Rassegna Stampa di
giovedì 28 novembre 2013
SNALS / CONFSAL
Il Piccolo
La Gazzetta del Mezzogiorno Ed. Basilicata
LA SICILIA
28/11/2013
Italia Oggi
Corriere della Sera - ed. Roma
Il Messaggero - Cronaca di
Roma
L'Unione Sarda - Ed. Cagliari
Testate on line
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
FONDI ALLE SCUOLE, ARRIVA IL RIPARTO DA ROMA
SCUOLE DISPERATE, I DIRIGENTI CHIEDONO AIUTO ALLE
FAMIGLIE
SBLOCCO STIPENDI, RICOLLOCAZIONE, CIG I LAVORATORI
DELLA FORMAZIONE IN RIVOLTA
FSA DOMANI A BATTESIMO
POCO LUSSO E MOLTI APPLAUSI
AL SAN CAMILLO BLITZ DEL MINISTRO
IL MINISTRO: DEVE FINIRE L'OPERA INIZIATA
ARTICOLI PRESI DAL WEB
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
il Sole 24 Ore
la Repubblica
28/11/2013
la Stampa
28/11/2013
Avvenire
Tempi
Famiglia Cristiana
28/11/2013
il Mattino
Il Messaggero - Cronaca di
Roma
la Gazzetta del Mezzogiorno
il Sole 24 Ore
28/11/2013
la Repubblica
28/11/2013
Italia Oggi
il Mattino
28/11/2013
il Mattino
Il Secolo XIX
Famiglia Cristiana
Corriere del Mezzogiorno –
Campania (Corriere della
Sera)
Corriere del Mezzogiorno –
Puglia (Corriere della Sera)
la Gazzetta del Mezzogiorno
la Repubblica - ed. Bari
28/11/2013
28/11/2013
04/12/2013
01/12/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
01/12/2013
28/11/2013
PREZZI PIU' ALTI PER I LIBRI DELLE ELEMENTARI
NON CI SARA' IL REDDITO MINIMO MA PIU' SOLDI NELLA SOCIAL
CARD PER DISOCCUPATI POVERI CON FIGLI
"UNA SOTTOSCRIZIONE ANONIMA ED ECCO I PANNELLI SOLARI
SUL TETTO"
DOCENTI TROPPO ANZIANI?
BENTORNATA SCUOLA PROFESSIONALE
L'ANNO DI STUDIO ALL'ESTERO E' UN'OPPORTUNITA' ANCORA
COSTOSA
"CAMBIAMO LA SCUOLA MA SENZA OCCUPARE"
LA PROVINCIA RIDUCE A SETTE GLI ISTITUTI DA ACCORPARE
SCUOLA SUPERIORE, REBUS SENZA FINE
Int. a M.Carrozza: "PRIMA I 41 MILIONI PER IL MERITO POI LA
RIFORMA DEI FINANZIAMENTI"
Int. a V.Balzani: POVERA SCIENZA BALZANI: "CON DUE SOLDI
FACCIAMO MIRACOLI"
CONTRO SPRECO, SPECULAZIONI E CATTIVA ALIMENTAZIONE
STUDENTI E RETTORI CONTRO I TAGLI: COSI' MUORE
L'UNIVERSITA'
STUDENTESSA VENDE FOTO HARD "VOGLIO LA MOTO"
UNIVERSITA', (RI) NASCE LA COMPAGNIA TEATRALE
CHI SALE CHI SCENDE
I RETTORI CAMPANI DALLA MINISTRA GLI ATENEI SI FERMANO
PER TRE ORE
28/11/2013
NO AL DECRETO, LA PUGLIA SI FERMA
28/11/2013
RIPARTO FONDI, I RETTORI TORNANO DAL MINISTRO
ATENEO, LA MOBILITAZIONE PER I PRECARI OGGI STOP ALLE
LEZIONI PER I TAGLI AL SUD+++
28/11/2013
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
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il Messaggero
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Il Secolo XIX
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il Giornale
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28/11/2013
28/11/2013
28/11/2013
SQUINZI: NON SO QUANTO POSSONO RESISTERE LE PMI
ALIQUOTA FERMA AL 27% PER I PROFESSIONISTI INPS
PENSIONI, DOPPIO "ATTACCO"
NEI TRASFERIMENTI DI REPARTO FORMAZIONE PER I NUOVI
RISCHI
DECRETO CIG, ALLARME DELLE REGIONI
MOBILITA' BT ITALIA, IPOTESI PROROGA PER EVITARE I TAGLI
BASTA CHIAMARLI PENSIONATI D'ORO
PENSIONI, CHE COSA CAMBIA CINQUE PUNTI PER CAPIRE
MANOVRA DAL FISCO AGLI STATALI ECCO CHI PERDE E CHI
GUADAGNA
CARLO FELICE, I SINDACATI: "A RISCHIO LE TREDICESIME"
BANCHE E ASSICURAZIONI, L'IRES SALE AL 36%
IMU PRIMA CASA ABOLITA, MA NON PER TUTTI
L'ANTICIPO DIVIDE SOCIETA' E PERSONE FISICHE
FUORI DAL SENATO E SUBITO IN PIAZZA LA SCELTA DEL LEADER
"DECADUTO"
IL QUIRINALE E LA STRADA STRETTA DELLE RIFORME
ORE 17.43: L'ADDIO DEL SENATO A SILVIO E LE VEDOVE NERE DI
FORZA ITALIA DANNO L'ASSALTO AGLI EXAMICI
FONDAZIONE MPS INCASSA 100 MILIONI DALLA VENDITA DEL
PRESTITO FRESH
ABOLITA LA SECONDA RATA IMU COL TRUCCO DEGLI
ACCONTI RECORD
IL PICCOLO
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Fondi alle scuole, aniva il riparto da Roma
Intesa tra ministero e sindacati sui soldi destinati al miglioramento dell'offerta formativa
voci, in quanto per alcune risulta diminuito, come ad esempio
la quota del fondo d'istituto in
rapporto al numero di docenti
in organico di diritto della scuola secondaria di secondo grado
che è dimezzato; mentre per altre risulta aumentato, come la
quota del fondo d'istituto assegnata alle scuole di ogni ordine
e grado in rapporto a tutto il personale in organico di diritto».
Con l'intesa inoltre, prosegue
De Marchi, sono stati determinati i valori unitari e i criteri per
il riparto dei fondi, per il pagamento delle funzioni strumentali del personale docente, degli
incarichi specifici del personale
ausiliario tecnico e amministrativ, delle ore di lavoro che eccedono le 18 per le attività complementari di educazione fisica e
per le ore eccedenti in sostituzione dei colleghi assenti; e ancora «per le misure incentivanti
per i progetti delle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione
scolastica e per i compensi accessori al personale scolastico
comandato».
Appena i finanziamenti saranno assegnati a ciascuna
scuola - scrive De Marchi - potranno essere avviati i contratti
integrativi d'istituto per la parte
economica, «senza i quali le attività scolastiche finalizzate al miglioramento dell' offerta formativa rimangono ai blocchi di partenza».
La delegazione Snals-Confsal
c chiude De Marchi - «ha condiviso la conclusione dell'accordo, che lascia impregiudicato
l'obiettivo fondamentale per lo
m1!l del recupero della validità, ai fini della progressione di
carriera, dell'anno 2012 pertutto il personale della scuola e il
conseguente pagamento degli
scatti di anzianità eventualmente maturath>.
068391
Raggiunta l'intesa tra ministero
dell'Istruzione e sindacati Cgi!,
Cis!, Ui!,m1!le Gilda: finalmente è stato sottoscritto l'accordo
in base al quale verranno ripartiti i fondi che ogni anno sono assegnati alle scuole per il miglioramento dell' offerta formativa.
La cifra per quest'anno è alivello nazionale di poco più di
521milioni di euro lordi, contro
i 553 assegnato lo scorso anno.
Lo comunica in una nota il segretario provinciale dello m1!l
Franco De Marchi, che precisa
come a una riduzione dello
stanziamento <<llon corrisponde un taglio lineare per tutte le
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Formazione, intesa tra sindacati e Regione su fondi, avvio dei corsi e
cassa integrazione
di Michele Giuliano
Sbloccate le retribuzioni pregresse. Emanati i mandati di pagamento per la prima annualità
dell’Avviso 20. L’assessorato regionale sta inoltre procedendo al potenziamento dei propri uffici
PALERMO - Sciopero della formazione scongiurato solo in parte. Ieri, al sit in davanti l’assessorato
regionale alla Formazione di Palermo, si sono presentati solo alcuni sindacati, assenti invece i
confederali dopo l’accordo tra la Regione e sindacati.
Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola hanno trovato un’intesa dopo un serrato confronto con
l’assessorato regionale alla Formazione. L’accordo prevede: lo sblocco immediato di tutte le
retribuzioni pregresse; l’amministrazione comunica che sono stati emanati mandati a valere della
prima annualità dell’Avviso 20 per 200 milioni di euro, e che questi sono stati pagati in ragione del
95 per cento; confermata la volontà di procedere alla erogazione dei mandati agli enti, attraverso
procedure anche e sopratutto concordate con i magistrati inquirenti, nel caso di legali rappresentanti
sottoposti a misure cautelari o restrittive per inchieste giudiziarie in corso, o impediti
oggettivamente.
Inoltre l’assessorato ha comunicato che gli uffici sono in corso di potenziamento e verrà consolidato
a seguito della richiesta già avanzata al Dipartimento per la Funzione Pubblica di 60 nuove unità
comprensive di una adeguata quota di funzionari direttivi. Per i pagamenti relativi al pregresso della
filiera Oif (obbligo istruzione formazione), l’amministrazione regionale ha comunicato che è in
corso un chiarimento con la Ragioneria, a seguito del quale saranno accelerate le procedure di
pagamento; per quanto attiene lo svincolo delle fideiussioni, in attuazione alla Delibera di Giunta
Regionale numero 200/2013, l’amministrazione ritiene sufficiente l’accertamento della chiusura
delle attività e non più la chiusura delle rendicontazioni.
La Dirigente del Dipartimento Formazione, Anna Rosa Corsello, sulla materia inerente il pregresso
degli sportelli multifunzionali propone il rinvio ad apposito tavolo complessivo. E’ stato anche
annunciato lo sblocco della decretazione del sostegno al reddito. Sono scesi invece in strada Ugl-Fp,
Snals-Confsal e l’Unione Lavoratori Liberi i quali si sono detti insoddisfatti dell’atteggiamento
della Regione: “Riteniamo inaccettabile- hanno rivendicato - il recupero effettuato
dall'amministrazione regionale di alcune integrazioni erogate agli enti in anni passati, che ha
generato inevitabilmente una perdita di salario per i lavoratori. Inoltre sono state attivate sul
territorio scomposte iniziative di protesta, che hanno generato momenti di grande tensione”.
L’approfondimento. Piano giovani, avvio immediato delle attività
C’è stato anche l’impegno della Regione ad avviare immediatamente le attività formative del Piano
giovani e dell’Istruzione e Formazione Professionale. Sarà reso pubblico sul sito istituzionale
l’elenco dei decreti firmati, di quelli pronti per la firma e l’elenco degli enti sollecitati a integrare la
documentazione richiesta per l’emissione del decreto. C’è poi l’impegno alla salvaguardia
dell’occupazione e il reimpiego dei licenziati dei vari enti. L’amministrazione ritiene di dare corso
agli impegni assunti al tavolo trilaterale per facilitare la riallocazione del personale in eccedenza
sulla seconda annualità finanziata a valere del “Piano Giovani”, facendosi promotrice di incontri
trilaterali con la convocazione degli enti gestori su base provinciale, per favorire l’incrocio tra
eccedenze e moduli e ore disponibili d’insegnamento e di spazio per l’allocazione di unità
amministrative. Seguirà poi l’obbligo di operare prioritariamente assunzioni tra il personale
dell’elenco.
M ARTEDì 26 NOV EM BRE 2013
Licata e hinterland
LA SICILIA
AGRIGENTO
1.31
J
Personale Ata scuola in fermento
Palma di Montechiaro. Assemblea Qrganizzata dallo Snals per venerdì prossimo
ANGELO AMATO
PAlMA DI MONTECHIARO, f. b,) Venerdì lo Snals
(Sindacato autonomo nazionale 'lavoratori della scuola), terrà un'assemblea sindacale al Liceo
Scientifico "Odierna" di Palma, rivolta a tutto il
personale scolastico (docente e ATA) del Comune, L'assemblea sarà tenuta dal segretario
provinciale Angelo Amato, docente in distacco
sindacale e titolare nel locale liceo scientifico,
che da due anni è alla guida del Sindacato provinciale ed al quale, cogliendo l'occasione"rivolgiamo qualche domanda,
Perché ha deciso di fare quest'assemblea e
proprio a Palma? «L'assemblea a Palma, oltte ad
essere ormai un appuntamento immancabile, è
il proseguimento di una tornata di assemblee
che già ho tenuto a Bivona, Sambuca di Sicilia,
Canicattì e Licata e continueranno, anche nel
mese di dicembre, in tutti i più grossi Comuni
della provincia, Èchiaro che in questo percorso
non poteva mancare il Comune di Palma, che,
oltre ad essere il paese del sottoscritto, annovera molti iscritti allo Snals, che nell'ultimo anno
sono aumentati in misura considerevole».
Di che cosa si parlerà nell'assemblea? ,Si parlerà dei temi più scottanti e attuali, in patticolare si spiegherà ai pattecipanti l'ultimo prowedimento varato dal Governo, che interessa la scuola, Nella fattispecie sarà illustrato, anche còn
l'ausilio di slide (diapositive) appositamente
preparate, il D, L 104 del12 settembre,convertito nella Legge 128 dell'8 novembre 2013, battezzato dal Governo col titolo altisonante "La
scuola riparte", che invece consideriamo deludente, perché le risorse investite sono del tutto
insufficienti. Infatti, dopo che la Scuola negli
ultimi anni ha sopportato tagli per 8 miliardi di
euro, il Governo vuoi far passare per "rivoluzione copernicana" un prowedimento che è equivalente ad una manovra di 400 milioni di euro»,
Che cosa chiede lo Snals al Governo? «Chiediamo con forza di cambiare la Legge di Stabi- I
lità che, ancora una volta, ha previsto il blocco
del Contratto di Lavoro (scaduto dal 2009) e il
blocco degli scatti di anzianità, Chiediamo, I
inoltre, che cessino una volta per tutte le incur- I
sioni legislative in materia contrattuale ed anche la revisione della Legge Fornero, per resti- I
tuire al personale certezze sull'accesso al pensionamento.
Per queste ragioni sabato 30 novembre, tutti
i sindacati rappresentativi del comparto scuola,
abbiamo organizzato una manifestazione unitaria, che si terrà a Roma contestualmente in Piazza Montecitorio e presso il Teatro Quirino»,
ETHèJS
ETHèJS
I
.J!m!l.!Wi"
...., '" "'" Mo.couol " N_ . " "" ..,.
Ferie non godute enon pagate. Beffati mille docenti precari
--
'._.=
.._.. ---
O·
Drffida del sindacato Snals. Il vice segretano Buono: -Un abuso ai danni dei piÙ deboli»
Le ferie sono un dirilto-dovere del lavoratore. ma per
gli insegnanti precari deUa provincia di Varese non pos~
sono csscre godute e lo Stato non le paga; quasi una
mensilità moltiplicata per oltre mille docenti. La vicenda viene portala alla ribalta dalla segreteria provinciale
dello Sonls, che sia inviando ai dirigenti dei singoli istiluti e alla Ragioneria Territoriale dello Stato le diffide
per il mancato pagamento delle ferie maturate e non go-
dute nell'anno scolastico 2012-'13. Chi lavora nella
scuola malura ogni mese due giorni e mez.zo di ferie
per un totale di trenta per ogni anno di lezioni: giorni
che non ~ssono essere fruiti solo a luglio e agosto. I
$upplcnu, il cui contratto scade al 30 giugno, maturano
le felie ma in tal modo non ne possono usufruìre e lo
Stalo quindi le paga a parte come "diritto non goduto".
Questo sino a due anni fa. Poi ~ stato varato il decreto
95 del 6 luglio 20 12 che vieta la monetizzazione di ferie, riposi e pennessi a personale della pubblica amministrazione. D'accordo, pare, anche i sindacati, con applicazione però a partire da quesl'anno scolastico.
Una recente circolare della ragioneria generale dello
Stato stabilisce invece che l'applicazione dev'essere retroattiva di un anno, per cui Il pagamento delle ferie di
luglio e agosto scorsi ~ improvvisamente saltato.
Nel Varesollo il contell2JOSO riguarda riguarda 55 supplenti nella scuola dell'infanZIa, 400 alle elementan,
500 fra medie inferiori e superion, 150 del pelOOnale
amministrativo. cui va nno aggiunte tutte le nomine di
sostegno effeltuate dall'Ufficio scolastico tenìtoriale
nonch~ guelle eseguite dalle smgole scuole sui posti vacanti .• Eun vero e proprio abuso ai danm dei più deboli,.. dice il vicesegretario provinciale Snal!, Ge nnarino
BUOIIO , .e crea un donno economico evidente che si
somma a una sfiducia verso k istituzioni. Siamo di
fronte a una legge emess.. senza sentire le organizzazioni sindacali che hanno firmato il COntratto collettivo di
lavoro e addirittura modificando in itmere le dec lsiom
a noi comunicate dal nunistero il 12 giugno scorso. Vista la situazione paradossale c i siamo visti costretti alla
diffida, pronti ad adottare eventuali azioni legali ne l caso lo Stato non sia disposto a tornare sui propri passi,.,
Rlccardo Prando
1
I
Gennarino BUONO
Vice Segretario Snals di Varese
•
Quotidiano
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1
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Tar Lazio. Il ministero tenuto all'aggiornamento
Prezzi più alti per i libri delle elementari
Attività produttive e dell'Istruzione ad adeguare i prezzi di copertina dei libri di testo per le
scuole elementari al tasso di inflazione progranlffiato dell'armo
in corso. Il meccanismo ha funzionato fmo al 2003) successivamente vi sono stati decreti che
fissavano i prezzi dei libri confermando quelli precedenti, senza
considerare il tasso di inflazione.
