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Corso di formazione per
addetti alla conduzione di
carrelli elevatori
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PREMESSA
PROGRAMMA DEL CORSO
Mod. 1- Giuridico normativo
Durata: 1 ora
Argomento: Riferimenti normativi, obblighi e
responsabilità, descrizione delle attrezzature, i
rischi, le MPP, i DPI e le procedure di sicurezza
Mod. 2 Tecnico
Durata: 7 ore
Argomento: Descrizione delle attrezzature, i
rischi, le MPP, i DPI e le procedure di sicurezza
Mod. 3 - Pratico con addestramento
Durata: 4/8 ore
Argomento: Simulazione di utilizzo con tutte le
varie tipologie di carrelli elevatori
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PREMESSA
Il Testo Unico identifica al Titolo III,
art. 3 l’obbligo per il DDL di formare i
lavoratori all'utilizzo delle attrezzature
pericolose.
Gli accordi Stato-Regioni del 2012
inseriscono il “Carrello elevatore”
nell’elenco di tali attrezzature.
Oggetto della formazione: carrello
elevatore a forche
Obiettivo: analisi dei rischi connessi al
suo uso e fornitura di strumenti ed
informazioni utili a prevenirli, limitarli
o eliminarli, a chi ne ha in carico l’uso
e la gestione in qualità di conducente
o proprietario.
Il corso proposto forma gli addetti
all'utilizzo del “MULETTO”.
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PREMESSA
Normalmente in un’azienda esistono uno o più
carrelli elevatore (chiamati muletti), per tutti quei
lavori di sollevamento e trasporto utili alle
lavorazioni delle linee di produzione e degli
immagazzinamenti.
Dati INAIL rilevano che gli infortuni con carrelli
elevatori, transpallette, ecc., sono fra quelli che,
contribuiscono maggiormente, alla casistica degli
infortuni gravi e mortali verificatisi in ambito
regionale.
Nel territorio di Monza e Brianza dal nel 2003 al
2007 sono stati:
 496 totali accaduti di cui
o 17 con esiti di invalidità permanente
o 2 con esito mortale.
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PREMESSA
I “CARRELLI ELEVATORI” sono il mezzo di
trasporto e di sollevamento più diffuso:
• Vasta gamma di modelli ed accessori
• Rapidità di trasporto
• Capacità di trasporto di una vasta gamma di
materiali
• Sfruttamento degli spazi a disposizione
• Facilitano le operazioni di immagazzinamento e
prelevamento
Il saper condurre “BENE” un carrello elevatore
costituisce una parte vitale nella velocità di
smistamento dei materiali.
Rapidità non
significa eccessi
di
velocità,
precipitazione e l’audacia nella manovra.
Un buon carrellista deve essere calmo e riflessivo.
Deve tener conto dei percorsi che gli sono stati
affidati, i più sicuri, i meno faticosi ed i più rapidi.
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PREMESSA
Il largo utilizzo di queste attrezzature e
l’affidamento a persone che non hanno sempre
hanno conoscenze e capacità professionali tali da
garantire un corretto utilizzo del mezzo in
condizioni di sicurezza causano gli infortuni.
Le persone che vengono incaricate di svolgere
queste mansioni devono avere specifiche qualità ed
abilità.
Esse possono essere accertate mediante un
autoesame della persona stessa o possono risultare
da osservazioni sul modo di operare anche in altri
campi e infine possono emergere da un colloquio
da effettuare prima di decidere l’attribuzione
dell’incarico di conducente del carrello.
È obbligatorio che venga adibito alle mansioni
di
“carrellista”,
personale
abilitato
e
qualificato.
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Riferimenti normativi
L’organigramma aziendale
RLS
DDL
Dirigenti
Preposti
Lavoratori
RSPP
M.C.
AAE
APS
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Riferimenti normativi
Soggetti coinvolti: Datore di lavoro
Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,
comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l ’ assetto
dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la
propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione
stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri
decisionali e di spesa.
E’ tutto mio
E’ bello
fare il RE
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Riferimenti normativi
Soggetti coinvolti: Dirigente
Persona che, in ragione delle competenze professionali e di
poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura
dell’incarico conferitogli, attua le direttive del DDL
organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.
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Riferimenti normativi
Soggetti coinvolti: Preposto
Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei
limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura
dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e
garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone
la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando
un funzionale potere di iniziativa
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Riferimenti normativi
Soggetti coinvolti: Lavoratore
Persona che…
indipendentemente dalla tipologia
contrattuale
svolge
un’attività
lavorativa
nell’ambito
dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico
o privato,
con o senza retribuzione
anche al solo fine di apprendere un mestiere,
un ’ arte o una professione, esclusi gli addetti ai
servizi domestici e familiari.
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
Nell'affidare il carrello elevatore ai lavoratori, tenere
conto della loro qualifica ed abilitazione
Fornire ai lavoratori i necessari e idonei DPI.
Prendere misure appropriate affinché soltanto i
lavoratori qualificati e abilitati possano condurre il
carrello elevatore: controllo delle chiavi.
Fornire ai carrellisti
addestramento
informazione,
formazione
e
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
Il carrello elevatore richiede conoscenze e
responsabilità particolari in relazione ai suoi rischi
specifici.
Il datore di lavoro prende le misure necessarie
affinché:
a) L'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai
lavoratori allo scopo incaricati che abbiano
ricevuto una informazione, formazione ed
addestramento adeguati;
b) in caso di riparazione, di trasformazione o
manutenzione, i lavoratori interessati siano
qualificati in maniera specifica per svolgere
detti compiti.
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Controllo accesso impianto
L’introduzione di figure abilitate all’uso di tali
impianti implicano anche la necessità di garantire
che l’accesso ai comandi avvenga solo da tali
soggetti.
Il DDL deve quindi elaborare una procedura di
controllo degli accessi al carrello ed informare il
preposto sui nominativi che hanno l’autorizzazione.
Il preposto, a sua volta, dovrà sorvegliare che solo
tali addetti manovrino l’impianto.
Come controllare l’accesso ai
comandi del carrello elevatore?
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Controllo accesso impianto
Proposte di procedure
Soluzione 1 (più semplice)
Formare tutti gli addetti: nessuna procedura e
nessuna sorveglianza.
Soluzione 2 - Quadro con chiave
Per i quadri con chiave è possibile consegnare una
copia delle chiavi solo agli addetti e intimare loro di
rimuoverla al termine delle operazioni.
Soluzione 3 – Quadro con chiave
Collocare la chiave di comando in una bacheca
chiusa a chiave e consegnare copia di suddetta
chiave a tutti gli addetti.
Soluzione 4 – Quadro senza chiave
Situazione più complessa perché il controllo è
affidato al solo fattore umano; chiunque in assenza
del DDL o del preposto può manovrare l’impianto
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
Il
DDL
prende
le
misure
necessarie affinché le attrezzature
di lavoro siano:
1. installate
ed
utilizzate
in
conformità alle istruzioni d'uso;
2. oggetto di idonea manutenzione
come
da
libretto
di
manutenzione;
3. assoggettate alle misure di
aggiornamento
dei
requisiti
minimi di sicurezza;
4. aggiornamento del registro di
controllo per cui lo stesso è
previsto.
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
Il DDL provvede affinché le attrezzature soggette a
influssi che possono provocare deterioramenti
siano sottoposte:
1) Ad interventi di controllo periodici
2) Ad interventi di controllo straordinari ogni
volta che intervengano eventi eccezionali che
possano avere conseguenze pregiudizievoli per
la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali
riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni
naturali o periodi prolungati di inattività
Gli interventi di controllo sono
volti ad assicurare il buono
stato
di
conservazione
e
l'efficienza a fini di sicurezza
delle attrezzature di lavoro e
devono essere effettuati da
persona competente.
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
I risultati dei controlli devono essere riportati per
iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni,
devono essere conservati e tenuti a disposizione
degli organi di vigilanza.
Qualora i carrelli siano usati al di fuori della sede
dell'unità produttiva devono essere accompagnate
da
un
documento
attestante
l'esecuzione
dell'ultimo controllo con esito positivo.
Il DDL sottopone le attrezzature di lavoro riportate
in allegato VII a verifiche periodiche volte a
valutarne l’effettivo stato di conservazione e di
efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza
indicata nel medesimo allegato.
