Università degli Studi di Milano-Bicocca
Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale
Corso di Laurea Triennale
in
Scienze del Turismo e Comunità locale
Linee guida per la stesura della tesi di Laurea Triennale
in “Genere e Turismo”
Docente:
Prof.ssa Elisabetta Ruspini
e-mail: [email protected]
Tutor: Dott. Fabio Gaspani
e-mail: [email protected]
AA 2015-2016
Indice
1. Premessa
pag. 2
2. Per iniziare
» 2
3. Alcune linee-guida generali
» 3
4. Stesura della tesi
» 4
4.1 Note a piè di pagina
» 5
4.2 Citazioni
» 5
4.3 Come citare
» 7
4.3.1 Esempi di citazione diretta
» 8
4.3.2 Esempi di citazione indiretta
» 8
4.4 Rimandi a materiale online
» 10
5. Riferimenti bibliografici
» 11
6. Figure e Tabelle
» 12
7. Ancora qualche nota
» 13
1
1. Premessa
Le indicazioni che seguono sono valide esclusivamente per la redazione della tesi di Laurea
Triennale corso “Genere e Turismo”. Lo studente/la studentessa1 che intende svolgere la
relazione di tesi finale del proprio percorso di studio affrontando un argomento relativo a tale
corso deve leggere queste norme generali e confrontarle con un testo-guida per la stesura di una
tesi di laurea (ad es. Umberto Eco, “Come si fa una tesi di laurea: le materie umanistiche”,
versione più recente) e con la struttura (organizzazione paragrafi, bibliografia, citazioni,
inserimento note) di alcuni volumi di Sociologia di case editrici come FrancoAngeli, Il Mulino o
Carocci.
Per tutte le formalità che riguardano gli aspetti relativi a “domanda di tesi” e pratiche finali per
la Laurea si rimanda alle informazioni presenti nella sezione “Tesi” del sito del Dipartimento di
Sociologia e Ricerca Sociale: è responsabilità degli studenti/delle studentesse controllare le
norme e le scadenze relative al conseguimento della Laurea Triennale, della consegna della tesi e
relativa documentazione: http://www.sociologia.unimib.it/default.asp?idPagine=326
Per richiedere la tesi in “Genere e Turismo” è innanzitutto necessario contattare docente e
tutor via e-mail per sondare una prima disponibilità. In caso di risposta positiva, è
necessario presentarsi al ricevimento e inviare contestualmente una e-mail alla docente e
alla tutor contenente un progetto scritto, corredato da una iniziale bibliografia di
riferimento, almeno 5/6 mesi prima della discussione delle tesi di laurea triennale. Il giorno
di ricevimento si richiede inoltre di portare stampa del libretto disponibile sul Sifa con
informazioni riguardanti gli esami sostenuti e quelli ancora da sostenere.
Il progetto scritto deve contenere:
-
Nome e cognome di chi propone la tesi, numero matricola e contatto e-mail;
Informazioni relative alla sessione di tesi prevista;
Titolo provvisorio del lavoro di tesi;
Argomento della tesi (5-10 righe di sintesi);
Domande alle quali si vuole rispondere attraverso la relazione di tesi (obiettivi, scopo, valore
aggiunto della tesi);
Bibliografia iniziale di riferimento per lo svolgimento della tesi (almeno 20 riferimenti
essenziali da controllare con docente e tutor).
Il lavoro di stesura della tesi inizierà SOLO DOPO la lettura dei principali testi di riferimento
concordati e la stesura di un indice approvato dalla docente e dal tutor.
NB: tematiche già ampiamente indagate da tesi concluse nello scorso anno accademico
(2012/2013): genere e marketing turistico; il viaggio al femminile; donne e lavoro nel
turismo; turismo sessuale.
1
Solo per semplicità espositiva nel testo si utilizzeranno i sostantivi maschile “studente” e “autore”.
2
2. Per iniziare
La tesi di laurea è un elaborato scritto dallo studente/studentessa per il completamento del
percorso di studi sotto la guida di un docente/relatore. Lo studente attraverso le conoscenze
acquisite durante il corso di Laurea, sviluppa un testo per avvalorare una tesi, ovvero un
enunciato relativo ad un argomento/fenomeno di suo interesse che va sostenuto e discusso
scientificamente.
