Comune di Trieste
Area Educazione, Università ,Ricerca, Cultura e Sport
Servizi Educativi Integrati
Organizzazione e Coordinamento dei Servizi Educativi
PROGETTO EDUCATIVO
DEL NIDO D'INFANZIA
L'ISOLA FELICE
Anno scolastico 2015/2016
Nido d’infanzia L'isola Felice
Largo Niccolini, 5 – tel 040631357
IL PROGETTO EDUCATIVO
IL SERVIZIO
Il nido d’infanzia si trova in Largo Niccolini, 5 /1, in un complesso di case popolari costruite
dall’Ater, (edilizia popolare ATER – opere di urbanizzazione) in un territorio caratterizzato per
popolosità e multiculturalità.
Il Nido accoglie bambine e bambini dai 12 ai 36 mesi.
Gli spazi sono accoglienti, con arredamenti moderni e permettono lo svolgimento di
molteplici attività ludiche: motorie, simbolico - gestuali, grafico - pittoriche, ecc.
Si entra al Nido da una zona ad accesso esclusivamente pedonale. Gli spazi sono distribuiti
come da piantina allegata.
L'attività del Nido è iniziata il 16 settembre del 2013. L'inaugurazione ufficiale il 21 ottobre
2013.
FINALITA’ E OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Il Nido di largo Niccolini, L'Isola Felice, nidi a gestione comunale, si colloca nel contesto definito
dalla normativa regionale vigente e dal regolamento comunale.
Regolamento Comune delib. Cons. n.7 dd.10.02.2012
Art.1- Le/ i bambine/i come soggetti di diritto
1.
La/il bambina/o è soggetto portatore di diritti inalienabili così come sancito
dall’art. 3 della Costituzione Italiana e della Convenzione di New York sui diritti del
fanciullo del 1989, ratificata dal Parlamento italiano con Legge n. 176 del 27-05.1991.
Art . 3 – Definizione e caratteristiche
1.
Il nido d’infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico rivolto alle
bambine e ai bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni che:
a) offre opportunità di formazione, socializzazione e cura per il raggiungimento del
benessere psicofisico e dell’armonico sviluppo delle potenzialità cognitive,affettive e
relazionali delle/dei bambine/i.
b) sostiene le famiglie, con particolare attenzione con particolare attenzione a quelle
monoparentali…..
c) concorre alla prevenzione delle situazioni di svantaggio psico-fisico……
d) La progettazione si realizza attraverso una stretta sinergia tra l’organizzazione del
lavoro e degli spazi e la ricerca educativa.
Il Nido adotta il presente progetto educativo che esplicita le finalità in relazione alle scelte
metodologiche, le attività proposte, le modalità organizzative, la cooperazione tra gli operatori, gli
strumenti di documentazione e verifica, tutto ciò concorre ad attuare gli obiettivi del Nido:
favorire lo sviluppo psicofisico del bambino, in collaborazione con le famiglie. Il progetto educativo
è dinamico per tener conto delle sempre nuove esigenze che si vanno a creare.
Attraverso l’elaborazione del progetto pedagogico in modo condiviso, si dà significato
all’azione progettuale, che delinea la programmazione del servizio: il progetto“anticipa” la
programmazione delle attività del Nido in un’ottica di sviluppo e circolarità delle comunicazioni e
delle relazioni.
LA PROGRAMMAZIONE PEDAGOGICA ED ORGANIZZATIVA
Organizzazione del servizio- sezioni
Recependo quanto previsto dal nuovo regolamento regionale e dal regolamento comunale,
il Nido orienta la sua programmazione educativa sviluppando progetti di intersezione e progetti
specifici, che tengano conto del valore dell’agire educativo in piccoli e grandi gruppi. In particolare,
per favorire l’interazione tra bambini medi e grandi, saranno attivate sezioni miste per età per
potenziare:
o L’imitazione dei bambini piccoli verso quelli più grandi
o La responsabilizzazione dei più grandi verso i più piccoli
o La cooperazione / alternanza dei turni / comportamenti di aiuto
o Il superamento dell’egocentrismo attraverso lo sviluppo di strategie di comunicazione
diversificate
Il gruppo sezione misto sarà composto da non più di 20 bambini e potrà variare in
relazione alle caratteristiche specifiche dei bambini effettivamente accolti. Il rapporto numerico
bambini/educatori sarà di 1/8 per i bambini da 24 ai 36 mesi e 1/7 per i bambini dai 13 ai 23 mesi.
La sezione costituisce l’unità pedagogica organizzativa base ; percorsi specifici sono programmati
per tener conto delle diverse età, abilità, interessi ….
La “ricerca-azione”sullo sviluppo delle relazioni tra i bambini e tra i bambini e gli adulti ,
sulle modalità organizzative per età miste ha permesso l’affermazione di un modello progettuale
che tenga conto in modo ottimale e dell’aspetto gruppale e dell’aspetto individuale dei bambini e
delle bambine.
ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI E DEI TEMPI
Particolare cura è posta nel predisporre contesti educativi che favoriscano, a seconda delle
varie tappe evolutive, l’autonomia psico-fisica e l’acquisizione del sé.
La predisposizione e la cura degli spazi riveste importanza fondamentale per poter offrire ai
bambini diverse e numerose opportunità di gioco, di socializzazione, di intimità e di svolgimento
delle routine, in relazione alla loro età.
Lo spazio al Nido influisce sui comportamenti dei bambini e degli adulti. Nell’organizzare
l’ambiente vengono individuati alcuni criteri organizzatori, tra cui:

Spazio flessibile, per essere utilizzati in modo differenziato a seconda delle esigenze dei
bambini e delle attività proposte

Spazio facilitante e rassicurante: che offra contesti accessibili e adeguati al movimento, per
l’esplorazione autonoma da parte dei bambini; che faciliti lo sviluppo di modalità relazionali
e l’acquisizione del sé; che si connoti come spazio educativo.

Spazio contenitivo: deve essere intimo e protetto per rispondere alle esperienze emotive
legate alla crescita del bambino.