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Obblighi del DDL e dei dirigenti
Il DDL sceglie le attrezzature di lavoro più idonee a
garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure,
in conformità ai seguenti criteri
a) priorità alle misure di protezione collettiva
rispetto alle misure di protezione individuale;
b) dimensioni
delle
attrezzature
di
lavoro
confacenti alla natura dei lavori da eseguire,
alle sollecitazioni prevedibili e ad una
circolazione priva di rischi.
Il DDL sceglie il tipo più idoneo di carrello
elevatore in rapporto a:
 Il tipo di carico movimentato
 Il luogo e gli spazi di circolazione
 la frequenza di circolazione
 la durata dell'impiego.
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Obblighi del preposto
Sovrintendere e vigilare su:
 osservanza degli obblighi di legge
 disposizioni aziendali in materia di SSL
 uso dei DPC e dei DPI
In
caso
di
persistenza
della
inosservanza, informare i loro superiori
diretti
Verificare affinché soltanto i lavoratori
qualificati e abilitati possano accedere
alla guida del carrello elevatore.
Informare il più presto possibile i
lavoratori esposti al rischio di un
pericolo grave e immediato.
Segnalare tempestivamente al DDL o al
dirigente sia le deficienze del carrello
elevatore e dei DPI.
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Obblighi dei lavoratori
Contribuire, insieme al DDL, ai dirigenti e ai
preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a
tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite
dal DDL, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della
protezione collettiva ed individuale;
Utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro,
le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di
trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza;
Utilizzare in modo appropriato i DPI messi a loro
disposizione.
Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i
dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di
controllo.
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Obblighi dei lavoratori
Segnalare immediatamente al DDL, al dirigente o al
preposto le deficienze dei mezzi e dei DPI nonché
qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui
vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente,
in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie
competenze e possibilità
Non compiere di propria iniziativa operazioni o
manovre che non sono di loro competenza ovvero
che possono compromettere la sicurezza propria o
di altri lavoratori.
Partecipare ai programmi di formazione e
addestramento organizzati dal datore di lavoro.
di
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Obblighi di noleggiatori
Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o
locazione finanziaria macchine, apparecchi o
utensili costruiti o messi in servizio al di fuori della
disciplina
CE
attesta,
sotto
la
propria
responsabilità, che le stesse siano conformi, al
momento della consegna a chi acquisti, riceva in
uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di
sicurezza di cui all’allegato V.
Chiunque noleggi o conceda in uso attrezzature di
lavoro senza operatore deve, al momento della
cessione,
attestarne
il
buono
stato
di
conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di
sicurezza.
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Obblighi di noleggiatori
Dovrà altresì acquisire e conservare agli atti per
tutta la durata del noleggio o della concessione
dell'attrezzatura una dichiarazione del datore di
lavoro che riporti:
 l'indicazione del lavoratore
incaricati del loro uso
o
dei
lavoratori
 documentazione attestante la specifica qualficia
dei lavoratori di cui sopra
 documentazione
attestante
l’avvenuta
formazione abilitante per la conduzione del
carrello elevatore
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Formazione e addestramento
Il DDL provvede affinché i lavoratori incaricati
dell'uso
delle
attrezzature
che
richiedono
conoscenze e responsabilità particolari (carrello
elevatore),
ricevano
una
formazione,
informazione ed addestramento adeguati e
specifici, tali da consentire l’utilizzo delle
attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in
relazione ai rischi che possano essere causati ad
altre persone, in rapporto alla sicurezza
relativamente:
a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;
b) alle situazioni anormali prevedibili
c) sui rischi a cui sono esposti durante l’utilizzo
dell’attrezzatura
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Formazione e addestramento
Informazione
A livello teorico
Addestramento
A livello pratico
Formazione
Teorico e/o pratico
Feedback o verifica
dell’apprendimento
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Uso delle attrezzature di lavoro
e dei DPI
ATTREZZATURA DI LAVORO:
Qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o
impianto destinato ad essere usato durante il
lavoro.
USO DI UNA ATTREZZATURA DI LAVORO:
Qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una
attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o
fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione,
la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il
montaggio, lo smontaggio.
OPERATORE (carrellista):
Il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura
di lavoro (il carrello elevatore)
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Uso delle attrezzature di lavoro
e dei DPI
I carrelli elevatori messi a disposizione dei
lavoratori devono essere conformi alle specifiche
disposizioni
legislative
e
regolamentari
di
recepimento
delle
direttive
comunitarie
di
prodotto.
Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di
disposizioni legislative e regolamentari di cui al
comma 1, e quelle messe a disposizione dei
lavoratori
antecedentemente
il
30/06/1996,
devono essere conformi ai requisiti generali di
sicurezza di cui all'allegato V.
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Il carrello elevatore
Lo scopo della movimentazione dei carichi con
carrello elevatore è quello di sollevare,
spostare, deporre un carico di peso elevato.
Ovviamente anche questa macchina presenta dei
rischi sia per chi la usa che per gli altri “abitanti”
dell’ambiente in cui essa viene utilizzata.
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Il carrello elevatore
Frontale fisso diesel
Frontale fisso elettrico
Multi-direzione fisso
Laterale fisso
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Il carrello elevatore
Posteriore
Retrattile
Transpallette
con
postazione
Telescopico
Elettrico a
timone
Manuale a
timone
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Gli accessori del carrello
Tutti
gli
sollevamento
certificati
accessori
di
DEVONO essere
Se il carrello elevatore è lui stesso
certificato CE, è possibile
accoppiare qualsiasi accessorio
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Gli accessori del carrello
Se l’accessorio non modifica le parti strutturali e di
sicurezza del carrello, lo stesso potrà essere
utilizzato senza prescrizione.
In caso contrario…
E’ necessario verificare sul Manuale d’uso e
manutenzione del carrello elevatore se quale
particolare accessorio è stato incluso nella
dotazione da costruttore.
Se così non fosse, si renderà necessario contattare
il costruttore affinché riprogetti le portate in
funzione dell’utilizzo dell’accessorio
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Gli accessori del carrello
Forche estensibili
Braccio gru estensibile
Braccio gru fisso
Manicotti con gancio
Braccio estensibile
ed inclinabile
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Gli accessori del carrello
Pinze per bidoni
Ribalta bidoni
Ribalta fusti
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Gli accessori del carrello
Pinze laterali
Rotatore
Cestello con gabbia
Ribalta cassoni
Cestello semplice
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Accessori di sollevamento
Cestello
Il cestello del carrello elevatore, è dotato di:
 Agganci per essere vincolato al montante del
carrello
 normale parapetto alto 1 metro (in alcuni casi
1.10 mt) dal piano di calpestio o gabbia chiusa
su tre lati)
 Tavola fermapiede alta 20 cm
 Corrente intermedio
L’accesso al cestello è consentito da un cancelletto
apribile.
Il fondo della cellula è generalmente realizzato in
materiale antiscivolo ed antisdrucciolo.
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Accessori di sollevamento
IL braccio di sollevamento
manicotto è dotato di gancio.
o
il
La portata del gancio è impressa in
rilievo
sul
gancio
stesso
e,
generalmente, supera la portata
max. dell’impianto
Ogni gancio deve essere dotato di dispositivo di
sicurezza che impedisce la fuoriuscita della fune /
braca o occhiello.
La rottura di tale dispositivo rende il gancio
inutilizzabile
e
quindi
da
sostituire
immediatamente.
L’uso del gancio richiama, di conseguenza, anche
l’uso di altri accessori.
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Accessori di sollevamento
Brache in poliestere piatte e tubolari
Le brache sono fornite da costruttori specializzati e
sono realizzate in fibre di poliammide, poliestere o
polipropilene.
Le brache sono inquadrate dal DPR 459/96 (
Direttiva
Macchine)
come
accessori
di
sollevamento e come tali devono rispettare i
requisiti essenziali di sicurezza come definito
nell’allegato 1.
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Accessori di sollevamento
Brache in poliestere - Capacità di carico
Il diverso colore delle brache identificano la relativa
capacità di carico
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Accessori di sollevamento
Brache in poliestere - Capacità di carico
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Accessori di sollevamento
Funi e catene d’acciaio
Come del brache di poliestere anche le funi e le
catene sono classificate come accessori di
sollevamento e pertanto assoggettati al DPR
459/96.
