ANNO XXXI - N. 3 - SETTEMBRE-NOVEMBRE 2011 Pubblicazione periodica PERIODICO DELL’UNIONE PENSIONATI AZIENDE GRUPPO UNICREDIT DIREZIONE ED AMMINISTRAZIONE 20143 MILANO - Viale Liguria 26 Tel. 02.83112650 - Fax 02.83112649 2 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 SOMMARIO VERBALE DELLA SEGRETERIA NAZIONALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3 LA MANOVRA FINANZIARIA 2011 - CONSIDERAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 3 FONDO PENSIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 5 • Relazione Pennarola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 6 • Relazione Palmesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 7 MANOVRA FINANZIARIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 8 • Perequazione automatica delle pensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 8 • La manovra punto per punto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 8 ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA U.NI.C.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 10 • Relazione e aggiornamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 10 ATTIVITÀ GRUPPI REGIONALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 11 • Emilia Romagna - Marche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 11 VARIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 12 • Non è il paese che sognavo - di A. Caputi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 12 ALL’OMBRA DELLA QUERCIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 14 • Libia, nel bene e nel male - di I. Cattaneo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 14 • Impressioni di viaggio - di F. Barraco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 21 • La palestra dei pensieri - di I. Cattaneo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 22 • I nostri poeti - di G. Turcinovich - A. Catania . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 23 I NOSTRI LUTTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 26 Rubriche In copertina Il tondo in terracotta con mosaico dorato rappresenta San Giorgio che sconfigge il drago. L’immagine è stata utilizzata come matrice litografica sulle azioni emesse dalla Banca di Genova dal 1885 al 1889, fu probabilmente l’antesignano del logo della banca stessa. Il tondo era murato nel Palazzo di Via San Luca, sede della Banca di Genova, poi Palazzo nuovo di Via Dante/Piazza De Ferrari. Si ringrazia l’Archivio storico Unicredit per la concessione della fotografia pubblicata. 3 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 VERBALE DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL 27 SET 2011 Nei locali dell’Unione Pensionati in Viale Liguria il giorno 27 set 2011 si è riunita la Segreteria Nazionale dell’Unione per discutere sul seguente ordine del giorno: 1. Fondo Pensione: Relazione ns rappresentanti Consigli 26/5, 8/7 E 14/9 2. Coordinamento: Aggiornamento situazione 3. Rapporti con la FAP: eventuale nostra adesione 4. Situazione Economica Segreteria Nazionale: bilancio di previsione per il 2012 5. Commissione Studi: Relazione sulla riunione del 21 giugno 2012 6. Assicurazione Sanitaria Unica: Relazione ns. rappresentante 7. Manovra finanziaria: riflessi sulla categoria 8. Varie ed eventuali. Presenti i Segretari Nazionali Pennarola (Presidente dell’Unione), Colombo (Vice Presidente dell’Unione), Belardo, Cerrato, Gatti, Novaretti e Vivirito; il Tesoriere De Laude, il Revisore dei Conti Ballarini, il Sindaco del Fondo Pensione Romerio. Assenti per giustificati motivi Beccari, Begelle e Palmesi. Invitato ad assistere, interviene Indiveri (Presidente del Gruppo Emilia Romagna, Marche). Constatata la regolarità delle convocazioni, viene nominato Presidente dell’Assemblea Pennarola che chiama Cerrato ad assisterlo come Segretario. 1. Relazione dei ns rappresentanti nel Consiglio del Fondo Pennarola segnala di aver ottenuto l’opportunità di accedere in via sperimentale alla video conferenza (utilizzando le strutture che il Fondo Pensione ci mette cortesemente a disposizione). La riunione si svolge quindi inizialmente nella sala del consiglio del Fondo Pensione dove il Presidente Orifiammi rivolge il suo saluto ai presenti augurando loro buon lavoro. Interviene quindi Palmesi che in video conferenza relaziona sulla gestione delle attività finanziarie del Fondo Pensione (vedere articolo in altra parte del giornale). Palmesi, a margine del suo intervento, chiarisce come sull’asset strategico del Fondo in Lussemburgo segue a pag. 4 LA MANOVRA FINANZIARIA 2011 CONSIDERAZIONI RIGUARDO ALLE DECISIONI PRESE DALLE AUTORITÀ CHE INTERESSANO LA CATEGORIA La prima considerazione che viene alla mente è che dal ritorno dal periodo delle vacanze, riprendendo la consueta routine, ci sentiamo tutti un po’ più poveri. L’aumento dell’IVA, provocherà l’innalzamento dei prezzi al consumo nonchè quello di tutte le bollette (luce,gas,telefono), del costo già molto elevato, della benzina, l’aumento dei tickets sanitari, oltre all’aumento al 20% (dal 12,50%) di tutte le rendite finanziarie, con esclusione dei titoli di stato, e conseguente aumento del bollo sui conti depositi titoli, con importo progressivo legato all’entità del deposito. A tutto ciò si deve aggiungere la decisione di diminuire la spesa pensionistica bloccando di fatto tutti gli aumenti per le pensioni superiori a tre volte il minimo (vedere articolo in altra parte del giornale). Questi sono alcuni degli interventi decisi dal governo per diminuire il debito pubblico. Al di là di ogni considerazione politica ci sembra oggettivamente di non poter fare a meno di dare una lettura alquanto critica in merito alle decisioni prese dal governo. Infatti il pacchetto di misure prese per diminuire la nostra esposizione debitoria non sembra incontrare il favore dei mercati e degli ambienti commerciali ed industriali in quanto mancante di un impulso che garantisca la crescita del paese in linea con quella dei partners europei. È inoltre constatazione diffusa che ancora poco o nulla sia stato fatto per arginare l’evasione fiscale. Si chiede un contributo di solidarietà a chi già paga e dichiara redditi elevati (da 90000 e Pensionati e dipendenti Pubblici e da 300000 e privati) e che riguardano nella stragrande maggioranza dei casi lavoratori dipendenti. Non si prende, allo stato, alcuna decisione circa l’incremento delle privatizzazioni, l’abolizione di enti inutili e, infine si è abbandonato il taglio del numero dei parlamentari e la decisione di ridurre il numero delle Province (sostituito da un disegno di legge costituzionale la cui la necessaria approvazione e condivisione avrà sicuramente bisogno di tempi non segue a pag. 5 4 gli investimenti a lungo/lunghissimo termine siano stati riservati alla Sezione 2; ricorda inoltre che è in fase di avanzata elaborazione un progetto per cercare di allineare il più possibile le entrate e le uscite del Fondo in collaborazione con gli attuari ed il CNR che, per l’occasione, ha messo a disposizione il suo centro di calcolo. Esaurito con soddisfazione l’esperimento della video conferenza (si valuteranno i suoi potenziali futuri sviluppi e gli eventuali aggiornamenti dello Statuto dell’Unione per un suo adeguamento alle innovazioni tecnologiche) e chiuso l’intervento di Palmesi, Belardo segnala che, in base al nuovo piano operativo aziendale, si prevedono nel 2012 almeno 10.000 esuberi nel Gruppo (anche se per la maggior parte sembrano concentrati sull’estero). Si apre un dibattito sull’argomento. L’Assemblea torna quindi nei locali dell’Unione dove si procede ad esaminare gli altri argomenti all’OdG. Pennarola relaziona sulle sue attività nel CdA del Fondo Pensione (vedere articolo in altra parte del giornale). 2. Coordinamento • Si è sottoscritto l’accordo con l’Unione Pensionati ex Banca di Roma e Pennarola è stato nominato Presidente del nuovo Coordinamento. • È prevista entro breve termine la firma dell’accordo con l’Unione Pensionati ex Banco di Sicilia. • In considerazione delle nuove più ampie dimensioni dell’organismo, si potrebbe allargare la Segreteria Nazionale anche alle Unioni coordinate (alla Commissione Studi, d’intesa con le altre Banche l’incarico di verificarne la concreta attuabilità). • Pennarola ribadisce che l’obiettivo di lungo periodo è di presentarsi nei confronti di UniCredit come unica Unione di SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Gruppo ed al riguardo legge una lettera ricevuta dal signor Carletta nella quale viene espresso l’apprezzamento dell’Azienda per le finalità dell’organismo. stione che è comunque strettamente monitorata dalla Società esterna KPMG. 3. F.A.P. Il collega Maurizio Beccari non ha potuto partecipare alla S.N. ma ci ha inviato tempestivamente la seguente Relazione che contiene vari argomenti di interesse di tutti gli iscritti ad UniCA (vedere articolo in altra parte del giornale). Vivirito esprime il malumore dei colleghi di Palermo e di Messina per la grave carenza di strutture atte a supportare la campagna di prevenzione. Pennarola comunica che per il 5 di ottobre ha in calendario un incontro con il Presidente Masia per continuare ad approfondire i contatti per una migliore valutazione sul nostro ingresso nella federazione, come da delibera del Consiglio Nazionale. 4. Situazione economica della S.N. - Bilancio di previsione 2012 De Laude espone le previsioni di entrate ed uscite per il prossimo anno, alla luce degli aumenti dei contributi da parte dei Gruppi verso la Segreteria Nazionale, deliberati dall’ultimo Consiglio Nazionale. Per quanto riguarda l’anno 2012 il contributo sarà di e 5 ed inoltre si dovrà prevedere, al caso, il contributo di iscrizione alla F.A.P.: si valuterà come coprire tale ulteriore esborso. È comunque da tenere presente che, come deliberato dal Consiglio Nazionale, il contributo a favore della Segreteria Nazionale passerà ad e 6,5 per il 2013 e ad e 8,00 per il 2014: nel frattempo conteremo, ancora e… fortemente, sui contributi dei lettori della Quercia Nuova. 5. Commissione Studi Roncucci segnala avvenuti incontri volti ad individuare punti da aggiornare nello statuto dell’Unione. Romerio propone di far valutare i pro ed i contro sulla evoluzione prevista per gli immobili da conferire al Fondo Immobiliare. Pennarola fa presente che, se le decisioni si devono prendere entro l’anno, non ci sarebbero i tempi per valutare a fondo la que- 6. Unica 7. Manovra finanziaria Riflessi sulla categoria Roncucci rimanda alla sua nota pubblicata sul sito. Si ribadisce il malumore della categoria già tanto vessata: a fronte di un’inflazione del 3% si avrà una rivalutazione delle renditi di 10-15 euro e dall’1 gen 2012 diminuiranno le detrazioni fiscali, con ulteriore aggravio per il reddito fisso. Il tutto nel totale silenzio della categoria. Viene chiesto a Pennarola di appurare quali iniziative intenda porre in essere la F.A.P. Belardo rinvia a quanto già scritto sull’argomento e farà avere altro materiale utile. Colombo chiede un orientamento sul taglio da dare al prossimo numero de La Quercia: uscirà sul giornale un articolo ad hoc e si vedrà di dare spazio a quanto Belardo ha scritto in proposito. 