TURBOGAS rassegna stampa Articoli dal 23/09/2004 al 23/03/2005 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani od altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio. Indice articoli Articoli pubblicati il 22/03/2005 La Nuova Ferrara - BREVI 32 32 Pagina 12 - Cronaca Articoli pubblicati il 20/03/2005 Il Resto del Carlino - Nasce un comitato per sole donne contro la maxi-centrale a turbogas 33 33 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - AMBIENTE E INDUSTRIA Prende il nome da una scienziata indiana: Vandana Shiva Articoli pubblicati il 19/03/2005 Il Resto del Carlino - Regionali Udc, c’è Buttiglione 35 35 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 35 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 16/03/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 38 38 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 15/03/2005 Il Resto del Carlino - La turbogas è bocciata dai lettori FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TEST 39 39 Articoli pubblicati il 14/03/2005 La Nuova Ferrara - Sosta festiva a pagamento «Un errore». «A me sta bene» 40 40 Pagina 7 - Cronaca - I PARERI Articoli pubblicati il 13/03/2005 Il Resto del Carlino - Oggi il nuovo «stop» delle auto in città per l’emergenza delle micropolveri 41 41 FERRARA - Cronaca, pagina VIII - SMOG Dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 blocco della circolazione Articoli pubblicati il 12/03/2005 Il Resto del Carlino - Tre centrali e i silenzi dell’incultura 42 42 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 43 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 10/03/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 45 45 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Articoli pubblicati il 09/03/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 47 47 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X La Nuova Ferrara - In mille per la turbogas 49 Pagina 11 - Cronaca - I FUTURI CANTIERI Articoli pubblicati il 08/03/2005 51 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 51 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 07/03/2005 La Nuova Ferrara - Turbogas, via alla bonifica 52 52 Pagina 7 - Cronaca - ENERGIA Conclusa la fase autorizzativa La Nuova Ferrara - Rabitti vede i Comitati 53 Pagina 7 - Cronaca - INCONTRO SULLA CENTRALE La Nuova Ferrara - Inquinamento, le origini e le conseguenze 53 Pagina 13 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 06/03/2005 Il Resto del Carlino - ‘Servono auto meno inquinanti, divieti più drastici e il turbogas a 30 chilometri’ 56 56 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 56 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 05/03/2005 Il Resto del Carlino - Il vescovo riceve i Comitati 58 58 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Il Resto del Carlino - Ma il dilemma sulla centrale resta politico 58 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 59 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Il Resto del Carlino - Turbogas, incontro con l’arcivescovo: ‘Aiutatemi a capire’ 60 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - CENTRALE Mons. Rabitti riceve i comitati Articoli pubblicati il 04/03/2005 Il Resto del Carlino - ‘Capolavori nell’arte del budget’ FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - CULTURA 62 62 La Nuova Ferrara - Centrale turbogas non necessaria 63 Pagina 16 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 03/03/2005 Il Resto del Carlino - Smog da record, rumori fuorilegge: «Serve più rigore» 64 64 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TRENO VERDE I dati del monitoraggio - Critiche dalle associazioni E oggi stop alle auto ‘pari’ La Nuova Ferrara - Smog, «avviso» di Legambiente 65 Pagina 12 - Cronaca - Il Treno Verde in tre giorni ha rilevato un solo sforamento, ma sono già 38 nel 2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 66 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 02/03/2005 Il Resto del Carlino - Ambiente, economia e sanità: «Impegni da terzo mandato» 67 67 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - REGIONALI Dragotto (FI) lancia la corsa La Nuova Ferrara - Dragotto punta al «suo» seggio 68 Pagina 11 - Cronaca Il Resto del Carlino - Tra occupazione e turbogas, per il centro storico serve una nuova «cabina di regia» 69 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - IL DOCUMENTO Le anticipazioni sul ‘dossier’ di sindacati e associazioni Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 70 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 01/03/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 71 71 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Comune smentisce se stesso 71 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 72 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I 73 Articoli pubblicati il 26/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 74 74 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II La Nuova Ferrara - Zucchini (Prc) si astiene «Caso» nel centrosinistra 76 Pagina 11 - Cronaca - Per Cavallini (Ds) si è posta fuori dalla maggioranza La Nuova Ferrara - Turbogas, io non ci sono 76 Pagina 19 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 25/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 77 77 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 77 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Articoli pubblicati il 24/02/2005 La Nuova Ferrara - Commissione al lavoro 79 79 Pagina 11 - Cronaca - CENTRALE TURBOGAS Articoli pubblicati il 23/02/2005 Il Resto del Carlino - Prc: ‘Bettini in commissione’ 80 80 FERRARA - Cronaca, pagina VII - TURBOGAS Il Resto del Carlino - Il sindacalista termina lo sciopero della fame: «Ma l’allarme resta» 80 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - ENI Dopo 22 giorni e 15 chili persi Andreolini ha chiuso la protesta Articoli pubblicati il 22/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I 82 82 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 82 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 20/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 83 83 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I La Nuova Ferrara - «La pazienza Ds non è infinita» 83 Pagina 13 - Cronaca - Mauro Vecchi eletto segretario comunale: cento sì e 3 astenuti Articoli pubblicati il 19/02/2005 Il Resto del Carlino - Eni Andreolini al sindaco: «Ecco le proposte per salvare gli impianti» 85 85 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX La Nuova Ferrara - Gli scarichi in atmosfera devono essere ridotti 86 Pagina 11 - Cronaca - Seminario degli Industriali sulla nuova legislazione La Nuova Ferrara - Per Eni-Ambiente è Hera la soluzione ottimale 86 Pagina 18 - Agenda e Lettere La Nuova Ferrara - Pannelli solari 87 Pagina 15 - Cronaca Il Resto del Carlino - Quelle centrali da chiudere 88 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - SMOG E POLEMICHE Articoli pubblicati il 18/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 90 90 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 17/02/2005 Il Resto del Carlino - Seduta alla... luce del sole, ma è polemica sul turbogas 91 91 FERRARA - Cronaca, pagina VI - PROVINCIA Per ricordare il protocollo di Kyoto Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 91 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX 92 La Nuova Ferrara - Una tregua dalle micropolveri 93 Pagina 15 - Cronaca - EMERGENZA INQUINAMENTO Il Resto del Carlino - La turbogas dà pochi posti 94 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - CENTRALE & LAVORO Articoli pubblicati il 16/02/2005 Il Resto del Carlino - ‘La turbogas abbatterà le polveri’ 96 96 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - EMERGENZA SMOG - Unione industriali difende il progetto La Nuova Ferrara - Polveri, i 35 «sballi» di Ferrara 97 Pagina 11 - Cronaca - di Marcello Pradarelli - Oggi si attendono notizie dall’incontro tra i sindaci e il ministro dell’Ambiente «Servono risorse per il trasporto urbano» Il Resto del Carlino - Divisi sulle targhe alterne 98 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - SMOG Il Resto del Carlino - Lettere e opinioni 98 FERRARA Articoli pubblicati il 15/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 101 101 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - L’amministratore rileva l’anacronistico utilizzo di olii combustibili negli impianti di produzione di energia che verranno chiusi dopo la costruzione della maxi-centrale Un convegno di esperti internazi La Nuova Ferrara - Aria «ammalata», esperti a confronto 102 Pagina 11 - Cronaca - Il progetto unisce Università, enti pubblici e aziende private. Micropolveri: 34º giorno di sforamento - Ue, nessuna deroga Le multe comunitarie appaiono inevitabili La Nuova Ferrara - Geotermia, rete triplicata 103 Pagina 11 - Cronaca - GLI INTERVENTI Il Resto del Carlino - «La turbogas non funzionerà a giorni alterni come le auto» 104 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - LA PAROLA AI LETTORI Nuova centrale, traffico e polveri sottili Articoli pubblicati il 12/02/2005 Il Resto del Carlino - Turbogas, Pm10, Cona: «Non vi fate mancare nulla...» FERRARA - Ferrara giorno e notte, pagina VIII - LO SHOW Grillo ‘graffia’ Ferrara: successo 106 106 La Nuova Ferrara - «Finché ci sarete voi possiamo ritrovarci aspettando uniti il nuovo Rinascimento» 108 Pagina 33 - Cultura e Spettacoli - Il comico ha messo tanti coltelli nelle piaghe «Le polveri? E’ tutta colpa del sole e della Val Padana. Il latte? Come si fa a fallire se il lavoro lo fa la mucca?» Articoli pubblicati il 11/02/2005 La Nuova Ferrara - Il Grillo parlante che fa ridere ma anche riflettere 110 110 Pagina 29 - Cultura e Spettacoli - LO SHOW AL PALASPORT Articoli pubblicati il 10/02/2005 Il Resto del Carlino - «Caro Beppe, cosa sai dell’ospedale fantasma di Cona?» 112 112 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - GRILLO Ancora suggerimenti dai ferraresi La Nuova Ferrara - «Eni, garanzie prima di chiudere» 113 Pagina 9 - Cronaca - I sindacati chiamano a raccolta il petrolchimico nella vertenza per gli impianti di Ambiente a rischio - Forno e laboratorio con cinquanta addetti al centro dei timori La Nuova Ferrara - Tra ecologia e web lo sguardo graffiante di Beppe Grillo 114 Pagina 29 - Cultura e Spettacoli - Da giorni c’è il tutto esaurito Il consueto stile corrosivo nello show che guarda al futuro Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 115 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 09/02/2005 Il Resto del Carlino - Acft tra risanamento, nomine e rincari 116 116 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TRASPORTI Maggioranza compatta nel chiedere il rinvio della gara: «Così nascerebbe un Consorzio con Modena» Il Resto del Carlino - Eni, proroga breve al forno: ‘Vogliamo certezze sul futuro’ 117 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - CHIMICA Incontro ieri in Municipio Il Resto del Carlino - «Facciamo cadere nella... Rete i vizi dei falsi potenti» 118 FERRARA - Cronaca, pagina VI - GRILLO ‘Quanta vivacità, lì a Ferrara!’ Articoli pubblicati il 08/02/2005 120 Il Resto del Carlino - Turbogas, viabilità, camera mortuaria: lo show di Grillo prende corpo grazie ai ferraresi 120 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - AMBIENTE L’attore prepara lo spettacolo di giovedì ‘intervistando’ il Carlino: «Come ve la cavate con le targhe alterne?». Suggerimenti via internet Articoli pubblicati il 05/02/2005 Il Resto del Carlino - La maggior parte dei partiti ora è contro la centrale 122 122 FERRARA - Ferrara giorno e notte, pagina XII - LA PAROLA AI LETTORI La volontà della gente Il Resto del Carlino - Il vescovo ha deciso di ascoltare i Comitati del ‘no’ 122 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Saranno ricevuti a fine mese La Nuova Ferrara - Anti-turbogas scatenati «Facciamo come Forlì» 123 Pagina 16 - Cronaca - In Romagna centrale congelata per troppo smog Articoli pubblicati il 04/02/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 125 125 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Articoli pubblicati il 03/02/2005 Il Resto del Carlino - E oggi si fermano i veicoli con targa «pari» 126 126 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - INQUINAMENTO Ieri in Castello vertice sui piani di risanamento dell’aria La Nuova Ferrara - Affitta dei nonni e viaggi tranquillo 126 Pagina 17 - Agenda e Lettere Il Resto del Carlino - Qualità dell’aria, piani e progetti per il ‘risanamento’ 127 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - INQUINAMENTO Summit in Castello Articoli pubblicati il 02/02/2005 Il Resto del Carlino - «Iniziativa encomiabile ma estemporanea: non è così che si salveranno gli impianti» FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PETROLCHIMICO Fulc: ‘Prospettive difficili per il forno dei rifiuti speciali’ 129 129 La Nuova Ferrara - Oggi il sindaco risponde ai cittadini 130 Pagina 9 - Cronaca La Nuova Ferrara - «Ecco i nostri interventi» 130 Pagina 14 - Cronaca - CIRCOSCRIZIONE NORD Articoli pubblicati il 01/02/2005 Il Resto del Carlino - Nuove interpellanze in Parlamento: ‘Stop per le polveri’ 132 132 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - TURBOGAS FI a Matteoli e Sirchia La Nuova Ferrara - Sateriale risponde ai cittadini 133 Pagina 12 - Cronaca Articoli pubblicati il 31/01/2005 Il Resto del Carlino - Finanziaria in Consiglio 134 134 FERRARA - Ferrara, pagina 21 Articoli pubblicati il 30/01/2005 Il Resto del Carlino - ‘Un centro storico inadatto alle auto’ 135 135 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - LA RISPOSTA DEL SINDACO Tessuto urbano da tutelare Il Resto del Carlino - Balboni ‘diffida’ Forza Italia: «E’ falso dire che An ha cambiato idea sulla centrale» 138 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Il senatore a Saini: «Confonde concessione e piano: solo lapsus?» Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 139 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIV Articoli pubblicati il 29/01/2005 Il Resto del Carlino - La protesta incalza il Comune 142 142 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - ICI Il Resto del Carlino - Turbogas «Balboni, iniziativa importante: peccato solo ora...» FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII 142 Articoli pubblicati il 28/01/2005 Il Resto del Carlino - «Polveri sottili, ora il decreto deve essere rivisto» 144 144 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Balboni al ministro Marzano Il Resto del Carlino - «Potena nella Commissione scientifica che studierà i rischi della nuova centrale» 145 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS ‘Io Amo Ferrara’: «Perchè il progetto non è stato finanziato?» Articoli pubblicati il 27/01/2005 Il Resto del Carlino - ‘Non vanno imposte scelte che incidono su salute e ambiente’ 147 147 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS Giorgio Dragotto (Forza Italia) Il Resto del Carlino - Un altro pessimo bilancio 148 FERRARA - Agenda e film, pagina XI Il Resto del Carlino - Lettere 150 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Articoli pubblicati il 26/01/2005 Il Resto del Carlino - Anidride carbonica e turbogas 151 151 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - DEGRADO Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 152 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 25/01/2005 Il Resto del Carlino - L’aumento delle polveri causa tumori e morti 154 154 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - SMOG Alfredo Potena aveva elaborato un progetto, mai finanziato dal Comune - Il direttore di Fisiopatologia respiratoria dà l’allarme: la relazione tra Pm10 e cancro Il Resto del Carlino - Sant’Anna e turbogas lontano dagli abitati FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III 155 Articoli pubblicati il 24/01/2005 Il Resto del Carlino - Dai centristi arriva il secco no al turbogas ed alla chiusura dell’arcispedale Sant’Anna 156 156 FERRARA - Ferrara, pagina 21 - UDC Chiuso il congresso con la ratifica dell’elezione di Menegatti La Nuova Ferrara - «Parcheggi e ztl più larga» 157 Pagina 1 - Prima Pagina - Intervista all’assessore che difende la scelta della turbogas: risanamento ambientale vuol dire sviluppo La Nuova Ferrara - Bratti: autobus su rotaia e ztl più larga 157 Pagina 7 - Cronaca - La discussione sulla centrale è stata positiva Ma Forza Italia ha speculato alimentando paure Articoli pubblicati il 23/01/2005 Il Resto del Carlino - «Forza Italia vota contro la centrale a gas mentre Berlusconi rilancia il nucleare...» 160 160 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Buriani (Ds) replica ironico a Dragotto: «Rinconversione in vista?» La Nuova Ferrara - L’agricoltura è da rivalutare 161 Pagina 16 - Agenda e Lettere La Nuova Ferrara - Il premier va a nucleare la base neanche a metano 162 Pagina 16 - Agenda e Lettere Il Resto del Carlino - Nuove centrali entro il 2006 163 FERRARA - Cronaca, pagina VI - ENIPOWER Il Resto del Carlino - I centristi della Cdl affidano il rilancio al duo «under 40» 163 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - UDC Paolo Menegatti nuovo segretario Articoli pubblicati il 22/01/2005 Il Resto del Carlino - Regionali, An sulla strada di Dragotto. ‘Pagelle’ per gli azzurri 165 165 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI La Nuova Ferrara - Turbogas, avanti ma a carte scoperte 166 Pagina 17 - Agenda e Lettere La Nuova Ferrara - Il centro sinistra ha trovato il «metodo» 167 Pagina 11 - Cronaca - Sateriale: i partiti della coalizione discuteranno i principali temi del programma di governo. Il nodo del bilancio - VERIFICA GIA’ CHIUSA Il Resto del Carlino - Fra sicurezza e trasparenza FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII - INTERVENTO Turbogas 169 Articoli pubblicati il 20/01/2005 Il Resto del Carlino - «Per gli anziani sono disposto a ritoccare l’Irpef» 171 171 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - REGIONALI Vasco Errani ieri in città La Nuova Ferrara - Turbogas, sì ma ora limitiamone il danno 172 Pagina 15 - Agenda e Lettere La Nuova Ferrara - Presto a 90 in superstrada 173 Pagina 10 - Cronaca - CONSIGLIO PROVINCIALE Il Resto del Carlino - Barbieri: ‘Cautela sul turbogas 174 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PROVINCIA Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 174 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX Il Resto del Carlino - «In forte aumento l’asma e le malattie respiratorie» 176 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - ALLARME INQUINAMENTO - Scolozzi: «Bimbi, casellanti e vigili urbani sono i più colpiti» Articoli pubblicati il 19/01/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 178 178 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - Entro febbraio la nomina della commissione scientifica: «In sei mesi dovrà relazionare su possibili miglioramenti tecnologici». Ora parte solo la bonifica: «La prima in 50 anni» I sindaca La Nuova Ferrara - Turbogas, avanti prudenti 179 Pagina 1 - Prima Pagina - Approvata dopo una lunga discussione la mozione del sindaco: se ci fermiamo, addio alla bonifica La Nuova Ferrara - Sette ore di discussioni e tensioni 179 Pagina 9 - Cronaca La Nuova Ferrara - «Se decolla la nuova centrale si può chiudere Porto Tolle» 180 Pagina 9 - Cronaca - I SINDACATI La Nuova Ferrara - «Nuove garanzie sul turbogas» 181 Pagina 9 - Cronaca - di Marcello Pradarelli - Sulla centrale il documento della giunta è passato senza problemi. Ha votato contro solo Fi. Astenuti Pdci, An e Io Amo Ferrara Il Resto del Carlino - Il flagello dei tumori fa paura 182 FERRARA - IL CORSIVO Il Resto del Carlino - Dai sindacati il placet alla centrale 184 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII - TURBOGAS Articoli pubblicati il 18/01/2005 186 Il Resto del Carlino - Lo scontro politico non si placa: «Iter da sospendere» 186 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - TURBOGAS IN CONSIGLIO Seduta tesa La Nuova Ferrara - Turbogas, no a sospensioni sì ai tecnici 187 Pagina 1 - Prima Pagina - Relazione-fiume in consiglio La Nuova Ferrara - Turbogas, non ci sarà la sospensione 187 Pagina 9 - Cronaca - Ieri fino a notte fonda animatissimo dibattito in consiglio comunale. Sì alla commissione tecnico-scientifica - LA CENTRALE E I PARTITI La Nuova Ferrara - Bratti: un elenco lungo 90 minuti 189 Pagina 9 - Cronaca Il Resto del Carlino - Smog Record sulle polveri e l’Arpa ci spiega da dove arrivano 189 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Il Resto del Carlino - «Rincari e tagli, così non va: manca strategia politica» 190 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - BILANCIO Paramucchi (Cisl) drastico Articoli pubblicati il 17/01/2005 La Nuova Ferrara - Turbogas, l’ora della verità 192 192 Pagina 1 - Prima Pagina - La giunta: «Una commissione tecnica valuti l’inquinamento» La Nuova Ferrara - Turbogas, scelta oculata non di schieramento 192 Pagina 11 - Agenda e Lettere - CENTRALE ELETTRICA 1 La Nuova Ferrara - La politica ambientale di Ferrara e le favorevoli combinazioni 194 Pagina 11 - Agenda e Lettere - CENTRALE ELETTRICA 2 La Nuova Ferrara - Turbogas, l’università studierà lo smog 195 Pagina 7 - Cronaca - Questa sera dibattito in Consiglio comunale sulla centrale Enipower. La giunta può contare su di un sostegno risicato - AMBIENTE E POLITICA La Nuova Ferrara - Né amministrazione, né opposizioni hanno assi in mano: decida una commissione di tecnici 196 Pagina 11 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 16/01/2005 Il Resto del Carlino - «Ecco i colpi di scena per la centrale» 198 198 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Domani Consiglio straordinario: i comitati anticipano «novità rilevanti, anche sulla salute, che dovrebbero indurre a ripensamento» Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 199 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI La Nuova Ferrara - Turbogas, i comitati preparano il loro sit-in 201 Pagina 12 - Cronaca Il Resto del Carlino - «Serve alla città una commissione vera di esperti» FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - TURBOGAS 202 Articoli pubblicati il 15/01/2005 Il Resto del Carlino - Dalla Centro arriva lo «stop» al Turbogas 204 204 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - AMBIENTE Passa la mozione di IdV e Prc Articoli pubblicati il 14/01/2005 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 206 206 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX Articoli pubblicati il 13/01/2005 Il Resto del Carlino - Lettere 209 209 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX Articoli pubblicati il 12/01/2005 Il Resto del Carlino - Turbogas, il confronto riparte dal Consiglio e alla Centro 211 211 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 212 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 212 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Articoli pubblicati il 11/01/2005 Il Resto del Carlino - L’ospedale rimanga in centro 214 214 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X - SANT’ANNA La Nuova Ferrara - La turbogas accende anche la circoscrizione Centro Pagina 11 - Cronaca - MOZIONE PDCI-IDV 215 Articoli pubblicati il 08/01/2005 Il Resto del Carlino - «Occorre sostituire gli attuali impianti con centrali a gas» 216 216 BOLOGNA - Emilia-romagna primo piano, pagina 3 - ENERGIA Siamo autosufficienti per il 15%: costretti a importare il resto Articoli pubblicati il 07/01/2005 Il Resto del Carlino - «Regionali, anche per An una sfida cruciale e difficile» 217 217 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - ELEZIONI Sabato 15 Gasparri all’Estense Articoli pubblicati il 05/01/2005 Il Resto del Carlino - Difensore civico, dopo tre mesi il bilancio è ok 219 219 FERRARA - Cronaca, pagina V Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 220 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI La Nuova Ferrara - Difensore civico, un caso al giorno 221 Pagina 10 - Cronaca - Umberto Fanali fa il bilancio dei primi tre mesi di attività. Molti fanno confusione con il giudice di pace Articoli pubblicati il 04/01/2005 Il Resto del Carlino - L’ampio confronto l’ha voluto Bratti? 223 223 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Turbogas Articoli pubblicati il 02/01/2005 Il Resto del Carlino - Un vero dibattito su salute e futuro 225 225 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - L’OPINIONE L’augurio per il 2005 Articoli pubblicati il 31/12/2004 227 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 227 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 29/12/2004 Il Resto del Carlino - ‘Non perdiamo il prossimo treno’ 229 229 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - INTERVISTA A FRANCESCHINI Un 2005 di crescita Articoli pubblicati il 28/12/2004 Il Resto del Carlino - Turbogas attiva dal 2006 Bratti ripercorre le tappe 232 232 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - AMBIENTE E l’inceneritore triplicato partirà l’anno dopo Articoli pubblicati il 24/12/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 234 234 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Articoli pubblicati il 23/12/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 236 236 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Articoli pubblicati il 22/12/2004 Il Resto del Carlino - Turbogas: troppi silenzi di ateneo e professionisti 238 238 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII Articoli pubblicati il 21/12/2004 240 Il Resto del Carlino - Cds In città aumenta la disoccupazione 240 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Il Resto del Carlino - Agenda 21 approda nel web 241 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina IV - AMBIENTE Il nuovo sito si divide in cinque grandi aree, tra le quali presto ci saranno anche le circoscrizioni La Nuova Ferrara - Sostenibilità via Internet nel sito tutto rinnovato di Agenda 21 del Comune 242 Pagina 12 - Cronaca - Da gennaio tutti i dibattiti sulla centrale turbogas Il Resto del Carlino - Energia Esce il libro di Armaroli Tra i temi turbogas e inquinamento 242 FERRARA - Cronaca, pagina VI Articoli pubblicati il 19/12/2004 Il Resto del Carlino - «La città è cresciuta» 244 244 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina X - IL BILANCIO DI FINE ANNO DEL SINDACO Sateriale ottimista e giudizio molto positivo sul 2004 agli sgoccioli La Nuova Ferrara - Turbogas, no al dialogo con i sordi 245 Pagina 9 - Cronaca La Nuova Ferrara - Forza Italia oggi a congresso Duello tra Testi e Pierpaoli 245 Pagina 15 - Cronaca Articoli pubblicati il 16/12/2004 Il Resto del Carlino - A gennaio nuove iniziative contro la centrale 247 247 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Il bilancio dei Comitati. E fra un mese consiglio straordinario La Nuova Ferrara - Università e turbogas 247 Pagina 9 - Cronaca - IN COMUNE Articoli pubblicati il 14/12/2004 Il Resto del Carlino - Le minacce sulla centrale non finiscono 249 249 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS La Nuova Ferrara - «Siamo estranei a quegli sms» 249 Pagina 10 - Cronaca - La posizione dei due comitati contro il turbogas Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI 250 Articoli pubblicati il 13/12/2004 Il Resto del Carlino - «Stop alla centrale o il rischio è vostro» Inquietanti sms 252 252 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina 19 - MINACCE Scattano le denunce La Nuova Ferrara - «Stupidate» le minacce sulla centrale 253 Pagina 7 - Cronaca Articoli pubblicati il 12/12/2004 Il Resto del Carlino - Minacciati sindaco e assessori 254 254 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Articoli pubblicati il 11/12/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 255 255 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Articoli pubblicati il 09/12/2004 La Nuova Ferrara - Centrale a turbogas, fermiamoci in attesa di ragionevoli certezze 257 257 Pagina 15 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 07/12/2004 La Nuova Ferrara - «Zucchini non rappresenta Prc» 259 259 Pagina 16 - Cronaca - Kiwan: le opinioni della consigliera sono legittime, ma non riflettono la posizione del partito - Sulla centrale Turbogas ha sottoscritto un odg del centro destra Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 260 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Il Resto del Carlino - «Blocco totale delle turbogas prima di avere dati certi» 261 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - LA PAROLA AI LETTORISi moltiplicano le valutazioni sulla centrale Il Resto del Carlino - «Scomuniche» per Rifondazione FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - LO SCONTROI vertici chiedono la ‘testa’ della capogruppo, decisa però «a restare almeno fino al congresso» 262 La Nuova Ferrara - Il cittadino escluso dalle grandi scelte 263 Pagina 18 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 06/12/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 264 264 FERRARA - La nostra citta', pagina 22 Articoli pubblicati il 05/12/2004 La Nuova Ferrara - Italia dei valori: Turbogas contro la sostenibilità 266 266 Pagina 13 - Cronaca La Nuova Ferrara - La Nuova Ferrara... 266 Pagina 13 - Cronaca Articoli pubblicati il 04/12/2004 Il Resto del Carlino - ‘Sulla maxi-centrale si deve tornare a riflettere’ 268 268 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - TURBOGAS Sedici consiglieri comunali chiedono una seduta straordinaria su tre punti dell’impianto. Entro Natale è previsto l’ok per la bonifica dei terreni Il Resto del Carlino - E adesso le turbine delle centrali riescono a ripulire l’aria dalle polveri... 269 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Il Resto del Carlino - Quanta demagogia sull’ambiente! 269 FERRARA - Agenda e film, pagina XV - L’INTERVENTO La Nuova Ferrara - Dibattito sulla turbogas Due istanze in Comune 271 Pagina 14 - Cronaca Articoli pubblicati il 03/12/2004 Il Resto del Carlino - E salta il numero legale sui problemi dei pensionati 272 272 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PROVINCIA In Consiglio dibattito ‘ambientale’ La Nuova Ferrara - La turbogas fa meno paura Pagina 1 - Prima Pagina - Il Politecnico: mille volte più pulita delle altre centrali 273 La Nuova Ferrara - «Turbogas, tecnologia mangia-polveri» 273 Pagina 11 - Cronaca - Due indagini sperimentali confutano gli studi sull’inquinamento che hanno messo in allarme molti ambientalisti - INDUSTRIE E AMBIENTE La Nuova Ferrara - La Provincia «sposa» Aalborg 274 Pagina 11 - Cronaca Articoli pubblicati il 02/12/2004 Il Resto del Carlino - Miliardi di molecole di diossina 276 276 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - AMBIENTE Articoli pubblicati il 01/12/2004 Il Resto del Carlino - Rifondazione, capogruppo ‘diffidata’: «Non esprime le indicazioni del partito» 277 277 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina X Articoli pubblicati il 29/11/2004 La Nuova Ferrara - Sono e resto presidente del gruppo di Rifondazione 278 278 Pagina 13 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 28/11/2004 Il Resto del Carlino - «L’amministrazione mantiene gli impegni: a febbraio la Commissione per lo studio della qualità dell’aria» 280 280 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - AMBIENTE L’assessore Bratti a Brandani (An): «Ecco di cosa si occuperà» Il Resto del Carlino - Calò passa alla Margherita 281 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - CIVICA PER FERRARA Malfaccini (Sdi): «Un fatto che mette in discussione il progetto della lista» Articoli pubblicati il 27/11/2004 282 Il Resto del Carlino - «Pool di esperti per la centrale: da Sateriale promesse da marinaio» 282 FERRARA - Cronaca, pagina XII - TURBOGAS An chiede la commissione: «Il sindaco ne garantiva la rapida istituzione. A luglio...» Articoli pubblicati il 26/11/2004 La Nuova Ferrara - Sala strapiena per il rock anti-turbogas 283 283 Pagina 27 - Cultura e Spettacoli Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 284 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Articoli pubblicati il 25/11/2004 Il Resto del Carlino - Prc, Zucchini: «Non mi dimetto» 286 286 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII La Nuova Ferrara - In tanti al rock «verde» 286 Pagina 12 - Cronaca Articoli pubblicati il 24/11/2004 Il Resto del Carlino - Note contro la turbogas 287 287 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - SALA ESTENSE Il Resto del Carlino - Scatta questa sera la maratona canora contro la turbogas 287 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - LA QUALITA’ DELL’ARIA La Nuova Ferrara - Sei ore di musica contro la turbogas 288 Pagina 10 - Cronaca Articoli pubblicati il 21/11/2004 Il Resto del Carlino - In piazza per l’ambiente 289 289 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIV - L’APPELLO Articoli pubblicati il 20/11/2004 291 Il Resto del Carlino - Sos dei Comitati: ‘Tutti in piazza contro la Turbogas’ 291 FERRARA - Cronaca, pagina V La Nuova Ferrara - «E adesso le suoniamo alla Turbogas» 292 Pagina 13 - Cronaca La Nuova Ferrara - Zamariolo (CpF) teme per il polo chimico 293 Pagina 18 - Cronaca Articoli pubblicati il 19/11/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 294 294 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII Articoli pubblicati il 18/11/2004 Il Resto del Carlino - «Sì, il forno rischia ma così garantiamo tutela ambientale» 295 295 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - «Duri contraccolpi per i lavoratori? Ecco possibili alternative» ‘Hera’ già ipotizzava di acquisire l’impianto La Nuova Ferrara - «Il forno non ci serve» Provincia con Sateriale 296 Pagina 14 - Cronaca - Dragotto (Fi) chiede un piano industriale Articoli pubblicati il 17/11/2004 Il Resto del Carlino - Eni, la giunta «spegne» l’inceneritore 297 297 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - POLEMICA Il Resto del Carlino - «Quanta febbre ha la città?» 298 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - L’INTERVENTO La Nuova Ferrara - «Il forno è incompatibile» 299 Pagina 12 - Cronaca - I nuovi impianti Agea e turbogas vanno «compensati». Ma i sindacati protestano Articoli pubblicati il 15/11/2004 La Nuova Ferrara - Porotto ancora un’isola felice Qui si vive bene 301 301 Pagina 1 - Prima Pagina - I nostri viaggi nelle frazioni La Nuova Ferrara - Con l’ambiente non si scherza Pagina 11 - Agenda e Lettere 301 Articoli pubblicati il 14/11/2004 Il Resto del Carlino - Esposto al difensore civico 303 303 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Il Resto del Carlino - Centrale, istanza al difensore civico e «sit in» in piazza 303 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS Le iniziative dei comitati La Nuova Ferrara - Il programma settimanale dell’Utef 304 Pagina 17 - Cronaca La Nuova Ferrara - In bilico l’inceneritore di Ambiente 305 Pagina 17 - Cronaca - Domani sciopero degli addetti della società ecologica del petrolchimico sulle sorti degli impianti in vendita Articoli pubblicati il 13/11/2004 Il Resto del Carlino - Turbogas An: ‘A quando la Commissione tecnica promessa dal sindaco?’ 306 306 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII Il Resto del Carlino - La centrale deve essere più ridotta 307 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - L’INTERVENTO Articoli pubblicati il 11/11/2004 Il Resto del Carlino - «Caro Bratti, non sia torvo» 309 309 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Turbogas e diossina Articoli pubblicati il 10/11/2004 Il Resto del Carlino - La parola ai lettori 311 311 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI La Nuova Ferrara - «Incomprensibili sono i sindacati» 313 Pagina 22 - Provincia - Per il presidente del Parco del Delta sostenere la centrale a carbone sarebbe un errore colossale e incalcolabile Articoli pubblicati il 09/11/2004 314 Il Resto del Carlino - Non fate inutili polemiche 314 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - AMBIENTE Articoli pubblicati il 07/11/2004 Il Resto del Carlino - «Una ‘pace sindacale’ per rilanciare Ferrara» 315 315 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - IMPRESE Dall’assemblea generale dell’Api critiche e proposte a governo, banche ed enti locali: «La chiave per la reindustrializzazione? Un nuovo patto con chiare responsabilità» La Nuova Ferrara - L’Api contro fisco, burocrazia e Fiom 316 Pagina 14 - Cronaca - ASSEMBLEA DELLE PICCOLE INDUSTRIE Articoli pubblicati il 06/11/2004 Il Resto del Carlino - Interrogatorio imminente per Barzetti 318 318 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Articoli pubblicati il 05/11/2004 La Nuova Ferrara - Rifiuti e turbogas tra la realtà e i sogni 319 319 Pagina 17 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 04/11/2004 La Nuova Ferrara - Qui ora ci vuole un confronto trasparente 321 321 Pagina 17 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 03/11/2004 Il Resto del Carlino - Ecotecnoarea, l’occupazione si fa morbida: «Non intralceremo i piani dell’Azienda Usl» 323 323 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - MONTAGNONE Dure accuse invece per l’assessore Polastri ed i Ds La Nuova Ferrara - «Non cediamo all’ultimatum» Pagina 9 - Cronaca - OCCUPAZIONE Prosegue la lotta di EcotecnoArea 324 Articoli pubblicati il 01/11/2004 La Nuova Ferrara - Sulla politica ambientale le critiche di FerrAria Pulita 325 325 Pagina 12 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 28/10/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 327 327 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 27/10/2004 Il Resto del Carlino - Mi allarma sempre chi dice di fidarsi. E la chiusura slitta 329 329 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - INCENERITORE Perplessa rete Lilliput Articoli pubblicati il 25/10/2004 Il Resto del Carlino - Un pubblico record in visita a impianti e centri di ricerca 330 330 FERRARA - Ferrara, pagina 22 - FABBRICHE APERTE In 2mila al polo Articoli pubblicati il 22/10/2004 Il Resto del Carlino - «Inquinamento: un caos politico» 331 331 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Dragotto (FI) Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 332 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX Articoli pubblicati il 20/10/2004 La Nuova Ferrara - Siamo di fronte a un’emergenza mortale Pagina 16 - Agenda e Lettere - SEGUE DALLA PRIMA PAGINA 335 335 Articoli pubblicati il 18/10/2004 La Nuova Ferrara - La Zucchini deve rimanere 338 338 Pagina 11 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 17/10/2004 Il Resto del Carlino - Signora Zucchini, non vada 340 340 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - COMUNISTI Articoli pubblicati il 16/10/2004 Il Resto del Carlino - Quanta diossina da via Conchetta? 341 341 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - INCENERITOREDati allarmanti da uno studio dell’Agea Il Resto del Carlino - Auto non catalizzate da gettare? E chi riesce a sostituirle 343 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - BLOCCHI ANTI-SMOG Articoli pubblicati il 14/10/2004 Il Resto del Carlino - Turbogas, avviso a Sitie 345 345 FERRARA - Cronaca, pagina V - TANGENTI ENIPOWER Impresa sottoposta a indagini della magistratura milanese. La difesa: «Un atto dovuto» Il Resto del Carlino - Turbogas: «avviso» per la Sitie 346 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - ENIPOWER Articoli pubblicati il 13/10/2004 Il Resto del Carlino - La protesta corre sul telefonino 347 347 FERRARA - Cronaca, pagina VIII - TURBOGAS No anche all’inceneritore Il Resto del Carlino - La giunta fa come lo struzzo... FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS 347 Articoli pubblicati il 09/10/2004 Il Resto del Carlino - Agea e turbogas, la Uil chiede «più coerenza con le scelte» 349 349 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 350 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 350 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X La Nuova Ferrara - E’ tempo di fare delle scelte 352 Pagina 18 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 08/10/2004 Il Resto del Carlino - Quelle auto non sono solo catorci 354 354 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - SMOG Articoli pubblicati il 07/10/2004 Il Resto del Carlino - ‘Sateriale riferisca in Consiglio’ 355 355 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS A chiederlo è Giorgio Dragotto (FI): ‘Importante dissipare i dubbi dei cittadini’ Il Resto del Carlino - ‘Mobilitazione contro la centrale’ 356 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII Il Resto del Carlino - Fantozzi e la bonifica dal Cvm 356 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - AMBIENTE La Nuova Ferrara - Turbogas, un attacco al sindaco «Ha ignorato seimila cittadini» 357 Pagina 9 - Cronaca - Dragotto (Forza Italia) e Fiorillo (Idv) sulla centrale Articoli pubblicati il 06/10/2004 Il Resto del Carlino - ‘La centrale turbogas non si ferma’ 359 359 FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il Resto del Carlino - La giunta boccia le petizioni: «L’iter prosegue» 359 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - TURBOGAS Respinte le istanze dei due Comitati sulla centrale e sul potenziamento dell’inceneritore: le autorizzazioni non saranno bloccate. «La competenza non è nostra» La Nuova Ferrara - La giunta sul turbogas «Nessuna illegittimità» Pagina 11 - Cronaca - Le motivazioni del no ai Comitati ecologisti 360 La Nuova Ferrara - Centrale turbogas «Tutto in regola» 361 Pagina 1 - Prima Pagina - Il Comune risponde ai comitati La Nuova Ferrara - Ds, parte l’offensiva d’autunno 361 Pagina 11 - Cronaca - di Vindice Lecis - CONFRONTO NELL’ULIVO Articoli pubblicati il 05/10/2004 La Nuova Ferrara - Basta farci del male, viviamo in armonia in un ambiente sano 364 364 Pagina 14 - Agenda e Lettere Articoli pubblicati il 03/10/2004 Il Resto del Carlino - Due chilometri di Cvm 366 366 FERRARA - La nostra citta', pagina VI - BONIFICHE Entro il 2009 dovrebbero essere completati gli interventi nel polo chimico Il Resto del Carlino - Comitati: «Presto un esposto» 367 FERRARA - La nostra citta', pagina VI - TURBOGAS Continua il no alla centrale Articoli pubblicati il 02/10/2004 La Nuova Ferrara - Turbogas, inizio lavori nei primi mesi del 2005 368 368 Pagina 11 - Cronaca - Al petrolchimico «rischi non elevati» dai contaminanti La Nuova Ferrara - Un fiume di Cvm nella falda sotto Pontelagoscuro 368 Pagina 1 - Prima Pagina - L’Acosea: non ci sono pericoli Il Resto del Carlino - Cvm, è mistero sulla provenienza 369 FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - CHIMICA Entro il 2008 bonifica dell’area turbogas Articoli pubblicati il 30/09/2004 Il Resto del Carlino - Il Resto del Carlino... 371 371 FERRARA - Cronaca, pagina VI Articoli pubblicati il 29/09/2004 372 Il Resto del Carlino - Sul patto con Hera il centrosinistra diviso e polemico 372 FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - AGEA Delibera ieri in Consiglio Articoli pubblicati il 28/09/2004 La Nuova Ferrara - La centrale elettrica di Porto Tolle sarà presto sostituita dal turbogas 374 374 Pagina 37 - Provincia - Incontro tra il Comitato interregionale e il ministro dell’ambiente MESOLA Tramonta del tutto l’orimulsion Articoli pubblicati il 24/09/2004 Il Resto del Carlino - Lettere e opinioni 375 375 FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Articoli pubblicati il 23/09/2004 Il Resto del Carlino - Bratti riceve i comitati FERRARA - Cronaca, pagina VII - TURBOGAS 377 377 Articoli pubblicati il 22/03/2005 BREVI La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca BREVI COMUNE Commissione servizi alla persona La 4ª commissione salute e servizi alla persona, presieduta dal consigliere Gianluca Vitarelli, si riunirà oggi alle 16 nella sala «Enrico Zanotti» della residenza municipale. L’assemblea dovrà esaminare la delibera «Approvazione della costituzione di un’associazione intercomunale tra i comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera per la gestione in forma associata dei servizi e delle funzioni in materia di sanità e servizi sociali. Approvazione dell’atto costitutivo e del regolamento dell’associazione». ZONA EST Consiglio di circoscrizione Il consiglio si riunirà questa sera alle 20.30, nella sede di via Naviglio 11, per discutere la mozione presentata dai gruppi di minoranza sulla centrale turbogas alla presenza dell’assessore comunale all’Ambiente Alessandro Atti. L’assemblea sarà inoltre chiamata ad esprimere un parere su «Modifica del provvedimento del Consiglio Comunale concernente le modalità di determinazione e pagamento delle tariffe relative agli asili nido e alle mense delle scuole d’infanzia comunali». CAI Iscrizioni alla gita Stasera alle 21 presso la sede del Cai di viale Cavour 116, i direttori di gita Bosi, Mazzoni e Minghini apriranno le iscrizioni alla gita del 17 aprile che porterà sulle tracce del “Mulino del Po”. Dopo una prima parte cicloturistica lungo il percorso “Destra Po”, che terminerà a Ro, si percorrerà a piedi un sentiero che permetterà di ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi citati nel romanzo dello scrittore bolognese. 32 MIMESI Articoli pubblicati il 20/03/2005 Nasce un comitato per sole donne contro la maxi-centrale a turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - AMBIENTE E INDUSTRIA Prende il nome da una scienziata indiana: Vandana Shiva E’ nato un nuovo comitato che si occupa di problemi ambientali. Ed è contrario alla costruzione della centrale turbogas da 800 Megawatt e del nuovo inceneritore di rifiuti. Si chiama Vandana Shiva. Come la nota scienziata indiana: vera e propria icona dell’ambientalismo “di sinistra”. Nel frequente accendersi e spegnersi delle effimere vite dei comitati, questa nuova associazione ha una caratteristica peculiare: é composta di sole donne. Cosa rara in un Paese in cui l’aproccio “di genere” (al femminile) è riservato quasi esclusivamente alla questione delle pari opportunità. E anche nei Paesi anglosassoni, dove la riflessione al femminile su temi filosofici, scientifici e tecnologici è più frequente, essa è, solitamente, limitata al ristretto mondo accademico. Nella nostra città, invece, le donne che si sono organizzate, in larga misura appartenenti al mondo intelletuale e delle professioni, hanno scelto la forma “militante” e molto “pubblica” del comitato. Ce n’è abbastanza per intuire quanto profondamente si sta riarticolando il corpo della società civile intorno ai nuovi problemi posti dal rischio ambientale e tecnologico. E per approfondire la conoscenza del comitato Vandana Shiva. Lo abbiamo fatto intervistando Stefania Ging, docente presso l’Istituto Einaudi, e Milena Stefanini, docente presso la Scuola media De Pisis. — Vandana Shiva: donna, esperta di temi scientifici e ambientali. E’ in questo modello che vi riconoscete? «Si, e aggiungerei molto combattiva. Lei è riuscita a indirizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e a dare un contributo originale su temi difficili e dominati da una sorta di “monocoltura del pensiero” quasi impossibile da spezzare. Lo ha fatto per i Paesi del sud del mondo, ma la sua impostazione è valida anche per noi». — Se avete alle spalle una storia così combattiva, come mai siete intervenute solo ora? «Prima non sapevamo niente: è mancata l’informazione. Le notizie le abbiamo avute dai comitati che si oppongono alla costruzione della centrale e dell’inceneritore. Noi vogliamo contribuire a questo processo di informazione, che è ancora gravemenete carente». — Non sarà invece che la polemica sulla turbogas vi ha offerto la vetrina per un pò di protagonismo? O magari per rilanciare tematiche femministe un pò fuori moda? 33 MIMESI «Beh non ci saremmo scelte certamente un argomento molto...comodo. Il comitato — che si è costituito per la preoccupazione dei nuovi impianti — è nato all’interno del “Centro di documentazione donna”, che esiste da molti anni, e non ha bisogno di alcuna vetrina. Noi non “facciamo politica” in senso tradizionale. Abbiamo però una chiara visione politica: per noi occuparci della salute e della città significa occuparci di democrazia. Questi problemi non possone essere delegati; e la partecipazione è un diritto e dovere di tutti i cittadini». — Però non si capisce ancora perchè un nuovo comitato. Non vi bastavano quelli esistenti? Ce n’è di «destra» e di «sinistra». Associazioni storiche e nuovi comitati. C’era bisogno di uno di donne? «E’ proprio lo specifico femminile che valorizziamo, come Vandana Shiva. Per motivi storici le donne sono sempre rimaste fuori dalla politica. Ma questa esclusione può rovesciarsi in un’opportunità: siamo meno legate alle logiche di potere e più vicine ai rapporti naturali. Abbiamo legami più profondi degli uomini con la vita e con i figli, e per questo possiamo mettere in campo originali abilità relazionali e di attaccamento alla vita e alla natura. Il punto di vista femminile è profondo perchè rompe la “monocultura delle menti”: il pensiero unico che si sta affermando in tutti i campi, dall’alimentazione all’economia. E porta in sè un prezioso senso del divino». — Se la centrale e l’inceneritore venissero costruiti in un’altra provincia, vi riterreste soddisfatte? «E’ una domanda assurda. Per quanto abbiamo detto finora: vogliamo una vita e un mondo migliore e non il nostro cortile più pulito. La profondità e la capacità di autocoscienza femminile possono essere di stimolo anche alla politica maschile. La nostra storia testimonia che c’è un’apertura al dialogo, un interesse all’informazione e all’educazione che costituiscono un patrimonio immediatamente spendibile a livello locale. Nessuno fino ad ora ci ha cercato». Michele Fabbri 34 MIMESI Articoli pubblicati il 19/03/2005 Regionali Udc, c’è Buttiglione Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII Prosegue con Rocco Buttiglione la parata dei ‘big’ in vista delle Regionali. Il ministro per le Politiche Comunitarie parteciperà infatti, martedì 22 dalle 17.15, all’incontro pubblico promosso dall’Udc al Duca d’Este di via Bologna 258: occasione per un confronto sull’attualità politica, assieme ai vertici del partito ed ai candidati alle regionali. Un ‘tris’ (presentato l’altra sera ai Gesuati) «in grado di ben figurare — commenta il segretario provinciale Paolo Menegatti — e rappresentativo delle aree territoriali della provincia». Il capolista, Marco Lupo, vicesegretario del partito, punta «sulla persona come fattore di crescita sociale e civile. Significa garantire sicurezza agli anziani e ruolo alla famiglia». Altre priorità, per Lupo, «la ripresa economica e l’ambiente: al proposito, netto il nostro no al turbogas». Gli altri candidati sono Gilberto Galantini, per l’Alto ferrarese («urgente una viabilità provinciale che garantisca lo sviluppo economico del territorio e il rilancio delle imprese») e Lucio Maccapani, rappresentante del Basso Ferrarese, che inserisce tra le priorità programmatiche anche «il rinnovamento della classe dirigente in Emilia Romagna». Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) TURBOGAS Rammarico e rabbia per l’avvio Caro Carlino, mi avvalgo dello spazio che mi verrà concesso per esprimere il mio rammarico e la rabbia nell’apprendere che entro l’anno sarà dato il via alla centrale turbogas (Carlino 17 marzo 2005). Provo amarezza e disgusto nel constatare che il cittadino non conta niente, riferendomi anche al referendum proposto dal giornale che ha sottolineato una contrarietà di cittadini da non 35 MIMESI sottovalutare (4.493) mentre i favorevoli sono stati 361. I nostri politici dovrebbero almeno interpellare la cittadinanza prima di sare il via ai lavori, non vi pare? Quale futuro avremo quando i camini della centrale spareranno nell’atmosfera tante micropolveri? Quali effetti dovremo subire? E poi si decide di fermare il traffico sacrificando anche i cittadini anziani bisognosi dei mezzi per spostarsi, magari per fare la spesa.Quale futuro lasceremo ai nostri figli e nipoti? Molti comitati si sono uniti protestando per la difesa del diritto alla salute, perché i politicanti ignorano tutto? Il cittadino è considerato solo al momento del voto e noi cittadini diciamo oggi: «basta all’inquinamento della bella Ferrara». b. b. ) LUTTO Era un ottimo veterinario Il giorno 12 marzo abbiamo perso un grande personaggio ferrarese, il dottor Cesare Pareschi. Oltre ad essere stato uno stimato veterinario in città era un’esperto giudice dell’ENCI, stimato allevatore nonché uno dei fondatori del Gruppo Cinofilo Ferrarese di cui è stato Presidente per circa un ventennio e poi Presidente onorario. Fu l’organizzatore delle stupende esposizioni canine al Parco Massari, conosciute e rimaste famose in tutta Italia. Rimarrà sempre nel ricordo di tutti i cinofili e non solo ferraresi, per le sue grandi capacità professionale e umane. Lettera firmata ) MODA La pancia al vento non è salutare Perché il nostro ministro Sirchia non interviene più energicamente presso gli stilisti che creano la moda della pancia e della schiena al vento che è tanto nociva alla salute? Si sa, i giovani seguono la moda senza preoccuparsi per la salute! Il provvedimento dovrebbe venire dall’alto, da chi dovrebbe avere buon senso di preoccuparsi per loro! Lettera firmata ) PATENTI Macché virtuosi, mancano i controlli Diamo una interpretazione diversa da quella data oggi dal Carlino circa la «virtuosità» dei ferraresi che risultano i meno penalizzati in Regione nell'indagine del Sole. Ferrara è infatti prima, tra le 9 province emiliano-romagnole, ad aver calcato molto meno la mano sulle sanzioni e ad aver creato situazioni che non vanificassero il provvedimento della «patente a punti». Nulla togliendo, ce ne guardiamo bene e per la quale in molti, anzichè lamentarsi, dovrebbero dire grazie all'opera svolta da Carabinieri e Polizia. Ciò che è venuto meno, invece, è stato il ruolo dei Vigili Urbani e delle Amministrazioni locali, a partire da quella provinciale che non ha neppure un Corpo di Vigili da impiegare allo scopo nei propri organici, oppure, per quanto riguarda i Comuni, in (sic!) concorrenza e gelosi tra loro delle 36 MIMESI proprie autonomie. E i risultati, al di là delle interpretazioni dei dati, si vedono. Due morti in più del 2003, nel 2004, ne sono la dimostrazione incontrovertibile. Comitato per la Sicurezza Stradale "F. Paglierini" ) STORIA Quell’ironia è fuori luogo Trovo del tutto fuor di luogo l'ironia del Sig. Carlo Rossi sui giovanissimi che combatterono durante l'ultima guerra. Fra i partigiani ferraresi decorati di medaglia d'argento al valor militare c'è il quattordicenne Salvatore Carrara, di Coccanile. Forse questo giovane eroe era adatto soltanto a giocare con i soldatini? Anche a quell'età, caro Sig. Rossi, si possono imbracciare le armi, dando lezioni di coraggio a persone molto più mature. Mario Bergamini 37 MIMESI Articoli pubblicati il 16/03/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Giorgio Parmeggiani, biologo in pensione. Gli aspetti positivi di Ferrara? «E’ una città dove si può fare un giro a piedi o in bici in tranquillità». Difetti? «Sicuramente l’inquinamento. C’è ed è tanto, sebbene si cerchi di minimizzare il problema da parte di tutti. Per questo sono assolutamente contrario alla turbogas». 38 MIMESI Articoli pubblicati il 15/03/2005 La turbogas è bocciata dai lettori Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TEST Risultato senza incertezze quello offerto dal «referendum» del Resto del Carlino sulla costruzione della centrale turbogas da 800 megawatt nel petrolchimico alle porte della città: i coupon attraverso i quali esprimere una valutazione sono stati complessivamente 4.854, con 4.493 «voti» contrari e 361 favorevoli. Iniziative del genere — volute anche in passato dal nostro quotidiano per «sondare» gli umori della città sui principali argomenti — non avevano mai rilevato un divario tanto netto e consistente di orientamento anche se (lo abbiamo ripetuto più volte nel corso di queste settimane) il «test» non ha alcuna pretesa di scientificità: ha rappresentato semplicemente una occasione per manifestare il proprio giudizio, è stata offerta ai lettori del Carlino l’opportunità di esprimersi su un tema tanto importante per Ferrara. La risposta è stata ben superiore alle aspettative: sono arrivati a centinaia i messaggi, le lettere, le indicazioni espresse accanto ai 4.854 «voti» sul referendum che ha messo in luce numerose contestazioni alla costruzione della centrale ma anche valutazioni positive. La stessa iniziativa del giornale è stata criticata e giudicata inattendibile: lo scopo tuttavia era solo quello di raccogliere indicazioni e pareri di chi ha voluto inviarceli, continuando in ogni caso un confronto e un dibattito che proprio il Carlino aveva avviato e sostenuto mentre tutti minimizzavano l’impatto ambientale di una centrale di quelle dimensioni. 39 MIMESI Articoli pubblicati il 14/03/2005 Sosta festiva a pagamento «Un errore». «A me sta bene» La Nuova Ferrara Pagina 7 - Cronaca - I PARERI Ieri per la prima volta i parcheggi S. Guglielmo e Centro Storico (piazzale Kennedy) erano a pagamento anche di domenica, sia pure con una tariffa oraria dimezzata rispetto a quella dei giorni feriali. Data la concomitanza con il blocco della circolazione non era la domenica ideale per misurare gli effetti della novità introdotta da Ferrara Tua. S. Guglielmo. Angelo Berro ha appena parcheggiato e sta sistemando il passeggino per il figlio: «Giudico in modo negativo il fatto di far pagare anche di domenica, non è un modo per attrarre i turisti. Non serve nemmeno il blocco del traffico per ridurre le polveri, tanto più se vogliono costruire la turbogas». Altra auto, da qui esce un uomo di origine calabrese: «Non mi è mai successo di pagare di domenica, ma se si deve...». Centro Storico. Una coppia si avvia alla cassa automatica. Lui: «Non siamo ferraresi, ma residiamo qui, pagare 25 centesimi all’ora non è un dramma». Simone Angelini, di Mizzana: «Sarebbe meglio non pagare, ma l’importante è avere un buon servizio, perchè se il servizio è adeguato pagare è giusto. Qui c’è posto e si è vicini al centro, per me oggi va benissimo. Le tariffe sono molto basse, ma sono un po’ preoccupato per il futuro. Il blocco del traffico? Ho messo apposta l’auto a gas». Vicenzo Angelini, di Argelato (Bologna): «Pagare 40 centesimi per quasi due ore non è un problema, non per me. Se fanno pagare c’è anche più posto, io vengo spesso a Ferrara e mi sta bene». Flavio Bonafini e Sonia Pennini, ferraresi ma residenti ad Altedo: «Se non si pagava era meglio. Paghianmo già tanto tutti i giorni, la domenica poteva risparmiarcela». 40 MIMESI Articoli pubblicati il 13/03/2005 Oggi il nuovo «stop» delle auto in città per l’emergenza delle micropolveri Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VIII - SMOG Dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 blocco della circolazione Blocco del traffico, oggi dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30 nella cosiddetta «area urbana», quella che comprende il centro storico e la prima fascia esterna alle mura. E’ possibile comunque utilizzare i corridoi che portano ai parcheggi «Diamanti», «Kennedy» ed Ex Mof: niente divieti anche per i veicoli a metano, gpl o con almeno tre persone sempre a bordo. Sulla ‘domenica ecologica’, e più in generale sui provvedimenti legati all’emergenza micropolveri, che ancora continua, torna a intervenire il consigliere regionale di Forza Italia Giorgio Dragotto: «Gli sforamenti rispetto ai limiti di legge previsti per le micropolveri sono giunti a Ferrara alla deplorevole soglia di 47 in poco più di due mesi — esordisce —. Il Treno Verde, il laboratorio mobile della Rete Ferroviaria Italiana, ha confermato tali dati indicando come sbalorditiva la percentuale di giornate in cui a Ferrara le PM10 superano i suddetti limiti di legge (66%, record tra le 22 città italiane che hanno superato il tetto dei 35 sforamenti). Il rischio, come è già successo di recente in altre città italiane, è che nei confronti di Sateriale scattino denunce formali proprio per il superamento del tetto stabilito dalla normativa europea. Inoltre, secondo questo studio, il traffico veicolare contribuirebbe per circa il 30-35% all’inquinamento atmosferico, la restante quota delle emissioni sarebbe verosimilmente a carico delle fonti industriali. Alla luce di queste rilevazioni — prosegue Dragotto — risulta ancora più difficile capire la ragione per cui i nostri amministratori vogliano realizzare, alle porte della città, una centrale a turbogas da 800 mgw, visto altresì che il Comune non ha ancora dimostrato in modo oggettivo, che il nuovo impianto inquinerà meno rispetto a quelli esistenti. Stupisce anche che la programmazione dei lavori, sull’area riservata alla costruzione del nuovo impianto, sia già delineata in molte parti senza tenere in minima considerazione gli eventuali rilievi che potrà fare la Commissione scientifica sulla centrale recentemente costituita. Questo organismo — chiude Dragotto — rappresenta un palliativo le cui valutazioni saranno, con ogni probabilità, del tutto ininfluenti». 41 MIMESI Articoli pubblicati il 12/03/2005 Tre centrali e i silenzi dell’incultura Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Riceviamo e pubblichiamo di Paolo Giardini Caro Carlino, l’interessante articolo del prof. Michele Fabbri del Sissa, pubblicato il 5 marzo scorso, prospetta un incombente problema di comunicazione fra autorità e cittadini, minato da credibilità e fiducia. La questione della fiducia, conclude, è un problema politico. Sembra però che il professore sia troppo ottimista, dando per scontato che una “comunicazione” sia possibile. Aggiungerei che non si può prescindere dal fatto che la fiducia bisogna meritarsela e saper conservarla. Nella faccenda del turbogas da 800 MW, la reiterata risposta dell’amministrazione comunale alle obiezioni degli ambientalisti era basata sul miglioramento della situazione esistente, grazie alla possibilità di chiusura di due inquinanti vecchie centrali alimentate ad olio combustibile, sostituite da una ecologica turbogas. Le due vecchie centrali a olio combustibile costituiscono il leit motive di una concordante unità di vedute manifestata anche dai sindacati confederali e dall’Unione Industriali. Il Comune ha diffuso un opuscolo, allegato ad un numero di “Piazza Municipale” distribuito alle famiglie del Comune, che erudisce i cittadini sui vantaggi del turbogas e sulla benefica possibilità di eliminare le due terribili centrali a olio combustibile. Un ragionamento seducente. Segue a pagina XI 42 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI Peccato che non sia vero che nel petrolchimico ci siano due centrali ad olio combustibile. Da anni, nello stabilimento di piazzale Donegani ci sono tre centrali, e da decenni le due vecchie centrali ad olio combustibile sono alimentate prevalentemente a metano (la CTE1 solo a metano, la CTE2 avente due unità, con un gruppo a metano e l’altro ad olio combustibile). La terza centrale da tutti ignorata, guarda un pò, è una turbogas da 150 megawatt, un bestione grande più del doppio della CTE2 che non è sorto dall’oggi al domani e la cui licenza edilizia è stata rilasciata dal Comune, come pure è stato fatto per la conversione da olio a metano delle due vecchie centrali. Un matematico può mettermi nel sacco quando vuole spiegandomi che il risultato di 2+2 sta nell’intorno di 4 e con sofismi vari portarmi in prossimità del 3 o del 5, citando magari ambiti quantistici et similia. Ma la cassiera del supermercato nel darmi il resto è meglio che non ci provi a puntare sul 3 senza rischiare la reputazione. Lo stesso vale per il Comune, che con la storia delle due centrali fa il gioco dei bussolotti. Credibilità e fiducia? Professor Fabbri, qui la politica c’entra davvero poco, c’è solo bisogno di far seguire corsi intensivi di buon senso, con prove d’esame. Tuttavia la cosa secondo me più sorprendente non sta tanto nel fatto che, nella migliore delle ipotesi, amministratori pubblici e responsabili di sindacati e categorie sappiano poco e male di cosa stanno trattando. Ci siamo abituati. E’ la constatazione del silenzio degli amministrati consapevoli che stupisce. Nel prolungato dibattito sui presunti effetti di una futura centrale turbogas, nessuno ha evidenziato che si contrapponevano verbose teorie senza tener conto che una turbogas in loco c’era già e che sulla base di quella realtà si potevano pretendere alcune verifiche strumentali, visto il crescente inquinamento atmosferico locale. Quotidianamente, entrano nel petrolchimico centinaia di persone; la costruzione (di qualche anno fa, a cura del gruppo Merloni) della terza centrale turbogas ha coinvolto parecchi lavoratori delle imprese. Si può ipotizzare che, più o meno direttamente, alcune migliaia di persone sapessero dell’esistenza della terza centrale. Nessuno fra questi legge i giornali? Nessuno ha dato un’occhiata all’opuscolo del Comune? I tanti addetti ai lavori, che sanno, tacciono per mesi e anni durante il blaterare del dibattito senza sentirsi obbligati ad intervenire per correggere il tiro. Perché? Sono tutti pendolari che vengono da Rovigo? E’ così lontano dal sentire comune il timore degli ambientalisti per un enorme camino posto a due chilometri dalla città, del tutto inutile per le nostre esigenze? Alla prova dei fatti risulta che una porzione di popolazione attiva si disinteressa di una vicenda importante che la riguarda. Un disinteresse tenace, tipico per apatia e incultura. In tale contesto i dati sbagliati diffusi delle autorità risultano semplici leggerezze, poste in attività pro-forma. Ritornando alla tesi del prof. Fabbri, ritengo non ci siano problemi di comunicazione quando si parla da soli. Più che un problema di scienza della comunicazione, qui abbiamo un problema di antropologia culturale. Può essere il momento che si debba seriamente prendere atto di un’abulica “ferraresità” ormai ipertrofica. A 43 MIMESI conferma della quale si possono purtroppo elencare tanti esempi. Paolo Giardini 44 MIMESI Articoli pubblicati il 10/03/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X ) PENSILINE Andrebbero bene in Africa Ho letto la lettera di D.A. sulle pensiline apparsa sul Carlino dell’8 marzo. Sono completamente d’accordo sulle critiche che fa in quanto le nuove pensiline andavano bene in Africa dove occorre ripararsi solo dal sole e non dalla pioggia o nevicate. Le pensiline si posso chiudere anche ai lati sempre con materiale trasparente, evitando eventualmente cartelli pubblicitari specie nel lato dove occorre vedere l’autobus in arrivo. Questo è stato fatto nel vicino comune di Malalbergo, si può come al solito fare tesoro del’esperienza altrui. Ma anche le panchine senza schienale sono un bel supplizio per i non giovani che devono sedersi senza appoggio. Inoltre occorre dotare le pensiline di appositi cestini portarifiuti per evitare la visibilità degli stessi anche se solo di carta. Finisco con il rinnovare l’invito di pensare agli utenti che stazionano alle fermate degli autobus extraurbani del Montagnone, costretti a stare in piedi, seduti sull’orlo dei marciapiedi ed esposti al maltempo. Sauro Baraldi ) SMOG Multate le auto ferme con i motori accesi Nella grande lotta all’inquinamento, proclamata dai nostri amministratori, perché non inserire l’indicazione per i vigili urbani di multare i mezzi che rimangono a lungo fermi, non per motivi legati al traffico, con il motore acceso? Si pensi anche ai pullman dei turisti o ai mezzi puzzolenti di aziende pubbliche: spesso, immobili per decine di minuti, trasformano le strade in camere a gas. e-mail firmata ) TURBOGAS Bella iniziativa ma inutile Penso che la pur lodevole iniziativa del Carlino, riguardante la costruzione della megacentrale turbogas, sia del tutto vana. I nostri amministratori fanno ugualmente ciò che vogliono, tenendo in nessuna considerazione i desiderata dei ferraresi. Del resto è il vecchio copione che si ripete; 45 MIMESI pensiamo al mercato in piazza, al problema S. Anna-Cona, all’aumento dell’ICI ed ora al turbogas. Alla luce di questi sondaggi e dai loro risultati, mi piacerebbe sapere se, chi ha votato per la riconferma del sindaco e dei suoi collaboratori nelle scorse elezioni, si ritiene soddisfatto. Maria Bolognesi ) CENTO Solidarietà a Tuzet Desidero esprimere pubblicamente la mia solidarietà al Dr. Flavio Tuzet, stimato ed unanimemente apprezzato chirurgo, da anni, presso l'ospedale di Cento, verso il quale, apprendo dal Carlino, è stato avviato un provvedimento di licenziamento da parte dell'azienda sanitaria locale da cui dipende che non avrebbe neppure ragione di ipotesi in qualsiasi altro contesto lavorativo di questo nostro "democratico" e "civile" Paese. Luigi A. Ciannilli 46 MIMESI Articoli pubblicati il 09/03/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X ) CULTURA Un atteggiamento poco futurista Immagino sarà contento Futur Guerra di leggere una tempestiva risposta alle sue provocazioni, lanciate in una lettera al Resto del Carlino dai toni decisamente amari. I toni di chi si sente inascoltato e incompresso. Capisco le delusioni e la rabbia, ma davvero mi costa comprendere cosa spera di ottenere un artista sparando a mille su tutto e su tutti (tranne che su se stesso) invece di avvalersi della propria arte. Spero che nelle prossime presentazioni pubbliche avrà il coraggio di trasformare il proprio rancore in qualcosa di utile, almeno se sentirà meglio. Non voglio esprimere punti di vista personali sulle pesanti considerazioni di Guerra rispetto alla politica ferrarese, anche se a mio avviso criticare senza proporre è un atteggiamento infantile e poco futurista. Vorrei però fare un paio di domande a Roberto rispetto alle insinuazioni a proposito del Teatro Nucleo, al quale egli si riferisce con l’appellativo di «compagni»: compagni di chi? E a cosa si riferisce quando parla di cifre eccessive a noi pervenute? Lo invito infine a documentarsi prima di fare le sue critiche e ad incontrarci qui, nel nostro spazio di lavoro, se avesse qualcosa da chiederci in futuro. Natasha Czertok Teatro Nucleo ) MALTEMPO Non ho visto spazzaneve Ho una domanda (e spero che qualcuno mi risponda anche se dubito fortemente!): ma gli autisti dei mezzi spargisale e degli spazzaneve sono andati tutti in pensione o sono tutti in ferie? La domanda mi sorge spontanea viste le condizioni delle strade ferraresi. Poco dopo l’inizio della nevicata la circolazione era disastrosa, verso le 18.30-19.00 via Bologna le zone limitrofe erano bloccate. Venerdì mattina ore 7.30, in via Bologna, dove circolavano le macchine, si viaggiava discretamente, ma guai a passare in una strada diversa! Ghiaccio su ghiaccio. Per non parlare dei marciapiedi ....... 47 MIMESI Io abito in zona Krasnodar e non dico come’era messa la strada! La cosa che mi fa più sorridere è che nei paesi in provincia di Bologna le strade erano perfette! Ma parte aumentarci le tasse (incremento Ici e Tia), favorire gli extracomunitari in vari campi (ad es. asili comunali) ecc... cosa fa per noi l’amministrazione comunale? a.l. ) SANITA’ Apparecchi poco igienici Il giorno 5 febbraio 2005 mi sono recata presso il Centro Ipertensione arteriosa (ambulatori area medica), per l’applicazione dell’apparecchio per il monitoraggio pressione arteriosa. L’aggeggio è inserito in custodia con bretella che per almeno 24 ore sta a diretto contatto con la pelle del paziente. Il tutto era molto sporco. Solo una garzina viene applicata al braccio ma il resto non presenta alcuna garanzia di igiene. Evidentemente l’apparecchio viene passato da un paziente ad un altro senza alcuna operazione di pulizia e disinfezione. Protesto vivamente per questo modo di procedere (da terzo mondo) contrario ad ogni elementare norma igienica. A. G. ) RINGRAZIAMENTI Riconoscenza al professore Anche noi vogliamo esprimere la nostra riconoscenza al Professor Concetto Siciliano. E’stato tanto generoso nei nostri confronti e con vero spirito disinteressato. Abbiamo avuto assistenza per l’attività sportiva e per tutta la famiglia. Inoltre con la sua affabilità ci recava conforto nei momenti di difficoltà. Per tutto quello che ha fatto e per come come l’ha fatto, per noi e per la Società cicloturistica «Masini», il nostro ringraziamento di cuore. Pensiamo inoltre che deve essere ringraziato perché quello che ha svolto è stato un servizio pubblico anche se per un numero limitato di cittadini ferraresi. Grazie Professore. Alberto, Rossana e Rita Bigoni ) AMBIENTE Compatibili la turbogas e l’inceneritore? Caro Carlino, ho letto alcune affermazioni dell’assessore all’ambiente, riportate in un articolo a pagina 2 del Carlino del 6 marzo sotto il pezzo « Smog, di polveri si muore». All’interno dell’articolo — L’alt alle auto non basta — si riporta: «Le micropolveri non rispettano i confini, si è capito, e Ferrara risente anche dell’inquinamento prodotto dalle vicine Ravenna o Mantova, e viceversa». Presumo che l’assessore facesse un chiaro riferimento soprattutto ai petrolchimici di quelle città. 48 MIMESI Allora, dopo dichiarazioni e successive smentite, che dire di credibile sull’inquinamento prodotto dal nostro petrolchimico ormai inglobato nella città? Dopo le inequivocabili prese di posizione di medici, pneumologi, allergologi, l’Amministrazione comunale ritiene ancora sostenibile l’ardito intento di realizzare in città, questa città con così alta incidenza tumorale ai polmoni, una nuova mega-centrale turbogas da 800 megawatt ed un inceneritore capace di bruciare 150.000 tonnellate l’anno di rifiuti? Il giudizio ai cittadini! Mario Testi Comitato Civico «FerrAriapulita» In mille per la turbogas La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - I FUTURI CANTIERI Si ritroveranno in mille a lavorare per la nuova centrale turbogas e alle manutenzioni programmate del petrolchimico, questa estate. Una vera e propria “carica” di operai edili e metalmeccanici che, l’esperienza degli anni scorsi insegna, rischia di mettere in secondo piano le tutele e gli standard di sicurezza. La Cgil gioca d’anticipo e si è già mossa per chiedere incontri. Riccardo Grazzi, il responsabile dei cantieri ex Montedison per la Camera del lavoro, ha constatato di persona lo stato di avanzamento dei lavori della bonifica sul terreno che ospiterà la centrale turbogas. «E’ vero, hanno già iniziato e da quanto si è capito, l’intenzione è di procedere molto celermente per avviare il prima possibile il cantiere della centrale» ha spiegato al termine dell’incontro tra le categorie Cgil impegnate nel petrolchimico. Questo significa che l’avvio del cantiere potrebbe coincidere con quelli delle manutenzioni programmate del petrolchimico: un “ingorgo” mai visto. Per questo chimici, edili e metalmeccanici della Camera del lavoro hanno rispolverato i protocolli di consultazione sugli appalti del petrolchimico, che prevedono incontri periodici tra committenti, appaltatori, Rsu e sindacati, e organismi intersocietari paritetici per supportare le aziende appaltatrici in tema di formazione e sicurezza. La questione sarà sottoposta quanto prima a Cisl e Uil, prima dell’incontro di programma in sede Unione Industriali. Si prevede che gli attuali 300 metalmeccanici impegnati nel petrolchimico possano triplicare con i cantieri dei prossimi mesi, e a questi vanno aggiunti gli addetti all’edilizia. Per questo motivo sarà fondamentale, nella visione dei sindacati, far funzionare bene il Coordinamento delle Rsu, strumento che in passato non sempre ha avuto un ruolo centrale. Molti ricordano i picchetti alle 5 di mattina per filtrare i lavoratori abusivi. Molto dipenderà da come si riformeranno i consorzi di aziende impiantistiche, edili e meccaniche, dopo il terremoto Costruttori e i guai della Tangentopoli Enipower. Per il momento si sa che le prime commesse sono state assegnate ad aziende storiche come Cmg e Sitie, ma si parla con insistenza 49 MIMESI dell’arrivo di imprese da fuori provincia, in particolare da Ravenna, dove la costruzione della centrale turbogas è in fase più avanzate. 50 MIMESI Articoli pubblicati il 08/03/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Claudio Vignali, pensionato. A lui abbiamo chiesto cosa non va nella nostra città? «Ferrara è sempre più sporca e la criminalità è in continuo aumento: la nostra amministrazione pensa solo alla costruzione della Turbogas e dell’ospedale di Cona, che, per noi anziani, è solo un disagio». E cosa funziona? «Quasi nulla» 51 MIMESI Articoli pubblicati il 07/03/2005 Turbogas, via alla bonifica La Nuova Ferrara Pagina 7 - Cronaca - ENERGIA Conclusa la fase autorizzativa I primi lavori di preparazione dell’area che ospiterà la centrale turbogas sono stati avviati in questi giorni, e questa circostanza testimonia la volontà di Enipower e Sef di stringere i tempi per installare il cantiere. «Stiamo facendo solo ciò che c’è scritto nelle autorizzazioni» è l’unica indicazione che viene da Carlo De Carlonis, il neodirettore di Sef. L’area del nuovo insediamento, un quadrilatero di 10 ettari tra lo stabilimento Basell e il canale, rivela in questa fase di “pulizia” superficiale le caratteristiche per le quali è stato prescelto. Si tratta infatti di una zona praticamente vergine in tempi recenti, libera da insediamenti preesistenti se si fa eccezione per un fazzoletto interessato da serbatoi di olio combustibile. Il tasso d’inquinamento dei terreni e della falda superficiale qui è più basso rispetto ad altri punti del petrolchimico, quindi la fase di bonifica, alla quale è subordinata la costruzione della centrale, dovrebbe essere piuttosto rapida. Si tratta di fatto di raschiare via uno strato superficiale di terreno e scavare le trincee per la depurazione della falda superficiale, mentre i problemi relativi alla palificazione, cioè ai sostegni della pesante struttura edilizia che penetreranno nella falda profonda con il rischio secondo alcuni di disperdere le acque inquinate, saranno affrontati in fase di progetto. Dopo l’approvazione del Piano di bonifica da parte della Conferenza dei servizi e della giunta comunale, di fatto l’iter autorizzativo è esaurito: in mano pubblica, ed in particolare della Provincia, resta il cosidetto “certificato di restituzione dell’area”, che testimonia l’avvenuta bonifica dell’area. Semmai si vedrà tra qualche tempo come le società Eni vorranno muoversi sul fronte dell’appalto, viste le rigorosissime procedure interne attivate dopo l’esplosione della tangentopoli sulle centrali turbogas, l’estate scorsa, e i nuovi equilibri della cantieristica determinatisi dopo il crac Costruttori. Sul fronte politico, da segnalare l’incursione del presidente nazionale dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, che aprendo l’altro giorno a Bologna la campagna per le regionali ha messo tra i capisaldi del programma ambientalista il «no a nuove centrali turbogas e a nuovi inceneritori». Il capolista ferrarese Sergio Golinelli, che lo ha ascoltato in diretta e come assessore provinciale all’Ambiente ha sostenuto l’iter dei due impianti, non si mostra preoccupato: «Non c’è contrasto, visto che la turbogas farà chiudere un impianto più inquinante e l’inceneritore Hera rimarrà tra i più piccoli in Emilia». 52 MIMESI Rabitti vede i Comitati La Nuova Ferrara Pagina 7 - Cronaca - INCONTRO SULLA CENTRALE Nessuna “discesa in campo” a fianco dei comitati, ma la promessa di approfondire l’argomento. E’ questo l’impegno preso dall’arcivescovo Paolo Rabitti nel corso dell’incontro con i comitati cittadini contro la centrale turbogas e l’ampliamento dell’inceneritore. «Già dai primi giorni del mio insediamento - ha spiegato Rabitti agli esponenti dei Comitati - mi sono premurato di chiedere lumi sulla salute dei ferraresi, discutendone amichevolmente con sindaco e presidente della Provincia, perchè avevo avvertito qualche forma di allarmismo in proposito». Il problema per l’alto prelato è relativo ai paventati danni alla salute pubblica riconducibili, secondo i Comitati, ai due impianti. L’arcivescono ha detto di apprezzare la «passione» con la quale gli esponenti ambientalisti stanno affrontando questi problemi, ha promesso che «la mia voce prima o poi la farò sentire» ma ha anche chiarito di non voler fare «nè crociate nè alleanze». I Comitati hanno spiegato di aver raccolto 6.000 firme contro la costruzione dei nuovi impianti e hanno ricapitolato le tappe dei due progetti. L’incontro ha mantenuto un tono informale, non è escluso che ce ne siano altri. Inquinamento, le origini e le conseguenze La Nuova Ferrara Pagina 13 - Agenda e Lettere Da settimane i media nazionali e locali segnalano una «emergenza smog» che è uguale a se stessa da nove anni: la Direttiva UE sull’inquinamento atmosferico è infatti la numero 62 del 1996. A Ferrara registriamo con crescente preoccupazione il caotico susseguirsi di dati parziali ed inadeguati per comprendere il fenomeno, di diagnosi azzardate sulle cause e di terapie improvvisate. Coloro che dovrebbero impostare e decidere le politiche ambientali nel territorio (Comune e Provincia) troppo spesso rilasciano dichiarazioni ondivaghe e contraddittorie. Alcuni esempi: 1) In pochi giorni le elevate concentrazioni di PM10 nell’aria (gli sforamenti hanno superato i 35 ammessi dalla legge in meno di due mesi) sono state attribuite dall’Amministrazione Comunale prima al traffico veicolare, poi alle centrali del Polo chimico, e dopo le reazioni degli industriali, a un non meglio identificato inquinamento padano, proveniente da oltre confine amministrativo. Presto la colpa sarà del bel tempo! 2) Un recente studio dell’Arpa ha quantificato le emissioni attribuibili all’industria, non con misurazioni effettuate al camino, bensì in base alle autorizzazioni concesse. Un modello matematico ha poi calcolato le concentrazioni virtuali di micro polveri nell’aria, ottenendo valori di gran lunga inferiori a quelli effettivamente misurati dalle centraline. Conclusione dell’Arpa: esiste un 53 MIMESI non meglio definito «fondo» inquinante. Non vorremmo che le alte concentrazioni di tale fondo venissero «rimosse» solo sulla carta! 3) Non è poi passata inosservata l’assenza dell’Arpa (e di dati ufficiali) nel recente dibattito sulle emissioni di diossina negli anni precedenti il 2000, da parte dell’inceneritore di via Conchetta, il cui controllo è stato delegato ad Agea. E nemmeno il silenzio della Provincia sulle ripetute proroghe dell’autorizzazione alle emissioni di quell’impianto risalente agli anni’80. 4) Da ultimo, ma non meno importante, il grave errore di comunicazione dell’Asl, riguardo all’elevata incidenza di morti per tumore ai polmoni a Ferrara, la più alta in Emilia Romagna per i maschi, che costituisce un ulteriore esempio di disinformazione dei cittadini. Ci chiediamo pertanto se si stia facendo ogni sforzo per conoscere adeguatamente lo stato dell’inquinamento effettivo dell’aria e dell’acqua nel nostro territorio, l’origine e la quantità degli agenti inquinanti, la mappa delle fonti, l’entità delle emissioni effettive e le relazioni esistenti tra gli agenti inquinanti e lo stato di salute dei ferraresi. Riteniamo che il processo di delega del controllo delle emissioni degli impianti industriali, dall’Arpa ai gestori, abbia fortemente indebolito il controllo pubblico sulle fonti emissive ed impedito la costruzione di un adeguato sistema di banche dati, atto a valutare correttamente le emissioni effettive. Tutto ciò mentre i rapporti MISA 1 e 2, rapporti epidemiologici frutto del lavoro di diverse Università italiane, avvalorano il legame tra l’aumento della concentrazione in atmosfera dei microinquinanti e l’aumento della mortalità. Così come altri studi segnalano la crescita di patologie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, soprattutto nei bambini. Oggi sappiamo che non esiste alcun limite di concentrazione delle polveri sottili sotto il quale vi sia la certezza di danno «zero» alla salute. Ciò impone il massimo dell’attenzione su tutte le fonti emissive, soprattutto perché l’attuale normativa italiana è ben lungi dall’aver recepito quanto la scienza ha ormai appurato con sufficiente certezza. In tale situazione chiediamo a chi ci amministra il rispetto del principio di precauzione in tutte le scelte che coinvolgano ambiente e salute. I provvedimenti di blocco della circolazione si sono dimostrati ampiamente inadeguati a risolvere il problema, a Ferrara come in altre città (a Vicenza il blocco di alcuni giorni consecutivi non è riuscito a far rientrare le PM10 sotto limiti di legge). Certamente occorre ridisegnare il modo di muoversi per decine di milioni di persone, ma una risposta adeguata può venire solo dal trasporto collettivo e da un efficace sistema di parcheggi. A Ferrara si è fatto troppo poco al riguardo e le azioni messe in campo finora, spesso in ritardo e sull’onda dell’emergenza, non hanno migliorato la situazione. A nostro avviso non va inoltre sottovalutato il contributo che, all’inquinamento atmosferico, arriva dal settore industriale, stante la presenza di un petrolchimico, vicinissimo al centro abitato. Occorre affrontare più di un problema per volta, adottando provvedimenti strutturali sulla mobilità, ma anche misure di indirizzo e controllo sull’industria. La costruzione del nuovo impianto da 800 MW all’interno del petrolchimico va dunque nella direzione sbagliata. Non solo perché ci sono fondati sospetti che esso peggiori notevolmente la qualità dell’aria che si respira in città, ma anche perché è una risposta «vecchia» e insostenibile sul piano energetico, come dimostra ampiamente il Piano energetico regionale. Al contrario, riteniamo utile la completa conversione a gas naturale della centrale esistente in città (CTE2) e la applicazione, da subito, delle migliori tecnologie per abbattere le emissioni inquinanti (ossidi di azoto, polveri fini, metalli, organici) di tutte le centrali in funzione. E’ noto che a Forlì, a seguito dei 54 MIMESI pareri contrari di Comune e Provincia, il Ministero dell’Ambiente ha bloccato l’autorizzazione della Turbogas per le degradate condizioni ambientali (non peggiori delle nostre). Ribadiamo che l’unico futuro sostenibile è quello legato alle fonti rinnovabili (aria, acqua, sole) ed all’energia elettrica e termica risparmiata con una trasformazione degli usi finali. Riguardo al Piano rifiuti riteniamo sovradimensionata ed incompatibile con un serio impegno sul fronte della raccolta differenziata, del riciclo e della riduzione della produzione, la triplicazione dell’inceneritore di Cassana e l’incenerimento a Ferrara dei rifiuti dell’intera provincia. Il Consiglio comunale ha deciso di insediare una Commissione scientifica sulla centrale Turbogas, impianto che si inserirebbe in un contesto ambientale e sanitario degradato in cui insistono condizioni climatiche sfavorevoli, allo scopo di rassicurare la cittadinanza circa la bontà di una scelta così controversa. Tale decisione ha senso solo se la Commissione è effettivamente indipendente sul piano politico e autorevole sul versante scientifico. Due condizioni che presuppongono la completa trasparenza degli incarichi affidati, che dovrebbero pertanto fondarsi su una comprovata esperienza scientifica e accademica nelle specifiche materie che la questione richiede. Non necessariamente ciò è garantito da titoli accademici. Chiediamo pertanto che siano resi pubblici non solo i nominativi dei componenti del suddetto organismo ed i loro curricula, ma anche i criteri di competenza e comprovata esperienza nei campi richiesti dal delicato incarico, che hanno portato alla loro individuazione. Comitato per una Città Sostenibile Rete Lilliput Comitato FerrAria Pulita Amici della bicicletta Comitato Civico Circoscrizione Nord-Ovest Comitato Donne per l’Ambiente Vandana Shiva 55 MIMESI Articoli pubblicati il 06/03/2005 ‘Servono auto meno inquinanti, divieti più drastici e il turbogas a 30 chilometri’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II Quello delle micropolveri è il nemico più immediato e pressante, contro il quale vengono sguainate le armi del giovedì a targhe alterne e delle domeniche ecologiche. «Penso che sarebbe utile ridurre l’invecchiamento delle auto – dice Scolozzi – e invece mi sembra che a Ferrara non venga messo molto il evidenza il fatto che chi ha un’auto Euro 4 o con il filtro possa circolare: questo sarebbe di stimolo, invece, per cambiare auto». Secondo il professore, inoltre, i giovedì a targhe alterne o le «domeniche senza auto avrebbero un maggior effetto se l’area soggetta ai provvedimenti fosse ulteriormente estesa, magari fino al naturale confine cittadino, quello delle mura». E nel passare all’altro fattore inquinante, quello a carico degli stabilimenti industriali, Scolozzi si fa provocatorio: «Vorrei che venissero misurate in tempo reale le emissioni dei camini delle industrie – afferma – se a quelle non in regola fossero chieste multe serie il Comune potrebbe poi reinvestire il danaro in termini ecologici». E relativamente alla costruzione della Turbogas, il professore chiede perché tale impianto non possa essere costruito più lontano dalla città, almeno una trentina di chilometri («Ferrara ha tanta campagna, intorno…»), meravigliandosi del fatto che «proprio lì dove sta per sorgere la mega centrale stia contemporaneamente nascendo una nuova zona residenziale». Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Ultimo giorno per la consegna dei tagliandi del «referendum» del Carlino sulla costruzione della centrale a turbogas nel petrolchimico alle porte della città: i coupon possono essere recapitati alla redazione del giornale, in galleria Matteotti 11 B, fino a stasera alle ore 22. 56 MIMESI Nei prossimi giorni verrà completato il conteggio e reso noto il risultato. 57 MIMESI Articoli pubblicati il 05/03/2005 Il vescovo riceve i Comitati Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS «Aiutatemi a capire, ma non chiedetemi di fare crociate né alleanze». Così l’arcivescovo Paolo Rabitti ha ricevuto ieri i comitati civici impegnati nella mobilitazione contro la centrale a turbogas. Nel colloquio informale mons. Rabitti ha detto di apprezzare «la passione con cui ponete il problema all’attenzione generale». Poi l’assicurazione: «Prima o poi farò sentire la mia voce». A pagina VIII Ma il dilemma sulla centrale resta politico Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I di Michele Fabbri* Sta per nascere una commissione tutta scientifica per dirimere la questione se la centrale turbogas sia o meno pericolosa. Di fronte a una opinione pubblica sempre più allarmata e sconcertata, i ricercatori saranno chiamati a dire una parola definitiva su quali danni (alla salute umana e all’ambiente) potrebbe provocare. [\FIRMA]A pagina XIII 58 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Si cercano, insomma, nei dati scientifici le risposte certe e incontrovertibili che la comunicazione istituzionale (dalle amministrazioni locali agli organismi di controllo) e il dibattito pubblico non sono riusciti fino a ora a fornire. Un’attesa e uno sforzo, molto probabilmente, del tutto inutili. Un errore da manuale, verrebbe da dire. Letteralmente: poichè basterebbe avere sottomano un qualsiasi manuale di gestione e comunicazione del rischio nelle società industriali avanzate per rendersi conto che così non si arriverà da nessuna parte. Anzi, il pericolo è quello di esacerbare il conflitto e di alimentare una crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni locali e scientifiche. Vediamo dunque i motivi di questa inutilità. Il primo, piu’ sostanziale, è che in situazioni come questa la scienza non può fornire risposte definitive e certe. E se lo facesse tradirebbe il suo rigore costitutivo: la sua voce diventerebbe così un’opinione fra le tante, e, come tale, priva di quella forza dirimente per cui è stata invocata. Il secondo motivo, piu’ contingente ma assai pericoloso per i rapporti sociali, è che è ormai troppo tardi per chiedere alla ricerca scientifica di fornire “semplicemente” i dati “neutrali” per una discussione pubblica trasparente e partecipata. E’tardi (ma, come vedremo, non irrimediabilmente) perchè in questi anni si è logorata la fiducia nelle fonti di informazione “ufficiali” e si è sviluppato, anche in conseguenza di ciò, un potente circuito “alternativo” spesso pregiudizialmente diffidente. Vediamo piu’ da vicino il primo punto. Da anni viviamo in quella che il sociologo Ulrich Beck ha definito “società del rischio”, nella quale i pericoli legati al progresso scientifico e tecnologico sono al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico. In questo contesto, il nuovo concetto che si viene affermando è quello della cosiddetta “scienza post-normale”, in virtu’ della quale ignoranza e mancanza di certezze sono elemento fondamentale della scienza quando essa è chiamata a determinare le scelte pubbliche. “L’arma della giustificazione scientifica continua ad essere sistematicamente impiegata nel confronto politico – scrive Luigi Pellizzoni nel suo testo dedicato a ‘Il rischio ambientale’ –. Ma poichè ciascuna parte si avvale di esperti per sostenere le proprie posizioni, l’esposizione pubblica della controvertibilità e plasticità del parere scientifico riduce al tempo stesso l’autorità degli scienziate e quella dei decisori”. Esattamente quello che è già successo con le opposte valutazioni dei ricercatori del Cnr Allegrini e Armaroli schierati in campo dalle due parti avverse. Anche rispetto all’inutilità di riattivare ora un canale di comunicazione di dati scientifici, chi ha gestito la vicenda della turbogas avrebbe avuto molto da imparare dagli studi condotti in situazioni analoghe. Lo studioso statunitense Baruch Fischoff ricostruì nel ’95 una documentata storia della comunicazione del rischio, individuando fasi successive. Partendo dall’assenza di comunicazione, spiega lo studioso, si passò prima a fornire ai cittadini unicamente dati selezionati e poi – alla fine degli anni Ottanta - a proporre un vantaggioso bilancio di costi-benefici. Il risultato fu un crescente atteggiamento di sospetto e di insicurezza. Si capì allora che la comunicazione conta nulla se non è accompagnata da credibilità e fiducia. E da lì si ripartì. Nessun frutto da quegli studi di dieci anni fa sembra invece venire nel caso di cui ci stiamo occupando. La questione della turbogas è un film già 59 MIMESI visto. Fermo ai primi fotogrammi. La richiesta avanzata dai comitati che si oppongono all’attuale progetto di centrale di avere propri rappresentanti scientifici in seno alla costituenda commissione universitaria è l’ultimo segno di un patrimonio di fiducia tutto da ricostruire. La richiesta, ci risulta, è ancora senza risposta. Cautela del tutto giustificata perchè, accoglierla porterebbe inevitabilmente, per quanto detto nel punto precedente, allo stallo dei lavori. Ora, dunque, non è piu’ questione di comunicazione. E’ questione di fiducia. E la fiducia è una cosa seria. Molto seria, poco scientifica e molto politica. Michele Fabbri * Docente al Master in comunicazione scientifica Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati Trieste Turbogas, incontro con l’arcivescovo: ‘Aiutatemi a capire’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - CENTRALE Mons. Rabitti riceve i comitati Anche la centrale a turbogas finisce nel fitto ‘breviario’ dell’arcivescovo. Ieri infatti, mons. Paolo Rabitti ha incontrato, in un colloquio dal carattere comunque informale, i portavoce dei comitati civici che da mesi si battono contro l’impianto e che hanno raccolto oltre 6 mila firme attraverso petizioni popolari. Proprio di qui, è partita la richiesta di avere un incontro con l’arcivescovo: «Già dai primi giorni del mio insediamento — ha esordito mons. Rabitti accogliendo in Curia i rappresentanti di Ferraria Pulita, Città Sostenibile, Comitato civico della circoscrizione Nord Ovest, Ecotecno Area, Legambiente, comitato donne Vandana Shiva, Amici della Bicicletta e Wwf — mi sono premurato di chiedere lumi sulla salute dei ferraresi, discutendone amichevolmente con sindaco e presidente della Provincia, perchè avevo avvertito qualche forma di allarmismo in proposito». Dopo il confronto con le amministrazioni, l’arcivescovo ha deciso di accettare la richiesta di incontro delle associazioni civiche «per ascoltare una diversa opinione — ha detto mons. Rabitti —, che può aiutarmi ad approfondire l’argomento». Lo spunto è proprio quello della conoscenza: l’esordio dell’arcivescovo è stato infatti prudente. «Vi prometto di approfondire l’argomento», ha promesso l’arcivescovo chiedendo subito che non gli siano «affibbiati scudi o bandiere. Proverò a interloquire anche su questi temi con le autorità, ma non ho intenzione — ha sorriso con fermezza il successore di Carlo Caffarra — di fare né crociate, né alleanze». 60 MIMESI Uno spunto, comunque, è stato particolarmente apprezzato da Rabitti: «La passione con cui cercate di porre il problema — ha detto agli ospiti radunati a palazzo arcivescovile — all’attenzione generale». Un dovere, hanno spiegato i portavoce dei comitati civici, di cittadini «ma anche dei cristiani di Ferrara: anche l’ambiente rientra tra i beni che è nostro compito salvaguardare». Di qui la richiesta dell’incontro, nel corso del quale sono state illustrate all’arcivescovo le petizioni contro la realizzazione della centrale da 800 megawatt. Pur nell’ovvia diplomazia, e nella cura con cui ha manifestato l’intenzione di non creare incidenti o imbarazzi con le istituzioni, mons. Rabitti ha chiuso comunque con una promessa: «Prima o poi, la mia voce la farò sentire — ha detto salutando i comitati anti turbogas —, pur se nel mio ambito di competenza». Un ambito di competenza che l’arcivescovo aveva definito già in occasione degli auguri natalizi scambiati con il sindaco Sateriale: «E’ sbagliato affermare che si lavora per campi diversi: chi per le anime, chi per la vita terrena — disse Rabitti —. Se non ci uniamo a servire l’unico uomo rischiamo di frantumarlo. Così farò e così l’amministrazione farà nei miei confronti, in uno spirito di collaborazione reciproca». 