Periodico dell’I.S.I.S. “E. Stein” - Gavirate
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Prodotto e ciclostilato in proprio — Tiratura: 400 copie
Auguri isolati...
Le vacanze sono alle porte e già si sente in
lontananza il tintinnio di campanelli, o forse
è semplicemente la pubblicità che ormai de
ottobre imperversa sui canali televisivi. Capisco sentire lo spirito natalizio, ma devo
dire che qui si esagera!
Sembra che, ormai, il Natale si sia ridotto ad
una trovata commerciale per aumentare le
vendite. Con tutte queste pubblicità, che non
fanno altro che sbatterci sotto il naso oggetti
assolutamente indispensabili per un “Natale
perfetto”, sembrano ormai dimenticati i veri
valori di questa festività.
Spero vivamente che siano in pochi a pensarla così, come spero che questo Natale sia
bianco e nevoso. E a proposito di neve,
chissà se la squadra cinofila dei carabinieri
sia riuscita a trovarne un po’ durante la retata di qualche settimana fa?!
Dato che è Natale per favore non venitemi a
picchiare per questa pessima battuta. Dovreste prima trovarmi: infatti sto scrivendo da
una sperduta isola del Pacifico raggiunta
con i soldi del giornalino precedentemente
versati su un conto di una banca svizzera…
Mi è appena stato fatto presente che i soldi
del giornalino non si trovano sul conto di
nessuna banca svizzera, bensì saranno devoluti in beneficienza. Temo che mi toccherà
lasciare questa splendida isola prima del
previsto…
Sperando di non essere rintracciata troppo
presto dalla gente dell’isola, a cui devo un
sacco di soldi, vi anticipo succintamente
cosa troverete in questo numero: straparlate,
recensioni di libri, film, siti; poesie, quiz
musicali e non e molto altro ancora!
Sperando che per allora gli isolani abbiano
smesso di darmi la caccia, ci vediamo dopo
le vacanze. Buon Natale a tutti!
Annalisa
Anno XI
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A pag 2 la nostra mini inchiesta sull’anoressia con tanto di testimo
nianza di chi ne soffre ancora e intervista a chi invece ne è uscito
Inter Nos inizia a pag. 4 sfoggiando i commenti sulle assemblee, sui
corsi scolastici e la descrizione di un’insolita gita
A pag. 9 un altro appuntamento con l’orientamento universitario.
A pag. 11 inizia la “natalizia” sezione Rubriche, con i film di natale
e i libri per vacanze culturali…
A pag 14 la soluzione del “risoltissimo” quiz
Messssaggeria e Straparlate aspettano le vostre risate a pag 15
La sezione Rumors, momentaneamente misera, attende a pag 23
N° 3 \ dicembre 2003
Seconda pagina
Anima senza corpo
Sola, su una panchina in riva al fiume mi sto godendo il dolcissimo tepore di un sole particolarmente splendido per questa domenica di novembre. Scrivo sul retro di un foglio trovato per caso nella borsa. Non posso aspettare di tornare a casa
per scrivere, perché sento che in questa surreale atmosfera
posso arrischiarmi a raccontare una storia che mi ha fatto e
mi sta facendo tanto male.
Ne avrete già sentito parlare, forse ci avete pensato più di una
volta e avete pronunciato il suo nome con un filo di voce…
forse non vi dirò nulla di nuovo, ma d’altra parte non voglio
“fare dell’informazione”, vorrei solo che ascoltiate le parole
di chi ancora sta lottando. L’anoressia non è un capriccio,
non è una moda, non è il passatempo di ragazzine viziate che
hanno tutto ma non sono mai contente, non è l’ostinarsi a digiunare,vomitare, dimagrire.
L’anoressia è la prova che il dolore si può vedere, si può toccare. Vedi il dolore nello strato di vestiti che riscalda un
corpo gelido e inconsistente; nella figura ingobbita tutta occhi
e denti, il volto cereo, quasi calva, gli occhi spenti, senza sorriso, senza vita; lo vedi nelle mani ossute, nelle lacrime incessanti, nelle occhiaie, nello sguardo terrorizzato e bisognoso di
un po’ di comprensione. Tocchi il dolore nello sfiorare e poter contare le costole, il “tracciato” dello sterno, la colonna
vertebrale,le scapole,le falangi delle dita sottilissime.
Ma quale è il dolore? Perché spinge a tanto?
Credere di aver deluso le aspettative di mamma e papà, sentirsi in dovere di essere migliori, perfetti; sentirsi abbandonati
dal mondo perché non ne siamo all’altezza, sentire la mancanza di un bacio, di un abbraccio, di un “ti voglio bene”autentico. Questi sono i dolori taciuti. Sì, perché esprimere paure, bisogni,disagi, implicherebbe una dichiarazione di
debolezza che non ci si può permettere”. Se ho bisogno di
qualcosa significa che dipendo da questo qualcosa e sono
quindi in una posizione di inferiorità. No,io sono forte,io sono indipendente,io ce la faccio da sola e posso arrivare ovunque.”
Ma il dolore non scompare,cresce e pretende spazio,vuole
essere visto ed ascoltato. In qualche modo.
Un corpo denutrito è un modo efficace.
Il dolore SCEGLIE di mostrarsi attraverso l’anoressia. Io
scelgo l’anoressia senza sapere che sto scegliendo di sprofondare in un abisso dal quale raramente si riemerge del tutto. La
scelta è inconsapevole perché all’inizio appare semplicemente come un voler buttar giù quel paio di chiletti che ti senti di
troppo,e quindi decidi di fare più attenzione a quello che
mangi e di aumentare l’attività fisica. Ogni giorno hai il fatidico appuntamento con la bilancia :lei deciderà se potrai permetterti di mangiare o meno.”Fantastico!Meno 2kg!Però non
posso ricominciare a mangiare proprio adesso dopo tutti i
miei sforzi!”.E qui si innesta il perverso giochino dei trucchetti e bugie e promesse e “da domani guarisco”con i quali
illudi gli altri,e te stesso.
Riduci sempre di più le porzioni,elimini certi tipi di alimenti
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(prima i dolci,poi l’olio,i formaggi,il pane…)e al diminuire
sistematico di questi,aumentano proporzionalmente i tuoi
pensieri sul cibo,fino ad occupare totalmente la tua anima,
giorno e notte. Per prima cosa devi sapere il valore calorico
di ogni alimento,così da non superare il limite di calorie che
hai stabilito di dover ingerire(1000,500,350.100…10);
dividi i cibi in “sicuri”(verdura e poca frutta)e “non sicuri”(tutto il resto)e se ti costringono a mangiare ti concedi
solo i “sicuri”; cerchi spasmodicamente tra riviste, libri,
televideo, ricette di piatti succulenti, e appena puoi ti fiondi
in cucina a prepararle,annusando avidamente ogni singola
pietanza(ti puoi “concedere”solo odori,e li cerchi ovunque,
con un’ansia paragonabile a una crisi di astinenza). È paradossale,ma si diventa degli ottimi cuochi:sforni,rimesti,tagli
torte,pastasciutte,arrosti,e sei felice quando vedi i tuoi mangiare e mangiare…cucini anche per il cane pur di vedere
qualcuno mangiare ,di vedere che nessuno tranne te può
resistere a quelle prelibatezze. Tu intanto mangi un pomodoro diviso in infinite,minuscole parti:ti fa paura vedere
tutto il pomodoro intero:ӏ davvero enorme!se lo mangi
così com’è esplodi!”. I numeri sulla bilancia scendono vertiginosamente.”Ma non è ancora questo il mio peso ideale!
Ancora un chilo ,solo uno,poi basta,poi ricomincio a mangiare. Davvero!”. Stronzate. E lo sai anche tu mentre lo dici,perché hai diminuito talmente le razioni che da due settimane mangi solo il sabato sera quando ti vedono i tuoi,e il
solo avvicinarti ad un pezzo di pane ti fa salire un’angoscia
alla gola che non riesci più a respirare e tremi,piangi e…
prendi sedativi come acqua per calmarti.
La mamma piange,il papà urla,la sorellina non capisce. Sola,e morta nell’anima.
L’ospedale ti blocca l’accesso all’Ade. Qualcuno ti sottrae a
te stesso.
Le tue ossa esposte alla luce del sole urlavano aiuto,
qualcuno ha sentito.Ma la malattia ormai ha messo radici e
non se ne andrà da un giorno all’altro;è diventata parte di te
e in te rimarrà per sempre. Il rapporto con “lui”,il cibo,e
con l’”altro”,il tuo corpo,non sarà come prima, non sarà
MAI facile.
Ogni giorno lotti con i tuoi pensieri,con la voce dell’abisso,
con la tua anima spaccata.Non devi cedere,non vuoi cedere,
perché se anche ci sono momenti in cu proprio sei devastata
dal dolore,sai che vale la pena di continuare per poter guardare ancora una volta la luce che brilla negli occhi di chi
ami.
Non posate mai più il vostro impietoso sguardo di disapprovazione su un corpo sofferente;posate il vostro sguardo più
dolce su quell’anima fragile.
- Piccola stella senza cielo -
Anno XI N° 3
Intervista
Con un filo di voce
L’anoressia. La malattia più terribile che una ragazza potrebbe avere la sfortuna di incontrare nella propria vita.
Io ho conosciuto una ragazza che ha avuto questo problema,
fortunatamente n’è uscita, ma da come me ne ha parlato credo che non sia stato molto facile.
Questa ragazza vuole rimanere nell’anonimato, io comprendo e naturalmente rispetto la sua scelta, quindi l’intervista
che seguirà rimarrà nel generale più possibile e non sarà
utilizzato nessun nome, neanche fittizio.
Ciao, come va?
Non male, grazie. Tu invece?
Insomma…sono un po’ nervoso, voglio evitare di metterti in imbarazzo…
Non c’è nessun problema. Vogliamo cominciare?
Ok. Quanti anni avevi quando hai scoperto di soffrire
d’anoressia?
A tredici o a quattordici anni ho cominciato le cure. In ogni
caso non si scopre subito questa malattia, non ha sintomi,
per te tutto sembra normale, quindi, rivedendo il mio passato, l’inizio della malattia si può individuare verso gli undici
o dodici anni.
Quale causa ti ha spinto a diventare anoressica?
La depressione. Ai quei tempi il passaggio dalle scuole elementari alle medie era stato in qualche senso traumatico e il
mio “fidanzatino” mi aveva lasciato…
Era amore vero il vostro…
Naturalmente! Ad undici anni sei una donna vissuta ormai!
Scherzi a parte, in quel periodo mi sentivo orribile come
aspetto fisico, e cominciai a non mangiare…
Come la presero i tuoi genitori sul fatto del tuo rifiuto a
mangiare?
Io ho una teoria sui genitori: o capiscono al volo se c’è un
problema o non capiscono per niente!
Nel mio caso non capivano, forse non avevano neanche in
mente l’anoressia, siccome non capita spesso soffrire di
questa malattia a dodici anni. Comunque continuavano a
sgridarmi, litigavamo molto spesso, ogni volta che eravamo
a tavola.
Cosa ti sentivi dentro, caratterialmente?
Non sopportavo nessuno, a scuola avevo litigato con tutti i
miei compagni, continuavo a distaccarmi sempre più, odiavo tutti, anche i miei genitori, considerandoli quasi come
degli estranei, degli ignoranti che non capivano niente della
vita. Mi consideravo matura, più di mio padre e di mia madre, non utilizzavo più scuse patetiche per non mangiare,
non mangiavo e basta, non dovevo giustificarmi con nessuno, io.
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Anno XI 4
N° 3
Vuoi dire che non volevi più bene a nessuno?
Sentivo solo odio e rabbia per le persone che cercavano di
avvicinarsi a me, cercando di farmi mangiare con lunghissimi discorsi. Sì, si può dire che avevo cancellato dal mio dizionario i verbi “amare” e “volere bene”; probabilmente se
uno dei miei genitori fosse morto in quel periodo non mi
sarei sentita né triste né tantomeno addolorata, non mi interessava niente e nessuno.