8. Varie Pennarola si dichiara disponibile a visitare tutti i Gruppi, in particolare quelli con molte Filiali. Null’altro da discutere l’assemblea viene sciolta alle ore 16,05. Il Segretario Cerrato Il Presidente Pennarola 5 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 brevi) e ridotte le misure per la revisione delle indennità ai parlamentari che svolgono un’altra attività professionale né si sono toccate le specificità ed i privilegi degli ordini professionali. Tutto ciò ha portato il declassamento del debito italiano da parte delle “agenzie di rating”. La borsa, sia pur con alti e bassi, è scivolata ai minimi e i titoli di stato hanno perso parte del loro valore. In buona sostanza se oggi si vuole vendere un BTP qualsiasi con una scadenza a oltre 1 anno si incorre in una notevole perdita in conto capitale. I trasferimenti di fondi dallo Stato centrale alle Regioni, Province e Comuni sono ovviamente diminuiti tanto che, per far fronte alle necessità quotidiane e per garantire i servizi ai cittadini, verranno aumentate o istituite tasse locali ed aumenti per i biglietti dei trasporti. A ciò si aggiunga che l’inflazione ha raggiunto e superato il 3%. Tra le misure invocate dalla UE per il rilancio dell’economia viene posta in primo piano la riforma del “Welfare”. Le riforme graduali e molto diluite nel tempo non sono più sostenibili rispetto alle esigenze di risanamento dei conti pubblici italiani. Quindi sono necessari correttivi che riguardano l’età pensionabile, le pensioni di anzianità, l’innalzamento dell’accesso alla pensione delle donne (da 60 a 65), la revisione delle pensioni di reversibilità ed altro ancora. Alcuni organi di informazione comunicano che, per l’autunno, è previsto un tavolo sulle riforme e che, per avere qualche chance di successo bisogna anche mettere in discussione i requisiti di accesso alle pensione e (attenzione) addirittura gli importi già in pagamento. Quando si inizia a mettere in dubbio ciò che è acquisito bisogna seriamente cominciare a riflettere e quindi predisporsi a difendere i propri diritti. Per quanto riguarda il nostro Fondo Pensione le prospettive per il raggiungimento di un risultato di rendimento accettabile sono ovviamente molto critiche. Probabilmente il CdA si vedrà costretto a rivedere l’entità della pensione per rimettere in equilibrio il bilancio del Fondo stesso. Si raccomanda di leggere attentamente le relazioni sull’andamento del nostro Fondo dei nostri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione che rappresentano dettagliatamente le difficoltà che si incontrano nella gestione del nostro patrimonio sia mobiliare che immobiliare e le iniziative che si vanno prendendo per garantire il miglior rendimento in presenza comunque di rischi molto contenuti. Ci corre l’obbligo di ribadire la necessità di una larga partecipazione alle diverse manifestazioni di voto richieste per la gestione e l’ approvazione dei risultati del nostro Fondo Pensione in modo da garantire ai nostri Rappresentanti in CdA la forza della più ampia rappresentanza. CHIEDETELO A NOI LETTERE ALL’UNIONE Questo spazio sarà aperto ai lettori. Dubbi, richieste, critiche, suggerimenti su quanto concerne la nostra attività, il nostro Fondo pensione, argomenti di natura tributaria e previdenziale. I vostri interventi saranno attentamente valutati e nel possibile risponderemo ai vostri quesiti. Inviare a: [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] oppure: Unione Pensionati - V.le Liguria, 26 – 20134 Milano Nella richiesta fare riferimento alla rubrica della Quercia “Chiedetelo a noi”. IN MATERIA DI PRIVACY Come tutti gli Organismi tenuti all’osservanza delle disposizioni del D.lgs 30 giugno 2003 n. 196 in materia di trattamento dei dati personali, anche la nostra Associazione (quale titolare del trattamento ai sensi della predetta normativa) deve assicurare che i dati raccolti discendano da un consenso al loro utilizzo. I dati da noi trattati, nel pieno rispetto della normativa vigente, sono utilizzati per perseguire le seguenti finalità: invio Notiziario “La Quercia Nuova” ed altri notiziari regionali, inviti a gite e iniziative sociali, manifestazioni culturali, ricreative e simili, etc. Chi dovesse essere contrario all’utilizzo dei propri dati personali da parte dell’Unione Pensionati, potrà segnalare – in forma scritta – all’Unione medesima la negazione al consenso: è inteso che, in tal caso, verrà a cessare l’invio di qualsiasi comunicazione. 6 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 FONDO PENSIONE RELAZIONE DEL CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE PENNAROLA Il C.d.A. del Fondo si è riunito tre volte e precisamente il 26 mag, l’8 lug ed il 14 set. Gli argomenti trattati sono stati tanti, ma penso che, anche per un problema di tempo, sia opportuno che io mi limiti a relazionarvi sugli argomenti più importanti al momento sul tappeto; in particolare sugli Immobili, sul Bilancio Tecnico e, conseguentemente, sull’ammontare delle pensioni. • Per quanto riguarda gli immobili: L’attenzione e l’impegno del Fondo, dei suoi Organi e della Struttura sono volti alla creazione di un fondo immobiliare di totale proprietà degli iscritti (attivi e pensionati) da affidare, come dispone la legge, ad una società esterna (SGR) a cui affidare l’incarico di istituire, costituire e gestire il Fondo immobiliare. Ho già avuto modo di esporvi in precedenza la necessità della costituzione del fondo immobiliare (vedi anche quanto scritto sull’argomento sul secondo numero di quest’anno sulla Quercia nuova). Come noto il Fondo Pensione è titolare di partecipazioni al 100% in società di persone non più consentite e ciò comporta la necessità di porre in liquidazione le società medesime. Occorre poi considerare che l’investimento netto del Fondo in immobili e/o altri diritti reali è consentito entro il 20% del patrimonio dei singoli comparti del Fondo. Tale limite risulta attualmente non rispettato in quanto il peso degli immobili di proprietà diretta risulta essere pari circa al 34% del patrimonio della Sezione 1 (Ante). Risulta quindi evidente che è necessario ricondurne il peso nei limiti di legge. L’adeguamento normativo può essere attuato tramite: • Partecipazione in società di capitale quale che sia (spa, srl, sapa). • Società di investimento immobiliare quotate (SIIQ). • Quote di fondo comune di investimento immobiliare. La possibilità di un conferimento degli immobili da parte delle Società direttamente al Fondo è stata scartata a priori perché la quota di immobili di proprietà diretta è già superiore al 20% sopra richiamato. Lo studio sino ad ora svolto ha evidenziato che il conferimento a società di capitale o la creazione di una SIIQ è fiscalmente penalizzante sia in fase di conferimento sia a regime, in particolare, la SIIQ (strumento destinato al retail) presenta notevoli costi legati alle quotazioni, alla gestione ed all’operatività. Ci si è quindi orientati alla costituzione di un fondo immobiliare e se ne sono studiati gli aspetti legali e fiscali. Si è infatti constatato che la detenzione degli immobili tramite quote di un fondo immobiliare presenta, rispetto all’attuale situazione, vantaggi anche di natura fiscale. Al momento è allo studio se e quali immobili, oltre quelli intestati alle società di persone, sia opportuno conferire nel fondo immobiliare. Naturalmente a fronte del suddetto risparmio fiscale, la costituzione del Fondo immobiliare comporta costi emergenti (relativi alle commissioni per la SGR e per la Banca Depositaria). Poiché gli oneri relativi alla gestione amministrativa del patrimonio immobiliare sono in questo momento a carico della Banca, andrà verificata la disponibilità della stessa ad aprire un tavolo di lavoro per definire la copertura dei relativi costi. Per quanto riguarda poi gli aspetti della governance, alla quale noi pensionati siamo stati sempre molto attenti (l’occhio del padrone ingrassa il cavallo!), va rilevato che il Fondo perderebbe il controllo diretto degli immobili conferiti al fondo immobiliare. La volontà del legislatore esclude infatti la possibilità di intromissioni dell’investitore nelle scelte decisionali del gestore (SGR) del Fondo immobiliare; in particolare risultano vietate clausole del regolamento che prevedano il diritto di veto da parte dell’investitore nelle scelte decisionali su singole operazioni. In quest’ottica risulta importante la definizione da parte del Fondo, con il supporto del consulente esterno e della SGR scelta, di un regolamento del fondo immobiliare, documento che traccia le linee guida rispetto agli aspetti strategici che si intendono perseguire, risultando mandato irrevocabile per il gestore. Qualora il Fondo pensione non fosse soddisfatto della politica operata dal gestore o comunque dell’operato dello stesso il Regolamento dovrà contenere la previsione della facoltà per il Fondo di cambiare SGR. Non è escluso che ad URE (UniCredit Real Estate) siano affidate le funzioni operative (outsourcing) dei servizi immobiliari anche per gli immobili che confluiranno nel Fondo immobiliare oltre a quelli che resteranno intestati al Fondo Pensione. Ho tralasciato molti particolari, per non dilungarmi oltre misura, ma non posso non dire che il famoso “occhio del padrone” forse oggi non basta più: in tempi di crisi così pronunciate bisogna rivolgersi ad occhi più professionali, a entità meglio inserite nel mercato che possono scrutare orizzonti più vasti ed impegnativi e potrebbe essere invece dannoso non utilizzare. 7 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Bilancio Tecnico e prestazioni del Fondo Come noto, da qualche anno il Fondo non guadagna quanto necessario per aumentare le nostre pensioni, nè per mantenerle nell’attuale misura. Per mantenere le pensioni almeno nell’attuale misura il Fondo dovrebbe produrre reddito pari a circa il 4,2%, percentuale che rappresenta la copertura del tasso tecnico (tasso minimo previsto nel calcolo del Bilancio) del 3,5% e del disallineamento della copertura del 17%. Difatti il rendimento del Fondo nel 2009 è stato dell’1,26% e nel 2010 del 3,27% e per quest’anno (davanti ai nostri occhi l’andamento dei mercati finanziari e degli immobili) non si prevedono grandi prestazioni. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo, negli anni scorsi, dopo il risultato negativo del 2008 aveva deciso di procedere ad un congela- mento delle prestazioni anche per l’avvenire sino al suo recupero attraverso i futuri maggiori rendimenti, verificato che la situazione generale garantiva un sostanziale equilibrio anche dopo tale decisione. Aveva anche deciso di tenere sotto controllo il Bilancio Tecnico, la cui compilazione è statutariamente prevista ogni tre anni, e quindi per fine 2011, facendone redigere aggiornamenti a fine 2009 e poi anche a fine 2010. I dati di detti aggiornamenti, pur segnalando la sostanziale solidità del Fondo, avvalendosi anche dei miglioramenti dovuti alle modifiche legislative intervenute nel frattempo, consigliano un leggero ritocco, peraltro espressamente previsto dallo Statuto, alle nostre pensioni ed agli importi di pensione maturati dal Personale in servizio. La riduzione avrebbe dovuto avere decorrenza retroattiva a partire dal gennaio 2010 per il minor rendimento del 2009 e dal gennaio 2011 GESTIONE ATTIVITÀ FINANZIARIE DEL FONDO PENSIONE Com’è ampiamente noto i mercati finanziari hanno reagito negativamente alle prospettive di un possibile default di alcuni stati europei, Grecia in primis, ed alle incertezze mostrate da altri nell’avviare riforme strutturali che facessero prevedere un possibile aumento del PIL, unica possibilità per far fronte all’enorme indebitamento pubblico. Particolarmente forte è stato l’impatto a partire da agosto. A metà del mese in corso gli indici azionari della zona euro avevano perso, rispetto all’inizio dell’anno, il 21% mentre il più operoso Estremo oriente era riuscito a limitare le perdite al 14%. Il settore obbligazionario nello stesso