La tesi di laurea NON è un tema, un articolo di giornale, un diario personale o un contenitore di
pensieri e divagazioni giornaliere ma è un PERCORSO ARGOMENTATO che parte da una
serie di assunti e ipotesi e conduce ad alcune riflessioni conclusive. Lo spessore e la credibilità
delle proprie argomentazioni dipende dalla completezza delle fonti alle quali si fa riferimento e
da una buona organizzazione e presentazione delle tesi presenti nella letteratura scientifica
relativa all’argomento oggetto di studio. Attenzione: argomentazione, organizzazione,
presentazioni di teorie, approcci ecc. non vuol dire realizzare un “copia e incolla” da altri testi,
tesi o da materiale in Internet. È utile ricordare che il plagio è un reato che comporta
provvedimenti disciplinari tra cui la non ammissione alla discussione della tesi di laurea.
Nel richiamare o citare teorie o dati tratti dalla letteratura è sempre necessario indicare in modo
corretto la fonte: selezione e organizzazione delle fonti a cui attingere per argomentare la propria
tesi è dunque un passo fondamentale per la stesura della stessa. Le fonti bibliografiche, inoltre,
sono “i mattoncini” sui quali costruire la tesi: la ricerca del materiale bibliografico e la lettura
approfondita di quest’ultimo costituiscono il primo passo per iniziare il proprio elaborato.
Per chi fosse interessato si ricorda che la biblioteca di Ateneo organizza seminari per la ricerca
bibliografica, utili da seguire prima della stesura della tesi: http://www.biblio.unimib.it/
3. Alcune linee-guida generali
Di norma una tesi di laurea è strutturata nelle seguenti parti:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Indice
Introduzione
Corpo della tesi diviso in capitoli (generalmente 3), paragrafi ed eventuali sottoparagrafi
Riflessioni conclusive
Eventuali appendici
Bibliografia
a) L’Indice deve contenere tutti i capitoli, paragrafi e sottoparagrafi della tesi, con la stessa
numerazione; ad ogni titolo inserito nell’indice deve corrispondere la pagina corrispondente
allo stesso nel testo della tesi.
Esempio:
1. Titolo del capitolo
p. 5
1.1 Titolo del paragrafo
p.12
1.2 Titolo del paragrafo
p.17
3
1.2.1 Titolo del sottoparagrafo
p.21
b) L’introduzione presenta in modo sintetico l’argomento della tesi, il contenuto dei capitoli, le
tappe dell’analisi svolta (obiettivo, metodo, principali linee teoriche/argomentative di
riferimento) e le ragioni per cui si è scelto di affrontare lo studio. L’Introduzione si scrive
alla fine della stesura dei principali capitoli e delle riflessioni conclusive della tesi.
c) Il corpo della tesi rappresenta la parte centrale del lavoro diviso per capitoli e sottoparagrafi.
Ogni capitolo è una parte logica-concettuale dell’elaborato in cui è sviluppato uno o più temi
ed è suddiviso al suo interno in “sottoparti” (paragrafi) utili a sviluppare i temi/concetti
principali del capitolo. I sottoparagrafi possono servire se un tema deve essere affrontato in
modo più dettagliato.
I capitoli devono essere articolati in modo logico e coerente; occorre esporre gli argomenti
in modo chiaro ed esaustivo e devono essere finalizzati al solo sviluppo e approfondimento
del tema oggetto di studio, senza divagazioni su temi marginali. Lo studente/la studentessa
deve fornire informazioni sulla letteratura scientifica rilevata riguardante i temi sviluppati
nella tesi attraverso un approccio critico e ragionato.
NB: Ogni capitolo va introdotto da un paragrafo di presentazione (scopo del capitolo e
contenuti dei paragrafi che seguono). Ogni paragrafo va numerato e ad ogni paragrafo va
dato un titolo. Ogni capitolo deve chiudersi con un breve “accompagnamento” al capitolo
successivo.
d) Le conclusioni, oltre ad illustrare brevemente il percorso argomentativo della tesi e i
principali risultati ottenuti, devono contenere una riflessione critica circa il lavoro svolto, i
principali problemi rinvenuti e i potenziali sviluppi o approfondimenti necessari per
potenziare il lavoro svolto (non una semplice sintesi della tesi ma una riflessione sui risultati
ottenuti).
e) Le appendici possono contenere documenti diversi, da immagini, a documenti istituzionali, a
tabelle, grafici ecc.
f) La bibliografia finale deve contenere tutti i testi e tutte le fonti citate e impiegate per la
stesura dell’elaborato di tesi. I riferimenti bibliografici si dividono in bibliografia (testi) e in
sitografia (siti Internet consultati).