Che cosa provavi quando ti guardavi allo specchio?
Una profonda delusione, visto che, con tutto quello che facevo, mi vedevo ancora grassa, anche se naturalmente ero
ridotta a pelle ed ossa, e volevo dimagrire ancora.
E quando salivi sulla bilancia invece?
La bilancia era la mia eterna nemica, tanto che una volta la
buttai fuori dalla finestra… (ride) …e lo ho fatto veramente,
non sto scherzando!
Visto che è stata tua l’idea, cosa ti ha spinto a curarti?
Un giorno, quando per l’ennesima volta avevo litigato con i
miei e, per l’ennesima volta, mi stavo guardando allo specchio una voce dentro di me ha detto: “Ma che cosa stai facendo?” e solo a quel punto mi sono resa conto che era ora
di smetterla e cercare aiuto.
Lo hai trovato?
Certo. Dai miei genitori, prima da mia madre e poi da mio
padre. A seguire arrivarono anche i miei amici. Sono passati
quattro anni da quel giorno, ora come ora sono guarita ma è
difficile dimenticare quei momenti della mia vita.E’ stata
un’esperienza orribile.
Vorrei ben credere
- Ross - III D Liceo -
La Reda :
- Tullio Battaglia, V D Liceo;
- Luca Bartoccini, V D Liceo;
- Annalisa Cadario, III C Liceo;
- Marco Bernardi, III D Liceo;
- Lorenzo Grossi, III D Liceo;
- Carmen Battaglia, III A Igea;- Roberta Giubilini, IV B Liceo;
- Luca De Filippi, IV B Erica;
- Andrea Donnola, I B Geo;
- Jessica D’Alia, I C Liceo;
- Alexandra Losito, I C Liceo;
- Denise Sodo, I C Liceo;
- Luis Marchesini, I C Liceo;
- Luca Boldetti, III A Geo;
- Arrigo Landoni, Docente
Anno
I N° 3
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Inter Nos
Assemblee: pari ( II e IV )...
Atto, sconfitta e delusione
Venerdì 21, in seguito all’attentato avvenuto a Nassiriya, è
stata proposta, dai rappresentanti, un’assemblea d’istituto,
trattante per l’appunto il grave fatto da poco accaduto.
Lo scopo dell’incontro era quello di analizzare attentamente
la dinamica dell’atto terroristico, per poi sviluppare una discussione (pacifica!) composta dalle idee degli studenti e dalle loro ipotesi e risposte ai molti “perché” emersi dal precedente studio dell’evento.
Un esempio? Ok: -“…perché gli italiani sono andati a Nassiriya, essendo a conoscenza del grande rischio a cui andavano
incontro?”- . Di fronte a questa domanda sono sorte numerose
supposizioni, totalmente contrastanti fra loro: c’è chi pensa
che i nostri compatrioti fossero là per il nobile scopo di soccorrere i feriti; c’è chi afferma che la motivazione principale
di tale intervento fosse la grande somma di denaro promessa
(molto meno decoroso, eh?) e c’è chi è pronto a giurare che i
volontari fossero solo una copertura, per una strana sorta di
cospirazione internazionale.
La verità? E chi lo sa??? Ma è proprio a questo che serve
un’assemblea: esporre tutte le opinioni, anche le più contorte,
per ricostruire poco a poco un mosaico, che altro non è che il
tema principale del ritrovo, reso tale dalla confusione che caratterizza la nostra mente quando le informazioni ci arrivano a
tasselli, tramite voci e mass-media (spesso da questi ultimi
distorte e “filtrate”).
Eppure l’incontro non ha avuto l’effetto sperato: è stato infatti
contraddistinto da una scarsa partecipazione ed ha addirittura
subito delle critiche, riguardanti la sua stessa utilità.
I rappresentanti erano molto preparati; precedentemente avevano organizzato piccoli comitati preparatori, aperti a tutti,
nei quali hanno raccolto (da giornali e internet) importanti
dettagli ed informazioni per organizzare al meglio il dibattito.
Inoltre, per favorire l’analisi dell’attentato, hanno distribuito
un prospetto, sommariamente illustrante la dinamica della
vicenda.
E gli studenti (Ok, non tutti) come hanno espresso la loro solidarietà all’impegno e al lavoro dei programmatori? Semplice:
dichiarandone (apertamente e non) la futilità.
Vergognoso.
Semidisperati, i rappresentanti sono arrivati al punto di intavolare una conversazione “botta e risposta” tra di loro (e non
intendo tra loro come gruppo: ogni singolo rispondeva alle
domande poste da sé stesso!).
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Io, dall’alto del mio unico (ma molto applaudito!) intervento,
non ho potuto fare altro che osservare il morale degli organizzatori eclissarsi via via sotto il pavimento della palestra,
mentre la pungente (ma dolcissima) oratrice del liceo si accasciava affranta, con aria di resa e con la testa fra le mani, al
tavolo dei preparatori e mentre il barbuto liceale proseguiva
demotivato il suo monologo.
Anche se il tutto, descritto così, appare quasi comico, è invece molto spiacevole questa totale mancanza di interesse, specialmente per un argomento così importante, che avrebbe
meritato realmente tutta l’attenzione e l’impegno degli studenti, il cui parere sulla questione Nassiriya è rimasto peraltro in ombra.
- Luca - IV B Erica -
Anno XI N° 3
Inter Nos
… e dispari ( I - III e V )
TRA MICROFONI ASSASSINI E PERSONE POSSEDUTE…
Caos totale. Così si potrebbe aprire e chiudere l’articolo riguardo all’assemblea d’Istituto che coinvolgeva le classi prime, terze e quinte. Esattamente due parole, che possono essere sostituite da “minimo interesse”, “menefreghismo totale” e
“ignoranza persistente”, almeno per molte classi.
Nonostante questo breve cappello introduttivo sia molto negativo, sentendo i pareri dei pochi interessati l’assemblea si è
rivelata piuttosto soddisfacente.
All’inizio della seconda ora di un grigio venerdì di novembre
mi trovai insieme alla mia classe in palestra insieme ad altre.
Dato che la mia attività celebrale si era svegliata da poco, ci
misi un po’ a rendermi conto che quel venerdì era giorno
d’assemblea. Di cosa si parlava?Dell’attentato a Nassiriya?
Interessante… ma quei tizi laggiù saranno in grado di sostenere un’assemblea con un argomento così delicato? Io credo
di sì, ma dipende dalla loro capacità persuasiva.
Dopo un appello durato un’esagerazione per verificare se
tutte le classi erano presenti, l’assemblea si aprì con un impacciato e nervoso Luca Fallati, che aveva il compito di spiegare perché quel tavolo era letteralmente sommerso di quotidiani. La risposta arrivò alla distanza di pochi istanti. Su quei
quotidiani erano presenti articoli riguardanti l’attentato, e
loro avevano il compito di informarci ulteriormente attraverso questi articoli e editoriali. Iniziarono appunto da
quest’ultimi, facendo cimentare uno dei tre rappresentanti
d’Istituto (Irene era ad una campestre) in una lettura che, in
teoria, doveva coinvolgerci e far sì che nascessero subito proteste o opinioni. Tentativo fallito. Da una parte per colpa della persona che leggeva (l’avrà letto per la prima volta?),
dall’altra per un assoluto disinteresse che aveva infettato oramai tre quarti delle classi presenti. Peccato, poiché da quel
poco che ho sentito (molto probabilmente per il pessimo impianto audio, ma dovrei esserci abituato) sembrava piuttosto
interessante.
Fortunatamente ci fu una presa di potere di Roberta Giubilini
che, invece di fermare il rumore insopportabile proveniente
dalle tribune (soprattutto le ultime) con un inutile richiamo,
legge un appunto sui soldi spesi da Bush per la costruzione di
nuove armi nucleari con una sicurezza che riuscì a far nascere un moderato applauso sincero. Il rumore adesso era generato dallo scambio di opinioni, almeno credo. Gli altri, soprattutto Fallati, seguirono l’esempio di Roberta e alcune
persone dalle tribune si resero conto che quei tizi laggiù al
tavolo volevano farsi sentire sul serio, così nacquero delle
civili discussioni. Se l’assemblea fosse terminata in questo
momento sarebbe stato fantastico, ma purtroppo non è così.
Le innumerevoli persone che non partecipavano a queste discussioni si persero di nuovo nel caos e Scarantino non sembrava in grado di calmare l’atmosfera, dato che in quel momento non sapeva dire altro che “…se continuate così, sciolgo l’assemblea!”. Il rumore stava prendendo il sopravvento,
ma Roberta seppe di nuovo affrontare la situazione: con un
Anno XI N° 3
microfono s’immischiò letteralmente tra la gente seduta, lo
pose di fronte alla bocca di un ragazzo e gli chiese se aveva
qualche opinione da dire. Panico. Vedendo la loro faccia, i
rappresentanti erano esterrefatti, ma non quanto la gente alle
tribune, che adesso vedeva Roberta sotto una nuova luce: una
pazza sadica con in mano un’arma letale in grado di distruggere qualsiasi reputazione di qualsiasi ragazzo. Dal mio punto di vista, e da quello di molte altre persone, Roberta aveva
fatto una cosa meravigliosa, capendo che era quella l’unica
soluzione per calmare gli animi ribelli, non con frivoli ricatti
detti dietro un tavolo.
L’assemblea prese un tono più moderato, le discussioni, nate
grazie ad uno straordinario contributo della I A Igea, stavano
per raggiungere una conclusione e gli “oratori” al tavolo domandarono se c’era qualche altra opinione o critica. Sentendo probabilmente quest’ultima parola, una ragazza praticamente assatanata si precipitò giù dalle tribune, e quando prese il microfono (quanto mai le lo diedero) disse, con la sua
soave (?!?) voce, più o meno queste parole (ero troppo sconvolto per appuntarle): “Io di questa assemblea non ho capito
niente, non ho sentito niente e non mi interessa niente! A
questo punto me ne vado!” Si sentì qualche applauso, probabilmente delle persone che avevano convinto questa posseduta a dire la sua, ma fu subito ammutolito da uno scroscio
d’insulti e fischi. I rappresentanti la invitarono, in maniera
quasi gentile, a spiegare la sua critica piuttosto fuori luogo,
perché se non le piaceva l’andazzo dell’assemblea poteva
dirlo in un modo più maturo e, se proprio voleva eliminare il
problema dall’origine, poteva partecipare alla riunione in cui
si preparava l’assemblea. Evidentemente non si aspettava una
reazione simile, cercò di accanirsi su una ragazza che non la
pensava come lei, visto che precedentemente aveva partecipato alle discussioni, ma non l’ebbe vinta. Dopo questo sparì
(o la fecero sparire?) e non si sentì più la sua voce per il tutto
il tempo rimasto.
Poverina, in fondo voleva fare solo la sua figura teatrale preparata durante l’assemblea, ma possibile che ci è rimasta così
male da non farsi più sentire dopo essersi accorta che, invece
di teatrale, aveva fatto solo una figura di merda?
In ogni modo l’assemblea proseguì sia nel bene che nel male
e si concluse con qualche cenno di protesta quando si andò a
guardare il portafoglio dei militari andati in guerra.
Un’assemblea che, una volta conclusa, faceva pensare; ad
alcuni faceva pensare se era proprio necessario che l’Italia
andasse in guerra, ad altri faceva pensare se era il caso di ascoltare prima di esprimere un opinione su un argomento che
pochi sanno affrontare veramente.
Credetemi, ne valeva la pena porre ascolto, o almeno tentare
di farlo.
- Ross - III D Liceo -
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Inter Nos
La patria della birra
Ok lo scopo del viaggio d’istruzione non era istruirci sui
vari tipi di birra, ma molti di noi hanno apprezzato che in
Belgio ci fosse questo tipo di cultura.
