l’UNIVERSITÀ P e r i o d i c o anno XXV n. 4 ottobre/novembre 2007 Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% legge 662/96 DCB Centro 1 Perugia Prezzo 1 Euro d e l l ’ A t e n e o d i P e r u g i a Fare impresa in Accademia La Start Cup 2007 ha premiato le idee migliori in un evento show con David Riondino. il servizio alle pagine 7/8 pagine 2/3 pagina 4 pagine 5/6 pagina 9 Medicina si trasferisce Cresce il Polo di Terni I figli della Riforma Cinque conferme Da febbraio i nuovi edifici ospiteranno le lezioni del triennio clinico della Facoltà. Iniziati i lavori a Pentima per la realizzazione del Pro Rettorato. L’identikit dei laureati triennali dell’Ateneo di Perugia. Rieletti fino al 2011 i Presidi Rossi, Daddi, Fringuelli, Ugolini e Bonamente. l’UNIVERSITÀ Primo piano Conto alla rovescia per le au In dirittura d’arrivo i lavori degli edifici che ospiteranno il nuovo centro per la didattica della Fa Il complesso progettato per l’insegnamento e per una ricerca all’avanguardia, verrà in se servizio di Nicoletta Stradaioli Finalmente ci siamo. La cittadella universitaria a Sant’Andrea delle Fratte è ad un passo dalla realizzazione definitiva. Il trasferimento dei reparti ospedalieri dal tradizionale insediamento di Monteluce verso la nuova sede sta procedendo a pieno ritmo ed entro il 2009 la Facoltà di Medicina e Chirurgia dello Studium sarà completamente trasferita nella zona che, fino a poco tempo fa, ospitava solo l’ex ospedale “Silvestrini”, oggi “Santa Maria della Misericordia”. In ottobre, infatti, sono stati portati a termine i due edifici che ospiteranno le nuove Nella foto: Uno scorcio delle nuove strutture a Sant’Andrea delle Fratte. l’UNIVERSITÀ Periodico d’informazione dell’Ateneo di Perugia Anno XXV - n. 4 ottobre - novembre 2007 Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 659 del 7/3/1983 Direttore: Laura Marozzi Hanno collaborato: Teresa Agovino, Erika Bellini, Massimo Binzero, Francesca De Arcangelis, Elio De Nardis, Stefania Giombini, Stefania Sorio, Valentina Pannacci, Nicoletta Stradaioli, Leonardo Varasano. Redazione: Piazza dell’Università, 1 06123 Perugia (PG) e-mail: [email protected] Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182 Progetto grafico, impaginazione: Réclame Progetti Srl Stampa: Tipolito Centrostampa due s.n.c. aule per il triennio clinico, 35 laboratori di ricerca e la sede del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Quindi, per l’autunno 2008 è prevista l’ultimazione della sede della Facoltà e, infine, nella primavera 2009 la definitiva operatività di tutta la sede di Sant’Andrea delle Fratte. Nel giro di breve tempo, insomma, si concluderà il percorso di ristrutturazione dell’intera sanità umbra che ha visto l’Università degli Studi di Perugia giocare un ruolo da protagonista. Si tratta di un cambiamento epocale non soltanto per le sorti della scienza medica perugina. “Siamo arrivati a conseguire un obiettivo molto importante per il futuro del nostro Ateneo”, afferma il professore Adolfo Puxeddu, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Già alla fine del primo semestre di questo anno accademico 2007-2008, infatti, tutti gli insegnamenti del secondo triennio di Medicina non si terranno più a Monteluce, ma saranno attivati presso la nuova sede di Sant’Andrea delle Fratte. Oggi manca ancora per la completa operatività delle nuove strutture solamente l’arredamento interno, ma la fase di dotazione si completerà nei primi giorni di gennaio del prossimo anno. “Una volta terminate le dotazioni – conclude il Preside -, si darà inizio allo svolgimento della didattica nel nuovo edificio”. Cosa che avverrà, appunto, con il secondo semestre dell’anno accademico in corso. Il complesso attuale degli edifici, che tiene conto delle esigenze necessarie per la didattica e per la ricerca, verrà in seguito integrato da un’ulteriore struttura destinata ad ospitare la mensa per gli studenti. “Per quello che riguarda il trasferimento del primo triennio, quello cosiddetto ‘biologico’ – continua Puxeddu – bisognerà aspettare, invece, ancora un po’. Per adesso questi insegnamenti resteranno ancora nella zona di Monteluce, presso le aule di via del Giochetto”. In quella zona, infatti, ha tuttora sede presso il Palazzo dell’Accademia Anatomico-Chirurgica la Presidenza della Facoltà e la Biblioteca, e dove, in particolare, ancora sussistono una serie di strutture didattiche, di aule e di laboratori relativi agli insegnamenti preclinici, oltre ad un’estesa gamma di attività ambulatoriali. Questa separazione “geografica” di alcuni corsi della Facoltà è naturalmente provvisoria ed è dettata solamente da esigenze logistiche. Trasferire un’intera Facoltà di Medicina da un luogo ad un altro, infatti, con tutte le attrezzature sanitarie e i laboratori non è cosa da poco: per facilitare il processo di transizione è stata data la precedenza al trasferimento di quei corsi del triennio clinico che necessitano di essere a diretto contatto con le strutture ospedaliere operative. “All’inizio – sottolinea il professore Puxeddu – tutti dovranno affrontare dei sacrifici, professori compresi, che saranno costretti ad andare avanti ed indietro tra due poli, ma la nuova sede una volta completata avrà tutte le caratteristiche per essere il punto di riferimento nel sistema l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 l’UNIVERSITÀ Primo piano ule e i laboratori di Medicina Il Preside Adolfo Puxeddu: “Svolta epocale per l’Ateneo e per l’intera Sanità umbra”. acoltà, 35 laboratori di ricerca e la sede del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. eguito integrato con un’ulteriore struttura destinata ad ospitare la mensa per gli studenti. dell’Ateneo di Perugia”. Il trasferimento della Facoltà a Sant’Andrea della Fratte permetterà agli studenti di coniugare un moderno luogo di studio con un quartiere fuori dalle difficoltà connesse con il centro storico di Perugia, in una zona strategica fornita di tutti i servizi pubblici: dalla stazione ferroviaria ad un servizio bus che collega Sant’Andrea delle Fratte con ogni parte della città, fino alla prossimità con il raccordo autostradale. Infine, l’adiacente quartiere di San Sisto può offrire tutti gli alloggi di cui necessitano gli studenti universitari. La costituzione della Cittadella sanitario-universitaria del nuovo Polo unico ospedaliero di Santa Maria della Misericordia rappresenta, inoltre, un passo significativo nella crescita del rapporto di collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti, Regione Umbria, Università e Comune di Perugia. Il Polo unico non potrà che essere, per quanto riguarda la ricerca, le competenze personali, l’alta specializzazione e quindi la qualità delle prestazioni e l’efficienza, un luogo di eccellenza per la didattica, la ricerca, la diagnosi e la cura per l’intera comunità umbra. Il progetto del nuovo distretto ospedaliero rientra, inoltre, nel programma della politica edilizia dell’Ateneo relativo al trasferimento delle Facoltà di Economia, Scienze Politiche e Giurisprudenza negli edifici che risulteranno liberi in via del Giochetto, attuale sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia e di alcuni dipartimenti della Facoltà di Farmacia. La nascita del “Polo delle scienze sociali” non è ancora imminente perché è necessaria un’adeguata ristrutturazione, riorganizzazione, progettazione e assegnazione degli edifici e degli spazi interni, ma è senz’altro un importante obiettivo per i prossimi anni. Così riutilizzata, grazie anche al vicino Centro Linguistico d’Ateneo, l’area diventerà un Campus Universitario a tutti gli effetti dotato di biblioteche, mensa e alloggi per gli studenti. Gli edifici che, invece, saranno lasciati dalle Facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche nella cosiddetta zona della Conca verranno sfruttati dalle Facoltà di Scienze, Farmacia e da Lettere e Filosofia. Tutti i numeri delle strutture I nuovi edifici della Facoltà di Medicina si presentano da sé, con le loro misure: imponenti per le dimensioni, all’avanguardia per la tecnologia. Le due grandi strutture copriranno qualcosa come 5 mila 290 metri quadrati di superficie e avranno un volume lordo complessivo di 24 mila 103 metri cubi. Due fabbricati che saranno dotati, dunque, di tutti i più moderni comfort e delle tecnologie in uso nelle migliori accademie. Nell’edificio A, infatti, una delle 3 aule (la cui capienza varierà dai 96 ai 288 posti), sarà dotata di un servizio di videoconferenza. L’edificio B, invece, disposto su due piani, è composto da 5 aule didattiche con una capienza che varia dai 76 ai 96 posti, un’aula studio, un’aula internet e un’aula informatico-didattica. Oltre a questi sono previsti 35 laboratori, 8 uffici amministrativi, 1 servizio bar, 2 portinerie. Ed infine, per le esigenze del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, sono inclusi anche 4 studi dentistici, una sala con 11 riuniti dentistici e un’aula manichini. Le aule, in totale, potranno disporre di circa 1.150 posti a sedere. Edificio Mq Piani Fuori terra Destinazione A 1.490 1 1 Aule Nella foto: B1 3.000 2 2 Uffici amministrativi e laboratori Il progetto in 3D dei nuovi edifici che ospiteranno le aule e i laboratori della Facoltà di Medicina. B2 800 1 1 Aule Conto alla rovescia per le aule e i laboratori di Medicina