CULTURA E TEMPO LIBERO IL SOLE-24 ORE NORDOVEST Venerdì 21 Gennaio 2005 - N. 5 — PAGINA 15 PROFILI 1 I primi tre libri hanno riscosso un successo di mercato con oltre 500mila copie vendute in Italia Omnibus «Lerici mette le ali all’ispirazione» TEATRO Voci di volontariato al Sermig 1 Nell’ambito del progetto della Caritas italiana per la promozione del Servizio civile volontario, con il contributo della Fondazione Crt, Cast (Consulenza animazione spettacoli teatrali), propone per domani alle 21 al Sermig di Torino lo spettacolo teatrale "Vo.Ci.", acronimo di Volontariato civile. Le "voci" sono quelle dei dodici giovani attori che portano in scena un vero e proprio processo al volontariato: le parole dell’accusa e quelle della difesa scandiscono i due atti dello spettacolo e conducono a un finale provocatorio e significativo. La direzione artistica è di Claudio Montagna, la regia di Enrico Gentina; ingresso libero con accesso da via Andreis 18. Info: tel. 011.837846. Lo scrittore Marco Buticchi ripercorre la sua svolta creativa dopo la decisione di stabilirsi nella terra d’origine se invece che Nerone fosse morto un suo sosia? E se i numi tutelari di un soldato romano ricomparissero in Norvegia, in un sottomarino nazista? Una folgorazione, un colpo di fulmine, un "e se invece": parte da lì il segreto del successo letterario di Marco Buticchi, lo scrittore lericino, unico italiano che, con le sue 500mila copie vendute dei primi tre romanzi, fa compagnia a Wilbur Smith, Clive Cussler, Patrick O’Brian nella collana "I Maestri dell’Avventura" di Longanesi. Lo stesso "e se invece" che lo ha portato a cambiare vita: da trader petrolifero di una multinazionale, sempre in giro per il mondo, a scrittore che ha messo radici nella sua terra. «La qualità della vita è migliorata», dice Buticchi e si guarda attorno. C’è la sua casa alla Serra, con Lerici sempre a «portata di vista»; c’è Consuelo, sua moglie, Andrea e Bea, le due figlie di tredici e nove anni e c’è "Il lido", lo stabilimento balneare che Buticchi ha rilevato negli anni Ottanta dal padre Albino, presidente del Milan quando giocava Gianni Rivera. Scrittore tutto l’anno e bagnino nei mesi estivi, maglietta arancione con la scritta "salvataggio", Buticchi, quarantasette anni disinvolti, alto, occhi chiari racconta: «Mi è sempre piaciuto scrivere, sin dai tempi della scuola. Nel 1989 ho proposto il mio primo romanzo a un amico che ha una casa editrice. Dopo un po’ di tempo mi ha risposto. Fai dell’altro, mi ha detto, ma non scrivere quel genere di romanzi, un italiano che scrive d’avventura ha vita breve in Italia", E “ Da quando abito alla Serra è migliorata la qualità della mia vita: ho sempre il mare a portata di vista ,, racconta Buticchi mentre un guizzo ironico affiora negli occhi. E invece, dalla "profezia" dell’amico, sono passati quindici anni che hanno significato quattro romanzi, tutti editi da Longanesi. "Le pietre della luna" nel 1997, "Menorah" nel 1998, "Profezia" nel 2000 con ventimila copie vendute in una sola settimana e 100mila copie di tiratura nell’edizione supertascabile e, nel 2003, "La nave d’oro". Nei suoi romanzi convivono epoche diverse, storia e leggenda, avventura, spionaggio, misteri irrisolti. La scrittura è incalzante, tiene viva la suspence. Due i personaggi fissi: Sara Terracini e Oswald Breil, una intrigante scienziata e il suo amico influente, una volta capo del Mossad, promosso, nell’ultimo romanzo, vice ministro della difesa di Israele. «Il 23 dicembre ho consegnato all’editore l’ultimo romanzo che si intitolerà "L’anello dei re". Uscirà in primavera. In questo romanzo si parla di varie epoche, dal tardo medioevo alla seconda guerra mondiale, agli anni Sessanta. A fare da trait d’union tra le varie epoche è "l’ anello d’oro". Ed è anche la naturale prosecuzione del romanzo precedente, "La nave d’oro". Questa storia si arricchisce anche di un altro personaggio, Asher, il padre di Oswald Breil alle prese con un serial