Lo spazio come contesto di accoglienza per adulti (operatori e famiglie).
ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI (SCANSIONE DELLA GIORNATA EDUCATIVA)
La giornata educativa al Nido è attentatamene scandita, e prevede un’alternanza di momenti
specifici anche per orientare il bambino nel tempo.
La scansione temporale della giornata educativa e la ripetitività degli eventi
consentono al bambino di svolgere le sue attività (di routine e di gioco) e di acquisire una
progressiva e maggiore sicurezza in sè stesso e nell’ambiente circostante.
Le modalità educative e le strategie di intervento nei vari momenti della giornata al Nido
variano a seconda dell’età, delle competenze e dei bisogni del singolo bambino concorrendo a
favorire il benessere dello stesso.
ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE E METODOLOGIA DI LAVORO
Al funzionamento dei nidi d’infanzia comunali concorrono il personale educativo, ausiliario
o d’appoggio ed i coordinatori.
Gli educatori operano al fine di favorire il sereno processo di crescita e di sviluppo dei
bambini ed il raggiungimento del loro benessere, in collaborazione con le famiglie.
Il personale d’appoggio provvede al mantenimento dell’igiene dei locali, alla cura ed alla
pulizia dei materiali, facilitando lo svolgimento delle attività, collabora nell’allestimento degli spazi,
interagisce con i bambini e contribuisce ad implementare la sinergia del gruppo di lavoro.
La coordinatrice, responsabile e referente del Nido, svolge compiti
di elaborazione,
attuazione e verifica del progetto educativo, organizzativo e gestionale del servizio. Coordina il
personale ed è responsabile del buon funzionamento del servizio.
Le finalità e gli obiettivi del servizio educativo di Nido vengono perseguiti attraverso una
metodologia di lavoro che pone le sue basi attraverso il lavoro di equipe .
In linea con la normativa vigente, il personale operante nei servizi partecipa alla formazione
che si rende disponibile annualmente, al fine di garantire ed implementare una adeguata e crescente
professionalità.
IL COINVOLGIMENTO E LA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI ALLA VITA DEL
NIDO
Il regolamento comunale dei nidi d’infanzia prevede la presenza di organismi collegiali che
garantiscono una partecipazione strutturata delle famiglie alla vita del nido.
Le famiglie sono partecipi alla definizione delle scelte educative collaborando con il
personale educativo, attraverso gli organismi collegiali:

Comitato di Gestione

Assemblea dei genitori

Conferenza dei Presidenti dei Comitati di Gestione
La partecipazione delle famiglie si concretizza inoltre attraverso un percorso condiviso
realizzato di anno in anno costituito da:
o scambi quotidiani di notizie, incontri informali, feste, laboratori, incontri a tema;
o occasioni di incontri formali (incontri di sezione, colloqui individuali organizzati o su
richiesta, bacheca e Albo delle informazioni).
La partecipazione delle famiglie costituisce elemento qualificante dell’operare quotidiano al
Nido: un costante lavoro ed attenzione del personale sarà indirizzato costantemente a rendere
effettiva questa partecipazione.
SISTEMA INTEGRATO DEI SERVIZI - RAPPORTI CON IL TERRITORIO.
CONTINUITA’ ORIZZONTALE
Legge regionale n.20 del 18 agosto 2005
“…. Il sistema integrato assicura:…lavoro in continuità con i servizi sociali e sanitari
presenti sul territorio” dove per sistema integrato s’intende un sistema che garantisca risposte
unitarie e coerenti alla complessità dei bisogni dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie
mediante la messa in rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
La continuità orizzontale mette in rete il lavoro con tutte le Istituzioni (pubbliche, private)
presenti sul territorio coinvolte nel percorso di crescita dei bambini e delle bambine: Servizi
educativi pubblici, Servizi sociali, UOBA, Agenzie Educative no profit, Istituto Comprensivo
Scolastico, Parrocchie, Azienda Sanitaria, Cooperative e Associazioni.
A tale proposito il nido d’infanzia L'Isola Felice è inserito nell’ambito del percorso di
collaborazione consolidato, che esiste già da tempo sul territorio.
CONTINUITA’ VERTICALE
Il Nido promuove ed attiva tutte le condizioni facilitanti lo scambio di esperienze dei
bambini e delle bambine che frequentano il servizio, in modo sistematico e coerente per favorire il
passaggio dei bambini alla scuola dell’infanzia. Si costruiscono percorsi specifici
elaborando
progetti e utilizzando strumenti che consentano ai bambini-e e alle loro famiglie di conoscere i
servizi educativi presenti sul territorio già durante la frequenza al Nido prevenendo ogni possibile
disagio.
DIRITTO ALL’UGUAGLIANZA E VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE
Partendo dall’assunto che ad ogni bambina e ad ogni bambino vanno offerte uguali
opportunità educative e formative di crescita e sviluppo delle proprie potenzialità, senza alcuna
distinzione di genere, sesso, di appartenenza etnica, religiosa o culturale, i Nidi d’Infanzia del
Comune di Trieste promuovono, rendendola parte integrante del progetto educativo, la
valorizzazione delle differenze e la promozione dell’integrazione dei bambini in situazione di
svantaggio socio-ambientale e culturale, attraverso uno specifico progetto-programma.
La presenza di bambini diversamente abili amplia ulteriormente le relazioni al Nido: il personale, costruisce percorsi mirati con le famiglie, i servizi socio-sanitari-scolastici e con tutti gli altri
servizi che si prendono cura del bambino e della famiglia stessa.
L’accentuarsi di situazioni di natura multiculturale e multietnica necessita ormai di una
nuova pedagogia dell’accoglienza, che predisponga percorsi di arricchimento e maturazione verso
una convivenza basata sull’accettazione della diversità, riconosciuta come valore ed opportunità di
crescita.
Il nuovo Nido, in quanto ubicato in una zona della città ad alta densità di famiglie
provenienti da tanti paesi, si caratterizzerà sicuramente, per la presenza di bambini provenienti da
altre culture: per questo, è garantita particolare impegno a proporre interventi atti a sostenere gli
inserimenti e la valorizzare delle differenze dei bambini e delle famiglie non italiani. Sarà tenuto
come riferimento l’esperienza e il lavoro dei mediatori culturali e il coinvolgimento delle famiglie
stesse.
Attraverso il lavoro che in questi anni i Nidi d’Infanzia del Comune di Trieste hanno
sviluppato a contatto con bambini e famiglie di culture diverse, gli operatori hanno acquisito nuove
conoscenze ed arricchito il proprio patrimonio professionale. Il Nido di Largo Niccolini vuole
porsi in continuità con le iniziative messe in campo in questo settore dagli altri servizi educativi
presenti su questo territorio.
OSSERVAZIONE, DOCUMENTAZIONE E VERIFICA
L’educatore osserva continuamente il bambino in modo sistematico e/o occasionale.
L’osservazione diretta e partecipe del bambino è un metodo di ricerca e di formazione
utilizzato da molti anni nei nidi del Comune di Trieste. Per capire lo sviluppo di un bambino
occorre osservarlo nella sua crescita, nel suo ambiente naturale ed in relazione alla famiglia e
all’osservatore stesso. L’osservazione, al tempo stesso neutrale e partecipe, permette di cogliere
non solo comportamenti o parole, ma anche atteggiamenti, stati d’animo, emozioni.
L’osservazione evidenzia le abilità/difficoltà del bambino e diventa uno strumento utile al
confronto, all’elaborazione collegiale di quanto osservato.
Il lavoro di documentazione coinvolge tutto il personale del Nido.
I percorsi che si compiono al Nido assumono pieno significato per le famiglie, i bambini e il
personale coinvolti se possono venire adeguatamente rievocati, riesaminati e condivisi.
Cogliere momenti, mantenere la storia e memoria professionale consente di verificare e
successivamente ri- programmare efficacemente le azioni educative.
I collettivi del personale sono momento privilegiato di condivisione, negoziazione e verifica
del lavoro svolto al Nido.
Il progetto educativo, infatti, si rende concretamente visibile attraverso un’attenta
documentazione ed una trasparente comunicazione dei dati relativi alle attività svolte, ai traguardi
evolutivi raggiunti nelle varie fasi dello sviluppo dei bambini e delle bambine.
Vengono utilizzati strumenti di tipo verbale, scritto, grafico, fotografico ed audiovisivo:

il quaderno di sezione, che offre informazioni quotidiane sulle routines e sulle attività dei
bambini;

cartelloni che documentano progetti e feste specifiche;

elaborati e disegni dei bambini esposti periodicamente negli spazi sezione;

riprese video di momenti significativi;

quaderno personale del bambino, che viene consegnato alla fine di ogni anno scolastico alle
famiglie; in esso il progetto educativo e la programmazione didattica ed i suoi contenuti
sono illustrati accuratamente, corredati da foto. Questo quaderno costituisce la storia del
bambino al Nido, la sua presentazione alla Scuola dell’infanzia, il testimone che lo
accompagna nel passaggio da un grado all’altro del suo percorso educativo;

Albo dei genitori;

Bacheca dei genitori per scambio di informazioni, notizie, sostegno, auto - aiuto.
La metodologia di lavoro prevede, nell’articolazione e costruzione del progetto pedagogico,
la verifica sistematica delle proposte educative messe in atto.
La verifica del lavoro educativo viene realizzata in vari momenti dell’anno e con diverse
modalità:
o colloqui/incontri con i genitori – restituzione delle famiglie del vissuto del proprio bambino
o assemblea del personale e collegio degli educatori – analisi critica dell’azione educativa
o questionario di gradimento
La verifica in itinere permette un continuo monitoraggio da parte degli educatori del
processo formativo dei bambini e della capacità progettuale e di autovalutazione del gruppo di
lavoro.
IL BAMBINO AL NIDO
INSERIMENTO, ACCOGLIENZA, AMBIENTAMENTO
L’inserimento del bambino al Nido è un momento delicato e particolarmente significativo,
poiché rappresenta la prima esperienza di distacco dalla famiglia e quindi una sostanziale modifica
della qualità relazionale della sua vita. Questa esperienza può essere emotivamente complessa,
pertanto deve essere mediata da una corretta strategia d’intervento attuata dagli educatori e dai
genitori, per consentire e facilitare l’inserimento del bambino nel nuovo contesto.
La figura familiare, per il bambino, è la base sicura da cui egli parte per esplorare l’ambiente
del Nido, rappresenta il sostegno che gli comunica quella sicurezza emotiva necessaria alla voglia di
conoscere e di accettare nuove relazioni.
I giorni di inserimento seguono una progressione pensata e programmata. Si basano su
scansioni temporali elaborate in base alle passate esperienze e alla verifica dei tempi di frequenza
da proporre alla famiglia per il benessere del bambino al Nido.
Tale schema non deve essere interpretato rigidamente, essendo questo momento anche
molto soggettivo e quindi flessibile.
L’educatore deve conoscere il percorso di vita e di esperienza che il bambino ha già fatto
prima dell’inserimento al Nido, in modo da disporre, già in partenza, di un utile quadro di
riferimento.
IL COLLOQUIO INDIVIDUALE
Rappresenta il primo importante contatto diretto tra singole famiglie ed educatori di
sezione.
In questa occasione viene spiegato ai genitori l’articolarsi della giornata del bambino al
Nido, routines (pasti, sonno, cambio, entrata ed uscita) attività ludico-didattiche, iniziative che
coinvolgono le famiglie (riunioni, feste, gite, laboratori).
Si concordano le modalità di inserimento e le scansioni temporali, che nell’arco di circa due
settimane daranno al bambino la possibilità di ambientarsi.
Va sottolineato che questa programmazione dei tempi può essere ampiamente modificata in
base alle risposte dei bambini, nel rispetto della loro individualità.
Durante il colloquio si chiedono ai genitori notizie del figlio e si consegna una scheda da
compilare su abitudini alimentari ed igieniche, tipi di relazioni, preferenze nei giochi, ecc.: è in
questo momento che, attraverso il racconto dei genitori, gli educatori possono conoscere il
bambino per la prima volta.
MODALITA’
L’inserimento e ambientamento dei bambini di tutto il Nido è discusso e organizzato nel
collegio degli educatori.
Non è previsto un educatore di riferimento, anche se ogni educatore assume ruolo e
valenza nella sinergia educativa.
La presenza del genitore e degli educatori, sostengono il bambino nella scoperta del nuovo
ambiente e a creare nuove relazioni con altri adulti e con gli altri bambini.
Molta attenzione viene data
nella predisposizione degli ambienti in modo da renderli
particolarmente stimolanti.
Con attenzione e cura si stabiliscono le scansioni dei tempi e la formazione dei gruppi
(piccoli ed omogenei) in base all’età ed ai progetti specifici, come previsto dai nuovi Regolamenti.
(regionale – comunale).
Il Nido accoglie medio – grandi 23 bambini.
LA GIORNATA EDUCATIVA.
L’orario di apertura del nido d’infanzia va dalle 7.30 alle 17.30; le famiglie scelgono all’inizio
dell’anno, a seconda delle proprie esigenze, diverse fasce di fruizione: fino alle ore 13.00 o fino alle
ore 16.00 o fino alle 17.30.
La giornata educativa, oltre a prevedere momenti di attività guidata e non, è programmata
anche in funzione delle routines (ingresso, uscita, pasto, sonno, cambio).
7.30 - 9.00 - ENTRATA
Gli educatori presenti si dedicano allo scambio di informazioni con la famiglia, con attenzione alle strategie di saluto e di distacco dei bambini, assumendo la funzione di mediatori tra bambini,
genitori, ambiente.
9.15 – 9.30 - COLAZIONE
La merenda, come anche il pranzo, è occasione di scambio sociale, gestionale, emozionale
con coetanei ed adulti.
Nel percorso dall’ allattamento all’alimentazione complementare , attraverso l’assaggio degli
alimenti, si promuove l’approccio a cibi diversi e la manipolazione degli stessi. (Linee Guida
Regionali giugno 2010)
9.30 – 10.00 - CAMBIO
Nel momento del cambio viene promossa anche la conoscenza del proprio corpo
attraverso la denominazione delle varie parti.
