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CITTÀ DI MODUGNO
PROVINCIA DI BARI
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DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE
N. 9 del 01/08/2013
OGGETTO
Linee programmatiche del Sindaco
L'anno duemilatredici, addì uno del mese di agosto, nella sala delle adunanze consiliari, in
seguito ad avvisi scritti, consegnati al domicilio dei Sigg. Consiglieri ai sensi dell'art. 36 del
Regolamento Comunale, si è riunito il Consiglio Comunale alle ore 17.45, in sessione
ordinaria, in grado di prima convocazione, ed in seduta pubblica. Al momento della trattazione
del punto all'ordine del giorno concernente l'argomento in oggetto risultano presenti i seguenti
consiglieri:
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
LOIACONO Nicola
GIANVECCHIO Lorenzo
RAGNINI Giancarlo
BELLINO Giovanna
ALFONSI Antonio
LACALAMITA Giuseppe
SPIZZICO Massimiliano
PASCAZIO Giuseppe
BRUNETTA Matteo
LONGO Valentina
ANGIULLI Massimo
CATUCCI Nicola
DEBENEDICTIS Pietro
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
No
No
Sì
Sì
Sì
Sì
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
LIBERO Vito
OCCHIOFINO Anna Rosa
RUCCIA Pasqua
CRAMAROSSA Fabrizio
FRAGASSI Saverio
VASILE Lorenzo
PENTASUGLIA Francesco Paolo
SANSEVERINO Stella
MAURELLI Antonello
BARILE Raffaele
SILVESTRI Bartolomeo
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
No
Sì
Sì
Sì
25MAGRONE Nicola-sindaco Sì
CONSIGLIERI PRESENTI: N. 22. SONO,ALTRESI', PRESENTI GLI ASSESSORI:
PETRUZZI EMILIO, BANCHINO LEONARDO, LUCIANO INCORONATA MARIA,
ROMITA AGOSTINO, SCARDIGNO ROSA, TALDONE FRANCO.
PRESIEDE LA SEDUTA IL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: GIOVANNA BELLINO
ASSISTE ALLA SEDUTA IL SEGRETARIO GENERALE:Dott.ssa
Christiana ANGLANA
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Città di Modugno - CC n. 9 del 01/08/2013
Copia conforme all'originale
La Presidente del Consiglio Comunale, Giovanna Ballino, alle ore 17.45, dispone l’appello per
chiamata nominale, da cui risultano presenti n. 22 consiglieri; i consiglieri assenti sono n. 3
(Pascazio, Brunetta, Sanseverino).
Prima di introdurre l’argomento all’ordine del giorno, il consigliere Libero invita il Consiglio
Comunale ad osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incidente stradale
avvenuto sulla strada Napoli-Canosa e della volontaria pugliese del servizio di Protezione Civile
investita mentre era impegnata nello spegnimento di un incendio lungo la statale TrinitapoliBarletta.
Il Consiglio Comunale osserva un minuto di silenzio.
Interviene il Sindaco Magrone per illustrare le linee programmatiche, il cui contenuto è allegato
quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. Il Sindaco dichiara che la fedeltà ai
principi costituzionali è stato l’elemento unificante della coalizione che lo ha sostenuto. Evidenzia
l’importanza di tali principi, anche per la sua attività amministrativa, in un momento in cui il
Parlamento sta verificando la possibilità di modificare l’art. 138 della Costituzione. Con riguardo
all’attività amministrativa, dichiara che l’organizzazione dell’ente non è condivisa e pertanto sarà
modificata attraverso un accorpamento dei servizi secondo il criterio della omogeneità. Aggiunge
che la giunta comunale è stata composta senza rispondere a logiche di partito e che occorre ripartire
dallo scioglimento del Consiglio Comunale dello scorso anno, mettendo al centro la regola della
legalità. Su queste basi sono state prese le prime decisioni, come quelle che hanno portato alla
gestione dell’emergenza dei cani e al futuro spostamento di numerosi uffici comunali nella sede del
Tribunale di viale della Repubblica, risparmiando così sui costi dei locali in affitto. Tra gli obiettivi
dell’amministrazione rientrano, inoltre, il potenziamento del personale all’ufficio tecnico, la messa
in sicurezza delle scuole, la soluzione della vicenda della cementeria.
Si dà atto che nel corso dell’intervento del Sindaco è entrata il aula la consigliera Sanseverino alle
ore 18,10 e che alle 18,32 è uscito Angiulli (presenti 22).
Cramarossa dichiara che avrebbe preferito ascoltare qualcosa in più sugli obiettivi
dell’amministrazione e si sofferma su alcune questioni. Tra queste rientrano i servizi sociali, le
cooperative edilizie, la riorganizzazione della scuola.
Maurelli, per mozione d’ordine, chiede alla Presidente come intende disciplinare la seduta,
ottenendo risposta dalla stessa.
Loiacono dichiara di condividere i richiami alla Costituzione e alla legalità espressi dal Sindaco e,
contrariamente a Cramarossa, ritiene che andare nel dettaglio dei problemi può far perdere il filo
conduttore dell’azione amministrativa. Invita a dare il tempo necessario all’amministrazione per
operare.
Debenedictis si sofferma su alcune iniziative che l’amministrazione vuole adottare come la presenza
di assistenti sociali e vigili urbani e il miglioramento delle strade al quartiere Cecilia, la pedonabilità
di piazza Sedile.
Il consigliere Cramarossa esce dall’aula alle ore 19,15 (Presenti 21).
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Copia conforme all'originale
Il Sindaco Magrone interviene sulla vicenda della azienda OM affermando che è possibile
percorrere vie cooperativistiche, invitando tutti a fare uno sforzo affinché l'iniziativa proposta possa
avere successo.
Lacalamita dichiara di aver condiviso la candidatura a Sindaco di Nicola Magrone per l’idea di
cambiamento che essa portava con sé. Invita a dare al Sindaco il tempo necessario per operare.
Sanseverino dichiara che il rispetto della legalità è un atto dovuto, non una scelta programmatica.
Sostiene che dalle dichiarazioni del Sindaco non emerge un programma nonostante la città abbia
bisogno di fatti.
Ruccia dichiara che la nuova maggioranza è chiamata a fare proposte e a dare risposte e si chiede
quale sia il progetto che ha sulla città.
Il Sindaco Magrone interviene per illustrare il contenuto di alcuni formulari di identificazione dei
rifiuti che evidenziavano la presenza, negli scorsi anni, di amianto, presso la cementeria
L’assessore Luciano illustra alcuni obiettivi che il suo assessorato intende raggiungere, tra cui
l’attrazione di nuove attività produttive sul territorio.
Libero esprime solidarietà per i lavoratori della OM e aggiunge che il lavoro è una questione
prioritaria. Al termine dell’intervento del consigliere Libero, alle ore 20,42, la Presidente Bellino
sospende la seduta per 10 minuti.
Alle ore 21,06 la Presidente del Consiglio Comunale, Giovanna Ballino, dispone l’appello per
chiamata nominale, da cui risultano presenti n. 19 consiglieri; i consiglieri assenti sono n. 6
(Loiacono, Pascazio, Brunetta, Angiulli, Cramarossa, Maurelli). Al termine dell’appello entra il
consigliere Loiacono (Presenti 20).
Ragnini riprende alcuni punti dell’intervento di Cramarossa ed evidenzia che la maggioranza sta
affrontando la questione della presenza dell'amianto nella cementeria.
Si dà atto che nel corso dell’intervento del consigliere Ragnini, alle 21.09, è entrato in aula il
consigliere Maurelli (Presenti 21).
Fragassi dichiara che avrebbe gradito che il Sindaco avesse trattato nel suo intervento di temi come
l’ambiente e le periferie. Tra l’altro, offre alcune proposte su sport, servizi sociali, ambiente e
lamenta il provvedimento con cui il Commissario Straordinario ha aumentato i costi di costruzione.
A questo proposito deposita agli atti del Consiglio un documento.
Maurelli dichiara che la diretta streaming, così come è avvenuto in occasione della prima seduta di
Consiglio, sarebbe sempre auspicabile e chiede al Sindaco di rispondere sulla volontà di rinunciare
alla indennità.
Longo dichiara di condividere lo spirito delle dichiarazioni del Sindaco e, a nome del gruppo Italia
Giusta secondo la Costituzione, chiede la costituzione di un fondo aggiuntivo per gli interventi
urgenti dei servizi sociali.
- -
Copia conforme all'originale
Silvestri lamenta l’assenza nelle dichiarazioni del Sindaco di temi come l’ambiente, la cultura, i
giovani. E propone, tra l’altro, l’adesione al Patto dei Sindaci e la realizzazione del PUG
partecipato. Invita a conformarsi alle disposizioni della L.R. 13/08 sull’abitare sostenibile.
L’assessore Scardigno, per quanto riguarda i servizi sociali, dichiara che è tra gli obiettivi la
realizzazione della PUA (Porta Unica di Accesso) per l’accoglienza degli utenti e un dialogo
costruttivo con i Comuni di Bitetto e Bitritto per rivitalizzare l’ufficio di Piano.
L’assessore Banchino dichiara che uno dei problemi del Comune non è costituito dalle casse vuote
ma dal patto di stabilità che impedisce all’ente di spendere. Per quanto riguarda lo spostamento
degli uffici comunali al tribunale, l’assessore dichiara che questo produrrà risparmi di varia natura
per l’ente.
Dopo l’intervento del consigliere Maurelli che richiama la recente riorganizzazione del personale, il
Sindaco Magrone dichiara che il dibattito è stato articolato e non richiede ulteriori approfondimenti,
lamentando che la questione della rinuncia all’indennità di Sindaco sia diventata una questione di
folklore. Chiude, dunque, l’intervento affermando di “approvare” l’ampio dibattito che si è
sviluppato sulle linee programmatiche.
La seduta è sciolta alle ore 22,17 del 01 agosto 2013.
Per il dettaglio degli interventi, si rinvia al verbale desunto dalla registrazione magnetofonica che,
allegato in forma cartacea, costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.
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Il Segretario Generale
Il Presidente del Consiglio
Dott.ANGLANA Christiana
Giovanna BELLINO
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Città di Modugno
PROVINCIA DI BARI
ATTI DEL CONSIGLIO COMUNALE
Seduta del
1 Agosto 2013
- -
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Città di Modugno – Atti del Consiglio Comunale
INDICE
PUNTO N. 1
Pag.
LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO.
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3
Città di Modugno – Atti del Consiglio Comunale
VERBALE DI DISCUSSIONE RELATIVO AL PUNTO N. 1 POSTO
ALL’ORDINE DEL GIORNO DELLA SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE
TENUTASI IL GIORNO 01.08.2013, ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE
CONSILIARE N.
LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO.
Appello.
SEGRETARIO GENERALE: Quindi sono 22 Consiglieri presenti su
25 assegnati. C'è il numero legale.
PRESIDENTE: Con 22 Consiglieri presenti si dichiara la
seduta aperta. Prima di procedere con l'ordine del giorno,
c'è un primo intervento del Consigliere Libero. Prego.
CONSIGLIERE LIBERO: Grazie per la concessione, io vorrei
leggervi due righe che abbiamo condiviso insieme ai miei
compagni
di
Rinnovare
Insieme,
che
credo
possiate
condividere anche voi, e magari poi su questo argomento
chiudere subito. Perché è qualcosa che non è bello nemmeno
raccontarla. "Cari colleghi è ancora forte e lascia
tutt'ora senza parole il dolore che tutti abbiamo provato
alla notizia del grandissimo incidente sull'autostrada 16 a
Monte Forte Alpino. Lo sgomento è cresciuto inevitabilmente
davanti alle immagini dello straziante conteggio delle
vittime e al dolore delle tante famiglie coinvolte. Un
bilancio pesantissimo, la città di Pozzuoli, la Campania, e
con loro anche la Puglia, il mezzogiorno e il paese sono in
lutto per una tragedia che si è consumata in pochi
angosciosi momenti, domenica sera trasformando la normalità
di una gita come tante in un dramma desolante. Siamo vicini
ai familiari e alla comunità campana, il loro dolore è il
nostro, l'Italia intera piange quelle vite spezzate. Per le
famiglie distrutte, per le tante esistenze cancellate e per
le altre stravolte crudelmente. Il mio pensiero, il nostro
pensiero non può che andare in particolare ai bambini
feriti, e a quelli ai quali la perdita dei genitori ha
aggiunto dolore al dolore. Le loro sofferenze rendono
questa tragedia ancora più accorata. A tutti auguriamo una
pronta guarigione. Invito il consiglio a osservare un
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Città di Modugno – Atti del Consiglio Comunale
minuto di raccoglimento associando alla commozione per le
vittime del sinistro sulla Napoli Canosa il cordoglio per
la sfortunata volontaria della protezione civile Nicoletta
Losapio investita lungo la statale che collega Trinitapoli
e Barletta mentre era impegnata a spegnere un incendio di
sterpaglie. Una morte ingiusta ed evitabile per una donna
che svolgeva generosamente un compito a vantaggio esclusivo
della collettività". Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere Libero. Osserviamo un minuto
di silenzio, in piedi.
Minuto di silenzio.
PRESIDENTE: Possiamo accomodarci.
Applauso.
PRESIDENTE:
Si
procede
alla
trattazione
del
punto
all'ordine del giorno, le linee programmatiche del Sindaco.
La parola al Sindaco.
SINDACO: Grazie. Come forse ricorderete la volta scorsa,
nella prima riunione di Consiglio Comunale, io ho prestato
giuramento nel senso di osservare lealmente la Costituzione
Italiana. Faccio questa premessa, perché non tutti hanno
potuto
sentire
che
ho
giurato,
per
confermare
il
giuramento. Perché la volta scorsa dal punto di vista del
sonoro ero praticamente un clandestino, e non tutti hanno
sentito, e siccome il giuramento è una cosa seria, ho
ritenuto di confermare che io avevo già giurato la volta
scorsa. Caro Presidente, cari Consiglieri, cari Assessori,
cari cittadini presenti, io credo che queste indicazioni di
linee programmatiche siano un atto a volte più dovuto che
necessario. Perché le ragioni per le quali siamo qui io
credo le abbiamo già abbondantemente spiegate sia nella
campagna elettorale sia con gli atti formali delle prime
battute di questa amministrazione. E tuttavia io credo che
il fatto che il giuramento, ancora in Italia, ancora
sorprendentemente,
incredibilmente,
è
previsto
come
giuramento di fedeltà alla costituzione, sapete che la
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costituzione italiana è già sul patibolo da tempo, è già in
fase di letterale distruzione, di letterale demolizione,
lenta,
ma
senza
soste,
e
questo
giuramento
sulla
Costituzione, devo dire, mi mette un po' in imbarazzo,
perché, mi ha messo anche in imbarazzo il giuramento di
Napolitano, per la verità, il Presidente della Repubblica
che giura sulla Costituzione non se la vede sfilare sotto
gli occhi, non se la vede distruggere sotto gli occhi, a
noi capita questo, a noi italiani capita anche questo,
questa esperienza inedita originale, noi siamo fedeli a un
qualcosa che non vediamo l'ora di toglierci dai piedi.
Tuttavia questa è la forma, io vorrei andare alla sostanza,
però, e vorrei dire che in questo momento questo giuramento
di fedeltà alla Costituzione non può essere un fatto
rituale e non può prescindere da una verità di questo
giuramento, da un fatto vero, nel senso che comunque vadano
le cose, per quanto mi riguarda, come Sindaco, e per quanto
riguarda la coalizione che mi ha sostenuto, questa fedeltà
ai principi costituzionali è stato l'elemento che ha
unificato diverse angolazioni culturali, diverse tensioni
morali, diverse posizioni politiche, tutte ritrovatesi
intorno al valore altissimo di difesa della nostra
costituzione. In questi giorni, proprio in questi giorni
sta accadendo questo ultimo colpo di piccone sulla
costituzione col tentativo di modificare l'articolo 138.
Noi abbiamo il dovere, io credo, tutti i consigli comunali
italiani hanno il dovere, io lo credo fermamente, di porsi
questo problema, questa demolizione terribile della nostra
Carta Costituzionale attraverso la modifica dell'articolo
138 che è quello che disciplina il modo in cui la Carta
Costituzionale si può modificare, ed è un modo rigido, è un
modo molto severo, per modificare qualcosa della Carta
Costituzionale, bisogna che ci siano due votazioni alla
Camera,
due
votazioni
al
Senato,
una
maggioranza
qualificata, e poi se non è sufficiente, un referendum.
Insomma la nostra Costituzione per essere cambiata ha
bisogno di una forza talmente alta che è quasi impossibile
modificarla, di qui la definizione, come è noto, come
sappiamo, non dico nulla di originale, di Costituzione
rigida. Non sono battute teoriche, la nostra è Costituzione
rigida perché quella che ha proceduto la Costituzione
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Città di Modugno – Atti del Consiglio Comunale
italiana repubblicana, era lo Statuto Albertino,
come
sapete, che era una costituzione, per modo di dire,
flessibile, nel senso che qualunque legge ordinaria poteva
modificarla,
cambiava
il
parlamento,
cambiava
la
maggioranza e cambiava anche un grappolo di articoli della
Costituzione. Con la nostra Costituzione appunto rigida per
cambiarla, non c'è maggioranza che tenga, non c'è
contingente che tenga,
ci vogliono condizioni molto più
impegnative. Ecco dalla Costituzione, lo Statuto Albertino,
come sapete, fu usato anche dal fascismo, che la rispettò,
la onorò, tanto la poteva violare ogni volta perché con una
legge qualsiasi, anche con una delibera, anche con un atto
di un Sindaco si poteva adottare un provvedimento
incostituzionale perché tutto poteva modificare la carta
costituzionale. Di lì si arrivò al fascismo, ma anche nella
Repubblica di Weimar, di lì si arrivò al nazismo, proprio
quando le Costituzioni sono deboli, quando la struttura che
impegna e che definisce l'identità di un popolo, che spiega
da dove veniamo, chi siamo, perché stiamo qui tutti
insieme, cioè una Carta fondante della nostra identità
quando diventa debole, quando diventa frantumabile, quando
si può modificare a piacere di una maggioranza qualsiasi in
un momento qualsiasi, il pericolo è terribile, nel senso
che il paese perde proprio la sua identità, e non sappiamo
più dove andremo ad approdare, cosa potremo essere tra
poco. Questa è la premessa che ho ritenuto necessaria,
fondamentale, perché questa è la ragione per cui io sono
qui. Io sono qui come Sindaco, sono qui come Sindaco perché
ho chiesto all'elettorato di votare un Sindaco che fosse un
cultore pratico, vivente della nostra carta costituzionale,
senza imbrogli, senza infingimenti, senza disponibilità
sotto banco a modificarla nei fatti, ma con una coerenza
che i nostri padri fondatori della Repubblica ci hanno
imposto. Detto questo, l'altra premessa che devo fare è che
noi, come amministrazione, ci troviamo qui in questo
palazzo, diciamo, nel palazzo dell'esecutivo, della giunta,
e così via, in un momento complicato. Un esempio è il fatto
che la macchina del Comune, personalmente io, ma tutti noi,
l'abbiamo trovato bella e confezionata, l'organizzazione
del personale non è stata cosa nostra, non è cosa nostra,
ce la siamo trovata già preparata ecco non la condividiamo,
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noi non la condividiamo. È un'organizzazione del sistema
complessivo
dell'amministrazione,
intendo
impiegati,
funzionari, etc. etc. etc., così come è strutturata noi non
la condividiamo, non mi si può chiedere ora e quindi?
immagino, immagino, dove va Tizio? dove va Caio? Non la
condividiamo perché è una, intanto per una questione di
metodo, proprio rifacendomi ai principi costituzionali, non
si può attendere un nuovo ospite del palazzo comunale
gradito o non gradito, gradito o atteso o temuto,
facendogli trovare già pronto, non va bene, non va bene,
comunque non va bene nel merito, e siccome non va bene nel
merito, noi democraticamente, legittimamente lo cambieremo,
e non abbiamo la forza ancora di dire così, così, così,
così, quindi pregherei, se è possibile, un momento di
quiete nei conflitti politici, di prendere atto di questo e
di
non
pretendere
invece
che
porti
"dove
va
il
Comandante?", "dove va l'usciere?", "dove va questo?", in
discussione. È in discussione il fatto che questo assetto
non è da noi condiviso e stiamo valutando tutte le vie per
poter adeguare a un'idea, certo mi si può chiedere che idea
tu ti fai, che idea hai di questo? Io ho un'idea non
oligarchica del potere, io ho un'idea per esempio anche
della
semplificazione,
14
servizi
nell'apparato
amministrativo a noi, a me sembrano veramente eccessivi,
questi
sono
eccessivi.
Abbiamo invece necessità di
semplificazione per aree più omogenee, ma di semplificare
questo apparato che rischia di diventare un apparato di
Colonnelli senza soldati. L'esempio dell'ufficio tecnico,
ancora disarmato e ancora disarmante per chi lo guardi
nella sua pochezza, nella sua pochezza di strumenti e così
via è veramente grave. Chiunque si avvicini all'ufficio
tecnico si accorge che lì non c'è quasi praticamente
nessuno, se non qualcuno che ancora eroicamente continua a
marcare la presenza e a tentare di frenare questo crollo
drammatico di tutto il mondo che ruota attorno ai problemi
tecnici e agli uffici tecnici, basta guardare lì per vedere
che abbiamo da fare grandi cose. Queste cose le si devono
fare con calma, con pazienza, bisogna calibrare, ci sono le
spese, c'è il dovere di stare entro certi limiti, non
sforare qui, non sforare lì, non sforare lì, l'unica via
d'uscita per non sforare è spararsi un colpo alla nuca e
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chiudere la partita. Perché non puoi sforare nemmeno più
nulla, nulla. La sforò solo un autorevole politico che
sfrecciava con una berlina BMW che era lunga, mi pare,
quattrocento metri solo l'auto. Solo l'auto. Si sfora o non
si sfora a seconda, a seconda di chi sfora e di chi non
deve e deve stare al posto suo. Detto questo io credo che
la nostra amministrazione si presenta come, presenta, può
presentare, deve presentare come linea programmatica quella
del rispetto totale, fedele, della Costituzione, se mi è
permesso della Costituzione del 1948, quella dei giganti,
non quella dei nani che si stanno esercitando da un
trentennio per cercare di modificarla. Siamo fedeli a
quella Costituzione e poi dirò qualcosina in conclusione di
questo mio intervento che non sarà molto lungo. Non credo
che io debba, detto questo, dette queste premesse, che io
debba illustrare quali sono gli obiettivi, punto per punto,
della nostra futura, ancora, Amministrazione, io non credo,
non credo si tratti di questo. Credo però che nelle cose, a
parte questo programma generale che sono le linee che ci
dice la nostra Carta, Però dentro ad alcuni gesti credo che
un po' li pratichiamo già questi obiettivi, queste linee
già emergono, per esempio, la composizione della giunta,
che tanto, tanto scalpore e tanta irrisione ha pure creato
da
vecchi
mestieranti
della
politica,
sufficienti,
superiori, quattro, quattro nullità, uno poi si è visto
sventolare il curriculum, di curriculum sono lastricate le
vie della stupidità, di curriculum, figuriamoci, e invece
sono stati sbandierati i curriculum come per dire "oh, il
nulla fa l'Assessore, addirittura il Vice Sindaco". Miserie
misere. Ecco, miserie misere. Perché noi abbiamo fatto una
giunta senza dover rispondere a nessun ricatto, a nessuno,
a nessuno. Abbiamo fatto una giunta perché, come la legge,
la democrazia vuole, il Sindaco ha il potere di farsi
aiutare da persone nelle quali ha fiducia e dalle quali ha
fiducia. Questo è il concetto, è tutto qui. È una Giunta
che non ha titoli da decantare, non ha padrini da spendere,
non si può dire "ah, quello lo ha messo quello", "quello…"
quelli non li ha messi nessuno. Per la verità dubito di
averli messi pure io. Forse si sono messi da sé perché a
via
di
frequentarmi
in
campagna
elettorale
molto
probabilmente si sono trovati tutti Assessori. Questo è un
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metodo che risponde a una esigenza di verità, di serietà e
così via. L'essenziale però è che non c'è, non può esserci
in questo palazzo, per quanto riguarda l'Amministrazione,
nessun padrinato, non c'è nessun deputato che può dire
quello è il mio Consigliere, non c'è nessun Deputato che
può dire quello è il mio Assessore, non c'è nessuno
imprenditore che può dire se mi serve qualche cosa vado
dall'assessore amico mio, non ci sono queste tradizionali
forme di articolazione di realtà della nostra democrazia.
Non ci sono. Certo è un limite anche, è pure anche questo
un limite, perché bisogna essere anche consapevoli che la
democrazia si basa anche sul consenso di scambio, la
democrazia qua è questo anche, si concede per ottenere il
consenso, no? è così, ed è un rischio questo, di fare una
giunta come questa, ma è un rischio che le persone, io
credo, capiscono. Lo capiscono perché noi con tutti i
tentativi che si fanno di farci dimenticare, senza essere,
tra poco sentirò giustizialista, manettaro, be' io sono
perché Berlusconi venga assolto, sono perché Berlusconi
venga assolto, perché sono perché non ci sia una guerra
civile in Italia, non perché non ci sia, non c'è giustizia
che può essere tirata fino allo spasimo, fino al rischio di
un conflitto sociale, civile, di questo. Ma questo lo dico
per conto mio. Non vorrei che si alzassero tutti ora e
dicessero io non sono d'accordo. Lo dico per conto mio, per
dire che non dobbiamo dimenticare da dove veniamo, non
dobbiamo dimenticare perché siamo qui, perché siamo qui?
Siamo qui perché il Consiglio Comunale scorso si è sciolto
e si è sciolto da sé, si è sciolto da sé, ha deciso di
sciogliersi. Quindi non è che noi enfatizziamo gli eventi.
Perché c'è stato uno scandalo, perché ci sono stati dei
fatti, perché è successo quello che è successo e che tutti
sappiamo e il Consiglio si è dimesso. Dunque dobbiamo
partire di qui. Quale è la prima cosa da mettere in un
programma, in un Comune dove il Consiglio Comunale si è
sciolto prendendo atto di una tragedia a livello di giunte,
anche di consiglio, quale è la prima cosa? Il primo bisogno
che c'è è quello del rispetto, del mettere in moto la
macchina della legalità minutamente e puntigliosamente. Non
c'è nulla che possiamo dire di più di questo, non possiamo
dire nulla, il massimo e il minimo che possiamo pensare e
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praticare è quello di attuare concretamente questi criteri,
i criteri, le regole, appunto, della legalità che hanno
fatto arrivare noi fin qui. Perché se no qui sarebbe stata
una Giunta perfetta dal punto di vista delle competenze,
per carità, non sarebbero stati presenti questi quattro
zingari che stanno qui senza pedigree, senza storia, senza
niente. Avremmo mantenuto quel Consiglio. Si è sciolto da
sé. Dunque a noi si pone il problema di cosa fare essendo
arrivati qui dopo quella tragedia, questa cosa che dobbiamo
fare è questa, dobbiamo fare in modo che si pratichi la
regola della legalità nella accezione più minuta, proprio
più minuta. Io sono fortunato perché nessuno mi dice "se
non fai questo al bilancio voto contro". No. Questa è una
tradizione italiana, perché così succede. Quello è un voto
di scambio brutale, terribile, ma ho la fortuna di avere
una coalizione che si è ritrovata su questi principi, che
non molla su questi principi, a costo anche di pagare in
termini di popolarità, in termini di vogliamoci bene, in
termini di "be', va be' dai, tutto sommato". No, niente.
