AICAT Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento DATACLUB2003 DATACLUB2004 BANCA DATI NAZIONALE ANNI 2003 e 2004 e andamento nel periodo 2000 - 2004 COMPOSIZIONE GRUPPO DI LAVORO AICAT COORDINATORE Guido Guidoni ELABORAZIONE DATI Angela Tilli REFERENTI REGIONALI Abruzzo: Antonella Babusci Alto Adige: Luigi Castlunger e Corrado Valentini Basilicata: Bruno Convito, Stella Grazia e Rita Mantovano Calabria: Donatella Pelaia, Adriano Tropea e Simone Parisod Campania: Aniello Baselice e Genoveffa Manzo Emilia Romagna: Regina Zanetti e Mirca Grossi Friuli Venezia Giulia: Chantal Braidotti Lazio (APCAT Latina): Sergio Giaretta e Pino Nicolucci Liguria: Gabriele Sorrenti Lombardia: Angelo Tedioli Marche: Roberto Amadio Molise: Enrica Chiacchiari Piemonte: Paolo Barcucci, Paolo Guberti e Eugenio Jona Puglia: Gianni Carrassi Sardegna: Arcangelo Burrai Sicilia: Aurelio Di Carlo, Giuseppe Buffa Toscana: Giuseppe Interlandi e Angela Tilli Trentino: Guido Dellagiacoma Umbria: Paolo Pucci Valle d’Aosta: Marinella Boscariol e Gianpaolo Zonca Veneto: Flaviana Conforto e Eugenio Castagnaro 1 INDICE Presentazione pag. 7 pag. 9 pag. 13 Ennio Palesino - Presidente AICAT 1. Introduzione Michele Sforzina 2. DATACLUB2003 DATACLUB2004 Roberto Amadio, Antonella Babusci, Paolo Barcucci, Aniello Baselice, Marinella Boscariol, Chantal Braidotti, Giuseppe Buffa, Arcangelo Burrai, Gianni Carrassi, Eugenio Castagnaro, Luigi Castlunger, Enrica Chiacchiari, Flaviana Conforto, Guido Dellagiacoma, Aurelio Di Carlo, Bruno Donvito, Sergio Giaretta, Stella Grazia, Mirca Grossi, Paolo Guberti, Giuseppe Interlandi, Eugenio Jona, Rita Mantovano, Genoveffa Manzo, Pino Nicolucci, Simone Parisod, Donatella Pelaia, Paolo Pucci, Gabriele Sorrenti, Angelo Tedioli, Adriano Tropea, Corrado Valentini, Regina Zanetti, Gianpaolo Zonca, Angela Tilli e Guido Guidoni • Materiali pag. 13 • Metodi pag. 21 • Risultati e discussione pag. 23 • I dati delle associazioni pag. 23 • I dati dei Club pag. 35 pag. 69 pag. 73 pag. 77 3. Conclusioni Guido Guidoni e Angela Tilli Postfazione Guido Guidoni e Angela Tilli Elenco tabelle 2 PRESENTAZIONE La Banca Dati sul lavoro dei Club va avanti, ed ogni anno si affina e si migliora. La sensibilizzazione ed il coordinamento fra i vari livelli regionale e provinciale, che negli anni ‘90 non erano stati sufficienti per ottenere un panorama nazionale, stanno alla fine funzionando, nonostante l’impresa sembrasse troppo grande. Infatti, arrivare ad avere una Banca Dati Nazionale significava mettere insieme i dati riguardanti decine di migliaia di persone, un lavoro molto ampio, che avrebbe scoraggiato organizzazioni ben più strutturate della nostra. Ma talvolta dove mancano i mezzi si può supplire con l’entusiasmo e con la determinazione. Il Gruppo di Lavoro che si è costituito in seno all’AICAT qualche anno fa, coordinato da Guido Guidoni ed Angela Tilli, ha proseguito caparbiamente nel lavoro ed ora si affacciano prospettive interessanti. Da un lato, il lavoro di ricerca, che ormai le famiglie dei Club italiani sanno di dover ripetere ogni anno, in gennaio, in modo direi quasi automatico, serve prima di tutto alle famiglie stesse, perché sappiano quale livello di qualità ed efficacia il lavoro che esse stesse svolgono nei Club riesce ad esprimere, e poi serve all'AICAT, per rappresentare all'esterno la bontà e l'affidabilità di questo lavoro. L'AICAT, che deve anche rappresentare il mondo dei Club a livello istituzionale, sia in Italia che all'estero, sente l’esigenza di avere uno strumento del genere. Per esempio, quando si è costituita la Consulta Nazionale sull’Alcol, a cui l’AICAT è stata chiamata a partecipare, per far capire agli altri membri della Consulta chi siamo e cosa facciamo, abbiamo regalato ad ognuno un libretto della Banca Dati 2002, che meglio di ogni altra cosa poteva spiegare le dimensioni e l’efficacia del nostro lavoro. In un ottica internazionale, in previsione della nascita della WACAT (Associazione Mondiale dei Club), diversi rappresentanti dei Club stranieri hanno chiesto che venisse inserito nella bozza della Carta Costitutiva l’impegno della WACAT per facilitare un’efficace valutazione del lavoro dei Club. Quindi contribuire a creare una Banca Dati mondiale, espansione ed evoluzione di quella nazionale. E questa esigenza ci è stata manifestata sia da paesi ricchi e strutturati (come le nazioni scandinave) così come da paesi con meno risorse e strutture (come ad esempio il Cile). Per la validazione scientifica dei nostri dati, infine, nell’ultimo anno abbiamo esaminato alcune possibilità di collaborazione con enti di ricerca, che potrebbero darci strumenti di analisi ed elaborazione dei dati in grado 3 di consentirci di andare oltre l’attuale livello di sviluppo. Abbiamo quindi stipulato una convenzione con la sezione di epidemiologia del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che si occupa della ricerca in Italia sulle droghe e sui trattamenti. Il CNR metterà a disposizione della nostra banca dati le proprie risorse tecniche per l’elaborazione, mentre titolare della ricerca resterà l’AICAT che garantirà la corretta gestione dei dati raccolti. In questi mesi si stanno sperimentando i nuovi questionari elaborati dal gruppo di lavoro AICAT con la consulenza del CNR. Le nuove schede per i Club e le Associazioni saranno presentate al Congresso di Salsomaggiore Terme nel prossimo mese di novembre. Genova, 24/10/2005 Ennio Palmesino (Presidente AICAT) Tabella 1 I CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO NEL MONDO CAT nel mondo Maggio 2005 Norvegia Islanda Germania Spagna Svezia Danimarca Lituania Polonia Italia Svizzera Slovacchia Bosnia Croazia Montenegro Macedonia Bielorussia Russia Romania Bulgaria Grecia Venezuela Ecuador India Cile Mauritania Argentina Brasile Cameroun 4 1. INTRODUZIONE Michele Sforzina L’approccio ecologico sociale di Vladimir Hudolin ha attraversato diverse fasi, nelle quali il Professore di volta in volta tracciava gli indirizzi metodologici e le relative linee nel campo della formazione e dell’aggiornamento continuo. Nei primi anni ottanta l’approccio ecologico sociale era sintetizzato in un elenco di regole: frequenza del Club, assunzione dell’antabuse ecc. Con senso della realtà e tanta prudenza, Hudolin aveva proposto questo metodo attraverso poche regole, quindi metodo e regole coincidevano. Ciò, a mio parere, è stato un passaggio fondamentale che ha garantito l’avvio del lavoro dei Club e la sua stabilizzazione nonostante la poca esperienza dei primi servitori-insegnanti. Il sistema ecologico sociale è cresciuto e, come ogni sistema maturo, aveva bisogno di evolversi grazie a una professionalità ben più complessa che quella incorniciata in un insieme di regole. Si sono diffuse moltissime iniziative di formazione dei servitoriinsegnanti: dal Corso di sensibilizzazione, ai corsi di aggiornamento, quelli monotematici, fino alla Scuola nazionale di perfezionamento in alcologia. Sono nate molte pubblicazioni, manuali, sono state scritte centinaia di tesi della stessa Scuola. Una gran quantità di risorse è stata investita nell’organizzazione dei Congressi nazionali e di quelli di Assisi, anche sotto il profilo dell’aggiornamento. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la morte del Professore, sono stati organizzati un’infinità di incontri di approfondimento riguardo la pace, l’etica ecc. che hanno offerto a molti (servitori-insegnanti e famiglie) la possibilità di riflettere su questi temi e di cooperare al processo di crescita del sistema ecologico sociale. Lui, poi, non si stancava mai di sottolineare l’indispensabilità di raccogliere i dati sul lavoro che si stava svolgendo e di avviare ricerche che permettessero all’approccio ecologico sociale di acquisire, anche formalmente, la giusta credibilità scientifica. Anche questo ha rappresentato e continua a rappresentare una fase cruciale nella storia dei Club, e il lavoro di Guido Guidoni e Angela Tilli costituisce un serio e costante impegno in tal senso. Di fronte a questo grande, complesso, entusiasmante fenomeno, io intravedo alcune ombre che hanno a che fare con la professionalità dei servitori-insegnanti e la credibilità di tutto il sistema. Hudolin scrisse: “Secondo la mia opinione, ogni servitore lavora con professionalità quando conosce le basi del problema di cui si occupa e quando si prepara seriamente nei programmi per la formazione e l’aggiornamento esistenti nel 5 sistema. Con il tempo tutti diventano professionisti.” (Vl. Hudolin, “Disagi alcolcorrelati: vecchi problemi umani”, G. Merigo, A. Schiavi, S. Cecchi, G. Monesi, Ricominciare insieme, Brescia, Centro Alcologico Bresciano e Cassapadana, 1997). Ciò significa, a parer mio, che la professionalità del servitore-insegnante è subordinata a una rigorosa formazione, sia per quanto riguarda i problemi, sia per quanto riguarda le basi teoriche e la prassi del suo lavoro. In base alla mia esperienza, ritengo che l’efficacia del metodo Hudolin sia da collegare anche alla sua originalità: originalità sul modo di concepire i problemi alcolcorrelati, sul modo di affrontarli, e sugli obiettivi che si prefigge. È un’originalità questa che lo distingue dalla cultura sanitaria ordinaria, che talvolta non si distingue dai luoghi comuni più diffusi. È un’originalità che viceversa lo pone in sintonia con le ricerche più recenti e gli indirizzi più attuali della comunità scientifica. Ciò esige dai servitoriinsegnanti un non indifferente impegno di studio e di formazione teorica e pratica, e offre loro l’opportunità di modificare la concezione della vita e dei rapporti umani. Purtroppo ho incontrato diversi servitori-insegnanti ai quali mancano le basi di conoscenza sufficienti del nostro lavoro, oppure (le due cose sono spesso legate) che affrontano il loro impegno nel Club pesantemente influenzati dalla cultura ordinaria, ricca di pregiudizi, luoghi comuni, interessi diversi dal benessere delle nostre comunità umane. È straordinario, tuttavia, osservare che, nonostante questi limiti, la rete dei Club e dei programmi alcologici territoriali continua a