bomber», dice Buticchi che sta già pensando al prossimo libro. «Durante le vacanze di Natale sono stato in Francia, in Occitania dove sarà ambientato il romanzo». Che Buticchi è già al lavoro lo si capisce entrando nel suo studio: computer acceso, pile di libri e strati di appunti. La macchina del prossimo romanzo è già in moto. «In genere impiego due anni per scrivere un romanzo — dice —; la metà del tempo è dedicata alla ricerca. Leggo ottanta o novanta libri per documentarmi e scarico sino a tremila pagine da Internet». Quando termina un libro, lo affida alla moglie, la sua prima lettrice. «Una volta leggeva a mano a mano che scrivevo, ma la scrittura non riesce a tenere il passo con la lettura e adesso affido il libro a Consuelo solo quando è ultimato. E hanno cominciato ad appassionarsi ai miei romanzi anche le mie figlie». Lo dice con orgoglio, Buticchi, che giura di avere due grandi passioni. La famiglia: «sono un familiarista convinto — dice —; quando ho cominciato a scrivere pensavo che avrei lasciato qualcosa ai miei figli; e poi adoro cucinare». E non è un cuoco improvvisato, visto che, insieme alla moglie, per dieci anni, ha gestito il ristorante "I pescatori" a fianco dello stabilimento balneare. Dove, d’estate, issato sul "trespolo", tiene d’occhio i bagnanti e scavalca l’orizzonte con l’immaginazione. Un osservatorio proteso sul mare della Liguria, ideale per scatenare la fantasia. Altri mondi, altre epoche, dal Giappone a Gerusalemme, da Londra a Parigi, da Miami a Venezia sino alla Russia, dall’antica Roma, al medioevo, sino all’attualità. Sarà per questo che ama molto la fervida immaginazione di Emilio Salgari. «Da ragazzo — ricorda — divoravo un libro al giorno. Sono stato particolarmente contento quando Mondadori mi ha chiesto di scrivere una storia da inserire in "Mompracen" un’antologia che raccoglie gli interventi di diciotto scrittori contemporanei che rendono omaggio a Salgari. Il racconto si intitola "Il debito di Tremail Naik e il colonnello Sherley", l’ho dedicato a Mario Spagnol». L’incontro con il patron della Longanesi, anche lui lericino, è stato decisivo: «Un giorno arriva una telefonata e una voce dice "sono Mario Spagnol"; l’editore aveva letto un mio manoscritto e lo voleva pubblicare. Era il 1997: il romanzo si intitolava "Le pietre della Luna", 150mila copie vendute in Italia, la pubblicazione in Germania con la casa editrice Piper e in Spagna con Salamandra; considerate le continue ristampe il romanzo è considerato un "long seller" e Buticchi un "maestro dell’avventura". Che quando può si cimenta con il motoalpinismo. «Uno tra gli sport più faticosi, uno sport da ragazzi», confessa compiaciuto guardando la sua moto senza sellino parcheggiata in giardino. Un "maestro dell’avventura" che ha detto sì alla politica: «dopo essere stato in giro per il mondo sono tornato a Lerici, e nel 1988 ha avuto l’incarico di assessore ai lavori pubblici», spiega. E se, come dice, «il piacere dello scrittore sta nell’ essere letto», Buticchi ha avuto anche la soddisfazione di essere visto e ascoltato. Su Sky ha condotto "Ainigmata", trasmissione di enigmi e misteri. «E’ stata una bella esperienza — commenta — e in primavera sono previste altre dieci puntate». Certo, a guardarsi attorno, alla Serra di Lerici, basta una giornata di sole e la primavera sembra essere già arrivata; nel giardino di Buticchi solo le piante cariche di mandarini ricordano che siamo di inverno. OPERA A Genova «Così fan tutte» “ D’estate faccio il bagnino nello stabilimento balneare che ho rilevato da mio padre: guardo l’orizzonte e scateno le idee ,, PIERPAOLA GRILLO Tutti i sapori del Nord-Ovest Le atmosfere del Settecento nella Guida del Gastronauta rievocate dal Museo Accorsi S I In tavola Viaggio tra le ricette del Nord-Ovest Y Vallée. Teteun, carne dei pascoli con erbette, porchetta di coniglio Y Piemonte. Cardi con uova in camicia e salsa d’acciughe con tartufi bianchi d’Alba Y Liguria. Pesto, lasagnette