CULTURA E TEMPO LIBERO
IL SOLE-24 ORE NORDOVEST
Venerdì 21 Gennaio 2005 - N. 5 — PAGINA 15
PROFILI 1 I primi tre libri hanno riscosso un successo di mercato con oltre 500mila copie vendute in Italia
Omnibus
«Lerici mette le ali all’ispirazione»
TEATRO
Voci di volontariato al Sermig
1 Nell’ambito del progetto della Caritas italiana per la
promozione del Servizio civile volontario, con il
contributo della Fondazione Crt, Cast (Consulenza
animazione spettacoli teatrali), propone per domani alle
21 al Sermig di Torino lo spettacolo teatrale "Vo.Ci.",
acronimo di Volontariato civile. Le "voci" sono quelle
dei dodici giovani attori che portano in scena un vero e
proprio processo al volontariato: le parole dell’accusa e
quelle della difesa scandiscono i due atti dello spettacolo
e conducono a un finale provocatorio e significativo. La
direzione artistica è di Claudio Montagna, la regia di
Enrico Gentina; ingresso libero con accesso da via
Andreis 18. Info: tel. 011.837846.
Lo scrittore Marco Buticchi ripercorre la sua svolta creativa dopo la decisione di stabilirsi nella terra d’origine
se invece che Nerone fosse morto un
suo sosia? E se i numi tutelari di un
soldato romano ricomparissero in
Norvegia, in un sottomarino nazista? Una
folgorazione, un colpo di fulmine, un "e se
invece": parte da lì il segreto del successo
letterario di Marco Buticchi, lo scrittore
lericino, unico italiano che, con le sue
500mila copie vendute dei primi tre romanzi, fa compagnia a Wilbur Smith, Clive
Cussler, Patrick O’Brian nella collana "I
Maestri dell’Avventura" di Longanesi.
Lo stesso "e se invece" che lo ha portato a cambiare vita: da
trader petrolifero di
una multinazionale,
sempre in giro per il
mondo, a scrittore che
ha messo radici nella
sua terra. «La qualità
della vita è migliorata», dice Buticchi e si
guarda attorno. C’è la
sua casa alla Serra,
con Lerici sempre a
«portata di vista»; c’è
Consuelo, sua moglie,
Andrea e Bea, le due
figlie di tredici e nove
anni e c’è "Il lido", lo
stabilimento balneare
che Buticchi ha rilevato negli anni Ottanta
dal padre Albino, presidente del Milan quando giocava Gianni Rivera.
Scrittore tutto l’anno e bagnino nei mesi
estivi, maglietta arancione con la scritta
"salvataggio", Buticchi, quarantasette anni
disinvolti, alto, occhi chiari racconta: «Mi è
sempre piaciuto scrivere, sin dai tempi della
scuola. Nel 1989 ho proposto il mio primo
romanzo a un amico che ha una casa editrice. Dopo un po’ di tempo mi ha risposto.
Fai dell’altro, mi ha detto, ma non scrivere
quel genere di romanzi, un italiano che
scrive d’avventura ha vita breve in Italia",
E
“
Da quando
abito alla Serra
è migliorata
la qualità
della mia vita:
ho sempre
il mare
a portata di vista
,,
racconta Buticchi mentre un guizzo ironico
affiora negli occhi.
E invece, dalla "profezia" dell’amico, sono passati quindici anni che hanno significato quattro romanzi, tutti editi da Longanesi.
"Le pietre della luna" nel 1997, "Menorah" nel 1998, "Profezia" nel 2000 con ventimila copie vendute in una sola settimana e
100mila copie di tiratura nell’edizione supertascabile e, nel 2003, "La nave d’oro".
Nei suoi romanzi convivono epoche diverse, storia e leggenda, avventura, spionaggio, misteri irrisolti. La scrittura è incalzante, tiene viva la suspence. Due i personaggi
fissi: Sara Terracini e Oswald Breil, una
intrigante scienziata e il suo amico influente, una volta capo del Mossad, promosso,
nell’ultimo romanzo, vice ministro della difesa di Israele.
«Il 23 dicembre ho consegnato all’editore l’ultimo romanzo che si intitolerà
"L’anello dei re". Uscirà in primavera. In
questo romanzo si parla di varie epoche,
dal tardo medioevo alla seconda guerra
mondiale, agli anni Sessanta. A fare
da trait d’union tra le varie
epoche è "l’ anello
d’oro". Ed è anche la
naturale prosecuzione
del romanzo precedente, "La nave d’oro".