Bisogna fare le cose secondo i criteri di elementare
legalità,
di
elementare
senso
morale.
E
l'abbiamo
cominciato a fare proprio con la costruzione di questa
giunta, l'abbiamo fatto, ma l'abbiamo anche praticato, per
esempio, in alcuni casi in modo estemporaneo, evocati nel
primo consiglio, dove tutti hanno detto di tutto, dove alla
fine non hanno recitato soltanto la mia biografia, nato a
Modugno… etc., c'è di tutto, dai cani ai gatti, ai topi, ai
lupi, chiunque è venuto qui ha versato, ecco un attentato,
ecco un attentato alle regole democratiche. Il Consiglio
Comunale non è un luogo di libera esercitazione oratoria,
ma segue dei criteri, segue delle tappe, ha un ordine del
giorno, ha un tema da discutere, e non sommerge l'attività
sotto una valanga di proposizioni. "Che ne dice di quel
problema", "che ne dice di quel", a ruota libera, ognuno.
Ecco questo sono sicuro, con la nomina del Presidente
effettivo, non perché il primo avesse colpa, io al suo
posto, per carità, avrei fatto molto peggio, altro che. Ma
è stata una esperienza di caos assembleare che non deve
ripetersi, secondo me. Abbiamo fatto questo, e anche questo
è un esercizio, un inizio di esercizio, di regole realmente
democratiche e mi permetto di aggiungere nello spirito dei
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Città di Modugno – Atti del Consiglio Comunale
principi costituzionali, nel senso che il Consiglio
Comunale è il luogo, sì, della libertà, ma è un luogo della
libertà
più
calcolata,
controllabile,
definibile,
regolamentabile, perché l'eccesso di arbitrio e così via
soffoca i più piccoli e fa apparire come vincitori sempre i
più vocianti, e questo non va bene. Vanno rispettate anche
queste regole. L'abbiamo rispettati anche in alcuni casi,
che abbiamo dovuto già affrontare. Ho sentito, per esempio,
già, che da qualche parte, su Facebook, non lo so, in
questo mezzo di comunicazione moderno, che a me sembra di
una antichità nei contenuti, proprio tra le cose più
antiche della storia, ho sentito dire che noi saremo
un'amministrazione anti, contraria ai cani, contraria alla
sopravvivenza dei cani, li vogliamo uccidere tutti, li
vogliamo mettere nei canili, "giù le mani", uno ha detto a
me "Magrone fermati, non ucciderli" "Non farlo…". Perché in
un canile, in un canile abusivo, in un canile che è un
cortile di una villa c'è stato un assembramento, un ammasso
di cani, 170 cani, in un posto illegale, inquinato, non
calpestabile da nessun essere vivente, ci sono questi 170
cani abusivamente tenuti. Precisiamo: sostenuti anche dalle
vecchie amministrazioni che mandavano lì i cani randagi
come faceva Mussolini che toglieva i banditi dalle strade
quando passava lui e poi li rimetteva. Mandava lì i cani,
proprio lì a quel canile, per 20 anni è andata avanti così
questa storia. Ma oggi succede una cosa, succede che questi
cani stanno morendo, stanno morendo. Per me questo evento:
"i cani stanno morendo", si merita un minuto di silenzio,
esattamente come abbiamo fatto per quelle povere vittime
che sono morte sulla strada dell'Irpinia. Perché sapere che
stanno morendo e non muovere un dito è una cosa straziante,
sapere che accade una cosa di queste. Cosa abbiamo fatto,
cosa abbiamo detto? Abbiamo detto togliamoli di lì,
portiamoli da qualche parte, in un luogo meno orribile di
quelli che c'è, perché come è noto, ma non si può dire
perché sono le virtù non raccontabili degli anni passati,
non abbiamo un canile, non abbiamo niente insomma. Siamo
libertari per eccellenza, quindi non abbiamo un canile.
Cosa dobbiamo fare? Stanno morendo, noi abbiamo detto
portiamoli da qualche parte, facciamoli curare, mettiamogli
un microchip, facciamoli sterilizzare, le femmine, e dopo
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io mi sono detto: liberiamoli, ri-rendiamoli liberi. Apriti
cielo. Devono stare lì, un massacro su Facebook, io mi sono
sentito veramente un boia, uno di quelli feroci che è
contrario a questo tipo di cose. Bene anche in un episodio
come questo è una gerarchia di valori. C'è una gerarchia di
valori. Che cosa deve? Che cosa deve un'amministrazione in
una contingenza come questa. Certo può fare la retorica, "è
bello il cane", "il cane è fedele all'uomo" tutto
l'armamentario della retorica, ma sui cani che stanno
morendo il Comune di Modugno ha tentato di farli vivere, di
farli salvare. Non c'è animalista che tenga che può dirmi
"avete sbagliato", non c'è animalista che non sia un
bandito, non c'è, perché non si può lasciare morire, in
nome di che? Del fatto che i canili fanno schifo? E
intanto? Non lo costruiamo, non lo abbiamo, non abbiamo
nessuna possibilità, stiamo tentando ora con il canile
ospedaliero, quasi, della zona industriale, Tentando di
trovare ospitalità lì, questo che è diventato un caso
nazionale, noi l'abbiamo fatto, tenendo chiari i punti di
riferimento: gli animali vanno rispettati e vanno salvati.
Lo abbiamo fatto anche per altre cose, si è parlato, perché
li cito questi casi? E perché la volta scorsa a ruota
libera ognuno ha detto quello che ha voluto, poi non so a
chi lo diceva, e perché hanno in sé, questi episodi, le
caratteristiche,
gli
indizi,
gli elementi per fare
individuare già quali sono le linee, gli atteggiamenti e il
modo nel quale questa amministrazione vuole amministrare il
paese. Quelle che tecnicamente, con queste parole roboanti,
definisco linee programmatiche. Questo vogliamo fare,
salvare, salvare anche questi valori. L'abbiamo fatto per
quanto riguarda la scuola, che cos'è questa storia. Ho
sentito, ma chiedo scusa, io sono un Magistrato, ho
rispetto degli Avvocati, ma per carità so che senza di loro
non c'è libertà in un paese, lo so bene, questa è la
funzione
dell'Avvocato.
Se
lo
fa
come
si
deve,
naturalmente. Essere il baluardo, il limite oltre il quale
la libertà si perde, se uno non ha la possibilità di essere
difeso adeguatamente. Ma dire che Modugno perde il
Tribunale, noi non abbiamo fatto perdere nulla, non abbiamo
fatto perdere nulla. Io mi scandalizzo che lì ci sia quel
monumento vuoto, vuoto che non serve a nulla, e mi sono
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sbalordito che paghiamo ancora il fitto dall'altra parte
per gli alloggi dei Carabinieri, che paghiamo, che paghiamo
e ancora sono vuoti, vuoti, senza nessuna prospettiva, non
vedo, se è rimasto un giudice a Modugno e dobbiamo, e con
tutto il rispetto, qualcuno ha detto sentiamolo, ma per
carità di Dio, io sono pronto a sentirlo, questo monumento,
è uno solo che sta lì che mantiene la posizione,
facciamolo. Ma lo teniamo in metà di quel grande palazzo,
stiamo parlando di una metà, quando si è parlato di una
scuola che puoi spostare come ti pare e piace nessuno,
pochi hanno protestato. Adesso si parla di un attentato ai
diritti elementari del cittadino, i più deboli e così via.
Bene, quella è una sede che non per decisione nostra, ma
per decisione nazionale, in tutta Italia è destinata,
almeno, almeno quella parte, a rimanere vuota. Ma vogliamo
continuare a pagare sti fitti, questi fitti? Vogliamo
cominciare a fare… ultimando questi fitti? Vogliamo capire
bene com'è la situazione? Perché paghiamo tutti questi
fitti e perché non dobbiamo utilizzare quella struttura che
è enorme, è grande, è enorme, ma veramente enorme. Ci sono
spazi per farci, per metterci tutto. L'Ufficio anagrafe,
l'Ufficio dei tributi. Io l'ho vista la pianta, è
impressionante. E perché è bello che gli uffici comunali
stiano nei tuguri, e stiano all'umido, stiano in condizioni
persino deprimenti dal punto di vista anche igienico, è una
cosa giusta questa qua? Allora facendo le comparazioni,
facendo questo, dobbiamo dire non usiamo quel palazzo
perché è probabile che si faccia un passo indietro e si
riporti addirittura tutto il Tribunale a Modugno. Non
accade, lo sappiamo che non accade. E comunque se il
Tribunale ha detto che non gli serve, quel Tribunale non
gli serve. Su questo non c'è dubbio. Se il Tribunale nei
suoi organismi ufficiali dice questa ala, quell'immobile
non ci serve, non è che il Ministero può dire "no, ti
obbligo a dire che ti serve", e lo lascia vuoto, il
tribunale perché non gli serve, ecco, non è che siccome
dice "non mi serve", tu puoi dire "no, ci serve a noi
perché gli Avvocati di Modugno vogliono andare là." Mi
sembrano delle vecchie battaglie campanilistiche, che non
servono a nulla. Noi lo discutiamo con tutti, siamo
disposti a discutere, per carità, con gli Avvocati, coi
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cittadini, coi detenuti, volete il tribunale a Modugno non
a Bari, non lo so, siamo disposti a discutere con tutti, ma
credo col senso del limite, senza agitare questi spauracchi
delle grandi rapine e così via. Be' io voglio dire, di
tutto questo, in tutto questo è certo che abbiamo fatto
delle scelte che indicano un orientamento, indicano, sono
delle spie che ti dicono dove vogliamo andare a parare,
quali sono i canoni, quali sono le regole sottintese, se
non proprio esplicitate tra noi, perché è nostro, sono le
nostre, come dice il codice, il nostro Statuto, le nostre
linee programmatiche. Le si vedono lì. Da questi, anche da
questi gesti, dal fatto, cioè, che l'amministrazione
comunale deve essere organizzata tenendo d'occhio l'utilità
per la comunità, non è un vantaggio per un ceto? L'ho
calibrato sull'esito di queste operazioni, tu vai là, tu
vai là, tu vai là, io vengo qua, io vado là, no, no, deve
essere fatto in modo da essere rispettoso questo progetto
dei bisogni delle persone, dei cittadini e così via. Poi
viene il discorso dei nomi e compagnia bella. E tutto
quello che abbiamo fatto risponde a questo tipo di
esigenza. Bisogna ricordarsi, ripeto, di questa cosa
fondamentale, che c'è nella nostra scelta, c'è nel nostro
stare qua, proprio nel nostro stare qua, questa condizione,
potremo sbagliare, figuriamoci, poi io stesso ho arranco,
io stesso ho difficoltà, Leonardo Banchino mi spiega le
questioni finanziarie, io per consolarlo gli dico subito
che ho capito tutto ma non è vero, perché ho bisogno ancora
di capire come vanno le cose, come sono le cose, come sono
l'ingegnere, l'altro, l'altro. Tutti si sforzano di farmi
andare al loro passo, e io ogni tanto li assecondo
dicendolo, ma le difficoltà sono tante, dobbiamo tutti
essere consapevoli, ma non ruberemo. Non andremo negli
studi tecnici, non andremo a contrattare l'accelerazione in
ritardo di pratiche da nessuna parte, parleremo, saremo
ingiuriati perché abbiamo sbagliato, io mi assumo da ora
tutte le responsabilità per il mio errore, per i miei
errori, ma non ruberemo. Su questo credo che dobbiamo
essere tutti convinti. Quella storia che mi fa pena, quella
situazione dell'Ufficio tecnico che mi fa pena in quelle
condizioni che cos'è? Che cos'è? Dico che cosa era
accaduto? Di che parliamo? è successo che andavano lì i
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cittadini… andavano i cittadini e per terminare una
pratica, come si dice, come il popolo dice, come è
l'abitudine, il linguaggio popolare, bisognava ungere le
ruote, se non fai così, ti fermi. E le pratiche 20 anni, 15
anni. Questo modo di fare è terribile, è terribile, se si
radica nel convincimento, se oggi ancora uno va là e il
primo malcapitato che si trova a dover dare la risposta
alla domanda dov'è la mia pratica, sono 20 anni, e gli
viene un colpo di tosse, e tarda nella risposta, "be' ho
capito, va be' questo" si radica questo convincimento, si
radica, mette paura, crea un clima di sospetto stabile che
non è giusto, perché lì ci sono persone che lavorano e sono
per bene, non è giusto che questa cappa pesi su un ufficio
pubblico e su funzionari pubblici. La gente questo sente,
ma perché sente questo? Perché questo è accaduto, ed è
inutile che fingiamo di non ricordare. Questo è accaduto, e
questa è la minima cosa che è accaduta. Poi c'è dell'altro
naturalmente. Ma quello che a me fa paura, è questo clima
nel quale tutti siamo sospettati di essere tendenzialmente
ladri, che abbiamo tutti una vocazione a rubare. E questa è
una cosa orribile, questa è una cosa che spegne un paese,
lo deprime, lo rende povero, lo rende incapace, lo rende
insicuro, e soprattutto affidato alla speranza che l'amico
giusto intervenga, questa paura di essere sfruttato,
utilizzato, ricattato, e così via. La dobbiamo rompere
questa cappa, la dobbiamo rompere. Noi siamo impegnati,
vogliamo rafforzare quell'ufficio tecnico, ma come un atto
anche di bandiera, vogliamo rafforzarlo e chiediamo l'aiuto
di tutto il Consiglio, non è facile, ci sono i ragionieri
che dicono se fai così sfori, se fai così sfori. Hai voglia
a dire "ma lì ci vuole un colpo di coraggio, bisogna
renderlo il più grande ufficio tecnico della Puglia, per
dare una risposta che freni questa depressione di tutti,
che freni questo scoraggiamento di tutti, veramente anche
in posti, si è detto, io ho sentito l'onda di questa crisi
di credibilità delle istituzioni, si è detto che se anche
la posta arriva in ritardo, "e va be' il postino,
figurati". Cioè diventa un luogo comune terrificante, dove
veramente uno è esposto a tutti i rischi, a tutte le
conseguenze più impensabili, meno immaginabili. Però,
certo, ci sono altre cose, nella nostra prospettiva
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dobbiamo guardare ad altre cose. Per esempio a Modugno,
come in tutti i paesi d'Italia, tutte le scuole sono munite
di certificato di agibilità, il che detto così sembra, va
be' ma, si muore perché passa un'alluvione, qui non abbiamo
terremoti per fortuna, ma uno come me che li ha visti i
bambini morti sotto le macerie di una scuola ci pensa a
questo, ci pensa veramente, ci pensa veramente, perché se
qua succedesse una cosa di questo genere, una alluvione,
che poi ci sono, perché abbiamo distrutto tutte le
protezioni, sulla Murgia, le abbiamo rase al suolo, quindi
siamo un terreno fertile per un passaggio violento di
alluvioni, le più violente possibili, a questo siamo
esposti noi, e ringraziamo il Signore per come ci è andata
finora. Be' se accade questo e allagano una scuola, noi
dobbiamo sapere che le scuole di Modugno che sono a un buon
livello di sicurezza generale, non hanno il certificato di
abitabilità sotto altri punti di vista, e questo è un
problema del quale ci dobbiamo dare carico. Certo è
difficile, è difficile, dobbiamo andare coi passi lenti
lenti, perché noi siamo stritolati, come sapete, in questa
forbice che ormai tutti conosciamo, ridurre le spese o
aumentare le tasse, ormai anche i bambini giocano per le
strade, che sei tu per aumentare le tasse? O per ridurre le
spese? Poi tradotto alla televisione diventa un dibattito
culturale, ma è quello il dibattito, quello che fanno i
bambini, bisogna ridurre le spese o aumentare le imposte?
Dobbiamo certo ridurre le spese, ma con la prudenza anche
di toccare il meccanismo fiscale, perché quello è un
ammazza società, un ammazza sistema, è un ammazza famiglie,
che ti ammazza veramente, ferma del tutto, altro che
retrocede. Proprio la fa volare all'indietro la società,
come povertà, come miseria e così via. Be' anche questo,
siamo dentro a questo sistema che ci ha imposto questa
Europa inedita nella nostra vicenda nazionale, siamo
sottoposti al Patto di stabilità e così via, e allora anche
queste cose, le scuole aspettano, però noi abbiamo anche il
dovere di dire che abbiamo nei nostri intendimenti, nei
nostri programmi, ma mi abbandono anche a dire nelle nostre
speranze, quella di mettere in sicurezza definitivamente
tutte le scuole italiane, perché è orribile lo scenario che
si verifica in un luogo che è preposto alla raccolta, per
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così dire, dei bambini, è terribile. Uno li manda a scuola
e crede che stanno al sicuro, li manda a scuola, cosa è
meglio, è come se li manda in chiesa, no? non è il posto
migliore se ne riceve poi magari cadaveri o affogati e così
via. Anche questo è un tema che noi porremo e così via. Io
non voglio tirarla per le lunghe perché, voglio dire,
potrei anche leggere qua gli articoli perché siamo
circondati da cultori della costituzione che mentre la
affogano, la esaltano, sono tutti difensori, potrei citarvi
anche quali sono gli articoli che io ritengo i cardini
della nostra identità. Io mi sento qua, Sindaco di un
Comune, con la stessa dignità di Fragassi, di Ruccia, e
così via, che non siamo distinti, siamo distinti qua
fintamente, per schieramento, per questo, ma siamo tutti,
tutti quanti, uniti da questa carta di identità che sono
quei valori. Io credo che questo è un passo importante.
Nella nostra campagna elettorale, con qualche sorriso,
abbiamo detto che noi vogliamo fare di Modugno il paese
della legalità costituzionale. Be' insomma la Costituzione
non lo immagina un Sindaco come quello che sto facendo io
in questo mese qua,
in questo mese di apprendistato.
Decine, decine e decine di persone che vengono a chiedere a
me come fare per avere il sussidio, non ce la fanno più
nemmeno ad andare ai servizi sociali, non ce la fanno più.
Dice andiamo dal Sindaco, può darsi che quello dà qualche
cosa. Io ricordo Lauro, Lauro era in grado di dare qualcosa
personalmente, Achille Lauro. Stiamo tornando ai periodi
del dopo guerra che vanno dal Sindaco a code, a grappoli,
piangono, si disperano. Va be' ma tutto questo è contro,
contro veramente, tutto questo ci fa vivere in una
dimensione
insopportabile,
in
una
dimensione
insopportabile. E per me è tanto più insopportabile quando
vedo anche noi nel nostro piccolo, nel nostro Comune,
l'altro giorno parlavamo in giunta quante macchine ha
Modugno, per carità, la BMW, ma quante Panda ha Modugno?
Che per me andare in una Panda del Comune è una
soddisfazione enorme, qualche giorno lo farò, ci andrò in
giro, un po' così, come uomo arrivato, ecco, come uomo
arrivato, e lo farò, ma a quanto pare gli uffici ne hanno
due, un altro ha la macchina, mi dicono ha una vecchia
macchina, ma quella è storica, del Sindaco, che aveva un
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autista etc. etc.. Tutto questo va smontato, bisogna
economizzare, una macchina basta e avanza. Se vuole andare
in macchina il Sindaco prenda la sua, prenda la sua, non fa
brutta figura, non fa una brutta figura, o vada a piedi, fa
una splendida figura, come credo in nome di questi valori,
di questi principi. Se però è necessario che sul piano
delle questioni fiscali e su un tema spinosissimo che io so
avere nel nostro paese cultori raffinatissimi, che è quello
dei rifiuti, so che in Europa ci guardano come competenza
nella materia dei rifiuti, io lo so, lo riconosco questo,
che ci guardano con ammirazione, vogliono che andiamo in
Europa come le intelligenze, come i giovani, come i giovani
intelletti, li vogliono in Europa, sul problema dei
rifiuti, e io vivo nel centro storico, cioè nel delitto di
Stato, vivo io, nel luogo di un delitto contro l'umanità,
addirittura, lì vivo, però ci chiamano dall'estero perché
siamo esperti e così via, bene, stiamo attraversando, come
sappiamo, come possiamo tutta questa problematica dell'ATO,
etc., etc., etc.. In gruppo, coi cinque Comuni che devono
stare in gruppo, oggi abbiamo fatto una riunione e un
Sindaco si riteneva il maestro di tutti, poi aveva scoperto
che non era manco il bidello e quindi si è ritirato, un
disastro, è un percorso difficile, lento, faticoso che però
dobbiamo percorrere fino in fondo mentre veniamo sempre
accusati di non capire, di non fare. Con calma, questo è un
altro programma, noi dobbiamo, noi davvero arriveremo a,
grazie anche a quello che è stato fatto nel passato, ci
mancherebbe, arriveremo a qualche approdo. E da ultimo, da
ultimo proprio, voglio ricordare questa storia, che noi
abbiamo posto anche al centro della nostra campagna
elettorale, che è la questione della cementeria. Io con
dolore,
proprio
con
dolore dico, nella
cementeria,
Assessori o meno, Sindaci o meno, smentite o meno,
l'amianto
c'era
e
l'amianto
c'è.
Lo
dicevo
dalla
opposizione nella società, lo dico ora nella pienezza delle
mie funzioni di Sindaco. C'era a tonnellate. E c'è. È
inutile giocare su questa storia, "e ma questa è una
esagerazione", ho letto le relazioni degli Assessori
passati, deliranti. Ripeto, l'amianto c'era e c'è. Su
questo noi dovremo aprire, fare un grande sforzo per capire
come facciamo, con quali denari, con quali forze economiche
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riusciremo ad approfondire, ma non gli indizi, ma le prove,
che l'amianto c'era, e l'amianto è la morte, l'amianto è
l'inferno. Lì c'era e c'è. Poi discuteremo di che cosa
fare. Noi che abbiamo vissuto sempre con un certo senso di
moderazione economica, di sicurezza moderata, non avremo
paura poi di scontrarci con i palazzinari di turno, che
vorranno metterci appunto i palazzi nell'area della
cementeria. Questo cercheremo di non farlo. Se questo
dovessimo essere poi alla fine, ora, in questi mesi, in
questi anni, finché ci siamo noi, dovessimo perderla questa
battaglia, ed evitare proprio da coloro che sono contro i
canili, magari, per i cani la costruzione volessero la
costruzione di canili umani, là dentro, e sopra l'amianto,
be' io credo che in quel momento non ci lasceremo
travolgere
da
questa
valanga
e
ce
ne
andremo
tranquillamente lasciando a loro il completamento di questo
terribile delitto sociale. Io vi ringrazio, vi chiedo
scusa, e vi auguro di poter adesso replicare in tutta
libertà e con la stima che io ho per ciascuno di voi.
Grazie.
Applauso.
PRESIDENTE: Grazie Sindaco. Si procede con gli interventi.
Cramarossa prego.
CONSIGLIERE CRAMAROSSA: Sembra che il Consiglio Comunale
sia il luogo della libertà condizionata al tuo modo di
vedere le cose, al tuo modo di guardare alla politica, e
che tutti gli altri se non sono imbecilli e se non sono
banditi sono comunque degli idioti. Almeno questa è la
sensazione che ho. La tua elezione dice, e l'elezione di
questa maggioranza, dice da sola, e dice immediatamente
tutto ciò che hai raccontato con cui siamo inevitabilmente
d'accordo, tanto da avere proposto un Consiglio Comunale
sulla legalità perché sia quello il luogo e il tempo per
riprendere tutti i ragionamenti che giustamente hai fatto,
a partire dalla Costituzione, per arrivare alle dimissioni
del Consiglio Comunale, che diciamo mi interessano molto
visto che io c'ero, nessuno ci ha assolto, e la situazione
era così grave e così chiaramente imbarazzante, a dir poco,
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per la città, che altro non si poteva fare. Anche su
quell'atto però ci sarebbero da dire delle cose, perché
quell'atto per quanto chiaro e inevitabile non era neanche
automatico. Eppure è stato fatto, secondo me era segno, è
stato segno comunque di un minimo di salute che il
Consiglio Comunale in quella fase ha mantenuto. In un
Consiglio Comunale monotematico io credo che riusciremo ad
affrontare
tutto
questo.
Siccome
però
ritengo
che
l'elezione tua e di questa maggioranza dica da sé che deve
vincere la Costituzione, che deve vincere la Legalità, non
lo dico per banalizzarlo, naturalmente, tanto che ripeto
abbiamo proposto un Consiglio Comunale monotematico, si può
essere dissacranti e irrituali quanto si vuole, ma le
dichiarazioni programmatiche di un Consiglio Comunale da
fare obbligatoriamente in un Consiglio Comunale, dovrebbero
dire non i peli, i buchi dove va il Comandante, dove sposti
gli impiegati, ma dovrebbero dire intanto che prendi atto
del fatto che un conto è discutere le, proporre, insultare
o ciarlare fuori, altra cosa è confrontarsi con il fatto
che per esempio le casse sono vuote, quindi puoi fare tutte
le, puoi avere tutti i propositi che vuoi, ma alla fine ti
scontri con la realtà. Le dichiarazioni programmatiche
servono innanzitutto a questo, io penso. Per cui da un lato
esaltiamo le regole, dall'altro banalizziamo un momento in
cui la città vorrebbe sapere non certo la soluzione di
tutti i problemi, ma vorrebbe capire se hai una visione
globale delle cose, che per quanto io sia andato, sia stato
quello che è andato a ruota libera, secondo la tua visione
del mondo, naturalmente, nello scorso Consiglio Comunale,
l'ho fatto dopo avere precisato che sarebbe stato utile
rendere meno banale, meno rituale l'ordine del giorno
obbligatorio e obbligato del primo Consiglio Comunale,
presentando la giunta, presentando gli Assessori anche con
delle priorità programmatiche. Continuo, nonostante oggi
sia il tempo dedicato alle dichiarazioni programmatiche,
continuo a non cogliere un filo conduttore di questa
esperienza. La costituzione e la legalità sicuramente lo
sono, ma io credo che tre mesi di governo siano sufficienti
almeno per urlare la disperazione, secondo me di un
Sindaco, di una giunta, e dell'intero Consiglio Comunale
per l'impotenza a cui un'amministrazione di fatto è
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costretta da una serie di vincoli. E quindi il riferimento
al canile credo che sia, che pure hai fatto l'altra volta,
e che oggi ovviamente riprendi, non è tanto relativo al
fatto che quella ordinanza di sgombero non fosse più che
giusta, motivata e legittima, ma è dovuta al fatto che
questo percorso, e quindi entriamo nel merito, entriamo nei
grandi sistemi, entriamo nel merito delle questioni, almeno
su questa questione, visto che l'avete affrontata, si
poteva dire, per esempio che un'ordinanza di sgombero era
già stata fatta, che la chiusura del canile non è mai
avvenuta. E che al di là delle difficoltà finanziarie di
100 mila euro all'anno per gestire quei cani, che si
trovano, si trovano ovunque, nonostante tutto quello che si
possa dire in ragioneria. L'amministrazione ha questa
priorità? Troverà i 100 mila euro, non è questo il
problema. Il merito della questione denuncia due, secondo
me, due atteggiamenti. Il primo un atteggiamento, che ti
piaccia o no, di tipo poliziesco che emerge immediatamente
da quel lato, di tipo poliziesco per la semplice ragione
che se si fossero valutati i motivi per i quali l'ordinanza
sindacale precedente di sgombero, di chiusura, non è andata
a buon fine, probabilmente il blaterare, come pare dobbiamo
considerare, delle associazioni ambientalistiche che in
qualche modo hanno protestato, poteva essere ricondotto a
realtà. Perché in quella realtà del canile abusivo si tentò
in qualche modo una normalizzazione non perché, io non,
nella consigliatura precedente credo di non essermene mai
occupato, ma credo che nessuna amministrazione abbia lì dei
cani volontariamente come se quello fosse il canile
ufficiale della città. Non so, non ho notizie precise in
merito. Però certamente si tentò di normalizzare quella
situazione. Siccome quel luogo non è soltanto un luogo
patologico per i cani, ma è un luogo che conserva altri
tipi
di
patologie,
probabilmente ancora più gravi,
un'ordinanza di sgombero fatta in quel modo, cioè nello
stesso modo dell'ordinanza precedente era prevedibile che
potesse sortire una resistenza e, come dire, un battage
pubblicitario che poi abbiamo visto. Ci sarebbe piaciuto
quindi ascoltare qualche cosa in più non sui massimi
sistemi, ma sulle linee guida fattibili che questa
amministrazione intende portare avanti. Vado per la seconda
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volta a ruota libera, mi perdonerai, partendo dalla
situazione
dei
servizi
sociali.