l’UNIVERSITÀ Lusinghiero piazzamento nella graduatoria di AlmaLaurea della struttura universitaria. Primo piano Terni: un Polo Scientifico Didattico in crescita Al via i lavori di manutenzione straordinaria degli edifici “Ex Enfap”, a Pentima, destinati ad ospitare la sede amministrativa centrale dell’Ateneo nella città. servizio di Elio De Nardis Nella foto: Una veduta degli edifici “Ex Enfap”. Terni: un Polo Scientifico Didattico in crescita Il Polo Scientifico Didattico di Terni è pronto al grande salto. In estate sono arrivati i nuovi finanziamenti e in novembre avranno inizio i lavori di ristrutturazione edilizia del complesso destinato ad ospitare la sede centrale dello Studium in città. Un’iniziativa importante che lancia un’indicazione precisa: il rafforzamento della sede scientifico didattica decentrata dimostra che l’Ateneo multicampus sa resistere alla concorrenza delle accademie limitrofe. Anzi, è persino in grado di progettare nuove iniziative per ampliare i servizi agli studenti e l’offerta didattica. Sul piatto c’è un investimento di mezzo milione di euro, finanziato dal Comune di Terni, che, per adesso, supplisce alle mancanze ministeriali. Infatti, in attesa dei fondi governativi, gli attori politici locali non si sono scoraggiati e, nel luglio scorso, il Comune di Terni, l’Università degli Studi di Perugia e la Regione Umbria hanno siglato un accordo di programma. Oggetto dell’intesa estiva – a cui hanno preso parte il Sindaco Paolo Raffaelli, il Rettore Francesco Bistoni e il Vice Presidente della Regione Carlo Liviantoni – è stata la pianificazione strategica degli interventi da realizzare sull’immobile “Ex Enfap”, quello che tutti in città chiamano Pentima. Proprio quello che fino a qualche anno fa era la sede del centro di formazione professionale che la Regione ha acquistato dalla UIL e concesso in uso all’Università degli Studi di Perugia per vent’anni. Il progetto prevede i lavori di manutenzione straordinaria della struttura per la realizzazione della sede centrale (destinata cioè ad ospitare gli uffici del Pro Rettorato) e la messa a norma della palazzina che ospita gli uffici amministrativi. Da sottolineare anche il lavoro di squadra che ha ispirato tutta l’operazione. Se il Comune di Terni ha investito mezzo milione di euro, l’Università degli Studi di Perugia si è occupata della redazione del progetto esecutivo, dell’avvio delle procedure di gara e dell’esecuzione concreta dei lavori. I tempi trascorsi per passare dalla decisione all’operatività, a testimonianza dell’importanza del progetto, sono stati strettissimi. A luglio è stato firmato l’accordo, ad agosto è stata bandita la gara e il 20 settembre sono state aperte le buste dell’asta pubblica. Delle 62 imprese che hanno fatto domanda, 9 sono state escluse per documentazione incompleta, mentre la vincitrice dell’appalto è risultata l’azienda “GA impianti tecnologici”. La realizzazione di questi progetti prova anche il dinamismo che anima questa recente realtà accademica. Un dinamismo che è stato più volte sottolineato dalle indagini conoscitive elaborate dal Consorzio AlmaLaurea nel 2005 e nel 2006. Si tratta, quindi, della conferma di un trend positivo che va avanti già da vari anni. Nella sua tradizionale ricerca annuale sul “giudizio dei laureati sui servizi offerti dalle città sedi universitarie”, infatti, il Consorzio AlmaLaurea ha posto la cittadina ternana ai primi posti della classifica di gradimento degli studenti. Le valutazioni raccolte su “Terni città universitaria” sono decisamente lusinghiere. Terni, infatti, ottiene ben “quattro stelle” di soddisfazione per quello che riguarda i servizi garantiti: tra le città tra 100 mila e 250 mila abitanti, soltanto Parma ottiene un gradimento superiore con l’assegnazione di cinque stelle. Decisamente positivo, inoltre, anche il giudizio degli studenti universitari sui quattro principali tipi di servizi offerti dalla città: servizi culturali, servizi ricreativi, servizi sanitari e trasporti. Il gradimento più elevato (76,4 per cento) riguarda i servizi sanitari, quindicesima posizione nel rating delle città tra 100 mila e 250 mila abitanti. Segue il gradimento dei trasporti (62 per cento) che conferma l’identica quindicesima posizione e il gradimento dei servizi culturali (60,3 per cento) che colloca Terni al sedicesimo posto per la stessa categoria. Un po’ più basso, invece, il tasso di gradimento per i servizi ricreativi (54,5 per cento) che comunque colloca la seconda provincia dell’Umbria al tredicesimo posto nella speciale classifica delle città medio-piccole. l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 l’UNIVERSITÀ Focus I figli della riforma: giovani, in corso e stagisti Si abbassa la media dei laureati che compiono studi all’estero. Ecco l’identikit dei laureati triennali dell’Università degli Studi di Perugia. L’età media è di 23,7 anni, il 44 per cento ha finito gli studi nei tempi previsti e il 69 per cento ha svolto uno stage o un tirocinio. Nel complesso, le intenzioni della Riforma sembrano aver trovato una buona attuazione: il laureato di primo livello – confrontato con i suoi predecessori – è più giovane, più regolare e frequenta di più. Le statistiche che si riferiscono allo Studium non solo confermano questo trend, ma in alcuni casi sono migliori della media nazionale. A Perugia gli studenti si laureano prima (23,7 anni contro i 24,2 della media nazionale), frequentano di più le lezioni (77 per cento a fronte del 72 per cento del dato complessivo) e, in conclusione, ben l’86 per cento dei laureati dichiara di essere completamente soddisfatto della scelta del corso di studio effettuata. Questi i “dati ufficiali” del 2006 elaborati dal Consorzio AlmaLaurea. Fino ad ora, del nuovo sistema universitario si è spesso discusso sulla base di posizioni aprioristiche, di impressioni, in qualche caso addirittura di congetture. Non che tutto vada bene, va da sé, ma in qualche caso – è altrettanto evidente – il pessimismo è apparso eccessivo. Alcuni risultati, infatti, sono indubbiamente positivi. Ed ora se ne hanno i riscontri “ufficiali”. Per la prima volta, a distanza di sei anni dall’introduzione del “3+2”, è infatti possibile delineare i profili dei laureati triennali, di coloro cioè che si sono iscritti ed hanno concluso gli studi nei corsi riformati. L’indagine, condotta nel 2006 dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea, ha coinvolto oltre 185 mila laureati, appartenenti a quarantuno atenei. Lo studio effettuato sull’Università degli Studi di Perugia ha coinvolto 5 mila 685 laureati, 2 mila 55 dei quali di primo livello con l’esclusione delle conversioni dal vecchio al nuovo ordinamento, di solito, caratterizzate da percorsi più accidentati. L’età media dei laureati triennali è di 23,7 anni, un dato inferiore a quello della media nazionale (24,2) e assolutamente imparagonabile, se non altro per la differente lunghezza dei corsi di studio, con quello dei laureati pre-riforma (28). Tuttavia, un segnale di conferma del notevole miglioramento delle carriere studentesche rispetto al 2001 viene evidenziato dall’aumento della percentuale dei laureati in corso – con il conseguente abbassamento dei “fuori corso” – e dall’aumento della frequenza alle lezioni. Nel 2006, nell’Ateneo perugino, ben il 44 per cento degli studenti è riuscito a laurearsi in corso e addirittura il 77 per cento (a fronte del 72 per cento nazionale) si è dedicato assiduamente alla frequenza delle lezioni universitarie partecipandovi con regolarità. Due dati, questi, da non sottovalutare perché rispondono positivamente a due annose questioni che da sempre hanno investito il dibattito accademico “pre-riforma”. Far fronte all’abbandono precoce degli studi, ai “fuori corso” cronici dell’accademia e alle aule semivuote degli Atenei erano alcuni dei motivi ispiratori dei provvedimenti normativi che hanno animato dal 1989 al 2004 – dalla “riforma Ruberti” alla “riforma Zecchino” fino a quella “Moratti” – la legislazione universitaria. Informazioni utili dall’indagine di AlmaLaurea provengono anche dall’analisi “sociale” dei laureati triennali. Il neodottore della riforma – per il 39 per cento in possesso di un diploma di maturità scientifica, per il 32 per cento di un diploma tecnico e per il 17 per cento di un diploma classico – proviene molto spesso da famiglie nelle quali il titolo di istruzione superiore entra per la prima volta in casa: il 69 per cento ha entrambi i genitori non laureati. Una percentuale che sale al 73 per cento per i laureati post-riforma di primo livello, confermando ciò che la Rifor- servizio di Leonardo Varasano I figli della riforma: giovani, in corso e stagisti l’UNIVERSITÀ Focus ma ha reso possibile, ovvero un allargamento dell’accesso agli studi universitari a fasce di popolazione tradizionalmente estranee alle frequentazioni accademiche. Dall’analisi emergono altre luci e qualche ombra. Se da un lato, infatti, cresce sensibilmente il numero dei “figli della riforma” che ha svolto tirocini e stage (a Perugia sono il 69 per cento, più della media nazionale), dall’altro lato decresce consistentemente il numero delle esperienze all’estero. Infatti, causa la riduzione del corso di studi e l’elevato numero di esami da superare, i laureati triennali si recano all’estero solo nell’8,8 per cento dei casi (prima il dato