crescere e che, come dimostrato dai dati che troviamo in queste pagine, moltissime famiglie valutano in maniera significativamente positiva il cambiamento che vivono grazie alla frequenza del Club. Per quanto riguarda il primo punto, la professionalità: esiste la necessità di recuperare la dimensione professionale dei servitoriinsegnanti. Per evitare ambiguità, non intendo riferirmi qui al progressivo indebolimento della componente dei cosiddetti professionisti, intesi in senso tradizionale, nel nostro sistema, ma alla professionalità – come Hudolin la intendeva – di tutti i servitori-insegnanti. Negli ultimi anni, in occasione dei corsi di aggiornamento e dei congressi, si sono trattati temi di estremo interesse: quelli che permettono la crescita del sistema ecologico sociale, senza la quale il sistema stesso si estinguerebbe. Il giusto entusiasmo per questi temi, però, non è stato sempre accompagnato dal mantenimento della consapevolezza che ogni servitore-insegnante deve avere delle competenze di base legate al suo ruolo di catalizzatore nell’interazione con le famiglie nel Club degli alcolisti in trattamento. Ogni servitore-insegnante ha la responsabilità di studiare e 6 conoscere nel modo più approfondito possibile la teoria e la pratica dell’approccio ecologico sociale. Se si trascura questo, in assenza di una solida base conoscitiva si viene facilmente attratti da tecniche e linguaggi che seguono il trend del momento, e che hanno vita breve. Dal mio punto di vista esiste un’enorme responsabilità da parte dei servitori-insegnanti più esperti: quella di insegnare gli elementi essenziali del lavoro a quelli più giovani, non soltanto nei momenti formalizzati come i corsi, ma in ogni occasione di incontro, magari con la soddisfazione di condividere il proprio sapere, senza nulla chiedere in cambio, come facevano gli antichi saggi taoisti. Purtroppo “oggigiorno molti considerano la conoscenza alla stregua di una semplice merce che si può impacchettare, pubblicizzare e rivendere. […] Viviamo in un mondo dove la condivisione generosa della conoscenza non rappresenta più una virtù” (Deng Ming-Dao, Il Tao per un anno, Parma, Guanda, 1993, pag. 180). Credo che trasmettere agli altri le proprie conoscenze sia coerente con le scelte etiche del sistema ecologico sociale, e rappresenti un atto concreto di solidarietà e di pace, al di là di ogni dichiarazione di intenti. Per quanto riguarda il secondo punto, la cultura: è una questione intimamente legata alla prima. L’approccio ecologico sociale, che ha come obiettivo più generale e nobile il cambiamento della cultura generale e sanitaria della comunità, o, come si dice oggi, il cambiamento della spiritualità antropologica, rischia, nella sua applicazione quotidiana, di venir fagocitato a sua volta dalla cultura predominante, che propone valori difficilmente assimilabili alla solidarietà, all’amicizia, all’amore, alla condivisione, alla pace, alla giustizia sociale. Nella mia esperienza di lavoro, osservo oggi una “ricaduta” da parte di servitori-insegnanti e di famiglie verso stili di comunicazione più consoni ai modelli televisivi, basati sull’assertività, l’aggressività, la competizione e l’indifferenza. È molto interessante e rappresentativo dei tempi odierni lo spot pubblicitario della Rai che mostra una signora, operatrice di call center, che risponde al telefono alla mamma, usando un linguaggio e un tono di voce tipico dei talk show. Lo spot si conclude più o meno con queste parole: “Non vogliamo che tu assomigli alla televisione, vogliamo una televisione che assomigli a te.” Il rischio è quello di appiattirsi su un approccio ordinario ai problemi alcolcorrelati, tornando, magari senza consapevolezza, a quei pregiudizi e luoghi comuni di fronte ai quali ogni servitore-insegnante si trova quando per la prima volta entra nel Club una famiglia nuova. Un ruolo di particolare importanza è giocato anche dai professionisti di quei servizi sanitari (Alcologie, Ser.T., Servizi psichiatrici ecc.) che in diversi 7 modi collaborano con la rete dei Club degli alcolisti in trattamento. Un certo numero di servitori-insegnanti frequenta questi servizi e li considera un importante punto di riferimento metodologico. Questi, a loro volta, operano in base alle tendenze che di volta in volta emergono, per quanto riguarda le modalità di diagnosi e di trattamento dei diversi “disturbi”. Oggi – mi par di capire - prevale il modello farmacologico, che si traduce, nella prassi, nel tenere sotto controllo un dato sintomo presentato da una persona umana, trascurando quella che Hudolin definiva la sofferenza multidimensionale. Questo modello deriva dalle strutture conoscitive e metodologiche delle neuroscienze. Eugenio Borgna parla di questo trend dominante, nei confronti del quale “non resterebbe se non adattarsi, o uscire dalla modernità: dal corso della storia. Ma anche le minoranze sono portatrici di valori e di conoscenze che sfidano le convenzioni e gli idoli delle maggioranze” (Eugenio Borgna, Le intermittenze del cuore, Milano, Feltrinelli, 2003, pag. 17). L’approccio ecologico sociale, come è stato proposto da Vladimir Hudolin, è costituito da un quadro teorico di riferimento complesso, che troviamo descritto in un’ampia letteratura, e da una monumentale esperienza di prassi, avviata nel 1964, e che conta oggi su una rete territoriale (i Club degli alcolisti in trattamento e le Scuole alcologiche territoriali) che nessun altro programma territoriale per i problemi alcolcorrelati può vantare. Ora si tratta di decidere se adattarsi alle tendenze culturali correnti, colorate di disimpegno e di deresponsabilizzazione, oppure tentare di resistere, sfidando – come dice Borgna – le convenzioni e gli idoli delle maggioranze, e conservare ciò che Hudolin aveva creato. Conservare e far crescere il sistema ecologico sociale non può prescindere però dal recupero e dal consolidamento della professionalità dei servitori-insegnanti. DATACLUB2003 e DATACLUB2004 rappresenta una conferma dell’impegno a documentare il lavoro svolto dal sistema ecologico sociale, offrendo in maniera trasparente al lettore i successi ma anche i punti ancora deboli dell’applicazione pratica del Metodo Hudolin, in Italia. Non dobbiamo mai dimenticare che i risultati del lavoro dei Club dipendono sì dal quadro teorico di riferimento, ma in gran parte da come questo viene trasformato in prassi: l’esperienza ci dimostra che quando l’approccio ecologico sociale viene applicato con rigore e completezza, allora dà i risultati. 8 2. DATACLUB2003 DATACLUB2004 Roberto Amadio, Antonella Babusci, Paolo Barcucci, Aniello Baselice, Marinella Boscariol, Chantal Braidotti, Giuseppe Buffa, Arcangelo Burrai, Gianni Carrassi, Eugenio Castagnaro, Luigi Castlunger, Enrica Chiacchiari, Flaviana Conforto, Guido Dellagiacoma, Aurelio Di Carlo, Bruno Donvito, Sergio Giaretta, Stella Grazia, Mirca Grossi, Paolo Guberti, Giuseppe Interlandi, Eugenio Jona, Rita Mantovano, Genoveffa Manzo, Pino Nicolucci, Simone Parisod, Donatella Pelaia, Paolo Pucci, Gabriele Sorrenti, Angelo Tedioli, Adriano Tropea, Corrado Valentini, Regina Zanetti, Gianpaolo Zonca, Angela Tilli e Guido Guidoni Materiali La banca dati nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento anche per gli anni 2003 e 2004 prevedeva la raccolta di quattro ordini di dati suddivisi in sezioni come gli anni precedenti: Sezione A – Informazioni generali del Club Sezione B – Informazioni delle famiglie del Club Sezione C – Informazioni sulle persone che hanno frequentato il Club Sezione D – Informazioni del servitore-insegnante Tuttavia considerato il fatto che i dati dei primi tre anni di rilevamento (2000, 2001 e 2002) sono risultati assai simili tra di loro, per questi ultimi due anni (2003 e 2004) si è pensato di semplificare le schede eliminando alcuni item e lasciando solo le domande indispensabili per "l'autodiagnosi" di ogni singolo Club e di dedicare una nuova sezione per lo studio annuale o biennale di aspetti particolari identificati come importanti. Dal confronto effettuato tra i vari referenti regionali è stato scelto di approfondire, in questi due anni, lo studio delle famiglie che si allontanano dal Club ed è stata elaborata per questo scopo una nuova sezione: Sezione E – Ricerche Annuali - Informazioni delle famiglie che hanno smesso di frequentare il Club Item non presenti nei rilevamenti degli anni 2003-2004: Sezione A: item da 5 a 9; Sezione B: item 5 e 6; Sezione C: item da 3 a 6, 9 e 10; Sezione D: item da 1 a 5, da 8 a 10, 13, 15 e 16. Per gli item rimanenti è stata mantenuta la numerazione delle schede degli anni precedenti. 9 Nelle tabelle che seguono sono presentate le schede di rilevamento dati per l’anno 2003 (Club e servitore-insegnante in tab. 2, ACAT in tab. 3 e ARCAT in tab. 4); le stesse sono state adattate per l’utilizzazione nell’anno 2004. Per quanto riguarda le modalità di compilazione le schede dovevano essere compilate nel mese di gennaio facendo riferimento all’anno appena passato, come è avvenuto nei censimenti precedenti, e poi restituite ai referenti locali e regionali. Ciascun Club, ACAT, APCAT o ARCAT può, a sua assoluta discrezione, aggiungere altre domande e/o decidere di utilizzare una scheda per ciascuna famiglia e, poi, sommare tutte le risposte nell'unica scheda da utilizzare per la banca dati nazionale. Tutte le informazioni raccolte con questa banca dati sono di esclusiva proprietà dei Club degli Alcolisti in Trattamento e delle loro associazioni e verranno utilizzate solo per finalità adeguate ai principi che li ispirano. 