l’UNIVERSITÀ
P e r i o d i c o
anno XXV n. 4
ottobre/novembre 2007
Poste Italiane S.p.A.
Sped. in abb. post. 70% legge 662/96
DCB Centro 1 Perugia
Prezzo 1 Euro
d e l l ’ A t e n e o
d i
P e r u g i a
Fare impresa in Accademia
La Start Cup 2007 ha premiato le idee migliori in un evento show con David Riondino.
il servizio alle pagine 7/8
pagine 2/3
pagina 4
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pagina 9
Medicina si trasferisce
Cresce il Polo di Terni
I figli della Riforma
Cinque conferme
Da febbraio i nuovi edifici ospiteranno
le lezioni del triennio clinico della Facoltà.
Iniziati i lavori a Pentima per la
realizzazione del Pro Rettorato.
L’identikit dei laureati triennali
dell’Ateneo di Perugia.
Rieletti fino al 2011 i Presidi Rossi,
Daddi, Fringuelli, Ugolini e Bonamente.
l’UNIVERSITÀ
Primo piano
Conto alla rovescia per le au
In dirittura d’arrivo i lavori degli edifici che ospiteranno il nuovo centro per la didattica della Fa
Il complesso progettato per l’insegnamento e per una ricerca all’avanguardia, verrà in se
servizio di
Nicoletta Stradaioli
Finalmente ci siamo. La cittadella universitaria a Sant’Andrea delle Fratte è ad
un passo dalla realizzazione definitiva. Il trasferimento dei reparti ospedalieri dal
tradizionale insediamento di Monteluce verso la nuova sede sta procedendo a
pieno ritmo ed entro il 2009 la Facoltà di Medicina e Chirurgia dello Studium sarà
completamente trasferita nella zona che, fino a poco tempo fa, ospitava solo l’ex
ospedale “Silvestrini”, oggi “Santa Maria della Misericordia”.
In ottobre, infatti, sono stati portati a termine i due edifici che ospiteranno le nuove
Nella foto:
Uno scorcio delle nuove strutture
a Sant’Andrea delle Fratte.
l’UNIVERSITÀ
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXV - n. 4
ottobre - novembre 2007
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
Hanno collaborato:
Teresa Agovino, Erika Bellini, Massimo
Binzero, Francesca De Arcangelis, Elio De
Nardis, Stefania Giombini, Stefania Sorio,
Valentina Pannacci, Nicoletta Stradaioli,
Leonardo Varasano.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Progetto grafico, impaginazione:
Réclame Progetti Srl
Stampa:
Tipolito Centrostampa due s.n.c.
aule per il triennio clinico, 35 laboratori di ricerca e la sede del corso di laurea in
Odontoiatria e Protesi Dentaria. Quindi, per l’autunno 2008 è prevista l’ultimazione della sede della Facoltà e, infine, nella primavera 2009 la definitiva operatività
di tutta la sede di Sant’Andrea delle Fratte. Nel giro di breve tempo, insomma,
si concluderà il percorso di ristrutturazione dell’intera sanità umbra che ha visto
l’Università degli Studi di Perugia giocare un ruolo da protagonista. Si tratta di un
cambiamento epocale non soltanto per le sorti della scienza medica perugina.
“Siamo arrivati a conseguire un obiettivo molto importante per il futuro del nostro Ateneo”, afferma il professore
Adolfo Puxeddu, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Già alla fine del primo semestre di questo anno
accademico 2007-2008, infatti, tutti gli insegnamenti
del secondo triennio di Medicina non si terranno più a
Monteluce, ma saranno attivati presso la nuova sede di
Sant’Andrea delle Fratte. Oggi manca ancora per la completa operatività delle nuove strutture solamente l’arredamento interno, ma la fase di dotazione si completerà
nei primi giorni di gennaio del prossimo anno. “Una volta
terminate le dotazioni – conclude il Preside -, si darà
inizio allo svolgimento della didattica nel nuovo edificio”.
Cosa che avverrà, appunto, con il secondo semestre dell’anno accademico in corso.
Il complesso attuale degli edifici, che tiene conto delle esigenze necessarie per la didattica e per la ricerca,
verrà in seguito integrato da un’ulteriore struttura destinata ad ospitare la mensa per gli studenti. “Per quello
che riguarda il trasferimento del primo triennio, quello
cosiddetto ‘biologico’ – continua Puxeddu – bisognerà
aspettare, invece, ancora un po’. Per adesso questi insegnamenti resteranno ancora nella zona di Monteluce,
presso le aule di via del Giochetto”. In quella zona, infatti, ha tuttora sede presso il Palazzo dell’Accademia
Anatomico-Chirurgica la Presidenza della Facoltà e la
Biblioteca, e dove, in particolare, ancora sussistono una
serie di strutture didattiche, di aule e di laboratori relativi
agli insegnamenti preclinici, oltre ad un’estesa gamma
di attività ambulatoriali. Questa separazione “geografica”
di alcuni corsi della Facoltà è naturalmente provvisoria
ed è dettata solamente da esigenze logistiche. Trasferire
un’intera Facoltà di Medicina da un luogo ad un altro,
infatti, con tutte le attrezzature sanitarie e i laboratori non
è cosa da poco: per facilitare il processo di transizione
è stata data la precedenza al trasferimento di quei corsi
del triennio clinico che necessitano di essere a diretto
contatto con le strutture ospedaliere operative. “All’inizio – sottolinea il professore Puxeddu – tutti dovranno
affrontare dei sacrifici, professori compresi, che saranno
costretti ad andare avanti ed indietro tra due poli, ma
la nuova sede una volta completata avrà tutte le caratteristiche per essere il punto di riferimento nel sistema
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
l’UNIVERSITÀ
Primo piano
ule e i laboratori di Medicina
Il Preside
Adolfo Puxeddu:
“Svolta epocale
per l’Ateneo
e per l’intera
Sanità umbra”.
acoltà, 35 laboratori di ricerca e la sede del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria.
eguito integrato con un’ulteriore struttura destinata ad ospitare la mensa per gli studenti.
dell’Ateneo di Perugia”. Il trasferimento della Facoltà a Sant’Andrea della Fratte
permetterà agli studenti di coniugare un moderno luogo di studio con un quartiere
fuori dalle difficoltà connesse con il centro storico di Perugia, in una zona strategica fornita di tutti i servizi pubblici: dalla stazione ferroviaria ad un servizio bus
che collega Sant’Andrea delle Fratte con ogni parte della città, fino alla prossimità
con il raccordo autostradale. Infine, l’adiacente quartiere di San Sisto può offrire
tutti gli alloggi di cui necessitano gli studenti universitari.
La costituzione della Cittadella sanitario-universitaria del nuovo Polo unico ospedaliero di Santa Maria della Misericordia rappresenta, inoltre, un passo significativo nella crescita del rapporto di collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti, Regione
Umbria, Università e Comune di Perugia.
Il Polo unico non potrà che essere, per quanto riguarda la ricerca, le competenze
personali, l’alta specializzazione e quindi la qualità delle prestazioni e l’efficienza,
un luogo di eccellenza per la didattica, la ricerca, la diagnosi e la cura per l’intera
comunità umbra. Il progetto del nuovo distretto ospedaliero rientra, inoltre, nel
programma della politica edilizia dell’Ateneo relativo al trasferimento delle Facoltà di Economia, Scienze Politiche e Giurisprudenza negli edifici che risulteranno
liberi in via del Giochetto, attuale sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia e di
alcuni dipartimenti della Facoltà di Farmacia. La nascita del “Polo delle scienze
sociali” non è ancora imminente perché è necessaria un’adeguata ristrutturazione, riorganizzazione, progettazione e assegnazione degli edifici e degli spazi interni, ma è senz’altro un importante obiettivo per i prossimi anni. Così riutilizzata,
grazie anche al vicino Centro Linguistico d’Ateneo, l’area diventerà un Campus
Universitario a tutti gli effetti dotato di biblioteche, mensa e alloggi per gli studenti.
Gli edifici che, invece, saranno lasciati dalle Facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche nella cosiddetta zona della Conca verranno
sfruttati dalle Facoltà di Scienze, Farmacia e da
Lettere e Filosofia.
Tutti i numeri
delle strutture
I nuovi edifici della Facoltà di Medicina si presentano da sé, con le loro misure:
imponenti per le dimensioni, all’avanguardia per la tecnologia.
Le due grandi strutture copriranno qualcosa come 5 mila 290 metri quadrati
di superficie e avranno un volume lordo complessivo di 24 mila 103 metri
cubi. Due fabbricati che saranno dotati, dunque, di tutti i più moderni comfort
e delle tecnologie in uso nelle migliori accademie.
Nell’edificio A, infatti, una delle 3 aule (la cui capienza varierà dai 96 ai 288
posti), sarà dotata di un servizio di videoconferenza.
L’edificio B, invece, disposto su due piani, è composto da 5 aule didattiche con
una capienza che varia dai 76 ai 96 posti, un’aula studio, un’aula internet e
un’aula informatico-didattica. Oltre a questi sono previsti 35 laboratori, 8 uffici
amministrativi, 1 servizio bar, 2 portinerie.
Ed infine, per le esigenze del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria,
sono inclusi anche 4 studi dentistici, una sala con 11 riuniti dentistici e un’aula
manichini. Le aule, in totale, potranno disporre di circa 1.150 posti a sedere.
Edificio
Mq
Piani
Fuori terra
Destinazione
A
1.490
1
1
Aule
Nella foto:
B1
3.000
2
2
Uffici amministrativi e laboratori
Il progetto in 3D dei nuovi edifici
che ospiteranno le aule e i laboratori
della Facoltà di Medicina.
B2
800
1
1
Aule
Conto alla rovescia per le aule
e i laboratori di Medicina
l’UNIVERSITÀ
Lusinghiero
piazzamento
nella graduatoria
di AlmaLaurea
della struttura
universitaria.
