SCELTA POLITICA TERRITORIO - AMBIENTE – SVILUPPO - CITTADINANZA ATTIVA – DISAGIO GIOVANILE DIVERSABILITA’ - – RAPPORTI CON LA CHIESA LOCALE I quaderni del C.d.Z 1 LA SCELTA POLITICA IL TERRITORIO - L’AMBIENTE – LO SVILUPPO DAL PROGETTO DI ZONA Curiamo i rapporti con gli organismi Istituzionali, Ecclesiali, con altre Associazioni educative, con la stampa ed altri mezzi di comunicazione” Conosciamo e confrontiamoci sui disagi giovanili e sulle emergenze educative che l’attuale contesto storico-sociale ci sottopone. Formiamoci all’“accoglienza” dei diversamente abili nei nostri Gruppi Apriamoci al dialogo interreligioso ed alla conoscenza delle altre Confessioni cristiane. • • • • • “Viviamo attivamente e concretamente come AGESCI la presenza nel nostro territorio, riguardo le problematiche ambientali, sociali e politiche.” Creare percorsi di collaborazione con le Istituzioni, la Chiesa locale e con altre Associazioni presenti nel territorio. Aprire una riflessione sui disagi giovanili e sull’emergenza di educare oggi i giovani Definire percorsi condivisi che ci portino a considerare il diversa-mente abile come una “ricchezza” da accogliere nelle nostre Unità, con l’avvio alla conoscenza delle relative problematiche. Favorire le condizioni per una reciproca conoscenza tra Religioni, Confessioni cristiane e culture diverse, con l’intenzione di accogliere tutti nella nostra proposta scout, quando possibile. Fornire ai Gruppi strumenti di conoscenza e di valutazione delle problematiche ambientali, sociali e politiche presenti nel territorio, per progettare e realizzare interventi concreti. I PERCORSI EFFETTUATI Territorio e ambiente: Progetto “tuteliamo l’ambiente” Uno dei punti fermi del nuovo progetto, in materia di ambiente, è stato quello di uno studio/conoscenza e partecipazione attiva sul territorio quale Impegno della nostra associazione in merito ad alcuni ambiti che sono diventate emergenze tipo: ambiente, energia, salute, cultura anti mafia, (centrali bio masse, cerano, trasporti e mobilità ) assumendo anche una posizione critica. A giugno 2011 si sono avviati i contatti con la Provincia di Lecce, nell’Ufficio del Presidente, per una collaborazione più stretta tra Zona ed Istituzioni in materia di ambiente. Provincia 2 e AGESCI hanno condiviso idee e progetti con l’intento di dare seguito attraverso un progetto denominato “tuteliamo l’ambiente” (in allegato 1) . Il 13 luglio 2011, in una conferenza stampa, nella sede della Provincia di Lecce è avvenuto il lancio e la firma del protocollo d’intesa (in allegato 2 ) per il progetto “TUTELIAMO L’AMBIENTE”. tra i convenuti: • Dott Antonio Maria GABELLONE Presidente Provincia di Lecce; • AGESCI Zona Lecce Adriatica (RR.ZZ) • AGESCI Zona Lecce Ionica (RR.ZZ) • CNGEI (responsabili dei gruppi di Novoli e Lecce) Successivamente, il Presidente Gabellone, ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia per comunicare l’attività di mappatura del territorio da parte dei gruppi scout. (in allegato 3) Ai gruppi scout, invece, è stato inviato materiale indispensabile per portare avanti l’attività (es schede rilevamento, carte topografiche ecc) ( in allegato 4) Con il progetto ambiente è prevista una attività di monitoraggio del territorio Salentino: sia per il rilevamento di eventuali siti critici o situazione positive che dovessero emergere durante le attività; sia di educazione ambientale per i ragazzi dei gruppi. Nel consiglio del 19 settembre 2011, il progetto è stato presentato e consegnato ai gruppi della zona con le indicazioni operative di come muoversi nel territorio del paese del gruppo scout. Il progetto sarà totalmente realizzato, nell’anno 2011 – 2012. (in allegato 5) Con l’attività finale nel pomeriggio di sabato 23 giugno 2012 presso la villa Comunale di Lecce, ha avuto termine la prima parte del Progetto “tuteliamo l’ambiente” . (in allegato 6 ) Alla presenza del Presidente della Provincia, del Direttore Generale Ambiente della Provincia, del Vicario del Prefetto di Lecce si è svolta l’attività finale con mostra del materiale prodotto dai gruppi durante il monitoraggio del proprio territorio. All’attività sono stati presenti Capi e ragazzi ( circa 250 ) di 12 gruppi della Zona ( esclusi Squinzano e Lequile) oltre al CNGEI e a due gruppi della Zona Ionica (Racale 1 e 2). La cerimonia finale si è svolta secondo un programma condiviso tra Provincia di Lecce , AGESCI e CNGEI : • ogni gruppo ha avuto a disposizione uno spazio (angolo di gruppo) per esporre il materiale prodotto; • la costruzione dell’alza bandiera dagli R/S di Campi Salentina ; • intorno al palco sono state custodite le fiamme dei reparti ed i totem dei branchi • l’animazione è stata curata da Stefano NESTOLA e da alcuni capi della Zona con l’intervento di un gruppo folcloristico scout, intercalando canti , bans, danze scout, e canti popolari salentini (pizzica); • durante la cerimonia un ragazzo per gruppo ha consegnato nelle mani del Presidente della Provincia di Lecce Antonio GABELLONE un plico contenente copia del materiale prodotto (schede, cd, dvd, foto, giornalini, ecc. ) quale restituzione del mandato ricevuto in sede di lancio del progetto a luglio 2011; • durante l’attività, sia il Presidente della Provincia che il Vicario del Prefetto, hanno visitato gli angoli dei gruppi manifestando positivo apprezzamento per il lavoro fatto, considerato di importante utilità per l’intervento futuro della Provincia per la bonifica delle aree inquinate; • alle autorità presenti è stata regalata, quale ricordo degli Scouts, una borraccia ed una maglietta con logo appositamente preparato, mentre il Presidente GABELLONE, ha consegnato ai rappresentanti dei gruppi un attestato di partecipazione. Settore E.P.C. ( Emergenza e Protezione Civile ) A gennaio 2011 è stato nominato il nuovo incaricato EPC di zona. Gli obiettivi preposti dal settore: • recuperare un po’ di memoria storica EPC della Zona, oltre a documenti prodotti in passato; 3 • supporto alle unità della zona, per fornire un contributo in materia di conoscenza di luoghi, di sicurezza e responsabilità nella gestione delle attività scout. • gestione organizzativa / logistica in caso di attività di branca di Zona (San Giorgio, Challenge cacce di zona ecc). • rappresentare la zona nelle attività EPC del territorio tipo attività EPC di Palmariggi • Nel mese di Febbraio 2012 , ha partecipato, per conto della pattuglia regionale E.P.C., all’incontro per incaricati regionali a Bracciano, facendo esperienza e conoscenza del settore ai livelli nazionali. • Effettuare la raccolta di schede dei luoghi dei campi estivi per archiviare i luoghi, nel sito di zona L’Incaricato E.P.C. della Zona, durante l’anno del progetto ambiente ha provveduto a: • monitorare l’attività dei gruppi sul Progetto Ambiente nei vari incontri di Branca ed in Consiglio di Zona; • raccogliere i documenti e materiale dei gruppi sulla mappatura del territorio per l’archivio della Zona; • partecipare come presenza nello Staff organizzativo dell’attività E.P.C. di Palmariggi in rappresentanza della Zona; • raccogliere le schede dei luoghi dei campi estivi inviate dai Gruppi per archiviare i luoghi, nel sito di zona. Nel mese di Febbraio, ha partecipato, per conto della pattuglia regionale E.P.C., all’incontro per incaricati regionali a Bracciano, facendo esperienza e conoscenza del settore ai livelli nazionali. Sviluppo esterno: • in questi anni, , con l’incaricato allo sviluppo, abbiamo incontrato 5 parroci della Diocesi di Lecce per conoscere le modalità di apertura di gruppi scout verso le parrocchie. Purtroppo nessun parroco è riuscito a creare le pur minime condizioni per avviare l’apertura di nuovi gruppi. Merine – Don Luca Nestola / Lecce Santa Maria della Pace Don Simone Renna / Lecce San Filippo Smaldone Don Giovanni Serio / Lecce Don Michele Marino / Melendugno Don Leonardo Giannone. La comunità di Castro, dopo la partecipazione di alcuni adulti al CFT e la presenza a vari incontri come tirocinanti presso il Gruppo Calimera 1, ha deciso di avviare una più profonda e meditata riflessone sulla possibilità di poter avviare una esperienza scout nel paese LA SCELTA POLITICA CITTADINANZA ATTIVA – DISAGIO GIOVANILE DIVERSABILITA’ - – RAPPORTI CON LA CHIESA LOCALE Rapporti con Associazione, Istituzioni e chiesa locale In questi anni sono stati sono stati avviati rapporti di collaborazione oltre che le due Diocesi, anche con altre associazioni sul territorio, con la Provincia di Lecce, con il Comune di Lecce, con i quali abbiamo condiviso alcune attività del territorio. Molteplici sono state le attività / incontri con dette realtà. Precisamente: DIOCESI DI LECCE ED OTRANTO: • XVIII Convegno diocesano “L’AVVENTURA EDUCATIVA” 2022 settembre 2010 c/o Università di Lecce • Incontro di approfondimento diocesano sulle missioni nov 2010 Chiesa dei Teatini Lecce 4 • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • 23/25 gennaio 2011- arcidiocesi di Otranto, auditorium porta d’Oriente - settimana biblica: “Dio educa il suo popolo” Via Crucis Diocesi di Lecce con il coinvolgimento attivo di alcuni capi della zona. 15 novembre 2011 servizio in diocesi degli R/S della Zona 11 dicembre 2011 accoglienza “Luce di Betlemme” in stazione con i gruppi della zona e associazioni del territorio Partecipazione di alcuni gruppi alla via Crucis diocesana (Lecce) del 1° aprile 2012. 