PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina II L’AMMINISTRAZIONE AS O M COMUNALE MARIO Gaetano Punzi – Sindaco, Salvo Cardaci – Vice Sindaco, Antonio Latora – AsDELLE CRONOLOGICHE NOTITIE sessore, Giuseppe Cardaci – Assessore, Vito Cardaci – Assessore, Calogero Virtudi e Miracoli del Venerabile Meli – Assessore,Della FrancaVita, Maugeri – Assessore LA PRO LOCO DI REGALBUTO Valeria Gagliano – Presidente, PADRE Giuseppe Antonio Timpanaro – Vice Presidente, FR. ANDREA Dario Angelo D’Agostino – Consigliere, Vincenzo La Bruna – Consigliere, SalDEL GUASTO vatore Mammana – Consigliere DI CASTROGIOVANNI FONDATORE DELLI EREMITANI RIFORMATI Agostiniani della Congregazione di Sicilia Detta di Cent’Orbi RACCOLTO DAL R.P.FR. FULGENTIO Di Caccamo V.C. delli medesimi Frati Rinovato d’un’Altra Religiosa penna Dato à Luce per ordine del M.R.P.Fr. CARLO di Regalbuto Vicario Generale della sudetta © Copyright 2010 Congregazione Edizioni NovaGraf © Copyright 2010 Diritti riservati al curatore C.da Piano di Corte, 18 - 94010 Assoro (En) Tel. 0935 667 864 - Fax 0935 620 507 P R I MA PAR T E ISBN 978-88-88881-64-5 IN PALERMO, Per il Bossio . M.DC.LXXVII II PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina III FULGENZIO DA CACCAMO SOMMARIO DELLE CRONOLOGICHE NOTIZIE della Vita, Virtù e Miracoli del Venerabile PADRE FR. ANDREA DEL GUASTO DI CASTROGIOVANNI FONDATORE DEGLI EREMITANI RIFORMATI Agostiniani della Congregazione di Sicilia detta di Centuripe Edizione aggiornata a cura di Francesco Miranda III PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina IV In un periodo storico complesso, caratterizzato dalla carenza di risorse economiche pubbliche e private, l’Amministrazione Comunale che ho l’onore di guidare, ha faticato non poco per garantire continuità allo sviluppo culturale del territorio. La storia di un popolo passa sempre, inevitabilmente, dalla storia degli uomini che vi appartengono, ed è a partire da questa considerazione che si è inteso valorizzare studiosi e ricercatori locali. Il Prof. Francesco Miranda uomo di alta cultura che tanto ha dato a Regalbuto con l’attività didattica, gli studi e le ricerche, con la collaborazione del Sig. Vito Bonanno ricercatore appassionato di storia locale, ha realizzato un’opera che darà certamente lustro alla nostra città, nella speranza che possano presto rinverdire i fasti del passato culturale regalbutese. Vivissimi auguri di buona lettura a quanti vorranno apprezzare questo interessante testo, sinceri ringraziamenti al Prof. Francesco Miranda ed al Sig. Vito Bonanno, rinnovato sostegno a tutti coloro che vorranno cimentarsi nell’arduo ed alto compito di tramandare cultura alle nuove generazioni. Gaetano Punzi (Sindaco del Comune di Regalbuto) Con un protocollo d’intesa tra operatori, ricercatori, studiosi e storici locali, in un rapporto di completa collaborazione, La Pro Loco di Regalbuto, associazione di promozione turistica, si è impegnata a promuovere progetti inerenti la storia della nostra città, in particolare coordinando una iniziativa letteraria che attraverso la vita del “Venerabile Frate Andrea del Guasto” consente al lettore di rivivere un particolare momento storico della città. In un paese che profuma di storia non può soggiornare l’oblio della cultura, ci vuole un risveglio artistico e storico che guardi finalmente ad una nuova sensibilità verso i giovani per l’amore della propria terra e della sua storia, frutto della quale oggi è Regalbuto. Lo sviluppo turistico è risultato di un lento e programmatico impegno che deve entrare nella coscienza dei regalbutesi come possibile nuova fonte di economia reale sulla quale investire. Grazie alla dovizia di Vito Bonanno, abile ricercatore ed alla passione di Francesco Miranda, uomo di indubbia cultura abbiamo si è contribuito all’arricchimento del patrimonio culturale regalbutese collocando, con la disponibilità dell’ Amministrazione Comunale, un nuovo importante tassello nel puzzle dei volumi storici della Città di Regalbuto. Valeria Gagliano (Presidente della Associazione Pro Loco) IV PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina V INTRODUZIONE Padre Andrea del Guasto visse e operò a cavallo di due secoli, il XVI e il XVII, in un contesto storico e in un periodo di rinnovamento per l’Ordine di Sant’Agostino. Questo Ordine nasce nel marzo del 1244 come risultato della fusione di diversi gruppi eremitici che principalmente operavano in Tuscia, territorio corrispondente all’attuale Toscana ma anche a zone limitrofe di altre regioni, principalmente il Lazio. La fusione fra i gruppi fu decretata dal Papa Innocenzo IV con due Bolle del 16 dicembre 1243, Incumbit Nobis e Praesentium Vobis, pare su richiesta degli stessi eremiti o della maggior parte di essi. Il Papa, nolentes vos sine pastore sicut oves errantes post gregum venstigia, non volendo che gli eremiti “vaghino senza pastore come pecore sperdute tra le orme dei greggi”, ordina che si conformino tutti ad un medesimo genere di vita regolare e prendano quindi la Regola e l’Ordine di S.Agostino. V PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina VI Nella Bolla Vota Devotorum del 23 marzo 1244 il Papa indica il carattere apostolico dell’Ordine. Per un secolo circa, fino al 1350, fu poi un periodo di fioritura, di progresso, di maturazione: già nel 1250 l’Ordine possedeva almeno 61 case in Toscana, nel Lazio, in Liguria, Umbria, Romagna. Sappiamo per certo che nel 1255 l’Ordine si era esteso, oltre che in Francia e in Inghilterra, in Germania e in Spagna. Dal 1256 si registra un complesso processo di unione dell’Ordine di Sant’Agostino con altri Ordini (la “grande unione” voluta dal Papa Alessandro IV), che si protrasse fino al 1350 e che portò la Regola di Sant’Agostino in Grecia, nei Balcani, in Ucraina, nei Paesi Baltici. Poi subentra un lungo periodo di decadenza che si protrae per quasi due secoli, dal 1351 al 1539. Il periodo è caratterizzato da diversi sfavorevoli avvenimenti storici: ci riferiamo alla “peste nera”, allo scisma d’Occidente, alla riforma protestante di Lutero. La peste nera colpì l’Europa fra il 1347 e il 1351 e fu considerata una delle grandi catastrofi della storia del vecchio continente. Il focolaio iniziale si ebbe in Crimea, a Caffa, nel VI PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina VII 1346: fu una terribile epidemia; si moriva a qualunque età e nel giro di poche ore: poveri, contadini, viandanti, commercianti, dotti, papi, imperatori, re, tutti, a prescindere dalle ricchezze e dallo stato sociale, si sentirono minacciati allo stesso modo. La peste si diffuse ovunque: il commercio e gli stretti rapporti politici e culturali favorivano il contagio: l’epidemia raggiunse la Sicilia nell’ottobre 1347, quando a Messina arrivarono dodici galee genovesi; poi furono contaminate Genova, Venezia e tutte le altre città italiane. Si calcola che, a causa della peste morì un terzo della popolazione del continente. L’epidemia procurò diverse vittime ma cambiò anche il modo di vivere degli europei. Le conseguenze furono disastrose: crisi dei commerci, impotenza dell’uomo nei confronti dell’ambiente circostante, lacerazioni nei vincoli familiari, cambiamenti nelle abitudini sociali delle città, i rapporti fra le persone andarono imbarbarendosi. L’Ordine di Sant’Agostino ebbe numerose perdite fra i frati. Il P. Ambrogio Massari da Cori racconta che, a causa della peste “in un triennio dei fratelli del nostro ordine ne migrarono da questa vita cinquemila e ottantaquattro”. Per colmare i vuoti lasciati dai morti si VII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina VIII cominciò, perciò, ad ammettere persone senza vocazione o del tutto impreparate. Lo scisma d’Occidente ebbe come antefatto la “cattività avignonese”, cioè quel periodo della storia della chiesa in cui la sede papale venne spostata ad Avignone (città della Francia meridionale, posta sulla riva sinistra del fiume Rodano). Tutto ebbe origine dai contrasti sorti fra il Papa Bonifacio VIII ed il Re Filippo il Bello: il dissidio nacque quando il re impose il pagamento delle tasse anche al clero e volle imporre la sua giurisdizione sui vescovi francesi. Bonifacio VIII si oppose ed una forza armata venne inviata ad Anagni per arrestarlo: una insurrezione di popolo fermò però i Francesi. Alla morte di Bonifacio VIII e poi del suo successore Benedetto XIII (dopo soli 11 mesi di pontificato), il nuovo Papa fu l’Arcivescovo di Bordeaux Bertrand de Got, che assunse il nome di Clemente V; egli spostò la sede papale da Roma ad Avignone. Era il 1309, per circa 70 anni i Papi, dimoreranno così in Francia. Il papato ritornò a Roma nel 1377 quando Gregorio XI, sollecitato da Santa Caterina da Siena e dal Re di Francia, decise di riportare la sede papale nuovamente a Roma, nel palazzo Vaticano. Alla morte di Gregorio XI (27 marzo VIII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina IX 1378), il Conclave, spinto dal popolo romano che chiedeva a gran voce l’elezione di un papa romano o almeno di nazionalità italiana, elesse il napoletano Bartolomeo Prignano, che fu Papa con il nome di Urbano VI. L’elezione però, subito dopo fu dichiarata non valida dai cardinali del Sacro Collegio perché “forzata dalle pressioni popolari”; essi si riunirono, nel settembre dello stesso anno, a Fondi ed elessero in conclave un nuovo Papa, Roberto di Ginevra, cugino del Re di Francia, che assunse il nome di Clemente VII. Persa la battaglia contro Urbano VI, che gli impedì di impossessarsi della sede romana, Clemente VII instaurò una nuova Curia ad Avignone. Era l’anno 1379: da quel momento ebbe inizio lo “scisma d’Occidente” con i cristiani divisi in due obbedienze: alla Curia romana e alla Curia di Avignone. Furono anni bui per la Chiesa, caratterizzati da lotte intestine fra Papi ed Antipapi, la cui condotta creò scandalo particolarmente fra i ceti più bassi e determinò grandi malcontenti che furono alla base di quella Riforma protestante che si pose in contrasto con i privilegi delle strutture ecclesiastiche e dell’Alto Clero. Nel 1415 tre Papi si contendevano il potere della Chiesa: Gregorio XII, Giovanni XXIII e IX PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina X Benedetto XIII. Il primo fu costretto ad abdicare, gli altri due furono deposti dal Concilio convocato nel 1414 a Costanza, proprio per dirimere la grande controversia. L’8 agosto del 1417 la Chiesa finalmente ebbe un nuovo Papa, universalmente accettato, Ottone Colonna, Pontefice con il nome di Martino V: il grande Scisma d’Occidente era terminato. Nei primi anni del 1500 però, la chiesa dovette affrontare la contestazione luterana che culminò nella nota Riforma protestante, che coinvolse soprattutto l’Europa orientale ma, anche se in misura minore, Francia, Spagna, Italia. Lutero contestava la corruzione del clero, il potere temporale del Papa, la vendita delle indulgenze, ossia quel sistema secondo il quale, dietro pagamento di una somma, ogni individuo poteva essere assolto da tutti i peccati commessi in vita rendendo superflua la confessione in punto di morte. Lutero, che era un monaco agostiniano, combatteva i privilegi della chiesa, con una critica radicale espressa nelle sue famose 95 tesi di Wittemberg. Le tesi fondamentali di Martin Lutero sono condensate in questi principi: - Esigenza di organizzare la chiesa su basi X PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XI nazionali ed indipendenti; - Negazione di tutti i sacramenti ad eccezione del battesimo e dell’eucaristia, perché sintesi dell’esistenza di Dio; - Libero esame delle sacre scritture; - Negazione del valore delle buone azioni ai fini della salvezza; - Fine della mediazione ecclesiastica; - Principio del sacerdozio universale; - Una nuova dottrina dei sacramenti La dottrina di Lutero venne dichiarata eretica e messa al bando: nel 1520 il Papa Leone X gli intimò di ritrattare le sue tesi pena la scomunica, ma intanto esse si erano diffuse in tutta la Germania coinvolgendo tutte le classi sociali. Nel 1521 la scomunica arrivò con una Bolla papale. L’Ordine agostiniano tentò di arginare la defezione luterana e trattò con tanta delicatezza il problema di Lutero: ma la sua ribellione e il suo atteggiamento nei confronti delle vita religiosa del tempo minarono dalle fondamenta la vita di una chiesa che operava in modo diverso da come predicava. Questo lungo tempo in verità non fu solo decadenza perché in molti spiriti albergò l’ansia di rinnovamento e dell’osservanza alla re- XI PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XII gola dell’Ordine: basti per tutti ricordare che in questo periodo vissero santi come S.Giovanni da Sahagun e Santa Rita da Cascia, entrambi agostiniani. San Giovanni da Sahagùn o da San Fecondo(1430/1479), fu John Gonzales de Castrillo, nato da nobile e numerosa famiglia di Sahagùn, un antico borgo situato nel regno di Leon, nella Spagna nord occidentale, chiamato in origine San Fagondes. Indirizzato al sacerdozio rinunciò ben presto a ricchezze e lusso, distribuì tutti i suoi averi ai poveri e visse in assoluta povertà. Entrò nell’Ordine degli Agostiniani nel 1463 e qui ebbe importanti incarichi; fu anche priore del Monastero di Salamanca. Lavorò moltissimo per la chiesa: ancora oggi è ritenuto il più grande predicatore della storia spagnola. Gli vennero attribuiti numerosi miracoli e, per questo, fu beatificato nel 1601 e canonizzato dal Papa Alessandro VIII nel 1690. E’ sepolto nella cattedrale di Salamanca, nella regione Castiglia-Leon. Santa Rita da Cascia, invocata dai devoti come “santa degli impossibili” per la sua capicità di realizzare miracoli molto prodigiosi, nacque a Roccaporena presso Cascia, pare nel 1381. Entrò nel monastero agostiniano di Cascia XII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XIII nel 1407 e qui rimase fino alla morte, nel 1447. Sposò a 16 anni Paolo Mancini, ufficiale comandante di guarnigione da cui ebbe due gemelli. Il marito una notte fu ucciso mentre rientrava a casa. Rita perdonò l’assassino del marito e pregò perché i figli desistessero dalla vendetta; chiese al Signore di farli morire fisicamente piuttosto che vederli violenti e morti nell’anima: poco tempo dopo i gemelli si ammalaron e morirono. Riappacificati gli animi delle due famiglie, quella del marito e quella dell’assassino, Rita entrò nel monastero agostiniano di Cascia nel 1407, dove rimase fino alla morte. Durante un’estasi ricevette una speciale stimmata procuratale da una spina della corona di Cristo conficcata nella fronte. Fu beatificata nel 1627 e canonizzata nel 1900: il suo corpo oggi è conservato in una teca in vetro posta nel convento annesso alla basilica di Cascia. Nell’Ordine agostiniano i padri generali tentarono di reagire al clima di decadenza ma l’obiettivo non venne sempre raggiunto: furono incoraggiati quei conventi che desideravano vivere in conformità alla vera osservanza; nacquero e furono incoraggiate le cosiddette Congregazioni di Osservanza. XIII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XIV Le Congregazioni nacquero nel 1387 e si raggrupparono in: A) Congregazioni di Osservanza, nate con lo scopo di restaurare la genuina osservanza dell’Ordine, compromessa, come abbiamo visto, dalle varie vicissitudini che la chiesa e l’ordine vissero, come tutte le altre istituzioni del periodo della decadenza. Facevano parte delle Congregazioni di Osservanza quei conventi che decidevano di osservare nella sua pienezza la regola e le costituzioni dell’Ordine di Sant’Agostino. Esse venivano sottratte all’autorità dei priori provinciali e sottoposte alla giurisdizione diretta del padre generale. La prima Congregazione di osservanza viene considerata quella di Lecceto, in provincia di Siena, centro di spiritualità di grande rilievo, nata appunto nel 1387 e nella quale si formò Caterina da Siena. B) Congregazioni di Scalzi, nate nel XVI secolo in Spagna, durante il regno di Filippo II, con l’intenzione di ricercare una vita più austera e penitente di quanto non vivessero le altre Congregazioni. In Italia la prima Congregazione degli Scalzi nasce dalla Congregazione degli Eremiti di Sicilia o di Centorbi (Centuripe) nel 1593: fondatore fu il Padre Ambrogio Steibanò. XIV PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XV Parlando di Congregazioni, ci sembra opportuno, prima di passare alla terza fase della storia dell’Ordine Agostiniano, accennare alla sua struttura. Esso si compone di quattro gradi: I frati, che pronunciano i voti solenni Le monahe agostiniane Il Terz’Ordine agostiniano La Società di Sant’Agostino o Cinturati Al vertice sta il Padre generale Nel 1539 diviene generale dell’Ordine Gerolamo Seripando e con lui inizia un periodo di particolare fioritura per l’Ordine degli Agostiniani. Gerolamo, nato a Foggia nel 1493, è attratto molto giovane dalla vita religiosa, nel 1507 entra fra gli eremiti di Sant’Agostino e studia filosofia e teologia con il suo maestro e protettore Gilles di Viterbo, che poi segue a Roma e a Viterbo. Fu ordinato sacerdote nel 1513 e per 25 anni ricopre cariche importanti nella sua congregazione: nel 1538 diventa Priore Generale degli Agostiniani. L’Ordine è impegnato a fronteggiare la crisi della riforma luterana. Il nuovo Priore visita tutte le case della sua congregazione, prende parte attiva alla preparazione del Concilio di Trento. Nel 1551, lasciata la carica di Priore, viene inviato dalla Santa Sede dietro Carlo V e riesce brillantemente nella sua missione. Al suo ritorno XV PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XVI in Italia, viene nominato Arcivescovo di Salerno e, nel 1561, Cardinale e Legato pontificio al Concilio. Padre Andrea del Guasto visse e operò in questo periodo. Andrea si era ritirato da giovane a condurre vita eremitica sul monte di Judica, dove si trovavano molti eremiti che avevano seguito l’esempio di Filippo Dulcetto, ritiratosi al tempo di Papa Leone X sul monte Scarpello. Da lì gli eremiti si erano propagati su altri monti e in luoghi isolati. Dopo venti anni Andrea decise di farsi religioso con voti solenni; a lui si unirono altri che avevano la stessa intenzione e decisero di affrontare la questione con il Padre Generale degli Agostiniani per fondare una congregazione che doveva far parte del suo ordine. Il 2 febbraio del 1579 il Padre Generale confermò le trattative di unione, ma altre difficoltà tuttavia non consentirono che ciò divenisse realtà fino al 1585. La Congregazione degli Eremiti di Sicilia o di Centorbi (Centuripe) nacque il 22 maggio 1585, quando presero l’abito a Catania e cominciarono il noviziato a Centorbi il fondatore Andrea del Guasto e altri 12 compagni eremiti, fra cui il Padre Andrea Diaz. Il 1° novembre del 1586 Andrea e i suoi compagni emisero la professione solenne. XVI PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XVII Tutto ciò è premessa per informare sull’opera di Fulgenzio di Caccamo, agostiniano, biografo di Andrea del Guasto. L’opera che qui proponiamo viene riportata così come è narrata dall’autore; il nostro lavoro consiste nell’aver rivisitato il linguaggio adattandolo nelle espressioni più oscure al nostro tempo per consentirne una lettura più agevole. Ci siamo accostati con timore al testo originale e con rispetto lo affidiamo al lettore di oggi. Francesco Miranda XVII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 XVIII 01/04/2010 11.06 Pagina XVIII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XIX DOCUMENTAZIONE Tutta la documentazione relativa alla stesura della presente opera è stata reperita da Vito Bonanno presso Enti ed Istituzioni locali e regionali. - L’opera Fulgenzio da Caccamo, Sommario delle cronologiche notitie della vita, virtudi, e miracoli del venerabile padre fr.Andrea del Guasto, in Palermo, per il Bossio, 1677, è stata fornita in copia dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace” di Palermo, su concessione dell’Assessorato regionale Beni Culturali, Ambientali e della P.I. Della Regione siciliana; - La tavola contenente il ritratto di Padre Andrea del Guasto, inserita nell’opera di Fulgenzio da Caccamo, viene pubblicata su autorizzazione della suddetta Biblioteca Centrale della Regione Siciliana; XIX PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XX - Le notizie riportate in alcune note della presente opera sono state apprese e trascritte dal Manoscritto originale del processo di beatificazione di fr. Andrea del Guasto, in possesso di Padre Giuseppe Turco, vicario provinciale degli Agostiniani d’Italia; - Le notizie delle traslazioni dei resti del Venerabile Padre Andrea del Guasto sono state trascritte da fotocopie esistenti negli archivi della Parrocchia Santa Maria La Croce di Regalbuto; Le tavole inserite nel presente testo sono opera di Vito Bonanno. XX PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Copertina originale del testo di Fulgenzio di Caccamo. Pagina XXI PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXIII PREFAZIONE DELL’AUTORE er osservanza del Decreto della Felice Memoria d’Urbano VIII, Sommo Pontefice, sotto il 13 di marzo del 1625 e confermato il 5 di luglio del 1634, dichiara l’autore di questo Libretto che se in esso ha detto cosa che sembri del miracoloso o soprannaturale, quella deve intendersi non come approvata dalla Santa Sede Apostolica, ma solo come semplice racconto, appoggiato su umana e fallibile credenza, se non quando occorre ragionare dei Santi Canonizzati e Beatificati dalla medesima Santa Sede. Di più dichiara che quanto alle cose notabili che in questo Sommario si riferiranno sono tutte prese dai testimoni giurati* che si adducono nel processo giuridicamente formato di questo medesimo Servo di Dio Fr. Andrea del Guasto di Castrogiovanni, fondatore della Congregazione detta di Centuripe dei RR.PP. Eremitani di S. Agostino alcuni anni dopo la sua morte, per ordine della Corte Vescovile di Catania; il che viene confermato dal Religiosissimo e Dottissimo P. Maestro Fra Raffaele Bonerba da San Filippo teologo di Monsignore Arcivescovo di Palermo, ex Padre Provinciale della Religione P XXIII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXIV Agostiniana nel Regno di Sicilia, con dire nella Revisione di questa Operetta. “Iam constat omnia narrata in summario esse desumpta ex processu iuridico formato per ordinem Episcopi Catanensis et servatum esse Decretum Sacrae Congregationis Cardin. 13 Martii 1625 idem Bonerba qui supra”. * Su petizione e istanza di Fra’ Serafino di Regalbuto(al secolo Francesco Fiorenza Pazzis), priore dell’eremo di S.Antonio di Regalbuto, dell’ordine di S.Agostino, Don Giovanni Battista Paternò, priore della chiesa cattedrale catanese, vicario della sede vacante episcopale, in data 20 luglio del 1618, prima indizione, dà incarico al notaio Ottavio De Paola, attuario mastro notaro e deputato per il territorio di Regalbuto, di raccogliere testimonianze ed informazioni, con debito giuramento, sulla vita, miracoli e virtù del Padre Frate Andrea Del Guasto della città di Castrogiovanni, fondatore degli eremiti riformati di S.Agostino.(Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.1).(n.d.c.) XXIV PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXV PROEMIO DELL’OPERA Se fu assai prodiga la Natura con la Nostra Sicilia non le è stata meno liberale la grazia con il farla sempre Seminario feracissimo di uomini santi, con renderla maggiormente vaga e desiderabile per la moltitudine dei Gigli delle Vergini, delle Rose dei Martiri e delle Viole dei Confessori, che con l’abbondanza di quanto per benignità di clima o per artificio umano ella produce, e questo si è visto sempre da quando gli Apostoli di Cristo con la semente evangelica la fecondarono fino ai secoli passato e presente nei quali abbellì la Siciliana Chiesa fra molte Anime perfette, il Religiosissimo P. Fra’ Andrea del Guasto di Castrogiovanni Fondatore dei Riformati Agostiniani della Congregazione detta di Centuripe, che se questo finora, fra i Beati e Canonizzati Eroi non s’adora, né con culto pubblico si riverisce, nondimeno fu insigne Servo di Dio, e le sue eroiche virtù e doni Celesti ben lo dimostrano, i quali di passaggio si toccheranno per soddisfare alle replicate istanze de suoi devoti, pesandomi non poco, che impegnandosi agli inizi della sua Riforma assai più ad operare azioni grandi e segnalate, che a notarle, si sono perse molte notizie sì dei fatti particolari di questo gran Padre, come anche dei XXV PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1 Filippo Abbate Bonaspei, in vita Don Bona XXVI 01/04/2010 11.06 Pagina XXVI suoi buoni e Santi figli, che restarono solamente registrate negli annali del Cielo dai Serafini, che appena se ne sono potute congregare alcune poche per osservare il consiglio dell’umanato Dio, (Colligite fragmenta ne pereant) con tutto ciò dal poco si potrà congetturare l’assai (ex ungue Leonem) e non sbaglierà affatto il Lettore nel concepire più alta stima della Santità di questo Venerabile, di quello, che la mia rozza penna in piccolo Sommario rappresenterà, ragionevolmente pensando che la Divina Provvidenza l’avesse arricchito (come suole) di tale spirito, che fosse stato proporzionato al grado a cui fin dall’Eternità l’aveva destinato d’esser Padre dei figli, che dovevano vestirsi di ogni perfezione religiosa, Fondatore e Maestro d’una rigida Riforma dei Frati Eremitani del Gran Dottore S.Agostino. Grande dunque dovette essere il talento divino del nostro Andrea designato per intraprendere il rinnovamento dell’antico e primiero fervore di sì celebre Famiglia: e grande pure dovrebbe essere la perfezione del mio cuore, mentre la mia mano si impegna a pubblicare al Mondo sì gran Santità per non commettere una deformissima mostruosità, e per così dire un sillogismo reale, facendo mestiere di non discordare lo scrittore1 dei fatti illustri dei Servi di Dio coi suoi costumi dalle azioni eroiche, che celebra con la penna. “Sic espedit vivat, ut lo- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXVII quitur, et factis ornet quod oratione commendat, ne vocis propriae testimonio (redargutus, non approbet, quod assertione prosequitur). E dovendosi dire (sanctus pro sancto laborat.) pertanto(o pio Lettore) gradendo il desiderio della mia volontà di giovarti, e compatendo con la tua discretezza ogni difetto che t’offenderà nell’arte, ti prego ad impetrarmi con le tue orazioni, che emendi il mio difettoso vivere, e riporti in me stesso quello che esprimo nelle carte della vita del detto Ven. P. Andrea. Si divide questa Operetta in due parti, nella Seconda (oltre le note appartenenti al Venerabile P. Andrea) si riferiranno molte cose degne d’eterna memoria dei Religiosi del medesimo, essendo scritto (Filius Sapiens est gloria Patris). XXVII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 XXVIII 01/04/2010 11.06 Pagina XXVIII PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXIX INDICE DEI PARAGRAFI I II III Patria, Nascita ecc. del Servo di Dio fogl. Infanzia del Servo di Dio ecc. Si dà notizia dell’Origine degli Eremiti di Scarpello ecc. IV Si ritira sul Monte di Iudica V È assaltato con diverse tentazioni e d’una prodigiosa visione VI Si delibera fondare una nuova Congregazione ecc. VII Si parte per Roma il servo di Dio ecc. VIII Per le molte contraddizioni non può eseguire quanto aveva ottenuto ecc. IX Si parte la quarta volta per Roma ecc. X Centuripe quale fu anticamente ecc. XI Fa la sua professione solenne XII Eletto Superiore fa mostra della sua prudenza XIII I Demoni e gli uomini perversi lo perseguitano XIV Della stima, che i Grandi ecc. fecero del Servo di Dio XV Vede salir Anime al Cielo XVI Del dono della Profezia ecc. XVII Penetra i cuori dei prossimi XVIII Dei Miracoli del Servo di Dio XIX S’inferma gravemente nel convento dell’Artesina XX Delle finezze della sua Carità ecc. XXI Ultima infermità del Servo di Dio, ecc. XXII Muore felicemente, e delle Grazie che ricevono i fedeli, ecc. 1 3 6 11 14 18 23 27 32 36 41 53 62 68 74 80 89 95 112 117 121 126 XXIX PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina XXX XXIII Incorruzione miracolosa del Corpo del servo di Dio 129 Breve notizia della seconda parte, e dei Religiosi del V. P. Andrea 133 Ai margini di diversi fogli si sono addotte varie cosucce per essersi scordato l’impressore di porli a proprio luogo, di più si devono aggiungere i seguenti periodi al fogl. 2. “16 Agosto giorno festino di S. Alippio Agostiniano”, al fogl… “Cadde tutta la volta d’una gran Rocca in Centuripe di sopra il P. Andrea che dentro vi travagliava, e miracolosamente non ebbe danno veruno”. La postilla del fogl. 18 si deve levare, e porsi al fogl. 22 al foglio 139. Ambrogio Bossio Genovese fu devoto del V. P. Andrea e dei suoi Figli, aiutò con scudi 500, il loro Convento di Monreale. XXX PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 1 Paragrafo Primo PATRIA, PADRI, E NASCITA del Servo di Dio. a Città di Castrogiovanni dal Maestro degli Oratori detta Ombelico della Sicilia per essere stata situata dall’Antico Enno, dei Siracusani famosa guida, nel mezzo d’essa, e in sì forte sito, che qualunque formidabile Esercito non teme, onde il titolo d’inespugnabile meritò1. Si compiacquero il Re Martino e Federico II eleggerla per loro Reggia, e per il Campo in tutto l’anno ancora nelle orride stagioni sempre florido con le fresche e cristalline acque, che nel suo seno conserva, parve al Principe dei Peripatetici predicarla gran miracolo della natura. Come luogo sacro dai Gentili stimavasi in riguardo del famosissimo Tempio di Cerere, e del gran culto di quella Dea, che ivi fioriva in modo tale che tutti i suoi Cittadini, come sacerdoti della medesima universalmente si veneravano; ma più celebre rendesi fra i Cristiani per riconoscersi patria di uomini di singolare santità. Negli andati tempi lo fu di quel Santo Monaco Basiliano nel Ven. Monastero del L 1. Cir. Lib. C Verr. Fasello Lib. dec. 1 Roccus Pirri Sicil Sacra Lib. 3 Arist. de mirabile natura. 1 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. P. Ottavio Jesuita in vitis SS. Siculorum. 2 01/04/2010 11.06 Pagina 2 SS. Salvatore di Messina professo, che per avere del Santissimo Profeta Elia capo dei Romiti Profeti del Carmelo rinnovate le antiche meraviglie; ancorchè si chiamava Giovanni, meritevolmente fu chiamato Elia;1 il secolo poi passato fra gli altri diede il natale al nostro Ven.Andrea l’anno del Signore 1534 governando la Chiesa Clemente VII Sommo Pontefice, e tenendo la Monarchia della Spagna e delle Sicilie Carlo Quinto spavento dell’Africa, e stupor dell’Europa. Il sedici del Mese d’Agosto giorno fra l’ottava dell’Assunta Vergine a cui fu egli carissimo, vigilia del menzionato Sant’Elia suo concittadino, le virtù e prodigi del quale grandemente emulò. I suoi genitori furono Pier Antonio del Guasto, e Sicilia Xilla della Parrocchia di S. Leonardo della suddetta Città, riguardevoli piuttosto per i doni di grazia, che per i beni di fortuna, gl’imposero rinascendo nel S.Battesimo il nome d’Andrea, non senza special provvidenza del Cielo, perché Andreas interpretatur fortitudo, ed egli fu di sì valor divino dotato, che ai nemici dell’uman genere si rese inespugnabile, visse e morì allegro, e costante, Crocifisso nel Patibolo della mortificazione, e sulla Croce della Penitenza, sì che la patria, il tempo in cui nacque, come il nome che fu dato a questo gran servo di Dio presagirono la sua prodigiosissima vita, e morte, come in queste poche carte andremo rappresentando. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 3 § II Infanzia del Servo di Dio, e dei suoi successi fino all’età di vent’anni. lcuni mesi dopo nato Andrea, l’invittissimo Imperatore Carlo Quinto, avendo trionfato nell’Africa, se ne venne carico di palme in questo nostro Regno ove con universale giubilo e fedeltà lo ricevettero le principali Città e Terre d’esso,che con la sua maestosa presenza si degnò onorarle,augurandosi tutte gran felicità sortendo il vassallaggio degli Austriaci, e d’un tanto Cesare, mai più d’ogn’altra cosa potevano gioire presagendosi le Corone e le Palme, che a fasci a fasci coglier doveva il fanciullino Andrea non di Mori Africani, ma di Mostri d’Averno nel corso di sua vita con esser sollevato dal Creatore del tutto all’impero quasi di tutte le creature, e parimenti delle fiere, e degl’insensibili, e come diremo, quando tratteremo dei suoi miracoli. Si fa pure riflessione, che nel suddetto medesimo tempo, o poco dopo furono uditi diversi suoni, e rumori spaventevoli, muggiti orribilissimi, seguitò poi il Monte Etna a vomitare grandissimi fuochi, e ceneri, di modo che la sua più A 3 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 4 alta cima si spiccò, e cadde in quella gran voragine; temettero allora tutti quei Siciliani, che attribuirono questi successi a sole cagioni naturali, non però chi pensò esser tutti straordinari strepiti dell’Inferno, che il Bambino Andrea doveva nella sua virilità comparire un Mongibello di divino Amore, le cui fiamme, non dovevan apportare orrore al mondo, ma con sommo diletto, e soavità tirar infinite persone sulle Montagne di quest’Isola, e coperte con le ceneri della mortificazione e penitenza abbrustolire da fuoco celeste, farle volare liete all’Empireo, restando i comuni nemici confusi, e maggiormente spaventati precipitarsi nell’abisso. 2. Ma quanto doleva il Regno di Belzebù, tanto più gioiva quello dei Cieli, il quale come congratulandosi del nuovo fanciullo colla terra, le annunciò le sue future grandezze in tal guisa. Teneva una volta Andrea bambolo nelle sue braccia la sua Genitrice sull’uscio di sua casa, ed ecco una Matrona, che dall’aria del viso e maestà della fronte pareva gran personaggio, e le disse Cecilia abbi cura di questo Bambino, perché sarà gran Santo; detto quello disparve, né più fu vista, onde giudicata fu esser stata la serenissima Regina degli Angeli. 