Anche la legge 133/2008, ridisciplinando le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei libri di testo, ha confermato che il prezzo
dei libri di testo della scuola primaria va armualmente determinato dal ministero dell'Istruzione «nel rispetto dei diritti patrimoniali dell'autore e dell'edito-
re». La legge de12008 non ha dato rilevanti problemi circa la necessità, per i vari anni scolastici,
di nuove edizioni, quando non
sono stati innovati i programmi
di insegnamento. I problemi sono invece emersi per l'adeguamento al tasso di inflazione. Per
questo motivo, dopo piu' pronunce favorevoli del Consiglio
di Stato (5°76/2007,1898/2011) il
Tar Lazio ha ordinato di adeguare il prezzo dei libri. I prezzi, a
quanto sembra, di tutti i libri, poiché anche se il ricorso è stato proposto da un solo editore, esigenze di unifornità impongono che
l'allineamento all'inflazione riguardi tutti i testi.
©R1PROJ,,;Z;ONfRISERVATA
068391
Guglielmo Saporito
per l'anno 2008/2009 era di 10,36
Battaglia sui prezzi dei libri euro, è dinùnuito a 10,15 per l'andi testo della scuola primaria, no scolastico 201312014. Eppure,
con vittoria degli editori dinnan- sottolineano gli editori, leggi e rezial Tar Lazio e ordine alministe- golamenti (dal Dlgs 29711994 al
ro dell'Istruzione di adeguare gli Dl104!2013) prevedono un'equa
importi. Lo hanno deciso i giudi- remuneratività dei prezzi "ammici amministrativi con ordinanza nistrati", in coerenza conl'artico-,
41501 delz5 novembre, aggiungen- lo 41 della Costituzione.
Nel settore, fin dal1997un prodo un ulteriore tassello a una controversia decennale. A farne le tocollo vincola i ministeri delle
spese, fmo ad oggi, sono stati gli
autori ed editori, costretti ad inBATTAGLIA DEGLI EDITORI
seguire nelle aule giudiziarie i vari decreti armuali del ministero Il giudice ha ordinato
dell'Istruzione che fissano i prez- al ministero dell'Istruzione
zi di copertina. Il contenzioso di allineare
del 2013 è nato perché, ad esempio, il prezzo del libro per la pri- il costo di copertina
ma classe di scuola primaria, che all'i nflazione
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scripta
rnanent
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Docenti troppo anziani?
sapere chi siano questi "più eguali"
degli altri.
Il ministro mette in dubbio che i
professori siano generosi e onesti, il
che mi pare quantomeno ingeneroso;
e dubita anche che i professori «si
offrano gratuitamente per seminari,
seguire laureandi, e offrire le proprie
biblioteche all'Università». La mia
esperienza è che l'Università non
desidera affatto accogliere le
biblioteche personali dei professori
pensionati, perché non ha spazio né
personale per sistemarle e catalogarle.
Mi risulta che i pensionati non
possono svolgere neanche
gratuitamente qualsiasi attività
didattica all'Università. Non possono
fare ricerca, se non a proprie spese;
non possono ordinare libri alla
biblioteca dell'Università. E non
possono neppure seguire le tesi già
iniziate.
Infine, mi pare che per il ministro
l'anzianità sia un fatto negativo; che
solo i giovani possono alimentare e far
crescere la ricerca. Questo può essere
vero, parzialmente, ma soprattutto in
alcune scienze, dove contano molto
aro direttore,
sono rimasto molto sorpreso
dalle dichiarazioni del ministro
Maria Chiara Carrozza a proposito dei
professori ("Awenire" del 9
novembre). Non so in quale mondo
universitario il giovane ministro abbia
fatto esperienza; quello in cui ho
vissuto per 45 anni è stato certamente
molto diverso. Non conosco nessuno
che abbia "preteso" di rimanere al
proprio posto anche dopo i 70 anni,
«solo perché è un diritto»; e quelli che
conosco non hanno avuto solo "tanto"
dall'Università, ma hanno anche dato
moltissimo. Per quanto ne so, al
compimento dei 70 anni tutti (gli
ordinari) vengono "espulsi"
dall'Università; ed è stato abolito per
legge l'istituto della "messa fuori
ruolo", ed è ormai obsoleto anche il
titolo di "emerito", che prima
permettevano di tenere per un paio di
anni un piede all'Università, con diritti
e doveri limitati. Non so se il
«pensionamento rapido» non sia
«eguale per tutti», e mi piacerebbe
l'originalità, l'innovazione, l'inventiva,
la fantasia; e cioè le scienze più" dure",
più applicabili alla tecnologia,
all'industria, all' economia. Ma
all'Università ci sono anche (ancora?)
le scienze umane, dove giocano altri
fattori e altri fini. Qui conta molto la
lenta accumulazione di informazioni.
E lo scopo di queste scienze (storiche,
letterarie, estetiche, filosofiche, sociali
ecc.) non sono i primati, i premi e i
brevetti, ma l'educazione, la sapienza,
la saggezza; cioè conoscere bene il
mondo (nella sua complessità e fin
nella sua totalità) passato e presente,
per agire razionalmente e costruire il
futuro.
Mi pare che l'Università abbia da
tempo rinunciato a questa missione. E
mi pare che il ministro Carrozza
dicendo quel che dice irrida ai princìpi
della tradizione - cioè la trasmissione
di cultura da una generazione all'altra
- e della gerarchia, cioè l'autorevolezza
degli anziani. Quell'ideologia
"giovanilistica" spiega molto della
catastrofe culturale, sociale, politica e
morale del nostro Paese.
Raimondo Strassoldo
068391
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TEMPi
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ILIPPO MENEGHELLO HA 24 ANNI e
un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Agusta,
azienda del gruppo Finmeccanica, lo ha assunto al termme dI un percorso formativo a cui è approdato dopo aver capito che
l'università non faceva per lui. Due anni
di ingegneria dopo la formazione tecnica
superiore, infatti, gli erano bastati. «Soffrivo della mancanza di attività pratica»,
racconta a Tempi. È in quel periodo che
Filippo scopre l'esistenza dei cosiddetti
Its, Istituti tecnici superiori che offrono
una qualifica terziaria (cioè successiva al
diploma di scuola secondaria superiore),
ma di tipo non universitario. In Italia ce
ne sono 62 in tutto (più 2 in fase di startup) e sostanzialmente offrono ciò per cui
era stata originariamente pensata la laurea triennale: una formazione legata al
mondo del lavoro. Di fatto nelle università questo non accade, la maggioranza
degli iscritti continua per i due anni successivi al triennio e chi non si sente tagliato per una formazione generalista rimane
a piedi; ultimamente prigioniero di un
pregiudizio che, fin dalla scuola dell'obbligo, vede nella formazione teorica e
liceale un percorso di serie A e in tutto
ciò che è professionalizzante un addestramento di meno valore, destinato a "quelli che non ce la fanno". «In questi ultimi anni qualcosa è cambiato»,
nota Emanuele Massagli, dottore di ricerca in Diritto delle relazioni di lavoro e presidente di Adapt, il centro studi sul lavoro fondato da Marco Biagi. «Si comincia a parlare di valorizzazione del lavoro e, complice la crisi, alcuni mestieri vengono rivalutati.
Però il sostrato culturale resta lo stesso».
F
Ritaglio
Scuola: testate nazionali
Un esempio significativo si è avuto qualche mese fa, quando il governo sbloccava
alcune attese risorse per la scuola, con il
decreto Carrozza in cui tra l'altro si ribadiva esplicitamente l'importanza di «riconoscere la valenza formativa del lavoro».
Peccato che poi i 15 milioni per combattere la dispersione scolastica
fossero sostanzialmente destinati a coprire i costi per tenere le scuole aperte di pomeriggioo Ma chi la scuola l'abbandona perché non fa per lui,
cosa se ne fa delle aule aperte
più a lungo?
«Io credo - riprende Massagli - che in Italia scontiamo un pregiudizio nato negli anni Settanta, cioè dopo il boom economico partito negli anni Cinquanta e trainato da
un'istruzione tecnica di livello, per cui
eravamo famosi anche a livello internazIOnale». Sono quelli infatti gli anni in
cui periti e diplomati tecnici entrano in
azienda come dipendenti e dopo qualche
anno si mettono in proprio. Una volta
raggmnta una certa solidità dal punto di
vista economico, gli anni Settanta vedono
la rivalutazione di un modello gentili ano di scuola: da una parte la cultura classica liceale pensata per la classe dirigente, quella di serie A. Dall'altra parte la forma zio ne professionale (che ai tempi non
era neppure di uguale diritto), destinata a
chi dirigente non sarebbe mai stato e aveva necessità di iniziare presto a lavorare.
«Alla base - riprende Massagli - c'è
l'idea molto sessantottina per cui il pensiero intellettuale è più nobile della pratlca manuale. Perché se il lavoro è inteso o come uno sfruttamento del capitale
sulla persona, o come una fatica inevitabile per arrivare a fine mese (e non, come
scriveva Giovanni Paolo II nella Laborem Exercens, come possibilità di realiz-
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zazione della persona e partecipazione
alla società), allora è naturale rinviare il
più possibile il contatto dei ragazzi con
un'esperienza considerata tanto alienante. Non c'è da stupirsi dunque se la fantasia imprenditoriale degli anni Cinquanta
e Sessanta non c'è più stata. L'Italia rimane un paese di piccola e media impresa,
ma i dati europei dicono che i giovani studenti italiani hanno meno sogni imprenditoriali dei loro coetanei del nord Europa. E questo per un paese come il nostro
è un dato impressionante».
Oggi in Italia, secondo dati Isfol, quasi il 60 per cento dei giovani tra i 18 e i
24 anni che ha frequentato un percorso di Istruzione e Formazione Professionale ha un impiego a tre anni dalla qualifica e
immediatamente dopo aver
terminato il percorso lavora
il 50 per cento degli allievi. I
primi risultati dei già citati Its
non sono meno incoraggianti.
Le statistiche del Miur riferite
ai primi 825 diplomati (250
ragazzi raggiungeranno il titolo entro
fine anno), evidenziano che gli occupati
sono 470, il 57 per cento del totale. Con
casi eccellenti come l'Its Accademia marina mercantile di Genova, dove tutti i 65
dIplomatI hanno trovato un lavoro. Sfiora Il 100 per cento pure l'Its della meccamca dI VIcenza (21 del 22 dIplomatI sono
occupatl). Numen che fanno
nflettere dal momento che
m Itaha meno dI due ragazZI su dIeCI lavorano: Il tasso
dI occupazIOne tra l .~IOvam
nella faSCIa 15-24 anm e sceso
al1?,1, per cento. «La Germama e l umco Stato oCCIdentale che durante la crisi ha visto
crescere l'occupazione giovanile. Come si può pensare che l'impian-
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distato che conosciamo, e che conta circa 500 mila casi all'anno, è quello professionalizzante, cioè quello per i ragazzi che hanno già assolto il diritto-dovere
di istruzione o sono addirittura laureati (è infatti destinato a giovani tra i 18 e i
30 anni) e devono entrare in azienda. Nella realtà dei fatti l'apprendistato è diventato, complice la scomparsa del contratto
di inserimento, una modalità economica per inserire i giovani sul posto di lavoro, che permette di avere incentivi fiscali. Ma l'apprendistato come lo conoscono,
per esempio, in Germania non è questo:
è per i ragazzi che sono a scuola e devono assolvere l'obbligo scolastico! Questo
strumento in Italia esiste, è il cosiddetto
apprendistato di primo livello, ma se ne
contano meno di 1.500 casi in Italia, tutti sperimentali. Ed è così per vari motivi: dalla diffidenza dell'impresa a prendere un minorenne alle difficoltà di pensare un'offerta formativa adatta a ragazzi che stanno tre giorni a scuola e due al
lavoro». Senza dimenticare la resistenza
di un pregiudizio duro a morire, che al
massimo vede nella formazione professionale un paracadute per gli scansafatiche e non un'opportunità economica da
cogliere, oggi più che mai.
III
l'APPRENDISTATO IN EUROPA È PENSATO PER CHI STA ANCORA
STUDIANDO. IN ITALIA È UNO STRUMENTO PER ASSUMERE CON
INCENTIVI FISCALI UN GIOVANE CHE HA TERMINATO GLI STUDI
.IL
Il U 11.1 ","L.I, ,"UU I:.
Dieci punti da sottoscrivere -per
rilanclare la formazione prof"essionale
Le Acli, la Compagnia delle Opere e i Salesiani Don Bosco hanno elaborato una proposta articolata in dieci punti per rilanciare i percorsi di istruzione
e formazione professionale in Italia, considerati come «risorsa strategica per
combattere gli abbandoni scolastici e aiutare i giovani a entrare nel mondo del
lavoro». Tra i vari punti del documento ci sono l'impegno per il rilancio dell'apprendistato e per la creazione di percorsi di IeFp in tutte le regioni d'Italia (sono
molte quelle che non hanno ancora attuato quanto previsto dalla legge 53), e il
sostegno alla formazione lungo tutto l'arco della vita lavorativa e garantire in tutte le regioni italiane l'offerta di specializzazione tecnica superiore sia attraverso i
percorsi biennali/triennali degli Istituti tecnici superiori, sia attraverso i percorsi
annuali Ifts, quale completamento della formazione professionale a livello di post
diploma professionale come previsto dall'ordinamento dello Stato. Il documento
può essere scaricato per intero e sottoscritto sul sito: www.cdo.org.
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to scolastico formativo non c'entri nulla con questi risultati? Possibile che quei
ragazzi che in Italia subito dODO la qua- ~
.. lifica di formazione professionale trovano lavoro siano tutti particolarmente fortunati?», si domanda Massagli. «Di sicuro
la Germania non ha avuto i nostri anni
Settanta con la conseguente opera di sottovalutazione della valenza educativa e
formativa del lavoro. Questo non significa, tuttavia, che il loro modello si possa riprodurre tale quale in Italia. Il punto, piuttosto, è quello di conciliare l'ottima formazione generalista italiana con
la possibilità di imparare un mestiere,
perché non si può arrivare a trent'anni
con tanta capacità critica ma senza saper
avvitare un bullone».
I punti di forza degli Its
In questo senso gli Its offrono un modello interessante, pur essendo una formula
giovane e ancora di nicchia (ai corsi, che
hanno un accesso limitato con un massimo di 25 allievi, hanno partecipato poco
meno di tremila studenti). Il primo punto di forza è innanzitutto lo strettissimo
legame con il territorio. La stessa formazione professionale, con la legge 53 del
ministro Moratti che di fatto parificava i
percorsi di Ifp ai licei e ai tecnici per l'assolvimento del diritto-dovere di istruzione, veniva affidata a livello organizzativa alle singole regioni, così da garantire
un legame più stretto con le caratteristiche economiche e produttive del territorio. Dietro a ogni Its c'è infatti una Fondazione, partecipata da scuole, imprese e
associazioni, università e centri di ricerca,
strutture accreditate per l'alta formazione. I corsi prevedono stage per almeno il
30 per cento dell'orario e almeno la metà
dei docenti vengono dalle aziende stesse.
I corsi durano generalmente due anni. «A
differenza di quanto succede in Francia,
Germania, Olanda, Danimarca - riprende
Massagli - in Italia non è mai esistita una
formazione terziaria, cioè successiva alle
superiori, di tipo non universitario. Chi va
all'università di fatto non incontra quasi
mai il mondo del lavoro, quindi una volta
inserito deve imparare il mestiere. Lo scopo dell'Its invece è di fornire un titolo di
livello universitario riconosciuto internazionalmente, ma già professionalizzante.
Con l'Its dunque un'azienda può contare su dei lavoratori preparati e già produttivi non a 26 anni, ma a 23 o 24 al massimo. L'altro elemento molto interessante è
il ruolo delle aziende. Soprattutto in un
momento di crisi come quello che stiamo
vivendo è essenziale considerare anche la
richiesta professionale come un fattore di
cui tenere conto nell'offerta formativa».
La questione porta dritti dritti al
tema dell'apprendistato, uno strumento
che ancora stenta a decollare. «L'apprendistato non decolla perché non lo facciamo. Mi spiego. In Italia l'unico appren-
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Numero di Its e corsi attivi per area tecnologica
Dati relativi a corsi attivati entro il 3Jj12/20l2
COSA SONO GLI ITS
l ,1
Fonte: Mlur
Its
Area Tecnologica
Gli Istituti tecnici superiori
Efficenza
sono "scuole ad alta speEnergetica (EE)
cializzazione tecnologica",
nate per rispondere alla
domanda delle imprese di
Mobilità
nuove ed elevate competenSostenibile (MS)
ze tecniche e tecnologiche.
Formano tecnici superiori
Nuove Tecnologie
nelle aree tecnologiche stradella vita (TV)
tegiche per lo sviluppo economico e la competitività
e costituiscono il segmento
Nuove Tecnologie
di formazione terziaria non
per Il Made In Italy (TV)
universitaria. Si costituiscono secondo la forma della
Tecnologie innovative
Fondazione di partecipazioper I beni e le attiVità
culturali - TUrismo (BBCC)
ne che comprende scuole,
enti di formazione, imprese,
Tecnologie della
università e centri di ricerinformazione e della
ca, enti local i.
comunicazione (TIC)
PER CENTO
è il tasso di occupazione tl'a i giovani
nella fascia 15-24
anni: meno di due
l'agazzi su dieci
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• I
PER CENTO
di studenti degli
Istituti tecnici superiori trovano lavoro
subito dopo essersi
diplomati
Numero degli allievi delle super-scuole di tecnologia
Area Tecnologica
Ammessi
Ritirati
Frequentanti
Efficenza
Energetica
338
39
299
Mobilità
Sostenibile
Nuove Tecnologie
della vita
Nuove Tecnologie
per Il Made In Italy
Tecnologie innovative per I beni
e le attiVità culturali - TUrismo
827
80
747
111
24
87
1.395
136
1.259
333
23
310
33
269
Tecnologie della informazione
e della comunicazione
302
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3.306
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2.971
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Tutte le Aree
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L'alternanza a confronto
Condizione dei giovani, 15-29 anni. Valori in percentuali
In islnlzlOne/fol'lllaZIOne
Il RH ARDO DEll'HALIA
r~eet
due ll10ndi che non comunicano: piuttosto che agevolal'e
!'ingresso nel l11ondo del lavoro, il cOl11pletal11ento degli
studi sel11bl'a ostacolal'lo. Gli
Its riducono questo fn?no.