Questa storia si arricchisce anche di un altro
personaggio,
Asher, il padre di
Oswald Breil alle prese con un serial bomber», dice Buticchi
che sta già pensando al
prossimo libro.
«Durante le vacanze
di Natale sono stato in
Francia, in Occitania
dove sarà ambientato
il romanzo». Che Buticchi è già al lavoro lo
si capisce entrando nel
suo studio: computer acceso, pile di libri e
strati di appunti. La macchina del prossimo
romanzo è già in moto.
«In genere impiego due anni per scrivere
un romanzo — dice —; la metà del tempo è
dedicata alla ricerca. Leggo ottanta o novanta libri per documentarmi e scarico sino a
tremila pagine da Internet».
Quando termina un libro, lo affida alla
moglie, la sua prima lettrice. «Una volta
leggeva a mano a mano che scrivevo, ma la
scrittura non riesce a tenere il passo con la
lettura e adesso affido il libro a Consuelo
solo quando è ultimato. E hanno cominciato
ad appassionarsi ai miei romanzi anche le
mie figlie».
Lo dice con orgoglio, Buticchi, che giura
di avere due grandi passioni.
La famiglia: «sono un familiarista convinto — dice —; quando ho cominciato a
scrivere pensavo che avrei lasciato qualcosa
ai miei figli; e poi adoro cucinare». E non è
un cuoco improvvisato, visto che, insieme
alla moglie, per dieci anni, ha gestito il
ristorante "I pescatori" a fianco dello stabilimento balneare. Dove, d’estate, issato sul
"trespolo", tiene d’occhio i bagnanti e scavalca l’orizzonte con l’immaginazione. Un
osservatorio proteso sul mare della Liguria,
ideale per scatenare la fantasia. Altri mondi,
altre epoche, dal Giappone a Gerusalemme,
da Londra a Parigi, da Miami a Venezia
sino alla Russia, dall’antica Roma, al medioevo, sino all’attualità.
Sarà per questo che ama molto la fervida
immaginazione di Emilio Salgari. «Da ragazzo — ricorda — divoravo un libro
al giorno. Sono stato particolarmente contento quando
Mondadori mi ha chiesto di scrivere una
storia da inserire
in "Mompracen"
un’antologia che
raccoglie gli interventi di diciotto
scrittori contemporanei che rendono omaggio a Salgari. Il racconto
si intitola "Il debito di Tremail
Naik e il colonnello Sherley",
l’ho dedicato a
Mario Spagnol».
L’incontro con
il patron della
Longanesi, anche lui lericino, è stato decisivo: «Un giorno arriva una telefonata e
una voce dice "sono Mario Spagnol";
l’editore aveva letto un mio manoscritto e
lo voleva pubblicare. Era il 1997: il romanzo si intitolava "Le pietre della Luna", 150mila copie vendute in Italia, la
pubblicazione in Germania con la casa
editrice Piper e in Spagna con Salamandra; considerate le continue ristampe il
romanzo è considerato un "long seller" e
Buticchi un "maestro dell’avventura".
Che quando può
si cimenta con il
motoalpinismo.
«Uno tra gli sport
più faticosi, uno
sport da ragazzi»,
confessa compiaciuto guardando la sua
moto senza sellino
parcheggiata in giardino. Un "maestro
dell’avventura" che
ha detto sì alla politica: «dopo essere
stato in giro per il
mondo sono tornato a Lerici, e nel
1988 ha avuto l’incarico di assessore
ai lavori pubblici»,
spiega. E se, come
dice, «il piacere dello scrittore sta nell’ essere letto», Buticchi
ha avuto anche la soddisfazione di essere
visto e ascoltato.
Su Sky ha condotto "Ainigmata", trasmissione di enigmi e misteri. «E’ stata una
bella esperienza — commenta — e in primavera sono previste altre dieci puntate». Certo, a guardarsi attorno, alla Serra di Lerici,
basta una giornata di sole e la primavera
sembra essere già arrivata; nel giardino di
Buticchi solo le piante cariche di mandarini
ricordano che siamo di inverno.
