ANNO XXXI - N. 3 - SETTEMBRE-NOVEMBRE 2011
Pubblicazione periodica
PERIODICO DELL’UNIONE PENSIONATI AZIENDE GRUPPO UNICREDIT
DIREZIONE ED AMMINISTRAZIONE
20143 MILANO - Viale Liguria 26
Tel. 02.83112650 - Fax 02.83112649
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
SOMMARIO
VERBALE DELLA SEGRETERIA NAZIONALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
pag.
3
LA MANOVRA FINANZIARIA 2011 - CONSIDERAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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FONDO PENSIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Relazione Pennarola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Relazione Palmesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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MANOVRA FINANZIARIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Perequazione automatica delle pensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8
• La manovra punto per punto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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8
ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA U.NI.C.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Relazione e aggiornamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ATTIVITÀ GRUPPI REGIONALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Emilia Romagna - Marche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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VARIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Non è il paese che sognavo - di A. Caputi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ALL’OMBRA DELLA QUERCIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• Libia, nel bene e nel male - di I. Cattaneo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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14
• Impressioni di viaggio - di F. Barraco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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• La palestra dei pensieri - di I. Cattaneo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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22
• I nostri poeti - di G. Turcinovich - A. Catania . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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I NOSTRI LUTTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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26
Rubriche
In copertina
Il tondo in terracotta con mosaico dorato rappresenta San Giorgio che sconfigge il drago.
L’immagine è stata utilizzata come matrice litografica sulle azioni emesse dalla Banca di Genova
dal 1885 al 1889, fu probabilmente l’antesignano del logo della banca stessa. Il tondo era murato
nel Palazzo di Via San Luca, sede della Banca di Genova, poi Palazzo nuovo di Via Dante/Piazza De Ferrari.
Si ringrazia l’Archivio storico Unicredit per la concessione della fotografia pubblicata.
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
VERBALE DELLA
SEGRETERIA
NAZIONALE
DEL 27 SET 2011
Nei locali dell’Unione Pensionati in Viale Liguria il
giorno 27 set 2011 si è riunita la Segreteria Nazionale
dell’Unione per discutere sul seguente ordine del giorno:
1. Fondo Pensione: Relazione ns rappresentanti
Consigli 26/5, 8/7 E 14/9
2. Coordinamento: Aggiornamento situazione
3. Rapporti con la FAP: eventuale nostra adesione
4. Situazione Economica Segreteria Nazionale: bilancio di previsione per il 2012
5. Commissione Studi: Relazione sulla riunione
del 21 giugno 2012
6. Assicurazione Sanitaria Unica: Relazione ns.
rappresentante
7. Manovra finanziaria: riflessi sulla categoria
8. Varie ed eventuali.
Presenti i Segretari Nazionali Pennarola (Presidente dell’Unione), Colombo (Vice Presidente dell’Unione), Belardo, Cerrato, Gatti, Novaretti e Vivirito; il
Tesoriere De Laude, il Revisore dei Conti Ballarini, il
Sindaco del Fondo Pensione Romerio. Assenti per
giustificati motivi Beccari, Begelle e Palmesi. Invitato ad assistere, interviene Indiveri (Presidente del
Gruppo Emilia Romagna, Marche).
Constatata la regolarità delle convocazioni, viene
nominato Presidente dell’Assemblea Pennarola che
chiama Cerrato ad assisterlo come Segretario.
1. Relazione dei ns rappresentanti nel Consiglio del
Fondo
Pennarola segnala di aver ottenuto l’opportunità di
accedere in via sperimentale alla video conferenza
(utilizzando le strutture che il Fondo Pensione ci mette cortesemente a disposizione). La riunione si svolge
quindi inizialmente nella sala del consiglio del Fondo
Pensione dove il Presidente Orifiammi rivolge il suo
saluto ai presenti augurando loro buon lavoro. Interviene quindi Palmesi che in video conferenza relaziona sulla gestione delle attività finanziarie del Fondo
Pensione (vedere articolo in altra parte del giornale).
Palmesi, a margine del suo intervento, chiarisce
come sull’asset strategico del Fondo in Lussemburgo
segue a pag. 4
LA MANOVRA
FINANZIARIA
2011
CONSIDERAZIONI RIGUARDO ALLE DECISIONI
PRESE DALLE AUTORITÀ CHE INTERESSANO
LA CATEGORIA
La prima considerazione che viene alla mente è
che dal ritorno dal periodo delle vacanze, riprendendo la consueta routine, ci sentiamo tutti un po’ più
poveri.
L’aumento dell’IVA, provocherà l’innalzamento
dei prezzi al consumo nonchè quello di tutte le bollette (luce,gas,telefono), del costo già molto elevato,
della benzina, l’aumento dei tickets sanitari, oltre
all’aumento al 20% (dal 12,50%) di tutte le rendite
finanziarie, con esclusione dei titoli di stato, e conseguente aumento del bollo sui conti depositi titoli,
con importo progressivo legato all’entità del deposito.
A tutto ciò si deve aggiungere la decisione di diminuire la spesa pensionistica bloccando di fatto tutti gli aumenti per le pensioni superiori a tre volte il
minimo (vedere articolo in altra parte del giornale).
Questi sono alcuni degli interventi decisi dal governo per diminuire il debito pubblico.
Al di là di ogni considerazione politica ci sembra
oggettivamente di non poter fare a meno di dare una
lettura alquanto critica in merito alle decisioni prese
dal governo.
Infatti il pacchetto di misure prese per diminuire
la nostra esposizione debitoria non sembra incontrare il favore dei mercati e degli ambienti commerciali
ed industriali in quanto mancante di un impulso che
garantisca la crescita del paese in linea con quella dei
partners europei.
È inoltre constatazione diffusa che ancora poco o
nulla sia stato fatto per arginare l’evasione fiscale. Si
chiede un contributo di solidarietà a chi già paga e dichiara redditi elevati (da 90000 e Pensionati e dipendenti Pubblici e da 300000 e privati) e che riguardano nella stragrande maggioranza dei casi lavoratori
dipendenti.
Non si prende, allo stato, alcuna decisione circa
l’incremento delle privatizzazioni, l’abolizione di enti inutili e, infine si è abbandonato il taglio del numero dei parlamentari e la decisione di ridurre il numero delle Province (sostituito da un disegno di legge
costituzionale la cui la necessaria approvazione e
condivisione avrà sicuramente bisogno di tempi non
segue a pag. 5
4
gli investimenti a lungo/lunghissimo termine siano stati riservati
alla Sezione 2; ricorda inoltre che
è in fase di avanzata elaborazione
un progetto per cercare di allineare il più possibile le entrate e le
uscite del Fondo in collaborazione con gli attuari ed il CNR che,
per l’occasione, ha messo a disposizione il suo centro di calcolo.
Esaurito con soddisfazione l’esperimento della video conferenza (si valuteranno i suoi potenziali futuri sviluppi e gli eventuali
aggiornamenti dello Statuto dell’Unione per un suo adeguamento alle innovazioni tecnologiche)
e chiuso l’intervento di Palmesi,
Belardo segnala che, in base al
nuovo piano operativo aziendale,
si prevedono nel 2012 almeno
10.000 esuberi nel Gruppo (anche se per la maggior parte sembrano concentrati sull’estero). Si
apre un dibattito sull’argomento.
L’Assemblea torna quindi nei
locali dell’Unione dove si procede
ad esaminare gli altri argomenti
all’OdG.
Pennarola relaziona sulle sue
attività nel CdA del Fondo Pensione (vedere articolo in altra
parte del giornale).
2. Coordinamento
• Si è sottoscritto l’accordo
con l’Unione Pensionati ex Banca
di Roma e Pennarola è stato nominato Presidente del nuovo Coordinamento.
• È prevista entro breve termine
la firma dell’accordo con l’Unione
Pensionati ex Banco di Sicilia.
• In considerazione delle nuove più ampie dimensioni dell’organismo, si potrebbe allargare la
Segreteria Nazionale anche alle
Unioni coordinate (alla Commissione Studi, d’intesa con le altre
Banche l’incarico di verificarne la
concreta attuabilità).
• Pennarola ribadisce che l’obiettivo di lungo periodo è di
presentarsi nei confronti di UniCredit come unica Unione di
SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
Gruppo ed al riguardo legge una
lettera ricevuta dal signor Carletta nella quale viene espresso
l’apprezzamento dell’Azienda
per le finalità dell’organismo.
stione che è comunque strettamente monitorata dalla Società
esterna KPMG.
3. F.A.P.
Il collega Maurizio Beccari
non ha potuto partecipare alla
S.N. ma ci ha inviato tempestivamente la seguente Relazione che
contiene vari argomenti di interesse di tutti gli iscritti ad UniCA
(vedere articolo in altra parte del
giornale).
Vivirito esprime il malumore
dei colleghi di Palermo e di Messina per la grave carenza di strutture atte a supportare la campagna di prevenzione.
Pennarola comunica che per il
5 di ottobre ha in calendario un
incontro con il Presidente Masia
per continuare ad approfondire i
contatti per una migliore valutazione sul nostro ingresso nella federazione, come da delibera del
Consiglio Nazionale.
4. Situazione economica della
S.N. - Bilancio di previsione
2012
De Laude espone le previsioni di
entrate ed uscite per il prossimo anno, alla luce degli aumenti dei contributi da parte dei Gruppi verso la
Segreteria Nazionale, deliberati dall’ultimo Consiglio Nazionale.
Per quanto riguarda l’anno
2012 il contributo sarà di e 5 ed
inoltre si dovrà prevedere, al caso, il contributo di iscrizione alla
F.A.P.: si valuterà come coprire
tale ulteriore esborso.
È comunque da tenere presente che, come deliberato dal Consiglio Nazionale, il contributo a favore della Segreteria Nazionale
passerà ad e 6,5 per il 2013 e ad
e 8,00 per il 2014: nel frattempo
conteremo, ancora e… fortemente, sui contributi dei lettori della
Quercia Nuova.
5. Commissione Studi
Roncucci segnala avvenuti incontri volti ad individuare punti
da aggiornare nello statuto dell’Unione.
Romerio propone di far valutare i pro ed i contro sulla evoluzione prevista per gli immobili da
conferire al Fondo Immobiliare.
Pennarola fa presente che, se
le decisioni si devono prendere
entro l’anno, non ci sarebbero i
tempi per valutare a fondo la que-
6. Unica
7. Manovra finanziaria Riflessi sulla categoria
Roncucci rimanda alla sua nota pubblicata sul sito. Si ribadisce
il malumore della categoria già
tanto vessata: a fronte di un’inflazione del 3% si avrà una rivalutazione delle renditi di 10-15 euro e
dall’1 gen 2012 diminuiranno le
detrazioni fiscali, con ulteriore
aggravio per il reddito fisso. Il
tutto nel totale silenzio della categoria. Viene chiesto a Pennarola di appurare quali iniziative intenda porre in essere la F.A.P.
Belardo rinvia a quanto già
scritto sull’argomento e farà avere altro materiale utile. Colombo
chiede un orientamento sul taglio da dare al prossimo numero
de La Quercia: uscirà sul giornale
un articolo ad hoc e si vedrà di
dare spazio a quanto Belardo ha
scritto in proposito.
8. Varie
Pennarola si dichiara disponibile a visitare tutti i Gruppi, in
particolare quelli con molte Filiali.
Null’altro da discutere l’assemblea viene sciolta alle ore 16,05.
Il Segretario
Cerrato
Il Presidente
Pennarola
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
brevi) e ridotte le misure per la
revisione delle indennità ai parlamentari che svolgono un’altra attività professionale né si sono
toccate le specificità ed i privilegi
degli ordini professionali.
Tutto ciò ha portato il declassamento del debito italiano da
parte delle “agenzie di rating”. La
borsa, sia pur con alti e bassi, è
scivolata ai minimi e i titoli di
stato hanno perso parte del loro
valore.
In buona sostanza se oggi si
vuole vendere un BTP qualsiasi
con una scadenza a oltre 1 anno
si incorre in una notevole perdita
in conto capitale.
I trasferimenti di fondi dallo
Stato centrale alle Regioni, Province e Comuni sono ovviamente
diminuiti tanto che, per far fronte alle necessità quotidiane e per
garantire i servizi ai cittadini,
verranno aumentate o istituite
tasse locali ed aumenti per i biglietti dei trasporti.
