inverno
Autor. Tribunale di Roma N. 30/2002 del 24/1/2002
Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 1, DCB Roma
Periodico trimestrale di Tecnica Professionale
fondato da FRANCO ARABIA
Organo ufficiale dell’A.D.A. - (anno XXX) Anno 15°
Nuova serie - Inverno 2008
EDITORIALE
)
di Franco Arabia
Il Miglio Verde
(C )
dignità del morente sia nei confronti del mondo esterno,
ome molti sanno, nel 1999, Frank Darasia verso se stesso. Diversamente, non si comprenderebbe
bont immette nei circuiti cinematografici
perché, sotto il profilo politico-morale, continuamente si
un bellissimo film, Il Miglio Verde, ispiparli di “moratoria contro la pena di morte”, un “grido iporato all’omonimo romanzo di Stephen King. La trama è
crita” in certe occasioni, secondo Giuliano Ferrara, di una
nota ed è stata interpretata magistralmente da Tom
società sclerotizzata e virtuale, laddove l’incisività della
Hanks nei panni del protagonista, Paul Edgecombe, un
stampa e della televisione allontana, di fatto, il singolo
anziano cittadino inglese, di 108 anni, che vive in una
dalla realtà, rendendolo dislessico,
casa di riposo, tormentato da incubi
agevolandolo a scaricare tutto ciò
e rimorsi. Altri attori, come Michel
che gli pesa, tutto ciò che ingombra
Clark Duncan, il gigante di colore,
ed è fastidioso, in nome di una finta
John Coffey, e che, nelle fantasiose
laicità, al pari dell’attuale presunto liintenzioni del romanziere King, sono
berismo, e facendo emergere un’asle iniziali di Jesus Christ.
senza di valori in un sistema crudele,
Il Miglio Verde, in effetti, era la diper certi aspetti assimilabile alla lostanza che separava la cella dei congica spartana priva di una qualsiasi
dannati a morte dalla sedia elettrica,
forma di pietà, che gioca con i simeufemisticamente soprannominata
boli in un rimpiattino persuasivo e
“la vecchia scintillante”. In pratica,
che, alla fine, allontana dalla purezza
un lugubre percorso di morte camufdi quei sentimenti che ha sempre cafato dal colore verde, che comuneratterizzato la società italiana. Il dimente la gente riconduce a simbolo
rettore d’albergo, una figura profesdella speranza, alcuni studiosi lo assionale profondamente umana, è abisociano al Santo Graal, altri ancora
( Franco Arabia )
tuato a qualsiasi cosa, giacché vive e
lo legano al mondo vegetale e al
opera in molte situazioni particolari, con il suo occhio
principio della decomposizione, mentre la liturgia cattoesperto e l’animo rivolto ai problemi della gente, sia si tratti
lica lo utilizza per i paramenti verdi dalla seconda alla sesta
dei suoi clienti, sia si tratti del personale dipendente, sia si
dopo l’Epifania e in tutte le domeniche dopo Pentecoste, in
riferisca alla sua vita personale, a quella del suo paese o
pratica nell’attesa e con la speranza, appunto, in vicinanza
dell’intera comunità mondiale. Essendo egli cittadino condelle due feste religiose più grandi, che sono Pasqua e Nasapevole, in quanto tale, non si occupa solo di questioni
tale. Nello specifico del romanzo e nel film a questo ispitecniche ma anche di altro, come l’etica, la morale, la porato è rappresentata la subdola abilità dell’uomo a voler
litica, il confronto e l’indefinibile giudizio. Certo, il dubbio,
sofisticare i valori, forse per esorcizzare i propri limiti riche è sempre elemento di timore, d’insicurezza, ma anche
spetto ad un evento doloroso e naturale come quello della
approccio corretto, spesso sottrae al giudizio netto,
morte, ma che tale dovrebbe rimanere in ogni suo aspetto,
senza artifici dialettici, dovendo doverosamente elevare la
( segue a pag. 6 )
HOTEL MANAGERS inverno 2008
3
(
Sommario
inverno 2008
)
EDITORIALE
Il Miglio Verde di Franco Arabia _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 3
L’OPINIONE
Il silenzio di Claudio Nobbio _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 7
OSSERVATORIO
La Bit si riduce di Gaetano Castellano _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 9
IMPRESA E DIRITTO
Le novità legislative in materia di rapporti di lavoro di Vincenzo Meleca
seconda parte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 13
DAL SEMINARIO DI STUDI DI ADACAMPANIA A NAPOLI
La Legionella Dr. Biagio Muzio
__________________________________________________________________
26
LIBRI a cura di Silvia Santori
Storia di una tassista e di un affittacamere - Storia di Minervino Murge _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 33
PERSONAGGIO IN VETRINA
Intervista a Mario Ferraro
_______________________________________________________________________
34
CENTRO STUDI MANAGERIALI
Un socialnetwork itinerante di Antonio De Septis _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 42
SESSIONI DI STUDIO CSM
Giornata riminese di aggiornamento avanzato per il Direttore d’Albergo
dalla Fiera di Rimini_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 44
Sottobudgets e Contabilità Analitica
da Assisi _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 46
Pubblicità del codice disciplinare e tempestività della contestazione
da Roma_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 48
Giornata dedicata agli aspetti legali e al Controllo di Gestione
dalla Fiera Expo Riva del Garda _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 51
ADASTORY _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 54
ATTUALITÀ PROFESSIONALE
La Gestione familiare dell’Hotel di Maurizio Ferrante terza parte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 63
L’Hotel Villa
Diodoro di
Taormina, sede
della prossima
Assemblea
Generale di Ada,
marzo del 2009
EDITORIALE
( segue da pag. 3 )
ma anche ai fondamentalismi, a forme d’integralismo che
potrebbero allontanare il singolo da princìpi intelligibili di
verità, sia pure relative, giacché quelle assolute sono utopie della mente. Ed è proprio con il dubbio che, in questi
giorni mi sono ritrovato all’interno del Miglio Verde: gli
agenti penitenziari, esecutori della legge, il gigante nero e
buono, simbolo di pietà e amore, il piccolo agente penitenziario integralista e
carrierista, in altre parole
la crudeltà (ricordate
quando gli affidano il condannato, non bagna la
spugna per allungare la
morte del condannato?!),
il popolo spettatore e giustizialista. Una scena ripetuta in occasione di un
fatto veramente doloroso,
che abbiamo seguito in diretta, come si fa in “tutto
il calcio minuto per minuto”, entrando nelle nostre case, coinvolgendoci
sotto il profilo umano, ma
non solo.
I nostri lettori intuiranno,
certamente, che non desidero ripetere il nome di
questo caso, poiché si è
parlato molto e a sproposito; e di solito, in questi
frangenti, si finisce con
provare senso di rigetto,
di repulsione per il metodo con il quale si affrontano problemi che non dovrebbero essere trattati alla stregua di
un reality show; ecco perché non mi piace menzionare
un nome che è transitato in lungo e in largo dalle nostre
case prima di passare a vita diversa. Su diverse pagine di
quotidiani ho letto di persone che hanno scritto chiedendo di conoscere quale sia la differenza fra eutanasia
e non alimentazione del morente. Non ci sono state ri-
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HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
sposte convincenti, e non riuscivano ad esserci, probabilmente non potranno mai sussistere, poiché in tutte e due
i casi, il risultato è identico: nel primo, la morte è immediata, nel secondo, è più lenta. Resto ancora con molti
dubbi: se la morente percepiva ancora emozioni, se ha
sofferto, se di là di qualsiasi ragionamento umano in favore dei viventi l’atto sia stato corretto o se si tratti, invece, di posizioni comode di una società che non riesce
più ad esprimere particolari sensibilità; e se, poi,
qualcuno sia riuscito a
stabilire quale che sia il
momento dello scorporo
dell’anima e dello spirito,
in un paese che pare
abbia un alto tasso religioso. Nessuno potrà
convincermi su chi ha ragione, se gli uni, quanti
sostengono la necessità
del diritto dell’uomo di
suicidarsi, perché di questo si tratta, sia pure con
un tutore, inserendo il
principio dell’arbitrarietà,
capovolgendo valori etici
sui quali si fondano le difese del diritto alla vita, o
se hanno ragione gli altri,
quelli che sostengono che
nessun uomo può decidere della vita o della
morte di un altro. Personalmente non ho verità
da offrire a chicchessia,
ma terminando mi piace ricordare il pensiero di Simone
Veil, ebrea ed ex presidente del Parlamento Europeo che,
nel sostenere che in ogni uomo c’è una parte di Dio, evidenziando una bellissima visione immanente del divino,
afferma che chiunque commette un atto delittuoso contro qualsiasi essere umano e come se uccidesse una parte
del Logos, del principio. ( [email protected] )
L’OPINIONE
)
di Claudio Nobbio
Il silenzio
(I)
l silenzio di chi chiude l’audio significa volersi
staccare dal mondo reale ed entrare nel limbo.
Separare i sensori è come introdursi in un cinema dove si proiettano film muti.
Attorno, c’è solo una realtà che sembra virtuale e il tempo
per le riflessioni diventa sempre più ampio. Il silenzio della
parola è, invece, tutt’altra cosa. La parola da trattenere e
non da pronunciare. Per il libero pensatore, il silenzio fa
parte di un processo di purificazione della mente per una
maggiore recettività della conoscenza. Se l’uomo ha que-
st’approccio, si può affermare che egli parla il linguaggio
del silenzio: Silentium, in latino da sitere, ha il significato di tacere e, quindi, se si parla di silenzio è sempre
nel senso di tacere; in effetti, quasi tutte le religioni racchiudono il loro postulato nel silenzio. Occorre capire e
ascoltare se stessi, poi ascoltare gli altri, e poi ancora
esprimersi.
Pitagora, ancor prima di aprire la sua scuola, a Crotone,
al tempo della Magna Grecia, trascorse diversi anni in
silenzio e quando divenne il capo della Schola Italica lo
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7
L’OPINIONE
)
impose ai suoi discepoli. Essi dovevano ascoltare e meditare le parole del Maestro nel segreto della
loro saggezza e sapienza con l’uso
della propria intelligenza. Un altro
esempio, che ci arriva dall’antichità, riguarda Mosè. Lui solo ha
saputo da Dio quale era la pronuncia del nome ineffabile del Divino, ma ha vietato agli altri di
dirlo, potendolo solo compitare.
Il simbolo più espressivo del silenzio può essere rappresentato da
due dita poggiate sulle labbra, di ciò vi è riscontro in quasi
tutte le religioni, ma significa riservatezza, sapere conservare dentro di sé i segreti appresi e parlarne solo
quando si è certi che l’interlocutore è degno di ascoltare.
Saper conservare il silenzio, infatti, è indice di fedeltà, innocenza e soprattutto discrezione.
Restare in silenzio è uno degli esercizi più difficili per
l’uomo. Nel silenzio della parola, gli altri sensi aumentano
le loro sensibilità e il silenzio stesso non può che fare accrescere in noi la facoltà di riflettere, d’introspezione e
colloquio con se stessi.
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HOTEL MANAGERS inverno 2008
( Pitagora )
Oggi, nell’epoca della comunicazione gridata a tutti i venti, nel
tempo in cui, a cominciare dalla
Tv, dalla radio, i giornali, i libri,
nessuno tiene più segreti. L’intercettazione si appropria la parola
degli altri: tacere, osservare e riflettere, sarebbe la cosa migliore
da fare. Ci sono inondazioni di parole che defluiscono dalle bocche
delle persone senza che queste riflettano minimamente su cosa
stiano dicendo. In particolare, le
ultime generazioni passano parole
chattando, scrivendo sms sui telefonini.
C’è da chiedersi da che cosa dipende questa voluttuosità
comunicativa, di volersi mettere in contatto con altri,
spesso sconosciuti, a cui far parte i propri sentimenti e
desideri più intimi, i propri segreti, quando se ne hanno.
C’è da preoccuparsi e forse vale la pena di indire la giornata del silenzio: spegnere le tv, i giornali, chiedere 24 ore
di silenzio generale, una pausa. Ognuno potrebbe avere la
possibilità di riflettere, di concentrarsi su di sé, cercare le
proprie verità e, probabilmente, imparerebbe, di nuovo, il
valore della parola. OSSERVATORIO
)
di Gaetano Castellano
La Bit si riduce
(C )
iò che si temeva è accaduto, questo anno,
la Bit di Milano, ha registrato una partecipazione alquanto contenuta di operatori, di catene alberghiere, come, peraltro, era già accaduto
alla Fitur di Madrid. Larga partecipazione invece regioni
italiane con immagini appealing dei loro prodotti.
Il padiglione dieci è stato il più interessante, grazie alla
larga partecipazione dei più importanti web sites e booking engine con offerte low cost che prevedevano anche
no fee di ingresso se il contratto era siglato in fiera; insomma, tutto all’insegna del web marketing, malgrado
che, in Italia, la percentuale di tecnologia sia ancora al disotto dei competitors europei. Occorre aggiungere che
anche i famosi work shop e il mitico buy Italy hanno segnato il passo. Infatti, gli incontri adesso sono mirati e
prevedono contatti in anticipo per verificare come il buyer
sia interessato al prodotto e alla location della strutture.
Il depliant, il vecchio cartaceo, un must per molte aziende,
è ormai sorpassato; ora si preferisce usare un PC o un Iphone per presentare il proprio prodotto, con un followup in sede, che prevede l’invio in PDF delle potenzialità e
dei servizi della propria struttura.
Ormai bisogna accettare le nuove tecnologie e usarle in
modo adeguato, considerando che tutto è evidente per
tutti, grazie ad internet. C’era una volta la paura che la
concorrenza conoscesse i nomi dei partners, le proprie offerte, le tariffe particolari, le convenzioni (un tragicomico
albergatore suggeriva di usare familiari per evitare spiate),
adesso basta navigare sui siti con le tecniche giuste per
ricevere tutte le notizie sui concorrenti e sui segmenti di
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9
OSSERVATORIO
mercato sui quali s’intende
posizionare il proprio prodotto. Le nuove tecnologie,
se utilizzate in modo appropriato, permettono di conoscere in tempo reale le
modificazioni della domanda e modificare le strategie per migliorare il
proprio market-share con
politiche di yield e revenue
management, tecniche,
prima, conosciute da pochi. I
tempi sono cambiati, rispetto al tempo in cui il direttore attendeva che i
clienti arrivassero in albergo
e poi chiedeva alla reception
“quanti clienti ci sono oggi in casa?”. Poi ci sono state le
visite con tragici borsoni ai key account, contatti con i
T.O., invio di depliant, partecipazione alle fiere con carrelli
pieni di brochure, che spesso i buyers buttavano via perché non avevano posto nelle valigie.
La tecnologia permette anche di leggere i dati delle presenze nelle varie città quasi on line su vari siti. Infatti,
quest’anno, anche su quello
dell’APT di Napoli si possono
conoscere gli arrivi e le presenze d’italiani e stranieri
negli alberghi della provincia
di Napoli.
Dall’analisi dei dati è evidente come Capri si sia difesa (-2,5%), malgrado il
notevole calo di arrivi di
stranieri, ma con un soggiorno medio superiore degli
stessi; e inoltre, un maggiore numero di arrivi e di
presenze italiane rispetto al
2007. Napoli registra un notevole calo di presenze, in
particolare straniere, mentre
10
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
gli arrivi degli italiani, nonostante l’effetto immondizia,
sono superiori al 2007.
Purtroppo le presenze di
questi ultimi non seguono lo
stesso andamento, giacché il
soggiorno medio è stato inferiore l’anno precedente
(2,12 nel 2007 e 2,07 nel
2008).
I dati degli altri comuni dell’area napoletana confermano il trend negativo
nazionale, che è anche mondiale. Notevole il calo degli
americani, dei giapponesi,
degli inglesi. In un momento
di crisi, tuttavia, la professionalità dei direttori è venuta fuori a conferma che la
qualità paga sempre.
Vi è da sostenere che una corretta analisi delle strategie di
marketing adottate, considerando anche le performance
sul proprio market-share (questo vale per gli alberghi che
si scambiano i dati), dovrebbe permettere ai sales di modificare le tecniche di vendita, puntando sull’average-dailyroom-rate in modo da
migliorare il REVpar, anche
nell’attesa di tempi migliori.