61 MIMESI Articoli pubblicati il 04/03/2005 ‘Capolavori nell’arte del budget’ Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - CULTURA E’sorprendente il recente proclama elettorale del sindaco Sateriale sul «Bilancio e la Cultura del Budget». Quel... che «narra» conferma un sindaco dissociato (ma ormai tutti i rossoverdi in giunta) dalla realtà di Ferrara. Satersax (per la vox populi) confessa tutti i capolavori delle sue giunte, ma la colpa (ad esempio su Ici, tasse locali e parcheggi aumentati) è sempre del demonio Berlusconi! Satersax, abbagliato da consensi acritici (60 anni di «pscocomunismo» e la sinistra attuale stile Lotta Continua a Berlusconi), ignora totalmente quel che la gente comunque sussurra o scrive ai quotidiani, inascoltata. Ferrara è capitale dei tumori (non per le auto, ma per certe industrie velinate dai sindacati), Cenerentola dell’Economia (ad es. Centro Storico quasi desertificato di sera), zona franca per clandestini (nessun assessore abita al grattacielo!), Ztl, viabilità e parcheggi da cartoni animati, futuro quartiere dormitorio di Bologna; con le perle dell’ospedale fantasma di Cona (forse zona residenziale di molti assessori?) di due presidenti della Spal consecutivi letteralmente a maglie e striscie, di un futura Turbogas inutile per una città incurabile depressione economica e sociale. Infine, Satersax scavalca nella Cultura anche Ronchi (a quanto pare suddito silente — peccato, prometteva meglio... come Berlusconi?): Satersax annuncia una nuova Ferrara Arte, con la Carife ai vertici (meno attenta ai dipendenti dell’ex Coop di Donigaglia e ai Bond argentini ...); e ancora Abbado come risorsa primaria (lo scambio con Mozart?) quando il musicista si dimentica di Ferrara nelle interviste e da Ferrara ha certamente ricevuto troppo e dato poco (l’immagine — certo — all’inizio, ma ormai il messaggio è saturo, come dovrebbero suggerire poche righe di Eco, MacLuhan o Negroponte....). E quale politica culturale, poi? Soldi e scelte ideologiche per musicisti d’area (il loro talento è altra questione indubbia), per i compagni del Teatro Nucleo (cifre eccessive), per la propaganda in mensa studenti di scrittori ex Democrazia Proletaria. Zero o quasi, invece, per Compagnie ed Associazioni teatrali e magari per gli scrittori pagati solo Fuori Mura (il sottoscritto ad es. a Roma, Parigi, Cremona, Mantova, Cento, ecc.), nella città dell’Ariosto, Govoni e Bassani, sempre evidentemente secondo il metodo volontariato Festival dell’Unità. Cultura del Budget? Molti ferraresi hanno certamente letto «Cultura del...» una nota parola dialettale affine nella sonorità! Roby Guerra futurista 62 MIMESI Centrale turbogas non necessaria La Nuova Ferrara Pagina 16 - Agenda e Lettere Pare che non sia necessario costruire nel Nord Italiano una centrale elettrica Turbogas da 800 Mw. Il legittimo sospetto è venuto leggendo quanto ha dichiarato l’amministratore delegato Enel, Paolo Scaroni: «Nel Nord siamo già in regime di sovraproduzione di energia elettrica» (vedi CorrierEconomia, lunedì 21-2-05, pag. 5). Vista la non necessità di produrre tanta energia elettrica in un luogo così vicino alla nostra città, proponiamo che la Turbogas sia trasferita dal nostro petrolchimico al luogo di primo insediamento, ovvero il più ventoso Comune di Comunanza nelle Marche, ovvero più vicino ai luoghi di maggiore necessità. Stefano Bulzoni Segretario Club Amici della Terra, Ferrara 63 MIMESI Articoli pubblicati il 03/03/2005 Smog da record, rumori fuorilegge: «Serve più rigore» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TRENO VERDE I dati del monitoraggio Critiche dalle associazioni E oggi stop alle auto ‘pari’ di Stefano Lolli ‘Impolverata’ e rumorosa. Tra smog e inquinamento acustico, ecco la fotografia che il Treno Verde ha scattato a Ferrara: immagine tutt’altro che inattesa, vista l’emergenza delle Pm10, ma che si lega a proposte e spunti anche critici. L’aria. La presenza del convoglio ‘ecologista’ si è chiusa con la presentazione dei dati raccolti dal laboratorio mobile della Rete Ferroviaria Italiana: per le micropolveri, nei tre giorni di monitoraggio «è stato rilevato un solo sforamento, domenica con 53 microgrammi per metro cubo — spiega Vittorio Valentini —, poi neve e vento polare hanno spazzato l’atmosfera. Il quadro però resta problematico». Con 40 sforamenti nei primi sessanta giorni dell’anno, la percentuale di giornate oltre i limiti è sbalorditiva (66%, record tra le 22 città italiane che hanno superato il tetto dei 35 sforamenti). Sotto controllo invece gli altri agenti inquinanti (CO2, NO2, SO2 e O3), come il benzene che è stato monitorato, oltre che con un pannello situato in Borgovado, anche facendo indossare un apposito strumento a un edicolante: rispetto all’obiettivo di qualità stabilito dal Ministero dell’Ambiente di 9 microgrammi per metro cubo, in città i livelli medi oscillano tra 1,5 e 2 microgrammi (ma con punte sino a 6). Il rumore. «Ferrara non è una città assordante, ma deve prestare attenzione all’inquinamento acustico». Così Valentini introduce i dati relativi ai test effettuati in via Ravenna, al caotico incrocio di San Giorgio: il livello diurno oscilla tra 66,4 e 67,3 decibel, quello notturno tra i 61,4 del sabato sera e 58,5. Sempre e comunque sopra i limiti di legge, fissati rispettivamente in 65 e 55 decibel: «Ciò conferma l’esigenza di prestare più attenzione al rispetto della tranquillità notturna — spiega Gianluca Della Campa portavoce del Treno Verde —, visto che anche il 70% dei controlli effettuati nel 2003 dal Comune, sul livello del rumore durante la notte, erano al di sopra dei decibel consentiti dalla legge». Il traffico. Responsabile principale, ma non unico, il traffico: sicuramente ‘colpevole’ del rumore, mentre per quanto riguarda le Pm10 «almeno il 30-35% delle emissioni è imputabile ai veicoli — riprende Valentini —, per il resto occorre studiare con più precisione le emissioni e capire l’incidenza delle fonti industriali». Per questo, al laboratorio sperimentale di Rfi saranno analizzati i 64 MIMESI campioni prelevati a Ferrara, per valutare il ‘dna’ del particolato che respiriamo. In tema di traffico, però, sono sul tappeto proposte e suggestioni. Dal convegno svolto martedì, ad esempio, è emersa «una sostanziale mancanza di raccordo tra la progettazione urbanistica e la pianificazione del traffico — denuncia il presidente provinciale di Legambiente Alberto Poggi —; ci sono situazioni contraddittorie, e le scelte di fondo come quella di dotare Ferrara di parcheggi a ‘corona’, non vengono attuate». Anche da Italia Nostra, riferisce Poggi, pungenti sottolineature: «Il presidente Malacarne ha citato il fatto che la nuova ciclabile di viale Volano corre, di fatto, parallela all’altra pista ciclabile nel sottomura. Ciò evidenzia l’assenza di una vera strategia in grado di cogliere le priorità. Su questi punti — sorride Poggi — il mobility manager del Comune è stato messo in... Croce». No al turbogas. Ultimo flash di carattere politico-ecologista: il Treno Verde riparte lasciando il suggerimento «di valutare l’opportunità di costruire la mega centrale a turbogas — chiude Dalla Campa —; se ne stanno realizzando troppe, sul territorio italiano. E la nostra posizione è per impianti più misurati, del tipo a cogenerazione, adeguati a garantire un impatto ambientale meno problematico». Smog, «avviso» di Legambiente La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca - Il Treno Verde in tre giorni ha rilevato un solo sforamento, ma sono già 38 nel 2005 Ferrara risulta tra le città italiane più attrezzate nelle politiche per l’ambiente. Eppure la situazione dello smog è critica e addirittura si profila una diffida legale nei confronti del sindaco Sateriale. Il paradosso è stato efficacemente illustrato ieri dal Treno Verde di Legambiente, dopo tre giorni di elaborazioni e analisi sul campo. Il suggerimento dell’associazione per eliminare il problema è drastico: fuori le auto dalla cinta muraria e niente centrale turbogas. Dal Treno Verde è sceso un camper che per tre giorni, dal 27 febbraio al 1 marzo, si è piazzato all’altezza del semaforo di via Ravenna rilevando gli inquinanti atmosferici e i decibel. «Il risultato delle Pm10 è stato in discesa, grazie prima alla neve e poi al vento Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio mobile - Solo il primo giorno c’è stato il superamento del limite dei 50 microgrammi». Curioso il fatto che le concentrazioni rilevate da Legambiente siano sempre superiori di almeno 10 mc rispetto a quelli dell’Arpa. E’ vero che i sensori erano piazzati in luoghi diversi della città, ma l’esperienza di questi anni insegna come le concentrazioni di piazzale S.Giovanni e corso Isonzo non siano mai troppo differenziate. «Sta di fatto che Ferrara ha il record degli sforamenti in Emilia Romagna, già 38 nei primi 59 giorni dell’anno - ha sottolineato Gianluca Della Campa, portavoce nazionale del Treno Verde - Tra poco pagheremo una nuova “tassa” per infrazione delle norme europee. Legambiente sta inviando diffide a tutti i sindaci delle città dove la 65 MIMESI soglia dei 35 superamenti viene sfondata, per passare poi agli esposti in Procura». Sateriale in tribunale per smog? «Non siamo abituati a fare bassa demagogia - è la premessa del responsabile provinciale Alberto Poggi - Prima di tutto valuteremo bene le politiche messe in campo dal Comune. Certo determinate scelte, come il mini-incentivo per chi fa raccolta differenziata all’isola ecologica Hera, cioè 0,044 euro di sconto sulla Tia per ogni chilogrammo consegnato, sono assurde perchè producono smog con la spola in via Diana». Oltre a sopprimere questa misura, Legambiente chiede «di arrivare alla città murata libera dalle auto, parcheggi a corona, collegamenti con il centro e niente posti auto sotterranei in città. Quanto al problema energetico, da tempo diciamo di puntare su risparmio, energie rinnovabili e impianti di cogenerazione di piccola taglia» ha spiegato Poggi. Altri problemi sono emersi nella tavola rotonda con il mobility manager Croce: sviluppo urbanistico che non tiene conto della mobilità, piste ciclabili piene di punti neri, doppioni come le le ciclabili Volano e sottomura. Bene anche benzene (appena sopra la soglia prevista per il 2010) e altri inquinanti atmosferici. Maluccio, invece, il rumore: vicino ad un semaforo, quindi con i motori delle auto al minimo, si superano le soglie sia diurne che notturne. Ci si può consolare nel raffronto con le altre città, dove spesso si registrano valori anche superiori. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il referendum del Carlino Cosa ne pensi della costruzione della centrale Turbogas? FAVOREVOLE CONTRARIO Spedite questo tagliando alla redazione de il Resto del Carlino Galleria Matteotti 11/B - 44100 Ferrara * UNDICESIMO SCRUTINIO * ore 12 di mercoledì 2 marzo 252FAVOREVOLI 2631CONTRARI 66 MIMESI Articoli pubblicati il 02/03/2005 Ambiente, economia e sanità: «Impegni da terzo mandato» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - REGIONALI Dragotto (FI) lancia la corsa Il candidato sciorina i numeri: per l’avvio della campagna elettorale, la scelta del capolista di Forza Italia alle Regionali Giorgio Dragotto è quella di riassumere in cifre l’attività del proprio mandato. «143 fra interpellanze, interrogazioni, risoluzioni, mozioni — enumera l’azzurro —, 21 progetti di legge fra cui il più recente sul Cvm, 340 interventi sulla stampa locale e regionale». Eppure l’attività avrebbe potuto essere ancor più intensa «se avessi deciso di partecipare alla... gara, che appassiona qualche collega, sulla quantità di interpellanze — sorride Dragotto —; ho scelto invece di puntare sulla quantità, di selezionare alcuni temi che hanno contraddistinto questa mia seconda legislatura in Regione». L’ambiente, innanzitutto, «con la centrale a turbogas che sin dal 2001 mi vede in prima fila — prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale — e, recentemente, la proposta di legge sulla tutela agli ex esposti al Cvm». Proposta fatta cadere dalla giunta regionale: «L’assessore Bissoni ha sostenuto in commissione che esistono protocolli e intese che di fatto rispondono alle urgenze sollevate dal progetto di legge. A me però è bastato, sulle 400 persone che risulterebbero monitorate, verificare le 50 alle prese con le tormentate vicende di Ferrara, per scoprire che nessuna di loro è stata contattata dalla Regione...». Intensa anche l’attività in campo economico, sulla sanità con il polo di Cona in particolare, e su scala regionale «la presa di posizione sull’Ogm e il contrasto alla recente legge Bastico: di queste iniziative — dice Dragotto — vado particolarmente fiero». Di qui la speranza della conferma in Regione per la terza legislatura: «Sono fiducioso, anche se la competizione sarà impegnativa. Sono molto soddisfatto della lista con Federico Saini e Ugo Taddeo — commenta Dragotto — oltre che i massimi rappresentanti di Forza Italia nelle istituzioni hanno garantito in questi anni attività, energie, risorse, sacrifici personali. E poi sono due cari amici». Ma nel partito c’è aria di ‘fronda’: «E’ legittimo che gruppi e gruppuscoli sostengano le proprie tesi — chiude l’azzurro —, ma spero che nell’affermarle intendano costruire qualcosa di utile per Forza Italia». s. l. 67 MIMESI Dragotto punta al «suo» seggio La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca L’obiettivo di Forza Italia alle prossime elezioni regionali? «Realisticamente, la competizione con il centro sinistra è molto difficile. Diciamo che prendere qualche voto in più rispetto a cinque anni fa sarebbe già un buon risultato». Giorgio Dragotto, vicepresidente del Consiglio regionale e capolista forzista di Ferrara, mira al sodo, cioè alla riconferma sua e degli altri nove berlusconiani d’Emilia. E ripropone temi come l’ambiente e la tutela degli ex esposti al Cvm. Spicca nel bilancio pre-elettorale redatto ieri da Dragotto, la preponderanza dei temi ambientali. Ben 80 articoli sui 270. «Incide la battaglia aperta da me nel 2001 contro la turbogas e per favorire una riflessione sul futuro del petrolchimico. Anche i recenti interventi del professor Potena confermano che ce n’è bisogno. Le targhe alterne? E’ vero che il ministro Matteoli le considera l’unica arma a disposizione dei sindaci contro lo smog - ammette Dragotto - ma non è detto che siano un’arma efficace. Eppoi il nostro interlocutore è l’assessore Bratti, non Matteoli». Il consigliere uscente si dice «fiero» delle posizioni assunte sugli Ogm in agricoltura, «in favore della coesistenza, non la proibizione pura e semplice», e dell’ostruzionismo sulla legge Bastico, chiamata anti-Biagi, «che ne ha impedito l’approvazione. Si sarebbe trattato di un danno per il sistema produttivo emiliano, che chiede più di altri proprio l’applicazione delle norme della legge Biagi». Per quanto riguarda l’accantonamento momentaneo della sua proposta di legge, mirata ad estendere benefici sanitari a tutti gli ex lavoratori esposti al micidiale Cvm, Dragotto va all’attacco: «In Commissione l’assessore Bissoni ha affermato che i protocolli già esistenti coprivano tutte le esigenze, salvo rimanere basìto quando gli ho comunicato come cinquanta ex esposti da me contattati avevano affermato di non essere mai stati monitorati dal 2001 ad oggi. La maggioranza si è dichiarata d’accordo con i principi della legge, ma si è rifiutata di passare all’esame dell’articolato, di fatto bloccandola». Per guadagnare il seggio pieno serve il 25% dei voti a Ferrara. E spunta la fronda di un pezzo di partito... «Non mi preoccupa, credo che la lista regionale sia la migliore possibile e mi auguro che nessuno lavori per distruggere i candidati» è il suo auspicio. 68 MIMESI Tra occupazione e turbogas, per il centro storico serve una nuova «cabina di regia» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - IL DOCUMENTO Le anticipazioni sul ‘dossier’ di sindacati e associazioni Innovazione e coesione non dovranno far rima con... confusione. E’ lo spunto del Documento economico provinciale che sindacati e associazioni stanno limando. Il dossier, indirizzato a Sateriale e Dall’Acqua (chiamati ad «assumersi impegni vincolanti» e garantire «credibilità e trasparenza»), è ormai pronto; muove dal fatto che «la qualità del dialogo tra governo locale e attori economici e sociali — si legge nei primi paragrafi — deve diventare un fattore propulsivo, in grado di superare i recenti limiti». Limiti che sono una «coesione indebolita e un localismo spicciolo — la ruvida analisi — che dà origine a conflittualità e concorrenza tra aree territoriali, dissuadendo possibili investitori imprenditoriali». La ‘confusione’, appunto, rilevata in varie fasi tra istituzioni e parti sociali. Presupposti del rilancio sono «il confronto preventivo per rafforzare il sistema delle decisioni e il consenso sugli indirizzi» ma soprattutto «forti iniezioni di progettualità». Occupazione. Al di là dei numeri, allarma che «la crescita a livello locale si è prevalentemente concentrata sulle fasce basse del mercato del lavoro; è preoccupante il basso livello dell’impiego di giovani laureati nel sistema produttivo e dei servizi locali». Di qui l’esigenza di puntare su progetti di qualità, innovativi, per favorire (anche riordinando la formazione) la crescita di nuove imprese. Cruciale in tale processo il ruolo dell’Università. Ambiente e turbogas. Ampio il capitolo sull’ambiente. Sindacati e associazioni incalzano le istituzioni: «Andranno incentivate aziende e famiglie che adottano azioni virtuose per la raccolta differenziata e il riciclo. Il mantenimento di costi accettabili per cittadini e imprese diventa un’azione concreta su cui adoperarsi». Tiene banco la centrale a turbogas; progetto condiviso da sindacati e associazioni «ma a condizione che si realizzi un’effettiva riduzione dell’impatto ambientale e dei carichi inquinanti». Un nuovo vincolo è rappresentato dal fatto che «la costruzione della centrale dev’essere accompagnata da politiche di sostegno delle fonti rinnovabili e di educazione e incentivazione al risparmio energetico». Insomma, i vantaggi per i ferraresi devono essere misurabili: «I costi pesano in maniera crescente sui bilanci delle aziende e delle famiglie e rendono meno competitivo il territorio». Turismo e commercio. Turismo in crisi sulla costa («se non si interviene radicalmente, fra 10 anni le presenze sui Lidi si dimezzeranno»), più confortante in città dove però la concorrenza è agguerrita. A proposito di città, le questioni economiche, commercio in primis, s’intrecciano con urbanistica e traffico: «Bisogna uscire dalla separazione stagna degli strumenti», affermano sindacati e imprenditori, proponendo una cabina di regia pubblico-privata. Che sviluppi temi cruciali come la realizzazione di parcheggi sotterranei e la riqualificazione di piazze e sagrati. Agricoltura. Anche nel settore tuttora cardine dell’economia locale, si propone una cabina di regia per le strategie produttive e un forte legame con l’università e la ricerca, «viste le potenzialità autonome di Ferrara e la pressante necessità di energia pulita». Coesione sociale. Nel documento si parla di strade, reti telematiche, nuove forme d’accesso ai fondi comunitari. Ma l’infrastruttura più importante «è la coesione sociale, quella che crea sicurezza e 69 MIMESI appetibilità del territorio — si legge —. La Ferrara ‘multietnica’ c’è già: le sue caratteristiche dipendono però da come si riuscirà a costruire un progetto esplicito di convivenza». Stefano Lolli Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «Siamo alcuni amici, contrari solo alla costruzione della turbogas in città, non alla sua installazione in un’area adatta e isolata»: scrive così un gruppo di lettori motivando il no alla centrale. «La nostra famiglia è costituita da 6 persone maggiorenni — si legge in un altro messaggio — abbiamo raccolto in una busta il voto contrario di ciascuno». 70 MIMESI Articoli pubblicati il 01/03/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il referendum del Carlino Cosa ne pensi della costruzione della centrale Turbogas? FAVOREVOLE CONTRARIO Spedite questo tagliando alla redazione de il Resto del Carlino Galleria Matteotti 11/B - 44100 Ferrara * DECIMO SCRUTINIO * ore 12 di lunedì 28 febbraio 187FAVOREVOLI 2269CONTRARI Il Comune smentisce se stesso Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS di Valentino Tavolazzi Reticenze, sotterfugi e bugie del «Palazzo» su temi vitali per la città non sono novità e più volte il Carlino li ha segnalati ai lettori. Nei giorni scorsi ha suscitato forti perplessità il tumultuoso susseguirsi di dichiarazioni ufficiali e di tardive smentite, che spesso giungono dopo le reazioni. Il 15 febbraio il Comune ha reso noto e comunicato in mail e fax dichiarazioni attribuite all’assessore Sandro Bratti riguardo all’elevata concentrazione di polveri nell’aria: «I picchi di questi giorni sono largamente dovuti all’anacronistico utilizzo di oli combustibili nelle centrali tradizionali attualmente in funzione nel polo chimico, che 71 MIMESI saranno chiuse dopo l’entrata in funzione del turbogas». Un vero e proprio atto d’accusa contro le due centrali destinate ad essere sostituite dal nuovo impianto da 800 megawatt. I altri termini, stando al comunicato, esse sarebbero responsabili del superamento dei limiti europei nelle ultime settimane (35 volte al 17, quaranta volte raggiunte ieri) ed il messaggio che se ne ricava, forte e chiaro, è: lasciateci fare la nuova centrale e le polveri caleranno. Altrettanto palese appare in quel comunicato l’uso strumentale dei picchi di polveri sottili e delle sanzioni europee a favore della causa della turbogas, nonchè la sottovalutazione dei ferraresi, ora più consapevoli grazie all’attività di Comitati ed Associazioni ambientaliste ed alla puntuale informazione del Carlino. [\FIRMA]Segue a pagina X Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X L’unica nota positiva sembrava l’ammissione, sia pur tardiva, che il traffico non sarebbe più la causa principale della pessima qualità dell’aria a Ferrara, fatto dimostrato dalle alte concentrazioni di Gherardi, località poco interessata dalla circolazione di auto. Il 16 febbraio il Carlino ha pubblicato le reazioni dell’Unione industriali alle dichiarazioni attribuite a Bratti il quale, nel corso del Convegno sulla qualità dell’aria del 17, ha affermato di non aver mai detto, né pensato quanto reso noto dal Comune. Probabilmente ai lettori interessa di più ciò che gli amministratori fanno, rispetto a cosa dicano, tuttavia questo episodio segnala un problema di corretta informazione istituzionale, nonché di ruolo e responsabilità dei pubblici amministratori in materia ambientale e sanitaria. Le due centrali (CTE2 da 60MWe e CTE1 da 20MWe) funzionano da decenni ed il loro contributo all’inquinamento dell’aria dovrebbe essere un dato noto e scientificamente accertato. Se quegli impianti fossero davvero la causa principale dei picchi di polveri in città, dovremmo apprenderlo non da una esternazione, poi smentita, dell’assessore, bensì dall’esito di controlli fatti dall’Arpa. Oltre tutto il Comune avrebbe dovuto spiegare perché tali emissioni sarebbero state tollerate per anni. Le responsabilità degli enti locali in materia di tutela dell’ambiente e di difesa della salute sono molto precise. Nei giorni scorsi alcune Procure (Venezia, Milano, Firenze, Trento, Rovigo, Padova, Treviso), hanno chiesto chiarimenti alle istituzioni preposte, riguardo alle misure adottate per ricondurre l’inquinamento da polveri entro i limiti previsti dalla Comunità europea. Solo in parte, infatti, tali misure fanno capo al governo centrale. Il controllo delle emissioni delle industrie (quindi anche di impianti chimici, centrali elettriche, inceneritori) compete a Regioni, Province, Comuni ed Arpa. Anche le autorizzazioni all’emissione in atmosfera fanno capo agli enti locali. Perché l’Arpa non misura quotidianamente le emissioni delle centrali (compresa la turbogas da 150MWe) e degli inceneritori, pubblicando i dati in rete come avviene in 72 MIMESI altre città? E’ consapevole il Comune che le polveri nell’aria sono dannose per la salute? E qui arriva la seconda smentita di Bratti. Il periodico «Agea informa» dedicato al mega inceneritore di Cassana, stampato e inviato alle famiglie ferraresi, riporta a pagina 5 una dichiarazione dell’assessore all’ambiente: «L’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio relativamente aggressivo ed è raramente causa principale di danni irreparabili alla salute». Il 9 febbraio nel corso di una riunione di Agenda 21 e alla presenza dell’assessore, Vittorio Serafini del Comitato FerrAria Pulita, aveva segnalato la gravità di tale affermazione. Otto giorni più tardi, durante la citata conferenza sulla qualità dell’aria, è arrivata la smentita di Bratti. Anche in questo caso la «disinformazione», voluta o no, oscura un tema più importante: la turbogas migliora o no la qualità dell’aria? Fa male alla salute oppure no? La tesi che la nuova turbogas inquinerebbe meno delle centrali attuali è contraddetta sia dagli studi di Armaroli del CNR (una turbogas da 800MWe produrrebbe centinaia di tonnellate di polveri), sia dai dati ufficiali raccolti dai Comitati e consegnati al sindaco durante il Consiglio comunale del 17 gennaio scorso. Bratti stesso, nell’intervista al Carlino del 17 giugno del 2003, finora mai smentita (ma non si sa mai!), ha attribuito alla nuova centrale emissioni di PM10 pari a 48,6 tonnellate annue. L’Arpa, d’altro canto, aveva in precedenza “misurato” le PM10 prodotte dalla CTE2 in 45 tonnellate (stampa del 17.6.2003). E nessuno ha finora calcolato con metodo scientifico le polveri secondarie che si formano in atmosfera in quantità più elevata che al camino! Dove sta dunque il miglioramento introdotto dalla turbogas? Se poi si esaminano gli altri inquinanti, le cose vanno peggio. Il confronto tra la dichiarazione EMAS 1999 di Enichem sull’inquinamento atmosferico prodotto dal polo chimico, la valutazione di impatto ambientale della nuova Turbogas e la relazione del 11/06/2003 dell’Ing. Mirandola, incaricato dal Comune, dimostra che la nuova centrale, a regime ridotto, aumenterà del 28% gli NOx, del 1363% il CO e del 435% la CO2. La Commissione scientifica nominata dal Comune saprà giungere alla verità? Perchè tra i componenti, oltre a chimici, fisici e metereologi, non sono previsti medici (clinici ed epidemiologi) ed esperti di Via? Valentino Tavolazzi Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Ultimi giorni per poter esprimere il proprio orientamento sulla costruzione della centrale a turbogas nel petrolchimico cittadino: il «referendum» proposto dal nostro giornale verrà infatti chiuso alle 22 di domenica prossima 6 marzo, termine ultimo per poter consegnare i tagliandi. Per ora il divario tra i favorevoli e i contrari è abissale. 73 MIMESI Articoli pubblicati il 26/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II di Stefano Lolli L’unico lampo d’oro e lacca nera, nell’ufficio ampio ma privo di lussi, è una maschera da samurai, dono del presidente del colosso Koimatsu: «Non creda che siamo tanto simpatici, ai giapponesi: però in noi hanno trovato affidabilità e innovazione, rigore nella produzione e nelle consegne, prezzi compatibili». Giovanni Bertoni, presidente di Thyssenkrupp Italia o ‘capo’ della Berco come lo si chiami, parla guardando negli occhi l’interlocutore, si distrae solo quando lo sguardo si posa sui modellini di trattori sulle mensole: «Le svelo un pensiero infantile: ne sono appassionato sin da bambino. Quei nomi, Caterpillar, John Deere e altre sigle americane mi affascinavano. Oggi penso con un po’ di fierezza che non solo conosco i presidenti di quelle società, ma che sono tutti nostri clienti». — La Berco, da vent’anni in mano tedesca, è un modello di globalizzazione da quando questa parola non esisteva. «Eppure qui di tedesco c’è solo l’azionista, che vediamo due volte l’anno. Tutto il resto è italiano, o meglio ferrarese: non c’è un solo tecnico straniero in azienda, è tutta capacità locale». — Com’è possibile? «Success generates freedom, il successo genera la libertà». — Successo: è parola inconsueta oggi per un’azienda ferrarese. «Meno di quanto si creda: pensi alla Vm o alla Ceramica Sant’Agostino. La stessa Cassa di Risparmio di Ferrara è un po’ un’altra Berco». — Rimpianti per quando ne è stato presidente? L’esperienza si è chiusa in maniera non idilliaca. «Nessun rimpianto. E’ stata un’esperienza importante, mi ha fatto conoscere l’economia locale da una prospettiva nuova. Ripensando a quegli anni, forse io non ero la persona più adatta: se a un imprenditore è richiesto di essere rigoroso, il presidente della Cassa deve essere politico e diplomatico. Poi non si posson fare due lavori a tempo pieno. Tutto qui: su altri risvolti, un po’ si è romanzato». — Col rigore dell’imprenditore, come valuta l’attuale situazione economica? «Che domanda complicata! Per me è difficile prescindere dalla ‘lente’ della Berco: in fondo il successo di questa grande isola produttiva è legato anche al fatto che a Ferrara mancano tante 74 MIMESI altre grosse industrie. Forse è brutto da dire, ma è sicuramente una nostra fortuna». — Eppure le analisi sull’occupazione dicono che è difficile reperire manodopera, anche fra i neo laureati. «Anche qui mi tocca smentire: sabato scorso abbiamo deciso altre 120 assunzioni, lunedì si sono presentati i primi quaranta. Tutti ferraresi, giovani, motivati; e il 50% degli attuali 3000 dipendenti è rappresentato da diplomati o laureati. Ferrara non è la landa desolata che molti dipingono». — Nel 2004 abbiamo perso imprese storiche come Costruttori, Zanolini, Stayer. «Un fenomeno che mi ha colpito è stato quello della Costruttori: ha dato tanto al territorio, nell’ora della difficoltà è stata abbandonata da tutti. A iniziare dalla sua organizzazione di riferimento». — Altre imprese risentono, si dice, della competività straniera. «Allora noi siamo proprio un’isola! Da sempre difendiamo l’idea di concentrare la produzione, l’innovazione, la tecnologia qui, a Copparo e in Italia. E’ la strada maestra per crescere». — Nessun timore per l’onda lunga dalla Cina? «Sarei un pazzo se dicessi di non essere attento a quanto accade nel mondo: ho appena letto sul Financial Times che aumenterà il prezzo dell’acciaio nelle miniere brasiliane e ho dovuto rassicurare un cliente di New York. Ma pensare di esportare la Berco, è impensabile. Anche per un fatto morale. Dialoghiamo con tutto il mondo, in Cina apriremo un presidio di 100 persone: ma testa e cuore restano qui. Se non fosse così, non taglieremmo nel 2005 il fatidico traguardo dei mitici mille miliardi di lire di fatturato». — Sfugge al giudizio sull’economia locale. «Provavo a rimandarlo: non invento nulla dicendo che il territorio è chiuso in se stesso, con scarsa propensione a rischiare. C’è soprattutto una mancanza di prodotti nuovi: è questo, oggi, che allarga o restringe gli orizzonti». — Conservatori, dunque. Effetto della crisi? «Nel 2002 per Berco il mercato era calato del 25%, abbiamo continuato a investire e innovare, a sperimentare d’intesa coi sindacati soluzioni concordate. Mai rinunciare a guardare avanti». — Guardando avanti, per sè cosa vede? «Alla mia età, in America si dice you are on the way up to the hill, e stavolta non glielo traduco: diciamo che mi vedo un po’ in Berco, e un po’ nonno». — E per Ferrara? Tra i progetti rilevanti c’è la centrale a turbogas, che dovrebbe produrre energia utile al rilancio industriale. «Diciamo che a Ferrara ci sono due pesi e due misure. Alla Berco, per alzare un cavo dell’alta tensione, abbiamo atteso i permessi tre anni». — Mi pare di intuire una certa contrarietà. «Qualche giorno fa, da cittadino e non da capo della Berco, ho ritagliato il coupon del Carlino sul turbogas, ho scritto un bel no e ve l’ho rispedito in forma anonima. Basta?». — No. «Allora Diciamo che sono fautore dell’energia e persino delle centrali, ma nei luoghi giusti. Ottocento megawatt a un chilometro dalla città non mi sembrano opportune. E non aggiungo altro». 75 MIMESI Zucchini (Prc) si astiene «Caso» nel centrosinistra La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Per Cavallini (Ds) si è posta fuori dalla maggioranza La maggioranza di centro sinistra ha portato a casa il bilancio 2005 entro i termini di sicurezza ma potrebbe aver perso un componente. Questa, almeno, è l’interpretazione del segretario Ds, Mauro Cavallini, a proposito del voto di astensione espresso dal capogruppo Prc, Emanuela Zucchini: «Chi non vota il bilancio si mette al di fuori della maggioranza». E’ l’atto conclusivo di una lunga guerra di logoramento? «Non mi considero fuori dalla maggioranza - ha detto Zucchini dribblando gli strali dei suoi (ex?) colleghi - Ho condiviso i principi fondamentali della manovra, cioè la salvaguardia dei servizi sociali e delle politiche della pace, ma non la loro applicazione. L’aumento dell’Ici (al 6,4‰ sulla prima casa, ndr), almeno in parte, poteva essere evitato con tagli più incisivi alle spese». Bisogna vedere come la prenderà il suo partito, visto che l’altro consigliere Irene Bregola ha votato a favore rispettando le indicazioni dell’assemblea del circolo Luxemburg. Da mesi si susseguono i contrasti tra Zucchini, la maggioranza consigliare e la dirigenza di Prc, in particolare sulla vicenda della centrale turbogas, alla quale il capogruppo Prc è contrario. Ora si è aggiunto anche questo “strappo” sul bilancio, cioè il documento fondamentale della programmazione comunale. Turbogas, io non ci sono La Nuova Ferrara Pagina 19 - Agenda e Lettere Scrivo per precisare che la notizia pubblicata ieri e relativa alla Commissione scientifica guidata dal prof. Remigio Rossi sulla turbogas riporta un errore: la sottoscritta, Roberta Piva biologa molecolare, non ne fa parte e non è mai stata convocata a questo proposito. Roberta Piva Università di Ferrara Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare Ferrara Non ci resta che prenderne atto, scusandoci con l’interessata e con i lettori. Putroppo è avvenuto uno scambio di nomi. Il nome giusto è quello di Stefano Piva, ordinario di termotecnica alla Facoltà di Ingegneria. 76 MIMESI Articoli pubblicati il 25/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «E’ una vergogna, un sacrilegio costruire una centrale turbogas così vicina alla città» scrive un’anziana lettrice accompagnando il suo ‘voto’ contrario nel referendum del Carlino. «E il sindaco cosa dice, la giunta cosa fa? Pensano ad altro ma subiranno le conseguenze dell’inquinamento anche loro, nessuno escluso, se l’impianto sarà realizzato». Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X Domenica, giorno consacrato al blocco del traffico, ho girato attorno alla città, credendo di trovare le pattuglie dei vigili urbani agli ingressi della cerchia muraria. Forse ho guardato male, ma non ne ho vista una, dico una. Le auto entravano e uscivano tranquillamente dalla zona “proibita”. Tutto era insomma affidato all’autodisciplina dei cittadini. Un conto è bloccare il traffico, un conto è annunciarne il blocco. Nel primo caso si rompono le p…. ai cittadini ed elettori. Nel secondo si va su radio e telegiornali, e la cosa fa un altro effetto. Non parliamo poi dei giorni della burla, cioè i giovedì a targhe alterne. Circoli, e in tutta onestà non sapresti dire se sono vietate le pari oppure le dispari. Tutti a gpl, metano ed elettricità? Se così fosse, saremmo all’avanguardia in Italia. In proposito ho qualche dubbio. L’impressione è che conti più il dire che il fare. Il sindaco è costretto dalla normativa vigente a fare qualcosa contro il traffico, ma senza esagerare. In realtà la situazione sta assumendo i contorni della tragedia, se si pensa che di pm10 ci si ammala e si muore di cancro. Altro che il pannicello caldo delle targhe alterne e dei finti blocchi del traffico. Occorrerebbe coraggio, anche a costo dell’impopolarità. Ci vorrebbero fondi per svecchiare il parco auto ed eliminare i motori a due tempi, per riconvertire le caldaie a gasolio, per costruire centrali solari modello “Rubbia”. Ci vorrebbe insomma uno sforzo economico straordinario da parte dello Stato. E’ 77 MIMESI credibile con questi chiari di luna dove pagare le tasse sembra quasi una bestemmia? Qualcuno in televisione ha detto che calare del 60% la Co2 vorrebbe dire tornare al Medio Evo. Sarà anche così. Ma che futuro avranno i nostri pronipoti, soprattutto nella nostra Ferrara, se consideriamo che ci pioverà sulla testa una megaproduttrice di polveri fini quale la centrale a turbogas? Carlo Benfenati 78 MIMESI Articoli pubblicati il 24/02/2005 Commissione al lavoro La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - CENTRALE TURBOGAS Sta già lavorando la Commissione scientifica sulla turbogas, anche se la sua composizione non è ancora completa. «Stiamo attendendo risposte per due competenze indispensabili, un meteorologo e un epidemiologo - spiega il presidente Remigio Rossi, preside della facoltà di Scienze - Nel frattempo, però, i quattro colleghi che mi hanno già confermato la loro disponibilità stanno studiando il materiale prodotto in questi mesi». Sono già al lavoro, dunque, il chimico Francesco Dondi, il biologo Renato Gerdol, Roberta Piva (biochimica) e Torquato Nanni (scienze della terra). Il loro primo obiettivo è «verificare se la metodologia scientifica utilizzata per dare il via libera alla centrale è corretta - spiega ancora Rossi - In una seconda fase metteremo a punto una griglia di tutele e controlli che suggeriremo di applicare al momento di iniziare la costruzione della centrale, se questa rimarrà l’intenzione dell’amministrazione». E le candidature del medico Alfredo Potena e dell’esperto ambientale Virginio Bettini, avanzate rispettivamente da Io Amo Ferrara e da Emanuela Zucchini (Prc)? «Nomi importanti, non escludo coinvolgimenti ma voglio decidere in automia» conclude Rossi. 79 MIMESI Articoli pubblicati il 23/02/2005 Prc: ‘Bettini in commissione’ Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VII - TURBOGAS La capogruppo di Rifondazione Emanuela Zucchini ha inviato ieri una lettera al sindaco, chiedendo di «inserire nella commissione scientifica sulla centrale a turbogas il prof. Virgilio Bettini, associato di Analisi e Valutazione Ambientale presso l’Università di Venezia». Si tratta, spiega la Zucchini, di un esperto «la cui fama e competenza è nota a livello internazionale: ciò garantirebbe che la commissione si componga di membri di alta professionalità e posizioni scientifiche di diverso orientamento, condizioni indispensabile per conseguire risultati seri e approfonditi». La Zucchini chiede a Sateriale anche di riferire sull’attivazione «entro febbraio come garantito dell’organismo scientifico». Il sindacalista termina lo sciopero della fame: «Ma l’allarme resta» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - ENI Dopo 22 giorni e 15 chili persi Andreolini ha chiuso la protesta Una brioche alla marmellata, due tazzine di caffè bollente: ieri mattina alle otto in punto, Elvio Andreolini ha interrotto così il lungo sciopero della fame. Il rappresentante della Rsu Eni Ambiente aveva annunciato lo stop della clamorosa protesta, in concomitanza con l’incontro — che si è svolto appunto ieri — con i vertici aziendali e le segreterie dei sindacati chimici: un primo risultato, quello di sbloccare il silenzio sulle prospettive degli impianti (forno inceneritore, laboratorio ambientale e centro di monitoraggio delle acque reflue) e soprattutto dei cinquanta addetti in forza oggi alla società. Anche se dall’incontro, cui hanno partecipato il responsabile del personale ed i referenti ferraresi delle due società di gestione, non sono emerse quelle garanzie che, in queste settimane, anche la Fulc aveva invocato a più ripreso: in particolare, riferisce lo stesso Andreolini, il forno inceneritore 80 MIMESI per rifiuti tossico nocivi (che già oggi marcia a scartamento ridotto, con meno di 15 mila tonnellate annue di scorie smaltite a fronte di un’autorizzazione per 24 mila) «sembra davvero avere vita breve: sei mesi, forse un anno o poco più — commenta il rappresentante della Rsu —, il che purtroppo rinforza i timori per quanto riguarda gli esuberi di personale». Sono circa una trentina, gli addetti all’impianto destinato con ogni probabilità ad essere dismesso; tra l’altro un paio di mesi fa sia il sindaco Sateriale che l’assessore all’Ambiente Bratti avevano auspicato, nella prospettiva della costruzione della centrale a turbogas e del potenziamento dell’inceneritore per rifiuti urbani di Hera, che il forno di Eni Ambiente venisse chiuso. Ciò ha di fatto azzerato anche le prospettive, pur remote, di una sua vendita ad un’altra società (come è avvenuto invece a Ravenna, dove l’analogo impianto è stato acquistato proprio da Hera). Ma ritorniamo allo sciopero della fame. «E’ stata un’esperienza devastante — commenta Andreolini, assaporando anche mentalmente la prima colazione ‘normale’ —; dal 31 gennaio ad oggi mi sono retto su liquidi, thé e caffè, e non so quante bustine di zucchero ho consumato. Un giorno mi sono scoperto a succhiare il cucchiaino, sporco di cioccolata, che mia figlia aveva abbandonato sul piattino in cucina. Stavo per crollare...». Non è successo. Al termine dello sciopero della fame, ieri Elvio Andreolini pesava 15 chili in meno rispetto a poco più di tre settimane fa: «Una prova durissima, per me e per i miei cari — dice il sindacalista di origine marchigiana, in questi giorni colpito anche da un grave lutto familiare —; ma dal punto di vista della solidarietà, e dell’impegno che ho messo per rompere la cappa di silenzio sul futuro di Eni Ambiente, sono convinto che la scelta è stata giusta». Per oggi, fra l’altro, è in programma l’incontro con il sindaco Sateriale. Perché sul fronte istituzionale, oltre che per il confronto tra azienda e sindacati, la vertenza Eni Ambiente è tutt’altro che conclusa: la prospettiva degli esuberi (che non riguarderebbe invece gli altri due impianti del gruppo operanti a Ferrara), dovrà essere infatti «inserita e affrontata, a mio giudizio — chiude Andreolini — attraverso la verifica e la riscrittura dell’accordo di programma sul petrolchimico». Operazione questa sulla quale da tempo la stessa Fulc sollecita le istituzioni locali. s. l. 81 MIMESI Articoli pubblicati il 22/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il referendum del Carlino Cosa ne pensi della costruzione della centrale Turbogas? FAVOREVOLE CONTRARIO Spedite questo tagliando alla redazione de il Resto del Carlino Galleria Matteotti 11/B - 44100 Ferrara * SETTIMO SCRUTINO * ore 12 di lunedì 21 febbraio 170FAVOREVOLI 1263CONTRARI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «Non si può fermare il progresso, bloccare la produzione di energia equivale a un ritorno al passato» scrive M.S. motivando il suo voto favorevole alla turbogas. «Le nuove tecnologie sono meno inquinanti e poi chi sarebbe disposto ad illuminare casa propria con le candele?». 82 MIMESI Articoli pubblicati il 20/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «Siamo tante famiglie — è il bigliettino di un paio di righe arrivato ieri in redazione e firmato soltanto ‘Il Condominio’ — e abbiamo votato tutte favorevoli al turbogas». Le famiglie non sono sole: come si vede dall’ultimo scrutinio, i favorevoli, sia pure in minoranza, ci sono. «La pazienza Ds non è infinita» La Nuova Ferrara Pagina 13 - Cronaca - Mauro Vecchi eletto segretario comunale: cento sì e 3 astenuti Mauro Vecchi è stato eletto segretario comunale dei Ds con 100 voti, tre astenuti e nessun voto contrario. L’esito della votazione a scrutinio segreto è stato dato ieri al termine del congresso dell’Unione comunale che si è tenuto al centro sociale Il Melo. I Ds - ha detto Vecchi nella sua relazione - «hanno bisogno di dirigenti politici leali, non fedeli, non ci deve spaventare il confronto politico anche aspro, purchè sia a viso aperto». Con questo spirito i Ds «sono chiamati a sviluppare autonome iniziative politiche» e a interloquire anche con la giunta. Per Vecchi quello che non deve mancare mai è «la forte tensione unitaria» che deve animare anche tutto il centro sinistra: «Il problema non è la differenza delle opinioni, ma la coerenza dei comportamenti». La questione è stata ripresa nelle conclusioni dal segretario provinciale Mauro Cavallini, che ha «amichevolmente» polemizzato con Stefano Cavallini, criticando il modo come i Verdi hanno ripetutamente aperto la discussione nel centro sinistra cercando «di mettere il loro marchio» sul no all’aumento dell’Ici e arrivando a dire di essere loro la vera opposizione: «Non si può approfittare del nostro senso di responsabilità». A proposito dei luoghi di decisione il leader dei Ds ha detto, a beneficio di tutti, che le cose con l’elezione diretta dei sindaci sono cambiate e che «l’autonomia dei partiti dalle istituzioni va letta anche come autonomia delle istituzioni dai partiti». L’idea che esista un luogo mitico per decidere tutto, dalle politiche della giunta alle nomine nei vari 83 MIMESI enti, è sbagliata e fuorviante per Cavallini, così come lo è l’idea che Ds, Margherita e Sdi decidano sulla testa dell’intera coalizione. A proposito di trattamenti equi un’anomalia da correggere è per i Ds «la questione del Pdci in Provincia», dove i comunisti italiani sono rimasti senza assessore pur avendo più voti di altri partiti (più dei Verdi, ad esempio). Sul turbogas Cavallini si è stufato di sentire e di leggere che non si è discusso abbastanza e con sufficiente trasparenza: «E’ stato il tema più dibattuto in questi anni dentro e fuori le istituzioni, a cominciare dal consiglio comunale. C’è stata anche una verifica, nemmeno tanto tempo fa, alle comunali del 12 giugno: peccato davvero che nessuni mai ricordi che i principali animatori delle battaglie contro il turbogas nella maggioranza e nella minoranza non sono nemmeno stati eletti in consiglio comunale». Un’allusione diretta alla verde Francesca Cigala candidatasi con l’Italia dei Valori, a Giovanna Marchianò (Pdci) e a Mario Testi (Fi). Cavallini ha appoggiato la proposta di Vecchi di tornare a fare la festa dell’Unità al Grattacielo e magari anche a Sabbioni e Cona. 84 MIMESI Articoli pubblicati il 19/02/2005 Eni Andreolini al sindaco: «Ecco le proposte per salvare gli impianti» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX «Il forno inceneritore di Eni Ambiente deve restare attivo fino a sei mesi prima dell’avvio della centrale a turbogas; a quel punto una parte del personale seguirà il ‘biologico’ in Ifm, una parte sarà assorbita dal laboratorio, una parte acquisita da Enipower ed i rimanenti esigui esuberi potranno essere assorbiti dalle varie società del petrolchimico». Questa la proposta formale che Elvio Andreolini, il sindacalista della Rsu di Eni Ambiente che ormai da venti giorni attua lo sciopero della fame, avanza all’azienda, ai sindacati confederali, alle istituzioni. Fermo proprio il richiamo al sindaco, invitato «a chiedere entro fine febbraio l’aggiornamento degli accordi di programma ed inserire questo progetto e queste tutele nell’accordo — prosegue Andreolini —: è indispensabile la presenza delle confederazioni sindacali al tavolo di concertazione. Le istituzioni devono chiedere poi a Eni un investimento produttivo nel polo chimico, per tutelare il livello occupazionale». Fino a martedì 22 (giornata in cui è previsto anche l’incontro con i rappresentanti dell’azienda) Andreolini proseguirà in ogni caso lo sciopero della fame. Tornando alle prospettive per gli impianti ferraresi, il delegato Cgil si dice «convinto che la soluzione ottimale per Eni Ambiente — chiude Andreolini — potrebbe essere ancora rappresentata da Hera». Hera che, a Ravenna, ha recentemente acquisito il forno inceneritore per rifiuti speciali. Questa eventualità, però, a Ferrara pare essere messa in discussione non solo dalle ipotesi di smantellamento dell’impianto che oggi marcia a scartamento ridotto (15 mila tonnellate annue contro una quantità autorizzata di 24 mila), ma anche dalla contrarietà delle istituzioni. 85 MIMESI Gli scarichi in atmosfera devono essere ridotti La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Seminario degli Industriali sulla nuova legislazione Anche dalle industrie arriverà un contributo alla lotta all’inquinamento atmosferico. Questo almeno è l’intendimento dell’Unione Industriali, che ha promosso un incontro con i propri associati per diffondere il più possibile le nuove imposizioni in tema di emissioni in atmosfera. Il più recente decreto ministeriale sulle emissioni di composti organici volatili, in pratica le sostanze chimiche che derivano dall’utilizzo dei solventi, prevede anzitutto la presentazione di una relazione tecnica entro il 12 marzo alla Provincia, con l’indicazione di tutte le emissioni. Poi, quando serve, deve seguire un progetto di adeguamento degli impianti e delle procedure con l’indicazione delle misure che s’intendono adottare per il rispetto della normativa. Tutto questo sarà spiegato nel dettaglio alle aziende associate all’Unione Industriali, nel corso di un incontro programmato per mercoledì 23 febbraio, a partire dalle 14.30, nella sede di via Montebello 33. I relatori saranno Fulvio D’Alvia, del nucleo ambiente di Confindustria, Emanuele Peschi del ministero dell’Ambiente, e Lucio Virgilio Piccolotto, dell’Unione Industriali di Pordenone, che è anche un esperto a livello nazionale sull’argomento. Le polemiche relative alle responsabilità dell’attuale situazione d’inquinamento atmosferico della città hanno coinvolto anche l’apparato industriale, già prima della nuova turbogas. Per Eni-Ambiente è Hera la soluzione ottimale La Nuova Ferrara Pagina 18 - Agenda e Lettere Da Elvio Andreolini della Rsu Ambiente Ferrara, delegato Cgil, che da giorni attua lo sciopero della fame, in difesa dei lavoratori che rappresenta, riceviamo la seguente nota: Il ruolo di un sindacalista che sia degno di questo nome, non è solo quello di difendere i diritti della persona, lottare per rivendicarli, ma anche fare proposte che aiutino tali processi di tutela complessiva della società italiana. Nel nostro territorio è arrivato il momento di rispolverare il nostro orgoglio e il nostro buon senso, in tutte le categorie del mondo del lavoro esiste una crescente disaffezione per il sindacato e per i valori di solidarietà che rappresenta. Faccio una proposta di soluzione dei problemi di Eni-Ambiente nella logica di collocare le organizzazioni sindacali ancora al centro della contrattazione tra aziende e istituzioni locali. Per amore della verità ho preso questa decisione anche perchè vedo le parti in causa indecise su cosa fare, questa è una situazione molto pericolosa per i lavoratori che rappresento. Preso atto che la società Ambiente con la sua strategia industriale ha decretato la chiusura del forno di termodistruzione e che questa decisione è condivisa dalle istituzioni locali, tutti dovranno farsene carico nella ricerca delle soluzioni. 86 MIMESI La proposta. Il forno resta produttivo fino a sei mesi prima dell’avvio della centrale turbogas, a questo punto una parte del personale seguirà il biologico in Ifm, una parte sarà assorbita dal laboratorio, una parte acquisita dalla Eni-Power e i rimanenti esigui esuberi saranno assorbiti dalle varie società del Petrolchimico ferrarese. Entro il mese di febbraio 2005 il sindaco chiede l’aggiornamento degli accordi di programma e inserisce il progetto e le tutele nell’accordo; è indispensabile la presenza delle confederazioni sindacali al tavolo di concertazione. Le istituzioni ferraresi richiedono ad Eni un investimento produttivo nel polo chimico per tutelare il livello occupazionale. Sono convinto che la soluzione ottimale per Eni-Ambiente potrebbe essere ancora Hera. A questo punto potrò finalmente dedicarmi al controllo del rispetto degli accordi sottoscritti e ridare tranquillità alla mia famiglia. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto, chiarire ancora che la mia iniziativa non era volta a difendere “il mio posto di lavoro” che è consolidato, ma quello dei lavoratori che rappresento come delegato Cgil. Continua lo sciopero della fame fino al 22 febbraio. Elvio Andreolini Ferrara Pannelli solari La Nuova Ferrara Pagina 15 - Cronaca Signor sindaco, abbiamo letto sulla Nuova Ferrara nei giorni scorsi la lettera di un cittadino che condividendo le misure adottate per la riduzione dell’inquinamento atmosferico (limiti alla circolazione degli autoveicoli) proponeva un intervento degli enti pubblici mediante la installazione di pannelli solari in tutti gli edifici pubblici quale contributo al risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti. La proposta ci pare sensata, congrua e attuabile. Poiché il problema atmosferico ed energetico non è sorto oggi ci siamo chiesti se nella progettazione dell’ospedale di Cona è stata prevista l’utilizzazione di pannelli solari. Se non è stato previsto si provvederà ad installarli? Sarebbe un atto concreto e uno stimolo ad allargare l’uso di questa tecnica a parte del pubblico e del privato. Alteo Mambriani Sara Benatti Anna Paola Mambriani Gentili signori, sono ben cosciente che il degrado ambientale rappresenta uno dei più gravi problemi del nostro tempo e che le indispensabili misure volte a limitare l’uso dei veicoli a motore nelle nostre città non risolvono la questione, ma semplicemente la differiscono nel tempo. Credo anche che queste problematiche debbano essere oggetto di riflessioni e di decisioni politiche di più ampio respiro. In questo senso si orientano i nostri richiami al governo per l’impostazione di una attenta politica ambientale che non può, e non deve, essere lasciata alla buona volontà delle singole amministrazioni locali. Anch’io ritengo assolutamente da percorrere la strada delle fonti energetiche 87 MIMESI alternative perché sono dell’opinione che la qualità della vita dipenda in larga misura dalla capacità di affermare una cultura dell’energia pulita ricercando soluzioni innovative a vecchi problemi. La trasformazione dell’energia solare in energia utile e calore per le molteplici attività dell’uomo attraverso i pannelli solari va esattamente in questa direzione. Da quanto ho appreso il capitolato d’appalto per il completamento del nuovo ospedale di Cona, predisposto dall’Azienda ospedaliera di Ferrara sulla base della normativa vigente, non richiede la presentazioni di offerte con specifiche riferite ai pannelli solari, ma auspico che le ditte che intendono partecipare al bando propongano un uso razionale dell’energia che impieghi fonti rinnovabili e rispettose dell’ambiente. Su questo terreno è doveroso segnalare come Ferrara è già ora all’avanguardia con un sistema di teleriscaldamento che sfrutta le fonti naturali dell’energia geotermica. Ma l’Amministrazione comunale ha messo a punto un progetto di estensione dell’ecologica rete che, entro dieci anni, consentirà di triplicare le utenze servite, passando dagli attuali 4 milioni di metri cubi di volumi abitativi riscaldati a 11 milioni di metri cubi. La rete sarà integrata attraverso il riutilizzo dei vapori del ciclo di produzione della centrale a turbogas che dovrebbe sorgere nel polo chimico, concepita proprio a questo scopo come impianto di cogenerazione. Ricordo, inoltre, che l’amministrazione comunale di Ferrara ha recentemente provveduto ad avviare l’iter per il finanziamento, da parte del ministero dell’ambiente, di venticinque auto di servizio a tecnologia ibrida (motore a benzina ed elettrico). Quelle centrali da chiudere Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - SMOG E POLEMICHE Caro Carlino, nel dibattito intercorso nel Consiglio Comunale straordinario del 17 gennaio 2005 riguardante la centrale Turbogas, l’ex sindaco Soffritti è stato molto esplicito nel dire che quando c’era lui a decidere, fu realizzata una centrale da 150 MW (all’interno del petrolchimico, che attualmente produce energia per il gestore nazionale) e gli accordi o le promesse della ditta costruttrice, riporta Soffritti, erano quelli di chiudere le due vecchie centrali Cte1 e Cte2! Perché non è stato fatto? Perché nessuno ha controllato che ciò avvenisse? Come sarà possibile che domani questo possa accadere? Chi controllerà? L’assessore Bratti, il sindaco Sateriale oppure l’assessore Golinelli? Visto il rimpallare delle competenze in materia ambientale noi comuni cittadini riuniti in comitati civici non ci fidiamo più! Per lo stesso motivo non ci fidiamo di quello che ciclicamente l’assessore all’ambiente Bratti ci propina, è di ieri l’ennesimo comunicato stampa in cui si dice che lo smog non è solamente dovuto alle autovetture ma sembrerebbe… che una certa responsabilità ce l’abbia anche il petrolchimico…..«alleluia verrebbe da dire» ma subito precisa che tale inquinamento è dovuto principalmente dalle due vecchie centrali che al più presto verranno sostituite dalla nuova turbogas, ed allora potremmo respirare a pieni polmoni! 88 MIMESI Ma Soffritti non ha forse detto che Bratti gli avrebbe detto che una è spenta ed una è in riserva fredda? Allora domenica chi ha inquinato sulla città visto che le auto erano per lo più ferme e c’era persino il vento? Non è forse vero che una delle due centrali funziona per metà a gas e per metà ad olio combustibile? E nel complesso funziona solamente al 60% della sua potenzialità? Una volta per tutte bisogna smetterla di utilizzare il demone di queste due vecchie centrali, «ora vanno ora non vanno…. Restano in riserva….», ma quando servono per far tornare i conti eccole lì pronte a sputare Nox e polveri sottili, cosa succederà il giorno in cui saranno chiuse per davvero e la situazione forse sarà più grave? Saremmo lieti se l’assessore Bratti una volta tanto ci fornisse dati certi, quante cisterne di gasolio entrano giornalmente nel petrolchimico per il normale funzionamento delle centrali inquisite? Ci sarà pure un registro di carico a disposizione per dimostrare quanto viene ripetutamente affermato! Poi se veramente il problema dell’inquinamento a Ferrara riguarda questa centrale, la si faccia chiudere immediatamente, il sindaco Sateriale quale massimo tutore e garante della salute dei suoi concittadini né ha la facoltà! È ora di finirla di cercare di voler tranquillizzare la cittadinanza con notizie poco veritiere; sono stati i comitati a smentire o meglio ancora, a far rilevare l’errore di esposizione dell’ASL circa i tumori nella nostra provincia, esposizione fatta utilizzando una pagina intera dei quotidiani cittadini, che ovviamente è stata pagata dai cittadini; errore oggi riconosciuto dalla stessa ASL. Comitato Civico FerrAria Pulita Bruno Tunioli 89 MIMESI Articoli pubblicati il 18/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «Invio una prima dozzina di voti contrari alla centrale turbogas — scrive Pasquina Ferrari — sono anche scontenta del metodo usato dal sindaco per arrivare alla decisione di autorizzarne la costruzione. L’insistere di Sateriale ha determinato il suo calo di gradimento tra la gente» 90 MIMESI Articoli pubblicati il 17/02/2005 Seduta alla... luce del sole, ma è polemica sul turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VI - PROVINCIA Per ricordare il protocollo di Kyoto La seduta di Consiglio provinciale, si è aperta ieri mattina con il gesto, simbolico, di spegnere le luci dell’aula e continuare i lavori... alla luce del sole. Per ricordare l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto e aderire alla Giornata del Risparmio Energetico: poi però il confronto, sui temi dell’ambiente, ha registrato molte polemiche. I due consiglieri di Forza Italia Massimo Mazzanti e Vittorio Anselmi hanno contestato, rispettivamente, la chiusura della maggioranza nei confronti del nucleare e soprattutto il fatto che nell’ordine del giorno del centrosinistra non si faceva menzione della centrale a turbogas. Anche il capogruppo della Lega Nord Cavicchi ha contestato la chiusura, definita ideologica, nei confronti del nucleare. Sul turbogas ha incalzato invece l’altro azzurro Ugo Taddeo: «Non si capisce come si voglia guardare al futuro e, al tempo stesso, s’intenda costruire la centrale alle porte della città». Rossano Scanavini dell’Udc ha ricordato l’opportunità di una diversa collocazione della centrale; il capogruppo dell’Italia dei Valori Mario Castelluzzo ne ha invece difeso l’ubicazione. «Noi contestiamo le dimensioni della centrale, ma che quello sia il suo posto è fuori discussione». Rino Conventi (FI) ha infine allargato il ragionamento alla vicenda della centrale di Porto Tolle. Al proposito, Castelluzzo ha assicurato che la commissione consiliare sta lavorando perchè si arrivi ad una posizione condivisa da tutte le comunità coinvolte. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Il referendum del Carlino Cosa ne pensi della costruzione della centrale Turbogas? 91 MIMESI FAVOREVOLE CONTRARIO Spedite questo tagliando alla redazione de il Resto del Carlino Galleria Matteotti 11/B - 44100 Ferrara * QUINTO SCRUTINO * ore 12 di mercoledì 16 febbraio 154FAVOREVOLI 729CONTRARI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX ) TURBOGAS Sono favorevole alla centrale Tutti i giorni leggo il Carlino e da quando è stato inserito in prima pagina quel fac simile di referendum dei favorevoli o contrari alla centrale Turbogas, ho notato che i contrari sono di gran lunga superiori ai favorevoli. Evidentemente queste persone che non vogliono la centrale a Ferrara, a mio parere sono poco e male informati, e anche un po’strumentalizzati. Punto primo, la centrale non deve far paura in quanto funziona a gas metano, e non inquina per niente, tenendo anche presente che oggi la tecnologia e talmente avanzata che certi pericoli sono da escludere nel modo più assoluto, l’unico inconveniente è il costo del gas metano che essendo legato al prezzo del petrolio potrà variare, ma questo non è un problema di oggi il gas da sempre viene importato sia dalla Russia che dall’Algeria. Punto secondo, l’Italia è l’unico paese in Europa che importa elettricità, dalla Francia, dalla Svizzera, e anche dalla Slovenia e a parte quello che ci costa, questi paesi chissà perché alcune delle loro centrali nucleari le hanno installate quasi a ridosso dei confini Italiani. Prima del referendum in Italia avevamo delle centrali nucleari all’avanguardia le migliori d’Europa, ora sono da rottamare. Fortunatamente (meglio tardi che mai) uno che vede molto lontano ha pensato di ritornare al nucleare, perché ha capito che oggi, e anche per un prossimo futuro alternative diverse non esistono. perché chi non lo avesse capito lo scrivente e favorevole sia alla centrale Turbogas, e al nucleare. Adriano Marzola ) POSTE Che delusione 92 MIMESI con quel libretto Vorrei raccontare le mie vicissitudini con Poste Italiane così che tanti ignari utenti possano conoscere quello che potrebbe capitare anche a loro. Lo scorso ottobre è deceduto un mio famigliare, lasciando una piccola somma (circa 3000 euro) depositata in un libretto postale intestato a suo nome. Sapevo che il suo desiderio sarebbe stato quello di aiutare una Associazione di Ferrara che opera in un paese dell’Africa a lui tanto caro e così in accordo con gli altri famigliari abbiamo subito iniziato le pratiche richieste per la successione. Consegnati i documenti (certificati, atto notorio, ecc. ecc.) all’ufficio postale il 29-11-04, mi è stato comunicato che la pratica poteva risolversi in un mese circa,. Di comune accordo, noi famigliari abbiamo anticipato la somma facendo la donazione all’Associazione ferrarese prima delle feste natalizie contribuendo così a far felice tanti bisognosi. Ad oggi, dopo innumerevoli telefonate e giri presso gli uffici, non sono in grado di entrare in possesso della cifra. E’causa dei blocchi del sistema a Roma mi hanno detto per ben 2 volte, è causa del «disallineamento» del sistema centrale con quello periferico come mi è stato detto ultimamente. Cosa vuol dire; la cifra nel sistema centrale è diversa da quella stampata sul libretto? Per me è solo inefficienza delle Poste, che non tutela come dovrebbe i suoi clienti. Ora a metà febbraio 2005 mi chiedo e chiedo alla Direttrice delle Poste Italiane di Ferrara, è mai possibile che dopo 80 giorni non siate in grado di risolvere la pratica? Poste Italiane, cerchi di essere più professionale e faccia meno pubblicità ai suoi servizi se non corrispondono al vero. Grazie per lo spazio concessomi, la mia firma non serve, alle Poste hanno il mio nome e telefono. G.T. (lettera firmata) Una tregua dalle micropolveri La Nuova Ferrara Pagina 15 - Cronaca - EMERGENZA INQUINAMENTO Dopo i picchi toccati nelle ultime settimane e i continui sforamenti, martedì le micropolveri hanno concesso un po’ di tregua. I dati diffusi ieri dall’Arpa e riferiti alla giornata del 15 febbraio, hanno registrato un brusco abbassamento del livello di Pm10, la cui media è passata nell’arco di ventiquattr’ora da 74 a 32 microgrammi al metro cubo. Era dal 6 febbraio che non si scendeva sotto la soglia massima dei 50 microgrammi. L’abbassamento della concentrazione di micropolveri sotto il fatico limite ha interessato tutti i Comuni dell’Emilia Romagna, a eccezione di Modena, salita da 50 a 53. Le Regioni (nel nostro caso con delega alle Province) sono impegnate a definire i Piani di risanamento dell’aria e proseguono le azioni ecologiche per contenere i livelli di inquinamento. Oggi 93 MIMESI sarà un altro giovedì a targhe alterne, con permesso di circolazione (salvo deroghe) ai mezzi con targa dispari. Ma i sindaci sono concordi nel sostenere la necessità di mettere a punto provvedimenti di carattere strutturale, a cominciare dal potenziamento del trasporto pubblico. Proprio ieri l’Anci ha incontrato il ministro dell’ambiente Matteoli, e i sindaci si sono detti pronti a un braccio di ferro con il governo se non saranno garantite sufficienti risorse. Servono 500 milioni di euro per rinnovare e incrementare il parco mezzi del trasporto pubblico locale, e non è escluso che, da qui a quindici giorni, i primi cittadini decidano una giornata di blocco delle auto in tutti i Comuni italiani. A Ferrara, oltre all’ampliamento della ztl e della rete di piste ciclabili, si è già provveduto a sostituire la flotta degli autobus con mezzi meno inquinanti, così come il parco auto comunale è stato rinnovato con veicoli ibridi. Molto si sta puntando sul teleriscaldamento: la rete è stata progressivamente estesa e con l’entrata in funzione della centrale Turbogas si conta di triplicare il volume abitativo “teleriscaldato”. Oggi alle 14.30 si terrà inoltre il seminario di studi “Europa e ambiente: qualità dell’aria in siti urbani e industriali” al dipartimento di chimica di via Borsari 46. organizzato da Università, Comune, Provincia e aziende private, il convegno prevede il contributo di esperti mondiali, e farà anche il punto sulla situazione locale e le possibilità di intervento. La turbogas dà pochi posti Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - CENTRALE & LAVORO Dopo la seduta straordinaria del Consiglio comunale del 17 gennaio sulla centrale turbogas, abbiamo letto sui quotidiani locali diverse opinioni come si usa in un paese democratico e questa è la prova che il problema meritava l'accesa discussione in sede di Consiglio comunale. Noi siamo orgogliosi di essere una delle rappresentanze che ha fortemente voluto il Consiglio comunale straordinario anche se il risultato non è stato in linea con le nostre aspettative. Tornando agli interventi apparsi sulla stampa locale, desideriamo commentare la «puntualizzazione» voluta dalle Segreterie di Cgil,Cisl e Uil e apparsa su questo quotidiano, nella quale dichiarano: «... la salvaguardia dell'ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini costituiscono valori irrinunciabili e priorità assolute. Di grande rilievo sono i risultati sinora ottenuti su questo versante nella città di Ferrara...» ed ancora, parlando della Centrale Turbogas «un'importante e positiva opportunità per il territorio». Quale? Si sono forse chiesti se le argomentazioni prodotte dalle forze di minoranza fossero proprio tutte inconsistenti e unicamente frutto di demagogia politica e non piuttosto valutazioni tecniche comprovate? Ma di quali insediamenti di attività industriali e reti di infrastrutture di servizi vanno parlando queste segreterie? Esse ben conoscono gli effetti della politica economica di questi anni delle forze politiche di maggioranza nei confronti delle aziende e delle iniziative imprenditoriali dei cittadini ferraresi e non. Il bilancio è senza dubbio negativo infatti 94 MIMESI più che nascere, importanti Aziende ed attività commerciali presenti sul territorio sono morte! Qualcuno aveva forse dei dubbi sullo schieramento delle organizzazioni sindacali confederali? Ma tornando ad analizzare il contenuto delle “puntualizzazioni” ci preme sottolineare, in via generale, che le vecchie centrali sono ora: CTE1 in “riserva fredda” (cioè sempre ferma) e CTE2 funzionante metà ad olio combustibile e metà a gas naturale. Se sono così inquinanti perché le Organizzazioni Sindacali non ne hanno chiesto la chiusura in occasione della costruzione della Centrale CEF da 148 Mw? (al riguardo ricordiamo che fu costruita a Ferrara perché a Comunanza, nelle Marche, nessuno la volle e fu spacciata come sostitutiva delle due nella giusta logica di un moderno repowering). La Commissione scientifica e le rassicurazioni del Sindaco sono frutto di pressioni esercitate dalle forze di minoranza presenti in Consiglio Comunale (tra cui Io Amo Ferrara) e dalle associazioni e comitati cittadini e non certo conseguenza di un “accordo di programma” firmato nel 2001 dalle organizzazioni sindacali senza un minimo di consultazione con esperti! L'incremento occupazionale derivante dalla nuova centrale, una volta terminati i lavori, sarà irrilevante per la realtà ferrarese e non sarà certo questo insediamento ad attirare altre realtà imprenditoriali; abbiamo il peggior clima della Regione ed un elevatissima percentuale di tumori e l’unico insediamento industriale nuovo sarà un sito ad altissimo impatto ambientale, che produrrà energia elettrica in esubero rispetto ai fabbisogni dell'intera provincia e scompensi climatici di enorme rilevanza (oltre ad un sostanzioso reddito annuo per il Comune…). Non si facciano dichiarazioni illusorie e demagogiche come quella che la costruzione della Turbogas a Ferrara (da 800 Mw), assieme a politiche di risparmio energetico, possa portare alla chiusura della centrale di Porto Tolle che ha una potenza ben superiore (2.640 Mw). Il problema energetico nazionale è ben più complesso e si scontra con il costo di tutta la produzione nazionale che è circa il doppio di quella estera (basata sul carbone e sul nucleare), tanto che oggi è possibile per i grandi consumatori di energia comprarla all’estero! Ci dispiace fare queste considerazioni su organizzazioni che noi riteniamo debbano avere come obiettivo prioritario la difesa dell’interesse comune dei lavoratori, ma siamo molto preoccupati quando, come in questo caso, si vogliono costruire impianti non indispensabili per il territorio che possono creare un impatto negativo sulla salute e qualità della vita di tutti i cittadini, tra cui anche i lavoratori che le Organizzazioni Sindacali dovrebbero rappresentare sempre e comunque. Associazione «Io Amo Ferrara» tel. e fax 0532902824 sito: www.ioamoferrara.it e-mail: [email protected] 95 MIMESI Articoli pubblicati il 16/02/2005 ‘La turbogas abbatterà le polveri’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - EMERGENZA SMOG - Unione industriali difende il progetto «Non facciamo del petrolchimico un capro espiatorio». Riferendosi al discorso dell’assessore all’Ambiente Alessandro Bratti, il quale ha indicato nel polo chimico il principale responsabile dell’emergenza micropolveri nella nostra città, il direttore dell’Unione Industriali, Roberto Bonora, intende fare un po’ di chiarezza. «Delle parole di Bratti — sottolinea — va evidenziato il fatto positivo che della costruzione della nuova centrale arriverà un abbattimento dell’inquinamento». Riprendendo poi i dati riportati nello studio dell’Arpa, secondi i quali l’industria nel comune capoluogo emette 586 tonnellate di polveri sottili all’anno, delle quali 414 provenienti dal solo polo chimico, Bonora puntualizza: «Questi dati si riferiscono alle emissioni autorizzate, che sono di molto superiori a quelle effettive». E aggiunge poi che «se le tonnellate annue di Pm10 prodotte dall’industria arrivano nell’intera provincia a 1840, significa che a Ferrara è imputabile meno di un terzo del peso inquinante di tutto il territorio provinciale». Il rischio nel distribuire le colpe, secondo il direttore dell’Unione industriali, è anche quello di dimenticare che «proprio l’industria in questi anni ha fatto passi da gigante in termini di abbattimento delle emissioni». Lo stesso Ministro Ronchi, sottolinea Bonora, «ha ricordato che nel 2003 l’industria ha avuto un comportamento virtuoso: anche se sono aumentati i consumi energetici le emissioni di inquinanti sono state ridotte». E dal panorama nazionale è subito sceso alla sfera locale, portando l’esempio della Vm Motori la quale, precisa, «ha raggiunto limiti straordinari nell’abbattimento del carico inquinante prodotto da motori diesel». Il discorso torna poi al petrolchimico, in particolare alla Cte1 e Cte2: «Consumano gasolio e tutti sappiamo quanto inquinano — dice — perciò sono uno degli elementi a cui porre rimedio: in questo senso la Turbogas è una soluzione». Ma oltre al traffico e all’industria secondo Bonora non va sottovalutata la responsabilità del riscaldamento. Che, secondo i dati Arpa, ha un peso molto basso nella produzione delle polveri (ne produrrebbe 3 tonnellate all’anno nella provincia). «Ho qualche punto di domanda — afferma Bonora — sul fatto che il riscaldamento incida tato poco sull’inquinamento del territorio». E relativamente all’ultimo responsabile, il traffico, cosa dice il direttore dell’Unione? «Il provvedimento delle targhe alterne e delle domeniche senza auto sono solo dei palliativi: bisogna procedere con investimenti perchè il traffico della città non sia di stanziamento e risolvere, 96 MIMESI insomma, il problema dei parcheggi». Maristella Carbonin Polveri, i 35 «sballi» di Ferrara La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - di Marcello Pradarelli - Oggi si attendono notizie dall’incontro tra i sindaci e il ministro dell’Ambiente «Servono risorse per il trasporto urbano» Il fidanzamento tra le polveri fini e Ferrara è stato suggellato proprio nel giorno di San Valentino, con il trentacinquesimo sforamento dei 50 microgrammi. Ora siamo in compagnia di numerose città del nord, ma presto altre se ne aggiungeranno. Cosa accadrà adesso è difficile stabilirlo. Ferrara è una delle città che da più tempo mette in atto provvedimenti per cercare di contrastare la concentrazione di micropolveri. Tutti sono in attesa dell’incontro che oggi il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli avrà con i sindaci delle grandi aree metropolitane. Ferrara non sarà presente all’incontro, ma il sindaco Sateriale e l’assessore Bratti attendono notizie da Roma per capire come dovranno regolarsi. «Aspettiamo di sapere, per adesso andiamo avanti con le misure già note, targhe alterne al giovedì e forti limitazioni per i veicoli non catalizzati dal lunedì al venerdì». Il 35º giorno di sforamento Bratti non lo vive come una sconfitta: «La battaglia contro l’inquinamento non ha scorciatoie, richiede tempo, impegno e coerenza. In questi anni Ferrara non è stata a guardare e il lavoro fatto è stato senz’altro utile. Abbiamo operato su più fronti, sul regolamento e l’allargamento della ztl, stiamo completando la rete delle ciclabili, abbiamo sostituito una parte della flotta degli autobus urbani con mezzi più ecologici, e avviato il cambio del parco mezzi del Comune. E’ stata estesa la rete del teleriscaldamento e nei prossimi anni sono previsti ulteriori ampliamenti». Bratti inscrive anche la cmplessa operazione che riguarda l’area del petrolchimico (accordo di programma per la riqualificazione dell’area e turbogas) in questa filosofia. «In questo caso si tratta di ammodernare gli impianti con l’utilizzo delle migliori tecnologie e di chiudere i vecchi che inquinano meno di quelli nuovi. Anche se dobbiamo sempre avere presente che la principale fonte delle polveri è il traffico e non l’industria, altrimenti Bologna e Roma dovrebbero essere esenti dalle Pm10». Sembra quasi che sia stato fatto tutto, ma le polveri sono sempre lì: «Dobbiamo rafforzare queste politiche e praticarne altre, ad esempio sfruttando come fonti energetiche il fotovoltaico e il solare termico». E poi c’è il potenziamento del trasporto pubblico locale: «Credo che a Matteoli sindaci chiederanno finanziamenti proprio su incentivarequesto punto, per parte nostra abbiamo ormai definito a il nuovo piano del trasporto pubblico». 97 MIMESI Divisi sulle targhe alterne Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - SMOG Città divisa sull’efficacia del provvedimento delle targhe alterne e su quello della domenica ecologica dopo che, sul banco degli imputati per l’emergenza micropolveri, l’assessore Alessandro Bratti ha messo per prime le industrie del petrolchimico, giustificando nello stesso tempo dal punto di vista ‘ecologico’ la costruzione della Turbogas. «Penso che i blocchi del traffico facciano comunque bene anche se lo smog prodotto dalle auto non è il principale colpevole dell’aumento di micropolveri», sostiene Marco Odorizzi, architetto. Di opinione diverso è Sergio C., dipendente di 53 anni, il quale ritiene che questi provvedimenti creino soprattutto un grosso disagio ai cittadini: «Ho pagato il bollino blu, ho installato la marmitta catalitica, uso la benzina verde — sbotta — e non capisco perchè non posso girare. Per rispondere a questo discorso bisogna cominciare a costruire e a vendere a prezzi accessibili un’automobile che possa circolare senza inquinare». E aggiunge: «Da qualche parte inoltre ho letto che soltanto lavando le strade verrebbe abbattuta buona percentuale di micropolveri». Paolo Soriani, lavoratore di 27 anni, ritiene giusti i provvedimenti anti-smog ma sottolinea come «bloccare il traffico una volta alla settimana diventa più un disagio per gli automobilisti che un efficace rimedio contro l’inquinamento ambinetale». «Il blocco del traffico e la circolazione a targhe alterne può servire — afferma Arianna Beccari, 31 anni — ma penso che la nostra città risenta di un latro problema, quello dei parcheggi: gli automobilisti — spiega — sono costretti a girare troppo tempo per trovare un posto libero». L’alternativa dei mezzi pubblici, per la giovane ferrarese, non è molto più appetibile: «Sono quello che sono — dice — nel numero e nella qualità del servizio». Quello che si chiede Arianna, inoltre, è «perchè puntare il dito contro le industrie, bloccare il traffico e poi costruire una centrale da 800 megawatt?». m.c. Lettere e opinioni Il Resto del Carlino FERRARA Medici in visita perché multarli? Caro Carlino Sono un medico di medicina generale e medico di famiglia, mi rincresce molto constatare che gli organi di Polizia di Ferrara in genere, ostacolino continuamente l’esercizio della mia professione di 98 MIMESI medico (tutti sanno quanto è difficile parcheggiare una automobile) infliggendomi regolarmente multe verbali sanzioni ecc. ... per sosta vietata: sinceramente sono molto osservante delle disposizioni e cerco di non intralciare mai il traffico e di non occupare mai zone riservate ai disabili, nonostante sia in bella vista l’autorizzazione dell’Ordine dei Medici e un cartello con la dicitura Medico in visita domiciliare urgente con l’orario di arrivo e tutto ciò che serve compresso autorizzazione Ztl... male sanzioni arrivano lo stesso. Tengo a precisare ai responsabili degli organi di Polizia che l’attività del medico rientra nel campo dei servizi pubblici essenziali per la comunità (Legge 146/1990 d.p.r. 28/7/2000) e che il medico di medicina generale è un pubblico ufficiale pari alle loro signorie... A futura memoria, visto che invierò copia della medesima alla Procura dell Repubblica, se continuerà questo stato di cose... sarò costretto a non effettuare più visite domiciliari urgenti, in quanto mi deriverebbe un danno economico. Dott. Gianguido Bruno Medico di Medicina Generale ASL 109 Ferrara )ILLUMINAZIONE Luci spente da due anni Ho letto con molta attenzione la comunicazione della società «Hera Ferrara», in merito all’attività svolta nel settore della pubblica illuminazione (lettera del 12 febbraio). Tra le altre cose evidenziate, ho letto che la società Hera controlla con grande attenzione ben 21780 punti luce. A tal fine voglio segnalare che a Ferrara in località Malborghetto di Boara, esistono ben 8 pali luce regolarmente posizionati, ma che a tutt’oggi, nonostante le villette in tutta strada siano state costruite da più di due anni, sono spenti comportando per gli abitanti disagi inimmaginabili. Invito, pertanto la società Hera di Ferrara vi dispone un sopraluogo in tutta via al fine di aggiornare i punti luce da controllare 21780 a 21 788. Giovanni A. )BENZENE Un contatto in redazione In merito all’articolo comparso in prima pagina del Carlino «Le mani lavate dal benzene», prego di pubblicare questa mia lettera, al fine di avere un contatto telefonico riservato, presso la vostra redazione, con almeno uno degli ex di dipendenti del polo chimico per scambiare informazioni sanitarie inerenti alla vita lavorativa svolta in situazioni molto precarie causando leucemie e tumori. I più vivi ringraziamenti a tutta la redazione. F. G. )TURBOGAS / 1 Una logica «illogica» Ferrara città delle biciclette e di podisti. Ferrara è una città statisticamente poco ventosa e piovosa, sono 22 le giornate con vento superiore a 6 m/sec, di cui 11 con velocità superiore a 10 m/sec 99 MIMESI capace di consentire un’effettiva pulizia dell’aria dalle particelle inquinanti. Ferrara in vetta alle classifiche per incidenza tumorale al polmone.Vivere all’aria in questa città è pericoloso? Sappiamo che il 56,4% del PM10 origina dalle industrie, il 44% è dovuto al traffico ed il poco restante alle caldaie domestiche ed altre fonti. E’ da un po’, senza risultato, che si limita il traffico... contestualmente si è progettato di costruire in città, con questo microclima, una Centrale Turbogas da 800Mwe e portare a 150.000 tonnellate anno il potenziale di smaltimento dell’Inceneritore!! Mentre i cittadini invecchiano sempre di più, dipendendo in prospettiva maggiormente dalle cure sanitarie, spostiamo a 8 Km l’Ospedale. E’ una logica, illogica! Mario Testi Comitato Civico FerrAriapulita ) TURBOGAS / 2 Cavalcare la protesta Certi atteggiamenti risultano francamente incomprensibili. Prendiamo il caso della centrale a turbogas. Alleanza nazionale da favorevole è divenuta quanto meno dubbiosa. Il Senatore Balboni deve avere evidentemente fiutato un certo vento contrario e si è adeguato. In politica questi atteggiamenti sono definiti “cavalco della protesta”. Non c’è da scandalizzarsi. Ogni opposizione, sia di destra che di sinistra, si comporta nello stesso modo. Quello che lascia perplessi è che la persona che ora invita alla cautela sulla centrale, giustamente preoccupato per la salute dei cittadini, è la stessa che ha proposto di riaprire la ztl nelle ore notturne, riportando di conseguenza rumore e inquinamento, con grande gioia dei residenti. Porta Reno e Corso Martiri della Libertà torneranno ad essere un asse di scorrimento Sud-Nord, come lo erano prima dell’attuazione della ztl. La facciata del Duomo tornerà lentamente ad annerirsi. Più che di piano traffico, dovremmo parlare di restaurazione. Del peggio. Carlo Rossi 100 MIMESI Articoli pubblicati il 15/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - L’amministratore rileva l’anacronistico utilizzo di olii combustibili negli impianti di produzione di energia che verranno chiusi dopo la costruzione della maxi-centrale Un convegno di esperti internazi L’assessore punta l’indice contro il polo chimico. E forse lo farà ancora giovedì prossimo, pochi giorni dopo la prima domenica ecologica del 2005 e nella giornata a targhe alterne, quando Ferrara ospiterà il convegno «La qualità dell’aria in ambienti urbani e industriali» organizzato dal Mastem (Master in scienza teconologia e management) con la collaborazione degli enti locali e di aziende private: l’appuntamento è fissato alle 14,30 nell’aula E1 del Polo biologico. Il seminario intende affrontare il problema dal punto di vista scientifico, riunendo alcuni dei massimi esperti del settore, come I.B.Troen della direzione generale per la ricerca della Commissione europea: un argomento quanto mai attuale nei giorni in cui mezza Italia è nell’occhio del ciclone per l’emergenza micropolveri ma che assume ulteriore rilievo nella nostra città, detentrice del record regionale dei superamenti del limite di Pm10 nell’aria con inquinanti ai livelli pericolosi di 150 microgrammi per metro cubo, nella sola giornata di sabato scorso. Secondo la spiegazione dell’assessore all’Ambiente Sandro Bratti, relatore al convegno, «i picchi di questi giorni sono largamente dovuti all’anacronistico utilizzo di oli combustibili nelle centrali tradizionali attualmente in funzione nel polo chimico, che saranno chiuse dopo l’entrata in funzione del turbogas». «Il convegno — ha spiegato ieri durante l’incontro di presentazione Francesco Dondi, direttore del Mastem — intende affrontare il probelma dela qualità dell’aria mettendolo in relazione con le normative emergenti in ambito europeo, con le azioni più efficaci per il monitoraggio dell’ambiente e — conclude — affrontando l’impatto che ha sulla salute». Nella parte conclusiva, inoltre, la dottoressa Enrica Canossa (Arpa) e il dottor De Togni (Ausl di Ferrara) riporteranno il discorso ad un’ottica territoriale. Tornando all’emergenza micropolveri, l’assessore Bratti non tace il rischio (imminente) di una sanzione «per non aver rispettato la direttiva comunitaria che impone un massimo di 35 giorni all’anno di superamneto del limite di polveri sottili». E avendo la nostra Regione delegato i piani di risanamento dell’aria alle varie province sembra che siano proprio queste a dover pagare: «Ma vedremo cosa succederà — incalza Bratti — dopo la riunione dei sindaci con il ministro Matteoli, fissata a domani, perchè se non ci sarà una risposta da parte del ministro aspettiamoci una rivoluzione». 101 MIMESI A parte i blocchi del traffico quali le soluzioni per marginare il problema? «E’ importante estendere la rete del teleriscaldamento — sottolinea Bratti — l’amministrazione intende portare, entro il 2015, gli attuali 4 milioni di metri cubi di volumi abitativi scaldati a 11 milioni». Integrando la rete con l’impianto della turbogas, se quest’ultima sarà realizzata. Maristella Carbonin Aria «ammalata», esperti a confronto La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Il progetto unisce Università, enti pubblici e aziende private. Micropolveri: 34º giorno di sforamento - Ue, nessuna deroga Le multe comunitarie appaiono inevitabili I provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria dovrebbero “precedere” la normativa, far trovare le città pronte a rispettare i parametri più restrittivi che ci aspettano da qui al 2010. Il livello di inquinamento, al contrario, “disubbidisce” anche ai criteri attuali. Alle politiche ambientali sta guardando con crescente interesse l’Università, che accanto all’emergenza-smog scorge anche l’opportunità di nuovi sbocchi professionali per esperti formati ad hoc. A questo guarda il Master in scienza tecnologie e management “Europa e Ambiente” che vede il coinvolgimento dell’Ateneo (i dipartimenti di Chimica e Fisica), degli enti pubblici (Comune e Provincia) e delle imprese private e che quest’anno è dedicato proprio alla qualità dell’aria e all’emergenza micropolveri. Accanto a una formazione di tipo universitario, il Master prevede tirocini in azienda e momenti di approfondimento. Uno di questi sarà il seminario “Qualità dell’aria in ambienti urbani e industriali” in programma giovedì alle 14.30 nell’aula E1 del Polo biologico di via Luigi Borsari 46. L’obiettivo, hanno spiegato ieri l’assessore all’ambiente Sandro Bratti, il professor Francesco Dondi (direttore del Mastem), l’ingegner Alberto Bassi (responsabile Servizio Ambiente) e Gabrio Squaiella (responsabile Ifm) sarà confrontarsi con le politiche emergenti in campo europeo, per poi affrontare temi specifici. Del primo aspetto si occuperà uno dei massimi esperti europei del settore, il professor Troen, il cui intervento “descriverà” gli scenari delle città del futuro. Si passerà poi a trattare tre argomenti chiave: le dinamiche dell’atmosfera, ovvero il modo in cui gli inquinanti si diffondono e ristangnano nell’aria (Franco Prodi, professore ordinario di fisica dell’atmosfera dell’Università di Ferrara); i metodi di misurazione degli inquinanti, considerando però - con un approccio nuovo - non solo gli aspetti chimici, ma anche quelli tossicologici; gli studi epidemiologici sugli effetti della qualità nell’aria sulla vita nelle città: in altre parole, la correlazione tra inquinanti e particolari patologie (Marco Martuzzi dell’Oms, Roma). La seconda parte del convegno sarà invece dedicata alle possibilità di intervento delle forze locali, le opportunità offerte dalla ricerca in campo chimico (professor Bignozzi, Università di Ferrara) e fisico (professor Martinelli, sempre del nostro Ateneo). Le problematiche tipiche del nostro territorio, infine, saranno trattate da Enrica Canossa (Arpa) e Aldo De Togni (Asl). Tra i relatori del convegno 102 MIMESI anche il professor Remigio Rossi, già coordinatore della Commissione di studio sulla qualità dell’aria che l’Università sta istituendo per conto del Comune, anche in vista della realizzazione della Turbogas. La discussione, in ogni caso, sarà condotta “al netto” della megacentrale: «La Commissione universitaria svolgerà i necessari approfondimenti - ha chiarito Bratti - ma oggi come oggi la Turbogas non esiste ancora, mentre i 150 microgrammi al metro cubo di micropolveri sì». E’ stata la giornata ventosa, piuttosto che il blocco del traffico di domenica, a far abbassare il livello di Pm10 (vedi tabella), ma corriamo ormai diritti verso il limite dei 35 sforamenti annuali della soglia di tolleranza (50 microgrammi al metro cubo) stabiliti dall’Unione Europea. Ferrara è già arrivata a 34 superamenti, ma il bollettino dell’Arpa prevede per oggi e domani condizioni metereologiche tali da favorire l’accumulo di inquinanti. Di deroghe non se ne parla, e le multe europee sono ormai dietro l’angolo (l’Italia, tra l’altro, conta già una sessantina di procedimenti aperti per infrazioni ambientali) con ripercussioni destinate ad toccare “a domino” la Regione, le Province e i Comuni. L’Emilia Romagna infatti è tra le Regioni che hanno delegato alle Province l’elaborazione dei Piani di risanamento dell’aria. I sindaci da parte loro, in qualità di presidenti delle Conferenze sanitarie territoriali, devono rispondere degli effetti sulla salute. Da qui l’obbligatorietà di misure impopolari e non strutturali come gli stop alle auto e le targhe alterne. A questo proposito il 16 febbraio i sindaci incontreranno a Roma il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, per un confronto che si annuncia rovente: si sono accumulati ritardi e gli enti locali non hanno una lira. Alessandra Mura Geotermia, rete triplicata La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - GLI INTERVENTI Entro il 2015 sarà triplicato a Ferrara il volume dei metri cubi abitativi riscaldati con energia geotermica. Lo ha annunciato ieri l’assessore comunale all’ambiente Sandro Bratti, a margine della presentazione del seminario sulla qualità dell’aria di giovedì. Si tratta di un progetto legato a doppio filo alla realizzazione della centrale a Turbogas e prevede la “cessione” di circa 70 megawatt a Hera-Agea da utilizzare per il teleriscaldamento, ampliando gli attuali 4 milioni di cubi abitativi a 11 milioni di metri cubi. La rete, che oggi è alimentata da fonti di energia geotermica, sarà integrata con l’impianto di cogenerazione della centrale Turbogas e darà accesso inoltre agli “ecobonus” per chi utilizza energie alternative promessi dal decreto Marzano. Bratti è tornato inoltre a sostenere le ragioni del discusso progetto-Turbogas, sottolineando come risulti nel tutto obsoleto (oltre che deleterio per l’ambiente) l’utilizzo di oli combustibili da parte delle centrali tradizionali ora in funzione al Petrolchimico. La ricerca di interventi per migliorare la qualità dell’aria è del resto contenuta nell’accordo di programma regionale sottoscritto da tutte le Province e i Comuni. «L’accordo non parla solo di targhe alterne - aggiunge l’assessore - ma anche di interventi sulle emissioni industriali e del 103 MIMESI riscaldamento». A sua volta, la Regione ha delegato alle Province la definizioni del “Piani di risanamento dell’aria”, con il compito di integrare o differenziare (in base alle caratteristiche dei vari territori) le misure generali contenuti nell’accordo regionale. Il Castello, spiega l’assessore provinciale all’ambiente Sergio Golinelli, dovrà definire le azioni entro l’ottobre 2005, quando si aprirà la prossima stagione critica in tema di qualità dell’aria e micropolveri. Ma Bratti avverte: «Bene la sussidiarietà, ma l’aria non rispetta i confini amministrativi, non si possono “chiudere le porte” tra una provincia e l’altra. Per questo serve una regia più ampia, perché gli interventi repressivi di un territorio non siano vanificati dall’“indulgenza” di quello confinante». Infine, in tema di mezzi di trasporto “puliti”, si sta sperimentando a Roma il filtro ferrarese dell’ingegner Colamussi. In alternativa, non restano finora che l’ibrido o il metano. (a.m.) «La turbogas non funzionerà a giorni alterni come le auto» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - LA PAROLA AI LETTORI Nuova centrale, traffico e polveri sottili Caro Carlino, che l’iter per la costruzione della megacentrale a turbogas stia procedendo è purtroppo un dato di fatto, nonostante migliaia di ferraresi siano contrari e nonostante i consigli di specialisti in materia che continuano a segnalare il pericoloso impatto ambientale e la nocività delle emissioni che tale centrale produrrà. Non sono un tecnico né tanto meno un esperto in materia ma è palese, e non ci vogliono studi universitari per capirlo, che un simile “mostro “ (per dimensioni e pericolosità) posto a poche centinaia di metri dalla città non rappresenta un traguardo per la salute nostra e dei nostri figli: come è facilmente intuibile, e i dati a livello mondiale disgraziatamente lo confermano, l’intima vicinanza della popolazione ad una simile struttura (che ricordo, vomitera' nell’aria tonnellate di anidride carbonica, di polveri sottili PM10 - PM5 - PM2,5 - e di ossidi di zolfo ) produrrà effetti devastanti sulla salute con una impennata delle malattie respiratorie. Ferrara, utile ricordarlo , attualmente è per vari motivi tra le città italiane con il più alto numero di patologie tumorali a livello respiratorio. Ciò che francamente non riesco a capire in una tale già drammatica situazione è l’ambiguo comportamento del sindaco di Ferrara che adotta due pesi e due misure per la protezione della salute pubblica: in questi giorni grande interesse per il nostro benessere (!) con le varie ordinanze di limitazione del traffico per il superamento dei valori soglia delle polveri sottili provocate dai gas di scarico delle automobili, ma al contempo irrazionale sostenitore ed apostolo della “turbogas” che di polveri sottili ne produrrà a tonnellate. Mi sento in dovere quale semplice cittadino di ricordare al sig. sindaco che la centrale, una volta avviata , non subirà limitazioni di funzionamento nei giorni pari o in quelli dispari o ad ore alterne la domenica per superamento dei valori limite delle polveri sottili da essa prodotta! La generazione di energia elettrica non potrà subire quindi rallentamenti o 104 MIMESI ridimensionamenti e il massiccio inquinamento che ne deriverà porterà ai ferraresi dolori, lacrime e maggiori lutti: un bel futuro, non c'è che dire. In un simile deprimente panorama un’unica rabbiosa e magra consolazione: in caso di malattia o morte da cancro polmonare legate all’inquinamento da polveri sottili potremmo rivolgere le nostre ultime legittime e non proprio gradevoli considerazioni nei confronti del sig. sindaco e di tutti coloro i quali hanno voluto installare sotto i nostri nasi quella fabbrica (...). Chi doveva tutelare realmente la nostra salute si è preso gioco di noi, ma sarà disgraziatamente troppo tardi . Giorgio Perini 105 MIMESI Articoli pubblicati il 12/02/2005 Turbogas, Pm10, Cona: «Non vi fate mancare nulla...» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara giorno e notte, pagina VIII - LO SHOW Grillo ‘graffia’ Ferrara: successo «Mi raccomando, tornando a casa non dite di essere stati qui. E domani non provate a ripetere le mie battute: mi denuncerebbero anche per interposta persona!». E’ un arrivederci graffiante, quello che Beppe Grillo consegna ai 3 mila ferraresi assiepati al Palasport, al termine del suo show. La foto di Ferrara. Uno show attesissimo, e trascinante come un giro sulle montagne russe: scoppiettante di battute, fitto soprattutto di riflessioni. «Per carità non fidatevi di me — esordisce Grillo, uscendo dal camerino in avvio di spettacolo —: altrimenti succederà come per il caso Parmalat, mi chiamerà qualcuno per interrogarmi su come facevo a sapere le cose, là tre anni prima, e anche qui a Ferrara un po’ in anticipo...». L’inizio è dedicato proprio a un’incalzante ‘fotografia’ della città, scattata con l’aiuto del pubblico che ha spedito i suggerimenti al suo sito Internet, e attraverso qualche scambio di battute con il Carlino: «Da quant’è che non passavo di qua, quattro anni? — chiede Grillo a un anziano seduto in platea —. Avevo lasciato una città antica, la ritrovo vecchia...». E’ male comune di tutt’Italia, quello della scarsità di giovani? «Qui però le cose sono più strane: è una città piena di biciclette che infastidiscono il traffico delle jeep», incalza Grillo. Dal traffico all’ambiente non c’è neppure bisogno di muovere un passo: «So che siete angosciati anche voi dalle Pm10, Pm5, Pm4, più piccole sono peggio sono — dice il comico —, so che passate il tempo a scrutare le centraline anche se gli scienziati dell’Arpa adesso dicono che la colpa è del bel tempo. Una volta si usciva di casa e, se diluviava, si malediva il governo: adesso uno guarda il sole e dice, ‘porca p...’ ma guarda che disastro!». ‘Targhe’ inutili. Micropolveri uguale targhe alterne: «Diciamo la verità, non serve a niente far circolare le auto pari o dispari, non si dimezza il traffico perchè nei giorni di divieto quelli che sono autorizzati tirano fuori la macchina anche se non ne hanno bisogno — scherza Grillo —. Non serve a niente perché i brevetti, che esistono, per abbattere strutturalmente le micropolveri sono in mano ai giapponesi, e chi ha acquisito le licenze in Italia le tiene in un cassetto in attesa di finanziamenti statali». Centrale e ospedale. Micropolveri uguale rischi per la salute: «Eh già, voi ne sapete qualcosa di tumori, siete i primi in Italia — Grillo allarga le braccia fra il pubblico —. Vi mancava anche la centrale a turbogas da 800 megawatt, e poi triplicano l’inceneritore. L’ospedale nuovo, quello ve lo mettono a 9 chilometri dal centro, l’inceneritore e la centrale ad uno. E’ una strategia: non arrivi a 106 MIMESI Cona, muori prima e ti mettono dentro l’inceneritore». Parole durissime, anche se pronunciate col sorriso sulle labbra. A proposito del nuovo ospedale, un dubbio amletico: «So che è stato il papa a posare la prima pietra: scusate, era Woytila o Clemente VII?». Ecco la Ferrara di Beppe Grillo, protagonista «di un’evoluzione culturale straordinaria: avevate gli Estensi, ora avete Sateriale». Ma con il sindaco il comico è in fondo conciliante: «Va bè, fa quel che può, come gli altri...». E generosamente arriva anche un consiglio ‘politico’: «Lasciate perdere queste cose balzane, avete un’Università stupenda, gli studenti possono darvi di che vivere». I manifesti politici. Poi Grillo allarga l’orizzonte, lo show si fa vertiginoso spaziando dalla politica nazionale agli scandali di società e capitani d’industria (il bersaglio ricorrente è Tronchetti Provera), con la politica il rapporto è ironicamente bipartisan: «A Bondi il centrosinistra non dovrebbe replicare: basterebbe guardarlo sgomento». «Fassino: ha tre globuli rossi che gli girano in corpo». La ‘rivoluzione’, spiega il comico, è nella partecipazione: attraverso la Rete di Internet, e con autentici blitz popolari. «Le elezioni sono vicine, stanno spuntando i manifesti come funghi», dice Grillo mostrando sul maxi schermo il poster di Gianni De Michelis, dei Ds e di... Vittorio Lodi, il candidato di An alle Regionali: «Dice di avere scelto la destra, ma lo sa dov’è la destra?», ride Grillo. Che poi invita i ferraresi: «Non strappateli, questi manifesti: ma se non vi convince quello che c’è scritto sopra, fate come me, prendete un pennarello e correggete i messaggi!». E-mail a Ciampi. Lo show continua, si fa fisico, Grillo abbraccia, coccola e sputacchia il pubblico («ma è tutta roba sana!», ride). Quindi chiede ai 3mila del palasport di firmare, assieme a lui, un appello via Internet indirizzato al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in cui si chiede «di portare a casa dall’Iraq i nostri giovani ‘costruttori di pace’ e di mandare al loro posto i ‘costruttori di menzogne’». L’applauso è scrosciante, l’e-mail parte per il Quirinale quando sono passate da poco le 22,30. Rinascimento ferrarese. Grillo non si arresta, il pubblico ferrarese neppure, agli applausi e alle risate si aggiungono anche i ‘bravo’ a gran voce; il comico parla dei sei figli («Ciro, a quattro anni, è il mio consulente su Forza Italia»), della riforma scolastica, scherza con la gente («tu non sei di Ferrara, sorridi troppo...», dice a uomo seduto alla metà della sala) e torna a ironizzare sui politici («Bertinotti? Perbene, peccato che parli come uno del 1927»). Quindi saluta con un augurio per la città lasciata antica e ritrovata vecchia: «Lavoriamo tutti assieme perchè, magari già la prossima volta, sia iniziato un nuovo Rinascimento!». Stefano Lolli 107 MIMESI «Finché ci sarete voi possiamo ritrovarci aspettando uniti il nuovo Rinascimento» La Nuova Ferrara Pagina 33 - Cultura e Spettacoli - Il comico ha messo tanti coltelli nelle piaghe «Le polveri? E’ tutta colpa del sole e della Val Padana. Il latte? Come si fa a fallire se il lavoro lo fa la mucca?» di Mauro Alvoni FERRARA. Ogni spettacolo di Beppe Grillo inizia con alcune battute satiriche riferite alla località in cui si trova. L’altra sera è toccato a Ferrara, dove il comico genovese si è esibito in un Palasport preso d’assalto da oltre quattromila persone, ironizzando sulla turbogas, sull’ospedale di Cona, spingendosi oltre i confini estensi e arrivando alla centrale di Porto Tolle. «Avevate gli Estensi, ora avete Sateriale - commenta divertito ad inizio show - che poi anche lui, poveretto, fa quello che può». Secondo Grillo Ferrara è una città strana, atipica, «piena di biciclette, in controtendenza; vi mancava la centrale turbogas, un po’ di tecnologia». È l’abituale umorismo del Grillo parlante, che pungola le coscienze, fustiga i costumi italioti e “ferrarioti”, si abbandona ad una rabbia cosmica interiore insopprimibile che lo porta a reagire e a desiderare la reazione altrui. E il pubblico ferrarese ha reagito eccome, con composta spontaneità, lasciandosi sedurre dagli acuti ragionamenti del comico su argomenti diversi e distanti, collegati da filo del paradosso, degli abusi taciuti, di una morale che grida vendetta. Sottolineando con scrosci di applausi le considerazioni indignate sui temi più vicini e sentiti dalla gente. L’ecologia, si sa, è il suo cavallo di battaglia ed ha fatto capolino, immancabile, nel suo monologo. Per nulla slegata, ancora una volta, dalle questioni strettamenti locali: «A Bologna si è tenuto un convegno sul problema dell’inquinamento da polveri ed uno specialista dell’Arpa ha spiegato che il responsabile è...la Val Padana. Ma ancor più responsabile è il bel tempo. Oggi uno esce, vede il sole, e deve dire: guarda che bella giornata di merda!” Sul palco tre schermi giganti, triplice replica del volto grintoso di Grillo, ma anche strumento su cui far passare immagini esplicative su fatti incredibili: “guardare per credere”, sembrava suggerire il genovese. Come in un grande convegno reazionario, Beppe Grillo illustra e scuote gli animi, punta il dito contro chi, per la prima volta nella storia, ruba a norma di legge, contro il “portatore nano di democrazia” (Berlusconi), contro il “tronchetto dell’infelicità” (Tronchetti Provera), contro il calcio, l’energia privatizzata, lo scandalo dei Bond... «Ma come si fa a fallire con il latte?», si chiede Grillo, «tutto il lavoro lo fa la mucca, pure in nero; ecco perchè è diventata pazza, se n’è resa conto». Quindi si scaglia contro la Mediolanum: «Oggi in posta c’è la vecchietta che ritira la pensione e dietro il “consulente globale” che le suggerisce di investire in “future”: ma che “future” vuoi che abbia?». Un denunciatore senza rete e bavagli, che forse per la prima volta si è convertito alla rete, al potere salvifico del web. Cita il suo blog in Internet, uno spazio in cui chiunque può intervenire per segnalare ingiustizie, soprusi e casi di cattiva gestione amministrativa; quindi Wikipedia, la grande enciclopedia alimentata ed autoregolamentata dagli stessi utenti collegati; infine gli spot satunitensi che circolano sul web, realizzate da società che vengono autofinanziate da gruppi di cittadini. Grillo ha una sua visione del mondo allo sfascio, ma anche una ricetta. “Siamo nella fase di 108 MIMESI retroproduzione”, dice, sostenendo che la corsa allo sviluppo esasperato genera spesso prodotti inutili e dannosi, svia l’attenzione e il senso critico; “allora questo possiamo fare, autofinanziarci: c’è la rete”. Ma non c’è solo Internet, ci sono anche i Palasport (e teatri, e piazze) dove personaggi come Grillo possono ancora muoversi liberamente. “Finchè ci sarete voi - conclude - potremo ritrovarci ancora qui e aspettare insieme l’avvento di un nuovo Rinascimento”. E nell’attesa, Beppe Grillo potrà esprimere ancora il pensiero, il proprio e quello del pubblico silente. Il silenzio di chi sa subire e incassare, ma che comprende e non dimentica. 