La prima sera, subito dopo un viaggio di dodici ore, siamo
andati alla Mort Subite la birreria più famosa di Bruxelles,
un posto che da noi non lo puoi neanche immaginare; il cameriere era simpatico, almeno dai modi di fare, tanto che gli
abbiamo chiesto di fare una foto assieme e lui, nonostante le
incomprensioni linguistiche, ha accettato divertito, il posto
ben tenuto, sicuramente non una bettola, le birre tante e tutte
buonissime, i costi: con 8 euro e 50 ho bevuto tre calici di
birra squisita e ho mangiato un po’ di “fromage”. Non era
neanche un posto dove ti rompevano se facevi un po’ di baldoria, perché ad un certo punto ci siamo messi a cantare e il
cameriere non ci ha detto assolutamente niente, con rispetto
parlando altro che “il baffo” dove bevi delle birre buone, ma
spendi un capitale e se solo alzi un po’ la voce ti dicono di
smetterla.
Il giorno seguente a Brugge abbiamo trovato un negozietto
dove vendevano bottiglie di birra un po’ particolare, io pensando che fosse a buon mercato ne ho prese 5 a 7 euro, me
le sto gustando adesso e vi assicuro che sono qualcosa di
eccezionale.
La sera siamo andati in un posto un po’ particolare, ma io
ero stanco ed ho preso solo una birra poi sono tornato in
albergo, in ogni caso anche lì bello il posto accoglienti i camerieri e i prezzi bassi.
Il terzo giorno il pomeriggio siamo andati a visitare la fabbrica-museo della birra Cantillon, dove producono la birra
ancora con il metodo tradizionale e naturale, questa birra si
chiama Lambic, la cosa più importante, ci ha spiegato il tipo
che ci ha guidato, è che come tutti voi sapete la percentuale
alcolica dipende dalla quantità di zucchero presente, per aumentare la quantità di zucchero (in questo caso per raggiungere il 5% di graduazione alcolica) o si aspetta e si fa evaporare l’acqua oppure si aggiunge dello zucchero, in questa
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fabbrica fanno evaporare l’acqua e ci mettono circa tre ore,
nelle fabbriche più grandi, per risparmiare tempo e per raggiungere gradazioni alcoliche superiori, aggiungono lo zucchero che però rende la birra dolce e quindi bisogna anche
aggiungere degli aromi per riportare il classico sapore amaro
della birra. Ci sono altre differenze tra la produzione industriale della birra e quella che fanno alla fabbrica Cantillon,
che alla fine porta alla produzione di una birra piuttosto acidula e sgradevole ad un primo assaggio, ma che man mano
che ci si abitua non è male.
Quella sera siamo andati alla Leffe e poi ancora alla Mort
Subite, non mi dilungo di nuovo ad elogiare le birre che ho
bevuto, ma dico solo che la Leffe era una birreria un po’ più
elegante, ma sempre alla mano.
L’ultimo giorno al pomeriggio siamo andati a vedere che
tipo di birre avevano nei supermarket, e abbiamo fatto la
scoperta più bella della gita, perché avevano un sacco di tipi
di birre tra cui anche delle birre eccezionalmente buone e
particolari con una media di prezzo di un euro a bottiglia,
altro che qui in Italia che al massimo al supermercato per
quei prezzi trovi la Birra Moretti…
La sera siamo andati in un posto che chi c’era stato prima
aveva soprannominato a ragione “il bettolone”: effettivamente il piano superiore aveva il pavimento in legno ed estremamente appiccicoso, per andare in bagno pretendevano
che lasciassi una mancia (assurdo per una birreria, non so se
avete presente gli effetti diuretici della birra…) e se per principio non volevi pagare dovevi minacciare una sciura; quelli
che hanno preso la birra alla spina si sono visti rifilare della
birra annacquatissima, insomma un postaccio dove però a
stare accorto ti potevi divertire…
Per finire, se avete la passione per la birra, quella buona, iniziate a progettare un viaggio in Belgio…
- Lupo - V C Liceo -
Anno XI N° 3
Inter Nos
TEATRANDO
Mercoledì; ore 14.00/14.15; in aula Guido Morselli si
“teatra” (ovvero, si fa teatro).
Ma facciamo le persone precise: alla voce “teatro” di un
modesto dizionario etimologico (lo confesso è il mio piccolo oggetto di culto)si legge:dal greco theaomai “sono spettatore”. Sì,può essere vero, ma vi assicuro che dopo aver
partecipato all’attività guidata dal grandioso
(metaforicamente e non!) prof. Mangano, la prospettiva
cambia,anzi,si dilata infinitamente.
Sempre sorridente,quasi timido e impacciato il nostro Virgilio ci mostra il volto nascosto del teatro,chiarendo fin dalle
prime battute,che l’ultimo suo obiettivo è quello di insegnarci il mestiere dell’attore.Non fate quelle facce!Non mi
sto sbagliando:ciò che quelle due ore settimanali ci vogliono
offrire non è tanto la capacità di recitare,quanto la consapevolezza dell’importanza di ogni nostro più piccolo gesto ,la
consapevolezza che nel modo in cui parliamo,ci muoviamo,
osserviamo ci sono una miriade di sfumature che possono
dar vita ad un emozione, un pensiero, che ci sembrava inesprimibile.
Scopri che ad ogni respiro immetti metà dell’aria che potresti contenere(non è una cosa stupida…lo trovo stupendo!),
che la tua voce può nascere anche dal tuo “pancino”,che le
vocali risuonano nel tuo corpo in punti differenti (pancia,
stomaco, petto, gola, naso) che puoi arrabbiarti senza urlare
e parlare con le mani, con il volto. Impari a guardare le parole nella tua testa prima che escano a far danni (è difficilissimo!!!). Impari ad ascoltare le persone,a gioire del successo altrui senza provare invidia, a provare ammirazione senza
rabbia.
Scopri persone che hanno voglia di uscire dai loro panni e
calarsi in un corpo nuovo,che hanno voglia di piangere,di
ridere,di sfogarsi urlando una parola qualsiasi con tutto il
sentimento che hanno dentro (questo è uno degli esercizi
pratici), e che hanno anche voglia di ascoltare il prof. e rimanere a bocca aperta per una perla di saggezza che ogni
tanto estrae dal suo inseparabile cappello, o per una rivelazione, apparentemente banale, illuminante:” Il teatro insegna a star meglio con chi ci circonda”.
Il corso è ormai alla fine del suo secondo mese; si stanno
già preparando due dei tre spettacoli che si dovrebbero inscenare a fine anno; la terza opera non è ancora stata scelta:
forse siete ancora in tempo. Mercoledì; ore 14.00; aula G.
Morselli.
- Clarissa D. - IVB liceo -
I love yo...ga
Ecco qui il corso di yoga spiegato nel dettaglio niente meno
che dalla prof.ssa Derla in persona. Colgo l’occasione per
dire che del torneo di pallavolo del triennio se ne occupa la
prof.ssa Bozzo, e non Barranco come ho distrattamente scritto nel numero scorso, quindi per qualsiasi evenienza rivolgetevi pure a lei.
Carissime/i lettori,
non so quali pensieri abbiate riguardo al corso Yoga a scuola che vi propongo anche quest'anno, fatto sta che il primo
ciclo non si è avviato. Alla prima lezione di venerdì 17 ottobre, chissà per quale sfortuna, si è potuta presentare una sola
ragazza. Ho comunicato tramite avviso alle bacheche in palestra e al piano terra del liceo la chiara intenzione di impegnare volentieri le mie risorse in questa attività (che è pratica,
coinvolge il corpo) e qui rinnovo l'invito a partecipare. Il 2°
ciclo sarà dal primo venerdì dopo gli scrutini (dalle ore 13.30
alle 15.00 nella palestrina). Io vi aspetterò lì, ne vedo la necessità:
1. per le difficoltà più o meno sentite dello stare nei propri
muscoli, nervi, pelle, sensazioni, panni;
2. per le tensioni, lo stress inevitabile e la "testa" che a volte si confonde nel reagire ai richiami doverosi, noiosi, improvvisi, soliti, degli altri o di noi stesse/i;
Anno XI N° 3
3. per quando la schiena si fa rigida, nonostante lo sport, o
comunque non migliora l'elasticità;
4. per le difficoltà con il respiro, per averne a che fare meglio, in vista di quando (ad esempio nell'imprevisto) potrebbe
essere utile la capacità di "controllarlo";
5. per il desiderio di potersi rilassare, almeno un po';
6. per prendersi serenamente sul serio e allungarsi, tonificarsi, stimolare la propriocettività trascurata.
La sequenza che propongo è quella "Suryanamaskar" (il
"Saluto al sole"), nucleo di ciascuna lezione.
Vi invito e comunque… FATEVI VIVE/I !!! Auguri di Buon
Natale e Nuovo Anno.
- Prof.ssa Laura Derla -
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7
Inter Nos
Le (e)lezioni continuano...
Tra il 23 e il 24 novembre si sono rinnovate anche le altre
componenti del Consiglio di Istituto: genitori, docenti e non
docenti. Si è presentata solo una lista per componente, e ancora minore è stata l’affluenza alle urne.
GENITORI
ELETTORI
VOTANTI
Schede bianche
2197
83 – 3,8%
1 – 1,2%
82 – 98,8%
82 > 4 seggi
31 – 37,8% > Eletto
30 – 36,6% > Eletta
29 – 35,4% > Eletta
16 – 19,5% > Eletto
15 – 18,3%
8 – 9,8%
8 – 9,8%
VOTI VALIDI
Lista 1
Ferrari Roberto
Romanò Giovanna
Micheloni Annalisa
Reina Franco
Lago Ermido
Baldas Valeria
Flores Aurora
Valagussa Aurora
5 – 6,1%
DOCENTI
ELETTORI
VOTANTI
VOTI VALIDI
Lista 1
Farese Consuelo
131
71 – 54,2%
71 – 100%
71 > 8 seggi
22 – 16,8% > Eletta
Arioli Giuseppe
Falchi Marialaura
De Chiara Francesco
Bisaccia Maria
Petroccia Giovanna
Della Bordella Fabio
21 – 16% > Eletto
20 – 15,3% > Eletta
19 – 14,5% > Eletto
16 – 12,2% > Eletta
15 – 11,5% > Eletta
8 – 6,1% > Eletto
Aulisio Enrichetta
5 – 3,8% > Eletta
Bozzo Maria Cristina
4 – 3,1%
NON DOCENTI
ELETTORI
VOTANTI
Schede bianche
VOTI VALIDI
Lista 1
Pampagnin Maria Grazia
La Vecchia Angela
Pagina
8
31
27 – 87,1%
1 – 3,7%
26 – 96,3%
26 > 2 seggi
17 – 54,8% > Eletta
9 – 29% > Eletta
Il personale non docente ha avuto la maggiore affluenza, nonostante i candidati fossero in numero così esiguo. Al contrario, dei nostri genitori, più di duemila, solo meno di un centinaio sono riusciti a partecipare attivamente all’elezione dei
propri rappresentanti. Mi sorprende: saranno gli stessi genitori che tanto insistono per essere resi partecipi della vita scolastica, gli stessi che sono stati determinanti per l’adottamento
del nuovo libretto, dell’abolizione del burocratico pagellino?
Tante domande, poche risposte, poche come quelli che hanno
espresso la propria preferenza.
Lodevole l’impegno dei docenti, che hanno affluito maggiormente alle urne per scegliere i propri otto rappresentanti: un
peccato davvero per chi della lista di nove candidati è rimasto
fuori, ma avrà pensieri in meno, forse, per tre anni, ovvero la
durata del mandato dei rappresentanti delle tre componenti
appena rinnovate.