corrispettivo era del 18,8 per cento). Questo è un dato che dovrebbe far riflettere la comunità accademica nazionale. Da un lato, infatti, si cerca di incentivare l’internazionalizzazione degli studi accreditandone l’importanza e la qualità, dall’altro lato, però, restringendo il corso degli studi e paradossalmente aumentando il carico didattico si favorisce quel fenomeno dello studente “mordi e fuggi” che non vede più nell’Università un luogo decisivo e ultimativo nella costruzione del proprio bagaglio culturale e professionale ma soltanto una tappa di passaggio del percorso formativo. Percorso che, con la richiesta attuale del mercato del lavoro di “formazione permanente”, tende ad essere sempre meno universitario e più diluito lungo l’intera vita. Ormai le maggiori aziende – ma non solo quelle – tendono a formare “in proprio” i nuovi assunti favorendo, indirettamente, una permanenza universitaria sempre più sbrigativa. Altri elementi interessanti di discussione, che emergono dall’indagine 2006 di AlmaLaurea sull’Ateneo di Perugia, sono i commenti e le intenzioni post-laurea dei dottori dello Studium. L’86 per cento dei laureati triennali dell’Università degli Studi di Perugia, infatti, si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi, mentre il 67 per cento rimarca le proprie convinzioni: si riscriverebbe allo stesso ateneo e allo stesso corso. Buoni i rapporti con i docenti (83 per cento), promosse le biblioteche (78 per cento). Qualche riserva, invece, per le aule e per le postazioni informatiche. Il laureato triennale è molto spesso deciso a proseguire gli studi: se prima questa prospettiva riguardava 60 laureati su 100 (il 17 per cento s’iscriveva ad un master universitario), oggi la percentuale di coloro che intendono completare il “3+2” ascende all’83 per cento (a Perugia qualcosa in più: l’84 per cento). Forse è proprio su questo versante che si deve lavorare di più, cercando di dare un valore diverso alla laurea triennale. Le correzioni possibili al corso della riforma sono molteplici e multiformi. L’indagine di AlmaLaurea mostra, intanto, le certezze e i punti di forza da cui partire. I servizi per gli studenti: quadro sintetico delle singole città (100 mila - 250 mila abitanti) Zoom I laureati dello Studium premiano Perugia Dal 1998 AlmaLaurea pubblica il Profilo dei laureati che fornisce una serie di elaborazioni sulla valutazione dei servizi fruiti dagli studenti universitari: servizi forniti dalle città (servizi culturali, ricreativi, sanitari e trasporti), dagli organismi per il Diritto allo Studio (borse di studio, alloggi, ristorazione), dalle Università (infrastrutture). Lo studio si riferisce a 145 mila laureati che, nel 2005, hanno compilato il questionario di AlmaLaurea. Le città universitarie presenti in questa indagine sono 66. La tabella che proponiamo si riferisce a quei centri con una popolazione compresa tra i 100 mila e i 250 mila abitanti. La sinergia tra lo Studium e il capoluogo di regione colloca Perugia ai primi posti della classifica. I figli della riforma: giovani, in corso e stagisti Abitanti Laureati PARMA 156.000 4.628 RIMINI 128.000 515 PERUGIA 149.000 4.470 PADOVA 203.000 11.395 VERONA 243.000 3.220 TRIESTE 210.000 2.762 TRENTO 105.000 2.253 MODENA 175.000 2.125 FERRARA 130.000 2.000 PESCARA 115.000 1.269 NOVARA 102.000 744 REGGIO EMILIA 141.000 716 VICENZA 106.000 438 RAVENNA 138.000 398 TERNI 104.000 234 PRATO 170.000 115 FORLì 108.000 1.728 SASSARI 113.000 1.465 FOGGIA 146.000 895 MESSINA 237.000 3.831 REGGIO CALABRIA 179.000 966 LATINA 109.000 192 Servizi della città (soddisfazione) Servizi per il Diritto allo Studio (fruizione) Infrastrutture universitarie (soddisfazione) Fonte: S. Cesetti, D. Cristofori, I servizi per gli studenti: le opinioni dei laureati su università, città e diritto allo studio, in “VII profilo dei laureati italiani. I primi figli della riforma”, Il Mulino, Bologna, 2006, p. 288. l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 l’UNIVERSITÀ Ricerca Fare impresa all’Università La Start Cup ha premiato le idee migliori in un evento show L’obiettivo consiste nella creazione di un network di aziende che, in un processo con David Riondino. di scambi costanti con l’Ateneo, rinnovi il sistema economico umbro e alimenti la ricerca scientifica con continui stimoli generati dal mercato. Ricerca e innovazione rappresentano il motore per lo sviluppo del Paese. Senza di queste non è ipotizzabile progettare il futuro di una comunità. Per questo motivo, da alcuni anni, l’Ateneo di Perugia sostiene con forza i processi di applicazione della ricerca scientifica nelle tecnologie innovative sviluppando una vivace collaborazione con il mondo delle imprese e le istituzioni territoriali. L’obiettivo di lungo termine risiede nella creazione di un network di imprese di emanazione universitaria, che, in un processo di scambi continui con l’Università, rinnovi non solo il sistema economico umbro rendendolo più competitivo, ma alimenti anche la ricerca delle strutture universitarie con continui e successivi stimoli generati dal contatto con il mercato. Gli Spin-off accademici rappresentano proprio questo. Uno dei meccanismi principali per il trasferimento della ricerca universitaria alle applicazioni industriali. Ma non c’è solo questo. Sono due, infatti, le direttrici sulle quali si sta muovendo l’Università degli Studi di Perugia in questi anni di ristrettezze economiche: rafforzare l’attività di ricerca di base e potenziare la ricerca applicata. Che tradotto in parole povere significa, innanzitutto, cercare di acquisire maggiori risorse al di là dei principali finanziamenti pubblici, i cosiddetti Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale). “Allo stato attuale del bilancio dell’Università – spiega il professore Loris Maria Nadotti, Delegato del Rettore per l’innovazione e membro della Giunta d’Ateneo – le risorse sono scarse. C’è stata una progressiva riduzione dei finanziamenti della somma del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che oggi viene assorbito in larga misura dalle spese per il personale dell’Università: circa l’87 per cento del bilancio dello Studium è, infatti, impegnato a finanziare gli stipendi dei docenti e dei tecnici amministrativi”. Per tutto il resto rimane poco, compresa la ricerca. Per cercare di ovviare alla restrizione degli stanziamenti ministeriali, lo Studium ha assistito la ricerca di base con finanziamenti mirati, primi fra tutti, quelli della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Le fondazioni bancarie, infatti, sono un canale importante, ma da sole non bastano a stimolare un processo virtuoso che inneschi un’attività di ricerca di lunga durata. Per questo motivo il progetto di autofinanziamento che sta cercando di costruire l’Università degli Studi di Perugia consiste nel far “rendere” il più possibile i risultati della ricerca applicata. Infatti, valorizzando al massimo questi prodotti in termini di profitto, si possono ottenere risorse aggiuntive per il bilancio d’Ateneo che poi possono essere destinate alla ricerca di base di tutto l’Ateneo, compresa quella umanistica. A questo proposito, per stimolare una cultura d’impresa che sia da supporto a tutta la ricerca scientifica, dal 2004 l’Università degli Studi di Perugia ha fatto partire il primo progetto Spin-off. Gli Spin-off sono progetti di impresa che nascono da idee generate nell’ambito della ricerca universitaria e sono promossi da gruppi di lavoro all’interno dei quali vi sono esponenti del mondo accademico. Dal 2004 ad oggi servizio di Teresa Agovino, Francesca De Arcangelis, e Stefania Sorio Fare impresa all’Università l’UNIVERSITÀ Ricerca sono state avviate 20 imprese che stanno uscendo dalla fase di incubazione per rimanere stabilmente sul mercato. Un altro filone su cui punta l’Ateneo perugino per promuovere la ricerca è quello inerente l’assistenza all’attività di brevettazione dei risultati della ricerca. “Dal 2005 ad oggi – sottolinea il professore Nadotti – abbiamo destinato una parte delle risorse del bilancio di Ateneo a queste spese di brevettazione. È chiaro che se un brevetto acquisisce un valore di mercato (ad esempio una scoperta farmaceutica), l’Università se ne avvantaggia, perché partecipa ai risultati economici derivati da ciò. E i benefici scendono a cascata su tutti i campi della ricerca scientifica”. Sulla scia di questi argomenti, nel giugno scorso, si è tenuto un convegno a Perugia sulla tutela della proprietà delle opere d’ingegno. Nell’ambito di un progetto interuniversitario, finanziato dal Miur, che si chiama Nuovo ILO (Industrial Liason Office), infatti, è stato creata una banca dati nella quale sono state immagazzinate tutte le competenze in termini di ricerca del personale dell’Università. Attraverso questo archivio, ad esempio, si può conoscere se, all’interno della struttura accademica, esistono le specializzazioni necessarie per impostare un progetto di ricerca oppure risolvere un problema in un determinato campo. Un’altra forma di incentivazione alla ricerca scientifica, inoltre, è rappresentato dalla competizione Start Cup. Chi partecipa presenta un progetto d’impresa, quantificato negli obiettivi e nelle cifre, che viene valutato da una commissione esaminatrice. La proposta migliore viene premiata con un assegno e i primi tre classificati