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Gli italiani studiano fino in età
avanzata e iniziano a lavora l'e
piL! tal'di dci 101'0 cootanei
eUI'opeì. Occupazione e fOI'Illazione continuano a essere
oCCLpa~J
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che per un ragazzo sia una splendida
opportunità e mi piacerebbe che tutti,
al di là dei mezzi economici, potessero
farla. Ma in classe alcuni dicono che
è solo un modo per saltare un anno
di duro liceo e andare a divertirsi.
fRM,CESCA
risponde
"llolnnHl
Insegnante, 2 fìgli
I
I
I
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Cara Prof.,
nella classe di mia figlia,
un liceo classico, ben quattro
ragazzi sono andati via a frequentare
un anno di scuola all'estero. Salteranno
quindi l'intero anno scolastico. Sono
bravi studenti e cari amici di mia figlia
e non parlo per invidia. Le scrivo per
due motivi: mia figlia che è davvero
brava a scuola avrebbe voluto
partecipare, ma questi programmi
di studio sono purtroppo troppo cari
per la situazione economica della mia
famiglia. Non ci manca nulla ma
sicuramente non abbiamo quel
"di più" per permetterle dì fare questa
bellissima esperienza che finisce per
essere possibile solo agli studenti di
famiglie benestanti. Comunque io trovo
Cara Francesca, la Inabilità
studentesca è Wl fenomeno in continuo
aumento, i giovani sono sempre più
interessati ad arricchire il proprio
bagaglio di studi, tanto che il fenomeno
degli alunni che studiano in altri Paesi
ha assunto in certe scuole superiori
la dimensione di lm fhiSSo continuo
e rilevante. Personalmente sono
assolutamente convinta che Un anno, sei
mesi, o anche solo quattro passati all'estero
siano una grande opportunità di cresata
per un ragazzo di diciassette-diciotto anni.
Entrare in contatto con "culture" diverse fa
crescere e Tlon:solo perché si impara bene
una lingua straniera (/a più gettonata
è l'inglese), anzi credo proprio che ciò che
si sviluppa di più sia la crescita del ragazzo,
l'autonomia, la capacità di vivere
Wl lungo distacco dal/a famiglia,
in Urla parola il diventare grandi. Inoltre,
l'importanza dì questi scambi è stata anche
riconosciuta dal ministero dell'Istruzione
e della ricerca scientifica con un
dowmento (nota n. 843 del '10-4-2013)
che li incoraggia, dando anche indicazioni
alle scuole mi patto fomtativo che
devono stipulare con gli studenti in
partenza. Purtroppo è vero che si tratta di
progetti costosi e /1On alla portata di tutte le
famiglie. Mi piacerebbe che fossero istituite
"borse di studio" per gli stlldenti meritevoli
che vorrebbero fare questa e~perienza, ma
non ne hal1no la possibilità economica.
In realtà qualcosa si sta già muovendo anche
se lentamente. Da quest'anno, ad esempio,
l1stituto di previdenza dei dipendenti
pubblici ha istituito un bando di concorso
per frequentare /'High School all'estero.
I posti erano limitati, ma 110n pochissimi
e qualwno sta già partendo. Anche altri
progetti di organizzazioni private,
come quelli di InterCllltura, presenta110
opportunità sotto forma di borse di studio e,
se vai Cl visitare i loro siti, scoprirai che molte
aziende mettono Cl concorso borse di studio
per loro dipendenti e non solo. Certo è
a/lcora poco e non è sempre agevole avere
accesso a questi programmi, ma con il tempo
spero e credo che sarà più facile usufrl.lime e
magari a/l'università". sì potrà partire.
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IL~MA.TTINO
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«Cambiamo la scuola ma senza occupare»
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Quotidiano
Viaggio al Genovesi tra falchi e colombe. Scatta la colletta per riparare i danni
Davide Cerbone
«Mia figlia è all'lÙtimo anno e come
tanti non ha aderito alla protesta.
Non sanno bene neanche loro cosa
vogliono e come al solito dopo questa occupazione, passati il Natale e
la fine del quadrimestre, si dimenticheranno di tutto. Capisco il rancore nei confronti di una società che
non offre chance ai giovdni, ma questa non è democrazia. L'tmica cosa
che otterranno sarà la distruzione
del Genovesi: io oggi non iscriverei
mai un figlio a quella scuola. Quanto alle riparazioni - conclude la signora Martone -, se ne è fatto carico
un genitore a proprie spese».
L'occupazione in piazza del Gesù leverà le tende il primo dicembre, ma oggi le lezioni riprenderanno all' ex Campanella. Lo annuncia
sul sito della scuola un comunicato
firmato dalla preside Buonaiuto:
«Domani 28 novembre, dalle ore 8 e
secondo l'orario in vigore, riprenderanno presso la succursale di piazza
Cavour 25 le lezioI1Ì pertutti gli alunni del liceo delle scienze umane e
del liceo classico».
© RIPHODUlIONE. RISERVATA
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Dietro il grande portone serrato,
simbolo della scuola occupata, dunque liberata, la contestazione ha il
volto imberbe di Enrico e Francesco, look da agit-prop e lessico da
iniziati del dissenso. «Questa è
un' azione di riappropriazione di
spazi di vita e di t()rmazione. Il consiglio di istituto non è espressione di
una volontà generale, per questo
non ci rappresenta. Noi ci riconosciamo in assemblee libere e aperte
come il collettivo studentesco, che
da mesi si riunisce almeno una volta a settimana, spesso fuori dagli orari curricolari e fuori dalla scuola», argomentao i due diciottenni, entrambi iscritti all'ultimo anno del liceo Genovesi. Poi perb ci sono gli
«altri» studenti, quelli che non sono
nell'istituto, nèfuori. Acasa perscelta, <<I nostri amici? Parlano un linguaggio pre-stampato, molti di noi
non si riconoscono in questa occupazione pur avendo molto da dire
su quello che non va nella scuola>',
dice Antonio che aspetta la fine
dell'occupazione insieme a gran
parte degli studenti. «La scuola va
cambiata, ma non serve occupare,>, Il Liceo Genovesi, la scuola è occu pata dagli studenti
aggiunge Elena, C'ma per favore
non fate il mio nome").
la, sanità e trasporti", dice, racco- con scuole del centro storico, dell'
Un duello a distanza. «Noi siamo gliendo l'approvazione dei compa- area flegrea, di Giugliano. «Sì, Giuqui dentro per opporci ad un intero gni riuniti in cerchio al secondo pia- gliano. Perché tra i nostri obiettivi
sistema politico ed economico che no. Un consenso, però, meno parte- c'è la lotta contro l'inceneritore che
ci impedisce di avere spazi e tempi cipato di quanto vorrebbero. "Molti vogliono costruire lì>,.
per la libera aggregazione», puntua- approfittano dell' autogestione per
Un anno fa a scaldare le polveri
liZZaIlO, spostando l'epicentro delle starsene a casa, ma noi non stiamo fu la minaccia di un accorpamento
rivendicazioni da piazza del Gesù cazzeggiando e a dormire sui ban- che avrebbe cancellato in un colpo
ad un Iperuranio fatto di aspirazio- chi non ci divertiamo. Noi ci credia- solo il nome e la storia del liceo fonmo veramente». Credono di poter dato nel 1874. Oggi i nuovi colleghi
ni alte. Forse, inafferrabili.
CosÌ, dalla scuola ai massimi si- smontare lilla scuola verticale per dell'ex Campanella di piazza Castemi il passo è breve: «Manca un costruirne una orizzontale, sosti- vour sono qui. Tutti insieme coltivasenso di comunità, una coscienza tuendo le lezioni frontali con un no il sogno di poter decidere del 10di classe. Ecco, noi vogliamo riap- confronto «circolare". "Ogni giorno ro destino. Perché - dicono - non
propriarci del bene comune, por- organizziamo incontri di studio, la- siano altri a farlo. Gli «altri» sono gli
boratori, dibattiti. E ci sia- agenti che l'altra mattina alle 5 e
tando in primo piano i bisogni essenziali contro
mo autotassati per ripa- mezza li haIllio svegliati inmalo moun sistema che fa solo gli Il caso
rare i pochi danni: una do per sgomberare la scuola. E sono
interessi delle grandi lob- Organizzano
porta sfondata, qualche i genitori che quegli agenti li hanno
by, delle banche, dei potescritta sui muri, undistri- invocati, mandando alla Procura le
ri forti», spiega France- dibattiti
butore di bibite rotto. Og- firme per chiedere il ripristino della
sco. Enrico rinforza il con- e laboratori
gi viene un operaio a ri- legalità. «È stato un atto fascista.
cetto: «Basta grandi ope- Le classi
mettere tutto a posto, L'occupazione è un atto politico,
re e vitalizi, basta privile- libere
questa è diventata casa quello è antipolitico», fa la differengi, basta finanziare gli innostra", si affannano a za Francesco.
spiegare, mentre ferve
teressi di mafie e impren- dal primo
Ma Susy Martone, fino a poche
l'organizzazione dell'as- settimane fa presidente del Considitoria. E basta tagli ai ser- dicembre
vizi essenziali come scuosemblea in programma glio di istituto, non la pensa cosÌ:
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Quotidiano
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PARLA CARROZZA
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"
«Università:
l 41milioni
per il merito
poi rifonna dei
finanziamenti»
Eugenio Bruno. pagina 11
INTERVISTA
Maria Chiara Carrozza
Ministro Istruzione
Eugenio Bruno
ROMA
Il semestre di presidenza
italiana dell'Ue dovrà essere anche il semestre della ricerca. A
chiederlo con forza è il ministro
Maria Chiara Carrozza. Che invocanon solo più fondi ma anche una
maggiore convergenza tra Stato e
Regioni. Senza dimenticare però
le emergenze che attanaglia l'Università In primis lariduzione delle
risorsechepenalizzagliateneimeritevoli. E qui la buona notizia è
doppia: prima dovrebbero arrivare (forsein dueaimi) Lll milioni saltati dal decreto istruzione, poi sirimetterà mano all'intero sistema di
finanziamento per il futuro.
npresidente della Croi Paleari su questo giornale ha chiesto
di recuperare almeno 100 milioni di tagli sul 2013: Ci riuscirete?
Credo che gli spazi e le risorse
sul 2013 siano troppo pochi. Capisco e comprendo il grido di dolore
che viene dairettori delle universitàitaliane, ma devo dire che ho trovato una situazione drammatica
in termini di risorse allocate per
università e ricerca. Ho trovato il
diritto allo studio praticamente azzerato e ho cercato di dare almeno
100 milioni di euro stabili a partire
dal 2014 Ho trovato un taglio considerevole ai fondi Ffo delle universitàe ho ottenuto nella legge di
stabilità apartire dal 2014 unreintegro parziale di 150 milioni di euro.
Ho ricevuto in eredità dai governi
precedenti una situazione in cui di
fatto non ci sono fondi disponibili
Ritaglio
Universita'
per la ricerca se non poche decine
di milioni di euro. Ora bisogna riportarlaalcentro dell'attenzione.
Come?
In Italia si parla troppo poco di
scienza, di ricerca e di tecnologia.
Faccio riferimento ai recenti vertici con la Francia, la Russia e anche con la Serbia e ai Consigli europei dell'istruzione, che hanno
una grandissima importanza perché la reputazione dell'Italia in
termini di politica economica e di
capacità di portare il paese verso
la crescita dipende anche dagli investimenti che fa nei settori della
ricerca scientifica. Anche nelle
conferenze stampa sono stati
messi in evidenza ~ accordi in
campo scientifico. E importante
ql.Ù1ldi che la presidenza italiana
del Consiglio europeo venga preparata bene e per tempo. Tra l'altro noi scontiamo una struttura
amministrativa che non ha la percezione che scienza, ricerca e innovazione siano la stessa cosa.
In che senso?
Le faccio un esempio pratico.
Parliamo di fondi strutturali. Noi
ora dobbiamo definire i nostri
Pon e non è pensabile che nei piani operativi nazionali non investiamo almeno 3miliardi in ricerca. Ma è molto importante che
Stato e regioni convergano su un
utilizzo di questi fondi perché ne
abbiamo un gran bisogno. lo per
ricerca intendo tutta, quella umanistica, quella tecnologica, quella pubblica e privata. In Italia abbiamo trascurato per anni il campo scientifico e anche l'impatto
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che la comunità scientifica può
avere sulle decisioni dei governi.
Come valorizzarla?
Intanto è una questione culturale e quindi da oggi intendo utilizzare tutti i possibili strumenti
di comunicazione, come la televisione, per far capire a tutti gli
italianI l'importanza dell'investimento in ricerca.
Come ha fatto Confindustria
sceg1iel;ldo Porta a Porta per l'XI
giornata dell'innovazione.••
lo sono molto grata a Confmdustria. E ho avuto un grande feedback da quella trasmissione. Per i
ricercatori è stato un segnale che
Confindustria e la Rai considerano la ricerca importante. Ce ne
fossero di esell1pi cosÌ. Ci vorrebbero meno talk show sulla decadenza di Berlusconi e più talk
show su qual è oggi il rapporto tra
scienza, ricerca e società.
A proposito di ricercatori
ci conferma che il 2014 sarà il
loro anno?
Nel 2014 dovremo fare due cose molto importanti. La prima è
che sarà l'armo dell'empowerment dei ricercatori e quindi bisognerà concentrare tutte le risorse perché i ricercatori diventino
indipendenti e in grado anche di
partecipare ai progetti europei in
modo più strutturato. Occorre
aumentare il numero dei ricercatori e aumentare la dotazione di
progranlmi diricercaliberainIta~
lia. La seconda cosa importante è
parlare di accesso all'università,
soprattutto a medicina, formazione dei medici e specializzazione.
del
destinatario,
non
Ho trovato una situazione catastrofica sia sui test di anlmissione, che ne12o14 sararmo ad aprile,
sia sulla forrÌlazione e la specializzazione dei medici. Abbiamo
test di accesso per IOmilastudenti di medicina e borse dì studio
per 2.500 specializzandi. Sto provando.a trovare risorse nel campo del Fondo sociale europeo
per sostenere la spesa per la specializzazione dei medici.
Oggi vedrà.j rettori del Sud
che contestano il decreto sui
punti organico. Che dirà?
Dirò che innanzitutto non si
può parlare di università del
sud, del centro e del nord. Perché ci sono molte differenze tra
mìiversità e università. Anche
tra quelle del sud ce se ne sono
alcune che hanno dotazioni di
punti organico, ma non li stanno utilizzando. Così come ci sono università coni bilanci in crisi e altre che hanno fatto risanamento. A me non interessa solo
la situazione attuale del bilancio, ma anche cosa si è fatto per
migliorar lo negli anni. Ho tutti i
dati sia in termini di bilancio
che di risorse stanziate, ad
esempio, con i vari pìani sud.
Metterò online la tabella con
tutti i finanziamenti che i vari
atenei ricevono dal ministero.
Quello che conta sarà riformare il sistema di finanziamento
dell'università e soprattutto eliminare questo sistema cervellotico di distribuzione dei fondi a
vantaggio di uno trasparente e
semplice. Questa è la sfida più
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«Prima i 41 milioni per il merito,
poi la riforma dei finanziamenti»
mmrn
Data
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alta che abbiamo al ministero.
Su quali basi si poggerà?
Deve esserci una piattaforma
di base di frnanziamento e di distribuzione di capacità assunzionali, ma al tempo stesso spingere
il più possibile sull'utilizzo di pa-
rametri meritocratici per la distribuzione dei fondi. Penso anche che i rettori debbano ripristinare un dialogo costruttivo con
il ministero utilizzando la Cmi
come luogo di elaborazione di
proposte e non come integrazio-
ne di lamentele. La conferenza
dei rettori deve essere all'altezza
della comunità scientifica italiana e fare proposte di miglioramento.
28-11-2013
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2/2
lioni promessi agli atenei.
Arriveranno?
I 41 milioni erano risorse per
infrastrutture di ricerca considerate in perenzione anzitempo e
Nel dI istruzione non si è stiamo lavorando perché vengariusciti a recuperare i 41 mi- no recuperate nella legge di stabilità alla Camera.
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nSole9]{l
Quotidiano
©R1PRODlJZlONERISERVATA
«Per i POR nazionali
sulla ricerGi servono
3 miliardi, Stato
e Regioni celaborin'J)
« Servono più borse
di spedalimzione
in medicina con le risorse
del fondo sodale europeo»
068391
Ministro. Maria Chiara Carrozza, 48 anni, guida il dicastero dell'Istruzione, università e ricerca
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Quotidiano
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la Repubblica
TI celebre chimico
racconta le difficoltà
dei ricercatori italiani
alle prese con continui
tagli ai finanziamenti
GIULIO AZZOLINI
problemi che affliggono la ricerca scientifica in Italia sono complessi. Faccia caso a quanto è marginale il dibattito scientifico nel nostro discorso pubblico, pensi alla
sua subordinazione nei confronti della cultura umanistica e, soprattutto, tenga conto della cronica mancanza difondi». Vmcenzo Balzani, professore emerito all'Università di Bologna e chimico apprezzato in tutto il mondo per le ricerche sul fotochimico inorganico, guarda in prospettiva alle polemiche che negli ultimi giorni hanno acceso la comunità scientifica italiana. Ascatenarle
il Consiglio dei ministri digiovedìscorso conI' approvazione in via preliminare di una legge contraria alla sperimentazione animale. Ieri, su
queste pagine, la neo senatrice a vita Elena Cattaneo si rivolgeva direte
tamente aNapolitano e aLetta, paventando il rischio capitale che quella norma rappresenterebbe per lo sviluppo della ricerca biomedica.
Professore, cosa pensa della legge 96?