109 MIMESI Articoli pubblicati il 11/02/2005 Il Grillo parlante che fa ridere ma anche riflettere La Nuova Ferrara Pagina 29 - Cultura e Spettacoli - LO SHOW AL PALASPORT FERRARA. Il Grillo parlante ha affascinato per due ore ieri sera la nutrita platea del palasport di Ferrara: una cascata di gags, tutte ben legate, pronunciate ora con la voce suadente, ora bisbigliate, qualche volta urlate, per dare ancora più peso a quelle tante cose dette con estrema ironia ma assai vicine a qualcosa che assomiglia alla verità. E’ un Beppe Grillo che salta di qua e di là, ma lega tutto con quella sua forza, con quella sua verve, con un pubblico attento a cogliere ogni sfimature da quei suoi discorsi da predicatore che dice verità sotto gli occhi di tutte ma alle quali quotidianamente non facciamo caso, come fossimo tutti quanti rassegnati, abituati al peggio. Lui, no. Beppe Grillo non è uno disposto ad incassare. Va, osserva con quei suoi occhi vispi, sempre in movimento, ragiona e fa ragionare. Non con sillogismi sopraffini ma con la semplicità che solo un grande docente qual è può insegnare. Lui sa quello che lo aspetta e lo dice apertamente: «C’è una querela che mi attende prima ancora che apra bocca». Lui sa che i ferraresi lo amano, che lo stimano: «Non sono un santone, perché venite qui? Cosa siamo? Una setta?, ci prendiamo una bella villa e ci suicidiamo in massa, eh?». Grillo dà l’impressione di divertirsi per primo. Ha il senso dell’autoironia: prende tutti in giro, dopo aver canzonato anche se stesso. E’ un comico unico nel suo genere. E’ un moderno Savonarola, un filosofo della quotidianità, che non si rassegna ma si ribella ai furbi e ai furbastri, ai potenti, ai fintoni. Sa squarciare i veli di una omertosa vergogna, insegna a vedere la realtà con occhi diversi. Questo il Beppe Grillo che ieri sera ha colto una valanga di applausi, non risparmiando nessuno. E’ serio, molto serio, quando indossa le vesti del pacifista. Chiede il ritiro dei «falsi costruttori di pace in Irak», citando le dichiarazioni anticostituzionali di Gustavo Selva, senatore di An. Grillo ieri sera al palasport si è trovato di fronte un locale ordinatissimo. Poltrone perfettamente allineate, tutto in un ordine incredibile (sarà stata la... solennità dell’appuntamento). In platea abbiamo notato l’assessore provinciale Golinelli, Ivano Manservigi patron del Carnevale di Cento, Nicola Borsetti e padre organizzatori della Mille e Miglia. Fra gli oltre quattromila gente di ogni età. Il comico si è presentato al cospetto del pubblico alle 21.15 (sul palco sono state sistemate due file di spettatori che hanno guardato tutti dall’alto in basso, Grillo compreso). A disposizione del pubblico anche tre maxischermi: servivano a inseguire l’attore assieme all’occhio di bue, ma anche 110 MIMESI a mettere in primo piano grafici, documenti, foto. Al suo ingresso Grillo è salutato da un fragoroso applauso: «Come? Vi ho conquistato già prima di parlare! Datemi una spiegazione logica... e non è perché io sono bravo». Le prime battute sono per Ferrara: «l’ho lasciata antica e la ritrovo vecchia. E’ una città strana, piena di bici. Aveva bisogno di tecnologia? Ecco la centrale turbogas. Tre non bastavano. Tecnologia chiama tecnologia ed ecco tre inceneritori a ridosso della città. Però vi fanno l’ospedale a Cona a 9 km. C’è sotto una strategia: così morite prima di arrivare e loro vi portano all’inceneritore». Assai brillante la parte dedicata al traffico e alle auto: vetture sempre più belle, ricche, dentro ci mettono ogni cosa. Sapete perchè? Così la gente non si accorge che è ferma. E i cartelli autostradali: scrivono sul display “Uno su cinque muore per distrazione”. Sapete chi è che muore per distrazione? E’ colui che legge in cartello... Due ore che sono volate in un attimo, fra battute e riflessioni, con un Grillo senza rete in mezzo alla gente. Alla fine una raffica di applausi convinti accompagnati da «bravo, bravo». 111 MIMESI Articoli pubblicati il 10/02/2005 «Caro Beppe, cosa sai dell’ospedale fantasma di Cona?» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - GRILLO Ancora suggerimenti dai ferraresi «Ciao Beppe, ti hanno parlato dell’ospedale fantasma di Cona (circa 6/7 chilometridalla città)? Non ci sono mezzi per raggiungerlo se mai sarà finito; la strada per l’ambulanza è a una corsia tutta curve». Arriva via internet anche questo suggerimento su uno dei possibili argomenti che Grillo potrebbe affrontare stasera nel corso del suo spettacolo al palasport (inizio alle 21, tutto esaurito da giorni). Come i tantissimi altri che nei giorni scorsi sono arrivati sul blog del sito internet (www,beppegrillo.it) del comico. E ieri i ferraresi non hanno abbassato la guardia, continuando, con le oro segnalazioni ad ‘aiutare’ Grillo a scrivere il copione dello spettacolo. A far la parte del leone sono state, nei giorni scorsi, le problematiche ambientali (in testa a tutti i timori per la costruzione della maxi centrale turbogas), il rincaro di imposte e tariffe, le strade pericolose ma visto che il comico arriverà al palasport, perché non richiamargli l’attenzione anche su una questione... di confine? «Ciao, sei sempre un grande, le cose importanti le hanno già segnalate — scrive un ferrarese —, fra i tanti soldi buttati volevo indicare anche quello che doveva essere il Palaghiaccio. Vicino al Palasport dove si terrà lo spettacolo è ubicata un’area nella quale sorgeva, nel periodo invernale, uno spazio dove si poteva pattinare sul ghiaccio. Sono stati spesi soldi per effettuare la copertura dell'impianto ma da allora non è stato più riaperto. Che sia la vicinanza con il palazzo degli specchi... In bocca al lupo, ciao». E se vorrà, sul suo sito Grillo potrà documentarsi, in una chiara sintesi fatta da alcuni esponenti di EcoTecnoArea, sull’occupazione della sede di viale Alfonso D’Este 11 «civilmente occupata allo scopo di crearvi al proprio interno laboratori e attività creative, poi sgomberata e ripulita per lasciar spazio al progetto di creazione all’interno dello stabile di poliambulatori per medici di base». Ma le stanze, lamentano gli scriventi al comico, liberate da più di un mese, sono ancora abbandonate a se stesse». 112 MIMESI «Eni, garanzie prima di chiudere» La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - I sindacati chiamano a raccolta il petrolchimico nella vertenza per gli impianti di Ambiente a rischio - Forno e laboratorio con cinquanta addetti al centro dei timori Lo sciopero della fame di Elvio Andreolini un primo risultato lo ha ottenuto. La situazione di Eni Ambiente, a rischio di chiusura con pesanti conseguenze occupazionali, è infatti all’ordine del giorno di amministrazioni locali e sindacati, che in una nota congiunta ieri hanno chiarito come «ogni eventuale chiusura di impianti» vada accompagnata da nuovi investimenti. Stamattina le Rsu del petrolchimico s’incontrano per affrontare la vertenza “esplosa” con la clamorosa iniziativa del loro collega. Manca ancora, a dir la verità, una presa di posizione da parte dell’azienda, e del suo azionista Eni, ma i contatti con gli altri firmatari del famoso accordo del 2001 sono già avviati. Il protocollo prevedeva «da un lato una sempre maggiore riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, dall’altro un consolidamento della realtà industriale e produttiva. Comune, provincia e organizzazioni sindacali - è la posizione comune uscita dal vertice di martedì sera - ritengono che, coerentemente con questi obiettivi, ogni eventuale prospettata chiusura di impianti vada accompagnata dal rafforzamento di attività esistenti o dall’avvio di nuove attività a impatto ambientale ridotto, anche al fine di evitare problemi occupazionali». Fin dai prossimi giorni, è la conclusione, ci saranno contatti «con le aziende firmatarie dell’accordo di programma, anche per dare soluzione ai problemi più urgenti, a partire da quelli che riguardano le attività di Eni Ambiente». Si tratta di tre impianti la cui sorte è sospesa dallo scioglimento dell’azienda. Il forno inceneritore, che occupa una trentina di addetti, è fortemente a rischio di chiusura, in quanto il Comune si è già espresso per “bilanciare” con questa mossa la costruzione della centrale turbogas, e l’autorizzazione provinciale al funzionamento è scaduta proprio in queste settimane. Poi c’è il laboratorio (altri venti addetti), che servirà in ogni caso nella lunga fase delle bonifiche non solo locali, e del quale si parla come nodo della costruenda rete ferrarese di centri di analisi ambientale. L’impianto di trattamento acque, infine, serve alle altre società del petrolchimico e quindi l’incertezza è circoscritta alla forma gestionale. E’ vero, in ogni caso, che Eni Ambiente tace da mesi, «la data di convocazione da parte aziendale è lontana - annota la Filcea Cgil - mentre vi è la necessità di puntualizzare i tempi in campo. Le prospettive e il futuro delle strutture di Eni Ambiente, investimenti e riqualificazione, conferma degli impegni sottoscritti nell’accordo di programma, garanzia per le strutture industriali del sito in relazione ai servizi e ai controlli ambientali». Si tratta di impianti molto delicati sotto il profilo della ricaduta ambientale. Ecco perchè «non può essere lasciato a singoli lavoratori o delegati rappresentare le situazioni critiche, ma tutti i lavoratori dello stabilimento» saranno coinvolti. La Uilcem Uil annota che la mancanza di risposte alle iniziative sindacali hanno prodotto l’iniziativa di Andreolini, e punta il dito contro la direzione di Ambiente sul problema dell’inceneritore: «E’ evidente come in questi anni non abbia sostenuto con investimenti mirati la competitività delle attività relative allo smaltimento dei rifiuti tossico nocivi che in altre realtà si sviluppano coniugando la sostenibilità ambientale con la redditività del business». Evitare la chisura adesso, insomma, diventa difficile. Oggi alle 9 faccia a faccia sindacale. 113 MIMESI Tra ecologia e web lo sguardo graffiante di Beppe Grillo La Nuova Ferrara Pagina 29 - Cultura e Spettacoli - Da giorni c’è il tutto esaurito Il consueto stile corrosivo nello show che guarda al futuro FERRARA. Torna Beppe Grillo stasera al palasport di Ferrara per uno di quegli appuntamenti tra i più amati dal pubblico ferrarese. Da giorni non c’è più posto e questo è il modo più lapalissiamo per affermare che da queste parti la gente ama e apprezza il comico genovese. Lo spettacolo si chiama Beppe Grillo.it, come dire che siamo al top della modernità. Ma, per fortuna, dietro c’è sempre lui, Beppe Grillo con il suo stile aggressivo, graffiante, corrosivo ma soprattutto illuminante. Spettacolo nuovo ma con lo stile di sempre. Beppe Grillo.it è partito da Pordenone il 26 gennaio scorso e dopo aver toccato il Nord Est stasera sarà a Ferrara e quindi domani a Modena e poi...in tutta Italia. «Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell’informazione» - dice Beppe Grillo. «Nello spettacolo si parlerà di tutto, con enormi schermi. Entreremo nel web e tratteremo di satanismo, di consigli di amministrazione, della costituzione europea, dei farmaci, del capitalismo senza capitali di oggi, finto». «Per Ian Clarke, fondatore di Freenet, l’unico modo per assicurare la sopravvivenza della democrazia è avere la garanzia che il governo non controlli la possibilità dei cittadini di condividere informazioni e di comunicare» continua Beppe Grillo. «Con tutti questi argomenti, se riesco a farvi divertire sono bravissimo» conclude Grillo. A proposito di argomenti, quelli locali, ferraresi, sono stati suggeriti al fustigatore ligure delle italiche depravazioni dagli stessi ferraresi che attraverso il sito www.beppegrillo.it hanno potuto interagire con lui. Ecco allora comparire i tormentoni nostrani, dalla turbogas all’inceneritore, dalle zone a traffico limitato alla difficoltà dei parcheggi, dallo spostamento del Sant’Anna ai numerosi incidenti stradali che si verificano sulle nostre strade. Nella sconfinata prateria dei temi nazionali, questo moderno Savonarola - sarà per questo che i ferraresi lo apprezzano tanto? - tratterà di ecologia, alimentazione, consumo critico e risparmio energetico. Stando poi al titolo dello spettacolo c’è da aspettarsi anche un’ampia parentesi dedicata al web, alla Rete, mezzo di comunicazione rivoluzionario che nel nostro paese ancora la maggioranza non possiede ma che sarà, come sottolinea lo stesso Beppe Grillo, il futuro della civiltà. Di questo l’attore ligure è convintissimo: «I media non informano più, lo spirito critico non esiste, ci resta solo la Rete. Con gli sms, i blog, le riunioni interattive e quando la tecnologia verrà un po’ semplificata si avrà a disposizione un motore straordinario di civiltà». Per il momento l’impressione è che si debba aspettare. O almeno è quello che la maggior parte della gente si ritrova a fare, chiusa nelle proprie case a guardare la tv («un mezzo di comunicazione superato») senza muovere un dito per impossessarsi realmente della propria vita. Un’esistenza, tuttavia, che sta mutando rotta e va da un’altra parte senza che noi ce ne accorgiamo - questo è uno dei messaggi di Beppe Grillo - e, ancor peggio, talvolta, addirittura con la nostra tacita tolleranza. Stasera, dunque, i fortunati che hanno trovato posto al palasport avranno una certezza. Usciranno a fine spettacolo con una consapevolzza se sapranno accogliere i messaggi di questo impareggiabile istrione: spalancheranno gli occhi sul mondo e vedranno ciò che ci circonda con 114 MIMESI occhi diversi. In modo maliziosamente diverso, con la convinzione che chi tenta di fregarci giorno dopo giorno non è poi così furbo come crede. Grazie a Grillo da stasera in poi sarà un po’ più nudo. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «La nostra amministrazione non si smentisce mai» scrive Marco Masini in una lettera con la quale spiega il suo voto contrario alla costruzione della centrale turbogas: «L’impianto viene realizzato non lontano dal centro e con un clima inadatto — continua — mentre il nuovo ospedale viene costruito lontano dalla città. E’ il nuovo esempio di una scarsa capacità di governare che già ci aveva portato caos nel traffico e pochi parcheggi». 115 MIMESI Articoli pubblicati il 09/02/2005 Acft tra risanamento, nomine e rincari Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TRASPORTI Maggioranza compatta nel chiedere il rinvio della gara: «Così nascerebbe un Consorzio con Modena» Maggioranza e giunta sono d’accordo: la gara per il trasporto pubblico può, anzi deve slittare ancora. Almeno sino al 31 dicembre. Questo l’esito del Consiglio comunale che ha visto la maggioranza votare compatta la proposta dei Verdi, di far slittare di altri sei mesi i termini oggi fissati al 30 giugno. Tecnicamente, certo, si parla di «impegnare la giunta a chiedere alla Regione la facoltà del rinvio al 31 dicembre 2005», ma politicamente il successo degli ambientalisti ci sta tutto. Anche perché, se la mediazione proposta dalla capogruppo Barbara Diolaiti non fosse stata accolta, la maggioranza, invece che ritrovarsi compatta, si sarebbe disunita anche su questo tema come sulla fusione Agea-Hera e il turbogas. Ma ora le azioni vanno sostanziate; nelle conclusioni, il sindaco Sateriale ha parlato dell’esigenza di rinnovare il parco mezzi: «Ma questi investimenti vanno necessariamente alimentati con un nuovo piano tariffario», ha detto il sindaco annunciando l’ennesimo imminente rincaro per i cittadini. Per un altro rinnovo, quello del cda dell’Acft, Sateriale ha detto «che verranno utilizzati gli stessi criteri previsti per le aziende dello stesso tipo, che prevedono rappresentanti dei soci e non di ‘tecnici’, soprattutto per non creare un distacco tra azienda e soci». Traduzione: largo ai politici, meglio se ‘riciclati’ per non creare distacco innanzitutto a loro... In questa logica, saranno cambiati anche i vertici dell’Agenzia per la Mobilità. Ma l’emergenza resta il risanamento del bilancio dell’azienda. Al proposito non c’è spazio per l’Acft nel business dei parcheggi: da tempo le quote azionarie in ‘Ferrara Tua’, sono state cedute all’Agenzia per la Mobilità che senza colpo ferire incassa gli utili della sosta (70 mila euro nel 2004, quest’anno forse molti di più). La strada del rilancio, ha ripreso Sateriale, è nelle alleanze con realtà emiliano romagnole, prima fra tutte Modena con cui è già firmato un patto operativo.Questa collaborazione porterebbe alla creazione di Consorzio e consentirebbe «un’ulteriore proroga di 4 anni che per questi casi è consentita dalla legge», spiega la Diolaiti. Respinta invece la mozione di An, che chiedeva fra l’altro l’assegnazione diretta dei servizi all’Acft. A proposito della crisi finanziaria dell’azienda (testimoniata dal passivo record di 2 milioni e 200 mila euro con cui si è chiuso il bilancio 2004) trapelano le lettere ufficiali in cui, tra l’agosto e il settembre 2004, il presidente Carlo Perdomi richiamava Comune, Provincia, Regione al saldo delle spettanze dovute all’Acft, comunicando anche la sospensione del pagamento dei fornitori. Insomma, nessuno poteva ignorare 116 MIMESI la gravità della situazione economica. s. l. Eni, proroga breve al forno: ‘Vogliamo certezze sul futuro’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - CHIMICA Incontro ieri in Municipio C’è chi ne parla con solidarietà e affetto, chi bada a non nominarlo neppure per sbaglio: eppure lo sciopero della fame che da oltre una settimana vede protagonista Elvio Andreolini, sindacalista della Rsu di Eni-Ambiente, ha dato una scossa. Ieri sera infatti si è svolto in Municipio un incontro tra gli assessori all’Ambiente di Comune e Provincia, Sandro Bratti e Sergio Golinelli, ed i sindacati di categoria. Ufficialmente si trattava di un appuntamento previsto da tempo, e legato alla richiesta dei sindacati di avere chiarezze sulle prospettive della società e in particolare «del forno inceneritore che in questi anni non è stato sostenuto con investimenti mirati — si legge nella nota della Uilcem Uil —, in parte previsti dall’accordo di programma sul petrolchimico, che ha diminuito la competitività delle attività relative allo smaltimento dei rifiuti tossico nocivi, che in altre realtà si sviluppano coniugando la sostenibilità ambientale e la redditività del business». A Ferrara invece le sorti del ‘forno’ di Eni Ambiente sembrano segnate; il Comune ribadisce, per bocca dell’assessore Bratti, l’orientamento espresso un paio di mesi fa secondo cui «a regime, con la costruzione della centrale a turbogas e il potenziamento dell’inceneritore di Hera, andrà valutata la possibile dismissione di un impianto che oggi tratta rifiuti non ferraresi e che marcia sotto i volumi previsti». E così, tra gli argomenti discussi ieri, c’è l’ipotesi che Provincia e Comune possano rilasciare ad Eni Ambiente la proroga per l’autorizzazione al funzionamento del ‘forno’ (in scadenza in questi giorni) non per i cinque anni normalmente previsti, ma per un periodo più breve. Intanto Bratti annuncia l’imminente incontro tra il sindaco Sateriale ed i massimi dirigenti della società chimica, «per conoscere in tempi rapidi le prospettive concrete dell’insediamento ferrarese». Se nella lunga nota della Uilcem non si fa la minima menzione per Andreolini (che pure è stato a lungo iscritto alla Uil), Bratti dichiara la disponibilità ad incontrarlo: «Spero che già l’incontro odierno tra le istituzioni e i sindacati sia un segnale che lo spinga a interrompere lo sciopero della fame», chiude l’assessore comunale. Mentre il collega della Provincia Golinelli ammette «che il gesto del sindacalista ha evidentemente contribuito a rilanciare l’attenzione: non si può non tenerne conto, anch’io prenderò contatto con lui». Intanto i lavoratori ex Coopcostruttori del petrolchimico indirizzano un messaggio di solidarietà a Elvio Andreolini: «Sappiamo bene cosa sta affrontando, con estremo rigore e responsabilità. Noi ci siamo passati, e capiamo che il silenzio è la peggiore condanna per chi vuol difendere il lavoro». Il gruppo consiliare di An interpella invece il sindaco, chiedendo a Sateriale «di incontrare al più presto Andreolini, per valutare insieme al lavoratore l’opportunità di sospendere al più presto qualunque azione che possa danneggiarlo sul piano della salute personale». An chiede al sindaco anche di «attivarsi nei confronti dell’azienda per ottenere le doverose garanzie sul futuro 117 MIMESI dei lavoratori». Stefano Lolli «Facciamo cadere nella... Rete i vizi dei falsi potenti» Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VI - GRILLO ‘Quanta vivacità, lì a Ferrara!’ «So già cosa mi succederà, domani a Ferrara: arriverò al Palasport e sarò nei... casini prima ancora di aprire bocca!». L’appuntamento telefonico con Beppe Grillo, alla vigilia dello show di domani alle 21, è ormai quotidiano; ultimi scambi di battute sull’attualità, per calibrare il ‘tiro’ delle battute. Ancora commenti sul blog del comico, che attraverso internet (www.beppegrillo.it) chiede al pubblico spunti e suggerimenti. «Vedo che si litiga già, lì a Ferrara — sorride Grillo —, comunque alcune dritte mi sembrano interessanti; la centrale a turbogas, le strade pericolose, l’inquinamento elettromagnetico, vedo anche che aumenta l’Ici. Bravi...». Tutto lo spettacolo, spiega Grillo, nasce «dal fenomeno rivoluzionario della Rete: si scrive, si trovano cose impensabili, si parla con chiunque e si possono fare bellissimi scherzi ai politici. Se farete i bravi, insegnerò anche a voi ferraresi come aggirare il loro presunto potere e la loro suscettibilità. Ovvio, parlo in generale — Grillo ride —, non voglio prendermi una querela prima che inizi lo spettacolo». Eppure le minacce di querela volano nello stesso sito internet: è l’ex city manager Valentino Tavolazzi ad annunciare l’intenzione di «tutelarsi nei confronti di chi interverrà o è intervenuto nel blog, anche in forma anonima — scrive Tavolazzi —, divulgando notizie false sul mio conto o lesive della mia onorabilità». Ma il protagonista resta Beppe Grillo: che evidenzia «la voglia che la gente ha di partecipare, denunciando situazioni incredibili, sprechi, mettendosi persino a litigare sul mio forum. E’ un confronto entusiasmante in un mondo in cui i politici sono sempre più distanti dalla gente. Ovvio, parlo in generale — Grillo ride ancor più forte —, non vorrei che mi capitasse quello che è successo in una città del Nord Est, dove il sindaco mi ha diffidato a parlare di alcuni lavoratori che temevano il licenziamento e accusavano l’amministrazione di scarsa sensibilità. Sono sicuro che da voi questo non accade». Sei certo? «Sì. Anche se ho letto qualcosa su quella coop, come si chiama, Costruttori. Dici che si presenteranno gli operai?». Tornando ai suggerimenti del pubblico, ecco Andrea Mantovani sottoporre un progetto di edilizia a basso consumo energetico, il Comitato Paglierini rilanciare l’emergenza strade, e Fiorella Folegani evidenziare come «nella città patrimonio dell’Umanità ci siano oltre 600 cabine elettriche nei condomini». Sara Vecchi contesta, fra l’altro, le ‘rotatorie’: «Le rotatorie sono un mio pallino, spesso mi fanno venire mal di testa. Ovvio, parlo in generale — Grillo a questo punto si sbellica —, sono sicuro che a Ferrara saranno opere d’arte. Chissà se riuscirò a farvi ridere, parlandone». Ma spesso, uscendo dagli show precedenti, si aveva una sensazione di pessimismo: «Lo so, ma qui c’è il barlume della Rete — chiude Grillo —, è come la comicità, se la sai usare ti cambia la vita. Dici 118 MIMESI cose di un pessimismo estremo, e invece di buttarti in fondo a un pozzo ti vien voglia di buttarci qualcun altro. A chi tocca, lì a Ferrara?». Stefano Lolli 119 MIMESI Articoli pubblicati il 08/02/2005 Turbogas, viabilità, camera mortuaria: lo show di Grillo prende corpo grazie ai ferraresi Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - AMBIENTE L’attore prepara lo spettacolo di giovedì ‘intervistando’ il Carlino: «Come ve la cavate con le targhe alterne?». Suggerimenti via internet «Spiegami un po’ questa storia dell’inceneritore che sarà triplicato». All’altro capo del telefonino, c’è Beppe Grillo: «Il vostro sindaco è ancora Sateriale? — chiede — Mi dicono che era il ‘delfino’ di Cofferati: è vero? Cos’altro debbo sapere di lui?». Non è la prima volta, che l’attore genovese chiama ‘Il Resto del Carlino’ per documentarsi, in vista dello spettacolo (giovedì alle 21 al Palasport: biglietti purtroppo già esauriti); ma stavolta c’è qualcosa in più. «Sai, ho letto le cose scritte dai lettori nel mio Forum, ho trovato spunti interessanti — spiega —, ma volevo approfondire. A proposito, come ve la cavate con le ‘targhe alterne’?». Malino, grazie: gli sforamenti di Pm10 sono costanti. «Ah, allora Ferrara è la Città della Nebbia e delle Polveri», ride Grillo. Una battuta dello show è già pronta. Nello stesso sito internet, in cui chiede suggerimenti al pubblico, Grillo raccoglie sfoghi ‘ecologici’. Tra i primi a scrivergli, il portavoce del comitato FerrAria Pulita Bruno Tunioli: «250 ettari di petrolchimico inglobato con la città, tre centrali elettriche, tanti camini e un progetto approvato per una centrale da 800 mw a turbogas». Sullo stesso argomento, nel ‘blog’ di Grillo anche l’ex city manager Valentino Tavolazzi (che allarga gli spunti ai ritardi del polo di Cona e alla crisi della Coopcostruttori): «Caro Beppe, mentre noi ci diamo una mossa per cambiare la situazione — chiude Tavolazzi —, tu per favore facci ridere!». Chiaramente anonimo l’intervento successivo, di una sedicente ‘Alenia Facciatosta’ che suggerisce all’attore di «fare attenzione ai tanti ‘grilli’ parlanti ma con l’armadio pieno di scheletri». Riferimento proprio a Tavolazzi: «Si è autoincaricato di fare il Savonarola — prosegue la Facciatosta —, perchè non si ravvede restituendo alle casse dei cittadini il lauto compenso che ha ricevuto dal Comune?». Alessandra, casalinga: «Non si stupisca: Ferrara ha una camera mortuaria indecorosa — scrive la donna —. La struttura è fatiscente, non garantisce privacy e aggiunge disperazione al lutto». Suggerimenti dei ferraresi alla mano, Grillo continua comunque a mettere alle corde il giornalista: «E’ vero che avete il record della mortalità per incidenti stradali? — incalza — C’è forse qualche opera incompiuta, qualche cantiere lasciato a metà?» 120 MIMESI s. l. 121 MIMESI Articoli pubblicati il 05/02/2005 La maggior parte dei partiti ora è contro la centrale Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara giorno e notte, pagina XII - LA PAROLA AI LETTORI La volontà della gente Caro Carlino, abbiamo appreso dal giornale con grande soddisfazione che anche i partiti della Casa delle libertà si sono schierati contro la costruzione della «centrale a turbogas» che l’Amministrazione comunale vorrebbe a tutti i costi impiantare a Ferrara. Ci è voluta l’opera dei Comitati cittadini, i risultati delle ricerche scientifiche dei ricercatori bolognesi e europei, ma oggi la maggior parte dei partiti è consapevolmente contraria alla realizzazione di una tale centrale che sarebbe pericolosa e nociva per la salute dei ferraresi. Speriamo che, a questo punto, anche i più ferventi sostenitori di una scelta fatta senza il supporto delle necessarie conoscenze scientifiche, cambino strategia. Ce lo auguriamo tutti. A. Menegatti, C. Menegatti, M. Arlotti Il vescovo ha deciso di ascoltare i Comitati del ‘no’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Saranno ricevuti a fine mese di Isabella Cattania Il Consiglio comunale ha approvato una risoluzione che impegna il sindaco ad attivare una Commissione scientifica per approfondire le tematiche dell’inquinamento dell’aria a Ferrara ma per i Comitati cittadini contrari alla realizzazione della maxi centrale turbogas questo non basta. «L’attività di questa commissione non interferirà con la costruzione della centrale che andrà avanti. Riteniamo dunque insufficiente ed inadeguata la risposta del Comune alla richiesta di sospensione dei lavori». E’ quanto affermano Ferrara città sostenibile e FerrAria pulita in un documento siglato anche dal Comitato civico della Circoscrizione Nord, dal Comitato donne per l’ambiente vandana Shiva, Legambiente, EcoTecnoArea, Amici della bicicletta, Wwf, le associazioni di Rete Lilliput 122 MIMESI Banca etica, Mag6-Finanza etica, Biovita, Associazione per una vaccinazione responsabile. «La risposta al tentativo di dividerci — commentano i rappresentanti dei due Comitati anti turbogas — è che la gente comincia invece ad alzare la voce insieme a noi». E si allarga il cerchio di chi è disposto ad ascoltare le ragioni del ‘no’. «Dopo aver ottenuto un incontro con alcuni parlamentari ai quali abbiamo chiesto copia delle interpellanze da loro presentate — annuncia Mario Testi di FerrAria pulita —, a fine mese saremo ricevuti dal vescovo (significativo che la ‘Voce’ abbia dedicato una pagina al turbogas) e successivamente, se la nostra richesta sarà accolta, parleremo della centrale anche con l’Ordine dei medici». La volontà, ribadisce Valerio Vicentini di Ferrara città sostenibile, è quella di «intavolare un ragionamento a 360° perchè la gente possa decidere ma soprattutto sapere prima di decidere». Un’esigenza, riferiscono, che è stata riconosciuta anche dall’assessore provinciale all’ambiente Sergio Golinelli che, riferisce Testi, «ha invitato i Comitati a una riunione di Agenda 21 prendendo atto nella convocazione scritta di come finora l’informazione sia stata scarsa». Quanto alla Commissione scientifica, i Comitati, oltre a non condividerne i tempi, non sono d’accordo «sulla composizione tutta ferrarese». «Avevamo chiesto — ricordano — che vi facessero parte anche scienzati ed esperti di comprovata competenza in relazione ai temi studiati ed indipendenti rispetto agli interessi in gioco». Un nome? «Ad esempio Virginio Bettini dell’università di Venezia che proprio di recente si è espresso sulla stampa nazionale in merito alla scarsa scientificità delle Valutazioni di impatto ambientale». Dai Comitati, infine, «piena solidarietà a Valentino Tavolazzi, citato per danni da Agea per gli articoli sull’inceneritore di via Conchetta. Riteniamo che tale episodio, unitamente alle dichiarazioni dell’assessore Bratti più volte pubblicate dai giornali e tese a delegittimare il fronte ambientalista screditandone alcuni suoi componenti, costituiscano, sia pur con modalità diverse, preoccupanti segnali di imbarbarimento del confronto democratico tra Istituzioni e libere associazioni di cittadini. Respingiamo con forza ogni limitazione del dibattito su temi fondamentali per il progresso e la qualità della vita dei cittadini, pratica che riteniamo del tutto estranea alla tradizione civile di questa città». Anti-turbogas scatenati «Facciamo come Forlì» La Nuova Ferrara Pagina 16 - Cronaca - In Romagna centrale congelata per troppo smog La mobilitazione continua delle associazioni anti-turbogas sta producendo i primi effetti. E’ così che i diretti interessati interpretano la convocazione di Agenda 21 sul tema, sulla quale l’assessore Sergio Golinelli «riconosce che i tempi e i modi dell’informazione sul tema non sono sempre stati adeguati - ha detto il portavoce dei Comitati, Mario Testi - L’incontro è in programma il 9 febbraio, noi ci saremo». I Comitati hanno firmato, assieme, tra gli altri, a Legambiente, Ecotecnoarea, Amici 123 MIMESI della bicicletta, Wwf, Banca Etica, un duro documento: «Esprimiamo piena solidarietà a Valentino Tavolazzi, citato per danni da Agea per gli articoli sull’inceneritore di via Conchetta. Riteniamo che tale episodio, unitamente alle dichiarazioni dell’assessore Bratti più volte pubblicate dai giornali e tese a delegittimare il fronte ambientalista screditandone alcuni suoi componenti, costituiscano, sia pur con modalità diverse, preoccupanti segnali di imbarbarimento del confronto democratico». Il fronte anti-turbogas non si divide, insomma, e si appresta ad incontrare l’arcivescovo Paolo Rabitti, dopo la pubblicazione sulla Voce di un articolo problematico sulla turbogas, e l’Ordine dei medici. La novità viene da Forlì, dove il ministero dell’Ambiente ha deciso di congelare la costruzione di una centrale da 800 Mw «perchè le Pm10 hanno già sforato i parametri in 13 giorni nel 2005»: da noi, dicono i Comitati, gli sforamenti sono stati quasi il doppio, e si va avanti tranquillamente. I Comitati bocciano la proposta di una Commissione tecnica solo “ferrarese”, tanto più se tarderà ancora a nascere. 124 MIMESI Articoli pubblicati il 04/02/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I L’idea è semplice: tentiamo di capire cosa pensano i ferraresi di una questione delicata com’è la costruzione di una centrale molto potente, 800 megawatt, nel polo chimico della città, cioè a ridosso di quartieri molto popolati e non lontana del centro storico. Richieste di referendum erano state presentate ai nostri amministratori che tuttavia non le hanno mai prese in considerazione: e allora lo lanciamo noi un test per farci un’idea su chi sia d’accordo e chi contrario alla realizzazione dell’impianto. Il nostro «referendum» non ha grandi pretese di oggettività e non è un sondaggio scientifico ma vuole semplicemente offrire la possibilità a tutti di esprimere con un «voto» il proprio punto di vista: spedite o portate alla nostra redazione di Galleria Matteotti 11/B il tagliando che troverete in queste pagine nelle prossime settimane. Avete tempo fino alle ore 22 di domenica 6 marzo. Vi terremo informati se la scelta del turbogas sia condivisa dai lettori del nostro giornale oppure non li convinca. 125 MIMESI Articoli pubblicati il 03/02/2005 E oggi si fermano i veicoli con targa «pari» Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - INQUINAMENTO Ieri in Castello vertice sui piani di risanamento dell’aria Per il momento è stato definito solo il percorso progettuale e ‘politico’, con il coinvolgimento degli enti locali, dell’Arpa, dell’Azienda Usl: ma ieri, dal summit in Castello, il «Piano per il risanamento della qualità dell’aria» (compito cui la Regione ha demandato le singole province) è diventato formalmente una priorità. Alla luce dei dati di inquinamento da micropolveri — e al proposito oggi circolazione a targhe alterne con stop per i veicoli pari —, e dei più generali problemi di emissione in atmosfera. Allarma ad esempio il ripetersi costante degli sforamenti da Pm10, servono azioni strutturali sul traffico, controlli sugli scarichi industriali. E il pensiero corre al turbogas: al proposito il ministero avrebbe bloccato l’autorizzazione alla nuova centrale di Forlì. A pagina VII Affitta dei nonni e viaggi tranquillo La Nuova Ferrara Pagina 17 - Agenda e Lettere Primo giovedì dispari a targhe alterne dopo le vacanze di Natale: in casa abbiamo solo targhe pari: di solito andiamo a piedi e in bicicletta, ma qualche volta dobbiamo usare l’automobile; del resto paghiamo tasse di proprietà, assicurazioni, bollini blu: spesso, quasi sempre, soldi perduti. Le targhe alterne non servono a niente, ma ci sono per la salute, come per la salute dei ferraresi ci sarà la centrale a turbogas: l’Amministrazione comunale adopera l’aggettivo emergenziale per definire la condizione dell’aria, che essendo ordinaria non può essere emergenziale: ma c’è la salute, c’è l’Unione Europea, ci sono multe o premi in denaro. Arriva l’Anna, nostra figlia, da Rimini col treno delle 19.25 (spesso il treno è una littorina a due carrozze che chiamano treno regionale): a Rimini studia Economia del Turismo, Facoltà di 126 MIMESI Economia dell’Università di Bologna: ha fatto un esame la mattina e uno il pomeriggio: alle 16.10 conosce il risultato del secondo esame: alle 17.00 prende il treno che arriva a Ferrara alle 19.25: alle 20.30 ha Consiglio della Circoscrizione Centro, una seduta importante dove si discute una mozione sulla turbogas. Alle 19.10 non posso uscire da solo con la macchina che ha la targa pari, perché il divieto vale fino alle 19.30 e il treno dovrebbe arrivare alle 19.25. Decido di fare car pooling, che significa più o meno ammucchiata in macchina: se siamo in tre possiamo girare anche durante il periodo della limitazione al traffico. Carico a forza in macchina moglie e Alessandra (l’altra figlia) e andiamo in stazione: il treno arriva (questa volta) in orario, e l’Anna alle 20.30 è in Circoscrizione Centro: la seduta termina alle 23.20: torniamo a casa contenti e ceniamo. L’uso dell’auto non è stato inutile, il trasporto di moglie e figlia provvidenziale: l’alternativa erano in mezzi pubblici o il taxi, che inquinano lo stesso, che non sono altrettanto comodi e che possono costare molto più del mezzo privato. Ferrara è la terza città anziana d’Italia per età anagrafica dei residenti: qui la vita non è più lunga: le ragioni sono altre. Molti anziani vivono più o meno soli, in casa, escono di rado, hanno pochi diversivi. Se gli anziani si organizzassero per fare i passeggeri del car pooling potrebbero permettere a quelli che hanno bisogno di girare, di usare la loro autombile (per la quale sono pagate tasse imposte assicurazioni e bollini a prezzo pieno) e si divertirebbero, girerebbero per Ferrara Patrimonio dell’Unesco, si sentirebbero utili, si distrarrebbero, potrebbero persino trarne un piccolo guadagno, sarebbero impegnati, ne potrebbero avere solo dei benefici. Potrebbe essere una buona idea, affitta i nonni passeggeri. Basterebbe solo che non diventasse un altro affare da un milioni di euro l’anno, più o meno, a carico dei contribuenti di Ferrara. Massimo Masotti Qualità dell’aria, piani e progetti per il ‘risanamento’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - INQUINAMENTO Summit in Castello Individuare i problemi di inquinamento più rilevanti; indicarne le fonti e la strada per ridurli. Queste le tracce dell’iter che sfocerà nella realizzazione del «Piano di risanamento della qualità dell’aria», abbozzato ieri in Castello. Un’impresa non da poco se pensiamo che Ferrara ha già sforato per ben 23 volte dall’inizio dell’anno il limite massimo di polveri nell’aria (fissato secondo le nuove norme europee a 50microgrammi per metro cubo) e per legge è consentito ‘sgarrare’ al massimo 35 giorni nell’intero arco dell’anno. Aggiungiamo pure che nessun’altra provincia della regione ha avuto ‘peggior 127 MIMESI condotta’ (Bologna ha superato la soglia 21 volte). «Dobbiamo prendere misure più incisive», tuona perciò Paola Magri, del Servizio risorse idriche e tutela ambientale della Provincia. Proprio ieri, infatti, è stato presentato ai sindaci il percorso per predisporre il Piano. La Regione ha delegato questo compito a ogni singola realtà locale, così anche Ferrara ha disegnato le sue tappe e «tra l’estate e l’autunno — dice l’assessore all’Ambiente, Sergio Golinelli — dovremmo riuscire a definire il progetto preliminare». A lavorarci, naturalmente, saranno più soggetti: istituzioni locali, Arpa, Agenda 21 e Usl. «Nelle singole azioni che saranno decise in fase tecnica — anticipa Golinelli — l’attenzione sarà rivolta a tutte le fonti inquinanti: traffico, emissioni industriali e domestiche». Il complesso percorso ha come base di partenza la suddivisione del territorio in diverse zone a seconda della qualità dell’aria (operazione fatta in base a parametri di ‘contesto’, tipo vicinanza di fonti inquinanti o traffico elevato). «In sintesi — afferma Golinelli — risulta che l’alto ferrarese ha l’aria peggiore del basso ferrarese». A seconda delle zone si procederà dunque con piani di riqualificazione dell’aria o con programmi di mantenimento. Per il Comune di Ferrara sono indicati «piani d’azione a breve termine», peraltro non ancora evidenziati, essendo il rischio del superamento del valore limite «particolarmente elevato». «L’obiettivo principale — prosegue la Magri — è quello di approvare entro l’estate un documento preliminare del Piano per adottare per il prossimo inverno misure di risanamento diverse, alternative o integrative rispetto a quelle adottate in questi anni» (una di queste è ‘il giovedì a targhe alterne’). «Bisognerà puntare sulle polveri — dice la Magri — ma anche sull’ozono dato che d’estate registriamo degli sforamenti. La regola da seguire — conclude — sarebbe non produrre inquinanti e non ridurli quando sono già stati prodotti». Inevitabile pensare anche alla questione della centrale a turbogas; al cui proposito, da Forlì rimbalza la voce che il ministero non avrebbe dato l’ok all’impianto, analogo a quello di Ferrara, subordinando l’approvazione ai risultati dei piani di risanamento dell’aria. m.c. 128 MIMESI Articoli pubblicati il 02/02/2005 «Iniziativa encomiabile ma estemporanea: non è così che si salveranno gli impianti» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PETROLCHIMICO Fulc: ‘Prospettive difficili per il forno dei rifiuti speciali’ «Andreolini fa lo sciopero della fame? Sapevo che intendeva muoversi come Rsu, ma non che arrivasse a tanto...». Andrea Mantovani, segretario della Filcea Cgil, commenta con un pizzico di stupore la decisione del sindacalista di base: «Il suo gesto è rispettabile, forse addirittura encomiabile per lo spirito della difesa degli impianti e del lavoro: il limite, a mio giudizio, è che si tratta di un’iniziativa estemporanea — dice l’esponente della Camera del Lavoro —, che rischia di non andare oltre l’azione personale». I problemi denunciati da Andreolini, però, sono innegabili: «E’ assolutamente vero che per il forno inceneritore di Ambiente le prospettive sono difficili, forse segnate — riprende Mantovani —. Per questo, dopo le dichiarazioni di sindaco e assessore, avevamo non solo effettuato un incontro con le istituzioni ma anche chiesto ai vertici societari di dirci cosa avevano intenzione di fare; a Ravenna, l’impianto analogo è stato ceduto ad Hera, abbiamo chiesto se anche a Ferrara c’era un’ipotesi analoga». Il forno per rifiuti speciali, dalla potenzialità di 24 mila tonnellate annue, marcia oggi ad un volume sensibilmente inferiore (non oltre le 12 mila tonnellate), «ed oggettivamente la redditività è tutt’altro che eccezionale. In prospettiva, con il potenziamento dell’inceneritore di via Canal Bianco (dove comunque non confluiranno rifiuti speciali, ndr) e con la costruzione della centrale a turbogas, ci saranno poi problemi di compatibilità ambientale, che secondo l’istituzione consigliano la chiusura dell’impianto. Ma si tratta di un’operazione destinata a concretizzarsi fra anni — dice Mantovani —: in quest’ottica, il sindacato sta cercando di capire le prospettive per gli addetti». Per gli altri due spezzoni di Eni Ambiente, ovvero laboratorio e impianto per il trattamento delle acque, le prospettive paiono meno critiche: «Il laboratorio dovrebbe confluire in Syndial, che già vanta la proprietà di Ambiente — spiega il segretario della Filcea Cgil —, mentre l’impianto di trattamento dei reflui, che interessa a tutte le società insediate nel petrolchimico, potrebbe essere affidato alla Ifm, la società dei servizi, per essere gestito in forma consortile». Si tratta comunque di ipotesi, ancora non concretizzate: «Questo può sicuramente aver spinto Andreolini a compiere un gesto forte — chiude Mantovani —. Noi pensiamo invece che sia più opportuno agire coinvolgendo pienamente i lavoratori». 129 MIMESI Oggi il sindaco risponde ai cittadini La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca Oggi per quasi due ore sarà instaurato un filo diretto telefonico tra i nostri lettori e il sindaco. Gaetano Sateriale sarà ospite della redazione della Nuova Ferrara dalle 15 alle 16.45 e in questo orario i ferraresi potranno telefonare per porre domande, segnalare problemi, manifestare il loro pensiero sulle questioni del governo cittadino. Il numero da comporre è il seguente: 0532-214272. Sul giornale di domani troverete poi il resoconto di questo confronto tra i cittadini e il sindaco. E un’occasione per i cittadini e per lo stesso sindaco di avere uno scambio di opinioni a pochi mesi dall’insediamento della seconda giunta Sateriale. Un tema all’ordine del giorno è senz’altrio quello del bilancio. Il sindaco ritiene che i perchè degli aumenti dell’Ici e di altre tariffe debbano essere spiegati con grande cura ai cittadini. Niente di meglio del filo diretto per conoscere anche gli umori degli amministrati su temi che riguardano le tasche di tutti Ma ci sono anche le questioni legate alla salubrità dell’aria, alle micropolveri, al turbogas, al futuro industriale di Ferrara, la situazione della Ztl a un anno ormai dall’allargamento, i parcheggi e le linee urbane dell’Acft, la fusione di Hera-Agea. E ci sono le questioni che riguardano la qualificazione delle periferie, le attese per gli investimenti pubblici, le elezioni regionali. «Ecco i nostri interventi» La Nuova Ferrara Pagina 14 - Cronaca - CIRCOSCRIZIONE NORD «Una circoscrizione in cui si è impostato un lavoro collegiale con il coinvolgimento dei cittadini, definendo priorità e soluzione dei problemi, percorsi che da gennaio rafforzeremo ulteriormente con incontri pubblici nelle varie frazioni». Sono questi gli intenti del presidente della circoscrizione Nord, Alberto Guzzinati, che ha anche illustrato gli interventi previsti per il 2005. Tre le priorità assolute da realizzare: la rete idrica di via Chiorboli a Fossadalbero; il secondo stralcio dell’illuminazione pubblica di Barco e verranno abbattute le barriere architettoniche nella scuola di via Montefiorino a Pontelagoscuro. Naturalmente grande attenzione poi sul discorso Barco e sicurezza dopo i roghi: si realizzeranno mini-parcheggi per evitare le soste sotto i portici, si poteranno gli alberi per rendere più efficiente l’illuminazione e si proseguirà nelle raccolte fondi per le famiglie coinvolte. «Si sta lavorando poi - annuncia Guzzinati - su un problema molto sentito dalla gente, legato al nuovo capolinea dell’autobus di via Vallelunga che andrà oltre l’attuale: si sta cercando una soluzione per superare l’impossibilità di utilizzare una strada privata per l’inversione dell’autobus». In via Vallelunga ci sarà anche un intervento sulla rete fognaria. Verrà poi fatta la 130 MIMESI messa in sicurezza di via Anita sull’argine del Po e ci sarà un intervento sul nido Cavallari a Barco. «Nel 2005 - spiega Guzzinati - con i fondi circoscrizionali poi contiamo di realizzare altri interventi: l’illuminazione in via Acquedotto, la messa a norma di via Chiorboli, su cui c’è anche un discorso di collaborazione con l’assessorato; la nuova rete fognaria in via Gatti Casazza a Barco e il marciapiede di via Fratelli Rosselli sempre a Barco. Sui marciapiedi di via Bentivoglio ci prendiamo un momento di pausa e di riflessione in attesa dell’intervento di riqualificazione previsto per la via». Verrà poi avviata nella circoscrizione l’esperienza del Rab: una consultazione della comunità locale sulle scelte di politica ambientale, sulla tutela del territorio senza dimenticare la centrale Turbogas. Proseguiranno anche i lavori della ciclabile di via Calzolai, a Francolino, l’asfaltatura di via Zerbinata sempre a Francolino e verrà realizzato il tetto alle ex-scuole elementari di Sabbioni. Andrea Tebaldi 131 MIMESI Articoli pubblicati il 01/02/2005 Nuove interpellanze in Parlamento: ‘Stop per le polveri’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - TURBOGAS FI a Matteoli e Sirchia di Stefano Lolli An ‘interroga’ il ministro di Forza Italia? Gli [\FIRMA]azzurri interpellano quello di Alleanza Nazionale. Si infittiscono — in una sorta di derby politico — le iniziative parlamentari sulla centrale a turbogas: dopo il quesito che il senatore Alberto Balboni, presidente provinciale di An, ha indirizzato nei giorni scorsi al titolare delle Attività produttive Antonio Marzano, è Forza Italia a protocollare — forse già in queste ore, annuncia il consigliere regionale Giorgio Dragotto — «un’interpellanza predisposta da Isabella Bertolini e rivolta al ministro dell’Ambiente Altero Matteoli: chiederemo una valutazione attenta dei possibili riflessi delle polveri fini e ultrafini, condizione fondamentale a nostro giudizio — commenta Dragotto — per il rilascio delle autorizzazione e la realizzazione dell’impianto». Un’altra interrogazione parlamentare, prosegue Dragotto, seguirà nei prossimi giorni e sarà destinata al ministro della Salute Girolamo Sirchia: chiedendo, è facile ipotizzare, lo stop ai fumi dopo quello... al fumo. Facile ironizzare sul derby politico: Forza Italia conta di vincerlo 2 a 1, ribaltando la mossa di Balboni? «Non ritengo che la sua importante iniziativa rappresenti un fatto positivo solo per An — dice Dragotto —: Balboni ha compiuto piuttosto il proprio dovere di parlamentare eletto coi voti della Casa delle Libertà. E segna innegabilmente un fatto rimarchevole per chi, come noi, vanta innegabilmente la primogenitura di questa battaglia: da sinistra a destra, si va allargando il fronte delle forze politiche che hanno piena consapevolezza dei rischi legati all’impianto». Dragotto evita i riferimenti allo scambio di battute polemiche tra lo stesso Balboni e il capogruppo di Forza Italia Federico Saini («la tentazione iniziale era di dire di smettere di fare i bulli di periferia...», sorride) e allarga il ragionamento: «Il nodo della questione deve restare la centrale a turbogas con i mille dubbi sollevati e irrisolti — prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale —: per questo, al di là delle convenienze elettorali pur legittime, che non sono tuttavia esclusive di An, è opportuno concentrare gli sforzi nella campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutela della salute dei cittadini ferraresi. Questo diremo, nell’interpellanza, al ministro dell’Ambiente Matteoli». Ma l’estate scorsa, alla festa tricolore di Mirabello, l’esponente di An non aveva eccepito alla validità del progetto ferrarese: «Non erano ancora emersi gli ultimi studi di Armaroli e Po sugli effetti delle emissioni di polveri fini e ultrafini — spiega Dragotto —; così, in attesa che qualcuno, magari un funzionario del suo ministero incappi in queste ricerche ormai di 132 MIMESI pubblico dominio, pensiamo di agevolarlo fornendogli le indicazioni utili ad una riflessione e una revisione dei permessi». Ultimo flash sul disappunto espresso da Balboni per l’erronea attribuzione, da parte del capogruppo azzurro Federico Saini, di un voto favorevole da parte di An alla concessione edilizia, piuttosto che al piano particolareggiato: «Un lapsus. In politica si perdonano errori ben peggiori — sorride Dragotto —; se in Consiglio comunale ad esempio dovessero intervenire solo le persone competenti, spesso le sedute trascorrerebbero in silenzio tombale. Penso al bilancio: chi confonde spesa corrente e investimenti, dovrebbe essere imbavagliato?». Polemica dunque chiusa, tra Forza Italia e An: «Lo spero sinceramente, ne sono anzi convinto — chiude Dragotto —. Ho letto la battuta sibillina di Balboni sul fatto che sarei stato favorevole al leasing per la costruzione di Cona e, per proprietà transitiva, favorevole alla chiusura del Sant’Anna. Diciamo che è stata una battuta: io parlavo dello strumento tecnico, non di quello per cui doveva essere utilizzato. Magari in futuro — chiude l’azzurro — anche qualcun altro si potrebbe trovare a fare le stesse valutazioni». Sateriale risponde ai cittadini La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca Domani i cittadini potranno interloquire con il sindaco Gaetano Sateriale, grazie al filo diretto telefonico messo a disposizione dalla Nuova. Sateriale sarà nella nostra redazione dalle 15 alle 16.45 e risponderà alle domande e alle questioni poste dai ferraresi. Il numero da comporre per comunicare con il sindaco è 0532-214272. E un’occasione per i cittadini e per lo stesso sindaco di avere uno scambio di opinioni a pochi mesi dalla rielezione di Sateriale. Uno dei temi più caldi del momento è quello del bilancio 2005; per pareggiare i conti la giunta di centro sinistra ha presentato una proposta che prevede, tra l’altro, l’aumento dell’Ici e tagli alle spese e di alcuni investimenti come condizione per mantenere intatto il livello e la qualità dei servizi erogati dal Comune. Il filo diretto potrà essere utilizzato anche per chiedere chiarimenti sulle ragioni e la cause che hanno portato a questa situazione. Ma ci sono anche le questioni legate alla salubrità dell’aria, alle micropolveri, al turbogas, al futuro industriale di Ferrara, la situazione della Ztl a un anno ormai dall’allargamento, i parcheggi e le linee urbane dell’Acft, la fusione di Hera-Agea...ma è un elenco certo incompleto rispetto ai temi di interesse dei cittadini. 133 MIMESI Articoli pubblicati il 31/01/2005 Finanziaria in Consiglio Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara, pagina 21 Tra la maratona sul turbogas e la seduta straordinaria sui trasporti pubblici (in programma lunedì 7 febbraio), Consiglio comunale all’insegna delle pratiche ordinarie, quello che si svolge oggi dalle 17.30. In discussione un ordine del giorno presentato da Forza Italia sulla Finanziaria, e vari piani particolareggiati. 134 MIMESI Articoli pubblicati il 30/01/2005 ‘Un centro storico inadatto alle auto’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - LA RISPOSTA DEL SINDACO Tessuto urbano da tutelare Abbiamo chiesto al primo cittadino di rispondere ai temi principali proposti dalla gente con le mini-interviste del Listone di Gaetano Sateriale * Dire che a Ferrara la circolazione è congestionata mi pare francamente improprio. Basta muoversi un po’ in altre realtà e fare il confronto. Non a caso chi arriva a Ferrara per la prima volta, per ragioni turistiche o professionali, riferisce in genere la medesima impressione: città bellissima, vivibile e senza traffico! Certo, chi ci vive, pur con la consapevolezza e il giusto orgoglio dei pregi della città, vorrebbe, giustamente, migliorarne ogni aspetto funzionale. La volontà di risolvere le criticità e, restando al traffico, di trovare soluzioni appropriate per le zone di maggiore concentrazione è assolutamente condivisa dall’Amministrazione comunale. Ma non si può prescindere, preliminarmente, da due considerazioni: primo, non viviamo in una città caotica come qualcuno la dipinge esasperando i problemi; secondo, dobbiamo saperci misurare con i vincoli posti da un tessuto urbano antico, che abbiamo il dovere di tutelare, e che nella sua concezione originaria non contemplava i flussi veicolari attuali. Con questa premessa si può abbozzare un’analisi più dettagliata. La rilevazione dei flussi veicolari segnala che il punto di maggiore transito è quello del sottopasso di viale Po. Qui in media si registrano ogni giorno lavorativo circa 20.400 veicoli in entrata e altrettanti in uscita. Sul ponte di San Giorgio i veicoli in uscita sono in media 18.800, 15.000 quelli in entrata dal ponte della Pace, circa 13.000 quelli in transito su via Wagner (per entrambe le direzioni), 12.000 in via Ravenna e altrettanti in via Bologna all’altezza di via Veneziani. L’incidenza dei flussi non necessariamente corrisponde alla concentrazione del traffico e alla creazione di aree critiche. Dipende, ovviamente dalla diluizione del transito nell’arco dell’intera 135 MIMESI giornata e dalla capacità di smaltimento della strada, determinato dalla larghezza e dal numero delle corsie, dagli impedimenti, dalle intersezioni, dalla presenza di impianti semaforici e così via. Fra le strade più percorse, infatti, ne compaiono alcune, come via Wagner, che non presentano particolari problemi e non ne risultano altre, come via Copparo (7.300 passaggi giornalieri), che ben sappiamo essere trafficata nelle ore di punta (nelle quali si concentrano un migliaio di veicoli). Che fare? La conoscenza è la base per un’azione mirata ed efficace, nei limiti indicati e connessi alla conformazione del nostro tessuto urbano. Intervenire in piazzale San Giovanni con la nuova rotonda o in via Copparo con la nuova bretella non è particolarmente complesso, anche se ogni opera comporta oneri, anche economici, e disagi. Altro è risolvere strutturalmente i problemi del nucleo storico. Qui l’operazione che si sta compiendo è quella di limitare l’accesso e il transito e deviare per quanto possibile i flussi all’esterno senza penalizzare i residenti e, nel limite del possibile, le categorie economiche e i professionisti che gravitano in queste aree. Certo, corso Isonzo, tanto per citare il caso di un arteria cittadina che più delle altre soffre la concentrazione delle auto, necessiterebbe di soluzioni che stiamo cercando di individuare, non senza difficoltà, perché in molti casi la volontà di risolvere i problemi non è sufficiente. Sono tanti, però, i comparti nei quali stiamo intervenendo o per i quali abbiamo individuato le migliorie da apportare. Via Bologna nei prossimi anni cambierà completamente volto e diventerà finalmente una strada di quartiere bella e vivibile. Per il sottopasso di viale Po stiamo progettando l’ampliamento e il raddoppio del numero delle corsie, il comparto di via Ravenna e via Comacchio sarà ridisegnato. Sul tratto del Burana, all’altezza del parcheggio di via del Lavoro, sarà costruito un nuovo ponte che alleggerirà il carico del ponte della Pace. Il nuovo percorso si raccorderà con la tangenziale ovest che, speriamo, l’Anas possa completare dopo i ritardi dovuti al blocco dei lavori, conseguenza dei noti problemi della CoopCostruttori. In questo modo, con l’integrazione alla tangenziale Est, appena inaugurata, si realizzerà finalmente quella viabilità ad “U” che rappresenta un salvagente per la città e che dovrebbe preservarla, nei prossimi decenni, dai flussi di attraversamento che hanno finora penalizzato le condizioni di vivibilità in particolare nei quartieri periferici. A breve, proprio per contrastare la tendenza all'ingresso o all'attraversamento della città da parte dei mezzi pesanti, la circolazione sarà interdetta ai veicoli di stazza superiore alle 11,5 tonnellate nelle principali direttrici di accesso (come via Bologna e via Pomposa), avendo cura di indicare percorsi alternativi ai vettori. Limiti più restrittivi saranno imposti per il nucleo centrale. In tema di salvaguardia, stiamo invece definendo un progetto volto a migliorare le condizioni di sicurezza delle nostre stradale: interverremo sulla rete e sulle infrastrutture, potenzieremo i presidi, attueremo azioni volte alla prevenzione attraverso iniziative di educazione e disciplina dei comportamenti. Questione targhe alterne Le principali fonti di inquinamento a Ferrara, secondo le rilevazioni dell’Arpa, sono le industrie e il traffico automobilistico. Sul comparto industriale una sensibile riduzione degli inquinanti si è verificata in questi anni con la riconversione di molte aziende, in particolare nel polo chimico, e con l’introduzione di tecnologie atte ad abbattere gli agenti di rischio. Anche l'ipotesi di costruzione di una centrale a turbogas è finalizzata alla diminuzione dell'attuale tasso di emissioni inquinanti e la realizzazione del progetto è subordinata a questa condizione. Una commissione scientifica avrà il 136 MIMESI compito di verificare ulteriormente i dati di funzionamento della centrale, con particolare riguardo alle micropolveri. Sono allo studio anche altri provvedimenti strutturali, come l'estensione della rete del teleriscaldamento alimentata dagli impianti della geotermia, ma si tratta inevitabilmente di interventi di medio o lungo periodo. Nel breve periodo la situazione che è possibile aggredire con politiche che garantiscano risultati immediati è quella del traffico. In questa direzione sono stati messi a punto provvedimenti strutturali, come l’estensione della Ztl a tutela dei residenti, considerando che la conformazione urbanistica del centro storico si presta al ristagno degli inquinanti (benzene e micropolveri in particolare), e si sono adottate iniziative volte al contenimento del problema, come nel caso delle targhe alterne. Siamo consapevoli che questo provvedimento non è di per sé risolutivo. Però è altrettanto evidente che produce benefici, sia pure temporanei e limitati. Ad affermarlo non siamo noi; i dati indicano una riduzione del traffico veicolare sino al 15% e un tendenziale calo degli inquinanti, anche se la variabilità delle condizioni atmosferiche e la loro l'incidenza nel fenomeno inquinamento non consentono una seria comparazione numerica. La convinzione è diffusa al punto che ormai la netta maggioranza delle città operano limitazioni di questo tipo. Come già tante volte abbiamo ribadito, qualora qualcuno coltivasse il bizzarro o malizioso dubbio contrario, le targhe alterne non sono una fissazione o un vezzo di questa Amministrazione comunale, imposto allo scopo di vessare gli automobilisti, ma un intervento volto alla tutela della salute della cittadinanza. D’altronde, proprio per ridurre i disagi, sono state potenziate le linee del trasporto pubblico, in particolare con l’introduzione del bus navetta Centro e con la disponibilità di un ampio parcheggio all'ex Mof, servito da mezzi pubblici, in cui si può sostare gratuitamente tutti i giorni 24 ore su 24. Ma naturalmente non ci fermiamo alle targhe alterne. Stiamo sperimentando con successo su mezzi pubblici di trasporto marmitte che abbattono fino al 90% le polveri. Abbiamo potenziato la nostra flotta con l'introduzione di veicoli ibridi, con alimentazione elettrica o a metano, il propellente meno inquinante. E abbiamo preso i primi contatti con aziende che lavorano alla produzione di mezzi di trasporto pubblico alimentati a idrogeno. Tariffe parcheggi La sosta a pagamento su strada non è un’invenzione del Comune di Ferrara. Chi è abituato a muoversi in altre città sa perfettamente che questa pratica è diffusa ormai ovunque e applicata su vasta scala nella grande maggioranza degli spazi di sosta dei nuclei abitativi. I proventi della tariffazione non servono all’Amministrazione per “fare cassa”, ma vengono reinvestiti in opere e strutture funzionali al miglioramento della viabilità (parcheggi in particolare, ma anche potenziamento delle linee pubbliche di trasporto) e all'incremento dei fondi necessari alla manutenzione stradale. Sono troppo cari i parcheggi a Ferrara? Vediamo. In città le tariffe per la prima ora di sosta variano fra 1 euro e 1,20 euro per le zone più centrali, con la possibilità di soste frazionate ogni 15 minuti, rispettivamente al costo di 25 o 30 centesimi. Dai dati in nostro possesso risulta che a Modena si arriva a pagare 2,10 per un’ora di sosta, a Parma e Ravenna 1,20, a Reggio 1 euro, ma con obbligo di pagamento intero della prima ora di sosta, a Forlì 1 euro (ma dalla seconda ora se ne pagano due rispetto a 1,60 massimo di Ferrara) a Bologna 1,25. Solo Piacenza fa eccezione nella media regionale, con appena 0,52 centesimi per la 137 MIMESI prima ora di sosta e il doppio per le successive. Guardando fuori regione la situazione è analoga. Quel che emerge dal confronto è la conferma della congruità delle nostra scelte e, in alcuni casi, una maggiore frammentazione delle fasce tariffarie adottate da altri Comuni, con qualche beneficio per le aree più periferiche. In questo senso ritengo si possa approfondire la riflessione, anche se occorre rimarcare che a Ferrara il pagamento della sosta su strada, con la sola eccezione di un brevissimo tratto di via Bologna, è limitato alle zone più centrali dell'entromura. * Sindaco di Ferrara Balboni ‘diffida’ Forza Italia: «E’ falso dire che An ha cambiato idea sulla centrale» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Il senatore a Saini: «Confonde concessione e piano: solo lapsus?» «Consiglio all’amico Federico Saini un corso accelerato di diritto amministrativo: eviterà di confondere un piano particolareggiato con una concessione edilizia». Alberto Balboni, presidente provinciale di An, replica al capogruppo di Forza Italia sulla questione del turbogas: «Spero sia solo un lapsus, e non una provocazione voluta, la sua affermazione secondo cui il nostro partito avrebbe votato a favore del rilascio della concessione edilizia — afferma Balboni —: lo sanno anche i bimbi che a rilasciare tale atto può essere solo il sindaco. E noi, in Consiglio, abbiamo attaccato Sateriale per questa decisione». Il botta e risposta interno alla Cdl, si lega all’interrogazione parlamentare che nei giorni scorsi Balboni ha indirizzato al ministro alle Attività produttive Antonio Marzano: «Leggendo il testo, appare chiarissimo che la posizione di An non è cambiata d’una virgola dall’inizio della vicenda — incalza il senatore —: continuiamo a sostenere che la centrale a turbogas può rappresentare una risorsa importante per la città, ma a condizione che le emissioni siano sensibilmente inferiori a quelle degli impianti esistenti. E che siano adottati, ora, accorgimenti tecnologici e cautele scientifiche per fugare anche i rischi derivanti da polveri fini e ultrafini». Perciò, nell’interrogazione, Balboni ha chiesto a Marzano di valutare una possibile revisione del decreto che autorizza la centrale: «Ho chiesto anche di bloccarne la costruzione, sino a che non avremo una risposta definitiva della commissione scientifica che An, e non Forza Italia, ha chiesto di istituire», incalza Balboni. Perciò «nessun cambio di idea, e nessuna perdita di tempo come Saini pare insinuare — dice l’esponente di An —; come ho riconosciuto loro, nell’interrogazione, il ruolo svolto nell’importante battaglia di informazione pubblica, spero che Forza Italia la faccia finita con battute o attacchi come quello che il coordinatore provinciale Pier Francesco Perazzolo ci ha rivolto in Consiglio. Definendoci favorevoli, in modo acritico, alla centrale». Su questo punto, Balboni non ci sta: «Se si volevano rivolgere a Marzano, non avrebbero dovuto nemmeno fare un’interrogazione. Bastava alzare il telefono e chiedere di non firmare il decreto — sorride il presidente di An —; per utilizzare le parole di Saini, si sarebbe risparmiato l’anno di tempo che il capogruppo azzurro 138 MIMESI insinua essere stato perso a causa nostra. Perché non l’hanno fatto? Risponda a questo quesito». Balboni dice di non voler comunque «rinfocolare tensioni nella Cdl: non è il caso. Ma ritengo che i rappresentanti anche più autorevoli di Forza Italia debbano soppesare le valutazioni; non mi ha mai fatto paura la polemica, e se fossi tirato per la giacca — chiude Balboni — potrei contestare agli azzurri, con la stessa leggerezza, di essere d’accordo con la chiusura del Sant’Anna. Potrebbe tornarmi alla memoria qualche intervento di Dragotto, favorevole al leasing poi bocciato dall’Authority». s. l. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIV ) SPORT Grave crisi per gli impianti La scorsa settimana il sottoscritto, insieme ad altri rappresentanti di enti di promozione sportiva, è stato convocato in una riunione riguardante la proposta di aumento delle tariffe degli impianti natatori cittadini. Alla riunione erano presenti sia l’amministrazione comunale che la società che gestisce gli impianti in questione. Abbiamo ascoltato le ragioni e le motivazioni del gestore, quelle del Comune ed abbiamo elencato tutte le nostre perplessità, e le enormi difficoltà che andremo ad affrontare per continuare ad offrire nuoto ed acquagym a Ferrara. Possibili conseguenze? Aumento delle tariffe dei corsi e quindi: diminuzione della richiesta, corsie sempre più tristemente vuote, fine di alcune associazioni che vivevano con il nuoto e quindi problemi anche per il gestore! Può sembrare fantascienza ma non lo è. Qualcuno dirà: ma il Comune non può intervenire in aiuto del gestore? Risposta: già interviene, ma a questo punto il piatto piange e più di tanto non può fare. Rimango però sconcertato quando, con società in piena crisi economica, impianti (alcuni) malridotti, società dilettantistiche alla «frutta», leggo che il Comune è deciso a concedere un contributo di 90.000 euro ad un campo nomadi in città. Mi scusi sig. sindaco se rimango almeno, allibito. Mi viene da sorridere (non solo) se penso che i contribuenti per lo sport sono ridotti all’osso e che quei pochi spiccioli ( 90.000) prenderanno altre strade. Benissimo. In fondo una simile cifra allo sport ferrarese non serve a nulla! Soltanto dare una sistematina a: tribuna e gradinata del Paolo Mazza (piove nei locali sottostanti), vecchio Motovelodromo, piscina di via Pastro, piscina scoperta di via Bacchelli, per non parlare di varie palestre comunali in condizioni precarie. E si potrebbe 139 MIMESI proseguire. Mi consolerò pensando che in fondo se anche gli impianti hanno bisogno di interventi urgenti e di conseguenza gli utenti e i praticanti calano vertiginosamente e se anche gli sponsor per organizzare manifestazioni si defilano ... vorrà dire che avremo comunque un moderno ed efficiente campo nomadi. Romano Becchetti presidente provinciale ASI ) CONSIGLIO Seduta eccezionale Sul quotidiano di martedì 25 u.s. è stata pubblicata una lettera di un anonimo «cittadino disgustato» che contiene affermazioni false e calunniose nei confronti dei singoli consiglieri comunali e del Consiglio nel suo insieme. Fatte salve le necessarie verifiche, per quanto mi è dato di ricordare, negli ultimi cinque-sei anni sono state effettuate centinaia di riunioni del Consiglio Comunale, per nessuna delle quali è stato corrisposto il doppio gettone. I Consigli convocati ordinariamente per le ore 17,30, cominciano intorno alle 17,45 e si concludono normalmente entro le ore 23. Quella del 17 gennaio è stata una seduta del tutto eccezionale, tanto è vero che si è discusso del solo argomento relativo alla costruzione della centrale turbogas, su cui la cittadinanza ferrarese ha mostrato viva attenzione da molti mesi. Alla presenza di un foltissimo pubblico, la riunione si è protratta eccezionalmente oltre l’una di notte per consentire al sindaco, agli assessori e ai consiglieri di illustrare pubblicamente, di chiarire e di approfondire una questione unanimamente ritenuta di straordinario interesse per i cittadini ferraresi. E’ falso pertanto che esista la prassi consolidata di iniziare dopo le ore 18 per protrarre la seduta del Consiglio Comunale oltre le ore 24 al fine di ottenere il raddoppio del gettone che, per amor del vero, nel rispetto della legge, ammonta a 93 euro lordi per la partecipazione alle sedute del Consiglio e di 50 euro lordi per quelle alle Commissioni consiliari. Questi sono i fatti. Additare al pubblico disprezzo, sulla base di false informazioni, tutti i Consiglieri definiti ‘praticanti della politica intenti a gareggiare ed intrallazzare per trarne vantaggi personali’ costituisce una profonda ingiustizia e una grave offesa all’intera assemblea dei rappresentanti della comunità ferrarese. Il presidente del Consiglio Comunale Romeo Savini ) MALTEMPO Più responsabilità sulle strade Spero che nei giorni in cui il traffico è rimasto bloccato nell’autostrada, qualcuno si sia premunito di prendere i dati personali di tutti quegli automobilisti e di quelli che lo fanno di mestiere (gli autotrasportatori), che non avevano le catene o gomme da neve. spero che i costi di questo blocco vengano addebitati a quegli irresponsabili che pur sapendo da giorni che era prevista neve sono partiti disorganizzati. il governo non dovrebbe scusarsi, ma assicurarsi che queste cose non 140 MIMESI accadano più obbligando tutti ad avere le catene a bordo, (come il triangolo), vendendole a prezzo «politico» quindi basso.sarebbe anche ora che tutti usassero la testa, buon senso, e responsabilità. e-mail firmata 141 MIMESI Articoli pubblicati il 29/01/2005 La protesta incalza il Comune Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - ICI «Mi unisco alla protesta contro i previsti aumenti dell’Ici e non solo quelli! Contro le scelte che procureranno disagi (ubicazione del futuro ospedale di Cona) o guai futuri (centrale turbogas)»: è la lettera con cui G.B. ha accompagnato i coupon del nostro giornale attraverso i quali si chiede il ripensamento del sindaco sull’aliquota Ici. Sono 1.416 i tagliandi arrivati in redazione e, in parte, già consegnati all’assessore al bilancio: altri verranno consegnati lunedì, quando potrebbe venir definitivamente deciso il livello dell’imposta. In adesione all'iniziativa del Carlino, una delegazione del direttivo dell'Unioncasa Confai (l'Unione dei proporietari di abitazione più la Confederazione amministratori immobiliari) ha consegnatoieri al giornale 163 coupons raccolti tra i propri associati a Ferrara. E sempre ieri si è levata la voce dell’Unione agricoltori, che attraverso le parole del suo presidente Mario Guidi lamenta il forte incremento dell’imposta preannunciato dalla giunta. A pagina VII Turbogas «Balboni, iniziativa importante: peccato solo ora...» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII «Mi fa piacere che il sen. Alberto Balboni sia finalmente arrivato, sulla centrale a turbogas, sulle stesse posizioni di Forza Italia». Il capogruppo degli azzurri Federico Saini commenta così l’iniziativa parlamentare dell’esponente di Alleanza Nazionale, che giovedì ha protocollato a palazzo Madama un’interrogazione al ministro alle Attività Produttive Antonio Marzano chiedendo garanzie più puntuali sui vincoli alle emissioni di polveri fini e ultrafini, e soprattutto una risposta scientifica definitiva prima di dare l’avvio alla costruzione della centrale. «E’ sicuramente un’iniziativa importante, quella dell’amico Balboni — commenta Saini —, che di fatto converge sulle nostre posizioni. Solo un anno fa, An appariva schierata a favore della centrale: ricordo l’assemblea cui 142 MIMESI hanno partecipato anche i vertici dell’Unione Industriali, ricordo lo stesso voto favorevole alla concessione edilizia, l’unico atto fondamentale sin qui emesso dal Comune, che di fatto sta vincolando la situazione». Ma nell’interrogazione Balboni ha riconosciuto il ruolo svolto da Forza Italia (al pari di altre forze, come i Verdi, Prc e Pdci, e dei comitati civici) nella campagna di sensibilizzazione e di tutela della salute dei cittadini: «Questa considerazione mi fa un estremo piacere, perché segna una ritrovata e piena sintonia — prosegue Saini —, ma non posso tacere l’amarezza per il tempo perduto: se la stessa unità d’intenti, ed un’analoga presa di posizione in parlamento, fosse avvenuta un anno fa, non ci ritroveremmo ora a rincorrere la situazione». L’interrogazione, con la quale Balboni chiede al ministro di Forza Italia di valutare l’eventuale revisione del decreto autorizzativo (ed anche la possibilità di invitare Sateriale a bloccare la costruzione prima del definitivo parere della commissione scientifica sulle emissioni), potrebbe tuttavia avere un esito spiazzante per gli azzurri, se il ministro, pur inserendo nuove prescrizioni, confermasse il via libera per l’impianto: «Questo particolare non ci sfugge — chiude Saini —, ma resta un punto che prescinde l’esito dello stesso quesito a Marzano: l’ubicazione prevista per la centrale. Al di là delle fondamentali garanzie sulle emissioni, sui dispositivi tecnologici adottabili e sulle valutazioni della commissione scientifica, resta il fatto che l’impianto dovrebbe sorgere a un chilometro dalla città». s. l. 143 MIMESI Articoli pubblicati il 28/01/2005 «Polveri sottili, ora il decreto deve essere rivisto» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Balboni al ministro Marzano di Stefano Lolli Revisione sostanziale del decreto che autorizza la centrale. Invito (vale a dire, ordine) al sindaco perché sospenda ogni eventuale lavoro di costruzione, in attesa di una definitiva risposta scientifica, avvalorata dal ministro. Sono queste, le due richieste sostanziali che il senatore di An Alberto Balboni indirizza — in un’interrogazione a risposta scritta — al titolare delle Attività produttive Antonio Marzano. L’iniziativa parlamentare, protocollata proprio ieri mattina a palazzo Madama, è accompagnata da una dettagliata relazione di carattere tecnico, in cui Balboni sintetizza in particolare le novità emerse, dagli studi e dal dibattito successivi all’autorizzazione della centrale a turbogas da parte del ministero. «Il decreto farebbe riferimento a una valutazione d’impatto ambientale — esordisce il parlamentare ferrarese — che considera ‘trascurabili’ le polveri sottili (Pm10, Pm2,5 e Pm 0,1) emesse dalla turbogas. Pertanto i decreti autorizzativi non porrebbero limiti a queste micropolveri ignorando altresì le nuove tecnologie in grado di abbattere le polveri fini e ultrafini (catalizzatori Scr, Sconox), che pertanto non verrebbero imposte ai costruttori». Di qui muove Balboni, che a pochi giorni dal dibattito politico in Consiglio comunale — dove anche sindaco e giunta, in una risoluzione approvata a larga maggioranza hanno ipotizzato di chiedere un ‘consulto’ allo stesso ministero — gioca d’anticipo rispetto alla stessa maggioranza, proprio per la necessità di garantire il massimo delle informazioni e delle cautele. «L’altissimo livello di inquinamento e le caratteristiche atmosferiche di Ferrara — prosegue l’esponente di An — renderebbero ancora più pericoloso per la salute dei cittadini un simile concentrato di sostanze tossiche: le stime parlano infatti di Pm10 primario al camino per 150-250 tonnellate l’anno, e particolato secondario di pm2,5 per altre 750». Questi dati, oltre che da studi recenti, sono anche l’oggetto della «campagna di sensibilizzazione, costante e approfondita, promossa da comitati spontanei di cittadini e da autorevoli esponenti politici locali — prosegue l’interrogazione al ministro di Forza Italia — di vari partiti di maggioranza e di opposizione». Balboni, politicamente, è ‘cavalleresco’ riconoscendo il ruolo e le iniziative «in particolare di Forza Italia, Verdi, Rifondazione Comunista, Pdci — prosegue il presidente di Alleanza Nazionale —, ampiamente e puntualmente riportate dagli organi di informazione; è sempre più alta la preoccupazione nella popolazione per il 144 MIMESI pericolo per la salute che potrebbe derivare dall’entrata in funzione della nuova centrale». A fronte del clima di Ferrara — ambientale, metereologico e politico — Balboni chiede dunque formalmente al ministro Marzano di fare chiarezza definitiva sull’autorizzazione: «Tra le condizioni è prevista la riduzione del carico inquinante rispetto a quelle termoelettriche a gasolio che la turbogas dovrebbe sostituire, ma non vi è alcuna certezza che detta condizione verrà rispettata con riferimento alle polveri sottili e ultrafini». Di qui la richiesta di una «revisione del decreto per imporre un necessario approfondimento sulle emissioni di particolato primario e secondario, e sull’esistenza di strumenti di depurazione indispensabili al loro abbattimento entro limiti assolutamente certi di sicurezza per la salute della popolazione». Di qui pure il garbato suggerimento al ministro «di invitare il sindaco di Ferrara, nella sua qualità di ufficiale sanitario, a sospendere l’esecuzione dei lavori in attesa di una definitiva risposta scientifica». «Potena nella Commissione scientifica che studierà i rischi della nuova centrale» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS ‘Io Amo Ferrara’: «Perchè il progetto non è stato finanziato?» «Nella commissione tecnico-scientifica che dovrà vagliare le procedure della nuova centrale a turbogas, occorre valutare l’immediato inserimento del prof. Alfredo Potena, vista la sua preparazione, la sua competenza in materia ed il suo legame con il territorio ferrarese». Dal consigliere comunale di Io amo Ferrara Alex De Anna (nella foto) arriva la proposta di nomina per il primario di Fisiopatologia della Respirazione. «Mercoledì sul Resto del Carlino Potena ha evidenziato l’esistenza di una relazione, supportata da studi scientifici, tra l’incremento delle Pm10 e del tumore ai polmoni — incalza De Anna —; poi ha ricordato che già nel 2002, in occasione di un convegno, promosso fra l’altro dal Comune, aveva presentato un progetto in collaborazione con l’European Respiratory Society, per monitorare gli effetti dell’inquinamento sulla salute dei ferraresi». Perchè quella proposta, chiede il rappresentante della lista civica, è caduta nel vuoto? «Se il progetto fosse stato finanziato, oggi il Comune avrebbe già oltre due anni di dati e misurazioni cui fare riferimento — dice De Anna — rispetto a un tema tanto delicato e dibattuto». Legato non solo alla costruzione della centrale a turbogas, ma anche ad un altro intervento su cui Io amo Ferrara non ha nascosto, nel dibattito in Consiglio, forti perplessità: il potenziamento dell’inceneritore di via Canal Bianco. Perciò De Anna chiede al sindaco, in un’interpellanza, «di conoscere le circostanze e i motivi specifici che hanno impedito il finanziamento del progetto presentato da Potena nel 2002». Il giovane esponente dell’opposizione chiede poi «se sia stato almeno chiesto un parere di carattere sanitario all’insigne clinico, rispetto ai possibili danni alle vie respiratorie che la centrale da 800 megawatt potrebbe causare ai cittadini». La domanda è retorica, dalla stessa intervista di Potena al Carlino si intuisce che il coinvolgimento non c’è stato: «Ed allora 145 MIMESI è opportuno rimediare subito — chiude De Anna —, visto che la risoluzione approvata dal Consiglio prevede la costituzione di un organismo tecnico-scientifico, presieduto da Remigio Rossi ed i cui componenti saranno scelti tra le personalità presenti nel nostro ateneo». 146 MIMESI Articoli pubblicati il 27/01/2005 ‘Non vanno imposte scelte che incidono su salute e ambiente’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS Giorgio Dragotto (Forza Italia) «Ho apprezzato, per chiarezza e coraggio, l’intervento del professor Potena sulla stretta relazione fra aumento dell’inquinamento atmosferico, soprattutto in relazione alla componente delle polveri, e aumento delle patologie respiratorie, anche mortali, nella nostra città»: Giorgio Dragotto, vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente di Forza Italiache sottolinea come le parole di Potena trovino conferma nei dati, recentemente diffusi, sull’incidenza delle patologie tumorali nella nostra provincia, ai vertici delle classifiche nazionali. «Uno dei passaggi determinanti sui quali i ferraresi dovrebbero riflettere — continua Dragotto — è il mancato sostegno, da parte del Comune, alla realizzazione del progetto, presentato nel 2002 dallo stesso medico, che prevedeva uno studio approfondito degli effetti dell’inquinamento sulla salute. Perché Sateriale e la sua Giunta non hanno sostenuto quello studio con la stessa convinzione con cui hanno appoggiato quello della centrale turbogas? Forse temevano — incalza l’azzurro — che i risultati di uno studio siffatto potessero alimentare i dubbi e le preoccupazioni, fino ad un’aperta e diffusa contrarietà, per l’impatto ambientale e sulla salute della costruzione di una mega centrale a ridosso del centro?». Dragotto ricorda come dall’articolo dei ricercatori Armaroli e Po, tutta la letteratura scientifica confermi l’emissione, da parte di una centrale a turbogas di 800 MW, di polveri sottili, sia primarie che secondarie, in quantità esorbitante. Tale quantità diviene particolarmente pericolosa se concentrata in uno spazio ridotto, a ridosso di un centro abitato, soprattutto in considerazione del clima e dalle condizioni locali d’inquinamento in assenza di vento. «Di fronte a questi dati e alla realtà del nostro territorio — osserva — come fanno gli strenui difensori della centrale da 800 MW a non avere dubbi sull’effettiva pericolosità delle sue emissioni? L’assessore Bratti parla della commissione di esperti come di un utile contributo al monitoraggio della costruzione e del funzionamento della centrale: ma quella stessa commissione non è in grado, qualsiasi siano le risultanze dei suoi approfondimenti tecnico-scientifici, di interferire con l’iter autorizzatorio e l’avvio dei lavori. Il sentire comune dei ferraresi è che il via libera alla centrale debba essere dato, in “scienza e coscienza”, solo se non aggrava i già alti rischi per la nostra salute». Dragotto insiste e sollecita dunque un u chiarimento. «La centrale si farà comunque, come lascia intendere Bratti, oppure, come dice Sateriale, l’impianto verrà realizzato solo se risulterà migliorativo, oltre ogni ragionevole dubbio, della situazione ambientale attuale? Sateriale, la sua Giunta e la maggioranza politica che li sostiene devono 147 MIMESI smettere di prendere in giro i ferraresi e hanno l’obbligo politico e morale di dire qual è esattamente la scelta dell’Amministrazione comunale. Porsi il problema della produzione e distribuzione dell’energia, del contenimento dei suoi costi, del rinnovo delle sue fonti in relazione all’impatto ambientale richiede un approccio serio e aperto al confronto, senza posizioni aprioristiche del tipo industrialisti contro ambientalisti, nucleare no idrogeno sì». Secondo il vicepresidente della Regione la soglia sotto la quale, «eticamente prima che politicamente», non si può andare è imporre scelte che abbiano un impatto insostenibile per la salute e l’ambiente. E conclude: «Una centrale turbogas delle dimensioni di quella progettata a Ferrara a ridosso del centro ha, mi si passi la metafora, la stessa sostenibilità e compatibilità di un trattore in una cristalleria. Alla luce delle attuali conoscenze, ribadisco la mia contrarietà a questa centrale, perché incapace di coniugare le esigenze economiche e produttive con la tutela della salute e dell’ambiente. Ciò non preclude la disponibilità al confronto serio e dialettico a 360°, per contribuire a trovare la soluzione migliore per la nostra comunità, senza, però, alcuna indulgenza e alcun avallo ad eventuali imbrogli politici di tutti coloro che pensano di insediare una commissione di esperti solo come utile paravento». Un altro pessimo bilancio Il Resto del Carlino Valentino Tavolazzi FERRARA - Agenda e film, pagina XI IL LISTONE La manovra di bilancio 2005, vale a dire le scelte di governo della città, evidenzia nodi irrisolti e limiti politici. Da anni i conti del Comune non tornano poichè la spesa è troppo elevata e rigida (123 milioni di euro, di cui 47 per il personale, contro i 121 e 45 l’anno scorso) ed il debito è soffocante nonostante la vendita di Agea (costa 17 milioni di euro, contro 14 nel 2004). Gli spazi per risparmiare sono enormi: per la consulenza per il Piano regolatore (coordinata dall’ex assessore all’urbanistica Carlo Magnani) spenderemo 376 mila euro, mentre il Teatro preleverà dalle casse comunali 2,8 milioni (2,3 nel 2004), di cui 350 mila per l’opera di Abbado. La città avrebbe bisogno di una politica di risanamento finanziario e patrimoniale, di lotta agli sprechi ed alle clientele, di ammodernamento della macchina amministrativa. Al contrario Sateriale dal 1999 alimenta il vortice della spesa tartassando i cittadini con balzelli iniqui come l’addizionale Irpef e l’Ici sulla prima casa che colpiscono indiscriminatamente ricchi e poveri. E lo fa senza spiegare le ragioni di quei sacrifici ed in assenza di prospettive migliori per il futuro. Infatti, se non si interverrà sulla struttura della spesa, i conti andranno sempre peggio. Il prelievo fiscale, d’altro canto, è al top in regione (per alcuni servizi, come l’acqua, anche nel paese), mentre l’economia, l’occupazione, la salute e l’inquinamento sono all’ultimo posto. Altre città hanno approvato bilanci 2005 che sottendono politiche diverse. A Piacenza il centro sinistra ha ridotto l'Ici prima casa (la più bassa in regione) dal 4,95 per mille al 4,8. A Padova, dove la metropolitana leggera (Metrobus) non è un sogno, ma è in 148 MIMESI costruzione, il centro sinistra realizzerà due nuovi asili nido, mantenendo l’Ici prima casa al 4,5 e non toccherà Tia e Cosap. A Forlì, dove la spesa per il personale è il 33,9% del totale (contro il 38% a Ferrara), l’Ici prima casa è al 5,5 per mille. E non è aumentata a Parma (5), Ravenna (5,3), Rimini (6) e Trento (5). Pavia ha congelato anche la tassa sui rifiuti. A Verona l’Agsm, l’azienda dei servizi, verserà nelle casse del Comune 4,5 milioni di utili (contro 1,25 di Hera Ferrara), e su spettacoli ed intrattenimenti frivoli si è abbattuta la scure. Alcune considerazioni politiche. Il segretario della Cisl Paolo Paramucchi ha lamentato nei giorni scorsi l’assenza di progettualità, di leadership e di regia politica. Di certo non gli sfugge che, in parte, tale vuoto è il prezzo pagato per aver voluto assicurare a Sateriale una coalizione ampia, eterogenea e dagli interessi divergenti. Anche l’assessore Alberto Ronchi lo ha sottolineato prima e dopo le elezioni. Purtroppo l’assenza di un progetto politico e di un programma coerente è sotto gli occhi di molti. Così come è opinione diffusa che a Ferrara, falcidiata da dissesti aziendali clamorosi, da troppi anni manchi la spinta propulsiva per uno sviluppo economico della città. Le azioni del Comune appaiono confuse, limitate, talvolta dannose. Anche la chiusura del centro storico, attuata senza nuovi parcheggi ed un moderno trasporto collettivo, rimane estemporanea e superficiale. Certo, governare bene una città non è facile, occorrono visione strategica, competenza e coraggio. E talvolta politici ed amministratori, impegnati nella caccia alle poltrone, senza consultazioni primarie, perdono di vista il ruolo della politica. Esiste un “partito” del non voto e c’è una domanda inevasa, da destra e da sinistra, che chiede una politica “alta”, che parli di ideali, che dia speranze e fiducia ai giovani. Forse non si accetta che le passioni e le aspirazioni della gente contino di più delle formule, degli schieramenti, delle regole di partito. Insomma raramente la politica coniuga capacità di governo con un sistema di valori. Ciò nonostante molte città sono ben governate con la sola voglia di fare, il senso pratico e la capacità di ascolto. A Ferrara, come altrove, i cittadini chiedono tutela della salute e dell’ambiente, sviluppo economico e lavoro, servizi efficienti e tasse eque, una città sicura e vivibile. E si aspettano che alle promesse seguano i fatti. Ma è difficile che ciò possa accadere se chi amministra sfugge al confronto. Nei giorni scorsi il Comune ha replicato ai rilievi di merito dei Comitati sulla turbogas e sull’incidenza dei tumori, agitando lo spettro della strumentalizzazione politica di FerrAria Pulita, nel tentativo di dividere il fronte ambientalista e di bloccarne l’azione incisiva. Questa politica crea sfiducia e preoccupazione in molti. C’è infatti il rischio che scada a mero progetto di potere, improntato al mediocre realismo, ai compromessi al ribasso ed all’ipocrisia. I politici non devono diventare politicanti, ed il bene comune ed il progresso della città devono prevalere sulla conservazione del potere e sulle ambizioni personali. Oltre tutto una visione strabica della politica può portare a concepire le istituzioni come macchine da spesa orientata a ritorni elettorali a breve, e produce spesso scelte di corto respiro o dannose per la comunità. Insomma, c’è voglia di una politica di buon senso, se non proprio “alta”, anche a Ferrara. Valentino Tavolazzi 149 MIMESI Lettere Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X )NOMADI Si paghino le spese Io posso anche capire che un’Amministrazione comunale possa predisporre sul proprio territorio un campo nomadi pagato dalla comunità (non dei nomadi), ma almeno le spese di ordinaria manutenzione se le paghino gli «inquilini».... Infatti a casa mia ( e forse anche a casa di un signor Rossi qualsiasi), le spese per l’adeguamento dell’impianto elettrico me lo pago io, e non il Comune.... P. F. )HERA Puliteci le strade «Hera ... Si telefona, si sollecita, si aspetta e si spera ...» Fossanova S. Marco via Ivano Scapoli, gli abitanti piangono la pulizia strade che non avviene neanche una volta all’anno, nemmeno su esplicita richiesta. Dopo alcune telefonate di richiesta pulizia strade, inviate ad Hera dai cittadini, il problema non è risolto. Le foglie degli alberi cadute lo scorso autunno stanno «intasando» tutte le fognature della strada, ovviamente quando piove le pozzanghere diventano dei veri laghi. Mi sembra inutile aggiungere che anche i giardini pubblici attigui a Via Scapoli, ogni tanto andrebbero anch’essi ripuliti. Inoltre la presenza dei cantieri in zona sta causando un eccessivo aumento di polvere. Teniamo sottolineare che non si ha la pretesa di avere un servizio mensile, ma almeno l’ente preposto dovrebbe eseguire automaticamente pulizie periodiche programmate nell’arco dell’anno. Ringrazio anticipatamente codesta Testata, per l’immancabile collaborazione con i cittadini che scrivono. G. Parolini )TURBOGAS Le contraddizioni dei verdi Facciamo parte di uno dei Comitati ferraresi che si interessano di problemi ambientali e non abbiamo mai nascosto la nostra simpatia per i verdi. In particolare, naturalmente, stiamo seguendo la vicenda turbogas e notiamo, durante le manifestazioni, la presenza dei rappresentanti Verdi, con tanto di maschere antismog sullo scalone del municpio: abbiamo poi appreso, con rammarico, che nella seduta del consiglio comunale i Verdi hanno votato a favore della centrale turbogas. Scusate, a che gioco giochiamo? G.T 150 MIMESI Articoli pubblicati il 26/01/2005 Anidride carbonica e turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - DEGRADO Il 16 febbraio 2005 entrerà in vigore il protocollo di Kyoto per la limitazione dei gas serra. Incredulo, ho appreso dal Carlino le linee d’indirizzo regionali per il risparmio energetico. A parte la conferma che per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto l’Emilia Romagna dovrà ridurre la propria produzione di CO2 di 6 milioni di tonnellate l’anno entro il 2010, colpisce l’enfasi con la quale nell’articolo si asserisce: «... il Piano regionale fissa precisi obiettivi di risparmio energetico che per quello residenziale è di 330 mila tep in meno entro il 2010, il che permetterà di ridurre di 700 mila tonnellate le emissioni di CO2 in atmosfera, con grandi vantaggi e per la tasca e per la salute». Prendendo atto dell’ammissione che le abbondanti emissioni di anidride carbonica peggiorano la salute dei cittadini, rispetto a comportamenti incoerenti e assai difficili da giustificare, si leva spontanea una domanda: come si è potuto, su legittima richiesta presentata dai costruttori ed autorizzata dal Comune, nulla obiettare rispetto alla realizzazione a Ferrara di una megacentrale Turbogas da 800Mwe con potenziale emissivo, in termini di sola CO2, pari a circa 3 milioni di tonnellate l’anno? Tale ammontare è destinato a far lievitare a 23 tonnellate l’anno la quota procapite media di anidride carbonica dei ferraresi, calcolando sul territorio le sole emissioni della centrale, rispetto al dato medio nazionale che si attesta su 7,5 tonnellate anno. Ricordo che impianti di queste dimensioni bruciano circa 109 tonnellate l’ora di gas. Faccio notare che la sola emissione di CO2 della Turbogas cittadina, sarà pari al 50% circa della riduzione annua cui è tenuta l’EmiliaRomagna entro il 2010 secondo il protocollo di Kyoto! Mario Testi Comitato Civico “FerrAria Pulita” 151 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) MERCATO IN PIAZZA Bus, quanto costano le deviazioni S’è riaperta una finestra sul problema del blocco del centro della città di Ferrara per il mercato del venerdì. A tal proposito penso possano interessare i cittadini alcuni dati. Considerato che il deficit dell’Acft viene pagato con soldi pubblici, piacerebbe sapere quali maggiori costi e minori introiti derivano all’azienda del pubblico trasporto dalle deviazioni di percorso degli autobus delle linee n.2, 4C, 7,8 e 11. Un altro dato che può interessare è l’importo medio degli incassi degli operatori nel mercato ambulante al venerdì ed al lunedì. Tra le passività ulteriori vanno aggiunti i disagi dei cittadini utenti dei mezzi pubblici con i quali viene pagato un tributo alla lobby di una categoria di cittadini privilegiati. Senza parlare degli ostacoli che l’occupazione di Corso Martiri della Libertà, piazza Trento e Trieste e corso Porta Reno opporrebbe ad eventuali (facciamo corna e bicorna) interventi di emergenza del 118, dei vigili del fuoco e delle forze di polizia. Dolves Guidi ) ANIMALI Meglio rivolgersi alle associazioni Spett.le Resto del Carlino, scrivo a proposito dell’aberrante vicenda dei cinque cani uccisi a colpi di pistola per ricordare alla comunità che, ferma restando l’ingiustificabilità del gesto e l’inqualificabilità del personaggio che l’ha compiuto, non è affatto vero che sarebbe bastato regalare questi poveri animali o affidarli ad una struttura idonea. Lo sa ben chi come me si è trovata spesso nella situazione di voler aiutare animali bisognosi o abbandonati e ha dovuto provvedere solo con le proprie risorse sia fisiche che economiche senza ricevere alcun conforto dalle strutture pubbliche, anzi tutt’altro! Come spesso accade nel rivolgersi ai pubblici uffici ci si trova di fronte a personale troppo spesso di scarsa disponibilità, (...) la cui indisponenza rende difficile qualsiasi rapporto inducendo gli utenti a rivolgersi alle associazioni animalistiche molto più flessibili e volenterose ma con meno risorse economiche. Sarebbe auspicabile che da questo triste episodio si traesse lo spunto per ricordare che i servizi pubblici sono finanziati dalla comunità e che tutti, ma proprio tutti, coloro che percepiscono un stipendio pubblico sono al servizio dei cittadini e non loro oppositori, e che la volontà di aiutare gli utenti è assolutamente doverosa e non eccezionale o opzionale, di più: è la motivazione stessa della loro esistenza! Qualcuno scrisse «In una nazione civile lo stato difende i cittadini, in una nazione incivile lo stato si difende dai cittadini»! Ci troviamo di fronte al secondo caso così spesso che mi viene un dubbio! Rosa Rincasa ) COMUNE 152 MIMESI Dov’è finito il Polo di Cona? All’indomani delle elezioni comunali 2004 il sindaco riconfermato si era impegnato a risolvere il problema del «Nuovo Polo di Cona» entro l’anno 2005; ad oggi il dibattito politico dell Giunta Comunale, verte principalmente sul recupero di consensi per la costruzione della nuova centrale Turbogas, mentre il nuovo Ospedale (ormai vecchio), langue nel dimenticatoio. Nel periodo estivo lo stesso Comune ha acceso mutui per migliaia di, al fine di attrezzare la città di strutture di monitoraggio, relative ai provvedimenti delle limitazioni al traffico. E’inutile piangere addossando colpe al governo (di destra o di sinistra non importa), per il mancato invio di fondi, o per il taglio delle entrate; è invece desolante accorgersi che non ci sono mai responsabilità di fronte ad errori macroscopici o a superficialità nell’utilizzo del denaro pubblico. Non sarebbe meglio usare le risorse che vengono stanziate con più oculatezza, ascoltare l’opinione pubblica nell’utilizzo di un bene comune, salvaguardare e tutelare il cittadino e i suoi interessi, anziché pensare a maxi investimenti faraonici; in fin dei conti il denaro che viene speso, è lo stesso che ci viene richiesto, con sommo sacrificio, giustificando l’aumento dell’imposta comunale Ici al 7 per mille. Claudio G. ) PATENTE A PUNTI Autovelox: non mi fermo e pago Grazie alla Corte Costituzionale, adesso, quando le forze dell' Ordine mi invitano a fermarmi per un controllo. Posso valutare se sia il caso di fermarmi, o di pagare la multa (anche se salata) non fermandomi. Poi dichiarare (senza fare il nome) che il conducente era un altro. e-mail firmata 153 MIMESI Articoli pubblicati il 25/01/2005 L’aumento delle polveri causa tumori e morti Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - SMOG Alfredo Potena aveva elaborato un progetto, mai finanziato dal Comune - Il direttore di Fisiopatologia respiratoria dà l’allarme: la relazione tra Pm10 e cancro «Più di una volta ho segnalato che il danno respiratorio è in aumento nella nostra città». Alfredo Potena, direttore del reparto di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, non si limita ad evidenziare una crescita delle visite pneumologiche e di misurazione della funzione del polmone (tramite un esame detto ‘spirometria’), ma le mette chiaramente in relazione con l’inquinamento ambientale. Tra le malattie respiratorie sulle quali l’inquinamento ambientale ha una responsabilità «totalmente accertata» Potena indica la Bpco (bronco pneumopatia cronica ostruttiva), l’asma bronchiale e il tumore al polmone. E nella nutrita gamma degli agenti inquinanti, individuacome molto insidiosi i propellenti dei carburanti delle automobili: «Agiscono ‘in acuto’ — spiega — provocando anche irritazioni agli occhi, cefalea e causando una risposta immediata nei polmoni». In quest’ultimo caso i sintomi possono essere un affaticamento respiratorio o attacchi simili a quelli dell’asma. Molto più subdola, però, è un’infiammazione cronica che «in funzione di una predisposizione genetica produce un danno che si può trascinare anche per una trentina di anni». Ma tra i nemici principali della salute respiratoria balzano le Pm10 (le ormai note polveri sottili con diametro inferiore ai 10 micron): «Studi scientifici hanno dimostrato che ogni incremento di 10 microgramnmi per metro cubo del particolato fine è associato a un aumento del 4% di tutte le morti, del 6% di quelle cardio-respiratorie e dell’8% di quelle per cancro ai polmoni». Molto dannoso anche l’ozono: «Proprio il clima del nostro territorio, con le estati calde e soleggiate, si sposa con la produzione di ossido di azoto — spiega Potena — il quale, a sua volta, favorisce l’insorgenza dell’ozono, terribile, in particolare, per chi soffre di asma». «Insomma, che l’inquinamento ambientale sia un danno per la salute — afferma Potena — è ormai accertato: ora è necessario passare a una progettualità operativa». Che significa sì trovare la strada per ridurre all’origine le cause dell’inquinamento ambientale ma anche indagare in che precise condizioni esso risulta particolarmente dannoso. «Sarebbe utile misurare la salute respiratoria dei ferraresi e noi siamo sempre pronti a farlo» dice il primario Potena. Il quale già nel 2002, in occasione di un convegno nato su sollecitazione del Comune e incentrato sul tema ‘Inquinamento e 154 MIMESI rischi per la salute’, aveva presentato un articolato progetto insieme al collega Giovanni Viegi (oggi presidente dell’European Respiratory Society). Articolato in due punti, prevedeva un’analisi epidemiologica basata sulle statistiche sanitarie di routine (dati sulle concentrazioni giornaliere di inquinamento, assenteismo scolastico, ricoveri...) supportata da un’indagine a campione (3 anni) di monitoraggio degli effetti dell’inquinamento sulla salute. «Se avessero dato l’ok a questo approfondito studio (che, comprensibilmente, aveva bisogno di finanziamenti) oggi avremmo già due anni di risultati e misure alle quali fare riferimento»: nell’ottica, anche, di alcune scelte che riguardano la salute dei ferraresi. L’allusione al traffico ma anche alla centrale turbogas è esplicita. Maristella Carbonin Sant’Anna e turbogas lontano dagli abitati Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Promossa la struttura di Cona e bocciata la costruzione del Turbogas «in pieno centro città». Guarda diritto alla salute dei ferraresi il direttore del reparto di Fisiopatologia respiratoria, Alfredo Potena, indicando nelle strategie e nella scelte che limitano l’inquinamento urbano un efficace aiuto verso le sempre più diffuse patologie respiratorie. «Così come noi per prevenire qualche infezione ricorriamo a dei vaccini — spiega con un efficace paragone — un programma serio nei confronti dell’inquinamento avrebbe la stessa valenza verso molte malattie respiratorie»: come la bronco pneumopatia cronica ostruttiva ma anche l’asma e il cancro al polmone. Comprensibilmente il rimendio per ridurre l’inquinamento ambientale nella città passa, secondo Potena, per il ‘decentramento’ dei fattori che lo producono. «Voler mantenere l’ospedale in centro — afferma — significa anche conservare quella massa di automobili che girano per trovare un parcheggio». Lo stesso vale per la Turbogas: «Come spostiamo l’ospedale spostiamo anche la centrale», suggerisce Potena, che aggiunge: «Per capire la situazione nella quale si troverà Ferrara bisognerebbe analizzare i dati di chi ha fatto indagini precise relative all’impatto delle turbogas su ambienti simili al nostro». 