Naturalmente è importante
rivedere i costi, in particolare
le voci che incidono maggiormente sul fatturato,
come – per esempio – il
costo-lavoro e quello dell’energia. Alcuni alberghi, a
Napoli, si stanno organizzando, considerando varie
possibilità, la maggiore disponibilità del personale
verso gli orari spezzati, la
fungibilità e last but not the
least, l’outsourcing adottato
già da qualche struttura. EDITORIALE
)
HOTEL MANAGERS autunno 2008
11
Direttore
Franco Arabia
Direttore Responsabile
Claudio Nobbio
Presidenti Onorari ADA
Ernesto Bob
Gaetano Nino Ottolini Ω
Bruno Galleani Ω
Sergio Pittarello Ω
Aldo Vagnozzi
Renato Rocchi Ω
Sandro Attanasio Ω
Giuseppe Faroldi
Vito Pedrotti Ω
Renzo Salmasi
Vittorio de Martino
Consiglio delle Regioni
Coordinatore
Giorgio Botton, Presidente regionale Veneto
Vice Coordinatore
Metallo Demetrio, Presidente regionale Calabria
Segretario
Bartolomeo D’Amico, Presidente regionale Puglia
Consiglieri
Ferraro Gian Paolo, Presidente reg. Abruzzo e Molise
Anastasio Anna, Presidente regionale Basilicata
Alovisi Alberto, Presidente regionale Campania
Eumenidi Luciano, Presidente reg. Emilia Romagna
Martuscelli Umberto, Presidente regionale Lazio
Presidenti Onorari Centro Studi Manageriali
Guidugli Francesco, Presidente regionale Liguria
“Mario Losciale”
Rotolo Piero, Presidente regionale Lombardia
Raffaello Gattuso Ω
Dadone Dario, Presidente regionale Piemonte
Giorgio Arcolin
D’Ambra Felice, Presidente regionale Sardegna
Piero Roggi
Benigni Piero, Presidente regionale Sicilia
Luigi de Simone Niquesa
Boscherini Vulmaro, Presidente regionale Toscana
Marroni Antonio, Presidente reg. Trentino-Alto Adige
Presidente e Giunta Esecutiva ADA
Pilli Danilo, Presidente regionale Umbria
Presidente
Franco Arabia
CENTRO STUDI MANAGERIALI
Vice-presidenti
“MARIO LOSCIALE”
Gian Paolo Mura - Vicario
Presidente, Antonio de Septis
Paolo Sanavia, Gaetano Torino
Vice-presidente, Adriana Wu
Consigliere amministratore
Tesoriere, Antonio Giubileo
Antonio Giubileo
Comitato Scientifico
Componenti Giunta Esecutiva
Gaetano Castellano
Lucia Padovan, Maurizio Baggetta
Egidio Mantellassi
Assistente al presidente ADA
Vincenzo Meleca
Adriana Wu
Roberto Raffaele Di Barletta
Tullio Romita
Segreteria Generale
Giovanni Liberatore
Segretario Generale
Leonardo Donati
ADASERVIZI Soc. Coop. a r.l.
Segretaria
Consiglio d’Amministrazione
Daniela Caporali
Presidente
Umberto Martuscelli
Collegio dei Revisori dei conti ADA
Vice-Presidente
1) Fregola Alberto, Presidente
Vittorio Caminiti
2) Bressan Piero, Effettivo
Amministratore Delegato
3) Pellegrini Egidio, Effettivo
Renato Baladelli
4) Martucci Luigi, Supplente
Consiglieri
5) Zertanna Giulio, Supplente
Giorgio Lama, Antonio Marroni
Collegio Sindacale
Collegio dei Probiviri
Presidente
1) Tassi Arnaldo, Presidente
Michele Frisini
2) Debiasi Hugo, Effettivo
Sindaci titolari
3) Fasola Alfonso, Effettivo
Alberto Fregola, Antonio Gedeone
4) Ferretti Piero, Supplente
Sindaci Supplenti
5) Tavernier Adolfo, Supplente
Betta Brilli, Alessandro Aristi Cotani
Redazione
Daniela Caporali
e-mail: [email protected]
Comitato dei Garanti
Presidente
Senatore Prof. Dott. Armando Plebe
Componenti
Aldo Vagnozzi, Arnaldo Tassi
Alberto Fregola, Azzo Zanghieri
Pubblicità
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00136 Roma
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art. 1, comma 1, DCB Roma
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Finito di stampare febbraio 2009
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è vietata senza preventiva autorizzazione.
Tutto il materiale inviato non sarà restituito
e resta di proprietà dell’Editore.
Lettere e articoli firmati impegnano solo
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IMPRESA E DIRITTO
)
di Vincenzo Meleca
Le novità legislative
in materia di rapporti
di lavoro
seconda parte
sono essere tenuti presso lo studio dei consulenti del laArt. 39.
voro o degli altri professionisti di cui all’articolo 1,
Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapcomma 1. I datori di lavoro che intendono avvalersi di
porti di lavoro
questa facoltà devono comunicare preventivamente alla
9. Alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 sono apportate le
Direzione provinciale del lavoro competente per territoseguenti modifiche: a) nell’articolo 2, è abrogato il comma
rio le generalità del soggetto al quale è stato affidato
3; b) nell’articolo 3, i commi da 1 a 4 e 6 sono abrogati, il
l’incarico, nonchè il luogo ove sono reperibili i docucomma 5 è sostituito dal seguente: «Il datore di lavoro che
menti. 2. Il consulente del lavoro e
faccia eseguire lavoro al di fuori della
gli altri professionisti di cui all’artipropria azienda è obbligato a trascricolo 1, comma 1, che, senza giustivere il nominativo ed il relativo doficato motivo, non ottemperino
micilio dei lavoratori esterni alla
entro 15 giorni alla richiesta degli
unità produttiva, nonché la misura
organi di vigilanza di esibire la dodella retribuzione nel libro unico del
cumentazione in loro possesso, sono
lavoro»; c) nell’articolo 10, i commi
puniti con la sanzione pecuniaria
da 2 a 4 sono abrogati, il comma 1 è
amministrativa da 100 a 1000 euro.
sostituito dal seguente: «Per ciascun
In caso di recidiva della violazione è
lavoratore a domicilio, il libro unico
data informazione tempestiva al
del lavoro deve contenere anche le
Consiglio provinciale dell’Ordine
date e le ore di consegna e riconseprofessionale di appartenenza del
gna del lavoro, la descrizione del latrasgressore per eventuali provvedivoro eseguito, la specificazione della
menti disciplinari».
quantità e della qualità di esso»; d)
2. All’articolo 4-bis del decreto leginell’articolo 13, i commi 2 e 6 sono
( Vincenzo Meleca )
slativo 21 aprile 2000, n. 181, come
abrogati, al comma 3 sono abrogate
inserito dall’articolo 6 del decreto legislativo 19 dicembre
le parole «e 10, primo comma», al comma 4 sono abrogate
2002, n. 297, il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Alle parole «3, quinto e sesto comma, e 10, secondo e quarto
l’atto della assunzione, prima dell’inizio della attività di
comma».
lavoro, i datori di lavoro pubblici e privati, sono tenuti a
consegnare ai lavoratori una copia della comunicazione
Art. 40.
di instaurazione del rapporto di lavoro di cui all’articolo
Tenuta dei documenti di lavoro ed altri adempimenti for9-bis comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510,
mali
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre
1. L’articolo 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, è so1996, n. 608, e successive modificazioni, adempiendo in
stituito dal seguente: « Art. 5. (Tenuta dei libri e docutal modo anche alla comunicazione di cui al decreto lementi di lavoro). - 1. Per lo svolgimento della attività di
gislativo 26 maggio 1997, n. 152. L’obbligo si intende ascui all’articolo 2 i documenti dei datori di lavoro pos-
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IMPRESA E DIRITTO
solto nel caso in cui il datore di lavoro consegni al lavoratore, prima dell‘inizio della attività lavorativa, copia del
contratto individuale di lavoro che contenga anche tutte
le informazioni previste dal decreto legislativo 26 maggio
1997, n. 152. La presente disposizione non si applica per
il personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165».
3. All’articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 2007,
n. 234 sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma
2 sono soppresse le parole «I registri sono conservati per
almeno due anni dopo la fine del relativo periodo»; b) il
comma 3 è sostituito dal seguente: «Gli obblighi di registrazione di cui al comma 2 si assolvono mediante le relative scritturazioni nel libro unico del lavoro».
4. Il comma 6 dell’articolo 9 della legge 12 marzo 1999,
n. 68, è sostituito dal seguente: «6. I datori di lavoro pubblici e privati, soggetti alle disposizioni della presente
legge sono tenuti ad inviare in via telematica agli uffici
competenti un prospetto informativo dal quale risultino
il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota
di riserva di cui all’articolo 3, nonchè i posti di lavoro e le
mansioni disponibili per i lavoratori di cui all’articolo 1.
Se, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non avvengono
cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di
riserva, il datore di lavoro non è tenuto ad inviare il prospetto. Al fine di assicurare l’unitarietà e l’omogeneità del
sistema informativo lavoro, il modulo per l’invio del prospetto informativo, nonchè la periodicità e le modalità di
trasferimento dei dati sono definiti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione
e l’innovazione e previa intesa con la Conferenza unificata. I prospetti sono pubblici. Gli uffici competenti, al
fine di rendere effettivo il diritto di accesso ai predetti
documenti amministrativi, ai sensi della legge 7 agosto
1990, n. 241, dispongono la loro consultazione nelle proprie sedi, negli spazi disponibili aperti al pubblico».
Art. 41.
Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro
1. All’articolo 1, comma 2, lettera e) , n. 2, del decreto le-
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)
gislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole «è considerato
lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga», sono
inserite le seguenti: «per almeno tre ore».
2. All’articolo 1, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole «passeggeri o
merci», sono inserite le seguenti: «sia per conto proprio
che per conto di terzi».
3. All’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66 dopo le parole «attività operative specificamente istituzionali», sono aggiunte le seguenti: «e agli
addetti ai servizi di vigilanza privata».
4. All’articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66
dopo le parole «frazionati durante la giornata», sono aggiunte le seguenti: «o da regimi di reperibilita».
5. All’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66, dopo le parole «di cui all’articolo 7.», sono aggiunte le parole «Il suddetto periodo di riposo consecutivo
è calcolato come media in un periodo non superiore a
quattordici giorni».
6. La lettera a) dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 è sostituita dalla seguente: «a)
attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi
turno o squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una squadra e l’inizio del successivo,
di periodi di riposo giornaliero o settimanale».
7. Il comma 1 dell’articolo 17 del decreto legislativo 8
aprile 2003, n. 66 è sostituito dal seguente: « 1. Le disposizioni di cui agli articoli 7, 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi stipulati a livello
nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Per il settore privato, in assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi
nazionali le deroghe possono essere stabilite nei contratti
collettivi territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative
sul piano nazionale».
Legge 3 agosto 2007, n. 123
“Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto
e la riforma della normativa in materia”
Art. 5. Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e
per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
IMPRESA E DIRITTO
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 36-bis
del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come
modificato dal presente articolo, il personale ispettivo
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche
secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale
qualora riscontri l’impiego di personale non risultante
dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in
misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di
superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e
settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni,
ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L’adozione del provvedimento di sospensione è comunicata alle competenti amministrazioni, al fine
dell’emanazione da parte di queste ultime di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare
pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonchè
per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.
2. è condizione per la revoca del provvedimento da parte
del personale ispettivo del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale di cui al comma 1:
a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle
scritture o da altra documentazione obbligatoria;
b) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni
di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di
riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o di gravi e reiterate violazioni
della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
c) il pagamento di una sanzione amministrativa aggiuntiva rispetto a quelle di cui al comma 3 pari ad un
quinto delle sanzioni amministrative complessivamente
irrogate.
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)
3. è comunque fatta salva l’applicazione delle sanzioni
penali, civili e amministrative vigenti.
4. L’importo delle sanzioni amministrative di cui al
comma 2, lettera c), e di cui al comma 5 integra la dotazione del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1,
comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,
n. 236, ed è destinato al finanziamento degli interventi di
contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati
con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui all’articolo I. comma 1156, lettera g), della
legge 27 dicembre 2006, n. 296.
5. Al comma 2 dell’articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248, dopo la lettera b) è aggiunta
la seguente:
“b-bis) il pagamento di una sanzione amministrativa
aggiuntiva rispetto a quelle di cui alla lettera b), ultimo
periodo, pari ad un quinto delle sanzioni amministrative
complessivamente irrogate”.
6. I poteri e gli obblighi assegnati dal comma 1 al personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale sono estesi, nell’ambito dei compiti istituzionali
delle aziende sanitarie locali e nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali complessivamente disponibili, al personale ispettivo delle medesime aziende
sanitarie, limitatamente all’accertamento di violazioni
della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In tale caso trova applicazione la disciplina di cui al comma 2, lettere b) e c).
Art. 6 Tessera di riconoscimento per il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici
1. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di
appalto o subappalto, a decorrere dal 1 settembre 2007,
il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le
Generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di
riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria
attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti
a provvedervi per proprio conto.
IMPRESA E DIRITTO
2. I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono
assolvere all’obbligo di cui al comma 1 mediante annotazione, su apposito registro vidimato dalla direzione provinciale del lavoro territorialmente competente, da tenersi
sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. Ai fini del presente comma,
nel computo delle unità lavorative, si tiene conto di tutti
i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi per
i quali si applicano le disposizioni di cui al comma I.
3. La violazione delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 comporta l’applicazione, in capo al datore di lavoro, della sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per
ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di
riconoscimento di cui al Comma 1 che non provvede ad
esporla è punito con la sanzione amministrativa da euro
50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni non
è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13
del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
Legge 2 agosto 2008, n. 129
“Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 3 giugno 2008, n. 97, recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei
meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonchè in materia fiscale e di proroga di termini”
Art. 4.
Differimento e proroga di termini
2. Le disposizioni di cui all’articolo 18, comma 1, lettera
r), e all’articolo 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applicano a decorrere dal 1°
gennaio 2009
2-bis. All’articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81, le parole: «decorsi novanta giorni dalla
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1°
gennaio 2009».
CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
a) In generale
Legge 24 dicembre 2007, n. 247 - “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, la-
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)
voro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e
previdenza sociale”
Art. 1. Contratto a tempo determinato
38. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, è abrogato l’articolo 14 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
39. All’articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001,
n. 368, è premesso il seguente comma:
«01. Il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato».
40. All’articolo 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001,
n. 368, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, dopo le parole: «inferiore a sei mesi»
sono inserite le seguenti: «nonchè decorso il periodo
complessivo di cui al comma 4-bis,»;
b) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4-bis. Ferma restando la disciplina della successione
di contratti di cui ai commi precedenti, qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro
fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore
abbia complessivamente superato i trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai
periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a
tempo indeterminato ai sensi del comma 2. In deroga
a quanto disposto dal primo periodo del presente
comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra
gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola
volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia
iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale
stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto
ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della
descritta procedura, nonchè nel caso di superamento
del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo
contratto si considera a tempo indeterminato.
IMPRESA E DIRITTO
4-ter. Le disposizioni di cui al comma 4-bis non trovano applicazione nei confronti delle attività stagionali
definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, e successive modifiche e integrazioni, nonchè di quelle che saranno individuate dagli
avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati
dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative.
4-quater. Il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più
contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei
mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo
indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già
espletate in esecuzione dei rapporti a termine.
4-quinquies. Il lavoratore assunto a termine per lo
svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte
dello stesso datore di lavoro per le medesime attività
stagionali.
4-sexies. Il diritto di precedenza di cui ai commi 4-quater e 4-quinquies può essere esercitato a condizione che
il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al
datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi
dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue
entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro».
41. L’articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001,
n. 368, è così modificato:
a) le lettere c) e d) del comma 7 sono sostituite dalle
seguenti:
«c) per specifici spettacoli ovvero specifici programmi
radiofonici o televisivi;
d) con lavoratori di età superiore a 55 anni»;
b) sono abrogati i commi 8, 9 e 10;
c) al comma 4 sono premesse le seguenti parole: «In
deroga a quanto previsto dall’articolo 5, comma 4-bis».
42. All’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, le parole: «all’articolo 5, commi 3
e 4» sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo 5, commi
3 e seguenti».
43. In fase di prima applicazione delle disposizioni di cui
ai commi da 40 a 42:
)
a) i contratti a termine in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge continuano fino al termine
previsto dal contratto, anche in deroga alle disposizioni di
cui al comma 4-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368, introdotto dal presente articolo;
b) il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della presente legge si computa, insieme ai
periodi successivi di attività ai fini della determinazione
del perio.
b) Per particolari esigenze nel settore turistico
Legge 24 dicembre 2007, n. 247 - “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita
sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e
previdenza sociale”
Art. 1. Contratto a tempo determinato
47. Al fine di contrastare il possibile ricorso a forme di lavoro irregolare o sommerso per sopperire ad esigenze di
utilizzo di personale per lo svolgimento di prestazioni di
carattere discontinuo nel settore del turismo e dello spettacolo, i relativi contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative a livello nazionale
possono prevedere la stipula di specifici rapporti di lavoro
per lo svolgimento delle predette prestazioni durante il
fine settimana, nelle festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per ulteriori casi, comprese le fattispecie già individuate ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368.
48. I contratti collettivi di cui al comma 47 disciplinano,
in particolare:
a) le condizioni, i requisiti e le modalità dell’effettuazione della prestazione connesse ad esigenze oggettive e
i suoi limiti massimi temporali;
b) il trattamento economico e normativo spettante,
non inferiore a quello corrisposto ad altro lavoratore per
le medesime mansioni, riproporzionato alla prestazione
lavorativa effettivamente eseguita;
c) la corresponsione di una specifica indennità di disponibilità nel caso sia prevista una disponibilità del lavoratore a svolgere, in un arco temporale definito, la
prestazione.