Gli educatori sono di supporto ai bambini più grandi e autonomi che usano i waterini.
10.00 – 11.30 - esperienze di GIOCO STRUTTURATO e LIBERO
Gli spazi utilizzati sono gli angoli organizzati all’interno della sezione e i laboratori del Nido,
le attività proposte si diversificano a seconda delle età e degli interessi dei bambini e sono relative
alla programmazione didattica elaborata .
Il ruolo degli educatori consiste nel proporre, organizzare e coordinare attivamente la situazione.
11.30 – 12.00 - PRANZO sezione medio - grandi
Gli educatori siedono con i bambini, mentre i pasti sono distribuiti dal personale addetto. Il
personale d’appoggio collabora con il personale educativo al momento del pasto.
12.00 – 13.00 - CAMBIO
13.00 – 14.30 - SONNO
Gli educatori aiutano i bambini a prepararsi al riposo, sia sostenendo l’autonomia dei più
grandi, invitandoli a spogliarsi da soli e a trovare il proprio lettino, sia nel rilassarli con ninne-nanne,
rispettando i rituali individuali e fornendo una presenza rassicurante.
14.30 – 16.00 - RISVEGLIO GRADUALE E MERENDA.
Gioco libero fino al ricongiungimento con la famiglia.
16.00 – 17.30 – gioco libero/attività in piccolo gruppo
LE ESPERIENZE RELAZIONALI E SOCIALI.
Il Nido, in quanto collettività di bambini e di adulti, costituisce un’occasione per i piccoli di
intrecciare precocemente relazioni e di iniziare i primi legami di affetto, fiducia e scambio con
persone esterne alla famiglia. Il Nido è un ambiente ricco non solo dal punto di vista sociale, ma
anche ludico ed ha, come uno dei suoi obiettivi, quello di offrire ai bambini preziose opportunità di
conoscenza, di scambio comunicativo, di scoperta e di apprendimento.
Affinché i bambini possano vivere in modo significativo questa esperienza occorre tener
sempre presenti l’individualità del bambino, della sua storia, della sua cultura e rispettare i suoi
ritmi di crescita per poterli sostenere adeguatamente.
Fin dalla nascita e sempre di più, man mano che i bambini acquistano indipendenza nel
movimento, gli altri bambini sono fonte d’interesse, di scambio sociale e diventano partner
nell’apprendimento.
Infatti il gruppo dei pari consente una serie di esperienze fondamentali per lo sviluppo:
 il confronto con un corpo e una volontà equivalente alla propria;
 il condividere l’attenzione dell’adulto e quindi di indirizzarsi a una progressiva autonomia;
 l’imitazione di schemi di comportamento nuovi;
 la comunicazione con persone che non sono in grado di integrare ciò che il bambino dice
spontaneamente e perciò lo spingono a superare l’egocentrismo;
 il gioco simbolico, che arricchisce il bagaglio delle proprie esperienze, delle proprie
scoperte e indica modi di risolvere problemi relativi alla funzione e all’uso degli oggetti;
 il gioco motorio;
 il rispetto dei turni, attraverso situazioni positive di conflitto socio cognitivo, che
evolveranno in forme più mature di collaborazione.
Il gruppo dei pari, proprio perché così stimolante, richiede al bambino d’investire energie emotive e
intellettuali e, se prolungato, genera fatica: per questo è meglio variare la dimensione del gruppo.
Nel piccolo gruppo si evidenzia la capacità dei bambini più grandi di assumere le prime funzioni di
protezione e tutoraggio.
LE ROUTINES
Vengono definite con questo termine quelle situazioni che si ripetono quotidianamente, secondo
modalità e tempi piuttosto regolari e sono, principalmente, legate al soddisfacimento di bisogni
fisiologici del bambino, come la nutrizione, la pulizia e il sonno; inoltre consideriamo routines
l’entrata e l’uscita, che rappresentano momenti di transizione tra il Nido e la famiglia.
Il termine “routine” non va assolutamente interpretato nel senso di situazioni anonime e
meccaniche: la caratteristica della regolarità, legata a queste situazioni, fa sì che esse costituiscano
per il bambino un vero e proprio orientamento rispetto ai tempi della giornata.
Durante i momenti di routines vengono privilegiati sia i rapporti sociali con il gruppo dei
pari sia quelli individuali con l’educatrice. I momenti di routines vanno dunque molto curati sul
versante della relazione, soprattutto quando si riferiscono alla cura personale.
E’ opportuno un intervento individualizzato che rispetti il livello di autonomia e
competenza del bambino: si tratta di intervenire con un aiuto quando il bambino mostra di non
essere pronto a fare da solo, ma anche di comunicare al bambino che c’è tempo e disponibilità per
quel “provare e riprovare”, che rappresenta il procedimento più naturale per l’acquisizione di
nuove competenze.
LE ATTIVITÀ PER I BAMBINI
I bambini, all’interno del Nido, hanno l’opportunità del gioco libero e del gioco strutturato.
Il gioco libero è stimolo fondamentale per aumentare le loro capacità socio - relazionali e
infondere sicurezza nei cambiamenti che gradualmente conducono all’autonomia personale.
Per sostenere l’attività ludica a volte gli spazi vengono modificati, non per caso, ma per
scelta, e si dà l’opportunità ai bambini di prendere e usare proprio l’oggetto desiderato, di
partecipare con entusiasmo ed emozione all’attività scelta in modo autonomo.
Durante il periodo degli inserimenti, il tempo per le attività strutturate è notevolmente
ridotto rispetto a quello in cui si svolgono attività spontanee, per permettere ai bambini di
conoscere ed inserirsi nel nuovo ambiente nei tempi loro necessari.
Al fine di costruire la programmazione educativa del Nido occorre tener presente il grado
di buon inserimento dei bambini e delle bambine.
Il gioco strutturato
Le situazioni di gioco maggiormente organizzato - che definiamo anche didattiche e di
progetto - si differenziano dal gioco libero rispetto ad alcune variabili:

il contesto ambientale in cui si svolgono è maggiormente definito, trattandosi in genere di
angoli organizzati nella sezione o di laboratori specifici del Nido;

i materiali e gli oggetti messi a disposizione sono selezionati in base al tipo di proposta e il
gruppo è di dimensioni più ridotte rispetto a quanto accade nel gioco libero;

l’intervento dell’educatore è più attivo, sia nel proporre e nello strutturare la situazione che
nell’assumere il ruolo di regista nel corso del suo svolgimento.
In sintesi le scelte, le azioni ed i processi che il bambino mette in atto, comunque
caratterizzati da variabilità (perché diversi sono i bambini, la loro storia, il loro sviluppo e le loro
esperienze e quindi diversi sono i loro modi di approcciarsi alle situazioni), avvengono all’interno di
un contesto maggiormente definito e circoscritto rispetto a quanto accade nel gioco libero.
La scelta che privilegiamo, anche nel gioco strutturato, rimane quella di proposte aperte,
che lasciano spazio ad un contributo individuale attivo e al confronto, fra i bambini, di diversi punti
di vista.
LA CONQUISTA DELL’AUTONOMIA
La conquista dell’autonomia è un percorso attraverso il quale il bambino ricerca momenti di
avvicinamento e rassicurazione e momenti nei quali prevale in lui il desiderio di esplorazione e di
libero movimento.
Le esperienze proposte al Nido mirano a sviluppare nei bambini quella sicurezza che
permetterà loro di emanciparsi dalle persone rassicuranti e di svolgere in modo indipendente
l’esplorazione e i giochi da soli e nel gruppo.
L’autonomia è quindi intesa come capacità di arrivare da soli, come capacità di sopportare la
separazione dai genitori, come competenza sia affettiva che cognitiva, come fiducia nelle proprie
abilità e negli altri, come capacità di iniziativa e di affermazione della propria indipendenza:
o attraverso l’attività di gioco si sviluppa la motricità del bambino, in relazione all’età dello
stesso;
o la crescita esplorativa si esprime nell’azione del bambino. In essa si articolano la sua
affettività, i suoi desideri e le sue possibilità di comunicazione e di concettualizzazione;
o attraverso l’ambientamento e la socialità vissuta al Nido si facilita nel bambino la
formazione della sua individualità, superando la visione simbiotica che fino a quel momento
aveva con la figura materna.
LO SVILUPPO DEL CONCETTO DI SÉ
E’ ormai confermata a livello scientifico la predisposizione del bambino piccolo a creare legami
plurimi e quanto questa promuova il processo di acquisizione della propria identità (io rispetto agli
altri).
Il Nido offre al bambino l’opportunità di allacciare una rete di legami con adulti e altri bambini, che
stimola e facilita la differenziazione tra sé ed il mondo circostante.
Le attività ludiche proposte al Nido (ad esempio: riconoscersi allo specchio) contribuiscono
a favorire questo processo.
LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
Il bambino, molto prima di realizzare che può esprimersi verbalmente, comunica con il suo
corpo, e le sue prime vocalizzazioni avranno un seguito quando riceverà delle risposte ad esse.
L'acquisizione del linguaggio nasce e si sviluppa nel corso dell'interazione tra il bambino e
l'ambiente che lo circonda e in particolare nell'interazione sociale tra il piccolo e le persone che se
ne prendono cura.
Il momento del pasto, ad esempio, diventa una situazione che favorisce nel bambino anche la
comprensione del linguaggio: si nominano gli alimenti e gli oggetti usati per mangiare, si dà un nome
alle azioni (bere, soffiare, ecc.).
E' importante usare un linguaggio semplice e chiaro, utilizzando più volte gli stessi termini e,
per invogliare il bambino ad esprimersi, sottolineare le sue produzioni sonore dimostrando
attenzione ad esse.
Esiste un'estrema variabilità individuale nello sviluppo e in particolare nello sviluppo
linguistico: il ritmo individuale del singolo bambino va rispettato e allo stesso tempo sostenuto ed
incoraggiato.
Nella prima fase comunicativa il bambino produce dei segnali senza l'intenzione di ottenere
determinati effetti, in seguito l'intenzione di comunicare è espressa soprattutto attraverso gesti
(l'intenzione di dare viene espressa porgendo un oggetto all'adulto).
Il bambino comincia a produrre le prime parole ad un'età molto variabile (11 – 13 mesi); in
genere esse indicano persone, oggetti, azioni molto familiari per il piccolo e parole che indicano
funzioni (“no”, “ciao”, “non c'è più”).
Il capire che le parole sono simboli che stanno al posto di oggetti ed eventi, precede ed
influenza la comprensione del linguaggio.
I primi giochi sociali (ad esempio il gioco del cucù), importanti per lo sviluppo comunicativo
/ linguistico, sono delle sequenze di eventi costruite dall'adulto, in cui il linguaggio serve a creare e
alimentare l'attenzione. Quest’ultima si trasformerà nella capacità di mantenere un focus condiviso
all’interno della conversazione; da un lato vi è la necessità di rispettare il livello di attenzione del
bambino e di non imporre il proprio, dall’altro quello di cercare di aumentare gradualmente la
durata della conversazione, sempre tenendo presenti i tempi del bambino.
Questo atteggiamento, fondamentale per favorire l’incremento del vocabolario, avviene
spesso quando si “leggono” dei libretti: per l'acquisizione di nomi è importante denominare ciò che
il bambino sta guardando, mentre per l'acquisizione di verbi va denominata l'azione che il bambino
sta per fare. In questo caso ottimi sono anche i giochi di “drammatizzazione” con le bambole o i
pupazzi (in seguito diventerà “giocare a far finta”).
Il linguaggio, oltre ad avere una funzione comunicativa e di apprendimento, per il bambino è
fonte di rassicurazione, specialmente in situazioni nuove.
La scoperta e l'utilizzo dei codici per organizzare la realtà danno la possibilità al bambino di
intervenire sullo spazio, per conoscerlo, inventarlo, progettarlo.
LO SVILUPPO DELLA COMPETENZE
Attraverso la programmazione di attività ludiche e di routines, la scelta di materiali, spazi e
tempi e la presenza dell’educatrice che predispone, sostiene, rassicura, incoraggia e osserva, si
facilita nei bambini lo sviluppo delle competenze.
PROGETTO DIDATTICO
Dall'Immagine Orientativa alla Canzone
I bambini sono molto attratti dalla musica, dal mondo sonoro e dalle immagini, che li
circondano. Al nido ci sono vari momenti della giornata durante i quali i bambini si esibiscono in
performance canore di gruppo, nelle quali, accompagnati dalle voci delle educatrici, si dilettano
cantando varie canzoni.
Considerato il forte entusiasmo manifestato dai bambini abbiamo pensato di realizzare un
progetto, che permettesse loro di potenziare e sviluppare questa attitudine, prendendo spunto
dalla Comunicazione Alternativa
Aumentativa. Questo termine indica tutte le modalità di
comunicazione che sostituiscono, integrano ed aumentano il linguaggio verbale, aiutando le persone
a esprimersi meglio, utilizzando diversi canali comunicativi. Non si tratta di un metodo, ma di un
insieme di strategie rivolte alle persone, ai suoi interlocutori e ai loro ambienti di vita. Una delle
principali strategie utilizzate è quella di avvalersi di simboli che consentano di rendere visibile e
immediata la comunicazione.
La nostra idea è quella di permettere al bambino di indicare in maniera autonoma,
attraverso delle icone, quale canzone vuole intonare. Nel corso dell'anno i bambini contribuiranno
alla creazione e realizzazione delle immagini corrispondenti ad ogni singola canzone.
Questo progetto accompagnerà tutto il nostro percorso, farà da sfondo a tutti i progetti ad
esso trasversali che proporremo nel corso dell’anno scolastico. Ogni progetto trasversale sarà
accompagnato da una canzoncina e dalla relativa icona.
Parallelamente verranno proposte attività legate alle stagioni e alle principali ricorrenze
tipiche della nostra cultura e del nostro territorio: la Barcolana, Halloween, la Giornata per i
Diritti dell’Infanzia, San Nicolò, Natale, Carnevale, Pasqua, la Festa della mamma.
TEMPI
Da ottobre a giugno.
ATTIVITÀ