A ciò si aggiunga che l’inflazione ha raggiunto e superato il 3%.
Tra le misure invocate dalla UE
per il rilancio dell’economia viene posta in primo piano la riforma del “Welfare”. Le riforme graduali e molto diluite nel tempo
non sono più sostenibili rispetto
alle esigenze di risanamento dei
conti pubblici italiani. Quindi sono necessari correttivi che riguardano l’età pensionabile, le
pensioni di anzianità, l’innalzamento dell’accesso alla pensione
delle donne (da 60 a 65), la revisione delle pensioni di reversibilità ed altro ancora.
Alcuni organi di informazione
comunicano che, per l’autunno, è
previsto un tavolo sulle riforme e
che, per avere qualche chance di
successo bisogna anche mettere
in discussione i requisiti di accesso alle pensione e (attenzione)
addirittura gli importi già in pagamento.
Quando si inizia a mettere in
dubbio ciò che è acquisito bisogna seriamente cominciare a riflettere e quindi predisporsi a difendere i propri diritti.
Per quanto riguarda il nostro
Fondo Pensione le prospettive
per il raggiungimento di un risultato di rendimento accettabile
sono ovviamente molto critiche.
Probabilmente il CdA si vedrà
costretto a rivedere l’entità della
pensione per rimettere in equilibrio il bilancio del Fondo stesso.
Si raccomanda di leggere attentamente le relazioni sull’andamento del nostro Fondo dei
nostri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione che
rappresentano dettagliatamente
le difficoltà che si incontrano
nella gestione del nostro patrimonio sia mobiliare che immobiliare e le iniziative che si vanno prendendo per garantire il
miglior rendimento in presenza
comunque di rischi molto contenuti.
Ci corre l’obbligo di ribadire la
necessità di una larga partecipazione alle diverse manifestazioni
di voto richieste per la gestione e
l’ approvazione dei risultati del
nostro Fondo Pensione in modo
da garantire ai nostri Rappresentanti in CdA la forza della più ampia rappresentanza.
CHIEDETELO A NOI
LETTERE ALL’UNIONE
Questo spazio sarà aperto ai lettori. Dubbi, richieste, critiche, suggerimenti su quanto concerne la nostra attività, il
nostro Fondo pensione, argomenti di natura tributaria e previdenziale. I vostri interventi saranno attentamente valutati e nel possibile risponderemo ai vostri quesiti.
Inviare a: [email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
oppure: Unione Pensionati - V.le Liguria, 26 – 20134 Milano
Nella richiesta fare riferimento alla rubrica della Quercia “Chiedetelo a noi”.
IN MATERIA DI PRIVACY
Come tutti gli Organismi tenuti all’osservanza delle disposizioni del D.lgs 30 giugno 2003 n. 196 in materia di trattamento dei dati personali, anche la nostra Associazione (quale titolare del trattamento ai sensi della predetta normativa) deve assicurare che i dati
raccolti discendano da un consenso al loro utilizzo.
I dati da noi trattati, nel pieno rispetto della normativa vigente, sono utilizzati per perseguire le seguenti finalità: invio Notiziario
“La Quercia Nuova” ed altri notiziari regionali, inviti a gite e iniziative sociali, manifestazioni culturali, ricreative e simili, etc.
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
FONDO PENSIONE
RELAZIONE DEL CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE PENNAROLA
Il C.d.A. del Fondo si è riunito
tre volte e precisamente il 26 mag,
l’8 lug ed il 14 set.
Gli argomenti trattati sono stati
tanti, ma penso che, anche per un
problema di tempo, sia opportuno
che io mi limiti a relazionarvi sugli
argomenti più importanti al momento sul tappeto; in particolare
sugli Immobili, sul Bilancio Tecnico e, conseguentemente, sull’ammontare delle pensioni.
• Per quanto riguarda gli immobili:
L’attenzione e l’impegno del Fondo, dei suoi Organi e della Struttura
sono volti alla creazione di un fondo
immobiliare di totale proprietà degli iscritti (attivi e pensionati) da affidare, come dispone la legge, ad
una società esterna (SGR) a cui affidare l’incarico di istituire, costituire e gestire il Fondo immobiliare.
Ho già avuto modo di esporvi in
precedenza la necessità della costituzione del fondo immobiliare (vedi anche quanto scritto sull’argomento sul secondo numero di
quest’anno sulla Quercia nuova).
Come noto il Fondo Pensione è
titolare di partecipazioni al 100%
in società di persone non più consentite e ciò comporta la necessità
di porre in liquidazione le società
medesime.
Occorre poi considerare che l’investimento netto del Fondo in immobili e/o altri diritti reali è consentito entro il 20% del patrimonio
dei singoli comparti del Fondo.
Tale limite risulta attualmente
non rispettato in quanto il peso degli immobili di proprietà diretta risulta essere pari circa al 34% del
patrimonio della Sezione 1 (Ante).
Risulta quindi evidente che è necessario ricondurne il peso nei limiti di legge.
L’adeguamento normativo può
essere attuato tramite:
• Partecipazione in società di capitale quale che sia (spa, srl, sapa).
• Società di investimento immobiliare quotate (SIIQ).
• Quote di fondo comune di investimento immobiliare.
La possibilità di un conferimento degli immobili da parte delle Società direttamente al Fondo è stata
scartata a priori perché la quota di
immobili di proprietà diretta è già
superiore al 20% sopra richiamato.
Lo studio sino ad ora svolto ha
evidenziato che il conferimento a
società di capitale o la creazione di
una SIIQ è fiscalmente penalizzante
sia in fase di conferimento sia a regime, in particolare, la SIIQ (strumento destinato al retail) presenta
notevoli costi legati alle quotazioni,
alla gestione ed all’operatività.
Ci si è quindi orientati alla costituzione di un fondo immobiliare e
se ne sono studiati gli aspetti legali
e fiscali.
Si è infatti constatato che la detenzione degli immobili tramite
quote di un fondo immobiliare presenta, rispetto all’attuale situazione, vantaggi anche di natura fiscale.
Al momento è allo studio se e
quali immobili, oltre quelli intestati
alle società di persone, sia opportuno conferire nel fondo immobiliare.
Naturalmente a fronte del suddetto risparmio fiscale, la costituzione del Fondo immobiliare comporta costi emergenti (relativi alle
commissioni per la SGR e per la
Banca Depositaria).
Poiché gli oneri relativi alla gestione amministrativa del patrimonio immobiliare sono in questo momento a carico della Banca, andrà
verificata la disponibilità della stessa
ad aprire un tavolo di lavoro per definire la copertura dei relativi costi.
Per quanto riguarda poi gli
aspetti della governance, alla quale
noi pensionati siamo stati sempre
molto attenti (l’occhio del padrone
ingrassa il cavallo!), va rilevato che
il Fondo perderebbe il controllo diretto degli immobili conferiti al
fondo immobiliare.
La volontà del legislatore esclude infatti la possibilità di intromissioni dell’investitore nelle scelte
decisionali del gestore (SGR) del
Fondo immobiliare; in particolare
risultano vietate clausole del regolamento che prevedano il diritto di
veto da parte dell’investitore nelle
scelte decisionali su singole operazioni.
In quest’ottica risulta importante la definizione da parte del Fondo,
con il supporto del consulente
esterno e della SGR scelta, di un regolamento del fondo immobiliare,
documento che traccia le linee guida rispetto agli aspetti strategici
che si intendono perseguire, risultando mandato irrevocabile per il
gestore.
Qualora il Fondo pensione non
fosse soddisfatto della politica operata dal gestore o comunque dell’operato dello stesso il Regolamento dovrà contenere la previsione della
facoltà per il Fondo di cambiare SGR.
Non è escluso che ad URE (UniCredit Real Estate) siano affidate le
funzioni operative (outsourcing)
dei servizi immobiliari anche per
gli immobili che confluiranno nel
Fondo immobiliare oltre a quelli
che resteranno intestati al Fondo
Pensione.
Ho tralasciato molti particolari,
per non dilungarmi oltre misura,
ma non posso non dire che il famoso “occhio del padrone” forse oggi
non basta più: in tempi di crisi così
pronunciate bisogna rivolgersi ad
occhi più professionali, a entità
meglio inserite nel mercato che
possono scrutare orizzonti più vasti ed impegnativi e potrebbe essere
invece dannoso non utilizzare.
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
Bilancio Tecnico e prestazioni del
Fondo
Come noto, da qualche anno il
Fondo non guadagna quanto necessario per aumentare le nostre
pensioni, nè per mantenerle nell’attuale misura.
Per mantenere le pensioni almeno nell’attuale misura il Fondo dovrebbe produrre reddito pari a circa
il 4,2%, percentuale che rappresenta la copertura del tasso tecnico
(tasso minimo previsto nel calcolo
del Bilancio) del 3,5% e del disallineamento della copertura del 17%.
Difatti il rendimento del Fondo
nel 2009 è stato dell’1,26% e nel
2010 del 3,27% e per quest’anno
(davanti ai nostri occhi l’andamento dei mercati finanziari e degli immobili) non si prevedono grandi
prestazioni.
Il Consiglio di Amministrazione
del Fondo, negli anni scorsi, dopo il
risultato negativo del 2008 aveva deciso di procedere ad un congela-
mento delle prestazioni anche per
l’avvenire sino al suo recupero attraverso i futuri maggiori rendimenti,
verificato che la situazione generale
garantiva un sostanziale equilibrio
anche dopo tale decisione.
Aveva anche deciso di tenere sotto controllo il Bilancio Tecnico, la
cui compilazione è statutariamente
prevista ogni tre anni, e quindi per
fine 2011, facendone redigere aggiornamenti a fine 2009 e poi anche
a fine 2010.
I dati di detti aggiornamenti, pur
segnalando la sostanziale solidità
del Fondo, avvalendosi anche dei
miglioramenti dovuti alle modifiche
legislative intervenute nel frattempo, consigliano un leggero ritocco,
peraltro espressamente previsto dallo Statuto, alle nostre pensioni ed
agli importi di pensione maturati
dal Personale in servizio.
La riduzione avrebbe dovuto avere decorrenza retroattiva a partire
dal gennaio 2010 per il minor rendimento del 2009 e dal gennaio 2011
GESTIONE ATTIVITÀ FINANZIARIE
DEL FONDO PENSIONE
Com’è ampiamente noto i mercati finanziari hanno reagito negativamente alle prospettive di un
possibile default di alcuni stati europei, Grecia in primis, ed alle incertezze mostrate da altri nell’avviare riforme strutturali che
facessero prevedere un possibile
aumento del PIL, unica possibilità
per far fronte all’enorme indebitamento pubblico.
Particolarmente forte è stato
l’impatto a partire da agosto. A metà del mese in corso gli indici azionari della zona euro avevano perso,
rispetto all’inizio dell’anno, il 21%
mentre il più operoso Estremo
oriente era riuscito a limitare le
perdite al 14%. Il settore obbligazionario nello stesso periodo è riuscito a limitare le perdite solo
grazie ai massicci interventi delle
autorità centrali che hanno acquistato massicce quote di debito pubblico.
Le azioni delle Banche europee
sono precipitate a valori impensabili: Unicredit ad esempio è precipitato a 0,68 euro accusando quindi
una perdita del 50% rispetto allo
scorso luglio e del 90% rispetto alle
quotazioni del 2007. Non meglio
sono andati i suoi competitors italiani ed europei.
Ovviamente il nostro Fondo Pensioni ha accusato il colpo ma è riuscito a contenere l’impatto grazie
all’ampia diversificazione degli assets e all’introduzione, a suo tempo,
di prodotti finanziari aventi per
obiettivo la riduzione dei rischi nei
momenti di crisi.
con riferimento al rendimento
2010, ma partirà dal prossimo gennaio, senza quindi recupero di arretrati. La riduzione non opererà sulle
“quote fisse” e quindi peserà percentualmente in modo differenziato in
relazione al peso di dette quote fisse
rispetto al totale della pensione. Di
massima a pensione più bassa dovrebbe corrispondere una riduzione
percentualmente più bassa.
La riduzione dovrebbe comunque essere di entità modesta: a titolo esemplificativo per una prestazione lorda di 400 euro dovrebbe
essere del 2,8% e per una di 1000
euro del 3,1%.
A mio avviso sono percentuali
modeste, ma importanti per l’equilibrio del Fondo.