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IMPRESA E DIRITTO
49. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui al comma 47, sono
definite le modalità per lo svolgimento in forma semplificata degli adempimenti amministrativi concernenti l’instaurazione, la trasformazione e la cessazione di rapporti
di lavoro di cui ai commi da 47 a 50, nonchè criteri e disposizioni specifiche per disciplinare in particolare i profili previdenziali dell’eventuale indennità di cui al comma
48.
c) Computabilità ai fini della sicurezza del lavoro
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro”
Art. 4. Computo dei lavoratori
1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori
dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:
d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo
determinato, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del
posto di lavoro
4. Il numero dei lavoratori impiegati per l’intensificazione
dell’attività in determinati periodi dell’anno nel settore
agricolo e nell’ambito di attività diverse da quelle indicate nel comma 3, corrispondono a frazioni di unita-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della
normativa comunitaria.
d) Aspetti generali
Legge 6 agosto 2008, n. 133
“Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Art. 21. Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro
a tempo determinato
1. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dopo le parole «tecnico, produttivo, orga-
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)
nizzativo o sostitutivo» sono aggiunte le seguenti: «, anche
se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro».
e) Contenzioso in atto al 25 giugno 2008
Legge 6 agosto 2008, n. 133
“Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Art. 21. Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro
a tempo determinato
1-bis. Dopo l’articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, è inserito il seguente:
«Art. 4-bis. (Disposizione transitoria concernente l’indennizzo per la violazione delle norme in materia di apposizione e di proroga del termine). - 1. Con riferimento
ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della
presente disposizione, e fatte salve le sentenze passate in
giudicato, in caso di violazione delle disposizioni di cui
agli articoli 1, 2 e 4, il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un
massimo di sei mensilità dell’ultima retribuzione globale
di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8
della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni.».
f) Diritto di precedenza
Legge 6 agosto 2008, n. 133
“Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti
per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Art. 21. Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro
a tempo determinato
modificazioni.».
2. All’articolo 5, comma 4-bis del decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368, come modificato dall’articolo 1,
comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le
parole «ferma restando la disciplina della successione di
contratti di cui ai commi precedenti» sono inserite le
IMPRESA E DIRITTO
seguenti: «e fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con
le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».
3. All’articolo 5, comma 4-quater del decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368, come modificato dall’articolo 1,
comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole «ha diritto di precedenza» sono inserite le seguenti: «,
fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati
a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul
piano nazionale,».
CONTRATTI A TEMPO PARZIALE
Legge 24 dicembre 2007, n. 247 - “Norme di attuazione
del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e
competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili,
nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale”
Art. 1
44. Al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, come da ultimo modificato dal decreto legislativo 10 settembre 2003,
n. 276, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 3, comma 7:
1) nel primo periodo, le parole: «le parti del contratto di
lavoro a tempo parziale possono, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9,» sono sostituite
dalle seguenti: «i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul
piano nazionale possono, nel rispetto di quanto previsto dai
commi 8 e 9,» e la parola: «concordare» è sostituita dalla seguente: «stabilire»;
2) nel terzo periodo, le parole da: «I contratti collettivi»
fino alla parola: «stabiliscono:» sono sostituite dalle seguenti:
«I predetti contratti collettivi stabiliscono:»;
b) all’articolo 3, il comma 8 è sostituito dal seguente:
«8. L’esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al
comma 7 e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da
parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento
la durata della prestazione lavorativa, nonchè di modificare
la collocazione temporale della stessa, comporta in favore
del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese
fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonchè il di-
)
ritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle
forme fissate dai contratti collettivi di cui all’articolo 1,
comma 3»;
c) all’articolo 8, il comma 2-ter è abrogato;
d) l’articolo 12-bis è sostituito dal seguente:
«Art. 12-bis. - 1. I lavoratori del settore pubblico e del
settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali
residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli
effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla
trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Il rapporto di
lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente
in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore.
Restano in ogni caso salve disposizioni più favorevoli per il
prestatore di lavoro.
2. In caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice,
nonchè nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista
una persona convivente con totale e permanente inabilità
lavorativa, che assuma connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità
pari al 100 per cento, con necessità di assistenza continua
in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della
vita, ai sensi di quanto previsto dalla tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del
26 febbraio 1992, è riconosciuta la priorità della trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice,
con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o
con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è riconosciuta la
priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo
pieno a tempo parziale»;
e) dopo l’articolo 12-bis è inserito il seguente:
«Art. 12-ter. - (Diritto di precedenza). – 1. Il lavoratore
che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in
rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza
nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espleta-
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IMPRESA E DIRITTO
mento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a
quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale».
CONTRATTI DI LAVORO INTERMITTENTE
Legge 24 dicembre 2007, n. 247 - “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita
sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e
previdenza sociale”
Art. 1
45. Gli articoli da 33 a 40 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono abrogati.
Legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Art. 39. Adempimenti di natura formale nella gestione
dei rapporti di lavoro
11. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto
trovano applicazione gli articoli 14, 33, 34, 35, 36, 37, 38,
39, 40 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
e successive modifiche e integrazioni.
APPRENDISTATO
Legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
Art. 23. Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato
1. All’articolo 49, comma 3, del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276 le parole da «inferiore a due anni
e superiore a sei» sono sostituite con «superiore a sei
anni».
2. All’articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276 è aggiunto il seguente comma: «5-ter In
caso di formazione esclusivamente aziendale non opera
quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi i profili
formativi dell’apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da
22
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)
associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero
agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali
definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di
riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo».
3. Al comma 1 dell’articolo 50 del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276 dopo le parole «alta formazione»
sono inserite le seguenti: «, compresi i dottorati di ricerca».
4. Al comma 3 dell’articolo 50 del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276 dopo le parole «e le altre istituzioni
formative» sono aggiunti i seguenti periodi: «In assenza di
regolamentazioni regionali l’attivazione dell’apprendistato
di alta formazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le Università e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione, per quanto
compatibili, i principi stabiliti all’articolo 49, comma 4, nonchè le disposizioni di cui all’articolo 53.».
5. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogati:
a) l’articolo 1 del decreto ministeriale 7 ottobre 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 15 ottobre
1999;
b) l’articolo 21 e l’articolo 24, commi terzo e quarto,
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1956, n. 1668;
c) l’articolo 4 della legge 19 gennaio 1955, n. 25.
LAVORATORI A DOMICILIO
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro
Art. 3. Campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori
di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.
4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonchè ai
soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo.
IMPRESA E DIRITTO
9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge
18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano
nel campo di applicazione del contratto collettivo dei
proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi
di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37.
Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi
di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali
attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di
cui al titolo III.
TELELAVORATORI
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro
Art. 3. Campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori
di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.
4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonchè ai
soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo.
10. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una
prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante
collegamento informatico e telematico, compresi quelli
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo
1999, n. 70, e di cui all’accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al titolo VII, indipendentemente dall’ambito in
cui si svolge la prestazione stessa. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle
disposizioni di cui al titolo III. I lavoratori a distanza sono
informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali
in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare
in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza.
Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte
del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappre-
)
sentanze dei lavoratori e le autorità competenti hanno
accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti
della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al
consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta
presso il suo domicilio. Il lavoratore a distanza può chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce l’adozione di
misure dirette a prevenire l’isolamento del lavoratore a
distanza rispetto agli altri lavoratori interni all’azienda,
permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere
alle informazioni dell’azienda, nel rispetto di regolamenti
o accordi aziendali.
LAVORATORI AUTONOMI CON CONTRATTO D’OPERA
a) In generale
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro
Art. 3. Campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori
di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.
4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonchè ai
soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo.
11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui all’articolo
2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui
agli articoli 21 e 26.
b) Non computabilità
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro”
Art. 4. Computo dei lavoratori
1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori
dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:
i) i lavoratori autonomi di cui all’articolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla successiva
lettera l);
HOTEL MANAGERS inverno 2008
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IMPRESA E DIRITTO
c) Obblighi specifici
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro”
Art. 21. Disposizioni relative ai componenti dell’impresa
familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile e ai
lavoratori autonomi
1. I componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo
230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice
civile, i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo devono:
a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle
disposizioni di cui al titolo III;
b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed
utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo
III;
c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro
nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.
2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi
propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico
hanno facoltà di:
a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le
previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi
previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi
propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme
speciali.
Art. 26. Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera
o di somministrazione
1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno
della propria azienda, o di una singola unità produttiva
della stessa, nonchè nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima:
24
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui
all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o
mediante contratto d’opera o di somministrazione. Fino
alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo
che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti
modalità:
1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
2) acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa
appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei
requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
del 28 dicembre 2000, n. 445;
b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni
sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi
compresi i subappaltatori:
a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione
e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione
dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte
nell’esecuzione dell’opera complessiva.
3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando
un unico documento di valutazione dei rischi che indichi
le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile,
ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento
è allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti
stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in
corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui
al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese
appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.
IMPRESA E DIRITTO
Art. 27. Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi
1. Nell’ambito della Commissione di cui all’articolo 6,
anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuati settori e criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione
delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento
alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla
base della specifica esperienza, competenza e conoscenza,
acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati.
2. Il possesso dei requisiti per ottenere la qualificazione di
cui al comma 1 costituisce elemento vincolante per la
partecipazione alle gare relative agli appalti e subappalti
pubblici e per l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e
contributi a carico della finanza pubblica, sempre se correlati ai medesimi appalti o subappalti.
Legge 3 agosto 2007, n. 123
“Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul
lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma
della normativa in materia”
Art. 6. Tessera di riconoscimento per il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici
1. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di
appalto o subappalto, a decorrere dal 1 settembre 2007,
il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le
Generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di
riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria
attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti
a provvedervi per proprio conto.
2. I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono
assolvere all’obbligo di cui al comma 1 mediante annotazione, su apposito registro vidimato dalla direzione provinciale del lavoro territorialmente competente, da tenersi
sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. Ai fini del presente comma,
nel computo delle unità lavorative, si tiene conto di tutti
i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi per
)
i quali si applicano le disposizioni di cui al comma I.
3. La violazione delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 comporta l’applicazione, in capo al datore di lavoro, della sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per
ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di
riconoscimento di cui al Comma 1 che non provvede ad
esporla è punito con la sanzione amministrativa da euro
50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni non
è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13
del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
LAVORATORI AUTONOMI COLLABORATORI COORDINATI E CONTINUATIVI A PROGETTO
a) In generale
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro”
Art. 3. Campo di applicazione
7. Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, e successive modificazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 409, primo
comma, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni
di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione
lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente.
b) Computabilità
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
“Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.
123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro”
Art. 4. Computo dei lavoratori
1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori
dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:
l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura
civile, nonchè i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61
e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, e successive modificazioni, ove la loro attività non
sia svolta in forma esclusiva a favore del committente. ( continua nel prossimo numero )
HOTEL MANAGERS inverno 2008
25
Dal Seminario di studi di Adacampania a Napoli
Dr. Biagio Muzio
)
La Legionellosi
AGENTE INFETTIVO
La legionellosi, denominata anche
Malattia dei Legionari, è causata
da un batterio chiamato Legionella
Pneumophila.
Il termine pneumofila deriva dal
greco antico, pneuma = polmone e
filos = amante. Quindi, letteralmente questo tipo di Legionella è
amante dei polmoni.
La Legionella Pneumofila è l’unica
Legionella pericolosa per l’uomo. Esistono, infatti, molti
altri tipi di Legionella, che fortunatamente non arrecano
alcun danno all’uomo.
BREVE CRONISTORIA
La Legionella deve il suo nome all’epidemia di polmonite
che si verificò in un raduno di ex combattenti dell’American Legion (chiamati appunto “Legionari”), nel luglio del
1976 al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia, che causò
ben 34 morti su 221 contagiati. Tra le varie ipotesi, si pensò
anche ad un attacco biologico da parte dei Russi. Fu soltanto nel gennaio del 1977 che si scoprì che la malattia
era stata invece causata da un nuovo batterio, battezzato, appunto, Legionella, che fu isolato nell’impianto di
condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato. Per la cattiva reputazione suscitata da questa notizia, l’Hotel chiuse pochi mesi dopo, per essere
ristrutturato e ora appartiene alla catena Hyatt. Indagini
retrospettive hanno poi attribuito allo stesso ceppo batterico numerosi casi isolati ed epidemie di polmonite acuta
avvenuti in passato, di cui non era stata identificata la
causa. Da queste indagini è risultato che il primo caso documentato di legionellosi era avvenuto nel 1947, mentre la
prima epidemia era scoppiata nel Minnesota nel 1957.
26
HOTEL MANAGERS inverno 2008
DIFFUSIONE E STAGIONALITÀ
La malattia è presente in qualsiasi
area geografica e può manifestarsi in
qualsiasi stagione, anche se è più frequente in estate e in autunno.
In Europa, negli ultimi 15 anni sono
stati notificati in totale circa 50.000
casi di Legionellosi. Il tasso medio
d’infezione è risultato pari a 11,2 casi
per milione di abitanti nel 2006; i
tassi più alti sono stati riportati dalla
Spagna (30,0/1.000.000), dall'Olanda (26,9/1.000.000) e
dalla Francia (24,8/1.000.000). Si ritiene, tuttavia, che la
frequenza della malattia sia ancora largamente sottostimata e che l’incidenza più probabile in Europa sia superiore ai 20 casi per milione di abitanti. La legionellosi è
attualmente sottoposta a programmi di sorveglianza per
la prevenzione e il controllo, sia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sia della Comunità
Europea, sia, in Italia, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Nel nostro paese, l’incidenza della legionellosi, nel 2007,
è stata di circa 15 casi per milione di popolazione. Nel
2007 sono pervenute all’ISS 862 schede di sorveglianza
relative ad altrettanti casi di legionellosi. Anche da noi la
malattia resta comunque ampiamente sottostimata, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, dove forse funziona un pò meno il sistema di notifica: infatti, il 75% dei
casi è stato notificato da 6 regioni (Lombardia, Piemonte,
Veneto, Emilia - Romagna, Toscana e Lazio), il rimanente
25% da 13 regioni e dalle Province autonome di Trento e
Bolzano, mentre il Molise non ha notificato alcun caso.
Dei suddetti casi notificati, 86 erano pazienti ricoverati
in ospedale o in una casa di cura, 17 erano residenti in comunità chiuse, 186 casi avevano pernottato almeno una
( segue a pag. 28 )
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LA LEGIONELLOSI
( segue da pag. 26 )
notte in luoghi diversi dall’abitazione abituale (alberghi,
campeggi, navi, abitazioni private), 33 casi avevano frequentato piscine. La mortalità è stata molto alta (37,5%)
negli ospedali e minore (6%) negli altri luoghi.
Sempre nel 2007, i casi di legionellosi verificatisi in turisti stranieri che hanno visitato l’Italia e notificati all’Istituto Superiore di Sanità sono stati complessivamente
143. Per quanto riguarda invece i turisti italiani, i casi
sono stati complessivamente 86. Di essi, il 70% avevano
soggiornato in albergo, il 5% in campeggio, il 21% presso
abitazioni private e il restante 4% presso strutture termali. Analizzando l’infezione in base alla distribuzione per
età, il 73% dei pazienti aveva superato i 50 anni (età
media 61 anni), ma con un range compreso tra 6 e 99
anni. Il 71% dei casi di legionellosi appartiene al sesso
maschile, quindi il rapporto maschi/femmine è di 2,5:1.
Fattori predisponenti l’insorgenza della malattia
sono: l’età avanzata, la presenza di malattie croniche,
l’immunodeficienza (trapianti d’organo, terapia con
cortisonici e antitumorali, ecc.), il fumo di sigaretta.
Nel caso dei fumatori, la ragione sta nel fatto che il loro
sistema respiratorio è compromesso e quindi non filtra
efficientemente l’entrata di agenti estranei nei polmoni.
Infine, il rischio di acquisizione della malattia è correlato
alla suscettibilità individuale e al grado di intensità dell’esposizione, rappresentato dalla quantità di legionelle
presenti (carica infettante) e dal tempo di esposizione.
SORGENTI DI INFEZIONI
Le legionelle sono presenti in maniera diffusa negli ambienti acquatici naturali e artificiali. Si riscontrano nei
fiumi, laghi, pozzi, sorgenti. Tuttavia negli ambienti naturali sono presenti in dosi talmente basse da non costituire un pericolo. Da questi ambienti esse però risalgono
a quelli artificiali umidi e tiepidi che quindi agiscono da
disseminatori del germe. Pertanto, le principali sorgenti
d’infezione sono:
- Serbatoi e condotte idriche urbane.
- Impianti idrici dei singoli edifici.
- Terminali delle reti di acqua sanitaria.
28
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
- Docce e rubinetti.