«N on è il mio campo, ma mi sembrerebbe ragionevole tornare alla
posizione stabilita nella normativa europea, che è meno restrittiva dellal~~~e app~ovata dal Parlame':lto italiano».
Ritiene che questo caso sia
emblematico per giudicare grave la condizione della ricerca in
Italia come ha fatto Nature Neu-
«I
roscience?
«Non si può dire che goda di
buona salute. Ma la vera ragione
sono i tagli che da vent'anni intaccanocontinuarnentenonsolo
i fondi alla ricerca, ma anche
quelli all'istruzione, che ne è la
base. Naturalmente, alla fine in
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Italia ci si arrangia. Si finisce per
specializzarsi negli aspetti della
ricerca che costano di meno. Per
esempio, noi a Bologna abbiamo
fatto delle scoperte chimiche
straordinarie lavorando direttamente sulle molecole, perché i
grandi macchinari costano troppo. Ma, certo, l'alta ricercascientifica in Italia resta appannaggio
di piccole nicchie».
Lunedì, insieme al fisico Giorgio Parisi e alla biologa Michela
Matteoli, lei è stato premiato con
il NatureAward far Mentoringin
Science 2013 dalla rivista Nature. Ma allora qual è il livello degli
scienziati italiani?
<<I nostri ricercatori non hanno
niente da invidiare a quelli stranieri. Se si analizzala produttività
degli scienziati italiani per unità
di spesa, si scopre che è tra le più
alte d'Europa. E inoltre io ho un
sacco di allievi che hanno fatto
carriere brillanti all'estero, anche
perché l'università italiana prepara ancora abbastanza bene i
suoi studenti. I problemi riguardano la ricerca. Concretamente, i
fondi peri dottorandi e per iTicercatari sono davvero scarsh>.
Se siamo arrivati a questo
punto, non pensa che parte della
del
destinatario,
non
~~SeftZa
i.pandimac~
tI'oppo costosi'»
responsabilità gravi anche sui
professori e sul sistema accademico?
<<In Italia le raccomandazioni
valgono in ogni settore. Ma è vero
che fino a qualche anno fa i soldi
erano distribuitiinmodo clientelare. Oggi, grazie ai sorteggi nelle
commissioni e soprattutto grazie
al fatto che cominciano a sparire
i vecchi baroni, le cose stanno un
po' migliorando. Con il nuovo
metodo di valutazione che assegna i fondi sulla base della produttività, le università forse hanno capito che se assumono persone di scarso valore finiscono
per darsi la zappa sui piedi».
Come si esce da questo stalla?
«Restituendo presto un po' di
soldi alla ricerca, ce la caveremmo benissimo. Siamo in crisi, ma
peruscire dalla crisi non si possono ridurre i finanziamenti all'istruzione e alla ricerca. Anzi,
quanto più un Paese èin crisi tanto più deve potenziare l'istruzione e la ricerca scientifica. Così
fanno tutte le grandi nazioni. La
verità è che negli ultimi anni la ricercain Italia è stata tenuta a galla dai fondi comunitari. Perché
l'Unione Europea, a differenza
riproducibile.
Pag. 27
068391
BALZANI: ~~CONDUE SOLDI
FACCIAMO MIRACOLI"
"ABolopaab~
fatto scoperie
Quotidiano
la Repubblica
Foglio
28-11-2013
SO/51
2/2
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dei governi che si sono succeduti
in Italia negli ultimi vent' anni ha
dimostrato una strategia. Da ~oi
non solo si taglia, ma è totalmente assente un indirizzo politico
generale. Pensi al settore energetico. L'Italia non ha carbone, non
ha petrolio, non ha metano, e
qualche tempo fa il ministro Zanonato diceva ancora che si sarebbe dovuto parlare di nucleare.
Ma sa che nel 20 11 il fotovoltaico
montato sui tetti italiani ha pro~otto una quantità di energia paIl a quella che produrrebbe una
centrale nucleare»?
Su quali settori dovremmo investire?
"Sulle energie rinnovabili ovviamente. Ma anche sulle n~no­
tecnologie e sulla filiera del cibo.
E poi c'è la questione culturale: i
mezzi di informazione devono
aiutare a diffondere la scienza.
Bisogna far capire alla gente che
sarà inevitabile consumare di
meno».
Tanto più che gli italiani, diceva, sanno arrangiarsi...
<<Appunto. Altro che trivellare
l'Adriatico per trovare una goccia
di petrolio ...».
Quanto pesa culturalmente e
politicamente la Chiesa cattolica sulla ricerca scientifica?
"No~ dir~i che 1<1:. Chiesa oggi
ostacoli la Ilcerca. E chiaro che
nel campo. della biologia e della
medicina, possono sorgere dei
problemi, ma si tratta di questioni di natura bioetica. Quando si
toccano i principi della vita, questo lo sanno gli stessi scienziati, ci
vuole molta prudenza. La Chiesa,
che spesso viene identificata con
le sue frange più retrograde, è invece molto avanti negli altri settori della scienza e non li ostacola
affatto. Perché tra scienza e fede
non c'è contrapposizione. Riguardano entrambe l'uomo, ma
occupano piani diversh>.
Data
Pagina
LA POLEMICA
La rivista
Nature
Neuroscience
con un
editoriale ha
denunciato lo
stato di crisi
della ricerca
in Italia
ILDIBAnITO
Ieri su
Repubblica
il dibattito
sulla ricerca
scientifica
italiana
tra tagli
eleggi
che
la limitano
GUANIMAU
La rivista
internazionale
ha contestato
anche
le norme
approvate
in Italia
contro gli
esperimenti
sulle cavie
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ItaliaOggi
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19
1
Contro spreco, specùlazioni e cattiva alimentazione.'
In vista di Expo 2015 un team di scienziati lavora con BariUa al Protocollo di Milano .•
preco alimentare, speculazioni finanziarie sulle food commodities, mala alimentazione
che favorisce l'obesità, Sono i
tre nemici che nel 2015, i paesi partecipanti all'Expo, e non solo quelli,
potrebbero decidere di contrastare attivamente sottoscrivendo il Protocollodi Milano, Una sorta di protocollo
di Kyoto del cibo, in via di stesura da
parte del comitato cOnsl,Ù.tivo del BariUa center for food & nutrition (Bcfn),
Dopo aver discusso per cinque anni
dei tre paradossi del cibo;, accesso ed
eccesso di cibo, sperequazione 'delle
risorse da destinare alla nutrizione delle persone, degli
animali e delle macchine e
spreco alimentare, durante
la due giorni del 5° Forum
internazionale sul cibo e
la nutrizione conclusosi
ieri a Milano, Guido Barilla,.presidente del Bcfn,
ha annunciato che questo
think tank intende passare all'azione, E, attraverso
la redazione del Protocollo di
Milano, vuole lanciare il primo
seme per far nascere un accordo globale su cibo e nutrizione, Al
pari di quello di Kyoto, questo protocollo si pone d'obiettivi
Il I ...
concreti, In primis ridurre del 50% lo
spreco alimentare entro il 2020, tramite campagne mirate ad accrescere la consapevolezza del fenomeno e
S
accordi di lungo termine sulle filiere" bozzato dai sei membri del
comitato consultivo del Bcfn
agricole volti a migliorare la pianificazione alimentare, In secondo luogo (formato da Barbara Bucbner,
limitare al 5% dei target nazionali direttore del Climate policy initiatis~e energie,rinnovab~i l'utilizzo di
ve Europe, da Ellen
blOcarbur~ti a base ~en~, pro- 'Oustafson, attivista per un sistema
~uov~ndo riforme agrane ~a~ a ~ ali~entare sostenibile e imprenditrice
bIlanCIamento tra ten:em dedicat~ a nel settore del sociale, da Gabriele
bIOcarburanti le Riccardi, m'edico nutrizìorus
'"
ta,proall'alimentazi'one del bestiameequec.
Iunwerstta
l ' ' ' , re
""de'
Ild't
'all'al'
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'
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b
tlessore
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neo
lmen aZIone umana e com a
'
,
ll
tendo la speculazione finanziaria sui Nap'ol~ ~ p~srde~t~ della
beni alimentari, E infine contrastare Soc.zetà ttalzaTIfL dl d.wbeto.' a l '1- logze,
l,ob eSI'tà attraverso l'ed
ucazlOne
èh' da Camillo
" Ricordi,
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mentare e la promozione
ll"llrgo con m~c, msegnamento e dI ncerca
di stili dl, VI'ta Banl,'Berché
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' te ., , ,
sul d'labete a Il''
unwerstta
~ ~one ~n nZlOm SI
di Miami, da Riccardo
paSSI aI fattI o~correra~Valentini, direttore della
diVISIOne
"
' Impa
,
tt'l del cl'Ima
no almeno altri 18 meSI,,
Il t es to del P roto coIlo dl
'
'l Cent ro euromed'tinfatti'
redatto
presso
l
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Milanosara
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cietà civile che verrl. coinagncolt~a sostemblle), è
volta tramite webinar e
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~)le~amente condl~lso dal <?ove;no
incontri, e presentato al
60 ~ ,
• t ' I t a l I a n o , come ha nmarcato Il pnmo
?nun ID erministro,Enrico Letta, nel videomesn!lzlOnale s~ ,
saggio di ieri al Forum. «Siamo diretCibo
'
l'
tamente comvo
tI», h a d etto Letta,
, el la nutrizIOne
à Il' t che
SI svo ger ne 'd"
au unno
«nel f:ar SI' h
c e l'Expo 2015, un evento
S à qU,m l ClrcO2014',ar
importantissimo per l'Italia, una grande occasione per il nostro paése, sia un
lato, aI ,goverm dell~ 196
nazlOm del, nostro pll~!lesuccesso. Ma siamo altrettanto impeta perc~é SIa toscntto
gnati perché il tema dell'Expo 2015
propno a MIlano nel corso
sia un successo: il cibo, la nutrizione
dell'Expo,
, ."
la food security intesa come accesso al
TI Protocollo di Milano, abcibo sono, infatti, i temi del futuro»,
Luisa Contri
:rot
Guido Barilla
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•
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28-11-2013
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Foglio
1 /2
Data
I
-
L 'appello
«No apolemiche
la strada
èil dialogo»
Studenti e rettori
contro i tagli: cosÌ
muore l'università
rwn +&""'Ii"'Ii"'
........ ""m""ti
.... &.
Spariti dagli
uffici della
Federico Il
cappotti
e persino
un bollitore
dathe
I«magnifici» del Sud oggi dal ministro Carrozza
Proposta di Marrelli: tavolo tecnico sui problemi
Daniela Limoncelli
Tutti in assemblea nell'Università
Federico II e all'Orientale. Anche
perchè l' «okkupazione» sa ormai di
vecchio, dei tempi di mamma e papà. Si sono, è vero, trattenuti fmo a
sera i giovani dell' Orientale a Palazzo Giusso per dare un segnale «simbolico». Ma ora meglio discutere e
far quadrato intorno ai rettori e ai
professori per spuntare qualcosa in
più per il proprio futuro. Corre così
la protesta negli atenei. Oggi a N apoli, come nelle università del resto
del Sud, gli studenti alzeranno la voce per coinvolgere e scuotere il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Maria Chiara Carrozza, sui problemi in cui sono costretti a dibattersi, in quest'Italia sempre spaccata a
metà, tutti gli atenei meridionali. A iniziare, per
esempio, da quei tagli e
dai vincoli pesanti che hanno messo nell' angolo iluoghi del Sapere soprattutto
dopo il varo del cosiddetto
decreto «Punti organico»
che sottrae personale proprio alle università del
Mezzogiorno.
Nel pomeriggio, infatti,
i loro rettori, i Magnifici
per definizione sede della democrazia, e lasciare da parte le posizioni
polemiche o preconcette».
Alla Federico II oggi le lezioni saranno consentite anche se, è stato
previsto, che i direttori di dipartimento possano decidere di sospendere le lezioni dalle 10,30 fino alle
13. E gli studenti, affermano, sono
già allertati contro giovani vandali
pronti a infiltrarsi tra loro per mettere a segno atti di teppismo. Pesa, infatti, come una pesante vergogna
da cancellare quanto accaduto in
occasione della manifestazione di
venerdì scorso. Scritte sui muri e sulle scrivanie «alcuni giovani poi, ma
non erano studenti - raccontano iragazzi - hanno fatto irruzione nella
direzione amministrativa dell'università e hanno rubato il cappotto di
un dipendente, spillatrici, perfino il
bollitore e alcune bustine di the:
una vergogna per tutti noi, sono ladri che rischiano di trascinare i più
giovani tra noi».
Anche perché, invece, per loro
l'obiettivo è chiaro: da mettere in discussione sono i criteri per l' attribuzione a ciascun ateneo del contingente di spesa disponibile per il
2013 espresso, appunto, in termini
di Punto Organico. E se il Governo
non troverà una soluzione «si assumerà la pesantissima responsabilità politica di determinare la chiusura di tanti atenei del Sud Italia» avvisa llnk-coordinamento universitarioeannunciacheglistudenticontinueranno amobilitarsi ben oltre domani, giornata in cui è prevista una
lunga lista di iniziative di mobilitazione in tutto il Sud. Campania in
testa.
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068391
del Sud, si troveranno al ministero.
Ci saranno tutti, con il rettore della
Federico II, Massimo Marrelli, in
prima fila. Porterà una proposta:
«Un tavolo tecnico per affrontare i
problemi del finanziamento agli atenei, dei servizi per gli studenti, del
turn over. Per studiare insieme proposte e soluzioni compatibili anche
con la difficile situazione del Paese.
Di tutti i problemi in cui vivono le
università del Sud, il ministro Carrozza è del resto consapevole: riprovane è la convocazione di oggi a Roma di tutti i rettori del Sud». E Marrelli non ha dubbi, va evitata la querelle tra Nord e Sud: <<A mio avviso aggiunge - il sottofinanziamento in
cui si trovano le università meridionali non va risolto togliendo fondi
agli atenei del nord da destinare al
Sud. Bisogna invece scoprire, ed è possibile, come
utilizzare fondi di coesione europei - ed è un problema del Governo non
delle singole Regioni - in
modo da mettere sullo
stesso piano gli studenti
di aree diverse del Paese».
Eilrettore lancia il suo appello agli studenti: «Bisogna percorrere la strada
del dialogo, l'Università è
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26
1
idra (
Le statistiche internazionali
dicono che gli studenti italiani
hanno difficoltà a scrivere,
leggere e far di conto.
Da tempo si sa che le criticità
maggiori corrispondono
al periodo che coincide con
l'età della scuola media. E il
ministro dell'Istruzione Maria
Chiara Carrozza che fa? Pensa
di accorciare di Wl armo
le superiori. In attesa che
qualcuno ci spieghi come si
impari meglio studiando meno,
è lecito chiedere: perché nessun
ministro pensa mai al/e medie;
068391
Chiamato in causa da Silvio
Berlusconi, che disconosce la
sentenza definitiva di
condanna, i115ulta i giudici,
grida al golpe e "pretende" dal
presidente della Repubblica
la grazia motti prolnio. senza
chiederla, Giorgio Napolitano
ribadisce che: "Non ci S01W
le condizioni per Wl
provvedimento di clemenza».
e definisce le intemperanze
di Berlusconi come: "Giudizi
di estrema gravità, privi
di ogni misura nei contenuti
e Ilei toni".
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la Repubblica
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28-11-2013
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Foglio
1
Ed. Bari
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Quotidiano
Due proteste s' mcrociano. Manifesti a lutto per impedire il licenziamento dei lavoratori
Ateneo, la mobilitazione per i precari
oggi stop alle lezioni per i tagli al Sud
FRANCESCA RUSSI
ANIFESTI a lutto in tutto
l'ateneo. Hanno lavora to con una fascetta nera
al braccio i 60 dipendenti precari
delle segreterie e degli uffici dell'Università di Bari che dal prossimo anno rischiano di rimanere
a casa. Sulle scrivanie ognuno di
loro ha attaccato un volantino
con il proprio nome e cognome e
la data di "scadenza". Per quasi
tutti è il31 dicembre il giorno in
cui scadranno i contratti che,nella maggior parte dei casi, vanno
avanti da oltre dieci anni. Si trat ta, infatti, di precari storici del-
M
Dalle
l'Università che, con rinnovi
contrattuali ripetuti, mandano
avanti uffici strategici come il ret torato o le segreterie di diparti mento. Dal 2014 a causa della
mancanza di risorse finanziarie e
del decreto sui punti organico
non sarà più possibile rinnovare
o prorogare quei contratti. «Con i
limiti di spesa imposti per il reclutamento del personale a tem _
po determinato _ spiega Luca De
Torna, portavoce del coordinamento precari _ non si potranno
più tenere in servizio 60 unità. N e
va dell' efficienza e dell' efficacia
dell' azione amministrativa. Vieneleso anche il diritto allo studio
perché, ad esempio, in segreteria
gli studenti dovranno affrontare
code anche di un'ora per consegnare un documento».
I lavoratori precari ieri hanno
anche inviato una lettera di sensibilizzazione ai colleghi. «Stiamo partendo con una campagna
di "lutto sociale" - si legge nella
missiva - perché vogliamo dare
unsegno forte del dramma socia le economico e professionale che
sta investendo i lavoratori tecnico-amministrativi precari con
contratto in scadenza: i morti sa remmo noh). L'iniziativa di protesta è partita ieri e continuerà
questa mattina con un'assem-
blea nel cortile di via Crisanzio in
occasione della giornata di mobilitazione contro il decreto sui
punti organico.
Oggi in tutti gli atenei pugliesi
le lezioni saranno sospese e, dalle Il alle 15, si terranno assembleesulprovvedimentoche blocca il turn overnelle Università del
Sud.ABari doppio appuntamento nell' aula magna del Politecnico e a Scienze della Formazione
in ateneo. Dalle 20, poi, open nightal palazzo delle Poste con una
lectio magistralis di Franco Cassano sul ruolo dei saperi. Nel pomeriggio, intanto, i rettori puglie si incontreranno a Roma il
ministro Maria Chiara Carrozza.
open ni·gl1lt
Pill.lsaz~!!:odelie Poste con
le~:!'II:ljO
!I:1n.:<lluil!d:!ra:li!'ii: di F!IraI1I.co
; ' ' ' ' ' ' '•• 1
Pelruzzelli, Emiliano nominaPetrocelli
SpnmdefwndampenlC'da ,'vfaghaJmSOC'I]!IUUlvuvtempo
068391
La protesta degli studenti universitari
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Maria Chiara Carrozza
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nSole9]{l mmrn
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28-11-2013
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Confindustria. Fisco e burocrazia i primi ostacoti
Squinzi: non so
quanto possono
resistere le Prni
Nicoletta Picchio
ROMA
©RIPRODUZIONERISERVATA
068391
Protagonista del miracolo
economico, nel Dopoguerra.