Ecco quindi come è composto attualmente il nostro Consiglio
di Istituto, nonché congiura de’Pazzi:
◊
Daniela Tam Baj, Dirigente Scolastico;
◊
Consuelo Farese, docente;
◊
Giuseppe Arioli, docente;
◊
Marialaura Falchi, docente;
◊
Francesco De Chiara, docente;
◊
Maria Bisaccia, docente;
◊
Giovanna Petroccia, docente;
◊
Fabio Della Bordella, docente;
◊
Enrichetta Aulisio, docente;
◊
Roberto Ferrari, genitore;
◊
Giovanna Romanò, genitore;
◊
Annalisa Micheloni, genitore;
◊
Freanco Reina, genitore;
◊
Maria Grazia Pampagnin, non docente;
◊
Angela La Vecchia, non docente;
◊
Luca Scarantino, studente;
◊
Irene Lanfranchi, studente;
◊
Pietro Mercuri, studente;
◊
Roberto Spertini, studente.
Auguriamo, e ci auguriamo tutti, che sia una collaborazione
serena e proficua, nonché presente e continua, in modo da
non ripetere imprese come quella che è passata alla storia come la defenestrazione di Praga, anche se la cosa sarebbe alquanto divertente per il sottoscritto.
Spero personalmente che nessuno sia dichiarato decaduto per
assenze ingiustificate, come accadde l’anno scorso per i nostri rappresentanti.
- Tullio - V D Liceo -
Anno XI N° 3
Orientamento
A NATALE REGALATI UN SOGNO….
CON I PIEDI PER TERRA
Le vacanze natalizie, quest’anno particolarmente
“succulente”, rappresentano per tutti coloro che sono nella
scuola un tempo davvero prezioso. “Recuperare” e
“riflettere” potrebbero essere le parole chiave per ben approfittare di questa opportunità. Recuperare le energie, recuperare (è un’ottima occasione) ciò che non s’è fatto o che
s’è fatto in modo troppo affrettato e superficiale, e, last but
not least, recuperare tempo agli affetti. L’elenco può essere
ben più lungo, a voi completarlo: ampio e ricco è il ventaglio di ciò che si vorrebbe/dovrebbe recuperare!
Ancor più ampio, se ha senso in questo caso stilare una classifica, è il ventaglio dei temi sui quali vale la pena di impegnarsi a riflettere. Alle studentesse e agli studenti degli ultimi due anni di corso, suggerisco alcune linee di riflessione
sul tema dell’orientamento postdiploma.
REGALATI UN SOGNO
Pensare al proprio futuro dopo il diploma non deve essere
motivo di ansia o peggio di sconforto: può essere un buon
momento per pensare a se stessi senza avvilupparsi in narcisistici viaggi (attenti ai fiumi!). Occorre prendere le mosse
da se stessi appunto, cercando di individuare quali interessi
e quali capacità siano maturate attraverso le esperienze fatte.
Intendo riferirmi non solo alle esperienze scolastiche, ma
anche all’ampio campo di esperienze rappresentato dalle
relazioni familiari, amicali e di scuola.
Val la pena, innanzi tutto, di verificare se si abbiano motivazioni sufficienti per continuare gli studi: è possibile, per
molti di voi che termineranno i corsi professionali o tecnici,
immettersi subito nel mondo del lavoro e delle professioni. I
Anno XI N° 3
vantaggi, qualora si trovi un’occupazione soddisfacente, sono chiari a tutti, credo, dal momento che ciò consente
un’immediata autonomia economica e che l’autonomia economica comporta anche autonomia nelle decisioni e la possibilità di “mettere su famiglia”. Naturalmente, come in tutto
ciò che è umano, ci sono anche aspetti di questa scelta che
possono definirsi meno appetibili: spesso il lavoro che viene
offerto ai diplomati risulta essere un lavoro esecutivo e dunque scarsamente appetibile, soprattutto nel lungo periodo
(meno responsabilità ma anche meno riconoscimenti), anche
perché in Italia il mondo del lavoro è, in verticale, più rigido
che altrove.
Chi invece, pensando alla propria esperienza, pensa di avere
sufficienti motivazioni per continuare a studiare, dilazionando il tempo dell’autonomia, può percorrere due strade: quella
dei corsi IFTS, cui ho dedicato ampio spazio la volta scorsa,
o gli studi universitari. Nel primo caso bisogna mettere in
conto al massimo due anni (una parte dei quali assorbiti da
stages), nel secondo caso tre o cinque anni per le lauree
“normali”. Come scrivevo più sopra la scelta dipende dai
vostri interessi e dalle vostre motivazioni ma anche dalle capacità che avete maturato: se decidete di proseguire gli studi
dovete avere conseguito innanzi tutto un metodo di studio
efficace, che vi consenta di affrontare le scadenze previste
dal vostro corso di studi.
Regalatevi dunque un sogno, il sogno di un’indipendenza in
tempi brevi o il sogno di un lavoro di responsabilità, ma…
CON I PIEDI PER TERRA
Io credo che voi dovreste essere innanzi tutto consapevoli
che i vostri orientamenti non nascono solo da voi ma dal
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Orientamento
mondo nel quale siete immersi costantemente. Francis
Bacon, filosofo vissuto tra il 1561 e il 1626 in Inghilterra,
parla a questo proposito di “pregiudizi” e, nel caso specifico, dei pregiudizi che deriviamo dall’ambiente nel quale
siamo nati e cresciuti e dalle esperienze che abbiamo fatto.
Non ci è possibile annullare tali pregiudizi, intendendo con
ciò annullare le situazioni e le esperienze: va da sé che abitare in un’area a bassa disoccupazione può invogliare ad
abbandonare la scuola, ma il contesto, questo o un altro, non
lo posso eliminare. Ciò che posso evitare è la scarsa consapevolezza nelle scelte, così che, sapendo a quali condizionamenti sono esposto, io possa eventualmente annullarli.
Ragionare sul proprio futuro con i piedi per terra può quindi
voler dire conoscere se stessi e i pregiudizi che ci accompagnano (che accompagnano la vita di tutti), pensare con i piedi per terra vuol dire soprattutto considerare i vincoli cui si è
soggetti, che si tratti di vincoli economici, sociali e/o familiari. E’ possibile che io voglia intraprendere gli studi per
diventare archeologo, e questo per la mia generazione è stato un sogno per molti, ma se non conosco le lingue antiche e
se la mia famiglia non è sufficientemente facoltosa (sono
pochi i “posti” da archeologo), posso dover rinunciare a
questo sogno. E se non volessi rinunciare a questo futuro?
Se non riesco a non vedermi come un fortunato Indiana Jones? Allora “avere i piedi per terra” vuol dire sapere che si
dovranno affrontare molte e impegnative sfide: bisognerà
imparare le lingue antiche, bisognerà eccellere negli studi
per conquistare borse di studio e opportunità di ingaggio e
bisognerà persuadere la famiglia a lasciarci vivere lontano
per lunghi periodi. Già, perché uno dei vincoli più frequenti
è rappresentato dalle famiglie che a volte non possono economicamente, a volte non sopportano affettivamente, un
allontanamento che è vissuto come distacco. Anche in questo caso, a mio avviso, non si tratta di arrendersi ai vincoli
ma di sapere se si desiderano veramente quelle scelte e, in
caso affermativo, se si è disposti ad assumersi quegli impegni, tra i quali può esserci quello di persuadere chi ci è affettivamente vicino che essere lontani non vuol dire sparire.
Mi accorgo di avere scritto un testo molto lungo e forse per
questo di non essere stata chiara come desidererei. Aspetto
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10
vostre domande e intanto, augurandovi di cuore buone feste,
vi invito ancora a sognare, a pensare in grande, ma con la
consapevolezza che i sogni da soli non bastano se non sono
sostenuti da robusti strumenti. Anche per questo è opportuno
che il vostro percorso verso la scelta voi lo condividiate con i
genitori, con i docenti, con chi vi è più vicino. Ma ora basta
davvero: BUONE, OTTIME FESTE A TUTTI.
Gavirate, 12 dicembre 2003
- Prof.ssa Consuelo Farese - Responsabile dell’orientamento postdiploma CALENDARIO DELLE ATTIVITA’
Ancora non è stata emanata la circolare ministeriale sulla
prescrizione orientativa e, di conseguenza, non è ancora iniziata l’attività di orientamento rivolta alle classi quinte. Molte classi quarte hanno invece già completato la prima fase
delle attività previste per loro, e le informazioni che mi sono
arrivate segnalano una complessiva soddisfazione per quanto
già fatto.
Sabato 13 dicembre in aula Morselli le ultime classi dei geometri hanno incontrato ex-studenti dell’istituto. L’incontro,
organizzato dal professor Di Maio, ha avuto un buon successo perché erano presenti ex-studenti del corso geometri che
hanno fatto scelte diverse e che hanno saputo comunicare le
ragioni delle proprie scelte e le tappe del percorso di studio o
di lavoro. Molte sono state le domande degli attuali studenti
che hanno riguardato prevalentemente l’esame di abilitazione alla libera professione e l’esperienza universitaria.
Per gli studenti delle classi quarte e quinte Igea, Erica, Professionale e Liceo, incontri analoghi saranno organizzati successivamente, come previsto dal progetto messo a punto
all’inizio dell’anno scolastico e diffuso in occasione dei primi consigli di classe.
- Prof.ssa Consuelo Farese - Responsabile dell’orientamento postdiploma -
Anno XI N° 3
Rubriche
Pellicole sotto l’albero
Ecco qui selezionate per voi le trame di alcuni film in uscita
nelle vacanze di Natale, per sapere cosa andare a vedere e
pregustarselo nella mente.
Il Paradiso all’improvviso
Nelle sale il 19 dicembre il nuovo film di Leonardo Pieraccioni: la commedia sentimentale “Il Paradiso
all’improvviso”. E’ la storia di Lorenzo (Pieraccioni), single
talmente convinto da giocare a tennis da solo e da ricordare
a tutti che anche Dio è un single; che ha due amici, interpretati da Alessandro Haber e Rocco Papaleo, dediti ossessivamente alle scommesse, all’amore mercenario e alle ex mogli
che li torchiano per ottenere alimenti e proprietà. Insieme
all’esuberante siciliana Nina (Anna Maria barbera alias
Sconsolata), Lorenzo conduce un’ azienda di effetti speciali.
Tutto, ovviamente, va all’aria quando il single convinto incontra una donna tutta bellezza e mistero interpretata da Angie Cepeda (quella di “Pantaleòn e le visitatrici”) che lo trascina in tre giornate di salite e discese sotto il sole di Ischia.
Mona Lisa smile
Dopo tre ruoli minori in “Ocean’s eleven”, “Confessioni di
una mente pericolosa” e “Full frontal”, Julia Roberts sembrava eclissata e invece eccola ritornare, diretta da Mike
Newell, il regista di “Donnie Brasco”. In questo nuovo lavoro, ambientato nel dopoguerra, la Roberts veste i panni di
Katherine Wilson, rivoluzionaria insegnante d’arte della
snobissima università femminile di Wellesley, in New England. Questa, come le più prestigiose università USA educava le proprie nobili rampolle non solo a coltivare le menti
ma in particolar modo a diventare fantastiche mogli per mariti eccellenti. Sarà proprio Katherine, assieme al professor
Bill (Dominic West) a far capire alle allieve che il matrimonio non è l’unica realizzazione possibile. Nel cast anche
giovanissimi talenti femminili in ascesa come Kristen Dunst
e Maggy Gyllenhaal.
La Macchia Umana
Robert Benton mette in scena il libro con cui Philip Roth ha
vinto il premio Pulitzer.