- Centrali di condizionamento dell’aria, dotato di estese
reti di condutture, punti di giunzione, rami morti e sistemi di ricircolo.
- Torri di raffreddamento delle centrali di condizionamento.
- Condizionatori domestici.
- Umidificatori ad acqua.
- Terme, vasche idromassaggio, piscine, fontane (specie
se in ambiente interno e a getto intermittente).
- Apparecchi medicali, come gli erogatori di ossigeno.
UTENZE A RISCHIO DI MAGGIORE ESPOSIZIONE
Per le considerazioni appena fornite, le strutture più
esposte a rischio sono:
- Ospedali, cliniche, case di cura e simili.
- Alberghi, caserme, campeggi e strutture ricettive in genere.
- Impianti per attività sportive e scolastiche.
- Edifici con torri di raffreddamento.
- Piscine e stabilimenti termali.
- Fontane decorative e cascate artificiali.
Da un'indagine condotta negli alberghi, dal Gruppo
Multicentrico di studio sulla legionellosi, in Italia è
emerso che il 75% delle strutture ricettive esaminate presentava una contaminazione da Legionella pneumophila
nell’acqua calda sanitaria. Il microrganismo era presente
specialmente negli edifici più vecchi. Inoltre, il 22,6% delle
case private era colonizzato da Legionella. Lo studio ha evidenziato che risiedere ai piani elevati di condomini di grandi
dimensioni, con un sistema di riscaldamento centralizzato
e realizzato da più di dieci anni, costituisce un rischio significativo per la colonizzazione. Anche le strutture termali sono considerate tra i luoghi a rischio perché:
- Frequentate da persone più esposte a contrarre l'infezione.
- Per la possibilità di esposizione diretta ad aerosol, prodotto da specifiche apparecchiature o da piscine o vasche per idromassaggio.
- Per la presenza di acque che spesso sgorgano ad una
temperatura ideale per la crescita della Legionella.
( segue a pag. 30 )
LA LEGIONELLOSI
(
segue da pag. 28
)
CONDIZIONI PER LO SVILUPPO DELLA LEGIONELLOSI
La temperatura ottimale per lo sviluppo della Legionella
varia da 22 a 45°C. La crescita dei batteri è massima a
circa 37°. Inoltre sedimenti organici, ruggini e depositi di
materiali nelle zone critiche degli impianti idrici all'interno delle tubazioni, specialmente se obsolete, facilitano
l’insediamento del germe. La legionella può trovarsi sia
in forma libera nell'acqua che ancorata al cosiddetto
“biofilm” che si forma nelle tubature. Si tratta di una pellicola di microrganismi (batteri, alghe, protozoi, virus, ecc.)
immersi in una matrice organica, in cui la Legionella trova
sostentamento e riparo. Inoltre i biofilm possono rompersi (per forti sbalzi termici, improvvise turbolenze o urti
meccanici) e liberare grandi quantità di Legionelle nell’impianto. La presenza del biofilm può quindi svolgere
un ruolo importante per lo sviluppo del germe.
È, tuttavia, di fondamentale importanza
sottolineare che la sola presenza di questi batteri
non costituisce pericolo immediato per le persone.
La malattia si manifesta solo quando si presentano le
condizioni predisponenti precedentemente esposte e
quelle favorenti legate alla particolare modalità di trasmissione del microrganismo.
MODALITÀ DI TRASMISSIONE
L’uomo contrae l’infezione quando inala acqua in piccole
goccioline (1-5 micron) contaminata da una sufficiente
quantità di batteri, in forma di aerosol. Più le gocce di
acqua sono piccole, più il germe può raggiungere facilmente le basse vie respiratorie, in particolare i polmoni.
Non sono stati segnalati casi di trasmissione interumana
o da ingestione di acqua contaminata.
FORME CLINICHE
L’infezione da legionella può dare luogo a due distinti
quadri clinici: la Febbre di Pontiac e la Malattia del Legionario.
La Febbre di Pontiac è una banale forma simil-influenzale che deve il proprio nome ad un’epidemia acuta feb-
30
)
HOTEL MANAGERS inverno 2008
brile verificatasi nell’omonima località dello Stato del Michigan (USA) nel 1968. Si presenta come una malattia
acuta autolimitante che non interessa il polmone: dopo
un periodo di incubazione di 24-48 ore compaiono febbre, malessere generale, dolori muscolari, cefalea. Si risolve in 2-5 giorni. Questa forma di legionellosi è spesso
scambiata per una normale influenza.
La Malattia dei Legionari è, invece, la forma più severa
dell’infezione e si presenta come una polmonite acuta
difficilmente distinguibile da altre forme di infezioni respiratorie acute delle basse vie respiratorie.
La Malattia dei Legionari si manifesta dopo un’incubazione media di 5-6 giorni, che però può variare da 2 a 10
giorni, con malessere, mialgia e cefalea, cui però seguono
febbre alta, tosse generalmente secca non produttiva, respiro affannoso e sintomi comuni ad altre forme di polmonite.
Tra le complicanze vi possono essere: ascesso polmonare,
empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione
intravasale disseminata, porpora trombocitopenica ed insufficienza renale. Possono comparire anche manifestazioni neurologiche e gastrointestinali.
Come abbiamo visto, la malattia, specie se diagnosticata
tardi o insorta in soggetti molto deboli, può portare al
decesso.
Esiste infine una forma subclinica, cioè senza comparsa di
sintomi clinici, in assenza di qualsiasi episodio di polmonite
e/o forme simil-influenzali e senza nessuna conseguenza.
LA LEGIONELLOSI
DIAGNOSI
La distinzione tra la legionellosi e altre forme di polmonite può essere fatta solo attraverso test diagnostici specifici e non sulla base dei sintomi, che sono molto simili
alle altre polmoniti. Anche il reperto radiologico non è
specifico.
I test diagnostici che solitamente vengono effettuati
quando esiste un sospetto di legionellosi, sono l’isolamento del batterio dallo sputo e l’analisi degli antigeni
presenti nelle urine.
La ricerca degli anticorpi nel sangue riveste invece solo
un’utilità per l’individuazione della fonte ambientale di
infezione, ma non per la diagnosi clinica, poiché la comparsa degli anticorpi nel sangue dei pazienti è molto tardiva (da 3 a 6 settimane dopo l’infezione).
L’indagine laboratoristica deve essere attuata possibilmente prima che i risultati possano essere influenzati
dalla terapia.
Il metodo diagnostico di elezione è l’isolamento e l'identificazione del microrganismo. L’isolamento da campioni
clinici è estremamente importante, sia perché è il criterio
diagnostico più specifico, sia perché permette lo studio
comparativo con ceppi di Legionella isolati dall’ambiente,
presumibilmente associati all’infezione, al fine di individuare la fonte dell’infezione stessa.
Tuttavia, la complessità della diagnosi di laboratorio consiste nella difficoltà di isolare e identificare il germe in
tempi relativamente brevi. Infatti, esso richiede terreni di
coltura speciali e tempi di crescita relativamente lunghi
(4-10 giorni).
L’altra prova, quella dell’antigenuria (presenza di antigene
solubile nelle urine) ha il vantaggio che è più facile ottenere un campione di urine rispetto a un campione di
espettorato adeguato (poiché i pazienti presentano una
tosse non produttiva). Inoltre, si positivizza precocemente
e, contrariamente alla coltura, può dare risultati positivi
anche per qualche mese. Tuttavia, proprio per questo motivo, può risultare difficile distinguere tra infezione acuta,
fase di convalescenza, o infezione pregressa.
TERAPIA
Il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di
origine batterica, passa soprattutto attraverso il tratta-
)
mento antibiotico. I farmaci d’elezione sono l’eritromicina e gli altri farmaci appartenenti alla stessa classe dei
macrolidi, tipo claritromicina o azitromicina, in genere
con somministrazione per due-tre settimane. Quando
guarisce la malattia non lascia sequele.
PREVENZIONE DELLA LEGIONELLOSI
NELLE STRUTTURE RICETTIVE
La prevenzione è da considerare il momento
fondamentale per evitare la diffusione e la
moltiplicazione nell’ambiente della legionella.
La prevenzione deve basarsi sull’analisi del rischio, che
deve essere effettuata periodicamente in ogni struttura
turistico-ricettiva.
ANALISI DEL RISCHIO
Nell’analisi del rischio i fattori da considerare sono:
a) la fonte di approvvigionamento dell'acqua dall'impianto (pozzi, rete idrica urbana, ecc.)
b) i possibili punti di contaminazione dell'acqua all'interno dell'edificio o punti critici
c) le caratteristiche di normale funzionamento dell'impianto (es. ricerca di bracci morti o comunque soggetti
a ristagno di acqua o a un suo defluire intermittente
oppure la valutazione dell'utilizzo delle differenti aree o
ali della struttura, in funzione di una loro possibile bassa
occupazione che potrebbe favorire la proliferazione del
batterio) d) le condizioni di funzionamento non usuali,
ma ragionevolmente prevedibili (es.: rotture);
e) le prese d'aria per gli edifici (che non dovrebbero essere
situate vicino agli scarichi delle torri di raffreddamento.)
L'analisi del rischio deve essere effettuata regolarmente
(almeno ogni 2 anni) e ogni volta che ci sia motivo di
pensare che la situazione si sia modificata. L'analisi deve,
comunque, essere rifatta ad ogni segnalazione di un possibile caso di legionellosi.
Inoltre, ogni struttura turistico-ricettiva deve istituire un
registro per la documentazione degli interventi di valutazione del rischio e di manutenzione, ordinari e straordinari, sugli impianti idrici e di climatizzazione.
HOTEL MANAGERS inverno 2008
31
LA LEGIONELLOSI
MISURE DI PREVENZIONE PER LA RIDUZIONE
DEL RISCHIO
Da effettuarsi in sede di progetto degli impianti e di una
loro gestione/manutenzione accurata. La prevenzione
della legionellosi dovrebbe partire dalla corretta progettazione e realizzazione delle reti idriche. Per una corretta
valutazione del rischio correlato ad una struttura turistico-ricettiva si dovrebbe quindi innanzitutto disporre di
uno schema aggiornato (se disponibile) dell'impianto.
Tutti i gestori di strutture ricettive dovrebbero poi garantire l'attuazione della manutenzione periodica da attuare
nel modo seguente:
- Mantenere costantemente l'acqua calda a una temperatura superiore ai 50C e costantemente l'acqua fredda
ad una temperatura inferiore a 20C all'erogazione.
- Fare scorrere l'acqua (sia calda che fredda) dai rubinetti
e dalle docce delle camere non occupate per alcuni minuti almeno una volta a settimana e comunque sempre
prima che vengano occupate.
- Mantenere le docce, i diffusori delle docce ed i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all'occorrenza.
- Pulire e disinfettare regolarmente (almeno 2 volte
l'anno) le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell'aria.
- Svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell'acqua calda (compresi gli scalda-acqua elettrici) almeno due volte all'anno.
- Disinfettare il circuito dell'acqua calda dopo interventi sugli
scambiatori di calore e all'inizio della stagione turistica.
- Pulire e disinfettare tutti i filtri dell'acqua regolarmente
ogni 1-3 mesi.
- Ispezionare mensilmente i serbatoi dell'acqua, le torri
di raffreddamento e le tubature visibili. Accertarsi che
tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate.
- Accertarsi che eventuali modifiche apportate all'impianto, oppure nuove installazioni, non creino bracci
morti o tubature con assenza di flusso dell'acqua o
flusso intermittente.
- in presenza di attrezzature per idromassaggio, assicurarsi che le stesse siano sottoposte al controllo da personale esperto, che deve provvedere all’effettuazione e
32
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
alla registrazione delle operazioni di pulizia e di corretta
prassi igienica.
Per le strutture ricettive a funzionamento stagionale,
prima della riapertura, è opportuno procedere ad una pulizia completa dei serbatoi, della rubinetteria e delle
docce. Inoltre è consigliabile far defluire a lungo l’acqua
da tutti i rubinetti.
MISURE DA PORRE IN ATTO
IN PRESENZA DI FATTORI DI RISCHIO
Se in una struttura turistico-ricettiva si evidenzia la presenza di un potenziale rischio si deve effettuare un campionamento microbiologico per la ricerca di Legionella, in
un numero di siti che sia rappresentativo degli impianti
idrici e di condizionamento (rubinetti, filtri docce, serbatoi, acqua di condensa di condizionatori, ecc.) e comunque
non inferiore a sei. Se il campionamento risulta negativo,
esso deve essere ripetuto con cadenza da stabilirsi sulla
base di un'analisi del rischio e inserito in un piano di autocontrollo. In una prima fase, il campionamento deve essere ripetuto mensilmente per almeno sei mesi. Nel caso
in cui risulti sempre negativo, vengano effettuati gli interventi necessari a rimuovere potenziali fattori di rischio
dall'impianto ed adottate le procedure riportate precedentemente, non è necessario ripetere il campionamento
mensilmente, ma solo ad intervalli dipendenti dai risultati
dell'analisi del rischio (in genere ogni sei mesi).
Se il campionamento è positivo occorre mettere in atto
misure a seconda della carica di legionella riscontrata. In
caso di concentrazione di legionelle fra 1000-10000 ufc/l
(unità formanti colonie /litro), bisogna effettuare la bonifica solo in presenza di casi di legionellosi. Nel caso invece
di concentrazione di legionelle superiore a 10000 ufc/l è
necessaria una decontaminazione anche in assenza di casi.
METODI DI DISINFEZIONE PER LEGIONELLA
IN SISTEMI DI ACQUA POTABILI
I trattamenti da effettuare una volta constatata la proliferazione del germe vanno valutati caso per caso. La
scelta della metodica più appropriata dipende dalle caratteristiche della struttura in cui si intende operare (ad
( segue a pag. 39 )
LIBRI
)
a cura di Silvia Santori
(
Storia di un tassista e di un affittacamere
)
I sapori, i rumori e gli odori di una Napoli del periodo bellico e dell’immediato dopoguerra sono il variopinto sfondo di questa delicata storia d’amore.
Lui, Gaetano, è un giovane in cerca di successo nel mondo dell’ospitalità alberghiera;
l’altro, il tassista Pasquale, è suo padre.
Ma anche il suo migliore amico, nonché complice di rocambolesche avventure, che
prendono forma tra le caotiche viuzze del capoluogo partenopeo che, più che una città,
è un autentico stato d’animo.
Con la morte di Pasquale, avvenuta senza preavviso, senza il tempo di salutarsi, lo speciale rapporto che lega i due Castellano si trasforma in nostalgia, assume i contorni del
rimpianto.
Gaetano Castellano, autore del piccolo libro “Storia di un tassista e di un affittacamere”, racconta con tono scanzonato, ironico, leggero e a tratti un po’ malinconico, le
esperienze di un direttore d’albergo innamorato della sua terra ma convinto della necessità di mettersi alla prova lavorando anche fuori dalla realtà in cui si è cresciuti.
L’autore ricorda la prima volta in cui il suo lavoro fu definito di “affittacamere”, ripercorre la sua bella esperienza nell’ADA (Associazione Direttori d’Albergo) e racconta di non avere mai dimenticato, ovunque lui fosse, Ischia, Firenze o la Valle dei Templi, l’autentico sapore di ‘na tazzulella ‘e cafè. (
Storia di Minervino Murge
)
È un orgoglioso tributo alla sua terra e alle radici che vi affondano profonde, quello
che Donato Carbone offre al lettore in “Storia di Minervino Murge”, libro dedicato alle
vicende susseguitesi sullo splendido balcone delle Puglie che domina l’intera valle dell’Ofanto.
Carbone ripercorre gli avvenimenti e le storie che più hanno segnato la memoria del
centro murgiano, soffermandosi principalmente sui fatti legati al grande fenomeno europeo dell’Illuminismo.
Così lo scrittore riporta in vita per il tempo di alcune righe e lo spazio di poche pagine
colui che viene considerato il primo grande eroe del comune di Minervino: Emanuele
De Deo, idealista e appassionato “rivoluzionario”, giustiziato a Napoli dai Borboni per
avere diffuso tra il popolo alcuni volantini sulla Costituzione francese.
È poi la volta di Giuseppe di Vittorio, Primo Segretario della Camera del Lavoro.
Gli anni si susseguono veloci, arrivano le rivolte del 1921 tra gli agrari locali e la manodopera agricola e il 1945, anno dell’isolamento politico della città, che le valse l’appellativo di “Minervino Repubblica Rossa”.
Tutti i fatti ricordati da Carbone sono dominati e illuminati dallo storico faro, vero simbolo della città inaugurato il 29 giugno 1932. A conclusione di questo fiero ritratto un auspicio, quello che Minervino sia ricordata non solo per la sua densa storia, ma anche e soprattutto per le sue bellezze naturali che tolgono il fiato. HOTEL MANAGERS inverno 2008
33
PERSONAGGIO IN VETRINA
Mario Ferraro, General Manager del Molino Stucky Hilton Venice.