10 Tabella 2 SCHEDA RILEVAMENTO DATI CLUB 11 12 13 14 Tabella 3 SCHEDA RILEVAMENTO DATI ACAT 15 Tabella 4 SCHEDA RILEVAMENTO DATI ARCAT 16 Metodi La metodologia di lavoro è stata analoga a quella degli anni precedenti. I referenti di ogni regione hanno, come al solito, distribuito le schede e assistito i Club e le associazioni nella loro compilazione. Successivamente hanno ritirato i questionari quindi ne hanno inviato una copia al coordinamento della Banca Dati Nazionale a Firenze oppure hanno inserito i dati direttamente nel supporto informatico che hanno poi inviato al coordinamento via e-mail. Il trattamento dei dati è stato realizzato mediante un sistema specializzato per l’analisi dei dati in ambito epidemiologico. Il suo nome è Epi Info 2000. Il programma è stato progettato e realizzato da studiosi del Center of Disease Control (USA) e distribuito da Global Program on AIDS, Organizzazione Mondiale della Sanità, Ginevra. Gli autori incoraggiano la diffusione di questo sistema nell’ambito della salute pubblica perciò il software non è coperto da copyright ed è messo a disposizione di tutti su Internet. Nel 2001 è stato realizzato il sito italiano di Epi Info all’indirizzo www.epiinfo.it. Epi Info è composto da una serie di programmi per gestire dati epidemiologici sotto forma di questionario e per organizzare i risultati in report. Il software include le caratteristiche usate dagli epidemiologi in programmi statistici come SAS o SPSS e programmi di database come Microsoft Access. Solo alcune funzioni del sistema sono state usate per la nostra indagine. Originariamente il software era stato progettato con l’intenzione di ottenere il decentramento della raccolta dei dati di sorveglianza sanitaria negli stati federali americani. I referenti regionali che si sono resi disponibili sono stati dotati di Epi Info 2000 per l’inserimento dei dati provenienti dai questionari distribuiti ai Club della loro regione. Nel 2003 Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino e Veneto e nel 2004 Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto hanno inserito i loro questionari e hanno poi inviato, all'indirizzo e-mail del coordinamento della Banca Dati Nazionale, il file con i dati in formato elettronico. I questionari delle altre ARCAT sono stati consegnati in forma cartacea al coordinamento della Banca Dati dove sono stati inseriti1 sul supporto informatico Epi Info 2000. I file con i dati delle diverse ARCAT sono stati poi uniti ed i dati sono stati elaborati a livello nazionale. Tuttavia i file rimangono comunque divisi per ARCAT e questo permette eventuali ricerche su realtà più circoscritte, quindi lo strumento può anche servire per studi locali. 1 Si ringraziano per la collaborazione all’inserimento dei dati: Simona Caracciolo, Virginia Cioni, Barbara Fissi, Valentina Scarselli. 17 Nonostante l’indicazione di attenersi ai tempi indicati nella sottostante Tabella 5, i tempi della consegna delle schede si sono protratti più a lungo. Tabella 5 PROGRAMMA DEI LAVORI PER LA BANCA DATI NAZIONALE Compilazione schede: Gennaio Raccolta schede: Febbraio/Marzo/Aprile Ultima scadenza per la consegna all'’AICAT della scheda in forma cartacea: Congresso di Assisi (maggio) Elaborazione dati: Maggio/Giugno/Luglio Presentazione risultati: Congresso Nazionale dei Club (ottobre) 18 Risultati e discussione I DATI DELLE ASSOCIAZIONI Poiché non sono pervenute le schede compilate da parte di tutte le ARCAT alcuni dati mancanti sono stati integrati dalla segreteria AICAT in base alle comunicazioni rilasciate dai rappresentanti regionali ai vari direttivi nazionali. Il numero totale dei Club, 2191 nel 2003 e 2192 nel 2004, resta sostanzialmente stabile nei due anni. Non sono stati riportati i risultati degli item riguardanti i Club aperti, riaperti e chiusi così come quelli sulla presenza di centri alcologici territoriali funzionali e di eventuali collaborazioni con enti pubblici, poiché pochissime regioni hanno fornito le risposte a queste domande e il dato risultava di difficile interpretazione a livello nazionale. Osservando la tabella 8 che riporta i numero dei Club per ogni ARCAT (APCAT per Trentino e Alto Adige) si osserva un’apparente riduzione del numero dei Club durante i 5 anni coperti dalla Banca Dati, Tuttavia la massiccia diminuzione del numero di Club in alcune regioni (nel 2001 in Lombardia e nel 2002 in Piemonte) sembra essere dovuta, come evidenziato nelle precedenti pubblicazioni, a un più corretto conteggio piuttosto che ad una reale chiusura di Club. Alla luce di queste informazioni non si può quindi affermare che i Club sono diminuiti negli anni considerati e il numero dei Club è da considerarsi sostanzialmente stabile durante tutto il quinquennio 2000-2004. L’equilibrio a livello nazionale del numero dei Club è il risultato di variazioni in aumento o in diminuzione a livello regionale. Le regioni che, partendo da una numerosità di Club abbastanza modesta, hanno avuto in questi 5 anni un grande sviluppo sul territorio sono: Basilicata + 75%, Molise + 150% e Sardegna + 98%. Le regioni che, partendo già nel 2000 con un discreto numero di Club, hanno comunque avuto un certo incremento sono: Emilia Romagna +18% e Toscana +13%. Le regioni che invece in questi anni hanno subito, sulla carta, un decremento del numero dei Club sono: Abruzzo – 22%, Calabria –30%, Lombardia – 14% e Piemonte –31%. Le altre regioni mostrano una grande stabilità del numero dei Club nel tempo. La numerosità dei Club in un territorio acquista però più senso se confrontata con il numero di abitanti. In tabella 9 si può leggere il rapporto tra la popolazione residente e il numero dei Club nelle diverse regioni: dal Trentino che ha un Club ogni 2.927 residenti, alla Campania con un Club 19 ogni 222.653 persone. Mediamente in Italia è presente un Club ogni 26.671 abitanti (residenti). Il numero dei Corsi di sensibilizzazione è sostanzialmente stabile nei cinque anni di censimento, con un lieve aumento nell’ultimo anno che potrebbe indicare una tendenza ad avvicinarsi all’indicazione data dal Prof. Hudolin di realizzare un corso all’anno ogni 50 Club. I Corsi di Aggiornamento (Tab. 11) risultano tendenzialmente in sviluppo e la Scuola di Perfezionamento in Alcologia (Scuola delle 300 ore) ha garantito in tutti gli anni una presenza di partecipanti il cui numero è correlato al numero dei moduli didattici che vengono realizzati in un dato periodo. Il numero dei Congressi e degli Interclub regionali sembra essere in una modica ma costante diminuzione. 20 Tabella 6 I CLUB IN ITALIA Italia 2192 Club 15 Club 170 Club 7 Club 300 Club 209 Club 266 Club 21 ARCAT 530 Club 123 Club 60 Club 170 Club 13 Club 34 Club 14 Club 38 Club 10 Club 26 Club 85 Club 50 Club 14 Club 30 Club 28 Club Banca Dati Nazionale AICAT DATACLUB2004 dati aggiornati al 31/12/2004 21 Tabella 7 ANNO DI FONDAZIONE E NUMERO DELLE ACAT ARCAT fondazione Acat 2000 Acat 2001 Acat 2002 Acat 2003 Acat 2004 ABRUZZO 1985 6 3 5 0 0 ALTO ADIGE (Apcat) 1989 0 0 0 0 1 BASILICATA 1990 1 2 2 2 2 CALABRIA 1987 6 4 5 5 5 CAMPANIA 1990 2 apcat 2 apcat 1 1 0 17 17 18 18 18 EMILIA ROMAGNA 1992 acat/ apcat acat/ apcat acat/ apcat acat/ apcat acat/ apcat FRIULI V.G. 1982 18 18 19 19 20 3 3 REGIONE LAZIO 1992 (Lazio) 2 2004 (Apcat Latina) (Apcat Latina) 2 (Apcat Latina) (Apcat Latina) 2 LIGURIA 1987 9 9 9 9 9 LOMBARDIA 1986 56 53 50 50 50 MARCHE 1997 NP 0 1 4 1 MOLISE 2001 0 3 2 NP NP PIEMONTE 1988 23 24 35 34 35 PUGLIA 1989 5 apcat 5 apcat 5 apcat 5 apcat 5 apcat SARDEGNA 1988 6 7 10 10 10 SICILIA 1990 4 4 4 4 4 TOSCANA 1989 24 27 27 28 28 TRENTINO (Apcat) 1986 16 17 17 17 17 UMBRIA 1990 7 5 7 6 5 VALLE D’AOSTA 1992 0 0 0 0 0 VENETO 1982 30 31 37 39 41 233 234 256 253 253 21 22 Tabella 8 NUMERO DEI CLUB ARCAT Club 2000 Club 2001 Club 2002 Club 2003 Club 2004 ABRUZZO 18 16 18 18 14 ALTO ADIGE (Apcat) 16 16 17 16 15 BASILICATA 8 17 13 12 14 CALABRIA 43 46 46 31 30 CAMPANIA 29 27 28 29 26 EMILIA ROMAGNA 104 107 113 115 123 FRIULI V.G. 258 263 264 256 266 REGIONE LAZIO (Apcat Latina) (Apcat Latina) (Apcat Latina) 38 38 LIGURIA 62 59 56 59 60 LOMBARDIA 350 325 325 325 300 MARCHE 12 12 12 12 13 MOLISE 4 6 8 10 10 PIEMONTE 302 296 209 210 209 PUGLIA 53 43 43 47 50 SARDEGNA 43 53 70 74 85 SICILIA 33 34 36 24 28 TOSCANA 150 158 166 168 170 TRENTINO (Apcat) 160 163 166 170 170 UMBRIA 32 32 33 33 34 VALLE D’AOSTA 7 7 8 7 7 VENETO 535 529 531 537 530 21 2245 2238 2194 2191 2192 26 29 32 23 Tabella 9 RAPPORTO TRA POPOLAZIONE RESIDENTE E NUMERO DI CLUB ARCAT Popolazione residente al 1/1/2005 (Fonte: ISTAT) Numero di Club al 31/12/2004 Numero di abitanti per Club Trentino 497.546 170 2.927 Friuli Venezia Giulia 1.204.718 266 4.529 Veneto 4.699.950 530 8.868 Valle D'Aosta 122.868 7 17.553 Sardegna 1.650.052 85 19.412 Piemonte 4.330.172 209 20.719 Toscana 3.598.269 170 21.166 Umbria 858.938 34 25.263 Liguria 1.592.309 60 26.538 Lombardia 9.393.092 300 31.310 Alto Adige 477.067 15 31.804 Molise 321.953 10 32.195 Emilia Romagna 4.151.369 123 33.751 Basilicata 596.546 14 42.610 Calabria 2.009.268 30 66.976 Puglia 4.068.167 50 81.363 Abruzzo 1.299.272 14 92.805 Marche 1.518.780 13 116.829 Lazio 5.269.972 38 138.683 Sicilia 5.013.081 28 179.039 Campania 5.788.986 26 222.653 ITALIA 58.462.375 2192 26.671 24 Tabella 10 NUMERO CORSI DI SENSIBILIZZAZIONE E PARTECIPANTI CORSI DI SENSIBILIZZAZIONE ARCAT ANNO 2000 numero corsi 2001 2002 2003 2004 2000 numero partecipanti 2001 2002 2003 2004 ABRUZZO 1 1 2 1 0 50 50 133 23 0 ALTO ADIGE (Apcat) 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 BASILICATA 0 1 NP 1 0 0 48 NP NP 0 CALABRIA 4 2 2 2 1 150 50 61 90 38 CAMPANIA 1 1 1 0 1 50 50 40 0 48 EMILIA ROMAGNA 1 1 1 1 2 32 35 45 37 60 FRIULI V.G. 2 2 4 3 3 84 68 145 71 96 REGIONE LAZIO 1 0 NP 0 0 65 0 NP 0 0 LIGURIA 1 3 1 1 1 12 85 44 36 44 LOMBARDIA 5 1 0 1 4 126 56 0 NP 125 MARCHE 1 0 0 1 0 65 0 0 30 0 MOLISE 1 0 1 0 0 50 0 50 0 0 PIEMONTE 1 2 2 1 2 60 72 75 70 40 PUGLIA NP NP 0 1 3 NP NP 0 90 170 SARDEGNA 1 2 2 2 3 40 100 90 95 120 SICILIA 2 1 1 1 3 106 43 35 66 155 1 4 3 40 175 90 +1* +1* +1* +20* +15* +24* TOSCANA 3 5 120 170 TRENTINO (Apcat) 2 2 2 3 3 120 135 130 184 200 UMBRIA 1 0 1 VALLE D’AOSTA 0 0 70 0 42 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 VENETO 1 4 5 4 3 80 150 240 148 110 21 29 28 26 27 32 1280 1112 1170 1125 1296 • Corsi Internazionali 25 Tabella 11 CORSI DI AGGIORNAMENTO E MONOTEMATICI CORSI DI AGGIORNAMENTO E MONOTEMATICI ARCAT 2000 2001 corsi 2002 2003 2004 2000 partecipanti 2001 2002 2003 ABRUZZO 0 NP NP 0 1 0 NP NP NP NP ALTO ADIGE (Apcat) 1 2 2 2 1 30 98 10 32 NP BASILICATA 0 NP NP 1 3 0 NP NP NP NP CALABRIA 1 1 0 0 0 30 30 0 0 0 CAMPANIA 0 1 