ? Ad ogni finestra viene applicato, durante le fasi di produzione, un codice a barre bidimensionale 2D, il cosiddetto QR (quick response, risposta rapida). Si tratta di una piccola clip adesiva a cui viene associato univocamente un numero di produzione della finestra. Così facendo si dota ogni singola finestra di una “identità costitutiva”. Infatti, la lettura dei dati contenuti nella clip, ottenuta attraverso l’avanzato sistema di “mobile-tagging” (identificazione a distanza) permette al personale dell’azienda ed al cliente, contestualmente, di accedere alle informazioni sul tipo di serramento (denominazione, tipologia, etc.) , sulle caratteristiche di produzione e sulle componenti (tipo: essenza di legno, ciclo di verniciatu- ra, guarnizioni, ferramenta di manovra apertura/chiusura, vetrocamera), sulla vendita e corresponsabilità (diretta, per agente, per rivenditore, o altro), sul montaggio in opera (da chi effettuato e/o autorizzato), sulle specifiche di manutenzione (effettuazione, modalità e ciclicità) ed altro. I dati sono conservati nella memoria di un server aziendale. La possibilità di accedere ai dati, ovviamente con password e user-id, avviene attraverso un’interfaccia web costituita da una pagina dinamica sempre aggiornata successivamente alle fasi di prima installazione ed a quelle dei progressivi interventi di manutenzione (direttamente da parte dell’azienda) dell’infisso. A tale interfaccia web vi si può accedere sia con la lettura del codice 2D e sia digitando il numero identificativo correlato al medesimo codice 2D. E, quindi, grazie alla presenza della clip adesiva con il codice 2D si può ottenere una garanzia garantita aggiuntiva per la verniciatura, grazie ad un preciso programma di manutenzione conservativa. • la garanzia “base” delle finestre, senza l’aggiunta del GWD, rimane fissata in 10 anni, per le componenti quali legno, guarnizioni, ferramenta, vetri, inclusa la verniciatura; corre, però, l’obbligo di precisare che, data l’impossibilità da parte del cliente stesso di poter dimostrare di aver eseguito, e bene, le operazioni di manutenzione ordinaria degli infissi, esiste il concreto rischio che l’azienda (evidentemente non solo questa) possa fondatamente contestare la validità della garanzia stessa per la verniciatura successivamente ai primi 2 anni (termine minimo di legge). la garanzia “base + GWD”, oltre a garantire normalmente le finestre per 10 anni, fornisce la certezza che la garanzia sulla verniciatura può essere rinnovata di 2 anni in 2 anni (oltre i primi 2, minimi di legge) senza dubbi di validità. Con il codice bidimensionale vengono monitorate in automatico le scadenze temporali biennali entro cui deve avvenire la manutenzione (direttamente da parte di personale specializzato dell’azienda) e vengono registrati gli interventi stessi. L’accesso a queste informazioni avviene in maniera trasparente sia da parte del cliente che dell’azienda attraverso apposite pagine web. La progressiva estensione della garanzia sulla verniciatura dopo il primo intervento, di due anni in due anni, comporta un costo (oggi) pari a € 80 ad intervento a cui vanno aggiunti € 8 per ciascuna finestra/pezzo (esclusi speciali). I tempi e le scadenze del programma di manutenzione assistita saranno comunicati al cliente tramite mail o sms in tempi utili (circa tre mesi prima), ed una volta confermata l’intenzione di procedere alla successiva manutenzione degli infissi non si dovrà far altro che attendere i tecnici aziendali. Le progressive effettuazioni di manutenzione della verniciatura di due anni in due anni saranno, quindi, di volta in volta estensive della garanzia (che per legge è di soli 2 anni) che potrà in tal Qualche paragone con il mondo dell’automobile ! Vi chiedete perché ? E’ comodo fare paragoni con il mondo dell’automobile. Facciamoci delle semplici domande: domanda: chi comprerebbe una automobile se la garanzia fosse subordinata a tagliandi periodici da fare in proprio, con l’ausilio di un kit di attrezzi (chiavi inglesi, giravite, pinze, etc.) e di materiali di usura (olio, filtri, etc.)? risposta: NESSUNO !! domanda: chi potrebbe avvalersi di una garanzia sull’auto se non potesse dimostrare, con i timbri sul libretto di manutenzione, di aver fatto fare i tagliandi da officine autorizzate? risposta: NESSUNO ! IL LEGNO_Catalogo generale • modo agevolmente superare quella usualmente offerta nel mercato di “10 anni” (ma tutta da verificare in assenza di un programma del tipo GWD). _21 Per effetto di tutto quanto illustrato potrà aversi che: Difatti, l’acquisto delle finestre può comprendere, già nel costo iniziale, un primo intervento di manutenzione per la verniciatura da realizzarsi dopo due anni dall’installazione (durante i quali, comunque, si ha per la verniciatura la minima garanzia di legge). Il cliente, poi, può decidere di estendere e prolungare la durata della garanzia ordinaria aderendo al programma “IL LEGNO-GWD”. _22 IL LEGNO_Catalogo generale 2_servizi domanda: chi comprerebbe delle finestre in legno se la garanzia sulla verniciatura fosse subordinata a manutenzioni ordinarie periodiche da fare in proprio, con l’ausilio di un kit di attrezzi (spugnette, carta abrasiva, pennelli, etc.) e di materiali di usura (detergenti, rigeneranti, impregnanti)? risposta: le comprerebbero quasi tutti, perché sinora tutte le altre aziende le hanno vendute così; non c’erano alternative. E’ questa ultima evenienza, non del tutto ben nota al cliente finale (e cioè l’altissimo rischio di vedersi negato l’intervento in garanzia per impossibilità da parte del cliente stesso di dimostrare di aver fatto, e bene, la manutenzione ordinaria), che dimostra la grandissima importanza e l’apporto rivoluzionario del nostro programma GWD, unico sul mercato nazionale, nell’ambito dei servizi al cliente. domanda: chi andrebbe a pretendere la garanzia se non si potesse dimostrare di aver fatto fare le manutenzioni ordinarie (subordinanti la validità della garanzia stessa) in modo corretto ed adeguato? risposta: proverebbero a pretenderla quasi tutti, ma si ritroverebbero a non poter dimostrare né di avere fatto le manutenzioni né tantomeno di averle fatte correttamente, e quindi verrebbe negata la garanzia. Orbene, è dunque di tutta evidenza che il cliente di un’azienda che produce finestre in legno non è garantito allo stesso modo del cliente di una concessionaria di automobili, perché non ha strumenti né per dimostrare di avere fatto le manutenzioni ordinarie né tantomeno di averle fatte correttamente; ed è ovvio che in tali casi non può essere pretesa E’ necessario, infine, fare un’altra considerazione per rafforzare la validità dell’idea e del programma GWD: nessun tipo di vernice e nessun modo di applicazione possono far durare (passivamente) da sola la verniciatura di un infisso in legno oltre un certo tempo, considerata la variabile influenza di condizioni esterne, quali temperatura e soleggiamento, umidità, agenti atmosferici aggressivi, esposizione ai punti cardinali. Al variare di tali fattori l’infisso può rimanere da solo nella sua condizione di buono stato di conservazione originale, senza interventi manutentivi ordinari, nella migliore delle ipotesi, dai 5÷6 anni (luoghi soleggiati, con piogge frequenti, senza protezioni tipo cornicioni..) a 10÷15 anni in altre condizioni (luoghi all’ombra, con poca pioggia, sotto porticati). E’ dunque del tutto “inutile” garantire la durata di una verniciatura senza condi- zionarla ad una fisiologica manutenzione ordinaria che rappresenta l’azione “attiva” per la buona conservazione della integrità della verniciatura stessa; tanto perché, come in tutti i campi della tecnologia dei materiali, l’azione attiva di manutenzione è di gran lunga più efficace e funzionante di quella passiva affidata solamente alla qualità iniziale di produzione! Ai fini della massima trasparenza nel rapporto con i clienti, è stato scelto di evidenziare nei preventivi la modesta voce di spesa da computarsi a parte, per l’adesione al programma GWD, ritenendo che la clientela, in fase di valutazione, sia in grado di valutare il peso di servizi aggiuntivi in un quadro di costi, peraltro in linea con quelli di mercato. IL LEGNO_Catalogo generale la garanzia, e dunque un intervento di sistemazione della verniciatura diventa una facoltà discrezionale del rivenditore/produttore e non un diritto del cliente. _23 Ebbene, se modifichiamo le stesse domande e le adeguiamo al mondo delle finestre in legno le risposte non sarebbero così ovvie: _24 IL LEGNO_Catalogo generale 3 finestre _25 IL LEGNO_Catalogo generale 3_la finestra 3.1_la finestra in generale _26 IL LEGNO_Catalogo generale “Finestra” nell’immaginario collettivo dà immediatamente luogo a molte immagini: le finestre di casa, le vetrate degli uffici o dei grattacieli, le grandi vetrate gotiche o barocche di molti edifici storici, etc. Il pensiero collegato a tale vocabolo, comunque, è istintivo e va a qualcosa di sicuramente presente e assolutamente irrinunciabile nelle abitazioni ed in qualsiasi altro luogo realizzato dall’uomo. In realtà, però, molti “significati” dell’elemento finestra, e in particolare quelli al di fuori della sfera strettamente funzionale, sono correlati a tradizioni e reminiscenze primordiali, che ormai sfuggono quasi completamente. Ancora oggi, presso alcune popolazioni, esistono molte forme di abitazioni tradizionali in cui le aperture, oltre alle funzioni di accesso, ventilazione ed illuminazione, svolgono spesso ruoli simbolici o mistici. Sin dalle prime forme, caratterizzate da alcune funzioni fondamentali (accedere, illuminare, comunicare), le aperture nelle pareti hanno subito nella storia dell’umanità una continua evoluzione, assumendo funzioni sempre più complesse. In relazione al contesto climatico, la finestra e le sue schermature hanno assunto gli aspetti e le forme più diverse per rispondere a diverse esigenze e per graduare il livello delle prestazioni: le necessità di ventilare, illuminare e schermare si mescolano con quelle di proteggere dalle intrusioni e di isolare dal freddo e, inoltre, di ottenere una maggiore o minore ventilazione, di controllare l’illuminazione secondo i desideri, di schermare di più o di meno dai raggi del sole, etc. Gli infissi rispecchiano soprattutto anche le condizioni climatiche del sito in cui si colloca l’edificio. Ai climi temperati (come quello italiano) il serramento non è accompagnato da altre aperture per la ventilazione, poiché gli inverni piuttosto rigidi impongono la limitazione di entrata d’aria dall’esterno e le estati non sono così torride da richiedere ulteriori apporti di ventilazione rispetto a quelli assicurabili dall’apertura delle finestre. Si tende, in sostanza, a far entrare facilmente la luce e l’irraggiamento solare, ma a contenere l’irruzione dell’aria entro certi limiti e, di contro, a facilitarla soltanto in certi periodi dell’anno. Diversamente accade, invece, nei climi caldo-umidi, dove necessita una maggiore ventilazione per favorire il ricambio d’aria e di conseguenza l’abbassamento del tasso di umidità per migliorare le condizioni di comfort interno; in tal caso, allora, le aperture devono essere piuttosto ampie e abbondanti per garantire un buon ricambio dell’aria e non necessitano di particolari prestazioni di ermeticità. D’altra parte, la necessità di difesa contro il sole eccessivo fornisce qui lo spunto per invenzioni di altre aperture nelle pareti per ventilazione con schermature fisse o mobili (in lamelle di legno, alluminio o altri materiali) o con grigliature nella muratura, che possono assolvere anche a decorazioni esterne dell’edificio. ... La finestra non è un semplice “buco nel muro”, ma uno strumento linguistico fondamentale in due sensi: a) configura e vitalizza lo spazio quantificandone e qualificandone la luce; b) segnala nei volumi e sulle superfici le funzioni interne dell’edificio... (G. Cusano, cit.) In realtà la finestra rappresenta il “collegamento” tra l’ambiente abitativo e/o lavorativo ed il mondo esterno, e condiziona la percezione dei sensi col trascorrere delle ore della giornata ed a seconda delle stagioni dell’anno; la stessa possibilità di guardare l’esterno stando “protetti” all’interno ovvero di “entrare o uscire” ha influenza sulla vita dell’uomo. ... dal Medioevo al barocco, dal razionalismo all’espressionismo, da Wright a Le Corbusier a Mendelsohn, la finestra comunica l’intero dramma architettonico. Taglia e cuce, levita o appesantisce, squarcia o morde il masso costruito, media o rende più dissonante il rapporto tra pieni e vuoti. In sostanza, una finestra offre la carta d’identità di un architetto e di un costume urbano, fornendo un mezzo diretto per “leggere” l’architettura. (G. Cusano, cit.) _27 L’evoluzione della finestra, qui appena accennata, va di pari passo con la scoperta di un materiale che, nel corso del tempo, ha rivoluzionato il modo di concepire l’ambiente artificiale costruibile dagli uomini: il vetro. La scoperta del vetro sembra che sia avvenuta per caso. La leggenda racconta che i fortunati scopritori di questo materiale furono i Fenici: questi si accorsero che alcune pietre di silicio, venute a contatto con il fuoco di un bivacco, fondevano per poi solidificare in altre forme acquistando una certa trasparenza. IL LEGNO_Catalogo generale Sin dai primordi dell’umanità, a partire dalle aperture nelle capanne primitive, l’evoluzione delle forme e delle configurazioni funzionali delle finestre va di pari passo con sia con la crescita e la specializzazione della ricerca formale architettonica che con le possibilità offerte dallo sviluppo della tecnica. Partendo, ad esempio, dalle costruzioni in muratura nel Medioevo le finestre erano costituite da lunghe e strette fessure strombate verso l’interno per permettere una maggiore illuminazione, ma comunque molto piccole, per facilitarne la chiusura nei periodi freddi o di notte e per colpire, dall’interno all’esterno, i nemici con frecce senza essere esposti alla loro offensiva; e per di più la ridotta larghezza era conciliabile con la possibilità statica di praticare dei buchi nelle murature in pietra. Successivamente nel Rinascimento, con l’introduzione dell’architrave le finestre si ingrandiscono, specie quando viene a cadere la irrinunciabilità della difesa. Da allora, nel periodo Barocco e durante il Settecento, assumono sembianze formali diverse in dipendenza degli stili architettonici, pur senza cambiare radicalmente nella struttura e nelle dimensioni (condizionate dai rapporti strutturali imposti dalla mancanza di materiali resistenti a trazione). Infine, a fine Ottocento con l’arrivo dell’acciaio e del calcestruzzo armato, che permettono la realizzazione di strutture con pilastri e travi, la finestra può finalmente entrare a far parte del “tamponamento” vero e proprio, dando origine a molte delle più importanti invenzioni formali di tutta la storia della finestra: dalla “finestra a nastro” al “curtain-wall”, la finestra diventa l’elemento formale predominante sulla facciata, fino a predominare sul tamponamento, diventando quest’ultimo un elemento “tutta finestra” senza soluzione di continuità tra esterno ed ambiente interno. _28 IL LEGNO_Catalogo generale 3_la finestra 3.2_Le strategie progettuali Nella progettazione edilizia l’attuale professionista, ingegnere o architetto, necessita di una vasta serie di conoscenze relative ad ambiti diversi, che nella loro generalità sono naturalmente soggetti a una continua evoluzione, spaziando dalla sociologia alla fisica tecnica, dalla economia all’igiene ambientale, dalla percezione formale alla tecnologia dell’architettura, dalla ergonomia alla scienza delle costruzioni. Il tutto nel campo del “costruire” , nel quale oltre ai progressi ed alle evoluzioni avutesi negli anni si sono registrate anche molte altre innovazioni decisive. L’evoluzione c’è stata in tutti i prodotti che hanno presentato perfezionamenti e messe a punto per ottimizzare i loro livelli di prestazione, per renderli applicabili in contesti diversi o per migliorare la loro risposta funzionale rispetto alle esigenze dell’utenza. Orbene, bisogna avere chiara la differenza tra evoluzione e innovazione: • l’evoluzione è prevalentemente connaturata all’impiego di tecniche costruttive tradizionali, nelle quali il contributo della manualità è ancora elevato ovvero addirittura autosufficiente (senza, cioè, necessità di altre attrezzature e/o processi industriali); • l’innovazione è, invece, maggiormente legata all’impiego IL LEGNO_Catalogo generale Da ultimo, poi, l’ulteriore evoluzione della finestra si è perfezionata insieme ad un’altra grande innovazione tecnologica: la semplificazione e la diffusione degli impianti di climatizzazione. Con questi ultimi, infatti, si è riusciti a garantire sia la ventilazione che il ricambio d’aria senza la necessità di dover aprire le finestre, lasciando alle aperture nelle tompagnature e/o nei muri esclusivamente il compito di fornire all’ambiente interno la luce del sole ed il giusto rapporto visivo e percettivo con l’esterno. La immediata diretta conseguenza di questa possibilità è una libertà progettuale assai maggiore, che porta allo studio delle aperture come componenti incaricate di modificare la vivibilità e la fruibilità degli ambienti dal punto di vista visivo ed illuminotecnico, giocando con la luce pur rimanendo liberi da molti vincoli, quali ad esempio le dimensioni minime normative per la ventilazione degli ambienti interni. _29 Tuttavia, si sa con certezza che i primi a utilizzare questa scoperta furono gli Egizi, i quali, appassionati di gioielleria, se ne servirono per realizzare splendidi monili nonché vasellame pregiato. Inizialmente non si può quindi parlare di applicazioni del vetro in edilizia, finché gli stessi Fenici non perfezionarono la tecnica del soffiaggio, per arrivare alla produzione di piccole lastre piane che verranno poi utilizzate per le finestre. Bisognerà comunque aspettare il periodo Gotico per vedere applicare i vetri alle finestre. Infatti, fino a tutto il Medioevo la finestra rappresentava solamente un punto “critico” nelle murature, e ciò sia sotto il profilo della sicurezza che della protezione dal freddo dell’inverno; perciò essa era piuttosto rara e sempre di dimensioni molto ridotte, con chiusure mediante ante cieche in legno. L’uso dell’anta in legno è rimasto per lunghissimo tempo il modo più comune di proteggere le aperture nei muri, e ciò in quanto, anche quando già esistente, la tecnologia del vetro era un qualcosa di riservato ai “ricchi”, utilizzata per le chiese, per i mosaici bizantini, e per alcune case dei nobili, per i quali le abitazioni che potevano fregiarsi di preziose vetrate costituivano un simbolo di grande ricchezza e distinzione. Si trattava, comunque, di lastre di vetro di dimensioni ridotte, che per costituire una vetrata erano tenute insieme da cordolini di piombo che le “agganciavano” l’una all’altra. Il vero massiccio impiego del vetro in edilizia si è avuto, infine, in tempi più recenti, verso la metà dell’Ottocento; infatti, fino all’epoca della rivoluzione industriale non esistevano sistemi di fabbricazione del vetro in grandi lastre e fino ai primi dell’Ottocento avere i vetri alle finestre era ancora un obiettivo per molti irraggiungibile, a causa degli elevati costi del materiale. Superati i problemi di costi e produzione, l’impiego del vetro in edilizia non ha più avuto limiti, assumendo connotati tecnologici ed estetici tra i più svariati sino ai giorni nostri: dalle grandi facciate vetrate continue con inclusi sistemi di climatizzazione passiva, alle vetrate strutturali, ovvero dall’utilizzo di vetri uniti al perimetro a quelli con particolari caratteristiche termiche (vetri assorbenti, riflettenti, basso-emissivi) , ovvero da quelli stratificati di sicurezza a quelli blindati antifurto, etc. 3_la finestra capacità di ricerca dell’industria, che hanno messo a disposizione soluzioni appositamente “inventate”. A tal proposito, è opinione diffusa che con la “rivoluzione industriale” e con le sue conseguenze sui modi di produrre dalla fine del ‘700 ad oggi siano state introdotte un numero e una varietà di innovazioni prima inimmaginabili. _30 IL LEGNO_Catalogo generale di procedure costruttive industrializzate, che costituiscono un substrato particolarmente ricettivo di nuove soluzioni finalizzate alla semplificazione e alla razionalizzazione dei processi realizzativi, nella fattispecie, in edilizia. Basti pensare, ad esempio, all’orientamento verso strumenti di produzione automatizzati derivante da una delle definizioni più ricorrenti di “industrializzazione” : “processo organizzato, che permette la produzione di un bene edilizio, avente caratteristiche di ripetibilità e che può essere eseguito con l’uso di macchine”. In edilizia si sono avute molte innovazioni con nuovi prodotti o con nuovi strumenti tecnici, in genere risultanti dalla grande Tutto il processo di evoluzione ed innovazione è stato favorito nel tempo sia dall’aumento della cultura generale che dall’approfondimento delle conoscenze scientifiche; varie discipline tra le quali la scienza delle costruzioni, la fisica tecnica, la chimica, l’ergonomia, ecc. hanno messo a disposizione metodi analitici e indicazioni tecnico-procedurali per l’ottimizzazione delle forme e della composizione dei prodotti, così come la metrologia e la diagnostica hanno fornito strumenti per la previsione e il controllo dei comportamenti in uso e dedicati al campo edilizio. Ma, soprattutto, sono entrate in gioco anche una nuova consapevolezza e una capacità di giudizio critico dell’utenza, in ordine alla necessità di verificare la qualità globale degli edifici e delle costruzioni in generale, che hanno originato un forte stimolo verso nuovi modi “migliori” di costruire, sia attraverso tecniche esecutive specifiche che attraverso procedure e modalità di organizzazione della produzione particolarmente finalizzate a risultati di “qualità globale”. E questi fermenti innovativi, che tutt’oggi continuano ad esserci in maniera ancora più spinta, possono portare nuovi sviluppi in larga parte imprevedibili, così come è già accaduto per molte delle cose oggi esistenti; non sappiamo, infatti ad esempio, ancora cosa possa produrre la robotica applicata ai cantieri edilizi, né quanto e cosa l’informatica potrà influire sulla formulazione dei prodotti, sull’organizzazione del lavoro, sui tempi di esecuzione, sulla qualità in edilizia o anche sulla futura opinione del costruire. Di fronte a una siffatta situazione, allora, il progettista deve essere particolarmente sensibile e preparato nel saper riconoscere le caratteristiche e i comportamenti prestazionali dei prodotti, nonché il modo di integrarli organicamente nell’edificio; in altre parole, ed in buona sostanza, deve essere capace di apprezzare e valutare la “qualità” delle scelte progettuali. Deve soprattutto possedere strumentazioni tecniche adegua- La qualità globale di un serramento è funzione di una serie di attenzioni poste nella progettazione e nell’esecuzione di ogni sua singola parte nonché delle soluzioni mirate ad un miglior funzionamento dell’insieme composto dal serramento stesso e la parete perimetrale dell’edificio; mirate, cioè, a un miglior comportamento in opera delle parti coinvolte nella costruzione, in vista dei fenomeni che le investono e delle modalità di fruizione dell’utenza. Il serramentista deve quindi adottare tutti gli accorgimenti che fanno parte della sua “professionalità e competenza”. D’altra parte, il progettista dell’opera edilizia deve scegliere il tipo di serramento più adatto per ciascuna applicazione: scelta decisiva, nella quale contano la creatività e l’esperienza professionale. In questa fase il progettista può fare ricorso al bagaglio di conoscenze tecniche man mano acquisito con lo studio e con l’esperienza, può trarre indicazioni dalla documentazione tecnica delle ditte produttrici, può fruire della consulenza di tecnici specializzati ed esperti e, non da ultimo, deve seguire le prescrizioni normative imposte dalle leggi vigenti. E quando la scelta è corretta la qualità del serramento contribuisce a formare la qualità dell’intero edificio insieme alle altri parti che lo compongono. In tale procedura è allora di fondamentale importanza applicare una “filosofia” di approccio alla progettazione che sia finalizzata al raggiungimento della qualità globale edilizia. Qualità globale intesa come risposta equilibrata alle singole esigenze espresse in relazione a ciascuna tipologia di intervento e non soltanto come valutazione delle buone proprietà dei materiali costituenti un prodotto, bensì, soprattutto, intesa come livello Vale innanzitutto la pena, a questo punto, ricordare e precisare che il concetto di qualità , sancita in seno agli organismi di normazione (ISO mondiale, CEN europeo, UNI italiano) con una specifica dichiarazione d’intenti, può essere sintetizzata nel modo seguente: “Il presupposto fondamentale per cui si costruisce un edificio è di soddisfare le esigenze dell’utenza, in particolar modo per quanto concerne la sicurezza, il benessere, ...”. Si tratta di capire e definire come possono essere concepite scelte progettuali e soluzioni costruttive adeguate al soddisfacimento di tali esigenze: quale, cioè, può essere il meccanismo metodologicamente più appropriato, e effettivamente applicabile in campo operativo e non solo teorico, che permette di passare in sequenza logica dalle esigenze a certi comportamenti degli oggetti edilizi in grado di soddisfarle. Su questo complesso e articolato tema si è incentrata l’attività di normazione degli enti internazionali, europei e nazionali (ISO, CEN, UNI) negli ultimi decenni, giungendo alla definizione di un importante corpo normativo comprendente le seguenti nozioni fondamentali, espresse nella norma UNI 7867/1 , per un corretto approccio metodologico: esigenza: ciò che, per bisogno, si richiede per il normale svolgimento di un’attività dell’utenza; requisito: : trasposizione di un’esigenza in un insieme di caratteri che la connotano; qualora i caratteri siano più d’uno, le condizioni di relazione fra di essi esistenti li collegheranno in sistema; prestazione: comportamento nell’uso di un elemento riferito ai caratteri che connotano un requisito. Al di là delle sopra illustrate definizioni apparentemente erme- IL LEGNO_Catalogo generale 3.3_Il concetto di qualità globale in edilizia di funzionalità prestazionale del prodotto rispetto a un determinato contesto applicativo. Questa recente metodologia di approccio alla qualità globale consente di associare a tutte le fasi dell’opera edilizia (dalla progettazione, alla realizzazione, al collaudo, alla gestione ed alla manutenzione) un insieme di regole, dette proprio regole di qualità, in grado di guidare verso le migliori e più appropriate scelte operabili, di indirizzare verso il raggiungimento di obiettivi prestabiliti, di analizzare criticamente gli ambiti di applicazione di prodotti ed oggetti edilizi. _31 te che gli permettano di essere al corrente delle ultime proposte della produzione industriale, di leggere in modo critico i dati e le attestazioni di idoneità, di eseguire confronti tra i manufatti impiegabili, di effettuare il controllo delle forniture in cantiere. Il tutto, naturalmente, in relazione alle disposizioni ed agli adempimenti di legge, ai requisiti tecnici e ambientali prescritti dalle normative di settore, al rispetto delle condizioni di sicurezza. 3_la finestra _32 IL LEGNO_Catalogo generale tiche e teoriche, è tuttavia abbastanza evidente la sequenza logica di questi termini e la sua sovrapposizione con l’articolazione delle fasi del processo di progettazione: • nel passaggio dalle esigenze ai requisiti si attua una sorta di metaprogettazione dell’organismo edilizio con la quale, individuate e strutturate le esigenze specifiche di un determinato intervento edificatorio, si esplicitano i requisiti di carattere ambientale e di carattere tecnologico che dovrà avere l’edificio per soddisfarle; in questa fase l’organismo edilizio è concepito nei suoi caratteri ambientali e spaziali, indipendentemente dalle soluzioni tecnologiche necessarie per la sua realizzazione; • nel passaggio dai requisiti alle prestazioni ed alle proprietà caratteristiche si procede invece alla progettazione tecnologica dell’edificio: operazione nella quale si concepiscono le soluzioni e si attuano le scelte costruttive riguardanti le varie parti dell’edificio, dotandole di attributi e caratteristiche adeguati allo svolgimento dei comportamenti prestazionali richiesti. In questa seconda fase vengono individuate le soluzioni tecnologiche più adeguate, in quanto commisurano una adeguata risposta prestazionale con altri fattori di valutazione (non ultimi quelli economici); • il punto di arrivo dell’intero percorso è costituito dal concetto di prestazione, in quanto se da un parte la prestazione quantifica la richiesta emergente dalla fase finale del percorso di metaprogettazione dell’organismo edilizio, dall’altra essa rappresenta la prestazione offerta da ciascuna delle soluzioni tecnologiche di cui è ipotizzabile l’applicazione in quel determinato intervento. Ed è proprio in base al confronto tra quanto è “richiesto” e tra quanto è “offerto” che si potrà attuare una scelta qualitativamente corretta, che tenga nel giusto conto la massimizzazione del rapporto qualità/prezzo. 