di farina di castagne con patate e broccoletti monte, ad Asti, città del vino, una tappa irrinunciabile è Il Gener Neuv, della famiglia Fassi. Offre piatti veraci e fantasiosi, con menù che cambiano ogni 15 giorni per inseguire le stagioni: dai cardi con le uova in camicia e salsa di acciughe con tartufi bianchi d’Alba o del Monferrato, alle animelle di FERRUCCIO DE BORTOLI direttore responsabile Roberto Galullo coordinatore editoriale Raimondo Grillo Spina art director Proprietario ed editore: Il Sole 24 ORE S.p.A. Presidente: INNOCENZO CIPOLLETTA Amministratore delegato: GIUSEPPE CERBONE Direttore generale editrice: ANTONIO NARDI Sede legale Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano e-mail REDAZIONE NORDOVEST [email protected] MILANO TORINO Roberto Galullo (caporedattore), Federico Momoli (vicecaporedattore), Lorenza Moz (caposervizio), Giacomo Bagnasco (vicecaposervizio), Maria Luisa Colledani (vicecaposervizio), Marco Mancini (vicecaposervizio), Alberto Annicchiarico, Barbara Bisazza, Carloandrea Finotto, Cristiana Gamba, Giovanna Mancini, Silvia Sperandio via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano Tel. 02 3022.2372; 02 3022.2924; 02 3022.2044;02 3022.2932; 02 3022.2951; 02 3022.2280; 02 3022.2053; 02 3022.2019; 02 3022.2066; 02 3022.4063; 02 3022.2956; 02 3022.2072; 02 3022.2077 Fax 02 3022.2713; 02 3022.2872 Francesco Antonioli (caposervizio), Paolo Bricco, Marco Ferrando, Filomena Greco, Adriano Moraglio Corso G. Ferraris, 108 - 10129 Torino Tel. 011 5139815; 011 5139818; 011 5139826; Fax 011 505026 Stampa: Il Sole 24 ORE S.p.a., Via Busto Arsizio 36, 20151 Milano Abbonamenti: Il presente bisettimanale è inviato gratuitamente ai titolari dell’abbonamento al quotidiano Il Sole 24 ORE domiciliati nelle aree in cui il bisettimanale è distribuito in edicola. Per ulteriori informazioni contattare il Servizio Abbonamenti al tel. (prefisso 02 o 06) 3022.2999 Orario: 9,00 - 12,30 / 13,30 - 17,00 dal lunedì al venerdì Servizio arretrati: per i non abbonati inoltrare richiesta scritta via posta a: Il Sole 24 ORE S.p.A., Servizio Cortesia, via Tiburtina Valeria km 68,700 - 67061 Carsoli (AQ) tel. (prefisso 02 o 06) 3022.2888 allegando assegno non trasferibile oppure via fax al n. (prefisso 02 o 06) 3022.2519 allegando la fotocopia della ricevuta di versamento sul c.c.p. 519272 intestato a Il Sole-24 ORE S.p.A. Il costo di una copia arretrata è di À 2,60. 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Per gli appassionati di vini, dopo un tour alle cantine Braida, ci si può fermare dai Bologna (a Rocchette Tanaro): Carlo Bologna è l’affabile "Cicerone" di sala che elenca i piatti come se recitasse una poesia. Passando dai monti e dalle colline al mare, in Liguria i sapori cambiano radicalmente. Andando a Genova, vale la pena fermarsi a Cà Peo, un ristorantino romantico dove il patròn ed esperto sommelier, Franco Solari, insieme alla moglie Milly Bianco, chef che conosce bene la cucina veneta, sa creare una cucina fusion all’italiana. Da una parte il flan di radicchio trevigiano in salsa di fagioli di Lamon, dall’altra il pesto, fatto come una volta, nelle lasagnette di farina di castagne con patate e broccoletti. In provincia della Spezia, ad Ameglia, esiste da trent’anni la locanda dell’Angelo. La famiglia Paracucchi (la gestione è passata di padre in figlio) vi offrirà un tripudio di capesante con verdure croccanti e spuma di zenzero, code di gambero al miele e timo su ricotta infornata, fegato grasso fatto saltare in padella con fragole al balsamico. l 3 dicembre del 1999 apriproprietà dall’Ordine Mauriziava al pubblico il "Museo di no. Da allora Pietro Accorsi In esposizione arti decorative della Fondanon lasciò più il palazzo e, La prossima manifestazione al Museo Accorsi zione Pietro Accorsi" allestito grazie all’accresciuto prestigio nelle sale di un palazzo torinedi antiquario, affittò alcuni lose in via Po 55, che ritornava cali per farne alloggio