Primo piano
Terni: un Polo Scientifico
Didattico in crescita
Al via i lavori di manutenzione straordinaria degli edifici “Ex Enfap”, a Pentima,
destinati ad ospitare la sede amministrativa centrale dell’Ateneo nella città.
servizio di
Elio De Nardis
Nella foto:
Una veduta degli edifici “Ex Enfap”.
Terni: un Polo Scientifico
Didattico in crescita
Il Polo Scientifico Didattico di Terni è pronto al grande salto. In estate sono arrivati i nuovi finanziamenti e in novembre avranno inizio i lavori di ristrutturazione
edilizia del complesso destinato ad ospitare la sede centrale dello Studium in
città. Un’iniziativa importante che lancia un’indicazione precisa: il rafforzamento
della sede scientifico didattica decentrata dimostra che l’Ateneo multicampus
sa resistere alla concorrenza delle accademie limitrofe. Anzi, è persino in grado di progettare nuove iniziative per ampliare i servizi agli studenti e l’offerta
didattica.
Sul piatto c’è un investimento di mezzo milione di euro, finanziato dal Comune
di Terni, che, per adesso, supplisce alle mancanze ministeriali. Infatti, in attesa
dei fondi governativi, gli attori politici locali non si sono scoraggiati e, nel luglio
scorso, il Comune di Terni, l’Università degli Studi di Perugia e la Regione Umbria
hanno siglato un accordo di programma. Oggetto dell’intesa estiva – a cui hanno
preso parte il Sindaco Paolo Raffaelli, il Rettore Francesco Bistoni e il Vice Presidente della Regione Carlo Liviantoni – è stata la pianificazione strategica degli
interventi da realizzare sull’immobile “Ex Enfap”, quello che tutti in città chiamano Pentima. Proprio quello che fino a qualche anno fa era la sede del centro di
formazione professionale che la Regione ha acquistato dalla UIL e concesso in
uso all’Università degli Studi di Perugia per vent’anni. Il progetto prevede i lavori
di manutenzione straordinaria della struttura per la realizzazione della sede centrale (destinata cioè ad ospitare gli uffici del Pro Rettorato) e la messa a norma
della palazzina che ospita gli uffici amministrativi.
Da sottolineare anche il lavoro di squadra che ha ispirato tutta l’operazione. Se
il Comune di Terni ha investito mezzo milione di euro, l’Università degli Studi di
Perugia si è occupata della redazione del progetto esecutivo, dell’avvio delle procedure di gara e dell’esecuzione concreta dei lavori. I tempi trascorsi per passare
dalla decisione all’operatività, a testimonianza dell’importanza del progetto, sono
stati strettissimi.
A luglio è stato firmato l’accordo, ad agosto è stata bandita la gara e il 20 settembre sono state aperte le buste dell’asta pubblica. Delle 62 imprese che hanno fatto domanda, 9 sono state escluse per documentazione incompleta, mentre
la vincitrice dell’appalto è risultata l’azienda “GA impianti tecnologici”. La realizzazione di questi progetti prova anche il dinamismo che anima questa recente
realtà accademica. Un dinamismo che è stato più volte sottolineato dalle indagini
conoscitive elaborate dal Consorzio AlmaLaurea nel
2005 e nel 2006. Si tratta, quindi, della conferma di
un trend positivo che va avanti già da vari anni. Nella
sua tradizionale ricerca annuale sul “giudizio dei laureati sui servizi offerti dalle città sedi universitarie”,
infatti, il Consorzio AlmaLaurea ha posto la cittadina
ternana ai primi posti della classifica di gradimento
degli studenti. Le valutazioni raccolte su “Terni città
universitaria” sono decisamente lusinghiere. Terni, infatti, ottiene ben “quattro stelle” di soddisfazione per
quello che riguarda i servizi garantiti: tra le città tra
100 mila e 250 mila abitanti, soltanto Parma ottiene
un gradimento superiore con l’assegnazione di cinque
stelle.
Decisamente positivo, inoltre, anche il giudizio degli
studenti universitari sui quattro principali tipi di servizi offerti dalla città: servizi culturali, servizi ricreativi,
servizi sanitari e trasporti. Il gradimento più elevato
(76,4 per cento) riguarda i servizi sanitari, quindicesima posizione nel rating delle città tra 100 mila e
250 mila abitanti. Segue il gradimento dei trasporti
(62 per cento) che conferma l’identica quindicesima
posizione e il gradimento dei servizi culturali (60,3 per
cento) che colloca Terni al sedicesimo posto per la
stessa categoria. Un po’ più basso, invece, il tasso di
gradimento per i servizi ricreativi (54,5 per cento) che
comunque colloca la seconda provincia dell’Umbria al
tredicesimo posto nella speciale classifica delle città
medio-piccole.
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
l’UNIVERSITÀ
Focus
I figli della riforma:
giovani, in corso e stagisti
Si abbassa
la media
dei laureati
che compiono
studi all’estero.
Ecco l’identikit dei laureati triennali dell’Università degli Studi di Perugia.
L’età media è di 23,7 anni, il 44 per cento ha finito gli studi
nei tempi previsti e il 69 per cento ha svolto uno stage o un tirocinio.
Nel complesso, le intenzioni della Riforma sembrano aver trovato una buona attuazione: il laureato di primo livello – confrontato con i suoi predecessori – è
più giovane, più regolare e frequenta di più. Le statistiche che si riferiscono allo
Studium non solo confermano questo trend, ma in alcuni casi sono migliori della
media nazionale. A Perugia gli studenti si laureano prima (23,7 anni contro i
24,2 della media nazionale), frequentano di più le lezioni (77 per cento a fronte
del 72 per cento del dato complessivo) e, in conclusione, ben l’86 per cento dei
laureati dichiara di essere completamente soddisfatto della scelta del corso di
studio effettuata.
Questi i “dati ufficiali” del 2006 elaborati dal Consorzio AlmaLaurea. Fino ad ora,
del nuovo sistema universitario si è spesso discusso sulla base di posizioni aprioristiche, di impressioni, in qualche caso addirittura di congetture. Non che tutto vada bene, va da sé, ma in qualche
caso – è altrettanto evidente – il pessimismo è apparso
eccessivo. Alcuni risultati, infatti, sono indubbiamente positivi. Ed ora se ne hanno i riscontri “ufficiali”.
Per la prima volta, a distanza di sei anni dall’introduzione
del “3+2”, è infatti possibile delineare i profili dei laureati triennali, di coloro cioè che si sono iscritti ed hanno
concluso gli studi nei corsi riformati. L’indagine, condotta
nel 2006 dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea, ha
coinvolto oltre 185 mila laureati, appartenenti a quarantuno atenei.
Lo studio effettuato sull’Università degli Studi di Perugia
ha coinvolto 5 mila 685 laureati, 2 mila 55 dei quali di
primo livello con l’esclusione delle conversioni dal vecchio
al nuovo ordinamento, di solito, caratterizzate da percorsi più accidentati. L’età media dei laureati triennali è di
23,7 anni, un dato inferiore a quello della media nazionale
(24,2) e assolutamente imparagonabile, se non altro per
la differente lunghezza dei corsi di studio, con quello dei
laureati pre-riforma (28). Tuttavia, un segnale di conferma
del notevole miglioramento delle carriere studentesche
rispetto al 2001 viene evidenziato dall’aumento della percentuale dei laureati in corso – con il conseguente abbassamento dei “fuori corso” – e dall’aumento della frequenza alle lezioni. Nel 2006, nell’Ateneo perugino, ben il
44 per cento degli studenti è riuscito a laurearsi in corso
e addirittura il 77 per cento (a fronte del 72 per cento
nazionale) si è dedicato assiduamente alla frequenza delle
lezioni universitarie partecipandovi con regolarità.
Due dati, questi, da non sottovalutare perché rispondono positivamente a due annose questioni che da sempre
hanno investito il dibattito accademico “pre-riforma”. Far
fronte all’abbandono precoce degli studi, ai “fuori corso” cronici dell’accademia e
alle aule semivuote degli Atenei erano alcuni dei motivi ispiratori dei provvedimenti normativi che hanno animato dal 1989 al 2004 – dalla “riforma Ruberti” alla
“riforma Zecchino” fino a quella “Moratti” – la legislazione universitaria.
Informazioni utili dall’indagine di AlmaLaurea provengono anche dall’analisi “sociale” dei laureati triennali. Il neodottore della riforma – per il 39 per cento in
possesso di un diploma di maturità scientifica, per il 32 per cento di un diploma
tecnico e per il 17 per cento di un diploma classico – proviene molto spesso da
famiglie nelle quali il titolo di istruzione superiore entra per la prima volta in casa:
il 69 per cento ha entrambi i genitori non laureati. Una percentuale che sale al 73
per cento per i laureati post-riforma di primo livello, confermando ciò che la Rifor-
servizio di
Leonardo Varasano
I figli della riforma:
giovani, in corso e stagisti
l’UNIVERSITÀ
Focus
ma ha reso possibile, ovvero un allargamento dell’accesso agli studi universitari a
fasce di popolazione tradizionalmente estranee alle frequentazioni accademiche.
Dall’analisi emergono altre luci e qualche ombra. Se da un lato, infatti, cresce
sensibilmente il numero dei “figli della riforma” che ha svolto tirocini e stage (a
Perugia sono il 69 per cento, più della media nazionale), dall’altro lato decresce
consistentemente il numero delle esperienze all’estero. Infatti, causa la riduzione
del corso di studi e l’elevato numero di esami da superare, i laureati triennali si
recano all’estero solo nell’8,8 per cento dei casi (prima il dato corrispettivo era
del 18,8 per cento).