155 MIMESI Articoli pubblicati il 24/01/2005 Dai centristi arriva il secco no al turbogas ed alla chiusura dell’arcispedale Sant’Anna Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara, pagina 21 - UDC Chiuso il congresso con la ratifica dell’elezione di Menegatti No secco alla chiusura del Sant’Anna, ed uno stop alla costruzione della centrale a turbogas («in attesa di avere tutti i chiarimenti a difesa della salute dei cittadini»). A chiusura del congresso provinciale dell’Udc, che ieri ha visto formalizzata l’elezione del nuovo segretario provinciale Paolo Menegatti, sono emersi questi due punti programmatici. Su cui i centristi della Casa delle Libertà sono intenzionati, secondo quanto hanno affermato lo stesso Menegatti ed il vice, anch’egli fresco di nomina, Marco Lupo, a caratterizzare la propria iniziativa politica sulla città. Menegatti, nella propria relazione, ha proposto poi, in campo economico, politiche di sostegno per l’artigianato, il commercio e l’agricoltura. Dal punto di vista più squisitamente politico, il neo segretario si è impegnato a rinsaldare l’alleanza dei partiti della Casa delle Libertà (anche se come riportato ieri dal Carlino sono emersi spunti polemici, evidenziati nell’intervento di Giuseppe Toscano, nei confronti di Alleanza Nazionale). Eletti, infine, i delegati ai congressi regionale e nazionale. All’assise romana, prenderanno parte sei delegati: Nino Cristofori, Gilberto Galantini, Paolo Mezzogori, Marco Lupo, Rossano Scanavini e Paolo Menegatti. Al congresso regionale partecoperanno anche Maria Villa, Claudio Righetti, Vittorio Previati, Mario Parizzi, Marco Vincenzi, Antonio Droghetti, Pier Giovanni Cinti, Marco Pivari e Lucio Maccapani. Nel comitato provinciale, composto da 40 rappresentanti, spicca fra gli altri la presenza degli ex segretari Dc e Ppi Donato Aquaro e Roberto Contato. Sei le donne (Annalisa Guietti, M. Chiara Annunziata, Maria Villa, Valeria Orsatti De Palo, Sabrina Volpe, Luisella Guarnieri). 156 MIMESI «Parcheggi e ztl più larga» La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - Intervista all’assessore che difende la scelta della turbogas: risanamento ambientale vuol dire sviluppo FERRARA. Dal cappello ambientalista dell’assessore Bratti escono nuove proposte: ztl più larga, accelerazione nella realizzazione dei parcheggi, rilancio del trasporto urbano su rotaia per abbattere l’inquinamento. Ma anche riorganizzazione delle linee del trasporto pubblico, vecchie di vent’anni. In un’intervista alla Nuova, l’assessore diessino (candidato per un posto nella nuova giunta regionale) difende la scelta della centrale a turbogas ma insiste sulla possibilità dell’amministrazione di controllare le fasi del progetto, anche dal punto di vista della salute pubblica. Critica anche Forza Italia per le strumentalizzazioni di questi mesi e illustra le prospettive di risanamento dell’area del petrolchimico. A PAGINA 7 Bratti: autobus su rotaia e ztl più larga La Nuova Ferrara VINDICE LECIS Pagina 7 - Cronaca - La discussione sulla centrale è stata positiva Ma Forza Italia ha speculato alimentando paure Alessandro Bratti, assessore Ds, ne è convinto: se Ferrara è tra le città virtuose per quanto riguarda l’ambiente lo si deve a scelte drastiche. Come quella del raddoppio della ztl, anche a costo di scontentare potenti lobbies. Sulla turbogas ricorda che il monitoraggio sarà costante. «Oggi sembra un fatto assodato, pacifico: ma la scommessa di riuscire a migliorare le condizioni ambientali coniugandole con le opportunità per lo sviluppo poteva non avere un esito buono. Ad esempio: una fabbrica vuole già insediarsi nell’area industriale. Segno che le bonifiche nell’area del petrolchimico non sono solo un fatto ambientale ma di crescita economica vera». Per la centrale a turbogas è davvero tutto concluso con il voto del Consiglio? «L’iter è quasi vicino alla conclusione. La discussione in consiglio ha chiarito tante situazioni, tutti gli aspetti autorizzativi sono stati rilasciati. E’ emersa la richiesta di costituzione della commissione tecnico scientifica che a mio parere più che approfondire dati già conosciuti servirà a monitare quello che succederà prima, durante e dopo la costruzione. Le autorizzazioni, ad esempio, possono anche essere cambiate. Questo è un fatto centrale». Potrebbe far ribaltare tutte le decisioni? «Significa che se tutti gli studi fossero sbagliati e con l’impianto in marcia ci si accorge che le emissioni possono provocare dei danni si potrà intervenire. E’ una garanzia». 157 MIMESI La centrale a turbogas è davvero necessaria? «La domanda è pertinente. Credo che quello che abbiamo messo in moto sia un progetto interessante per il territorio, a prescindere che la centrale sia inserita in un percorso nazionale, come il rinnovo del parco elettrico nazionale e del piano energetico regionale. La riconversione di Ravenna e Ferrara è dentro questo progetto. Se guardiamo la mappa delle aree produttive ci accorgiamo che quella del petrolchimico, 250 ettari grande come il centro storico di Ferrara, è la più grande in provincia: presenta certo delle criticità, ma anche possibilità, c’è il metanodotto, la rete elettrica di distribuzione, non devi costruire nulla. La sfida è stata: partiamo da un’area con criticità, discutendo con la città per puntare al rilancio di quest’area. In perfetta coincidenza con le scelte politiche del 1997-98 con l’osservatorio chimica che fu costituito per rilanciare aree produttive». La critica alla centrale ha una doppia faccia: quella più ambientalista e quella più smaccatamente politica. «Dividerei schematicamente gli schieramenti in due parti. Una legata alla buona fede e ad opinioni del tutto legittime che merita grande attenzione e un confronto quotidiano e che spero non si concluda. Perché ci deve essere un presidio democratico della gente organizzata in comitati, associazioni. Noi vogliamo confrontarci con persone critiche che svolgono un ruolo attivo e sollecitano l’amministrazione a garantire la tutela ambientale. Ma c’è chi ha fatto una speculazione di tipo politico rincocorrendo una parte dell’opinione pubblica, alimentando timori e paure». Di chi sta parlando? «Di un gruppo legato a Forza Italia che ritengo si sia mosso per altri scopi, forse strumentali. Non riesco a vedere altro nelle loro posizioni. Chi sta seguendo la partita dell’energia è il ministro forzista Marzano teorico delle politiche, se così si possono chiamare, di semplificazione della discussione. C’è stato il decreto sblocca centrali, hanno esautorato gli enti locali. Dovrebbero dimostrare un pizzico di coerenza in più». Il gruppo di Testi e Tavolazzi. Perché lo fanno? «Per cavalcare un’onda emotiva a fini elettorali. Anche la maggioranza, in alcune sue componenti ha ondeggiato... «Al nostro interno ci sono posizioni legittime. Ultimamente alcune di questi esponenti sono passati da un atteggiamento ostile a prescindere ad una richiesta di confronto. Bene il dialogo anche se certe proposte, come quello di costituire il comitato tecnico scientifico privo di docenti di Ferrara è un assurdo da respingere». Come procede l’iter delle centrali a turbogas in altri territori? «Ad esempio a Mantova il 26 gennaio si terrà un’assemblea pubblica dove verranno mostrati i primi risultati della centrale turbogas. Noi siamo gli ultimi a farla, Ravenna è già attiva. Abbiamo discusso, nessuno potrà dire: non se n’è parlato». Un altro aspetto della vostra politica ambientale è la questione della mobilità. Siamo all’emergenza? «Sembrava che la crescita delle emissioni di polveri sottili fosse solo un problema di Ferrara. Si è visto che è una grande questione nazionale. Ci tacciavano come dei pasdaran, in particolare a destra. Ma non solo. Ricordo che siamo stati tra i primi nazionalmente a fare le domeniche ecologiche. Il governo di centro sinistra di allora mise a disposizione dei fondi che vengono erogati ora. Siamo stati dei pionieri non solo per abituare la gente a comportamenti virtuosi, ma per 158 MIMESI impostare politiche serie di mobilità. Abbiamo lavorato molto per il ricambio della flotta pubblica che ora è in gran parte metanizzata». Avete allargato la zona a traffico limitato. E’ stato un provvedimento giusto? «Giustissimo e necessario». Avete rischiato sotto elezioni? «Ci sono stati momenti di grande tensione per la scelta vicina alle elezioni. Spesso quando si modificano abitudini si paga un pegno. In una situazione di grande discussione noi siamo andati avanti e persino vinto. Abbiamo raddoppiato la ztl e introdotto il pagamento dell’ingresso nella zona da parte delle attività produttive. Abbiamo salvaguardato i residenti». La allargherete ancora? «Mi sembra necessario ma bisogna lavorare sui parcheggi. Le promesse vanno mantenute e lo stiamo facendo. Mi riferisco, ad esempio, alla Cavalleriza dove 250 posti si possono ricavare. Una soluzione va trovata anche per la zona all’inizio di viale Cavour. L’idea di realizzare un silo interrato di fronte alla Standa è tramontata. Piazzetta Cacciaguida e una proposta valida, così come quella di costruire spazi sotto i controviali. Questo ci consentirebbe di ragionare sulla chiusura dell’asse Corso Giovecca- viale Cavour. Il traffico così intenso davanti al castello è anacronistico per la nostra città. L’idea è completare la circonvallazione e il sistema delle rotonde per spostare traffico fuori città, realizzando parcheggi d’attestamento per chi vuole arrivare in centro. Ad esempio l’area dell’ex Mof è piena, è stato un successo». Parcheggi e ztl. Sui trasporti pubblici invece? «Contiamo di riorganizzare prestissimo le linee che sono quelle di vent’anni fa. Credo che bisogna puntare sul tram a rotaia, in collaborazione con Regione e altre città come Bologna e Modena, ragionare sui collegamenti elettrici». C’è anche la metropolitana per Cona. «Non deve essere un treno ma una metropolitana. Con caratteristiche e orari diversi». Come procede la riqualificazione del polo chimico? «Procede non in una logica sviluppista ma di riqualificazione e di miglioramento ambientale. Siamo soddisfatti di aver attivato un’attività sulle bonifiche che costerà circa 1 milione e mezzo d’euro in analisi pagate dalle aziende. Oggi ci stanno arrivando i progetti di bonifica per tutta l’area. La sfida è coniugare risanamento con nuove imprese meno impattanti». Si discute degli inceneritori, spesso demonizzando. Cosa si fa a Ferrara? «Il nuovo inceneritore di Canal Bianco porterà alla chiusura di quello di via Conchetta. In futuro a Ferrara ci dovranno essere soltanto in attività la centrale a turbogas e l’inceneritore. Chiuderanno via Conchetta e le due centrali ad olio combustibile ma anche quello dei tossico nocivi di Ambiente. Una scelta da realizzare in progressione ma bisogna farla. Produce certo meno polveri ma genera anche altro». 159 MIMESI Articoli pubblicati il 23/01/2005 «Forza Italia vota contro la centrale a gas mentre Berlusconi rilancia il nucleare...» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - TURBOGAS Buriani (Ds) replica ironico a Dragotto: «Rinconversione in vista?» Forza Italia vota contro il turbogas? L’azzurro Giorgio Dragotto lancia nuove accuse a Sateriale, ‘colpevole’ di aver chiesto — proprio sulla centrale — la collaborazione delle associazioni economiche? «Stranezze della vita e ancor più della politica». La considerazione è del capogruppo Ds Maurizio Buriani: «Lunedì il Consiglio comunale ha discusso fino all’una e mezza di notte sull’opportunità di costruire una centrale elettrica alimentata a gas nel petrolchimico, in sostituzione delle due oggi funzionanti e più inquinanti — afferma l’esponente della Quercia —. A questa realizzazione Forza Italia si oppone da sempre e con forza perché, dice, preoccupata per la salute dei cittadini ferraresi». Ma Buriani incalza: «Due giorni dopo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, inaugurando un elettrodotto ha affermato che è ora di smetterla con l’ostracismo, sancito peraltro da un referendum dal risultato schiacciante, all’uso del nucleare per produrre energia elettrica. Così mentre non sappiamo ancora, dopo quasi vent’anni, dove mettere le scorie che abbiamo prodotto con le vecchie centrali e mentre gli altri paesi smettono di costruire centrali nucleari noi, secondo il nuovo pensiero ‘berlusconiano’, dovremmo cominciare». A questo punto, per il capogruppo diessino « si apre un nuovo e interessante scenario nel dibattito tutto ferrarese sulla centrale. Sarà interessante sapere cosa pensano i dirigenti locali di Forza Italia di questa importante novità nelle politiche governative in materia energetica. Sappia però Forza Italia, già da ora, che se ci proporrà di riconvertire al nucleare la centrale a turbogas di Ferrara noi saremo contrari». 160 MIMESI L’agricoltura è da rivalutare La Nuova Ferrara Pagina 16 - Agenda e Lettere In queste giornate d’inverno si legge suoi quotidiani, si vede nelle tv, discutono le forze politiche di ogni schieramento, intervengono i lettori, i telespettatori, si costituiscono i cittadini in Comitati civici, in merito all’eventuale realizzazione della Centrale Turbogas, alla circolazione dei veicoli a motore a targhe alterne, al clima che sta cambiando. Purtroppo com’é prevedibile da tutto ciò, emerge una situazione climatica catastrofica, dovuta in maggior parte all’emissione nell’atmosfera di gas inquinanti. Da questa triste nota è importante e necessario percorrere diverse strade per ridare all’umanità un clima ed un ambiente più vivibile e meno inquinato. Se da una parte si devono ricercare sistemi per tagliare i gas inquinanti che provocano effetti negativi sia all’uomo che al clima, dall’altra, si deve sostenere e rivalutare l’agricoltura in tutti i suoi settori. Fette sempre più ampie di territorio ricadono in un contesto di crisi ambientale con problematiche legate alle variazioni climatiche, all’inquinamento dell’atmosfera, a prolungati periodi di siccità, alla presenza di suoli con marcata tendenza all’erosione, all’alta frequenza di incendi boschivi, alla distruzione delle risorse forestali, alle condizioni di crisi dell’agricoltura tradizionale, allo sfruttamento delle risorse idriche. Oggi occorre per limitare alcuni di questi effetti indesiderati, incentivare il ritorno alle vecchie lavorazioni del terreno interpretandole alla luce delle moderne tecnologie. La presenza quotidiana e costante dell’agricoltore, che provvede a conservare in buono stato il proprio fondo, assicura nel tempo il giusto grado di conservazione dei suoli naturali utilizzati dall’uomo dando una mano all’ambiente. Non si può comprendere, ad esempio, come sia possibile la distruzione dei prodotti agricoli, anche se oggi rispetto a qualche anno fa il finanziamento per chi lascia i terreni a riposo è stato ridotto (un modo ipocrita per non dire che si premia la non produzione!) mentre vaste aree geografiche sono ridotte all’abbandono e alla fame. È indispensabile riscoprire le migliori tradizioni rurali, in un’ottica in cui lo sfruttamento delle risorse deve avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente e della biodiversità, obiettivi finalizzati per la salvaguardia dell’ambiente, delle specie viventi e per rispondere ai bisogni dei popoli garantendo il presente, senza compromettere il futuro. L’agricoltura del terzo millennio che non può tornare indietro, che non può rinunciare alle nuove tecnologie, deve integrare tutte le risorse per soddisfare tutte le esigenze, deve promuovere tecniche agrarie innovative per diventare allo stesso tempo il caposaldo non solo della tutela e della genuità del prodotto. Comuni, Province, Regioni, debbono valutare il settore agricolo perché così facendo si darebbe una mano all’ambiente e al clima. Incentivare il comparto agricolo significa soprattutto fonte di vita per il pianeta e del suo ecosistema. Marcello Fortini capogruppo An, Vigarano Mainarda 161 MIMESI Il premier va a nucleare la base neanche a metano La Nuova Ferrara Pagina 16 - Agenda e Lettere Strana la vita e, a volte, ancor di più la politica. Lunedì scorso il consiglio comunale di Ferrara ha discusso fino all’una e mezza di notte sulla opportunità o meno di costruire una centrale elettrica alimentata a gas - la cosiddetta turbogas - dentro il petrolchimico in sostituzione delle due oggi funzionanti e più inquinanti. A questa realizzazione Forza Italia si oppone da sempre e con forza perché, dice, preoccupata per la salute dei cittadini ferraresi. Mercoledì, quindi due giorni dopo, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre inaugura un elettrodotto, fa sapere agli italiani che è ora di smetterla con l’ostracismo - sancito peraltro da un referendum dal risultato schiacciante - all’uso del nucleare per la produzione di energia elettrica. Così mentre non sappiamo ancora, dopo quasi vent’anni, dove mettere le scorie che abbiamo prodotto con le nostre vecchie centrali e mentre gli altri paesi smettono di costruire centrali nucleari noi, secondo il nuovo pensiero berlusconiano, dovremmo cominciare. E’ proprio vero che non è importante dire quello che si pensa quanto pensare a quello che si dice! A questo punto però si apre un nuovo e interessante scenario nel dibattito tutto ferrarese sulla Centrale e sarà altrettanto interessante sapere cosa ne pensa Forza Italia di questa importante novità nelle politiche governative in materia energetica. Sappia Forza Italia, già da ora però, che se ci proporrà di riconvertire al nucleare la centrale turbogas di Ferrara noi saremo contrari. Maurizio Buriani capo gruppo Ds consiglio comunale Ferrara Il signor Berlusconi insulta ogni giorno la sinistra smarrita, sostiene che i giovani imprenditori non sono degni dei padri (probabilmente pensa ai suoi figli), si sente un unto del signore, se ne infischia dei conflitti di interesse e ha la ricetta (sempre annunciata, mai realizzata) per risolvere i problemi non solo italiani, ma del mondo intero. Questo ci è chiaro da tempo. Mi piacerebbe capire però quale sia il senso politico, sociale, strategico e anche di buon gusto dell’invito a cena per la signora Mara Venier: forse quello di procurargli graziosamente in visita, a Corte, l’ultimo talento scoperto della televisione, la signorina Loredana Lecciso? La domanda sorge spontanea: se la conduttrice Venier, sgretolata da tempo dall’Auditel impietoso, è tenuta in vita dal premier per meriti di assistenza privata, per la signorina Lecciso si profila ora un roseo futuro televisivo, magari come guida della cultura, a fianco del buon Gigi Marzullo? Ci consenta, ci consenta.... almeno una supplica, il signor Berlusconi: perchè non fa assumere le sue favorite dalla Mediaset, anzichè infliggerle alla Rai, facendo pagare a noi il costo dei suoi intrattenimenti? prof. Giuliana Ferrante Le ultime esternazioni dell’on. Berlusconi non solo offendono i destinatari, che sono circa la metà del paese, ma umiliano anche la stessa Istituzione della Presidenza del Consiglio. Mai, dal dopoguerra ad oggi, un Presidente del Consiglio, che dovrebbe almeno istituzionalmente rappresentare l’intero Paese, si era spinto ad usare un simile becero linguaggio. Egli in sostanza dice che se la metà del Paese domani diventasse maggioranza di Governo si rischierebbe: “Miseria, Terrore e Morte”. Mi chiedo se sia possibile che il rappresentante di un popolo civile possa 162 MIMESI permettersi di insultare o peggio ancora criminalizzare chi la pensa diversamente. Questo si che è un linguaggio terroristico. Le sue ultime esternazioni le ho lette diverse volte non credendo ciò fosse possibile. Si sono superati i limiti della decenza politica. In quanto socialista mi sento offeso due volte, la prima perchè faccio parte di quelli che non lo hanno votato, la seconda perchè come democratico non accetto l’intolleranza. Mi chiedo cosa dovrà dire e fare ancora perchè i cosiddetti “Socialisti di Forza Italia” abbiano un sussulto di dignità politica e storica. O, essendo stato Berlusconi ispirato dalla Divina Provvidenza, ha già provveduto a redimerli al pari di altri esponenti di Forza Italia per le loro precedenti esperienze politiche. Sig. Presidente del Consiglio le sue affermazioni non sono solo offensive! Sono vergognose. Alfio Ghedini Nuove centrali entro il 2006 Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VI - ENIPOWER Enipower, la società dell'elettrica dell'Eni, ha vinto l'European Electricity Challenge 2004, l'iniziativa Europea promossa per sviluppare le competenze aziendali di successo nel settore dell'energia elettrica e del gas. Si tratta della seconda vittoria consecutiva di un'azienda italiana in quanto lo scorso anno era risultata vincitrice della seconda edizione Energia del gruppo Cir di Carlo de Benedetti. La società del Gruppo Eni che ha battuto in finale i concorrenti finlandesi e polacchi: EniPower è nata nel 1999, può contare su sette impianti produttivi con una potenza installata di 2.800 megawatt che — annuncia — diventeranno oltre 5.000 entro il 2006 quando si prevede dovrebbe essere conclusa anche la costruzione della turbogas di Ferrara. I centristi della Cdl affidano il rilancio al duo «under 40» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - UDC Paolo Menegatti nuovo segretario La stretta di mano nel giardino dell’ex convento rende un pro forma le votazioni comunque in programma stamattina. L’Udc ha un nuovo segretario, i centristi della Casa delle Libertà hanno soprattutto «unità e determinazione, condizioni fondamentali per il pieno rilancio». Così Gilberto Galantini, presidente provinciale del partito di Casini, ha aperto ieri il congresso ai Gesuati di via 163 MIMESI Madama; un appuntamento politico aperto, un paio di mesi fa, dal terremoto giudiziario che ha determinato le dimissioni del segretario Giovanni Piccoli. Segnato dalla possibile sfida tra i due candidati alla segreteria. Sancito infine dall’accordo in base al quale il codigorese Paolo Menegatti, 38 anni, imprenditore turistico, sarà il nuovo segretario provinciale; Marco Lupo, 36 anni, libero professionista, già componente degli organismi regionali dell’Udc, assumerà il ruolo di vice. «Un investimento generazionale, che intende rappresentare un arricchimento non solo per il nostro partito ma per l’intera Casa delle Libertà ferraresi — commenta orgoglioso Menegatti —; ma soprattutto era fondamentale partire con questo presupposto di unità, in vista delle scadenze subito cruciali che ci attendono. Le regionali, le amministrative di Comacchio e poi, di fatto, la corsa ininterrotta sino alle Politiche ed alle Comunali del 2006». Così il secondo congresso provinciale dell’Udc, aperto dai saluti del presidente della Provincia Dall’Acqua e del vicesindaco Tagliani e quindi dalla relazione di Galantini, ha rappresentato nei fatti il via ufficiale alla campagna elettorale: «Nelle prossime settimane ci ritroveremo a discutere di candidature e di liste — commenta Marco Lupo —; crediamo con questa scelta unitaria di poter acquisire una voce più forte nei rapporti con gli alleati e soprattutto più incisiva sui temi di rilievo per la città, dove contiamo di giocare una maggiore visibilità, e per il territorio». I temi, riprende Menegatti, sono essenzialmente «quelli dell’economia e del lavoro, in cui la stagnazione è evidente. Ma anche sull’ambiente e la vivibilità della città, con il traffico in evidenza, abbiamo proposte che intendiamo rilanciare con estrema forza». Dal dibattito, sono emerse poi le prime scintille: ha suscitato clamore (ma anche applausi) l’intervento di Giuseppe Toscano, recentemente approdato all’Udc e in odore d’ingresso nel comitato provinciale. Analizzando il quadro politico locale, l’ex Ppi ha detto «che occorre chiamare col proprio nome i nostri alleati: da una parte c’è Forza Italia, dall’altra i fascisti che fanno gli accordi con i comunisti, come un tempo il Pci andava a braccetto con la Dc». Immediato, da Toscano, il riferimento «alla vicenda della centrale a turbogas». Stefano Lolli 164 MIMESI Articoli pubblicati il 22/01/2005 Regionali, An sulla strada di Dragotto. ‘Pagelle’ per gli azzurri Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI Sarà il coordinamento regionale di Forza Italia a decidere chi saranno i candidati della lista ferrarese; la scelta sarà effettuata nei prossimi giorni, dopo che si chiarirà il confronto (in atto a livello nazionale) per le candidature a presidenti nella Casa delle Libertà. Una variabile tutt’altro che indipendente, per Ferrara, visto che in ballo c’è anche Giorgio Dragotto: qualora l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale — di fatto in ballottaggio col capogruppo Luigi Villani per la designazione qualora la candidatura a presidente fosse assegnata agli azzurri — non spuntasse questa chance, sarebbe ovviamente il capolista locale. Per il resto, deciderà come detto il coordinamento regionale cui tutte le ‘autocandidature’ (molte delle quali di esponenti della direzione ferrarese) saranno inviate in queste ore, accompagnate da una relazione del segretario provinciale Pier Francesco Perazzolo e da una scheda per ciascun aspirante a un posto in lista, scheda redatta dal responsabile dei Dipartimenti Alberto Cavicchi. Sulla base di relazione e ‘pagelle’, gli organismi regionali provvederanno poi alla scelta. Intanto la campagna elettorale è comunque partita. Lo testimonia la dichiarazione polemica con cui Dragotto commenta la recente visita a Ferrara del presidente della Regione Vasco Errani: «Ci si ricorda di Ferrara solo in prossimità delle elezioni. Non siamo certo il territorio maggiormente considerato in quanto a finanziamenti alle imprese e alle attività produttive. A onor del vero, ciò è anche dovuto all’incapacità progettuale dei nostri amministratori che non ci rende credibili e competitivi rispetto alle altre realtà regionali. Il polo di Cona rappresenta un esempio eclatante di tale inettitudine. Ad Errani si è unito in un duetto poco edificante il sindaco — chiude Dragotto — il sindaco. Le categorie economiche chiedono uno sviluppo ecocompatibile. Sateriale risponde chiedendo loro di abbandonare gli scetticismi ed abbracciare tutti insieme il progetto della mega centrale a turbogas». Tornando alle candidature, sulla strada di Forza Italia e Dragotto ieri è tornata An, che ha rilanciato (per iniziativa del coordinatore regionale Filippo Berselli) la candidatura del parlamentare piacentino Tommaso Foti. Per quanto riguarda invece i seggi che An potrebbe conquistare in Regione, Berselli ha detto di puntare su quattro eletti: il seggio ferrarese è già in ‘ballottaggio’ con Forlì-Cesena. 165 MIMESI Turbogas, avanti ma a carte scoperte La Nuova Ferrara Pagina 17 - Agenda e Lettere A distanza di qualche giorno dagli ultimi avvenimenti politici che hanno interessato il Consiglio della Circoscrizione Centro e il Consiglio Comunale, sentiamo la necessità di esprimere, con animo sereno, alcune considerazioni. Non ci riferiamo tanto agli esiti delle votazioni sulle mozioni e sulle risoluzioni riguardanti i molteplici aspetti del progetto della centrale turbogas (questi esiti erano prevedibili e scontati), quanto ad una questione di merito. Come cittadini non possiamo che esprimere la soddisfazione che scaturisce dal fatto che, pur in una democrazia imperfetta (quella perfetta non esiste) come la nostra, tutti - associazioni, comitati, partiti - hanno avuto la possibilità di portare il proprio contributo al dibattito. Cogliamo anche l’occasione per ringraziare la stampa locale che, con grande equilibrio, ha saputo illustrare bene ai cittadini i vari aspetti dell’argomento. Rileviamo inoltre positivamente il fatto che, grazie all’impegno dei molti che nei comitati, nelle associazioni e nei partiti, hanno lavorato, spesso con fatica e tra mille difficoltà, per informare e per approfondire il dibattito, evitando che rimanesse confinato tra gli addetti ai lavori, oggi quasi tutti i cittadini hanno maggiori informazioni e, di conseguenza, più elementi per decidere con autonomia e consapevolezza quale sviluppo vogliono per il futuro di questa città. Fatta questa premessa, con riferimento al tema che è stato oggetto del dibattito nei due consigli (la centrale, la salute, l’ambiente in cui viviamo), vorremmo richiamare l’attenzione su una serie di dati e di fattori, alcuni certi e altri meno certi. Fattori certi: - la nostra provincia, dal 1978 al 2003, ha avuto il tasso standardizzato di mortalità per tumori al polmone più alto di tutta la regione; - dal sito internet di Arpa emerge che la media annuale delle PM10 nella città di Ferrara nel 2004 risulta di 41 microgrammi/metrocubo, la più alta della regione alla pari con Parma, Modena e Bologna e che i superamenti di legge sono stati 95, secondi solo a Parma che ne ha avuti 96; - la maggior parte dei meteorologi è concorde nel dire che il nostro clima presenta la situazione più sfavorevole della regione per la dispersione degli inquinanti atmosferici; - le PM2,5 e le PM0,1, tra le polveri, sono le più pericolose per la salute; - le centrali turbogas emettono in maniera particolare PM2,5 (dati General Electrics); - gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) possono trovarsi adesi alle polveri fini e ultrafini; - ultimo fattore certo, esistono tecnologie moderne in grado di abbattere al massimo gli Nox, che sono precursori delle polveri secondarie: ad esempio i filtri Sconox. Fattori incerti: - non sappiamo come mai una città relativamente piccola come Ferrara abbia un tasso di inquinamento da PM10 superiore o equivalente rispetto alle altre città della regione; - manca a tutt’oggi uno studio approfondito sulle peculiarità del clima ferrarese; - le PM2,5 e le PM0,1, le più pericolose, non sono monitorate nella provincia di Ferrara; 166 MIMESI - non esiste certezza sulla quantità di polveri emesse dalle centrali a turbogas, sia primarie che secondarie; in particolare, non sappiamo quante secondarie ricadano al suolo, mentre, per quanto riguarda le ultrafini, sarebbe necessario ricercarne il valore numerico e non il peso, poiché non esiste una soglia di sicurezza; - si ignora la concentrazione di IPA nelle micropolveri; - infine, non si capisce perché non sia stato prescritto di adottare nella centrale a turbogas le migliori tecnologie di abbattimento di Nox disponibili sul mercato. Alla luce di questi dati, che cosa ci sentiamo di chiedere? Che i lavori della Commissione promessa dal sindaco diano risposte in grado di sciogliere le incertezze sopra citate. Che la medesima Commissione sia veramente neutrale e non influenzabile; a garanzia di ciò, riteniamo che dovrebbe essere composta da tecnici e scienziati non di Ferrara. Che si stabiliscano canali, non a senso unico, di comunicazione tra la commissione e i comitati con accesso continuo ai dati man mano elaborati e che ci sia garanzia di informazione ai cittadini. Che Arpa sia messa in grado di effettuare rilievi delle emissioni e delle immissioni in continuo, dotandola degli strumenti tecnici adeguati (che al momento mancano). Che i relativi dati siano resi pubblici. Che la tecnologia di abbattimento e filtraggio venga imposta ai costruttori della centrale. Che la bonifica sia reale e non si tratti solo di una “messa in sicurezza”, che sia estesa a tutta l’area del Polo chimico e che sia verificabile da appositi organici di garanzia. Su queste richieste si misurerà la volontà di tutti i soggetti che si sono impegnati davanti ai cittadini a tutelare la qualità dell’ambiente e a difendere la salute di tutti. Valerio Vicentini capogruppo dell’Italia dei Valori Circoscrizione Centro Giovanna Marchianò Capogruppo Pdci Circoscrizione Centro Il centro sinistra ha trovato il «metodo» La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Sateriale: i partiti della coalizione discuteranno i principali temi del programma di governo. Il nodo del bilancio - VERIFICA GIA’ CHIUSA La verifica chiesta da Rifondazione è andata bene, al punto che tutti sono ora concordi nel dire che non era nemmeno una verifica. «Se dà fastidio la parola chiamiamola pure in un altro modo» osserva il segretario del Prc Kiwan. Il chiarimento, questa è la parola che piace di più, è avvenuto l’altra sera nella sede di Rifondazione e arrivava a una settimana esatta dall’altro incontro in casa Ds convocato per evitare che le fibrillazioni sul bilancio comunale avessero effetti negativi sulla coalizione. Se a Kiwan è stato rimproverato da alcuni l’uso della parola verifica, ai Verdi non sono mancate critiche per le minacce di uscire dalla maggioranza. Uno dei più espliticiti è stato Massimiliano 167 MIMESI Fiorillo (Italia dei Valori), secondo cui è stata offerta una involontaria ma comoda sponda al centro destra per fare un po’ di propaganda. Modalità di protesta a parte, tanto Rifondazione che Verdi avevano sostenuto la necessità di regolare meglio l’azione politica del centro sinistra, di coinvolgere sul serio i partiti sulle scelte che caratterizzano il governo della città. Sateriale pur non rimpoverandosi nulla («in maggioranza di Hera-Agea e turbogas si è discusso e molto, mentre la coalizione non la devo convocare io») ha corretto la rotta quanto basta per allentare le tensioni e ha delineato il nuovo metodo che dovrà accompagnare il centro sinistra cittadino per i prossimi 4-5 anni. La proposta del sindaco è quella di chiamare la coalizione a discutere sui temi e i progetti che costituiscono la nervatura del programma e (servizi, ambiente, sanità...) e le priorità individuate dal governo locale. Sul bilancio comunale, ad esempio, bisognerà intervenire in modo strutturale per incidere sui conti dei prossimi anni e tutti debbono sentirsi coinvolti e responsabilizzati. «Qualcuno - commenta Kiwan - ci aveva detto che non dovevamo disturbare il manovratore, mentre noi chiediamo di partecipare alle manovre, non solo di aver qualche posto nelle aziende. Quello proposto da Sateriale mi sembra un metodo di lavoro nuovo e valido, utile per evitare conflitti e per ragionare insieme sulle cose da fare. Non vogliamo un tavolo che si riunisce una volta alla settimana, ma nemmeno una volta ogni sei mesi». Anche Stefano Cavallini, presidente dei Verdi, è uscito sollevato dal chiarimento: «Se un incontro così lo facevamo prima si evitavano un sacco di problemi. Abbiamo dato uno scossone salutare, negli incontri è emerso un disagio che non era solo nostro e il chiarimento è avvenuto in modo molto sereno. Si è capita la linea del sindaco, si sono capiti i problemi del bilancio. Certe proposte si possono convidivere o meno ma ragionare insieme è la premessa per arrivare a una posizione comune». Telegrafico Nando Rossi, segretario provinciale del Pdci: «Clima molto più sereno, va bene così. Ci sono, purtroppo, da fare dei sacrifici sul bilancio». Mauro Cavallini, segretario dei Ds: «Ci sono state delle fasi in cui la maggioranza, anche se ha tenuto ed è stata sul pallino, non si è comportata da maggioranza. E’ giusto che tutti diano il contributo per risolvere le questioni, è questo spirito che ha animato la nostra positiva discussione. Per quanto riguarda il bilancio dobbiamo essere consepovoli che le scellerate politiche del governo hanno ricadute e impongono scelte anche dolorose». Ma è ormai chiaro che l’Ici al 7 per mille sulla prima casa sta tramontando per riposizionarsi attorno al 6,5. Il confronto nel centro sinistra si è «incanalato sui giusti binari» anche per il coordinatore della Margherita Gianluca Vitarelli, il quale condivide anche la necessità di rivedere alcuni aspetti strutturali del bilancio e fa un esempio: «Siamo tra i Comuni più indebitati, sono debiti fatti per sostenere investimenti importanti, ma i mutui costano. Se oggi o domani decidiamo di fare i nuovi parcheggi di cui ha bisogno la città come si fa? Noi diciamo che la finanza di progetto non è una bestemmia. E anche sul welfare si possono scegliere opzioni diverse. L’ha detto anche Errani che l’ente locale non può più essere proprietario di tutto». E questa, molto probabilmente, sarà materia scottante delle prossime riunioni convocate secondo il nuovo metodo Sateriale. Ma ne se riparlerà dopo le elezioni regionali. (m.p.) 168 MIMESI Fra sicurezza e trasparenza Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII - INTERVENTO Turbogas A distanza di qualche giorno dagli ultimi avvenimenti politici che hanno interessato il Consiglio della Circoscrizione Centro e il Consiglio Comunale, sentiamo la necessità di esprimere, con animo sereno, alcune considerazioni. Non ci riferiamo tanto agli esiti delle votazioni sulle mozioni e sulle risoluzioni riguardanti i molteplici aspetti del progetto della centrale turbogas (questi esiti erano prevedibili e scontati), quanto ad una questione di merito. Come cittadini non possiamo che esprimere la soddisfazione che scaturisce dal fatto che, pur in una democrazia imperfetta (quella perfetta non esiste) come la nostra, tutti — associazioni, comitati, partiti — hanno avuto la possibilità di portare il proprio contributo al dibattito. Cogliamo anche l’occasione per ringraziare la stampa locale che, con grande equilibrio, ha saputo illustrare bene ai cittadini i vari aspetti dell’argomento. Rileviamo inoltre positivamente il fatto che, grazie all’impegno dei molti che nei comitati, nelle associazioni e nei partiti, hanno lavorato, spesso con fatica e tra mille difficoltà, per informare e per approfondire il dibattito, evitando che rimanesse confinato tra gli addetti ai lavori, oggi quasi tutti i cittadini hanno maggiori informazioni e, di conseguenza, più elementi per decidere con autonomia e consapevolezza quale sviluppo vogliono per il futuro di questa città. Fatta questa premessa, con riferimento al tema che è stato oggetto del dibattito nei due Consigli (la centrale, la salute, l’ambiente in cui viviamo), vorremmo richiamare l’attenzione su una serie di dati e di fattori, alcuni certi e altri meno certi. Fattori certi: - la nostra provincia, dal 1978 al 2003, ha avuto il tasso standardizzato di mortalità per tumori al polmone più alto di tutta la regione; - dal sito Internet di Arpa emerge che la media annuale del PM10 nella città di Ferrara nel 2004 risulta di 41 microgrammi/metrocubo, la più alta della regione alla pari con Parma, Modena e Bologna e che i superamenti di legge sono stati 95, secondi solo a Parma che ne ha avuti 96; - la maggior parte dei metereologi è concorde nel dire che il nostro clima presenta la situazione più sfavorevole della regione per la dispersione degli inquinanti atmosferici; - le PM2,5 e le PM0,1, tra le polveri, sono le più pericolose per la salute; - le centrali turbogas emettono in maniera particolare PM2,5 (dati General Electrics); - gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) possono trovarsi adesi alle polveri fini e ultrafini; - ultimo fattore certo, esistono tecnologie moderne in grado di abbattere al massimo gli Nox, che sono precursori delle polveri secondarie: ad esempio i filtri Sconox. Fattori incerti: - non sappiamo come mai una città relativamente piccola come Ferrara abbia un tasso di inquinamento da PM10 superiore o equivalente rispetto alle altre città della regione; - manca a tutt’oggi uno studio approfondito sulle peculiarità del clima ferrarese; - le PM2,5 e le PM0,1, le più pericolose, non sono monitorate nella provincia di Ferrara; 169 MIMESI - non esiste certezza sulla quantità di polveri emesse dalle centrali a turbogas, sia primarie che secondarie, in particolare, non sappiamo quante secondarie ricadono al suolo, mentre, per quanto riguarda gli ultrafini, sarebbe necessario ricercare il valore numerico e non il peso, poiché non esiste una soglia di sicurezza; - si ignora la concentrazione di IPA nelle micropolveri; - infine, non si capisce perché non sia stato prescritto di adottare nella centrale a turbogas le migliori tecnologie di abbattimento di Nox disponibili sul mercato. Alla luce di questi dati, che cosa ci sentiamo di chiedere? Che i lavori della Commissione promessa dal sindaco diano risposte in grado di sciogliere le incertezze sopra citate. Che la medesima Commissione sia veramente neutrale e non influenzabile; a garanzia di ciò, riteniamo che dovrebbe essere composta da tecnici e scienziati non di Ferrara. Che si stabiliscano canali, non a senso unico, di comunicazione tra la commissione e i comitati con accesso continuo ai dati man mano elaborati e che ci sia garanzia di informazione ai cittadini. Che Arpa sia messa in grado di effettuare rilievi delle emissioni in continuo, dotandola degli strumenti tecnici adeguati (che al momento mancano). Che la tecnologia di abbattimento e filtraggio venga imposta ai costruttori della centrale. Che la bonifica sia reale e non si tratti di una «messa in sicurezza», che sia estesa a tutta l’area del Polo chimico e che sia verificabile da appositi organi di garanzia. Su queste richieste si misurerà la volontà di tutti i soggetti che si sono impegnati davanti ai cittadini a tutelare la qualità dell’ambiente e a difendere la salute di tutti. Grazie per l’attenzione. Valerio Vicentini Capogruppo dell’ Italia dei Valori Circoscrizione Centro Giovanna Marchiano Capogruppo P.d.C.I. Circoscrizione Centro 170 MIMESI Articoli pubblicati il 20/01/2005 «Per gli anziani sono disposto a ritoccare l’Irpef» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - REGIONALI Vasco Errani ieri in città Vasco Errani, presidente uscente e candidato, per il centrosinistra, a succedere a se stesso alle prossime regionali, si è ‘presentato’ ieri ai ferraresi. Con un obiettivo ben preciso: «Ascoltare la gente prima di scrivere il mio programma elettorale». E una promessa: «Tornare qui a presentarlo una volta che l’avrò scritto». La giornata è filata via al ritmo scandito dalle tre riunioni in programma in città: in mattinata quella con l’associazionismo e il volontariato, nel pomeriggio con le forze economiche e i sindacati, in serata, infine, l’incontro pubblico nella sala conferenze di Hera Ferrara. Politiche abitative, poveri (e nuove povertà), integrazione degli immigrati, anziani: questi i temi principali trattati con i rappresentanti delle associazioni di volontariato, dei centri sociali, delle cooperative sociali . «Senza loro saremmo più poveri» ha commentato il presidente cui l’assessore provinciale Diego Carrara ha fatto una breve storia dell’associazionismo ferrarese ponendo soprattutto l’accento sui dati che, dal ’99 ad oggi, rivelano un aumento delle associazione (passate da 156 a 195), dei centri sociali (da 73 a 162), delle cooperative sociali (da 21 salite a 32). Tutte realtà con le quali Errani ha promesso di stringere un patto («ma io non firmerò documenti da un notaio» ha replicato scherzando a chi lo ha avvicinato, in materia di patti, a Berlusconi) che consisterà nel tenere con esse un ‘filo diretto’. E se i soldi scarseggiano («non dirò mai che il problema è di qualcun altro anche se siamo di fronte a una Finanziaria difficile»), il presidente della Regione sul problema degli anziani non autosufficienti ha le idee chiare. «Devono poter rimanere nelle proprie case, che vuol dire restare all’interno dei loro rapporti culturali — ha affermato — : ecco la nuova frontiera. Stiamo cercando di costruire una rete fondata sul sistema domiciliare. Per attuarla sarei pronto a chiedere ai cittadini un contributo proporzionale attraverso l’Irpef per affrontare il problema della non autosufficienza, anche se oggi sembra una richiesta controcorrente. ma a me non interessa la demagogia». Passando ai temi economici — l’esposizione della realtà ferrarese è spettata in apertura dell’incontro pomeridiano al presidente della Provincia Pier Giorgio Dall’Acqua — Errani è partito da una premesso. L’Emilia-Romagna, comunque già in una posizione forte, ha ora l’esigenza di compiere un salto di qualità. 171 MIMESI Nell’innovazione e nella ricerca (e quindi nei rapporti con l’università) le chiavi per accedere a un miglioramento. Senza tralasciare il sistema, già in uso «e vincente», della concertazione e senza perdere di vista alcuni punti fermi. Tra questi la necessità di portare a termine le infrastrutture «che faranno diventare Ferrara e la regione protagoniste di un sistema di collegamenti tra le grandi vie di comunicazione italiane ed europee. Noi abbiamo già firmato l’intesa con il Governo, ora c’è da mettere sul tavolo le risorse». Quanto ad un’altra importante ricchezza del nostro territorio, quale è il turismo, Errani ha avvertito che qualcosa va cambiato perchè «incontreremo sempre più viaggiatori che vacanzieri». Nel corso dell’incontro alcuni dei rappresenti della categorie economiche e sociali hanno chiesto sforzi per uno sviluppo eco-compatibile in grado di valorizzare allo stesso tempo impresa e ambiente. Un’occasione che il sindaco Gaetano Sateriale ha colto per chiedere di «abbandonare comportamenti scettici o peggio ostruzionistici e di spingere invece insieme a noi verso la realizzazione del progetto turbogas. Non lasciateci soli a difendere la logica di questo grande investimento». Turbogas, sì ma ora limitiamone il danno La Nuova Ferrara Pagina 15 - Agenda e Lettere Inutile proseguire con queste polemiche sul turbogas, sembra diventata come la Spal, un argomento da bar. La Spal per funzionare deve fallire e ripartire da capo come ho spesso detto, per il turbogas c’è modo di potere evitare i danni come si è visto in altre città in cui sono stati realizzati progetti simili, bisognerebbe quindi come in quelle città mettere degli anelli attorno alle turbine in modo che le particelle pesanti emesse vengano trattenute e fatte cadere nei primi intorni della centrale. Il turbogas va necessariamente fatto e va fatto lì dove una volta c’era la Montedison. Va fatto sì, ma possiamo limitare i danni. Il beneficio che abbiamo è che possiamo usare una area di grande valore, sarebbe estremamente dispendioso spostare gli stabilimenti della Montedison, ed eliminare l’incenerimento che da un grosso danno alla città. Speriamo allora che la Hera abbia la avvedutezza di spostare gli inceneritori in Diamantina o in una zona lontana dalla città. Se non fosse così si creerebbe attorno alla zona degli inceneritori una zona analoga a quella che c’era accanto alla Montedison quando questa funzionava, una zona desolata e distrutta. Vorrei anche fare una piccola considerazione sulle ultime cose che ho letto sui quotidiani inerenti i nuovi progetti sul cinema Rivoli. I progetti che sono stati descritti non credo diano assolutamente reddito. Io avrei una idea nuova che ho visto realizzata in una grande città tedesca. Il mio progetto sarebbe utile alla città, ai giovani e si adatterebbe molto bene alla nostra città. 172 MIMESI Non parlerò di questa idea fino a che non sarò in possesso dell’immobile. Un’ultima cosa, essendo io nel settore dei trasporti, mi sembra strano che i giovani autisti della Acft facciano fatica a ottenere il loro stipendio, mi trovo quindi d’accordo con i sindacati nel dire che sono i manager della Acft che devono cambiare, ci vuole un bravo manager che possa dirigere meglio l’azienda. Giulio Navarra Presto a 90 in superstrada La Nuova Ferrara Pagina 10 - Cronaca - CONSIGLIO PROVINCIALE Il consiglio provinciale di ieri mattina è stato dedicato pressochè interamente all’esame dei question time. Il primo è stato presentato dal consigliere Rossano Scanavini (Udc), con la richiesta di sapere quale azione abbia intrapreso la Provincia per «normalizzare i limiti di velocità sulla superstrada». Il riferimento è ai cartelli che in diversi tratti impongono di non oltrepassare i 70 chilometri all’ora. Ha risposto al quesito il presidente Giorgio Dall’Acqua, confermando di avere avuto risposta dal Compartimento regionale Anas in merito ad un’ordinanza di imminente adozione per il ripristino dei 90 orari, ad eccezione di alcuni tratti interessati dai lavori di manutenzione. Il secondo question time è stato rivolto dallo stesso Scanavini all’assessore ai lavori pubblici, Mario Bellini, con la richiesta di conoscere le motivazioni del permanere di una segnaletica giudicata «pericolosa» all’altezza della nuova rotatoria sulla ex statale 495, con modifica dell’acceso all’abitato di Migliarino. L’assessore Bellini ha ribadito la competenza dell’Anas sulla questione e ha aggiunto che la stessa dirigenza dell’Agenzia delle strade si è detta d’accordo per un intervento di sistemazione della segnaletica posta in evidenza. Neda Barbieri (Alleanza per Ferrara) ha successivamente presentato un quesito relativo alla centrale turbogas. Tre i temi sollevati: a che punto è l’iter autorizzativo della Provincia; a che punto è la procedura del piano di bonifica; necessità di un «ulteriore approfondimento cautelativo» da parte della Provincia. Ha risposto l’assessore all’Ambiente Sergio Golinelli. Il 7 dicembre la giunta comunale ha approvato il progetto preliminare e il 28 dicembre quello definitivo. Con riferimento alla bonifica del sito Golinelli ha spiegato che anche in questo caso è stato approvato il progetto definitivo e a lavori conclusi, i cui tempi previsti sono di 5-6 mesi, la Provincia rilascerà l’attestato di bonifica. Sul problema del rischio inquinamento l’assessore ha precisato che con la costruzione della centrale «ci sarà un minore impatto ambientale, rispetto alla situazione esistente», un dato confortato anche dagli studi di Arpa e del Politecnico di Milano, per cui si andrà verso una «consistente riduzione delle polveri». Ulteriori aspetti rassicuranti derivano dal fatto che il nuovo impianto turbogas sarà soggetto, «caso raro» ha sottolineato Golinelli, a vincoli anche sui valori minimi di emissioni dei cosiddetti flussi di 173 MIMESI massa. «Infine - ha concluso l’assessore - la stessa Provincia ha posto precisi vincoli che dovranno essere rispettati». Nella replica Neda Barbieri ha rinnovato il proprio invito alla cautela. La Barbieri ha anche chiesto spiegazioni della protratta chiusura al traffico dell’ultimo tratto di Tangenziale Est, nonostante la conclusione dei lavori. L’assessore Bellini ha spiegato che il ritardo è dovuto al fatto che in seguito ad un sopralluogo è stato deciso di un potenziamento dell’illuminazione dello svincolo, impianto che successivamente ha subito danni a causa di atti vandalici; da qui il ritardo, peraltro colmato dall’avvenuta apertura al traffico dello snodo viario. Barbieri: ‘Cautela sul turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PROVINCIA E’ stato sulla centrale a turbogas uno dei due question time (l’altro riguardava la protratta chiusura al traffico dell’ultimo tratto di Tangenziale Est) presentato ieri in Consiglio provinciale dalla capogruppo di Alleanza per Ferrara, Neda Barbieri. nel testo si chiedevano notizie sull’iter autorizzativo della Provincia e sul Piano di bonifica e se la Provincia non ritenga opportuno un ulteriore approfondimento cautelativo».Per quanto riguarda l’iter, ha risposto l’assessore Sergio Golinelli, «il 7 dicembre la giunta comunale ha approvato il progetto preliminare e il 28 dicembre quello definitivo». Sulla bonifica Golinelli ha spiegato che è stato approvato il progetto definitivo e a lavori conclusi ( tra 5 – 6 mesi), la Provincia rilascerà l’attestato di bonifica. Sui rischi, infine, ha tra l’altro ricordato la decisione del Comune di chiedere una commissione di esperti. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX ) PROVINCIA Una multa da strozzini I nostri bravi e solerti amministratori provinciali hanno scovato una nuova tassa, superando i più bravi maghi e saltimbanco della finanza in circolazione. Ho pagato la COSAP dell’anno 2001 pari a 72.30 (gabella del passo carraio) anziché entro il 31 gennaio 2001, il 5 febbraio 2001. Vale a dire 174 MIMESI che per 5 giorni di ritardo, dopo 4 anni scarsi trascorsi, mi fanno carico di una ammenda più spese postali di oltre 50% ( 38.99). Sono certo che se tale misura la avesse pretesa uno strozzino, un mafioso o una banca i nostri bravi amministratori avrebbero scatenato manifestazioni, scioperi e proteste a non finire. E.C. )PISTE CICLABILI La vernice rossa è pericolosa Poteva andarmi anche peggio. Me la sono cavata con un trauma cranico, un colpo di frusta ed un’altra ventina di dolori più o meno intensi che da qualche giorno non mi lasciano pace. Del resto, cadere in bicicletta a Ferrara, la “Cities for Cyclists” - come si legge nei cartelli ad inizio città – è un fatto che statisticamente è molto frequente: tante bici, tanti ciclisti, tante cadute. E fin qui tutto bene (si fa per dire…) Niente di male neppure se dico che sono caduta sulla pista ciclabile: a Ferrara ne abbiamo in abbondanza e la gente ne fa il giusto uso. I problemi arrivano adesso: perché sono caduta sulla pista ciclabile? Mi ha urtata un’auto? No. Mi sono scontrata con un’altra bici? No. Ebbene, sono scivolata! E sono scivolata per via del fatto che la vernice usata per colorare di rosso le piste ciclabile, nei giorni di umidità e in una zona di intenso traffico automobilistico (come è via Bologna in angolo con via Darsena, luogo dell’incidente), è resa viscida dallo smog lasciato dalle macchine. Io sono perfettamente d’accordo con l’Amministrazione Comunale quando si preoccupa di mettere in sicurezza strade destinate ai ciclisti. Ma, parafrasando il famoso conduttore televisivo, la domanda sorge spontanea: perché, cari amministratori, avete colorato di rosso le piste ciclabili? Non bastavano i paletti a delimitare i sentieri per le bici? Governatori della città, avete prima verificato (con appositi test di controllo, come credo preveda la legge) se la vernice stesa sulle piste, in determinate condizioni atmosferiche e in situazioni di traffico elevato, avrebbe potuto essere scivolosa? Resto in attesa di una risposta da parte del Comune. Nel frattempo invito tutti i ciclisti a prestare attenzione alle piste ciclabili rosse. Certo è che per noi fortunati ciclisti ferraresi, residenti nella città delle bici, non c’è proprio mai pace! Darinka Tarantino )TURBOGAS I Comitati sono davvero spontanei? Premetto di non parteggiare per nessuna delle due posizioni, ma, comunque è lo stesso sbalorditivo l'impegno e la determinazione dei Comitati contro la "turbogas" per il rischio che "potrebbe" comportare. Ferrara è "registro dei tumori" da parte dell'OMS da qualche decennio. Ferrara è la Provincia con il più alto numero di vittime per incidenti stradali a livello regionale e nazionale. Fenomeni, entrambi, che di morti, feriti, invalidi ne stanno facendo (non "potrebbero" causarli) da decenni e in quantità industriale. Su questi nessuna manifestazione, nessun assembramento, nessuna occupazione o massiccia presenza in aule consiliari. Nulla di nulla. Non è lecito, allora, qualche dubbio se questi 175 MIMESI Comitati siano veramente spontanei? Semplice curiosità. Luigi Ciannilli )NEL 1553 Quella torre crollò all’improvviso Preg.mo Carlino, giorni orsono ho notato sul quotidiano da lei diretto un articolo che recava questo titolo «Il centro perde un altro pezzo di storia: addio al «bazar» di sementi e uccellini (negozio Andrighetti di via Cortevecchia). Quale appassionato di storia cittadina chiedo mi venga concessa l’opportunità di indicare quanto segue. Nei pressi dell’esercizio commerciale, dove ora svetta la Torre della Vittoria, secoli fa sorgeva la Torre di Rigobello ornata di merli e sormontata da un globo dorato su cui era posto un angelo ad ali spiegate. L’edificio aveva tre grandi poggioli disposti verticalmente e sul più elevato era collocato un orologio. Nel 1536 un fulmine colpì la struttura provocando la caduta della parte superiore. Subito riparata, l’anno successivo vi fu posto un altro orologio che, come scrissero i cronisti del tempo, «avanti che bata le ore, sona un boto de una campanella, poi descende uno angelo che sona la tromba et cum quello vene fora li Tre Magi li quali fanno le reverentia alla Verzen Maria et passati che sono, lo angelo ascende al suo loco.» Questo capolavoro ebbe vita breve, perché all’improvviso nell’ottobre del 1553 la torre cadde completamente. Giorgio Passilongo «In forte aumento l’asma e le malattie respiratorie» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - ALLARME INQUINAMENTO - Scolozzi: «Bimbi, casellanti e vigili urbani sono i più colpiti» «Nella nostra città sono in netto aumento le patologie respiratore allergiche, di asma bronchiale e broncopneumopatia ostruttiva cronica, nonchè i casi di ricovero per queste malattie e anche di morte». Questo il quadro tracciato dal direttore del Centro Allergologico dell’Azienda ospedaliera universitaria, prof. Rosario Scolozzi. Premettendo che una malattia allergica è sempre geneticamente determinata, Scolozzi non nasconde come l’inquinamento ambientale sia uno dei cofattori più importanti alla base dell’ «epidemia» di allergie della popolazione. «I soggetti più colpiti — prosegue — sono i bambini e le persone che lavorano all’aperto e in zone ad alto traffico, come i casellanti e i vigili urbani». 176 MIMESI Tra gli inquinanti dell’ambiente esterno grande importanza assumono le polveri ‘sottili’, ossia quelle con particelle da 10 e fino a 2,5 micron (cioè 2,5 millesimi di millimetro) di diametro, prodotte in primo luogo dagli stabilimenti industriali — secondo la stima elaborata dall’Arpa — poi dai gas di scarico dei motori e soprattutto da freni e pneumatici, infine dai generatori per il riscaldamento. «Per le loro piccole dimensioni — spiega Scolozzi — sono in grado di rimanere sospese nell’aria il tempo sufficiente per essere inalate e arrivare a contatto con la cute». Un dato, questo, che preoccupa visto il record nei livelli dello smog registrato in città dall’inizio dell’anno. Il direttore del Centro allergologico spiega che ormai la scienza ha ampiamente dimostrato come «alti tassi di inquinamento atmosferico misurato in concentrazioni di Pm10 sono in grado di determinare da un lato la riacutizzazione di asma bronchiale e malattie respiratorie croniche ostruttive in senso lato soprattutto nei bambini e nella popolazione anziana». Dall’altro lato questo tipo di inquinamento, e in particolare le micropolveri prodotte dai motori a ciclo diesel, aumentano il rischio per i pazienti allergici di sensibilizzazione alle sostanze presenti nell’ambiente: di conseguenza la sintomatologia allergica viene anticipata. E in questi giorni che seguono la incalzante polemica sulla costruzione della centrale turbogas (la quale, una volta attiva, porterà a un notevole aumento della CO2), molto interessante è un’altra riflessione suggerita da Scolozzi: «Recenti studi condotti sulla popolazione di sei città degli Stati Uniti — dice — hanno permesso di correlare l’aumento di mortalità per patologie respiratorie con le piogge acide». Prodotte, come è noto, da un aumento di anidride carbonica. All’alto tasso di inquinamento ambientale, particolarmente quello dovuto al traffico dei veicoli, sarebbe dovuto anche l’aumento delle dilaganti allergie da polline: «E’ stato dimostrato — riferisce Scolozzi — che l’allergene principale di alcune graminacee è in grado di legarsi ad alcune particelle solide delle polveri sottili prodotte dai motori a diesel». Ciò significa che in una città ad alto traffico saranno in costante aumento i casa di allergie alle graminace, essendo, le polveri dei motori diesel, ottimi ‘veicoli’ nella diffusione di questo allergene attraverso l’aria. Maristella Carbonin 177 MIMESI Articoli pubblicati il 19/01/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - Entro febbraio la nomina della commissione scientifica: «In sei mesi dovrà relazionare su possibili miglioramenti tecnologici». Ora parte solo la bonifica: «La prima in 50 anni» I sindaca di Stefano Lolli «Fino a quando sussisteranno dubbi sul rispetto dei vincoli imposti al funzionamento della centrale a turbogas, non si può darne per scontata la realizzazione». Manca poco all’una di notte, quando il sindaco Gaetano Sateriale inserisce un ‘paletto’ nella determinazione, espressa a più riprese nella relazione dell’assessore all’Ambiente Sandro Bratti, di andare avanti nell’iter del progetto. Sfoggio autentico di cautela o gioco delle parti? Comunque sia, il sindaco allo scoccare della seduta straordinaria ha apportato alcuni emendamenti di sostanza alla risoluzione del proprio assessore: annunciando la determinazione «di sollecitare un approfondimento al ministero dell’Ambiente sulle polveri sottili e ultrasottili emesse da questi impianti — recita il documento finale —, e attivare entro febbraio 2005 la commissione scientifica sulle tematiche connesse all’inquinamento dell’aria». Sateriale, caratterialmente tutt’altro che campione di puntualità, come esponente dell’istituzione deve imporsi anche un termine: «Entro sei mesi dalla costituzione — afferma —, la commissione relazionerà sui possibili miglioramenti tecnologici da adottare per abbattere ulteriormente gli inquinanti emessi». Le novità che emergono dal Consiglio straordinario sono dunque il nuovo parere richiesto al ministero, e l’organismo scientifico che sarà coordinato dall’ex preside di Scienze Remigio Rossi. L’istituzione della commissione rappresenta un po’ il successo politico di An, il cui presidente Alberto Balboni l’aveva richiesta al sindaco prima delle amministrative: «E’ un rammarico che la maggioranza del Consiglio non abbia accolto la proposta di An di sospendere l’iter della realizzazione della centrale — commenta Balboni all’indomani della ‘maratona’ —, fino al deliberato della Commissione. Siamo convinti che fino a che non sarà dimostrato che il nuovo impianto inquinerà meno degli esistenti, e che non vi saranno pericolose immissioni di polveri sottili e ultrasottili, sia necessario impedire la posa anche solo di una pietra». Per lo stesso Sateriale, in realtà, andare avanti non significa aprire materialmente il cantiere: «Oggi stanno partendo le attività di bonifica, non la costruzione della centrale — afferma il sindaco —. Io non sospenderò le attività di bonifica che non si sono fatte per cinquant’anni. Sarebbe un errore grave: se ciò avvenisse, ciascuno andrebbe avanti curandosi solo della propria area, come è avvenuto sino ad ora». Ma 178 MIMESI all’indomani dell’aspro confronto in Consiglio, anche i sindacati, pur ribadendo il proprio favore alla realizzazione della centrale, rilanciano sui temi dell’ambiente, evidenziando (in un documento che pubblichiamo integralmente nella pagina XIII) la necessità di un ragionamento che coinvolga anche la Regione sull’ipotesi «di poter fare a meno di altre centrali funzionanti a carbone o ad olio combustibile, e dunque ben più gravemente inquinanti. Come quella di Porto Tolle, le cui ricadute negative oggi investono anche il nostro territorio». Non è mancata neppure una proposta di patto di Bratti ai Comitati civici («massima disponibilità al confronto, ma informazione corretta»); a partire dall’istituzione della commissione, «i cui membri dovranno essere ‘terzi’ rispetto alla realtà ferrarese — suggerisce Liliano Cavallari di Io Amo Ferrara — e siano scelti con il consenso unanime delle diverse forze politiche rappresentate in Consiglio». Turbogas, avanti prudenti La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - Approvata dopo una lunga discussione la mozione del sindaco: se ci fermiamo, addio alla bonifica FERRARA. Il voto sulla risoluzione Bratti-Sateriale, che poi era quello che contava sul serio, non ha riservato sorprese negative per il centro sinistra. Considerate le premesse e i tormenti che arrecano al centro sinistra i dibattiti sul turbogas, il voto è andato anche meglio del previsto per la maggioranza: 22 sì (Ds, Margherita, Sdi, Verdi e Irene Bregola del Prc), 7 no da Forza Italia, 11 astenuti (Pdci, Emanuela Zucchini del Prc, An e Io Amo Ferrara). Il documento presentato dall’assessore Bratti è stato emendato dal sindaco con una significativa integrazione: il Comune chiederà al governo nuove garanzie anche sulle polveri sottili e ultrasottili. A PAGINA 9 Sette ore di discussioni e tensioni La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca «Si potrà dire tutto ma non che in questa città e in questo consiglio non si discuta del turbogas». Il commento è di Romeo Savini (Sdi), presidente del consiglio comunale. Le 7 ore dell’ultima seduta sono state molto impegnative, più volte Savini è intervenuto per richiamare all’ordine la parte del pubblico più intemperante: «Tensione nell’aria ce n’era parecchia, ma è andato tutto bene, li 179 MIMESI conosco, li conosciamo, sono ragazzi tranquilli, non teppisti. La mia maggiore preoccupazione riguardava la tenuta della struttura, gli spalti sono collaudati per i posti a sedere, mentre nel soppalco c’erano decine di persone. Ho anche chiesto all’ingegnere Liliano Cavallari (consigliere d Io Amo Ferrara, ndr) di andare a dare un’occhiata e di riferirmi se vi erano scricchiolii strani». «Credo - continua Savini - che l’opposizione abbia fatto bene a chiedere il dibattito, di turbogas si era parlato molto ma non da parte del nuovo consiglio. Non mi sono piaciuti certi atteggiamenti come quello di Perazzolo che ha accusato Bratti di aver fatto un lunga relazione per impedire il dibattito, perchè aveva paura di quello che abbiamo da dire. Anche Pierpaoli è stato ingenereso dicendo che Bratti non aveva detto nulla, quando ha fornito dati e notizie. A proposito, Pierpaoli poteva parlare 10 minuti, ha parlato per 22. Nonostante gli sgforamenti sui tempi, non ho interrotto nessuno dell’opposizione, l’ho fatto solo con due consiglieri di maggioranza: Dina Guerra e Ilario Zamariolo». «Se decolla la nuova centrale si può chiudere Porto Tolle» La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - I SINDACATI Cgil, Cisl e Uil «valutano pertanto positivamente la conclusione del dibattito del consiglio comunale» sulla centrale a turbogas «e auspicano che la gestione di tutte le prossime fasi sia improntata alla massima trasparenza e capacità di coinvolgimento delle forze sociali e della cittadinanza». La nota è firmata dai segretari provinnciali e dai segretari del sindacato dei chimici. Alla luce di tali conclusioni, oltre che più in generale del dibattito sviluppatosi in questo periodo, ritengono infine che lo stesso Accordo di Programma del 2001 andrebbe oggi utilmente sottoposto a riesame e aggiornamento. Il turbogas a Ferrara ai sindacati piace per diversi motivi (inquina meno delle vecchie centrali, assicura un futuro al settore industriale cittadino, eroga energia costi più bassi, integra il teleriscladamento), ma ora se ne è aggiunto uno nuovo: la nuova centrale potrebbe essere barattata con la chiusura di Porto Tolle. In base agli impegni previsti dall’Accordo di Programma sottoscritto nel 2001 da aziende chimiche, sindacati e amministrazioni pubbliche, rammenta la nota di Cgil, Cisl e Uil, «la costruzione della nuova centrale è strettamente connessa alla bonifica dei terreni del Petrolchimico a carico delle imprese che attualmente vi operano». Inoltre la costruzione della centrale turbogas «soprattutto se sarà accompagnata - come da tempo auspichiamo - da politiche di sostegno delle fonti rinnovabili e di educazione ed incentivazione al risparmio energetico, rende più realistica l’ipotesi di poter fare a meno di altre centrali funzionanti a carbone o ad olio combustibile e dunque ben più gravemente inquinanti, come quella di Porto Tolle, le cui ricadute negative oggi investono anche il nostro territorio». 180 MIMESI «Nuove garanzie sul turbogas» La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - di Marcello Pradarelli - Sulla centrale il documento della giunta è passato senza problemi. Ha votato contro solo Fi. Astenuti Pdci, An e Io Amo Ferrara Il voto sulla risoluzione Bratti-Sateriale, che poi era quello che contava sul serio, non ha riservato sorprese negative per il centro sinistra. Considerate la premesse e i tormenti che arrecano al centro sinistra i dibattiti sul turbogas, il voto è andato anche meglio del previsto per la maggioranza: 22 sì (Ds, Margherita, Sdi, Verdi e Irene Bregola del Prc), 7 no da Forza Italia, 11 astenuti (Pdci, Emanuela Zucchini del Prc, An e Io Amo Ferrara). Il documento presentato dall’assessore Bratti è stato emendato dal sindaco con una significativa integrazione. NON SOSPENDO. Sateriale ha raccolto le preoccupazioni di chi chiede ancora maggior garanzie e conoscenze sulle emissioni in atmosfera. L’integrazione infatti impegna il Comune «a sollecitare un approfondimento al ministero dell’Ambiente sul tema delle polveri sottili e ultrasottili» emesse dalle centrali a turbogas «in grado di completare le conoscenze in materia e consentire eventuali integrazioni e miglioramenti tecnico-progettuali». Una richiesta in tal senso sulle Pm 2.5 e le PM 0,1 l’aveva avanzata Massimo Pierpaoli (Fi). Le opposizioni e alcuni settori del centro sinistra (Pdci, la “capogruppo” del Prc Zucchini) volevano che assieme alla commissione tecnico- scientifica che sarà nominata dall’Università e che tutti i gruppi hanno osannato, si sospendessero anche i lavori e le procedure autorizzative connesse al turbogas. BONIFICA. Sateriale ha spiegato perchè non sospenderà: «Oggi sta partendo la bonifica dei terreni, non la costruzione della centrale. Io non sospenderò le attività di bonifica che non si sono fatte da 50 anni. Sarebbe un errore grave. Quel che invece possiamo fare è irrobustire le condizioni di garanzia per la popolazione». Sateriale non ha dato per scontata la costruzione della centrale, ma ha messo in guardia da dibattiti troppo superficiali e da chi non vuole toccare nulla: «Se ci limitassimo a evitare la costruzione della centrale non garantiremmo condizioni di maggiore salubrità poichè le centrali oggi in funzione generano un significativo tasso di inquinamento». Lasciar morire il petrolchimico sarebbe anche peggio, «poichè non sarebbe possibile effettuare la bonifica». LE ALTRE. Oltre alla risoluzione Bratti-Sateriale è stata approvata anche quella illustrata da Ilario Zamariolo (Sdi) - a nome anche di Verdi, Ds, Margherita e Irene Bregola - con cui si approva il lavoro della giunta (la Zucchini si è astenuta, gli altri partiti hanno votato contro). Le altre 5 risoluzioni (vedi tabella) sono state respinte. I contenuti politici delle risoluzioni erano diverse a seconda dei proponenti, ma la sostanza non cambiava, poichè tutte chiedevano di sospendere le procedure riguardanti la centrale in attesa di conoscere gli ulteriori approfondimenti della commissione scientifica. IL RISCHIO. Il consiglio comunale sul turbogas si è concluso all’1.30 dopo sette ore di discussioni e votazioni e qualche minuto di tensione alimentato dall’atteggiamento di una piccola parte del notevole pubblico che ha stipato gli spalti. Dal loggione si è levato qualche «buffone» e altri insulti da cortile; c’è stato anche un battibecco a distanza quando il presidente del consiglio Romeo Savini ha invitato con un certa ruvidezza a rispettare le regole, ma la situazione non è mai sfuggita al 181 MIMESI controllo. Poteva succedere quando il segretario di Rifondazione Kiwan Kiwan e Alfredo Valente, seduti tra il pubblico, sono venuti ai ferri corti con alcuni esponenti dei comitati anti turbogas, ma alla fine sono volate solo parole pesanti. L’ATTRITO. La tensione non ha risparmiato i consiglieri, anche se gli attriti sono intercorsi tra vicini di banco. Il primo match ha visto il coordinatore provinciale di Fi Pierfrancesco Perazzolo andare all’attacco del leader di An Alberto Balboni, che aveva appena dichiarato di essere favorevole a una breve sospensiva sul turbogas. Perazzolo anzichè accoglierlo a braccia aperte gli ha ricordato le passate posizioni di An sovente in sintonia con la giunta sul tema della centrale. Balboni ha definito quello dell’alleato «un attacco vergognoso». A quattr’occhi lo scambio di opinioni è stato assai meno diplomatico. IL ROGO. Il secondo scontro è stato tutto interno al gruppo di Rifondazione. Emanuela Zucchini ha concluso il suo intervento citando le ultime parole di Giordano Bruno in cui si dichiarava vittima di un pregiudizio scientifico. Irene Bregola a sua volta ha concluso l’intervento rammentando che altre erano state le ultime parole di Giordano Bruno al processo per eresia conclusosi con la condanna al rogo (17 febbraio 1600). Bregola le ha pronunciate in latino e a beneficio dei più le ha tradotte: Giudici, siete molto più timorosi voi nell’impormi questa sentenza di quanto sia io nel subirla. Il senso: «Questo dibattito - ha detto rivolta anche a una parte del pubblico - si è trasformato in un processo sommario e in ingiurie vergognose a carico di alcune forze politiche e dell’amministrazione, che subisce questa sentenza senza alcun timore perchè cosciente di aver operato in modo corretto e trasparente». Zucchini si è risentita, ha cercato invano di interrompere la collega. Replica: «Presidente, vorrei finire il mio intervento». E sulla pira di Giordano Bruno si è consunto ogni residuo rapporto politico tra le due consigliere del Prc. Il flagello dei tumori fa paura Il Resto del Carlino Valentino Tavolazzi FERRARA - IL CORSIVO In attesa che il Comune renda noti i dati 2002 sui decessi per tumore a Ferrara, la Regione ha diffuso i dati provinciali 2003. Il quadro che ne esce conferma la drammatica situazione che caratterizza il nostro territorio ed il triste primato ferrarese in regione. I maschi morti nel 2003 per tumore maligno della trachea, dei bronchi e dei polmoni sono stati 258 (identico dato nel 2002, 221 nel 2001, 226 nel 2000). Le donne decedute sono state 58 (contro 63 nel 2002, 62 nel 2001, 61 nel 2000). Se si analizzano i tassi standardizzati riferiti alla popolazione 1998, non emergono significative modificazioni rispetto all’anno precedente. Nel 2003 il tasso di mortalità maschile è stato infatti 134,23 (contro 137,5 nel 2002, 120 nel 2001, 124,6 nel 2000), mentre quello femminile 28,3 (contro 30,9 nel 2002, 30,5 nel 2001, 30,7 nel 2000). Rispetto alla media regionale la mortalità maschile a Ferrara è stata superiore del 22,17%, quella femminile inferiore del 4,53%. Il tasso di mortalità, riferito all’intera popolazione, è stato il più alto tra le province della regione, superando del 182 MIMESI 14,4% la media regionale. Se si prende in considerazione l’incidenza di decessi tra i soli maschi (a Ferrara 134,23), la distanza dalle altre province è abissale (122,26 a Cesena, 116,33 a Reggio Emilia, 115,78 a Bologna città, 108,8 a Forlì, circa 107 a Imola, Ravenna e Piacenza, circa 101 a Modena e Parma). Il minimo dei decessi maschili si registra a Bologna sud (95), rispetto al quale la nostra provincia registra un +41,29%. Dunque i dati 2003 dimostrano ancora una volta che il nostro territorio è afflitto da una mortalità per tumore maligno ai polmoni più alta che nel resto della regione. E va sottolineato che in altre città si registra, rispetto al 2002, una marcata diminuzione della mortalità maschile che non si nota a Ferrara. A Piacenza -11.82%, a Modena -11,51%, a Ravenna -9,31%, a Forlì -4%, a Ferrara -2,38%. Agli Enti preposti ed al mondo scientifico spetta interpretare i dati ed integrarli per comprendere le cause di tale flagello. Per molti anni si è teso a semplificare un fenomeno complesso, riconducendolo prevalentemente al fumo da sigaretta. L’influenza che può aver avuto l’inquinamento dell’aria, dovuto al traffico ed alle attività industriali, non è mai stata approfondita. E’ doveroso, per chi amministra la comunità, capire la situazione e renderla nota a tutti, prima di autorizzare la costruzione di impianti che potrebbero peggiorarla. E’ necessario supportare decisioni fondamentali per l’ambiente e la salute, con studi approfonditi ed indagini epidemiologiche. Nei giorni scorsi abbiamo appreso dal Direttore di Oncologia Giorgio Lelli che sono più di 2000 le persone che ogni anno, in provincia di Ferrara, scoprono di avere un tumore. Una conferma dei probabili danni causati dalle polveri sottili è arrivata nei giorni scorsi anche da un'indagine compiuta dall'Asl di Mantova. Lo studio dell'azienda sanitaria, dopo un'analoga indagine compiuta dall'Arpav di Rovigo, ha dimostrato che entro i 4,5 Km dalla centrale di Ostiglia, la mortalità per malattie respiratorie è aumentata del 60%, e ci si ammala di più a bronchi e polmoni sia ad ovest della centrale che nella zona intermedia tra Ostiglia e Sermide. I dati, disponibili sul sito del dipartimento di prevenzione dell'Asl di Mantova, dimostrano che l'alta concentrazione di micropolveri, ritenute responsabili del fenomeno, non può essere imputata al traffico che, in quella zona, non è intenso. Come è noto l'allarme micropolveri era già stato lanciato dal Cnr ed è supportato da ricerche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In estrema sintesi non sarebbe vero che le centrali turbogas sono "pulite", ma inquinerebbero anch'esse e sarebbero dunque pericolose per la salute. La conferma arriva anche dal Ministero dell’ambiente, che per la turbogas di Imola, pur non prevedendolo la legge, ha richiesto ad Hera di approfondire le emissioni di articolato primario e secondario generato, con particolare riferimento alle PM10, PM2,5, PM0,1. Riguardo al caso di Ostiglia e Sermide gli ambientalisti lombardi hanno dichiarato: «Le particelle emesse sono talmente sottili da passare direttamente dai polmoni al sangue e quindi agli organi vitali, causando allergie, malattie respiratorie e cardiovascolari. Il controllo delle particelle ultrasottili è reso ancora più difficile dal fatto che solo una piccola quota di queste, circa un settimo, è emesso come inquinante primario al momento della combustione del gas. Il resto si forma dai processi fotochimici in cui sono coinvolti gli scarichi delle centrali nell'ambiente». 183 MIMESI Valentino Tavolazzi Dai sindacati il placet alla centrale Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII - TURBOGAS Le Segreterie di Ccgil, Cisl e Uil e dei Sindacati chimici di categoria, alla luce del dibattito in corso relativo alla costruzione della Centrale Turbogas, sentono la necessità di puntualizzare alcune questioni. Cgil, Cisl e Uil ritengono che la salvaguardia dell’ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini costituiscano valori irrinunciabili e priorità assolute. Di grande rilievo sono i risultati sinora ottenuti su questo versante nella città di Ferrara, la cui struttura industriale è caratterizzata da decenni dalla presenza di un’importante area di insediamento tecnologico e produttivo chimico. Cgil, Cisl e Uil giudicano la costruzione della nuova Centrale Turbogas un’importante e positiva opportunità per il territorio, perché permette di consolidare e valorizzare la presenza di attività industriali e di reti infrastrutturali di servizio alle imprese, in piena coerenza con il percorso sin qui compiuto di riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni inquinanti. Infatti: 1 . La sostituzione delle vecchie centrali ad olio combustibile comporterà certamente un abbattimento di tutte le principali fonti di inquinamento atmosferico, a partire dagli inquinanti oggetto dell’accordo di Kyoto corresponsabili dei dissesti climatici del pianeta. I residui dubbi sollevati circa un supposto aumento delle emissioni di polveri sottili potranno essere superati attraverso gli opportuni interventi tecnologici, sulla base di valutazioni e rilevazioni coordinate da una commissione di alto profilo scientifico. 2. L’utilizzo di una Centrale alimentata a metano comporterà l’eliminazione dei problemi di trasporto di combustibile attualmente effettuato con mezzi pesanti. 3. La nuova Centrale produrrà inoltre energia e vapore a basso costo utile, oltre che per le attività insediate, per allargare le potenzialità del teleriscaldamento della città, con riduzione dei costi e abbassamento delle emissioni da riscaldamento domestico. 4. In base agli impegni previsti dall’Accordo di Programma sottoscritto nel 2001 da Aziende, Sindacati e Amministrazioni pubbliche, la costruzione della nuova Centrale è strettamente connessa alla bonifica dei terreni del Petrolchimico a carico delle imprese che attualmente vi operano. 5. La costruzione della centrale Turbogas, infine, soprattutto se sarà accompagnata da politiche di sostegno delle fonti rinnovabili e di educazione ed incentivazione al risparmio energetico, rende più realistica l’ipotesi di poter fare a meno di altre centrali funzionanti a carbone o ad olio combustibile e dunque ben più gravemente inquinanti, come quella di Porto Tolle, le cui ricadute negative oggi investono anche il nostro territorio. Le Segreterie Provinciali di Cgil,Cisl e Uil valutano pertanto positivamente la conclusione del dibattito del Consiglio Comunale di Ferrara e auspicano che la gestione di tutte le prossime fasi sia improntata alla massima trasparenza e capacità di coinvolgimento delle forze sociali e della 184 MIMESI cittadinanza. Alla luce di tali conclusioni ritengono infine che lo stesso Accordo di Programma del 2001 andrebbe oggi sottoposto a riesame e aggiornamento. 185 MIMESI Articoli pubblicati il 18/01/2005 Lo scontro politico non si placa: «Iter da sospendere» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - TURBOGAS IN CONSIGLIO Seduta tesa A stemperare la tensione palpabile per la seduta sulla centrale a turbogas, ci ha provato l’orchestra Città di Ferrara. Prima il leggiadro Divertimento di Mozart, poi le note gaie della Primavera di Vivaldi: ma quando al termine del concerto il pubblico in sala, invece di defluire, è aumentato vistosamente, si è intuito che il clou era comunque rappresentato dalle tematiche ambientali. Così, dopo la relazione fluviale dell’assessore all’Ambiente Sandro Bratti, i gruppi si sono cimentati in un confronto aspro. Forza Italia, a sostegno della richiesta di sospendere l’iter, ha consegnato a Sateriale un pesante ‘faldone’ con documenti, studi, relazioni scientifiche: quindi il no all’impianto, motivato con l’inadeguatezza delle garanzie assunte dalla giunta. «Non è concepibile una bonifica limitata ai 7,5 ettari in cui sorgerà la centrale: sarebbe una specie di baratto — afferma Massimo Pierpaoli —, che lascerebbe di fatto lo stesso livello d’inquinamento dei terreni e delle acque». Lo stop delle autorizzazioni è caldeggiato anche da ‘Io Amo Ferrara’ e dal capogruppo di Rifondazione Emanuela Zucchini (in dissenso col proprio partito, la cui altra consigliera Irene Bregola ha invece sostenuto le scelte della giunta): «Occorre prendere atto, realisticamente, che da quando è partita la procedura autorizzativa dell’impianto, sono emersi studi scientifici che suggeriscono un diverso approccio — spiega la Zucchini —: lo stesso ministero dell’Ambiente, per la centrale progettata a Forlì, chiede parametri più rigorosi in particolare sulle polveri ultrafini». Di qui la richiesta avanzata dalla Zucchini di revocare i permessi e chiedere una nuova valutazione d’impatto ambientale. Se nel documento della maggioranza (presentato dal socialista Ilario Zamariolo e sottoscritto da Ds, Margherita, Verdi), si «approva l’azione del sindaco e della giunta, indirizzata a garantire la salute dei cittadini», An si proclama... cartesiana: «Non siamo integralisti dell’ambiente, ma in una questione ora puramente scientifica la politica ha il dovere d’imporsi massima cautela — afferma Alberto Balboni —: i lavori della centrale non devono iniziare prima di una parola definitiva della Commissione di esperti sulla questione cruciale delle polveri sottili». Proprio da An era partita la sollecitazione d’istituire il pool scientifico al centro della risoluzione portata al voto, a tarda notte, da Bratti. «Non serviranno anni, basteranno pochi mesi di lavoro approfondito», chiude Balboni critico poi sul potenziamento dell’inceneritore. Singolare la posizione del Pdci, col capogruppo Roberto Soffritti impegnato nella più soffrittiana delle acrobazie politiche: dire di sì, facendo finta di dire di no. Ecco allora la risoluzione illustrata da Giulia Simeoli («so che alla fine nessuno ce lo voterà», 186 MIMESI sorride l’ex sindaco), in cui i cossuttiani chiedono di bloccare la centrale: tesi che susciterebbe adesione entusiasta dell’opposizione, non fosse per la premessa politica. In cui il Pdci attacca governo e partiti del centrodestra, denunciandone la «volontà strumentale di addossare al solo Comune la responsabilità della collocazione della centrale». Le stilettate non mancano, la Simeoli evidenzia «come non sia stata valutata la grave ricaduta per il microclima e le colture agricole». La richiesta di stoppare l’iter è ritenuta «ridicola» dalla Verde Barbara Diolaiti: «Se il Comune, potendo, ritirasse le autorizzazioni, la società potrebbe aggirare questo vincolo chiedendo l’applicazione del decreto ‘sbloccacentrali’: ciò azzererebbe i vincoli e le severe prescrizioni inserite da Comune e Provincia». Stefano Lolli Turbogas, no a sospensioni sì ai tecnici La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - Relazione-fiume in consiglio FERRARA. L’assessore Bratti (nella foto) ha parlato un’ora e mezza in consiglio per spiegare cosa non si è fatto a Ferrara per avere notizie, studi, approfondimenti, analisi, commissioni speciale sulla centrale a turbogas. Per il dibattito pubblico delle grandi occasioni. Qualcuno ha rumoreggiato dagli spalti per il discorso troppo lungo dell’assessore, ma Bratti ha ritenuto doveroso informare sul lavoro fatto e motivare così perchè non è necessario sospendere le procedure. Tutti d’accordo invece sull’opportunità di istituire una commissione tecnico-scientifica. A PAGINA 9 Turbogas, non ci sarà la sospensione La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - Ieri fino a notte fonda animatissimo dibattito in consiglio comunale. Sì alla commissione tecnico-scientifica - LA CENTRALE E I PARTITI La maggioranza di centro sinistra è riuscita ad aggirare anche l’ostacolo della sospensiva sul turbogas. Il consiglio comunale ieri sera è finito a tardissima ora, per cui non è possibile dare conto delle votazioni sui vari documenti, ma il rischio di finire sotto era stato ampiamente scongiurato. L’unica vera defezione annunciata era quella di Emanuela Zucchini, capogruppo di Rifondazione non più riconosciuta come tale dal partito. Il Pdci ha trovato il modo di salvare capra e cavoli. 187 MIMESI Operazione non semplice, visto che il Pdci ha da sempre una posizione ostile o molto problematica sul turbogas. Roberto Soffritti e Giulia Simeoli hanno presentato un documento in cui sostengono la necessità di sospendere i lavori della centrale e le procedure autorizzative, ma sul documento presentato dall’assessore Sandro Bratti a nome della giunta hanno annunciato un’astensione che metteva al riparo la maggioranza da possibili sorprese. Inoltre non avrebbero votato documenti targati centro destra; il gruppo del Pdci per evitare convergenze da destra sul suo documento l’aveva condito con attacchi all’incoerenza di Fi e An che a Roma fanno una cosa e a Ferrara ne dicono un’altra. Le posizioni, tanto nel centro sinistra quanto nel centro destra, sono piuttosto diversificate sul turbogas, di qui il fiorire di mozioni e risoluzioni, ma alla fine dei conti si doveva decidere su opzioni: sì alla commissione tecnico-scientifica senza sospensione; sì alla commissione scientifica con sospensione dell’iter. L’idea della commissione che studia e approfondisce le tematiche connesse con l’inquinamento dell’aria piace a tutti, a cominciare da An, che l’aveva proposta qualche mese fa. L’Università, contattata dal sindaco Sateriale, ha già dato il suo benestare. Ai movimenti e ai partiti contrari alla turbogas la Commissione non basta. Per la sospensione delle procedure autorizzate della centrale ha così continuato a battersi Forza Italia e Io Amo Ferrara da un lato e il Pdci dall’altro. Alleanza nazionale, pur avendo una posizione favorevole alla centrale, ieri sera ha speso una parola a favore della sospensione: «Conviene fermarsi un attimo - ha detto Alberto Balboni - per avere una parola chiara e definitiva sulla situazione da parte della Commissione». Ma il soccorso finale di An alla posizione dei sospensionisti non cambia gli equilibri e doveva servireprattutto a evitare che le opposizioni si presentino disunite su questo tema, come è accaduto più volte in passato, gioco riuscito a metà poichè Pierfrancesco Perazzolo ha subito ironicamente applaudito al cambio di atteggiamento di An facendo arrabbiare Balboni. Massimo Pierpaoli (Fi) ha consegnato al sindaco 59 studi critici sulle centrali turbogas sperando, ma era pura retorica, che servissero ad alimentare anche un solo decisivo dubbio nella mente del sindaco. La Zucchini (Prc) ha presentato una risoluzione in cui dà perfino atto all’amministrazione di centro sinistra di aver fatto un buon lavoro sulla centrale, ma nel nome del principio di precauzione invoca di sospendere ogni pratica. Rifondazione, però, non è favore della sospensione e infatti l’altra consigliera Irene Bregola ha poi votato il documento Bratti nonchè il documento illustrato da Ilario Zamariolo (Sdi) e sottoscritto dagli altri capigruppo di Margherita, Ds e Verdi. 