Catania - anno XXIX - n. 30 - 4 agosto 2013 - Euro 0,60 - www.prospettiveonline.it
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Rio de Janeiro: La lunga “Jornada” dei giovani
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L’Oss
(Foto o / SIR)
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Roma
È
L’anello della catena
della storia del mondo
certamente un evento che
traccia un solco profondo
nella Chiesa la XXVIII
Giornata Mondiale della
Gioventù 2013, la prima di Papa
Francesco nella “sua” America latina.
Le sue parole e i suoi discorsi restano un documento indelebile di questa GMG a Rio de Janeiro, sono messaggi forti e richiami efficaci pronunziati per difendere e sostenere la
famiglia, “luogo privilegiato per trasmettere la fede.”
La cultura del dialogo è il nuovo
filone che Papa Francesco ha aperto
anche attraverso il suo gesuitico stile
pastorale e di comunicazione intessuto di parole ed espressioni forti che
lasciano un segno, quasi pietre miliari disseminate lungo il sentiero.
“Dialogo, dialogo, dialogo” è la
risposta che Papa Francesco dà ai
leaders dei diversi settori che gli
chiedono un consiglio e il dialogo tra
le generazioni è “un tesoro da conservare e alimentare”.
“I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini
perché porteranno avanti la storia,
gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro
vita”. “Che noi si possa essere come
il buon vino, che, quando invecchia
migliora: è più buono”, ha detto il
Papa durante la messa in mattinata
nella residenza di Sumarè. “La storia non finisce con noi, perché non è
neanche cominciata con noi: la storia continua. Che Dio ci doni anche
un pochino d’umiltà, per poter essere anello della catena e poterlo credere”.
“Sentirsi anello della catena della
storia del mondo” che è iniziata prima e proseguirà in un futuro sul quale “scommettere”.
Durante la dinamica e moderna Via
Crucis, realizzata con quadri plastici,
danze e coreografie tipiche della cultura locale, Papa Francesco ha rivolto ai giovani e a tutto il popolo di Dio
alcuni interrogativi forti circa l’opportunità di scegliere se considerarsi
e sentirsi come “Pilato che non ha il
coraggio di andare controcorrente
per salvare la vita di Gesù e se ne
lava le mani”, chiudendosi nella sua
solitudine o essere come il Cireneo,
che aiuta Gesù a portare la croce, o
come le altre donne, che non hanno
paura di accompagnare Gesù fino
alla fine, “con amore e con tenerezza”come Maria che “stabat Mater”,
ai piedi della croce con tutto il suo
dolore, divenendo anche Lei Corredentrice nel mistero della salvezza.
“Gesù con la sua Croce, ha detto il
Papa, percorre le nostre strade per
prendere su di sé le nostre paure, i
nostri problemi, le nostre sofferenze,
anche le più profonde. Caricandosi
della Croce, Cristo “si unisce al
silenzio delle vittime della violenza,
che non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi” e
“alle famiglie che sono in difficoltà,
che piangono la perdita dei loro figli,
o che soffrono nel vederli preda di
paradisi artificiali come la droga”.
L’attenzione agli ultimi, alle periferie, a quanti sono emarginati sociali
o in carcere, è sempre viva in Papa
Francesco che ha rinnovato a Rio de
Janeiro gesti di pastorale attenzione
Giuseppe Adernò
(segue a pagina 2)
Prove di dialogo tra Israele e Palestina
Due popoli, due stati
opo tre
anni di
stop riprendono i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi.
Rapporti che si erano
interrotti nel 2010 a
causa del rifiuto del
governo israeliano di
sospendere la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Comincia cosi un nuovo
percorso che dovrebbe condurre nei prossimi nove
mesi Nethanyahu e Abu Mazen a un incontro bilaterale. La strada sulla via della pace è cominciata
con un incontro informale a Washington organizzato da John Kerry, segretario di Stato americano
e promotore di un possibile dialogo tra le parti. Le
rispettive delegazioni, con a capo per Israele il
ministro della Giustizia Tzipi Livni, e per la Palestina il negoziatore Saeb Erekat, resteranno per
alcuni giorni negli States per una fitta agenda di
colloqui preliminari. Tzipi Livni ha già annuncia-
D
Washington, 30 luglio: il
segretario di Stato degli Stati
Uniti, John Kerry, con il capo
negoziatore palestinese, Saeb
Erekat (R), e il ministro della
Giustizia israeliano, Tzipi Livni.
(Foto AFP/SIR)
to in fase di negoziazione di non
volere sottostare a iniziative unilaterali di
qualsiasi agenzia Onu; indiretto il riferimento al riconoscimento dello Stato di
Palestina come ‘osservatore’, approvato lo
scorso novembre. Gli americani vorrebbero chiudere questa prima fase di negoziazione entro nove mesi per poi fissare un
incontro bilaterale tra il premier israeliano
Netanyahu e il presidente dell’Autorità
palestinese Abu Mazen. I colloqui sono
ripartiti anche grazie al rilascio da parte
del governo israeliano di 104 prigionieri,
TRIONFALE
ESECUZIONE
DELL’OPERA
“MENA”
a pagina 3
GIOVANNI
CULTRERA
AI MINORITI
a pagina 5
Al CORTILE
PLATAMONE
le ARIE e i
CORI di VERDI
detenuti da prima degli accordi di Oslo del ’93.
Una decisione sofferta, visto che sette ministri su
ventidue hanno espresso voto contrario all’operazione durante lo scorso consiglio dei ministri tenutosi a Gerusalemme che è stato preceduto da una
manifestazione guidata dai parenti delle vittime
del terrorismo. Soprattutto la destra radicale ha
Filippo Cannizzo
(segue a pagina 2)
a pagina 11
2
Prospettive - 4 agosto 2013
sommario al n. 29
PRIMO PIANO
Messaggio per la 8ª Giornata
per la custodia del creato ___4
Festa San Cristoforo _______4
Stipendi bassi
per le professioni
specializzate _____________5
INFORMADIOCESI
Notizie in breve ___________6
Lettera dell’Arcivescovo ____6
Dall’Ufficio Catechistico ___6
DIOCESI
Le indicazioni Pastorali
per l’anno 2013-2014
(seconda parte) ___________7
Carmine: conclusa la festa
della Madonna del Carmelo __8
In ricordo del Sac. Francesco
Distefano ________________9
Giovani universitari
di scienze
della comunicazione
a Prospettive _____________9
7Direzione amministrazione
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(Federazione Italiana Settimanali Cattolici)
Questo numero è stato chiuso
alle ore 13.00 di mercoledì 31 luglio 2013
nche quest’anno la
FISC promuove il XXII
Master di aggiornamento per direttori, amministratori, redattori e giovani giornalisti dei settimanali cattolici “Mons. Alfio Inserra”.
In questa edizione, organizzata in
collaborazione con la Delegazione
regionale della Sicilia e il settimanale diocesano di Catania “Prospettive”, sarà sempre presente la
memoria di Mons. Alfio Inserra che
di quest’iniziativa è stato per oltre
vent’anni promotore e anima.
Oltre che un momento di riflessione
sulla professione giornalistica
secondo i livelli ormai consolidati
(principianti, redattori, amministratori, direttori, e, da quest’anno, fotoreporter), il XXII Master vuole essere un momento per riflettere sull’attuale periodo di crisi e sulle possibilità occupazionali in quella grande
industria del turismo di cui l’Italia
non è seconda a nessuno.
Oltre a tutto ciò, resta il valore
aggiunto di questo appuntamento:
un’occasione per rafforzare ancora
di più i vincoli di amicizia e fraternità fra tutti gli aderenti alla FISC.
Per tutto questo sono invitati ad
iscriversi quanti sono impegnati nei
settimanali cattolici e soprattutto i
giovani giornalisti, che si affacciano
A
(continua da pag. 1)
L’ANELLO...
verso gli ultimi, gli ammalati, i bambini e gli indios dell’Amazzonia
La via dolorosa di Gesù, tuttavia, ci
ricorda anche chi soffre la fame “in
un mondo che ogni giorno getta via
tonnellate di cibo”, come pure “chi è
perseguitato per la religione, per le
idee, o semplicemente per il colore
della pelle”.
In una società dominata dai monolitici dogmi dell’efficientismo e del
pragmatismo, il Papa, incontrando i
Vescovi, i sacerdoti e i religiosi ha
parlato della promozione della “cultura dell’incontro”, occasione di
missionarietà e d’azione pastorale
che consente di “uscire dalla Chiesa”
edificio, per essere: “Chiesa presente” nella società, lievito e fermento
di bene e di apostolato.
(continua da pag. 1)
DUE POPOLI..
accusato il premier di clemenza nei
confronti dei prigionieri palestinesi,
molti dei quali ritenuti responsabili
di attacchi nei confronti di civili con
condanne fino a trent’anni. Tra di
essi figurano anche Mohammed Tus,
autore dell’uccisione di cittadini
israeliani, e Mahmoud Harbish e
Jomaa Adham, che nel 1988 lanciarono una bomba incendiaria contro
un bus, uccidendo una cittadina
israeliana e i suoi tre figli. Cosi come
hanno riportato le agenzie di stampa
israeliane. Pronta la replica di
Nethanyahu che ha preferito una
soluzione di compromesso tra le parti, ovvero: il rilascio graduale in base
agli esiti del negoziato, e l’accantonamento dei casi più problematici
che saranno esaminati collegialmente dal consiglio dei ministri. In prossimità della ripresa di negoziati con i
affascinati nel mondo dell’informazione, per favorirne la più ampia
partecipazione.
• Livello fotoreporter: Coordina
Antonio Parrinello, Giornalista
fotoreporter.
Gristina, Arcivescovo di Catania
• 20,30 Cena
• 22,00 Visita notturna del centro
storico di Catania
PROGRAMMA:
Giovedì 19 settembre
• Ore 16.30 Museo Diocesano
Presentazione del Master: Francesco Zanotti, Presidente Nazionale
FISC;
• Saluti di S.E. Mons. Salvatore
Gristina, Arcivescovo di Catania;
• Relazione di S.E. Mons. Antonio
Staglianò, Vescovo di Noto e Delegato della CESi per la Cultura e le
Comunicazioni sociali;
• Relazione di Giuseppe Vecchio,
Direttore Dipartimento di Scienze
Politiche e Sociali, Università di
Catania;
• 19,00 Celebrazione Eucaristica
• 20,00 Cena
• 21,30 Terme Achilliane
• Momento musicale
• Livello redattori: Coordina Claudio Turrini, capo servizio e web
master di “Toscanaoggi”.
• Livello amministratori coordinatore da definire.
• Livello direttori: Coordina Domenico Delle Foglie, Direttore Agenzia
SIR.
Sabato 21 settembre
• 7,30 Colazione
• 8,00 Partenza escursione vulcano
Etna
• 13,00 Pranzo
• 16,00 - 18,30 Conclusione dei
lavori di gruppo - Museo diocesano
• 19,00 Celebrazione Eucaristica
• 20,00 Cena
Domenica 22 settembre
• 7,30 Colazione
• 8,30 - 9,00 Dal Museo diocesano
partenza dei bus navetta per l’aeroporto di Catania
• Livello principianti: Coordina
Francesca Cipolloni, Direttore di
Emmaus, settimanale della Diocesi
di Macerata.
• 13,00 Pranzo
• 17,00 Celebrazione Eucaristica
• 18,00 Badia di S. Agata
• Convegno sul tema “Turismo:
Cultura e prospettive occupazionali”. Dalla Magna Grecia alla
Sicilia 2.0
• Interventi:
Mariarita Sgarlata, Assessore
Regione Sicilia Beni culturali;
Ivan Lo Bello, Vice Presidente Confindustria per l’Education;
Michela Giuffrida, Direttore dell’emittente televisiva Antenna Sicilia;
Sac. Carmelo Signorello, Direttore
Ufficio diocesano per i beni culturali
e arte sacra;
Conclude S.E. Mons. Salvatore
“Non è la creatività pastorale – ha
detto Papa Francesco, non sono gli
incontri o le pianificazioni dei molti
progetti e piani pastorali che assicurano i frutti, ma l’essere fedeli a
Gesù, che ci dice con insistenza:
«Rimanete in me e io in voi». Il
nutrirsi della “carne di Cristo” porta poi all’incontro con gli uomini
crocifissi dalle sofferenze d’ogni
giorno e di ogni situazione. Ha quindi raccomandato con insistenza “Mai
dimenticare l’origine della chiamata
–mai essere “smemorati” su quanto
ricevuto dal Signore, ma come
Maria, bisogna conservare tutto nel
cuore, consapevoli dell’amore personale che Dio ci porta. La vocazione, chiamata di Dio, si fonda essenzialmente sul primato della preghiera e della vita d’unione con Dio.
La “politica” di Papa Francesco ed il
suo progetto pastorale di rinnovamento è ormai chiaro e definito:
“Voglio che la Chiesa esca per le
strade, voglio che ci difendiamo da
tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò
che è clericalismo, da tutto quello
che è l’essere chiusi in noi stessi. Le
parrocchie, le scuole, le istituzioni
sono fatte per uscire fuori…, se non
lo fanno diventano una Ong e la
Chiesa non può essere una Ong”.
La sua è una grammatica di semplicità che coniuga insieme la formazione, la collegialità, la solidarietà,
lo stato permanente di missione ed
una rinnovata conversione pastorale.
La “fraternità” e l’impegno per
“costruire una società più giusta”
non sono più una “utopia” ma “il
risultato di uno sforzo concertato di
tutti in favore del bene comune”. È
palestinesi, da registrare come il
governo israeliano abbia approvato
la proposta di sottoporre a referendum ogni eventuale accordo di pace.