6 novembre 2012: apertura diocesana dell' Anno della Fede (partecipazione del comitato e dei gruppi in cattedrale ); 9 dicembre 2012 : servizio in diocesi di Lecce per inaugurazione Casa della Carità alla presenza del Card. Bertone; 16 dicembre 2012 : accoglienza Luce di Betlemme; 31 dicembre 2012: Marcia della Pace diocesana - Lecce Santa Rosa; 26 gennaio 2013 : Santa Rosa - Santa messa per la pace; dicembre 2012 e marzo 2013: 2 riunioni dell'Ufficio di Pastorale Giovanile per la programmazione dell'anno e per la preparazione della Via Crucis dove l'Agesci ha scritto i testi e curato una stazione; 24 marzo 2013: Domenica delle Palme - Via Crucis diocesana dei giovani - lettura 6^ stazione preparata dal Comitato. I giovani di ogni gruppo durante la stazione di competenza hanno portato la Croce (4 persone) e 2 fiaccole accese; marzo e maggio 2013: 2 riunioni della Consulta Diocesana per le Aggregazioni Laicali con a tema gli eventi diocesani per l'Anno della Fede ; 12 maggio 2013 : Canonizzazione dei Martiri di Otranto ; 18 maggio 2013 : veglia di Pentecoste in Piazza Duomo; 21 maggio 2013 : ore 19.30, presso la Parrocchia di S. Rosa, in Lecce XIII Giornata annuale del Laicato con riferimento all’Anno della Fede; - Impegno per la raccolta delle firme in sostegno dell’iniziativa dei cittadini europei denominata “Uno di noi” in favore del bambino concepito e non ancora nato; 30 maggio 2013 : messa di ringraziamento per la Canonizzazione dei Martiri di Otranto (servizio). 19 giugno 2013: udienza generale all' Arcidiocesi di Lecce del Santo Padre Francesco a Roma (presente una delegazione della Zona composta da 100 persone tra Capi e ragazzi); 14 settembre 2013: ordinazione episcopale di don Fernando Filograna Infine diversi gruppi hanno lavorato nelle proprie parrocchie in occasione della vista pastorale dell'Arcivescovo. ISTITUZIONI ED ASSOCIAZZIONI: • 16 dicembre 2010 presso JOYCE Irish Pub a lecce firma del Protocollo d’intesa 150° Unità d’Italia con ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, LIBERA ( in allegato 7) • Luglio 2011 presso la Provincia di Lecce firma del protocollo d’intesa tra le zone Agesci Ionica e Adriatica, CNGEI, Provincia di Lecce sul progetto “TUTELIAMO L’AMBIENTE” • Mese di Agosto incontro con il Sindaco di Lecce con i ragazzi in partenza per il Jamboree • Partecipazione di una delegazione dell’AGESCI alle cerimonie del 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica, fortemente voluta dal Prefetto di Lecce . ACCOGLIENZA - DIVERSABILITA’ (nov / Dic 2013 San Cesario di Lecce) momento formativo sulla tema dell’accoglienza e della diversabilità: NON IMPORTA COME SEI… IMPORTA CHI SEI! Costruire la dignità imparando dalla diversità 5 Animatori: prof. Ezio DEL GOTTARDO Ricercatore in pedagogia sperimentale presso l’Università del Salento e della Valle d’Aosta Totò QUAGNANO (capo del Gruppo scout Copertino ’97) Intervento animatori (in allegato 8) Attività laboratorio: Lavori gestiti dal prof. Ezio Del Gottardo: lanciando il tema della disabilità, i capi vengono divisi in gruppi da 8/10 persone. Il lavoro di gruppo consiste nell'affrontare il tema della disabilità comprendendo le difficoltà a chiamare le cose con il loro nome e ad "agire" concretamente piuttosto che sprecare molto tempo nel parlare. A partire da queste osservazioni, l'intervento si articola lungo tre dimensioni: la dimensione della rappresentazione: come ci rapportiamo alla disabilità? quali difficoltà abbiamo nel chiamare le cose con il proprio nome? quali nel confrontarci con chi è disabile costruendo un approccio sincero, totalmente aperto e disponibile? quanto ci facciamo prendere dalla "paura" di dichiarare apertamente la disabilità di chi abbiamo davanti e metterci al suo servizio in maniera sincera, costruttiva e concreta piuttosto che perdendoci in discorsi, in giri di parole e stratagemmi poco operativi? la dimensione del cambiamento: il fondamento di ogni strategia di cambiamento è il dubbio, senza il quale rimaniamo ancorati a logiche e modi di fare secondo attitudini e comodità precostituite; per cambiare abbiamo bisogno di incertezza, di scatenare in noi quei terremoti cognitivi che ci costano imbarazzo; il momento, tutto interno, del cambiamento, si manifesta esternamente in chiari segnali di disagio, di imbarazzo appunto, giustificati dal fatto che stiamo rimettendo tutto in discussione e quindi non abbiamo riferimenti pronti a cui aggrapparci. la dimensione della conoscenza: esistono tre livelli di approfondimento che ciascuno di noi può vivere rispetto ad una tematica, ad una metodologia, o ad un problema: il livello dell'informazione, che prevede solo un'analitica raccolta di dati; il livello della conoscenza, nel quale le informazioni che abbiamo precedentemente acquisito vengono rielaborate con un gesto attivo di analisi, spezzettamento e ricostruzione di ogni singolo concetto; il livello della competenza, nel quale le conoscenze vengono "spese" per essere messe al servizio degli altri; questo è il livello massimo a cui ci si può portare e l'unico che permette realmente di realizzare un progetto. Intervento/Testimonianza di Salvatore Quagnano: Salvatore è un capo scout che in passato ha operato a vari livelli in associazione, spendendosi sia con i ragazzi che nella formazione di altri capi. Da qualche anno è affetto da Morbo di Parkinson giovanile, malattia neurodegenerativa che porta progressivamente ad una perdita di mobilità. Nonostante questo rimane una persona estremamente attiva: partecipa a ciclo-pellegrinaggi, scrive libri di poesie, coordina uno sportello informativo rivolto a persone che soffrono della sua stessa malattia. Salvatore testimonia principalmente il fatto che dopo aver scoperto la malattia e dopo aver perso il lavoro non si è arreso, ma anzi ha fatto suoi e applicato con decisione tutti i principi e i valori fondanti dell'essere scout, soprattutto come educatore. 6 CITTADINANZA ATTIVA – DISAGIO GIOVANILE: riguardo l’obiettivo della cittadinanza attiva, la branca RS è stata molto attiva organizzando e partecipando diversi incontri: • RS La realizzazione della mappa dei luoghi di servizio che possa essere utile ai Clan durante l’anno; • Lavoro sul “progetto ambiente” • “La cittadinanza attiva” : incontro con il Senatore Giorgio de Giuseppe. Condivisione della partecipazione all'evento "Abitanti del nostro territorio" il 9 giugno a Foggia (ricaduta formativa sul capitolo Come Zona abbiamo contribuito a creare una mappatura delle strutture di servizio inserendovi i paesi in cui sono presenti le comunità RYS e le strutture in cui facciamo servizio. Il tema del servizio è stato anche trattato all’interno delle singole comunità per preparare poi i ragazzi all’evento regionale “Divenire competenti per meglio servire” che ha visto la partecipazione di circa 80 RS della nostra Zona. L’evento si è svolto l’ 1 e 2 Giugno a San Pietro Vernotico (Br) nelle terre di LIBERA. L’evento è stato un ottimo momento di incontro. Buona la fase di preparazione. Per qualcuno è sembrata un’occasione mancata perché forse non sono stati organizzati bene i lavori di gruppo che avrebbero potuto produrre un documento più proficuo. Ottimo