Canzoni mimate e ballate

Decorazione delle icone associate alle singole canzoni

Realizzazione di un libretto personale con le canzoni associate alle immagini
OBIETTIVI

Sensibilizzare all'ascolto musicale

Apprendere le canzoni tradizionali del nido

Sviluppare la capacità di associare l'immagine alla canzone

Educare al rispetto delle preferenze altrui

Favorire la capacità di esprimere le proprie preferenze
METODOLOGIA
Per ogni canzone verranno realizzate delle immagini che i bambini contribuiranno a
colorare e a decorare. Queste immagini verranno esposte all'interno della struttura per dare la
possibilità ai bambini di scegliere e indicare di volta in volta quale canzone intonare. Per alcune
immagini verrà fatto dai bambini un lavoro a piccoli gruppi che consentirà di approfondire la
conoscenza della “hit parade” del nido e di realizzare una raccolta personale delle canzoni
preferite.
DOCUMENTAZIONE

disegni prodotti dai bambini

cartelloni con fotografie

fotografie

diario giornaliero

libretto personale con le canzoni preferite
VERIFICA
La verifica si basa sull’osservazione delle esperienze, dei comportamenti e dei cambiamenti
messi in atto dai bambini. Essa viene fatta attraverso l’osservazione occasionale e sistematica dei
bambini.
PROGETTI TRASVERSALI
LETTURA AL NIDO
“Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche
dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Questo è il cuore di Nati per
Leggere. Dal 1999, il progetto ha l'obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età
compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con
una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista
relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio
e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel
bambino l'abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all'approccio precoce legato alla
relazione. “
(dal sito www.natiperleggere.it)
Considerata la fondamentale importanza della lettura per la fascia d'età che coinvolge il
nido, tutti i giorni vengono proposte ai nostri bambini letture sia di gruppo (un'educatrice legge una
storia ad un gruppo di bambini), sia individuali (ogni bambino sceglie un libro e lo sfoglia in modo
autonomo).
Sono previste in primavera alcune uscite presso la biblioteca “Quarantotti Gambini”, per far
conoscere sia ai bambini che alle famiglie questa istituzione. I genitori potranno anche fare la
tessera della biblioteca al proprio bambino.
TEMPI
Da settembre a giugno, tutti i giorni.
ATTIVITÀ

lettura di gruppo

lettura individuale

visita alla biblioteca
OBIETTIVI

avvicinare i bambini al mondo della lettura

sviluppo del linguaggio

arricchimento del vocabolario
METODOLOGIA
Per la lettura di gruppo vengono scelti alcuni libri che poi vengono proposti spesso ai
bambini che in questo modo hanno la possibilità di conoscere bene la storia. Per la lettura
individuale i bambini scelgono in modo autonomo i libri da guardare.
DOCUMENTAZIONE
Fotografie
VERIFICA
Quotidiana. I bambini si dimostrano molto interessati ai libri e chiedono di ascoltare più
volte le storie che già conoscono e ascoltano con interesse anche le storie nuove.
PROGETTO INTERGENERAZIONALE
L’I.T.I.S. è un’Azienda pubblica di servizi alla persona che si occupa di anziani. Questo istituto
si trova a pochi passi dal nostro nido d’infanzia e, riprendendo l’esperienza già iniziata dai nostri
“vicini” del nido “la Barchetta”,e della scuola dell'infanzia “la Scuola del Sole”, abbiamo scelto di
partecipare insieme a loro a momenti di condivisione e di attività tra i nostri bambini più grandi e
alcuni ospiti di questa grande struttura.
Per l’Anno Scolastico 2015/2016 sono state proposte diverse attività. Si inizierà il 2 ottobre
in occasione della festa dei Nonni; in quel periodo ci sarà a Trieste la “Barcolana” così i bambini si
recheranno all' Itis portando in dono qualche lavoretto preparato al nido riguardante il mare e le
barche. I nonni li attenderanno presso l'Istituto con una sorpresa e con storie da raccontare.
Seguiranno iniziative in occasione delle festività e feste tradizionali: Natale, Pasqua,
Carnevale. Proseguiranno i percorsi di psicomotricità , di manualità e i laboratori di musica già
iniziati lo scorso anno. In primavera verranno proposte le attività di giardinaggio ; i nonni
insegneranno ai bambini a seminare delle piantine che poi i bambini impareranno ad annaffiare.
Questa attività viene promossa grazie all'iniziativa “Orti in Condotta”.
A fine anno è previsto un pic nic di saluto nel grande giardino dell'Itis.
TEMPI
Da ottobre a giugno, tutti i venerdì. .Verificheremo di volta in volta la partecipazione a
questo tipo di iniziativa per poter uscire in sicurezza.
ATTIVITÀ