Vi ho fornito dati sintetici per
non appesantire troppo la Relazione, ma assicuro che una informativa più completa sarà diramata dal
Fondo nei prossimi giorni.
Giacomo Pennarola
Al 16 del mese in corso la performance del comparto finanziario si
è attestata sul - 2,31%.
In portafoglio non sono presenti
quote significative di obbligazioni
di paesi a forte rischio. Del tutto assenti i titoli della Repubblica Greca
le cui quote marginalissime sono
state vendute sul mercato.
La situazione è costantemente
monitorata sia a livello Fondo, sia a
livello Sicav/sif lussemburghesi.
Luciano Palmesi
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
MANOVRA 2011
DECRETO LEGGE 6 LUG 2011 CONVERTITO IN LEGGE
(DISPOSIZIONI URGENTI PER LA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA)
N. 111/2011
La nuova manovra finanziaria, ad
oggi non ancora completata, apporta, tra altro, tagli ai trattamenti di
pensione in essere, e precisamente:
Dal 1° gennaio 2012 e fino 31dicembre 2013 la perequazione automatica sulle pensioni sarà cosi modificata:
• nessuna variazione rispetto alla precedente normativa per le
pensioni di importo fino a 5 volte il
trattamento minimo;
• per i trattamenti superiori a 5
volte il trattamento minimo (e
2304,85) sarà riconosciuto solo il
70% dell’aumento dovuto fino a 3
volte il trattamento minimo (e
1382,91) (circa e 15 mensili se si
utilizza la percentuale applicata per
il 2011).
Dal 1° agosto 2011 e fino al 31
dicembre 2014:
• i trattamenti di pensione di importo annuo lordo superiore a e
LA SCHEDA
Manovra punto per punto
È stata cambiata più volte, in
corso d’opera. Ma ora la manovra
da 54 miliardi - che dovrebbe garantire il pareggio di bilancio nel
2013 - è approdata a un testo definitivo. Tra tasse, tagli a ministeri ed
enti locali, novità sul lavoro, riforma dei tribunali, revisione delle indennità per i parlamentari e Comuni piccoli con apparati più snelli
eccone i punti principali. A partire
dal fisco.
L’Iva. L’aliquota del 20 per cento
passa al 21 dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Contributo di solidarietà. È una
super-tassa del 3% che si applica ai
redditi oltre i 300 mila euro. In vigore dal primo gennaio 2011 fino al
31 dicembre 2013. Potrà però esse-
re prorogata fino al raggiungimento del pareggio di bilancio.
Tasse locali. Vengono sbloccate
dal 2012. Comuni e Regioni potranno dunque aumentare l’addizionale Irpef.
Robin Hood tax. L’addizionale
Ires per le imprese del settore energetico aumento dal 6,5% al 10,5%.
Rendite al 20%. Vengono unificate le aliquote del 12,5% e del 27%,
fatta eccezione per i titoli di Stato.
Stretta sulle Coop. Si alleggeriscono le agevolazioni e gli utili peseranno di più sulla base imponibile.
Più tasse alle società di comodo.
Arriva un’addizionale del 10,5% e
una serie di norme restrittive.
90.000 e fino a ⇔ 150.000 saranno
assoggettati ad una ritenuta straordinaria del 5%;
• i trattamenti di pensione di importo annuo lordo superiore a e
150.000 saranno assoggettati ad
una ritenuta del 10%.
Alla determinazione del reddito
annuo concorrono tutti i trattamenti di pensione corrisposti da
enti gestori di forme di previdenza
obbligatorie.
Bollo money transfer. Una tassa
del 2% sul trasferimento dei soldi
all’estero, con un minimo di 3 euro.
Esenti i trasferimenti di persone
con matricola Inps.
Manette agli evasori. Niente sospensione della pena se sono stati
evasi oltre 3 milioni e se l’evaso è il
30% del fatturato.
Comuni nella lotta all’evasione.
Passa dal 50 al 100% l’incasso della
lotta all’evasione messa in campo
con la collaborazione del Comune.
Controllo conti correnti. L’Agenzia delle Entrate potrà controllare i
conti correnti in via preventiva.
Dichiarazioni on line. I Comuni
potranno pubblicare sui siti i dati
relativi alle dichiarazioni in forma
aggregata, per categorie.
Società in perdita. Se il “rosso” è
registrato per tre esercizi consecutivi sono equiparate alle società di
comodo.
9
SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
Beni intestati a società. Più controlli sui beni delle società usati da
soci o familiari, dalle barche alle
auto.
scatterà la diduzione del 30% della
retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili e non più il rinvio delle tredicesime.
Tracciabilità. Scenda da 5.000 a
2.500 euro la soglia massima per
l’utilizzo del contante.
Scuola. Le finestre per andare in
pensione sono fissate all’inizio dell’anno scolastico dell’anno solare
successivo.
Fatture. I professionisti che non
rilasciano la documentazione rischiano la sospensione dagli ordini.
Scontrini sulla spiaggia. Arriva
l’obbligo per gli stabilimenti balneari.
Recupero condono 2002. Il Fisco
potrà recuperare coattivamente le
somme non riscosse entro il 31 dicembre 2011.
Accisa. La clausola di salvaguardia prevede l’aumento, che può riguardare anche altre imposte indirette, qualora la manovra non
produrrà gli attesi effetti finan ziari.
Spending Review. Ok alla revisione della spesa. La norma impegna il ministro dell’Economia a
presentare al Parlamento entro il
30 novembre 2011 un programma.
Tra gli obiettivi, l’accorpamento degli enti di previdenza con un “super-Inps”.
Trasferimenti nella Pubblica
Amministrazione. Sarà più facile
spostare da una sede all’altra i lavoratori pubblici.
Pensioni donne. Anticipato al
2014 l’inizio del timing per arrivare
a 65 anni nel privato con l’incremento di un mese per completarsi
nel 2026.
Tfr impiegati statali. Ritardato di
6 mesi per le pensioni di vecchiaia e
di 24 per quelle di anzianità.
Stop rinvio tredicesime statali.
Nel caso in cui i ministeri non raggiungano gli obiettivi di risparmio
Autorità. Il periodo di aspettativa
per i componenti è computato ai fini della progressione di carriera,
per gli aumenti di stipendio e ai fini pensionistici.
Carriere. Se lo scatto di carriera
alla vigilia della pensione non supera 3 anni per l’assegno vale la retribuzione precedente.
Feste laiche e patronali. Verranno accorpate alla domenica tranne
il Primo Maggio, il 25 aprile e il 2
giugno. Restano fuori dal salvataggio le feste patronali.
Ministeri, tagli di 6 miliardi nel
2012. Prevista anche la riduzione
del 10% dei dirigenti statali. Se
un’amministrazione non raggiunge i risultati verrà tagliato il 30%
del premio di risultato dei dirigenti. Salvi i Fas regionali.
Enti locali, la Robin tax allevia i
tagli. Il gettito di 1,8 mld atteso
dall’addizionale sulle imprese energetiche andrà ad alleggerire i tagli
di 6 mld agli enti territoriali.
che elettive e per i vertici di enti e
istituzioni.
Taglio indennità parlamentari. Taglio del 10% oltre i 90.000 euro e del
20% oltre i 150.000 (escluse Presidenza del Consiglio e Corte costituzionale). La riduzione è raddoppiata
per i parlamentari che percepiscono
un reddito da attività lavorativa superiore al 15% dell’indennità.
Province, rinviato taglio. Salta il
taglio delle Province con meno di
300.000 abitanti; la partita è rinviata a un ddl costituzionale, già domani all’esame del Consiglio dei
ministri.
Salvi i mini enti. Non verranno
soppressi gli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti.
Voli low cost. Per parlamentari e
amministratori pubblici.
Riforma uffici giudiziari. Vengono riorganizzati i tribunali.
Piccoli comuni verso Unioni.
Niente giunte per i Comuni sotto i
1.000 abitanti e accorpamenti attraverso le Unioni.
Liberalizzazioni. Si adegueranno
le leggi al principio che è permesso
tutto ciò che non è vietato. Resta il
numero chiuso per le farmacie.
Fuori dalle norme di liberalizzazione anche i taxi.
Contratto nazionale, deroghe
anche su licenziamento. Operano
in deroga anche ai contratti collettivi nazionali. Tutela specifica per
le neo mamme, che non posso no essere licenziate in deroga alle
leggi.
Servizi pubblici locali. Introdotti
incentivi alle privatizzazioni.
Tirocini. Vengono posti limiti.
Giochi e sigarette. Possibili nuove lotterie e aumento dell’accisa sui
tabacchi.
Caporalato. Si rischia il carcere
fino a 8 anni.
Stipendi parlamentari a livelli
europei. Varrà per i titolari di cari-
Negozi. Salta l’apertura libera
dei negozi la sera o la domenica.
Resta questa possibilità solo per le
località turistiche e le città d’arte.
(a cura di Roberto Belardo Segretario Nazionale)
14 settembre 2011
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
ASSISTENZA SANITARIA
INTEGRATIVA Uni.C.A.
Espongo di seguito gli ultimi aggiornamenti sulla nostra Cassa Sanitaria di Gruppo.
Successivamente alla mia ultima
relazione si sono tenute 6 riunioni
del CdA di UniCa nel corso delle
quali sono stati affrontati i seguenti argomenti che di seguito sintetizzo:
Sito internet: Anche ai pensionati a breve sarà possibile accedere al
sito di UniCa. (cosa sinora possibile
solo dal “Portlet” interno al Portale
Unicredito, aperto solo ai dipendenti in servizio). Si è infatti deciso
che entro la fine dell’anno ci sarà
un solo sito direttamente su internet per dipendenti e pensionati,
quindi esterno alla rete Unicredito.
Ci sarà pertanto la possibilità anche
di un contatto informatico diretto
fra UniCa e gli associati pensionati
per migliorare la comunicazione,
oggi affidata esclusivamente alla
corrispondenza cartacea. Con tale
strumento sarà probabilmente possibile agli inizi del prossimo anno
rinnovare anche le adesioni alle coperture sanitarie. Per coloro che
non fossero attrezzati con il computer si continuerà con la precedente procedura cartacea.
Customer Satisfation: Anche
quest’anno è stata effettuata un’indagine per sondare il gradimento
dell’offerta sanitaria da parte degli
aderenti. In modo omogeneo ai precedenti sondaggi, sono stati interpellati via Portlet i soli dipendenti
in servizio. Il numero delle risposte
è stato leggermente inferiore allo
scorso anno, ma i risultati sono stati ampiamente soddisfacente. Assirete che gestisce le polizze pensionati ha fatto registrare un ottimo
gradimento, migliore degli altri
Provider.
Prevenzione: Si è positivamente
conclusa al 30 giugno la 1ª fase, ri-
servata a coloro che già lo scorso
anno avevano iniziato il percorso di
prevenzione, con buone percentuali di adesione (ca 80%). È ora in
corso la 2ª fase destinata a tutti gli
altri. Il termine ultimo per beneficiarne è il 30 novembre ma le prenotazioni vanno effettuate entro il
31 ottobre. Sollecito quindi gli interessati, che ancora non si fossero
prenotati, ad attivarsi con urgenza
per non perdere questa preziosa
possibilità di verificare, ad ampio
spettro, il proprio stato di salute.
Il CdA ha inoltre deliberato di ripetere anche per l’anno 2012 e seguenti il percorso di prevenzione
stanziando i relativi fondi
Contratti di servizio con i Provider: Come noto con il 31 dicembre
prossimo verranno a scadenza le
Polizze con le quali assicuriamo le
prestazioni sanitarie. Contestualmente scadranno anche i Contratti
di Servizio con i 3 Provider che gestiscono la popolazione di UniCa. È
stato previsto un ridimensionamento di Caspie, per una non del
tutto soddisfacente efficienza del
servizio prestato. Inoltre per cause
dipendenti dalla propria forma societaria, il servizio verrà prestato da
altra società del loro gruppo, che il
CdA sta vagliando. Sia per Caspie
che Previnet (il cui servizio non ha
raggiunto la piena adeguatezza) il
CdA è orientato a rinnovare il Contratto di Servizio per un anno. Per
Assirete si rinnoverà direttamente
per due.
Con tutti i Provider sono stati rinegoziati i costi del servizio, ottenendo miglioramenti.