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere la comunità accademica nazionale. Da
un lato, infatti, si cerca di incentivare l’internazionalizzazione degli studi accreditandone l’importanza e la qualità, dall’altro lato, però, restringendo il corso degli studi
e paradossalmente aumentando il carico didattico si favorisce quel fenomeno dello
studente “mordi e fuggi” che non vede più nell’Università un luogo decisivo e ultimativo nella costruzione del proprio bagaglio culturale e professionale ma soltanto
una tappa di passaggio del percorso formativo. Percorso che, con la richiesta attuale
del mercato del lavoro di “formazione permanente”, tende ad essere sempre meno
universitario e più diluito lungo l’intera vita. Ormai le maggiori aziende – ma non solo
quelle – tendono a formare “in proprio” i nuovi assunti favorendo, indirettamente,
una permanenza universitaria sempre più sbrigativa.
Altri elementi interessanti di discussione, che emergono dall’indagine 2006 di AlmaLaurea sull’Ateneo di Perugia, sono i commenti e le intenzioni post-laurea dei
dottori dello Studium. L’86 per cento dei laureati triennali dell’Università degli Studi di Perugia, infatti, si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi,
mentre il 67 per cento rimarca le proprie convinzioni: si riscriverebbe allo stesso
ateneo e allo stesso corso. Buoni i rapporti con i docenti (83 per cento), promosse
le biblioteche (78 per cento). Qualche riserva, invece, per le aule e per le postazioni
informatiche.
Il laureato triennale è molto spesso deciso a proseguire gli studi: se prima questa
prospettiva riguardava 60 laureati su 100 (il 17 per cento s’iscriveva ad un master universitario), oggi la percentuale di coloro che intendono completare il “3+2”
ascende all’83 per cento (a Perugia qualcosa in più: l’84 per cento). Forse è proprio
su questo versante che si deve lavorare di più, cercando di dare un valore diverso
alla laurea triennale. Le correzioni possibili al corso della riforma sono molteplici e
multiformi. L’indagine di AlmaLaurea mostra, intanto, le certezze e i punti di forza
da cui partire.
I servizi per gli studenti: quadro sintetico delle singole città (100 mila - 250 mila abitanti)
Zoom
I laureati dello Studium
premiano Perugia
Dal 1998 AlmaLaurea pubblica il Profilo dei laureati che fornisce una serie
di elaborazioni sulla valutazione dei
servizi fruiti dagli studenti universitari:
servizi forniti dalle città (servizi culturali, ricreativi, sanitari e trasporti), dagli
organismi per il Diritto allo Studio (borse di studio, alloggi, ristorazione), dalle
Università (infrastrutture). Lo studio si
riferisce a 145 mila laureati che, nel
2005, hanno compilato il questionario
di AlmaLaurea. Le città universitarie
presenti in questa indagine sono 66.
La tabella che proponiamo si riferisce
a quei centri con una popolazione
compresa tra i 100 mila e i 250 mila
abitanti. La sinergia tra lo Studium e il
capoluogo di regione colloca Perugia
ai primi posti della classifica.
I figli della riforma:
giovani, in corso e stagisti
Abitanti
Laureati
PARMA
156.000
4.628
RIMINI
128.000
515
PERUGIA
149.000
4.470
PADOVA
203.000
11.395
VERONA
243.000
3.220
TRIESTE
210.000
2.762
TRENTO
105.000
2.253
MODENA
175.000
2.125
FERRARA
130.000
2.000
PESCARA
115.000
1.269
NOVARA
102.000
744
REGGIO EMILIA
141.000
716
VICENZA
106.000
438
RAVENNA
138.000
398
TERNI
104.000
234
PRATO
170.000
115
FORLì
108.000
1.728
SASSARI
113.000
1.465
FOGGIA
146.000
895
MESSINA
237.000
3.831
REGGIO CALABRIA
179.000
966
LATINA
109.000
192
Servizi della città
(soddisfazione)
Servizi per il Diritto
allo Studio (fruizione)
Infrastrutture
universitarie
(soddisfazione)
Fonte: S. Cesetti, D. Cristofori, I servizi per gli studenti: le opinioni dei laureati su università, città e diritto allo studio, in “VII profilo dei laureati italiani. I primi figli della riforma”,
Il Mulino, Bologna, 2006, p. 288.
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
l’UNIVERSITÀ
Ricerca
Fare impresa all’Università
La Start Cup
ha premiato
le idee migliori
in un evento show
L’obiettivo consiste nella creazione di un network di aziende che, in un processo con David Riondino.
di scambi costanti con l’Ateneo, rinnovi il sistema economico umbro
e alimenti la ricerca scientifica con continui stimoli generati dal mercato.
Ricerca e innovazione rappresentano il motore per lo sviluppo del Paese. Senza di
queste non è ipotizzabile progettare il futuro di una comunità. Per questo motivo, da
alcuni anni, l’Ateneo di Perugia sostiene con forza i processi di applicazione della
ricerca scientifica nelle tecnologie innovative sviluppando una vivace collaborazione
con il mondo delle imprese e le istituzioni territoriali. L’obiettivo di lungo termine
risiede nella creazione di un network di imprese di emanazione universitaria, che, in
un processo di scambi continui con l’Università, rinnovi non solo il sistema economico umbro rendendolo più competitivo, ma alimenti anche la ricerca delle strutture
universitarie con continui e successivi stimoli generati dal contatto con il mercato.
Gli Spin-off accademici rappresentano proprio questo. Uno dei meccanismi principali per il trasferimento della ricerca universitaria alle applicazioni industriali. Ma
non c’è solo questo.
Sono due, infatti, le direttrici sulle quali si sta muovendo l’Università degli Studi
di Perugia in questi anni di ristrettezze economiche: rafforzare l’attività di ricerca
di base e potenziare la ricerca applicata. Che tradotto in parole povere significa,
innanzitutto, cercare di acquisire maggiori risorse al di là dei principali finanziamenti
pubblici, i cosiddetti Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale). “Allo stato attuale del bilancio dell’Università – spiega il professore Loris Maria Nadotti, Delegato del
Rettore per l’innovazione e membro della Giunta d’Ateneo – le risorse sono scarse.
C’è stata una progressiva riduzione dei finanziamenti della somma del Fondo di
Finanziamento Ordinario (FFO) che oggi viene assorbito in larga misura dalle spese
per il personale dell’Università: circa l’87 per cento del bilancio dello Studium è,
infatti, impegnato a finanziare gli stipendi dei docenti e dei tecnici amministrativi”.
Per tutto il resto rimane poco, compresa la ricerca. Per cercare di ovviare alla restrizione degli stanziamenti ministeriali, lo Studium ha assistito la ricerca di base
con finanziamenti mirati, primi fra tutti, quelli della Fondazione Cassa di Risparmio
di Perugia.
Le fondazioni bancarie, infatti, sono un canale importante, ma da sole non bastano
a stimolare un processo virtuoso che inneschi un’attività di ricerca di lunga durata.
Per questo motivo il progetto di autofinanziamento che sta cercando di costruire
l’Università degli Studi di Perugia consiste nel far “rendere” il più possibile i risultati
della ricerca applicata. Infatti, valorizzando al massimo questi prodotti in termini
di profitto, si possono ottenere risorse aggiuntive per il bilancio d’Ateneo che poi
possono essere destinate alla ricerca di base di tutto l’Ateneo, compresa quella
umanistica.
A questo proposito, per stimolare una cultura d’impresa che sia da supporto a tutta
la ricerca scientifica, dal 2004 l’Università degli Studi di Perugia ha fatto partire il
primo progetto Spin-off. Gli Spin-off sono progetti di impresa che nascono da idee
generate nell’ambito della ricerca universitaria e sono promossi da gruppi di lavoro
all’interno dei quali vi sono esponenti del mondo accademico. Dal 2004 ad oggi
servizio di
Teresa Agovino,
Francesca De Arcangelis,
e Stefania Sorio
Fare impresa all’Università
l’UNIVERSITÀ
Ricerca
sono state avviate 20 imprese che stanno uscendo dalla fase di incubazione per
rimanere stabilmente sul mercato.
Un altro filone su cui punta l’Ateneo perugino per promuovere la ricerca è quello
inerente l’assistenza all’attività di brevettazione dei risultati della ricerca. “Dal 2005
ad oggi – sottolinea il professore Nadotti – abbiamo destinato una parte delle risorse
del bilancio di Ateneo a queste spese di brevettazione. È chiaro che se un brevetto
acquisisce un valore di mercato (ad esempio una scoperta farmaceutica), l’Università se ne avvantaggia, perché partecipa ai risultati economici derivati da ciò. E i
benefici scendono a cascata su tutti i campi della ricerca scientifica”. Sulla scia di
questi argomenti, nel giugno scorso, si è tenuto un convegno a Perugia sulla tutela
della proprietà delle opere d’ingegno. Nell’ambito di un progetto interuniversitario,
finanziato dal Miur, che si chiama Nuovo ILO (Industrial Liason Office), infatti, è
stato creata una banca dati nella quale sono state immagazzinate tutte le competenze in termini di ricerca del personale dell’Università. Attraverso questo archivio,
ad esempio, si può conoscere se, all’interno della struttura accademica, esistono le
specializzazioni necessarie per impostare un progetto di ricerca oppure risolvere un
problema in un determinato campo.
Un’altra forma di incentivazione alla ricerca scientifica, inoltre, è rappresentato dalla
competizione Start Cup. Chi partecipa presenta un progetto d’impresa, quantificato
negli obiettivi e nelle cifre, che viene valutato da una commissione esaminatrice. La
proposta migliore viene premiata con un assegno e i primi tre classificati partecipano alla competizione nazionale.