4 3 3 0 30 20 0 60 EMILIA ROMAGNA 1 1 1 1 1 43 15 50 45 30 FRIULI V.G. 3 5 1 5 5 143 182 17 142 196 REGIONE LAZIO 0 2 NP 1 2 0 30 NP NP 68 LIGURIA 1 1 1 3 3 50 36 50 110 60 LOMBARDIA 6 9 7 7 6 193 213 192 192 150 MARCHE 0 NP 4 1 0 0 NP 160 NP 0 MOLISE 0 NP 0 0 0 0 NP 0 0 0 PIEMONTE 3 3 3 3 4 170 150 160 80 120 PUGLIA NP 4 2 4 4 NP 150 60 160 100 SARDEGNA 2 NP 1 3 3 60 NP 30 90 90 SICILIA 2 NP 2 1 0 60 NP 50 20 0 2004 TOSCANA 4 6 2 3 4 170 380 140 370 110 TRENTINO (Apcat) 7 5 8 6 6 192 118 180 124 180 UMBRIA 1 2 1 2 2 30 70 31 100 30 VALLE D’AOSTA 1 1 0 NP 1 3 49 0 NP 4 VENETO 2 4 4 0 1 135 193 260 0 45 21 35 47 43 46 50 1309 1744 1410 1465 1243 26 Tabella 12 PARTECIPANTI SCUOLA DI PERFEZIONAMENTO IN ALCOLOGIA (300 ORE) PARTECIPANTI 300 ORE ARCAT 2000 2001 2002 2003 2004 ABRUZZO 0 0 0 0 0 ALTO ADIGE (Apcat) 0 NP 0 NP NP BASILICATA 1 3 0 0 0 CALABRIA 20 21 0 0 0 CAMPANIA 0 1 0 0 0 EMILIA ROMAGNA 0 3 0 2 0 FRIULI V.G. 0 7 4 0 6 2 2 NP NP 0 LIGURIA 0 2 0 0 13 LOMBARDIA 17 17 2 2 0 MARCHE 0 3 0 0 25 MOLISE 0 0 0 0 0 PIEMONTE 0 0 0 5 6 PUGLIA 0 NP 0 O O SARDEGNA 5 5 1 1 0 SICILIA 8 7 7 0 0 TOSCANA 0 14 0 0 3 TRENTINO (Apcat) 0 NP 4 3 0 UMBRIA 5 NP 0 0 0 VALLE D’AOSTA 0 NP 0 1 0 VENETO 7 7 10 28 0 21 65 92 28 33 53 (Fino a 2002 Apcat LT) REGIONE LAZIO 27 Tabella 13 CONGRESSI REGIONALI CONGRESSI REGIONALI ARCAT 2000 2001 2002 2003 2004 ABRUZZO 0 NP NP 0 0 ALTO ADIGE (Apcat) 0 0 1 0 0 BASILICATA 0 0 NP 0 0 CALABRIA 2 0 0 0 0 CAMPANIA 1 0 0 0 0 EMILIA ROMAGNA 0 0 0 0 0 FRIULI V.G. 0 0 0 0 1 0 0 0 1 1 LIGURIA 1 1 1 1 1 LOMBARDIA 0 0 0 0 1 MARCHE 0 0 0 0 0 MOLISE 0 1 0 0 0 PIEMONTE 0 0 0 0 0 PUGLIA 2 NP 1 0 0 SARDEGNA 0 1 1 0 1 SICILIA 1 1 1 1 0 TOSCANA 0 0 0 1 0 TRENTINO (Apcat) 0 0 0 0 0 UMBRIA 0 2 0 0 0 VALLE D’AOSTA 0 0 0 0 0 VENETO 2 0 0 0 0 21 9 6 5 4 5 (Fino a 2002 Apcat LT) REGIONE LAZIO 28 Tabella 14 INTERCLUB REGIONALI INTERCLUB REGIONALI ARCAT 2000 2001 2002 2003 2004 ABRUZZO 2 2 NP 1 1 ALTO ADIGE (Apcat) 1 1 1 1 NP BASILICATA 1 0 NP 0 0 CALABRIA 2 1 3 1 2 CAMPANIA 2 2 2 1 2 EMILIA ROMAGNA 2 1 2 2 2 FRIULI V.G. 0 0 0 0 0 LAZIO (Apcat Latina) 2 2 NP 1 2 LIGURIA 0 0 0 1 1 LOMBARDIA 1 1 1 1 1 MARCHE 0 NP 1 0 0 MOLISE 1 2 2 1 2 PIEMONTE 1 0 1 1 1 PUGLIA 2 2 1 2 2 SARDEGNA 1 1 1 2 1 SICILIA 2 3 1 1 1 TOSCANA 1 1 1 0 0 TRENTINO (Apcat) 1 1 1 1 1 UMBRIA 2 2 2 2 0 VALLE D’AOSTA 1 1 1 0 1 VENETO 2 2 2 2 2 21 27 25 23 21 22 29 I DATI DEI CLUB Nella valutazione dei risultati è opportuno tenere conto della composizione del campione suddiviso per regioni (Tab.15). Si rileva una riduzione nel numero di regioni che hanno partecipato alla raccolta della banca dati: nel 2003 sono state 13 e nel 2004 solamente 9. A partire dal 2003, per motivi organizzativi interni alle diverse realtà regionali, non hanno partecipato alla banca dati Friuli Venezia Giulia e Piemonte, regioni che negli anni precedenti avevano sempre partecipato con il censimento di molti Club. Nel 2004 anche le seguenti regioni non hanno partecipato al censimento: Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Trentino e Umbria. Calabria e Basilicata hanno invece iniziato la loro partecipazione alla banca dati nazionale rispettivamente nel 2003 e nel 2004. L’Emilia Romagna ha progressivamente incrementato il numero di schede raccolte mentre la Lombardia lo ha diminuito. La Toscana ha raccolto un buon numero di schede, maggiore degli anni precedenti, nel 2003, mentre ha avuto una netta diminuzione nel numero di questionari nel 2004. Il numero delle schede elaborate si è ridotto rispetto all’anno precedente del 12,7% nel 2003 e del 36,7% nel 2004. Nel 2003 è stato censito il 47,3% dei Club italiani e nel 2004 il 29,9%. Le seguenti tre tabelle mostrano: • il numero totale di schede elaborate per regione, • la percentuale di ogni regione rispetto al totale del campione, • la percentuale di ogni regione rispetto al numero di Club presenti sul territorio. 30 Tabella 15 CAMPIONE SCHEDE DEI CLUB ABRUZZO N° di sch ed e elaborate 20 00 8 N° di sch ed e elaborate 20 01 - ALTO ADIGE - 6 BASILICATA - - REGIONE N° di N° di sch sc ed he e de elaborate elaborate 20 20 02 03 N° di sc he de elaborate 20 04 CALABRIA - - CAMPANIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO 11 16 11 24 57 82 75 90 98 143 222 176 - - - - - 45 LOMBARDIA - 236 MARCHE 4 3 40 148 11 7 120 33 21 99 132 19 5 266 1187 45 144 3 8 41 18 102 145 26 367 1036 117 9 8 48 6 343 656 LIGURIA MOLISE - 5 PIEMONTE 121 44 PUGLIA 28 43 SARDEGNA 33 30 SICILIA - - TOSCANA 66 91 TRENTINO 117 133 UMBRIA - 11 VAL D’AOSTA - 5 VENETO 459 408 totale 1047 1380 23 24 10 17 - 31 Tabella 16 PERCENTUALE SCHEDE ELABORATE RISPETTO AL TOTALE DEL CAMPIONE REGIONE ABRUZZO % del ca mp ion e 20 00 0,8 % del ca mp ion e 20 01 - % del ca mp ion e 20 04 - - 1,0 1,6 5,4 5,9 6,3 8,7 14,9 13,7 16,1 14,8 - - - - 3,4 12,5 0,9 0,6 10,1 2,8 1,8 8,3 11,1 1,6 0,4 22,4 100 4,3 13,9 0,3 0,8 4,0 1,7 9,8 14,0 2,5 35,4 100 17,8 1,4 1,2 7,3 0,9 52,3 100 - 0,4 BASILICATA - - CALABRIA % del ca mp ion e 20 03 0,9 2,0 ALTO ADIGE CAMPANIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZI A GIULIA LAZIO % del ca mp ion e 20 02 LIGURIA - 3,3 LOMBARDIA - 17,1 MARCHE 0,4 0,2 MOLISE - 0,4 PIEMONTE 11,6 3,2 PUGLIA 2,7 3,1 SARDEGNA 3,1 2,2 SICILIA - - TOSCANA 6,3 6,6 TRENTINO 11,2 9,6 UMBRIA - 0,8 VAL D’AOSTA - 0,4 VENETO 43,8 29,6 totale 100 100 2,2 2,3 1,5 2,6 - 32 Tabella 17 PERCENTUALE SCHEDE ELABORATE RISPETTO AL NUMERO DEI CLUB PRESENTI NELLA REGIONE ABRUZZO % della r e g i o n e 2 0 0 0 44,4 % della r e g i o n e 2 0 0 1 - ALTO ADIGE - 37,5 BASILICATA - - REGIONE % della r e g i o n e 2 0 0 2 % della r e g i o n e 2 0 0 3 % della r e g i o n e 2 0 0 4 74,2 82,8 71,4 56,7 - CALABRIA - - CAMPANIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO 37,9 59,3 64,7 85,7 54,8 76,6 66,4 78,3 79,7 55,4 84,4 66,7 - - - - LIGURIA - 76,3 LOMBARDIA - 72,6 MARCHE 33,3 25,0 71,4 45,5 91,7 87,5 57,4 47,1 58,3 59,6 79,5 57,6 62,5 50,1 76,3 44,3 25,0 80,0 87,2 24,3 60,7 85,3 78,8 68,3 39,0 69,2 80,0 28,2 85,7 64,7 MOLISE - 83,3 PIEMONTE 40,1 14,6 PUGLIA 52,8 100 SARDEGNA 76,7 56,6 SICILIA - - TOSCANA 44,0 57,6 TRENTINO 73,1 81,6 UMBRIA - 34,4 VAL D’AOSTA - 71,4 VENETO 85,8 77,1 33 Sezione A – Informazioni generali del Club Tabella 18 VIENE FATTO REGOLARMENTE IL VERBALE DELLA RIUNIONE? Percentuali anni 2000 - 2004 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% SI NO NULLE 2000 91,9% 7,1% 1,1% 2001 92,5% 6,8% 0,7% 2002 91,5% 7,2% 1,3% 2003 90,0% 9,0% 1,1% 2004 93,1% 6,3% 0,6% Tabella 19 ESISTE UN CONDUTTORE A TURNO DELLE RIUNIONI? Percentuali anni 2000 - 2004 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% SI NO NULLE 2000 80,3% 18,0% 1,7% 2001 79,6% 19,6% 0,8% 2002 81,6% 16,7% 1,8% 2003 81,4% 17,4% 1,3% 2004 83,1% 15,7% 1,2% 34 Tabella 20 LE CARICHE DEL CLUB RUOTANO OGNI 6/12 MESI? Percentuali anni 2000 - 2004 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% SI NO NULLE 2000 54,4% 44,1% 1,4% 2001 55,4% 43,8% 0,8% 2002 59,7% 38,5% 1,8% 2003 54,0% 44,5% 1,5% 2004 55,5% 43,6% 0,9% I dati delle Tabelle 18, 19 e 20, riguardanti la stesura del verbale della riunione e la rotazione di un conduttore e delle cariche dei Club, sono tendenzialmente stabili nei cinque anni. I risultati sul verbale e sul conduttore appaiono molto positivi mentre ancora insufficiente appare il risultato relativo alla rotazione delle cariche all'’interno del Club. Come sottolineato gli anni precedenti la difficoltà a ruotare regolarmente le cariche si propone come criticità non solo all’interno dei Club ma anche a livello associativo, con la conseguenza di rendere problematica l’attivazione di nuovi membri. 35 Sezione B – Informazioni delle famiglie del Club Tabella 21 LE FAMIGLIE DEI CLUB Numero delle famiglie e media per Club anni 2000 - 2004 MEDIA PER CLUB MEDIA PER CLUB MEDIA PER CLUB MEDIA PER CLUB MEDIA PER CLUB 2000 2001 2002 2003 2004 5262 8,1 8.8 8,6 8,9 8,0 1313 703 1,7 1,4 1,3 1,3 1,1 2773 1500 2,3 2,5 2,6 2,7 2,3 2000 2001 2002 2003 2004 1047 CLUB 1380 CLUB 1187 CLUB 1036 CLUB 656 CLUB FAMIGLIE CHE HANNO FREQUENTATO IL CLUB 8525 12130 10235 9257 FAMIGLIE CHE SI SONO ALLONTANATE DAL CLUB 1739 1909 1545 NUOVE FAMIGLIE ENTRATE NEL CLUB 2456 3453 3031 I dati riguardanti le famiglie che hanno frequentato nell’anno, le famiglie che hanno cessato la frequenza e le famiglie nuove entrate, sono piuttosto stabili nei cinque anni in relazione alla numerosità del campione (medie per Club). Considerando che in ogni Club entrano ogni anno circa 2,5 famiglie si può ipotizzare che nei circa 2200 Club italiani entrino ogni anno oltre 5000 nuove famiglie. Per quanto riguarda le famiglie che si allontanano si può stimare una perdita di 1500 famiglie l’anno. In conclusione, tenendo conto degli allontanamenti e delle nuove entrate, dovremmo avere ogni anno un “guadagno” di circa 3500 famiglie a livello nazionale. Dal momento che il numero medio delle famiglie per Club non aumenta così come non aumenta il numero totale dei Club in Italia, è ipotizzabile una sistematica sottovalutazione del numero delle famiglie che si sono allontanate che riguarda probabilmente quelle famiglie che avevano frequentato le riunioni solo poche volte. Si ricorda che vengono considerati membri di Club e che quindi devono essere conteggiate anche le persone che frequentano una volta sola. 36 Anche per tentare di valutare questa ipotesi è stato proposto, come argomento per la sezione speciale, un approfondimento dello studio delle famiglie che si sono allontanate dal Club. Tabella 22 IL MEDICO DI FAMIGLIA SA CHE LA FAMIGLIA FREQUENTA IL CLUB? Percentuali anni 2000 - 2004 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% SI NO 2000 89,6% 10,4% 2001 85,0% 15,0% 2002 83,5% 16,5% 2003 81,7% 18,3% 2004 84,7% 15,3% Considerando i cinque anni il dato appare piuttosto stabile: dopo una moderata tendenza alla di diminuzione negli anni 2001-2003 sembra che nel 2004 il dato inizi di nuovo ad aumentare. 