Catania - anno XXIX - n. 30 - 4 agosto 2013 - Euro 0,60 - www.prospettiveonline.it “Poste Italiane s.p.a.” - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/ 2004 no 46) art. 1, c. 1, DCB - Fil. di CT - Taxe perçue - Tassa riscossa - ISSN: 1720-0881 settimanale regionale di attualità “In caso di mancato recapito rinviare al CMP/CPO di Catania, per la restituzione al mittente previo addebito. Il mittente si impegna a pagare la tariffa vigente” Rio de Janeiro: La lunga “Jornada” dei giovani glio: , 24 lu la Basilica a d i c Apare Messa nel ostra N Santa ntuario di cezione n a o S C l e a d dell atore a r o n v er Sig L’Oss (Foto o / SIR) n Roma È L’anello della catena della storia del mondo certamente un evento che traccia un solco profondo nella Chiesa la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù 2013, la prima di Papa Francesco nella “sua” America latina. Le sue parole e i suoi discorsi restano un documento indelebile di questa GMG a Rio de Janeiro, sono messaggi forti e richiami efficaci pronunziati per difendere e sostenere la famiglia, “luogo privilegiato per trasmettere la fede.” La cultura del dialogo è il nuovo filone che Papa Francesco ha aperto anche attraverso il suo gesuitico stile pastorale e di comunicazione intessuto di parole ed espressioni forti che lasciano un segno, quasi pietre miliari disseminate lungo il sentiero. “Dialogo, dialogo, dialogo” è la risposta che Papa Francesco dà ai leaders dei diversi settori che gli chiedono un consiglio e il dialogo tra le generazioni è “un tesoro da conservare e alimentare”. “I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita”. “Che noi si possa essere come il buon vino, che, quando invecchia migliora: è più buono”, ha detto il Papa durante la messa in mattinata nella residenza di Sumarè. “La storia non finisce con noi, perché non è neanche cominciata con noi: la storia continua. Che Dio ci doni anche un pochino d’umiltà, per poter essere anello della catena e poterlo credere”. “Sentirsi anello della catena della storia del mondo” che è iniziata prima e proseguirà in un futuro sul quale “scommettere”. Durante la dinamica e moderna Via Crucis, realizzata con quadri plastici, danze e coreografie tipiche della cultura locale, Papa Francesco ha rivolto ai giovani e a tutto il popolo di Dio alcuni interrogativi forti circa l’opportunità di scegliere se considerarsi e sentirsi come “Pilato che non ha il coraggio di andare controcorrente per salvare la vita di Gesù e se ne lava le mani”, chiudendosi nella sua solitudine o essere come il Cireneo, che aiuta Gesù a portare la croce, o come le altre donne, che non hanno paura di accompagnare Gesù fino alla fine, “con amore e con tenerezza”come Maria che “stabat Mater”, ai piedi della croce con tutto il suo dolore, divenendo anche Lei Corredentrice nel mistero della salvezza. “Gesù con la sua Croce, ha detto il Papa, percorre le nostre strade per prendere su di sé le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le più profonde. Caricandosi della Croce, Cristo “si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi” e “alle famiglie che sono in difficoltà, che piangono la perdita dei loro figli, o che soffrono nel vederli preda di paradisi artificiali come la droga”. L’attenzione agli ultimi, alle periferie, a quanti sono emarginati sociali o in carcere, è sempre viva in Papa Francesco che ha rinnovato a Rio de Janeiro gesti di pastorale attenzione Giuseppe Adernò (segue a pagina 2) Prove di dialogo tra Israele e Palestina Due popoli, due stati opo tre anni di stop riprendono i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi. Rapporti che si erano interrotti nel 2010 a causa del rifiuto del governo israeliano di sospendere la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Comincia cosi un nuovo percorso che dovrebbe condurre nei prossimi nove mesi Nethanyahu e Abu Mazen a un incontro bilaterale. La strada sulla via della pace è cominciata con un incontro informale a Washington organizzato da John Kerry, segretario di Stato americano e promotore di un possibile dialogo tra le parti. Le rispettive delegazioni, con a capo per Israele il ministro della Giustizia Tzipi Livni, e per la Palestina il negoziatore Saeb Erekat, resteranno per alcuni giorni negli States per una fitta agenda di colloqui preliminari. Tzipi Livni ha già annuncia- D Washington, 30 luglio: il segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, con il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat (R), e il ministro della Giustizia israeliano, Tzipi Livni. (Foto AFP/SIR) to in fase di negoziazione di non volere sottostare a iniziative unilaterali di qualsiasi agenzia Onu; indiretto il riferimento al riconoscimento dello Stato di Palestina come ‘osservatore’, approvato lo scorso novembre. Gli americani vorrebbero chiudere questa prima fase di negoziazione entro nove mesi per poi fissare un incontro bilaterale tra il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen. I colloqui sono ripartiti anche grazie al rilascio da parte del governo israeliano di 104 prigionieri, TRIONFALE ESECUZIONE DELL’OPERA “MENA” a pagina 3 GIOVANNI CULTRERA AI MINORITI a pagina 5 Al CORTILE PLATAMONE le ARIE e i CORI di VERDI detenuti da prima degli accordi di Oslo del ’93. Una decisione sofferta, visto che sette ministri su ventidue hanno espresso voto contrario all’operazione durante lo scorso consiglio dei ministri tenutosi a Gerusalemme che è stato preceduto da una manifestazione guidata dai parenti delle vittime del terrorismo. Soprattutto la destra radicale ha Filippo Cannizzo (segue a pagina 2) a pagina 11 2 Prospettive - 4 agosto 2013 sommario al n. 29 PRIMO PIANO Messaggio per la 8ª Giornata per la custodia del creato ___4 Festa San Cristoforo _______4 Stipendi bassi per le professioni specializzate _____________5 INFORMADIOCESI Notizie in breve ___________6 Lettera dell’Arcivescovo ____6 Dall’Ufficio Catechistico ___6 DIOCESI Le indicazioni Pastorali per l’anno 2013-2014 (seconda parte) ___________7 Carmine: conclusa la festa della Madonna del Carmelo __8 In ricordo del Sac. Francesco Distefano ________________9 Giovani universitari di scienze della comunicazione a Prospettive _____________9 7Direzione amministrazione e redazione: via San Giuseppe al Duomo 2/4, 95124 Catania Redazione e amministrazione: tel. 095 2500220 fax 095 8992039 www.prospettiveonline.it E-mail: [email protected] [email protected] [email protected] Editrice ARCA s.r.l. via San Giuseppe al Duomo 2/4, 95124 Catania Iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n. 7858 Direttore responsabile Giuseppe Longo Progetto grafico: Patrizia Di Blasi - SRI spa. Impaginazione e grafica: Vera Cannavò Abbonamenti: ordinario Euro 40,00 ridotto (scuole, associazioni, confraternite, etc.) Euro 30,00 versamento su c/c postale n. 12442935 intestato a: ARCA s.r.l. via San Giuseppe al Duomo 2/4 95124 Catania Pubblicità: a mod. (1 colonna x 41mm). Commerciali Euro 27,11 a mod. Redazionali Euro 1,55 a mm Annunci immobiliari e R.P.Q. 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In questa edizione, organizzata in collaborazione con la Delegazione regionale della Sicilia e il settimanale diocesano di Catania “Prospettive”, sarà sempre presente la memoria di Mons. Alfio Inserra che di quest’iniziativa è stato per oltre vent’anni promotore e anima. Oltre che un momento di riflessione sulla professione giornalistica secondo i livelli ormai consolidati (principianti, redattori, amministratori, direttori, e, da quest’anno, fotoreporter), il XXII Master vuole essere un momento per riflettere sull’attuale periodo di crisi e sulle possibilità occupazionali in quella grande industria del turismo di cui l’Italia non è seconda a nessuno. Oltre a tutto ciò, resta il valore aggiunto di questo appuntamento: un’occasione per rafforzare ancora di più i vincoli di amicizia e fraternità fra tutti gli aderenti alla FISC. Per tutto questo sono invitati ad iscriversi quanti sono impegnati nei settimanali cattolici e soprattutto i giovani giornalisti, che si affacciano A (continua da pag. 1) L’ANELLO... verso gli ultimi, gli ammalati, i bambini e gli indios dell’Amazzonia La via dolorosa di Gesù, tuttavia, ci ricorda anche chi soffre la fame “in un mondo che ogni giorno getta via tonnellate di cibo”, come pure “chi è perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle”. In una società dominata dai monolitici dogmi dell’efficientismo e del pragmatismo, il Papa, incontrando i Vescovi, i sacerdoti e i religiosi ha parlato della promozione della “cultura dell’incontro”, occasione di missionarietà e d’azione pastorale che consente di “uscire dalla Chiesa” edificio, per essere: “Chiesa presente” nella società, lievito e fermento di bene e di apostolato. (continua da pag. 1) DUE POPOLI.. accusato il premier di clemenza nei confronti dei prigionieri palestinesi, molti dei quali ritenuti responsabili di attacchi nei confronti di civili con condanne fino a trent’anni. Tra di essi figurano anche Mohammed Tus, autore dell’uccisione di cittadini israeliani, e Mahmoud Harbish e Jomaa Adham, che nel 1988 lanciarono una bomba incendiaria contro un bus, uccidendo una cittadina israeliana e i suoi tre figli. Cosi come hanno riportato le agenzie di stampa israeliane. Pronta la replica di Nethanyahu che ha preferito una soluzione di compromesso tra le parti, ovvero: il rilascio graduale in base agli esiti del negoziato, e l’accantonamento dei casi più problematici che saranno esaminati collegialmente dal consiglio dei ministri. In prossimità della ripresa di negoziati con i affascinati nel mondo dell’informazione, per favorirne la più ampia partecipazione. • Livello fotoreporter: Coordina Antonio Parrinello, Giornalista fotoreporter. Gristina, Arcivescovo di Catania • 20,30 Cena • 22,00 Visita notturna del centro storico di Catania PROGRAMMA: Giovedì 19 settembre • Ore 16.30 Museo Diocesano Presentazione del Master: Francesco Zanotti, Presidente Nazionale FISC; • Saluti di S.E. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania; • Relazione di S.E. Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto e Delegato della CESi per la Cultura e le Comunicazioni sociali; • Relazione di Giuseppe Vecchio, Direttore Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Catania; • 19,00 Celebrazione Eucaristica • 20,00 Cena • 21,30 Terme Achilliane • Momento musicale • Livello redattori: Coordina Claudio Turrini, capo servizio e web master di “Toscanaoggi”. • Livello amministratori coordinatore da definire. • Livello direttori: Coordina Domenico Delle Foglie, Direttore Agenzia SIR. Sabato 21 settembre • 7,30 Colazione • 8,00 Partenza escursione vulcano Etna • 13,00 Pranzo • 16,00 - 18,30 Conclusione dei lavori di gruppo - Museo diocesano • 19,00 Celebrazione Eucaristica • 20,00 Cena Domenica 22 settembre • 7,30 Colazione • 8,30 - 9,00 Dal Museo diocesano partenza dei bus navetta per l’aeroporto di Catania • Livello principianti: Coordina Francesca Cipolloni, Direttore di Emmaus, settimanale della Diocesi di Macerata. • 13,00 Pranzo • 17,00 Celebrazione Eucaristica • 18,00 Badia di S. Agata • Convegno sul tema “Turismo: Cultura e prospettive occupazionali”. Dalla Magna Grecia alla Sicilia 2.0 • Interventi: Mariarita Sgarlata, Assessore Regione Sicilia Beni culturali; Ivan Lo Bello, Vice Presidente Confindustria per l’Education; Michela Giuffrida, Direttore dell’emittente televisiva Antenna Sicilia; Sac. Carmelo Signorello, Direttore Ufficio diocesano per i beni culturali e arte sacra; Conclude S.E. Mons. Salvatore “Non è la creatività pastorale – ha detto Papa Francesco, non sono gli incontri o le pianificazioni dei molti progetti e piani pastorali che assicurano i frutti, ma l’essere fedeli a Gesù, che ci dice con insistenza: «Rimanete in me e io in voi». Il nutrirsi della “carne di Cristo” porta poi all’incontro con gli uomini crocifissi dalle sofferenze d’ogni giorno e di ogni situazione. Ha quindi raccomandato con insistenza “Mai dimenticare l’origine della chiamata –mai essere “smemorati” su quanto ricevuto dal Signore, ma come Maria, bisogna conservare tutto nel cuore, consapevoli dell’amore personale che Dio ci porta. La vocazione, chiamata di Dio, si fonda essenzialmente sul primato della preghiera e della vita d’unione con Dio. La “politica” di Papa Francesco ed il suo progetto pastorale di rinnovamento è ormai chiaro e definito: “Voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una Ong e la Chiesa non può essere una Ong”. La sua è una grammatica di semplicità che coniuga insieme la formazione, la collegialità, la solidarietà, lo stato permanente di missione ed una rinnovata conversione pastorale. La “fraternità” e l’impegno per “costruire una società più giusta” non sono più una “utopia” ma “il risultato di uno sforzo concertato di tutti in favore del bene comune”. È palestinesi, da registrare come il governo israeliano abbia approvato la proposta di sottoporre a referendum ogni eventuale accordo di pace. Legge che adesso sarà al vaglio del Parlamento in tempi brevi. ‘’Ogni accordo che sia raggiunto mediante trattative sarà sottoposto a referendum’’, si legge in un comunicato dell’ufficio del primo ministro Netanyau. ‘’È importante che in decisioni fatali del genere - prosegue il comunicato - ogni cittadino e ogni cittadina voti in maniera diretta su una questione che determinerà il futuro del nostro Stato’’. Tornando ai colloqui preliminari lo scopo dei negoziatori sarà di proporre la linea dei cosiddetti “due popoli, due stati” per la creazione di due stati separati; finora unica posizione ufficiale da entrambi i fronti. Ciò che ha frenato ogni iniziativa di dialogo è stata la questione che riguarda i confini esistenti tra il 1949 e il 1967. In occasione della Guerra dei Sei giorni (conflitto tra Israele, Egitto, Siria e Giordania e che si concluse con una vittoria israeliana) Israele si rese protagonista dell’occupazione dell’attuale Cisgiordania, compresa l’intera Gerusalemme, oltre a Gaza, il Golan e il Sinai (che poi, dopo lungo tempo, fu restituito all’Egitto). Queste nuove conquiste, però, non furono mai riconosciute dall’Onu che con le risoluzioni 242 e 338 aveva chiesto di lasciare i territori del 1967 pur di riconoscere le conquiste ottenute nel 1948. Ma il governo israeliano non ha mai cambiato posizione al riguardo e un nodo da sciogliere sarà proprio quello dei territori occupati e non riconosciuti in campo internazionale dove vivono al momento più di 500mila cittadini israeliani. proprio verso il bene comune il Santo Padre ha incoraggiato e indirizzato l’impegno delle classi dirigenti, affinché vi si prestino con “saggezza, prudenza e generosità” attivando un “dialogo costruttivo”, che è il mezzo virtuoso di crescita dell’intera società. Oggi la civiltà mondiale sembra aver superato ogni limite, perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi d’esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. L’eutanasia culturale ha determinato, infatti, l’esclusione degli anziani, dei quali non ci si prende cura e l’esclusione dei giovani che sono senza lavoro e senza impiego. Il Papa ha più volte esortato i giovani ad emergere, a farsi valere, a lottare per i valori, ad essere “terreno buono” e “atleti di Cristo” che non hanno paura di “servire” e aiutare il prossimo e nel contempo ha esortato gli anziani “ad aprire la bocca” per insegnare la saggezza che trasmette la giustizia, la storia, i valori e la memoria dei popoli! La GMG chiude e la vita cristiana, che non può restare “part-time”, né inamidata di facciata, continua nella quotidianità dell’ordinario, rinvigorita dall’impegno della testimonianza e del dialogo costruttivo indirizzato al “bene comune” e ad un rinnovato “umanesimo integrale”. Il prossimo appuntamento della GMG 2016 sarà Cracovia, in Polonia, la patria di Giovanni Paolo II, anche in memoria del 1050° anniversario del Battesimo della Polonia, “occasione felice per tornare alle radici e alle fonti della nostra fede”, ha detto un sacerdote polacco. ® ® Venerdì 20 settembre • 8,30 Colazione • 9,00 - 12,30 Lavori di gruppo: La Segreteria è al Museo Diocesano (sede del Master), Via Etnea 8, 95121 – Catania tel 095 281635; cell. 3938883640 Chiedere di Giovanna Cannata, o di Valeria Pisasale, o di Mariele Giuffrida. Altro contatto don Giuseppe Longo Cell. 3207066374 Fax: 1782723681 Email: [email protected] Sito Web:WWW.prospettiveonline.it ® 3 Prospettive - 4 agosto 2013 Trionfale e accurata esecuzione dell’opera “Mena” di Plinio Maggi e Carlo Majorana Gravina e ricco di avvenimenti e guarda ad un futuro in cui la cultura cinematografica e teatrale s’impongano sempre più come volano di crescita etica, sociale, turistica e quindi anche economica. È questo il programma prioritario del Sindaco Corrado Bonfanti, convinto assertore e sostenitore di una strategia politica per Noto e per il sud-est siciliano prevalentemente incentrata su cultura e natura. “Sfruttare la nostra cultura, sottolinea, per uno sviluppo sostenibile e duraturo che porti benessere e dia prospettive di vita alle nuove generazioni”. “Giacimenti” da cui si può trarre la materia prima per uno sviluppo sostenibile e duraturo che porti benessere e dia prospettive alle nuove generazioni. In apertura la proiezione di un omaggio video alla Città di Giancarlo Giannini e di Leo Gullotta e una carrellata dei momenti salienti delle carriere dei premiati. Quindi una serie di documentari sul territorio e il film “Eccezzziunale veramente” di Carlo Vanzina, a 30 anni dall’uscita, con Diego Abatantuono e Stefania Sandrelli, in versione restaurata dagli stessi Vanzina. Durante l’ultima, quella del film “Malena” di Giuseppe Tornatore, girato anche a Noto, preceduto da uno speciale dedicato al regista Premio Oscar. Fra gli ospiti il Prefetto di Enna Clara Minerva e la Soprintendente ai Beni culturali di Enna Fulvia Caffo. del contesto terraneo tra umili e il potere dei forti, osserva: “si è combinato il linguaggio semplice con un sentire profondo e intenso”. L’opera si avvale di fasi narrative in cui Mena si agita di dolore come una “mosca prigioniera…” comprendendo episodi dialogici a due e a tre personaggi con Alfio, Padron ‘Ntoni… ed emerge la disperazione e rassegnazione della “vedova bianca”… consolazione, anche se le nubi si addensano nella mente della fanciulla. Interpreti: Mena soprano Chiara Vyssia Ursino bella voce, timbro importante, colore piacevole con appoggiature ben eseguite e nel duetto iniziale si notano i passaggi, e vi sono tre “do”, uno dopo l’altro “Mena voi mi amate? Sì, questo amore è sincero…, è come alberi in fiore, belle poesie d’amore, come silenzi di nostalgia per noi”. Apprezzabile, strappando lunghissimi applausi, la splendida aria che si traduce nella preghiera “Santa Maria del mar” dalla vocalità intensa; Alfio Mosca tenore Yuri Corace Cassarà sa portare nel suo canto una serie inesauribile di colori; Padron ‘Ntoni baritono Salvatore Todaro una vocalità particolare, a volte spinta, a volte molto morbida usando molti colori per rendere la bellezza musicale; Maruzza mezzosoprano Concetta Cannavò con alle spalle una bella carriera, sa portare sulla scena tutta la sua esperienza di cantante e di interprete con arie difficili che va sugli acuti, espressa egregiamente e altre sulle note centrali per esprimere drammaticità. Completano il valido cast Cipolla tenore Vincenzo Lo Presti, Pie’ di Papera baritono Tommaso Caramia, Voce dal popolo mezzosoprano Melissa Minardi, Voce narrante l’attore Fabio Costanzo è la voce recitante che mantiene viva l’epoca di riferimento e dà espressione alla mutevolezza delle scene travolgenti di passione. Regia eccellente di Turi Giordano che si è rifatto a “La terra trema” di Visconti ambientata fine anni ’40 “ho preferito utilizzare colori bianchi e neri tipici del neorealismo, come un film in bianco e nero, solo lo sfondo è un po’ colorato, è un mare che incombe e porta disgrazie. Ho cercato di attualizzare certe scene come quella della protesta, i popolani (il coro) contro i cattivi amministratori che aumentano le tasse”. Colpiscono la vivacità e la disciplina del coro, un bell’allestimento imponente che, nonostante sia legato al contesto storico in cui si inserisce la vicenda, riesce ad essere attuale, un dramma in azione, in cui gli eventi si svolgono velocemente avvincendo il pubblico con una musica incisiva e fortemente evocativa. Artemisia Lella Battiato Rilettura in chiave filologica de “I Malavoglia” ppuntamento estivo con la lirica al “Centro Ulisse” di Catania che ha aperto la sua splendida terrazza alla rappresentazione straordinaria, con un appuntamento ben riuscito e pienone alla prima, per “Mena” melodramma che è stato replicato a Gela con successo. Ouverture di alto livello per la “Festa dell’Opera Mediterranea”, il nuovo appuntamento con la grande musica lirica organizzato dalla “Camerata Polifonica Siciliana” presidente Aldo Mattina che osserva: “qualcuno sostiene che il melodramma sia destinato a morire; esso è cultura nostra alta ed encomiabile e rappresenta il più grande genere teatrale in musica che l’Italia abbia creato, invidiato da tutto il mondo, l’unico che faccia risuonare e vibrare di passione la lingua italiana e, con essa, la fantasia melodica italiana e mediterranea”. Il direttore artistico Giovanni Ferrauto, propone un festival legato sia alla tradizione operistica ma anche alle novità per produrre cultura e buona musica. Fortunatissimo allestimento dell’opera “Mena” A di Plinio Maggi compositore, e librettista insieme a Carlo Majorana Gravina, irrompe nella nostra quotidianità e vive nuove dimensioni, un design creativo musicale scenico di impatto, che ci fa capire che sta cambiando il modo di vivere la musica, affascinando nella serata il copioso pubblico, animando una platea âgé, ma accogliendo molti giovani. Un capolavoro di Verga rielaborato e in particolare racconta l’amore irrisolto di Mena Toscano e Alfio Mosca, con un’azione che si svolge durante il primo decennio dell’unità d’Italia e si apre l’8 settembre con la festa della Madonna bambina ad Ognina, per continuare a svolgersi nella piazza di Trezza e il l’Arcivescovo Mons. Gristina sottolinea “un’iniziativa che rievoca pagine assai belle dell’opera de “I Malavoglia” in un contesto così speciale e caro allo stesso Verga, quale è il porto di Ognina”. Un linguaggio melodico armonico e drammaturgico che caratterizza “Mena” con un’evidente atipicità: “la spontaneità melodica di Maggi che affonda le radici nella tra- dizione della canzone italiana d’autore, e la sensibilità contemporanea”, come chiarisce il maestro Ferrauto che ha orchestrato l’opera, in modo coinvolgente piena di sfumature, con buon equilibrio orchestrale che ha rispettato le voci privilegiando le parti più intense e passionali. La “Camerata Polifonica Siciliana” si avvale della preziosa sinergia con la repubblica del Kazakistan, che sostiene il progetto con la partecipazione della rinomata orchestra di Stato del Teatro dell’Opera di Astana, capitale della nazione kazaka. Nell’ambito del progetto è stato realizzato un workshop corale a cura di Giovanni Ferrauto, al quale hanno partecipato quattro importanti ensemble siciliani: “Perfecta laetitia” e “Sancti Johannis Evangelistae” di Gela, “Sine Nomine” di Giarre, e “Alma Redemptoris Mater” di Scordia, “Maris Stella” di Militello V. C. diretti dai maestri Francesco Falci, Antonino Visalli, Alfio Penna e Giovanni Catalano. Si è ispirato Maggi ai “Malavoglia” verghiani, “I tre atti di Mena – chiarisce l’autore – sono un omaggio all’anima etnea, rielaborata attraverso il capolavoro di Verga, e in particolare l’amore irrisolto di Mena e Alfio”. Carlo Majorana Gravina che ha curato in maniera attenta e filologica il libretto tessendo la dinamica della storia con una bipolarità stilistica rispettando usi e abitudini Nella splendida cornice della città barocca, seconda edizione del “Premio Noto” La Sicilia tra cinema e cultura ella splendida cornice della città di Noto in Sicilia, si è svolta la kermesse di tre serate con eventi di grande prestigio internazionale dedicate al cinema con proiezioni speciali effettuate su un grande schermo, nella spettacolare scenografia creata nello spazio antistante alla cattedrale barocca, gioiello dell’architettura del Settecento e simbolo della Val di Noto, patrimonio Unesco dell’umanità. Numerose le scene girate a Noto, set cinematografico naturale unico, arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro, in pietra calcarea, il cui candore colorato dal tempo ricrea magnifiche atmosfere dorate e tonalità rosate per importanti produzioni ormai entrate nella storia. Pensiamo al brancatiano “Anni facili” di Zampa, a “Viva l’Italia” di Rossellini, a “L’Avventura” di Antonioni, con la caratteristica scena dall’alto della veduta panoramica raffigurante il Duomo, a “Il viaggio”, ultimo film di Vittorio De Sica, a “Il ladro di bambini” di Amelio, “Storia di una capinera” di Zeffirelli, dal romanzo di Giovanni Verga. Cuore della manifestazione, la N seconda edizione del “Premio Noto” all’eccellenza, nato con lo scopo di premiare attori, registi, personalità della cultura. In Piazza Municipio, sono stati assegnati i premi agli ospiti d’onore di tutto prestigio: Lina Wertmüller, la regista-icona del cinema italiano, “la Sicilia è stata spesso il palcoscenico ideale di molto miei film e penso che si deb- ba ripartire dalla cultura per far rinascere la nostra società”; Enrico Vanzina, sceneggiatore e scrittore, Sergio Stivaletti, mago degli effetti speciali del cinema horror e thrilling, Sarah Zappulla Muscarà, ambasciatrice della cultura siciliana nel mondo, nota scrittrice esperta di Pirandello e ordinaria di letteratura italiana all’università d Catania “la Sicilia ha un potenziale naturale e culturale che potrebbe sanare e rinnovare l’intera economia della regione; oggi, più che mai, in un clima di totale oscurantismo, è giusto puntare sulla cultura”; Marco Basile, brillante attore di cinema e fiction. La manifestazione, curata da Adria- Nella foto, A. Pintaldi, S. Stivaletti, S. Zappulla Muscarà, L. Wertmüller, C. Bonfanti, N. Carbone, M. Basile, E. Vanzina, F. Caffo. no Pintaldi, è divenuta un appuntamento irrinunciabile che rievoca un passato cinematografico prestigioso 4 Prospettive - 4 agosto 2013 PRIMOPIANO Messaggio per la 8ª Giornata per la custodia del creato. 