l’intervento dei relatori e di don Raffaele BRUNO, referente per la Puglia di LIBERA , a tratti molto forte ed incisivo. Il posto ha reso bene l’idea e il senso dell’impegno e della cittadinanza attiva, anche se ci si sarebbe potuti e/o dovuti organizzare meglio a causa del caldo. Molto interessante e formativo è stato l’incontro con il Senatore Giorgio DI GIUSEPPE che ha offerto molti spunti su cui riflettere come capi e su cui far riflettere anche i ragazzi sul senso del servizio e della cittadinanza attiva all’interno delle proprie comunità cittadine . “Nella Costituzione Italiana c'è un unico verbo che si ripete per ben tredici volte, e non a caso , è il verbo RICONOSCERE ..." La Repubblica riconosce .... ", i padri costituenti hanno voluto così sancire che ogni cittadino è portatore di diritti originari e che lo Stato è al servizio del cittadino e non viceversa, in un equilibrio di diritti e di doveri.” Questo è stato il filo rosso che ha permeato il dibattito tra i capi e il senatore . ALLEGATI: • • • • • • • • • • allegato 1 – progetto ambiente : AGESCI – Provincia di Lecce; allegato 2 – protocollo d’intesa progetto ambiente allegato 3 – progetto ambiente – lettera ai sindaci allegato 4/a – scheda lavoro – monitoraggio emergenza ambientale allegato 4/b – scheda lavoro – rilevazione rifiuti allegato 5 – lancio progetto ambiente in consiglio di zona; allegato 6 – progetto ambiente – attività finale in villa comunale a Lecce; allegato 7 – protocollo con associazioni del territorio su 150 anniversario della repubblica; allegato 8 - diversabilità . intervento di Ezio del Gottardo; allegato 9 – cittadinanza attiva – riflessioni 7 Allegato 1 Provincia di Lecce PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” In collaborazione con le associazioni Scout AGESCI e CNGEI presenti in provincia di Lecce PROGETTO ESECUTIVO Ogni gruppo scout ha il compito di monitorare una determinata porzione di territorio provinciale (a sua scelta) e di individuare eventuali situazioni critiche e/o sensibili, sia che si tratti di siti inquinati (es. terreni dove sono stati abbandonati rifiuti solidi o sversati liquidi inquinanti), sia che si tratti di siti di “pregio” (beni culturali, architettonici, archeologici, ecc.) trascurati e che invece andrebbero salvati e/o meglio valorizzati. Per ogni sito individuato è previsto: a) una descrizione/elencazione di quanto riscontrato (da inserire nella scheda “Ambiente-1”) b) la quantificazione dei rifiuti (o altro) rilevati e la superficie di terreno interessata (in metri quadrati) (da inserire nella scheda “Ambiente-1”) c) la determinazione della posizione geografica del sito, da inserire nella scheda “Ambiente-1” (l’ideale è avere le coordinate geografiche attraverso un GPS- Global Positioning System) d) lo scatto di almeno una foto che rappresenti adeguatamente la situazione descritta. Una volta perlustrato il territorio a piedi e/o in bicicletta, compilate le schede “Ambiente-1” fornite dal Servizio Ambiente della Provincia, scattate le foto utili a documentare la situazione riscontrata, ogni Gruppo Scout è tenuto a seguire la seguente procedura: 1)deve presentare alla Polizia Provinciale (indirizzo: “ex SISRI, Z.I. 73100 Lecce”) con una periodicità da concordare, la documentazione cartacea prodotta, dalla quale poter evincere tutte le informazioni utili per fronteggiare le situazioni rilevate. Ogni gruppo Scout deve poter comunicare con celerità alla Polizia Provinciale le particolari situazioni riscontrate, utilizzando a scelta: fax, personal computer o palmare. La consegna della documentazione cartacea va comunque assicurata, seppure successivamente, seguendo la normale procedura. A) Uso del fax (Polizia Provinciale fax n. 0832- 683. 980 Inviare via fax la scheda di rilevazione“Ambiente-1” debitamente compilata, includendovi le coordinate geografiche del sito individuato. B) Uso del Personal Computer portatile o del Palmare (Polizia Provinciale e-mail: [email protected] Inviare un messaggio descrivendo in maniera precisa il problema riscontrato Allegare: 8 a) scheda di rilevazione “Ambiente-1” debitamente compilata, includendovi le coordinate geografiche, b) foto del sito. In tutti i casi è opportuno conservare in archivio una copia di ogni segnalazione effettuata. (Si consiglia, tra i sistemi indicati, di utilizzare per la segnalazione l’uso del PC o palmare) AZIONI SUCCESSIVE AL MONITORAGGIO DEL TERRITORIO Qui di seguito vengono proposte alcune delle azioni che potrebbero essere intraprese successivamente alla fase di monitoraggio del territorio. Naturalmente ogni gruppo scout potrà decidere autonomamente le iniziative da intraprendere. La Provincia si rende comunque disponibile ad offrire la propria collaborazione progettuale ed organizzativa, nonché a svolgere il ruolo di collante e coordinatore fra i gruppi scout e fra questi e gli enti istituzionali e privati presenti sul territorio (Comuni, Prefettura, Associazioni, ecc.). 1) Organizzazione di una manifestazione conclusiva del monitoraggio con tutti i gruppi scout coinvolti nel progetto. La sede ideale è Palazzo dei Celestini. Nella Sala Consiliare saranno presentati alle istituzioni (Provincia, Comuni, Prefettura, ecc.) e agli organi di stampa i risultati delle attività svolte e sarà altresì luogo di confronto di esperienze sul tema fra i diversi gruppi scout. Nell’atrio del Palazzo sarà allestita una mostra fotografica e presentata la documentazione prodotta nel corso del progetto. Un obiettivo importante che si vuole perseguire è quello di dare il giusto risalto e riconoscimento al ruolo assunto dagli scout per la tutela ambientale e culturale del proprio territorio. La suddetta manifestazione è “obbligatoria” e sarà organizzata direttamente dal Servizio Ambiente della Provincia. 2) Organizzazione di una mostra comunale/locale sull’attività svolta. Ogni gruppo scout potrebbe allestire una mostra in una delle piazze principali del comune monitorato ed organizzarla in collaborazione con l’Amministrazione Comunale ed eventualmente con la Provincia e la/e Azienda/e che gestiscono la raccolta/smaltimento dei rifiuti. Laddove possibile è importante coinvolgere le scuole e le diverse associazioni presenti sul territorio. L’obiettivo principale della mostra è quello di sensibilizzare la popolazione sui temi ambientali. 3) La mostra di cui al punto precedente può essere la base di lancio per una più articolata Campagna di educazione/sensibilizzazione ambientale che potrà svilupparsi in diverse direzioni: 3.A) nelle scuole (dalle elementari alle medie inferiori) 3.B) sul territorio – Centro abitato – organizzando, ad esempio, Una Giornata sull’Ambiente dedicata alla raccolta straordinaria di rifiuti. Scegliendo, ad esempio, la raccolta di tipologie di rifiuti che in genere vengono illegalmente abbandonate nelle campagne (pneumatici, batterie al piombo esauste, ingombranti in legno, elettrodomestici, materassi, ecc.). La raccolta potrebbe essere effettuata con modalità “porta a porta”, ossia ogni famiglia preventivamente avvisata/sensibilizzata, in un giorno stabilito e in una fascia oraria definita, metterebbe fuori dalla porta di casa le tipologie di rifiuti che si intendono raccogliere. E’ opportuno organizzare le manifestazioni in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la/le società che gestiscono il servizio di raccolta/smaltimento rifiuti, nonché con le altre associazioni di volontariato e ambientali presenti sul territorio. 9 3.C) sul territorio – Campagne e/o periferia – organizzando una raccolta straordinaria di rifiuti su uno dei siti individuati. Anche in questo caso è opportuna la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, della/le società che gestiscono il servizio di raccolta/smaltimento rifiuti, delle associazioni presenti sul territorio e delle scuole. L’iniziativa consiste nel recarsi su uno dei siti “critici”/sensibili individuati e cercare di intervenire ripulendo l’area dai rifiuti illegalmente abbandonati. In questa azione è importante cercare di coinvolgere attivamente i cittadini. 