3. Arrivato agli anni della discrezione, in ogni cosa si vedeva procedere con tale prudenza, che superava di gran lungo la sua età; si impegnava 4 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 5 primieramente nel servigio di Dio, si assoggettava con ogni puntual diligenza a suo Padre, e desiderando vita religiosa frequentava le Chiese, serviva i Religiosi e Conventi di quella Città, spendeva molte ore della notte nell’orazione mentale, si mostrò nella sua puerizia e adolescenza lontano da passatempi, da conversazioni oziose, e con la sincerità delle parole e la modestia del volto, con l’aspirare e sospirare di continuo per la Beata Eternità, lo rendevano a tutti amabile. 4. Lo mirava pure l’Altissimo dal Cielo come preziosa gioia della sua Chiesa, e così lo preservava dall’Inferno. Cadde una volta in una ruota di mulino, e lo ritrovarono intatto quelli che credevano vederlo stritolato. Un’altra volta stando per passare un fiume, che con orrida piena furiosamente sboccava, egli posto alla riva sopra un Asinello alzò gli occhi e le mani al Cielo e si ritrovò con prodigioso tragitto all’altra sponda.(*) 5. Cresceva l’età con l’ avanzarsi via più la fiamma dell’amore divino nel cuore, e il dispregio di quanto il fallace mondo promette; per negoziare meglio da solo a solo col suo amato bene, gli venne in pensiero di vivere in qualche Eremo sapendo senza averlo udito dalla Bocca di oro che Spiritus Sanctus propriam sedem habet solitudinem; a tal nuova i profondi sospiri, * Queste notizie furono date dal padre Andrea al Frate Serafino Fiorenza non per vanagloria del Venerabile ma per edificazione e fortificazione del Frate Serafino e questi lo testimoniò nel novembre 1619.(Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano - pag.18). (n.d.c.) 5 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * Rivelazione fatta a Frate Serafino Fiorenza nel luglio del 1617.(Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.18). (n.d.c.) 1. Hom. 23. 01/04/2010 11.06 Pagina 6 le tenerezze, e le lagrime dei parenti, particolarmente della sua genitrice procurarono di trattenerlo via più nel secolo, ma egli già fortificato con l’olio della grazia, prevenuto colle divine benedizioni, non lasciò ammollire il suo animo con piegarsi ai pretesti della Carne e del sangue, volle piùttosto abbandonare la madre*, che lasciar di seguire con maggior perfezione nella solitudine il Padre suo Celeste, il quale chiaramente si dichiara. Qui non odit Patrem suum, et Matrem non potest esse meus discipulus etc. Onde chiosa Gregorio1. Quos in via Dei adversarios patimur, odiendo, et fugiendo ne Sciamu. Presa dunque Andrea licenza da suoi(i quali finalmente, come Pii non gliela vollero negare vedendolo così costante a molte resistenze fattesi) si dispose per trovare qualche Eremo atto al suo Santo intento, lo trovò subito, come diremo nei seguenti Paragrafi. § III Si dà notizia dell’origine degli Eremiti dei Monti Scarpello e Iudica ove s’inviò Andrea el secolo passato nel 1517 quando nella Alemagna quel pessimo uomo Martin Lutero, ben chiamato pre- N 6 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 7 cursore d’Anticristo, che non contento come Ario di stracciare a Cristo la veste, faceva il possibile per cavargli anche la pelle, diroccando (fra gl’altri gran mali) i sacrati chiostri, spiantando la vita Eremitica e penitente, con dare libertà al senso, di modo, che grandemente contristò e conturbò la Chiesa Romana, e il gran Pontefice Leone X. Nel medesimo anno provvide la Divina Misericordia per mezzo d’un altro, ma Sant’uomo, nella Sicilia far con gran giubilo guadagnare al Cielo gran parte di quanto ella perdeva nella Germania; perché trovo nel primo foglio d’un libro antico della Religione d’Andrea la seguente relazione, che senza mutar parola metto qui, solo vi ho aggiunto l’autorità del Pirri. 2. “Nell’anno della nostra Redenzione 1517 sotto il Pontificato di Leon X di felice recordazione vi fu un buon devoto chiamato Filippo Ducetto della Città di San Filippo D’Argirione della Dioc. di Catania, il quale (non però senza particolare providenza del supremo motore Dio, la cui divina sapienza non può errare, e senza la cui volontà, e permissione, niuna cosa può avvenire) havendosi ritirato in un aspro Monte detto Scarpello, presso a detta Città per far ivi penitenza de suoi peccati e abbandonare affatto il mondo, e le bassezze del secolo, e le vie larghe della perditione, e fabricatosi in 7 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * Rivelazione fatta dal venerabile Andrea al Frate Serafino Fiorenza nel luglio 1617 (Cfr.Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco agostiniano pag.18) 8 01/04/2010 11.06 Pagina 8 detto luogo una piccola stanza con animo di vivere solitario tutto il tempo della sua vita con habito d’Eremita, incominciò a menar vita di molta penitenza, attendendo solo ad unir l’Anima sua con Dio per mezzo d’un aspra mortificatione, e macerazione della sua carne con cilicii, continui digiuni, e discipline, lunghe vigilie, e molta astinenza cibandosi d’erbe crude e acqua, e rare volte di pane* ad imitazione dell’antichi Padri dell’Eremo della Tebaida, e Scitia, e cui vite ordinariamente teneva nelle mani, imparando da quelli, e dell’opere di Gio. Cassiano l’asprezza della vita, e li rimedii contro i vitii, e le tentazioni del deserto, per svegliar forse con questo menzo l’infinita misericordia del Signore la tepidezza delli Religiosi di quei tempi nella Sicilia, e renovar a nostri giorni l’antica disciplina Eremitica”. “Doppo d’alcuni giorni molti dell’istessa Città di S. Filippo, e d’altre Terre vicine intesa la fama di questo servo di Dio tirati dall’istesso spirito, e devotione di far penitenza andarono a ritrovarlo nel monte, e facendo con esso l’istessa vita Eremitica vivevano santamente in molta astinenza, e povertà. In tanto che in spatio di trent’anni, avendo concorso in detto luogo molte persone devote si moltiplicarono al numero di duecento, e più Romiti, li PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 9 quali non potendo star tutti in quello luogo si divisero per le montagne convicine di Iudica, di Cent’Orbi, di Rossomanno, e d’altri luoghi deserti, e solitari nella diocesi di Catania, di Siracusa, e edificando in detti luoghi piccole celle, cavando grotte per l’habitazioni loro, e costruendovi Oratori, vivendo ogn’uno da per se, e dando buonissima fama e odore della vita loro, quale era cominciata con gran spirito ad imitatione, come s’è detto dell’antichi Padri dell’Eremi, che vivevano in aspra penitenza, e solo s’esercitavano nell’opere manuali per quanto bastasse a sostentarli poveramente, perciochè non si cibavano, se non d’erbe crude (come s’è detto) e nella Pasqua sola, o in qualch’altro giorno solenne mangiavano latticini, e il resto del tempo lo spendevano in orazioni, meditazioni, e discipline. Talmente, che notò un grave Autore1 “Eremitae Sacerdotes, in agro Agirensi degentes magnae sanctitates exempla praebent ;Hic floruit Philippus Dulcettus Eremita omnium virtutum genere, ac miraculis clarus ex Caiet. In idea fol.50. Avvenne dopo, che morto detto P. Filippo nell’anno 1550, col quale camminarono sempre per la buona via, e mancato quel santo fervore s’andorno molti di mano in mano relassando dall’antico instituto come succede 1. Abbas Pirri 9 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Qui finisce la relazione del cit. lib. 2. Sicil. Sac. 10 01/04/2010 11.06 Pagina 10 spesso nelle cose humane per l’instigazione dell’antico serpe invido del nostro bene, e inimico della nostra salute, il che facilmente avvenne per per non haverli appoggiato ad alcuna Religione approbata.” “Stettero in quella maniera fino all’anno 1584 or sotto l’obedienza dell’ordinari delli lochi, or facendosi tertiarii d’una Religione, or d’un’altra, senza far mai professione, ne pigliar fermezza del stato loro, e con questo s’andavano tanto più raffreddando, e allontanando dal primo vivere Religioso dandosi molti di loro alli travagli manuali fortemente, e eccessivamente, per acquisto de denari1.” Non di meno v’erano altri nei suddetti monti e Romitori che conservavano quel calore antico dei loro predecessori, illuminavano e infervoravano i desiderosi del maggior profitto delle anime loro; nel Monte di Scarpello fioriva più di tutti il P. Matteo Rotulo; era così illustre in virtù, che meritò che il P.Ottavio Caietano Gesuita nel suo Martirologio Siciliano seguitato dall’Abbate Pirri facesse di lui memoria con questo onorato periodo2: Beatum Mattheu lo Rotulo Anachoretam Ennensem in Eremo,nun cupato Scarpello Sanctitatis fama vixisse, et anno 16.. 25. Martii obiisse predicant incolae. P. Caet..Ies. hic fuit qui Christum Dominum in Hostia consecrata vidit. Il Monte PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 11 ancora di Iudica, dove anticamente secondo il parere di qualche Autore v’era una Città di mediocre grandezza dalla maggior parte de Romiti gran servi di Dio, che ivi abitavano, era allora pure reso sì illustre, che mosse l’animo al nostro devoto Andrea, ansioso di solitudine di volersi ivi trasferire per sollevarsi meglio al monte della perfezione, e volare con l’ali della contemplazione infocata, e dell’umile penitenza ai colli dell’Eternità, e al Monte di Dio beatificante, e conferendo questa sua santa risoluzione con alcuni Religiosi prudenti del suo Paese suoi confessori, approvando quelli il suo Spirito, egli se ne corse subito a servir Dio con maggior fervore,(non dando orecchio a quanto il fallace mondo gli poteva promettere) nell’accennato Romitorio di Iudica, come appresso diremo. § IV Ritirato Andrea al Monte di Iudica ivi per molti anni si trattiene con l’esercizio d’una meravigliosa penitenza, e d’altre rare virtù. G ià ritirato Andrea al Monte di Iudica lontano 24 miglia dalla sua Città di Castrogiovanni, giudicando con la 11 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 12 bassa cognizione di se stesso di non avere fatto al servizio del suo Creatore alcuna cosa dicendo col Profeta. Dixi nunc coepi avvalorato dal divino aiuto, avendo fino ad allora vissuto da Angelo, incominciò a vivere da Serafino fra quegli uomini Angelici, che tali sembravano molti di quei Romiti, la cui compagnia scelse Andrea. 2. Non si può con lingua d’uomini spiegare la sua fervosora vita, se avvertiva alcuno eminente in qualche virtù, metteva ogni studio per imitarlo, avverandosi in lui quel che del grand’Antonio ancor giovanetto notasi, Ut quemcumque videret aliqua virtutis laude excellentem, illum imitari studeret. Con tali progressi, fra breve nihil eo continentius, nihil vigilantius erat, patientia, mansuetudine, misericordia, humilitate, et labore superabat omne. Diventò in pochissimo tempo Andrea, perfettissimo, perché com’Ape ingegnosa non attendeva ad altro, che a succhiare con l’imitazione il miglior, e più perfetto degli altri solitarii nella persona dei quali considerava quella di Cristo, onde con esattezza, e umiltà, serviva con sviscerata carità a tutti, così abitanti in quel Santo Monte come forestieri, che ivi capitavano: quante volte lasciava il proprio cibo, sopportando la fame di molti giorni per soccorrere ad alcuni bisognosi ospiti? Quante 12 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 13 notti senza prendere un momento di sonno se la passava per servizio dei prossimi? per i quali, se bisognava, non c’era travaglio che ricusasse, o fatica, che fuggisse; la sua bocca con la chiave del silenzio, sempre chiusa, che appena per le parole necessarie, e con voce sommessa l’apriva, non ebbe licenza la sua lingua di prorompere in una minima parola, con che potesse recar leggerissimo disgusto a quei buoni e santi Compagni, i quali ancora ammiravano, non aver udito mai parola uscita dalla sua bocca, che giudicar la potessero oziosa, ma come non poteva parlar si poco con gli uomini, mentre del continuo la sua mente per altissima contemplazione era unita con Dio? E lo stesso Verbo Divino parlava di continuo al suo Cuore nel terreno Paradiso di quella solitudine, ove passava le notti intere nell’orazione, non dando più di due ore di sonno al suo estenuato corpo per ristorarlo dal travaglio manuale, che per procacciarsi il cibo, e per affliggerlo ogni giorno s’occupava, non contento di macerarlo con catena, e discipline di ferro, di modo che le gravissime infermità non furono sufficienti ad avergli pietà, che almeno tre volte alla settimana con flagelli non lo scorticasse, replicava i colpi delle sferzate sulle spalle, e si puniva qual servo quantunque non avesse mai servito alla carne; e per con- 13 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 14 fermare sempre fresche le cicatrici, vestiva il corpo di ruvido cilicio, il suo poi ristoro era il perpetuo digiuno in pane e acqua a misura bevuta, contentandosi nelle feste di Pasqua e di Natale, e in altre delle più solenni, aggiungere un piatto di legumi; il suo letto erano le nude tavole e una pietra per guanciale, ove prendeva qualche scarso riposo. Per questa sua vita tanto austera e fervorosa non mancava il fidelissimo Dio abbondarlo di celestiali consolazioni, e sovrani doni, ma il Demonio non lasciava maggiormente di perseguitarlo, come appresso racconterò. §V E’ assaltato con diverse tentazioni, resta sempre vittorioso, e scopre Dio con prodigiosa visione la fiamma della sua Carità. Sentivasi assai offeso Satanasso dalla santissima vita, e dalla lunga, e ammirabile penitenza d’Andrea, e vedendolo solingo si credeva aver di lui facilmente vittoria con assaltarlo con diverse tentazioni. Farei troppo lungo in questo breve compendio di sua vita, che scrivo, se volessi minutamente raccontare 14 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 15 per quante strade cercava il Dragone infernale inghiottirlo; e che non una, ma spesse volte un fuoco di concupiscenza gli accendeva dentro le vene, pensieri osceni nella mente, e larve impure in sembianza di bella Donna, gli rappresentava agli occhi. Fiera invero battaglia per un Giovane solo ritirato, ma il fortissimo Andrea rintuzzava il fuoco sensuale con la considerazione del fuoco infernale, scacciava i pensieri lascivi con la ricordanza di quel verme, che eternamente rode i condannati, reprimeva i moti del senso con la memoria del tremendo giudizio, aveva imparato forse da S. Isidoro Pelusiota: Ignis futuri memoria refrica, et libido estinguetur. Vinceva il mostro Infernale visibilmente apparendogli con fiaccola in mano della Santa Croce: che se il fuoco rinchiuso dentro concavo cristallo dal siracusano Archimede avventò globi di fiamme contra l’armata nemica, e la disfece, il mistico fuoco del virginale Andrea ristretto dentro il Cristallo della sua purità, vibrava cocentissime fiamme contro le potestà dell’inferno, e le distruggeva. 2. Questo segreto di trionfare degli spiriti ribelli, penso pure, che l’avesse appreso Andrea dall’esperimentato Abate dell’Egitto S.Antonio, quando rivelò a suoi Monaci, come si legge nel Breviario Romano. Credite Fratres, pertimescit Satanas piorum vigilias, ora- 15 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * Rivelazione fatta a Frate Serafino Fiorenza nel luglio del 1617.(Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.19). (n.d.c.) 16 01/04/2010 11.06 Pagina 16 tiones, ieiunium, voluntariam paupertatem, misericordiam, et humilitatem maxime vero ardentem amorem in Christum Dominum”, e di tutte quelle suddette virtù, quanto ricco ne stava il nostro Ven. Padre Andrea già si é, benchè di passaggio, accennato nel paragrafo passato. Ma l’amor celeste,quanto nel suo cuore ardesse lo scoprì il Signor Iddio con una prodigiosa visione. Uscivano sulla mezza notte dopo l’orazione, gli Eremiti del P.Matteo Rotolo, di cui sopra feci menzione, che presiedeva allora nel Monte di Scarpello, e voltando gli occhi verso il Monte di Iudica, quattro miglia da quello distante lo videro tutto cinto di fiamme*, che con altissime Piramidi pareva che volesse toccare le stelle; a tal vista si spaventarono al maggior segno tutti, stimando, che s’avesse a bruciare il Mondo, nonché la nostra Isola, e voltando i passi col ritornare di nuovo alla Chiesa ritrovarono il loro maestro, che perseverava nell’orazione, gli raccontarono sbigottiti il tutto, ma questi senza punto turbarsi o ammirarsi disse loro, che se ne andassero a riposare, che non v’era male alcuno, e con esser più volte assicurati, che non v’era niente da temere, non si quietarono finche non manifestò, quello che a lui Iddio aveva rivelato, che col simbolo di quel fuoco voleva dimostrar loro la S.D.Maestà l’incendio, che PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 17 come fenice Amante bruciava di carità divina il Romito Andrea, ed infatti la mattina videro poi lo stesso Monte inghirlandato con le ordinarie erbe senza segno d’incendio. 3. Questo gran prodigio che in due parole ho qui riferito se lo volessi descrivere con tutte le particolarità occorse, e con le sue mistiche riflessioni m’era di bisogno una penna dei Serafini, non sembrandomi meno meravigliosa, questa visione nella Montagna di Iudica successa, di quella fatta a Mosè Gran Capitano Generale dell’Ebraismo sul Monte Oreb, quando vide fra le fiamme il roveto che ardeva e non si consumava, nondimeno quel poco che ho detto, basterebbe nei nostri tempi per far conoscere la gran Santità di questo gran servo di Dio, come a suoi tempi dopo tal visione incominciò ad esser grandemente accreditato per la Sicilia, benchè egli per la sua umiltà, maggiormente cercava nascondere i tesori dell’Anima sua, onde per fuggire ogni stima e onore del Mondo, pensò cercar più remoto deserto, per non esser conosciuto d’altro, che dalle fiere, e dai sassi. 4. Aveva avuto in osservanza inviolabile il P. Andrea1 in tutti i venti anni, o più, che aveva dimorato nel Monte di Iudica, di conferire tutto quello che passava dentro l’Anima sua col P. Matteo Rotulo, di cui già abbiamo fatto 1. Caput in ferm.D.Aug. 17 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 18 più volte menzione, di modo che non era tentazione che lo molestasse, favore del Cielo che lo ricreasse, e per dir così non passava pensiero nella sua mente, desiderio nella sua volontà, cosa che internamente o esternamente operasse, che di tutto non facesse partecipe il suo Maestro e Direttore, per tanto non mancò conferire con lui il suddetto desiderio di trasferirsi altrove, la risposta, che da quello ebbe, la dirà il Paragrafo seguente, quale non potrà non esser assai accertata, e con celeste luce data, meritandola la grande umiltà d’Andrea, che essendo di consumata perfezione agiva come Novizio di pochi giorni, per rendersi sicuro degli inganni e delle rivelazioni false. § VI Si delibera di fondare una nuova Congregazione sotto la Regola di S.Agostino, e dei motivi, che lo poterono indurre a voler esser figlio di questo Gran Dottore, e Patriarca. A 18 ndando dunque una volta secondo il suo costume Andrea a conferire le cose dell’Anima sua col P. Mat- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 19 teo, fu da questi consigliato, che s’egli desiderava impiegarsi in cose di gran servigio di Dio, si dedicasse a S. D. Maestà con voti solenni di Religione, senza andar cercando solitudini più orride; ricevette Andrea come oracolo del Cielo tal consiglio e subito pensò di poter eseguire quanto gli era stato proposto dal suo illuminato Maestro. Successe per voler Divino, che in pochi giorni s’accostarono a lui non pochi Eremiti ed Anacoreti, che si trovavano in quei Paesi colla medesima intenzione, volendolo imitare nel legarsi con i detti Santissimi nodi: non convenivano però nella scelta della Regola, alla quale dovevano arruollarsi. Chi era di parere che s’attaccassero a quella del Glorioso Padre S. Francesco, giacché il loro abito, allora usato, era assai simile a quello del Francescano riformato, ed alcuni dei Romitorii, nei quali gran parte d’essi viveva, godeva della Religione Serafica qualche protezione. Altri mettevano avanti la Benedettina, che per tanti secoli al maggior segno ha fiorito nella Chiesa, o pure la Basiliana, e il modo di vivere dei Monaci dell’Oriente, ma non ci fu bisogno troppo affaticarsi in tali consulte, che facilmente dopo alcuni esami convennero in un senso, rimettendosi in tutto e per tutto al gran servo di Dio, Andrea, o che lui formasse nuova Re- 19 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 20 gola, a cui dovevano loro iscriversi con le dovute licenze della Sede Apostolica, ovvero scegliesse lui qualcuna delle antiche e delle approvate; fu forzato come vero obbediente ad accettare tal partito, ma come umilissimo, non volle in un subito risolvere cose di tanta importanza, chiese tempo per raccomandarsi con lunga orazione, e aspra penitenza al Signor Iddio per poter accertare il meglio, e più sicuro, secondo la divina volontà; piacque assai la risposta ad ognuno di quelli, che s’affrettavano ad esser suoi Compagni, e figli, e gli promisero di fare il simile per poter esser illuminati dal Cielo. 2. Fatte le suddette sante diligenze, si compiacque il Signore d’inspirare al P. Andrea, fra tutti gli istituti Religiosi, non ad altro mirasse, che all’Eremitano con fondare una nuova riformata Congregazione sotto la Regola del P. S. Agostino, aggregata all’ordine del medesimo Santo Dottore, e godesse di tutte le sue preminenze per potere dilatarsi per diverse parti del Mondo, e conservarsi sempre nel fervore primitivo degli Eremitani: dichiarò il suo sentimento a tempo e luogo proporzionato, e fu comunemente ricevuto senza nessuno opporsi, con gran contento e pace dei detti suoi Compagni; ed incominciarono a trattare del modo d’eseguire quanto avevano concluso, ri- 20 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 21 mettendo ogni cosa al P. Andrea, il quale subito decise d’andar in Roma; ma prima, che c’inviamo per quell’alma città, mi par bene qui valutare quali motivi poterono indurre quel servo di Dio di fare la scelta della Religione Eremitana piùttosto, che d’altra; non ho potuto esser informato finora dei fini di detta santa intenzione, ma penso, e con gran fondamento, che saranno stati quelli che mossero ad un Domenico a non dar altra Regola ai suoi figli, che questa del N. Gran Patriarca, di cui assai loro si pregiano, onde nelle sue Costituzioni1 si leggono le seguenti parole: Regula Augustini excellit alias Regulas, ratione antiquitatis, auctoritatis, et multitudinis, ordinum, et locorum, in quibus praedicta Regula servatur, sub hac enim Regula S. Augustini militant Deo Ecclesiae Cathredales, Religionesque diversae quamplurimi Sacri Ordines tam Regulares, quam Militares, aggiungono altri Dottori, con dire, Augustinus non unius; vel alterius, sed fere omnium Religionum fundator extitit caeteris fere omnibus vivendi Regulam dedit; Tanti vollero militare sotto la bandiera d’Agostino, che meraviglia che il nostro Andrea seguisse sì famosa insegna. 3. Ben poteva sapere Andrea, che sotto l’Agostiniana Regola, (della Benedittina un 1. D. P. Franciscus Pisanus Prothon. Apost. Domen. constit. Regula 6 alij D. D. 21 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 22 secolo prima fondata) settanta o più Religioni illustrissime militano; per suoi figli si riconoscono due Santissimi Pontefici, 15 Cardinali, 938 e più Patriarchi, Vescovi e Prelati, con numero innumerabile di Dottori, che con la loro Santità e sapere illustrarono il Cristianesimo, 344 e più Santi e Beati, che popolarono l’Empireo, oltre molti Re e Regine, che con stupore dell’Universo, le porpore, le corone, le preziose collane, i tesori inesausti, ed i vasti Dominii, cambiarono col nero abito, e colla cintura di pelle dell’Eremitano Ordine, ingrandito con gran numero di Pontificii privilegi, e di infinite indulgenze arricchito, per passare felicemente da questo (lasciate le mortali spoglie) all’ordine degli Angeli, ove coronati di somma gloria, regnano senza fine. Le prerogative dunque di quella assai decorata Religione ci rubarono il cuore, acciò ad essa legar si volesse. 4. Avrà ancora inteso Andrea che Agostino è chiamato da autorevoli dottori, Patriarca dei Patriarchi, Maestro degli Ecclesiastici maestri, Tesoriere della sapienza Divina, Abisso di sapienza. Indice della divina Idea del sovrano Monarca, e con altri innumerabili titoli, ed encomii, che molti Santi, e maestri del Mondo gli danno, ma sopra tutti l’avrà rapito quello che la stessa verità, lo stesso Verbo 22 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 23 umanato in sembianza di bisognoso Pellegrino gli diede di propria bocca chiamandolo Magne Pater, gran lode in vero nella1 bocca dell’Altissimo Figliolo di Dio, essersi detto, e firmato Magnus Pater. 5. Altre convenienze, oltre le dette, poterono far risolvere il servo di Dio, ma non è necessario trattenerci molto in questo, e così passeremo a vedere, quanto egli s’adoperasse per potere mettere in esecuzione quanto avea pensato circa la nuova Congregazione, e come più volte per questo fine andasse a Roma, e sempre con la consulta dei suoi Padri Confessori e direttori, ai quali più puntualmente obbediva, che a qualsivoglia rivelazione, se non si confermava col loro detto, e parere. 1. In hist. eius vita.; § VII Si parte per Roma il servo di Dio e ottiene di poter fondare una nuova Congregazione all’ordine Eremitano del P. S. Agostino aggregata. er ottenere il servo di Dio, quanto egli coi suoi Compagni desiderava, come accennai nel precedente Paragrafo fu bisogno che di presenza negoziasse P 23 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Morte praeventus ante paucos dies Capituli Gen : non fuit Creatus Generalis Ordinis, ita refert P.Ioanni Picc. 24 01/04/2010 11.06 Pagina 24 il tutto in Roma col Reverendissimo Generale dei R.R. Eremitani Agostiniani, che per speciale provvidenza del Cielo, governava allora l’Ordine il R.P. Maestro Thadeo di Perugia soggetto d’eminenti qualità, che meritevole lo rendevano anche del supremo governo di tutta la Chiesa dopo aver assistito nel S. Conc. Tridentino come insigne Teologo, era egli inclinato a promuovere ogni opera, che a gloria di Dio, e all’accrescimento della sua Religione risultasse; faceva gran stima dei letterati, e virtuosi Religiosi, e consequentemente del P. M. Fra Melchiorre da Regalbuto1, per esser veramente tale onde questi si confidò caldamente raccomandargli con una lettera il nostro P. Andrea, dandogli notizia della Santità della persona, e dell’importanza del negozio per cui si trasferiva a quella Corte, e lo stesso fece, il R.P. Maestro Fra’ Tommaso d’Ancona, Priore di Messina, degno per la sua prudenza, dottrina e integrità essere ancora Vicario Generale della sua Religione, in tutto questo nostro Regno. Con queste due lettere Andrea, e accompagnato d’alcuni fervorosi Romiti, suoi amici, e seguaci; sprovvisto di denari e d’ogn’altra cosa temporale, pieno di confidenza nel suo amato bene, armato di fervide orazioni, si pose in viaggio per quella Santa Città. Quanto poi in questo primo viaggio, PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 25 quanto negli altri susseguenti, gli accadesse o di travaglio o di consolazione o di persecuzione del demonio, o di favor celeste, qui, quasi ogni cosa passo sotto silenzio, rimandando a trattarne in altri paragrafi appartenenti alle medesime materie, per non stare a ripetere più volte le medesime cose. 2. Arrivato dunque Andrea in Roma, fu ricevuto, assieme coi suoi compagni con straordinaria allegrezza e devozione dal suddetto Reverendissimo Padre Generale; lo trattenne ivi alcuni mesi sino a che si smaltissero alcune difficoltà insorte, per quello che pretendeva, e con molte finezze di carità mostrò la stima che di lui faceva, e quanto di cuore abbracciò, appoggiò il suo negozio, che lo licenziò con dargli un Decreto si favorito, come appunto gli fu richiesto per l’erezione della nuova Congregazione, incorporandola al suo ordine, con statuti e preminenze speciali per conservarsi con rigore di Religione riformata: il tutto decretò per maggiore sicurezza, il suddetto zelante e prudentissimo Superiore facto prius verbo Sanctissimo, col consenso del Definitorio e dei Padri austeri e con l’autorità dell’Eminentissimo Protettore dell’Ordine, il quale con grandissima benignità ricevette il devoto Romito Andrea alla sua udienza, alla sua camera, alla sua mensa, 25 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 26 mostrandosi più contento conversare alquanto con tal povero Romitello, che sotto quell’abito cinerizio con una rozza corda cinto, (che così allora si vestivano i Romiti di Iudica) confermava gran fuoco d’amor di Dio, e delle Anime redente col sangue di Cristo, di quant’onore gli potevano recare tutte le visite degli altri Porporati e degli Oratori delle Corone, che in quei tempi per certi casi occorrenti, giornalmente nel suo Palazzo aveva; ma quanto era il gusto e la consolazione del suddetto buon Cardinale nel trattar con Andrea, sperimentando profitto notabile dell’Anima sua, tanto nell’interiore del servo di Dio, era grande il rammarico per vedersi così onorato, non bramando egli altro, se non d’esser da tutte le creature avvilito e disprezzato, onde cercò subito di partirsi da quella Corte per la volta di Sicilia, consegnato che gli fu l’accennato Decreto, il quale per esser stato il primo concernente alla sua Riforma, una copia cavata dall’Originale si conserva nel libro, ove i Padri antichi di questa Congregazione registrano le cose più importanti dell’Ordine. La data di tal Decreto fu il 1579, due di febbraio, giorno segnalato per la festa della Purificazione della Vergine, che di sì buon cuore serviva Andrea, che giorno, e notte, e per dir così ad ogni momento, si in- 26 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 27 gegnava di fare nuove cose per onorarla e riverirla. § VIII Per le molte Contraddizioni non può eseguire in Sicilia quanto aveva ottenuto da Roma nemmeno con ricorrere due altre volte a quella Santa Città. cosa ordinaria che quanto le cose, quali si ricercano riuscire, sono di maggior gloria di Dio, tanto soggette stanno a maggiori contraddizioni e travagli: ben lo provarono i Fondatori delle Religioni, più a bocca piena ce lo potrebbeno raccontare i loro Riformatori, non essendo opera tanto malagevole e grande, il fondare da principio nuova Religione, quanto dopo successo di tempo rifondarla, si come dissero alcuni Dotti, che potenza maggiore mostrò Iddio in riformare, che in formare il mondo per la ragione che ci assegnò S. Bernardo riferita da un sacro Oratore. Multum quidem in Operibus nostrae Redemptionis laboravit Salvator, nec in omni Munde fabrica tantum fatigationis assumpsit1; disse egli nel principio fiat lux; e in un subito, lampeggiò la luce, non divise i comandamenti dagli effetti, e con È 1. Serm.10 in Cant. 27 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 28 un fiato solo, aggirò i Cieli, allumò le stelle, indorò il Sole, inargentò la Luna, accese il fuoco, dispiegò l’aria, agitò il mare, sospese la Terra ipse dixit, et facta sunt: ma nella riforma del Mondo(Dio buono) quante contraddizioni ci furono, quanti pericoli, quante fatiche, quanti disagi, quanti dolori, quante lacrime, quanto sangue, pianger nella nascita, travagliare nella vita, penar nella morte, tanto costò a Dio quel Mondo, che aveva così agevolmente creato con una sola parola, con un Fiat, E così dico io che maggior valore, maggior fatica è in riformar una antica, che in fondare nuova Religione: non leggo, che il Grande Elia stentasse, faticasse, sostenesse persecuzioni, mettesse in pericolo l’onore, la fama, la vita per istituire l’Ordine profetico sulla Cima del Carmelo nella Palestina, ma Teresa in restaurarlo in rinnovarlo, che travaglio non soffrì? che amarezza non provò, che persecuzione non sostenne? chi non la contraddisse? chi non cercò avvilirla, annientarla; legga, a chi gli piace, il primo Tomo delle Cronache della sua Congregazione Spagnola, tradotto in Italiano pochi anni sono, ed avrà assai di che ammirare, imitare, e amare. Io so che il Gran Dottore della Santa Chiesa Agostino fosse stato per appoggiare la Santa Fede odiato, e perseguitato dagli Eretici, e 28 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 29 non mi ricordo d’aver inteso, che per nobilitar il Cristianesimo col suo Illustrissimo Ordine Eremitano si guadagnasse emuli, contraddittori, e persecutori, ma il nostro Andrea Riformatore dell’ordine suddetto infinite difficoltà incontrò, come stiamo raccontando. 2. Ritornato Andrea da Roma alla sua Isola, non potè nulla riuscire per l’esecuzione di quel decreto dell’Aggregazione, che sopra abbiamo ricordato, perché saputasi in Sicilia l’intenzione e l’operato suo, si opposero gagliardamente persone potenti con il pretesto di conservare la giurisdizione de Vescovi, stando allora alcuni Romitori soggetti agli Ordinari, lo contradissero forse alcuni Religiosi pure del medesimo Ordine Agostiniano, perché Unusquisque abundat in sensu suo, non giudicando bene per decoro della Religione loro madre, che venissero Altri, particolarmente in Sicilia( mai per l’addietro visti) con titolo di Riformatori, e con abito esteriore, alquanto differente dall’usato, e comune:si risentirono ancora grandemente molti Romiti di Iudica, di Rossomarino e di Scarpello, preferendo restare col loro antico modo di vivere, contentandosi solamente di esser appoggiati a qualche Religione ma non esser Religiosi con voti solenni legati. Il maggior rumore si faceva dai Romiti di minor 29 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 30 credito, che come si suol dire, il peggior chiodo della ruota fa più strepito, dispiacendosi di perdere la libertà con che aveano vissuto, privarsi di quel denaro, quanto con proprio travaglio guadagnato, tanto con maggior avarizia posseduto; e con esser venuto a notizia dopo la venuta del P. Andrea da Roma ai suddetti Romiti la bolla del Santiss. e Beatissimo Pontefice Pio V il quale comandava con rigore che tutti i Romiti dovessero aggregarsi ad alcuna Religione approvata, oppure lasciare la solitudine e quel vivere in comune senza solennità di voti e di statuto permesso dalla Santa Sede, non di meno cercarono quelli, formalità, appoggi e rifugi per disobbligarsi dall’obbedire agli oracoli precettivi del Vicario di Cristo, e non incorrere nelle censure. 