3.4_La normativa tecnica del serramento Le regole di qualità hanno la funzione di strumenti di guida di questo processo: dalla definizione delle esigenze, alle procedure, alle prestazionalità. La operatività sul campo delle regole di qualità ha avuto bisogno dell’attivazione di una normativa tecnica, specificamente finalizzata ed adottata dalle varie componenti del settore, che ha fissato sia gli obiettivi di tipo qualitativo ai quali deve tendere la produzione degli oggetti edilizi che, in particolare, le loro caratteristiche formali e dimensionali, le loro prestazioni, le modalità di prova ed i parametri unificati di misura. Il tutto insieme ad una adeguata considerazione degli aspetti formali, classificativi e di trasparenza tecnica tra i vari operatori. In questo campo, l’attività dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) si è sviluppata in collaborazione e armonizzazione nell’ambito del CEN (Centro Europeo di Normazione), per la pubblicazione di una norma comunitaria, recepita poi anche dagli altri enti nazionali. Attraverso questo dinamismo di armonizzazione normativa sono stati definiti tre tipi di argomenti normativi: a) normalizzazione del linguaggio, dei criteri di classificazione e delle modalità di espressione dell’informazione tecnica; b) normalizzazione dei requisiti e delle prestazioni degli elementi edilizi, e nello specifico delle finestre e porte pedonali per esterni, in ordine alle esigenze di sicurezza, di fruibilità, di benessere, etc. manifestate dall’utenza. Operazione questa, che deve investire vari aspetti, fornendo prescrizioni relative a: • i requisiti degli ambienti e degli elementi tecnici degli organismi edilizi; • le prestazioni degli elementi tecnici edilizi, cioè i comportamenti ritenuti significativi per esprimere il grado di soddisfacimento dei requisiti; • le caratteristiche di conformità dei prodotti, vale a dire le proprietà che permettono di identificare e classificare commercialmente i prodotti finalizzati alle applicazioni in edilizia, come pure a renderli atti a fornire adeguati comportamenti prestazionali negli ambiti funzionali previsti; • i controlli da eseguire sugli oggetti edilizi e sui loro materiali costitutivi al fine di valutare i livelli prestazionali offerti e di verificare la corrispondenza a caratteristiche di conformità dei prodotti: operazione concernente la definizione delle modalità di prova e delle apparecchiature più adeguate per simulare la natura dei fenomeni sollecitanti _33 IL LEGNO_Catalogo generale o per sondare a fondo l’essenza e la struttura fisica degli elementi edilizi, come pure per esprimere i risultati delle prove in modo coerente con i parametri e le unità di misura fissate nella definizione delle prestazioni; c) normalizzazione dei processi progettuali, operativi e fruitivi, cioè formulazione di codici di pratica per la guida delle operazioni di progettazione, di produzione, di messa in opera e di uso (e manutenzione) degli elementi edilizi nel rispetto della normativa qualitativa. 3_la finestra _34 IL LEGNO_Catalogo generale 3.5_Requisiti e prestazioni dei serramenti I tamponamenti verticali degli edifici, in cui sono alloggiati i serramenti, sono investiti da una serie di fenomeni, che producono azioni sollecitanti più o meno severe, rispetto alle quali essi devono presentare un comportamento adeguato, cioè offrire prestazioni soddisfacenti: • fenomeni fisici, determinati dal contatto con la pioggia e con gli altri agenti atmosferici, dalla presenza di vapore acqueo, dagli sbalzi termici, dalle variazioni dell’umidità, dal fuoco ; • fenomeni chimici, determinati dall’aggressività degli agenti inquinanti atmosferici, dall’azione di sostanze e detergenti di uso domestico, etc.; • fenomeni meccanici, indotti dalle azioni sollecitanti portate dai carichi (compreso il vento), dalle vibrazioni, dagli urti; • fenomeni biologici, causati dall’azione di muffe e batteri o da quella di insetti e piccoli animali. Considerata, quindi, la varietà degli eventi e dei fatti relativi agli edifici e la necessità di assicurare il soddisfacimento delle esigenze espresse dall’utenza, sono richiesti ai serramenti determinati modi di funzionare, cioè determinati requisiti. Requisiti, la cui espressione costituisce un momento fondamentale di ogni azione normativa, in quanto consente di porre le basi scientifiche e conoscitive delle modalità di controllo dei fenomeni che investono l’ambiente costruito e di prefigurare gli strumenti di valutazione per fissare i limiti entro i quali sono accettabili i comportamenti degli elementi edilizi. Nel seguente elenco sintetico, non esaustivo data la complessità dell’argomento, sono definiti i principali requisiti normalmente considerati nella progettazione dei serramenti, alcuni dei quali sono prescritti dalle norme o dalle leggi vigenti: 3.5.1 - Controllo delle dispersioni termiche È l’attitudine a contenere entro determinati limiti le perdite di calore verso l’esterno per conduzione, convezione e irraggiamento. Questo requisito è da porre in relazione alla L.10/91 (e s.m.i.) riguardante il contenimento dei dispendi energetici per il riscaldamento degli edifici e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia . È espresso, all’interno di una procedura di verifica piuttosto complessa, come una richiesta di contenere il coefficiente di dispersione volumico dell’edificio e di conseguenza di contenere la trasmittanza termica (cioè la perdita di calore per conduzione) e la permeabilità all’aria (la perdita di calore per convezione) dei serramenti. Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica), insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a fornire il comfort termico. Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.6 e 6.7. 3.5.2 - Controllo dell’irraggiamento termico solare È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’irraggiamento solare entrante negli ambienti interni. Questo requisito è da definire attentamente nel caso di grandi superfici vetrate, prive di schermi, per le quali sia da valutare l’effetto dell’irraggiamento sulle condizioni di benessere igrotermico degli ambienti: esso si traduce, in genere, nella richiesta di riduzione del fattore solare, cioè del rapporto tra l’energia totale entrante nell’ambiente e l’energia incidente sulla superficie vetrata. Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.5 e 4.5.6 ed ai valori del fattore solare “g” alla tabella del paragrafo 4.5.9. Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche da poter/dover eseguire. 3.5.5 - Controllo del passaggio del rumore È l’attitudine a fornire un’adeguata attenuazione dei rumori provenienti dall’esterno. Questo requisito, che discende dalla necessità di fornire un adeguato comfort acustico all’interno degli ambienti, può essere espresso in base all’indice di valutazione del potere fonoisolante (norma UNI 8204). Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica), insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a fornire il comfort acustico. Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.7 e 6.6 . 3.5.7 - Resistenza al carico del vento È l’attitudine a contrastare il manifestarsi di rotture o di deformazioni inaccettabili in conseguenza delle sollecitazioni causate dal vento (norma UNI EN 12211). Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.3 . 3.5.8 - Sicurezza alle intrusioni È l’attitudine a limitare, piuttosto che impedire, l’intrusione di persone. Questo requisito, che acquista soprattutto importanza a seconda delle richieste dell’utenza, viene espresso in base alla resistenza che viene opposta ai tentativi di sfondamento, di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza AhS, norme UNI ENV 1627/30). Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.9 . 3.5.9 - Resistenza al fuoco È l’attitudine a conservare per un determinato periodo di tempo le prestazioni fornite, malgrado la presenza di un incendio. Si tratta, in genere, di un requisito che viene espresso nel caso di edifici soggetti a prescrizioni antincendio, e che usualmente non viene richiesto nel caso di utilizzazione di serramenti in legno o legno-alluminio. IL LEGNO_Catalogo generale 3.5.4 - Controllo del passaggio dell’aria È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’entrata di aria a serramento chiuso e a graduarne il passaggio a serramento aperto. Il requisito fa quindi riferimento sia alla permeabilità all’aria del serramento per controllare la presenza di infiltrazioni ad ante chiuse (norma UNI EN 1026), sia alla possibilità di ottenere un ricambio dell’aria rapido o continuo (a seconda delle necessità), evitando correnti fastidiose, grazie ad una appropriata manovra delle ante operata dall’utenza. Per questo ultimo requisito entrano in gioco i tipi di apertura e le modalità di movimento delle ante; le prescrizioni al riguardo sono contenute nelle buone regole d’igiene che fissano i numeri di ricambi d’aria orari a seconda della destinazione degli ambienti. Evidentemente, resta nelle facoltà del cliente/ utente scegliere serramenti aventi tipologie con maggiori o minori prestazioni. 3.5.6 - Tenuta all’acqua È l’attitudine a impedire l’infiltrazione dell’acqua, in caso vi sia una differenza di pressione tra l’ambiente esterno e quello interno (norma UNI EN 1027). Si tratta di un requisito essenzialmente legato alla necessità di evitare il contatto con l’acqua di parti interne all’edificio non progettate per essere bagnate e quindi suscettibili di deterioramento. Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.4 . _35 3.5.3 - Controllo del passaggio della luce È l’attitudine a consentire l’illuminazione naturale degli ambienti. Questo requisito è espresso dal D.M. 05.07.75 attraverso il fattore medio di luce diurna, cioè dal rapporto in percentuale tra l’illuminamento medio presente negli ambienti di un edificio e l’illuminamento contemporaneamente presente su una superficie orizzontale situata all’esterno che riceva la luce dell’intera volta celeste (cioè dall’intero emisfero) senza irraggiamento solare diretto. Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche da poter/dover eseguire. 3_la finestra 3.6_Problematiche ricorrenti Le interazioni che si generano fra fenomeni diversi e la necessità di considerare gli effetti a questi conseguenti generano, in fase progettuale, la previsione e lo studio dei relativi problemi; quindi, la notorietà di alcune problematiche ricorrenti induce alla consapevolezza che per prevenirle occorre prevedere e considerare alcuni requisiti fondamentali. _36 IL LEGNO_Catalogo generale Correlazione tra la permeabilità all’aria degli infissi e il ricambio dell’aria degli ambienti È evidente che ad una bassa permeabilità all’aria del serramento corrispondono sia una notevole riduzione delle dispersioni termiche (con vantaggi sul contenimento dei consumi energetici) che un miglior comfort invernale (fornito dall’assenza degli “spifferi di vento” nei serramenti). A fronte di questi vantaggi esiste tuttavia il rischio che il ricambio d’aria degli ambienti risulti insufficiente con il risultato di avere un accumulo di esalazioni e di odori nell’aria e un rilevante aumento del suo contenuto di umidità. Le conseguenze potrebbero essere anche gravi: senza arrivare ai casi estremi, si potrebbe verificare uno scadimento della purezza dell’aria (si pensi a locali anche soltanto un po’ affollati). Ma si potrebbe anche arrivare, specie in determinati ambienti, a valori dell’umidità relativa dell’aria molto elevati con conseguenti condensazioni sulle superfici fredde (vetrate scarsamente isolate, parti di pareti soggette a ponti termici) oppure nella massa delle pareti (all’interno dello strato di isolamento termico). Per evitare questi effetti indesiderati la soluzione, quindi, potrebbe essere di scegliere un livello di permeabilità all’aria del serramento secondo le prescrizioni dettate dalla normativa, ma nel contempo di garantire i ricambi dell’aria per assicurare le condizioni di purezza dell’aria e di umidità relativa; tutto questo potrebbe essere fatto con verifiche di calcolo e con strumentazioni messe a disposizione dalla fisica tecnica, ricorrendo ad accorgimenti ed a dispositivi adeguati (ad esempio, ferramenta con anta-ribalta ad aerazione) ovvero, in determinati tipi di edifici, all’ausilio di impianti di condizionamento o di ventilazione. Correlazioni tra l’isolamento termico e l’illuminamento naturale offerto dagli infissi La soluzione più comunemente adottata per migliorare l’isolamento termico dei serramenti è quella di impiegare vetri uniti al perimetro (vetrocamera) nei quali una delle lastre sia un cristallo bassoemissivo; il tutto, evidentemente, in concomitanza con la scelta di profili aventi caratteristiche di isolamento congruenti. In tale situazione si ottengono notevoli vantaggi per quanto riguarda la riduzione delle perdite di calore, ma ciò può avvenire a prezzo di un minor livello di illuminamento naturale interno. Infatti i vetri uniti al perimetro presentano un minor coefficiente di trasparenza (anche ridotto di un quarto rispetto a quello di un vetro semplice) e questo fatto influisce direttamente sul valore del fattore di luce diurna ottenibile. La soluzione migliore sta quindi in una scelta bilanciata tra queste due caratteristiche e, se del caso, in un incremento della superficie vetrata, sia aumentando l’area netta dell’apertura sia scegliendo tipi di profili che consentano di avere la massima incidenza della superficie vetrata rispetto all’area netta del serramento, cioè profili che riducano il meno possibile la parte vetrata. Correlazioni tra fattore solare, illuminamento naturale e apporto di calore per irraggiamento II ricorso a vetrate caratterizzate da un fattore solare più basso (cioè a cristalli riflettenti oppure a controllo solare, cosiddetti selettivi) riduce l’irraggiamento solare entrante, con conseguenti benefici effetti specialmente durante il periodo estivo. Questo vantaggio comporta, tuttavia, oltre che una riduzione dell’illuminamento interno anche un minore apporto di calore attraverso i vetri durante il soleggiamento invernale, e perciò deve essere attentamente considerato nella valutazione del bilancio termico relativo all’involucro dell’edificio. È, infine, opportuno sottolineare che i cristalli riflettenti e quelli selettivi non riducono le dispersioni termiche attraverso il solo serramento: per fornire questa prestazione devono infatti essere abbinati a una seconda lastra di vetro in modo da formare i vetri uniti al perimetro (vetrocamera), dotati di una intercapedine d’aria (o meglio ancora di gas pesanti, come argon o kripton). 3.7_Le prestazioni attese Per quanto sin qui visto, l’infisso può offrire una serie di caratteristiche prestazionali, complementari tra loro, che determinano l’idoneità del prodotto all’utilizzo nella costruzione per Prestazione Norma di riferimento cfr. paragrafo Permeabilità all’aria UNI EN 1026 6.2 Tenuta all’acqua UNI EN 1027 6.4 Resistenza al vento UNI EN 12211 6.3 UNI EN 14608, 14609, 12046-1 6.5 Potere fonoisolante UNI EN 140-3, ISO 717-1 6.6 Trasmittanza termica UNI EN 10077-2, 10077-1 6.7 Resistenza al fuoco non attuabile per serramenti in legno non attuabile per serramenti in legno Sistema AhS e/o norme UNI ENV 1627/30 6.9 Resistenza meccanica Resistenza alle intrusioni Ad esempio, il profilo telaio/anta ed il vetrocamera, opportunamente accoppiati, metteranno in gioco le loro singole caratteristiche di conduttività termica per conferire all’insieme una determinata trasmittanza termica. Ed ancora, le caratteristiche di permeabilità all’aria dei profili telai/ante e il potere fonoisolante del vetrocamera agiranno in modo da conferire all’insieme un determinato livello di isolamento acustico. A loro volta, le caratteristiche di elasticità delle guarnizioni e la forma dei profili telai/ante contribuiranno a ottenere dei determinati valori di permeabilità all’aria ed all’acqua dell’insieme. In definitiva, le proprietà caratteristiche dei singoli materiali e dei semilavorati che compongono il serramento giocheranno tutte insieme il loro ruolo. IL LEGNO_Catalogo generale Il sistema di prova di tipo, cioè la misura del modello di prodotto nella sua serie, viene misurato in alcuni valori obbligatori, lasciando spazio anche alla misurazione di caratteristiche non obbligatorie. La qualità della lavorazione in stabilimento, controllata costantemente dal sistema di gestione per la qualità ISO 9001 certificato, assicura il mantenimento di tali prestazioni nelle produzioni delle singole commesse. Di seguito si riportano le caratteristiche/prestazioni più significative previste dal sistema di armonizzazione europea ed applicate da questa azienda, con il riferimento alle diverse norme di prova pubblicate per i diversi elementi di misura: Nello svolgimento delle prestazioni ciascuna parte costituente il serramento collabora in modo integrato con le altre parti, ed il risultato finale è dato dalla concorrenza e dalla sinergia di tutte le parti in gioco, e non dalla singola parte. _37 svolgere la propria parte funzionale all’adeguatezza del fabbricato nel sito in cui viene realizzato, ovvero nelle condizioni climatiche e ambientali prevedibili. A tal proposito, le caratteristiche del prodotto devono essere misurate per accertarne la rispondenza, attraverso metodi di prova riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. In questi anni il sistema normativo europeo si è dotato di procedure e strumenti di misura armonizzati, che possono garantire l’adeguatezza del prodotto certificandone i risultati attraverso la marcatura CE ed i valori rilevati nelle diverse caratteristiche. 3_la finestra 3.8_La scelta dell’infisso Per quanto sin qui visto, la scelta del tipo di infisso da impiegare nei vari edifici di volta in volta, a seconda dei diversi contesti e/o esigenze, è bene che sia basata su valutazioni di carattere prestazionale, cioè sul comportamento che esso è in grado di fornire durante il suo uso e la sua durata. Sulla base di tale impostazione dovranno definirsi altre particolarità, formali e funzionali: • le dimensioni (larghezza, altezza) del vano nella tamponatura da chiudere; • la forma del vano e conseguentemente dell’infisso (rettangolare, trapezia, circolare, composta, etc.); • la posizione dell’infisso nello spessore della tompagnatura; • il tipo di apertura del serramento (a battente, a vasistas, a bilico, etc.); • il materiale ed il tipo di profili dei controtelai; • il materiale ed il tipo di profili dei serramenti (telai e ante); • il tipo di vetrata da mettere nel serramento; • il tipo di schermo (interno o esterno, per oscuramento o per sicurezza) da abbinare al serramento. _38 IL LEGNO_Catalogo generale È naturale, quindi, che si allarga il ventaglio dei parametri per la scelta di una precisa tipologia di serramento, e che il “percorso progettuale” deve tenere conto di molteplici aspetti, anche diversi tra loro, nei quali si devono considerare i vincoli e le implicazioni emergenti dalle situazioni d’intervento in cui l’edificio va a collocarsi. In particolare devono considerarsi: • il contesto ambientale, che può essere portatore di particolari tradizioni e/o valori paesaggistici e/o storici , per i quali potrebbe essere esercitata una tutela legislativa (dai Piani Territoriali Paesistici ai Piani di Recupero Urbani); • il contesto socio-culturale, che potrebbe privilegiare de- • • • • terminate preesistenze e orientare verso aspetti formali ritenuti qualificanti. In molte zone, d’Italia e nel mondo, esistono infatti predilezioni per determinate forme di finestre, che non sono spiegabili se non in termini di “gusto” o di “tradizione” del luogo; il contesto climatico e l’orientamento dell’edificio rispetto ai punti cardinali influisce sulla necessità dell’azione filtrante che i serramenti sono chiamati a svolgere tra interno ed esterno per quanto riguarda gli apporti di luce ed energia, in base ad una scelta oculata delle dimensioni e della forma delle aperture; la tipologia e l’impostazione planovolumetrica dell’edificio (residenze, uffici, scuole, ospedali, etc.). Le destinazioni di uso previste negli spazi interni dell’edificio pongono esigenze specifiche e diverse di illuminamento, di ventilazione, e spesso, in relazione al modo di concepire la fruizione degli spazi, di diversa esigenza di percezione dell’ambiente esterno e di rapporto diretto con il paesaggio, ricadenti direttamente sui serramenti. Allo stesso modo che per i serramenti, anche per le schermature (elementi esterni oscuranti) la tipologia di edificio determina una propensione nella scelta delle schermature stesse (ad esempio, per gli uffici generalmente non si mettono elementi per oscuramento ma solo frangisole); le previste modalità di gestione dell’edificio, per quanto riguarda : le erogazioni energetiche, i controlli funzionali, la programmazione delle fasi di manutenzione, la prevenzione degli incendi, etc. In tali casi si deve graduare sia il rapporto tra infissi e pareti perimetrali e sia quello tra infissi e impianti tecnici, in base ad una sorta di complementarietà di ruoli (ruoli passivi dei serramenti e ruoli attivi degli impianti) nel sistema di realizzazione delle condizioni di benessere ambientale e/o di sicurezza. Per quanto riguarda, invece, i problemi di contenimento dei dispendi energetici è subito intuitiva la relazione tra le prestazioni di trasmittanza dei serramenti e delle pareti, ovvero la correlazione tra la scelta di talune caratteristiche degli infissi (soprattutto dimensionali e tipologiche delle vetrate) ed il tipo di impianto di condizionamento da adottare; la tecnica di costruzione o di manutenzione dell’edificio, che può avere sensibili influenze sulle modalità di inte- grazione dei serramenti ed in modo indiretto su alcune loro caratteristiche. Ad esempio, vi sarebbe parecchia differenza tra un procedimento di costruzione “tradizionale” (struttura in calcestruzzo armato e tompagnature latero-cementizie entrambe in opera) ed un altro che si basasse su sistemi di prefabbricazione sia strutturale che di tompagnature perimetrali. 3.9_Scomposizione funzionale delle chiusure sibilità dello spazio esterno dall’interno (ed eventualmente, viceversa, non di quello interno dall’esterno); porta: ha la funzione principale di controllare il passaggio delle persone e delle cose tra lo spazio interno ed esterno dell’edificio; porta finestra: riunisce in se le funzioni sia della finestra che della porta; luce fissa: ha le funzioni della finestra ad accezione della ventilazione degli ambienti e del controllo del passaggio. Data la vasta articolazione delle funzioni richieste alle chiusure verticali in un edificio, queste hanno conformazioni e soluzioni costruttive molto differenziate, che originano diverse categorie di elementi edilizi. _39 A loro volta gli infissi si dividono in due altre sottofamiglie: • schermi, che si caratterizzano per lo svolgimento di alcune funzioni specifiche, come quelle di controllare in particolare l’irraggiamento e l’illuminazione; • serramenti, che assumono in particolare il controllo della ventilazione, oltre a collaborare con gli schermi per il controllo dell’illuminazione. Infine, i serramenti, in base alle specifiche funzioni svolte, possono dividersi ancora in: finestra: ha la funzione principale di regolare la ventilazione degli ambienti interni, di controllare l’energia radiante dei raggi solari, di consentire l’illuminamento naturale e la vi- IL LEGNO_Catalogo generale Una loro prima suddivisione porta a individuare due grandi famiglie: • le pareti perimetrali, che hanno la funzione di proteggere l’ambiente interno dalle condizioni ambientali esterne, senza tuttavia consentire il controllo dell’illuminazione e della ventilazione degli spazi interni dell’edificio; • gli infissi, che hanno la funzione di proteggere l’ambiente interno dalle condizioni ambientali esterne e, nel contempo, di consentire il controllo del passaggio delle persone e degli oggetti, dell’irraggiamento solare, dell’illuminazione e della ventilazione degli spazi interni dell’edificio. _40 IL LEGNO_Catalogo generale 3_la finestra 3.10_Classificazione in base al movimento delle ante Fermo restando la variabilità delle forme (rettangolari, circolari, etc.) , i serramenti si differenziano anche per le tipologie di movimento durante l’apertura e la chiusura degli stessi; Ad anta all’inglese le ante, infatti, possono ruotare, traslare oppure roto/traslare contemporaneamente, dando luogo a diverse denominazioni, così come riportato nel quadro schematico sottostante. Ad anta alla francese [ [ Oscillobattente (o anta ribalta) Rotazione su asse verticale laterale e su asse orizzontale inferiore Rotazione su asse verticale laterale apertura verso l’esterno apertura verso l’interno Scorrevole A visiera esterna (a anta sporgente) A visiera interna [ [ Traslazione a direzione orizzontale Rotazione su asse orizzontale superiore apertura verso l’esterno apertura verso l’interno Saliscendi Traslazione a direzione verticale (poco usata in Europa ad eccezione della Gran Betagna) Girevole Rotazione su asse verticale intermedio A pantografo Traslazione a direzione perpendicolare al piano del serramento A bilico [ Rotazione su asse orizzontale mediano A vasistas interno [ [ Rotazione su asse orizzontale inferiore apertura verso l’esterno Basculante apertura verso l’interno Rotazione su assi di orizzontale più traslazione in direzione verticale (usata prevalentemente per garage) _41 A vasistas esterno IL LEGNO_Catalogo generale A libro Rotazione su assi di rotazione verticali più traslazione 4 _42 IL LEGNO_Catalogo generale il serramento in legno e in legno-alluminio _43 IL LEGNO_Catalogo generale _44 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.1_Generalità sui serramenti Come è noto, e come è stato anche illustrato in precedenza, da secoli le case sono dotate di serramenti realizzati in legno con l’inserimento di vetrate per migliorare la loro funzionalità e con l’adozione di varie fogge e decorazioni per integrarli nel disegno dell’architettura. Successivamente, oltre all’impiego del legno, è stato introdotto anche l’uso di altri materiali: dapprima ferro, poi alluminio, ed infine materie plastiche (Pvc). Potrebbe pensarsi, dunque, che, almeno per i tipi di serramenti di più lunga tradizione applicativa, come quelli in legno, si siano consolidate da lungo tempo le regole del buon costruire basate su soluzioni valide dal punto di vista qualitativo; invece non è così, perché l’evoluzione e l’innalzamento delle esigenze dell’utenza hanno man mano spinto ad affinamenti e miglioramenti nella conformazione dei profili e nell’impiego degli accessori, portando ad un perfezionamento continuo. Il risultato è rappresentato dal prodotto che questa azienda è in grado di fornire, che si colloca nella fascia qualitativa più alta oggi realizzabile. I serramenti prodotti, siano essi in LEGNO ovvero in LEGNOALLUMINIO, hanno una caratteristica fondamentale: sono costruiti con un materiale naturale, il “legno” , che è fisiologicamente definibile come “vivo”, avente peculiari ed uniche caratteristiche chimico/fisiche oltre ed estetiche, a cui, eventualmente, può accoppiarsi esternamente l’alluminio. Difatti, dando per scontato che il materiale legno è il più “caldo” e certamente il più apprezzato dalle “sensazioni” umane, con la stabilità meccanica dei legni lamellari compositi e selezionati si è ottenuta una ottimale indeformabilità e con essa, insieme all’adozione di un giusto equilibrio tra guarnizioni e ferramenta a nastro avvolgenti le ante, una perfetta ermeticità (all’acqua, all’aria, al vento, ai rumori); infine, con la adozione delle verniciature all’acqua (che penetrano nel legno lasciandone aperti i pori) si è raggiunto definitivamente il risultato di avere degli strati di vernice che non corrono più il rischio, se minimamente manutenuti, di degradare (spellandosi e/o screpolandosi). Variante migliorativa, nel senso di ottenere il massimo della garanzia con il minimo di manutenzione, è infine rappresentata dal sistema in legno-alluminio (struttura in legno, con vista interna, e copertura in alluminio, con vista esterna), che da un lato conserva la bellezza e il fascino del legno nonché la sua fisiologica coibenza termica ed acustica e dall’altro aggiunge la indiscutibile durabilità nel tempo dell’alluminio esterno anche in carenza di manutenzione ordinaria. Argomenti, questi, che verranno ripresi anche in altri punti della presente pubblicazione. _45 Poi, però, si sono largamente diffusi i “legni lamellari” e le “verniciature all’acqua” , che hanno ribaltato l’esito del confronto tra gli infissi in legno e quelli in altri materiali, riportando il legno ad avere il primato che gli spetta di diritto (come materiale più naturale, efficace, ed emozionante). IL LEGNO_Catalogo generale Negli ultimi decenni (anni ‘80, prima metà anni ‘90) i serramenti in solo legno avevano perso gran parte della loro “credibilità” rispetto a quelli realizzati con altri tipi di materiali (alluminio, Pvc), a causa di tre fattori sostanziali: • deformabilità (1°) e conseguente non ermeticità (2°) delle chiusure; • degrado (3°) della verniciatura; che effettivamente li facevano “perdere” nel confronto con gli altri tipi di materiali. 