188 MIMESI Bratti: un elenco lungo 90 minuti La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca C’erano tutti, ma proprio tutti ieri sera in consiglio e non certo per il concerto d’inaugurazione. Gli spalti riservati al pubblico erano gremiti dai rappresentanti dei comitati contro il turbogas, ma anche da frotte di lavoratori del polo chimico favorevoli alla centrale. Nell’aula è riapparso il capogruppo dei Ds Maurizio Buriani, reduce dalla convalescenza dopo l’infarto: «Era mio dovere oggi essere presente». Per senso del dovere era presente anche la capogruppo dei Verdi Barbara Diolaiti, costretta su una sedia rotelle per una frattura al piede. Finite le note dell’Orchestra Città di Ferrara, ha preso la parola l’assessore Alessandro Bratti che ha parlato per un’ora e mezza ricodardando una a una le azioni e le decisioni prese in questi anni sul turbogas, gli approfondimenti, gli esiti degli studi, le ricerche fatte da enti e istituti, le prescrizioni fatte dal Comune per avere maggiori garanzie sulla sicurezza e le emissioni, le commissioni più o meno speciali: un elenco sterminato di date e di cifre per dimostrare che si è agito con grande scrupolo e che la scienza dice che il turbogas è sicuramente meno inquinante delle attuali centrali in funzione al petrolchimico. La lunghezza dell’esposizione ha minato la pazienza della parte del pubblico ostile alla centrale: si è levato qualche «buffone» e quando è comparsa una telecamere sono stati sollevati anche degli striscioni contro il turbogas. Il presidente del consiglio Romeo Savini ha invitato ad abbassarli e a rispettare il regolamento. Alla vista della tv si è alzato in piedi anche Perazzolo (Fi) per protestare con Bratti: «Vuoi impedire il dibattito». Ma Bratti è andato avanti come un carrarmato e al termine ha commentato: «Io lungo? Ho parlato un’ora e mezza, proprio come era stato concordato da tutti in commissione». Smog Record sulle polveri e l’Arpa ci spiega da dove arrivano Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Sembra un segno del destino che la discussione sulla centrale turbogas nelle aule consigliari di Circoscrizione e Comune si sia di nuovo infiammata proprio in concomitanza con i picchi di inizio anno dello smog. Secondo i dati dell’Arpa regionale la nostra città è quella che detiene il record di superamenti dei livelli di polveri sottili tra i capoluoghi dell’Emilia Romagna nel 2005: ben 14 volte, su 15 giorni in cui le rilevazioni sono disponibili, le centraline hanno registrato valori delle Pm10 superiori a 50 microgrammi per metro cubo, il livello fissato dalla legge. E le discussioni ora si intrecciano, con il turbogas sotto accusa proprio per la stima di una consistente produzione di micropolveri, una volta realizzato. Sarebbe tuttavia bene tentar di capire già oggi come mai Ferrara soffre di smog più di Bologna, Modena o Reggio pur vantando il primato di «città delle biciclette» e 189 MIMESI di migliaia di utenze collegate all’energia pulita della geotermia per il riscaldamento, nonostante targhe alterne e i rigidissimi divieti di circolazione ai mezzi non catalizzati. Un po’ di chiarezza su quali siano i principali responsabili della produzione di polveri (in particolare delle PTS, cioè le polveri primarie, non quelle che si formano poi nell’atmosfera per reazioni chimiche) nel comune e nella provincia ferraresi ha cercato di portarla l’Arpa, con uno studio guidato dalla dottoressa Enrica Canossa. Dove si legge che, per quanto riguarda il comune capoluogo, il riscaldamento produce ogni anno 1 tonnellata di polveri (3 per tutta la provincia), l’industria ne emette 586, delle quali 414 a carico del solo polo chimico (mentre sono 1.840 le tonnellate annue di polveri prodotte dalle industrie dell’intera provincia). Per quanto riguarda le polveri prodotte dal traffico, a Ferrara sono 91 quelle che provengono dalla combustione del carburante (exhaust), 360 dall’usura dei freni, dei pneumatici e dell’asfalto (non-exhaust); cifre che salgono rispettivamente a 250 e 927 sull’intero territorio provinciale. Giovanni Garasto, responsabile del Servizio sistemi ambientali di Arpa Ferrara, aggiunge però alcune precisazioni: “Per quanto riguarda le industrie, abbiamo considerato soprattutto le emissioni autorizzate, che nella maggior parte dei casi superano quelle reali. D’altra parte, non si possono utilizzare i dati ottenuti dagli episodici controlli obbligatori per legge: al fine di stimare le emissioni, servono misure in continuo. Per questo si è scelto di considerare le emissioni autorizzate. Va inoltre ricordato che spesso si tratta di stime, cioè applicazioni di modelli, per cui anche stime oggettive non sono prive di incertezze”. «Rincari e tagli, così non va: manca strategia politica» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - BILANCIO Paramucchi (Cisl) drastico di Stefano Lolli «Il bilancio 2005 pare già caratterizzato da un aumento dell’Ici inaccettabile, da un ulteriore rincaro della Tia sui rifiuti di cui non si è parlato pubblicamente ma che è anch’esso in vista, ed ancora dall’appesantimento di tariffe e dal taglio di servizi. Se tutto ciò non sarà accompagnato da una progettualità politica, chiara e verificabile, il sindacato non ci starà». Il segretario della Cisl Paolo Paramucchi non si dice certo soddisfatto «dalla limitazione, prospettata nel primo incontro con sindaco e giunta, dell’aumento dell’Ici dal 7 al 6,5 per mille: non è questo il confronto che noi vogliamo. Non è pensabile partecipare a una sorta di... tormentone contabile, alle istituzioni abbiamo chiesto, non da soli, ben altre cose». Sul tappeto c’è la mancanza di coesione lamentata, nelle scorse settimane in varie interviste al [\FIRMA]Carlino, anche dal segretario della Cgil Beppe Ruzziconi, dal presidente Carife Alfredo Santini, dal direttore della Cna Corradino Merli: «Si tratta di uscite tutt’altro che estemporanee — commenta Paramucchi —, legate in realtà a un bisogno diffuso. E strategico: c’è un’estrema necessità di coesione, ed una grande disponibilità di tutte le forze economiche e dei sindacati a partecipare a questa svolta. Ma a chi affidiamo la leadership, la regia?». La situazione, per il 190 MIMESI segretario della Cisl, «registra iniziative in ordine sparso di cui alla fine proprio il Bilancio è specchio fedele: mentre manca un coordinamento su temi quali il turbogas, la promozione del territorio dove non si superano le resistenze a unificare le due Agenzie, il trasporto pubblico, le prospettive successive alla fusione con Hera, gli enti locali sembrano preoccupati soprattutto di far quadrare i conti». Doveroso, fondamentale, «ma non può essere la logica di un’amministrazione comunale appena rieletta — incalza Paramucchi — che ha il dovere, al pari della Provincia, di far capire qual è la direzione che intende intraprendere. Da ciò che è sul tappeto, e dalla manovra appena presentata, sinceramente non si capisce». Entrando più nel dettaglio dei conti del Comune (oggetto presto di un nuovo e decisivo incontro coi sindacati), Paramucchi evidenzia poi la sensazione «di gravi contraddizioni e ritardi. Penso ad esempio al tavolo del welfare che rappresentava una delle priorità stabilite con la giunta in fase di confronto sul Bilancio 2004: ebbene, la prima riunione si è tenuta poche settimane fa — evidenzia il segretario della Cisl —. Guardando sommariamente la manovra appena illustrata, si ha la sensazione che si aggiungano nuovi costi senza affrontare una riorganizzazione complessiva della spesa. Il timore è che si parli di Cultura, Ambiente, Economia, senza la necessaria aggregazione; perciò noi siamo pronti a gestire una fase critica, fitta di sacrifici per i cittadini, ma deve essere chiaro chi è il ‘regista’. Il sindaco? Il presidente della Provincia? Tutti e due assieme? Va chiarito». Restando ai bilanci, un ultimo appunto: «Ovviamente, accanto alle grandi strategie — chiude Paramucchi —, vorremo vedere voce per voce anche i risparmi e gli investimenti...». 191 MIMESI Articoli pubblicati il 17/01/2005 Turbogas, l’ora della verità La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - La giunta: «Una commissione tecnica valuti l’inquinamento» FERRARA. La parola sull’inquinamento della futura centrale turbogas da 800 Mw sta per passare ad un gruppo di esperti coordinati dall’università di Ferrara. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, incentrate sulla quantità di polveri sottili che può emettere l’impianto, la giunta oggi proporrà in Consiglio comunale l’istituzione di una commissione tecnica. Ma l’esito del voto non è scontato. Le opposizioni sono determinate infatti a chiedere la sospensione delle costruzione della centrale fino al chiarimento di tutti i dubbi, e sperano di battere la maggioranza come accaduto in settimana nella circoscrizione Centro cittadino. Nel centro sinistra sono attesi soprattutto Pdci, partito da sempre schierato contro la turbogas, e Prc, che ha il capogruppo tra i firmatari della richiesta di sospensione. La giunta conta su di una maggioranza risicata. Prima del dibattito, il concerto. A PAGINA 7 Turbogas, scelta oculata non di schieramento La Nuova Ferrara Pagina 11 - Agenda e Lettere - CENTRALE ELETTRICA 1 Faccio alcune riflessioni sulla questione «Turbogas sì, turbogas no». Giovedì 13-01-2001 la Circoscrizione Centro del Comune di Ferrara ha votato con una maggioranza trasversale un ordine del giorno sulla Turbogas. L’odg era stato presentato congiuntamente da due forze che compongono la maggioranza:l’Italia dei Valori con il consigliere Vicentini e il Pdci con la consigliera Marchianò. La mozione ha ottenuto il sostegno delle opposizioni e l’astensione della Civica per Ferrara, cioè Sdi e Margherita e il voto contrario del resto della maggioranza pur con varie motivazioni espresse negli interventi effettuati. Per qunto mi consta è la prima volta che un organismo liberamente eletto 192 MIMESI di questa città si esprime così compiutamente sull’argomento con una discussione ed un voto finale: l’odg è passato e chiede di riconsiderare il progetto turbogas nel suo complesso all’Amministrazione Comunale. L’argomento negli ultimi tempi è stato molto dibattuto sia sui media che nei consessi scientifici, e soprattutto è stato oggetto di studi recenti fatto da varie Università ed Asl territoriali che non sempre sono giunti alla stessa conclusione. Il dibattito volge principalmente sulle emissioni di polveri fini e ultrafini e su ciò che queste ultime provocano sull’uomo. Recenti progetti di Turbogas presentati in altri luoghi sono stati in fase di valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente, bloccati e sono stati richiesti nuovi studi sulle emissioni. Questo ci spinge a dire che forse a Ferrara si è agito forse con troppa fretta ed oserei dire con una certa superficialitànel concedere l’autorizzazione all’insediamento non avendo ben chiara la situazione. Si è ragionato principalmente sulla bonifica del polo chimico che la ditta realizzatrice della centrale si è impegnata a fare e non sulle conseguenze derivanti alla popolazione a causa della centrale stessa. La bonifica del polo chimico sappiamo benissimo essere una vera emergenza per il futuro di questa città che comporterà dei costi eccezionali e tanto tempo, sostituire un problema con un altro non è il massimo per una comunità! Abbiamo tutti ben presente i principi di chi inquina paga, chi produce rifiuti li deve smaltire e chi consuma energia la deve produrre, quindi la nostra Provincia deve necessariamente arrivare ad un sostanziale pareggio in questi tre campi. Bisogna far pulire i siti inquinati, bisogna essere autosufficienti nello smaltimento dei rifiuti e bisogna produrre l’energia che ci serve per far funzionare la nostra società dell’eccesso. Deve essere chiaro che in una provincia come la nostra è la città che consuma più di tutti e quindi è il territorio comunale che si deve far carico dei costi maggiori che ne derivano,non possiamo proprio per i principi sopra detti chiedere ad altre comunitàdi farsene carico, non potremmo giustificarlo in nessun modo! Quindi per i rifiuti l’inceneritore va fatto a Ferrara senza alcun dubbio, le dimensioni sono però sicuramente esagerate visto che l’intera provincia produce 90.000 t di rifiuti e il nuovo inceneritore ne brucia 150.000 e si vuole aumentare ulteriormente la raccolta differenziata. Anche la produzione di energia deve essere fatta a Ferrara non certo nelle dimensioni ipotizzate visto che l’intera provincia consuma circa 300 MW e noi facciamo una centrale da 800 MW, se i numeri non sono una opinione c’è una certa incongruenza tra le due cose. Si dice che si punta al pareggio dell’inquinamento ambientale chiudendo le due centrale presenti nel polo chimico ma sempre i numeri non confortano perchè le due centrali in questione non superano il decimo di produzione di quella che si vuole insediare ed anche se cambia la tecnologia usata i numeri non tornano ancora. Che fare allora? Nascondiamo la testa sotto la sabbia o affrontiamo il problema? Fino ad ora l’Amministrazione Comunale sempre detto che la centrale si deve fare così come ipotizzato ed i vari comitati cittadini ed alcune forze politiche hanno detto che non va realizzata, non si è ragionato su una terza ipotesi che può secondo me cambiare le cose e cioè la riduzione di potenza della centrale e l’uso di una tecnologia di filtraggio più moderna anche se molto costosa come ad esempio ipotizzato nell’ormai famoso articolo di Armaroli e Po.Si raggiungono due obiettivi uno il pareggio energetico e due l’abbattimento delle emissioni. Qualcuno mi spieghi perchè non si ragiona su questa ipotesi! 193 MIMESI Un altro tema su cui non si è ancora ragionato affatto è la sicurezza dell’impianto visti i recenti problemi giudiziari che stanno coinvolgendo la società che dovrà realizzare la centrale. I cittadini di Ferrara hanno diritto ad avere tutte le garanzie che un impianto di tale portata una volta realizzato abbia il massimo della solidità strutturale possibile ed i migliori materiali attualmente disponibili, purtroppo i giudici del Tribunale di Milano ci stanno dicendo che questi sono solo dei sogni ad occhi aperti di un povero illuso! Non bastano certamente gli attestati dei tecnici di parte pagati dalla società realizzatrice,troppe volte in passato abbiamo poi avuto delle bruttissime sorprese! Ci vuole una autorità esterna che indaga e certifica se si rispettano le regole. Io spero che dal consiglio comunale sul tema venga fuori un dibattito sereno e senza pregiudizi di sorta come è avvenuto in Circoscrizione Centro e si lavori nell’interese dell’intera comunità senza contrapposizioni ideologiche e di appartenenza. Mario Castelluzzo Consigliere Provinciale dell’Italia dei Valori Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Provinciale di Ferrara La politica ambientale di Ferrara e le favorevoli combinazioni La Nuova Ferrara Pagina 11 - Agenda e Lettere - CENTRALE ELETTRICA 2 La politica ambientale di Ferrara chi la fa? Ho letto una dichiarazione attribuita all’assessore Bratti: «Non è stata una nostra idea (il riferimento è alla centrale a turbogas) è stata la Sef a presentarne la richiesta di costruzione al Ministero. Inizialmente anch’io ero contrario, ma alla fine di un ampio confronto ci siamo convinti che con le opportune modifiche il progetto avrebbe portato a un miglioramento rispetto alla situazione attuale». Quale sia la posizione di Bratti in merito alla centrale non ho bisogno di conoscerla dai giornali, avendo partecipato a confronti diretti con l’assessore e con lo stesso Sindaco. Ciò che costituisce l’oggetto di questa missiva è piuttosto la volontà di rilevare alcune incongruenze nel messaggio di Bratti, il quale vuole essere rassicurante su qualcosa che nessuno, in coscienza, può dire tale. Ha detto ancora l’assessore: «nel 2000 abbiamo deciso che sul polo chimico (...) bisognava mettere le mani e parlare» e lo si fece con l’Accordo di programma (...) nel quale compare per la prima volta la turbogas. Dunque sembra logico dedurne che la Sef fece la sua proposta proprio in occasione dell’ Accordo di programma! Favorevole combinazione? Si parla inoltre di «opportune modifiche» al progetto originario della Centrale che avrebbero convinto della sua salubrità, ma quali sono? Forse la parziale autorizzazione all’uso dell’impianto, di cui si dice che potrà lavorare fino ad una emissione massima di 1085 ton di ossidi in attesa di un ulteriore miglioramento della tecnologia o di un allargamento dei margini di legge sull’emissione di sostanze inquinanti? Micropolveri. Sostiene l’assessore: sino ad allora non ce ne eravamo preoccupati le polveri non venivano menzionate nella valutazione d’impatto ambientale perchè la legislazione non lo prevede. 194 MIMESI Il sino ad allora fa riferimento al maggio 2003, ovvero all’intervento nel quale si riferiva dello studio degli scienziati Armaroli e Po sugli effetti inquinanti di questo tipo di centrali (a pari potenza) nell’unico luogo dove sono costruite, gli USA. Viene da chiedersi: sarebbe altrimenti scaturito «l’ampio confronto» di cui sopra, al quale peraltro hanno dato instancabilmente vita le associazioni ambientaliste e la spontanea organizzazione dei cittadini? Ma va tutto bene secondo l’assessore: nel 2010 avremo quattro impianti vecchi e inquinanti in meno per due più efficienti e tecnologicamente avanzati. Chiudiamo CTE1 da 20 MW e CTE2 da 60 MW - che anche senza sapere cos’è un megawatt chiunque capisce che fa 80 e non 800! - più l’inceneritore di Via Conchetta e abbiamo dato il nostro parere sfavorevole al proseguimento dell’attività dell’inceneritore di rifiuti tossici (di cui non è data informazione sulla potenza). A conti fatti un parere sfavorevole non è uguale a chiusura e dunque fanno tre e non quattro impianti, dimenticanto di dire che la centrale CTE2 non sara smantellata ma tenuta a riserva fredda, in caso di emergenza come lo è già oggi la CTE1. Dunque la mera contabilità degli impianti obsoleti e inquinanti assomma, a conti rifatti, alla chiusura di 1 centrale da 20 MW e di un inceneritore da 18 mila tonnellate, in cambio dei quali verranno costruiti 3 impianti, in quanto la triplicazione dell’attuale capacità di incenerimento (54.748 ton/anno2003) comporta l’equivalenza di due nuovi e più grandi impianti di incenerimento. Se non fossero almeno tecnologicamente più efficienti saremmo davvero o fessi o malvagi! Chiunque abbia voglia di soffermarsi a ragionare un attimo capisce che, anche di fronte ad una riduzione di emissione di inquinanti per unità di tonnellata bruciata o per megawatt di potenza (grazie alla più efficiente tecnologia), se si moltiplica la dimensione risulta quantomeno annientato l’effetto di riduzione dell’inquinamento. Nel merito tecnico delle emissioni e degli effetti collaterali di queste scelte lascio intervenire persone più qualificate di me, ma giocare con le parole è un’attività che poco si addice ad una amministrazione che voglia essere lungimirante in materia di politica ambientale: i fatti, gli odori e gli orrori di un atteggiamento di rapina nei confronti dell’ambiente sono purtroppo all’ordine del giorno e mi sembra del tutto sconfortante concludere che la triplicazione dell’inceneritore basterà a malapena per far fronte all’aumento della produzione di rifiuti della nostra provincia. Dunque, qualcosa è già stato sbagliato negli anni precedenti! Vogliamo continuare così? Marzia Marchi Rete Lilliput Turbogas, l’università studierà lo smog La Nuova Ferrara STEFANO CIERVO Pagina 7 - Cronaca - Questa sera dibattito in Consiglio comunale sulla centrale Enipower. La giunta può contare su di un sostegno risicato - AMBIENTE E POLITICA A “salvare” Gaetano Sateriale e la giunta sulla questione turbogas potrebbero essere oggi pomeriggio i Verdi. Una curiosa coincidenza, se si pensa ai violenti contrasti dei giorni scorsi sul bilancio, ma il voto di Barbara Diolaiti rischia di essere decisivo, se le posizioni della vigilia saranno confermate nel Consiglio straordinario. In vista comunque un nuovo 195 MIMESI approfondimento tecnico. Diolaiti è tra l’altro ferma per una frattura al piede, ma ha garantito la sua presenza e confermato la posizione del suo gruppo: «Solo il ministro Marzano può fermare ora le procedure per la centrale, non certo il Comune, ed è paradossale che non lo dicano proprio Forza Italia e An, i firmatari della richiesta di sospensione. Altro discorso è istituire una commissione tecnica di alto livello in grado di seguire tutto l’iter, a partire dalla bonifica totale del terreno». Così, sulla carta, gli schieramenti stanno 21 a 19 per il centro sinistra, una maggioranza risicata ma sufficiente ad impedire il ribaltone già verificatosi nella Circoscrizione centro. Lì, giovedì sera, la convergenza di An e Forza Italia su di un ordine del giorno firmato da Pdci e Italia dei valori, ha messo in minoranza il resto del centro sinistra, indebolito anche dall’astensione della Civica. «Sto preparando un documento molto articolato in cui si uniscano severe prescrizioni al mantenimento del percorso fin qui deciso» ha spiegato ieri Ilario Zamariolo (Sdi), anticipando così che non saranno socialisti e Margherita ad affondare la turbogas in Consiglio comunale. E il Pdci? Il capogruppo Roberto Soffritti, che da sindaco diede via libera alla costruzione della centrale turbogas da 150 mw di Merloni, ha rinviato a questa mattina la definizione della posizione del gruppo, ma il partito è da sempre contro la turbogas. Quanto ai firmatari della richiesta di Consiglio straordinario, cioè Fi, An, Io amo Ferrara ed Emanuela Zucchini (Prc), oggi è previsto un tentativo di convergere su di un unico documento, almeno per quanto riguarda i primi tre gruppi. «Deve essere il sindaco a chiedere al governo di non varare la turbogas prima dell’esito dei lavori della commissione tecnica» è la posizione del capogruppo di An, Enrico Brandani. Non è esclusa una proliferazione di documenti. Al di là delle articolazioni partitiche, qualcosa dovrebbe rimanere al termine della presumibilmente lunga discussione di questa sera. E cioè un nuovo strumento tecnico, una commissione di esperti appunto (l’assessore Sandro Bratti vuole coinvolgere l’università), in grado di dire una parola conclusiva sul fatto che la nuova turbogas emetta meno polveri sottili di quelle a olio combustibile destinate alla chiusura. Una “offerta” di Bratti agli oppositori sarà un organismo di consultazione permanente con i Comitati e gli ambientalisti. A proposito della bonifica totale dell’area, all’amministrazione va bene che si utilizzino anche tecniche di “messa in sicurezza attiva”, cioè non solo barriere di contenimento. Né amministrazione, né opposizioni hanno assi in mano: decida una commissione di tecnici La Nuova Ferrara Pagina 11 - Agenda e Lettere Io non so cosa c’è sotto alla questione del turbogas. Non sono in base a cosa si deciderà. Chiedo: se l’amministrazione comunale avesse certezze forti e documentabili avrebbe messo già a tacere chi si oppone. Stessa cosa per l’opposizione: se ha le prove di futuri disastri forse che l’amministrazione è così incosciente da non recedere? 196 MIMESI Nessuno dei due ha insomma assi in mano. Si dice che solo facendo la centrale da 800 Mw si risanerà l’area del petrolchimico? Non è un buon motivo per svendere la salute per far eseguire un lavoro. Si dice che con il nuovo impianto e spegnendo quelli vecchi ci sarà meno inquinamento. E le prove? Si dice... Perché non si molla tutto e si dà in mano il caso a una commissione tecnico-scientifica? Così cadrà ogni dubbio e anche ogni sospetto. Questa è trasparenza... Elisabetta Piccin Boschi 197 MIMESI Articoli pubblicati il 16/01/2005 «Ecco i colpi di scena per la centrale» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Domani Consiglio straordinario: i comitati anticipano «novità rilevanti, anche sulla salute, che dovrebbero indurre a ripensamento» A due anni di distanza dal primo consiglio comunale sulla turbogas (tenutosi il 14 gennaio 2002), domani si torna a parlare della costruzione della maxi centrale. E durante il consiglio straordinario i due comitati ‘FerraAria Pulita’ e ‘Per una città sostenibile’ porteranno alla luce alcuni nuovi elementi che, come dice l’ex city manager Valentino Tavolazzi, «dovrebbero indurre molti consiglieri che ritenevano di fare il bene per la città, a prendere posizioni diverse dalle precedenti». Primo ‘asso nella manica’: il Ministero dell’Ambiente, nell’approvazione della centrale di Imola proposta da Hera, ha richiesto alla società stessa di approfondire gli studi sulle polveri fini prodotte dall’impianto. Ma i rappresentanti dei comitati porteranno davanti agli occhi dei consiglieri anche il risultato di un recentissimo studio condotto dall’Asl di Mantova sulle centrali di Sermide e Ostiglia: «In un’area di cinque km di raggio dalla centrale — sintetizza Tavolazzi — si rileva un aumento dei tumori ai polmoni». Alla luce di questo dato le parole dell’ex capogruppo dei Verdi Francesca Cigala Fulgosi acquistano ancora più forza: «Le polveri sono la peste del nostro secolo», tuona, sottolineando che sono le malattie degenerative quelle di cui ora si deve occupare la sanità pubblica. «E’ arrivato il momento — chiude la Cigala, di Città sostenibile — che la categoria dei medici intervenga più fortemente». Un segnale positivo, in questo senso, si ha perchè «alcuni medici stanno lavorando per rifondare ‘Medicina democratica’». Tommaso Mantovani di FerrAria Pulita invita poi a riflettere sulle conseguenze che avrà la centrale sul fronte dell consumo idrico: «Hera userà circa 24mila metri cubi di acqua al giorno, ossia la metà del consumo dell’acqua nella nostra città per uso civile». «Quello che chiediamo al primo cittadino — chiude l’azzurro Mario Testi, di FerrAria — è di scegliere la salute ambientale della nostra città ed emanare un provvedimento cautelativo». I comitati invitano perciò i cittadini a partecipare alla seduta, prevista dalle 17.30. Infine, una precisazione relativa al confronto alla Circoscrizione Centro: la mozione è stata presentata dal Pdci, non da Rifondazione come erroneamente riportato. In fase di voto, il centrosinistra si è diviso e la maggioranza ha registrato uno smacco: la sensazione è che anche il voto in Comune proponga qualche rischio, dal punto di vista politico. 198 MIMESI Maristella Carbonin Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI )FUMO Puniti i cosumatori non i produttori Caro Carlino, rispondo alla lettere di Leopoldo Baldin (Fumo, finalmente il divieto): dove si elogia il recente divieto di fumare in tutti locali: «Ben venga questa magnifica legge ed onori e gloria al tenace ministro Sirchia». Ricordo al lettore che l’art. 3 della Costituzione dice che tutti siamo uguali di fronte alla legge. E allora se siamo tutti «uguali» perché la legge non punisce i consumatori di stupefacenti, ma solo i produttori e trafficanti, mentre per il fumo, al contrario è così severa con i fumatori, ma non con chi produce e vende, cioè lo Stato? Stefano Bulzoni )ASSOCIAZIONI Volontari o retribuiti? L’A.I.S.M. (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) è un’Associazione di Promozione Sociale. Questa è la dichiarazione resa dal Presidente Nazionale Prof. Mario Alberto Battaglia durante una riunione del Direttivo della Sezione A.I.S.M. di Ferrara,, Via Cattaneo, 100/abc, il 15 Febbraio 2002. In una lettera di questi giorni a Soci e ex Soci, di carattere informativo-promozionale, con allegato bollettino F.I.S.M. ( Fondazione Italiana Sclerosi Multipla ) per raccolta fondi personalizzata, si legge che nell’Associazione lavorano 6000 volontari. Nasce spontanea la domanda: Volontari con piena gratuità o Promotori Sociali con retribuzione a provvigione, cointeresse economico o altro? E ancora: i 6000 Volontari sanno di appartenere ad un’Associazione di Promozione Sociale? Noi ex Membri del Direttivo Provinciale della Sezione di Ferrara siamo stati per lunghi anni Volontari in totale gratuità, ignorando di appartenere ad un’Associazione di Promozione Sociale. Dino Pocaterra seguono 11 firme )TURBOGAS Un provvedimento di autotutela 199 MIMESI Egr. sig. sindaco, lei sa quanto, da anni, abbiamo cercato di conoscere e capire per non schieraci faziosamente pro o contro la realizzazione della nuova centrale turbogas da 800 megavatt. Oggi le chiediamo di compiere un atto amministrativo di autotutela, previsto dalla normativa vigente, volto a sospendere cautelativamente le procedure di realizzazione della centrale, in attesa dei chiarimenti scientifici, necessari, per fugare i molti dubbi ancora esistenti su diverse tematiche stridenti con la volontà-opportunità di collocare in città l’ennesimo mega- impianto per la produzione d’energia elettrica. Tale esortazione è perfettamente in linea con la volontà di migliaia di cittadini sottoscrittori della petizione che le abbiamo presentato, cui si è aggiunta di recente la volontà dell’intera Circoscrizione Centro Cittadino attraverso il documento sulla Centrale Turbogas Prot. 1087 del 25.11.2004. In definitiva le chiediamo, quale supremo tutore sanitario, di limitare la legittima libertà d’intraprendere di alcuni singoli, per favorire la libertà di avere più salute per tutta la nostra collettività. Mario Testi Comitato Civico “FerrAria Pulita” )CASERME Una targa per non scordare Di recente si è tornato a parlare del nuovo destino che attende l'ex "Cavallerizza" di Via Palestro (più volte citata nei suoi libri da Gaetano Tumiati), così come si discute da tempo della sorte che attende la caserma "Pozzuolo del Friuli", sita in via Cisterna del Follo. Qualunque sia il risultato finale, mi auguro che le parti più significative che ricordano il passato militare siano opportunamente salvaguardate. Circa l'ultimo edificio, tempo addietro il benemerito Comandante Giorgio Zanardi, presidente del Nastro Azzurro, si adoperò per salvaguardare le edicole esterne (poste sul muro di cinta) che ricordano San Giorgio e Santa Barbara: spero che tale esempio sia seguito anche per il resto. Vorrei poi lanciare un ultimo appello. In altre città sul muro esterno di molti edifici non più militari è stata apposta una targa che ricorda il precedente utilizzo del fabbricato. Mi auguro che anche in via Cisterna del Follo e in via Palestro sia apposta una lapide o una targa che ricordi la caserma e i reparti che in essa ebbero sede. Sarebbe un doveroso gesto di riconoscenza e di rispetto della memoria nei confronti dei tanti giovani che fra quelle mura servirono la Patria ed impararono a conoscere e ad amare la città di Ferrara. Lettera firmata )RINGRAZIAMENTO Un nuovo gioco dalla Carife Grazie al contributo di 600 euro elargito dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, i bambini che frequentano la scuola Materna di Cassana "La Mongolfiera" potranno usufruire di un nuovo gioco che sarà installato nell'area cortiliva della scuola. Il Comitato di Gestione, le insegnanti, 200 MIMESI il personale tutto e la Circoscrizione Nord Ovest, ringraziano sentitamente la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e sottolineano la sensibilità ancora una volta dimostrata, che ha accolto, ancora una volta favorevolmente, le richieste fatte a favore dell'infanzia. Turbogas, i comitati preparano il loro sit-in La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca Non si rassegnano, i rappresentanti dei 2 comitati che si oppongono alla costruzione della centrale a turbogas all’interno del petrolchimico ferrarese. E fanno bene. Così ieri Francesca Cigala, Valentino Tavolazzi, Valerio Vicentini ed altri esponenti, hanno illustrato le prossime iniziative dei due organismi (Ferrara Pulita e Città sostenibile) tra le quali c’è anche il no fermo ad altri interventi di ampliamento presso l’inceneritore di Cassana. «Grazie anche all’appoggio di Legambiente, Wwf, Italia Nostra ed altre associazioni - hanno detto i referenti ambientalisti - vogliamo chiamare a raccolta sia i 6mila ed oltre firmatari della nostra petizione contro turbogas, sia tutti i cittadini ferraresi vicini alle nostre posizioni. L’appuntamento è previsto davanti allo scalone del municipio alle 17 di domani, mezz’ora prima del consiglio comunale». Un’assemblea civica straordinaria, incentrata sull’unico tema della centrale turbogas che dovrebbe sorgere, secondo i piani della giunta e del sindaco, all’interno degli spazi del petrolchimico estense. Un piano cui Ferrara Pulita e Città sostenibile si oppongono fieramente, adducendo dati secondo i quali l’incidenza delle polveri sottili (o micropolveri) di cui tanto si teme la presenza di questi tempi, verrebbe (coi piani della giunta) aumentata notevolmente, con i ben comprensibili guai a livello di inquinamento atmosferico. Da ricordare che sono stati 17 i consiglieri comunali («Un raggruppamento trasversale», hanno tenuto a sottolineare gli anti-turbogas) che hanno chiesto, e ottenuto, la convocazione straordinaria del civico consesso. «Intendiamo invitare la giunta ed il primo cittadino di Ferrara - concludono gli anti-turbogas - alla massima cautela anche per quanto riguarda permessi ed autorizzazioni». Marcello Pulidori 201 MIMESI «Serve alla città una commissione vera di esperti» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - TURBOGAS Domani si terrà il consiglio straordinario sul Turbogas e riteniamo sia opportuno riprendere in esame l'intervista riportata su questo giornale il 28 dicembre scorso, nella quale l'assessore all’ambiente Sandro Bratti enunciava i programmi sui nuovi impianti ad alto impatto ambientale, centrale Turbogas da 800 Mw (nel 2006) e il triplicamento dell’inceneritore di via Canal Bianco (nel 2007). Citiamo alcune parti in essa contenuta con un breve nostro commento: «... L’intero polo chimico, non solo l’area della centrale verrà bonificato» (risulta invece che il costruttore della turbogas si accolli solo la bonifica dell’area impegnata per la centrale e non dell’intera superficie del petrolchimico contaminata e ci chiediamo chi provvederà al resto); «Nell’accordo non rientravano invece le bonifiche: perché erano un atto dovuto, previsto dalla legge e perché non conoscevamo ancora quale fosse la situazione e quindi non c’erano gli estremi per un accordo volontario»: (Sin dall’inizio la motivazione o il pretesto per la quale è stata autorizzata la costruzione della centrale è imperniata/o proprio sulla bonifica dell’intera area); «Non è stata una nostra idea, è stata la Sef a presentarne la richiesta di costruzione al ministero. Inizialmente anche io ero contrario alla centrale ma alla fine di un ampio confronto ci siamo convinti che con le opportune modifiche il progetto avrebbe portato a un miglioramento rispetto alla situazione attuale»: (I risultati dell’ampio confronto citato ci sfuggono mentre esistono qualificate opinioni di esperti di fama mondiale che dimostrano come la situazione ambientale sia destinata, in caso di realizzazione, a peggiorare notevolmente. Per costruire la centrale è necessaria la concessione edilizia che solo il comune può rilasciare e quindi la giunta non può esimersi dalle responsabilità che potrebbero derivarne); «... Sino ad allora non ce ne eravamo preoccupati, le polveri non venivano menzionate nella valutazione di impatto ambientale perché la legislazione non lo prevede»: (Questa è un’ulteriore dimostrazione della superficialità nelle valutazioni dell’impatto negativo sull’ambiente); «Tutte le verifiche effettuate e gli studi usciti dimostrano che anche per le polveri, la situazione migliorerà»: ( E’ superfluo commentare una simile affermazione!). Siamo esterrefatti dalla superficialità e noncuranza con la quale temi così complessi ed importanti riguardanti il futuro ambientale della nostra città sono stati finora affrontati. In virtù della grandi confusione che regna sovrana e dei pareri discordanti chiediamo pubblicamente che venga immediatamente costituita, bloccando ogni autorizzazione concessa, una commissione di esperti completamente indipendente scelti all’unanimità dall’intero consiglio comunale. Appare evidente che per l'assessore Bratti e amministrazione a seguito tutto è ormai deciso e sarà per loro, il consiglio straordinario, una pura formalità richiesta e conseguentemente dovuta!. Come associazione IO AMO FERRARA vorremmo ricordare a tutti coloro che sono favorevoli all’attuale progetto, promotori compresi, che prevede tale potenza ed ubicazione che le malattie che ne potrebbero scaturire colpiscono tutti indiscriminatamente e nessuna fede o colore politico possono scongiurarne il pericolo. 202 MIMESI L’associazione Io amo Ferrara 203 MIMESI Articoli pubblicati il 15/01/2005 Dalla Centro arriva lo «stop» al Turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - AMBIENTE Passa la mozione di IdV e Prc di Isabella Cattania «Una vittoria senza ombre». Così Valerio Vicentini, capogruppo alla Circoscrizione Centro dell’Italia dei Valori, definisce l’approvazione da parte del Consiglio circoscrizionale della mozione sulla centrale a turbogas presentata da lui stesso e dal capogruppo Pdci Giovanna Marchianò. «Ci aspettavamo un ‘pareggio’ — spiega Vicentini — con dieci voti a favore e dieci contrari e invece, alla fine, il documento è passato con 10 sì, 7 no e 2 astensioni». Ad approvare la richiesta (questo il nocciolo della mozione) «di interrompere tutte le procedure autorizzative relative alla realizzazione della centrale a turbogas e la revoca di quelle fin qui concesse» sono stati — oltre a Italia dei Valori e Pdci — Forza Italia, Udc e An. I tre rappresentanti di quest’ultimo partito hanno tra l’altro proposto l’emendamento (accolto) con cui si chiede di «attendere la costituzione della commissione tecnico-scientifica promessa dal sindaco nel Consiglio comunale del 19 luglio 2004». Contrari, invece, Ds (in quattro invece che cinque, essendo assente Fabio Monaldi), Verdi, Repubblicani, Rifondazione comunista. Astenuti i due componenti della lista Civica per Ferrara, con un piccolo colpo di scena per quanto riguarda il ‘margherito’ Tommaso Cristofori. Dopo aver infatti firmato insieme a Ds, Verdi, Repubblicani e Rifondazione la risoluzione ‘di risposta’ alla mozione di Vicentini e Marchianò, Cristofori si è però astenuto così come ha fatto il capogruppo della sua lista, il socialista Claudio Campana (che nel corso della seduta gli aveva ricordato l’impossibilità di firmare a nome della Margherita, facendo lui parte del gruppo consiliare della Civica). Questi dunque i risultati del voto (la risoluzione, a sua volta, ha ottenuto 7 sì, 10 no e 2 astensioni) dopo un lungo e sereno dibattito che ha richiamato, visto l’interesse dell’argomento, anche un discreto pubblico. Tutto, come è facile intuire, ha ruotato sull’esposizione dei motivi — già esposti in più occasioni — per cui i sostenitori della mozione sono contrari alla realizzazione della maxi centrale e sul perché, invece, i firmatari della risoluzione avallano la decisione presa circa la costruzione dell’impianto. «Sicuramente non è la soluzione ottimale — ha affermato il capogruppo Ds Paolo Marcolini — ma la migliore viste le condizioni attuali del Petrolchimico». 204 MIMESI E se Elisa Corridoni (Rifondazione) ha ammesso che una centrale in città non le piace, ha comunque considerato [FIRMA]chi dice no [\FIRMA][\FIRMA]«sta forse facendo un po’ di facile demagogia». Per contro Franco Tomasi (Udc) ha accusato la maggioranza di «arrampicarsi sugli specchi per difendere posizioni indifendibili» mentre Gabriella Gadda Bergami (Forza Italia) ha ribadito ancora una volta che «se ci sono dei rischi, bisogna evitarli». Il prossimo match sulla turbogas è in calendario lunedì in occasione del Consiglio comunale ‘tematico’ sulla centrale richiesto da Forza Italia, An, Io amo Ferrara e dalla consigliera di Rifondazione Emanuela Zucchini. 205 MIMESI Articoli pubblicati il 14/01/2005 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX )TARGHE ALTERNE Ma chi inquina? Caro Carlino circa il dibattito originato dalla introduzione delle targhe alterne, è utile riferire il pensiero dell’economista ambientale Edoardo Croci della Università Bocconi di Milano. Questo esperto dice: ‘Innanzitutto serve un approccio razionale al problema dello smog in città che deve fondarsi su due principi: 1) i benefici dell’intervento pubblico devono superare i costi che da esso derivano per i cittadini; 2) a parità di risultato atteso, si devono privilegiare gli interventi che costano meno‘. Continua i professore universitario: ‘Non mi pare che gli interventi impostati rispettino questi principi. Si tratta infatti di interventi che a fronte di benefici assai ridotti, provocano costi sociali elevati e diffusi. Nelle maggiori città sono coinvolte migliaia di persone che si vedono imperativamente negato il diritto alla mobilità. Una politica antismog che rispetti questi principi dovrebbe invece rivolgersi prioritariamente nei confronti di un numero relativamente ridotto di grandi inquinatori. Chi sono in concreto i maggiori generatori di polveri sottili? Non certo le auto a benzina non catalizzate (che inquinano poco più di quelli catalitiche), ma i veicoli diesel’. Questo economista ambientale poi, punta il dito contro una precisa categoria di veicoli: ‘I camion per trasporto merci, da soli, sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di PM 10 in città’. Tanto asserisce il citato prof. Edoardo Croci della Bocconi. Chi può con altre argomentazioni scientifiche contro argomentare in merito alla validità per la salute, delle targhe alterne nelle città? Stefano Bulzoni )TURBOGAS Niente adesione ai sindacati Caro Carlino mi rivolgo a tutti i ferraresi che non vogliono che a Ferrara si triplichi l’inceneritore per bruciare a pagamento le scorie degli altri, che non vogliono neppure la mega centrale a Turbogas, ma soprattutto a quei ferraresi che aderiscono ai vari comitati per contestare questo disegno politico. 206 MIMESI Poiché non si è riusciti a dare una spallata a questa maggioranza nella recente elezione anche per la mancanza di completa informazione della popolazione sull’argomento, propongo a tutti gli scritti Cgil Cisl e Uil di avere il coraggio di ritirare la propria adesione al loro sindacato, fino alla soluzione della situazione. Questo perché come si sa il problema non è sentito in alcun modo dal sindacato. In questo modo risparmieremo denaro e salute. Sicuramente c’è bisogno di un atto di forza per mettere in moto un meccanismo che faccia lavorare davvero le forze in campo per il bene di Ferrara. E’ora che chi lavora per la gente venga gratificato solo se ha portato dei fatti. Voglio ricordare che i sindacati a suo tempo hanno fatto barricate per «salvare» i pensionati dalle riforme pensionistiche, anche facendo a volte un po’di terrorismo immotivato, senza mai pensare di tutelare i giovani che sono quelli che più sono stati maggiormente danneggiati. Questo anche perché i sindacati sanno che i giovani non pensano alla pensione, dato che faticano a trovare lavoro e quindi non si sarebbero mai lamentati. Ora, Cgil, Cisl e Uil potrebbero pensare almeno alla salute di questi giovani. Pensiamo ai nostri figli e nipoti e facciamolo fare anche ai sindacati. Sarà più piacevole per noi e per loro ripristinare la tessera di adesione solo dopo la vittoria. G. Fattori )ARGENTINA Ci hanno dimenticato Dopo i vari default/successi in campo finanziario ed in primis i Bond Argentina, noi risparmiatori siamo ancora in attesa di una valida risposta da parte del governo italiano, il quale alla luce di questi scandali finanziari ben poco ha fatto. Sì è vero, una cosa è stata fatta però tramite i canali d’informazione: «saranno presi provvedimenti, saranno fatti controlli approfonditi, saranno vagliate tutte le operazioni con il super controllo di Banca di Italia e Consob ecc.ecc.». Parole che si sono dimostrate vane, soprattutto ad elezioni concluse, quando come sempre, finita la contesa, ognuno ha ripreso le proprie posizioni, dimentichi delle promesse elettorali. Ai risparmiatori come sempre è rimasto un pugno di mosche, e l’amarezza per essere stati, ancora una volta, presi in giro. Dopo questa piccola riflessione, torno all’inizio cioè ai Bond Argentina. Leggendo sul giornale Sole 24 ore del 1 settembre 2004, il ministro argentino Lavagna, ha confermato che soltanto il 25% delle azioni verrà rimborsato, visto che il F.M.I. ha sospeso il prestito di 13 miliardi di dollari. Alla luce di questi fatti, personalmente mi sono convinto che il Governo piuttosto che prendere una posizione ha preferito lavarsene le mani. I politici dimenticano facilmente che per molti di noi quei soldi erano i risparmi di una vita di lavoro, risparmi che dovevano servire in molti casi ad integrare pensioni da fame. Tutto questo non è moralmente accettabile, e se i politici, da noi votati per garantire l’applicazione della giustizia, sono i primi a tradirla, allora è meglio che cambino mestiere. Lettera firmata )FUMO 207 MIMESI Finalmente il divieto Il divieto di fumo è finalmente arrivato: non vedevo l’ora! Riconosco di essere animato da un «atroce spirito di vendetta» contro chi mi ha sempre «vietato» un espresso al bar, per non puzzare poi di fumo fin nelle... mutande. O chi mi ha impedito di frequentare irrespirabili sale da ballo (sono un campione nella beguine e nel cha cha cha: modestamente...). O per tutto il dolore provato personalmente nel seguire ammalati di tumore del polmone o della bocca.... Quindi ben venga questa magnifica legge ed onori e gloria al tenace Ministro Sirchia dal suo collega di medicina generale. Leopoldo Baldin 208 MIMESI Articoli pubblicati il 13/01/2005 Lettere Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX )TURBOGAS Sospendiamo il provvedimento Caro Carlino, ci stiamo avvicinando al Consiglio Comunale dedicato alla costruzione della Centrale a turbogas. Quello che il gruppo di Forza Italia spera che accada, è che dopo una ennesima riflessione e un ulteriore dibattito politico sulla Centrale, il Sindaco sospenda le autorizzazioni per la sua costruzione e, quindi, si ricreda, e non commetta, quel grave errore che noi riteniamo sia la costruzione della Centrale a turbogas in quel luogo. Forse i tecnici del Sindaco non l'anno sufficientemente aggiornato sugli ulteriori studi che stanno avanzando, volti ad approfondire le conseguenze e i danni provocati dai PM 2,5 - Noi l'avevamo sempre detto e a tutt'oggi le nuove autorizzazioni per le centrali sono sospese in vista degli approfondimenti al riguardo. Forse i tecnici del Sindaco non l'anno sufficientemente aggiornato sul grave errore di concedere la costruzione durante la bonifica in atto del terreno, in modo tale da non potersi tutelare di fronte ad una bonifica imperfetta. Nel Consiglio del 17 Gennaio p.v., noi invocheremo la sospensione del procedimento in attesa che l'Amministrazione comunale chieda un approfondimento di studio al Ministero dell'Ambiente sui PM 2,5. Di fronte a così poche certezze, non sospendere l'iter autorizzativo, significa non voler applicare un principio di cautela per la salute dei cittadini, conseguenza che potrà portare a rispondere, da parte degli Amministratori pubblici, anche fra anni, in qualsiasi sede, dei danni provocati da queste scelte. Anche la soluzione pallidamente stemperata, quale l'affiancamento di una commissione di approfondimenti sul tema, durante le fasi di costruzione, significa non avere a cuore la salute dei cittadini. Il Presidente del Gruppo F.I. Federico Saini ) LEGGE ANTIFUMO Io ringrazio il ministro Sirchia 209 MIMESI Gentile redazione, volevo ringraziare pubblicamente l'on.Sirchia per essere riuscito a far entrare in vigore la legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, senza ulteriori rinvii. Spero che anche le altre nazioni europee prendano spunto da questo esempio di civiltà e rispetto che il governo italiano è riuscito a offrire. L'inquinamento nei ristoranti, nei bar e nelle discoteche era ormai eccessivo, come lo è ancora in tanti stati esteri Grazie ancora. Camilla Alberti ) HERA Vento «tagliato» da Veltroni Il dibattito sulla nomina di Fulvio Vento nel C.d.a. di HERA si è soffermato esclusivamente sulla sua non «ferraresità». Ma il problema vero è un’altro e riguarda il percorso manageriale di Vento alla guida di ACEA. Veltroni, nel 2003, non gli ha rinnovato l’incarico di Presidente perché la municipalizzata romana era precipitata ai minimi storici della capitalizzazione borsistica ed era ormai indifferibile la necessità di cambiare il gruppo dirigente. Veltroni ha sostituito Vento con Fabiano Fabiani, già presidente di Finmeccanica e ha inserito nel C.d.a. di AGEA personalità di rilievo internazionale come Franco Bernabè, Umberto Colombo e Luigi Spaventa. Veltroni ha dimostrato di saper giudicare i manager pubblici sulla base dei risultati di bilancio e non su quelle delle amicizie personali. Anche con questi comportamenti Veltroni ha rilanciato la propria immagine di Sindaco innovativo e intelligente. Non mi sembra che Sateriale, a Ferrara, stia facendo altrettanto. Massimo Colombari già presidente Amsefc 210 MIMESI Articoli pubblicati il 12/01/2005 Turbogas, il confronto riparte dal Consiglio e alla Centro Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII di Ilaria Fazi Continua e si allarga il confronto sul turbogas. Della centrale si occuperà infatti lunedì il Consiglio comunale, con una seduta tematica richiesta da FI, An, Io amo Ferrara e dalla consigliera Emanuela Zucchini del Prc. All’introduzione dell’assessore all’Ambiente Sandro Bratti seguirà la discussione. La conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha concordato di chiedere la presentazione di una risoluzione contenente i tempi e le linee guida per istituire la commissione tecnico-scientifica (promessa dal sindaco nella seduta del Consiglio del 19 luglio 2004) chiamata a dare una risposta definitiva sul problema delle polveri fini e ultrafini. E mentre i comitati annunciano che la seduta consiliare di lunedì sarà preceduta da un sit-in, anche il consiglio della Circoscrizione Centro si prepara: domani (dalle 20.30) si discuterà la mozione dei capigruppo dell’Italia dei Valori Valerio Vicentini e del PdCI Giovanna Marchianò, ai quali Forza Italia ha garantito sostegno. «Chiediamo che questo Consiglio recepisca le preoccupazioni di migliaia di cittadini che hanno inoltrato varie petizioni al sindaco con la richiesta di interrompere tutte le procedure autorizzative relative alla realizzazione della centrale e la revoca di quelle fin qui concesse», recita la mozione. Il riferimento è alle 6 mila firme di cittadini raccolte in pochi mesi dai comitati [\FIRMA]Per una città sostenibile e FerrAria Pulita. Marchianò e Vicentini chiedono inoltre che venga riesaminata la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) relativa l’impianto, nella quale non sono state prese in considerazione le emissioni di polveri per le quali la legislazione italiana, per questo tipo di centrali, non prevede limiti. Ma «studi recenti di Nicola Armaroli del Cnr e di Claudio Po dimostrano che queste centrali producono quantità assai rilevanti di polveri», sottolineano Marchianò e Vicentini. Interessante, a questo proposito, la dichiarazione rilasciata da Virginio Bettini, docente di Analisi e valutazione ambientale dell’università di Venezia: «Su 1200 Via analizzate, soltanto 10 sono stati condotte in maniera rigorosa e tutti e dieci hanno concluso che le opere proposte erano insostenibili. Inoltre, nel 98% dei casi non c’era traccia di metodologia scientifica». 211 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I Giulia Bighetti, 31 anni, lavoratrice. Può dire un aspetto positivo di Ferrara? «Ha bellissimi parchi pubblici anche se un po’ mal tenuti». Qualche cosa che invece non apprezza? «Sono decisamente contraria alla probabile costruzione della centrale turbogas». Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X ) ONCOLOGIA Non abbiamo pretese assurde Caro Carlino, chiedo ospitalità per complimentarmi e sostenere con tutte le mie forze il parere della sig.ra Maria Luisa Cavallai in merito all’assistenza medica nel reparto di oncologia di Ferrara in una lettera apparsa il 9/01/05. Grazie Signora per aver avuto il coraggio di essere più «precisa» di me e per avermi dato la conferma che non ero io ad avere pretese assurde da parte dei medici. Lara Soffri ) CANTIERI Oltre al danno c’è la beffa Gli abitanti di Via Cantarana hanno già in passato inoltrato lettere di protesta ai giornali per le pesanti limitazioni alla loro libertà di movimento che sono state introdotte da un cantiere. Ben lungi dall’essere completato, come da dichiarazioni esposte, nel marzo 2005, la costruzione dell’edificio è stata sospesa alle prime gelate, senza che sia stato completato nemmeno il «grezzo», nemmeno giunto al coperto. Questo comporterà uno slittamento dei tempi di costruzione da rappresentare una beffa per noi che già adesso abbiamo pazientato così a lungo. La beffa ha assunto da qualche tempo connotati sadici, perché oltre a rimanere in vigore ogni sorta di divieti, anche a cantiere chiuso, con grande sprezzo del senso del ridicolo, da alcune settimane la via d’accesso a Via Cantarana, Porta d’Amore, è in fase di (lento) rifacimento, e, giunta all’incrocio, la ditta appaltante ha, con teutonica determinazione, accatastato su Via Ludovico il Moro i ciotoli 212 MIMESI asportati da Porta d’Amore e posto una grata di sbarramento che lascia il passaggio ai ciclisti appiedati. Se i malcapitati sono anziani, con sporte appese al manubrio, e non sono molto franchi a muoversi sulla sabbia che farà da letto ai ciotoli, si tratta di una vera via Crucis. I signori automobilisti non possono entrare in retromarcia da porta Romana, come pure facevano i camion tre assi, sicuramente in sovraccarico, dell’impresa, ma devono percorrere tutta via Darsena, Via Bologna, via Baluardi, via Valle Pega, Via Ludovico il Moro, per potere avere qualche probabilità di parcheggiare, e la quasi certezza di poter scaricare le spese effettuate ai supermercati. Quando si ha bisogno di qualche artigiano, con relativo furgone, dopo pazienti spiegazioni topografiche che rasentano il gioco dell’oca, non è raro sentirsi rispondere: «Tgnì bota, che a gnirò quand che a sarì a post». Stefano Stevoli ) POLITICA I Verdi facciano l’esame di coscienza Prendo spunto dall'articolo pubblicato in data 10 gennaio riguardo le polemiche avvenute recentemente tra il segretario Ds Mauro Cavallini e l'assessore alle politiche culturali Alberto Ronchi per dire ciò che penso riguardo alla suddetta diatriba. Da cittadino ferrarese che ha sostenuto il partito dei Ds (26.331 voti) sono amareggiato dal fatto che un partito che ha totalizzato 2.411 voti nelle scorse elezioni e che appoggia la turbogas pur avendo una forte etica ambientalista pensi di poter condizionare le sorti di una giunta, peccando di superbia Ronchi pensa addirittura che Gaetano Sateriale abbia potuto sostituire il precedente sindaco Soffritti proprio grazie ai verdi, il che ha un po' dell'assurdo. Partendo dal presupposto che i verdi non hanno mai accettato il dialogo se non quando si trattava di mettere qualcuno dei loro nell’apparato amministrativo, soprattutto l'assessore che della parola dialogo non conosce, a mio parere, l'esistenza, appoggio il segretario Cavallini e spero che dopo questa "battuta sibillina" prenda un qualche provvedimento del genere: Verdi, non vi sta bene, uscite dalla giunta e visto che siete così forti ...... rangev (arrangiatevi)! Un consiglio invece che do' agli aitanti verdi è quello di iniziare a svolgere una vera politica ambientalista prima di mettere in discussione una giunta che è stata creata con tanto dialogo e tante fatiche da persone serie e stimabili che hanno passo passo predicato e realizzato, a differenza vostra che predicate e poi appoggiate tutto quello che compromette la salute del cittadino. Assessore, si faccia un esame di coscienza e perchè no una settimana bianca cosi' magari potra' portare una ventata di freschezza al suo parti..tino. G. Chiarini (professore) 213 MIMESI Articoli pubblicati il 11/01/2005 L’ospedale rimanga in centro Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X - SANT’ANNA Cortese redazione, ho una anziana zia all’ospedale e, accompagno la mia anziana madre ed altri congiunti in più occasioni al S. Anna.Le altre volte, mia madre va da sola, se piove in autobus, altrimenti in bicicletta essendole ciò estremamente comodo come a tanti altri nelle stesse condizioni. Ho perciò potuto verificare quanto sia importante per la città la vicinanza di un ospedale «di degenza» in ambito cittadino, accessibile a fruibile dai più senza problemi, magari anche in bicicletta così, come da sempre è stato. Provate ad andare a rendere visita ad un congiunto o ad un amico ricoverato e verificherete, già dal vostro ingresso in reparto nell’orario di visita, quanti sguardi di ricoverati incontreranno il vostro sguardo, quante persone trovino «civico» e «cristiano» conforto sentendosi ricordate da chi le va a trovare e capirete, in quell’istante, di fornire loro un qualcosa che nessun farmaco od alcunché è in condizione di dare e nulla può sostituire: l’attenzione affettuosa d’una persona cara e quanto possa essere utile il Sant’Anna dov’è ora! Ed allora mi sono chiesta: perché noi ferraresi dovremmo perdere questo diritto d’avere l’Ospedale vicino alla città? Utile tanto per chi va a rendere visita quanto per chi riceve visita. Perché ad esempio a Reggio Emilia l’Ospedale più moderno «Santa Maria Nuova» è in città? Perché a Modena il «Policlinico»è in città? Perché a Bologna (addirittura tre!) il «Malpighi», il «Maggiore» ed il «Sant’Orsola» sono tutti in città? Ce lo spieghino i nostri cari «amministratori» se ne sono capaci! Sono più «onesti» gli amministratori di quelle città o sono «meno imbecilli» di noi gli abitanti? Ma è logico: perché, piaccia o meno, il grosso della gente abita in città e «logica» vuole che un ospedale di degenza lo si vada a costruire laddove è più sono agevoli a raggiungere ... e nessuno ti fa spostare di 26 chilometri per andare e tornare dall’Ospedale.... In compenso, in ossequio agli stessi interessi con cui «vogliono» farci andare a 13 chilometri per andare in Ospedale, hanno trovato il modo di farci fare delle belle «inalazioni» coninceneritori e turbogas ad appena 2,5 chilometri dalla città. Altro che qualità della vita e difesa dell’infanzia a parole ... raccontate questo a Legambiente: che parchi e piste ciclabili sono all’ombra delle ciminiere; altro che menzogne e balle varie, questo è l’abisso dell’indecenza!!! 214 MIMESI Che il «Carlino» informi Legambiente e dica come stanno veramente le cose è ora di finirla con questa farsa! (...) R. G. La turbogas accende anche la circoscrizione Centro La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - MOZIONE PDCI-IDV Si prennuncia una seduta piuttosto accesa per il consiglio della circoscrizione Centro che si riunirà giovedì 13 alle 20.30. E’ all’ordine del giorno una mozione presentata da Giovanna Marchianò (capogruppo Pdci) e Valerio Vicentini (capogruppo dell’Italia dei Valori) che riguarda il progetto della centrale a turbogas; il gruppo di Fi è già pronto a dare il suo sostegno. Il dibattito arriverà a pochi giorni dalla seduta del consiglio comunale dedicata sempre al tema del turbogas. Marchianò e Vicentini chiedono di «rimettere in discussione le procedure autorizzative» della centrale facendosi interpreti delle preoccupazioni espresse da oltre 6000 cittadini che hanno firmato le petizioni consegnate al sindaco nell’estate scorsa. La mozione chiede di riesaminare la Valutazione di impatto ambientale visto che la legge italiana, attualmente, non tiene in alcun conto per il rilascio delle autorizzazione delle frazioni di micropolveri 2.5 e 1, «che non sono valutabili al camino in quanto si formano a distanza di tempo e di luogo». Marchianò e Vicentini rammentano che la centrale consumerà un miliardo di metri cubi di metano all’anno, fonte di energia non rinnovabile. 215 MIMESI Articoli pubblicati il 08/01/2005 «Occorre sostituire gli attuali impianti con centrali a gas» Il Resto del Carlino BOLOGNA - Emilia-romagna primo piano, pagina 3 - ENERGIA Siamo autosufficienti per il 15%: costretti a importare il resto FERRARA — L’autosufficienza energetica dell’Italia è pari al 15%: il restante 85% è colmato dalle importazioni di petrolio (54%), gas naturale (30%), carbone (8%), energia elettrica (7%). Nel 2003 erano attivi 2005 impianti idroelettrici (molti dei quali di dimensioni piccolissime e ormai obsoleti) e 975 centrali (34 geotermiche). In Italia i combustibili fossili coprono il 95% del fabbisogno energetico, e, riportano Armaroli e Balzani, contribuiscono al problema della qualità dell’aria, immettendo particolato sottile e ultrasottile, ossidi di azoto e zolfo, anidride carbonica, metalli, composti organici volatili... Per quanto riguarda il parco delle centrali, Armaroli e Balzani commentano positivamente la sostituzione dei vecchi impianti a olio con centrali a gas a ciclo combinato della stessa potenza, anche se, puntualizzano, “non ha alcun fondamento scientifico dire che non inquinino e vanno dotati di catalizzatori per abbatterne le emissioni”. “Anche in Italia si è assistito a una corsa sfrenata alla presentazione di progetti per nuove turbogas, ma è probabile che si sgonfi da sola, sia per motivi economici che per limitato approvvigionamento di gas... Infatti il disegno strategico dichiarato è quello di una cospicua conversione al carbone”. Armaroli e Balzani denunciano poi l’arretratezza dell’Italia in materia di fonti rinnovabili: ancor più grave, ricordano, alla luce del fatto che dal 1991 cittadini e aziende italiane versano, tramite la bolletta, “contributi per le fonti rinnovabili, per un totale arivato nel 2003 a 30 miliardi di euro”. A questa arretratezza nel campo delle rinnovabili non ha di certo giovato il concetto di fonti “assimilabili alle rinnovabili”. 216 MIMESI Articoli pubblicati il 07/01/2005 «Regionali, anche per An una sfida cruciale e difficile» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - ELEZIONI Sabato 15 Gasparri all’Estense di Stefano Lolli Sarà il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, sabato 15 alla sala Estense, a dare il via ufficiale alla campagna elettorale di An in vista delle Regionali del 3/4 aprile: «In attesa di sapere se la lista sarà di tre o cinque candidati, la scelta dei nostri ‘assi’ è fatta — annuncia il senatore Alberto Balboni —: si tratta del consigliere regionale uscente Vittorio Lodi, che ha il sostegno del mondo agricolo, e di Enrico Brandani, capogruppo in Comune e reggente della federazione, il massimo della rappresentatività politica». [\FIRMA]— Sarà una sfida difficile. «An si gioca il seggio, dovrà ripetere la performance del 2000, quando superammo il 14%. Dovremo massimizzare i voti, sperando che Ferrara mantenga un proprio rappresentante in Regione: al di là degli schieramenti, è una presenza fondamentale». — Chiaro l’impegno per il 2005: il 2004 come si è chiuso? «Tra luci e ombre. Luci nazionali, ombre locali. Se le iniziative del governo sono evidenti, e cito solo la consistente riduzione delle tasse, a Ferrara è difficile trovare elementi di soddisfazione. Si conferma l’estrema fragilità rispetto ai sistemi forti della via Emilia e del Nord Est, e in questo quadro si è calato il dramma biblico della Costruttori». — La situazione della coop resta critica. «Malgrado l’ottimo lavoro dei commissari è tutto in bilico: poche offerte, e soprattutto dal mondo che più fa riferimento a Sateriale, quello della Lega, non si è visto nulla. Mille proclami e qualche spicciolo per i soci prestatori, ma nessun impegno concreto a rilevare i rami d’azienda, a salvaguardare occupazione e sviluppo. Molti nella sinistra dovrebbero meditare su questo aspetto». — Sul tappeto restano i temi annosi: Cona, Sant’Anna, turbogas, ztl. «Sull’ospedale non cambiamo di una virgola la nostra posizione: il S. Anna deve restare l’ospedale della città, Sateriale deve ancora rispondere ai 12 mila cittadini che hanno firmato la nostra petizione. Sul turbogas attendiamo l’istituzione della commissione di alto profilo scientifico, che personalmente ho proposto ed il sindaco a più riprese ha accettato di costitituire. E’ passato il 2004, non si è visto nulla». 217 MIMESI — Avete rilanciato il tema del traffico: credete che si possano cambiare le scelte della giunta? «Sateriale e i suoi alleati potrebbero sfruttare le collaborazioni che abbiamo attivato, ad esempio cooperando per sbloccare il comodato per l’ex caserma di via Cisterna del Follo. Sarebbe un segnale d’intelligenza politica e di rispetto per la città. Noi comunque, il 5 febbraio, presenteremo pubblicamente il nostro progetto». — Torniamo alle elezioni: assieme alle Regionali, si voterà anche a Comacchio. «Mi permetta una parola per lo scomparso Zarattini, era una persona stimabile e un amministratore serio. Detto questo, il nostro traguardo è quello di conquistare il Comune; non dimentichiamo che, alle Politiche, la Casa delle Libertà aveva vinto nettamente. Nell’ultima circostanza però non solo c’era stata la divisione nella nostra coalizione, ma An ha registrato anche il punto più basso alle Provinciali. Dobbiamo assolutamente risalire la china». — Certo non da soli. «L’imperativo categorico è quello di presentarci uniti. An non ha richieste particolari e s’impegna a sostenere un candidato collegiale, certo la scelta va compiuta in modo molto appropriato». — Dunque da sabato prossimo partirà una lunga campagna elettorale. «Lunga? Lunghissima. Non dimentichi che nel 2006 si voterà anche a Cento, Portomaggiore, Codigoro, Vigarano, Goro. E ci saranno le Politiche». — E qui lei spera nella conferma. «Non dovrei? In questa prima legislatura sto svolgendo un’attività di servizio, per An e per Ferrara. Ho il 99% e più di presenze a palazzo Madama, non mi si può certo dire che non lavoro. E’ chiaro che l’aspirazione personale è quella di un secondo mandato». — Abbandona dunque il vecchio sogno di diventare il primo sindaco di centrodestra di Ferrara? «Beh, quel sogno nel cassetto c’è sempre. E per la città non sarebbe un trauma, visto come vanno le cose adesso. Nel bene e nel male, dal mio punto di vista più nel male che nel bene, Soffritti c’era e governava, di Sateriale non si percepisce la visione complessiva di dove intenda portare la città». 218 MIMESI Articoli pubblicati il 05/01/2005 Difensore civico, dopo tre mesi il bilancio è ok Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina V Difensore dei cittadini da sempre, difensore civico da appena tre mesi e per i prossimi cinque anni. Umberto Fanali, laziale doc, dopo una carriera nella polizia corredata da prestigiosi incarichi (dal ’98 al 2001 è stato anche questore di Ferrara), fa un primo bilancio del suo nuovo ruolo di difensore civico comunale e provinciale. «Ho ricevuto un centinaio di persone in questo periodo e le richieste sono state molteplici — spiega — dalla circolazione stradale, alla limitazione del traffico con la nuova ztl, da problemi relativi all’inquinamento atmosferico della centrale a turbogas fino all’illuminazione pubblica di alcune zone di periferia». E ancora, dalle tasse comunali, alle proteste da rumori molesti provenienti da esercizi pubblici. Senza dimenticare tutte quelle persone, con basso reddito, bisognose di abitazioni. «L’interessamento della gente c’è — continua — ma non tutto quello che viene richiesto può essere accordato. Molti casi sono stati risolti positivamente, ricordo per esempio il buon esito dell’illuminazione di un’intera zona cittadina. Chi si rivolge al difensore civico ha diritto ad avere una risposta motivata. La mia speranza è che si allarghi il concetto di difensore civico provinciale: sotto questo aspetto le persone che si sono presentate dai paesi sono state poche». Chi ha bisogno di una consulenza può contattare la segreteria allo 0532419709. In breve tempo verrà dato un appuntamento. Ogni incontro è completamente gratuito. Nicola Bianchi 219 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) GIOCHI Videopoker e lotto: c’è differenza? Vi ricordate il grande «clamore» sui giochi elettronici da bar (videopoker) in quanto moltissima gente si rovinava sperperando i loro danari? Bene, ora che questo sta accadendo in maniera anche peggiore con il Lotto di Stato (gente che si è mangiato la casa) nessuno dei nostri politicanti ha sollevato il problema. Come mai?? G. Carlo Andreatti ) TURBOGAS Città esclusa dalla decisione Caro Carlino, nella lettera di Carlo Rossi del24/12/04 (Turbogas: l’autorizzazione è romana), il lettore chiede che le autorità della opposizione al turbogas (Tavolazzi, Dragotto & C.) rivolgano le loro proteste con i ministri Marzano (Attività produttive di F. I.) e Matteoli (Ambiente di A. N.) unici responsabili della autorizzazione di detta centrale. Le leggi che disciplinano il caso di specie aiutano il lettore a comprendere a comprendere che è in errore. I due ministri citati hanno provveduto alle autorizzazioni allo esercizio e alla Valutazione di Impatto Ambientale (il famoso V.I.A. che certificava le polveri fini uguali a zero). Il permesso a costruire la Turbogas, invece, è stato rilasciato in gran segreto (nella seconda metà di febbraio 2004) dall’attuale sindaco. Il Permesso a Costruire (atto discrezionale del sindaco che poteva essere negato per motivi di salute pubblica) ha consentito l’inizio dei lavori che termineranno nel 2006. Ricordo infine al lettore che sono a tutt’oggi rimaste senza risposte le dodici domande sulla Turbogas (Carlino 30 agosto 2004) poste dalla stessa opposizione così «indigesta» al lettore. Il lettore Rossi si rilegga in particolare la più inquietanti delle 12 domande, l’ultima, che ha escluso la popolazione dalla decisione sulla Turbogas (ma non è l’unico caso) in completa violazione dell’art. 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al Popolo). Stefano Bulzoni ) COMUNE Fastidiose inadempienze Caro Carlino, l’arroganza del potere si esprime, non di rado nell’infingardaggine e nella sciatteria di chi ha la sicurezza dell’irrevocabilità della propria posizione di grande o minor dominio. Vado imprecando, da anni, contro la prospettiva di togliere a questa città il servizio del pronto soccorso, ma, altresì, contro piccole disfunzioni, diciamo «nuances» del potere dei Sateriale & C. Prendiamo il caso degli orologi pubblici che non funzionano da 7-8 anni, oppure delle buche nella pista ciclabile tra Rampari di S. Rocco e Piazzale Medaglie d’Oro, rimaste dopo l’espianto di tre 220 MIMESI alberi ammalati. Non sono, certamente, le povertà del bilancio che impediscono di provvedere all’illuminazione dello sconcio. Gli è che i dipendenti comunali hanno lo stipendio assicurato, a fine mese, sia quando sono diligenti, sia quando sono incapaci e fannulloni. Gli assessori a loro volta, sanno di avere il posto assicurato dal partito, sulla fedeltà al quale, si misura la loro adeguatezza all’incarico. A noi, popolo bue, rimane l’accidia o il piccolo travaso di bile, la lieve scarica di adrenalina ogni volta che notiamo il disservizio e la consolazione di poterlo scrivere su queste colonne a differenza del pasciuto cane sovietico della barzelletta, che tentava di evadere dal «paradiso» per poter liberamente abbaiare. Dolves Guidi ) TASSE Quell’Ici da restituire Stim.mo direttore, mi sono recato all’Ufficio abitazioni in Via S. Stefano per sapere se sia stato deliberato di restituire una parte dell’I.C.I. (circa il 2%) ai cittadini che hanno affittato il loro appartamento a canone «concordato» e cioè al canone convenuto fra l’Asppi ed il Sunia. «E’ancora tutto fermo», mi è stato risposto. A questo punto mi chiedo: è mai possibile che ci siano i soldi da gettare nei fuochi di San Silvestro e non ci siano quelli per alleggerire una tassa quanto meno discutibile a quei cittadini che hanno sacrificato una parte del canone (rispetto a quello del mercato) per aderire ad una convenzione a carattere sociale contando anche sul contributo Comunale sull’Ici? Se qualche amministratore volesse darmi una risposta tramite il suo giornale, gli ne sarei grato. F. P. Difensore civico, un caso al giorno La Nuova Ferrara Pagina 10 - Cronaca - Umberto Fanali fa il bilancio dei primi tre mesi di attività. Molti fanno confusione con il giudice di pace «Volevo restare vicino ai cittadini e ai loro problemi anche dopo la pensione». Ad affermarlo è Umberto Fanali, ex questore di Ferrara, Umberto Fanali, che da poco più di tre mesi assolve le funzioni di difensore civico. Dal suo insediamento nell’ufficio di piazza Fausto Beretta il lavoro non è mancato: circa cento cittadini si sono rivolti a lui per segnalare problemi di vario genere nei confronti della pubblica amministrazione (Comune o Provincia). «In questo periodo - ha commentato Umberto Fanali - abbiamo avuto una notevole affluenza di persone, che si sono rivolte a questo ufficio non solo per problemi di carattere individuale, ma anche di tutela della collettività. Il bilancio è dunque positivo e alcuni casi si sono felicemente risolti. È bene però che la gente conosca sempre meglio le funzioni del difensore civico, che alcuni 221 MIMESI confondono con il giudice di pace». LE COMPETENZE. Compito del difensore civico è quello della tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione (comunale, provinciale e statale) e delle aziende collegate agli enti pubblici, in caso di abusi, disfunzioni o carenze imputabili appunto ad organi del Comune o della Provincia (anche in materia penale, con segnalazione all’autorità giudiziaria). Per ogni problema segnalato (telefonando allo 0532-419709 per un appuntamento), il difensore civico interpella l’ente interessato, in quanto il cittadino ha diritto ad ottenere una risposta motivata. «I casi più semplici - ha precisato Fanali - hanno una risposta entro quindici-venti I tempi sono quindi accettabili, con qualche eccezione per le questioni più complesse. Devo dire che, rispetto ai cento casi finora pervenuti, solo una minima parte riguarda materie di competenza dell’amministrazione provinciale. Spero dunque che in futuro si allarghi il concetto del difensore civico provinciale». Vediamo ora quali sono i problemi che più frequentemente sono stati segnalati in questi primi tre mesi dai cittadini. LE STRADE. Oltre alla contestazione di contravvenzioni considerate ingiuste, rispetto alle quali come sostenuto da Fanali - «non sempre il cittadino ha ragione», i reclami riguardano la segnaletica «non sempre ritenuta sufficientemente chiara». PERMESSI ZTL. In questo periodo molte proteste sono state inoltrate da esercenti che operano all’interno della Ztl, «che chiedono una maggiore elasticità nella concessione di permessi, soprattutto per il carico o lo scarico di merci». INQUINAMENTO. È la materia sulla quale è stato interpellato più frequentemente il Difensore Civico provinciale, sulle emissioni in atmosfera di industrie del territorio ferrarese. Altra grande preoccupazione, com’è noto, è la centrale turbogas. ILLUMINAZIONE. Diverse le segnalazioni di cittadini rispetto all’illuminazione carente di alcune zone periferiche della città e del forese. «Uno di questi casi si è risolto felicemente in una frazione ferrarese», ha riferito Umberto Fanali. TASSE COMUNALI. È una delle proteste più frequenti: sotto accusa sono in particolare l’Ici e la Tosap. RUMORI MOLESTI. Non mancano gli esposti e le segnalazioni concernenti rumori, considerati molesti, da cittadini residenti nelle vicinanze di esercizi pubblici, sia in città che all’esterno delle Mura. «Vorrei - ha aggiunto il difensore civico - fare un appello al buon senso di tutti, sia dei cittadini che si sentono disturbati, che degli esercenti che svolgono la propria attività. In questi casi bisogna contemperare le esigenze di entrambe le parti in gioco». PROBLEMA ABITAZIONE. Alcuni ferraresi hanno fatto ricorso al difensore civico dopo essersi rivolti al Comune o all’Acer per l’ottenimento di alloggi in edilizia residenziale pubblica, assegnati a famiglie a basso reddito. Non sempre queste domande ottengono accoglimento, cosicchè rivolgersi al difensore civico può essere utile, quantomeno, per ottenere una motivazione più dettagliata del rifiuto ricevuto. LE RISPOSTE. «Non tutti i casi sollevati hanno avuto ancora risposta - ha riferito Fanali - ma si è comunque riscontrato l’interessamento da parte degli enti. Bisogna anche precisare che non tutti i problemi possono essere risolti, sebbene la percentuale di successi sia soddisfacente. È comunque importante che i ferraresi si rivolgano con fiducia al loro difensore civico». 222 MIMESI Articoli pubblicati il 04/01/2005 L’ampio confronto l’ha voluto Bratti? Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Turbogas Gentile redazione, La politica ambientale di Ferrara chi la fa? Leggo sul Carlino del 28 dicembre una dichiarazione virgolettata attribuita all'assessore Bratti: «Non è stata una nostra idea (il riferimento è alla centrale a turbogas) è stata la SEF a presentarne la richiesta di costruzione al Ministero. Inizialmente anch'io ero contrario —puntualizza l'assessore comunale all'ambiente — ma alla fine di un ampio confronto ci siamo convinti che con le opportune modifiche il progetto avrebbe portato a un miglioramento rispetto alla situazione attuale». Quale sia la posizione di Bratti in merito alla centrale non ho bisogno di conoscerla dai giornali, avendo partecipato a confronti diretti con l'assessore e con lo stesso sindaco. Ciò che costituisce l'oggetto di questa missiva è piuttosto la volontà di rilevare alcune incongruenze nel messaggio di Bratti, il quale vuole essere rassicurante su qualcosa che nessuno, in coscienza, può dire tale. Si dice all'inizio dell'intervista: «Nel 2000 abbiamo deciso che sul polo chimico (...) bisognava mettere le mani e parlare» e lo si fece con l'Accordo di programma (...) nel quale compare per la prima volta la turbogas. Dunque sembra logico dedurne che la SEF fece la sua proposta proprio in occasione dell' Accordo di programma! Favorevole combinazione?? Si parla inoltre di «opportune modifiche» al progetto originario della Centrale che avrebbero convinto della sua salubrità, ma quali sono? Forse la parziale autorizzazione all'uso dell'impianto, di cui si dice che potrà lavorare fino ad una emissione massima di 1085 tonnellate di ossidi in attesa di un ulteriore miglioramento della tecnologia o di un allargamento dei margini di legge sull'emissione di sostanze inquinanti? Micropolveri: «Sino ad allora non ce ne eravamo preoccupati — dice l'assessore — le polveri non venivano menzionate nella valutazione d'impatto ambientale perchè la legislazione non lo prevede». Il sino ad allora fa riferimento al maggio 2003, ovvero all'articolo sul Carlino di Michele Fabbri che scovava lo studio degli scienziati Armaroli e Po sugli effetti inquinanti di questo tipo di centrali (a pari potenza) nell'unico luogo dove sono costruite, gli USA. Viene da chiedersi: sarebbe altrimenti scaturito «l'ampio confronto» di cui sopra, al quale peraltro hanno dato instancabilmente vita le associazioni ambientaliste e la spontanea organizzazione dei cittadini ? «Ma va tutto bene» conclude l'assessore: nel 2010 avremo quattro impianti vecchi e inquinanti in meno per due più efficienti e tecnologicamente avanzati. Chiudiamo CTE1 da 20 MW e CTE2 da 60 223 MIMESI MW - che anche senza sapere cos'è un megawatt chiunque capisce che fa 80 e non 800! più l'inceneritore di Via Conchetta e «abbiamo dato il nostro parere sfavorevole al proseguimento dell'attività dell'inceneritore di rifiuti tossici» (di cui non è data informazione sulla potenza). A conti fatti un parere sfavorevole non è uguale a chiusura e dunque fanno tre e non quattro impianti, dimenticanto di dire che la centrale CTE2 non sarà smantellata ma tenuta a riserva fredda, in caso di emergenza come lo è già oggi la CTE1. Dunque la mera contabilità degli impianti obsoleti e inquinanti assomma, a conti rifatti, alla chiusura di 1 centrale da 20 MW e di un inceneritore da 18 mila tonnellate, in cambio dei quali verranno costruiti 3 impianti, in quanto la triplicazione dell'attuale capacità di incenerimento ( 54.748 ton/anno 2003) comporta l'equivalenza di due nuovi e più grandi impianti di incenerimento. Se non fossero almeno tecnologicamente più efficienti saremmo davvero o fessi o malvagi! Chiunque abbia voglia di soffermarsi a ragionare un attimo capisce che, anche di fronte ad una riduzione di emissione di inquinanti per unità di tonnellata bruciata o per megawatt di potenza (grazie alla più efficiente tecnologia), se si moltiplica la dimensione risulta quantomeno annientato l'effetto di riduzione dell'inquinamento. Nel merito tecnico delle emissioni e degli effetti collaterali di queste scelte lascio intervenire persone più qualificate di me, ma giocare con le parole è un’attività che poco si addice ad una amministrazione che voglia essere lungimirante in materia di politica ambientale: i fatti, gli odori e gli orrori di un'atteggiamento di rapina nei confronti dell’ambiente sono purtroppo all'ordine del giorno e mi sembra del tutto sconfortante concludere che la triplicazione dell'inceneritore basterà a malapena per far fronte all'aumento della produzione di rifiuti della nostra provincia . Dunque, qualcosa è già stato sbagliato negli anni precedenti! Vogliamo continuare così? Marzia Marchi Rete Lilliput 224 MIMESI Articoli pubblicati il 02/01/2005 Un vero dibattito su salute e futuro Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - L’OPINIONE L’augurio per il 2005 Caro Carlino, innanzitutto a nome mio e di tutti i membri del Comitato Civico indipendente “FerrAria Pulita” porgo alla redazione gli auguri di un Buon Anno Nuovo! Che il 2005 sia un anno di pace e soprattutto di concordia ed armonia, che le menti degli uomini siano guidate da uno spirito di giustizia ed equità! Un augurio che vorremmo estendere anche alla classe politica che amministra questa città, al sindaco Sateriale ed alla sua Giunta rivolgiamo un augurio di “guardare oltre” e di avere anche il coraggio di fare scelte diverse da quelle fatte in un recente passato, nelle loro mani vi è il futuro di questa città e dei suoi abitanti! Le preoccupazioni che aleggiano nei cuori di tanti cittadini devono essere ascoltate, comprese e valutate attentamente. Non è con la sola vittoria elettorale, per la quale si fanno pesare le poche migliaia di voti in più, legittimamente guadagnati, che si possa decidere del destino di tutti! Ci vogliono certezze documentate scientificamente e non basta la sola convinzione dovuta anche da una convenienza politico-economica! Il nostro augurio per l’Anno Nuovo vuole essere di dialogo ma quello vero, fatto di confronto e non quello auspicato dal primo cittadino ferrarese che vuole dialogare solo con quelli che “dialogano” sulla sua lunghezza d’onda, dire sempre di sì non fa certo bene, anzi, vorremmo ricordare al signor sindaco che in più di una occasione (vedasi consegna delle firme per le petizioni, o per richiesta di incontro da parte dei Comitati cittadini) egli non ha mai e sottolineo mai, fatto un gesto di apertura e disponibilità per incontrarci. Estendiamo il nostro augurio anche a chi, attraverso le pagine del Carlino, non la pensa come noi, ci mancherebbe! Pertanto tanti auguri a quelli che considerano i Comitati civici come un fastidioso bruscolino in un occhio, e ritengono che stiamo facendo del terrorismo, nel comunicare dati che possono essere anche dati allarmanti, ma che fare? E’meglio tacere e vivere ignavi nell’ignoranza più assoluta? Oppure essere coscienti dei pericoli che incombono sul nostro destino e su quello dei nostri figli? Noi riteniamo che sapere e dire apertamente ciò che altri sanno ma tacciono, sia una grande espressione di libertà per un uomo, e lo eleva in dignità nei confronti del suo prossimo. Attenzione signor Rossi, le polveri sottili non guardano in faccia a nessuno, e il cancro non è selettivo per fede politica! 225 MIMESI Siamo ormai giunti a fine anno e come di prammatica bisogna “tirare i bilanci, fare inventari” e fare dei programmi. Il nostro Comitato sorto solamente il 24 marzo del 2004 ha fatto decine di banchetti nelle piazze della città, ha distribuito circa diecimila pieghevoli informativi ai cittadini, raccogliendo la metà delle seimila firme di cittadini, per una petizione presentata al sindaco, contro la centrale turbogas. almeno una volta alla settimana ha provocato riunioni incontrando sempre nuovi cittadini, preoccupati di quanto sta avvenendo sulle loro teste. Assieme ad altri comitati e associazioni ha promosso “il concerto dell’aria” magistralmente organizzato e realizzato dagli amici di TecnoArea rivolto soprattutto ai giovani, abbiamo incontrato il difensore vivico dott. Fanali, siamo stati presenti a Porotto, Mantova, S. Giuseppe di Comacchio, ora ci aspetta nel mese di gennaio il Consiglio comunale straordinario, richiesto da ben 17 consiglieri, anch’essi preoccupati di conoscere meglio quanto il mondo scientifico discerne sulle micropolveri. A questo seguirà un convegno scientifico interprovinciale promosso con i comitati delle province di Ferrara, Mantova, Bologna, e poi ancora tanti banchetti nelle piazze per arrivare alla gente. Comitato Civico Indipendente FerrAria Pulita B. Tunioli 226 MIMESI Articoli pubblicati il 31/12/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) MAREMOTO Rinunciamo ai festeggiamenti Caro Carlino, so che ormai è tardi per lanciare una proposta al nostro sindaco, ma spero che ci arrivi da solo anche senza bisogno di suggerimenti: Perché anche la nostra Amministrazione non rinuncia, come molte altre in Italia, ad infuocare il Castello e a devolvere quanto destinato a ciò alle popolazioni colpite dal maremoto? Anna Andreotti ) TURBOGAS Il principio di precauzione Nel leggere le risposte dell’assessore all’Ambiente Bratti rilasciate nella intervista, si rimane esterrefatti dalla sicurezza con la quale il suddetto dà per scontato che la mega-centrale turbogas si farà, che sarà triplicato l’inceneritore di via Diana, che tali impianti non produrranno pericolosi inquinanti etc.etc. Vi si legge anche una cosa fondamentale e cioè: la centrale serve solo a vendere elettricità sul mercato elettrico ed i cascami del vapore alla geotermia. Non produrrà nuova occupazione, non servirà al polo chimico, ma in compenso, bruciando un miliardo di metri cubi di metano all’anno, immetterà nell’ambiente (il centro di Ferrara è a 2,5 Km) quantità enormi di anidride carbonica, ossidi azoto, ma soprattutto, polveri sottili secondarie (PM5PM2) non considerate nella valutazione di impatto ambientale, che, però, sono le più dannose perché cancerogene. Quindi il semplice principio di precauzione (quello tanto per intenderci messo in atto per gli OGM) avrebbe dovuto sconsigliare di autorizzare tali impianti, non addirittura di farsi paladini della loro costruzione come si legge nelle periodiche interviste al sindaco e/o all’assessore all’Ambiente. Cordiali saluti 227 MIMESI F. F. ) NOTIFICHE Privatizzare è un problema Rispondo alla lettera della sig.ra Annalisa Catozzi che indirizza al sottoscritto e al sen. Balboni un appello ad intervenire sul delicato tema della privatizzazione del servizio notifiche atti giudiziari a mezzo posta e lamenta un silenzio a sue precedenti sollecitazioni via e mail che, purtroppo, almeno da parte mia, derivano dal fatto di non averle mai ricevute. Mi scuso in ogni caso per il ritardo della mia risposta ma devo garantire la sig.ra Catozzi che la Margherita, a mezzo dell’on. Fanfani responsabile nazionale Giustizia del partito, ha condiviso e sostenuto le proteste degli ufficiali giudiziari, incontrandoli anche in occasione della manifestazione a Roma davanti al Montecitorio. Non c’è infatti dubbio sull’inopportunità di una decisione, formalizzata con una convenzione tra il Ministero della Giustizia e le Poste, che aumenta i costi del servizio e di fatto toglie garanzie ad un settore, quello della notifica, che sta alla base dell’attività giudiziaria e della regolare instaurazione del contraddittorio. Noi cercheremo di portare in Parlamento una decisione che è stata adottata unilateralmente dal centrodestra. Purtroppo all’opposizione, quando si trova di fronte una maggioranza che ignora sistematicamente ogni critica o richiesta anche costruttiva, non resta molto di più (.. per ora) da fare. On. Dario Franceschini ) TURISMO Mancano servizi a basso prezzo Leggo sulle interviste del listone che ci sono giovani che si lamentano della mancanza di ritrovi in centro. Su questo non sono d’accordo perché personalmente trovo che a confronto di altre città ce ne siano abbastanza ed alcuni anche molto belli. Un problema che ho riscontrato è invece l’assenza di un grande Self Service; come esiste nei centri commerciali (esempio: Autogrill o Orsatti group). Con il turismo delle città d’arte in crescendo, soprattutto «mordi e fuggi», nel centro storico manca questo tipo di servizio a basso prezzo; ci sono ristoranti e trattorie in cui si mangia molto bene ma naturalmente hanno prezzi e servizi diversi da un self service. Ad esempio c’è uno stabile che sta andando in rovina e che per mio conto, una volta ristrutturato, è ubicato in una posizione ottimale perché vicino a grandi parcheggi e non lontano dal centro storico; sto parlando della Palazzina del Ex Mof. Chissà che qualche imprenditore non veda un’opportunità d’investimento! F. M. 228 MIMESI Articoli pubblicati il 29/12/2004 ‘Non perdiamo il prossimo treno’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - INTERVISTA A FRANCESCHINI Un 2005 di crescita di Mario Fornasari — Onorevole Franceschini, il sindaco di Ferrara ha definito molto positivo il 2004 ormai concluso, durante il suo bilancio di fine anno. Lei condivide questo giudizio? «Certo, sono d’accordo sulla valutazione positiva. La tornata elettorale è stata favorevole, la volontà dei ferraresi è stata chiara in città e nell’Amministrazione provinciale, il centro sinistra ha riconquistato altri Comuni. Ora si aprono le opportunità della seconda legislatura: durante gli ultimi 5 anni si sono consolidate le situazioni e create le condizioni per un salto di qualità complessivo della città». — Ma a Ferrara non c’è mai stata discontinuità, la sinistra (o il centro sinistra) governa ininterrottamente dal dopoguerra: parlare di seconda legislatura è un po’ azzardato... «Ora però si riesce ad intravvedere un ‘terreno fertile’ che non era mai esistito in passato. Ferrara è sempre stata fuori o marginale all’asse dello sviluppo della via Emilia, e perché si trovava dal punto di vista geografico in un lungo vicolo chiuso che finiva in Friuli, sbattendo nella cortina di ferro dell’ex Jugoslavia. Adesso invece quello stesso corridoio si è strasformato in una enorme direttrice di sviluppo, cresciuta tantissimo negli ultimi dieci anni e destinata a una espansione impressionante nei prossimi dieci. La nostra zona sarà molto appetibile per le aziende e noi potremmo diventare protagonisti». — In che modo? «Lavorando sulla base delle scelte intelligenti e di immagine che Ferrara si è data nel corso degli ultimi 20 anni: dobbiamo investire ancora sulla qualità della nostra città e del nostro territorio, per attrarre turismo e non solo quello, cioè investimenti di alto pregio». — Ritorniamo al vecchio dualismo città d’arte o città produttiva? «Tutt’altro, perché la città d’arte oggi non vuol dire come in passato soltanto momento di attrazione per il turismo: pensiamo all’economia globale, a colossi internazionali o a Bill Gates della Microsoft che voglia investire. Pensiamo vi siano difficoltà logistiche nella localizzazione dei loro insediamenti in Corea, in Bulgaria o in Italia? In futuro la differenza, al di là della sicurezza, la farà soprattutto la qualità della vita: meglio lavorare in una bella città d’arte, ricca di opportunità culturali e di oasi naturali, piuttosto che in un insegnificante paese di una insignificante nazione. La competizione 229 MIMESI internazionale potrà toglierci molti settori produttivi ma non la bellezza del nostro territorio, dei nostri centri e della nostra storia, che potranno diventare vero motore di sviluppo per l’economia avanzata». — Lei ipotizza gli orizzonti del prossimo decennio ma noi oggi facciamo i conti con una crisi che ha smantellato storiche aziende ferraresi e ha creato migliaia di situzioni di lavoro precarie! «Gran parte del sistema produttivo nazionale è in crisi ma noi abbiamo il dovere di pensare alla direzione del nostro sviluppo oltre naturalmente ad avere l’imperativo morale di sostenere le famiglie colpite dai crac aziendali». — Cosa manca a Ferrara per riuscire a tagliare o ad attutire i picchi negativi delle crisi economiche? «In altre province c’è maggiore sinergia tra forze politiche, istituzioni, associazioni, sindacati, fermo restando il valore del confronto. A Bologna si scontrano politicamente tutti i giorni ma fanno sempre quadrato quando c’è da difendere una loro prerogativa o una loro azienda. Ecco il limite che abbiamo avuto rispetto agli altri sistemi, non siamo mai uniti». — Non pensa che tra l’individuazione degli orizzonti lontani di sviluppo e il vivere di ogni giorni manchi a Ferrara una fase di vera progettazione e programmazione degli interventi? «E’ difficile individuare proposte e orientare il futuro se si continua sempre e solo a discutere del passato: votai contro il polo di Cona ma oggi l’ospedale c’è e deve essere finito. Continuiamo a discutere della centrale turbogas ma nessuno parla delle aziende che dovranno insediarsi nel petrolchimico, degli investimenti da attrarre. Siamo tutti proiettati su ciò che è acaduto, giornali compresi, preoccupandoci molto meno del futuro». — Ma senza giornali Ferrara avrebbe subìto una centrale con la convinzione che non emettesse polveri sottili, che le ricordo essere un inquinante pericoloso, mentre invece non sarà così. Poche settimane fa gli amministratori del Comune hanno segnalato la forte presenza di tumori legata principalmente a scelte produttive di 20 anni prima: tentiamo di evitare che la storia possa ripetersi tra 20 anni o ancor prima? «Certo, ma non discutiamo solo di quello, sarebbe un errore: la turbogas è legata alla riconversione del polo chimico, comunque a un miglioramento della situazione ambientale, alla chiusura già effettuata di impianti pericolosi». — Anche l’energia geotermica doveva costituire il momento di traino dello sviluppo basato sull’acqua calda e sulle fonti rinnovabili. Non è stato così, non c’è stato sviluppo legato a quell’opportunità ma almeno è energia pulita... «E’ mancato qualcosa, forse il legame con l’area industriale, e per ora rappresenta un occasione non sfruttata. Ma insomma la geotermia serve comunque a ridurre l’inquinamento derivato dalla combustustione per il riscaldamento domestico, quindi un buon investimento. E c’è un altro settore vitale....». — Prego. «Decisivo sarà anche il rapporto con l’università: il neorettore Patrizio Bianchi è partito con un disegno positivamente ambizioso, questa è una scommessa sulla quale tutti quanti dobbiamo puntare». — Cosa vorrebbe cancellare del 2004? «Le morti sulle strade, è un record drammatico. Le condizioni climatiche e ambientali sfavorevoli non possono crearci degli alibi. Serve un piano sulla sicurezza stradale fatto di infrastrutture nuove, 230 MIMESI di educazione nelle scuole, di corsi e lezioni di guida sicura, di controlli e interventi nei punti pericolosi della rete viaria. La Provincia da sola non potrà mai vincere questa battaglia, è indispensabile l’aiuto delle altre istituzioni». — Cosa augura per il 2005? «L’incontro di tutte le istituzioni, delle forze politiche e sociali attorno a un tavolo, per iniziare a costruire un piano di rilancio. La nuova collocazione geografica ci privilegia ma sono necessari investimenti rapidi, di qualità. Non dobbiamo rassegnarci ad essere una città che invecchia, con giovani costretti ad emigrare quando hanno grandi aspettative dalla vita e non siano attratti dal solito posto sicuro nel pubblico impiego. A Ferrara si vive bene ma non dobbiamo accontentarci, che è storicamente il nostro limite più evidente». 231 MIMESI Articoli pubblicati il 28/12/2004 Turbogas attiva dal 2006 Bratti ripercorre le tappe Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - AMBIENTE E l’inceneritore triplicato partirà l’anno dopo Un nuovo Consiglio comunale dedicato al tema turbogas; la disputa sui dati, in questo caso relativi alla mortalità per tumori nel Comune; e ancora, le minacce corse via telefono. Sono gli ultimi episodi di una vicenda che ancora lascia aperti tanti dubbi in città, riassunta in una parola che a Ferrara è diventata uno slogan, la ‘turbogas’, nome con il quale si indica il tipo di centrale per la produzione di energia elettrica che verrà realizzata nel polo chimico, che cederà vapore al polo chimico e alla geotermia, ed energia elettrica alla rete elettrica nazionale. Una questione su cui torna l’assessore Alessandro Bratti, che, documenti alla mano, racconta la sua versione. Partendo da lontano: «Nel 2000 abbiamo deciso che sul polo chimico, fino ad allora vissuto da tanti come un corpo estraneo alla città, bisognava mettere le mani e parlare». È la storia dell’accordo di programma tra istituzioni, sindacati e le aziende, nel quale vengono elencate le azioni che le imprese del polo dovranno intraprendere per il rilancio industriale e una migliore qualità ambientale. E in cui compare per la prima volta la turbogas. «Nell’accordo non rientravano invece le bonifiche: perché erano un atto dovuto, previsto dalla legge e perché non conoscevamo ancora quale fosse la situazione, e quindi non c’erano gli estremi per un accordo volontario». Ma le bonifiche si faranno: «I piani prevedono anche le tempistiche delle operazioni, e a garanzia del loro rispetto abbiamo chiesto una fidejussione: l’intero polo chimico, non solo l’area della centrale, verrà bonificato. Un capitolo, quello delle bonifiche, che vorremmo inserire nell’accordo di programma, che verrà presto aggiornato». E infine: «Cosa sarà il polo chimico di Ferrara nel 2010? Un polo tecnologico, dove fare ricerca applicata avanzata sul tema ambientale e quello energetico, con un coinvolgimento più forte dell’università». E poi, il capitolo turbogas: «Non è stata una nostra idea, è stata la Sef a presentarne la richiesta di costruzione al Ministero. Inizialmente anche io ero contrario alla centrale — puntualizza l’assessore —. Ma alla fine di un ampio confronto, ci siamo convinti che con le opportune modifiche il progetto avrebbe portato a un miglioramento rispetto alla situazione attuale». Le ragioni sono note: la turbogas da 800 megawatt sostituirà due delle tre centrali del polo chimico, la Cte1 da 20 megawatt, alimentata a olio combustibile e che ora funziona soltanto nei giorni di manutenzione dell’altra; e la Cte2 da 60 mw, funzionante per metà ad olio combustibile e per metà a metano. Mentre rimarrà la turbogas da 150 megawatt di proprietà di Energia, non coinvolta 232 MIMESI nell’operazione[\FIRMA][FIRMA]. « La discussione sulla turbogas è stata riaperta in seguito ai dubbi sollevati da un ricercatore del Cnr e un medico di Bologna sulla produzione di polveri da parte di queste centrali. Sino ad allora non ce ne eravamo preoccupati, le polveri non venivano menzionate nella valutazione di impatto ambientale perché la legislazione non lo prevede». Ma va detto che recentemente, il Ministero ha richiesto ad Hera per il progetto di una turbogas a Forlì, di presentare anche una stima della produzione di polveri. Anche sull’argomento micropolveri, alla fine, l’Amministrazione ha sciolto le riserve: «Tutte le verifiche effettuate e gli studi usciti dimostrano che anche per le polveri, la situazione migliorerà. Con la nuova centrale verranno eliminati gli ossidi di zolfo, aumenterà la produzione di anidride carbonica, che è un gas serra, e diminuiranno leggermente gli ossidi di azoto». Inoltre, grazie al recupero del vapore consentito da questa centrale, sarà possibile estendere la geotermia: «Scavare altri pozzi per la geotermia sarebbe pericoloso, il nostro territorio è classificato tra le zone sismiche», spiega l’assessore, e prosegue: «Sul bilancio delle emissioni prima e dopo, non ci sono solo stime, ma anche misurazioni — aggiunge Bratti —: quelle effettuate da Arpa e quelle di Ivo Allegrini del Cnr di Roma sulla centrale gemella di Porto Corsini. E poi lo studio del Politecnico di Milano». Dati che si riferiscono al particolato primario, inferiore secondo queste misure nelle centrali turbogas: e quello secondario, che si forma in atmosfera dagli ossidi di zolfo e azoto? «Con la nuova centrale elimineremo i primi (ossidi di zolfo), e caleranno i secondi», conclude Bratti. «A Ferrara nel 2010 avremo 4 impianti vecchi e inquinanti in meno, per due più efficienti e tecnolgicamente avanzati. Verranno infatti chiuse la Cte1 e la Cte2, l’inceneritore di via Conchetta, e abbiamo manifestato il nostro parere sfavorevole al proseguimento delle attività dell’inceneritore di rifiuti tossici». Infine, l’inceneritore: «Sarà triplicato e portato alla potenzialità di 150mila tonnellate, che a mala pena basterà per far fronte al nostro bacino provinciale. Nella sola Ferrara si calcola una produzione di rifiuti di 98 mila tonnellate circa. Questo garantisce che non verranno bruciati i rifiuti provenienti da altre zone». Come sarà Ferrara nel 2010, lo potremmo sapere già tra un anno: per il 2006 si prevede l’entrata in funzione della turbogas, nel 2007 quella dell’inceneritore triplicato. Ilaria Fazi 233 MIMESI Articoli pubblicati il 24/12/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII )CONSIGLIO COMUNALE Le assenze del sindaco Caro Carlino, ho seguito, da curioso osservatore di fatti politici, lo scambio di vedute tra il Sig. Giulio Barbieri, della lista civica «Io amo Ferrara» e il Consigliere Comunale DS Francesco Colaiacovo. Pur non volendo entrare nel merito delle considerazioni e prendere posizione pro o contro alcuno, desidero testimoniare, per dovere d’informazione pubblica, l’opera costante di sottolineatura dell’assenza del Sig. Sindaco da me esercitata in numerose sedute del Consiglio Comunale della trascorsa legislatura. Penso che quanto testimoniato possa risultare, oggettivamente, dai verbali delle adunanze di consiglio in cui, prendendo la parola a vario titolo, credo di aver rappresentato per il Primo Cittadino e segnatamente all’argomento presenze in aula, una sorta di “goccia carsica”. A tal proposito acor oggi conservo uno spiritoso biglietto autografo del diretto interessato sull’argomento! La verità dei fatti……rende libera l’opinione! Mario Testi Ex Consigliere Comunale ) SOLIDARIETA’ Generosa offerta all’Ado La sig.ra M.Cristina Locorotondo ed i suoi figli desiderano ringraziare i colleghi del marito dott. Elio Locorotondo per la generosa offerta. Nel ricordare la figura di Elio hanno devoluto l’intera somma all’Ado (Assistenza domiciliare oncologica) certi di cogliere con questo gesto il suo desiderio. L’associazione Ado ringrazia sentitamente per questo gesto di grande solidarietà. )TURBOGAS 234 MIMESI L’autorizzazione è romana La cosa più singolare di tutta la vicenda del turbogas è che i signori Tavolazzi, Dragotto & c. continuano a picconare il sindaco, dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che la centrale è stata approvata a vele spiegate dai Ministeri delle Attività produttive (Marzano FI) e dell'Ambiente (Matteoli AN). Se protestassero anche con i palazzi romani avrebbero più successo. Forse. E poi diciamola tutta. Se la popolazione del comune era contraria alla centrale avrebbe dato un bel calcione elettorale a Sateriale. Così non è stato. In ogni caso, vogliamo i vantaggi del progresso, ma non ne vogliamo accettare i costi. Carlo Rossi ) CANILE Babbo Natale anche per noi Caro Babbo Natale, mi chiamo Tessy e sono una bella cagnolina bianco e nera, non so se tu sei anche il Babbo Natale dei cani, però io vorrei scrivere i miei desideri e così ho scritto a te. Io sono stata fortunata ho trovato una famiglia che mi vuole bene e si prende cura di me, invece un mio amico non è stato così fortunato ed attualmente si trova al canile, con tanti altri nostri amici. La mia richiesta quindi è riferita al mio amico Rosso, nome dato per il colore del suo pelo. Io vorrei tanto che venisse accolto in una famiglia buona e gentile e con tanto amore da dargli e sono sicura che lui farebbe altrettanto, perché è un cane molto educato e tranquillo, anzi di più. Purtroppo la mia famiglia non può accogliere anche lui, ma ogni giorno pensa a quanto sia speciale il mio amico Rosso e a quanto bene lui possa dare ad un bambino ed alla sua famiglia. Ti prego, accogli la mia richiesta... basta andare al canile e chiedere di Rosso. Anzi, Babbo Natale, mentre vai, digli che io aspetto i suoi piccoli e che vorremo averlo con noi, anche se non sarà purtroppo possibile. Buon Natale a tutti i miei amici nel nondo, ma in particolare ai miei amici del canile e a chi li accudisce. Tessy 235 MIMESI Articoli pubblicati il 23/12/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII ) TURBOGAS Non fatte terrorismo E ci risiamo: ogni tanto, per tenere vivo l’argomento e proprio quando ormai non se ne parla quasi più, appare sulla cronaca locale del Carlino il solito articolo contro la cosiddetta «Centrale Turbogas» da costruirsi al Petrolchimico. Non si aggiunge nulla di nulla a quanto già stato detto e ridetto, per cui mi chiedo quali interessi ci possano essere dietro tanto accanimento. Parentele Verdi o cos’altro? Non sarà che questi articoli ammantati di tecnicismi abbiano l’intento di influenzare chi, leggendo magari soltanto il titolo degli articoli senza ponderare troppo «sulle-parti-per-milione» possa rimanere piuttosto terrorizzato, visto che si lascia intendere «il pericolo cancerogeno incombe» etc. etc.? Cosa facciamo, chiudiamo le autostrade, archiviamo le automobili ed il riscaldamento invernale così siamo sicuri di non inquinare e di non ammalarci? E poi perché si omette accuratamente di dire che le attuali centrali, che sono vecchie ed obsolete, funzionano ad olii pesanti e gasolio e sono quindi sicuramente più inquinanti? P. F. ) TRESIGALLO Solo braccianti nel corteo Ho letto sul Vs. giornale del 15 dicembre 2004 nella rubrica «Lettere e opinioni» la lettera del Sig. Pierluigi Gallini (ex cittadino di Tresigallo) dove si asseriva che, alla manifestazione sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici in previdenza agricola della provincia di Ferrara svoltasi a Tresigallo venerdì 10 dicembre u.s., erano presenti tutte le classi della scuola media del paese. In merito vorrei informare tutti i Vs. lettori e lo stesso Sig. Gallini Pierluigi che non erano presenti ragazzini di 12.13 anni di qualsivoglia Istituto scolastico e non parlo «per sentito dire», come l’autore di tale lettera, ma perché io (ex cittadina di Tresigallo) a tale manifestazione ero presente. Non credo vada aggiunto altro se non che prima di accusare Professori e Istituti scolastici di comportamenti «...moralmente illeciti...» 