37 Tabella 23 PERCORSO FORMATIVO DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2000 - 2004 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% SAT 1° MODULO SAT 2° MODULO CONGRESSI O CONVEGNI INTERCLUB DI ZONA INTERCLUB REGIONALI 2000 47,2% 31,4% 19,4% 56,0% 17,6% 2001 43,9% 21,3% 12,7% 48,7% 13,8% 2002 40,6% 22,4% 11,9% 46,9% 15,3% 2003 37,6% 21,9% 13,7% 45,0% 14,8% 2004 37,3% 21,5% 17,9% 48,3% 11,7% Per quanto riguarda il primo modulo della Scuola Alcologica Territoriale si nota una costante diminuzione delle famiglie che dichiarano di averlo frequentato, tanto che nel 2003 e 2004 scendono sotto il 40% di quante hanno partecipato al censimento. Già l’andamento discendente degli anni 2000-2002 suggeriva la necessità di una riflessione intorno a questa evidenza, poiché la frequenza ai dieci incontri del primo modulo della Scuola Alcologica Territoriale non rappresenta un’attività marginale della metodologia ma è da ritenersi indispensabile complemento alla frequenza alle riunioni settimanali di Club. A livello di ciascun territorio sarà dunque importante valutare le modalità di superamento delle difficoltà di sviluppo di questi moduli in modo da incoraggiare e favorire le nuove famiglie dei Club a parteciparvi. Nel 2004 sembra essere aumentata la partecipazione a congressi e convegni e gli Interclub di zona si confermano essere attività che riscuotono un ampio consenso e adesione tra le famiglie dei Club. 38 Sezione C – Informazioni sulle persone che hanno frequentato il Club Tabella 24 PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2000 - 2004 50,0% 45,0% 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% UN SOLO DUE MEMBRO MEMBRI 2000 2001 2002 2003 2004 TRE QUATTRO CINQUE MEMBRI MEMBRI MEMBRI PIU DI CINQUE MEMBRI 32,9% 35,9% 42,7% 44,8% 14,0% 11,0% 6,3% 3,7% 1,4% 0,8% 0,5% 0,5% 33,8% 46,0% 11,7% 3,7% 0,7% 0,4% 34,6% 35,9% 49,3% 48,0% 11,7% 11,5% 3,5% 3,7% 0,6% 0,7% 0,3% 0,3% Il dato risulta essere piuttosto stabile nei cinque anni eccetto un’apparente tendenza all’aumento della partecipazione di due membri. In generale la partecipazione con almeno due membri supera il 60% ma sembra confermarsi un’interpretazione dell’approccio familiare come limitato alla coppia e sempre elevato appare il numero di quanti frequentano da soli. Emerge, dunque, ancora chiaramente, la necessità di una riflessione sull’approccio familiare come parte fondante della metodologia. 39 Tabella 25 FAMIGLIE IN CUI TUTTI I CONVIVENTI PARTECIPANO AL CLUB Numero delle famiglie percentuali anni 2000 - 2004 2000 2001 2002 2003 2004 NUMERO FAMIGLIE 2718 3667 2488 2260 1141 % RISPETTO AL NUMERO DI FAMIGLIE CHE HANNO FREQUENTATO NELL’ANNO 31,9 % 30,2 % 24,3 % 24,4 % 21,7 % Mentre negli anni 2000 e 2001 la percentuale di famiglie che frequentano il Club con tutti i conviventi era stata calcolata rispetto a quante famiglie avevano risposto alla domanda sulla partecipazione, dal 2002 la percentuale è stata elaborata in riferimento al numero di famiglie che hanno frequentato almeno una volta nell’anno. Così si spiega l’apparente flessione tra il 2001 e il 2002. Anche nel 2004 sembra esservi una riduzione nel numero di famiglie che frequentano con tutti i conviventi, ciò potrebbe anche essere dovuto al campione ridotto di circa la metà sul quale è stata svolta l’indagine. 40 Tabella 26 COMPORTAMENTI DEI MEMBRI DEI CLUB Numero dei membri anno 2004 e percentuale decremento anni 2003-2004 10000 PRIMA DELL'INGRESSO AL CLUB ADESSO (31 dicembre 2004) 9000 8000 7000 2003 16,7% 6212 6000 5000 4000 2003 81,6% 1000 0 2003 76,5% 2003 53,7% 73,5% 52,4% 2003 25,7% 2003 48,4% 3152 3000 2000 18,6% 2566 85,9% 873 377 100 147 70 22,3% 529 411 56,0% 66 29 Nel grafico in Tabella 26 sono descritte le frequenze di alcuni comportamenti al 31 dicembre 2004 (colonna grigio scuro) e prima dell’ingresso al Club (colonna grigio chiaro) e la percentuale della loro riduzione in tale periodo. È riportata anche la percentuale della diminuzione della frequenza dei comportamenti relativa al censimento dell’anno 2003. L’uso di alcol ha avuto una imponente riduzione del 85,9%. Dobbiamo ricordare che questo dato riguarda tutti i membri delle famiglie partecipanti al Club e non fornisce informazioni sulla durata dell’astinenza ma solo su chi non beve al momento della rilevazione. Importanti sono anche i risultati sull’uso di altre droghe con decremento del 73,5% e di psicofarmaci non prescritti dal medico (52,4%). Anche i comportamenti che non rappresentano un obiettivo specifico del lavoro del Club si sono ridotti sensibilmente: le persone senza dimora sono diminuite del 56,8% e anche la riduzione del ricorso a cure 41 psichiatriche del 22,3% sembra essere un buon indice di un generale miglioramento della salute della popolazione dei Club. Nella Tabella 27 alla pagina successiva viene riassunto questo risultato per tutti e cinque gli anni di censimento. I dati risultano stabili soprattutto per quanto riguarda la riduzione dell’uso di alcol e di tabacco, la scarsa riduzione di quest’ultimo continua a rappresentare un’importante criticità del lavoro dei Club. 42 Tabella 27 COMPORTAMENTI DEI MEMBRI DEI CLUB Numero dei membri e percentuale decremento negli anni 2000 –2004 USO DI ALCOL USO DI TABACCO USO DI ALTRE DROGHE USO DI PSICOFARMACI NON PRESCRITTI CURE PSICHIATRICHE SENZA DIMORA 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 PRIMA DELL’INGRESSO AL CLUB 10311 14443 12084 11046 6212 5457 7510 6766 5509 3152 488 651 545 566 377 298 407 312 326 147 576 909 699 853 529 84 114 101 95 66 ADESSO Al 31 dicembre dell’anno 1616 2032 1989 1546 873 4479 6278 5601 4586 2566 82 194 126 133 100 129 176 114 151 70 440 655 513 634 411 41 59 45 49 29 % DECREMENTO 84,3 85,9 83,5 86,0 85,9 17,9 16,4 17,2 16,8 18,6 83,2 70,2 76,9 76,5 73,5 56,7 56,8 63,5 53,7 52,4 23,6 27,9 26,6 25,7 22,3 51,2 48,2 55,4 48,4 56,1 43 Tabella 28 AUTOVALUTAZIONE DEL CAMBIAMENTO DELLO STILE DI VITA DELLA FAMIGLIA Percentuali anni 2000 -2004 25,0% 2000 20,0% 2001 2002 15,0% 2003 2004 10,0% 5,0% 0,0% -10 -9 -8 -7 -6 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Il risultato sull’autovalutazione del cambiamento dello stile di vita nell’ultimo anno da parte delle famiglie mostra una notevole stabilità nei cinque anni, così come si vede dalle linee con un andamento quasi sovrapponibile. La maggior parte delle famiglie, in ogni anno della ricerca, ha mostrato una percezione positiva del proprio cambiamento. Poco più del 5% delle famiglie sente di non aver modificato il proprio stile di vita e pochissime di averlo peggiorato. Si ricorda che le famiglie sono invitate a considerarsi con punteggio uguale a zero all’inizio di ogni anno e a valutare, al momento della compilazione della scheda, all’inizio dell’anno successivo, lo spostamento avvenuto verso il miglioramento o il peggioramento del proprio stile di vita. Si ribadisce l’importanza della funzione di stimolo che la domanda rappresenta per le famiglie che ogni mese di gennaio, sono invitate a valutare il percorso svolto nell’ultimo anno. 44 Sezione D – Informazioni del servitore-insegnante Tabella 29 ANNO DI INIZIO DELL’ATTIVITA’ DI SERVITORE-INSEGNANTE Percentuali anni 2000 -2004 ANNO D'INIZIO 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 1996 1995 1994 1993 1992 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1984 1983 1982 1981 1980 2000 12,5% 12,6% 12,4% 8,1% 7,4% 7,1% 6,7% 7,4% 5,1% 2,7% 3,4% 3,0% 2,4% 1,6% 2,1% 2,7% 1,1% 0,4% 0,5% 0,5% 0,2% 2001 14,2% 9,7% 11,1% 9,4% 7,2% 8,4% 6,3% 5,3% 4,5% 4,7% 2,8% 3,9% 3,7% 1,3% 1,8% 2,1% 1,5% 0,8% 0,3% 0,6% 0,3% 0,2% 2002 2003 2004 12,6% 12,3% 9,5% 8,7% 7,5% 6,0% 6,9% 4,8% 5,7% 5,6% 3,8% 2,5% 3,8% 2,8% 1,5% 1,4% 1,1% 1,7% 0,8% 0,3% 0,3% 0,3% 0,1% 18,3% 9,5% 7,7% 7,9% 7,1% 5,9% 5,1% 6,0% 4,5% 5,3% 3,5% 3,7% 2,0% 2,9% 2,9% 1,8% 1,4% 1,6% 1,8% 0,6% 0,1% 0,3% 0,0% 0,1% 9,9% 14,5% 7,5% 7,3% 7,5% 4,7% 6,8% 3,6% 5,7% 4,1% 4,9% 3,4% 4,7% 2,1% 2,9% 2,9% 2,1% 0,5% 1,1% 2,1% 1,1% 0,2% 0,3% 0,0% 0,0% La tabella mostra, dal 2000 al 2003, la costante presenza di una elevata percentuale di servitori-insegnanti che avevano iniziato la loro attività nell’ultimo anno, mentre nel 2004 la percentuale più elevata è quella di coloro che sono attivi da 2 anni. In generale il 50% di quanti hanno risposto ai questionari nei diversi anni della ricerca ha iniziato il servizio nel Club da 5-6 anni (dati evidenziati con sfondo grigio). 45 Tabella 30 CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE, AGGIORNAMENTI NELL’ANNO IN CORSO Percentuali anni 2000 - 2004 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE AGGIORNAMENTI 2000 96,2% 67,7% 2001 96,0% 64,2% 2002 96,5% 67,5% 2003 97,9% 67,0% 2004 98,1% 67,9% I dati sulla formazione e l’aggiornamento dei servitori-insegnanti sono positivi ed estremamente stabili nei cinque anni: quasi la totalità dei servitori-insegnanti ha frequentato il Corso di sensibilizzazione e quasi il 70% ha partecipato a corsi di aggiornamento nell’ultimo anno. 46 Tabella 31 SERVITORI-INSEGNANTI MEMBRI DI UNA FAMIGLIA CHE PARTECIPA A UN CLUB Percentuali anni 2000 - 2004 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% SI NO 2000 35,2% 64,8% 2001 46,8% 53,2% 2002 48,9% 51,1% 2003 49,1% 50,9% 2004 49,9% 50,1% I risultati riportati nella Tabella 31 mostrano che c’è un aumento costante dei servitori-insegnanti che sono anche membri di una famiglia che partecipa ad un Club, fino ad arrivare al 2004 in cui la metà di tutti i servitori-insegnanti erano membri di Club. Se la tendenza all’aumento dei servitori-insegnanti membri di Club proseguisse nei prossimi anni si potrebbe prospettare la chiusura del sistema intorno alle famiglie con problemi di alcol, con la conseguente perdita dell’importante presenza dei servitori-insegnanti provenienti dalla comunità locale e dalle professioni socio-sanitarie: sarà dunque importante monitorare questo dato nelle prossime ricerche. 47 Tabella 32 SERVITORI-INSEGNANTI MEMBRI DI CLUB CHE HANNO FREQUENTATO IL CLUB DI APPARTENENZA Percentuali anni 2000 - 2004 90,0% 80,7% 75,3% 76,5% 77,3% 2001 2002 2003 75,0% 73,2% 60,0% 45,0% 30,0% 15,0% 0,0% 2000 2004 Nel 2001 i dati avevano fatto ipotizzare che il risultato del 2000, per il quale l’80,7% dei servitori-insegnanti membri di una famiglia dei Club aveva frequentato il Club di appartenenza, fosse meno attendibile di quello del 2001. L’ipotesi è confermata dalla stabilità dei dati a partire da tale anno. Appare, dunque, piuttosto problematico che circa il 25% dei servitoriinsegnanti membri di famiglie dei Club, non frequenti il Club di appartenenza, come se fosse presente un’idea di “guarigione” o di “promozione” dei membri di Club che diventano servitori-insegnanti. 