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.2_Il materiale legno Anche se può non essere intuitivo, il legno naturale è un materiale caratterizzato da uno dei più alti rapporti di “resistenza/ peso” , addirittura paragonabile a quello del ferro. A differenza di quest’ultimo, però, è un materiale naturale ed organico, quindi “vivo”, che interagisce con le condizioni dell’ambiente in cui si trova; quindi, si pone in un equilibrio naturale con il caldo, il freddo, l’umidità , variando più o meno visibilmente le proprie caratteristiche fisico/meccaniche. E’ notorio che il legno adegua continuamente il proprio grado di umidità in funzione di quello ambientale, e che può presentare deformazioni e/o fessurazioni a seguito della stagionatura successiva al taglio (e ciò in funzione del rilascio di stati tensionali interni al tronco preesistenti al taglio stesso) . E’, dunque, indispensabile utilizzare legnami ben stagionati (anche stoccati per diversi mesi dopo il taglio) in modo da lasciare piena libertà e tempo ai “pezzi tagliati” di potersi lievemente deformare (se avessero bisogno di farlo) prima delle fasi di lavorazione, ed avere quindi possibilità di selezionare il materiale da lavorare e trasformare eliminandone definitivamente eventuali imperfezioni. _46 IL LEGNO_Catalogo generale Ovviamente, a seconda della specie e delle famiglie di legno (essenze naturali) e dunque delle specifiche caratteristiche fisico/meccaniche, questo materiale può essere usato per diverse finalità: costruzioni, arredamenti, ornamenti, etc. Ha un peso specifico parecchio variabile a seconda delle specie legnose; in linea di massima per i serramenti, in ordine crescente: l’abete (≈ 460 kg/m3), il pino (≈ 520 kg/m3), il mogano (da ≈ 560 kg/m3 a ≈ 680 kg/m3), il castagno (≈ 600 kg/ m3), il rovere (≈ 710 kg/m3). Le tonalità di colorazione sono del tutto naturali e quindi cromaticamente caratterizzate da varietà di colore e/o di venature, più o meno marcate a seconda del tipo di legno e della grandezza dei tronchi; caratteristica fisiologica, questa, di un materiale vivo ed emozionante come il legno. Un doveroso accenno va fatto sull’argomento della stabilità meccanica del legno “lamellare” : questo non è altro che una sorta di ricostituzione dell’equilibrio tensionale del tronco naturale (prima del taglio e dello sfettamento), realizzato, nel caso dei profili per serramenti, da tre lamelle incollare tra loro (con colle e procedimenti speciali) . La stabilità meccanica non deriva da quella che sembra essersi diffusamente insinuata come spiegazione nell’immaginario collettivo, e cioè che posizionando le due lamelle esterne con le fibre contrapposte e quella centrale neutra, gli eventuali effetti di tensioni deformazionali residue nelle fibre vengono reciprocamente ad annullarsi per effetto della contrapposizione con la quale sono state montate le lamelle esterne; ciò perché altrimenti la maggior parte della produzione di lamellare non funzionerebbe bene, considerato che i 2/3 della produzione non presenta, per constatazione reale, la “famosa” contrapposizione di fibre per le lamelle esterne. La effettiva spiegazione della stabilità del lamellare, invece, è insita nel fatto che: • le singole lamelle sciolte risultano più sottili (circa 25÷30 mm) dei profili massello (circa 75÷90 mm), e perciò sono più facilmente ed efficacemente essiccabili, e pertanto esauriscono praticamente del tutto la necessità fisiologica di deformarsi dopo la loro prima profilatura (fenomeno, questo, che si manifesta inevitabilmente, in maniera più o meno percettibile); • prima di essere incollate tra loro, le lamelle vengono ricalibrate e rettilineizzate, e quindi il risultato del composto dopo l’incollaggio è somma di tre pezzi che non “devono/vogliono” più deformarsi; • conseguentemente, data l’ormai assenza di tensioni residue, il pezzo di lamellare composto risulta naturalmente molto stabile. Inoltre, è bene evidenziare le seguenti principali peculiarità del legno nell’ambito di applicazione della costruzione di serramenti. Le venature Tutte le specie legnose sono caratterizzate, in diverso modo ed intensità, dalla presenza di venature più o meno regolari, che ne costituiscono (insieme ai nodi) la peculiarità e la bellezza. A seconda della grandezza dei tronchi da cui provengono i pezzi costituenti i serramenti (di spessore circa 80 mm) tali venature sono più o meno evidenti: per tronchi di grosso diametro (0,8÷1,4 m, come quello del mogano), sulla predetta larghezza di un pezzo di circa 80 mm di spessore la venatura è molto più regolare ed uniforme, quasi impercettibile, rispetto a quella che invece si vede irregolare su un pezzo proveniente da tronchi di piccolo diametro (0,3÷0,5 m, come quello del pino). E’, quindi, di tutta evidenza che le venature sono caratteristiche fisiologiche del legno, variabili a seconda della specie utilizzata. Tali venature, comunque, sin dalla fase di prima profilatura dei tronchi, sono ammesse solo se non compromettenti la funzionalità e la resistenza meccanica dei pezzi lignei. La presenza di nodi Tutti i tronchi hanno i rami, ed i nodi altro non sono che la parte interna dei rami nel tronco. Sono, quindi, una caratte- Le variazioni di tonalità di colore Per la sua naturale composizione non omogenea il legno presenta già al naturale variazioni cromatiche di colorazione più o meno evidenti, sul singolo pezzo e da pezzo a pezzo, in dipendenza delle varie specie (ad esempio, il pino è di colore molto più omogeneo rispetto al mogano). Pertanto, essendo disomogenea la base naturale su cui va ad applicarsi la verniciatura (mordenzatura) è del tutto consequenziale che le colorazioni del prodotto “serramento” finale non possono essere perfettamente omogenee ed uguali ai tipi campione (cartelle colore), specie nel caso di mordenzature chiare. E’ poi da considerarsi che l’esposizione nel tempo alla luce solare ed agli agenti atmosferici può far modificare, talvolta anche in maniera significativa a seconda delle particolari esposizioni, le tonalità di colorazione (cosa, questa, che avviene inevitabilmente, seppur con minore intensità, anche per altri manufatti: automobili, facciate di fabbricati, etc.). Le deformazioni È notorio che tutti i materiali subiscono piccolissime variazioni dimensionali in funzione della temperatura; il legno, essendo anche igroscopico (in quanto si uniforma continuamente alla umidità ambientale) , è ancora più soggetto alle predette variazioni dimensionali, che in caso di particolari situazioni climatiche (alta temperatura e molta umidità) possono assume- Gli incollaggi In generale, per l’assemblaggio del legno si è da sempre utilizzato collante, oltre che chiodi e viti; oggi, la moderna tecnica prevede ancor di più l’utilizzazione di pezzi prelavorati e formati mediante incollaggi di pezzi diversi (legni lamellari, pannelli in multistrato, etc.) Si tratta, comunque, di incollaggi particolari (in classe B4), con colle particolari applicate ad alta pressione, che concorrono ad aumentare le caratteristiche sia meccaniche che di durabilità dei componenti lignei, contribuendo al miglioramento prestazionale del prodotto finale. Restano, poi, le usuali antiche tecniche di falegnameria tradizionale per l’incollaggio di pezzi diversi, che se eseguito con la buona regola dell’arte non determina problematiche particolari; tali tipi di incollaggio possono essere utilizzati anche per eventuali interventi di ripristino (in caso di danneggiamenti dell’infisso per cause esterne: urti, scassi, etc.) , che se ben effettuati risultano in grado di assicurare la prosecuzione di affidabilità dell’infisso stesso, senza pregiudicarne la funzionalità tecnica. Tanto sinteticamente illustrato, è bene sottolineare e ribadire che il legno è un materiale naturale e che pertanto può presentarsi disomogeneo (senza perciò comprometterne la funzionalità e la gradevolezza estetica), e ciò indipendentemente dall’alto grado di selezione e di tecnica lavorativa. IL LEGNO_Catalogo generale Le fuoriuscite di resina Essendo un materiale vivo, per alcune specie legnose (pino, abete, douglass, conifere in genere) più che per altre, è possibile che nei tronchi siano presenti piccole sacche di resina, che potrebbe fuoriuscire dopo un certo periodo dalla ultima lavorazione asportante materiale; tali eventuali piccole fuoriuscite, del tutto naturali, non sono da considerarsi come dei difetti. Peraltro, per gli infissi verniciati all’acqua, e perciò con i pori rimasti aperti dopo la verniciatura, tali piccole fuoriuscite di resina sono ancora più libere e naturali. re valori significativi (1÷1,5 mm su dimensioni di 150÷200 cm). È quindi molto importante per i serramenti l’adozione di ferramenta con cerniere regolabili e con più punti di chiusura, montata su ante aventi la giusta tolleranza di aria con le battute dei telai; battute che sono rese ermetiche con guarnizioni in speciale materiale plastico (elastomeri termoplastici) , capaci di mantenere nel tempo le stesse caratteristiche pur in presenza delle predette inevitabili piccole deformazioni. Dunque, leggere deformazioni sono da considerarsi normali, mentre evidentemente non sono accettabili quelle che dovessero compromettere la funzionalità del serramento. _47 ristica più o meno evidente (a seconda della specie e della grandezza del tronco e dei rami) del materiale ligneo, e non costituiscono parti di degrado se si presentano compatti e vivi; eventuali nodi non compatti (cosiddetti “morti”) ed a rischio di distacco sono comunque rispristinabili, dopo le fasi di profilatura, con normali tecniche di falegnameria (con apposite colle e stucchi). Evidentemente, anche i nodi (come le venature) sono ammessi solo se non compromettenti la funzionalità e la resistenza meccanica dei pezzi lignei. _48 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio Quadro normativo relativo al legno Di seguito si riporta un quadro riassuntivo estratto dalle norme tecniche comunitarie europee, che definisce in maniera univoca le caratteristiche del legno , visibili sul serramento, da potersi considerare “proprie” e dunque normali e quali invece siano da considerarsi come difettosità. La norma di riferimento è quella europea EN 942, recepita in lingua italiana dalla UNI EN 942 (legno in falegnameria - classificazione generale della qualità del legno) che, pur senza criterio di esaustività nella sua singolarità, indica la ammissibilità o meno delle caratteristiche visibili: CARATTERISTICHE DEL LEGNAME IN FUNZIONE DELLA CLASSE E DELLA FACCIA (estratto dalla norma UNI EN 942) FACCIA VISIBILE CARATTERISTICHE nodi classe J2 classe J10 classe J30 classe J40 classe J50 max 2mm 30% max 10 mm 30% max 30 mm 30% max 40 mm 30% max 50 mm 0,5 mm 1,5 mm se riparate 1/8 dello spessore del pezzo 1/4 dello spessore del pezzo larghezza massima profondità massima (vedi nota 1) fessurazioni lunghezze individuali massime non ammesse lunghezza cumulativa massima su ciascuna faccia tasche di resina ed inclusioni di corteccia non ammesse colorazioni sane nell’alburno (inclusa l’azzurratura) 200 mm 300 mm 10% 25% 0,5 ammesse fino a 75 mm di lunghezza se riparate nel caso in cui sia stata applicata una finitura opaca non ammesse midollo visibile danni da insetti delle famiglie degli Scolitidi e dei Platipodidi (“moschettatura”) 100 mm ammesse se riparate ammesse se non visibili dopo la decorazione, a meno che non siano richieste come caratteristica non ammesse non ammesse FACCIA NON VISIBILE per le facce non visibili, tutte le caratteristiche indicate nella lista sono ammesse, purchè non interferiscano con le proprietà meccaniche dei prodotti o con la loro applicazione ammesse se riparate ammessi se riparati _49 Infine, si vuole solo evidenziare che, così come per altri manufatti di vario genere, l’uso e la manutenzione sono essenziali per una lunga funzionalità dei serramenti; è quindi importante essere cosapevoli che gli infissi esterni lasciati per molto tempo chiusi e abbandonati a se stessi possono subire naturali degradi e deformazioni, indotti dalla aggressione derivante dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici ed ai raggi ultravioletti del sole. IL LEGNO_Catalogo generale nota 1: determinata per mezzo di una dima da 0,2 mm 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.3_Il materiale alluminio Generalità L’alluminio è l’elemento chimico di numero atomico 13. Il suo simbolo è Al. Si tratta di un metallo duttile color argento. Si estrae principalmente dai minerali di bauxite ed è notevole la sua resistenza all’ossidazione, la sua morbidezza, e la sua leggerezza. L’alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, la forgiatura , lo stampaggio , o l’estrusione (che è il processo che si utilizza per i profili per serramenti). L’alluminio viene usato in molti campi di applicazione, specie in quelli per i quali la leggerezza, la durata e la resistenza sono requisiti richiesti; da tempo, almeno un quarantennio, è largamente usato nel campo dei serramenti per costruzioni civili. _50 IL LEGNO_Catalogo generale Produzione Nonostante l’alluminio sia il 3º elemento in ordine d’abbondanza sulla crosta terrestre, è molto raro in forma libera ed in passato era considerato un metallo prezioso, con un valore superiore a quello dell’oro. È quindi relativamente nuovo come metallo industriale e la sua produzione in quantità commerciali avviene da poco più di 100 anni. Quando venne scoperto, l’alluminio era estremamente difficile da separare dalle rocce di cui faceva parte, e poiché si trovava solo legato in qualche composto era il più difficile da ottenere, nonostante fosse uno dei più abbondanti elementi disponibili in natura. Per un periodo l’alluminio costò più dell’oro; i prezzi scesero sul finire dell’ottocento quando fu scoperto il metodo elettrolitico di produzione del metallo da allumina (ossido di alluminio, Al2O3). Successivamente, fino ai giorni nostri, il recupero di questo metallo dai rifiuti (attraverso il riciclaggio) è diventato una parte consistente della sua produzione. Le fonti per il riciclaggio dell’alluminio comprendono automobili e serramenti, elettrodomestici, contenitori e altri prodotti (riciclarlo è molto conveniente: 1 Kg di alluminio riciclato pronto all’uso a partire da scarti costa meno di 1 kWh, contro i circa 13÷14 kWh della produzione dal minerale naturale). Caratteristiche L’alluminio è un metallo leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all’aria e che previene la corrosione in quanto non solubile. L’alluminio ha un peso specifico di circa 2.700 kg/m3 (pari a circa un terzo dell’acciaio, che vale 7.800 kg/m3); è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla corrosione ed una lunga durata. Inoltre non è magnetico, non fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità ed il sesto per duttilità. L’alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra (8,3% in peso), secondo solo a ossigeno (45,5%) e silicio (25,7%) , e paragonabile al ferro (6,2%) ed al calcio (4,6%) . In natura si trova sempre combinato con altri elementi; è presente in numerosi minerali. Dal punto di vista industriale questo metallo leggero viene prodotto a partire dalla bauxite, roccia di colore rosso bruno o giallo. Le proprietà salienti dell’alluminio sono: • basso peso specifico; • elevata resistenza alla corrosione; • alta conducibilità termica ed elettrica; • elevata plasticità; • eccellente duttilità e malleabilità; • basso potere radiante; • difficile saldabilità. Pochi elementi in natura si prestano a costituire un numero così elevato di leghe come l’alluminio. Per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono all’alluminio determinati quantitativi di altri elementi alliganti. Quando si combina con altri elementi, le caratteristiche di questo metallo, che allo stato puro è tenero e duttile, cambiano radicalmente. Per quanto riguarda le leghe metalliche formate dall’alluminio, le peculiarità in comune per tutte sono: • bassa temperatura di fusione (compresa tra i 510 ed i 650 °C); • basso peso specifico, compreso tra 2.660 e 2.850 kg/m³ ; • elevatissima conducibilità elettrica e termica; • contenuto di alluminio maggiore del 95%. Gran parte degli elementi metallici sono solubili nell’alluminio, tuttavia rame (Cu), silicio (Si), magnesio (Mg), zinco (Zn), manganese (Mn) sono i leganti utilizzati con l’alluminio per costituire le leghe madri; accanto ad essi si possono impiegare elementi che migliorano alcuni aspetti prestazionali delle le- ghe, conosciuti come correttivi. Si trovano aggiunte, per scopi particolari, piccole percentuali di nichel (Ni), titanio (Ti), zirconio (Zr), cromo (Cr), bismuto (Bi), piombo (Pb), cadmio (Cd), scandio (Sc) ed anche stagno (Sn) e ferro (Fe), quest’ultimo peraltro sempre presente come impurezza. Ogni elemento può conferire un particolare effetto, per esempio: _51 IL LEGNO_Catalogo generale silicio: migliora la colabilità e riduce il coefficiente di dilatazione termica; magnesio: aumenta la resistenza alla corrosione in ambiente alcalino e in mare; manganese: aumenta la resistenza meccanica e alla corrosione; rame: accresce la resistenza meccanica, soprattutto a caldo; zinco: conferisce un’elevata resistenza meccanica, soprattutto se associato al magnesio. 4_il serramento in legno e in legno-alluminio La lega EN AW-6060 per serramenti La lega EN AW-6060 è quella di estrusione più diffusa sul mercato europeo, per le sue doti di alta velocità di deformazione a caldo, ed è quella utilizzata nel campo dei serramenti per usi residenziali. Le sue caratteristiche consentono la rea- lizzazione di profilati con sezione anche complessa, comprendente molteplici cavità e scanalature, per avvicinare quanto più possibile il disegno dell’estruso a quello del manufatto finito, riducendo al minimo le lavorazioni intermedie. LEGA DI ALLUMINIO DA ESTRUSIONE EN AW-6060 Caratteristiche fisiche massa volumica 2,70 conducibilità termica a 20 °C g / cm3 punto di fusione inferiore 605 °C calore specifico tra 0° e 100 °C 890 J / Kg °K modulo di elasticità lineare 69000 N / mm2 modulo di elasticità tangenziale 26000 N / mm2 coefficiente di dilatazione termica lineare - nello stato O - nello stato T6 2,09 W / cm °K 1,75 W / cm °K - tra 20° e 100°C - tra 20° e 200°C - tra 20° e 300°C 1 / °K 1 / °K 1 / °K resistività elettrica a 20 °C - nello stato O - nello stato T6 3,14 4,25 μΩ μΩ cm cm Composizione chimica, secondo la Norma Europea EN 573.3 Si silicio 0,30 ⎫ 0,60 Fe ferro 0,10 ⎫ 0,30 Cu zinco Mn manganese 0,10 max 0,10 max Mg magnesio 0,35 ⎫ 0,60 Zn zinco Ti titanio ciascuna totale Al alluminio 0,05 max 0,15 max 0,10 max 0,05 max 0,15 max restante quantità Proprietà meccaniche minime, secondo Norma Europea EN 755.2 tipo di profilo stato fisico di fornitura spessore di parete (mm) (stralcio di interesse) Carico di rottura a trazione Rm [Mpa] min barre piene omissis omissis T4 _52 IL LEGNO_Catalogo generale profili aperti e cavi Carico limite di elasticità R p0.2 [Mpa] max tubo estruso T5 impurità Cr cromo Allungamento min max A % min 120 100 ----- 8 8 A 50mm % mim omissis e ≤5 5 < e < 25 T6 T64 T66 Estrusione Tutti i profili in alluminio occorrenti per realizzare il sistema in legno-alluminio, accoppiando la copertura esterna di alluminio alle ante e telai in legno, sono prodotti per estrusione; questo è un processo di produzione industriale di tipo deformazione plastica che consente di sviluppare qualsiasi figura piana lungo l’asse perpendicolare al piano su cui è stata disegnata. E’ utilizzata oltre che per i materiali metallici anche per la gomma, la plastica ed altre produzioni. Consiste essenzialmente nel forzare per compressione il materiale, opportunamente surriscaldato e allo stato pastoso, a passare attraverso una sagoma (matrice) che riproduce la forma esterna del pezzo che si vuole ottenere. Se la sezione di questo è cava, sarà presente anche un’anima (cuore) che riprodurrà il profilo della cavità interna. 160 140 ----- 6 6 omissis omissis omissis All’uscita dalla matrice il materiale viene raffreddato e, nel caso dell’alluminio, sottoposto ad invecchiamento artificiale (per il completo raggiungimento delle caratteristiche meccaniche richieste). La compressione del materiale a monte della matrice è ottenuta da un pistone idraulico che spinge il materiale verso la matrice (con potenze dell’ordine di migliaia di tonnellate). _53 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.4_Verniciatura 4.4.1_La verniciatura del legno 4.4.1.1 Le principali cause di deterioramento del legno _54 IL LEGNO_Catalogo generale e della vernice. Per comprendere appieno la bontà e l’importanza della verniciatura che questa azienda ha da sempre applicato sui propri prodotti, occorre fare una premessa sulle principali cause di deterioramento del legno e della vernice, che possono sintetizzarsi nel modo che segue. • I raggi ultravioletti esercitano contemporaneamente una azione di fotolisi (alterazione chimica causata dalla luce) sulla lignina e, in presenza di ossigeno, anche una ulteriore polimerizzazione dello strato di vernice, che diventa in tal modo più fragile (vetrificazione) e quindi più soggetto a screpolarsi . • Se l’umidità penetra laddove il film di vernice è danneggiato o assottigliato, il legno si gonfia e si dilata, sottoponendo lo strato di vernice ad un’azione meccanica che può provocarne il distacco. In quei punti si può infiltrare anche la pioggia, ed in questo caso il legno subisce un viraggio di colore che lo porta ad assumere un tono grigiastro. In aggiunta, l’umidità assorbita al crescere della temperatura si tramuta in vapore che dall’interno del legno esercita una pressione rivolta verso l’esterno, la quale, nel caso in cui il film di verniciatura non sia sufficientemente permeabile, ne incrementerà il distacco. • La alta temperatura dilata il supporto legnoso in maniera differente dal film verniciante, data la diversità dei rispettivi coefficienti di dilatazione termica dei due materiali; nel caso in specie, il coefficiente di dilatazione termica del legno è molto basso mentre quello di una resina di verniciatura può essere anche 5÷6 volte superiore. Pertanto, in una giornata estiva un infisso di colore abbastanza scuro esposto al sole può raggiungere anche temperature dell’ordine di grandezza di 65÷75 °C, per cui lo strato di vernice tende ad allungarsi molto di più rispetto al legno. Evidentemente, il ripetersi ciclico di questo tipo di fenomeno è causa, con il passare del tempo, di un distacco della pellicola di vernice (se questa è di base sintetica e non all’acqua). • I funghi - dell’azzurramento e della marcescenza - possono svilupparsi per cause naturali all’interno del legno nel caso in cui l’umidità superi il 20% ed esso non sia adeguatamente protetto dai biocidi. I funghi dell’azzurramento vivono a spese delle sostanze di riserva contenute nelle cellule, ma non danneggiano di fatto le proprietà meccaniche del legno. La loro presenza si manifesta con una colorazione variabile dal grigio ardesia chiaro al blu nerastro di intensità variabile; inoltre, le ife fungine possono anche perforare la vernice. I funghi di marcimento, invece, sono in grado di produrre una azione di distruzione meccanica del legno, dovuta all’attività enzimatica del micelio sulle pareti cellulari. 4.4.1.2 Generalità sulla verniciatura all’acqua. Come intuibile da quanto sopra esposto, la verniciatura è una delle fasi di lavorazione più importanti, ed a cui, come già detto, questa azienda ha posto da sempre il massimo dell’attenzione. Si coglie, allora, l’occasione di redazione di questa pubblicazione per spiegare la particolarità e i pregi della verniciatura che questa azienda assicura ai serramenti prodotti, effettuata con tre cicli “completamente” all’acqua ; questo tipo di verniciatura all’acqua dei serramenti esterni (in luogo di quella tradizionale e più semplice con base sintetica) è ormai una realtà consolidata per i numerosi vantaggi che ne derivano: • riduzione delle emissioni di solventi in atmosfera (tutelando peraltro la salute degli operatori); • film di vernice con ottima elasticità e resistenza alle escursioni termiche ed agli agenti atmosferici; • ottima sovraverniciabilità ; • assenza di autocombustione. Inoltre, tali tipi di vernice sono in grado di offrire una elevata e duratura protezione dei serramenti, poiché: • contengono pigmenti e filtri UV che proteggono il supporto legnoso ed inibiscono l’ingiallimento e la vetrificazione del film di vernice; • contengono sostanze preservanti che impediscono l’eventuale proliferazione di funghi e muffe (nel legno che è un materiale “vivo”); • sottoposte a severe prove di laboratorio in base a norme EN UNI superano esami del tipo : resistenza al blocking, In particolare, il procedimento di verniciatura è effettuato nel modo seguente: • le ante e i telai, già assemblati, vengono spazzolati meccanicamente e carteggiati a mano quando il legno è ancora grezzo (al naturale); • i pezzi vengono poi fatti passare al flow-coating (spruzzi nebulizzati) in due mani di impregnante colorato prima (1° ciclo), e intermedio dopo (2° ciclo); il tutto su di un dispositivo catenario a circolo chiuso passante attraverso un forno caldo per la asciugatura in ambiente controllato; • a questo punto, il legno che è stato “bagnato” dalle due fasi predette “alza il pelo” durante la fase di asciugatura e risulta quindi indispensabile ed inevitabile rimaneggiare le ante ed i telai passandole in un secondo ciclo di spazzolatura meccanica e carteggiatura a mano (con il legno già mordenzato); • infine i pezzi vengono messi su una altra catenaria dove vengono rifiniti con una terza fase di verniciatura di finitura superficiale (3° ciclo) , avente funzione protettiva rispetto agli agenti atmosferici dell’ambiente esterno. Per comprendere appieno la validità di questo tipo di ciclo, bisogna precisare le caratteristiche e le funzioni dei tre prodotti summenzionati: impregnanti: sono prodotti a basso residuo secco, che si applicano su legno grezzo come primo trattamento; contengono coloranti stabili alla luce, ossidi di ferro e sostanze preservanti che, penetrando in profondità nei pori del legno, permettono di proteggerlo dal degrado dei raggi ultravioletti e dall’attacco di funghi e muffe; La particolarità essenziale di questo tipo di procedimento effettuato completamente con vernici all’acqua consiste nel fatto che i primi due cicli “penetrano” nei pori del legno lasciando, peraltro, gli stessi pori “aperti” e cioè in grado di respirare (il legno è un materiale vivo); il terzo e ultimo ciclo, infine, dà una protezione insieme ad un grado di finitura estetica, ma sempre lasciando aperti i pori del legno. Ciò significa che non si viene a creare una sorta di pellicola appiccicata sul legno (come quella che invece si ottiene con le verniciature a basi sintetiche), che inevitabilmente tende a staccarsi (spellarsi) dopo un certo tempo (3÷5 anni) in dipendenza delle esposizioni dei singoli serramenti all’ambiente esterno (quando, a seconda delle frequenze delle micro-deformazioni del legno per effetto dell’umidità e dell’irraggiamento solare, lo stesso movimento delle fibre del legno tende inevitabilmente a far staccare la pellicola di vernice). Per spiegare in altre parole, ma in buona sostanza, questo comportamento è utile ricorrere al seguente modello di immediata comprensione: se si applicasse su di una spugna un pezzo di schotch adesivo colorato è subito immaginabile che l’adesivo stesso perderebbe efficacia dopo poco tempo e lo schocth colorato si staccherebbe dopo pochi cicli di movimento della spugna (stringendo e lasciando rigonfiare i suoi pori) , mentre al contrario se si impregnasse la spugna con acqua colorata, che penetrerebbe anche in tutti i pori e li colorerebbe, è evidente che il colore rimarrebbe sulla spugna anche se questa venisse continuamente sollecitata con movimenti di contrazioni e di rilasci ciclici. Ebbene, è chiaro che nel modello descritto lo schoth rappre- IL LEGNO_Catalogo generale • intermedi: sono prodotti specifici per cicli di verniciatura industriale con impianti flow-coating che permettono di proteggere la colorazione e creare una superficie idonea alla sovrapplicazione con le finiture finali; finiture: sono vernici ad alto residuo secco che possono applicarsi solo su legno già trattato con impregnante e intermedio, e producono un film di verniciatura con ottimo effetto estetico e soprattutto con l’importantissima funzione di proteggere il legno dalle molteplici aggressioni chimico-fische cui è sottoposto durante tutta la sua vita di esposizione all’esterno. _55 • resistenza alla goccia d’acqua, capacità di filtrazione delle radiazioni ultraviolette della luce solare, resistenza all’invecchiamento accelerato, valutazione delle permeabilità al vapore; la caratteristica di alta bagnabilità delle finiture di protezione superficiali permette di migliorare la definizione dei pori nei legni di latifoglia e di ridurre al minimo il rigonfiamento delle fibre nei legni di conifera; la caratteristica di trasparenza e di porosità del film di vernice (composto in tre cicli come spiegato nel seguito) rende perfettamente visibile le sfumature naturali delle venature del legno. 