1° settembre 2013 a donna saggia costruisce la sua casa, quella stolta la demolisce con le proprie mani» (Pr 14,1). Questa antica massima della Scrittura vale per la casa come per il creato, che possiamo custodire e purtroppo anche demolire. Dipende da noi, dalla nostra sapienza scegliere la strada giusta. Dove imparare tutto ciò? La prima scuola di custodia e di sapienza è la famiglia. Così ha fatto Maria di Nazaret che, con mani d’amore, sapeva impastare «tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata» (Mt 13,33). Così pure Giuseppe, nella sua bottega, insegnava a Gesù ad essere realmente «il figlio del falegname» (Mt 13,55). Da Maria e Giuseppe, Gesù imparò a guardare con stupore ai gigli del campo e agli uccelli del cielo, ad ammirare quel sole che il Padre fa sorgere sui buoni e sui cattivi o la pioggia che scende sui giusti e sugli ingiusti (cfr Mt 5,45). Perché guardiamo alla famiglia come scuola di custodia del creato? Perché la 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà dal 12 al 15 settembre 2013 a Torino, avrà come tema: La famiglia, speranza e futuro per la società italiana. Nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, poi, rileggiamo la costituzione pastorale Gaudium et spes, che alla famiglia, definita «una scuola di umanità più completa e più ricca», dedica una speciale attenzione: essa «è veramente il fondamento della società perché in essa le diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa ed a comporre convenientemente i diritti della perso- «L “LA FAMIGLIA EDUCA alla custodia del creato” na con le altre esigenze nella vita sociale» (n. 52). In questo cammino ci guida il luminoso magistero di Papa Francesco, che ha esortato più volte, fin dall’inizio del suo pontificato, a «coltivare e custodire il creato: è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti… Il “coltivare e custodire” non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il creato, riguarda anche i rapporti umani. I Papi hanno parlato di ecologia umana, strettamente legata all’ecologia ambientale. Noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo… Questa “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti. La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora – come il nascituro –, o non serve più – come l’anziano. Questa cultura dello scarto ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, mol- te persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione» (Udienza Generale, 5 giugno 2013). «Come la famiglia può diventare una scuola per la custodia del creato e la pratica di questo valore?», chiede il Documento preparatorio per la 47ª Settimana Sociale. Come Vescovi che hanno a cuore la pastorale sociale e l’ecumenismo, indichiamo tre prospettive da sviluppare nelle nostre comunità: la cultura della custodia che si apprende in famiglia si fonda, infatti, sulla gratuità, sulla reciprocità, sulla riparazione del male. Gratuità. La famiglia è maestra della gratuità del dono, che per prima riceve da Dio. Il dono è il suo compito e la sua missione nel mondo. È il suo volto e la sua identità. Solo così le relazioni si fanno autentiche e si innesta un legame di libertà con le persone e le cose. È una prospettiva che fa cambiare lo sguardo sulle cose. Tutto diventa intessuto di stupore. Da qui sgorga la gratitudine a Dio, che esprimiamo nella preghiera a tavola prima dei pasti, nella gioia della condivisione fraterna, nella cura per la casa, la parsimonia nell’uso dell’acqua, la lotta contro lo spreco, l’impegno a favore del territorio. Viviamo in un giardino, affidato alle nostre mani. Festa San Cristoforo i è appena conclusa la settimana dedicata ai festeggiamenti in onore di S. Cristoforo, patrono titolare del popoloso e popolare quartiere di Catania. La comunità parrocchiale ha coinvolto, con momenti di preghiera comunitaria e varie iniziative devozionali e sociali, i residenti a festeggiare in letizia il venerato martire. Durante il triduo il parroco don Ezio Coco ha dettato una riflessione sull’enciclica “Lumen Fidei”. Nei giorni successivi si sono alternati nella celebrazione eucaristica anche i sacerdoti don S Toni Milazzo e don Giuseppe Cassarino, uno dei predecessori di don Ezio. Da segnalare il concerto dei “violini di S. Cristoforo”, scuola di musica tenuta con i ragazzi del quartiere, e la sagra del dolce allestita sul sagratomarciapedi a cura dei volontari della Confraternita S. Cristoforo alle Sciare. La mattina di domenica 28 luglio alla conclusione della solenne s. Messa festiva è avvenuto l’insediamento ufficiale del nuovo consiglio direttivo appena eletto, con la riconferma a presidente dell’ing. Vincenzo Musumarra. Emozionante il rito della benedizione degli abiti con il rinnovo degli impegni dei con- «L’essere umano è fatto per il dono, che ne esprime e attua la dimensione di trascendenza», ricorda Benedetto XVI nella Caritas in veritate (n. 34), in «una gratuità presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell’esistenza». Reciprocità. La famiglia ha una importanza decisiva nella costruzione di relazioni buone con le persone, perché in essa si impara il rispetto della diversità. Ogni fratello, infatti, è una persona diversa dall’altra. È in famiglia che la diversità, invece che fonte di invidia e di gelosia, può essere vista fin da piccoli come ricchezza. Già nella differenza sessuale della coppia sponsale che genera la famiglia c’è lo spazio per costruire la comunione nella reciprocità. La purificazione delle competizioni fra il maschile e il femminile fonda la vera ecologia umana. Non l’invidia (cfr Gen 4,3-8), allora, ma la reciprocità, l’unità nella differenza, il riconoscersi l’uno dono per l’altro. «Questa era la nostra gara – attesta San Gregorio Nazianzeno parlando della sua amicizia con San Basilio Magno – non chi fosse il primo, ma chi permettesse all’altro di esserlo». È la logica della reciprocità che costruisce il tessuto di rela- frati nonché della vestizione degli eletti. Nel pomeriggio è avvenuta la tradizionale benedizione degli automezzi, seguita dalla processione con il nuovo simulacro del santo patrono, finanziato dalle offerte dei volontari e dei devoti, per le vie, le stradine e i cortili del quartiere. A.B. zioni positive. Non più avversari, ma collaboratori. In questa visione nasce quello spirito di cooperazione che si fa tessuto vitale per la custodia del creato, in quella logica preziosa che sa intrecciare sussidiarietà e solidarietà, per la costruzione del bene comune. Riparazione del male. In famiglia si impara anche a riparare il male compiuto da noi stessi e dagli altri, attraverso il perdono, la conversione, il dono di sé. Si apprende l’amore per la verità, il rispetto della legge naturale, la custodia dell’ecologia sociale e umana insieme a quella ambientale. Si impara a condividere l’impegno a “riparare le ferite” che il nostro egoismo dominatore ha inferto alla natura e alla convivenza fraterna. Da qui, dunque, può venire un serio e tenace impegno a riparare i danni provocati dalle catastrofi naturali e a compiere scelte di pace e di rifiuto della violenza e delle sue logiche. È un impegno da condurre avanti insieme, come comunità, famiglia di famiglie. Perché i problemi di una famiglia siano condivisi dalle altre famiglie, attenti a ogni fratello in difficoltà e ogni territorio violato. Con la fantasia della carità. Un segno forte di questa cultura, appresa in famiglia, sarà infine operare affinché venga custodita la sacralità della domenica. Anche “il profumo della domenica”, infatti, si impara in famiglia. È soprattutto nel giorno del Signore che la famiglia si fa scuola per custodire il creato. Si tratta di una frontiera decisiva, su cui siamo attesi, come famiglie che vivono scelte alternative. La preghiera fatta insieme, la lettura in famiglia della Parola di Dio, l’offerta dei sacrifici fatti con amore rendano profumate di gratuità e di fraternità vera le nostre case. Roma, 7 giugno 2013 Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE Si conclude il tour della solidarietà “Coast to coast” ’ultima tappa del tour della solidarietà organizzato dalla Fidas nazionale “Coast to coast”, alla banchina 19 L del porto di Catania, con l’arrivo alle ore 18:00 di giovedì 25 luglio, della barca a vela Lullaby, proveniente da Imperia, accolta dai volontari dell’Advs-Fidas di Catania e Tremestieri Etneo e dai rappresentanti delle altre sigle associative del volontariato del sangue e dalle numerose autorità civili e militari del capoluogo etneo, si è rivelata una bella esperienza di comunione all’insegna del dono del sangue, come gesto gratuito, volontario, anonimo e associato, particolarmente importante nel periodo estivo caratterizzato da momenti di criticità. Cristiano Lena coordinatore nazionale Fidas del tour, Girolamo Scaglione presidente Fidas Sicilia, Salvatore Caruso presidente dell’Advs catanese, Salvo Di Salvo assessore comunale di Catania, al microfono di Nuccio Sciacca hanno condiviso gli ideali della solidarietà del sangue e ringraziato le autorità intervenute e i donatori di sangue presenti. L’evento Fidas a Catania, accolto – con l’arrivo di Lullaby – dalla banda musicale della Città di Aci Bonaccorsi, è poi proseguito nell’attiguo spazio dell’A.C. Unione Canottieri sul palco, messo a dis- posizione dall’amministrazione comunale di Catania, in una cornice tutta siciliana con la presenza di carretti d’epoca di Michelangelo Costantino di Tremestieri Etneo, con uno spettacolo musicale protrattosi fino alla tarda serata. Coordinati dal presentatore Mario Fusari, si sono esibiti sul palco i gruppi musicali “OndeVerdi’72” e “Molo 19” con le sempre belle musiche degli anni 60-80, “Etna” folk siciliano, il tenore Carmelo Panebianco, il fantasista Alessandro Ragusa imitatore di Renato Zero e in chiusura la band acese “Bladewoman” di musica rock. E per sapere di più, sull’evento che ha interessato 41 porti d’Italia… vai alla pagina facebook “Fidas coast to coast”. Vincenzo Caruso Ufficio Marketing Per abbonamenti, pubblicità commerciali, speciali parrocchiali, sponsorizzazioni di convegni locali e nazionali per conto di Prospettive, rivolgersi al sig. Vincenzo Montesanto: tel. 095. 2504311; cell. 340-0598944; email - [email protected]. Dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:00 5 Prospettive - 4 agosto 2013 PRIMOPIANO Stipendi bassi per le professioni specializzate Una crescita che stenta ad arrivare ei più qualificato? Allora sarai pagato di meno. È questo uno dei nuovi paradossi italiani che emerge dai dati pubblicati di recente dall’Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori). Se nei grandi Paesi europei sono incentivati e promossi impieghi ad alto tasso di specializzazione, cosi non puoi dirsi dell’Italia che sembra strizzare l’occhio alle professioni meno specializzate. In Europa, dunque si assiste a una crescita continua che si attesta intorno al 2% con Germania, Francia e Gran Bretagna che superano questa media, con punte rispettivamente del 4,3%, 2,9% e 4%. Tutto il contrario da ciò che avviene da noi dove sembra esserci una gara al lavoro meno specializzato e di conseguenza meno retribuito. Conseguenza? Stando cosi ai dati pubblicati diminuiscono le offerte di lavoro qualificato (1,8%), cosi come notevolmente quelle legate a impieghi tecnici (22%) mentre aumentano in maniera vertiginosa occupazioni che rientrano sotto la voce di “mansioni elementari”. Queste ultime aumentano quasi del 2%, contro un trend euro- S peo che viaggia addirittura al -3%. Un notevole passo indietro che impoverisce ulteriormente il mondo professionale italiano dove solo poco più della metà (il 53,2%) dei soggetti che lavorano hanno completato il ciclo della scuola dell’obbligo. A diminuire di conseguenza sono anche gli stipendi. Chi possiede un diploma di laurea, infatti, si è visto diminuire lo stipendio del 10% rispetto ad altri paesi europei. Si restringe anche il divario tra il reddito dei laureati e quello dei diplomati di scuola secondaria. E parecchio. La differenza rispetto all’Europa che “conta” è del 48,3% mentre In Italia non si va oltre il 36,2%. Un deficit che penalizza oltremodo molti settori produttivi finendo per aumentare il gap con i grandi paesi europei che sembrano viaggiare a velocità doppia rispetto all’Italia. Del resto, questo si sapeva già da un po’. Anche la fotografia scattata dall’ultimo rapporto Eurostat evidenzia come gli stipendi italiani siano tra i più bassi del Vecchio Continente. Stando ai numeri del Belpaese nel 2009, lo stipendio medio annuo è stato di 23.406 euro. Un dato pubblicato dal- la ricerca “Labour market statistics”, che fa scivolare l’Italia tra gli ultimi posti della graduatoria che riguarda i redditi europei. Per fare un esempio basta considerare che in Lussemburgo o in Olanda le cifre sembrano essere da capogiro, rispettivamente di 48.914 e 44.412 euro. S’impennano anche gli stipendi in Germania, con 41.000 euro. In generale, poi, se ci confrontiamo con Danimarca e Norvegia, le cui medie aggiornate a tre anni fa toccano quota 56.044 e 51.343 euro c’è solo da accapponare la pelle. Dati che si riferiscono a un lavoratore di un’azienda con un minimo dieci dipendenti e che riguarda il ramo dell’industria, delle costruzioni, dei servizi e del commercio. Da segnare, poi, come l’Italia sia superata leggermente dalla Spagna (26.316 euro) e anche da Cipro (24.775 euro). E