È stato inoltre deciso che, per
evitare le problematiche relative al
cambio di Provider in relazione ad
uscite per esodo o pensionamento,
ciascun dipendente resterà in carico allo stesso Provider che li ha seguiti quando erano in servizio.
Piani Sanitari: Nell’ottica del
prossimo rinnovo delle Polizze
scadenti al 31 dicembre prossimo,
il CdA di UniCa ha deciso di provvedere alla stipula diretta con le
Compagnie Assicuratrici, non avvalendosi più del tramite di Caspie
e del relativo Broker. Quanto sopra
consentirà un ulteriore abbattimento dei costi a vantaggio delle
prestazioni. Presente peraltro un
non favorevole rapporto sinistri
premi, soprattutto delle Polizze
Pensionati (ca 140%), sono all’esame le proposte per alcuni interventi in ottica di semplificazione e sostenibilità. Per la realizzazione di
tali interventi, elaborati con il concorso anche dei Provider, si ipotizzano varie soluzioni, peraltro ancora da ben definire e modulare,
quali ad esempio: segmentazione
della rete convenzionata a disposizione degli assistiti, eventuale inserimento plafond per interventi
anche in rete, revisione Grandi Interventi, rivisitazione scoperti e
franchigie, e probabile aumento
dei premi per titolari e familiari
non a carico. Da tenere presente
che oltre a dover recuperare il gap
di un rapporto sinistri/premi negativo, bisogna fronteggiare i crescenti costi annuali della sanità e il
recente aggravio dei ticket del Servizio Sanitario Nazionale che sempre meno è in grado di assistere
adeguatamente i cittadini, con
maggior ricorso quindi alla sanità
privata. Tutto ciò al fine di mantenere la sostenibilità e l’equilibrio
delle Polizze e poter contare anche
per il futuro sull’accordo con le
Compagnie per i rinnovi.
In merito al rinnovo per il prossimo biennio, andremo a chiedere
alle attuali Compagnie che ci assicurano, e ad altre sul mercato, adeguate offerte di prezzatura per riuscire a spuntare le condizioni
11
SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
migliori. Selezionate le più convenienti, procederemo quindi alla negoziazione sui vari punti.
I tempi sono brevi e il lavoro da
fare rilevante. Il CdA conta peraltro
di chiudere tutte le trattative per fine novembre-primi dicembre onde
essere in grado di predisporre l’offerta delle varie prestazioni e dei re-
lativi premi in tempo utile per ottenere le adesioni entro i primi del
prossimo anno.
Nel rimanere, come al solito, a
disposizione Vostra e dei Colleghi
del vostro territorio di competenza,
vi porgo molti cordiali saluti.
Rappresentante dei Pensionati
nel C.d.A. di Uni.Ca.
————————Mail: [email protected]
Cell. 338 7034414
Maurizio Beccari
ATTIVITÀ GRUPPI REGIONALI
Emilia Romagna
Marche
Assemblea ordinaria
del Consiglio Territoriale
16 giugno 2011
Presso i locali di Bologna in Galleria Acquaderni, 4 alle ore 10,00
del 16 giugno 2011, si è svolta, in
seconda convocazione, l’Assemblea
Ordinaria del Consiglio Territoriale
del Gruppo Regionale Emilia-Romagna Marche.
In discussione l’ordine del giorno previsto dalla lettera di convocazione.
Presenti, compreso deleghe, nr.
7 Soci.
All’unanimità vengono nominati: Presidente della riunione Ludovico Orlandi e Segretario Leonardo
Dovesi.
Si passa quindi ad affrontare i diversi argomenti previsti.
Punto 1) Su richiesta del Sig.
Nanni Normanno si decide di dedicare una intera pagina del “NOTIZIARIO” alla ns. Associazione per
coinvolgere maggiormente i ns.
Soci e di dare assistenza agli stessi
su richiesta.
Punto 2) Prende la parola Indiveri Carlo che relaziona su quanto
discusso nel Consiglio
Nazionale tenutosi a Roma nei giorni 12 e
13 maggio sc. fra le varie notizie lo
stesso fa presente di avere dato le
dimissioni dalla carica di Presiden-
te, l’Assemblea dopo discussione le
respinge per cui lo stesso rimarrà
in carica fino alla fine del mandato.
Punto 3) Occorre modificare sul
“Notiziario” la dicitura socio in
quanto trae in inganno i ns. Soci
infatti in occasione di cene o altro
barrando questa casella dobbiamo
riconoscere un rimborso.
In chiusura non mancano, da
parte del Presidente Indiveri, parole di esortazione dirette a tutti i
presenti, invitati a proseguire in
una efficace azione di proselitismo, al fine di rafforzare la ns.
Unione.
Alle ore 11,45 esauriti tutti gli
argomenti previsti, l’Assemblea
viene chiusa.
Il Presidente
Il Segretario
Direttore Editoriale:
Guido Colombo
Gli articoli ed i resoconti assembleari
riflettono l’opinione degli autori, nonché
dei sottoscrittori dei relativi verbali e
non impegnano la responsabilità della
Direzione.
Direttore Responsabile:
Giacomo Pennarola
Responsabile Rubriche
“All’ombra della quercia: Isabella Cattaneo
Comitato di redazione
G. Cerrato - A. Roncucci
Autorizzazione del Tribunale di Milano
N. 118 dell’8-3-1985
Stampa: Àncora srl - Arti Grafiche
Via B. Crespi, 30 - 20159 Milano
Tel. 026085221
Finito di stampare il 4-11-2011
Indirizzo posta elettronica della redazione:
[email protected]
[email protected]
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
VARIE
NON È IL PAESE CHE SOGNAVO
“Purtroppo ora che è venuto il
tempo dei bilanci mi rendo conto
che sto vivendo in un paese ben diverso da quello che avevo sognato
in gioventù”.
Fonti
Archivio Storico UniCredit
Non è il Paese che sognavo - Taccuino laico per i 150 anni dell’Unità d’Italia, di Carlo Azeglio Ciampi
(Colloquio con Alberto Orioli) – Il
Saggiatore
Per i 150 anni dell’Unità d’Italia
il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, esalta
nel suo “Taccuino” l’Italia di ieri, il
Paese del Risorgimento e della Resistenza, facendo un raffronto con
la situazione attuale priva di valori
e di ideali. Ciò nonostante, la nostra Patria rimane per lui una terra
straordinaria, nata dalla lingua di
Dante e creata dal sogno visionario
di un manipolo di eroi il cui popolo
ha saputo ritrovare il proprio orgoglio nazionale e il completamento
nella lunga corsa ad ostacoli verso
l’euro.
Quando si parla di finanza è inevitabile citare i banchieri e Ciampi
rievoca così la sua esperienza in
Banca d’Italia:
“Ricordo bene quando vennero a
Palazzo Koch, governatore Carli,
nel giorno delle “Considerazioni finali”, i presidenti delle tre Bin
(Banche di interesse nazionale)
che dominavano di fatto il mercato. Francesco Cingano della Comit
e LUCIO RONDELLI del CREDITO
ITALIANO, delle due BIN milanesi,
furono ricevuti prima della prolusione. Li vidi mentre uscivano dall’ascensore privato del governatore. Bastava quell’esercizio del
privilegio a far capire in quanta
considerazione venissero tenuti
quei banchieri di allora”.
Queste belle parole, di per sé
esplicative, non hanno bisogno di
alcun commento; sono il richiamo
di un’epoca formata da persone di
alto profilo che oggi, purtroppo,
non esiste più.
“L’italiano ha fatto l’Italia”.
Ciampi elogia la lingua italiana
nata otto secoli fa e rammenta come in Banca d’Italia fu proprio lui
a rivoluzionare lo stile delle “Considerazioni finali” (nell’espressione bancaria: La messa cantata) introducendo, da fine cultore della
musicalità, un linguaggio secco
ma sincopato ed armonico che
stupì non poco il mondo dell’economia.
Nel suo “Taccuino”, l’Autore dedica un capitalo al “Risorgimento
a piazza Affari” dove evidenzia il
titolo “Bastogi”, uno dei più antichi della Borsa Valori di Milano,
legato al conte Piero Bastogi, banchiere livornese e ministro delle
finanze nel primo governo unitario del 1861 che, grazie all’appoggio dei più importanti banchieri
privati dell’epoca: Domenico Balduino, le Case Bancarie Weil
Weiss, Zaccaria Pisa e Giulio Belinzaghi, raccolse un capitale di
100 milioni di lire per assumere
l’esercizio delle ferrovie meridionali. La concessionaria si costituì
a Torino il 18 settembre 1862 sotto la ragione sociale di “Società
Italiana per le strade ferrate meridionali”, la prima grande azienda
ferroviaria quotata in Borsa. Nel
1871 il capitale fu elevato a 130
milioni e il 23 aprile 1884 stipulate le convenzioni tra Stato e privati per la durata di 60 anni.
L’8 giugno 1885 venne fondata a
Milano la “Società Italiana per le
Strade Ferrate del Mediterraneo”,
secondo la legge 28 aprile 1885 che
approvava il contratto del 23 aprile
1884 fra i Ministri dei Lavori Pubblici, delle Finanze, dell’Agricoltura Industria e Commercio e i Signori
Principe
Marcantonio
Borgese, Conte Giulio Belinzaghi,
Banca Generale, Banca di Torino,
Banco di Sconto e Sete di Torino,
Banca Napoletana, Banca Subalpina e di Milano, per la concessione
dell’esercizio delle strade ferrate
costituenti la rete Mediterranea,
con le condizioni determinate dalla
legge stessa.
Al capitale originario di 135 milioni di lire partecipò la Banca di
Genova, rappresentata dalla Banca
Generale, con la sottoscrizione di
n. 2.700 azioni da L. 500 cadauna
pari a L. 1.350.000. Già dall’anno
1870 la Banca di Genova era proprietaria dei Buoni delle Ferrovie
Meridionali (Processo Verbale del
9/9/1870). Nel Consiglio di Amministrazione del 3 giugno 1879 viene
data conferma “dell’acquisto di 380
azioni al prezzo di Lit.398 cadauna
in monte”.
Il 1°luglio 1885 “il Consigliere
Delegato (Dapples Alfredo) informa il Consiglio di aver dato in deposito alla Banca Nazionale duemila (2000) azioni Ferrovie
Meridionali a lire cinquecento cadauna in garanzia di pagherò”
(Processo verbale 1/7/1885). Durante la seduta del 17 novembre
stesso anno si delibera di vendere al
meglio le azioni Ferrovie Meridionali di proprietà della Banca.
Nel corso del Consiglio di Amministrazione del 22 luglio 1886 viene
letta “una lettera della Banca Subalpina e di Milano la quale dà avviso che col giorno trenta giugno ebbe termine il Sindacato delle
azioni Ferrovie Meridionali e che
13
SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
vennero assegnate alla nostra Banca n.350 (trecentocinquanta) azioni e la nostra partecipazione di utili fu di Lit.11744,78”.
Nel 1905 l’esercizio della rete
Mediterranea fu riceduto allo Stato.
Per quanto concerne la finanza
di oggi, Ciampi deplora “l’esplosione dell’azzardo morale”, l’eccessivo finanziamento dell’economia alla quale Guido Carli vent’anni fa
guardava con preoccupazione per
il timore che “all’arricchimento
illusorio non corrisponde la formazione di capitale produttivo”.
Attualmente, la comunità internazionale riflette sulle conseguenze
per aver troppo tollerato e non sufficientemente contrastato tale fenomeno, sul fatto che in nome di
una malintesa concezione del mercato si fossero sacrificate le ragioni
prioritarie fondamentali del risparmio e dell’investimento, della
produzione e del consumo. “Una
finanza puramente speculativa,
priva di qualsiasi ancoraggio “reale”, sostenuta e gonfiata dall’insaziabilità di guadagno e dalla cupidigia”. Tale situazione ha indotto i
governanti a chiedere più regole in
Europa e negli Stati Uniti, un’azione di supervisione globale su scala
planetaria.
L’Unità d’Italia portò alla “lira”
con l’unione di 7 diverse valute ufficiali ma di almeno 282 tipi di monete metalliche dai nomi più svariati tipo baiocco, fiorino, svanzica
ed altro ancora. Oggi gli italiani
hanno familiarizzato con la nuova
moneta, l’“euro”, che rappresenta
l’Europa e riunisce in sé 17 valute.