Intanto
tralascio
naturalmente, senza rischiare i tuoi anatemi, valutazioni
sulla dinamica della giunta, mi interessa veramente poco.
La collego però al discorso, breve, sui servizi sociali per
dire per esempio nel merito che due deleghe così
importanti, alle attività produttive e all'ambiente,
lasciando la delega al lavoro ai servizi sociali, a me
sembra, come mi è sembrato con questa ultima questione,
servizi sociali e lavoro nella amministrazione precedente,
a me sembra un errore. Perché dal mio punto di vista a
parte che la delega attività produttive ritengo che siano
talmente imponenti di per sé, e gli uffici siano talmente
distanti, che assolvere bene a entrambi i ruoli, nonostante
le
capacità,
ne
sono
sicuro,
dell'Assessore,
sarà
un'impresa. Ritengo invece necessario un ragionamento più
complessivo su servizi sociali, sul welfare in generale, in
connessione con le attività produttive come lo stesso
progetto di inclusione socio lavorativa denominato AVVISO 6
presentato di recente, ha dimostrato. Nel senso che un
assessore ai servizi sociali che si occupi di lavoro tout
court, è un'ipocrisia si scontrerà inevitabilmente secondo
me con l'impotenza di non avere strumenti di nessun tipo.
Quell'AVVISO
6,
quel
progetto
di
inclusione
socio
lavorativa per soggetti svantaggiati indica invece una
strada. Lo sportello attivato presso il centro di salute
mentale di Modugno è uno dei pochi casi, ma non è l'unico,
soprattutto non è l'unica esperienza che si muove verso
l'inclusione lavorativa dei soggetti svantaggiati. Però è
l'unica, una strada dal mio punto di vista utile anche allo
sviluppo delle attività di una politica di attività
produttive. Perché indica intanto una attività di rete tra
vari servizi socio sanitari che si occupano ciascuna dal
proprio punto di vista di soggetti svantaggiati che stanno
in rete. Ma indica anche una strada metodologica di analisi
e dei punti critici delle persone da mettere al lavoro, dei
punti di forza, dei punti di debolezza del mondo
imprenditoriale, quindi del bisogno di manodopera. Indica
una strada sulla formazione, questo mette tutto insieme. Il
welfare si occupa essenzialmente di soggetti svantaggiati.
L'idea che l'assessorato al welfare di un Comune anche
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medio, come quello di Modugno, possa occuparsi di lavoro,
quello sì che è un delirio. Pari pari ritengo l'esperienza
che si sta per cominciare su AVVISO 6 credo che sia un
punto di partenza anche per l'assessorato alle attività
produttive, mi sarei aspettato nelle linee programmatiche
del Sindaco non certo come dare lavoro ai disperati, ma per
esempio
quello
è
un
atteggiamento
che
questa
amministrazione, a parte le fantasie sul rilevare la OM
Carrelli, intende, che tipo di approccio, che tipo di
rapporto intende intrattenere con il Consorzio ASI, che
intende farne per esempio di una poltrona inutile proposta
al Comune di Modugno come quella della ASI Spa, nonostante
in passato abbia solleticato i desideri di alcuni. Queste
cose io vorrei sentire nelle dichiarazioni programmatiche,
oltre alla costituzione, oltre alla legalità, non banale,
talmente importanti da volerle affrontare in un consiglio
monotematico, che ribadisco, proposta che ribadisco, lo
faremo, ma oggi io avrei voluto sentire, per esempio, sui
servizi sociali e sulle attività produttive come mi
rapporto a questa zona ASI da cui siamo usciti, provo a
rientrarci, mi serve una poltrona nel consiglio di
amministrazione, mi serve la poltrona dell'ASI Spa servizi,
io credo che il Sindaco dopo tre mesi si sia fatto qualche
idea dei rapporti di forza, con la Provincia, con la
Regione, con il Comune di Bari, senza naturalmente,
apprezzo la proposta di rilevare la OM Carrelli, ma al di
là di qualche titolo di giornale veramente mi sembra quello
un delirio. A proposito di rifiuti e centro storico mi
sarebbe piaciuto nelle dichiarazioni programmatiche, non
serve essere Sindaco da 100 anni, basta essere Sindaco da
un mese, farsi un giro degli uffici, e chiedere ci sono
finanziamenti attivati, ci sono possibilità aperte nelle
passate
legislature
che
devo
portare
avanti?
La
rigenerazione urbana è una di queste. Nelle dichiarazioni
programmatiche ci sarebbe piaciuto sentire, per esempio,
che
sulla
riqualificazione
del
centro
storico
è
disponibile, disponibile un milione e mezzo di euro, che è
la metà dei 3 milioni a cui il Comune di Modugno potrà
accedere. Un milione e mezzo stanno, sono destinati al
centro storico. La rigenerazione urbana è un elemento
fondamentale, 3 milioni non sono tanti, ma non sono neanche
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pochi,
nelle
dichiarazioni
programmatiche
questo
probabilmente avrebbe potuto trovare una sua residenza. Fu
fatta in campagna elettorale, e non solo, un gran,
giustissimo, ancora una volta, fare di un luogo un simbolo,
la chiesa di Sant'Antonio che mantiene l'abitazione di
fronte è oggettivamente un simbolo di degrado come le
blatte, come i topi, come i rifiuti abbandonati nel centro
storico. Sarebbe stato utile sentire che sul ripristino
statico di quegli immobili del centro storico, incluso
quello, ci sono 100 mila euro che vanno spesi, vanno
cantierizzati,
nonostante
la
situazione
imbarazzante
dell'ufficio tecnico. A proposito di disperati, ci sono 60
famiglie circa che attendono una risposta sul comparto A 6,
e quello è uno dei comparti destinati a cooperative
edilizie. Il comparto A 2 è già partito. Allora sono
sciocchezze, sono dettagli, significa entrare nel merito.
Siamo deliranti se poniamo queste questioni nella prima
occasione utile, chiedo venia se l'ho fatto nella prima
occasione utile. No, lo faccio nella prima occasione utile.
Ci sono delle cooperative, quindi il titolo non è cosa fai
nel comparto A 2, nei centro metri quadrati, il titolo è
cosa
fai
delle
cooperative
edili,
cosa
fai
della
graduatoria
ancora
necessaria
che
va
varata
delle
cooperative edili? Non l'hanno fatta gli altri, sono tutti
banditi, andranno tutti in carcere. Vogliamo intanto noi
che siamo qui cominciare a collaborare, a fare una agenda
condivisa, senza essere presi per imbecilli, per idioti e
per deliranti perché scegliamo tempi e modi diversi dai
tuoi in cui dire alcune cose? Quindi chiedo ancora una
volta scusa se sono stato delirante e intempestivo la volta
scorsa. Spero che porre questa questione, per esempio delle
cooperative edili, e della Guido Rossa in particolare,
visto che lì ci sono 60 famiglie che hanno sborsato
migliaia di euro per l'acquisto di suoli, vado nel
dettaglio, sul comparto A 2, serve la seconda lettura in
giunta. Semplicemente. Quindi poniamo all'attenzione del
Sindaco e della Giunta questo tema assolutamente specifico.
Lavori pubblici, parlavo prima di iniziare, Presidente mi
sospenda subito naturalmente se...
PRESIDENTE: In effetti il tempo è superato...
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CONSIGLIERE CRAMAROSSA: A me risultano…
PRESIDENTE: … in conferenza dei capigruppo, la tolleranza
c'è sempre. però cerchi di…
CONSIGLIERE CRAMAROSSA: Quanti minuti ho, Presidente?
PRESIDENTE: Concluda il discorso.
CONSIGLIERE CRAMAROSSA: Allora rispetto ai lavori pubblici
c'è una questione grande come una casa rispetto al
tracciato ferroviario, all'interramento FAL. Ci aspettiamo
di essere coinvolti anche su questa questione assolutamente
importante, vista la notizia dei primi di giugno,
sostanzialmente di un lascia passare dell'assessorato
rispetto alla inopportunità, diciamo, delle valutazioni di
impatto ambientale, perché è stato ritenuto evidentemente
non abbastanza impattante da richiedere una valutazione di
impatto appunto ambientale. C'è una questione aperta, sono
sciocchezze, immagino, tipo lo spostamento del mercato
settimanale del venerdì, c'è una determina dirigenziale del
dicembre 2012, pongo l'attenzione in occasione delle
dichiarazioni programmatiche il fatto che in quell'area
fino a quando non verrà spostata, e quindi la domanda è
anche che cosa, che tempi ci stiamo dando per lo
spostamento del mercato, perché ci sia naturalmente almeno
una sistemazione della viabilità spicciola perché sono
difficili anche i soccorsi. Sul personale, naturalmente, ma
chi se ne frega dove andrà il Comandante, dove andrà il
dipendente. Quello che vorremo capire, e ci piacerebbe
capire insieme, visto che non mi pare che stiamo tenendo un
atteggiamento, salvo ovviamente il quoziente intellettivo
di cui non possiamo rispondere, non mi pare che stiamo
tenendo un atteggiamento pregiudiziale. Sul personale, il
bivio
è
se
l'amministrazione
intende
rimettere
in
discussione la questione dei dirigenti, cosa di cui io per
primo ero convinto, i ragionieri dicevano non si può fare
perché non ci sono risorse sufficienti per coprire tutti i
settori con le figure dirigenziali, questo fu l'assunto di
base che portò a una bozza nella quale e con la quale si
rinunciava ai dirigenti e si individuava una forbice da 10
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a 14 di servizi e settori, e di altrettante posizioni
organizzative. Personalmente ho avuto moltissimi dubbi su
quella
bozza.
Chiedo
all'amministrazione
possiamo
discuterne insieme? conferenze di capigruppo, consiglio
monotematico, una giunta aperta, quello che volete. Per il
semplice interesse su questa questione specifica che,
interesse non per le casse del comune, se il comune pagherà
i dirigenti, ma perché personalmente credo di essermi speso
contro la firma da parte del Commissario di quel
provvedimento, forzatamente, forzatamente preparato dagli
uffici. Quindi, Sindaco, sono assolutamente al tuo fianco,
possiamo discuterne insieme se è il caso, di tornare ai
dirigenti, o nel caso, di conformare l'impianto? Perché una
criticità fondamentale, non è tanto il numero dei settori,
la semplificazione non la fai se i settori sono 6 anziché
14, il mio dubbio che resta sulla questione, manifestato
alla Segretaria all'epoca, e a chi formulò quella bozza, è
chi coordina le posizioni organizzative non essendoci
nessun primus inter pares, salvo individuare nella stessa
Segretaria probabilmente la figura che può assolvere a
questo ruolo e può coordinarli. Sulla contabilità molto
velocemente all'Assessore, c'è una proposta operativa,
c'era una delibera di giunta sullo sviluppo del sistema
SIOPE, ancora una volta il dettaglio non è come funzionano
I SIOPE, come funzionano i codici. Il dettaglio è la
compatibilità, i flussi di cassa si possono guardare?
Questo è il titolo che io avrei voluto leggere nelle
dichiarazioni programmatiche, chi se ne frega dei numeri,
ma chi se ne frega dei dettagli. Il titolo è: al Sindaco,
non a me che sono l'ultima ruota del carro, al Sindaco i
dati di cassa sono intelligibili? Per il Sindaco sono
fruibili? Io sono come il Sindaco, non ci capisco nulla,
però cominci a leggere pian piano assumi dimestichezza. Io
credo che non siamo imbecilli, sicuramente non lo è il
Sindaco, probabilmente lo sono io, talmente imbecille da
non riuscire a cogliere le linee guida. Ma probabilmente la
contabilità, i flussi di cassa tradizionalmente in tutta la
pubblica amministrazione sono fatti in maniera difficile.
L'implementazione del SIOPE è semplicemente una proposta
condivisa
dalla
Banca
d'Italia,
non
condivisa
dall'imbecille che sono io. Ed è una strada attraverso la
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quale la contabilità può essere resa più fruibile e più
intelligibile. Non ne parliamo, naturalmente, faccio
l'Avvocato del diavolo, dei residui, dei residui attivi e
passivi, quelli che si perdono, di quelli che si possono
esigere,
ancora
una
volta dettagli, sicuramente il
dettaglio di ciò che si può incassare e ciò che no. Il
titolo è ancora una volta quanti crediti e quanti debiti ha
l'amministrazione che non riesce ad incassare sicuramente,
che non incasserà mai più? Questo è un titolo che avrei
voluto leggere nelle dichiarazioni programmatiche. Infine
un passaggio sulla scuola, anche qui un assessorato che le
accorpa è inevitabile, naturalmente. Ma l'Assessorato alla
cultura, innanzitutto, Assessorato, dal mio punto di vista,
o comunque parimenti Assessorato alla pubblica istruzione,
la questione della Francesco D'Assisi non è una questione
di spazi, la questione della Francesco D'Assisi è una
questione di dimensionamento scolastico, in cui il Comune
centra, ma centra fino a un certo punto, visto che abbiamo
la fortuna di essere rappresentati finalmente, lo dico
senza ovviamente alcuna ironia, in maniera autorevole, lo
dico, senza ironia, perché l'unico potere contrattuale che
ha l'amministrazione verso l'ufficio scolastico e verso i
dirigenti nell'organizzazione scolastica che in realtà è
competenza loro, è avere abbastanza autorevolezza e idee
chiare su che cosa fare del sistema scolastico. Anche qui
chi se ne frega se la Francesco D'Assisi, lo dico tra
virgolette, naturalmente, in quanto spazio sarà occupato da
aule o sarà occupato da uffici, ancora una volta il titolo
è che idea ha l'amministrazione, e anche questo io spero di
poter condividere, sulla riorganizzazione della scuola. So
che l'Assessore è abbastanza umile da coinvolgere tutto il
Consiglio Comunale. Vi ringrazio per l'attenzione, avevo da
dire altre cose, spero di non essere stato almeno questa
volta fuori luogo e fuori tempo.
PRESIDENTE: Fuori luogo forse no, forse fuori tempo, ma la
tolleranza che era stata stabilita dall'altra volta, come
vede, le è stata concessa. No, ma infatti, ma infatti non
sono 5 minuti, però se lei lo sottolinea Consigliere
Cramarossa, io sono costretta a ribadirle che il suo
intervento è durato esattamente 24 minuti rispetto ai 15
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previsti, quindi tolleranza assoluta. Si procede con il
secondo intervento, Consigliere Loiacono.
CONSIGLIERE: Grazie Presidente. Presidente soltanto per
capire, in maniera tale che capiscono anche coloro che sono
qui presenti, che ci stanno ascoltando, come intende
proseguire questo Consiglio Comunale, e cioè mi spiego
meglio. Dopo l'intervento di ognuno di noi, aspettiamo che
il Sindaco ci dia delle risposte, oppure poi il Sindaco
eventualmente dopo tutti gli interventi dà una risposta
generale a tutti? Volevo innanzitutto, cioè giusto per
capire un po' come eventualmente dobbiamo proseguire questo
consiglio.
PRESIDENTE: Penso che debba decidere il Sindaco volta per
volta se rispondere o intervenire alla fine. Prego
Consigliere Loiacono.
CONSIGLIERE
LOIACONO:
Grazie
Presidente.
Scorgo
con
dispiacere la inutile, credo, aggressività del Consigliere
Cramarossa. Io penso che per fare l'opposizione dura ci
sarà,
abbiamo
a
disposizione
ancora
molto
tempo.
Probabilmente non è questa la sede, forse non sono questi i
toni. Ma come dire ognuno ha i toni che vuole, insomma
secondo me sono eccessivi. Tuttavia lo dico naturalmente
con tutto il rispetto, siamo amici con Fabrizio per cui
certe cose posso dirle. Le cose che dirò, che avevo
appuntato prima, naturalmente, del Consiglio Comunale,
sono, credo io, penso che siano la testimonianza più
realistica di ciò che il Sindaco diceva essere stato il
coagulo
della
nostra
coalizione.
Lui
ha
detto,
praticamente, ha espresso gli stessi concetti che io con
altre parole dirò adesso, ed è proprio su questo che ci
siamo ritrovati. È proprio su questo che abbiamo fatto
insieme una battaglia che è stata la campagna elettorale.
Io sono espressione di una lista che si chiama Legalità e
Libertà, e non è affatto retorico il richiamo alla
legalità. Sì, certo faremo anche un Consiglio Comunale ad
hoc, che è stato richiesto proprio dal Consigliere
Cramarossa. Noi invece abbiamo fatto proprio una campagna
elettorale sulla legalità. Noi tutti, insieme al Sindaco
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che ci rappresenta abbiamo giurato fedeltà alle leggi, alla
costituzione, e troppo spesso si guarda alla legge come un
ostacolo da superare, da aggirare. Troppo spesso si pensa
all'insieme di norme che regolano la nostra vita sociale,
come ad una gabbia che ci tiene rinchiusi e non ci consente
di liberare la nostra intelligenza, le nostre capacità.
Viviamo in un momento in cui spesso, troppo spesso le leggi
vengono pensate con uno spirito limitativo, repressivo,
perché la tendenza della nostra società è ad invadere
qualunque sfera di libertà altrui, ad ogni costo, e dunque
spesso, direi sempre, il legislatore, noi tutti anche che
amministriamo ci si trova nella condizione di porre argini
a questa invadenza. È una continua emergenza, lo vediamo
ogni giorno anche qui, che è la cosa di cui spesso si
lamenta anche il Sindaco, circondato dalle emergenze. E
questo ci costringe a guardare i nostri passi, proprio solo
davanti a noi, a un metro da noi e non ci consente di
allargare lo sguardo a tutto il contesto nel quale viviamo,
dando un respiro più ampio al nostro pensiero. Eppure, lo
diceva il Sindaco, l'Italia ha dato prova di una grande
lungimiranza in passato. I padri fondatori della Repubblica
hanno elaborato una vera opera d'arte scrivendo la
costituzione, e si può affermare che lo spirito di quella
legge fondamentale, lo sforzo occorso per inciderla,
rappresenti
la
spinta
propulsiva che ha consentito
all'Italia di arrivare fin qui. Tutto ciò che di buono è
stato fatto da allora, si inserisce nel solco tracciato
proprio dalla costituzione. E non è un caso che i tentativi
di deturparla sono oggi all'ordine del giorno sempre più
pressanti, sempre più, anche più scoperti. I costituenti
proprio grazie a quello sguardo ampio sul mondo e sulla
storia, che si è perso nella società moderna, avevano
previsto anche l'imprevedibile, dettando le modalità e i
tempi con cui modulare la costituzione e adeguarla ai
cambiamenti. Però lo spirito, l'idea dell'uomo e del suo
rapporto col mondo, la volontà di costruire un mondo nuovo
sulle macerie della distruzione, quelli non possono e non
devono cambiare. Ecco questo anch'io all'inizio avevo delle
perplessità su questo genere di, su questo modo di
enunciare il suo programma, il Sindaco. E tuttavia lo
spirito con cui ci accingiamo a fare il nostro lavoro è
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proprio questo, quindi di per sé questo è un programma.
Andare nel dettaglio ci può fare perdere il filo conduttore
del nostro pensiero, che appunto deve guardare a tutto
quanto, e deve avere uno spirito univoco per tutto quanto,
rifarsi a dei valori, ed è di questo che dobbiamo parlare.
Poi nel dettaglio avremo modo di parlarne, diamo il tempo
però, non genericamente di studiare le carte, non
genericamente di studiare le carte, perché si potrebbe dire
che avrebbero dovuto studiarle prima, che si sarebbe dovuto
saperlo prima. Certo! Diamo il tempo però a questa
amministrazione che nasce sulle macerie di un decennio, a
voler essere buoni, di assoluto disinteresse per la città.
Nasce sulle macerie di un decennio in cui il Comune, la
macchina comunale è stata stravolta, l'interesse al quale
si lavorava non era certamente quello del bene della città,
ma quello degli arricchimenti personali. Dunque su questo
bisogna, per questa ragione bisogna dare il tempo di
studiare le carte, perché le carte che sono a disposizione
sono quanto meno falsificate da una storia piuttosto
imbarazzante. Quindi il vero lavoro di un Consigliere
comunale è nello studio, paziente, scrupoloso, nell'ascolto
delle voci che pronvengono dalla città, nella comprensione
dei bisogni. Nel collegamento tra il necessario tecnicismo
dell'amministrazione pubblica, e la impellente e complicata
semplicità dei bisogni dei cittadini. Intendiamoci il
tecnicismo è anche necessario, anche se spesso diventa
colpevolmente abusivo. Dentro l'eccessivo tecnicismo spesso
si
annida
la
corruzione,
l'abuso
di
potere,
il
clientelismo,
il
vantaggio
personale di rendite di
posizioni acquisite in modo oscuro. Il linguaggio con cui
si esprime la pubblica amministrazione non deve essere per
noi un paravento dietro il quale nascondere la nostra
incapacità, o peggio ancora dentro il quale nascondere i
propri raggiri, dietro il quale. Troppo spesso in passato
ci siamo trovati nella condizione di subire amministratori
irresponsabili e incapaci. C'era chi sapeva e taceva per
paura, chi taceva invece perché il semplice pregiarsi
dell'onore di una poltroncina morta, poi, se usata in quel
modo, era sufficiente a soddisfare la sua vanità. C'era chi
sapeva e si accontentava delle briciole, forse c'era anche
chi non sapeva, ma la distrazione in certi casi è colpevole
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quanto la connivenza. Noi abbiamo sostenuto il Sindaco
nella sua campagna elettorale, sappiamo bene chi è,
conosciamo i suoi valori, siamo certi della forza che
metterà nel portare avanti ciò che ha promesso, e per
questo che avere sentito ribadire certi concetti, che non
sono affatto banali, che rappresentano, ecco, veramente le
linee guida di un atteggiamento che finalmente cambia, la
legalità in genere, ma soprattutto a Modugno, è veramente
rivoluzionaria. Una semplice digressione, non mi andava di
scendere, però non è che il Sindaco ha inteso rilevare la
OM Carrelli, reagiva, magari provocatoriamente, a una
provocazione che era stata fatta dagli amministratori. Noi
siamo pronti a regalarla anche adesso, il Sindaco non ha
detto regalala al Comune, ma il Comune certamente si
attiverà perché sia fatto un percorso di cooperazione tra i
dipendenti etc.. Cioè quindi era questo il senso, non
rileviamola e prendiamocela noi. Quindi le provocazioni a
volte, l'atteggiamento pregiudiziale non è certamente del
Sindaco in quello che dice, ma in alcuni, appunto,
atteggiamenti
eccessivamente
aggressivi.
Auguriamo al
Sindaco, ma anche a tutti noi, di fare un buon lavoro.
Grazie.
Applauso.
PRESIDENTE: Grazie
Benedictis, prego.
Consigliere
Loiacono.
Consigliere
De
CONSIGLIERE DE BENEDICTIS: Buonasera a tutti. Volevo dire
che il Sindaco non si è soffermato a parlare dei programmi,
diciamo, dei prossimi 5 anni perché sicuramente sta
pensando a lavorare e non a raccontare cose che magari
anche se non le dice, ma vorrei farlo io, magari, con un
elenco di cose che pensiamo di realizzare, compatibilmente
con le casse, compatibilmente con le possibilità di
poterli… Comunque… perfetto. Da informazioni prese dai vari
uffici ci risulta che ci sono, sono stati presentati
diversi progetti da soggetti privati per la realizzazione
di opere pubbliche a costo zero per l'amministrazione di
Modugno, questi progetti sono stati sempre tenuti lì nel
cassetto, però ci terremmo come gruppo, credo come
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maggioranza, a poterli almeno rivedere, poterli osservare,
e se è il caso sono di interesse pubblico, chiaramente di
poterli portare avanti come idee. La mia fissazione,
dall'inizio della campagna elettorale, è la realizzazione
di una piazza popolare, dove sta attualmente Piazza Sedile
per dare la possibilità ai giovani, non solo ai giovani di
potersi incontrare, socializzare, perché i giovani di
Modugno, almeno i miei figli, mi dicono, non sanno cosa
fare qui a Modugno e vanno verso altri lidi. Però
realizzare credo una piazza, esiste già lì anche una bozza
di progetto preliminare, sarebbe per me una bella cosa
realizzare, sempre che è possibile con tanto di quel, però
vedere, come si dice basta parlarne e poi si vede. Un altro
grosso problema di Modugno sono i parcheggi, c'è il centro
di Modugno, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Garibaldi, Via
Roma,
chi
arriva
dall'esterno
trovare
un
posto
è
impossibile. Perché li si mette la macchina a prima ora e
si toglie il giorno dopo, forse non si toglie mai. Io
proporrei all'amministrazione la possibilità di rendere dei
parcheggi a pagamento, regolarizzati, resi fruibili a
tutti, a costi economici tutto questo magari in un piano
più ampio del piano del traffico che mi risulta negli anni
passati è stato così discusso, parlato, ma mai messo in,
reso
pubblico,
diciamo.
Un'altra
idea
credo
della
maggioranza è quella di spingere le persone a utilizzare le
bici. Per fare questo bisogna rendere la possibilità alle
persone di poter posizionare queste bici in qualche posto,
quindi la realizzazione di rastrelliere o spazi pubblici
dove uno ci arriva. Perché se uno arriva dove mettere la
bici, diciamo non viene incentivato a farlo insomma. Poi ci
risulta che ci sono varie zone di Modugno sprovviste di
rete pubblica, idrica, fognaria e roba varia, dove non si
possono sviluppare insediamenti perché magari ci sono,
esistono progetti, anche questi sono chiusi lì nel cassetto
perché, non so per quale motivo, saranno motivi di soldi
motivi di volontà politica, motivi non so quali, risultano
progetti fatti, rivisti, ma mai messi fuori. Io chiedo
all'amministrazione di poterli visionare questi progetti e
potere capire se è possibile realizzare anche queste opere.