personaagli antichi splendori dopo un le e sede della galleria espositiaccurato restauro. va. Nel 1956 acquistò l’intero Il Museo, che il mese scorso stabile che divenne, dopo la ha festeggiato cinque anni d’atsua morte, sede della Fondaziotività, ha dimostrato di essere ne e poi del Museo di arti decoun organismo attento alla conrative. Nelle stanze del Museo servazione, ma in particolare alsi trovano mobili, tappeti, arazla divulgazione della storia zi, oggetti, quadri messi in reladell’arte, della moda, del costuzione tra loro per ricreare le me, della musica, della letteratuatmosfere del Settecento. ra, dell’arredamento, dell’archi«Fin dall’apertura — affertettura, della società e della culma Alberto Cottino, direttore tura del Seicento e Settecento. del Museo — ci siamo propoMostre, concerti, proieziosti di offrire ai visitatori le chiaFondazione Accorsi. Visitatori nella cucina ni, visite guidate, cicli di confevi di lettura della collezione renze, serate teatrali e attività Y In mostra. Dal 19 marzo al 3 luglio si terrà permanente attraverso un’intendidattiche sono le principali atsa attività divulgativa e scienti«...Infin la maraviglia. Splendori di corte e scena tività di cui si occupa la Fondafica; ci siamo impegnati per urbana a Roma tra Sei e Settecento», curata da zione, con fitte programmaziorenderci accessibili da ogni Alberto Cottino in collaborazione con il Museo di ni, per fornire una conoscenza punto di vista, disciplinando il Roma. Incisioni, dipinti, e costumi delle collezioni diffusa delle tecniche e degli nostro linguaggio verbale e gedi Palazzo Braschi: di scena lo stile Barocco che stili di vita settecenteschi. stuale in modo da essere comnel ’600 da Roma si diffuse in Europa e a Torino Il Museo Accorsi nacque prensibili a tutti, anche a visitadalla volontà testamentaria di tori non vedenti e ipovedenti. Pietro Accorsi (1891-1982), antiqua- temporanei: anziché aderire all’inte- A loro è dedicato il nostro percorso rio di grande intuito che poteva van- resse dominante per il Medioevo e il tattile permanente e il sito Internet tare tra i suoi clienti i collezionisti Rinascimento, egli preferì l’opulen- del Museo nella nuova versione onlipiù ricchi del mondo. «Le sale del za delle sete e dei broccati, le decora- ne». Museo Accorsi — dice il presidente zioni rococò e le linee rette del neoELISABETTA TOLOSANO della Fondazione, Giulio Ometto classicismo». La storia di Pietro Ac— sono una preziosa testimonianza corsi è curiosa e risale al 1901, quanW ONLINE del gusto dell’antiquario, un perso- do suo padre fu nominato portinaio www.fondazioneaccorsi.it tel. 011.812.91.16 MARIA TERESA PALAMÀ naggio anomalo rispetto ai suo con- dello stabile di via Po 55, all’epoca FRESCHI DI STAMPA A CURA DI FRANCESCO ANTONIOLI I rari gioielli del Centro studi piemontesi un piccolo scrigno pieno di gioielli rari. Il problema vero, ahinoi, è poterseli godere. E cioè avere il tempo per leggere i numerosi saggi che il Centro studi piemontesi pubblica su "lettere, storia e varia umanità". Si tratta di una rassegna interdisciplinare dedicata alla cultura e alla civiltà subalpina. Opportunamente, peraltro, ciò accade ogni sei mesi dal 1972: in totale ben più di 12mila pagine di arte, storia, letteratura. E non solo. Il Centro è stato fondato a Torino da Renzo Gandolfo e da un gruppo di amici nel 1969; ente morale dal 1975, è un istituto culturale privato, a carattere associativo e senza fini di lucro. Dispone di un’attrezzata biblioteca, non coltiva «preclusioni municipalistiche», si dichiara aperto non solo agli studiosi dell’Università, ma «a tutti i ricercatori che non trovino disponibili i canali accademici già ipotecati». È Sullo scaffale Ecco alcune delle novità che gli editori del Nord-Ovest propongono in questi giorni nelle librerie Autore Giovanni Agnelli Cathrine Arnaus Leonardo Boff Mario Tonini Bossi Autori Vari Tifosi rossoblu Luciana Baroni, Hans Diehl Titolo Una certa idea dell’Europa e