48 Tabella 33 LIVELLO DI SODDISFAZIONE PER L’ATTIVITA’ DI SERVITORE-INSEGNANTE Percentuali anni 2000, 2002, 2003 e 2004 40,0% 2000 35,0% 2002 2003 30,0% 2004 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Nel 2001 questa domanda non era presente nel questionario. Il dato si dimostra stabile nel tempo con un’elevata soddisfazione da parte dei servitori-insegnanti nello svolgimento della loro attività. 49 Tabella 34 PRIMO COLLOQUIO Percentuali anni 2001 - 2004 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% SI NO 2001 88,9% 11,1% 2002 91,6% 8,4% 2003 91,6% 8,4% 2004 90,6% 9,4% Dal censimento del 2001 è stata introdotta la domanda sullo svolgimento del primo colloquio con le nuove famiglie che entrano nel Club. I dati mostrano che circa il 90% dei servitori-insegnanti esegue il colloquio, tuttavia è presente un 10% di servitori-insegnanti che non adempie a questo aspetto della metodologia. 50 Tabella 35 FREQUENZA RIUNIONE MENSILE Percentuali anni 2000 - 2004 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% NON FREQUENTA SALTUARIA REGOLARE 2000 4,5% 19,7% 75,7% 2001 4,5% 18,1% 77,4% 2002 3,8% 18,4% 77,8% 2003 5,2% 15,9% 79,0% 2004 5,9% 17,8% 76,4% Il dato sulla frequenza alla riunione mensile di autosupervisione risulta positivo e stabile nel tempo con circa il 95% dei servitori-insegnanti che partecipa alla riunione e oltre i ¾ che la frequenta in maniera regolare. 51 Sezione E – Ricerche Annuali Informazioni delle famiglie che hanno smesso di frequentare il Club Tabella 36 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE Numero delle famiglie e media per Club anni 2003 e 2004 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE 2003 2004 1790 (Media per Club = 1,7) 995 (Media per Club = 1,5) La media per Club di famiglie che hanno smesso di frequentare risulta essere un po’ più elevata di quella riportata in Tabella 21, 1,7 contro 1,3 per il 2003 e 1,5 contro 1,1 per il 2004. Questa discrepanza è probabilmente imputabile ad una maggior richiesta di attenzione nel compilare la nuova sezione, specifica sulle famiglie che hanno avuto contatto con il Club e che poi hanno smesso di frequentare. Tuttavia, al di là delle differenze dei due dati e considerato che vengono contate anche le famiglie che hanno frequentato il Club una sola volta, il risultato, sebbene sia ipotizzabile che possa essere in parte sottostimato, appare essere notevolmente positivo e indicativo di una buona ritenzione in trattamento. Tabella 37 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE CON SITUAZIONE COMPLESSA Percentuali anni 2003 e 2004 FAMIGLIE CON SITUAZIONE COMPLESSA 2003 2004 632 (35,3%) 388 (39%) Per quanto riguarda le famiglie con situazione complessa, il Prof. Hudolin indicava nel 20% la quota massima di famiglie con tali problematiche da inserire nel Club. Il dato riportato in Tabella 37 indica che tra le famiglie che hanno smesso di frequentare la percentuale di situazioni complesse raggiunge il 35,3% nel 2003 e il 39% nel 2004, quindi superiori alle stime sopra riportate. Tale risultato sembra dunque indicare che la complessità 52 delle problematiche possa essere un fattore che maggiormente predispone all’interruzione del trattamento nel Club. Tabella 38 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: ANNO DI INIZIO DELLA FREQUENZA AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 45,0% 40,0% 35,0% 2003 2004 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 02 04 20 20 00 20 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 1 9 8 4 0,0% Il grafico di tabella 38 mostra che oltre il 60% degli allontanamenti si verifica nei primi due anni di frequenza al Club e che considerando i primi tre anni si arriva ad una percentuale di oltre il 70%. Nelle Tabelle 39 e 40, alla pagina successiva, viene mostrato il dato sulla partecipazione delle famiglie, rispettivamente per le famiglie che hanno smesso di frequentare e per quante ancora frequentano il Club. Il confronto sembra indicare che coloro che hanno lasciato il Club più spesso frequentassero da soli. Questo suggerisce che il frequentare da soli 53 predisponga ad una minor adesione al progetto di frequenza a lungo termine, proprio della metodologia dei Club. Tabella 39 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: NUMERO DI PERSONE CHE PARTECIPAVANO AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 1 2 3 4 5 PIU DI 5 2003 40,1% 45,1% 10,0% 3,0% 0,8% 1,0% 2004 43,7% 41,3% 11,4% 3,0% 0,2% 0,3% Tabella 40 FAMIGLIE CHE FREQUENTANO: NUMERO DI PERSONE CHE PARTECIPANO AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 1 2 3 4 5 PIU DI 5 2003 34,6% 49,3% 11,7% 3,5% 0,6% 0,3% 2004 35,9% 48,0% 11,5% 3,7% 0,7% 0,3% 54 Tabella 41 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: DISTANZA DEL CLUB DALL’ABITAZIONE DELLA FAMIGLIA Percentuali anni 2003 e 2004 45,0% 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% MENO DI 1 1-5 KM. 6-10 KM. 2003 26,8% 36,0% 12,3% 11-20 KM. 21-30 OLTR KM. E 30 3,5% 18,9% 2,5% 2,6% 1,6% 2004 23,1% 40,1% 19,4% 13,2% Rispetto alla distanza dell’abitazione della famiglia dal Club, i dati del 2003 mostrano un andamento con aspetti di difficile interpretazione (vedi il notevole innalzamento del dato relativo alla distanza 21-30 Km.). Invece i risultati del 2004 non mostrano grandi differenze con i dati del 2002, riferiti a quanti frequentavano ancora il Club, mostrati nella seguente tabella (nel 2003 e nel 2004 la domanda non era presente e nel 2001 era inattendibile per un problema tecnico). Quindi il fattore distanza dell’abitazione non sembra influenzare la cessazione della frequenza. 55 Tabella 42 FAMIGLIE CHE FREQUENTANO: DISTANZA DEL CLUB DALL’ABITAZIONE DELLA FAMIGLIA Percentuali anno 2002 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 2002 MENO 1-5 KM. DI 1 20,7% 39,0% 5-10 KM. 10-20 KM. 20-30 KM. OLTRE 30 KM. 23,5% 11,6% 3,4% 1,8% Tabella 43 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: MOTIVI PRESUNTI DELL’INTERRUZIONE DELLA FREQUENZA AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 OBIETTIVI RAGGIUNTI DISINTERESSE 2004 CONFLITTUALITA' NEL CLUB 2003 CONFLITTUALITA' NELLA FAMIGLIA RICADUTA 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% Nell’analizzare questo risultato va sottolineato che le risposte relative alle presunte motivazioni legate all’interruzione della frequenza, venivano date 56 dalle famiglie rimaste nel Club e pertanto rappresentano semplicemente delle ipotesi avanzate da queste famiglie. Tenendo conto di queste considerazioni, possiamo comunque leggere nel grafico che la causa maggiore di abbandono del Club viene imputata principalmente ad una ricaduta e, al secondo posto, a disinteresse. Il dato da sottolineare è che per circa il 20% delle famiglie che hanno smesso di frequentare il Club viene ipotizzato che lo abbia fatto ritenendo di aver raggiunto i propri obiettivi. Se questo da una parte può indicare che queste famiglie al momento in cui hanno lasciato il Club probabilmente non facevano più uso di alcolici, sembrerebbe, tuttavia, che il Club venga vissuto più come uno strumento terapeutico piuttosto che rappresentare una scelta di partecipazione attiva alla vita della comunità locale. Tabella 44 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IL CLUB HA FATTO VISITE DI AMICIZIA? Percentuali anni 2003 e 2004 54,0% 52,0% 50,0% 48,0% 46,0% 44,0% SI NO 2003 47,5% 52,5% 2004 48,1% 51,9% 57 Tabella 45 QUANTE VISITE? Percentuali anni 2003 e 2004 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 1 2 3 4 5 E PIU' 2003 20,8% 28,1% 20,3% 10,7% 20,0% 2004 23,4% 32,1% 16,6% 10,0% 17,9% I dati in Tabella 44, alla pagina precedente, indicano che oltre la metà delle famiglie che si sono allontanate dal Club non ha ricevuto visite, questo dato impone una riflessione mostrando con evidenza la corresponsabilità dell’intero Club nei confronti di questa evenienza. La “visita agli amici” è un aspetto importante della metodologia del Club, un importante gesto di solidarietà e amicizia. La realizzazione delle visite dimostra la maturità del Club nell’accettare le persone con più difficoltà. La telefonata alla famiglie che si è allontanata dal Club sembra invece essere una modalità di mantenere i contatti più utilizzata (Tab. 46) nonostante sicuramente abbia una minore rilevanza in termini relazionali e di solidarietà . 58 Tabella 46 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IL CLUB HA TENUTO CONTATTI TELEFONICI? Percentuali anni 2003 e 2004 100,0% 80,0% 60,0% 40,0% 20,0% 0,0% SI NO 2003 83,0% 17,0% 2004 85,6% 14,4% Tabella 47 PER QUANTO TEMPO? Percentuali anni 2003 e 2004 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% MENO DI 1 MESE 1-3 MESI 3-6 MESI OLTRE 6 MESI 2003 15,4% 46,4% 16,4% 21,8% 2004 19,4% 44,5% 18,2% 17,9% 59 Tabella 48 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: LE FAMIGLIE SONO ANCORA IN CONTATTO CON IL CLUB? Percentuali anni 2003 e 2004 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% SI NO 2003 57,8% 42,2% 2004 55,7% 44,3% Nonostante l’interruzione della frequenza al Club oltre il 50% delle famiglie mantiene dei contatti con gli altri membri. Questo risultato è importante poiché significa che il rapporto con il Club non si è completamente interrotto e che quindi la ripresa della partecipazione al Club, in caso di bisogno, possa essere agevolata. 60 Tabella 49 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: VALUTAZIONE DEL CLUB SULLA SITUAZIONE DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2003 e 2004 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% B U O NA SUFFICIENTE INSUFFICIENTE NON SAPPIAMO 2003 17,5% 19,3% 27,6% 35,6% 2004 21,2% 17,3% 27,2% 34,3% Anche questa risposta come quella in tabella 43 è un ipotesi avanzata dai membri del Club sull’attuale situazione delle famiglie che si sono allontanate. Per circa il 20% delle famiglie viene ipotizzata una buona situazione e queste potrebbero corrispondere a quel 20% che secondo i membri di Club aveva raggiunto i propri obiettivi (vedi tab. 43). 