236 MIMESI «le voci di Paese» andrebbero quantomeno verificate, magari con il Dirigente dello stesso Istituto scolastico. Veronica Tagliati della Segreteria della FLAI-CGIL di Ferrara ) SPORT Sig. Littera non ci illuda Egregio Direttore, sono una tifosa dello sport ferrarese in genere e ormai, vista la situazione attuale, mi aggrappo a qualsiasi barlume di speranza che rappresenti un’ancora di salvezza per la nostra realtà sportiva. Ora, vista la situazione venutasi a creare, sono davvero stanca e disgustata da certi comportamenti ed intendo esprimere il mio pensiero. Seguo ormai da alcuni anni le promesse che puntualmente vengono disilluse da Renato Littera. Mi piacerebbe che ogni tifoso di calcio andasse a rileggere i quotidiani, sia di questi giorni che di quelli passati, nei quali Littera prometteva a più riprese l’acquisizione della Spal. La stessa cosa sta avvenendo con la pallavolo pur essendo ancora alla ribalta la questione irrisolta del calcio. Quindi promesse in contemporanea nelle più svariate discipline sportive, manca solo il Basket che per fortuna, malgrado i risultati non brillanti, è nelle mani di un imprenditore che investe e fa sul serio. La strategia di Littera è quella di rimandare di giorno in giorno le decisioni facendo credere che sia solo una questione di ore. Se fosse un personaggio dell’Odissea avrebbe fatto una spietata concorrenza a Penelope. Mi meraviglio che ancora nessuno abbia preso una posizione decisa nei Suoi riguardi per porre temine ad una pubblicità e visibilità gratuita della quale lui sta godendo ingiustamente a scapito dello sport cittadino e di noi tifosi. Mi sento presa in giro e vorrei che le Istituzioni, i cittadini ed i tifosi intervenissero affinché Littera decidesse quale linea seguire una volta per tutte. In caso contrario che la finisca di mettersi in mostra unicamente per sentirsi qualcuno e per promuovere la propria attività. Il nostro sport ha bisogno di persone coerenti e credibili e vorrei anche che il nostro Sindaco Sateriale, come promesso, trovasse una soluzione magari nell’ambito della nostra realtà economica cittadina. Una sportiva disgustata 237 MIMESI Articoli pubblicati il 22/12/2004 Turbogas: troppi silenzi di ateneo e professionisti Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII Caro Carlino, sabato 4 dicembre alcuni componenti i comitati cittadini sono stati partecipi ad un convegno promosso da Medicina Democratica in Mantova, convegno che, guarda caso, trattava di centrali turbogas ed inceneritori, polveri sottili e diossina, aumenti di casi di tumori o sarcomi alle parti molli, cresciuti in maniera esagerata in un breve lasso di tempo. Gli argomenti del convegno erano gli stessi che da parecchi mesi sentiamo in questa città, nulla di diverso, preoccupazione da parte dei medici, della gente comune o di esperti liberi da condizionamenti politici o di scuderia, e dall’altra parte ostinazione nel confutare le preoccupazioni e nebbia politica per occultare documenti e prove. Partecipava anche l’onorevole Agnoletto, il quale spiegava che il parlamento Europeo sta procedendo attraverso una apposita commissione a mettere al bando diverse centinaia di sostanze tossiche e cancerogene. A Mantova non esistono comitati civici ma sono presenti altre iniziative, in quella città la componente medica è molto attiva, ci sono diverse prese di posizione che fanno intendere la pericolosità del rapporto industria – residenza, quando questa è correlata da una vicinanza sul territorio. Medicina Democratica svolge una attenta analisi dei processi di evoluzione epidemiologica dei sarcomi in relazione all’ambiente e alle fonti di inquinamento, i medici di medicina generale presenti sul territorio svolgono del monitoraggio sui singoli casi di neoplasie, sono in contatto tra loro, producendo ricerca e dati statistici. Mentre in questa città addormentata se non ci fossero stati i comitati civici a risvegliare un poco gli animi e le coscienze dei ferraresi non si saprebbe nulla, amaramente dobbiamo constatare che il mondo scientifico cittadino, la medicina ufficiale, l’università, i responsabili dei settori di ricerca per le malattie respiratorie e degli allergeni, restano silenti quasi che quello che sta avvenendo intorno a noi ed al territorio in cui viviamo, non li riguardi per nulla, “in tutt’altre faccende affaccendati” come scriveva il Manzoni. È molto strano che non abbiano mai preso una posizione seria, decisa pro o contro questi interventi industriali che sono in procinto di essere attuati sul nostro territorio, se è vero che mentre si brucia 238 MIMESI un miliardo di metri cubi di gas le turbine purificano l’aria, sarebbe come affermare che gli aeroplani jet non inquinano ma depurano gli alti strati dell’atmosfera! Tutto il mondo scientifico dovrebbe giubilare per questa importante scoperta! Ma se invece è una bufala, o peggio una mistificazione della verità prodotta da personaggi compiacenti alle ditte produttrici di energia, allora i succitati componenti del mondo scientifico cittadino, dovrebbero insorgere “inc…..ati come delle iene”. Comitato Civico Indipendente FERRARIA PULITA Bruno Tunioli 239 MIMESI Articoli pubblicati il 21/12/2004 Cds In città aumenta la disoccupazione Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III «Da almeno un quinquennio, l’area del Medio Ferrarese e in particolare la zona di San Giovanni d’Ostellato è quella che evidenzia il maggiore sviluppo dell’intera provincia. Superando, o almeno affiancando, il Centese». Riccardo Galletti, ricercatore del Cds, apre un’ideale ‘mappa’ dell’economia ferrarese: segnata da sofferenze «soprattutto nel comune di Ferrara, dove alle crisi note s’intrecciano incertezze legate alla chimica con gli assetti proprietari di Basell, P-Group, Jara, alle prospettive di Alcoa che pare intenzionata a escludere dalle strategie la produzione di cerchioni per concentrarsi sull’acciaio, alle difficoltà note del comparto tessile». Ma scorrendo l’Annuario emergono anche i profili di realtà più positive, tra cui varie imprese insediate nella zona Pmi di Cassana o la «Servizi Ospedalieri completamente risanata e rilanciata da Manutencoop — prosegue Galletti —, e l’ottimo andamento dell’agroindustria veicolato da Conserve Italia, Sfir, Italia Zuccheri». Il colorato dossier statistico — pronte mille copie, spiega la curatrice Chiara Bertelli, per i tradizionali ed affezionati ‘opinion makers’ — è fitto di dati, anche sul tema della disoccupazione: la più recente ‘fotografia’ del Cds fa stimare un calo dello 0,7% con una diminuzione diffusa tra i Comuni. Con l’eccezione di Ferrara (che passa dal 5,1% al 5,7%), Portomaggiore, Vigarano e Argenta. Per il terzo anno, c’è anche una sezione dedicata alla centrale a turbogas: «La nostra attenzione sfugge alla diatriba ideologica e non entra nel merito delle polemiche — chiude Sergio Foschi —. Noi offriamo dati, e nella massima quantità possibile, utili al confronto». 240 MIMESI Agenda 21 approda nel web Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina IV - AMBIENTE Il nuovo sito si divide in cinque grandi aree, tra le quali presto ci saranno anche le circoscrizioni Un grande fiore dai petali bianchi a fianco del quale si susseguono in animazione fotografie degli angoli verdi di Ferrara. Con queste immagine si apre il nuovo sito internet di Agenda 21 locale — l’indirizzo è www.comune.fe.it/agenda21locale —. Uno spazio web che mette assieme notizie, informazioni e documentazioni sulle politiche per lo sviluppo sostenibile condotte a livello internazionale e locale. Il tutto è nato all’interno del progetto Ente 21 finanziato interamente dal ministero dell’Ambiente senza gravare sul bilancio comunale. Un lavoro durato molti mesi e da ieri consultabile sul web. «Il linguaggio è accessibile per l’utente, comprensibile da tutti — ha spiegato Paola Poggipollini, dirigente del servizio Agenda 21 —, anche ai non addetti ai lavori e a coloro che per la prima volta si avvicinano ai temi della sostenibilità. Per questo è stato creato anche un glossario con le definizioni dei termini utilizzati più di frequente nell’ambito dei processi di Agenda 21». Il sito, realizzato da Webland 2000, si divide in cinque macro aree. La prima riporta percorsi e documentazioni sviluppati a livello internazionale, le altre quattro sono invece tutte incentrate sulle politiche locali con la buone pratiche e i bilanci adottati nel corso degli ultimi anni. Un’intera sezione è dedicata ai riconoscimenti ricevuti dalla nostra città in fatto di sviluppo sostenibile, ultimo dei quali il premio ‘Ecosistema urbano‘, assegnato pochi giorni fa da Legambiente. Due invece le sezioni ancora in fase di costruzione: la prima dedicata alla centrale turbogas che «entro la fine di gennaio — ha spiegato l’assessore all’Ambiente del comune Alessandro Bratti — sarà completa di tutti i documenti prodotti dal 2001 ad oggi, delle discussioni sulla centrale e della rassegna stampa. Non si tratta tanto di un link tecnico — ha aggiunto — ma di una grande discussione sull’intero argomento andata avanti nel corso degli ultimi anni». L’altra sezione è invece dedicata alle Agende 21 delle circoscrizioni e, come confermato dall’assessore al Decentramento del Comune Mariella Michelini, «sarà completato man mano che, dal 2005, sarà esteso anche alle singole circoscrizioni il processo di sviluppo sostenibile avviato a livello comunale». n.b. 241 MIMESI Sostenibilità via Internet nel sito tutto rinnovato di Agenda 21 del Comune La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca - Da gennaio tutti i dibattiti sulla centrale turbogas Rinnovato nella veste grafica e nell’ampiezza dei contenuti è stato presentato ieri dalle curatrici del progetto Cristina Garbini, Monia Guarino e dalla dirigente del servizio Paola Poggipollini, il nuovo sito di Agenda 21 www.comune.fe.it/agenda21locale. «Il progetto - ha spiegato Paola Poggipollini - è nato da un’iniziativa del mistero dell’ambiente che ha finanziato un programma di sensibilizzazione sugli strumenti di Agenda 21 presso i cittadini. In quest’ottica va inserita anche la realizzazione del sito». «Il nostro compito è guardare il mondo e vederlo intero. Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere» è la frase di Ernst Friedrich Schumacher, che campeggia sulla homepage e che incarna lo spirito di Agenda 21. «Abbiamo cercato di realizzare un sito chiaro - hanno sottolineato le operatrici - non solo per i tecnici e gli addetti del settore ma che sia comprensibile a tutti». Cinque le macroaree; nella prima si spiega come «Agenda 21» sia un programma d’azione per il ventunesimo secolo, contiene tutta la storia del progetto sul tema dello sviluppo sostenibile. La seconda area «Agenda 21 Ferrara» contiene tutta la storia del progetto con i piani d’azione all’interno del territorio del nostro comune. Nella sezione «Gli strumenti operativi: il caso di Ferrara» si parla di sensibilizzazione, partecipazione e gestione della sostenibilità. In «Sostenibilità oggi» si parla di tutti i sistemi di monitoraggio, ad esempio, della qualità dell’aria, di geotermia e dell’ufficio biciclette in un’ottica di mobilità sostenibile. L’ultima sezione infine è dedicata ai numerosi «Riconoscimenti» che il Comune ha ricevuto sul tema, tra cui gli ultimi su ecosistema urbano e sostenibilità. «Sul sito - ha sottolineato l’assessore all’ambiente Alessandro Bratti - saranno poi presenti entro fine gennaio tutti i dibattiti e i momenti di ritrovo e discussione degli ultimi anni sul tema della centrale Turbogas». L’assessore con delega ad Agenda 21 Mariella Michelini ha annunciato che «da febbraio partirà una campagna per attivare in ognuna delle 8 circoscrizioni i forum di Agenda 21 locale». (a.t.) Energia Esce il libro di Armaroli Tra i temi turbogas e inquinamento Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VI Ha incrociato le vicende della nostra città in seguito alla pubblicazione dell’articolo con cui, insieme a Claudio Po, docente di universitario di Bologna, dichiarava come le centrali turbogas a ciclo combinato, pur essendo le migliori tecnologie per la produzione energetica da combustibili fossili, producessero comunque emissioni inquinanti molto dannose per l’ambiente e la salute. Specie se di grossa taglia e non dotate degli appositi catalizzatori. Ora il ricercatore del Cnr di Bologna, insieme 242 MIMESI al docente universitario e finalista al premio Cartesio (il "Nobel europeo") Vincenzo Balzani, torna a parlare di energia alzando il tiro nel libro Energia oggi e domani. Prospettive, sfide e speranze. Che sarà nelle librerie da domani, per tutti coloro che vogliano farsi un’idea più chiara sulla sfida cruciale di questo secolo. 243 MIMESI Articoli pubblicati il 19/12/2004 «La città è cresciuta» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina X - IL BILANCIO DI FINE ANNO DEL SINDACO Sateriale ottimista e giudizio molto positivo sul 2004 agli sgoccioli di Ilaria Fazi Bella, ricca di iniziative e famosa. Non è una cantante né un’attrice, anche se, un po’ come loro, appare nelle fiction e sempre più spesso è circondata da telecamere, flash e qualcuno che parla di lei. E’invece la Ferrara descritta ieri dal primo cittadino Gaetano Sateriale che, assieme alla sua Giunta schierata al completo, ha indirizzato alla stampa il tradizionale messaggio augurale di fine anno. «La crisi che ha colpito le nostre industrie a fine 2003 è stata l’anticipazione di un fenomeno non soltanto ferrarese, ma nazionale», ha premesso Sateriale, prima di esprimere il suo «giudizio molto positivo sull’anno che si avvia a conclusione: l’immagine di Ferrara è cresciuta, e le elezioni amministrative hanno confermato il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e la disponibilità dei ferraresi alla partecipazione nel governo della città». Sateriale ha poi passato in rassegna alcuni dei progetti più importanti di questo 2004, ricordando che, sul fronte istituzionale, gli ultimi mesi sono stati dedicati alla «ricomposizione della squadra di governo, compresi i vertici degli enti». [\FIRMA]Hera Ferrara Sateriale ha ricordato il completamento dell’integrazione per fusione di Agea in Hera. «Siamo entrati a far parte della multiutility territoriale più importante». E in quella che è parsa una rassicurazione, ha puntualizzato: «I soci di Hera sono i Comuni, al suo tavolo siedono i sindaci». Coopcostruttori A questo proposito, il sindaco ha sottolineato l’impegno di Comune, Provincia e Regione affinché l’asta per la cessione di tutti i rami produttivi della Coop Costruttori, che si chiuderà a giorni, non vada deserta. Centro storico Volgendo lo sguardo verso il futuro, Sateriale ha spiegato come le trasformazioni che interesseranno punti cruciali della nostra città, passeranno per il ‘programma speciale d’area’. Qui ritentreranno il progetto per la Darsena, l’ecoporto, la qualificazione del S. Anna, la riqualificazione delle piazze, le ciclabili urbane, il quadrivio rossettiano. Tasse e tariffe Incalzato dai giornalisti, Sateriale, dopo un’aspra denuncia all’indirizzo dei tagli imposti dalla nuova Finanziaria, ha spiegato come il prossimo anno vedrà l’adeguamento all’inflazione programmata delle tariffe, a Ferrara ferme da anni.Ancora da definire le linee fiscali, anche se «bisogna essere consapevoli che il mantenimento di livelli alti dei servizi ha un costo». 244 MIMESI Turbogas «La nostra disponibilità al dialogo continua, con gli interlocutori che però vogliano un dialogo. Non siamo invece disposti a riaprire la discussione da zero», ha dichiarato Sateriale. SpalIl sindaco ha voluto dedicare un pensiero alle sorti dello storico club di calcio cittadino, la Spal, per la quale ha auspicato un efficace intervento delle forze imprenditoriali cittadine, dichiarando l’intento del Comune di intervenire direttamente sui propri interlocutori. Arcivescovo In chiusura, Sateriale ha voluto rivolgere il proprio ringraziamento a monsignor Grandini e un augurio di buon lavoro al nuovo arcivescovo della nostra diocesi di FerraraComacchio, Paolo Rabitti. Turbogas, no al dialogo con i sordi La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca «Sulla turbogas, come su qualsiasi altra questione, siamo sempre pronti al dialogo con chi è interessato, sempre che dall’altra parte vogliano davvero dialogare. Non vorremmo che dialogare significasse sempre ripartire da zero». Sateriale, a proposito di sensibilità verso le richieste sulla qualità dell’aria, ha detto che sulle polveri ultrasottili è stata incaricata una commissione universitaria a livello nazonale e internazionale. L’assessore all’ambiente Alessandro Bratti ha parlato di massima apertura al confronto ma anche dell’inutilità di porre le questioni in termini ultimativi. Per Tagliani non bisogna dimenticare che in questi anni si è discusso eccome, sono stati fatti consigli straordinari, attivate commissioni tecniche, fatti numerosi incontri di approfondimenti e che il 17 gennaio ci sarà un ennesimo consiglio straordinario: «Intanto al petrolchimico bisogna fare la bonifica, se non parte avremo presto un cimitero industriale per di più inquinato». Forza Italia oggi a congresso Duello tra Testi e Pierpaoli La Nuova Ferrara Pagina 15 - Cronaca Il duello tra Mario Testi e Massimo Pierpaoli anima il congresso comunale di Forza Italia, oggi al Principessa Leonora, l’hotel in via Mascheraio 35. Il portavoce dei Comitati anti turbogas, rimasto fuori per un soffio dal Consiglio comunale, è stato fino agli sgoccioli il candidato unico alla poltrona lasciata libera da Pierfrancesco Perazzolo, diventato coordinatore provinciale, ma gli ultimi giorni anche Pierpaoli ha deciso di presentarsi. Il medico di Ferrara è stato il primo a lanciare le 245 MIMESI campagne contro i veleni industriali, a partire dal Cvm, quindi sarà un confronto all’interno dell’anima “ambientalista” di Fi. Si votano anche i componenti del coordinamento comunale. 246 MIMESI Articoli pubblicati il 16/12/2004 A gennaio nuove iniziative contro la centrale Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII - TURBOGAS Il bilancio dei Comitati. E fra un mese consiglio straordinario Operazione ‘trasparenza’ e nuove iniziative per i Comitati anti turbogas. Sono stati resi noti ieri i numeri legati alla manifestazione dello scorso 24 novembre, «perchè vogliamo ringraziare quanti hanno partecipato e dire chiaramente le nostre attività», spiega Marzia Marchi, portavoce di Città Sostenibile. A fronte di 1667 euro di spese per il concerto alla Sala Estense e le iniziative in piazza, il comitato ne ha incassati 1433,75 tra donazioni (500 euro), colletta di comitati e associazioni (250), tipografia (200), offerte libere al concerto (483,75). «Colmeremo il disavanzo di 233,25 euro — spiegano gli organizzatori — con un’altra colletta». Ma a breve sono previste soprattutto nuove iniziative «perché è indubbio che ancora molti cittadini sono assolutamente disinformati sulle scelte che l’amministrazione sta compiendo — prosegue la Marchi — e sugli effetti che queste avranno negli anni a venire in termini di salute umana e ambiente». Per i primi di gennaio in programma un dibattito pubblico, con voci pro e contro la centrale. Esattamente fra un mese, il 17 gennaio, si terrà infine la seduta straordinaria di Consiglio comunale ‘tematica’ sul turbogas. Università e turbogas La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - IN COMUNE Il segno della alleanza tra enti locali, in questo caso il Comune, e l’università, è il consiglio comunale programmato per il 20 dicembre con il rettore Patrizio Bianchi come protagonista. Nella sua relazione il rettore sarà appunto chiamato ad illustrare la progettualità concordate tra i due enti, che si sono rafforzate. In un altro Consiglio comunale praticamente monotematico, il 17 gennaio, si parlerà della centrale Turbogas, come richiesto dai gruppi consiliari di Forza Italia, An e da Emanuela Zucchini (Prc). Le decisioni sono state prese ieri dalla Conferenza dei capigruppo 247 MIMESI comunali, che ha anche stabilito di notificare alla Provincia la disponibilità ad ospitare in Municipio il presepe artistico acquistato nel 2000 dal Castello e non più in esposizione per mancanza di spazio. La discussione è stata piuttosto accesa, e alla fine la decisione è stata presa a maggioranza con l’astensione Ds, il voto contrario del Prc e l’assenza dei Verdi. 248 MIMESI Articoli pubblicati il 14/12/2004 Le minacce sulla centrale non finiscono Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Altre minacce, e forse non soltanto, sembrano ruotare attorno alla discussione sulla realizzazione della centrale turbogas nel polo chimico. Dopo le rivelazioni sulle intimidazioni indirizzati a sindaco, vicesindaco e assessore comunale all'ambiente, altri episodi emergono. Destinatari, questa volta, sarebbero esponenti di chi alla costruzione della centrale si oppone. Tommaso Mantovani, rappresentante del comitato FerrAria Pulita, rivela infatti che da tempo è bersaglio di telefonate anonime nel corso della notte. Non soltanto: pochi giorni dopo la manifestazione contro la turbogas, che ha visto i comitati organizzare insieme a Ecotecnoarea un concerto opposizione alla turbogas, ignoti avrebbero addirittura tentato di appiccare fuoco alla casa dei genitori di Mantovani, dove l'esponente di FerrAria Pulita viveva. Mantovani, che sporse denuncia, commenta: «Alla luce di quello che è successo, ho riconsiderato l'accaduto, e forse, qualche legame con le discussioni sulla turbogas potrebbe essere la chiave". i.f. «Siamo estranei a quegli sms» La Nuova Ferrara Pagina 10 - Cronaca - La posizione dei due comitati contro il turbogas «Soltanto una ragazzata». Stempera i toni il vicesindaTiziano Tagliani a proposito delle minacce via sms ricevute una decina di giorni fa dal sindaco, dall’assessore all’ambiente Alessandro Bratti e dallo stesso Tagliani. «Non aprite la centrale, altrimenti lo fate a vostro rischio e pericolo», si legge nel messaggio anonimo inviato da una cabina pubblica attrezzata per l’invio di sms. «Alcuni gruppi hanno decisamente alzato i toni, ma nell’ambiente istituzionale non c’e’ nessun sentore di preoccupazione. La costruzione della turbogas andrà avanti nella trasparenza più assoluta. Andrò comunque nei prossimi giorni insieme al sindaco a denunciare il fatto alla Digos». 249 MIMESI I Comitati FerrAria Pulita e per una Città Sostenibile, contrari alla centrale a turbogas, esprimono la ferma condanna di tali metodi che considerano deprecabili ed estranei al dialogo e ai valori democratici che ispirano la loro azione. Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI )CENTO Dieci anni di carnevale Spettabile redazione, ho appreso dal giornale che il Comune ha affidato per 10 anni l’organizzazione del carnevale di Cento al sig. Ivano Manservisi. Siamo costernati che quel signore per così lungo tempo abbia a disposizione per cinque domeniche il centro della cittadina dalle ore 6 del mattino fino alle 22 di sera. I disagi dei centesi sono enormi, traffico bloccato, pedoni che debbono esibire la carta d’identità per recarsi a casa oppure pagare il biglietto per recarsi a messa o al bar o in farmacia dove meglio aggrada, in odo che quel signore faccia quattrini. Non sono contrario al carnevale, ma sarebbe giusto visto che non abbiamo il «sambodromo» di mettere a disposizione non il centro cittadino, ma un quartiere periferico tipo il villaggio artigiano di via Risorgimento dove la chiusura sarebbe molto più confacente alla manifestazione e i disagi limitati alle poche abitazioni. Ed il rumore assordante che si amplifica enormemente fra le case del centro storico con disturbo agli anziani ed ammalati, si disperderebbe nelle vicine campagne. Inoltre il pericolo rappresentato dalla folla e dai carri mascherati che impediscono il transito ad eventuali mezzi di soccorso (ambulanze o Vigili del Fuoco) sarebbe oltremodo limitato perché le strade sono più spaziose. Possibile che quel signore possa fare sempre i suoi comodi? Ma le autorità di Pubblica Sicurezza non possono intervenire in questo senso oppure aspettiamo che succeda qualche possibile tragedia? Spero voglia pubblicare il presente sfogo. Giovanni Balboni )TURBOGAS Non si esponga a una figuraccia Egregio Signor Sindaco, leggo sul «Carlino» del 11 dicembre l’ennesima ponderata riflessione dell’Ing. Tavolazzi sulla centrale turbogas, e una volta di più mi convinco dell’enorme problema che Lei si trova ad affrontare 250 MIMESI Ora, Lei è il Sindaco di tutti i cittadini, i cittadini L’hanno eletto, i cittadini Le vogliono bene, anch’io come cittadino Le voglio bene ed è per questo in tutta umiltà che mi sento di darLe un consiglio: «molli la pezza«, come si dice a Ferrara, non si esponga a una altra figuraccia; Cona basta e avanza. La Sua Amministrazione è stata messa in difficoltà per la pavimentazione di una piazzetta, figuriamoci una centrale da 800 megawat! Dia retta, continui a coltivare il Suo Hobby preferito: «le rotonde» e ad occuparsi di più della manutenzione di strade e marciapiedi dove ha maggiori probabilità di successo. Mario Setti )RINGRAZIAMENTO Centro salute donna davvero qualificato A Bentivoglio è nata la nostra bambina, tanto desiderata e tanto attesa. Questo lieto evento non sarebbe stato possibile senza l'ottima e qualificata assistenza del personale medico e ostretico del Centro salute Donna di Via Boschetto di Ferrara, indubbiamente punta di eccellenza dei servizi sanitari estensi. Desideriamo ringraziare in particolare, per la grande professionalità, l'estrema disponibilità e, non ultima, la non comune umanità, il dott. Demetrio Costantino, che con pazienza e dedizione ci ha accompagnati per i nove lunghi mesi al meriviglioso evento che ci ha cambiato per sempre la vita I genitori di Gioia: Marzia Tralli e Filippo Barbagiovanni Gasparo )TELECOM Troppi disservizi e io la lascio Ve lo dico ma è roba da non da credere. Ho un servizio della Telecom da molti anni e pertanto volevo, come anche nel passato, riveder i prezzi da loro praticati. Ho fatto almeno 20 telefonate. Incomincio dal n. 187 poi il 4192 poi il n. 191, poi una persona della Telecom di Bologna secondo loro preposta a discutere quello che mi interessava, poi Milano e ancora Roma. Infine mi sono cadute le braccia, perché pensando che alla Telecom potevo essere interessante come cliente anche nel futuro, perché pago una bella fetta di Telecom all’anno. Mi sono arrabbiato come una belva e ho chiamato l’Omnitel che nei prossimi giorni verrà nel mio ufficio per discutere la Abrogazione del contratto Telecom ed iniziare una nuova vita con la nuova Gestore Omnitel. Vediamo un po’cosa ne esce fuori. Ho visto in Tv canale 3 venerdì «Mi manda Rai 3 dove parlavano del disservizio di Wind, cose pazzesche, se si pensa che sono persone ben pagate, con soldi freschi ogni mese, che ti trattano da pezzente e al massimo di buttano giù il telefono, perché in studio hanno da chiacchierare dei fatti di famiglia della sera prima. Mi pare che tutti questi servizi eccellino nel disservizio, la Posta non esclusa, perché arriva quando vuole. Georg Frick 251 MIMESI Articoli pubblicati il 13/12/2004 «Stop alla centrale o il rischio è vostro» Inquietanti sms Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina 19 - MINACCE Scattano le denunce di Stefano Lolli «Non aprite la centrale, altrimenti lo fate a vostro rischio e pericolo». Una sessantina di caratteri bastano a riempire lo schermo del cellulare: ecco il testo del minaccioso [\FIRMA]sms ricevuto, una decina di giorni fa, dal sindaco Gaetano Sateriale, dal vicesindaco Tiziano Tagliani e dall’assessore all’Ambiente Alessandro Bratti. Solo quest’ultimo, per il momento, ha formalizzato denuncia contro ignoti («Non sono particolarmente preoccupato, ma ho deciso di non ignorare comunque l’accaduto», spiega), in settimana anche il primo cittadino ed il vice si recheranno in Questura per esporre i fatti. «La minaccia non ci è parsa particolarmente allarmante — spiega il vicesindaco —, ma sarà certamente opportuno favorire le indagini: perché, in ogni caso, si tratta del primo ‘avvertimento’ che personalmente ho ricevuto durante il mio mandato, e lo stesso ritengo sia accaduto al sindaco». Anche Sateriale, raggiunto ieri proprio via sms, prova a scherzare: «Le minacce per il turbogas? Me n’ero dimenticato...». In ogni caso i fatti risalgono a una decina di giorni fa: i messaggi sono arrivati sui cellulari degli amministratori, tra le 5 e le 6 del mattino, e risulterebbero inviati da utenze telefoniche con numeri ‘fissi’ di Ferrara e Bologna. Va detto che oggi c’è la possibilità di spedire sms anche da varie cabine telefoniche, «e dunque ritengo che rintracciare l’autore del gesto non sia semplicissimo — aggiunge Tagliani —; in attesa di fornire tutti i dati utili alla questura, ho consultato qualche amico esperto di elettronica, mi è stato spiegato che l’autore della minaccia potrebbe avere una buona conoscenza dell’informatica. Ho conservato l’sms nella memoria del telefonino, ma non sono spaventato...». Un dubbio è semmai legato alla divulgazione dei numeri di telefono degli amministratori: se quello di Bratti è molto diffuso, soprattutto nel mondo sportivo oltre che negli altri settori specifici di attività (viabilità, ambiente), ed a quello del vicesindaco è possibile risalire proprio conoscendo il numero del collega di giunta, per Sateriale la numerazione è radicalmente diversa. Ma anche così, la cerchia difficilmente potrà restringersi a meno di qualche... centinaia di persone. Tanto da lasciar già ipotizzare, non certo come atto dettato dalla paura ma come misura precauzionale, un cambio di numero. Sull’accaduto, interviene comunque con una nota di solidarietà agli amministratori, il segretario provinciale dell’Italia dei Valori Massimiliano Fiorillo: il partito è fieramente contrario alla centrale a 252 MIMESI turbogas, ma la condanna «per il deprecabile episodio è ferma — dice Fiorillo —: il dibattito deve proseguire sui binari della dialettica politica, della legalità e del rispetto delle idee». Stessa linea anche per i comitati FerrAria Pulita e Città Sostenibile: «Vanno respinti con forza tali atti intimidatori, estranei al dialogo e ai valori democratici: fra l’altro, arrecano alla causa sostenuta da tanti cittadini». «Stupidate» le minacce sulla centrale La Nuova Ferrara Pagina 7 - Cronaca «Non aprite quella centrale». Suona un po’ titolo cinematografico l’sms che dieci giorni fa è comparso sui cellulari degli assessori Sandro Bratti e Tiziano Tagliani e del sindaco Gaetano Sateriale. La centrale, ovviamente, è quella a Turbogas, e il messaggino minatorio proseguiva: «Se lo fate, è a vostro rischio e pericolo». Dopo l’arrivo degli sms, mandati da telefoni fissi con prefissi di Ferrara e Bologna, i tre amministratori hanno provveduto a sporgere denuncia in Questura. L’assessore Bratti preferisce comunque minimizzare: «Mi sembrano sciocchezze». Dal segretario provinciale dell’Italia dei valori Massimiliano Fiorillo è arrivata ieri una dimostrazione di solidarietà. L’Idv, si legge in un comunicato, «condanna con fermezza il deprecabile episodio» e giudica «inaccettabili le intimidazioni al sindaco di Ferrara e ai suoi collaboratori istituzionali sulla centrale a Turbogas». 253 MIMESI Articoli pubblicati il 12/12/2004 Minacciati sindaco e assessori Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Deprecabili minacce si sono impropriamente inserite nel confronto, certamente motivato e legittimo, contro la realizzazione della centrale turbogas a ciclo combinato nel polo chimico di Ferrara. Nei giorni scorsi infatti, alle prime ore del mattino, sui cellulari di servizio dell’assessore all’Ambiente Alessandro Bratti e del vicesindaco Tiziano Tagliani, e sul telefono portatile un po’ meno accessibile del sindaco Gaetano Sateriale, è infatti arrivato lo stesso sms, inviato da numeri fissi con prefissi di Ferrara e Bologna. Il testo conteneva una minaccia nel caso si procedesse nella costruzione della centrale. I destinari del messaggio minatorio hanno sporto regolare denuncia. «Per la città credo di aver fatto molte cose — commenta uno degli interessati — mi dispiacerebbe essere addirittura l’obiettivo di atti di ritorsione». L’intimidazione, da condannare, è al di fuori dallo spirito di dialogo e tolleranza della città. i.f. 254 MIMESI Articoli pubblicati il 11/12/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIII Dunque nella nostra città si fuma meno che nel resto del Paese, ma si muore di più di cancro al polmone. E consola ben poco, ammesso sia vero, che gli inquinanti respirati oggi, potranno procurare il tumore solo fra vent’anni! La giunta non sembra percepire la criticità della situazione sanitaria ed ambientale del nostro territorio, né il rischio che i nuovi impianti possano peggiorarla. La Commissione scientifica di “alto profilo”, promessa da Sateriale, non affronterà il tema delle polveri sottili prodotte dalle centrali turbogas. Bratti ha dichiarato che «sulle micro polveri si sono pronunciati illustri esperti italiani in ben cinque sedi di confronto istituzionale». Dunque per lui l’argomento è chiuso. Le preoccupazioni manifestate da partiti, consiglieri comunali di destra e di sinistra, comitati civici, Legambiente, WWF, Italia nostra ed oltre seimila cittadini, che hanno firmato contro Turbogas e mega Inceneritore, (il sindacato tace!) non hanno incrinato la granitica certezza di chi ci amministra. E’ ormai evidente che i due impianti devono essere realizzati costi quel che costi, e non passa giorno che il “Palazzo” non alimenti con nuovi spot la campagna di disinformazione dei ferraresi (nei giorni scorsi abbiamo appreso che le turbogas purificano l’aria!). I risultati di numerosi studi internazionali sulle polveri fini ed ultrafini prodotte dalle centrali turbogas e sui danni da esse arrecati alla salute, vengono ignorati o taciuti. I dati scientifici dell’ente statunitense Epa, recepiti in Europa e confermati da ricercatori del Cnr e delle Università di Padova e Trento, non hanno prodotto alcun effetto sulle decisioni prese dal “Palazzo”, né hanno suggerito cautela e precauzione nell’interesse dei cittadini. Eppure anche il Ministero dell’Ambiente ha modificato la propria posizione riguardo alle micro polveri, riconoscendo nei fatti l’inadeguatezza delle procedure con cui ha autorizzato nuove centrali turbogas, senza valutare quegli inquinanti. Il direttore per la salvaguardia ambientale del Ministero ha infatti prescritto ad Hera, nell’ambito dell’iter di autorizzazione della costruenda centrale turbogas di Imola, di “approfondire, anche con una ricerca bibliografica, gli aspetti sulle emissioni di particolato primario e secondario generato dalle centrali, con particolare riferimento ai “PM0.1”, “PM2.5” e “PM10”, facendo le opportune considerazioni sul merito e se necessario le adeguate modellazioni della loro dispersione e concentrazione al suolo.” E’ la prima volta che ciò accade in Italia. In altri termini non sarà rilasciata alcuna autorizzazione ad Hera, senza i necessari approfondimenti sul fenomeno micro polveri. Nulla di simile è mai stato 255 MIMESI richiesto alla Sef, nemmeno in sede di rilascio della concessione edilizia. Comune, Provincia e tecnici da loro incaricati escludono ogni rischio per la salute derivante dalla produzione di particolato nelle turbogas. Altrove le cose vanno diversamente. Il Comune di Forlì ha detto no alla centrale turbogas da 800 Mwe voluta dalla svizzera Atel e da Hera. A Ravenna nei giorni scorsi Ds, Prc e Margherita hanno bocciato l’inceneritore proposto da Hera. A Treviso, dove la raccolta differenziata è al 50% (a Ferrara è al 30%), i Ds si battono contro l’inceneritore imposto dalla Regione Veneto. Il Consiglio comunale di Teramo, nei giorni scorsi, ha revocato la concessione edilizia per la centrale turbogas. A Ferrara le istituzioni si nascondono dietro un muro di gomma, benché il contesto ambientale sia più degradato che altrove. I dati Arpa dimostrano infatti che la media annuale di concentrazione di biossido di zolfo nella nostra città, nel periodo 1999-2003, è stata quasi sempre più alta che a Bologna, Parma, Ravenna, Forlì, Rimini, Cesena. Anche le medie dell’ozono 2002 e 2003, ed i valori massimi 2001-2003, sono stati al top in regione. Il benzene, negli ultimi anni ha raggiunto i valori medi più alti, e polveri ed ossidi di azoto sforano i limiti con una frequenza che farà scattare le sanzioni europee. Dunque come si può sostenere che a Ferrara esistono i presupposti per insediare nuovi impianti a forte impatto ambientale? Solo il Comune e la Provincia sembrano non volerne prendere atto e spianano, in silenzio, la strada ai lavori per la loro costruzione. Valentino Tavolazzi 256 MIMESI Articoli pubblicati il 09/12/2004 Centrale a turbogas, fermiamoci in attesa di ragionevoli certezze La Nuova Ferrara Pagina 15 - Agenda e Lettere Le polemiche sulla opportunità o meno di realizzare anche a Ferrara, nell’area dell’ex petrolchimico, una centrale a turbogas non accennano a placarsi. Anzi, proprio in questi ultimi giorni e dopo un certo periodo di pausa, sono andate rinfocolandosi tanto che, come è noto, un nutrito gruppo di consiglieri comunali, appartenenti peraltro non solo ai partiti di opposizione, ha richiesto che venga convocata una seduta del consiglio comunale espressamente dedicata all’approfondimento della questione. Ora, sinceramente, io non sono assolutamente in grado di dissertare sulla qualità e sulla quantità di “polveri sottili” che la centrale produrrà, nè, tanto meno, sul fatto che l’inquinamento ambientale secondario alla sua entrata in funzione sarà maggiore o minore di quello che altre fonti di energia potrebbero determinare. Lascio quindi agli esperti (ma ve ne sono di veramente tali su questo argomento?) la discussione su tali complesse problematiche. So però due cose. Primo, come confermato proprio in questi giorni, a Ferrara vi è la più alta prevalenza di tumori di tutta la regione e, nella zona in cui sorgerà la centrale, la più alta della città. Secondo, sull’ultimo numero del giornale ufficiale dell’Anpam, che è l’ente di previdenza dei medici, è stato pubblicato un documento con cui il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso prende posizione contro la costruzione di centrali a turbogas nel Molise (a Termoli in particolare) e invita tutti gli organi istituzionali e le forze politiche ad impegnarsi per il blocco permanente della costruzione delle centrali fino a quando non vi sia l’assoluta certezza che tali centrali non arrechino danno alla popolazione. Viene invocato, in altre parole, quello che si definisce “principio di precauzione”, tanto per intenderci il medesimo che viene attualmente seguito in Italia per vietare la diffusione degli alimenti cosiddetti “geneticamente modificati” (OGM) e che tutti gli schieramenti politici sembrano condividere. Allora mi chiedo, perchè non si fa anche a Ferrara quello che è stato richiesto nel Molise e cioè non si attende ad iniziare i lavori di costruzione della centrale a turbogas fino a che non vi sarà la ragionevole certezza che i vantaggi per la salute dei ferraresi e, perchè no, anche quelli per l’economia della nostra città siano superiori ai forse inevitabili problemi che la centrale comporterà? 257 MIMESI Sugli OGM, come detto, tutti i politici (di meno gli scienziati) sono d’accordo. Perchè non attendiamo dunque che tutti gli scienziati siano d’accordo sul turbogas e solo allora, anche se non tutti i politici lo saranno, si dia inizio ai lavori? Franco Tomasi Capogruppo Udc Circ. Centro Cittadino Ferrara 258 MIMESI Articoli pubblicati il 07/12/2004 «Zucchini non rappresenta Prc» La Nuova Ferrara Pagina 16 - Cronaca - Kiwan: le opinioni della consigliera sono legittime, ma non riflettono la posizione del partito - Sulla centrale Turbogas ha sottoscritto un odg del centro destra Emanuela Zucchini non rappresenta Rifondazione Comunista in consiglio comunale e deve dimettersi da capogruppo. A tre mesi dall’apertura del “caso-Zucchini”, dopo lo strascico di polemiche, documenti, repliche e controrepliche, la segreteria provinciale di Prc ribadisce pubblicamente la sua posizione: è legittimo avere opinioni diverse rispetto al partito, ma non si può avere la pretesa - con 64 preferenze su 3.900 voti raccolti da Prc alle ultime amministrative - di rappresentare tutto l’elettorato in consiglio comunale. Da qui la richiesta di dimissioni. «Non chiediamo a Zucchini di dimettersi da consigliere comunale - ha chiarito ieri il segretario provinciale Kiwan Kiwan, accanto a Luigi Cattani e Ivano Fabbri - ma di rinunciare al ruolo di capogruppo, perché in consiglio non rappresenta la posizione del partito». Zucchini era stata già sfiduciata a maggioranza dal comitato politico provinciale di Prc, che aveva dichiarato di considerare la seconda consigliera, Irene Bregola, come referente. Una richiesta “girata” al sindaco, al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo del centrosinistra. Zucchini, appellandosi anche allo Statuto comunale, ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di rinunciare all’incarico: «Se non fossi convinta di rappresentare il mio partito me ne andrei subito. Sarebbe ragionevole che i miei dirigenti cercassero di dialogare con me al congresso, questo accanimento mi porta a pensare che abbiano timore, di questo congresso». Il caso era scoppiato a settembre, quando Zucchini, anziché astenersi sulla fusione Hera-Agea aveva letto un intervento a sfavore abbandonando l’aula senza votare. La frattura si è aggravata quando Zucchini, sulla questione della Turbogas, ha sottoscritto un ordine del giorno del centrodestra contro la centrale. «Contrariamente a quello che è stato detto - prosegue Kiwan - il nostro è un partito in cui c’è spazio per tutte le opinioni, ma è corretto che questo venga affrontato con un dibattito interno, prima di prendere posizioni in consiglio che hanno la pretesa di essere rappresentative per l’intera Prc. Zucchini al contrario non ha voluto incontrare i gruppi dirigenti. Un atteggiamento che ha impedito la possibilità di avviare qualsiasi iter interno al partito. Coerenza vorrebbe che Zucchini, le cui posizioni personali sono più che legittime, rinunciasse a rappresentare Prc in consiglio». (a.m.) 259 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI )DARSENA CITY Il parere arriva quando tutto è fatto Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati: il vecchio detto dei nostri nonni, a Ferrara sembra indicare la norma di comportamento. Chiedere il parere di esperti e cittadini quando le scelte sono già compiute (es. Centrale Turbogas, Triplicazione inceneritore, Piano strutturale ecc.) o come nel caso della Darsena City siamo ad opera iniziata, non mi sembra un comportamento trasparente e democratico. Ho ascoltato con interesse i vari interventi che sabato si sono succeduti sull’argomento. E’sempre un piacere ascoltare persone altamente qualificate e di grande cultura (magari un troppo esibita) che parlano, è un bellissimo esercizio retorica da cui noi comuni cittadini abbiamo da imparare. Sabato mattina ho imparato che al di là delle lodi e delle critiche sul progetto in discussione, noi cittadini continuiamo ad essere esclusi dalle scelte veramente importanti che riguardano questa città La costruzione di Darsena City rappresenta un intervento importante, ma così importante che avrebbe dovuto essere studiato analizzato e valutato molto prima e non solo dagli addetti ai lavori per quanto qualificati. Un progetto di questa portata avrebbe avuto bisogno di una maggior condivisione e discussione da parte di tutti i cittadini, da parte delle Associazioni e da parte di chi ha il compito di proporre e condurre i piani di sviluppo edilizio e non solo della nostra città. Rimarco con piacere che l’Assessore Atti con notevole equilibrio ha annunciato che nel futuro ci sarà un organo di controllo (Urban Center) dotato di strumenti in grado di valutare prima e non dopo, gli interventi, la loro misura e il loro impatto urbanistico, economico e sociale (......) Grazie per l’ospitalità Valerio Vicentini Consigliere Circoscrizione Centro per Italia dei Valori )POLITICA I condoni tombali sono nefasti Recupero dell’evasione, frodi fiscali, stato sociale, taglio delle tasse… Il Governo la racconta, ma c’è chi non è d’accordo. Sull’evasione fiscale: “L'ex ministro dell'Economia (Tremonti) ha bruciato tutte le potenzialità di recupero con i condoni. Una cosa incredibile: condoni tombali e anonimi. Significa rinunciare a conoscere le zone di potenziale rischio per lo Stato. Il condono è il più nefasto dei provvedimenti fìscali: rende incerto lo stato di diritto, crea sperequazioni tra onesti e disonesti a danno dei primi, induce all'evasione”. Le frodi fiscali: “Cosa può provare un finanziere che fa un accertamento, lavora per mesi, e poi si vede presentare il condono tombale anonimo, quello che si tira fuori solo se si è pizzicati? Con 260 MIMESI quale spirito fa il suo lavoro?”. Sullo stato sociale: “I più facili da ridurre sono i costi sociali. Già oggi non c'è più una lira. Non importa se il servizio pubblico scolastico peggiora, tanto chi ha i soldi sceglierà le scuole private. Così per la sanità, per gli. anziani, per la sicurezza”. Il taglio delle tasse: “Ci sono 2 milioni e mezzo di famiglie che vivono in stato di povertà, con 600 euro al mese. E noi riduciamo le tasse a chi sta già bene?”. Le osservazioni sopra riportate non sono di Fausto Bertinotti né di Daniele Luttazzi, ma costituiscono l’analisi in materia di Victor Uckmar, docen-te all'Università di Genova, presi-dente del Centro ricerche tributa-rie dell’Università Bocconi di Milano. Andrea Talmelli «Blocco totale delle turbogas prima di avere dati certi» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - LA PAROLA AI LETTORISi moltiplicano le valutazioni sulla centrale Gentile Direttore, le polemiche sulla opportunità o meno di realizzare anche a Ferrara, nell’area dell’ex petrolchimico, una centrale a turbogas non accennano a placarsi. Anzi, proprio in questi ultimi giorni e dopo un certo periodo di pausa, sono andate rinfocolandosi tanto che, come è noto, un nutrito gruppo di consiglieri comunali, appartenenti peraltro non solo ai partiti di opposizione, ha richiesto che venga convocata una seduta del consiglio comunale espressamente dedicata all’approfondimento della questione. Ora, sinceramente, io non sono assolutamente in grado di dissertare sulla qualità e sulla quantità di “polveri sottili” che la centrale produrrà, né, tanto meno, sul fatto che l’inquinamento ambientale secondario alla sua entrata in funzione sarà maggiore o minore di quello che altre fonti di energia potrebbero determinare. Lascio quindi agli esperti (ma ve ne sono di veramente tali su questo argomento ?) la discussione su tali complesse problematiche. So però due cose. Primo, come confermato proprio in questi giorni, a Ferrara vi è la più alta prevalenza di tumori di tutta la regione e, nella zona in cui sorgerà la centrale, la più alta della città. Secondo, sull’ultimo numero del giornale ufficiale dell’ENPAM, che è l’ente di previdenza dei medici, è stato pubblicato un documento con cui il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso prende posizione contro la costruzione di centrali a turbogas nel Molise (a Termoli in particolare) e invita tutti gli organi istituzionali e le forze politiche ad impegnarsi per il blocco permanente della costruzione delle centrali fino a quando non vi sia l’assoluta certezza che tali centrali non arrechino danno alla popolazione. Viene invocato, in altre parole, quello che si definisce “principio di precauzione”, tanto per intenderci il medesimo che viene attualmente seguito in Italia per vietare la diffusione degli alimenti cosiddetti 261 MIMESI “geneticamente modificati” (OGM) e che tutti gli schieramenti politici sembrano condividere. Allora mi chiedo, perché non si fa anche a Ferrara quello che è stato richiesto nel Molise e cioè non si attende ad iniziare i lavori di costruzione della centrale a turbogas fino a che non vi sarà la ragionevole certezza che i vantaggi per la salute dei ferraresi e, perché no, anche quelli per l’economia della nostra città siano superiori ai forse inevitabili problemi che la centrale comporterà ? Sugli OGM, come detto, tutti i politici (di meno gli scienziati) sono d’accordo. Perché non attendiamo dunque che tutti gli scienziati siano d’accordo sul turbogas e solo allora, anche se non tutti i politici lo saranno, si dia inizio ai lavori ? Franco Tomasi Capogruppo UDC Circoscrizione Centro Cittadino «Scomuniche» per Rifondazione Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - LO SCONTROI vertici chiedono la ‘testa’ della capogruppo, decisa però «a restare almeno fino al congresso» «E’ stata lei a mettersi, automaticamente, fuori dal partito. Ora per coerenza politica dovrebbe rassegnare il mandato di capogruppo in Comune, quello cioè che identifica la rappresentanza politica». Così il vertice di Rifondazione mette la parola ‘tombale’ sul caso di Emanuela Zucchini, capogruppo prima sfiduciata e ora scomunicata: «Non interverremo più, con documenti o altre dichiarazioni — annuncia il segretario provinciale Kiwan Kiwan —, perchè la vicenda è ormai chiarissima: è legittimo avere posizioni autonome, ma rappresentare un partito, appunto assumendo la carica di capogruppo, è cosa ben diversa da rappresentare se stessa». Invece prima sulla fusione Agea-Hera, poi sul progetto del turbogas, il divario è risultato netto «e addirittura ci siamo ritrovati con una capogruppo che ha firmato documenti assieme al centrodestra — tuona Kiwan —; a ciò si aggiunge la mancata partecipazione alle riunioni di partito, ed un atteggiamento ormai palese di ostruzionismo politico nei confronti di Rifondazione». A questo punto, aggiunge Gigi Cattani, «dai comportamenti che registreremo nelle prossime settimane, dipenderà anche l’attivazione di procedure interne al partito». Non è possibile, per il regolamento del Comune, la revoca del mandato di capogruppo; «né è pensabile che noi pensiamo che la Zucchini debba dimettersi dal Consiglio», chiude Kiwan. Sul tappeto perciò c’è l’ipotesi dell’espulsione dal partito. Ma la capogruppo ‘ribelle’ non si arrende: «Non lascerò la carica di capogruppo, almeno fino al Congresso provinciale in programma tra fine gennaio e inizio febbraio; a meno che i dirigenti di Rifondazione non mi eliminino fisicamente prima...», sorride la Zucchini. «Sulla mancanza di lealtà a Rifondazione replico con una sola domanda — prosegue —: qual è il partito di sinistra che più combatte i processi di privatizzazione dei servizi sociali, che più si schiera contro la devastazione e l’inquinamento dell’ambiente, in questo caso rappresentato dal progetto della mega centrale a 262 MIMESI turbogas?». Infine una battuta sul braccio di ferro con i vertici del partito: «Ripeto, sono determinata a restare capogruppo fino al Congresso — chiude la Zucchini —: sarà un’occasione per rimettere il dibattito al centro della politica. Forse per questo registro l’ansia crescente che sta attanagliando i vertici del partito». s. l. Il cittadino escluso dalle grandi scelte La Nuova Ferrara Pagina 18 - Agenda e Lettere A proposito di Darsena City. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è un vecchio detto dei nostri nonni, che a Ferrara sembra indicare la norma di comportamento. Chiedere il parere di esperti e cittadini, quando le scelte sono già compiute (es. Centrale a turbogas, triplicazione inceneritore, Piano strutturale, ecc..) o come nel caso in questione siamo ad opera iniziata, non mi sembra un comportamento trasparente e democratico. Mi riferisco in particolare alla realizzazione della cosiddetta Darsena City. Ho ascoltato con interesse i vari interventi che sabato (4/12) si sono succeduti sull’argomento. E’ sempre un piacere ascoltare persone altamente qualificate e di grande cultura (magari un po’ troppo esibita) che parlano, è un bellissimo esercizio retorico da cui noi comuni cittadini abbiamo da imparare. Sabato mattina ho imparato che al di là delle lodi e delle critiche sul progetto in discussione, noi cittadini continuiamo ad essere esclusi dalle scelte veramente importanti che riguardano questa città. La costruzione di Darsena City rappresenta un intervento importante, ma così impattante che avrebbe dovuto essere studiato, analizzato e valutato molto prima e non solo dagli addetti ai lavori per quanto qualificati. Un progetto di questa portata avrebbe avuto bisogno di una maggior condivisione e discussione da parte di tutti i cittadini, da parte delle Associazioni e da parte di chi ha il compito di proporre e condurre i piani di sviluppo edilizio e non solo della nostra città. Rimarco con piacere che l’assessore Atti con notevole equilibrio ha annunciato che nel futuro ci sarà un organo di controllo (Urban Center) dotato di strumenti in grado di valutare, prima e non dopo, gli interventi, la loro misura e il loro impatto urbanistico, economico e sociale. Grande rispetto per l’ing. Mascellani, è un imprenditore intelligente e coraggioso e fa il suo mestiere, ma non è Ercole d’Este e l’addizione Mascellani non è l’addizione erculea che aveva con lungimiranza mantenuto e rispettato la compenetrazione tra città e campagna, tra città e territorio, tra città e paesaggio. Darsena City, al di là della valenza economica su cui ho molte perplessità, rappresenta a mio parere un riempire a tutti i costi uno spazio e una volta ultimato finirà per essere un “tappo” e non una cerniera tra città, periferia qualificata e territorio. Per concludere spero sia ancora possibile modificare in corso d’opera il progetto contenendo i volumi e le altezze. Valerio Vicentini Consigliere Circoscrizione Centro per Italia dei Valori 263 MIMESI Articoli pubblicati il 06/12/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - La nostra citta', pagina 22 Tre appuntamenti in Circoscrizione In programma oggi tre Consigli di Circoscrizione. Appuntamento alle 20,30 alla Sud, dalle 21 alla Giardino Arianuova Doro e sempre alle 21 per la Nord. Analoghi gli ordini del giorno, in cui figura fra l’altro la modifica dei regolamenti in materia di edilizia residenziale pubblica. I piani per l’infanzia Secondo appuntamento, oggi alle 9,45 alla sala Borgonuovo di via Cairoli 32, del ciclo di incontri promosso da Provincia e Regione, per approfondire la conoscenza delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Interverranno Annamaria Rosetti, dei servizi sociosanitari della Regione, e Katia Avanzino, dell’Istituto di ricerca sociale di Milano. I relatori parleranno dei Piani di zona come strumenti importanti per le politiche familiari. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a Manuela De Zordo, del servizio politiche sociali della Provincia (tel. 0532-299051, posta elettronica [email protected]). Le donne e l’ambiente Oggi alle 17.30 al Centro Documentazione Donna di via Terranuova 12/b, il gruppo ecofemminista «Vandana Shiva», che si è costituito recentemente e che ha partecipato alle manifestazioni contro la costruzione della centrale Turbogas e del nuovo inceneritore, organizza un incontro sulla tutela ambientale, le diversità culturali, la sicurezza alimentare, la difesa della salute e su tutto ciò che riguarda i modi di interagire responsabilmente con tutte le forme viventi. Paolo Fabbri all’Ariostea Alla Biblioteca Ariostea, oggi dalle 17, viene presentato il libro di Paolo Fabbri «Piansi al suo pianto» (edito da Polistampa); ne parla con l’autore, docente all’Università di Ferrara, il direttore di Casa Cini don Franco Patruno. Introduce Francesca Mellone dell’Ariostea. Incontro 264 MIMESI di psicologia Questa sera alle 20.30, nella sede del Centro Donne e Giustizia (via Terranuova 12/b), avrà luogo un incontro a cura dell'associazione Psicologi ferraresi sul tema «Donne che escono dalla separazione». 265 MIMESI Articoli pubblicati il 05/12/2004 Italia dei valori: Turbogas contro la sostenibilità La Nuova Ferrara Pagina 13 - Cronaca Ben venga il riconoscimento della Provincia di Ferrara dei principi della Conferenza di Aalborg in materia di sviluppo sostenibile, «ma non ci sembra che con la decisione di realizzare la centrale Turbogas e di potenziare l’inceneritore si vada in questa direzione». Il segretario provinciale dell’Italia dei valori, Massimiliano Fiorillo, approfitta dell’approvazione da parte del Consiglio provinciale della nuova carta di Aalborg per portare un nuovo attacco ai due progetti. Secondo Fiorillo i cittadini «sono destinati a subire scelte politiche che non condividono o delle quali non ne comprendono il senso e l’utilità», mentre i dati scientifici non sarebbero ancora completi. La Nuova Ferrara... La Nuova Ferrara Pagina 13 - Cronaca BREVI VIA TERRANUOVA Incontro donne ecofemministe Domani alle ore 17.30 al Centro Documentazione Donna, nella sala della Biblioteca delle donne Gina Guidetti, via Terranuova 12/b, Ferrara, il gruppo ecofemminista “Vandana Shiva”, che si è costituito recentemente e che ha partecipato alle manifestazioni in corso contro la costruzione della centrale Turbogas e del nuovo inceneritore, invita le donne che vogliono impegnarsi o anche semplicemente informarsi e discutere sui temi della salvaguardia dell’ambiente a un incontro di presentazione del gruppo. Sarà l’occasione per uno scambio di idee non solo sulla tutela ambientale ma sulle diversità culturali, la sicurezza alimentare, la difesa della salute e su tutto ciò che riguarda i modi di interagire responsabilmente con tutte le forme viventi. All’incontro seguirà un 266 MIMESI aperitivo che permetterà di conoscersi in maniera più informale. VIA FABBRI Iniziativa pro bimbi delle favelas Martedì 7 dicembre 2004 alle ore 20.30 presso il Santuario del Crocifisso in via Fabbri a Ferrara si terrà il secondo incontro di preghiera cantato “Una mano per la vita” che sarà devoluto alle missioni in Brasile delle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe per il progetto “Riacho Grande”. L’obiettivo è togliere dalla strada 80.000 bambini che vivono nelle favelas. BORGONUOVO Le politiche per l’infanzia Secondo appuntamento del ciclo di incontri sul quadro normativo delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza promosso dalla Provincia con la collaborazione della Regione. Domani alla sala Borgonuovo dalle 9.45 alle 14 si parlerà dell’“Identità dell’esperienza ex 285-97 nel passaggio ai piani di zona” con Annamaria Rossetti (servizi socio sanitari della Regione) e Katia Avanzino (istituto ricerca sociale di Milano). ADO Raccolta fondi con stelle di Natale Oggi i banchetti dell’Ado saranno presenti sotto il volto del Cavallo per la tradizionale raccolta fondi con le bellissime stelle di Natale. Per tutto dicembre l’associazione sarà presenta in via Palestro 77 e corso Giovecca 57 dove, oltre alle stelle di Natale, si potranno trovare anche simpatiche idee regalo. I locali sono stati messi a disposizione dalla famiglia Lopez e da Orsatti Group. PORPORANA Avis oggi in festa per i suoi 22 anni Oggi l’Avis frazionale di Ravalle, Casaglia e Porporana festeggia a Porporana il 22º anniversario della sua fondazione. Il raduno è alle 9 alla sala parrocchiale con i labari delle Avis consorelle e un rinfresco. Alle 9.45 la deposizione di una corona al Monumento dei Caduti, alle 10 la messa celebrata da don Graziano Donà; alle 11 il saluto e la cerimonia di premiazione dei donatori benemeriti (tra tutti ricordiamo la Corce d’Oro per 100 donazioni a Renato Vezzani) alla presenza delle autorità. 267 MIMESI Articoli pubblicati il 04/12/2004 ‘Sulla maxi-centrale si deve tornare a riflettere’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - TURBOGAS Sedici consiglieri comunali chiedono una seduta straordinaria su tre punti dell’impianto. Entro Natale è previsto l’ok per la bonifica dei terreni La risposta secondo la quale esisterebbero degli atti amministrativi rilasciati a livello nazionale che sulla costruzione della turbogas chiudono ogni discorso, non li convince. Soprattutto perché circa 6 mila cittadini hanno firmato una petizione per chiedere all’Amministrazione comunale di rivedere e discutere di nuovo sulla validità delle scelte operate sulla realizzazione di questo impianto: una decisione, che, hanno ricordato ieri «graverà sul futuro della città per numerosi anni a venire». Ecco allora che, invitati dai rappresentanti dai comitati Per una città sostenibile e FerrAria Pulita, sedici consiglieri comunali di An, FI, Io amo Ferrara e la presidente del gruppo consiliare di Rifondazione comunista hanno deciso di firmare la richiesta perché un Consiglio venga dedicato a tre punti connessi alla centrale. In primo luogo, si chiede che vengano illustrati e discussi «i principi, le modalità complete e il progetto per la bonifica dei terreni del petrolchimico su cui sorgerà la centrale». Proprio qualche giorno fa è stata annunciata l’approvazione del progetto preliminare di bonifica della falda profonda del polo chimico, ma prima di Natale è previsto l’ok al progetto per la bonifica dei terreni e della falda superficiale sui quali sorgerà la centrale. Altri punti su cui i consiglieri hanno chiesto di tornare a riflettere (e secondo l’articolo sette comma sette dello statuto, il Consiglio comunale dovrà essere convocata entro 20 giorni dalla consegna della richiesta avvenuta ieri) sui tempi inerenti la costruzione della centrale, la loro compatibilità con la bonifica, una nuova riflessione sull’impatto ambientale della centrale; e ancora, sull’istituzione di una commissione tecnico-scientifica «di altissimo livello nazionale e/o internazionale», che coinvolga le organizzazione ambientaliste cittadine, e che si esprima prima dell’inizio dei lavori della centrale. Si è detto disponibile alla convocazione del Consiglio l’assessore all’Ambiente Sandro Bratti: «Sarà forse difficile la convocazione entro Natale, e soprattutto chiederò di poter parlare a lungo, per illustrare le valutazioni fatte. Per la commissione, stiamo già prendendo contatti». i.f. 268 MIMESI E adesso le turbine delle centrali riescono a ripulire l’aria dalle polveri... Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III Continua la produzione di studi che cercano di stabilire la quantità di polveri fini e ultrafini prodotte dalle turbogas, argomento sollevato ormai due anni fa da un articolo di Nicola Armaroli, ricercatore del Cnr di Bologna, e Claudio Po, medico igienista. Tra le indagini più recenti, quella a firma del direttore dell’Istituto d’inquinamento atmosferico del Cnr di Roma, Ivo Allegrini, da sempre sostenitore di una produzione di polveri insifignicante da parte di queste centrali: in un recente studio avrebbe dimostrato la sua posizione tramite una campagna di rilevazioni sui camini della centrale a turbogas di Porto Corsini (Ravenna), dove le polveri sarebbero state misurate per tre giorni. Lo studio è stato presentato a Milano insieme a una ricerca commissionata da Assoelettrica al Politecnico di Milano, e che tra le altre ha visto la relazione di Ettore Macchi, già nella commissione che ha approvato la realizzazione della centrale di Mantova. Macchi ha presentato le misurazioni di polveri effettuate ai camini della centrale da 250 Mw (quella di Ferrara sarà da 800) di Sermide. Tra le conclusioni presentate da Macchi, particolarmente promettente e bizzarra quella secondo cui «la turbina a gas si comporta come un dispositivo di depurazione dell’aria dal particolato in essa sospeso». L’aria in uscita dai camini della turbogas avrebbe infatti un contenuto di polveri inferiore rispetto a quella in entrata. i.f. Quanta demagogia sull’ambiente! Il Resto del Carlino FERRARA - Agenda e film, pagina XV - L’INTERVENTO «Fatti più in là», dicevano le sorelle Bandiera; «Non nel mio cortile», dicono gli inglesi. Tutti ci ripetono che in Italia , per l’autosufficienza di energia elettrica, occorrono circa 80.000MW di potenza installata. Se consideriamo, per la provincia di Ferrara, un consumo medio pro-capite pari a quello nazionale, abbiamo bisogno di almeno 500-600MW di potenza. Si aggiunga che le centrali a combustibile devono essere installate in pianura o in altopiano, comunque in zone con flussi di acqua notevoli per il raffreddamento; si arriverà all’assegnazione indispensabile, se ogni provincia sta nei suoi confini, di una centrale elettrica di non meno di 800MW . I terroristi dell’ambientalismo, avallati e corteggiati dalla condiscenza demagogica dei politici, tra i quali, purtroppo, anche il mio idolo Bettino Craxi, (che, nell’occasione del referendum del 1987, con l’amico ing. Giorgio Sarti, contestai pubblicamente facendo propaganda per il «No»), ci hanno messo fuori dal nucleare: i primi della classe, in Europa; in aula, dietro la lavagna, con le lunghe orecchie d’asino sulla testa. 269 MIMESI Di centrali a turbogas di 800 MW ne sono programmate, in Italia, oltre una ventina, delle quali non poche da installare in comuni governati da maggioranze politiche opposte a quella di Ferrara. Costa sono i partiti di sinistra a contrastare i turbogas, mentre da noi sono dei demagoghi dell’opposizione, sinallagmatici ai primi, ai quali, come il celebre oratore Petrolini, sempre oppongono un «più uno»!... Tutti tengono, a casa loro, la TV, la lavatrice, la lavastoviglie, il forno a microonde, il ferro da stiro, le lampadine inventate da Edison. Tutti potrebbero, con la ruota di una bicicletta collegata ad una dinamo, pedalare di gran lena per produrre l’energia elettrica necessaria alla famiglia. Ci sono, poi, i forni incenitori: nessuno li vuole, ma tutti portano il pattume al bidone sulla strada. Non vogliono le discariche, copiando la demogogia campano-lucana; tanto meno i termodistruttori (o valorizzatori), anche se l’esempio dei paesi europei a nord dell’Italia ci insegna che, recuperato il massimo del differenziabile, è quello il processo migliore per lo smaltimento del «rusco». A Ferrara abbiamo due meravigliosi forni incenitori, allestiti secondo le tecnologie più avanzate, dopo l’aggiornamento di quello di via Conchetta, dei quali dovremmo portare orgoglioso esempio, utilizzandone la capacità al massimo consentito da una gestione industriale corretta e prudente. E sarebbe anche un «business» per le finanze locali. Abbiamo un forno industriale per rifiuti tossici e nocivi, di tecnologia Linde, affermata in tutto il mondo ed il signor sindaco, che non conosco quanto sappia di valvole, tramogge, forni a 11001300° gradi, post-combustione, abbattimento di fumi e particelle, gradienti termici negativi e cose simili, ne propone la chiusura per dare un’offa agli ambientalisti ulematici suoi alleati. Si aggiungano, tra i demagoghi e gli sprovveduti, i feroci oppositori alle antenne: tutti forniti di telefono cellulare, internet e TV satellitare. Senza dire degli «ogm free» i cui cartelli saranno apposti ai confini dell’Emilia-Romagna e di altre regioni. Su questi problemi non si ascoltano le prese di posizione del prof. Veronesi, principe degli oncologi, dell’A.I.R.C. (Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro), della Royal Society, che ci rassicurano escludendo danni all’uomo, nè dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, degli scienziati del Consiglio Superiore della Sanità; dell’ing. Demetrio Egidi, responsabile regionale della protezione civile, che ben conosce ed ha autorizzato, a suo tempo, l’avvio del forno incenitore per rifiuti tossici e nocivi della Montedison. Siamo tornati, a Ferrara, al 1630. «La storia della colonna infame» è stata raccontata da Alessandro Manzoni, quale preludio a «I promessi sposi». Il linciaggio degli «untori», al quale è scampato Renzo Tramaglino, fuggendo da Milano, dove infuriava la peste bubbonica, è paradigmatico degli atteggiamenti indotti dalla demagogia nichilista degli ambientalisti. Era quello il secolo di Galileo Galilei e della condanna della Chiesa Romana alla teoria elioncentrica. I ferraresi, amministratori e politici bipartisan in testa, hanno dimenticato che questa è la città di Nicolò Copernico, al quale hanno intitolato l’antico Ateneo. Dolves Guidi 270 MIMESI Dibattito sulla turbogas Due istanze in Comune La Nuova Ferrara Pagina 14 - Cronaca Sono state depositate due richieste di consiglio comunale straordinario sulla centrale a Turbogas. Solo in un punto differiscono: la prima richiede un’adunanza aperta anche ai movimenti e porta in calce 9 firme (Forza Italia e Emanuela Zucchini del Prc) mentre l’altra, che ha in più ha l’appoggio dei gruppi di An e Iaf, chiede solo una discussione. Alla conferenza stampa c’erano i rappresentanti dei gruppi consiliari e dei comitati anti-Turbogas. Tre i punti che i promotori vorrebbero all’ordine del giorno: princìpi e modalità concrete del progetto di bonifica dei terreni del petrolchimico dove sorgerà la Turbogas; tempi di costruzione della centrale in relazione al completamento della bonifica del sito; istituzione di una commissione tecnico scientifica di alto livello nazionale e internazionale che coinvolga le associaz ioni ambientaliste cittadine. «Non si tratta né di una richiesta di opposizione né di maggioranza - ha spiegato il Pierfrancesco Perazzolo (Fi) - e va al di là delle rappresentanze istituzionali visto anche il grande sostegno dei comitati. E’ opportuno un approfondimento che dia risposte concrete ai cittadini su cosa sarà fatto e in quali tempi. Alle 6.000 firme dei cittadini l’amministrazione non ha dato una risposta soddisfacente, riteniamo utile un consiglio che dovrà essere convocata entro 20 giorni dalla richiesta». Enrico Brandani (An) ha sottolineato come «la politica debba avere il coraggio di un fare un passo indietro» e ha ribadito, come Alberto Balboni (An), il ruolo fondamentale della commissione. Zucchini ha spiegato la sua adesione: «Non vanno mai sottovalutate le richieste di partecipazione dal basso. Sono politicamente sofferente perché la richiesta non è stata sottoscritta dalla coalizione e sono amareggiata per il comportamento della componente ambientalista, troppo silente». (a.t.) 271 MIMESI Articoli pubblicati il 03/12/2004 E salta il numero legale sui problemi dei pensionati Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - PROVINCIA In Consiglio dibattito ‘ambientale’ Ferrara svetta nelle classifiche ‘ambientali’, ma in città i problemi non mancano. In particolare per quanto riguarda «la quantità di rifiuti prodotti, l’elevato consumo di consumi elettrici e il tasso di micropolveri». Così la capogruppo di Alleanza per Ferrara Neda Barbieri ha aperto il dibattito, ieri in Consiglio provinciale, sulle ‘criticità’ del Piano Rifiuti.Criticità evidenziate anche da Rossano Scanavini dell’Udci, che ha posto il problema della vicinanza alla città degli impianti di incenerimento rifiuti e della prevista realizzazione della centrale a turbogas. L’assessore Sergio Golinelli, rispondendo alle osservazioni, ha anche ricordato la presentazione del bilancio ambientale, accanto a quello economico e finanziario dell’ente, con l’impegno di portarlo presto a regime per quanto riguarda, ad esempio, i consuntivi quantitativi della produzione di rifiuti, o della quantità di polveri nell’aria. Lo stesso Golinelli ha chiuso la propria replica ricordando alcuni obiettivi del Piano rifiuti: riduzione della produzione alla fonte ed aumento della raccolta differenziata. La seconda parte della seduta è stata dedicata alla presentazione di alcuni question time. Il primo è stato illustrato da Ugo Taddeo (Fi), che ha chiesto spiegazioni sul ruolo dell’Agenzia della Mobilità. Il secondo, nuovamente relativo a questioni ambientali, è stato presentato dall’altro consigliere di Forza Italia Rino Conventi. Nella risposta l’assessore Sergio Golinelli ha ricordato che la chiusura dell’impianto di via Conchetta è stata prorogata al 31 dicembre 2005 e che le emissioni atmosferiche dal 2002 ad oggi sono ampiamente al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge. Infine, lo stesso sistema di emissioni che attualmente è in dotazione all’impianto di via Conchetta, sarà in funzione anche nel nuovo inceneritore di via Canal bianco. La seduta è stata sciolta, infine, per l’uscita dall’aula dei gruppi di minoranza, che hanno fatto mancare il numero legale al momento della discussione di un ordine del giorno del centrosinistra sulla protesta dei pensionati e la Finanziaria. 272 MIMESI La turbogas fa meno paura La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - Il Politecnico: mille volte più pulita delle altre centrali FERRARA. Le centrali a turbogas, del tipo di quella che sarà costruita a Ferrara, inquinano molto ma molto meno di ogni altro tipo di impianto per la produzione di elettricità. E’ il risultato di uno studio del Politecnico di Milano sulla centrale di Sermide. Risultati simili sono stati ottenuti dal Cnr di Roma misurando le emissioni della centrale di Porto Corsini. Si tratta di numeri diversi da quelli calcolati dai ricercatori del Cnr di Bologna, destinati perciò ad alimentare le discussioni. In vista un dibattito in Consiglio comunale. A PAGINA 11 «Turbogas, tecnologia mangia-polveri» La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Due indagini sperimentali confutano gli studi sull’inquinamento che hanno messo in allarme molti ambientalisti - INDUSTRIE E AMBIENTE Le centrali turbogas a ciclo combinato, del tipo di quella che Enipower vuole costruire al petrolchimico, inquinano molto meno degli impianti tradizionali e, in particolare, producono polveri sottili «a livelli di scarsissima consistenza». A dirlo sono due ricerche sul campo condotte dal Politecnico di Milano e dal Cnr rispettivamente sulle centrali già esistenti a Sermide (Mn) e Porto Corsini (Ra), che non mancheranno di suscitare polemiche in vista della costruzione della turbogas. La ricerca del Politecnico in collaborazione con il Centro elettrico sperimentale italiano è finanziata da Assoelettrica, l’associazione delle aziende produttrici di energia, ed è firmata dal coordinatore Ennio Macchi, ordinario di Conversione dell’energia. L’obiettivo esplicito è di confutare l’ostilità nei confronti delle centrali turbogas, in particolare a causa del problema delle emissioni di polveri, che «pur comprensibile in termini emotivi, appare priva dei necessari fondamenti scientifici» e «costituisce uno dei motivi dei gravi ritardi del rinnocamento del parco termoelettrico italiano». Per fare questo i ricercatori milanesi hanno misurato le emissioni della centrale turbogas di Sermine, 250 Mw con tecnologia di ultima generazione e sistema di controllo a secco degli ossidi di azoto, tenuta d’occhio per 48 ore filate. I risultati consentono ai ricercatori di azzardare questo giudizio: «Le concentrazioni di particolato nei gas di scarico sono significativamente inferiori rispetto a quelli dell’aria ambiente; in altri termini la turbina a gas si comporta come un dispositivo di depurazione dell’aria ambiente dal particolato in essa sospesa». Le polveri totali rilevate sono comprese tra 11,4 e 31,3 microgrammi al metro cubo, le Pm10 tra 7,4 e 9, le polveri sottilissime (Pm2,5) tra 4,3 e 6,5. La tecnologia è la stessa della futura turbogas di Ferrara, che sarà più grande di tre volte: anche 273 MIMESI effettuando le dovute moltiplicazioni, però, si resta lontani dai dati di emissioni dell’attuale Cte2 in funzione al petrolchimico, autorizzata per 50 milligrammi (1.000 volte più grandi dei microgrammi) e funzionante per circa la metà, e che dovrebbe essere chiusa. Scarsa anche la presenza alla bocca del camino di altri inquinanti, in particolare di origine carboniosa. Per i ricercatori milanesi non è una sorpresa, perchè il sistema di filtraggio trattiene una parte delle polveri e non ci sono passaggi interni “produttori” di Pm10, mentre gli unici inquinanti emessi in maniera significativa sarebbero gli ossidi di azoto. Le concentrazioni definite «insignificanti» sono state trovate anche per gli idrocarburi aromatici, benzene e aldeidi, cioè le sostanze considerate più pericolose. In pratica, concludono gli esperti del Politecnico, la diffirenza di inquinamento a favore delle centrali a ciclo combinato è di una unità di grandezza, cioè enorme. Sulla questione turbogas torna ad intervenire anche Ivo Allegrini, responsabile dell’istituto d’inquinamento atmosferico del Cnr di Roma, sostanzialmente per confutare gli allarmi del ricercatore del Cnr di Bologna, Nicola Armaroli, su polveri sottili e formaldeide prodotte dagli impianti a turbogas. Il Cnr ha svolto un’indagine specifica sulla centrale di Porto Corsini, riscontrando, tra l’altro, «quantità di polveri del tutto trascurabile. Infatti il valore medio del particolato Pm10 nelle emissioni è 60 microgrammi»; la formaldeide appare in concentrazioni di circa 1 migrogrammo, quasi assenti zolfo e mercurio, «il che dimostra che il gas distribuito in Italia è caratterizzata da ottime qualità ambientali che lo rendono molto difforme dai combustibili gassosi utilizzati da altri paesi, come gli Usa». I dati di Armaroli, va ricordato, erano ricavati proprio dagli Stati Uniti. Queste due ricerche alimenteranno il dibattito sulla turbogas che sta per arrivare al culmine, avvicinandosi l’avvio del cantiere con il via libera al secondo step della bonifica del petrolchimico dato l’altro giorno dalla giunta comunale. Ormai prossima anche la discussione pubblica in Consiglio comunale, visto che Forza Italia sembra aver trovato il numero di firme necessarie alla sua mozione. Quattordici voti, dopo la recente “conversione” di An, erano praticamente assicurati nel solo Polo, ne sarebbero arrivati altri tre. La Provincia «sposa» Aalborg La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca Il consiglio provinciale ha appovato all’unanimità la delibera che propone l’adesione della Provincia ai principi stabiliti dalla conferenza di Aalborg nel 1994. L’argomento è stato introdotto dall’assessore Sergio Golinelli che, a dieci anni di distanza dall’incontro avvenuto nella cittadina danese, ha ripercorso gli impegni assunti sul rapporto tra sviluppo e sostenibilità ambientale e che hanno dato il via al processo di Agenda 21. «Un rinnovato impegno di adesione - ha detto Golinelli per verificare il percorso fatto nel frattempo e per ritrovare un impegno condiviso a livello locale sul terreno della salvaguardia ambientale». 274 MIMESI Fra i principi ispiratori del documento varato nel 1994, infatti, si trova il compito di assicurare alle generazioni future le risorse ambientali di quelle attuali e quello di sensibilizzare alla cultura della sostenibilità. Il consigliere Mario Castelluzzo (Italia dei valori) ha condiviso i contenuti della delibera ed ha rilevato come il processo di Agenda 21 Locale sia andato in questa direzione. Favorevole anche il parere di Brunella Lugli (Verdi) che ha posto l’attenzione su alcune iniziative intraprese, come l’attivazione dello Sportello Ecoidea e l’opera di informazione e di sensibilizzazione avvenuta sul tema. Neda Barbieri (Alleanza per Ferrara), nell’esprimere il proprio voto favorevole, ha richiamato l’assessorato a “dare sostanza” agli impegni presi ed a stabilire obiettivi per i prossimi anni. Sulla presenza di elementi di criticità nel piano provinciale rifiuti è poi intervenuto Rossano Scanavini (Udc), che ha posto il problema della vicinanza alla città degli impianti di incenerimento rifiuti e della probabile prossima apertura della centrale turbogas. L’assessore Golinelli ha poi replicato ricordando alcuni obiettivi del piano rifiuti: riduzione della produzione alla fonte ed aumento della raccolta differenziata. Approvata all’unanimità (26 voti su 26 presenti) anche una delibera sull’approvazione della nuova bozza di statuto dell’Unione Appennino e verde della Regione Emilia Romagna a cui la Provincia aderì nel 1998. La delibera è stata illustrata dall’assessore al turismo, Alessandro Pierotti. 275 MIMESI Articoli pubblicati il 02/12/2004 Miliardi di molecole di diossina Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - AMBIENTE Caro Carlino, come sai, sono un pensionato e quindi ho tempo per approfondire i temi che più mi stanno a cuore, che sono, dopo il turbogas, ahimè, gli inceneritori. Più lo faccio e più rimango sconvolto. Ho trovato una ricerca commissionata qualche anno fa da Greenpeace. La ricerca studiava, tra l’altro, la diffusione a distanza, nell’aria, delle circa duecento sostanze organiche tossiche emesse dagli inceneritori, tra le quali c’è la diossina. Orbene è stata trovata diossina nel latte di mucche di un allevamento situato a cinque chilometri e mezzo dall’inceneritore di via Conchetta. Quest’ultimo fatto induce almeno due considerazioni. La prima è che nessuno a Ferrara e dintorni può chiamarsi fuori, anche se consideriamo il solo inceneritore di via Conchetta. La seconda considerazione è un calcolo un po’ approssimato che farò, perché la gente si possa fare un’idea della situazione. Ritorniamo quindi agli 0,1 grammi di diossina emessi in un anno in via Conchetta (dato Agea), che producono in realtà 500 milioni di miliardi di molecole di diossina ogni giorno. Anche facendo l’ipotesi ottimistica che le molecole si diffondano in un territorio di 500 chilometri quadrati, cioè in un quadrato di più di 20 chilometri di lato, come dire da Baura fino a Senetica e dal Po fino a Poggio Renatico, in tutta questa zona su ogni metro quadrato di terreno, su ogni metro quadrato delle nostre campagne, dei nostri orti, dei nostri giardini, dei nostri campi sportivi ,ecc.ecc. cadono circa un miliardo di molecole di diossina ogni giorno, ogni giorno che Dio manda in terra. Tutte molecole potenzialmente cancerogene, non biodegradabili, non solubili in acqua, indistruttibili. E questo per un inceneritore come quello di via Conchetta, progettato per bruciare 43.600 tonnellate/anno. Vi immaginate cosa succederà quando sarà portato a 150.000 tonnellate /anno quello di Cassana ? Ma stiamo diventando tutti matti? Hanno trovato diossina nel latte materno e perfino nel corpo degli esquimesi. Che territorio lasceremo ai nostri figli? E fino a quando lasceremo tutto questo in mano alla speculazione dei privati? Vittorio Serafini 276 MIMESI Articoli pubblicati il 01/12/2004 Rifondazione, capogruppo ‘diffidata’: «Non esprime le indicazioni del partito» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina X Si inasprisce la polemica interna a Rifondazione Comunista: lunedì sera, in Consiglio, Irene Bregola ha letto un documento ufficiale in cui si afferma fra l’altro che la capogruppo Emanuela Zucchini «non rappresenta più in alcun modo le posizioni e la linea ufficiale del partito». Anzi la Zucchini, che nei giorni scorsi ha inviato alla stampa una propria lettera in cui ribadisce il diritto a fregiarsi ancora del ruolo di presidente del gruppo consiliare, è di fatto ‘diffidata’ dall’utilizzare d’ora in poi anche il nome di Rifondazione Comunista per esprimere le proprie valutazioni, che secondo quanto dichiarato dalla Bregola in Consiglio vanno intese invece come posizioni esclusivamente personali. «La posizione di Rifondazione Comunista — ha affermato la Bregola — sarà quella espressa unicamente dai miei interventi». Una ‘scomunica’ politica tanto clamorosa quanto ormai ufficiale, legata a dissidi in particolare sulla vicenda di Hera-Agea e del turbogas. A termini di regolamento del Consiglio comunale, tuttavia, solo la Zucchini può rinunciare al titolo di presidente del gruppo: il partito non può imporle le dimissioni, né agire in alcun modo sulle leve statutarie dell’istituzione pubblica. Ma come emerso da una recente riunione del comitato federale del Prc, la ‘frattura’ ormai è insanabile. 277 MIMESI Articoli pubblicati il 29/11/2004 Sono e resto presidente del gruppo di Rifondazione La Nuova Ferrara Pagina 13 - Agenda e Lettere Contrariamente a quanto apparso sulla stampa qualche settimana fa, io sono ancora a tutti gli effetti la presidente del gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista, essendo questo un ruolo che rivesto legittimamente, in quanto sono risultata la prima delle elette nella lista del partito che rappresento (articolo 22, comma 4 del Regolamento del Consiglio Comunale). In base poi alla stessa normativa, approvata per la costituzione e la regolamentazione degli organismi amministrativi comunali, solo io posso di mia volontà dimettermi da tale incarico. E per il momento non intendo esprimere questa volontà. Penso che tutti i partiti ormai da molti anni stiano attraversando profonde crisi interne e nei rapporti con le istituzioni, perché spesso sono travolti dall’ambizione del potere e a questo destinano gran parte delle loro energie, oppure perché si disperdono nella preoccupazione dell’immagine da trasmettere all’esterno e dunque si adoperano per comparire in ogni luogo (televisivo e/o di pubblica fruizione) a parlare di cose che troppo di frequente nulla hanno a che fare con le problematiche gravi e pressanti dei cittadini che li hanno elet ti. Penso che la “scollatura” tra la base degli elettori e coloro che vengono poi eletti sia anche un fatto storico epocale, riguardando la forma partito nelle sue più profonde strutture, organismi e articolazioni: il modo di essere e di esistere dei partiti deve ripensarsi e rinnovarsi, se vorranno i partiti stessi rimettere al centro le “vere” questioni della politica “alta”. In particolare in un partito comunista come Rifondazione, al quale io appartengo e a cui rinnovo, con la mia attuale assunzione di responsabilità nel Consiglio Comunale di Ferrara, totale adesione per quanto riguarda le linee politiche nazionali, dovrà porsi, a mio parere, il problema urgente per la realtà di Ferrara di un rinnovamento, con cui dare forma e corpo ad un partito di compagni e compagne, che, uniti da un’ideologia comune, siano liberi di esprimersi e di agire con modalità anche diverse. La partecipazione democratica si articola per sua natura in tanti modi differenti, che è fondamentale sviluppare, accogliere, condividere, superando il centralismo e il dirigismo di un modello di partito che, oggi, in un contesto storico, culturale ed economico profondamente mutato rispetto al secolo scorso, rivela tutte le sue inaccettabili contraddizioni. 278 MIMESI Il Partito della Rifondazione Comunista a livello nazionale questa scelta l’ha già compiuta nel precedente Congresso e voglio credere che non arretrerà rispetto alla direzione attuale, mantenendo aperto e vivo il confronto con ogni gruppo, comitato, associazione che spontaneamente e autonomamente si costituiscano tra cittadini in difesa del pubblico interesse. E’ in coerenza con questo agire politico che ho aderito all’iniziativa promossa mercoledì 24 scorso dai due Comitati cittadini “Stop alla turbogas e al mega in ceneritore”. Emanuela Zucchini Presidente del gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista Consiglio comunale di Ferrara 279 MIMESI Articoli pubblicati il 28/11/2004 «L’amministrazione mantiene gli impegni: a febbraio la Commissione per lo studio della qualità dell’aria» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - AMBIENTE L’assessore Bratti a Brandani (An): «Ecco di cosa si occuperà» «L’istituzione della commissione di esperti incaricata dello studio della qualità dell’aria, proposta dal sindaco, avverrà molto presto». A comunicarlo è l’assessore comunale all’Ambiente Alessandro Bratti. «Ho previsto — prosegue — che per febbraio dovremmo essere in grado di procedere alla costituzione e avviare i lavori. Tutto sarà preceduto da un seminario di alto livello tecnico-scientifico sull’inquinamento atmosferico, organizzato con l’università, e dalla convocazione della commissione consiliare speciale sul turbogas». E aggiunge: «Il consigliere Brandani può quindi accantonare le sue preoccupazioni, certo che l’amministrazione onorerà gli impegni assunti. E’ bene però essere chiari fin da ora: lo scopo non sarà limitato allo studio delle micropolveri, sulle quali si sono già pronunciati in riferimento alla centrale progettata per Ferrara, alcuni fra i maggiori esperti italiani interpellati in ben cinque differenti sedi di confronto istituzionale. La commissione, composta da esperti indicati dalla facoltà di Scienze in collaborazione con Arpa, ragionerà a tutto tondo sugli indicatori della qualità dell’aria e sui dati dell’inquinamento atmosferico connessi sia agli impianti industriali sia alle altre fonti di inquinamento». 280 MIMESI Calò passa alla Margherita Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina IX - CIVICA PER FERRARA Malfaccini (Sdi): «Un fatto che mette in discussione il progetto della lista» E’ già fibrillazione all’interno della Civica per Ferrara costituita in occasione delle amministrative di giugno da Margherita, Psdi e Sdi. Il passaggio del presidente della Circoscrizione GiardinoArianuova-Doro Girolamo Calò (nella foto) dallo Sdi alla Margherita, annunciato ieri dal coordinatore comunale per la Margherita Gianluca Vitarelli, ha infatti suscitato lo scontento nelle fila dello Sdi. Umori di cui si è fatto portavoce il coordinatore della segreteria provinciale dei Socialisti democratici Andrea Malfaccini, che sullo ‘spostamento’ di Calò ha commentato: «E’ un evento innescato dalla Margherita e che tende a indebolire il progetto della Civica, non certo a rafforzarlo». E spiega: «L’obiettivo che ci eravamo posti era quello di aumentare l’area di consenso all’esterno, non quello di operare spostamenti di qua e di là all’interno della lista». Sul fatto che il passaggio di Calò possa avere conseguenze sugli equilibri nella distribuzione delle poltrone della Civica, Malfaccini risponde: «Non è questo il punto, perché abbiamo sempre ragionato in termini di lista. Il problema è la messa in discussione di un progetto. Nei prossimi giorni lo Sdi si riunirà e deciderà come muoversi in termini operativi». «Abbiamo proposto un percorso al quale Calò ha deciso di aderire — ha invece sdrammatizzato Vitarelli — questo non cambia nulla nell’alleanza strategica rappresentata dalla Civica». L’annuncio dell’adesione di Calò alla Margherita è stato dato in occasione dell’ufficializzazione del numero degli iscritti 2004 alla Margherita, 900 a livello provinciale, 255 (13 circoli) al 30 gennaio e 461 (32 circoli) al 30 settembre. A livello comunale, inoltre, la Margherita assieme alle Circoscrizioni, promuoverà la discussione su temi importanti per la città, dal piano strutturale comunale al bilancio alla turbogas. Ilaria Fazi 281 MIMESI Articoli pubblicati il 27/11/2004 «Pool di esperti per la centrale: da Sateriale promesse da marinaio» Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina XII - TURBOGAS An chiede la commissione: «Il sindaco ne garantiva la rapida istituzione. A luglio...» n campagna elettorale, An aveva lanciato la proposta di istituire un pool di super esperti per studiare le emissioni di Pm10 della prevista centrale a turbogas. Nel confronto tra candidati alla Sala Estense, «Sateriale aveva accettato l’idea. E addirittura, nella relazione di mandato, il 19 luglio, aveva fatto propria la proposta — spiega il capogruppo Enrico Brandani —, garantendo di voler ‘concordare con le opposizioni tempi e modalità di avvio del lavoro’». Sono passati quattro mesi, non solo non è stato concordato nulla, «ma neppure è avvenuto qualche abboccamento», prosegue un deluso Brandani. Di qui la decisione di presentare una mozione politica, per vincorare il sindaco a rispettare «le sue promesse da marinaio — sorride il capogruppo di An —. La commissione dovrà essere costituita da personalità di alto valore scientifico e dare ai cittadini risposte definitive e trasparenti alle legittime preoccupazioni in merito alle possibili emissioni di micropolveri». La mozione (che presumibilmente troverà adesioni anche nel centrosinistra) sarà discussa in una delle prossime sedute di Consiglio: al proposito, è imminente la sperimentazione della convocazione mattutina dell’assemblea civica. 282 MIMESI Articoli pubblicati il 26/11/2004 Sala strapiena per il rock anti-turbogas La Nuova Ferrara Pagina 27 - Cultura e Spettacoli FERRARA. Sala Estense gremita per il concerto organizzato dai ragazzi di Ecotecnoarea. Soprattutto giovani ma non solo, tutti per ascoltare almeno sei ore di concerti gratuiti, in un mercoledì sera ferrarese animato non solo dai bicchieri di vino bevuti all’ombra del duomo. L’occasione era quella di protestare contro la costruzione della centrale turbogas, ma probabilmente la musica dal vivo ha richiamato anche chi non si è mai interessato particolarmente alla questione. Garanzia di sicuro successo i gruppi che si sono alternati sul palco, suonando mezzz’ora ciascuno: Dubby Dub, Panchovillaz, Freak out, Tequila White Rabbit, Amsterdam Street Knowledge, Cani & Porci, Stuly Manzoli Quartet, Alix, Pornofunky, Coska, Cookoomackastick e Strike. Sala Estense a porte aperte, via vai continuo fra dentro e fuori e musica che si diffonde per le vie circostanti: questo era lo scenario arrivando a piedi da via Garibaldi. I Pornofunky ci hanno divertito con la musica rarefatta degli anni ’70, nonostante l’assenza del loro trombonista Perdo, impegnato con il suo lavoro di tour manager musicale. Gli animi si sono poi surriscaldati con le melodie della Coska, che ha un contorno di fans fedelissimi che la seguono in tutte le esibizioni dal vivo. Dallo ska al rocksteady: i Coomamackastick, nome di una delle canzoni più famose di Lauren Atken,“nonno” della musica giamaicana, hanno fatto continuare le danze. Band molto numerosa che conta ben due cantanti e tre coriste, e che raccoglie al prprio interno alcuni membri di quelli che fino a ieri venivano chiamati gli ex Strike, ma che oggi, per la gioia di tutti gli appassionati, non si possono più definire così. Sì, proprio vero, gli Stike sono tornati a suonare insieme, così chi era troppo piccolo ai tempi di “Cuore Bastardo” può cominciare ad apprezzarli adesso.. Gran finale con un acclamatissimo Alfio Finetti che legge rappando la sua composizione contro la centrale Turbogas accompagnato dai Panchovillaz e da dj Afgan. Deve essersi divertito l’autore de “Il condominio”, sicuramente ha fatto una nuova esperienza. Gli deve essere piaciuta soprattutto l’invasione di palco di alcune ragazze, che lo fanno ballare sulle note di “spulvraz”, evidente accusa alle polveri sottili emesse dalla centrale turbogas. 