lavori di pittura, collage, manipolazione

decorazioni in occasioni delle festività

canti

condivisione di feste

ascolto di storie

ascolto della musica

produzione di suoni attraverso strumenti musicali

giardinaggio
OBIETTIVI

avvicinare i bambini al mondo degli anziani, per alcuni completamente sconosciuto

far conoscere e vivere ai bambini gli spazi di una nuova struttura, rendendola familiare e
conosciuta

imparare ad uscire dalla struttura seguendo semplici e importanti regole di comportamento

far conoscere ai bambini strumenti musicali reali

creare un’occasione di confronto tra gli educatori delle diverse strutture
METODOLOGIA
Le attività vengono organizzate tramite riunioni periodiche tra gli educatori dei diversi
servizi.
DOCUMENTAZIONE

fotografie

cartelloni esposti sia al nido che all’Itis

manufatti creati dai bambini con i nonni
VERIFICA
Le verifiche vengono fatte di volta in volta attraverso l’osservazione e vengono discusse
durante le riunioni periodiche.
PROGETTO SICUREZZA
“RICCIO CAPRICCIO”
Il Nido è strutturato su due piani, quindi abbiamo ritenuto necessario iniziare da subito ad
insegnare ai bambini ad utilizzare le scale oltre all’ascensore. A tal proposito abbiamo chiesto ai
genitori, in sede di riunione, di abituare i loro bambini a salire e a scendere le scale preferendole
all’ascensore.
Il nostro progetto consiste nel richiamare i bambini con una parola che risvegli
immediatamente la loro attenzione in quanto significa che tutti devono andare vicino alla porta
d’ingresso del secondo piano e aspettare che le educatrici dicano loro di iniziare a scendere le
scale. Una volta raggiunto il primo piano, si procede all’uscita dalla struttura scendendo la gradinata
esterna.
Per rendere gradevole e curioso il percorso dell’evacuazione, abbiamo pensato di
introdurre la figura di Riccio Capriccio, un simpatico riccio che lascia le sue tracce lungo il
percorso da seguire e rende divertente il cercare di raggiungere tutte le sue cose, e, di
conseguenza, il punto di raccolta. La scelta di Riccio come personaggio è motivata dalla continuità
con altre strutture che lo utilizzano.
Sono previste due prove di evacuazione “ufficiali” durante l'anno scolastico. Ulteriori prove
vengono fatte per esercitazione nel corso dell'anno.
TEMPI

da novembre a giugno con i bambini “grandi”

da gennaio a giugno con i bambini “piccoli”
ATTIVITÀ

Storia di “ Riccio Capriccio”

Disegni da decorare con Riccio Capriccio

Scoperta delle tracce

Prove di evacuazione
OBIETTIVI

Rendere familiare il personaggio

Rendere consapevoli i bambini del percorso da fare

Uscire dal nido entro i tempi previsti
DOCUMENTAZIONE

Fotografie

Cartellone

Elaborati dei bambini
VERIFICA
Prove di evacuazione
PROGETTO
GENITORI AL NIDO
Per favorire il benessere del bambino riteniamo di fondamentale importanza che la sua
famiglia si senta coinvolta e partecipe della vita al nido. A questo proposito, nel corso dell’anno
organizziamo diverse iniziative, formali ed informali; alcune riservate ai genitori, altre a genitori e
bambini.

I te’ delle mamme

I laboratori di Natale, Carnevale e Pasqua

La sfilata di Carnevale

La giornata al nido

La festa finale

Le riunioni con le famiglie

Il comitato di gestioni

I colloqui individuali.
IL TE' INTERCULTURALE
Tra queste iniziative la più originale è quella del te’ con le mamme, ripresa dall’esperienza
consolidata dal nido “La Barchetta”.
Essa consiste nell’invitare tutte le mamme (papà-familiare) a trascorrere qualche oretta del
pomeriggio al nido insieme alle educatrici e alla coordinatrice mentre i bambini dormono per
creare un’occasione informale di conoscenza e confronto. Ogni mamma può portare il te’ tipico
del suo paese, qualche dolcetto, un servizio da te’ o una tovaglia particolare prestati per
l’occasione.
TEMPI
Un incontro in primavera
ATTIVITÀ
Condivisione tra mamme e personale del nido: si parla di bambini, culture...
OBIETTIVI

favorire la socializzazione tra le mamme

favorire una conoscenza tra educatori e genitori in un contesto diverso

conoscere nuove tradizioni e quindi approfondire la conoscenza della cultura delle diverse
famiglie
DOCUMENTAZIONE

fotografie

cartelloni
VERIFICA
Lo scorso anno i genitori si sono dimostrati partecipi ed entusiasti. Alcuni hanno chiesto di
riproporre l’iniziativa.
LA GIORNATA AL NIDO
Quest'anno abbiamo pensato di proporre ai genitori un'ulteriore iniziativa: la giornata del
genitore al nido.
Ogni genitore può trascorrere una giornata al nido con il suo bambino in modo da vivere
insieme a lui la giornata educativa. Questo consente alla mamma o al papà di vivere il nido
dall'interno e di vedere direttamente come trascorre la giornata il proprio bambino, come
partecipa alla giornata educativa e in che modo si relaziona con i compagni e con il personale del
nido.
TEMPI
a febbraio, una giornata scelta dal genitore tra quelle proposte dalle educatrici.
ATTIVITÀ
partecipazione del genitore alla giornata educativa
OBIETTIVI

far “vivere” al genitore la vita del nido

dare la possibilità al bambino di condividere con il genitore ciò che ancora non è in grado di
esprimere a parole
DOCUMENTAZIONE

fotografie

cartelloni
VERIFICA
gradimento da parte del genitore e del bambino.
PROGETTO INTERCULTURA
Viviamo in una società sempre più multiculturale e il nostro nido si trova in un territorio in
cui questa caratteristica è molto accentuata. Gli educatori hanno iniziato un percorso di
aggiornamento con mediatori culturali di diversa provenienza per approfondire la conoscenza delle
diverse culture cui appartengono le famiglie dei nostri piccoli utenti.
Nel corso dell'anno scolastico le educatrici coinvolgeranno le famiglie dei bambini in attività
di lettura e canto, in modo da rendere i bambini partecipi delle diverse culture presenti nel
territorio.
Tempi
Da febbraio a maggio
Attività