61 Tabella 50 FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IMPEGNO DEL CLUB A RICONTATTARE LE FAMIGLIE Percentuali anni 2003 e 2004 56,0% 54,0% 52,0% 50,0% 48,0% 46,0% 44,0% 42,0% 40,0% SI NO 2003 51,2% 48,8% 2004 45,8% 54,2% In circa la metà dei casi i Club hanno dichiarato di non essere disposti a contattare nella settimana le famiglie che si sono allontanate. Questa domanda aveva anche l’obiettivo di stimolare il Club ad attivarsi per recuperare un contatto con le famiglie che non frequentano più, tuttavia in circa il 50% dei casi lo stimolo sembra non essere stato colto, a testimonianza delle difficoltà che, anche all’interno del Club, si riscontrano nell’attivare le reti della solidarietà, strumento privilegiato dell’approccio ecologico-sociale. 62 3. CONCLUSIONI Guido Guidoni, Angela Tilli Con la pubblicazione del quinto anno della dati nazionalI dei Club, il progetto DATACLUB ha dimostrato una particolare rilevanza in termini di solidità di impianto e ci ha permesso una valutazione longitudinale dell’intero sistema su un periodo consistente di tempo. Per quanto si trattI di un progetto che deve scontare dei limiti nella attendibilità dei dati censiti, di fatto la stabilita dei risultati nel tempo ci permette di fare delle stime consistenti. Il sistema dei Club sembra ormai essersi appropriato di questo strumento e, con questo, del compito di ricerca e valutazione. Ciò va indubbiamente a costituire un ulteriore aspetto particolarmente innovativo di approccio “dal basso” alla ricerca. Le conclusione sull’andamento dei risultati negli anni 2000-2004 possono essere così riassunte: 1. Nel suo complesso il numero totale dei Club non è diminuito. L’apparente riduzione del numero totale dei Club è attribuibile a un più esatto conteggio effettuato negli anni durante i quali lo strumento della banca dati veniva diffuso sempre più capillarmente. All’interno della stabilità del dato nazionale i dati regionali del numero dei Club riportano ampie variazioni nei 5 anni: aumentano i Club in Basilicata, Emilia Romagna, Molise, Sardegna, Toscana e diminuiscono in Abruzzo, Calabria, Lombardia e Piemonte. 2. I programmi di formazione e aggiornamento sono sempre ben diffusi sul territorio nazionale e mostrano una tendenza all’aumento negli anni. 3. I risultati sul verbale e sul conduttore appaiono molto positivi mentre ancora insufficiente appare il risultato relativo alla rotazione delle cariche all'’interno del Club. Come sottolineato gli anni precedenti la difficoltà a ruotare regolarmente le cariche si propone come criticità non solo all’interno dei Club ma anche a livello associativo, con la conseguenza di rendere problematica l’attivazione di nuovi membri. 4. Un ampio numero di famiglie continua ad entrare regolarmente nei programmi e i Club risultano composti da un discreto numero di nuclei familiari. Il dato, molto stabile nei 5 anni, conferma la grande capacità di attrazione e di ritenzione del programma dei Club. 5. Appare invece critica la tendenza del dato che mostra una diminuzione della partecipazione al primo modulo della Scuola Alcologica Territoriale da parte delle nuove famiglie. 63 6. Per quanto riguarda la partecipazione, come già sottolineato gli scorsi anni, non sembra vi sia un completo recepimento dell’approccio familiare, che mostra una tendenza all’aumento delle famiglie che partecipano con solo due persone, configurandosi sempre più come approccio di coppia. 7. I dati sul cambiamento di comportamento attraverso la frequenza ai Club sono veramente importanti per tutte e 6 le aree considerate, sia in termini di valore assoluto, sia per l’estrema stabilità nei 5 anni, soprattutto per quanto riguarda l’uso di alcol. 8. Le famiglie, attraverso gli ottimi punteggi espressi sulla scala di autovalutazione del cambiamento di stile di vita, esprimono ogni anno una notevole soddisfazione per il cammino percorso all’interno del Club 9. I servitori-insegnanti risultano persone che si sono formate in anni recenti, in generale aggiornati e motivati al lavoro nel Club. 10. I servitori-insegnanti che sono anche membri di un altro Club hanno raggiunto, attraverso un aumento costante nei 5 anni di osservazione, la quota di circa il 50%: questo dato prospetta l’ipotesi, da verificarsi nel futuro, che il sistema ecologico-sociale si stia “chiudendo” sulle famiglie con il rischio di perdere l’importante apporto dei servitori-insegnanti provenienti dalla comunità locale e dalle professioni socio-sanitarie. Un ulteriore elemento di problematicità è costituito da una importante quota di servitoriinsegnanti membri di Club che non frequentano più il Club di appartenenza. 11. La nuova sezione per le ricerche annuali, dedicata, negli anni 2003 e 2004, alle famiglie che hanno smesso di frequentare il Club, ha permesso uno studio più approfondito, sebbene indiretto, di queste famiglie: come era ipotizzabile, la complessità delle problematiche sembra aumentare, sebbene non di moltissimo, la probabilità che una famiglia interrompa il trattamento; anche il frequentare da soli, coerentemente con l’importanza attribuita dalla metodologia all’approccio familiare, sembra predisporre ad un allontanamento prematuro dal Club. Tuttavia, nonostante queste ipotesi intorno ai fattori predisponesti l’allontanamento, i Club stessi dovrebbero sviluppare una riflessione sulla corresponsabilità che hanno rispetto all’interruzione del trattamento: infatti i Club spesso non sembrano riuscire a mettere in atto la solidarietà e l’amicizia nella “visita agli amici”. Per quanto, invece, riguarda il motivo della cessazione della frequenza, presunto da quanti sono rimasti al Club, sembra che la ragione più frequente di allontanamento sia connessa ad una ricaduta; tuttavia una parte rilevante di famiglie 64 sembra cessare la frequenza al raggiungimento dei loro obiettivi, probabilmente limitati all’astinenza, e sembra mantenere nel tempo, a giudizio del Club, una condizione di vita “buona” o, quantomeno, “sufficiente”. In questi anni la Banca Dati Nazionale AICAT si è progressivamente diffusa tra le regioni di Italia e, la compilazione dei questionari, all’inizio di ogni anno, è oramai divenuta una prassi consolidata nel lavoro dei Club. Dopo cinque anni di raccolta di dati sembra giunto il tempo per una riflessione e una valutazione sull’opportunità di introdurre dei miglioramenti nella nostra ricerca. A questo scopo il direttivo AICAT ha istituito un gruppo di lavoro che nel 2004 ha stabilito un contatto con la sezione di epidemiologia del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che si occupa della ricerca in Italia sulle droghe e sui trattamenti. Il gruppo di lavoro si è confrontato con i rappresentanti del CNR e ha discusso con loro gli strumenti e i metodi necessari allo sviluppo della banca dati. La metodologia utilizzata fin’ora, con l’uso di una sola scheda per Club, se da una parte ci ha permesso di condurre un censimento del nostro sistema che altrimenti non sarebbe stato possibile (data l’elevata numerosità delle famiglie/persone coinvolte e le nostre limitate risorse), dall’altra ha avuto il limite importante di rendere i nostri dati non incrociabili tra loro, impedendoci di approfondire il significato di alcuni risultati (per esempio, con i dati aggregati non è possibile verificare se il partecipare alle Scuole Alcologiche Territoriali favorisca la frequenza delle famiglie al Club, oppure se la partecipazione della famiglia favorisca il cambiamento dello stile di vita, ecc.). Avere dati incrociabili, oltre a permetterci di approfondirne l’analisi per realizzare una migliore valutazione del lavoro dei Club, potrà dare maggior risalto al nostro lavoro di ricerca anche di fronte al mondo scientifico. Il primo e necessario passo è stato dunque quello di elaborare una scheda individuale per le persone che frequentano il Club. La scheda, elaborata dal gruppo di lavoro con la consulenza del CNR, contiene le stesse domande della “vecchia” scheda riportate a livello individuale e nuove domande che permettono alla scheda di essere individuabile (per esempio, per incrociare i dati dei diversi membri della stessa famiglia o per confrontare i dati della stessa persona in anni diversi) pur restando anonima. La nuova scheda è stata sperimentata in numerosi Club di varie zone d’Italia. La riunione dei referenti regionali della banca dati, tenutasi durante il Congresso di Salsomaggiore Terme a novembre 2005, ha valutato i risultati 65 della sperimentazione ed ha approvato le nuove schede individuali che sono state poi presentate al Congresso nella tavola rotonda dedicata alla ricerca. Le schede con le informazione generali del Club e del servitoreinsegnante e quelle delle associazioni sono rimaste invariate rispetto agli anni precedenti. Con i censimenti 2003 e 2004 si può ritenere, dunque, conclusa la prima fase del progetto della banca dati nazionale DATACLUB e si prospetta, a partire dall’anno 2005, un ulteriore sviluppo che ci auguriamo ricco di nuove possibilità di approfondimenti nel prezioso lavoro di “autovalutazione” dei Club, nonché foriero di preziose indicazioni sulle strade da intraprendere per un ulteriore sviluppo dell’approccio ecologicosociale sia a livello locale sia a livello regionale e nazionale. 