Poi c'è una zona di Modugno, il quartiere Campolieto che è
fatto fuori per tanti motivi, dalla statale verso Bitonto e
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verso Palo. Se è possibile rivedere la possibilità almeno
di un ponte pedonale, so che l'Anas crea un sacco di
problemi, però io dico se ci mettiamo, se battiamo i pugni,
se affrontiamo i dirigenti, se parliamo con le persone
competenti, credo che molte volte ci vuole la nostra buona
volontà per affrontare questi problemi. Un pensiero
particolare va al quartiere Cecilia, lo dico personalmente
perché sono stato coinvolto personalmente proprio dal
Parroco del quartiere Cecilia, e come tale come impegno
personale gli ho promesso di parlarne in Consiglio
Comunale. Lì mancano degli assistenti sociali, credo che a
Modugno ce ne sono parecchi, lì non ce ne è nemmeno uno, se
qualcuno lo spostiamo lì non mi dispiacerebbe. Manca un
presidio di vigili, o se sta sono presi da altri servizi e
non stanno sul quartiere. Il problema annoso del bubbone.
Il Sindaco che è andato via... Ah, scusami Sindaco. In
campagna elettorale gli abitanti del quartiere Cecilia se
lo ricordano questo discorso e vorrebbero che noi
prendessimo delle decisioni, e io sono a disposizione del
Sindaco, come detto in altre occasioni. Se è possibile in
quella stessa zona dove non esiste un parco, dove non
esiste uno spazio comune per poter dare la possibilità a
queste persone di incontrarsi, se è possibile, giacché si
stanno
facendo
delle
realizzazioni,
chiedere
la
realizzazione di un parco. E infine, ma non è, lì ci sono
strade veramente da far west, siamo stati proprio una volta
con il Sindaco per parcheggiare abbiamo dovuto mettere la
macchina, avevo la Jeep per fortuna abbiamo parcheggiato
sui sassi. Però non è normale una cosa del genere. Magari
indagare e capire se quelle aree sono pubbliche o se sono
private, se sono pubbliche come mai sono così abbandonate
veramente al terzo mondo? Infine, ma non infine, ci sono
tanti altri problemi. Mi è capitato in questi giorni di
andare alla posta di Modugno, è veramente una cosa
allucinante. Cioè là le persone, i vecchietti passano le
giornate, e va bene, ma le persone che come noi che credo
che più o meno vanno a lavorare vanno la mattina e devono
uscire il giorno dopo perché i numeri arrivano a 300, a
400. Chiedo ma è possibile chiedere alle poste l'apertura
di un altro ufficio postale. Io ho individuato dei locali,
per esempio nella galleria commerciale dove c'era l'ex
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banca di Roma, c'è un locale bellissimo abbandonato. Se c'è
la possibilità di sollecitare l'amministrazione postale di
poter aprire un altro ufficio che veramente necessita a
Modugno, con tutte le competenze che ha avuto, l'ufficio
postale, bancarie, competenze, un mare di competenze,
veramente sta scoppiando e non è giusto che la gente,
veramente, entra la mattina ed esce il pomeriggio quando
gli va bene, insomma. L'attenzione anche sulla questione
dei cani, che diversi amici, diversi abitanti, diversi,
chiedono questi cani se è vero, giustamente diceva l'amico
Vito hanno l'obbligo di portare la paletta, di portare la
busta per legge, e roba varia, però anche il cane ha
bisogno di un po' di libertà. I cani che stanno nelle
abitazioni quando escono sempre a guinzaglio, restano
sempre legati. Creare dei piccoli spazi per lasciarli
liberi, per farli un po' spatriare il cervello, si dice a
Modugno, fa piacere anche questo. Queste cose chiedo,
chiaramente non è che bisogna farle domani mattina, sono
pensieri, sono pillole che uno pensa e con la nostra
approvazione da parte di tutti quanti noi chiedo se è
possibile almeno affrontarli. Se poi li realizzeremo mi
farebbe tanto piacere. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere De Benedictis. Sì, circa la
questione dell'OM e magari anche di tutto quello che anche
la stampa in questi giorni sta esprimendo, e considerando i
vari pareri di noi Consiglieri, io preferirei che rispetto
alle dichiarazioni fatte dal Sindaco Magrone in questo
momento, in questa sede sia lui stesso, sia lui stesso ad
esprimersi. Anche perché vedo in aula diversi dipendenti
della OM. Prego Sindaco.
SINDACO: … perché sta diventando davvero una tragedia oltre
l'immaginabile. Il problema quale è? C'è stato anche su
questo un tono ironico, riduttivo, banalizzante, che
dobbiamo correggere nella prossima, io sono costretto a
dire udienza, ma è seduta. Dobbiamo correggerlo questo.
Perché ironizzare anche sulla mia battaglia individuale,
solitaria a favore degli operai, degli impiegati dell'OM è
stancante, è stancante. Che cosa ironizza, ma di che
ironizza? Io ho proposto una cosa banale che tanti fiori di
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cervelli non hanno detto, non hanno manco pensato, ho avuto
oggi io una lettera ufficiale della lega delle cooperative
che mi dice "noi siamo scattati, siamo entusiasti di questa
cosa, facciamo una cooperativa di lavoratori e facciamoci
entrare dentro chi vuole. Mi hanno scritto imprenditori, mi
hanno scritto un sacco di persone, in Italia c'è la
possibilità di costruire un percorso di cooperazione,
questa cosa Cramarossa irride, sfotte, fa, capisca, alla
terza udienza la capirà questa cosa. Sono cose che
sembrano, a lui, così, perché è fermo a qualche decine di
costituzioni fa, crede che siano balle, ma è una realtà. Il
paese, l'Italia ne presenta tante ormai di queste
esperienze. I lavoratori che fanno? Gli tocca il TFR, gli
tocca la cassa integrazione, prendono questo, lo investono
in una cooperativa, intervengono alcuni imprenditori, fanno
la cooperative e vanno bene, perché i lavoratori vanno bene
quando sono motivati e fanno una cosa loro e la
costruiscono loro. Che c'è da ridere su questo? C'è da
piangere sul fatto che nessuna autorità la raccoglie, c'è
da piangere sul fatto che la Regione tace su questa
ipotesi, c'è da piangere su questo, che non c'è nessuno che
raccoglie questa cosa. Io trovo a riceverla da queste forze
sparse
imprenditoriali,
politiche
così
via
ma
ufficialmente, tutti sghignazzano, oppure tutti fanno il
segno della vittoria, quando hanno perso tutto su questa
vicenda della OM. Vede la mia è stata un'indicazione vera,
proprio vera, è un percorso…, la Costituzione favorisce la
cooperazione, l'Italia è risorta nel dopo guerra con le
cooperative. Facciamo anche le battute, le cooperative
rosse, Bologna, l'Emilia Romagna, scherziamo pure su queste
cose. Ma perché qui, perché questo gruppo di giovani operai
perché sono un patrimonio, perché quelli sanno farli loro,
mica li sa fare il padrone, sa fare i carrelli, li sanno
fare loro, sono loro che li fanno. I carrelli sono loro. Ho
detto denunciatelo, fateli sequestrare, ma nessuno ascolta.
Però accetto che nella logica della politica quando si dice
una cosa di verità tutti scompaiono, ma che qui si faccia
anche gli spiritosi dicendo che è una balla, è una
cretinata, è una parola lanciata così, mi sembra esagerato.
Evidentemente qui di esperienza di gente che rimane senza
lavoro non ce n'è. Sono persone che hanno sempre avuto la
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sicurezza, la tranquillità per dire cose che gli pare e
piace. Io sono convinto, come Sindaco mi sono impegnato,
fatevi avanti, sono disposto a chiedere aiuto a tutti,
diamo una mano per fare una cooperativa con queste persone,
con questi operai. È una cosa fattibile. Perché no? Perché
non si può fare? Perché? Perché non si può fare? Mica è
detto, se tu OM dici che sei disposta a cedere
gratuitamente anche domani questa fabbrica, perché un ente
pubblico non dice grazie ce la prendiamo noi, togliti dai
piedi definitivamente, vediamo noi di costruirla una nuova
realtà. Io faccio questa cosa, mi impegno, vado là, poi
arrivo qui, Cramarossa che è in vena di battute spiritiche
"ma questa è una stupidità, questa è una cosa…" Falla tu,
Falla tu! Hai già distrutto un paese! Falla tu! Distruggi
anche l'OM. Cosa c'è da ridere su questa cosa? Falla tu una
proposta. Eppure qua dentro ridiamo. Guardate che questa è
una svolta, qui è come il dopo guerra, quando la crisi era
terribile, che si fece? Si costruirono, si ricostruirono
proprio le fabbriche con il consenso di tutti, dei
lavoratori, le misero su. Non va bene? Non va bene?
Continuiamo ad applaudire quando Emiliano e Vendola escono
con il "Vittoria, vittoria, non ci ammazzano domani, dopo
domani, vittoria." Possiamo continuare così? O c'è da fare
una ricerca, uno sforzo, saresti disposto tu a dare un tuo
contributo? Io penso di sì. Poi sai, va bene. Battute,
scherzi, ironia, questo è segno proprio di un distacco, una
frenesia. Cioè sembra che noi, io faccio il Sindaco, loro
gli assessori, abusivamente abbiamo tolto il posto ai
principi destinati a governare il paese. Le nostre sono
barzellette. Invece non è così, invece non è così. Queste
cose si possono fare. Io sono, riconfermo agli operai se ci
sono, della OM, che io sono disposto ancora a spendermi per
questo tipo di ipotesi di soluzione, dopodiché proporrò
anche al consiglio, se non oggi, se no si stancano,
proporrò di fare un ordine del giorno che condivida questa
prospettiva, se no stiamo sempre a predicare "i poveri, i
disoccupati, i …" Non possiamo andare avanti più con questa
lamentazione, dobbiamo fare noi qualcosa, o no? Libero o
no? Tu che sei un sindacalista ti sei scocciato o no di
stare a fare queste cerimonie inutili dei rapporti, le
sedute, le riunioni, le cose inutili? È il momento che
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facciamo noi qualcosa, proponiamo noi? Io credo di sì. Dopo
di ché decida poi il consiglio, magari la prossima volta.
Io se potrò andrò avanti, se potrò aderirò personalmente,
se il consiglio non lo vorrà, dirò "io aderisco nonostante
il Consiglio Comunale." D'accordo? Va bene.
PRESIDENTE: Grazie Sindaco....
CONSIGLIERE LIBERO: è previsto
dobbiamo creare le condizioni…
nell'articolo
3
e
4,
SINDACO: Appunto.
CONSIGLIERE LIBERO: è previsto nell'articolo…
PRESIDENTE: Consigliere Libero. Grazie Sindaco, credo che
lei sia stato abbastanza esaustivo circa la posizione che
ha tenuto, sia fuori dai cancelli, quando lei è stato più
volte chiamato, e sia in riunioni dove ha senza alcun
problema accolto sia delegazioni di operai e anche di
sindacati, rendendosi anche sempre più disponibile in
qualsiasi momento. Prego Consigliere Lacalamita.
CONSIGLIERE LACALAMITA: Io vorrei fare delle riflessioni,
veramente ad alta voce. Vorrei partire da chi sono,
innanzitutto. Sono stato Consigliere comunale nelle passate
amministrazioni, provengo da una vita di partito, ed è da
quella stessa vita di partito che ho deciso io e altri
compagni, colleghi, amici, di uscircene. Ritengo che sia un
periodo anche di fallimento dei partiti, sinceramente io
poi facevo anche parte, la mia provenienza è partito
popolare, poi Margherita e poi è diventato PD. Ho deciso,
insieme ad altri, di abbandonare quel partito, proprio per
il metodo con il quale la politica andava avanti. Ed è da
questo che io voglio partire, è per questo che io ho
sposato la candidatura di Nicola Magrone, che per la prima
volta mi sono trovato a non accettare una candidatura
impostami dall'alto, ma l'ho scelta. E non solo, vorrei
anche dire, insomma, arrivare ad allontanarsi da una vita
di partito, e creare comunque un movimento "Adesso Modugno
con Dignità", dove comunque ne faccio parte, ecco, non è
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stata una scelta parte, ma ripeto la scelta di Magrone è
nata per, a nostro modo di vedere le cose, l'alternativa
giusta a quel momento che comunque Modugno purtroppo stava
attraversando, e ha attraversato fortunatamente in un
piccolo, breve periodo. È chiaro che avendo scelto la
candidatura di Magrone, sapevamo, scusatemi se vado un po'
in maniera disordinata, non mi sono preparato l'intervento
perché sinceramente proprio perché, cioè partendo da chi
sono ho visto nel passato i primi consigli comunali dove
comunque
si
parlava
delle
linee
programmatiche
e
sinceramente ho sempre sentito parlare di tante belle cose,
dei favolosi veramente libri dei sogni. Io poi tra l'altro
sono sempre stato in maggioranza e quindi spesso il compito
della maggioranza è quello di parlare meno, di pare parlare
più l'opposizione. Io penso che la politica debba un
pochettino cambiare e mettersi un pochettino al passo con i
tempi. Ecco perché la scelta di uscirmene da questa
metodologia partitica e pensare in maniera completamente
diversa, e mettere in primo piano il comune, il paese, la
città, in particolare modo non in senso lato con delle
belle parole e magari, con dei bei discorsi che il Sindaco
nelle linee programmatiche, nella prima seduta di Consiglio
Comunale
potesse
esporre,
per
poi
magari
a
fine
amministrazione non avere concluso neanche un punto di
quelle linee programmatiche. Io penso che, io e il mio
gruppo, ma anche la coalizione, abbiamo un'idea di città, e
questa idea di città viene comunque vissuta, viene
chiaramente espressa anche nella stessa costituzione, a cui
comunque il Sindaco spesso fa riferimento. Poi sinceramente
mi sono un pochettino annotati gli interventi, l'intervento
in particolare modo di Fabrizio, per quanto riguarda
l'opposizione, e sinceramente io questo clima poliziesco
non lo vedo, assolutamente. Vedo una persona che pure
avendo, questo insomma è ormai chiaro anagraficamente, una
certa età, anzi, ha la voglia veramente di fare. Perché poi
non basta l'età anagrafica per dire ho la pazienza, la
possibilità di fare questo o quant'altro. Bisogna avere
seriamente l'intenzione di farla. Tra l'altro, non so se vi
è anche noto, il Sindaco, per chi non lo sapesse, noi lo
sapevamo già in campagna elettorale, ma lui non l'ha detto,
il Sindaco non percepirà uno stipendio. Penso che sia
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comunque un primo passo per, ma questo per, ma questo ora
non vuole, ripeto non siamo in campagna elettorale anche se
noi siamo, dovremmo esserlo sempre in campagna elettorale,
però non vuole essere un modo per stigmatizzare quella che
è la decisione del Sindaco, è una sua decisione noi la
rispettiamo. Ci sarebbe tanto da parlare. Io non voglio
entrare
nel
merito
dei
singoli
settori,
attività
produttive, ambiente che poi tra l'altro tutta questa
grande lontananza io non la vedo sinceramente. Sì è vero ci
sono compiti assegnati ai collaboratori del Sindaco, in
linea piuttosto anche corposa, però diamo il tempo a questi
collaboratori di fare. Perché non è vero che siamo qui da
tre mesi, ma siamo veramente da pochissimo. I tempi in cui
la commissione si è espressa, e i tempi con i quali poi è
stata fatta anche la giunta, penso che, penso che
l'amministrazione ha già dato buona volontà di operare in
tempi veramente molto ristretti. Poi l'idea di mettere lì
il punto, l'ordine del giorno, le linee programmatiche al
primo consiglio, anziché magari al secondo, beh non vuole
essere una critica, ma due anni fa nell'amministrazione
Gatti le linee programmatiche sono state portate, se non
erro, a settembre, a fine settembre quindi non è stato
neanche il primo Consiglio Comunale. Ma voglio dire con
questo non voglio dare importanza alle linee programmatiche
del Sindaco, però ritengo che dopo tantissimi anni Modugno
ha bisogno più di risposte. Io poi, scusatemi, io non sono
molto teorico, non so fare sicuramente discorsi molto ma
molto complessi, però voglio essere molto pratico. E penso
che la praticità la si debba sicuramente presentare ai
cittadini con i fatti, finalmente. È per questo che ho
sposato Nicola Magrone. E niente, quindi chiedo scusa se mi
sono comunque dilungato. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere Lacalamita. Grazie anche per
il tono e la pacatezza che ha utilizzato, così come il
Consigliere
Loiacono
in
questo
intervento.
Prego
Consigliere Sanseverino... No, Lacalamita, Sanseverino. Va
be' io ho questo ordine, decidete tra voi, non... Sì,
Consigliere Ruccia io ho questo ordine, però potete
tranquillamente decidere tra voi. … Prego … sì, sì.
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CONSIGLIERE SANSEVERINO: Bene, io qualche difficoltà
l'avverto in questo primo consiglio, perché, come non si
può essere d'accordo sulla legalità? Poi la storia di
ciascuno di noi, ognuno di noi la conosce, il percorso che
ognuno di noi ha fatto è scritto nella politica, nelle
esperienze
personali,
nei
comportamenti
tenuti
in
consiglio, nelle campagne elettorali. Io credo che sulla
legalità, sulla carta, ci siamo tutti. È un dovere, è un
presupposto anche per sedere su questi banchi. Poi il
confronto avviene sui fatti, sui comportamenti conseguenti,
sulle scelte che si adottano. Di qui la necessità di capire
questa idea della città, io ho apprezzato il tuo
intervento, Giuseppe, sai che ci lega anche molto rispetto
e un'amicizia sincera. Ma rispetto a un approccio che è
quello che ci porta tutti dopo gli eventi, ma anche tutto
un discorso nazionale che ha prodotto anche diverse leggi,
diverse normative per arginare la dilagante corruzione, che
è anche frutto di un certo modo di operare che nel tempo si
è
consolidato
nelle
pubbliche
amministrazioni,
la
trasparenza difficile da gestire, la complessità dei
meccanismi, una serie di cose. Una corruzione, però, devo
dire, diffusa. Perché se la vogliamo limitare ai politici
noi guardiamo un settore, un aspetto di quale è la nostra
nazione. La corruzione è in tutti gli spazi, in tutti i
contesti. Un tessuto che si corrompe non distingue le
maglie. È frutto, quando è dilagante, evidentemente di un
intreccio. Allora se noi ci fermassimo soltanto a queste
dichiarazioni, io direi che ci fermeremmo alla famosa
lettera di intenti, importantissima, fondamentale, una
premessa che è sempre utile ribadire, rimarcare, ma
rispetto a questo quando poi ci si siede nei banchi, quando
poi ci si trova di fonte ai problemi concreti, quando c'è
il lavoratore che ti viene a chiedere dobbiamo fare il
passo in avanti, il passo in più. Rispetto a questo,
un'idea, un programma, una articolazione che possa essere
anche di massima serve per un confronto. Il collante, è
stato detto, intorno al Sindaco Magrone è stato un collante
evidentemente di riconosciuta e aperta disponibilità,
rispetto della legge, non fosse altro perché la provenienza
di magistrato esalta questo aspetto. E la città sicuramente
chiede, ha bisogno di risposte. Ha bisogno anche di
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chiarezza sull'accaduto. Perché non si possono fare nemmeno
processi sommari. Cadremmo nel rischio anche opposto.
Allora rispetto a questo al bisogno di fare chiarezza, hai
bisogno di guardare che cosa c'è negli uffici, che cosa c'è
dietro tanti contratti di locazione, non è un fatto
poliziesco. Io non lo considero tale, perché a me non
interessa andare a vedere chi per capire chi è il soggetto,
quali sono i legami che hanno messo insieme. Ma il
riferimento soggettivo serve a comprendere poi nella
relazione se evidentemente non c'erano ipotesi migliori da
poter presentare. E oggi quella che poteva essere un tempo
una scelta perché non c'erano i problemi di bilancio che
oggi ci sono, oggi diventa un fatto indispensabile. Quindi
ci stiamo, Sindaco, su questo ci stiamo e ci stiamo fino in
fondo. E ci stiamo fino in fondo e credo che siamo tutti a
esserci, perché la legalità non è una scelta programmatica.
La legalità è un atto dovuto. Se poi diciamo "e sì, ma con
tutto che è un atto dovuto gli scempi si compiono", allora
facciamoci una domanda a 360 gradi, e chiediamoci anche
perché quando i cittadini scelgono reiteratamente in un
certo modo. Chiediamoci anche se è vero che il singolo
cittadino poi ti premia quando fai la scelta impopolare, ma
efficiente per il comune. Allora su queste questioni io ci
vengo al confronto, e ne sono felice. Parlare di
Costituzione, non perché dobbiamo dire l'articolo 2,
l'articolo 3, l'articolo, perché poi si possono anche
dimenticare tanti articoli importanti, ma parlare di
Costituzione ci aiuta per sostenerci in un percorso che poi
deve tradursi nelle azioni che andiamo a compiere. Allora
Consigliere Loiacono è stato romantico da parte tua
ripercorrere le tensioni ideali che hanno portato i nostri
padri costituenti a redigere una costituzione. Oggi
purtroppo viviamo dei momenti dove quegli slanci sono un
po' appannati, e sono appannati perché mentre un tempo
venendo fuori dalla guerra sebbene ci fosse la fame eravamo
abituati, erano abituati i nostri nonni, i nostri genitori
a sopportarla, oggi veniamo invece da un percorso di
progresso,
di
benessere,
di
esagerazione
nella
disponibilità, di quello che si è pensato essere la
disponibilità di un benessere che in realtà poi non c'era,
e quindi quella spinta al miglioramento soprattutto
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partendo dalle istituzioni non c'è, c'è il bisogno pratico,
come domani posso assicurarmi il mantenimento di un
determinato stile di vita, che ormai abbiamo abbandonato,
ormai sappiamo che dovremo abbandonare perché ci vorranno
molti anni per recuperare quel livello. Ma il punto è
d'obbligo, se noi vogliamo aiutare i lavoratori della OM
carrelli e, diciamo, e io ho detto nella prima seduta, ho
colto favorevolmente un, anche, coraggio nel proporre delle
soluzioni, Sindaco, ma in questo momento noi, nel momento
in cui andiamo a dire che vogliamo proporre, dobbiamo
essere per primi noi a sederci a tavolino e sviluppare
un'idea. Altrimenti rischieremmo anche noi di rilanciare. E
questa è la sensazione che io questa sera ho avuto, che noi
rilanciamo. Cioè parliamo di legalità, parliamo di bisogno
di capire che cosa è successo in città, parliamo della
necessità che determinati comportamenti anche là dove non
fossero
reati,
comunque
rappresentavano
una
cattiva
abitudine, una cattiva gestione, è opportuno ed è
indispensabile,
atteso
che
la questione bilancio è
purtroppo, che ci piaccia o no, affianco alla costituzione
anche la nostra barra, non possiamo andare in nessuna
direzione se non facciamo i conti su quello. E allora anche
su quello noi dobbiamo pensare. Io vorrei sentirlo dire, un
piano di rivisitazione, per esempio, di tutti i contratti
in essere per fare una verifica fino in fondo di quelle che
sono le effettive necessità dei locali, degli immobili
presi in locazione e di quelli che invece possono essere
tranquillamente recuperati. In questo il rigore sarà
d'obbligo. Le amicizie, le conoscenze, il dispiacere perché
qualcuno che è vissuto per tanti anni con la certezza di un
introito per una locazione anche magari legittima non potrà
rappresentare un ostacolo, anche questo ci sta. Ma noi
dobbiamo pensare che questa è un'amministrazione che
comunque ha i suoi 5 anni, e guardando ai 5 anni noi
dobbiamo pensare che una serie di cose devono poter essere
fatte in questo arco. Allora se noi ci diamo una
programmazione, se noi non ascoltiamo una programmazione
quando parliamo di non dividere in maniera forte gli
steccati, però la città ha dato la responsabilità a
qualcuno e ad altri ha dato la responsabilità di fare le
verifiche, di essere da pungolo, di fare quell'opposizione,
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quella parola che tanto si teme, ma l'opposizione è una
cosa sacrosanta, è una minoranza che si confronta, e si
confronta in maniera forte. E su questo confronto dobbiamo
per forza dire che dobbiamo cominciare a sentire, a parlare
di fatti, di dettagli. Allora Cementeria, la denuncia è
vero è stata fatta da tanti anni, l'ha fatto lei, Sindaco,
ha avuto il merito di insistere, di andare fino in fondo.
Noi da questi banchi in Consiglio Comunale non siamo mai
riusciti a capire fino in fondo, nonostante le tante
interrogazioni, che cosa realmente succedesse. Allora se
oggi questo lo abbiamo, bene, calendarizziamo, tempistica,
per poter capire rispetto a questo cosa dobbiamo fare. Oggi
se noi questo non lo ascoltiamo come programmazione siamo
un po' in difficoltà. Perché io non mi sentirei di votare
contro delle linee programmatiche che dicono dobbiamo
riportare la legalità, l'efficienza, dobbiamo andare a
recuperare un rigore e una dignità che la costituzione
stessa ci garantisce. Ma ci mancherebbe. E sfido chiunque
nella dichiarazione a contestare qualcosa di questo genere.
Peraltro nel bisogno che poi tutti quanti noi abbiamo di
dare risposte alla città, non al singolo, alla città, io ho
colto anche qualche intervento nel quale ci si è già
rispetto alla dimensione molto costituzionale, molto larga,
molto, ho detto, ho definito "romantica", e ritengo sia
giusto in questo senso, dando al termine "romantico" tutto
il suo valore e la sua tensione. Ho sentito dall'altra
parte il bisogno di dire Sindaco però parliamo, perché io
ho bisogno, ritengo che dobbiamo chiudere la piazza,
dobbiamo fare questo, dobbiamo fare quest'altro. Poi alla
fine il cittadino si aspetta anche la singola risposta.
Allora su questo è ovvio che oggi non abbiamo avuto una
possibilità quanto meno di una programmazione, le linee
guida, larghe, costituzionali ci sono, e ci stiamo. Una
programmazione sui tempi, una priorità sugli interventi,
anche questo, una priorità sugli interventi ora non sono in
grado, perché ci possono essere valutazioni diverse sulle
priorità degli interventi. Anche sulla tempistica oggi non
abbiamo avuto possibilità di poter cogliere. È vero, hai
ragione, quando dici che spesso quei programmi dei
candidati sindaci si fanno o per libri dei sogni o cattura
consensi o, come spesso è accaduto, magari te lo fa anche
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qualcuno perché tu sei già impegnato in campagna elettorale
e chiedi a qualcuno di raccogliere. Non sto dicendo una
enormità, è una verità, è un adempimento elettorale a cui
non si riesce a dare il giusto peso. Anche perché finché
non ci metti il naso le cose fino in fondo non le conosci.