4. Stesura della tesi
La struttura della tesi deve essere completa e uniforme: porre attenzione al font/carattere e
grandezza del carattere per testo, titoli, note, tabelle ecc. Le pagine devono essere numerate; ogni
capitolo deve iniziare da una pagina dispari. È utile fin da subito formattare il documento di
lavoro: Imposta pagina (margini 3 cm ogni lato; Carattere Times New Roman dimensione 12 per
il testo, 10 per le note a piè di pagina) e paragrafo (testo giustificato, interlinea 1,5).
NB: Nel redigere la tesi, la forma è tanto importane quanto il contenuto; è necessario dunque
utilizzare in modo corretto la grammatica e la sintassi italiana. Non meno fondamentali sono
4
l’ortografia e la correttezza nell’uso della punteggiatura, degli accenti, degli apostrofi, degli spazi
bianchi. La presenza di errori e refusi nei capitoli presentati alla docente e nella versione finale
della tesi può causare penalizzazioni nella valutazione. Pertanto, tenere sempre a portata di mano
e consultare quando necessario un dizionario della lingua italiana e uno di sinonimi e contrari.
In generale:
- Limitare periodi lunghi e complessi: preferire frasi snelle, concise, logiche.
- Evitare errori di grammatica: ad es. l’articolo indeterminativo non si apostrofa quando è al
maschile
- Attenzione all’uso di incisi
- Utilizzare in modo corretto gli accenti acuto “perché” e grave “è, cioè”
- Non puntellare il testo di congiunzioni coordinative: infatti, dunque, allora, quindi ecc.
- Non eccedere nell’utilizzo delle virgolette “…” e del corsivo, quest’ultimo da utilizzare per
parole in lingua diversa dall’italiano o, in alcuni casi, per concetti che si vogliono
enfatizzare/sottolineare
- Utilizzare in modo corretto la punteggiatura; i segni di interpunzione vanno attaccati alla
parola che precedono e separati con uno spazio da quella successiva. Essi vanno collocati
dopo le parentesi, dopo le virgolette, dopo i numeri esponenti delle note.
- Per termini indicanti epoche o periodi storici utilizzare la maiuscola (Seicento, Novecento,
Risorgimento …)
- Andare a capo quando si cambia argomento o la spiegazione di un concetto: non andare a
capo ogni volta che si mette il punto.
4.1 Note a piè di pagina
La nota a piè di pagina svolge la funzione di suggerire, precisare o analizzare concetti o questioni
trattate dall’autore nel testo. Sono “note” che fanno da corredo all’argomentazione e possono
contenere oltre a precisazioni, esempi o definizioni, alcune indicazioni su ulteriore materiale da
consultare per approfondire il tema o il concetto menzionato nella tesi.
Le note poste a piè di pagina devono essere numerate progressivamente (senza distinzione per
capitoli), scritte nello stesso carattere del testo (Times N. R.) ma in corpo 10 e interlinea singola.
Es. 1:
Come spiega l’antropologo Duccio Canestrini, «la comunicazione turistica insiste volentieri su
stereotipi culturali fasulli e facilmente vendibili» (2003, p. 43). Il/la turista si muove all’interno di una
dimensione “discorsiva”, per dirla con i semiologi2, che è costruita per gran parte dai media.
Vedi l’esempio di nota a piè di pagina
2
Secondo la prospettiva semiotica, il fenomeno turistico essendo composto da una serie di pratiche (e relazioni)
peculiari tra cui anche “testi” è possibile “leggero” e “interrogarlo” secondo un approccio di tipo narrativo che aiuti a
svelare i processi e i significati sottesi ai molteplici tipi di discorso del sistema turistico (immagini, pubblicità,
significati inscritti nei luoghi/spazi ecc.). Per approfondimenti, si rimanda al testo di Brucculeri (2009) (ESEMPIO
NOTA)
5
4.2 Citazioni
Quando si scrive una tesi è prassi riportare le informazioni rilevate dalla letteratura di riferimento
che è stata consultata per la trattazione dell’argomento. Le citazioni sono una parte assai
rilevante dell’argomentazione e provano il lavoro e l’onestà intellettuale dello
studente/studentessa: sono indicatore del lavoro e dello sforzo cognitivo svolto da quest’ultimo
per la redazione della tesi di laurea.