Per promuovere e sviluppare nuove imprese innovative, infine, lo Studium ha dato
vita al progetto I.TRAS.TE. ammesso al finanziamento ministeriale per un importo
pari a 3 milioni e 645 mila euro. Una cifra decisamente importante per un progetto
che ha come obiettivo principale quello di creare “incubatori di impresa”: strutture
che favoriscano la nascita di imprese innovative e che consentano di mettere a
sistema servizi logistici e di accompagnamento in tutto il territorio regionale.
Start Cup 2007: vince chi punta sul vegetale
Nelle foto:
In alto il Rettore Francesco Bistoni
inaugura la manifestazione. A fianco
il presentatore David Riondino e sotto
la premiazione dei tre progetti vincenti.
Fare impresa all’Università
“Hai un mondo di idee? Trasformale in imprese”. È stato questo lo slogan della
“Start Cup Perugia Camerino 2007”, la competizione tra le idee generate dalla
ricerca scientifica trasformate in impresa, che si è conclusa lo scorso 23 ottobre
con un vivace evento show presso il 100dieci Cafè. Padrino d’eccezione della
serata David Riondino attore, improvvisatore eccezionale e, soprattutto, studente
universitario iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi
di Firenze.
Tra i sette finalisti del concorso, la commissione esaminatrice ha classificato,
primi ex-aequo, i progetti NPP–UNIPG (che si occuperà della produzione e della
consulenza aziendale di prodotti naturali di origine vegetale oltre ad effettuare
analisi chimico-fisiche e biologiche di integratori alimentari, prodotti dietetici e
cosmetici derivanti da vegetali) e SFE–UNIPG (impegnata sul fronte dell’estrazione di principi attivi da matrici vegetali mediante CO2 in fase supercritica, che
permette di ottenere prodotti non denaturati, esenti da residui di solventi organici
e maggiormente concentrati, totalmente ecocompatibile).
Il terzo posto è stato assegnato a
PRO-LABIN-UNIPG (laboratorio di
produzione e sviluppo di materiali
inorganici nanostrutturati quali additivi di polimeri, componenti attivi
di formulazioni cosmetiche e catalizzatori eterogenei). Ai primi due
classificati ex-aequo, come premio,
sono andati 6 mila euro a testa
mentre al terzo 2 mila.
Il progetto NPP (proposto da Valeria
Marsili, Gian Luigi Gianfranceschi, Franco Fraschini, Maurizio Benzo, Isabella
Calzuola, Andrea Gianfranceschi, Irene Vacca) punta su un’attività nel settore
degli integratori alimentari, in particolare quelli ricavati dai germi di grano, un
ambito guardato con molta attenzione sia dal mercato sia dagli investitori.
Il progetto SFE (proposto da due giovani ricercatori, Fabio Amici e Valerio Campagna) opera, con una proposta innovativa ecocompatibile, per l’estrazione dei
principi attivi da piante officinali. PRO-LABIN, invece, (proponenti Umberto Costantino, Michele Sisani, Roberto Spogli, Luana Perioli, Francesca Montanari,
Renzo Giulietti) mira ad una svariata possibilità di utilizzo di nuovi materiali e di
resine sintetiche. Alla manifestazione sono intervenuti Francesco Bistoni, Rettore dello Studium, il professore Loris Maria Nadotti,
delegato del Rettore e direttore del premio Start Cup
Perugia–Camerino, Ilio Liberati, Assessore del Comune
di Perugia allo Sviluppo Economico e Stefano Takacs,
Direttore del centro Italia di Vodafone. “L’Ateneo di
Perugia è stato tra le prime università italiane a muoversi sulla strada dell’innovazione” ha dichiarato il Rettore Bistoni. “D’altronde, i risultati ottenuti fino ad oggi
– ha proseguito Bistoni – nello sviluppo degli Spin-off
sono frutto del lavoro di gruppo coordinato dal professore Loris Nadotti, vera anima del progetto”.
I tre vincitori, infine, in competizione con i progetti primi
classificati nelle altre 13 Start Cup locali, parteciperanno al Premio Nazionale all’Innovazione, promosso
dall’associazione PNICube, in programma il 4 dicembre
2007, a Napoli, nella Città della Scienza, con premi di
60 mila euro al primo classificato, 30 mila al secondo
e 20 mila al terzo.
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
l’UNIVERSITÀ
Mondo Universitario
Cinque unanimi conferme
I risultati delle
urne nelle Facoltà
di Scienze
Matematiche
Rinnovato il mandato ai Presidi uscenti: i professori Francesco Fringuelli, Romano Ugolini, Fisiche e Naturali,
Pierluigi Daddi, Giorgio Bonamente e Carlo Rossi resteranno in carica fino al 2011. Scienze della
Formazione,
Nel segno della fiducia e della continuità. I professori Francesco Fringuelli, Romano Ugolini, Pierluigi Daddi, Giorgio Bonamente, Carlo Rossi sono stati confermati
Economia,
alla guida delle rispettive Facoltà con un ampio margine di consensi, in qualche
caso addirittura un plebiscito. Nelle ultime settimane, infatti, i docenti di Scienze
Farmacia, Lettere
Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze della Formazione, Economia, Lettere e
Filosofia e Farmacia si sono espressi nell’eleggere i Presidi, confermando alla
e Filosofia.
guida delle stesse coloro che le avevano presiedute nel precedente quadriennio.
Pochissimi i dubbi al momento delle scelte: segno che i Consigli di Facoltà hanno
particolarmente apprezzato l’operato, le scelte didattiche e politiche, il livello accademico e professionale dei Colleghi in scadenza nello sviluppo delle attività di
Facoltà e nella vita dello Studium quali membri del Senato Accademico.
La dimostrazione di tale apprezzamento sta sia nelle altissime percentuali di suffragi ottenuti, sia nel ripetersi dell’incarico – in alcuni casi – quale terzo mandato
– dimostrando così una forte unità d’intenti. Lo conferma, per esempio, il professore Giorgio Bonamente, il quale – eletto dal Consiglio della Facoltà di Lettere
e Filosofia per la terza volta con quasi l’80 per cento dei voti – non manca di
sottolineare “il contributo dato alla conduzione della Facoltà dai componenti della
Giunta di Facoltà, dai Presidenti dei corsi di laurea, dai Direttori di Dipartimento,
nonché dai collaboratori dell’Ufficio di Presidenza”. Bonamente afferma che per il
suo terzo mandato saranno prioritari la certificazione della qualità, l’adozione della
piattaforma e-studium e un più rigoroso rispetto delle esigenze degli studenti
nell’organizzazione della didattica. Il professore Francesco Fringuelli, al secondo
mandato come Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali,
è ordinario di Chimica Organica e studioso internazionale nell’ambito della green
chemistry.
Il professore Romano Ugolini, anche lui al suo terzo mandato presso la Facoltà
di Scienze della Formazione, eletto con larghissimo consenso, è un noto studioso di Storia Contemporanea e Risorgimentale e nella sua politica di conduzione
della Facoltà spicca l’avvio di nuove proposte formative, che hanno contribuito
ad incrementare il numero di iscritti. Basti pensare che al suo primo mandato,
nel 2000-2001, gli studenti che frequentavano le aule di Palazzo Ermini erano
appena duecento, contro i mille iscritti dell’ultimo anno accademico.
Tornando ai programmi, invece, ecco che per tutti i neo-eletti l’obiettivo imprescindibile è la qualità. Per esempio, il Preside di Economia, professore Pierluigi
Daddi, confermato con il 75 per cento delle preferenze, dopo aver fatto toccare
alla propria struttura quota 4.000 iscritti punta a una riorganizzazione dell’offerta didattica secondo le nuove direttive del Ministero, per confermare l’ottimo
piazzamento della Facoltà nelle classifiche recentemente pubblicate dai principali
articolo di
Laura Marozzi
giornali nazionali sugli Atenei italiani ed il rafforzamento dell’autorevolezza che la
compagine docente gode all’interno del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale.
Il rieletto Preside di Farmacia, Carlo Rossi, infine, dichiara con forza che “il principale impegno che caratterizzerà il prossimo quadriennio accademico sarà quello
di migliorare le strutture di Farmacia, una Facoltà in forte espansione e che necessita, pertanto, di ulteriori adeguati spazi anche alla luce dell’eliminazione del
numero programmato per l’accesso al corso di laurea magistrale in Farmacia.
L’effetto è stato quello di un boom degli iscritti che si sono più che raddoppiati”.
Da qui la necessità di garantire agli studenti aule capienti e laboratori adeguati per
confermare, se non migliorare, il terzo posto fra le 29 Facoltà di Farmacia italiane,
e, addirittura, il primo per quanto riguarda due parametri qualitativamente molto
significativi: l’internazionalizzazione e la produzione scientifica.
Nelle foto:
Da sinistra: i professori Pierluigi Daddi
(Economia), Giorgio Bonamente (Lettere
e Filosofia), Francesco Fringuelli (Scienze
MM.FF.NN.), Carlo Rossi (Farmacia)
e Romano Ugolini (Scienze della
Formazione).
Cinque unanimi conferme
l’UNIVERSITÀ
Piemontese
di nascita,
ma umbro
di adozione
ha studiato
sempre a Perugia.
servizio di
Andrea Possieri
e Leonardo Varasano
Nella foto:
Andrea Margaritelli,
nello studio della sua azienda.
Studio e azienda uniti
in un binomio vincente
Alumni
Studio e azienda uniti
in un binomio vincente
Andrea Margaritelli, dopo la laurea in Ingegneria civile conseguita a Perugia,
ha iniziato subito a lavorare nell’azienda di famiglia di cui attualmente è Direttore
del marketing e della comunicazione. L’imprenditore è anche tra i soci fondatori
dell’Associazione Alumni dell’Ateneo.