Legge che adesso sarà al vaglio del
Parlamento in tempi brevi. ‘’Ogni
accordo che sia raggiunto mediante
trattative sarà sottoposto a referendum’’, si legge in un comunicato dell’ufficio del primo ministro Netanyau. ‘’È importante che in decisioni
fatali del genere - prosegue il comunicato - ogni cittadino e ogni cittadina voti in maniera diretta su una questione che determinerà il futuro del
nostro Stato’’. Tornando ai colloqui
preliminari lo scopo dei negoziatori
sarà di proporre la linea dei cosiddetti “due popoli, due stati” per la creazione di due stati separati; finora unica posizione ufficiale da entrambi i
fronti. Ciò che ha frenato ogni iniziativa di dialogo è stata la questione
che riguarda i confini esistenti tra il
1949 e il 1967. In occasione della
Guerra dei Sei giorni (conflitto tra
Israele, Egitto, Siria e Giordania e
che si concluse con una vittoria
israeliana) Israele si rese protagonista dell’occupazione dell’attuale
Cisgiordania, compresa l’intera
Gerusalemme, oltre a Gaza, il Golan
e il Sinai (che poi, dopo lungo tempo, fu restituito all’Egitto). Queste
nuove conquiste, però, non furono
mai riconosciute dall’Onu che con le
risoluzioni 242 e 338 aveva chiesto
di lasciare i territori del 1967 pur di
riconoscere le conquiste ottenute nel
1948. Ma il governo israeliano non
ha mai cambiato posizione al riguardo e un nodo da sciogliere sarà proprio quello dei territori occupati e
non riconosciuti in campo internazionale dove vivono al momento più
di 500mila cittadini israeliani.
proprio verso il bene comune il Santo Padre ha incoraggiato e indirizzato l’impegno delle classi dirigenti,
affinché vi si prestino con “saggezza,
prudenza e generosità” attivando un
“dialogo costruttivo”, che è il mezzo
virtuoso di crescita dell’intera società.
Oggi la civiltà mondiale sembra aver
superato ogni limite, perché ha creato un tale culto del dio denaro, che
siamo in presenza di una filosofia e
di una prassi d’esclusione dei due
poli della vita che sono le promesse
dei popoli. L’eutanasia culturale ha
determinato, infatti, l’esclusione
degli anziani, dei quali non ci si
prende cura e l’esclusione dei giovani che sono senza lavoro e senza
impiego.
Il Papa ha più volte esortato i giovani ad emergere, a farsi valere, a lottare per i valori, ad essere “terreno
buono” e “atleti di Cristo” che non
hanno paura di “servire” e aiutare il
prossimo e nel contempo ha esortato
gli anziani “ad aprire la bocca” per
insegnare la saggezza che trasmette
la giustizia, la storia, i valori e la
memoria dei popoli!
La GMG chiude e la vita cristiana,
che non può restare “part-time”, né
inamidata di facciata, continua nella
quotidianità dell’ordinario, rinvigorita dall’impegno della testimonianza e del dialogo costruttivo indirizzato al “bene comune” e ad un rinnovato “umanesimo integrale”.
Il prossimo appuntamento della
GMG 2016 sarà Cracovia, in Polonia, la patria di Giovanni Paolo II,
anche in memoria del 1050° anniversario del Battesimo della Polonia,
“occasione felice per tornare alle
radici e alle fonti della nostra fede”,
ha detto un sacerdote polacco.
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Venerdì 20 settembre
• 8,30 Colazione
• 9,00 - 12,30 Lavori di gruppo:
La Segreteria è al Museo Diocesano
(sede del Master), Via Etnea 8,
95121 – Catania tel 095 281635;
cell. 3938883640
Chiedere di Giovanna Cannata, o di
Valeria Pisasale, o di Mariele Giuffrida.
Altro contatto don Giuseppe Longo
Cell. 3207066374
Fax: 1782723681
Email: [email protected]
Sito Web:WWW.prospettiveonline.it
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3
Prospettive - 4 agosto 2013
Trionfale e accurata esecuzione dell’opera “Mena” di Plinio Maggi e Carlo Majorana Gravina
e ricco di avvenimenti e guarda ad
un futuro in cui la cultura cinematografica e teatrale s’impongano sempre più come volano di crescita etica, sociale, turistica e quindi anche
economica.
È questo il programma prioritario
del Sindaco Corrado Bonfanti,
convinto assertore e sostenitore di
una strategia politica per Noto e per
il sud-est siciliano prevalentemente
incentrata su cultura e natura.
“Sfruttare la nostra cultura, sottolinea, per uno sviluppo sostenibile e
duraturo che porti benessere e dia
prospettive di vita alle nuove generazioni”. “Giacimenti” da cui si può
trarre la materia prima per uno sviluppo sostenibile e duraturo che
porti benessere e dia prospettive alle
nuove generazioni. In apertura la
proiezione di un omaggio video alla
Città di Giancarlo Giannini e di Leo
Gullotta e una carrellata dei
momenti salienti delle carriere dei
premiati. Quindi una serie di documentari sul territorio e il film
“Eccezzziunale veramente” di Carlo
Vanzina, a 30 anni dall’uscita, con
Diego Abatantuono e Stefania Sandrelli, in versione restaurata dagli
stessi Vanzina. Durante l’ultima,
quella del film “Malena” di Giuseppe Tornatore, girato anche a Noto,
preceduto da uno speciale dedicato
al regista Premio Oscar. Fra gli ospiti il Prefetto di Enna Clara Minerva
e la Soprintendente ai Beni culturali
di Enna Fulvia Caffo.
del contesto terraneo tra umili e il
potere dei forti, osserva: “si è combinato il linguaggio semplice con
un sentire profondo e intenso”.
L’opera si avvale di
fasi narrative in cui
Mena si agita di
dolore come una
“mosca prigioniera…” comprendendo episodi dialogici a due e a tre personaggi con Alfio,
Padron ‘Ntoni…
ed emerge la disperazione e rassegnazione della “vedova bianca”… consolazione, anche se
le nubi si addensano nella mente della fanciulla.
Interpreti: Mena
soprano Chiara Vyssia Ursino bella voce, timbro importante, colore
piacevole con appoggiature ben eseguite e nel duetto iniziale si notano i
passaggi, e vi sono tre “do”, uno
dopo l’altro “Mena voi mi amate?
Sì, questo amore è sincero…, è
come alberi in fiore, belle poesie
d’amore, come silenzi di nostalgia
per noi”. Apprezzabile, strappando
lunghissimi applausi, la splendida
aria che si traduce nella preghiera
“Santa Maria del mar” dalla vocalità
intensa;
Alfio Mosca tenore Yuri Corace
Cassarà sa portare nel suo canto
una serie inesauribile di colori;
Padron ‘Ntoni baritono Salvatore
Todaro una vocalità particolare, a
volte spinta, a volte molto morbida
usando molti colori per rendere la
bellezza musicale; Maruzza mezzosoprano Concetta Cannavò con
alle spalle una bella carriera, sa portare sulla scena tutta la sua esperienza di cantante e di interprete con arie
difficili che va sugli acuti, espressa
egregiamente e altre sulle note centrali per esprimere drammaticità.
Completano il valido cast Cipolla
tenore Vincenzo Lo Presti, Pie’ di
Papera baritono Tommaso Caramia, Voce dal popolo mezzosoprano
Melissa Minardi, Voce narrante
l’attore Fabio Costanzo è la voce
recitante che mantiene viva l’epoca
di riferimento e dà espressione alla
mutevolezza delle scene travolgenti
di passione.
Regia eccellente di Turi Giordano
che si è rifatto a “La terra trema” di
Visconti ambientata fine anni ’40
“ho preferito utilizzare colori bianchi e neri tipici del neorealismo,
come un film in bianco e nero, solo
lo sfondo è un po’ colorato, è un
mare che incombe e porta disgrazie.
Ho cercato di attualizzare certe scene come quella della protesta, i
popolani (il coro) contro i cattivi
amministratori che aumentano le
tasse”. Colpiscono la vivacità e la
disciplina del coro, un bell’allestimento imponente che, nonostante
sia legato al contesto storico in cui si
inserisce la vicenda, riesce ad essere
attuale, un dramma in azione, in cui
gli eventi si svolgono velocemente
avvincendo il pubblico con una
musica incisiva e fortemente evocativa.
Artemisia
Lella Battiato
Rilettura in chiave filologica
de “I Malavoglia”
ppuntamento
estivo
con la lirica al “Centro
Ulisse” di Catania che ha aperto la
sua splendida terrazza alla rappresentazione straordinaria, con un
appuntamento ben riuscito e pienone
alla prima, per “Mena” melodramma
che è stato replicato a Gela con successo. Ouverture di alto livello per la
“Festa dell’Opera Mediterranea”, il
nuovo appuntamento con la grande
musica lirica organizzato dalla
“Camerata Polifonica Siciliana” presidente Aldo Mattina che osserva:
“qualcuno sostiene che il melodramma sia destinato a morire; esso è cultura nostra alta ed encomiabile e rappresenta il più grande genere teatrale
in musica che l’Italia abbia creato,
invidiato da tutto il mondo, l’unico
che faccia risuonare e vibrare di passione la lingua italiana e, con essa, la
fantasia melodica italiana e mediterranea”. Il direttore artistico Giovanni Ferrauto, propone un festival
legato sia alla tradizione operistica
ma anche alle novità per produrre
cultura e buona musica. Fortunatissimo allestimento dell’opera “Mena”
A
di Plinio Maggi compositore, e
librettista insieme a Carlo Majorana Gravina, irrompe nella nostra
quotidianità e vive nuove dimensioni, un design creativo musicale scenico di impatto, che ci fa capire che
sta cambiando il modo di vivere la
musica, affascinando nella serata il
copioso pubblico, animando una platea âgé, ma accogliendo molti giovani. Un capolavoro di Verga rielaborato e in particolare racconta l’amore
irrisolto di Mena Toscano e Alfio
Mosca, con un’azione che si svolge
durante il primo decennio dell’unità
d’Italia e si apre l’8 settembre con la
festa della Madonna bambina ad
Ognina, per continuare a svolgersi
nella piazza di Trezza e il l’Arcivescovo Mons. Gristina sottolinea
“un’iniziativa che rievoca pagine
assai belle dell’opera de “I Malavoglia” in un contesto così speciale e
caro allo stesso Verga, quale è il porto di Ognina”. Un linguaggio melodico armonico e drammaturgico che
caratterizza “Mena” con un’evidente
atipicità: “la spontaneità melodica di
Maggi che affonda le radici nella tra-
dizione della canzone italiana d’autore,
e la sensibilità contemporanea”, come
chiarisce il maestro
Ferrauto che ha
orchestrato l’opera,
in modo coinvolgente piena di sfumature, con buon equilibrio orchestrale che
ha rispettato le voci
privilegiando le parti
più intense e passionali. La “Camerata Polifonica Siciliana” si avvale della preziosa sinergia con la repubblica del Kazakistan,
che sostiene il progetto con la partecipazione della rinomata orchestra di
Stato del Teatro dell’Opera di Astana, capitale della nazione kazaka.
Nell’ambito del progetto è stato realizzato un workshop corale a cura di
Giovanni Ferrauto, al quale hanno
partecipato quattro importanti
ensemble siciliani: “Perfecta laetitia” e “Sancti Johannis Evangelistae” di Gela, “Sine Nomine” di
Giarre, e “Alma Redemptoris
Mater” di Scordia, “Maris Stella”
di Militello V. C. diretti dai maestri
Francesco Falci, Antonino Visalli,
Alfio Penna e Giovanni Catalano.
Si è ispirato Maggi ai “Malavoglia”
verghiani, “I tre atti di Mena – chiarisce l’autore – sono un omaggio
all’anima etnea, rielaborata attraverso il capolavoro di Verga, e in particolare l’amore irrisolto di Mena e
Alfio”. Carlo Majorana Gravina
che ha curato in maniera attenta e
filologica il libretto tessendo la dinamica della storia con una bipolarità
stilistica rispettando usi e abitudini
Nella splendida cornice della città barocca, seconda edizione del “Premio Noto”
La Sicilia tra cinema e cultura
ella splendida cornice
della città di Noto in
Sicilia, si è svolta la kermesse di tre
serate con eventi di grande prestigio
internazionale dedicate al cinema
con proiezioni speciali effettuate su
un grande schermo, nella spettacolare scenografia creata nello spazio
antistante alla cattedrale barocca,
gioiello dell’architettura del Settecento e simbolo della
Val di Noto, patrimonio Unesco dell’umanità.
Numerose le scene
girate a Noto, set
cinematografico
naturale unico, arroccato su un altopiano
che domina la valle
dell’Asinaro, in pietra calcarea, il cui
candore colorato dal
tempo ricrea magnifiche atmosfere dorate
e tonalità rosate per
importanti produzioni ormai entrate nella
storia. Pensiamo al
brancatiano “Anni
facili” di Zampa, a
“Viva l’Italia” di
Rossellini, a “L’Avventura” di Antonioni, con la caratteristica scena dall’alto della veduta panoramica raffigurante il Duomo, a “Il viaggio”,
ultimo film di Vittorio De Sica, a “Il
ladro di bambini” di Amelio, “Storia
di una capinera” di Zeffirelli, dal
romanzo di Giovanni Verga.
Cuore della manifestazione, la
N
seconda edizione del “Premio Noto”
all’eccellenza, nato con lo scopo di
premiare attori, registi, personalità
della cultura. In Piazza Municipio,
sono stati assegnati i premi agli
ospiti d’onore di tutto prestigio:
Lina Wertmüller, la regista-icona
del cinema italiano, “la Sicilia è stata spesso il palcoscenico ideale di
molto miei film e penso che si deb-
ba ripartire dalla cultura per far rinascere la nostra società”; Enrico
Vanzina, sceneggiatore e scrittore,
Sergio Stivaletti, mago degli effetti
speciali del cinema horror e thrilling, Sarah Zappulla Muscarà,
ambasciatrice della cultura siciliana
nel mondo, nota scrittrice esperta di
Pirandello e ordinaria di letteratura
italiana all’università d Catania “la
Sicilia ha un potenziale naturale e
culturale che potrebbe sanare e rinnovare l’intera economia della
regione; oggi, più che mai, in un clima di totale oscurantismo, è giusto
puntare sulla cultura”; Marco Basile, brillante attore di cinema e fiction.
La manifestazione, curata da Adria-
Nella foto, A. Pintaldi, S. Stivaletti, S.
Zappulla Muscarà, L. Wertmüller, C.
Bonfanti, N. Carbone, M. Basile, E.
Vanzina, F. Caffo.
no Pintaldi, è divenuta un appuntamento irrinunciabile che rievoca un
passato cinematografico prestigioso
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Prospettive - 4 agosto 2013
PRIMOPIANO
Messaggio per la 8ª Giornata per la custodia del creato. 1° settembre 2013
a donna saggia costruisce la sua casa, quella
stolta la demolisce con le proprie mani»
(Pr 14,1). Questa antica massima della
Scrittura vale per la casa come per il creato, che possiamo custodire e purtroppo
anche demolire. Dipende da noi, dalla
nostra sapienza scegliere la strada giusta.
Dove imparare tutto ciò? La prima scuola di custodia e di sapienza è la famiglia.