E spesso non ti è dato conoscerle neanche dietro il banco
da Consigliere comunale. Perché? Perché molte funzioni sono
nelle mani dei dirigenti, e nemmeno gli assessori, nemmeno
gli amministratori spesso sono in grado di coglierli fino
in fondo. E poiché questi ruoli di amministratori tanto
vituperati, e tanto condannati insieme a tutta la politica,
ti danno minimi spazi per poter essere presente, per poter
lavorare, per poter indagare, noi dobbiamo anche conciliare
queste cose. Oggi la legge è cambiata, giustamente la
spending review dice "un'ora prima del consiglio ci puoi
venire", mi devi dire poi quando devo venire a vedere le
carte, devo andare negli uffici, ascoltarli anche i
dipendenti su quelle che sono le problematiche e le
emergenze, devi contattare il cittadino, se fai parte di un
partito ti devi anche rapportare. Allora qui c'è un gioco
di equilibri in atto che è assolutamente saltato. Ecco
perché io ritengo che per una corretta azione noi dobbiamo
confrontarci sulle singole cose e con una idea della città
che legittimamente la maggioranza deve poter esprimere, e
sulla quale noi poterci esprimere. Oggi io questa idea non
ce l'ho, al di là della idea grande del livello
costituzionale. Ma vorrei ricordare, visto che abbiamo
parlato di costituzione, che la Costituzione fu fatta una
scelta all'epoca dei costituenti, e si disse costituzione
rigida o costituzione flessibile? Cioè Costituzione che ti
disciplina tutte le cose che devi fare a garanzia e a
presidio dei diritti? Oppure una costituzione che ti dà le
linee di massima e poi tu in base ai tempi, alle
condizioni, alle necessità adegui quelle linee. Si scelse,
visto che si veniva da un regime e da un periodo terribile,
si scelse il regime rigido, costituzione lunga rigida,
dobbiamo dire esattamente le cose che devono essere
rispettate. E anche qui, se vogliamo proprio essere
rispettosi della costituzione, Nicola, me lo permetti
questo passaggio, se vogliamo essere rispettosi dobbiamo
anche su questo essere rigorosi e dire dobbiamo dire quello
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che vogliamo fare, dobbiamo poterlo scadenzare. Che poi ci
sia stato un periodo di commissariamento, un periodo
particolarmente difficilmente e complesso che richiede la
prudenza nelle espressioni in questi termini lo posso
accettare. Ma il rischio il giorno dopo è che anziché
essere prudenza, rispetto e attenzione, possa essere
mancanza di un'idea della città che vorremmo. Io da questo
punto di vista resto attendista, ma certo la città non
potrà attendere molto. Siamo stretti da una condizione di
assoluta emergenza, oggi sono l'OM qui, ma ci potranno
venire tanti altri, noi sappiamo ogni giorno che cosa nelle
nostre aziende sta succedendo. E dobbiamo essere pronti,
forti e determinati nel capire. E io questo, Sindaco, lo
ripropongo, lo ha già fatto il Consigliere Cramarossa,
rapporto con l'ASI, il rapporto con le aziende, il rapporto
con il problema del lavoro che cosa alle aziende noi
possiamo
dare
come
sostegno,
come
input,
come
infrastrutture perché in questo momento almeno non abbiano
a dire dal Comune di Modugno non riceviamo né acqua, né
fogna, né cose. Sono problemi atavici, mica sono problemi
di questa maggioranza. Però evidentemente se c'è una spinta
al cambiamento, all'attenzione, all'evitare il populismo, a
evitare di rispondere alle singole esigenze, bene io ci
sto. Però con un rigore e un'attenzione che non può fare
sconti. Poi, chiudo, sulla questione legalità, io credo che
ognuno di noi poi debba dare conto dei propri comportamenti
e della propria storia, e debba usare, nel rispetto di
quella costituzione, anche il rispetto per il principio che
nessuno è colpevole fino a condanna definitiva. Quindi mi
preoccuperei di essere davvero, anche da questo punto di
vista, rispettoso perché possiamo facilmente scivolare e
pararci anche dalle nostre responsabilità amministrative e
politiche
dietro:
"abbiamo
trovato
una
situazione
complessa." Io credo che da oggi quello che c'è, e quello
che è successo deve rappresentare un fatto storico, punto.
Non può essere un'esimente per quello che dobbiamo andare a
fare per la città.
PRESIDENTE:
Grazie
Consigliere Ruccia.
Consigliere
Sanseverino.
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Prego
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CONSIGLIERE RUCCIA: Buonasera a tutti. Ho ascoltato
attentamente
il
discorso
del
Sindaco,
altrettanto
attentamente gli interventi della maggioranza, il tema è
fondamentale, La Carta Costituzionale. Aderirvi non si fa
nessuno sforzo. Perché la carta costituzionale è tutto un
programma. Cioè è lì, non c'è bisogno, non è che ci
dobbiamo affaticare a difenderla e a rivendicarla. Il
problema è che nel tempo, rispetto ai padri costituenti la
classe politica non è stata all'altezza di quel programma.
E quando qualcuno non è altezza, come educava con le sue
favole, credo Fedro, la volpe quando voleva l'uva, ma non
ci arrivava diceva che era amara. Questo è il disegno sulla
Costituzione, questa è la vera scommessa che chiama ognuno
di noi ogni giorno, che faccia l'operatore ecologico oggi
tanto importante e rilevante, rispetto alla attività
dell'Avvocato, che talvolta non è così rilevante, perché
tanto c'è o non c'è la descrizione della funzione sociale
ormai è venuta meno. Io ne prendo atto, e quindi possiamo
farne a mero, però forse dell'operatore ecologico no perché
è più importante l'ambiente. Però anche l'operatore
ecologico deve rispettare i principi della costituzione,
perché è un cittadino italiano, è un occupato sociale.
Quindi al di là di questo la vera scommessa della politica,
è, come ho già detto anch'io in campagna elettorale, visto
che rivendicavo anche alla mia parte, la Costituzione,
nessuno la può fare propria. Noi siamo in questo momento in
parti contrapposte, i Consiglieri di maggioranza sono
intervenuti, a maggioranza, a sostegno del Sindaco. Bene. È
questa la natura di questo consesso, spero che a parte,
come dire, gli incipit, insicuro, ci è stato detto che
magari siamo andati un po' a ruota libera, ma sicuramente
spero che la presidenza tenga sempre più le redini della
situazione, quindi si possa sempre di più attenersi
all'ordine del giorno, capisco l'emergenza OM, e mi
cimenterò anche io visto l'improvvisazione dell'argomento.
Però ritengo che il fattore fondamentale di chi si candida
a governare è quello di esprimere l'idea di città. Quale è
il programma? Premesso che la nostra costituzione, e quindi
è fondata sulla democrazia, sulla libertà dell'individuo,
il problema è come concretizzare questi principi? Perché se
no rimangono dei principi. E allora apprezzo, anche io ho
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perplessità che un Sindaco appena insediato possa già
trovare una parte del personale bello e predisposto, e
quindi condivido. Però attendo di sapere le modalità di
cambiamento, e il perché? Semplificazione, l'ufficio
tecnico, anche a me piacerebbe farlo diventare il più
efficiente e il più grande che ci sia. Ma quale è il
progetto per lo sviluppo del territorio? In campagna
elettorale io rivendicavo la necessità di parlare di
riqualificazione urbana, ma riqualificazione urbana che
passasse dalle opere pubbliche prima che quelle private.
Quale è la priorità di questa maggioranza? Diamo seguito
all'edilizia
privata,
riqualifichiamo
l'ambiente,
cominciamo dai parcheggi, liberiamo il centro storico dalle
macchine, e quindi dobbiamo fare dei parcheggi? Ma il
territorio è quello, anche perché non riusciamo ad
allargare i marciapiedi, mi sembra che ho letto, io non
scrivo su Facebook, perché veramente talvolta è il trionfo
della banalità. E se noi Consiglieri dobbiamo approcciarci,
io spero che tutti siamo così consapevoli di rappresentare
qua i cittadini che ci hanno votato di esimerci da
cimentarci o farci. Però se le strade sono già piccolissime
e abbiamo già visto questo rudere a ridosso di 50
centimetri di marciapiede, io vorrei capire, vista la
priorità cosa costruiamo, dove li mettiamo i parcheggi? Ho
sentito parlare di mobilità, di piste ciclabili. La
legalità. Anche qui io non posso rivendicare tanta
esperienza politica. Il passato, non sono né maggioranza,
né, non ho, non posso dire di essermi, e mi onoro di essere
qui questa sera. Però sinceramente, da cittadina, quello
che
è
stato,
appartiene,
è
stato
consegnato
alla
magistratura. Noi qui dobbiamo andare avanti. E se abbiamo
registrato che il 30 novembre si è celebrato un momento
terribile per la cittadinanza, perché la cittadinanza ha
preso lo schiaffo, non i singoli Consiglieri, andiamo
avanti
perché
continueremo
a
schiaffeggiare
la
cittadinanza. Andare avanti significa prendere le misure di
quello che è stato, e non continuare a dire, sì, però
continui, io questa sera ho continuato a sentire processi.
Mi dispiace la traccia che c'è stata è che se dobbiamo
andare avanti io idee voglio sentire. La riqualificazione
del territorio da dove parte? Perché noi dobbiamo dare
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dignità anche a quella parte di pubblica amministrazione
che è rimasta in piedi a reggere l'onda d'urto. E dobbiamo,
anche nei nostri atteggiamenti, per cui sicuramente
dovremmo essere, ognuno di noi avrà il suo modo di
esprimere, però se già tra di noi ci bacchettiamo e noi
rappresentiamo
la
cittadinanza,
quindi
sicuramente
riusciremo nel futuro ad avere un atteggiamento più consono
al ruolo che ci aspetta. E quindi per parlare poi di
legalità, la legalità è un bellissimo concetto, ma come si
fa a misurare il rispetto della legalità? Dando delle
regole. Bene non mi consta che la città di Modugno abbia
dei regolamenti, per esempio, sull'utilizzo dei luoghi
pubblici per le attività commerciali, soffocate nei luoghi,
non abbiamo più piccole attività commerciali che possono
esprimersi liberamente perché non c'è un regolamento con
cui attribuire i piccoli spazi. La zona pedonale piuttosto.
Allora questo, se mi parlate di legalità parliamo di
regolamenti da dare alla cittadinanza prima. Perché le
regole del gioco si devono sapere prima, non sono in mano
all'ultimo che mi deve porre dei veti e delle obiezioni.
Questo è successo negli anni passati, non è solo
nell'ultima amministrazione, è stato un costume a cui
magari ci siamo adeguati tutti, quasi rassegnati. E quindi
parliamo di concetti non dico, appunto perché si parla di
principi e non dell'elenco della spesa, come diceva il
Sindaco, spero, ma evidentemente è difficile. E allora
questo consesso deve essere per dare l'invito, è qui che si
devono formare le idee, ma le idee me le deve dare la
maggioranza che si è candidata a governare e ha preso i
voti della maggioranza. Questo spetta alla maggioranza.
Bene. Io qualche idea ce l'ho anche sul randagismo, canile
o non canile. Già nel 2004 da mamma mi sono preoccupata di
presentare agli atti di questo comune la proposta che il
canile in sé è una spesa, certo, da sostenere, ma dipende
dalla modalità con cui si gestisce. Se i cani non si vanno,
e soprattutto le femmine, non si vanno a sterilizzare nel
luogo, noi non avremo, il fenomeno, non lo argineremo.
Perché fino a ché costruiremo il canile lo avremo già
riempito. I cani non si possono sopprimere, quindi facendo
i conti con questa necessità e che pesa sul bilancio del
comune, c'è da immaginare convenzioni, era già anche
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proposto lì con un canile che, convenzionato, che potesse
ritirare i cani, e le cagne, le femmine, rimetterle nel
territorio perché siamo a ridosso della zona industriale. E
quello è un conto, fa parte del nostro territorio. Anche
qui la questione OM, è suggestiva l'idea, è provo… di farsi
carico,
di
aiutare
i
lavoratori
a
costruire
una
cooperativa. Però da parte dell'ente del comune, io, questa
proposta che parte dal comune mi ricorda, come dire?
L'esperienza IRI? Che riprendeva, e beh! Ma quello è lo
schema. Lo schema era a livello dello Stato, ma il comune
che fa in questo? Rileva l'attività? Aiuta? No, sono i
lavoratori che fanno la cooperativa, e chi li aiuta a fare
un budget? Perché il problema è che si gioca sui temi
internazionali, siamo consapevoli che si gioca a diminuire
il livello qualitativo del prodotto? In maniera tale da
poter essere, da poterlo fare in Cina e altrove dove costa
di
meno?
E
allora
forse,
no,
mi
sembra
troppo
semplicistico, mi dispiace che sia così, come dire, se ci
danno soldi ci andrei a mettere i cani nell'OM, mi dispiace
la semplificazione eccessiva. Non dà giustizia anche degli
operatori, perché c'è anche la Bridgestone che è nello
stesso sistema. Forse dovremmo ripensare da ente che ha il
70 per cento del territorio della zona industriale,
dovremmo ripensare ad un nostro modo di intervenire
nell'ASI, e forse ripensare all'ASI che non deve essere un
luogo dove si vanno ad attribuire lotti, ma e deve essere,
o se non lo è, bisogna ripensare diversamente, però bisogna
avere un'idea di che cosa fare diventare l'ASI. E quindi
andare a contrattare nelle zone o nei tavoli adeguati
oppure proporre degli sconti. Perché le aziende, le
multinazionali a cui appartengono questi grandi gruppi alla
ricerca di che vanno? Di luoghi appetibili dove andare a
posizionarsi. E allora questo noi dobbiamo ragionare in
maniera realistica, questo siamo chiamati a fare come ente.
Che riescano a fare una cooperativa è un fatto privato, poi
che fa il comune? Si cimenta nella cooperativa che ha un
interesse, ahimè, sicuramente privato? E che fa? Lo
sacrifica con l'interesse pubblico? E quando poi abbiamo il
bilancio pubblico che cosa facciamo, con che cosa ci
cimentiamo? Con interessi di diverso livello. Allora io non
voglio stare qui a, però ecco questa confusione di idee
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aspetto di vedere come meglio queste proposte, perché io ho
qualche perplessità, lanciate così, appunto rilanciate
sembrano bellissime, raccolgono la pancia, come si suol
dire. Ma adesso è finito il tempo in cui gli elettori, la
cittadinanza, bisogna prenderli, come dire, per il senso
del comune, appunto con la battuta dei cani nella OM, ma
merita, la cittadinanza merita molto di più, merita una
risposta. E anche sulla questione Tribunale, di cui mi sono
occupata come Avvocato, al tempo quando abbiamo ottenuto da
questo Consiglio Comunale l'indirizzo politico. È vero non
c'è il Tribunale penale, perché l'attività penale a Modugno
come Acquaviva era minima. È in funzione di cedere, perché
tanto è stata accentrata l'attività penale, l'attività
penale è una bassissima percentuale dell'amministrazione
della giustizia. Ottenere un decreto ingiuntivo con
competenza a Modugno per la zona industriale è diverso che
mettersi in coda a Bari. E comunque non credo che dobbiamo
cimentarci. Il problema quale è? È l'indirizzo politico.
Sempre quello, lo scopo. In un momento in cui stiamo per
diventare,
siamo
ormai
avviati
a
città
ad
area
metropolitana, lo scopo dell'area metropolitana o lo
interpretiamo o lo subiremo. Se l'idea è quella di
integrare i servizi, noi come ci presentiamo a questo
appuntamento? Come un quartiere dormitorio, cosa abbiamo da
offrire in questo consesso di comuni? E peraltro oggi che
siamo capofila nell'ARO, siamo sede di tribunale dove si,
come dire, si insediano gli altri comuni limitrofi. È una
scelta? La lascio alla maggioranza. Io non sono d'accordo
quando poi c'è da fare un elenco, evidentemente, di quali
sono gli immobili di proprietà del comune. Si dice sempre
che il comune ha degli immobili addirittura inutilizzati.
Io da Consigliere mi aspetto di avere l'elenco prima di
sciogliere ogni riserva. Perché, ripeto, il palazzo del
Tribunale attualmente merita non solo il parere della
commissione
manutenzione,
ma
anche del decreto del
Ministero. Lo avrà? Il giudice Savino dall'alto della sua
funzione, certo che sta facendo un altro provvedimento.
Dopo di ché io lascio che sia questo Consiglio, questa
amministrazione a scegliere, è un fatto di scelta politica.
Non è che, io non sono d'accordo, vedo in quella funzione
di Tribunale uno sviluppo per la cittadinanza, un luogo
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dove la cittadinanza si identifica. Come le scuole. Certo,
sono da salvaguardare. Nella delibera mi sembra che invece
la delibera non è escluso, ma solo rimandato di un anno,
Consigliere Angiulli, che sicuramente è stato il promotore
della revoca dell'ordinanza, sicuramente è stato un
argomento di campagna elettorale, quindi mi rendo conto che
bisogna dare risposta alla campagna elettorale, però nella
delibera è solo rinviato di un anno lo spostamento della
chiusura o meno. Quindi dicevo già l'altra volta, parliamo
di che cosa, come vogliamo dislocare i ragazzi nelle
scuole. Perché alla Dante non abbiamo i laboratori
bellissimi che stanno alla Francesco D'Assisi. Quindi io
vorrei perequare, quindi facciamo un discorso più generale,
e
non
di
amministrazioni
di
condominio.
E
invece
particolareggiando così, si contrappongono gli interessi,
ma i problemi non si risolvono. Si mette la pezza calda
sulla ferita. Dopo di ché, se questo è il modello, io spero
insomma di avere delle risposte, perché la maggioranza è
tenuta a dare le risposte. A dare le proposte. Finché mi
parlate di principi generali, ripeto, e chi non è
d'accordo, sottoscrivo. Ma quelli sono della Costituzione.
Poi ci sono le leggi, c'è l'organizzazione, c'è la gestione
dei beni, del bilancio, c'è molto da fare ancora. E per
chiudere, perché io ci tengo al Tribunale? Perché il
Tribunale, la sede di Tribunale in un luogo è comunque un
luogo di giustizia. È l'avamposto dello Stato e della
legalità. L'esclusione è un tentativo, può essere anche di
riduzione, e propongo un'altra questione. Ci stiamo
spostando tutti nel direzionale, perché è bellissima quella
zona. E del resto del paese cosa abbiamo deciso di fare?
Che muore? C'è un progetto? Cosa facciamo? Grazie per
l'attenzione.
PRESIDENTE: Grazie a lei Consigliere Ruccia. Prima di
passare la parola al Consigliere Libero, c'è un piccolo
intervento del Sindaco Magrone, un'informazione appunto
circa la questione Cementeria, perché appunto saranno dati
dei dati, sarà data lettura di alcuni dati per evitare
strumentalizzazioni varie. Prego.
SINDACO: Sì, grazie io chiedo scusa a tutti, ma siccome si
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è accennato a questa questione della cementeria, che ancora
viene evocata come una cosa della quale, nella quale
qualcuno ha sospettato che ci fosse l'amianto, che ci sia
l'amianto, questo strazio che continua ormai da anni, io
volevo informare il consiglio, proprio asetticamente, che,
del fatto che nel 2011, 22 marzo 2011, in un formulario di
identificazione di rifiuto, si diceva che era, risparmio
tutto il modulo, si diceva che era stato raccolto
materiale, rifiuti pericolosi, e diceva testualmente
descrizione "materiali contenenti amianto" per la quantità
di 13.380 chili. 13.380 chili. Si è sempre discusso non
c'è, non c'è, non c'è, poi questi di Sud Critica, della
rivista, la rivista che non sopporta Saverio, no? Ha sempre
detto "ma che dicono questi?" Mi ricordo un assessore
all'ambiente che diceva non c'è, ma non esiste proprio.
Bene. È un dato, poi se è falso questo, e va be' saremo
felici tutti, no? Anche tu sarai felice se è falso. Eh!
Comunque saremmo tutti felici. Per esempio il 2 febbraio
del 2012, amianto bianco, etc. etc. per kg. 23.160, no, non
si scherza, non è che stiamo scherzando, non si scherza
Saverio, è una cosa seria. Lo pensi anche tu che è seria, o
no? Mi guardi così, ma non me lo dici però, eh! Sono 23.160
chilogrammi, non è che si scherza, nel dicembre sempre del
2012. E poi ancora 13.380, ancora un'altra cosa, dice
isolanti,
questo
dice
materiali
isolanti
contenenti
amianto. Questo dice servono quando chiudono una fessura,
un cerchio, una cosa, isolanti. Be', insomma, dico dobbiamo
anche, poi dopo non fa niente che noi possiamo anche
mangiare amianto, non è che possiamo deciderlo anche, voi
tutti
avete
osannato
la
Costituzione,
siamo
tutti
d'accordo, libertà, libertà, libertà. Mangiamoci l'amianto,
non se ne parla più. Anche se voglio ricordare che mentre
difendete anche voi la Costituzione però la state
massacrando, la state riformando, la state, ma questi dati
però ... giustamente, giustamente, va bene, va bene, va
bene, va bene. Allora io volevo segnalare solo questo.
Ringrazio il Presidente, ringrazio tutti, però ricordiamoci
di questi dati, se no sembra che noi siamo degli untori
come di manzoniana memoria, non è così perché abbiamo detto
la verità da sempre, noi, Ragnini ed altri. Grazie, grazie
mille, grazie mille.
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PRESIDENTE: Grazie Sindaco. Prima di passare la parola al
Consigliere
Libero,
c'è
comunque
l'intervento
della
dottoressa Luciano, assessore all'ambiente e attività
produttive, ed è preferibile che intervenga subito. Prego
Assessore.
ASSESSORE LUCIANO: Grazie Presidente. Sì, io intervengo a
proposito di alcune questioni che sono state poste, per cui
credo che sia opportuno rispondere più o meno a ridosso
delle domande, ad evitare che i temi si disperdano. Il
primo tema che però è stato purtroppo posto da una persona
assente, io rispondo però non me ne vogliate insomma se
questo accade in queste circostanze. Devo intanto rilevare
che la questione di avere accorpato la funzione attività
produttive - ambiente e, ricordo, - sviluppo sostenibile e
politiche comunitarie, rispecchia un'idea di sviluppo che
credo sia assolutamente condivisibile, legata cioè ad
un'idea di sviluppo compatibile con l'ambiente. Cosa che,
come abbiamo appena finito di sentire, non è sempre
accaduto negli anni. E soprattutto credo che l'idea di
vedere le attività produttive un po' legate più alla
patologia del rapporto di lavoro, cioè alla gestione della
mancanza di lavoro, quindi parlando di welfare piuttosto
che di politiche di sviluppo, per quanto possibile, credo
che sia un punto di vista, ma, diciamo, non l'unico punto
di vista. Io non rilevo assolutamente una criticità o una
mancanza nel fatto di avere considerato il welfare
accorpato ai servizi sociali. E lo dico anche da
imprenditrice
perché
credo
che
negli
anni,
le
amministrazioni che si sono succedute hanno lavorato per
allontanare le imprese e il lavoro da questa area,
piuttosto che il contrario. Lo dico in riferimento ad un
dato oggettivo che ci brucia sulla pelle, recente, che
riguarda un'azienda di cui preferisco non fare il nome però
credo che insomma si conoscano le vicende, che ha preferito
insediarsi a Mola piuttosto che a Modugno, con un numero
rilevante di potenziali dipendenti, 300, 310, perché il
Comune di Modugno non si è dimostrato quindi accogliente,
non ha lavorato per fare in modo che questo insediamento
poi fosse fatto nella zona di Modugno, risultato, diciamo,
abbiamo potenzialmente 300 posti di lavoro in meno. È
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chiaro che se l'approccio alle politiche industriali è
questo, capisco la ragione per cui poi il welfare, diciamo,
viene immaginato come un tutt'uno con i servizi, scusatemi
le attività produttive sono viste come un tutt'uno con il
welfare. Non è, credo, condivisibile, io invece credo che
sia molto meglio ragionare in termini di attrazione di
attività produttive, perché questo porta ricchezza al
comune, se non altro in termini di entrate fiscali, e
soprattutto credo che si debba andare, questo sì, verso
un'idea di insediamento di area industriale completamente
diversa da quella a cui abbiamo assistito in questi anni.
Ma è anche vero che noi siamo completamente fuori dal
consiglio di amministrazione del Consorzio ASI e quindi i
nostri sono semplicemente dei desiderata che non è in
questo momento possibile realizzare. Per cui possiamo dire
che la nostra idea di partecipazione all'interno del
consorzio ASI è quella di contestare le società che vanno
via via presentandosi, l'ASI S.p.a. è solo una delle
partecipate. Ricordo e ma stessa che il consorzio ASI ha
recentemente, nel febbraio 2012, costituito altre due
società, l'una per la gestione delle attività legate ai
servizi per la sicurezza, e un'altra per la gestione dei
rifiuti. Entrambe le società non funzionano, però, diciamo,
in potenza sono, come dire, la sede di altrettanti consigli
di amministrazione e di poltrone che sostanzialmente non si
traducono in nessun tipo di risultato per lo sviluppo
industriale. Quello è, ma vorrei capire quale è la sede...
CONSIGLIERE MAURELLI (voce fuori microfono): Una mozione
d'ordine.
PRESIDENTE: Prego.
CONSIGLIERE MAURELLI: Grazie Presidente. Presidente io non
voglio fare, come dire, colui che vuole, come dire, dettare
le regole perché è un compito che chiaramente spetta a lei.
Avevo chiesto prima, gentilmente, di capire…
PRESIDENTE: e ho risposto.
CONSIGLIERE MAURELLI: sì, però, Presidente, soltanto perché
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l'intervento dell'Assessore molto probabilmente poi andrà
integrato, se lei lo riterrà opportuno, con gli interventi
che potremo fare noi. E quindi, secondo me, è più logico se
eventualmente dopo gli interventi di tutti noi Consiglieri,
poi ovviamente, il Sindaco in primis, ed eventualmente gli
assessori interessati diano le proprie risposte. Giusto per
seguire un filo logico, in maniera tale che, Presidente, ma
ovviamente è lei il Presidente e lei decide, tutto questo.
PRESIDENTE: Ovviamente. Infatti, le ho risposto prima
l'intervento dell'Assessore Luciano si è sembrato opportuno
farlo adesso, visto che era stato sollecitato in più
interventi dei Consiglieri come domanda. Solo per questo. È
chiaro che gli altri assessori, qualora lo ritenessero
opportuno potranno intervenire… perché?
CONSIGLIERE MAURELLI: Presidente,
proposta che sto facendo.
io
ovviamente
è
una
PRESIDENTE: La discussione penso, Consigliere Sanseverino,
la discussione si apre ai Consiglieri, ma è chiaro che
se...
CONSIGLIERE
SANSEVERINO:
programmatiche…
…
sono
le
dichiarazioni
PRESIDENTE: sì, sono le dichiarazioni programmatiche del
Sindaco, ma gli assessori possono anche rispondere qualora
io lo ritenessi opportuno.
CONSIGLIERE SANSEVERINO (voce fuori microfono): No, no.
PRESIDENTE: Se i Consiglieri formulano delle domande, io
posso concedere loro il diritto di rispondere.
CONSIGLIERE
SANSEVERINO
(voce
fuori
microfono):
No,
Presidente, se dobbiamo concordare l'Ordine del giorno lo
concordiamo, altrimenti...
CONSIGLIERE MAURELLI: Presidente io…
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PRESIDENTE: Assessore Luciano concluda il suo intervento.
CONSIGLIERE MAURELLI: Presidente io sono, Presidente chiedo
scusa, proprio per un, come dire, una coerenza da parte di
tutti...
CONSIGLIERE (voce fuori microfono): incominciamo a mostrare
le unghie, in realtà sarebbe…
PRESIDENTE:
Loiacono…
Esatto.