Nell’america ipocrita e puritana del 1998, la carriera del
professor Coleman Silk (Anthony Hopkins) è stroncata da
Anno XI N° 3
un’insulsa scusa di razzismo. Un’accusa che lo studioso potrebbe facilmente smontare, se solo avesse il coraggio di rivelare il segreto che lo ha accompagnato per tutta la vita. Ma
Silk non ci riesce, e comincia a scendere la china
dell’autodistruzione, finché due incontri gli danno una possibilità di salvezza: quelli con uno scrittore (Gary Sinise) e con
una giovane donna delle pulizie (Nicole Kidman) che, come
lui, ha avuto la vita segnata da un terribile trauma. Solo con
lei Silk troverà la forza di parlare.
Looney Toons:
Back in action
Umani e cartoni
animati vivono
nello stesso mondo in questo film
della
Warner,
dove i Looney
Toons interagiscono con attori
in carne e ossa
come
Brendan
Fraser,
Steve
Martin e Jenna
Elfman. Questa
volta Duffy Duck, stufo di essere la spalla di Bugs Bunny,
decide di lasciare la Warner e andare alla ricerca del padre
del suo amico Bobby e di una pietra blu. Gli studios si accorgeranno presto che senza Duffy lo spettacolo non regge e
faranno di tutto per convincerlo a tornare.
Hollywood Homicide
Harrison Ford e Josh Hartnett sono rispettivamente Joe Gavilan, poliziotto di una certa età gravato da molti problemi
(si è separato tre volte, ha pochi soldi in tasca e una casa da
vendere) e K.C. Calden, detective più portato a fare
l’insegnate che a impugnare una pistola. Insieme si muovono
nella giungla dell’industria discografica e indagano
sull’uccisione di un gruppo rap. Nel film Ron Scelton
(regista anche di “Tin Cup”) mescola sogni privati dei due
poliziotti e luridi traffici, regalandoci anche un adrenalinico
inseguimento per le vie di L.A.
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Rubriche
In the cut
Due ore di tensione sono assicurate con questo film di Jane
Campion, tratto da “Dentro” di Susanne Moore.
La professoressa Frannie Avery (Meg Ryan) si trova per
caso a spiare, tra repulsione e invidia, una coppia che fa sesso in un locale. Il giorno dopo scopre che la donna è stata
assassinata: a dirglielo è Malloy (Mark Ruffalo), un poliziotto con lo stesso tatuaggio che Frannie aveva visto sul
polso dell’uomo. Tra i due nasce una relazione, ma Frannie
è spaventata. Forse Malloy è l’assassino. E forse è proprio
per questo che si sente attratta da lui…
Master & Commander
Tratto da due romazi di Patrick O’Brian mixati fra loro,
questo è uno di quei filmoni curati fino al dettaglio più minuto. Racconta di un duello di marina fra l’inglese Aubrey
(Russell Crowe), comandante della “Surprise” e i corsari
francesi dell’ “Acheron” che estendono la fama dell’impero
napoleonico a forza di cannonate e arrembaggi. Il film, che
si svolge praticamente tutto a bordo della “Surprise”, tra
sospetti di ammutinamento, bonacce maledette, alberatura
da riparare e uomini sacrificati alla tempesta, è tutto imperniato su Aubrey e i suoi uomini; dal sensibile dottor Maturin
(Paul Bettany), medico straordinario e scienziato appassionato, al dodicenne Blakeney (Max Pirkis),un giovane lord
che presta servizio in qualità di allievo. Dal 19 dicembre al
cinema.
BRi sulle BR
Li
Il Prigioniero
Questo libro intreccia il racconto dei due mesi di prigionia di
Aldo Moro con la vita di uno dei suoi rapitori. Anna Laura
Braghetti, con la collaborazione di Paola Tavella racconta dal
suo punto di vista quei due mesi vissuti in continua tensione
per la paura di essere scoperti dalla polizia. Il libro inizia
quando il presidente della DC viene condotto nell’ appartamento di via Montalcini 8 dove rimarrà rinchiuso fino alla
fine e finisce con la morte di Moro avvenuta nella primavera
del 1978.
Questo libro aiuta a capire le motivazioni che spingevano
questi uomini alla lotta armata, un documento unico della più
grande tragedia italiana del dopoguerra.
Nelle ultime pagine del libro c’ è la cronologia del sequestro.
Ho visto le stelle!
Napoli diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Nei panni del partenopeo Antonio, quarantenne che ha sempre vissuto crogiolandosi nella fantasia, parte per Milano con
l’intento di partecipare ad un reality show. Lui crede di essere ingaggiato: al contrario di Jim Carrey che nel Truman
Show credeva di vivere nella realtà, è convinto di lavorare
nella fiction, fra tanti attori e spiato da decine di telecamere.
Invece è vittima di un autentico raggiro.
Sinbad
In questo cartoon Eris, la dea del caos, ha preso le sembianze di Sinbad, ladrone dei mari, per rubare il libro magico di
Siracusa. Condannato, l’eroico pirata, viene rimesso in libertà grazie all’amico Proteus, l’unico che lo crede innocente. Per evitare la morte del compagno, Sinbad, accompagnato dalla bella Marina, dovrà varcare le colonne d’Ercole,
recuperare il libro e tornare indietro. Il che da occasione a
Marina di recitare la battuta migliore di tutto il film:”Vengo
con te. E non dirmi che il regno del caos non un posto adatto a una donna”
Mario Moretti: Brigate Rosse una storia Italiana
In questo libro è raccolta una lunga intervista a Mario Moretti. Moretti, uno dei fondatori delle BR e sicuramente uno dei
brigatisti che restarono più a lungo in libertà. Questo intervista tocca tutti i punti salienti dei venti anni di storia delle BR:
dalla fondazione, i primi attentati,dal sequestro Costa fino a
quello Moro(senz’altro uno degli attacchi più eclatanti allo
stato) fino alla sua cattura. Questo libro aiuta a capire i motivi che spinsero queste persone ad attaccare lo stato.
- Vecchio Alex - III D Liceo -
A cura di - Marco - III D Liceo -
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Anno XI N° 3
Rubriche
Consigli di lettura
“Le ore” Michael Cunningham
Perché continuare ad affrontare le ore di ogni giorno, quando l’anima divorata dal dolore grida di essere liberata? Questa è la domanda che lega le tre protagoniste, sconosciute
una all’altra perché appartenenti a epoche diverse, eppure
così simili nel loro male di vivere.
Anni ’20: la scrittrice Virginia Woolf, alle prese con la stesura della nuova opera”La sig.ra Dalloway”, trascorre le sue
giornate nell’esasperante monotonia della campagna inglese, dove la sua schizofrenia l’ha costretta. Rimpiange la caotica vita di Londra; rimpiange la vita.
Anni ’50: la sig.ra Brown conduce una vita perfetta: ha un
marito affettuoso, un bambino, una villetta indipendente,
un’amica. Ma tutta la perfezione che la circonda la sta soffocando, e sa che per un niente crollerà. Crollerà come la
protagonista del libro che tiene sempre con sé: ”La sig.ra
Dalloway”.
2000: Clarissa deve organizzare una vista per il suo più caro
amico, vincitore di un premio. Apparentemente solare,
attiva, felice, nasconde anche a se stessa un dolore immenso
che la sta divorando. Perché è così difficile “essere”?
Lo consiglio a chi non trova il “proprio posto”.
“Sei qualcuno?” Nuala O’Falain
E’ il racconto della vita di una donna che dopo tante difficoltà ha finalmente trovato un equilibrio, una donna che è
finalmente riuscita a prendere in mano la sua vita e ad essere felice. Racconta le amarezze e le gioie, le delusioni e i
successi, e la volontà di affrontare ogni situazione. Vuole
accendere una luce di speranza in coloro che vedono solo il
lato negativo della vita; vuole condividere la sua forza con i
più deboli e forse vuole anche liberarsi da quel pesante fardello che è il suo passato.
Schietto e crudo; mai noioso anche se “consistente”; molto
coinvolgente.
Anno XI N° 3
Un ottimo regalo per mamme, nonne e zie che ne hanno passate tante, o per chi è ancora convinto che la realtà sia tutta
rose e fiori.
“Arco d’amore” Andrea De Carlo
L’amore eterno non esiste; ogni storia d’amore è destinata a
fallire; ogni storia d’amore è come un arco. All’inizio c’è
l’innamoramento, la passione, la totale dipendenza dalla persona amata, la gelosia:questo è il momento in cui l’arco ti
trasporta in alto, sempre più in alto,tanto da illuderti che andrà sempre meglio. Raggiungi l’apice, che corrisponde alla
perfetta armonia tra gli amanti.
Poi la ricaduta: inevitabile.
Questo ci racconta De Carlo attraverso i pensieri e le esperienze del giovane protagonista, narrate in prima persona
nella solita,tagliente,incalzante,vivida scrittura.
Visione troppo pessimistica dell’amore? Solo molto reale.
Non saprei a chi consigliarlo perché è molto triste, dà da
pensare…e forse si vorrebbe ancora sognare che l’amore
eternoesista.
“Q” Luther Blissett
XVI secolo. La riforma protestante dilaga in tutta Europa.
La Chiesa corre ai ripari.
Battaglie,intrighi,misteri,assassini,tradimenti,viaggi,e un misterioso personaggio che incombe su ogni evento.
Il coraggio e la forza di affrontare le prove più dure in nome
di un ideale.
Per vedere la riforma protestante con altri occhi;per appassionarsi ad un’avventura straordinariamente reale;per i cultori della Storia; per riscoprirne la bellezza.
- Clarissa D. - IV B Liceo -
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Rubriche
Frammenti Musicali
Ehi, ragazzi, mettete in moto i criceti a tempo di musica perché a grande richiesta è tornato il quiz musicale! Ve lo ricordate?!? Ricordate che bisogna individuare almeno 4 canzoni;
scrivete il titolo e l’autore di ognuna, in ordine, firmate le
soluzioni con nome, cognome e classe, e poi non vi resta che
farle pervenire alla Reda! Non si sa mai che ci scappa un regalino…
1] Bien vestido aya en mi lexus, pase por tu colegio, me
informan que te fuiste, como loco te fui alcansar pero es que
no te encontraba, y eso me preocupaba para calmar mi ancia
yo te queria llamar, pero no tenia tu numero, y tu amiga ya
me lo nego, ser bonito mucho me ayudo, y eso me trajo la
solucion yo se que le gustava y le di una Mirada, con par de
palabritas tu numero me dio, del cellular llamava, y tu no
contestabas, luego te pusi un beeper y no avia connection, mi
unica perenza es que hoiga mis palabras (no puedo, tengo
novio) no me enganches profavor…
2] Ti ammiro per come ti approcci a questi anni mutevoli, mi
piace quel tuo senso pratico, la tua forza, e l’ironia e i cieli
neri intorno a noi sono soltanto nuvole che dolcemente soffi
via e niente può far male più lo sai, lo sai…
3] No sleep, no sleep until I'm done with finding the answer.
Won't stop, won't stop before I find the cure for this cancer.
Sometimes I feel like going down, I'm so disconnected.
Somehow I know that I am haunted to be wanted. Lately, I've
been walking, walking in circles. Watching, waiting for something. Feel me, touch me, heal me. Come take me higher.
I've been walking, I've been waiting…
SoluzioQuiz
Ecco a voi le soluzioni del quiz di Damiano dello scorso numero. Per ben 13 su 15 possiamo trascrivere le risposte di
Matteo Cappello, IV C Liceo, che purtroppo è anche l’unico
che ci ha provato a quanto pare. Alla prossima, e buone feste!