«Nerbo dell'industria italiana», per usare le parole dette
da Leopoldo Pirelli nel 1970,
presentando la riforma dello
Statuto confindustriale, in cui
si predispose un'apposita commissione al vertice.
Ricqnoscimenti Ullanimi. Aj
quali oggi si aggiunge una domanda, posta da Giorgio Squinzi: «Da presidente di Confmdustria mi chiedo fmo a quando
questo straordinario Ulliverso
delle Pmi, questa sorta di quarto
capitalismo riuscirà a reggere».
Sono molte le sue preoccupazioni: «Si scontrano con Ulla pressione fiscale assai più pesante
che.in qualsiasi altro Paese d'Europa, con una burocrazia sempre più soffocante, con l'obsolescenza delle infrastrutture, con
gli eccessivi ritardi dell'amministrazionepubblica, con il peggioramento dell'accesso al credito,
con una montagna di regole
spesso assurde e pure differenti
da regione a regione, che inceppano le iniziative imprenditoriali e allontanano gli investimenti
esteri». Eppure, ha aggiunto,
«troveremo la forza di resistere
e modificare questo assurdo stato di cose». L'occasione è stata
la presentazione del libro dello
storico Valerio Castronbvo
"L'Italia della piccola industria,
dal Dopoguerra ad oggi", che si è
tenuta ieri.
Oltre all'autore e a Squinzi
hanno partecipato il presidente
della Piccola industria di Confmdustria, Vincenzo Boccia, il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, il Ceo e consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Carlo Messina, il sociologo
Aldo Bonomi.
Castronovo descrive le piccole imprese come quel capitali-
smo molecolare che si è diffuso
inizialmente sulla scia del decentramento delle lavorazioni dei
maggiori complessi e che poi si
è affermato per un mix di ingegnosità e flessibilità. Senza aiuti
pubblici e senza ingerenze del
potere politico, grazie alla formazione di numerosi distretti industriali specializzati.
«La piccola impresa negli ultimi anni ha rafforzato la propria
identità, ponendosi come soggetto che si interroga sui nodi di
sviluppo del Paese e contribuisce alla visione di politica economica», ha detto Boccia. È andata
oltre i distretti, ha sottolineato
Bonomi, arrivando a quell' organizzazione a rete che ha consentito la crescita.
Servono soldi per andare
avanti: verrà creata, ha detto
Messina, un'unità della banca
dedicata alle imprese, per fare
credito amedio e lungo termine.
Messinaha voluto anche sottolineare l'impegno di Intesa SanPa010 con gli accordi firmati con la
Piccola di Confmdustria e con i
16,5 miliardi di euro di impieghi
degli ultimi 16 mesi.
Bisogna spingere sull'internazionalizzazione, specie ora che
la domanda interna è bassa:
«L'obiettivo è arrivare a 20mila
imprese esportatrici», ha detto
Calenda, annunciando Ull road
show con Confmdustria tra le
40mila imprese che esportano
sporadicamente. «Bisogna trasformarle in esportatrici stabili,
aumenterebbe il Pil». Altro PUllto, le barriere: la prossima settimana si avvierà un nuovo round
di negoziati del Wto: «Dobbiamo chiedere all'Europa - ha detto - un intervento incisivo contro le barriere non tariffarie che
stanno ostacolando la circolazione delle merci» e si è soffermato sull'importanza di negoziati di libero scambio U sa-U e.
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28-11-2013
12
1
Gestione separata. Rinviato l'aumento previsto dalla legge Fornero
Aliquota ferma al 27%
per i professionisti Inps
Matteo Prioschi
Resta al27% per un altro anno (invece di salire al 28) l'aliquota contributiva delle partite
Iva iscritte in via esclusiva alla
gestione separata dell'Inps e
non pensionati. Ilmaxi emendamento alla legge di stabilità, nel
comma 521, ha recepito le richieste che nei mesi scorsi erano state avanzate dai rappresentanti
dei professionisti non soggetti
ad altre forme di previdenza e
quindi tenuti a versare i contributi alla gestione separataistituita dalla legge 335/1995, dove
"convivono" coniben più numerosi parasubordinati.
La decisione è stata presa per
congelare gli effetti dell'incremento dell'aliquota previsto oltre un anno fa dalla legge
92/2012. Il provvedimento di riforma del mercato del lavoro
"firmato" dall'allora ministro
Elsa Fornero ha introdotto un
aumento progressivo per gli
iscritti alla gestione separata,
destinata a salire dal 27% del
2012 al 33% nel 2018, Contro gli
effetti di questa decisione si era
già intervenuti l'anno scorso
con il Dl83/2012 che aveva bloccato l'aumento per un anno sia
per le partite Iva che per i parasubordinati.
Questa volta, invece, si è deciso di tutelare solo le partite Iva
della gestione separata in via
esclusiva e non in pensione,
cioè i soggetti, circa 182mila persone, più penalizzati dall'incremento. Infatti, mentre per i parasubordinati i contributi sono
per un terzo a carico del lavoratore e per due terzi del commit-
tente, le partite Iva devono versare tutto di tasca propria e ciò a
fronte di una fase di mercato particolarmente difficile. Secondo i
dati diffusi di recente dall'Osservatorio dei lavori - Associazione 20 maggio, il reddito medio
lordo dei professionisti iscritti
alla gestione separata nel 2012 è
stato di 15.511 euro, in netto calo
rispetto ai 18.836 del 2011.
Soddisfazione per il blocco
dell'aumento è stata espressa
dalle associazioni che nelle
scorse settimane si erano mobilitate per raggiungere questo
obiettivo, Si tratta di un grande
successo, hanno commentato i
vertici del Coordinamento del-
I
~~~~~~~~~~~~
l'aliquota contributiva
per gli iscritti in via esclusiva
alla gestione separata dell'Inps
è de127% ma sarebbe dovuta
salire de128% nel2014
182mila
PartiteIva
Sono meno di 200mila i
professionisti salvati
dall'aumento grazie alla legge
di stabilità
le libere associazioni professionali (Colap), così come quelli di
Alta Partecipazione e di Acta,
che però al contempo hanno
sottolineato la necessità di avviare una riforma organica del
sistema previdenziale e assistenziale delle partite Iva iscritte alla gestione separata
dell'Inps, anche perché se nel
frattempo non la situazione
non cambierà, nel 2015 scatterà
l'aliquota de130 per cento.
«E necessario - ha affermato
Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap - ripensare l'intero sistema contributivo dei
professionisti a partita Iva afferenti alla gestione separata Inps.
E questo è fondamentale affrnché si possano dare le giuste garanzie, proporzionalmente a
contributi sostenibili, anche a
coloro che ogni giorno assumono il rischio delle proprie attività mettendosi in gioco nel mercato con la propria professionalità e competenza».
La legge di stabilità nulla cambia per il milione e mezzo di altri
iscritti alla gestione separata.
Come già stabilito dalla legge
92/2012 e dal Dl83/2012, 1'aliquota per i parasubordinati che non
sono assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie
da gennaio salirà al 28%, mentre
chiha un'altra tutela pensionistica obbligatoria e i già pensionati
dovranno versare il 21 per cento.
IO RIPRODUZIONE RISERVATA·
1,7 milioni
Iscritti
la gestione separata conta poco
meno di 1,7 milioni di iscritti
~~
Gli effetti della crisi sulle pensioni
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I\IlIIIlii
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nSole9]{l mmrn
28-11-2013
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J4EGGE DI STABILITÀ
LefinaIità
Il prelievo dal 6 al 18% è destinato a finanziare sodal card
e salvaguardia degli esodati -Resta il dubbio della costituzionalità
La i'revioenza
Pensioni, doppio «attacco»
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Quotidiano
Per gli assegni a partire da 90.168 euro contributo e niente indicizzazione
Gianni Trovati
MILANO
Con il nuovo «contributo di
solidarietà» introdotto al Senato, peggiora il doppio colpo alle
pensioni medio-alte, integralmente giocato sul filo di una costituzionalità ancora tutta da dimostrare. TI maxiemendamento
votato a Palazzo Madama in pratica rimette in campo il taglio
che era già stato previsto nel
2011, e che è stato cancellato dalla
Consulta nel 2013. Questa volta,
anzi, la richiesta è maggiore, perché alle quote di pensione superiore a l2 volte il minimo (90.168
euro lordi all'anno ai valori attuali) sarà sforbiciato il 6%, sulle
quote superiori a 20 volte il minimo (l28.811 euro) il prelievo sarà
dell2% e su quelle sopra 30 volte
(193-218 euro) si arriverà a taglia-
re il 18 per cento. Per completare
il conto dei costi della legge di stabilità, però, non si può dimenticare il sistema dell'indicizzazione,
che anche nella legge di stabilità
trova nuovi limiti rispetto al meccanismo ordinario: in pratica,
per tutti i trattamenti che supera"
no di almeno sei volte il minimo,
cioè varcano la soglia dei 38.644
euro lordi all'anno, la rivalutazione garantita dalla regola in cantiere è fissa (348 eu~o lordi all'anno con i parametri attuali), e
quindi si traduce nei fatti in una
perdita proporzionale all'importo della pensione. Per chi riceve
più di un assegno (per esempio
la reversibilità del coniuge), entrambe le misure si applicano al
trattamento complessivo, in base ai dati del casellario Inps.
La tabella qui a fianco passa in
rassegna gli effetti concreti delle
due misure, tenendo conto del
trattamento fiscale (compresa.
un'aliquota media del 2.33% tra
addizionali regionali e comunali) e della mancata rivalutazione.
Per una pensione da 100mila euro la tagliola è da 61 euro netti al
mese, per un assegno da 200rnila
euro il costo sale a 983 euro netti
mensili e a 300rnila euro arriva a
chiedere 2.275 euro ogni mese.
Stando ai dati del dipartimento Finanze, la nuova misura del
contributo di solidarietà aumenta di dieci volte la pl'!tea interessata, e arriva ad abbracciare circa '32mila persone invece
delle 3mila interessate dal contributo originale pensato dal
Governo dal Ddl di stabilità,
che scattava da quota 150mila
euro lordi all'anno.
Ora bisogna vedere se la nuovamisurasaràingradodisopravvivere ai tavoli della Consulta,
dove sicuramente arriverà. Rispetto al vecchio contributo, cancelIato dalla Corte, una differenza c'è, perché le risorse così raccolte trovano una destinazione
"precisa" nella salvaguardia di
una quota di esodati e nell'estensione della social card. Basterà?
Per la Consulta, i redditi da pensione «non hanno una natura diversa e minoris generis rispetto
agli altri redditi» (sentenza
116/2013), perché sono una «retribuzione differita» (sentenza
30/2004); e quindi non possono
subire trattamenti diversi dagli
altri redditi. La stessa Consulta,
poi, è già stata chiamata in causa
dal Tribunale di Palermo anche
sullo stop all'indicizzazione.
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Gli effetti
Come cambiano gli assegni superiori a 90mila euro lordi all'anno a causa della legge di stabilità
Pensione
lorda annua
Contributo
90.000
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100.000
590
110.00~_
120.000
Pensione I pensio~e~ne-tt-a~al-m-e-s-e'l~~C-o-st-o netto-~I-m-e-sesenza legg~t:li stabilità* I della legge di stabilità
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10) Senza contrib~to di solidarietà ~ con applicazion~ integrale del meccanismo ordinario di indicizzazione
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Sicurezza. L'interpretazione del ministero
N ei trasferimenti di reparto
formazione per i nuovi rischi
Luigi Caiazza
Il trasferimento del lavo-
ESAME MIRATO
Se si cambia ufficio
ma si conservano
le vecchie mansioni
l'aggiornamento va valutato
caso per caso
lavorativa dell'azienda e alle
caratteristiche che contraddistinguono le competenze
acquisite dal lavoratore, tali
da richiedere un adeguamento formativo.
Pertanto, la necessità d'integrare la formazione del lavoratore, nel caso prospettato, andrà valutata in considerazione della prestazione del
nuovo reparto o ufficio presso cui questi viene trasferito.
Tale necessità si verificherà
nel momento in cui il trasferimento potrebbe esporre illa-
voratore a rischi sui quali
non è stato precedentemente
formato (ad esempio, nuove
procedure operative e di
emergenza da seguire), avendo a riferimento anche illuogo in cui la nuova prestazione va eseguita (ad esempio,
differenze sostanziali della
nuova postazione di lavoro e
delle relative dotazioni, variazione delle vie e delle uscite
di emergenza).
.In sintesi, è evidente, quindi, che il lavoratore dovrà essere sottoposto a una formazione specifica, qualora, pur
mantenendo la medesima
qualifica, venga destinato a
mansioni diverse da quelle
precedentemente svolte.
Invece, nel caso in cui il lavoratore venga trasferito in
un altro reparto/ufficio della
stessa unità produttiva, pur
svolgendo le stesse mansioni, il datore di lavoro dovrà
considerare l'opportunità di
programmare gli eventuali
aggiornamenti formativi necessari tenendo conto, anche
sulla scorta del «documento
di valutazione dei rischi, della sussistenza di effettive e
concrete esigenze di adeguamento del bagaglio formativo del dipendente».
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ratore nell'ambito della stessa azienda non comporta necessariamente una nuova formazione ai fmi della sicurezza. È tale il parere espresso
dal ministero del Lavoro con
la nota protocollare 37/20791
di ieri a seguito di un quesito
circa la necessità di provvedere a una nuova formazione, ai sensi dell'articolo 37,
comma 4, lettera b), del Testo unico sulla sicurezza sui
luoghi di lavoro (Dlgs 81/08)
per i dipendenti che siano stati meramente trasferiti da un
servizio all'altro (reparto o
ufficio) della medesima
azienda, mantenendo la medesima qualifica.
La premessa riguarda l'obbligo del datore di lavoro di
assicurare che ciascun addetto riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia
di salute e sicurezza, anche
con riferimento alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento ai «rischi
riferiti alle mansioni». Lanorma di riferimento è l'articolo
37, comma 4, lettera b del Testo unico: la formazione e,
ove previsto, l'addestramento, oltre che in caso di costituzione del rapporto di lavoro
devono avvenire in occasione «del trasferimento o cam-'
biamento di mansioni».
Tale obbligo, tuttavia, sussiste nel momento in cui si
verifichi una sostanziale variazione dei rischi a cui potenzialmente potrebbe essere esposto il lavoratore in relazione al suo inserimento
nella nuova organizzazione
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AmmortizzatorI. Mancano all'appello risorse per 800 milioni riferite al2013
Decreto Cig, allarme delle Regioni
Giorgio Pogliotti
ROMA
stata espressa per gli anni prossimi, visto che si prevede una leggera ripresa senza effetti sull'occupazione e per il 2014 la legge di
stabilità ha messo in bilancio 1,6
miliardi, 700 milioni per il 2015 e
400 milioni per il20l6.
La legge 92 delzo12 ha disposto
la cessazione degli alllffiortizzatori in deroga dopo il20l6, saranno i fondi di solidarietà che partiranno dal prossimo 10 gennaio ad
assicurare il sostegno al reddito
ai lavoratori delle aziende prive
di ammortizzatori ordinari. In vista di questa scadenza, il decreto
interministeriale prevede per la
Cigd un limite di 2 anni effettivi
di durata nell'arco di un biennio,
con una progressiva diminuzione di copertura: si va da 8 mesi
(nel 204) a 6 mesi (sia nel 2015
che nel 20l6). I rappresentanti
delle Regioni ieri hanno ascoltato l'illustrazione delle linee guida
da parte del sottosegretario al lavoro, Carlo Dell'Aringa, riservandosi di entrare nel merito del testo nella prossima riunione della
commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, dopodichè
toccherà ai presidenti delle Regioni esprimere un parere sul decreto. Simoncini sottolinea che
con il decreto viene introdotta
«qualche rigidità in più per la cassa in deroga, senza grandi impatti
per regioni come la Toscana»,
mentre sono in arrivo «interventi più decisi sulla mobilità in deroga in alcune aree del Paese».
©RIPRODUZIONERlSERVATA
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Sul decreto interministeriale Economia-Lavoro che contiene una stretta per la concessione
della cassa integrazione e della
mobilità in deroga è partito il confronto con le Regioni che lanciano l'allarme per le risorse: «mancano all'appello 800 milioni per il
20l3, ma non c'è alcuna certezza
neanche sui 330 milioni annunciati da tempo dal Governo, ancora
non previsti in alcun provvedimento», denuncia il coordinatore della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni,
Gianfranco Simoncini.
Lo scenario, complice la crisi,
è preoccupante: i 2,5 miliardi nel
complesso assegnati alla Cigd
per il 2013 non sono sufficienti
per assicurare ai 186mila lavoratori che secondo le stime del ministero del lavoro beneficiano
della Cigd di arrivare alla fine
dell'anno. Il dato rilevato
dall'Inps ad ottobre con la cassa
in deroga in calo de158,7% è un
campanello di allarme, poichè è
dovuto all'esaurimento delle risorse da parte di diverse regioni.
«Governo e Parlamento non possono pensare di approvare i nuovi criteri lasciando l'incertezza
sulle risorse che c'è oggi - continua Simoncini -. Se approveranno il decreto devono asssicurare
un' adeguata copertura economica». La stessa preoccupazione è
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Tlc. Rinvio delle parti al4 dicembre
Mobilità BT Italia,
ipotesi proroga
per eVitare i tagli
. Andrea Biondi
sindacali a muoversi in tale direzione entro il 4 dicembre Un verbale di rinvio, che· saranno chiamati ad aderire
sposta in avanti le lancette del all'offerta di incentivazione
redde rationem al4 dicembre. all'esodo entro il 15 febbraio.