3. Da qui venne, che furono senza numero le opposizioni, i travagli, gli affronti, le persecuzioni, che sofferse il N. Gran Campione, quali tutti con invitta pazienza ed allegrezza soffrì, né nulla vacillò, stando sempre con gran fede e costanza, sapendo che non poteva mancare la parola dell’Eterna Verità, che ad incominciare questa Sant’opera l’avea spinto, se la promessa del P. S. Agostino, quando nella via verso Roma gli apparve, in sembianza d’un Vecchione Romito, e gli fece 30 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 31 animo, che dopo gran travagli otterrebbe quanto desiderava, onde egli quanto più si vedeva abbandonato dalle Creature, tanto più si internava col Creatore, con confidenza e amore raccomandandogli di fare riuscire questo negozio che per sua gloria avea intrapreso. 4. Decise il servo di Dio di nuovo andare la seconda volta a Roma, v’andò, vinse altre difficoltà, ritornò in Sicilia, armato con altri fulminanti ordini, ma non fu possibile dar principio, perché trovò maggiori ostacoli, e consigliato da Servi di Dio, e da persone sensate, con maggior animo si conferì per la terza volta in Roma, e ivi patiti alcuni travagli, ebbe poi l’intento, e in breve tempo se ne ritornò in Sicilia, ove credendosi, che fosse cessata la tempesta contro di lui, trovò esser maggiormente cresciuta di quella, che la lasciò, e così passarono altri tre, o più anni nel trattar questo suo negozio con tentar diverse strade, e maniere. Non perdendosi d’animo il Grand’Andrea, ma seguitando a raccomandare il tutto a S. Divina Maestà con fervorose Orazioni, e ammirabili penitenze, aspettò un altro poco di tempo, fino a che si fosse compiaciuto lui con la sua onnipotenza spianare le grandi Montagne delle difficoltà che si facevano avanti, particolarmente quelle che for- 31 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. F.Giovanni D’Alcia 01/04/2010 11.06 Pagina 32 mava il demonio, come più di tutti interessato; gran segno della sua concepita rabbia fu (secondo il senso d’un mistico Romito)1 che nel 1598 crepasse Mongibello, e vomitasse fiamme, condanneggiar alcuni dei luoghi, e terre, quali pretendeva Andrea popolare dei suoi Romitorii, succedendo nello istesso anno e mese, ch’egli si partì la prima volta per Roma. § IX Si parte il P.Andrea la 4a volta per Roma, e ritorna assai raccomandato al R.Vicario Generale di Catania, ove prende l’abito del Gran P.S. Agostino, e si dà principio alla nuova Congregazione in Centuripe. 2. Questo D.Matteo era ancora Vicario Apostolico per q.lle ragioni, che apporta il Pirri. 32 er le contraddizioni accennate nei paragrafi precedenti non potendo il N. Venerabile Padre riuscire cosa alcuna in Sicilia fu necessitato inviarsi di nuovo a Roma portando con sé alcune lettere del Reverend. Signore Vicario Generale di Catania, che all’ora era Monsignor D. Matteo Sammaniati(2), che fu poi Vescovo di Chieti, conosciuto in quella Corte per prelato di gran zelo e carità, e agitato il suo negozio più volte P PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 33 nella Sac. Congregazione di quegli Eminentissimi Deputati per i negozii de’ Regolari, finalmente si determinò di dare opportuni ordini che Monsignor Vescovo di Catania in nessun conto si ingerisse per l’avvenire col P.Andrea, e con gli altri Romiti, desiderosi di scegliere vita religiosa con fondare una nuova Congregazione, e si guardasse di dar loro alcuna molestia, non solo alle persone, ma nemmeno ai luoghi e beni che potessero avere, dichiarandoli esenti dalla sua giurisdizione con deputare per loro Delegato Apostolico il sopra nominato Vicario con speciali raccomandazioni. 2. Con l’efficacia di queste favorite spedizioni ritornò il costante Andrea in Catania, e ricorrendo all’ombra del suo nuovo Delegato, il quale con gusto eguale al suo gran petto diede mano all’impresa, vide assai presto tranquillarsi per ogni parte la tempesta, cessando tutti i venti delle contraddizioni passate, e così con gran festa e giubilo il 22 di Maggio del 1585 (giorno in cui l’Ordine Agostiniano fa menzione della sua Beata Rita) nella Chiesa de’ PP. Agostiniani Conventuali di Catania per mano del R.P. Maestro Fra Melchiorre Testaij di Regalbuto, prese l’abito del Gran Padre Agostino il N. P. Andrea con i suoi Compagni, che per esser stati tutti pieni 33 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 34 di spirito Apostolico, figli, e coadiutori suoi, fedelissimi in tutti i negozi, e travagli patiti mi è parso bene registrarli qui con quell’ordine, come li trovo notati in un libro antico della loro Congregazione, ove è notata la loro origine, le ordinazioni di Visitatori, e de’ Capitoli Provinciali, l’anno, ed il giorno della Professione, e morte di tutti li Religiosi, con molte altre cose importanti dell’Ordine, furono dunque i seguenti: Il P. F. Andrea del Guasto di Castrogiovanni F.Andrea Dias Spagnuolo F.Francesco di Paternò F.Mario di Paternò F.Matteo di S.Filippo F.Matteo di Vizzini F.Domenico di Troina F.Filippo di Regalbuto F.Michele di S.Filippo F.Zaccaria di Francofonte F.Bonaventura Spagnuolo F.Leone del Guasto di Castrogiovanni F.Agostino Spagnuolo 3. Finita la funzione della Vestizione, licenziato il P. Fr. Andrea co’ suoi compagni da quel Mons. Vicario, che con gran giubilo del suo cuore tanto favorì, questa sì pia, sì santa impresa, s’inviò subito con i suddetti pieno di grande gioia, nel Monte di Centuripe, fondando ivi il primo loro Romitorio, secondo la più antica e comune opinione, da dove fu originato che questa Congreg. del P. Andrea, di- 34 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 35 cesi volgarmente la Congregazione dei Fr.Agostiniani Riformati di Centuripe1, benchè non sia necessaria, quella denominazione di Centuripe, perché basta per distinguerla dall’altra Congregazione dei Riformati Agostiniani Scalzi d’Italia, appellandola la Congregazione dei Frati Eremitani Agostiniani2 di Sicilia, così leggo aver usato finora la Corte Romana negli indulti, e brevi, e praticarono ancora il medesimo alcuni Visitatori Generali dell’Ordine nelle occorrenze. 4. Ritirati dunque i Novizi, ma antichi Romiti in Centuripe, aggiungendo fervore al gran fervore, penitenza e Santità a quella, che fin’allora avevano professato nei Romitori di Iudica, ed altri luoghi, al suo odore corsero molti altri a chiedere l’abito, e la loro Compagnia, onde di là s’incominciarono ad ampliare negli Eremi di S. Antonio di Regalbuto, e di S.Basilio sette miglia lontano della Città di Mineo, di S.Michele di Militello, e di mano in mano in altri luoghi, vivendo tutti in comune senza proprio, sotto l’obbedienza, e con gran purità e penitenza, e con questa occasione poi s’eressero d’altri servi di Dio alcune Congregazioni Riformate del Gran P. S. Agostino, delle quali, quella, che fino al dì presente in rigida osservanza, e con gran decoro fiorisce e la suddetta de’ Scalzi d’Italia, onde 1. Non mancò, chi pretese dar il primo luogo al Romitorio di Regalbuto. 2. expresse declaratur a q; Gener. ut habentur in Script 35 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 36 pare, ch’il Signore avesse avuto altri santissimi fini oltre la fondazione di questa Congregazione di Centuripe, col dare al Mondo il N.Vener: P. Andrea: e perché questi piantò i fondamenti della sua Riforma in Centuripe, come s’è detto, mi pare bene darne qualche notizia nel seguente Paragrafo. §X Centuripe quale fu anticamente, e al presente quanto obbligato sia al nostro P. Andrea. Antica Città di Cent’Orbi, così detta dalla voce latina Centum Orbes, o centum Urbes, per cento Cittadelle, o cento abitazioni edificate in giro o in tondo nelle sommità di tanti Monti o Colline, che la circondano; il Fazello la chiama Centoripe, o Cent’orvo: in alcune medaglie di rame o d’argento, che dentro le sue rovine sono state trovate, vi erano intorno, queste lettere, Centorypion. Al tempo di Cicerone fu la maggior Città che si trovava in tutta la Sicilia, onde godeva di privilegi latini, e perciò non ammetteva nei suoi Magistrati altri Cittadini, che Romani; era L’ 36 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 37 d’uomini guerrieri, ricchi, valorosi, letterati, onesti, belli, ed ottimi costumi assai piena, le sue muraglie non senza inarcato ciglio si miravano molte grosse, larghe, e di pietre lavorate in quadro, il suo contorno dava immensa copia di grano, vino, sale di color rosso, zafferano, e d’altre cose, tutte di miglior condizione di quelle, che altrove il siciliano terreno felicemente produce. Ora quella famosissima Città oltre le sciagure, che in vari tempi la disfiorarono, fu da Sesto Pompeo miseramente estinta, non passò molto che Ottaviano Imperatore, quel Cesare dico, che avendosi reso soggetto tutto il Mondo, e d’una tranquillissima pace felicitatolo nell’età d’oro, quando il Re Pacifico si compiacque nascere, talmente ristorò la detta distrutta Città, che fece rinascere subito il suo estinto splendore, quale seppe conservare sotto l’Impero dei Romani, dei Greci, dei Saraceni e dei Normanni a cui fu soggetta assieme con tutta questa nostr’Isola. Ma nel 1233. da Federico II. Imperatore dalle fondamenta fu rovinata, delle cui Relique edificò la Città d’Augusta, facendo avverare nelle cose politiche, quel detto dei naturali filosofi: Corruptio unius est Generatio alterius; ed è contra. 2. Io non mi meraviglio con alcuni Autori, come Centuripe a tal miseria soggiacesse, che 37 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Fazel. I. Dec. Lib. X 38 01/04/2010 11.06 Pagina 38 pareva doversi nelle sue grandezze fino alla fine del mondo eternarsi, mentre leggo, che ancor gli Antichi preconizzarono Roma per eterna, con superbe iscrizioni onorandola, Roma eterna, Roma Dea, e pur due volte la divamparono ed incenerirono le fiamme, la saccheggiarono, e la distrussero i Goti con altri Barbari fino a farla sepolcro di se medesima, del che stupito S.Geronimo proruppe in questi accenti. Quis crederet ut totius Orbis extructa Victoriis Roma corrueret, et ipsa suis populis, et Mater fieret, et Sepulcrum. 3. Se parliamo poi dei nostri secoli, che importa a Centuripe ritrovarsi vedovata degli antichi1 splendori piccola terra con pochi abitatori, soggetta a Principe, benchè benigno ma straniero, se dal nostro Venerabile Padre viene resa sì celebre, che non fecero tutte le sue magnificenze, e antiche prerogative, per aver dato ivi principio alla sua Congregazione con fondarvi il primo Romitorio o Convento con la Chiesa di S. Maria della Stella, che fu di perfetti, e rigidi Romiti copioso seminario, e diede tanti raggi, che illustrò la Trinacria, ed altre parti d’Italia, se bastò ad Arpino (secondo il sentimento di famoso Autore) aver dato la culla a Tullio, Principe della Romana Eloquenza, può pregiarsi Centuripe dei natali d’una Religione riformata PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 39 dall’Eremitano Ordine del Gran Dottore della Chiesa Romana. Aggiungiamo che Andrea con la residenza sua per molti lustri la santificò, con tante grazie, dal Cielo per lei impetrate, e con molti miracoli, a suo favore operati, grandemente la felicitò, con deputar per 60 e più anni i suoi figli per Parrochi vigilantissimi di giorno, e di notte, ad ogni ora, ad ogni momento esposti all’amministrazione dei Sacramenti, come ad altri aggiunti, dei quali son bisognevoli le Anime de fedeli, non diremo che nella vita spirituale l’avesse rigenerata, nutrita, accresciuta, e dai pericoli conservata? 4. Andrea ancora fu quello, che coi suoi meriti operò, che la luminosissima Stella del Cielo Maria illuminasse, e tuttavia vada illuminando questa Terra con i raggi di divine inspirazioni; di modo che con gli influssi di sovrane grazie l’aggiusta, conforta, e protegge, quante volte ella conviva fede respicit Stellam, vocat Mariam, nelle angustie, nelle persecuzioni, nelle tentazioni, e in tutte le avversità starà sicura si respicit Stellam, vocat Mariam, insomma, con questa mattutina Stella venerata, e pubblicata da Andrea Riformatore di Eremiti, appare non meno illustre la Montagna di Centuripe, che non si rischiari l’oscura valle per S. Bernardo Abate 39 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * L’Ordine di Cistercio, località presso Chapon nella Borgogna, fu fondato nell’XI secolo ed è una riforma dell’Ordine di San Bemedetto: ebbe grande diffusione per merito di S.Bernardo. I monasteri cistercensi si diffusero poi in Piemonte nel 1145. (n.d.c.) 40 01/04/2010 11.06 Pagina 40 ristoratore, o promotore dei Monaci di Cistercio.* 5. Non devo però lasciar di dire per ragione di gratitudine, che questa benedetta Terra cumulata di tanti benefici dal nostro Venerabile Andrea, ha corrisposto, e tuttavia corrisponde con molte finezze di Carità con i suoi figli, particolarmente fa mostra di gran cordialità nei Capitoli Provinciali della sua Congregazione, che ordinariamente ivi con molta quiete, e soddisfazione del provedimento d’ogni temporale sostegno si celebrano: insomma riconosce Centuripe la Riforma d’Andrea, per figlia, per così dire, e per Madre; per figlia, avendo avuto in quella la sua Origine col primo Romitorio fondatovi, e per Madre, perché all’odore della Santità del P.Fra Andrea, e dei suoi figli furono tirati molti a popolarla, arrivando addì di oggi a più mila persone, essendo tradizione, che al primo arrivo del Venerabile Padre in quel luogo, non v’era alcun abitante, e se ve n’erano, furono così pochi, che nemmeno meritava nome d’assai piccolo Castello, onde spero, che questa benevole corrispondenza abbia da durare senza interruzione per assai lungo tempo, promettendomi pure dall’altra parte, che nella Beata Eternità il medesimo Venerabile Padre sarà per questa Terra perpe- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 41 tuo intercessore, e protettore appresso il divino Sole di Giustizia, e inoltre la risplendentissima Stella dell’Empireo, Maria sua dilettissima Madre, di cui egli in terra fu al maggior segno devoto. La suddetta Chiesa fu ai P. P. Agostiniani, nei secoli andati concessa, e poi con le ingiurie de’ tempi abbandonata1, infin che il P. Andrea con i suoi Romiti la ripigliò, e servì con gran fervore in essa la Gran Signora, dalla quale (come piamente m’assicuro) ottiene egli quanto vuole nel Cielo per la detta Terra di Centuripe. 1. Nel 1554. §. XI Fa la sua solenne Professione. Ritorna la quinta volta a Roma, ottiene il consolidamento della sua Congregazione,la quale in pace fa gran progressi, particolarmente in Regalbuto, ove il P. Andrea con l’odore della sua Santa e meravigliosa vita attira tutti. orrendo l’anno dell’umana salute 1586. nel primo dì del mese di novembre in cui la Chiesa con una solennità rende tributo di riverenza a tutti i Santi, fece la professione solenne Andrea assieme con i sopraddetti 12. suoi fedeli Compagni secondo la Regola del S. P. Agostino, C 41 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 42 promettendo pubblicamente al Signore l’osservanza dei tre voti di Religione, Obbedienza, Castità e Povertà, virtù che egli fin dalla sua Gioventù aveva in sommo grado praticato; e giurarono d’osservare alcuni statuti concernenti il loro stato di fervidi Romiti. Veramente fu assai a proposito tal giorno per professare un Santo Fondatore di Religiosa famiglia, essendo le Religioni Seminari di Vergini, Confessori, Dottori, Martiri, Profeti, e di S.Patriarchi e Prelati. Dovette senz’altro allora con straordinari giubili festeggiare la Trionfante Chiesa, vedendo i preparativi, che si facevano da parte dei fedeli per popolarla, e maggiormente felicitarla con i nuovi frutti e fiori, che dal Giardino d’Andrea novellamente piantato sperava trasmettere. Non credeva in se stesso il Gran Servo di Dio per l’allegrezza, vedendo compiuto l’antico suo desiderio; e per stabilire per sempre quello che s’era con l’aiuto dell’Altissimo incominciato della nuova sua Congregazione, con la consulta, e volere dei suoi detti Compagni, figli, e sudditi, che come Padre, e Capo loro subito lo riconobbero con elezione Canonica, secondo i Drecreti del Reverendissimo dell’Ordine negli anni antecedenti (come dissi) ottenuti, non ricusò la quinta volta di trasferirsi con alcuni dei suoi alla Sede Apostolica, 42 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 43 nonostante le gran fatiche, e mali incontri, che si promettea, e di fatto non gli mancarono, ma con la sua invitta pazienza, e magnanimità per maggior gloria del Signore li superò tutti. 2. Seppe tanto ben negoziare, arrivato in Roma il magnanimo Andrea, che essendo stato ricevuto dal Reverendissimo P.Maestro fra Tadeo Perugino allora Vicario Apostolico con maggior allegrezza devozione, e carità delle altre volte, vedendo già dilatato l’ordine del S. Padre Agostino, abbracciata la Regola, e l’abito Eremitano con tanto fervore da quei buoni Romiti, che col di lui favore impetrò subito per la sua nuova famiglia un rescritto dalla Camera Apostolica, con l’unione alla Religione Agostiniana con tutte quelle immunità, privilegi, favori, indulti, indulgenze, grazie tanto temporali come spirituali, che gode l’antichissimo suo Eremitano Ordine, da governarsi però immediatamente da un Religioso Riformato1 della medesima Congregazione co’ Capitoli in ogni biennio da celebrarsi, non riconoscendo altro Superiore, che il Generale di tutto l’ordine: e che liberamente quella nuova riforma si potrebbe dilatare per tutta la Sicilia, e per tutto l’Universo, con altre preeminenze, che si leggono nel suddetto decreto dell’Aggregazione dato in 1. Con titolo di Vicario Generale 43 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 44 Roma nel 1587 il 19 aprile; si consolò non poco il Papa, ch’era in quel tempo Sisto Quinto, per essersi perfezionato quanto, essendo lui Cardinale nella Congregazione deputata sopra le cause dei Regolari, sempre appoggiò col suo valore e zelo; grande ancora fu il gusto del Cardinale Protettore dell’Ordine e degli altri Principi porporati. 3. Speditosi dunque il P. Andrea da Roma tanto contento, quanto ognuno si può immaginare per il felice esito del negozio, per cui era là capitato se ne ritornò assieme con i suoi Compagni alla sua Sicilia, non avendo fatto altro, che lodare e ringraziare il Signore in tutto quel viaggio delle grazie ricevute, che con la sua onnipotenza aveva dato forza ai deboli, e possibilmente quello, agli occhi della Carne pareva impossibile, e servitosi d’un inettissimo strumento come lui si reputava. 4. Restando poi la nuova pianta senza molestia, ombreggiata con la protezione detta, coltivata con le orazioni, esempi di Santità e di prudenza Celeste del suo Padre Andrea, cominciò dato tale odore, che sembrava un Paradiso in terra, si distese in breve tempo per diverse parti di quest’Isola in dieci, e più Conventi, o Romitori con rifiutare il P.Andrea di fondare in venti altri luoghi ov’era deside- 44 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.06 Pagina 45 rato non giudicandoli a proposito per conservarla verdeggiante, e florida in ogni osservanza, e rigidezza Eremitica come lui l’aveva assodata senza appoggio di ricchezze temporali, non cercando entrate, e beni stabili e perpetui, nemmeno della cerca delle elemosine manuali dei pii fedeli, che come Religiosi mendicanti lecitamente potevano fare, ma sostenuta dai muri d’una rigorosissima povertà, e col travaglio e stento dei suoi Religiosi provvedersi il vitto e vestito necessario, come costumavano gli antichi Santi Eremiti, che in comune vivevano, distribuendo con prudenza a ciascuno secondo le sue forze e abilità le opere manuali; per questo fine, tutte le arti allo stato e decoro religioso confacenti con facilità dava licenza d’esercitare, l’ordinario però impiego di quei primitivi era l’agricoltura quanto era necessario per il bisogno della comunità dei Religiosi del Convento. I dotti non s’obbligavano al corporale travaglio della sera, ma ad altri esercizi di vita attiva più proporzionati a beneficio dei prossimi erano destinati, se però alcuno si fosse trovato impigrito nell’ozio, era la sua penitenza il chiamarsi per ordine dell’ubbidienza al comune esercizio con gli altri. 5. I suoi Conventi secondo il citato decreto dovevano essere almeno tre miglia lontani 45 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Questo Romitorio fu prima abitato dai Settatori del servo di Dio P. Filippo Dulcetto 2. S.Antonio titolare del Romitorio e della Chiesa. 46 01/04/2010 11.07 Pagina 46 dalla città e terre; solamente si eccettuava il Convento o Romitorio della Città di Regalbuto1 un solo miglio o poco più da quella distante, forse per la disposizione del sito, che consisteva in una gran rocca inaccessibile quasi da tutte le parti, non ammettendo comunicazione con i secolari, se non quanto era permesso dal rigore della Religione, e per dare i frutti di Carità, che quel Paese riceveva da questo Romitorio assai singolari, come presto dirò, di più per esser tal luogo assai atto per l’orazione e contemplazione, circondato da fiumi, colline e monti, per le verdure non poco amene2. E quel S. Antonio titolare Patrono della Chiesetta risvegliava nella memoria dei Romiti moderni di Regalbuto le asprezze dei Vecchi dell’Egitto, e della Tebaide. 6. Vedendo dunque il P.Andrea quanto di buon cuore attendevano i suoi figli alle fatiche corporali non tanto per sostentarsi, quanto per macerare il corpo, gli parve non obbligarli ad altro rigore, che a tre discipline ed a tre digiuni nella Settimana oltre dei due Mesi dell’Avvento, e della comune Quaresima, a non portar camicia di lino, ma vestiti di ruvida lana cioè d’arbagio così detto in Sicilia, che è poco meno di cilicio, e due ore di Orazione mentale fra il giorno e la notte, PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 47 e ad alcune altre cose, che indirizzava affinché soprattutto s’osservasse con ogni rigor la Regola del nostro Padre Sant’Agostino. Ho detto insomma a quanto s’estendeva l’obbligo, come pure per la grazia di Dio sino alla presente giornata stanno con il medesimo astretti i suoi Frati; perché se si tratta della penitenza superrogatoria non ricevette moderazione nei primi anni quella Congregazione, ma mossi i nuovi Romiti dall’esempio del loro Padre, ripigliarono, se non tutti, la maggior parte d’essi, i rigori degli Hilarioni, degli Antonij, dei Pacomij: si vedevano rinnovati in Sicilia gli antichi fervori degli Eremitani dell’Africa, che al tempo del Grand’Agostino fiorirono: di modo che se i frutti di quei Primitivi Eremiti, qualche penna avesse gustato di registrarli, avrebbe al presente questa umile Congregazione un gran volume di fiorite cronache; ma l’umiltà di quegli antichi buoni servi di Dio attribuendo a fasto e albagia secolaresca il palesare al Mondo gli atti Eroici dei suoi Fratelli, sotto silenzio lasciarono passare quasi ogni fatto loro illustre, non pensando che gli esempi dei fervori dei Passati sono incentivi per discacciare le freddezze dei Presenti, e che la Divina mano graziosa e potente in ogni età e tempo, è 47 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 48 pronta per invigorire le debolezze della umana natura. 7. Se tutti i suoi Romitori professavano gran perfezione, fu singolare il Romitorio di Regalbuto per la residenza, che per molti anni il suo Fondatore vi fece. Si stimava per un gran Santuario, per un terreno Paradiso ove fiorivano le amenità primitive della Chiesa nascente: nelle celle, e grotte di quella Santa Rocca (le cui vestigie non senza devote lagrime sino al dì presente si reggono) ove quali Api dell’Empireo, uomini non già, ma Angeli, Serafini in carne mortale lavoravano, e il miele della divina contemplazione, e la cera del buon esempio; colle prediche, confessioni e altri esercizi apostolici più volte illuminando quella Città, e altre terre, e luoghi convicini. 8. Attratti dalla loro fraganza concorsero a domandar l’abito della sua Religione molti giovani di sangue illustre, per trovarsi allora in Regalbuto delle famiglie nobili cioè i Ventimiglia, le Fiorenze, i Pazzis, i Galofari, le Lancie, i Ruffi, ed altre, e tutte si pregiarono aver pegni in questa Congregazione d’Andrea; non mancarono pure soggetti qualificati Italiani, Spagnoli e Oltramontani, che si stimaron fortunati d’arruolarsi in questo Santo Romitorio per suoi figli, cambiando le vesti 48 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 49 di seta con quelle di lana, e con cilici; i letti morbidi, e i guanciali di piume con quelli di pietre come fino ai nostri tempi incavati in detta Rocca se ne videro. 9. Erano alcuni talmente riscaldati del gran fuoco dell’amante di Dio Andrea, che divenuti pure loro Mongibello d’amore, non sentivano i disagi dei tempi e delle stagioni. Trovandosi alle volte con le loro nere cappe già bianche per la neve, che loro addosso fioccava nel tragittarsi per recitar mattutino, ed orare, nella loro antica Chiesetta, alquanto distante dalle celle, o grotte ove abitavano: e le pioggie delle lagrime, che per i peccati propri e di quelli dei prossimi, e per i comuni bisogni del Cristianesimo diluviavano dai loro occhi, non facevano loro avvertire quelle del Cielo, ed al detrimento della salute per il restarsi notte e giorno con gli abiti, e toniche addosso così ammollate. Era tale l’odor della Santità d’Andrea, che non c’era in quel Paese chi chiuso rimanesse in casa, ma volavano tutti, esponendo con gran fede le loro necessità, e con le preghiere del servo di Dio ottenevano, quanto desideravano sì per l’anima, come per il corpo, era invero il rifugio di tutti, ritrovando in lui ogni consolazione così i secolari come i Regolari. 10. Tutti i cinque o sei Conventi d’Illu- 49 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 50 strissime Famiglie, che decoravano quella terra con buon numero di Religiosi, particolarmente quello degli Agostiniani Conventuali, illustrato ancora di più soggetti in dottrina, e in virtù conspicui, che parve Seminario di Baccellieri, Maestri, e Provinciali di questo Regno, nondimeno tutti godevano avere il Padre Andrea per loro Padre, Protettore, e Oracolo in tutte le occorrenze. 11. I tre Monasteri di Monache della medesima terra non vollero essere inferiori agli altri nella cordiale devozione a quell’ uomo Angelico per i frutti spirituali, che da lui quelle sacrate Vergini partecipavano, e ve ne sono alcune vive Memorie, conservandosi nel Monastero di S. Giovanni alcuni manoscritti ricevuti dalle mani del medesimo servo di Dio, pieni di documenti Celesti. Si estese pure la sua carità fino ad essergli buon Avvocato presso Monsign. Massimo Vescovo di Catania in certe necessità per potere godere una Chiesa mediocremente grande, e allegra, come al presente tengono. 12. Molte gran cose, mesi sono, mi dissero alcune assai antiche Monache del medesimo Monastero intorno alla gran virtù del P. Andrea, e dei suoi Romiti allora viventi, e dei prodigi, che nel convento di S.Antonio per mezzo del suddetto Padre, il Signore facil- 50 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 51 mente operava, mi mostrarono una Corona di pietra, che gli regalò di mano propria lo stesso P. Andrea, onde non potei non ammirare con mia confusione lo spirito della povertà di quel Santissimo Religioso assai contrario di coloro, che negli strumenti, che sono istituiti per accrescere la devozione, e riscaldare le tepidezze dei nostri cuori, ammettono alcune curiosità, e superfluità per non dire assolutamente vanità, ancora nelle Corone, Breviari ecc. Facendosi debitori di maggiori pene con le medesime cose, che ci son date per alleviarle. 13. Altre particolarità degne di sapersi potrei qui registrare, ma non sopporta la strettezza d’un breve Sommario, che m’obbliga a passarle in silenzio, con altre cose notabilissime pubblicate dalla Reverenda Madre Suora Modesta Gritti Abbadessa al presente del soprannominato Monastero di S. Giovanni, quale per aver vissuto lodevolmente ivi per spazio di 65 anni circa di professione, governato più volte come Superiora, quelle sagrate Vergini con grande integrità, e zelo, è stata sempre ben vista dagli illustrissimi Prelati di Catania, e lascia memoria perpetua nella sua Chiesa con avere co’ suoi sudori e stenti dotata la Cappella dell’individua Santissima Trinità, da cui conosce esser con so- 51 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 52 vrannaturali modi favorita. Pertanto a mio parere è degna, che le si presti ogni fede nella relazione, che dà di questo celestiale Padre, che ben conobbe, quando capitava ivi per spargere grazie, infondere spirito, e attaccar fuoco a quelle spose del Re Celeste con gran gusto dell’Illustr. Ordinario. 14. Il Clero ancora di quella Città si mostrò assai riverente al Ven. Padre, e della sua Congregazione, di modo, che non vi era cosa a chi volentieri col suo Consiglio non s’inclinasse; avevano voluto, quasi tutti i suoi devoti preti commutare ( se loro fosse stato permesso) il saio con l’arbagio, e la berretta con l’eremitico Cappuccio, o almeno in quella Santa Rocca di S. Antonio senza mutar abito assodarsi nella virtù appoggiate a questa viva Rocca di perfezione del Ven. Ebbe fra gli altri fortuna di farlo il Rev. D.Vito Ruggieri, Sacerdote meritevole d’ogni lode per essere un ritratto di virtù, e santità secondo l’opinione di tutti i suoi paesani, ma egli, al riscontro della bontà, e dottrina Celeste del nostro gran servo di Dio, si reputava assai cattivo e ignorante, e così si ritirò nel suddetto Romitorio per emendarsi da quel Serafino in carne e lume, e fuoco superiore. 15. Se era ricercato dai buoni il nostro Venerabile, non era fuggito dai peccatori? Varie 52 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 53 invero, e riguardevoli furono le pubbliche conversioni, che con le sue Orazioni, buoni esempi, esortazioni allo stesso fece. Non andava alcuno a lui a confessarsi o a trattare, che non partisse migliorato, acceso di desiderio di mutar vita, chi si ritirava da traffici illeciti, chi lasciava le pratiche contrarie all’onestà, chi deponeva gli odi, chi perdonava al nemico, chi si sequestrava nei chiostri Religiosi a far penitenza dei peccati commessi, ad esempio suo non pochi suoi Religiosi aggiustavano (come dissi) a queste Sant’opere, e venivano persone da lontani paesi per vederlo, udirlo e imitarlo, seguirlo nella penitenza, sperando di accompagnarlo nella gloria. § XII Eletto Superiore il P.Andrea fa mostra della sua gran Prudenza e d’altre virtù Umiltà profonda del P. Andrea, e il considerare, che Iudicium durissimum fiet ijs qui praesunt, gli facea sempre cercare l’umile quiete di suddito; nondimeno contro il suo volere e gusto per il gran bene della sua Congregazione quattro o più volte fu costretto dai Padri del Capitolo, e del L’ 53 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 54 Definitorio ad accettare la carica di Vicario Generale, di Definitore, e Priore, concorrendo a questo il precetto del P. Reverendissimo della Religione Agostiniana, nelle molte lagrime, che in mezzo del Capitolo spargeva con allegarsi per insufficiente e vecchio, lo contentavano ad accettare la rinuncia degli uffici, che ben spesso faceva. Assunto dunque, non dall’ambizione, ma dall’espresso voler di Dio, divamente reggeva i suoi sudditi, sì nelle Prelature maggiori, come nelle immediate. Era nel Governo, né dei più rigidi, né dei più piacevoli, osservò un prudentissimo mezzo fra i due estremi, era temuto e amato. Da tutti era temuto per uomo divino, e senza passione, i sani ricevevano i suoi ordini con gusto notabile, e gli infermi le sue ricette con speranza di migliorare in qualsivoglia grado di perfezione monastica; s’impiegava nel sentire ciascuno dei Religiosi, saper i loro travagli, afflizioni, pene , incontri frutti delle comunità, le loro tentazioni, e passioni, dando loro il rimedio opportuno per superarli, come per speciale lume Divino sapeva quanto nei loro cuori passava come si dirà nel paragrafo… onde non v’era timore, che alcuno celasse le sue infermità spirituali, o le grazie da Dio ricevute. 2. Vigilava con cura paterna, che i Conventi fossero conforme alla Povertà della Religione bastantemente provvisti per i sani e per gli in- 54 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 55 fermi, così per il vitto, come per il vestito, perchè non avessero occasione d’introdurre nella sua Congregazione un minimo peculio, essendo zelantissimo del voto della Santa Povertà, castigando con rigore ogni minimo difetto, che in questo punto potesse occorrere; vigilava all’assistenza del Coro, particolarmente del mattutino di mezzanotte, non assentandosi egli per nessuno travaglio, se non in caso d’infermità grave: dispensava con i suoi Frati nei digiuni, nel portar camicia di tela grossa in casi soli di necessità; il dar licenza o uscire alle Città era assai raro, e questo, quando la carità, o bisogno del Convento lo stimolava, e conosceva molto bene i pretesti veri o finti. Dava di quando in quando alcune ricreazioni per sollevarli dal travaglio, ed egli stesso componeva alcune canzonette in rima siciliana allegre, e devote, che in questo aveva gran talento, e col suo natural giocondo, e benigno recava giubilo ai cuori afflitti, aborriva i mormoratori ad esempio del suo P. S. Agostino, correggeva severamente chi avvisato in questo non si emendasse. 