Quindi...
chiedo
scusa,
Consigliere
CONSIGLIERE MAURELLI: Consigliere Loiacono, chiedo scusa,
io inizialmente, non so se lei ha sentito, avevo soltanto
chiesto se andavamo tutti quanti insieme a regolamentare,
insieme, in modo tale che molto probabilmente...
PRESIDENTE:
Ma
infatti,
Consigliere
Maurelli,
solo
l'Assessore Luciano è intervenuta perché è stata più volte
chiamata in causa negli interventi di tutti i Consiglieri.
Ma come vede fino a ora non ha parlato nessun assessore,
tranne che il Sindaco per qualche risposta...
CONSIGLIERE MAURELLI: Va bene, Presidente.
PRESIDENTE:
intervento.
Sì,
Assessore
Luciano
concluda
il
suo
CONSIGLIERE SANSEVERINO (voce fuori microfono): Presidente,
ma comunque …
CONSIGLIERE (voce fuori microfono): Non è così, Presidente,
mi dispiace.
PRESIDENTE: Io ho contattato anche la segretaria comunale
che mi ha detto la stessa cosa...
CONSIGLIERE
SANSEVERINO
(voce
fuori
microfono):
No,
Presidente, queste sono dichiarazioni programmatiche del
Sindaco, la Giunta ...
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PRESIDENTE: E allora vorrà dire che la discussione è
inutile e che è inutile anche formulare delle domande.
Chiedo scusa...
CONSIGLIERE SANSEVERINO (voce fuori microfono): No, no, la
questione è che con il Sindaco, non è l'Assessore che sta
dando delle risposte peraltro ad una persona che è anche …
PRESIDENTE: Sono risposte anche tecniche, sono risposte
tecniche che probabilmente il Sindaco...
CONSIGLIERE SANSEVERINO (voce fuori microfono): ma queste
sono
dichiarazioni
programmatiche,
non
sono
le
interrogazioni …
PRESIDENTE: Va bene. Adesso conclude … sì … sì … appunto.
L'Assessore
Luciano,
L'Assessore
Luciano
conclude
l'intervento. Prego, Consigliere Loiacono per cortesia.
ASSESSORE LUCIANO: Molto brevemente, sono anche linee
programmatiche perché stiamo parlando anche di quale
politica industriale intendiamo svolgere. Altro aspetto
riguarda la concorrenza, come dire, la tutela della
concorrenza, parlavamo di regolamenti, all'interno del
Comune di Modugno. E mi riferisco, per esempio, alla
gestione del mercato coperto, dove per esempio vi sono
modalità di gestione che sono state non rispettose nel
passato della concorrenza, e quindi, diciamo, il tema della
legalità ritorna. Il tema del presidio della legalità
ritorna in quanto sul mercato coperto vi sono delle
modalità di tariffazione che non sono tali da consentire di
avere delle pari opportunità tra imprenditori. Vi sono dei
gruppi di imprese e di soggetti che svolgono attività
economica che sono all'interno di quel mercato, godono
all'interno di quel mercato di condizioni molto più
favorevoli. E questo, come è noto, lo dice la comunità
europea non è consentito, perché questa è turbativa della
concorrenza. Quando quindi si fa riferimento alla legalità,
poi si scende nel dettaglio e si individuano situazioni
specifiche, ma il tema generale è questo, in questa cornice
ci stiamo muovendo. Come dire è ultroneo in qualche modo
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andare a dettagliare oggi cosa accade nello specifico.
Significa andare a raccontare in questa sede episodi
specifici che però fanno parte di una visione programmatica
che stiamo in qualche modo vivendo concretamente giorno per
giorno. Quindi io concludo perché non voglio sottrarre il
tempo a nessuno, avrei altre cose da dire, ma i temi
principali sono questi, è inutile soffermarsi oltre. Tra
l'altro il tema del consorzio ASI andrebbe rivisto nella
direzione delle aree delle APEA, esattamente. Se la Regione
riterrà di spingere ovviamente in questa direzione. Ma se
noi non abbiamo un quadro normativo regionale, preciso,
entro cui muoverci, non abbiamo una volontà politica,
precisa, in questo senso, la nostra,
CONSIGLIERE RUCCIA (voce fuori microfono): le politiche…
ASSESSORE LUCIANO:
dichiarazione...
la
nostra,
la
nostra
la
nostra
CONSIGLIERE RUCCIA (voce fuori microfono): … questa
volontà, sulla questione ASI, mi permetto questa cosa,
questa volontà politica del Sindaco qual è? … l'Assessore
ovviamente ha già avuto modo, … le linee programmatiche, la
volontà del Sindaco è di entrare nel consorzio per, o per
aspettare che ci sia…
ASSESSORE LUCIANO: No, no, molto brevemente chiudo perché.
Essere nel consiglio di Amministrazione significa esprimere
dei punti di vista, essere fuori significa non esistere.
Fintanto che non saremo nel CDA i nostri saranno punti di
vista espressi dall'esterno che non incideranno se non in
fase di approvazione del bilancio, in quanto soci del
consorzio.
PRESIDENTE: Grazie assessore Luciano. Consigliere Libero
prego.
CONSIGLIERE LIBERO: Grazie Presidente. Io ho la necessità
di esordire con una frase detta da un famoso personaggio
molti anni or sono. La fase fu questa: "Abbiamo fatto
l'Italia, adesso facciamo gli italiani." Io invece direi
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esattamente il contrario, Presidente c'è un
confusione, posso attendere, non ci sono problemi.
po'
di
PRESIDENTE: Prego.
CONSIGLIERE LIBERO: Io invece direi di operare esattamente
il contrario, mi dispiace che non è presente il nostro
Sindaco. Con questo che cosa voglio dire? Voglio dire gli
italiani, intesi riportati su Modugno, formiamo prima gli
italiani e poi Modugno. Siccome ho sentito molto spaziare
gli argomenti che vanno dalla sterilizzare dei cani, alla
locazione di uffici, tribunali e quant'altro, dove qualcuno
ha anche avuto modo di poter nominare la vicenda O.EMME.,
che a me ha fatto piacere che ha imparato anche il nome,
perché la seduta scorsa la chiamava OM. OM, io di OM
conosco solo quelli che stanno là, le discipline talebani,
quindi io non mi addentrerei più di tanto quando non
conosco la materia e qua invece si parla tanto di lavoro,
di OM e quant'altro, ma vedo che mancano le basi
fondamentali per poter apprezzare quello che finora è stato
fatto per quello stabilimento. Per quello stabilimento il
nostro Sindaco si è prodigato, l'ho chiamato più volte a
intervenire su quella azienda, Nicola Magrone ha lasciato i
suoi impegni, al momento è arrivato subito su quello
stabilimento,
in
passato
una delegazione di questa
amministrazione si è recata più volte negli uffici del
Ministero a Roma per seguire la vicenda della OM, e io vi
prego di, ve lo chiedo proprio a livello personale, la
questione OM non la nominiamo più in consiglio. Se possiamo
i lavoratori, e spiego i motivi, basta parlare di OM, un
po' di rispetto per i lavoratori della OM, che da questa
seduta vorrebbero ascoltare veramente delle proposte, delle
soluzioni e non, e non, noi... e non.... eh?... Sì. E non,
come dire, nominarla spesso facendo finta che noi a certe
cose ci teniamo, abbiamo questo senso di solidarietà,
vorremmo impegnarci, mentre è bene che tutti insieme noi
abbiamo il buon senso di formare dei gruppi di lavoro, e
magari far venire fuori delle proposte concrete, soluzioni
che, come il nostro Sindaco ha già esternato, e in maniera
chiara ha pure detto che ci sono le condizioni e la
fattibilità per poter procedere in quella direzione, noi su
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questo dobbiamo avere il massimo rispetto e continuare su
programmi operativi che possono trovare riscontro in quella
vertenza. Poi voglio dire per quanto riguarda altre
questioni dove noi abbiamo speso troppo tempo, forse
qualcuno non ci ha fatto caso, ma io in linea di massima
qualcosa l'ho calcolata. Abbiamo perso troppo tempo a
parlare di cani, con tutto il rispetto, con tutto il
rispetto degli animali, li ho avuti anche io i cani e sono
molto affezionato, e poco a parlare dell'uomo, dell'essere
umano. E quando dicevo, contrariamente a quella frase
storica, dicevo costruiamo, formiamo prima i modugnesi e
poi Modugno, io intendo dire che a Modugno ci sono delle
persone che stanno perdendo la dignità. La dignità intesa
come possibilità di poter creare le condizioni per
esprimere veramente nella società il loro modo di saper
fare, il loro modo di vivere, il loro modo di convivere con
persone che nella nostra società ormai si può dire che
vivono una vita agiata. E siccome da questo intervento ho
anche appreso che il massimo di quello che si poteva dire è
assicurarsi uno stile di vita, io dico che qualcuno non ha
nemmeno lo stile, non ha la vita. Perché uno che non può
portare il pane a casa non ha la possibilità di
confrontarsi con gli altri suoi concittadini. E questo è un
grosso disonore, un disonore che noi dobbiamo farci carico.
Questo è un qualcosa di incivile, questo è un qualcosa che
non ha niente a che vedere con gli spostamenti degli
uffici, ed è secondo me, e secondo molti di noi tutti,
compresa l'opposizione, deve essere un punto fermo e
prioritario delle nostre linee programmatiche. Anche perché
io, contrariamente a qualcuno, non lo so perché, se ci sono
già
dei
pregiudizi
conformati
in
passato,
per
me
l'opposizione è una risorsa, io ho ascoltato oggi tante
cose costruttive anche, alcune le hanno dette in maniera un
po' anche irruenta, però ci sono anche delle soluzioni che
bisogna comunque cogliere, tra virgolette, a determinate
tipologie di problemi. Quindi la priorità, secondo me in
questo tipo di percorso, che l'amministrazione di Modugno
dovrebbe avere in futuro, è la priorità lavoro. Perché se
noi mettiamo tutti i cittadini nelle condizioni di vivere
una vita dignitosa, tutti i cittadini di vivere una vita
dignitosa, non possiamo pensare dove dobbiamo allocare i
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cani, dove dobbiamo andare a mettere gli uffici, dove
dobbiamo porre il Tribunale, cosa facciamo al posto della
Cementeria. E questa è la priorità che dovrebbe avere un
paese civile. Noi abbiamo degli obblighi verso queste
persone, e io non mi limito solo a dire che effettivamente
ci sono questi problemi, ognuno di noi si deve interessare.
Dobbiamo avere anche il coraggio di fare delle proposte,
dobbiamo avere il coraggio di fare delle scelte, e dobbiamo
avere il coraggio di dare delle risposte immediate. Io la
lancio qua, una per tutte, mi è venuta così, è quella,
potrebbe essere una delle soluzioni se noi volessimo
veramente affrontare questi problemi. Ci sono delle
attività che il Comune di Modugno delega a società esterne,
ci sono dei compensi abbastanza onerosi su attività che
riguardano pulizia delle strade, pulizia degli uffici,
altri lavori che si svolgono all'interno del comprensorio
del cimitero, ci sono lavori di ristrutturazione delle
scuole, come diceva il signor Sindaco giustamente delle
scuole e quant'altro, a me risulta che a tanti disoccupati
della nostra cittadinanza ci sono persone competenti a
livello come dire di professionalità, competenti come
muratori, come fabbri, come giardinieri, come tante altre
professionalità che ho avuto modo di toccare con mano, e ho
avuto la possibilità di parlare con tanti di loro. Siccome
risulta, e tutti quanti un po' lo sanno, che il Comune di
Modugno ha una partita IVA, ha sembra anche qualcuna in
più, perché, a noi chi ci vieta di formare una cooperativa
sociale controllata dal Comune di Modugno, dove tutti
coloro valutando le priorità disoccupati da 5 anni con tre
figli a carico, un familiare portatore di handicap,
valutando le priorità non di certo un giovane disoccupato
appena finito di diplomarsi, non certo quello andiamo a
selezionare nel primo posto. Fare una scala, fare una
graduatoria dove diamo la possibilità a questi nostri
concittadini di poter lavorare per conto del Comune di
Modugno qualora ce ne fosse la necessità, assumendoli in
maniera diretta, anche in maniera stagionale che possono
svolgere attività di recupero materiali risultanti da
rifiuti vari nelle campagne, tagliamo l'erba, pulire il
cimitero, ripristinare marciapiedi e quant'altro. Dove con
l'ausilio di tecnici disoccupati, geometri, ingegneri
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disoccupati del territorio di Modugno, potrebbero anche
dirigere lavori a certi livelli. Questa cosa qua per noi
sarebbe una grossa conquista. Io ho provato solo a fare
un'ipotesi. Se non è...
PRESIDENTE: Un attimo solo. Il Consigliere Libero ha preso
la parola alle 20 e 23, qui risulta ancora le 20 e 33.
Prego può continuare.
CONSIGLIERE LIBERO: Certo che qua dopo 24 minuti della
discussione...
PRESIDENTE: Può continuare, non apriamo la polemica.
CONSIGLIERE LIBERO: Il livello di questo Consiglio Comunale
da parte di alcuni Consiglieri è veramente basso.
PRESIDENTE: Consigliere Libero per cortesia continui il suo
intervento.
CONSIGLIERE LIBERO: Io non so se devo essere ripreso quando
sto trattando un argomento.
PRESIDENTE: Consigliere Libero concluda il suo intervento.
CONSIGLIERE LIBERO: Va bene. Scusatemi io mi lascio un po'
prendere, ho anche io le mie debolezze. Per noi sarebbe una
grossa vittoria. Noi se riusciamo a fare una cosa del
genere, io ho lanciato qua una ipotesi, una bozza di
qualcosa che si potrebbe creare, poi ci sarebbero dei
limiti, c'è qualcosa, però questo dovrebbe essere uno
stimolo e vi assicuro che se noi piuttosto che avere
individuato un'area dove collocare i cani, e tante di
quelle cose, diciamo che ne abbiamo fatte 10 di cose,
abbiamo spostato il Tribunale, abbiamo trovato un'area per
collocare i cani, abbiamo messo l'erbetta, abbiamo fatto un
parco giochi nella cementeria, diciamo che abbiamo fatto
tutte queste cose, non siamo riusciti ancora il nostro
concittadino, dargli la possibilità di vivere lui e la sua
famiglia una vita dignitosa, questa amministrazione è una
amministrazione,
come
dire,
fallita,
è
debole,
è
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un'amministrazione che non ha prodotto nessun risultato.
Mentre io veramente sarei molto contento e felice se noi,
tutti quanti ci prodigassimo su questa strada in questo
percorso, come priorità assoluta. E lo dico in maniera
chiara così qualcuno poi non abbia la possibilità, la
prossima volta, di riprendermi. Io parlerò di nuovo di
questo argomento. Io sono, avviso già qualcuno che magari
su
questo
potrebbe
strumentalizzare,
sono
un
po'
ipocondriaco, uso un po' questo termine, sono fissato. La
prossima volta di che cosa parleremo noi, di urbanistica?
Io parlerò di nuovo di lavoro e di disoccupazione. Perché
vi prego se non riusciamo a mettere su un qualcosa che crei
le condizioni a tutti i cittadini di Modugno di vivere una
vita dignitosa, noi qua dentro facciamo esclusivamente per
tempo, tempo e tempo una politica fallimentare. Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie
Consigliere
Libero.
Volevo
senza
accendere nessuna polemica, volevo solo sottolineare,
Consigliere Sanseverino chiedo scusa, l'articolo 44 del
regolamento del Consiglio Comunale recita così: Gli
assessori nominati ai sensi dell'articolo 16 e 25 della
legge 25/3/93 numero 81 partecipano alle adunanze del
Consiglio Comunale, con funzioni di relazione e di diritto
di intervento, ma senza diritto di voto. Poiché non viene
specificato a quale ordine del giorno loro possono
eventualmente rispondere, io ritengo opportuno che anche in
questa seduta possano intervenire qualora lo ritenessero
opportuno. Sì, prego.
CONSIGLIERE SANSEVERINO: ... vorrei solo rappresentare un
fatto di attenzione per poterci disciplinare tutti quanti
in maniera giusta. Perché poi l'intervento dell'Assessore
aveva attinenza all'argomento, non è che è andata fuori
argomento. Era una questione che poteva rischiare a quel
punto innescare un meccanismo di tutti gli interventi degli
assessori. In questo Consiglio Comunale delle linee
programmatiche, l'articolo 46 terzo comma del testo unico
recita, dice che il Sindaco presenta, il Sindaco presenta
le linee programmatiche sentita la giunta, sentita a monte.
Non perché gli Assessori non possano venire in consiglio.
Ci mancherebbe. Non ho detto che non possono venire ...
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PRESIDENTE: Non ho detto che non possono intervenire in
consiglio.
CONSIGLIERE SANSEVERINO: È in questo consiglio che
Sindaco illustra e il dibattito si apre nell'emiciclo.
il
PRESIDENTE: Certo, ma se ci sono domande delle domande
tecniche.
CONSIGLIERE SANSEVERINO:... perché se si fa il dettaglio
tecnico, magari se ne sta occupando l'Assessore. Quindi
dovremmo riportare, e questa era l'attenzione, alla regola
che queste sono le linee programmatiche del Sindaco, ed è
un dibattito per cui qualcuno ha detto non dovremmo parlare
più signori. Questo è il dibattito politico.
PRESIDENTE:
Poiché
sono
intervenute
diverse
domande
tecniche, per questo abbiamo ritenuto opportuno che
intervenissero gli assessori.
CONSIGLIERE SANSEVERINO: Però lo dice espressamente, questo
consiglio è disciplinato dal 46, terzo comma.
PRESIDENTE: Sì, sì, ma siccome sul regolamento non è
specificato l'ordine del giorno, per questo abbiamo
ritenuto opportuno così. In ogni caso prima di procedere
con gli altri interventi ci saranno 10 minuti di pausa, a
partire da questo momento. Per cui ci rivediamo in aula
alle 20 e 50. È una sospensione che chiediamo solo per fare
delle verifiche tecniche. C'è solo un piccolo dubbio che
riguarda la votazione delle linee programmatiche. Perché
dalle precedenti delibere di consiglio ci sono state le
votazioni, tranne che nell'ultima amministrazione. Il
regolamento non è chiaro, e anche lo statuto. Motivo per
cui abbiamo deciso di sospendere 10 minuti. Comunque la
segretaria può anche intervenire.
SEGRETARIO GENERALE: Se volete vi posso spiegare… proprio
alla luce dell'articolo 46 del testo unico la presentazione
delle linee programmatiche di mandato non richiede per
legge un'approvazione. Di norma questa, la modalità sia di
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presentazione
che
di
illustrazione
delle
linee
programmatiche di mandato viene normata dallo statuto. Però
il
nostro
statuto
è
assolutamente
poco
chiaro
sull'argomento. Cioè diciamo che non dice niente, non dice
neanche il termine entro cui procedere alla. E quindi
abbiamo verificato i precedenti, perché sappiamo bene che
in tema di Consiglio Comunale la prassi ha una sua
rilevanza. Però anche i precedenti non sono univoci. Perché
nella precedente amministrazione non si è ritenuto di
procedere alla votazione della presentazione delle linee
programmatiche, nei consigli precedenti invece c'è stata
una…
PRESIDENTE: Prego Consigliere Loiacono.
CONSIGLIERE
LOIACONO:
Okay.
Scusate,
ma
perché
si
risolverebbe questa vicenda in 10 minuti se non si è
risolta finora. Faccio una domanda, no dico perché abbiamo
bisogno di 10 minuti di sospensione e capire una cosa che
avremmo dovuto capire prima di arrivare qui.
PRESIDENTE: Tra l'altro che il consiglio è sovrano si può
anche decidere se votare o non votare. Solamente durante la
seduta stessa questa...
CONSIGLIERE LOIACONO: No, ma non c'è dubbio... Okay, va
bene. Soltanto una piccola riflessione rispetto a quello
che ha detto Sanseverino. Qui non si tratta di quello che
dice il testo unico, e neanche di quello che dice il
regolamento. Qui si tratta di avere dei contributi a un
dibattito che dovrebbe servire a tutti. Quindi l'Assessore
che non interviene, facciamo una questione scioccamente
formale. Ogni contributo è benvenuto. Se l'Assessore
risponde a delle domande che sono state poste, io penso che
il Consigliere dovrebbe essere più soddisfatto che se non
parlasse. No, deve parlare il Sindaco, ma per quale
ragione? L'Assessore, il Sindaco parlano diciamo delle
stesse cose, con una voce unica, che significa? Va bene,
comunque, basta così.
PRESIDENTE:
Grazie
Consigliere
Loiacono.
La
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seduta
è
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sospesa per 10 minuti.
Sospensione della seduta.
Ripresa della seduta.
PRESIDENTE: Consiglieri in aula per l'appello. Consiglieri
in aula per l'appello. Si procede con l'appello. Prego
Dottoressa.
Appello.
SEGRETARIO GENERALE: 19 Consiglieri presenti.
PRESIDENTE:
Dopo questa
ai voti le
accordo con
lavori
di
Consigliere
Con 19 Consiglieri presenti, si può procedere.
breve pausa si è deciso comunque di non portare
linee programmatiche del Sindaco, di comune
tutti i capigruppo. Pertanto si procede con i
consiglio,
e
c'era
la
prenotazione
del
Ragnini. Prego.
CONSIGLIERE RAGNINI: Mi dispiace che il Consigliere
Cramarossa sia andato via. Perché è una replica proprio al
suo
intervento.
Intervento
che
ritengo
davvero
insignificante, perché quando uno parla per mezz'ora,
quando i tempi sono 15 minuti, poi si alza e se ne va, non
ascolta le repliche, significa veramente essere molto
riduttivi.
PRESIDENTE:
Va
bene,
vietiamo
polemiche,
polemiche, procediamo con gli interventi.
evitiamo
CONSIGLIERE RAGNINI: Va bene evitiamo le polemiche, però
non è una polemica, ma una precisazione per quanto riguarda
le affermazioni di Cramarossa. Io non avrei problemi a fare
un consiglio monotematico sulla legalità. Però vorrei
chiarire almeno alla platea che magari non conosce le
storie personali di ciascuno, che per quanto ci riguarda
noi non veniamo dalla vecchia amministrazione, proprio in
quell'amministrazione c'era proprio lui, il partito che è
stato il fulcro, il nucleo dello scandalo giudiziario è
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proprio il Partito di provenienza sua. Questo è giusto per
precisazione. Per quanto mi riguarda la legalità io credo
che la dobbiamo dimostrare nei fatti non nelle parole,
sembra semplice dire sì va bene la legalità come la
vediamo, come la facciamo, però noi penso che la dobbiamo
dimostrare nei fatti. Al tempo stesso avrei chiesto a
Cramarossa se ha mai pensato in passato, al momento che ci
furono le indagini di fare un consiglio monotematico sulla
legalità proprio con quell'amministrazione, anche per
chiarirsi, per capire le dinamiche delle vicende. Anche
sulla cementeria gli avrei chiesto, loro fecero un
Consiglio Comunale, ma un Consiglio monotematico che portò
a che cosa? All'evidenza che in quella cementeria, in quel
sito non c'era l'amianto, e ora abbiamo visto in poco tempo
l'Assessore Luciano ha recuperato i certificati, alcuni
certificati. Perché chissà quanti ne stanno, li abbiamo
visti così molto velocemente che parlano di 23 mila
tonnellate di amianto, 11 mila tonnellate di amianto.
Proprio contemporaneamente nei tempi in cui l'Assessore, i
vari assessori del suo partito dicevano che lì non c'era
amianto, che la popolazione poteva stare tranquilla, e
quindi, allora avrei chiesto a Cramarossa se il collega,
lì, guardo lì nel posto vuoto che devo fare? Avrei chiesto
a Cramarossa se riteneva quei consigli, se quei consigli
rispecchiavano la legalità o nascondevano le trame poco
chiare. Perché come fa un assessore a dire, a non andare, a
non pensare di vedere i certificatati di smaltimento dei
materiali della cementeria dove si vedeva chiaramente
tonnellate e tonnellate di amianto. Ma anche su L'Eco Fuel,
che lui ora accelera e vuole fare un consiglio monotematico
sull'Eco Fuel, questa domanda era tenuta clandestina già
dal 2009, quindi non è una cosa che è uscita ora. È uscita,
stava sotto terra dal 2009. Per quanto riguarda la scuola,
mi era arrivata voce che in campagna elettorale proprio
loro si erano prodigati a parlare con gli insegnanti per
dire che la scuola sarebbe rimasta lì. Bene, che cosa dire
della azienda che si è trasferita a Mola che ci ha parlato
prima l'Assessore Luciano. L'azienda si è trasferita a Mola
proprio durante la loro amministrazione, abbiamo perso 150
posti di lavoro che avremmo avuto in più. Proprio durante
quell'amministrazione perché? Perché era insabbiata la
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pratica di ampliamento in quell'ufficio tecnico dove è
stato
fulcro
dello
scandalo,
l'ufficio
tecnico
e
l'amministrazione.
Ora
io
non
voglio
fare
il
giustizialista, però ritengo che parlare di legalità, va
chiarito che noi in quelle amministrazioni non avevamo
niente a che fare. Ecco questo.
PRESIDENTE:
Grazie
Fragassi, prego.
Consigliere
Ragnini.
Consigliere
CONSIGLIERE FRAGASSI: Grazie Presidente. Buonasera ai
presenti. I miei complimenti al Sindaco Magrone per la
prima parte del suo intervento, rinverdendo anche i fasti
di studente universitario la lezione sulla Costituzione, le
belle parole, mi ha fatto ricordare il professore
Giocolinacci e Loiodice, unitamente alla mia delusione per
quello che mi aspettavo invece di sentire dire dall'ottimo
Sindaco Magrone. Queste linee programmatiche che alla fine
fanno un po', lasciano desiderare se non poi sentite da un
suo assessore e da due suoi Consiglieri comunali. Fatto
questo breve inciso mi è molto dispiaciuto non sentire il
Sindaco parlare delle periferie, non sentire il Sindaco
parlare del problema del lavoro, non sentire il Sindaco
parlare dell'ambiente, se non richiamandoci alla presenza
dell'amianto alla cementeria. Non sentire il Sindaco
parlare dei problemi legati al mondo della cultura, le
eccellenze presenti sul territorio, e anche, perché no,
dello sport e del tempo libero. Ma non sono qui per fare
polemica,
anzi
ho
approfittato
del
lungo
tempo
a
disposizione per prendere degli appunti e per cercare di
proporre qualcosa che, secondo me, al di là di quello che è
il bavaglio dell'amministrazione legato al legittimo
diritto di approfondire attentamente la documentazione in
giacenza da lunghi mesi, piena di polvere, nell'apparato
comunale,
quei
pochi
provvedimenti
che
secondo
me
potrebbero
essere
adottati
nell'interesse
della
collettività a costo zero. E quindi mi sento di suggerire,
signor Sindaco, di avviare con il Comune di Bari, perché
no, una sorta di discorso, di dialogo, perché a Modugno
possa ritornarsi a nascere, perché Modugno possa ritornare
ad avere i propri nascituri attraverso una convenzione con
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il Comune di Bari. Perché i genitori residenti a Modugno i
cui nascituri vengono alla luce all'ospedale San Paolo,
perché non farsi portatore di questa istanza che da mesi e
da anni viene coltivata in città e nessuno riesce, come
dire, a coltivare. E di rimando finalmente Modugno potrebbe
anche rispettare i dettami della vecchia legge Cossiga Andreotti, oggi legge numero 10 del 14 gennaio del 2013,
entrata in vigore il 16 febbraio del 2013, quella che
prevede l'obbligo entro 6 mesi dalla nascita della
piantumazione di un albero. Io penso che sarebbe bello un
nascituro seguito dalla piantumazione di un albero, in un
territorio così dilaniato, signor Sindaco, mi sembra una
bella idea. E poi venendo alle problematiche legate
all'ambiente, chiedo a gran voce, signor Sindaco, e quando
dico a gran voce ritengo di intercettare l'istanza di una
grande parte della popolazione, unitamente al Consigliere
Maurelli, e nome e per conto di cui parlo, le chiedo di
revocare l'ordinanza commissariale e di ripristinare ad
horas la moratoria sui nuovi impianti e sottoporre a
verifica, nel contempo, quelli già in possesso di
autorizzazione. Perché così controllando si può apprendere
se ci sono o meno i requisiti di legge, e quindi
eventualmente fare eseguire i necessari adeguamenti.