La capacità di carico della fune o della catena
dipende dal metodo di fabbricazione e dal modello
utilizzato; vedere apposito manuale di istruzioni
fornito dal costruttore
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Tipologie di Funi
Accessori di sollevamento
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Accessori di sollevamento
Tipologie di Funi – viste in sezione
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Tipologie di catene
Accessori di sollevamento
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Accessori di carico
Pallet a 2 vie
Pallet non reversibile
Pallet a 4 vie
Pallet reversibile
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Accessori di carico
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Accessori di carico
Pallet a perdere
Pallet collar
Pallet espositori
Cassoni
Big Bag
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Il carrello elevatore
Le attività di guida del carrello elevatore
sottopongono ad una serie di fattori di rischio,
legati all’attrezzatura ed alle condizioni di utilizzo,
sia l’operatore, che gli addetti nelle immediate
vicinanze.
Gruppo di sollevamento
Posto di guida
Gruppo mobile provvisto di ruote
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Il carrello elevatore
Il carrello elevatore contrappesato si compone
delle seguenti parti:
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Il carrello elevatore
I carrelli devono essere muniti di una targa
riportante:
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Il carrello elevatore
CAPACITÀ DI CARICO:
Peso massimo del materiale che può
caricato sulle forche, calcolato in base a:
essere
DISTANZA DAL BARICENTRO (D)
è la distanza tra il baricentro del carico e la parte
posteriore delle forche.
ALTEZZA MASSIMA
DELLE FORCHE
(H):
è la posizione più
elevata che le forche
possono raggiungere
con il montante in
posizione verticale.
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Il carrello elevatore
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Il carrello elevatore
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Il carrello elevatore
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Il carrello elevatore
REGOLA
GENERALE???
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Il carrello elevatore
 PIÙ IN ALTO SI SOLLEVANO
LE FORCHE…
 PIÙ
DISTANTE
È
IL
BARICENTRO DEL CARICO…
PIÙ BASSO È IL
CARICO AMMESSO.
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Stabilità del carrello elevatore
leva di primo grado con fulcro in corrispondenza
delle ruote di carico.
M rib = Q x L
M res = P x I
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Stabilità del carrello elevatore
Un carico sollevato senza problemi con i montanti
verticali (con il baricentro del carico vicino al
carrello) diventa instabile quando brandeggiato in
avanti (la distanza dal carrello aumenta e quindi
aumenta anche il momento ribaltante)
Brandeggiate in avanti, soltanto se siete in una
posizione o manovra molto sicura
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Stabilità del carrello elevatore
Il carrello elevatore si muove ed è quindi soggetto
a sollecitazioni dinamiche che influiscono sia sul
momento ribaltante che su quello resistente.
Ribaltamento laterale
Le ruote posteriori snodate non sono
state costruite per garantire la
completa stabilità laterale del carrello
elevatore e contrastare la forza di
gravità
Ribaltamento per baricentro
mobile
Il
carrello
elevatore
non
è
costruito per contrastare la forza
d’inezia durante il trasporto di
oggetti con baricentro mobile
(carichi sospesi o liquidi)
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Brandeggio e oscillazione del carico
Facciamo molta attenzione nello spostamento di un
carico!
Fin quando il movimento è uniforme … la fune resta
verticale, ma in caso di una decelerazione brusca il
carico inizierà a dondolare: si può spezzare la
stessa fune e causare gravi danni.
a: angolo di oscillazione
r: raggio di oscillazione
Pos 1: posizione di
partenza
del
carico
perpendicolare al terreno
Pos 2: posizione di
massima
oscillazione
dopodichè si ha il ritorno
a Pos. 1
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Brandeggio e oscillazione del carico
Nella Pos. 1 si ha la massima
energia
cinetica
dopo
l’oscillazione
Nella Pos. 2 di ha la massima
energia potenziale
Come varia il peso in funzione della forza centrifuga
Consideriamo un peso di 10 q con raggio di 1,5 mt
ed un accelerazione di 9.81 m/s2(dopo la frenata).
a
Q.li
%
1
5
10
15
20
25
10,03 10,76 13,04 16,81 22,06 28,74
0,3
7,6
30,4 68,1 120,6 187,4
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Sistemi di ritenuta del conducente
Cintura fissa con Regolazione Manuale
Cintura con arrotolatore
Cintura con arrotolatore a blocco comandato
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Sistemi di ritenuta del conducente
CABINA CHIUSA CON PORTE RIGIDE
Conforme a norma UNI EN 1726-1.
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Sistemi di ritenuta del conducente
BARRIERE LATERALI O CANCELLETTI
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Sistemi di ritenuta del conducente
Simulazione ribaltamento senza sistemi di
trattenuta
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Sistemi di ritenuta del conducente
Simulazione
trattenuta
ribaltamento
con
sistemi
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Dispositivi di sicurezza
Posto di guida
Ogni carrello elevatore deve essere dotato di tettoia
resistente a:
 Schiacciamenti contro i ribaltamenti
 Schiacciamenti contro la caduta di oggetti
dall’alto
In particolare, il tipo di griglia della tettoia può
variare in funzione del materiale sollevato
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Dispositivi di sicurezza
Posto di guida
Leve di comando protette contro
gli innesti accidentali
Sedile di guida in perfette
condizioni ed anatomico
Ammortizzato
se
vi
sono
vibrazioni meccaniche WBV
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Dispositivi di sicurezza
Fermi laterali delle forche che
impediscono la fuoriuscita dalle
sedi
Pneumatici in perfette condizioni e adeguati al
terreno da percorrere
Slick per terreni
omogenei
Miste
per terreni misti
per sterrato
terreni
Più la superficie del pneumatico è liscia…
- Maggiore è l’aderenza
- Maggiore è l’effetto acquaplaning
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Dispositivi di sicurezza
Alcuni DDL prevedono l’installazione di
un limitatore di velocità per evitare
incendi gravi
Protezione anticesoiamento
sulle catene di sollevamento
forche
Dispositivo uomo presente
(solo per carrelli elettrici)
E
perché
no….
Sensori
prossimità quando gli spazi
manovra sono ridotti
di
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Dispositivi di sicurezza
Allarmi sonori ed ottici
Gli allarmi sonori sono semplicemente
avvertimenti acustici di vario genere
che attirano l'attenzione del carrellista;
ogni macchina può essere dotata dei
seguenti avvisatori acustici:
 clacson ad azione manuale
 Avvisatore acustico di retromarcia
(sull’autocarro)
Gli allarmi ottici invece sono costituiti
generalmente dal lampeggiante posto
sulla cabina dell’autocarro che si
azione durante:
 Retromarcia
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Dispositivi di sicurezza per
carrelli a braccio telescopico
Il sovraccarico di testa o limitatore di carico è
una delle sicurezze più importanti installate sui
carrelli a braccio telescopico, in quanto inibisce i
movimenti in caso di superamento del limite di
portata massima stabilita.
Obbligatori per legge, il sistema è di tipo idraulico
collegato al primo braccio del carrello elevatore.
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Dispositivi di sicurezza per
carrelli a braccio telescopico
Antiribaltamento
Alcuni carrelli a braccio telescopico sono dotati di
n° 2 stabilizzatori elettropneumatici posti nella
parte
anteriore
del
veicolo
ed
estensibili
(manualmente o elettricamente).
Nei carrelli con cabina rotante,
sono
obbligatori
n°
4
stabilizzatori.
Il limitatore di carico è progettato
per rilevare la messa in atto degli
stabilizzatori.
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Dispositivi di sicurezza per
carrelli a braccio telescopico
Discesa di emergenza
È il dispositivo che permette di fa scendere il carico
in emergenza nei confronti di un possibile guasto.
Qualsiasi sia l'origine e la tipologia di guasto della
macchina la discesa d'emergenza bypassa qualsiasi
cosa (tranne rari casi).
Esistono, in commercio, due modelli di discesa di
emergenza:
1)Elettropompa idraulica ad azione manuale
2)Leva metallica ad azione manuale
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La segnaletica
 Il magazzino deve essere dotato di adeguata
segnaletica.
 Le scaffalature devono indicare la portata alla
massima altezza.
 Segnalare i passaggi pedonali ed eventuali cavi.