3.D) sul territorio – Campagne e/o periferia – organizzando una “uscita” a piedi e/o in bicicletta, coinvolgendo parte della popolazione, per far conoscere le bellezze del proprio territorio (beni ambientali, archeologici, ecc.). Nella stessa occasione far rilevare ai presenti, con esempi concreti, come le bellezze del territorio e i suoi beni /culturali, archeologici, ecc.) possano essere messi a rischio da comportamenti individuali e collettivi scorretti. Coinvolgere le scuole. 4) Pubblicazione di un dossier, o di un libretto di istruzioni/educazione ambientale, utilizzando il materiale raccolto e prodotto dagli scout durante l’attività di monitoraggio del territorio e nelle azioni di educazione ambientale eventualmente svolte. 5) Adozione di una piccola area pubblica, previo accordo con l’Amministrazione Comunale competente per territorio. Un esempio concreto è dato dall’accordo firmato dal Comune di Lecce e dall’organizzazione scout CESON per la gestione del Parco cittadino ”Baden Powell” di Lecce. E non mancano altre esperienze. OBIETTIVI Generali e Specifici del Progetto “Tuteliamo l’Ambiente” - individuazione siti inquinati (al fine di fare intervenire le autorità competenti per salvaguardare l’ambiente e tutelare la salute dei cittadini) - individuazione siti “sensibili”. Es. Dolmen, Menhir, Torri, Neviere, ecc. (al fine di salvaguardarli e valorizzarli e, se possibile “adottarli”) - conoscenza del territorio e del suo patrimonio culturale/storico, ambientale (da parte degli scout, ma anche dei cittadini) - corretto uso delle mappe generali e tematiche (per gli scout) - sensibilizzazione scout (sui temi ambientali) - sensibilizzazione giovani (sui temi ambientali) - sensibilizzazione cittadini (sui temi ambientali) - risparmio economico (attraverso una corretta gestione dei rifiuti differenziati e l’utilizzo dei servizi comunali. Ad esempio per evitare che un Comune paghi un servizio extra per la raccolta di rifiuti abbandonati nelle campagne quando già paga un servizio ordinario per le stesse tipologie di rifiuti). - corretto utilizzo dei servizi comunali di raccolta e trasporto rifiuti urbani speciali e ingombranti - far conoscere al pubblico e alle altre Istituzioni le attività intraprese dall’Ente Provincia 10 Allegato 2 PROVINCIA DI LECCE TERRITTORIO, AMBIENTE E PROGRAMMAZIONE STRATEGICA SERVIZIO AMBIENTE E POLIZIA PROVINCIALE PROTOCOLLO D’INTESA PER IL PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO DEL TERRITORIO SALENTINO E DI EDUCAZIONE AMBIENTALE REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON I GRUPPI SCOUTS DELLA PROVINCIA DILECCE Tra 1) Provincia di Lecce, con sede in Lecce in via Umberto I, n.13, nella persona del Presidente protempore dott. Antonio M. Gabellone 2) Associazione Scout AGESCI ZONA LECCE ADRIATICA , nella persona dei Responsabili di Zona SS.GG. IMBRIANI Loredana , TARANTINO Antonio domiciliati presso la sede sociale in San Pietro in Lama , via Roma n. 51 3) Associazione Scout AGESCI ZONA LECCE JONICA , nella persona dei Responsabili di Zona SS.GG. LEOPIZZI Cinzia, TERRAGNO Dino domiciliati presso la sede sociale in ______________, via _______ n. ___ OBIETTIVI La Provincia di Lecce e l’Associazione Scout AGESCI: ZONE LECCE ADRIATICA E LECCE JONICA con il Progetto “Tuteliamo l’Ambiente” intendono promuovere azioni di utilità ambientale attraverso il monitoraggio del territorio, la rilevazione di situazioni critiche e/o sensibili e la realizzazione di interventi di educazione/sensibilizzazione ambientale. Le predette azioni saranno rivolte principalmente ai giovani, ma anche alle altre fasce di popolazione. L’obiettivo finale è 11 quello di rendere i cittadini salentini più consapevoli nei riguardi della tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e della corretta e razionale utilizzazione delle risorse naturali. Un secondo obiettivo che s’intende perseguire è quello di stabilire un costante e solido collegamento comunicativo tra singoli cittadini, associazioni e istituzioni pubbliche (in primis Provincia e Comuni) nella consapevolezza che la salvaguardia del proprio ambiente/territorio è reso possibile soprattutto quando tutti gli attori sociali, pubblici e privati, concorrono in maniera sinergica ed ognuno con le proprie prerogative e competenze al conseguimento dello stesso risultato. La Provincia di Lecce e l’Associazione Scout AGESCI ZONE LECCE ADRIATICA E LECCE JONICA tendono pertanto attivare a partire dal mese di luglio 2011 una collaborazione reciproca finalizzata a: promuovere una campagna di educazione/sensibilizzazione nei confronti dei giovani scouts, e successivamente delle scolaresche e dei cittadini, volta ad approfondire: a) ciclo dei rifiuti di qualsiasi natura, tipo e provenienza; b) necessità della raccolta differenziata dei rifiuti e delle tecniche per il loro riutilizzo; c) l’elevato impatto sociale ed ambientale derivante da una inadeguata tutela del territorio; monitorare il territorio,in particolare le periferie dei centri abitati e le campagne, al fine di individuare e rilevare: a) siti inquinati b) situazioni di abbandono incontrollato di rifiuti c) emergenze culturali/archeologiche da tutelare attivare un sistema di partecipazione dei cittadini, iniziando dagli stessi scouts, affinché gli stessi possano rendersi utili per la salvaguardia del proprio territorio segnalando alla Polizia Provinciale emergenze, danni ambientali, ecc. . Ciò consentirà agli organi di controllo di intervenire tempestivamente ed attivare le necessarie attività di verifica al fine di individuarne il responsabile. Per la realizzazione del presente progetto, la Provincia di Lecce fornirà agli scouts a)materiale informativo sulle problematiche ambientali, b) mappe del territorio da monitorare, c) schede per la rilevazione dei siti critici/sensibili. L’Ente, inoltre, in collaborazione con gli stessi scouts, organizzerà una manifestazione finale per presentare in forma pubblica le attività svolte dagli Scouts per realizzare il presente Progetto. 12 Le attività si concluderanno entro il 31 dicembre 2011. Sarà comunque possibile attivare altre edizioni del Progetto con il tacito accordo tra le parti. La Provincia di Lecce e l’Associazione AGESCI ZONE LECCE ADRIATCA E LECCE JONOCA potranno recedere dal presente protocollo d’intesa e dai provvedimenti attuativi dello stesso in forma unilaterale e a proprio insindacabile giudizio qualora, nella vigenza dell’accordo, emergano comportamenti e/o azioni da parte dei medesimi lesivi delle finalità del protocollo stesso, nonché della propria immagine e ruolo istituzionale. Letto, confermato e sottoscritto La Provincia di Lecce Il Presidente Dott. Antonio Maria Gabellone ______________________ ZONA LECCE ADRIATICA RR. ZZ. Loredana Imbriani _______________________ Antonio Tarantino _______________________ ZONA LECCE JONICA RR. ZZ. _______________________ Leopizzi Cinzia Terragno Dino _______________________ 13 Allegato 3 14 Allegato 4/a Provincia di Lecce Scheda A PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” CAMPAGNA DI EDUCAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE AMBIENTALE Anno 2011 ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO CONDOTTA DAI GRUPPI SCOUT DELLA PROVINCIA DI LECCE SCHEDA TECNICA DI RILEVAZIONE EMERGENZA CULTURALE N° ________ Gruppo Scout ________________________________________________________________ Compilatore/i _________________________________________________________________ COMUNE MONITORATO ______________________________________________________ 1) individuazione “emergenza culturale” :__________________________________________ Descrizione della situazione _________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 2) Località di individuazione “emergenza culturale” Indicare la via o i riferimenti fissi più vicini per facilitare l’individuazione del sito Coordinate geografiche _____________________ ________________________________________________________________________________ Sulla mappa contrassegnare con un punto la posizione dell’emergenza rilevata 3) L’emergenza culturale è collocata: a) lungo la strada (proprietà comunale o provinciale) Si b) in aperta campagna (proprietà privata) Si No 15 No Allegato 4/b Provincia di Lecce PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” CAMPAGNA DI EDUCAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE AMBIENTALE Anno 2011 ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO CONDOTTA DAI GRUPPI SCOUT DELLA PROVINCIA