Già Einaudi, su finire della 2°
Guerra Mondiale, auspicava la nascita di una moneta unica “battuta”
da una sola zecca o banca centrale,
con impronte diverse per ogni Stato ma con denominazione, peso e
titoli uniformi. A distanza di mezzo
secolo, questo sogno è diventato
realtà.
Ciampi racconta il difficile “percorso” intrapreso per facilitare l’ingresso dell’Italia nell’UEM. Egli ribadisce l’importanza non soltanto
monetario-economica ma anche
politica della creazione dell’euro.
Ciò ha significato l’allontanamento
definitivo dal baratro finanziario
sfiorato nel 1992, pur conscio delle
distanze che separavano l’Italia dai
parametri di Maastricht (un deficit
pari o inferiore al 3% del prodotto
interno lordo; un rapporto debito/Pil inferiore al 60%; un tasso di
inflazione non superiore di 1,5
punti percentuali rispetto a quello
medio dei tre stati membri a più
bassa inflazione; tassi di interesse a
lungo termine non superiori di oltre due punti percentuali rispetto
alla media dei tre stati membri a
più bassa inflazione).
Era necessario, quanto prima,
allineare i tassi italiani a quelli tedeschi (un prestito in marchi costava il 6% contro il 12% pagato in
lire). I risultati di tale allineamento
furono sorprendenti: si arrivò da
600 a 100 punti base di spread per
scendere ancora a 20. Sembrava un
miracolo; quell’indice indicava che
l’Italia di allora era affidabile quanto la Germania. Oggi purtroppo, è
risalito ben oltre quota 100. “Fu,
quello di abbattere lo “spread”,
l’intuizione giusta di cui mi attribuisco il merito”, commenta orgoglioso.
Maastricht imponeva anche di
portare il deficit sotto il 3% del
Pil. Quando divenne ministro, l’obiettivo prioritario di Ciampi era
quello di portare il disavanzo dal
7,4 (1995) al 4,5 del Pil con la riserva di arrivare almeno al 3.5%.
Dopo una prima manovra correttiva da 20.000 miliardi, la “soglia
shock” del 3% venne posticipata
da lui stesso in un secondo momento e, nel giro di un anno, si
arrivò addirittura al 2.7% “una
scelta di un’audacia senza precedenti”, esclama. L’attuazione di
tale strategia fu merito dell’intera
squadra Tesoro-Bilancio: la Ragioneria Generale diretta da Andrea Monorchio e la Direzione Generale del Tesoro condotta da
Mario Draghi.
L’ottimo risultato e la tempistica
con cui venne ottenuto, fu visto però da alcuni partner europei con
scetticismo. Si temeva che fosse effimero, frutto di artifici contabili e
provvedimenti temporanei, fino all’Ecofin di Bruxelles del 2 maggio
1998 quando ufficialmente, l’Italia
entrò nell’euro e, documenti alla
mano, scattò nelle varie sedi europee un’intensa azione di persuasione per dimostrare che i risultati ottenuti poggiavano su basi solide.
Ciampi ricorda ancora l’abbraccio e
le parole di Theo Waigel: “Carlo
non ci ha mai mentito, ha preso
questo impegno e io gli credo”.
Ciampi è stato il “garante indiscusso” della solvibilità dell’Italia. “E
proprio per questo soffro ora, come
uomo delle istituzioni, come italiano, come europeo nel vedere che è
andato tradito l’impegno solenne
che presi in Europa per conto della
Repubblica italiana. Lo spirito solidale di fiducia che si era creato in
Europa verso la nostra nuova cultura della stabilità non meritava
questo tradimento”, commenta
amareggiato.
Oggi più che mai l’economia tiene il mondo col fiato sospeso e lo
scenario internazionale non offre
visioni molto rassicuranti. Oltre al
coordinamento delle politiche economiche, fiscali e di sviluppo, ci si
aspetta una maggiore cooperazione
tra Stati nell’Eurozona. L’obiettivo
finale rimane il miglioramento delle condizioni dei cittadini, l’aumento del reddito e una sua più
equa ripartizione.
“L’importante è”, afferma Ciampi, “che l’Europa degli odi etnici ed
ideologici faccia parte del passato e
che ora tutte le nazioni europee,
un tempo anche a lungo nemiche,
guardino oltre, strette dall’Unione
europea e dalla nuova moneta unica che tutti ci unisce in una prospettiva di pace mai sperimentata
nel vecchio continente. Oggi più
che mai viene avvalorata l’autorevole opinione di Schumpeter secondo cui nell’ordinamento monetario di una società, si rispecchia
tutto ciò che questa vuole, fa, subisce, è”.
Annamaria Capudi
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
All’ombra della Quercia
a cura di Isabella Cattaneo
Libia, nel bene e nel male
Gli attuali eventi libici impongono anche ai più distratti non pochi riflessioni, proprio quelle riflessioni
che tutta Europa, dai capi di stato a sociologi, analisti e
politologi, già da tempo avrebbero dovuto affrontare e,
qualora lo avessero fatto, lo situazione attuale dimostra
non solo le loro errate riflessioni ma, ancor più grave,
il ritardo e l’insicurezza apportatrici di confusione, panico, impreparazione; reazioni dalle quali e da sempre
la Storia ha visto generare un “dopo” irto di errori fatali sfociati in regimi ancora più duri, ma anche lunghe e
sofferte gestazioni da cui nacquero sistemi democratici
promettenti benessere associato a quell’aspirazione, in
certi luoghi del mondo ancora troppo astratta e individualistica, che risponde con il nome di Libertà.
Positivo e negativo, bene e male; dal pensiero greco
ad oggi contrapposti indispensabili e sostenitrici dell’evoluzione universale, dalle manifestazioni della Natura
alle crescite individuali e collettive. La Libia 2011 mi
suggerisce queste riflessioni ricordando le sue contraddizioni sociali e politiche proprio come le colsi in un
avventuroso viaggio negli anni ’90, tempi in cui il turismo individuale in Libia era ancora molto incerto e
proprio per questo assai allettante. Difficoltà e lentezze
burocratiche inerenti a permessi di transito turistico si
protrassero per mesi, durante i quali potemmo programmare al meglio il viaggio, compresa la traduzione
dall’arabo di alcune località che avremmo incrociato
sui cartelli di segnaletica stradale all’interno del Paese,
traduzione affidata a una collega vissuta al Cairo e che
da queste pagine ringrazio ancora.
Bene e Male, come il concetto di Bellezza, sono valutazioni individuali, si esprimono in ognuno di noi in
modi differenti anche dinnanzi a eventi di forte coinvolgimento collettivo, per questo esporrei le mie personali visioni di quel viaggio, ormai lontano, evitando
moraleggianti distinzioni, lasciando a chi mi vorrà leggere il libero arbitrio di girarle e rigirarle a piacere nel
suo personale percorso valutativo, libere da suggestioni esterne dettate specialmente dagli ultimi drammatici eventi.
Mentre il nostro giornale va in stampa la situazione
libica del dopo Gheddafi è ancora fortemente instabile,
priva di uomini nuovi preparati ad affrontare una nascente democrazia ostacolata dal radicalismo dei poteri tribali disseminati nel vasto territorio.
Come sarà la nuova Libia? Il Bene e il Male che si sono contrapposti finora saranno gli stessi?
O forse verranno ribaltati, come già accaduto in seguito alla caduta di altre dittature?
Risposte lasciate alla Storia futura della nuova Libia.
TRIPOLI - Tra nubi di polvere e sabbia mosse dal costante vento di mare non si riesce a distinguere ciò che
è in costruzione da quello che è in rovina, producendo
un cantiere permanente di futuro e passato, e il grappolo di grattacieli, in quella che vorrebbe essere l’emulazione di una occidentalissima Finalcial Distric, non è
sufficiente per allineare la capitale libica tra le metropoli. Una città dal forte carattere nordafricano che le
geometrie ordinate di urbanizzazione nel quartiere italiano, lasciati dalla nostra colonizzazione, non ha potuto neppure scalfire. L’architettura italianeggiante si
sgrana risalendo la collina di Daht, tutt’oggi zona residenziale, uno spaccato di ordine e pulizia che impove-
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Riflessi indaco scivolano al tramonto lungo le dune.
rendosi verso i quartieri più periferici perde velocemente (e sembrerebbe volentieri) quel profilo “impuro” che non le si addice, riappropriandosi orgogliosamente del suo arruffato aspetto esotico.
A Tripoli le ore non scandiscono solo il tempo, come
semafori distribuiscono umanità a ondate sempre più
soffocanti fino a sentirne addosso gli umori carnali della
folla. Nelle tardive ore del pomeriggio gli affollati tavolini dei bar divorano gli ampi spazi delle piazze rilasciando il greve afrore vagamente narcotizzante dei narghilè,
l’ondeggiante movimento dei corpi trasmette uno stordimento in cui si avverte lo strappo dall’occidente, arresi alle seduzioni lente, emotive, di lontane origini di cui
ormai sbiaditi istinti ci rendono consapevoli.
Le prime ore del mattino, orfane di folla, ci accompagnano alla Medina, inseguiti da quel particolare profumo di spezie e mare tipico delle cittadine costiere
africane, il silenzio attardato dell’alba esalta i primi
fruscii delle botteghe, i vicoli si srotolano, svelandosi.
Lame di luce portano in vita nobili facciate e muri
sgretolati, finestre chiuse da tempo e che mai si apriranno al domani. Lungo la sinuosità serpeggiante della Medina la sorpresa è in agguato, sempre, segui un vicolo aspettandoti di sfociare dinnanzi a un hammam e
ti affacci a un cortile affollato di ombre pesanti, super-
bi portoni bronzei lasciano scorgere interni di lussuosa decadenza, odori di passato e nobiltà perdute, luoghi
lasciati dalla Storia perché potessimo meglio ricordare. Ma il sorprendente non si trova nella materia, viene
rivelato dal carattere degli artigiani da cui emerge fiera la dignità.
I mercanti libici anni ’90 non assomigliano a quelli
tunisini, marocchini, ed egiziani, dai quali li distingue,
nobilitandoli, il piacere di mostrare con timida ritrosia
fatture semplici, manufatti antichi offerti con orgoglio
da mani forti e agili, immuni da atteggiamenti piagnucolosi di accattonaggio o snervanti insistenze. Una dignità genetica, o compiacimento nazionalistico imposto durante la lunga dittatura? Il libretto verde redatto
da Gheddafi ci fornirà in parte la risposta.
Questa libertà lasciata al viaggiatore di curiosare,
chiedere, toccare o solamente ammirare e lodare svincolati dall’assillo di sfuggire a invadenti offerte o dallo
sfinimento della contrattazione invita a una rilassante
esplorazione, maggiormente disposti alla conoscenza
delle origini di ciò che viene porto con grazia. Arti e
mestieri dimenticati dal consumismo occidentale del
prodotto finito rivivono in una lavorazione visibile fin
dai primi vagiti, orgogliosamente mostrata, raggiungendo in alcuni un’affezione alla loro creatività che
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Interno di una casa a Ghadames. Le decorazioni, affidate esclusivamente alle donne, sorprendono per creatività e smaglianti cromatismi.
ostacola la necessità di vendita. Da botteghe minuscole
e cupe si srotolano nell’aria e nella luce stoffe smaglianti come farfalle liberate dal bozzolo scuro.
Dalla Medina si esce come da un labirinto incantato
lasciando a malincuore colori, odori, merci, spezie,
frutta, sgabelli, narghilè, chiacchiere e preghiere.
Anche il lungomare ha carattere contrapposto, a
tratti ampio e generoso di giardini e fontane invita all’incontro, all’ozio, alla contemplazione, poi improvvisamente consapevole dell’esigenza di velocizzazione,
chiude al passeggio e alla vista mare imponendo sottopassi e corsie di grande scorrimento. In un ampio spazio a est lo spaccato di una condotta è divenuto il monumento all’orgoglio di Gheddafi, fu il suo fiore
all’occhiello; l’acquedotto (costruito da tecnici italiani)
ha portato dalle falde acquifere del deserto l’acqua necessaria per tutta la costa.
Tripoli, bel suol d’amore, l’enfatismo della canzonetta si accascia tra fermenti edilizi, imprese bibliche,
traccie di eleganza coloniale, trascuratezza, rocciosi
nazionalismi e sotterranee malinconie.