periodo è riuscito a limitare le perdite solo grazie ai massicci interventi delle autorità centrali che hanno acquistato massicce quote di debito pubblico. Le azioni delle Banche europee sono precipitate a valori impensabili: Unicredit ad esempio è precipitato a 0,68 euro accusando quindi una perdita del 50% rispetto allo scorso luglio e del 90% rispetto alle quotazioni del 2007. Non meglio sono andati i suoi competitors italiani ed europei. Ovviamente il nostro Fondo Pensioni ha accusato il colpo ma è riuscito a contenere l’impatto grazie all’ampia diversificazione degli assets e all’introduzione, a suo tempo, di prodotti finanziari aventi per obiettivo la riduzione dei rischi nei momenti di crisi. con riferimento al rendimento 2010, ma partirà dal prossimo gennaio, senza quindi recupero di arretrati. La riduzione non opererà sulle “quote fisse” e quindi peserà percentualmente in modo differenziato in relazione al peso di dette quote fisse rispetto al totale della pensione. Di massima a pensione più bassa dovrebbe corrispondere una riduzione percentualmente più bassa. La riduzione dovrebbe comunque essere di entità modesta: a titolo esemplificativo per una prestazione lorda di 400 euro dovrebbe essere del 2,8% e per una di 1000 euro del 3,1%. A mio avviso sono percentuali modeste, ma importanti per l’equilibrio del Fondo. Vi ho fornito dati sintetici per non appesantire troppo la Relazione, ma assicuro che una informativa più completa sarà diramata dal Fondo nei prossimi giorni. Giacomo Pennarola Al 16 del mese in corso la performance del comparto finanziario si è attestata sul - 2,31%. In portafoglio non sono presenti quote significative di obbligazioni di paesi a forte rischio. Del tutto assenti i titoli della Repubblica Greca le cui quote marginalissime sono state vendute sul mercato. La situazione è costantemente monitorata sia a livello Fondo, sia a livello Sicav/sif lussemburghesi. Luciano Palmesi 8 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 MANOVRA 2011 DECRETO LEGGE 6 LUG 2011 CONVERTITO IN LEGGE (DISPOSIZIONI URGENTI PER LA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA) N. 111/2011 La nuova manovra finanziaria, ad oggi non ancora completata, apporta, tra altro, tagli ai trattamenti di pensione in essere, e precisamente: Dal 1° gennaio 2012 e fino 31dicembre 2013 la perequazione automatica sulle pensioni sarà cosi modificata: • nessuna variazione rispetto alla precedente normativa per le pensioni di importo fino a 5 volte il trattamento minimo; • per i trattamenti superiori a 5 volte il trattamento minimo (e 2304,85) sarà riconosciuto solo il 70% dell’aumento dovuto fino a 3 volte il trattamento minimo (e 1382,91) (circa e 15 mensili se si utilizza la percentuale applicata per il 2011). Dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014: • i trattamenti di pensione di importo annuo lordo superiore a e LA SCHEDA Manovra punto per punto È stata cambiata più volte, in corso d’opera. Ma ora la manovra da 54 miliardi - che dovrebbe garantire il pareggio di bilancio nel 2013 - è approdata a un testo definitivo. Tra tasse, tagli a ministeri ed enti locali, novità sul lavoro, riforma dei tribunali, revisione delle indennità per i parlamentari e Comuni piccoli con apparati più snelli eccone i punti principali. A partire dal fisco. L’Iva. L’aliquota del 20 per cento passa al 21 dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Contributo di solidarietà. È una super-tassa del 3% che si applica ai redditi oltre i 300 mila euro. In vigore dal primo gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2013. Potrà però esse- re prorogata fino al raggiungimento del pareggio di bilancio. Tasse locali. Vengono sbloccate dal 2012. Comuni e Regioni potranno dunque aumentare l’addizionale Irpef. Robin Hood tax. L’addizionale Ires per le imprese del settore energetico aumento dal 6,5% al 10,5%. Rendite al 20%. Vengono unificate le aliquote del 12,5% e del 27%, fatta eccezione per i titoli di Stato. Stretta sulle Coop. Si alleggeriscono le agevolazioni e gli utili peseranno di più sulla base imponibile. Più tasse alle società di comodo. Arriva un’addizionale del 10,5% e una serie di norme restrittive. 90.000 e fino a ⇔ 150.000 saranno assoggettati ad una ritenuta straordinaria del 5%; • i trattamenti di pensione di importo annuo lordo superiore a e 150.000 saranno assoggettati ad una ritenuta del 10%. Alla determinazione del reddito annuo concorrono tutti i trattamenti di pensione corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie. Bollo money transfer. Una tassa del 2% sul trasferimento dei soldi all’estero, con un minimo di 3 euro. Esenti i trasferimenti di persone con matricola Inps. Manette agli evasori. Niente sospensione della pena se sono stati evasi oltre 3 milioni e se l’evaso è il 30% del fatturato. Comuni nella lotta all’evasione. Passa dal 50 al 100% l’incasso della lotta all’evasione messa in campo con la collaborazione del Comune. Controllo conti correnti. L’Agenzia delle Entrate potrà controllare i conti correnti in via preventiva. Dichiarazioni on line. I Comuni potranno pubblicare sui siti i dati relativi alle dichiarazioni in forma aggregata, per categorie. Società in perdita. Se il “rosso” è registrato per tre esercizi consecutivi sono equiparate alle società di comodo. 9 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Beni intestati a società. Più controlli sui beni delle società usati da soci o familiari, dalle barche alle auto. scatterà la diduzione del 30% della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili e non più il rinvio delle tredicesime. Tracciabilità. Scenda da 5.000 a 2.500 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante. Scuola. Le finestre per andare in pensione sono fissate all’inizio dell’anno scolastico dell’anno solare successivo. Fatture. I professionisti che non rilasciano la documentazione rischiano la sospensione dagli ordini. Scontrini sulla spiaggia. Arriva l’obbligo per gli stabilimenti balneari. Recupero condono 2002. Il Fisco potrà recuperare coattivamente le somme non riscosse entro il 31 dicembre 2011. Accisa. La clausola di salvaguardia prevede l’aumento, che può riguardare anche altre imposte indirette, qualora la manovra non produrrà gli attesi effetti finan ziari. Spending Review. Ok alla revisione della spesa. La norma impegna il ministro dell’Economia a presentare al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma. Tra gli obiettivi, l’accorpamento degli enti di previdenza con un “super-Inps”. Trasferimenti nella Pubblica Amministrazione. Sarà più facile spostare da una sede all’altra i lavoratori pubblici. Pensioni donne. Anticipato al 2014 l’inizio del timing per arrivare a 65 anni nel privato con l’incremento di un mese per completarsi nel 2026. Tfr impiegati statali. Ritardato di 6 mesi per le pensioni di vecchiaia e di 24 per quelle di anzianità. Stop rinvio tredicesime statali. Nel caso in cui i ministeri non raggiungano gli obiettivi di risparmio Autorità. Il periodo di aspettativa per i componenti è computato ai fini della progressione di carriera, per gli aumenti di stipendio e ai fini pensionistici. Carriere. Se lo scatto di carriera alla vigilia della pensione non supera 3 anni per l’assegno vale la retribuzione precedente. Feste laiche e patronali. Verranno accorpate alla domenica tranne il Primo Maggio, il 25 aprile e il 2 giugno. Restano fuori dal salvataggio le feste patronali. Ministeri, tagli di 6 miliardi nel 2012. Prevista anche la riduzione del 10% dei dirigenti statali. Se un’amministrazione non raggiunge i risultati verrà tagliato il 30% del premio di risultato dei dirigenti. Salvi i Fas regionali. Enti locali, la Robin tax allevia i tagli. Il gettito di 1,8 mld atteso dall’addizionale sulle imprese energetiche andrà ad alleggerire i tagli di 6 mld agli enti territoriali. che elettive e per i vertici di enti e istituzioni. Taglio indennità parlamentari. Taglio del 10% oltre i 90.000 euro e del 20% oltre i 150.000 (escluse Presidenza del Consiglio e Corte costituzionale). La riduzione è raddoppiata per i parlamentari che percepiscono un reddito da attività lavorativa superiore al 15% dell’indennità. Province, rinviato taglio. Salta il taglio delle Province con meno di 300.000 abitanti; la partita è rinviata a un ddl costituzionale, già domani all’esame del Consiglio dei ministri. Salvi i mini enti. Non verranno soppressi gli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti. Voli low cost. Per parlamentari e amministratori pubblici. Riforma uffici giudiziari. Vengono riorganizzati i tribunali. Piccoli comuni verso Unioni. Niente giunte per i Comuni sotto i 1.000 abitanti e accorpamenti attraverso le Unioni. Liberalizzazioni. Si adegueranno le leggi al principio che è permesso tutto ciò che non è vietato. Resta il numero chiuso per le farmacie. Fuori dalle norme di liberalizzazione anche i taxi. Contratto nazionale, deroghe anche su licenziamento. Operano in deroga anche ai contratti collettivi nazionali. Tutela specifica per le neo mamme, che non posso no essere licenziate in deroga alle leggi. Servizi pubblici locali. Introdotti incentivi alle privatizzazioni. Tirocini. Vengono posti limiti. Giochi e sigarette. Possibili nuove lotterie e aumento dell’accisa sui tabacchi. Caporalato. Si rischia il carcere fino a 8 anni. Stipendi parlamentari a livelli europei. Varrà per i titolari di cari- Negozi. Salta l’apertura libera dei negozi la sera o la domenica. Resta questa possibilità solo per le località turistiche e le città d’arte. (a cura di Roberto Belardo Segretario Nazionale) 14 settembre 2011 10 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA Uni.C.A. Espongo di seguito gli ultimi aggiornamenti sulla nostra Cassa Sanitaria di Gruppo. Successivamente alla mia ultima relazione si sono tenute 6 riunioni del CdA di UniCa nel corso delle quali sono stati affrontati i seguenti argomenti che di seguito sintetizzo: Sito internet: Anche ai pensionati a breve sarà possibile accedere al sito di UniCa. (cosa sinora possibile solo dal “Portlet” interno al Portale Unicredito, aperto solo ai dipendenti in servizio). Si è infatti deciso che entro la fine dell’anno ci sarà un solo sito direttamente su internet per dipendenti e pensionati, quindi esterno alla rete Unicredito. Ci sarà pertanto la possibilità anche di un contatto informatico diretto fra UniCa e gli associati pensionati per migliorare la comunicazione, oggi affidata esclusivamente alla corrispondenza cartacea. Con tale strumento sarà probabilmente possibile agli inizi del prossimo anno rinnovare anche le adesioni alle coperture sanitarie. Per coloro che non fossero attrezzati con il computer si continuerà con la precedente procedura cartacea. Customer Satisfation: Anche quest’anno è stata effettuata un’indagine per sondare il gradimento dell’offerta sanitaria da parte degli aderenti. In modo omogeneo ai precedenti sondaggi, sono stati interpellati via Portlet i soli dipendenti in servizio. Il numero delle risposte è stato leggermente inferiore allo scorso anno, ma i risultati sono stati ampiamente soddisfacente. Assirete che gestisce le polizze pensionati ha fatto registrare un ottimo gradimento, migliore degli altri Provider. Prevenzione: Si è positivamente conclusa al 30 giugno la 1ª fase, ri- servata a coloro che già lo scorso anno avevano iniziato il percorso di prevenzione, con buone percentuali di adesione (ca 80%). È ora in corso la 2ª fase destinata a tutti gli altri. Il termine ultimo per beneficiarne è il 30 novembre ma le prenotazioni vanno effettuate entro