)
Intervista a
Mario Ferraro
“Servizi tecnologici all’avanguardia rappresentano un plus
rispetto alle normali dotazioni alberghiere”
(I)
l Molino Stucky Hilton di Venezia è
una delle ultime strutture alberghiere italiane nate in casa Hilton.
L’edificio è stato progettato e realizzato ristutturando magnificamente uno splendido
edificio del XIX secolo in passatoimpiegato come mulino
e granaio. Situato presso l’isola della Giudecca, il Molino
Stucky Hilton vanta una posizione esclusiva, offrendo ai
proprio ospiti una meravigliosa vista su Venezia, un impeccabile servizio ed un centro congressuale a 5 stelle. Il
Molino Stucky Hilton ha scelto l’ormai consolidata esperienza di Swisscom per soddisfare i propri clienti anche in
campo tecnologico, affidandole la gestione dei servizi di
connettività per tutta la struttura.
34
HOTEL MANAGERS inverno 2008
Lei ha un esperienza molto ampia all’interno del mercato alberghiero Italiano. Cosa significa lavorare in una
catena quale Hilton?
Hilton è la catena alberghiera numero uno
al mondo, come prestigio ed espansione. Gli hotels presenti e le nuove strutture che stanno per sorgere, fanno
di Hilton la compagnia geograficamente più diffusa al
mondo. Lavorare per questa catena rappresenta quindi
uno step importante della mia carriera, un modo per
mettere a frutto l’esperienza maturata in anni di impegno nel settore, in un periodo di grande attenzione rivolta al mercato alberghiero e turistico, che prevede
nuove sfide e apre nuove possibilità.
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el.. (39) 06-35403933 - Fax
Fax
a (039) 06 -97270019
PERSONAGGIO IN VETRINA
Il Gruppo Hilton ha annunciato il rinnovo di collaborazione a livello pan-europeo con Swisscom. Quali
sono i punti di forza della partnership in essere fra
le due società e come incide sulle risposte alle esigenze di una singola location?
Swisscom è in grado di fornire ai nostri clienti un supporto tecnico specializzato, di alto livello. In un settore
come il nostro, ogni servizio offerto in modo efficiente
rappresenta un valore che permette di soddisfare le esigenze dei nostri ospiti, fino a superare le loro aspettative, un obiettivo che incide in maniera positiva sulla
valutazione complessiva della struttura.
Secondo Lei, nell’attuale scenario di mercato, che
importanza assume la tecnologia all’interno di una
struttura alberghiera?
È di fondamentale importanza. Un albergo cinque stelle,
oltre alla location e al servizio, deve poggiare su moderne
tecnologie.
La clientela alberghiera, nella scelta della struttura, valuta i servizi tecnologici offerti dalla stessa: business centre, connessione ad internet, diponibilità di rete wifi,
attrezzature e dotazioni per congressi sono imprescindibili se si mira all’eccellenza e soprattutto se si desidera
soddisfare appieno le esigenze degli ospiti.
Come può un partner esterno integrare e migliorare
i servizi tecnologici offerti ai Vostri clienti?
Nessun settore come quello informatico e delle telecomunicazioni è sottoposto a continue innovazioni e miglioramenti. Un servizio che sia al passo con il veloce
ritmo del progresso richiede preparazione e specializzazione. Un’efficace risposta è rappresentata dalla stretta
collaborazione con un partner esterno altamente qualificato.
Swisscom si è focalizzata negli ultimi anni anche
sulle esigenze tecnologiche legate al settore degli
eventi; come può, secondo Lei, un partner tecnologico esterno ed internazionale supportare il team
sales, operations ed IT?
Molino Stucky Hilton è nato lo scorso anno come struttura dedicata al settore congressuale posizionandosi
36
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
come leader nell’area geografica del nord-est. Insieme a
Swisscom abbiamo gestito con successo eventi di diverse
dimensioni, rispondendo sia ad esigenze di connettività
basiche (e-mail e navigazione internet), sia a richieste
più specifiche di videoconferenze o training on line per
un ampio numero di delegati.
La collaborazione con un’azienda che sappia garantire
affidabilità e professionalità è senza dubbio un valildo
ausilio affinchè la nostra struttura possa garantire ai
propri clienti un servizio tecnologico ed informatico sempre efficiente ed al passo con le innovazioni, che risponda
esattamente alle loro aspettative.
Per il nostro reparto commerciale, attrezzature e servizi
tecnologici all’avanguardia rappresentano un key selling
point, un plus rispetto alle normali dotazioni alberghiere.
Per Operations e IT sono un supporto concreto nell’organizzazione e nello svolgimento dell’evento al fine di garantirne la perfetta riuscita.
Come vede lo sviluppo di questo segmento e l’impatto tecnologico sullo stesso?
Grazie al primato nella capacità congressuale alberghiera a Venezia, siamo stati in grado di aprire la città ad
un nuovo mercato, quello dei grandi eventi. Analizzando
i numeri, il segmento appare essere in un periodo di forte
fermento, di crescita progressiva e ciò ci fa ben sperare.
L’ottimo risultato ottenuto in questo segmento di mercato non sussisterebbe se non garantissimo tecnologie
adeguate.
Cosa differenzia il prodotto Molino Stucky Hilton
oggi e nel futuro?
Il Molino Stucky Hilton Venice è il più grande albergo e
centro congressuale presente nel cuore di Venezia. Il nostro punto di forza è rappresentato senza dubbio dalla
peculiarità dei servizi che offriamo.
Nel futuro vediamo un’espansione della struttura, nuove
idee e servizi da offrire ai nostri clienti. Molino Stucky
Hilton si prepara a diventare una realtà di riferimento
nel settore, specie nel segmento congressuale, seguendo
l’evoluzione tecnologica che verrà garantita con efficienza e professionalità anche grazie alla collaborazione
in essere con Swisscom. LA LEGIONELLOSI
)
spiratoria dotata di filtro ad alta efficienza in grado di
trattenere aerosol.
( segue da pag. 32 )
esempio, reparti a rischio di un ospedale presentano problematiche diverse rispetto ad uno stabilimento termale
o ad un albergo), dell’impianto idrico e dell’acqua stessa
(ad esempio la complessità ed il materiale di costruzione
delle tubazioni possono impedire l’azione di un disinfettante, così come temperatura e torbidità dell’acqua possono ridurne l’efficacia).
I metodi di disinfezione più comuni sono:
- Trattamento termico, in cui si mantiene l’acqua ad una
temperatura superiore ai 60°C.
- Shock termico in cui si eleva la temperatura dell’acqua
fino a 70-80°C per almeno 30 minuti al giorno per tre
giorni, fino ai rubinetti.
- Iperclorazione continua in cui si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio
(1-3mg/l).
- Iperclorazione shock in cui si mantiene una concentrazione di 50mg/l per un’ora oppure 20mg/L per due ore.
- Biossido di cloro, prodotto in loco con appositi generatori con capacità di produzione adeguate all'impianto
da disinfettare.
- Raggi ultravioletti, generati da speciali lampade.
- Ionizzazione rame-argento.
- Perossido di idrogeno e argento.
- Ozono.
- Filtri Terminali.
Gli addetti alla manutenzione o alla pulizia degli impianti
sono da ritenersi lavoratori ad alto rischio di esposizione
per la legionella. Per questi soggetti, la più valida misura
di prevenzione è costituita dall'uso di una maschera re-
SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA
Obiettivi
- Monitorare la frequenza di legionellosi sia dal punto
epidemiologico che clinico, con particolare attenzione
ai fattori di rischio per l'acquisizione della malattia;
- Identificare cluster di legionellosi dovuti a particolari
condizioni ambientali, al fine di evidenziare i fattori di
rischio ed interrompere la catena di trasmissione.
Si definiscono Cluster, due o più casi associati al soggiorno nella stessa struttura turistico-ricettiva nell’arco di
due anni.
Qualora due o più casi siano riscontrati come riconducibili ad una medesima esposizione nell'arco di sei mesi ci
troviamo invece di fronte a un Focolaio epidemico.
SISTEMA DI NOTIFICA
Per i casi di legionellosi è prevista la notifica obbligatoria
in classe II, D.M. 15/12/90.
Il medico segnalatore deve comunicare il caso isolato entro
48 ore o il focolaio epidemico entro 24 ore dall'osservazione all’ASL di diagnosi la quale procede, previa validazione della diagnosi, all'invio del modello 15 alla Regione.
Quest’ultima provvederà all'invio della notifica individuale
al Ministero della Sanità, all'ISTAT e all’ISS. I dati relativi ai
casi notificati di legionellosi sono pubblicati annualmente
sul Bollettino Epidemiologico del Ministero della Sanità,
stratificati per regione, provincia, età e sesso.
SISTEMA DI SORVEGLIANZA NAZIONALE
Il medico che pone la diagnosi deve compilare la scheda
di sorveglianza (Circolare 400.2/9/5708 del 29/12/93) che
deve essere tempestivamente inviata all’ASL ed all’ISS.
I ceppi clinici sospetti di Legionella eventualmente isolati
devono essere inviati per la tipizzazione o la conferma al
Laboratorio di Batteriologia e Micologia Medica dell’ISS, che
è il laboratorio nazionale di riferimento per la legionellosi.
L’ASL di diagnosi provvede alla trasmissione mensile delle
schede alla Regione, dopo opportuna validazione dei casi.
I dati contenuti nel questionario (anagrafici, statisticoepidemiologici, clinici) vengono elaborati periodicamente
HOTEL MANAGERS inverno 2008
39
LA LEGIONELLOSI
e annualmente viene redatto un rapporto informativo sui
risultati della sorveglianza (Notiziario ISS).
SORVEGLIANZA INTERNAZIONALE
DELLA LEGIONELLOSI NEI VIAGGIATORI
Parallelamente al sistema di sorveglianza dei casi italiani,
nell’ambito dell’European Working Group for Legionella
Infections (EWGLI), esiste un programma di sorveglianza
internazionale delle legionellosi nei viaggiatori iniziato
nel 1986, coordinato fino al 1993 dal National Bacteriology Laboratory di Stoccolma e successivamente dal Public Health Laboratory Service (PHLS), Communicable
Disease Surveillance Centre (CDSC) di Londra.
Tale programma, al quale aderisce anche l’Italia, raccoglie informazioni relative ai casi di legionellosi associati ai
viaggi che si verificano nei cittadini di 30 paesi europei
partecipanti al programma.
L’EWGLI segnala all'Istituto Superiore di Sanità (Laboratorio di Batteriologia e Micologia Medica) i casi di legionellosi che si sono verificati in viaggiatori stranieri, che hanno
trascorso un periodo in Italia, riportando informazioni sulle
strutture ricettive in cui hanno soggiornato i pazienti e che
potrebbero rappresentare le fonti dell'infezione.
Il laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica dell'ISS
provvede, a sua volta, a segnalare i casi al Ministero della
Sanità, Dipartimento della Prevenzione, Ufficio Malattie
Infettive e Profilassi Internazionale, per i provvedimenti di
competenza, e alle competenti Autorità delle Regioni
coinvolte, al fine di attivare l'indagine ambientale locale.
Il risultato finale delle indagini che i referenti regionali
inviano all'ISS viene poi trasmesso al gruppo di lavoro europeo.
NORMATIVA VIGENTE
La Legionella è stata classificata come agente in grado di
provocare una malattia infettiva nell’uomo, ma che ha
scarsa possibilità di diffondersi nell’ambiente qualora
siano attuate le opportune misure profilattiche o terapeutiche.
LINEE GUIDA SULLA LEGIONELLOSI
Le linee guida sono da considerarsi un insieme di suggerimenti tecnico-pratici per ridurre al minimo il rischio le-
40
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
gionellosi. Oltre che le linee guide italiane, l’European
Working Group for Legionella infections (EWGLI) ha predisposto delle linee guida europee per il controllo e la
prevenzione della legionellosi associata ai viaggi. Queste
linee guida vanno ad integrare le linee guida nazionali
già esistenti e servono da guida per quei paesi che ancora non ne hanno elaborate di proprie.
- Approvazione linee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della legionellosi - Bollettino
Ufficiale della Regione Emilia-Romagna - N. 147 del
22-8-2008.
- Linee-guida recanti indicazioni sulla legionellosi
per i gestori di strutture turistico - ricettive e termali
- Gazzetta Ufficiale Numero 28 (Serie Generale) del 4
Febbraio 2005 (pag. 54-60) - Italia.
- Linee-guida per la prevenzione e il controllo della
legionellosi - Gazzetta Ufficiale Numero 103 (Serie Generale) del 5 Maggio 2000 (alla pagina 12) - Italia.
- European Guidelines for Control and Prevention of
Travel Associated Legionnaires' Disease (produced
by members of the European Surveillance Scheme for
Travel Associated Legionnaires' Disease - EWGLINET and the European Working Group for Legionella Infections - EWGLI) - prodotte nel giugno 2003 e revisionate
nel gennaio 2005 - UK.
RESPONSABILITÀ DEGLI OPERATORI
In caso di legionellosi, potenzialmente possono essere
chiamate in causa tutte le figure coinvolte nel processo
di progettazione, realizzazione, collaudo, manutenzione e
utilizzo degli impianti.
Occorre anche ricordare che la mancata applicazione di misure atte a minimizzare il rischio di infezione da Legionella,
indicate nelle Linee guida per la prevenzione e il controllo
della legionellosi del 5 maggio del 2000, e nel D.Lvo n. 626
del 19 settembre 1994, può essere perseguita penalmente.
I parametri di riferimento, che abbiamo precedentemente
esposto, sono indicati, per le strutture turistico ricettive
e termali, nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio
2005: “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi
per i gestori di strutture turistico - ricettive e termali”.
La mancata osservanza della normativa da parte del gestore potrebbe comportare sanzioni di ordine legale. WWW.HOTELPHOTOGRAPHY.IT
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Centro Studi Manageriali Mario Losciale
di Antonio De Septis
)
Un socialnetwork
itinerante
Il Corso Superiore di Economia e Management Alberghiero voluto da ADA, un
socialnetwork itinerante, fondamentale per la formazione manageriale di settore
(I)
linee guida cui ha fatto seguito la presenza di relatori di
n questi giorni abbiamo superato più di una boa
altissimo profilo come Piero Roggi, Giovanni Liberadi avvicinamento ai traguardi che ci siamo dati.
tore, Vincenzo Meleca, Filippo Randelli, Marco GrecSulle sessioni di studio è possibile, quindi, incochi,
Silvio Busti, Giuseppe Menegazzi, ai quali mi corre
minciare a tracciare bilanci consuntivi,a raccogliere conl’obbligo di aggiungere Franco
tributi da parte di tutti, anche
Arabia.
al fine - ove dovesse occorrere
- di adeguare l’offerta formaL’ultima sessione, prima di antiva alle possibili, ulteriori esidare in stampa, si è svolta a Migenze dei soci. Ancorché
lano, in occasione del Tfp, il
scontato, è bene sottolineare
summit delle professioni, nel
come il bisogno del corso di
prestigioso Palazzo ai GiuriconEconomia e Management Alsulti vicino al Duomo con una
berghiero, nei tempi dovuti, sia
partecipazione andata oltre le
stato portato all’attenzione del
più rosee previsioni.
Comitato Scientifico del
Centro Studi in un proficuo
A Reggio Calabria, alla prebrainstorming voluto da Arasenza del sottosegretario di
bia all’indomani della sua
Stato, Michela Brambilla, il
nuova elezione a presidente
messaggio del nostro master è
nazionale di Ada, eviscerando i
stato particolarmente apprezbisogni dei soci, analizzando le
zato anche in relazione alla difcondizioni sociali del paese, le
ficoltà dell’economia italiana, e
questioni culturali, e quant’alnon solo, avendo lì ascoltato tro. L’ulteriore impulso è arrifra l’altro - diversi esperti che
vato immediatamente dopo la
hanno indicato nella qualità
Conferenza Nazionale dei
( Antonio De Septis )
dell’ospitalità la via da potenServizi di Ada, ad Amantea in
ziare per conquistare nuovi e vecchi segmenti di mercato,
Calabria. C’è, dunque, un merito da condividere, tenuto
ammettendo - dunque - l’esigenza formativa.
conto del complesso percorso fatto sia sotto il profilo dell’identificazione del modello, sia sotto l’aspetto della reaRestano ancora diverse tappe da percorrere, ma nel fratlizzazione, con l’autorevole conforto dell’assemblea
tempo coltiviamo il sogno di poter fare riconoscere i cregenerale dei soci ADA di Torino, che, nella scorsa primaditi formativi maturati. vera, ha accolto favorevolmente la presentazione delle
42
HOTEL MANAGERS inverno 2008
Centro Studi Manageriali Mario Losciale
SOTTOBUDGETS
BUDGETING ALBERGHIERO
ASSISI
)
HOTEL MANAGERS inverno 2008
43
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
dalla Fiera di Rimini
Giornata riminese
di aggiornamento
avanzato per il
Direttore d’Albergo
(I)
l programma inizia
allo Stand ADA e, dopo un breve saluto
tra i soci partecipanti, prosegue con una visita a quello di
Shoenhuber Franchi, sponsor nazionale A.D.A., dove
servono un rinfresco di benvenuto. La mattinata prosegue con la visita ai diversi
padiglioni presenti in Fiera e
si conclude con la colazione
gentilmente offerta a tutti i Soci ADA dalla Fiera di Rimini. Il pomeriggio inizia con l’appuntamento alla sessione
al Corso Superiore di Economia e Management Alberghiero organizzato dal Centro Studi Manageriali “Mario
Losciale” di Ada, che sviluppa il modulo “Energia ed Ambiente” con particolare riferimento alla cogenerazione. Alle
14,30, come da programma, prende la parola il presidente
regionale Luciano Eumenidi porgendo un saluto di benvenuto ai partecipanti, ringraziando Riminifiera per la
consueta attenzione verso la nostra Associazione. Termina
il suo intervento cedendo la parola al presidente nazionale
Franco Arabia il quale, a sua volta, porge il benvenuto ai
partecipanti, rinnova i ringraziamenti all’Ente Fiera per la
disponibilità e si congratula con il Presidente Regionale per
la perfetta organizzazione. Il Presidente Arabia, prima di
passare la parola alla dottoressa Adriana Wu, Vice Presidente del Centro Studi, si sofferma sul tema del convegno
e, in particolare, sugli aspetti e i conflitti geo-politici che
44
HOTEL MANAGERS inverno 2008
già da tempo si manifestano
e che saranno sempre più accentuati nel prossimo futuro
a causa della scarsità dell’offerta di combustibili fossili.