UOMINI E DONNE - Distinzione sessuale il cui concetto di umanità attribuito dal pensiero occidentale
non viene totalmente condiviso nei Paesi di religione
musulmana. Ciò è maggiormente avvertibile quando,
seppur per un breve periodo, ci si immerge nella loro
socialità, condividendo tempi, luoghi, passatempi,
pubblico e privato. L’umanità intesa dalla nostra visuale respira, dialoga, si confronta, concepisce univocamente i diritti di ambedue i sessi, o almeno ci prova,
e quando fallisce la punizione non è un arbitrio. Non
poche volte, durante il soggiorno libico, ho visualizzato l’uomo sempre sull’onda lunga del privilegio, la
donna insabbiata nella risacca, un paragone figurativo
che vorrebbe esemplificare la situazione femminile
ma mi accorgo che è impropriamente ridotto a comoda allegoria. Ci riferiscono che Gheddafi ha rimosso
molti privilegi maschili, tuttavia dal libretto verde asseriva che il lavoro al di fuori dalle attività domestiche
è un affronto alla bellezza e alla fragilità femminile.
Eppure qualcosa si muove, cambiamenti appena avvertibili ma concreti; le donne libiche si affacciano in
alcuni ristoranti attorno al quartiere finanziario tripolino, sede di realtà competitive in cui le donne hanno
conquistato posti di responsabilità, come nelle Poste,
Banche, e Agenzie di viaggio, mentre piazze, bar e luoghi di ritrovo sono ancora prevalentemente dominio
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maschile; nelle vie “a sesso unico” ondeggia una folla
di immacolati kaftani indossati dai Mohammed,
Moammar, Mustafà., che si chiamano, gesticolano, si
abbracciano e baciano, pigreggiano, ottenebrati dalla
straniante musica araba, davanti a bicchierini di tè
dolciastro che si svuotano e riempiono in continuazione, totalmente indifferenti all’assenza femminile.
Sembra che la donna si sia trasferita dalle mura domestiche ai luoghi lavorativi senza transitare all’esterno, dove le sono sconsigliati spazi ricreativi, distrazione, ozio; manifestazioni comportamentali tanto utili
all’equilibrio di vita e di coppia. I tempi “persi”, per
ora tutti maschili, diventano pericolosamente troppo
lunghi, rischiando di imprigionare in quelle zone di
stallo le rimanenti pulsioni creative dell’uomo, debilitandole.
OASI E DESERTO - I seicento chilometri che separano le rovine archeologiche color ocra di Sabratha da
Ghadames sono una lenta evoluzione del deserto; sassoso, di aggressiva asprezza all’inizio si muta via via,
addolcendosi in lingue di sabbia che attraversano (pericolosamente) l’asfalto, disperdendosi poi nel vento mite. Poche oasi, minuscole e raccolte come presepi, si
sgranano ai lati del lungo nastro asfaltato come fiori
coraggiosi su di un albero spoglio. Ma il fiore più appariscente e profumato è Ghadames, protetta dalle prime
soffici dune di sabbia il cui profumo stupisce perché
l’uomo “civilizzato”, disavvezzo a quel particolare aro-
La costa nei pressi di Sabratha.
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ma delicato e fragrante, ne viene rapito a tal punto da
ricercarlo costantemente per l’intera giornata come il
sapore di una primizia. Al profumo della sabbia si accompagna la pungente fragranza dei giardini, degli orti, delle acque sorgive, dei muri a secco cotti dal sole e
dal pane cotto nella sabbia, sempre lei, anima palpitante dell’oasi in cui si spengono i pochi rumori dell’abitato, il cui lindore si contrappone alla trasandatezza delle città costiere. Ghadames, l’oasi più vasta e
appariscente del deserto libico, vive rigogliosa in un
tripudio di acque, consapevole di enfatizzare con la sua
lussureggiante vegetazione il contrasto stimolante con
l’infinitezza spoglia del deserto. Su questa linea di confine che divide due eccessi galleggiano come miraggi i
laghi di Mujazin, dalla freschezza alpina, acque scure e
profonde che rinfrescano corpo e mente, l’inaspettato
benessere ci accompagna fino a sera. Il tramonto nel
deserto non gronda colori, la dolcezza liquida del cielo
sfiora la sabbia; sfumature soffici, delicate dilagano come una vivificante tregua seguita all’accecante aggressività diurna.
Ghadames è storicamente un porto franco, indipendente, fiera, un’”isola” anarchica su cui la Storia ha
sempre chiuso un occhio, uno dei tanti limbi africani
dove si andava a sgranchirsi la coscienza, i traffici più
illeciti diventavano più che leciti, nelle merci di scambio la vendita di schiavi è stata predominante per secoli, resistendo a leggi e intimidazioni della nascente civilizzazione europea.
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Lo spaccato di una condotta divenne il monumento all’orgoglio di Gheddafi, fu il suo fiore all’occhiello, l’acquedotto ha portato dalle falde acquifere del deserto l’acqua necessaria per tutta la costa.
Ghadames è stata l’ultimo baluardo della resistenza, di qualsiasi resistenza, da quella della proibizione
del mercato degli schiavi, a quella dell’occupazione
italiana del 1924. E ancora adesso resiste, un po’ imbronciata all’occupazione turistica. Ghadames è come una bella donna; morbida, sensuale, astutamente
provocante, inflessibile nel voler condurre giochi e
regole.
LUNGO LA COSTA - Le strade costiere, dritte come
righelli, separano due orizzonti; il mare fronteggia il
deserto, i due giganti del pianeta si sfiniscono su di una
costa che unisce cinque nazioni. Una costa dura, estranea a distrazioni balneari, prevalentemente sciatta, urbanisticamente disordinata, dove il vento corre libero
sollevando sabbia, cartacce, bottiglie di Coca Cola, e
sacchetti di plastica che ghermiscono i cespugli aridi
come un’eterna fioritura. Una trascuratezza verso la
proprietà comune che impone dei dubbi; i libici hanno
raggiunto un concetto esistenziale talmente elevato
che li fa attraversare la vita con la noncuranza che accompagna un veloce passaggio, oppure tale negligenza
è l’indifferente atteggiamento dei poveri che antepongono le necessità, o peggio, le recenti futilità dell’im-
posto consumismo all’esigenza di una piacevolezza visiva, nutrimento dello spirito quanto quella materiale
lo è del corpo? Una domanda che cerca risposte non
esclusivamente in terra libica.
Lungo la costa non si fronteggiano solo mare e deserto, giovani e vecchi sembra vivano separatamente i
due anteposti. I giovani, in gruppi o da soli, guardano
verso il mare, come gabbiani in attesa del volo, un volo
vissuto nella mente, prepotentemente desiderato, perché in fondo la libertà è un volo. Al contrario i vecchi
sembrano indifferenti al mare e ai voli, siedono nei bar
o accovacciati attorno all’immancabile ribollente fornellino per il tè, estranei a rabbia e pulsioni libertarie,
negli occhi difficilmente si distingue l’indifferenza dalla serenità, ma quando guardano il deserto le chiacchiere si spengono, cercano nel silenzio qualcosa di antico, forse la fierezza delle tribù, forse la Storia, forse la
memoria, o forse è solo lo smarrimento del loro crepuscolo. Il lento rituale del tè accomuna giovani e vecchi,
una lentezza ossequiosa al trascorrere del tempo, le ore
si consumano come ceri, i libici non vivono la pigrizia
come una colpa, la sorseggiano lentamente contemplandola, con solennità e rispetto, come parte integrante della vita musulmana.
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Ma la costa, per chi vuole vedere oltre la propensione ad associare la primitività con la trascuratezza, offre
anche la grazia dei giardini che, coraggiosi e teneri,
sembrano gli unici in questo clima ozioso a voler essere all’altezza del loro compito, una volontà di crescere
in mezzo alla sabbia, al vento, all’indolenza che invoglia a complimentarsi con essi.
FRONTIERE - Le frontiere libiche degli anni novanta erano (e ancor più, temo, lo siano adesso) un nutrimento ghiotto per lo spirito dell’avventuriero, si arriva, ma non si sa quando e in che modo si passerà
dall’altra parte. A Bengardane, ultimo villaggio tunisino, in un capannone tra pezzi di ricambio d’auto, copertoni e polvere, un gigantesco “cassiere” stratificato
da macchie d’olio e altro, maneggia pingui rotoli di
dollari e dinari libici al cambio nero; a quello ufficiale
la Libia risulterebbe più costosa di Venezia.
In frontiera libica, le ore si sgranano tra snervanti attese, controlli, sovrapposizione di targa locale sull’auto, migrazioni da un ufficio all’altro sotto il sole cocente, e per ultimo si può rischiare anche la galera, come
accaduto alla sottoscritta, la quale come sempre (mea
culpa) disattenta ai divieti segnalati alle frontiere, si accingeva a fotografare una variopinta targa locale. Venni
sollevata di peso da un poliziotto in borghese e trascinata senza neppure il tempo di lanciare l’ultimo saluto
del condannato all’ignaro marito che poco lontano mi
aspettava in auto. La corvè da un ufficio di polizia all’altro mi riporta alla trafila del Cristo prima di incontrare Pilato; alcuni poliziotti pingui, demotivati, stancamente permissivi o solamente galanti, avrebbero
chiuso più di un occhio, ma sfortunatamente anch’io
incontro un Caifa. Il “processo” brucia metà mattina e
tutto il pomeriggio, tra convenzionali cortesie, sospetti e larvate minacce. Stanca, spaventata, e a tratti assalita da incauti furori, fatico a tener testa all’inglese
fluenty del Caifa libico, il cui sorriso immobile e irreale non riesce a sdrammatizzare la severità degli occhi,
nei quali dardeggia tutta l’atavica diffidenza nei confronti degli ex colonizzatori. È sera ormai, quando finalmente i sospetti si arrendono all’evidenza, l’imprudente italiana non è una sovversiva né una giornalista
eccessivamente ficcanaso, ma solamente una bancaria
in vacanza, forse un po’ troppo smaniosa di vedere e capire ma sostanzialmente innocua, per cui veniamo a un
compromesso, il rullino delle foto verrà distrutto ma
mi verrà restituita la macchina fotografica. Caifa pare
convinto di avermi favorito, in realtà tenevo più alle foto scattate a Tripoli che alla compatta, dal momento
che in auto avevo lasciato la reflex a cui tenevo molto,
e nella quale, fortunatamente, erano rimaste alcune foto della città.
All’uscita, per la prima volta in vita mia, percepisco
l’inebriante sapore della libertà quando, seppure per
breve tempo, si è rischiato di perderla, a quella scono-
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sciuta felicità si aggiunge la piacevole frescura delle ore
serotine e il rassicurante sorriso del marito, che mai
aveva dubitato di potere, ancora una volta, riportare a
casa la sua mina vagante.
IL LIBRO VERDE - Il Libro Verde è la Costituzione
libica, scritta da un unico Padre costituente, Moammar
Gheddafi. Le centosettanta pagine del libretto non riportano solamente leggi e convinzioni nazionalistiche
ma comportamenti umani e sociali fortemente “consigliati” dal defunto Rais. Per ragioni di spazio riporterò
solo alcuni passaggi maggiormente esplicativi del pensiero del dittatore.
Democrazia: I congressi popolari sono l’unico
mezzo per attuare la democrazia popolare. Qualunque altro sistema di governo diverso da questo metodo è da considerarsi sistema di governo antidemocratico (...) le differenze ed i contrasti tra i sistemi che
pretendono d’essere democratici non sono che la prova che non sono democratici.
Il partito: Il partito è la dittatura contemporanea.
Esso è lo statuto del potere moderno, dato che il Partito è il dominio della parte sul tutto, ed è l’ultimo
strumento della dittatura fino a oggi. E dato che il
partito non è un individuo, esso crea una democrazia
fittizia con ciò che istituisce di assemblee e comitati,
e alla propaganda che esplica tramite i suoi membri.
Il referendum: Il referendum è un inganno della
democrazia. Coloro che dicono “sì” e quelli che dicono “no” non esprimono in realtà la loro volontà, ma
sono imbavagliati dal concetto obbligato della democrazia moderna e non è loro permesso di proferire se
non una sola parola “sì” o “no”.