dell’America (con un saggio introduttivo di Valerio Castronovo). I discorsi internazionali del principale protagonista della storia economica italiana del dopoguerra Con gli occhi asciutti Vedere con il cuore. Il principio della compassione attraverso il tempo e le culture Africa. Il paradiso perduto Piemonte - Prima edizione italiana delle Giude Lonely Planet Sotto il segno del Grifone Editore Pagine Euro Einaudi 380 15,50 Bollati Boringhieri 120 9,50 Edizioni Gruppo Abele 192 14,00 Effatà Editrice EDT/Lonely Planet Fratelli Frilli Editori 280 120 192 12,00 16,50 9,00 Decidi di star bene. La salute è una scelta non un destino Edizioni Sonda 260 24,50 «Studi piemontesi», diretto da Luciano Tamburini e da Albina Malerba, propone nell’ultimo fascicolo articoli sulle canzoni giacobine del poeta Edoardo Ignazio Calvo (ne scrive Giuliano Gasca Queirazza), sul cantiere del castello del Valentino ai tempi di Cristina di Francia (Guido Mones), sull’elaborazione di "Un salotto fiorentino del secolo scorso" di Edmondo De Amicis (Rossana Melis). Sulle stesse pagine, poi, si possono trovare approfondimenti dedicati al bicentenario del Code civil in Piemonte (Gian Savino Pene Vidari), alle sentenze del Tribunale militare di Torino durante la Grande Guerra (Stefano Caselli), ma anche ai capitani delle barche e barcaroli del Po nel Piemonte ducale (Luigi Griva). Non mancano, infine, i ritratti (su Giuseppe Ossorio e la sua vita al servizio della diplomazia sabauda; su Ernesto Maria Pasquali, regista e produttore cinematografico) e i documenti, persino inediti: come una lettera di Ferruccio Parri al germanista Leonello Vincenti (di cui parla Marco Cerruti) o il raccon- GIORNO DELLA MEMORIA Al cinema per non dimenticare 1 Un film "per non dimenticare" lo sterminio del popolo ebraico e dei deportati italiani nei campi nazisti. Nel "giorno della memoria", il 27 gennaio, l’Aiace propone nei cinema torinesi proiezioni gratuite per tutti. Per riflettere si potrà andare a vedere il film "Il diario di Anna Frank" o "Una giornata particolare" di Ettore Scola o "Rosenstrasse" di Margaret Von Trotta o "Il pianista" di Roman Polanski. In programma al Teatro Regio c’è anche, alle 20,30, un programma di canzoni ebraiche interpretate da Moni Ovadia. Fino alla fine del mese, poi, mostre fotografiche, incontri, spettacoli teatrali e altri eventi al Museo diffuso della Resistenza, nelle biblioteche e nelle Circoscrizioni torinesi. Per partecipare alle proiezioni è necessario prenotare al tel. 800.553130. Il programma completo su www.comune.torino.it/museiscuola e www.aiacetorino.it. (Laura Carcano) INIZIATIVE e un giorno d’inverno un viaggiatore (parafrasando Calvino) volesse inoltrarsi tra i monti della Valle d’Aosta, percorrere le Langhe nebbiose del Piemonte, o passeggiare nei borghi profumati di mare della Liguria, potrebbe, con i consigli dell’edizione 2005 della "Guida ai ristoranti de Il Sole-24 Ore", di Davide Paolini, fermarsi in posti scelti. In Vallée, la Guida (504 pagine, prezzo 19 euro) suggerisce di fare sosta a Valnontey, nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso, dove si trova il grazioso Hotel Bellevue, gestito dal 1925 dalla famiglia Jeantet Roullet. Un raffinato chalet di montagna con boiserie, tendaggi e arredi dell’artigianato locale: al suo interno Le Petit restaurant e le Bar à Fromage. Il menu cambia tutti i giorni e si possono assaggiare persino antipasti di pesce fresco. Anche se il piatto forte resta la carne dei pascoli con accanto erbette aromatiche appena colte nell’orto. Spostandosi a Gignod, in una piccola frazione chiamata Clusaz, si può trovare la locanda omonima. A dire il vero è la locanda La Clusaz che dà il nome al paese e che l’ha reso famoso per aver ospitato, raccontano, Napoleone. La Clusaz offre ai suoi visitatori sapori perduti come il teteun (tettina di vacca) e menù a base di porchetta di coniglio e cialda di polenta con fonduta. Se invece la meta scelta è il Pie- 1 Debutta