4_il serramento in legno e in legno-alluminio senta la “vernice sintetica” che si stacca e che, invece, l’acqua colorata rappresenta la “vernice all’acqua” che si compenetra nel legno e che dunque non può staccarsi. Dopo tutte queste spiegazioni, ci si potrebbe porre la domanda: ma allora il serramento in legno verniciato all’acqua non ha bisogno di manutenzione? La risposta è: no, il serramento in legno verniciato all’acqua ha bisogno di manutenzione, anche se “ordinaria” e non “straordinaria”. E comunque, anche in assenza di tali operazioni manutentive ordinarie e quindi nella peggiore delle ipotesi , si potrà al massimo assistere al decadimento con opacizzazione della tinta di colore, ma senza alcuna spellatura di vernice (così come può accadere per una automobile lasciata a se stessa per anni in un piazzale scoperto al sole ed alla pioggia). _56 IL LEGNO_Catalogo generale Approfondiamo, allora, questo altro importante argomento. Nessuno si meraviglia del fatto che una automobile, anche di gran lusso, debba essere periodicamente sottoposta al lavaggio, ed ogni tanto trattata con la cera per auto, in modo che sia sempre pulita e splendente; orbene, se si vuole conservare bene un serramento, tanto più in legno, occorre seguire le più elementari regole di pulizia periodica e non pretendere che questo, esposto all’esterno e magari allo smog, si conservi da solo. Dunque la semplice pulizia periodica con panno umidificato con acqua e detergente neutro può rappresentare da sola circa il 70% della manutenzione ordinaria nei riguardi della verniciatura; l’altro 30% può essere rappresentato dalla possibilità di applicare, sempre con panno umido e con appositi prodotti rinnovanti, di tanto in tanto (1÷2 anni) un nuovo strato superficiale di protezione della impregnazione colorata presente nei primi strati del legno; per ritornare all’esempio di prima della spugna, è come se si applicasse sulla spugna colorata ad impregnazione una protezione che, e questo è fondamentale, si può continuamente rinnovare. Diverso sarebbe, invece, se su quello “strato di schotch” si volesse applicare “altro schotch”: l’effetto sarebbe sempre lo stesso, perché allo staccarsi del primo si staccherebbe anche quello messovi sopra. Dunque, il grande vantaggio della verniciatura all’acqua è che il colore “risiede compenetrato” nel legno , e che superficialmente vi è uno strato (il 3° ciclo di verniciatura) protettivo che può essere continuamente rigenerato con grande semplicità (con l’operazione di rinfresco, cfr. 7.1.1.2), senza lavorazioni preliminari e/o pennelli, ma solamente con un panno inumidito con apposito prodotto rigenerante. Tanto detto in generale sulla verniciatura, le operazioni di manutenzione da effettuare sono illustrate nell’apposita altra edizione del MANUALE DI USO E GARANZIA , a cui si rimanda, ed accennate al capitolo 7 di questa edizione del catalogo generale. Ad ogni modo, la migliore soluzione alla manutenzione ordinaria per la verniciatura è sicuramente rappresentata dall’esclusivo programma GWD di questa azienda, così come già detto precedentemente al par. 2.4 a cui si rimanda. IL LEGNO_Catalogo generale _57 NOTA BENE: Per la gamma ordinata e completa delle colorazioni è consultabile la relativa cartella COLORI E FINITURE LEGNO 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.4.2_La verniciatura dell’alluminio in cui polvere o sporco superficiali vengono tamponati, durante le normali pulizie, nella rugosità della superficie; 4.4.1.1 Generalità Le finiture di verniciatura dei profilati in alluminio per il rivestimento esterno del legno, nel sistema legno-alluminio, possono essere di vario tipo, con denominazioni commerciali varie, di cui qui si riporta una raccolta: • • DEKORLEGNO con finitura simulante le venature e le tinte del legno; • STRUTTURATE SPECIALI raggruppanti rustici: finitura superficiale ruvida, opaca, monocolore con puntinatura a scaglie (di maggiore dimensioni rispetto ai puntini del raggrinzato) in multicolor bianchi, neri, grigi, a volte gialli o marroni; bucciati: finitura superficiale a “buccia di arancia” solitamente lucida o semilucida, monocolore senza puntini; goffrati: simili ai bucciati ma con una rugosità superficiale molto lieve, monocolore con puntini micalescenti visibili controluce; goffrati ramati, silver o oro: finitura superficiale a “buccia di arancia” solitamente lucida o semilucida, monocolore con presenza di pigmenti di colore rame, silver o oro, che per effetto di schivanti opportunamente miscelati nella polvere, durante la cottura migrano sulla cresta della “buccia di arancia”, creando un particolare e gradevole effetto cromatico e conferendo allo stesso modo una elevata resistenza della superficie che risulta facilmente pulibile a differenza di quelle texturizzate (mix, grinz, raggrinzati, rustici) IL LEGNO_Catalogo generale TREND raggruppanti mix: finitura superficiale semi opaca liscia, monocolore con presenza di puntini multicolor bianchi, neri, grigi, a volte gialli (commercialmente vengono denominati anche Marmo, Raffaello o Gotici); grinz: finitura superficiale leggermente ruvida, opaca, monocolore senza puntini bianchi; raggrinzati: finitura superficiale ruvida, opaca, monocolore con puntini multicolor bianchi, neri, grigi, a volte gialli; • _58 RAL con finitura superficiale liscia lucida, semi lucida, semi opaca e opaca; • ANODIZZATE con finitura liscia ad effetto metallico, del tipo spazzolato e brillante. 4.4.2.2 Le finiture RAL, TREND, STRUTTURATE e SPECIALI Si ottengono con l’impiego di diversi tipi vernici in polvere, del tipo poliestere (in base alla normativa europea 67/548 CEE TGIC FREE e atossiche) che si presentano sotto forma di polveri “fini”, solide al 100%, totalmente esenti da solventi. Il ciclo di lavorazione può così riassumersi: • pretrattamento; composto da sgrassaggio alcalino, lavaggio, decappaggio acido, lavaggio, passivazione ad immersione e doppio passaggio in acqua demineralizzata; • verniciatura elettrostatica in cabina pressurizzata; • polimerizzazione (indurimento) della polvere termoindurente in un forno, ad una temperatura d’esercizio di circa 180÷190 °C per una durata di circa 20 minuti. Per effetto dello spessore del film indurito (di circa 60÷80 micron) e della alta densità di reticolazione, le vernici in polvere hanno alte proprietà di tenacità e resistenza alla corrosione. Inoltre, possiedono una ottima resistenza ai raggi U.V. (che sono il risultato delle naturali radiazioni solari), conservando per lungo tempo, senza degradazione, la brillantezza speculare e il colore. E’ proprio questa ultima caratteristica, la ottima durabilità temporale anche con scarsa manutenzione, che rende insuperabile l’accoppiata legno-alluminio (legno interno e alluminio esterno) perché elimina qualsiasi remora o diffidenza della clientela circa la capacità di durabilità dell’infisso (che, invece, se tutto in legno ha bisogno di una manutenzione ordinaria più frequente; cfr. il programma GWD di questa azienda al par. 2.4). 4.4.2.3 Le finiture DEKORLEGNO Queste finiture, simulanti le venature e le tinte del legno, si possono ottenere con due diversi metodi: • per sublimazione; • per decorazione con polvere su polvere. La tecnica della decorazione tramite sublimazione del pigmento consiste nello stampare la grafica in piano su di uno speciale supporto per poi trasferirla a caldo sulla superficie dell’oggetto da decorare; quest’ultimo deve essere opportunamente pretrattato in modo tale da renderlo perfettamente ricettivo. La sublimazione di un elemento o composto chimico è la sua transizione di fase dallo stato solido allo stato gassoso, senza passare per lo stato liquido; per tale processo nel campo applicativo della verniciatura dell’alluminio si utilizzano inchiostri sublimatici allo stato solido che, per effetto del calore e di una contemporanea idonea depressione, si modificano in gas o vapore senza passare attraverso lo stato intermedio di liquefazione (che non darebbe l’effetto visivo appropriato). Il trasferimento dei disegni simulanti le venature del legno avviene, allora, a temperature mediamente superiori a 160 °C e con opportune depressioni mediante le quali il pigmento solido (inchiostro) si trasforma direttamente in vapore e penetra contemporaneamente all’interno della superficie pretrattata (verniciata) dell’alluminio. Le immagini che si riproducono con una sublimazione risultano resistenti ai lavaggi e antigraffio, poiché la stesse immagini sono protette dallo strato di vernice in cui sono stampate. Il processo consiste essenzialmente in: • pretrattamento chimico e verniciatura di base: sui profili viene eseguito un trattamento chimico finalizzato a togliere le impurità presenti, che sono causa principale di ossidazione degli stessi, e successivamente viene applicata una verniciatura di base (chiara o scura, liscia o raggrinzata) a seconda del tipo di sublimazione da effettuare; • sublimazione: i profili vengono avvolti interamente da delle pellicole di colore prestampate (film) con pigmenti organici fotosensibili e resine di poliestere (inchiostro a polvere). Una volta insacchettati viene creata una idonea depressione (sottovuoto) mediante aspirazione di aria. Questo procedimento permette la perfetta completa adesione dei film sui profili. Dopodiché i profili vengono introdotti all’interno di forni speciali, ove rimangono per circa 8 minuti durante i quali la temperatura raggiunge circa 200 °C. E’ in questa fase che avviene la decorazione “per sublimazione”, fenomeno fisico per il quale, per effetto della temperatura elevata e della depressione, le molecole di inchiostro presenti nelle pellicole (film) si trasferiscono sotto forma gassosa nello strato sintetico della vernice di base (pre-applicata), colorando i profili di alluminio con l’effetto legno desiderato. Infine, dopo il raffreddamento e la polimerizzazione (solidificazione) degli smalti, le pellicole (film) vengono rimosse. 4.4.2.3.2 Decorazione con polvere su polvere (effetto legno cosiddetto Real Wood) La tecnica della decorazione effetto legno con applicazione di polvere su polvere beneficia dei vantaggi delle alte resistenze e di prolungata durabilità all’esterno proprie della polvere poliestere. Il procedimento di decoro permette di realizzare effetti legno mediante l’inglobamento di polveri poliestere di diversi colori allo stato solido direttamente nello strato di rivestimento a polvere della verniciatura di base pre-applicata (e non, come per la sublimazione, sotto forma gassosa), ottenendo le massime caratteristiche sia estetiche che di resistenza ai raggi U.V. e gli agenti atmosferici. In tal modo si riesce a formare l’effetto “venatura” oltre che con il disegno (bidimensionale) anche, e soprattutto, con un consistente effetto di variabilità in spessore delle vernice (tridimensionale, per la presenza della polvere solida) che simula molto realmente, sia alla vista che al tatto, l’effetto naturale della superficie lignea. Il processo consiste essenzialmente in: • pretrattamento chimico e verniciatura di base: sui profili viene eseguito un trattamento chimico finalizzato a togliere le impurità presenti, che sono causa principale di ossidazione degli stessi, e successivamente viene applicata una verniciatura di base (chiara o scura, liscia o raggrinzata) a seconda del tipo di decorazione da effettuare; • decorazione: i profili vengono trattati mediante la deposizione di polveri poliesteri disposte secondo impronte simulanti le venature del legno ed impresse sull’alluminio con uno speciale tampone matrice, e con successivi passaggi in forno con pannelli radianti (senza presenza di IL LEGNO_Catalogo generale (effetto legno cosiddetto Maderall) _59 4.4.2.3.1 Sublimazione 4_il serramento in legno e in legno-alluminio fiamma) tenuti a temperature intermedie tali da poter permettere successivi analoghi cicli (polveri e cotture) per il trattamento superficiale di tutte le parti a vista dei profili stessi. Successivamente si effettuata una cottura finale a circa 180÷190 °C per una durata di circa 20 minuti, dopo la quale si procede al raffreddamento con la polimerizzazione (solidificazione) degli smalti. 4.4.2.4 Le finiture ANODIZZATE Queste finiture, lisce ad effetto metallico, del tipo spazzolato e/o brillante, possono ottenersi mediante la anodizzazione (detta anche ossidazione anodica), che è un processo elettrochimico irreversibile mediante il quale uno strato protettivo di ossido di alluminio si forma sulla superficie del pezzo trattato e lo protegge dalla corrosione. Nel materiale avviene una vera e propria trasformazione superficiale: il metallo nudo reagisce con l’ossigeno che si sviluppa all’anodo durante il processo di elettrodeposizione e forma ossido di alluminio o allumina. Lo strato di materiale formato è variabile, e possono aversi generalmente due tipi di ossidazione anodica: quella sottile, che comporta uno strato variabile dagli 8 ai 20 micron, e quella dura, che comporta uno strato dai 20 ai 50 micron. Nella verniciatura dell’alluminio si utilizza quella sottile, con uno spessore medio di 15 micron. Il trattamento è costituito dai seguenti passaggi: sgrassaggio, eventuale satinatura chimica, depatinatura, ossidazione anodica, neutralizzazione, eventuale aggiunta di colore, fissaggio e asciugatura. _60 IL LEGNO_Catalogo generale Con questo tipo di trattamento oltre a conferire il particolare effetto metallico, del tipo spazzolato e/o brillante in diversi possibili colorazioni aggiunte, si riesce anche a: • migliorare la resistenza a corrosione del materiale; • aumentare la durezza superficiale; • aumentare la resistenza all’usura e all’abrasione; • migliorare moderatamente l’isolamento termico dei profili. Tanto detto in generale sulla verniciatura dell’alluminio, le minori operazioni di manutenzione da effettuare (rispetto a quelle da farsi per la verniciatura del legno) sono illustrate nell’apposita altra edizione del MANUALE DI USO E GARANZIA, a cui si rimanda, ed accennate al capitolo 7 di questa edizione del catalogo generale. IL LEGNO_Catalogo generale _61 NOTA BENE: Per la gamma ordinata e completa delle colorazioni è consultabile la relativa cartella COLORI E FINITURE ALLUMINIO 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.5_I vetri 4.5.1_Generalità sui vetri Solitamente, nell’osservare una finestra si è portati a soffermare l’attenzione sulle parti del telaio e delle ante in legno, sulla ferramenta e guarnizioni perimetrali, sulla verniciatura, tralasciando inconsciamente e spontaneamente la superficie predominante della finestra stessa: la parte vetrata . Ciò sicuramente è dovuto alla familiarità che i nostri sensi hanno ormai con il vetro, considerato quasi come un elemento “ovvio e scontato” nella vita quotidiana; nella realtà, però, il vetro è un prodotto artificiale, conseguente ad una lavorazione, e dunque avente caratteristiche e qualità che dipendono dal modo in cui è prodotto. E allora, proprio perché rappresenta una parte più che considerevole del serramento stesso, questa azienda è da sempre molto attenta ad utilizzare per i propri serramenti prodotti dei vetri di alta qualità, che, però, spesso sono poco conosciuti alla clientela. Nella stesura del presente catalogo generale, quindi, si è riservata una parte specifica e corposa per fornire alcune indicazioni su un elemento del serramento che sembra “scontato” e che, invece, non lo è affatto: il vetro. (fonti bibliografiche predominanti: Manuale del vetro - Saint-Gobain Glass) 4.5.2_Composizione e fabbricazione dei vetri _62 IL LEGNO_Catalogo generale Tutti sappiamo cosa è il vetro e non occorre alcuna illustrazione o spiegazione per identificarlo; è, difatti, un composto che ha una storia millenaria. Non altrettanto conosciuta è, però, la sua composizione: • un vetrificante, la silice, introdotta sotto forma di sabbia (dal 70 al 72%); • un fondente, la soda, sotto forma di carbonato o di solfato di sodio (circa il 14%); • uno stabilizzante, la calce, sotto forma di calcare (circa il 10%); • vari altri ossidi, come l’allumina e il magnesio, che servono a migliorare le proprietà fisiche del vetro, in particolare la resistenza all’azione degli agenti atmosferici; • qualche particolare ossido metallico in caso di colorazioni della massa metallica. Con procedure automatizzate in dei forni particolarmente complessi (lunghi circa 200÷250 ml, tenuti accesi 24 ore al giorno tutto l’anno, per circa 10÷12 anni di seguito) il miscuglio viene umidificato e poi lavorato in sei fasi principali: 1. una fusione iniziale, in cui le materie prime vengono fuse a circa 1.550 °C; 2. un processo di omogeneizzazione del vetro fuso, con l’eliminazione delle bolle gassose; 3. un condizionamento termico, con raffreddamento controllato in modo da ottenere la giusta maggiore viscosità per la fase successiva; 4. uno spargimento su di un bagno di stagno fuso a circa 1.000 °C ; in tale condizione il vetro, che presenta una densità inferiore a quella dello stagno, vi “galleggia” formando uno strato di spessore naturale tra 4 e 6 mm (ovvero di spessore diverso con particolari dispositivi che consentono l’accelerazione o la riduzione dello spandersi del vetro); 5. una ricottura all’uscita dal bagno di stagno in cui il nastro di vetro, già divenuto rigido, passa in un tunnel di raffreddamento in cui si porta con gradualità la temperatura da circa 620 a 250 °C, e successivamente ad un raffreddamento lento all’aria per la eliminazione delle tensioni interne al vetro; 6. una fase di taglio del nastro di vetro raffreddato, che sinora si presentava sempre in forma continua, per ottenere le lastre normalizzate di circa 6x3 m . 4.5.3_Caratteristiche fisiche dei vetri PROPRIETÀ MECCANICHE Densità - massa volumica. Il vetro ha un peso specifico di circa 2.500 Kg/m3; ciò significa che una lastra di vetro pesa 2,5 Kg per metro quadrato e per millimetro di spessore (in pratica, ad esempio, un metro quadrato di una lastra di 4 mm di spessore pesa 10 Kg). Resistenza alla compressione. Il vetro ha una elevatissima resistenza alla compressione, pari a circa 1.000 N/mm2 = 10.000 Kg/cm2; ciò significa che per • 40 N/mm2 = 400 Kg/cm2 per vetri levigati ricotti • 120 N/mm = 1.200 Kg/cm per vetri temprati 2 2 (variabile a seconda dello spessore e del tipo di lavorazione) Il valore elevato di resistenza del vetro temprato è dovuto al fatto che il processo di tempra ha l’effetto di mettere le due facce superficiali della lastra trattata in condizioni di forte compressione (creando una vera e propria precompressione che aumenta conseguentemente la resistenza a trazione). Elasticità. Il vetro è un materiale estremamente elastico, che non presenta dunque deformazioni permanenti; il che significa che dopo un deformazione a seguito di una sollecitazione ritorna nello stato di riposo esattamente come era nella forma iniziale; di contro, però, è un materiale anche estremamente fragile, e cioè non presenta alcuna fase plastica (deformazioni permanenti) prima di una rottura e, quindi, se sottoposto a carichi crescenti a flessione si rompe senza alcun preavviso. COMPORTAMENTO TERMICO Dilatazione termica lineare. Questa caratteristica dei materiali è espressa da un coefficiente empirico che misura l’allungamento della unità di lunghezza per una variazione di temperatura pari ad 1 °C (in un intervallo di temperature tra 20 e 300 °C); per il vetro il coefficiente di dilatazione termica lineare è pari a 9x10-6 = 0,000009 . Ciò significa ad esempio, che una lastra di vetro lunga 2 m se riscaldata con un aumento di temperatura di 40 °C si allunga di 0,72 mm. È utile avere conoscenza del valore del coefficiente λ di dilatazione termica lineare di altri materiali: 4x10-6 5x10-6 5x10-6 9x10-6 12x10-6 14x10-6 23x10-6 70x10-6 per comprendere immediatamente la intrinseca “compatibilità” tra il legno e il vetro, e di contro la minore compatibilità tra l’alluminio e il vetro e la ancor minore compatibilità tra il PVC e il vetro (e tale caratteristica rende evidentemente più semplice e sicura l’adesione delle lastre di vetro ai telai delle ante di legno, a vantaggio di sigillatura e ermeticità, rispetto alle ante in alluminio o in Pvc). Per promemoria si ricorda che Δl = l • λ • ΔT Sollecitazioni di origine termica. Il vetro ha una scarsa conduttività termica; questa caratteristica ha per conseguenza che il riscaldamento o il raffreddamento di una sola parte di una vetrata potrebbe determinare delle sollecitazioni interne che possono provocare rotture cosiddette termiche. L’esempio più comune di rischio di rottura termica è quello rappresentato dai bordi perimetrali coperti di un vetro ad elevato assorbimento energetico, che in presenza di forte irraggiamento solare si riscalderanno più lentamente della superficie esposta, e correranno il rischio di lesionarsi. Pertanto, nei casi in cui le condizioni di utilizzo o di posa in opera rischiano di determinare in un vetro considerevoli differenze di temperatura (cfr. normative al riguardo), sarà necessario adottare particolari precauzioni. Una di queste, riguardo il materiale in se stesso, è la tempra, che è un trattamento termico complementare nelle fasi di produzione delle lastre di vetro, che consente di far sopportare alle lastre stesse differenze di temperature dell’ordine di 200 °C . IL LEGNO_Catalogo generale Resistenza alla flessione. Una lastra vetro sollecitata a flessione presenta una faccia in compressione (quella dalla parte in cui è applicato il carico) ed una in trazione. Il valore della resistenza di un vetro flesso è dell’ordine di: legno mattone pietra vetro acciaio calcestruzzo alluminio cloruro di polivinile (PVC) _63 rompere un cubetto di vetro di 1 cm di lato occorre un carico dell’ordine di 10 tonnellate. _64 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.5.4_Il vetro e la luce 4.5.5_Il vetro e la radiazione solare Può sembrare ovvio, ma, si sa: la luce diurna è all’origine della vita ed è indispensabile a tutti. La finestra, e il vetro in essa contenuto, agisce in qualche modo come un “filtro” prodigioso che permette di addomesticare e ammorbidire la luce per consentirci di sfruttarla dentro casa secondo le nostre esigenze, anche quando fuori tira vento, piove, fa caldo, fa freddo, ci sono rumori, o c’è lo smog. Quindi, finestra e vetro fungono, da sempre, come formidabili “scambiatori” di luce con il mondo esterno, tanto che sono inimmaginabili edifici senza finestre e vetri. Nel progettare gli edifici e gli ambienti si privilegiano le possibilità di avere ampie aperture finestrate sui muri ; tanto che, tenendo presente le varie componenti del bilancio energetico della finestra (energia necessaria al riscaldamento, al raffreddamento e all’illuminazione del locale) , può concludersi che la superficie finestrata (vetrata) dovrebbe essere dell’ordine del 35÷45 % della superficie complessiva della facciata. Il tutto anche in dipendenza, evidentemente, dell’esposizione della facciata rispetto ai punti cardinali: a nord vi è la minima esposizione solare (tuttavia, la luce naturale nei locali in tal caso presenta caratteristiche di elevata costanza) , mentre a sud si ha il vantaggio di una esposizione solare massima (ancor più elevata durante l’inverno, con il sole basso sull’orizzonte, che è ideale per aumentare il guadagno termico durante la stagione fredda). Si devono, allora, scegliere ovvero combinare al meglio le diverse proprietà che può avere il vetro rispetto alla luce: • la trasparenza: quanto più elevata è la trasmissione luminosa del vetro, tanto maggiore è la quantità di luce naturale disponibile all’interno dei locali; • la brillantezza: quanto più è perfettamente liscia la superficie del vetro tanto più questo si presenta come un materiale “brillante”, che ha l’effetto di creare diversi giochi di riflessi gradevoli esteticamente; • l’opalescenza: in questi casi con la traslucidità dei vetri cosiddetti “stampati”, “satinati” o “sabbiati” si consente la penetrazione della luce impedendone tuttavia l’incidenza diretta, avendo come effetto la preservazione dell’intimità dei locali dalla vista diretta (ad esempio per i locali da bagno). Per particolari applicazioni e illuminazione con luce naturale si può ricorrere, poi, a tecniche e vetrate speciali capaci di captare e riorientare la luce diurna verso zone specifiche dell’edificio (daylighting): con lamelle di vetro, fisse o orientabili, poste in facciata (all’esterno o all’interno dell’edificio) ovvero con vetrate isolanti comprendenti griglie metalliche o sintetiche altamente riflettenti. La azione solare che raggiunge la terra è composta da radiazioni elettromagnetiche di lunghezze d’onda comprese tra 0,28 e 2,50 μm (1 μm = 10-6 m); la sensazione luminosa che prova l’essere umano è dovuta alla sola azione delle radiazioni con lunghezza d’onda (l.d.o.) tra 0,38 e 0,78 μm, che agendo in modo variabile sull’occhio a seconda della loro l.d.o. danno luogo al fenomeno fisiologico della visione. In linea di massima, la radiazione solare si suddivide in: • raggi ultravioletti (UV), 3 %; con l.d.o. 0,28÷0,38 μm, che non si percepiscono in quanto invisibili (si manifestano in modo sensibile a livello organico attraverso la pigmentazione della pelle); • raggi visibili, 42 % ; con l.d.o. 0,38÷0,78 μm , che sono percepiti dall’occhio umano sotto forma di luce bianca (composta da tutti i colori, dal viola (l.d.o. 0,38 μm) al rosso (l.d.o. 0,78 μm) ); • raggi infrarossi (IR) , 55 % ; con l.d.o. 0,78÷2,50 μm , che si percepiscono sotto forma di calore. L’irraggiamento che colpisce un vetro dall’esterno viene in parte riflesso (senza oltrepassare il vetro), in parte assorbito (nello spessore del vetro), in parte trasmesso all’interno (oltrepassando il vetro). I rapporti di ciascuna di queste componenti sul flusso incidente definiscono rispettivamente i fattori di riflessione, assorbimento e trasmissione caratterizzanti il vetro stesso, e variano a seconda delle lunghezze d’onda considerate. Evidentemente, a parità di altri parametri, tali fattori dipendono dall’eventuale colore del vetro, dal suo spessore e, nel caso, dalla natura del deposito eventualmente applicato sul vetro stesso (bassoemissivo e/o selettivo). D’altra parte, poi, può accadere che alcuni vetri, particolarmente spessi o multipli (vetri isolanti e/o stratificati), anche se non colorati, possono produrre un effetto visivo di colorazione verdastra o bluastra per “trasmissione” (di radiazioni con l.d.o. comprese tra 0,28 μm (viola) e 0,78 (rosso) ). L’energia solare introdotta in un locale attraverso un vetro (per trasmissione) viene assorbita dagli oggetti e dalle pareti interne che, riscaldandosi, riemettono a loro volta un irraggiamento termico, quest’ultimo situato prevalentemente nell’infrarosso alto/lontano (superiore a 5 μm). I vetri, però, anche se trasparenti, sono praticamente opachi (non penetrabili) dalle radiazioni di l.d.o. superiori a 5 μm; pertanto, la predetta energia solare “riemessa” si trova intrappolata all’interno del locale, che tende quindi a scaldarsi. Una parete vetrata, generalmente, si trova a separare due ambienti di diversa temperatura. Come per qualsiasi altro tipo di materiale, anche attraverso il vetro avviene uno scambio termico dall’ambiente più caldo (interno o esterno ad un edificio) verso l’ambiente più freddo (esterno o interno ad un edificio); in più, però, una parete vetrata presenta la particolarità di essere trasparente all’irraggiamento solare (per trasmissione) che apporta gratuitamente calore nell’ambiente interno all’edificio. Lo scambio termico, in generale, può avvenire attraverso tre modi di propagazione: • la conduzione è un trasferimento di calore attraverso un corpo o tra due corpi a contatto diretto tra loro; tale trasferimento si verifica senza alcuno spostamento di materia (è la sensazione che si ha se, ad esempio, si tocca con la mano un oggetto caldo). Sulle due facce di un vetro in ambienti a diversa temperatura, allora, il flusso di calore che si genera all’interno del vetro stesso dipende dalla conduttività termica del materiale vetro (oltre che dalla differenza di temperatura tra i due ambienti); la conduttività termica del vetro è λ = 1,0 W/(m • K). • la convezione è un trasferimento di calore che avviene in un corpo solido attraverso la sua superficie quando questa è investita da un agente fluido, solido o gassoso; tale trasferimento si verifica con uno spostamento di materia (è la sensazione che si ha se, ad esempio, si ci asciugano le mani con un ventilatore di aria calda). • l’irraggiamento è un trasferimento di calore che avviene tra due corpi a temperature diverse mediante lo scambio Da quanto detto, allora, si comprende che se ci interessa analizzare il comportamento di una parete vetrata che divide l’esterno di un edificio con un ambiente interno oggetto della nostra analisi, questa parete scambia calore con l’aria interna con cui è a contatto per conduzione e convezione e contemporaneamente scambia calore con l’ambiente interno per irraggiamento. L’insieme, combinato tra loro, di questi tipi di scambi termici con dati valori convenzionali (norma EN 673) di velocità del vento, emissività del vetro e temperature interne ed esterne all’edificio, caratterizzano due coefficienti di scambio superficiale relativi all’esterno ed all’interno, pari ad: he = 23 W/(m2 • K) hi = 8 W/(m2 • K) In tali condizioni, si definisce convenzionalmente la trasmittanza termica U, che rappresenta il flusso di calore che attraversa 1 m2 di parete nell’unità di tempo per effetto di una differenza di temperatura di 1 °C tra l’interno e l’esterno. Evidentemente, per quanto sinora illustrato, quanto minore è il valore di U tanto minore è la dispersione termica e, viceversa, maggiore è la coibenza termica (potere di isolamento) . Un vetro semplice (spessore 4 mm) ha una trasmittanza termica U = 5,8 W/(m2 • K). IL LEGNO_Catalogo generale 4.5.6_Il vetro e l’isolamento termico di radiazioni (onde) elettromagnetiche (è la sensazione che si ha se si ci riscalda con la vicinanza di un oggetto caldo, ad esempio un cosiddetto elemento radiante (termosifone) di casa). L’irraggiamento a temperatura ambiente (dell’ordine di decine di gradi centigradi) è situato nell’infrarosso a lunghezza d’onda superiori a 5 μm, ed è proporzionale ad una caratteristica superficiale dei corpi: la emissività. Ad una scarsa emissività corrisponde uno scarso scambio termico per irraggiamento. L’emissività di un vetro normale è di Єn=0,89 , mentre ad alcuni vetri può essere applicato un deposito superficiale (detto basso emissivo) con Єn<0,10. _65 E’ questo il cosiddetto “effetto serra”; quello che, per esempio, si sperimenta facilmente in una automobile parcheggiata sotto il sole con i finestrini chiusi. In caso di locali, allora, per evitare il surriscaldamento si può ricorrere (oltre che a ventilazione e/o a schermature esterne) a vetrate a trasmissione energetica limitata, denominate “vetrate a controllo solare” (selettive), che permettono il passaggio di una sola parte determinata dell’irraggiamento solare (bloccando una parte delle radiazioni con l.d.o. più alte/lontane) , e che consentono, quindi, di minimizzare i surriscaldamenti dei locali stessi pur mantenendo una buona illuminazione di luce naturale (cfr. fig. 3 della vetrata selettiva di cui nel seguito). 