DI LECCE SCHEDA TECNICA DI RILEVAZIONE SITI INQUINATI N° ________ Gruppo Scout ________________________________________________________________ Compilatore/i _________________________________________________________________ __________________________________________________________________ COMUNE MONITORATO ______________________________________________________ 1) individuazione “sito inquinato” (rifiuti, sversamento di liquidi, ecc.) Descrizione della situazione _________________________________________________ ________________________________________________________________________________ 2) Località di individuazione “sito inquinato” Indicare la via o i riferimenti fissi più vicini per facilitare l’individuazione del sito Coordinate geografiche _____________________ ________________________________________________________________________________ Sulla mappa contrassegnare con un punto la posizione del sito inquinato 3) Il sito inquinato è collocato: a) lungo la strada (proprietà comunale o provinciale) Si b) in aperta campagna (proprietà privata) Si No 16 No Allegato 5 AGESCI (ZONE LECCE ADR – ION) - CNGEI – PROVINCIA DI LECCE PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO DEL TERRITORIO SALENTINO E DI EDUCAZIONE AMBIENTALE REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON I GRUPPI SCOUTS DELLA PROVINCIA DILECCE PROGRAMMA ZONA LECCE ADRIATICA A. DAL PROTOCOLLO D’INTESA Breve Descrizione La Provincia ha inteso coinvolgere nel progetto, tutti i gruppi Scout (AGESCI – CNGEI) presenti in provincia di Lecce per la tutela ed il monitoraggio del territorio. L’individuazione di situazioni “critiche” e/o rilievi di emergenze archeologiche-paesaggistiche porterà i singoli gruppi a comunicare quanto riscontrato alla Polizia Provinciale ed al Dirigente del Servizio Ambiente della Provincia. Acquisite le segnalazioni, gli organi di Polizia Provinciale verificheranno le circostanze sul campo e determineranno le azioni conseguenti. Per situazioni che esulano dalla loro competenza, gli Uffici Provinciali provvederanno a comunicare le circostanze agli Organi competenti per materia. Una seconda azione realizzabile dagli scouts è quella di intraprendere delle specifiche iniziative di educazione ambientale, e/o quella di prendere in affidamento alcune piccole aree pubbliche che provvederebbero a ripulire e gestire, anche per lo svolgimento di alcune loro attività sociali. Ogni singolo gruppo scout potrà decidere autonomamente di intraprendere iniziative collaterali a quella del monitoraggio del territorio descritta nei punti precedenti.. Ad esempio, organizzando specifiche campagne di educazione ambientale rivolte alla popolazione di riferimento. Monitoraggio del territorio da parte dei giovani scouts Il monitoraggio del territorio, soprattutto delle campagne e delle zone costiere, da parte dei giovani scouts sarà realizzato entro un periodo predeterminato. Gli scouts opereranno con l’ausilio di mappe del territorio e con schede cartacee da compilare per ogni singola situazione “critica” riscontrata. Risulterà utile l’utilizzo di una apparecchiatura fotografica. Laddove possibile saranno utilizzati i navigatori satellitari per la rilevazione delle coordinate geografiche dei siti da segnalare. Manifestazione finale a chiusura del Progetto A Palazzo dei Celestini, sede della Provincia, sarà organizzata una importante manifestazione finale nella quale tutti i gruppi scouts coinvolti avranno modo presentare i risultati conseguiti e confrontarsi sul tema dell’ambiente e dei rifiuti. Nel corso della manifestazione tutti gruppi scouts riceveranno un attestato di riconoscimento per l’attività sociale svolta. Nell’atrio di Palazzo dei Celestini sarà inoltre allestita una specifica mostra fotografica che porrà in evidenza i riscontri fatti dai gruppi scouts nel corso della campagna di monitoraggio ambientale, nonché le eventuali attività collaterali di educazione ambientale da loro svolte. OBIETTIVI Generali e Specifici del Progetto “Tuteliamo l’Ambiente” - individuazione siti inquinati (al fine di fare intervenire le autorità competenti per salvaguardare l’ambiente e tutelare la salute dei cittadini) - individuazione siti “sensibili”. Es. Dolmen, Menhir, Torri, Neviere, ecc. (al fine di salvaguardarli e valorizzarli e, se possibile “adottarli”) - conoscenza del territorio e del suo patrimonio culturale/storico, ambientale (da parte degli scout, ma anche dei cittadini) 17 - - corretto uso delle mappe generali e tematiche (per gli scout) sensibilizzazione scout (sui temi ambientali) sensibilizzazione giovani (sui temi ambientali) sensibilizzazione cittadini (sui temi ambientali) risparmio economico (attraverso una corretta gestione dei rifiuti differenziati e l’utilizzo dei servizi comunali. Ad esempio per evitare che un Comune paghi un servizio extra per la raccolta di rifiuti abbandonati nelle campagne quando già paga un servizio ordinario per le stesse tipologie di rifiuti). corretto utilizzo dei servizi comunali di raccolta e trasporto rifiuti urbani speciali e ingombranti far conoscere al pubblico e alle altre Istituzioni le attività intraprese dall’Ente Provincia B. DAL PROGETTO DI ZONA: obiettivi territorio - ambiente Il progetto “tuteliamo l’ambiente” , consente, alla Zona, di dare senso , forma e sostanza, agli obiettivi del progetto di Zona. Inoltre attraverso i PE dei gruppi, con le attività di monitoraggio e mappattura consente ai gruppi una più approfondita conoscenza del territorio e del suo patrimonio culturale/storico, ambientale. Il progetto di zona prevede: SCELTA POLITICA: TERRITORIO – AMBIENTE GLI OBIETTIVI LE STRATEGIE E E1 Viviamo attivamente e concretamente come AGESCI Fornire ai Gruppi strumenti di conoscenza e di la presenza nel nostro territorio, riguardo le valutazione delle problematiche ambientali, sociali e problematiche ambientali, sociali e politiche. politiche presenti nel territorio, per progettare e realizzare interventi concreti. IL PROGRAMMA PREVEDE Studio/conoscenza e partecipazione attiva sul territorio quale Impegno della nostra associazione in merito ad alcuni ambiti che sono diventate emergenze tipo: ambiente, energia, salute, cultura anti mafia, (centrali bio masse, cerano, trasporti e mobilità ) assumendo anche una posizione critica SCELTA POLITICA: SVILUPPO SUL TERRITORIO - CHIESA LOCALE GLI OBIETTIVI LE STRATEGIE A A1 Curiamo i rapporti con gli organismi Istituzionali, Creare percorsi di collaborazione con le Istituzioni, la Ecclesiali, con altre Associazioni educative, con la Chiesa locale e con altre Associazioni presenti nel stampa ed altri mezzi di comunicazione territorio. IL PROGRAMMA PREVEDE Di consolidare la collaborazione con le associazioni, la Chiesa e le Istituzioni locali. D. DALLO STATUTO AGESCI: “ la Zona stimola ed offre strumenti alle Comunità Capi per realizzare il Progetto educativo, per confrontare e verificare l’azione educativa, per realizzare l’aggiornamento e la formazione dei soci adulti “ Pertanto, mettendo a confronto gli obiettivi dei PE in materia di ambiente e gli obiettivi del Progetto di zona, consente alla stessa: • di supportare ed accompagnare i gruppi riguardo gli obiettivi dei PE. • di sperimentare e rendere visibile, l’integrazione tra progetti COSA SI CHIEDE AI GRUPPI 1. LE MODALITA’ DI LAVORO • effettuato il lancio del progetto, la Presidenza della Provincia, invierà ai Sindaci dei comuni dei gruppi interessati, una lettera per comunicare ufficialmente, che gruppi scouts effettueranno nel territorio del comune, un monitoraggio per l’individuazione di situazioni “critiche” “positive” e/0 rilievi di emergenze archeologiche – paesaggistiche (campagne, zone costiere, territorio comunale ecc) • gli obiettivi generali e particolari del progetto, sono quelli sopra indicati nel protocollo d’intesa; 18 • I gruppi lavoreranno in piena autonomia sul proprio territorio secondo un programma svolto dalle unità legato agli obiettivi del PE del gruppo; • Le Unità, durante le attività, potranno utilizzare gli strumenti caratteristici che le varie metodologie offrono (capitoli, inchieste, esplorazione, missioni, cacce ecc) • La Branca RS di zona, fornirà 4/5 RS disponibili a lavorare in Provincia (alcune ore ) per rilevare – stampare le mappe dei territori interessati