66 POSTFAZIONE Siamo giunti al termine di questa prima fase di sviluppo dell’esperienza di una banca dati di livello nazionale e in queste ultime pagine abbiamo deciso di esprimere alcune posizioni personali frutto di questi intensi anni di lavoro. L’approccio ecologico sociale, per quanto abbia dato dimostrazione di essere riuscito a trovare le risposte per sopravvivere alla scomparsa del professor Hudolin, vive oggi un momento di particolare criticità in quanto non sembra essere presente all’interno del sistema una visione chiara e condivisa delle strade da percorrere per uno sviluppo futuro. Tre tendenze in particolare sembrano manifestarsi nel complesso universo dell’approccio ecologico-sociale: 1. nei vari momenti associativi e soprattutto nei congressi nazionali, si assiste assai di frequente a discussioni, particolarmente accalorate e appassionate di tipo teorico, metodologico o “filosofico”, quasi che il futuro dell’approccio dipendesse esclusivamente da scelte a questo livello. In realtà le basi teoriche e metodologiche, nonché quelle di tipo più filosofico, fondamento di ogni prassi nell’approccio ecologico sociale, sono di fatto già ampiamente descritte e definite nei loro diversi aspetti e le disquisizioni che sorgono su questi temi sembrano rispondere più all’esigenza di contrapporre ideologie funzionali a sostenere un conflitto tra parti diverse invece di rappresentare uno strumento propositivo che possa sostanziare sviluppi concreti. Ad oggi, infatti, non si è vista nessuna reale ricaduta evolutiva nel lavoro dei Club che derivasse da questo tipo di disquisizioni teoriche e non sembra certo che possa essere questa la strada che potrà guidare il sistema verso uno sviluppo futuro sostenibile. 2. Quasi in contrapposizione, talvolta come risposta agli effetti negativi prodotti da questo tipo di discussioni, da altre parti viene invocata la necessità di offrire maggior spazio alla dimensione emozionale, al “cuore” (proponendo in questo modo spesso un fraintendimento della dimensione antropospirituale proposta da Hudolin). Viene suggerito che ai dibattiti “teorici” dei “professionisti” si preferisca la “voce delle famiglie”, con una semplificazione del metodo che evoca vicinanze sia con l’approccio degli Alcolisti Anonimi sia con le proposte di alcuni filoni dell’approccio “new age”. 67 Questa tendenza sembra dare più importanza allo “stare bene insieme” piuttosto che all’impegno nel lavoro concreto, appiattendo in una comunione di emozioni le specificità delle diverse parti del sistema che, solo se riconosciute e valorizzate, possono collaborare alla crescita concreta dei Club. 3. Un terza tendenza è quella di fare prevalere l’aspetto associativo all’interno del lavoro. Ciò implica l’introdurre un metodo “politico” di procedere, secondo il quale le scelte vengono fatte “a maggioranza” come se questo criterio possa legittimare qualcuno a dire ad altri cosa dovrebbero fare. Secondo l’approccio ecologico sociale le ragioni che dovrebbero prevalere non sono quelle della maggioranza ma quelle che conducono verso il bene comune soprattutto quando queste hanno la capacità di produrre un cambiamento, ovvero di andare contro corrente: questo significa produrre un cambiamento della cultura anche all’interno del nostro sistema. Infatti l’obiettivo del lavoro a tutti i livelli non è quello di dare indicazioni sui comportamenti da seguire ma piuttosto quello di creare le condizioni nelle quali ognuno abbia la possibilità di fare le proprie scelte personali, familiari, comunitarie. Naturalmente le tre dimensioni descritte non sono di per se negative, tuttavia quando queste sono assunte come valore assoluto e, soprattutto, quando non sono connesse con il lavoro prativo, tradiscono il senso più profondo dell’approccio ecologico sociale del professor Hudolin che trova la sua specificità proprio nella continua circolarità e la strettissima interconnessione tra teoria e pratica, (esprimendo anche a questo livello la visione profondamente sistemica del suo ideatore): le teorie, le testimonianze, l’empatia, le organizzazioni, per quanto eleganti nella loro enunciazione o emotivamente coinvolgenti, hanno senso e valore solamente se dimostrano la possibilità di tradursi nella concretezza del miglioramento del lavoro quotidiano dei Club e nel miglioramento della qualità della vita delle persone, delle famiglie, delle comunità. Riteniamo che nel sistema ecologico sociale esista un ampio numero di esperienze che probabilmente nascondono già al proprio interno le risposte per molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare oggi. L’attività di ricerca, comprese le banche dati, attraverso l’analisi quantitativa e qualitativa del lavoro pratico dei Club, può aiutarci ad individuare e ad analizzare le realtà che mostrano, in alcuni aspetti, i migliori risultati. In questo senso, forse, una prospettiva diversa per l’individuazione di proposte evolutive per la metodologia, potrebbe essere quella di ricercare 68 proprio nelle esperienze concrete dei Club le risposte di cui abbiamo bisogno. Tali risposte potranno essere trovate solo guardando con occhi chiari i risultati delle ricerche in corso, superando i dibattiti teorici, i tentativi di riduzionismi “spiritualistici”, le ricerche di false soluzioni organizzative. È quindi nostra profonda convinzione che le risposte e le soluzioni siano già dentro il sistema e che l’attività di ricerca rappresenti lo strumento di elezione per disvelarle. Guido Guidoni e Angela Tilli 69 ELENCO TABELLE Presentazione Tabella 1: I CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO NEL MONDO DATACLUB2003 Materiali Tabella 2: SCHEDA RILEVAMENTO DATI CLUB Tabella 3: SCHEDA RILEVAMENTO DATI ACAT Tabella 4: SCHEDA RILEVAMENTO DATI ARCAT Metodi Tabella 5: PROGRAMMA DEI LAVORI PER LA BANCA DATI NAZIONALE Risultati e discussione Banca Dati Nazionale anni 2003 e 2004 e andamento nel periodo 2000 – 2004 I DATI DELLE ASSOCIAZIONI Tabella 6: I CLUB IN ITALIA Tabella 7: ANNO DI FONDAZIONE E NUMERO DELLE ACAT Tabella 8: NUMERO DEI CLUB Tabella 9: RAPPORTO TRA POPOLAZIONE RESIDENTE E NUMERO DI CLUB Tabella 10: NUMERO CORSI DI SENSIBILIZZAZIONE E PARTECIPANTI Tabella 11: CORSI DI AGGIORNAMENTO E MONOTEMATICI Tabella 12: PARTECIPANTI SCUOLA DI PERFEZIONAMENTO IN ALCOLOGIA (300 ORE) Tabella 13: CONGRESSI REGIONALI Tabella 14: INTERCLUB REGIONALI I DATI DEI CLUB Tabella 15: CAMPIONE SCHEDE DEI CLUB Tabella 16: PERCENTUALE SCHEDE ELABORATE RISPETTO AL TOTALE DEL CAMPIONE Tabella 17: PERCENTUALE SCHEDE ELABORATE RISPETTO AL NUMERO DEI CLUB PRESENTI NELLA REGIONE Sezione A – Informazioni generali del Club Tabella 18: VIENE FATTO REGOLARMENTE IL VERBALE DELLA RIUNIONE? Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 19: ESISTE UN CONDUTTORE A TURNO DELLE RIUNIONI? Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 20: LE CARICHE DEL CLUB RUOTANO OGNI 6/12 MESI? Percentuali anni 2000 – 2004 70 Sezione B – Informazioni delle famiglie del Club Tabella 21: LE FAMIGLIE DEI CLUB Numero delle famiglie e media per Club anni 2000 - 2004 Tabella 22: IL MEDICO DI FAMIGLIA SA CHE LA FAMIGLIA FREQUENTA IL CLUB? Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 23: PERCORSO FORMATIVO DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2000 – 2004 Sezione C – Informazioni sulle persone che hanno frequentato il Club Tabella 24: PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 25: FAMIGLIE IN CUI TUTTI I CONVIVENTI PARTECIPANO AL CLUB Numero delle famiglie percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 26: COMPORTAMENTI DEI MEMBRI DEI CLUB Numero dei membri anno 2004 e percentuale decremento anni 2003-2004 Tabella 27: COMPORTAMENTI DEI MEMBRI DEI CLUB Numero dei membri e percentuale decremento negli anni 2000 -2004 Tabella 28: AUTOVALUTAZIONE DEL CAMBIAMENTO DELLO STILE DI VITA DELLA FAMIGLIA Percentuali anni 2000 –2004 Sezione D – Informazioni del servitore-insegnante Tabella 29: ANNO DI INIZIO DELL’ATTIVITA’ DI SERVITORE-INSEGNANTE Percentuali anni 2000 -2004 Tabella 30: CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE, AGGIORNAMENTI NELL’ANNO IN CORSO Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 31: SERVITORI-INSEGNANTI MEMBRI DI UNA FAMIGLIA CHE PARTECIPA A UN CLUB Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 32: SERVITORI-INSEGNANTI MEMBRI DI CLUB CHE HANNO FREQUENTATO IL CLUB DI APPARTENENZA Percentuali anni 2000 - 2004 Tabella 33: LIVELLO DI SODDISFAZIONE PER L’ATTIVITA’ DI SERVITOREINSEGNANTE Percentuali anni 2000, 2002, 2003 e 2004 Tabella 34: PRIMO COLLOQUIO Percentuali anni 2001 - 2004 Tabella 35: FREQUENZA RIUNIONE MENSILE Percentuali anni 2000 – 2004 Sezione E – Ricerche Annuali - Informazioni delle famiglie che hanno smesso di frequentare il Club Tabella 36: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE Numero delle famiglie e media per Club anni 2003 e 2004 Tabella 37: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE CON SITUAZIONE COMPLESSA Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 38: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: ANNO DI INIZIO DELLA FREQUENZA AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 39: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: NUMERO DI PERSONE CHE PARTECIPAVANO AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 40: FAMIGLIE CHE FREQUENTANO: NUMERO DI PERSONE CHE PARTECIPANO AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 71 Tabella 41: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: DISTANZA DEL CLUB DALL’ABITAZIONE DELLA FAMIGLIA Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 42: FAMIGLIE CHE FREQUENTANO: DISTANZA DEL CLUB DALL’ABITAZIONE DELLA FAMIGLIA Percentuali anno 2002 Tabella 43: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: MOTIVI PRESUNTI DELL’INTERRUZIONE DELLA FREQUENZA AL CLUB Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 44: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IL CLUB HA FATTO VISITE DI AMICIZIA? Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 45: QUANTE VISITE? Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 46: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IL CLUB HA TENUTO CONTATTI TELEFONICI? Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 47: PER QUANTO TEMPO? Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 48: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: LE FAMIGLIE SONO ANCORA IN CONTATTO CON IL CLUB? Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 49: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: VALUTAZIONE DEL CLUB SULLA SITUAZIONE DELLE FAMIGLIE Percentuali anni 2003 e 2004 Tabella 50: FAMIGLIE CHE HANNO SMESSO DI FREQUENTARE: IMPEGNO DEL CLUB A RICONTATTARE LE FAMIGLIE Percentuali anni 2003 e 2004 72