3. Era il primo a scopare, zappare, arare la terra, ed ad ogni altro esercizio manuale come sopra dissi, in quei tempi, ad esempio dei Santi Padri antichi, nella sua Congregazione lodevolmente si usava, recava gran stupore il veder un vecchio in età decrepita, di complessione deli- 55 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. o in Capitolo 56 01/04/2010 11.07 Pagina 56 cata, per la penitenza estenuato, per le lunghe infermità indebolito, adoperarsi meglio di qualsivoglia altro frate giovane alle fabbriche di tutti i Conventi, che fondò, portando sulle sue spalle legni, pietre di straordinario peso, facendo con le proprie mani, quello che era necessario, considerando, che dovevano essere case per servir, e lodare Dio, che egli tanto ardentemente amava; ogni cosa gli pareva leggera e soave, avverandosi quel detto dell’Abate di Chiaravalle ubi est amor, non est labor, sed sapor. Riluceva ancora in esso la carità verso gl’infermi, che con amore sviscerato lui stesso si mostrava ansioso nel servirli, consolarli, e alla santa pazienza con parole del Cielo animarli. Le penitenze per le commesse colpe imposte ai suoi frati, egli che era l’innocente, esimendo i colpevoli spesse volte se l’addossava. Quando aveva da comandar cosa non lo faceva con parole imperiose, ma raccomandava il tutto come fratello, e da Padre, eccetto in caso che l’ostinazione, o ardire non lo violentasse alla severità. 4. Non lasciava il Vener. Padre di far alcuni sermoni in Refettorio1 a tutta la comunità con tanto fervore di spirito, con tanto zelo della Regola, e osservanza regolare, con tanta prudenza riprendendo i difetti occorrenti, che senza parer, che toccasse ad alcuno, ammo- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 57 niva tutti con tanta carità senza mischiare parole pungenti, che l’ira, o altra passione suol suggerire non poche volte ai Prelati poco accorti, e che a sangue caldo (come si suol dire) senza raccomandarsi prima al Signore con il considerare i propri difetti1, non aspettando il tempo opportuno, rilevano le mancanze, onde non ne risulta il profitto desiderato come otteneva il nostro Venerabile Padre restando tutti dal suo sermone infervorati, animati, ed emendati. 5. Insomma governando il P. Andrea verbo et exemplo voleva, benché fosse Vic. Gen. che i suoi Priori facessero lo stesso; maggiormente raccomandava questo al Maestro dei Novizi, che se non era un ritratto di tutte le virtù non lo sopportava2 nell’ufficio, desiderando sopra tutti che i Giovani fossero con ogni spirito educati, dipendendo da questo il bene o la rovina della Religione essendo che Adolescens iuxta viam suam etiam cum senuerit non recedet ab ea. Onde accorgendosi che qualche Novizio si rendeva coi suoi costumi indegno della professione, ancorché altrimenti l’avesse visto adorno di molti talenti, riguardevoli per dottrina e nobiltà, in nessuna maniera permetteva che restasse nella Religione, né in questo si lasciava piegare da qualsivoglia supplica di Persone d’autorità, stimando (com’egli diceva) 1. come si deve fare la correzione, acciochè sia con frutto. 2. Qualità del Maestro e dei Novizi. 57 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. P.Andrea quando era suddito. 2. Con quanto rigore si punivano le minime imperfezioni. 58 01/04/2010 11.07 Pagina 58 esser assai crudele con la sua madre Religione chi desse la professione a chi non professava virtù soda. Il medesimo rigore usava con i Superiori poco osservanti di quel rigore Eremitano primitivo, non lasciandoli perseverare nell’ufficio di Prelato. Quando però era suddito1 si comportava come un Novizio non volendosi ingerire in cosa alcuna appartenente ai superiori, se non dare qualche sano consiglio, quando da quelli come loro Padre, e sperimentato maestro, gli era richiesto, e in tal caso li soddisfaceva con molta umiltà. Da tal esempio mosso il P. Michele di S. Filippo, vero Agostiniano Riformato, figlio e compagno del medesimo P.Andrea, governando la Congregazione con rigore comandò2 che nessun Frate s’ingerisse nell’ufficio dell’altro senza espresso impiego del Prelato, o richiesto dalla carità, e così proibì sotto pena di star un giorno intero carcerato, e di far una disciplina in pubblico irremisibiliter, ch’ardisse entrare senza la dovuta licenza nella cannava, e chi facesse il simile nell’entrar in refettorio fuori delle ore assegnate dovesse mangiar in terra. Domandandogli il suddetto P. Fr. Michele, che preparazione dovesse far per il felice esito del prossimo futuro Capitolo, trovandosi allora egli alla fine della carica di Vicario Gener. gli rispose con gran spirito, PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 59 che si guardasse come da un contagioso morbo da far pratiche, e permettere fazioni, rovine delle Religioni,1 ma egli e gli altri Gremiali, spogliati d’ogni privato interesse e passione, vestiti di zelo del ben comune con lunghe orazioni sospiri, lagrime2, e con penitenze straordinarie, oltre le orazioni comuni delle 40 ore, impetrassero dal Signore il felice esito del Capitolo, che consiste nel sortir l’elezioni secondo i meriti e la giustizia, e formare leggi sante distruttrici degli abusi, e confermatrici della regolare osservanza. Tal consiglio fece grande impressione nel suddetto P. F. Michele, che perciò fece un editto degno di stare registrato nei libri antichi della Congregazione. 1. Come s’impetra l’assistenza dello spirito nei Concilii dei Regolari. 2. Ricordo degno d’esser a caratteri d’oro impresso nei cuori di tutti i vocali nelle assemblee Religiose. Prosegue il medesimo nsomma era tale la prudenza, accompagnata da tutte le altre virtù, del N. Venerabile che quanto più durava nel governo, più cresceva nei soggettati la brama d’averlo per più lungo tempo superiore rendendosi a tutti amabile ed imitabile. Quindi con avere governato tutta la Congregazione da 8 anni in circa, fu di nuovo con comune allegrezza e pace rieletto Vicario Gener. nel 1609 il 15 agosto in Centuripe ove si celebrò il Ca- I 59 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Inganno del demonio che sotto pretesto di far assai, facendo perdere la salute a quelli che non hanno gran spirito, non possono poi far nulla altresì dell’obbligazione comune. 2. Se qualche Romitorio non aveva persona idonea si leggeva qualche omelia di S.Padre o sermone di qualche moderno Dottore a proposito all’intento. 60 01/04/2010 11.07 Pagina 60 pitolo, che fu uno dei più famosi, che finora si sono tenuti, e per il gran numero dei Frati ivi concorsi, per le ottime elezioni dei Superiori e per le sante leggi che si stabilirono, quali confermò, e pubblicò poi il N. Ven. Padre. Il nuovo ed antico Prelato e Padre moderò gli eccessi degli esercizi manuali di alcuni Frati per i quali molti Novizi, soggetti qualificati se ne tornarono al secolo. Proibì quelli del campo meno decenti ai Religiosi, limitò le penitenze togliendo le indiscrete. Ai molti Vecchi, ed agli Infermi concesse un saccone di paglia nel dormire, benchè fin dal principio dai suoi Frati fosse stato usato dormire vestiti su le nude tavole, permettendosi una sola cassira o stuoia1. Che nessuno senza licenza del Priore del luogo, digiunasse, oltre i giorni dei propri statuti, particolarmente coloro, che al travaglio eran di continuo applicati. Volle che nel Refettorio in tutto rilucesse la povertà, e semplicità eremitica, nei cibi grossi, e nelle tavole nude di tovaglie, senza vasi d’argento o di vetro, ma tutti di terra poco ben condizionata. Raccomandò la quotidiana lezione dei casi di coscienza per un’ora dopo Vespro, ed il sermone dopo Terza cantata nei giorni di digiuno universale2. Comandò a tutto potere il silenzio, e notte, e giorno, e se capitasse alcuno forestiero PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 61 nell’Eremo, con la licenza del Priore gli si potesse parlare, ma con voce bassa ed umile. Dopo pranzo potessero i Frati conferire i punti della lezione già intesa nella mensa, per mezz’ora circa, e ognuno che fosse tentato, al suo prudente Confessore o Superiore scoprisse gli inganni dell’astuto avversario. Decretò che nel tempo dell’esercizio manuale, il quale non poteva eccedere due o tre ore la mattina, e altrettanto la sera, si leggesse alcun libro pio da qualche Sacerdote o con qualche ragionamento spirituale sollevasse alquanto le fatiche degli altri che in silenzio travagliavano1, e finito che fosse se ne tornassero (s’erano nel campo) in processione cantando salmi ed inni, e giunti nel Romitorio terminassero genuflessi coll’orazione di rendimento di grazie2. Altre ordinazioni fece con gran prudenza nel decorso della visita. E se alcuna cosa avesse mutato di quello, che per molti anni fin dal principio della Riforma s’osservava in materia di esercizi corporali non è da recar meraviglia, stante che leggo di S. Bernardo, che avendo più volte ripreso i Monaci di certo Ordine per aversi trascurato di simile esercizio3, che gli Antichi avevano introdotto, poi il medesimo S. Abb. col tempo lo tolse o moderò nel suo Monastero. I prudenti e santi ricordi, che diede per ogni esercizio, e corporale e spi- 1. Col silenzio si rimediano i gran danni cagionati dalla lingua. 2. Alcuni recitavano il Santissimo Rosario a Coro, benchè travagliassero. 3. Chi rompeva il silenzio con publiche discipline si puniva. 61 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 62 rituale forse l’addurremo alla fine di questa operetta essendoci trattenuti più dell’intento in questo paragrafo. Avendo visto, quanto era stimato da suoi vedremo quanto era odiato da demoni, e da suoi ministri nel seguente paragrafo. § XIII I demoni e gli uomini perversi perseguitano il servo di Dio tormentato assai (non è dubbio) il demonio dall’infernale fuoco, ma è leggero tormento al riscontro di quanto dalla sua avvelenata rabbia patisce, quando vede uomini di rara perfezione bramosi di deviare peccatori dalla larga via, che alla perdizione conduce, e carichi di merito istradarli per il Cielo. Quindi non mi reca meraviglia, che tanto egli avesse il nostro Religiosissimo Andrea sempre perseguitato, non contento d’averlo con varie tentazioni assaltato per fargli perdere coll’anima Dio, ed il Paradiso, come già si disse restando per questa parte deluso, e sempre perditore, s’ingegnava poi togliergli dal Corpo la vita, ora con gettargli addosso pietre di molto peso, ora apparendogli da Satiro gli metteva le mani alla gola, ora precipitandolo da qualche altezza; e E 62 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 63 ora danneggiandolo in tal guisa, che se non fosse stato miracolosamente preservato dall’Autore della vita, già avrebbe ottenuto l’intento di vederlo subito morto, 2. Da qui venne, che ogni volta, che si metteva in cammino il servo di Dio per Roma per stabilire in terra il Paradiso della sua Congregazione coll’oracolo del Vicario di Cristo, voltava il mondo sossopra, metteva in scompiglio tutto l’inferno per opporsigli facendogli guerra per tutto1. 3. Nel primo Viaggio cagionò tal tempesta nel Mare, che sarebbe Andrea rimasto cibo di pesci se quello cui venti, et Mare obediunt, contro la naturale aspettazione dei periti piloti, non avesse con una gran tranquillità resa sicura la Nave con tutte le persone, che assieme col nostro fortunato Andrea dentro teneva. 4. Nel secondo viaggio alcuni calunniatori tentarono presso i Prelati della Corte Romana di screditarlo. Ma nulla valsero per esser in breve l’innocenza del Santo Uomo conosciuta, e quelli come dal Padre delle menzogne instigati, furono ributtati e severamente puniti. 5. Nella terza volta gli si fece incontro il medesimo demonio in Angelo di luce trasfigurato, fingendo zelo e pietà con questi ac- 1. Non contentandosi di vederlo spessissimo assai disagiato da gran caldo, freddo, fame, sete, d’animali e d’altri sinistri accidenti. 63 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 64 centi gli parlò o buono e devoto Eremita mi pesa assai tanto tuo travaglio nell’ intraprendere sì lungo e faticoso viaggio, hai lasciato la quiete della cella, temo che ancora lascerai nel cammino la vita, e questo sarebbe poco se non mettessi in rischio la salute dell’Anima tua che è quello, a cui sopra ogni cosa devi badare, non sai che è scritto nel sacro Evangelo, come più volte forse avrai udito nelle Sante Messe, Quid prodest Homini si universum Mundum, lucretur, Animae vero suae detrimentum patiatur, in cauto disegno certo, pretendere di salvar altri in Sicilia, e perdere forse, e senza forse se stesso in Roma, meglio è applicarti al Consiglio, che dal Cielo ti porto, ritorna al tuo Santo Romitorio, e non pensare più a dar disgusto al nostro Creatore con tanti viaggi fra estranei, tentar quello che a lui non piace, che se piaciuto gli fosse, ti avrebbe dalla prima ora ogni cosa possibilitato col braccio della sua onnipotenza. Più a lungo voleva tirare il simulato discorso l’astuto nemico, ma non ebbe tempo, perché Andrea con la dimistichezza continua con gli Angeli felici, conobbe presto l’inganno, e l’ingannatore infelice, e con queste due parole, che disse, ma ancora è scritto Vade retro Satana, e colla mano segnandosi con la Santa Croce lo fece in un tratto da sé confuso fug- 64 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 65 gire. Ma non per questo si disperò l’ostinato Persecutore per far disperare Andrea dell’intrapeso suo Santo negozio, che da Roma sperava aver felicissimo esito, e così ritornò ad altre arti per farlo desistere. Nel 4° viaggio non era ancor uscito il Costante amico della gloria del Signore da questa nostra Isola, che uscirono dagli Abissi innumerabili demoni in varie sembianze di fiere orribilissime atte ad annientare, nonché impaurire gli animi dei più coraggiosi, e in una certa campagna da cui passava gli si fecero avanti, un drago orrendo colla bocca spalancata in guisa d’empia voragine, una gran pantera crudele, un orso terribile con gli unghioni affilati, un leone feroce, che dagli occhi mandava fiamme, un serpente grande come volesse vomitar mortifero veleno, un toro infuriato con le corna aguzze e narici fumanti, un cane rabbioso digrignando i denti, e molti altri mostri dell’Inferno preparati tutti a batterlo, ad addentarlo, a sbranarlo, ed a inghiottirlo, in quel cimento, che fece Andrea e alzando gli occhi ed il cuore a Dio, e con alta voce, e viva fede disse Super aspidem, et Basiliscum ambulabis, et conculcabis Leonem, et Draconem. Angelis suis Deus mandavit de te, ut custodiant te in omnibus viis tuis. Appena finì di recitar questi versetti, che subito 65 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 66 sparirono tutte quelle spaventevoli figure, e proseguì egli lieto il suo cammino con canzonette devote rendendo grazie al suo Liberatore. Nel quinto ed ultimo viaggio non mancò di farsi vedere il comune Nemico, e si prese gusto di accompagnarlo per qualche miglio, mettendosi a cavallo sulle sue spalle, che fortemente flagellava, rinnovando, credo io, crudelmente le piaghe delle volontarie discipline, e lasciandolo dire coll’Apostolo Datus est mihi Angelus Satanae, qui me colasizet, ma vedendo quello l’invitta fortezza del servo di Dio, vergognandosi non vincere ed esser piùttosto vinto, lo lasciò in pace per quella volta, ma non senza intorbidare l’aria d’un puzzolente fetore, e macchinargli per mezzo de suoi ministri altre diaboliche molestie. 8. Un disgraziato uomo con cristiana carità dal P. Andrea corretto, facendo della spiritual medicina veleno, ardì tirargli nella Città di San Filippo un’archibugiata, e per evidente miracolo non ricevette da quella danno alcuno, che se l’avesse avuto restando ucciso, io non avrei ora scrupolo di adorarlo(servatis servandis) assieme con S. Angelo Carmelitano per vero martire di Cristo, sapendo come mi insegnano i Dottori, causa non poena facit 66 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 67 martyrem, ma forse il Re dei Martiri conservò in questa occasione illeso Andrea per farlo(senza perdere l’essenziale premio dei Martiri), Padre dei Romiti Martiri, non mancando alcuni dei suoi figli, che bramosi di sparger il suo sangue per amor della Santa fede, pieni di carità e di zelo, non mancheranno col divino aiuto inviarsi (se già non s’inviarono) per le terre degl’infedeli. 9. Vi furono ancora alcune maledette donne che s’accordarono con certi uomini perversi a tutto potere perseguitare e far gran male al servo di Dio, ma la divina grazia, che fu sufficiente ad avvalorarlo contro tanti insulti del demonio, gli diede fortezza e pazienza per soffrire con gran serenità d’animo l’odio degli scellerati1, sapendo che Beati, qui persecutionem patiuntur propter Iustitiam, quoniam ipsorum est Regnum Caelorum,e lo stesso Re della Gloria bisognò patire (come egli di propria bocca disse) per entrare nella sua Gloria. Oportuit Christum pati, et ita intrare in gloriam suam. Se ho raccontato quanto l’Inferno molestasse il servo di Dio, conviene accennare appresso, quanto dalla Terra, e dal Cielo fosse stato favorito. 1. Si rallegrava quando era contumeliato, amava assai i suoi calunniatori e pregava Dio per loro. 67 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 68 § XIV Della stima, che i Grandi ed i Letterati del Mondo facevano del Padre Andrea, e quando dagli Angeli, e dalla Regina del Paradiso fosse favorito, e se fu d’altri Santi rispettato. ll’opinione di gran Santo, che il Mondo aveva, particolarmente la Sicilia e l’ Italia, del Gran Padre, seguiva la stima grande, che di lui si faceva, concorrendo a suoi piedi non solo il Popolo minuto, ma anche la Nobiltà tanto secolare, come ecclesiastica, reputandosi più illustre e fortunata quando l’era permesso per qualche momento godere la sua presenza, baciar la sua mano, udire i suoi Santi documenti, l’essere assicurata dai suffragi delle sue Orazioni, che non faceva per l’acquisto di maggiori gradi e grandezze della Terra. Molti Principi 1 gli offersero a sua libera disposizione le loro soggette Città, Terre, e luoghi, e con calde istanze pregandolo che li volesse avventurare con la fondazione de’ suoi Santi Romitaggi. 2. Gli eminentissimi Signori Cardinali da Roma con le lettere che gl’inviavano, fecero A 1.Uno di questi Principi fu Don Giovanni conte di Ventimiglia, Vicerè due volte in Sicilia, Marchese di Geraci, per la fondazione di Castelbuono si vede nelle lettere registrate nel 1606. 68 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 69 sapere quanto caro stava ne loro cuori, ambiziosi delle risposte col pegno della promessa del suffragio delle sue Orazioni. Una di quelle lettere si conserva a cura dell’Ordine nell’archivio della Congregazione per essere del Cardinale Montelparo, meritevole Principe di S. Chiesa, che con l’eminenza del grado accompagnò quella dello spirito e della dottrina, come mostra in tal lettera, ove col nero inchiostro della sua penna, con mano propria, scopre la gran candidezza del suo animo con far stima del P. Andrea e della sua nuova famiglia. 3. Concorrevano ancora a cercarlo nei suoi deserti i più Dotti Maestri di altri Ordini, Predicatori famosi, e Canonisti di primo grido, e ritornavano tutti così soddisfatti delle risposte, che a loro dava nei dubbi arduissimi consultatoli, che a bocca piena dicevano che lo studio umano la sola grammatica aveva dato al P. Andrea, ma il Cielo gli aveva con larga mano infuso con l’altissima contemplazione tutte le scienze umane, e divine, e che ne suoi tempi un nuovo Bernardo compariva addottrinato non d’altro, che dalla cattedra della Croce, istruito dal libro del Crocifisso, che sempre egli con gli occhi lagrimanti leggeva, con pia mente rifletteva e con l’opere Sante studiava. 4. Ma poco finora abbiamo detto per sua 69 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 70 gloria, mentre si racconta che più volte era dai Santi Angeli Principi dell’Empireo visitato, e corteggiato. Aveva con questi tale dimestichezza, che accennava(trovandosi nella sua cella indisposto) di voler recitare l’ufficio divino assieme, con loro alternando i versi, come si usa nel Coro delle Comunità ecclesiastiche, e quelli pronti e allegri l’obbedivano, ed il medesimo facevano nel dire le litanie della Gran Madre Vergine, avevano pure pensiero quei sovrani spiriti di ricrearlo alle volte con Celestiale armonia particolarmente, quando assai abbattutto lo vedevano dagli Angeli ribelli. 5. Ma che meraviglia è se così parziali si mostrassero quelle nobilissime e purissime sostanze con Andrea; se la loro Regina Maria per spazio d’anni venti si degnò dal Cielo discesa confortarlo, visitarlo, e con la sua benignissima presenza imparadisarlo, come leggo nel processo della sua vita? Qui tiene ragione il devoto lettore, in tal grazia fermarsi come arrivato al non plus ultra nel mare delle glorie di questo gran servo, Amico e figlio di Maria, di grazia, che capitale di Santità? che cumulo di virtù? che altezza di profezione? che purità più che Angelica? che ardore( per dir così) più che Serafico doveva racchiudersi nel petto d’Andrea per tanto 70 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 71 tempo favorito dalla Compagnia della Regina de Serafini, e con la presenza dell’Imperatrice dell’uno e l’altro mondo? O quanto mi pesa non avervi potuto trovare quel manoscritto del P.F. Anselmo Agostiniano, discreto Confessore di più anni del Nostro Venerabile Padre, ove innumerabili cose erano registrate, che tra Andrea e Maria in questo tempo passarono. Dio perdoni per le poche avvertenze di quegli antichi Romiti nel conservare libri di tanta nostra Consolazione e di tanto onore del nostro Gran Padre. 6. Dirò una o due cose, che per autentica relazione oggi si fanno che ogni sabato rivelava la Regina dei Profeti a questo suo servo Andrea tutto quello che nella seguente settimana gli doveva accadere. Una volta avendo perso Andrea un Officiolo della detta Nostra Gran Signora con il quale giornalmente con cordialissimo affetto, e riverenza la lodava, e non potendolo trovare, alquanto mesto se ne stava, ma o felice perdita? La stessa Vergine consolandolo di propria mano gliene diede un altro, che fino alla sua morte conservò, dopo la quale non fu possibile esser d’alcuno trovato penso io, che libretto venuto dal Cielo non fu conveniente, che restasse in terra Partito che fu l’uomo Celeste a cui serviva; se la Genetrice del sovrano Monarca fu liberale in 71 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 72 regalare al P. Andrea, fu prodigo pure il Santissimo suo figlio in riempirlo di doni Celesti, come si dirà ne seguenti Capitoli. Quanto il Cielo e la Terra andavano a gara per onorare Andrea tanto maggiore era il suo tormento per conoscersi egli immeritevole d’ogni favore anzi degnissimo di somme ignominie. Questa cognizione umile di se medesimo lo fece più volte mutar luoghi ov’era conosciuto, e ritirarsi in altri aspri Monti, remoti d’ogni commercio umano, se la volontà de’ Prelati supremi dell’ordine, l’urgenza della Carità, gli obblighi degli uffici ed il non volere temerario resistere all’espresso voler divino, non l’avessero fatto ritornare ai Romitori non tanto orridi, ed in Conventi non molto lontani dalle Città. Si querelava pure col suo amato bene, che non guardando all’infinita bassezza della sua persona lo favoriva con così straordinarie grazie e con tanti doni Celesti, come si è detto, e più resta da dire. 8. Dei favori, che dagli altri Santi ricevette questo Sant’uomo, basterà sapere il molto che in poche parole restrinsero coloro, che intrinsecamente lo trattarono attestando con sincerità esser stati innumerabili le apparizioni, le visioni, le visite, gli aiuti, le consolazioni, gli avvisi che egli vivente in terra 72 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 73 ebbe dal Cielo da SS. Vergini, Confessori, Dottori, Martiri, Profeti, Pontefici e Patriarchi, ma per non lasciar totalmente digiuno il lettore di qualche cosa particolare, si contenterà gustare quel che in Roma passò Andrea col P. S. Agostino, il che viene riferito da un buon Frate antico in questo modo.1 1. Fr. Pietro di S.Filippo Trovandosi il N. P. Fr.Andrea molto affrettato di presentare un memoriale a sua Beatitudine, e per divina permissione non trovando pronta Persona, che secondo l’uso di quella Corte lo volesse scrivere se ne stava alquanto ansioso, ed ecco il Grand’Agostino gli apparve e benignamente si offrì a fare quel che desiderava, accettò volentieri ed umilmente l’offerta il servo di Dio, ed in un subito dal medesimo G. Patriarca in bellissima maniera gli fu formato il memoriale con esser ancora da lui assicurato della favorevole spedizione del Papa, come ben presto per i felici successi si conobbe la verità della visione, e quanto cosa grata faceva al Gran Dottore della Chiesa, che così prodigiosamente lo favoriva negli affari appartenenti all’accrescimento del suo Eremitano Ordine. 73 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 74 § XV Vede il Servo di Dio Salir Anime al Cielo, con altre cose meravigliose, ed egli è visto non poche volte circondato di luce. all’essere Andrea uomo celeste, veniva esser fatto partecipe in vedere i trionfi, gli onori, coi quali erano ricevute nell’Empireo le Anime di coloro, che avevano gloriosamente trionfato dei vizi in terra.Trovandosi egli ancora nell’Eremo di Iudica, una volta prima di finire la sua orazione vide nell’aria una nuvola sì risplendente che emulava lo stesso Sole, sulla quale salivano molte Beate anime al Cielo, non tutte però erano eguali nello splendore, chi più e chi meno riluceva.1 2. Un’altra simile a questa detta ebbe nel medesimo Monte e fu una vista sì gioconda, che per spazio di tre quarti d’ora rapito se ne stette, non seppe però allora, che in quella luminosa nuvola, che a lui si rappresentava, vi fosse, né che significasse, ma conferendo secondo il suo costume al suo buon Maestro Fra Matteo Rotulo il favore avuto, gli fu detto, che l’Anima di Fra’ Giov. Maria di S. Filippo Eremita 2 del vicino Monte di Scarpello su quella nuvola mentre sonava la Campana del D 1. Per mezzo dell’orazione mentale l’Anima è illuminata. 2. Eremita di S.Filippo per la gran penitenza se ne va retta via al Cielo 74 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 75 medesimo Romitorio se ne ascendeva gloriosa alla Gloria, il cui corpo non era ancora sotterrato, e che godeva, che lui andasse a vederlo; v’andò Andrea, e lo venerò secondo la sua pietà e devozione e se ne ritornò alla sua grotta con desiderio d’imitare la gran virtù del felice Giov. Maria, il di cui spirito con tanta pompa era entrato in Paradiso. 3. Se ne stava un giorno coi suoi Religiosi in un orto travagliando1, e curvo intento a lavorarla Terra, ed ecco che lo videro subito alzarsi in piedi, e mirando fisso verso il mezzogiorno, or piangeva, or rideva, or allegro, or malinconico, e fatte queste mutazioni per qualche spazio di tempo ripigliò in silenzio il suo esercizio. Rimasero con qualche Santa curiosità i suoi circostanti Figli, e Compagni nella fatica, e importunato da Uno di quelli, suo confidente, che gli dichiarasse quel che era successo, non potendo più celare, umilmente gli disse, che Fra Santoro (Romito d’un altro Eremo, quattro o sei miglia distante del suo) avendo in questa vita santamente vissuto in quell’ora se ne era passato alla vita eterna e gloriosa e pertanto ne gioiva. S’avverò questa rivelazione, perché la mattina seguente prima dell’Aurora, capitato ivi un Eremita dell’altro accennato Romitorio situato appunto verso quella parte ove aveva 1. In atto della fatica corporale gli viene rivelato cosa dell’altra vita poiché la sua mente era applicata a Dio. 75 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Atto di gratitudine verso il suo antico Maestro 2. Si verifica quando dicono i dotti che la terra a comparazione del Cielo è reputata un punto. 76 01/04/2010 11.07 Pagina 76 fissato gli occhi Andrea, e diede relazione della felice morte del suddetto Fra’ Santoro, coll’incontro d’esser morto nell’ora che aveva detto prima il Venerabile Andrea ai suoi Frati. 4. Un’altra volta mentre dopo mattutino se ne stava con gran silenzio coi suoi Frati nell’orazione mentale, disse il Pad. Andrea, orsù fratelli, e Padri miei, in questo punto è morto il P. Matteo mio antico Maestro, diciamo per carità per lui un miserere1. La mattina poi seguente si seppe d’una persona inviata dal Romitorio di Scarpello esser stata quella l’ora della morte del P. Matteo, che lì fu prima dal P. Andrea avvisata. 5. Altre visioni simili alle suddette ebbe, ma le accennate basteranno per far sapere quanto in questo genere d’apparizioni d’Anime fosse stato privilegiato, onde passerò a raccontar altre di varie cose. Orando in Roma nella Chiesa di Santa Prassede fu talmente sollevato verso il Cielo, che ebbe poi da confessare al suo Santo Direttore, e Maestro nello spirito, che per la gran distanza essergli parsa la terra non più grande d’uno scudo di soldato, e il mare, che la circondava non più di una falce.2 6. Fra molte visioni, che sotto silenzio si lasciano (non dandomi licenza la brevità che PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 77 ricerca un sommario raccontar tutto distintamente) una a mio parere fu assai segnalata, (che si notò averla avuta nei primi fervori dei suoi gloriosi progressi), quando gli fu fatto vedere con ogni chiarezza tutto il corso di sua vita infino alla sua morte, ogni sua azione, parola, e pensiero con tutte le particolarità di tempo, luogo e d’altre circostanze come di fatto gli succedettero. Fu questa visione sì alta e con tal lume * ,che ardisco pensare(rimettendomi però a miglior parere)che fosse stata simile a quella, che ebbe il Glorioso Patriarca S.Benedetto quando vidit omnes Creaturas in suo genere come riferisce S.Gregorio suo figlio 1 ; favore fu quello invero, che di pochi Santi si legge.Con tutto ciò quanto Andrea era dal Signore favorito, tanto si sprofondava nel suo niente, bramava disprezzi, cercava patimenti, domandava nelle sue orazioni esser fatto partecipe di tutti i tormenti del Mondo per configurarsi col Crocifisso Cristo in Terra, e goderlo poi glorioso nella beata Eternità, a cui sempre aspirava, e della quale pareva, che anche in questa vita ne partecipasse alcuni raggi nell’Anima2, che ridondar si vedeano nel Corpo, essendo stata alle volte vista la sua estenuata faccia sì luminosa, che imparadisava a chiunque la mirava. 7. Fu osservato questo in quel tempo che * Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.2. (n.d.c.) 1. I fondatori delle Religioni sempre sono stati favoriti con grazie segnalate dal Cielo 2. Dall’Anima favorita suol il corpo partecipare 77 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. In un tempo per la scarsezza dei sacerdoti nel Romitorio. di Centuripe * Erano tre novizi vedi pag.2 Manoscritto originale del processo di beatificazione. (n.d.c.) 2. Al Confessore non si deve niente celare. 3. Il P. Anselmo con altri PP. Baccilleri Agostiniani della Provincia alla Riforma passarono. 78 01/04/2010 11.07 Pagina 78 fu solito celebrare due messe in una medesima mattina 1 , una in Centuripe e l’altra in Regalbuto colle dovute licenze, che ricercò la Chiesa Santa. Alle volte quando orava innanzi al Santissimo Sacramento, di cui era devotissimo, il suo volto come trasfigurato in una lucida Stella fu più volte veduto. Due Novizi* alle ore due di notte, mentre Andrea se ne stava dentro la sua grotta ove lucerna alcuna non v’era, videro non senza gran meraviglia la stessa caverna d’una grandissima luce circondata, più dello stesso Sole risplendere. Una volta astretto il servo di Dio dell’obbedienza del suo Confessore2, ch’era il P. Maestro dei Novizi chiamato P. Fr. Anselmo da Castrogiovanni.3 che cosa di buono, e di meraviglioso avea visto in tempo del suddetto miracoloso splendore, rispose Andrea con umile sincerità, non ho visto cosa alcuna, bensì essermi stato restituito l’udito essendo d’un orecchio sordo, e con l’altro poco udivo. 8. Dormiva una volta nella Cella del P. Andrea un devoto secolare, e risvegliatosi vide nelle più dense tenebre della notte innanzi al medesimo Padre, che tutto estatico faceva genuflesso Orazione, una gran sfera in mezzo della quale v’era un lucidissimo specchio, che sembrava un Sole, la sua faccia pure mandava raggi sovrani onde intimoritosi PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 79 senza dir niente tornò a porre sotto la coperta il suo capo; la mattina poi seguente, il P. Andrea, quanto fosse stato vano quel timore gli diede ad intendere spiegandoli quel detto, si Deus pro nobis, quis contra nos; or qui mi viene in mente, che il nascondersi colui la faccia, gli fosse venuto dall’offuscarsi la vista da tanti ed improvvisi splendori al punto come quando Mosè dal divino abboccamento divenuto tutto splendore forzò gli Israeliti a ricoprirsi con denso velo il lor volto. 10. Ritornando una volta dalla visita fatta nel suo Romitorio dell’Altesina 1 , ove come zelante Prelato aveva decretato alcune cose assai a proposito per la Religiosa osservanza, aveva pure ivi promosso la devozione e culto della Serenissima Regina degli Angeli, trovandosi nella Chiesa di quel Convento una Immagine 2 di rilievo di Maria N. S. sì ben fatta, sì bella (benchè di marmo) riscalda spiritualmente, e ferisce i cuori dei devoti riguardanti , onde pare che non le mani degli uomini, ma quelle degli Angeli l’abbiano formata3; il Demonio per castigar Andrea per il bene che aveva ivi fatto, nel viaggio gli fece intoppare la cavalcatura che, gettandolo in terra,diede il Capo in una gran pietra, di modo che naturalmente doveva non solo tramortire ma ancora restar subito ivi morto 1. Il S.Ferdinando Grimaldi barone dell’Altesina fondatore del Rom.1604 della Chiesa abitata d’altri nel 1534. Vedesi l’atti di Giov: Pietro De Bella di Calascibetta 2. Quella statua della Vergine Maria fu trasferita in Castrogiovanni. 3. Quando i P.P. ebbero il breve di trasferire i loro Romitaggi nelle Città o vicini a quelle, sforzati per le gran molestie de banditi, e decretarono applicare i suoi alle sacre scienze secondo lo stile degli Agostiniani Scalzi 79 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 80 come lo giudicò l’afflitto suo compagno, ma fu subito consolato, perchè un globo di luce dal Cielo disceso circondò il caduto Andrea, lasciandogli tal vigore, che con gran facilità da se stesso s’alzò da terra, si trovò senza alcuna lesione, e proseguì subito il suo viaggio per Regalbuto, ove con gran suo dispiacere si pubblicò la meraviglia occorsa, perché soleva nascondere i sovrani favori e fece un’aspra correzione al Compagno di non essere stato più cauto e segreto. § XVI Col dono di Profezia si rende famoso Il servo di Dio a perfetta amicizia, che avea Andrea col Dator d’ogni bene, lo rese degno del pregiato dono di Profezia, che non suole S. D. Maestà (eccettuatine casi assai rari) concederlo, che ad Amici e suoi Familiari; il rivelare altrui i propri segreti, non è segno convincente di gran confidenza? Sono innumerabili i casi, nei quali risplende questo lume profetico nel Venerabile Padre, ne riferirò solo qui alcuni. 