addirittura anche la Grecia – prima del tracollo finanziario - superava la penisola italiana con 29.160 euro. Ma c’è di più. Tanto per completare un quadro tutt’altro che a tinte chiare. Riguarda il capitolo del peso delle tasse sul lavoro. Secondo gli ultimissimi dati Ocse il cuneo fiscale medio sul lavoro sfiora il 50% (tasse e contributi), per l’esattezza è pari al 47,6%. Le tasse sul lavoro più alte di quelle italiane sono solo quelle che troviamo in Belgio (unico paese sopra il 50%), Germania, Ungheria, Francia e Austria. In generale, rispetto a quanto scritto sopra, la situazione va meglio, nella classifica europea l’Italia si piazza al sesto posto fra i 34 paesi Ocse. I soggetti più bersagliati sono i single. Di fatto, un single con alto stipendio si porta a casa il 53% in meno rispetto al costo totale del lavoro. Segue, poi, un single con stipendio medio, che paga in che tasse il 47,6%. Infine un single che guadagna meno della media paga in tasse e contributi circa il 44,5%. Maxwell Omaggio musicale al chiostro dei Minoriti di Giovanni Cultrera con la soprano Daniela Schillaci Un concerto all’insegna della leggerezza e della raffinatezza ’Agimus, sezione di Mascalucia, organizza il consueto appuntamento estivo con “Nonsoloclassica International 2013”, direttore artistico Giovanni Cultrera ed esecutivo advisor Daniele Petralia; un’offerta musicale di alto prestigio con un programma fitto di manifestazioni che si articoleranno dal Chroma Ensemble colonne sonore, al 27 luglio con ‘Rosalba Bentivoglio Jazz Quintet’ e il 28 ‘Dehesmael - Musica dal mondo dei sogni’, ad agosto ‘François e le Coccinelle - Minority Rock and Roll’, ‘Jazzando con Maurizio Diara quintet’ e la voce di Antonella Leotta, per continuare nella stagione invernale con il duo pianistico di Federico Aldao (Argentina) e Giulia Gangi, per chiudere con pianoforte dedicato alle ‘Eccellenze siciliane’ Nicolò Cafaro, Ruben Micieli, Gaetano Vaccarella. L Il recital della soprano Daniela Schillaci, ha creato durante la serata atmosfere particolari, una voce incredibile che si è espressa in un genere musicale: Bellini, Puccini, Verdi, Tosti accompagnata dal pianista Stefano Sanfilippo. Un collage di arie liriche per descrivere i tanti volti dell’Ottocento della lirica italiana, con una propensione per i temi forti e con una brillante carriera che l’ha vista debuttare al Teatro La Fenice di Venezia, al Bellini di Catania, al Maggio musicale fiorentino presente nella nuova produzione de “I lombardi alla prima crociata” diretta da Roberto Abbado, al Teatro Antico di Taormina e nei grandi palcoscenici. Ha lavorato con Zubin Metha, e al fianco di Placido Domingo. L’artista riesce a dare sempre una nota innovativa alle sue interpretazioni grazie alla sua gestualità e partecipazione recitativa, puntellando la storia musicale e porgendosi al pubblico tra presente e memoria. Tra lunghi e meritati applausi ha offerto durante la sua performance un ricco mosaico musicale concertistico e sentimentale: lo specchio di un’Italia liberale, ma che ancora oggi può rinascere. Daniela Schillaci è dotata di perfezione tecnica, esegue la Traviata di Verdi in un tripudio di colori e si prodiga in una serie di sfumature ben riuscite, con filati raffinatissimi ed emozionanti, note basse ben salde e pronunziate. Eccellenti acuti, sovracuti, appoggiature e agilità. Magia con il pianoforte nell’esecuzione conclusiva della Traviata con le strofe “addio al passato”, si rompe un filato su “tutto finì”, interviene con un pianissimo, con una resa vocale perfetta, di uno spessore adeguato al drammatico ruolo che spazia con la Butterfly di Puccini, facendo risplendere le ali della farfallina che ci riconduce al poeta Pascoli nominandola in una sua poesia contenente versi di incoraggiamento a Puccini. Localmente riesce tra dissonanze sintattiche pucciniane ad affascinare il pubblico tra La bemolle, Si bemolle, raggiungendo alti vertici di intensità con vocalità fragorosa. Gli applausi non finiscono mai, animando il pubblico e il chiostro, un trionfo meritato, un vera festa del bel canto e le aspettative non sono state deluse. Bis fuori programma “I’ te vurria vasà” e “Non ti scordar di me”. intervista a Daniela Schillaci Daniela Schillaci con la sua voce interessante di bel colore e con una naturale facilità negli estremi acuti, la incontro dopo il concerto e si racconta. I suoi studi? “ho studiato a Catania con Piera Puglisi, poi dopo un po’ di giri e tentativi ho trovato la mia attuale insegnante Alda Borelli Morgan. Ho studiato anche pianoforte e questo mi ha dato una base fondamentale che mi aiuta ad analizzare i ruoli con 2 punti di vista, quello della cantante e dello strumentista”. Tra gli autori interpretati qual è più congeniale alla sua voce e la coinvolge maggiormente? “L’autore più congeniale è sicuramente Verdi, ma quello che emotivamente mi coinvolge maggiormente è Puccini”. Il suo approccio con F.P. Tosti presenta difficoltà vocali? “Tosti non è difficile vocalmente... la difficoltà sta nell’aspetto interpretativo, nel saperlo raccontare e nel porgere al pubblico ogni frase in modo da arrivare a toccare le corde dell’anima!!!” Riguardo al concerto che ha tenuto al Chiostro dei Minoriti quali sono state le scelte sulle arie da camera? “le arie da camera che ho scelto sono fondamentalmente quelle che io sento più vicine alla mia anima!!!! Amo la notte e amo la luna.... mi avvicina al Divino! Vaga luna bellissima è l’aria di Bellini che più si avvicina alla mia amata Norma! Per pietà bell’idol mio è un’aria appassionata e che prepara il corpo e lo spirito, ad affrontare arie d’opera più impegnative e vocalmente complesse! Per quanto riguarda Tosti.... ‘Sogno’ è una delle arie più belle che siano state scritte da Tosti..... intima, dolce e la canto perché davvero mi piace tanto!! ‘Malia’ è un fiume di emozioni che crescono e scemano e ricrescono...... e che portano un piacere al cuore e all’anima indescrivibile! ‘Luna d’estate’: io amo la luna.... e poi in una serata come quella di ieri sera splendida, calda e siciliana..... come poteva mandare un inno alla luna estiva???” La sua vita? “La mia vita.... l’unica cosa che importa è che Dio mi ha donato un miracolo: mia figlia Giulia! Nella serata, il Maestro Cultrera, musicista di fama internazionale che va oltre l’interpretazione, si è già esibito in 25 Stati con oltre 1.000 esecuzioni pianistiche e rapisce gli ascoltatori con le sue performance musicali, durante la consegna riconoscimento speciale ‘Premio NonsoloClassica International 2013’ in sinergia con la Provincia Regionale di Catania dichiara “Sono profondamente grato al pubblico catanese, il quale ha risposto plebiscitariamente all’invito di questi due primi accattivanti incontri di NonsoloClassica international 2013”. L’avv. Giuseppe Schembari presidente onorario ‘Accademia pianistica siciliana’, consegnando un omaggio floreale all’artista osserva “abbiamo ascoltato non un soprano.. ma un usignolo”. Il Maestro Petralia, pianista di indiscutibile eleganza e significativa interpretazione, sottolinea “L’idea trainante è quella di offrire una programmazione variegata che possa attrarre un pubblico giovanile”. L.B. 6 Prospettive - 4 agosto 2013 Lettera dell’$rcivescovo Notizie in breve dal 5 al l’11 lagosto Dall’Agenda dell’Arcivescovo Lunedì 5 - Marcoledì 7 • Settimana estiva con i sacerdoti Sabato 10 • Ore 9.00 S. Agata Li Battiati, Chiesa Madre: celebra la S. Messa. Domenica 11 • Ore 19.00 S. Pietro Clarenza, Oratorio della Chiesa Madre: celebra la S. Messa. ® Ufficio Catechistico Diocesano Ai Presbiteri, ai Diaconi, alle Persone Consacrate e ai Catechisti dell’Arcidiocesi Carissimi, anche quest’anno ricorre il consueto appuntamento del Convegno Catechistico Diocesano che si terrà presso il Seminario Arcivescovile e avrà come tema: I luoghi del “noi” per la trasmissione della fede. Il tema è impegnativo perché rispecchia i tempi che stiamo vivendo. Leggiamo ne Il Rinnovamento della catechesi, al capitolo 8: «Luogo non è da intendersi come luogo geografico, ma come luogo esistenziale […] La Chiesa locale è il luogo in cui l’Economia della salvezza entra più concretamente nel tessuto della vita umana […] la parrocchia anch’essa Chiesa locale svolge un ruolo fondamentale all’azione catechistica. In essa la catechesi può diventare insegnamento, educazione, esperienza di vita». Ci rendiamo conto della centralità della catechesi in ogni attività pastorale e dell’importanza di spostare la catechesi in luoghi più vicini agli spazi della vita; la parrocchia stessa deve essere intesa come stratificazione di luoghi diversi, ciascuno con i propri codici, linguaggi…, che rendono inefficace il ragionare su la catechesi al singolare e che suscitano la necessità di ripensare al plurale le molteplici dimensioni della proposta ecclesiale. In questo convegno vorremmo riflettere sui processi formativi da attivare, affinché coloro che si accostano alla parrocchia e non solo, possano crescere nella vita di fede. In vista di quanto detto sopra, i destinatari del Convegno non sono soltanto i catechisti dell’I.C. ma tutti gli animatori dei gruppi parrocchiali (itinerari di fede pre e post battesimali, itinerari di fede in preparazione alla celebrazione del sacramento del matrimonio, famiglie, giovani, oratorio, la scuola,…). Lo svolgimento del Convegno sarà articolato nei tre giorni 11, 12, 13 Settembre, dalle ore 17.30 alle ore 19.30. Il relatore, don Valentino Bulgarelli, nella giornata di mercoledì 11, dalle ore 9.30 alle ore12.00, dedicherà un suo intervento a tutti i presbiteri e diaconi. Giorno 13 verranno proposti itinerari percorribili in alcuni luoghi specifici: itinerari di fede pre e post battesimali, itinerari di fede in preparazione al sacramento del Matrimonio, oratorio, pastorale scolastica, catechesi ai disabili o in contesti di sofferenza. Le iscrizioni al convegno si effettueranno mercoledì 11 a partire dalle ore 17.00; la quota di iscrizione per ciascun partecipante è di €3,00. Salutandovi tutti cordialmente nel Signore, cogliamo l’occasione per invitarvi a fornirci suggerimenti e proposte che ci permettano di qualificare sempre di più il servizio dell’Ufficio Catechistico. Sac. Gaetano Sciuto e l’equipe dell’UCD Ai Presbiteri e ai Diaconi dell’arcidiocesi Carissimi, Il periodo estivo ci trova abitualmente con meno impegni: auguro a tutti e a ciascuno di poter profittare di questa circostanza per un meritato ed utile tempo di riposo. Affido fin d’ora alla vostra attenzione i seguenti appuntamenti. 1. Le vacanze permettono anche a noi un più diretto contatto con le meraviglie del creato. Sappiamo come esse siano spesso compromesse da comportamenti stolti e dannosi. È quanto mai necessario, quindi, che la sana ecologia ambientale, umana e sociale sia praticata e diffusa particolarmente dai credenti in Dio creatore. A questo scopo la Conferenza Episcopale Italiana da alcuni anni promuove, in data 1 settembre, la Giornata per la Custodia del Creato. In attesa di celebrare più opportunamente la Giornata in ambito diocesano, invito a valorizzare bene il fatto che quest’anno essa cade di domenica. Non mancheremo, perciò, di farvi riferimento nelle Celebrazioni Eucaristiche alla luce dell’apposito Messaggio della C.E.I. (pubblicato in questo numero di Prospettive a pagina 4) 2. Nei giorni 11-13 settembre si svolgerà il Convegno catechistico con le modalità evidenziate nell’u- «...quel 29 agosto. erano circa le 8e30, ho aperto gli occhi e ho visto la Madonnina che piangeva e cosi abbiamo chiamato il vicinato e se ne sono accorti tutti quanti…» Sig.ra Antonina Iannuso Carissimi, giovedi 29 agosto, in occasione del primo giorno del 60° anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa, la comunità del Santuario desidera dar vita a una giornata di ricordo dell’evento del 1953, vissuto gioiosamente tra preghiere e testimonianze. La giornata di ricordo inizierà con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Arcivescovo alle ore 8,00 in via degli Orti: protagonisti saranno anzitutto i testimoni oculari della lacrimazione e, insieme a loro, tutti coloro che nella loro vita hanno sperimentato l’autenticità della manifestazione della Madonna per la grazia ricevuta di una guarigione fisica o spirituale e, infine, quanti hanno sentito una vocazione di speciale consacrazione al Signore come risposta al messaggio dell’amore di Dio trasmesso da Maria con il suo pianto. Chiediamo a tutti Voi collaborazione: chi fosse venuto a conoscenza, nel territorio della propria comunità parrocchiale o del proprio paese o addirittura all’interno del proprio nucleo familiare, della storia di persone che hanno vissuto una simile esperienza, e pregato di fare una segnalazione alla segreteria del Santuario oppure chieda agli stessi interessati di telefonare. È un dono, ma anche un affascinante e oneroso compito, non perdere la memoria di tali testimonianze per la storia viva della Chiesa che è in Siracusa, che custodisce il segno misterioso ed eloquente delle Lacrime di Maria ed ha l’onere e l’onore 3. Dal 16 al 20 settembre si svolgeranno gli Esercizi spirituali presso la Domus Seraphica di Nicolosi. Saranno guidati da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo emerito di Siracusa. Inizieranno con la Celebrazione Eucaristica alle ore 12 di lunedì e termineranno con il pranzo di venerdì. È possibile ancora prenotarsi, telefonando direttamente al numero 095-911259. 