Così ha fatto Maria di Nazaret che, con
mani d’amore, sapeva impastare «tre
misure di farina, finché non fu tutta lievitata» (Mt 13,33). Così pure Giuseppe,
nella sua bottega, insegnava a Gesù ad
essere realmente «il figlio del falegname» (Mt 13,55). Da Maria e Giuseppe,
Gesù imparò a guardare con stupore ai
gigli del campo e agli uccelli del cielo,
ad ammirare quel sole che il Padre fa sorgere sui buoni e sui cattivi o la pioggia
che scende sui giusti e sugli ingiusti (cfr
Mt 5,45).
Perché guardiamo alla famiglia come
scuola di custodia del creato? Perché la
47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà dal 12 al 15 settembre
2013 a Torino, avrà come tema: La famiglia, speranza e futuro per la società italiana. Nel cinquantesimo anniversario
dell’apertura del Concilio Vaticano II,
poi, rileggiamo la costituzione pastorale
Gaudium et spes, che alla famiglia, definita «una scuola di umanità più completa
e più ricca», dedica una speciale attenzione: essa «è veramente il fondamento
della società perché in essa le diverse
generazioni si incontrano e si aiutano
vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa ed a comporre convenientemente i diritti della perso-
«L
“LA FAMIGLIA EDUCA
alla custodia del creato”
na con le altre esigenze nella vita sociale» (n. 52).
In questo cammino ci guida il luminoso
magistero di Papa Francesco, che ha esortato più volte, fin dall’inizio del suo pontificato, a «coltivare e custodire il creato:
è un’indicazione di Dio data non solo
all’inizio della storia, ma a ciascuno di
noi; è parte del suo progetto; vuol dire far
crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti… Il “coltivare e
custodire” non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il
creato, riguarda anche i rapporti umani. I
Papi hanno parlato di ecologia umana,
strettamente legata all’ecologia ambientale. Noi stiamo vivendo un momento di
crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma
soprattutto lo vediamo nell’uomo… Questa “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti.
La vita umana, la persona non sono più
sentite come valore primario da rispettare
e tutelare, specie se è povera o disabile, se
non serve ancora – come il nascituro –, o
non serve più – come l’anziano. Questa
cultura dello scarto ci ha resi insensibili
anche agli sprechi e agli scarti alimentari,
che sono ancora più deprecabili quando
in ogni parte del mondo, purtroppo, mol-
te persone e famiglie soffrono fame e
malnutrizione» (Udienza Generale, 5 giugno 2013).
«Come la famiglia può diventare una
scuola per la custodia del creato e la pratica di questo valore?», chiede il Documento preparatorio per la 47ª Settimana
Sociale. Come Vescovi che hanno a cuore la pastorale sociale e l’ecumenismo,
indichiamo tre prospettive da sviluppare
nelle nostre comunità: la cultura della
custodia che si apprende in famiglia si
fonda, infatti, sulla gratuità, sulla reciprocità, sulla riparazione del male.
Gratuità. La famiglia è maestra della gratuità del dono, che per prima riceve da
Dio. Il dono è il suo compito e la sua missione nel mondo. È il suo volto e la sua
identità. Solo così le relazioni si fanno
autentiche e si innesta un legame di libertà con le persone e le cose.
È una prospettiva che fa cambiare lo
sguardo sulle cose. Tutto diventa intessuto di stupore. Da qui sgorga la gratitudine
a Dio, che esprimiamo nella preghiera a
tavola prima dei pasti, nella gioia della
condivisione fraterna, nella cura per la
casa, la parsimonia nell’uso dell’acqua, la
lotta contro lo spreco, l’impegno a favore
del territorio. Viviamo in un giardino,
affidato alle nostre mani.
Festa San Cristoforo
i è appena conclusa la
settimana dedicata ai
festeggiamenti in onore di S. Cristoforo, patrono titolare del popoloso e
popolare quartiere di Catania. La
comunità parrocchiale ha coinvolto,
con momenti di preghiera comunitaria e varie iniziative devozionali e
sociali, i residenti a festeggiare in
letizia il venerato martire. Durante il
triduo il parroco don Ezio Coco ha
dettato una riflessione sull’enciclica
“Lumen Fidei”. Nei giorni successivi si sono alternati nella celebrazione
eucaristica anche i sacerdoti don
S
Toni Milazzo e don Giuseppe
Cassarino, uno dei predecessori di
don Ezio. Da segnalare il concerto dei “violini di S. Cristoforo”,
scuola di musica tenuta con i
ragazzi del quartiere, e la sagra
del dolce allestita sul sagratomarciapedi a cura dei volontari
della Confraternita S. Cristoforo
alle Sciare. La mattina di domenica 28 luglio alla conclusione della
solenne s. Messa festiva è avvenuto l’insediamento ufficiale del nuovo
consiglio direttivo appena eletto, con
la riconferma a presidente dell’ing.
Vincenzo Musumarra. Emozionante
il rito della benedizione degli abiti
con il rinnovo degli impegni dei con-
«L’essere umano è fatto per il dono, che
ne esprime e attua la dimensione di trascendenza», ricorda Benedetto XVI nella
Caritas in veritate (n. 34), in «una gratuità presente nella sua vita in molteplici
forme, spesso non riconosciute a causa di
una visione solo produttivistica e utilitaristica dell’esistenza».
Reciprocità. La famiglia ha una importanza decisiva nella costruzione di relazioni buone con le persone, perché in essa
si impara il rispetto della diversità. Ogni
fratello, infatti, è una persona diversa dall’altra. È in famiglia che la diversità,
invece che fonte di invidia e di gelosia,
può essere vista fin da piccoli come ricchezza. Già nella differenza sessuale della coppia sponsale che genera la famiglia
c’è lo spazio per costruire la comunione
nella reciprocità. La purificazione delle
competizioni fra il maschile e il femminile fonda la vera ecologia umana. Non
l’invidia (cfr Gen 4,3-8), allora, ma la
reciprocità, l’unità nella differenza, il
riconoscersi l’uno dono per l’altro.
«Questa era la nostra gara – attesta San
Gregorio Nazianzeno parlando della sua
amicizia con San Basilio Magno – non
chi fosse il primo, ma chi permettesse
all’altro di esserlo». È la logica della reciprocità che costruisce il tessuto di rela-
frati nonché della
vestizione degli
eletti.
Nel pomeriggio è
avvenuta la tradizionale benedizione degli automezzi,
seguita dalla processione con il
nuovo simulacro
del santo patrono,
finanziato
dalle
offerte dei volontari e dei devoti, per
le vie, le stradine e
i cortili del quartiere.
A.B.
zioni positive. Non più avversari, ma collaboratori. In questa visione nasce quello
spirito di cooperazione che si fa tessuto
vitale per la custodia del creato, in quella
logica preziosa che sa intrecciare sussidiarietà e solidarietà, per la costruzione
del bene comune.
Riparazione del male. In famiglia si
impara anche a riparare il male compiuto
da noi stessi e dagli altri, attraverso il perdono, la conversione, il dono di sé. Si
apprende l’amore per la verità, il rispetto
della legge naturale, la custodia dell’ecologia sociale e umana insieme a quella
ambientale. Si impara a condividere l’impegno a “riparare le ferite” che il nostro
egoismo dominatore ha inferto alla natura e alla convivenza fraterna. Da qui, dunque, può venire un serio e tenace impegno
a riparare i danni provocati dalle catastrofi naturali e a compiere scelte di pace e di
rifiuto della violenza e delle sue logiche.
È un impegno da condurre avanti insieme, come comunità, famiglia di famiglie.
Perché i problemi di una famiglia siano
condivisi dalle altre famiglie, attenti a
ogni fratello in difficoltà e ogni territorio
violato. Con la fantasia della carità.
Un segno forte di questa cultura, appresa
in famiglia, sarà infine operare affinché
venga custodita la sacralità della domenica. Anche “il profumo della domenica”,
infatti, si impara in famiglia. È soprattutto nel giorno del Signore che la famiglia
si fa scuola per custodire il creato. Si tratta di una frontiera decisiva, su cui siamo
attesi, come famiglie che vivono scelte
alternative. La preghiera fatta insieme, la
lettura in famiglia della Parola di Dio,
l’offerta dei sacrifici fatti con amore rendano profumate di gratuità e di fraternità
vera le nostre case.
Roma, 7 giugno 2013
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù
LA COMMISSIONE EPISCOPALE
PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO
LA COMMISSIONE EPISCOPALE
PER I PROBLEMI SOCIALI E IL
LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE
Si conclude il tour della solidarietà “Coast to coast”
’ultima tappa del tour
della solidarietà organizzato dalla Fidas nazionale
“Coast to coast”, alla banchina 19
L
del porto di Catania, con l’arrivo
alle ore 18:00 di giovedì 25
luglio, della barca a vela Lullaby,
proveniente da Imperia, accolta
dai volontari dell’Advs-Fidas di
Catania e Tremestieri Etneo e dai
rappresentanti delle altre sigle
associative del volontariato del
sangue e dalle numerose autorità
civili e militari del capoluogo
etneo, si è rivelata una bella esperienza di comunione all’insegna
del dono del sangue, come gesto
gratuito, volontario, anonimo e
associato, particolarmente importante nel periodo estivo caratterizzato da momenti di criticità.
Cristiano Lena coordinatore
nazionale Fidas del tour, Girolamo Scaglione presidente Fidas
Sicilia, Salvatore Caruso presidente dell’Advs catanese, Salvo
Di Salvo assessore comunale di
Catania, al microfono di Nuccio
Sciacca hanno condiviso gli ideali della solidarietà del sangue e
ringraziato le autorità intervenute
e i donatori di sangue presenti.
L’evento Fidas a Catania, accolto
– con l’arrivo di Lullaby – dalla
banda musicale della Città di Aci
Bonaccorsi, è poi proseguito nell’attiguo spazio dell’A.C. Unione
Canottieri sul palco, messo a dis-
posizione dall’amministrazione
comunale di Catania, in una cornice tutta siciliana con la presenza di carretti d’epoca di Michelangelo Costantino di Tremestieri
Etneo, con uno spettacolo musicale protrattosi fino alla tarda
serata.
Coordinati dal presentatore Mario
Fusari, si sono esibiti sul palco i
gruppi musicali “OndeVerdi’72”
e “Molo 19” con le sempre belle
musiche degli anni 60-80, “Etna”
folk siciliano, il tenore Carmelo
Panebianco, il fantasista Alessandro Ragusa imitatore di Renato
Zero e in chiusura la band acese
“Bladewoman” di musica rock.
E per sapere di più, sull’evento
che ha interessato 41 porti d’Italia… vai alla pagina facebook
“Fidas coast to coast”.
Vincenzo Caruso
Ufficio Marketing
Per abbonamenti, pubblicità commerciali, speciali parrocchiali, sponsorizzazioni di convegni locali e nazionali per conto di Prospettive, rivolgersi al sig. Vincenzo Montesanto: tel. 095. 2504311; cell. 340-0598944;
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Dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:00
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Prospettive - 4 agosto 2013
PRIMOPIANO
Stipendi bassi per le professioni specializzate
Una crescita che stenta ad arrivare
ei più qualificato? Allora sarai pagato di meno.
È questo uno dei nuovi paradossi italiani che emerge dai dati pubblicati
di recente dall’Isfol (Istituto per lo
Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori). Se nei grandi Paesi europei sono incentivati e
promossi impieghi ad alto tasso di
specializzazione, cosi non puoi dirsi
dell’Italia che sembra strizzare l’occhio alle professioni meno specializzate. In Europa, dunque si assiste a
una crescita continua che si attesta
intorno al 2% con Germania, Francia
e Gran Bretagna che superano questa
media, con punte rispettivamente del
4,3%, 2,9% e 4%. Tutto il contrario
da ciò che avviene da noi dove sembra esserci una gara al lavoro meno
specializzato e di conseguenza meno
retribuito. Conseguenza? Stando
cosi ai dati pubblicati diminuiscono
le offerte di lavoro qualificato (1,8%), cosi come notevolmente
quelle legate a impieghi tecnici (22%) mentre aumentano in maniera
vertiginosa occupazioni che rientrano sotto la voce di “mansioni elementari”. Queste ultime aumentano
quasi del 2%, contro un trend euro-
S
peo che viaggia addirittura al -3%.
Un notevole passo indietro che
impoverisce ulteriormente il mondo
professionale italiano dove solo poco
più della metà (il 53,2%) dei soggetti che lavorano hanno completato il
ciclo della scuola dell’obbligo. A
diminuire di conseguenza sono
anche gli stipendi. Chi possiede un
diploma di laurea, infatti, si è visto
diminuire lo stipendio del 10%
rispetto ad altri paesi europei. Si
restringe anche il divario tra il reddito dei laureati e quello dei diplomati
di scuola secondaria. E parecchio.
La differenza rispetto all’Europa che
“conta” è del 48,3% mentre In Italia
non si va oltre il 36,2%. Un deficit
che penalizza oltremodo molti settori produttivi finendo per aumentare il
gap con i grandi paesi europei che
sembrano viaggiare a velocità doppia rispetto all’Italia. Del resto, questo si sapeva già da un po’. Anche la
fotografia scattata dall’ultimo rapporto Eurostat evidenzia come gli
stipendi italiani siano tra i più bassi
del Vecchio Continente. Stando ai
numeri del Belpaese nel 2009, lo stipendio medio annuo è stato di
23.406 euro. Un dato pubblicato dal-
la ricerca “Labour market statistics”,
che fa scivolare l’Italia tra gli ultimi
posti della graduatoria che riguarda i
redditi europei. Per fare un esempio
basta considerare che in Lussemburgo o in Olanda le cifre sembrano
essere da capogiro, rispettivamente
di 48.914 e 44.412 euro. S’impennano anche gli stipendi in Germania,
con 41.000 euro. In generale, poi, se
ci confrontiamo con Danimarca e
Norvegia, le cui medie aggiornate a
tre anni fa toccano quota 56.044 e
51.343 euro c’è solo da accapponare
la pelle. Dati che si riferiscono a un
lavoratore di un’azienda con un
minimo dieci dipendenti e che
riguarda il ramo dell’industria, delle
costruzioni, dei servizi e del commercio.