il 31 ottobre. Sollecito quindi gli interessati, che ancora non si fossero prenotati, ad attivarsi con urgenza per non perdere questa preziosa possibilità di verificare, ad ampio spettro, il proprio stato di salute. Il CdA ha inoltre deliberato di ripetere anche per l’anno 2012 e seguenti il percorso di prevenzione stanziando i relativi fondi Contratti di servizio con i Provider: Come noto con il 31 dicembre prossimo verranno a scadenza le Polizze con le quali assicuriamo le prestazioni sanitarie. Contestualmente scadranno anche i Contratti di Servizio con i 3 Provider che gestiscono la popolazione di UniCa. È stato previsto un ridimensionamento di Caspie, per una non del tutto soddisfacente efficienza del servizio prestato. Inoltre per cause dipendenti dalla propria forma societaria, il servizio verrà prestato da altra società del loro gruppo, che il CdA sta vagliando. Sia per Caspie che Previnet (il cui servizio non ha raggiunto la piena adeguatezza) il CdA è orientato a rinnovare il Contratto di Servizio per un anno. Per Assirete si rinnoverà direttamente per due. Con tutti i Provider sono stati rinegoziati i costi del servizio, ottenendo miglioramenti. È stato inoltre deciso che, per evitare le problematiche relative al cambio di Provider in relazione ad uscite per esodo o pensionamento, ciascun dipendente resterà in carico allo stesso Provider che li ha seguiti quando erano in servizio. Piani Sanitari: Nell’ottica del prossimo rinnovo delle Polizze scadenti al 31 dicembre prossimo, il CdA di UniCa ha deciso di provvedere alla stipula diretta con le Compagnie Assicuratrici, non avvalendosi più del tramite di Caspie e del relativo Broker. Quanto sopra consentirà un ulteriore abbattimento dei costi a vantaggio delle prestazioni. Presente peraltro un non favorevole rapporto sinistri premi, soprattutto delle Polizze Pensionati (ca 140%), sono all’esame le proposte per alcuni interventi in ottica di semplificazione e sostenibilità. Per la realizzazione di tali interventi, elaborati con il concorso anche dei Provider, si ipotizzano varie soluzioni, peraltro ancora da ben definire e modulare, quali ad esempio: segmentazione della rete convenzionata a disposizione degli assistiti, eventuale inserimento plafond per interventi anche in rete, revisione Grandi Interventi, rivisitazione scoperti e franchigie, e probabile aumento dei premi per titolari e familiari non a carico. Da tenere presente che oltre a dover recuperare il gap di un rapporto sinistri/premi negativo, bisogna fronteggiare i crescenti costi annuali della sanità e il recente aggravio dei ticket del Servizio Sanitario Nazionale che sempre meno è in grado di assistere adeguatamente i cittadini, con maggior ricorso quindi alla sanità privata. Tutto ciò al fine di mantenere la sostenibilità e l’equilibrio delle Polizze e poter contare anche per il futuro sull’accordo con le Compagnie per i rinnovi. In merito al rinnovo per il prossimo biennio, andremo a chiedere alle attuali Compagnie che ci assicurano, e ad altre sul mercato, adeguate offerte di prezzatura per riuscire a spuntare le condizioni 11 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 migliori. Selezionate le più convenienti, procederemo quindi alla negoziazione sui vari punti. I tempi sono brevi e il lavoro da fare rilevante. Il CdA conta peraltro di chiudere tutte le trattative per fine novembre-primi dicembre onde essere in grado di predisporre l’offerta delle varie prestazioni e dei re- lativi premi in tempo utile per ottenere le adesioni entro i primi del prossimo anno. Nel rimanere, come al solito, a disposizione Vostra e dei Colleghi del vostro territorio di competenza, vi porgo molti cordiali saluti. Rappresentante dei Pensionati nel C.d.A. di Uni.Ca. ————————Mail: [email protected] Cell. 338 7034414 Maurizio Beccari ATTIVITÀ GRUPPI REGIONALI Emilia Romagna Marche Assemblea ordinaria del Consiglio Territoriale 16 giugno 2011 Presso i locali di Bologna in Galleria Acquaderni, 4 alle ore 10,00 del 16 giugno 2011, si è svolta, in seconda convocazione, l’Assemblea Ordinaria del Consiglio Territoriale del Gruppo Regionale Emilia-Romagna Marche. In discussione l’ordine del giorno previsto dalla lettera di convocazione. Presenti, compreso deleghe, nr. 7 Soci. All’unanimità vengono nominati: Presidente della riunione Ludovico Orlandi e Segretario Leonardo Dovesi. Si passa quindi ad affrontare i diversi argomenti previsti. Punto 1) Su richiesta del Sig. Nanni Normanno si decide di dedicare una intera pagina del “NOTIZIARIO” alla ns. Associazione per coinvolgere maggiormente i ns. Soci e di dare assistenza agli stessi su richiesta. Punto 2) Prende la parola Indiveri Carlo che relaziona su quanto discusso nel Consiglio Nazionale tenutosi a Roma nei giorni 12 e 13 maggio sc. fra le varie notizie lo stesso fa presente di avere dato le dimissioni dalla carica di Presiden- te, l’Assemblea dopo discussione le respinge per cui lo stesso rimarrà in carica fino alla fine del mandato. Punto 3) Occorre modificare sul “Notiziario” la dicitura socio in quanto trae in inganno i ns. Soci infatti in occasione di cene o altro barrando questa casella dobbiamo riconoscere un rimborso. In chiusura non mancano, da parte del Presidente Indiveri, parole di esortazione dirette a tutti i presenti, invitati a proseguire in una efficace azione di proselitismo, al fine di rafforzare la ns. Unione. Alle ore 11,45 esauriti tutti gli argomenti previsti, l’Assemblea viene chiusa. Il Presidente Il Segretario Direttore Editoriale: Guido Colombo Gli articoli ed i resoconti assembleari riflettono l’opinione degli autori, nonché dei sottoscrittori dei relativi verbali e non impegnano la responsabilità della Direzione. Direttore Responsabile: Giacomo Pennarola Responsabile Rubriche “All’ombra della quercia: Isabella Cattaneo Comitato di redazione G. Cerrato - A. Roncucci Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 118 dell’8-3-1985 Stampa: Àncora srl - Arti Grafiche Via B. Crespi, 30 - 20159 Milano Tel. 026085221 Finito di stampare il 4-11-2011 Indirizzo posta elettronica della redazione: [email protected] [email protected] 12 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 VARIE NON È IL PAESE CHE SOGNAVO “Purtroppo ora che è venuto il tempo dei bilanci mi rendo conto che sto vivendo in un paese ben diverso da quello che avevo sognato in gioventù”. Fonti Archivio Storico UniCredit Non è il Paese che sognavo - Taccuino laico per i 150 anni dell’Unità d’Italia, di Carlo Azeglio Ciampi (Colloquio con Alberto Orioli) – Il Saggiatore Per i 150 anni dell’Unità d’Italia il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, esalta nel suo “Taccuino” l’Italia di ieri, il Paese del Risorgimento e della Resistenza, facendo un raffronto con la situazione attuale priva di valori e di ideali. Ciò nonostante, la nostra Patria rimane per lui una terra straordinaria, nata dalla lingua di Dante e creata dal sogno visionario di un manipolo di eroi il cui popolo ha saputo ritrovare il proprio orgoglio nazionale e il completamento nella lunga corsa ad ostacoli verso l’euro. Quando si parla di finanza è inevitabile citare i banchieri e Ciampi rievoca così la sua esperienza in Banca d’Italia: “Ricordo bene quando vennero a Palazzo Koch, governatore Carli, nel giorno delle “Considerazioni finali”, i presidenti delle tre Bin (Banche di interesse nazionale) che dominavano di fatto il mercato. Francesco Cingano della Comit e LUCIO RONDELLI del CREDITO ITALIANO, delle due BIN milanesi, furono ricevuti prima della prolusione. Li vidi mentre uscivano dall’ascensore privato del governatore. Bastava quell’esercizio del privilegio a far capire in quanta considerazione venissero tenuti quei banchieri di allora”. Queste belle parole, di per sé esplicative, non hanno bisogno di alcun commento; sono il richiamo di un’epoca formata da persone di alto profilo che oggi, purtroppo, non esiste più. “L’italiano ha fatto l’Italia”. Ciampi elogia la lingua italiana nata otto secoli fa e rammenta come in Banca d’Italia fu proprio lui a rivoluzionare lo stile delle “Considerazioni finali” (nell’espressione bancaria: La messa cantata) introducendo, da fine cultore della musicalità, un linguaggio secco ma sincopato ed armonico che stupì non poco il mondo dell’economia. Nel suo “Taccuino”, l’Autore dedica un capitalo al “Risorgimento a piazza Affari” dove evidenzia il titolo “Bastogi”, uno dei più antichi della Borsa Valori di Milano, legato al conte Piero Bastogi, banchiere livornese e ministro delle finanze nel primo governo unitario del 1861 che, grazie all’appoggio dei più importanti banchieri privati dell’epoca: Domenico Balduino, le Case Bancarie Weil Weiss, Zaccaria Pisa e Giulio Belinzaghi, raccolse un capitale di 100 milioni di lire per assumere l’esercizio delle ferrovie meridionali. La concessionaria si costituì a Torino il 18 settembre 1862 sotto la ragione sociale di “Società Italiana per le strade ferrate meridionali”, la prima grande azienda ferroviaria quotata in Borsa. Nel 1871 il capitale fu elevato a 130 milioni e il 23 aprile 1884 stipulate le convenzioni tra Stato e privati per la durata di 60 anni. L’8 giugno 1885 venne fondata a Milano la “Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo”, secondo la legge 28 aprile 1885 che approvava il contratto del 23 aprile 1884 fra i Ministri dei Lavori Pubblici, delle Finanze, dell’Agricoltura Industria e Commercio e i Signori Principe Marcantonio Borgese, Conte Giulio Belinzaghi, Banca Generale, Banca di Torino, Banco di Sconto e Sete di Torino, Banca Napoletana, Banca Subalpina e di Milano, per la concessione dell’esercizio delle strade ferrate costituenti la rete Mediterranea, con le condizioni determinate dalla legge stessa. Al capitale originario di 135 milioni di lire partecipò la Banca di Genova, rappresentata dalla Banca Generale, con la sottoscrizione di n. 2.700 azioni da L. 500 cadauna pari a L. 1.350.000. Già dall’anno 1870 la Banca di Genova era proprietaria dei Buoni delle Ferrovie Meridionali (Processo Verbale del 9/9/1870). Nel Consiglio di Amministrazione del 3 giugno 1879 viene data conferma “dell’acquisto di 380 azioni al prezzo di Lit.398 cadauna in monte”. Il 1°luglio 1885 “il Consigliere Delegato (Dapples Alfredo) informa il Consiglio di aver dato in deposito alla Banca Nazionale duemila (2000) azioni Ferrovie Meridionali a lire cinquecento cadauna in garanzia di pagherò” (Processo verbale 1/7/1885). Durante la seduta del 17 novembre stesso anno si delibera di vendere al meglio le azioni Ferrovie Meridionali di proprietà della Banca. Nel corso del Consiglio di Amministrazione del 22 luglio 1886 viene letta “una lettera della Banca Subalpina e di Milano la quale dà avviso che col giorno trenta giugno ebbe termine il Sindacato delle azioni Ferrovie Meridionali e che 13 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 vennero assegnate alla nostra Banca n.350 (trecentocinquanta) azioni e la nostra partecipazione di utili fu di Lit.11744,78”. Nel 1905 l’esercizio della rete Mediterranea fu riceduto allo Stato. Per quanto concerne la finanza di oggi, Ciampi deplora “l’esplosione dell’azzardo morale”, l’eccessivo finanziamento dell’economia alla quale Guido Carli vent’anni fa guardava con preoccupazione per il timore che “all’arricchimento illusorio non corrisponde la formazione di capitale produttivo”. Attualmente, la comunità internazionale riflette sulle conseguenze per aver troppo tollerato e non sufficientemente contrastato tale fenomeno, sul fatto che in nome di una malintesa concezione del mercato si fossero sacrificate