OPERA
A Genova «Così fan tutte»
“
D’estate
faccio il bagnino
nello stabilimento
balneare
che ho rilevato
da mio padre:
guardo l’orizzonte
e scateno le idee
,,
PIERPAOLA GRILLO
Tutti i sapori del Nord-Ovest Le atmosfere del Settecento
nella Guida del Gastronauta rievocate dal Museo Accorsi
S
I
In tavola
Viaggio tra le ricette del Nord-Ovest
Y Vallée. Teteun, carne dei pascoli
con erbette, porchetta di coniglio
Y Piemonte. Cardi con uova in
camicia e salsa d’acciughe con
tartufi bianchi d’Alba
Y Liguria. Pesto, lasagnette di
farina di castagne con patate e
broccoletti
monte, ad Asti, città del vino, una
tappa irrinunciabile è Il Gener
Neuv, della famiglia Fassi.
Offre piatti veraci e fantasiosi,
con menù che cambiano ogni 15
giorni per inseguire le stagioni: dai
cardi con le uova in camicia e salsa
di acciughe con tartufi bianchi d’Alba o del Monferrato, alle animelle di
FERRUCCIO DE BORTOLI
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vitella ai funghi porcini e Moscato
d’Asti Passito.
I tajarin all’uovo fatti a mano
sono invece una specialità di San
Marco, a Canelli (Asti), dove si può
gustare anche una squisita polenta
integrale con tuorlo d’uovo e robiola di Roccaverano.
Per gli appassionati di vini, dopo
un tour alle cantine Braida, ci si può
fermare dai Bologna (a Rocchette
Tanaro): Carlo Bologna è l’affabile
"Cicerone" di sala che elenca i piatti
come se recitasse una poesia.
Passando dai monti e dalle colline al mare, in Liguria i sapori cambiano radicalmente. Andando a Genova, vale la pena fermarsi a Cà
Peo, un ristorantino romantico dove
il patròn ed esperto sommelier, Franco Solari, insieme alla moglie Milly
Bianco, chef che conosce bene la
cucina veneta, sa creare una cucina
fusion all’italiana. Da una parte il
flan di radicchio trevigiano in salsa
di fagioli di Lamon, dall’altra il pesto, fatto come una volta, nelle lasagnette di farina di castagne con patate e broccoletti. In provincia della
Spezia, ad Ameglia, esiste da
trent’anni la locanda dell’Angelo.
La famiglia Paracucchi (la gestione
è passata di padre in figlio) vi offrirà
un tripudio di capesante con verdure
croccanti e spuma di zenzero, code
di gambero al miele e timo su ricotta
infornata, fegato grasso fatto saltare
in padella con fragole al balsamico.
l 3 dicembre del 1999 apriproprietà dall’Ordine Mauriziava al pubblico il "Museo di
no. Da allora Pietro Accorsi
In esposizione
arti decorative della Fondanon lasciò più il palazzo e,
La prossima manifestazione al Museo Accorsi
zione Pietro Accorsi" allestito
grazie all’accresciuto prestigio
nelle sale di un palazzo torinedi antiquario, affittò alcuni lose in via Po 55, che ritornava
cali per farne alloggio personaagli antichi splendori dopo un
le e sede della galleria espositiaccurato restauro.
va. Nel 1956 acquistò l’intero
Il Museo, che il mese scorso
stabile che divenne, dopo la
ha festeggiato cinque anni d’atsua morte, sede della Fondaziotività, ha dimostrato di essere
ne e poi del Museo di arti decoun organismo attento alla conrative. Nelle stanze del Museo
servazione, ma in particolare alsi trovano mobili, tappeti, arazla divulgazione della storia
zi, oggetti, quadri messi in reladell’arte, della moda, del costuzione tra loro per ricreare le
me, della musica, della letteratuatmosfere del Settecento.
ra, dell’arredamento, dell’archi«Fin dall’apertura — affertettura, della società e della culma Alberto Cottino, direttore
tura del Seicento e Settecento.