2. Predisse la morte a molte persone inferme, quando già stavano dai periti medici L 80 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 81 assicurati che la loro infermità non fosse ad mortem ma sempre accertava Andrea come pratico nella scuola del celebre medico. 2. Aveva una volta un Frate Portinaio del Romit. di Regalbuto licenziato un secolare1 ivi capitato per confessarsi con Padre Fr. Andrea, con dirgli che questi stava nella sua Cella riposando, ma che in altra ora più opportuna poteva ritornare, oppure che aspettasse lì qualche tempo. Il Gran servo di Dio nel medesimo punto si partì dal luogo ove si ritrovava, (ancorchè alquanto distante, che non poteva naturalmente sapere quel che s’era passato nella portineria) ed incontratosi con un altro Religioso, lo pregò che andasse subito a cercare il suddetto secolare, (che già se ne ritornava alla sua terra) e gli dicesse, che era egli pronto a fargli carità d’udirlo. 3. Un giorno disse al Padre Fr. Serafino di Regalbuto2, non passerà molto,che il vostro avo ben presto se ne morirà, benchè goda al presente ottima salute; così avvenne,che il detto (nominato D. Vincenzo Fiorenza e Pazzis) se ne morì,sperandosi aver avuto luogo fra i Predestinati, avendo l’accennato P. Fra Serafino suo nipote dategli buoni e santi avvisi, senza però, che gli confidasse cosa alcuna della rivelazione fatta al suo Padre 1. Un altro caso simile racconta il buon Vecchio F. Pietro di S. Filippo 2. Questo P. Serafino co’ denari del suo Patrimonio fabbricò la nuova Chiesa di S.Antonio col Convento di Regalbuto e co’ suoi beni stabili nella profess. lasciatici si sostentano i Religiosi quali devono sempre raccomandar l’Anima sua al Signore. 81 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Il P.Andrea, e i suoi Religiosi assai grati ai suoi Benefattori insigni, con raccomandarli sempre al Signore nelle loro Orazioni a perpetua memoria registrarono i gran donativi che D.A. Stizzia fece al Romitorio di Cent’Orbi. 82 01/04/2010 11.07 Pagina 82 Andrea, da cui strettamente fu proibito farne alcuna parola di quanto aveva egli predetto del suo Parente. 4. Il Signor D. Antonio Stizzia Canonico di Messina1, soggetto sì qualificato, che per molti anni con gran prudenza e integrità fu Vicario Generale di quella Diocesi, disingannato delle cose del Mondo, si ritirò nel Romitorio di Centuripe sotto la direzione del P.Fr. Andrea, e dei suoi Religiosi; nientedimeno rendendosi col ritiro i suoi meriti più riguardevoli, dalla Maestà Cattolica gli fu inviata fino a quel Deserto la Cedola Reale di Vescovo di N. in Calabria, ma egli pensando di assicurarsi la Corona dei Comprensori nella Chiesa Trionfante, che qualunque Mitra nella Militante, si consigliò col P. Andrea se gli era espediente accettarla. La risposta fu, che se poteva umilmente scusarsi, avrebbe meglio accertato, stante appena posto in quel Trono Pontificio che sarebbe caduto, togliendogli la morte dalle mani il bacolo pastorale e dal corpo la vita, non restandogli più d’altri 4 mesi di quel pellegrinaggio. Il buon D. Antonio, appigliandosi al consiglio del Servo di Dio, non pensò ad altro, ma seguitò a vivere nella sua amata solitudine fra quei Romiti come morto al Mondo; passati alcuni me sì come P. Andrea aveva predetto, s’infermò PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 83 gravemente, e colui che avea profetizzato il mese della sua morte, gli predisse pure il giorno, il che raccontasi da Testimoni giurati in quel modo. 5. Ritornando da Centuripe a Regalbuto un Religioso, e dicendo al Padre Andrea, che il Sign. D. Antonio Stizzia si era ivi gravemente ammalato, ma poi rimasto fuor di pericolo, se la passava bene, e dello stesso parere erano i Medici che l’assistevano. Rispose il Gran Servo di Dio, lunedì prossimo futuro udirai se D. Antonio, se la passa bene; venuto il lunedì, ben mattino arrivò un altro Religioso da Centuripe, e diede notizia di essere il suddetto Sig. Canonico e Vescovo eletto passato da questa vita, onde si conobbe aver il P. Andrea profetizzato la sua morte contra l’aspettativa comune guidata dalle regole della naturale esperienza. 6. Una volta disse il N.V.P. ad Ottavio di Paola gentiluomo Regalbutese*; voi avrete da patire una gravissima persecuzione, senza però colpa vostra, sarete posto alla tortura,che con pazienza sosterrete, ma statevi allegramente, in pochi mesi conosciuta la vostra Innocenza vene ritornerete sano e salvo, con restar maggiormente accreditato di quello, che ora per la grazia di Dio siete in questa Terra. Non passò molto che venuti al- * Notaio di Regalbuto nominato nel 1618 ecc.; il capo di accusa e persecuzione è dichiarato dallo stesso Di Paola ed avvenne nel 1601 (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.14). (n.d.c.) 83 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 84 cuni Ministri regi, lo condussero in prigione, a Palermo, sostenne la tortura, l’impostura de Testimoni, le accuse, e altri maltrattamenti, allegro sempre e non turbato; alla fine appena passati sei mesi dei suoi travagli fu dalla Gran Corte dichiarato innocente e se ne tornò felicemente a casa sua essendo stato ricevuto da tutti i suoi paesani con grande onore, e stima maggior di quella che per il passato s’era tenuto della sua reputazione. 7. Era una volta venuto a caccia nei limiti del suo Romitorio di Centuripe Antonio Maccarrone, e mentre avea preso la mira per sparare ad una tortorella con suo speciale gusto, intese una gran voce che diceva: Ferma, ferma non sparare, conobbe che era grido del Venerabile Padre, nondimeno non curandosi dell’avviso stava fisso per colpire l’uccello, si partì il Padre Andrea dal luogo,ove si trovava correndo, replicando con ardore più grande, non sparare, non sparare e raggiuntolo con gran carità lo divertì, prese l’archibugio, gli fece vedere con l’esperienza, che se avesse sparato senza dubbio alcuno restava ucciso col suo proprio strumento, quale posto su una siepe, e con una canna lunga facendogli da lontano attaccar fuoco, sparò, ma in quattro pezzi l’archibugio scoppiò, e il medesimo senz’altro sarebbe successa a questo 84 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 85 fortunato uomo se l’avviso del P. Andrea non l’avesse salvato. 8. Riscaldandosi al fuoco un Frate del Convento di S.Antonio in Regalbuto, andò con gran fretta il P. Andrea dalla sua Cella verso la porta della stanza, dentro la quale colui si trovava, e con alta voce gli disse alzati fratello, e esci presto fuori, e replicò le medesime parole con voce più alta, ma vedendo che non s’affrettava ad uscire, come l’accennava, corse, e prendendolo per il braccio, lo tirò presto fuori, cadde subito un gran sasso, che l’avrebbe pestato se si trovava lì dentro. 9. Un altro caso totalmente al detto simile si racconta, come d’aversi nel Romitorio di Militello con simile avvertenza preservato dalla morte un altro 1 che cavava una volta una grotta, e stando distante dall’altra parte della Rocca ancora applicato allo stesso esercizio manuale il P. Andrea, con una gran voce gli comandò che subito se ne uscisse da quel luogo appena uscì cadde rovinosa la volta di quella spelonca.Si deve notare,che quante volte profetava tutto era indirizzato ad atti di carità, preservando dai pericoli corporali e spirituali, o per stimolare a maggior perfezione e quiete i prossimi, e quanto più poteva (eccetto che fosse altrimenti costretto dal- 1. Non puoteva sanza miracolo udir la voce del P.Andrea il P.Michele per la distanza del sito 85 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Maggiori castighi suol dare Dio a Professi che lasciano la loro madre Religione 86 01/04/2010 11.07 Pagina 86 l’obbedienza, o dalla carità) sempre copriva il tutto con la sua umiltà, trovando con prudenza vari pretesti(senza però mancare nella sincerità e verità Cristiana) acciò nessuno pensasse che egli avesse spirito profetico. 10. Ad alcuni Novizi predisse alcune disgrazie, che sarebbero successe, se tornavano al secolo, ma quelli non rimettendosi ai suoi Consigli, accaddero quei mali con tutte quelle circostanze e particolarità predette dal P. Andrea. Di questo numero furono quelli ai quali mentre se ne ritornavano ai loro Paesi, avvenne la disgrazia nel fiume come l’avevano udito dal venerabile Padre. 11. Alcune volte cantando profetava; raccontasi che mentre stava nell’aia il P. Andrea, con tre suoi Frati mietendo certo grano del convento, e volendo pigliar qualche respiro tra gli ardori eccessivi della stagione, si posero a sedere, incominciò egli all’improvviso a cantare al solito in rima siciliana, e in quei versi diceva, che uno dei detti tre1 , lasciato l’abito della sua Religione, e insieme il timor di Dio, doveva esser condannato alla Galea, l’altro fra pochi giorni sarebbe morto nella Città di S. Filippo, e del terzo,che per suggestione diabolica partendosi dalla sua Congregazione, carico poi di misfatti nel secolo, doveva finire la sua vita con pessima morte. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 87 Immaginandosi quei tre Frati allora, che le pronosticate disgrazie fossero state annunziate per passatempo, niente si turbarono, ma non passò troppo, che s’avvidero, che quel canto fu veramente profetico avverandosi ogni cosa puntualmente, con tutte le sue circostanze, e di tempo e di luogo e di persona, come dalla bocca del P.Andrea, con le lor proprie orecchie l’udirono in tempo della messe. 12. Predisse che un gentiluomo di Castrogiovanni miracolosamente doveva scappare dalle mani dei banditi,o assassini in tal luogo, e con tal modo, e s’avverò contro l’aspettazione di molti il tutto secondo la Profezia del vero servo di Dio. Seppe a dire chi nel fine della sua vita avrebbe preso le sue scarpe, e l’intenzione che v’intervenne del pio furto, come si dirà a suo luogo. 13. Stando agonizzando e con l’Anima(per così dire) fra i denti non potendo formare parole intiere, ma alcune mozze con tutto ciò non cessò di profetizzare a bene dell’Anime, e mancandogli il calor naturale, con la vista degli occhi, non si rimetteva il fuoco di Carità nel cuore, né il lume profetico nel suo intelletto, onde chiamando il suo infermiere Fra Guglielmo di Regalbuto la notte antecedente alla morte, gli disse che a suo padre ricor- 87 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 88 dasse alcune cose sue, ma non intendendo Fr. Anselmo quello che voleva dire per esser tutto il discorso fatto di mezze parole, gli disse, Padre, io non posso riferire niente a mio padre, perché non posso capire quello che mi volete dire; replicò il moribondo P. Andrea, non importa, gli dirai secondo il modo che hai inteso,comunque sia, se tu non intendi, intenderà molto bene tuo Padre, e così fu, perché dopo la sua santa morte, riferendo Fra Guglielmo tutte quelle mozze parole al suo padre, subito questi capì assai bene tutto quello che disse il P. Andrea al suo figlio religioso, che furono invero tutti avvisi importantissimi per la salute dell’Anima sua, quiete della sua casa e onore della sua famiglia. 14. Un’ora, o due, prima che morisse questo prodigioso uomo predisse ai suoi Frati, come si dirà negli ultimi capitoli di questo sommario, che al suo funerale non ci sarebbe stato concorso di popoli, né persona alcuna avrebbe potuto dalla Città venirci ad assistere, per certo impedimento, il quale difatto vi fu, verificandosi sempre quanto soleva predire, o per altri, o per se medesimo, tanto in vita,quanto dopo morte. Altre cose in genere di profezia si toccheranno quando racconteremo i suoi grandi miracoli, e nel seguente 88 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 89 paragrafo del dono di scoprire i pensieri, e i segreti del cuore, che pure è parte appartenente a questo sovrano dono di profezia, come insegnano i Dottori con S. Tommaso l’Angelico nella secunda secundae della sua Summa. § XVII Penetra Mirabilmente l’interno de’ Prossimi. l dono singolarisimo di scoprire l’interno, che appartiene a quello di profezia fu tanto familiare, che quasi in tutte le parti dove dimorò, fosse suddito o Prelato, diede mostra d’esso ben frequentemente. 2. Era in Regalbuto un gentiluomo* assai amorevole del medesimo P. Andrea, e della sua Religione, e perciò in tutte le occorrenze, di Notaro, Curiale, Avvocato serviva al Convento; a tanto affetto e carità corrispondeva il gratissimo Servo di Dio, aiutandolo con le sue sante Orazioni, dandogli alcuni avvisi per vivere cristianamente col fargli sapere con gran confidenza molte sue cose meravigliose e sovrannaturali,che dal Cielo gli venivano comunicate,e con frequenti ragionamenti spirituali lo consolava, e confortava nell’interiore, onde veniva il suddetto a conservarsi con purità , I * Not. Ottavio di Paola. (n.d.c.) 89 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 90 trionfando di molti pensieri impuri e rappresentazioni lascive, dalle quali era spesso fieramente assaltato. Or quel buono amico del N. Venerab. testificò fra le altre cose, che un giorno pensando non senza suo rammarico all’ingratitudine di alcuni ricconi tanto avari, che delle proprie sostanze non si muovevano affatto ad aiutare anche i loro parenti in grave o estrema necessità travagliati,onde desiderava egli con qual che ansietà mediocre fortuna per poterli con viscere di carità sollevarli: con tali pietosi pensieri non comunicati a persona alcuna, partitosi da sua casa andò a trovare il P. Andrea per far raccomandare da lui il tutto al Signore, ma quello col solito lume Celestiale, consapevole d’ogni cosa, lo prevenne, e prima che aprisse la bocca, gli disse, figlio, Dio è così buono, che accetta la tua buona volontà come se con le opere avessi già dato aiuto sufficiente a quelle Povere Orfanelle, ed ad altri bisognosi non riconosciuti da chi avrebbe obbligo e potrebbe rimediarli; restò stupito il caritativo uomo nell’udire che si sapeva dal Santo Padre quello che fino ad allora solo nella sua mente e cuore era passato. 3. Si confessò una volta col P. Andrea, un giovanetto non accusandosi d’un peccato che al solo offeso Dio poteva esser noto, il Ven. 90 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 91 Padre l’avvertì con dirgli figlio, vedi, che tu lasci tal peccato in questo Sacramento, non fai, che nel dì Universale de’ Conti, quantunque segreto l’avessi commesso, sarà pubblicato a tutte le Creature con tua grandissima confusione? a tal monizione stupì il penitente, si compunse, interamente si confessò e raccontò con gran sincerità ciò che era successo a casa del suo Padrone, e tutti glorificarono il Signore d’aver dato ai loro tempi un così gran suo servo, onorato con tali prodigi. 4. Avveniva spesso di penetrare le menti dei secolari, era ordinario. E quasi per dir così ad ogni momento scoprire quello dei suoi Religiosi, non c’era scrupolo, non c’era tentazione, non c’era pensiero di rilievo nei più nascondigli reconditi dei cuori dei suoi Frati, che lui ben non li conoscesse, e pertanto non poche volte prevenendoli, diceva ad uno, figlio tu sei tentato in questo modo, ad un altro, a te ti tormenta tale scrupolo, a te, t’ingombra tal funesta immaginazione, e cose simili, ed accertando sempre, dava con somma carità salutiferi rimedi a tutti, di modo che si viveva nei suoi Romitori, ove egli risiedeva con singolare purità, osservanza e fervore di spirito, ma come non poteva non riuscire felice la cultura di quelle Anime governate e conosciute da Andrea con tale luce, agli stessi Angeli 91 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Le colpe segrete si correggono segretamente. 92 01/04/2010 11.07 Pagina 92 della luce non concessa, riflettendo come in tersissimo specchio le coscienze dei sudditi negli occhi della sua mente, ma diciamo alcuna cosa in particolare del molto, che in quella materia si potrebbe dire con autentico ragguaglio. 5. Un religioso a cui il Venerabile Padre aveva comandato che desse qualche ristoro a certi secolari che erano capitati per visitare la Chiesa, o convento suo di Regalbuto, inavvertitamente mangiò tre o quattro mandorle, ma per esser quel giorno mercoledì, consacrato al digiuno dagli statuti della sua Congregazione, rimase con tanta afflizione nel suo interno come avesse commesso un gran delitto (è solito dei timorati di coscienza e di Religiosi perfetti molto affliggersi per una imperfezione, benchè non con troppo avvertenza commessa) nondimeno il suddetto Religioso dissimulando avanti a quei forestieri ai quali serviva, e alla presenza del suo P. Andrea, non scopriva esteriormente il rammarico del suo cuore; gli si accostò all’orecchio1 il Nostro Venerabile e gli disse, fratello non t’affliggere, rotto non hai il digiuno, la piccola materia, l’inavvertenza ti scusano della violazione del nostro obbligo: rimase subito consolato, non che maravigliato il suddetto Religioso, e quietato da quella scrupulosa tempesta, ebbe PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 93 motivo di ringraziar Dio, che arricchiva di tanti doni il suo fedelissimo servo. 6. Un suo Religioso alquanto infermo aveva ricevuto con gran segretezza da un secolare un fiaschetto di vino di mediocre qualità, opportu-no rimedio per la debolezza dello stomaco, cagionatagli forse da una specie di vino, in Regalbuto giustamente chiamata acquata, che si dava alla comunità di quel Convento. Capitò che il P. Andrea fece un familiare sermone1 nel luogo solito del Refettorio sopra la santa povertà, come assai importa ai Religiosi non tenere qualsivoglia cosa (benchè minima) senza licenza del Superiore, e di quanto danno sia la particolarità nelle Religioni; restò al maggior segno confuso quel Religioso, pensando che quella fervida esortazione l’avesse fatta per toccare, e riprenderlo del vino ricevuto per quel suo bisogno, e così stava per andare subito alla sua cella per levarselo, e riporlo nella commune dispensa, e confessare la sua colpa al Superiore, che era allora lo stesso V. P. Andrea, ma questi prevenendolo con benigne parole, gli disse, figlio, la tua indisposizione ti permette di bere di quel vino. Quanto con premura raccomandai nell’esortazione, non fu detto per te, anzi vorrei che seguitasse il tuo Benefattore a dartene dell’altro, e ti sia tutto benedetto; con tutto ciò 1. Il P.Andrea penitenziò un Priore che mangiò una volta un’arancia non avendolo avuta la Comunità. Non si dava più così del vitto come del vestiario al Vic.Generale, che al minimo Fr. Laico, per la necessità non per la dignità si differenziava. 93 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 94 quel buon Religioso gli chiese perdono, e la penitenza per quel che avrebbe potuto nel fatto antecedente mancare, lo ringraziò della carità mostratagli, e restò non senza gran stupore per aver saputo Andrea quel che naturalmente in nessun modo si poteva sapere. 7. Non voglio tralasciare di dire nel fine di questo paragrafo che dovendo venire in Regalbuto un visitatore di una assai Illustre Religione, invitato da persone importanti, d’andar a visitare il P. Andrea, e con quella occasione ricrearsi alquanto nel suo Romitorio di S. Antonio, accettò egli volentieri l’invito, ma nel viaggio gonfiandosi alquanto gli dispiaceva fare quel cammino per trovar Religioso (benchè alias di gran perfezione) ma ignorante, però non fece sentir niente di quello ai suoi compagni; ed ecco prima d’arrivar al suddetto Eremo uscì Andrea ad incontrarlo con grande umiltà, ed arrivatolo, genuflesso lo prega a non passar più oltre stante che ivi non vi erano Religiosi letterati, che fossero degni per ricevere, e conversare con un tanto gran Maestro e Prelato, come lui era: s’accorse subito il Visitatore, che fosse stato rivelato all’umil servo di Dio, quel suo superbo pensiero nella sola sua mente poco prima passato, onde confuso gli chiede umilmente perdono con grande edificazione dei circostanti, con fessando since- 94 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 95 ramente il successo, e quindi trattenutosi con grande sua gioia per qualche giorno con il Padre Andrea, e suoi Romiti, si partì poi con dispiacere, desiderando esser in stato tale di poter finire la sua vita in quel santo luogo, ed imparare la sapienza Celeste, che ivi s’insegnava; di più fu una tromba della Santità d’Andrea per ogni suo Convento, che visitava, con soggiugnere questo detto, ora sì (dopo che fui in S. Antonio di Regalbuto) ho capito quello che la sapienza del Verbo umanato volle dirci nel testo dell’Evangelo Confiteor tibi Pater, quia abscondisti haec a sapientibus, et prudentibus, et revelasti ea parvulis etc. § XVIII Co’ Miracoli pubblica Dio la gran Santità del suo Servo. araviglioso ci viene predicato Dio nei suoi Santi, e a bocca piena così lo pubblicherà chiunque ben considererà le gran meraviglie, che si degnò operare per mezzo del suo servo e fedelissimo amico Andrea, che se con le altre grazie dette da Teologi gratiae gratis date assai lo sublimò, con quella dei miracoli lo divinizzò, perché furono senza numero. M 95 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Successo in Centuripe, ove i PP. riedificarono l’antico tempio della G.Signora della Stella, la maggior parte de NN.Romitori hanno per Patrona Titol. Maria Vergine. 96 01/04/2010 11.07 Pagina 96 2. E’ costante fama, ch’egli nel corso di sua vita col segno della Santa Croce, sanasse ferite, alleviasse dolori, cacciasse febbri, e rendesse la sanità, guarisse i languori di innumerevoli persone, e fecesse altri straordinari prodigi, dei quali io qui n’apporterò alcuni, come da testimoni giurati furono deposti. Ma se prima, se alcuno mi domandasse perché in ogni miracolo ordinatamente adoperasse egli il segno della Santa Croce, io gli risponderei che tutto faceva per la sua grande umiltà e viva fede, perchè nessuno presumesse dar a lui alcuna gloria, ma tutta s’attribuisse al Crocifisso Signore, da cui ogni bene procede, e senza la cui virtù come di strumento congiunto dell’Onnipotente Maestà, non può lo strumento suo, o morale o fisico, operar nulla; ma veniamo ai casi particolari. 3. Stavano una volta faticando i Religiosi del Ven. Padre nel levar un certo cumulo di pietre da un luogo e gettarli in un altro, cadde uno d’essi inavvertitamente fra quei sassi(1), sì disgraziatamente, che facendosi una grande ferita nel Capo, lo videro i compagni subito tramortito senza mostrar segno di vita, sepolto nel suo sangue; accorse con prontezza e carità il P. Andrea, il quale dolendosi del caso, e segnandolo con la Santa Croce, gli disse, orsù alzati figlio mio, che non vi è niente di male (o PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 97 Onnipotente Signore, che dai tanta potenza alle tue Creature formate dal niente); subito si rasciugò il sangue, sparì la ferita senza lasciarvi qualche cicatrice, e colui che stimavasi morto, o moribondo, vigoroso ed allegro come mai avesse avuto danno alcuno, ripigliò quell’esercizio manuale con sommo stupore di tutti, che furono presenti alla sua caduta, riconoscendo ognuno quanto potente era fatto Andrea per la sua gran virtù e Santità. 4. Un’altra volta mentre i Romiti di Centuripe s’affaticavano nell’Aia, triturando certo grano per servigio di quell’Eremo, un bue assai indomito urtò uno di quei Religiosi, lo prese con le corna per la cintura dalla parte delle reni, non senza gran suo tormento l’alzò da terra, e tenendolo così sospeso col suo capo, saltava or qua, or là: restarono grandemente spaventati tutti i circostanti Frati, e più si rammaricavano, che non ardivano accostarsi a quell’animale, per tema che maggiormente stizzato e più infuriato incominciasse a correre per quel campo, e lo sbalzasse in qualche rupe vicina; passò più di mezzora in questo doglioso spettacolo, e sempre quel povero Romito gridava, domandando aiuto, quale nessuno glielo poteva dare: ma lo provvide il Signore miracolosamente, ed ecco fu intesa una gran voce che dicea, ferma; ferma tenta- 97 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 98 zione, a tal grido tutto mansueto divenne quel bue, fermò i piedi e calò la testa, non però s’assicuravano avvicinarsi quei Religiosi, ma, udendo di nuovo gridare “accostatevi”, non abbiate paura, e riconoscendo essere la voce del loro Padre Andrea (che come poi si seppe d’altri Frati, stando egli alquanto dormendo nella sua cella, si destò e con grand’affanno, come un giovanetto fu visto rapido (non che veloce correre verso un luogo vicino all’Aia, alla vista di quel bue per domarlo coll’imperio della sua voce) e così s’accostarono quelli, e lo disvolsero dalle corna, ove era stato pendente con evidente pericolo della vita, lo trovarono non solo con la tonica stracciata ma ancora con le carni assai lacere, e prima di pensar al rimedio, fu dal P. Andrea, il quale con paterna amorevolezza lo consolò, e facendo apparenza che con compassionevole mano gli toccava le carni lacere e le lividure, fu visto che faceva molti segni della S.Croce sulle ferite, e, trattenutosi alquanto in quel pietoso ufficio, dopo gli disse, tu ti credevi figlio, esser tutto pesto, e ferito, io non vedo nulla, stai bene, sei sano, ritorna dunque all’aia ad aiutar gli altri nei travagli della messe; ubbidì il risanato Religioso, sentendosi senza alcun dolore, anzi con maggiore lena di prima, restando senza piaghe o maltrattamento ve- 98 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 99 runo, se n’andò al luogo destinato, ove dimoravano gli altri frati, i quali testimoni oculari del passato accidente, nel vederlo comparire, restarono storditi dallo stupore, e alquanto increduli al racconto che si faceva, che con l’applicazione della mano del P. Andrea ogni suo male fosse sparito, ed assicurati non esser fantasma, lo fecero spogliare dell’abito e con propri occhi videro, e con le proprie mani toccarono esser vero quanto veniva detto; s’avvidero poi aver mancato nel non aver prestato più fede alle meraviglie operate del loro P. e Maestro Andrea, se ne pentirono, e chiesero al Signore Perdono. Permise, penso io, S. D. M. * che quelli dubitassero della verità del gran miracolo operato dal Signore per mezzo del suo servo per più autenticarlo, sì come permise la poca credulità di Tommaso Apostolo per maggiormente corroborare la fede della sua gloriosa Resurrezione negli animi fedeli. 5. Cadeva sopra un monaco un sasso grande del peso di 15 libbre; ed al comando d’Andrea sul capo dello stesso Religioso, senza offesa alcuna come se fosse stato di vetro o di carta si divise in due parti una de quali diede su la testa di un altro Frate1 (che non fu poco prima pronto ad eseguire certa ubbidienza) lo fece cadere a terra e restò gran- * Sua Divina Maestà. (n.d.c.) 1. Il Religioso che non è puntuale all’obbedienza non solo non merita grazie divine ma nemmeno il nome di Religioso 99 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Il V.P.Andrea fece la correzione a quel Monaco, disse che Christo N.S. a tutti i Superiori in persona degli Apostoli: Quivos audit me audit, et qui vos spernit, me spernit. 2. Regalbuto gode clima benigno, diede il Protomedico Gian Filippo Ingrassia in Napoli detto divus.Grassia con una statua eretta ivi e in Palermo, come Galeno stimato, rimediò al Contagio nel secolo passato, le sue opere sono singolari, fu grand’amico del N.P. Andrea per le grazie ricevute. 100 01/04/2010 11.07 Pagina 100 demente ferito, scorrendo in abbondanza il sangue dal percorso capo; in tal miracolo furono notate altre maraviglie, perché quando stava per cadere quella gran pietra, si trovava il V. Padre astretto delle debolezze della nostra natura, concedendo al suo faticato corpo qualche ora di sonno, e sebbene ancor dormendo vegliava e profetava in favore dei prossimi, corse subito come un’agile giovanetto sebbene fosse allora assai vecchio, e fiacco, dandogli forze il fuoco della sua carità su la cima d’una rocca, e comandò ai sassi, che non danneggiassero il suo Frate1. Di più s’intese la sua voce in quell’occasione assai da lontano, ove erano i suddetti Religiosi (che naturalmente parlando) non poteva in modo alcuno udirli. 6. V’era nella città di Regalbuto una gentil Donna chiamata Filippa, moglie del Dott. Pietro Russo famoso nella medicina2; a costei il P. Andrea fece una grazia quale si riferisce in questa guida. Si ritrovava ella oppressa d’una gravissima infermità, chiamata spina ventosa, nel dito pollice della mano sinistra, si doleva grandemente, cagionando compassione a tutti coi suoi lamenti, e spasimi; era il dito talmente incancrenito e denigrato, ch’era dato dai medici per morto e già stavano per mutilarlo per poter assicurare con la mano il braccio, (che andava pure denigrandosi) maggiormente PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 101 crebbe il suo male per il sopraggiungerle una gran febbre; si contentava che si venisse alla mutilazione la misera Donna. Ma prima, per mezzo del suo afflittissimo marito si mandò a raccomandare al Nostro Venerabile Padre Andrea, perchè con le sue Orazioni1 l’aiutasse per non sentire tanto dolore come s’aspettava nell’incisione; di più che le facesse carità, in quel tempo, d’assistere con la sua presenza per ricever maggiore conforto con le sue sante parole. Il servo di Dio, umilmente le rispose che volentieri ne avrebbe pregato il Signore, perchè le desse la pazienza desiderata, e le promise di visitarla. Tanto per appunto egli fece anzi assai più di quello che gli fu chiesto, perché trasferitosi senza indugio all’inferma, la trovò tanto preoccupata, e per il male presente, che pativa, e per il futuro che temeva, che pareva quasi morta: incominciò il Beato Padre con bel modo a consolarla con le sue Celestiali parole2, che ben presto videsi quella tutta sollevata, e avendola esortata con rappresentarle la gravità delle pene del Purgatorio, con ricordarle vari esempi dei SS. Martiri, con ponderarle l’acerbissima passione dello stesso Re dei Martiri Cristo bene nostro, a ricever ogni patimento dalla mano pietosa del misericordissimo Signore con allegrezza, non meno che 1. Le orazioni dei buoni religiosi possono più che tutti i rimedi dei medici per guarire dai malori 2. Ragionamenti con i quali i Religiosi devono consolare gli infermi. 101 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * fatto avvenuto nel 1607; vedi pag.9 del manoscritto citato. (n.d.c.) 1. Solamente spinti dalla carità devono i Religiosi visitare i secolari 102 01/04/2010 11.07 Pagina 102 con cristiana pazienza, e a conformarsi col suo divino volere nei successi quantunque avversi; si licenziò dall’inferma, ma prima si fece mostrate il dito ov’era il male, e alzando gli occhi al Cielo le fece il segno della Santa Croce e disse, non vi bisogna per questo né fuoco, né ferro, né incisione alcuna; credette l’inferma senz’alcuna titubanza quanto l’uomo di Dio disse, e credettero ancora quelli di sua Casa, da cui appena era passata un’ora ch’egli s’era partito, che si partirono gli affanni di coloro, perché subito cessò il dolore dell’inferma, l’abbandonò la febbre, sparì la cancrena*, con tutta quel nerume del suo dito, e ritornarono talmente le forze di prima, che potè, dopo due o tre giorni trasferirsi in S.Antonio, Romitorio del Padre Andrea per ringraziarlo con devozione ed allegrezza della sanità così prodigiosamente ricevuta. Poco dopo per non resistere alla Carità, che l’urgeva 1 , con qualche suo disagio per trovarsi molto abbattuto dalle sue solite indisposizioni, visitò la Casa di una Signora della medesima Città, ed appena in quella entrato, consolò gl’afflitti, guarì infermi, riempì di giubilo e d’allegrezza tutta quella onorata ma povera e numerosa famiglia, da cui con viva fede e umiltà era stato ricercato. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 103 7. Si racconta con gran stupore nella Vita del B. Giovanni di Dio, Istitutore dei Religiosi detti Fate bene Fratelli, che una volta alcuni assassini essendosi incontrati con due suoi Frati, quelli soliti ad assassinare chiunque veniva loro incontro, non li toccarono in nessuna cosa per rispetto del Beato loro Giovanni: ma quanto stupore recherà riferendo del P. Andrea, che avendo un Cavaliere della Città di Castrogiovanni, fattosi Anacoreta, chiamato Fra Melchiorre, lasciando col corpo il secolo, senza spogliarsi dei beni di Fortuna 1 , ritenendo il possesso delle sue ricchezze benchè non avesse di quelle l’uso: gli avvenne, che fu preso e fatto prigioniero dai ladroni, che lo chiusero in una oscura spelonca facendo sapere ai suoi parenti, che facessero loro recapitare subito 2 o 3 mila scudi almeno, per mano del Nostro P. Andrea, altrimenti insieme alla libertà gli avrebbero fatto perdere la vita; intimoriti quelli, ricorsero subito con una parte dei danari richiesti al V. Padre e, con lacrime pregandolo, che volesse lui , con la buona opinione che aveva presso tutti, anche coi mali rimediare a quel caso, essendo impossibilitati per allora trovarne più di quelli che gli portavano, ma il N.P. Fr. Andrea sorridendo disse, ritornatevene nella vostra Città, che non occorre danaro alcuno: con 1. Un Priore per concedere un peculio di tarì sei ad un Frate, fu condannato infin al giorno del Giudizio nel Purgatorio; secondo la rivelazione d’un servo di Dio nel Romitorio di San Basilio per tenere tarì due un Frate, voleano che si punisse con due anni di carcere; in tutta la Congregazione non si poteva far la colletta di scudi due per mandar al Procuratore Generale: tanto era l’osservanza della povertà. 