della zona; • La mappatura dei siti critici o positivi rilevati, dovrà avvenire attraverso documentazione che potrà essere effettuata con foto, filmati, relazioni, articoli, fumetti, cartellonistica, o altro secondo la fantasia dei ragazzi, ecc; • concedere /prendere in affidamento alcune piccole aree pubbliche da pulire e gestire, anche per lo svolgimento di alcune attività sociali da parte degli scout . I TEMPI DI REALIZZAZIONE: a. lancio del Progetto: Sabato 9 luglio, alle ore 10, è avvenuto il lancio e la presentazione del Progetto alla stampa, attraverso una semplice cerimonia, nella sede della Provincia (Sala Consiliare di Palazzo dei Celestini). Al termine della stessa, è avvenuta la firma del protocollo d’intesa tra la Provincia e le Zone Agesci, CNGEI. Alla cerimonia hanno preso parte: • Dott. Antonio GABELLONE – Presidente della Provincia di Lecce • Dott Podo responsabile ed animatore del Progetto • Responsabili Gruppi AGESCI e CNGEI • Scouts dei vari gruppi aderenti all’iniziativa • Prefetto di Lecce • Comandante Polizia Provinciale • Guardie Ecologiche Volontarie • Dirigente Servizio Ambiente • Dirigente Servizio Gestione Territoriale c. inizio nuovo anno scout: (2011 – 2012) • (Sett/ ott) lancio del Progetto in Consiglio di Zona per la condivisione con i Gruppi delle modalità di lavoro; • (Ott / marzo) i gruppi lavoreranno sul progetto per monitoraggio e mappatura del territorio ( quattro – cinque mesi) ; • (marzo?) manifestazione finale e chiusura del progetto ( data finale da concordare insieme: le due zone Agesci e Provincia) con allestimento mostra dei lavori effettuati e confronto sul tema dell’ambiente e dei rifiuti; • premiazione, da parte della Provincia, dei gruppi che hanno mostrato maggior impegno nello svolgimento dell’attività. d. La ricaduta sui Gruppi e la Zona: l’attività, come già detto, è una ghiotta occasione per raggiungere più scopi con lo stesso impegno: - curare i rapporti con gli organismi Istituzionali; - impegnarsi su più punti del progetto di zona; - avere un ritorno in senso di visibilità sul territorio, (sapendo gestire eventuali "strumentalizzazioni"), - lavorare ed impegnarsi sulla scoperta e conoscenza del territorio - la messa in comunione dei risultati ci darà una visione di insieme nel territorio della Zona in materia di ambiente; - raccolta di tutto il materiale prodotto in archivio di zona. e. coordinamento e verifica delle attività: - il coordinamento della attività, sarà effettuato dalle CoCa in completa autonomia e gestito dai Capi Gruppo. Se richiesto, i CC.GG potranno avvalersi del supporto del Comitato, degli IABZ, del settore EPC di Zona, nonchè di esperti della Provincia. - La verifica dei lavori, “strada facendo” avverrà attraverso i capi gruppo in consiglio di zona; dagli IABZ durante le riunioni di branca; - La verifica finale avverrà in consiglio di Zona prima della giornata finale in Provincia. 19 Allegato 6 PROVINCIA DI LECCE - AGESCI ZONA LECCE ADR IATICA - CNGEI PROGETTO “TUTELIAMO L’AMBIENTE” PREMESSA Poiché la Provincia di Lecce aveva in programma l’idea di lavorare sul territorio per rilevare le criticità in materia di ambiente, anche in virtù di una esperienza già vissuta in passato, ha inteso coinvolgere esclusivamente gli Scout della Provincia AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) attraverso un protocollo d’intesa tra le parti dove hanno condiviso ed avviato le fasi operative del progetto “TUTELIAMO L’AMBIENTE” Gli Scouts sensibili al rispetto della natura e dell’ambiente , hanno aderito al progetto, firmando il PROTOCOLLO D’INTESA con la Provincia dove la fase operativa prevedeva una PRIMA ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO DEL TERRITORIO SALENTINO E SUCCESSIVAMENTE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE AMBIENTALE. IL MANDATO Nella Sala Consiliare di Palazzo dei Celestini, sabato 13 luglio 2011 alle ore 10,00 è avvenuto il lancio del progetto con la firma del protocollo d’intesa tra le parti: Presidente Gabellone e responsabili Scouts. Al termine della cerimonia, Il Presidente della Provincia ha dato mandato ai giovani Scouts di monitorare il territorio e di tutelare e difendere l’ambiente. LE FASI OPERATIVE DEL PROGETTO • Nella prima Fase di Monitoraggio ogni gruppo scout aveva ricevuto il mandato di esplorare una determinata porzione di territorio provinciale (il territorio del comune del gruppo) e di individuare eventuali situazioni critiche e/o sensibili, sia che si tratti di siti inquinati (es. terreni dove sono stati abbandonati rifiuti solidi o sversati liquidi inquinanti), sia che si tratti di siti di “pregio” (beni culturali, architettonici, archeologici, ecc.) trascurati e che invece andrebbero salvati e/o meglio valorizzati. Per effettuare il monitoraggio, gli Scouts hanno operato con l’ausilio di mappe del territorio, con schede cartacee da compilare per ogni singola situazione “critica” riscontrata, e l’utilizzo di una apparecchiatura fotografica. Laddove possibile sono stati utilizzati i navigatori satellitari per la rilevazione delle coordinate geografiche dei siti da segnalare. La prima fase si sarebbe conclusa con una manifestazione finale per effettuare una mostra di quanto rilevato. • Una seconda azione realizzabile dagli scouts sarebbe stata quella di intraprendere delle specifiche iniziative di educazione ambientale, e/o quella di prendere in affidamento alcune piccole aree pubbliche che provvederebbero a ripulire e gestire, anche per lo svolgimento di alcune attività sociali. • Infine ogni singolo gruppo scout avrebbe potuto decidere autonomamente di intraprendere iniziative collaterali a quella del monitoraggio del territorio descritta nei punti precedenti.. Ad esempio, organizzando specifiche campagne di educazione ambientale rivolte alla popolazione di riferimento. ATTIVITA’ FINALE La prima fase del progetto si conclude giorno 23 giugno pomeriggio, nella villa comunale di Lecce dove sarà organizzata una importante manifestazione finale nella quale tutti i Gruppi Scouts 20 coinvolti avranno modo di presentare i risultati conseguiti (mostra di foto, documenti e materiale prodotto) e confrontarsi sul tema dell’ambiente e dei rifiuti. Durante la cerimonia ogni gruppo restituirà il mandato ricevuto (consegna di un plico per ogni comune contenente le schede di rilevamento, foto, cd, dvd ecc) nelle mani del Presidete della Provincia per le azioni successive che la stessa Provincia ed i comuni interessati vorranno intraprendere riguardo le “criticità” ambientali individuate. Nel corso della manifestazione ad ogni Gruppo sarà consegnato un attestato di riconoscimento per l’attività sociale svolta. Alla cerimonia sono stati invitati: Il Presidente della Provincia, Il Prefetto di Lecce, i Sindaci dei comuni che hanno aderito al progetto. IL PROGRAMMA PREVEDE: • Sabato 23 giugno 2012 alle ore 16,00 INCONTRO DEI GRUPPI PRESSO LA VILLA COMUNALE DI LECCE PER ALLESTIRE LA MOSTRA • ORE 17,00 INIZIO ATTIVITÀ CON LA CERIMONIA DELL’ALZA BANDIERA (SARA’ EFFETTUATA DA UN RAGAZZO CNGEI ED UN AGESCI) • LETTURA DEL MESSAGGIO FINALE DI BP ( Baden Powell fondatore degli Scouts) • COMUNICAZIONE DA PARTE DI LORY E TEDDY (RESPONSABILI AGESCI – CNGEI) RIGUARDO L’ATTIVITA’ ED IL PROGETTO • ORE 17, 30 VISITA MOSTRA DA PARTE DELLE AUTORITA’ E GRUPPI • ORE 18,30 CERIMONIA RESTITUZIONE MANDATO (CONSEGNA PLICO CON MATERIALE) AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA A CURA DEI RAGAZZI DI OGNI SINGOLO GRUPPO • TESTIMONIANZA DA PARTE DI TRE RAGAZZI (UN CNGEI – UN LUPETTO – UN EG) RIGUARDO L’ATTIVITA’ SVOLTA E RICHIESTA AL PRESIDENTE DEGLI IMPEGNI FUTURI • INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA • INTERVENTO DEL PREFETTO • INTERVENTO DEL SINDACO DI LECCE • CONSEGNA ATTESTATI PARTECIPAZIONE AI GRUPPI • ANIMAZIONE A CURA DEL GRUPPO FOLCRORISTICO SCOUT O.S.T. (ORIGINAL SALENTO TARANTAE) • ORE 20,30 (CIRCA) FINE ATTIVITA’ – SALUTI FINALI - RIORDINO DEL MATERIALE - RIENTRO A TUTTI AUGURIAMO CON IL SALUTO SCOUT UNA BUONA STRADA E BUONA CACCIA 21 Allegato 7 PROTOCOLLO D’INTESA TRA ACLI Provincia di Lecce nella persona del Presidente Provinciale Andrea Chiuri AGESCI ( Zona Lecce Adriatica e Zona Lecce Ionica ) nella persona del Delegato Provinciale Pasquale MARINO ANPI Provincia di