Andrea Margaritelli è torinese di nascita, ma umbro da ben tre generazioni. Da quando
il suo bisnonno, Eugenio, già alla fine dell’Ottocento iniziò a svolgere una serie di attività
imprenditoriali in questa regione. Classe 1969, sposato, tre figli, una laurea in Ingegneria
conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia, fra i soci fondatori dell’Associazione
Alumni dell’Ateneo, è attualmente Direttore del marketing e della comunicazione nell’azienda di famiglia, il Gruppo Margaritelli. Uno dei più grandi gruppi industriali italiani
– noto al grande pubblico per il “Listone Giordano”, il parquet a due strati – le cui attività
imprenditoriali spaziano dai pavimenti in legno all’arredamento di interni, dalle traverse
ferroviarie alle barriere di sicurezza e antirumore per opere stradali, fino ai veicoli industriali a marchio Merker.
Piemontese di nascita, dunque, ma a 6 anni c’è stato il trasferimento definitivo
in Umbria…
È proprio così. Dopo i primi anni di infanzia vissuti a Torino, ho trascorso tutta la mia vita,
anche di studente e non solo professionale, in questa regione. Dopo aver frequentato
il liceo scientifico “Galeazzo Alessi” mi sono iscritto ad Ingegneria civile a Perugia. Una
Facoltà estremamente stimolante che mi ha offerto basi utili anche se non direttamente
legate all’attività imprenditoriale quotidiana. Avere delle solide basi di carattere scientifico,
però, è un buon punto di partenza per affrontare il mondo dell’imprenditoria.
Quali erano i luoghi della sua vita universitaria?
Abitavo nella zona di San Pietro con la mia famiglia e per molto tempo il mio luogo di
riferimento è stata la biblioteca della Facoltà di Agraria. In parte per una vicinanza logistica
e in parte perché era un ambiente straordinario, con dei locali che invitavano allo studio.
Era una sorta di circolo molto curioso, con studenti che per la maggior parte venivano
dalla Facoltà di Veterinaria e di Agraria. Là ho intessuto amicizie importanti che sono
rimaste tutt’ora. Nota di colore: ho sposato una studentessa di Veterinaria proveniente da
Sabaudia. Ci siamo conosciuti proprio in quell’ambiente.
E che vita studentesca conduceva?
Seguivo le lezioni molto assiduamente, soprattutto quelle del biennio. Ho studiato intensamente e bene anche se non ho fatto lo studio “matto e disperatissimo” leopardiano. Nel
triennio, invece, ho patito qualche disagio logistico, essendo costretto a spostarmi a Ferro
di Cavallo e il nascente polo di Santa Lucia. Negli ultimi anni, tuttavia, già mi dividevo tra
lo studio e le prime esperienze in azienda.
Non ha mai pensato di andare a studiare in un’altra città?
Inizialmente, pensavo di vivere il triennio specialistico fuori città. All’epoca, infatti, molti
studenti di Ingegneria frequentavano gli ultimi tre anni in un altro Ateneo, specialmente
a Bologna. Io, invece, sono rimasto a Perugia e questo, oggi come oggi, lo considero un
po’ un limite. Perché andare a studiare lontano dalla propria città d’origine significa fare
un’esperienza di vita importante.
Invece, oggi sembra che la tendenza sia un’altra. Tutti hanno l’università sotto
casa…
Purtroppo è così. Ho l’impressione che si stia assistendo ad un fenomeno di “licealizzazione” dell’Università. Questo aspetto di polverizzazione, di “Università di quartiere” secondo
me è un elemento che toglie qualcosa all’esperienza universitaria, al di là della qualità
10
della didattica. Credo che questa tendenza stia impoverendo il mondo accademico.
Ricorda qualche docente del suo periodo universitario?
Conservo ottimi ricordi di molte persone e con alcune sono anche rimasto in contatto. Del
triennio ricordo e frequento ancora Antonio Borri, docente di Scienze delle costruzioni, una
materia che rappresenta un pò uno scoglio significativo ad Ingegneria. Ricordo poi con
molto piacere anche l’ambiente di Fisica tecnica, il professore Mauro Felli e il professore
Franco Cotana con i quali ho sostenuto la tesi di laurea. Di questo istituto quello che ho
apprezzato è soprattutto la capacità di dialogo con il mondo dell’impresa.
Rimanendo in quest’ambito, nella sua esperienza ha avuto sentore di un diverso
“peso” del laureato italiano rispetto agli omologhi stranieri?
Non voglio cadere nel luogo comune di ritenere sempre fuori confine il mondo ideale: è
un po’ un vizio italiano, una tentazione che va evitata. Nonostante ciò, devo rilevare che
certi percorsi universitari esteri tendono ad accelerare una forte assunzione di responsabilità e di maturità. La Cina e i paesi dell’est asiatico, ad esempio, offrono laureati che in
Italia sarebbero giudicati ragazzini ma che, viceversa, intrattengono importanti operazioni
d’affari quando sono ancora molto giovani. Al di là dell’età, hanno capacità e competenza.
Cosa c’è dietro? C’è che la formazione intorno ai 23-24 anni si è normalmente conclusa
e con un livello di qualità molto alta. Lo scopo dell’Università dovrebbe essere quello di
far entrare nel mondo del lavoro, almeno a un primo livello, ragazzi più vicini ai 24 che
ai 30 anni.
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
Storia
Le aspre lotte in città
fra gli studenti rivali
l’UNIVERSITÀ
Le leggi perugine
a garanzia
delle diverse
associazioni furono
l’indiretta causa
degli scontri.
Le rivalità tra le tre componenti studentesche, quella forestiera, quella perugina e quella
“sapienziana” riempirono le cronache cittadine persino con cruenti fatti di sangue,
per porre fine ai quali le Autorità più di una volta fecero ricorso alla violenza.
Quando il Comune di Perugia, nella seconda metà del Duecento, cominciò ad
organizzare lo Studium cittadino, per prima cosa si preoccupò di far sì che alle
lezioni organizzate in quegli anni partecipasse un numero consistente di studenti,
mandando lettere e banditori nel contado perugino.
Nel 1275 la città doveva già ospitare un certo numero di forestieri, visto che il
Consiglio volle assicurare a coloro che volessero studiare in città la sicurezza della
persona e delle cose.
Quando Perugia intraprese l’iniziativa di fondare un proprio Studio, inoltre, da più
di un secolo esisteva una legge imperiale, emanata da Federico I Barbarossa, che
tutelava coloro che si fossero fatti “pellegrini per amore della scienza”.
Sia che la celebre costituzione Habita sia stata veramente dettata a Bologna nel
1155, sia che, come vogliono altri, fu data a Roncaglia nel 1158, essa rappresenta in ogni caso la base giuridica su cui poggiarono le universitates studentesche.
Questa legge, infatti, non solo vietava la pratica della rappresaglia, ma soprattutto
assicurava agli studenti e professori forestieri la possibilità di appellarsi ad un
tribunale che fosse equo nei loro confronti, potendo scegliere da quale autorità
essere giudicati.
Se l’Universitas vegliò anche a Perugia sulla tutela dei diritti studenteschi per tutto
il XIV e XV secolo, l’organizzazione entrò in crisi nel corso del ‘500. Non fu più la
comune condizione di studente “fuori sede” a riunire i giovani universitari, quanto
piuttosto il luogo di provenienza.
Le Nationes, nate come sotto organizzazioni dell’Università, presero il sopravvento
e cominciarono a muoversi autonomamente per garantire ai propri “associati”
privilegi e mutuo soccorso. L’Università degli studenti forestieri, divisa nelle sue
diverse componenti nazionali, non era però la sola “organizzazione studentesca”
in città.
Accanto a questa forse già nel corso del XIV secolo aveva preso vita una analoga
associazione di studenti perugini che, sempre più numerosi, vedevano i loro colleghi stranieri godere di privilegi che a loro non erano tributati.
In realtà, dell’attività del Collegio della Matricola Perugina, come era chiamata
questa associazione, si sa poco, a parte le violente discordie con gli scolari dell’Universitas per questioni riguardanti le precedenze nelle processioni cittadine.
La natura composita dell’Università medievale fu ulteriormente complicata dalla
fondazione di alcuni collegi studenteschi, come la Sapienza Vecchia (1362), la
Sapienza Nuova (1425), il Collegio Bartolino (1571), il Collegio Oradino (1582),
fondati da autorevoli personaggi che prima di morire avevano voluto devolvere i
propri beni per sovvenzionare gli studi ad un certo numero di studenti poveri. Il
particolare statuto garantito a queste scuole faceva sì che gli scolari delle sapienze rappresentassero un gruppo a parte nella popolazione studentesca.
Pur non entrando a far parte se non molto tardi dell’associazione maggiore, godettero sempre di un posto di rilievo, anche per il fatto di essere per lo più chierici
e dunque già dotati di uno status particolare.
Le rivalità tra le tre componenti studentesche, quella forestiera, quella perugina
e quella sapienziana riempirono le cronache cittadine persino con cruenti fatti di
sangue, per porre fine ai quali le autorità più di una volta ricorsero ad una pari
violenza.
articolo di
Erika Bellini
Nella foto:
Il bassorilievo della tomba del Magister
Baldo Bartolini, morto nel 1490,
ritrae un’aula universitaria medievale
(Perugia, Palazzo Murena,
Sala dell’ex Senato).
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Le aspre lotte in città
fra gli studenti rivali
l’UNIVERSITÀ
Libri
Le novità in scaffale
Umbria-Messico, Perugia-UNAM: frammenti di una lunga amicizia
a cura di Livio Rossetti
recensione di
Stefania Giombini
L. Rossetti (a cura di),
Umbria-Messico, Perugia-UNAM:
frammenti di una lunga amicizia,
Morlacchi, Perugia 2007, pp. 91.