4_il serramento in legno e in legno-alluminio Per aumentare l’isolamento termico, e quindi diminuire il valore di U , si adotta normalmente la combinazione di due vetri accoppiati tra loro e distanziati da una intercapedine di aria immobile ed asciutta, il cosiddetto “vetrocamera” o “vetrata isolante”, che riesce ad ottenere un notevole abbattimento di U: un vetrocamera normale (4+aria15+4) [e cioè con vetri esterno ed interno di spessore 4 mm con intercapedine di aria di 15 mm] ha una U = 2,7 W/(m2 • K); e il principio di tale comportamento consiste nel racchiudere tra le due lastre di vetro “aria” immobile ed asciutta al fine di ridurre al minimo (al limite annullare) gli scambi termici tra le due pareti interne alla intercapedine gli scambi termici per convezione, sfruttando la scarsa conduttività termica dell’aria (che è tanto meno conducibile quanto più è secca e non umida). Se poi, al posto dell’aria si utilizza un gas più pesante con conduttività termica inferiore (in genere Argon), è chiaro che diminuisce ancora la U (di circa 0,3 W/(m2 • K) ). E’ intuibile, a questo punto, che per migliorare il potere di isolamento della vetrata rimarrebbe da ridurre solo lo scambio per irraggiamento all’interno della intercapedine; e questo si può fare con lastre di vetro basso emissivi (con deposito pirolitico di ossidi metallici o sotto vuoto), con l’introduzione dei quali diminuisce ancora la U (di circa 0,3÷1,3 W/(m2 • K), a seconda del trattamento basso emissivo). _66 IL LEGNO_Catalogo generale Conseguentemente, per il principio di sovrapposizione degli effetti, si può arrivare, ad esempio, ad ottenere: trasmittanza W/(m2 • K) fattore solare g [EN410] 4mm 5,8 0,85 aria 15mm normale 4 mm 2,7 0,76 normale 4 mm argon 15mm normale 4 mm 2,4 0,76 normale 4 mm aria 15mm basso emissivo (una certa quantità) 4 mm 1,7 0,69 normale 4 mm aria 15mm basso emissivo (maggior quantità) 4 mm 1,4 0,62 normale 4 mm argon 15mm basso emissivo (maggior quantità) 4 mm 1,1 0,62 a tripla lastra 4 (10) 4 (10) 4 con deposito basso emissivo su faccia 2 e 5 e con gas argon 0.9 0,62 a tripla lastra 4 (10) 4 (10) 4 con deposito basso emissivo su faccia 2 e 5 e con gas krypton 0,6 0,62 vetro esterno intercapedine vetro interno lastra singola normale monolitica 4mm normale 4 mm Nella tabella sopra riportata si è fatto riferimento al “fattore solare g”; la parete vetrata è generalmente trasparente all’irraggiamento solare, apportatore di energia gratuita. Viene, allora, definito “fattore solare g” di una parete vetrata la percentuale di energia introdotta in un locale in rapporto all’energia solare incidente; l’energia introdotta è dovuta alla somma del flusso trasmesso (passato attraverso la parete vetrata) più il flusso riemesso per irraggiamento all’interno del locale (partente dalla parete interna della vetrata); conseguentemente, quanto più è basso il fattore solare “g” tanto più è coibente (isolante) la parete vetrata. Evidentemente, tale fattore g è misurato in base a prove normalizzate (la EN410 e la ISO9050M1), ed i valori riferiti ad una ampia gamma di vetrature sono indicati nella tabella del par. 4.5.9. Comfort termico La conseguenza pratica della migliore coibenza di una parete vetrata è di tutta ovvia evidenza; ciò nondimeno si vuole qui mettere in risalto che gli effetti benefici all’interno di un ambiente si hanno sia nel caso di stagione fredda (inverno), con la riduzione dell’effetto di “parete fredda”, e sia nel caso di stagione calda (estate), con la diminuzione degli “apporti energetici solari”. Riduzione dell’effetto parete fredda (qui contribuisce fortemente il valore U, di isolamento termico) Il corpo umano scambia calore con l’ambiente per irraggiamento. Ed è proprio in virtù di questo che è possibile provare una sensazione di freddo nelle vicinanze di una parete a bassa temperatura, anche se ci si trova in una stanza in cui la temperatura è confortevole. Durante la stagione invernale, se il valore di U è basso, la temperatura della faccia interna della vetrata rimarrà più elevata e verrà ridotto l’effetto cosiddetto di parete fredda, e pertanto sarà possibile: • avvicinarsi di più alle finestre senza alcuna sensazione sgradevole di freddo; • ridurre, o meglio annullare, i rischi di formazione di condensa sui vetri; • diminuire fortemente la fuoriuscita di calore dagli ambienti e con esse le spese per il riscaldamento. Per ottenere tali effetti bisogna far ricorso a vetrate “bassoemissive”. Come funziona la vetrata bassoemissiva : Intercapedine isolante Deposito a bassa emissività del vetro Distanziatore Facce 1-2 1 viene applicato un deposito a bassa emissività sulla faccia interna del vetro interno (faccia 3) 3 gli effetti pratici € € € € € Vetro monolitico € € € Vetrata isolante classica si traducono in una drastica riduzione dei costi di riscaldamento (per la minimizzazione della fuoriuscita di calore) 3-4 € Vetro isolante bassoemissivo si riduce drasticamente il costo del riscaldamento Calore riflesso (radiatori+65% di CIS) ce vi sib Vetro monolitico ile 20°C 5°C 0°C 35% di CIS 2 le radiazioni termiche, prodotte dall’impianto di riscaldamento, vengono riflesse dal deposito a bassa emissività. In tal modo il calore è conservato all’interno dell’ambiente; il deposito a bassa 65% di CIS Vetrata isolante classica 11°C 20°C 0°C emissività, comunque, lascia entrare la luce e gran parte dell’irraggiamento energetico del sole (tale trasparenza all’irraggiamento solare ed il contemporaneo funzionamento tipo “effetto serra” , però, determinano un disagio nella stagione estiva, quando nell’ambiente si vuole mantenere una temperatura fresca e non calda) Vetro isolante bassoemissivo 0°C 17°C 20°C 4 e nella scomparsa del fenomeno della condensa che potrebbe formarsi in presenza di pareti “fredde” con temperature al di sotto del “punto di rugiada” dell’ambiente; facilmente per quella con 5°C , e in caso di alta umidità relativa anche per quella con 17°C. IL LEGNO_Catalogo generale Lu _67 CIS= Calore da irraggiamento solare 4_il serramento in legno e in legno-alluminio Controllo solare: diminuzione degli apporti energetici solari (qui contribuisce fortemente la filtrazione della radiazione solare) Durante la stagione estiva, caratterizzata da: • temperature elevate; • flusso solare importante e prolungato; • venti deboli; una finestra (apertura vetrata trasparente) costituisce il passaggio privilegiato del flusso energetico solare; in queste condizioni, ciò può tradursi in un considerevole rialzo della temperatura all’interno dei locali (anche per la già accennata opacità del vetro alle radiazioni di l.d.o. superiori a 5 μm riemesse dagli oggetti riscaldati dall’energia solare introdottasi nei locali per trasmissione attraverso la vetrata) , comunemente denominato “effetto serra”. Per attenuare questo fenomeno, è consigliato il ricorso a vetrate “a controllo solare” (cosiddette “selettive”), caratterizzate da una protezione termica inversamente proporzionale alla trasmittanza termica U ed al fattore solare g , che consentono di: • diminuire il fastidio legato al rialzo (per effetto serra) della temperatura interna degli ambienti, e con esso le spese per il condizionamento (produzione di aria fresca); • migliorare il comfort visivo, prevenendo il fenomeno dell’abbagliamento. Come funziona la vetrata selettiva : Intercapedine isolante Deposito a controllo solare Calore riflesso (40% di CIS) Luce visibile Deposito bassoemissivo Distanziatore CIS=Calore da irraggiamento solare (maggiore rispetto all’inverno) 40% di CIS Facce 1-2 60% di CIS 3-4 1 Vengono applicati due depositi: uno a controllo solare sulla faccia interna del vetro esterno (faccia 2) ed un altro a bassa emissività sulla faccia interna del vetro interno (faccia 3), ovvero un unico contemporaneo trattamento sulla faccia 2 3 IN ESTATE il deposito a controllo solare filtra l’irraggiamento solare e limita così il riscaldamento all’interno dell’ambiente provocato dai raggi infrarossi, lasciando entrare solamente circa il 40% dell’energia solare incidente Calore riflesso (radiatori+40% di CIS) 85% Vetro monolitico 75% Vetro isolante classica 15% Luce visibile _68 IL LEGNO_Catalogo generale CIS=Calore da irraggiamento solare (minore rispetto all’estate) 25% 40% di CIS 40% 60% di CIS 2 IN INVERNO Le radiazioni termiche, prodotte dall’impianto di riscaldamento, vengono riflesse dal deposito a bassa emissività. In tal modo il calore è conservato all’interno dell’ambiente; il deposito a bassa emissività, comunque, lascia entrare la luce e gran parte dell’irraggiamento energetico del sole 60% 4 Vetro isolante a controllo solare riduce la radiazione solare che passa attraverso il vetro di cerca 2 volte rispetto a una vetrata isolante Gli effetti pratici si traducono nella riduzione a circa il 40% della radiazione solare che entra attraverso il vetro, con conseguente risparmio di energia per il condizionamento durante la stagione estiva (e nel medesimo comportamento del solo bassoemissivo nella stagione invernale) la vetrata BASSOEMISSIVA è indicata per l’inverno (quando trattiene il calore interno riflesso, che in tal modo non si disperde verso l’esterno, contribuendo a favorire l’azione degli impianti di riscaldamento) ma non è indicata per l’estate (quando si oppone poco all’entrata del calore da irraggiamento e quindi massimizza l’effetto serra che si crea per il trattenimento del calore interno riflesso, con la tendenza a favorire l’aumento delle temperature all’interno degli ambienti). Quello sin qui illustrato è il comportamento del singolo materiale vetro o lastra vetrata; nella realizzazione di una finestra, però, la vetrata viene incorporata in un telaio , ed insieme formano l’elemento che determina l’isolamento termico di tutta la finestra. Orbene, non è possibile definire le caratteristiche termoisolanti di una finestra partendo solo dalle prestazioni del vetro; l’indice di isolamento termico può essere, quindi, calcolato solo dopo aver effettuato le misure opportune sulla finestra finita. € il tipo E’, allora, di tutta evidenza l’importanza di armonizzare di vetrata con il telaio e con il tipo di giunti, per avere come “prodotto finito” una finestra che abbia un buon potere di isolamento termico complessivo; allora, una finestra composta da una vetrata altamente coibente montata in un telaio con scarso potere coibente ha uno scarso potere coibente complessivo, risultando in tal modo vanificato il pregio coibente della sola vetrata. Sotto questo punto di vista il materiale “legno” è molto più coibente, fisiologicamente, dell’alluminio o del PVC; Invero, la trasmittanza complessiva di una finestra, secondo la norma EN ISO 10077-1, è data da : Uw = Uw : Af : Uf : Lg : ψ : Ag : Ug : Af ⋅ Uf + Ag ⋅ Ug + Lg ⋅y Af + Ag trasmittanza termica complessiva della finestra superficie del telaio trasmittanza del telaio perimetro della vetrata trasmittanza termica per unità di lunghezza del bordo della vetrata superficie della vetrata trasmittanza della vetrata ed il prodotto Lg • y rappresenta l’effetto cosiddetto “warmedge”, che tiene conto del ponte termico che può formarsi intorno all’anta. IL LEGNO_Catalogo generale la vetrata SELETTIVA è indicata sia per l’inverno (quando trattiene il calore interno riflesso e quando il fatto che fa entrare poco calore da irraggiamento solare non pregiudica il benessere degli ambienti interni affidato agli impianti di riscaldamento) che per l’estate (quando fa entrare poco calore da irraggiamento e quindi minimizza l’effetto serra che si crea per il trattenimento del calore interno riflesso); pertanto, a parità di vetrata e di sistema di assemblaggio, una finestra in legno ha un potere di isolamento termico maggiore di una stessa finestra in alluminio o in PVC. A parità di finestre in legno, poi, vi è da considerare il modo in cui il vetro è alloggiato nel telaio; evidentemente, modalità di assemblaggio che ricorrono a uno strato continuo di silicone (che attenua il ponte termico tra la vetrata e il telaio) per l’incollaggio del vetro all’anta sono certamente da preferirsi, al fine della massimizzazione del potere di isolamento termico, rispetto ad altre metodologie che prevedono il silicone solo come elemento di ermeticità all’acqua. In tal caso la minimizzazione di ponti termici evita l’abbassamento della temperatura sui bordi della vetrata a contatto con il telaio e riduce, di conseguenza, i rischi di formazione temporanea di condensa; ovvero, consente di tollerare un livello più elevato di umidità ambiente del locale senza che perciò si formi condensa. Non è quindi per caso che questa azienda adotta il metodo per incollaggio del vetro all’anta, che oltre a massimizzare il potere di isolamento termico complessivo della “intera finestra” comporta anche una maggiore tenuta meccanica dell’anta stessa. _69 Ricapitolando, in buona sostanza, poiché la vetrata si comporta allo stesso modo indipendentemente dalle stagioni metereologiche, corre l’obbligo di evidenziare che : 4_il serramento in legno e in legno-alluminio _70 IL LEGNO_Catalogo generale Per avere una idea della combinazione degli effetti con la realizzazione di una finestra finita, vetrata + telaio/anta , si riporta la seguente tabella sperimentale (estratta dal Manuale del vetro Saint- Gobain Glass) per una data finestra testata in laboratorio (a due ante, percentuale telaio 34%, Lg= 6,74m, dimensioni 1,65x1,25 m, con temperatura esterna di -10°C e interna di +20°C): IL LEGNO_Catalogo generale Difatti, può notarsi che mediamente lo scarto tra la Uw (della finestra) e la Ug (della vetrata, fino a 1,1 W/(m2•K)) risulta, per i vari materiali costituenti i serramenti di circa: • 0,1÷0,2 W/(m2•K) per il legno; • 0,2÷0,4 W/(m2•K) per il Pvc; • 0,3÷0,6 W/(m2•K) per l’alluminio. In definitiva, dalla ampiezza dell’argomento trattato ne viene di conseguenza che è compito proprio dell’azienda produttrice del serramento quello di semplificare le scelte della committenza, fornendo in base al richiesto valore di Uw (derivante dalle impostazioni progettuali del fabbricato per il quale occorrono i serramenti) le varie soluzioni possibili di composizione delle tipologie di serramento adeguato, in base ai legni (teneri, più coibenti, o duri, meno coibenti) , agli spessori ed alle varie possibili vetrate da utilizzare. _71 da dove si evince chiaramente che il potere di coibenza termica dei serramenti in materiale “legno” e, conseguentemente, anche in “legno-alluminio” (e cioè legno rivestito di alluminio esterno) è di gran lunga migliore, in quanto naturale, di quello dei serramenti in PVC o in alluminio. 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.5.7_Il vetro e l’isolamento acustico L’intensità di un rumore esterno percepibile dagli occupanti di un edificio costituisce l’elemento determinante di valutazione, a finestra chiusa, della protezione dai rumori esterni. Conseguentemente l’isolamento acustico è definito da un indice che rappresenta la capacità di attenuare la percezione all’interno di un rumore esterno. In realtà, i rumori sono suoni che hanno varie frequenze (suoni bassi, medi, alti; da 50 a 5.000 Hz nell’acustica architettonica); allora, per tenere conto della differenza di sensibilità dell’orecchio umano alle diverse frequenze, i rumori vengono ponderati, secondo procedure convenzionali normalizzate, seguendo una curva cosiddetta “A” e vengono espressi in Db(A) (decibel in scala A). perdita di prestazione compresa tra 10 e 15 Db(A). Ad esempio, per una lastra di vetro dello spessore di 4 mm, la frequenza critica corrisponde a 3.000 Hz, mentre per una lastra di gesso dello spessore di 13 mm corrisponde a 3.200 Hz. Aumentando lo spessore del vetro, la perdita del potere fonoisolante dovuto alla frequenza critica si sposta verso le basse frequenze. Occorrerebbe raggiungere uno spessore di 120 mm affinché il “buco” di trasmissione di suono causato dalla frequenza critica sia inferiore ai 100 Hz, e dunque insignificante. Per tale motivo risultano di più difficile attenuazione i rumori di elevata intensità a bassa frequenza (caratterizzanti i tipi di rumori del traffico stradale). Isolamento acustico Lasciate fuori il rumore Traffico, lavori, musica a tutto volume, ecco l’inquinamento sonoro che compromette quotidianamente la qualità della nostra vita. Dei vetri scelti oculatamente svolgono un ruolo determinate nel difendervi da questi fattori di disturbo. _72 IL LEGNO_Catalogo generale Convenzionalmente un livello sonoro confortevole non dovrebbe superare un’intensità di 35dB durante il giorno e di 30 dB durante la notte. Il suono, come è noto, è formato da onde sonore di varia frequenza; l’attraversamento di un materiale dipende dalla eccitazione di tale materiale alla cosiddetta frequenza di vibrazione critica; ogni lastra di materiale presenta una frequenza critica in corrispondenza della quale vibra più facilmente (e dunque trasmette il rumore, facendo meno barriera al suono). La lastra di vetro subisce, rispetto all’isolamento acustico, una Fino a qualche tempo fa il miglioramento delle prestazioni di isolamento acustico era maggiormente ottenuto attraverso un aumento importante degli spessori (massa vetrosa) e con l’asimmetria delle lastre componenti (che comportano uno sfasamento delle frequenze critiche e quindi una maggiore barriera al suono). Oggi, con l’utilizzazione di particolari tipi di vetri stratificati fonoisolante si riesce ad eliminare quasi completamente l’effetto della frequenza critica (alle basse frequenze), ottenendo oltre a un guadagno di circa 2÷3 Db(A) rispetto a composizioni vetrarie simili anche una omogeneizzazione di prestazione fonoisolante alle varie frequenze. Riepilogando Bassa Frequenza Livello Sonoro (dB) Alta Frequenza Pressione sonora (Pa) Vetro Singolo Pressione sonora (Pa) Tempo Vetro Singolo di forte spessore Tempo 125 250 500 1000 2000 4000 Frequenza (HZ) 1 Il suono è composto da più frequenze. Il tipo di frequenza, da bassa a alta, determina la natura del rumore (o del suono). La frequenza si esprime in Hertz (Hz, numero di vibrazioni al secondo). Più alta è la frequenza, più è elevato il numero di vibrazioni al secondo. 4 aumentare lo spessore del vetro non è sufficiente ad eliminare il picco sonoro, perché ciò non farebbe altro che spostare il picco a frequenze diverse Livello Sonoro (dB) Livello 85 Sonoro 80 (dB) 75 70 65 60 55 50 45 40 vetro singolo stratificato 63 125 250 500 1000 2000 4000 8000 2 Un suono puro è dato dalla vibrazione di una singola frequenza (ad esempio una nota musicale). I rumori, in genere, si compongono di una serie di frequenze che variano in continuazione, componendo il cosiddetto spettro sonoro. 125 250 500 1000 Frequenza (HZ) 2000 4000 5 La stratificazione del vetro permette l’inserimento tra le due (o più lastre) di uno (o più) “riduttore di vibrazioni”, rappresentato da uno o più film plastici, consentendo la quasi completa eliminazione del “buco” di isolamento e quindi dello sgradevole picco sonoro Intercapedine Livello Sonoro (dB) Vetro Singolo 125 3 250 500 1000 Frequenza (HZ) 2000 Distanziatore 4000 Con uno spessore di vetro costante si ha una diminuzione della trasmissione del suono (aumenta l’isolamento acustico) passando dalle basse alle alte frequenze; ma, al valore della “frequenza critica” vi è un “buco” dell’isolamento e si crea un picco sonoro 6 Si può comporre, allora, un vetrocamera con uno (o più) vetri stratificati con utilizzazione di PVB acustico, che garantisce alti livelli di isolamento acustico delle frequenze udibili _73 Vetro stratificato con PVB acustico IL LEGNO_Catalogo generale intercalare fotoisolante 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.5.8_Il vetro e la sicurezza _74 IL LEGNO_Catalogo generale Quello sin qui illustrato è il comportamento del singolo materiale vetro o lastra vetrata; nella realizzazione di una finestra, però, la vetrata viene incorporata in un telaio , ed insieme formano l’elemento che determina l’isolamento acustico di tutta la finestra. Orbene, non è possibile definire le caratteristiche fonoisolanti di una finestra partendo solo dalle prestazioni del vetro; l’indice di attenuazione acustica può essere, quindi, calcolato solo dopo aver effettuato le misure opportune sulla finestra finita. È, allora, di tutta evidenza l’importanza di armonizzare il tipo di vetrata con il telaio e con il tipo di giunti, per avere come “prodotto finito” una finestra che possa avere un buon potere fonoisolante complessivo; è evidente che una finestra composta da una vetrata altamente fonoisolante montata in un telaio con scarso potere fonoisolante ha uno scarso potere fonoisolante complessivo, risultando in tal modo vanificato il pregio fonoisolante della sola vetrata. Sotto questo punto di vista il materiale “legno” è molto più fonoisolante, fisiologicamente, dell’alluminio o del PVC; e ciò perchè il telaio e l’anta della finestra in legno sono costituiti da materiale (legno) pieno e denso, e non da profili cavi (come PVC o alluminio). Pertanto, a parità di vetrata e di sistema di assemblaggio, una finestra in legno ha un potere fonoisolante maggiore di una stessa finestra in alluminio o in PVC. A parità di finestre in legno, poi, vi è da considerare il modo in cui il vetro è alloggiato nel telaio; evidentemente, modalità di assemblaggio che ricorrono a uno strato continuo di silicone (che attenua e smorza le vibrazioni e con esse il propagarsi del suono) per l’incollaggio del vetro all’anta sono certamente da preferirsi, al fine della massimizzazione del potere fonoisolante, rispetto ad altre metodologie che prevedono il silicone solo come elemento di ermeticità all’acqua. E, non a caso, questa azienda adotta il metodo per incollaggio del vetro all’anta, che oltre a massimizzare il potere fonoisolante complessivo della “intera finestra” comporta anche una maggiore tenuta meccanica dell’anta stessa (il che aumenta anche il potere di resistenza antieffrazione, di cui al paragrafo 6.9 che segue). Gli urti accidentali contro le pareti vetrate ovvero quelli per atti vandalici o per effrazione sono oggetto di specifica materia normativa. Le tecnologie di fabbricazione, di trasformazione e di assemblaggio permettono di conferire alle vetrate delle proprietà eccellenti di risposta alle normative di sicurezza attualmente richieste nel settore dell’edilizia, in particolare in materia di protezione dagli urti. I potenziali urti possono essere di diversa natura, ed i livelli di risposta dei vetri dipendono sostanzialmente da due fattori: • il livello di energia trasmesso nell’impatto (o negli impatti): E; • la superficie massima di contatto durante l’urto: SCM. La materia, come già detto, è sviluppata a livello normativo, ed è regolamentata a seconda delle varie casistiche, che sinteticamente si riportano di seguito a seconda delle varie protezioni richieste in riferimento ad alcuni tipi di vetrate reperibili sul mercato; queste ultime possono essere temprate o stratificate, a seconda del loro utilizzo, come si specificherà più avanti. 1. Protezioni dal rischio di ferite in caso di urti accidentali: di norma, i vetri adatti allo scopo sono quelli la cui definizione normativa è completata dal termine “sicurezza”, e possono essere temprati o stratificati. 2. Protezioni dal rischio di caduta di oggetti sulle coperture vetrate: i vetri stratificati evitano il passaggio attraverso la parete vetrata di un oggetto in caduta accidentale e garantiscono una stabilità residua del vetro dopo l’urto, per la protezione delle zone di attività e di passaggio esposte. 3. Protezione dal rischio di caduta delle persone: i vetri stratificati rispondono alle esigenze anche di questo campo di impiego. 4. Protezione di primo livello dagli atti vandalici e dall’effrazione: l’attacco manuale per effrazione e gli atti vandalici si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in modo più o meno violento. Gli oggetti scagliati e i livelli di energia d’urto associati, definiscono le aggressioni cui possono essere soggette le vetrate esposte a tale tipo di rischio. I vetri stratificati, che fanno specificatamente riferimento a tale normativa, propongono livelli graduati di risposta alle diverse aggressioni. Il materiale vetro ha una buona resistenza a compressione, ma una bassa resistenza a flessione; per cui a seguito di un urto una lastra di vetro ordinario (normale) può rompersi in molte schegge taglienti, che possono provocare ferite ed altri vari danni. Il vetro ha una buona resistenza alla compressione, ma una bassa resistenza alla flessione.... IL LEGNO_Catalogo generale Per evitare ciò si può usare il vetro ad elevata resistenza. Come già detto, può essere temprato o stratificato, a seconda del suo utilizzo. _75 5. Protezione rinforzata dagli atti vandalici e dall’effrazione: per questi campi di impiego la norma EN356 prevede dei test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e martello. I vetri stratificati sono in grado di rispondere al livello di protezione desiderato. 6. Protezioni dai proiettili di fucili da caccia: questo tipo di arma rappresenta, in termini di tipo di impatto generato, un caso particolare nell’ambito delle armi da fuoco. La classificazione è pertanto trattata in modo specifico nella norma EN1063. La gamma di vetri stratificati è in grado di coprire le 2 classi dedicate a tale funzione. 7. Protezioni dai proiettili di armi da spalla e da pugno: la norma EN1063 definisce 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto all’energia generata da queste armi. La gamma di vetri stratificati copre le richieste di resistenza definite nelle 7 classi. 