La citazione può essere:
- diretta (o testuale): consiste nel riportare fedelmente frasi o periodi di un testo (opera,
articolo scientifico, atti di congresso) di uno o più autori. Può consistere anche nel riportare
tabelle, figure, grafici pubblicati nelle opere di altri autori.
- indiretta: il testo è parafrasato, riassunto con parole proprie e rielaborato non alterando il
significato dato dall’autore o dagli autori a cui si fa riferimento.
La citazione diretta di lunghezza inferiore alle 4 righe va inserita nel corpo del testo della tesi
senza stacco dallo stesso, utilizzando le virgolette caporali «…»; le citazioni testuali di
lunghezza uguale o superiore alle 4 righe, invece, si staccano di una riga dal testo, sia sopra
che sotto, si riduce l’interlinea (no 1,5 ma singola) e si aumenta il rientro dal margine del
testo della citazione.
Esempi:
1) Citazione diretta inferiore alle 4 righe:
Es. 1:
Le restrizioni sembrano essere maggiori per le donne quando prendono parte ad attività notturne o in
luoghi isolati a causa della paura di molestie o di violenze. Secondo il teorico Gill Valentine
«l’associazione della violenza maschile con alcuni contesti ambientali ha un effetto profondo sull’uso
dello spazio di molte donne» (Valentine 1989 cit. in Wilson, Little 2008, p.168)
2) Citazione diretta superiore o uguale alle 4 righe:
6
Es. 2:
Per tale motivo sembra necessaria una sorta di cultural turn negli studi riguardanti le seconde
generazioni, che tenga conto del carattere di discontinuità tra le diverse generazioni, come
affermano Marco Demarie e Stefano Molina (2004, pp. XIV-XV):
Il passaggio dalla prima alla seconda generazione di immigrati presenta sempre – in tutti i
contesti osservabili – elementi oggettivi di discontinuità di natura cognitiva,
comportamentale e sociale. Un primo elemento di discontinuità consiste nel diverso
sistema di aspettative che nella maggioranza dei casi distingue i figli degli immigrati dai
loro genitori. Le seconde generazioni formate sui banchi di scuola e davanti ai televisori
europei hanno interessi, stili di vita e desideri di consumo che tendono a ricalcare
fedelmente quelli dei coetanei: difficilmente considereranno per sé accettabili le modalità
di integrazione subalterna sperimentate dai genitori. […] Una seconda discontinuità
riguarda quella specifica ricerca di identità che deve necessariamente essere affrontata dai
figli degli immigrati. Se è vero che tutti affrontiamo nel periodo evolutivo una fase
delicata, il passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta è comparativamente più arduo
per le seconde generazioni immigrate.
Gli studi riguardanti il fenomeno …
NB. Nel caso in cui si riporti una citazione di un autore e opera non consultata, ma si tratta
di una citazione contenuta/riportata in un testo che invece si sta consultando (Rimando
indiretto), la citazione deve essere seguita da nome autore della citazione originale + cit. in
(che sta per “citato nel testo di”) + Cognome autore dell’opera che si sta consultando +
pagina della citazione, come nell’esempio 1.
Se nel riportare fedelmente una parte di testo di un autore si decide di omettere una frase o di
tagliare una frase per poi proseguire con il testo successivo è necessario segnalare questo
passaggio con tre puntini fra parentesi quadre […] come nell’esempio 2, che rappresentano
la frase mancante/periodo saltato della citazione.
4.3 Come citare
Per citare le fonti si ricorre a due modi principali: “AUTORE + DATA” nel corpo del testo o
“CITAZIONE + NOTA A PIÈ DI PAGINA DI RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO”
inserendo una nota dopo la citazione. Entrambi i modi sono validi, l’importante è scegliere
fin dall’inizio qualche sistema utilizzare: esso deve essere lo stesso per tutta la tesi.
Per la stesura della tesi di laurea triennale in “Genere e Turismo” si richiede di
utilizzare il sistema “AUTORE + DATA PUBBLICAZIONE” nello specifico “COGNOME
AUTORE/I + ANNO” nel corpo del testo; “COGNOME AUTORE/I + ANNO, + p./pp.” Per
le citazioni testuali/dirette.