Mentre viene firmato un impegnativo accordo culturale fra la nostra Università e la Universidad Nacional Autónoma de México
di Città del Messico, in uno snello e piacevole volume pubblicato dall’Editore Morlacchi di Perugia, Livio Rossetti ha raccolto le
testimonianze dell’amicizia accademico-culturale tra due Università che, seppur a grande distanza, nel corso di qualche decennio
hanno generato molte opportunità di scambio e arricchimento reciproco. Diciotto variegate memorie in cui sono riportati fatti e
percezioni personali di italiani in Messico e di messicani in Italia, per brevi o lunghi periodi, alle prese con conferenze, studi, lezioni,
avvenimenti culturali di ampio respiro, e un bel reticolo di rapporti personali sotto il segno dell’amicizia. A sancire l’ufficialità del
rapporto tra i due centri accademici, l’introduzione è firmata da P. A. Petacco, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura nella capitale
messicana. Il panorama degli scambi non riguarda, peraltro, solo l’Università di Perugia e la UNAM. Da un lato Bianca M. Brumana
parla diffusamente degli scambi intercorsi tra l’associazione culturale spoletina “L’Orfeo” e le istituzioni musicali di Guanajuato,
dall’altro Romolo Santoni passa in rassegna le molteplici relazioni che sono state intrecciate con il Messico dal Circolo Amerindiano di Perugia, che ha trovato un interlocutore privilegiato nell’Università di Xalapa (Vera Cruz). Pure significativo è il contributo della
Professoressa Paola Vianello de Córdova, eminente grecista di origine italiana, recentemente scomparsa, che è stata docente
dal 1973 al Centro de Estudios Clásicos della UNAM e alla quale il libretto è dedicato. Nel ricordare una sua giovanile docenza a
Perugia, la Vianello ha trovato il modo di scrivere, fra l’altro, che “fin da allora m’incurvai come un ponte sull’Oceano fra le due
città e le loro principali sedi di studi superiori”.
La Fisica nella vita quotidiana
di AA.VV.
recensione di
Elio De Nardis
AA.VV.,
La Fisica nella vita quotidiana,
Grafiche Diemme, Bastia Umbra, 2007,
pp. 151.
Il volume può essere richiesto
gratuitamente presso lo Staff
Comunicazione e relazioni esterne
dell’Università degli Studi di Perugia
L’Assemblea generale dell’ONU, con la risoluzione 58/293 del 10 Giugno 2004, ha stabilito di celebrare
nel 2005 l’ Anno mondiale della Fisica, in occasione del centenario della pubblicazione, avvenuta nel 1905,
degli studi di Albert Einstein sulla relatività generale ed i “quanti di luce”, due scoperte che rivoluzionarono
il XX secolo ed ebbero un impatto profondo sulla vita quotidiana dei cittadini in ogni parte del mondo. L’Università degli Studi di Perugia non ha perso l’occasione di contribuire alle celebrazioni internazionali con un
Ciclo di Conferenze “La Fisica nella Vita Quotidiana”, che si è svolto tra il maggio 2005 e il febbraio 2006.
L’iniziativa è stata coordinata dal Dipartimento di Fisica dell’Ateneo, con il sostegno del Comune di Perugia
e della Fondazione Cassa Risparmio di Perugia e la collaborazione della Facoltà di Scienze Matematiche,
Fisiche e Naturali. Le conferenze hanno ottenuto un significativo successo di pubblico e si sono inserite nel
programma degli eventi di celebrazione dei 700 anni di vita dell’Ateneo perugino. Questo volume, che include un DVD multimediale, raccoglie gli interventi dei ricercatori intervenuti alle conferenze: ciascuno di essi
ha contribuito ad evidenziare l’impatto e il rilievo che la Fisica ha avuto e continua ad avere sulla crescita
delle scienze in generale e sullo sviluppo della società moderna, fornendo un significativo aiuto all’umanità
nell’affrontare e trovare le soluzioni ai problemi e alle sfide del mondo odierno. Tra i temi principali trattati, lo
sviluppo, grazie alla Fisica, di nuove tecnologie, cure e farmaci in ambito medico, le ricerche nel settore delle
risorse energetiche, della conservazione dei beni culturali e dell’ambiente naturale, oltre che i progressi compiuti in ambito astronomico e astrofisico.
Raphael’s painting techniques: working practice before Rome
di AA.VV.
recensione di
Massimo Binzero
AA.VV.,
Raphael’s painting techniques: working
practice before Rome,
Nardini Editore, Firenze, 2007, pp. 120.
Le novità in scaffale
Il volume, a cura di Ashok Roy e Marika Spring, raccoglie gli atti del Convegno Raphael’s painting techniques: working
practice before Rome, svoltosi a Londra presso la National Gallery in occasione della mostra Raphael from Urbino to
Rome (20 Ottobre 2004 - 16 gennaio 2005). Gli undici saggi che compongono il libro presentano i risultati delle ricerche
più recenti sulle tecniche pittoriche del giovane Raffaello, nel periodo che lo ha visto operare ad Urbino, Città di Castello,
Perugia e Firenze, prima del suo definitivo approdo a Roma. Tutti gli studi, compiuti da storici dell’arte ed esperti tecnicoscientifici, hanno fatto ricorso a metodologie scientifiche di avanguardia. Il volume prende spunto dal convegno, che si
svolse a Perugia nell’aprile 2003, presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, organizzato da Bruno Brunetti e Antonio Sgamellotti, dedicato alle novità delle tecniche pittoriche del Perugino. Tra le quali ricordiamo, ad esempio, l’uso della polvere
di vetro, finemente tritata, cui facevano spesso ricorso i pittori rinascimentali per dipingere a olio. Queste novità sono state
ampiamente riprese e sviluppate nei saggi che compongono questo volume. Tra gli interventi vanno ricordati quelli di Barbara Berrie della National Gallery di Washington, di Bruno Mottin dei laboratori scientifici del Museo del Louvre di Parigi,
di Marco Ciatti, Cecilia Frosinini e Roberto Bellucci dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, di Ashok Roy e Marika Spring
della National Gallery di Londra, di Claudio Seccaroni dell’ENEA di Roma e di altri prestigiosi studiosi, tra cui Bruno Brunetti,
Antonio Sgamellotti e Costanza Miliani dell’Università degli Studi di Perugia e del CNR-ISTM.
12
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Via Pascoli, è qui la mensa
Inaugurata la nuova struttura che fornirà fino a 5.000 pasti al giorno.
Gli studenti possono disporre di due linee alimentari con particolare riguardo
alla genuinità delle pietanze e ai prodotti biologici.
Locali rimessi a nuovo, tavoli grigi e seggiole verdi e blu in un contesto di pannelli
rossi, banconi super accessoriati e un caleidoscopio di gusti e cibi, presentati nel
modo più “goloso” possibile. Davvero una rivoluzione di stile, ma anche di qualità
nella scelta e nella preparazione dei piatti, quella in scena dallo scorso 24 settembre
presso la mensa universitaria di via Pascoli, una struttura di servizio che dopo un
anno esatto di lavori, ha riaperto i battenti: garantiti fino a 5.000 pasti al giorno con i
suoi 560 posti a sedere, cinque casse e 35 addetti.
La ristrutturazione, voluta dall’Adisu e in particolar modo dal suo Presidente Maurizio
Oliviero, di concerto con l’Università degli Studi di Perugia, la Regione dell’Umbria e
il Comune di Perugia, si inquadra in un ampio progetto di offerta integrata di servizi
da parte dell’Agenzia.
Ma le novità riguardano anche l’aspetto alimentare. Infatti la Camst, la cooperativa
che si occuperà della gestione della struttura e della ristorazione per i futuri sei anni,
ha attivato un programma alimentare innovativo rispetto a quello del passato. Sono
state delineate due linee alimentari: una linea dedicata a pasti veloci e freschi come
insalatone, piadine, pizze e panini; e una linea tradizionale riservata a piatti tipici della
cucina italiana, nonché della tradizione umbra e delle sue eccellenze. Infine, sarà
rivolta un’attenzione particolare ai prodotti biologici.
Il costo delle innovazioni non ricadrà certo sugli studenti che, con un apposito badge,
potranno usufruire dei pasti ad un costo non superiore a 4,50 euro, o gratis per chi è
beneficiario di borsa di studio Adisu. La mensa, inoltre, resterà aperta anche di sera,
dalle 19 alle 21, allargando i servizi dedicati agli studenti con l’auspicio dell’Agenzia
di creare un polo di aggregazione giovanile attraverso la prosecuzione della serata
presso la sottostante area del bar 100dieci.
Il Rettore dell’Ateneo Francesco Bistoni e il Presidente dell’Adisu Maurizio Oliviero
hanno sottolineato con orgoglio “il passaggio dai 1.000 pasti erogati negli anni ’60
agli attuali 5.000. Un processo che è andato di pari passo con l’aumento degli iscritti
allo Studium, passati dai 4.600 di allora agli oltre 34.000 di oggi. Due aspetti che
sottolineano la crescita della qualità nel nostro Ateneo in perfetta sintonia con lo
sviluppo della città di Perugia”.
Il “pensiero forte” di Emilio Sereni: un convegno
sulle trasformazioni storico-sociali e sul mondo rurale
A Perugia il IX Convegno nazionale di Storia della
Ragioneria nel segno di Luca Pacioli e Carlo Antinori
Si è tenuto nello scorso settembre presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria
dell’Università degli Studi di Perugia il
convegno sul tema “Trasformazioni storico-sociali e mondo rurale: il pensiero
forte di Emilio Sereni”, organizzato in
occasione del centenario della nascita
e del trentennale della scomparsa dell’illustre scienziato. L’iniziativa, inserita
tra le Celebrazioni per il VII Centenario
dell’Ateneo, è stata promossa dalle Facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia
(in collaborazione con la Fondazione
“Angelo Celli” e sotto l’Alto Patrocinio
del Presidente della Repubblica Italiana) con l’obiettivo di concorrere alla
riflessione sul significativo contributo di
Sereni in fatto di elaborazione teorica e
ricerca empirica applicate alle diverse
scienze storico-sociali.