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I soggetti coinvolti
Carrellista
Soggetto formato sulla conduzione
del carrello elevatore che sovrintende
e verifica tutte le operazioni di
sollevamento,
trasporto
ed
imbracaggio dei carichi
Addetto Imbracatore (se previsto)
Colui che esegue l’imbracaggio dei
carichi come da indicazioni del
gruista
Preposto alla sorveglianza
Colui che controlla la normale
esecuzione dei lavori e interviene in
caso di emergenza
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Il carrellista
Il conducente di un carrello elevatore, sia che operi
in modo continuativo, sia che svolga operazioni di
movimentazione materiali a mezzo carrello
saltuariamente, deve possedere conoscenze e
capacità idonee.
Le qualità richieste al carrellista sono le seguenti:
Prontezza di
riflessi
Valutare peso,
stabilità e
l’equilibrio del
carico
Valutare
dimensioni,
distanze e
velocità
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Il carrellista
Senso di responsabilità
e prudenza
Sensibilità alla
sicurezza
Temperamento
calmo e riflessivo
Cognizioni di meccanica e
fisica
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Il carrellista
Il carrellista ora DEVE essere un lavoratore:
QUALIFICATO ossia avere esperienza comprovata di
conduzione dei carrelli elevatori
Non è più ammesso mettere il carrello nelle mani
dell’apprendista di primo impiego
ABILITATO ossia che ha seguito appositi percorsi
formativi
Non è più ammesso far condurre il carrello senza
“patentino”
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Il carrellista
Aspetti positivi
Riconoscimento della qualifica ed abilitazione
mediante iscrizione sul futuro “libretto del
cittadino”
Apertura di nuovi sbocchi professionali
Aspetti negativi
Riconoscimento giuridico di responsabilità dirette
per errori o inottemperanze
Nella giurisprudenza esistono già casi di condanna
per il carrellista (in solido con il DDL) per errati
comportamenti o violazioni delle norme di
sicurezza.
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Il carrellista
Cassazione Penale Sez. IV – Sentenza n.
12319 del 30 ottobre 1999
Obblighi di sicurezza per i carrelli elevatori
La sentenza fa riferimento alla condanna,
confermata dalla Suprema Corte, di un carrellista e
del DDL per l’investimento di un lavoratore causato
dal conducente del carrello elevatore che
procedeva in retromarcia attraverso una porta con
bande in plastica rese opache dall’usura del tempo.
in tema di misure antinfortunistiche, qualora parte
del materiale movimentato con un tale carrello, per
non essere stato bene assicurato, venga perso,
causando la morte di una persona, di questo
evento ne risponde sia il conducente del
carrello elevatore, sia colui che era tenuto a
sorvegliare sulla puntuale applicazione della
normativa antinfortunistica».
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DPI obbligatori
Chiunque lavori con impianti di sollevamento deve
obbligatoriamente indossare i seguenti DPI:
DPI
Elmetto
Indumento alta visibilità
Guanti da lavoro
Scarpe antinfortunistica
Soggetto
Imbracatore
Preposto
Tutti
Imbracatore
Preposto
Tutti
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I DPI per il carrellista
È obbligo, ove segnalato, l’utilizzo dei mezzi
protettivi individuali, quali:
 guanti (da non utilizzare durante la guida)
 scarpe (obbligatorie ma con lamina metallica
fanno perdere sensibilità sui pedali)
 Elmetto (non obbligatorio alla guida se presente
la tettoria)
Precauzioni particolari dovranno essere prese
durante la fase di rabbocco del liquido elettrolitico:
 si deve sempre provvedere a verifiche e
manutenzioni sulle batterie utilizzando guanti
antiacido e occhiali di protezione.
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I DPI per il carrellista
Gli operatori addetti alla manovra di veicoli, tra cui
i carrelli, avranno cura di non indossare:
 sciarpe, cravatte o altri indumenti svolazzanti,
pericolosi in prossimità di organi in moto;
 bracciali o catene che possono impigliarsi nei
comandi del mezzo;
 indumenti con maniche larghe ai polsi.
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DPI obbligatori per lavori nel
cestello
Chiunque lavori nel cestello deve
obbligatoriamente
indossare
i
seguenti DPI:
Elmetto sempre indossato;
Imbracatura di sicurezza sempre
agganciata alla cellula
Il tutto, ovviamente, oltre i DPI
richiesti per l’esecuzione della
lavorazione vera e propria
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
«DPI»: qualsiasi attrezzatura destinata ad essere
indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di
proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di
minacciarne la sicurezza o la salute durante il
lavoro, nonché ogni complemento o accessorio
destinato a tale scopo.
«DPI di 3° categoria»: qualsiasi DPI che protegga
il lavoratore da rischi di morte o lesioni gravi e
gravissime a carattere permanente
Imbracatura di sicurezza
DPI di 3° categoria contro il rischio di
caduta dall’alto
L'addestramento è indispensabile per
ogni DPI che appartenga alla terza
categoria.
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Si sottopongono al programma di formazione e
addestramento organizzato dal DDL nei casi
ritenuti necessari
Utilizzano i DPI messi a loro disposizione
conformemente all'informazione e alla formazione
ricevute
e
all'addestramento
eventualmente
organizzato ed espletato.
Provvedono alla cura dei DPI messi a loro
disposizione.
Non vi apportano modifiche di propria iniziativa.
Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le
procedure aziendali in materia di riconsegna dei
DPI.
Segnalano immediatamente al DDL o al dirigente o
al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da
essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Scelta dei DPI anticaduta
In funzione dei diversi tipi di lavoro da eseguirsi,
l’individuazione del DPI anticaduta discende dalla
valutazione dei rischi che mette in evidenza la
specifica tipologia di rischio in conseguenze
dell’attività da svolgere.
Tipologie di rischio:
a) Rischio prevalente di impatto al suolo a seguito
di caduta dall’alto.
b) Rischio susseguente alla caduta derivante da:
 Oscillazione del corpo con urto contro ostacoli
(effetto pendolo)
 Arresto della caduta per effetto delle
sollecitazioni trasmesse dal DPI sul corpo
 Sospensione inerte del corpo per tempi
prolungati.
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
c) Rischi connessi al DPI anticaduta, dovuta a:
 Non perfetta adattabilità del DPI
 Intralcio ai movimenti causato dal DPI stesso
 Inciampo su parti del DPI
d) Rischi che innescano cadute, dovuti a:
 Insufficiente aderenza delle calzature
 Insorgenza di vertigini
 Abbagliamento o scarsa visibilità
 Colpo di calore o di sole
 Rapidi abbassamenti di temperatura, colpi di
freddo
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
e) Rischi specifici dell’attività lavorativa
 Di tipo meccanico (bordi spigolosi, attrezzi
taglienti, caduta di oggetti, ecc…)
 Di natura termica (scintille, fiamme libere,
ecc…), chimica, elettrica
f) Rischi di natura atmosferica derivanti da vento,
pioggia, ghiaccio, ecc…
Criteri per la scelta dell’imbracatura
Facilità nell’indossarla e nel toglierla
a) Presenza di attacchi idonei al tipo di attività
(sternali e/o dorsali)
b) Possibilità di regolare i componenti alle varie
conformazioni del corpo
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Nel caso in cui l’imbracatura si fosse arrotolata ed
annodata su se stessa ,afferrarla per l’anello
dorsale e lasciare penzolare.
Quindi separare e districare le varie brache che
risultano essere diverse per colore tra quelle
superiori, inferiori e di cinta
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Regolare la lunghezza delle brache delle spalle e
delle gambe.
Infilare prima le gambe e poi le spalle; in caso di
difficoltà chiedere aiuto ad un collega.
Controllare che tutte le brache non siano arrotolate
onde evitare tagli ed abrasioni
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
L’imbracatura deve calzare addosso come un
guanto e quindi:
 Evitare che le brache delle gambe siano cadenti
o troppo aderenti
 Gli attacchi dorsali e sternali devono essere
posizionati all’altezza delle scapole e dello sterno
 Niente arrotolature
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Agganciare prime e/o adeguare prima le gambe,
poi le spalle ed infine (se presente) la cinta
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Regolare tutte le brache.
Eseguire un controllo a vicenda
posizionamento dell’imbracatura
sul
corretto
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Durante la verifica, controllare con molta
attenzione tutti gli agganci che siano ben
posizionati ed inseriti nella sede.
Eseguire prove di tenuta.