7
Riferimenti bibliografici nel testo
Cognome + data
(Ruspini 2012)
Cognome + data, + pagina
(Marra 2009, p.50)
Cognome + data, + pagine
(Urry 1994, pp. 112-13)
Opera di più autori:
Se due o tre autori:
Cognomi + data
(Ruspini, Decataldo 2014)
Se opera di più di tre autori nel testo scrivere:
Cognome primo autore + et al. + data
Elenco di più riferimenti
distinguerli con “punto e virgola”
(Ruspini et al. 2013)
bibliografici
Cognome + data; Cognome + data; Cognome + (Urry, 1994; Piccone Stella, Saraceno
Cognome +data
1996; Leccardi 2002)
NB:
- usate sempre la STESSA modalità di citazione (le citazioni DEVONO essere
uniformi);
- tutte le fonti citate nel testo devono essere state consultate dallo studente/studentessa e
comparire nella bibliografia finale della tesi.
4.3.1 Esempi di citazione diretta
Si può riportare direttamente il testo di un autore proseguendo quanto si stava argomentando, ad
esempio per descrivere un fenomeno o definire un concetto, come nell’esempio 1 e 2; oppure
scrivere direttamente l’affermazione dell’autore introducendola con frasi tipo: “Come afferma
Bauman”; Come fanno notare Ruspini e Decataldo” ; “Secondo il sociologo Bauman”; “John Urry
ritiene che” ecc., per poi citare il testo, come nell’esempio 3.
Es. 1:
L’identità di genere si può considerare come «la percezione sessuata di sé e del proprio
comportamento, acquisita attraverso l’esperienza personale e collettiva, che rende gli individui
capaci di relazionarsi agli altri» (Ruspini 2009, p. 16)
8
Es. 2:
Il genere maschile sperimenta fin dall’antichità ogni tipo di viaggio, mentre alle donne rimangono
poche occasioni per spostarsi: «il viaggio di nozze, quello che conduce [la sposa] dalla casa del
padre a quella del marito, era il solo consentito alle donne» (Corsi 1999, p. 3).
Es. 3:
Ne nasce una sorta di “geografia immaginata” che è frutto di costruzioni simboliche che ruotano non
tanto intorno alla realtà in quanto tale, ma alla realtà così come viene costruita dai media e dagli
operatoti turistici e percepita dagli stessi fruitori. Come afferma Miossec (1995, p. 15): «lo spazio
turistico è innanzitutto un’immagine. Immagine che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori di
vacanze […]. Immagine ed evocazione che i turisti portano con sé e trasmettono agli altri.
Evocazione di odori, suoni, sensazioni».
4.3.2 Esempi di citazione indiretta
Es. 1:
Dagli anni Settanta in poi, infatti, prende avvio tutta una serie di studi intorno al concetto di
“società dell’informazione” che vede schierati da una parte i critici della tecnologia e di Internet
come mezzo che porta all’isolamento sociale; dall’altra gli studiosi che valutano e promuovono
tutte quelle nuove opportunità apportate alla vita sociale dalla diffusione dei mezzi di comunicazione, in particolare il web (Webster 2002; Castels 2000).
Nell’esempio sopra riportato (Es. 1) si argomenta una affermazione che è scaturita dalla
letteratura scientifica rilevata, in particolare dallo studio di testi di due autori che sono
quindi citati come riferimenti bibliografici per avvalorare e sostenere quanto si sta
scrivendo. Vedi anche l’esempio qui sotto (Es.2):
Es. 2:
Negli ultimi decenni, il dibattito sulla differenza tra i sessi e fra i generi è stato al centro degli
studi di diverse discipline (Piccone Stella, Saraceno 1996; Leccardi 2002; dell’Agnese, Ruspini
2005; Ruspini 2009a; Ruspini 2009b).
Nota: Se si utilizzano opere diverse dello stesso autore ma pubblicate nello stesso anno è
necessario distinguerle, sia nel testo che nella bibliografia finale, aggiungendo una lettera
minuscola dell’alfabeto accanto all’anno di pubblicazione (2009a) come nell’esempio 2.