. ascolto di una storia in una lingua diversa da quella italiana

. ascolto di una canzone in una lingua diversa da quella italiana
Obiettivi

creare una situazione di ascolto e di gioco in un'altra lingua

far ascoltare ai bambini una lingua diversa

portare al nido una persona che parli la stessa lingua che viene parlata nella famiglia di
alcuni bambini.
Documentazione

fotografie

cd musicale

storia
Verifica
Si osserva la capacità dei bambini di riconoscere le figure della storia, di riconoscere la
canzone e di imparare qualche semplice parola in un'altra lingua.
PROGETTO ALIMENTAZIONE:
ATTIVITA' CON IL CIBO
I bambini al nido consumano tutti i giorni, a seconda dell'orario di frequenza scelto, da due a
tre pasti. La dieta proposta al nido è varia ed equilibrata e per i bambini è molto importante
imparare fin da piccoli a nutrirsi in modo corretto. Può capitare che alcuni bambini abbiano
difficoltà con certi alimenti e spesso si tratta della frutta e della verdura. Dando l'opportunità di
conoscere meglio questi alimenti cerchiamo di stimolare la curiosità di assaggio . La conseguenza
può essere che i bambini mangino l'alimento inizialmente rifiutato.
A seconda della stagione in cui ci troviamo, vengono proposte al nostro gruppo di bambini
delle attività legate al consumo della frutta e della verdura tipiche del periodo. Ai bambini viene
fatta manipolare la frutta e spesso viene utilizzata come colore naturale per decorare dei disegni.
Nel periodo autunnale viene proposto il succo d'uva e attività con le zucche. Nel periodo
invernale viene fatta la tradizionale spremuta d'arancia e la sbucciatura (con assaggio!) delle
clementine, in primavera si prepara la macedonia.
Occasionalmente si propone ai bambini la realizzazione di semplici dolcetti che consentono
loro di imparare a mescolare diversi ingredienti tra di loro, di manipolare impasti di consistenza
diversa e di vedere realizzato un prodotto finale che può essere assaggiato.
TEMPI
Da ottobre a maggio
ATTIVITÀ
Manipolazione
OBIETTIVI

conoscenza della frutta di stagione

favorire la manualità

favorire la consapevolezza di come si preparano semplici pietanze

favorire l'assaggio e il consumo della frutta e della verdura
DOCUMENTAZIONE

fotografie

elaborati fatti all'interno della Nido
VERIFICA
Consiste nel dialogo con i bambini e nell'osservazione del modo in cui si approcciano ai
diversi alimenti nel corso dei mesi.
PROGETTO CONTINUITA':
UN PONTE TRA OGGI E DOMANI
Il passaggio dal nido alla scuola dell'infanzia è una fase molto importante e delicata nel
processo di crescita di un individuo. I bambini, frequentanti l'ultimo anno del nido, necessitano di
essere preparati a questo importante cambiamento e di familiarizzare con il nuovo ambiente. La
familiarizzazione è un aspetto molto significativo in quanto il bambino incomincia a prendere
confidenza con il nuovo contesto, a scoprire gli spazi, le regole, per comprendere come si vive a
scuola, quali giochi e quali attività si fanno, ma anche aspetti più pratici come, ad esempio,le routine.
In quest'ottica sono organizzate delle visite presso le scuole dell'infanzia, presenti nel
territorio, per permettere concretamente al bambino di passare alcune mattinate a conoscere
queste nuove realtà educative. Le scuola dell'infanzia che ci accoglieranno sono tutte vicine al nido
e sono la “Scuola del Sole” di via Manzoni, “Il Tempo Magico” di Via Vasari e “Cuccioli” di Via
Vittorino da Feltre.
OBIETTIVI

Promuovere la conoscenza dell'ambiente scolastico

Favorire l'esplorazione degli spazi e dei materiali

Favorire la socializzazione con i nuovi bambini e i nuovi insegnanti
TEMPI
Da febbraio a giugno
ATTIVITÀ

visite alle Scuole dell'infanzia

attività e giochi di varie tipologie
DOCUMENTAZIONE

fotografie

elaborati prodotti dai bambini
VERIFICA
Essa verterà in semplici domande poste ai bambini al fine di verbalizzare le esperienze
vissute durante le visite alla scuola dell'infanzia.
PROGETTO AMBIENTE PULITO
INIZIAMO A DIFFERENZIARE...
La raccolta differenziata è entrata a far parte della nostra quotidianità ed è importante che
anche all'interno del nido i bambini si abituino a differenziare i semplici rifiuti prodotti da loro
all'interno della struttura. Con il gruppo dei bambini grandi pitturiamo gli scatoloni vuoti dei
pannolini e creiamo dei contenitori per la carta, per la plastica, e per i fazzolettini di carta usati
(l'umido). In questo modo i bambini imparano a gettare negli appositi contenitori i ritagli di carta
non più utilizzabili, i fazzolettini utilizzati per pulire i nasini, e gli involucri di plastica delle torte di
compleanno, dei fazzolettini, ecc.
TEMPI
Da febbraio a giugno
ATTIVITÀ

pittura con colori a tempera

costruzione dei contenitori

lettura e ascolto della canzone “che bello si va a riciclare” di Peppa Pig

uscita per portare un po' di materiali ai bidoni della raccolta differenziata
OBIETTIVI

insegnare a differenziare i rifiuti prodotti dai bambini al nido

creare un'educazione al rispetto dell'ambiente
DOCUMENTAZIONE

fotografie

scatoloni prodotti
VERIFICA
Si osserva la capacità dei bambini di seguire l'esempio degli adulti e a capire la finalità e
l'utilizzo dei contenitori realizzati.
BIBLIOGRAFIA

Agresti-Bartolomei, “Biberon” ,Guida didattico-operativa , Raffaello Editrice (con cd audio)

Molinero, “Crescere giorno per giorno “, guida didattica per l’asilo nido, Il Capitello (con cd
audio)

www.natiperleggere.it

www.natiperlamusica.it

Maria Loretta Giraldo, “Piccolo Riccio non vuole dormire”

T.Altan “Simone l'Acchiappasuoni”

Scuola di Musica55 Trieste, “Musica per Giocare”, cd musicale
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