Allora i sindacati dovranno L'uscita dall'azienda potrebbe
tornare a sedersi dinanzi ad poi avvenire entro fine marzo,
azienda e ministero del Lavo- con una decurtazione proporro con in mano ilplacet dei pro- zionale del beneficio garantipri lavoratori consultati nelle to dall'offerta di incentivazioassemblee sulla proposta che ne.
ieri ha ottenuto il via libera di
Come detto però è prelimiBTItalia: altri due mesi e mezzo per far decidere ai lavoratori (un minimo di 25-30 che an- I.'IPOTESI
drebbero a unirsi ai 55 che già Servono altre 25-30 unità
hanno espresso il loro sì) di ac- per completare il quadro
cettare l'offerta di incentivazione all'esodo. Se dai lavora- degli esodi incentivati
tori non arrivasse l' ok alla pro- Al via nei prossimi giorni
posta che le stesse organizza- le assemblee tra i lavoratori
zioni porteranno nelle assemblee, non ci sarà alternativa alle lettere di licenziamento.
nare il sì dei lavoratori che doSi è concluso cosÌ l'incontro vrà essere nelle mani dei sindadi ieri al ministero del lavoro cati per l'incontro del 4 novemsulla vertenza BT Italia. Di «ri- bre. In questo caso, qualora si
sultato importante» nella trat- trovassero altri 25-30 profili ditativa parla Giorgio Serao (Fi- sposti a usufruire dell'incentistel Cis!). BT Italia - 810 milio- vazione, l'azienda comunque
ni di fatturato, 574 milioni di si è riservata la possibilità di
Ebitda, che dal 1995 offre in Ita- decidere il da farsi in base alle
lia servizi di comunicazione al- condizioni del momento.
le imprese e alla Pa ha indicato
Le alternative vanno da una
in l221a cifra degli esuberi (pe- riapertura della procedura di
raltro diminuiti rispetto ai 147 mobilità o azioni per l'abbassadi inizio procedura) su circa mento dei costi. Una di que950 lavoratori sparsi fra Mila- ste, per esempio, potrebbe esnO,Roma, Torino, Firenze, Na- sere il demansionamento.
Buona parte del match ora
poli e Padova. Il calo da 147 a
l22 è avvenuto in virtù dell'in- si giocherà quindi nelle assemternalizzazione di alcune lavo- blee dei lavoratori. Cui le orgarazioni in precedenza appalta- nizzazioni potranno comunte all'esterno.
que spiegare una disponibilità
All'offerta di incentivazio- dell'azienda per nulla scontane all'esodo (da 15 a33 mensili- ta, vista l'intran~igenza della
tà), il cui termine per aderire casa madre inglese a risolvere
era stato fissato allamezzanot- il problema esuberi in maniete del 26 novembre, hanno da- ra drastica. In tal senso, riferito un ok di massima 55 lavora- scono fonti sindacali, l'intertori. L'obiettivo, fanno sapere vento di moral suasion del mifonti sindacali, è di aggiunger- nistero del Lavoro non è stato
ne almeno altri 25-30. Questi - trascurabile.
sempre che le assemblee diano mandato ai rappresentanti
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BASTA CillAMARu
PENSIONATI D'ORO
di MASSIMO FRACARO
e NICOLA SALDUTTI
nutile. Ogni volta che c'è da intervenire
sui conti pubblici la (triste) fantasia
del legislatore arriva sempre allo stesso
punto: toccare le pensioni. Tema
delicato, pOiché solo grazie alle riforme
previdenziali che si sono succedute i
conti pubblici sono stati tamponati. Il
sistema previdenziale italiano riesce cosÌ
I
a essere non solo tra i più solidi in
Europa, ma a rappresentJre per certi
versi un esempio anche per Paesi
solitamente considerati più avanzati,
come Francia e Germania. Eppure, gira e
rigira, quando bisogna risparmiare è lÌ
che s'interviene. Con parole nobili, ma
con risultati non proprio equi. - - - CONTINUA A PAGINA 15
Il commento
QUEll'ASSEDIO AI PENSIONATI E L'ILLUSIONE DELL'EQUITÀ PER I GIOVANI
SEGUE DALLA PRIMA
Prendiamo il contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i go
mila euro lordi l'anno e che potrà
variare dal 6% al 18%. La norma,
negli annunci, è stata legata al finanziamento, parziale, dell'introduzione del reddito minimo.
Come dire: si dà la sensazione
che si stia togliendo ai redditi più
alti per dare ai più poveri. Soprattutto ai giovani con difficoltà
d'inserimento nel mondo dellavoro.
Ed è qui l'inganno: legare due
cose, che legate non sono. Certo
che la priorità è garantire un futuro (anche previdenziale) ai più
giovani. Un legislatore che non lo
facesse, sarebbe irresponsabile,
ma non è tagliando le pensioni
che si ottiene questo risultato.
L'oro, si sa, è un metallo nobile. E
in fase di crisi viene molto facile
accostare al metallo giallO qua1unque reddito sia superiore a
quello che noi stessi stiamo percependo. CosÌ a furia di intervenire (o di annunciare interventi)
sulle pensioni cosiddette d'oro, si
è introdotta nel Paese la sensazione che l'unica strada possibile
sia quella di agire sempre su questo fronte. Con soglie, però, spesso davvero basse. È cosÌ accaduto' ad esempio, che anche i pen-
sionati con più di 1.441 euro lordi
mensili si siano visti congelare il
loro assegno per due anni (decreto Salva Italia). E dal 2014 per altri
tre anni l'indicizzazione sarà piena solo per gli assegni fino a
1.486 euro lordi. Mentre nel 2014
chi ha una rendita superiore a
2.972 euro, sempre lordi, se la vedrà congelata. Una misura iniqua
quella del blocco della scala mobile, perché il taglio di un anno
ha effetti moltiplicativi che si ripercuotono per anni. Purtroppo,
a giudicare dai venti parlamentari' l'adeguamento è a rischio
d'estinzione. Nei giorni scorsi il
supercommissario alla spending
review, Carlo Cottarelli, ha fatto
sapere che se la prenderà (anche)
con le pensioni d'oro e con le
pensioni d'argento (sarebbe interessante una legge che ne definisse il confine).
Ma è possibile che questo sia
l'unico fronte dal quale è possibile risparmiare? Conviene fare un
po' d'ordine. Le pensioni d'oro, o
meglio considerate tali, appartengono per la stragrande maggioranza ad ex lavoratori dipendenti. A contribuenti che non solo hanno versato regolarmente i
contributi, ma anche le imposte
sui redditi. Non tutti meritano
quel trattamento, ma la maggior
parte se l'è costruito con i versamenti previdenziali suoi e dell'azienda: E ora la mazzata: oltre i
75.000 euro di reddito lordi già
l'aliquota Irpef è del 43%. Quindi
chi ha una pensione oltre i go.ooo
euro lordi e fino a 128.000 euro
lordi pagherà nel 2014 un'aliquota complessiva del 49% a cui vanno aggiunte le addizionali locali.
In pratica si sfonderà il fatidico
muro del 50%. E per chi guadagna più di 193.000 euro, reddito
non disprezzabile è vero, la pressione tributaria salirà al 61 %. Forse è troppo. Certo, i privilegi vanno aboliti, gli sprechi ridotti, le
tutele per le fasce deboli aumentate' ma non è colpendo i pensionati, anche con redditi più elevati, che tutto questo sarà possibile.
I sacrifici si possono chiedere, ma
le finalità devono essere chiare e
condivisibili.
Senza contare il gioco pericoloso di mettere le generazioni
l'una contro l'altra. E cosÌ anche
quel welfare familiare che ha fatto da vera stampella anticrisi, rischia di incrinarsi. A quel punto
non ci saranno riforme che tengano.
Massimo Fracaro
Nicola Saldutti
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La stima
Oltre i 75 mila euro l'aliquota
Irpef è del 43%. Chi ha un
assegno oltre i 90 mila euro
pagherà un'aliquota del 49%
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1 /3
Torna 1'adeguamento al costo della vita per le pensioni
superiori a 1.486 euro lordi al mese (3 volte il minimo),
ma in forma limitata e comunque non oltre i 2.972 euro
lordi. Ma torna anche il contributo di solidarietà ~mlle
cosiddette pen&loni d'oro che solo lo scorso giugno la
Corte costituzionale aveva cancellato. Q!lesta volta sarà
del 6-120/0 sugli importi superiori a 6.936 euro lordi al
n1ese (90.168 euro all' anno). Sono le principali novità in
materia previdenziale contenute nel disegno di legge di
Stabilità, come modificato dal maxi emendamento del
governo approvato al Senato. Ora passa tutto all'esame
della Camera
Enrico Marro
ROMA - La legge Finanziaria 1995 ha disposto che il primo gennaio di ogni
anno le pensioni vengano adeguate in base alla variazione del costo della vita
accertata dall'Istat, l'Istituto nazionale di statistica L'adeguamento è fissato
con un decreto del ministero dell'Economia alla fine di ogni anno per l'anno
successivo. Per il 2014 l'aumento dovrebbe aggirarsi intorno alI'1,5%, stima di
aumento dei prezzi nel 2013 fatta dall'Istat e dal governo nella nota di
aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza). Fin dall'inizio
l'adeguamento non è stato riconosciuto al 100% per le pensioni di importo
elevato, con soglie che sono cambiate di anno in anno. La stretta più forte fu
decisa con il decreto Salva Italia del governo Monti, che stabilì sia per il 2012
sia per il 2013 la perequazione al 100% solo alle pensioni di importo fino a tre
volte il minimo (1.441,59 euro lordi al mese, nel 2012), abolendola sulle
pensioni di importo superiore.
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2/3
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~one/2---~-.--. -~=-__~--_-__._--.~~-=---=-=-=
Scatti fino a 6 volte il minimo
La legge di Stabilità 2014, come modificata dal maxiemendamento
del governo, dispone per il triennio 2014-2016 di una perequazione
limitata anche sulle pensioni di importo fra 3 e 6 volte il minimo,
negandola per quelle superiori a sei volte. L'adeguamento al costo
della vita sarà quindi del 100% per i trattamenti fino a tre volte il
minimo (1.486,29 euro lordi al mese). Per quelle fra 3 e 4 volte il
minimo (1.486,29 - 1.981,72 euro) la rivalutazione sarà del 90%
«con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti
medesimi». Sempre sull'intero importo, l'aumento sarà del 75% per
le pensioni fra 4 e 5 volte il minimo (1.981,72 - 2.477,15 euro lordi)
e del 50% su quelle fra 5 e 6 volte il minimo (2.477,15 - 2.972,58
euro lordi) mentre sulla parte eccedente 6 volte non ci sarà alcun
aumento.
© RIPRODUl!ONE: RISE'RVATA
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~~O/l
Fino all'I% dai fondi speciali
il decreto Salva Italia del governo Monti rafforzò il contributo di
solidarietà già introdotto dall'esecutivo Berlusconi, stabilendo, dal
2012, un prelievo del 5% sugli importi di pensione compresi fra 90mila e
150 mila euro lordi, che saliva al 10% sulla fascia 150-200mila e al 15%
sulla parte eccedente i 200 mila euro lordi. Tale contributo è stato
dichiarato incostituzionale dalla Consulta lo scorso giugno, perché
discriminatorio in quanto applicato a una sola categoria di contrjbuenti,
i pensionati, e non anche ad altri cittadini con lo stesso reddito. E
ancora in vigore, invece, il contributo di solidarietà fissato da Monti per
i pensionati dei fondi speciali: Trasporti, Elettrici, Telefonici, Volo, ex
Inpdai. il prelievo oscilla tra lo 0,3% e l' 1%della pensione in base agli
anni di contribuzione versati prima del 1996. Sono escluse dal
contributo le pensioni fino a 5 volte il minimo.
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L--
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IPr8iieVo/2.
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TI contributo fino al 18%
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il contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d'oro viene
riproposto nel maxiemendamento del governo per finanziare un
sussidio a favore dei più poveri, motivazione che dovrebbe consentire,
secondo il governo, di superare eventuali nuovi giudizi di
costituzionalità. il contributo è fissato nel 6% per la parte di pensione
compresa fra 14 e 20 volte il minimo (go. 168 - 128.811 euro lordi
annui), che sale al 12% sugli importi fra 20 e 30 volte il minimo
(128.811- 193.217 euro lordi annui) e al 18% sulle quote oltre 30
volte. In tutto, le pensioni colpite dal nuovo contributo di solidarietà
sono, secondo i dati Inps, 29.554- Si tratta.di assegni superiori a 6.936
euro lordi al mese. Di questi, 6.805 sono maggiori di 9.908 euro lordi al
mese (20 volte il minimo) e appena 1.344 superano i 14-863 euro lordi
al mese (30 volte il minimo).
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28-11-2013
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Le proposte
L'ipotesi del 10%
Le norme sulle pensioni sono tra quelle che potrebbero cambiare durante
l'esame della legge di Stabilità che ora, dopo l'approvazione del Senato, passa
alla Camera Il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, auspica per
esempio un miglioramento dell'indicizzazione al costo della vita, còme
chiedono anche i sindacati. Il contributo di solidarietà è invece un argomento
che divide. Le associazioni dei manager e dei professionisti parlano di norma
incostituzionale, anche nella nuova versione. Un economista e parlamentare
vicino a Matteo Renzi come Yoram Gutgeld propone un prelievo del 10% sulle
pensioni maggiori di 3.500 euro lordi al mese che frutterebbe 3,3 miliardi
l'anno, ma altri economisti come Tito Boeri e Tommaso Nannicini hanno
calcolato che, anche con un prelievo progressivo (2-15%), al massimo si
potrebbe ottenere un miliardo. Le pensioni sopra 3.367 euro lordi al mese sono
infatti solo 397.128 su un totale di 23.4 milioni.
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La manovra
Dal fisco agli statali
chi perde e chi prende
Ecco chi guadagna e chi perde dalla manovra, dal fisco
agli statali ai pensionati.
Cifoni a pag.ll
Dal fisco agli statali
ecco chi perde e chi guadagna
~ La legge
di stabilità sale a 15 miliardi ~ Per ilpeso della nuova tassa sulla casa
Passano alla Camera i nodi insoluti
saranno decisive le scelte dei Comuni
Il BILANCIO
-------ROMA Cresce !'importo lordo della manovra nel passaggio al Senato, ma restano insoluti alcuni
dei problemi che la maggioranza
parlamentare (nel frattempo divenuta più esigua) intendeva risolvere. Se ne riparlerà alla Camera, sempre con il vincolo dell'invarianza dei saldi.
Finora a Palazzo Madama l'effetto netto della legge di stabilità
è leggermente migliorato, per un
importo di circa 175 milioni in
termini di indebitamento netto
nel 2014 e un po' meno nei due
anni successivi. Ma cresce in ma-
niera più vistosa, di circa 2,8 miliardi, l'importo della manovra
lorda, ossia le risorse complessivamente mobilitate tra entrate e
uscite. Se si. aggiunge somma
agli 11,4 miliardi del provvedimento originario si arriva a 14,2
miliardi (circa 15 in termini di
saldo netto da finanziare).
Le novità principali dal lato
delle entrate sono la programmata riduzione di 500 milioni
del gettito Tasi, sotto forma di detrazioni gestite dai Comuni, e i
620 milioni di maggiori introiti
per l'istituzione dell'imposta di
registro sulla cessione dei contratti di leasing.
Anche dopo i ritocchi di Palaz-
zo Madama il provvedimento
conferma !'impostazione di fondo voluta dal governo. C'è la scelta di intervenire per ridurre il cuneo fiscale, ma l'effetto sui lavoratori dipendenti pur se non insignificante risulterà comunque limitato, non tale da dare la desiderata spinta ai consumi. Sicura-
SALGONO
LE DETRAZIONI
PER I LAVORATORI
DIPENDENTI
MA l'EFfETTO
RESTA LIMITATO
mente non escono bene dalla
manovra i dipendenti pubblici,
che vedono confermato il blocco
dei contratti e incasseranno la liquidazione - in caso di cessazione del servizio - con ulteriori dilazioni. Per quanto riguarda i
pensionati si salvano quelli con
un assegno fino a 1.500 euro lordi al mese, che potranno recuperare in pieno !'inflazione, mentre ai livelli più alti l'adeguamento sarà parziale. Infine la partita
sulla casa, che potrebbe non essere definitivamente conclusa,
affida ai Comuni un ruolo decisivo il prossimo anno.
LucaCifoni
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Pensioni
perdita da 236
su
Si salvano le pensioni fino a 1500 euro al mese
lorde circa (ossia tre volte il minimo Inps), che
per il 2014 avranno il recupero integrale
dell'inflazione. Per quelle al di sopra <ii questa
soglia l'adeguamento sarà parziale e via via
decrescente: quelle al di sopra di sei volte il
minimo, dunque circa 3.000 euro al mese,
avranno solo un incremento fisso uguale per
tutti di circà 18 euro allJIese. Il passaggio al
Senato ha lasciato intatto lo schema elaborato
dal governo, che potrebbe ancora essere
modificato alla Camera, naturalmente se si
troveranno le risorse finanziarie necessarie.
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Qual èJa perdita effettiva per i pensionati?
Dipende naturalmente dall'importo
dell'assegno: con 3 mila euro lordi al mese,la
differenza rispetto alla rivalutazione piena è di
236 euro l'anno, con 4 mila di 392, con 5 mila
548 e così via crescendo. La perdita netta
effettiva sarà però un più contenuta perché
quegli incrementi sarebbero tassati con
aliquote marginali via via più alte fino al 43 per
cento: ad esempio con 5 mila euro al mese
l'aliquota marginale è del 41 per cento e
dunque la perdita si riduce a 323 euro.
Per chi invece ha una pensione oltre i 90
mila euro circa l'anno (6.935 al mese) scatterà
un contributo di solidarietà crescente: 6 %, poi
12 %sopra i129 milae18 %sopra i 193 mila. Su
un trattamento previdenziale di 200 mila euro
l'anno l'esborso è di oltre 11 mila lorde.