4_il serramento in legno e in legno-alluminio Il vetro di sicurezza temprato subisce un trattamento termico per aumentare la sua resistenza. Complessivamente, è circa 5 volte più resistente di un vetro comune. A titolo d’esempio, un vetro temprato di 8 mm resiste alla caduta di una biglia d’acciaio di 500 gr da un’altezza di 2 m. In caso di rottura, si frammenta in pezzetti minuti smussati e non taglienti. Perciò è indicato nei casi in cui pur accettandone la rottura si vogliono evitare ferite; ad esempio: all’interno di una porta, il piano di un tavolo, box doccia, ecc. Come si produce: 1 Si riscalda la lastra di vetro fino a 600 °C, e quindi per la deformazione termica aumenta di dimensione planimetrica 2 Si raffreddano rapidamente le superfici esterne In tal modo le due facce esterne si ritrovano “precompresse”, e, dunque, acquisiscono una elevata resistenza flessionale, che porta tali vetri ad avere, come sopra detto, una resistenza di circa 5 volte maggiore rispetto a quella di un vetro comune. Il vetro di sicurezza stratificato è composto da due o più lastre di vetro incollate tra loro mediante uno o più film plastici (di PVB, polivinilbutirrale). In caso di urto accidentale e rottura del vetro, questi film plastici mantengono i frammenti del vetro in opera, in attesa di sostituzione del vetro. Perciò è indicato nei casi in cui si preferisce avere ancora la presenza di una barriera pur in caso di rottura (in attesa di sostituzione); ad esempio: una finestra di grandi dimensioni, un finestra su un ballatoio scale, parapetti e balconi, cadute di oggetti (es.: coperture, vetrate). Come si produce: Lastre di vetro 3 le fibre esterne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria _76 IL LEGNO_Catalogo generale le fibre esterne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria Le superfici esterne ritornano rapidamente alla dimensione originaria, mentre il cuore interno della lastra caldo resta più caldo e quindi ancora derfomato in larghezza 4 le fibre interne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria le fibre interne si contraggono ritornando alla minore dimensione originaria Successivamente si raffredda anche il cuore interno che tende a contrarsi (per ritornare alla dimensione originaria meno ampia) e, quindi, tende a trascinarsi le due superfici esterne che sono già stabilizzate, fornendo alle stesse una vera e propria precompressione 1 Le lastre di vetro si incollano tra di loro per le intere superfici mediante uno o più film di polivinilbutirrale (PVB) Intercalare in PVB 2 In dipendenza del grado di resistenza necessario agli urti, alle effrazioni o agli attacchi di proiettili di armi da fuoco si possono realizzare varie combinazioni, con due o più lastre di vario spessore intervallate con uno o più film di vario spessore di PVB Protezione delle persone Protezione dei beni Riepilogando: i vetri di sicurezza si utilizzano: • per la salvaguardia delle persone (indifferentemente temprati o stratificati); • per la protezione dei beni (usualmente stratificati); Presentano alcuni requisiti peculiari 4 5 in caso di tentativi di effrazione a negozi di lusso, il vetro (stratificato) può offrire una protezione rinforzata fino ad opporsi all’intrusione in caso di rottura di una vetrata parapetto, ovvero di una vetrata all’interno di una finestra su di un pianerottolo scala, il vetro (stratificato) continua a fare da barriera protettiva contro cadute verso il basso in caso di possibilità di attacchi a mano armata (banche, ambasciate, etc.) il vetro (stratificato) può arrivare fino alla massima protezione antiproiettile 3 in caso di tentativi di effrazione alle abitazioni private, il vetro (stratificato) anche se rotto continua a fare da barriera ritardando il passaggio di uomini, riducendo il rischio di furti IL LEGNO_Catalogo generale 2 _77 1 in caso di rottura di una vetrata, i frammenti o rimangono in opera (stratificati) o si rompono in pezzettini non taglienti (temprati), senza rischi di provocare ferite alle persone nelle vicinanze _78 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio 4.5.9_Conclusioni sulle vetrate Dalla prolungata esposizione sull’argomento “vetro” è constatabile che questo è parecchio vario, e per nulla scontato nella scelta per la realizzazione di un serramento. Sul mercato sono reperibili diverse composizioni di vetrate che assolvono contemporaneamente alle varie funzioni di luminosità, isolamento termico e acustico, di antieffrazione/ sicurezza, che potranno di volta in volta essere analizzate e discusse insieme all’Ufficio Tecnico di questa azienda in dipendenza delle singole esigenze e delle prestazioni desiderate. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si riepilogano le composizioni utilizzate per la produzione di serie, per le quali si riportano i valori delle singole vetrate ed i valori medi di riferimento del serramento (combinato, insieme ad ante e telai); questi ultimi, evidentemente, variano a seconda del tipo di legno e delle dimensioni del serramento stesso: finestre/portefinestre in legno-alluminio sezione 56+20 con vetrata 4-20-4be, con gas argon vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 31 dB, fattore solare g 60; serramento: Uw 1,2÷1,4 W/(m2 • K), Rw 34 dB; finestre/portefinestre in legno-alluminio sezione 68+20 con vetrata 6-22-4be, con gas argon vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 35 dB, fattore solare g 59; serramento: Uw 1,2÷1,4 W/(m2 • K), Rw 36 dB; finestre/portefinestre in legno sezione 56 con vetrata 4-15-4be, con gas argon vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 30 dB, fattore solare g 60; serramento: Uw 1,2÷1,3 W/(m2 • K) , Rw 33 dB; _79 IL LEGNO_Catalogo generale finestre/portefinestre in legno sezione 68 con vetrata 4-18-4be, con gas argon vetrata: Ug 1,1 W/(m2 • K), fattore fonoisolante Rw(g) 30 dB, fattore solare g 60; serramento: Uw 1,2÷1,3 W/(m2 • K), Rw 33 dB; _80 IL LEGNO_Catalogo generale 4_il serramento in legno e in legno-alluminio Una più ampia gamma di possibili composizioni di vetrature è rappresentata dalla seguente tabella: ciascuna vetrata può essere composta con lastre di tre tipi , trattate o meno : spessore NOMINALE complessivo (mm) file: VTC esterna mm lastra interna camera lastra camera esemplificazoni (non esaustive) di composizioni tipo delle vetrate lastra interna mm mm mm mm fattore solare g con solo trattamento bassoemissivo installabili su serramenti . (percentuale di energia introdotta in un locale in rapporto all'energia solare incidente) oppure con anche trattamento normali, senza alcun trattamento solare, selettivo (la Ug e il FFI non cambiano) con aria con gas argon con aria legno sez 56 legno sez legnolegnoalluminio alluminio sez sez con gas argon tipo di lastre (valori con aria, trascurabilmente diversi da quelli con argon) caratteristiche vetrata caratteristiche vetrata trasmittanza termica Ug fattore fonoisolante Rw (g) trasmittanza termica Ug fattore fonoisolante Rw (g) trasmittanza termica Ug fattore fonoisolante Rw (g) trasmittanza termica Ug fattore fonoisolante Rw (g) normali solo trattamento bassoemissivo anche trattamento solare, selettivo W/m2K dB W/m2K dB W/m2K dB W/m2K dB % % % 2,8 30 2,6 30 1,4 30 1,1 30 77 60 42 2,8 30 2,6 30 1,4 30 1,1 30 77 60 42 2,8 32 2,6 32 1,4 32 1,1 32 76 59 ## √ 2,7 32 2,6 32 1,4 32 1,1 32 76 59 ## √ 2,7 31 2,6 31 1,4 31 1,1 31 76 59 ## 68 56+20 68+20 vetrocamera SEMPLICI 4 4 5 5 5 5 4 6 15 18 15 18 15 18 20 22 4 4 4 4 5 5 4 4 23,0 √ 26,0 24,0 √ √ 27,0 25,0 √ 28,0 √ √ 2,7 31 2,6 31 1,4 31 1,1 31 76 59 ## 28,0 √ √ 2,8 31 2,6 31 1,4 31 1,1 31 77 60 42 2,7 35 2,6 35 1,4 35 1,1 35 75 59 41 2,8 34 2,7 34 1,6 34 1,3 34 75 60 42 2,7 35 2,6 35 1,4 35 1,1 35 75 60 42 3,0 34 2,8 34 1,9 34 1,5 34 70 55 41 2,8 35 2,6 35 1,6 35 1,3 35 70 55 41 2,9 38 2,7 38 1,9 38 1,5 38 66 53 40 2,8 39 2,6 39 1,6 39 1,3 39 66 53 39 3,1 39 2,9 39 2,4 39 2,0 39 64 52 40 2,9 38 2,7 38 1,9 38 1,5 38 64 52 39 2,8 39 2,6 39 1,6 39 1,3 39 66 53 39 2,7 40 2,5 40 1,4 40 1,1 40 66 53 39 2,9 38 2,7 38 1,9 38 1,5 38 64 52 39 2,7 39 2,6 39 1,6 39 1,3 39 64 52 39 32,0 √ vetrocamera ANTINFORTUNISTICI 4 4 (3+3) (3+3) (5+5) (5+5) (5+5) (5+5) (5+5) (5+5) (5+5) (5+5) 12 15 9 12 9 12 6 9 12 15 9 12 (3+3) (3+3) (3+3) (3+3) (3+3) (3+3) (5+5) (5+5) (3+3) (3+3) (5+5) (5+5) 22,0 √ 25,0 21,0 √ √ 24,0 25,0 √ √ 28,0 26,0 √ √ 29,0 √ 28,0 √ 31,0 √ 29,0 √ √ 32,0 √ vetrocamera FONOISOLANTI (con fns si indica il trattamento fonoisolante sulla singola lastra) 33.1 fns 33.1 fns 33.1 fns 44.1 fns 33.1 fns 33.1 fns 55.1 fns 33.1 fns 44.1 fns 44.1 fns 55.1 fns 55.1 fns 66.2 fns 12 9 9 9 15 15 9 15 12 15 12 20 16 4 (3+3) 33.1 fns 44.1 fns 4 (3+3) 55.1 fns 33.1 fns 44.1 fns 44.1 fns 55.1 fns 55.1 fns 66.2 fns 22,0 √ 2,8 36 2,7 36 1,6 36 1,3 36 70 55 41 21,0 √ 3,0 37 2,7 37 1,9 37 1,5 37 69 55 41 21,0 √ 2,9 40 2,7 40 1,9 40 1,5 40 69 55 41 25,0 √ 2,9 42 2,7 42 1,9 42 1,5 42 66 54 40 25,0 √ 2,7 37 2,6 37 1,4 37 1,1 37 70 55 40 27,0 √ 2,7 39 2,6 39 1,4 39 1,1 39 69 55 40 29,0 √ 2,9 44 2,7 44 1,9 44 1,5 44 64 52 39 √ 2,7 42 2,6 42 1,4 42 1,1 42 69 55 40 √ 2,8 43 2,6 43 1,6 43 1,3 43 67 54 40 √ 2,7 44 2,5 44 1,4 44 1,1 44 67 54 40 32,0 √ 2,7 45 2,6 45 1,6 45 1,3 45 64 52 39 40,0 √ 2,6 47 2,5 47 1,4 47 1,1 47 64 52 39 40,0 √ 2,6 48 2,5 48 1,3 48 1,1 48 61 50 38 27,0 28,0 √ 31,0 √ vetrocamera a DOPPIA CAMERA 4 (3+3) (4+4) 6 (3+3) 6 (4+4) 4 (3+3) (4+4) 6 6 6 6 6 9 6 14 12 9 4 4 4 4 4 4 6 4 4 6 6 6 6 6 6 9 6 14 12 9 (con le vetrate interne entrambe trattate) 4 (3+3) (3+3) 6 (3+3) 5 (3+3) 4 (3+3) (4+4) 24,0 √ 28,0 √ 30,0 √ 28,0 √ 28,0 2,3 32 2,1 32 1,6 32 1,2 32 70 52 39 2,3 37 2,0 37 1,5 37 1,2 37 63 48 38 2,3 39 2,0 39 1,5 39 1,2 39 61 47 37 √ 2,3 36 2,0 36 1,6 36 1,2 36 67 50 39 √ 2,3 37 2,0 37 1,5 37 1,2 37 63 48 38 √ 33,0 √ 2,0 36 1,8 36 1,2 36 0,9 36 67 50 38 32,0 √ 2,2 39 2,0 39 1,5 39 1,2 39 60 47 37 40,0 √ 1,8 32 1,7 32 0,8 32 0,6 32 70 52 39 40,0 √ 1,9 37 1,7 37 0,9 37 0,7 37 63 48 37 40,0 √ 2,0 41 1,8 41 1,2 41 0,9 41 60 47 37 3,0 36 2,8 36 1,9 36 1,5 36 67 53 40 3,1 40 2,9 40 2,4 40 2,0 40 56 47 40 3,0 40 2,8 40 1,9 40 1,5 40 56 47 40 vetrocamera BLINDATI 1011 1819 1921 9 6 6 4 4 4 24,0 √ 29,0 √ 31,0 √ √ √ NOTE : - tutte le vetrate possono essere composte anche con lastre colorate (bronzate, azzurrate, etc.) o con effetti particolari (satinate, riflettenti, etc.), che incidono principalmente sulla trasmissione luminosa e meno sulle altre prestazioni - alloggiamenti vetrate: da 21 a 26 mm per legno 56, da 25 a 31 mm per legno 68, da 27/28/29 mm per legno-alluminio 56+20, da 31/32/33 o 39/40/41 mm per legno-alluminio 68+20 [a condizione, come nel nostro caso, che la prova di permeabilità all’aria risulti almeno in classe 3 e che vi siano almeno 2 guarnizioni; fino a 36 dB in aumento (più efficienti) e da 36 a 40 dB in diminuzione (meno efficienti)]: Estratto dalla tab. B.1 della prEN 14351 IGU Rw (g) vetrocamera dB 27 28 29 30 32 34 36 38 40 Rw finestra dB 30 31 32 33 34 35 36 37 38 _81 da cui possono rilevarsi valori di trasmittanza termica che variano, in linea di massima, da 2,8 a 1,7 W/(m2 • K) per vetrature con aria nell’intercapedine e senza alcun trattamento a valori da 1,4 a 0,6 W/(m2 • K) per vetrature con gas argon nell’intercapedine trattati bassoemissivi e selettivi. Dai valori della trasmittanza termica Ug e del valore fonoisolante Rw(g) della sola vetrata si possono poi considerare, in via approssimata e su base empirica e per dimensioni usuali, dei valori per l’intera finestra, composta anche da telai, ante, guarnizioni e ferramenta: • per Uw aumentati, e quindi meno efficienti, di circa 0,1÷0,2 W/(m2 • K); • per Rw, secondo la tab. B.1 della prEN 14351 IL LEGNO_Catalogo generale - # # composizioni ritrovabili solo normali o bassoemissive , e non anche con trattamento selettivo (non prodotte) _82 IL LEGNO_Catalogo generale 5 la nostra produzione _83 IL LEGNO_Catalogo generale 5_la nostra produzione 5.1_Il serramento in LEGNO E’ il serramento per antonomasia, in cui si coniuga la tradizione e alta tecnologia costruttiva con le tecniche e i macchinari moderni. Le varie essenze di legno, massello o lamellare, con cui sono realizzati gli infissi sono già selezionate all’origine, mediante severi controlli di qualità, e sono accompagnate da certificazioni specifiche. Giunte in stabilimento vengono ricontrollate a campione con appositi esami e separate per tonalità naturali di colore, in modo da ottenere la massima omogeneità di gradazione per i prodotti finiti. Per tutte le varie fasi di verniciatura sono utilizzate esclusivamente vernici naturali “all’acqua” di alta qualità, che colorano il legno impregnandone i pori lasciandoli liberi di “respirare”. Si applicano doppie guarnizioni sul telaio, con meccanismi (ferramenta) di chiusura perimetrale di alta qualità, dotati di serie di tutti gli accessori possibili, quali cerniere regolabili, asta a leva su anta ricevente, anta-ribalta, antieffrazione. Le vetrate bassoemissive di serie completano il serramento. vetrocamera isolante composto da coppie di lastre di vetro unite fra di loro perimetralmente mediante intercalare di alluminio rinforzato, contenente disidratante speciale, efficacemente bisigillati; forniti dai minimi 4/15/4be o 4/18/4be bassoemissivi, con gas argon, di serie a quelli speciali: stratificati antinfortunio, antisfondamento, energetici selettivi, isolanti acustici, etc. _84 IL LEGNO_Catalogo generale sezioni di serie 56 x 80 mm 68 x 80 mm gocciolatoio in alluminio (finitura in elettrocolore) per lo smaltimento dell’acqua infiltrabile in condizioni particolari e/o critiche (apertura ad anta/ribalta, anta socchiusa, in condizioni di danneggiamento delle guarnizioni esterne). grondalino in alluminio (in elettrocolore) per smaltimento dell’acqua battente. sezioni di serie 56 x 80 mm 68 x 80 mm eventuale rivestimento in legno Alcune caratteristiche tecniche degli infissi cerniera regolabile di estremità superiore, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, con dotazione di serie di meccanismo per anta/ribalta cerniera regolabile centrale a tre elementi, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, per la massima aderenza al telaio e contrasto ad dissestamento asta a leva sull’anta di attesa per fa- cerniera regolabile di estremità infecilitare le manovre di apertura/chiu- riore, con possibilità di regolazione sura e conferire maggiore ermeticità ad anta non smontata Surplus prestazionali di serie Il risparmio energetico con vetrocamera bassomessivi (vedi pag. 67), con gas argon La sicurezza con sistema antieffrazione (vedi pag. 133) punti di sicurezza antieffrazione classe C con nottolini a fungo Disegni tecnici_legno 5.1.1_tipologie e sezioni tipo / legno 5 5 11 1 1 3 2 3 2 26 9 8 28 27 4 7 7 30 31 finestra 2 ante/ribalta 5 6 portafinestra 2 ante/ribalta 29 10 portoncino 2 ante (con struttura ed ante anche per tipologia serratura passante) fisso portafinestra 3 1 19 13 4 15 16 18 portafinestra scorrevole alzante tipo PERFORMANCE realizzato anche con più ante scorrevoli 17 20 22 21 23 1 14 24 finestra a bilico orizzontale 12 portafinestra scorrevole parallelo 3 _85 25 IL LEGNO_Catalogo generale finestra a wasistass Disegni tecnici_legno 68 (56) 77 26 (23) 80 soluzione alternativa: gocciolatoio con cornice in legno 68 (56) profilo tipo: squadrato (SQ) profilo tipo: arrotondato (NT) _86 IL LEGNO_Catalogo generale nodo_00 profilo tipo: bombato (BB) profilo tipo: sagomato (SG) (realizzabile solo con spessore 68 mm) Disegni tecnici_legno 119 42 68 (56) 68 (56) 26 (23) 80 158 77 80 77 68 (56) 26 (23) 26 (23) 68 (56) 63 (56) nodo_01 4 119 nodo_02 68 (56) 80 65 (56) 26 (23) 68 (56) 26 (23) 42 nodo_04 soluzione alternativa: gocciolatoio con cornice in legno IL LEGNO_Catalogo generale 68 (56) _87 66 80 nodo_03 143 77 77 Disegni tecnici_legno 68 (56) 68 (56) 77 31 26 (23) 11 1 68 (56) nodo_05 nodo_06 68 (56) 26 (23) 77 68 (56) 26 (23) 80 nodo_07 nodo_08 68 (56) 26 (23) _88 80 136 68 (56) 26 (23) IL LEGNO_Catalogo generale 77 80 nodo_09 nodo_10 144 133 77 77 119 80 42 26 (23) Disegni tecnici_legno 68 (56) 68 77 80 26 77 26 (23) 77 254 nodo_11 119 80 42 80 68 77 68 nodo_12 realizzabile solo con spessore 68mm 26 nodo_13 realizzabile solo con spessore 68mm 119 119 80 77 IL LEGNO_Catalogo generale nodo_14 realizzabile solo con spessore 68mm 42 _89 42 77 68 26 26 68 68 68 80 Disegni tecnici_legno 71 39 26 68 68 26 28 164 68 26 107 107 107 nodo_15 nodo_16 realizzabile solo con spessore 68mm 107 realizzabile solo con spessore 68mm 55 68 107 209 186 107 164 26 68 26 nodo_17 _90 23 IL LEGNO_Catalogo generale realizzabile solo con spessore 68mm soglia GFK in vetroresina 164 nodo_18 realizzabile solo con spessore 68mm Disegni tecnici_legno 174 12 55 164 68 (56) nodo_19 realizzabile solo con spessore 68mm 80 4 80 26 (23) 68 4 80 26 68 59 46 80 68 (56) 107 107 28 59 164 59 46 68 (56) 68 (56) 26 (23) nodo_20 59 80 4 80 164 46 59 164 nodo_22 _91 59 IL LEGNO_Catalogo generale 68 (56) 26 (23) 68 (56) nodo_21 Disegni tecnici_legno 80 4 68 (56) 80 46 59 42 59 151 80 54 68 (56) 68 (56) 26 (23) 26 (23) 55 80 164 nodo_23 68 (56) 68 (56) nodo_24 80 55 149 151 68 (56) 107 42 26 (23) nodo_26 218 218 nodo_25 maniglia anche esterna su richiesta _92 realizzabile solo con spessore 68mm 26 107 107 4 45 45 68 63 68 26 IL LEGNO_Catalogo generale 80 80 nodo_27 68 26 55 68 80 42 80 Disegni tecnici_legno 149 80 68 68 26 42 193 nodo_28 realizzabile solo con spessore 68mm 107 soluzione alternativa: con guarnizione sottoporta 204 107 107 68 68 26 26 42 5 11 68 80 nodo_29 107 149 realizzabile solo con spessore 68mm 68 26 26 107 68 nodo_30 nodo_31 realizzabile solo con spessore 68mm _93 26 IL LEGNO_Catalogo generale realizzabile solo con spessore 68mm 5_la nostra produzione 5.2_Il serramento in LEGNO-ALLUMINIO Rappresenta l’evoluzione migliorativa del serramento in legno. Infatti, l’affidabilità nel tempo, la ricercatezza del design, la tenuta ermetica, il comfort acustico ed il risparmio energetico, caratteristiche e vantaggi già garantiti dai serramenti in legno, sono completati o addirittura aumentati nel livello prestazionale con l’aggiunta di un rivestimento esterno in alluminio. È il sistema Legno-Alluminio (telaio interno portante in legno e rivestimento esterno di alluminio) che garantisce una più efficace protezione della parte esterna dell’infisso dall’aggressione degli agenti atmosferici, anche con carenza di manutenzione, preservando internamente la qualità estetica del legno. Il rivestimento in alluminio è al tempo stesso finalizzato sia alla protezione dagli agenti atmosferici che come elemento architettonico liberamente configurabile nella scelta del colore, disgiuntamente dal legno interno (possono, in tal modo, più semplicemente realizzarsi serramenti con bi-colore, interno ed esterno). Il telaio in legno garantisce stabilità ed un ottimo isolamento termico, e su questo viene fissato il corrispondente telaio di copertura in alluminio tramite supporti stabili (clip plastiche) senza serraggio; così si crea una buona aereazione in modo che il legno può respirare e l’alluminio può dilatarsi liberamente, se soggetto a forti variazioni di temperature. La vasta gamma di colori del rivestimento esterno in alluminio con finitura liscia, puntinata, martellata, spazzolata, opaca, lucida, effetto legno, ect., ne garantisce l’inserimento in tutti i contesti architettonici, anche quelli preesistenti e/o vincolati (edifici storici, sostituzioni parziali su facciate condominiali, ect.). _94 IL LEGNO_Catalogo generale vetrocamera isolante composto da coppie di lastre di vetro unite fra di loro perimetralmente mediante intercalare di alluminio rinforzato, contenente disidratante speciale, efficacemente bisigillati; forniti dai minimi 4/20/4be o 6/22/4be bassoemissivi, con gas argon, di serie a quelli speciali: stratificati antinfortunio, antisfondamento, energetici selettivi, isolanti acustici, etc. sezioni di serie 56 x 80 mm 68 x 80 mm Con un mix di prodotti di alta qualità: • legni lamellari selezionati, per sezioni di spessori da 56 a 68 mm; • vetrocamera bassoemissivi con gas argon, per sezioni composte da 28 a 40 mm; • profilati in alluminio a camera chiusa, per rivestimento esterno di spessore 20 mm; si realizzano serramenti con alte prestazioni di tenuta aria/acqua/vento, termiche ed acustiche, con sezioni di serie: 76 x 80 mm (vetri 4/20/4be) 88 x 80 mm (vetri 6/22/4be). rivestimento esterno in alluminio di spessore 20 mm guarnizione in polimero termoplastico TPE per evacuazione acqua sezioni di serie 56 x 80 mm 63 x 80 mm grondalino scacciacqua Alcune caratteristiche tecniche degli infissi cerniera regolabile di estremità superiore, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, con dotazione di serie di meccanismo per anta/ribalta cerniera regolabile centrale a tre elementi, con possibilità di regolazione ad anta non smontata, per la massima aderenza al telaio e contrasto ad dissestamento asta a leva sull’anta di attesa per fa- cerniera regolabile di estremità infecilitare le manovre di apertura/chiu- riore, con possibilità di regolazione sura e conferire maggiore ermeticità ad anta non smontata Surplus prestazionali di serie Il risparmio energetico con vetrocamera bassomessivi (vedi pag. 67), con gas argon La sicurezza con sistema antieffrazione (vedi pag. 133) punti di sicurezza antieffrazione classe C con nottolini a fungo Disegni tecnici_legno-alluminio 5.2.1_tipologie e sezioni tipo / legno - alluminio 5 5 11 1 1 3 2 8 30 2 3 26 9 7 4 7 27 28 31 finestra 2 ante/ribalta 5 10 6 portafinestra 2 ante/ribalta 29 fisso portafinestra 3 1 19 13 4 portoncino 2 ante (con struttura ed ante anche per tipologia serratura passante) 15 16 18 portafinestra scorrevole alzante tipo PERFORMANCE realizzato anche con più ante scorrevoli 20 22 21 23 24 finestra a bilico orizzontale 1 14 12 portafinestra scorrevole parallelo 3 _95 25 17 IL LEGNO_Catalogo generale finestra a wasistass Disegni tecnici_legno-alluminio 89 (78) 21 68 (56) 24 44 70 90 124 80 R 16 32 (28) 20 _96 IL LEGNO_Catalogo generale nodo_00 63 (56) 83 (76) NOTA: Le coperture di alluminio riportate in questa edizione sono impegnative solamente per la loro forma estetica (vista dall’esterno); questa azienda, invero, si riserva la facoltà di modificare senza preavviso le parti non direttamente visibili (cavità ed accessori di tenuta) senza perciò inficiare né la funzionalità né le prestazioni dell’intero sistema legno-alluminio. 124 124 44 80 80 nodo_04 4 63 (56) 83 (76) 89 (78) 68 (56) 32 (28) 63 (56) 124 IL LEGNO_Catalogo generale 44 90 80 _97 24 nodo_03 70 80 83 (76) 70 32 (28) 44 68 (56) 89 (78) 68 (56) 89 (78) 32 (28) 63 (56) 83 (76) 4 63 (56) 32 (28) 68 (56) 89 (78) Disegni tecnici_legno-alluminio 70 90 68 96 nodo_01 4 80 164 90 nodo_02 89 (78) 68 (56) 32 (28) Disegni tecnici_legno-alluminio 77 (72) 83 (76) 32 (28) 90 70 44 4 63 (56) 79 159 80 124 61 (56) 80 12 35 32 (28) 11 68 (56) 89 (78) 68 (56) 75 (70) 89 (78) 32 (28) nodo_05 61 (56) 82 nodo_06 nodo_07 32 (28) 63 (56) IL LEGNO_Catalogo generale _98 70 70 90 90 nodo_08 nodo_09 83 (76) 4 32 (28) 63 (56) 83 (76) 4 Disegni tecnici_legno-alluminio 83 (76) 79 (76) 63 (56) 171 59 90 70 4 32 (28) 32 (28) 92 63 (56) nodo_11 63 (56) 83 (76) 83 77 nodo_10 4 63 80 68 96 32 225 98 61 79 125 90 44 32 32 68 83 nodo_12 IL LEGNO_Catalogo generale 63 nodo_13 _99 49 75 95 89 Disegni tecnici_legno-alluminio 125 125 44 44 81 81 nodo_14 84 71 _100 IL LEGNO_Catalogo generale 68 84 32 192 211 8 55 nodo_15 120 89 68 32 63 83 90 68 32 89 83 90 Disegni tecnici_legno-alluminio 68 110 109 5 68 84 32 nodo_16 54 82 192 68 211 98 32 23 soglia GFK in vetroresina 212 nodo_18 IL LEGNO_Catalogo generale 227 nodo_17 106 204 55 _101 84 32 196 84 68 32 110 Disegni tecnici_legno-alluminio 211 109 110 28 176 12 54 55 12 192 32 68 68 106 84 4 74 74 4 32 (28) 68 (56) 88 (76) nodo_19 55 67 32 (28) 68 (56) 88 (76) IL LEGNO_Catalogo generale _102 46 64 165 8 55 46 165 nodo_21 67 8 64 nodo_20 Disegni tecnici_legno-alluminio 4 67 74 68 (56) 88 (76) 32 (28) 8 4 64 46 74 67 55 8 68 (56) 88 (76) 32 (28) 165 nodo_22 88 (76) 64 46 68 (56) 55 165 32 (28) nodo_24 68 (56) 88 (76) nodo_25 _103 32 (28) IL LEGNO_Catalogo generale 83 91 23 81 88 190 180 46 46 74 86 51 63 8 nodo_23 Disegni tecnici_legno-alluminio 150 90 68 86 40 63 83 4 44 106 216 96 40 63 40 68 68 86 maniglia anche esterna su richiesta 86 nodo_26 4 106 45 nodo_27 150 90 _104 83 63 40 68 86 IL LEGNO_Catalogo generale 4 106 44 nodo_28 realizzabile solo con spessore 68mm Disegni tecnici_legno-alluminio 84 68 soluzione alternativa con guarnizione sottoporta 11 5 31 106 195 78 40 83 nodo_29 90 70 44 4 63 68 150 82 106 40 100 40 nodo_30 40 nodo_31 realizzabile solo con spessore 68mm realizzabile solo con spessore 68mm _105 86 IL LEGNO_Catalogo generale 68 5_la nostra produzione 5.3_Le persiane e gli antoni in LEGNO Gli elementi oscuranti esterni, persiane o antoni, oltre ad assolvere funzioni estetiche riparano dall’irraggiamento solare diretto ed assicurano una ulteriore protezione dagli agenti atmosferici e dal rumore. _106 IL LEGNO_Catalogo generale Possono essere di vari tipi e composizioni, dotati o meno di telaio (nel caso senza, vanno incardinati direttamente sul muro), così come da disegni tecnici a cui si rimanda, e sono perfettamente abbinabili, anche con colori diversi a seconda dei gusti, alle finestre in legno. Disegni tecnici_persiane in legno 5.3.1_tipologie e sezioni tipo PR/A Persiana a stecche fisse aperte, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere senza telaio con cardini a murare nodo 5 56 20 5 10 vista interna 10 51 4 39 3 2 3 51 2 81 81 1 1 5 20 20 80 20 nodo 5 56 80 5 persiana finestra 2 ante con stecca fissa 39 5 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa 81 6 vista interna nodo 6 39 156 persiana finestra 2 ante con stecca fissa 5 4 44/54 51 nodo 4 156 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa vista esterna nodo 4 44/54 nodo 2 nodo 1 20 nodo 3 81 81 20 56 20 20 20 44/54 5 81 81 5 80 5 80 vista esterna SP/2A Antone dogato avvitato, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere, ovvero senza telaio con cardini a murare 56 1 3 2 3 2 1 81 81 5 5 20 20 7 nodo 5 20 80 20 7 56 nodo 5 80 5 antone finestra 2 ante dogato avvitato vista interna 4 81 6 nodo 7 81 5 nodo 7 81 antone portafinestra 2 ante dogato avvitato nodo 6 antone finestra 2 ante dogato avvitato 4 81 44/54 nodo 4 81 162 81 vista esterna nodo 2 nodo 1 20 nodo 3 81 65/80 65/80 81 44/54 20 56 20 20 44/54 20 5 65/80 20 81 81 vista esterna 80 5 5 80 nodo 4 IL LEGNO_Catalogo generale 81 162 antone portafinestra 2 ante dogato avvitato _107 vista interna Disegni tecnici_persiane in legno 5.3.1_tipologie e sezioni tipo PR/OR Persiana a stecche orientabili, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere senza telaio con cardini a murare 5 persiana finestra 2 ante con stecca orientabile 5 nodo 5 56 20 81 5 5 20 81 10/ 3 2 12 12 1 3 10/ 2 1 70 vista interna nodo 5 20 80 20 56 80 persiana portafinestra 2 ante con stecca orientabile 70 4 6 nodo 6 81 persiana finestra 2 ante con stecca orientabile 12 156 4 10/ 70 5 vista interna persiana portafinestra 2 ante con stecca orientabile 44/54 nodo 4 156 vista esterna 5 nodo 3 81 81 44/54 20 nodo 4 20 20 56 20 44/54 nodo 2 81 20 5 nodo 1 81 80 vista esterna 80 5 5 SP/4A Antone dogato “tipo mercantile”, realizzabile con telaio e cardini a filo o a sporgere, ovvero senza telaio con cardini a murare antone finestra 2 ante dogato “tipo mercantile” 5 nodo 5 56 5 20 20 2 1 3 vista interna 30 30 3 2 81 81 7 20 80 20 7 nodo 5 56 80 5 5 antone portafinestra 2 ante dogato “tipo mercantile” 4 81 81 4 nodo 7 140/170 vista interna 140/170 antone finestra 2 ante dogato “tipo mercantile” nodo 7 81 6 nodo 6 _108 162 81 140/170 nodo 2 56 54 20 162 20 20 20 81 5 nodo 1 20 81 nodo 4 54 140/170 vista esterna 140/170 81 IL LEGNO_Catalogo generale antone portafinestra 2 ante dogato “tipo mercantile” 81 vista esterna 80 5 81 81 5 nodo 4 81 nodo 3 5 80 54 Disegni tecnici_antoni in legno 5.3.1_tipologie e sezioni tipo 56 20 80 80 81 81 5 81 6 12 12 12 70 44 59 23 6 20 20 5 20 20 80 56 20 20 140/170 125 81 5 5 77 24/34 56 56 20 20 80 20 PR/CS persiana centro storico 5 56 20 80 5 20 77 PR/DS persiana a stecche doppio spiovente 80 56 56 20 PR/3 persiana tipo antico 44/54 5 PR/2 persiana tipo “piemontese” PR/1B persiana a stecche accostate 44/54 44/54 80 44/54 80 44/54 5 6 5 5 5 156 150 156 156 150 156 146 156 10 6 51 43 44 44 59 39 10 20 5 20 20 80 20 6 10 81 81 5 5 20 20 20 80 20 80 20 56 56 5 56 56 3 81 3 6 81 81 6 24/34 44/54 44/54 SP/2B antone dogato semi-intelaiato SP/3 antone dogato intubato SP/4B antone dogato tipo mercantile 44/54 SP/5 antone bugnato 5 5 5 34 20 54 34/40 SP/1 antone in multistrato inciso IL LEGNO_Catalogo generale SP/1 antone dogato intelaiato 5 5 5 44/54 _109 6 125 156 3 81 156 150 162 81 6 6 3 5_la nostra produzione 5.4_Le persiane in ALLUMINIO Le persiane in alluminio rappresentano una delle soluzioni più comunemente utilizzate nel caso di scelte progettuali prevedenti elementi oscuranti esterni. Così come gli oscuranti in legno, hanno le funzioni di riparare dall’irraggiamento solare diretto ed assicurare una ulteriore protezione dagli agenti atmosferici e dal rumore; ma, innegabilmente, risultano più durature nel tempo anche in carenza di manutenzione ordinaria. Infatti, molto più che per gli infissi (finestre), sono esposte più direttamente alla pioggia (essendo spesso posizionate a filo esterno dei muri) e dunque a massimi stress degli agenti atmosferici. _110 IL LEGNO_Catalogo generale Possono ben assolvere anche funzioni estetiche, risultando gradevolmente abbinabili, con ogni tipo ed effetto di colorazione (anche simil-legno) , sia alle finestre in legno che a quelle in legno-alluminio; anche loro, come gli oscuranti in legno, possono essere di vari tipi e composizioni, dotate o meno di telaio (nel caso senza, vanno incardinati direttamente sul muro), così come da disegni tecnici a cui si rimanda. Disegni tecnici_persiane in alluminio 5.4.1_tipologie e sezioni tipo PR/1CAL Persiana a stecche fisse aperte - con cardine a murare persiana finestra 2 ante con stecca fissa e cardine a murare 5 15 nodo 5 50 15 2 69 47 69 31 3 10 50 10 50 2 1 1 nodo 5 50 22 22 5 9 31 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa e cardine a murare 9 3 vista interna 4 6 vista interna nodo 6 92 persiana finestra 2 ante con stecca fissa e cardine a murare 92 4 10 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa e cardine a murare nodo 4 40 50 vista esterna 15 69 50 nodo 3 144 6 10 69 69 92 nodo 2 nodo 1 69 nodo 4 40 50 22 47 47 vista esterna PR/1OAL Persiana a stecche orientabili 53 45 40 nodo 5 45 2 1 3 3 2 6 vista interna 19 66 4 persiana portafinestra 2 ante con stecca orientabile 4 nodo 6 92 94 persiana portafinestra 2 ante con stecca orientabile 40 10 58 8 nodo 4 vista esterna nodo 2 40 129 17 72 72 148 5 nodo 3 40 72 129 17 92 nodo 1 40 72 42 vista esterna 45 87 42 42 64 60 58 45 10 42 87 45 42 58 8 nodo 4 IL LEGNO_Catalogo generale vista interna 19 66 _111 1 42 42 72 72 129 17 129 17 nodo 5 45 42 53 5 42 persiana finestra 2 ante con stecca orientabile 45 5 40 persiana portafinestra 2 ante con stecca orientabile Disegni tecnici_persiane in alluminio 5.4.1_tipologie e sezioni tipo PR/1NAL Persiana a stecche fisse aperte - con telaio nodo 5 45 37 37 67 67 45 124 17 nodo 5 53 42 45 45 53 124 17 40 5 persiana finestra 2 ante con stecca fissa 42 5 40 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa 4 persiana finestra 2 ante con stecca fissa nodo 6 92 4 9 92 vista interna 9 vista interna 6 10 31 3 50 10 50 2 31 3 2 1 1 nodo 4 6 40 46 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa 92 vista esterna nodo 2 nodo 1 42 45 138 5 67 124 17 40 67 67 10 nodo 4 40 50 vista esterna 82 8 8 45 53 64 37 37 60 45 8 45 7 40 124 17 67 82 42 45 PR/1GAL Persiana alla genovese a stecche fisse aperte 40 45 93 77 45 34 34 93 77 vista interna 45 64 64 16 16 45 persiana finestra 2 ante con stecca fissa serie con genovese vista interna nodo 5 64 64 45 121 17 40 45 53 42 nodo 5 53 121 17 persiana finestra 2 ante con stecca fissa serie con genovese 42 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa serie con genovese nodo 6 nodo 6 140 45 93 73 nodo 7 45 93 76 140 64 vista esterna nodo 4 7 45 52 nodo 2 64 49 64 5 49 64 65 49 64 122 17 40 45 45 45 8 45 vista esterna nodo 3 231 122 40 17 65 49 93 nodo 1 8 42 45 80 35 128 35 60 _112 IL LEGNO_Catalogo generale 64 persiana portafinestra 2 ante con stecca fissa serie con genovese 48 48 35 64 48 128 80 45 42 nodo 8 _113 IL LEGNO_Catalogo generale 5_la nostra produzione 5.5_I portoncini di ingresso in LEGNO La porta di casa, o l’ingresso principale, o l’entrata della villa, è quello che noi chiamiamo il portoncino in legno. È realizzato con le seguenti caratteristiche salienti: • telaio con profili di sezione 68x80 mm; • ante con profili di sezione 68x80 mm, dotate di pannelli ciechi in multistrato marino rivestiti in varie essenze ovvero vetrati; • profili telaio/anta con triplice battuta su tre lati, con guarnizioni antispiffero e insonorizzante; • lama inferiore parafreddo; • sistema di chiusura di sicurezza con serratura incassata a tre punti di chiusura e nottolini regolabili o rostri, scrocco e mandata con cilindro europeo a chiave codificata; • sistema di apertura con cerniere anuba a doppio gambo avvitato e triplice regolazione, con cappucci in ABS; • maniglia in ottone all’interno, pomolo fisso o maniglione all’esterno; • coprifili interni per tre lati da 50x10 mm . Come per i serramenti, per tutte le varie fasi di verniciatura sono utilizzate esclusivamente vernici naturali “all’acqua” di alta qualità, che colorano il legno impregnandone i pori lasciandoli liberi di “respirare”. Portoncino a due ante vista esterna 6 NOTA: _114 IL LEGNO_Catalogo generale Nel seguito presentiamo alcune tra le molteplici soluzioni progettuali possibili, meramente indicative e del tutto versatili nella composizione del disegno. L’ufficio tecnico-commerciale di questa azienda è a completa disposizione per valutare e progettare eventuali soluzioni personalizzate. 