Lecce nella persona del Responsabile Provinciale Maurizio Nocera ARCI Comitato Territoriale di Lecce nella persona del Presidente Provinciale Anna Caputo CGIL Provincia di Lecce nella persona del Segretario Provinciale Salvatore Arnesano LIBERA nella persona della Referente Provinciale Marisa Capone Premesso che: Le Associazioni su menzionate condividono l’obiettivo comune della crescita del benessere delle persone attraverso attività di promozione culturale diffusa, promuovendo luoghi e spazi per la creazione e la fruizione culturale; valorizzano l’azione del volontariato inteso come partecipazione democratica di solidarietà e di cittadinanza; potenziano interventi verso l'educazione alla pace, alla responsabilità civile ed alla cittadinanza attiva, attraverso la lotta alla povertà, alla violenza, alla disuguaglianza e alla discriminazione; rafforzano la cultura della convivenza civile, delle pari opportunità, dei diritti, delle differenze culturali, etniche, religiose e di genere, della tutela delle diversità linguistiche; favoriscono la progettazione di percorsi individuali di crescita nel pieno rispetto del diritto di ogni singolo individuo alla propria autodeterminazione. Operano tutte in ambito nazionale ognuna con obiettivi specifici di seguito meglio specificati all’art. 3. Tutte le associazioni presenti auspicano e si adoperano affinché altre associazioni aderiscano al coordinamento provinciale promosso con questo protocollo. ART.1- OGGETTO DEL PROTOCOLLO D’INTESA Oggetto del presente protocollo è la collaborazione tra i firmatari per lo svolgimento di attività di sensibilizzazione, promozione sociale e culturale di eventi atti a riconoscere nelle 22 celebrazioni per il 150 anniversario dell’Unità Nazionale “il valore della pace, dei diritti e dei doveri, della coesione sociale, per far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni dell’unità e dell’indivisibilità dell’Italia, come bene essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale” (G.Napolitano), promuovendo e potenziando interventi e azioni mirate per migliorare la vita e il fare sociale del nostro territorio in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia e in occasione di qualsiasi avvenimento di rilevanza culturale e sociale con evidenti ricadute territoriali. ART.2- IMPEGNI GENERALI I firmatari si impegnano, ognuno nell’ambito delle proprie competenze: 1) ad attuare tutte le misure necessarie per portare a buon fine le azioni concordate, con riferimento sia ai compiti specifici, sia agli obiettivi generali; 2) ad improntare le proprie azioni ai criteri di professionalità ed appropriatezza, rispettando ed ottemperando le prescrizioni contenute nella normativa vigente; 3) a svolgere azione di sensibilizzazione ed informazione nei confronti degli interlocutori istituzionali, del mondo del lavoro e della società civile. ART.3- RUOLO DEI FIRMATARI 1. Le ACLI, Associazioni cristiane lavoratori italiani, sono un’associazione di laici cristiani che, attraverso una rete di circoli, servizi, imprese, progetti ed associazione specifiche, contribuisce da più di 60 anni a tessere i legami della società, favorendo forme di partecipazione e di democrazia. Giuridicamente , le ACLI sono associazioni di promozione sociale: un sistema diffuso e organizzato sul territorio che promuove il lavoro e i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale. Come soggetto autorevole della società civile, le ACLI sono protagoniste nel mondo del cosiddetto “terzo settore”: il volontariato, il non profit, l’impresa sociale. 2. L’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), è un’associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extrascolastiche, alla formazione della persona secondo i principi e il metodo dello scoutismo: vede i giovani come autentici protagonisti della propria crescita, orientata alla “cittadinanza attiva” (autoeducazione e senso di responsabilità), è attenta a riconoscere valori, aspirazioni, difficoltà e tensioni nel mondo dei giovani, deriva da una visione cristiana della vita, vive la dimensione della fraternità internazionale, che supera le differenze di razza, nazionalità e religione, imparando ad essere cittadini del mondo e operatori di pace. 3. L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia costituita il 6 giugno 1944 è tra le più grandi associazioni combattentistiche d’Italia e rappresenta idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza. Si diede l’obiettivo ancora vivo di restituire una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia o assolutismo, valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani, far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del paese, promuovendo anche la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione. 4. L’ARCI, associazione ricreativo culturale Italiana, è un’associazione di promozione sociale che con i suoi circoli costituisce un ampio tessuto democratico e di partecipazione. È impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’associazione come fattore di coesione sociale, come luogo di impegno civile e democratico, di affermazione dei diritti di 23 cittadinanza e di lotta ad ogni forma di esclusione e di discriminazione. I circoli ARCI organizzano attività formative e informative, gestiscono spazi per attività artistiche, sono parte integrante delle politiche sociali per arginare l’isolamento e la solitudine, contro il razzismo, per i diritti degli immigrati, in progetti di inclusione, contro il degrado e l’emarginazione, per la socialità dei disabili, con gli anziani per una serena ed attiva terza età, per le attività ricreative dei bambini. 5. La CGIL, Confederazione generale Italiana del Lavoro, è un’associazione di rappresentanza dei lavoratori e del lavoro. La CGIL svolge un importante ruolo di protezione del lavoro dal libero e incondizionato funzionamento del mercato. Lo fa attraverso l’opera incessante di costruzione e ricostruzione della solidarietà nel lavoro e tra i lavoratori, attraverso pratica quotidiana fatta dall’impegno concreto di rappresentanza e di contrattazione. La su storia è profondamente intrecciata alla storia del paese: stipula attraverso le organizzazioni di categoria, i contratti di lavoro e svolge allo stesso tempo un’azione di tutela, finalizzata a difendere, affermare e conquistare diritti individuali e collettivi, che vanno dai sistemi di welfare ai diritti sul posto di lavoro. 6. LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, associazione di promozione sociale,è nata con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente libera è un coordinamento di oltre 1550 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politicoculturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. ART.5 – IMPEGNI COMUNI I firmatari si impegnano, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, ad attivare percorsi che consentano ai cittadini di fruire degli interventi previsti dall’attività progettuale e di promuovere la cultura della solidarietà, della pace della lotta ad ogni forma di emarginazione ed esclusione sociale informando e sensibilizzando costantemente la società civile, organizzando momenti culturali e di riflessione, nel rispetto delle buone prassi messe in essere da ogni attore del presente protocollo.. Per accettazione: Il Delegato provinciale AGESCI ( Zona Lecce Adriatica e Zona Lecce Ionica ) _____________________________ Il Presidente Provinciale ACLI Lecce _______________________________ Il segretario Provinciale CGIL Lecce ___________________________________ Il Presidente ARCI Lecce ________________________________ Il Referente Provinciale LIBERA Lecce __________________________________ Il Responsabile Provinciale ANPI Lecce _________________________________ 24 Allegato 8 Assemblea di zona Scout Sintesi della relazione Docente: Ezio Del Gottardo Sull’handicap si focalizza il complicato processo di ridefinizione e di ricostruzione delle coordinate fondamentali che contraddistinguono lo stare al mondo degli esseri umani: il rapporto con se stessi, con il proprio corpo, con il tempo e lo spazio, le relazioni con gli altri. Al punto che chi è disabile si considera prima di tutto disabile. Se l’handicap interviene nel corso della vita, la nuova condizione modifica