Presidente mi voleva dire qualche cosa? E poi ritornando al
discorso delle periferie, signor Sindaco ha ignorato...
Prego, sì...
SINDACO (voce fuori microfono): Non per interrompere, ma
per capire, nuovi impianti quali?
CONSIGLIERE FRAGASSI: Tutte le nuove richieste, ove
dovessero arrivare, di siti inquinanti. Quindi praticamente
richiamando l'ordinanza che era stata fatta già dal Sindaco
Rana nel 2010. Io le chiedo di poter ripristinare quella
ordinanza del 2010 che il commissario con un po' di
leggerezza ha revocato, considerato che ci sono molte
anomalie e deficienze nelle centraline presenti sul
territorio. Quindi io le chiedevo questo... Sì, solo per
questo, certo. Per quanto concerne invece le periferie che
ahimè signor Sindaco lei ha dimenticato, e che comunque in
campagna elettorale come dire lei ha visitato anche come
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dire ascoltando le istanze dei cittadini, è stato
dimenticato completamente il quartiere Porto Torres. Il
quartiere Porto Torres c'è un percorso avviato, lì
bisognerebbe soltanto come dire ravvisare gli estremi se si
può o meno ammettere, quindi acquisire al patrimonio
comunale attraverso quello che è l'istituto della dicatio
ad patriam, una sorta di usucapione per l'ente pubblico. E
quindi dare un colpo di spugna a problemi ultra ventennali
della gente che a Porto Torres vive soltanto di oneri e di
non di onori. E per quanto concerne le politiche del
welfare e delle politiche sociali, mi sarebbe piaciuto
sentire che questa amministrazione si sarebbe schierata
contro i contributi a poggia, creando differenze e
discriminazioni, e a favore invece di una offerta di
servizi, in alternativa al mero assistenzialismo. E quindi
Assessore al ramo si faccia come dire promotrice di questo,
si all'offerta dei servizi in alternativa al mero
assistenzialismo di cui Modugno ha molto bisogno. Poi un
argomento che mi sta a cuore, quello dell'impiantistica
sportiva. C'è il campo sportivo che non è agibile. C'è una
vecchia delibera di giunta che prevede la messa in
sicurezza. Diamo un corso a questa delibera. Non voglio
sollecitarla nella costruzione di nuova impiantistica per
dare ospitalità a tutte le nostre giovani leve. E non
voglio parlare del canile, non voglio parlare del
Tribunale, perché gli argomenti sono stati abbondantemente
sviluppati da chi mi ha preceduto. Ma mi piacerebbe che
qualche cosa si iniziasse a fare a Modugno. E siccome il
volano dell'economia è innegabile è quello dell'edilizia,
nei giorni scorsi avvalendomi dei gruppi di studio che si
stanno creando attorno a questo nascituro e futuro
movimento politico, su sollecitazione di queste tematiche
legate all'urbanistica e all'edilizia, da questo gruppo di
studio, da alcuni approfondimenti è emersa questa cosa che
probabilmente i tecnici presenti in aula conosceranno.
Bene, Modugno signor Sindaco, ha gli oneri di concessione
più alti dell'intera Puglia. Pari al 50 per cento rispetto
a Bari. Gli oneri di urbanizzazione, che sono quelli
primaria e secondaria, che non sto qui a specificare perché
molti lo sapranno, sono praticamente pari al 50 per cento
rispetto al capoluogo. Che cosa è accaduto storicamente? È
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accaduto che, poi vi saranno consegnati dei calcoli,
possiamo darli, metterli agli atti, è accaduto che
praticamente
dal
2002
sino
al
2012,
mi
riferisco
all'Assessore
al
ramo,
gli
oneri
non
sono
stati
assolutamente toccati. Non entriamo nel merito, perché
questi oneri non sono stati toccati, non ci interessa se ci
sono discorsi legati a responsabilità contabili, o si è
voluto in qualche modo non lo so, preferisco non fare
illazioni, il passato non conta, le risposte non ci tengo
che ci vengano date. Però dal 2002 ad oggi questi oneri non
sono stati toccati. Con quale risultato? Che oggi chi vuole
venire a costruire a Modugno e scoraggiato da questa
escalation
della,
come
dire,
del
coefficiente
di
applicazione
dell'onere.
Vi
sarà
consegnato
questo
tabulato, e praticamente in questo tabulato si evince come
per un coefficiente di edificabilità pari al 2, a quel A 2
a Modugno si paga 87 euro e 88 a metro quadro, e a Bari
58euro virgola 75. Perché ho fatto questo intervento?
Perché è facoltà della giunta comunale applicare uno sconto
del 50 per cento su quelli che sono le tabelle parametriche
stabilite dalla giunta regionale, e non solo. Al 50 per
cento, applicate al 50 per cento si può ottenere un
ulteriore sconto del 35 per cento. Questo perché? Perché
comunque il gettito per il comune è garantito, però se non
altro non viene scoraggiato l'imprenditore che vuole
ritornare sul territorio a costruire, che viene scoraggiato
da questi oneri alquanto alti. Ho fatto questa ultima
precisazione, questo ultimo intervento, ripeto non volgendo
lo sguardo al passato, ma solo perché questo possa essere
il primo input per iniziare piano piano a piccoli passi a
dare una certa vitalità al territorio, considerato che in
parte apprezzo e approvo quello che ha detto lei sul
discorso dell'approfondimento degli atti e dei documenti,
però signor Sindaco la gente ha bisogno di risposte, e
queste risposte l'invito è quello di iniziare a darle piano
piano, a piccoli passi, dare un segnale che noi ci siamo,
dare
un
segnale
alla
cittadinanza
che
l'apparato
burocratico, che l'amministrazione è vicina alla città,
anche
attraverso
l'adozione
di
questi
piccoli
provvedimenti. Grazie.
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PRESIDENTE: Grazie Consigliere Fragassi. Prego Consigliere
Maurelli.
CONSIGLIERE MAURELLI: Grazie Presidente. Un saluto a tutti
i Consiglieri. Sindaco. Mi preme, visto i corposi
interventi fatti sia dai miei colleghi e in parte anche dai
suoi interventi signor Sindaco, che, come diceva il mio
capogruppo, nonché amico Saverio Fragassi che, dinnanzi a
quelle linee programmatiche adesso lei illustrate a inizio
lavori di questo Consiglio Comunale, e come diceva anche la
stessa Consigliera Sanseverino che sfido chiunque a non,
come dire, abbracciare e quindi come dire anche sposare, se
così si può dire, concetti che appunto riguardano la
Costituzione, la legalità, e tutto quello che attentamente
Sindaco ho ascoltato. Sono ovviamente favorevole affinché
tutte queste cose insomma siano la base di questa nuova
amministrazione appena insediata. Però Sindaco come dire,
forse perché siamo da questa parte, quindi abbiamo colto
l'invito che al primo Consiglio Comunale lei ci ha fatto,
cioè che se il suo cuore è dalla parte della maggioranza, o
viceversa la sua testa dalla parte della maggioranza, e il
suo cuore sta da questa parte, quindi da noi che sediamo i
banchi dell'opposizione, non posso come dire sorvolare su
questioni che entrano subito nel dettaglio, e vado al
dunque. Signor Sindaco io non so se lei è a conoscenza che
il 23 novembre del 2011 veniva approvato, dalla scorsa
amministrazione, un regolamento, appunto, che disciplina le
video riprese e le trasmissioni delle sedute pubbliche del
Consiglio Comunale. Noi siamo stati interpellati dalla
Presidenza per il primo Consiglio Comunale per dare il
nostro parere affinché il primo Consiglio Comunale, ma io
parlo in questo momento parlo in nome e per conto soltanto
del nostro gruppo, pensavamo che fosse un qualcosa che
partiva con il primo Consiglio Comunale e ovviamente
continuava. A oggi apprendiamo invece che, insomma, questa
diretta streaming dei consigli comunali non c'è più già.
Quando comunque c'è un regolamento votato dal massimo
organo di trasparenza, quale è appunto l'assise, che
appunto autorizzava. E quindi la prima domanda che io pongo
Sindaco è se quel primo Consiglio Comunale è stato solo una
sorta di impatto con la città per farci, per dare la
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possibilità a tutta la città di guardare chi sono i nuovi
Consiglieri comunali, la nuova giunta, lei Sindaco, etc.
etc. e quindi una cosa che poi è iniziata e è finita con il
primo Consiglio Comunale. Questa è la prima domanda che io
le rivolgo, signor Sindaco. Poi ovviamente non posso, come
dire, fare da sponda, perché ovviamente lo fa il Consiglio
Comunale, e quindi come ben sai, caro Giuseppe, insomma
siamo, ci ascoltano tutti, quando fai riferimento appunto
allo stipendio che il Sindaco non percepisce, quindi noi
che sediamo qui in questo consiglio, visto che insomma
l'hai lanciata tu, o rispondi tu in nome e per conto del
nostro Sindaco, oppure sarebbe più opportuno, o anche
secondo me potrebbe dare delle spiegazioni più coerenti e
più chiare a tutta quanta la città di quello che
effettivamente il Sindaco in campagna elettorale, come
dire, ne ha fatto anche un cavallo di battaglia dicendo
appunto che lo stipendio che a lui... va bene eventualmente
poi mi dai, perché io insomma non ho capito bene come dire
il, hai parlato di stipendio che hai detto non percepiva,
cioè, non che non percepiva, che... va bene. Allora,
comunque adesso finisco, poi eventualmente mi dai tu una
risposta, oppure se poi ci risponde il Sindaco è tanto di
guadagnato, cioè come dire, facciamo...
PRESIDENTE: Infatti è preferibile.
CONSIGLIERE MAURELLI: Infatti, No, era solo perché, signor
Sindaco, lei, quando l'ha detto, no, signor Sindaco lei era
assente, non era in aula quando lui ha fatto, no, no, tutto
a posto, non ci sono problemi per me. E quindi questa è una
seconda domanda, Sindaco, che le rivolgiamo. Come ad
esempio poi vorrei riprendere quel discorso che, nonché ex
compagno di banco solo per pochi mesi, che però lui sa
quale stima nutro nei suoi confronti, il Consigliere
Libero, quando parla di questa sorta di cooperativa sociale
che va, come dire, che andrebbe a premiare tutti coloro che
fanno parte di graduatorie, poi quello diciamo che è un
aspetto tecnico che non spetta a noi annunciare. Però
Consigliere Libero, se mi permetti ti chiamo Vito anche se
stai dall'altra parte dei banchi, caro Vito tu sai
benissimo, e forse questo non l'ha ancora visionato né il
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nostro Sindaco, e forse neanche la giunta, che prima o poi
a breve andremo a votare un consuntivo del bilancio, dove
sai benissimo che a Modugno è presente una cooperativa che
praticamente prende tutto, cioè tutto quello che insomma è
destinato a servizi etc. etc., che riguarda appunto il
nostro comune, è svolto soltanto da questa cooperativa.
Ovviamente non faccio nomi perché a parte il fatto che lo
sai benissimo, e non faccio neanche i cognomi, giusto per
cominciare a entrare nel merito, sai che Vito a me piace
molto essere diretto, e soprattutto sincero se mi conosci
un po', quindi mi sarebbe piaciuto che così come fai
riferimento alla OM, e ti do atto anche perché nonostante
stai da questa parte hai partecipato anche tu, e lo
ricordavi anche le riunioni che si sono tenute a Roma per
vedere quale era l'eventuale soluzione da trovare a questo
dramma, ne prendo atto, hai chiesto pubblicamente che non
ne parliamo più, e vedrai che di OM io non ne parlo più,
Consigliere nonché amico Vito Libero, per rispetto dei
lavoratori, e condivido. Dico però mi sarebbe anche
piaciuto che avessi preso spunto proprio da quella proposta
che hai formulato in merito a questa sorta di cooperativa
che tante volte abbiamo discusso insieme, etc. etc.,
proprio però anziché partire dalla OM, diciamo che va bene,
però se partiamo come dire da dentro casa nostra sarebbe
ancora più bello, cioè cominciare a vedere, perché quando
cominceremo a vedere questi bilanci, che 4 milioni di euro
all'anno sono destinati a questa cooperativa, sappiamo
benissimo che quei 4 milioni di euro suddivisi in tante
piccole cooperative del territorio sarebbe una cosa ancora
più bella, signor Sindaco. Ovviamente, signor Sindaco,
queste sono proposte che voi vanno analizzate dai tecnici,
da coloro che ovviamente hanno, come dire, il compito, e
vengono anche pagati, per affrontare queste tematiche. Poi
signor Sindaco mi deve anche permettere, come dire...
PRESIDENTE: Consigliere Libero per cortesia.
CONSIGLIERE MAURELLI: No, no, no, Presidente va benissimo
così, non... Grazie. Adesso mi stai facendo emozionare
Vito, lo sai che io poi mi emoziono. Grazie.
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PRESIDENTE: Prego Consigliere Maurelli.
CONSIGLIERE MAURELLI: Stavo dicendo poi, Signor Sindaco,
un'altra puntualizzazione, e di questo gliene do atto, cioè
nel senso che sono perfettamente, ci troverete sicuramente
in sintonia con tutti quanti voi, quando tocchi il tasto,
quando toccate il tasto delle famose piante organiche.
Perché ovviamente anche lì dinanzi a un bilancio consuntivo
che ci chiederete di votare, anche lì signor Sindaco quando
lei fa proprio quei riferimenti specifici delle macchine ci
renderemo conto che ovviamente non possiamo tagliare sulle
risorse umane, soprattutto in condizioni come quelle che
stiamo vivendo, cioè di capire, va bene come dire quando il
Sindaco dice cercheremo di risparmiare su altro, così come
signor Sindaco va bene anche, va benissimo anche, quando ci
dice, leggendo un documento che aveva sotto mano, della
presenza ad oggi di amianto ancora nell'ex cementeria.
Quindi, signor Sindaco, questo è, come dire, vorrei
gentilmente, poi magari tutti insieme dopo, però io
sinceramente non ho ancora capito se questo amianto c'è o
non c'è. Cioè quindi una risposta sarebbe anche bella da
avere in merito a questo. E poi ovviamente, così insomma,
non mi voglio dilungare tanto, come dire, un plauso anche
al Consigliere De Benedictis, che nonostante insomma un
intervento come dire, e mi permetta, Consigliere De
Benedictis, un po' ruspante nell'esposizione di quello che
in nome e per conto di questa amministrazione ha detto di
volersi fare portavoce di quello che si vuole fare a
Modugno, che ben vengano tutte quelle iniziative che
intendete eventualmente prendere. Però ovviamente se
parliamo di mettere dei, delle rastrelliere, non so neanche
come si chiamano, per le biciclette, pensiamo prima a fare
piste ciclabili per rendere la città un po' più sicura per
chi vuole andare in bicicletta. Cioè non facciamo sempre
come abbiamo avuto modo di assistere in questi anni, che
prima facciamo i posti dove eventualmente tenere le
biciclette parcheggiate, e poi sappiamo benissimo che a
Modugno andare in giro con la bicicletta ci vuole una
patente specifica che ti autorizza e ti abilita a guidare
la bicicletta in questa città. Quindi che ben vengano anche
questi parcheggi, anche perché la scorsa amministrazione,
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lo anticipo, forse non lo sa, aveva preso anche in
considerazione l'idea di tornare a mettere i parcheggi in
quelle vie che lei ha citato, e quindi dove ovviamente
diventa quasi impossibile poi. Quindi va bene tutto, va
bene tutto. Però, come dire, sono passati giorni, mesi
dall'insediamento di questa amministrazione, e ad oggi,
nonostante felice e orgoglioso di apprendere che i criteri
su cui non ci si può muovere né da parte, quindi
maggioranza, minoranza e tutto quello che ci vogliamo
mettere, sono la legalità, la costituzione e quindi tutti
questi valori che io ritengo ognuno di noi insomma abbia.
Quindi un invito, un incoraggiamento, quindi anche là dove
riterrete opportuno coinvolgerci in queste iniziative,
sappiate che insomma siamo disposti sempre a dare un nostro
piccolo contributo, che però ovviamente sia come dire in un
percorso condiviso, e cioè mi spiego meglio, Consigliere
Libero, non ci chiedete poi soltanto un voto a un qualcosa
che magari avete fatto, deciso giustamente, perché sia i
programmi e sia il fatto che avete il governo della città
tra le mani, vi autorizza anche a fare. Però là dove ci sia
la condivisione, la partecipazione, ed eventualmente anche
l'apertura soprattutto alla città di quello che si vuole
fare, tutto diventa più bello, e più fantastico. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere Maurelli. Sicuramente il
Sindaco risponderà alle sue dopo, al termine di tutti gli
interventi. Prego Consigliere Longo.
CONSIGLIERE LONGO: Grazie Presidente. Signor Sindaco,
colleghi Consiglieri buonasera. Sarà molto breve. Noi di
Italia giusta secondo la costituzione condividiamo alla
lettera, e nello spirito le dichiarazioni programmatiche
del Sindaco. Ciò premesso come è a tutti noti il nostro
movimento fa chiaro ed esplicito riferimento alla nostra
carta costituzionale del 1948, ed è proprio in riferimento
al programma illustrato dal Sindaco che ritengo opportuno
ricordare a tutti noi l'articolo 3, questo articolo è di
natura veramente programmatica. Soffermiamoci sul modo di
dire dei nostri costituenti: "la Repubblica rimuove gli
ostacoli." È davvero interessante soffermarsi sul verbo
rimuovere, e anche noi come Comune di Modugno dobbiamo
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rimuovere i numerosissimi ostacoli che nel corso di questi
anni si sono frapposti allo sviluppo sociale e civile della
cittadinanza. Ostacoli giganteschi si interpongono qui a
Modugno per quanto riguardano le politiche sociali e del
Welfare, è sotto gli occhi di tutti la crescente fetta di
popolazione che, anche complice la crisi economica,
precipita di giorno in giorno nello stato di povertà.
Disoccupazione dilagante, malati poveri senza assistenza,
infermi ed indigenti abbandonati al loro triste destino.
Povere mamme con bambini che non sanno più come sfamare, e
padri umiliati che disperati ricorrono a volte a gesti
estremi. Allora come rimuovere questi ostacoli che si
frappongono ad una vita appena decente di una buona parte
dei nostri cittadini? Noi di Italia Giusta a questo punto
abbiamo, avanziamo al Sindaco, e all'assessore al bilancio
anche, una proposta, se è possibile Assessore, al di là dei
normali e consueti stanziamenti in bilancio, per i servizi
sociali, costituire un fondo particolare ed aggiuntivo per
gli interventi urgenti ed eccezionali da destinare alla
povera gente? Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere Longo. Credo ci sia una
replica del Consigliere Sanseverino? Allora il Consigliere
Silvestri. Prego.
CONSIGLIERE SILVESTRI: Grazie Presidente. Buonasera a tutti
quanti, Consiglieri e Sindaco. Sono stato attento ad
ascoltare il discorso del Sindaco e dei Consiglieri di
maggioranza. Però non ho sentito i riferimenti nelle linee
programmatiche a questioni quali ambiente, giovani e
cultura, se non in maniera minimale. Vorrei chiedere agli
Assessori e al Sindaco in che modo intendono procedere per
sviluppare queste questioni, quali interventi specifici,
attività intendono svolgere per raggiungere tali obiettivi?
Non vorrei come al solito che le belle parole rimangano
tali e i fatti si traducano in azioni inconcludenti. La
richiesta di partecipazione dell'opposizione in maniera
costruttiva mi coglie, credo sia lo stesso per tutti gli
altri Consiglieri, pienamente disponibile. Le mie proposte
durante
la
campagna
elettorale sono a disposizione
dell'amministrazione. Sono soddisfatto delle risposte avute
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dall'Assessore Luciano per quanto riguarda la zona ASI, in
cui l'amministrazione intende prodigarsi attivamente per
prendere
parte
all'interno
del
consiglio
di
amministrazione. Un'altra tematica che merita grande
attenzione è quella dell'ambiente. Sì è sentito parlare
molte volte sia del discorso dell'inceneritore, come il
Consigliere Ragnini ha accennato anche di altri argomenti,
della raccolta differenziata del Consigliere Cramarossa,
sono certamente temi molto importanti. Però mi chiedo come
un comune che è vittima delle condizioni ambientali
presenti
pensa
di
ridurre l'impatto senza adeguati
strumenti. Propongo che il Comune di Modugno aderisca al
patto dei Sindaci, uno strumento volontario con cui si
dichiara di ridurre l'emissioni di CO 2 di almeno il 20 per
cento
entro
il
2020
attraverso
la
promozione
dell'efficienza
energetica
e
dell'utilizzo
di
fonti
rinnovabile. L'adesione viene firmata e si entra a fare
parte di un movimento europeo. I dati sull'emissione devono
essere
monitorati
da
degli
indicatori
che
vengono
annualmente controllati da Bruxelles, l'impegno dovrà
essere effettivo e non fittizio, in quanto avrà come
interlocutore la comunità europea. Sono disponibile per
qualsiasi chiarimento a riguardo, e propongo tale punto
come ordine del giorno di un prossimo Consiglio Comunale.
Nell'ultimo consiglio il Consigliere Cramarossa ha fatto
riferimento al PUG, e al processo già iniziato. Ritengo che
la redazione del PUG dovrà avvenire mediante un processo di
partecipazione pubblica con l'organizzazione di Forum e
incontri pubblici, l'attivazione del consulte con i
rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria. In
questo modo si potranno cogliere tutti gli aspetti
principali, e redigere le linee del PUG, in modo da
privilegiare la rigenerazione urbana, la realizzazione di
nuovi spazi verdi, e la sostenibilità ambientale degli
edifici. In questa ottica risulta fondamentale uniformarci
quanto prima alla legge regionale numero 13 del 2008, norme
sull'abitare sostenibile, in cui vi sono degli incentivi
per coloro che intendono realizzare edifici ad elevata
sostenibilità ambientale. Ad oggi tale legge non può essere
applicata completamente nel nostro comune, poiché da 5 anni
non è stata ancora recepita. Inoltre la direttiva europea
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31/2010 CE e il decreto legislativo numero 63 del 2013
introducono il concetto di "edificio a energia quasi zero".
Se vogliamo risollevare un settore come quello edilizio
ritengo opportuno intraprendere azioni proprio in questa
via qui, con questi strumenti. Questi tipi di edifici hanno
elevate
prestazioni
energetiche,
e
dovranno
essere
realizzati dal 2020 per i privati, e dal 2018 per il
settore pubblico. Introdurre dei regolamenti comunali, le
indicazioni previste per questi nuovi tipi di edifici
permetterà di essere al passo con i tempi, e non essere
sempre in ritardo rispetto al resto d'Italia, soprattutto
aiuterà a ridurre l'impatto ambientale. Infine concludo
sottolineando che per i giovani non vi sono grandi
opportunità di svago. Ad oggi, nel nostro comune, come già
accennato dal Consigliere Fragassi, disponiamo di strutture
sportive obsolete e non in regola a accogliere gare
agonistiche. Il palazzetto dello sport ne è un emblema.
Vorrei chiedere all'amministrazione in che modi e in che
tempi intendono procedere per realizzare strutture adeguate
per le attività sportive. Inoltre le manifestazioni
risultano esigue e poche pubblicizzate. I giovani sono
costretti a spostarsi in altri comuni. L'amministrazione è
in grado di realizzare eventi e manifestazioni che
suscitano interessi in questa fascia di età? Infine mi
permetto per quanto riguarda il discorso dell'agibilità
delle scuole, un altro tema importante è il Cisternone. A
oggi anche il Cisternone non è agibile, infatti quando
vengono realizzati eventi pubblici si è costretti a mettere
le transenne per poter realizzare, perché proprio l'area
del
Cisternone
risulta
inagibile. Vi ringrazio per
l'attenzione.
PRESIDENTE: Grazie a lei Consigliere Silvestri. Sindaco
prima dell'intervento dell'Assessore Scardigno, vorrebbe
rispondere lei? C'è l'intervento dell'Assessore Scardigno,
vuole rispondere lei ad alcune domande? Sì. Interventi dei
Consiglieri non ce ne sono più, per cui... Sì, c'è
l'Assessore Scardigno che voleva intervenire. E quindi
parla l'Assessore Scardigno.
ASSESSORE
SCARDIGNO:
Buonasera
a tutti. Ringrazio tutti
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coloro che hanno esposto delle problematiche perché ci
consentono di riflettere, e ci consentono di portare
all'ordine del giorno delle nostre poi agende, quelle che
sono
le
problematiche
che
riguardano
la
nostra
cittadinanza.