partecipano alla competizione nazionale. Per promuovere e sviluppare nuove imprese innovative, infine, lo Studium ha dato vita al progetto I.TRAS.TE. ammesso al finanziamento ministeriale per un importo pari a 3 milioni e 645 mila euro. Una cifra decisamente importante per un progetto che ha come obiettivo principale quello di creare “incubatori di impresa”: strutture che favoriscano la nascita di imprese innovative e che consentano di mettere a sistema servizi logistici e di accompagnamento in tutto il territorio regionale. Start Cup 2007: vince chi punta sul vegetale Nelle foto: In alto il Rettore Francesco Bistoni inaugura la manifestazione. A fianco il presentatore David Riondino e sotto la premiazione dei tre progetti vincenti. Fare impresa all’Università “Hai un mondo di idee? Trasformale in imprese”. È stato questo lo slogan della “Start Cup Perugia Camerino 2007”, la competizione tra le idee generate dalla ricerca scientifica trasformate in impresa, che si è conclusa lo scorso 23 ottobre con un vivace evento show presso il 100dieci Cafè. Padrino d’eccezione della serata David Riondino attore, improvvisatore eccezionale e, soprattutto, studente universitario iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze. Tra i sette finalisti del concorso, la commissione esaminatrice ha classificato, primi ex-aequo, i progetti NPP–UNIPG (che si occuperà della produzione e della consulenza aziendale di prodotti naturali di origine vegetale oltre ad effettuare analisi chimico-fisiche e biologiche di integratori alimentari, prodotti dietetici e cosmetici derivanti da vegetali) e SFE–UNIPG (impegnata sul fronte dell’estrazione di principi attivi da matrici vegetali mediante CO2 in fase supercritica, che permette di ottenere prodotti non denaturati, esenti da residui di solventi organici e maggiormente concentrati, totalmente ecocompatibile). Il terzo posto è stato assegnato a PRO-LABIN-UNIPG (laboratorio di produzione e sviluppo di materiali inorganici nanostrutturati quali additivi di polimeri, componenti attivi di formulazioni cosmetiche e catalizzatori eterogenei). Ai primi due classificati ex-aequo, come premio, sono andati 6 mila euro a testa mentre al terzo 2 mila. Il progetto NPP (proposto da Valeria Marsili, Gian Luigi Gianfranceschi, Franco Fraschini, Maurizio Benzo, Isabella Calzuola, Andrea Gianfranceschi, Irene Vacca) punta su un’attività nel settore degli integratori alimentari, in particolare quelli ricavati dai germi di grano, un ambito guardato con molta attenzione sia dal mercato sia dagli investitori. Il progetto SFE (proposto da due giovani ricercatori, Fabio Amici e Valerio Campagna) opera, con una proposta innovativa ecocompatibile, per l’estrazione dei principi attivi da piante officinali. PRO-LABIN, invece, (proponenti Umberto Costantino, Michele Sisani, Roberto Spogli, Luana Perioli, Francesca Montanari, Renzo Giulietti) mira ad una svariata possibilità di utilizzo di nuovi materiali e di resine sintetiche. Alla manifestazione sono intervenuti Francesco Bistoni, Rettore dello Studium, il professore Loris Maria Nadotti, delegato del Rettore e direttore del premio Start Cup Perugia–Camerino, Ilio Liberati, Assessore del Comune di Perugia allo Sviluppo Economico e Stefano Takacs, Direttore del centro Italia di Vodafone. “L’Ateneo di Perugia è stato tra le prime università italiane a muoversi sulla strada dell’innovazione” ha dichiarato il Rettore Bistoni. “D’altronde, i risultati ottenuti fino ad oggi – ha proseguito Bistoni – nello sviluppo degli Spin-off sono frutto del lavoro di gruppo coordinato dal professore Loris Nadotti, vera anima del progetto”. I tre vincitori, infine, in competizione con i progetti primi classificati nelle altre 13 Start Cup locali, parteciperanno al Premio Nazionale all’Innovazione, promosso dall’associazione PNICube, in programma il 4 dicembre 2007, a Napoli, nella Città della Scienza, con premi di 60 mila euro al primo classificato, 30 mila al secondo e 20 mila al terzo. l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 l’UNIVERSITÀ Mondo Universitario Cinque unanimi conferme I risultati delle urne nelle Facoltà di Scienze Matematiche Rinnovato il mandato ai Presidi uscenti: i professori Francesco Fringuelli, Romano Ugolini, Fisiche e Naturali, Pierluigi Daddi, Giorgio Bonamente e Carlo Rossi resteranno in carica fino al 2011. Scienze della Formazione, Nel segno della fiducia e della continuità. I professori Francesco Fringuelli, Romano Ugolini, Pierluigi Daddi, Giorgio Bonamente, Carlo Rossi sono stati confermati Economia, alla guida delle rispettive Facoltà con un ampio margine di consensi, in qualche caso addirittura un plebiscito. Nelle ultime settimane, infatti, i docenti di Scienze Farmacia, Lettere Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze della Formazione, Economia, Lettere e Filosofia e Farmacia si sono espressi nell’eleggere i Presidi, confermando alla e Filosofia. guida delle stesse coloro che le avevano presiedute nel precedente quadriennio. Pochissimi i dubbi al momento delle scelte: segno che i Consigli di Facoltà hanno particolarmente apprezzato l’operato, le scelte didattiche e politiche, il livello accademico e professionale dei Colleghi in scadenza nello sviluppo delle attività di Facoltà e nella vita dello Studium quali membri del Senato Accademico. La dimostrazione di tale apprezzamento sta sia nelle altissime percentuali di suffragi ottenuti, sia nel ripetersi dell’incarico – in alcuni casi – quale terzo mandato – dimostrando così una forte unità d’intenti. Lo conferma, per esempio, il professore Giorgio Bonamente, il quale – eletto dal Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia per la terza volta con quasi l’80 per cento dei voti – non manca di sottolineare “il contributo dato alla conduzione della Facoltà dai componenti della Giunta di Facoltà, dai Presidenti dei corsi di laurea, dai Direttori di Dipartimento, nonché dai collaboratori dell’Ufficio di Presidenza”. Bonamente afferma che per il suo terzo mandato saranno prioritari la certificazione della qualità, l’adozione della piattaforma e-studium e un più rigoroso rispetto delle esigenze degli studenti nell’organizzazione della didattica. Il professore Francesco Fringuelli, al secondo mandato come Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, è ordinario di Chimica Organica e studioso internazionale nell’ambito della green chemistry. Il professore Romano Ugolini, anche lui al suo terzo mandato presso la Facoltà di Scienze della Formazione, eletto con larghissimo consenso, è un noto studioso di Storia Contemporanea e Risorgimentale e nella sua politica di conduzione della Facoltà spicca l’avvio di nuove proposte formative, che hanno contribuito ad incrementare il numero di iscritti. Basti pensare che al suo primo mandato, nel 2000-2001, gli studenti che frequentavano le aule di Palazzo Ermini erano appena duecento, contro i mille iscritti dell’ultimo anno accademico. Tornando ai programmi, invece, ecco che per tutti i neo-eletti l’obiettivo imprescindibile è la qualità. Per esempio, il Preside di Economia, professore Pierluigi Daddi, confermato con il 75 per cento delle preferenze, dopo aver fatto toccare alla propria struttura quota 4.000 iscritti punta a una riorganizzazione dell’offerta didattica secondo le nuove direttive del Ministero, per confermare l’ottimo piazzamento della Facoltà nelle classifiche recentemente pubblicate dai principali articolo di Laura Marozzi giornali nazionali sugli Atenei italiani ed il rafforzamento dell’autorevolezza che la compagine docente gode all’interno del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale. Il rieletto Preside di Farmacia, Carlo Rossi, infine, dichiara con forza che “il principale impegno che caratterizzerà il prossimo quadriennio accademico sarà quello di migliorare le strutture di Farmacia, una Facoltà in forte espansione e che necessita, pertanto, di ulteriori adeguati spazi anche alla luce dell’eliminazione del numero programmato per l’accesso al corso di laurea magistrale in Farmacia. L’effetto è stato quello di un boom degli iscritti che si sono più che raddoppiati”. Da qui la necessità di garantire agli studenti aule capienti e laboratori adeguati per confermare, se non migliorare, il terzo posto fra le 29 Facoltà di Farmacia italiane, e, addirittura, il primo per quanto riguarda due parametri qualitativamente molto significativi: l’internazionalizzazione e la produzione scientifica. Nelle foto: Da sinistra: i professori Pierluigi Daddi (Economia), Giorgio Bonamente (Lettere e Filosofia), Francesco Fringuelli (Scienze MM.FF.NN.), Carlo Rossi (Farmacia) e Romano Ugolini (Scienze della Formazione). Cinque unanimi conferme l’UNIVERSITÀ Piemontese di nascita, ma umbro di adozione ha studiato sempre a Perugia. servizio di Andrea Possieri e Leonardo Varasano Nella foto: Andrea Margaritelli, nello studio della sua azienda. Studio e azienda uniti in un binomio vincente Alumni Studio e azienda uniti in un binomio vincente Andrea Margaritelli, dopo la laurea in Ingegneria civile conseguita a Perugia, ha iniziato subito a lavorare nell’azienda di famiglia di cui attualmente è Direttore del marketing e della comunicazione. L’imprenditore è anche tra i soci fondatori dell’Associazione Alumni dell’Ateneo. Andrea Margaritelli è torinese di nascita, ma umbro