283 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X )COMUNE Non abbassate i riflettori Gentile amici, vorremmo ringraziarvi per aver portato a conoscenza dell’opinione pubblica un argomento spinoso come quello dei licenziamenti. Purtroppo si preannuncia una lotta piuttosto dura a causa della ferma volontà di questa giunta di procedere con i tagli. Vi chiediamo di non abbassare i riflettori su questa storia e di continuare a sostenerci. Molti di noi sono lavoratori qualificati, con titolo o esperienza. Il nostro lavoro viene svolto al meglio e ora ci ritroviamo a pagare per le scelte sbagliate di un gruppo di persone. Inutile dire che molti di noi hanno una forte necessità di continuare a svolgere il proprio lavoro, ci stanno trattando come oggetti ledendo alla nostra dignità di lavoratori ed essere umani. Aiutateci a sostenere i nostri diritti. Grazie. Un gruppo di Co. Co. Pro a rischio licenziamento )CARIFE Niente soldi allo sport Un Pensiero sulla Carife. Sono perfettamente d’accordo con il pensiero espresso nella lettera del signor Alberto Verdianelli comparso sul Resto del Carlino in data 19 novembre 04. E’giunto il momento che la Carife smetta di aumentare a noi clienti continuamente le spese per favorire poi SPAl Basket. Volley e tante altre cose di scarsa necessità ai ferraresi soprattutto in questi momenti così critici per l’economia. G. S. )IMMIGRAZIONE Espulso e poi «che sucede? Leggo a pagina V del Carlino che un extracomunitario senegalese con ordine di espulsione del questore di Rovigo in data 23 gennaio u.s. non aveva lasciato il nostro territorio. Pizzicato da un poliziotto di quartiere la scorsa fine settimana, è stato nuovamente espulso. La domanda che pongo è la seguente: gli è stato detto di lasciare il nostro paese come dieci mesi fa, cosa che non farà perché chi entra clandestinamente non se ne va volontariamente, oppure è stato imbarcato su un aereo, a spese del contribuente italiano, e rispedito al suo paese? Sarei grato a chi potesse darmi una risposta. Wito )TAMPONAMENTO 284 MIMESI Per favore contattatemi Il 6 novembre, tra le 13 e le 13.30, in via Marco Polo, sono stata coinvolta in un tamponamento. La mia auto, seconda nel tamponamento, nonostante l’urto, non ha riportato danni, tale fattore, unito allo spavento della collisione, mi ha spinto a non prendere alcun dato delle altre auto. Ricordo che, gentilmente, la proprietaria del fuoristrada che ha causato l’incidente si è soffermata a chiedermi se avessi bisogno di andare al Pronto Soccorso. Non avvertendo particolari disagi al momento dissi di non dare importanza al fatto e me ne andai. Il giorno seguente, , ho cominciato ad avvertire capogiri ed un forte indolenzimento al collo, per cui mi in Pronto Soccorso. Sottoposta ad una radiografia, è risultato che vi era una distorsione del rachide con sindrome cervico - cefalica. Ora, necessitando di cure Fisioterapiche chiedo gentilmente alle persone coinvolte di potermi contattare al seguente numero 0532/761060 )AMBIENTE Patrimonio ko nel silenzio totale Caro Carlino, Il bosco golenale situato lungo l’argine del Reno, tra Gallo e Banca Reno, non c’è più. Il tutto è avvenuto con la benedizione dell’Assessorato provinciale all’Ambiente, nel fragoroso silenzio dei partiti politici di ispirazione ambientalista e delle relative associazioni, e nell’indifferenza dei partiti dell’opposizione. Ad abbassare la qualità dell’aria (oltre al valore dei terreni e delle case circostanti) non c’è solo il turbogas. La qualità dell’aria si deteriora mandando in malora anche il patrimonio forestale. Lungo il Reno sono state distrutte decine e decine di piante di alto fusto. Avevano impiegato anni per crescere. Sono bastati pochi minuti per distruggerle. Affrettiamoci a girare un documentario su ciò che resta. Domani potrebbe essere troppo tardi. Giovanni Govoni 285 MIMESI Articoli pubblicati il 25/11/2004 Prc, Zucchini: «Non mi dimetto» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII «Sono a tutti gli effetti la presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista. Ruolo che rivesto legittimamente, in quanto prima delle elette: solo io posso dimettermi da tale incarico. Cosa che per il momento non intendo fare». Emanuela Zucchini, esponente dei bertinottiani in Comune, ribadisce l’intenzione di non rassegnare la carica malgrado la sfiducia palese del partito. «Urgente per Rifondazione, a Ferrara, un rinnovamento che consenta a compagni e compagne di esprimersi liberamente e agire con modalità nuove più vicine alla gente», dice la Zucchini che ha aderito anche alla protesta contro il turbogas. In tanti al rock «verde» La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca Adesso “inceneritore” lo scrivono con il teschio al posto della “o”, e gli apicoltori che vendono miele si dicono minacciati dalla futura centrale turbogas. Questo e altro ancora si poteva vedere ieri pomeriggio e sera davanti alla Sala Estense, durante la manifestazione alternativa «per salvare l’aria» di Ecotecnoarea e Comitati ambientalisti. Ma soprattutto c’era molto da sentire, visto che i 19 gruppi rock che si sono alternati sul palco non hanno risparmiato i decibel, prima dello show finale di Alfio Finetti con la sua nuova canzone in dialetto dedicata alla turbogas, previsto in tarda serata. Centinaia di fan dei gruppi, di curiosi e di militanti ambientalisti dentro e fuori la sala, distribuiti volantini che sottolineavano, ad esempio, come l’obiettivo per la raccolta differenziata a Ferrara sia il 40%, contro il 55% di Modena: «Colpa del mega inceneritore». 286 MIMESI Articoli pubblicati il 24/11/2004 Note contro la turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - SALA ESTENSE Quindici gruppi musicali si alterneranno oggi dalle 18 alle 24, sul palco della sala Estense, per dire no alla centrale turbogas e al potenziamento dell’inceneritore di Canal Bianco. Intanto l’assessore Bratti ha fornito, ieri mattina, i dati dell’Arpa sull’inquinamento dell’aria. Servizi a pagina II Scatta questa sera la maratona canora contro la turbogas Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - LA QUALITA’ DELL’ARIA «Qua a Fe/ acqua aria/ tra siluri e zanzare/ sta come te, dentro un limbo/ a galleggiare con la forma della polvere/però più sottile/ qua non la vedi ma la senti/la inali la apprendi/ tra gli attuali argomenti in terra d’este». La centrale a turbogas a Ferrara ancora non c’è (e gli organizzatori della manifestazione di oggi si augurano probabilmente che questo non avvenga mai), ma ha già una canzone che porta il suo nome: a comporla il gruppo Pancho Villaz di Alfio Finetti, uno dei quindici gruppi musicali (per 60 artisti più alcuni animatori) che stasera dalle 18 e alle 24 si alterneranno sul palco della Sala Este per dire no, insieme a Comitato per una città sostenibile, FerrAria Pulita, la lista EcoTecnoArea, alla realizzazione della turbogas nel polo chimico e al potenziamento (triplicazione dicono loro, duplicazione l’Amministrazione) dell’inceneritore di Canal Bianco. E poi ancora videoproiezioni, vjs, schermo gigante esterno che trasmetterà in diretta dal palco, interventi mediali e informativi: «Sarà una cosa mai vista a Ferrara — promette EcoTecnoArea nella nota ufficiale — e soprattutto sarà davvero il concerto dell’eco-business, contro la scelta suicida dello sfruttamneto dell’ambiente, l’insostenibilità dei mega progetti industriali e più in generale contro la stupidità». E che si tratta davvero di un evento speciale se ne sono accorte anche le numerose associazioni che si sono unite agli organizzatori: come il comitato Vandana Shiva, costituito da un 287 MIMESI gruppo di donne che si ipirano al pensiero dell’economista e ambientalista indiana premio Nobel per la pace; e poi ancora l’Italia dei valori, e l’associazione Amici della Bicicletta. A chi interverrà alla manifestazione, i comitati chiederanno anche un piccolo contributo economico, perché possano continuare le iniziative contro la triplicazione dell’inceneritore e la costruzione della turbogas. Perché, come chiedono i Pancho Villaz «qui a Ferrara di polvere non ne abbiamo già abbastanza?» Ilaria Fazi Sei ore di musica contro la turbogas La Nuova Ferrara Pagina 10 - Cronaca Lo mettono giù in musica il loro “no” ai nuovi impianti inquinanti, i giovani di Ecotecnoarea. Oggi la scena della Sala Estense è tutta dei gruppi rock da loro invitati, con un ospite particolare come Alfio Finetti, per un concerto non stop che appunto vuole contribuire alla mobilitazione contro la centrale turbogas e il mega inceneritore di Agea. La giornata è stata battezzata “La salute non è in vendita”, comincerà nel pomeriggio alle 18 per finire a mezzanotte. Sul palco si alterneranno, mezz’ora ciascuno, Dubby Dub, Panchovillaz, Freak Out, Tequila White Rabbit, Amsterdam Street Knowledge, Cani & Porci, Stuly Manzoli Quartet, i bolognesi Alix, che faranno da trampolino alle band più conosciute. Si tratta di Pornofunky, Compagnia Orchestrina Ska, che con il loro album “Gambero Killer” stanno facendo furore, i Cookoomastik pieni di sonorità giamaicane, e una delle più amate band ferraresi, gli Strike che sono tornatia riunirsi di recente in occasione della imminente uscita del loro album. Ospite di eccezione Alfio Finetti, che sarà protagonista di una jam session finale con tutte le altre band. Finetti ha anche scritto per l’occasione un pezzo con brani in dialetto del tipo «turbogas la fa dal splvraz», e ha invitato lo stesso sindaco Sateriale (che però è a Buenos Aires) ad unirsi alla session con il suo sassofono. I ragazzi di Ecotecnoarea sono stati a lungo alla ribalta delle cronache per l’occupazione («senza scassi, violazioni o disturbi, anzi con un lavoro di bonifica delle zona circostanti» dicono loro) dei locali dell’ex Neuropsichiatria infantile di viale Alfonso d’Este. Sono arrivate altre adesioni alla manifestazione, che ha l’appoggio dei Comitati anti turbogas. Gli Amici della bicicletta saranno presenti in piazza a partire dalle 17 anche per rinnovare la tessera che è comprensiva, novità dell’anno, di una assicurazione per sinistro verso terzi. Ha aderito al concerto-manifestazione anche l’Italia dei valori, con Massimiliano Fiorillo. 288 MIMESI Articoli pubblicati il 21/11/2004 In piazza per l’ambiente Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XIV - L’APPELLO Carissimo Carlino, leggiamo dalla cronaca cittadina, l’articolo intitolato “Eni, la giunta spegne l’inceneritore”. Ebbene siamo increduli, per non dire esterrefatti! Deve essere successo qualcosa di veramente importante se il Sindaco di Ferrara, dopo avere dichiarato per mezzo dei suoi rappresentanti, in più occasioni, che tutto andava bene, che i valori delle emissioni dell’inceneritore di Via Conchetta erano entro i limiti imposti dalla Legge, alla fine ha sentito la necessità di annunciare in fretta e furia la sua imminente chiusura. A questo punto capiamo perché fino a pochissimi giorni fa, l’assessore Bratti, funzionari dell’Agea e dell’Arpa si siano prodigati con dichiarazioni confortanti e tranquillizzanti riguardo alle emissioni di via Conchetta, quando ieri abbiamo saputo che si vuole spegnere quel forno e quello di rifiuti speciali di Eni Ambiente nel petrolchimico, di cui nessuno ha mai avuto dati sulle emissioni. Che cosa sta succedendo? Cosa significa “il raddoppio dell’inceneritore di Agea”, non era prevista una triplicazione? E Agea non è divenuta proprietà di Hera? Perché ora si parla di “sigilli” agli impianti e si annuncia ai quattro venti che Turbogas e Mega Inceneritore non sono compatibili con quelli esistenti? La nota diffusa dall’ufficio di gabinetto del sindaco Sateriale è a dir poco preoccupante. E pensare che se non ci fossero stati i Comitati e le Associazioni ambientaliste a richiamare, con tenacia ed in modo democratico, l’attenzione dei cittadini sulle emissioni di polveri sottili, e di diossina, invocando “il principio di cautela” a protezione della salute collettiva, forse oggi avremmo la Turbogas in funzione. E brucerebbe solo un miliardo di metri cubi di gas ogni anno! Anche l’inceneritore triplicato forse sarebbe in funzione, e tutti in allegria saremmo in attesa di un posto disponibile all’ADO, nell’ignoranza più assoluta, convinti che la colpa di tutto sia stato il fumo delle sigarette che alcuni non hanno mai fumato! E pensare che con un atto pubblico, una delibera di Giunta in risposta ai Comitati (avevano raccolto e presentato al Sindaco seimila firme di cittadini che chiedono di non triplicare l’inceneritore di via Diana e di non permettere la costruzione della centrale Turbogas da 800Mw), si è sostenuto che la legge regionale n.3 art. 131, stabilisce che compete alle Amministrazioni provinciali l’approvazione dei progetti e il rilascio delle autorizzazioni relative agli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. Adesso non è la Provincia ad intervenire, bensì il Sindaco. Come si spiega ciò? Pare che il Sindaco abbia fatto la voce grossa, anzi “tonante”, riguardo a una presunta richiesta di Hera s.p.a. per l’inceneritore per i rifiuti speciali di Eni 289 MIMESI Ambiente, che pochi giorni orsono era stato posto in vendita dall’attuale proprietà. Avevamo capito che la messa in vendita dipendesse dal fatto che l’impianto funziona solamente al 3% del proprio potenziale, non avendo più materiale da bruciare! Inoltre, a detta dei sindacati, sembra essere un pò vecchiotto e poco sicuro! Allora che senso ha fare il gran gesto di chiudere qualcosa che da tempo era in dirittura d’arrivo? Si pensa forse di smorzare sul nascere le polemiche sui nuovi insediamenti? Il giochino è fin troppo evidente, ma la nostra risposta è una sola: una grande manifestazione popolare di piazza, per dare un segnale di protesta, in difesa della salute di tutti. Bruno Tunioli Comitato FerrAria Pulita 290 MIMESI Articoli pubblicati il 20/11/2004 Sos dei Comitati: ‘Tutti in piazza contro la Turbogas’ Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina V E’ giunta l’ora della mobilitazione per tutti i cittadini che non vogliono la centrale Turbogas a Ferrara. E la ‘chiamata alle armi’ arriva dai comitati ‘FerrAria pulita’e ‘Città sostenibile’, appoggiati da Legambiente, Wwf, Italia Nostra, ‘Amici della bicicletta’, e da EcoTecnoArea. Ieri tutti i rappresentanti hanno presentato la manifestazione organizzata per mercoledì prossimo in piazza Municipale, a partire dalle 18. L’obiettivo è informare, e soprattutto mobilitare, i ferraresi sulla nocività della centrale Turbogas e sull’altrettanto dannoso progetto di triplicazione dell’inceneritore di Hera-Agea a Cassana. Il fine ultimo è far sì che il sindaco Gaetano Sateriale blocchi le autorizzazioni per i due progetti. L’appuntamento è per tutti, a partire dai seimila cittadini che hanno firmato i referendum, con il raduno in piazza alle 18: si partirà con un breve presidio, di un quarto d’ora, in cui saranno ribadite le ragioni del no a Turbogas e inceneritore. Subito dopo, in sala Estense inizierà il mega concerto organizzato da EcoTecnoArea, che durerà, con intermezzi informativi e di cabaret, fino alle 24. Saliranno sul palco circa 60 artisti, tra cui Alfio Finetti e gli ‘Strike’, che torneranno a suonare insieme per l’occasione. Sarà anche effettuata una raccolta fondi per sostenere la ‘battaglia’ anti Turbogas, con offerta libera. «Questa è l’occasione per i cittadini — ha detto Francesca Cigala Fulgosi di Città sostenibile — di far sentire la propria voce su temi così imprtanti come l’ambiente, la salute e l’inquinamento». Gli ambientalisti hanno fatto di recente ricorso al difensore civico, ma i prossimi passi saranno un esposto in procura e la richiesta di un referendum consultivo sulla Turbogas. «Questa manifestazione — ha aggiunto Valentino Tavolazzi di FerrAria pulita — non è contro l’Amministrazione. Serve però un momento di riflessione collettivo, anche perchè su questi problemi c’è stata finora poca infomazione, così come scarsa trasparenza sui dati dell’inquinamento prodotto», Sugli stessi temi, inoltre, ieri sera si è svolta un’assemblea pubblica a Porotto. g.d. 291 MIMESI «E adesso le suoniamo alla Turbogas» La Nuova Ferrara Pagina 13 - Cronaca Un presidio alle 18 in piazza Municipale e, un quarto d’ora più tardi, un concerto non stop fino a mezzanotte che coinvolgerà 14 gruppi musicali, non solo ferraresi. Mercoledì 24 segnerà un’altra tappa della battaglia intrapresa da tempo da comitati civici (FerrAria Pulita e Comitato per una città sostenibile) associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Amici della Bicicletta) ed EcotecnoArea contro la realizzazione della centrale Turbogas da 800 megawatt e alla triplicazione dell’inceneritore di Cassana. Un progetto, hanno ribadito ieri i promotori dell’iniziativa, «che non è stato accompagnato dalla necessaria informazione. Ce ne siamo resi conto durante la raccolta firme contro la centrale: i cittadini non sono consapevoli di quanto sta accadendo». Di firme finora ne sono state raccolte circa seimila, e l’impegno continuerà, a partire proprio dalla manifestazione di mercoledì. Sarà anche lanciata la campagna di autofinanziamento “Un euro per la salute” e non è stata accantonata l’ipotesi di presentare un esposto alla Procura per fermare il progetto. «I cittadini più informati hanno espresso chiaramente il loro dissenso alla Turbogas - ha esordito Francesca Cigala (Città sostenibile) - La salute e l’ambiente devono venire prima di ogni interesse economico. Ferrara è tra le zone più inquinate del Paese, e non abbiamo bisogno di questa centrale, ora che le fonti di energia alternative sono alle porte». Alberto Poggi (Legambiente) ha contestato l’assenza di dati convincenti, mentre l’ex city manager Valentino Tavolazzi (FerrAria Pulita) ha precisato che «questa iniziativa non è contro la pubblica amministrazione, ma in assenza di risposte abbiamo deciso di organizzare questo momento di informazione e sensibilizzazione per i cittadini». Questi ultimi, ha aggiunto Mario Testi (FerrAria Pulita) dovrebbero essere coinvolti in un referendum consultivo, previsto dallo Statuto comunale ma ancora privo del regolamento attuativo. I promotori ribadiscono i motivi di dissenso al progetto, che a loro avviso porterà più inquinamento senza benefici per l’occupazione. E l’annunciata chiusura degli inceneritori di via Conchetta (Agea) e Ambiente (Petrolchimico) non ha rasserenato gli animi. Anzi, precisa FerrAria Pulita, «piena solidarietà ai lavoratori coinvolti». Il concerto, ha spiegato Franco Ferioli, è stato curato da Ecotecnoarea: sul palco oltre agli “storici” (e qui riuniti) Strike, ci saranno tra gli altri gruppi del calibro di Cookoomackastick e un inedito sodalizio Pancho Villaz-Alfio Finetti: dopo “Condominio” arriva “Turbogas” per dire che n’aven bela a basta ad polvar? (a.m.) 292 MIMESI Zamariolo (CpF) teme per il polo chimico La Nuova Ferrara Pagina 18 - Cronaca A Ilario Zamariolo (Civica per Ferrara) non deve essere piaciuta troppo la nota diffusa dall’ufficio di gabinetto d sindaco che considera incompatibile il forno inceneritore di Ambiente (petrolchimico) con il raddoppio dell’inceneritore di Agea e con la costruzione della centrale a turbogas. In un’interpellanza ricorda che il forno di Ambiente è preesistente alla decisione di potenziare l’incenertore di Agea. Il consigliere Zamariolo chiede al sindaco quali sono le prospettive per un rilancio del polo chimico conformemente agli obiettivi dell’accordo di programma, che prevedeva il rafforzamento degli impianti produttivi e de servizi. 293 MIMESI Articoli pubblicati il 19/11/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII E’ fissata per oggi pomeriggio alle ore 17, al Teatro Verdi di Porotto, una assemblea dei comitati contro la turbogas nel corso della quale è prevista la costituzione di un terso comitato, quello civico della circoscrizione Nord Ovest. 294 MIMESI Articoli pubblicati il 18/11/2004 «Sì, il forno rischia ma così garantiamo tutela ambientale» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - «Duri contraccolpi per i lavoratori? Ecco possibili alternative» ‘Hera’ già ipotizzava di acquisire l’impianto «Siamo consapevoli delle implicazioni che la dichiarazione del sindaco potrà comportare, per quanto riguarda le prospettive dell’inceneritore della società Ambiente. Ma ritengo servisse un segnale chiaro sulla situazione ambientale e le emissioni». L’assessore Sandro Bratti commenta così le dichiarazioni diffuse martedì dal Gabinetto del sindaco Sateriale, in merito alla incompatibilità tra il potenziamento dell’inceneritore di Agea e la costruzione della centrale a turbogas, da una parte, e dall’altra il funzionamento dell’inceneritore di via Conchetta e del ‘forno’ per rifiuti speciali della società Ambiente. Le parole del sindaco, che hanno choccato i sindacati, suonano ‘tombali’ per l’impianto già in predicato di essere ceduto e, forse, chiuso: «Ragionando con oggettività, le prospettive dell’inceneritore per rifiuti speciali, che smaltisce scorie del petrolchimico solo per il 3%, sono tutt’altro che buone — sottolinea Bratti —. Comprendo la legittima aspirazione dei sindacati a salvaguardare la trentina di addetti che vi operano, ma la giunta non ignora certo questa preoccupazione: di fronte però alla ‘compensazione ambientale’ e soprattutto in un’ottica di riqualificazione e bonifica del petrolchimico, ritengo che dalla revisione dell’accordo di programma si potrà trovare, d’intesa con le aziende e le organizzazioni dei lavoratori, la strada per riassorbire questa manodopera in altre attività. Restando alla società Ambiente, penso al laboratorio di monitoraggio e all’impianto di trattamento biologico delle acque: entrambi possono essere potenziati». Ma lo ‘stop’ di Sateriale ha forse, tra le righe, un altro significato: bloccare eventuali appetiti di chi poteva pensare di acquisire l’impianto ex Eni (Ambiente è controllata ora da Syndial), e di chiederne il potenziamento e la riqualificazione per sviluppare un business dei rifiuti speciali. E da fonti sindacali, giunge infatti l’indiscrezione che non più tardi di un mese fa, contestualmente all’acquisto dell’altro forno per rifiuti speciali di Ravenna, «Hera» avrebbe bussato anche alle porte del Comune chiedendo una sorta di... parere sull’opportunità di un’analoga operazione a Ferrara. Al posto del parere, è arrivata la ‘tonante’ affermazione del sindaco che ha posto di fatto una barriera invalicabile al potenziamento del forno per rifiuti speciali, decretandone sostanzialmente la fine ed escludendo la possibilità di altri impianti in città per lo smaltimento delle scorie industriali: ora però, già entro fine mese (per il 24 è previsto un primo incontro coi sindacati, in sede di Osservatorio provinciale sulla 295 MIMESI chimica), si dovrà aprire il ragionamento sulla revisione dell’accordo di programma. «L’abilità, in effetti, dovrà essere quella di mettere in campo azioni virtuose — ammette Bratti — per ottenere nuove opportunità di lavoro in cambio di quelle oggettivamente ora a rischio». Ma tra i sindacati c’è fibrillazione, e non si escludono anche forme di protesta. Intanto il consigliere di Forza Italia Giorgio Dragotto, in un’interrogazione, chiede «un confronto serio fra istituzioni, aziende e sindacati per verificare e definire congiuntamente se la scelta di chiudere l’inceneritore di via Conchetta e il forno per rifiuti speciali e, di converso, costruire la centrale a turbogas e triplicare l’inceneritore di Hera-Agea sia effettivamente la situazione ottimale». Dragotto invoca anche chiarezza «sui dati precisi relativi alla citata ‘compatibilità ambientale’ e, ora, anche sulle garanzie occupazionali per i lavoratori impiegati negli impianti». Stefano Lolli «Il forno non ci serve» Provincia con Sateriale La Nuova Ferrara Pagina 14 - Cronaca - Dragotto (Fi) chiede un piano industriale L’inceneritore di Ambiente non è un insediamento strategico per il petrolchimico, a differenza del laboratorio di ricerca, e quindi è giusto proporne la chiusura per limitare l’impatto ambientale dell’intera area. E’ l’opinione di Sergio Golinelli, assessore provinciale all’Ambiente, che appoggia così la presa di posizione del sindaco Sateriale. «Lo sviluppo di quell’inceneritore era stato da tempo fermato, si tratta di un impianto che non brucia i rifiuti del petrolchimico ma resti di lavorazioni industriali provenienti da altri siti - spiega Golinelli - La sua chiusura, della quale discuteremo in sede di Osservatorio della chimica, può essere un buon modo per ridurre l’impatto ambientale, in vista di altri investimenti (la centrale turbogas e il potenziamento dell’inceneritore di Agea). Ben diversa la valutazione, ad esempio, per quanto riguarda il laboratorio, che consideriamo un pezzo pregiato del petrolchimico e come tale va valorizzato». L’intervento del sindaco, che ha messo in imbarazzo i sindacati chimici, è parallelo all’azione svolta per tentare di portare nel petrolchimico altri investimenti sempre da parte di Ambiente. Ne vorrebbe sapere di più Giorgio Dragotto (Fi), che in un’interpellanza mette in fila le novità degli ultimi giorni (chiusura anche dell’inceneritore di Ambiente, oltre che quello di via Conchetta; «oggettivo problema riguardante il futuro dei lavoratori impiegati in entrambi i forni») e passa a chiedere un piano industriale dell’intera area del petrolchimico. Il documento, secondo il consigliere forzista, dovrebbe «evidenziare, analiticamente, l’insieme dei costi e benefici, in termini ambientali e di occupazione, di ciascuna operazione strategica messa a punto dall’amministrazione comunale». Dragotto chiede anche garanzie occupazionali per i dipendenti. 296 MIMESI Articoli pubblicati il 17/11/2004 Eni, la giunta «spegne» l’inceneritore Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - POLEMICA In dieci righe, la giunta mette i sigilli all’inceneritore di via Conchetta e ‘spegne’ il forno per rifiuti speciali di Eni Ambiente. «Il raddoppio dell’inceneritore di Agea e il progetto della nuova centrale a turbogas sono da considerarsi incompatibili con quegli impianti», la nota diffusa ieri dal Gabinetto del sindaco Sateriale. «La valutazione trae fondamento dall’analisi della concentrazione degli impianti, il cui primo parametro è certamente relativo alle emissioni, che devono necessariamente rispettare le normative e i livelli di sicurezza». Perciò, poichè indietro la giunta non vuol tornare sul potenziamento dell’inceneritore della geotermia di Agea-Hera e sulla centrale a turbogas, per gli altri impianti è di fatto decretato lo stop. Ma esplode la polemica: «A questo punto sindaco e giunta si assumono la gravissima responsabilità politica di far saltare i posti di lavoro del ‘forno’ di Eni Ambiente», denuncia Massimo Zanirato dei chimici Uil. Proprio ieri si è chiuso lo sciopero degli addetti del petrolchimico, che chiedevano «alla società di non smantellare l’impianto: a questo punto, con una dichiarazione così sventata e drastica da parte dell’amministrazione — prosegue il sindacalista —, ogni prospettiva di vendita e mantenimento dell’occupazione salta». Non sono escluse reazioni forti: «A questo punto, invece che scioperare in azienda, porteremo i lavoratori sullo Scalone, a protestare con chi toglie loro il lavoro». s. l. 297 MIMESI «Quanta febbre ha la città?» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - L’INTERVENTO I giornali locali quasi tutti i giorni escono con notizie sempre più preoccupanti, ovvero, subbuglio tra i dipendenti comunali che lamentano il mancato rispetto del rinnovo del contratto comunale; della fuga davanti alle responsabilità finanziarie di ACFT spa per i nuovi autobus (situazione che si è sbloccata solo dopo la denuncia de "Il Resto del Carlino", giustificata dall'assessore alla mobilità Sandro Bratti con "si è trattato soltanto di un inghippo burocratico …."); del problema Ecotecnoarea che per aver preso abusivamente alcuni locali, è riuscita a far perdere le staffe all’assessore al patrimonio, con denunce a parte; economia cittadina che non decolla; comitati civici o politici contrari all'impostazione della "politica energetica ed ambientale"; grande "dibattito" sulla gestione del nuovo insediamento ospedaliero di Cona; cittadini infuriati per lo stato della viabilità cittadina ecc.... Di fronte a tali letture all'Associazione Politica "IO AMO FERRARA", sorge spontaneo porsi una serie di riflessioni, che portano solo ad una misera e grave affermazione: i nostri amministratori stanno perdendo di vista il sistema, e non sono in grado di apportare dei correttivi sufficienti per arginare le problematiche attuali. In poche parole stanno fallendo il loro mandato. Affermiamo ciò, perché è abbastanza evidente agli occhi di tutti la situazione reale. Il bilancio del Comune serve per coprire forse la spesa corrente (aspettiamo di conoscere i dati 2004) e tutti gli investimenti devono essere coperti con dei mutui garantiti. Una buona scelta politica è anche quella di trovare gli strumenti per pagare i mutui senza che gli interessi passivi incidano in maniera pesante sulla spesa corrente. Probabilmente le entrate, depenalizzate dall’inflazione applicata saranno in calo rispetto all’anno precedente e questo porta ad una minore entrata per le casse comunali. Pensiamo che i nostri amministratori debbano riflettere ed ancor più debbano riflettere, anche coloro che, qualora vi fossero (ma questo è nella coscienza dei singoli !), hanno votato solo per un tornaconto personale o fede politica tramandata da padre in figlio e non perchè condividevano un programma deciso e ritenuto giusto. Diciamo che è giunto il momento che il Sig. Sindaco Gaetano Sateriale con assoluta onestà e coscienza racconti pubblicamente il grado di febbre che ha la nostra città. Ogni cittadino ha il diritto di conoscere la reale situazione ed il dovere di essere partecipe alla vita economica della propria città.. Bisogna preparare un bilancio che abbia tutti i crismi per uscire da questa fase di impasse, eliminare tutto ciò che è superfluo, probabilmente partendo dalla razionalizzazione di tutti i contratti di consulenza, ricorrendo all'utilizzo del personale interno esistente che abbia le caratteristiche per farlo; avviare un piano di riorganizzare della macchina comunale chiedendo a tutti un grande sforzo per la sua attuazione. Purtroppo oggi è rimasta poca ricchezza sulla quale disporre e pertanto invitiamo l’assessore al patrimonio ad essere più esauriente possibile nello studio di come risparmiare e di come evitare tutte le spese non necessarie, a volte di pura facciata, dando priorità alla razionalizzazione dei costi. 298 MIMESI Solo così si potrà evitare la tentazione di ricorrere, come fonti di entrata del bilancio comunale, alla costruzione di megacentrali turbogas e/o poli di incenerimento rifiuti, oltre i fabbisogni energetici ed ambientali di Ferrara e della sua Provincia, evitando così di ipotecare la salute nostra e dei nostri figli. L’associazione “io amo ferrara” è disponibile ad incontrare quanti desiderano chiarimenti e/o informazioni su questo o altri temi che riguardano la nostra città ( tel/fax 0532.902824 – www.ioamoferrara.it- e mail [email protected] «Il forno è incompatibile» La Nuova Ferrara Pagina 12 - Cronaca - I nuovi impianti Agea e turbogas vanno «compensati». Ma i sindacati protestano Il sindaco ha scelto la “contropartita” ambientalista alla costruzione della centrale turbogas e alla triplicazione dell’inceneritore Agea. Si tratta della chiusura di due impianti tra i più inquinanti: uno era già previsto nel piano investimenti di Agea, e cioè l’inceneritore di via Conchetta. L’altro è una novità già in parte anticipata dalle voci sulla dismissione di Ambiente (gruppo Eni): si tratta dell’inceneritore di rifiuti speciali del petrolchimico. La nota diffusa ieri dall’ufficio di Gabinetto del sindaco è molto dura, gli impianti vengono definiti «incompatibili» con la situazione ambientale della zona. Ma i sindacati non l’hanno presa bene. L’annuncio di Palazzo Municipale è piombato in pieno secondo giorno di sciopero indetto dai sindacati contro le paventate dismissioni dei tre impianti di Ambiente, non sorprendente quindi la prima reazione di Andrea Mantovani (Cgil): «Dichiarazione intempestiva e inopportuna». Eccola, la dichiarazione. «A parere dell’amministrazione», si legge nella nota diffusa ieri dall’ufficio di Gabinetto di Sateriale, il mega inceneritore Agea e la turbogas sono «da considerarsi incompatibili con la persistenza, in quell’area, dell’inceneritore di via Conchetta e del forno della società Ambiente in funzione all’interno del petrolchimico». E’ eccessiva la «concentrazione degli impianti» nella zona; l’altro parametro è «certamente relativo alle emissioni, che debbono necessariamente rispettare le normative e i livelli di sicurezza indicati dalle istituzioni preposte». Palazzo Municipale proporrà ad Agea-Hera e al petrolchimico «un confronto che abbia a riferimento questi due parametri. L’obiettivo è di definire insieme un nuovo protocollo sul futuro industriale della zona». Chissà se i termini di questo protocollo, forse già sul tavolo il 24 novembre dell’Osservatorio della chimica, soddisferanno i sindacati, ieri decisamente innervositi dalle dichiarazioni di Palazzo Municipale. «Se mi si dice che la compatibilità ambientale della zona va salvaguardata, sono d’accordo, ma non penalizzando attività già presenti, tra l’altro non di proprietà del Comune ragiona Mantovani - Per cui credo che l’iter individuato da Ambiente, cioè bando di vendita delle attività e valutazioni successive, vada rispettato». «Ci sono problemi occupazionali non di poco 299 MIMESI conto» aggiunge Massimo Zanirato (Uil). Sono almeno 16-17 gli addetti legati direttamente al forno, difficile vengano assorbite dalla turbogas perchè in contemporanea chiuderà l’altra centrale Cte2. E Agea dovrà farsi carico dei lavoratori impiegati nell’inceneritore di via Conchetta, che sono una quindicina. (s.c.) 300 MIMESI Articoli pubblicati il 15/11/2004 Porotto ancora un’isola felice Qui si vive bene La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - I nostri viaggi nelle frazioni POROTTO. Porotto isola felice. Almeno così la descrivono la maggior parte dei residenti e dei commercianti. Paese tranquilla, pulito, ben provvisto di servizi. In effetti è molto piacevole passeggiare per le vie e le piazze della frazione. Naturalmente qualcosa da migliorare esiste anche qui. A quanto pare un unico, grande problema angoscia la popolazione di Porotto: la triplicazione dell’inceneritore e la nuova centrale Turbogas che ha messo in guardia un apposito comitato. A PAGINA 8 Con l’ambiente non si scherza La Nuova Ferrara Pagina 11 - Agenda e Lettere Approfitterei dell’ospitalità della Nuova Ferrara per rispondere ad una lettera che cita un nostro intervento sul giornale (1 novembre)... Ringraziamo il sig. Galletti, che dimostra sensibilità al problema. Se poi ha opinioni diverse dalle nostre, ben venga. Guai se la vedessimo tutti allo stesso modo: il “pensiero unico” è proprio dei totalitarismi. Invitiamo perciò tutti i cittadini alle nostre riunioni del mercoledì sera, in via Aeroporto 42, alle ore 21, per qualsiasi chiarimento sul tema. Se verrà anche il sig. Galletti, il dialogo potrà essere ancora più approfondito, su basi esclusivamente scientifiche, come da Lui richiesto... Attenzione, però: non nascondiamoci dietro al balletto dei dati, dei numeri e delle percentuali, che spesso servono solo a confondere i cittadini e a fare una cortina di nebbia attorno a decisioni prese in modo ben poco democratico. Se vogliamo fare i pignoli, ci riusciamo anche noi: la futura centrale da ca. 800 Mwe, sarà per la precisione da 760 (non da 740, come puntualizzato dal sig. 301 MIMESI Galletti). Oppure, ancora meglio: in un incontro avuto con i comitati cittadini, l’assessore Bratti ha asserito (il dibattito è stato registrato dalla sua segretaria) che la raccolta differenziata dei rifiuti a Ferrara è attestata attorno al 30-35%: decisamente più di quanto afferma il sig. Galletti. A chi credere? Il problema, a nostro avviso, non è nei singoli dati, o nella correttezza formale delle procedure burocratiche. Non ci interessa la quantità di diossina che può essere emessa per legge. Il cancro non rispetta la legge! Anche una sola molecola è cancerogena, per quanto tollerata dalla legge. Ricordo che per legge, dal 1935 in Germania e dal 1938 in Italia, si potevano internare gli Ebrei... Il problema è che a Ferrara si muore di cancro più che in altre città e ci viene risposto che è perché i ferraresi fumano troppo! Siete andati a controllare i dati dell’Eti sulle vendite dei tabacchi a Ferrara?! Complimenti per le bugie. Il problema è che per obbedire ad interessi (economici) di partito, la nostra amministrazione invece di migliorare una situazione atmosferica già critica, ha dato inizio ad un eco-business legato ad Agea-Hera a scapito della salute dei cittadini: ricordo che centrale a turbogas e triplicazione dell’inceneritore fanno capo al teleriscaldamento, la cui rete verrà ampliata. Agea-Hera che la gestisce otterrà così dai ferraresi, insieme alle bollette per i rifiuti, più bollette per il riscaldamento (che non diminuiranno); oltre al denaro per bruciare rifiuti di altra provenienza. Il Comune, azionario di Hera, batte cassa; e sbatte noi nella cassa, da morto. Il problema è che a Ferrara si muore di cancro e l’amministrazione si nasconde dietro a un dito, dicendo che la nuova turbogas inquinerà meno delle attuali CTE1 e CTE 2. Ma perché non convertire quelle a metano, che stanno funzionando per metà ad olio combustibile? A Ferrara si muore di cancro e l’amministrazione dice che la triplicazione dell’incineritore servirà a non inquinare con le discariche. Ma le amministrazioni cittadine più avanzate tecnologicamente ricorrono all’incremento della raccolta differenziata, al consumo consapevole e al riciclaggio (plastica, vetro chiaro e scuro, tetrapak, etc.)! Perché non lo facciamo anche a Ferrara, in collaborazione con la nostra Università e aziende del petrolchimico? Perché costa troppo? Ma noi saremmo disposti anche a pagare 100 euro in più al mese, pur di limitare gli sprechi e i morti! L’unico nostro fine è la tutela della salute. Di tutti, anche di Sateriale, che ne sarebbe il garante! Anche del sig. Bratti e del sig. Galletti! Altro che “secondi fini”.. Pochi di noi vorrebbero un’amministrazione di un altro colore. Tutti vorremmo solamente un’amministrazione animata da un vero senso della collettività e non intenta al profitto, solo per dimostrare che il proprio schieramento sa governare meglio; o, semplicemente, per avere più budget da spartire... per questo che invitiamo tutti i cittadini, di ogni fede e colore, all’assemblea di controinformazione venerdì 19 novembre, alle ore 17, presso il Teatro Verdi di Porotto. E alla grande manifestazione ecologista che avverrà venerdì 26, alle ore 18, in Piazza Municipale. Tommaso Mantovani portavoce del Comitato FerrAria Pulita 302 MIMESI Articoli pubblicati il 14/11/2004 Esposto al difensore civico Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Prosegue l’opera di mobilitazione dei comitati contro la centrale a turbogas. Per venerdì sera, al teatro Verdi di Porotto, è in programma un incontro pubblico con la cittadinanza (occasione anche per ufficializzare la nascita di un nuovo comitato); intanto è stato presentato un esposto al nuovo difensore civico Umberto Fanali, con la richiesta di analizzare l’iter autorizzativo e verificare se la procedura è viziata da errori imputabili alla pubblica amministrazione. Ma in vista, spiegano i portavoce dei Comitati, c’è anche «una manifestazione in piazza per difendere il diritto alla salute dei cittadini ferraresi». A pagina VII Centrale, istanza al difensore civico e «sit in» in piazza Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS Le iniziative dei comitati Le loro richieste sono tante quante le loro iniziative, già messe in campo o comunque in conto. E quanti sono i punti sui quali — secondo i comitati che si oppongono alla turbogas e alla triplicazione dell’inceneritore di via Diana — «non è stata fatta reale chiarezza: dalla questione delle bonifiche dei terreni su cui sorgerà la centrale alle emissioni di micropolveri, dalla diossina uscita dall’inceneritore di via Conchetta tra il 1975 e il 2001 all’atteggiamento di Hera, che subentrerà ad Agea nei protocolli con istituzioni e cittadini», spiegano a turno i rappresentanti dei comitati: da Bruno Tunioli, Tommaso Mantovani, Valentino Tavolazzi e Mario Testi per FerrAria Pulita, a Paola Gatti di Città sostenibile e Roberto Mazzoni per il Comitato civico. Ed ecco la prima iniziativa: venerdì 19, dalle 17 alle 19.30 si svolgerà nel teatro Verdi di Porotto un incontro dei Comitati con la cittadinanza, evento che terrà a battesimo la costituzione del Comitato civico Circoscrizione NordOvest. Soltanto la prima di una serie di manifestazioni in parte ancora da definire, e che vedranno 303 MIMESI sempre più coinvolta la popolazione, tanto da non escludere una protesta di piazza. Intanto però, la lotta prosegue su ogni fronte: mentre infatti continuano i banchetti informativi (lunedì e sabato dalle 17 alle 19.30) e i contatti con i parlamentari ferraresi (lunedì scorso il primo incontro, con Alberto Balboni di An), i comitati sono andati a bussare anche all’ufficio del neoeletto alla carica di difensore civico Umberto Fanali: che, dicono i comitati, «si è preso carico di portare le istanze nostre e dei cittadini all’attenzione del primo cittadino Gaetano Sateriale «per legge supremo garante della salute dei cittadini, e che quindi può e deve intervenire quando questa sia a rischio, con la facoltà di interrompere anche iter autorizzati in altre sedi». Le richieste? «Sospendere i lavori alla centrale fin quando una commissione superpartes, meglio se extraterritoriale, abbia approfondito questioni come le micropolveri e le bonifiche, e lasciare comunque che i cittadini si esprimano in un referendum consultivo». Ilaria Fazi Il programma settimanale dell’Utef La Nuova Ferrara Pagina 17 - Cronaca I Comitati anti-turbogas e anti-inceneritore Agea sono pronti a raccogliere le firme per un referendum consultivo sui due impianti, ma questo strumento previsto dallo Statuto comunale è solo sulla carta. «Manca infatti il regolamento esecutivo, una situazione che blocca di fatto lo strumento principe della democrazia diretta. Lo abbiamo detto al Difensore civico, Umberto Fanali, che ci ha assicurato il suo interessamento» hanno detto ieri mattina i rappresentanti dei Comitati, in una conferenza stampa convocata dopo l’incontro con Fanali. I Comitati hanno ribadito i motivi della contrarietà alla turbogas, aggiungendone altri contro la triplicazione dell’inceneritore di via Canal Bianco: è un disincentivo alla raccolta differenziata («a Verbania in poche settimane hanno raggiunto il 60%»); portare a Ferrara i rifiuti di tutta la provincia significa inquinare di più con i tir. Venerdì 19 è previsto un incontro con la cittadinanza di Porotto (ore 17, Teatro Verdi) sui temi della turbogas, promosso dal nuovo Comitato civico Nord Ovest. 304 MIMESI In bilico l’inceneritore di Ambiente La Nuova Ferrara Pagina 17 - Cronaca - Domani sciopero degli addetti della società ecologica del petrolchimico sulle sorti degli impianti in vendita La sorte del forno inceneritore di rifiuti speciali di Ambiente sembra segnata. I sondaggi informali nei confronti di Hera, che a metà ottobre ha comprato l’impianto gemello di Ravenna, non hanno dato esiti incoraggianti e di potenziali acquirenti all’orizzonte non se ne vedono. L’inceneritore da 24mila tonnellate, impiegato però per 16-17mila, lavora quasi esclusivamente con rifiuti speciali provenienti da fuori stabilimento, quindi alle società del petrolchimico non interessa. «Al termine delle procedure per la cessione, con il bando d’asta che si concluderà nel maggio prossimo, tutte le attività residue di Ambiente entreranno per fusione in Syndial e sarà quest’ultima società (ex Enichem, ndr) a decidere cosa farne - spiega Andrea Mantovani, responsabile chimici Cgil - Noi non siamo affezionati all’inceneritore in se, quanto al servizio e all’occupazione». La situazione occupazionale è un particolare, perchè in sostanza l’organico dell’inceneritore è lo stesso di quello dell’impianto della bonifica delle acque del petrolchimico, una trentina di dipendenti in tutto, e quest’ultimo è già nel mirino di Ifm. Si tratta della società di servizi dell’intero stabilimento, che ha già segnalato il proprio interessamento a rilevare lo smaltitore proprio perchè è indispensabile all’attività delle aziende di piazzale Donegani. E in effetti per questo impianto, come per il laboratorio di ricerca e il monitoraggio ambientale al quale è interessata Syndial, i sindacati non esprimono preoccupazione. La eventuale chiusura del forno (che tra l’altro è in rosso di bilancio) non dispiacerebbe troppo all’amministrazione comunale, in quanto il suo potenziale inquinante è noto e, in una fase cruciale per la costruzione della centrale turbogas come l’attuale, ogni “sottrazione” di smog è bene accolta. A sollecitare Ambiente ad un chiarimento ufficiale arriva comunque lo sciopero di domani e martedì. Nelle prossime settimane cominceranno le visite dei potenziali acquirenti di Basell, sei o sette aziende celate da nomi come “black”, “yellow”, “white” ecc. La buona notizia è che un pezzo dell’insediamento, il compound 30esimo, destinato secondo Basell alla chiusura, sarà rilevato da Ivano Ruggeri, l’industriale bergamasco patron tra l’altro dell’Atalanta. Salvato il posto ai 33 dipendenti fissi. (s.c.) 305 MIMESI Articoli pubblicati il 13/11/2004 Turbogas An: ‘A quando la Commissione tecnica promessa dal sindaco?’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VIII Un’interpellanza per chiedere che il sindaco mantenga «quanto assicurato sia in campagna elettorale che nella sua relazione programmatica di mandato, illustrata nel Consiglio comunale del 19 luglio scorso». A presentarla sono gli esponenti di Alleanza nazionale Alberto Balboni ed Enrico Brandani che sollecitano al primo cittadino di «istituire nel tempo più breve possibile la promessa Commissione tecnica che faccia piena luce e chiarezza sul pericolo per la salute dei cittadini rappresentato dalle possibili emissioni di micropolveri dalla prevista centrale turbogas». «Tutto nasce dalla proposta che avanzai nel corso di un dibattito tra i candidati a sindaco tenutosi durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative — ricorda il senatore Balboni —. Una proposta accettata da Sateriale che nella relazione programmatica di mandato ribadì la disponibilità ad affidare ad un pool di esperti un ulteriore studio l’approfondimento della questione polveri». «Nell’occasione — prosegue l’esponente di An — il sindaco, in merito all’istituzione di tale Commissione affermò: ‘Pensiamo sia giusto farlo con personalità di chiara fama e vorremmo affidare il compito di individuare e coordinare il lavoro degli esperti (almeno di portata nazionale) alla facoltà di Scienze della nostra università. Se le opposizioni ritengono utile questa proposta, possiamo concordare con loro tempi e modalità di avvio del lavoro’». Ma della Commissione, sottolineano Balboni e Brandani, «ancora non c’è traccia». Questo nonostante «a più riprese i comitati, le associazioni e i cittadini abbiano sollecitato all’amministrazione comunale un confronto trasparente e democratico per cercare di approfondire il problema delle emissioni di micropolveri e delle possibili implicazioni sullo stato di salute della popolazione». «Resto dell’idea — conclude il senatore Balboni — che quella sulle possibili emissioni di micropolveri dalla progettata centrale turbogas non è una risposta che può arrivare da un dibattito. E’ questo uno dei casi in cui la politica deve fare un passo indietro e farsi dare un parere dalla scienza». 306 MIMESI La centrale deve essere più ridotta Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XII - L’INTERVENTO L’Associazione “IO AMO FERRARA” già durante la campagna elettorale, aveva sintetizzato la propria posizione di netta contrarietà alla costruzione di una centrale di produzione termoelettrica turbogas a ciclo combinato da 780 Mw, autorizzata allo stato attuale all’interno del Petrolchimico di Ferrara, optando per una centrale di minore potenza. Quando si tratta di imprese industriali ad alto impatto ambientale, ruolo dell’Ente Pubblico dovrebbe essere quello di coniugare iniziativa privata di business e interesse collettivo. Per colmare il deficit energetico esistente, non altrimenti rimediabile, avendo comunque a cuore lo sviluppo delle "fonti alternative" eolico, solare, fotovoltaico, risparmio, ecc., si dovrebbe pensare a centrali più piccole (200–400 Mw) e più numerose (per es. una per ogni città e/o provincia), che permettano l’uso plurimo del calore residuo (chimica, teleriscaldamento, ecc.) con l’eventuale abbinamento di inceneritori per rifiuti domestici e/o industriali. Ciò permetterebbe un’equa distribuzione di vantaggi e oneri, a tutti i cittadini dello stato, altrimenti le centrali o i tralicci, le antenne o le discariche, gli inceneritori o i depuratori, non li vuole nessuno …. La Regione Emilia-Romagna sembra orientata verso la direzione delle centrali Multiutility da 50-300 Mw, appoggiandone la costruzione tra Reggio Emilia, Faenza, Parma, Imola, mentre boccia i progetti da 780 Mw di Forlì Durazzanino e Bologna Bentivoglio. La programmata centrale da 780 Mw nel Petrolchimico è troppo potente per essere a soli 3 km dal Centro Cittadino. Le enormi quantità di inquinanti chimici emesse, dimostrano il grave pericolo che Ferrara corre. Ora quando si parla di inquinamento elettromagnetico da telefonia cellulare, elettrodotti AT e ripetitori TV, a fronte di danni ipotetici, tutti invocano il principio della cautela preventiva. A fronte invece di inquinanti chimici certi, sparsi a migliaia di tonnellate si dovrebbe tacere e far finta di niente ? La tragica e mai seriamente documentata incidenza della mortalità per tumore delle vie respiratorie sul totale dei decessi, concentrata sulla parte di territorio comunale più a ridosso del Petrolchimico, dovrebbe rendere tutti più cauti e incentivare studi e ricerche comparate con altre realtà similari: Mantova, Marghera, Priolo, ecc.. Discorso a parte merita invece la questione delle polveri sottili e ultrasottili oggetto dell’ormai famoso e controverso studio di Nicola Armaroli (CNR di Bologna) e Claudio Po (Asl di Bologna) dal quale gli impianti Turbogas risulterebbero meno "puliti". Anche noi invochiamo il criterio di cautela preventiva in attesa di ulteriori approfondimenti scientifici in merito. Poniamo l'attenzione ora sulle conseguenze climatiche legate al funzionamento di una grande centrale turbogas che rende 780 Mw elettrici ma impegna 1440 Mw termici. Viene dispersa nell’ambiente una grande quantità di calore; si immette in atmosfera un'immensa quantità di CO2 (anidride carbonica = gas serra) stimata in 2.600.000 T/anno; si consumano 4.000.000 T/anno di ossigeno, vittima illustre di tutte le combustioni, sottratto ai nostri già bistrattati polmoni (a compensazione del tutto occorrerebbe impiantare 325.000 ettari di pioppeto industriale …); si scaricano circa 2 milioni di T/anno di vapore acqueo. La città è scarsamente ventilata (circa 20 giorni/anno ventosi) e del resto l’intera Pianura Padana è poco ventilata, tanto che per esiguità di 307 MIMESI dimensioni e sovrappopolazione inquinante è considerata tra le pianure più degradate d’Europa. Conclusioni Considerato che il fabbisogno di energia elettrica di Ferrara e Provincia (compreso il petrolchimico e le zone industriali) è di circa 400 Mw, si capirà, essendo già operativa la centrale turbogas CEF da 148 Mw, quale è la "taglia" di centrale necessaria a soddisfare Ferrara e la sua Provincia, ….. nell'ottica dell'equa distribuzione dei vantaggi ed oneri ambientali. Pertanto siamo contrari all’attuale progetto di centrale da 780 Mw. Siamo favorevoli ad un progetto di centrale Multiutility più piccola, ad esempio un progetto integrato per una centrale (circa 300 Mw) che sostituisse, questa volta davvero, CTE1 (20 Mw) e CTE2 (60 Mw) del Petrolchimico, convogliasse alla combustione tutte le torce e quant’altro brucia nel Petrolchimico, cedesse vapore, contribuisse al teleriscaldamento e sostituisse l’attuale inceneritore industriale per rifiuti speciali presente sempre nella stessa area. Se il nuovo insediamento promette una contropartita economica certa per l’investitore privato, quale contropartita è lecito chiedere per la città? Noi privilegiando il bene supremo, LA SALUTE, chiediamo almeno un non peggioramento della situazione ambientale! Il maggior inquinamento che produrranno la nuova centrale e l’inceneritore di via Canal Bianco triplicato, come verrà compensato ? Prendiamo atto con piacere, che la stampa cittadina si è dimostrata sensibile e disponibile al forum delle diverse opinioni, e chiediamo altresì a tutti i mezzi di informazione di tenere alta l'attenzione sulla vicenda. Ci impegniamo in tutte le sedi di confronto anche con i nostri Consiglieri Comunali per la modifica e miglioramento delle decisioni adottate. Siamo disponibili a tutte le sinergie con quanti, singoli o associazioni o comitati, si occupano di queste problematiche. Il Gruppo di Lavoro "AMBIENTE" di "IO AMO FERRARA", è disponibile ad incontrare quanti desiderano chiarimenti e/o informazioni su questo ed altri temi (tel/fax 0532902824 sito: www.ioamoferrara.it e-mail: [email protected]). 308 MIMESI Articoli pubblicati il 11/11/2004 «Caro Bratti, non sia torvo» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Turbogas e diossina Caro Carlino, chiamati in causa dall’assessore Bratti le chiediamo cortesemente ospitalità per esercitare attraverso la diffusione del Resto del Carlino, il nostro diritto di replica. In qualità di portavoce del Comitato FerrAria Pulita, vorremmo fornire alcuni chiarimenti sulla “ragione sociale” per la quale ci siamo costituiti. Ancora una volta ci teniamo a precisare che siamo un comitato civico e apolitico, come dimostra la nostra diversa estrazione politica e culturale: diessini, forzisti, comunisti, centristi, tutti cittadini, non sudditi, i quali pensano che la “cittadinanza attiva” e l’amministrazione “partecipata” non siano solo parole blaterate da qualche rappresentante del Comune. Ci siamo uniti esclusivamente in nome del principio di sussidiarietà, che prevede un ruolo di ausilio all’Amministrazione, dove questa non riesca a svolgere appieno il proprio compito. E ci siamo costituiti quando è stato chiaro che l’attuale Amministrazione non è in grado di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Abbiamo cercato di informare i Ferraresi su iniziative come la futura costruzione della Centrale Turbogas da 800 Mwe e la triplicazione dell’inceneritore di Cassana (da 50.000 a 150.000 tonnellate), che la quasi totalità ignoravano e, ancora oggi, molti non conoscono. Abbiamo informato i nostri concittadini sull’impatto ambientale che supponiamo possa avere la nostra città, dove già i casi di cancro sono di gran lunga più numerosi che nel resto della regione. Ma lei, caro Bratti, nel suo articolo del 20 ottobre dice di apprezzare, in astratto, questa forma di partecipazione dei cittadini. Poi, quando questa si verifica in concreto, la vede come un dito in un occhio, una questione di lesa maestà, un’insurrezione contro il sistema. Proprio non si possono dare consigli al manovratore, pena la scomunica! Non siamo né “articolisti“, né “opinionisti” (avremo al massimo scritto “un paio” di lettere ai giornali). Neppure “delusi in cerca di vendetta”. È una vecchia tecnica quella di delegittimare l’avversario per nascondere risposte imbarazzanti. Ma è chiaro che in realtà lei si riferiva all’ingegner Valentino Tavolazzi e avremmo preferito che l’avesse fatto apertamente, con coraggio. Faccia dei nomi, assessore Bratti, se ritiene che ci siano dei “personaggi torvi” che fanno i capipopolo e mettono a repentaglio la Sua democrazia! Noi, invece, ci onoriamo di essere amici di Tavolazzi, del quale apprezziamo la competenza e l’impegno sociale, e siamo anche onorati degli amici che, durante il nostro piccolo e difficile cammino “anti-centrale”, si sono uniti a noi nel rispetto delle idee e delle individualità, con la sola condivisione del grave 309 MIMESI problema da affrontare, senza prevaricazione alcuna, senza che nessuno abbia mai estratto una tessera dalla tasca. La cosa non ci interessava e non ci interessa per il futuro, in quanto riteniamo che la salute di tutti, anche la sua e quella della sua famiglia, sia il bene più prezioso che debba essere tutelato oltre ogni limite! Non c’è bisogno di essere plagiati per sapere che la nuova centrale Turbogas produrrà 800 Mwe, quando a tutto il petrolchimico ne bastano 80! Allora perché, assessore Bratti, avete dato la concessione per una nuova centrale? Ah perbacco! Dimenticavamo che voi non siete i responsabili di tutto ciò, ma la colpa è del Governo che ha approvato la V.I.A., che la vostra amministrazione aveva palesemente sostenuto. Il tutto perché la centrale di Enipower possa vendere la sua energia. In cambio di che cosa? Dei cascami di vapore che andranno al teleriscaldamento di Hera? E speriamo di nient’altro, visto che l’indagine sulle tangenti Enipower è arrivata anche a Ferrara… Non c’è bisogno di essere plagiati per sapere che il teleriscaldamento della geotermia è alimentato solo in piccola parte dall’acqua calda di Casaglia, mentre il resto del calore deriva prevalentemente da caldaie a gas e dall’inceneritore di via Diana (pardon, “termovalorizzatore”). Ecco perché avete dato il permesso di triplicarlo. Ah perbacco!!! Dimenticavamo che anche in questa occasione Voi non siete i responsabili di tutto ciò, ma la colpa è della Provincia (avete dovuto fare una “lunga delibera di Giunta” per giustificarvi e lavarvene le mani). Ora che è ritornato alla ribalta il problema della diossina, vi state affannando a dimostrare che nel 2002 e nel 2003 i valori rientravano largamente nella normalità, possiamo fare un atto di fede e credervi. Ma per gli anni che vanno dal 1975 al 2001? È possibile avere notizie certe e dettagliate? Lo sappiamo che Hera potrà bruciare rifiuti a pagamento provenienti da altre province e potrà ingrandire la rete del teleriscaldamento, da cui trarre altri profitti dalle tasche dei ferraresi. Come Amministrazione Comunale fate finta di essere attenti all’ambiente, obbligando i cittadini ad andare a piedi, come tanti soldatini, ma in realtà avete organizzato un bell’eco-business con Hera. Stia certo, assessore, nonostante i suoi insulti, andremo avanti! Comitato civico indipendente FerrAria Pulita 310 MIMESI Articoli pubblicati il 10/11/2004 La parola ai lettori Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) VIABILITA’ Semafori più svelti Se al posto delle targhe alterne (le multe vanno di certo ad oblazionare i costi delle rotatorie) venissero resi più svelti i pochi semafori esistenti (magari ce ne fossero di più!!!), non solo il traffico cittadino sarebbe più snello, ma soprattutto vi sarebbe meno inquinamento!Sono ben altri gli sfiati inquinanti! Sono ben altre le bocche da fuoco che appetano non solo i ferraresi, ma pure frutta e verdura! E purtroppo funzionano ancora! Cerchiamo, dunque, di farci tutelare e salvare almeno un poco! Giorgio Antonini ) SOLIDARIETA’ Un ringraziamento dall’Ado L’Ado (Assistenza Domiciliare Oncologica) desidera ringraziare sentitamente i famigliari, gli amici e i parenti del sig. Rocchi ELVIO per la solidarietà e la sensibilità dimostrata avendo devoluto alla nostra Associazione una generosa offerta per onorare la memoria. ) PALIO Ringraziamo Armaroli Carissimo Gianluca, bei tempi quando uno sparuto manipolo di persone decise di rivitalizzare il Palio di Ferrara che, nonostante tutti i sacrifici delle Contrade e della Corte, non riusciva a decollare. Bei tempi, proprio, quando si passavano notti intere a cercare tutte le possibili soluzioni per rovesciare una situazione che sembrava alquanto disperata. La rinascita del Palio è dipesa solo ed esclusivamente dalla testardaggine di un gruppo di poche persone che sentiva la responsabilità di fare qualcosa per tutti coloro che con grandi sacrifici tenevano ancora viva questa grande tradizione e mi riferisco ai Capi Contrada, agli sbandieratori, a tutti coloro che passavano le ore libere in sedi di fortuna per prepararsi al Palio nel modo più dignitoso possibile e per vincere. Le cose che abbiamo fatto 311 MIMESI assieme sono un bellissimo ricordo che ci accompagnerà sempre e sono io che devo ringraziare te, non viceversa. Eri l'ultimo a spegnere la luce dell'ufficio ed eri il primo a proporti anche per i più umili - ma non per questo meno indispensabili - incarichi. Sono le persone come te che vanno ringraziate, che il Palio e Ferrara devono ringraziare. Noi, e mi riferisco anche a Gabriele Tosi personaggio veramente fondamentale nella rinascita del Palio, dovevamo solamente trovare idee e....soldi ed infondere sicurezza anche nei momenti più bui. Caro Gianluca, anche se ormai ci vediamo raramente, ti ricordo sempre con tanto affetto e ti ringrazio di cuore per l'amicizia che continui a portarmi. Un abbraccio e.. Este Viva! Paolo Bonora ) AMBIENTE Indaghi la procura Leggo i dati controversi sulle emissioni di diossina (sostanza altamente tossica), sono molto preoccupato perché ritengo che la salute non sia tutelata a Ferrara, leggo del tentativo di svendere questa città agli interessi di società private che hanno solo scopi speculativi, vedo il tentativo di trasformare questa città in una pubblica discarica. Vedo in tutte queste manovre il profumo del denaro. Di fronte a tutti questi dubbi legittimi e al pericolo che la città corre invoco l’intervento della Procura della Repubblica che permetta di chiarire una volta per tutte quale sia la situazione a Ferrara sotto il profilo dell’inquinamento e quali siano realmente i rischi che la città corre se verranno costruite l’inceneritore e la centrale a Turbogas N. Angelini ) PORTOMAGGIORE La memoria di Carlo Eppi Con riferimento all’articolo di Franco Vanini apparso sulla cronaca di Portomaggiore per assicurare alla comunità portuense «un milione di euro nel nome di Eppi» cui, secondo l’articolista, si sarebbe accennato nel convegno tenutosi il 4 novembre precedente al Teatro «smeraldo» di Portomaggiore per la presentazione del volume «Enti a confronto New» da me curato per i tipi di «7° Ponte», corre l’obbligo di precisare quanto segue: 1° - incidentalmente in quel convegno si accennò a circa 900.000 Euro che presumibilmente la Fondazione «Eppi» di Portomaggiore potrà quanto prima trasferire in equa misura alle due Case Protette Portuensi della Parrocchia e del Comune non appena concluso il processo in corso della liquidazione dei propri beni residui. 2° - il sottoscritto, Redattore non Direttore del periodico parrocchiale «7° Ponte» di cui invece è responsabile l’Arciprete «Pro Tempore», nel volume sopra citato ha tracciato non la biografia di Carlo Eppi (che pure vi occupa il primo capitolo), bensì la storia della sua Opera Pia (oggi Fondazione) , assicurando tuttavia una degna tutela della memoria di Carlo Eppi nelle due strutture ultime e definitive beneficiarie della sua eredità. Prof. Bruno Ghedini 312 MIMESI «Incomprensibili sono i sindacati» La Nuova Ferrara Pagina 22 - Provincia - Per il presidente del Parco del Delta sostenere la centrale a carbone sarebbe un errore colossale e incalcolabile COMACCHIO. «Se i sindacati ferraresi hanno trovato incomprensibili le affermazoni di Sandri su Porto Tolle, io trovo incomprensibile e profondamente sbagliata la loro presa di posizione». Valter Zago, presidente del Parco regionale del Delta, spesso si è trovato in disaccordo con Alfredo Sandri, ma stavolta non esita a difendere il deputato dell’Ulivo-Ds dall’attacco di Cgil, Cisl e Uil. I segretari nazionali Epifani, Pezzotta e Angeletti dopo un incontro con l’amministratore delegato dell’Enel Scaroni avevano apprezzato il piano della società mirante a ridurre la dipendenza dell’Italia dal petrolio e avallato la scelta di riconvertire a carbone le centrali di Civitavecchia e Porto Tolle. Sandri ha criticato i sindacati nazionali e auspicato un ripensamento su Porto Tolle, poichè il passaggio al carbone significherebbe tenersi la centrale nel Parco per 40 anni almeno, mentre secondo Sandri sarebbe necessario costruire un fronte ampio per far chiudere la centrale. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno giudicato «inutile e incoprensibile la polemica di Sandri», ma hanno anche ricordato che l’ultima parola spetta alle Regioni e agli enti locali. Dicono anche i sindacati che «le prese di posizione solitarie e strumentali» come quelle di Sandri «non aiutano a orientare scelte diverse, ma solo a favorire la realizzazione dei piani Enel», il che fa trasparire che i sindacati ferraresi non sono proprio schiacciati sul carbone. In attesa di chiarimenti Zago non usa mezzi termini: «Mi sembra strumentale affermare che le posizioni di Sandri sono isolate, i sindacati dimenticano che contro Porto Tolle hanno preso posizione la Regione, la Provincia, i Comuni ferraresi interessati, molte associazioni ambiebtaliste e lo stesso Parco. Mi piacerebbe che lo stesso fervore dimostrato in questa circostanza il sindacato lo riservasse per aiutare a costruire quel tavolo istituzionale (Stato, Regioni, Provincie, Comuni, sindacato e Parchi regionali) utile per arrivare a una riconversione della centrale realmente rispettosa dei valori ambientali internazionalmente riconosciuti al Delta del Po». Zago è favore della conversione a gas metano. Zago non giustifica ma comprende la posizione dei leader nazionali, «che magari non sanno dov’è esattamente Porto Tolle, ma i dirigenti locali sanno bene di cosa stiamo parlando». «Ci sono in giro 70 progetti di centrali a turbogas, è inaudito che proprio qui se ne debba fare una a carbone. Significherebbe stoccare montagne di carbone, trasportare per mare e per terra tonnellate di gesso e calcare, modificare le banchine portuali su una costa fragile come la nostra. E’ questo che vogliamo per il nostro Delta?». (m.p.) 313 MIMESI Articoli pubblicati il 09/11/2004 Non fate inutili polemiche Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - AMBIENTE Ho cercato di seguire nelle ultime settimane gli articoli dell'Ing. Tavolazzi relativi alle emissioni degli impianti di termovalorizzazione (volgarmente chiamati inceneritori) di Ferrara. Probabilmente come molti vostri lettori, non mi è possibile contestare o approvare quanto riportato nei suddetti articoli, non avendo la necessaria competenza nel settore e non avendo la certezza sulla veridicità dei dati presentati dalle controparti in questione. Il ragionamento che mi appresto a fare è il seguente. L'Ing Tavolazzi, ex city manager durante il primo mandato Sateriale, riporta valori relativi a livelli di emissione di diossine ritenuti elevati ed evidentemente pericolosi per la popolazione sottoposta alla ricaduta dei fumi degli impianti citati. Per chi come me non è più un ragazzino, il parlare di "diossina" provoca come riflesso incondizionato il pensiero a ciò che capitò oltre vent'anni fa all'Icmesa di Seveso (riguardando oggi le sbiadite immagini in bianco e nero di allora, ci sembra quasi una mini-Chernobyl casalinga, per fortuna con conseguenze di gran lunga meno tragiche). Tornando a noi, se ho ben appreso, viene fatto riferimento a dati che risalgono al 2000 per poi arrivare fino ai giorni nostri. Oggi è sulla bocca di tutti l'aggiornamento "in tempo reale": questo tempo reale è ormai diventato un "must", grazie al quale tutto ciò che è più vecchio di un giorno risulta quasi obsoleto. Alla luce di tutto ciò, perchè l'Ing Tavolazzi riporta oggi anche valori di qualche anno fa? Forse per rinforzare la tesi di una gestione poco accorta già da tempo in relazione alle emissioni? E nel periodo in cui agiva da city manager, tutto procedeva per il meglio? Il gossip ferrarese, ai tempi del city manager, parlava di ingaggio da re per la persona che ricopriva tale incarico: lungi da me pensare che, vista la rescissione (anticipata?) del contratto con l'amministrazione comunale, si possa trattare di una sorta di vendetta causata dalla perdita di tale quasi "divino" status. (...) Inutili "querelle" non fanno che aumentare in noi che leggiamo la confusione su materie che non possono essere alla nostra portata. P.S. Lei crede davvero che conoscere i dati di emissioni degli impianti, inceneritori o turbogas, sia inutile querelle? 314 MIMESI Articoli pubblicati il 07/11/2004 «Una ‘pace sindacale’ per rilanciare Ferrara» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - IMPRESE Dall’assemblea generale dell’Api critiche e proposte a governo, banche ed enti locali: «La chiave per la reindustrializzazione? Un nuovo patto con chiare responsabilità» «I piccoli industriali di Ferrara hanno certamente ragione a chiedere più coraggio al Governo. Ma anche loro devono fare la propria parte, aiutandoci a completare la seconda fase del programma di sviluppo economico». Il viceministro all’Economia Mario Baldassarri raccoglie l’invito dell’Api a farsi portavoce delle esigenze della categoria: la proposta di un ‘patto’ è certo diplomatica, ma sincera, afferma l’esponente di An, come i giudizi della presidente dell’associazione Monica Talmelli che — in apertura dell’assemblea generale al Ridotto del Teatro Comunale — non ha risparmiato, ieri mattina, critiche e proposte. Muovendo proprio dai temi di politica nazionale: «Attendiamo una seria riforma per affrontare il nodo cruciale del carico contributivo — esordisce la Talmelli —, onerosissimo, che grava sulle nostre aziende e sugli stipendi dei nostri dipendenti». Tesi choc è poi quella di «abbattere il più possibile i garantismi, la burocrazia negativa, i privilegi. I tempi degli aiuti lobbystici ci auguriamo siano definitivamente tramontati...». Altri temi generali, che si legano però intimamente alla realtà economica locale, sono quelli della ricerca («il nostro interlocutore privilegiato è da tempo l’Università»), dei rapporti sindacali soprattutto per quanto riguarda la legge Biagi («la Fiom nei mesi scorsi ha elevato il livello di scontro nelle aziende della nostra provincia...»), ed i nodi economici. Dal caroprezzi («I nostri listini sono fermi da almeno due anni: non sono state le nostre aziende ad equiparare un euro a mille lire...», dice la Talmelli) ai rapporti cruciali con il sistema bancario. Ai direttori generali di Carife e Carice Gennaro Murolo e Ivan Damiano, la presidente dei piccoli industriali ha proposto, «approfittando della riforma in atto di Basilea 2, di concedere finanziamenti a medio e lungo termine senza garanzie alle imprese che intendono aumentare il capitale sociale: è uno spunto importante se non si riduce a mera operazione di marketing». Poi, restando nel campo del credito, la seconda idea: «Perché non prestare denaro alle aziende che hanno dei buoni rating e si sono già sottoposte alle verifiche dei parametri di Basilea 2, a condizioni più vantaggiose delle migliori condizioni dei mercati? Questo ‘miglior interesse’ — sorride la Talmelli — potrebbe essere assorbito dalle banche stesse». Responsabili, secondo la presidente dell’Api, «di aver sponsorizzato per anni comportamenti non certo indirizzati alla patrimonializzazione delle risorse aziendali, ma privilegiando le garanzie 315 MIMESI personali offerte dagli imprenditori». Chiuso questo confronto — nel quale è stato coinvolto anche l’economista Giuliano Cazzola — sui temi di rilievo più generale, la Talmelli chiude analizzando il quadro locale: e qui i rilievi si fanno più severi. «La sensazione, negli ultimi anni, è stata quella che la classe politica locale abbia ritenuto il mandato elettorale come una delega in bianco — afferma la presidente dell’Api —, anche su quelle scelte su cui la maggioranza dei cittadini ha espresso malumori e dissensi: dalla delocalizzazione del polo ospedaliero fuori dalla città, alla realizzazione della centrale a turbogas a poche centinaia di metri in linea d’aria dal Castello, sino alla mancanza di un serio progetto di parcheggi che impedisca al nostro centro storico di morire». Ma anche per Ferrara, alla sferzata si affianca la proposta: «Serve un ‘patto’ tra amministratori, sindacati, organizzazioni imprenditoriali — chiude la presidente dell’Api —, all’interno del quale ciascuno, nel rispetto del proprio ruolo e competenze, stabilisca i problemi, le priorità e le soluzioni». Questa pace sindacale favorirebbe «non solo le imprese, attraverso una seria reindustrializzazione, ma anche l’intero territorio già depauperato dalla chiusura di aziende storiche». Stefano Lolli L’Api contro fisco, burocrazia e Fiom La Nuova Ferrara Pagina 14 - Cronaca - ASSEMBLEA DELLE PICCOLE INDUSTRIE Alzano la voce le piccole imprese. Con il governo, al quale si chiede più flessibilità nel lavoro e meno burocrazia, ma anche agli interlocutori locali. La Fiom, accusata di voler disapplicare una legge statale, la Biagi, e il Comune che fa scelte sulle quali i cittadini esprimono «malumori e dissensi», inclusa la centrale turbogas. E sul 60% delle aziende si allunga l’ombra della stretta creditizia. Ridotto del Teatro Comunale pieno, ieri mattina, per l’assemblea dell’Associazione piccole industrie, 270 iscritti con 6.000 addetti. C’era da ascoltare il viceministro Mario Baldassarri, ma anche da capire fin dove si sarebbe spinto il grintoso presidente, Simonetta Monica Talmelli, nelle sue “sollecitazioni” a politici, banche e sindacati. La relazione del presidente è partita dall’orgoglio di categoria, «le nostre aziende hanno tenuto anche sul fronte occupazionale di più e meglio della grande industria», e «non è vero che non facciamo ricerca: lo studio di dieci campionari l’ann con ricerche di materiali, di stile, di soluzioni tecnologiche, per un’impresa che fa abbigliamento cosa sono?». Poi i nodi. Più di un passaggio dedicato alla flessibilità del lavoro, anche in uscita: «Noi insistiamo perchè vengano abbattuti il più possibile i garantismi, la burocrazia negativa, i privilegi». La mancanza d’incentivi per la ricerca. Gli «insostenibili» oneri previdenziali, il problema Cina e il credito con Basilea II. E, a livello locale, la Fiom «che innalzato il livello di scontro nelle aziende chiedendo in molte occasioni il disconoscimento della cosidetta legge Biagi»; uno Sportello unico «divenuto una “buca per le lettere”», e le scelte impopolari del Comune: oltre alla turbogas, la 316 MIMESI «delocalizzazione del nostro ospedale fuori città» e «la mancanza di un progetto di parcheggi che impedisca al nostro centro storico di morire». Infine la mano tesa concretizzatasi nella «firma di un patto tra amministratori, sindacati, organizzazioni imprenditoriali all’interno del quale ciascuno, nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, stabilisca i problemi, le priorità e le soluzioni, non dimenticando che i fondi Ob2 nel 200 finiranno». Il direttore di Carife, Gennaro Murolo, assieme al suo collega di Carice, Ivan Damiano, si è preso una quarantina di minuti per spiegare nel dettaglio cosa significherà il sistema di Basilea II per le piccole imprese. Attenzione agli sconfinamenti nelle linee di credito, apertura all’ipotesi di prestiti per ripatrimonializzazioni, indispensabili a ottenere un buon “voto”, il rating. Preoccupa il risultato di un primo studio Carife: solo il 10% delle imprese emiliano romagnole avrebbe, oggi, un rating A, quindi nessun problema di credito; peggio ancora, il 60% sono sulla linea di confine tra sufficienza e insufficienza. A gennaio Carife invierà ai clienti il loro rating provvisorio, poi si lavorerà per correggerlo. Se Basilea II deve ancora partire, dall’economista Giuliano Cazzola è giunta un’analisi in chiaroscuro di una riforma già in fase di attuazione, cioè la Biagi. «Non è risolto il vizio italiano del dualismo del mercato del lavoro: di flessibilità ce n’è tanta, tutta da una parte sola, a carico delle nuove generazioni per garantire le tutele ai padri e ai nonni». L’altro problema è peso fiscale, dove abbiamo il primato Ocse dell’aliquota legale più elevata sulle imprese, con il 32,7%. In conclusione, Baldassarri non ha nascosto il problema degli incentivi alla ricerca, «li avevo inseriti nella Finanziaria l’anno scorso, ma me li hanno tagliati. Quest’anno ci riprovo». Sull’energia scontiamo, ha fatto capire il viceministro, vecchie scelte come il no al nucleare: il gas degli Urali là costa 100, quando arriva qui è già salito a 300. Baldassarri però contesta la critica di non aver mantenuto le promesse del 2001. 317 MIMESI Articoli pubblicati il 06/11/2004 Interrogatorio imminente per Barzetti Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS C’è anche l’azienda ferrarese Sitie — raggiunta nei giorni scorsi da avviso di garanzia — tra quelle a cui nei prossimi giorni verranno notificati gli inviti a comparire davanti ai pm milanesi titolari dell’inchiesta Enipower. La procura di Milano da ieri infatti ha ordinato alla Guardia di finanza di notificare 14 inviti a comparire, che hanno come destinatari persone fisiche e giuridiche: si tratta di amministratori e legali rappresentanti di aziende accusate di aver pagato tangenti al fine di acquisire gli appalti per la costruzione delle centrali Turbogas. Nella lista ci sono, oltre alla Sitie dell’imprenditore Mauro Barzetti, gruppi come Tamini e Fiorentini. La Procura milanese è intenzionata a chiedere il rinvio a giudizio con rito immediato per una parte degli indagati di corruzione in riferimento agli appalti Enipower. E per questa ragione gli interrogatori inizieranno in procura a Milano la settimana prossima. Entro la fine di novembre o gli inizi di dicembre i pm Greco, Fusco e Nocerino dovrebbero chiedere il giudizio immediato, che ha lo scopo di mandare sotto processo una parte degli oltre 100 indagati e di evitare la prospettiva di un maxidibattimento. Sulle accuse mossegli dall’ex manager di Enipower Lorenzino Marzocchi, Barzetti ha però sempre ribadito la propria totale ed assoluta estraneità. g.d. 318 MIMESI Articoli pubblicati il 05/11/2004 Rifiuti e turbogas tra la realtà e i sogni La Nuova Ferrara Pagina 17 - Agenda e Lettere Chiedo spazio alla “pagina aperta” per poter pubblicamente discutere e possibilmente confrontarmi con chi, come il comitato FerrAria Pulita, altro non fa che giudicare scelte intraprese, senza nemmeno proporre qualche cosa di alternativo, in maniera indiscriminata e penso io solamente per cupi interessi politici e non morali in favore della cittadinanza intera. L’intervento che mi ha spinto a scrivere queste due righe è stato pubblicato in questa pagina lunedì 1 Novembre e criticava in maniera totale tutta la politica ambientale del comune degli ultimi anni. Vorrei porre qualche quesito al comitato, citando anche qualche cifra a sostegno del mio ragionamento. La critica era in grossa parte rivolta al problema della triplicazione del “termovalorizzatore” di via C. Diana. Prendiamo quindi qualche dato: tra Ferrara e provincia siamo 344.025 abitanti (dato relativo al 1 gennaio 2003) e secondo il rapporto 2004 di Legambiente produciamo ognuno 715 Kg di rifiuti ogni anno. E’ facile quindi ricavare che si ha una produzione di 245.960.000 Kg di rifiuti l’anno (= 715 x 344.025). Nell’articolo si è parlato di raccolta differenziata e quindi, fermo restando che a Ferrara si arrivi al 35% di tale raccolta, per ora siamo al 25 %, con media italiana di 16%, prescritta dal decreto Ronchi (andare oltre è troppo dispendioso, e richiede tempo oltre che un grosso coinvolgimento da parte dei cittadini), facendo un conto si possono raccogliere separatamente 86.086.000 (= 245.960.000 x 0,35) Kg di rifiuti l’anno. Ne restano quindi 245.960.000 - 86.086.000 = 159.874.000 Kg. Da cui si vede come (addirittura!) la triplicazione dell’inceneritore (che permetterà di termovalorizzare 150.000.000 Kg di rifiuti l’anno) ancora non sia sufficiente per coprire del tutto la quantità di rifiuti che produciamo (sempre ammesso che si riesca ad arrivare al 35 % della raccolta differenziata). Dove mettiamo quindi i nostri rifiuti? Mi sembra fin troppo facile (oltre che economicamente svantaggioso, dato che 100 kg di rifiuto urbano tal quale, hanno un contenuto energetico totale equivalente a circa 22 kg di petrolio) mandarli nelle discariche presenti sull’Appennino, o in altre “buche” (le discariche non sono altro che questo) scavate per raccogliere per chi sa quanti anni i nostri rifiuti. 319 MIMESI Nell’articolo si è anche parlato della centrale a Turbogas, nome che tanto spaventa chi lo legge, da 800 Mwe (che in realtà sono 740 Mwe) capace di fornire al petrolchimico non solamente energia elettrica a basso prezzo (circa il 20 % in meno), ma anche 1411 Mwt destinati al fabbisogno del Polo Chimico, ad eventuali richieste derivanti da nuove attività industriali e, non da ultimo, il potenziamento del teleriscaldamento. E’ sicuramente vero che al momento il petrolchimico richiede “solamente” 80-90 Mwe ma avere energia elettrica e termica in loco porterà certamente all’accrescimento di questa realtà, che ormai nel terzo millennio, non deve essere vista come la si vedeva negli anni ’50, come luogo sede di chi sa quale alchimia. Sicuramente a Ferrara si possono lasciare le cose come stanno, aspettando qualche decina d’anni che le industrie presenti nel petrolchimico cerchino luoghi più idonei al loro sviluppo, chiudendo l’inceneritore di Via Conchetta e non triplicare la linea di quello in via Diana, in attesa che i rifiuti da noi quotidianamente prodotti (1,5 Kg al giorno a testa) ci sommergano. Avremo quindi l’aria pulita, ci dicono, e non avremo più il 27 % di casi di cancro in più sulla media regionale, anche perché la gente smetterà di fumare e prenderà solo la bicicletta lasciando l’auto nel parcheggio. Se si vuole aprire un dibattito, ben venga, ma facciamolo su cose serie e scientificamente basate non su sogni ed utopie. Questo per dire che sicuramente la centrale a turbogas inquina, ma non certamente di più delle attuali CTE1 e CTE2, che sicuramente la triplicazione dell’inceneritore inquina, ma non certamente più dei rifiuti gettati per terra, non sicuramente più delle sigarette (prima causa di morte per cancro) che ancora la stragrande maggioranza dei cittadini fuma, non sicuramente più dell’auto che utilizziamo sempre più spesso. Bisogna che ci mettiamo in testa che le tecnologie ci sono e vanno adoperate, all’estero l’hanno capito da anni, difatti il Giappone termovalorizza il 70 % dei propri rifiuti (in Italia siamo all’8 %) e sta investendo in tecnologie (quali celle a combustibile) per lo sviluppo addirittura dell’idrogeno come vettore energetico, cosa che da noi sembra pura fantascienza. Non dobbiamo sempre aspettare di apprendere le nuove tecnologie dagli altri, iniziamo ad applicarle, sfruttiamole, studiamole, modifichiamole, ma non stiamo con le mani in mano. Abbiamo la fortuna che Ferrara ha tante opportunità, l’Università ed il Polo Chimico per citarne alcuni, non lasciamoli nel buio dell’arretratezza. Alessio Galletti 320 MIMESI Articoli pubblicati il 04/11/2004 Qui ora ci vuole un confronto trasparente La Nuova Ferrara Pagina 17 - Agenda e Lettere Nella risposta alle richieste di chiarimenti sulle emissioni di diossine dell’inceneritore di Via Conchetta, l’assessore Bratti chiama in causa direttamente i Comitati di cittadini interessati a questo e ad altri temi ambientali. Le cose dette sono di una tale gravità da rendere necessarie alcune precisazioni, non certo per le argomentazioni “tecniche” proposte ma in quanto manifestazione di un clima politico che va sempre più degenerandosi. Prima di tutto non siamo a conoscenza che al nostro interno si annidino “torvi personaggi con interessi multipli, capipopolo” (e via “argomentando” con un linguaggio che, francamente, non avremmo mai pensato di sentire da un rappresentante delle istituzioni); se così fosse e l’assessore ne è a conoscenza, lo preghiamo di fornire a noi e all’opinione pubblica i nomi. Riguardo, invece, alla “chiamata in causa” come Comitati (una volta epurati di chi “nasconde altri fini”) e alla disponibilità al confronto manifestata dall’assessore, dobbiamo rilevare, con rammarico ma anche con fermezza, che in questi quasi tre anni di attività del Comitato per una Città Sostenibile ben poco di quanto ci era stato promesso - in termini di “dibattito democratico” - è effettivamente avvenuto. Già nel luglio 2002 avevamo chiesto di organizzare congiuntamente (Comitato e Amministrazioni locali) un seminario tecnico sulle micropolveri emesse dalla turbogas, con la presenza di esperti internazionali. Ci fu risposto che non ce n’era affatto bisogno, trattandosi di un problema inesistente, poiché la centrale a turbogas non ne avrebbe emesse. Successivamente, però, Comune e Provincia organizzarono un convegno sull’inquinamento dell’aria, nel quale non era previsto alcun dibattito sulle micropolveri. I principali relatori erano tutti esperti e tecnici interni alle istituzioni. A noi, che non fummo per nulla coinvolti nell’organizzazione dei lavori, fu proposto - in due giorni di relazioni - lo spazio di un paio di interventi! Cosa è successo qualche mese dopo quando, con la pubblicazione del lavoro scientifico di Nicola Armaroli che confermava i nostri dubbi, l’assessore ha ammesso che effettivamente le micropolveri ci sono, è noto a tutti. A questo sono seguiti altri “confronti”, tutti però finiti allo stesso modo, ossia nel segno di una partecipazione che è solo di facciata, che si preoccupa unicamente di mostrare un apparente 321 MIMESI interesse senza tuttavia far mai seguire un reale dibattito democratico. E’ l’inutile esperienza di Agenda 21 che si ripete: convocare le parti sociali ritenute più rappresentative sul territorio in un incontro preconfezionato per ottenere un consenso addomesticato, salvo prendere in altre sedi le decisioni che contano veramente. Due mondi paralleli, quindi, il primo (il potere istituzionale) senza intenzioni serie di incontrarsi e confrontarsi realmente con il secondo (i cittadini). Occorre a questo punto una manifestazione di apertura e di collaborazione che vada oltre gli editti: si organizzino incontri e confronti che siano veramente alla pari, con forze in campo in grado di confrontarsi sui fatti concreti e su dati e informazioni trasparenti, chiamando in causa sia i controllori che i controllati; le istituzioni non sono gli unici e insindacabili rappresentanti della cittadinanza e la mancanza di un confronto veramente democratico non può che comprometterne la credibilità. Comitato per una Città Sostenibile Ferrara 322 MIMESI Articoli pubblicati il 03/11/2004 Ecotecnoarea, l’occupazione si fa morbida: «Non intralceremo i piani dell’Azienda Usl» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - MONTAGNONE Dure accuse invece per l’assessore Polastri ed i Ds Prosegue l’occupazione, da parte di «Ecotecnoarea», dei locali di proprietà comunale in viale Alfonso d’Este. Ma tra i rappresentanti della lista civica e l’Azienda Usl (affittuaria dello stabile, utilizzato sino a poche settimane fa per Neuropsichiatria Infantile e già destinato alla Medicina di Base) è scoppiata la... pace: «Abbiamo incontrato sia il direttore generale che il direttore sanitario — spiega il portavoce di Ecotecnoarea Franco Ferrioli —, verificando alcuni aspetti importanti: la denuncia sporta dall’Asl rappresenta in realtà un esposto obbligatorio, un atto d’ufficio contro ignoti e non una querela mossa dall’intento di perseguirci. Appurato che non abbiamo danneggiato nulla e nessuno, la volontà è di proseguire un dialogo aperto, cercando una soluzione che tenga conto di progetti ed esigenze di tutti». In particolare, proprio in vista del futuro utilizzo sanitario concordato tra Azienda Usl e Comune, la posizione di Ecotecnoarea è esplicita: «L’occupazione, oltre che simbolica, è temporanea: non verranno intralciati i progetti futuri, qualora confermati». Molti i progressi anche sul fronte istituzionale: «In collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili — prosegue il documento della lista civica — stiamo collaborando alla definizione del progetto di recupero della Darsena, da destinare ad uso sociale». Ma non mancano le ‘spine’: la polemica coinvolge, in particolare, l’assessore al Patrimonio Roberto Polastri, che la scorsa settimana aveva intimato a Ecotecnoarea di liberare i locali — attigui al Dazdramir —, minacciando una denuncia. «Veniamo accusati di arroganza per aver occupato alcuni locali sfitti senza aver tolto niente a nessuno — la nota di Ecotecnoarea si fa aspra —, guarda caso proprio da coloro che con arroganza totale hanno già imposto automaticamente scelte obbligate per tutti come la centrale a turbogas, la privatizzazione dell’acqua, e tagliato fondi per la cultura ed i giovani». Ancor più dura la sottolineatura politica: «Come Berlusconi. Bush e Sharon anche i Ds ferraresi, capitanati da un ex sindacalista e ancora prima ex Potere Operaio, impongono la prima legge della dittatura: accusare gli altri di ciò di cui si è colpevoli». L’occupazione, dunque, continua: «Se il Comune procederà per vie legali, significherà perseguire giovani che avranno come unica colpa — chiude il documento — quella di partecipare democraticamente e pacificamente ad attività di tipo creativo ed artistico». 323 MIMESI «Non cediamo all’ultimatum» La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - OCCUPAZIONE Prosegue la lotta di EcotecnoArea «Non abbiamo tolto niente a nessuno». Il movimento Ecotecnoarea, che da alcune settimane occupa i locali comunali (ancora affittati all’Asl) dell’ex Neuropsichiatria infantile, non si è lasciato intimidire dall’ultimatum del Comune, nè dalla denuncia presentata dall’Asl. Anzi, nei giorni scorsi proprio con il direttore generale e il direttore sanitario dell’azienda di via Cassoli si è tenuto un incomtro che i ragazzi giudicano molto positivo: «Abbiamo appurato - spiega il coordinatore Franco Ferioli - che la denuncia è in realtà un esposto obbligatorio, un atto d’ufficio contro ignoti e non una querela sporta con l’intento reale di perseguirci». L’occupazione dei locali (destinati a ospitare una Medicina di gruppo) non ha comportato alcun danneggiamento «ed è di tutti la volontà di proseguire un dialogo aperto verso una soluzione del problema che tenga conto delle esigenze e dei desideri di tutti». E se EcotecnoArea ha deciso di occupare i locali per sollevare il problema della carenza di spazi per attività culturali giovanili «la nostra occupazione è temporanea e non intende intralciare progetti futuri, se saranno confermati». Forte di diversi consensi e dell’appoggio di alcune forze come Rifondazione, il movimento non intende fare marcia indietro, e non risparmia critiche al sistema politico locale: «I Ds ferraresi ci accusano di arroganza, un’accusa che proviene proprio da coloro che con un’arroganza totale hanno già imposto scelte obbligate come la turbogas, la privatizzazione dell’acqua e tagliato fondi per la cultura e i giovani». Tanto clamore per l’occupazione, inoltre, deriva dal fatto che «Ferrara non è più abituata a forme di lotta come questa, ed EcotecnoArea ha confermato il suo ruolo di disturbo in un contesto paralizzato e paralizzante». E se nel frattempo «abbiamo bussato a tutte le porte» qualcosa comincia a muoversi: con l’assessorato alle politiche giovanili il movimento sta collaborando al progetto di recupero della Darsena, da destinare a uso sociale. Il confronto con i dirigenti Asl, inoltre, è stato sereno. «Ci auguriamo che questa vicenda si concluda nel modo migliore possibile e si rientri nella legalità commenta il direttore sanitario Edgardo Contato - Ma resta ferma la nostra volontà di realizzare il progetto per l’istituzione di una Medicina di Gruppo nell’ex Neuropsichiatria Infantile. Certo la denuncia era un atto dovuto, ma in sè non abbiamo nulla in contrario, nel rispetto delle esigenze di tutti, che EcotecnoArea possa ottenere uno spazio per le proprie attività». (a.m.) 324 MIMESI Articoli pubblicati il 01/11/2004 Sulla politica ambientale le critiche di FerrAria Pulita La Nuova Ferrara Pagina 12 - Agenda e Lettere Come portavoce del Comitato FerrAria Pulita, chiedo ospitalità per rispondere ad alcune dichiarazioni dell’assessore Bratti che ci chiamano in causa direttamente (20 e 25 ottobre). Caro Bratti, non abbiamo bisogno di molte parole per rispondere alle sue parole, livorose e piuttosto offensive, tipiche di che è abituato a decidere in modo autoritario. Forse ha esaurito tutti gli argomenti, per difendere la contraddittoria e schizofrenica politica pseudo-ambientale delle giunte comunali e provinciali. Per spiegare la nostra perplessità sul vostro operato basta elencare alcuni fatti precisi. A Ferrara i casi di cancro sono fino al 27% in più del resto della Regione (fonte: dott. De Togni, Asl). Infischiandovene del principio di precauzione (auspicato da Greenpeace al congresso dell’Oms di quest’anno), voi che cosa fate? Avete deliberato la concessione edilizia per una centrale a cogenerazione (turbogas) da 800 MWe, che produrrà tante polvere sottili ed NOX quanto tutto il traffico annuale della città di Bologna (fonte: dott. Armaroli, Cnr). Da notare che per tutto il petrolchimico bastano 80 MWe. Non solo. L’inverno scorso, a Porotto, lei e Colajacovo, attuale consigliere provinciale, avete presentato alla cittadinanza il progetto di triplicazione del “termovalorizzatore” di via C. Diana. Passerà da 50.000 a 150.000 tonnellate l’anno di rifiuti bruciati, quando oggi le politiche ambientali puntano ad aumentare la raccolta differenziata (v. Asti, Trento e tutto il Triveneto). Anzi, perché un inceneritore di tali dimensioni sia conveniente economicamente, si dovrà limitare la raccolta differenziata: se no, non c’è materia sufficiente da bruciare per giustificare i costi (fonte: dott. Aldrovandi, AD di Hera). Ma tutto questo perché? Ed eccoci all’eco-business, da lei stesso non escluso in sede di commissione consiliare. La scusa è quella di ampliare il teleriscaldamento (la geotermia), per il quale saranno necessari il calore dell’inceneritore e i cascami di vapore acqueo della centrale a turbogas. Infatti, sappiamo che attualmente il teleriscaldamento funziona per meno della metà con l’acqua calda fossile di Casaglia; il resto del calore è artificiale. Questi sono fatti. Altri fatti sono che tutto il teleriscaldamento sarà gestito da Hera, cui avete svenduto Agea e della quale il Comune possiede capitale azionario. Ecco i fatti: Hera ricaverà nuove bollette dai ferraresi e il Comune ne avrà una percentuale, oltre ad avere 325 MIMESI incassato una quota con la svendita dei servizi pubblici che secondo noi sarebbero inalienabili. Ecco i fatti. Cui prodest? Ai cittadini? Che pagheranno di più (il mio condominio ha appena versato 1500 euro ad Agea-Hera per una misteriosa “cauzione”) e respireranno particelle cancerogene? Per finire, un ex-manager di Enipower, azienda cui avete dato la concessione edilizia per la nuova centrale, ha affermato che sono state incassate tangenti anche per l’impianto di Ferrara: è in corso un’indagine della magistratura di Milano. Questi sono fatti.. Noi abbiamo risposto con altri fatti, organizzando banchetti per informare e raccogliere le firme di chi non è d’accordo con la vostra politica finanziaria né con lo scempio ambientale che le vostre giunte stanno perpetrando, in un’area già climaticamente e sanitariamente critica. A questo proposito, comunichiamo a tutta la la cittadinanza che il giorno venerdì 26 novembre, alle ore 18, ci sarà una grande manifestazione di piazza contro tale scempio. Tommaso Mantovani portavoce del Comitato FerrAria Pulita 326 MIMESI Articoli pubblicati il 28/10/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI L’assessore Bratti ha dichiarato che i Comitati ambientalisti “rischiano di essere monopolizzati da personaggi torvi, con interessi multipli, alla ricerca di vendette”. Sono espressioni quantomeno poco felici per un pubblico amministratore, che squalificano anche l’Istituzione rappresentata. Comune e Provincia, invece di attaccare chi scrive, i Comitati ed il Resto del Carlino, per aver preteso in questi anni un confronto aperto su Turbogas, Piano dei rifiuti, triplicazione dell’Inceneritore di via Diana, emissioni di via Conchetta e altro ancora, avrebbero dovuto fornire le quantità esatte di diossina emesse dall’impianto nei 27 anni prima del 2001. Tranquillizza ben poco sapere che, a fronte di un limite concesso dalla Provincia di 234 grammi all’anno (una quantità spaventosa!), le emissioni effettive di diossine e furani si sono mantenute al di sotto. Si dica quanto sono state! Dal 1997 la legge italiana, recependo le risultanze internazionali sui devastanti effetti di quegli inquinanti, impone ai nuovi impianti emissioni massime almeno 6555 volte inferiori a quella concessa a Conchetta. L’OMS ha stabilito che un solo grammo rappresenta la dose massima annua per 4,5 milioni di persone. Ora, grazie ai quesiti posti dal Carlino, sappiamo che nel 2002 e nel 2003 diossine e furani si sono mantenuti al di sotto della “quantità annua da normativa europea” pari a 0,0357 gTE/anno (dato calcolato da chi scrive e confermato da Agea). Mentre per il 2001 l’azienda ha dichiarato emissioni effettive pari a 0,2631 gTE/anno, superiori di 7,37 volte a quel limite, confermando per quell’anno valori “effettivi” fuori norma europea. La Provincia non ha spiegato perchè, nel 2002 e due volte nel 2003, ha autorizzato emissioni di diossina e furani superiori di 13.220 e 20.893 volte a quelle “realmente emesse”. Eppure nel 2002 aveva approvato gli “importanti lavori” sul sistema di trattamento dei fumi. E’ un vero mistero e tutto questo non può rassicurare i cittadini. Comportamenti più trasparenti su questi temi sono possibili. A Brescia esiste un Osservatorio permanente per il controllo dei fumi dell’inceneritore, che ogni tre mesi analizza (per renderli noti ai cittadini) i dati forniti da tre fonti distinte: l’azienda di Brescia ASM, l’istituto Mario Negri e l’Arpa. Nell’Osservatorio sono rappresentati Comune, Provincia, Circoscrizioni, Università Cattolica, Sindacati, Consulta per l’ambiente, Tecnici indipendenti. Agea ha poi affermato che “si confondono i limiti massimi alle emissioni previste dalle autorizzazioni provinciali con le emissioni effettive”. In verità il dato relativo alle emissioni di diossine e furani (199,7 grammi/anno arrotondato a 200) che sta alla base dei quesiti posti dal Carlino il 16 ottobre è 327 MIMESI attribuito a Conchetta da Agea (tabelle pagina 32 e 33, paragrafo “3.A.1.1.2 Emissioni”, del rapporto allegato alla delibera provinciale 448/78889 del 31.10.2002, di approvazione dello studio di impatto ambientale per il potenziamento dell’inceneritore di via Diana). A seguito del citato articolo e dopo qualche giorno di riflessione, l’azienda ha dichiarato che quel dato non rappresenta le emissioni “effettive” di Conchetta, bensì quelle “massime autorizzate”. Ebbene è questo atteggiamento a non essere chiaro, vediamo perché. Innanzi tutto nel rapporto del 2002 non vi è alcuna traccia di tale precisazione. La contraddizione diventa più evidente quando Agea, il 20 ottobre scorso, rende noto che “il limite massimo alle emissioni previste dalle autorizzazioni provinciali” è pari a 234 grammi/anno, e qualche giorno dopo (il 24 ottobre) sostiene che tale limite, nel rapporto del 2002, è quantificato in 200 grammi/anno. Per giustificare il bisticcio dei numeri sostiene di aver arrotondato 234 grammi a 200 (si noti che gli altri dati della tabella sono approssimati al milionesimo!). Purtroppo le diossine non sono noccioline, e la spiegazione non può che far accapponare la pelle. I 34 grammi “arrotondati” rappresentano infatti la dose massima annua ammessa per 153 milioni di individui! Se poi si estende la tesi di Agea agli altri inquinanti emessi da Conchetta e riportati nella tabella del 2002, ne consegue che la valutazione di impatto ambientale (VIA) avrebbe comparato le future emissioni di via Diana non con quelle “effettive” degli inceneritori attuali, bensì con quelle “massime autorizzate”. Un metodo bizzarro per valutare se il nuovo inceneritore triplicato inquinerà meno di quelli esistenti. Se i 200 grammi/anno dichiarati nel rapporto del 2002 non rappresentano le emissioni “effettive” di Conchetta, si corregga il dato nella VIA, oppure si precisi che si tratta di “emissioni autorizzate”. In entrambi i casi, però, la valutazione di impatto ambientale verrebbe snaturata nella sostanza. Restano dunque molte domande senza risposta. Che ruolo ha l’Arpa in tutta questa vicenda? Quanta diossina è stata emessa negli anni precedenti il 2001? Quali “emissioni massime” ha autorizzato la Provincia prima del 2001? Conchetta sta funzionando in regime transitorio o definitivo ai sensi del DM503/97? Che cosa accadrà allo scadere dell’attuale autorizzazione (fine 2005)? Esistono studi sull’accumulo di diossina nei dipendenti e nella popolazione residente? Le strutture pubbliche dovrebbero mantenere un rapporto più trasparente con la città. Solo informazioni più puntuali e sistematiche aumentano la fiducia, non le minacciose tutele dell’immagine aziendale. Tanto meno gli insulti. Valentino Tavolazzi 328 MIMESI Articoli pubblicati il 27/10/2004 Mi allarma sempre chi dice di fidarsi. E la chiusura slitta Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina III - INCENERITORE Perplessa rete Lilliput «Mi allarma il solito atteggiamento del ‘fidatevi’». Rimane alto il livello d’attenzione di Marzia Marchi di Lilliput di Ferrara, rispetto alle ultime rassicurazioni di Comune, Provincia e Arpa, a proposito della questione rifiuti e ai valori di diossina risultati entro i limiti di legge per l’inceneritore di via Conchetta. «Alla luce dei balletti dei dati — aggiune — che si sono susseguiti negli ultimi tempi anche a proposito di turbogas e inquinamento da cvm, non mi sento molto tranquilla». Marzia Marchi si dice «fortemente preoccupata» a proposito del possibile slittamento previsto per la chiusura dell’inceneritore (necessaria per terminare i lavori di potenziamento dell'impianto di canal bianco). «Un’altra proroga porterebbe — spiega l’ambientalista — ad un ulteriore allontanamento della possibilità per i cittadini di controllare attraverso i propri rappresentanti istituzionali un problema così importante come quello della gestione dei rifiuti. Sotto il regime di privatizzazione dei servizi il nuovo inceneritore sarà aperto sotto l’egida di Hera, con il rischio che possa sfuggire al controllo pubblico». 