La giornata è stata aperta dai saluti
della famiglia Sereni, cui hanno fatto
seguito gli interventi dei presidi delle
Facoltà di Agraria e di Lettere e Filosofia, Francesco Pennacchi e Giorgio Bonamente, e di Tullio Seppilli, Presidente
della Fondazione “Angelo Celli”.
Le relazioni hanno cercato di ricostruire le linee essenziali dei determinanti
apporti che Sereni ha offerto tanto agli
studi sull’agricoltura, quanto ai processi
di formulazione di categorie concettuali
legati ai concetti di egemonia e potere,
di produzione e circolazione culturale,
di cambiamento della realtà storico sociale. In occasione del convegno, inoltre, la rivista Umbria Contemporanea ha
curato la riedizione del saggio di Emilio
Sereni, Note sui canti tradizionali del
popolo umbro.
articolo di
Valentina Pannacci
Nella foto:
Gli studenti affollano la mensa universitaria
all’ora di pranzo.
News
Premio in Campidoglio
per il professore
Giuseppe Abbritti
Mettere in luce i principali aspetti evolutivi degli studi ragionieristici che hanno
portato alla teorizzazione e, successivamente, all’affermazione dell’Economia
aziendale: sono questi gli obiettivi alla
base del IX Convegno nazionale della
Società Italiana di Storia della Ragioneria
svoltosi a settembre presso l’Aula Magna dell’Ateneo di Perugia. Il convegno
di studi, intitolato “Dalla rilevazione contabile all’economia aziendale. Dottrina e
prassi nell’amministrazione economica
d’azienda”, si è sviluppato attraverso la
rievocazione della figura di Luca Pacioli,
accademico di particolare spessore nella
vita secolare dello Studium Perusinum e
autentico maestro della scienza finanziaria e aziendale tanto da ideare il metodo
della partita doppia nei bilanci, sperimentato nelle botteghe dei mercanti perugini.
L’incontro si è aperto con i saluti delle
varie autorità intervenute: tra gli altri,
Roberto Cafferata, Presidente dell’Accademia di Economia aziendale; Francesco
Bistoni, Rettore dell’Università degli Studi
di Perugia; Carlo Colaiacovo, Presidente
della Fondazione Cassa di Risparmio di
Perugia; Alviero Moretti, Presidente della
Camera di Commercio di Perugia. L’introduzione è stata poi affidata a Maria
Bergamin, Presidente della Società Italiana di Storia della Ragioneria, mentre
il professore Gianfranco Cavazzoni, del
Dipartimento di Discipline giuridiche
aziendali, ha svolto una relazione su
“Luca Pacioli: la rivoluzione del sapere
contabile nel Rinascimento italiano”. Il
professore Francesco Poddighe ha ricordato, invece, la figura di Carlo Antinori,
uomo di scienza e grande ricercatore.
13
Giuseppe Abbritti, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, è stato
insignito del premio internazionale
“Buccheri La Ferla”, riconoscimento
di notevole spessore nell’ambito della
Medicina del lavoro. Il premio, istituito
nel 1970 e gestito dall’Inail, è stato
consegnato in Campidoglio nel settembre scorso per i meriti riconosciuti
alle sue ricerche in materia di tossicologia, patologie polmonari e patologie
correlate agli inquinanti in ambienti di
lavoro. Il professore Abbritti ha tra l’altro svolto attività di ricerca presso la
Toxicology unit del Medical Research
Council di Londra.
Via Pascoli, è qui la mensa
l’UNIVERSITÀ
In Ateneo
Sognando la... California
Una delegazione dello Studium e della Regione Umbria hanno partecipato ad una
“missione” scientifica presso gli Atenei della California, di Berkeley e di Stanford.
articolo di
Francesco Bircolotti
Nella foto:
da sinistra: Stefano Cimicchi,
Silvano Rometti, Eleonora Bigi, Elda Gaino,
Mauro Tippolotti, Enrico Melasecche
Germini, Aldo Bruni, Walter Orlandi,
Josè Maria Kenny.
News
Oncologia, il premio
“Berlucchi” al professore
Giuseppe Servillo
Giuseppe Servillo, responsabile del
gruppo di ricerca del laboratorio di
Biologia Molecolare dell’Università
degli Studi di Perugia, ha ottenuto un
importante riconoscimento per la ricerca scientifica. Il premio, istituito dalla
Fondazione “Guido Berlucchi” onlus, è
stato consegnato nel giugno scorso a
Borgonato di Corte Franca, in provincia
di Brescia, ed è stato conferito per i
meriti del progetto sviluppato in collaborazione con alcuni giovani ricercatori
nell’ambito della ricerca oncologica. La
Fondazione ha stanziato anche un finanziamento che permetterà all’equipe
del laboratorio di proseguire le proprie
ricerche sui meccanismi molecolari.
Sognando... la California
Sognando la… California. Non si tratta del titolo di un celebre film, ma di una vera e
propria missione scientifico-culturale effettuata dall’Università degli Studi di Perugia,
insieme a una delegazione della Regione Umbria, nello stato californiano. La professoressa Elda Gaino, Delegato del Rettore per i Rapporti e le Relazioni Internazionali, e il
professore Josè Maria Kenny, Responsabile del laboratorio di Scienza e Tecnologia dei
Materiali e Presidente del Centro Europeo per le Nanotecnologie dei Polimeri hanno
così preso parte attiva alla visita presso le Università della California, di Berkeley e di
Stanford, l’UC Davis Medical Center e i laboratori della Monsanto, nota compagnia
dedicata allo sviluppo delle biotecnologie nel settore agronomico.
La compagine universitaria è stata accompagnata da una delegazione regionale composta dall’Assessore regionale
alla cultura Silvano Rometti,
dal Presidente dell’APT Umbria
Stefano Cimicchi, dalla dottoressa Eleonora Bigi dello Staff
Relazioni internazionali della
Regione Umbria, dal Presidente
del Consiglio regionale Mauro
Tippolotti, dal Vice Presidente
della Giunta regionale Enrico
Melasecche Germini, dal dirigente delle politiche del lavoro
della Regione Umbria Aldo Bruni e dal Direttore generale del
USL 3 Walter Orlandi. Le visite
hanno permesso di intessere preziosi contatti con docenti, ricercatori e scienziati ed
hanno portato ad un importante proposta di stipula di accordi quadro tra l’Ateneo di
Perugia e le Università dello Stato della California.
I rappresentanti dell’Ateneo perugino, infatti, hanno presentato l’offerta formativa e
le ricerche svolte nei vari centri di eccellenza sia a Perugia che a Terni, cercando
di mettere a confronto le proprie esperienze con quelle californiane e proponendo
ricerche congiunte in vari ambiti scientifici, con particolare riferimento al settore delle
nanotecnologie.
Durante la visita della delegazione a Sacramento, capitale dello stato della California,
è stato realizzato un incontro con il professore Stephen A. Arditti, Vice Presidente dell’Università della California responsabile dei rapporti con il Governo dello Stato. Durante
l’incontro sono stati analizzati i modelli di funzionamento e sviluppo delle rispettive
Università ed è stato proposto un accordo quadro di collaborazione per attività didattiche e di ricerca.
Allo stesso modo, la visita al campus di Berkeley dell’Università di California ha permesso di incontrare il Chancellor dell’Università, professore Robert J. Birgeneau e il
Direttore delle Relazioni Internazionali, dottore John Lie. Durante questi due incontri è
stato proposto un accordo quadro di collaborazione che prevede una serie di attività di
ricerca congiunta nel settore delle nanotecnologie dei materiali polimerici che vedono
come principale rappresentante il professore Paul Alivisatos del Dipartimento di Chimica dell’Università di Berkeley.
Infine, è stata realizzata una vista al laboratorio di Nanocaratterizzazione dei Materiali
diretto dal professore Robert Sinclair dell’Università di Stanford. Anche con il professore Sinclair è stata discussa l’opportunità di stabilire un accordo quadro di collaborazione all’interno del quale inserire prioritariamente la tematica delle nanotecnologie.
Gli studenti di Scienze Politiche
in visita al “quartiere europeo” di Bruxelles
A Perugia il primo Congresso congiunto
dell’Unione Matematica italiana e di quella tedesca
Una visita al “quartiere europeo” di Bruxelles per cogliere dal vivo i meccanismi
alla base del funzionamento dell’Unione. Tre giorni di viaggio organizzato, il
giugno scorso, per 12 allievi dal professore Fabio Raspadori, docente di Diritto
dell’Unione europea presso la Facoltà di
Scienze politiche. Il 26 giugno, presso
la Commissione europea, il gruppo è
stato accolto da due funzionari italiani,
Domenico Gigliotti, membro dell’Unità
Medio Oriente, e Emma Toledano Laredo, assistente del Direttore generale
nell’Ufficio di Cooperazione EuropAid,
che hanno svolto interventi, rispettivamente, in materia di politica di vicinato e di cooperazione allo sviluppo. Al
Parlamento europeo (27 giugno) si è
invece svolto l’incontro con l’Onorevole Luciana Sbarbati (gruppo europeo
Alde). Nel pomeriggio del 27, il gruppo
ha quindi avuto accesso alle sedi del
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Comitato delle Regioni e del Comitato
economico e sociale, gli organi consultivi dell’Ue, sul cui funzionamento si sono
soffermati Luis Sabino, capo dell’unità
di interpretariato portoghese e Eleonora Di Nicolantonio, amministratore
della sezione NAT. Il 28 giugno, la visita
all’Ufficio di Rappresentanza della Regione Umbria ha fatto il punto sia sulle
opportunità di lavoro o di finanziamento di progetti specifici, sia sull’attività
e il futuro dell’Unione, con interventi
di Stefano Baldi, consigliere Relazioni
esterne della Rappresentanza permanente italiana; Marzia Conte, membro
della direzione generale Educazione e
cultura della Commissione europea;
Paolo Stancanelli, assistente del direttore generale del servizio giuridico della
Commissione europea, e Paola Simone,
a capo dell’ufficio di rappresentanza
della Regione Umbria.