4. Quest’anno ricorre il XXV anniversario della Beatificazione dell’indimenticabile Pastore della nostra Chiesa, il Card. Giuseppe Benedetto Dusmet. Ne faremo memoria in due momenti che si svolgeranno in Cattedrale: la veglia di preghiera alle ore 19 martedì 24 settembre e la Concelebrazione il 25 settembre alle ore 19. La veglia sarà animata dalle Persone di Vita consacrata, mentre alla S. Messa parteciperanno a titolo speciale le Caritas parrocchiali e le associazioni di volontariato. 5. L’apertura del prossimo anno pastorale avverrà con i momenti già collaudati. Ci incontreremo per l’Assemblea pastorale diocesana, nel pomeriggio del 27 settembre; successivamente si svolgeranno gli incontri nei singoli Vicariati. Avrò la gioia di celebrare, il 3 ottobre, con la Comunità diocesana il XXI anniversario di ordinazione episcopale. Riceverete indicazioni più dettagliate a seguito di un prossimo incontro dei Vicari foranei, che si terra martedì 3 settembre p.v. alle ore 10.30. 6. Le Chiese di Sicilia partecipano in modo speciale alla celebrazione del 60° anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa. A tale scopo sono in corso pellegrinaggi diocesani. A noi toccherà il 29 ottobre p.v.. Vi prego di prendere già nota e di diffondere la notizia. II programma del pellegrinaggio sarà stabilito nell’incontro dei Vicari foranei di cui sopra. Invochiamo su tutti questi appuntamenti anche la protezione di s. Giuseppe del quale adesso, e come già sapete, è obbligatorio far memoria anche nelle Preghiere Eucaristiche n, II,III, IV A tutti un cordiale saluto. @ Salvatore, Arcivescovo Seminario Arcivescovile dei Chierici Ai Reverendi Presbiteri Carissimi confratelli presbiteri, la Comunità del Seminario anche quest’anno si ritroverà a vivere la settimana estiva presso il “Villaggio San Giuseppe” (con ingresso o da Via Mazzasette, 3, Aci Sant’Antonio o da Via Rigolato, Pennisi - 095 765.20.10 - 095.88.56.42) dal 19 al 23 agosto, tempo di riposo, ma anche di formazione per i nostri Basilica Santuario Madonna delle lacrime SR «Consolate, consolate il mio popolo» (Is 40,1) nita lettera di Don Gaetano Sciuto. Il Convegno offre all’intera Comunità diocesana, e specie alle catechiste e ai catechisti, una provvidenziale occasione di aggiornamento. Avremo la possibilità di rinnovare sentita riconoscenza a questi nostri preziosi collaboratori, che confermeremo con fiducia nel mandato per il prossimo anno catechistico. della responsabilità non solo verso le altre Chiese ma anche verso questa e le future generazioni, verso un territorio destinatario di un prodigioso evento e verso la storia tutta. A voi profondamente grato, p. Luca Saraceno Rettore Vicariato generale Gli uffici della Curia Arcivescovile resteranno chiusi al pubblico dal 5 agosto al 18 agosto. Gli uffici saranno riaperti regolarmente lunedì 19 agosto alle ore 9.00 Informiamo che l’Ufficio Matrimoni sarà aperto al pubblico e solo per casi particolari nei giorni 6 e 13 agosto dalle ore 10.00 alle 12.00 seminaristi. Come ogni anno uno di questi giorni della settimana si caratterizza per la bella ma soprattutto significativa presenza di Voi presbiteri della nostra Chiesa di Catania, in modo particolare attraverso i momenti della celebrazione dell’Eucaristia e poi della condivisione del pranzo. A motivo di questo, desidero rinnovarvi anche per quest’anno l’invito per giovedi 22 agosto, memoria liturgica della Beata Maria Vergine Regina, con il seguente programma: ore 11.00 accoglienza; ore 12.00 celebrazione dell’Eucaristia (per i concelebranti portare il camice e la stola bianca); ore 13 pranzo - è gradito un cenno di conferma. Nell’attesa di rivederci, vi auguro un meritato riposo estivo. Don Giuseppe Schillaci Rettore 7 Prospettive - 4 agosto 2013 Le indicazioni Pastorali per l’anno 2013-2014 (seconda parte) La sfida di educare la fede oggi ome abbiamo detto nella prima parte le indicazioni sono due: il primo obiettivo “non si può dare per scontato che tra noi e attorno a noi […] sia conosciuto il Vangelo di Gesù…” Il secondo verte sulla fede presupposta che invece non c’è ed è persino negata (Porta Fidei n.2), accettando la sfida di educare alla fede le generazioni presenti l’Arcivescovo propone diverse iniziative. La Prima iniziativa è il secondo obiettivo della nota CEI VMPMC: “l’Iniziazione cristiana, che ha il suo insostituibile grembo nella parrocchia, deve ritrovare unità attorno all’Eucarestia; bisogna rinnovare l’iniziazione dei fanciulli coinvolgendo maggiormente le famiglie; per i giovani e gli adulti vanno proposti nuovi e praticabili C itinerari per l’iniziazione o la ripresa della vita cristiana”. Dal 2001 la Chiesa catanese con l’Ufficio Catechistico ha celebrato i suoi convegni catechistici per fare passare la rinnovata metodologia dell’I.C. in chiave Catecumenale. Anche nelle scuole di formazione dei catechisti all’interno dei Vicariati s’è lavorato per la “ricaduta” del Convegno con lo studio e l’approfondimento delle tematiche trattate dai diversi specialisti che si sono alternati per meglio presentarci e coinvolgerci nelle nuove metodologie. Tra le iniziative proposte oltre ai percorsi integrati come “nuovi e praticabili itinerari” si dovrà prestare attenzione al Direttorio Liturgico-Pastorale che sarà promulgato nella nuova ed aggiornata edizione (cfr. Indicazioni pastorali Pellegrinaggio Mompileri 30.V.2013 p.6). Il direttorio riprende l’I.C. rispettando il nuovo modo di celebrarla. Anche la nota CEI VMPMC n. 7 approfondisce l’argomento dicendo: “la Chiesa Madre genera i suoi figli nell’I.C.”. Generando i suoi figli rigenera se stessa. Nell’I.C. esprime il suo volto missionario verso le nuove generazioni. Prima bastava la preparazione ricevuta all’interno della famiglia per lo più orientata a Cristo, e a sostegno c’era un percorso in vista dei sacramenti. Oggi le famiglie non chiedono i sacramenti per i bambini; o ci sono i ragazzi battezzati soltanto che non hanno completato l’I.C. o se la completano succede che disertano la Messa domenicale. Si parla per certe realtà di “crisi dell’I.C. dei fanciulli”. S’impone un ripensamento se come Chiesa si voglia offrire la possibilità di accedere alla fede e di crescere nella testimonianza. Le tre note pastorali sull’I.C. si prefiggevano di introdurre una nuova e più sicura prassi per adulti, i ragazzi, o giovani adulti che desideravano completare l’I.C.. Per l’I.C. dei fanciulli si è cercato di “d’iniziare ai sacramenti” per la vita cristiana così come da progetto catechistico a cui vanno riconosciuti indubbi meriti. Oggi non basta più si esige ulteriore impegno per “iniziare attraverso i sacramenti” e questo comporta salvaguardare l’unitarietà dell’I.C.. Non tre sacramenti senza collegamento, ma un’unica azione di grazia che parte dal Battesimo e si compie attraverso la Confermazione nell’Eucarestia. È l’Eucarestia il sacramento che, continuamente offerto, non chiude un’ esperienza, ma la rinnova ogni settimana, nel giorno del Signore. In prospettiva catecumenale, il cammino va scandito in tappe, con percorsi differenziati e integrati. Integrare la vita cristiana facendola sperimentare come conoscenza, celebrazione, fede vissuta; nutrire d’ascolto della Parola di Dio e col conseguente servizio ai poveri. L’I.C. dei fanciulli interpella la responsabilità originaria della fami(segue a pagina 8) Applausi scroscianti per tutti, grestini ed animatori che portavano sul volto, accanto ai segni della gioia per un’esperienza esaltante, quelli della nostalgia per i tanti, indimenticabili momenti felici vissuti assieme. Conclusione alla grande del grest a S. Giovanni Galermo nche a S. Giovanni di Galermo si è rinnovato l’atteso appuntamento con il Grest. La parrocchia S. Giovanni Battista, affidata alle cure pastorali di padre Giuseppe Catalfo, avvalendosi dei locali dell’ex plesso scolastico “Santo Di Guardo” di via Belvedere, ha dato ai bambini del quartiere la possibilità di far esplodere la contagiosa A allegria propria della loro giovane età. Sono stati 72 i bambini che hanno risposto a questo richiamo gioioso che ha permesso loro di vivere per quasi un mese un intenso impegno di gruppo, guidati da 43 splendidi animatori, universitari e neolaureati, reduci da un corso preparatorio di due mesi, che hanno esercitato con spirito quasi missionario quello che dev’essere il loro ruolo che, come ha detto un noto pedagogista, può definirsi da educatori e richiede maturità e responsabilità, tenendo conto che gli adolescenti guardano a loro come ad un modello. Il tema educativo del Grest è stato: “Megalì: il segreto della città sospesa” e ha dato occasione di mettere al centro dell’attenzione le relazioni umane, i “legami” tra le persone. Megalì, infatti, è anagramma della parola legami. I grestini sono stati suddivisi in 8 squadre, i cui nomi sono stati tratti dal racconto formativo –Andreas, Elena, Ettore, Rufio, Sophia, Temocle, Tiki, Zack- e sono stati impegnati in laboratori di disegno, ballo, recitazione, cucina, calcio e pallavolo, senza trascurare i momenti di preghiera. Molto interessante la gita a Maniace per visitare il famoso Castello di Nelson. Abbiamo chiesto a Roberto, un ragazzino di 11 anni molto spigliato, scrittore in erba, che ha partecipato al Grest per la prima volta, quale sia la sua impressione alla fine di questa esperienza. “Sono molto contento”, egli ha risposto, “di aver partecipato al Grest e dispiaciuto per non averlo fatto negli scorsi anni. Ho trascorso giorni in allegria e ho acquistato nuovi amici: è molto meglio partecipare al Grest che stare seduti davanti al computer! Mi sono già prenotato il prossimi anno e quando avrò l’età spero di fare anch’io l’animatore ed essere bravo come questi giovani che ci hanno guidato nella varie attività. Peccato che sia finito così presto!”. Anche Roberto ha partecipato, come attore in erba, allo straordinario spettacolo conclusivo nel corso del quale i bambini hanno potuto mostrare a parenti ed amici il frutto dell’intenso lavoro svolto, tra cui una rappresentazione teatrale. Antonino Blandini S. Ecc. Mons. Gristina ricorda la parrocchia di provenienza a sera di venerdì 26 luglio nella restaurata chiesa filiale Sant’Anna di via Sant’Anna (a pochi metri da CasaMuseo Verga), è stata celebrata la solennità liturgica dei Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria, curata dal can. Giuseppe Maieli, organista della Cappella Musicale del Duomo, cappellano del Presidio Ospedaliero “Garibaldi Nesima” e vice direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute. Al vespro a presiedere la solenne concelebrazione festiva dell’Eucaristìa è stato l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina con il rettore e il segretario arcivescovile don Massimiliano Salvatore Parisi. L’Arcivescovo ha ricordato commosso la parrocchia del suo paese natìo intitolata alla santa Madre della Madonna, dove è sbocciata la sua vocazione al sacerdozio, e ha formulato cordiali auguri per tutti i fedeli e i nonni presenti, che alla fine della celebrazione, L come da tradizione locale, hanno portato a casa in segno di devozione immaginette sacre, candele e fiori. È stato esposto alla venerazione dei devoti, che per tutta la giornata sono arrivati in pellegrinaggio da ogni parte della città, l’antico simulacro di S. Anna invocando lo speciale patrocinio sulle gestanti, le partorienti e le puerpere. Il presule ha avuto, inoltre, parole di compiacimento nei confronti di padre Giuseppe e in modo particolare del Militare Ordine dinastico del Collare di Sant’Agata che ha reso possibile, dopo opportuni interventi di restauro ancora da completare, la riapertura al culto della storica e bella chiesa fatta ricostruire nel Settecento, nel quartiere di Santa Chiara, dalla famiglia Mauro, alla quale appartenne Caterina madre di Giovanni Verga, e attuale sede magistrale dell’Ordine. Blanc 8 Prospettive - 4 agosto 2013 DIOCESI Carmine: conclusa solennemente la festa della Madonna del Carmelo na significativa novità, a suggello del programma dei festeggiamenti che i catanesi del centro storico riservano alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, è stata condivisa dai tanti devoti carmelitani della città nel 23° giorno di celebrazioni in onore della Madre e Regina del Carmelo, curate con tanto zelo dalla Famiglia Carmelitana dell’antico Carmelo etneo extra moenia. Resta, però, l’amarezza di non vedere ancora riaperta al culto la storica chiesa votiva dell’ex convento dell’Indirizzo alla Pescheria fondata nel 1612 dai frati carmelitani di stretta osservanza e voluta per grazia ricevuta dal viceré don Pietro Giron, duca di Ossuna, grande devoto di S. Agata. L’ottava della festa della Madonna del Carmine si è conclusa solennemente nella piazza del più grande mercato cittadino, la Fiera del Lunedì, dove accanto al magnifico altare eretto davanti al prospetto dell’ex convento imperiale della SS. Annunziata dei Frati Carmelitani, calzati o dell’Antica Osservanza, è stato intronizzato il venerato simulacro della Castellana di Catania con in mano le chiavi d’oro della Città e portato a