103 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 104 tutto ciò quelli insistevano che pigliasse la moneta, e promettesse loro d’accomodar subito ogni cosa, essendo a loro nota la malvagità dei banditi di quei tempi, e di quante gran disgrazie erano stati cagione a diverse persone, per non esser stati accontentati subito come pretendevano; infine vedendo che non si quietavano, si ritirò il servo di Dio in disparte col capo di quei signori, che erano venuti a raccomandarsi e, mandando un gran sospiro dal profondo del suo Cuore, gli disse, giacchè mi sforzate a svergognarmi, io vi dico, statevi allegramente, perché domani a mezzogiorno verrà a casa vostra Fra’ Melchiorre, sano e salvo, senza offesa o spesa alcuna. Udito questo, quel Cavaliere, non dubitando affatto di quanto gli prometteva il servo di Dio, per la gran fama che v’era dei suoi passati miracoli, egli e i suoi compagni, se ne tornarono quieti e contenti al loro paese: nel giorno seguente a mezzodì, avverato videro, quanto dal P. Andrea fu loro predetto, raccontando il sudetto fra Melchiorre il modo miracoloso con che era scampato dalle mani dei ladri, e che da lontane orride ed incognite selve e caverne, vicine a Mongibello, dove era stato da quei furboni nascosto e custodito, essere potuto arrivare alla sua patria in breve tempo, e senza disagio con vista assai scarsa, essendo egli quasi cieco, e 104 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 105 senza forze di dare passo alcuno, onde il tutto attribuirono alle orazioni e prodigi fatti da P.Andrea, come fu infatti.1 Fu tanto prodigioso nel far miracoli il Santo Vecchio, che pare che ogni Creatura l’un l’altra invidiasse per ubbidirlo, e come di Mosè, Pier Crisologo, parlando disse: Oratione ad triumphos suos militare sibi mandat “omnia elementa”. Perché da quello che si è detto, e di quanto appresso dirò non fu scrupolo nel compararlo al Gran Capitano dell’Ebraismo nell’essere obbedito dagli elementi tutti. 8. In un anno molto calamitoso, cento e più devote persone erano venute da Regalbuto a Centuripe per impetrare la desiderata pioggia dalla SS.Vergine della Stella, per mezzo del V. P. Andrea, e non potendo ritornare alla loro Città, stante che subito(come questo servo di Dio promise) contro ogni naturale attesa s’ingombrò l’aria serena e per molte ore cadde in gran copia l’acqua, onde furono necessitati a ritirarsi nelle vicine grotte del Romitorio dei PP. ma quanto allegri per la grazia della pioggia avuta, tanto dalla fame (per esser passato più d’un giorno senza veder pane) venivano molestati: mosso a compassione il caritativo Padre, fece sedere tutti e, prendendo otto o nove pani che si ritrovarono nel suo povero Romitorio, spezzan- 1. A Fra Melchiorre di Basile successe il medesimo 105 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. il Padre Diez andò in Spagna per fondare un Romitorio e se ne morì presto. * Il giovane era Fra Guglielmo figlio del notaio de Paola, dopo il noviziato durato parecchi anni (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.5) (n.d.c.) 2. Giurati di Regalbuto si creano a voci del Popolo, alla sola Real Maestà soggetti, devoti del P. Andrea e dei suoi Romiti 106 01/04/2010 11.07 Pagina 106 doli e fatto il segno della Croce, distribuì a ciascheduno quanto aveva di bisogno(aiutato dal suo compagno P. Fr. Andrea Diez1 di Spagna (che raccontò poi questo miracolo) perchè subito si moltiplicò in tal modo, che dopo che tutti si rifocillarono a sazietà, restò pane nel Romitorio tre volte più che v’era.Tutti coloro che a sì gran segno si trovarono presenti, sopraffatti dallo stupore e pieni di devozione volevano di comune accordo portare seco quella viva Reliqua del prodigioso Padre alla loro Terra, eleggendolo da quel tempo per amorevole Padre, e Re dei loro cuori, ma non lo vollero violentare, temendo che aborrendo egli gli applausi popolari e il commercio delle genti, non si fuggisse loro in altro alpestre Monte ed orrido deserto. 9. Nell’ occasione d’una Professione solenne d’un giovane* nel Romitorio di Regalbuto furono invitati ad assistere i Signori Giurati2 con molti altri Gentiluomini, oltre la gran moltitudine di donne e di figliuoli accorsi da quel paese: finita la funzione, e ivi trattenendosi con spirituale allegrezza per tutto quel giorno, la sera sul tardi nel voler fare tutti ritorno alla Città, fu tale la pioggia, che pareva diluvio, né potevano comodamente ritirarsi di nuovo al Convento; il P. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 107 Andrea stimolato dalla sua carità, e gratitudine, dispiacendogli molto il disagio di quelli, se ne andò in Chiesa a far orazione, e fu così efficace che in un subito cessò la pioggia, si rasserenò l’aria, di modo che ognuno dei suddetti ritornò asciutto nella sua casa; ma appena ritiratisi di nuovo incominciò il Cielo a piovere, non cessando fino al giorno seguente.(*) 10. In uno dei viaggi che fece per Roma, mettendosi a desinare coi cinque suoi compagni non si trovava altro che uno o due tozzi di pane, che appena bastava per il rifocillamento d’uno, ma il servo di Dio, con alzar gli occhi al Cielo e fare il segno della Santa Croce, si moltiplicò talmente quel poco di pane, che dopo di averli tutti sufficientemente saziati, e soccorsi alcuni miseri, che incontrarono nel cammino, ne riposero nelle bertole o bisacce assai più di quello che ne avevano cavato. 11. In un suo Romitorio trovandosi i Frati d’una grande comunità una volta sprovvisti totalmente di pane, e senza speranza poterlo avere per quel giorno, li sopraggiunse una Compagnia di molti Gentiluomini della Città di Caltagirone, che la maggior parte di quelli erano benefattori segnalati di quell’Eremo: era straordinaria l’afflizione di tutti quegli (*)Fatto avvenuto nel gennaio 1612 (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.6) . (n.d.c.) 107 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. I Religiosi ritirati sono provvisti miracolosamente da Dio 108 01/04/2010 11.07 Pagina 108 Eremiti per non aver modo di poter soccorrere i loro amorevoli poco curandosi dei propri patimenti: solo il N. P. Andrea se ne stava con sembiante quieto, e niente turbato, onde disse ad un frate ministro della Cannava, che andasse nella cesta comune che troverebbe del pane, sufficiente per tutti, rispose quello che già aveva fatto questa diligenza, e si era accertato nemmeno trovarsi un minimo tozzo; gli replicò il N.V.P. che confidasse nel Signore e di nuovo andasse a vedere, ubbidì il Frate e trovò nella cesta gran quantità di pane ben fatto e fumante, come allora avesse cavato dal forno; gioì e stupì insieme il detto cannavaro, piangendo per allegrezza e devozione, subito provvide a tutti con compita soddisfazione così dei Religiosi come dei secolari, stupefatto, raccontando i prodigi che in quella giornata aveva visto con propri occhi, e toccati con le proprie mani, come poi con giuramento fu deposto agli Ufficiali del Prelato di Catania. 12. Un’altra volta nel mese di marzo, il P. Priore di Centuripe restava confuso per non aver possibilità (con aver fatto diligenza) di trovar frumento per potere tre altri mesi almeno sostentare la sua comunità, non essendo altro in Convento, che mezza salma circa di frumento 1 , ricorse al P. Andrea che PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 109 gli desse qualche consiglio e luce nella soprastante necessità, ch’era grande, poiché quel poco grano appena per una settimana gli poteva bastare: fu subito da quello consolato, assicurandolo che quella mezza salma1 basterebbe infino al tempo della messe: non cercò altro l’affannato superiore, perché confidava assai nella gran santità del suo Padre, e non restò deluso, perché ebbe frumento fino al tempo predetto, provvedendo con ogni soddisfazione ai Religiosi e ai secolari servienti, che fece poi il computo averne cavato dal cannizzo, che così chiamavano il contenente ove era riposta quella mezza salma, più di sette salme di grano.* 13. Molti religiosi antichi testificarono aver egli moltiplicato con evidente miracolo l’olio, quando Fra N. di Paternò, detto nel secolo D. Bernardino Ventimiglia, tirato dalla fama del P. Andrea 2 , postosi sotto i piedi, quanto il fallace mondo promette, cercò arrolarsi sotto la bandiera dell’Ordine Eremitano Riformato, a cui offerse per elemosina un gran oliveto, ed un molino, vicino alla suddetta città di Paternò, ma il P. Andrea non li volle ricevere, contentandosi di pigliare 125 libbre d’olio, il quale fu si miracoloso per la benedizione del medesimo Padre, che bastò tre anni consumandolo per servizio della 1. Miracolosa mezza salma di frumento moltiplicata in 7 e più salme * Fatto avvenuto nel 1608 dichiarato dal Frate Nicolas Candura allora nell’eremo di Centuripe e che nel momento della testimonianza si trovava nell’eremo di S.Antonio. (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.16). (n.d.c.) 2. Dalla Città di Paternò all’odore della Santità di P. Andrea molti soggetti furono tirati alla Religione; fra gli altri il P.Placido prese ivi la fondazione di S:Maria delle Grazie, e il P. Geronimo assai virtuoso e zelante aiutò quel Convento. 109 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 110 Chiesa e dei religiosi di quel Romitorio. Non solo in queste dette occasioni moltiplicò miracolosamente la roba, ma in molte altre occorrenze necessitose, tanto di pane, come di vino, olio e altre cose necessarie al vitto umano. Leggesi di Cristo che due volte moltiplicò il pane, ma del nostro Eroe (in virtù però dello stesso Cristo) e il pane e altre cose commestibili fece moltiplicare spessissime volte, onde mi pare che senza iperboli retoriche, ben disse un Oratore trattando di questo servo di Dio. 14. Il religiosissimo P. Andrea fondatore dell’Eremitani Riformati del Patriarcha dei Patriarchi Agostino può darsi il titolo d’haver una Monarchia sopra tutti, ed un nuovo Impero del Mondo tirando il Cuore de prossimi, che è la più bella parte dell’huomo, a suo volere; di lui registrar si può l’elogio di Samuele Dilectus a Domino suo renovavit imperium, reggendo a suo cenno la volontà de sudditi e de Maggiori, renovavit imperium dominando gli elementi, facendo a suo talento, hor pioggie per fecondar la secca e sterile terra, o per privarsi dell’honor delle visite, hor serenando il Cielo per pietà dei viandanti, renovavit imperium, comandò alle fiere indomite, quando alle offese più anelava-no e le rese obbedienti, nonchè mansuete, renovavit Imperium, legando fin al centro degl’ abissi i 110 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 111 Demoni, flagellandoli ne i corpi ossessi, e facendoli crepar di rabbia, rubbandoli l’ anime da’ fieri artigli, renovavit imperium intimando all’infermità, che si partissero, alle disgratie s’allontanassero, alli dolori, che svanissero, et havendo (per così dire)l’istesso Autor della natura in sua balia facendo nell’Orationi meraviglie inaudite a pro di tutti: renovavit Imperium, comandando fino a malori del suo Corpo, et all’istessa sua morte con allungar prodigiosamente la vita per profitto de suoi figli, onde vicino all’hore per raggion naturali ultime, disse, e così fu fatto, che non morirebbe per all’hora, se non veniva una spedizione da Roma per la sua nuova Riforma.”” Non devo nemmeno lasciare di dire alla fine di questo paragrafo che fu reso egli dall’Altissimo tanto prodigioso, che col solo invocare il suo nome (P. Andrea) da lontano ricevevano i fedeli grazie straordinarie, come fu, quando sommersi alcuni in un fiume, ed invocando il suo Nome vennero a galla e si salvarono. Ai suddetti prodigi m’occorre aggiungere un altro1 non d’inferior nota, molti anni prima che morisse, successo, ma da me in questo punto con notizia autentica saputo, e così lo riferirò in altro paragrafo, che sarà il seguente. 1. In Centuripe con olio della lampada guarì Fr. Paolo di Castrogiovanni ridotto alle porte della morte per una gran rottura. 111 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 112 § XIX 1. Gli antichi Romiti dell’Altesina la mattina perseveravano in Orazione e Contemplazione infino a prima(ora); 2.non andavano alle città o terre 3.digiunavano gran parte dell’anno in pane e acqua o con soli lupini o lattuche si sostentavano 4.nelle vigilie della V. Maria facevano tre discipline sanguinolente 5.non parlavano(eccetto il Priore o Procuratore) con i secolari, benchè parenti 6.con gli occhi sempre bassi,alcuni sempre scalzi 7.l’assenzio serviva nella mensa per aromati e zuccheri 8.quando si comunicavano in tutto il giorno non si parlava come i sacerdoti prima di dire la messa 9.furono visti molti Angeli e la loro Regina sul Romitorio, e i demoni fuggire urlando. 112 S’inferma gravemente nel Convento dell’Altesina profetizza d’ivi non morire e si mostra prodigioso ccorse che per consolazione degli Eremiti dell’Altesina1, o per altro negozio della Provincia facesse di mestiere della visita del servo di Dio in quel Romitorio, v’andò subito, e non avendo riguardo alla propria salute, che la godeva allora assai scarsa, ma ben presto amareggiò l’allegrezza, che con la sua amabile presenza aveva ivi recata, perché assalito da una ardentissima e acuta febbre, ben tosto lo ridusse a renderlo i medici disperato di sua vita, e a farlo sacramentare, ma egli (per istinto divino) diceva non essere quella la sua ora e che l’estrema unzione si poteva differire: però non volle affatto ricusare di quanto quelli ordinarono; uscì poi voce per quei dintorni che fosse il servo di Dio già morto, o moribondo. Castrogiovanni a tutto potere pretendeva aver il Tesoro del Suo Corpo, per esser sua patria, ma Calascibetta in nessuna maniera lo voleva cedere, allegando per trovarsi il Romitorio dell’Altesina nel suo territorio, toccava a lei la gran Reliqua, s’alterarono a poco a poco O PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 113 per questo Santo interesse, gli animi dei Cittadini dell’una e dell’altra Città, che arrivò la cosa a tal termine che si sollevò gran rumore, e si temevano gran danni. 2. Qui viene a proposito l’ammirazione d’un sacro Oratore: “O pregio inestimabile della virtù e quanto è diversa la sorte degli Amici di Dio e dei Grandi del secolo e poco si stimano i Monarchi defunti, e non meno che degli altri uomini si volgono dai loro cadaveri gli sguardi, per non contaminarsi nell’abominazione del loro fracidume, e chiudono le narici, acciò non restano offese dalla puzza della loro putredine, pasto di verme sono, e per tali si stimano, ma quanto è il pregio delle ceneri, della calvarie dei Santi? V’imprime divoti baci la pietà Religiosa e ponendo in loro le speranze delle private e publiche felicità, dei beni temporali, et eterni; con maggior gelosia, che le più munite Cittadelle alla propria sicurezza, le custodisce, e al pari di qual si sia più ricco tesoro l’apprezza, e se non le tiene, con grand’ansietà, a tutto potere si sforza per averle”, come pretendevano fare le due suddette città emule, che non potendosi accordare a chi toccava il futuro cadavere del Ven. Padre Andrea, non cedendosi alla ragione, erano determinate di decidere la lite per via d’armi. 113 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * I due devoti erano il notaio Ottavio De Paola e Pietro Gerardi, si recarono nell’eremo di Altesina il 30 aprile 1604. (n.d.c.) ** Uno dei frati era Fra’ Domecico Li Citelli (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.4. (n.d.c.) 114 01/04/2010 11.07 Pagina 114 3. Rimediò al tutto il Signore della pace, non volendo che per il suo pacifico Servo si facesse rumore veruno con farlo alquanto migliorare; con che si perse la speranza dei Pretendenti, ch’egli morisse per quella volta, ed egli medesimo molt’anni prima predisse che non sarebbe morto in quel luogo e lo confermò a due devoti di Regalbuto*, che in udir la mortal sua infermità, se ne volarono all’Altesina,i quali, arrivati alla Porta del Convento e trovati alcuni frati ** , volendosi informare con grand’ansietà ciò che vi fosse del P. Andrea? Se ancor vivo o no? Ecco se lo videro all’improvviso in mezzo, senza sapere come, e per qual parte fra loro entrato fosse; dallo stupore e dall’allegrezza sopraffatti, restarono alquanto muti, con pianto però esprimevano la loro devozione e, contento, baciandogli con affettuosa e umile riverenza la mano, di modo che il Servo di Dio, anche lui s’intenerì usque ad lacrimas e con amorevoli parole disse loro, e voi potevate pensare che io qui fossi morto? No, no, in S. Antonio, come vi ho promesso morirò, alludendo al suo Convento di Regalbuto e, menandoli in cella, e esso di nuovo gettatosi nel suo povero letticciuolo, li ricreò, prima trattenendoli seco per qualche ora coi Santi ragionamenti, e poi nel comune refettorio comamdò che fossero PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 115 trattati assai bene, quanto la povertà della Religione permetteva, con aver fatto ancora cercare altre cose dagli ovili vicini, dai quali per speciale provvidenza del Signore a riguardo del suo servo, si ebbe prontamente quantità di carne e di latticini, più di quello che faceva di bisogno e si sperava. Avuta la licenza e benedizione del loro amato Padre, nel di seguente si partirono per Regalbuto, ove giunti, consolarono molti con assicurarli del miglioramento della sua salute, e della promessa fattagli dal medesimo, che non morirebbe in altro Romitorio, che in quello della loro Terra; maggiormente gli diedero occasione di stupirsi, raccontando le meraviglie viste con propri occhi nel Convento dell’Altesina: come il Santo Padre Andrea(che con nome di Santo era ordinariamente chiamato) giacendo nel suo letticciuolo si debole, per la mortal infermità ivi avuta, che sembrava un esanime cadavere, non potendo senza gran difficoltà alzar alquanto il suo braccio, nondimeno se ne andò solo senza appoggio alcuno alla porteria di quel Romitorio ad incontrarli, il quale arrivo non poteva egli saperlo d’altro che dal suo spirito profetico, non essendo stato da persona alcuna del mondo avvisato, e molto meno del fine perché erano là capitati: di più aversi egli reso per qualche tempo invisibile trovandosi all’improvviso in mezzo ad essi senza che nessuno l’avesse ve- 115 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Fu di pelo biondo e di color bianco. 116 01/04/2010 11.07 Pagina 116 duto venire, o passare, nemmeno quei religiosi che si trovarono avanti la sua cella, onde maggiormente crebbe in quel paese la fama della Santità del servo di Dio, e la brama di presto rivederlo. 4. Ma quanto restarono consolati i Frati eremiti col popolo di Regalbuto per la sopraddetta speranza avuta, tanto afflitti restarono poi gli eremiti dell’Altesina con le terre e città circonvicine, quando il P. F. Andrea, recuperate le forze di prima, si licenziò da loro e si partì per Regalbuto. Fece menzione di questo suo ritorno un Cavaliere di Castrogiovanni, pio ed erudito in una sua lettera nella quale fra le altre cose disse così: “Con l’occasione che andavo a caccia in quelle deliziose Contrade dell’Artesina, io ebbi fortuna di conoscere(prima che se ne partisse per Regalbuto) il P. F. Andrea del Guasto N. Cittadino, era di statura più che mediocre1, il capo alquanto calvo, il naso aquilino, le guance senz’esser scarnate e nere, resistendo via sempre all’ingiurie degli anni, godevano una perpetua Primavera dei Gigli e Rose. Era egli assai amabile e giocondo nel conversare; quantunque la febbre e dolori acuti lo tormentassero, non si lamentava mai di male alcuno, con allegri tiri, e motti, ridendo e scherzando, procurava sempre quanto poteva nascondere le grazie e i prodigi, che PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 117 del continuo operava per lui l’Onnipotente Dio, e alle volte raccontavali come fatti d’altri servi suoi ma il fedelissimo Signore, faceva poi palese, ch’era lo stesso P. Andrea l’operatore di quei meravigliosi portenti, e insoliti miracoli da lui raccontati per consolazione e bene nostro spirituale”1. Giunto il Vener.P. in Regalbuto, fu ricevuto con somma allegrezza dai suoi figli e da tutti i suoi amorevoli. Nel primo Capitolo de Culpis, che ivi fece con gran gioia del suo cuore, raccontò il fervore che aveva osservato nei suoi Eremiti dell’Altesina, acciochè alcuni tiepidi l’imitassero, e tutti pregassero Dio per la loro perseveranza; quanto i detti buoni frati dell’Altesina servissero di cuore in quei tempi al Signore si dirà diffusamente in altra opera. 1. Con tale esempio s’infervorarono i Romitori, di Militello fondato nel 1588 da Fr. Santoro e da Fr.Gregorio fratelli, e quello di Caccamo fondato da Fr.Matteo Panzica dei primi discepoli del V. B. Andrea § XX Delle finezze della Carità del Ven. P. coi suoi figli negli ultimi anni di sua vita, e pensa per la bolla della Confermazione della Sua Congregazione. ue anni circa prima che morisse il Servo di Dio, benchè non si trovasse con carica di prelato, bramando sem- D 117 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Q. P.Serafino pretese l’annullamento della professione; dopo alcuni anni pentitosi volle ritornare alla Congregazione ma non arrivò, morì nel viaggio per i profondi giudizi di Dio. 118 01/04/2010 11.07 Pagina 118 pre morire suddito e disprezzato da tutti ad esempio del Figliuolo di Dio, nondimeno avendo amato con somma Carità i suoi Figli, nel fine faceva più frequente mostre delle finezze del suo amore, tutte però indirizzate a promuovere il maggior bene delle Anime loro, e della sua Congregazione. Cercava di consolare gli afflitti, e dar animo ai deboli, servir agli infermi, rassettar le celle, preparar il solito ristoro agli ospiti, far sparire subito ogni minima ombra di dissenso fra loro, dicendo con l’Abb. Bern. che i monasteri con la pace diventano Paradiso e con la discordia si trasformano in inferno. Insomma non c’era momento (per dir così) che non facesse atti illustri di carità ed umiltà. 2. In questo tempo con sincerità comunicò molte grazie, che nel corso di sua vita aveva ricevuto dall’Autore di tutte le grazie al P. Serafino1 di Regalbuto della Nobilissima famiglia Fiorenza e Pazzis, parente della Serafina Verg. Magdal. di Fiorenza per promuoverlo a quella Santità alla quale voleva che aspirassero i suoi Romiti, dando loro ad intendere che la mano del Signore non è abbreviata, ma sempre pronta a corroborare le nostre debolezze, e farci gran servi suoi. 3. Ad alcuni religiosi, soggetti qualificati più volte le diceva queste o simili parole. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 119 Padri e Fratelli e figli miei, qual cammino? e quale stato? e quale posto può essere per noi sicuro se nelle mani stesse di Cristo è perito un Apostolo? e dall’Ordine degli spiriti Celesti passò il primo Serafino all’ordine disordinato dell’inferno? Fuga dell’ozio, umiltà, pazienza, orazione, obbedienza, solitudine? e distacco dai secolari particolarmente dai parenti, sono sette virtù per le quali il Signore ci fa arrivare al dono della perseveranza finale. Ragionevolmente si può pensare che desse tale avviso a coloro dei quali gli era stato rivelato che dopo la sua morte, morendo in essi lo spirito Eremitico Riformato ne dovevano parlare (come di fatto avvenne) al Clero secolare, e ai P. P. Agostiniani Conventuali non senza qualche detrimento della sua nascente Riforma1. Il che prevedendo il Ven. Padre fu visto piangere, i suoi occhi divenuti fonti di lacrime, contro il suo solito portamento giocondo, che imparadisava a chi devotamente lo mirava. 4. Ma poco dopo il benedetto Signore assai lo consolò che alcuni suoi PP. Gravi s’accinsero con il suo consiglio di andare a Roma con viva speranza d’ottenere dal SS. Pontefice Paolo V di felice memoria, la conferma dell’istituto della loro Congregazione con i medesimi punti, come da principio egli 1. Il Padre Agostino di Francavilla, Vicario Generale, vecchio di molti meriti, ottenne breve Apostolato per impedire il passaggio dalla Riforma agli Agostiniani Conventuali. 119 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Fu accompagnato ancora dal R.P. Paolo di S.Filippo che fu Vice Generale 2. Nel quarto del Bullario del Cherubino nel 1° luogo fu error di stampa che in detta Bolla nel proemio si dica dì primo aprile 1581 dovendo dirsi dì 13 aprile 1587 “in Literis Thadei Vicario Apostolo”, perché nel 1581 non era Vicario il Thadeo Perugino 3. In tutta la Riforma non s’ha lasciato mai per comune devozione il digiuno del sabato. 120 01/04/2010 11.07 Pagina 120 l’aveva fondata, confermata dal Perugino Generale (come sopra si disse) coll’autorità del Rescritto della Camera Apostolica nell’anno 1587, 13 d’aprile nel 2° anno del Pontificato di Sisto V, il quale benignamente diede ogni facoltà a questo effetto, particolarmente per l’aggregazione totale all’Ordine Eremitano. Non fu vano il pensiero del servo di Dio e la diligenza del suo gran figlio P.Francesco Antonio di Castrogiovanni(nel 1617 eletto Vicario Gen. della Riforma) 1 il quale ottenne quella bolla sì onorata come desiderava e aveva avuto commissione dal suo Padre Andrea. Fu spedita in Roma l’11 d’aprile del 1617 e va inserita con le altre Costituzioni Pontificie 2 . E perché il buon principio del trattato di questo gran negozio nella Corte Romana successe poco prima che morisse il P. Andrea, per tanto egli col lume profetico di propria bocca presto ce l’accennerà nel §.21. Nel suddetto Breve solamente si limitarono i digiuni d’obbligo 3 in riguardo delle fatiche corporali ai quali in quei tempi assai s’attendeva; si moderò la licenza data da Sisto V^ di fondare liberamente per tutto l’Universo, togliendo le occasioni degli incontri con gli Agostinani Scalzi, che allora si incominciavano felicemente a dilatare per l’Italia. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 121 § XXI Ultima infermità del V. P. Andrea, profetizza il giorno e l’ora della sua morte e altre cose. rrivando già il tempo di coronare il Cielo tanti grandi meriti del N. Vener. Padre pieno pur egli d’anni, s’ammalò gravemente1 nel mese di agosto del 1583* nel Romitorio suo di S. Antonio di Regalbuto. Lo menarono subito i suoi Religiosi alla loro infermeria, che avevano in quella città nella clausura del Convento dei suoi P. P. Agostiniani Conventuali, e congregandosi alcuni periti medici i quali fatta matura discussione, giudicarono, non poter incontrare rimedio opportuno per assicurare la vita corporale a colui che l’aveva data a tant’anime, e così affrettarono che si sacramentasse, annunciandogli vicina la morte. Tale novella con gran giubilo ricevette colui che sempre bramava l’eterna vita, soggiunse però con dire: “il mio passaggio non sarà tanto presto come mi dicono, perché spero nel Padre delle misericordie, prima di partirmi da questa valle di lagrime d’esser consolato con udir felice novella d’un importante negozio che a favor della mia Congregazione A 1. Assai infermo osservava la sua ammirabile astinenza con rifiutare carne e latticini, sempre intento all’orazione. * Data errata, si tratta del mese di agosto 1617(vedi parte 2^, pag.137). (n.d.c.) 121 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Agli antichi P.P. Maestri Agostiniani di Regalbuto deve molto questa Congregazione e molto più ai R.R. Generali dell’Ordine, al Perugino e suoi Successori, al M. Dionigi di Napoli e altri Visitatori di Sicilia quali con paternale affetto e spirito più riformato che conventuale la governarono 122 01/04/2010 11.07 Pagina 122 in Roma si sta trattando, per lo che sarà prolungato il mio pellegrinaggio infin ai primi di evano allora i 15 del detto di agosto) e così mi pare che circa al ricevere il Sacramento dell’estrema unzione si potrebbe alquanto differire, mi rimetto però in tutto alla loro disposizione”. 2. In questo tempo alcuni RR. PP. del suddetto Convento radunandosi nella camera del Padre Maestro Filippo Testaì di Regalbuto1 segretamente determinarono che in tutti i modi, in volar che facesse l’Anima del moribondo Padre al Cielo, il suo Corpo s’avesse da trattenere nella Chiesa di quel loro Convento, stimando gran fortuna, che dopo averla arricchita con particella del sacrosanto legno della Croce del N. Salvatore, con insigni relique del suo Santo Precursore Giov.Battista, dei Santi Innocenti e d’altri dei grandi Santi del Paradiso, fosse deorata pure col prezioso cadavere del nuovo, ma gran Servo di Dio per assicurarsi di quanto con gran premura pretendevano, giudicarono buon mezzo trasferire dall’infermeria alla camera del predetto Padre Maestro Filippo l’infermo P. Andrea, con pretesto di volerlo ivi governare con maggiori finezze di carità e d’affetto; il loro consiglio, come dissi, fu fatto con ogni segretezza possibile non comunicato ad altro che al solo infermiere che pure questi PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 123 ci promise adoperarsi al loro volere, con il segreto del trattato; aspettavano però la buona congiuntura, che si partissero da quel luogo tutti i Priori, e altri frati della Riformata Congregazione, (che ivi s’erano radunati per ricevere coll’ultima benedizione i santi ricordi dal loro Padre Andrea) e si ritirassero (come il medesimo Padre aveva loro pregato) parte d’essi in Centuripe, e parte nel suo Romitorio di S. Antonio di Regalbuto fino all’ultimo giorno di sua vita, che non prima del 7 settembre vigilia della Vergine, li aveva assicurati che non avrebbe sortita la sua morte; ma l’umilissimo Servo di Dio in licenziar che fece gli accennati suoi figli, dal suo lume profetico non da creatura veruna, seppe molto bene tutti quei disegni, onde chiamandosi ad un gentiluomo di quel paese, suo amicissimo, confidentemente gli disse: “Questi PP. Maestri non conoscono fin ora la mia miseria, hanno macchinato trattenere il mio Corpo nella loro Chiesa, orsù fatemi questa carità di far apparecchiare subito il Cataletto e ricondurmi con i miei Frati infermieri al nostro povero Romitorio di S.Antonio”. Incontanente si fece quant’egli accennò aver gusto, senza accorgersene nessun Frate dei Conventuali, fu ancora accompagnato da alcuni devoti Secolari i quali non si potevano affatto distaccare dalla di lui presenza. 123 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 * Il gentiluomo era il notaio De Paola, che a pag.7 della sua relazione scrive: “le quali scarpe me le havea prese io predetto relatore”. (Cfr. Manoscritto originale del processo di beatificazione, presso Padre Giuseppe Turco, agostiniano – pag.7). (n.d.c.) ** Malato di podagra, cioè di gotta ai piedi. (n.d.c.) 124 01/04/2010 11.07 Pagina 124 3. Nel cammino poi incominciarono gli infermieri fra loro a dolersi per non saper come si fossero perse le scarpe del loro P. Andrea, e si ingegnavano di poterli trovare, ma egli li quietò con dirgli “non cercatele, perché non le troverete”, e fattosi fermare il Cataletto, si fece chiamare un Gentiluomo* di quelli che l’accompagnavano, il quale con essere podagroso** si affaticava più del solito sopra le sue forze, e pieno di dolori camminar presto, e gli disse: “Signore nostro fermatevi al quanto di grazia, qui meco; mi pesa di vederlo con tanta pena camminar per essere dalla podagra tormentato, ora io vi fo sapere che sono andato per diverse parti tanto dentro, quanto fuori di questo Regno per incontrar uomini di Santa vita, ma io sono stato come l’asina lunara, che si gode dei figli altrui e non dei propri: tenete per certo che in me non vi è cosa di buono, sono io un niente, come dunque potranno aver virtù le mie scarpe: procurate con opere buone accertare la via del Paradiso: vana è la speranza che avete concepito, con le mie sole scarpe non arriverete mai al premio della vita innocente, o penitente”. Si stupì egli e gli altri circostanti Religiosi a tale avviso, perché questo Gentiluomo fu colui che senza essere visto da persona veruna, aveva preso le scarpe del Nostro Venerabile Padre per conservarle come una singolare reliqua persua- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 125 dendosi per certo che per mezzo di quelle il Signore si sarebbe degnato di concedergli la remissione dei suoi peccati, e dargli il Paradiso, però non aveva conferito cosa alcuna di questo suo pensiero ad altri, onde restò assieme con i compagni ammirato, e maggiormente edificato della grande umiltà e Santità del Nostro Venerabile Padre, che fino agli ultimi giorni di sua vita lo favoriva Dio con tal sovrano lume che lo rendeva perpetuo Scrutator Cordium. 4. Quando poi i P.P. Conventuali si accorsero che insalutato ospite il P. Andrea si partì dall’infermeria ed era condotto altrove, restando delusi del loro disegno, se ne dolsero grandemente e alcuni dei più Gravi e devoti andarono a trovarlo nel cammino per accompagnarlo e servirlo infino al suo Romitorio, restando con maggior stima del Gran Servo di Dio, quando seppero la cagione dell’imprevista partenza dall’infermeria. § XXII Muore felicemente il Servo di Dio, e della grazia che al suo Sepolcro i fedeli ricevono, etc. rrivato finalmente al suo Romitorio di S. Antonio di Regalbuto, e servitolo i suoi figli con quelle amorevo- A 125 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 126 lezze e rispetto che si doveva ad un tanto gran Padre, stando su il fine della sua vita, ma gradiva egli ogni minima cosa per gran beneficio, reputandosi indegnissimo di tutto, e corrispondeva con darli santi e celesti ricordi, ardendo più con Carità, e amore Celeste, che con la febbre acuta che l’andava distruggendo di modo che al quattro di settembre gli mancò la parola, restando così muto quasi per i due giorni seguenti, ma parlava assai bene col Signore (come penso) composto in altissima contemplazione; la sera del cinque di detto mese gli tornò la favella, bensì alquanto fievole e mozza profetizzò alcune cose per il Padre del suo fratello infermiere come dissi di sopra. Dopo, fattosi chiamare tutti i suoi Religiosi, di nuovo con quel zelo che gli dettava lo Spirito Santo li esortò all’osservanza di quella regola e di quegli statuti che avevano con tanto amore abbracciati; loro rammentò i travagli grandi che l’era costato stabilire la sua Congregazione; avvertissero che già mai per la loro inosservanza s’avesse a spiantare quel giardino di spirituali delizie per mancamento dell’acqua dell’Orazione mentale la di cui scarsezza fa seccare ogni virtuoso germoglio, aborrire la solitudine, cercar il commercio dei secolari con produrre secolareschi costumi, e replicava più volte: 126 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 127 “fratelli e figli miei. La sola osservanza della Regola e degli statuti ci basta per arrivare alla perfezione ed a gran gloria. Ricordatevi che siete chiamati agli esercizi corporali per macerare la carne e agli spirituali per pregare Dio per i comuni bisogni di Chiesa Santa; guardatevi quanto potete di mancare nelle cose piccole per assicurarvi di non trasgredire le grandi”; e altre cose simili, che eruttavano d’un cuore, tutto dal divino amore divinizzato. Poi con ogni vivo affetto promise di pregar per loro Dio e la Beatissima Vergine della quale bramava, che sempre fossero veri devoti, servi e figli, come ce l’aveva sempre assai incaricato. 