Prende la parola la dottoressa
Adriana Wu e, dopo un
breve saluto ai partecipanti,
presenta i due relatori: il professor Filippo Randelli del
Dipartimento di Scienze Economiche Università di Firenze
e l’ing. Marco Grecchi, questi riconosciuto tra i maggiori
esperti in campo nazionale in tema di micro cogenerazione. Segue l’intervento del professor Randelli sull’energia,
le varie fonti che la producono e che classifica in energia
meccanica (cinetica) dei muscoli; forze amplificate da strumenti; uso animale; energia cinetica del vento e dell’acqua; motori primi alimentati a combustibili fossile o
derivati (energia elettrica). La scoperta del petrolio ha rivoluzionato il modo di creare energia e, a tutt’oggi, nonostante gli sforzi e le nuove tecnologie nella ricerca e
produzione di fonti energetiche rinnovabili, il petrolio è ancora la fonte energetica primaria grazie ai vantaggi che
esso offre: facilità di trasporto, rendimento elevato e larga
disponibilità a costo contenuto. Il futuro, a causa della
scarsità di scoperte di nuovi giacimenti petroliferi, porterà
ad un aumento dei prezzi e anche a tensioni geopolitiche.
È fuori dubbio che i maggiori consumatori di petrolio sono
i Paesi occidentali ma altri paesi emergenti si stanno avvi-
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
dalla Fiera di Rimini
cinando velocemente a
tali consumi. Era, ed è
impensabile che un aumento del consumo di
petrolio non possa avere
un impatto ambientale
negativo. Il risparmio
energetico e un uso razionale dell’energia non
è più dilazionabile. Basti
pensare come la cattiva
gestione dell’energia che
proviene dai combustibili
fossili sia il 43% dell’energia consumata solo negli Stati
Uniti e che è sprecata senza motivo: perdita carburanti
negli autoveicoli, nelle caldaie e in altri dispositivi, oppure
per lo scarso isolamento degli edifici. Dopo l’ampia esposizione fatta dal professor Randelli, è affrontato il passaggio dall’olio combustibile al metano, che è già in atto da
alcuni anni, dimostrando come l’elevato aumento dei consumi abbia portato in brevissimo tempo ad un’alta lievitazione dei prezzi. L’ing. Grecchi illustra le potenzialità di un
sistema di cogenerazione per la produzione di energia. Tali
impianti, nati per soddisfare grandi bisogni energetici, sono
oggi proposti anche in chiave ridotta e dimensionata a
strutture edilizie con caratteristiche simili a quelle alberghiere. Si parla, in tal caso, di micro - cogenerazione applicabile in tutti quei casi in cui si abbia necessità sia di
calore, sia di energia elettrica. Il relatore si sofferma sull’importanza del corretto dimensionamento di tali impianti
che risultano facilmente applicabili a strutture già esistenti.
La caratteristica più significativa di tali tecnologie è il notevole risparmio, laddove elevati sono i consumi di elettricità e combustibile (metano). L’Ing. Grecchi riporta infine
uno studio effettuato su una struttura alberghiera di riferimento a dimostrazione di come un intervento mirato
possa determinare un consistente risparmio in termini di
consumo energetico e relativi costi.
CONCLUSIONI
Risparmio energetico e uso razionale dell’energia: occorre
modificare il modo attuale di produrre e consumare energia che proviene dai combustibili fossili. Passaggio a com-
bustibili fossili a basso
contenuto specifico di
carbonio: il graduale
passaggio dall’olio combustibile al metano è già
in atto ma l’aumento
dei consumi ha vanificato lo sforzo. Inoltre
sono comunque risorse
non rinnovabili e l’aumento della domanda
potrebbe innescare gli
stessi effetti oggi in atto
per il petrolio. Il carbone è disponibile in larga quantità
ma è anche il combustibile piu’ inquinante. La transazione del regime energetico attuale, fondato sull’uso dei
combustibili fossili ad un nuovo regime, totalmente pulito è di fatto basato sullo sfruttamento di fonti inesauribili sembra essere la soluzione ottimale, capace di
risolvere i problemi dell’inquinamento, dell’emissione di
gas serra nonché dei conflitti geo-politici e delle scarsità.
Conclusa l’esposizione riguardante i combustibili fossili il
professor Randelli affronta la parte riguardante le fonti di
energia rinnovabili e le sue eventuali applicazioni. Energia eolica, solare fotovoltaica, solare termica, energia
idroelettrica, energia da bio masse e i suoi usi energetici:
combustione per la produzione dell’energia termica ed
elettrica, trasformazione industriale per la produzione di
combustibili liquidi e gassosi. In conclusione del suo intervento il professor Randelli porta a conoscenza di interventi fatti in alcune aziende ricettive che hanno
portato risparmi energetici dal 40al 56,7% e un notevole
abbattimento delle emissioni inquinanti. Fra le importanti
opportunità di risparmio energetico, oltre alle energie rinnovabili, si dispone oggi anche della micro - cogenerazione che, come esposto dall’Ing. Grecchi, rappresenta
un’importante opportunità di razionalizzazione e miglior
utilizzo delle forme energetiche tradizionali quali il gas
metano.
La serata si è conclusa con una cena conviviale presso
l’Hotel Luna Riccione egregiamente diretto dal neo
Socio Michele Passeri. HOTEL MANAGERS inverno 2008
45
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
da Assisi
Sottobudgets
e Contabilità Analitica
(P)
rosegue il Master itinerante del Centro
Studi Manageriali di Ada, Mario Losciale
e, dopo il vivo apprezzamento delle sessioni
precedenti nei confronti del professor Giovanni Liberatore, ad Assisi, il docente dell’Università di Firenze ha fornito una chiara esposizione delle linee strutturali dei
sottobudgets e alcuni fondamenti di contabilità analitica,
quanto mai necessaria e propedeutica alla formulazione
dell’intero budget aziendale.
Numerosa la partecipazione e perfetta l’organizzazione
negli altri dettagli organizzativi curati dal presidente regionale di Adaumbria, Danilo Pilli. Il saluto del presidente nazionale è stato portato dal segretario generale
dell’Associazione, Leonardo Donati.
(
46
Con spirito moderno e socialmente utile, la sessione è
stata aperta anche agli studenti di istituti superiori statali che hanno seguito la lezione con estremo interesse.
Il presidente del Centro Studi Manageriali, prof. Antonio
de Septis, ha sottolineato l’importanza e il successo di
questi incontri itineranti che hanno trovato plauso nei
partecipanti e una buona eco all’esterno di Ada.
Da canto suo, il vicepresidente operativo del Centro
stesso, dottoressa Adriana Wu, come al solito, si è riproposta con competenza, serietà e attaccamento agli obiettivi che la Giunta Esecutiva di Ada, con l’unanime
consenso dell’assemblea generale dei Soci, a Torino nella
primavera scorsa, ha proposto. Nella foto di sinistra: In primo piano, seduto, il presidente del Centro Studi, De Septis, e a fianco sorridente il segretario generale di Ada,
Leonardo Donati; dietro ancora, Angelo Felice, di Adaumbria. Nella foto di sinistra: Un primo piano degli attenti uditori ad Assisi
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
da Assisi
( Due momenti della sessione di studio del Centro Studi Manageriali “Mario Losciale” di Ada )
HOTEL MANAGERS inverno 2008
47
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
da Roma - di Vincenzo Meleca
Pubblicità del
codice disciplinare
e tempestività
della contestazione
(N)
el recente incontro tenutosi a Roma il 16
e 17 gennaio scorsi nell’ambito del Master
per Direttori d’Albergo vi è stato non solo
un notevole interesse allo specifico tema del contenzioso
disciplinare ma anche un certo sconcerto per un paio di
aspetti particolari ad esso connessi, vale a dire l’onere a
carico del datore di affiggere il codice disciplinare aziendale e la tempestività della contestazione.
Ritengo pertanto opportuno approfondire questi due
aspetti (di cui peraltro avevo già accennato lo scorso
anno sulla pagine di questa stessa Rivista1), anche sulla
scorta di una recentissima sentenza della Cassazione2.
La pubblicità del codice disciplinare.
Lo Statuto dei lavoratori, al 1° comma dell’art. 7 (riportato nel riquadro), condiziona la legittimità di qualsiasi
provvedimento disciplinare all’affissione del cosiddetto
“codice disciplinare”.
(
Legge 20 maggio 1970 n. 300
Art. 7 - Sanzioni disciplinari
1. Le norme disciplinari relative alle sanzioni,
alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di
esse può essere applicata ed alle procedure di
contestazione delle stesse, devono essere portate
a conoscenza dei lavoratori mediante affissione
in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e
contratti di lavoro, ove esistano.
)
Cos’è in buona sostanza ed in estrema sintesi questo codice disciplinare?
48
HOTEL MANAGERS inverno 2008
È l’insieme delle norme derivanti da leggi, contratti collettivi ed, eventualmente, da normative unilateralmente
emesse dalle aziende, che affrontano i temi della disciplina
aziendale, dei comportamenti e degli obblighi dei lavoratori3 e delle sanzioni applicabili in caso di loro violazione.
Sotto il profilo operativo, ricordando subito l’onere della
regolare affissione del codice disciplinare opera anche nei
confronti dei datori di lavoro con meno di 16 dipendenti,
vanno subito evidenziati i seguenti aspetti:
AFFISSIONE: il codice deve essere “affisso”: per costante
giurisprudenza, non sono state ritenute equivalenti altre
forme, quali la messa a disposizione dell’intero contratto
collettivo (all’interno del quale è contenuta la regolamentazione delle procedure disciplinari) oppure persino
la consegna a ciascun dipendente del codice disciplinare
(con sottoscrizione per ricevuta di copia conforme);
ACCESSIBILITÀ: l’affissione dev’essere effettuata in luogo
accessibile a tutti i lavoratori. Di conseguenza, l’affissione dev’essere effettuata in ogni sede, reparto od unità
produttiva autonomi, anche se ospitati in locali presso
terzi oppure se con un organico estremamente ridotto4.
L’accessibilità dev’essere reale e non condizionata da alcuna forma di possibile controllo o condizionamento da
parte del datore di lavoro5;
ATTUALITÀ: l’affissione deve sussistere sia al momento
di commissione dell’infrazione che della contestazione
degli addebiti, con eventuale onere del datore di lavoro
di dimostrarlo;
La mancata osservanza dell’onere di affissione del codice
disciplinare aziendale comporta quasi sempre la nullità
dell’intero iter disciplinare, sanzione compresa.
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
da Roma
di primo grado lo aveva reintegrato, reputando tra l’altro
che la mancata affissione rendeva nulla tutta la procedura
disciplinare, licenziamento compreso.
Il principio di immediatezza della contestazione
L’altro punto che ha destato interesse tra i partecipanti al
Master è stato il problema dell’immediatezza della contestazione.
Perchè “quasi sempre” e non “sempre”?
Nel tempo la giurisprudenza ha precisato che il rispetto
dell’onere di affissione è condizione di procedibilità e di
legittimità per tutte le sanzioni disciplinari inflitte in relazione ad infrazioni che riguardano gli obblighi del lavoratore direttamente connessi al suo rapporto di lavoro
in essere6, mentre tale onere è ininfluente o irrilevante
per le sanzioni inflitte in conseguenza di alcuni comportamenti tra i quali citiamo quelli:
7
penalmente rilevanti o attuati con condotte criminose ;
che abbiano violato i doveri fondamentali del lavoratore, riconoscibili come tali senza necessità di specifica
previsione8;
che abbiano costituito lesione dei regolari obblighi di
civile convivenza9;
manifestamente contrari all’etica comune o al minimum etico presente nella coscienza sociale10;
manifestamente contrari agli interessi dell’azienda e
degli altri lavoratori11.
E veniamo allo spunto dato dalla recentissima sentenza
sopra accennato: premesso che nell’unità produttiva in cui
lo stesso prestava servizio non era affisso il codice disciplinare; che l’infrazione commessa dal lavoratore era consistita nella ripetuta appropriazione di somme depositate da
alcuni clienti senza che venissero registrate e senza che venissero emesse regolari ricevute; che era stato instaurato
un procedimento penale; che in questa sede era stato accertato il reato, la Cassazione ha sì ritenuto legittimo il licenziamento intimato al lavoratore, ma dopo che il giudice
Immediatezza rispetto a che cosa?
In assenza di chiare indicazioni legislative o contrattuali
collettive, costante giurisprudenza e coerente dottrina
hanno ribadito fino alla nausea che il principio in questione, pur dovendo fare riferimento a due precisi momenti cronologici, quello della commissione dell’infrazione
e quello in cui l’azienda/il datore di lavoro ne viene a conoscenza, si applica soltanto al secondo.
Ma, ciò detto, vi sono comunque dei problemi derivanti
dalla concreta applicazione di tale principio.
Innanzitutto, chi si intende per “azienda” o per “datore
di lavoro”?
In breve, è ritenuta tale qualsiasi persona o struttura organizzativa che, tanto all’interno quanto all’esterno,
possa presentarsi (od essere ritenuta) “rappresentante”
dell’azienda o del datore di lavoro: come è facile comprendere, ciò può coinvolgere, in funzione della dimensione aziendale, un notevole numero di persone, dal
legale rappresentante (presidente, amministratore delegato, direttore generale), alla filiera gerarchica da cui dipende il lavoratore presunto autore dell’infrazione (suo
diretto responsabile, superiore di quest’ultimo e così via),
alle strutture (se esistenti) preposte alla gestione delle risorse umane e del contenzioso12. L’infrazione si intende
pertanto arrivata a conoscenza dell’azienda quando è
giunta ad una di queste persone ed è da questo momento
che scatta il principio di immediatezza.
Ma per rispettare tale principio, quale può essere un corretto lasso di tempo?
A livello di buon senso (non vi sono indicazioni normative
su questo punto), il tempo strettamente necessario perchè
l’azienda possa accertare:
HOTEL MANAGERS inverno 2008
49
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
da Roma
nare. La già citata sentenza di
che vi sia stato effettivamente
Cassazione aderisce a quest’ulun evento;
timo orientamento, per cui il li che questo possa qualificarsi
cenziamento di quel lavoratore
anche sommariamente come
che si era appropriato di alcune
infrazione disciplinarmente risomme di denaro, falsificando
levante;
nel contempo la documenta che esso possa essere riferito
zione relativo all’incasso, ritead uno o più lavoratori.
Gaetano Torino, vicepresidente nazionale di Ada,
nuto legittimo per quel che
Sono quelle che tecnicamente
che ha portato il saluto del Presidente
e
della
Giunta
Esecutiva
dell'Associazione
concerne la mancata affissione
vengono definite indagini prelidel codice disciplinare aziendale,
minari e che possono durare
è
stato
invece
ritenuto
illegittimo
per il mancato rispetto
qualche giorno, forse poche settimane (nei casi in cui tali
del principio di tempestività della contestazione, con conaccertamenti, per la tipologia dell’infrazione -si pensi, ad
seguente reintegrazione del lavoratore.
esempio ad un’abile falsificazione di documenti contabili- siano particolarmente complessi). Certo, non mesi.
Considerazioni conclusive
Molto brevi e molto semplici.
Quali problemi possono complicare questo comportaPer quel che concerne il codice disciplinare aziendale, è
mento di buon senso?
bene che:
Uno in particolare: quando l’atto commesso dal lavoratore (atto che, ricordiamolo, deve avere rilievo discipli esso sia affisso in ogni azienda ed in ogni sua unità
nare, deve cioè costituire una violazione degli obblighi
produttiva in luogo accessibile a tutti;
contrattuali da parte del lavoratore) sia talmente grave
il responsabile della gestione delle risorse umane verida essere portato all’esame del giudice penale.
fichi periodicamente che continui ad essere regolarmente affisso13.