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DPI di 3° cat. Imbracature di sicurezza
Come indossare l’imbracatura
Le spalline devono essere regolate in modo che
non siano ne troppo larghe da cadere ne troppo
strette che spingano sul muscolo trapezio
bloccandone movimenti e circolazione.
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I 5 passi per lavorare in modo
sicuro con un’attrezzatura
Esame a vista prima dell’uso
L’attrezzatura a vista sembra
sicura?
Prima l’uso
Test di funzionamento
L’attrezzatura
funziona
correttamente?
Prima l’uso
Ispezione del luogo di lavoro
Il luogo di lavoro è sicuro per
lavorare?
Prima e
durante l’uso
Operazioni corrette
Sto
lavorando
in
corretta?
Durante l’uso
maniera
Fine dell’utilizzo
Ho riposto l’attrezzatura
luogo sicuro?
in
Dopo l’uso
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I rischi derivanti dall’uso
 Intossicazione e inquinamento per uso di
carrello diesel in ambienti chiusi
 Ribaltamento laterale del mezzo
 Ribaltamento frontale del mezzo
 Investimento di pedoni o altri mezzi
 Cadute di carichi sul carrello
 Cadute di carichi trasportati a terra
 Lesioni agli atri superiori o inferiori durante
l’imbracaggio
 Amputazione o tranciamenti per ribaltamento
 Esplosioni e incendi durante la messa in carica o
rifornimento
 Rumore (per carrelli a motore endotermico)
 Vibrazioni al corpo intero (per carrelli a motore
endotermico)
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Verifiche all’inizio del servizio
Controllare:
 Il
livello
dell’olio
del
dispositivo di sollevamento.
 Eventuali perdite di olio.
 Il gioco dello sterzo.
 Il freno.
 L’efficienza del clacson.
 I
pneumatici
(pressione
dell’aria,
presenza
di
schegge nella gomma).
 Le
catene
o
funi
di
sollevamento.
 Ulteriori controlli secondo le
prescrizioni del costruttore.
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Utilizzo in sicurezza
Posto di guida
sgombro e pulito
Azionare il
carrello
esclusivamente
dal posto di
guida, anche per
piccoli
spostamenti
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Utilizzo in sicurezza
 Non sterzare su un piano inclinato;
 Evitare brusche partenze, frenate o sterzate,
perché la forza di inerzia del carico può
comportare sbandamenti o ribaltamenti;
 È difficile calcolare lo spazio di arresto di un
carrello in movimento, perché dipendente
dal carico trasportato;
IPSOA
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Utilizzo in sicurezza
Un buon carrellista capisce subito, non
appena di siede in cabina, il peso del
carico trasportato.
Vero o Falso?
Per quale motivo?
IPSOA
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Utilizzo in sicurezza
Vero!!!
In un carrello elevatore, le ruote sterzanti sono
quelle posteriori.
Per effetto della leva di primo grado…
Se il peso è molto inferiore al limite di carico, le
ruote saranno più compresse a terra dal peso del
motore ed il volate sarà più duro
Al contrario, se il peso è vicino al limite di carico, le
ruote saranno più sollevate ed il volante più
morbido.
IPSOA
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Utilizzo in sicurezza
Rallentare sempre agli incroci, agli ingressi dei
locali e segnalare la propria presenza con il
clacson.
Nel caso di operazioni in aree pedonali, di incroci
con visuale impedita da ostacoli, è bene che il
carrello sia preceduto da un incaricato che
provveda
alle
necessarie
segnalazioni
per
assicurare l’incolumità delle persone.
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Utilizzo in sicurezza
Il carrello elevatore ha per sua caratteristica una
limitata stabilità, che in condizioni di uso non
corretto, può causare ribaltamento ed infortunio
anche grave.
Le condizioni di tragitto che possono essere critiche
e nelle quali il carrellista deve usare prudenza,
moderando particolarmente la velocità, sono le
seguenti:
tragitto in pendenza;
tragitto in curva;
irregolarità del fondo
stradale
oppure
pavimentazione
scivolosa per macchie
d’olio
o
asfalto
bagnato.
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Utilizzo in sicurezza
 procedere sempre in retromarcia nella discesa di
un pendio e/o quando il carico voluminoso
ostacola la visibilità del conducente;
 viceversa procedere sempre a marcia avanti in
salita di un pendio.
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Utilizzo in sicurezza
Il carrello elevatore frontale ha bisogno di marciare
su superfici piane.
Pertanto sono considerate pavimentazioni ad alto
rischio quelle che presentano buche, cunette o
fondo stradale molle o ghiaioso, che vanno
segnalate ai superiori per il loro ripristino o per
vietarne il transito con sbarramenti o segnalazioni.
Nel caso si debba percorrere un tratto di strada con
irregolarità, procedere molto adagio, evitando i
punti più critici.
I carrelli a braccio telescopico, invece sono
generalmente progettati per operare in ambienti
esterni con terreni disconnessi e per tale motivo
sono dotati di stabilizzatori
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Procedura di movimentazione
Prima
di
procedere
all’accatastamento dei materiali,
è necessario:
 Individuare l’area idonea.
 Controllare
l’idoneità
della
pavimentazione.
 Eliminare gli ostacoli mobili.
 Verificare la portata della soletta.
 Segnalare in modo idoneo gli ostacoli fissi e le vie
di corsa dei mezzi.
 Non depositare materiali a ridosso di pareti
vetrate, apparecchiature elettriche e mezzi antiincendio.
 Non entrare con i carrelli nei locali dove possono
esservi vapori o polveri infiammabili (depositi di
benzina, alcool, carburo di calcio, etc.) perché
una scintilla potrebbe provocare uno scoppio.
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Procedura di movimentazione
Nelle operazioni di movimentazione dei carichi:
 È vietato superare il carico massimo indicato dalla
ditta costruttrice.
 È vietato il trasporto a carico alto.
 È vietato abbassare o sollevare il carico mentre si
è in marcia.
 Far allontanare le persone durante le operazioni
di sollevamento, abbassamento e posa del carico.
 Nel caso di trasporto di un carico con peso
sbilanciato, fare attenzione a gravare la parte più
leggera sulla punta della forca, mentre il lato più
pesante deve essere collocato alla radice della
forca.
 La velocità di discesa del carico lungo i montanti
è proporzionale al peso dello stesso; agire sulla
leva di manovra gradualmente al fine di ottenere
una discesa lenta.
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Procedura di movimentazione
Prelevamento del carico da catasta
Prelevare il carico in alto con i
montanti in posizione verticale;
sollevare leggermente il carico ed
assicurarsi che sia stabile.
Inclinare i montanti “tutto indietro”e
fare retromarcia con il carrello.
A carrello fermo, far scender il
carico fino a 20 cm da terra prima di
trasportarlo;
il
trasporto
deve
essere effettuato a carico basso e
con i montanti all’indietro.
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Procedura di movimentazione
Posa del carico in catasta
Avvicinare il veicolo il più possibile al
luogo di sollevamento; bloccare il
carrello col freno a mano.
Mantenendo le guide di sollevamento
all’indietro, sollevare il carico fino
all’altezza necessaria.
Avvicinare molto lentamente il carrello
alla catasta, affinché il carico venga a
trovarsi con le forche sopra al piano dove
deve essere deposto.
Riportare i montanti in posizione
verticale e deporre lentamente il carico;
non inclinare la forca prima di essere
esattamente sopra l’area di deposito.
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Procedura di movimentazione
L’accatastamento
 Il contenitore deve essere in buone condizioni.
 La catasta deve essere ben verticale e non
troppo alta da pregiudicare la sua stabilità.
 Il peso complessivo non deve causare la
deformazione dei contenitori.
 Non accatastare materiale nei
passaggi
 Collocare le cataste a sufficiente
distanza tra loro per agevolare
la ripresa del carico.
 Cadute di carichi delle cataste
possono
provocare
gravi
incidenti alle persone.
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Procedura di movimentazione
CONDIZIONE DI PERICOLO RILEVATA
Presenza di linee elettriche aeree a meno di X mt
dai luoghi di lavoro con conseguente rischio di
elettrocuzione o folgorazione
MISURA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DA ATTUARE
Comunicazione all’ente gestore della linea affinché
la metta in sicurezza o, in caso di possibilità reale
di contatto, la sposti.