329 MIMESI Articoli pubblicati il 25/10/2004 Un pubblico record in visita a impianti e centri di ricerca Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara, pagina 22 - FABBRICHE APERTE In 2mila al polo «Fabbriche Aperte»: o meglio, spalancate. Ieri al petrolchimico, per la sesta edizione dell’iniziativa promossa dalle aziende situate nel polo industriale in collaborazione con Federchimica, è stato registrato un pubblico record: superate abbondantemente le 2 mila presenze, una cifra sensibilmente più alta di quella delle ultime edizioni. E tanta attenzione, in particolare, per le dimostrazioni di sicurezza — inscenate dalle squadre dei Vigili del Fuoco specialisti nel rischio chimico —, che hanno messo in luce l’esperienza e la tempestività nel fronteggiare le situazioni di pericolo. Ma l’attenzione, sin dalle prime visite del mattino («Fabbriche Aperte» ha preso il via poco dopo le 9, e si è conclusa con l’ultimo tour delle 17), si è focalizzata anche sugli impianti produttivi ed i sofisticati centri di ricerca. Sono alcune delle sfaccettature dell’insediamento chimico, illustrate — nel corso dell’incontro ufficiale che si è tenuto poco dopo le undici — dall’ing. Massimo Gialli, direttore di Polimeri Europa, e da due docenti dell’Università estense, i professori Dondi e Alessandri (rispettivamente insegnanti a Chimica e Architettura) che hanno evidenziato le relazioni sempre più stretti tra le società del polo chimico e l’ateneo. Una sorta di ‘patto’ decisivo per la formazione dei giovani e la qualificazione delle stesse imprese. Su questi aspetti, oltre che sui progetti per lo sviluppo e e sul rapporto più generale tra il petrolchimico e la città, si sono soffermati anche i rappresentanti delle istituzioni presenti a «Fabbriche Aperte»: il sindaco Gaetano Sateriale e, per quanto riguarda l’amministrazione provinciale, l’assessore alle Attività produttive Diego Carrara. Nel corso delle visite guidate, oltre agli impianti per la produzione di fertilizzanti e gomme, non è mancato neppure il sopralluogo al sito in cui sorgerà la futura maxi centrale a turbogas. Qui in particolare sono state illustrate le procedure, recentemente avviate, per la bonifica delle aree. 330 MIMESI Articoli pubblicati il 22/10/2004 «Inquinamento: un caos politico» Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - L’INTERVENTO Dragotto (FI) «Credo che la Giunta di Ferrara abbia un serio e ormai evidente problema di unità di misure. Nel senso che l’amministrazione comunale è sovente avvezza ad utilizzare due pesi e due misure nella risoluzione dei problemi, a seconda dell’ambito in cui si manifestano. Il primo ambito, verso il quale vi è assoluta severità di intenti, è rappresentato dal traffico e dall’inquinamento prodotto, in primo luogo, dai veicoli non catalizzati. A questo scopo l’assessore Bratti ha varato misure ristrettissime e complicate di limitazione del traffico, con la speranza che attuando gli stessi provvedimenti in tutta la Regione, le micropolveri diminuiscano — in un arco di tempo non precisato — del 10-15%. L’altro ambito riguarda, invece, il progetto della nuova centrale Turbogas da 800 Mgw, che riverserebbe in atmosfera quantità ben più rilevanti e non ancora definitivamente accertate di micropolveri, verso il quale lo stesso Bratti mostra, al contrario, piena ed assoluta condiscendenza. Anzi la Giunta, in una nota, ha recentemente sostenuto che non si può più modificare il progetto e che quindi ogni ulteriore confronto è superfluo. Quindi mi domando e come me credo anche molti ferraresi, qual è il senso nascosto di tali urgentissimi provvedimenti anti-smog? In base al siglato accordo di programma fra Province e Comuni, Ferrara dovrebbe accedere ai fondi destinati ai progetti strutturali investendo nella mobilità sostenibile. Non sono però noti i tempi di attivazione di tali investimenti e, più importante, sarebbe opportuna la “diagnosi” prima della “cura” perché altrimenti quest’ultima potrebbe risultare inutile o addirittura dannosa per i cittadini — visto i disagi a cui sono sottoposti —. Ritengo, quindi, che almeno il ricambio di una consistente quota–parte degli autobus in servizio con mezzi a metano e la realizzazione di nuovi e meno costosi parcheggi a ridosso del centro cittadino, fossero misure da varare prima del raddoppio dell’area Ztl e dell’attuazione delle targhe alterne con il blocco per i veicoli non catalizzati. Inoltre, sempre seguendo una politica “strabica”, si intende triplicare l’inceneritore di via Diana facendo confluire a Ferrara tonnellate di rifiuti anche dalla provincia. Infine, sulla Turbogas da 800 Mgw ci siamo più volte e per primi schierati contro, con estrema chiarezza e fermezza, qualità che, purtroppo, ancora una volta l’amministrazione locale non ha saputo dimostrare. La risposta a tale impasse gestionale la si può trovare riconducendo l’agire della Giunta ferrarese a un modo di amministrare quanto meno superficiale e che spesso risponde più a logiche di convenienza che di reale soddisfacimento dei bisogni dei cittadini». 331 MIMESI Giorgio Dragotto Consigliere comunale Forza Italia e vice presidente del Consiglio Regionale Emilia-Romagna Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX )STRADE Manutenzione disastrosa Gentile direttore, mi permetto di rubare un pochetto di spazio nella sua rubrica per fare una riflessione sullo stato di manutenzione delle strade di Ferrara. C’è solo l’imbarazzo della scelta per cominciare, ma lo faccio dalla zona dove io abito, cioè Villa Fulvia: via Comacchio è diventata da gennaio un cantiere vero e proprio, i lavori per la pista ciclabile hanno creato disguidi e arrecato ulteriori danni al manto già disastrato della strada, molte buche sono state coperte con la solita «badila» di asfalto che dopo due camion transitati sulla stessa è come non averla neanche apposta. Ma passiamo oltre, andiamo alla nuova rotatoria di via Kennedy-via Bologna: qui, come buona abitudine ferrarese, prima si asfaltano le strade poi si rompono nuovamente (vedi anche le numerose buche dell’asse Giovecca-Cavour), realizzando un passaggio ciclabile sul ponte che oltre a stringere la carreggiata il lunedì e venerdì a causa del mercato crea non poche code di auto, con conseguente aumento dell’inquinamento (ma cosa dite: a Ferrara l’aria è pulitissima...). Prendiamo ora via Darsena e andiamo verso via Modena: qui la mia riflessione diventa un vero e proprio quesito. Ma chi ha progettato questa strada non si era reso conto che gli spartitraffico avrebbero creato dei problemi alla circolazione dal momento che sono sporgenti, stringono la carreggiata e se uno non sta attento qualche semiasse lo rompe, con grande gaudio di tutti i nostri carrozzieri? Non era meglio concentrarsi sulla tangenziale (chiamiamola così...) che dal Palazzo degli Specchi portava verso l’esterno della città anziché realizzare quella inutile pista ciclabile che da Cona va a Baura? Sono sicuro che i cittadini di via Bologna ne avrebbero tratto giovamento e respirato meglio... Chiudo in bellezza ringraziando il sindaco per quella bellissima statua piazzata al centro della rotatoria di S. Giovanni: avevamo già il Palazzo degli Specchi come obbrobrio da ammirare, non c’era bisogno di andare oltre. Purtroppo mi rendo conto che il malumore tra noi concittadini sta crescendo ma chi copre ruoli istituzionali dà sempre spiegazioni di circostanza e a volte con un linguaggio talmente tecnico che servirebbe un vocabolario (vedi il mobility manager...) 332 MIMESI Speriamo bene, anche se chi visse sperando.... Fabrizio Florestano )CASO ZUCCHINI Ogni dissenso messo a tacere Nelle ultime elezioni amministrative abbiamo votato per E. Zucchini perché è una donna intelligente, colta, che possiede il coraggio della denuncia e non è interessata ai giochi potere che tanto affascinano la politica al maschile, sia a livello locale che a livello nazionale. Leggiamo con allarmato stupore quanto le è successo e le esprimiamo la nostra solidarietà. Non possiamo fare a meno però di stigmatizzare una politica che diventa sempre più lontana dai cittadini e dalle cittadine, che flessibilizza e precarizza il lavoro, che privatizza ciò che dovrebbe essere bene comune, che mette a tacere con metodi indegni ogni dissenso soprattutto se proviene da una donna. Noi lettrici sappiamo di essere più numerose degli uomini e abbiamo iniziato le nostre lotte per avere organismi istituzionali in cui le logiche di scambio, di sopraffazione e di competizione che dominano ancora il mondo vengano alla fine emarginate. Seguono 7 firme ) PROTESTE I politici devono ascoltare Caro Carlino, abito a Ferrara da molti anni (sono di origini meridionali) e seguo con apprensione come molti ferraresi le vicende relative all’inquinamento di questa nostra bella città. Ma ho notato che per i nostri amministratori questa città bella non è, poiché continuano a insistere su programmi di costruzione di Turbogas, Inceneritori ed altre fabbriche di «porcherie» e fanno orecchio da mercante alle continue richieste che arrivano da più parti della cittadinanza, che viene liquidata con scarni e laconici comunicati più o meno ufficiali. A questo punto è doveroso ricordare a quei «signori» che la democrazia prevede che il potere spetta al popolo che si sceglie i suoi rappresentanti i quali, a loro volta, devono eseguire gli ordini dei cittadini perché è proprio il cittadino, con i suoi sacrifici, che paga lo stipendio ai «signori» che spesso e volentieri fanno di testa loro e non si attengono scrupolosamente agli ordini che gli vengono impartiti dal suo datore di lavoro, cioè noi. Se il cittadino non vuole il sindaco non fa. Ma visto questo andazzo (malattia che colpisce praticamente tutte le amministrazioni), sarebbe il caso di intervenire per esempio (come fanno dalle mie parti) con un bel blocco stradale o ferroviario ad oltranza e cioè finchè il sindaco non dirà pubblicamente a tutta la cittadinanza che quelle cose non si faranno mai e che smetterà finalmente di spendere altri soldi nostri per pareri, consulti sulle varie turbogas ed altri progetti. Oppure se il nostro sindaco la vuole proprio se la faccia nel giardino di casa, ovviamente a sue spese. Un «terrone» )BONDENO Vasco Errani 333 MIMESI non c’era Leggo sui quotidiani che Vasco Errani presidente della Regione Emilia-Romagna, inaugura spesso opere pubbliche, umanitarie ecc... Ma non si è presentato il giorno 7e luglio 2004 all’inaugurazione del nuovo reparto medicina all’ospedale Borselli di Bondeno. Dato che il paese è uno dei pochi dove governa il centro destra, si vede che e a lui non va bene! Ma occorre rispetto per tutti, anche per chi non butta la... testa a sinistra! A. M. 334 MIMESI Articoli pubblicati il 20/10/2004 Siamo di fronte a un’emergenza mortale La Nuova Ferrara Pagina 16 - Agenda e Lettere - SEGUE DALLA PRIMA PAGINA al pianeta e il biossido di azoto (NO2) che è un vero inquinante che si forma dai processi di combustione (traffico, industria, riscaldamento). L’area geografica situata fra due catene montuose e la scarsa circolazione dell’aria rendono tale inquinante persistente. A ciò si devono aggiungere le micropolveri (particelle al di sotto dei 10 micron di diametro) i cui limiti imposti dalla Comunità europea, sia come media che come superamenti annuali, sono abbondantemente superati in gran parte del Nord Italia e dell’Italia centrale. Il legame fra alcuni inquinanti, micropolveri e benzene in particolare, e lo stato sanitario delle persone è un dato ormai certo. Si stima che lo smog uccida diverse migliaia di persone ogni anno. Vite che si potrebbero salvare riducendo l’inquinamento da polveri sottili anche di pochi microgrammi per metro cubo di aria. A lanciare l’allarme traffico killer sono gli esperti dell’Unione Italiana per la Pneumologia, riuniti all’inizio del mese di Ottobre a Milano: “troppe auto nelle nostre città e troppi stili di vita errati, come l’abitudine al fumo, fanno delle malattie respiratorie l’epidemia del terzo millennio”.(Adikronos salute). Inquinamento e salute mostrano sempre di più relazioni certe. Chi amministra, a tutti i livelli, non può non considerare tale vera e propria emergenza sanitaria. Ma come si può agire, con quali strumenti e su quali dimensioni territoriali per diminuire questo carico inquinante? Domande semplici che purtroppo non possono avere risposte certe e semplici. Intanto le sorgenti: gli inquinanti non sono tutti uguali, le micropolveri ad esempio possono essere prodotte direttamente (vedi tubi di scappamento delle auto) che formarsi da altre sostanze in primis ammoniaca, ossidi di zolfo e ossidi azoto prodotti sia dalle auto ma anche dal riscaldamento e dalle industrie. Su che scala territoriale è necessario intervenire c’è lo ricorda la famosa foto satellitare: tutta la Pianura Padana e quindi amministrativamente Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte. Di queste regioni solo l’Emilia-Romagna è riuscita a predisporre un Accordo fra Province e Comuni superiori ai 50.000 abitanti, che sarà applicato per il terzo anno consecutivo. Un accordo che in origine ha previsto sia interventi strutturali che emergenziali, un accordo che considera non solo interventi sulla mobilità ma richiama interventi sia sul riscaldamento civile che sulle attività industriali. 335 MIMESI In più occasioni è stato scritto dei fondi destinati ai cosiddetti progetti strutturali, ricordo che Ferrara nel recente accordo di programma investirà circa 13 milioni di euro (di cui 4 milioni propri) sulla mobilità sostenibile che riguarderanno il ricambio degli autobus con mezzi a metano, il potenziamento della mobilità ciclistica, la razionalizzazione della distribuzione delle merci. A questi vanno aggiunti gli investimenti comunali, già realizzati, per acquistare mezzi ecologici, per la realizzazione della rete ciclabile (Via Bologna, via Modena, viale Volano, via Comacchio, Francolino) e la sistemazione dei Parcheggi quali San Guglielmo e il Centro Storico. Non va dimenticato l’impegno dell’Amministrazione per il 2005 riguardo alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale e alla realizzazione del Piano parcheggi presentato poco prima della scadenza elettorale. Rispetto agli interventi più di carattere emergenziale inizialmente l’ipotesi prevedeva oltre ad un divieto pressoché totale di circolazione delle non catalizzate anche due giorni di targhe alterne a partire dal 21 ottobre. Dopo una discussione approfondita si è arrivati a definire la proposta attuale condivisa dalla quasi totalità dei Comuni e delle Province dell’Emilia- Romagna. I provvedimenti a targhe alterne e il blocco delle non catalizzate (i dati forniti da Arpa rispetto alle non catalizzate indicano in questi mezzi i maggior produttori di micropolveri) sono gli unici provvedimenti che dalle Città venete a Torino, Bolzano, Firenze, Trento ad Ancona con modalità diverse vengono presi nel periodo ottobre-marzo. Ferrara ha aderito ovviamente al protocollo regionale cercando di proporre, soprattutto per le non catalizzate, un perimetro di chiusura che consente il raggiungimento di tutti i parcheggi esistenti. Si sta cercando anche, per l’anno nuovo, di mettere a disposizione incentivi per l’installazione di impianti a metano o a gpl. Stiamo inoltre verificando con un’impresa locale, che produce filtri anti particolato, la possibilità di una loro installazione sugli autobus vecchi, sui compattatori Agea e su mezzi commerciali. Se tutte le amministrazioni emiliane-romagnole rispetteranno l’accordo si stima una riduzione dal 10 al 15 % di concentrazioni delle micropolveri sull’intera regione, risultato che in termini di benefici per la salute non è da trascurare. Sempre in questo accordo è prevista l’applicazione della legge sul controllo della combustione delle caldaie (Ferrara è stata una delle prime province ad applicarla) oltre ad un’indicazione a non autorizzare nuove emissioni ai camini industriali se non in presenza di una riduzione delle emissioni esistenti. In buona sostanza per Ferrara significa che il potenziamento dell’ inceneritore di Canal Bianco viene realizzato insieme alla contemporanea chiusura dell’impianto di via Conchetta e la centrale a cogenerazione (turbogas) viene realizzata perché consente, con la chiusura della attuale centrale a policombustibile e all’estensione del teleriscaldamento, di migliorare il quadro emissivo attuale. Dal 2005 l’accordo di programma regionale sarà sostituito dai “Piani di risanamento dell’aria” di competenza provinciale. Questa sarà l’occasione insieme alla nuova legge sulla autorizzazione integrata di rivedere sia le vecchie autorizzazioni delle attività industriali che i sistemi di abbattimento degli inquinanti al camino. Sarà anche opportuno verificare l’utilità di alcuni impianti per il territorio ferrarese e se è il caso sollecitarne la chiusura. L’importante predisposizione del Piano dovrà avvenire, così come è abitudine dell’Amministrazione, attraverso un confronto con le rappresentanze sociali e delle attività 336 MIMESI produttive. Durante questi anni il dibattito sui temi ambientali è stato molto presente nell’agenda politica cittadina grazie alle forze politiche, alle Associazioni e ai Comitati. Questi ultimi quando non nascondono altri fini sono preziosi per la democrazia di una comunità. A Ferrara non sempre si è creata questa situazione: personaggi torvi, con interessi multipli (articolisti, opinionisti, ex dipendenti con pendenze, capipopolo) alla ricerca di vendette rischiano di monopolizzare le attività di queste forme spontanee di partecipazione che potrebbero dare un contributo significativo alle scelte da prendere per il bene del nostro territorio e per la salute di noi tutti. Alessandro Bratti assessore comunale all’ambiente e viabilità Ferrara 337 MIMESI Articoli pubblicati il 18/10/2004 La Zucchini deve rimanere La Nuova Ferrara Pagina 11 - Agenda e Lettere Mi sembra che il caso Prc contro Emanuela Zucchini, sia tutt’altro che una tempesta in un bicchiere, né abbia destato “tanto rumore per nulla”. Il tentativo di Kiwan Kiwan e di Alfredo Valente di liberarsi della capogruppo in consiglio comunale, di certo non si è esaurito con il processo politico dei giorni scorsi, che anche ad occhi di sinistra appare “stalinista”. La posta in gioco, infatti, non sembra il rispetto delle regole, bensì le scelte di fondo con le quali il Prc contribuisce al governo della città. Il vertice del partito, in nome di una parte significativa dell’elettorato di sinistra, tenta di spacciare come questione “disciplinare”, quella che in realtà è una precisa posizione politica di una eletta nelle istituzioni. Conosco Emanuela Zucchini da tanti anni. La reputo onesta e sensibile. Il suo comportamento è stato, a mio avviso, legittimo ed ineccepibile. L’astensione dal voto, che nella sostanza è pari ad un voto di astensione, non può essere la vera causa degli attacchi sferrati contro di lei dal suo partito. Ho seguito la discussione consiliare sulla fusione di Agea con Hera e, francamente, non ho ravvisato negli argomenti esposti da Emanuela alcuna lesa maestà nei confronti del partito, né scorrettezze verso la collega Irene Bregola, la quale, peraltro, ha manifestato nel merito le stesse perplessità. Se il problema fosse di forma, Kiwan dovrebbe spiegare perché l’uscita dalla giunta dell’assessora PRC, al momento di votare la fusione suddetta, non sia stata sanzionata allo stesso modo. Non penso che le regole del partito possano cambiare in relazione alla sede istituzionale, giunta o Consiglio. Evidentemente il problema è politico. Sembrano esserci due concezioni del “fare politica” in quel partito. Quella espressa dall’attuale vertice, orientata all’occupazione del potere ed alla conquista di poltrone da destinare a politici di professione (quante volte Kiwan è intervenuto sulla stampa per chiedere posti!). Tale concezione prescinde da capacità e competenze, al contrario considera obbedienza e fedeltà al vertice, requisiti fondamentali. L’altra è la politica per i cittadini, fondata su valori e principi condivisi, vissuta con passione sia nel partito che all’interno delle istituzioni, che consente agli eletti spazi di autonomia. Una politica che rifiuta i segreti meccanismi della spartizione fine a se stessa, e che, pur mediando, persegue con fermezza l’interesse collettivo. Ora, se il PRC ferrarese vuole dimostrare ai propri elettori di credere in questa politica (a 338 MIMESI mio modo di vedere l’unica possibile), riveda il proprio atteggiamento nei confronti della sua capogruppo e promuova un serio confronto interno (non processi sommari) anche in vista del prossimo congresso. Inoltre, in occasione delle prossime nomine nelle aziende pubbliche, dia prova di non barattare le proprie scelte con la “sistemazione” dei soliti noti. Marisa Toffanin Siamo alle solite. Dopo neanche sei mesi dalle elezioni il Prc vuole mandare via la sua capogruppo. Ridicola la situazione di questo Partito a Ferrara (ma forse non è meglio da altre parti). Ogni qualvolta si apre una discussione qualcuno deve andarsene. Dopo le dimissioni di Merchiori gli iscritti a questo Partito si sono pressoché dimezzati. Poi se ne è andato il capogruppo prof. D’Ambrosi e adesso vogliono mandare via la signora Zucchini. Ma questi dirigenti (?) si rendono conto che sono assolutamente ridicoli. Kiwan, Valente e gli altri quando si presentano alle elezioni non vengono eletti nemmeno nel loro condominio, ma devono sfiduciare chi prende voti e preferenze. Merchiori con la sua lista ha preso oltre 1000 voti, Valente da ex-assessore ha preso due, dico due preferenze e Kiwan dopo avere escluso chiunque gli potesse togliere voti è arrivato a 30 (se non sbaglio). Nel Prc devono restare solo coloro che vogliono posti pubblici. Questa dovrebbe essere l’unica regola applicata in quel Partito. Chi critica la Giunta, chi si oppone alla centrale a turbogas, chi è contro le privatizzazioni va bene a Roma, ma non a Ferrara. Signora Zucchini non se ne vada, rimanga al suo posto. Lei è stata votata per rappresentare gli interessi dei comunisti ferraresi...Andatevene voi dirigenti.... So che non lo farete, ma almeno provate un po’ di vergogna quando indossate la maglietta con la faccia del Che Guevara. Lui vi avrebbe già preso a pedate nel sedere. Giorgio Pini 339 MIMESI Articoli pubblicati il 17/10/2004 Signora Zucchini, non vada Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - COMUNISTI Gentile direttore, siamo alle solite. Dopo neanche sei mesi dalle elezioni il PRC vuole mandare via la sua capogruppo. Ridicola la situazione di questo Partito a Ferrara (ma forse non è meglio da altre parti). Ogni qualvolta si apre una discussione qualcuno deve andarsene. Dopo le dimissioni di Merchiori gli iscritti a questo Partito si sono pressoché dimezzati. Poi se ne è andato il capogruppo prof. D’Ambrosi e adesso vogliono mandare via la signora Zucchini. Ma questi dirigenti (?) si rendono conto che sono assolutamente ridicoli. Kiwan, Valente e soci quando si presentano alle elezioni non vengono eletti nemmeno nel loro condominio, ma devono sfiduciare chi prende voti e preferenze. Merchiori con la sua lista ha preso oltre 1000 voti, Valente da ex-assessore ha preso due, dico due preferenze e Kiwan dopo avere escluso chiunque gli potesse togliere voti è arrivato a 30 (se non sbaglio). Nel PRC devono restare solo coloro che vogliono posti pubblici. Questa dovrebbe essere l’unica regola applicata in quel Partito. Chi critica la Giunta, chi si oppone alla centrale a turbogas, chi è contro le privatizzazioni va bene a Roma, ma non a Ferrara. Signora Zucchini non se ne vada, rimanga al suo posto. Lei è stata votata per rappresentare gli interessi dei comunisti ferraresi non gli interessi personali di quattro personaggi in cerca di lavoro facile e ben pagato. Andatevene voi, dirigenti di questo ormai infangato e derelitto ex-partito comunista. So che non lo farete, ma almeno provate un po’ di vergogna quando indossate la maglietta con la faccia del “Che” Guevara. Lui vi avrebbe già preso a pedate nel sedere. E mail firmata 340 MIMESI Articoli pubblicati il 16/10/2004 Quanta diossina da via Conchetta? Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - INCENERITOREDati allarmanti da uno studio dell’Agea di Valentino Tavolazzi Una cappa di silenzio incombe sul potenziamento dell’inceneritore di via Diana, che passerà da 40.000 tonnellateanno ad oltre 150.000. Intanto l’appalto dei lavori procede nella totale assenza di informazioni, anche sulle ragioni alla base di quella scelta. Nessuno ha spiegato perché il Piano provinciale preveda il sistematico trasferimento di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti prodotti nel basso ferrarese, da Ostellato a Ferrara e, per smaltirli, la costruzione in città di un nuovo mega inceneritore. Nemmeno lo studio di impatto ambientale fa luce su questo mistero. Eppure incenerire quei rifiuti a Ostellato, dove giungono per la selezione, parrebbe la cosa più ovvia. Evidentemente si è voluto a tutti i costi un nuovo impianto a Ferrara, garantendo ad Agea, e quindi ad Hera, un affare da almeno 50 milioni di euro nell’eco business, con i relativi profitti. Poco importa se i rifiuti faranno il giro dell’oca. E per accelerare i tempi, visto che Hera stava incorporando Agea e l’inceneritore non poteva rimanere in sospeso, la Provincia ha cancellato nel luglio scorso la prescrizione che impediva la sua costruzione prima che fosse approvato il Piano dei rifiuti. Tutto è chiaro e per nulla trasparente. Nella scelta di fondo di incenerire i rifiuti, tuttavia, si annida un rischio grave per la salute dei cittadini, mai dibattuto finora a Ferrara. Si chiama diossina. La Provincia giura che il nuovo impianto avrà livelli di emissioni di diossine e furani (TCDD+TCDF) inferiori ai limiti imposti dalla Comunità Europea. Ne prendiamo atto con diffidente distacco, vista la precedente cantonata sulle polveri fini ed ultra fini riguardo alla turbogas. Ma rimane il mistero sull’inceneritore di via Conchetta. Nessuno, tra i soggetti istituzionali competenti, ha mai chiarito se da quel camino siano usciti (o escano) diossine e furani, in quali concentrazioni e da quanti anni. Lo studio di impatto ambientale per la triplicazione dell’inceneritore di via Diana non affronta l’argomento, tuttavia attribuisce al vecchio inceneritore 200 grammi di diossine e di furani emessi ogni anno. Il dato, apparentemente insignificante, è di estrema gravità. 341 MIMESI La Comunità Europea, infatti, limita per gli inceneritori le emissioni di diossine e furani a 0,1 nanogrammi per metro cubo di fumi (un nanogrammo è un miliardesimo di grammo). Se rispettasse quel limite, l’impianto di via Conchetta non potrebbe emettere più di 0,0357 grammi all’anno di diossine e furani. Invece, secondo i dati ufficiali, ne scarica in aria 5602 volte di più. Per comprendere, fino in fondo, l'estrema tossicità delle diossine, basti considerare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1990 ha stabilito che un solo grammo di diossina rappresenta la dose massima annua per 4,5 milioni di persone. In questo contesto salta agli occhi il significato che rivestono i grammi di diossine e furani emessi nell'ambiente dagli inceneritori, gli impianti maggiormente imputati della loro diffusione. Nel maggio 1999 l’UNEP Chemicals di Ginevra ha infatti riscontrato in 15 paesi industrializzati, compresi gli Stati Uniti, che gli inceneritori di rifiuti producono il 69% delle emissioni totali di diossine. Il Comune dovrebbe fornire immediate spiegazioni al riguardo, visto che quel dato colloca l’inceneritore di via Conchetta ampiamente fuori norma, ed adottare drastiche misure qualora la spaventosa emissione fosse confermata. Ricerche scientifiche in tutto il mondo hanno accertato che quei composti sono estremamente tossici ed insidiosi per la salute, non sono biodegradabili e si accumulano nei tessuti degli organismi viventi. Data la loro maggiore solubilità negli oli e nei grassi, tendono a spostarsi dall'ambiente agli organi come il fegato. Gli esseri umani occupano una posizione ai vertici della catena alimentare, pertanto risultano i più esposti al loro accumulo. Diossina e furani sono trasferiti da una generazione all'altra. I feti ne ricevono significative quantità attraverso la placenta e i bambini dal latte materno. Provocano disturbi delle funzioni riproduttive, danni embrionali e difetti alla nascita. Possono distruggere il sistema immunitario, sono cancerogeni, ed in dosi anche minime danneggiano il fegato, i reni, il sistema cardiocircolatorio e il sistema nervoso. L’ente statunitense USEPA associa l'esposizione alla diossina all'insorgere di tumori quali il linfoma maligno, il sarcoma dei tessuti molli, il cancro alla tiroide e ai polmoni. Gli effetti devastanti di diossine e furani sono combattuti in tutto il mondo industrializzato. Nel 1997, il Ministero dell’Agricoltura francese ha evidenziato, in prodotti derivati dal latte, tassi di diossina tre volte superiori al limite stabilito dall’OMS. Le autorità locali hanno immediatamente chiuso gli inceneritori di Halluin, Wasquehal e Sequedin (zona di Lille) assieme a quello di Maubeuge, nel nord del paese, che aveva superato di mille volte (non di 5602) il limite previsto dall’Unione Europea. Nel 2000 uno studio sull’inceneritore francese di Besancon ha evidenziato nella popolazione residente vicino all’impianto, un incremento del 44% di sarcomi nei tessuti molli e del 27% di linfomi non Hodgkins’. La Francia ora sta riconsiderando la sua politica di smaltimento dei rifiuti urbani, da decenni basata sull’incenerimento, e sta sottoponendo a verifiche approfondite gli impianti fino a ieri ritenuti sicuri e non inquinanti. Lo stesso è accaduto per l’impianto di Anversa (Belgio) e per quelli di Weurt e Lathum (Olanda). Nel 1996, in Gran Bretagna, uno studio su una popolazione di 14 milioni di residenti in prossimità di 72 inceneritori, ha evidenziato un eccesso del 37% di mortalità per cancro al fegato. Ora, tornando a via Conchetta, le domande sono: le emissioni di diossine e furani di quell’inceneritore sono state regolarmente misurate negli anni? Qualcuno ha mai quantificato il livello di accumulo di quegli 342 MIMESI inquinanti nella popolazione residente nelle aree circostanti? Esistono rischi per la salute di dipendenti e cittadini? Sono mai state effettuate analisi dei terreni nel Parco Urbano e dei prodotti coltivati nei campi limitrofi? A Comune, Provincia, Arpa, Aziende sanitarie le dovute risposte. Auto non catalizzate da gettare? E chi riesce a sostituirle Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina IX - BLOCCHI ANTI-SMOG Gentile direttore, le chidiamo di poter esprimere alcune osservazioni circa il problema gestione traffico e restrinzioni alle auto.Vogliamo intanto sottolineare: 1) che non sempre e non per tutti l’auto è un optional; l’argomento, soprattutto da parte di chi amministra è stato troppo banalizzato e si è teso a darne una lettura capziosa, riduttiva e strumentale (spesso modellata ad uso e consumo degli imbonitori politici di turno). A molti l’auto serve perché non possono farne a meno (soprattutto in questa società, che invecchia); 2) che se vai al market a fare la spesa e compri anche solo una confezione di 6 bottiglie d’acqua da litri 1,5 il peso di queste è Kg.9 ed allora puoi andare in autobus? ci vai col facchino?; 3) che se hai la fermata dell’autobus lontana da casa e fa proprio freddo o piove, il bambino in tenera età, secondo i nostri amministratori, lo devi fare congelare davanti alla fermata dell’autobus od inzuppare sotto la pioggia? Non tutti hanno un’auto blu di rappresentanza, con autista, al servizio proprio e dei propri congiunti...; 4) è ora di finirla con questo «pseudo-ambientalismo» a buon mercato volendo dare ad intendere che la causa di tutto siano le non catalizzate quando invece va ricordato che le catalizzate ad ogni accensione scaricano benzene ed inquinanti cancerogeni ben più nocivi; 5) il parco auto che si vuole colpire non è da sfasciacorrezze nè da rottamare e che queste auto il più delle volte sono state custodite e curate dai rispettivi proprietari con cura anche maniacale senza scordare che le auto stesse hanno continuato con pieno successo a superare collaudi e periodiche revisioni; 6) non tutti, in questa città, «così ben amministrata, tanto da essere il costante fanalino di coda e maglia nera assoluta della regione quanto a reddito pro capite» hanno la possibilità economiche di questi amministratori che solo alcuni anni fa, per auto di rappresentanza, si comprarono addirittura «l’ammiraglia» della Lancia del costo d’oltre 80 milioni; 7) che addirittura, quando hanno la pretesa d’obbligarci alle «targhe alterne» non fanno altro che ribadire una discriminazione tra chi potrà concedersi di comprarsi un’auto in più (in quanto obbligati) e chi non potrà (proprio malgrado perché già si fatica ad arrivare alla fine del mese) bel modo questo d’essere progressiti!; 8) che ogni auto in più che verrà acquistata andrà anche ad aggravare il problema dei parcheggi in quanto si butteranno sempre più auto sulla strada; 9) che questi amministratori, anziché andare a costruire un doppio ospedale sui buchi della forca e lontano dal grosso dell’utenza avrebbero dovuto «ma sarebbe stato forse troppo pretendere questo da loro» portare fuori dalla città (questo sì) lo stadio che ogni due settimane attira migliaia e migliaia d’auto nella zona urbana e non pretendere sacrifici 343 MIMESI dai cittadini tutti gli altri giorni; 10) che ci sono tecnologie e filtri che volendo possono essere applicati a tutte le auto senza bisogno di buttarle; 11) che questa amministrazione non può da un lato promuovere addirittura la «triplicazione» degli inceneritori dei rifiuti e la costruzione d’una potenziale «bomba ecologica» quale il turbogas e poi pretendere di spacciarsi quale paladina della difesa della qualità dell’aria nella nostra città. E’appena il caso di ricordare che quando gli strateghi dell’Hera che gestiranno gli inceneritori vorrà «fare cassa» faranno affluire qui migliaia di tonnellate di rifiuti e quantità impressionanti di diossina e derivati si spargeranno nell’aria alla faccia di tutti i sacrifici che pretendono di voler far fare. E’ora di finirla, a tutto ciò non ci stiamo. Gruppo automobilisti organizzati 344 MIMESI Articoli pubblicati il 14/10/2004 Turbogas, avviso a Sitie Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina V - TANGENTI ENIPOWER Impresa sottoposta a indagini della magistratura milanese. La difesa: «Un atto dovuto» La Sitie impianti industriali, il cui titolare è l’imprenditore ferrarese Mauro Barzetti, è ufficialmente indagata per la vicenda delle tangenti Enipower. Ieri è arrivato dalla procura di Milano l’avviso di garanzia indirizzato alla società, in quanto «può avervi interesse — scrivono i magistrati milanesi — perché sottoposta ad indagini». La vicenda, ormai nota, è quella legata alle confessioni di Lorenzino Marzocchi, il project manager di Enipower, società del gruppo Eni che costruisce le centrali Turbogas, che ha ricostruito il giro di mazzette pagate dalle aziende (ad oggi 15) per avere le commesse in quei cantieri. E Marzocchi, negli interrogatori resi a inizio agosto, aveva espressamente citato Barzetti: «Ho trattato direttamente con Barzetti — avrebbe dichiarato ai magistrati il manager Enipower, poi licenziato in tronco dai vartici dell’Eni — credo sia il titolare della Sitie: ho concordato una tangente dell’uno per cento circa sui lavori aggiuntivi, da pagarsi in nero, cioé in contanti, su richiesta dell’impresa che preferiva attingere da disponibilità extracontabili. Parte di queste somme mi sono state consegnato a Milano o sul cantiere a Ravenna da Barzetti. Dovevo prendere 40 mila euro, sinora ho incassato la metà». Di qui il coinvolgimento dell’imprenditore ferrarese, che ha seccamente smentito ogni affermazione, e della sua azienda: quest’ultima destinataria dell’avviso di garanzia secondo quanto disposto dal decreto legislativo 231 del 2001, secondo il quale le società economiche devono approntare modelli di comportamento tesi ad evitare proprio di incorrere in fatti che possano integrare gli estremi di reato contro la pubblica amministrazione o il sistema economio. Un tipo di contestazione relativamente recente, che quindi non ha molti precedenti. Ma il legale di Barzetti, l’avvocato Maurizio Baraldi, mette subito le cose in chiaro: «L’avviso di garanzia è un atto dovuto — spiega —, è chiaro che nel momento in cui Marzocchi fece dichiarazioni di un certo tipo, sarebbe prima o poi accaduto. Ma questo non sposta di nulla quanto già detto allora (e cioè la totale estraneità di Barzetti rispetto alle accuse, ndr). Ora valuteremo attentamente il da farsi». Ieri, inoltre, sono stati arrestati a Milano altri due intermediari finanziari, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Gilberto Dondi 345 MIMESI Turbogas: «avviso» per la Sitie Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - ENIPOWER E’ arrivato ieri dalla procura di Milano l’avviso di garanzia per la Sitie impianti industriali, l’azienda ferrarese coinvolta nelle indagini delle tangenti all’Enipower per la costruzione delle nuove centrali turbogas. L’«avviso» era un atto atteso ormai da settimane, «un atto dovuto — spiega il legale Maurizio Baraldi — ma che non sposta nulla di quanto già sostenuto all’inizio dell’inchiesta: l’azienda è del tutto estranea». A pagina V 346 MIMESI Articoli pubblicati il 13/10/2004 La protesta corre sul telefonino Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VIII - TURBOGAS No anche all’inceneritore erché i ferraresi siano a conoscenza dei danni provocati alla loro salute, invia questo sms ad un tuo amico, vicino di casa o conoscente. A Ferrara per tumore i decessi sono superiori alla media regionale di circa il venticinque per cento. Per questo motivo diciamo no alla centrale turbogas e all’ampliamento dell’inceneritore». E’ il testo dell’sms che sta facendo il giro dei telefonini di Ferrara: di questa formula di iniziativa si era discusso all’interno di alcuni dei comitati anti turbogas, ma non ci sarebbe stato alcun via ufficiale. La giunta fa come lo struzzo... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I - TURBOGAS Riceviamo e pubblichiamo di Bruno Tunioli* Carissimo direttore, ora capisco come mai il sindaco Gaetano Sateriale non abbia mai voluto incontrarsi con i rappresentanti dei Comitati cittadini sorti contro la costruzione della centrale turbogas: il motivo è perché lui non c’entra per niente! Proprio il sindaco che è il massimo responsabile sanitario per la salute dei cittadini ferraresi, non ritiene doveroso soddisfare le preoccupazioni di seimila suoi concittadini ed elettori… ma guarda caso dopo lunghe ed approfondite riflessioni della sua giunta comunale, ci fa sapere, attraverso la stampa e i cinegiornali (ufficialmente non abbiamo avuto risposta scritta) che “Loro” non c’entrano per niente! Se verrà costruita una mega centrale da 800 Mw. che brucerà oltre un miliardo di metri cubi di gas all’anno, a poche centinaia di metri dalla città e dal centro abitato (...) 347 MIMESI Segue a pagina XI 348 MIMESI Articoli pubblicati il 09/10/2004 Agea e turbogas, la Uil chiede «più coerenza con le scelte» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI «La vicenda Hera-Agea segna un’altra particolarità tutta ferrarese: Argenta ‘svicola’, con una decisione che rischia di indebolire il progetto industriale. D’altro canto si assiste ad un’Agenzia di Ambito completamente svuotata di contenuti: basti pensare che i sindacati, con cui dovrebbe essere discusso il piano ‘targato’ marzo 2004, non sono mai stati convocati per parlarne...». Davide Stabellini, segretario provinciale della Uil, evidenzia l’urgenza di riflessioni «e soprattutto scelte sulle tematiche fondamentali per il nostro territorio». Partendo proprio dalla fusione Hera-Agea, che la Uil sostanzialmente condivide; entrando nel merito di questa operazione, Stabellini sottolinea «il raddoppio, o forse è meglio dire la triplicazione, del ‘forno’ inceneritore, la cui realizzazione avverrà senza indebitamenti vista la fusione con Hera. Si tratta di un investimento assolutamente necessario per Ferrara, per poter garantire in futuro quell’equilibrio richiesto dal piano provinciale dei rifiuti». Ma in generale, la Uil chiede più investimenti; per la centrale a turbogas, ad esempio, ritenuta «punto qualificante dell’intero nuovo progetto economico ed occupazionale del territorio — incalza Stabellini —. Ma è necessario l’accordo di programma per una serie di ragioni: vanno maggiormente impegnate le aziende nella tempistica delle bonifiche, in quanto su questo punto la legge non è precisa; deve essere formalizzato uno strumento partecipativo che renda più trasparente l’attività svolta al petrolchimico e permetta ai cittadini ed alle loro rappresentanze di dialogare con le imprese. Potrebbero essere coinvolte anche aziende vicine al polo chimico — suggerisce Stabellini —, proprio per fare sistema». Infine, «il controllo sulle emissioni deve essere pubblico ed a disposizione dei cittadini». Ma al di là di questi due temi ‘caldi’ nel dibattito locale, la Uil chiede di valutare altri progetti: «La definizione di un’attrezzata piattaforma logistica nell’area nord del Comune, la creazione di spazi attrezzati per nuove attività, la creazione di utilities e servizi a costi competitivi — chiude il segretario sindacale — consentirebbero di attrarre nuovi investitori e garantire un’adeguata crescita economica ed occupazionale a Ferrara». s. l. 349 MIMESI Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I di Valentino Tavolazzi Il “Palazzo” non si smentisce. Con protervia persegue i propri obiettivi e, in forza di un mandato elettorale vissuto come “delega in bianco”, snobba perplessità e preoccupazioni emerse da più parti. Persevera in scelte che segneranno il futuro della città, ma si sottrae al confronto su finalità e conseguenze di quelle decisioni. Le forze guida del centrosinistra, Ds e Margherita, nelle istituzioni macinano delibere strategiche a colpi di maggioranza, noncuranti del malessere esistente nella coalizione e dei voti che la sostengono, insufficienti qualora venisse meno l’appoggio dei partiti minori. I casi più noti: la “svendita” di Agea, tenuta nel cassetto per un anno e deliberata in pochi giorni senza dibattito; la Turbogas da 800Mwe, dotata in gran segreto di concessione edilizia prima delle elezioni, ma senza un piano approvato di bonifica del sito e prima dell’approfondimento sulle “polveri fini” da parte della commissione preposta; l’appalto per la triplicazione dell’Inceneritore, in affidamento senza che vi sia un Piano provinciale dei rifiuti approvato, che dovrebbe legittimarne la costruzione. Questa politica calpesta ogni giorno le preoccupazioni di Comitati civici, di Associazioni ambientaliste, di partiti di maggioranza e di opposizione. Essa contrappone la regolarità formale degli atti amministrativi, ai rilievi di merito mossi alle scelte di fondo. [\FIRMA]Segue a pag. X Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina X E’ la tattica del muro di gomma, che falcidia dialogo e partecipazione. Vengono disattesi elementari principi di cautela e precauzione, che dovrebbero guidare la “buona Amministrazione” quando sono in gioco la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Il Palazzo finge di non vedere lo stato di “sofferenza” ambientale e sanitaria in cui si trova Ferrara. Decenni di attività industriale non “sostenibile” alle porte della città hanno lasciato il segno, con alti tassi di inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua. L’assenza di interventi strutturali sulla mobilità ha fatto il resto. L’elevata incidenza di tumori alle vie respiratorie ed all’apparato digerente, dona alla città un triste primato nazionale. Su Turbogas ed Inceneritore, il sindaco, massimo tutore della salute pubblica, ha stupito tutti dichiarando di non poter intervenire visto che le procedure sono in regola ed il Comune non è competente. E così avanzano mega progetti di dubbia utilità per i ferraresi, che hanno un forte impatto su ambiente e salute. Se tutto è in regola, perché si sono 350 MIMESI cambiati atti amministrativi in corso d’opera? Un solo esempio. Il 25.7.2004 un articolo del Carlino segnalava l’anomalia dell’appalto per la triplicazione dell’inceneritore, bandito da Agea prima dell’ultimazione dello studio di impatto ambientale del sistema rifiuti ed in assenza del Piano provinciale approvato. Due giorni dopo, il 27.7.2004, la giunta provinciale sopprimeva una prescrizione della delibera del 31.10.2002, con la quale aveva approvato il progetto di potenziamento dell’inceneritore. Il “colpo di spugna”, con linguaggio criptato, ha soppresso “la prescrizione n. 2 del punto a) di cui all’atto deliberativo di G.P. nn. 448/78889 del 31.10.2002” che recitava: “la realizzazione delle opere di cui al progetto di potenziamento dell’impianto di termovalorizzazione del Sito Geotermia è subordinata alla approvazione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti”. In altri termini Agea stava per appaltare opere che non poteva realizzare, il Carlino lo ha reso noto, la Provincia ha tolto di mezzo in gran segreto, al di là delle formali pubblicazioni, la prescrizione che impediva quei lavori. Ora questi si possono “legittimamente” iniziare. Una coincidenza? Resta il fatto che la giunta provinciale (non il Consiglio), con un atto politicamente grave, ha dato via libera alla costruzione di due nuove linee da 50.000 tonnellate ciascuna, in assenza del Piano provinciale dei rifiuti approvato. Cosa ha a che fare tutto ciò con il coinvolgimento dei cittadini o con la trasparenza? Chi vorrebbe accreditare Agenda 21 (e surrogati) come strumenti partecipativi, in questo modo rafforza l’idea che essi siano patetiche rappresentazioni teatrali di una democrazia incompiuta. Ma non è tutto. Da più parti si è chiesto che l’ampliamento dell’Inceneritore rispondesse esclusivamente alla necessità di smaltire i rifiuti prodotti in provincia di Ferrara. Il Comune ha dato ampie garanzie al riguardo, pur avendo perso la proprietà dell’impianto a seguito della “svendita” di Agea. Ebbene quelle garanzie valgono meno di zero. La delibera provinciale del 31.10.2002 ricordata, stabilisce che “dovrà essere garantito prioritariamente lo smaltimento dei rifiuti prodotti in ambito provinciale”. “Prioritariamente” non significa esclusivamente. Dunque l’inceneritore di via Diana potrà smaltire non solo i rifiuti prodotti in provincia, ma anche quelli provenienti da altre città, fino a saturare la propria capacità di oltre 150.000 tonnellate anno. Hera, proprietaria dell’impianto, non rinuncerà ai profitti derivanti da questo eco-business. E’ già accaduto. La scorsa primavera 3000 tonnellate di rifiuti, provenienti da impianti di stoccaggio della Campania, sono state smaltite nel territorio di pertinenza di Hera, in forza di un accordo tra Regioni e Protezione civile. Chi avrà esubero di capacità di smaltimento, come Ferrara dopo l’ampliamento dell’inceneritore, dovrà farse carico di simili situazioni anche in futuro. Valentino Tavolazzi 351 MIMESI E’ tempo di fare delle scelte La Nuova Ferrara DAVIDE STABELLINI* Pagina 18 - Agenda e Lettere Rispetto al dibattito cittadino in corso la Uil di Ferrara intende contribuire con alcune valutazioni inerenti alle scelte strategiche di fondo che possono contribuire ad un possibile rilancio economico e sociale della nostra città. Senza un tessuto industriale di supporto, l’economia cittadina rischierebbe di involversi verso un decadimento progressivo che coinvolgerebbe nel breve periodo anche altri settori oggi più ricchi. Questa scelta implica ovviamente, per lo sviluppo complessivo del territorio, un’adeguata, incisiva e mirata politica industriale territoriale. Da qui la scelta di indirizzare anche sul settore industriale risorse e progetti importanti per lo sviluppo di Ferrara. La progressiva concentrazione delle attività della piccola e media industria dei vari settori nell’area del polo chimico ferrarese è uno degli obiettivi che supporterebbero questo progetto. La definizione di una attrezzata piattaforma logistica nell’area nord del comune, la creazione di nuovi spazi attrezzati per la costruzione di nuove attività, la creazione di un sistema di utilities e servizi a costi competitivi potrebbe permettere al territorio, nel breve periodo, di attirare nuovi investitori e quindi garantire un’adeguata crescita economica ed occupazionale per Ferrara. Ovviamente, per realizzare questo, è necessario costruire e mantenere un sistema di sviluppo del territorio dal punto di vista produttivo ed occupazionale sulla base di condizioni ottimali di coesistenza con la tutela dell’ambiente e della sicurezza della popolazione. Il raggiungimento di questi obiettivi passa anche attraverso la completa realizzazione, con un necessario aggiornamento, dell’Accordo di Programma per il sito multisocietario petrolchimico di Ferrara del maggio 2001, concordato tra le Amministrazioni pubbliche, le Aziende del petrolchimico e i Sindacati. Brevemente ricordiamo che i punti fondamentali di questo accordo consistono nel mantenere condizioni ottimali di coesistenza tra tutela dell’ambiente e sviluppo del settore chimico, consentendo un miglioramento dell’impatto ambientale a fronte di un rafforzamento degli impianti produttivi e dei servizi, oltre a promuovere l’inserimento di nuove attività industriali. La realizzazione della centrale turbogas è funzionale al raggiungimento di questi obiettivi in quanto: è stata autorizzata a fronte di una diminuzione complessiva delle emissioni (interne al petrolchimico ed esterne in quanto potenzierà il teleriscaldamento e conseguentemente diminuiranno le caldaie civili); fornirà utilities (energia elettrica e vapore) indispensabili non solo alle aziende già operanti nel polo chimico, ma anche a coloro che intendono insediarsi; garantirà maggiore competitività grazie al minor costo dell’energia elettrica non gravata, come oggi, da elevati costi di vettoriamento. Per questo sosteniamo che il punto qualificante dell’intero nuovo “progetto” economico ed occupazionale del territori è sicuramente la costruzione della Centrale Turbogas da 800 MW. L’aggiornamento dell’accordo di programma è necessario per una serie di ragioni: vanno maggiormente impegnate le aziende nelle tempificazioni delle bonifiche, in quanto su questo punto la legge non è precisa. Deve essere formalizzato uno strumento partecipativo che renda più trasparente l’attività svolta al petrolchimico e permetta ai cittadini ed alle proprie rappresentanze di dialogare con le imprese. Possono essere coinvolte anche aziende vicine al polo chimico oggi non 352 MIMESI ricomprese nell’accordo per poter “fare sistema”; affinché il controllo sulle emissioni sia pubblico e a disposizione dei cittadini. Per quanto concerne le reti, del gas, dell’acqua, così come la legislazione in materia prevede, la proprietà degli impianti sono e devono rimanere di proprietà pubblica a garanzia dell’erogazione dei servizi a tutti gli utenti. Sul versante degli investimenti eravamo e siamo tuttora convinti che la nostra provincia abbisogna di investimenti strutturali in tali servizi, che nessuna azienda di piccole dimensioni da sola è in grado di fare. Solo realizzando masse critiche sufficienti si riescono a fare quelle economie di scala necessarie a garantire servizi di buona qualità, in linea con il mercato, ai minori costi possibili. Un esempio per tutti in campo ambientale è rappresentato dalla realizzazione del raddoppio o forse è meglio dire dalla triplicazione del Forno di Agea, la cui realizzazione avverrà senza indebitamenti vista la fusione per incorporazione di questi giorni con Hera. Un investimento quest’ultimo, assolutamente necessario per Ferrara, per poter garantire in futuro quell’equilibrio richiesto dal piano provinciale dei rifiuti. Come Uil siamo da tempo convinti di doverci muovere a sostegno di questi importanti investimenti, rafforzando anche quella corrente di pensiero che sul piano istituzionale a fatica si sta muovendo per affermare queste importanti opere. Queste sono poche considerazioni rispetto ad un ragionamento molto più organico che in ambito provinciale occorre con urgenza affrontare con tutti i soggetti interessati ad uno sviluppo strutturale ed organico di Ferrara, scelte che è giusto realizzare per non indebolire ulteriormente il nostro territorio sul piano industriale, scelte inevitabili se non vogliamo delegare a livello occupazione la sola risposta al settore terziario, che per altro, per sua natura, continua a creare posti di lavoro poco stabili e poco duratori nel tempo. *segretario generale Uil Ferrara 353 MIMESI Articoli pubblicati il 08/10/2004 Quelle auto non sono solo catorci Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - SMOG Prendo spunto dalla lettera di quel lettore che paventa la formazione di un non meglio precisato “ Comitato Ci siamo anche noi anche se stiamo sempre zitti “ ( non mi sembra …. ). Lo confesso subito: ebbene sì, posseggo un auto non catalittica! Nel leggerla non ho potuto non notare una serie di palesi inesattezze, una analisi quantomeno superficiale ed una serie di luoghi comuni ai quali non dar ascolto. Possedere un auto non catalizzata non è sinonimo di possedere un “catorcio“, perché esistono (e sono la maggior parte) vetture con più di qualche anno ma perfettamente funzionanti e perfettamente in regola, tanto meccanicamente, che come carrozzeria e cosa più importante come emissioni di fumi (a proposito, ma allora il bollino blu perché lo abbiamo dovuto fare? ). E non pensi che i possessori di auto non catalittiche non spendano come fa lei soldi per tagliandi, manutenzioni e quant’altro. Le ricordo inoltre che la città non si gira in 10 minuti in bicicletta, e che il posto di lavoro a volte dista 50/60 Km dalla propria abitazione (lo sa vero che ci sono persone che abitano in provincia ?). Non le fa pensare nulla il fatto che il sindaco di Parma, per esempio, non abbia firmato l’ adesione a queste paventate restrizioni? Strana la nostra città : si autorizza la costruzione di una centrale turbogas senza preoccuparsi degli effetti sulla salute dei cittadini ma non si esita ad unirsi ai firmatari di una vero e proprio decreto anticostituzionale. Detto questo, invito tutti i possessori di auto non catalizzate ad unirsi ed a formare un vero e proprio Comitato : insieme, tutti uniti potremo dare forza alle nostre ragioni! Parleremo con il sig. sindaco Sateriale, organizzeremo manifestazioni, saremo presenti laddove necessita la nostra presenza: insomma faremo sentire davvero la nostra voce e la forza delle nostre ragioni. Chiunque condivida questa mia, può unirsi semplicemente contattandomi. Comitato Possessori Auto non Catalittiche Maria Soffritti 354 MIMESI Articoli pubblicati il 07/10/2004 ‘Sateriale riferisca in Consiglio’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - TURBOGAS A chiederlo è Giorgio Dragotto (FI): ‘Importante dissipare i dubbi dei cittadini’ «E’ quantomeno singolare ciò che sta accadendo in merito alla vertenza Turbogas. Le dichiarazioni, da parte della giunta e del sindaco, continuano a smentirsi e ad annullarsi a vicenda. Infatti, mentre pochi mesi fa Sateriale, nella sua relazione di inizio mandato e in varie altre occasioni, ha sempre dichiarato di voler subordinare la costruzione della nuova mega-centrale al miglioramento, rispetto all’attuale situazione, dell’impatto ambientale, in termini di qualità dell’aria, adesso la giunta si affretta a liquidare i comitati anti-centrale e più di 6.000 cittadini che hanno firmato le loro petizioni, con una nota in cui si afferma che la realizzazione della centrale nel petrolchimico non può in alcun modo essere sospesa né bloccata dal Comune che non ha competenze al riguardo». Ad esprimere queste perplessità è Giorgio Dragotto, consigliere comunale di Forza Italia e vicepresidente del consiglio regionale. «Curiosa è la circostanza — aggiunge Dragotto — che Sateriale, a inizio legislatura, aveva anche ravvisato la necessità di costituire, in collaborazione con l’Università di Ferrara, un pool scientifico di esperti in grado di aggiornare gli studi sulle polveri sottili emesse dal nuovo impianto. Ma allora perché l’assessore Atti e la giunta affermano che non si può più fare nulla per cambiare le cose? Dove sono finiti i numerosi ed auspicati intenti, invocati anche da esponenti della maggioranza, a questo punto a scopo meramente propagandistico, rivolti a ricercare un maggiore dialogo e confronto con i cittadini sulla questione Turbogas?». «Inoltre — prosegue —, nella nota, la giunta sostiene che la nuova centrale non è un’opera pubblica ma rientra in un’attività economica privata che si svolgerà sulla base di autorizzazioni già rilasciate all’impresa proprietaria dell’area (Sef Spa); ma anche se le cose stanno in questi termini, è opportuno che il sindaco indichi con chiarezza se la centrale a Turbogas da 800 MgW, da ubicare alle porte di Ferrara, sia effettivamente la scelta migliore per i ferraresi al di là di quelle che sono le considerazioni strettamente tecniche-amministrative e gli interessi economici di parte di chi può trarre profitto dal nuovo impianto. Infine, essendo l’autorizzazione edilizia, concessa a febbraio, collegata alla bonifica dell’area, chi vigilerà sulla tempistica ed efficacia degli interventi? E ancora la salute è un diritto o un bene suscettibile di essere venduto al migliore offerente? Vorrei delle risposte e come me credo anche moltissimi cittadini. Per questo ritengo importante, per dissipare 355 MIMESI ogni dubbio, che Sateriale riferisca quanto prima in Consiglio comunale quali sono gli orientamenti effettivi e definitivi dell’amministrazione comunale sulla Turbogas, considerando che accettare, senza se e senza ma, il progetto del nuovo impianto appare persino inquietante e antidemocratico». ‘Mobilitazione contro la centrale’ Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII «Visto che sul Turbogas è impossibile il dialogo con le istituzioni locali, non rimane che una grande mobilitazione popolare per dire no alla centrale». Ad affermarlo è Massimiliano Fiorillo per la segreteria provinciale dell’Italia dei valori che «giudica negativamente l’atteggiamento delle istituzioni locali di fronte alle legittime richieste di dialogo e di confronto avanzate dai Comitati cittadini anti-turbogas». «Il dialogo tra cittadini ed istituzioni — prosegue — è quindi solo apparente perché unicamente dettato dall’esigenza di quest’ultime di dare una parvenza di ‘democrazia partecipata’ alle scelte di politica locale». Fantozzi e la bonifica dal Cvm Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI - AMBIENTE Apprendiamo che gli «esperti dell’ambiente» dopo lunghe i faticose ricerche hanno scoperto la causa dell’inquinamento da mercurio, rilevato con i carotaggi eseguiti nei mesi scorsi nell’area del Polo Chimico. Secondo questi studi si è ipotizzato che negli anni passati qualcuno abbia furtivamente e periodicamente sepolto nel terreno alcuni vecchi manometri rotti o malfunzionanti in numero sufficiente a provocare un disastro ambientale. Altra «verità» scientifica è stata la scoperta che, caso unico al mondo, a Ferrara le leggi della fisica sono invertite; infatti a Ferrara il CVM (che è un gas) invece di andare verso l’alto va verso il basso a collocarsi nel terreno e in falda. Queste affermazioni, degne di Fantozzi, danno la misura della scientificità e serietà delle ricerche effettuate. Con questi presupposti ci sembra difficile continuare a ricercare un confronto su basi serie, trasparenti e scientifiche. Da tempo proponiamo una pausa vera di riflessione e un approccio più 356 MIMESI condiviso sia come informazione per i cittadini che non fosse stato per i Comitati sarebbero ancora all’oscuro di tante cose, come regola di cautela e precauzione da mettere in campo a fronte del problema delle scelte energetiche e della bonifica del Polo Chimico. Dopo il «convegno-passarella» di venerdì 1 e sabato 2 ottobre siamo veramente delusi e sconcertati. Ritegnamo che nell’Amministrazione ci siano politici in buona fede e tecnici capaci, ma che vengono pesantemente «oscurati» da scelte frettolose, miopi, condizionate dal passato o da chissà cosa. Come cittadini preoccupati ribadiamo il nostro NO a questo modo di procedere e invitiamo i nostri concittadini a continuare a sostenere i Comitati e a partecipare alle future iniziative e manifestazioni di opposizione alla Centrale a Turbogas, alla triplicazione dell’inceneritore di Cassana e per una vera bonifica dei siti inquinati cercandone anche le reali responsabilità. Smettiamola di farci del male, facciamo sentire la ns. voce di cittadini, mandiamo lettere, fax, sms,ecc.... affinché i nostri rappresentanti eletti si facciano carico dei veri bisogni che si possono riassumere in breve nella necessità di vivere in armonia in un ambiente sano in cui l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo siano fattori amici. Valerio Vicentini Consigliere per Italia dei Valori Circoscrizione Centro Ferrara Presidente Ass Amici della Bicicletta FE Aderente al Comitato per una città sostenibile Turbogas, un attacco al sindaco «Ha ignorato seimila cittadini» La Nuova Ferrara Pagina 9 - Cronaca - Dragotto (Forza Italia) e Fiorillo (Idv) sulla centrale «E’ quantomeno singolare ciò che sta accadendo in merito alla vertenza Turbogas. - È quanto afferma Giorgio Dragotto, consigliere comunale Forza Italia e vice presidente del consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. - Le dichiarazioni, da parte della giunta e del sindaco Sateriale, continuano a smentirsi e ad annullarsi a vicenda. Infatti, mentre pochi mesi fa Sateriale, nella sua relazione di inizio mandato e in varie altre occasioni, ha sempre dichiarato di voler subordinare la costruzione della nuova mega-centrale al miglioramento, rispetto all’attuale situazione, dell’impatto ambientale, in termini di qualità dell’aria, adesso la giunta si affretta a liquidare i comitati anti-centrale e più di 6000 cittadini che hanno firmato le loro petizioni, con una nota in cui si afferma che la realizzazione della centrale nel petrolchimico non può in alcun modo essere sospesa né bloccata dal Comune che non ha competenze al riguardo. Curiosa è la circostanza che Sateriale aveva anche ravvisato 357 MIMESI la necessità di costituire un pool scientifico di esperti in grado di aggiornare gli studi sulle polveri sottili emesse dal nuovo impianto». Anche Massimiliano Fiorillo, portavoce dell’Idv provinciale, “boccia” «l’atteggiamento delle istituzioni locali di fronte alle legittime richieste di dialogo e di confronto avanzate dai comitati cittadini anti-turbogas. È infatti evidente che il Comune non è intenzionato ad ascoltare le ragioni di chi si oppone alla costruzione della mega centrale». 358 MIMESI Articoli pubblicati il 06/10/2004 ‘La centrale turbogas non si ferma’ Il Resto del Carlino FERRARA - Vetrina ferrara, pagina I «La realizzazione della centrale turbogas nel petrolchimico non può essere sospesa né bloccata dal Comune che non ha competenze al riguardo». E’ quanto comunica la giunta comunale ferrarese che così risponde ad una petizione dei comitati della «Città» sostenibile» e «Ferrara pulita», per sospendere la costruzione della centrale e dell'impianto di termovalorizzazione. «Il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio della centrale è stato concesso dallo stato ed è stato preceduto da una valutazione di impatto ambientale» ricorda l'assessore all'urbanistica e alla pianificazione Raffaele Atti. «Non è del Comune, ma della Provincia, la stessa competenza sul progetto per il potenziamento dell'impianto di termovalorizzazione del sito di geotermia, che prevede la produzione di energia termica ed elettrica grazie alla combustione dei rifiuti». A pagina VI La giunta boccia le petizioni: «L’iter prosegue» Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VI - TURBOGAS Respinte le istanze dei due Comitati sulla centrale e sul potenziamento dell’inceneritore: le autorizzazioni non saranno bloccate. «La competenza non è nostra» E’ un duplice no quello che la giunta ha lanciato ieri mattina all’indirizzo dei comitati anti centrale: no allo stop delle autorizzazioni alla turbogas e alla revoca di quelle già concesse, e no alla revoca delle autorizzazioni per il progetto Agea sul potenziamento del termovalorizzatore. In merito alle richieste riguardanti la turbogas, la giunta spiega che «l’autoannullamento di atti amministrativi di competenza comunale è ipotizzabile solo per comprovati motivi di illegittimità, che in questo caso non sussistono. La centrale non è un’opera pubblica, ma rientra in un’attività economica privata che si svolgerà sulla base di provvedimenti autorizzativi già rilasciati all’impresa proprietaria dell’area su 359 MIMESI cui sarà realizzata (Sef spa)». In secondo luogo «il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio della centrale non è di competenza comunale, bensì dello Stato, che ha provveduto a tale autorizzazione con un decreto del ministero delle Attività produttive, preceduto da una valutazione di impatto ambientale (Via) di segno positivo per l’impianto di Ferrara. Le competenze esercitate autonomamente dal Comune si sono limitate al rilascio alla società Sef del permesso di costruire, che in caso di conformità dell’intervento alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti, va considerato come atto dovuto. Il diniego del permesso è infatti legittimo solo in presenza di violazione di norme urbanistiche e sarebbe invece illegittimo se fondato su argomenti inerenti l’impatto ambientale. La centrale sarà costruita in una zona che, in base al Prg vigente, è considerata idonea alla realizzazione di insediamenti produttivi. La Sef ha inoltre avviato, assieme alle altre ditte del petrolchimico, un procedimento di bonifica e ripristino ambientale, il cui progetto preliminare è attualmente in corso di valutazione da parte dell’apposita Conferenza di servizi». Nel corso del recente convegno sulle bonifiche, è stata peraltro annunciata l’approvazione avvenuta il 2 settembre del preliminare relativo la bonifica Sef, che dovrebbe partire a fine anno ed essere conclusa nel 2007-2008. Tornando alla nota della giunta, per quanto concerne invece il potenziamento del termovalorizzatore per la produzione di energia termica ed elettrica dalla combustione dei rifiuti, la risposta recita che, a norma di legge, «è di competenza della Provincia il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. E la giunta provinciale, sulla base del rapporto della Conferenza dei servizi, ha dato la propria approvazione al potenziamento dell’impianto». La giunta sul turbogas «Nessuna illegittimità» La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Le motivazioni del no ai Comitati ecologisti Il Comune non può bloccare un bel nulla perchè i procedimenti in questione sono di competenza, per larga parte, di altri enti. E’ questa la risposta, in sostanza, della giunta comunale ai comitati ecologisti che avevano raccolto 6.000 firme contro la centrale turbogas e la triplicazione dell’inceneritore Agea. I quali. è facile immaginarlo, non saranno per nulla soddisfatti. L’unico atto del Comune per quanto riguarda la turbogas è il rilascio della concessione edilizia, nel febbraio scorso. I Comitati ne chiedevano la cancellazione ma «l’autoannullamento degli atti amministrativi di competenza comunale - ha scritto in una nota la giunta - è ipotizzabile solo per comprovati motivi di legittimità, che in questo caso non sussistono. La centrale non è un’opera pubblica, bensì rientra in un’attività economica privata». Palazzo Municipale ribadisce che si trattava di un atto dovuto, e il diniego del permesso «sarebbe stato illegittimo se fondato su argomenti inerenti l’impatto ambientale, quali quelli citati nella petizione». Sono validi in questo contesto solo motivi di tipo urbanistico. Il rilascio della concessione all’esercizio della centrale, 360 MIMESI invece, non è di competenza comunale ma dello Stato, «il quale ha provveduto a tale autorizzazione con un decreto del ministero delle Attività produttive, preceduto da una Valutazione d’impatto ambientale di segno positivo per l’impianto di Ferrara». Per quanto riguarda l’inceneritore, infine, la giunta comunale è stata ancora più drastica. «A norma di legge, è di competenza della Provincia il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti» c’è scritto nella risposta. Il Castello ha già dato il via libera, con alcune prescrizioni, e l’appalto per la costruzione dell’impianto è già in fase di lancio. Centrale turbogas «Tutto in regola» La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - Il Comune risponde ai comitati FERRARA. La concessione edilizia per costruire la centrale turbogas era un «atto dovuto», che il Comune non può annullare perchè «non ci sono illegittimità». E’ la risposta della giunta ai Comitati ecologisti. A PAGINA 11 Ds, parte l’offensiva d’autunno La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - di Vindice Lecis - CONFRONTO NELL’ULIVO Venerdì la direzione provinciale dei Ds discuterà della convocazione del congresso che sarà celebrato a metà dicembre, mentre le assise delle unità di base si svolgeranno a partire dalla fine di questo mese. I Ds vogliono fare un congresso d’attacco: da una parte, per affrontare i problemi dell’economia e della coesione territoriale, dall’altra per oliare la macchina in vista delle regionali (e già girano i primi nomi dei possibili candidati). Mauro Cavallini, segretario della federazione del partito, individua i temi centrali dell’offensiva d’autunno dei Ds ferraresi. Lista unitaria alle regionali: l’Emilia Romagna è capofila con l’accordo raggiunto tra Ds, Margherita, Sdi e Repubblicani. E’ davvero la strada da seguire? «L’esperienza fatta alle Europee è stata positiva. Nel nostro territorio abbiamo raccolto più voti che alle provinciali. La lista unitaria adempie un compito preciso: dare un simbolo e una casa, non solo agli elettori dei quattro partiti, ma anche ai cittadini che non vi si riconoscono». 361 MIMESI L’impressione è di un mero accordo tra gli stati maggiori. «Noi vogliamo che l’esperienza della lista unitaria non venga calata dall’alto ma sia il frutto di un ragionamento tra gli elettori. Per i Ds c’è anche l’occasione dell’imminente congresso». Mi rendo conto che ai Ds si chiede sempre qualcosa di più che agli altri partiti proprio perché la sensazione è quella di una forza che sposta sempre avanti, od oltre, il problema: ad esempio, partito di ispirazione socialista o partito democratico? «Al congresso discuteremo certo del nostro ruolo, in altre parole di come essere partito di sinistra, ancorato ai principi del socialismo europeo e ad un programma di governo». Una cosa sono le tesi di Fassino e D’Alema, un’altra le cose che, ad esempio, la componente più a sinistra, ad esempio sulla guerra. «La dialettica interna è buona ma la fase più conflittuale si è ora affievolita, certamente frutto del risultato elettorale soddisfacente. In ogni caso essere in disaccordo non significa dilaniarsi». Dunque dal congresso cosa dovrà emergere? «Oggi non è in discussione la nascita di un altro partito riformista, quanto piuttosto il rafforzamento dei Ds su una precisa strategia e con obiettivi chiari». Quali? «Intanto vincere le elezioni regionali e prepararci a quelle generali aggregando forze di radici diverse ma accomunate da un unico progetto». Il listone... «L’operazione fatta alle Europee è stata positiva se pensiamo che abbiamo lasciato Forza Italia dieci punti sotto». Organizzerete le primarie? «E’ essenziale che non solo il listone ma tutto il centro sinistra esprima il candidato a premier con le primarie». La lista unitaria è una bella scommessa, già sperimentata, dove ciascuno dei partiti cede un pezzo della propria sovranità. Per i Ds non c’è il rischio di una deriva moderata? «Mi sembra una discussione fuorviante. Intanto perché non si possono immaginare gli attuali partiti come figli del proprio passato. Il problema è il programma, la prospettiva che indichiamo. Che ora è un contenitore dell’opposizione ma è il governo di domani. I Ds ne sono certamente il motore, altro che deriva moderata...». Sulla politica internazionale si manifestano le solite divisioni... «Restiamo fermi sulla mozione votata unitariamente dal centro sinistra a proposito dell’Iraq. Non ha senso presentarne un’altra, con la prospettiva di creare una divisione». A Ferrara è in corso un dibattito sul perché l’aumento degli occupati non porta uno sviluppo più robusto. «la discussione è interessante, ma bisogna ricordare a tutti che esiste una poderosa stagnazione dell’economia italiana e, laddove c’è una maggiore fragilità, i contraccolpi si avvertono». A Ferrara si avvertono... «Certo. Ecco perché dobbiamo ridare linfa ad una coesione territoriale nella prospettiva di poter pensare a fondi strutturali futuri. Serve però un progetto per adattare le esigenze del territorio, con la consapevolezza che le grandi infrastrutture riguardano tutta la provincia e, spesso, anche quelle confinanti». 362 MIMESI E’ una sollecitazione agli enti locali? «No, i nostri enti locali stanno facendo un buon lavoro e portando a compimento i programmi indicati». Sull’Agea e su Hera si è creata una fibrillazione nella vostra maggioranza. «Riserve su questo punto ci sono sempre state, ma non si tratta di veri strappi perché la coesione, anche su altre questioni, appare salda». Come giudica l’operazione Hera? «In modo positivo perché consente a Ferrara d’essere protagonista all’interno di una multi utility costituita da tanti comuni della nostra regione. In ogni caso, una realtà a maggioranza pubblica. Ferrara non subisce e si mantiene competitiva». Sul versante dell’occupazione resta la crisi della Costruttori. Il presidente della Lega, Dondi, ha detto che deve riguardare tutti. «Ha ragione. Sarebbe anche opportuno che non solo i Ds mandino segnali. Per la Costruttori siamo alla stretta finale con un obiettivo: che il movimento cooperativo si riappropri di una serie di realtà d’impresa. Inoltre bisogna mettere in campo delle novità per la restituzione del risparmio». Novità di che genere? «Dopo la prima importante restituzione occorre un progetto per andare oltre. I Ds sono impegnati ma non sono i garanti e per questo anche noi chiediamo a tutti di farsi parte dirigente: aziende, istituzioni, forze sociali». Qual è il problema che il Comune di Ferrara deve affrontare di petto? «Sono preoccupant le notizie che arrivano dall’inquinamento delle falde a Pontelagoscuro. Deve rafforzarsi l’idea di uno sviluppo equilibrato che non arretri di fronte alle esigenze della crescita economica ma che vada avanti sulla bonifica, sulla riqualificazione di quell’area ferita da anni di politiche sbagliate». La centrale a turbogas si deve fare? «E’ l’occasione per offrire energia necessaria al nostro sviluppo». 363 MIMESI Articoli pubblicati il 05/10/2004 Basta farci del male, viviamo in armonia in un ambiente sano La Nuova Ferrara Pagina 14 - Agenda e Lettere Apprendiamo che gli “esperti dell’ambiente” dopo lunghe e faticose ricerche hanno scoperto la causa dell’inquinamento da mercurio, rilevato con i carotaggi eseguiti nei mesi scorsi nell’area del Polo Chimico. Secondo questi studi si è ipotizzato che negli anni passati qualcuno abbia furtivamente e proditoriamente sepolto nel terreno alcuni vecchi manometri rotti o malfunzionanti in numero sufficiente a provocare un disastro ambientale. Altra “verità” scientifica è stata la scoperta che, caso unico al mondo, a Ferrara le leggi della fisica sono invertite; infatti a Ferrara il CVM (che è un gas) invece di andare verso l’alto va verso il basso a collocarsi nel terreno e in falda. Queste affermazioni, degne di Fantozzi, danno la misura della scientificità e serietà delle ricerche effettuate. Con questi presupposti ci sembra difficile continuare a ricercare un confronto su basi serie, trasparenti e scientifiche. Da tempo proponiamo una pausa vera di riflessione e un approccio più condiviso sia come informazione per i cittadini che non fosse stato per i Comitati sarebbero ancora all’oscuro di tante cose, sia come regola di cautela e precauzione da mettere in campo a fronte del problema delle scelte energetiche e della bonifica del Polo Chimico. Dopo il “convegno-passerella” di venerdì 1 e sabato 2 ottobre siamo veramente delusi e sconcertati. Riteniamo che nell’Amministrazione ci siano politici in buona fede e tecnici capaci, ma che vengono pesantemente “oscurati” da scelte frettolose, miopi, condizionate dal passato o da chissà cosa. come cittadini preoccupati ribadiamo il nostro no a questo modo di procedere e invitiamo i nostri concittadini a continuare a sostenere i Comitati e a partecipare alle future iniziative e manifestazioni di opposizione alla Centrale a Turbogas, alla triplicazione dell’inceneritore di Cassana e per una vera bonifica dei siti inquinati cercandone anche le reali responsabilità. Smettiamola di farci del male, facciamo sentire la nostra voce di cittadini, mandiamo lettere, fax, sms, ecc... affinché i nostri rappresentati eletti si facciano carico dei veri bisogni che si possono riassumere in breve nella necessità di vivere in armonia in un ambiente sano in cui l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo siano fattori amici. 364 MIMESI Valerio Vicentini consigliere per Italia dei Valori Circoscrizione Centro Ferrara presidente Ass. Amici della Bicicletta aderente al Comitato per una città sostenibile 365 MIMESI Articoli pubblicati il 03/10/2004 Due chilometri di Cvm Il Resto del Carlino FERRARA - La nostra citta', pagina VI - BONIFICHE Entro il 2009 dovrebbero essere completati gli interventi nel polo chimico di Ilaria Fazi «‘Chissà cosa c’è lì sotto?’. E’ una domanda che si poneva passando davanti al polo chimico, e che ora ha una risposta». Al convegno che ieri e venerdì ha esplorato il capitolo bonifiche Sergio Golinelli ha voluto riassumere così gli esiti sinora ottenuti dal lavoro svolto nel polo chimico. Risultati illustrati nel dettaglio dall’ingegnere Alberto Bassi, del Servizio Ambiente del Comune: «Oltre al Cvm, sono state rilevate concentrazioni fuori soglia per cromo e nichel, che però sono tipici dei sedimenti ferraresi, mercurio, che nessuna azienda ha usato e pensiamo venga da manometri a mercurio utilizzati in passato per misurare la pressione. E poi arsenico, intorno ai 20-30 microgrammi per litro: la soglia fissata dal dm 471/99, 10 mg/l, è però la stessa prevista per l’acqua potabile». Bassi ha poi fatto il punto sullo stato dei procedimenti: «Sono stati approvati i preliminari per la bonifica superficiale di Basell e Sef. Syndial ha presentato il suo, e sta conducendo la caratterizzazione del ‘Lotto 27’, una trentina di ettari al di fuori del polo risultati inquinati. Tutte le aziende presenteranno i preliminari entro la fine dell’anno e verranno approvati — ha assicurato Bassi — entro sei mesi». Le prime bonifiche a concludersi (tra il 2007 e il 2008) saranno quelle di Basell e dei terreni Sef dove sorgerà la turbogas, mentre per la falda profonda, si parla del 20082009. Alessandro Gargini ha invece descritto l’inquinamento da Cvm nella falda profonda di Pontelagoscuro: un «pennacchio» lungo 2 chilometri per 7 tonnellate di contaminazione. Uno studio non ancora concluso costato al Comune 62 mila euro; 48 mila quelli spesi per il quadrante Est, altri 160 mila sono stati spesi per piano regolatore e consulenze tecnico giuridiche connesse. L’assessore Sandro Bratti ha illustrato i progetti per il futuro, che interesseranno ancora Pontelagoscuro e il quadrante est, ma anche via del Lavoro, dov’è stata rilevata una situazione preoccupante. E poi un regolamento edilizio che tuteli chi acquista terreni per attività, la mappatura del territorio e la certificazione Emas per l’intero polo chimico, e addirittura per il Comune. E poi, il rinnovo dell’accordo di programma per la riqualificazione del polo chimico siglato nel maggio 2001. Necessità ribadita dal presidente di Basell Giuseppe Rossi, che ha anche auspicato l’allargamento dell’accordo a nuovi soggetti: «Penso all’università». Una risposta immediata a quella proposta di ‘intelligenza condivisa’ che Patrizio Bianchi, ormai prossimo all’investitura a Magnifico, aveva 366 MIMESI lanciato in apertura del convegno. Comitati: «Presto un esposto» Il Resto del Carlino FERRARA - La nostra citta', pagina VI - TURBOGAS Continua il no alla centrale «Non siamo stati ufficialmente invitati: avremmo voluto esserci, ma come relatori. Se ne sono avvicendati tanti!». Così rispondono i Comitati contro la turbogas al convegno sulle bonifiche che si è concluso ieri. E sul ‘consiglio consultivo’ proposto dal Comune, organismo in cui cittadini, aziende, istituzioni ed esperti dovrebbero discutere sulle principali decisioni in materia ambientale, commentano: «Se non sarà tutta solo una messa in scena, com’è stata Agenda21, non aspettiamo altro». Commenti a margine della conferenza stampa in cui sono state annunciate le nuove iniziative: «Abbiamo raccolto la disponibilità di molti consiglieri a favore di una mozione che chieda la sospensione dell’iter». Inoltre: «E’ stata avanzata la proposta, partita dai consiglieri stessi, di far lavorare asssieme le due commissioni ambiente di Comune e Provincia, visto che anche quest’ultima ha un ruolo fondamentale nell’autorizzare i procedimenti». Infine, «presenteremo un esposto, perché riteniamo che ci siano stati passaggi poco chiari e in tempi estremamente veloci». Da domani poi i comitati torneranno in piazza con un banchetto per raccogliere nuove firme e fornire informazioni ai cittadini che vogliano saperne di più. 367 MIMESI Articoli pubblicati il 02/10/2004 Turbogas, inizio lavori nei primi mesi del 2005 La Nuova Ferrara Pagina 11 - Cronaca - Al petrolchimico «rischi non elevati» dai contaminanti Per completare la bonifica del sito Sef bisognerà arrivare più o meno al 2008, come del resto per Basell, mentre le altre società del petrolchimico sono più indietro. La costruzione della centrale turbogas, su terreno Sef, potrebbe cominciare nella prima metà del 2005. E’ quanto ha spiegato a margine del convegno il responsabile comunale del settore ambiente, Alberto Bassi, e confermato l’assessore Sandro Bratti. «La Sef ha tecniche di bonifica compatibili con attività di questo genere» è la specificazione di Bratti. Si tratta di pompare l’acqua inquinata e ripulirla man mano. Bassi ha confermato le caratteristiche dell’inquinamento, «rischi non elevati e fenomeni fisici lenti», ed è convinto di aver trovato una soluzione intermedia tra i due estremi: costringere le imprese a bonificare contemporaneamente i loro pezzi di fabbrica o risanare un fazzoletto di terra senza sapere cosa succederà a fianco. Il mercurio trovato potrebbe derivare dai manometri seppelliti per decenni, cromo e nickel dalla natura dei terreni, l’arsenico da «erbicidi usati a cavallo della Seconda guerra mondiale, visto che se ne trova anche al di fuori del sito», il Cvm da trasformazioni chimiche. Con il campo pozzi Acosea «non c’è interferenza», mentre i fondali del canale Boicelli dovranno essere indagati. Un fiume di Cvm nella falda sotto Pontelagoscuro La Nuova Ferrara Pagina 1 - Prima Pagina - L’Acosea: non ci sono pericoli FERRARA. Sette tonnellate di Cvm sciolte nell’acqua di falda, lungo un fronte di 2 chilometri e una superficie di 78 ettari. E’ la fotografia dell’inquinamento di Pontelagoscuro. Si cercano soldi per completare l’analisi. Lo studio del professor Gargini presentato alla presenza dell’assessore Bratti (nella foto) insiste nell’escludere pericoli per la salute, visto che i pozzi sono chiusi, il campo pozzi dell’Acosea è 368 MIMESI isolato da una barriera naturale e il flusso della falda è lento. Ma resta un enigma l’origine del gas cancerogeno. Prosegue il piano di bonifica del petrolchimico; nel 2005 potrebbe iniziare la costruzione della centrale turbogas su terreni che la Sef bonificherà. A PAGINA 11 Cvm, è mistero sulla provenienza Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara primo piano, pagina II - CHIMICA Entro il 2008 bonifica dell’area turbogas Cosa c’è sopra, ma soprattutto cosa c’è sotto? E per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, quanto è esteso e pericoloso, chi ce l’ha portato, e infine, quali le possibilità di portarlo via? Questi i cinque punti in cui Alessandro Gargini, ricercatore della facoltà di Scienze incaricato dal Comune e dal Consorzio Ferrara Ricerche dello studio dei cosiddetti "pozzi al Cvm", ha articolato ieri il suo intervento intitolato ‘Sotto la piazza di Pontelagoscuro’, con cui si è chiusa la prima delle due giornate dedicate alle bonifiche (l’iniziativa prosegue oggi dalle 9, ai nuovi Istituti biologici di via Borsari 46). Ligio alla sua scaletta, il ricercatore è partito proprio da cosa c’è, e cosa si è alternato, nelle vicinanze del terreno su cui oggi sorge Pontelagoscuro nuovo, dove l’anno scorso sono state rilevate concentrazioni di Cvm ben oltre il limite di 0,5 microgrammi per litro, con picchi massimi in un pozzo privato di via Aminta e con una concentrazione di oltre 11 mila mg/l proprio sopra piazza Buozzi. Gargini ha mostrato alla folta platea, presenti molti rappresentanti del mondo universitario, di imprese, istituzioni e sindacati, una serie di foto aeree in cui appare evidente la fragilità di un territorio che nell’ultimo secolo è stato reso sempre più vulnerabile dalla presenza di zuccherifici, distillerie, raffinerie, fornaci, fabbriche di concimi chimici, dai bombardamenti, e da un grosso insediamento industriale, il polo chimico. Tutte possibili fonti dell’inquinamento da Cvm che a Pontelagoscuro contamina «il principale acquifero di Ferrara, lo stesso da cui in un’altra zona Acosea pompa l’acqua per uso potabile, e che anche per questo va tutelato — ha spiegato Gargini —. La zona interessata dall’inquinamento da Cvm, che in gergo è detto ‘plume’ perché ha la forma di un pennacchio, è quello tipico di una zona industriale: ma si trova in zona urbana. Inoltre, è presente solo il Cvm, e non i suoi precursori, e anche questo è singolare». Le due ipotesi al vaglio sarebbero l’origine da una fonte posta a Ovest della zona contaminata, oppure un’immissione diretta di Cvm in falda, in seguito a smaltimenti non controllati risalenti agli anni ’60-’70. Al vaglio ora quindi le tecniche più adatte e innovative per scoprire l’origine del Cvm, e un’ulteriore indagine nella falda: operazioni per cui mancherebbero però ancora i fondi, per i quali si tenterà anche la via europea. E infine, la possibilità di eliminare questo plume: una volta reperite le risorse, si dovrebbe decidere tra l’ossidazione chimica in situ, l’aggregazione elettochimica oppure l’attenuazione naturale. Sempre ieri si è saputo che la bonifica dei terreni e dell’acquifero superficiale dell’area del polo chimico su cui sorgerà la centrale turbogas potrebbero essere conclusi tra il 2007 e il 2008. Per quel periodo quindi si può pensare che la costruzione del discusso impianto di Enipower 369 MIMESI potrebbe essere a buon punto, se non addirittura già terminato e in grado di produrre energia elettrica. Ilaria Fazi 370 MIMESI Articoli pubblicati il 30/09/2004 Il Resto del Carlino... Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VI Si terrà oggi pomeriggio nella sede del centro ‘Alexander Langer’, in viale Cavour, l’incontro organizzato dai comitati che si battono contro la realizzazione della centrale turbogas per informare i nuovi consiglieri comunali sui problemi legati all’impianto. Venerdì scorso i comitati sono stati ricevuti dall’Amministrazione comunale in merito alle petizioni. Alle istituzioni sono state chieste risposte scritte ai quesiti posti. 371 MIMESI Articoli pubblicati il 29/09/2004 Sul patto con Hera il centrosinistra diviso e polemico Il Resto del Carlino FERRARA - Ferrara economia e politica, pagina VII - AGEA Delibera ieri in Consiglio di Stefano Lolli Agea-Hera: fusione o... confusione? Dubbio inevitabile, visto il clima del Consiglio chiamato ieri a esprimersi sulla delibera di[\FIRMA] incorporazione dell’azienda ferrarese nella holding. Unico momento di unanimità, nell’applauso che ha accolto la notizia della liberazione delle due volontarie italiane in Iraq. Poi polemiche, accuse, divisioni. Sin dalla proposta, con cui Verdi e Rifondazione hanno aperto la seduta, di rinviare tutto di almeno 40-50 giorni per il mancato confronto tra le forze politiche e con i cittadini. Proposta respinta: ma i Verdi, che alla fine hanno votato ‘no’ sulla fusione, e Rifondazione (decisa all’astensione), hanno incalzato. Chiedendo di stralciare dal contratto una sorta di «clausola capestro — dice la capogruppo dei Verdi Barbara Diolaiti — che prevede che per 5 anni tutti i soci di Agea o Acosea dovrebbero impegnarsi a non entrare in concorrenza, diretta o indiretta, con qualsiasi attività Hera copra adesso o in futuro. Chi dovesse sgarrare, dovrebbe pagare una... multa di 150 mila euro per la prima violazione e 300 mila dalla seconda». Alcuni Comuni (è il caso di Codigoro) stanno stralciando questa clausola, ma per Ferrara si apre «il problema ad esempio per l’Amsefc — chiude la Diolaiti — che non figura tra le aziende ‘esentate’; ed Hera svolge anche attività nel settore cimiteriale». Da registrare anche l’astensione dichiarato dai due maggiori partiti di opposizione, An e Forza Italia. Alleanza Nazionale ha addirittura presentato, in apertura di seduta, due ‘risoluzioni’ per vincolare sindaco, giunta ma di riflesso Hera ad «atti fondamentali — spiega il capogruppo Enrico Brandani —: il primo riguarda la garanzia in favore del personale con qualifiche non direttive, in base alla quale i lavoratori Agea non verranno trasferiti fuori dai confini della provincia». Brandani ha citato il caso di una centralinista di Forlì spostata, invece, a Ravenna. Secondo punto, il potenziamento dell’inceneritore: «Verrà in pratica triplicato: ciò non dovrà servire per produrre energia, visto che la giunta ha già dato l’ok alla centrale a turbogas — ha chiuso Brandani —, né a portare a Ferrara rifiuti da fuori provincia per sfruttare il... business delle scorie». Entrambe le risoluzioni, va detto, sono state accolte dalla maggioranza. Anche Forza Italia, come detto, si è astenuta: la fusione Agea-Hera, dice il consigliere Giorgio Dragotto, «rappresenta una scelta amministrativa ineludibile: probabilmente l’avremmo fatta anche noi, certo in tempi e con modalità diverse». Dragotto ha imputato infatti una perdita di tempo («dovuta al sopravvento delle ragioni di partito sull’interesse 372 MIMESI generale»), che ha comportato «danni economici e finanziari, oltre a colpevoli reticenze ed omissioni — sferza l’azzurro —: sin dall’inizio si è scelto di non affrontare con chiarezza l’operazione, con l’intento di evitare tensioni pericolose in campagna elettorale e ritardare l’iter dell’incorporazione, già pianificato nei dettagli». Ma il risultato vede «comunque spaccature nella maggioranza; ed anche i vantati benefici della fusione — chiude Dragotto — a guardar bene non sono eclatanti». La disamina minuziosa è affidata a un altro azzurro, Paolo Orsatti: secondo il quale, «l’operazione risulta addirittura negativa per 6 milioni e 800 mila euro...». Non si tratta di un paradosso: occorre infatti considerare «entrate e uscite reali: il Comune ha sottoscritto ad esempio due mutui con Unicredit per 15,4 milioni di euro per sottoscrivere l’aumento di capitale di Agea ed acquistare le azioni non sottoscritte — prosegue il berlusconiano —; poi in caso di mancato acquisto da parte degli altri enti locali soci di Acosea si è obbligato verso Hera a riacquistare le partecipazioni in Acosea Impianti Spa per 19,1 milioni». A ciò vanno sommate il valore di tutte le azioni Hera ricevute in concambio (80 milioni di euro) e la valorizzazione di Acosea Impianti: «Considerando che il valore di Agea ante operazione era di 113 milioni di euro, e che la stessa possedeva già Acosea al 75,5% ora valorizzata per la parte impianti a 15,3 milioni, lo scarto tra valore iniziale totale di 132,1 milioni e saldo netto dalla cessione di 125,3 milioni è appunto negativo per 6,8 milioni di euro». Ma oltre al gioco di prestigio sulle cifre, Orsatti ha piazzato altri due rilievi critici: «Le società partecipate (Agea One, Agea Reti, Recupera Srl, Ecosfera, ndr) sono state cedute di fatto al valore nominale, ma quel che è peggio — ha chiuso l’azzurro — è stato ceduto ad Hera il 20% della quota di Ferrara Tua. Ciò è assurdo e negativo: cosa c’entrano i parcheggi con la holding?». 373 MIMESI Articoli pubblicati il 28/09/2004 La centrale elettrica di Porto Tolle sarà presto sostituita dal turbogas La Nuova Ferrara Pagina 37 - Provincia - Incontro tra il Comitato interregionale e il ministro dell’ambiente - MESOLA Tramonta del tutto l’orimulsion MESOLA. Nei giorni scorsi una rappresentanza del “Comitato Interprovinciale sulla centrale di Porto Tolle” formata dal presidente del Parco Delta del Po Emilia Romagna Walter Zago, dal sindaco di Mesola Lorenzo Marchesini, dal consigliere comunale Renzo Manfrin e dal sindaco di Loreo (Ro) e membro del Consiglio del Parco Delta del Po Veneto Amidei, ha incontrato a Mirabello il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. Il comitato non si è fatto sfuggire l’occasione di sottoporgli il problema della riconversione della centrale polesana ad altro combustibile e l’incontro ha fornito l’occasione per sensibilizzarlo sulla questione e per fargli conoscere un comitato disponibile a valutare insieme le possibili soluzioni. A riassumere l’incontro con Matteoli è il consigliere Renzo Manfrin: «il ministro ci ha detto che, per l’attuale bisogno di energia elettrica, Porto Tolle adesso non può essere chiusa. Da un lato c’è il rischio black-out dall’altro però i problemi ambientali, ecco perchè ci ha prospettato un bivio: o riconvertirla ad altro combustibile il meno inquinante possibile (il carbone, visto che l’orimulsion pare superato anche per la stessa Enel, ndr) o proseguire con gli oli combustibili in attesa che siano costruite le centrali a turbogas». Il gruppo mesolano allora ha proposto «di proseguire con l’attuale sistema di alimentazione purchè siano usati solo olii a basso tenore di zolfo in previsione della costruzione delle minicentrali a turbogas realizzabili in 4-5 anni che sostituirebbero Porto Tolle. Il ministro ci ha promesso il suo impegno in questa direzione». «Matteoli - continua Manfrin - ci ha spiegato che il ministero ha ricevuto a livello nazionale 70 richieste di costruzioni di piccole centrali (e mai la richiesta di convertire Porto Tolle a carbone, ndr) ma per legge ne ha potute accogliere solo 30 che basterebbero a produrre quel 17% di energia elettrica che l’Italia importa dall’estero. In Veneto basterebbero tre centrali da 800 megawatt per supplire ai 2600 megawatt prodotti da Porto Tolle e il Comune di Loreo sarebbe già disposto a ospitarne una. Ma il Veneto, che come tutte le Regioni detiene la delega in fatto di energia, non si è ancora espresso e ostruisce il progetto». (l.g.) 374 MIMESI Articoli pubblicati il 24/09/2004 Lettere e opinioni Il Resto del Carlino FERRARA - Lettere e opinioni, pagina XI ) OSPEDALE Bondeno «cenerentola» Spettabile redazione ho letto tempo fa che l’ospedale S. Camillo di Comacchio avrà un finanziamento dalla Regione di nove milioni di euro per ristrutturazione, con annessa nuova camera mortuaria, tenendo presente che l’ospedale Valle Oppio è a pochi passi. Qui a Bondeno, faticosamente l’attuale Giunta cerca di rifare la camera mortuaria nell’ospedale, una parte a sue spese e dopo estenuanti trattative un Consiglio comunale. Tutto ciò dimostra che ci sono figli e figliastri da parte della regione, perché noi cittadini di Bondeno siamo remissivi e rassegnati, e non siamo scesi in piazza a fare ferro e fuoco come i cittadini di Comacchio? Mario ) BICICLETTE Servizio in crescita A proposito del pezzo «E Ferrara Tua sogna le auto elettriche» pubblicato dal Carlino Ferrara a pagina VI. Il servizio biciclette pubbliche è attivo con una dotazione di 16 bici rosse in via Rampari di San Rocco, nei pressi dell’ospedale Sant’Anna. Inizialmente rivolto agli utenti delle linee di taxibus 6/B, 9/B e B si è negli ultimi tempi esteso anche a chi, proveniente da fuori città, intende parcheggiare l’auto e muoversi pedalando in centro. Il sistema si chiama «C’entro in bici» ed è stato già adottato da una ventina di città, così è possibile per i fruitori poter accedere al medesimo servizio a Faenza come a Ravenna, a Padova come a Trento, a Brescia come a Modena o Vicenza.... Il fulcro del sistema è una chiave codificata e non duplicabile che viene consegnata gratuitamente compilando un modulo con i dati personali (per informazioni ci si può rivolgere all’ufficio traffico al numero telefonico 0532-429943). Attualmente i ferraresi che hanno aderito all’iniziativa sono 72 con un utilizzo perlopiù saltuario delle biciclette. Il sistema è costantemente monitorato e le rilevazioni effettuate nei mesi di agosto e settembre hanno evidenziato un utilizzo giornaliero variabile fra una e sei biciclette. In prospettiva c’è la volontà di potenziare e promuovere maggiormente il servizio. ) TURBOGAS Facciamola su Marte Leggo sul Carlino che su Marte è stato trovato il metano. Propongo, quindi, che la mega centrale a turbogas di Enipower venga costruita sul «pianeta rosso» anziché a due passi dal centro di Ferrara. E, visto che ci siamo, spediamo su Marte anche i nostri solerti amministratori che smaniano per costruirla. F. F. ) AGEA Servono approfondimenti L'ultima rivelazione di Tavolazzi sugli affari del Palazzo: "Agea, il peso dei numeri". Non è dato sicuramente sapere se l'ex city-manager del Comune di Ferrara abbia accolto il recente invito rivoltogli da Gianluca Fantoni, dalla pagina dei lettori del Carlino, nel non arretrare con le sue dichiarazioni ma, anzi, di dotarle, data la profonda conoscenza 375 MIMESI degli ambienti in cui maturarono, di maggiori e sempre più specifici particolari. Anche se non lo avesse fatto, data la dovizia di numeri e cifre di cui è condita l'ultima rivelazione datata Lunedì 20 Settembre, sullo stesso quotidiano, essa merita comunque degli approfondimenti e chiarimenti. Chiarimenti, non a caso, richiesti recentemente anche da un rappresentante del mondo economicoproduttivo provinciale, il segretario di Cna. Ancor prima di valutare se sia stato o meno un affare la cessione di Agea ad Hera, personalmente, ritengo che le cosiddette "multiutilities", cioè le ex società municipalizzate, trasformate in S.p.A. ma controllate sempre dagli stessi "padroni", abbiano contribuito non poco a mettere in ginocchio i redditi delle famiglie e peggiorare quelli delle imprese, assai più di quanto abbiano fatto interventi fiscali e tariffe a livello nazionale in questi ultimi tre anni. E contrariamente a quello che predicavano gli Statuti costitutivi che avrebbero dovuto "garantire" all'utenza, divenuta 'cliente', un miglior rapporto costo-qualità. Non a caso infatti sono le uniche realtà imprenditoriali, sull'intero territorio nazionale, appetibilissime in borsa e in grado, grazie ad una legislazione in materia che solo in Italia poteva trovare una simile forma applicativa, a chiudere floridissimi bilanci mentre il resto del sistema economico-produttivo annaspa vistosamente. Non è da escludere che questi risultati siano da ricondurre ad un "management" particolarmente capace e preparato ma, se così fosse, perchè mai un simile patrimonio professionale non lo si utilizza per risanare aziende in crisi e rilanciarle sul mercato, partendo per esempio dalla Coopcostruttori fino ad arrivare all'Alitalia? Luigi A. Ciannilli 376 MIMESI Articoli pubblicati il 23/09/2004 Bratti riceve i comitati Il Resto del Carlino FERRARA - Cronaca, pagina VII - TURBOGAS Non sarà il primo cittadino, ma l’assessore all’Ambiente Alessandro Bratti a ricevere domani i comitati contro la centrale turbogas, per rispondere alle petizioni consegnate ormai più di due mesi fa e supportate dalle firme di circa 6 mila cittadini. Le risposte però sono ulteriormetne rimandate: venerdì infatti l’assessore comunicherà soltanto la data di convocazione di un’apposita Giunta, luogo deputato dalla Statuto per rispondere alle questioni contenute nelle petizioni. 377