Il giudizio penale sospende l’iter disciplinare fino alla
sentenza definitiva?
Circa la tempestività, non appena l’azienda viene conoSul punto, vi sono due correnti di pensiero: la prima dà
scenza di un fatto che possa costituire infrazione discipliuna risposta positiva alla domanda, mentre per la senare da parte di un suo lavoratore dipendente è bene che:
conda (che il sottoscritto condivide) occorre invece atti effettui sommari accertamenti preliminari;
vare le procedure disciplinari applicando il principio di
proceda subito dopo, in tempi brevissimi, alla formale
tempestività e procedendo pertanto in tempi brevi alla
contestazione, ai sensi dell’art. 7 dello Statuto dei lacontestazione ed, eventualmente, alla sanzione disciplivoratori e delle norme del CCNL. (
1
Cfr. “La gestione aziendale dei provvedimenti disciplinari”, in Hotel
Managers, Estate 2008
2
Cfr. Cass. 28 novembre 2008 n. 28448, in Guida al lavoro n. 3 del 16
gennaio 2009
3
Un facsimile di codice disciplinare aziendale è stato pubblicato nell’articolo citato in nota 1
4
Cfr. Cass. 10 gennaio 2007 n. 247 e Trib. Bari 25 gennaio 2007
5
Cfr, Cass. 23 ottobre 2007, n. 22238 e Cass. 27 maggio 2004 n. 10201
6
Per Trib. Milano 28 dicembre 2006 l’‘affissione è indispensabile ad assicurare il diritto di difesa del lavoratore solo quando gli obblighi allo
stesso imposti derivino da disposizioni specifiche impartite dal datore di lavoro per l’esecuzione e la disciplina del lavoro
7
Cfr. Trib. Milano 31 ottobre 2005
8
Cfr. Corte App. Milano 27 settembre 2007 e Cass. 13 gennaio 2005 n. 488
50
HOTEL MANAGERS inverno 2008
)
9
Cfr. Trib. Milano 31 ottobre 2005
Cfr. Cass. 9 marzo 2004 n. 4778 e Cass. 8 febbraio 2000 n. 1412
11
Cass. 23 agosto 2006 n. 18377
12
Nel caso di segnalazione dell’infrazione da parte di terzi, sono stati
considerati come rappresentanti” dell’azienda gli addetti alla portineria od al centralno telefonico.
13
Costituisce una buona prassi aziendale che a tale verifica partecipi
almeno un testimone e che di essa sia redatto un breve verbale. Tale
documento deve indicare che è stata effettuata con esito positivo la
verifica, la data in cui è stata effettuata, la persona che l’ha fatta e
quella o quelle che vi hanno partecipato come testimoni. Nelle
aziende che hanno una rappresentanza sindacale unitaria può essere
utile che alla verifica partecipi uno dei componenti, facendone menzione nel documento stesso.
10
SESSIONI DI STUDIO CSM
dalla Fiera Expo Riva del Garda
Giornata dedicata
agli aspetti legali e al
Controllo di Gestione
(N)
ell’ambito di Expo Riva del Garda, l’importante Fiera invernale che, ormai, si va consolidando
sempre di più, ha avuto
luogo l’ulteriore sessione
del Centro Studi Manageriali Mario Losciale di
Ada.
I lavori hanno avuto inizio
la prima domenica di febbraio con un convegno sulla gestione delle Spa e dei
centri benessere in albergo. La sera, ospite di Giovanni
Bort, di Confcommercio, socio ada e albergatore di Riva
del Garda, il presidente nazionale di Ada, Franco Arabia, il presidente regionale
del Trentino Alto Adige,
Antonio Marroni, ormai
quasi dottore in legge,
l’amministratore Antonio
Giubileo, il vice-presidente
operativo del Centro Studi,
Adriana Wu, hanno partecipato ad un incontro in
( Una veduta della sala )
HOTEL MANAGERS inverno 2008
51
SESSIONI DI STUDIO CSM
dalla Fiera Expo Riva del Garda
)
( Primo piano del vice presidente operativo del Centro Studi Adriana Wu )
responsabilità dell’albergatore. Sono seguiti numeroun noto e bellissimo ristorante locale, dove la cucina
sissimi interventi dalla platea e il
trentina e quella atesina l’hanno
prof. Busti, con estrema attenfatta da padrona. L’incontro è
zione
e competenza, ha focalizstato cordiale e costruttivo nell’inzato molti aspetti praticati dagli
teresse dell’associazione.
Lunedì 2 febbraio, il prof. Silvio
albergatori ma impraticabili sotto
Busti, docente universitario di
il profilo giuridico, per cui l’inconlarga fama, ha intrattenuto una
tro di studio si è dimostrato estrevasta platea di partecipanti alla
mamente proficuo.
sessione di studio, su due temi importanti, il contratto d’albergo
Nel pomeriggio e al mattino di
sotto il profilo giuridico, con rifemartedì 3 febbraio, il prof. Giorimenti alla prenotazione, all’alvanni Liberatore, da canto suo,
( Il Prof. Giovanni Liberatore )
ha illustrato la struttura della
lotment, al vuoto per pieno e
quant’altro; successivamente, ha delineato il profilo di
Contabilità analitica e del controllo di Gestione.
( Da sinistra, Antonio Marroni, il prof. Silvio Busti, il presidente nazionale di Ada, Franco Arabia )
52
HOTEL MANAGERS inverno 2008
SESSIONI DI STUDIO CSM
)
dalla Fiera Expo Riva del Garda
L’organizzazione, curata dal presidente
regionale di Adatrentintoaltoadige, Antonio Marroni, è
stata perfetta e ha
avuto il suo clou con
la Cena tipica al Ristorante Restel de
Fer, di Riva del Garda,
dove i numerosi soci
ada presenti (citiamo
solo a titolo esemplificativo Peter Castelforte,
Francesco
d’Onofrio, il presidente di Adaliguria
d’Andrea Angelo Ferraro, Angelo Felice,
ma tanti altri, che ci
scuseranno per la non
menzione solo per ragioni di spazio), passata fra piatti
deliziosi, suono di violino e deliziosi vini dell’azienda
Agricola Pravis di Lasino, di volta in volta gentilmente
illustrati dall’enologa aziendale, che poi è la giovane figlia
del titolare.
Una splendida serata, un magnifico incontro sia sotto l’aspetto
dello studio, sia sotto quello godereccio, sia sotto il profilo delle relazioni amichevoli. HOTEL MANAGERS inverno 2008
53
ADASTORY
)
1981 L’Ada si ritrova
nel segno
di Zagarella
Vagnozzi riconfermato presidente, Gattuso al centro Studi, consensi a pini voti all’attuale linea associativa - Evidenziati positivamente i rapporti con la Faiat (oggi Federalberghi) e con la Fendac (oggi Manageritalia).
Con questo titolo dell’organo ufficiale si delineavano i risultati
della XXVI assemblea di Ada. Sulle proposte, sui programmi
emersi e su quelli già portati a termine, Vagnozzi è stato meritatamente e giustamente riconfermato presidente.
Anche il resto del consiglio direttivo uscente è stato, anch’esso,
riconfermato, pur rimanendo il rammarico per Garbaccio e
Millosevich che, per loro scelta autonoma, hanno preferito
non ricandidarsi.
Il quoziente dei votanti, presenti e per delega, è stato superiore alla stessa assemblea di Milano e l’analisi dei risultati
elettorali offre lo spunto di una meditata riflessione e fornisce l’idea di un chiaro consenso a pieni voti all’attuale leadership di Ada.
54
HOTEL MANAGERS inverno 2008
ADASTORY
)
In aderenza ad un quadro politico ormai sperimentato, anche Renato Rocchi, Sandro Attanasio, Franco Arabia, sono stati riconfermati vice-presidenti con le rispettive deleghe:
albo professionale e problemi del lavoro al primo, sviluppo europeo e interno di Ada ad Attanasio, quella delle attività culturali e del coordinamento generale ad Arabia.
Virginio Cinquetti resta tesoriere, mentre in Giunta Esecutiva Michele Frisini cura i rapporti istituzionali, Gaetano Zaccaro le attività sociali, l’area legale e tributaria è affidata a
Mario Tomada, le procedure a Carlo Laus, i rapporti con la stampa a Claudio Nobbio.
HOTEL MANAGERS inverno 2008
55
ADASTORY
)
Al centro studi è stato riconfermato il prof. Raffaello Gattuso, Antonio La Galla tesoriere
e a Massimo Persica è stato affidato il coordinamento centrale.
Sotto l’aspetto politico, i consensi sono stati totali, non solo interni, ma anche da parte
delle autorità regionali della Sicilia che, per mezzo dell’onorevole Pasquale Macaluso, assessore al turismo, hanno manifestato la loro stima nei confronti dell’associazione.
La Faiat e la Fendac, i cui esponenti (Vaccarella e Marchesi) sono stati nominati soci onorari hanno ribadito la loro disponibilità e hanno espresso parole di vivo apprezzamento e,
in particolare, Marchesi modificava lo stesso slogan assembleare da perseverare per migliorarsi in perseverare per migliorarli, alludendo al ruolo centrale di ada rispetto ad altri
comparti del turismo.
È stata un’assemblea improntata al massimo della professionalità, dall’ospitalità di Vittorio de Martino, direttore dell’Hotel Zagarella e rappresentante regionale di Adasicilia, al
seminario di studi curato dalla Prisma di Milano. 56
HOTEL MANAGERS inverno 2008
ADASTORY
)
di Claudio Nobbio
Controluce
siciliano
A margine dell’Assemblea Ada di Zagarella, le classiche note del nostro poeta Claudio:
I direttori d’albergo sono tornati in Sicilia per il loro convegno annuale e per un seminario di studi organizzato dalla Prisma di Milano. È stata l’occasione per rivisitare questa terra
calda di clima e di sentimenti della sua gente. Giovanni Garofalo, ultime Principe delle
Due Sicilie, mi ha organizzato, per il ritardato arrivo a Punta Raisi, un transfert VIP. Il sole,
appositamente ordinato, era presente all’appuntamento.
Vittorio de Martino è diventato re incontrastato di Santa Flavia, dove ha organizzato e gestisce Zagarella, un centro vacanze e convegni d’eccezione, in un angolo di paradiso incontaminato, a mezza strada fra Palermo e Cefalù; qui si è capito il valore del direttore
d’albergo.
Il buffet, incredibilmente ricco, dalle aragoste alle melanzane, da tutti i pesci a tutte
le carni, mi ha fatto pensare a quei banchetti di lusso dove si spengono le luci per
il passaggio di un carrellino con la sorpresa
vesuviana e una fiammella.
La sala dell’Hotel Zagarella, a mezzanotte,
è stata avvolta da una cascata di fuochi
d’artificio, tanto inattesa, quanto fantastica.
Gli “esperti” sono rimasti senza parole.
Non potevo mancare l’appuntamento con la
Torre Normanna, da me così battezzata
circa tredici anni fa. Le piante sono cresciute,
il panorama, simile alla Costa Azzurra, è ancora lì ad aspettare.
Forse mai votazione è stato così unanime di consensi. Speriamo sia il segno che la strada
di Ada sia quella giusta.
Indubbiamente le isole si differenziano sempre dal continente. Non c’è nessun aggancio
oltre lo stretto. Lo noto in tutto, in particolare nella luce bianca del sole.
HOTEL MANAGERS inverno 2008
57
ADASTORY
)
La piazzetta della Cattedrale di Cefalù è una delle meraviglie che ogni tanto il viaggiatore
trova davanti agli occhi. Una sosta “eterna” forse non sarebbe sufficiente per godere le linee
architettoniche della Chiesa, che sta nello sfondo della montagna che la sovrasta. Ad ogni
incontro si ritrovano amici, qualche volto nuovo di ultimi iscritti, e sempre si respira aria di
famiglia. Amicale? No, l’Ada è molto di più di un’amicale. Qualcuno è assente, ma viene ricordato nei discorsi. Ad ogni convegno siamo tutti presenti.
La Cattedrale
di Cefalù
A Porticello, dal Pescatore, si entra, si pesa il pesce vivo, poi loro lo cucinano. Si paga a
peso, ma perché era così buono?
E corrono le ore, anche se si fa tardi la notte, anche se si resta seduti mentre fuori c’è il sole,
nei banchi dei seminari o delle assemblee, Il tempo corre. Si tendono le mani nei saluti,
negli arrivederci, ma tu Sicilia, mentre ti guardo dai finestrini dell’aereo continui a restare
indifferente, con il tuo sole bianco, le arance che non arrivano nel continente giacché vanno
in Germania e che nascondono sapori che non conosciamo. Si può fare anche l’insalata,
con certe arance, con aceto e sale. Isola di misteri, piena di frutti, eppure corri via, sotto le
ali d’acciaio dell’ATI che vola verso Pisa. 58
HOTEL MANAGERS inverno 2008
ADASTORY
I nomi
dei soci
che saranno
premiati
a Taormina
con la Fidelis
Causae
)
(
Fidelis Causae 2009
)
Agostini Goffredo
Avarò Carlo
Carturan Gianfranco
Castelforte Peter
De Septis Antonio
Di Rodi Luigi
Donati Leonardo
Feriani Angelo
Fregola Alberto
Mariani Mario
Morante Giovanni
Nocentini Paolo
Ostuni Giuseppe
Panizzi Gerardo
Pittaluga Federico
Rolle Gianfranco
Salamon Giampaolo
Simonazzi Aurelio
Tavella Silverio
Tomada Rodolfo
Visocchi Gaetano
HOTEL MANAGERS inverno 2008
59
ADASTORY
)
Premio Excellent 2009
Nella foto Palmiro Noschese
con il premio ricevuto.
A sinistra, nella foto,
il noto editore Mario Mancini,
da sempre amico di Ada,
e patron del premio Excellent
Il Premio Excellent, promosso dalla Communications Agency International, di cui è
presidente il noto editore Mario Mancini, è giunto alla XIV edizione e, anche quest’anno,
la cerimonia di premiazione è avvenuta all’Hotel Principe di Savoia di Milano.
La giuria, presieduta da Ombretta Fumagalli Carulli, professore ordinario di Diritto
Canonico all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sempre di Milano, fra gli altri, ha premiato Palmiro Noschese, socio Ada, responsabile con delega allo sviluppo di Sol Melià
Italia. 60
HOTEL MANAGERS inverno 2008
ADASTORY
)
Antonio Terracciano e le sue
“Nozze d’Oro” con l’albergo
HOTEL MANAGERS inverno 2008
61
ADASTORY
Personaggi
in vetrina
)
Enrico Meoni. Direttore Generale
del Royal Hotel Carlton
e dell’Internazionale di Bologna
È già dall’ottobre del 2007 che Enrico Meoni è direttore generale
del Royal Hotel Carlton (vedi fotografie) e dell’Internazionale di
Bologna, del gruppo Monrif Hotel, società che gestisce diversi
altri alberghi fra cui il Brun di Milano.
( Enrico Meoni )
Toscano di nascita, Grosseto, 45 anni, Meoni si diploma
all’Istituo alberghiero di stato di Roma e prosegue, poi,
alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma.
Matura significative esperienze nel campo della ristorazione con il Gruppo Onama di Milano, ricoprendo numerose posizioni prestigiose.
Dal 1994 al 1999 è direttore del Ristorante del Senato della Repubblica (Palazzo Madama).
Successivamente, passa al Gruppo Fini di Modena e, prima in Lettonia, poi in altri posti in
Italia, fra cui al Secchia di Modena, svolge incarichi prestigiosi, sempre nel campo della ristorazione, sino a curare l’apertura dell’Hotel Real Fini San Francesco, albergo a 5 stelle
di rinomata importanza, della stessa città.