spalla processionalmente dai terziari carmelitani coordinati dal priore della Provincia italiana Michele Bonanno. La concelebrazione eucaristica è stata presieduta dal priore conventuale U (continua da pag. 7) LA SFIDA... glia nella trasmissione della fede; sono stati loro nel giorno del matrimonio a promettere di voler educare cristianamente i figli che Dio avrebbe dato loro; e sono stati loro a portarli al fonte battesimale perché fossero rigenerati a Figli di Dio con l’aiuto dei padrini. Come famiglie sono coinvolte ancor prima dell’età scolare dei loro figli. Prima di saper leggere i bambini respirano all’interno della Chiesa domestica l’aria del Vangelo o dovrebbero farlo. La Chiesa deve offrire ai genitori gli elementi essenziali purché essi diano ai figli l’alfabeto cristiano. Bisognerà dare ai genitori l’opportunità di partecipare, a tempo e luogo, ad un appropriato cammino di formazione parallelo a quello dei figli. I genitori inoltre saranno aiutati da tutta la comunità fatta dai catechisti, operatori, gruppi, movimenti, ecc… Per i ragazzi, giovani e adulti: non battezzati che desiderano completare l’I.C. o di riprendere dalle radici la vita di fede le tre note pastorali definiscono gli itinerari catecumenali previsti in questi casi, anche questi percorsi vanno inquadrati dentro una rinnovata attenzione al mondo dei giovani e degli adulti, per scoprire le difficoltà incontrate nel rapporto con la Chiesa, raccogliere altre sfide, rispondere a domande di senso anche per gli immigrati. Ai sacerdoti va chiesta disponibilità al dialogo specialmente con i giovani. Spetta ai cristiani corresponsabili soddisfare il bisogno religioso con l’evangelizzazione ed educando la stessa domanda religiosa, oppure risvegliare la domanda religiosa di molti, offrendo spazi di confronto con la verità del Vangelo, valorizzando e purificando espressioni di religiosità popolare. Proponendo il risanamento della scissione tra fede e cultura con opportuni itinerari di fede per avere gli stessi tratti di Gesù mis- La castellana della città padre Carmelo Scellato con i sacerdoti don Salvo Lo Cascio, rettore di S. Caterina al Rinazzo, don Antonino Lo Curto, rettore di S. Gaetano Cipolla, mentre le musiche da banda sono state eseguite dal complesso intitolato al m° Giulio Virgillito e diretto dal figlio Giuseppe; il servi- zione della comunità della vicina filiale S. Gaetano che ha offerto un’icona stile bizantino dipinta da padre Lo Curto e raffigurante con i Resta l’amarezza di non vedere ancora riaperta al culto la storica chiesa votiva dell’ex convento dell’Indirizzo alla Pescheria alla Grotta di S. Agata, e padre Cleofa, vice parroco del santuario, con l’assistenza del diacono permanente don Tommaso Caltabiano. L’animazione dei canti è stata affidata alla Corale polifonica S. Agata al Carcere diretta dal m° Giovanni Raddino con all’organo il m° Paolo zio d’onore è stato curato dai cavalieri e dalle dame dell’Ordine ospitaliero S. Giovanni di Gerusalemme con il cappellano, il sacerdote salesiano Concetto Pennisi. All’offertorio hanno partecipato le rappresentanze della famiglia carmelitana laicale catanese, una delega- colori carmelitani la Madre di Dio Platitera, Colei che contiene Colui che i cieli non possono contenere, nonché una delegazione del Corpo ospedaliero mercedario internazionale. A conclusione della s. Messa votiva e prima dello sparo dei fuochi d’arti- sionario del Padre che vuole una Chiesa tutta ministeriale, tutta missionaria. Vera presenza per servire tutti. (cfr. VMPMC n. 7). Il Servizio Nazionale per il Catecumenato ha pubblicato nella Elledici la “Guida per l’itinerario” Catecumenale dei Ragazzi, 2002”. Il testo nasce come attuazione delle indicazioni contenute nella Nota Pastorale del Consiglio permanete della CEI, l’Inizializzazione Cristiana.2. Orientamenti per l’inizializzazione dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni dell’ 8.VI.2003. Nel testo citato troviamo la struttura dell’intero itinerario, cadenzata dalla successione dei tempi. La terza parte presenta le diverse fasi: 1) Il tempo della prima evangelizzazione o precatecumenato che può durare anche due anni per fare gruppo e rinsaldare i legami tra ragazzi che completano o debbono celebrare l’I.C.. Anche tra i genitori e le famiglie s’inizia questa prima fase nella quale si annuncia Gesù Cristo, avendo fatto il Rito dell’Accoglienza. 2) Il tempo del Catecumenato. Dopo il precatecumenato va fatta a tutti la proposta se vogliono continuare nella conoscenza di Dio oppure no. Se c’è questo desiderio si fa esplicita domanda per essere ammessi nel tempo del Catecumenato come tempo vero e proprio di un apprendistato della vita cristiana. Si Celebra il Rito di ammissione al Catecumenato che può durare tre anni e si approfondisce la Storia della Salvezza. A conclusione della prima fase c’è la consegna del Credo apostolico. Nella seconda fase si vive nell’amore del Padre e con fiducia filiale si esprime con “Padre Nostro” alla fine la Consegna della preghiera del Signore. Terza fase- Chiamati a seguire Gesù e a vivere con lui. Consegna del precetto dell’amore; Celebrazioni penitenziali con i comandamenti; Celebrazione del Sacramento della Penitenza per i battezzati e dell’unzione prebattesimale per i catecumeni. 3) Il tempo della preparazione immediata al Battesimo (dalla prima domenica di Quaresima); • Rito dell’elezione: Dio ci chiama a diventare suoi figli; • Scrutini quaresimali o intercessioni per gli eletti: Donaci, Signore, la tua acqua; Donaci, Signore, la tua luce; Donaci, Signore, la tua vita. 4) La veglia Pasquale con la celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. 5) Il tempo della Mistagogia • Il giorno del Signore; • Riconciliarsi per rinnovare la grazia del nostro Battesimo; • Mandato missionario; • Consegna delle beatitudini; • Ascolto dell’inno della carità; • Anniversario del Battesimo. Gli orientamenti pastorali propongono la Professione solenne della Fede; • Consegna del Catechismo per le nuove scoperte della Fede. Questo cammino di fede da applicare con intelligenza e con criteri pastorali perché s’incarni nel territorio esige studio, approfondimento, pazienza e innanzitutto “conversione pastorale” dei sacerdoti e dei catechisti, del popolo formato da famiglie. La conversione pastorale è più faticosa, impegna di più tutti e questo esige la collaborazione necessaria e ineludibile dei primi catechisti che sono i genitori. Pertanto bisogna abbattere il “muro della delega”: ci pensa il parroco, ci pensano i catechisti, ecc. Ci debbono pensare e formarsi le famiglie se vogliono figli cristiani. Bisogna abbattere il “muro” della sacramentalizzazione presente in tante pastorali e ancora nella maggioranza delle parrocchie. La “conversione pastorale” esige il primato dell’evangelizzazione e dell’educazione della mentalità di fede. Il cammino ad ispirazione Catecumenale si presenta come recupero delle radici più autentiche della tradizione cristiana per coniugarle con le domande dell’uomo d’oggi. Attuare tutto questo richiederà un impegno nuovo e diverso rispetto al metodo tradizionale, ma come ci suggerisce il nostro Vescovo questo potrà offrirci la preziosa possibilità di ripresa del cammino verso i desiderati traguardi a breve termine, ma soprattutto a perenne durata, occasione di rinnovamento perché la nostra Chiesa faccia risplendere il suo volto missionario. Questa ulteriore esplicitazione viene offerta a chi volesse cominciare o continuare il proprio Progetto Pastorale parrocchiale col conseguente calendario. Progettare perché la comunità parrocchiale con tutti i propri componenti, e con tutte le realtà presenti si possa dare un organigramma. Progettare perché si attui la comunione tra tutti avendo per ciascuno rispetto dei doni e dei carismi. Progettare perché si cammini all’interno della diocesi su indicazioni ben precise per un orientamento comunitario e non ci siano “battitori liberi” che fanno a modo loro a scapito della comunione, presupposto necessario per la missione. Le indicazioni pastorali ci offrono un modo di essere in comunione col Vescovo. Non basta ogni giorno liturgicamente nominarlo nella prece eucaristica; questa fede pregata senza la operosità ecclesiale non realizza la comunione d’intenti e di azione pastorale. Dobbiamo educare i fedeli, dobbiamo educare anche noi. Capita spesso, durante la visita pastorale che, con gli organismi di partecipazione laicale si risponda alle domande del questionario che serviranno poi per stendere la relazione in assemblea; ebbene quasi sempre si sono saltati o non sono sta- ficio e del rientro della processione, fra’ Carmelo ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibili i festeggiamenti che sono durati ben 23 giorni con la partecipazione di numerosi sacerdoti e di tante realtà ecclesiali e civili, tra cui la Misericordia del Porto, le suore salesiane e del S. Cuore, il Consiglio pastorale vicariale, le guardie dei santuari mariani, le corali Jonia di Giarre e Shalom del Crocifisso dei Miracoli, la Cappella musicale del Duomo, i commercianti e i ragazzi del quartiere, le associazioni mariane, gli Amici del Rosario, il consigliere comunale Riccardo Pellegrino, il centro anziani Mons. Ventimiglia, i Fratelli di Charles de Foucauld, gli operatori ecologici, l’associazione europea operatori di Polizia, il Distretto militare, ecc.. L’appuntamento all’anno prossimo in cui sarà solennemente ricordato il 60° anniversario della consacrazione della città di Catania a Maria del Carmelo, dichiarata dall’arcivescovo mons. Guido Luigi Bentivoglio SOC e dal sindaco avv. Luigi La Ferlita Regina e Patrona della nobile città etnea. A.B. ti minimamente attenzionate le indicazioni date anzitutto alla fine di maggio a Mompileri in occasione del Pellegrinaggio annuale in onore della Madonna della Sciara. È Disattenzione? È cosa secondaria? Non si presta ascolto? Certamente non siamo abituati a valorizzare quanto lo Spirito Santo dice per mezzo dei legittimi pastori nella guida della Chiesa. Magari si è attenti a persone carismatiche, a guide illuminate, a catechisti del Cammino, compreso il santo padre Francesco! Ma la Comunione parte dalla Chiesa particolare e col suo Vescovo, non ci possono essere “salti” o “acrobazie” pastorali, comprendiamo la comunione col nostro Vescovo, con i fratelli, tra gruppi e comunione movimenti, ecc. come il risvolto esterno di un’altra Comunione che è dono di Dio e che parte dall’interno di ciascuno di noi. Desideriamo veramente un volto missionario? Impegniamoci col chiedere al Signore il dono dell’Unità: “siano perfetti nell’Unità perché il mondo creda” Gv 17,21. L’attenzione ai malati e alla religiosità popolare con l’aiuto del nuovo Direttorio si possono benissimo sintetizzare con l’apporto del secondo obiettivo della nota CEI VMPMV e nell’obiettivo: “Dall’Anno della Fede alla Educazione Permanente della Fede”. Esplicitare e presentare le indicazioni pastorali è un’esigenza, un punto di non ritorno, un passo in avanti perché si possa respirare l’aria della comunione nelle parrocchie come nei vicariati. Questo ci permetterà di valorizzare ancora di più le nostre risorse coinvolgendo i Consigli Pastorali a tutti i livelli perché si esprima sempre più l’essere Chiesa Popolo di Dio, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito. don Pietro Longo Vicario per la Pastorale 9 Prospettive - 4 agosto 2013 DIOCESI In ricordo del Sac. Francesco Distefano Quel silenzio tanto gradito a Dio era ed eterna è la Parola del Signore: “Quando meno ve l’aspettate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt.24.26). Non dette, infatti, Sorella morte, al SAC. FRANCESCO DISTEFANO Parroco emerito di Camporotondo Etneo il tempo di preparare almeno una valigetta per l’ultimo viaggio, quello senza ritorno, perché in ictu oculi, il 24 luglio 2013 s’è dovuto presentare immediatamente davanti a Cristo Signore, Giudice misericordioso. Con la sua famigliola, P. Franco, si trovava, nel pomeriggio di mercoledì 24 luglio u.s., a Brucoli (SR) in una piccola casetta in riva al mare, che aveva acquistata, con tanti sacrifici, tanti anni fa, a prezzo conveniente, ove spesso andava a riposarsi, dopo giornate faticose di lavoro in parrocchia. Con i suoi aveva fatto uno spuntino e aveva sorbito una tazzina di caffè. Quanto improvvisamente accusò un intenso dolore alla testa con uno strano rilassamento in tutto il corpo. Vista la gravità del momento fu chiamato d’urgenza il “118”; ed i medici, arrivati quasi subito, non poterono che costatarne la morte improvvisa, per probabile, fulminante aneurisma. Da qualche tempo P.Franco V soffriva di disturbi cardiaci. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo mese di ottobre, essendo nato a S.Pietro Clarenza il 10 ottobre 1928. Di Padre Franco Distefano non ci sono notizie eclatanti da sbandierare. Una vita trascorsa nella semplicità e nell’umiltà del servizio sacerdotale, esercitato alla maniera antica, senza tanti fronzoli, senza discorsi altisonanti. Con semplicità, umile fra gli umili. Entrato in Seminario nel 1941, povero ragazzo, dovette portare sul suo groppone, le fatiche, le rinunzie, la fame, le ristrettezze di una guerra lunga ed estenuante. Ricevette gli Ordini maggiori dal novello Arcivescovo di Catania, S.E.Mons. Guido Luigi Bentivoglio S.O.C. Fu presbitero il 21 giugno 1953 e fu ordinato nella Cappella Regina Apostolorum, del nuovo Seminario Arcivescovile di Catania, ancora odorante di fresca pittura. Il 21 giugno u.s. aveva celebrato il 60° anniversario di sacerdozio. Dal 1953 al 1955, pretino novello, come era uso a quei tempi, ebbe, a Catania, un’attività altalenante di Vicario parrocchiale; fu inviato, infatti, prima a S.Maria del Carmelo alla Barriera, poi a S.Lucia in Ognina ed infine ai Ss.Angeli Custodi. Il 29 ottobre del 1955, giovanissimo, fu nominato Parroco a Camporotondo Etneo. Camporotondo Etneo! A quei tempi (ora non più), sia per la ristrettezza dei confini che per il numero limitato di abitanti, Camporotondo era considerato una “parrocchietta” di…seconda classe!! Non erano tanti coloro che ambivano sedere su quella “cattedra” parrocchiale!. Padre Franco Distefano, non se lo fece dire due volte; partì di corsa a reggere quella Comunità e con tanto entusiasmo, come se andasse a…S.Maria Maggiore. Cominciò a metter mano ad un certo cambiamento di mentalità. Il Concilio aveva rinnovato la Chiesa, bisognava ora rinnovare le istituzioni. Nel suo piccolo si sforzò di cambiare le inveterate abitudini dei suoi fedeli. Ci provò, trovò una forte resistenza. Alla fine, dando tempo al tempo, riuscì a far entrare le sue idee. Per non isolarlo nel suo piccolo mondo e per dargli la possibilità di vivere più serenamente, i Superiori gli concessero l’insegnamento della Religione nelle Scuole pubbliche dello Stato dove si accattivò la simpatia degli alunni. Aveva un carattere solitamente mite e tollerante. Allegro, qualche volta. Sapeva, però, mostrare i suoi denti quando qualche testa calda s’incaponiva nelle sue pretese. Rimase legato ai suoi Confratelli, compagni di corso e di ordinazione. I quali, ogni anno, più di una volta e soprattutto nel periodo estivo si riunivano insieme o in una località balneare o, sempre insieme, progettavano un viaggio, spesso in macchina, verso zone turistiche montane. Da lì ritornavano alle loro sedi scarichi di preoccupazioni e di pensieri molesti. Rimase parroco fino al 21 ottobre 2010. 55 anni carichi di attività pastorale. Negli ultimi anni, ormai stanco, affaticato, con non pochi disturbi fisici, chiese insistentemente il cambio di guardia. L’ebbe, finalmente, ed un giovane sacerdote che l’aveva coadiuvato nell’ultimo periodo pigliò il suo posto. Con la nostalgia di chi lascia un grande amore se ne tornò sereno a S. Pietro Clarenza, suo paese natio, ove, per non perdere le vecchie abitudini, accettò la Rettoria della bella Chiesa della Immacolata. I nostri giovani sacerdoti probabilmente non avranno mai visto in giro P. Franco Distefano. Forse manco lo conoscono. Non hanno torto. P. Franco era, infatti, un presbitero che non amava andare in giro se non per necessità; la notorietà non faceva parte del suo bagaglio. “In silentio et quiete proficit anima devota” dice l’Imitazione di Cristo (Lib.I, Cap.XX/27). Il silenzio e il raccoglimento della sua piccola chiesa e della sua piccola Comunità lo forgiarono interiormente e fecero di lui un prete umile ed obbediente. Mons. Mauro Licciardello Giovani universitari di scienze della comunicazione a Prospettive Comunicare la salvezza a mattina di giovedì 25 luglio la nostra redazione giornalistica ha ospitato per alcune ore un gruppo di studenti di Scienze della Comunicazione, specialistica in Lettere moderne, dell’Università degli Studi di Catania frequentanti un corso di tirocinio-stage presso il quotidiano “La Sicilia” e accompagnati dal loro tutor aziendale, il giornalista professionista dr Giuseppe Vecchio, presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana Sicilia e delegato regionale della Federazione italiana settimanali cattolici. Gli stagisti -in tutto 6 di cui 2 già laureati di 1° livello (Salvo Ganci, Marco Panasia, Anna Platania, Alessia Lorefice, Michela Memoli, Alessandra Guzzardi)- sono stati cordialmente accolti da padre Giuseppe Longo, nella qualità di direttore dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e del settimanale cattolico “Prospettive”, il quale assieme al nostro collaboratore Antonino Blandini e al grafico signora Vera Cannavò, veterani del nostro periodico diocesano, ha presentato la realtà del mondo della comunicazione e del giornalismo di esplicito riferimento L cattolico a Catania. Il giornalista Blandini ha illustrato sotto un preciso profilo storico, legato alle vicende dell’associazionismo laicale e alla stampa locale ecclesiale a partire dalla seconda metà del sec. XIX, il variegato e complesso fenomeno dell’informazione religiosa in Italia anche alla luce della propria formazione e attività lavorativa di studioso e di specialista nel campo dell’informazione bibliografica ed emerotecaria, con la testimonianza personale dei suoi servizi professionali offerti con coerenza, competenza e dedizione missionaria alla società e alla Chiesa italiana come responsabile pubblico dei settori tecnico-scientifici per i beni bibliografici ed archivistici ecclesiastici della Soprintendenza per i beni culturali di Catania e nella qualità di già corrispondente accreditato de “L’Osservatore Romano” per le diocesi della Sicilia orientale, collaboratore di diversi settimanali diocesani siciliani e periodici di Ordini religiosi operanti nell’Isola, nonché di collaboratore esterno del quotidiano “La Sicilia”. Blandini ha avuto modo anche di ricordare lo speciale legame con Catania di illu- stri personalità del mondo dell’informazione cattolica come i gesuiti Antonio Spadaro, direttore di “Civiltà Cattolica”, Bartolomeo Sorge teologo e politologo e il compianto Giovanni Giorgianni direttore di Orizzonti Cristiani di “Radio Vaticana”, l’Arcivescovo Rino Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, i docenti salesiani don Giuseppe Costa direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Felice Bongiorno e don Paolo Buttiglieri, ecc.. Padre Longo, da parte sua, ha illustrato il compito degli operatori cattolici di comunicazione sociale alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa, puntando sulla professionalità e sulla preparazione come del resto indica la stessa carta deontologica di Firenze circa i diritti e i doveri del giornalista anche sotto l’aspetto retributivo. Il direttore ha illustrato la realtà e le finalità delle pontificie università romane in merito alla problematica religiosa della comunicazione: sotto l’aspetto scientifico la Salesiana e socio-storicoscientifico la Paolina (Studio Paolino Internazionale delle comunicazioni sociali, SPICS, oggi chiuso), con il praticantato all’interno stesso delle loro strutture e le conseguenti difficoltà economiche ad andar dietro al rapido e costoso progresso tecnologico. La Gregoriana dei Gesuiti cura la sociologia, cioè lo studio del fenomeno sempre più complesso e vasto della comunicazione, con il supporto di Radio Vaticana, Sala Stampa, Civiltà Cattolica, ecc.. L’Università della Santa Croce ha la storia della comunicazione. La Lateranense, attraverso l’istituto pastorale “Redemptor hominis” per le scienze delle comunicazioni sociali, forma un comunicatore “pastorale” che sappia conoscere quali sono le implicanze nella comunicazione del giornale, della radio e della TV, che sappia divulgare il messaggio cristiano o dare un taglio cristiano ai vari eventi che succedono nel mondo, prendendo ispirazione dall’enciclica “Redemptor hominis” del beato Giovanni Paolo II: al centro della vita della Chiesa ci sta l’uomo, ma sempre con lo sguardo rivolto all’evento dell’Incarnazione e della salvezza, un passo ulteriore rispetto al Concilio Vaticano II. Il dr Vecchio, che è pure direttore del periodico “La Voce dell’Jonio” a servizio della diocesi di Acireale, ha ringraziato dell’opportunità offerta agli stagisti di conoscere da vicino la struttura del settimanale “Prospettive”, evidenziando anche che Prospettive sia ancor oggi uno dei giornali più letti a Catania e diocesi. “Le cose serie e dette seriamente” ha detto “sono poi seguite e pagano. L’informazione religiosa è utile anche per i non credenti perché è cultura, fa ragionare”. Memoex Programma s. Chiara 2013 11 agosto ore 10.00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.Ecc. Mons.Antonino Vescovo di Acireale Raspanti ore 18.00 : Transito S. Chiara ClarisseMonastero “S. Giuseppe”, Via Piave, 6 - S. Gregorio di Catania - C.da Celza - Tel. 095 7179663 10 Prospettive - 4 agosto 2013 DIOCESI Riflessioni sul Vangelo FATE MORIRE…CIÒ CHE APPARTIENE ALLA TERRA: QUELLA CUPIDIGIA CHE È IDOLATRIA… XVIII DOM T.O. / C - Qo 1,2;2,21-23; Sal 89/90,3-6.12-14.17;Col 3,1-5.9-11; Lc12,13-21 La vita dell’uomo è sempre un continuo dibattimento tra l’avere e l’essere. L’avere è la cosa più semplice, basta avere denaro e potere comprare, ma ancora peggio è non avere denaro, non potere comprare ed essere nella condizione di desiderare. Solo il desiderare diventa fonte di danni incalcolabili sia psicologicamente sia umanamente. Il libro del Qohelet ci avverte che tutto è vanità, che è vanità delle vani- tà. Sia chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo, dovrà lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato, sia chi ha lavorato con delinquenza. La domanda tragica la pone lo stesso autore del Qohelet: “Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole?” Alla domanda segue una considerazione ancor più tragica per quanto realistica: “Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa”. Il vangelo, in cui Gesù chiarisce di non voler essere coinvolto in questioni ereditarie, avverte di stare lontani dalla cupi- digia. Infatti l’uomo non è padrone dei suoi giorni: “Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede”. La parabola dell’uomo ricco che ingrandisce i suoi granai per stare sereno e soddisfatto: “ Ma Dio gli disse : “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”. Si deduce da tutto questo che sia la sapienza umana e sia quella divina hanno ragione nel suggerire di stare lontani dalla cupidigia. Cosa bisogna fare? San Paolo ricorda a noi tutti cristiani il principio di vita: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è il Cristo… rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”. Con questo principio l’attenzione di ciascuno di noi è rivolta alle cose del cielo, quindi la vita di ciascuno di noi diventa segno della nostra unione con Dio, lontano da ogni “impurità, desideri mondani, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria”. Questa penso sia la vera impostazione di vita cristiana che tutti noi dobbiamo assumere, non dimentichi della beatitudine. “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno di Dio”. Leone Calambrogio San Paolo in briciole La preghiera di Paolo Ef 3,14-21 La preghiera di Paolo per i pagani è molto interessante. Dichiara di piegare le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché egli conceda la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei loro cuori e cosi radicati e fondati nella carità, siano in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siano ricolmi di tutta la pienezza di Dio. Conclude con una professione di lode. A colui che in tutto ha potere di fare /molto più di quanto possiamo domandare o pensare, / secondo la potenza che opera in noi, / a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù / per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen L.C. Il Sacerdote sa che la prima sollecitazione alla missione è un forte richiamo alla vita secondo lo Spirito Povertà e libertà: i bagagli della vita Povertà Povertà e libertà fanno riscoprire la bellezza del mondo e la bontà delle cose. Nel primo capitolo del suo Vangelo, Giovanni descrive il primo radunarsi dei discepoli attorno a Gesù. È tutto un rilanciare la notizia, un passarsi la voce, un invitare gli altri ad unirsi. Ma questa, che potremmo chiamare la prima comunicazione missionaria del Vangelo, della “Buona Notizia”, è preceduta da una pausa contemplativa. Due discepoli del Battista seguono Gesù. Invitati da lui, vanno e vedono dove egli abita, dimorano con lui per alcune ore. In Giovanni il verbo “dimorare” vuol dire non solo stare in un luogo, ma entrare nel mondo spirituale di una persona, affiatarsi con i suoi pensieri, assimilare i suoi desideri, condividere la sua missione in mezzo agli altri uomini. Stare insieme Anche Marco, nel descrivere la chiamata dei Dodici, accenna al momento dello “stare con Gesù”: “Poi Gesù salì sopra un monte, chiamò vicino a sé alcuni che aveva scelti ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici, perché restassero con lui e venissero mandati in missione per predicare e per avere il potere di scacciare i demoni”. Troviamo i grandi temi della missione: la elezione, la chiamata, l’invio, il potere prodigioso che si sprigiona dalla predicazione evangelica. Ma tutto questo comporta un “restare insieme con lui”. L’apostolato non è una iniziativa che i discepoli elaborano in aggiunta al loro rapporto di discepolato con Gesù, ma è semplicemente l’approfondimento e lo sviluppo della sequela. Anche noi siamo invitati a fondare il rinnovamento apostolico, missionario, cattolico della nostra azione pastorale in un approfondimento della