Nel caso di citazioni indirette in cui non si riproduce il testo dell’autore ma è parafrasato il
rimando può essere fatto come negli esempi qui sotto:
9
Es. 3:
In questo modo si critica espressamente l’idea del turismo come fenomeno di “massa” come ricorda
Marra (2010), mentre si predilige un approccio critico, ma al contempo olistico, al fenomeno
turistico e all’esperienza (Pine, Gilmore 2000) legata al “fare” turismo, estendendo, ad esempio, allo
studio dello stesso il concetto di “consumo produttivo” elaborato dagli studi sociologici e dai
Cultural Studies.
Es. 4:
È ormai riconosciuto, inoltre, che il turismo è composto anche da immagini o secondo il sociologo
John Urry (2003), da “flussi di immagini” che rappresentano le mete turistiche ma anche “i modi” di
praticare turismo
Es. 5
Il mutato rapporto tra il tempo e lo spazio è anche al centro della riflessione del sociologo Zygmunt
Bauman (2000), secondo il quale oggi più che mai l’istantaneità e l’immediatezza dell’esperienza
hanno il sopravvento su ogni idea di “procastinazione” così che anche la distanza tra i luoghi diventa
superflua.
NB: Sia per le citazioni dirette sia per quelle indirette, nel caso in cui ci si riferisca ad un
capitolo/saggio contenuto in un volume collettaneo (ovvero di più autori oppure a cura di
uno o più autori) è necessario specificare nel testo della tesi il riferimento all’autore/autrice
del capitolo citato (sia in modo diretto/testuale; sia in modo indiretto). Attenzione: anche
nella bibliografia finale deve comparire Autore e titolo del capitolo/saggio contento nel
volume collettaneo.
Esempio:
Volume di riferimento:
Ruspini E., Gilli M., Decataldo A., Del Greco M. (2013) Turismo Generi Generazioni,
Zanichelli, Bologna.
Se la citazione o il riferimento alle argomentazioni sono contenute in uno specifico capitolo
del volume il quale è scritto da un solo autore, allora nel testo della tesi si citerà solo l’autore
del capitolo di riferimento
(Ruspini 2013) se citazione indiretta oppure (Ruspini 2013, p. 92) se citazione diretta
Nella bibliografia finale comparirà il titolo del singolo capitolo con i dati relativi al volume
in cui è inserito, come qui sotto:
Ruspini E. (2013) “Turismo tra mutamenti familiari e peculiarità generazionali”, in E.
Ruspini, M. Gilli, A. Decataldo, M. Del Greco (2013) Turismo Generi Generazioni,
10
Zanichelli, Milano, pp. 81-106.
Dove con “pp. 81-106” si indicano le pagine corrispondenti all’inizio e alla fine del capitolo
citato.
4.4 Rimandi a materiale online
Per le citazioni di materiale tratto da Internet valgono le stesse regole per quelle classiche.
Nel testo alla fine della citazione è utile inserire una nota a piè di pagina con scritto:
-
Se tratto da articolo/documento: “L’articolo è consultabile all’indirizzo http:// (e il
percorso del file)
Se riferito alla homepage di un sito: sito consultabile all’indirizzo ecc. (poi come
sopra). Se necessario descrivere molto sinteticamente di cosa parla il sito web (se non
già spiegato nel testo della tesi)
NB: Quando si consultata materiale online, articoli o siti Internet, oltre a citare fonte e
indirizzo online, si indica anche la data di ultima consultazione/accesso al sito/materiale.
I siti Internet consultati per la redazione della tesi dovranno comparire in ordine alfabetico in
una apposita sezione (Sitografia) dopo la bibliografia alla fine della tesi.
Esempio Sitografia:
Es. 1:
Lonely Planet: http://www.lonelyplanet.com/
World Tourism Organization (UNWTO): http://www2.unwto.org/
5. Riferimenti bibliografici
Come per le citazioni, sono possibili diversi sistemi per stilare i riferimenti bibliografici. È
importante che le citazioni bibliografiche siano omogenee e che le fonti citate nel testo siano
riportate anche nella bibliografia.
Mentre nel testo si cita solo Autore + data (e la pagina della citazione se di tipo diretto) nella
Bibliografia devono essere contenute tutte le indicazioni riguardanti il testo consultato:
Cognome + nome + data + Titolo testo + Casa editrice + luogo edizione.