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Senza rivalutazione
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Statali
Tfr dilazionato: tre rate
sopra i 100 ~ila euro
Sconto sicuro per
le rendite catastali alte
Nel 2014 i proprietari. di abitazione principale
verseranno ai Comuni di residenza un tributo
immobiliare sicuramente maggiore di quello del
2013 (anno in cui 1'Imu è stata sostanzialmente
cancellata per questa tipologia di immobile) ma
con tutta probabilità un po' meno di quanto
pagato nel 2012, primo anno di applicazione
dell'imposta municipale. Il versamento sarà
dovuto a titolo di imposta sui servizi (Tasi). Il
beneficio risulta abbastanza evidente per le
abitazioni di valore catastale medio-alto, mentre
per quelle con un valore più basso il saldo finale
dipenderà in modo essenziale dalle scelte dei
singoli Comuni, che possono portare l'aliquota
della Tasi dall1 fino a12,5 per mille (nel 2014 ) e
riceveranno 500 milioni con il vincolo di
destinarli a detrazioni per le famiglie.
CosÌ ad esempio su un appartamento con una
rendita catastale di 1000 euro nel 2012 se ne
pagavano 472 di lmu con l'applicazione
dell'aliquota standard de14 per mille e della
detrazione di 200 euro. La Tasi dovuta il
prossimo anno sarà pari a 168 euro se il Comune
mantiene l'aliquota base dell'l per mille e di 420
se invece la porta allivello massimo dell'1,5.
Quest'ultimo importo potrebbe essere ridotto
applicando una detrazione, ad esempio di 50
euro (dunque 370). Dal 2015 in poi invece il tetto
massimo per le abitazioni principale in assenza
di novità passerà al6 per mille: e allora il salasso
potre bbe essere ben maggiore.
Ancora una volta i dipendenti pubblici SonO
chiamati a dare un contributo rilevante
all' equilibrio dei conti. Sono a loro carico
alcuni degli interventi che concorrono a
ridurre la spesa pubblica nell'ambito della
legge di stabilità. Sostanzialmente viene
riproposto ed esteso, ma in alcuni casi reso
più stringente, l'impianto che prevedeva già a
partire dal 2011 il congelamento delle
retribuzioni dì fatto ed il blocco dei rinnovi
contrattuali, con il conseguente mancato
adeguamento delle retribuzioni
all'inflazione. Si interviene poi in maniera'
sostanziale sul trattamento accessorio
percepito da questi lavoratori.
La legge di stabilità conferma inoltre con
alcune eccezioni le disposizioni di blocco del
tum-over ossia di sostituzione del personale
che esce dall'amministrazione pubblica
avendo raggiunto l'età della pensione. Ma
proprio quest'ultima categoria di lavoratori
viene colpita da una ulteriore dilazione dei
tempi in cui è riconosciuto il trattamento di
fine rapporto. Il ritardo, variabile in funzione
dell' entità della liquidazione, arriva a tre
anni, se la somma che il pensionato deve
percepire è superiore a 100 mila euro. Da
questa parte della manovra lo Stato ricava
risorse finanziarie crescenti, che nel 2017
arrivano al nòn trascurabile importo di 905
miUoni.
Cuneo fiscale
Benefici un po' più concentrati, con l'impatto
maggiore sui redditi che vanno da 12 mila a 18
mila euro. È questo rassetto finale del capitolo
cuneo fiscale della legge di stabilità, per quanto
riguarda i lavoratori dipendenti. L'obiettivo di
politica economica era chiaro: ridurre l'attuale
forbice tra il costo del lavoro complessivo
sostenuto da un'impresa - contributi sociali e
retribuzione vera e propria - e il netto percepito
dal dipendente, una volta versate tutte le
imposte dovute. Data la scarsità di risorse
disponibili, !'intervento ha però un effetto
limitato anche se certamente non nullo.
Formalmente l'operazione riguarda chi ha un
imponibile fiscale fino a 35 mila euro, ma dato
il meccanismo decrescente delle detrazioni
Irpef i benefici si rid ucono fino ad azzerarsi a
quella soglia.
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Non c'è alcun vantaggio per chi guadagna
fino a 8 mila euro: questi lavoratori non
versano Irpef e dunque non si avvantaggiano
dell'incremento delle detrazioni. Con un
imponibile Irpef di 12 mila euro (in assenza di
carichi familiari) la minore imposta annua nel
2014 è invece dil47 euro.A15 mila il beneficio
rispetto allè regole vigenti nel 2013 sale a 228
euro, che è il Iivello massimo. Con 18 mila si
scende a 194 e con 20 mila a 171. Se il reddito è di
30 mila euro gli euro risparmiati saranno solo
57l'anno. A 35 mila, come detto, non cambia
nulla rispetto a quest'anno.
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Redditi bassi, ben ci
fino à 228 euro l'anno
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IIL SECOLO III
I
IERI VERTICE A ROMA
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N IL NUOVO COMMISSARIO STRAORDI
IO
Carlo Felice, i sindacati:
<<A rischio le tredicesime»
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Martedì consiglio comunale sul teatro. E Pacor incontra il ministro
EMANUELE ROSSI
bili già periI 2014 diminuiscono». L'altro problema, più cogente, riguarda gli
stipendi di dicembre e le tredicesime.
Sui quali, secondo i sindacati, non c'è
certezza: «Il sovrintendente Pacor ci
ha mostrato nei giorni scorsi una griglia con la situazione economica del teatro. Siamo appesi a fondi che devono
ancora arrivare e le casse sono vuote. E
dicembre è un mese "pesante" perché
ci sono le tredicesime». Inoltre, «quello che ci preoccupa di più è capire quale
sia la linea guida che sta delineando la
Fondazione genovese per il piano di risanamento da presentare al commissario entro 30 giorni. Da tempo abbiamo affermato che non condivideremmo mai un piano che prevedesse esuberi di personale o soluzioni
raffazzonate che avrebbero come unico sbocco la liquidazione coatta amministrativa». Ipotesi che, tuttavia, sembrerebbe esclusa: il teatro è sotto organico. Il problema è che il Carlo Felice
ha un debito che quest'anno crescerà
ancora. «E non con le banche, ma con i
fornitori -precisa Pastorino - quindi la
rinegoziazione è più difficile. Bisogna
agire in fretta: noi con il sindaco non
abbiamo più contatti da settembre».
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UN PAIO di mesi di calma apparente.
Ma la musica, per il Carlo Felice, non è
cambiata. E allora basta l'avvicinarsi
del pagamento delle ultime mensilità
perché ricominci a suonare come quella dell'orchestra del Titanic, perlomeno secondo i sindacati. Passata - per il
momento -la bufera diAmt,la situazione del teatro lirico si riprofila all' orizzonte del sindaco Marco Doria. Non è
un caso che per martedì prossimo sia
stato fissato un consiglio comunale
monotematico: «Riferirò in aula sulla
situazione del Teatro Carlo Felice - ha
spiegato il sindaco Marco Doria - sul
lavoro intenso che l'amministrazione
comunale sta facendo, martedì il consiglio comunale sarà informato compiutamente sullo stato delle cose attraverso una relazione». Intanto però i sindacati lanciano un grido d'allarme. E
chiedono un incontro, proprio mentre
il sovrintendente Giovanni Pacor vola
a Roma per incontrare il nuovo supercommissario delle Fondazioni liricosinfoniche, Pier Francesco Pinelli, ingegnere idraulico ed ex manager di Erg
ed Eni. Pacor la prossima settimana incontrerà il ministro Massimo Bray per
mettere a fuoco nel dettaglio la situa-
zione del teatro genovese. Un incontro
che, secondo quanto trapelato, potrebbe riservare sorprese positive: «Preferisco non fare dichiarazioni», sorride il
sovrintendente, in attesa di un atto
concreto.
Ieri Gianni Pastorino e Francesco
Grillo, per i sindacati SlcjCgil e Fistelj
Cisl hanno chiesto chiarimenti sulla
reale condizione economica del teatro
genovese e soprattutto sulle prospettive, in relazione, appunto, alle pratiche
da presentare a Roma per rientrare nei
requisiti della legge. «E noto infatti che
per poter accedere al finanziamento
straordinario occorre assolvere ad alcuni obblighi, prima fra tutti, la presentazione di un piano triennale di rientro
finanziario». Ma poi nel decreto si parlava anche di possibili esuberi nel personale amministrativo da ricollocare e
di un taglio degli integrativi allo stipendio. «Sono due i temi sui quali si deve
fare chiarezza - attacca Pastorino - a
proposito del fondo ministeriale: ci sono 25 milioni stanziati per le emergenze immediate. Il Carlo Felice ne fa parte, ma insieme al Maggio Fiorentino e
al Lirico di Cagliari. Da settembre a oggi, però, anche l'opera di Roma e quella
di Bologna sono in una fase di sofferenza, il che vuoI dire che le quote disponi-
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mmrn
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nSole9]{l
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I casi
PERSONE FISICHE
Lascadenta
dell'acconto Irpef e lrap
IMPRESE
100%
la misura dell'acconto
1025%
,
.
Lascadenra
deIl'accontolres-lrap
CEDOLARE SECCA
\
la misura deH'acconto
l'acconto Irpef èdetlOO% e va
versato entro i12 dicembre.
Entro quello stesso giorno sono
chiamati alla .cas5à anche i
superminimi e chi deve versare
l'acconto Inps
l'acconto Ires-Irap slitta allO
dicembre. Inoltre, la misura
dell'antici podovrebbe passare
a \1,02',5% (dal 101%), perii
50102013
)
l.ascadenra
1* la cedolare secca
95%
la misura dell'acconto
Chi ha versato il primo acconto
della cedolare secca sugli affitti
pagando il38% del debito deve
versare, entro il2 dicembre. il .
57% del debito di riferimento
BANCHE, ASSICURAZIONI
.Lascadenta
130%
dell'actOnto
la misura deU'àcconto
. Banche e assicuraZTon1 che
hannoversato nell'estate
scorsa il 40% del debito
devono pagare entro il 10
dicembre il restante 90%
RISPARMIO GESiITO
"100%
la misura dell'acconto
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Lascaden:za
deU'acconto
Gliintermediari devono versare
ill00% della sos~tutiva sui
versamenti effettuati sulle
plosvalenze maturate daiclienti
nei primill mesi dell'anno
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COBBIEBE DELLA SEBA
Letta, non a caso Sacconi dice che «Renzi è
il peggio del peggio. Mi ricorda il cinismo
di Martelli, che però era colto». La Mussolini ha buon gioco a maramaldeggiare su
~ano, che chiama Lino perché «di Angelino non ha proprio nulla, è un piranha, è
come FinÌ», per lei !'insulto peggiore. Sotto
Palazzo Grazioli si vedono cartelli da ridotto della Valtellina: «W la morte! Per i traditori non decade maÌ». Un altro dice: «E' un
colpo di Stato», La polizia lo rimuove la
Santanché e Capezzone protestano. il temuto popolo viola non si vede, ci sono più
telecamere che antiberlusconiani.
Al Senato .la.Bernini, vestita a lutto' con
sprezzo del ndicolo
parafrasa Brecht: «Prima vennero a prendere gli zingari, e fui
contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e rimasi zitto,
perché mi stavano antipatici. Poi vennéro
a prendere gli omosessuali...». Le mozioni
di Forza Italia si infrangono contro il muro
di voti della sinistra e dei grillini, per una
volta uniti, come vagheggiava Bersani
mentre metà partito già lavorava alle lar- .
ghe intese, da oggi molto più ristrette. E'
ancora Bondi ad annunciare che la battaglia è perduta: «Mi rivolgo ai colleghi per
dire che ammiro il rigore, la passione, la
generosità e la sofferenza che mettono nella difesa dei principi della democrazia.
Purtroppo non serve a nulla, non serve,
hanno già deciso, insieme al presidente,
l'espulsione di BerlusconÌ». Gasparri: <<E
comunque il progetto di Piano per l'Auditorium di Roma era sbagliato...». Ultima
beffa: al Cavaliere subentra un cardiologo
di Isernia, tale Ulisse Di Giacomo. Aderirà
al gruppo di Alfano.
Aldo Cazzullo
cora più larghi; e poco importa se sono due
maggioranze diverse, la prima con Alfano,
la seconda con Grillo.
L'imbarazzo de':i!transfughi dell'ex Popolo della libertà è evidente. Giovanardi
prende la parola a ripetizione, per raccontare storie di perseguitati' della giustizia,
tratte dal suo libro. Formigoni è ormai indistinguibile dall'imitazione che ne fa
Crozza. Il nuovo capogruppo Sacconi prova a ragionare: <<Berlusconi non ha alcun
interesse a una crisi che sarebbe un drammatico salto nel buio. Se questo governo
cadesse senza aver fatto le riforme istituzionali' la Seconda Repubblica morirebbe
nel discredito e sarebbe condannata alla
damnatio memoriae. A quel punto sÌ che
Berlusconi sarebbe travolto». Ma l'operazione politica del nuovo centrodestra rimane debole, la linea di frattura è troppo
evidente: chi sta al governo vuole restarci'
chi è fuori va all'opposizione. Gli scissioni~
sti hanno scommesso tutto sulla tenuta di
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2/3
2/3
La notizia
dell'addio
fai! giro
del mondo
«il Senato italiano espelle
l'ex premier Silvio
BerlusconÌ» era il titolo con
cui apriva ieri il sito della
Bbc. «Tuttavia - per
l'emittente britannica -lo
show di Berlusconi è ancora
lontano dalla fine». La
notizia ieri era in apertura
sui siti di informazione
esteri. <<Berlusconi lascia il
suo posto da senatore»:
scriveva il francese Le
Figaro. E mentre alcune
testate tedesche
ironizzavano sull'addio del
Cavaliere, il Der Spiegel si
limitava alla cronaca: <<Il
Senato ha buttato fuori
BerlusconÌ». il New York
Times ha sottolineato come
dopo «un melodramma
politico» l'ex premier non ha
potuto evitare <d'inevitabile»
subendo una «drammatica
ed umiliante espulsione».
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€l RlPROOUIION~ RISI:RVATA
Prova di foru
Berlusconi ha voluto
dimostrare di essere ancora il
capo della destra italiana e ha
aperto la campagna elettorale
SlIv!o l'li.rltlM:onl déehu dé.tòn posté' dé
stAna\l!Ur
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Q'i:'!fii!f:l
iii
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che la Germania-nazista, la Russia di Stalin,
la Cina di Mao, i golpe sudamericani. Bondi ~ la sua fidanzata, seduti fianco a fianco,
prendono la parola a turno, inveendo contro la sinistra e gli alfaniani: quando parla
lei, lui la guarda a bocca socchiùsa, praticamente in estasi come la santa Teresa del
Bernini. Rubbia gira per i corridoi solo e
spaesato,Piano va a pranzo con amici. Gasparri: «Come architetto, chapeau; come
politico, può lustrarci le scarpe, che sono
impolverate». Sul maxischermo Berlusconi ora sta pàrlando all'Onu e promette di
sfamare i popoli africani.
Finalmente il Cavaliere si manifesta alla
piazza di persona il confronto con i video
d'epoca è impietoso, ma la forma è decisamente migliore rispetto all'altro sabato. La
scissione è alle spalle: <<Noi non tradiremo
mai i nostri elettori» sorride tra i buu e i
cori della piazza «<traditori!»). E ancora:
«Oggi è un giorno di lutto per la democrazia». Napolitano non viene mai nominato,
ma la sua rielezione, è il sottinteso, è stata
un errore: «Torneremo al governo e faremo
scegliere dal popolo il presidente della Repubblica!». Poi Berlusconi rientra rapido a
Palazzo. La Pascale riconoscente gli bacia
la mano.
D'un colpo sembrano tutti più vecchi,
anche i commentatori tv che da vent'anni
discettano del Cavaliere e ora come per
scaramanzia avvisano i telespettatori che
non è finito nulla, che l'ordine antico fondato sull'amore e sul!'odio per Silvio continua, non si chiamano forse <<forza Silvio» i
club (Berlusconi dice «clob») che stanno
nascendo in tutta Italia? E in effetti sarà
nelle urne, se mai verrà, l'autentica sconfitta dell'uomo che da vent'anni definisce
il bipolarismo: con lui o contro di lui. Il
premier Letta batte un colpo e convoca una
conferenza stampa per ripetere ancora una
volta che il suo governo è più forte: i numeri per la legge di Stabilità ci sono, quelli
per la decadenza di Berlusconi saranno an-
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COBBIEBE DELLA SEBA
IL QylRINALE
E LA STRETTOIA
DELLE RIFORME
di MARZIO BREDA
he ne sarà ora dei progetti
d'ingegneria istituzionale
C
presentati come un cardine
del patto per le larghe intese?