I D.Lgs 81/2008 definisce ora le distanze minime
da tenere in funzione del voltaggio
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Procedura di movimentazione
*Distanza di sicurezza: deve essere tale che non
possano avvenire contatti diretti o scariche
pericolose per le persone tenendo conto del tipo di
lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni
presenti
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Procedura di movimentazione
CONDIZIONE DI PERICOLO RILEVATA
Presenza di altre lavorazioni o
automezzi in movimento nell’area di
intervento con conseguente pericolo
di collisione e ribaltamento della
struttura
MISURA
DI
PREVENZIONE
PROTEZIONE DA ATTUARE
E
Installazione di un perimetro di
rispetto attorno alla struttura con un
franco di almeno 2 – 3 mt
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Procedura di movimentazione
CONDIZIONE DI PERICOLO RILEVATA
Presenza di cattive condizioni atmosferiche con
forte vento, pioggia, gelo o neve con conseguente
pericolo di caduta, scivolamenti all’esterno della
struttura
MISURA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DA ATTUARE
Interruzione immediata del lavoro fino al ritorno
della situazione di normalità
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Il trasporto di persone
E’ possibile trasportare
persone a bordo del carrello
elevatore
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Il trasporto di persone
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Lavori nel cestello
CONDIZIONE DI PERICOLO RILEVATA
Terreno con forte inclinazione
fortemente disconnesso
MISURA
o
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
DA ATTUARE
Studio preliminare del progetto di
posizionamento del carrello installando
elementi che garantiscano una buona
stabilita ed una perfetta verticalità.
Verificare se il carrello può operare /
sopportare tali inclinazioni
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Lavori nel cestello
Tutti gli addetti interessati alla lavorazione, prima
di montare sulla cellula:
 indossano i DPI generici (guanti da lavoro,
scarpe, elmetti)
 puliscono accuratamente il fondo del cestello e
le suole delle scarpe da grassi o sostanze
scivolose
 caricano sul cestello i materiali e gli attrezzi
manuali
 indossano l’imbracatura di sicurezza
Non sono consentiti spostamenti
del carrello con persone
all’interno del cestello
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Lavori nel cestello
ISTRUZIONI OPERATIVE GENERICHE
Il carrellista verifica che il carico non superi il
limite imposto considerando sia le persone che le
attrezzature ed i materiali.
Il carrellista da l’autorizzazione a procedere e gli
addetti montano sul cestello vincolandosi subito
con l’imbracatura al parapetto.
L’innalzamento in quota non avverrà finché
tutti non saranno vincolati.
Il carrellista issa il cestello in quota ed iniziano la
lavorazione prevista.
L’addetto alla PLE ferma la cellula in modo che il
punto di lavorazione sia a portata di mano:
 ne troppo basso da costringere l’operatore a
sporgersi
 ne troppo alto da obbligarlo ad allungarsi oltre il
parapetto.
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Lavori nel cestello
ISTRUZIONI OPERATIVE GENERICHE
Nel cestello è vietato:
 smontare qualsiasi componente
 modificare, staccare o manomettere i dispositivi
di sicurezza
 salire nel cestello se non si è in perfette
condizioni fisiche, se si è sotto effetto di
medicinali tranquillanti, droghe o alcool
 usare la piattaforma come massa per la
saldatrice
 lanciare oggetti del cestello
 sporgersi oltre il parapetto, saltare o dondolarsi
 salire sul parapetto del cestello
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Lavori nel cestello
ISTRUZIONI OPERATIVE GENERICHE
Sulla cellula della PLE è vietato:
 caricare materiali o persone sul cestello quando
lo stesso è già in quota
 usare il cestello per il sollevamento ed il traino
di materiali con ganci, funi o corde
 usare sgabelli o scale all’interno del cestello
 Non è MAI ammesso l’imbarco o lo sbarco
in quota.
 Non caricare a bordo materiale prelevato in
opera di cui non sia certa la massa e che possa
compromettere la stabilità del mezzo
 Non trasportare materiali che provochino
l’aumento dell’attrito del vento (cartelloni,
lamine di metallo, legno o quant’altro
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Lavori nel cestello
Comunicazioni gestuali tra addetti nel cestello e
carrellista
Per comunicare a distanza il D.Lgs 81 ha
istituzionalizzato un codice di comunicazione
gestuale per gli operatori.
Un segnale gestuale deve essere:
 Preciso
 Ampio
 Facile da comprendere
 Semplice
 Facile da eseguire
 Distinto nettamente da un altro comando
gestuale
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Lavori nel cestello
Comunicazioni gestuali
La persona che emette il segnale (detta
“Segnalatore”) impartisce le istruzioni di manovra
al destinatario (detto “operatore”).
Il Segnalatore deve:
 essere
in
condizioni
di
poter
seguire
visivamente la totalità delle manovre, senza
essere lui stesso esposto a rischi;
 Rivolgere la propria attenzione esclusivamente
al comando delle manovre e alla sicurezza dei
lavoratori che si trovano nell’area d’azione;
• Qualora non si potesse garantire tali
condizioni dovrà essere previsto l’impiego di
più segnalatori;
 Indossare o impugnare uno o più elementi di
riconoscimento adatti (es. giubbotto, guanti,
manicotti, bracciali, bandiere ad alta visibilità)
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Lavori nel cestello
Comunicazioni gestuali
!!!!!
Quando l’operatore:
a)Non può eseguire con le dovute garanzie di
sicurezza gli ordini
b)Non ha recepito / ricevuto esattamente l’ordine
c) L’ordine / gesto è ambiguo o fatto male
d)Ha perso di vista il segnalatore
Deve sospendere la manovra in corso e chiedere
istruzioni
Per nessun motivo può agire di propria iniziativa
!!!!!
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Lavori nel cestello
COMUNICAZIONI
GESTUALI
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Lavori nel cestello
COMUNICAZIONI
GESTUALI
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COMUNICAZIONI
GESTUALI
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Lavori nel cestello
COMUNICAZIONI
GESTUALI
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Utilizzo di braccio con gancio
Prima dell’inizio dell’attività di sollevamento
1. Verificare il materiale da sollevare e scegliere
l’accessorio più adatto.
2. Verificare il peso da sollevare che sia compatibile
con la portata max.. dell’impianto e degli
accessori.
3. Eseguire l’imbraco come da formazione ricevuta
o come da istruzioni del fabbricante (per
manufatti preassemblati)
4. Prima del sollevamento del carico agganciato
con funi, catene o brache attendere il prescritto
segnale di assenso dell’imbracatore;
5. Segnalare l’inizio del sollevamento con colpo di
clacson e segnalare i movimenti ed il tragitto ai
carrellisti (se presenti) ed ai pedoni
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Utilizzo di braccio con gancio
Prima dell’inizio dell’attività di sollevamento
6. Prestare la massima attenzione agli spigoli vivi,
alle parti taglienti ed alle superfici lisce su cui le
brache/funi/catene possono scorrere.
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Utilizzo di braccio con gancio
Durante l’attività di sollevamento
1. Inizialmente sollevare il carico con marcia lenta
solo per controllare se è ben equilibrato, per
tesare le brache e verificare che le stesse
lavorino correttamente;
2. Assicurarsi prima di iniziare il sollevamento che
il carico non sia vincolato ad altre parti e che il
sollevamento dello stesso pregiudichi l’equilibrio
di cavalletti o di supporti;
3. Prima di effettuare uno stesso movimento nel
verso opposto attendere il completo arresto del
carico per evitare pericolose oscillazioni;
4. Mantenere il carico il più possibile vicino al suolo
per evitare ribaltamenti frontali o laterali e
seguito di brandeggio
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Procedure di utilizzo
Durante l’attività di sollevamento
5. Evitare
sotto
carico
l’azionamento
contemporaneo di più movimenti, anche se la
pulsantiera lo consente in quanto possono
indursi incontrollate oscillazioni;
6. Non passare con il carico sopra i lavoratori o
sopra luoghi per i quali l’eventuale caduta del
carico può costituire un pericolo.
7. Spostarsi sempre nella direzione che consente
la massima visibilità in modo da ottenere un
perfetto controllo della traiettoria eseguita.