2. Finito quel sermone, che con molta compunzione e devozione udirono quei Religiosi si ritirarono in una stanza ed informati dal Frate infermiere, come aveva egli detto, che il sette del mese corrente di settembre, alle ore 8 o 9, cioè tre dopo mezza notte sarebbe morto, fecero una consulta se dovevano trattenere il Santo Cadavere alcuni giorni insepolto per poter soddisfare quel popolo devoto di Regalbuto, e ad altre genti che sarebbero a schiere a schiere venuti per riverirlo; ora mentre tutti si spiegavano esser d’un senso che così conveniva farsi, furono mandati a chiamare dall’agonizzante Padre 127 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 128 Andrea, il quale non potendo naturalmente sapere quanto stavano trattando, con tutto ciò disse: “Figli miei cari non pensate trattenermi sopra terra né per due giorni, nemmeno per tutto il giorno di domani per il concorso delle devote genti, come voi avete pensato di fare. Ma celebrate le Messe con l’ufficio, seppellitemi subito, perché qui non verrà nessuno, né se vorranno venire potranno arrivarci: e ciò detto li pregò che recitassero assieme con lui le litanie dell’Immacolata Signora. Finite le quali chiese licenza a tutti per l’altra vita dicendo vi lascio con il Signore, e con la Vergine sua Dolcissima Madre, e Padrona nostra singolare e vi chiedo licenza per quella vita che non avrà fine. Si fece poi portare un Crocifisso e con tanta tenerezza abbracciatolo, che sembrava un Apostolo, Andrea alla vista della Croce si trattenne in questo modo per qualche tempo, fece di nuovo segno che un’altra volta le litanie della Vergine recitassero, ciò fatto appoggiò quel Crocifisso alla sua bocca, e alzando gli occhi al Cielo e le sue braccia, giocando le mani come quelli che ballano e danzano, con viso giocondo e colla bocca ridente, ai circondanti suoi Religiosi, tutto festeggiante, come stesse alle porte del Paradiso, disse che state muti? (ridete e giu- 128 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 129 bilate con me) e piegando le braccia, rivoltando lo sguardo al Crocifisso, rese la sua benedetta Anima(nel giorno e ora da lui predetti) al sommo bene e, spalancandosi con gran festa le porte del Paradiso(come piamente dobbiamo pensare) discesero ad incontrarla quei Cortigiani dell’Empireo; e la loro Regina, che per vent’anni sempre l’accompagnò in questa vita, l’avrà condotta, appoggiata al suo seno a goder nell’Eterna Vita. 3. Così finì quel Grand’Eremita Agostiniano quel Taumaturgo Siciliano, quel Profeta della nuova legge, quell’Antonio Abate di Sicilia, quegli che incamminò innumerabili Anime a Dio, e tuttavia incammina per mezzo della memoria delle sue virtù e miracoli stupendi. Morì quell’immacolato nella vita, illustrato dal Paradiso, tremendo ai Demoni, caro agli Angeli, carissimo alla regina dei Serafini, eternamente amato da Cristo, privilegiato da Dio. Morì ma vive nella memoria dei suoi Figli, i quali avendo sempre avanti agli occhi le azioni eroiche di sì Gran Padre, cammineranno a passi di Gigante nella Carriera della perfezione Eremitica, stimando i sudori che stabilirono la primitiva osservanza nell’Ordine Eremitano, vivendo in contempazione e travagliando in obbedienza, povertà e purità, secondo i Consigli Evange- 129 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 130 lici, come con le opere e con le parole egli insegnò agli ultimi tratti di sua vita. Nel punto che spirò mi hanno detto alcuni aver inteso dagli antichi che apparve la sua gloriosa Anima in diversi suoi Romitori a certi buoni Religiosi, or esortandoli alla rigidezza Eremitica, or manifestandogli il gran trono della gloria, a che per la sua gran penitenza e carità era stato sublimato ed or consolandoli con santi avvisi e ricordi. 4. Restando il morto P. Andrea col volto verso l’immagine del Crocifisso Signore, si credevano i suoi Frati se ne stesse egli rapito in altissima contemplazione, si trattennero ancora essi devotamente orando per qualche spazio di tempo, ma accorgendosi che già il suo beatissimo spirito aveva lasciato la spoglia mortale, a gara, genuflessi gli baciarono il ginocchio, i piedi, dirottamente piangendo per la perdita d’un tanto gran Padre; alla pioggia delle loro lacrime parve avesse invidia il Cielo, onde l’accompagnò con tant’acqua che pareva diluviasse, e durò per tutto quel giorno che fu il settimo di settembre infino al mezzodì dell’ottavo, onde si avverò il detto profetico del N. Ven Padre, e si stimò per cosa certa, senza conoscersi cagione naturale da Esperti, essere stata quell’acqua impetrata a forze d’orazione umile del 130 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 131 medesimo V. P. che fuggendo gli onori in vita, operò prodigi ancora per fuggirli dopo morte. Finite le esequie del V. P. senza concorso di genti fu sepolto il suo Santo Corpo in una Cappella di quel Romitorio detto di S.Antonio Abate, ove fin al presente giorno si conferma a beneficio di quei popoli, in quali in udir la morte del Servo di Dio, (rasserenato alquanto il tempo) se ne volarono a venerar il luogo della sua tomba, giacchè non ebbero fortuna di riverire il suo Santo Cadavere. 5. Fu premiata la loro devozione perché non mancò il fedelissimo Signore di onorare quella Carne, tempio di quello spirito che così fu fedele in servirlo con innumerabili grazie e miracoli1, che al suo Sepolcro ha fatto e tuttavia va facendo, or con guarire infermi aggravati da qualsivoglia sorte di malori, ora con fare che le sterili donne siano rese feconde e felicemente partorissero, con avvalorare non solo alcune in soffrire i dolori del parto, ma ancora preservare altre dalla morte che in quell’ora le sovrastava. Di più prendono i devoti fedeli non poche volte della terra o gesso che copre la sua tomba e l’esperimentano prodigiosa operando il Signore per i meriti ad intercessione del suo Gran servo meraviglie insolite, e concedendo grazie non ordinarie come si dirà nella 2^ parte del sommario di sua vita. Regalbuto Città da lui mentre viveva 1. G. P. N. Gerardi e il dottissimo Testaì, Ministro principale nella Reggia G. C. nativo di Regalbuto, furono con sovrane grazie favoriti dal V. P. Andrea. 131 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Innumerabili persone sono liberate da avvelenamenti, morsi dei cani, subito entrando nel territorio di Regalbuto, venendo a venerare S.Vito. 01/04/2010 11.07 Pagina 132 assai diletta (come mostra la storia fatta) in tante sciagure recateli dalle ingiurie dei tempi, potrà promettersi dal medesimo V. P. miracolosi sollievi come esperimenta alla giornata dal suo glorioso Protettore S.Vito1 e dal G. Patriarca S. Ignazio mediante la portentosa sua immagine, se però avviverà la fede, accrescerà verso lui la devozione. 6. Famosi furono quei due miracoli che, poco dopo morto operò, come attestarono testimoni giuridici nel processo che si fece della sua santa vita sanando in un subito un paralitico e rendendo la sanità ad un poverello che per molti anni travagliava di mal caduco, ma di tutti il più segnalato portento a mio parere è l’incorruzione del suo Corpo, di cui ragionerò nel seguente Paragrafo. § XXIII Dell’incorruzione miracolosa del Corpo del Servo di Dio. assati 13 anni dopo la sua felicissima Morte, ad istanza dell’Illustrissimo Vescovo di Catania, dissotterrato il suo Santo Corpo, fu trovato intero, che non gli mancava un capello del capo, un pelo della barba tanto odorifero, che P 132 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 133 confortava l’odorato e beatificava i cuori di sì buono aspetto, come se allora finisse di morire. Intatti erano l’abito, la cintura e la corona, che nelle mani incrociate teneva, così più volte attestò Fr. Vincenzo da Regalbuto1 della cospicua famiglia dei Picardi, antico figlio del N.V. Padre, con altre persone che ebbero fortuna di trovarsi presenti con gran meraviglia e devozione. 2. Nell’anno di nostra salute 1674, il 27 del mese di settembre il M.R.P.F. Adeodato di Geraci, di quella venerabile Congregazione, la 2^ volta Vicario Generale, con l’assistenza di alcuni Padri gravi del suo Ordine, ritrovandosi nel suo Romitorio di Regalbuto in decoro della visita, alla Presenza del M. Reverendissimo Dottor Don Nicolò Picardi,Commissario del S.Uffizio, e di Fratelli e Sorelle di detto Signore, come amici e benemeriti della sua Religione e del Dott. D. Francesco Fiorenza padre del Priore di quel Convento 2 , fece (con quella segretezza che potè) aprir di nuovo la cassa (quale dopo anni quasi sessanta, nuova e intatta comparve) ove il detto venerabile Corpo conservato incorrotto e intero, come la prima volta lo ritrovarono e genuflessi tutti con molta devozione e lagrime lo riverirono e lodarono il Signore, che così onora quella Carne in testimonio 1. Questo Frate per il suo convento di S.Antonio travagliò assai in Palermo recuperando le tenute perse per causa di litigio 2. Nipote di don Antonio Fiorenza, che destinò tutto il suo patrimonio per fondare un Collegio dei pp.Gesuiti in Regalbuto e fu favorito dal V.P.F. Andrea essendo bambino. 133 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. In un reliquario d’argento con venerazione è conservato dal P. Carlo quel dito del P. Andrea. 134 01/04/2010 11.07 Pagina 134 della purità e santità del suo gran servo. Di tutto il suddetto e d’altre meraviglie che allora videro se ne fece una autentica fede, riponendola nell’archivio comune della Congregazione. 3. Il prenominato Prelato non potè raffrenare la sua tenera devozione che non ne tagliasse un dito con l’unghia e Carne come stava (quale poi prima di morire, come prezioso dono lo diede al suo successore P. Carlo di Regalbuto1) ebbe facilità di farlo perché i circostanti Religiosi, che al loro superiore con giusti pretesti si potevano opporre acciò non mutilasse quel meraviglioso Cadavere; la gran riverenza e amore che gli portavano, lo impedirono, per essere invero egli di tale spirito e di sì prudenza dotato che con una benignità severa e con severità benigna, come angelo del Cielo per due bienni con gran pace governò la sua Congregazione: ma se fu liberale con se stesso in arricchirsi della Santa reliqua del suo Fondatore, non volle che altri in quello l’imitassero, però ai suoi Religiosi intimò precetti, fulminò scomuniche, e fu molto cauto in far subito di nuovo sotterrare il Santo tesoro, in tal guisa che per l’avvenire nemmeno i secolari potranno aver possibilità di toccarlo infino che la S.Sede Apostolica determini alcuna cosa in onor di quello la cui anima, come si spera con triplicata aureola fra gli Angeli e Patriarchi, fra Dottori e Confessori fra le Vergini e Martiri PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 135 nella celestiale Corte in eterno trionfa. Amen, Amen. 4. Quanto in questo rozzo e breve Sommario ho accennato della Vita, virtù e meravigliose azioni di questo Uomo divino, viene in due parole compreso in quello onorato Elogio dell’erudita penna dell’Abbate Pirri, nel lib. 30 dell’Istoria Sic. parlando della vita del P. Andrea Vir Religiosissimae Vitae et Miraculorum gloria Clarus, e d’un altro non meno illustre Scrittore ; Andrea Christi famulus, dignus Divi Augustini filius, eiusdem Siculorum Fratrum Eremitrum Reformatorum Institutor, virginali puritate Angelus, Celesti doctrina Magister, diuturna asperitate Martir, sublimi profetia Divus, ante et post mortem miraculorum gloria Thaumaturgus. Del N. V. P. Andrea brevemente ne scrissero il devoto P. Anselmo di Castrogiovanni Agostiniano; il P. Fulgenzio di Caccamo, zelante Vicario Generale di quella Congregazione, ed il M. R. P. Giovanni Maria della Natività Carmelitano Scalzo, oltre di quanto, pochi anni dopo la sua morte fu attestato nel giuridico processo della sua Vita e Miracoli1. 1. Processo preso per ordine del Rev. D. Giov. Battista Paternò Vicario Generale sede vacante ad istanza del P. Serafino Fiorenza Priore allora di S.Antonio. 135 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 136 Errori incorsi nella stampa. uanto agli errori che sono incorsi nella stampa di questa Operetta non si pongono qui notati con le correzioni come è solito, perché potrà il benigno e prudente lettore da sé medesimo avvertirli stante che saranno cose di poco rilievo, sbaglio di mettere una lettera per un’altra, punti e virgole ove non bisognano e cose simili che non altereranno forse notabilmente il senso del periodo. Q 136 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 137 BREVE NOTIZIA DELLA SECONDA PARTE vendo già stampata la prima parte del Sommario della vita del Vener. P. F. Andrea di Castrogiovanni per ordine del M.R.P.F. Carlo da Regalbuto Vic. Gener. dei Riformati Agostiniani di Sicilia col consenso del Definitorio della medesima Congregazione dovrei proseguire la seconda, quale (piacendo al Signore) si farà quanto più presto si potrà. Non di meno in questo foglio mi è parso bene per giusti motivi dare (benchè rozzamente) notizia delle cose che in quella si tratteranno, sperando disporle col dovuto metodo e stile che richiederanno, mostrando che ogni bene che si riferirà dei Figli del Ven. P. Andrea, dopo Dio Autore del tutto, ne fu cagione la Santissima Vita del medesimo P. F. Andrea. Sono dunque le materie preparate per formare non piccolo volume le seguenti: 1. Ricordi dati dal ven. P.Andrea per l’esercizio di tutte le Virtù. 2. I suoi nuovi Miracoli. 3. Come in vita fu delineato al vivo d’un Antecessore devoto del Sign. D. Belisario Garofero Barone di di S. Calogero; 4. sua morte come non successe nel 1622 secondo la notazione del Pirri, ma prima, nel 1617; 5. il Signor Fabrizio del Guasto insigne Benefattore del Grande Ospedale di questa Felice Città di Palermo A 137 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Nell’atto di… firmato dai Giurati di quell’anno. 2. Frate Converso antico. 138 01/04/2010 11.07 Pagina 138 assai desiderava essere raccomandato al Ven. Padre, siccome pure il Signor Fra’ D. N. Sardo Cavalier di Malta, parente del Signor Marchese della Motta, con persuadere al P.F. Michele suo Fratello a perseverare nella Congregazione e nell’imitazione delle Virtù del V. P.; 6. si riporta il contenuto di alcune lettere dirette al V. Padre; 7. fra le altre quelle del Sacrista di N. S. Fra Agostino di Faenza suo protettore e cordialissimo amico; in una di quelle fa menzione dell’Agnus Dei, che gli mandava per suoi Romiti; 8. Fra’ Spirito Generale dell’Ordine devotissimo suo gli scrive da Roma nel 1583 e da Catania nel 1584 con nominarlo sempre Vicario Gen. dei Romiti di Centuripe; 9. benchè in tali anni la sua Congregazione non era ancora stabilita secondo i decreti della Sac. Congregazione dei Cardinali per le contraddizioni accennate sul principio della 1^ parte della storia di sua Vita, e come Vic. Generale nel 1585, 14 gennaio la Chiesa di S. Antonio di Regalbuto con la tenuta di Lattanzio Francesco e Gio.Tommaso Pomilitto dal Vic. Gener. Apostolico o Capitolare di Catania la prima volta gli fu concessa1. 2. Dichiarazione d’una Profezia dell’Ab. Gioacchino intesa per la Congregazione dei Riformati Sicil.del V.P.F. Andrea; 2. raccolta di brevi elogi dei molti Frati Laici antichi veri figli e imitatori del V. P. F. Andrea loro Fondatore; 3. con i miracoli che per loro mezzo Dio operò; 4. si fa riflessione dei beni che recarono alle Anime con la loro vita esemplare e santa, accompagnata da qualche discorso familiare e spirituale i seguenti. 5. Fra’ Vito di Regalbuto2 specchio d’ogni virtù, pieno di spirito profetico; Fra Paolo di Palagonia che anelava sempre il martirio e PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 139 rapito più volte in estasi nell’orto lo vide (come attestò) il Ven. Fra’ Mansueto di Noto; F. Francesco di Monterosso, colui che abituato a far atti continui di carità, povertà e umiltà, cercando imitar S. Francesco, meritò prodigiosamente con un piccolo fiaschetto estinguere la sete di molte centinaia di persone; F. Giacinto di Regalbuto, cioè quello che fu di Casa Fiorenza, ricco di beni di fortuna nel Secolo, ma più dovizioso di doni celesti nella Congregazione; F. Paolo di Calascibetta di cui dicesi che per non far un peccato veniale avvertito avrebbe patito piuttosto tutti i tormenti del Mondo; F.Simone di Trecastagni più uomo divino che terreno, onde meritò gran favori della SS.Trinità; alcuni Frati novizi del P.F. Arcangelo di Vizzini avendo sempre avanti gli occhi della loro mente le gran virtù del loro Maestro particolarmente la penitenza, l’orazione e carità, fecero gran profitto nei prossimi, che lasciato il Secolo se ne volarono a diverse Religioni; F. Bonaventura di Modica vero Israelita in quo dolui non fuit, fra l’altre virtù con cristiana semplicità ma con vera sapienza celeste, non voleva lasciare di travagliare per amor del Signore in qualsivoglia occasione, che l’offriva per non perdere (come egli diceva) quel denarello di merito; Fra Simpliciano delle Vigne, che fu quello che così amò il patire per il suo amato Cristo, che i vermi che dalle piaghe putride delle sue gambe si generavano, li reputava e li chiamava Rose e in tutto si mostrò vero Servo del Signore; Fra Paolo di Buccheri, la cui mente fu sempre intenta a Dio e ai suoi Santi, operatore di molte meraviglie; F.Paolo di Palazzolo, quello che fu prima Eremita in un monte fra Ragusa e Modica, fa- 139 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. per divina ispirazione e così libero di colpa 2. Sicilia Sacra 140 01/04/2010 11.07 Pagina 140 cendo vita angelica, spesso visitato dagli Angeli e aiutato nel lavoro suo manuale da quelli; venuto poi alla Religione la sua obbedienza fu sempre cieca, pronta e allegra in tutte le cose ardue a guisa di quelle dei Santi Padri; tutta la notte se la faceva in Chiesa più orando che dormendo, non curando essere dai gran freddi insecchito nella maggior parte dell’anno; Fra’ Nicolò di Caccamo vero obbediente e amatore della purità in una fiera tentazione troncò con una accetta la carne ribellata1; F. Biagio e altri Frati figli del Romitorio di Caccamo da gran spirito e osservanza che piuttosto avevano dato la vita per non trasgredire volontariamente un Capitolo della Regola o statuto della Congregazione. E altri buoni Religiosi, che avendo vissuto con gran perfezione, morirono con infinita allegrezza, apparendogli la Regina degli Angeli, il P.S. Agostino e altri Santi: onde non pochi peccatori si convertirono. 3. Relazione del gran rigore degli antichi Romiti Riformati Agostiniani dell’Altesina; 2. ponderato dall’Abate Pirri con gran periodo2; 3. il medesimo Autore fa menzione della Santità del Ven F. Natale di Vizzini fondatore del Romitorio di S. Domenica; 4. il quale nel 1615, o prima, s’aggregò alla Congregazione suddetta; 5. si forma un breve compendio delle virtù ammirabili e prodigiosi miracoli cavati dal giuridico processo che di lui fece prendere Monsign. Vescovo di Siracusa a petizione della detta Città di Vizzini; 6. si spera che la medesima aiuterà ad altre cose in onore del suo Venerando Compatriota. 4. Elogi di altri Frati dei nostri tempi degni di eterna memoria; 2. particolarmente del Ven. F. Mansueto da Noto; 3. di F. Nicolò di Prizzi con l’autentica PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 141 relazione dell’incorruzione del suo Corpo; 4. e di molti altri gran miracoli. 5. Elogi dei 40 sacerdoti della stessa Congregazione pieni di virtù e di doni celesti. 2. del prodigioso Cappuccio del M.R.P.F. Antonio Xara di Castrogiovanni morto in Belvedere di Calabria Defin. del Capit. Gen. 6. Fervore singolare di due Novizi morti nell’anno della prova nella Congregazione1; uno nel 1608 chiamato Fra’ Benedetto di Francofonte. 2. e l’altro detto Fra’ Francesco di Castelbuono, chiamato nel Secolo D. Federico Ventimiglia, figlio di D. Carlo Ventimiglia, secondogenito di Don Giovanni Marchese di Geraci, morì in Castelbuono sepolto in S. Maria Leccia romitorio dei PP. ricusando governarsi in casa dei suoi parenti nell’infermità sua incurabile; si raccontano alcuni atti eroici di perfezione monastica del suddetto; si mostra aver egli aggiunto più splendore sotto l’arbaggio della casa Ventimiglia, di quanto altri con le porpore e con le corone gli diedero. 7. Il signor Francesco Palombo adorno di tutte le buone qualità e talenti, che, per renderlo gran teologo, famoso predicatore e prudentissimo prelato, si potevano desiderare; nipote di un reggente di Napoli e di Monsignore Arcivescovo di Sorrento è mandato a Centuripe nel 1610 a farsi religioso sotto la disciplina del V.P. Andrea e dei suoi figli. 8. Del Romitorio o convento di Roma dei SS. Pietro e Marcellino di Roma2 che ebbe un tempo la Congregazione; 2. a quello fu designato il P. Fra’ Geronimo Graziano, quando a tutto potere cercò di entrare in questa congregazione e venne in Sicilia. 1. Si getta dall’alta finestra del suo palazzo senza farsi male alcuno(per divina virtù) per fuggire alla sua Religione. 2. Leggasi la lettera del Procuratore Generale che scrive al Vicario Generale nel 1593. 141 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. P.N. di Regalbuto, P.Andrea di Palermo, P. Francesco di Bologna, P. Giov. Battista di Mineo, P.Agostino fi Paternò, P.Carlo di Catania, P.Nicolò di Chiaramonte, P. Benedetto di Monreale, P.Deodato di Caltanissetta, P.Agostino di Caccamo ed altri Apostoli Predicatori. 142 01/04/2010 11.07 Pagina 142 3. Si fa vedere l’equivoco di un cronista in pubblicarlo per agostiniano scalzo. 9. Della translazione dal Romitorio di S. Onofrio nel 1622 a S.Bartolomeo di Geraci ad istanza del Popolo, Clero e Marchese di detta Terra; 2. che come altri popoli furono attratti dalle sante operazioni dei Romiti di quella Riforma Agostiniana desiderarono essere da loro aiutati non solo con la vita esemplare, ma ancora con l’amministrazione dei sacramenti e con la parola di Dio; 3. si pone una lettera che a questo proposito manda il sapientissimo Don Pietro Ruiz Valdivexo Spagnolo Predicatore di Filippo III, poi Arcivescovo di Messina, all’Arciprete di Castiglione quando fondarono i Padri il Romitorio dell’Annunziata dell’Altomilio; 4. si nota la buona opinione che di loro avevano tutti i pastori delle chiese siciliane e d’altre nazioni cercandoli per loro collaboratori nel reggere le commesse pecorelle. 10. Si rammenta il bene che fecero nel Cristianesimo alcuni ferventi predicatori1 di quella Congregazione dei Riformati Agostiniani di Sicilia o di Centuripe; 2. come il M. R. P. F. Giovanni Battista di Mineo, detto nel secolo N. Capra, rapì il cuore del dottissmo e piissimo Arcivescovo di Monreale D. Geronimo Venero che fu il più segnalato benefattore del Convento di S.Maria la Reale, detta La Rocca, concessa dai Padri nel 1619 dal D. D. Francesco Raynerio Arcidiacono ed Abate; 3. si nota dove stanno registrate le gran cose, che il nominato Prelato fece per il suddetto Convento e per tutti i Padri della Congregazione, che come cordiale Padre amò e stimò; 4. perché quegli antichi Padri e Frati non vollero accettare dal mede- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 143 simo arcivescovo fondatore denari e rendite sufficienti per il loro totale sostentamento? 11. Dei Generali dell’ordine eremitano che desiderarono i progressi di rigida osservanza eremitica; 2. e quanto fecero altri per promuovere quelli delle lettere in questa Congregazione di Sicilia; 3. e dell’obbligo che questa tiene al rever. P. F. Nicolò senese che oggi felicemente governa. 12. Indice cronologico dei 23 Vicari Generali della Congregazione dei Riformati di S.Agostino di Sicilia; 2. con l’annotazione dei servigi segnalati che molti di loro fecero alla Religione con la Vita esemplare; 3. col valore e zelo e 4. con la Dottrina e Prudenza. 13. Breve relazione della vita del devotissimo, onestissimo e austero M.R.P.F. Fulgenzio di Chiaramonte, Maestro dei Novizi e Vic. Gen.; 2. se ripieno di carne ma più di spirito poteva perseverare immobile per ore intere genuflesso nell’orazione, affliggeva il corpo con asprissime discipline, ecc., e comunemente fu stimato Vergine; 3. il dottor di N. Di Leo suo fratello germano diede gran somma di denari e tutto il mobile di casa sua al Romitorio di Chiaramonte;1; 4. di questo Romitorio e della sua Chiesa di S.Maria di Gulfi parlò con poche ma eleganti parole l’Abate Pirri. 14. Si propone un problema, in che più giovò alla sua Congregazione il M. R. P. F. Agostino di Francavilla Vic. Gen. due o tre volte; o impetrare un decreto pontificio che con molto rigore sotto le medesime pene che sono fulminate contro gli apostati, proibisce che nessuno dei Riformati della Congregazione dei Riformati Agostiniani di Sicilia possa passare ai Conventuali o ad altra Congregazione del medesimo 1. Dicono che il Priore di questo Romitorio goda di singolari privilegi. 143 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Non aver le spalle lacere per piaghe e sistole. 2. Vicario Generale di gran petto 3. 12 o 14 anni governò la Congregazione, insegnò molti anni Filosofia e Teologia; fu esaminatore sinodale, confessore di Inquisitori e di Principi. 144 01/04/2010 11.07 Pagina 144 ordine eremitano, oppure con la somma integrità di sua vita, zelo ed osservanza romitica; 2. si prosegue a trattare delle virtù del medesimo P. Agostino e come fino all’età di 93 anni non usò lino, ma sempre si coprì1 con calzette, e tonica ancora interiore d’arbaggio, cioè di ruvida lana come usò per 60 anni tutta la Congregazione. 15. Del gran zelo del M.R.P.F. Geronimo di Linguaglossa Vic. Gen.2 in punire le trasgressioni (benchè minime) degli Statuti dell’Osservanza Eremitica; 2. dando subito alle fiamme un berrettino di un Definitore ed un bastoncello d’un Padre vecchio per parergli non essere secondo la semplicità dei Riformati; 3. non si piegò mai alle preghiere dei Grandi per far Superiore un Padre di gran merito, ma poco atto ad appoggiar il rigore, che instillò il Ven. P. Andrea nella sua Congregazione, e come era amato dai buoni a temuto dagli imperfetti. 16. Si riferisce quanto fu singolare la dottrina dell’onesto, ritirato e modesto M. R. P. F. Agostino di Palermo3, Oracolo dei Prelati, teologo del cardinale Montalto, Consultore degli Arcivescovi di Morreale e di Palermo e G. A. dei P. P. dei Capitoli Generalissimi dell’Ordine ai quali intervenne con la carica di Vic. Generale; 2. quante volte era visitato dai suoi Frati e altri; sempre col bel modo prendeva occasione di trattare di cose di virtù e di dottrina secondo la capacità degli uditori; 3. con essere di delicata costituzione, vecchio e Superiore Maggiore si contentava di qualsivoglia ordinario cibo che gli era dato per suo sostentamento e di qualsivoglia modo apparecchiato; 4. perché la sua dolcezza nel governare non fu approvata da alcuno zelante? e se non l’ap- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 145 provò il Ven P. Andrea con alcune visioni fatte ai suoi Frati Servi di Dio.1 17. Il suddetto Dottissimo Padre ottenne un Breve2 Apostolico che limitava l’autorità del Reverendissimo in modo che per l’avvenire il Presidente da lui Deputato ai Capitoli Provinciali di questa Riforma di Sicilia, debba essere sempre della medesima Riforma e Congregazione e uno di quei quattro soggetti che ella nomina, come attualmente si pratica. 18. Della prudenza del M.R.P.F.Carlo da Catania V.G. nel distribuire le materie diverse della Regola3 del Gran Padre S.Agostino in distinti capitoli; e di quella del M.R.P.F. Antonino di Caccamo in dare alle stampe gli statuti della Riforma con chiarezza, brevità e prudenza; 2. si mostra con ragioni e con esempi quanto siano obbligati i superiori di detta Congregazione nel vigilare per l’osservanza di quelli, con parola ed esempio, e con amore e con rigore; 3. e quanto irritano l’ira di Dio i sudditi che li disprezzano. 19. Del valore del M.R.P.F. Agostino da Piazza alias Intorcetta, Vic. Gen.,cinque volte ripigliando il Convento di S.Maria la Neve di Piazza, e nell’adoperarsi in altre cose di rilievo a favore della sua Congregazione; 2. in che anno abitarono i suoi religiosi in S. Agata fuori delle mura di Palermo; 3. e quando e quante volte cercarono alcune Congregazioni, particolarmente quella di S.Adriano, di incorporarsi con questa di Sicilia di Centuripe. 20. Nella Ven. Chiesa del Convento di Monreale della Rocca vi sono sepolti alcuni Gran Servi di Dio e Padri di Congregazioni di straordinari meriti; fra gli altri vi è il corpo del M.R.P.F. Filippo di Militello4antico e vero romito del Romitorio di San Basilio, prima che alla 1. Apparizione del V. Padre che minaccia i rilassati 2. Le Costituzioni universali dell’Ordine non obbligano quando sono contrari a Statuti speciali della Riforma. Molti punti della regoletta sono i medesimi che decretò il V.P. Andrea dal principio della Congregazione. 3. Lettera papale meno solenne della Bolla. 4. Figlio di Giovanni di Bene e Antonia Vitale, professò in Regalbuto nel 1587, in atto notaio Vito Stancaneli. Fece confermare molte scritture d’importanza. 145 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Palermo ne gode il ritrattocon honore et elogio 2. Mentre scrive l’autore ode la morte di un Gran Servo di Dio. 3. Digiunò 40 anni e più 146 01/04/2010 11.07 Pagina 146 Congregazione di Centuripe si aggregasse; fu poi a suo tempo dei primi Discepoli del Ven. P. Andrea e governò la Congregazione; quattro volte visse sempre con fama di Santità e se ne volò al cielo nel 1622; vi fu pure sepolto il M. R. P. F. Michele di S. Filippo più volte Vic. G. le cui gran virtù sono brevemente registrate nei libri del Convento di Caccamo, degno di essere imitato e dai Sudditi e dai Prelati; e lasciando altri virtuosi Padri e Frati della medesima Riforma in quel santo luogo sepolti; alcuni anni sono vi fu sotterrato il Venerabile corpo di Fra Mansueto di Noto1, le cui virtù e miracoli faranno stupire il mondo se l’ingegnosissima città di Noto con la solita pietà e devozione e con l’oro della sua carità somministrerà qualche denaro (che è il nervo delle stampe) per comodamente pubblicare la santità del suo Cittadino e star sicura non solo dai ferri delle squadre nemiche, ma da qualunque sciagura. 21. Mentre appunto stavo per concludere la suddetta introduzione alla 2a parte vengo a sapere con mio gran cordoglio(benchè giubili il Cielo) del felice passaggio alla gloria del buon P. F. Salvatore di Racalmuto2, terra della Valle di Mazara, avendolo goduto la terra per 73 anni circa pieno di virtù e doni sovrani; perché sebbene vecchio e decrepito non lasciò il digiuno di tre volte nella settimana in pane e acqua con cibar si una sola volta in quei giorni sul tardi; affliggendo ordinariamente il suo corpo con disciplina di corde, di uncini di ferro e con catene e cilici, cavando prodigiosamente sangue dalla sua estenuata carne; ritirato sempre in sua cella vicina al Coro da cui giorno e notte non mancò mai di assistere alle diverse lodi; finito mattutino e la comune orazione non ritornava al suo letticciolo3; ma PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 147 se ne restava fino alla Prima ora pregando; fuggì ogni ombra d’ambizione nemmeno volendo accettare Prelature,alle quali fu nella Congregazione eletto; impetrò molte grazie ai fedeli, ai quali predisse molte cose future e a sé stesso profetizzò la vicina morte. Fu sepolto nella Chiesa del Convento di Monreale della Rocca ove egli molti anni santamente abitò spronando i più fervidi novizi e professi a maggior fervore di spirito. Quelli che lo conobbero per lungo tempo m’avranno da riferire gran cose della sua santa vita; onde differisco alquanto dar alle stampe la detta opera della 2^ parte per poter scrivere almeno in parte gli atti eroici delle sue virtù, acciò il Signore resti glorificato che in questi nostri tempi conservava questa Reliqua viva fino all’odierno giorno, che corre il 14 novembre 1677, ma da pochi conosciuta piaccia a S.D.M, che già morta, sia da molti imitata. 22. Si finisce con rammentare come il Ven Padre Andrea ricordava ben spesso ai suoi Frati che erano stati chiamati alla Religione1 per pregare il Signore per i comuni bisogni di S.Chiesa; si può ragionevolmente pensare che per le orazioni del medesimo Ven. P. dal principio della Congregazione fino al presente giorno nessuno dei suoi Religiosi ha deviato mai un punto dalla Santa Fede, ma tutti soggetti alla Santa Romana Chiesa come suoi fedelissimi figli, pronti a spargere mille volte il sangue per qualsivoglia verità cattolica e per l’osservanza dei suoi santi decreti; e così mai la S.Inquisizione ha punito per sospetto veemente o lieve d’eresia alcun Religioso di questa Riforma o Congregazione, né il Ven. Convento della Rocca di Monreale, né altro suo Romitorio ha albergato simili mostri; e se alcuna persona avrà inteso il contrario dal volgo semplice o da qualche malevolo, si rimette alla 1. Come uno dei fini principali. 