del Museo — ci siamo propoMostre, concerti, proieziosti di offrire ai visitatori le chiaFondazione Accorsi. Visitatori nella cucina
ni, visite guidate, cicli di confevi di lettura della collezione
renze, serate teatrali e attività Y In mostra. Dal 19 marzo al 3 luglio si terrà
permanente attraverso un’intendidattiche sono le principali atsa attività divulgativa e scienti«...Infin la maraviglia. Splendori di corte e scena
tività di cui si occupa la Fondafica; ci siamo impegnati per
urbana a Roma tra Sei e Settecento», curata da
zione, con fitte programmaziorenderci accessibili da ogni
Alberto Cottino in collaborazione con il Museo di
ni, per fornire una conoscenza
punto di vista, disciplinando il
Roma. Incisioni, dipinti, e costumi delle collezioni
diffusa delle tecniche e degli
nostro linguaggio verbale e gedi Palazzo Braschi: di scena lo stile Barocco che
stili di vita settecenteschi.
stuale in modo da essere comnel ’600 da Roma si diffuse in Europa e a Torino
Il Museo Accorsi nacque
prensibili a tutti, anche a visitadalla volontà testamentaria di
tori non vedenti e ipovedenti.
Pietro Accorsi (1891-1982), antiqua- temporanei: anziché aderire all’inte- A loro è dedicato il nostro percorso
rio di grande intuito che poteva van- resse dominante per il Medioevo e il tattile permanente e il sito Internet
tare tra i suoi clienti i collezionisti Rinascimento, egli preferì l’opulen- del Museo nella nuova versione onlipiù ricchi del mondo. «Le sale del za delle sete e dei broccati, le decora- ne».
Museo Accorsi — dice il presidente zioni rococò e le linee rette del neoELISABETTA TOLOSANO
della Fondazione, Giulio Ometto classicismo». La storia di Pietro Ac— sono una preziosa testimonianza corsi è curiosa e risale al 1901, quanW ONLINE
del gusto dell’antiquario, un perso- do suo padre fu nominato portinaio
www.fondazioneaccorsi.it
tel. 011.812.91.16
MARIA TERESA PALAMÀ naggio anomalo rispetto ai suo con- dello stabile di via Po 55, all’epoca
FRESCHI DI STAMPA
A CURA DI FRANCESCO ANTONIOLI
I rari gioielli del Centro studi piemontesi
un piccolo scrigno pieno di gioielli rari. Il
problema vero, ahinoi,
è poterseli godere. E cioè avere il tempo per leggere i numerosi saggi che il Centro
studi piemontesi pubblica su
"lettere, storia e varia umanità". Si tratta di una rassegna
interdisciplinare dedicata alla
cultura e alla civiltà subalpina. Opportunamente, peraltro, ciò accade ogni sei mesi
dal 1972: in totale ben più di
12mila pagine di arte, storia,
letteratura. E non solo.
Il Centro è stato fondato a
Torino da Renzo Gandolfo e
da un gruppo di amici nel
1969; ente morale dal 1975, è
un istituto culturale privato, a
carattere associativo e senza
fini di lucro. Dispone di un’attrezzata biblioteca, non coltiva «preclusioni municipalistiche», si dichiara aperto non
solo agli studiosi dell’Università, ma «a tutti i ricercatori
che non trovino disponibili i
canali accademici già ipotecati».
È
Sullo scaffale
Ecco alcune delle novità che gli editori del Nord-Ovest propongono in questi giorni nelle librerie
Autore
Giovanni Agnelli
Cathrine Arnaus
Leonardo Boff
Mario Tonini Bossi
Autori Vari
Tifosi rossoblu
Luciana Baroni,
Hans Diehl
Titolo
Una certa idea dell’Europa e dell’America (con un saggio
introduttivo di Valerio Castronovo). I discorsi internazionali del
principale protagonista della storia economica italiana del
dopoguerra
Con gli occhi asciutti
Vedere con il cuore. Il principio della compassione attraverso il
tempo e le culture
Africa. Il paradiso perduto
Piemonte - Prima edizione italiana delle Giude Lonely Planet
Sotto il segno del Grifone
Editore
Pagine
Euro
Einaudi
380
15,50
Bollati Boringhieri
120
9,50
Edizioni Gruppo Abele
192
14,00
Effatà Editrice
EDT/Lonely Planet
Fratelli Frilli Editori
280
120
192
12,00
16,50
9,00
Decidi di star bene. La salute è una scelta non un destino
Edizioni Sonda
260
24,50
«Studi piemontesi», diretto
da Luciano Tamburini e da
Albina Malerba, propone
nell’ultimo fascicolo articoli
sulle canzoni giacobine del
poeta Edoardo Ignazio Calvo
(ne scrive Giuliano Gasca
Queirazza), sul cantiere del
castello del Valentino ai tempi di Cristina di Francia (Guido Mones), sull’elaborazione
di "Un salotto fiorentino del
secolo scorso" di Edmondo
De Amicis (Rossana Melis).