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
97 anni
1998/(5-2)=666 secondi
32cm
2 kg
1 fiammifero, ovvero 2003-[11*(intero di 2003/11)]
44 figurine
6 persone
16
585*3*5=8775 topolini
4, 9, 2, 5
420, ovvero il minimo comune multiplo 4*3*5*7
11
una soltanto x=2,y=7,z=11,t=13
indicando con P il prezzo in dollari di un pacchetto si
può ottenere questa equazione 16*P=1/P. Ricavando P si
ottiene ¼, quindi un pacchetto costa 25 cent
15. (104+1)2 = 100020001
- Tullio - V D Liceo -
4] I know you think that I shouldn't still love you, I'll tell you
that. But if I didn't say it, well I'd still have felt it where's the
sense in that? I promise I'm not trying to make your life
harder or return to where we were… I know I left too much
mess and destruction to come back again and I caused but
nothing but trouble I understand if you can't talk to me again
and if you live by the rules of "it's over" then I'm sure that
that makes sense…
5] Quando ami per davvero basta poco per sognare ed il motorino è un razzo che da te mi fa arrivare, vuoi svegliarti la
mattina e vederla riposare per avere la certezza che non se ne
vuole andare, quando ami per davvero non ti basterà il futuro
vuoi soltanto avere lei…
a cura di – Carmen –
- III A Igea -
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Anno XI N° 3
Rubriche
STRAPARLATE dei PROFF
-
i cavalieri devono portare avanti le loro brave guerre, i
loro bravi saccheggi
questo ve lo dovete incidere nella mente
l’amore è la paura di perdere l’amore
da tre colpi di spada sulle spalle e lo copre col mantello….
Qui c’è nebbia in val padana
La situazione politica si espande
Dopo la fase monarchica lo spirito militare romano va
oltre il mar mediterraneo
La famiglia degli Scipioni capiscono bene
Si continua a parlare di giubilei, giubilinio, giubilivoi……
Questo è il punto A, Dio me l’ha dato e guai a chi me lo
tocca!
L’anno luce è la distanza che impiega la luce a compiere
un anno
Come verdure in pietra preziosa, ma questa proprietà che
la rende preziosa altrimenti non sarebbe preziosa
Che cosa significa visione mistica? È come se l’uomo
uscisse fuori dal mondo terreno e provasse l’ecstsi ( estasi)
-
Perché magari uno dice:”quei 2 sono i capretti sacrificali…”
Spesso volte
Prof spiegando: qui abbiamo …. Dei gessi schifosi!
Interrogherò le cose dette domani
Chi ha fatto quegli errrori cretini faccia un momento di
raccoglimento
Prof spiegando il viaggio all’inferno di Dante: questo
non è un viagggio semplice, non è val tuor!
Alice guarda i gatti, i guardi gattano le alici.
Non fate movimenti disturbatori
Non fare la piangina
fanno i bauscetti e si credono chissà chi!
Le siringhe isteriche (sterili)
I succhi di frutti
La teoria del superuomo è anticipata da D’Annuncio
(fusione tra Nietzsche e D’Annunzio)
Beh, durante l’assemblea delle banche ci si riunisce un
boco tutti per dishcutere, e ci si chiede: “Tu che dici? Tu
che pensi? Tu che vuoi?
Vedete, è il testo che continua a ripetere le mie parole
Messssagge-
Vendesi calorifero in ottima posizione, ante stante la
macchinetta del caffè e sullo stesso piano del bar, al miglior offerente.
-
Attenzione!Causa ferie il Paradiso rimarrà chiuso per i
prossimi 100 anni;tutti coloro che passeranno a miglior
vita durante questo periodo sono pregati di andare all’
Inferno.
-
Cedesi cervello causa inutilizzo.
-
Cercasi tesoro senza amico.
-
Cercasi quel povero scemo va dicendo che la terra è ro
tonda.
-
Cercasi umano medio, per incontri ravvicinati del terzo
tipo.
- Alien-
-
Cercasi la persona che sta scrivendo questi annunci.
Niente di personale è solo per il bene di tutti..
- il direttore del manicomio-
-
Cercasi Nemo, scomparso da tempo, l’ultima volta è stato visto al cinema
-
Annuncio reale: vendo doppio Cd originale dei Descen
dents con 43 brani live a 10 €. Chiedere di Marco in III
D Liceo.
-
Cercasi telecomando per la voce, causa compagne pette
gole
- Big D.-
-
Un tema si fa prima in brutta e poi in bella: ecco perché
Dio creò prima l’uomo e poi la donna
-
Abilissimo con organi e canne cerca lavoro in armonia
- Paul The Best -
-
Cercasi “carina bella” per incontri e dibattiti in compa
gnia
Anno XI N° 3
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Rubriche
Game
Need for speed underground
Produttore: EA
Sviluppatore: Black Box Games
Distributore: Halifax
Versione: Pal
Lingua: italiano
Giocatori: 1-2, 2-4 on-line
Tempo di cambiamenti per uno dei franchise storici di EA:
dalle gare tra super cars su strade di periferia, tallonati spesso
e volentieri dalla polizia, a competizioni cittadine tra auto
normali ma modificate, sempre illegali e rigorosamente in
notturna, seguendo la moda lanciata dal successo di film come “The fast and the furious”.
Le corse clandestine sono competizioni che si svolgono a
tarda notte, su strade urbane poco affollate, e come pubblico
hanno solo poche decine di appassionati estimatori e belle
figliole: in questo tipo di competizioni la reputazione è quello che più conta e per guadagnarla non basta vincere, ma occorre farlo con stile! Ad inizio gioco sarete solo un pilota alle
prime armi, introdotto alle corse clandestine da un’amica esperta del settore: la vostra semplice auto vi permetterà di
affrontare le prime gare e di cominciare a guadagnare qualche spicciolo essenziale per modificarla ed imboccare la strada per diventare un vero street racer. Questo Need for Speed
Underground è il regno del tuning, l’arte di modificare la
propria vettura per ottenerne non solo un aumento delle prestazioni ma, soprattutto, per trasformarle in stupendi modelli
inediti che riscuotano consenso ed ammirazione. Per sbloccare tutte le migliorie, oltre che le nuove auto, è necessario primeggiare nelle competizioni ed accumulare punti stile. Indipendentemente dal piazzamento, al termine di ogni competizione verremo giudicati per il nostro stile di guida con un
punteggio. Per accumulare denaro per l’acquisto di nuove
parti, oltre che per proseguire nel gioco, sarà invece necessario arrivare primi: non c’è gloria per i secondi!
Il giocatore dovrà affrontare a velocità folli le varie sfide cittadine, destreggiandosi in mezzo al traffico ma senza quasi
mai dover toccare il freno, se non quello a mano per compiere spettacolari sbandate controllate. Le gare sono sempre
molto accese ed incerte fino all’ultimo perché ogni minima
incertezza può mettere in forse la vittoria finale mentre un
frontale la comprometterà di certo, senza possibilità di recupero. La sfida è resa più complessa sia dalla difficoltà di dover correre in notturna, con conseguente calo della visibilità
sia, soprattutto, dal traffico cittadino. Graficamente il primo
impatto col gioco è più che positivo, le auto, fedele riproduzione delle controparti reali, sfrecciano a notevole velocità in
mezzo alle strade illuminate da mille luci, neon, insegne, ri-
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flessi di ogni tipo: la metropoli di “Need for Speed Underground” è tirata a lucido e l’effetto risulta davvero spettacolare! Ben presto però appare chiaro che qualcosa non torna: i
modelli delle auto sono buoni ma non impeccabili e non si
danneggiano agli urti, quelli dei mezzi civili, invece, sono
orribili, dei veri e propri cubetti ambulanti. Come da tradizione della serie automobilistica EA, anche l’ultimo capitolo,
questo Need for Speed Underground, si presenta come un
buon titolo arcade, divertente e financo esaltante: la scelta di
rimpiazzare le super car con normali auto da modificare per
partecipare alle corse clandestine ridà un po' di ossigeno ad
un franchise fin troppo cristallizzato. Un prodotto comunque
ben confezionato e che darà molte soddisfazioni al giocatore:
passerete molto tempo a personalizzare la vostra vettura con i
numerosi gadget disponibili, tutti con licenza ufficiale e tutti
sbloccabili unicamente vincendo le varie sfide e guidando in
maniera spettacolare.
- Bolde - III A Geo -
Anno XI N° 3
Rubriche
Planet
S.W.A.T.
Genere: Sparatutto
Produttore: Sierra
Sviluppatore: Argonaut
Distributore: Leader Spa
Versione: PAL
Lingua: Italiano
Giocatori: 1-4
Per la gioia di tutti i possessori di Xbox è in dirittura di arrivo un nuovo sparatutto in prima persona che va ad affiancarsi
al bellissimo Rainbow Six 3 e a Counter Strike. Sto parlando
di SWAT Global Strike Team prodotto da SIERRA e sviluppato da Argonaut, titolo che è passato piuttosto in sordina
nonostante la sua natura multipiattaforma e la possibile risonanza che avrebbe potuto avere grazie al quasi omonimo film
in uscita nelle sale cinematografiche. Un prodotto che dimostra inoltre un certo coraggio da parte degli sviluppatori, che
lo hanno affiancato al lancio dei giochi appena menzionati
(certamente più blasonati e già amatissimi in tutte le loro incarnazioni). Lo SWAT Global Strike Team è una squadra
speciale di agenti d’elite costituita nel 2008 per tenere fronte
a una escalation di atti violenza. In quell’anno infatti a Mosca una riunione dell’Onu aveva decretato che la soluzione
migliore per affrontare quella che ormai aveva tutti i connotati di una crisi a livello internazionale sarebbe stata la creazione di una forza di polizia i cui metodi si avvicinassero
molto a quelli degli stessi criminali. Ovviamente gli agenti
che ne fanno parte sono i migliori dei rispettivi Paesi e proprio la multietnicità del gruppo è il suo maggior punto di forza, permettendo interventi in tutte le condizioni e situazioni
possibili e immaginabili, fungendo d’appoggio alle forze
dell’ordine locali e ai militari. Nel nostro caso siamo chiamati a prendere i panni di Mathias Kincaid, ex componente della Delta Force, e ora comandante del nuovo gruppo. Ovviamente una tale mobilitazione di forze è dovuta a una minaccia assoluta. In realtà lo scontro nasce per la rivalità tra due
organizzazioni criminali globali: il cartello Omega, che gestisce il gioco d’azzardo, e il clan dei Whispering Dragon. Il
motivo della contesa è la distribuzione di una nuova droga
sintetica chiamata SPIKE.
Il gioco presenta tre modalità principali: la Campagna, il
Time Attack e la modalità in Cooperativa. La prima è formata da ventuno missioni che sono precedute da una breve introduzione, la quale dà un senso logico ai compiti che saremo
chiamati a svolgere. Avremo anche la possibilità di determinare le armi da portarci in ogni stage ma, a mio avviso, è meglio utilizzare sempre quelle consigliate perché si rivelano
migliori e più versatili, nonostante la buona varietà proposta.
Il gameplay delude sotto più punti di vista, a partire
Anno XI N° 3
dall’assoluta solitarietà dell’azione; il problema è che la
squadra, se non formalmente almeno in pratica, sei solo ed
unicamente tu! I tuoi compagni si limitano a fare quelle poche azioni che gli possiamo impartire seguendoci come dei
cagnolini mentre noi andiamo incontro al nemico sparando
come dei pazzi, con loro dietro a impallinare qualcuno solo
ogni tanto. In compenso, gli obbiettivi e le situazioni proposte sono varie, passando dalla disattivazione di ordigni al salvataggio degli ostaggi. Una spinta ulteriore all’attenzione nel
proseguire dell’avventura nel modo migliore possibile è
l’acquisizione delle medaglie che ci verranno assegnate portati a termine compiti extra, colpiti. Il gioco, nonostante tutto,
riesce a divertire e lo fa in un modo che spesso non è molto
tenuto in considerazione in questo periodo: la semplicità.
L’acquisto è da me quindi consigliato agli appassionati del
genere che prediligono le ambientazioni cittadine a quelle più
legate alle battaglie campali senza cercare un'esasperazione
della difficoltà.
- Bolde - III A Geo -
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Rubriche
Who’s really sleeping?
Vorrei rispondere a Ross che nel numero precedente si è occupato dell’ultimo lavoro dei Placebo, “Sleeping with
ghosts”.