le ragioni prioritarie fondamentali del risparmio e dell’investimento, della produzione e del consumo. “Una finanza puramente speculativa, priva di qualsiasi ancoraggio “reale”, sostenuta e gonfiata dall’insaziabilità di guadagno e dalla cupidigia”. Tale situazione ha indotto i governanti a chiedere più regole in Europa e negli Stati Uniti, un’azione di supervisione globale su scala planetaria. L’Unità d’Italia portò alla “lira” con l’unione di 7 diverse valute ufficiali ma di almeno 282 tipi di monete metalliche dai nomi più svariati tipo baiocco, fiorino, svanzica ed altro ancora. Oggi gli italiani hanno familiarizzato con la nuova moneta, l’“euro”, che rappresenta l’Europa e riunisce in sé 17 valute. Già Einaudi, su finire della 2° Guerra Mondiale, auspicava la nascita di una moneta unica “battuta” da una sola zecca o banca centrale, con impronte diverse per ogni Stato ma con denominazione, peso e titoli uniformi. A distanza di mezzo secolo, questo sogno è diventato realtà. Ciampi racconta il difficile “percorso” intrapreso per facilitare l’ingresso dell’Italia nell’UEM. Egli ribadisce l’importanza non soltanto monetario-economica ma anche politica della creazione dell’euro. Ciò ha significato l’allontanamento definitivo dal baratro finanziario sfiorato nel 1992, pur conscio delle distanze che separavano l’Italia dai parametri di Maastricht (un deficit pari o inferiore al 3% del prodotto interno lordo; un rapporto debito/Pil inferiore al 60%; un tasso di inflazione non superiore di 1,5 punti percentuali rispetto a quello medio dei tre stati membri a più bassa inflazione; tassi di interesse a lungo termine non superiori di oltre due punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a più bassa inflazione). Era necessario, quanto prima, allineare i tassi italiani a quelli tedeschi (un prestito in marchi costava il 6% contro il 12% pagato in lire). I risultati di tale allineamento furono sorprendenti: si arrivò da 600 a 100 punti base di spread per scendere ancora a 20. Sembrava un miracolo; quell’indice indicava che l’Italia di allora era affidabile quanto la Germania. Oggi purtroppo, è risalito ben oltre quota 100. “Fu, quello di abbattere lo “spread”, l’intuizione giusta di cui mi attribuisco il merito”, commenta orgoglioso. Maastricht imponeva anche di portare il deficit sotto il 3% del Pil. Quando divenne ministro, l’obiettivo prioritario di Ciampi era quello di portare il disavanzo dal 7,4 (1995) al 4,5 del Pil con la riserva di arrivare almeno al 3.5%. Dopo una prima manovra correttiva da 20.000 miliardi, la “soglia shock” del 3% venne posticipata da lui stesso in un secondo momento e, nel giro di un anno, si arrivò addirittura al 2.7% “una scelta di un’audacia senza precedenti”, esclama. L’attuazione di tale strategia fu merito dell’intera squadra Tesoro-Bilancio: la Ragioneria Generale diretta da Andrea Monorchio e la Direzione Generale del Tesoro condotta da Mario Draghi. L’ottimo risultato e la tempistica con cui venne ottenuto, fu visto però da alcuni partner europei con scetticismo. Si temeva che fosse effimero, frutto di artifici contabili e provvedimenti temporanei, fino all’Ecofin di Bruxelles del 2 maggio 1998 quando ufficialmente, l’Italia entrò nell’euro e, documenti alla mano, scattò nelle varie sedi europee un’intensa azione di persuasione per dimostrare che i risultati ottenuti poggiavano su basi solide. Ciampi ricorda ancora l’abbraccio e le parole di Theo Waigel: “Carlo non ci ha mai mentito, ha preso questo impegno e io gli credo”. Ciampi è stato il “garante indiscusso” della solvibilità dell’Italia. “E proprio per questo soffro ora, come uomo delle istituzioni, come italiano, come europeo nel vedere che è andato tradito l’impegno solenne che presi in Europa per conto della Repubblica italiana. Lo spirito solidale di fiducia che si era creato in Europa verso la nostra nuova cultura della stabilità non meritava questo tradimento”, commenta amareggiato. Oggi più che mai l’economia tiene il mondo col fiato sospeso e lo scenario internazionale non offre visioni molto rassicuranti. Oltre al coordinamento delle politiche economiche, fiscali e di sviluppo, ci si aspetta una maggiore cooperazione tra Stati nell’Eurozona. L’obiettivo finale rimane il miglioramento delle condizioni dei cittadini, l’aumento del reddito e una sua più equa ripartizione. “L’importante è”, afferma Ciampi, “che l’Europa degli odi etnici ed ideologici faccia parte del passato e che ora tutte le nazioni europee, un tempo anche a lungo nemiche, guardino oltre, strette dall’Unione europea e dalla nuova moneta unica che tutti ci unisce in una prospettiva di pace mai sperimentata nel vecchio continente. Oggi più che mai viene avvalorata l’autorevole opinione di Schumpeter secondo cui nell’ordinamento monetario di una società, si rispecchia tutto ciò che questa vuole, fa, subisce, è”. Annamaria Capudi 14 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 All’ombra della Quercia a cura di Isabella Cattaneo Libia, nel bene e nel male Gli attuali eventi libici impongono anche ai più distratti non pochi riflessioni, proprio quelle riflessioni che tutta Europa, dai capi di stato a sociologi, analisti e politologi, già da tempo avrebbero dovuto affrontare e, qualora lo avessero fatto, lo situazione attuale dimostra non solo le loro errate riflessioni ma, ancor più grave, il ritardo e l’insicurezza apportatrici di confusione, panico, impreparazione; reazioni dalle quali e da sempre la Storia ha visto generare un “dopo” irto di errori fatali sfociati in regimi ancora più duri, ma anche lunghe e sofferte gestazioni da cui nacquero sistemi democratici promettenti benessere associato a quell’aspirazione, in certi luoghi del mondo ancora troppo astratta e individualistica, che risponde con il nome di Libertà. Positivo e negativo, bene e male; dal pensiero greco ad oggi contrapposti indispensabili e sostenitrici dell’evoluzione universale, dalle manifestazioni della Natura alle crescite individuali e collettive. La Libia 2011 mi suggerisce queste riflessioni ricordando le sue contraddizioni sociali e politiche proprio come le colsi in un avventuroso viaggio negli anni ’90, tempi in cui il turismo individuale in Libia era ancora molto incerto e proprio per questo assai allettante. Difficoltà e lentezze burocratiche inerenti a permessi di transito turistico si protrassero per mesi, durante i quali potemmo programmare al meglio il viaggio, compresa la traduzione dall’arabo di alcune località che avremmo incrociato sui cartelli di segnaletica stradale all’interno del Paese, traduzione affidata a una collega vissuta al Cairo e che da queste pagine ringrazio ancora. Bene e Male, come il concetto di Bellezza, sono valutazioni individuali, si esprimono in ognuno di noi in modi differenti anche dinnanzi a eventi di forte coinvolgimento collettivo, per questo esporrei le mie personali visioni di quel viaggio, ormai lontano, evitando moraleggianti distinzioni, lasciando a chi mi vorrà leggere il libero arbitrio di girarle e rigirarle a piacere nel suo personale percorso valutativo, libere da suggestioni esterne dettate specialmente dagli ultimi drammatici eventi. Mentre il nostro giornale va in stampa la situazione libica del dopo Gheddafi è ancora fortemente instabile, priva di uomini nuovi preparati ad affrontare una nascente democrazia ostacolata dal radicalismo dei poteri tribali disseminati nel vasto territorio. Come sarà la nuova Libia? Il Bene e il Male che si sono contrapposti finora saranno gli stessi? O forse verranno ribaltati, come già accaduto in seguito alla caduta di altre dittature? Risposte lasciate alla Storia futura della nuova Libia. TRIPOLI - Tra nubi di polvere e sabbia mosse dal costante vento di mare non si riesce a distinguere ciò che è in costruzione da quello che è in rovina, producendo un cantiere permanente di futuro e passato, e il grappolo di grattacieli, in quella che vorrebbe essere l’emulazione di una occidentalissima Finalcial Distric, non è sufficiente per allineare la capitale libica tra le metropoli. Una città dal forte carattere nordafricano che le geometrie ordinate di urbanizzazione nel quartiere italiano, lasciati dalla nostra colonizzazione, non ha potuto neppure scalfire. L’architettura italianeggiante si sgrana risalendo la collina di Daht, tutt’oggi zona residenziale, uno spaccato di ordine e pulizia che impove- SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 15 Riflessi indaco scivolano al tramonto lungo le dune. rendosi verso i quartieri più periferici perde velocemente (e sembrerebbe volentieri) quel profilo “impuro” che non le si addice, riappropriandosi orgogliosamente del suo arruffato aspetto esotico. A Tripoli le ore non scandiscono solo il tempo, come semafori distribuiscono umanità a ondate sempre più soffocanti fino a sentirne addosso gli umori carnali della folla. Nelle tardive ore del pomeriggio gli affollati tavolini dei bar divorano gli ampi spazi delle piazze rilasciando il greve afrore vagamente narcotizzante dei narghilè, l’ondeggiante movimento dei corpi trasmette uno stordimento in cui si avverte lo strappo dall’occidente, arresi alle seduzioni lente, emotive, di lontane origini di cui ormai sbiaditi istinti ci rendono consapevoli. Le prime ore del mattino, orfane di folla, ci accompagnano alla Medina, inseguiti da quel particolare profumo di spezie e mare tipico delle cittadine costiere africane, il silenzio attardato dell’alba esalta i primi fruscii delle botteghe, i vicoli si srotolano, svelandosi. Lame di luce portano in vita nobili facciate e muri sgretolati, finestre chiuse da tempo e che mai si apriranno al domani. Lungo la sinuosità serpeggiante della Medina la sorpresa è in agguato, sempre, segui un vicolo aspettandoti di sfociare dinnanzi a un hammam e ti affacci a un cortile affollato di ombre pesanti, super- bi portoni bronzei lasciano scorgere interni di lussuosa decadenza, odori di passato e nobiltà perdute, luoghi lasciati dalla Storia perché potessimo meglio ricordare. Ma il sorprendente non si trova nella materia, viene rivelato dal carattere degli artigiani da cui emerge fiera la dignità. I mercanti libici anni ’90 non assomigliano a quelli tunisini, marocchini, ed egiziani, dai quali li distingue, nobilitandoli, il piacere di mostrare con timida ritrosia fatture semplici, manufatti antichi offerti con orgoglio da mani forti e agili, immuni da atteggiamenti piagnucolosi di accattonaggio o snervanti insistenze. Una dignità genetica, o compiacimento nazionalistico imposto durante la lunga dittatura? Il libretto verde redatto da Gheddafi ci fornirà in parte la risposta. Questa libertà lasciata al viaggiatore di curiosare, chiedere, toccare o solamente ammirare e lodare svincolati dall’assillo di sfuggire a invadenti offerte o dallo sfinimento della contrattazione invita a una rilassante esplorazione, maggiormente disposti alla conoscenza delle origini di ciò che viene porto con grazia. Arti e mestieri dimenticati dal consumismo occidentale del prodotto finito rivivono in una lavorazione visibile fin dai primi vagiti, orgogliosamente mostrata, raggiungendo in alcuni un’affezione alla loro creatività che 16 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Interno di una casa a Ghadames. Le decorazioni, affidate esclusivamente alle donne, sorprendono per creatività e smaglianti cromatismi. ostacola la necessità di vendita. Da botteghe minuscole e cupe si srotolano nell’aria e nella luce stoffe smaglianti come farfalle liberate dal bozzolo scuro. Dalla Medina si esce come da un labirinto incantato