Si è tenuto a Perugia nel giugno scorso
il Joint International Meeting UMI-DMV,
primo Congresso congiunto dell’Unione Matematica Italiana e dell’Unione
Matematica Tedesca. L’Ateneo e il Dipartimento di Matematica e Informatica
hanno organizzato un evento che ha
coinvolto circa 400 studiosi e ricercatori
di matematica pura e applicata provenienti principalmente dalle due nazioni
organizzatrici del Congresso. Il programma scientifico del Congresso prevedeva
10 conferenze plenarie tenute da matematici italiani e tedeschi e 16 sessioni
speciali sulle principali tematiche di
ricerca della matematica italo-tedesca.
Tra i conferenzieri plenari era presente
Alfio Quarteroni, analista numerico conosciuto anche al di fuori dell’ambiente
matematico per avere condotto gli studi
di progettazione e di calcolo numerico
della barca del team Alinghi, vincitrice
dell’America’s Cup dello scorso giugno.
La cerimonia inaugurale del Congresso si è svolta presso la Sala dei Notari
alla presenza del Sindaco, Renato Locchi, del Pro-Rettore Antonio Pieretti, del
Presidente dell’U.M.I. Franco Brezzi, del
Vice-Presidente della D.M.V. Wolfgang
Lueck, dell’Assessore Maria Prodi e del
Presidente del Comitato organizzatore e
Direttore del Dipartimento di Matematica
e Informatica, Gianluca Vinti.
I lavori scientifici si sono tenuti nell’Aula
Magna dell’ Università; le sessioni speciali presso i Dipartimenti di Matematica
e Informatica, di Fisica e presso la Facoltà di Economia. Tra le attività sociali
del Congresso, un lunch inaugurale nel
chiostro della Cattedrale di San Lorenzo,
un concerto alla Sala dei Notari (quattro
i concertisti, due tedeschi e due italiani),
una escursione ad Assisi e la cena di
gala nel Chiostro di Santa Giuliana.
l’Università n. 4 - ottobre/novembre 2007
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Il cordoglio dello Studium
per la scomparsa di Meredith
Il Magnifico Rettore ha incontrato la famiglia della studentessa
e tutta la comunità di studenti Erasmus di Perugia.
Meredith Kercher, in Italia, era arrivata ad agosto. Voleva imparare la nostra lingua
e stava effettuando il programma di mobilità internazionale Erasmus. Giovane, 22
anni, li avrebbe compiuti a dicembre. La sua tragica scomparsa ha scosso la vita
di ogni cittadino e di tutto l’Ateneo.
L’intero Corpo Accademico e tutto il personale dell’Università degli Studi di Perugia
hanno espresso il più profondo cordoglio per la tragica vicenda e si sono stretti
attorno alla famiglia della giovane studentessa. L’efferatezza del delitto ha colpito
profondamente la Comunità Universitaria perugina che sta seguendo attentamente lo sviluppo delle indagini dell’Autorità giudiziaria.
In primo luogo per poter far luce sull’accaduto ed assicurare alla giustizia i colpevoli dell’omicidio della giovane Meredith; in secondo luogo, per assicurare a tutta
la popolazione universitaria, compresi gli studenti Erasmus, che la città di Perugia
rimane una meta vivibile e sicura. Pochi giorni dopo l’omicidio è stato infatti organizzato un incontro presso Palazzo Murena, sede del Rettorato, tra il Magnifico
Rettore Francesco Bistoni, il Questore Arturo De Felice, il Presidente dell’Adisu
Maurizio Oliviero e gli studenti del progetto Erasmus. “Siamo qui, con il Questore
e il Presidente dell’Adisu per dare un messaggio di tranquillità agli studenti stranieri, in particolare agli studenti Erasmus”. Con queste parole ha aperto l’incontro
il Rettore Bistoni, che ha colto l’occasione per rivolgere sentimenti di cordoglio,
personali e dell’Ateneo, alla famiglia della giovane vittima.
“Abbiamo l’obbligo di guardare avanti - ha sottolineato Bistoni - e lo facciamo con
fiducia, sapendo che questo tragico episodio non può turbare la serenità nei rapporti, che sono ottimi, tra l’Università e gli studenti stranieri. “Questo incontro - ha
spiegato - è un momento di riflessione che apre un dialogo con tutti voi e che ci
consentirà di comprendere meglio la realtà e preparare i cambiamenti necessari”.
Il Questore di Perugia, Arturo De Felice, con la sua presenza ha voluto testimoniare la vicinanza all’Ateneo e la piena disponibilità di tutte le forze dell’ordine
per garantire la sicurezza
della città.
Infine, il professore Maurizio Oliviero, presidente
dell’Adisu e docente nella
Facoltà di Giurisprudenza, è
intervenuto per contestare
l’immagine negativa della
città di Perugia fornita dai
giornali. “La realtà è ben altra - ha dichiarato Maurizio
Oliviero - fatta di normalità
e tranquillità. Perugia rimane una città pacificamente
multietnica e non da oggi”.
Tre studenti perugini della Facoltà di Economia
vincono il premio Nokia 2007
Riassetto della Ripartizione Informatica:
Gaia Grossi Delegata del Rettore
È stato un gruppo di studenti della Facoltà di Economia dell’Università degli
Studi di Perugia a vincere la quarta edizione del Nokia University Program: Irene Bassani, Tatiana Soriano e Valentino
Cicero. Coordinati dalla dottoressa Ilaria
Brocanello e dal professore Massimo
Paoli, docente di Economia e Gestione
delle Imprese ed Economia e Management dell’Innovazione Aziendale presso
la Facoltà di Economia dell’Università
degli Studi di Perugia, gli studenti hanno vinto un soggiorno della durata di 4
giorni ad Helsinki (biglietto aereo e hotel), una visita al sito produttivo Nokia di
Salo, in Finlandia, ed un corso presso
la Nokia Academy. La quarta edizione
del Nokia University Program, partita a
febbraio 2007, ha coinvolto circa 2000
studenti delle Facoltà di Economia, Ingegneria e di Scienze della Comunicazione di dieci atenei italiani: Catania, Bo-
logna, Pescara, Ancona, Milano, Parma,
Perugia, Torino, Roma e Salerno. Il Progetto vincente, dal titolo CAMA-BI-LIFE,
è il risultato della progettazione e dello
sviluppo da parte degli studenti perugini
di un cellulare innovativo dal punto di
vista tecnologico. La fattibilità tecnica e
la particolare attenzione per la tematica
ambientale lo hanno reso il migliore a
livello nazionale. La proclamazione e
la premiazione del gruppo vincitore
sono state effettuate in una cerimonia
il 12 ottobre, nel corso della quale si è
svolta una tavola rotonda moderata dal
Sociologo Francesco Morace che ha visto come protagonisti Andrea Facchini
(direttore Marketing Nokia Italia), Carlo
Alberto Pratesi (professore Associato di
Marketing Università Roma Tre), Costanza Tarola (responsabile offerta consumer
Wind) e Umberto Lucani (Marketing e
Content Director My Space).
La professoressa Gaia Grossi, personaggio di spicco del mondo accademico
e politico umbro, in passato Assessore
regionale alla Ricerca, Politiche formative e sociali e attualmente docente
straordinario di Chimica generale presso la Facoltà di Scienze Matematiche,
Fisiche e Naturali dell’Ateneo perugino,
ha ricevuto dal Rettore Francesco Bistoni, la delega alla firma degli atti e dei
provvedimenti di competenza rettorale
concernenti la Ripartizione Informatica
dell’Università degli Studi di Perugia.
Tale nomina è volta alla semplificazione e al miglioramento dell’efficienza
dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare i risultati che lo Studium intende conseguire. A capo della Ripartizione
Servizi Informatici e Statistici è stato
nominato l’ingegnere Giovanni Maria
Rossi, la cui segreteria è coordinata da
Marco Bondi.
L’Area Sistemi è stata affidata a Massimo Lacquaniti, mentre Marco Pallotta
e Giovanni Sabatini sono stati nominati
Responsabili “ad interim” rispettivamente dell’Ufficio Server e dell’Ufficio
Sistemistica.
La responsabilità dell’Ufficio Postazioni
di Lavoro è, poi, nelle mani di Elvio Bacocchia. È invece preposta al controllo
dell’Area Servizi Applicativi, la dottoressa Flavia Cristiano. Per quanto riguarda
la sezione Servizi Web, la responsabilità
dell’area è stata affidata al dottore David
Lanari.
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articolo di
Francesca De Arcangelis
Nella foto:
Un momento dell’incontro tra gli studenti
Erasmus, le autorità accademiche
e quelle cittadine.
In ricordo
Ateneo in lutto per la morte
del professore Piero Lunghi
Il Magnifico Rettore, l’intero Corpo Accademico dell’Università degli Studi di
Perugia e il Personale tutto esprimono
il più profondo cordoglio per la scomparsa del professore Piero Lunghi, 35
anni, ricercatore del Dipartimento di
Ingegneria industriale, direttore del
master internazionale in innovazione e
gestione d’azienda oltre che docente
di numerosi insegnamenti presso la
Facoltà di Ingegneria dell’Università
degli Studi di Perugia.
Il cordoglio dello Studium
per la scomparsa di Meredith
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Fortebraccio
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola San Marco Fornaci
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ottobre/novembre 2007 - Università degli Studi di Perugia