Beh, innanzitutto premetto che questo non sarà un articolo di
insulti o cose del genere, ma più semplicemente
un’occasione per dire la mia riguardo la band. Alla fine la più
grande qualità della musica penso sia la libertà d’espressione.
Io penso che gruppi come Placebo, Muse, Radiohead, e anche i giovanissimi The Music rappresentino (ognuno a modo
proprio) la sintesi suprema di un’infinità di suoni, influenze e
tendenze che derivano dai campi musicali più svariati e distanti tra loro. Per questo motivo considero queste band, indipendentemente dai loro futuri lavori, degne del massimo rispetto in quanto capaci di conciliare sonorità e tendenze che
hanno origine in ambiti del tutto estranei tra loro.
Credo che questi gruppi siano una sorta di anello di congiunzione che permette (almeno per quel che mi riguarda) di stare
sospeso in bilico sulla linea che divide “passato e presente” (musicalmente parlando, chiaro).
Ma parliamo della band in questione. Condivido con te il
giudizio sul loro secondo lavoro: un buon disco, davvero un
buon disco. D’altronde sappiamo bene entrambi che senza
questo lavoro noi oggi non saremmo qui a discutere, poiché
tutta la produzione di Molko e compagni sarebbe rimasta privilegio di una ristretta fetta dell’underground inglese. Anche
il tuo giudizio su “Black Market Music” mi trova parzialmente d’accordo. Magari non è al livello di “Without you
I’m nothing”, è vero, ma non è nemmeno un album spazzatura… E poi, come sarebbe stato possibile fare di più? L’album
che segue quello del successo è quasi sempre un’eco del precedente, e potrebbe anche essere stato frutto delle pressioni
della casa discografica.
Arriviamo però all’ultimo album, e a ciò che mi trova maggiormente in disaccordo con la tua recensione, che definisce i
Placebo sprovvisti di capacità artistica e inventiva. Secondo
me il gruppo ha ricominciato, o forse non ha mai smesso, a
tentare qualcosa, a sperimentare nuove sonorità, a fare insomma quello che ha reso la band una realtà musicale di alto
livello. La canzone che hai tu stesso menzionato e definito
patetica, “Something rotten” può essere un esempio di ciò
che sto dicendo. Citando il dark punk o artisti come Massive
Attack, Bowie e Stardust (???) confermi in pieno quello che
sostengo; non è affatto un “vorrei ma non posso”, non è un
atteggiarsi, non è un copiare, è uno sperimentare.
Alla fine dell’articolo tu sostieni che l’unico obiettivo che i
Placebo si pongono ora è quello di vendere più copie, poiché
tutto ciò che avevano da dire l’hanno “bruciato” in un album,
il secondo. Beh, io penso proprio che se questo fosse vero
Molko e soci non avrebbero la minima difficoltà a mettere
insieme un singolo orecchiabile, con qualche bel ritornello e
del tutto privo di reali significati, ovvero ciò che ci vuole per
raggiungere le vette delle classifiche.
Sia ben chiaro, non penso che ai Placebo non faccia piacere
vendere dischi, ma credo anche che lo vogliano fare, che lo
abbiano sempre fatto, senza accettare compromessi essendo
semplicemente se stessi (e non i fratellini dark di Stardust!).
Infine, se tu pensi che difficilmente qualcuno si ricorderà di
loro; beh, lasciami credere che di Placebo tu te ne intenda,
ma solo in medicina…
- Marco - V C Liceo -
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Anno XI N° 3
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Tra un articolo e l’altro
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ORIZZONTALI
1 Rifugio bestiale
4 Era simile all'arco
11 Nome bifronte di donna
12 Recita a gesti
13 Il cereale che si sgrana
14 Oggettini frivoli
16 L'avanzo della spesa
17 Un Richard attore
18 Ama Cavaradossi
19 S'arrampica tenacemente
21 Può esserlo la marea
23 La rivale di Santuzza
24 Pietre
25 Iniziali di Neruda
26 Suffisso da diminutivo
27 Probabilmente
28 Il Metheny chitarrista
29 Sono doppie nei confini
30 Una nativa d'Istanbul
31Amorevole riguardo
32 Si celebra in chiesa
33 Individua i sommergibili
34 Ottimo vino portoghese
35 Guarda Buda
36 Uccise il Minotauro
37 Marito e moglie
39 Un nome da…senorita
40 La regola il farmacista
41 E' rosso a Londra
42 Arma da tiro a segno
43 Si issano e si ammainano
Anno XI N° 3
41
43
VERTICALI
1 Si accendono sull'albero di
Natale
2 Poesie
3 Narra la vita di Gesù
4 Si raccoglie nella cistifellea
5 Offrono l'esca
6 Nel caldo e nel gelo
7 Disusati
8 Ripostiglio di stoffa
9 Il nome della Hayworth
10 Fiume marchigiano
12 Un frutto selvatico
15 La magia delle streghe
16 Così sono dette le Ferrari
18 Un'imposizione dello Stato
20 Omaggi tangibili
21 Si guida con il timone
22 Vi è il Polo Sud
24 Boccata d'acqua
25 Gomma per suole
27 Giovane prestante
28 Iniezioni...di zanzare
30 La Santa di Gallura mèta
turistica
31 In tal modo
32 Un Francesco del ciclismo
33 Piccoli golfi
34 Non ne porta l'ambasciatore
35 Atteggiamento studiato
36 Un irrefrenabile moto
37 Unitamente
38 Pomata…per capelli
40 Ci segue
ORIZZONTALI
1 Dà punti o…punture
4 Una ladra tra i pennuti
10 Atti di estrema ferocia
12 Piante…per il falegname
14 Accaparramento
15 Decima il pollame
16 Si fissano agli scarponi
17 Pronome familiare
18 Privo d'inclinazione
19 L'ultima nota
20 La fine della stampa
21 Un colpo…basso
22 Si affila perché tagli
24 Una costosa pelle di rettile
25 Studiosi tesi alla scoperta
del nuovo
26 Analogo, quasi uguale
27 Numi romani del focolare
29 Una custodia del motore
30 Principio di zizzania
31 Iniziali di Oppini
32 Induce a guardarsi allo
specchio
33 Milano
34 Quantità non ancora fissata
35 Un giaciglio tra due alberi
36 La mamma…acquisita
38 Suggestiva funzione
39 Li sorveglia il cuoco
40 Nutrici
41 Fu nuora d'Isacco
1
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6
VERTICALI
1 Un divario incolmabile
2 Servono per appendere
3 Panciuti vasi di coccio
4 Il soprannome di Erasmo
da Narni
5 Il re della Tavola Rotonda
6 Una parente
7 Le hanno melanzane e zucche
8 Devono avere buon occhio
9 Il verso del gatto
11 Il berillio
12 Consentono di remare in
casa
13 Giganti figli di Urano
15 Lunga riflessione
18 Lo Stato con Katmandu
20 Un Oceano…tranquillo
22 La spremuta che molti
bevono calda
23 Un teatro all'aperto
25 Ornano la biancheria più
fine
28 E' fissata alle traversine
31 Forma provincia con Cesena
32 La discesa in mare d'un
natante
33 I più grossi sono maestri
34 Il Guglielmo che una mela
rese celebre
36 E' Levante in Giappone
37 Commissione Esteri
39 Iniziali di Alberoni
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Poesie
Un sincero grazie ad una giovanissima poetessa
Quest’estate, un po’ in sordina, una vostra compagna di scuola:
Valentina Dal Ben, dell’attuale 3 B erica, mia alunna nel biennio,
ha vinto un concorso di poesia, patrocinato dal Comune di
Carezzate e rivolto agli studenti di ogni ordine di scuola: dalle
elementari alle superiori.
Per quest’ultima categoria, a cui hanno partecipato anche liceali e
studenti di fine triennio, Valentina si è distinta tra tutti per bravura,qualificandosi al primo posto in assoluto, nel senso che la poesia scelta per il secondo classificato era ancora una delle sue. Chi
conosce Valentina, sa quanto sia discreta e schiva, ma mi ha concesso di far pubblicare uno dei suoi componimenti.
Colgo l’occasione per ringraziarla pubblicamente del conforto
che indirettamente mi ha procurato questa sua conquista, dopo le
amarezze e le cattiverie di un fine giugno come quello
appena trascorso. Senza nulla togliere al talento di questa
giovane poetessa, è confortante riscontrare che il quotidiano lavoro di arricchimento lessicale su una rubrichetta,
durato due anni, l’esercizio continuativo dello scrivere,
l’analisi sul testo poetico nello specifico, abbiano così
bene fruttificato, per chi ha voluto essere studente, e sia
stato riconosciuto, se non qui, in un pubblico concorso.
Ricordi come porte socchiuse
Aulente fragranza di vita
E i ricordi corrono via,
tali ad una novella cantata,
una frase interrotta,
una poesia spezzata.
Calpestati dal tempo,
sembra non averli mai
rimpianti.
Poi trascorso l’impeto,
ritornano mendichi
alla porta della memoria.
Il sentimento, di soppiatto,
li accoglierà,
all’oscuro della ragione.
Sarà poi il cuore
a disperderli
nei meandri dell’anima…
La mia vita è un petalo che sfugge,
il vento lo rapisce con supplichevole autorità
strappandolo da attimi di suadenti tempeste
e da momenti di dispersive primavere.
20
- Prof.ssa Mariangela Bina -
Rimirando le lacrime di quello che prima era un fiore,
capisco quanto sia capace di ignorare ciò che mi accade.
E appena afferro una speranza
si annuncia un’altra cupa brezza
che scaraventa certezze
in un tuono consolatorio.
Sconfortata e soffocata da questo inebriante tepore,
perdo la ragione e solo sensata impulsività raccolgo.
- Valentina Dal Ben -
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Grazie, Valentina e auguri per i prossimi traguardi!!
- Valentina Dal Ben -
Anno XI N° 3
Rubriche
Non solo quadri:
La pioggia torrenziale di un pomeriggio d’autunno non rappresenta un ostacolo se la curiosità è forte e l’interesse segue
a ruota; tanto più se si è coperti dal tettuccio della macchina… Cosa poteva impedirci di raggiungere casa Salvini, nonché Museo, poco sopra il tratto di provinciale tra Cocquio e
Gemonio, se alla nostra guida avevamo niente meno che il
professor Palazzi (che vogliamo ringraziare assieme alla
prof.ssa Raineri)?
Affidate le automobili all’erba bagnata, incontriamo la moglie di Mosè, nipote di Innocente e soggetto di molti suoi
quadri, già conosciuto durante la settimana culturale. Gentile
e disponibile la signora ci introduce, sia fisicamente sia meno, al mulino di famiglia: travi e condotti in legno dall’odore
intenso occupano una stanza vissuta e non troppo luminosa,
insieme con la macina di pietra grezza e i setacci meccanici
per il grano. Da una porticina ci si affaccia sul vigoroso ruscello che, incanalato, è responsabile della rotazione di quella
che oggi è una grossa ruota in metallo.
Assuefatti dall’odore invadente di legno bagnato, un po’ punzecchiati dal freddo fin sotto le giacche, attraversiamo una
porticina scura, e lo scenario cambia: le bianche pareti rustiche riversano sulla sala la luce dei faretti, su un lucido parquet. Spiccano maggiormente nell’atmosfera ordinata i colori
appassionati delle tele appese: la fucina fiammeggia sulla
sinistra, e verdi figure si disputano a destra, catturando lo
sguardo prima che possa proseguire oltre, sulla soglia di un
corridoio in fondo al quale la “madre in vedetta” scruta ansiosa l’orizzonte. Prima di arrivare a toccare il quadro, ci imbattiamo in altre figure in salette disposte lungo il corridoio
illuminato da larghe finestre. Ci perdiamo infine nella profondità dei boschi proiettati dai dipinti dell’ultima sala, tra
suini e persone dallo sguardo fisso e perso, in un gioco danzante di ombre e colori.