Da segnare, poi, come l’Italia sia
superata leggermente dalla Spagna
(26.316 euro) e anche da Cipro
(24.775 euro). E addirittura anche la
Grecia – prima del tracollo finanziario - superava la penisola italiana con
29.160 euro. Ma c’è di più. Tanto per
completare un quadro tutt’altro che a
tinte chiare. Riguarda il capitolo del
peso delle tasse sul lavoro. Secondo
gli ultimissimi dati Ocse il cuneo
fiscale medio sul lavoro sfiora il 50%
(tasse e contributi), per l’esattezza è
pari al 47,6%. Le tasse sul lavoro più
alte di quelle italiane sono solo quelle che troviamo in Belgio (unico paese sopra il 50%), Germania, Ungheria, Francia e Austria. In generale,
rispetto a quanto scritto sopra, la
situazione va meglio, nella classifica
europea l’Italia si piazza al sesto
posto fra i 34 paesi Ocse. I soggetti
più bersagliati sono i single. Di fatto,
un single con alto stipendio si porta a
casa il 53% in meno rispetto al costo
totale del lavoro. Segue, poi, un single con stipendio medio, che paga in
che tasse il 47,6%. Infine un single
che guadagna meno della media
paga in tasse e contributi circa il
44,5%.
Maxwell
Omaggio musicale al chiostro dei Minoriti di Giovanni Cultrera con la soprano Daniela Schillaci
Un concerto all’insegna della leggerezza e della raffinatezza
’Agimus, sezione di
Mascalucia, organizza il
consueto appuntamento estivo con
“Nonsoloclassica International 2013”,
direttore artistico Giovanni Cultrera
ed esecutivo advisor Daniele Petralia;
un’offerta musicale di alto prestigio
con un programma fitto di manifestazioni che si articoleranno dal Chroma
Ensemble colonne sonore, al 27 luglio
con ‘Rosalba Bentivoglio Jazz Quintet’ e il 28 ‘Dehesmael - Musica dal
mondo dei sogni’, ad agosto ‘François
e le Coccinelle - Minority Rock and
Roll’, ‘Jazzando con Maurizio Diara
quintet’ e la voce di Antonella Leotta,
per continuare nella stagione invernale con il duo pianistico di Federico
Aldao (Argentina) e Giulia Gangi,
per chiudere con pianoforte dedicato
alle ‘Eccellenze siciliane’ Nicolò
Cafaro, Ruben Micieli, Gaetano Vaccarella.
L
Il recital della soprano Daniela Schillaci, ha creato durante la serata atmosfere particolari, una voce incredibile
che si è espressa in un genere musicale: Bellini, Puccini, Verdi, Tosti
accompagnata dal pianista Stefano
Sanfilippo. Un collage di arie liriche
per descrivere i tanti volti dell’Ottocento della lirica italiana, con una propensione per i temi forti e con una
brillante carriera che l’ha vista debuttare al Teatro La Fenice di Venezia, al
Bellini di Catania, al Maggio musicale fiorentino presente nella nuova produzione de “I lombardi alla prima crociata” diretta da Roberto Abbado, al
Teatro Antico di Taormina e nei grandi palcoscenici. Ha lavorato con
Zubin Metha, e al fianco di Placido
Domingo. L’artista riesce a dare sempre una nota innovativa alle sue interpretazioni grazie alla sua gestualità e
partecipazione recitativa, puntellando
la storia musicale e
porgendosi al pubblico tra presente e
memoria. Tra lunghi e
meritati applausi ha
offerto durante la sua
performance un ricco
mosaico
musicale
concertistico e sentimentale: lo specchio
di un’Italia liberale,
ma che ancora oggi
può rinascere. Daniela Schillaci è dotata di
perfezione tecnica,
esegue la Traviata di
Verdi in un tripudio di
colori e si prodiga in
una serie di sfumature
ben riuscite, con filati
raffinatissimi ed emozionanti, note basse
ben salde e pronunziate. Eccellenti acuti,
sovracuti, appoggiature e agilità. Magia con il pianoforte
nell’esecuzione conclusiva della Traviata con le strofe “addio al passato”,
si rompe un filato su “tutto finì”, interviene con un pianissimo, con una resa
vocale perfetta, di uno spessore adeguato al drammatico ruolo che spazia
con la Butterfly di Puccini, facendo
risplendere le ali della farfallina che ci
riconduce al poeta Pascoli nominandola in una sua poesia contenente versi di incoraggiamento a Puccini.
Localmente riesce tra dissonanze sintattiche pucciniane ad affascinare il
pubblico tra La bemolle, Si bemolle,
raggiungendo alti vertici di intensità
con vocalità fragorosa. Gli applausi
non finiscono mai, animando il pubblico e il chiostro, un trionfo meritato,
un vera festa del bel canto e le aspettative non sono state deluse. Bis fuori
programma “I’ te vurria vasà” e “Non
ti scordar di me”.
intervista a Daniela Schillaci
Daniela Schillaci con la sua voce interessante di bel colore e con una naturale facilità negli estremi acuti, la incontro dopo il concerto e si racconta.
I suoi studi? “ho studiato a Catania con Piera Puglisi, poi dopo un po’ di
giri e tentativi ho trovato la mia attuale insegnante Alda Borelli Morgan.
Ho studiato anche pianoforte e questo mi ha dato una base fondamentale
che mi aiuta ad analizzare i ruoli con 2 punti di vista, quello della cantante e dello strumentista”.
Tra gli autori interpretati qual è più congeniale alla sua voce e la coinvolge maggiormente? “L’autore più congeniale è sicuramente Verdi, ma
quello che emotivamente mi coinvolge maggiormente è Puccini”.
Il suo approccio con F.P. Tosti presenta difficoltà vocali? “Tosti non è difficile vocalmente... la difficoltà sta nell’aspetto interpretativo, nel saperlo
raccontare e nel porgere al pubblico ogni frase in modo da arrivare a toccare le corde dell’anima!!!”
Riguardo al concerto che ha tenuto al Chiostro dei Minoriti quali sono
state le scelte sulle arie da camera? “le arie da camera che ho scelto sono
fondamentalmente quelle che io sento più vicine alla mia anima!!!! Amo
la notte e amo la luna.... mi avvicina al Divino! Vaga luna bellissima è l’aria di Bellini che più si avvicina alla mia amata Norma! Per pietà bell’idol
mio è un’aria appassionata e che prepara il corpo e lo spirito, ad affrontare arie d’opera più impegnative e vocalmente complesse!
Per quanto riguarda Tosti.... ‘Sogno’ è una delle arie più belle che siano state scritte da Tosti..... intima, dolce e la canto perché davvero mi piace tanto!!
‘Malia’ è un fiume di emozioni che crescono e scemano e ricrescono...... e
che portano un piacere al cuore e all’anima indescrivibile!
‘Luna d’estate’: io amo la luna.... e poi in una serata come quella di ieri
sera splendida, calda e siciliana..... come poteva mandare un inno alla luna
estiva???”
La sua vita? “La mia vita.... l’unica cosa che importa è che Dio mi ha
donato un miracolo: mia figlia Giulia!
Nella serata, il Maestro Cultrera,
musicista di fama internazionale che
va oltre l’interpretazione, si è già esibito in 25 Stati con oltre 1.000 esecuzioni pianistiche e rapisce gli ascoltatori con le sue performance musicali,
durante la consegna riconoscimento
speciale ‘Premio NonsoloClassica
International 2013’ in sinergia con la
Provincia Regionale di Catania
dichiara “Sono profondamente grato
al pubblico catanese, il quale ha risposto plebiscitariamente all’invito di
questi due primi accattivanti incontri
di NonsoloClassica international
2013”. L’avv. Giuseppe Schembari
presidente onorario ‘Accademia pianistica siciliana’, consegnando un
omaggio floreale all’artista osserva
“abbiamo ascoltato non un soprano..
ma un usignolo”. Il Maestro Petralia,
pianista di indiscutibile eleganza e
significativa interpretazione, sottolinea “L’idea trainante è quella di offrire una programmazione variegata che
possa attrarre un pubblico giovanile”.
L.B.
6
Prospettive - 4 agosto 2013
Lettera dell’$rcivescovo
Notizie in breve dal 5 al l’11 lagosto
Dall’Agenda dell’Arcivescovo
Lunedì 5 - Marcoledì 7
• Settimana estiva con i sacerdoti
Sabato 10
• Ore 9.00 S. Agata Li Battiati, Chiesa Madre: celebra la
S. Messa.
Domenica 11
• Ore 19.00 S. Pietro Clarenza, Oratorio della Chiesa
Madre: celebra la S. Messa.
®
Ufficio Catechistico Diocesano
Ai Presbiteri, ai Diaconi, alle Persone Consacrate e ai Catechisti
dell’Arcidiocesi
Carissimi,
anche quest’anno ricorre il consueto appuntamento del Convegno
Catechistico Diocesano che si terrà presso il Seminario Arcivescovile e avrà come tema: I luoghi del
“noi” per la trasmissione della
fede.
Il tema è impegnativo perché
rispecchia i tempi che stiamo vivendo. Leggiamo ne Il Rinnovamento
della catechesi, al capitolo 8: «Luogo non è da intendersi come luogo
geografico, ma come luogo esistenziale […] La Chiesa locale è il luogo in cui l’Economia della salvezza
entra più concretamente nel tessuto
della vita umana […] la parrocchia
anch’essa Chiesa locale svolge un
ruolo fondamentale all’azione catechistica. In essa la catechesi può
diventare insegnamento, educazione, esperienza di vita». Ci rendiamo
conto della centralità della catechesi in ogni attività pastorale e dell’importanza di spostare la catechesi in luoghi più vicini agli spazi della vita; la parrocchia stessa deve
essere intesa come stratificazione di
luoghi diversi, ciascuno con i propri
codici, linguaggi…, che rendono
inefficace il ragionare su la catechesi al singolare e che suscitano la
necessità di ripensare al plurale le
molteplici dimensioni della proposta ecclesiale.
In questo convegno vorremmo
riflettere sui processi formativi da
attivare, affinché coloro che si accostano alla parrocchia e non solo,
possano crescere nella vita di fede.
In vista di quanto detto sopra, i
destinatari del Convegno non sono
soltanto i catechisti dell’I.C. ma tutti gli animatori dei gruppi parrocchiali (itinerari di fede pre e post
battesimali, itinerari di fede in preparazione alla celebrazione del
sacramento del matrimonio, famiglie, giovani, oratorio, la scuola,…).
Lo svolgimento del Convegno sarà
articolato nei tre giorni 11, 12, 13
Settembre, dalle ore 17.30 alle ore
19.30. Il relatore, don Valentino
Bulgarelli, nella giornata di mercoledì 11, dalle ore 9.30 alle ore12.00,
dedicherà un suo intervento a tutti i
presbiteri e diaconi.
Giorno 13 verranno proposti itinerari percorribili in alcuni luoghi
specifici: itinerari di fede pre e post
battesimali, itinerari di fede in preparazione al sacramento del Matrimonio, oratorio, pastorale scolastica, catechesi ai disabili o in contesti
di sofferenza.
Le iscrizioni al convegno si effettueranno mercoledì 11 a partire dalle ore 17.00; la quota di iscrizione
per ciascun partecipante è di €3,00.
Salutandovi tutti cordialmente nel
Signore, cogliamo l’occasione per
invitarvi a fornirci suggerimenti e
proposte che ci permettano di qualificare sempre di più il servizio dell’Ufficio Catechistico.
Sac. Gaetano Sciuto
e l’equipe dell’UCD
Ai Presbiteri e ai Diaconi dell’arcidiocesi
Carissimi,
Il periodo estivo ci trova abitualmente con meno impegni: auguro a
tutti e a ciascuno di poter profittare
di questa circostanza per un meritato ed utile tempo di riposo.
Affido fin d’ora alla vostra attenzione i seguenti appuntamenti.
1. Le vacanze permettono anche a
noi un più diretto contatto con le
meraviglie del creato. Sappiamo
come esse siano spesso compromesse da comportamenti stolti e
dannosi.
È quanto mai necessario, quindi,
che la sana ecologia ambientale,
umana e sociale sia praticata e diffusa particolarmente dai credenti in
Dio creatore.
A questo scopo la Conferenza Episcopale Italiana da alcuni anni promuove, in data 1 settembre, la Giornata per la Custodia del Creato. In
attesa di celebrare più opportunamente la Giornata in ambito diocesano, invito a valorizzare bene il fatto che quest’anno essa cade di
domenica. Non mancheremo, perciò, di farvi riferimento nelle Celebrazioni Eucaristiche alla luce dell’apposito Messaggio della C.E.I.
(pubblicato in questo numero di
Prospettive a pagina 4)
2. Nei giorni 11-13 settembre si
svolgerà il Convegno catechistico
con le modalità evidenziate nell’u-
«...quel 29 agosto. erano circa le
8e30, ho aperto gli occhi e ho visto
la Madonnina che piangeva e cosi
abbiamo chiamato il vicinato e se
ne sono accorti tutti quanti…»
Sig.ra Antonina Iannuso
Carissimi,
giovedi 29 agosto, in occasione del
primo giorno del 60° anniversario
della Lacrimazione di Maria a Siracusa, la comunità del Santuario
desidera dar vita a una giornata di
ricordo dell’evento del 1953, vissuto gioiosamente tra preghiere e
testimonianze. La giornata di ricordo inizierà con la Celebrazione
Eucaristica presieduta dal nostro
Arcivescovo alle ore 8,00 in via
degli Orti: protagonisti saranno
anzitutto i testimoni oculari della
lacrimazione e, insieme a loro, tutti coloro che nella loro vita hanno
sperimentato l’autenticità della
manifestazione della Madonna per
la grazia ricevuta di una guarigione fisica o spirituale e, infine,
quanti hanno sentito una vocazione
di speciale consacrazione al Signore come risposta al messaggio dell’amore di Dio trasmesso da Maria
con il suo pianto.
Chiediamo a tutti Voi collaborazione: chi fosse venuto a conoscenza,
nel territorio della propria comunità
parrocchiale o del proprio paese o
addirittura all’interno del proprio
nucleo familiare, della storia di persone che hanno vissuto una simile
esperienza, e pregato di fare una
segnalazione alla segreteria del
Santuario oppure chieda agli stessi
interessati di telefonare.
È un dono, ma anche un affascinante e oneroso compito, non perdere
la memoria di tali testimonianze per
la storia viva della Chiesa che è in
Siracusa, che custodisce il segno
misterioso ed eloquente delle Lacrime di Maria ed ha l’onere e l’onore
3. Dal 16 al 20 settembre si svolgeranno gli Esercizi spirituali presso la
Domus Seraphica di Nicolosi.
Saranno guidati da Sua Ecc.za
Rev.ma Mons. Giuseppe Costanzo,
Arcivescovo emerito di Siracusa.
Inizieranno con la Celebrazione
Eucaristica alle ore 12 di lunedì e
termineranno con il pranzo di venerdì. È possibile ancora prenotarsi,
telefonando direttamente al numero
095-911259.