Sulle stesse pagine, poi, si
possono trovare approfondimenti dedicati al bicentenario
del Code civil in Piemonte
(Gian Savino Pene Vidari),
alle sentenze del Tribunale
militare di Torino durante la
Grande Guerra (Stefano Caselli), ma anche ai capitani
delle barche e barcaroli del
Po nel Piemonte ducale (Luigi Griva). Non mancano, infine, i ritratti (su Giuseppe Ossorio e la sua vita al servizio
della diplomazia sabauda; su
Ernesto Maria Pasquali, regista e produttore cinematografico) e i documenti, persino
inediti: come una lettera di
Ferruccio Parri al germanista
Leonello Vincenti (di cui parla Marco Cerruti) o il raccon-
GIORNO DELLA MEMORIA
Al cinema per non dimenticare
1 Un film "per non dimenticare" lo sterminio del popolo
ebraico e dei deportati italiani nei campi nazisti. Nel
"giorno della memoria", il 27 gennaio, l’Aiace propone
nei cinema torinesi proiezioni gratuite per tutti. Per
riflettere si potrà andare a vedere il film "Il diario di
Anna Frank" o "Una giornata particolare" di Ettore
Scola o "Rosenstrasse" di Margaret Von Trotta o "Il
pianista" di Roman Polanski. In programma al Teatro
Regio c’è anche, alle 20,30, un programma di canzoni
ebraiche interpretate da Moni Ovadia. Fino alla fine del
mese, poi, mostre fotografiche, incontri, spettacoli
teatrali e altri eventi al Museo diffuso della Resistenza,
nelle biblioteche e nelle Circoscrizioni torinesi. Per
partecipare alle proiezioni è necessario prenotare al tel.
800.553130. Il programma completo su
www.comune.torino.it/museiscuola e www.aiacetorino.it.
(Laura Carcano)
INIZIATIVE
e un giorno d’inverno un viaggiatore (parafrasando Calvino) volesse inoltrarsi tra i monti della Valle d’Aosta, percorrere le
Langhe nebbiose del Piemonte, o
passeggiare nei borghi profumati di
mare della Liguria, potrebbe, con i
consigli dell’edizione 2005 della
"Guida ai ristoranti de Il Sole-24
Ore", di Davide Paolini, fermarsi in
posti scelti.
In Vallée, la Guida (504 pagine,
prezzo 19 euro) suggerisce di fare
sosta a Valnontey, nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso, dove si trova il grazioso Hotel Bellevue, gestito dal 1925 dalla famiglia
Jeantet Roullet. Un raffinato chalet
di montagna con boiserie, tendaggi
e arredi dell’artigianato locale: al
suo interno Le Petit restaurant e le
Bar à Fromage. Il menu cambia tutti
i giorni e si possono assaggiare persino antipasti di pesce fresco. Anche
se il piatto forte resta la carne dei
pascoli con accanto erbette aromatiche appena colte nell’orto.
Spostandosi a Gignod, in una piccola frazione chiamata Clusaz, si
può trovare la locanda omonima. A
dire il vero è la locanda La Clusaz
che dà il nome al paese e che l’ha
reso famoso per aver ospitato, raccontano, Napoleone. La Clusaz offre ai suoi visitatori sapori perduti
come il teteun (tettina di vacca) e
menù a base di porchetta di coniglio
e cialda di polenta con fonduta.
Se invece la meta scelta è il Pie-
1 Debutta questa sera alle 20,30 al Carlo Felice di
Genova "Così fan tutte", l’opera buffa in due atti di
Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte che approda a
Genova nell’allestimento del Teatro alla Scala. Terzo
atto della trilogia del duo Mozart-Da Ponte sul tema
dell’amore, del matrimonio e del libertinaggio
tipicamente settecentesco, dopo le "Nozze di Figaro" e il
"Don Giovanni", "Così fan tutte" gioca ancora una volta
sul tema della volubilità amorosa, ma è in realtà una
sottile e raffinata analisi dei comportamenti umani e
sociali dell’epoca. Repliche fino al 2 febbraio, info e
biglietteria allo 010.588329. (Marzia Fontana)
to appassionato che Cinzia
Viscomi propone sulla prima
tournée in Spagna — nel
1882 — di Vittorio Bersezio,
Vittoriano Sardou, Giovanni
Emanuel e Giuseppe Bianchi.