In attesa che Forza Italia si
pronunci ufficialmente, c'è
anche il presidente della
Repubblica a voler verificare
fino infondo la questione.
le accuse sulla grazia
Fin dall'estate i legali e
lo stesso Confalonieri
avevano escluso al
Colle richieste di grazia
A PAGINA 11
Dietro le quinte Senza il «ritiro» degli azzurri poche ore prima di un voto di fiducia il percorso per il governo avrebbe potuto essere diverso
TI Qpirinale e la strada stretta delle riforme
ROMA - «E adesso non si degli uomini del Cavaliere dal nemmeno il Cavaliere ha avuto.
possono più fare le riforme», cantiere per aggiornare la no- Una base cospicua per andare
annuncia Silvio Berlusconi con stra Magna Charta. Eil capo del- avanti con determinazione, senil bisbetico compiacimento del- lo Stato si riserva di fare qualche za accontentarsi di galleggiare.
lo sconfitto, parlando alla gente accertamento in proprio, per ca- E, possibilmente, p.er mettere
stretta attorno al palco sistema- pire quali sono gli orientamenti Dresto a bilancio risultati tali da
to sotto Palazzo Grazioli. E, do- di tutti.
risollevare un «indice di rendipo che il governo ha superato la
Intanto, però, la riforma più mento istituzionale» che per il
prova della fiducia e il Cavaliere urgente e unanimemente solle- momento vede ancora uno scarè ormai decaduto da senatore, è citata - ma solo a parole - to tra le performance promesse
proprio questo il punto: che co- quella per superare il Porcellum, dall' esecutivo e quelle concretasa ne sarà dei progetti d'inge- resta una chimera. L'udienza in mente realizzate.
gneria istituzionale che sono cui la Corte costituzionale si Purché il premier abbia apstati presentati come un cardine pronuncerà su alcuni nodi criti - punto la stessa disinvolta risodel patto per le larghe intese? ci e già oggetto di <<riserve» del- lutezza dimostrata durante la
Enrico Letta ha spiegato che in _ l'attuale legge, condizionando conferenza stampa di ieri mattitende usare la maggioranza di fatto qualsiasi futura revisio- na, nella quale ha spiegato il
«rafforzata e coesa» di cui di- ne, è convocata per martedì 3 passaggio attraverso cui, bruspone «per accelerare sul per- dicembre. Certo, oggi si riunisce ciando i tempi e blindandosi da
corso delle riforme». Ma, in at- la commissione Affari costitu- solo,hasanatol'addioallacoalitesa che Forza Italia si pronunci zionali del Senato. Quindi, in te- zione del partito berlusconiano.
ufficialmente (perché un conto oria, potrebbe ancora votare Per inciso, il campionario di
sono le minacce e le iperboli qualcosa. Tuttavia è molto im- recriminazioni uscite dal cenlanciate in un comizio, un conto nrohahile che riesca a farlo. I trodestra sulla prassi seguita in
i discorsi pronunciati nelle aule termini dei due appuntamenti questo caso da Letta (e, più o
parlamentari), c'è anche il pre- sono troppo ravvicinati. E la te- meno direttamente, dallo stesso
sidente della Repubblica a voler naglia cronologica che sta per Quirinale), sono malposte. Inverificare fino in fondo la que- chiudersi sembra dunque desti- fatti, se i dirigenti di Forza Italia
stione.
nata a deludere !'insistenza con avessero presentato la notizia
Se stesse a quanto gli è stato la quale il capo dello Stato si è del ritiro del partito non quando
comunicato da Renato Brunetta speso affinché il Parlamento era in corso una seduta destinamartedì, quando il capogruppo riuscisse almeno a «battere un ta a concludersi precisamente
forzista gli ha annunciato che il colpo», prima di quella data.
con un voto di fiducia (e per di
partito stava per togliere la fidu _ Intanto, a battere un colpo ri - più di fiducia sull'atto principacia all'esecutivo innanzitutto suonato positivamente fino al le di un governo nel corso di un
«votando contro la legge di Sta _ Qu~rinale, è ~ato il governo..Na - ~,no, il v~o dell~ legge di Stabibilità», Giorgio Napolitano po- pohtano ha nlevato ~on s?lhevo l1ta), ma 1';1 un giorno <<normatrebbe ancora confidare in una che,. nonost~te la sfIda ~I Forza le» della Vita parlamentare,. tutnon inevitabile autoesclusione Itaha, E.nnco Lett.a dIspone to a~ebbe p0!Uto essere dlveradesso dI una maggioranza che so. DIverso e In un certo senso
più drammatico. E il mantra
«crisi -crisi» da loro evocato con
slogan concepiti già in chiave di
propaganda elettorale, avrebbe
potuto vincolare il premier a
una strada parlamentare diversa
e probabilmente più lunga.
E un indizio di alcune contraddizioni che il presidente
della Repubblica ha toccato con
mano, in questa stagione. Ad
esempio sul tema della grazia,
utilizzato da Berlusconi in una
spirale di ultimatum, minacce,
intimidazioni. Eppure Napolitano si era sentito ripetere per
l'intera estate, e fino a tutto ottobre' da parecchi interlocutori
(gli avvocati Coppi e Ghedini,
che peraltro avevano reso pubblica questa posizione, ma anche da Confalonieri) che no,
non ci sarà alcuna domanda di
grazia e che lui non avrebbe
avuto nemmeno il problema di
esaminarla, perché al Cavaliere
non conviene... Incoerenze studiate? O piuttosto oscillazioni
emotive di un uomo, e del suo
cerchio magico, che vive uno
psicodramma perché non accetta di uscire di scena e per questo
grida al «colpo di Stato» (anatema poi derubricato nella variante «democrazia dimezzata»)? Da
ieri questo è un capitolo chiuso.
Che forse si chiarirà nel prossimo incontro al Q1lirinale con la
delegazione di Forza ltalia
Marzio Breda
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Napolitano confida nella partecipazione di Forza Italia. Ma il nodo è lo stallo sulla legge elettorale
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
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28-11-2013
11
2/2
In Parlamento
I rapporti
Dopo la condanna,
la chiamata in causa
La condanna definitiva
del Cavaliere nel processo
Mediaset lo scorso primo
agosto chiama subito in
causa Giorgio Napolitano.
L'eventuale grazia, infatti,
può essere concessa
soltanto dal presidente
della Repubblica
1
Il presidente gela:
sentenza definitiva
Dopo alcuni giorni di
discussione politica
surriscaldata, interviene
lo stesso Napolitano.
Per dire di non aver
«ricevuto richieste di
grazia. Nel caso,
valuterò. Si prenda atto:
la sentenza è definitiva»
2
La nuova maggioranza
senza i berlusconiani
l
Nuovo
centrodestra
SCelta - - - - - - ,
,
civita
.",~~. ."
In Senato
Totale seggi
321
" 7 Sel. 5 senatori avita, 4 ex M5S
* *iI presidente Pietro Grasso per prassi non vota. Rispetto alla fiducia di martedì,
c'è un voto in più, quello del senatore Di Giacomo subentrato a Berlusconi
Pd
Nuovo centrodestra
SCelta-------,
dvlca
Forza Italia - Sei
Fratelli
d'Italia
l' Misto·
D I.
"
Lega
Berlusconi: non
chiederò la grazia
Sabato scorso
Berlusconi annuncia:
«Non chiedo la grazia,
tocca a Napolitano
darla». Ma a stretto giro
arriva la risposta dal
Colle, una nuova doccia
fredda: «Non ci sono le
condizioni»
3
Totale seggi
630
"tra cui 5 Centro democratico, 4 Italiani all'estero,
5 Minoranze linguistiche, 4 Psi - **ex M5S
Misto·L...-J
CORRIERE DELlA SERA - D'ARCO
Forza Italia chiede
un incontro
068391
Ieri, al termine di una
lunga riunione dei
gruppi parlamentari di
Forza Italia, i capigruppo
Paolo Romani e Renato
Brunetta formalizzano la
richiesta di un incontro
con il presidente della
Repubblica
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Data
la Repubblica
cadenza decisa dalla Giunta.
Vengono bocciati tutti, l'ultimo
per 192 a 113, con due astensioni.
E allora, in un silenzioso bruslo,
Grasso legge la formula prevista
dal regolamento: "Si intendono
pertanto approvate le conclusioni delle Giunta, nel senso di dichiarare la '''mancata convalida... ". Così, alle 17,43, Berlusconi
diventa un ex senatore.
Pagina
Foglio
Il fatto cbetatto
fosse già stato
Poi amdle Bo:ndi
deUo:w:m~va
"Cari anùèi, :no:n
28-11-2013
6/7
2/3
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getialas~
i~da.Da
SGl'Ve a Nel'lte
difesa delCavaUeN
Ra.u.:no già deciso"
IO RIPRODUZIONE RISFRVATA
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La j'M~,qu,en~a
deDa gic:n1\ata
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20
1
Fondazione Mps
incassa 100 milioni
dalla vendita
del prestito fresh
libera dalla Ve
al piano dell'istituto
Le riserve dell' ente
mènto fondato sulla riduzione dei
costi operativi». Inoltre ci saranno
limiti alla remunerazione dei manager. La riduzione del 25% dello
stato patrimoni aIe nel bilancio di
Mps, «non avrà effetti sull'economia reale»: l'obiettivo verrà raggiunto riducendo il credito al consumo, illeasing, i prestiti,l'esposizione ai titoli di Stato, le attività di
trading e l'attività internazionale,
in particolare con la cessione di
MpsBelgio.
Intanto a Siena non si placa }'irritazione dei soci della Fondazione
sull'aumento. Il sindaco Bruno Valentini sta «cercando di sollecitare
l'attenzione del governo» e teme
«che qualcuno non si preoccupi
più di tanto della quotazione del titolo».
r.dim.
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068391
semblea di fine dicembre. E' quanto sostiene in una nota ufficiale.
«La Fondazione resta determinata
a lavorare per la messa in sicurezza dell'ente» e «ribadisce l'impegno a continuare ad accompagnare la banca, ove possibile, nel suo
percorso di rilancio senza rinunciare al proprio ruolo di azionista
ROMA Boccata d'ossigeno per la storico»,
I 100 milioni incassati dal fresh
Fondazione Mps che fa cassa, indispensabile per la sua sopravviven- allentano in parte la tensione fiza. Ieri alla deputazione ammini- nanziaria dell'ente che ha debiti
stratrice, il presidente Antonella per 350 milioni con una dozzina di
Mansi (collegata in conference call banche con Imi banca agente. Nei
come alcuni consiglierì), secondo giorni scorsi Imi ha inviato una letquanto risulta al Messaggero, tera alla Fondazione chiedendo coavrebbe comunicato che un grup- me pensa di muoversi riguardo
po di banche internazionali ha l'aumento di capitale progettato
venduto a investitori istituzionali da Mps e, oggi, a Milano dovrebbe
la quota di 500 milioni (nominale) tenersi un incontro con le banche.
La ricapitalizzazione di «almedel prestito fresh da 1 miliardo.
Dalla cessione l'ente avrebbe rica- no» 2,5 miliardi per rimborsare il
vato circa 100 milioni, una somma 61% dei Monti-bond (4,07 miliardi)
che lo mette in sicurezza fino al «dovrà essere fatta entro il 2014».
2015, anche se non risolve il nodo E' uno dei paletti del piano di ridella partecipazione all'aumento strutturazione di Mps approvato
di capitale di Mps per. 3 miliardi ieri dalla Commissione Ue. L'ope(1,005 miliardi la sua quota corri- razione varata martedì scorso dal
spondente al 33,5%) che rappre- cda presieduto da Alessandro Prosenta uno dei perni del piano di ri- fumo è considerata «elemento esstrutturazione autorizzato ieri dal- senziale» del piano 2013-2017 che,
nella versione definitiva, verrà esalaUe.
minato dal board di Rocca SalimSUMMIT CON LE BANCHE
beni convocato oggi. Nel piano c'è
Il bond fresh, emesso dall'istitu- l'impegno al riscatto pieno della
to cinque anni fa per finanziare quota dei titoli pubblici entro cinl'acquisizione di Antonveneta, dà que anni. In una nota la Commisdiritto ad acquistare azioni Mps sione indica che il piano Mps si
(1,1%) a 18 cent, pari all'attualevalo- fonda su «assunzioni prudenti in
re di mercato. In relazione all'au- particolare relativamente agli
mento, la fondazione si riserva spread sui bond sovrani italiani» e
una decisione in occasione dell'as- prevede «un ritorno dell'investi-
~Via
Antonella Mansi
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1 /2
GIOCO DELLE TRE CARTE
Imu cancellata col trucco
(e con acconti più pesanti)
Bozzoa pagina1.6
La legge di Stabilità
Abolita la seconda rata Imu
col trucco degli acconti record
Il Consiglio dei ministri cancella la tassa su prime case eterreni, coperture acarico
delle banche: anticiperanno il 130% di Ires eIrap. Squinzi protesta: «E i capannoni?»
Gian Battista Bozza
gia. In ogni caso, vale la pena di
ricordare che se aumentano gli
acconti, diminuiscono i saldi, e
dunque il governo si troverà a
dover fare i conti con minori entrate alla voce «banche» nel
2014. Cosìcomec'èancorailrischio che scatti la clausola di
salvaguardia - ovvero l' aumento delle accise - se le coperture
del taglio della prima rata Imu
non saranno raggiunte. «Le Finanze stanno monitorando la
situazione», conferma il sottosegretario all'Economia Pier
Paolo Baretta. Le coperture al
taglio Imu vengono criticate
dal presidente della commissione Finanze della Camera,
Daniele Capezzone (Fi): «Gli
anticipi si tradurranno inminori prestiti a favore di imprese e
famiglie, e in maggiori costi per
i clienti delle banche».
Il versamento degli acconti
Ires e Irap è posticipato allO dicembre prossimo, per dartempo difare i conti. Il sistema bancario, chiamato a finanziare
una tantum lo sgravio del-
l'Imu, ottiene tramite la rivalutazione delle quote Bankitalia
un miglioramento della patrimonializzazione in vista degli
stress test europei. Nel giro di
due anni, le quote dovranno essere diluite in quanto nessuno
potrà possedere una partecipazione superiore a15% del capitale della banca centrale. Oggi, Intesa Sanpaolo detiene il 30,3%
del capitale Bankitalia, Unicredit il 22,1 %, le Generali il 6,3%,
l'Inps il 6,2%. Ai partecipanti al
capitale, Bankitalia potrà distribuire dividendi non superiori
a16%. Anche il Fisco avrà la sua
parte. La rivalutazione delle
quote entro una forchetta previstafra5 e 7,5 miliardi di euro, saràassoggettataaun'impostasostitutiva del 12%, con un incasso che si stima superiore a l miliardo di euro.
All' operazione non è ancora
giunto il via libera formale dellaBancacentraleeuropea. Ilgoverno, assicura Saccomanni, è
in contatto coi servizilegali della Bce che non hanno sollevato
obiezioni sull' operazione.
068391
Roma Sarà il sistema bancario
a «pagare» l'abolizione della seconda rata dell'Imu, per un totale di2 miliardi e 150milionidi
euro, con un aumento record
degli acconti fiscali Ires e Irap.
«Un anticipo cospicuo vicino al
130% - spiega il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni - che però è accettabile
anche dal punto di vista della
normativa Ue». Due terzi della
copertura verranno dagli acconti, un terzo dall' anticipo del
100% dell'imposta sul risparmio amministrato. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, che
ha anche approvato le norme
sulla rivalutazione delle quote
Bankitalia. La banca centrale
diventerà, dice ancora Saccomanni, una public company
con un limite de15% alle partecipazioni. Un tetto che, secondo il ministro, lascia aperta la
porta anche a investitori europei.
In attesa della nuova triplice
tassa sugli immo bili decisa con
la legge di Stabilità (Imu su secondecasepiùIuc divisa in Tasie Tari per tutti), il governo varain extremis anche il taglio dellasecondarataImu2013. In sintesi, le prime case sono esenti
dal pagamento eccezion fatta
per gli immobili dilusso (accatastatiAl), ville e castelli. Esenti anche gli immobili strumentali agricoli, terreni e fabbricati
rurali e sui terreni agricoli per
la parte coltivata. «L'Imu andava abolita anche sui capannoni
industriali», protesta il presidente della Confindustria,
Giorgio Squinzi. Si paga l'Imu
sulle seconde case, con le aliquote decise dai Comuni.
Adesso bisognerà verificare i
dettagli visto che, come aggiungeilministro, «il decreto èinfase di finalizzazione», cioè dev' essere completato. Ad esempio, per coprire l'Imu agricola
s'era parlato di un prelievo di
300 milioni dalla «cassa conguaglio» dell' autorità sull' ener-
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Foglio
Nascita della luc, Imposta unica comunale
Unisce 3 tasse:
Su!la prima ca.~a per abita,zioni
Imu due volte
l'anno:
.giugno
• dicembre
Tasi in quattro rate:
.16 gennaio
°16 aprile
°16luglio
"16 ottobre
RISPETTO AL 2012
Tassa sui servizi comunali.
L'aliquota base è del1'1 per mille,
i Comuni possono aumentarla
fino a12,5 per mille, ma mai sopra
l'aliquota Imu 2013.1 Comuni
possono decidere detrazioni
o addirittura l'abolizione grazie
a stanzia menti di 943 + 500 milioni
mD
mD
Banche
Em
ID 0-0,25°/0 Em 0-0,6°10
Imprese
'......
Aumenta al 300/0 la deducibilità
per l'lmu sui capannoni
Imu seconde case in locazione:
1,06°10
Clausola di salvaguardia
ID
0,46-1,06°/0
0
1150 /0 del reddito fondiario delle case
sfitte nello stesso comune entra
nel calcolo dell'lrpef
ECOBONUS
Sgravi Irpef del 50°/0 e del 65°/0
per lavori di ristrutturazione
ed effici enta mento energetico
per tutto il 2014
I
Finanza
Dal :1.,5 al :ID/DI'imposta sul valore
delle attività finanziarie
all'estero dagli italiani
Aiuto fiscale con credito d'imposta
Gettito imposte sulla casa:
ad hoc per le banche che hanno
rivalutato beni o subito perdite
24 miliardi
24 miliardi sui crediti. Aumento dell'imposta
Imu prima casa:
sulle comunicazioni alla
clientela di servizi
0-0,6°/0
finanziari al:l per mille
Tasi:
ImueTasi:
TARI
Sostituisce la Tares sui rifiuti
28-11-2013
16
2/2
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Quotidiano
Aumento aliquota sui carburanti
nel biennio 2017'-2018
Gettito previsto aggiuntivo
ZZO milioni euro nel201f:
2.99 milioni euro neI201~\
i':
Sigarette elettroniche
Rincaro dal 2014 della taSsazione
sui liquidi al 58,5 10
.
0
GONEo FISCAIiE
Capezzane: «Così gli
istituti ridurranno
i prestiti alle famiglie»
Ili TAGLIO SUI CoNTRIBUTllNAl1i
Tagli per redditi
fi no a 35.000 euro
sgravi di 228 euro
annui per i redditi
15.000-18.000 euro
3.3 miliardi sgravi
per le imprese
INCENTIVI
Dedudbilità Irap per le imprese fino a 2.5mila euro
per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato
REDDITO MINIMO
Ili PESO DEII CONTRIBUTO
2.Z0 milioni
perSia,
reddito minimo
(40 milioni
l'anno per 3 anni)
finanziato
da pensioni sopra
90.000 euro
D
5
:1.0
:1.5
ZD
068391
L'EGO
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28 novembre - SNALS Lombardia