La donna: Quando i nidi d’infanzia prendono il posto della madre è il prodromo della rinuncia alla società umana, trasformandola in società biologica e in
vita artificiale, gli asili sono in realtà recinti di sagginamento del pollame (...) La donna è femmina e
nient’altro, significa ch’è di natura biologica diversa
da quella dell’uomo, in quanto maschio(...) istruirla
secondo un programma che la conduce, secondo il
suo disegno, a svolgere un lavoro ostico alla sua natura, è pure un torto e una crudeltà (...) tutte le società guardano oggi alla donna come merce e basta,
l’Oriente la guarda come suppellettile suscettibile di
compravendita, l’Occidente la guarda come se non
fosse femmina(...) se la donna intraprende il lavoro
dell’uomo, deve trasformarsi in uomo, abbandonando il suo ruolo e la sua bellezza.
L’istruzione: l’istruzione obbligatoria di cui vanno
fiere tutte le nazioni del mondo, riuscendo ad imporla alla loro gioventù, è uno dei metodi repressivi della libertà, è un indirizzo obbligatorio delle scelte dell’uomo (...) obbligare l’uomo ad apprendere secondo
un dato programma è un atto dittatoriale.
...e via di questo passo...
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ARCHEOLOGIA - Sabratha, Leptis Magna, Cirene,
Tolemaide, Apollonia. L’insostenibile lontananza del
tempo che le rovine solitamente rilasciano si avverte
con meno intensità nelle aree archeologiche libiche. La
sabbia protesse, conservandola per secoli, la loro spettacolarità architettonica, le statue emersero dal passato
come spettri dalle dune, ombre bianche nel cielo libico
si ergevano dolenti piangendo la gloria ai loro piedi, sepolta, ignorata. Negli anni novanta lungo le coste libiche le città di Roma imperiale respiravano ancora il loro passato. Questa illusione atemporale era dovuta a
molteplici cause, tra queste, l’assenza del turismo di
massa lasciava fluire silenzi vibranti che, come un filo
della memoria, tracciavano un percorso a ritroso nel
tempo. Una passeggiata di inconsapevole naturalezza
che a ogni passo ci ricorda da dove veniamo facendoci
dimenticare dove stiamo andando. All’ombra dei colonnati della monumentale Sabratha, rossi come un perenne tramonto, sentivo dilagare nell’aria la fremente autodifesa di Apuleio che ammutolì i suoi giudici con
l’Apologia, in seguito giunta fino a noi come sinonimo
di difesa esaltatoria di sé o di qualcuno. Cirene, sorprende come un altare pagano proteso sul mare, limpida e sommessa, miscela misticismo afroasiatico con la
razionalità romana, tuttora sostenuta dalle leggende e
dalla poesia di Pindaro che ne crearono la fama e il fascino metafisico. E giungiamo finalmente a Leptis Magna, fortemente voluta e concepita dall’imperatore
Adriano. Entrando nell’immensa area archeologica è un
po’ come ritrovarsi nella casa di un vecchio amico, del
quale conoscendone i gusti e lo stile nulla ti può stupire. Adriano l’esteta, il raffinato, colto, sensibile imperatore, più pensatore che uomo di avide conquiste, la cui
complessa personalità emerge nitida dall’elegante prosa
di Marguerite Yourcernar permettendoci di frequentarlo in questa visita come ospite compiaciuto di stupire.
Adriano amava la grandeur, che prima dei francesi contemporanei è stata per secoli un privilegio di quella Roma protagonista nel Mediterraneo, e l’imperatore ne fu
uno dei più raffinati interpreti, non cedendo mai al ricatto del plateale privo di stile, per cui, mentre rasento
e sfioro quei marmi sono già consapevole di una meticolosa ricercatezza. La felice posizione del sito, scelta
con esemplare competenza, esalta l’impeccabile equilibrio armonico; oltre le quinte marmoree del teatro spumeggia il mare che, possente e vivo, muove le rovine come una nave scivola lenta dal Presente al Passato, e
allora ogni cosa rivive nell’ondeggiante illusione. Occhi
allucinati dardeggiano dalle teste mozzate delle meduse
le cui bocche spalancate urlano furenti, una folla decapitata di nereidi ci assale aggressiva; a quella collera collettiva troviamo rifugio nell’ampio piazzale del mercato, dove troneggia, in un unico blocco di marmo
scolpito, il bancone del pesce, prezioso come un altare
del Rinascimento. Leptis si svela lentamente in questo
crescendo di sontuosità architettoniche, ma per ritrovare Adriano occorre lasciarsi accompagnare dai fragili silenzi appena scalfiti dal vento, consapevoli, che tra non
molto, quando il prezioso percorso adrianeo brulicherà
di Nike, Nikon e “signori per di qua”, Adriano sarà ormai lontano, una figura impallidita nel suo passato imperiale, mentre noi, nel nostro Presente vociante tra le
rovine mute, non ci rimarrà che ricordare la sua struggente poesia che lo accompagnò negli ultimi istanti di
vita. “ Piccola anima smarrita e soave, compagna e
ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le coste che certamente non vedremo
più...cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti...
Invito de «La Quercia nuova»
ai suoi lettori
Il «Vostro» giornale non deve essere soltanto
un punto di partenza di notizie e di informazioni, ma anche l’obiettivo delle vostre critiche, riflessioni, proposte e, perché no, anche una palestra delle vostre proteste.
testo e foto di Isabella Cattaneo
ti sei ricordato
di rinnovare
la tua
iscrizione
all’Unione
?
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IMPRESSIONI DI VIAGGIO
Le bellezze nascoste
Il viaggiatore che volesse allontanarsi per poche ore dalla mondanità di Taormina potrebbe scendere
verso il mare e costeggiare la costa
ionica fino all’abitato di Santa Teresa di Riva. Ivi giunto, nella parte
meridionale di uno splendido lungomare, una strada in direzione del
borgo di Contura lo immetterà nella valle del fiume Agrò. Una valle
verde, non ancora molto atropizzata, con il letto di un fiume che d’estate è in secca ma che d’inverno si
carica dell’acqua dei Peloritani. In
fondo alla valle su una piccola altura, nascosto ma non tanto, un
gioiello dell’architettura, la chiesa
dei santi Pietro e Paolo.
In un silenzio surreale, rotto dal
gorgheggio degli uccelli, la chiesa
stupisce per i suoi colori: mattoni
rossi alternati al nero della pietra
lavica, al giallo dell’arenaria, al
bianco e grigio del calcare. È il decorativismo bizantino che invoca, a
gloria di Dio, la gioia dei colori. La
parte absidale, rivolta verso la valle,
s’innalza alta e slanciata come nelle migliori tradizioni gotiche e dalla parte opposta, dall’ingresso, un
arco sovrasta il portale maggiore
delll’esonartece recando la scritta,
in greco, dell’anno della costruzione, del commissionario il catagumeno Teostericto e del Capo delle
maestranze Girardo il franco.
La chiesa, costruita nella prima
metà del XII secolo, su una chiesa
basiliana preesistente al dominio
arabo, fu danneggiata da un terremoto nel 1169 e consacrata dall’abate Gerasimo nel 1178. È il periodo epico dei normanni che, scesi
nel meridione d’Italia su sollecitazione del papa per controbilanciare
il dominio degli svevi, ricristianizzarono l’isola dominata dagli arabi.
Il re Ruggero II fa incorporare al
monastero il villaggio di Agrilla e la
giurisdizione dei monaci si estenderà dallo Jonio fino al Tirreno (villaggio di Oliveri).
L’interno della chiesa, come molte altre chiese siciliane dello stesso
periodo, documenta nella parte centrale l’impianto basiliano bizantino,
la parte absidale gotica ma anche le
influenze arabe con gli archetti che
collegano le parti sovrastate dalle
cupole con la massa basilicale.
Ben quattro stili si fondono in
questo monumento ma tutti armoniosamente, goduria per gli occhi e
per chi ama ciò che di bello l’uomo
ha saputo fare.
Francesco Barraco - Palermo
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LA PALESTRA DEI PENSIERI
Ci siamo stufati!
Mattina di una giornata qualunque. La radio dissolve le ultime, sfilacciate sonnolenze della
notte. Mi sveglia del tutto una
frase irata, colta al volo durante
una di quelle interviste di strada.
Commenti a caldo, dove emerge
rabbioso l’umore del popolo, e in
questi tempi gli umori serpeggiano sotto pelle, impazienti di
unirsi al vociante dissenso degli
altri.
Ci siamo stufati! - La voce roca,
esasperata, mi arriva ai sensi, al
cuore e infine al cervello che la
rimbalza nei pensieri, i quali non
se la lasciano scappare, traducendo nella nostra palestra le insofferenze più vicine alla ribellione
delle piazze. Qualunquismo? E
qualunquismo sia!
Ci siamo stufati di affrontare in
molti i sacrifici causati dai pochi
che li hanno imposti.
Ci siamo stufati di non tenere
più il conto di manovre, manovrine, condoni, revisione del sistema fiscale che revisiona sempre
gli stessi.
Ci siamo stufati di caste, auto
blu, stipendi dei parlamentari che
non scendono mentre quelli dei
comuni mortali non salgono.
*
Ci siamo stufati di sentirci in
colpa per gioire del rialzo dei tassi di interesse dei titoli di Stato
causato da questo benedetto debito pubblico indebitato fin dai
tempi dell’unità d’Italia.
Ci siamo stufati delle tonanti
previsioni degli economisti immancabilmente errate, dei finanzieri che giocano con i banchieri,
i quali ora sembra non abbiano
più tanta voglia di giocare.
Ci siamo stufati di pensare che
era meglio metterli sotto il materasso.
Ci siamo stufati di cedere alla
nostalgia della nostra liretta e subito dopo rinnegare inopportune
nostalgie.
Ci siamo stufati di sospettare
che forse la Gran Bretagna ha fatto bene a starsene alla finestra a
vedere l’euro annaspare oltre la
Manica.
Ci siamo stufati del rating e dei
tre porcellini americani Moody’s,
Fitch, Standard & Poor’s che favoriscono la speculazione alla
faccia di Ezechiele Lupo declassato a A+.
Ci siamo stufati di pensare
troppo, o troppo poco, di voler ca-
Ringraziamo i numerosi Lettori che con
le loro spontanee offerte ci incoraggiano
a proseguire la nostra modesta fatica e
ci aiutano a sostenere le spese, in continuo aumento, per la stampa e la spedizione del periodico.
pire e non capire, ci siamo stufati
di quelli che ci confondono le
idee ben sapendo che anche le loro sono poche ma confuse.
Ci siamo stufati di assistere
impotenti in poltrona agli infantili teatrini televisivi dei politici e
dei loro: Io non l’ho interrotta,
adesso lasci parlare me, ecc...
Ci siamo stufati della maggioranza che non sa più se è ancora
in maggioranza e dell’opposizione che guarda all’Aventino come
luogo di villeggiatura.
Ci siamo stufati di vedere Sarkozy e la Merkell sempre più abbracciati e sempre più lontani da
noi.
Ci siamo stufati dei dubbi cattocomunisti, dei precari equilibri
dei demoliberali e dei centristi,
dei nazionalisti sottotono e dei
secessionisti sovratono, di chi
scende in campo e di chi vorrebbe
scendere ma non vuole sporcarsi
le scarpe, di chi vuol salire al Colle e di chi ci vuol restare
E dopo trenta righe mi sento
inutilmente stufata perché coloro
che possono e dovrebbero cambiare non si stufano mai di sentirselo ripetere.
Isabella Cattaneo
I verbali originali dei Gruppi regionali recano la firma del Presidente e
del Segretario delle riunioni.
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I NOSTRI POETI
Omaggio all’Istria
Le poesie di Giuseppe Turcinovich, (due delle quali riportate in
questo numero), rilasciano, oltre la
raffinata delicatezza dei versi, la
sottile, struggente nostalgia verso
una Terra, la cui tragedia non dovremmo mai dimenticare ma che,
invece, dal dopo guerra in poi, non
ha mai avuto la rivisitazione storica
e letteraria che la drammaticità degli eventi imponeva.
Nel corsivo antepongo parte della lettera di accompagnamento,
perchè, alla Poesia, Giuseppe intercala una prosa altrettanto intensa
di sentimento e di emotività che il
suo stile sa ben interpretare.