Lasciamo prima di uscire un esoso wyoming sul Libro delle
visite, con un immenso grazie, e nelle nostre firme riponiamo
la speranza che come noi altre persone apprezzeranno il tepore dei quadri e l’abbraccio del museo. Salutiamo nel cortile la
famiglia Salvini riunita al completo attorno alla polenta, in
un verosimile dipinto a parete.
SitiRecenSiti
www.aicanet.it
Utile indirizzo per tutti coloro che vogliono prepararsi agli
esami ECDL, dove troverete anche il cosiddetto Syllabus...
www.risiko.it
Per i giocatori più incalliti, ma anche per quelli che pensano
che Risiko sia un piatto cinese, ecco il sito per eccellenza del
gioco da tavolo più famoso al mondo. Ci sono le descrizioni
di tutte le possibili versioni di “Risk”, dalla Prestige a quella
elettronica e inoltre tante regole nuove, alcune anche troppo
professionali, per tenersi sempre aggiornati.
www.atlanteitaliano.it
Direttamente dal ministero dell’ambiente, le foto di casa vostra... Sorpresi? Naturalmente sono foto, anzi ortofoto, aeree.
Basta infatti andare su questo sito, scaricare in fretta un programmino, e potrete avere panoramiche di tutti i comuni
d’Italia, con una definizione piuttosto notevole. Certo bisogna aspettare un po’ che si carichino le immagini...
www.nomix.it
Forse non ignoravate che un certo signor Campo Santo è il
proprietario di un’ agenzia di pompe funebri, ma scommetto
che nessuno di voi sapeva che Adalgisa Figone è una Sessuologa... Su questo sito ne potrete trovare a bizzeffe di nomi
strani, buffi o ambigui e anche altre curiosità come il significato del vostro nome, nomi dei vip tradotti o classifica dei
nomi più diffusi in Italia...
A cura di - Losco & Mich - III D Liceo -
- Tullio - V D Liceo -
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Rubriche
SEDUTA DA UNO PSICANALISTA
Siete mai stati da uno psicologo? Io ho appena finito le mie
20 sedute obbligatorie, me le ha prescritte il mio capo-ufficio,
è stato molto gentile da parte sua anche perché avevo appena
finito di picchiare il telefono sulla sua scrivania sfasciandolo
in mille pezzi quando, pacatamente, mi ha fatto accomodare
fuori dalla porta a calci e sbattendomela in faccia ha chiamato
la segretaria e le ha detto di comunicarmi il nome di un, qualsiasi, analista.
Credo che perfino io ora non so di me più di quanto ne sappia
il mio psicanalista.
E’ stata davvero una bellissima esperienza, anche perché lui
era davvero felice quando ho smesso di parlare all’ultima seduta, e aveste visto con quanta partecipazione giocava mentre
parlavo. E’ bello vedere gente che ti ascolta volentieri.
“La città mi sta distruggendo i nervi, e così ho deciso di partire.
Dove voglio andare? Non lo so neanch’ io, ma una cosa è certa, il più lontano possibile dai pazzi, maniaci del lavoro che ci
sono nella mia città.
Non credo che serva a molto, anche perché la maggior parte
di persone vive per il lavoro e non riesce a pensare ad altro.
Basta! Vado a vivere con le oche come Konrad Lorentz!
Niente più automobilisti nevrotici e capi bacchettoni, non c’è
niente di meglio di una buona starnazzata e un racconto pieno
di Elfi.
Già, gli elfi, quelli sì che sanno il fatto loro, sono delle creature interessanti, sa?
A proposito, le ho mai raccontato cosa mi è successo quel
giorno nel bosco?”
UNA STORIA DI ELFI
Quando c’è la luna piena non c’è nulla di meglio di una
passeggiata nei boschi, così, con il mio bello zaino, ho preso e sono andato nella radura che c’è vicino a casa mia
come faccio spesso quando sono nervoso o agitato.
Arrivo nel posto prescelto, accendo il fuoco come faccio sempre, e mi sdraio con il naso all’insù a guardare le stelle che
brillano.
Che meraviglia! Quella notte si vedevano veramente tutte
sa? C’era l’Orsa Maggiore, quella Minore, le Pleiadi, Cassiopea, la Cintura di Orione, sì insomma penso che conosca le nostre costellazioni.
Tra l’altro , non è che per caso mi sa spiegare perché Orione
mette la cintura senza i pantaloni? Capisco che sia orgoglioso
del suo spadino, però non mi pare necessario mostrarlo così in
pubblico!
Ad ogni modo, torniamo a noi, ero nella radura quando vedo
delle luci provenire dalla parte più interna e fitta del bosco,
all’inizio ho pensato che fossero i soliti ragazzi che incontro
sempre che tengono delle sedute strane per spaventarsi tra di
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loro, ma poi ho sentito anche delle voci limpide che cantavano allegramente in una lingua molto strana e melodica.
A questo punto mi è sorto il dubbio di essermi addormentato
e così mi sono alzato e ho cominciato a tirare delle possenti
testate all’albero più vicino e, come può notare dalle cicatrici
che mi segnano la fronte, ero perfettamente sveglio.
Nulla, a quel punto, avrebbe potuto dissuadermi dal continuare a girare in torno ululando di dolore, nulla tranne quello
che stava per capitare.
Mentre ero intento a soffrire, ad un certo punto sento dei risolini sommessi alle mie spalle, mi deve credere se le dico
che generalmente sono un uomo tranquillo e pacato, ma
quando mi sono giunti alle orecchie questi ghigni malefici mi
sono sentito avvampare da una furia omicida. Così mi sono
girato rapidamente per dare una lezione a quei burloni, e con
grandissima meraviglia mi sono visto davanti delle creature
fluorescenti che sembravano fantasmi.
Mi sono rimesso ad urlare, stavolta di paura, ma poi mi sono
calmato e ho analizzato la situazione con calma e lucidità,
col sangue negli occhi mi sono avvicinato e ho riconosciuto
gli esseri che mi si paravano di fronte: erano elfi silvani.
Deve sapere che quando ero giovane ho studiato molta la
gente immortale e così ho potuto constatare, dal loro aspetto,
che erano Elfi silvani, assomigliavano a dei ragazzi sui
vent’anni con lunghi capelli biondi e profondi occhi grigi,
indossavano delle tuniche bianche ed emanavano una gran
luce, mai visto niente di simile.
A questo punto, dato che non sapevo cosa fare, mi sono rimesso ad urlare senza motivo e uno di quelli mi ha interrotto
dicendo: ” AOHHHHHHH! Ma che sei scemo? E’ la terza
volta che ti metti a urlà, non siamo mica così brutti!”
Non le so dire quanto male sono rimasto sentendo che gli elfi
parlano in romano, credo che sia stata una delle esperienze
peggiori della mia vita.
Come? Cos’ ho fatto questo punto? Bhe non potevo far altro
che scappare via urlando, scusi!
- Nene - III C Liceo -
Anno XI N° 3
Rumors
Ah, l’etimologia!
Attenti al cane!
Il suffisso "-ismo" implica un'iperbole, ossia un'esagerazione
molto evidente, mentre "terror" è sinonimo di "pavor" e
"pallor", ossia 'timore': potremmo così affermare che il terrorismo sia una strategia di paura indotta all'estremo. Non ha,
dunque, alcuna implicazione 'tecnica' con aggressioni di alcun tipo: 'terrorista' si confà molto di più ad un giornalista
che sparge nella popolazione paure infondate contro un nemico che potremmo paragonare ad un ipotetico mulino a
vento, piuttosto che ad un singolo e/o un gruppo di persone
che pratichi/ino aggressioni più o meno organizzate nei confronti di un obiettivo. Dunque, il termine adatto per colui o
coloro che uccidono indiscriminatamente dei civili è assassino/ini: riconoscendo questo, potremmo tranquillamente affermare che gli eserciti che aggrediscono obiettivi civili, quale che sia il fine dell'operazione, siano assassini e i governi
che li supportano con propaganda e strategia della paura negli stati da cui questi partono siano terroristi. Quelli che
vengono comunemente chiamati terroristi possono rientrare
in due categorie: quella degli assassini o, stragisti e quella
dei resistenti o insorgenti [ossia, più colloquiale, quelli che
entrati nell'immaginario collettivo nostrano, seppur la definizione sia scorretta dal punto di vista semantico, "partigiani"]
che, civili, combattono contro un esercito e/o una coalizione
di eserciti occupanti il territorio di uno Stato sovrano che sia
o, meno il medesimo di appartenenza degli eserciti stessi.
Seguendo quest'ottica, che è l'unica possibile da un punto di
vista semantico [ovvero, di significato], i terroristi in Iraq
sono: Americani, Inglesi, Italiani, Spagnoli in quanto codesti Stati nazionali stanno invadendo una nazione sovrana con
l'esercito, uccidendo indiscriminatamente civili e guerriglieri
non meglio identificati, dato che non è indicabile alcun
leader degli stessi, né sono state rivendicate le operazioni di
resistenza da alcuna organizzazione assassina nota. Questo è
un dato di fatto imprescindibile e inattaccabile. Si può, con
l'ipocrisia, invertire la prospettiva ma non è possibile cambiare il significato delle parole che si utilizzano. I governi e i
mass-media che fanno terrorismo informativo sono terroristi.
Chi uccide può essere catalogato nelle categorie di cui sopra,
ma non necessariamente essere indicato come terrorista, termine quant'altri mai generico e pressapochista.
- DVD - V D Liceo -
Ciao a tutti, io non faccio parte della redazione del giornalino
ma volevo scrivere questo articolo per portare all’attenzione
del maggior numero di alunni possibile un problema che mi
preme sottolineare.
Settimana scorsa, appena salito sul pullman, ho assistito a
una scena spiacevole:un ragazzo fermo ad aspettare il pullman aveva appoggiato la cartella al suolo, contro il muretto
della casa che si trova davanti alla fermata e che, come tutti
sapete, è sorvegliata da due cani.
Quando il ragazzo ha alzato la cartella i cani l’hanno afferrata e anche se lui ha tentato di distrarli, l’unico modo per recuperare la cartella è stato quello di strapparla a forza dalle fauci dei due cani(per farlo circa sei ragazzi, scesi dal pullman,
hanno dovuto tirare insieme con tutta forza).
Il risultato:tanta rabbia per il ragazzo e una cartella completamente squarciata!Ciò che vorrei dire è che posso capire tutte
le motivazioni possibili e immaginabili del tipo:i cani vedendo tutti gli scolari, dei quali alcuni li stuzzicano, possono
chiaramente essere eccitati e quindi innervosirsi;oppure che
essendo cani predisposti alla guardia della casa debbano circolare liberamente nel cortile per spaventare eventuali intrusi, tuttavia ritengo che, nell’interesse di noi alunni vista la
pericolosità di un morso del genere e nell’interesse degli
stessi animali che potrebbero venir colpiti per difesa, da parte
del nostro istituto sarebbe opportuno che venisse avanzata
una proposta nei confronti dei padroni affinché i due cani
siano tenuti legati quando i residenti sono assenti, chiaramente solo lungo la durata della mattinata scolastica, soprattutto
all’uscita da scuola, per evitare altri futuri inconvenienti.
Questo breve articolo che ho scritto è solo uno spunto poi
non so come andrà a finire, ma in ogni caso anche se questa
specie di proposta non verrà messa in pratica penso sia importante aver messo “tutti” al corrente di ciò che è successo
cosicché ognuno si faccia una propria opinione sulla faccenda e stia più attento quando si avvicina a essi evitando soprattutto di dar loro fastidio, cosa che ritengo essere, oltre
che stupida e infantile, un atto poco rispettoso nei confronti
degli animali!
Anno XI N° 3
- Dede - III D Liceo -
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