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Procedure di utilizzo
Al termine dell’attività di sollevamento
1. Non abbandonare carichi sospesi;
2. Riportare l’impianto nella posizione di riposo
prevista;
3. Depositare e disinserire gli organi di presa come
benne, pinze o magneti;
4. Riporre gli accessori di sollevamento negli
appositi spazi curando ordine e pulizia
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I pedoni
Gli altri “abitanti” dei magazzini, ovvero coloro che
operano non utilizzando il carrello elevatore:
 Devono porre molta attenzione durante i loro
spostamenti a non esporsi al rischio di essere
investiti nelle aree promiscue (cioè con presenza
contemporanea di pedoni e mezzi meccanici);
 Non si devono avvicinare al carrello elevatore
quando svolge manovre di carico/scarico;
 Non devono mai avvicinarsi con sigarette accese,
fiammiferi o altri tipi di fiamme in zone chiuse dove
siano in carica batterie o vi siano depositi di
carburanti di motori a scoppio.
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La circolazione su strada
Per la circolazione su strada pubblica occorre
essere in possesso di patente di guida in relazione
al tipo ed alla potenza del motore del carrello
stesso; inoltre esso deve rispondere ai seguenti
requisiti:
 essere dotato di scheda tecnica fornita dal
costruttore;
 essere munito di proiettori anabbaglianti e del
dispositivo a luce lampeggiante gialla, entrambe
da tenere in funzione anche di giorno;
 essere dotato di pannelli a strisce bianche e
rosse, per segnalare l’ingombro delle forche o del
carico;
 personale a terra deve aiutare il conduttore nelle
manovre.
Nei trasferimenti su strada pubblica la velocità
massima ammessa per i carrelli è 10 km/h.
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La carica delle batterie
I carrelli elettrici possono essere inquinanti nella
fase di carica delle batterie, durante la quale si
sviluppa idrogeno, gas volatile ed infiammabile.
Pertanto, il locale adibito alle operazioni di carica
delle batterie, deve essere:
 ben ventilato;
 non contenere macchine o
apparecchi elettrici o termici ad
eccezione del carica batterie;
 essere illuminato dall’esterno a
mezzo di lampade protette da
lastre di vetro con chiusura
ermetica oppure dall’interno
con lampade antideflagranti
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Il rifornimento di carburante
I carrelli con motore endotermico (diesel) possono
essere inquinanti nella fase di rifornimento,
durante la quale si sviluppa vapori di gasolio o,
gas volatile ed infiammabile (gpl) .
Pertanto, il locale adibito alle operazioni di
rifornimento, deve essere:
 All’aperto;
 non contenere macchine o
apparecchi elettrici o termici;
 essere illuminato a mezzo di
lampade protette da lastre di
vetro con chiusura ermetica
oppure
dall’interno
con
lampade antideflagranti
 Protetto da 1 o 2 estintori
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Verifiche al termine del servizio
 Abbassare l’apparecchio
di sollevamento.
 Bloccare il freno.
 Asportare le chiavi di
avviamento per evitare
la
messa
in
moto
accidentale o l’utilizzo
del mezzo da parte di
persone inesperte.
 Segnalare
eventuali
deficienze del carrello al
superiore.
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Procedura di manutenzione
La procedura di manutenzione del carrello varia da
impianto ad impianto in base alle indicazioni fornite
dal costruttore ed indicate sul M.I.U.M. (Manuale di
Istruzioni, Uso e Manutenzione).
Pertanto l’addetto alla manuntenzione deve essere
messo a conoscenza del delle tipologie di
manutenzione da eseguirsi sull’impianto stesso
mediante fornitura del MIUM da parte del DDL (se
a noleggio, da parte del noleggiante).
In tale sede di forniranno le istruzioni operative
generali per tutti i carrelli elevatori.
IPSOA
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Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche giornaliere
All’inizio del lavoro l’operatore deve controllare il
funzionamento dei freni e dei dispositivi di arresto
di emergenza, esclusi i giunti a frizione.
Egli deve osservare lo stato del gruppo di
sollevamento per individuare eventuali difetti
evidenti.
L’operatore deve comunicare tutti i difetti del
carrello al responsabile della sorveglianza, ed in
caso di sostituzione del carrellista anche al suo
sostituto.
IPSOA
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Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche mensili
Pulizia del braccio telescopico
Ingrassaggio dei punti indicati nel “Catalogo parti
di ricambio”
Pulizia dei filtri
Corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza
e della pompa a mano
Serraggio dei bulloni di bloccaggio del basamento
del veicolo
Livello di olio nel serbatoio
Scatole elettriche asciutte al loro interno
Verifiche semestrali
Verifica del livello dell’olio contenuto nel riduttore di
rotazione.
IPSOA
Scuola di formazione
Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
L'operatore, deve utilizzare guanti per evitare il
pericolo di puntura o perforazione derivante da
contatto con eventuali fili rotti!
Dismissione e distruzione se presentano :
• diminuzione del diametro maggiore del 10%
• uno o più trefoli rotti
• ammaccature,
piegature
permanenti,
infiascature, schiacciature
• la fuoriuscita dell'anima dalla fune
• anche sotto tensione, uno o più trefoli allentati e
sporgenti
• il totale dei fili rotti, su una lunghezza di 6
diametri, supera il 10% dei fili dei trefoli esterni
• deformazioni dei fissaggi, usura, tagli, riduzioni
di diametro anche in un solo punto superiore al
5%
IPSOA
Scuola di formazione
Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Fune snervata con
fuoriuscita dell’anima
tessile
Grillo con gambo
snervato
IPSOA
Scuola di formazione
Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Allungamento delle
maglie della catena
Pieghe maglie
distorte
Abrasioni e
sfregamenti
Corrosione
IPSOA
Scuola di formazione
Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Sostituire il gancio quando si riscontrano :
• deformazione permanente con allargamento
dell'apertura all'imbocco > del 10%
• riduzioni, in qualsiasi punto, di sezione > del al
10% o dimensionali > del 5%
IPSOA
Scuola di formazione
Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
La procedura di manutenzione della gru varia da
impianto ad impianto in base alle indicazioni fornite
dal costruttore ed indicate sul M.I.U.M. (Manuale di
Istruzioni, Uso e Manutenzione).
Pertanto l’addetto alla manuntenzione (gruista)
deve essere messo a conoscenza del delle tipologie
di manutenzione da eseguirsi sull’impianto stesso
mediante fornitura del MIUM da parte del DDL (se
a noleggio, da parte del noleggiante).
In tale sede di forniranno le istruzioni operative
generali per tutte le PLE.
IPSOA
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Procedura di manutenzione
Verifiche annuali obbligatorie
Tutti gli impianti di sollevamento (PLE comprese)
con portata superiore a 200 kg devono essere
sottoposte a verifica annuale da parte di un ente
accreditato (es: ASL)
Copia del verbale deve sempre accompagnare
l’impianto ed essere messa a disposizione per
eventuali accertamenti
IPSOA
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Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche giornaliere
All’inizio del lavoro l’operatore deve controllare il
funzionamento dei freni e dei dispositivi di arresto
di emergenza, esclusi i giunti a frizione.
Egli deve osservare lo stato della gru per
individuare eventuali difetti evidenti.
L’operatore deve comunicare tutti i difetti della gru
al responsabile della sorveglianza, ed in caso di
sostituzione del conducente della gru anche al suo
sostituto.
A conclusione del lavoro il personale di servizio
deve interrompere l’alimentazione di energia
elettrica della gru.
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Procedura di manutenzione
Verifiche mensili
Controllo del dispositivo limitatore di sbraccio (vedi
procedura nel libretto di manutenzione)
Pulizia del braccio telescopico
Ingrassaggio dei punti indicati nel “Catalogo parti
di ricambio”
Pulizia dei filtri
Corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza
e della pompa a mano
Serraggio dei bulloni di bloccaggio del basamento
del veicolo
Livello di olio nel serbatoio
Scatole elettriche asciutte al loro interno
Verifiche semestrali
Verifica del livello dell’olio contenuto nel riduttore di
rotazione.
IPSOA
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Gruppo Wolters Kluwer
Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
L'operatore, deve utilizzare guanti per evitare il
pericolo di puntura o perforazione derivante da
contatto con eventuali fili rotti!