(...) in questi giorni, in un remoto
angolo, sfuggito di mano da tanto
tempo, fra scritti vari, “cartastraccia” e ritagli di giornali, ho ritrovato alcune riflessioni, buttate giù di
fretta per non perdere il filo, che riguardano la mia terra d’origine ed i
miei sentimenti nei confronti di essa. (...) Il ritrovamento mi ha provocato tenerezza e nostalgia: infatti
non posseggo né la vena poetica, il
rigore metrico, né tanto meno la
propensione a cedimenti decadentisti di sorta, ma a volte, lo “status”
dell’animo prorompe, orchestrando
ritmi inconsueti ed incontenibili. Se
troverà spazio e vorrà, potrà pubblicarle, forse troveranno un lettore o
forse nemmeno quello.
Per la verità solo ora mi rendo
conto di aver già fatto comunque
qualcosa per rendere testimonianza d’affetto alla mia piccola terra
avita: l’Istria di un tempo...di tutti i
tempi (nonostante l’incalzare della
cementificazione e di ogni altra
frenetica iniziativa per favorire il
turismo di massa, ovviamente a
tutto danno dell’ambiente) e ciò è
quanto mi basta. (...)
Caro Giuseppe sono certa che le
tue poesie troveranno più di un let-
tore e mi piace pensare che saranno
particolarmente apprezzate dagli
istriani e da coloro che hanno vissuto o vivono vicino a quella bella
terra ormai non più italiana.
Istria
Ho passato tra le mani
L’albero di famiglia
Ed ho vissuto più di duecent’anni
Della mia gente contadina.
Ho salutato Giovanni e Martino
e Barbara ed Agnese
E tutti così lontani col tempo
Ma vicini nell’orgoglio
di aver vissuto
Una terra avara.
Eppure quelle ciotole di campo
Racchiuse fra abbacinanti
muretti di sasso
E rovi spinosi di verde cupo
Han dato i loro frutti!
Non una fonte od un ruscello
Fra tante pietre
Riarse.
Solo qua e là qualche ristagno
d’acqua piovana
Per spegnere la sete
agli ossuti armenti
Qualche pecora
Una giumenta forse
Un manzo per condividere
La fatica dell’aratro.
La stessa fatica
Dello stelo dell’orzo o del grano
Per farsi strada tra quelle zolle
rubigne cementate dal sole
Con tenacia.
La stessa tenacia
Con cui mi aggrappo
Alla Tua storia
Per ritrovarmi ogni giorno
in me stesso.
Giuseppe Turcinovich - Cremona
Ritorno da Postumia
Perché la bora
ti trafigge da parte a parte
scarnificandoti
con il suo bisturi di gelo
arrogante s’infiltra
tra compiacenti sconnesse fessure
di provati infissi
vetusti
e ti sospinge muto
nell’angolo remoto
della spoglia fredda
INDIRIZZI
E NUMERI DI TELEFONO UTILI
SULLA PIAZZA DI MILANO
Unione Pensionati
Segreteria Nazionale
Viale Liguria, 26 - 20143 Milano
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Giornale la Quercia Nuova
Comitato di Redazione
Cattaneo Isabella
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Colombo Guido
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Cerrato Giustino
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24
SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
indifferente
stanza d’attesa
della stazione di Divaccia
fra altri ospiti
silenti
intormentiti
fugace illusione ancestrale
di lucrare
dall’alitare insieme
una stilla di calore
ed aspettare
che il treno per Pola
riprenda il suo tortuoso
arrancare
per l’Istria
prima di riguadagnare
il Mare.
Giuseppe Turcinovich - Cremona
Domenica
Oggi il tempo ha fermato la sua clessidra
e abbiam chiuso la porta all’affannoso cammino;
i nostri occhi si empiono di biciclette colorate
che vanno via come lente frecce scagliate dalla gioia;
le divise azzurre e i fazzoletti al collo dei ragazzi
attirano l’attenzione dei passanti mentre l’acerba grazia
femminile traspare maliziosa dagli austeri colori.
Davanti alle chiese gli spiriti ritemprati trovano
il tempo d’incontrarsi e conversare…
così come san fare…
Le ragazze eleganti con gonne strette e calze nere
…fan brevi apparizioni…
perchè sono uscite tardi, dopo lunghe vestizioni…
…e prepararsi bene e truccarsi senza mai stancarsi…
è domenica!
Financo agli ammalati arriva una timida speranza
vi giunge con uno spicchio di sole nelle stanze.
Oggi si ragiona meglio
si osserva la strada diritta con gli alberi fronzuti…
ed anche, mai visti prima, tanti balconi infiorati.
È un dolce e comprensivo disquisire
senza ostilità senza conflitti… fino all’imbrunire.
Ma il tempo ci invidia ed ecco pronta la clessidra
e si presenta il domani, incerto e nebuloso
il domani… quando non vedremo niente…
solo le montagne e l’orizzonte della nostra mente.
Alfio Catania - Messina
La Redazione
vi augura
Buon Natale
e felice 2012
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
INDIRIZZI UFFICIALI DI POSTA ELETTRONICA DEI GRUPPI TERRITORIALI
I dati sono aggiornati a dicembre 2009 e comprendono alcuni indirizzi personali autorizzati
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
I NOSTRI LUTTI
Affatati Anita - Trieste
Agnolini Ved. Spadoni Chiarina - Verona
Alfonsi Giuseppe - Roma
Aloi Candido - Roma
Bacchelli Ved. Pecorella Annamaria - Palermo
Bacci Renato - Firenze
Badi Ved. Colna Maria Orsola Emilia - Milano
Baffigi Ved. Soldani Maria - Genova
Belli Annita - Roma
Benigni Renato - Livorno
Bertotti Ines - Milano
Betti Mario - Cantu’
Binetti Michelangelo - Roma
Blancato Ved. Aiello Renata - Milano
Boccalatte Ved. Alessio Celestina - Alessandria
Boglich Ved. Vio Elisa - Forli’
Bordoni Baccio - Firenze
Bottalico Ved.Cesario Anna - Bari
Bottini Giancarlo - Roma
Bovitutti Ved. Massara Dosolina - Milano
Broccadoro Fausto - Asti
Bucolo Roberto - San Remo
Buzzi Maria - Gallarate
Cambiaso Luigi - Vercelli
Cappelletti Antonio - Saronno
Caradonna Domenico - Roma
Carbone Ved. Rapisarda Antonietta - Catania
Casucci Ved. Virgilio Anna - Bari
Cingolani Nicola - San Donato
Cipolla Domenico - Como
Cividin Renato - Brescia
Clivio Romano - Busto A.
Confalonieri Ved. Witzel Emma - Milano
Contri Maria Coppotelli Luciano - Roma
Cristina Giancarlo - Novara
Dalmazzo Giovanni - Almese (To)
Dapelo Marisa - Genova
De Martini Federico - Vittuone
De Micheli Ved. Rosso Marcella - Genova
De Simone Bruno - Roma
Di Berto Vincenza - Roma
Di Giovanni Ved.Cantore Iole - Pescara
Di Perna Ved. Uccella Vincenza - Napoli
Falco Ved. Macario Lucia - Torino
Falco Ved. Serrao Marianna - Napoli
Fambrini Sergio - Forte Dei Marmi
Fantinato Ved. Panella Jolanda - Pavia
Faragona Guglielmo - Milano
Felisio Annunciata - Milano
Fiore Ved. Mannerucci Teresa - Milano
17-07-11
10-07-11
22-05-11
28-06-11
24-06-11
16-08-11
28-06-11
03-08-11
05-05-11
16-08-11
19-04-11
29-07-11
12-05-11
16-04-11
28-06-11
16-07-11
02-05-11
28-04-11
26-04-11
26-05-11
16-07-11
08-06-11
30-08-11
23-06-11
24-08-11
11-07-11
02-08-11
02-09-11
03-09-11
03-05-11
26-06-11
12-05-11
20-04-11
11-08-11
17-06-11
19-04-11
03-09-11
28-08-11
27-05-11
17-06-11
20-06-11
20-04-11
14-09-11
26-07-11
22-07-11
18-05-11
02-09-11
09-03-11
02-09-11
23-05-11
08-09-11
Fontanini Ved. Sanfelici Manon - Viareggio
Franzosi Ved. Albera Adele - Tortona
Fraschetti Lorenzo - Firenze
Frigerio Adriano - Lecco
Fusco Biagio - Bari
Gadaleta Roberto - Mlano
Gallo Ved. Zunino Maria Giuseppina - Savona
Garone Pietro - Milano
Giubilei Amedeo - Milano
Gozzi Marcella - Milano
Gregori Luciano - Modena
Impalmi Eros - Vicenza
Lai Giuseppe - Roma
Lazzerini Pietro Leonida - Milano
Lesca Mario - Vercelli
Levi Ved. Minacapelli Anna Maria - Milano
Lifonti Liliana - Gessate
Luzi Ettore - Roma
Malaguti Ved. Menzione Gemma - Milano
Mannucci Ved. Rossi Emma - Milano
Marras Franco - Verona
Meni Ved. Verzegnassi Emma - Milano
Mure Giuseppe - Milano
Negri Giuseppe - Seregno
Neri Ved. Emaldi Paolina - Lugo
Nicola Ved. Diana Carla - Iglesias
Nodi Stefano - Milano
Ongaro Giampietro - Milano
Palazzo Ved. Pallucca Fiorella - Ancona
Pallanza Luigi - Vigevano
Panina Eugenio - Milano
Parini Angela Maria - Milano
Parsi Aldo - Pisa
Paterniti Salvatore - Gorizia
Patrito Ved. Feir Caterina - Pont Canavese
Pellegrino Ines - Catanzaro
Peroni Fausto - Roma
Perrone Ved. Moraglia Francesca - Sassari
Piantanida Ved. Baffico Germana - Brescia
Picasso Fioravante - Padova
Pilia Giuseppe - Iglesias
Pintus Giovanni Battista - Roma
Pitini Francesco - Palermo
Pizzamiglio Luciana - Milano
Poletti Armando - Asti
Poma Giovanni - Milano
Porta Ved. Scurati Rosa - Milano
Ramazzotti Clelia - Milano
Ravarino Lorenzo - Milano
Romani Carlo - Genova
Rossotto Ved. Canali Giuseppina - Torino
23-02-11
02-05-11
23-05-11
07-07-11
24-04-11
29-05-11
21-05-11
02-08-11
21-04-11
06-07-11
25-06-11
30-08-11
25-04-11
10-08-11
13-06-11
11-05-11
07-09-11
19-05-11
02-05-11
11-08-11
15-09-11
17-08-11
04-05-11
12-06-11
14-04-11
03-05-11
06-06-11
18-08-11
10-09-11
22-07-11
27-06-11
07-05-11
06-09-11
23-08-11
28-06-11
16-05-11
10-05-11
11-07-11
01-07-11
10-06-11
16-07-11
14-09-11
22-06-11
24-08-11
21-08-11
08-06-11
12-07-11
30-05-11
26-06-11
28-06-11
21-09-11
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SETTEMBRE - NOVEMBRE 2011
Russo Mario - Marano
Sabini Luciano - Firenze
Saccogna Ved. Margiotta Angela - Bari
Sangiorgi Andrea - Bologna
Santomauro Ved. Q Concetta Vittoria - Palermo
Sartirana Angelo Girolamo - Melzo
Savio Ved. Fioravanti Rita - Torino
Scarpolini Massimo - Milano
Schisano Ludovico - Napoli
Sozzani Ved. Lenti Carla - Vercelli
Spinelli Angelo - Vittuone
Strianese Stanislao - Salerno
05-04-11
01-08-11
12-09-11
23-05-11
10-08-11
03-06-11
28-05-11
27-08-11
21-04-11
29-06-11
14-07-11
29-07-11
Testa Armando - Mi Cordusio
Tomasi Andreina - Torino
Toselli Ved. Rocca Isabella - Genova
Tregrossi Ved. Caruso Carmelina - Genova
Trucco Giovanna - Alassio
Vallascas Aldo - Cagliari
Vendramin Ved. Ratti Anna Maria - Venezia
Vestri Garibaldo - Empoli
Zanone Franco - Torino
Zennaro Ved. Merlo Maria Antonietta - Rovigo
Zentilini Antonio - Venezia
10-07-11
18-05-11
25-05-11
24-06-11
18-08-11
25-04-11
24-04-11
04-08-11
19-06-11
28-06-11
09-06-11
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