lasciando a malincuore colori, odori, merci, spezie, frutta, sgabelli, narghilè, chiacchiere e preghiere. Anche il lungomare ha carattere contrapposto, a tratti ampio e generoso di giardini e fontane invita all’incontro, all’ozio, alla contemplazione, poi improvvisamente consapevole dell’esigenza di velocizzazione, chiude al passeggio e alla vista mare imponendo sottopassi e corsie di grande scorrimento. In un ampio spazio a est lo spaccato di una condotta è divenuto il monumento all’orgoglio di Gheddafi, fu il suo fiore all’occhiello; l’acquedotto (costruito da tecnici italiani) ha portato dalle falde acquifere del deserto l’acqua necessaria per tutta la costa. Tripoli, bel suol d’amore, l’enfatismo della canzonetta si accascia tra fermenti edilizi, imprese bibliche, traccie di eleganza coloniale, trascuratezza, rocciosi nazionalismi e sotterranee malinconie. UOMINI E DONNE - Distinzione sessuale il cui concetto di umanità attribuito dal pensiero occidentale non viene totalmente condiviso nei Paesi di religione musulmana. Ciò è maggiormente avvertibile quando, seppur per un breve periodo, ci si immerge nella loro socialità, condividendo tempi, luoghi, passatempi, pubblico e privato. L’umanità intesa dalla nostra visuale respira, dialoga, si confronta, concepisce univocamente i diritti di ambedue i sessi, o almeno ci prova, e quando fallisce la punizione non è un arbitrio. Non poche volte, durante il soggiorno libico, ho visualizzato l’uomo sempre sull’onda lunga del privilegio, la donna insabbiata nella risacca, un paragone figurativo che vorrebbe esemplificare la situazione femminile ma mi accorgo che è impropriamente ridotto a comoda allegoria. Ci riferiscono che Gheddafi ha rimosso molti privilegi maschili, tuttavia dal libretto verde asseriva che il lavoro al di fuori dalle attività domestiche è un affronto alla bellezza e alla fragilità femminile. Eppure qualcosa si muove, cambiamenti appena avvertibili ma concreti; le donne libiche si affacciano in alcuni ristoranti attorno al quartiere finanziario tripolino, sede di realtà competitive in cui le donne hanno conquistato posti di responsabilità, come nelle Poste, Banche, e Agenzie di viaggio, mentre piazze, bar e luoghi di ritrovo sono ancora prevalentemente dominio SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 maschile; nelle vie “a sesso unico” ondeggia una folla di immacolati kaftani indossati dai Mohammed, Moammar, Mustafà., che si chiamano, gesticolano, si abbracciano e baciano, pigreggiano, ottenebrati dalla straniante musica araba, davanti a bicchierini di tè dolciastro che si svuotano e riempiono in continuazione, totalmente indifferenti all’assenza femminile. Sembra che la donna si sia trasferita dalle mura domestiche ai luoghi lavorativi senza transitare all’esterno, dove le sono sconsigliati spazi ricreativi, distrazione, ozio; manifestazioni comportamentali tanto utili all’equilibrio di vita e di coppia. I tempi “persi”, per ora tutti maschili, diventano pericolosamente troppo lunghi, rischiando di imprigionare in quelle zone di stallo le rimanenti pulsioni creative dell’uomo, debilitandole. OASI E DESERTO - I seicento chilometri che separano le rovine archeologiche color ocra di Sabratha da Ghadames sono una lenta evoluzione del deserto; sassoso, di aggressiva asprezza all’inizio si muta via via, addolcendosi in lingue di sabbia che attraversano (pericolosamente) l’asfalto, disperdendosi poi nel vento mite. Poche oasi, minuscole e raccolte come presepi, si sgranano ai lati del lungo nastro asfaltato come fiori coraggiosi su di un albero spoglio. Ma il fiore più appariscente e profumato è Ghadames, protetta dalle prime soffici dune di sabbia il cui profumo stupisce perché l’uomo “civilizzato”, disavvezzo a quel particolare aro- La costa nei pressi di Sabratha. 17 ma delicato e fragrante, ne viene rapito a tal punto da ricercarlo costantemente per l’intera giornata come il sapore di una primizia. Al profumo della sabbia si accompagna la pungente fragranza dei giardini, degli orti, delle acque sorgive, dei muri a secco cotti dal sole e dal pane cotto nella sabbia, sempre lei, anima palpitante dell’oasi in cui si spengono i pochi rumori dell’abitato, il cui lindore si contrappone alla trasandatezza delle città costiere. Ghadames, l’oasi più vasta e appariscente del deserto libico, vive rigogliosa in un tripudio di acque, consapevole di enfatizzare con la sua lussureggiante vegetazione il contrasto stimolante con l’infinitezza spoglia del deserto. Su questa linea di confine che divide due eccessi galleggiano come miraggi i laghi di Mujazin, dalla freschezza alpina, acque scure e profonde che rinfrescano corpo e mente, l’inaspettato benessere ci accompagna fino a sera. Il tramonto nel deserto non gronda colori, la dolcezza liquida del cielo sfiora la sabbia; sfumature soffici, delicate dilagano come una vivificante tregua seguita all’accecante aggressività diurna. Ghadames è storicamente un porto franco, indipendente, fiera, un’”isola” anarchica su cui la Storia ha sempre chiuso un occhio, uno dei tanti limbi africani dove si andava a sgranchirsi la coscienza, i traffici più illeciti diventavano più che leciti, nelle merci di scambio la vendita di schiavi è stata predominante per secoli, resistendo a leggi e intimidazioni della nascente civilizzazione europea. 18 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Lo spaccato di una condotta divenne il monumento all’orgoglio di Gheddafi, fu il suo fiore all’occhiello, l’acquedotto ha portato dalle falde acquifere del deserto l’acqua necessaria per tutta la costa. Ghadames è stata l’ultimo baluardo della resistenza, di qualsiasi resistenza, da quella della proibizione del mercato degli schiavi, a quella dell’occupazione italiana del 1924. E ancora adesso resiste, un po’ imbronciata all’occupazione turistica. Ghadames è come una bella donna; morbida, sensuale, astutamente provocante, inflessibile nel voler condurre giochi e regole. LUNGO LA COSTA - Le strade costiere, dritte come righelli, separano due orizzonti; il mare fronteggia il deserto, i due giganti del pianeta si sfiniscono su di una costa che unisce cinque nazioni. Una costa dura, estranea a distrazioni balneari, prevalentemente sciatta, urbanisticamente disordinata, dove il vento corre libero sollevando sabbia, cartacce, bottiglie di Coca Cola, e sacchetti di plastica che ghermiscono i cespugli aridi come un’eterna fioritura. Una trascuratezza verso la proprietà comune che impone dei dubbi; i libici hanno raggiunto un concetto esistenziale talmente elevato che li fa attraversare la vita con la noncuranza che accompagna un veloce passaggio, oppure tale negligenza è l’indifferente atteggiamento dei poveri che antepongono le necessità, o peggio, le recenti futilità dell’im- posto consumismo all’esigenza di una piacevolezza visiva, nutrimento dello spirito quanto quella materiale lo è del corpo? Una domanda che cerca risposte non esclusivamente in terra libica. Lungo la costa non si fronteggiano solo mare e deserto, giovani e vecchi sembra vivano separatamente i due anteposti. I giovani, in gruppi o da soli, guardano verso il mare, come gabbiani in attesa del volo, un volo vissuto nella mente, prepotentemente desiderato, perché in fondo la libertà è un volo. Al contrario i vecchi sembrano indifferenti al mare e ai voli, siedono nei bar o accovacciati attorno all’immancabile ribollente fornellino per il tè, estranei a rabbia e pulsioni libertarie, negli occhi difficilmente si distingue l’indifferenza dalla serenità, ma quando guardano il deserto le chiacchiere si spengono, cercano nel silenzio qualcosa di antico, forse la fierezza delle tribù, forse la Storia, forse la memoria, o forse è solo lo smarrimento del loro crepuscolo. Il lento rituale del tè accomuna giovani e vecchi, una lentezza ossequiosa al trascorrere del tempo, le ore si consumano come ceri, i libici non vivono la pigrizia come una colpa, la sorseggiano lentamente contemplandola, con solennità e rispetto, come parte integrante della vita musulmana. SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Ma la costa, per chi vuole vedere oltre la propensione ad associare la primitività con la trascuratezza, offre anche la grazia dei giardini che, coraggiosi e teneri, sembrano gli unici in questo clima ozioso a voler essere all’altezza del loro compito, una volontà di crescere in mezzo alla sabbia, al vento, all’indolenza che invoglia a complimentarsi con essi. FRONTIERE - Le frontiere libiche degli anni novanta erano (e ancor più, temo, lo siano adesso) un nutrimento ghiotto per lo spirito dell’avventuriero, si arriva, ma non si sa quando e in che modo si passerà dall’altra parte. A Bengardane, ultimo villaggio tunisino, in un capannone tra pezzi di ricambio d’auto, copertoni e polvere, un gigantesco “cassiere” stratificato da macchie d’olio e altro, maneggia pingui rotoli di dollari e dinari libici al cambio nero; a quello ufficiale la Libia risulterebbe più costosa di Venezia. In frontiera libica, le ore si sgranano tra snervanti attese, controlli, sovrapposizione di targa locale sull’auto, migrazioni da un ufficio all’altro sotto il sole cocente, e per ultimo si può rischiare anche la galera, come accaduto alla sottoscritta, la quale come sempre (mea culpa) disattenta ai divieti segnalati alle frontiere, si accingeva a fotografare una variopinta targa locale. Venni sollevata di peso da un poliziotto in borghese e trascinata senza neppure il tempo di lanciare l’ultimo saluto del condannato all’ignaro marito che poco lontano mi aspettava in auto. La corvè da un ufficio di polizia all’altro mi riporta alla trafila del Cristo prima di incontrare Pilato; alcuni poliziotti pingui, demotivati, stancamente permissivi o solamente galanti, avrebbero chiuso più di un occhio, ma sfortunatamente anch’io incontro un Caifa. Il “processo” brucia metà mattina e tutto il pomeriggio, tra convenzionali cortesie, sospetti e larvate minacce. Stanca, spaventata, e a tratti assalita da incauti furori, fatico a tener testa all’inglese fluenty del Caifa libico, il cui sorriso immobile e irreale non riesce a sdrammatizzare la severità degli occhi, nei quali dardeggia tutta l’atavica diffidenza nei confronti degli ex colonizzatori. È sera ormai, quando finalmente i sospetti si arrendono all’evidenza, l’imprudente italiana non è una sovversiva né una giornalista eccessivamente ficcanaso, ma solamente una bancaria in vacanza, forse un po’ troppo smaniosa di vedere e capire ma sostanzialmente innocua, per cui veniamo a un compromesso, il rullino delle foto verrà distrutto ma mi verrà restituita la macchina fotografica. Caifa pare convinto di avermi favorito, in realtà tenevo più alle foto scattate a Tripoli che alla compatta, dal momento che in auto avevo lasciato la reflex a cui tenevo molto, e nella quale, fortunatamente, erano rimaste alcune foto della città. All’uscita, per la prima volta in vita mia, percepisco l’inebriante sapore della libertà quando, seppure per breve tempo, si è rischiato di perderla, a quella scono- 19 sciuta felicità si aggiunge la piacevole frescura delle ore serotine e il rassicurante sorriso del marito, che mai aveva dubitato di potere, ancora una volta, riportare a casa la sua mina vagante. IL LIBRO VERDE - Il Libro Verde è la Costituzione libica, scritta da un unico Padre costituente, Moammar Gheddafi. Le centosettanta pagine del libretto non riportano solamente leggi e convinzioni nazionalistiche ma comportamenti umani e sociali fortemente “consigliati” dal defunto Rais. Per ragioni di spazio riporterò solo alcuni