5 1 3 2 4 Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno 107 40 26 68 40 63 68 68 4 107 26 42 45 80 80 218 149 nodo_02 nodo_01 68 42 149 107 68 26 68 40 80 42 107 80 26 149 nodo_03 nodo_06 40 68 68 40 40 68 nodo_04 nodo_05 _115 5 107 26 IL LEGNO_Catalogo generale 107 193 197 107 26 Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno _116 IL LEGNO_Catalogo generale tipologie a un’anta mod. 10.01 Havana mod. 10.02 Pechino mod. 10.03 Roma mod. 10.04 Vienna mod. 10.05 Lisbona mod. 10.06 Madrid mod. 10.07 Nizza mod. 10.08 Granada mod. 10.09 Tolosa mod. 10.10 Ginevra mod. 10.11 Praga mod. 10.12 Berlino Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno mod. 10.13 Pisa mod. 10.14 Palinuro mod. 10.17 Venezia mod. 10.18 Ischia mod. 10.15 Trieste mod. 10.16 Maratea mod. 20.02 Pechino mod. 20.03 Roma mod. 20.05 Lisbona _117 mod. 20.01 Havana IL LEGNO_Catalogo generale tipologie a due ante simmetriche Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno mod. 20.07 Nizza mod. 20.08 Granada mod. 20.11 Praga mod. 20.12 Berlino mod. 20.15 Trieste mod. 20.17 Venezia mod. 20.19 Atene mod. 20.20 Portofino mod. 20.08 Granada mod. 20.10 Ginevra _118 IL LEGNO_Catalogo generale tipologie a due ante asimmetriche mod. 20.01 Havana mod. 20.07 Nizza Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno mod. 20.11 Praga mod. 20.12 Berlino mod. 20.21 Montreal mod. 20.22 Toronto mod. 20.23 Parigi mod. 20.24 Lione mod. 20.25 Lugano mod. 20.26 Creta mod. 10.28 Tropea mod. 20.29 Elba mod. 20.30 Ostuni _119 mod. 10.27 Sorrento IL LEGNO_Catalogo generale NOTA: quasi tutti i portoncini raffigurati possono essere dotati di vetrature di sicurezza (trasparenti, sabbiate, fumè, etc.) in luogo delle bugne di legno; ad esempio, si riportano i modelli con le varianti in vetro al posto delle bugne 5_la nostra produzione 5.6_Le porte di uscita con maniglione antipanico Spesso le porte di ingresso/uscita di ristoranti, bar, negozi, sono dotate di maniglioni antipanico (tecnicamente descritti come dispositivi antipanico per uscite di sicurezza azionati mediante una barra orizzontale). Si ritiene qui utile precisare quali sono le categorie di aperture soggette agli obblighi di maniglione antipanico; esse sono indicate negli artt. 1 e 3 del D.M. 03.11.2004. In sintesi, fatti salvi gli adempimenti previsti da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, l’installazione dei maniglioni antipanico (e cioè dispositivi conformi alla norma UNI EN 1125 o ad altra a questa equivalente) è obbligatoria qualora si verifichi almeno una delle seguenti condizioni: • attività aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da più di 9 persone; • attività non aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da più di 25 persone; • locali con lavorazioni e materiali che comportino pericoli di esplosione e specifici rischi d’incendio con più di 5 lavoratori addetti. Questa tipologia di porta può essere realizzata in LEGNO per quasi tutti i modelli di portoncini di cui al paragrafo precedente, dai quali differisce essenzialmente per le battute tra ante e telaio (considerato che la sua apertura è verso l’esterno, e non verso l’interno come per i portoncini). Porta con maniglione antipanico a 2 ante vista interna 6 Inoltre, previa verifica con l’ufficio tecnico-commerciale di questa azienda, può essere realizzata, a seconda dei modelli, anche in LEGNO-ALLUMINIO (con rivestimento esterno in alluminio). _120 IL LEGNO_Catalogo generale 5 NOTA: L’ufficio tecnico-commerciale di questa azienda è a completa disposizione per valutare e progettare eventuali soluzioni personalizzate. 1 2 3 4 NOTA: Si possono realizzare, previa verifica con ufficio tecnico, anche in LEGNO-ALLUMINIO, con rivestimento in alluminio. Disegni tecnici_portoncini di ingresso in legno 44 107 218 63 40 68 40 26 68 56 26 80 70 4 nodo_01 nodo_02 107 70 44 56 107 26 40 68 107 44 56 70 44 nodo_03 nodo_06 68 68 40 nodo_04 40 68 nodo_05 IL LEGNO_Catalogo generale 5 107 26 _121 193 197 107 107 26 5_la nostra produzione 5.7_Il telaio a “Z” per le ristrutturazioni (esclusiva brevettata) Negli interventi di ristrutturazione è molto frequente la necessità di essere il meno invasivi possibile, minimizzando cioè le lavorazioni sulle murature (spicconature di intonaci, svellimenti di telai, rimozioni di calcinacci, re-intonacature, etc.) che dovessero rendersi necessarie per la sostituzione degli infissi. EBBENE, OGGI C’È LA SOLUZIONE INNOVATIVA ! BREVETTATA DA QUESTA AZIENDA. Negli ultimi periodi, dagli anni ’80 ad oggi, questa importante prerogativa di “minima invasività” è stata, di fatto, una caratteristica dei soli infissi in alluminio e Pvc, per i quali il procedimento di estrusione (cioè la metodologia di produzione industriale dei profili costituenti gli infissi) permette facilmente di produrre dei telai con una forma, cosiddetta “a Z”, tali cioè da potersi sovrapporre senza grossi ingombri al preesistente telaio dell’infisso da sostituire (il quale, a sua volta, diventa il sostegno a cui si va ad ancorare/avvitare il telaio del nuovo infisso): che, a fortissimo incollaggio permanente, resistente ai microrganismi, solventi ed acidi), può finalmente ottenersi anche per gli infissi telaio a “Z” telaio preesistente vetrata ANTA Accoppiando al telaio in legno, profilato con una consistente asportazione di materiale, una lamiera zincata pressopiegata con una speciale colla strutturale (a base di resine polisocianati- in legno o legno-alluminio un telaio a forma di “Z” molto ben idoneo, senza preclusioni di ingombri nei montaggi, per gli interventi di sola sostituzione degli infissi preesistenti senza alcuna opera muraria complementare. Di seguito si riportano per snellezza espositiva solamente le soluzioni possibili con l’infisso in legno, con sezione 68 mm; evidentemente, un simile incavo sul telaio può essere fatto anche per le tipologie con sezione 56 mm, indifferentemente sia su legno che su legno-alluminio (per le cui raffigurazioni si rimanda alle schede tecniche aziendali). telaio 80x68 mm con rinforzo in lamiera pressopiegata fresata telaio: max 40x40 _ | _ O _ _ T _ _ A _ _ T _ _ T _ E _ _ V _ _ _ RE__ B _ |_ 79 larghezza telaio 80 max 40 40 IL LEGNO_Catalogo generale _122 max 40 20 77 spessore 68 telaio preesistente 28 Per i telai degli infissi in legno, invece, c’è sempre stata una limitazione fisiologica a poter “scavare” parti consistenti di materiale dal profilo onde evitare l’indebolimento dello stesso; motivo per il quale non si riuscivano a ben utilizzare gli infissi in legno negli interventi di sostituzione, senza opere murarie connesse. 39 _ | _ O _ _ T _ _ A _ _ T _ _ T_ _ E _ V _ _ _ RE__ B _ |_ telaio 110x68 mm con rinforzo in lamiera pressopiegata fresata in larghezza sul telaio: max 70x38 79 larghezza telaio 80 39 max 70 40 max 38 30 spessore 68 telaio preesistente E, si badi bene, la dimensione dell’incavo non deve essere necessariamente modulare (come per gli infissi in alluminio o Pvc, 20 per i quali i profili estrusi hanno rigidissimi vincoli dimensionali derivanti dalle varie matrici da cui sono ricavati), bensì può essere 77 variabile a seconda delle singole esigenze di cantiere; difatti, le misure indicate rappresentano solo le massime dimensioni praticabili. _ | _ O _ _ T _ _ A _ _ T _ _ T _ E _ _ V _ _ _ RE__ |B__ telaio 110x68 mm con rinforzo in lamiera pressopiegata fresata in larghezza sul telaio: max 52x58 97 larghezza telaio 110 max 52 58 10 max 58 telaio preesistente spessore 68 39 20 97 larghezza telaio 110 10 telaio preesistente da 30 a 70 20 77 spessore 68 max 52 58 max 58 39 E, altra possibilità migliorativa rispetto al telaio a “Z” in alluminio o Pvc è rappresentata dalla possibilità di poter aggiungere dal lato interno (dove, cioè, i muri potrebbero richiederlo per una rifinitura estetica) un ulteriore coprifilo/mostrina in legno sulla maggiore larghezza della lamiera pressopiegata (come da ultima figura, a sinistra). Da ultimo, è con misurato e sano orgoglio che si evidenzia che tale soluzione di telaio a “Z” sull’infisso in legno o legno/ alluminio, e cioè con telaio portante in legno, è una esclusiva protetta da brevetto dell’ing. F. Mercorio titolare di questa azienda, depositato al n° RM2010U000197 del 26.11.10 presso la competente CCIAA di Roma. _123 _ | _ O _ _ T _ _ A _ _ T _ _ T _ E _ _ V _ _ _ RE__ B _ |_ telaio 110x68 mm con rinforzo in lamiera pressopiegata fresata in larghezza sul telaio: max 52x58 con coprifilo interno aggiunto, da 30 a 70 IL LEGNO_Catalogo generale 77 6 _124 IL LEGNO_Catalogo generale le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento _125 IL LEGNO_Catalogo generale _126 IL LEGNO_Catalogo generale 6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento 6.1_Generalità sulla normativa e marcatura CE 6.2_Permeabilità all’aria Dal 2010 l’Unione Europea ha fissato regole ben precise per i serramenti (finestre e porte finestre per esterni) stabilendo che possono essere consegnati e posati solo infissi che abbiano superato “prove iniziali di tipo” in grado di determinare il loro livello qualitativo. Le prestazioni dei singoli infissi sono determinate in base a prove di laboratorio che ne forniscono la classe di qualità attraverso valori prestazionali delle diverse caratteristiche considerate come rilevanti ai fini della qualità del prodotto. Tali prove devono essere eseguite presso laboratori notificati, ovvero riconosciuti dal sistema di controllo, competenti ed imparziali nell’esecuzione dei test. Le principali prove relative alle caratteristiche di tenuta vengono eseguite con una sequenza predefinita: permeabilità all’aria, capacità di resistenza al carico del vento e tenuta all’acqua. Per la rilevazione di questi valori i laboratori utilizzano un banco prova, realizzato in conformità a norme ben specifiche, che consiste in una parete appositamente realizzata in modo da creare una camera a tenuta stagna sulla superficie esterna del serramento. L’attrezzatura consente quindi di simulare il caso reale di resistenza, mediante condizioni atmosferiche riprodotte artificialmente. A differenza delle misurazioni per aria-acqua-vento, quelle relative alla capacità fonoisolante e alla trasmittanza termica hanno procedure separate indipendenti. Ogni fabbricante di serramenti ha l’obbligo di corredare il prodotto con un’etichetta che indichi le prestazioni dell’infisso nei parametri previsti, assicurando di avere un sistema di controllo della produzione di fabbrica tale da mantenere nel tempo lo standard qualitativo del prodotto testato. In questo modo il consumatore che installa il serramento è informato del livello qualitativo promesso per il prodotto che fa posare, fermo restando che possono essere richiesti serramenti, con misure fuori standard o con diverse altre tipologie, per i quali il produttore può indicare la situazione di “npd”, ovvero prestazione non predeterminabile. Sulla base di quanto sopra esposto, di seguito sono indicate le prove eseguite da questa azienda, ed i valori raggiunti (riportati anche nelle etichette CE). Viene usualmente definita “permeabilità all’aria” la caratteristica di qualsiasi finestra chiusa di lasciare passare aria nel caso in cui vi sia una differenza di pressione tra l’ambiente interno e l’esterno. La normativa descrive la procedura da utilizzare per la verifica della permeabilità all’aria (e cioè la quantificazione e la localizzazione delle eventuali infiltrazioni di aria) dell’infisso in prova. L’attrezzatura consente di simulare il caso reale di una differenza di pressione tra le due facce esterna e interna; si misura il volume di aria disperso sotto una nota differenza di pressione e viene così determinata la permeabilità all’aria dell’infisso sotto prova, rapportando il volume d’aria disperso alla superficie ed al perimetro apribile della finestra sotto esame. La classificazione viene effettuata secondo la norma UNI EN 12207, che prevede quattro classi di prestazione: 1, 2, 3, 4. (UNI EN 1026) I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che potrebbero presentare valori lievemente minori): Finestra F2/AR-68/R: classe 3 Portafinestra PF2/AR68NT: classe 4 Bilico FBLCO68NT: classe 3 Scorrevole parallelo SCARPF68NT: 4 Scorrevole alzante SCH: 3 (e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi sulle etichette da apporre sui serramenti). 6.3 Resistenza al carico del vento (UNI EN 12211) Viene usualmente definita “resistenza al carico del vento” la capacità di una finestra di resistere alle sollecitazioni determinate da violenti e improvvisi sbalzi di pressione, come quelli causabili dal vento, reagendo in campo elastico e dunque capace di sostenere una deformazione ammissibile tale da farle conservare la sua forma e le sue proprietà iniziali, ed ovviamente di salvaguardare la sicurezza delle persone. Il metodo di prova si svolge sulla stessa attrezzatura di laboratorio utilizzata per gli altri tipi di prova (aria e vento), e (UNI EN 1027) Viene usualmente definita “tenuta all’acqua” la capacità di una finestra di impedire le infiltrazioni d’acqua anche nel caso in cui tra un ambiente esterno piovoso e quello interno vi sia una differenza di pressione (forte vento). Questa prova deve essere eseguita sul prodotto che ha subito le prove di carico del vento, ovvero deve dimostrare che tali prove non ne hanno diminuito la capacità di resistenza all’infiltrazione d’acqua. Anche in questo caso vi è una procedura di prova normalizzata: l’infisso viene sottoposto a pressione progressiva, ossia a riproduzione della spinta del vento, verso cui viene pure spruzzata acqua a volume e pressione costante. Conseguentemente, in relazione al valore della pressione raggiunta appena prima del verificarsi di infiltrazioni di acqua, viene assegnata la classe prestazionale, in base alla norma UNI EN 12208, che prevede fino a nove classi (in funzione anche del tipo di esposizione del prodotto): 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 (metodo A - metodo B). I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che potrebbero presentare valori lievemente minori): Finestra F2/AR-68/R: classe 7A Portafinestra PF2/AR68NT: più della classe 7A (in prova fino a E750 sperimentale) Bilico FBLCO68NT: classe 2A Scorrevole parallelo SCARPF68NT: classe 4A Scorrevole alzante SCH: 7A (e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi sulle etichette da apporre sui serramenti). 6.5 Resistenza meccanica (UNI EN 107) Viene usualmente definita “resistenza meccanica” la capacità di una finestra di resistere ad una serie di prove meccaniche volte alla determinazione degli sforzi necessari alla sua IL LEGNO_Catalogo generale Finestra F2/AR-68/R: classe C5 Portafinestra PF2/AR68NT: classe C2 Bilico FBLCO68NT: classe C2 Scorrevole parallelo SCARPF68NT: classe C1 Scorrevole alzante SCH: C1 (e rispetto a tali prestazioni vengono tarati i valori promessi sulle etichette da apporre sui serramenti). 6.4 Tenuta all’acqua _127 prevede una serie di verifiche volte a determinare la capacità dell’infisso di resistere a brusche sollecitazioni: 1. dopo assegnazioni di pressioni di assestamento viene fatta la prova alle deformazioni, che rileva per valori crescenti di pressioni le relative deformazioni delle ante rispetto ai telai fissi; 2. viene poi fatta la prova a pressioni ripetute, in cui l’infisso viene sottoposto a 50 cicli di pressione; 3. al termine di queste due prime prove non sono ammessi degradi funzionali all’infisso, tali ad esempio da causare malfunzionamenti dei dispositivi di manovra per la apertura e chiusura delle ante; 4. viene poi condotta una ulteriore prova di permeabilità all’aria , durante la quale i valori rilevati alla pressione di 100 Pa debbono rientrare all’interno di una tolleranza normalizzata rispetto ai dati rilevati inizialmente; 5. da ultimo viene effettuata la prova di sicurezza , che consiste nell’imprimere un unico colpo di pressione molto elevato; al temine di questo tipo di prova non si devono verificare danneggiamenti funzionali ovvero rotture che possano causare pericolo agli utenti. Le varie pressioni utilizzate nell’intera serie di prove sono normalizzate in funzione della classe che si prevede di poter assegnare al serramento; in caso di esito negativo si procede ad un declassamento, mentre per esito positivo si riesegue la prova per una classe superiore. Secondo la norma UNI EN 12210, l’infisso può venire classificato in 5 classi per la pressione del vento (1, 2, 3, 4 ,5) ed in tre classi per la freccia relativa frontale (A, B, C). I prototipi base testati hanno conseguito le seguenti prestazioni limite (non necessariamente replicabili sui prodotti di serie che potrebbero presentare valori lievemente minori): 6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento apertura e chiusura, alla esaminazione del comportamento della finestra sotto le sollecitazioni meccaniche che simulano manovre errate, al controllo della efficacia dei dispositivi di arresto e di apertura, alla verifica della durabilità dell’insieme serramento/accessori. Al termine della serie di prove si verifica che il serramento non presenti deformazioni residue inaccettabili ovvero rotture inammissibili, nonché il mantenimento della propria funzionalità. I limiti di accettazione sono definiti dalla norma UNI 9158 e non sono classificati in una scala di valori ma in una definizione di “conformità” o “non conformità”, ovvero test superato o test non superato. I prototipi base testati: finestra F2/AR-68/R, portafinestra PF2/AR68NT, bilico FBLCO68NT, scorrevole parallelo SCARPF68NT, scorrevole alzante SCH, hanno conseguito la conformità alla norma. 6.6 Potere fonoisolante classificazione degli infissi in tre categorie (R1:da 20 a 27 Db, R2: da 28 a 35 Db, R3: oltre 35 Db). In base, poi, alla norma prEN 14351 , è possibile correlare empiricamente il potere fonoisolante minimo per una finestra che abbia conseguito almeno una classe 3 di permeabilità all’aria, direttamente dal potere fonoisolante del vetrocamera utilizzato (e ciò in quanto la predetta classe 3 di permeabilità all’aria garantisce sperimentalmente una sigillatura delle parti perimetrali di chiusura, nella fattispecie rappresentate dalla guarnizioni, che non interferisce negativamente sulla componente fonoisolante del vetrocamera); pertanto, poiché i prototipi testati rientrano in tale condizione (almeno classe 3 di perm. all’aria) e poiché i vetrocamera utilizzati hanno, a seconda dei casi, un potere fonoisolante non inferiore a 30÷32 dB (per certificazione d’origine), può considerarsi, sulla scorta della tab. B.1 della norma prEN 14351 che: tutti prototipi base (produzione di serie) hanno un potere fonoisolante non inferiore a 34 dB, e dunque di classe R2. Ciò nonostante, utilizzando vetrocamera con prestazioni più spinte, possono ottenersi serramenti in classe R3, con valori fino a 43÷44 dB. _128 IL LEGNO_Catalogo generale (UNI 8204) Viene usualmente definito “potere fonoisolante” la capacità di un serramento di fare da barriera acustica ai rumori provenienti dall’ambiente esterno. La determinazione del potere fonoisolante è definita dalla norma internazionale ISO 140/3 e più in generale dalla prEN 14351-1 - WI 00033279; in tali normative si prevede l’impiego della doppia camera riverberante per i vetrocamera. Durante la prova, necessaria per determinare tale potere fonoisolante, l’infisso viene installato sulla parete divisoria di due camere acusticamente isolate e di dimensione normalizzata; per simulare il comportamento reale, nella camera corrispondente alla faccia esterna dell’infisso viene installato un generatore di suoni puri, mentre nell’altra camera corrispondente alla faccia interna viene installato un fonometro. La differenza tra l’intensità acustica prodotta alle diverse frequenze nella camera esterna con quella misurata all’interno definisce il potere fonoisolante in Db(A) (decibel in scala A) dell’infisso in prova. Sulla base di tale risultato, la norma UNI 8204 prevede la 6.7 Trasmittanza termica (UNI EN 1027 10077-1, 2) Per trasmittanza termica si intende la capacità del serramento di limitare la dispersione di calore dal locale interno riscaldato all’ambiente freddo esterno, durante le stagioni fredde (la naturale estensione di questo concetto sarebbe anche quella di limitare la dispersione di una climatizzazione dall’ambiente raffreddato a quello caldo esterno, durante le stagioni calde; ma tale funzionamento inverso comporta il coinvolgimento di una serie di altri parametri, che allo stato attuale la normativa non ha ancora disciplinato). A questa caratteristica concorrono più elementi dell’infisso, ma i principali sono il vetro e la struttura del telaio e delle ante. La tecnologia moderna offre metrature con prestazioni di notevole livello, variabili a seconda delle esigenze e delle possibilità del cliente finale. I Valori di trasmittanza termica del vetro vengono forniti dal vetraio in conformità ad una norma specifica e concorrono al calcolo di trasmittanza termica dell’infisso completo. Pertanto, fatti determinare da un laboratorio notificato i valori di trasmittanza della struttura del telaio e delle ante, generalmente secondo calcoli in conformità alla norma EN 10077-2, si associano al vetro per la determinazione dell’Uw, ossia del valore complessivo del serramento. Riguardo questa caratteristica è opportuno segnalare che a seguito della prescrizione europea della misurazione e della determinazione del valore della Trasmittanza Termica (TT), ne sono scaturite due normative nazionali: • una prima, che per le nuove costruzioni stabilisce un limite obbligatorio massimo (al di sopra del quale non può andarsi) suddiviso per zona climatica (correlato al comune di ubicazione del fabbricato), di cui al D.Lvo 311/2006; • una seconda, che stabilisce un altro limite facoltativo massimo, più basso del precedente, che bisogna rispettare se vogliono essere richieste, nei soli casi di ristrutturazione, agevolazioni fiscali correlate al risparmio energetico del fabbricato (procedura più conosciuta come “detrazione fiscale del 55%”), di cui al D.M. 11.03.08. A titolo esemplificativo, si riporta qualche valore nella seguente tabella: TRASMITTANZA TERMICA ( W/m2K ) Zona climatica (esempio) Intera finestra Vetri Intera finestra Uw Ug Uw Lampedusa e Linosa (Ag) A 4,6 4,5 3,7 Palermo B 3,0 3,4 2,4 Napoli C 2,6 2,3 2,1 Roma D 2,4 2,1 2,0 Milano E 2,2 1,9 1,8 Bolzano E 2,2 1,9 1,8 Tolmezzo (Ud) F 2,0 1,7 1,6 nota (*): il rispetto è soddisfatto per valori inferiori (più coibenti) a quelli limite IL LEGNO_Catalogo generale Città Limite (*) per l’ottenimento, per le sole ristrutturazioni, delle agevolazioni fiscali del 55% (D.M.11.03.08 e s.m.i.) _129 Limite (*) per zona climatica riferito a nuove costruzioni (D.Lvo 311/2006 e s.m.i.) 6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento In linea di massima, la produzione di serie, tutta con gas argon nei vetrocamera, di questa azienda si ritrova con le seguenti Trasmittanze Termiche: IlILlegno - -tabella schematica TT "tipologie per “tipologie serramento” LEGNO tabella schematica di TTdiper serramento" / "dimensioni"/ /“dimensioni” "tipo di legno" / tipo di legno” TRASMITTANZE TERMICHE Uw (intera finestra) LEGNO tenero (esempio: pino, abete) file: TAB-TT dimensioni tipologie di serie (vetrocamera con aria, senza gas) F1 F2 PF1 PF2 FFIN FBLCO SCAR-PF finestra a 1 anta finestra a 2 ante portafinestra a 1 anta portafinestra a 2 ante fisso bilico scorrevole parallelo LEGNO-ALLUMINIO duro (esempio: rovere, castagno) con legno duro (esempio: rovere, castagno) sez. 56 mm sez. 68 mm sez. 56 mm sez. 68 mm sez. 56+20 mm sez. 68+20 mm sez. 56+20 mm sez. 68+20 mm vetro 4+18+4be vetro 4+15+4be vetro 4+18+4be vetro 4+20+4be vetro 6+22+4be vetro 4+20+4be vetro 6+22+4be (Ug = 1,1 W/m2K) larghezza altezza (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) cm cm Uw Uw Uw Uw Uw Uw Uw Uw 70 x 140 1,21 1,15 1,34 1,29 1,21 1,15 1,34 1,29 90 x 160 1,20 1,14 1,32 1,28 1,20 1,14 1,32 1,28 120 x 140 1,24 1,17 1,37 1,32 1,24 1,17 1,37 1,32 150 x 160 1,23 1,16 1,35 1,30 1,23 1,16 1,35 1,30 70 x 230 1,28 1,22 1,41 1,35 1,28 1,22 1,41 1,35 90 x 250 1,27 1,21 1,40 1,34 1,27 1,21 1,40 1,34 120 x 230 1,30 1,24 1,44 1,38 1,30 1,24 1,44 1,38 150 x 250 1,29 1,23 1,43 1,37 1,29 1,23 1,43 1,37 110 x 150 1,26 1,20 1,40 1,34 1,26 1,20 1,40 1,34 140 x 180 1,24 1,18 1,38 1,32 1,24 1,18 1,38 1,32 110 x 150 1,30 1,24 1,42 1,36 1,30 1,24 1,42 1,36 140 x 180 1,29 1,23 1,41 1,35 1,29 1,23 1,41 1,35 200 x 230 ----- 1,22 ----- 1,36 ----- 1,22 ----- 1,36 240 x 230 ----- 1,21 ----- 1,34 ----- 1,21 ----- vetro (3.3)+12+(3.3)be (Ug = 1,3 W/m2K) scorrevole alzante con legno tenero (esempio: pino, abete) vetro 4+15+4be vetro (3.3)+12+(3.3)be SCH file: TAB-TT vetro (3.3)+18+(3.3)be (Ug = 1,3 W/m2K) 1,34 vetro (3.3)+18+(3.3)be (Ug = 1,1 W/m2K) (Ug = 1,1 W/m2K) 250 x 230 ----- 1,39 ----- 1,48 ----- 1,20 ----- 1,49 300 x 230 ----- 1,38 ----- 1,46 ----- 1,19 ----- 1,47 NOTA: i valori del LEGNO-ALLUMINIO risultano coincidenti, a meno di decimali trascurabili, con quelli del LEGNO , in quanto la copertura di alluminio non contribuisce alla coibenza termica _130 IL LEGNO_Catalogo generale che ne rappresentano, evidentemente, solamente un quadro esemplificativo sintetico. Nella pratica corrente, invece, così come previsto dalla normativa, per ciascuna commessa viene redatto specifico tabulato, ove per ogni serramento viene indicata la relativa TT calcolata in conformità alla norma EN 10077-1,2. Si segnala, comunque, che con l’adozione di vetrocamera molto performanti (con Ug molto bassi, nell’ordine di Ug ≈ 0,6÷0,7 W/m2K) si può arrivare ad ottenere sulla produzione di serie, senza altri particolari accorgimenti, una TT dell’intera finestra fino a circa Uw ≈ 0,7÷1,0 W/m2K . Valori minori di TT, se necessari, possono essere fatti oggetto di specifici progetti. Scheda prodotto dei serramenti: Finestre/Portafinestre In conformità alla legge 126/1991 e D.M. 101/1997 6.8_Scheda tecnica del prodotto finestra nodo A (sez. verticale) nodo A nodo B (sez. orizzontale) nodo C (sez. verticale - finestra) 68 (56) 26 (23) 68 (56) 119 66 80 26 (23) 68 (56) 68 (56) 77 119 143 80 77 42 80 68 (56) nodo B