sequela. Ritorniamo alle pagine bibliche sulla missione per dimorare in esse, per far penetrare la loro energia interiore nelle situazioni di difficoltà, nelle “prove”. La forza del Vangelo può essere colta e assimilata da ciascuno di noi e dalle nostre comunità attraverso la scoperta di alcuni valori e procedimenti spirituali che essa ha suscitato nella storia della comunità cristiana. Ci sono tre aspetti importanti: aspetto esistenziale, aspetto istituzionale, aspetto culturale. La missione è anzitutto un fatto dell’esistenza. L’esistenza cristiana, plasmata dallo Spirito di Gesù, proclama, dimostra, fa vedere che Gesù è il Signore, è la verità, la salvezza, la speranza dell’uomo. Le difficoltà che incontriamo sul piano ecclesiale e su quello culturale, in fondo dipendono da una insufficiente assimilazione esistenziale della forza del Vangelo. D’altro lato, se la nostra esistenza diventa veramente evangelica, riesce a sciogliere i nodi problematici della missione istituzionale e culturale. Responsabilità Qui ciascuno è chiamato in causa con le proprie personalissime responsabilità dinanzi alla vocazione cristiana. Raccogliamo, però, dalla tradizione due sollecitazioni che riguardano alcuni aspetti generali della vita attuale dal punto di vista della piena dedizione della nostra esistenza al Vangelo. La prima sollecitazione è un forte richiamo alla vita secondo lo Spirito. Nelle nostre comunità cerchiamo di curare l’annuncio delle verità cristiane, rinnoviamo le celebrazioni sacramentali, educhiamo a un impegno operativo, ma forse stiamo trascurando qualche volta quella che si chiamava un tempo la formazione, l’ascetica, la vita interiore. Finiamo così per pensare che la vita cristiana stia davanti a noi come un complesso di fatti, di verità, di gesti, che sta a noi assimilare con le nostre forze. La fede invece ci dice che non solo Gesù è il dono del Padre; dono del Padre è anche lo Spirito Santo, senza la cui presenza e guida interiore ci è impossibile assimilare personalmente quello che Gesù è per ciascuno di noi. Occorre riscoprire e aggiornare la grande tradizione spirituale cristiana. Gli esempi e gli scritti dei santi, specialmente le loro autobiografie, la direzione e il colloquio spi- rituale, la comunicazione della fede in famiglia, nel gruppo, nella comunità, la meditazione quotidiana e gli Esercizi Spirituali, sono alcuni mezzi che occorre riprendere in mano vigorosamente per disporre il cuore a ricevere la grazia dello Spirito. La coltivazione della vita spirituale ci rende attenti anche agli ostacoli peccaminosi che noi opponiamo alla guida dello Spirito Santo. Di qui l’atteggiamento penitenziale, che trova suggello e alimento nella celebrazione del sacramento della penitenza. La crisi, che questo sacramento sta attraversando nella coscienza e nella prassi delle nostre comunità, deve preoccuparci. Si dice che questo sacramento è in crisi perché in crisi è la coscienza dei valori morali e conseguentemente la coscienza dei pec- cati che negano i valori morali. Forse va colta anche una prospettiva complementare: stiamo attraversando una pericolosa crisi della coscienza morale, perché è in crisi la celebrazione del sacramento della penitenza. Infatti la percezione dei nostri peccati è connessa con la percezione del bene che viene violato dal peccato. La percezione del bene, a sua volta, si ha soltanto in quell’atteggiamento spirituale ricco e complesso, con cui noi, a partire dall’esperienza dei beni parziali, provvisori, penultimi, ci apriamo al riconoscimento e all’accoglimento del Bene ultimo e definitivo, che è il mistero di Dio. Il Bene, quindi, più che descritto e precisato, può essere cercato, invocato, celebrato, accolto. In particolare il cristiano cerca, celebra, accoglie la rivelazione definitiva del Bene in Gesù, nella sua vita e nella sua Pasqua. Anche la scoperta, il riconoscimento, il superamento del peccato, pur radicandosi in atteggiamenti che nascono dal di dentro del cuore, ultimamente avvengono alla presenza di Gesù, si suggellano nella celebrazione dell’amore misericordioso del Padre Padre Angelico Savarino 11 Prospettive - 4 agosto 2013 eventi Tiziana Carlini ha diretto al Cortile Platamone le arie e i cori di Verdi La colonna sonora del Risorgimento l Cortile Platamone, per la stagione estiva del Teatro Massimo “V. Bellini” si è svolto il concerto corale diretto da Tiziana Carlini con omaggio a Verdi, che non comprendeva i classici brani corali (come il brindisi della Traviata), ma ha esordito con brani repubblicani. In programma pagine da Otello, Ballo in maschera, Trovatore, Macbeth, Ernani, Nabucco, significative degli ardori romantici e risorgimentali. Alcuni di quei canti hanno assunto con il tempo quello spessore politico che in origine contenevano, ma sotteso: I lombardi alla prima crociata (O Signore dal tetto natio), La battaglia di Legnano (Giuriam d’Italia por fine ai danni), il Nabucco (Gli arredi festivi) sono stati intesi come inni patriottici ed erano nell’Ottocento uno dei mezzi più efficaci per far conoscere le nuove idee di libertà e di indipendenza. Allora come adesso le arie e i cori che parlano al cuore e alle coscienze, sono state accolte con entusiasmo e successo da parte del pubblico. Il complesso lirico-corale dell’Ente, è oggi tra i migliori d’Italia, sotto la sapiente guida della Carlini, spesso formidabile supporter delle produ- A zioni liriche e sinfoniche del teatro, ed è stato accompagnato dalla pianista Paola Selvaggio; Antonella Guida ha letto brani significativi dell’epistolario verdiano che hanno accompagnato la serata; un brano di Antonio Fogazzaro rivolto al Senato, che annunciava la morte di Verdi. duto da una ripartizione monetaria alle persone bisognose. Palpitante la frase del compositore che recita “non è vero che la tradizione della melodia in Italia sia finita” e continuava parlando di “spirito immortale” “fede italiana” e di “gloria imperitura”. Un discorso pronunziato pri- intervista a Tiziana Carlini Perché la scelta di verdi e dei brani legati al Risorgimento? “La produzione di Verdi offre notevoli possibilità,certo il risorgimento è quello più conosciuto e in questo momento più interessante”. Cosa vuole sottolineare in questa serata? “Ero partita per presentare un Verdi più amante della tavola, dei valori veri, dei rapporti tra esseri,quasi un gemellaggio, incontrando il pubblico all’entrata e brindando con loro con semplice lambrusco ed un pezzetto di grana per immetterli nell’atmosfera del concerto “emiliano”, ma il teatro non ha accettato notevole è l’apporto di Verdi per l’unità e questo è stato il filo conduttore ed anche la mia ricerca delle letture si è incentrata sul suo testamento poiché è una grande lezione di vita, un grande con l’animo di un semplice”. La preparazione del coro quale impegno ha comportato? “La preparazione del coro è stata completata cercando di sviscerare al più possibile l’anima ed il volere di Verdi, ho creato colori dal coro a mio avviso stupendi, perché hanno fatto cantare il cuore e donato al pubblico il sentimento più puro”. Apprezzato il testamento del compositore, che ordinava per sé un funerale senza musica e solennità e prece- ma di morire nel 1901, è stato un chiaro messaggio di grandi valori e ideali che vale anche per gli italiani attuali, che hanno smarrito il bene comune, il talento e i nobili sentimenti, nella speranza di una rigenerazione anche politica. Lettura di arricchimento, anche con le note sull’interessante rapporto cucina arte, alchimia pantagruelica per il grande Verdi che considerava il pranzo come opera d’arte. Pubblico entusiasmato che ha richiesto un bis di Tiziana Carlini con un “Va pensiero”, dove qui il popolo, è protagonista come nei Lombardi, ma con una differenza che il coro sa offrire, una prova di diversità nel ruolo emotivo vocale, ma antitetico nella psicologia di fondo tra le due arie. Nel “Va pensiero” gli ebrei sognano la loro terra natia ma sono conquistati ed oppressi dagli Assiri, nei Lombardi i milanesi sognano le loro belle colline nebbiose attraversate dai fiumi, e qui comincia a porre il compositore i buoni fra gli attivi e i belligeranti. I buoni non sono più gli ebrei rasseganti, ora sono i lombardi battaglieri. Arie patriottiche di chiaro contenuto sovversivo con La battaglia di Legnano, rappresentata durante la Repubblica Romana nel 1849, e le note musicali esprimono questo momento di coinvolgimento, per passare nell’Ernani alla musica del cannone. Il Maestro è riuscito a scuotere oggi come allora il pubblico, e dal passato lo riporta con nuovo vigore al presente. Emiliana verace e passionale, venuta dalla città che diede i natali al tricolore italiano, Tiziana Carlini, maestro del coro del Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania ha costruito e regalato al “cielo sopra il Bellini” un evento celebrativo del suo illustre conterraneo Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita. La Musa Il Santo Padre ai giovani: “Non lasciatevi rubare la speranza” olto spesso i problemi che affiggono l’odierna società sono dibattuti solo quando, per un tragico evento, risaltano (per un periodo più o meno breve) sotto i riflettori dei diversi media: il dibattito si alimenta, tutti ne parlano e poi il problema viene avvolto nuovamente nel silenzio e l’opinione pubblica passa ad un altro caso. Ma ci sono problemi che da anni ormai persistono e che giorno dopo giorno causano dolore e morte, anche e soprattutto tra i giovani: realtà di sofferenza, vissute nel proprio piccolo senza essere osservate. Uno di questi è la droga. E molti sembrano davvero ignorare questa grave realtà.. Il consumo frequente di sostanze stupefacenti coinvolge sempre più i giovani, ma il dato ancora più agghiacciane riguarda la loro età: sempre più ‘in tenera età’ ne iniziano il consumo, magari per gioco, e poi, via via, vengono risucchiati nel suo vortice, senza avere più la possibilità di venirne fuori. Molti scelgono la droga come un’alternativa ai problemi quotidiani, credendo di poter stare meglio, ma in realtà non fanno altro che dare inizio ad un ‘tormento’ che non lascia via d’uscita. E proprio ai giovani, vittime di questa dipendenza, il Santo Padre si è rivolto dicendo: “non lasciatevi rubare la speranza” ed ancora “a chi è caduto nel buio della dipendenza, M Il coraggio di riprendere in mano la propria vita magari senza sapere come, diciamogli: puoi rialzarti, è faticoso, ma è possibile se tu lo vuoi”. Parole semplici che arrivano in fondo al cuore, trasmettendo tutto l’amore e l’attenzione che il Santo Padre ha riversato con numerosi gesti, tra cui abbracci e carezze, in occasione, lo scorso mercoledì 24 luglio 2013, della visita all’ospedale “San Francesco d’Assisi”, dove ha benedetto una nuova struttura. Il “Polo di attenzione integrale alla salute mentale”, costruito grazie all’apporto della Cei con i fondi “8 per mille” della somma stanziata per il cosiddetto “terzo mondo”, è stato creato per il recupero dei giovani tossicodipendenti. La droga rappresenta per il Brasile una vera e propria piaga che ogni giorno miete sempre più vittime. Secondo stime accertate, il 3% della popolazione consuma crack, dato che potrebbe aumentare a causa di una nuova droga, l’oxi, molto simile alla prima per l’aspetto, ma molto più economica, dunque a buon mercato. Padre Francisco Bellotti, direttore dell’Ospedale Sao Francisco de Assis na Provedencia, ha chiesto al Santo Padre di “gridare ai giovani oppressi dalla vita e dai problemi: mai più droga e sempre e solo un sì deciso alla vita”. E Papa Francesco ha voluto proprio rivolgersi non solo a tutti coloro che ogni giorno si trovano a contatto con queste realtà, il personale medico e i volontari, ma soprattutto a coloro i quali sono dentro questo tunnel e non riescono più a vedere una speranza per il proprio domani: “a tutti voi vorrei ripetere: non lasciatevi rubare la speranza!”. “Sulla tossicodipendenza bisognerebbe avere un po’ più di coraggio nell’amare veramente i giovani. Vedendo la loro sofferenza, bisogna essere appassionati davvero, per poter dire loro di dare un ‘taglio netto’, dallo spinello alle droghe chimiche. Chi entra in quel giro si fa del male e può fare del male. Bisogna aiutare i ragazzi a starne alla larga ha affermato Ernesto Olivero, fondatore nel 1964 dell’ “Arsenale della pace” a Torino e, attraverso il Sermig, presente a San paolo del Brasile con “L’arsenale della speranza”. “All’Arsenale di Torino sono passati centinaia di migliaia di giovani, alcuni di loro tossicodipendenti. Abbiamo sempre detto di avere il coraggio di ‘dare un taglio’ alle droghe. Agli stessi giovani poi bisogna rivolgere l’invito ad essere più amici tra di loro, più ‘custodi’ gli uni degli altri: se qualcuno è più debole, i più forti dovrebbero aiutarlo. Credo che oggi un’azione incisiva debba consistere nell’aiutare con grande franchezza i ragazzi a imparare a dire dei ‘sì’ e dei ‘no’. Credo che questo Papa, che ama i giovani, possa rappresentare un grosso impulso per ognuno di noi”. Berenice Ai lettori e collaboratori di La redazione e l’amministrazione di Prospettive augura ai propri lettori un sereno riposo estivo e dà appuntamento al 1° settembre, quando il nostro settimanale ritornerà in edicola al rientro dalle ferie.