alla radice quanto la persona ha costruito fino ad allora. Oppure, per i bambini nati disabili, la disabilità modella i percorsi di crescita, i processi di formazione, e di socializzazione. L’handicap si impone immediatamente e in modo predominante nelle relazioni con gli altri. Chi è colpito da invalidità di frequente è percepito dal prossimo anzitutto, e spesso esclusivamente, come disabile. Il tema della disabilità, però, riguarda tutti per almeno tre ragioni: a. Anzitutto, perché nelle nostre società ancor più che in passato, dati i rischi a cui siamo esposti, ciascuno di noi potrebbe esserne vittima. b. In secondo luogo, perché il nostro sguardo, che nasce dal timore dell’handicap e dall’incapacità di vedere le persone sotto una luce diversa da quella della convenzionale normalità, è portatore di quel senso comune e di concreti atteggiamenti che generano il rifiuto e la stigmatizzazione delle persone disabili. c. Terzo perché “il generare effettivamente integrazione” passa dalla condivisione di un’etica della differenza che riconosca il valore dell’“altro” qualunque sia la sua condizione psichica, fisica, sociale o culturale. La percezione negativa che abbiamo della disabilità e dei suoi portatori è il basilare tassello da cui nascono forme di esclusione che vanno dagli aspetti più banali della quotidianità alle dimensioni fondamentali che rendono la vita degna di essere vissuta. A molti questa percezione sembra quasi ovvia e naturale: la disabilità sfugge alla normalità cui siamo abituati e che tanto ci rassicura. Questo sguardo nasce dall’incapacità di accettare la diversità. Questo sguardo comunemente è inconsapevole, è quasi impercettibile anche per chi lo rivolge, mentre un disabile se ne accorge sempre. Lui stesso, spesso, lo posa su di sé e su altre forme di disabilità diverse dalla propria. La persona disabile non si conforma all’immagine “naturale” dei corpi e delle menti, evoca le nostre più profonde inquietudini e mette in discussione molte certezze individuali e collettive. Con l’handicap è possibile misurare le ricadute concrete e materiali di aspetti apparentemente immateriali (ad esempio le paure inconsce, l’immaginario, il senso comune), che si traducono nel rifiuto, nella stigmatizzazione e nell’esclusione delle persone disabili. Da anni studiosi di scienze sociali, e oggi anche la Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, sostengono che la causa iniziale dell’emarginazione di chi è disabile non è l’handicap, la menomazione in quanto tale, ma lo sguardo che posiamo, a livello individuale e collettivo, sulla disabilità. A interporsi tra il disabile e la vita non c’è l’handicap, ma lo sguardo su di esso. Già le parole, nel loro farsi discorso e interazione, sono sufficienti a stigmatizzare, per esempio quando si parla di “handicappati”. Handicappato è un termine obsoleto che assume oggi connotazioni offensive, e nel gergo della strada è usato proprio per offendere o ironizzare sulle debolezze e le incapacità altrui. Chiamato in questo modo, chi è disabile si sente immediatamente condannato, sminuito, inserito in una categoria stereotipata che lo nega come persona. Spesso, si definiscono le persone con handicap solo attraverso l’handicap stesso, designando la parte per il tutto, e in questo modo le riduce, le offende, le umilia. Meglio usare la parola “disabile”, inteso come aggettivo relativo a una persona e non come sostantivo. Come sottolinea Matteo Scianchi, benché possa ancora sembrare un termine non particolarmente bello, resta meno marchiante, ed è certo da preferire ad alcune espressioni oggi di voga, un po’ buoniste e compassionevoli come “diversamente abile” (abbreviata in “diversabile”) o altrimenti abile. Le difficoltà rispetto ai termini da adottare sono già un chiaro indice del disagio che emerge quando ci si confronta con questa realtà. 25 Allegato 9 Scoutismo, Cittadinanza attiva, scelta politica (da proposta educativa) Il valore della cittadinanza attiva è fortemente radicato nell'Associazione. Nei lupetti, ci viene insegnato a fare DEL NOSTRO MEGLIO. Noi scout conosciamo bene il motto ESTOTE PARATI, cioè ESSERE PRONTI. Nella branca RS lavoriamo sul SERVIZIO DEL NOSTRO MEGLIO per ESSERE PRONTI a SERVIRE non è già questo un fantastico sinonimo di cittadinanza attiva? Il cammino scout porta durante il processo di maturazione che dal branco arriva alla partenza, ad una scelta politica e di cittadinanza attiva, per la quale vengono costantemente dati riferimenti, richiami e strumenti. Papa Paolo VI parlava della politica come “la forma più alta della carità”; B.-P. ha sempre incitato i suoi scout a “lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”. Carità, intesa come virtù teologale, miglioramento, servizio al prossimo. Il cammino associativo innesta questi valori nei ragazzi. Il branco è un primo esempio di società civile, con le sue regole, valori e gerarchie. Nel branco è importante il branco, nessuno escluso, dai cuccioli ai vecchi capi. Questo è un esempio di sussidiarietà orizzontale, fondamento della cittadinanza attiva. La politica caratterizza la nostra vita e le nostre scelte, non limitiamola al mero esercizio del diritto di voto. Il far fare politica in parlamento alla “gente comune” non deve distrarci; fare politica non prevede necessariamente una elezione o un seggio o un qualsiasi riconoscimento di potere, bensì la consapevolezza dell'importanza di ogni nostro singolo gesto, a prescindere dal mio ruolo nella società. La politica parlamentare non è un traguardo da raggiungere, un premio o un diritto; l'assunzione di responsabilità a cui ognuno di noi è chiamato è la prima scelta politica che dobbiamo fare quotidianamente La nostra scelta politica deve diventare il fondamento di una nuova costruzione, morale e valoriale, dove ognuno dia il suo contributo facendo del proprio meglio e possa offrire le proprie doti essendo pronto a servire chi ne ha bisogno. Le realtà del nostro territorio, in special modo a Tovo San Giacomo, rendono questa strada non dico obbligata, ma di sicuro assolutamente consigliabile. Lo stile di vita e la mentalità contadina che ancora oggi hanno una forte influenza nella valle, combinata con i valori di cui sopra, può aprire la strada ad un nuovo significato di comunità e di politica. Il contadino che ha solo galline ed uova ed il contadino che coltiva solo patate possono ignorarsi e sopravvivere, ma interagendo possono, semplificando brutalmente, scoprire la soddisfazione di una buona frittata di patate. Questa è la scelta politica a cui tutti noi siamo chiamati, capire in che modo il vivere in un luogo possa determinare i nostri atteggiamenti verso quel luogo ed i nostri vicini, a partire da casa nostra. 26 La scelta politica più importante io la verifico alla sera quando metto a dormire le mie figlie e grazie alle mie azioni posso o meno guardarle negli occhi senza vergognarmi. cercando sempre di tenere presente i punti cardinali che lo scautismo mi ha lasciato. Ha ancora senso fare del nostro meglio? Sembrerebbe di no, anzi; al giorno d'oggi la competizione non è a chi salta più in alto, bensì il dimostrare che l'altro scende più in basso di noi. L'asticella morale che una società civile dovrebbe alzare costantemente, oggi viene inesorabilmente abbassata, urlando “io ho fatto questo, PERÒ lui ha fatto peggio!!”. Intendevamo questo quando ai nostri lupetti davamo le prede per la loro progressione personale? Lo scautismo ci invita a testimoniare con determinazione la nostra tensione verso l'alto. Come il cucciolo cresce e diventa uomo, ognuno di noi ha può riuscire a guidare la propria canoa e scegliere la strada giusta, come ci ricorda la forcola della partenza. Pertanto riempiamo il nostro zaino e mettiamoci in cammino, che, come diceva il mio capo clan, è tardi da pazzi! DEL NOSTRO MEGLIO per ESSERE PRONTI a SERVIRE La consapevolezza dell'importanza di ogni nostro singolo gesto, a prescindere dal mio ruolo nella società. L'assunzione di responsabilità a cui ognuno di noi è chiamato è la prima scelta politica che dobbiamo fare quotidianamente. Intendevamo questo quando ai nostri lupetti davamo le prede per la loro progressione personale? Alberto Calandriello assistente sociale (per 20 anni sono stato scout del gruppo Albenga 1) 27