Autori Vari, Studi piemontesi, vol. XXXIII, secondo fascicolo 2004, Centro
studi piemontesi-Ca dë studi
Piemontèis,
pagine
293-596, euro 30
MUSICAL
Torino canta sotto la pioggia
1 Raffaele Paganini, Justine Mattera e Giulia Ottonello
sono i protagonisti del musical "Cantando sotto la
pioggia", fino al 23 gennaio al teatro Alfieri di Torino. La
commedia portata sul grande schermo
dall’indimenticabile Gene Kelly nel 1952 è stata prodotta
e tradotta nel 1996 in Italia dalla Compagnia della Rancia
— con la regia di Saverio Marconi — che la porta in
tournée con il talento di Raffaele Paganini nel ruolo del
protagonista Don Lockwood. Nella celebre scena della
pioggia il ballerino canta e danza fra le pozzanghere di un
palcoscenico completamente allagato. Info: 011.5623800
(Chiara Castellazzi)
INCONTRI
La Gam ripropone il Novecento
1 La Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino
propone, con ingresso gratuito, un ciclo d’incontri su
’800 e ’900, dal titolo "Andata e Ritorno. La storia
dell’arte in Italia attraverso le collezioni della Gam". Gli
incontri si svolgono il martedì, alle 18, nella Sala
Conferenze (in corso Galileo Ferrarsi 30), fino al 22
marzo. Il tema delle lezioni,
sempre accompagnante da
proiezioni, prende spunto
ogni volta dalla "lettura" di
opere esposte nelle
collezioni del Museo (nella
foto). Gli storici dell’arte
invitati — Antonello Negri,
Mimita Lamberti, Pia
Vivarelli, Franco Sborgi,
Flavio Fergonzi, Maria
Grazia Messina, Claudio Zambianchi, Francesco, Poli,
Riccardo Passoni e Pier Giovanni Castagnoli — trattano
tematiche comprese tra le avanguardie e la pittura tra le
due guerre, dall’astrattismo all’arte concettuale. Info: tel.
011.4429544. (Elisabetta Tolosano)
EPOPEA
Edipo rivive al Politeama
1 È in gran parte rivisitata in chiave moderna, ma senza
nulla perdere del fascino antico, la vicenda di Edipo
nell’Edipo.com di Gioele Dix in cartellone da mercoledì
prossimo al Politeama Genovese. In scena si snodano
due vicende, quella di Anselmo — interpretato dallo
stesso Gioele Dix — che in piena crisi esistenziale è
ricoverato in una casa di cura in cui è proibita ogni
lettura, ma che di nascosto continua a rileggere la
tragedia di Sofocle, e quella dell’antico re di Tebe. Che
rivive proprio nella rilettura di Anselmo, che ne
interpreta tutti i personaggi, modifica o arricchisce le
situazioni, sempre fra ironia e tragedia. Repliche fino a
sabato 29 gennaio, info e biglietteria allo 010-8393589.
(Ma.Fo.)
DANZA
La fragilità della Butterfly
1 "La Butterfly, Anima di seta" è il balletto di Paolo
Mohovich in scena al Teatro Nuovo di Torino fino a
domenica 23 per la rassegna "Il gesto e l’anima".
Coprodotto dal Balletto dell’Esperia e da Vignaledanza,
il titolo mantiene vivo il
mito dell’eroina pucciniana
attraverso linguaggi e forme
espressive diverse dall’opera
lirica. Numerosi ed espliciti
sono anche i riferimenti a
"Giselle", la romantica
protagonista di un’altra
famosa vicenda d’amore,
tradimento e morte. Su
musiche attinte dal pop di
Ryuichi Sakamoto e da brani popolari giapponesi, oltre
che da Puccini, il balletto è un inno alla fragilità umana.
Info: tel. 011.6500200. (Ch.Cast.)
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Lerici mette le ali all`ispirazione