I testi devono essere citati in ordine alfabetico in base al Cognome dell’autore. È buona
pratica preparare fin dall’inizio della stesura della tesi un file word in cui inserire i riferimenti
bibliografici che si consultano e tenerlo aggiornato.
Di seguito riportiamo esempi di bibliografia differenziati per tipo di materiale consultato:
11
Monografia:
Martinotti G. (1993) Metropoli. La nuova morfologia sociale della città, Il Mulino, Bologna.
Richards G. (1995) Cultural Tourism in Europe, CABI, Wallingford.
Testi di uno o più autori:
Bellassi S., Malatesta M. (2000, a cura di) Genere e Mascolinità. Uno sguardo storico, Bulzoni,
Roma.
Fagiani M.L., Ruspini E. (2011) Maschio alfa, beta, omega. Virilità italiane tra persistenze,
imprevisti e mutamento, FrancoAngeli, Milano.
Contributo in volume collettaneo:
Boni F. (2010) “Pellegrinaggi mediatici. Itinerari architettonici nel turismo cinematografico e televisivo”, in E.
Marra, E. Ruspini (a cura di) Altri turismi. Viaggi, esperienze, emozioni, FrancoAngeli, Milano, pp. 43-67.
Articolo in rivista scientifica
Franklin A., Crang M. (2001) The truble with tourism and travel theory?, «Tourist Studies», vol. 1 (1) pp. 522.
Giarelli G., Vignera R. (2012, a cura di) Sociologia e sociologia della salute: andata e ritorno, «Salute e
società» n. 2, anno XI.
6. Figure e Tabelle
Le figure, le tabelle, i grafici, le immagini, i box nella tesi di laurea devono essere inserite
dopo che sono state citate nel testo della tesi oppure in una apposita parte della tesi
(appendici, pagine finali del capitolo, pagina dedicata all’interno del capitolo). Ognuno di
questi strumenti deve essere ordinato e numerato in modo progressivo: la numerazione deve
ripartire da ogni capitolo e fare riferimento al capitolo corrispondente come nell’esempio.
Capitolo 1. Flussi turistici in Italia
Introduzione
….
1.2
….
Come si può notare nella figura 1.1, …….
12
……
Fig.
1.1
Presenza
di
italiani
e
stranieri
per
Regioni
nel
2008.
Fonte
Onit
(http://www.ontit.it/opencms/opencms/ont/it/cruscotto/grafici/023_Presenze_di_italiani_e_stranieri_nel_2008_per_Regione)
Esempio numerazione progressiva per capitolo:
Fig 1.1 = figura 1 del capitolo 1
Tab 4.2 = tabella 2 del capitolo 4
Se la tabella è frutto di una propria elaborazione di dati, scrivere: Fonte: Nostra elaborazione
su dati Istat 2009.
Se si utilizzano figure, grafici, tabelle ecc. di altre pubblicazioni è necessario citare la fonte e
la pagina.
Ogni figura, tabella ecc. dovrà contenere titolo e didascalia oltre alla numerazione.
7. Ancora qualche nota
Questa breve guida deve essere seguita e utilizzata come supporto per la stesura della tesi di
Laurea Triennale in “Genere e Turismo”.
Una volta concordato l’indice (potenziale) con la docente, si può iniziare la stesura della tesi.
I capitoli devono essere consegnati progressivamente una volta completata la prima stesura
affinché sia possibile correggerli e controllarli in modo processuale. Per la correzione di un
capitolo i tempi possono essere variabili tra i 7 e i 14 giorni.
È necessario che lo studente svolga un lavoro di stesura della tesi costante e che tenga conto
di terminare l’elaborato in anticipo rispetto alla consegna della tesi in segreteria: è possibile,
infatti, che il Relatore/la Relatrice, alla fine della lettura completa della tesi, ritenga
13
opportuno fare dei cambiamenti di tipo strutturale che richiedono tempo e un ulteriore
controllo, una volta apportati, da parte del Relatore/Relatrice.
Importante: fare molta attenzione alle correzioni e ai suggerimenti forniti dalla docente e dal
tutor fin dal primo capitolo così da non ripeterli nei capitoli successivi e in modo tale da
rendere il lavoro sia dello studente, sia delle/dei docenti certamente più agevole.
14
Scarica

Breve guida alla redazione della tesi di laurea in Genere e Turismo