Il 2007 lo passa esclusivamente al Grand Hotel Imperiale di Forte dei Marmi e, quindi,
dopo una breve esperienza come responsabile della ristorazione del Bauer di Venezia, si
sposta al Royal Carlton di Bologna. 62
HOTEL MANAGERS inverno 2008
ATTUALITÀ PROFESSIONALE
)
di Maurizio Ferrante
La gestione
familiare dell’hotel
terza parte
ria alla quale si richiede di appartenere, questa può essere
Capitolo VIII - La classifica
attribuita. La classifica infatti non viene imposta per legge,
Per ottenere la licenza d’esercizio, senza la quale non si può
se non in caso di insufficienti requisiti per raggiungere
iniziare l’attività, è necessario che l’albergo sia stato regoquella richiesta. L’albergatore ha quindi la facoltà di rilarmente classificato. Attenzione quindi all’azione di prochiedere quella più consona alla propria tipologia di propaganda precedente l’apertura; se l’albergo non ha
dotto. Può accadere quindi che un albergo che
l’attribuzione della classifica non si può veicolare materiale
raggiungerebbe il punteggio per l’attribuzione della claspubblicitario che la evidenzi. Si dovranno quindi realizzare
sifica a 4 stelle ne voglia magari solo
dei depliants provvisori pre-apertura
3, mentre chi non raggiunge i requiche non dovranno recare l’indicasiti per la categoria richiesta si dovrà
zione della classifica in quanto questa
accontentare di quella inferiore.
non è stata ancora attribuita. Per
In alcune regioni la classifica tiene
quanto riguarda quest’ultima, in base
conto anche del numero dei dipenall’ordinamento giuridico attuale in
denti in rapporto alla dimensione
ogni regione vige una diversa legge
dell’albergo ed al livello di qualificadi classifica; la maggior parte delle rezione dello stesso personale. I capi
gioni adotta criteri analoghi, basati su
servizio devono parlare almeno due
elementi strutturali, tecnologici ed, in
lingue straniere se sono a contatto
alcuni casi, relativi al servizio.
con il pubblico ed occorre in qualche
L’albergo quindi, a realizzazione ulticaso che gli alberghi con più di 50
mata, viene visitato da un’apposita
posti letto debbano avere un diretcommissione composta da funzionari
( Maurizio Ferrante )
tore iscritto all’apposito albo regiodella locale Azienda di Turismo spesso
nale a garanzia della professionalità della gestione. Del
coadiuvati da funzionari comunali o regionali. Essi, servenresto il servizio lo fanno le persone e ormai qualsiasi aldosi dell’apposita normativa, controllano la rispondenza dei
bergo, anche di categoria modesta, offre la TV in camera
requisiti per la categoria richiesta in base ai vari servizi:
ed il minibar. Questi non possono quindi essere più ritenuti
ascensori, TV in camera ed in apposita sala, minibar, amindici di qualità della struttura bensì requisiti minimi di
piezza delle aree di soggiorno, zone di servizio, cucine, riospitalità.
storante, dimensione ed arredamento delle camere ecc. A
questo proposito è utile consultare in fase di progetto la
Capitolo IX - Il marketing
legge di classifica della propria Regione, per verificare diNon sembri strano, ma la maggior parte degli imprenditori
mensioni e cubatura richiesta per ogni tipologia di camere.
alberghieri inizia a preoccuparsi di promuovere la propria
La Legge di classifica prevede che ad ogni servizio offerto
struttura solo al momento della sua apertura, come se
dall’albergo, così come per ognuna delle attrezzature esitutti lo sapessero e che quindi fosse sufficiente aprire la
stenti nelle camere o nelle aree sociali, corrisponda un
porta per veder entrare la clientela. Solo dopo aver conpunteggio. Raggiunto il punteggio fissato per la catego-
HOTEL MANAGERS inverno 2008
63
ATTUALITÀ PROFESSIONALE
statato che i clienti non vengono da soli ma vanno cercati
ci si rende disponibili ad una spesso tardiva azione di promozione, ma l’avviamento dell’albergo può risentirne pesantemente. Nessuno oggi può fare a meno del marketing,
questo oggetto del mistero intorno al quale si è detto
tutto ed il contrario di tutto. Vediamo in concreto come
applicarne alcune teorie:
Il primo stadio del marketing è rappresentato dalla ricerca di
mercato che va realizzata prima di iniziare la costruzione
dell’albergo. Lo studio di fattibilità che ne deriva ne costituisce infatti una componente essenziale. L’azione va proseguita poi durante la costruzione per iniziare a comunicare
al mercato la prossima apertura della nuova struttura.
Il mercato è il terreno di applicazione del marketing. Esso
si divide in: locale, nazionale ed internazionale. Sul mercato locale l’albergo, se avrà un ristorante, una sala per
banchetti e, magari, delle sale per riunioni, potrà promuovere la realizzazione di cerimonie, lo svolgimento di
convegni o, più semplicemente, l’utilizzo del proprio ristorante. Nell’evenienza che l’albergo disponga di questo
servizio ed abbia la possibilità di ottenere una licenza di
esercizio per la clientela non alloggiata sarà opportuno
che il locale del ristorante venga progettato con un ingresso direttamente dall’esterno dell’albergo, magari dal
parcheggio o da un giardino. In questo modo l’attività
avrà una propria caratterizzazione e potrà presentarsi alla
clientela non come un semplice servizio dell’albergo ma
come un’attività a sé stante. Sarà inoltre utile dare al ristorante un nome diverso da quello dell’albergo, per attribuirgli un’autonoma identità. Allo stesso scopo avrà
un’insegna separata da quella dell’albergo.
Una adeguata suddivisione, in fase di costruzione, degli impianti di illuminazione, riscaldamento e condizionamento
negli ambienti destinati al servizio di ristorazione, consentirà
la possibilità che questo servizio venga eventualmente ceduto in locazione a terzi. Tale decisione, adottata in numerose realtà, evita al neofita pericolose sperimentazioni in un
ramo di attività che presenta non pochi rischi anche per chi
è del mestiere. Non è sufficiente avere ottimi cuochi e bravi
camerieri; la gestione del ristorante richiede una specifica
capacità professionale da parte del gestore che dovrà esserne anche il preposto. Molti albergatori hanno dato in gestione il proprio ristorante a persone esperte oppure allo
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stesso personale che vi lavorava ed è sorprendente notare
la diversità di risultati tra chi lavora in proprio rispetto a
quando lavorava come dipendente. Non è raro infatti vedere ristoranti d’albergo decollare solo dopo che lo stesso
personale ne ha rilevato la gestione.
Oltre al mercato locale, l’azione di comunicazione dovrà
essere rivolta al mercato nazionale contattando agenzie di
viaggi che si occupano di turismo interno o ricettivo dall’estero ed aziende della propria e di altre città che possano avere interesse ad inviare clientela commerciale
oppure organizzare riunioni. Sul mercato internazionale
ci si dovrà rivolgere, direttamente o indirettamente, ai tour
operators che programmino l’Italia e la regione dove è ubicata la nostra struttura. Esamineremo ora gli aspetti relativi ai rapporti con questo importante settore della
mediazione dei servizi turistici.
Capitolo X - Le agenzie di viaggi
Il rapporto con il mercato vede l’albergatore dialogare, suo
malgrado, con gli amici-nemici di sempre: gli agenti di
viaggio. Amici se ti mandano clientela in bassa stagione e
nemici quando ti mandano clienti solo in alta stagione,
quando potresti procurarteli anche da solo.
Gli agenti di viaggio si dividono in tre principali categorie:
grossisti, operatori e dettaglianti. Il grossista opera di
norma nel settore ricettivo, quello cioè del turismo in arrivo dall’estero. Si tratta di operatori di grande esperienza
che, presenti nel mercato da anni, sono divenuti una sorta
di fiduciari dei grandi tour operators internazionali. Il
grossista (che rappresenta il primo livello di mediazione)
contratta quindi un prezzo netto con l’albergo che ha le
caratteristiche per essere inserito su di un catalogo di soggiorni, opziona un contingente di camere con scadenze
prefissate e rivende poi il prodotto, con il suo margine di
guadagno, a vari tour operators (il secondo livello di mediazione), spesso di nazionalità diverse.
Ciascun tour operator, grazie alla garanzia del grossista, inserisce quindi l’albergo, spesso senza neppure vederlo, sul
proprio catalogo di vacanze e soggiorni e poi distribuisce i
cataloghi alla rete delle agenzie di viaggio dettaglianti della
propria nazione(il terzo livello) le quali mettono in mostra i
cataloghi al pubblico che poi sceglierà dove effettuare la
propria vacanza. Una volta che il cliente dell’agenzia detta-
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gliante avrà scelto la località, prenoterà e pagherà il prezzo
richiesto. L’agenzia darà conferma al tour operator (del quale
è a sua volta cliente) e gli verserà l’importo ricevuto trattenendosi la propria commissione. L’operatore darà quindi
conferma al grossista che darà conferma all’albergo comunicando il nome e le date di arrivo e partenza del cliente.
Arriverà poi la data del soggiorno, al termine del quale
l’albergo fatturerà il soggiorno al grossista che lo addebiterà all’operatore che ha incassato il corrispettivo fino dal
momento della conferma, ma che pagherà il grossista solo
dopo aver ricevuto la sua fattura. Solo a questo punto il
grossista pagherà l’albergo. Da notare che è l’operatore
che trattiene il denaro più a lungo di tutti, ma è anche il
soggetto di tutto il nostro circuito di produzione e mediazione dei servizi che investe per primo sul prodotto, in
quanto sostiene le spese di stampa e distribuzione dei cataloghi, spesso uno per ogni destinazione, investendo ingenti somme di denaro per conto di tutti gli altri. Se
qualcuno non riesce ad immaginare l’incidenza del costo
di stampa di un catalogo gli basti sapere che nel 1984 la
sola stampa di un importante catalogo che proponeva vacanze estive in Italia, costava all’operatore che lo realizzava un miliardo di Lire.
Non è anomalo quindi che gli operatori trattengano il corrispettivo dei servizi da rendere fino a quando questi non
vengano prima resi e poi fatturati. Il problema si pone però
se i costi di produzione del catalogo superano gli introiti
relativi ai periodi di soggiorno effettivamente venduti o
se i denari incassati vengano utilizzati per operazioni finanziarie su nuovi progetti turistici che magari non riescono a rendere in tempo la liquidità necessaria a far
fronte agli impegni presi. Ecco che la garanzia del grossista può rivelarsi di estrema utilità. Questo è infatti il momento più delicato di tutto il sistema del quale dobbiamo
esaminare alcuni aspetti essenziali:
Qualcuno si chiederà il perché di tanti passaggi: grossisti,
operatori, dettaglianti. Danno tutti l’impressione di stare lì
solo per prendersi una fetta della torta. Invece ognuno ha
un ruolo indispensabile. Provate ad immaginare di organizzare e sostenere economicamente un’azione promozionale
all’estero: aerei, alberghi, ristoranti, trasporti; il costo insomma delle visite ai vari tour operators nella speranza che
accettino di iniziare una collaborazione con il vostro al-
)
bergo. Un investimento di grande entità in cambio della
speranza che qualcuno accetti di lavorare con voi, vi mandi
clienti e, magari, paghi puntualmente le fatture che gli inviate. Ci sono stati casi di operatori europei ed americani
che hanno dichiarato fallimento da un giorno all’altro lasciando voragini di debiti mai più recuperati.
Avete mai dovuto sostenere una causa civile per recuperare un vostro credito? Spesso occorrono anni per giungere
ad una conclusione. Immaginiamo quindi una causa internazionale per un contenzioso con un operatore straniero, rispetto ad un più tranquillo e garantito contratto di
prestazione di servizi con un operatore italiano. Ecco dove
sta la convenienza di un rapporto con un grossista nazionale. Il contratto avviene Italia su Italia, ne risponde il grossista il quale trattiene la sua provvigione assicurandoci sia
la riscossione del nostro credito che di farci inserire sui cataloghi di vari operatori stranieri, cosa che avrebbe comportato, in caso positivo, anni di lavoro ed ingenti spese.
I tre livelli rappresentano quindi la catena di trasmissione
del turismo, dove il grossista è il cliente dell’albergo, l’operatore è il cliente del grossista, l’agenzia dettagliante è il
cliente dell’operatore ed il turista è il cliente dell’agenzia
dettagliante. Il rispetto dei ruoli nel settore della mediazione è uno dei componenti che possono determinare il
successo o l’insuccesso di un’azienda alberghiera; è bene
non dimenticarlo.
I rapporti tra gli albergatori e le agenzie di viaggi sono regolamentati dalla Convenzione di Parigi, sottoscritta tra la
FUAAV e l’ AIH il 15 Giugno del 1979. La prima è la Federazione Universale delle Associazioni delle Agenzie di Viaggio e la seconda e l’Associazione Internazionale degli
Albergatori (Association International de l’Hotellerie).
L’accordo, il cui testo si può richiedere alle associazioni di
categoria degli albergatori, descrive tutti gli obblighi derivanti dalla sottoscrizione del “contratto d’albergo“ che regola i rapporti tra agenzie di viaggi ed alberghi per tutto
ciò che riguarda prenotazioni, caparre, stagionalità, commissioni, vouchers (i buoni di scambio), pagamenti, annullamenti e penali. È bene sapere che il contratto di fornitura
dei servizi alberghieri può essere sia verbale che scritto.
Tutto ciò che non risulta quindi da una conferma scritta
può essere contestato da parte del cliente, che è opportuno
rammentare, in questo mestiere ha sempre ragione.
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Capitolo XI - La pubblicità
Questo importante aspetto della conduzione aziendale
rientra a pieno titolo nell’attività di marketing, costituendone l’autentico cardine. Per capirne insieme i meccanismi
dobbiamo partire dal presupposto che il nostro albergo è
un prodotto che va confezionato, presentato e venduto
su vari mercati, locale, nazionale ed internazionale, come
abbiamo visto in precedenza.
Nella pubblicità dei servizi turistici il confezionamento del
prodotto è rappresentato dalla sua veste grafica e dal contenuto del messaggio che vogliamo trasmettere. La prima
cosa da tenere in mente se vogliamo che il nostro albergo divenga un prodotto di successo riguarda il suo nome. Chiamare un albergo di campagna: La Locanda di caccia di
Mastro Berardino costituisce un simpatico stimolo per una
clientela nazionale, ma certamente poco significa per la
clientela straniera, soprattutto se questa è consistente nella
nostra zona. In questo caso sarà meglio chiamarlo Relais
Mastro Berardino oppure soltanto Relais Berardino. Se la dominante turistica del luogo è straniera il nome dovrà essere
facilmente recepito da parte di chi parla qualsiasi lingua, citando magari qualche nome storico conosciuto o intrigante.
Ricordo degli amici costruttori che hanno aperto all’inizio
degli anni “90 un albergo nella provincia di Siena e l’hanno
chiamato “Hotel Casanova”. È stato un successo.
Dopo l’attenta scelta del nome si dovrà studiare una grafica d’immagine accattivante ed estrosa, da accompagnare con uno slogan d’effetto. Quello dei CIGA hotels è
stato a lungo: “antica tradizione, moderna efficienza”. La
Jolly invece ha utilizzato: “gli hotel del nostro tempo”,
mentre Starhotels recita: “cuore delle città”. Questo leit
motiv deve tendere ad identificare la caratteristica essenziale del prodotto che lo farà ricordare dal mercato.
La pubblicità sostenibile da un’azienda di piccola o media
dimensione deve essere rivolta essenzialmente agli addetti
ai lavori che in gergo vengono definiti con il termine
“trade“. Si tratta delle agenzie di viaggi e degli organizzatori di meeting, raggiungibili con pubblicità su giornali e
riviste del settore turistico e di quello congressuale se l’albergo è dotato di adeguati spazi per riunioni. Alla pubblicità si aggiunge poi la promozione da effettuare con visite
personali ai principali operatori turistici, alle aziende della
zona ed agli incontri operativi, detti “workshops“, in oc-
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casione delle fiere del turismo organizzate in Italia ed all’estero. Per potersi presentare l’albergo dovrà far realizzare un pieghevole illustrativo che prende comunemente
il nome di depliant o brochure. È importante affidare un
simile incarico ad una società specializzata. Chi non ha
mai realizzato depliants d’albergo potrebbe consegnarvi
un prodotto inadeguato che potrebbe svilire la vostra capacità di presentazione. Inutile dire che le principali
aziende di grafica e stampa si trovano in Romagna, ma ve
ne sono anche in molte altre regioni. Il depliant dovrà
contenere molte immagini e poco testo. Ricordatevi che i
testi non li legge nessuno e che un prodotto turistico si
vende in base a quello che la gente vede e non a seconda
di quello che gli si racconta. Evitate poi i prodotti plurilingue. È sufficiente un breve testo in italiano ed uno in inglese, che è la lingua universale.
In parallelo al depliant è ormai indispensabile realizzare un
sito web che presenti tutti i servizi della nuova struttura,
con immagini accattivanti ed una grafica in grado di stimolare il “navigatore”. Sarà inoltre opportuno redigere una
pagina di pubblicità “istituzionale“ dell’albergo che potrà
essere pubblicata sulle testate giornalistiche del settore.
Per scegliere il giusto veicolo di comunicazione si dovranno
chiedere vari preventivi di spesa alle varie case editrici scegliendo quelle con il miglior rapporto prezzo-qualità. Nell’editoria questo rapporto si valuta in base al “costo per
contatto”. Ciò significa che, a parità di prezzo, va privilegiato quel canale di comunicazione che dispone di un
maggior numero certificato di lettori. Ricordatevi che il
costo della pubblicità si può negoziare; chiedete quindi un
consistente sconto sul prezzo di listino. Imparerete poi col
tempo che anche il prezzo di affitto delle camere si negozia. Se un cliente chiede una disponibilità all’ultim’ora ed
avete ancora posto, gli concederete la camera a qualsiasi
prezzo pur di non lasciarlo andare.
Un sano budget gestionale prevede di destinare a pubblicità e promozione una percentuale del 3 – 4% sul totale
dei ricavi aziendali che, per un’azienda in apertura, sono
solo presunti. Per quanto riguarda invece il costo del depliant (se ne stampano almeno 10.000 copie per iniziare)
questo, per Legge, può essere imputato a costi pluriennali
trattandosi di spesa relativa all’impianto dell’attività. ( continua nel prossimo numero )
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