Dismissione e distruzione se presentano :
• diminuzione del diametro maggiore del 10%
• uno o più trefoli rotti
• ammaccature,
piegature
permanenti,
infiascature, schiacciature
• la fuoriuscita dell'anima dalla fune
• anche sotto tensione, uno o più trefoli allentati e
sporgenti
• il totale dei fili rotti, su una lunghezza di 6
diametri, supera il 10% dei fili dei trefoli esterni
• deformazioni dei fissaggi, usura, tagli, riduzioni
di diametro anche in un solo punto superiore al
5%
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Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Fune snervata con
fuoriuscita dell’anima
tessile
Grillo con gambo
snervato
IPSOA
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Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Allungamento delle
maglie della catena
Pieghe maglie
distorte
Abrasioni e
sfregamenti
Corrosione
IPSOA
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Procedura di manutenzione
Verifiche efficienza accessori di sollevamento
Sostituire il gancio quando si riscontrano :
• deformazione permanente con allargamento
dell'apertura all'imbocco > del 10%
• riduzioni, in qualsiasi punto, di sezione > del al
10% o dimensionali > del 5%
IPSOA
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Gli errori più comuni
•
•
•
Eseguire imbracature a “strozzo” con
gancio sulla sua stessa fune: lo strozzo
è consentito solo con brache di tela.
Girare gli accessori di sollevamento
(catene-funi) sui bordi
Pericolo di rottura della fune per usura
Eseguire imbracature “a bilanciere” con
funi o catene su superfici lisce
Pericolo di slittamento con conseguente
caduta del materiale e/o amputazione
dell’arto
Pericolo di rottura dell’argano e/o delle
funi per sovraccarico
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Gli errori più comuni
•
•
•
•
•
Movimentazione non sicura del carico con
oscillazioni
Tiro obliquo o traino di carichi sospesi
Strappo di carichi vincolati, bloccati o incollati
Superamento del carico massimo ammesso e
delle dimensioni del carico ammesse
Detrarre dalla portata max. il peso proprio degli
accessori di sollevamento.
Pericolo di rottura dell’argano e/o delle funi per
sovraccarico
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Gli errori più comuni
•
•
•
Lasciare carichi sospesi senza osservazione
Trasporto di carichi sospesi sopra le persone
Pericolo di caduta oggetti o urti al capo
Eseguire una sola manovra per volta
Errori o disattenzioni con urti, colpi ed impatti
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Gli errori più comuni
 smontare qualsiasi componente o asportare
zavorrature del veicolo altrimenti si potrebbe
compromettere la stabilità del veicolo
 modificare, staccare o manomettere i dispositivi
di sicurezza
 Manovrare il carrello se non si è in perfette
condizioni fisiche, se si è sotto effetto di
medicinali tranquillanti, droghe o alcool
 usare il cestello come massa per la saldatrice
 appoggiare il braccio ad altre strutture
 allontanarsi lasciando le chiavi inserite nel
quadro comandi
 allontanarsi dall’impianto senza prima aver
bloccato il quadro comandi e chiuso la cabina del
mezzo
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Gruppo Wolters Kluwer
Gli errori più comuni
 Circolare con il braccio del carrello esteso anche
parzialmente
 Raggiungere movimenti a fine corsa con bruschi
arresti ed interventi inutili dei limitatori
 Eseguire più movimenti contemporaneamente
(alzo, sfilo, brandeggio)
 Non rispettare le corsie di transito (sia per
carrellisti che per pedoni)
 Abbandonare attrezzi sopra i pallette (es,
taglierine)
 Stoccare anche temporaneamente, carichi lungo
le vie di esodo, di fronte alle uscite di
emergenze, mezzi di estinzione, cartellonistica,
quadri elettrici
 Fumare durante i rifornimenti e le ricariche delle
batterie
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Carrello manuale “TRANSPALLET”
Il TRANSPALLET è un carrello manuale a forche
utilizzato per la movimentazione di pallet e
contenitori normalizzati sui pavimenti piani e lisci.
TIMONE
BRACCI DI
SOLLEVAMENTO
FORCHE
RUOTE
POSTERIORI
RUOTE
ANTERIORI
STABILIZZATORI
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Carrello manuale “TRANSPALLET”
Assicurarsi che l’unità sia compatta e stabile.
Prendere il carico centrato e distribuito su
ambedue le forche.
Eseguire il sollevamento solo quando il carico è
nella giusta posizione e dopo aver constatato che
nello spazio non siano presenti persone o altri
ostacoli. La non corretta posizione del carico ad
elevazione avvenuta, comporta la discesa dello
stesso ed il riposizionamento del transpallet.
Eseguire il sollevamento con il timone in posizione
posteriore, in linea con l’asse delle forche.
Effettuare la discesa del carico solo quando non
sono presenti ostacoli nell’area di lavoro e quando
nelle vicinanze non sono presenti persone. Il
comando della discesa deve essere eseguito solo
quando l’operatore è dietro al transpallet.
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Carrello manuale “TRANSPALLET”
Utilizzare il transpallette solo su pavimentazione
liscia e piana.
Eseguire lo spostamento del carico con l’elevazione
minima.
Eseguire lo spostamento di carichi leggeri in modo
che lo sforzo di traino sia contenuto nei limiti
ammessi dalle norme; se il carico è rilevante e la
scorrevolezza del pavimento non è delle migliori,
può essere richiesto uno sforzo superiore e quindi
devono essere impiegati due operatori.
Nella fase di traslazione con il carico andare a
bassa velocità. Ridurre ulteriormente la velocità
nelle fasi di sterzata o manovra.
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Carrello manuale “TRANSPALLET”
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Caso 1
Rolling beams
(travi rotolanti)
Un lavoratore è morto sotto
travi rotolanti
Come è accaduto l’infortunio?
Porre solo domande chiuse la cui risposta potrà
essere solo:
 SI
 NO
 Non pertinente
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Caso 1
Rolling beams
(travi rotolanti)
Il conduttore di un muletto meccanico a forche
trasporta un carico di travi in legno dal piazzale
della segheria al suo interno.
Varcata la soglia della segheria, il carico rovina a
terra, investendo un lavoratore, che in quell’istante
si trova proprio al di sotto, intento a liberare lo
spazio dove collocare le travi.
Il carico non era stato preventivamente legato, in
modo da evitarne lo scivolamento o la caduta.
Si rileva che il DDL non ha provveduto a fornire al
conduttore un’istruzione adeguata per la guida del
carrello.
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Caso 2
Il colpevole è Archimede
Il lavoratore subisce ferite
mortali da schiacciamento
Come è accaduto l’infortunio?
Porre solo domande chiuse la cui risposta potrà
essere solo:
 SI
 NO
 Non pertinente
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Caso 2
Il colpevole è Archimede
Il lavoratore vuole prelevare dal piazzale alcuni
fasci di ferro tondino del diametro a lui necessario.
Per spostarli (25 ql. cad.), utilizza un carrello
elevatore ed una fune metallica
Aggancia un’estremità della fune alla forca del
carrello l’altra al fascio da spostare e solleva le
forche tentando di smuovere il fascio.
Il tiro della fune è però obliquo rispetto all’asse di
lavoro del carrello; ciò provoca il rovesciamento del
carrello, a causa della forza esercitata su di esso.
Il lavoratore rimane intrappolato sotto il carrello e
viene schiacciato dal montante della tettoia di
protezione del posto di guida con lesioni gravissime
permanenti
In questo caso il carrello elevatore è stato utilizzato
in modo improprio.
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Caso 3
Newton docet – perché proprio a lui?
Il lavoratore viene schiacciato
dal suo stesso carrello.
Come è accaduto l’infortunio?
Porre solo domande chiuse la cui risposta potrà
essere solo:
 SI
 NO
 Non pertinente
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Caso 3
Newton docet – perché proprio a lui?
Un manutentore specializzato si accinge a riparare
un carrello elevatore che perde dell’olio da un tubo
del comando idraulico.
Il guasto si trova nella parte bassa del carrello per
cui egli si infila con la testa e le spalle nello spazio
tra la ruota posteriore sinistra e il passaruote
corrispondente, largo circa 20 cm.
Poiché la macchina non era stata posta in
sicurezza, quando svita il raccordo gommato del
tubo metallico, la macchina cade sul proprio asse e
schiaccia il lavoratore sotto un peso di circa 4 ton.
Poiché il lavoratore era persona esperta non sono
state ravvisate responsabilità a carico di terze
persone.
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Grazie per l’attenzione
Sapere di sapere quello
che si sa.
Sapere di non sapere
quello che non si sa.
Ecco il vero sapere
Piva Marco
RSPP certificato ICPrev
Tel.:
0532749108
Cell.:
3487411847
E-mail: [email protected]
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