4. Quest’anno ricorre il XXV anniversario della Beatificazione dell’indimenticabile Pastore della
nostra Chiesa, il Card. Giuseppe
Benedetto Dusmet.
Ne faremo memoria in due momenti che si svolgeranno in Cattedrale:
la veglia di preghiera alle ore 19
martedì 24 settembre e la Concelebrazione il 25 settembre alle ore 19.
La veglia sarà animata dalle Persone
di Vita consacrata, mentre alla S.
Messa parteciperanno a titolo speciale le Caritas parrocchiali e le
associazioni di volontariato.
5. L’apertura del prossimo anno
pastorale avverrà con i momenti già
collaudati. Ci incontreremo per
l’Assemblea pastorale diocesana,
nel pomeriggio del 27 settembre;
successivamente si svolgeranno gli
incontri nei singoli Vicariati. Avrò la
gioia di celebrare, il 3 ottobre, con la
Comunità diocesana il XXI anniversario di ordinazione episcopale.
Riceverete indicazioni più dettagliate a seguito di un prossimo
incontro dei Vicari foranei, che si
terra martedì 3 settembre p.v. alle
ore 10.30.
6. Le Chiese di Sicilia partecipano
in modo speciale alla celebrazione
del 60° anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa.
A tale scopo sono in corso pellegrinaggi diocesani. A noi toccherà il 29
ottobre p.v.. Vi prego di prendere già
nota e di diffondere la notizia. II
programma del pellegrinaggio sarà
stabilito nell’incontro dei Vicari
foranei di cui sopra.
Invochiamo su tutti questi appuntamenti anche la protezione di s. Giuseppe del quale adesso, e come già
sapete, è obbligatorio far memoria
anche nelle Preghiere Eucaristiche
n, II,III, IV
A tutti un cordiale saluto.
@ Salvatore, Arcivescovo
Seminario Arcivescovile dei Chierici
Ai Reverendi Presbiteri
Carissimi confratelli presbiteri,
la Comunità del Seminario anche
quest’anno si ritroverà a vivere la
settimana estiva presso il “Villaggio San Giuseppe” (con ingresso o
da Via Mazzasette, 3, Aci Sant’Antonio o da Via Rigolato, Pennisi - 095
765.20.10 - 095.88.56.42) dal 19 al
23 agosto, tempo di riposo, ma
anche di formazione per i nostri
Basilica Santuario Madonna delle lacrime SR
«Consolate, consolate il mio popolo» (Is 40,1)
nita lettera di Don Gaetano Sciuto.
Il Convegno offre all’intera Comunità diocesana, e specie alle catechiste e ai catechisti, una provvidenziale occasione di aggiornamento.
Avremo la possibilità di rinnovare
sentita riconoscenza a questi nostri
preziosi collaboratori, che confermeremo con fiducia nel mandato
per il prossimo anno catechistico.
della responsabilità non solo verso
le altre Chiese ma anche verso questa e le future generazioni, verso un
territorio destinatario di un prodigioso evento e verso la storia tutta.
A voi profondamente grato,
p. Luca Saraceno
Rettore
Vicariato generale
Gli uffici della Curia Arcivescovile resteranno chiusi al pubblico dal 5 agosto al 18 agosto.
Gli uffici saranno riaperti
regolarmente lunedì 19 agosto
alle ore 9.00
Informiamo che l’Ufficio
Matrimoni sarà aperto al
pubblico e solo per casi particolari nei giorni 6 e 13 agosto
dalle ore 10.00 alle 12.00
seminaristi.
Come ogni anno uno di questi giorni della settimana si caratterizza per
la bella ma soprattutto significativa
presenza di Voi presbiteri della
nostra Chiesa di Catania, in modo
particolare attraverso i momenti
della celebrazione dell’Eucaristia e
poi della condivisione del pranzo.
A motivo di questo, desidero rinnovarvi anche per quest’anno l’invito
per giovedi 22 agosto, memoria
liturgica della Beata Maria Vergine
Regina, con il seguente programma:
ore 11.00 accoglienza; ore 12.00
celebrazione dell’Eucaristia (per i
concelebranti portare il camice e la
stola bianca); ore 13 pranzo - è
gradito un cenno di conferma.
Nell’attesa di rivederci, vi auguro
un meritato riposo estivo.
Don Giuseppe Schillaci
Rettore
7
Prospettive - 4 agosto 2013
Le indicazioni Pastorali per l’anno 2013-2014 (seconda parte)
La sfida di educare la fede oggi
ome abbiamo detto nella prima parte le indicazioni sono due: il primo obiettivo
“non si può dare per scontato che tra
noi e attorno a noi […] sia
conosciuto il Vangelo di
Gesù…”
Il secondo verte sulla fede
presupposta che invece
non c’è ed è persino negata (Porta Fidei n.2), accettando la sfida di educare
alla fede le generazioni
presenti l’Arcivescovo
propone diverse iniziative.
La Prima iniziativa è il
secondo obiettivo della
nota CEI VMPMC: “l’Iniziazione cristiana, che
ha il suo insostituibile
grembo nella parrocchia,
deve ritrovare unità attorno all’Eucarestia; bisogna
rinnovare l’iniziazione dei
fanciulli coinvolgendo maggiormente le famiglie; per i giovani e gli adulti vanno proposti nuovi e praticabili
C
itinerari per l’iniziazione o la ripresa
della vita cristiana”.
Dal 2001 la Chiesa catanese con
l’Ufficio Catechistico ha celebrato i
suoi convegni catechistici per fare
passare la rinnovata metodologia dell’I.C. in chiave Catecumenale. Anche
nelle scuole di formazione dei catechisti all’interno dei Vicariati s’è
lavorato per la “ricaduta” del Convegno con lo studio e l’approfondimento delle tematiche
trattate dai diversi
specialisti che si sono
alternati per meglio
presentarci e coinvolgerci nelle nuove
metodologie.
Tra le iniziative proposte oltre ai percorsi
integrati come “nuovi
e praticabili itinerari”
si dovrà prestare
attenzione al Direttorio Liturgico-Pastorale che sarà promulgato nella nuova ed
aggiornata edizione
(cfr.
Indicazioni
pastorali Pellegrinaggio
Mompileri
30.V.2013 p.6).
Il direttorio riprende l’I.C. rispettando il nuovo modo di celebrarla.
Anche la nota CEI VMPMC n. 7
approfondisce l’argomento dicendo:
“la Chiesa Madre genera i suoi figli
nell’I.C.”. Generando i suoi figli rigenera se stessa. Nell’I.C. esprime il
suo volto missionario verso le nuove
generazioni. Prima bastava la preparazione ricevuta all’interno della
famiglia per lo più orientata a Cristo,
e a sostegno c’era un percorso in
vista dei sacramenti. Oggi le famiglie
non chiedono i sacramenti per i bambini; o ci sono i ragazzi battezzati soltanto che non hanno completato
l’I.C. o se la completano succede che
disertano la Messa domenicale.
Si parla per certe realtà di “crisi dell’I.C. dei fanciulli”. S’impone un
ripensamento se come Chiesa si
voglia offrire la possibilità di accedere alla fede e di crescere nella testimonianza. Le tre note pastorali sull’I.C. si prefiggevano di introdurre
una nuova e più sicura prassi per
adulti, i ragazzi, o giovani adulti che
desideravano completare l’I.C..
Per l’I.C. dei fanciulli si è cercato di
“d’iniziare ai sacramenti” per la vita
cristiana così come da progetto catechistico a cui vanno riconosciuti
indubbi meriti. Oggi non basta più si
esige ulteriore impegno per “iniziare
attraverso i sacramenti” e questo
comporta salvaguardare l’unitarietà
dell’I.C.. Non tre sacramenti senza
collegamento, ma un’unica azione di
grazia che parte dal Battesimo e si
compie attraverso la Confermazione
nell’Eucarestia.
È l’Eucarestia il sacramento che,
continuamente offerto, non chiude
un’ esperienza, ma la rinnova ogni
settimana, nel giorno del Signore. In
prospettiva catecumenale, il cammino va scandito in tappe, con percorsi
differenziati e integrati. Integrare la
vita cristiana facendola sperimentare
come conoscenza, celebrazione, fede
vissuta; nutrire d’ascolto della Parola
di Dio e col conseguente servizio ai
poveri.
L’I.C. dei fanciulli interpella la
responsabilità originaria della fami(segue a pagina 8)
Applausi scroscianti per tutti, grestini ed animatori che portavano sul
volto, accanto ai segni della gioia per
un’esperienza esaltante, quelli della
nostalgia per i tanti, indimenticabili
momenti felici vissuti assieme.
Conclusione alla grande del grest
a S. Giovanni Galermo
nche a S. Giovanni di
Galermo si è rinnovato
l’atteso appuntamento con il Grest.
La parrocchia S. Giovanni Battista,
affidata alle cure pastorali di padre
Giuseppe Catalfo, avvalendosi dei
locali dell’ex plesso scolastico “Santo Di Guardo” di via Belvedere, ha
dato ai bambini del quartiere la possibilità di far esplodere la contagiosa
A
allegria propria della loro giovane
età.
Sono stati 72 i bambini che hanno
risposto a questo richiamo gioioso
che ha permesso loro di vivere per
quasi un mese un intenso impegno di
gruppo, guidati da 43 splendidi animatori, universitari e neolaureati,
reduci da un corso preparatorio di
due mesi, che hanno esercitato con
spirito quasi missionario quello che
dev’essere il loro ruolo che, come ha
detto un noto pedagogista, può definirsi da educatori e richiede maturità
e responsabilità, tenendo conto che
gli adolescenti guardano a loro come
ad un modello.
Il tema educativo del Grest è stato:
“Megalì: il segreto della città sospesa” e ha dato occasione di mettere al
centro dell’attenzione le relazioni
umane, i “legami” tra le persone.
Megalì, infatti, è anagramma della
parola legami. I grestini sono stati
suddivisi in 8 squadre, i cui nomi
sono stati tratti dal racconto formativo –Andreas, Elena, Ettore, Rufio,
Sophia, Temocle, Tiki, Zack- e sono
stati impegnati in laboratori di disegno, ballo, recitazione, cucina, calcio e pallavolo, senza trascurare i
momenti di preghiera. Molto interessante la gita a Maniace per visitare il
famoso Castello di Nelson.
Abbiamo chiesto a Roberto, un
ragazzino di 11 anni molto spigliato,
scrittore in erba, che ha partecipato
al Grest per la prima volta, quale sia
la sua impressione alla fine di questa
esperienza. “Sono molto contento”,
egli ha risposto, “di aver partecipato
al Grest e dispiaciuto per non averlo
fatto negli scorsi anni. Ho trascorso
giorni in allegria e ho acquistato
nuovi amici: è molto meglio partecipare al Grest che stare seduti davanti al computer! Mi sono già prenotato il prossimi anno e quando avrò
l’età spero di fare anch’io l’animatore ed essere bravo come questi giovani che ci hanno guidato nella varie
attività. Peccato che sia finito così
presto!”. Anche Roberto ha partecipato, come attore in erba, allo straordinario spettacolo conclusivo nel
corso del quale i bambini hanno
potuto mostrare a parenti ed amici il
frutto dell’intenso lavoro svolto, tra
cui una rappresentazione teatrale.
Antonino Blandini
S. Ecc. Mons. Gristina ricorda
la parrocchia di provenienza
a sera di venerdì 26
luglio nella restaurata
chiesa filiale Sant’Anna di via Sant’Anna (a pochi metri da CasaMuseo Verga), è stata celebrata la
solennità liturgica dei Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata
Vergine Maria, curata dal can. Giuseppe Maieli, organista della Cappella Musicale del Duomo, cappellano
del Presidio Ospedaliero “Garibaldi
Nesima” e vice direttore dell’ufficio
diocesano per la Pastorale della salute. Al vespro a presiedere la solenne
concelebrazione festiva dell’Eucaristìa è stato l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina con il rettore e il
segretario arcivescovile don Massimiliano Salvatore Parisi. L’Arcivescovo ha ricordato commosso la parrocchia del suo paese natìo intitolata
alla santa Madre della Madonna,
dove è sbocciata la sua vocazione al
sacerdozio, e ha formulato cordiali
auguri per tutti i fedeli e i nonni presenti, che alla fine della celebrazione,
L
come da tradizione locale, hanno
portato a casa in segno di devozione
immaginette sacre, candele e fiori. È
stato esposto alla venerazione dei
devoti, che per tutta la giornata sono
arrivati in pellegrinaggio da ogni parte della città, l’antico simulacro di S.
Anna invocando lo speciale patrocinio sulle gestanti, le partorienti e le
puerpere.
Il presule ha avuto, inoltre, parole di
compiacimento nei confronti di
padre Giuseppe e in modo particolare del Militare Ordine dinastico del
Collare di Sant’Agata che ha reso
possibile, dopo opportuni interventi
di restauro ancora da completare, la
riapertura al culto della storica e bella chiesa fatta ricostruire nel Settecento, nel quartiere di Santa Chiara,
dalla famiglia Mauro, alla quale
appartenne Caterina madre di Giovanni Verga, e attuale sede magistrale dell’Ordine.
Blanc
8
Prospettive - 4 agosto 2013
DIOCESI
Carmine: conclusa solennemente la festa della Madonna del Carmelo
na significativa novità,
a suggello del programma dei festeggiamenti che i
catanesi del centro storico riservano
alla Beata Vergine Maria del Monte
Carmelo, è stata condivisa dai tanti
devoti carmelitani della città nel 23°
giorno di celebrazioni in onore della
Madre e Regina del Carmelo, curate
con tanto zelo dalla Famiglia Carmelitana dell’antico Carmelo etneo
extra moenia. Resta, però, l’amarezza di non vedere ancora riaperta al
culto la storica chiesa votiva dell’ex
convento dell’Indirizzo alla Pescheria fondata nel 1612 dai frati carmelitani di stretta osservanza e voluta
per grazia ricevuta dal viceré don
Pietro Giron, duca di Ossuna, grande
devoto di S. Agata.
L’ottava della festa della Madonna
del Carmine si è conclusa solennemente nella piazza del più grande
mercato cittadino, la Fiera del Lunedì, dove accanto al magnifico altare
eretto davanti al prospetto dell’ex
convento imperiale della SS. Annunziata dei Frati Carmelitani, calzati o
dell’Antica Osservanza, è stato
intronizzato il venerato simulacro
della Castellana di Catania con in
mano le chiavi d’oro della Città e
portato a spalla processionalmente
dai terziari carmelitani coordinati dal
priore della Provincia italiana
Michele Bonanno.