da ben tre generazioni. Da quando il suo bisnonno, Eugenio, già alla fine dell’Ottocento iniziò a svolgere una serie di attività imprenditoriali in questa regione. Classe 1969, sposato, tre figli, una laurea in Ingegneria conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia, fra i soci fondatori dell’Associazione Alumni dell’Ateneo, è attualmente Direttore del marketing e della comunicazione nell’azienda di famiglia, il Gruppo Margaritelli. Uno dei più grandi gruppi industriali italiani – noto al grande pubblico per il “Listone Giordano”, il parquet a due strati – le cui attività imprenditoriali spaziano dai pavimenti in legno all’arredamento di interni, dalle traverse ferroviarie alle barriere di sicurezza e antirumore per opere stradali, fino ai veicoli industriali a marchio Merker. Piemontese di nascita, dunque, ma a 6 anni c’è stato il trasferimento definitivo in Umbria… È proprio così. Dopo i primi anni di infanzia vissuti a Torino, ho trascorso tutta la mia vita, anche di studente e non solo professionale, in questa regione. Dopo aver frequentato il liceo scientifico “Galeazzo Alessi” mi sono iscritto ad Ingegneria civile a Perugia. Una Facoltà estremamente stimolante che mi ha offerto basi utili anche se non direttamente legate all’attività imprenditoriale quotidiana. Avere delle solide basi di carattere scientifico, però, è un buon punto di partenza per affrontare il mondo dell’imprenditoria. Quali erano i luoghi della sua vita universitaria? Abitavo nella zona di San Pietro con la mia famiglia e per molto tempo il mio luogo di riferimento è stata la biblioteca della Facoltà di Agraria. In parte per una vicinanza logistica e in parte perché era un ambiente straordinario, con dei locali che invitavano allo studio. Era una sorta di circolo molto curioso, con studenti che per la maggior parte venivano dalla Facoltà di Veterinaria e di Agraria. Là ho intessuto amicizie importanti che sono rimaste tutt’ora. Nota di colore: ho sposato una studentessa di Veterinaria proveniente da Sabaudia. Ci siamo conosciuti proprio in quell’ambiente. E che vita studentesca conduceva? Seguivo le lezioni molto assiduamente, soprattutto quelle del biennio. Ho studiato intensamente e bene anche se non ho fatto lo studio “matto e disperatissimo” leopardiano. Nel triennio, invece, ho patito qualche disagio logistico, essendo costretto a spostarmi a Ferro di Cavallo e il nascente polo di Santa Lucia. Negli ultimi anni, tuttavia, già mi dividevo tra lo studio e le prime esperienze in azienda. Non ha mai pensato di andare a studiare in un’altra città? Inizialmente, pensavo di vivere il triennio specialistico fuori città. All’epoca, infatti, molti studenti di Ingegneria frequentavano gli ultimi tre anni in un altro Ateneo, specialmente a Bologna. Io, invece, sono rimasto a Perugia e questo, oggi come oggi, lo considero un po’ un limite. Perché andare a studiare lontano dalla propria città d’origine significa fare un’esperienza di vita importante. Invece, oggi sembra che la tendenza sia un’altra. Tutti hanno l’università sotto casa… Purtroppo è così. Ho l’impressione che si stia assistendo ad un fenomeno di “licealizzazione” dell’Università. Questo aspetto di polverizzazione, di “Università di quartiere” secondo me è un elemento che toglie qualcosa all’esperienza universitaria, al di là della qualità 10 della didattica. Credo che questa tendenza stia impoverendo il mondo accademico. Ricorda qualche docente del suo periodo universitario? Conservo ottimi ricordi di molte persone e con alcune sono anche rimasto in contatto. Del triennio ricordo e frequento ancora Antonio Borri, docente di Scienze delle costruzioni, una materia che rappresenta un pò uno scoglio significativo ad Ingegneria. Ricordo poi con molto piacere anche l’ambiente di Fisica tecnica, il professore Mauro Felli e il professore Franco Cotana con i quali ho sostenuto la tesi di laurea. Di questo istituto quello che ho apprezzato è soprattutto la capacità di dialogo con il mondo dell’impresa. Rimanendo in quest’ambito, nella sua esperienza ha avuto sentore di un diverso “peso” del laureato italiano rispetto agli omologhi stranieri? Non voglio cadere nel luogo comune di ritenere sempre fuori confine il mondo ideale: è un po’ un vizio italiano, una tentazione che va evitata. Nonostante ciò, devo rilevare che certi percorsi universitari esteri tendono ad accelerare una forte assunzione di responsabilità e di maturità. La Cina e i paesi dell’est asiatico, ad esempio, offrono laureati che in Italia sarebbero giudicati ragazzini ma che, viceversa, intrattengono importanti operazioni d’affari quando sono ancora molto giovani. Al di là dell’età, hanno capacità e competenza. Cosa c’è dietro? C’è che la formazione intorno ai 23-24 anni si è normalmente conclusa e con un livello di qualità molto alta. Lo scopo dell’Università dovrebbe essere quello di far entrare nel mondo del lavoro, almeno a un primo livello, ragazzi più vicini ai 24 che ai 30 anni. l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 Storia Le aspre lotte in città fra gli studenti rivali l’UNIVERSITÀ Le leggi perugine a garanzia delle diverse associazioni furono l’indiretta causa degli scontri. Le rivalità tra le tre componenti studentesche, quella forestiera, quella perugina e quella “sapienziana” riempirono le cronache cittadine persino con cruenti fatti di sangue, per porre fine ai quali le Autorità più di una volta fecero ricorso alla violenza. Quando il Comune di Perugia, nella seconda metà del Duecento, cominciò ad organizzare lo Studium cittadino, per prima cosa si preoccupò di far sì che alle lezioni organizzate in quegli anni partecipasse un numero consistente di studenti, mandando lettere e banditori nel contado perugino. Nel 1275 la città doveva già ospitare un certo numero di forestieri, visto che il Consiglio volle assicurare a coloro che volessero studiare in città la sicurezza della persona e delle cose. Quando Perugia intraprese l’iniziativa di fondare un proprio Studio, inoltre, da più di un secolo esisteva una legge imperiale, emanata da Federico I Barbarossa, che tutelava coloro che si fossero fatti “pellegrini per amore della scienza”. Sia che la celebre costituzione Habita sia stata veramente dettata a Bologna nel 1155, sia che, come vogliono altri, fu data a Roncaglia nel 1158, essa rappresenta in ogni caso la base giuridica su cui poggiarono le universitates studentesche. Questa legge, infatti, non solo vietava la pratica della rappresaglia, ma soprattutto assicurava agli studenti e professori forestieri la possibilità di appellarsi ad un tribunale che fosse equo nei loro confronti, potendo scegliere da quale autorità essere giudicati. Se l’Universitas vegliò anche a Perugia sulla tutela dei diritti studenteschi per tutto il XIV e XV secolo, l’organizzazione entrò in crisi nel corso del ‘500. Non fu più la comune condizione di studente “fuori sede” a riunire i giovani universitari, quanto piuttosto il luogo di provenienza. Le Nationes, nate come sotto organizzazioni dell’Università, presero il sopravvento e cominciarono a muoversi autonomamente per garantire ai propri “associati” privilegi e mutuo soccorso. L’Università degli studenti forestieri, divisa nelle sue diverse componenti nazionali, non era però la sola “organizzazione studentesca” in città. Accanto a questa forse già nel corso del XIV secolo aveva preso vita una analoga associazione di studenti perugini che, sempre più numerosi, vedevano i loro colleghi stranieri godere di privilegi che a loro non erano tributati. In realtà, dell’attività del Collegio della Matricola Perugina, come era chiamata questa associazione, si sa poco, a parte le violente discordie con gli scolari dell’Universitas per questioni riguardanti le precedenze nelle processioni cittadine. La natura composita dell’Università medievale fu ulteriormente complicata dalla fondazione di alcuni collegi studenteschi, come la Sapienza Vecchia (1362), la Sapienza Nuova (1425), il Collegio Bartolino (1571), il Collegio Oradino (1582), fondati da autorevoli personaggi che prima di morire avevano voluto devolvere i propri beni per sovvenzionare gli studi ad un certo numero di studenti poveri. Il particolare statuto garantito a queste scuole faceva sì che gli scolari delle sapienze rappresentassero un gruppo a parte nella popolazione studentesca. Pur non entrando a far parte se non molto tardi dell’associazione maggiore, godettero sempre di un posto di rilievo, anche per il fatto di essere per lo più chierici e dunque già dotati di uno status particolare. Le rivalità tra le tre componenti studentesche, quella forestiera, quella perugina e quella sapienziana riempirono le cronache cittadine persino con cruenti fatti di sangue, per porre fine ai quali le autorità più di una volta ricorsero ad una pari violenza. articolo di Erika Bellini Nella foto: Il bassorilievo della tomba del Magister Baldo Bartolini, morto nel 1490, ritrae un’aula universitaria medievale (Perugia, Palazzo Murena, Sala dell’ex Senato). 