147 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Come accadde nel 1610; fu assai perseguitata con pericolo di disfarsi; quattro cardinali assai la difesero per l’orazione del Ven.P. Andrea, per la diligenza del P. Francesco di Bologna, suo religioso mandato a Roma a questo fine. 2. Serviva o udiva ogni mattina tutte le messe della Nostra Chiesa 148 01/04/2010 11.07 Pagina 148 sua prudenza e alla sua coscienza; che per non aggravarli, saprà distinguere Congregazione da Congregazione benchè nell’abito esteriore potranno sembrare alle volte le medesime, com’era una, già molti anni sono, estinta, che usava tonica e cappuccio senza alcuna differenza da quelli di questa Riforma Agostiniana di Sicilia detta Centuripina, quale Dio per amore del suo fedelissimo servo Andrea l’ha confermato, e conferma con grande fede e pace. 23. Altre cose si riferiranno del Ven. P. Andrea, (che per non averle sapute a tempo si passarono sotto silenzio nella 1^ parte) con far vedere in quante maniere ha flagellato1 il Cielo i persecutori di questa umile Congregazione; e per maggior lustro suo e onore e gloria di Dio benedetto; 2. S’addurrà ancora un breve Sommario dei privilegi coi quali i Sommi Pontefici l’hanno decorato (oltre del bollario che gli sta preparando il diligente fratello F. Salvatore di Palermo) in cui ancora vi farà un breve antico dei Romiti di Scarpello; 3. le grazie che dall’Alto ricevettero molti Frati per l’affetto sviscerato che ebbero alla loro Madre Congregazione; 4. e di quanto in questo genere avvenne al M. R. P. F. Pietro da Regalbuto Maestro dei Novizi, Vic. Gen. degno di stima non tanto per la sua venerabile presenza, quanto per il suo merito; 5. e al P. F. Silvestro di Caltabellotta, Religioso di sì perfetta vita, che prima e dopo aver celebrato si tratteneva per ore intere in orazione di quiete e d’unione ripieno di celesti dolcezze2, 6. e d’altri favori secondo che mi riferì con grande sincerità il M.R.P.F. Filippo di Carini, Vic. Gen. mentre in Catania con molto affetto si adoperava per ripigliar la Parrocchia di Centuripe, sperando aver a suo favor ogni cosa e per cavar da PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 149 quella Corte il processo della Vita e Morte del suo Vero Fondatore anelando che si desse principio con l’osservanza dei Decreti Pontifici1 ad alcuna cosa in ordine alla Beatificazione e Canonizzazione; 7. in tutto quello che ho detto e dirò (si vita comes fueris) nella citata 2^ parte mi rimetto prontamente alla correzione della S. M. Chiesa. RICORDI PER LA PERFETTA OSSERVANZA dei voti solenni che il Ven. P.F. Andrea di Castrogiovanni dava e dichiarava ai suoi Frati prima di fare la professione 1. Pro bono pacis non si proseguì in Palermo la lite contentandosi che suoi Religiosi attendessero all’esercizio più di Maddalena che di Marta. bbidirai prontamente alla prima voce del Prelato. 2. Al primo segno dell’ubbidienza lascerai subito qualsivoglia cosa incominciata. 3. Farai la cosa comandata con semplicità. 4. Non discorrere sopra il fine del Prelato. 5. Ubbidirai sempre con allegrezza, considerando nel Superiore la persona di Gesù Cristo S.N. 6. Obbedirai non solo ai Maggiori ma ancora agli Uguali e agli Inferiori. 7. Disponiti a pigliare il martirio ogni volta che ti sarà comandato. 8. Col voto dell’obbedianza hai consacrato la volontà con la tua anima a Dio; e così non potrai fare legittimamente cosa contro la Regola, Costituzioni, Statuti, ordinazioni della Religione, nemmeno contro quello che a bocca ti viene comandato dal tuo Su periore eccetto che non fosse contro la legge divina e della S. Madre Chiesa, il che non suole succedere. 9. Non mormorerai del tuo Superiore, ma l’amerai di cuore e lo rispetterai come vice Dio e Vicario di Gesù Cristo. Ricordati che col voto della castità hai consacrato il tuo Corpo alla Maestà Divina. 2. Sia sempre nella tua U 149 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Per la povertà. 150 01/04/2010 11.07 Pagina 150 mente fermo proposito, piuttosto morire che acconsentire ad un minimo atto che non sia assai puro. 3. Raffrena l’ira dell’Animo e potrai raffrenare l’ardore della cuncupiscenza. 4. Fuggi le occasioni che ti possono indurre a qualsivoglia sguardo, parola, atto che non sia conforme alla gran purità che deve professare il Religioso Romito. 5. Macera la carne con la penitenza e fatica corporale, ama la solitudine e il silenzio. 6. Occupa la tua mente con l’orazione mentale, la tua volontà sia conforme a quella del tuo Superiore, confida in Dio e nei Santi e non nelle proprie forze e così avrai sempre vittoria delle tentazioni lascive. 7. In tutti gli oggetti considera l’Angelo che ti minaccia e il demonio che nota la tua lascivia. Rallegrati1 quando ti mancano le cose necessarie perché allora sperimenti la povertà che sarà premiata nel Cielo. 2. Non possedere cosa alcuna benchè minima. Nel dare e nel ricevere lo farai con la licenza della santa obbedienza. 3. Per il voto della povertà hai lasciato il dominio, la proprietà e l’uso d’ogni bene esteriore. 4. Ti servirai delle cose date dalla Religione per le tue necessità, come cose non proprie, ma aliene, consacrate al Signore. 5. Ogni cosa che ti sarà concessa a tuo uso, starai disposto a lasciarla ad ogni disposizione e richiesta dei Superiori. 6. Considera che per i tuoi peccati sei degno di ogni disprezzo, perciò desidererai sempre patire per amore di Cristo S. N. di cui ogni giorno considererai almeno un Mistero della tua acerbissima passione, e non ti lamenterai del vitto scarso e del vestito vile. 7. Ogni giorno farai l’esame di coscienza a mezzodì e la sera prima di dormire, e vedrai bene se hai mancato in alcuna cosa concernente questo voto della Santa povertà, come delle altre due, domanderai perdono a Dio e aiuto; ed eméndati presto per- PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 151 ché col poco non corretto s’arriverà presto a gran male. Beni che ci vengono dall’esercizio manuale secondo la dottrina mistica del V.P.Andrea di Castrogiovanni i fugge l’ozio di tutti i mali origine. 2. Si toglie ogni ingresso al demonio tentatore nella Nostra Anima. 3. Si conserva la carità regina di tutte le virtù 4. Si nutre l’umiltà che tanto piace a Dio quanto abomina la superbia. 5. Si sostenta col frutto del lavoro il Corpo e s’ingrassa di meriti l’Anima. 6. Conferisce alla salute corporale particolarmente ai giovani, e custodisce la Carità. 7. Si esegue il consiglio di S.Paolo e degli altri Santi Apostoli che non lasciavano ancora di lavorare in cose manuali. 8. Ci conformiamo con i Santi Anacoreti e Patriarchi i quali tutti la fatica di mano raccomandarono assai ai loro seguaci. 9. Si obbedisce al N.P. S. Agostino comandando che tutti lavoriamo senza eccezione di Nobili o di Dotti, e fece un libro d’opere manuali. 10. Si macera la carne e si fa penitenza dei peccati, con che si allevia la pena del Purgatorio. S Per lavorare utilmente e ottenere i beni suddetti. l principio dell’esercizio manuale raccomandati a Dio a cui ogni nostra opera dobbiamo indirizzare, lavorare in silenzio come ci ammonisce S. Paolo, in silentio et spe erit fortitudo vestra. 3. e secondo l’ordine della santa ubbidienza con gran indifferenza. 4. Lasciar subito l’opera dato il segno della Campana o d’altro dell’ubbidienza. 5. Aver continue meditazioni della passione di Cristo S.N. dei divini benefici e della gloria che A 151 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. desumpta ex libris Centurip. Qui confermantur hodie in convent. Motis Regal. 152 01/04/2010 11.07 Pagina 152 speriamo; dell’inferno del Purgatorio che temiamo; 6. Lavorerai allegramente e fuggirai la vana gloria. 7. Non ti rattristare se l’opera che farai non sarà gradita alle creature, ma reputati servo inutile e rallegrati che la mercede non ti sia data in questo mondo. 8. Non ti lasciare ingannare dall’amor proprio che finge poche forze. 9. Ricordati che Dio ti ha chiamato a questi nostri Romitori per macerare il Corpo con la fatica corporale.10. e con gli esercizi spirituali unirti con Dio e pregare per i comuni bisogni della Chiesa Santa e per l’emenda dei peccati dei prossimi. 11. Sentirai dispiacere a non poter solo fare ogni cosa di travaglio. CRONOLOGIA Vicariorum Generalium Congregationis Siculae Seu Centuripensis Fratrum Reformat. S. Agustini 1582.1584.1586 P. F. Andreas a Castroioanne. P. F. Andreas Hispanus 1595. P. F. Andreas a Castroioanne 1597. P.F. Philippus de Militello 1599. P.F. Dominicus de Troyna 1601. P.F. Michael a S. Philippo 1603. P. F. Andreas a Castroioanne 1605. P. F. Philippus a Militello 1607. P. F. Michael a S. Philippo 1609. P. F. Andreas a Castroioanne 1611. P. F. Philippus a Militello 1613. P. F. Michael a S. Philippo 1615. P. F. Dominicus a Troyna 1617. P. F. Antonius a Castroioanne 1619. P. F. Philippus a Militello 1621. P. F. Michael a S. Philippo PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 153 1623. P. F. Seraphinus a Regalbuto 1625. P. F. Petrus a Regalbuto P.F. Paulus a S.Philippo moritur intra biennium, interim usq; ad capit sequens gubernat Congregationem ex-Provincialis vicinior P.F. Seraphinus à Regalbuto P.F.Augustinus à Francavilla, ultra biennium gubernavit propter confirmat. Capit. Gener. 1631. P. F. Carolus à Catana 1633. P. F. Ion. Baptista Meneensis 1635. P. F. Fulgentius à Claramonte 1637. P. F. Augustiuns a Francavilla 1639. P. F. Augustinus a Castroleone 1641. P. F. Hieronimus à Linguagrossa 1643. P. F. Augustinus à Panormo, qui per plura biennia fuit reelectus. et confirmatus servatis servandis 1650. P. F. Augustinus à Platia 1652. P. F. Augustinus à Panormo 1654. P. F. Philippus à Careno 1656. P. F. Fulgentius a Caccabo 1658. P. F. Augustinus à Panormo 1660. Idem P. Augustinus, reeligitur, moritur ante Capitulum Provinc. praesidet Congreg. Iuxta Constit. Ex prov. P.F. Philippus à Careno 1662. P. F. Augustinus à Platia 1664. P. F. Augustinus à Platia reeligitur 1666. P. F.Benedictus à Monte Reale 1668. P. F.Adeodatus à Hyeracio 1670. P. F.Antoninus a Caccabo 1672. P. F.Augustinus à Platia 1674. P. F. Adeodatus à Hyeracio 1676. P. F.Carolus à Regalbuto 153 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 154 Profezia d’un famoso e antico Abate urget ordo, 2. qui videtur novus, et non est, 3. indutus vestibus nigris, et accinti desuper zona, 4. Hi crescent, et fama eorum divulgaritur, 5. et praedicabunt fidem, 6. quam et defendent vsq ; ad Mundi consumatione 7. et in Spiritu Eliae, 8. quierit Ordo Eremitarum 9. emulantium vitam Angelorum etc. La suddetta profezia viene intesa da alcuni per le loro religioni; ma senza distorcere il senso della lettera, chiaramente fa vedere un Professore1 e Lettore di Teologia Scolastica, Morale, Positiva e Controversiale nella citata 2^ parte in §.9, compitamente discorrendone, che non d’altro Ordine che dell’Agostiniano nelle sue rigide Riforme dilatato, doversi intendere; e così l’applica ancora all’umile Congregazione dei Riformati Agostiniani di Sicilia, che per capo riconobbe il Ven. P. F. Andrea, quale dichiarazione avendola un Religioso compendiata la pone qui, ed è la seguente: Nel primo2 (dopo aver insinuato il suddetto autore le grandi glorie dell’Ordine Agostiniano) dice che trovandosi questo per la grande antichità alquanto dal primiero fervore caduto surrexit, in qualche modo si ristorò per l’istituto della Congregazione del V.P. Andrea di Castrogiovanni: in Sicilia originata, secondo che disse nel corso della storia della sua vita. Nel secondo conclude che tale istituto non fu di ben nuovo inventato (benchè sembri nuovo, perché alla fine del secolo passato il V.P. comparve) ma fu una rinnovazione di quello che nei tempi del Gran Dottore e P. Agostino nell’Africa fu da lui fondato e per ordine Eremitano dai Vicari di Cristo sempre riconosciuto e autenticato. S 1. P. F. Giovanni Maria della Natività Carmelitano Scalzo, Sicil. Aut. Del Somm. della Vita e C. 2. Può dirsi aff.: l’Ordine Eremitano 154 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 155 Nel terzo nulla si affatica perché anche al senso sta palese avverarsi quelle parole della Profezia, solamente ivi assegna i sensi mistici delle vesti negre e della cintura di pelle. Nel 4^ lo prova con quello che si scrisse nel principio del Sommario della vita del V. P. e anche si dirà nella 2^ parte come si insinua nel n.10. Nel 5^ fa vedere che questi Nostri Romiti hanno pure atteso a predicare la S. Fede1 con l’avvivarla nei cuori dei fedeli, estirpando i loro vizi che la mortificano, nei Pulpiti, nelle Cattedre, nei Confessionali e nelle Parrocchie e illustrando l’intelletto degli ignoranti, accendendo nell’amore di Dio la volontà dei mali e inculcando l’osservanza dei divini ed ecclesiastici precetti agli adulti, senza lasciare di dichiarare i rudimenti della S. Fede ai semplici e ai bambini. Nel 6^ prosegue che tali Romiti principalmente hanno guadagnato le anime a Cristo con la loro vita esemplare piuttosto2 che con le parole a somiglianza del grande e zelante Profeta Elia che contro gli idolatri non difese l’onore di Dio disputando ma ordinando il Sacrificio; per mezzo della preghiera fece cadere fuoco dal Cielo, vivendo in rigore di vita e in altissima contemplazione nel Monte Carmelo. Nel 7^ ragionevolmente esorta a sperare che tale istituto o Congregazione durerà fino alla fine del mondo appoggiata non nelle terrene ricchezze e applausi popolari e caduchi, ma nella divina Provvidenza che fra tante contraddizioni e terribili persecuzioni3 potè farla nascere, crescere e finora conservare. Nell’8^ poco si trattiene perché già questa Congreg. o istituto è stato incorporato dai Sommi Pontefici nelle loro costituzioni nell’Ordine Eremitano confermando che i loro Seguaci abitassero nei deserti o lontani da Popoli e che veramente sono Eremiti di S.Agostino. 1 Fides sine charitate sine operibus mortua est 2. Verba movent, exempla cogunt Seneaa, S.Francesco num.10 net.2 p. 3. 1 p. Vit. del P.A. - Vide supra Paulus 5.Tom. 3.Bull. 155 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 1. Si Paradisus est in Terra, in Eremo est Abb. Trit. 2. Per spatio quasi d’un secolo 3. Della nobilissima Casa Graviva di cui sopra. 4. F. Matteo di Vizzini, uno dei dodici compagni del V.P. Andrea fu consolato dagli Angeli. 156 01/04/2010 11.07 Pagina 156 Nel 9^ se l’Eremo è canonizzato da Santi Padri per Paradiso1, non sembreranno i buoni Romiti Angeli o emuli degli Angeli? Aggiunta la gran pace che in tale Congregazione sempre ha regnato celebrandosi2 in ogni biennio con l’assistenza di Dio della Pace il Capitolo Provinciale senza rumori e inquetudini d’ostinate e politiche fazioni dai quali fuggono gli angeli della pace. Si finisce con due visioni d’Angeli, una nel 1603 fatta al Padre Benigno di Castrogiovanni, nipote del V. P. Andrea erede delle virtù del Santo Zio, e l’altra al Clerico Novizio F. Benedetto di Francofonte e figlio del Marchese di Francofonte3, quando ogni venerdì mangiava in terra, baciava i piedi ai Romiti di Centuripe e si faceva dare degli schiaffi in memoria di quello che fu dato all’amato Nazareno. Altre apparizioni4 di quegli spiriti felici fanno a questo nostro proposito, quali forse si addurranno nella storia delle virtù e dei miracoli del V. P. F. Ambrogio Agostiniano, fondatore delle Monache agostiniane di S.Maria degli Angeli in Regalbuto e in quella della prodigiosa Serva di Dio Suor Locadia Licata Monaca pure agostiniana del Monastero di San Giovanni, oltre di quello che si dirà nella storia della fondazione e translazione dell’antichissimo V. Monastero del famosissimo Ordine Benedettino di S. Maria delle Grazie della suddetta Città. PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 157 Dichiarazione dell’autore. er osservanza del Decreto di Urbano VIII 3 marzo 1625 e 5 luglio 1634, dichiara l’autore che se in questo libretto ha detto cosa che sembri del soprannaturale, quella deve ritenersi non come approvata dalla S. Sede Apostolica, ma solo come semplice racconto appoggiato ad umana credenza, se non quando occorre ragionare dei SS. Canonizzatori e Beatificatori dalla medesima S. Sede. Di più si dichiara che in quanto alle cose notabili della Vita del Ven. P. Andrea di Castrogiovanni sono state prese dal giuridico processo, e l’altre dalla relazione di persone degne di fede. P 157 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 158 01/04/2010 11.07 Pagina 158 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 159 APPENDICE 159 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 160 01/04/2010 11.07 Pagina 160 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 161 BREVE STORIA DELLE TRASLAZIONI DELLE RELIQUE DEL VENERABILE FRATE ANDREA DEL GUASTO Il Venerabile Padre Frate Andrea del Guasto da Castrogiovanni (ora Enna), morto in odore di santità nel convento (extra moenia) di S. Antonio Abbate di Regalbuto il sette settembre del 1617, rimase ivi sepolto fino al 1918 quando, su istanza del Rev. Giuseppe M. Campione, priore del convento di S. Agostino in Regalbuto, venne decisa la traslazione dei suoi resti dal suddetto convento di S.Antonio alla chiesa di S.Agostino in piazza V. Veneto. Alle ore 19.30 del 19 maggio 1918 “con imponente e divoto corteo, cui hanno preso parte tutte le autorità ed associazioni locali, ed una vera fiumara di popolo, che questa chiesa di S.Agostino a tre navate, non è stata capace di contenere, ha avuto luogo la solenne traslazione delle predette relique dalla Chiesa Madre (dove erano state poste provvisoriamente) in questa Chiesa di S.Agostino”(dal verbale traslazione relique Ven. Padre Frate Andrea del Guasto redatto il 19 maggio del 1918). Questa prima traslazione era stata preceduta dalla ricerca della cassa con i resti del Venerabile nella Chiesa di S.Antonio e dalla ricognizione della ossa di Frate Andrea. Queste operazioni vengono eseguite il 4 maggio del 1918 alla presenza del Sac. Salvatore Piemonte, Arciprete Parroco di Regalbuto, Padre Giuseppe M. Campione, Priore del Convento di S.Agostino in Regalbuto, e dei sigg. Xerra Sac. Ni- 161 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 162 cola, agostiniano di Terranova di Sicilia, Locatelli Arturo, possidente di Morbegno Sondrio, Santangelo Vito fu Arch. Vincenzo, Campione Francesco, Campisi Gaetano, Re Angelo, possidenti di Regalbuto, Padre Nazareno Sampino, Agostiniano da Palermo che funge da Maestro Notaro. I suddetti signori entrano nella Chiesa di S. Antonio e “constatano l’esistenza di un’arca di gesso a sinistra della medesima” e qui trovano la cassa “la quale in vista dell’aria, si decompone… lasciando incustodite le ossa tutte, formanti uno scheletro umano, che si conservano tutte integre”. Il corpo di Padre Andrea viene portato in paese il 16 maggio, e collocato provvisoriamente nella Chiesa Madre. Tre giorni dopo la traslazione solenne nella chiesa di S. Agostino. Questa Chiesa, a tre navate, ricca di memorie storiche e adorna di pregevoli stucchi, a causa della sua infelice posizione, veniva ogni anno invasa dalle acque defluenti della soprastante collina di S.Lucia. L’umidità da parecchi anni minacciava le condizioni statiche dell’edificio tanto da farne temere il crollo. In seguito a relazione del personale tecnico dell’Intendenza di Finanza di Catania, un Decreto reale dell’8 maggio 1927 ne ordinò la chiusura al culto e la demolizione. La famiglia religiosa di S.Agostino si trasferì nel vicino monastero di S.Giovanni Battista: il fabbricato monastico con l’annessa chiesa, per un Rescritto Pontificio prese il titolo di “S.Agostino in S. Giovanni”. L’urna contenente il corpo del venerabile Padre Andrea del Guasto, conseguentemente, il 13 novembre del 1927, venne traslata nella nuova sede e “seppellita nell’apposito loculo preparato 162 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 163 sotto il pavimento della stessa chiesa e precisamente a sinistra della porta maggiore del S. Tempio, quasi all’ingresso della Cappella del SS. Crocifisso”. Qui è stata rinvenuta il 15 ottobre 2008 presenti Padre Giuseppe Turco, Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia, Padre Giuseppe Cardaci, Parroco della Chiesa di S.Maria, Salvatore Grifò e Natale Grifò di Centuripe, Dott. Michele Sirchia di Palermo, Gaetano Licari e Vito Nicolosi di Regalbuto. Le operazioni per la traslazione dell’urna con i resti di Padre Andrea Del Guasto nella Chiesa di S. Maria di Regalbuto, sono cronaca dei nostri giorni. fm. 163 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 164 01/04/2010 11.07 Pagina 164 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 165 VERBALE TRASLAZIONE RELIQUE VEN. P. FR. ANDREA DEL GUASTO L’anno 1918 il 19 maggio solennità di Pentecoste, alle ore 22, in questa Ven. Chiesa di S. Agostino è stato redatto per ordine di Sua Ecc. Rever.ma Monsignor Agostino Addeo dell’Ordine di S.Agostino Vescovo di Nicosia, su istanza del Rev. P. Giuseppe M. Campione priore di questo convento di S.Agostino di Regalbuto il seguente VERBALE Si premette che l’Eccell.mo Vescovo in seguito ad istanza del predetto P. Campione, ha disposto con decreto 10 maggio 1918, che il corpodel Ven. Andrea del Guasto di Castrogiovanni, fondatore della Congregazione degli eremiti riformati di S.Agostino esistenti in questo convento di S.Antonio Abate (vedi Verbale di ricognizione in data 4 maggio 1918) sia divotamente come fatto in un‘altra cassa ermeticamente chiusa, suggellata con timbri della Parrocchia e del Comvemto, e poi trasportati in questa Chiesa di S.Agostino. A questo scopo il 16 maggio 1918 si sono recati nella Chiesa di S.Antonio Abbate i seguenti signori delegati dall’Ecc.mo Vescovo della Diocesi in forza del precitato decreto. A. Salvatore Piemonte Arciprete Parroco di Regalbuto B. P. Giuseppe M. Campione Priore di questo Convento C. I signori Xerra Sac. Nicolò, agostiniano di anni 43 da Terranova di Sicilia, Santangelo Vito fu Vincenzo di anni 61, possidente, Campione Salvatore fu Francesco 165 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 166 di anni 40 possidente, Re Angelo fu Vito di anni 37 possidente, Picardi Leonino di Vito di anni 28 operaio, questi ultimi tutti da Regalbuto i quali fungono da testimoni. D. P. Nazareno Sampino agostiniano di anni 31 da Palermo il quale funge da Maestro Notaro assunto in sostituzione del titolare ammalato; assiste numeroso popolo spontaneamente accorso. Alle ore 15, per opera dei Sacerdoti presenti vengono rimosse le ossa del Ven. Dall’antica cassa e deposte in apposita cassa di legno dalle seguenti dimensioni 50 x 40 con 45 centimetri di altezza, insieme alla seguente iscrizione su carta pergamena che insieme sovrasta le ossa. “Anno Domini MCMXVIII Die XVI mensis Maji ossa Ven. P. Fr. Andrea del Guasto Congregationis S. Augustini Centuripe d’etae Fundatoris iam Anno Domini 1586 e sacello in Ecclesiam S.Antoni abbatis dilata et aiposita, a M. R. P. Mag. Iosephio Bonanno Siciliae Provinciali, frodie iussu Rev.mo eccell.mo Domini Fr. Augustini Addeo Nicosieu Episcopi recognita a subscriptis Episcopi delegatis et in nova lignea arca condrito non cor divoto popolo concursu, in ecclesiam Matricem civitates trasferimentus ut decentiori loco in ecclesia S. Augustini eiusdem civitatis perpetuo collocamento proxima die XIX Maji 1918 S. Pentecoste, in area parva superiori collocamentur suggilla precedentis areae” Seguono le firme dei testimoni e di altri presenti. Chiusa ermeticamente l’urna il Rev.mo Arciprete Piemonte e il Priore Campione appongono rispettivamente I suggelli della Parrocchia e del Convento e alle ore 19 l’urna viene portata in paese e collocata in questa Chiesa Madre. 166 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 167 Oggi 19 maggio 1918, solennità di Pentecoste, alle ore 19.30, con imponente e divoto corteo, cui hanno preso parte tutte le autorità ed associazioni locali ed una vera fiumara di popolo, che questa Chiesa di S. Agostino a tre navate, non è stata capace di contenere, ha avuto luogo la solenne traslazione delle predette Relique dalla Chiesa Madre in questa di S.Agostino, dove il Rev.mo Aciprete Piemonte ha tenuto un discorso d’occasione parlando della vita del Ven. Alle ore 22 l’urna è stata murata nella navata destra della Chiesa e precisamente sotto la finestra a destra della Porta Maggiore della Chiesa conforme agli ordini dell’Ecc.mo Vescovo, dove è stata apposta la seguente iscrizione: “Hic iacent ossa viri religiosae vitae et miraculorum gloria clare Andreae del Guasto Reverentis Cristi Famuli, digni S.Augustini filii ei Siciliam Siculorum fratrum eremitarum riformatorum institutoris virginali puritati angeli coelesti doctrina magistri diciturne asperitate maestris sublimi propitutia divi ante et post mastem miraculorum gloria thaumaturgi legg. Hist. Sic. Abb. Pirri libro 30”. Ex ecclesia S.Antonini Abb. Extra moenia in hoc urbanum S. Augustini templum traslata ac die XIX Maji anno MCMXVIII Sacra Pentecostes recurrent solennitate hie reconditu ius Eccell.mo DD. Pr. Augustini Addeo eiusdem Ardivis Sodalis Nicosiem Autistitis adum Rev. P. Josephio M. Campione huius coenobii priore affiagitanti. Il presente verbale viene redatto in 4 copie originali e sottoscritto dai presenti in Regalbuto in Diocesi di Nicosia addì 19 Maggio 1918. 167 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 168 01/04/2010 11.07 Pagina 168 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 169 VERBALE DELLA SECONDA TRASLAZIONE DELLE RELIQUE VEN. P. FR. ANDREA DEL GUASTO L’anno 1927 il giorno 13 novembre, alle ore 15 sono convenuti in questa ex Chiesa di S.Agostino 1° il Reverendissimo Mons. Don Salvatore Piemonte, Arciprete Parroco del Paese; 2° il Rev.mo Sac. D. Innocenzo Re, Vicario Foraneo; 3° il M. R. Pre. Giuseppe Campione, priore Provinciale dei PP. Agostiniani; 4° il M. R. Pre. Fulgenzio Messina, periore di questo convento, i due primi quali delegati del Vescovo Diocesiano Mons. Agostino Addeo dell’Ordine Agostiniano, gli altri due in rappresentanza dell’istesso ordine. Tutti e quattro in forza dell’apposita delega dell’Eccellentissimo Vescovo di Nicosia in data e novembre ed in presenza dei testimoni sottoscritti, hanno proceduto alla ricognizione dell’urna contenente le ossa del Servo di Dio P. Fr. Andrea del Guasto da Castrogiovanni(ora Enna), religioso dell’Ordine Agostiniano e fondatore della Congregazione di Centuripe. Nello stesso giorno ed ora l’urna medesima, nella quale sono stati riscontrati intatti i suggelli appostivi per ordine dell’anzidetto eccellentissimo ordinario (in occasione della precedente traslazione dalla Chiesa di S. Antonio Abbate fuori le mura del paese in questa, oggi diruta, di S. Agostino il 26 maggio 1918) con numeroso concorso di popolo e presenti i 169 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 170 sottoscritti, è stata solennemente trasportata nella vicina Chiesa dei PP. Agostiniani dedicata ai SS. Agostino e Giovanni Battista e seppellita nell’apposito loculo preparato sotto il pavimento della stessa Chiesa e precisamente a sinistra della porta maggiore del S. Tempio, quasi all’ingresso della Cappella del S.S. Crocifisso, dentro un tubo di zinco assicurato all’urna del servo di Dio è stato deposto un foglio di carta pergamena, col quale viene ridordata ai posteri l’odierna traslazione. Il presente verbale è stato redatto in triplice esemplare per essere depositato nei rispettiv archivi della Curia Vescovile, della Parrocchia e della Provincia Sicula. Regalbuto 13 novembre 1927 Mons. Parroco Piemonte Salvatore Delegato Vescovile Sac. Innocenzo Re Vicario Foraneo P. Giuseppe Campione Priore Provinciale Ordine S. Agostino P. Fulgenzio Messina Priore Ordine di S. Agostino Podestà di Regalbuto Avv. D. Giudice Vice Pretore reggente Dott. Arturo Inguilleri Litterio Oliva Presidente della Congregazione di Carità Sac. Giuseppe Bonanno Maestro Notaro Assunto. 170 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 171 VERBALE DELLA TRASLAZIONE DEI RESTI MORTALI DEL VEN.LE SERVO DI DIO P. FR. ANDREA DEL GUASTO FONDATORE DELLA CONGREGAZIONE DEI FRATI AGOSTINIANI RIFORMATI DI SICILIA E DEL CONVENTO DI CENT’ORBI L’anno 2008 il giorno 16 novembre alle ore 18 sono convenuti in questa Chiesa S.Maria la Croce: Mons. Giuseppe Castano, Cancelliere Vescovile, su mandato del Vescovo mons. Salvatore Pappalardo con lettera del 22.10.2008, prot. n.557/08 Sac. Cardaci Giuseppe, Parroco della Chiesa di S.Maria La Croce e Vicario Foraneo; Don Giuseppe Turco, Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia Gaetano Punzi, Sindaco del Paese come testimoni per sottoscrivere il presente verbale. Tutti e quattro hanno presenziato la cerimonia della traslazione dei resti mortali del Ven.le P. Fr. Andrea del Guasto, agostiniano: si sono recati alle ore 18,00 all’ingresso della Chiesa di S.Agostino in S.Giovanni di Via Palermo, hanno sostato brevemente a sinistra del S.Tempio, quasi all’ingresso della Cappella del SS. Crocifisso, dove, stando alla testimonianza dei signori P. Giuseppe Turco, Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia, Sac. Cardaci Giuseppe, Parroco di questa Chiesa, Grifò Salvatore e Grifò Natale, entrambi di Centuripe, il Dott. Sirchia Michele di Palermo, Gaetano Licari e Nicolosi 171 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 172 Vito di Regalbuto, era stato trovato il 15.10.2008, alle ore 10.00 il loculo sottoterra con la cassa in legno, danneggiata dal tempo, dei suoi resti mortali incorrotti. Dal Verbale del Servizio di Polizia Mortuaria, allegato, del 31.10.2008 alle ore 12, si legge che la cassa, rinvenuta nel loculo, è stata inserita con tutti i resti mortali intatti in un’altra cassa nuova e chiusa alla presenza dell’Ufficiale sanitario e dei testimoni: Sac. Cardaci Giuseppe, Parroco, Padre Giuseppe Turco, Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia, Licari Gaetano, Nicolosi Vito, Grifò Natale, Grifò Salvatore e Michele Sirchia. I soprannominati signori: Sac. Castano Giuseppe, Sac. Cardaci Giuseppe, P.Giuseppe Turco, Gaetano Punzi hanno trovato sulla portantina la cassa nuova chiusa con targa, inchiodata di fronte, con la scritta del cognome e nome del Ven. P. Fr. Andrea del Guasto, la data di nascita e la data di morte. L’urna era stata sigillata il giorno prima dall’Agenzia Onoranze Funebri di Parisi Antonino. Successivamente alle ore 18 è partito il grande corteo popolare, accompagnato dalla Banda musicale paesana, con la cassa, contenente I resti mortali del Servo di Dio, percorrendo via G.F.Ingrassia, Piazza della Repubblica, via G. F. Ingrassia, per entrare nella Chiesa di S. Maria La Croce. Quivi, sistematala provvisoriamente vicino l’altare maggiore, è stata concelebrata la S.Messa domenicale dal Parroco della Parrocchia sac. Cardaci Giuseppe, da P. Giuseppe Turco, Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia, P. Paolo Angelone, Priore del Con- 172 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 173 vento S.Maria La Reale, Palermo, P. Francesco Calleja, Priore del Convento di S.Agostino, Palermo, P.Arcangelo Sciurba, O.F.M. di Enna, Sac. P. Giovanni, vicario parrocchia della Chiesa Madre, originario del Congo, assistono al S. Rito i diaconi P. Antonio Salsetta, agostiniano del Convento di S.Agostino di Gela, Enzo Amato di questa parrocchia, Vito Baio della parrocchia di S. Domenico. All’omelia è stata ricordata la personalità del Venerabile, nato ad Enna il 16.08.1534, morto a Regalbuto il 07.09.1617 nel convento (extra moenia) di S.Antonio Abate (ormai danneggiato gravemente e appartenente a privati). In maniera sintetica, stando ad uno scritto del 1627, è stato sottolineato lo spirito di preghiera, di dura penitenza, di carità generosa verso i poveri, di obbedienza ai superiori, lo spirito di riforma, I luoghi dove è vissuto per vent’anni a Castel di Iudica, diversi anni a Centuripe, fondando la Congregazione Agostiniana dei Frati Eremitani di Sicilia, detta di Cent’Orbi, singolare intercessore presso Dio durante la vita e dopo la morte con conseguenti grazie o miracoli. Sono presenti alla traslazione: Il Presidente della Provincia di Enna, Dott. Giuseppe Monaco ed anche una delegazione di Castel di Iudica, di Centuripe, di Troina, di Catenanuova, di Ramacca. Dal verbale, conservato nella parrocchia di S.Maria La Croce; si legge che in precedenza sono avvenute 2 traslazioni dei resti mortali: una il 26.05.1918 e l’altra il 13.11.1927. Gli Agostiniani di Regalbuto in questa data si trasferirono nella Chiesa di S.Agostino in S. Giovanni. 173 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 174 Il loro convento e la Chiesa sono stati chiusi dagli Agostiniani e consegnati al Vescovo di Nicosia il 19.03.1947. Ora questa Chiesa di S: Agostino in San Giovanni è chiusa al culto da diversi anni per la precaria statività della volta vicino l’altare Maggiore. Data la situazione precaria della Chiesa, su iniziativa principale di P. Giuseppe Turco, Vic. Provinciale O.S.A. si è pensato a questa traslazione per dare onore a questo Insigne Venerabile. La cassa con i resti del Venerabile viene tumulata entrando a sinistra del portone principale di questo S. Tempio di S. Maria, nel loculo scavato di proposito, a poca distanza dal pavimento, lungo la parete interna di una stanzetta a pianterreno del campanile. Alla parete interna della Chiesa, corrispondente al loculo, è stata collocata una lapide in marmo a ricordo dell’avvenimeto e un quadro in tela con cornice di P. Andrea del Guasto. Io Cancelliere Vescovile redigo il presente verbale in cinque copie di cui una viene conservata nell’archivio di questa parrocchia, una viene consegnata al Vicario Provinciale degli Agostiniani d’Italia, una è destinata all’archivio della Curia Diocesiana e le altre due vengono rispettivamente consegnate al Presidente della Provincia Regionale di Enna e al Sindaco del Comune di Regalbuto. I testimoni Sac. Cardaci Giuseppe parroco P. Giuseppe Turco Vic. Prov.le Agostiniani d’Italia Gaetano Punzi 174 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 175 Sindaco di Regalbuto Dr. Giuseppe Monaco Presidente della Provincia Regionale di Enna Il Cancelliere Vescovile F.to: Sac. Giuseppe Castano 175 PADRE ANDREA DEL GUASTO:Layout 1 01/04/2010 11.07 Pagina 178 Finito di stampare nel mese di Aprile 2010 presso Graphic Sall di Napoli Carmelo 94017 Regalbuto (En) - Via G. F. Ingrassia, 155 Tel. 0935 72724 - 333 1201858 178