questa sera alle 20,30 al Carlo Felice di Genova "Così fan tutte", l’opera buffa in due atti di Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte che approda a Genova nell’allestimento del Teatro alla Scala. Terzo atto della trilogia del duo Mozart-Da Ponte sul tema dell’amore, del matrimonio e del libertinaggio tipicamente settecentesco, dopo le "Nozze di Figaro" e il "Don Giovanni", "Così fan tutte" gioca ancora una volta sul tema della volubilità amorosa, ma è in realtà una sottile e raffinata analisi dei comportamenti umani e sociali dell’epoca. Repliche fino al 2 febbraio, info e biglietteria allo 010.588329. (Marzia Fontana) to appassionato che Cinzia Viscomi propone sulla prima tournée in Spagna — nel 1882 — di Vittorio Bersezio, Vittoriano Sardou, Giovanni Emanuel e Giuseppe Bianchi. Autori Vari, Studi piemontesi, vol. XXXIII, secondo fascicolo 2004, Centro studi piemontesi-Ca dë studi Piemontèis, pagine 293-596, euro 30 MUSICAL Torino canta sotto la pioggia 1 Raffaele Paganini, Justine Mattera e Giulia Ottonello sono i protagonisti del musical "Cantando sotto la pioggia", fino al 23 gennaio al teatro Alfieri di Torino. La commedia portata sul grande schermo dall’indimenticabile Gene Kelly nel 1952 è stata prodotta e tradotta nel 1996 in Italia dalla Compagnia della Rancia — con la regia di Saverio Marconi — che la porta in tournée con il talento di Raffaele Paganini nel ruolo del protagonista Don Lockwood. Nella celebre scena della pioggia il ballerino canta e danza fra le pozzanghere di un palcoscenico completamente allagato. Info: 011.5623800 (Chiara Castellazzi) INCONTRI La Gam ripropone il Novecento 1 La Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino propone, con ingresso gratuito, un ciclo d’incontri su ’800 e ’900, dal titolo "Andata e Ritorno. La storia dell’arte in Italia attraverso le collezioni della Gam". Gli incontri si svolgono il martedì, alle 18, nella Sala Conferenze (in corso Galileo Ferrarsi 30), fino al 22 marzo. Il tema delle lezioni, sempre accompagnante da proiezioni, prende spunto ogni volta dalla "lettura" di opere esposte nelle collezioni del Museo (nella foto). Gli storici dell’arte invitati — Antonello Negri, Mimita Lamberti, Pia Vivarelli, Franco Sborgi, Flavio Fergonzi, Maria Grazia Messina, Claudio Zambianchi, Francesco, Poli, Riccardo Passoni e Pier Giovanni Castagnoli — trattano tematiche comprese tra le avanguardie e la pittura tra le due guerre, dall’astrattismo all’arte concettuale. Info: tel. 011.4429544. (Elisabetta Tolosano) EPOPEA Edipo rivive al Politeama 1 È in gran parte rivisitata in chiave moderna, ma senza nulla perdere del fascino antico, la vicenda di Edipo nell’Edipo.com di Gioele Dix in cartellone da mercoledì prossimo al Politeama Genovese. In scena si snodano due vicende, quella di Anselmo — interpretato dallo stesso Gioele Dix — che in piena crisi esistenziale è ricoverato in una casa di cura in cui è proibita ogni lettura, ma che di nascosto continua a rileggere la tragedia di Sofocle, e quella dell’antico re di Tebe. Che rivive proprio nella rilettura di Anselmo, che ne interpreta tutti i personaggi, modifica o arricchisce le situazioni, sempre fra ironia e tragedia. Repliche fino a sabato 29 gennaio, info e biglietteria allo 010-8393589. (Ma.Fo.) DANZA La fragilità della Butterfly 1 "La Butterfly, Anima di seta" è il balletto di Paolo Mohovich in scena al Teatro Nuovo di Torino fino a domenica 23 per la rassegna "Il gesto e l’anima". Coprodotto dal Balletto dell’Esperia e da Vignaledanza, il titolo mantiene vivo il mito dell’eroina pucciniana attraverso linguaggi e forme espressive diverse dall’opera lirica. Numerosi ed espliciti sono anche i riferimenti a "Giselle", la romantica protagonista di un’altra famosa vicenda d’amore, tradimento e morte. Su musiche attinte dal pop di Ryuichi Sakamoto e da brani popolari giapponesi, oltre che da Puccini, il balletto è un inno alla fragilità umana. Info: tel. 011.6500200. (Ch.Cast.)