nodo F 68 (56) nodo D (sez. verticale portafinsetra) nodo C nodo E (sez. verticale - profilo rompitratta su portafinsetra) nodo F (sezione orizzontale nodo centrale) 68 (56) 26 (23) 158 68 (56) portafinestra 80 63 (56) 26 (23) 68 (56) 77 1 11 77 nodo B nodo F 26 (23) 144 31 77 133 77 26 (23) nodo A nodo B soluzione alternativa: gocciolatoio con cornice in legno 77 68 (56) nodo B 42 26 (23) nodo E nodo D TABELLA DELLE MATERIE PRIME Essenza di legno utilizzato: LEGENDE PARTICOLARI Essenza di legno utilizzato: LAMELLARI mogano iroko larice castagno rovere okumè pino pino (finger joint) abete 1 telaio 2 anta 3 chiusura 4 cerniere 5 maniglia 6 ferramenta 7 guarnizioni 8 gocciolatoio 9 isolante/sigillante 10 zoccolatura inferiore 11 soglia di alluminio 12 profilo rompitratta MASSELLI okumè pino abete douglas hemlock 4 1. telaio Essenza di legno 8. gocciolatoio In alluminio brunito o laccato 2. anta Essenza di legno 9. isolante/sigillante 3. chiusura Vetro camera isolante Siliconico monocomponente a reticolazione neutra, esente da solvente applicazione fra +5 e +40 °C, flessibile fra -40 e +150 °C, prodotto a norma UNI ISO 11600-G-25LM, confezionato a norma UNI 9611 4. cerniere Acciaio e zinco pressofuso (zama), acciaio inox per le molle dei movimenti angolari e materia plastica di alta qualità per diverse minuterie. Tutte le parti metalliche sono zincate e passivate gialle secondo le norme DIN 50941 10. zoccolatura inferiore Essenza di legno 11. soglia In alluminio brunito o laccato 12. profilo rompitratta Essenza di legno 13. collante Colla vinilica per esterno, classe D4 UNI EN 204 14. protezione superficiale Impregante all’acqua monocomponente trasparente o colorato a base di ossidei di ferro 6. ferramenta 7. guarnizioni Martellina in alluminio con sottorosetta in resina e quadro pieno fisso Acciaio e zinco pressofuso (zama), acciaio inox per le molle dei movimenti angolari e materia plastica di alta qualità per diverse minuterie. Tutte le parti metalliche sono zincate e passivate gialle secondo le norme DIN 50941 in gomma TPE (elastomero termoplastico a matrice vulcanizzata, resistente ad invecchiamento provocato da agenti attomosferici, raggi UV, ozono e temperature da -40 a +120 °C 15. finitura superficiale Impregante all’acqua intermedio + finitura monocomponente all’acqua trasparente o colorata _131 5. maniglia IL LEGNO_Catalogo generale TABELLA DELLE ALTRE MATERIE PRIME _132 IL LEGNO_Catalogo generale 6_le caratteristiche qualitativo-tecniche e la normativa di riferimento punti di sicurezza antieffrazione classe C con nottolini a fungo 6.9_La sicurezza nei confronti delle intrusioni (antieffrazione) È definibile come l’attitudine del serramento a ritardare, più che impedire, l’intrusione furtiva di persone. Questo requisito, che acquista importanza a seconda delle richieste dell’utenza, viene espresso in base alla resistenza che viene opposta dal serramento ai tentativi di sfondamento, di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza AhS, norme UNI ENV 1627/30). A tal proposito corre l’obbligo di precisare che il serramento, anche se con il massimo grado dell’antieffrazione, non può essere considerato come una barriera invalicabile all’intrusione, bensì solo come un mezzo per opporre maggiore resistenza temporale all’attacco criminale; difatti, il parametro distintivo tra le varie classi (da 1 a 6) è il tempo ritenuto necessario per poter commettere l’effrazione da parte di criminali esperti, così come illustrato nella tabella che segue. metodi considerati di effrazione tempo di resistenza (min) tempo di resistenza (max) 1 lo scassinatore principiante tenta di forzare la finestra usando forza fisica (calci, spallate, strappi) -- -- 2 lo scassinatore occasionale cerca di forzare la finestra con attrezzi semplici (cacciavite, tenaglie, cunei) 3 15 3 lo scassinatore tenta di entrare usando in aggiunta agli attrezzi precedenti un piede di porco 5 20 4 lo scassinatore esperto usa in aggiunta ai precedenti attrezzi seghe, martello, accette, scalpelli, trapano a batterialo 10 30 5 Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici (trapani, seghe, mole) 15 40 6 Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici ad alta potenza (trapani, mole con disco da 230 mm ) 20 50 In generale, quindi, per i serramenti possono essere conseguite varie classi di antieffrazione; nella fattispecie, per quelli in legno ovvero legno-alluminio, il massimo raggiungibile è la classe 2; le classi da 3 a 6 sono raggiungibili solo con l’impiego di serramenti in ferro. La conformità alla classe CR2 (ex UNI ENV 1630) è stata conseguita da questa azienda con la partecipazione al progetto GUARDIANGEL®, e riguarda l’intera finestra così come realizzata (ancoraggio parete/telaio, ferramenta, vetri, etc.). La conformità, invece, al sistema di sicurezza “AhS” , che riguarda solamente la parte dei meccanismi di chiusura (ferramenta perimetrale) , è assicurata, in classe C, su tutta la produzione di serie di questa azienda con l’utilizzazione di nottolini a fungo (autoregolanti, per fluidità di scorrimento), testati e certificati allo scopo (e cioè capaci di resistere a tentativi di scasso con mezzi usuali quali giraviti, tenaglie, etc.). _133 classe IL LEGNO_Catalogo generale tabella UNI ENV 1630 : requisiti e classificazioni - metodi di prova _134 IL LEGNO_Catalogo generale 7 cenni di manutenzione _135 IL LEGNO_Catalogo generale 7_cenni di manutenzione Si premette che in questa edizione del catalogo generale vengono forniti solamente dei cenni delle operazioni di manutenzione, che sono, invece, dettagliatamente illustrate in una apposita altra pubblicazione denominata MANUALE DI USO E MANUTENZIONE, a cui si rimanda. 7.1_Verniciatura delle finestre in legno La principale manutenzione da fare per le finestre in legno è quella sulla verniciatura; su questo argomento si è già detto molto nella esposizione dell’esclusivo programma GWD di questa azienda (cfr. par. 2.4), a cui si rinvia. In ogni caso, come per tutti i manufatti è del tutto intuitivo che già una semplice e accurata pulizia a cadenza regolare (mensile/ bimestrale) aiuta a mantenere la lucentezza superficiale della verniciatura ed evita che la presenza di piogge acide e/o di sostanze aggressive deteriorino la protezione dello strato superficiale di verniciatura. La pulizia dovrà essere fatta su tutte le superfici del serramento e degli accessori, comprese quelle meno visibili (battute tra ante e telai, intercapedini delle lamelle delle persiane, interstizi e guide degli avvolgibili, etc.). In sostanza, non si deve pensare ad un serramento come se fosse un muro esterno di un edificio, per il quale non si va ad eseguire alcuna particolare operazione di pulizia periodica; lo si dovrebbe paragonare, invece, ad un automobile che periodicamente si porta all’autolavaggio per continuare a tenerla in splendida colorazione e lucentezza. Le operazioni di manutenzione possono suddividersi in: _136 IL LEGNO_Catalogo generale 7.1.1_Manutenzione ordinaria preventiva 7.1.1.1 pulizia: lo smog mescolandosi con la pioggia genera delle soluzioni acide in grado di corrodere la pellicola superficiale (finitura) dei serramenti, per cui è evidente che risulta importante evitare che le particelle di pioggia acida che si depositano sulla superficie degli infissi vi rimangano per lungo tempo. La pulizia superficiale dovrà essere realizzata con prodotti neutri non aggressivi (evitando alcol, ammoniaca, acqua ragia, etc.) e con panni morbidi e puliti; basterebbero, a seconda degli ambienti esterni in cui si trova, anche semplici panni inumiditi con acqua ovvero con un detergenti neutri non aggressivi (anche semplici detersivi liquidi per stoviglie), risciacquando abbondantemente con acqua ed asciugando quindi con un panno morbido, ovvero ancor meglio con i prodotti detergenti contenuti nel kit di pulizia. 7.1.1.2 rinfresco: con il trascorrere del tempo la pellicola superficiale di vernice (finitura) tende naturalmente a consumarsi, per cui occorre effettuare un reintegro applicando un ulteriore nuovo strato di pellicola, che può darsi con l’ausilio di un panno morbido imbevuto di apposito prodotto rigenerante (contenuto nel kit di pulizia).In condizioni normali il rinfresco non sarà necessario prima di 2÷3 anni, a patto di aver eseguito con la necessaria diligenza le operazioni di pulizia (di cui sopra) ovvero di eventuali ritocchi (di cui in seguito) ; i successivi rinfreschi potranno essere fatti ogni 2 anni. 7.1.2_Manutenzione straordinaria riparativa 7.1.2.1 ritocco: è una operazione molto semplice che ha lo scopo di ripristinare l’integrità della verniciatura, qualora essa sia stata interrotta da graffi, rigature, spaccature, etc. , causate da agenti esterni (urti, abrasioni, etc.), e si effettua applicando sul punto in questione, con l’aiuto di un pennello, uno strato di vernice di finitura. 7.1.2.2 rinnovo: è una operazione che andrà fatta se, per qualsiasi motivo, sono state trascurate le suddette operazioni di pulizia, rinfresco e ritocco. Serve a ricostruire lo strato di verniciatura che si fosse staccato, graffiato, fessurato o che abbia subito infiltrazioni di acqua a causa di una cattiva manutenzione ovvero per danneggiamenti a seguito di urti violenti o sollecitazioni meccaniche di varia natura da parte di agenti esterni. In tal caso, quindi, occorre un intervento di tipo ricostruttivo. Per la manutenzione ordinaria questa azienda fornisce, a richiesta, un kit di manutenzione preparato appositamente per tali operazioni periodiche; in ogni caso, per qualsiasi tipo di informazioni circa il reperimento di prodotti adeguati per l’effettuazioni delle operazioni sopra descritte si può fare riferimento alla segreteria tecnica aziendale. 7.3_Controllo drenaggio acqua Una peculiarità della finestra è la capacità della tenuta all’acqua (cfr. par. 6.4); questa è condizionata nel tempo da diversi accessori, tra cui le guarnizioni e, in particolar modo, le camere di evacuazione dell’acqua (dette anche gocciolatoi). Per effettuare una manutenzione efficace dei gocciolatoi questi vanno controllati con frequenza annuale, verificando in particolare: • la pulizia generale interna del gocciolatoio; • che le asole (fori) di scarico siano libere da occlusioni (sporco, sedimenti, insetti,etc.). I gocciolatoi in alluminio vengono assemblati utilizzando dei tappi di estremità in materiale plastico, in modo da raccordare ermeticamente il gocciolatoio stesso con i montanti in legno del serramento. Tale raccordo è eseguito normalmente con materiale siliconico , e la sua efficienza è bene che sia verificata con frequenza annuale , controllando che i due giunti di estremità di cui trattasi non presentino degrado. 7.5_Verifica guarnizioni Una altra principale caratteristica di un serramento è la permeabilità all’aria (cfr. par. 6.2), che è strettamente connessa all’isolamento termico e acustico degli ambienti (nonché, di conseguenza, al risparmio energetico potenzialmente perseguibile); al fine di garantire una buona tenuta ermetica è indispensabile che le guarnizioni di tenuta siano in perfetta efficienza. Sono queste, infatti, che concorrono maggiormente a creare per le parti apribili le barriere tra l’ambiente esterno e l’interno dell’abitazione. È quindi opportuno verificare annualmente lo stato delle guarnizioni e provvedere, nel caso in cui fossero danneggiate (consumate, indurite, tagliate, etc.), a sostituirle; in maniera semplice, estraendo le vecchie e inserendo le nuove. Per il reperimento delle nuove guarnizioni è consigliabile rivolgersi a questa azienda. 7.6_Ferramenta Il controllo della ferramenta (intesa come tutti gli accessori, generalmente in metallo, che fanno muovere e chiudere le finestre) è tra le componenti primarie per una buona manutenzione; essa ne garantisce, infatti, sia la funzionalità che la sicurezza d’uso da parte dell’utente. 7.6.1 _Pulizia E’ innanzitutto importante procedere con cadenza semestrale ad una semplice ma benigna pulizia, con l’accortezza di utilizzare panni morbidi con prodotti non aggressivi che non alterino la protezione superficiale della ferramenta contro la corrosione (cere applicate all’origine). IL LEGNO_Catalogo generale Si badi bene che la questione della manutenzione per la conservazione dello splendore della verniciatura vale in egual maniera, seppur con minore influenza rispetto al legno, anche per l’alluminio esterno dei serramenti in legno-alluminio. Nel caso dell’alluminio, comunque, è da potersi considerare solamente la pulizia, intesa come manutenzione preventiva (in quanto è evidente che non possono eseguirsi operazioni di rinfresco, ritocco o rinnovo analoghe a quelle descritte per il legno); ed, in generale, valgono le seguenti indicazioni: • eseguire le operazioni di pulizia con frequenza minima di circa: • sei mesi nei casi di carico di sporco leggero (traffico automobilistico limitato, assenza di industrie nelle vicinanze, lontananza da zone marine); • tre mesi nei casi di carico di sporco elevato (alta concentrazione di traffico automobilistico, presenza di industrie nelle vicinanze, prossimità di zone marine); • utilizzare detergenti neutri non aggressivi (sono indicati anche semplici detersivi liquidi per stoviglie), evitando di applicarli direttamente sulle superfici da pulire, avendo bensì cura di utilizzare all’uopo dei panni morbidi per frizionare/lucidare le superfici; • non utilizzare detergenti acidi o alcalini, ovvero solventi organici; • non utilizzare prodotti e/o materiali abrasivi; • non usare acqua ovvero detergenti liquidi a temperature elevate (max 30 °C), nè apparecchiature a spruzzo di vapore. 7.4_Sigillatura tappi di estremità _137 7.2_Verniciatura delle finestre in legno-alluminio 7_cenni di manutenzione 7.6.2 _Ingrassaggio L’ingrassaggio delle parti mobili della ferramenta costituisce, come facilmente intuibile, una delle operazioni più importanti per minimizzare l’usura meccanica dei pezzi metallici, e dunque per il perfetto mantenimento della funzionalità del serramento. A tale scopo andranno ingrassate tutte le parti mobili (cerniere, aste di scorrimento perimetrali, nottolini di chiusura, incontri, etc.), utilizzando grasso per cuscinetti, vasellina tecnica, oli lubrificanti similari non aggressivi (non contenenti alcun tipo di acidi). 7.6.3_Regolazione _138 IL LEGNO_Catalogo generale I serramenti prodotti da questa azienda sono dotati (di serie) dei migliori sistemi di chiusura con cerniere regolabili, registrabili con facili e precise manovre (regolanti ogni cerniera nei due versi ortogonali e paralleli al piano verticale contenente l’infisso) , al fine di poter avere il miglior utilizzo del serramento stesso, anche a distanza di tempo dal suo montaggio ed a seguito degli inevitabili piccoli assestamenti fisiologici del legno per deformazioni termiche ed igrometriche. Pertanto è del tutto normale effettuare, con cadenza annuale, un controllo teso a verificare casi anomali in cui, ad esempio: • le ante urtassero il telaio fisso; • le ante si urtassero tra loro in corrispondenza del montante centrale; • le ante risultassero non allineate al telaio fisso; • si dovessero compiere sforzi inusuali per chiudere il serramento. Inoltre, con una precisa regolazione delle cerniere e dei punti di chiusura è possibile conseguire le migliori condizioni di lavoro delle guarnizioni di chiusura (pressate in modo omogeneo sul perimetro di contatto), a tutto ovvio vantaggio della impermeabilità all’aria ed all’acqua dell’infisso. 7.7_Asportazioni resine L’eliminazione di eventuali gocce di resina sulla superficie dell’infisso va fatta, preferibilmente, durante il periodo invernale, con un clima freddo; in tal caso, infatti, la resina si presenta cristallizzata (e non fluente e pastosa) ed è facilmente rimuovibile meccanicamente anche con semplici pressioni (raschietti o spatole). In caso di resina non cristallizzata, invece, è bene chiedere informazioni a questa azienda, in quanto il tipo di verniciatura all’acqua utilizzato potrebbe facilmente essere danneggiato da eventuali soluzioni non idonee (alcool, ammoniaca, acqua ragia, etc.). Comunque, la presenza di eventuali piccole gocce di resina sul serramento non può e non deve considerarsi come difetto, in quanto come già detto in precedenza (cfr. par. 4.2) essa può normalmente essere presente nel legno. 7.8 Sostituzione vetri (manutenzione straordinaria) A seguito di danneggiamento e/o rotture per cause esterne (urti accidentali, tentativi di scasso, etc.) potrebbe essere necessario provvedere alla sostituzione dei vetri ; un tal tipo di intervento, però, è consigliabile che sia fatto da operatori specializzati. Ciò perché dovrà essere necessario staccare il vetro per tutto il suo perimetro dall’anta in legno, a cui è stato fissato con un filo continuo di collante siliconico; tale operazione dovrà essere fatta avvalendosi di un taglierino di medie dimensioni, il cui maneggiamento comporta medi rischi di ferite da taglio nel caso non si fosse abituati ed esperti per siffatte operazioni manuali, peraltro da fare in presenza di vetro (eventualmente anche in parte rotto e tagliente, a seconda dei casi per i quali si deve intervenire). _139 IL LEGNO_Catalogo generale _140 IL LEGNO_Catalogo generale 8 galleria fotografica _141 IL LEGNO_Catalogo generale _142 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _143 IL LEGNO_Catalogo generale _144 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _145 IL LEGNO_Catalogo generale _146 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _147 IL LEGNO_Catalogo generale _148 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _149 IL LEGNO_Catalogo generale _150 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _151 IL LEGNO_Catalogo generale _152 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _153 IL LEGNO_Catalogo generale _154 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _155 IL LEGNO_Catalogo generale _156 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _157 IL LEGNO_Catalogo generale _158 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _159 IL LEGNO_Catalogo generale _160 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _161 IL LEGNO_Catalogo generale _162 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _163 IL LEGNO_Catalogo generale _164 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _165 IL LEGNO_Catalogo generale _166 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _167 IL LEGNO_Catalogo generale _168 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _169 IL LEGNO_Catalogo generale _170 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _171 IL LEGNO_Catalogo generale _172 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _173 IL LEGNO_Catalogo generale _174 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _175 IL LEGNO_Catalogo generale _176 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _177 IL LEGNO_Catalogo generale _178 IL LEGNO_Catalogo generale 8_galleria fotografica _179 IL LEGNO_Catalogo generale 9 _180 IL LEGNO_Catalogo generale fac-simile garanzia e fac-simile garanzia aggiuntiva GWD _181 IL LEGNO_Catalogo generale CERTIFICATO DI GARANZIA num. ............ 10 ANNI ILE IL LEGNO s.r.l. , con sede in Alife (Ce) alla Via Poste 11, CERTIFICA che i serramenti prodotti, costituenti la fornitura consegnata a: cliente......................................................................................................................................................................................... indirizzo...................................................................................................................................................................................... mediante rivenditore................................................................................................................................................................. IM rif. ordine/i n° / nn°.............................................. - rif. fattura/ n./nn. ..........................................del...................................... sono stati realizzati con il massimo della cura, in ciascuna fase produttiva e di lavorazione, e che sono marcati CE, a seguito delle ITT (prove iniziali di tipo) ed alla applicazione del proprio FPC (Factory Production Control). Pertanto, a condizione che vengano seguite scrupolosamente le operazioni di manutenzione ordinaria illustrate nel MANUALE DI USO E MANUTENZIONE, cui si rimanda, GARANTISCE FA CS per i propri prodotti, controllati in stabilimento, la riuscita della funzionalità e la durabilità della integrità di buon aspetto estetico per almeno 10 anni, ad eccezione delle limitazioni eventualmente riportate nelle note e/o avvertenze tecniche correlate alla commessa di cui trattasi, e ad eccezione di tutti i casi di danneggiamenti dei prodotti stessi da parte di agenti esterni, quali ad esempio (senza pretesa di esaustività) urti accidentali, scassi, eventi calamitosi, ovvero a causa di cattivi montaggi in opera o di negligenti utilizzazioni. In particolare, sono escluse dalla presente garanzia tutte quelle parti che dovessero danneggiarsi a causa di negligenza e/o trascuratezza nell'utilizzazione oppure nella manutenzione ordinaria, ovvero a causa di circostanze non riconducibili a difetti di fabbricazione. Inoltre, gli accessori e le parti asportabili, le parti in vetro, le cerniere, le guarnizioni e tutte le parti sottoposte ad usura non sono coperte da garanzia se non quando possa dimostrarsi la loro affezione da vizi di fabbricazione. Eventuali manomissioni dei prodotti effettuate da persone non autorizzate da questa azienda annullano automaticamente la presente garanzia. In particolare la presente garanzia decade in caso di visibile trascuratezza della ordinaria manutenzione della verniciatura. _182 IL LEGNO_Catalogo generale La validità della presente garanzia decorre dalla data di fatturazione, e si convalida con la restituzione a questa azienda della copia debitamente sottoscritta per accettazione dal cliente. Alife, ...................... Il titolare ing. Filippo Mercorio CONFERIMENTO DEL PROGRAMMA “IL LEGNO - GWD” avente ad oggetto la garanzia aggiuntiva sulla verniciatura, ed ampliante la garanzia base (sull'intera finestra e sulle sue ILE componenti, quali legno, guarnizioni, ferramenta, vetri, inclusa la verniciatura), num................ [condizionata alla effettuazione in proprio, da parte del cliente, della manutenzione ordinaria illustrate nel MANUALE DI USO E MANUTENZIONE ] IL LEGNO s.r.l. , con sede in Alife (Ce) alla Via Poste 11, CONFERISCE alla fornitura di serramenti consegnata a: cliente......................................................................................................................................................................................... IM indirizzo...................................................................................................................................................................................... mediante rivenditore................................................................................................................................................................. rif. ordine/i n° / nn°.............................................. - rif. fattura/ n./nn. ..........................................del...................................... CS il servizio post-vendita del programma GWD, illustrato in retro pagina a cui si rimanda, prevedendo l'effettuazione del primo intervento di manutenzione ordinaria programmata sulla verniciatura a due anni (± 20 gg) da oggi, mediante tecnici inviati direttamente da questa azienda. Di conseguenza, con il rinnovo di ulteriori due anni derivante dal suddetto primo intervento, i serramenti sono coperti da garanzia aggiuntiva sulla verniciatura per QUATTRO anni da oggi. Del presente conferimento: • l'originale viene rilasciato al CLIENTE ; • una copia viene inviata al Rivenditore autorizzato; • una copia viene conservata da questa azienda. Il titolare ing. Filippo Mercorio IL LEGNO_Catalogo generale Alife, ...................... _183 FA La registrazione di tale servizio sarà visibile entro circa 10 gg da oggi sul sito web www.illegno-infissi.it, alla sezione "area cliente", dove il cliente potrà accedere inserendo uno dei codici riportati sulla clip di ciascun serramento e potrà registrarsi con "username" e "password"; successivamente, si potrà rilevare : • la precisa identificazione costitutiva di ciascun serramento ; • lo stato della garanzia aggiuntiva sulla verniciatura , attestante l'effettuazione periodica, ogni due anni, degli interventi di rinnovo della validità di garanzia aggiuntiva sulla verniciatura (in aggiunta ai rapporti cartacei che saranno rilasciati dagli operatori al momento degli interventi) . ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA "IL LEGNO - GWD" Con l'applicazione del codice bidimensionale (2D) su ciascuna finestra mediante una clip adesiva: si perseguono le seguenti due finalità. ILE 1) Dotare ogni singola finestra di una “identità costitutiva”. Con una serie d'informazioni consultabili nel tempo sul tipo di serramento (denominazione, tipologia, etc.) , sulle caratteristiche di produzione e sulle componenti (tipo: di essenza di legno e di che provenienza, ciclo di verniciatura, guarnizioni, ferramenta di manovra apertura/chiusura, vetrocamera), sulla vendita e corresponsabilità (diretta, per agente, per rivenditore, o altro), sul montaggio in opera (da chi effettuato e/o autorizzato), sulle specifiche di manutenzione (modalità e ciclicità). Al codice 2D vengono, quindi, associati tutti i dati costituenti l’identità della finestra; tali dati sono conservati nella memoria di un server aziendale. IM Il codice identificativo, che può essere richiamato sul Web (mediante password di accesso, previa lettura o del codice 2D ovvero del numero associato) sia direttamente dal cliente che da ogni tecnico autorizzato addetto al servizio di assistenza/manutenzione, fornisce tutte le informazioni sulla storia della finestra, dalla data in cui è stata prodotta fino all'ultimo intervento di manutenzione effettuato. La finestra acquista così un volto, una vera e propria identità, che progredisce e si evolve con il passare del tempo. 2) Mettere in atto “un preciso programma di manutenzione conservativa” , consultabile ed attestabile direttamente anche dai clienti finali. _184 Di tali manutenzioni programmate si avrà traccia a seguito delle registrazioni, con la lettura del codice 2D, che l'operatore effettuerà con un telefonino appositamente programmato, e che saranno in tempo reale trasferite automaticamente nel data-base del server aziendale. In tal modo, in automatico, il programma genererà in un lasso di tempo prestabilito (3 mesi) prima della scadenza della manutenzione successiva un messaggio automatico (mail, sms, etc.) al cliente, con la richiesta di conferma della opzione a suo tempo prenotata; in caso affermativo l’azienda provvederà ad inviare del personale autorizzato presso il cliente. Al momento di ogni successiva manutenzione, leggendo su ogni finestra il codice 2D sarà aggiornato il data-base nel server aziendale con l’avvenuta manutenzione della finestra stessa; ed, inoltre, verrà ripetuta la procedura di opzione per la manutenzione successiva. E, evidentemente, ripetendo queste sequenze con continue convalide di adesione al programma il cliente potrà avere la certezza che la garanzia sulla verniciatura (che per legge è di soli 2 anni) avrà una sua vera validità, senza dubbi nel tempo. FA IL LEGNO_Catalogo generale CS Il cliente finale (utilizzatore) potrà stabilire un collegamento interattivo diretto e trasparente con l’azienda produttrice mediante il Web, nonché scegliere se avere il prolungamento (a pagamento, delle sole spese vive) del programma di manutenzione ordinaria conservativa (il cui primo intervento dopo due anni è, invece, già acquistato insieme alle finestre). Pertanto, con la presenza sulla singola finestra del predetto codice a barre 2D, la stessa finestra è già implicitamente dotata del primo intervento manutentivo per la verniciatura a due anni dall'acquisto e prima installazione; tale intervento, poi, prolunga di altri due anni la garanzia sulla verniciatura. Successivamente, di volta in volta, la garanzia sulla verniciatura potrà essere prolungata di 2 anni in 2 anni ogni qual volta al momento della manutenzione programmata (eseguita direttamente dal personale specializzato dell’azienda) si opzionasse il prolungamento medesimo, con un costo (rimborso spese) , fissato, oggi, di € 80 ad intervento oltre € 8 per ciascuna finestra/pezzo (esclusi speciali). Inoltre, con la lettura del codice 2D , oppure con il numero associato ad ogni codice, il cliente stesso potrà, ogniqualvolta lo vorrà, entrare nella pagina web (dinamica) della singola finestra (con opportune password) , conoscerne dettagliatamente tutte le parti costitutive (legno, vernici, guarnizioni, ferramenta, vetrocamera), e verificarne lo stato di avvenute manutenzioni della verniciatura, stampandosi all’occorrenza anche la pagina stessa, che potrà, in tal modo, costituire documentazione cartacea (insieme agli attestati di intervento da parte dei nostri addetti) della validità in corso della garanzia aziendale.