passaggi maggiormente esplicativi del pensiero del dittatore. Democrazia: I congressi popolari sono l’unico mezzo per attuare la democrazia popolare. Qualunque altro sistema di governo diverso da questo metodo è da considerarsi sistema di governo antidemocratico (...) le differenze ed i contrasti tra i sistemi che pretendono d’essere democratici non sono che la prova che non sono democratici. Il partito: Il partito è la dittatura contemporanea. Esso è lo statuto del potere moderno, dato che il Partito è il dominio della parte sul tutto, ed è l’ultimo strumento della dittatura fino a oggi. E dato che il partito non è un individuo, esso crea una democrazia fittizia con ciò che istituisce di assemblee e comitati, e alla propaganda che esplica tramite i suoi membri. Il referendum: Il referendum è un inganno della democrazia. Coloro che dicono “sì” e quelli che dicono “no” non esprimono in realtà la loro volontà, ma sono imbavagliati dal concetto obbligato della democrazia moderna e non è loro permesso di proferire se non una sola parola “sì” o “no”. La donna: Quando i nidi d’infanzia prendono il posto della madre è il prodromo della rinuncia alla società umana, trasformandola in società biologica e in vita artificiale, gli asili sono in realtà recinti di sagginamento del pollame (...) La donna è femmina e nient’altro, significa ch’è di natura biologica diversa da quella dell’uomo, in quanto maschio(...) istruirla secondo un programma che la conduce, secondo il suo disegno, a svolgere un lavoro ostico alla sua natura, è pure un torto e una crudeltà (...) tutte le società guardano oggi alla donna come merce e basta, l’Oriente la guarda come suppellettile suscettibile di compravendita, l’Occidente la guarda come se non fosse femmina(...) se la donna intraprende il lavoro dell’uomo, deve trasformarsi in uomo, abbandonando il suo ruolo e la sua bellezza. L’istruzione: l’istruzione obbligatoria di cui vanno fiere tutte le nazioni del mondo, riuscendo ad imporla alla loro gioventù, è uno dei metodi repressivi della libertà, è un indirizzo obbligatorio delle scelte dell’uomo (...) obbligare l’uomo ad apprendere secondo un dato programma è un atto dittatoriale. ...e via di questo passo... 20 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 ARCHEOLOGIA - Sabratha, Leptis Magna, Cirene, Tolemaide, Apollonia. L’insostenibile lontananza del tempo che le rovine solitamente rilasciano si avverte con meno intensità nelle aree archeologiche libiche. La sabbia protesse, conservandola per secoli, la loro spettacolarità architettonica, le statue emersero dal passato come spettri dalle dune, ombre bianche nel cielo libico si ergevano dolenti piangendo la gloria ai loro piedi, sepolta, ignorata. Negli anni novanta lungo le coste libiche le città di Roma imperiale respiravano ancora il loro passato. Questa illusione atemporale era dovuta a molteplici cause, tra queste, l’assenza del turismo di massa lasciava fluire silenzi vibranti che, come un filo della memoria, tracciavano un percorso a ritroso nel tempo. Una passeggiata di inconsapevole naturalezza che a ogni passo ci ricorda da dove veniamo facendoci dimenticare dove stiamo andando. All’ombra dei colonnati della monumentale Sabratha, rossi come un perenne tramonto, sentivo dilagare nell’aria la fremente autodifesa di Apuleio che ammutolì i suoi giudici con l’Apologia, in seguito giunta fino a noi come sinonimo di difesa esaltatoria di sé o di qualcuno. Cirene, sorprende come un altare pagano proteso sul mare, limpida e sommessa, miscela misticismo afroasiatico con la razionalità romana, tuttora sostenuta dalle leggende e dalla poesia di Pindaro che ne crearono la fama e il fascino metafisico. E giungiamo finalmente a Leptis Magna, fortemente voluta e concepita dall’imperatore Adriano. Entrando nell’immensa area archeologica è un po’ come ritrovarsi nella casa di un vecchio amico, del quale conoscendone i gusti e lo stile nulla ti può stupire. Adriano l’esteta, il raffinato, colto, sensibile imperatore, più pensatore che uomo di avide conquiste, la cui complessa personalità emerge nitida dall’elegante prosa di Marguerite Yourcernar permettendoci di frequentarlo in questa visita come ospite compiaciuto di stupire. Adriano amava la grandeur, che prima dei francesi contemporanei è stata per secoli un privilegio di quella Roma protagonista nel Mediterraneo, e l’imperatore ne fu uno dei più raffinati interpreti, non cedendo mai al ricatto del plateale privo di stile, per cui, mentre rasento e sfioro quei marmi sono già consapevole di una meticolosa ricercatezza. La felice posizione del sito, scelta con esemplare competenza, esalta l’impeccabile equilibrio armonico; oltre le quinte marmoree del teatro spumeggia il mare che, possente e vivo, muove le rovine come una nave scivola lenta dal Presente al Passato, e allora ogni cosa rivive nell’ondeggiante illusione. Occhi allucinati dardeggiano dalle teste mozzate delle meduse le cui bocche spalancate urlano furenti, una folla decapitata di nereidi ci assale aggressiva; a quella collera collettiva troviamo rifugio nell’ampio piazzale del mercato, dove troneggia, in un unico blocco di marmo scolpito, il bancone del pesce, prezioso come un altare del Rinascimento. Leptis si svela lentamente in questo crescendo di sontuosità architettoniche, ma per ritrovare Adriano occorre lasciarsi accompagnare dai fragili silenzi appena scalfiti dal vento, consapevoli, che tra non molto, quando il prezioso percorso adrianeo brulicherà di Nike, Nikon e “signori per di qua”, Adriano sarà ormai lontano, una figura impallidita nel suo passato imperiale, mentre noi, nel nostro Presente vociante tra le rovine mute, non ci rimarrà che ricordare la sua struggente poesia che lo accompagnò negli ultimi istanti di vita. “ Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le coste che certamente non vedremo più...cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti... Invito de «La Quercia nuova» ai suoi lettori Il «Vostro» giornale non deve essere soltanto un punto di partenza di notizie e di informazioni, ma anche l’obiettivo delle vostre critiche, riflessioni, proposte e, perché no, anche una palestra delle vostre proteste. testo e foto di Isabella Cattaneo ti sei ricordato di rinnovare la tua iscrizione all’Unione ? 21 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 IMPRESSIONI DI VIAGGIO Le bellezze nascoste Il viaggiatore che volesse allontanarsi per poche ore dalla mondanità di Taormina potrebbe scendere verso il mare e costeggiare la costa ionica fino all’abitato di Santa Teresa di Riva. Ivi giunto, nella parte meridionale di uno splendido lungomare, una strada in direzione del borgo di Contura lo immetterà nella valle del fiume Agrò. Una valle verde, non ancora molto atropizzata, con il letto di un fiume che d’estate è in secca ma che d’inverno si carica dell’acqua dei Peloritani. In fondo alla valle su una piccola altura, nascosto ma non tanto, un gioiello dell’architettura, la chiesa dei santi Pietro e Paolo. In un silenzio surreale, rotto dal gorgheggio degli uccelli, la chiesa stupisce per i suoi colori: mattoni rossi alternati al nero della pietra lavica, al giallo dell’arenaria, al bianco e grigio del calcare. È il decorativismo bizantino che invoca, a gloria di Dio, la gioia dei colori. La parte absidale, rivolta verso la valle, s’innalza alta e slanciata come nelle migliori tradizioni gotiche e dalla parte opposta, dall’ingresso, un arco sovrasta il portale maggiore delll’esonartece recando la scritta, in greco, dell’anno della costruzione, del commissionario il catagumeno Teostericto e del Capo delle maestranze Girardo il franco. La chiesa, costruita nella prima metà del XII secolo, su una chiesa basiliana preesistente al dominio arabo, fu danneggiata da un terremoto nel 1169 e consacrata dall’abate Gerasimo nel 1178. È il periodo epico dei normanni che, scesi nel meridione d’Italia su sollecitazione del papa per controbilanciare il dominio degli svevi, ricristianizzarono l’isola dominata dagli arabi. Il re Ruggero II fa incorporare al monastero il villaggio di Agrilla e la giurisdizione dei monaci si estenderà dallo Jonio fino al Tirreno (villaggio di Oliveri). L’interno della chiesa, come molte altre chiese siciliane dello stesso periodo, documenta nella parte centrale l’impianto basiliano bizantino, la parte absidale gotica ma anche le influenze arabe con gli archetti che collegano le parti sovrastate dalle cupole con la massa basilicale. Ben quattro stili si fondono in questo monumento ma tutti armoniosamente, goduria per gli occhi e per chi ama ciò che di bello l’uomo ha saputo fare. Francesco Barraco - Palermo 22 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 LA PALESTRA DEI PENSIERI Ci siamo stufati! Mattina di una giornata qualunque. La radio dissolve le ultime, sfilacciate sonnolenze della notte. Mi sveglia del tutto una frase irata, colta al volo durante una di quelle interviste di strada. Commenti a caldo, dove emerge rabbioso l’umore del popolo, e in questi tempi gli umori serpeggiano sotto pelle, impazienti di unirsi al vociante dissenso degli altri. Ci siamo stufati! - La voce roca, esasperata, mi arriva ai sensi, al cuore e infine al cervello che la rimbalza nei pensieri, i quali non se la lasciano scappare, traducendo nella nostra palestra le insofferenze più vicine alla ribellione delle piazze. Qualunquismo? E qualunquismo sia! Ci siamo stufati di affrontare in molti i sacrifici causati dai pochi che li hanno imposti. Ci siamo stufati di non tenere più il conto di manovre, manovrine, condoni, revisione del sistema fiscale che revisiona sempre gli stessi. Ci siamo stufati di caste, auto blu, stipendi dei parlamentari che non scendono mentre quelli dei comuni mortali non salgono. * Ci siamo stufati di sentirci in colpa per gioire del rialzo dei tassi di interesse dei titoli di Stato causato da questo benedetto debito pubblico indebitato fin dai tempi dell’unità d’Italia. Ci siamo stufati delle tonanti previsioni degli economisti immancabilmente errate, dei finanzieri che giocano con i banchieri, i quali ora sembra non abbiano più tanta voglia di giocare. Ci siamo stufati di pensare che era meglio metterli sotto il materasso. Ci siamo stufati di cedere alla nostalgia della nostra liretta e subito dopo rinnegare inopportune nostalgie. Ci siamo stufati di sospettare che forse la Gran Bretagna ha fatto bene a starsene alla finestra a vedere l’euro annaspare oltre la Manica. Ci siamo stufati del rating e dei tre porcellini americani Moody’s, Fitch, Standard & Poor’s che favoriscono la speculazione alla faccia di Ezechiele Lupo declassato a A+. Ci siamo stufati di pensare troppo, o troppo poco, di voler ca- Ringraziamo i numerosi Lettori che con le loro spontanee offerte ci incoraggiano a proseguire la nostra modesta fatica e ci aiutano a sostenere le spese, in continuo aumento, per la stampa e la spedizione del periodico. pire e non capire, ci siamo stufati di quelli che ci confondono le idee ben sapendo che anche le loro sono poche ma confuse. Ci siamo stufati di assistere impotenti in poltrona agli infantili teatrini televisivi dei politici e dei loro: Io non l’ho interrotta, adesso lasci parlare me, ecc... Ci siamo stufati della maggioranza che non sa più se è ancora in maggioranza e dell’opposizione che guarda all’Aventino come luogo di villeggiatura. Ci siamo stufati di vedere Sarkozy e la Merkell sempre più abbracciati e sempre più lontani da noi. Ci siamo stufati dei dubbi cattocomunisti, dei precari equilibri dei demoliberali e dei centristi, dei nazionalisti sottotono e dei secessionisti sovratono, di chi scende in campo e di chi vorrebbe scendere ma non vuole sporcarsi le scarpe, di chi vuol salire al Colle e di chi ci vuol restare E dopo trenta righe mi sento inutilmente stufata perché coloro che possono e dovrebbero cambiare non si stufano mai di sentirselo ripetere. Isabella Cattaneo I verbali originali dei Gruppi regionali recano la firma del Presidente e del Segretario delle riunioni. 