Ringrazio
quanti
in
particolare
hanno
sottolineato l'urgenza e la rilevanza delle problematiche
del servizio sociale, che ricordo essere un servizio
piuttosto complesso, perché ha a che fare non solo con la
cittadinanza, e quindi con le problematiche di cui tutti
quanti
siamo
consapevoli,
e
che
non
possiamo
non
riscontrare, anche passeggiando liberamente per le strade
Modugnesi. Ma ci sono anche dei servizi diciamo più silenti
che comunque sono altrettanto fondamentali per, appunto,
gli obiettivi di integrazione dei servizi e degli eventi,
che sono obiettivi fondamentali per quanto riguarda la
programmazione sociale e tutto quello che ha a che fare con
il progetto originale etc.. Sarò molto sintetica, vorrei
solo rispondere a due, tre elementi significativi emersi
dal dibattito. Il primo vorrei appunto sottolineare la
questione
degli
interventi
a
pioggia,
che
è
una
problematica che effettivamente riscontriamo come servizio
sociale, e nei confronti di questa modalità un po' così
facile
di
distribuzione,
e
poco
regolamentata
di
distribuzione dei contributi economici in realtà c'è stato
già un primo passo che è il regolamento che è attivo da
dicembre 2012 rispetto proprio ai contributi economici. I
contributi economici vengono differenziati attualmente in
base ovviamente a una serie di condizioni, che vorremmo poi
potenziare anche il sistema appunto dei controlli e delle
verifiche, però sono già differenziati proprio in vista di
un primo passo avanti nei confronti della finalizzazione
degli interventi. Per cui al di là degli interventi
cosiddetti straordinari, che hanno a che fare con criticità
contingenti, quali possono essere uno sfratto, o un
sollecito di pagamento di bolletta, ci sono poi degli
interventi definiti finalizzati, rispetto ai quali quindi
viene creato un progetto, da parte degli assistenti sociali
con i cittadini, con gli utenti, a seconda del tipo di
richiesta, e del tipo di bisogno specifico. Vi faccio un
esempio, oggi abbiamo concesso un contributo per una
signora che ha una bancarella ovviamente irregolare, etc.,
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abbiamo preferito raccogliere un suo preventivo per quanto
riguarda il tipo di materiale che poi potesse rivendere, in
maniera tale da finalizzare questo contributo non così
senza una motivazione, ecc., ma proprio per consentire di
riavviare la sua attività lavorativa. Per questo stiamo
cercando di lavorare molto sulla finalizzazione dei
contributi. E poi ci sono invece interventi più legati
proprio
alle
contingenze,
dicevo
oltre
a
quelli
straordinari ci sono contributi continuativi che vengono
concessi per particolari situazioni di disagio. Ma al di là
di questo cercheremo ovviamente di potenziare sempre più
questa dimensione progettuale, che sembra essere uno degli
elementi fondamentali proprio per un servizio sociale che
funzioni. Un obiettivo trasversale, devo dire, su cui
stiamo cercando di insistere particolarmente in questo
primo periodo, è la fiducia del cittadino nei confronti dei
nostri servizi. Spesso c'è un senso di insoddisfazione che
i cittadini denunciano nei confronti del servizio, nei
confronti delle operatrici che lavorano. E quindi sto
cercando personalmente proprio di condurre dei colloqui non
solo con i cittadini, ma anche insieme alle assistenti
sociali perché è importante che il cittadino possa fidarsi
di questa figura professionale, e quindi sentirsi tutelato
e insomma supportato nei suoi bisogni. Al di là di questi
obiettivi che hanno a che fare con il servizio sociale
professionale, vorrei ricordare altre due priorità, sulle
quali siamo pronti a intervenire. Il primo è l'obbiettivo
ormai entrato nella, più forse nella mentalità che non poi
a livello proprio empirico che è quello dell'integrazione
socio sanitaria, che è un elemento davvero contingente,
spesso appunto ci interfacciamo con il distretto, con la
A.S.L., con la direzione dell'A.S.L., e viene proprio
sottolineata questa integrazione in realtà si ritrova solo
sulle carte ma non nella sostanza. E per questo attiveremo
al più presto la famosa PUA, la Porta Unica di Accesso che
viene considerata un primo step proprio per quanto riguarda
l'accoglienza degli utenti, in maniera tale da poter avere
un riferimento unico rispetto a dove potersi indirizzare,
dove potersi rivolgere per capire quale è il percorso più
adeguato alla propria situazione, e quindi un primo step
nei confronti proprio di questa interazione. Un'altra
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attività, ripeto scrivendo proprio in maniera sintetica, è
quella dell'ufficio di piano. Voi sapete si tratta appunto
di una situazione diciamo un po' anche in questo caso
complessa, sapete appunto che l'ufficio di piano gestisce i
progetti regionali che hanno a che fare con le politiche
sociali in base appunto alle linee guida fornite dalla
Regione, e che coinvolge i tre comuni Modugno, Bitetto e
Bitritto, per quanto riguarda l'Ambito Bari 10, di cui
Modugno è capofila. Per questo, adesso, appunto dalla
settimana prossima avvieremo anche dialoghi con gli
Assessori del Comune di Bitetto e di Bitritto, in maniera
tale da poter implementare, appunto, e ridare vitalità a
questi servizi. Per cui ovviamente la mia giovane età, che
è un elemento sul quale spesso si, così, si scherza, alle
volte, etc., è un elemento, in alcuni momenti potrebbe
essere sfavorevole, tra virgolette, per cui mi scuso se
potrà commettere delle ingenuità, ma spero di non
commetterne troppe, ma soprattutto ho tanta vitalità, tanta
energia, tanta voglia, soprattutto di ascoltare tutti
coloro che, sono sicura, come è già emerso oggi, potranno
portare proprio perché l'obiettivo condiviso, al di là di
tutto, ovviamente le legalità e i valori che sono stati
ripresi e per i quali davvero credo che possiamo lavorare
di concerto, ma soprattutto la valorizzazione dei nostri
cittadini. Per cui io sarò pronta ad ascoltare chiunque
abbia buone idee, buoni progetti da proporre, e quindi
cercheremo di realizzarli il più possibile. Grazie.
PRESIDENTE:
Banchino.
Grazie
assessore
Scardigno.
Prego
assessore
ASSESSORE BANCHINO: Innanzitutto buonasera a tutti. È il
mio primo intervento e quindi mi sento di formulare gli
auguri di buon lavoro a tutto il consiglio. Siamo alla fine
di questo consiglio ma c'è un'intera legislatura. Quindi
sia maggioranza, minoranza, l'opposizione il cuore della
democrazia per cui contiamo anche su di voi. Voglio toccare
qualche punto rispondendo ai vari interventi che ci sono
stati. Innanzitutto la prima osservazione che ha fatto
Cramarossa delle casse vuoti. Il problema del Comune di
Modugno non sono le casse vuote, il problema di Modugno è
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che il patto di stabilità ci impedisce di spendere questo
denaro. Quindi noi abbiamo una grossa disponibilità in
tesoreria, ovviamente questa tesoreria è bloccata alla
Tesoreria Nazionale, perché non riusciamo nemmeno a
prendere interessi e altro, perché tutto viene fagocitato
dallo Stato Centrale. Però il patto di stabilità di impone
dei vincoli precisi per cui la difficoltà è spendere questo
denaro.
Per
quanto
riguarda
invece
i
problemi
di
contabilità che erano stati esposti sempre da Cramarossa,
vale a dire il sistema del SIOPE e altro, noi siamo
obbligati già credo dal 2006, comunque da diversi anni, a
trasferire i dati alla banca di Italia che gestisce questo
sistema di monitoraggio dei flussi di cassa. Quindi siamo
assolutamente attivi da questo punto di vista. E per quanto
riguarda sempre l'intervento del Consigliere Cramarossa,
che parlava dei residui attivi, noi abbiamo contezza di
quelli che sono i residui attivi e passivi. Abbiamo
contezza di quelli che sono e sono tantissimi. Al 31
dicembre 2012 noi avevamo oltre 17 milioni di attivi, e
oltre 18 milioni di passivi. Ora sui passivi se non ci
fossero faremmo tutti salti di gioia, sugli attivi se non
ci sono sicuramente la responsabilità non è di questa
amministrazione, ma di chi comunque li ha costruiti. Questi
li andremo a verificare con calma uno per uno, e se è il
caso li andremo a riaccertare o ad eliminare con tutte le
conseguenze
che
potrebbero
esserci.
Poi
c'è
stato
l'intervento della Dottoressa Sanseverino che parlava di
contratti, di stile di vita, etc. etc.. Noi contratti li
abbiamo, e qui mi riaggancio anche a Maurelli che parlava
della famosa cooperativa, senza fare né nomi e né cognomi,
non mi risulta che siano 4 milioni di euro, però una cifra
molto, ma molto elevata, però una cifra sicuramente molto
elevata. I contratti in corso noi ovviamente siamo
costretti a onorare. Quello che invece dobbiamo fare è, se
è possibile, anche intervenire per rinegoziare alcuni
contratti, se riusciamo, e sicuramente a scadenza di questi
contratti ci dobbiamo adoperare perché non ci sia la solita
storia delle proroghe ma perché comunque si facciano delle
nuove gare. Siccome è previsto che le nuove gare si parta
dal vecchio prezzo con un ribasso, quindi noi contiamo di
risparmiare. Secondo le modalità tecniche, su questo non
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sono in grado di rispondere, dovremo fare un'unica grossa
gara o ne potremo fare 10 piccole, questo lo vedremo anche
con il settore tecnico secondo il tipo di intervento che
dovrà essere gestito. Gli stili di vita del comune, noi ad
oggi abbiamo una serie di servizi a domanda individuale che
il comune non è nemmeno obbligato a prestare, ma ovviamente
alcuni è importante consegne vengano prestati, sono di
natura sociale, parliamo degli asili, delle mense, dei
trasporti. Altri sono effettivamente più come dire, non
voglio
dire
superflui
perché
questo
non
sono,
ma
sicuramente non rientrano tra quelli principali. Noi
dobbiamo
fare
in
modo
che
questi
servizi
siano
integralmente coperti dalle tariffe, o se non integralmente
alcuni, ma che ci debba essere sicuramente una copertura
con le tariffe, una copertura dei costi. Ad oggi questi
servizi sono pressoché regalati. Lo stile di vita prevede
comunque che ci debba usufruire di questi servizi, non
essendo
essenziali
questi
servizi,
perché
quelli
istituzionali dobbiamo assicurarli. Non c'è dubbio che la
sicurezza, la pulizia etc. etc. debbono essere assicurati
comunque. Quelli che non sono essenziali qualcuno dovrà
farsi carico di rispondere di una somma maggiore, perché
non è possibile per pochi che ne usufruiscono, sia pure
legittimamente, e sia pure alcuni sicuramente con finalità
sociali, ma che poi il prezzo di tutto questo debba essere
pagato dalla collettività. Perché noi per la gestione di
palestre, palazzetto sportivo, o anche campo sportivo per
quanto con tutti i problemi di agibilità che ci sono, tra
utenze, luce, gas, riscaldamento etc., spendiamo davvero
una barca di soldi ed entra qualche cosa che è
assolutamente ridicolo. Quindi anche questo deve essere un
attimino
cambiato.
Per
quanto riguarda poi invece,
velocemente se no diventa una cosa davvero complicata, per
parlarne ancora, il Tribunale. La nostra previsione non
parla
di
escludere
il
Tribunale,
semplicemente
di
ripartirlo invece che in orizzontale in verticale. Noi
avremo tutta una ala con risparmi non soltanto dal punto di
vista strettamente economico, quindi risparmiare i fitti
che non sappiamo a chi sono stati dati, ed altri, ma sono
contratti oggi che dobbiamo onorare, però l'accentramento
di tutti gli uffici, probabilmente di tutti, di quelli che
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riusciamo eventualmente ad allocare, questo poi dovrà
essere visto, ma porta non solo un risparmio per quanto
riguarda ripeto i fitti, ma un risparmio per quanto
riguarda le utenze. Se abbiamo oggi personale che deve
spostarsi per portare una lettera da un ufficio all'altro,
abbiamo risparmio di tempo, abbiamo risparmio ambientale.
Perché se una macchina non cammina non inquina, risparmiamo
carburante, quindi gli effetti sono effettivamente molto ma
molto effettivamente ampi. Per quanto riguarda ancora
Maurelli che parlava di pianta organica, se c'è una spesa
che non può essere ridotta perché il patto di stabilità ci
creerebbe dei problemi tanto grossi, sono sicuramente
quelli del personale. Quindi quella è una spesa che
assolutamente, quindi sicuramente nella riorganizzazione
della pianta organica non pensiamo di togliere personale,
considerando che anche, anzi tutti gli uffici... ho capito
male io. Quindi sicuramente ci sono molti uffici che sono
addirittura carenti di personale, quindi noi non possiamo
integrare
quel
personale.
Figuriamoci se la pianta
organica,
pensiamo
di
risparmiare
sul personale, a
prescindere che non fosse questo il senso dell'intervento.
E infine per la Consigliera Longo non posso promettere di
creare dei fondi e altro. Noi stiamo lavorando sul
bilancio, abbiamo come dicevo dei grossi problemi perché
nei precedenti bilanci c'erano, sia del 2011 che nel 2012
c'erano delle partite straordinarie che hanno portato il
bilancio in equilibrio, partite straordinarie che non
abbiamo adesso, partite straordinarie che non so nemmeno
quanto fosse legittimo praticamente iscrivere, perché si
tratta praticamente di recupero di imposte: 2 milioni di
ICI nel 2011, 1 milione di TARSU per quanto riguarda l'anno
2012. Sono comunque delle somme per le quali c'è ancora un
contenzioso in corso. È in cassazione con la Getrag, è in
contenzioso con l'Auchan, quindi teoricamente non abbiamo
ancora la certezza di questi incassi. Quindi noi speriamo
di approvare un bilancio di previsione, non consuntivo. Il
consuntivo è lontano. Sembra assurdo che ad agosto parliamo
ancora di previsione, però purtroppo va così, e questo non
dipende da noi. Quindi noi speriamo di approvare un
bilancio di previsione che non abbia queste partite così
molto, ma molto campate in aria. Non c'è dubbio che in ogni
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caso le esigenze di spesa sono notevoli. Noi cercheremo
quanto più possibile di contenere queste spese, cercheremo
quanto più possibile di non incidere sul cittadino. Però
sicuramente sarà necessario forse fare qualche incremento
di imposta. Noi speriamo però di risparmiare rispetto alle
vecchie previsioni che sono state fatte. Perché non ci
dimentichiamo che nel triennale 2012 e 2014, quella che è
l'addizionale comunale che per il 2012 era stata iscritta
in bilancio per 360 mila, accertata credo per 330, se non
ricordo male, nel previsionale era addirittura iscritta per
1 milione e 800 mila euro. Quindi voglio dire che si
prevedeva già di colpire in maniera molto, ma molto pesante
il cittadino nell'anno 2013. Noi speriamo di contenere
quanto più possibile tutto questo. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Assessore. C'è una breve replica del
Consigliere Maurelli. Prego.
CONSIGLIERE MAURELLI: Grazie Presidente. Soltanto perché
insomma ho avuto, sono stato tirato in causa, quindi ci
tengo Assessore a precisare quale era, come dire,
l'obiettivo se così lo vogliamo definire dell'intervento
che io facevo sulla pianta organica, che appunto è stato
manco a farlo apposta il, è stato il primo tasto che il
nostro
Sindaco
ha
toccato. Lungi da me, è stata
un'incomprensione, che si debba risparmiare sul personale.
Anzi con calma poi avremo anche modo di affrontarli meglio
questi discorsi. Però visto che, insomma ho notato una
certa,
nel
suo
intervento
ho
notato
una
certa
puntualizzazione in alcuni punti, volevo soltanto dire io
che lei penso che sia a conoscenza che esattamente due
giorni prima del ballottaggio il commissario Prefettizio vi
ha praticamente regalato, come dire un... sì, volevo, ecco,
una riorganizzazione che insomma io ho visto in maniera
molto superficiale, ma che mi sono ripromesso di andare poi
a affrontare in maniera molto più specifica con il
prosieguo di questo consiglio, di questa amministrazione,
che da quanto mi risulta ha aumentato, quindi ha
incrementato di circa 18 mila euro le spese che questa
amministrazione ovviamente deve affrontare con questa nuova
pianta organica. Quindi il mio intervento era come dire
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specifico che molto probabilmente quei 18 mila euro anziché
elargirli come si è sempre fatto a favore, e non per dei
meriti, delle stesse, come dire, persone, eventualmente non
di 18 ma anche 28, magari distribuiti a tutti coloro che
quotidianamente invece combattono, come diceva anche
l'Assessore Scardigno, con le problematiche e quindi ecco
cito giusto per rimanere in tema, premi eventuali di
produttività che i dipendenti comunali, e non sto facendo,
non siamo in campagna elettorale quindi, abbiamo appena
cominciato, che rivendicano ormai da anni, che non sanno
più, cioè sanno cosa significa, ma effettivamente non sanno
più che cosa è un premio di produttività. Quindi il mio
intervento, le chiedo scusa se magari mi sono espresso
male, e poi visto, per concludere, rimaniamo in tema di
contratti già in essere, quindi giustamente che dobbiamo
rispettare, quindi mettiamoci anche proroghe date a CSIPA,
alla Modugno SCARL, quindi mettiamoci tutto. Quindi,
Assessore, il lavoro che insomma ti aspetta, se le posso
dare del tu, che ti aspetta è molto, come dire, e quindi mi
piace la puntualizzazione che ovviamente era il preventivo
e non il consultivo, perché c'è prima il preventivo e poi
il consuntivo. Però poi quello lo vedremo, come dire, sì io
ho fatto confusione perché poi la scorsa amministrazione
con calma le spiegherò un po' quello che è successo. Noi
praticamente le linee programmatiche le abbiamo fatte dopo
avere votato il bilancio. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie Consigliere Maurelli. Credo che non ci
siano più interventi, per cui risponde il Sindaco a
conclusione della seduta, anche per rispondere ad eventuali
domande.
SINDACO: Per la verità non devo né concludere né replicare
nulla perché il dibattito è stato molto chiaro, molto
attento, anche molto civile devo dire. Abbiamo fatto anche
questa esperienza corale, non è frequente che il Sindaco
faccia le sue cose, dica le sue sciocchezze, facendole
correggere tutte dagli Assessori, ma questa è una legittima
difesa mia, in modo che mi sono garantito che le mie
sciocchezze sono state tutte salvate dagli interventi loro.
Però
resta
il
fatto
che
è
una
novità
questa,
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obiettivamente, siccome rimangono un po' nell'ombra, questi
assessori, boh chi sono, i fantasmi, non è vero, come avete
visto, stanno tutti dentro le dinamiche politiche. A me
dispiace una cosa, che questo problema della cosiddetta
indennità diventa un elemento di folclore. E tu poi, come
hai fatto, hai detto che non, quasi una cosa a margine e
così via. È una cosa seria, è una cosa seria, voi sapete in
Italia come è difficile rinunciare a nulla, voi non lo
sapete l'Italia è un paese plutocratico, che considera
quelli che hanno, non considera quelli che rinunciano. È
terribile, è un meccanismo perverso, difficile, ti senti un
mongoloide, ti senti un mezzo pazzo, un mezzo personaggio
folcloristico. Perché io ho chiesto come si fa a rinunciare
a questa indennità? Eh, fior di giuristi stanno dibattendo,
l'hanno fatto già con il Movimento 5 Stelle, no? Lo sapete?
Devono discutere, ragionare, perché? Perché il principio
generale è non portare ferite ai sistemi comodi. Non ferire
mai un sistema che poi tutti ci protegge. Quel gesto è una
ferita, e quindi non si sa, ecco, non si sa come avviene.
Io ho pensato, e lo dico come se me lo aveste chiesto
davanti a un bar, con la stessa franchezza, non ho niente
da formalizzare, da rendere burocratico, ufficiale, niente.
Parliamo veramente tra amici, mi sono detto allora se non
potete, se voi non me li date questi soldi, qualunque sia
l'indennità, come risulta? Questi soldi dove vanno a
finire? Boh, è un problema. Allora facciamo così, me li
date e io apro un libretto al portatore, un qualche cosa e
lo chiamo borse di studio Palmina Martinelli, che è la
ragazza famosa che fu uccisa. Lo faccio io, ce l'ho lì, se
mi date tanto verso tanto, se mi date tanto verso tanto,
alla fine dell'anno facciamo la borsa di studio per Mina
Martinelli ai giovani, ai ragazzi ai piccoli. E già. Però
uno poi mi ha spiegato, ma tu veramente sei al limite del
ridicolo, perché questi soldi che ti prendi aumentano
quello che devo pagare di imposizione perché aumenta,
allora finisce paradossalmente dal comico al tragico.
Perché io se me li prendo e li verso su un libretto, per
esempio, devo pagare poi le tasse e quindi concorro
all'acquisto della 2000 BMW di Vendola, e io non sono
d'accordo. Questo non lo voglio fare, Saverio tu mi devi
capire, questo non lo posso fare. Non è che devo rinunciare
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alla mia indennità e poi pagare le tasse e poi fare
comprare la 2000 BMW, questo no, questo non lo posso fare.
E quindi si è aperto a livello scientifico, anche europeo,
questo problema di come si fa a risolvere questo appunto
problema. E io non lo so, io comunque non ho avuto un euro
da quando sto qua, dal 14 giugno io non ho avuto niente,
quindi per fortuna. Non lo so, ma io è dal 14 giugno però,
eh. Ma non è questo il punto. No, il problema sarebbe,
gravissimo, se mi dessero qualche cosa. È come se mi danno
un pezzo di carbone acceso in mano, che ne faccio io se me
lo danno. Meno male non mi hanno dato niente, quindi sto
ancora tranquillo. Ma chiarito questo, e stiamo aspettando
di sapere come avviene questa cosa, mi premeva, e mi preme,
posto che, non so perché l'hai posto questo problema,
qualcuno l'ha posto. E meh, e va be', ma tu un poco di
ironia l'hai fatta sopra. Ora non fare l'angioletto, perché
in questo clima molto unitario, modo affettuoso, molto
amichevole, io poi sono stimolato a fare io l'opposizione,
capisci da dove vengo io, tu mi comprendi, no?. Allora
sostituisco io te, e faccio io l'opposizione, nel senso che
non è che è una cosa così superficiale, folcloristica, la
battuta, e ma quello dice hai fatto la campagna tua
elettorale, e così via. C'era un pizzico di ironia che non
è proprio il caso, con tutto il rispetto che io ho per te,
anche perché so che tu sarai il secondo a rinunciare a
questa indennità, così immagino, vista così la cosa,
superficialmente, ti immagino il secondo rinunciatario.
Detto questo il problema è allo stato è fermo qui, quindi
non avendo niente non mi preoccupo, ma adesso vedremo come
si risolve. Una cosa è certa, che io credo a proposito di
questo gioco pesante tra scherzo, serietà, è così via, io
credo che se si può, se si può, se è una cosa che non ti
danneggia molto, non cambia la tua vita, non la cambia,
fatelo. Perché se a Modugno, lo facciano, chi può. Perché
se a Modugno si riuscisse a fare anche una borsa di studio
di 500 euro per ciascuno, 10 ragazzi, 20 ragazzi, 30
ragazzi, beh mica è tanto vero, la gente va a prendere ai
servizi sociali 200 euro, 100 euro, si mortifica, si
umilia, subisce l'attesa di ore, di ore, di ore, e perché
noi non possiamo contribuire? E perciò non prendiamolo come
un gesto così patetico, ridicolo, marginale, è una cosa
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seria, io lo faccio se lo Stato mi consente di farlo. Io
non sono disposto, concludo sul punto, non sono disposto a
dare un euro allo Stato, sono disposto a non prendere un
euro dallo Stato di più per questa attività civica
politica, ma non sono disposto a dargli io poi le imposte,
perché diventa veramente ridicolo. Per quanto riguarda
invece il problema della diretta streaming, io mi limito a
questa risposta perché il resto è talmente impegnativo che
veramente non saprei da dove cominciare, ne parleremo dopo
tutti i problemi che sono stati presi. Però questa cosa
contingente ve la voglio dire questa della streaming, io ho
pensato che fosse una cosa utile, fosse una cosa giusta che
l'opinione pubblica seguisse, vedesse. Il problema è che
non c'è il personale sufficiente, adatto a questo scopo, la
soluzione dico a un amico mio vieni tu, dacci una mano.
L'amico è venuto, ha guardato la cosa, ha guardato con un
ottimo dipendente comunale, non mi ricordo come si chiama,
che adesso però è ammalato, però è venuto, nonostante è
venuto, ha guardato, hanno concordato, hanno fatto, la
videocamera, non lo so come si chiama, l'abbiamo prestata
noi, scusa Saverio, non era un corpo di reato però, era uno
strumento civile di osservazione e di democrazia, e quindi
abbiamo prestato la videocamera, com'è che si chiama, e
questo nostro amico è rimasto lì, l'altro giorno che
stavate voi. A questo punto però, non è che potevo fare
ogni sera questa cosa, perché quello non è mica un
dipendente del comune, l'ha fatto come gesto di contributo,
di aiuto tecnico per farcela fare, se il comune, questo
impiegato è molto bravo, è molto serio, è ammalato, non
c'è, quindi non possiamo chiedere un po', chiedere aiuto a
nessuno. Se, come io mi auguro, questo signore ritornerà in
servizio, e mi auguro veramente, perché mi è parso... come?
Ma no, non mi avventuro, l'ottimismo di Emilia voi non lo
conoscete fino in fondo, è un ottimismo estremo, proprio.
Io mi permetto di dire al prossimo consiglio non so che
cosa ci sarà, può darsi che ci saranno delle trombe esposte
lì, non lo so, non so che cosa ci potrà essere, sto
spiegando però, sto dando una mia risposta come testimone
degli accadimenti che è a mio parere è giusta. Non so chi
me l'ha fatta? Tu? Eh! È giusta, come mai alla prima
serata,
al
solito
con
quella
bonomia
che
lo
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contraddistingue, ha cambiato, ha atteggiato un po' come un
vanitoso, che l'abbiamo messo solo perché dovevo fare il
giuramento io, e non sapendo che a casa abbiamo fatto una
riunione, abbiamo stabilito Maurelli non lo perdiamo,
diamolo in diretta, questo abbiamo fatto noi, perché non
potevamo perdere questa occasione. Tu hai pensato a me,
invece, hai sbagliato. Allora il problema quale è? Che se
noi abbiamo la collaborazione di questo tecnico, noi saremo
ben lieti di poterla utilizzare, dopodiché non posso essere
io un promotore privato di una cosa che, però devo dire che
tutti siamo stati contenti, tranne io perché io non ho
fatto un giuramento, era tra me e Dio, lo ha sentito solo
Lui, quindi non…, mi fa piacere, mi fa piacere proprio.
Spero che si possa tornare a questo tipo di, voi sareste,
almeno con piacere ho visto che tutti avete consentito, è
una cosa molto bella, molto importante, molto lineare,
molto aperta, molto libera, perché tutti quanti hanno detto
va bene, è bene che la gente veda direttamente come
avviene. Mi dispiace per questa sera, ma abbiamo fatto
questa cosa senza pubblicità. Per il resto io sono molto
contento di questa cosa. Non so se si vota o non si vota.
Siccome hanno detto che non si vota, e io sono lieto che
non si vota perché è stato un discorso libero, aperto e
così via, io voto per voi, e approvo i vostri interventi.
Grazie a tutti.
Applauso.
PRESIDENTE: Grazie Sindaco. Non essendoci altri interventi
la seduta è sciolta. Buona serata e buone vacanze a tutti.
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CITTÀ DI MODUGNO
PROVINCIA DI BARI
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ATTESTAZIONE DI AFFISSIONE ALL’ALBO
IL SOTTOSCRITTO VISTI GLI ATTI D’UFFICIO
ATTESTA
CHE IL SEGUENTE ATTO
Delibera di Consiglio Comunale n.9 del 01/08/2013
OGGETTO:
Linee programmatiche del Sindaco
E’ AFFISSA ALL’ALBO PRETORIO COMUNALE PER 15 GIORNI DAL 02/10/2013 COME PRESCRITTO
DALL’ART.124 COMMA 1° DEL D.LGS 267/2000
IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
ALBO-NOTIFICHE
Dott. Gianluigi BERARDI
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Copia conforme all'originale
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CITTÀ DI MODUGNO
PROVINCIA DI BARI
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ATTESTAZIONE DI ESECUTIVITA’
IL SOTTOSCRITTO VISTI GLI ATTI D’UFFICIO
ATTESTA
CHE IL SEGUENTE ATTO
Delibera di Consiglio Comunale n.9 del 01/08/2013
OGGETTO:
Linee programmatiche del Sindaco
E’ DIVENUTA ESECUTIVA IL GIORNO 12/10/2013,AI SENSI DELL’ART.134 COMMA 3 DEL D.LGS
267/00
IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
ALBO-NOTIFICHE
Dott. Gianluigi BERARDI
MODUGNO LI’,14/10/2013
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