11 Le aspre lotte in città fra gli studenti rivali l’UNIVERSITÀ Libri Le novità in scaffale Umbria-Messico, Perugia-UNAM: frammenti di una lunga amicizia a cura di Livio Rossetti recensione di Stefania Giombini L. Rossetti (a cura di), Umbria-Messico, Perugia-UNAM: frammenti di una lunga amicizia, Morlacchi, Perugia 2007, pp. 91. Mentre viene firmato un impegnativo accordo culturale fra la nostra Università e la Universidad Nacional Autónoma de México di Città del Messico, in uno snello e piacevole volume pubblicato dall’Editore Morlacchi di Perugia, Livio Rossetti ha raccolto le testimonianze dell’amicizia accademico-culturale tra due Università che, seppur a grande distanza, nel corso di qualche decennio hanno generato molte opportunità di scambio e arricchimento reciproco. Diciotto variegate memorie in cui sono riportati fatti e percezioni personali di italiani in Messico e di messicani in Italia, per brevi o lunghi periodi, alle prese con conferenze, studi, lezioni, avvenimenti culturali di ampio respiro, e un bel reticolo di rapporti personali sotto il segno dell’amicizia. A sancire l’ufficialità del rapporto tra i due centri accademici, l’introduzione è firmata da P. A. Petacco, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura nella capitale messicana. Il panorama degli scambi non riguarda, peraltro, solo l’Università di Perugia e la UNAM. Da un lato Bianca M. Brumana parla diffusamente degli scambi intercorsi tra l’associazione culturale spoletina “L’Orfeo” e le istituzioni musicali di Guanajuato, dall’altro Romolo Santoni passa in rassegna le molteplici relazioni che sono state intrecciate con il Messico dal Circolo Amerindiano di Perugia, che ha trovato un interlocutore privilegiato nell’Università di Xalapa (Vera Cruz). Pure significativo è il contributo della Professoressa Paola Vianello de Córdova, eminente grecista di origine italiana, recentemente scomparsa, che è stata docente dal 1973 al Centro de Estudios Clásicos della UNAM e alla quale il libretto è dedicato. Nel ricordare una sua giovanile docenza a Perugia, la Vianello ha trovato il modo di scrivere, fra l’altro, che “fin da allora m’incurvai come un ponte sull’Oceano fra le due città e le loro principali sedi di studi superiori”. La Fisica nella vita quotidiana di AA.VV. recensione di Elio De Nardis AA.VV., La Fisica nella vita quotidiana, Grafiche Diemme, Bastia Umbra, 2007, pp. 151. Il volume può essere richiesto gratuitamente presso lo Staff Comunicazione e relazioni esterne dell’Università degli Studi di Perugia L’Assemblea generale dell’ONU, con la risoluzione 58/293 del 10 Giugno 2004, ha stabilito di celebrare nel 2005 l’ Anno mondiale della Fisica, in occasione del centenario della pubblicazione, avvenuta nel 1905, degli studi di Albert Einstein sulla relatività generale ed i “quanti di luce”, due scoperte che rivoluzionarono il XX secolo ed ebbero un impatto profondo sulla vita quotidiana dei cittadini in ogni parte del mondo. L’Università degli Studi di Perugia non ha perso l’occasione di contribuire alle celebrazioni internazionali con un Ciclo di Conferenze “La Fisica nella Vita Quotidiana”, che si è svolto tra il maggio 2005 e il febbraio 2006. L’iniziativa è stata coordinata dal Dipartimento di Fisica dell’Ateneo, con il sostegno del Comune di Perugia e della Fondazione Cassa Risparmio di Perugia e la collaborazione della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Le conferenze hanno ottenuto un significativo successo di pubblico e si sono inserite nel programma degli eventi di celebrazione dei 700 anni di vita dell’Ateneo perugino. Questo volume, che include un DVD multimediale, raccoglie gli interventi dei ricercatori intervenuti alle conferenze: ciascuno di essi ha contribuito ad evidenziare l’impatto e il rilievo che la Fisica ha avuto e continua ad avere sulla crescita delle scienze in generale e sullo sviluppo della società moderna, fornendo un significativo aiuto all’umanità nell’affrontare e trovare le soluzioni ai problemi e alle sfide del mondo odierno. Tra i temi principali trattati, lo sviluppo, grazie alla Fisica, di nuove tecnologie, cure e farmaci in ambito medico, le ricerche nel settore delle risorse energetiche, della conservazione dei beni culturali e dell’ambiente naturale, oltre che i progressi compiuti in ambito astronomico e astrofisico. Raphael’s painting techniques: working practice before Rome di AA.VV. recensione di Massimo Binzero AA.VV., Raphael’s painting techniques: working practice before Rome, Nardini Editore, Firenze, 2007, pp. 120. Le novità in scaffale Il volume, a cura di Ashok Roy e Marika Spring, raccoglie gli atti del Convegno Raphael’s painting techniques: working practice before Rome, svoltosi a Londra presso la National Gallery in occasione della mostra Raphael from Urbino to Rome (20 Ottobre 2004 - 16 gennaio 2005). Gli undici saggi che compongono il libro presentano i risultati delle ricerche più recenti sulle tecniche pittoriche del giovane Raffaello, nel periodo che lo ha visto operare ad Urbino, Città di Castello, Perugia e Firenze, prima del suo definitivo approdo a Roma. Tutti gli studi, compiuti da storici dell’arte ed esperti tecnicoscientifici, hanno fatto ricorso a metodologie scientifiche di avanguardia. Il volume prende spunto dal convegno, che si svolse a Perugia nell’aprile 2003, presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, organizzato da Bruno Brunetti e Antonio Sgamellotti, dedicato alle novità delle tecniche pittoriche del Perugino. Tra le quali ricordiamo, ad esempio, l’uso della polvere di vetro, finemente tritata, cui facevano spesso ricorso i pittori rinascimentali per dipingere a olio. Queste novità sono state ampiamente riprese e sviluppate nei saggi che compongono questo volume. Tra gli interventi vanno ricordati quelli di Barbara Berrie della National Gallery di Washington, di Bruno Mottin dei laboratori scientifici del Museo del Louvre di Parigi, di Marco Ciatti, Cecilia Frosinini e Roberto Bellucci dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, di Ashok Roy e Marika Spring della National Gallery di Londra, di Claudio Seccaroni dell’ENEA di Roma e di altri prestigiosi studiosi, tra cui Bruno Brunetti, Antonio Sgamellotti e Costanza Miliani dell’Università degli Studi di Perugia e del CNR-ISTM. 12 l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 In Ateneo l’UNIVERSITÀ Via Pascoli, è qui la mensa Inaugurata la nuova struttura che fornirà fino a 5.000 pasti al giorno. Gli studenti possono disporre di due linee alimentari con particolare riguardo alla genuinità delle pietanze e ai prodotti biologici. Locali rimessi a nuovo, tavoli grigi e seggiole verdi e blu in un contesto di pannelli rossi, banconi super accessoriati e un caleidoscopio di gusti e cibi, presentati nel modo più “goloso” possibile. Davvero una rivoluzione di stile, ma anche di qualità nella scelta e nella preparazione dei piatti, quella in scena dallo scorso 24 settembre presso la mensa universitaria di via Pascoli, una struttura di servizio che dopo un anno esatto di lavori, ha riaperto i battenti: garantiti fino a 5.000 pasti al giorno con i suoi 560 posti a sedere, cinque casse e 35 addetti. La ristrutturazione, voluta dall’Adisu e in particolar modo dal suo Presidente Maurizio Oliviero, di concerto con l’Università degli Studi di Perugia, la Regione dell’Umbria e il Comune di Perugia, si inquadra in un ampio progetto di offerta integrata di servizi da parte dell’Agenzia. Ma le novità riguardano anche l’aspetto alimentare. Infatti la Camst, la cooperativa che si occuperà della gestione della struttura e della ristorazione per i futuri sei anni, ha attivato un programma alimentare innovativo rispetto a quello del passato. Sono state delineate due linee alimentari: una linea dedicata a pasti veloci e freschi come insalatone, piadine, pizze e panini; e una linea tradizionale riservata a piatti tipici della cucina italiana, nonché della tradizione umbra e delle sue eccellenze. Infine, sarà rivolta un’attenzione particolare ai prodotti biologici. Il costo delle innovazioni non ricadrà certo sugli studenti che, con un apposito badge, potranno usufruire dei pasti ad un costo non superiore a 4,50 euro, o gratis per chi è beneficiario di borsa di studio Adisu. La mensa, inoltre, resterà aperta anche di sera, dalle 19 alle 21, allargando i servizi dedicati agli studenti con l’auspicio dell’Agenzia di creare un polo di aggregazione giovanile attraverso la prosecuzione della serata presso la sottostante area del bar 100dieci. Il Rettore dell’Ateneo Francesco Bistoni e il Presidente dell’Adisu Maurizio Oliviero hanno sottolineato con orgoglio “il passaggio dai 1.000 pasti erogati negli anni ’60 agli attuali 5.000. Un processo che è andato di pari passo con l’aumento degli iscritti allo Studium, passati dai 4.600 di allora agli oltre 34.000 di oggi. Due aspetti che sottolineano la crescita della qualità nel nostro Ateneo in perfetta sintonia con lo sviluppo della città di Perugia”. Il “pensiero forte” di Emilio Sereni: un convegno sulle trasformazioni storico-sociali e sul mondo rurale A Perugia il IX Convegno nazionale di Storia della Ragioneria nel segno di Luca Pacioli e Carlo Antinori Si è tenuto nello scorso settembre presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia il convegno sul tema “Trasformazioni storico-sociali e mondo rurale: il pensiero forte di Emilio Sereni”, organizzato in occasione del centenario della nascita e del trentennale della scomparsa dell’illustre scienziato. L’iniziativa, inserita tra le Celebrazioni per il VII Centenario dell’Ateneo, è stata promossa dalle Facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia (in collaborazione con la Fondazione “Angelo Celli” e sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana) con l’obiettivo di concorrere alla riflessione sul significativo contributo di Sereni in fatto di elaborazione teorica e ricerca empirica applicate alle diverse scienze storico-sociali. La giornata è stata aperta dai saluti della famiglia Sereni, cui hanno fatto seguito gli interventi dei presidi delle Facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia, Francesco Pennacchi e Giorgio Bonamente, e di Tullio Seppilli, Presidente della Fondazione “Angelo Celli”. Le relazioni hanno cercato di ricostruire le linee essenziali dei determinanti apporti che Sereni ha offerto tanto agli studi sull’agricoltura, quanto ai processi di formulazione di categorie concettuali legati ai concetti di egemonia e potere, di produzione e circolazione culturale, di cambiamento della realtà storico sociale. In occasione del convegno, inoltre, la rivista Umbria Contemporanea ha curato la riedizione del saggio di Emilio Sereni, Note sui canti tradizionali del popolo umbro. articolo di Valentina Pannacci Nella foto: Gli studenti affollano la mensa universitaria all’ora di pranzo. News Premio in Campidoglio per il professore Giuseppe Abbritti Mettere in luce i principali aspetti evolutivi degli studi ragionieristici che hanno portato alla teorizzazione e, successivamente, all’affermazione dell’Economia aziendale: sono questi gli obiettivi alla base del IX Convegno nazionale della Società Italiana di Storia della Ragioneria svoltosi a settembre presso l’Aula Magna dell’Ateneo di Perugia. Il convegno di studi, intitolato “Dalla rilevazione contabile all’economia aziendale. Dottrina e prassi nell’amministrazione economica d’azienda”, si è sviluppato attraverso la rievocazione della figura di Luca Pacioli, accademico di particolare spessore nella vita secolare dello Studium Perusinum e autentico maestro della scienza finanziaria e aziendale tanto da ideare il metodo della partita doppia nei bilanci, sperimentato nelle botteghe dei mercanti perugini. L’incontro si è aperto con i saluti delle varie autorità intervenute: tra gli altri, Roberto Cafferata, Presidente dell’Accademia di Economia aziendale; Francesco Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia; Carlo Colaiacovo, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia; Alviero Moretti, Presidente della Camera di Commercio di Perugia. L’introduzione è stata poi affidata a Maria Bergamin, Presidente della Società Italiana di Storia della Ragioneria, mentre il professore Gianfranco Cavazzoni, del Dipartimento di Discipline giuridiche aziendali, ha svolto una relazione su “Luca Pacioli: la rivoluzione del sapere contabile nel Rinascimento italiano”. Il professore Francesco Poddighe ha ricordato, invece, la figura di Carlo Antinori, uomo di scienza e grande ricercatore. 13 Giuseppe Abbritti, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, è stato insignito del premio internazionale “Buccheri La Ferla”, riconoscimento di notevole spessore nell’ambito della Medicina del lavoro. Il premio, istituito nel 1970 e gestito dall’Inail, è stato consegnato in Campidoglio nel settembre scorso per i meriti riconosciuti alle sue ricerche in materia di tossicologia, patologie polmonari e patologie correlate agli inquinanti in ambienti di lavoro. Il professore Abbritti ha tra l’altro svolto attività di ricerca presso la Toxicology unit del Medical Research Council di Londra. Via Pascoli, è qui la mensa l’UNIVERSITÀ In Ateneo Sognando la... California Una delegazione dello Studium e della Regione Umbria hanno partecipato ad una “missione” scientifica presso gli Atenei della California, di Berkeley e di Stanford. articolo di Francesco Bircolotti Nella foto: da sinistra: Stefano Cimicchi, Silvano Rometti, Eleonora Bigi, Elda Gaino, Mauro Tippolotti, Enrico Melasecche Germini, Aldo Bruni, Walter Orlandi, Josè Maria Kenny. News Oncologia, il premio “Berlucchi” al professore Giuseppe Servillo Giuseppe Servillo, responsabile del gruppo di ricerca del laboratorio di Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Perugia, ha ottenuto un importante riconoscimento per la ricerca scientifica. Il premio, istituito dalla Fondazione “Guido Berlucchi” onlus, è stato consegnato nel giugno scorso a Borgonato di Corte Franca, in provincia di Brescia, ed è stato conferito per i meriti del progetto sviluppato in collaborazione con alcuni giovani ricercatori nell’ambito della ricerca oncologica. La Fondazione ha stanziato anche un finanziamento che permetterà all’equipe del laboratorio di proseguire le proprie ricerche sui meccanismi molecolari. Sognando... la California Sognando la… California. Non si tratta del titolo di un celebre film, ma di una vera e propria missione scientifico-culturale effettuata dall’Università degli Studi di Perugia, insieme a una delegazione della Regione Umbria, nello stato californiano. La professoressa Elda Gaino, Delegato del Rettore per i Rapporti e le Relazioni Internazionali, e il professore Josè Maria Kenny, Responsabile del laboratorio di Scienza e Tecnologia dei Materiali e Presidente del Centro Europeo per le Nanotecnologie dei Polimeri hanno così preso parte attiva alla visita presso le Università della California, di Berkeley e di Stanford, l’UC Davis Medical Center e i laboratori della Monsanto, nota compagnia dedicata allo sviluppo delle biotecnologie nel settore agronomico. La compagine universitaria è stata accompagnata da una delegazione regionale composta dall’Assessore regionale alla cultura Silvano Rometti, dal Presidente dell’APT Umbria Stefano Cimicchi, dalla dottoressa Eleonora Bigi dello Staff Relazioni internazionali della Regione Umbria, dal Presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti, dal Vice Presidente della Giunta regionale Enrico Melasecche Germini, dal dirigente delle politiche del lavoro della Regione Umbria Aldo Bruni e dal Direttore generale del USL 3 Walter Orlandi. Le visite hanno permesso di intessere preziosi contatti con docenti, ricercatori e scienziati ed hanno portato ad un importante proposta di stipula di accordi quadro tra l’Ateneo di Perugia e le Università dello Stato della California. I rappresentanti dell’Ateneo perugino, infatti, hanno presentato l’offerta formativa e le ricerche svolte nei vari centri di eccellenza sia a Perugia che a Terni, cercando di mettere a confronto le proprie esperienze con quelle californiane e proponendo ricerche congiunte in vari ambiti scientifici, con particolare riferimento al settore delle nanotecnologie. Durante la visita della delegazione a Sacramento, capitale dello stato della California, è stato realizzato un incontro con il professore Stephen A. Arditti, Vice Presidente dell’Università della California responsabile dei rapporti con il Governo dello Stato. Durante l’incontro sono stati analizzati i modelli di funzionamento e sviluppo delle rispettive Università ed è stato proposto un accordo quadro di collaborazione per attività didattiche e di ricerca. Allo stesso modo, la visita al campus di Berkeley dell’Università di California ha permesso di incontrare il Chancellor dell’Università, professore Robert J. Birgeneau e il Direttore delle Relazioni Internazionali, dottore John Lie. Durante questi due incontri è stato proposto un accordo quadro di collaborazione che prevede una serie di attività di ricerca congiunta nel settore delle nanotecnologie dei materiali polimerici che vedono come principale rappresentante il professore Paul Alivisatos del Dipartimento di Chimica dell’Università di Berkeley. Infine, è stata realizzata una vista al laboratorio di Nanocaratterizzazione dei Materiali diretto dal professore Robert Sinclair dell’Università di Stanford. Anche con il professore Sinclair è stata discussa l’opportunità di stabilire un accordo quadro di collaborazione all’interno del quale inserire prioritariamente la tematica delle nanotecnologie. Gli studenti di Scienze Politiche in visita al “quartiere europeo” di Bruxelles A Perugia il primo Congresso congiunto dell’Unione Matematica italiana e di quella tedesca Una visita al “quartiere europeo” di Bruxelles per cogliere dal vivo i meccanismi alla base del funzionamento dell’Unione. Tre giorni di viaggio organizzato, il giugno scorso, per 12 allievi dal professore Fabio Raspadori, docente di Diritto dell’Unione europea presso la Facoltà di Scienze politiche. Il 26 giugno, presso la Commissione europea, il gruppo è stato accolto da due funzionari italiani, Domenico Gigliotti, membro dell’Unità Medio Oriente, e Emma Toledano Laredo, assistente del Direttore generale nell’Ufficio di Cooperazione EuropAid, che hanno svolto interventi, rispettivamente, in materia di politica di vicinato e di cooperazione allo sviluppo. Al Parlamento europeo (27 giugno) si è invece svolto l’incontro con l’Onorevole Luciana Sbarbati (gruppo europeo Alde). Nel pomeriggio del 27, il gruppo ha quindi avuto accesso alle sedi del 14 Comitato delle Regioni e del Comitato economico e sociale, gli organi consultivi dell’Ue, sul cui funzionamento si sono soffermati Luis Sabino, capo dell’unità di interpretariato portoghese e Eleonora Di Nicolantonio, amministratore della sezione NAT. Il 28 giugno, la visita all’Ufficio di Rappresentanza della Regione Umbria ha fatto il