La concelebrazione eucaristica è stata presieduta dal priore conventuale
U
(continua da pag. 7)
LA SFIDA...
glia nella trasmissione della fede;
sono stati loro nel giorno del matrimonio a promettere di voler educare
cristianamente i figli che Dio avrebbe
dato loro; e sono stati loro a portarli
al fonte battesimale perché fossero
rigenerati a Figli di Dio con l’aiuto
dei padrini. Come famiglie sono
coinvolte ancor prima dell’età scolare dei loro figli. Prima di saper leggere i bambini respirano all’interno della Chiesa domestica l’aria del Vangelo o dovrebbero farlo.
La Chiesa deve offrire ai genitori gli
elementi essenziali purché essi diano
ai figli l’alfabeto cristiano. Bisognerà
dare ai genitori l’opportunità di partecipare, a tempo e luogo, ad un
appropriato cammino di formazione
parallelo a quello dei figli. I genitori
inoltre saranno aiutati da tutta la
comunità fatta dai catechisti, operatori, gruppi, movimenti, ecc…
Per i ragazzi, giovani e adulti: non
battezzati che desiderano completare
l’I.C. o di riprendere dalle radici la
vita di fede le tre note pastorali definiscono gli itinerari catecumenali
previsti in questi casi, anche questi
percorsi vanno inquadrati dentro una
rinnovata attenzione al mondo dei
giovani e degli adulti, per scoprire le
difficoltà incontrate nel rapporto con
la Chiesa, raccogliere altre sfide,
rispondere a domande di senso anche
per gli immigrati.
Ai sacerdoti va chiesta disponibilità
al dialogo specialmente con i giovani. Spetta ai cristiani corresponsabili
soddisfare il bisogno religioso con
l’evangelizzazione ed educando la
stessa domanda religiosa, oppure
risvegliare la domanda religiosa di
molti, offrendo spazi di confronto
con la verità del Vangelo, valorizzando e purificando espressioni di religiosità popolare. Proponendo il risanamento della scissione tra fede e
cultura con opportuni itinerari di fede
per avere gli stessi tratti di Gesù mis-
La castellana della città
padre Carmelo Scellato con i sacerdoti don Salvo Lo Cascio, rettore di
S. Caterina al Rinazzo, don Antonino Lo Curto, rettore di S. Gaetano
Cipolla, mentre le musiche da banda
sono state eseguite dal complesso
intitolato al m° Giulio Virgillito e
diretto dal figlio Giuseppe; il servi-
zione della comunità della vicina
filiale S. Gaetano che ha offerto
un’icona stile bizantino dipinta da
padre Lo Curto e raffigurante con i
Resta l’amarezza
di non vedere ancora
riaperta al culto
la storica chiesa votiva
dell’ex convento
dell’Indirizzo
alla Pescheria
alla Grotta di S. Agata, e padre Cleofa, vice parroco del santuario, con
l’assistenza del diacono permanente
don Tommaso Caltabiano.
L’animazione dei canti è stata affidata alla Corale polifonica S. Agata al
Carcere diretta dal m° Giovanni
Raddino con all’organo il m° Paolo
zio d’onore è stato curato dai cavalieri e dalle dame dell’Ordine ospitaliero S. Giovanni di Gerusalemme
con il cappellano, il sacerdote salesiano Concetto Pennisi.
All’offertorio hanno partecipato le
rappresentanze della famiglia carmelitana laicale catanese, una delega-
colori carmelitani la Madre di Dio
Platitera, Colei che contiene Colui
che i cieli non possono contenere,
nonché una delegazione del Corpo
ospedaliero mercedario internazionale.
A conclusione della s. Messa votiva
e prima dello sparo dei fuochi d’arti-
sionario del Padre che vuole una
Chiesa tutta ministeriale, tutta missionaria. Vera presenza per servire
tutti. (cfr. VMPMC n. 7).
Il Servizio Nazionale per il Catecumenato ha pubblicato nella Elledici
la “Guida per l’itinerario” Catecumenale dei Ragazzi, 2002”. Il testo
nasce come attuazione delle indicazioni contenute nella Nota Pastorale
del Consiglio permanete della CEI,
l’Inizializzazione Cristiana.2. Orientamenti per l’inizializzazione dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni
dell’ 8.VI.2003.
Nel testo citato troviamo la struttura
dell’intero itinerario, cadenzata dalla
successione dei tempi. La terza parte
presenta le diverse fasi:
1) Il tempo della prima evangelizzazione o precatecumenato che può
durare anche due anni per fare gruppo e rinsaldare i legami tra ragazzi
che completano o debbono celebrare
l’I.C.. Anche tra i genitori e le famiglie s’inizia questa prima fase nella
quale si annuncia Gesù Cristo, avendo fatto il Rito dell’Accoglienza.
2) Il tempo del Catecumenato.
Dopo il precatecumenato va fatta a
tutti la proposta se vogliono continuare nella conoscenza di Dio oppure no. Se c’è questo desiderio si fa
esplicita domanda per essere ammessi nel tempo del Catecumenato come
tempo vero e proprio di un apprendistato della vita cristiana. Si Celebra il
Rito di ammissione al Catecumenato che può durare tre anni e si
approfondisce la Storia della Salvezza.
A conclusione della prima fase c’è
la consegna del Credo apostolico.
Nella seconda fase si vive nell’amore del Padre e con fiducia filiale si
esprime con “Padre Nostro” alla
fine la Consegna della preghiera del
Signore.
Terza fase- Chiamati a seguire Gesù
e a vivere con lui.
Consegna del precetto dell’amore;
Celebrazioni penitenziali con i
comandamenti;
Celebrazione del Sacramento della
Penitenza per i battezzati e dell’unzione prebattesimale per i catecumeni.
3) Il tempo della preparazione
immediata al Battesimo (dalla prima domenica di Quaresima);
• Rito dell’elezione: Dio ci chiama a
diventare suoi figli;
• Scrutini quaresimali o intercessioni
per gli eletti:
Donaci, Signore, la tua acqua;
Donaci, Signore, la tua luce;
Donaci, Signore, la tua vita.
4) La veglia Pasquale con la celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana.
5) Il tempo della Mistagogia
• Il giorno del Signore;
• Riconciliarsi per rinnovare la grazia
del nostro Battesimo;
• Mandato missionario;
• Consegna delle beatitudini;
• Ascolto dell’inno della carità;
• Anniversario del Battesimo.
Gli orientamenti pastorali propongono la Professione solenne della Fede;
• Consegna del Catechismo per le
nuove scoperte della Fede.
Questo cammino di fede da applicare
con intelligenza e con criteri pastorali perché s’incarni nel territorio esige
studio, approfondimento, pazienza e
innanzitutto “conversione pastorale”
dei sacerdoti e dei catechisti, del
popolo formato da famiglie. La conversione pastorale è più faticosa,
impegna di più tutti e questo esige la
collaborazione necessaria e ineludibile dei primi catechisti che sono i
genitori. Pertanto bisogna abbattere il
“muro della delega”: ci pensa il parroco, ci pensano i catechisti, ecc. Ci
debbono pensare e formarsi le famiglie se vogliono figli cristiani.
Bisogna abbattere il “muro” della
sacramentalizzazione presente in tante pastorali e ancora nella maggioranza delle parrocchie. La “conversione
pastorale” esige il primato dell’evangelizzazione e dell’educazione della
mentalità di fede. Il cammino ad ispirazione Catecumenale si presenta
come recupero delle radici più autentiche della tradizione cristiana per
coniugarle con le domande dell’uomo d’oggi.
Attuare tutto questo richiederà un
impegno nuovo e diverso rispetto al
metodo tradizionale, ma come ci suggerisce il nostro Vescovo questo potrà
offrirci la preziosa possibilità di
ripresa del cammino verso i desiderati traguardi a breve termine, ma
soprattutto a perenne durata, occasione di rinnovamento perché la nostra
Chiesa faccia risplendere il suo volto
missionario.
Questa ulteriore esplicitazione viene
offerta a chi volesse cominciare o
continuare il proprio Progetto Pastorale parrocchiale col conseguente
calendario.
Progettare perché la comunità parrocchiale con tutti i propri componenti, e con tutte le realtà presenti si
possa dare un organigramma.
Progettare perché si attui la comunione tra tutti avendo per ciascuno
rispetto dei doni e dei carismi. Progettare perché si cammini all’interno
della diocesi su indicazioni ben precise per un orientamento comunitario
e non ci siano “battitori liberi” che
fanno a modo loro a scapito della
comunione, presupposto necessario
per la missione.
Le indicazioni pastorali ci offrono un
modo di essere in comunione col
Vescovo. Non basta ogni giorno liturgicamente nominarlo nella prece
eucaristica; questa fede pregata senza
la operosità ecclesiale non realizza la
comunione d’intenti e di azione
pastorale.
Dobbiamo educare i fedeli, dobbiamo educare anche noi. Capita spesso,
durante la visita pastorale che, con gli
organismi di partecipazione laicale si
risponda alle domande del questionario che serviranno poi per stendere la
relazione in assemblea; ebbene quasi
sempre si sono saltati o non sono sta-
ficio e del rientro della processione,
fra’ Carmelo ha ringraziato tutti
coloro che hanno reso possibili i
festeggiamenti che sono durati ben
23 giorni con la partecipazione di
numerosi sacerdoti e di tante realtà
ecclesiali e civili, tra cui la Misericordia del Porto, le suore salesiane e
del S. Cuore, il Consiglio pastorale
vicariale, le guardie dei santuari
mariani, le corali Jonia di Giarre e
Shalom del Crocifisso dei Miracoli,
la Cappella musicale del Duomo, i
commercianti e i ragazzi del quartiere, le associazioni mariane, gli Amici del Rosario, il consigliere comunale Riccardo Pellegrino, il centro
anziani Mons. Ventimiglia, i Fratelli
di Charles de Foucauld, gli operatori
ecologici, l’associazione europea
operatori di Polizia, il Distretto militare, ecc..
L’appuntamento all’anno prossimo
in cui sarà solennemente ricordato il
60° anniversario della consacrazione
della città di Catania a Maria del
Carmelo, dichiarata dall’arcivescovo
mons. Guido Luigi Bentivoglio SOC
e dal sindaco avv. Luigi La Ferlita
Regina e Patrona della nobile città
etnea.
A.B.
ti minimamente attenzionate le indicazioni date anzitutto alla fine di
maggio a Mompileri in occasione del
Pellegrinaggio annuale in onore della
Madonna della Sciara.
È Disattenzione? È cosa secondaria?
Non si presta ascolto?
Certamente non siamo abituati a
valorizzare quanto lo Spirito Santo
dice per mezzo dei legittimi pastori
nella guida della Chiesa. Magari si è
attenti a persone carismatiche, a guide illuminate, a catechisti del Cammino, compreso il santo padre Francesco!
Ma la Comunione parte dalla Chiesa particolare e col suo Vescovo, non ci possono
essere “salti” o “acrobazie” pastorali,
comprendiamo la comunione col nostro
Vescovo, con i fratelli, tra gruppi e comunione movimenti, ecc. come il risvolto
esterno di un’altra Comunione che è dono
di Dio e che parte dall’interno di ciascuno
di noi.
Desideriamo veramente un volto
missionario? Impegniamoci col chiedere al Signore il dono dell’Unità:
“siano perfetti nell’Unità perché il
mondo creda” Gv 17,21.
L’attenzione ai malati e alla religiosità popolare con l’aiuto del nuovo
Direttorio si possono benissimo sintetizzare con l’apporto del secondo
obiettivo della nota CEI VMPMV e
nell’obiettivo: “Dall’Anno della Fede
alla Educazione Permanente della
Fede”.
Esplicitare e presentare le indicazioni
pastorali è un’esigenza, un punto di
non ritorno, un passo in avanti perché
si possa respirare l’aria della comunione nelle parrocchie come nei vicariati. Questo ci permetterà di valorizzare ancora di più le nostre risorse
coinvolgendo i Consigli Pastorali a
tutti i livelli perché si esprima sempre
più l’essere Chiesa Popolo di Dio,
Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito.
don Pietro Longo
Vicario per la Pastorale
9
Prospettive - 4 agosto 2013
DIOCESI
In ricordo del Sac. Francesco Distefano
Quel silenzio tanto gradito a Dio
era ed eterna è la Parola del Signore: “Quando meno ve l’aspettate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt.24.26). Non dette, infatti, Sorella morte, al SAC.
FRANCESCO DISTEFANO Parroco emerito di Camporotondo
Etneo il tempo di preparare almeno
una valigetta per l’ultimo viaggio,
quello senza ritorno, perché in ictu
oculi, il 24 luglio 2013 s’è dovuto
presentare immediatamente davanti
a Cristo Signore, Giudice misericordioso.
Con la sua famigliola, P. Franco, si
trovava, nel pomeriggio di mercoledì 24 luglio u.s., a Brucoli (SR) in
una piccola casetta in riva al mare,
che aveva acquistata, con tanti
sacrifici, tanti anni fa, a prezzo conveniente, ove spesso andava a riposarsi, dopo giornate faticose di lavoro in parrocchia. Con i suoi aveva
fatto uno spuntino e aveva sorbito
una tazzina di caffè. Quanto
improvvisamente accusò un intenso
dolore alla testa con uno strano
rilassamento in tutto il corpo. Vista
la gravità del momento fu chiamato
d’urgenza il “118”; ed i medici,
arrivati quasi subito, non poterono
che costatarne la morte improvvisa,
per probabile, fulminante aneurisma. Da qualche tempo P.Franco
V
soffriva di disturbi cardiaci.
Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo mese di ottobre, essendo nato a
S.Pietro Clarenza il 10 ottobre
1928.
Di Padre Franco Distefano non ci
sono notizie eclatanti da sbandierare. Una vita trascorsa nella semplicità e nell’umiltà del servizio sacerdotale, esercitato alla maniera antica, senza tanti fronzoli, senza discorsi altisonanti. Con semplicità,
umile fra gli umili.
Entrato in Seminario nel 1941,
povero ragazzo, dovette portare sul
suo groppone, le fatiche, le rinunzie, la fame, le ristrettezze di una
guerra lunga ed estenuante.
Ricevette gli Ordini maggiori dal
novello Arcivescovo di Catania,
S.E.Mons. Guido Luigi Bentivoglio
S.O.C. Fu presbitero il 21 giugno
1953 e fu ordinato nella Cappella
Regina Apostolorum, del nuovo
Seminario Arcivescovile di Catania,
ancora odorante di fresca pittura.