23 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 I NOSTRI POETI Omaggio all’Istria Le poesie di Giuseppe Turcinovich, (due delle quali riportate in questo numero), rilasciano, oltre la raffinata delicatezza dei versi, la sottile, struggente nostalgia verso una Terra, la cui tragedia non dovremmo mai dimenticare ma che, invece, dal dopo guerra in poi, non ha mai avuto la rivisitazione storica e letteraria che la drammaticità degli eventi imponeva. Nel corsivo antepongo parte della lettera di accompagnamento, perchè, alla Poesia, Giuseppe intercala una prosa altrettanto intensa di sentimento e di emotività che il suo stile sa ben interpretare. (...) in questi giorni, in un remoto angolo, sfuggito di mano da tanto tempo, fra scritti vari, “cartastraccia” e ritagli di giornali, ho ritrovato alcune riflessioni, buttate giù di fretta per non perdere il filo, che riguardano la mia terra d’origine ed i miei sentimenti nei confronti di essa. (...) Il ritrovamento mi ha provocato tenerezza e nostalgia: infatti non posseggo né la vena poetica, il rigore metrico, né tanto meno la propensione a cedimenti decadentisti di sorta, ma a volte, lo “status” dell’animo prorompe, orchestrando ritmi inconsueti ed incontenibili. Se troverà spazio e vorrà, potrà pubblicarle, forse troveranno un lettore o forse nemmeno quello. Per la verità solo ora mi rendo conto di aver già fatto comunque qualcosa per rendere testimonianza d’affetto alla mia piccola terra avita: l’Istria di un tempo...di tutti i tempi (nonostante l’incalzare della cementificazione e di ogni altra frenetica iniziativa per favorire il turismo di massa, ovviamente a tutto danno dell’ambiente) e ciò è quanto mi basta. (...) Caro Giuseppe sono certa che le tue poesie troveranno più di un let- tore e mi piace pensare che saranno particolarmente apprezzate dagli istriani e da coloro che hanno vissuto o vivono vicino a quella bella terra ormai non più italiana. Istria Ho passato tra le mani L’albero di famiglia Ed ho vissuto più di duecent’anni Della mia gente contadina. Ho salutato Giovanni e Martino e Barbara ed Agnese E tutti così lontani col tempo Ma vicini nell’orgoglio di aver vissuto Una terra avara. Eppure quelle ciotole di campo Racchiuse fra abbacinanti muretti di sasso E rovi spinosi di verde cupo Han dato i loro frutti! Non una fonte od un ruscello Fra tante pietre Riarse. Solo qua e là qualche ristagno d’acqua piovana Per spegnere la sete agli ossuti armenti Qualche pecora Una giumenta forse Un manzo per condividere La fatica dell’aratro. La stessa fatica Dello stelo dell’orzo o del grano Per farsi strada tra quelle zolle rubigne cementate dal sole Con tenacia. La stessa tenacia Con cui mi aggrappo Alla Tua storia Per ritrovarmi ogni giorno in me stesso. Giuseppe Turcinovich - Cremona Ritorno da Postumia Perché la bora ti trafigge da parte a parte scarnificandoti con il suo bisturi di gelo arrogante s’infiltra tra compiacenti sconnesse fessure di provati infissi vetusti e ti sospinge muto nell’angolo remoto della spoglia fredda INDIRIZZI E NUMERI DI TELEFONO UTILI SULLA PIAZZA DI MILANO Unione Pensionati Segreteria Nazionale Viale Liguria, 26 - 20143 Milano Tel. 0283112650 (Segretari) Tel. 0283112651 (Presidenza) Tel. 0283112660 (Commissione Uni.C.A.) Fax. 0283112649 Gruppo Lombardia Viale Liguria, 26 - 20143 Milano Tel. 0283112652 (Presidenza) Tel. 0283112653 (Turismo e Varie) Fax. 0283112659 Fondo Pensione Call Center Pensionati (8,30-13,30 14,30-17,00) Viale Liguria, 26 - 20143 Milano Tel. 0283112768 Centralino: 02831127.1 Giornale la Quercia Nuova Comitato di Redazione Cattaneo Isabella [email protected] Colombo Guido [email protected] Cerrato Giustino [email protected] 24 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 indifferente stanza d’attesa della stazione di Divaccia fra altri ospiti silenti intormentiti fugace illusione ancestrale di lucrare dall’alitare insieme una stilla di calore ed aspettare che il treno per Pola riprenda il suo tortuoso arrancare per l’Istria prima di riguadagnare il Mare. Giuseppe Turcinovich - Cremona Domenica Oggi il tempo ha fermato la sua clessidra e abbiam chiuso la porta all’affannoso cammino; i nostri occhi si empiono di biciclette colorate che vanno via come lente frecce scagliate dalla gioia; le divise azzurre e i fazzoletti al collo dei ragazzi attirano l’attenzione dei passanti mentre l’acerba grazia femminile traspare maliziosa dagli austeri colori. Davanti alle chiese gli spiriti ritemprati trovano il tempo d’incontrarsi e conversare… così come san fare… Le ragazze eleganti con gonne strette e calze nere …fan brevi apparizioni… perchè sono uscite tardi, dopo lunghe vestizioni… …e prepararsi bene e truccarsi senza mai stancarsi… è domenica! Financo agli ammalati arriva una timida speranza vi giunge con uno spicchio di sole nelle stanze. Oggi si ragiona meglio si osserva la strada diritta con gli alberi fronzuti… ed anche, mai visti prima, tanti balconi infiorati. È un dolce e comprensivo disquisire senza ostilità senza conflitti… fino all’imbrunire. Ma il tempo ci invidia ed ecco pronta la clessidra e si presenta il domani, incerto e nebuloso il domani… quando non vedremo niente… solo le montagne e l’orizzonte della nostra mente. Alfio Catania - Messina La Redazione vi augura Buon Natale e felice 2012 25 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 INDIRIZZI UFFICIALI DI POSTA ELETTRONICA DEI GRUPPI TERRITORIALI I dati sono aggiornati a dicembre 2009 e comprendono alcuni indirizzi personali autorizzati GRUPPO INDIRIZZO CAP CITTÀ PROV. NUM.TEL. E-MAIL Segreteria Nazionale V.le Liguria, 26 20134 Milano 02-83112651 [email protected] (Presidenza) (per comunicaz. alla Segreteria Nazionale) 02-83112649 (Fax) Segreteria Nazionale V.le Liguria, 26 20134 Milano 02-83112650 [email protected] (Segretari) (solo per dati da scaricare sul sito) Campania Emilia-Romagna Marche Via Verdi, 18/d 80126 Napoli Galleria Acquaderni, 4 40121 Bologna Bo 051-261572 Friuli - Venezia Giulia Via degli Artisti, 2 34133 Trieste Lazio-Umbria Abruzzo-Molise Na 081-7855425 [email protected] [email protected] Ts 040-3721991 [email protected] Rm 06-67536346 [email protected] 16121 Genova Ge 010-5549370 [email protected] Via del Corso, 374 00186 Roma Liguria Via Petrarca, 2 Lombardia Viale Liguria, 26 20134 Milano Mi 02-83112653 [email protected] Piemonte - Val d’Aosta Via Nizza, 150 10126 Torino To 011-6624559 [email protected] Ba 080-5208111 [email protected] Puglia-Basilicata Via Putignani, 98 70125 Bari Sardegna L.go Felice, 314 09127 Cagliari Ca Sicilia Occidentale Via Roma, 314 90133 Palermo Pa 091-6010377 [email protected] Sicilia Orientale e Calabria Corso Sicilia, 40 95131 Catania Ct 095-3520154 [email protected] Toscana Veneto-Trentino Alto Adige Via dei Vecchietti, 11 50124 Firenze 070-6011 Fi 055-2797244 Via Forte Marghera, 101 30173 Mestre c. Ve 041-663670 Siate generosi! Per noi il vostro contributo è indispensabile [email protected] [email protected] [email protected] 26 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 I NOSTRI LUTTI Affatati Anita - Trieste Agnolini Ved. Spadoni Chiarina - Verona Alfonsi Giuseppe - Roma Aloi Candido - Roma Bacchelli Ved. Pecorella Annamaria - Palermo Bacci Renato - Firenze Badi Ved. Colna Maria Orsola Emilia - Milano Baffigi Ved. Soldani Maria - Genova Belli Annita - Roma Benigni Renato - Livorno Bertotti Ines - Milano Betti Mario - Cantu’ Binetti Michelangelo - Roma Blancato Ved. Aiello Renata - Milano Boccalatte Ved. Alessio Celestina - Alessandria Boglich Ved. Vio Elisa - Forli’ Bordoni Baccio - Firenze Bottalico Ved.Cesario Anna - Bari Bottini Giancarlo - Roma Bovitutti Ved. Massara Dosolina - Milano Broccadoro Fausto - Asti Bucolo Roberto - San Remo Buzzi Maria - Gallarate Cambiaso Luigi - Vercelli Cappelletti Antonio - Saronno Caradonna Domenico - Roma Carbone Ved. Rapisarda Antonietta - Catania Casucci Ved. Virgilio Anna - Bari Cingolani Nicola - San Donato Cipolla Domenico - Como Cividin Renato - Brescia Clivio Romano - Busto A. Confalonieri Ved. Witzel Emma - Milano Contri Maria Coppotelli Luciano - Roma Cristina Giancarlo - Novara Dalmazzo Giovanni - Almese (To) Dapelo Marisa - Genova De Martini Federico - Vittuone De Micheli Ved. Rosso Marcella - Genova De Simone Bruno - Roma Di Berto Vincenza - Roma Di Giovanni Ved.Cantore Iole - Pescara Di Perna Ved. Uccella Vincenza - Napoli Falco Ved. Macario Lucia - Torino Falco Ved. Serrao Marianna - Napoli Fambrini Sergio - Forte Dei Marmi Fantinato Ved. Panella Jolanda - Pavia Faragona Guglielmo - Milano Felisio Annunciata - Milano Fiore Ved. Mannerucci Teresa - Milano 17-07-11 10-07-11 22-05-11 28-06-11 24-06-11 16-08-11 28-06-11 03-08-11 05-05-11 16-08-11 19-04-11 29-07-11 12-05-11 16-04-11 28-06-11 16-07-11 02-05-11 28-04-11 26-04-11 26-05-11 16-07-11 08-06-11 30-08-11 23-06-11 24-08-11 11-07-11 02-08-11 02-09-11 03-09-11 03-05-11 26-06-11 12-05-11 20-04-11 11-08-11 17-06-11 19-04-11 03-09-11 28-08-11 27-05-11 17-06-11 20-06-11 20-04-11 14-09-11 26-07-11 22-07-11 18-05-11 02-09-11 09-03-11 02-09-11 23-05-11 08-09-11 Fontanini Ved. Sanfelici Manon - Viareggio Franzosi Ved. Albera Adele - Tortona Fraschetti Lorenzo - Firenze Frigerio Adriano - Lecco Fusco Biagio - Bari Gadaleta Roberto - Mlano Gallo Ved. Zunino Maria Giuseppina - Savona Garone Pietro - Milano Giubilei Amedeo - Milano Gozzi Marcella - Milano Gregori Luciano - Modena Impalmi Eros - Vicenza Lai Giuseppe - Roma Lazzerini Pietro Leonida - Milano Lesca Mario - Vercelli Levi Ved. 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Scurati Rosa - Milano Ramazzotti Clelia - Milano Ravarino Lorenzo - Milano Romani Carlo - Genova Rossotto Ved. Canali Giuseppina - Torino 23-02-11 02-05-11 23-05-11 07-07-11 24-04-11 29-05-11 21-05-11 02-08-11 21-04-11 06-07-11 25-06-11 30-08-11 25-04-11 10-08-11 13-06-11 11-05-11 07-09-11 19-05-11 02-05-11 11-08-11 15-09-11 17-08-11 04-05-11 12-06-11 14-04-11 03-05-11 06-06-11 18-08-11 10-09-11 22-07-11 27-06-11 07-05-11 06-09-11 23-08-11 28-06-11 16-05-11 10-05-11 11-07-11 01-07-11 10-06-11 16-07-11 14-09-11 22-06-11 24-08-11 21-08-11 08-06-11 12-07-11 30-05-11 26-06-11 28-06-11 21-09-11 27 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011 Russo Mario - Marano Sabini Luciano - Firenze Saccogna Ved. Margiotta Angela - Bari Sangiorgi Andrea - Bologna Santomauro Ved. Q Concetta Vittoria - Palermo Sartirana Angelo Girolamo - Melzo Savio Ved. Fioravanti Rita - Torino Scarpolini Massimo - Milano Schisano Ludovico - Napoli Sozzani Ved. Lenti Carla - Vercelli Spinelli Angelo - Vittuone Strianese Stanislao - Salerno 05-04-11 01-08-11 12-09-11 23-05-11 10-08-11 03-06-11 28-05-11 27-08-11 21-04-11 29-06-11 14-07-11 29-07-11 Testa Armando - Mi Cordusio Tomasi Andreina - Torino Toselli Ved. Rocca Isabella - Genova Tregrossi Ved. Caruso Carmelina - Genova Trucco Giovanna - Alassio Vallascas Aldo - Cagliari Vendramin Ved. Ratti Anna Maria - Venezia Vestri Garibaldo - Empoli Zanone Franco - Torino Zennaro Ved. Merlo Maria Antonietta - Rovigo Zentilini Antonio - Venezia 10-07-11 18-05-11 25-05-11 24-06-11 18-08-11 25-04-11 24-04-11 04-08-11 19-06-11 28-06-11 09-06-11