punto sia sulle opportunità di lavoro o di finanziamento di progetti specifici, sia sull’attività e il futuro dell’Unione, con interventi di Stefano Baldi, consigliere Relazioni esterne della Rappresentanza permanente italiana; Marzia Conte, membro della direzione generale Educazione e cultura della Commissione europea; Paolo Stancanelli, assistente del direttore generale del servizio giuridico della Commissione europea, e Paola Simone, a capo dell’ufficio di rappresentanza della Regione Umbria. Si è tenuto a Perugia nel giugno scorso il Joint International Meeting UMI-DMV, primo Congresso congiunto dell’Unione Matematica Italiana e dell’Unione Matematica Tedesca. L’Ateneo e il Dipartimento di Matematica e Informatica hanno organizzato un evento che ha coinvolto circa 400 studiosi e ricercatori di matematica pura e applicata provenienti principalmente dalle due nazioni organizzatrici del Congresso. Il programma scientifico del Congresso prevedeva 10 conferenze plenarie tenute da matematici italiani e tedeschi e 16 sessioni speciali sulle principali tematiche di ricerca della matematica italo-tedesca. Tra i conferenzieri plenari era presente Alfio Quarteroni, analista numerico conosciuto anche al di fuori dell’ambiente matematico per avere condotto gli studi di progettazione e di calcolo numerico della barca del team Alinghi, vincitrice dell’America’s Cup dello scorso giugno. La cerimonia inaugurale del Congresso si è svolta presso la Sala dei Notari alla presenza del Sindaco, Renato Locchi, del Pro-Rettore Antonio Pieretti, del Presidente dell’U.M.I. Franco Brezzi, del Vice-Presidente della D.M.V. Wolfgang Lueck, dell’Assessore Maria Prodi e del Presidente del Comitato organizzatore e Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, Gianluca Vinti. I lavori scientifici si sono tenuti nell’Aula Magna dell’ Università; le sessioni speciali presso i Dipartimenti di Matematica e Informatica, di Fisica e presso la Facoltà di Economia. Tra le attività sociali del Congresso, un lunch inaugurale nel chiostro della Cattedrale di San Lorenzo, un concerto alla Sala dei Notari (quattro i concertisti, due tedeschi e due italiani), una escursione ad Assisi e la cena di gala nel Chiostro di Santa Giuliana. l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007 In Ateneo l’UNIVERSITÀ Il cordoglio dello Studium per la scomparsa di Meredith Il Magnifico Rettore ha incontrato la famiglia della studentessa e tutta la comunità di studenti Erasmus di Perugia. Meredith Kercher, in Italia, era arrivata ad agosto. Voleva imparare la nostra lingua e stava effettuando il programma di mobilità internazionale Erasmus. Giovane, 22 anni, li avrebbe compiuti a dicembre. La sua tragica scomparsa ha scosso la vita di ogni cittadino e di tutto l’Ateneo. L’intero Corpo Accademico e tutto il personale dell’Università degli Studi di Perugia hanno espresso il più profondo cordoglio per la tragica vicenda e si sono stretti attorno alla famiglia della giovane studentessa. L’efferatezza del delitto ha colpito profondamente la Comunità Universitaria perugina che sta seguendo attentamente lo sviluppo delle indagini dell’Autorità giudiziaria. In primo luogo per poter far luce sull’accaduto ed assicurare alla giustizia i colpevoli dell’omicidio della giovane Meredith; in secondo luogo, per assicurare a tutta la popolazione universitaria, compresi gli studenti Erasmus, che la città di Perugia rimane una meta vivibile e sicura. Pochi giorni dopo l’omicidio è stato infatti organizzato un incontro presso Palazzo Murena, sede del Rettorato, tra il Magnifico Rettore Francesco Bistoni, il Questore Arturo De Felice, il Presidente dell’Adisu Maurizio Oliviero e gli studenti del progetto Erasmus. “Siamo qui, con il Questore e il Presidente dell’Adisu per dare un messaggio di tranquillità agli studenti stranieri, in particolare agli studenti Erasmus”. Con queste parole ha aperto l’incontro il Rettore Bistoni, che ha colto l’occasione per rivolgere sentimenti di cordoglio, personali e dell’Ateneo, alla famiglia della giovane vittima. “Abbiamo l’obbligo di guardare avanti - ha sottolineato Bistoni - e lo facciamo con fiducia, sapendo che questo tragico episodio non può turbare la serenità nei rapporti, che sono ottimi, tra l’Università e gli studenti stranieri. “Questo incontro - ha spiegato - è un momento di riflessione che apre un dialogo con tutti voi e che ci consentirà di comprendere meglio la realtà e preparare i cambiamenti necessari”. Il Questore di Perugia, Arturo De Felice, con la sua presenza ha voluto testimoniare la vicinanza all’Ateneo e la piena disponibilità di tutte le forze dell’ordine per garantire la sicurezza della città. Infine, il professore Maurizio Oliviero, presidente dell’Adisu e docente nella Facoltà di Giurisprudenza, è intervenuto per contestare l’immagine negativa della città di Perugia fornita dai giornali. “La realtà è ben altra - ha dichiarato Maurizio Oliviero - fatta di normalità e tranquillità. Perugia rimane una città pacificamente multietnica e non da oggi”. Tre studenti perugini della Facoltà di Economia vincono il premio Nokia 2007 Riassetto della Ripartizione Informatica: Gaia Grossi Delegata del Rettore È stato un gruppo di studenti della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Perugia a vincere la quarta edizione del Nokia University Program: Irene Bassani, Tatiana Soriano e Valentino Cicero. Coordinati dalla dottoressa Ilaria Brocanello e dal professore Massimo Paoli, docente di Economia e Gestione delle Imprese ed Economia e Management dell’Innovazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Perugia, gli studenti hanno vinto un soggiorno della durata di 4 giorni ad Helsinki (biglietto aereo e hotel), una visita al sito produttivo Nokia di Salo, in Finlandia, ed un corso presso la Nokia Academy. La quarta edizione del Nokia University Program, partita a febbraio 2007, ha coinvolto circa 2000 studenti delle Facoltà di Economia, Ingegneria e di Scienze della Comunicazione di dieci atenei italiani: Catania, Bo- logna, Pescara, Ancona, Milano, Parma, Perugia, Torino, Roma e Salerno. Il Progetto vincente, dal titolo CAMA-BI-LIFE, è il risultato della progettazione e dello sviluppo da parte degli studenti perugini di un cellulare innovativo dal punto di vista tecnologico. La fattibilità tecnica e la particolare attenzione per la tematica ambientale lo hanno reso il migliore a livello nazionale. La proclamazione e la premiazione del gruppo vincitore sono state effettuate in una cerimonia il 12 ottobre, nel corso della quale si è svolta una tavola rotonda moderata dal Sociologo Francesco Morace che ha visto come protagonisti Andrea Facchini (direttore Marketing Nokia Italia), Carlo Alberto Pratesi (professore Associato di Marketing Università Roma Tre), Costanza Tarola (responsabile offerta consumer Wind) e Umberto Lucani (Marketing e Content Director My Space). La professoressa Gaia Grossi, personaggio di spicco del mondo accademico e politico umbro, in passato Assessore regionale alla Ricerca, Politiche formative e sociali e attualmente docente straordinario di Chimica generale presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Ateneo perugino, ha ricevuto dal Rettore Francesco Bistoni, la delega alla firma degli atti e dei provvedimenti di competenza rettorale concernenti la Ripartizione Informatica dell’Università degli Studi di Perugia. Tale nomina è volta alla semplificazione e al miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare i risultati che lo Studium intende conseguire. A capo della Ripartizione Servizi Informatici e Statistici è stato nominato l’ingegnere Giovanni Maria Rossi, la cui segreteria è coordinata da Marco Bondi. L’Area Sistemi è stata affidata a Massimo Lacquaniti, mentre Marco Pallotta e Giovanni Sabatini sono stati nominati Responsabili “ad interim” rispettivamente dell’Ufficio Server e dell’Ufficio Sistemistica. La responsabilità dell’Ufficio Postazioni di Lavoro è, poi, nelle mani di Elvio Bacocchia. È invece preposta al controllo dell’Area Servizi Applicativi, la dottoressa Flavia Cristiano. Per quanto riguarda la sezione Servizi Web, la responsabilità dell’area è stata affidata al dottore David Lanari. 15 articolo di Francesca De Arcangelis Nella foto: Un momento dell’incontro tra gli studenti Erasmus, le autorità accademiche e quelle cittadine. In ricordo Ateneo in lutto per la morte del professore Piero Lunghi Il Magnifico Rettore, l’intero Corpo Accademico dell’Università degli Studi di Perugia e il Personale tutto esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa del professore Piero Lunghi, 35 anni, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria industriale, direttore del master internazionale in innovazione e gestione d’azienda oltre che docente di numerosi insegnamenti presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia. Il cordoglio dello Studium per la scomparsa di Meredith Le edicole di Perugia dove trovare: Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge) Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna) Edicola P.zza Cavallotti Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini) Edicola Via F. Innamorati (Elce) Edicola P.zza Fortebraccio Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia Edicola San Marco Fornaci l’UNIVERSITÀ Il periodico dell’Ateneo in edicola