Il 21 giugno u.s. aveva celebrato il
60° anniversario di sacerdozio.
Dal 1953 al 1955, pretino novello,
come era uso a quei tempi, ebbe, a
Catania, un’attività altalenante di
Vicario parrocchiale; fu inviato,
infatti, prima a S.Maria del Carmelo alla Barriera, poi a S.Lucia in
Ognina ed infine ai Ss.Angeli
Custodi.
Il 29 ottobre del 1955, giovanissimo, fu nominato Parroco a Camporotondo Etneo.
Camporotondo Etneo! A quei tempi
(ora non più), sia per la ristrettezza
dei confini che per il numero limitato di abitanti, Camporotondo era
considerato una “parrocchietta”
di…seconda classe!! Non erano
tanti coloro che ambivano sedere su
quella “cattedra” parrocchiale!.
Padre Franco Distefano, non se lo
fece dire due volte; partì di corsa a
reggere quella Comunità e con tanto entusiasmo, come se andasse
a…S.Maria Maggiore.
Cominciò a metter mano ad un certo cambiamento di mentalità. Il
Concilio aveva rinnovato la Chiesa,
bisognava ora rinnovare le istituzioni. Nel suo piccolo si sforzò di cambiare le inveterate abitudini dei suoi
fedeli. Ci provò, trovò una forte
resistenza. Alla fine, dando tempo
al tempo, riuscì a far entrare le sue
idee.
Per non isolarlo nel suo piccolo
mondo e per dargli la possibilità di
vivere più serenamente, i Superiori
gli concessero l’insegnamento della
Religione nelle Scuole pubbliche
dello Stato dove si accattivò la simpatia degli alunni.
Aveva un carattere solitamente mite
e tollerante. Allegro, qualche volta.
Sapeva, però, mostrare i suoi denti
quando qualche testa calda s’incaponiva nelle sue pretese.
Rimase legato ai suoi Confratelli,
compagni di corso e di ordinazione.
I quali, ogni anno, più di una volta e
soprattutto nel periodo estivo si riunivano insieme o in una località balneare o, sempre insieme, progettavano un viaggio, spesso in macchina, verso zone turistiche montane.
Da lì ritornavano alle loro sedi scarichi di preoccupazioni e di pensieri molesti.
Rimase parroco fino al 21 ottobre
2010. 55 anni carichi di attività
pastorale.
Negli ultimi anni, ormai stanco,
affaticato, con non pochi disturbi
fisici, chiese insistentemente il
cambio di guardia. L’ebbe, finalmente, ed un giovane sacerdote che
l’aveva coadiuvato nell’ultimo
periodo pigliò il suo posto.
Con la nostalgia di chi lascia un
grande amore se ne tornò sereno a
S. Pietro Clarenza, suo paese natio,
ove, per non perdere le vecchie abitudini, accettò la Rettoria della bella Chiesa della Immacolata.
I nostri giovani sacerdoti probabilmente non avranno mai visto in giro
P. Franco Distefano. Forse manco lo
conoscono. Non hanno torto. P.
Franco era, infatti, un presbitero
che non amava andare in giro se non
per necessità; la notorietà non faceva parte del suo bagaglio.
“In silentio et quiete proficit anima
devota” dice l’Imitazione di Cristo
(Lib.I, Cap.XX/27). Il silenzio e il
raccoglimento della sua piccola
chiesa e della sua piccola Comunità lo forgiarono interiormente e
fecero di lui un prete umile ed
obbediente.
Mons. Mauro Licciardello
Giovani universitari di scienze della comunicazione a Prospettive
Comunicare la salvezza
a mattina di giovedì 25
luglio la nostra redazione giornalistica ha ospitato per alcune ore un gruppo di studenti di Scienze della Comunicazione, specialistica
in Lettere moderne, dell’Università
degli Studi di Catania frequentanti un
corso di tirocinio-stage presso il quotidiano “La Sicilia” e accompagnati
dal loro tutor aziendale, il giornalista
professionista dr Giuseppe Vecchio,
presidente dell’Unione Cattolica
Stampa Italiana Sicilia e delegato
regionale della Federazione italiana
settimanali cattolici.
Gli stagisti -in tutto 6 di cui 2 già laureati di 1° livello (Salvo Ganci, Marco Panasia, Anna Platania, Alessia
Lorefice, Michela Memoli, Alessandra Guzzardi)- sono stati cordialmente accolti da padre Giuseppe Longo,
nella qualità di direttore dell’ufficio
diocesano per le comunicazioni
sociali e del settimanale cattolico
“Prospettive”, il quale assieme al
nostro collaboratore Antonino Blandini e al grafico signora Vera Cannavò, veterani del nostro periodico diocesano, ha presentato la realtà del
mondo della comunicazione e del
giornalismo di esplicito riferimento
L
cattolico a Catania.
Il giornalista Blandini ha illustrato
sotto un preciso profilo storico, legato alle vicende dell’associazionismo
laicale e alla stampa locale ecclesiale
a partire dalla seconda metà del sec.
XIX, il variegato e complesso fenomeno dell’informazione religiosa in
Italia anche alla luce della propria
formazione e attività lavorativa di
studioso e di specialista nel campo
dell’informazione bibliografica ed
emerotecaria, con la testimonianza
personale dei suoi servizi professionali offerti con coerenza, competenza
e dedizione missionaria alla società e
alla Chiesa italiana come responsabile pubblico dei settori tecnico-scientifici per i beni bibliografici ed archivistici ecclesiastici della Soprintendenza per i beni culturali di Catania e
nella qualità di già corrispondente
accreditato de “L’Osservatore Romano” per le diocesi della Sicilia orientale, collaboratore di diversi settimanali diocesani siciliani e periodici di
Ordini religiosi operanti nell’Isola,
nonché di collaboratore esterno del
quotidiano “La Sicilia”. Blandini ha
avuto modo anche di ricordare lo
speciale legame con Catania di illu-
stri personalità del mondo dell’informazione cattolica come i gesuiti
Antonio Spadaro, direttore di “Civiltà Cattolica”, Bartolomeo Sorge teologo e politologo e il compianto Giovanni Giorgianni direttore di Orizzonti Cristiani di “Radio Vaticana”,
l’Arcivescovo Rino Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per la
Nuova Evangelizzazione, i docenti
salesiani don Giuseppe Costa direttore della Libreria Editrice Vaticana,
don Felice Bongiorno e don Paolo
Buttiglieri, ecc..
Padre Longo, da parte sua, ha illustrato il compito degli operatori cattolici di comunicazione sociale alla
luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa, puntando sulla
professionalità e sulla preparazione
come del resto indica la stessa carta
deontologica di Firenze circa i diritti
e i doveri del giornalista anche sotto
l’aspetto retributivo. Il direttore ha
illustrato la realtà e le finalità delle
pontificie università romane in merito alla problematica religiosa della
comunicazione: sotto l’aspetto scientifico la Salesiana e socio-storicoscientifico la Paolina (Studio Paolino
Internazionale delle comunicazioni
sociali, SPICS, oggi chiuso), con il
praticantato all’interno stesso delle
loro strutture e le conseguenti difficoltà economiche ad andar dietro al
rapido e costoso progresso tecnologico. La Gregoriana dei Gesuiti cura la
sociologia, cioè lo studio del fenomeno sempre più complesso e vasto della comunicazione, con il supporto di
Radio Vaticana, Sala Stampa, Civiltà
Cattolica, ecc.. L’Università della
Santa Croce ha la storia della comunicazione. La Lateranense, attraverso
l’istituto pastorale “Redemptor
hominis” per le scienze delle comunicazioni sociali, forma un comunicatore “pastorale” che sappia conoscere quali sono le implicanze nella
comunicazione del giornale, della
radio e della TV, che sappia divulgare il messaggio cristiano o dare un
taglio cristiano ai vari eventi che succedono nel mondo, prendendo ispirazione dall’enciclica “Redemptor
hominis” del beato Giovanni Paolo
II: al centro della vita della Chiesa ci
sta l’uomo, ma sempre con lo sguardo rivolto all’evento dell’Incarnazione e della salvezza, un passo ulteriore rispetto al Concilio Vaticano II.
Il dr Vecchio, che è pure direttore del
periodico “La Voce dell’Jonio” a servizio della diocesi di Acireale, ha ringraziato dell’opportunità offerta agli
stagisti di conoscere da vicino la
struttura del settimanale “Prospettive”, evidenziando anche che Prospettive sia ancor oggi uno dei giornali
più letti a Catania e diocesi. “Le cose
serie e dette seriamente” ha detto
“sono poi seguite e pagano. L’informazione religiosa è utile anche per i
non credenti perché è cultura, fa
ragionare”.
Memoex
Programma
s. Chiara 2013
11 agosto
ore 10.00: Concelebrazione Eucaristica
presieduta da S.Ecc. Mons.Antonino
Vescovo di Acireale
Raspanti
ore 18.00 : Transito S. Chiara
ClarisseMonastero “S. Giuseppe”, Via Piave, 6 - S. Gregorio di Catania
- C.da Celza - Tel. 095 7179663
10
Prospettive - 4 agosto 2013
DIOCESI
Riflessioni sul Vangelo
FATE MORIRE…CIÒ CHE APPARTIENE ALLA
TERRA: QUELLA CUPIDIGIA CHE È IDOLATRIA…
XVIII DOM T.O. / C - Qo 1,2;2,21-23; Sal 89/90,3-6.12-14.17;Col 3,1-5.9-11; Lc12,13-21
La vita dell’uomo è sempre un continuo
dibattimento tra l’avere e l’essere. L’avere
è la cosa più semplice, basta avere denaro
e potere comprare, ma ancora peggio è
non avere denaro, non potere comprare
ed essere nella condizione di desiderare.
Solo il desiderare diventa fonte di danni
incalcolabili sia psicologicamente sia umanamente. Il libro del Qohelet ci avverte
che tutto è vanità, che è vanità delle vani-
tà. Sia chi ha lavorato con sapienza, con
scienza e con successo, dovrà lasciare la
sua parte a un altro che non vi ha per
nulla faticato, sia chi ha lavorato con
delinquenza. La domanda tragica la pone
lo stesso autore del Qohelet: “Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua
fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole?” Alla
domanda segue una considerazione ancor
più tragica per quanto realistica: “Tutti i
suoi giorni non sono che dolori e fastidi
penosi; neppure di notte il suo cuore riposa”. Il vangelo, in cui Gesù chiarisce di
non voler essere coinvolto in questioni ereditarie, avverte di stare lontani dalla cupi-
digia. Infatti l’uomo non è padrone dei
suoi giorni: “Fate attenzione e tenetevi
lontani da ogni cupidigia perché, anche se
uno è nell’abbondanza, la sua vita non
dipende da ciò che egli possiede”. La
parabola dell’uomo ricco che ingrandisce
i suoi granai per stare sereno e soddisfatto: “ Ma Dio gli disse : “Stolto, questa
notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”.
Si deduce da tutto questo che sia la
sapienza umana e sia quella divina hanno
ragione nel suggerire di stare lontani dalla
cupidigia. Cosa bisogna fare? San Paolo
ricorda a noi tutti cristiani il principio di
vita: “Se siete risorti con Cristo, cercate le
cose di lassù, dove è il Cristo… rivolgete
il pensiero alle cose di lassù, non a quelle
della terra”.
Con questo principio l’attenzione di ciascuno di noi è rivolta alle cose del cielo,
quindi la vita di ciascuno di noi diventa
segno della nostra unione con Dio, lontano
da ogni “impurità, desideri mondani,
immoralità, passioni, desideri cattivi e
quella cupidigia che è idolatria”. Questa
penso sia la vera impostazione di vita cristiana che tutti noi dobbiamo assumere,
non dimentichi della beatitudine. “Beati i
poveri in spirito, perché di essi è il regno
di Dio”.
Leone Calambrogio
San Paolo in briciole
La preghiera di Paolo Ef 3,14-21
La preghiera di Paolo per i pagani è molto
interessante. Dichiara di piegare le ginocchia
davanti al Padre, dal quale ha origine ogni
discendenza in cielo e sulla terra, perché egli
conceda la ricchezza della sua gloria, di essere
potentemente rafforzati nell’uomo interiore
mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per
mezzo della fede nei loro cuori e cosi radicati e
fondati nella carità, siano in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza,
la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di
conoscere l’amore di Cristo che supera ogni
conoscenza, perché siano ricolmi di tutta la
pienezza di Dio. Conclude con una professione
di lode.
A colui che in tutto ha potere di fare /molto
più di quanto possiamo domandare o pensare,
/ secondo la potenza che opera in noi, / a lui la
gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù / per tutte
le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen
L.C.
Il Sacerdote sa che la prima sollecitazione alla missione è un forte richiamo alla vita secondo lo Spirito
Povertà e libertà: i bagagli della vita
Povertà
Povertà e libertà fanno riscoprire la
bellezza del mondo e la bontà delle
cose.
Nel primo capitolo del suo Vangelo,
Giovanni descrive il primo radunarsi
dei discepoli attorno a Gesù.
È tutto un rilanciare la notizia, un
passarsi la voce, un invitare gli altri
ad unirsi. Ma questa, che potremmo
chiamare la prima comunicazione
missionaria del Vangelo, della “Buona Notizia”, è preceduta da una pausa contemplativa.
Due discepoli del Battista seguono
Gesù. Invitati da lui, vanno e vedono
dove egli abita, dimorano con lui per
alcune ore. In Giovanni il verbo
“dimorare” vuol dire non solo stare
in un luogo, ma entrare nel mondo
spirituale di una persona, affiatarsi
con i suoi pensieri, assimilare i suoi
desideri, condividere la sua missione
in mezzo agli altri uomini.
Stare insieme
Anche Marco, nel descrivere la chiamata dei Dodici, accenna al momento dello “stare con Gesù”: “Poi Gesù
salì sopra un monte, chiamò vicino a
sé alcuni che aveva scelti ed essi
andarono da lui. Ne costituì dodici,
perché restassero con lui e venissero
mandati in missione per predicare e
per avere il potere di scacciare i
demoni”. Troviamo i grandi temi
della missione: la elezione, la chiamata, l’invio, il potere prodigioso
che si sprigiona dalla predicazione
evangelica. Ma tutto questo comporta un “restare insieme con lui”.
L’apostolato non è una iniziativa che
i discepoli elaborano in aggiunta al
loro rapporto di discepolato con
Gesù, ma è semplicemente l’approfondimento e lo sviluppo della
sequela.
Anche noi siamo invitati a fondare il
rinnovamento apostolico, missionario, cattolico della nostra azione
pastorale in un approfondimento della sequela.
Ritorniamo alle pagine bibliche sulla
missione per dimorare in esse, per
far penetrare la loro energia interiore
nelle situazioni di difficoltà, nelle
“prove”. La forza del Vangelo può
essere colta e assimilata da ciascuno
di noi e dalle nostre comunità attraverso la scoperta di alcuni valori e
procedimenti spirituali che essa ha
suscitato nella storia della comunità
cristiana.
Ci sono tre aspetti importanti: aspetto esistenziale, aspetto istituzionale,
aspetto culturale. La missione è anzitutto un fatto dell’esistenza. L’esistenza cristiana, plasmata dallo Spirito di Gesù, proclama, dimostra, fa
vedere che Gesù è il Signore, è la
verità, la salvezza, la speranza dell’uomo.
Le difficoltà che incontriamo sul piano ecclesiale e su quello culturale, in
fondo dipendono da una insufficiente assimilazione esistenziale della
forza del Vangelo.
D’altro lato, se la nostra esistenza
diventa veramente evangelica, riesce
a sciogliere i nodi problematici della
missione istituzionale e culturale.
Responsabilità
Qui ciascuno è chiamato in causa
con le proprie personalissime
responsabilità dinanzi alla vocazione
cristiana. Raccogliamo, però, dalla
tradizione due sollecitazioni che
riguardano alcuni aspetti generali
della vita attuale dal punto di vista
della piena dedizione della nostra
esistenza al Vangelo.
La prima sollecitazione è un forte
richiamo alla vita secondo lo Spirito.
Nelle nostre comunità cerchiamo di
curare l’annuncio delle verità cristiane, rinnoviamo le celebrazioni sacramentali, educhiamo a un impegno
operativo, ma forse stiamo trascurando qualche volta quella che si chiamava un tempo la formazione, l’ascetica, la vita interiore. Finiamo
così per pensare che la vita cristiana
stia davanti a noi come un complesso di fatti, di verità, di gesti, che sta
a noi assimilare con le nostre forze.
La fede invece ci dice che non solo
Gesù è il dono del Padre; dono del
Padre è anche lo Spirito Santo, senza
la cui presenza e guida interiore ci è
impossibile assimilare personalmente quello che Gesù è per ciascuno di
noi. Occorre riscoprire e aggiornare
la grande tradizione spirituale cristiana. Gli esempi e gli scritti dei
santi, specialmente le loro autobiografie, la direzione e il colloquio spi-
rituale, la comunicazione della fede
in famiglia, nel gruppo, nella comunità, la meditazione quotidiana e gli
Esercizi Spirituali, sono alcuni mezzi che occorre riprendere in mano
vigorosamente per disporre il cuore a
ricevere la grazia dello Spirito.
La coltivazione della vita spirituale
ci rende attenti anche agli ostacoli
peccaminosi che noi opponiamo alla
guida dello Spirito Santo. Di qui l’atteggiamento penitenziale, che trova
suggello e alimento nella celebrazione del sacramento della penitenza.
La crisi, che questo sacramento sta
attraversando nella coscienza e nella
prassi delle nostre comunità, deve
preoccuparci. Si dice che questo
sacramento è in crisi perché in crisi è
la coscienza dei valori morali e conseguentemente la coscienza dei pec-
cati che negano i
valori morali. Forse
va colta anche una
prospettiva complementare: stiamo attraversando una pericolosa
crisi
della
coscienza
morale,
perché è in crisi la
celebrazione
del
sacramento
della
penitenza. Infatti la
percezione dei nostri
peccati è connessa
con la percezione del
bene che viene violato dal peccato. La
percezione del bene,
a sua volta, si ha soltanto in quell’atteggiamento spirituale
ricco e complesso,
con cui noi, a partire dall’esperienza
dei beni parziali, provvisori, penultimi, ci apriamo al riconoscimento e
all’accoglimento del Bene ultimo e
definitivo, che è il mistero di Dio.
Il Bene, quindi, più che descritto e
precisato, può essere cercato, invocato, celebrato, accolto. In particolare il cristiano cerca, celebra, accoglie
la rivelazione definitiva del Bene in
Gesù, nella sua vita e nella sua Pasqua. Anche la scoperta, il riconoscimento, il superamento del peccato,
pur radicandosi in atteggiamenti che
nascono dal di dentro del cuore, ultimamente avvengono alla presenza di
Gesù, si suggellano nella celebrazione dell’amore misericordioso del
Padre
Padre Angelico Savarino
11
Prospettive - 4 agosto 2013
eventi
Tiziana Carlini ha diretto al Cortile Platamone le arie e i cori di Verdi
La colonna sonora
del Risorgimento
l Cortile Platamone,
per la stagione estiva
del Teatro Massimo “V. Bellini” si è
svolto il concerto corale diretto da
Tiziana Carlini con omaggio a Verdi, che non comprendeva i classici
brani corali (come il brindisi della
Traviata), ma ha esordito con brani
repubblicani. In programma pagine
da Otello, Ballo in maschera, Trovatore, Macbeth, Ernani, Nabucco,
significative degli ardori romantici e
risorgimentali. Alcuni di quei canti
hanno assunto con il tempo quello
spessore politico che in origine contenevano, ma sotteso: I lombardi alla
prima crociata (O Signore dal tetto
natio), La battaglia di Legnano (Giuriam d’Italia por fine ai danni), il
Nabucco (Gli arredi festivi) sono stati intesi come inni patriottici ed erano nell’Ottocento uno dei mezzi più
efficaci per far conoscere le nuove
idee di libertà e di indipendenza.
Allora come adesso le arie e i cori
che parlano al cuore e alle coscienze,
sono state accolte con entusiasmo e
successo da parte del pubblico.
Il complesso lirico-corale dell’Ente,
è oggi tra i migliori d’Italia, sotto la
sapiente guida della Carlini, spesso
formidabile supporter delle produ-
A
zioni liriche e sinfoniche del teatro,
ed è stato accompagnato dalla pianista Paola Selvaggio; Antonella
Guida ha letto brani significativi
dell’epistolario verdiano che hanno
accompagnato la serata; un brano di
Antonio Fogazzaro rivolto al Senato,
che annunciava la morte di Verdi.
duto da una ripartizione monetaria
alle persone bisognose. Palpitante la
frase del compositore che recita
“non è vero che la tradizione della
melodia in Italia sia finita” e continuava parlando di “spirito immortale” “fede italiana” e di “gloria imperitura”. Un discorso pronunziato pri-
intervista a Tiziana Carlini
Perché la scelta di verdi e dei brani legati al Risorgimento? “La
produzione di Verdi offre notevoli possibilità,certo il risorgimento è
quello più conosciuto e in questo momento più interessante”.
Cosa vuole sottolineare in questa serata? “Ero partita per presentare un Verdi più amante della tavola, dei valori veri, dei rapporti tra
esseri,quasi un gemellaggio, incontrando il pubblico all’entrata e
brindando con loro con semplice lambrusco ed un pezzetto di grana
per immetterli nell’atmosfera del concerto “emiliano”, ma il teatro
non ha accettato notevole è l’apporto di Verdi per l’unità e questo è
stato il filo conduttore ed anche la mia ricerca delle letture si è incentrata sul suo testamento poiché è una grande lezione di vita, un grande con l’animo di un semplice”.
La preparazione del coro quale impegno ha comportato? “La preparazione del coro è stata completata cercando di sviscerare al più
possibile l’anima ed il volere di Verdi, ho creato colori dal coro a
mio avviso stupendi, perché hanno fatto cantare il cuore e donato al
pubblico il sentimento più puro”.
Apprezzato il testamento del compositore, che ordinava per sé un funerale senza musica e solennità e prece-
ma di morire nel 1901, è stato un
chiaro messaggio di grandi valori e
ideali che vale anche per gli italiani
attuali, che hanno smarrito il bene
comune, il talento e i nobili sentimenti, nella speranza di una rigenerazione anche politica.
Lettura di arricchimento, anche con
le note sull’interessante rapporto
cucina arte, alchimia pantagruelica
per il grande Verdi che considerava il
pranzo come opera d’arte. Pubblico
entusiasmato che ha richiesto un bis
di Tiziana Carlini con un “Va pensiero”, dove qui il popolo, è protagonista come nei Lombardi, ma con una
differenza che il coro sa offrire, una
prova di diversità nel ruolo emotivo
vocale, ma antitetico nella psicologia
di fondo tra le due arie. Nel “Va pensiero” gli ebrei sognano la loro terra
natia ma sono conquistati ed oppressi dagli Assiri, nei Lombardi i milanesi sognano le loro belle colline
nebbiose attraversate dai fiumi, e qui
comincia a porre il compositore i
buoni fra gli attivi e i belligeranti. I
buoni non sono più gli ebrei rasseganti, ora sono i lombardi battaglieri.
Arie patriottiche di chiaro contenuto
sovversivo con La battaglia di
Legnano, rappresentata durante la
Repubblica Romana nel 1849, e le
note musicali esprimono questo
momento di coinvolgimento, per
passare nell’Ernani alla musica del
cannone. Il Maestro è riuscito a
scuotere oggi come allora il pubblico, e dal passato lo riporta con nuovo vigore al presente.
Emiliana verace e passionale, venuta
dalla città che diede i natali al tricolore italiano, Tiziana Carlini, maestro del coro del Teatro Massimo
“Vincenzo Bellini” di Catania ha
costruito e regalato al “cielo sopra il
Bellini” un evento celebrativo del
suo illustre conterraneo Giuseppe
Verdi nel bicentenario della nascita.
La Musa
Il Santo Padre ai giovani: “Non lasciatevi rubare la speranza”
olto spesso i problemi
che affiggono l’odierna società sono dibattuti solo quando, per un tragico evento, risaltano
(per un periodo più o meno breve)
sotto i riflettori dei diversi media: il
dibattito si alimenta, tutti ne parlano
e poi il problema viene avvolto nuovamente nel silenzio e l’opinione
pubblica passa ad un altro caso.
Ma ci sono problemi che da anni
ormai persistono e che giorno dopo
giorno causano dolore e morte,
anche e soprattutto tra i giovani:
realtà di sofferenza, vissute nel proprio piccolo senza essere osservate.
Uno di questi è la droga. E molti
sembrano davvero ignorare questa
grave realtà..
Il consumo frequente di sostanze
stupefacenti coinvolge sempre più i
giovani, ma il dato ancora più
agghiacciane riguarda la loro età:
sempre più ‘in tenera età’ ne iniziano il consumo, magari per gioco, e
poi, via via, vengono risucchiati nel
suo vortice, senza avere più la possibilità di venirne fuori. Molti scelgono la droga come un’alternativa ai
problemi quotidiani, credendo di
poter stare meglio, ma in realtà non
fanno altro che dare inizio ad un
‘tormento’ che non lascia via d’uscita.
E proprio ai giovani, vittime di questa dipendenza, il Santo Padre si è
rivolto dicendo: “non lasciatevi
rubare la speranza” ed ancora “a chi
è caduto nel buio della dipendenza,
M
Il coraggio di riprendere in mano la propria vita
magari senza sapere come, diciamogli: puoi rialzarti, è faticoso, ma è
possibile se tu lo vuoi”.
Parole semplici che arrivano in fondo al cuore, trasmettendo tutto l’amore e l’attenzione che il Santo
Padre ha riversato con numerosi
gesti, tra cui abbracci e carezze, in
occasione, lo scorso mercoledì 24
luglio 2013, della visita all’ospedale
“San Francesco d’Assisi”, dove ha
benedetto una nuova struttura. Il
“Polo di attenzione integrale alla
salute mentale”, costruito grazie
all’apporto della Cei con i fondi “8
per mille” della somma stanziata per
il cosiddetto “terzo mondo”, è stato
creato per il recupero dei giovani
tossicodipendenti.
La droga rappresenta per il Brasile
una vera e propria piaga che ogni
giorno miete sempre più vittime.
Secondo stime accertate, il 3% della
popolazione consuma crack, dato
che potrebbe aumentare a causa di
una nuova droga, l’oxi, molto simile
alla prima per l’aspetto, ma molto
più economica, dunque a buon mercato.
Padre Francisco Bellotti, direttore
dell’Ospedale Sao Francisco de
Assis na Provedencia, ha chiesto al
Santo Padre di “gridare ai giovani
oppressi dalla vita e dai problemi:
mai più droga e sempre e solo un sì
deciso alla vita”. E Papa Francesco
ha voluto proprio rivolgersi non solo
a tutti coloro che ogni giorno si trovano a contatto con queste realtà, il
personale medico e i volontari, ma
soprattutto a coloro i quali sono dentro questo tunnel e non riescono più
a vedere una speranza per il proprio
domani: “a tutti voi vorrei ripetere:
non lasciatevi rubare la speranza!”.
“Sulla tossicodipendenza bisognerebbe avere un po’ più di coraggio
nell’amare veramente i giovani.
Vedendo la loro sofferenza, bisogna
essere appassionati davvero, per
poter dire loro di dare un ‘taglio netto’, dallo spinello alle droghe chimiche. Chi entra in quel giro si fa del
male e può fare del male. Bisogna
aiutare i ragazzi a starne alla larga ha affermato Ernesto Olivero, fondatore nel 1964 dell’ “Arsenale della
pace” a Torino e, attraverso il Sermig, presente a San paolo del Brasile con “L’arsenale della speranza”.
“All’Arsenale di Torino sono passati
centinaia di migliaia di giovani,
alcuni di loro tossicodipendenti.
Abbiamo sempre detto di avere il
coraggio di ‘dare un taglio’ alle droghe. Agli stessi giovani poi bisogna
rivolgere l’invito ad essere più amici
tra di loro, più ‘custodi’ gli uni degli
altri: se qualcuno è più debole, i più
forti dovrebbero aiutarlo. Credo che
oggi un’azione incisiva debba consistere nell’aiutare con grande franchezza i ragazzi a imparare a dire
dei ‘sì’ e dei ‘no’. Credo che questo
Papa, che ama i giovani, possa rappresentare un grosso impulso per
ognuno di noi”.
Berenice
Ai
lettori e
collaboratori
di
La redazione
e l’amministrazione
di Prospettive augura
ai propri lettori un sereno
riposo estivo e dà appuntamento al 1° settembre,
quando il nostro settimanale ritornerà in edicola al rientro dalle ferie.
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N° 30 Domenica 4